CELEX: 51983PC0707
Language: it
Date: 1983-11-28
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO relativo al regime di esportazione di determinati cascami e rottami di metalli non ferrosi (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (83) 707
Vol. 1983/0253
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---          COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                              COM (83) 707 def.
                                                              Bruxelles, 28 novembre 1983
                                   P r o p o s t a di
                         REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
           relativo al regime di esportazione di determinati cascami
                         e rottami di metalli non ferrosi
                   (presentata dalla Commissione al   Consiglio)
COM (83)  707 def.
 ---pagebreak---                                       RELAZIONE
1. A norma dei regolamenti (CEE) n. 2603/69 ( 1 ) e (CEE) n. 3440/82 del 21 dicem­
   bre 1982 (2), il Consiglio ha assoggettato per il 1983 le esportazioni comunita­
    rie di cascami e rottami di alluminio e di cascami e rottami di piombo/ delle
   voci tariffarie 76.01 B e 78.01 B rispettivamente, alla presentazione di un'auto­
    rizzazione di esportazione rilasciata automaticamente dalle competenti autorità
    degli Stati membri, secondo precise modalità.
    Per quanto riguarda i cascami ed i rottami di alluminio, il rilascio delle auto­
    rizzazioni è stato recentemente sospeso (regolamento (CEE) n. 2822/83 della Com­
    missione, Gl) n. L 278 de 11 '11.10.1983) fino al 31 dicembre 1983.
    A norma del succitato regolamento n. 3440/82, le ceneri ed i residui di rame
    (TDC ex 26.03) ed i cascami e rottami di rame (TDC 74.01 D) hanno formato oggetto
    anche per il 1983 di un contingentamento comunitario all'esportazione.
2. Il comitato consultivo del regolamento 2603/69 si è riunito per esaminare il re­
    gime da stabilire per il 1984.
    a) Rame. Le condizioni previste dal regolamento 2603/69 giustificano il manteni­
        mento per il 1984 di un contingente all'esportazione tanto per le "ceneri ed
        i residui" quanto per i "cascami ed i rottami". Il primo di detti contingenti
        sarà nondimeno oggetto di un esame approfondito durante l'anno, per rendere
        eventualmente più elastico questo regime nel 1985. Inoltre, al fine di miglio­
        rare la funzione della riserva comunitaria attualmente esigua, l'importo com­
        plessivo del secondo contingente è stato aumentato, il che permette di portare
        detta riserva da 900 a 3000 t.
    b) Alluminio. Il regime di sorveglianza in vigore per i cascami ed i rottami di
        alluminio dal 1981 (3) è stato oggetto all'inizio dell'ottobre scorso di una
        misura comunitaria secondo la quale il rilascio delle autorizzazioni d'esporta­
        zione è stato sospeso fino al 31 dicembre 1983 (4). Questa misura, di caratte­
         re conservativo, è stata presa data la particolare rapidità nel ritmo
                                                                               M B . / . . .
 (1) Regolamento relativo all'instaurazione di un regime comune applicabile alle
      esportazioni (Gl) n. L 324 del 27.12.1969, pag. 25).
 (2) Gu n. L 362 del 21.12.1982, pag. 5.
 (3) Autorizzazione preliminare di esportazione di una durata di due mesi, da rila­
      sciarsi entro i quindici giorni lavorativi che seguono la presentazione della
      domanda e su presentazione di un contratto di vendita per l'insieme dei quanti­
      tativi richiesti.
 (4) Regolamento (CEE) n. 2822/83 della Commissione, del 6.10.1983 (GU n. L 278 del-
      l '11.10.1983, pag. 14).
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d'incremento delle esportazioni constatata nel primo semestre 1983 (1). Il
perdurare di questo eccessivo incremento delle esportazioni potrebbe cau­
sare, a termine, una situazione critica dovuta ad una carenza del prodotto
 in causa; nel valutare la situazione era comunque necessario tener conto del­
 la tensione che grava sul mercato mondiale dell'alluminio e che è causata,
tra l'altro, da mutamenti strutturali nella produzione del settore.
L'esame effettuato in seguito nell'ambito del comitato consultivo del rego­
 lamento 2603/69, al fine di determinare il regime 1984, non consente allo
stadio attuale di affermare che sono riunite le condizioni necessarie per
giustificare l'instaurazione al 1° gennaio prossimo di un regime limitativo
delle esportazioni.
Dal 1981, le esportazioni comunitarie sono progressivamente aumentate, in
particolare nel primo semestre dell'anno in corso; sulla recente evoluzione
hanno inciso probabilmente vari fattori, tra cui:
- i mutamenti strutturali nella produzione di alluminio, intervenuti in
   alcuni mercati e caratterizzati da un uso maggiore di cascami e rottami
   (minor consumo di alluminio di prima fusione e incremento della produzio­
   ne di alluminio di seconda fusione, soprattutto in Giappone e negli
   Stati Uniti);
- minori disponibilità di cascami e di rottami sul mercato mondiale (mag­
   giore domanda del prodotto sul mercato dei L'America settentrionale, pri­
   mo mercato esportatore per tradizione);
- impennata del prezzo del metallo sul mercato mondiale dal 1983.
