CELEX: 31990D0354
Language: it
Date: 1990-04-03 00:00:00
Title: 90/354/Euratom, CECA, CEE: Decisione del Parlamento Europeo del 3 aprile 1990 sulla concessione del discarico alla Commissione per l'esercizio del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1988 relativo alle sezioni I (Parlamento), II (Consiglio), III (Commissione), IV (Corte di giustizia) V (Corte dei conti)

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31990D0354

90/354/Euratom, CECA, CEE: Decisione del Parlamento Europeo del 3 aprile 1990 sulla concessione del discarico alla Commissione per l'esercizio del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1988 relativo alle sezioni I (Parlamento), II (Consiglio), III (Commissione), IV (Corte di giustizia) V (Corte dei conti)  

Gazzetta ufficiale n. L 174 del 07/07/1990 pag. 0042 - 0051

*****DECISIONE  DEL PARLAMENTO EUROPEO  del 3 aprile 1990  sulla concessione del discarico alla Commissione per l'esercizio del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1988 relativo alle sezioni I (Parlamento), II (Consiglio), III (Commissione), IV (Corte di giustizia) V (Corte dei conti)  (90/354/Euratom, CECA, CEE)  IL PARLAMENTO EUROPEO,  - visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare l'articolo 78 ottavo,  - visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 206 ter,  - visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 180 ter,  - visto il bilancio relativo all'esercizio 1988,  - visto il conto di gestione e il bilancio finanziario relativi all'esercizio 1988,  - vista la relazione della Corte dei conti relativa all'esercizio 1988 e le risposte delle istituzioni (1),  - vista la raccomandazione del Consiglio del 12 marzo 1990 (doc. C3-83/90),  - visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio, nonché i pareri della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale, della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia, della commissione per gli affari sociali e l'occupazione, della commissione per la politica regionale e l'assetto territoriale, della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori, della commissione per la gioventù, la cultura, l'istruzione, i mezzi di informazione e lo sport, della commissione per lo sviluppo e la cooperazione, della commissione per i diritti della donna, della commissione per le relazioni economiche esterne e della commissione per i trasporti e il turismo (presentata oralmente) (doc. A3-67/90),  1. constata che le entrate e le spese autorizzate per l'esercizio 1988 ammontavano a:  1.2.3 //  // (ECU)   // (ECU)   // - Entrate   //   // 43 844 949 426   // - Stanziamenti per impegni:   //   //   // - stanziamenti autorizzati nel bilancio generale   // 45 344 151 524   //   // - saldo dell'esercizio 1987 e stanziamenti trasformati in saldo dopo annullamento degli impegni nel corso dell'esercizio 1988   // 712 608 215   //   // - stanziamenti corrispondenti ad entrate provenienti da servizi forniti per conto terzi   // 30 951 397  // 46 087 711 136   // -  (1) GU n. C 312 del 12. 12. 1989, pag. 1.  2. Concede il discarico alla Commissione per l'esecuzione dei seguenti importi:  1.2.3 //  // (ECU)   // (ECU)   // a) Entrate   //   //  // - Risorse proprie   // 40 288 384 747   //   // - Contributi finanziari   // 211 379 795   //   // - Altre entrate   // 1 343 652 575  //  //  //  // 41 843 417 117  // b) Spese   //   //   // - Pagamenti effettuati per l'esercizio   // 40 301 897 311   //   // - Stanziamenti riportati al 1989   // 819 039 725  // 41 120 937 036  // c) Saldo dell'esercizio 1988   //   // + 1 140 058 832  // Quest'ultimo si divide come segue:   //   //   // - Entrate dell'esercizio   //   // 41 843 417 117   // - Pagamenti imputabili agli stanziamenti dell'esercizio   // 40 301 897 311   //   // - Stanziamenti riportati al 1989   // 819 039 725  // - 41 120 937 036  // Differenza   //   // 722 480 081  // - Stanziamenti riportati dal 1987 e annullati   //   // + 381 493 640   // - Differenze di cambio nel corso dell'esercizio 1988   //   // + 36 085 111  // Saldo dell'esercizio 1988   //   // 1 140 058 832   // Questo saldo rispecchia esclusivamente la situazione contabile e prescinde dalle spese realmente effettuate nel corso di questo esercizio  //   //   // d) Utilizzazione degli stanziamenti per impegni  //   // 43 358 290 261  // e) Bilancio al 31 dicembre 1988:  //   //  (ECU)  1,2.3,4 //  //  // ATTIVO  // PASSIVO  //  // 1.2.3.4 // Valori immobilizzati   // 10 020 908 237  // Capitali permanenti   // 12 386 459 644   // Valori di esercizio   // 67 823 372   // Debiti a breve termine   // 4 732 228 899   // Valori realizzabili   // 2 281 652 314  // Conti di tresoreria   // 433 311 894   // Conti di tesoreria   // 5 134 945 078   // Conti di regolarizzazione  // 387 170 385   // Conti di regolarizzazione   // 433 841 821   //   //   //    //   //   //   // Totale  // 17 939 170 822  // Totale  // 17 939 170 822   //    //   //   //  3. riporta le sue osservazioni nella risoluzione che è parte integrante della presente decisione;  4. incarica il proprio presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che contiene le sue osservazioni alla Commissione, al Consiglio, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, alla Banca europea per gli investimenti e alle autorità politiche preposte al controllo di bilancio dei parlamenti nazionali, nonché di assicurarne la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (serie L).  Fatto a Strasburgo, il 3 aprile 1990.  