CELEX: C1996/233/38
Language: it
Date: 1996-08-10 00:00:00
Title: Ricorso della società Telecom Italia SpA contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 17 giugno 1996 (Causa T-96/96)

N. C 233/22             IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         10 . 8 . 96
per motivi personali, il Centro a Salonicco. Anche la                      — con vittoria di onorari e spese .
ricorrente era stata posta a disposizione della rappresen­
tanza del Parlamento europeo a Berlino, inizialmente per
 10 mesi, a motivo della sua situazione personale e familiare .            Motivi e principali argomenti
La ricorrente fa valere che suo marito svolge un'attività
professionale autonoma come avvocato, e che essi vivono,
assieme ai loro due figli di due e sei anni, a Berlino. La sua             La direttiva oggetto della presente causa dispone, tra l'altro,
richiesta di prolungamento del distacco oltre il 30 giugno                 che siano liberalizzate a partire dal 1° luglio 1996 le
 1996 è stata respinta dal direttore del Centro europeo per lo             infrastrutture di telecomunicazioni messe a disposizione da
sviluppo della formazione professionale ( CEDEFOP ) con                    operatori diversi dagli organismi di telecomunicazioni, in
l'impugnata decisione 22 maggio 1996 . Questa decisione,                   via anticipata rispetto alla data del 1° gennaio 1998 prevista
comunicata il 29 maggio 1996 , ingiunge alla ricorrente di                 per la piena liberalizzazione . Inoltre, la direttiva prevede che
riassumere il servizio presso il Centro europeo per lo                     gli oneri derivanti dagli obblighi di prestazione del servizio
sviluppo della formazione professionale ( CEDEFOP ) a                      universale devono fare capo esclusivamente alle imprese
Salonicco dal 1° luglio 1996 .                                             fornitrici di reti pubbliche di telecomunicazioni .
La ricorrente fa valere nel suo ricorso la nullità dell'impu­
gnata decisione 22 maggio 1996 . Ella contesta, da un lato, il             La ricorrente è la sola azienda che gode in Italia dei diritti
rifiuto di prolungare il suo distacco a Berlino, richiedendone             esclusivi nella materia di cui si tratta, che le discendono da
11 prolungamento temporaneo fino a che non abbia la                        una Convenzione del 1984 conclusa col Ministro delle poste
possibilità di far uso della mobilità interistituzionale previ­            e delle telecomunicazioni , i quali devono essere aboliti
sta dall'art . 29 , n . 1 , lett . c ) dello Statuto del personale;        secondo la direttiva impugnata . Essa è anche la sola impresa
dall'altro, contesta l'ordine di presentarsi presso il Centro              fornitrice di reti pubbliche di telecomunicazioni e, come tale,
europeo per lo sviluppo della formazione professionale                     la sola interessata dal regime nazionale relativo agli obblighi
( CEDEFOP ) a Salonicco il 1° luglio 1996 .                                di prestazione del servizio universale . Si aggiunge a questo
                                                                           riguardo che questi ultimi obblighi sono per la ricorrente
                                                                           notevolmente più onerosi che in altri Stati membri , in
Gli altri motivi e argomenti principali corrispondono a
                                                                           quanto la particolare orografia del territorio italiano
quelli esposti nella causa T-85/96 .
                                                                           impone la creazione e la manutenzione di opere particolari
                                                                           al fine di potere offrire a tutti i cittadini il servizio della
                                                                           telefonia vocale ad un prezzo accessibile .
                                                                           A giudizio della ricorrente gli articoli impugnati vanno
                                                                           annullati per difetto di motivazione, per incompetenza della
Ricorso della società Telecom Italia SpA contro la Com­                    Commissione ex articolo 90 ( 3 ) del Trattato CE, per
missione delle Comunità europee, presentato il 17 giugno                   sviamento di procedura , per violazione del principio di
                                  1996                                     proporzionalità tra il fine perseguito ed i mezzi utilizzati, per
                         ( Causa T-96/96                                   violazione del principio di sicurezza giuridica e della
                            96/C 233/38 )                                  legittima aspettativa , per violazione del generale principio
                                                                           dell'equilibrio istituzionale ed infine per violazione del
                                                                           diritto fondamentale di proprietà, sancito dalla Conven­
                 (Lingua processuale: l'italiano)                          zione europea sui diritti dell'uomo .
