CELEX: 32018H0910(08)
Language: it
Date: 2018-07-13 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 13 luglio 2018, sul programma nazionale di riforma 2018 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 della Spagna

10.9.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 320/33
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 13 luglio 2018
      sul programma nazionale di riforma 2018 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 della Spagna
      (2018/C 320/08)
      IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
      visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l'occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2018. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 22 marzo 2018 ha approvato le priorità indicate nell'analisi annuale della crescita. Il 22 novembre 2017 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Spagna è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 22 marzo 2018. Il 14 maggio 2018 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro (3) («raccomandazione per la zona euro»).
               
            
                  (2)
               
               
                  In quanto Stato membro la cui moneta è l'euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell'Unione economica e monetaria, la Spagna dovrebbe assicurare l'attuazione piena e tempestiva della raccomandazione per la zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 3.
               
            
                  (3)
               
               
                  Il 7 marzo 2018 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Spagna 2018, nella quale sono valutati i progressi compiuti dalla Spagna nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio l'11 luglio 2017 (4), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì l'esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati lo stesso 7 marzo 2018. L'analisi ha portato la Commissione a concludere che la Spagna presenta squilibri macroeconomici. In particolare, gli ingenti stock di debito estero e interno, sia pubblico che privato, in un contesto di elevata disoccupazione, continuano a costituire un punto debole di rilevanza transfrontaliera. Il riequilibrio esterno prosegue grazie agli avanzi delle partite correnti registrati dal 2013, sostenuti da miglioramenti strutturali nell'andamento degli scambi. Tuttavia, le passività nette verso l'estero restano elevate. Prosegue anche la riduzione del debito del settore privato, sostenuta da condizioni di crescita favorevoli, ma permane l'esigenza di ridurre l'indebitamento. Un settore finanziario più sano stimola l'attività economica. Nonostante la forte crescita del PIL nominale, il debito pubblico in percentuale del PIL si sta riducendo solo con lentezza. Pur continuando a diminuire rapidamente, il tasso di disoccupazione rimane molto elevato e il notevole grado di segmentazione del mercato del lavoro impedisce una crescita più rapida della produttività del lavoro. Dopo il forte impulso di riforma tra il 2012 e il 2015, i progressi compiuti nel dare seguito alle raccomandazioni sono stati più limitati. L'attuale situazione economica offre l'opportunità di effettuare le riforme ancora necessarie allo scopo di rendere l'economia spagnola più resiliente e di favorire l'aumento della produttività.
               
            
                  (4)
               
               
                  La Spagna è attualmente nel braccio correttivo del patto di stabilità e crescita. Nel programma di stabilità 2018 la Spagna prevede di correggere il disavanzo eccessivo entro il 2018, in linea con la decisione (UE) 2017/984 del Consiglio che intima alla Spagna di adottare le misure per la riduzione del disavanzo ritenute necessarie per correggere la situazione di disavanzo eccessivo (5). Il saldo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe continuare a migliorare raggiungendo un avanzo dello 0,1 % del PIL nel 2021. Il programma di stabilità 2018 include tutte le misure previste dal progetto di legge di bilancio trasmesso al parlamento il 3 aprile 2018 e misure aggiuntive annunciate a fine aprile 2018. Non si prevede di raggiungere l'obiettivo di bilancio a medio termine di una posizione di bilancio in pareggio in termini strutturali nel periodo coperto dal programma di stabilità 2018. Secondo il programma di stabilità 2018, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe diminuire attestandosi al 97,0 % nel 2018, al 95,2 % nel 2019 e all'89,1 % nel 2021. Le ipotesi macroeconomiche del programma di stabilità 2018 sono plausibili. In generale, il previsto conseguimento degli obiettivi di disavanzo nominale si basa sempre sul presupposto che le prospettive economiche rimangano molto favorevoli e che la spesa pubblica cresca in misura inferiore al PIL nominale. I rischi per il conseguimento degli obiettivi di bilancio riguardano una crescita delle entrate più forte e un aumento della spesa più contenuto rispetto a quanto indicato nelle previsioni di primavera 2018 della Commissione, nonché la possibile materializzazione di ulteriori passività potenziali.
               