1.2 // Il Segretario generale   // Il Presidente   // Enrico VINCI   // Enrique BARÓN CRESPO Stanziamenti per pagamenti   //   // 43 844 949 426  RISOLUZIONE  contenente le osservazioni che sono parte integrante della decisione che concede il discarico per l'esecuzione del bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1988  IL PARLAMENTO EUROPEO,  - visto l'articolo 206 ter del trattato che istituisce la Comunità economica europea,  - visto l'articolo 85 del regolamento finanziario del 21 dicembre 1977, ai sensi del quale ogni istituzione della Comunità è tenuta ad adottare tutte le misure necessarie per rispettare le osservazioni presenti nelle decisioni di discarico,  - tenendo presente che, ai sensi dello stesso articolo, le istituzioni sono tenute inoltre, su istanza del Parlamento europeo, a presentare una relazione sulle misure prese in seguito alle osservazioni del Parlamento e riguardante in particolare le istruzioni trasmesse ai propri servizi che intervengono nell'esecuzione del bilancio,  - la raccomandazione del Consiglio del 12 marzo 1990 (doc. C3-83/90),  - vista la relazione della commissione per il controllo di bilancio e gli altri documenti menzionati nella decisione di discarico (doc. A3-67/90),  A. considerando che i risultati dell'esercizio 1988 devono essere valutati alla luce delle decisioni del Consiglio europeo dell'11-13 febbraio 1988; che tali decisioni, fondamentali per la Comunità, hanno creato le condizioni per il superamento della grave crisi che ha colpito le finanze comunitarie dal 1982, che la Commissione, senza voler sottovalutare il ruolo del Parlamento, del Consiglio e degli Stati membri, ha pienamente svolto il proprio ruolo di iniziatore;  B. considerando che, in seguito a queste decisioni, le condizioni di elaborazione, esecuzione e controllo del bilancio sono state profondamente modificate e che, in particolare, sono state rafforzate le responsabilità della Commissione per quanto riguarda l'esecuzione, e che di conseguenza deve esserci maggiore controllo da parte del Parlamento, se necessario in collaborazione con i parlamenti degli Stati;  C. considerando che il sistema delle prospettive finanziarie fissa per ogni singolo esercizio di bilancio obiettivi che sono legati alle realizzazione del mercato unico e alla coesione economica; che la realizzazione di questi obiettivi costituisce il criterio di attribuzione del discarico e di valutazione delle responsabilità della Commissione ai sensi dell'articolo 205 del trattato CEE,  I. Osservazioni relative all'esecuzione del bilancio, alla verifica e al controllo delle azioni finanziate  Problemi di esecuzione del bilancio  1. constata che la Commissione ha saputo trarre profitto dalle più rigorose disposizioni del regolamento finanziario in materia di annualità degli stanziamenti che sono entrate in vigore nel 1988, se si considera che la sua gestione ha ottenuto un più elevato tasso di utilizzazione degli stanziamenti per impegni e per pagamenti (eccezion fatta per gli stanziamenti del FEAOG, sezione garanzia);  2. Sottolinea tuttavia che questa riforma, limitando severamente i riporti di stanziamenti, ha portato a un aumento degli annullamenti sia per quanto riguarda gli stanziamenti di pagamento (oltre 800 milioni di ecu) che gli stanziamenti d'impegno resi disponibili per disimpegno (oltre 700 milioni di ecu);  3. ritiene che questi annullamenti pongono in evidenza:  a) i problemi di gestione riscontrati a livello nazionale e comunitario;  b) il rischio di insuccesso della Commissione circa la realizzazione degli obiettivi pluriennali fissati dalle prospettive finanziarie, soprattutto in materia di coesione, nel caso in cui le tendenze attuali dovessero assumere carattere durativo;  c) la necessità che l'autorità finanziaria e la Commissione facciano sì che si concretizzino le prospettive finanziarie a livello dell'esecuzione del bilancio e procedano, in caso di annullamento degli stanziamenti, agli adeguamenti necessari ai sensi degli articoli 10 e 11 dell'accordo interistituzionale;  4. chiede alla Commissione di assicurare la trasparenza delle proprie decisioni in materia di riporto degli stanziamenti e di ricostituzione degli stanziamenti d'impegni, presentando le ragioni che motivano la decisione di riporto, di ricostituzione o di annullamento;  5. ricorda che si è riscontrata una poco soddisfacente esecuzione di un numero troppo elevato di linee di bilancio, spesso emendate dal Parlamento stesso, e chiede alla Commissione di combattere le cause di sottoutilizzazione per migliorare l'esecuzione non solo a livello globale, ma anche delle singole linee di bilancio; 6. invita le sue commissioni competenti a esercitare un controllo continuo, nel corso di ogni esercizio, sulle linee di bilancio che le riguardano;  7. deplora l'immobilizzo di 15 miliardi di ecu a titolo di impegni da liquidare per azioni spesso molto vecchie e ciò a detrimento di progetti validi; chiede alla Commissione:  a) di rafforzare e rendere sistematiche le procedure di verifica e di chiusura delle pratiche, in particolare nel settore dei Fondi strutturali, della ricerca e della cooperazione,  b) di rendere generale l'applicazione dell'articolo 1 del regolamento finanziario in materia di durata degli obblighi contratti per azioni pluriennali, limitando le possibilità di deroga ai casi strettamente necessari;  8. ritiene che non si possa considerare che il saldo di 1 140 milioni di ecu, pur essendo stato calcolato in base alle regolamentazioni esistenti, rispecchi la realtà dell'esecuzione del bilancio, in quanto non prende in considerazione il ritardo del versamento di 1 638 milioni di ecu che due Stati membri avrebbero dovuto effettuare in base all'accordo intergovernativo del 1988;  9. deplora il fatto che la Commissione non abbia proposto l'utilizzo del saldo positivo dell'esercizio per il rimborso anticipato dei debiti contratti per lo smaltimento delle scorte di burro, grazie a una modifica del regolamento (CEE) n. 801/87 del Consiglio (1) e a una revisione delle prospettive finanziarie, e chiede che la Commissione presenti d'ora in poi delle proposte, prima della fine dell'esercizio, per destinare il saldo al pagamento anticipato di eventuali debiti in scadenza;  Problemi di verifica e controllo  10. ritiene che la progressiva decentralizzazione della gestione, che la Commissione sta da qualche anno attuando, è accettabile solo se la Commissione stessa ne mantiene la piena responsabilità e attua quanto necessario all'uniformità e all'efficacia delle azioni finanziate;  11. constata che la decentralizzazione della gestione ha spesso avuto come conseguenza l'indebolimento della verifica e dei controlli sulle azioni gestite a livello nazionale, per quanto riguarda:  a) la politica agricola comune, in cui il sistema di preallarme e le procedure di verifica dei conti non adempiono ancora a tutte le funzioni che sono state loro assegnate;  b) le politiche strutturali, date le carenze a livello di valutazione, di verifica, di controlli sul posto e di coordinamento con le amministrazioni nazionali;  c) l'attività di ricerca, ostacolata a volte da difficoltà a livello di sorveglianza dell'esecuzione dei programmi scientifici e di adattamento all'evolvere dei progetti;  d) l'aiuto allo sviluppo, che ha spesso sofferto per procedure di verifica e chiusure delle pratiche poco snelle e non uniformi;  e) le risorse proprie, in