CELEX: C2005/217/28
Language: it
Date: 2005-09-03 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione), 21 luglio 2005,, nel procedimento C-515/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale dal Finanzgericht Hamburg): Eichsfelder Schlachtbetrieb GmbH contro Hauptzollamt Hamburg-Jonas (Agricoltura — Organizzazione comune dei mercati — Restituzioni all'esportazione — Requisiti di concessione — Importazione del prodotto nel Paese terzo di destinazione — Nozione — Formalità doganali di immissione in consumo nel paese terzo — Trasformazione o lavorazione sostanziale — Reimportazione nella Comunità — Abuso del diritto)

3.9.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/15
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Terza Sezione)
   21 luglio 2005,
   nel procedimento C-515/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale dal Finanzgericht Hamburg): Eichsfelder Schlachtbetrieb GmbH contro Hauptzollamt Hamburg-Jonas (1)
   
   (Agricoltura - Organizzazione comune dei mercati - Restituzioni all'esportazione - Requisiti di concessione - Importazione del prodotto nel Paese terzo di destinazione - Nozione - Formalità doganali di immissione in consumo nel paese terzo - Trasformazione o lavorazione sostanziale - Reimportazione nella Comunità - Abuso del diritto)
   (2005/C 217/28)
   Lingua di procedura: il tedesco
   Nel procedimento C-515/03, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale sottoposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dal Finanzgericht Hamburg (Germania), con decisione 12 novembre 2003, pervenuta in cancelleria il 9 dicembre 2003, nella causa tra Eichsfelder Schlachtbetrieb GmbH contro Hauptzollamt Hamburg-Jonas, la Corte (Terza Sezione), composta dal sig. A. Rosas, presidente di sezione, dai sigg. J.-P. Puissochet (relatore), S. von Bahr, J. Malenovský e U. Lõhmus, giudici, avvocato generale: sig. D. Ruiz-Jarabo Colomer, cancelliere: sig.ra K. Sztranc, amministratore, ha pronunciato il 21 luglio 2005 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   Il requisito per la concessione di una restituzione differenziata all'esportazione, di cui all'art. 17, n. 3, del regolamento (CEE) della Commissione 27 novembre 1987, n. 3665, recante modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all'esportazione per i prodotti agricoli, come modificato dal regolamento (CE) della Commissione 19 giugno 1995, n. 1384, recante modificazione del regolamento (CEE) n. 3665/87 per quanto riguarda in particolare gli adeguamenti necessari all'attuazione dell'accordo agricolo concluso nell'ambito dell'Uruguay Round, vale a dire il compimento delle formalità doganali di immissione in consumo del prodotto di cui trattasi ne paese terzo di destinazione, è soddisfatto quando il prodotto medesimo, dopo essere stato assoggettato al pagamento di dazi all'importazione in tale paese, venga sottoposto nel paese stesso ad una trasformazione o lavorazione sostanziale ai sensi dell'art. 24 del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario, ancorché il prodotto risultante da tale trasformazione o lavorazione venga successivamente riesportato verso la Comunità con il rimborso dei dazi riscossi nel paese medesimo, ed il pagamento di dazi doganali all'importazione nella Comunità.
   Ciò premesso, può tuttavia esigersi il rimborso della restituzione all'esportazione qualora il giudice nazionale ritenga che sia stata prodotta la prova di una pratica illecita dell'esportatore, conformemente alla normativa nazionale.
   
      (1)  GU C 59 del 6.3.2004