CELEX: 52001PC0809
Language: it
Date: 2002-01-07
Title: Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Danimarca ad applicare un'aliquota di accisa differenziata all'olio combustibile pesante e all'olio combustibile per usi domestici, utilizzati da talune imprese ai sensi della direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 4

Avis juridique important

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52001PC0809

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Danimarca ad applicare un'aliquota di accisa differenziata all'olio combustibile pesante e all'olio combustibile per usi domestici, utilizzati da talune imprese ai sensi della direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 4  /* COM/2001/0809 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Danimarca ad applicare un'aliquota di accisa differenziata all'olio combustibile pesante e all'olio combustibile per usi domestici, utilizzati da talune imprese ai sensi della direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 4(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Presentazione della domandaCon lettera del 2 agosto 2001, la Danimarca ha presentato, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992 [1], relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali, una domanda di autorizzazione ad applicare un'aliquota di accisa differenziata all'olio combustibile pesante e all'olio combustibile per usi domestici, utilizzati dalle imprese ad elevato consumo di energia, per la produzione di riscaldamento e di acqua calda. A seguito di una richiesta di elementi d'informazione supplementari, le informazioni più recenti, necessarie all'esame della pratica sono pervenute alla Commissione l'11 ottobre 2001.[1]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 12, direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).Nel 1995, il Parlamento danese ha adottato un pacchetto di misure favorevoli all'ambiente, ai sensi delle quali, dal 1998, tutte le imprese dovevano corrispondere una tassa sull'energia utilizzata per la produzione di riscaldamento e di acqua calda.Nel 1998 il Parlamento danese ha inoltre aumentato del 20 % l'accisa sull'elettricità e i combustibili che servono alla produzione di riscaldamento e di acqua calda. Si tratta di un aumento scaglionato fra il 1998 e il 2001.Nel 1999 si è constatato che, rispetto alle tasse fissate all'adozione del regime nel 1995, le imprese corrispondevano tasse sul riscaldamento nettamente più elevate: l'importo in questione avrebbe dovuto ammontare, nel 2000, a 910 milioni di DKK (122 milioni di euro). Orbene, da una stima di dicembre 2000 risulta che le tasse sul riscaldamento corrisposte di fatto dalle imprese sono ammontate nel 2000 a 1 350 milioni di corone (pari a 181 milioni di euro) e cioè del 50 % in più di quanto previsto in partenza.In tale contesto, il Parlamento danese ha adottato nel dicembre 1999 [2] una legge che permette alle imprese ad elevato consumo di energia per la produzione di riscaldamento e di acqua calda, di beneficiare di una riduzione delle tasse sulle emissioni di CO2 e sull'energia. Tali imprese devono impegnarsi tuttavia ad effettuare investimenti intesi a migliorare il rendimento energetico dei loro impianti di produzione di riscaldamento e di acqua calda.[2]  La base giuridica è la legge 1107 del 29 dicembre 1999.L'accisa ridotta è pari al 22% della tassa CO2 /energia sulla produzione di riscaldamento e di acqua calda:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;L'aliquota di accisa ridotta resta superiore all'aliquota di accisa minima comunitaria.L'aliquota di accisa differenziata mira a compensare in parte un prelievo fiscale sul riscaldamento nettamente più elevato rispetto a quanto inizialmente previsto all'adozione del pacchetto di misure ecologiche.Saranno ammesse al beneficio dell'aliquota di accisa ridotta le imprese, le cui tasse sul riscaldamento risultano superiori al 2% dell'aumento IVA loro imponibile (corrispondente cioè al valore delle vendite dell'impresa, al netto degli acquisti, ed equivalente, tuttavia, al 10% minimo delle vendite dell'impresa). Secondo le previsioni, da 60 a 80 imprese dovrebbero essere disposte ad impegnarsi a migliorare il loro rendimento energetico e potrebbero pertanto beneficiare della sovvenzione prevista. Tali imprese ad elevato consumo energetico sono perlopiù operanti nel settore dell'industria manufattiera o nel settore del commercio e dei servizi.Per questo regime si prevedono sovvenzioni da 20 a 25 milioni di DKK l'anno (da circa 2,7 a 3,4 milioni di euro).La Commissione ha deciso che, fatto salvo il comparto agricolo ancora allo studio, il regime in questione è compatibile con le norme relative agli aiuti di Stato in materia di protezione dell'ambiente [3].