cui le carenze nella sorveglianza dell'applicazione della sesta direttiva e gli insufficenti controlli sui crediti provenienti dall'IVA e sui conti nazionali in materia di risorse proprie tradizionali hanno come conseguenza la perdita degli importi dovuti alla Comunità;  12. ritiene che l'inadempienza da parte della Commissione delle proprie responsabilità per quanto riguarda l'esecuzione e la gestione del bilancio, così come accade per le quote e i prelievi nel settore lattiero, potrebbe compromettere la realizzazione degli obiettivi di integrazione dei mercati e di coesione economica fissati per il 1993;  13. propone, se si deve continuare a interpretare il principio di sussidiarietà come una subordinazione alle politiche e alle amministrazioni nazionali, di sostituire a questo la nozione di partnership, che implica la totale responsabilità della Commissione per le azioni che rientrano nella gestione decentralizzata;  14. reputa che l'utilizzo di fondi comunitari nei paesi terzi che non dispongono di sufficienti strutture amministrative debba essere soggetto a un controllo di accompagnamento della Corte dei conti; reputa altresì che tale principio debba essere contenuto come condizione nei trattati conclusi tra la Comunità europea e detti paesi terzi; incarica la Corte dei conti di riferirgli due volte all'anno circa l'esecuzione degli aiuti all'Europa dell'Est;  II. Osservazioni relative alla gestione dei settori  Risorse proprie  15. sottolinea che la passività o la debolezza della Commissione di fronte a situazioni di scorretta applicazione della regolamentazione comunitaria a livello nazionale costituisce un'inadempienza dei propri obblighi ai sensi dell'articolo 205 del trattato e insiste pertanto affinché la Commissione prenda i provvedimenti richiesti nel quadro giuridico delle istituzioni;  16. deplora le gravi insufficienze riscontrate nel settore dell'IVA e delle risorse proprie tradizionali, insufficienze quali:  a) l'inefficacia del sistema di sorveglianza della conformità delle legislazioni nazionali alla sesta direttiva sull'IVA;  b) i ritardi nell'adottare misure adeguate in caso di disaccordo con uno Stato membro per quanto riguarda l'esistenza e la determinazione degli importi provenienti dall'IVA, l'insufficienza dei controlli sugli importi  versati in seguito a rettifiche, i ritardi nell'imporre degli interessi su pagamenti tardivi o la mancata emissione di ordini di riscossione;  c) la mancanza di un programma di sorveglianza sulle riscossioni delle risorse proprie tradizionali, l'inadeguatezza del coordinamento tra i controlli nazionali e comunitari;  d) l'insufficienza delle informazioni relative all'accertamento e alla messa a disposizione delle risorse proprie;  e) le carenze del sistema di transito esterno della Comunità che risentono di una mancanza di criteri di controllo sulle merci soggette ad obblighi tariffari e della non applicazione delle regole di funzionamento da parte degli Stati membri e dei servizi di dogana;  f) i problemi circa l'applicazione della regolamentazione comunitaria in materia di rimborsi e sgravi di diritti all'importazione o all'esportazione, di dichiarazioni doganali incomplete e del regime comunitario di perfezionamento attivo;  17. chiede alla Commissione, tenendo conto delle disposizioni enunciate nell'allegato VII del regolamento, di informare il Parlamento circa le divergenze nell'applicazione delle norme comunitarie, i problemi e le infrazioni affinché la commissione per il controllo di bilancio ne tragga le conseguenze che si impongono;  18. deplora che, a causa delle deficienze constatate, la Commissione non sia in grado di garantire che le risorse proprie a disposizione della Comunità corrispondono agli importi che le sono dovuti;  19. chiede alla Commissione di valutare debitamente l'importo delle risorse proprie da mettere a sua disposizione, di prevedere gli adeguamenti che si impongono e, se del caso, di motivare le deviazioni con questo metodo di calcolo;  20. chiede che la Commissione specifichi, nel bilancio delle Comunità, i debitori di risorse proprie, precisando lo Stato o gli Stati membri interessati;  21. sottolinea che l'adozione del regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89, del Consiglio, del 29 maggio 1989, recante applicazione della decisione 88/376/CEE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità (1), permetterà, per la prima volta, la realizzazione di controlli autonomi negli Stati membri e la trasmissione alla Comunità di informazioni più complete sui casi di frodi e irregolarità nonché sulle misure prese dalle autorità nazionali; chiede altresì alla Commissione di migliorare sensibilmente l'efficacia globale dei controlli e di assicurare il trattamento contabile sistematico dei risultati finanziari delle ispezioni;  22. ricorda che le due proposte di regolamento del Consiglio relative alle misure di semplificazione del regime di transito comunitario dovrebbero facilitare il recupero dei dazi doganali grazie all'abolizione dell'avviso di passaggio e invita il Consiglio ad assumersi le proprie responsabilità e ad adottare i regolamenti relativi alle misure di semplificazione del regime di transito comunitario;  23. chiede alla Commissione che nella sua proposta di un codice comunitario delle dogane venga prevista l'uniformazione delle norme in vigore in materia di formalità doganali, la semplificazione delle procedure e la necessità della lotta contro le irregolarità e le frodi;  24. chiede alla Commissione di far sì che l'adozione di queste nuove basi giuridiche sia accompagnata da una trasposizione uniforme e completa del diritto comunitario nella legislazione e nella regolamentazione amministrativa nazionali, da un miglioramento quantitativo e qualitativo dell'informazione contabile e finanziaria trasmessa dagli Stati membri e dall'istituzione di procedure atte a garantire che le risorse proprie delle Comunità vengano adeguatamente constatate, riscosse e contabilizzate e, al riguardo, invita la Commissione a riferire, per il 1o ottobre di ogni anno, alla commissione per il controllo di bilancio circa i provvedimenti giuridici presi per soddisfare le richieste del Parlamento; invita la Commissione a proseguire i suoi sforzi volti a stabilire una nomenclatura di bilancio comune più trasparente e una presentazione contabile più dettagliata delle informazioni relative alle risorse proprie trasmesse dagli Stati membri alla Commissione;  