            
                  (5)
               
               
                  Nella decisione (UE) 2017/984 il Consiglio ha chiesto alla Spagna di porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo entro il 2018 e, in particolare, di ridurre il disavanzo pubblico portandolo al 4,6 % del PIL nel 2016, al 3,1 % del PIL nel 2017 e al 2,2 % del PIL nel 2018. Sulla base delle previsioni di primavera 2016 aggiornate della Commissione, tale miglioramento del saldo delle amministrazioni pubbliche è considerato coerente con un peggioramento del saldo strutturale dello 0,4 % del PIL nel 2016 e con un miglioramento dello 0,5 % del PIL sia nel 2017 che nel 2018. La Spagna ha raggiunto un disavanzo nominale pari al 3,1 % del PIL nel 2017, come richiesto dalla decisione (UE) 2017/984 del Consiglio. Sulla base delle previsioni di primavera 2018 della Commissione, il disavanzo nominale dovrebbe scendere al 2,6 % del PIL nel 2018, superando dello 0,4 % del PIL l'obiettivo di disavanzo nominale fissato nel programma di stabilità 2018 e quello stabilito dal Consiglio. Rispetto al programma di stabilità 2018, le previsioni di primavera 2018 della Commissione ipotizzano una crescita più bassa delle entrate pubbliche e una spesa un po' più elevata. Secondo le previsioni di primavera 2018 della Commissione, il saldo strutturale dovrebbe peggiorare dello 0,3 % del PIL nel 2018 (in un contesto di misure a incremento del disavanzo quali previste nel progetto di legge di bilancio per il 2018 trasmesso al parlamento il 3 aprile 2018), e registrare solo un lieve miglioramento nel 2019. Pertanto, lo sforzo di bilancio nel 2018 e cumulato nel periodo 2016-2018 presumibilmente non sarà garantito. Sebbene stia favorendo la riduzione del disavanzo, l'espansione economica non è utilizzata per rafforzare in modo strutturale le finanze pubbliche. Di conseguenza, nel suo parere sul documento programmatico di bilancio aggiornato della Spagna per il 2018 la Commissione ha concluso che il piano è sostanzialmente conforme alle disposizioni del patto di stabilità e crescita, poiché le previsioni di primavera 2018 della Commissione ipotizzano la tempestiva correzione del disavanzo eccessivo, ma è espansivo.
               
            
                  (6)
               
               
                  Nel 2019, qualora dovesse realizzare una correzione tempestiva e duratura del disavanzo eccessivo, la Spagna sarebbe sottoposta al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita e alla regola transitoria del debito. In considerazione del rapporto debito pubblico/PIL del paese al di sopra del 60 % del PIL e del previsto divario positivo tra prodotto effettivo e prodotto potenziale del 2,3 % del PIL, in linea con l'aggiustamento strutturale annuo dell'1,0 % del PIL imposto dalla matrice comune di aggiustamento concordata nell'ambito del patto di stabilità e crescita, la spesa pubblica primaria netta nominale (6) dovrebbe ridursi almeno dello 0,3 % nel 2019. Nel contempo, vi sono segnali di una sottostima della capacità inutilizzata dell'economia. Nel 2019 la Spagna dovrebbe continuare a registrare uno dei tassi di disoccupazione più elevati dell'Unione, destinato a contenere le pressioni salariali (soprattutto nel settore privato), mentre l'inflazione dovrebbe restare ben al di sotto del 2 %. Ciò è indice di un persistente ristagno nel mercato del lavoro. Inoltre, anche se la valutazione da parte della Commissione della plausibilità del divario tra prodotto effettivo e potenziale non contrassegna come non plausibili le stime del divario tra prodotto effettivo e potenziale basate sulla metodologia concordata, essa indica una gamma piuttosto ampia di plausibili stime di tale divario per la Spagna. Su tale base, un aggiustamento strutturale annuo dello 0,65 % del PIL, corrispondente a un tasso massimo di crescita della spesa pubblica primaria netta dello 0,6 %, risulta opportuno. Stando alle previsioni di primavera 2018 della Commissione, a politiche invariate, vi è un rischio di deviazione significativa dall'aggiustamento di bilancio richiesto nel 2019. Inoltre, non si prevede che la Spagna possa rispettare i requisiti della regola transitoria del debito nel 2019. Nel complesso, il Consiglio è del parere che la Spagna debba essere pronta ad adottare ulteriori provvedimenti per assicurare la conformità nel 2018, e che a partire dal 2019 debba adottare i necessari provvedimenti per conformarsi alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. L'impiego di eventuali entrate straordinarie per ridurre ulteriormente il rapporto debito pubblico/PIL rappresenterebbe una risposta prudente.
               