[3]  Decisione della Commissione del 6 giugno 2001 nella pratica n. 840/A/2000  (lettera SG (2001) 289001).Il ministro dell'energia e dell'ambiente è abilitato a fissare la data di entrata in vigore della legge non appena la Commissione gliene avrà dato l'autorizzazione. La durata prevista per il dispositivo è di 10 anni, il ché corrisponde alla durata prevista dalla Commissione per l'autorizzazione degli aiuti di Stato.Il presente regime di sovvenzioni è sottoposto alla Commissione conformemente alle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato. Il 6 giugno 2001 la Commissione ha approvato il regime in questione, ai sensi degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato legati alla protezione dell'ambiente (N 840/A/2000). Il regime si inserisce inoltre nel quadro degli orientamenti relativi agli aiuti di Stato destinati al settore agricolo per i comparti del regime applicabili a detto settore.2. Valutazione della CommissioneConformemente alla direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 4, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare uno Stato membro ad introdurre esenzioni o riduzioni d'accisa sugli oli minerali in base a considerazioni politiche specifiche;Con lettere del 2 agosto 2001 e dell'11 ottobre 2001, la Danimarca ha chiesto, ai sensi della direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 4, di essere autorizzata ad applicare un'aliquota di accisa differenziata all'olio combustibile pesante e all'olio combustibile per usi domestici utilizzati dalle imprese ad elevato consumo di energia per la produzione di riscaldamento e di acqua calda.Conformemente alla menzionata direttiva 92/81/CEE, gli altri Stati membri sono stati informati della suddetta domanda.Finanziariamente, la domanda si articola come segue:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Il minimo comunitario di cui alla direttiva 92/82/CEE, articoli 5 et 6 è rispettato.La Commissione ha inoltre esaminato la misura notificata dalle autorità danesi ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato CE. Fatto salvo il comparto agricolo, la Commissione ha concluso che gli aiuti in questione sono compatibili con il mercato comune.Per quanto riguarda il comparto agricolo della pratica fiscale, la direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 2, lettera f) dispone in particolare che, fatte salve altre disposizioni comunitarie, gli Stati membri possono applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali dell'aliquota di accisa agli oli minerali usati sotto controllo fiscale esclusivamente nei lavori agricoli o orticoli. Una deroga all'articolo 8, paragrafo 4 della menzionata direttiva non è pertanto necessaria per l'accisa differenziata prevista dalle autorità danesi per gli oli minerali usati esclusivamente nei lavori agricoli. La concessione degli aiuti al settore agricolo dipende pertanto dalla decisione preliminare della Commissione ai sensi dell'articolo 87 del Trattato e non richiede un'autorizzazione specifica del Consiglio su proposta della Commissione.Onde permettere alla Commissione e al Consiglio di rivedere periodicamente le deroghe concesse ai sensi della direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 4, e di esercitare un controllo ragionevole, la pratica consiste nell'autorizzare deroghe specifiche di una durata massima di 6 anni.La Commissione ritiene da ultimo che l'aliquota di accisa differenziata si inserisca nel quadro globale di una politica di protezione dell'ambiente. La Commissione rileva in particolare che sono ammesse a beneficiare dell'aliquota di accisa ridotta soltanto le imprese che si impegnano a migliorare la loro efficacia energetica.3. DECISIONELa Commissione propone al Consiglio di decidere conformemente alla direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 4, che la Danimarca sia autorizzata ad applicare, dal 1°febbraio 2002 per una durata di 6 anni, un'aliquota di accisa differenziata per un importo massimo di 0,0095 EUR/kg, per l'olio combustibile pesante, e di 0,008 EUR/l, per l'olio combustibile per usi domestici.L'aliquota ridotta deve rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 92/82/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali, in particolare il livello dell'aliquota minima di cui agli articoli 5 e 6.La proposta non riguarda l'olio combustibile pesante e l'olio combustibile per usi domestici utilizzati esclusivamente per gli usi di cui alla direttiva 92/81/CEE, articolo 8,  paragrafo 2, lettera f).Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Danimarca ad applicare un'aliquota di accisa differenziata all'olio combustibile pesante e all'olio combustibile per usi domestici, utilizzati da talune imprese ai sensi della direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 4(Il testo in lingua danese è il solo facente fede)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la direttiva 92/81/CEE del Consiglio del 19 ottobre 1992 [4], relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali, in particolare l'articolo 8, paragrafo 4,[4]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 12, direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) La Danimarca ha chiesto di essere autorizzata ad applicare un'aliquota di accisa differenziata sull'olio combustibile pesante e sull'olio combustibile per usi domestici, utilizzati da imprese ad elevato consumo di energia per la produzione di riscaldamento e di acqua calda, fatti salvi gli oli minerali di cui alla direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 2, lettera f).(2) Gli altri Stati membri sono stati informati della domanda della Danimarca.(3) L'aliquota di accisa differenziata in questione mira a compensare in parte il fatto che il prelievo fiscale effettivo sia nettamente più elevato di quanto inizialmente previsto all'adozione delle misure nazionali, recanti aumento delle tasse sulle emissioni di CO2 e sull'energia, relative al consumo di olio combustibile pesante e di olio combustibile per usi domestici per la produzione di riscaldamento e di acqua calda.(4) Sono ammesse a beneficiare dell'aliquota di accisa ridotta le imprese che si impegnano a migliorare la loro efficacia energetica. Finanziariamente, la domanda si articola come segue:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;L'aliquota zero per l'olio combustibile per usi domestici è autorizzata ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3, secondo trattino della direttiva 92/82/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992 [5], relativa al ravvicinamento delle aliquote di accisa sugli oli minerali. In Danimarca l'accisa di controllo è di 50 DKK (6,7 EUR) per 1000 l di olio combustibile per usi domestici.[5]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 19, direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE.(5) L'accisa differenziata proposta dalla Danimarca rispetta pertanto l'aliquota di accisa minima di cui alla direttiva 92/82/CEE, articoli 5 e 6.(6) La domanda di deroga si inserisce nel quadro di una politica in materia di ambiente. In particolare, sono ammesse a beneficiare dell'aliquota di accisa ridotta soltanto le imprese che si impegnano a migliorare la loro efficacia energetica.(7) In base alle informazioni disponibili la Commissione e tutti gli Stati membri ritengono che, fatto salvo il settore agricolo, l'applicazione di un'aliquota di accisa differenziata agli oli combustibili pesanti e agli oli combustibili per usi domestici non comporti distorsioni della concorrenza contrarie all'interesse comune e non ostacoli il funzionamento del mercato interno.(8) È opportuno che la deroga sia limitata nel tempo. Una durata di sei anni, eventualmente prorogabile, è compatibile con le esigenze della politica fiscale comunitaria.(9) La Commissione esamina periodicamente le riduzioni e gli esoneri onde verificare che questi non comportino alcuna distorsione della concorrenza, non ostacolino il funzionamento del mercato interno e non siano incompatibili con la politica comunitaria in materia di protezione ambientale.HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1La Danimarca è autorizzata ad applicare, dal 1°febbraio 2002 al 31 gennaio 2008, un'aliquota di accisa differenziata sull'olio combustibile pesante e sull'olio combustibile per usi domestici, utilizzati da imprese ad elevato consumo di energia per la produzione di riscaldamento e di acqua calda.L'aliquota di accisa differenziata autorizzata è pari ad un importo massimo di 0,0095 euro/kg, per l'olio combustibile pesante, e di 0,008 euro/l, per l'olio combustibile per usi domestici.Articolo 2L'aliquota ridotta di cui all'articolo 1 deve rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 92/82/CEE, in particolare l'aliquota minima di cui agli articoli 5 e 6.Articolo 3La presente decisione si applica, fatta salva la direttiva 92/81/CEE, articolo 8, paragrafo 2, lettera f).Articolo 4La presente decisione scade il 31 gennaio 2008.Articolo 5Il Regno di Danimarca è destinatario della presente decisione.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl Presidente