FEAOG, sezione garanzia: problemi orizzontali  25. constata con soddisfazione che l'applicazione di stabilizzatori agricoli e la realizzazione del programma speciale di smaltimento del burro hanno permesso di ridurre in maniera significativa il valore contabile delle scorte;  26. ritiene comunque che le economie globali del 1988 per il FEAOG, sezione garanzia siano dovute sia a circostanze favorevoli (modifica del tasso di cambio dollaro/ecu ed evoluzione del mercato mondiale) sia all'effetto delle misure di disciplina di bilancio attuate;  27. chiede dunque alla Commissione di prendere le seguenti misure al fine di rafforzare il controllo sulla spesa agricola:  a) la relazione inviata mensilmente nel quadro del sistema di preallarme deve essere completata da previsioni a breve e medio termine sull'evoluzione della produzione e dei mercati, in modo da permettere una rapida reazione a ogni rischio di superamento della previsione;  b) presentare proposte che permettano di rafforzare i propri poteri in materia di stabilizzatori agricoli;  c) eliminare tutti gli scarti ancora esistenti rispetto al profilo di spese per capitolo, come indica l'articolo 6 della decisione 88/377/CEE del Consiglio, del 24 giugno 1988, concernente la disciplina di bilancio (2);  una gestione che si limitasse a garantire il rispetto della linea direttrice agricola nella sua globalità e che permettesse invece che squilibri in alcuni campi siano compensati da economie in altri campi, infatti, contravverrebbe all'articolo 39 del trattato che indica tra gli obiettivi della PAC la stabilità dei mercati;  28. effettuerà un'approfondita analisi delle cause delle insufficienze e della lentezza delle procedure di verifica dei conti del FEAOG, sezione garanzia;  29. constata il forte aumento delle irregolarità e delle frodi comunicate dagli Stati membri e la proporzionale riduzione dei recuperi effettuati;  30. deplora che la Commissione non fornisca sufficienti informazioni circa le conseguenze finanziarie delle indagini effettuate, soprattutto per quanto riguarda il recupero degli importi indebitamente versati;  31. invita l'Unità di coordinamento per la lotta contro la frode a portare avanti l'attività iniziata nel 1989 a quattro livelli:  a) i controlli, aumentando il numero delle inchieste effettuate ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio (1);  b) le proposte normative: presentazione di un codice comunitario delle dogane, revisione delle disposizioni relative al controllo delle restituzioni all'esportazione, adozione di un regolamento relativo ai controlli dei documenti commerciali dei beneficiari e dei creditori del FEAOG, sezione garanzia;  c) la razionalizzazione amministrativa: semplificazione del regime delle restituzioni differenziate e revisione della prova di arrivo a destinazione finale dei prodotti agricoli;  d) i regolamenti: elaborazione, da parte della Commissione, di proposte di regolamenti relativi alla prevenzione delle frodi, sotto forma di sanzioni amministrative, e comunque impiego, da parte della Commissione, del potere di cui dispone, a titolo della repressione dell'uso illecito dei fondi comunitari, di detrarre dai contributi da versare agli Stati membri gli importi dovuti al bilancio delle Comunità;  32. invita il Consiglio ad adottare il trattato relativo ai reati comunitari, di cui si sta occupando dal 1976, e che agevolerebbe in una certa misura la tutela degli interessi finanziari della Comunità e la repressione delle frodi, e ad avviare l'esame della legislazione tuttora in sospeso, per esempio:  - il progetto di trattato che modifica i trattati che istituiscono le Comunità europee in modo da consentire l'adozione di norme comuni di tutela, secondo la legislazione penale, degli interessi finanziari delle Comunità e la repressione delle violazioni alle disposizioni di tali trattati;  - il progetto di trattato che modifica il trattato che istituisce un Consiglio unico e una Commissione unica delle Comunità europee in modo da consentire l'adozione di norme comuni sulla responsabilità e la tutela, secondo la legislazione penale, dei funzionari e altri agenti delle Comunità europee;  - la proposta di regolamento (CEE) del Consiglio sul rafforzamento dei controlli sull'applicazione delle norme comunitarie relative ai prodotti agricoli;  - la modifica della proposta relativa a un regolamento (CEE) del Consiglio sul rafforzamento dei controlli sull'applicazione delle norme comunitarie relative ai prodotti agricoli;  FEAOG, sezione garanzia: problemi settoriali  33. chiede alla Commissione di presentargli entro il 1o ottobre 1990 una relazione su  a) l'impatto economico dei prelievi di corresponsabilità nel settore dei cereali rispetto agli obiettivi di stabilizzazione della spesa di bilancio che sono alla base della loro creazione;  b) i problemi posti a livello contabile e di gestione del bilancio dalla situazione di spesa negativa di detti prelievi;  c) l'evoluzione delle spese del settore dal momento in cui sono stati istituiti i prelievi e i parametri economici che sono all'origine delle spese stesse (produzione, scorte, esportazioni, ecc.);  d) la data di esazione delle tasse di corresponsabilità nei vari Stati membri;  34. approva lo sforzo della Commissione e delle autorità italiane per rafforzare i controlli, applicare sanzioni e recuperare gli importi che sono stati indebitamente versati a titolo di aiuti alla produzione del grano duro e chiede alla Commissione che il livello di aiuto alla produzione venga adattato in funzione dell'evoluzione del mercato;  35. riesaminerà la questione della neutralità finanziaria del settore dello zucchero alla luce delle comunicazioni della Commissione e della Corte dei conti;  36. chiede alla Commissione che venga attuata un'azione più energica per porre fine ai flussi commerciali artificiali soprattutto nel settore delle esportazioni di zucchero, che sfruttano le diversità esistenti tra le modalità di controllo doganale e le fluttuazioni dei tassi di cambio; ricorda che detti sviamenti di traffico falsano le condizioni della concorrenza e producono per il bilancio comunitario perdite che la Corte dei conti ha stimato a 10 milioni di ecu per quanto riguarda il settore dello zucchero;  37. è vivamente preoccupato per il fatto che alcuni controlli per campione effettuati dalla Commissione per quanto riguarda la qualità dell'olio d'oliva soggetto a intervento hanno rivelato che, nel 93 % dei casi esaminati, la