            
                  (7)
               
               
                  Nella decisione (UE) 2017/984 il Consiglio ha inoltre chiesto alla Spagna di adottare misure volte a migliorare il suo quadro di bilancio, al fine di aumentare l'automaticità dei meccanismi di prevenzione e correzione delle deviazioni rispetto agli obiettivi di bilancio e potenziare il contributo della regola di spesa della legge di stabilità al risanamento di bilancio. Tuttavia, il programma di stabilità 2018 non prevede piani per rafforzare la regola della spesa interna, né misure per aumentare per legge l'automaticità dei meccanismi correttivi e preventivi. Il Consiglio ha inoltre richiesto alla Spagna di adottare misure volte a migliorare il quadro per la politica in materia di appalti pubblici. La Spagna ha fatto progressi con l'adozione, nel novembre 2017, di una nuova legge sui contratti del settore pubblico. Tuttavia, la nuova legislazione potrà aumentare l'efficienza e la trasparenza degli appalti pubblici solo se sarà attuata in tempi rapidi e in maniera ambiziosa attraverso la definizione della nuova struttura di governance e il miglioramento dei meccanismi di controllo delle procedure di appalto a tutti i livelli di governo. In particolare, la prossima strategia nazionale in materia di appalti pubblici dovrebbe specificare i controlli ex ante ed ex post che la nuova struttura sarà tenuta ad effettuare. Nel giugno 2017 il governo ha commissionato all'organismo di bilancio indipendente una revisione della spesa per determinate sovvenzioni del settore pubblico. La Commissione monitora l'attuazione della revisione, che dovrebbe concludersi entro l'inizio del 2019.
               
            
                  (8)
               
               
                  Il 27 aprile 2018 la Spagna ha presentato il programma nazionale di riforma 2018 e il programma di stabilità 2018. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente, onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (9)
               
               
                  La programmazione dei Fondi strutturali e di investimento europei («fondi SIE») per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. In applicazione dell'articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (7), ove necessario per sostenere l'attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio la Commissione può chiedere a uno Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull'applicazione delle misure per collegare l'efficacia dei fondi SIE a una sana gestione economica.
               
            
                  (10)
               
