CELEX: C2004/314/62
Language: it
Date: 2004-12-18 00:00:00
Title: Causa T-447/04: Ricorso della Capgemini Nederland B.V. contro la Commissione delle Comunità europee proposto il 15 novembre 2004

18.12.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 314/27
            
         Ricorso della Capgemini Nederland B.V. contro la Commissione delle Comunità europee proposto il 15 novembre 2004
   (Causa T-447/04)
   (2004/C 314/62)
   Lingua processuale: l'inglese
   Il 15 novembre 2004 la Capgemini Nederland B.V.,Utrecht, Paesi Bassi, rappresentata dagli avv.ti M. Meulenbelt e H. Speyart ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione notificata alla ricorrente con lettera 13 settembre 2004, di non accettare l'offerta della ricorrente nel contesto della gara d'appalto JAI-C3-2003-01;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione di concludere il contratto con un altro concorrente;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione a sostenere le sue spese e quelle della ricorrente
            
         Motivi e principali argomenti
   Il 25 giugno 2003 la Commissione ha pubblicato un bando di gara per lo sviluppo e l'installazione di un sistema d'informazione su larga scala nel settore della giustizia e degli affari interni, denominati SIS II e VIS. La ricorrente ha presentato un'offerta. Con lettera 13 settembre 2004 la Commissione ha notificato alla ricorrente la sua decisione di non accettare la sua offerta e di aggiudicare il contratto ad un altro concorrente. Nella stessa lettera essa ha informato la ricorrente che essa non avrebbe firmato il contratto con l'aggiudicatario prima della scadenza di un periodo di due settimane dalla data della lettera. E' seguito uno scambio di corrispondenza tra la ricorrente e la Commissione, durante il quale la Commissione ha confermato la sua intenzione di aggiudicare l'appalto all'altro concorrente. Il 26 ottobre 2004 la Commissione ha pubblicato un comunicato stampa in cui dichiarava di aver concluso un contratto con l'aggiudicatario dell'appalto.
   Con il suo ricorso, la ricorrente chiede l'annullamento sia della decisione della Commissione di rigetto della sua offerta sia della decisione di firmare in contratto con l'aggiudicatario dell'appalto. A sostegno della domanda di annullamento della decisione di rigetto della sua offerta, la ricorrente invoca una serie di asserite violazioni del regolamento n. 1605/2002 (1) (il regolamento finanziario) e del regolamento 2342/2002 (2) recante modalità d'esecuzione del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee. In tale contesto la ricorrente fa valere che il metodo di valutazione del prezzo scelto dalla Commissione è inusuale in quanto non è basato su un prezzo fisso per il progetto ma piuttosto sul rapporto tra il prezzo offerto da ogni singolo concorrente e il prezzo più basso offerto, calcolati per ognuna delle 15 voci individuali incluse nel progetto, aventi tutte uguale peso anche se sono di dimensioni molto diverse. Secondo la ricorrente dall'utilizzo di tale metodo non è conseguito un risultato corretto ed equo. Inoltre la ricorrente sostiene che la Commissione non ha reagito ai prezzi anormalmente bassi nell'offerta dell'aggiudicatario, non ha tenuto conto di un corrigendum inviato dalla ricorrente e non ha respinto l'offerta dell'aggiudicatario nonostante la mancata soddisfazione di criteri tecnici. La ricorrente sostiene anche che la Commissione ha violato il principio del«miglior rapporto qualità/prezzo»in quanto il valore complessivo del contratto è maggiore per l'aggiudicatario che per la ricorrente.
   A sostegno della sua domanda di annullamento della decisione di firmare un contatto con l'aggiudicatario la ricorrente fa valere che concludendo tale contratto la Commissione ha deliberatamente privato la ricorrente di un rimedio efficace. La ricorrente invoca inoltre, in tale contesto, una violazione dell'art. 230 CE sostenendo che la Commissione, informando la ricorrente della sua intenzione di aspettare solo due settimane prima di concludere il contratto con l'aggiudicatario, ha effettivamente accorciato il termine di due mesi per la proposizione di un ricorso stabilito in tale articolo. Infine, la ricorrente sostiene che la Commissione ha violato l'art. 103 del regolamento n. 1605/2002 non sospendendo il procedimento sfociato nella decisione di firmare il contratto anche se la ricorrente, con le sue lettere, aveva richiamato l'attenzione su possibili irregolarità nelle procedure di aggiudicazione.
   
      (1)  GU L 248, pag. 1.
   
      (2)  GU L 357, pag. 1.