qualità constatata era inferiore a quella dichiarata e chiede alla Commissione di assicurarsi che i controlli di qualità sull'olio d'oliva che gode di intervento siano effettuati nel momento in cui i quantitativi di olio entrano nei magazzini;  38. chiede alla Commissione di prendere misure in materia di premi e di prezzi garantiti perché si ristabilisca l'equilibrio del mercato del tabacco, che ha sofferto per un eccedente di varietà di tabacco che non hanno sbocchi sul mercato;  39. invita la Commissione a proporre una modifica dell'OCM nel settore ortofrutticolo, tale da incoraggiare le organizzazioni dei produttori a ricercare lo smercio della produzione sui mercati nazionali e internazionali e non a effettuare ritiri dal mercato;  40. chiede alla Commissione di rivedere il sistema dei prezzi del settore della distillazione del vino per porre fine all'aumento delle scorte;  41. deplora vivamente l'atteggiamento della Commissione rispetto ai problemi delle quote lattiere e delle gravi infrazioni che sono state constatate per quanto riguarda gli esercizi 1984-1985 e 1985-1986; ritiene che il fatto di non proseguire la causa contro cinque Stati membri su sei e l'adozione di regolamenti che regolarizzano retroattivamente gli abusi constatati abbia avuto come conseguenza:  a) la perdita di 520 milioni di ecu, corrispondenti alle correzioni che la Commissione intendeva apportare nel quadro dei lavori di verifica dei conti 1986 e che rappresentavano l'incidenza di bilancio della non corretta applicazione della regolamentazione riguardante le quote;  b) la violazione del principio di uguaglianza di trattamento per gli Stati membri e per le categorie interessate di compratori e produttori;  42. invita la Commissione, dopo l'adozione da parte del Consiglio delle due proposte sul controllo degli importi concessi all'esportazione dei prodotti agricoli in generale e sull'adozione delle modalità di concessione delle restituzioni all'esportazione relative alla carne bovina, ad applicare i nuovi controlli previsti per il settore della carne bovina e a riferire in tempo utile al Parlamento europeo circa il loro risultato;  43. chiede alla Commissione che vi siano maggiori controlli sul premio per pecora e di presentare una relazione su questo argomento;  Politiche strutturali: Fondi strutturali, prestiti e mutui, politica dei trasporti, parità tra uomini e donne  44. ritiene che nel realizzare la riforma riguardante i Fondi strutturali la Commissione si troverà di fronte ai problemi che già hanno caratterizzato fin dal 1988 le politiche strutturali, quali: il frazionamento degli interventi dei Fondi e il modesto impatto dei finanziamenti sull'insieme delle economie delle regioni interessate; l'insufficienza di selezione, di verifica e di controllo che hanno comportato l'aumento degli impegni da liquidare, l'annullamento degli stanziamenti e le irregolarità, la mancanza di addizionalità e di una concreta incidenza dei finanziamenti sulla decisione di investimento;  45. invita la Commissione a utilizzare tutti i mezzi che la nuova regolamentazione mette a sua disposizione (fissazione di obiettivi strategici, selezione, verifica, controllo delle azioni relative alla partnership, ai quadri comunitari di sostegno e ai programmi operativi; cooperazione con la Corte dei conti per la definizione di criteri che permettono la valutazione ex post), allo scopo di conferire reale efficacia agli interventi strutturali della Comunità per raggiungere gli obiettivi della coesione;  46. propone alla Commissione che l'attività di verifica, valutazione e controllo realizzata nel quadro della riforma dei Fondi sia basata sui seguenti criteri:  a) i progressi non dovrebbero riguardare soltanto la realizzazione dei programmi nel loro insieme ma anche la regolarità di tutte le azioni finanziate nell'ambito di un programma;  b) la Commissione dovrebbe precisare meglio i criteri di verifica da adottare da parte dei comitati previsti al titolo VII del regolamento di coordinamento e dovrebbe fare in modo che questi comitati partecipino ampiamente alla sorveglianza dei quadri comunitari di sostegno;  c) la disposizione dell'articolo 1, paragrafo 3 bis del regolamento finanziario (data limite degli obblighi giuridici per le azioni che riguardano più di un esercizio) dovrebbe essere realmente applicata per evitare in futuro il fenomeno dell'immobilizzazione di fondi;  d) la Commissione dovrebbe sfruttare la possibilità conferitagli dall'articolo 23 del regolamento di coordinamento di effettuare controlli sul posto senza preavviso;  e) si dovrà accordare un'attenzione particolare al coordinamento dei vari mezzi di sovvenzione fra loro e di questi con gli strumenti di prestito;  47. invita la Corte dei conti a presentare una relazione speciale sull'attuazione del principio della supplementarità in materia di Fondi strutturali;  48. seguirà la gestione dei programmi di aiuto allo sviluppo dell'economia portoghese (aiuti preadesione, PEDAP e PEDIP) perché si possa garantire che quanto realizzato sia coerente con la piena integrazione del sistema economico portoghese nel mercato europeo; 49. ritiene che gli annullamenti d'impegni contratti nel 1988 e relativi al Fondo sociale, circa 500 milioni di ecu, dimostrino la gravità dei problemi di gestione, sia a livello nazionale che comunitario, del Fondo stesso, soprattutto per quanto riguarda la selezione e la verifica dei progetti;  50. chiede con insistenza alla Commissione di abbrevviare i tempi di recupero degli anticipi indebitamente versati per il Fondo sociale e di applicare interessi per il ritardo nel pagamento di importi non riversati ai sensi dell'articolo 24 del regolamento (CEE) n. 4253/88 del Consiglio (1);  51. constata che l'approccio del programma di esecuzione delle azioni specifiche del Fondo sociale ha fallito e ritiene che questo insuccesso permetta di nutrire seri dubbi sulla capacità della Commissione di realizzare il più vasto approccio per programmi previsto nel quadro della riforma dei Fondi;  52. deplora vivamente l'insuccesso del programma globale riguardante l'ospedale psichiatrico dell'isola di Leros e chiede alla Commissione:  a) di presentare entro sei mesi una relazione sulla realizzazione del programma relativo alla riforma sanitaria in Grecia;  b) di chiedere alle autorità greche il rimborso dei fondi indebitamente versati per un progetto non realizzato a Leros;  c) di condizionare il versamento di qualsiasi altro finanziamento