               
                  L'occupazione ha continuato a crescere a ritmo sostenuto in Spagna, anche grazie agli effetti delle precedenti riforme del mercato del lavoro e della moderazione salariale. Il tasso di disoccupazione continua a scendere, ma resta ben al di sopra dei livelli pre-crisi ed è tra i più alti dell'Unione. Ciò comporta un grande potenziale inespresso in termini di competenze, in particolare per i giovani disoccupati. I disoccupati senza lavoro da più di un anno stanno diminuendo in percentuale, ma sono ancora il 44,5 % di tutti i disoccupati. La Spagna ha adottato una serie di iniziative strategiche per estendere il sostegno individuale ai disoccupati di lunga durata e per aiutare i giovani ad accedere al mercato del lavoro e migliorarne l'occupabilità, in particolare aumentando il numero di beneficiari della garanzia per i giovani. L'efficacia di queste misure dipende anche dalla capacità dei servizi pubblici regionali per l'impiego e il sociale di fornire sostegno personalizzato a coloro che cercano lavoro, capacità che sta migliorando solo con lentezza. Vi è inoltre margine per una maggiore cooperazione con i datori di lavoro, in particolare attraverso l'aumento della percentuale di offerte di lavoro gestite dai servizi per l'impiego, una migliore definizione del profilo delle persone in cerca di lavoro e una migliore corrispondenza tra le esigenze di queste ultime e le esigenze dei datori di lavoro. Nel contempo, si dovrebbero proseguire gli sforzi per migliorare il coordinamento dei servizi per l'impiego e dei servizi sociali, che ha registrato progressi nel 2017.
               
            
                  (11)
               
               
                  La percentuale di dipendenti assunti con contratti a tempo determinato è tra le più alte dell'Unione e comprende soprattutto i giovani e i lavoratori scarsamente qualificati. I contratti a tempo determinato sono spesso a breve termine e raramente sono il primo passo verso un contratto a tempo indeterminato. L'ampio ricorso a questo tipo di contratti, anche nei settori meno soggetti alle attività stagionali o cicliche, può frenare l'aumento della produttività ed è spesso associato a minori diritti in termini di prestazioni sociali e a un aumento del rischio di povertà. I contratti a tempo indeterminato sono aumentati come percentuale della crescita occupazionale netta negli ultimi due anni, ma sono necessarie ulteriori misure per incentivare la transizione dai contratti di lavoro a tempo determinato a quelli a tempo indeterminato. Il sistema di incentivi all'assunzione è ancora frammentato e non mira a promuovere in modo efficace l'occupazione a tempo indeterminato. La Spagna ha adottato un piano per ridurre il ricorso ai contratti a tempo determinato nel settore pubblico, ma la sua attuazione è appena agli inizi e deve essere accelerata per conseguire l'obiettivo dell'8 % fissato per il 2019. Il numero di contratti a tempo determinato convertiti in contratti a tempo indeterminato è aumentato grazie al rafforzamento della capacità degli ispettorati del lavoro e della loro efficacia nel combattere gli abusi, ma ciò non sembra aver dissuaso i datori di lavoro dal fare ampio uso dei contratti a termine. La tavola rotonda tripartita istituita all'inizio del 2017 per discutere della qualità dell'occupazione non ha ancora avanzato proposte concrete. Il coinvolgimento delle parti sociali nell'elaborazione delle politiche è aumentato di recente, ma vi è ancora margine per ulteriori miglioramenti.
               
            
                  (12)
               
