CELEX: 62021TN0296
Language: it
Date: 2021-05-20 00:00:00
Title: Causa T-296/21: Ricorso proposto il 20 maggio 2021 — SU / EIOPA

9.8.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 320/40
            
         
      Ricorso proposto il 20 maggio 2021 — SU / EIOPA
      (Causa T-296/21)
      (2021/C 320/46)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: SU (rappresentanti: L. Levi e M. Vandenbussche, avvocati)
      
         Convenuta: Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA)
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione del 15 luglio 2020 di non rinnovare il contratto della ricorrente;
               
            
                  —
               
               
                  annullare il rapporto informativo della ricorrente per l’anno 2019;
               
            
                  —
               
               
                  per quanto necessario, annullare la decisione dell’11 febbraio 2021 di respingere il reclamo;
               
            
                  —
               
               
                  risarcire il danno materiale subito dalla ricorrente, come calcolato nel presente ricorso;
               
            
                  —
               
               
                  risarcire il danno morale subito dalla ricorrente, valutato ex aequo et bono nell’importo di EUR 10 000;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta all’integralità delle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce sei motivi, i quali fanno tutti valere l’asserita illegittimità del rapporto informativo per l’anno 2019 e della decisione di non rinnovo, ma sulla base di diversi motivi, come esposto di seguito.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che il rapporto informativo per l’anno 2019 non era debitamente completato e che il rapporto sul rinnovo del contratto (RRC) si basava su un rapporto informativo non debitamente completato.
                  
                              —
                           
                           
                              La ricorrente ritiene che il rapporto informativo per l’anno 2019 sia illegittimo nella misura in cui non era debitamente completato da una decisione motivata del valutatore d’appello. Essa considera altresì che la decisione di non rinnovo è illegittima nella misura in cui si basava su un rapporto informativo per l’anno 2019 che non era completato.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione del principio di imparzialità, dell’articolo 11 dello Statuto dei funzionari e dell’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
                  
                              —
                           
                           
                              In base alla ripartizione dei compiti e delle responsabilità all’interno dell’EIOPA, il direttore esecutivo è stato incaricato di agire in qualità di valutatore d’appello e di autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione (AACC) nel caso di specie, circostanza questa che non garantisce l’imparzialità né della procedura di valutazione per l’anno 2019 né della decisione di non rinnovare il contratto della ricorrente.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione del diritto di essere ascoltato e dell’obbligo di motivazione, sulla violazione dell’articolo 25 dello Statuto dei funzionari, dell’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dei paragrafi 6.7, 6.9 e 6.10 della procedura di rinnovo dei contratti dell’EIOPA.
                  
                              —
                           
                           
                              La ricorrente considera che il suo diritto di essere ascoltata nonché l’obbligo di motivazione sono stati violati con riferimento tanto alla decisione di non rinnovare il contratto quanto alla sua valutazione per l’anno 2019.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione, sull’assenza di una valutazione diligente di tutti gli aspetti del caso di specie e sulla violazione dell’articolo 41 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, unitamente alla violazione degli articoli 4 e 6.5 della procedura di rinnovo dei contratti.
                  
                              —
                           
                           
                              Nel caso di specie, la valutazione della convenuta è illegittima, è inficiata da un errore manifesto di valutazione e dalla violazione dell’obbligo di buona amministrazione, per due motivi principali. In primo luogo, la ricorrente sostiene che la convenuta non abbia tenuto in debito conto gli altri criteri di cui all’articolo 4 della procedura di rinnovo dei contratti e, in particolare, dei precedenti rapporti informativi positivi della ricorrente. In secondo luogo, la motivazione fornita dalla convenuta in merito alle prestazioni professionali della ricorrente per gli anni 2019 e 2020 è manifestamente erronea e infondata.
                           
                        
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente su una discriminazione di genere e sulla situazione familiare — violazione dell’articolo 1d dello Statuto dei funzionari e degli articoli 21 e 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
                  
                              —
                           
                           
                              La ricorrente considera di essere stata soggetta a una discriminazione a causa dei suoi periodi di congedo e delle sue modalità di lavoro, e che la decisione di non rinnovare il suo contratto è inficiata da una tale discriminazione e costituisce una ritorsione.
                           
                        
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sulla violazione del dovere di prudenza.
                  
                              —
                           
                           
                              In base al dovere di prudenza, l’amministrazione deve prendere in considerazione non solo l’interesse del servizio, ma anche gli interessi del personale. La ricorrente sostiene che così non è avvenuto nel caso di specie.