La società Telecom Italia, SpA, con sede in Torino,                        La ricorrente ritiene in particolare che :
rappresentata e difesa dagli avvocati Mario Siragusa , del
Foro di Roma , Giuseppe Scassellati-Sforzolini, del Foro di                — la convenuta ha violato quanto previsto dal Consiglio
Bologna e Matteo Bay del Foro di Milano, con domicilio                         nelle sue risoluzioni circa il calendario della liberalizza­
eletto in Lussemburgo presso lo studio Elvinger, Hoss &                        zione e le competenze del Consiglio stesso e del
Prussen, ha presentato il 17 giugno 1996 dinanzi al                            Parlamento europeo di cui all'articolo 100 A del
Tribunale di primo grado delle Comunità europee un                             Trattato CE in materia di armonizzazione dei regimi di
ricorso contro la Commissione delle Comunità europee .                         finanziamento degli oneri di servizio universale;
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia :                             — per comportamenti delle imprese debba essere utilizzato
                                                                               il solo articolo 86 , ed il relativo regolamento 17/62, e
— annullare l'articolo 2 ( 2 ) della direttiva della Commis­                   non l'articolo 90 che per definizione si rivolge invece alle
     sione n . 96/91 /CE ( 1 ), nella misura in cui dispone la                 misure statali;
     liberalizzazione anticipata delle infrastrutture alterna­
    tive, e l'articolo 4 quater della medesima direttiva nella             — vi sono altri mezzi per raggiungere il fine che la
     misura in cui impone agli Stati membri l'instaurazione di                 Commissione si proponeva, ovvero la completa libera­
     un regime di finanziamento degli oneri di servizio                        lizzazione dei mercati di telecomunicazione, quali essen­
     universale che sia posto esclusivamente a carico delle                    zialmente una modifica della direttiva 92/44, l'applica­
     imprese fornitrici di reti pubbliche di telecomunica­                     zione dell'articolo 86 a quelle imprese che si rendano
     zioni ;                                                                   responsabili di comportamenti abusivi, e l'imposizione
 ---pagebreak---  10. 8 . 96             IT '                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  N. C 233/23
     in modo più proporzionato degli obblighi per i contri­            In secondo luogo, egli ritiene che la decisione 26 luglio 1988
     buti relativi agli oneri di servizio universale .                 è stata disattesa in quanto, da un lato, la decisione
                                                                       impugnata è stata emanata fuori dai termini , e, d'altro lato,
(') GU n . L 74 del 13 . 3 . 1996 , pag. 13 .                          il procedimento che ha condotto a tale decisione non è stato
                                                                       trasparente e non è stato garantito alcun dialogo con il
                                                                       ricorrente, che è stato messo di fronte al fatto compiuto .
                                                                       In terzo luogo, la decisione impugnata viola le prescrizioni
                                                                       relative all'obbligo di motivazione .
Ricorso di Mario Costacurta contro la Commissione delle
       Comunità europee, presentato il 21 giugno 1996                  Il ricorrente fa valere infine che nei suoi confronti la
                         ( Causa T-98/96 )
                                                                       Commissione ha violato i principi del legittimo affidamento
                                                                       e di certezza del diritto, ha violato i suoi legittimi diritti
                           ( 96/C 233/39 )                             morali e finanziari e ha compiuto uno sviamento di
                                                                       procedura .