               
                  La crescita economica e la creazione di posti di lavoro stanno contribuendo a ridurre la percentuale di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale, che tuttavia resta al di sopra della media dell'Unione, come pure le disparità di reddito. La povertà lavorativa è fonte di preoccupazione, soprattutto nelle famiglie i cui membri sono assunti con contratti temporanei o a tempo parziale. La percentuale di povertà infantile, sebbene in diminuzione, resta molto elevata. L'impatto dei trasferimenti sociali diversi dalle pensioni sulla riduzione della povertà è inferiore alla media dell'Unione e in diminuzione. I sistemi di garanzia del reddito sono caratterizzati da grandi disparità nelle condizioni di accesso a livello regionale, nonché dalla frammentazione in una molteplicità di sistemi nazionali rivolti a differenti gruppi di persone in cerca di lavoro e gestiti da amministrazioni diverse. Di conseguenza, numerose persone bisognose non ricevono aiuto. In seguito al recente studio di valutazione dell'efficacia dei sistemi di garanzia del reddito nazionali e regionali non è stato ancora approvato alcun piano d'azione. Il lancio della carta sociale universale dovrebbe aumentare la trasparenza delle prestazioni sociali concesse e agevolare la partecipazione alle misure di attivazione associate, anche se non permetterà di ovviare direttamente alle carenze dei sistemi esistenti. Anche l'efficacia delle prestazioni familiari è scarsa e la copertura è disuguale. Il sistema pensionistico spagnolo riveste un ruolo importante nel mantenimento della qualità della vita delle persone anziane, che di conseguenza sono esposte a un rischio di povertà di molto inferiore a quello che minaccia le generazioni più giovani. In rapporto alla remunerazione, le pensioni attuali sono tra le più alte dell'Unione. Le ipotesi della relazione 2018 sull'invecchiamento demografico e della relazione 2018 sull'adeguatezza delle pensioni (8) indicano che le riforme del 2011 e del 2013 hanno contribuito a garantire la sostenibilità e la relativa adeguatezza delle pensioni nel lungo periodo. Tuttavia, gli aumenti delle pensioni e il rinvio del fattore della sostenibilità proposti durante il processo di adozione del progetto di bilancio 2018 mettono in discussione l'impegno a favore di queste riforme. Allo stesso tempo, queste misure non affrontano la sfida principale per l'adeguatezza del reddito dei futuri pensionati, che è connessa piuttosto all'elevato tasso di disoccupazione e alla segmentazione del mercato del lavoro.
               
            
                  (13)
               
               
                  Facendo fronte alle carenze nella capacità di innovazione delle imprese spagnole si potrebbe accrescerne la produttività. I risultati nel campo dell'innovazione e l'aumento della produttività sono ostacolati dal persistere di livelli di investimento nelle attività di ricerca e sviluppo modesti, il che rende altamente improbabile il conseguimento dell'obiettivo relativo all'intensità di ricerca e sviluppo di Europa 2020, fissato al 2 %. Questa tendenza è confermata dal tasso di esecuzione del bilancio pubblico per la ricerca e lo sviluppo, che è basso e in calo. Mentre la governance delle politiche nazionali in materia di ricerca e innovazione sta diventando più efficiente, in parte grazie alla nuova Agenzia di Stato per la ricerca, il coordinamento nazionale-regionale nella concezione, nell'attuazione e nella valutazione delle politiche resta debole. Lo sviluppo di una cultura della valutazione per misurare in modo sistematico l'efficacia dei programmi e delle politiche di sostegno consentirebbe di trarre insegnamenti dalle politiche e di creare sinergie tra i diversi livelli di governo.
               
            
                  (14)
               
               
                  La limitata capacità di innovazione delle imprese spagnole è imputabile anche alla mancata corrispondenza tra domanda e offerta di competenze, che influenza negativamente il potenziale a lungo termine di crescita della produttività. La sottoqualificazione e la sovraqualificazione in ambito lavorativo sono diffuse. Nonostante il netto miglioramento registrato nell'ultimo decennio, il tasso di abbandono scolastico è ben al di sopra della media dell'Unione. Insieme ai risultati scolastici, esso varia notevolmente da regione a regione e può pregiudicare la parità di opportunità. I programmi mirati volti ad eliminare queste disparità finora hanno sortito solo effetti limitati. Il patto sociale e politico nazionale in tema di istruzione, finalizzato a una profonda riforma del sistema scolastico, è ancora in fase di negoziazione. Nel frattempo, è necessario favorire lo sviluppo professionale degli insegnanti riducendo i contratti a tempo determinato e destinando maggiori risorse alla loro formazione. Allo stesso tempo, i laureati in particolare incontrano difficoltà a trovare un'occupazione adeguata e stabile nel mercato del lavoro. Una maggiore cooperazione tra il mondo dell'istruzione e le imprese potrebbe favorire l'accesso dei giovani laureati al mercato del lavoro, fornendo nel contempo alle imprese le competenze di cui hanno bisogno per rafforzare la loro capacità di innovazione. In questo contesto, la proposta relativa a una nuova strategia digitale nazionale riconosce la necessità di migliorare le competenze digitali. Le sfide da affrontare riguardano il basso numero di specialisti in tecnologie dell'informazione e della comunicazione e la promozione del ruolo dei sistemi scolastici nel miglioramento delle competenze digitali. La riqualificazione dei lavoratori in termini di competenze digitali consentirebbe inoltre alle imprese spagnole di restare competitive nel contesto di un'economia sempre più digitalizzata.
               
