CELEX: C2002/118/31
Language: it
Date: 2002-05-18 00:00:00
Title: Causa C-99/02: Ricorso del 15 marzo 2002 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

18.5.2002              IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 118/19
1)   se le disposizioni del regolamento n. 1408/71 (1) — nel             La ricorrente conclude che la Corte voglia:
     caso di dipendenti temporanei della CEE, i quali risiedono
     in Belgio dopo la conclusione del loro servizio presso la           —      dichiarare che, non avendo preso nei termini stabiliti
     CEE, per il quale non sono stati trattenuti contributi per                 tutti i provvedimenti necessari per recuperare presso i
     la sicurezza sociale, e hanno diritto ad un’indennità di                   beneficiari gli aiuti giudicati illegittimi ed incompatibili
     disoccupazione pagata dalla CEE — si oppongano a                           con il mercato comune con decisione 2000/128/CE (1)
     che una normativa nazionale venga applicata ad essi                        della Commissione dell’11 maggio 1999, relativa al
     integralmente, tenendo conto della norma anticumulo                        regime di aiuti concessi dall’Italia per interventi a favore
     nazionale la quale prevede che in base alle condizioni                     dell’occupazione (notificata il 4 giugno 1999 con il
     per la concessione dell’indennità di disoccupazione il                     n. C (1999) 1364, GU L 42 del 15.2.2000, pag. 1), e
     lavoratore deve essere senza lavoro e senza retribuzione,                  comunque non avendo informato la Commissione di tali
     intendendosi in particolare come retribuzione: indennità                   provvedimenti, la Repubblica italiana è venuta meno agli
     di licenziamento o indennità per risarcimento per conclu-                  obblighi impostili dagli artt. 3 e 4 di tale decisione e dal
     sione del rapporto di lavoro, alla quale il lavoratore                     Trattato CE;
     eventualmente ha diritto, ad esclusione di quella che
     copre il danno morale.
                                                                         —      condannare la convenuta alle spese.
2)   Se sia incompatibile con il regolamento CE 15 ottobre
     1968 n. 1612 (2) (titolo II, art. 7, n. 4), in base al
     quale deve essere perseguita l’uniformità sul piano della
     sicurezza sociale e non si auspica alcuna discriminazione,          Motivi e principali argomenti
     il fatto che (secondo la ricorrente) vi sia una disparità
     nella situazione relativa alla sicurezza sociale di un
     «postdoc» nell’ambito dell’SEE; il fatto che nei diversi Stati      La decisone della Commissione obbliga l’Italia a prendere «tutti
     membri dell’SEE un «postdoc» venga considerato come                 i provvedimenti necessari per recuperare presso i beneficiari
     una persona che esercita un’attività professionale, anche           gli aiuti che non soddisfano alle condizioni di cui agli
     se non è assoggettato alla sicurezza sociale, ed in Belgio          articoli 1 e 2 già illegittimamente concessi». Essa deve, inoltre,
     un «postdoc» (ingiustamente, secondo la ricorrente) venga           comunicare alla Commissione, entro due mesi a decorrere
     considerato un borsista tirocinante e una persona in tale           dalla notificazione della decisione, «le misure adottate per
     posizione deve assicurarsi per conto proprio al sistema             conformarvisi».
     nazionale belga, mentre questo non è previsto nell’ambito
     di un sistema di assicurazione volontaria (in ogni caso
     per il settore dell’assicurazione contro la disoccupazione).        Si deve constatare che, allo scadere di questo termine la
                                                                         Repubblica italiana non aveva ancora informato la Commis-
                                                                         sione delle misure prese per recuperare gli aiuti illegalmente
(1) GU 1971, L 149, pag. 2.                                              versati.
(2) GU 1968, L 257, pag. 2.
                                                                         Uno Stato membro può sollevare, contro un ricorso per
                                                                         inadempimento di una decisione che impone il recupero di
                                                                         aiuti, il solo motivo relativo all’esistenza di un’impossibilità di
                                                                         esecuzione assoluta. Questa condizione non è soddisfatta
                                                                         allorché il governo convenuto si limita a comunicare alla
                                                                         Commissione le difficoltà giuridiche, politiche o pratiche che
                                                                         presenta l’esecuzione della decisione senza compiere alcun
                                                                         passo presso le imprese interessate, al fine di ripetere l’aiuto, e
                                                                         senza proporre altre modalità di esecuzione della decisione
Ricorso del 15 marzo 2002 contro la Repubblica italiana,                 che consentano di superare le difficoltà.
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                         Le autorità italiane non hanno mai sostenuto che l’esecuzione
                         (Causa C-99/02)                                 fosse assolutamente impossibile, né hanno ufficialmente mai
                                                                         richiesto una dilazione del termine per il recupero o una
                                                                         sospensione dell’esecuzione della decisione. Non hanno neppu-
                         (2002/C 118/31)                                 re prospettato modalità alternative di applicazione della deci-
                                                                         sione che avrebbero permesso di superare le difficoltà incon-
                                                                         trate.
Il 15 marzo 2002, la Commissione delle Comunità europee,                 (1) GU L 42 del 15.2.2000, pag. 1.
rappresentata dal sig. Vittorio Di Bucci, in qualità di agente, ha
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
ricorso contro la Repubblica italiana.