                (Lingua processuale: il francese)
Il 21 giugno 1996 , il signor Mario Costacurta , residente in
Kinshasa ( Zaire ), rappresentato dall'avv . Nicholas Decker
del foro di Lussemburgo, con domicilio eletto in Lussem­
burgo presso il suo studio, 16 , avenue Marie Thérèse, ha              Ricorso della signora Maria Elisabeth Wolf contro la Com­
presentato al Tribunale di primo grado delle Comunità                  missione delle Comunità europee, proposto il 27 giugno
europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità                                              1996
europee .                                                                                    ( Causa T-101/96 )
                                                                                                ( 96/C 233/40 )
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia :
— annullare la decisione del Comitato direttivo del Servizio                          (Lingua processuale: il francese)
     esterno della Commissione delle Comunità europee ,
     confermata dall'Autorità avente il potere di nomina ,             U 27 giugno 1 996 la signora Maria Elisabeth Wolf, residente
     contenuta nelle note 14 dicembre 1 995 n . 17493 ,                in Mamer ( Granducato del Lussemburgo ), con gli avvocati
     30 aprile 1996 n . 8908 e 31 maggio 1996 n . 14515 e              Jean-Noël Louis, Thierry Demaseure e Ariane Tornei, del
     l'atto di nomina 31 maggio 1996 , che assegnano il                foro di Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo
     ricorrente all'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle        presso la Fiduciaire Myson sàrl, 1 , rue Glesener, ha proposto
     Comunità europee a Lussemburgo;                                   dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
                                                                       un ricorso contro la Commissione delle Comunità euro­
— condannare la Commissione delle Comunità europee a                   pee .
     tutte le spese e oneri di tale procedimento e di quello per
     provvedimenti provvisori .
                                                                       La ricorrente conclude che il Tribunale voglia :
Motivi e principali argomenti                                          — annullare la decisione di non ammettere la ricorrente al
                                                                           concorso COM/A/955 ;
Il ricorrente, dipendente della Commissione in servizio
presso la delegazione di questa in Zaire da tre anni, impugna          — condannare la Commissione a pagare alla ricorrente la
la decisione dell'APN di assegnarlo all'Ufficio delle pubbli­               somma simbolica di un ECU come risarcimento del
cazioni ufficiali delle Comunità europee (UPUCE ) a Lus­                    danno morale subito;
semburgo .
Egli invoca innanzi tutto la violazione del sistema di                 — condannare la convenuta alle spese .
rotazione, come istituito dalla decisione della Commissione
26 luglio 1988 sugli orientamenti sul nuovo sistema di                 Motivi e principali argomenti
rotazione . Tale decisione è stata adottata in base agli artt. 2 e
3 dell'allegato X allo Statuto, che prevedono l'alternanza tra         La ricorrente sostiene che, contrariamente a quanto affer­
delegazione e sede per i dipendenti in servizio in un paese            mato nella motivazione della decisione impugnata , la quale
terzo . Tali disposizioni sono state violate perché il Comitato        si fonda sulla mancanza dell'esperienza professionale richie­
direttivo del servizio esterno ( CDSE ) e l'APN hanno inserito         sta nel bando di concorso ( come minimo dodici anni ), essa
nella rotazione l'UPUCE, organismo estraneo al sistema di              ha dimostrato di possedere un'esperienza professionale di
rotazione e che non può essere nemmeno considerato sede . U            livello universitario, acquisita successivamente alla laurea
ricorrente, inoltre, non aveva ancora compiuto otto anni di            che consente di partecipare al concorso, di una durata
delegazione, il che comporta che nel caso di specie non è              superiore a dodici anni . Infatti , sarebbe difficilmente con­
stata rispettata la periodicità dell'alternanza delegazione/           testabile che, a causa dei lavori di ricerca per la redazione
sede, attualmente di otto anni . Inoltre, il ricorrente è stato        della sua tesi di dottorato, essa ha dovuto svolgere compiti
estromesso dall'ambito dell'alternanza e assegnato in modo             relativi al settore statistico, come previsto nel bando di
definitivo .                                                           concorso .