            
                  (15)
               
               
                  Anche le disparità normative nell'ambiente imprenditoriale agiscono da freno all'aumento della produttività. Nel contesto attuale, le disparità normative e le restrizioni nell'ambiente imprenditoriale contribuiscono a mantenere elevati i mark-up, riducendo la mobilità geografica delle imprese e dei lavoratori e limitando l'aumento della produttività. La legge sull'unità del mercato, volta a risolvere questo problema, è stata attuata solo in parte. È necessario migliorare il monitoraggio dell'applicazione di tale legge a livello regionale e locale e rafforzare il ruolo delle conferenze settoriali. La medesima legge ha introdotto il principio in base al quale la conformità ad alcuni requisiti in una parte del territorio consentirebbe alle imprese di operare su tutto il territorio. In diverse sentenze emesse nel 2017 la Corte costituzionale ha ritenuto che tale principio non è valido in assenza di norme minime comuni o equivalenti per accedere a un'attività economica o esercitarla. In considerazione di queste sentenze, la definizione di norme comuni o equivalenti in tutto il territorio potrebbe contribuire al conseguimento degli obiettivi di tale legge. Inoltre, la cooperazione tra i diversi livelli di governo dovrebbe essere migliorata in tutte le fasi dell'attuazione per contrastare più efficacemente gli effetti negativi della frammentazione per le imprese. Dovrebbero essere accelerate le attività del comitato per il programma «Legiferare meglio», istituito per assicurare che la normativa sia allineata all'acquis dell'Unione sui servizi. Nel pacchetto sui servizi adottato nel gennaio 2017 sono state inoltre evidenziate le restrizioni che riguardano alcune professioni regolamentate, come quelle degli ingegneri civili e degli architetti, per le quali ad oggi non sono state intraprese misure specifiche.
               
            
                  (16)
               
               
                  Più in generale, il miglioramento della qualità delle istituzioni potrebbe rafforzare la fiducia nell'economia spagnola e accentuare i benefici derivanti dalle misure adottate per rafforzare l'aumento della produttività. Sono stati compiuti progressi per quanto riguarda la trasparenza del finanziamento dei partiti, la dichiarazione della situazione patrimoniale e la comunicazione dei conflitti di interesse. Il contesto imprenditoriale ha beneficiato anche dei progressi compiuti nella lotta contro la corruzione, sebbene permangano preoccupazioni in questo ambito. Inoltre, la percezione dell'indipendenza del sistema giudiziario è migliorata presso i cittadini e le imprese. Si stanno compiendo sforzi per migliorare ulteriormente l'efficienza del sistema giudiziario e bisogna proseguire su questa strada. Nonostante alcuni progressi realizzati in questo vasto ambito, permane l'esigenza di accrescere la fiducia nelle istituzioni a tutti i livelli di governo.
               
            
                  (17)
               
               
                  L'ulteriore potenziamento delle infrastrutture per il trasporto, l'energia e l'acqua favorirebbe la coesione territoriale, una migliore integrazione nel mercato comune e l'aumento della produttività. C'è carenza di investimenti nei collegamenti transfrontalieri dei settori dei trasporti e dell'energia e nelle infrastrutture idriche. Le infrastrutture del trasporto ferroviario di passeggeri e merci potrebbero essere utilizzate meglio. I diversi scartamenti presenti in Spagna, Portogallo e Francia sono un importante ostacolo al miglioramento dei collegamenti ferroviari, sebbene di recente siano state completate nuove tratte che utilizzano lo scartamento standard prevalente a livello internazionale. Sono state riscontrate carenze anche nei collegamenti ferroviari per il trasporto merci fra i principali porti delle coste atlantiche e mediterranee e le aree industriali interne. La connettività insufficiente impedisce inoltre di conseguire una maggiore integrazione nei mercati dell'energia elettrica e del gas dell'Unione. Sono necessari ulteriori investimenti nelle infrastrutture per migliorare la gestione delle risorse idriche, ad esempio per il trattamento delle acque reflue, la riduzione delle perdite nelle reti e il miglioramento dell'approvvigionamento idrico. Ne deriverebbero vantaggi per la Spagna in termini ambientali, economici e sociali.
               