a favore del programma di riforma sanitaria all'istituzione dei comitati di sorveglianza previsti dal regolamento (CEE) n. 4130/88 del Consiglio (2) e alla realizzazione di misure di esecuzione del programma psichiatrico rivisto;  53. incarica la sua commissione per il controllo di bilancio, in collaborazione con le altre commissioni competenti, di effettuare un controllo concomitante sull'attuazione della riforma e una valutazione riguardante la prima fase della riforma stessa appena verrà inviata dalla Commissione la relazione di cui all'articolo 16 del regolamento quadro sui Fondi strutturali;  54. analizzerà la semplificazione di nomenclatura apportata dalla Commissione alle linee che riguardano i Fondi strutturali al fine di assicurare la trasparenza dell'esecuzione di bilancio nel quadro della riforma;  55. sottolinea che il coordinamento degli strumenti di prestito con gli aiuti comunitari può garantire la massima sinergia nella realizzazione delle politiche strutturali ma ritiene che a questo scopo sia necessaria un'attività di razionalizzazione nel settore dei prestiti e dei mutui; nota con soddisfazione che vi sono stati alcuni progressi:  a) una convenzione tra la Corte dei conti e la Banca europea per gli investimenti (BEI) per il controllo delle operazioni NSC nei paesi dei beneficiari;  b) un accordo tra la Commissione e la BEI che sgrava il bilancio comunitario dai rischi relativi ai flussi di tesoreria creditori e debitori dell'NSC - tesoreria;  c) maggiore efficacia e trasparenza per quanto riguarda la gestione dei prestiti (regole interne, metodologia della gestione, controllo interno, procedure di ricorso alla concorrenza, negoziazione di prestiti e rifinanziamento);  56. seguirà attentamente l'esecuzione delle misure che la Commissione prenderà per migliorare la regolarità e la trasparenza delle strutture cui è affidata la gestione dei prestiti;  57. studierà la possibilità di migliorare la struttura di bilancio dei vari strumenti finanziari secondo criteri più politici;  58. rimane in attesa di prendere visione dello studio che la Commissione si è impegnata a fornire circa l'iscrizione in bilancio di prestiti/mutui e circa le misure che verranno proposte;  59. invita la Commissione a promuovere una politica comunitaria dei trasporti sostenuta dall'iscrizione in bilancio di stanziamenti sufficienti, dall'elaborazione di una base giuridica che preveda il finanziamento dei grandi assi di trasporto europei e dal coordinamento con le priorità regionali della politica strutturale della Comunità;  60. invita la Corte dei conti a elaborare una relazione speciale sulle spese della Comunità nel campo della parità tra uomini e donne e a dedicare ogni anno a questo tema un capitolo della sua relazione annuale; invita la Commissione a pubblicare ogni anno una relazione in materia;  Ricerca, ambiente, energia  61. constata che il rafforzamento dell'annualità del bilancio non ha portato impedimento all'esecuzione del bilancio per gli stanziamenti d'impegno; nota comunque che sono stati annullati 59 300 000 ecu in stanziamenti di pagamento e invita la Commissione a una gestione di bilancio più dinamica, al fine di utilizzare al termine dell'esercizio un massimo di stanziamenti disponibili;  62. ritiene che la persistente difficoltà di assicurare una totale esecuzione degli stanziamenti del capitolo 73 sia legata alla difficoltà di conciliare l'annualità del bilancio con il carattere pluriennale del programma quadro della ricerca; invita quindi la Commissione a ovviare a questo problema nel quadro dei trasferimenti di dotazione delle prospettive finanziarie previsto dall'articolo 11 dell'accordo interistituzionale;  invita la Commissione a prendere misure per ridurre l'onere crescente degli impegni da liquidare, sintomo questo dell'insufficiente verifica dei progetti finanziati; chiede in particolare che la Commissione segua tutte le fasi di esecuzione di un programma scientifico finanziato, escludendo dal finanziamento tutti quei progetti che in fase di realizzazione appaiano non affidabili e adattando le condizioni di finanziamento di ogni singolo progetto alla sua evoluzione scientifica e operativa;  64. ritiene che l'insieme dei lavori che il Centro comune di ricerca (CCR) realizza per conto terzi rappresenti una prova della qualità delle attività del centro, ma teme che l'obiettivo dei 130 milioni di entrate per il periodo 1988-1991 sia ancora molto lontano e invita la Commissione a fornire al CCR personale adeguato per sviluppare la sua strategia di marketing;  65. seguirà attentamente l'attività di ristrutturazione del Centro comune di ricerca iniziata alla fine del 1988 e invita la Commissione a imperniare la nuova gestione per istituti sulla responsabilità di questi ultimi, tramite un controllo continuo di gestione tendente a identificare gli scarti tra previsioni e realizzazioni, tramite l'imputazione diretta, a ogni istituto, dei prezzi di costo; invita la direzione del CCR ad approfondire le proprie riflessioni sull'organizzazione della gestione di bilancio, con l'ausilio eventuale dell'informatica;  66. esaminerà la comunicazione che la Commissione trasmetterà al Parlamento e al Consiglio sulle misure da prendere per rendere la gestione più efficace e nota, fin d'ora, che sarà necessario prendere una serie di misure per far fronte alle lacune esistenti nel campo dell'attività indiretta della ricerca, in materia di lentezza dei processi decisionali, di trattamento giuridico dei diritti di proprietà, di doppioni tra le direzioni generali della ricerca, di comitologia, di verifica dei progetti e di pagamento;  67. ritiene che anche nel settore della ricerca possano esistere frodi o irregolarità, dovute in particolare a una sopravvalutazione dei costi, e chiede alla Commissione di redigere una tipologia dei costi che permetta alle unità che si occupano di negoziare i contratti di individuare il costo reale dei progetti;  68. invita la Commissione a imputare al proprio bilancio di funzionamento le spese di gestione delle linee di bilancio relative all'ambiente;  69. chiede alla Corte dei conti di dedicare una relazione speciale alla spesa della Comunità europea nel settore dell'ambiente e ogni anno un capitolo della sua relazione annuale allo stesso settore; chiede inoltre alla Commissione di pubblicare ogni anno una relazione al riguardo;  Politica dell'informazione  70. chiede alla Commissione di redigere un programma operativo di