CELEX: C1998/055/61
Language: it
Date: 1998-02-20 00:00:00
Title: Ricorso della Swedish Match Advertising Products NV/SA contro il Consiglio dell'Unione europea presentato il 19 dicembre 1997 (Causa T-599/97)

20.2.98                IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                         C 55/31
Ricorso della Swedish Match Advertising Products NV/SA                Fabricants d'Allumettes (FEFA). Questo rifiuto costituisce
contro il Consiglio dell'Unione europea presentato il                 una violazione dell'art. 7, n. 4, lett. a), del regolamento di
                       19 dicembre 1997                               base antidumping, in quanto il diritto ad una leale audi-
                       (Causa T-599/97)                               zione dev'essere rispettato dalle autoritaÁ comunitarie e non
                                                                      solo dalle parti. Tale rifiuto costituisce anche una viola-
                          (98/C 55/61)                                zione del requisito di trasparenza, che eÁ sancito da quanto
                                                                      disposto dall'art. 7, n. 4, lett. a), e dall'art. 8, n. 2, lett. b).
                (Lingua processuale: l'inglese)                       La Commissione ha anche violato il diritto della ricorrente
                                                                      ad una leale audizione come stabilito nell'art. 7, n. 4, lett.
Il 19 dicembre 1997 la Swedish Match Advertising Pro-                 b), del regolamento di base antidumping, con la sua omis-
ducts NV/SA, rappresentata dai signori Francisco Miguel               sione di fornire un'informazione importante per l'importo
Rodero López e Dorio Mutti, con domicilio eletto in Lus-              finale del dazio antidumping imposto ad un concorrente
semburgo presso lo studio dell'avv. Lucy Dupong, 14A,                 giapponese.
rue des Bains, ha presentato dinanzi al Tribunale di primo
grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro il Consi-             La ricorrente fa valere anche la violazione dell'art. 2 del
glio dell'Unione europea.                                             regolamento di base antidumping in quanto la determina-
                                                                      zione del dumping effettuata dalle istituzioni comunitarie
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                       eÁ viziata da errore manifesto nell'accertamento dei fatti.
Ð dichiarare che l'art. 1 del regolamento del Consiglio               Infine la ricorrente fa valere la violazione dell'art. 190 del
    15 ottobre 1997 n. 2025 eÁ parzialmente nullo ai sensi            Trattato CE. Il Consiglio si eÁ limitato a respingere gli
    dell'art. 174, secondo comma, del Trattato CE, in                 argomenti della ricorrente per il semplice fatto che dalle
    quanto la finalitaÁ del presente ricorso non eÁ che siano         indagini era risultato qualcosa di diverso da quanto asse-
    dichiarati nulli gli attuali dazi antidumping ma che essi         rito dalla ricorrente. Tutto quanto la ricorrente apprende
    siano sostituiti da misure pi restrittive che stabili-           dalla motivazione del regolamento impugnato eÁ che le sue
    scano maggiori dazi antidumping sulle importazioni di             rivendicazioni relative alla determinazione del dumping
    fiammiferi recanti messaggi pubblicitari originari del            sono state respinte; non eÁ possibile conoscere i motivi che,
    Giappone;                                                         in conseguenza del rigetto degli argomenti della ricorrente,
                                                                      hanno indotto il Consiglio ad imporre ad un concorrente
Ð mantenere gli effetti degli attuali dazi antidumping, in            giapponese un dazio antidumping del tutto inefficace
    conformitaÁ all'art. 174, secondo comma, del Trattato             basato sul suo margine di dumping calcolato in maniera
    CE, fincheÂ le istituzioni competenti adottino le nuove           inesatta.
    misure richieste con questo ricorso;
                                                                      (1) GU L 284 del 16.10.1997, pag. 57.
                                                                      (2) GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
Ð condannare il convenuto alle spese.
Motivi e principali argomenti
Il 15 ottobre 1997 il Consiglio ha adottato il regolamento
n. 2025/97 (1) che istituisce un dazio antidumping defini-            Ricorso del signor Onno Plug contro la Commissione delle
tivo sull'importazione nella ComunitaÁ di fiammiferi                       ComunitaÁ europee, presentato il 23 dicembre 1997
recanti messaggi pubblicitari originari del Giappone e che
                                                                                             (Causa T-608/97)
decide la riscossione definitiva dei dazi antidumping prov-
visori imposti su tali importazioni. L'aliquota del dazio                                       (98/C 55/62)
applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria,
dazio non corrisposto, eÁ del 43,2 %, fatta eccezione per le                         (Lingua processuale: il francese)
importazioni fabbricate ed esportate da talune imprese
specificate. Le aliquote di dazio per queste societaÁ vanno
dal 9,9 % al 27,8 %.                                                  Il 23 dicembre 1997 il signor Onno Plug, residente a Thô-
                                                                      nex (Svizzera), con gli avv.ti Georges Vandersanden e
                                                                      Laure Levi, del foro di Bruxelles, con domicilio eletto in
La ricorrente sostiene che gli attuali dazi antidumping non
                                                                      Lussemburgo presso la Fiduciaire Myson SARL, 30, rue de
sono abbastanza elevati per impedire il danno materiale
                                                                      Cessange, ha presentato dinanzi al Tribunale di primo
che l'industria comunitaria, ed in particolare la ricorrente
                                                                      grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la Com-
stessa, sta ancora sopportando. La ricorrente chiede per-
                                                                      missione delle ComunitaÁ europee.
tanto che gli attuali dazi antidumping siano sostituiti da
dazi pi restrittivi (cioeÁ pi elevati) da parte delle compe-
tenti istituzioni.                                                    Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
La ricorrente fa valere la violazione dell'art. 7, n. 4, lett.        Ð annullare la decisione contenuta nella lettera dell'auto-
a), e dell'art. 8, n. 2, lett. b), del regolamento del Consi-              ritaÁ che ha il potere di nomina (APN) 14 gennaio
glio n. 2423/88 (2) (in prosieguo: il «regolamento di base                 1997 e, all'occorrenza, la decisione esplicita di rigetto
antidumping») per il fatto che la Commissione ha rifiutato                 del reclamo, decisione adottata il 12 settembre 1997 e
di fornire informazioni alla FeÂdeÂration EuropeÂenne des                  notificata il 22 settembre 1997;