            
                  (18)
               
               
                  Nell'ambito del semestre europeo 2018, la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Spagna, che ha pubblicato nella relazione per paese 2018. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2018, il programma nazionale di riforma 2018 e il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Spagna negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Spagna, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell'Unione alle future decisioni nazionali.
               
            
                  (19)
               
               
                  Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2018 e il suo parere (9) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
               
            
                  (20)
               
               
                  Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2018 e il programma di stabilità 2018. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 3,
               
            RACCOMANDA che la Spagna adotti provvedimenti nel 2018 e nel 2019 al fine di:
      
                  1.
               
               
                  Garantire la conformità con la decisione (UE) 2017/984 del Consiglio che, nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, intima l'adozione di misure, comprese quelle volte ad assicurare l'applicazione del quadro di bilancio e degli appalti pubblici a tutti i livelli di governo, per poi assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi lo 0,6 % nel 2019, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,65 % del PIL. Utilizzare entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL.
               
            
                  2.
               
               
                  Provvedere affinché i servizi per l'impiego e i servizi sociali abbiano la capacità di fornire un effettivo sostegno alle persone in cerca di lavoro, anche attraverso una migliore cooperazione con i datori di lavoro. Favorire la transizione verso contratti a tempo indeterminato. Migliorare l'assistenza alle famiglie e aumentare l'efficacia dei sistemi di garanzia del reddito, affrontando il problema delle lacune, semplificando i sistemi nazionali e riducendo le disparità nelle condizioni di accesso ai sistemi regionali. Ridurre l'abbandono scolastico e le disparità regionali per quanto concerne i risultati scolastici, in particolare mediante un migliore sostegno a studenti e insegnanti.
               
            
                  3.
               
               
                  Aumentare gli investimenti pubblici nella ricerca e nell'innovazione ed effettuare regolarmente valutazioni delle politiche di sostegno nel settore al fine di accertarne l'efficacia. Intensificare la cooperazione tra mondo dell'istruzione e imprese per ridurre il problema della mancata corrispondenza tra domanda e offerta di competenze. Proseguire l'attuazione della legge sull'unità del mercato provvedendo affinché, a tutti i livelli di governo, le norme che disciplinano l'accesso alle attività economiche e il loro esercizio, in particolare per i servizi, siano conformi ai principi sanciti in tale legge e migliorando la cooperazione tra le amministrazioni.
               
            
         Fatto a Bruxelles, il 13 luglio 2018
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               Il presidente
            
            H. LÖGER
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
      
         (3)  GU C 179 del 25.5.2018, pag. 1.
      
         (4)  GU C 261 del 9.8.2017, pag. 1.
      
         (5)  GU L 148 del 10.6.2017, pag. 38.
      
         (6)  La spesa pubblica primaria netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell'Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell'Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. La formazione lorda di capitale fisso finanziata a livello nazionale è spalmata su un periodo di quattro anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.
      
         (7)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
      
         (8)  Commissione europea (2018), Relazione 2018 sull'adeguatezza delle pensioni: adeguatezza del reddito attuale e futuro nella terza età nell'UE, volume I e volume II - Relazione congiunta preparata dal Comitato per la protezione sociale (CPS) e dalla Commissione europea (DG EMPL), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo, 2018.
      
         (9)  A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.