tutte le attività di informazione, comunicazione e cultura e di comunicarlo, inserito in un documento che indichi tutte le linee di bilancio interessate, al Parlamento, che lo valuterà nel quadro delle procedure di bilancio e di discarico;  71. ritiene indispensabile un coordinamento fra le varie direzioni generali della Commissione esercitanti attività di informazione, nonché tra l'amministrazione centrale e gli uffici periferici, in modo da evitare i doppioni e da rafforzare la collaborazione esistente;  72. invita la Commissione a realizzare un'azione di valutazione del rapporto costo-benefici per i programmi d'azione e di informazione che impieghino mezzi finanziari e a presentarne il risultato nel progetto di massima del bilancio e nel suo programma operativo;  Aiuto allo sviluppo e aiuto alimentare  73. deplora il notevole aumento degli impegni da liquidare al titolo 9 del bilancio e invita la Commissione a una gestione di bilancio più dinamica in particolare generalizzando la procedura automatica di chiusura delle pratiche inattive utilizzata per le azioni del capitolo 93;  74. constata che la gestione di bilancio del capitolo 93, riguardante la cooperazione con i PVSALA risente di gravi ritardi nel finanziamento dei progetti e chiede alla Commissione che vengano presi i seguenti rimedi:  a) aumentare gli effettivi delle delegazioni (ancora insufficienti) e dei servizi centrali (che spesso risentono del problema dei doppioni);  b) rivedere le procedure dei comitati, che causano notevoli ritardi operativi, a favore di un sistema di comitati consultivi;  c) studiare la possibiità di ridurre il numero (eccessivo) di progetti annuali finanziati e di elaborare dei programmi pluriennali;  75. invita la Commissione a dedicare maggiore interesse alla gestione di bilancio dell'articolo 936 (aiuto ai rifugiati), stabilendo una regolamentazione in materia di selezione e controllo dei progetti;  76. chiede alla Commissione di presentare entro sei mesi dalla data del discarico un'analisi degli effetti del nuovo sistema di mobilizzazione dell'aiuto alimentare;  77. ritiene che la dichiarazione delle tre istituzioni allegata al regolamento finanziario rivisto possa permettere di giungere a una soluzione duratura e auspicabile dei problemi dei « vasi comunicanti » tra i capitoli 29 e 92 del bilancio; 78. deplora che i problemi di gestione e di utilizzazione dei fondi di contropartita non siano ancora risolti e che il provento della vendita, spesso inferiore al valore reale dell'aiuto, sia a volte utilizzato per colmare deficit di organismi pubblici; chiede quindi alla Commissione che le clausole delle convenzioni siano più rigorose per quanto riguarda i termini e per l'imputazione a conti ben determinati del valore commerciale dell'aiuto;  Spese amministrative  79. nota che i bilanci della Corte dei conti e della Corte di giustizia hanno registrato notevoli annullamenti e invita dette istituzioni a una maggiore precisione nella stima dei propri bilanci;  80. incoraggia vivamente le istituzioni la cui sede è stata già fissata a praticare una politica di acquisto dei loro immobili;  81. constata che la Corte di giustizia ha avviato la procedura di copertura del nuovo posto di controllore finanziario aggiunto iscritto nell'organigramma;  82. stima che sia indispensabile procedere a un'analisi delle condizioni di indipendenza in cui il controllore finanziario delle istituzioni esercita la sua funzione e chiede alla Corte dei conti di comunicargli, a questo scopo, una tabella analitica delle decisioni di non tener conto del rifiuto di approvare le spese in ogni istituzione per il periodo 1984-1988 compreso; chiede inoltre che d'ora in poi detta tabella, relativa all'esercizio prcedente, gli venga annualmente fatta pervenire prima dell'inizio della procedura di discarico;  insiste affinché, in tutti i casi in cui il controllore finanziario di una istituzione rifiuti il visto e il Presidente di tale istituzione non ne tenga conto, tutti i documenti giustificativi, compresi i motivi del rifiuto, forniti dal controllore finanziario siano sottoposti alla sua commissione per il controllo di bilancio;  83. invita la Commissione a riferire quanto prima circa la prossima riforma del regime comune di assicurazione malattia; chiede altresì che si aprano negoziati con talune associazioni mediche a Bruxelles, Lussemburgo e Ispra circa le norme riguardanti gli onorari;  84. chiede alla Corte dei conti di comunicare le misure prese per garantire un controllo indipendente delle spese di missione dei propri membri;  Problemi orizzontali  Sistemi di controllo interno  85. continuerà ad analizzare quanto suggeritogli dalla Corte dei conti circa il controllo interno delle istituzioni per trarne delle conclusioni per un'eventuale futura revisione del regolamento finanziario;  Flusso di informazioni all'autorità di discarico  86. invita la Corte dei conti a dedicare nella sua relazione annuale:  a) almeno un paragrafo di ogni capitolo all'analisi dell'esecuzione di bilancio del settore interessato,  b) un capitolo a ogni settore di esame elencato nel programma di lavoro annuale della Corte, giacché l'insieme delle politiche comunitarie deve essere sottoposto all'esame della Corte entro un termine che non superi la durata di esecuzione di un programma di lavoro quadriennale;  87. invita la Corte dei conti a redigere una relazione speciale sulle spese destinate alla politica dell'ambiente;  88. chiede alla Commissione di presentare nel volume I del conto di gestione (analisi finanziaria) un'approfondita analisi dello stato di esecuzione degli stanziamenti e delle cause di sottoutilizzazione;  Rapporti con i parlamenti degli Stati  89. ritiene indispensabile che venga realizzato un coordinamento con i parlamenti degli Stati per identificare i problemi comuni e per portare avanti un'azione parallela a livello del sistema comunitario e dei sistemi giuridici e amministrativi interni di ogni singolo Stato membro, per una serie di attività di interesse comune quali:  a) la trasposizione della legislazione comunitaria a livello nazionale;  b) la gestione e il controllo dei meccanismi amministrativi creati a livello nazionale per l'attuazione delle politiche comunitarie;  c) l'attività preparatoria (di selezione e propositiva) svolta dalle amministrazioni nazionali per l'esame dei progetti e programmi proposti per il finanziamento comunitario  Scuole europee e Istituto universitario europeo  90. reputa che la sua commissione per il controllo di bilancio debba esaminare i rapporti tra il sistema comune di assicurazione malattia delle Comunità europee e l'assicurazione malattia applicata agli insegnanti delle scuole europee e all'Istituto universitario europeo di Firenze;  91. invita la Commissione e il Consiglio dei governatori a intervenire urgentemente presso le autorità italiane onde pervenire a una soluzione destinata a mobilitare senza ulteriore indugio i fondi necessari per la riparazione e la manutenzione degli edifici della Scuola europea di Varese.  (1) GU n. L 79 del 22. 3. 1987, pag. 14.  (1) GU n. L 155 del 7. 6. 1989, pag. 1.  (2) GU n. L 185 del 15. 7. 1988, pag. 29.  (1) GU n. L 94 del 28. 4. 1970, pag. 13.  (1) GU n. L 374 del 31. 12. 1988, pag. 1.  (2) GU n. L 362 del 30. 12. 1988, pag. 1.75 . invita la Commissione a dedicare maggiore interesse alla gestione di bilancio dell'articolo 936 ( aiuto ai rifugiati ), stabilendo una regolamentazione in materia di selezione e controllo dei progetti;  76 . chiede alla Commissione di presentare entro sei mesi dalla data del discarico un'analisi degli effetti del nuovo sistema di mobilizzazione dell'aiuto alimentare;  77 . ritiene che la dichiarazione delle tre istituzioni allegata al regolamento finanziario rivisto possa permettere di giungere a una soluzione duratura e auspicabile dei problemi dei " vasi comunicanti " tra i capitoli 29 e 92 del bilancio;  78 . deplora che i problemi di gestione e di utilizzazione dei fondi di contropartita non siano ancora risolti e che il provento della vendita, spesso inferiore al valore reale dell'aiuto, sia a volte utilizzato per colmare deficit di organismi pubblici; chiede quindi alla Commissione che le clausole delle convenzioni siano più rigorose per quanto riguarda i termini e per l'imputazione a conti ben determinati del valore commerciale dell'aiuto;  Spese amministrative  79 . nota che i bilanci della Corte dei conti e della Corte di giustizia hanno registrato notevoli annullamenti e invita dette istituzioni a una maggiore precisione nella stima dei propri bilanci;  80 . incoraggia vivamente le istituzioni la cui sede è stata già fissata a praticare una politica di acquisto dei loro immobili;  81 . constata che la Corte di giustizia ha avviato la procedura di copertura del nuovo posto di controllore finanziario aggiunto iscritto nell'organigramma;  82 . stima che sia indispensabile procedere a un'analisi delle condizioni di indipendenza in cui il controllore finanziario delle istituzioni esercita la sua funzione e chiede alla Corte dei conti di comunicargli, a questo scopo, una tabella analitica delle decisioni di non tener conto del rifiuto di approvare le spese in ogni istituzione per il periodo 1984-1988 compreso; chiede inoltre che d'ora in poi detta tabella, relativa all'esercizio prcedente, gli venga annualmente fatta pervenire prima dell'inizio della procedura di discarico;  insiste affinché, in tutti i casi in cui il controllore finanziario di una istituzione rifiuti il visto e il Presidente di tale istituzione non ne tenga conto, tutti i documenti giustificativi, compresi i motivi del rifiuto, forniti dal controllore finanziario siano sottoposti alla sua commissione per il controllo di bilancio;  83 . invita la Commissione a riferire quanto prima circa la prossima riforma del regime comune di assicurazione malattia; chiede altresì che si aprano negoziati con talune associazioni mediche a Bruxelles, Lussemburgo e Ispra circa le norme riguardanti gli onorari;  84 . chiede alla Corte dei conti di comunicare le misure prese per garantire un controllo indipendente delle spese di missione dei propri membri;  Problemi orizzontali  Sistemi di controllo interno  85 . continuerà ad analizzare quanto suggeritogli dalla Corte dei conti circa il controllo interno delle istituzioni per trarne delle conclusioni per un'eventuale futura revisione del regolamento finanziario;  Flusso di informazioni all'autorità di discarico  86 . invita la Corte dei conti a dedicare nella sua relazione annuale :  a ) almeno un paragrafo di ogni capitolo all'analisi dell'esecuzione di bilancio del settore interessato,  b ) un capitolo a ogni settore di esame elencato nel programma di lavoro annuale della Corte, giacché l'insieme delle politiche comunitarie deve essere sottoposto all'esame della Corte entro un termine che non superi la durata di esecuzione di un programma di lavoro quadriennale;  87 . invita la Corte dei conti a redigere una relazione speciale sulle spese destinate alla politica dell'ambiente;  88 . chiede alla Commissione di presentare nel volume I del conto di gestione ( analisi finanziaria ) un'approfondita analisi dello stato di esecuzione degli stanziamenti e delle cause di sottoutilizzazione;  Rapporti con i parlamenti degli Stati  89 . ritiene indispensabile che venga realizzato un coordinamento con i parlamenti degli Stati per identificare i problemi comuni e per portare avanti un'azione parallela a livello del sistema comunitario e dei sistemi giuridici e amministrativi interni di ogni singolo Stato membro, per una serie di attività di interesse comune quali :  a ) la  trasposizione della legislazione comunitaria a livello nazionale;  b ) la gestione e il controllo dei meccanismi amministrativi creati a livello nazionale per l'attuazione delle politiche comunitarie;  c ) l'attività preparatoria ( di selezione e propositiva ) svolta dalle amministrazioni nazionali per l'esame dei progetti e programmi proposti per il finanziamento comunitario  Scuole europee e Istituto universitario europeo  90 . reputa che la sua commissione per il controllo di bilancio debba esaminare i rapporti tra il sistema comune di assicurazione malattia delle Comunità europee e l'assicurazione malattia applicata agli insegnanti delle scuole europee e all'Istituto universitario europeo di Firenze;  91 . invita la Commissione e il Consiglio dei governatori a intervenire urgentemente presso le autorità italiane onde pervenire a una soluzione destinata a mobilitare senza ulteriore indugio i fondi necessari per la riparazione e la manutenzione degli edifici della Scuola europea di Varese .  ( 1 ) GU n . L 79 del 22 . 3 . 1987, pag . 14 .  ( 1 ) GU n . L 155 del 7 . 6 . 1989, pag . 1 .  ( 2 ) GU n . L 185 del 15 . 7 . 1988, pag . 29 .  ( 1 ) GU n . L 94 del 28 . 4 . 1970, pag . 13 .  ( 1 ) GU n . L 374 del 31 . 12 . 1988, pag . 1 .  ( 2 ) GU n . L 362 del 30 . 12 . 1988, pag . 1 .