Il perdurare di prezzi elevati sul mercato mondiale dell'alluminio ha de­
terminato, a partire dalla seconda metà del 1983 e soprattutto nell'America
settentrionale, il rilancio di alcune capacità produttive di alluminio pri­
mario. Nonostante un aumento della domanda su questi mercati connessa con
la ripresa economica, ciò dovrebbe concretarsi progressivamente con una ri­
duzione della domanda di alluminio di seconda fusione e, pertanto, dei rela­
tivi cascami e rottami.
(1) La media mensile delle esportazioni comunitarie dei cascami e rottami
     di alluminio, pari a 2.989 t nel gennaio 1983, aveva raggiunto 5.810 t
     nel giugno successivo.
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   Il mercato nordamericano/ importante fornitore del mercato mondiale in
   cascami e rottami di alluminio aveva notevolmente ridotto il proprio contri­
   buto/ soprattutto nel 1982/ ma sembra ora invertire la tendenza; infatti/
   dal secondo trimestre 1983, il volume delle esportazioni aumenta progressiva­
   mente, il che lascia presagire per il 1983 un livello pari o superiore a quello
   raggiunto nel 1981.
   Il mercato giapponese, che assorbiva gran parte delle esportazioni comunitarie
   di cascami e rottami di alluminio dalla metà 1982 e nel 1983, rimane il pri-
   cipale mercato d'importazione in termini mondiali; di conseguenza, pur consi­
   derando la tendenza al ristagno riscontrata in questo paese per la produzione
   di alluminio secondario (compensata dall'incremento delle importazioni di al­
   luminio metallico), le esportazioni comunitarie verso il mercato giapponese
   sono nondimeno una realtà economica che, per via del potenziale di assorbimento
   del Giappone, esigono una vigile attenzione. Va rilevato però che nel frat­
   tempo è quasi scomparso uno dei fattori che ha determinato l'aumento delle
   esportazioni comunitarie di cascami e rottami di allumino verso il paese sud­
   detto, segnatamente un notevole divario di prezzi tra i due mercati.
   Da questa analisi non si può dedurre che esiste una situazione tale da giusti­
   ficare una misura limitativa intesa a prevenire una situazione critica dovuta
   ad una carenza del prodotto in causa; ciò non toglie, però, che sia necessa­
   rio seguire con particolare attenzione l'andamento della situazione sul mer­
   cato mondiale e su quello comunitario; infatti, un massiccio aumento della
   domanda mondiale, un eccessivo incremento delle esportazioni comunitarie do­
   vuto ad un crollo delle importazioni tradizionali della Comunità ed un'insuffi­
    ciente offerta sul mercato mondiale potrebbero rendere indispensabile un prov­
   vedimento a livello comunitario; questa eventualità non può giustificare una
   misura limitativa a priori, ma costringe a rinnovare per il 1984 la sorve­
    glianza comunitaria sulle esportazioni di cascami e rottami di alluminio.
c) Piombo. Le esportazioni comunitarie di cascami o rottami di piombo,   liberaliz­
    zate nel luglio 1981 e subordinate in seguito a sorveglianza, hanno  registrato
    un'espansione ragguardevole nel 1982 e nel 1983 (nei primi 6 mesi),  ma non han­
    no raggiunto proporzioni tali da giustificare una limitazione delle  esportazioni
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       visti i vari elementi del caso (consumo, disponibilità interna, appar­
       tenenza esterna). Inoltre, il regime di sorveglianza comunitaria esi-
       tente, che è del resto necessario rinnovare, permette di seguire atten­
       tamente queste esportazioni e consente, ove necessario, di ricorrere
       a opportuni provvedimenti.
    d) Trattamento delle operazioni di traffico di perfezionamento. L'esporta­
       zione delle ceneri e dei residui oppure dei cascami e dei rottami di
       rame derivanti da operazioni di traffico di perfezionamento attivo,
       sinora imputata sul contingente ad essa relativo, potrà effettuarsi li­
       beramente e senza imputazione, salvo deroga e ferma restando l'informa­
       zione statistica delle operazioni realizzate. Il regime di imputazione
       (mantenendo inalterata la possibilità di deroga) rimane invece immutato
       per quanto riguarda le esportazioni temporanee per operazioni di traffico
       di perfezionamento passivo. Nella fattispecie, la mancanza di un esame
       preliminare potrebbe infatti far eludere gli obiettivi perseguiti dal­
       l'attuale regime di contingentamento all'esportazione.
3. Concludendo, la Commissione ritiene che un contingentamento all'esporta­
    zione per le ceneri-residui e per i cascami-rottami di rame sia giustifi­
    cato per l'anno 1984; altrettanto giustificato sembra, per i cascami-
    rottami di alluminio e di piombo un regime di sorveglianza per il rilascio
    preliminare di una licenza all'esportazione, secondo modalità prestabi lite.
    Considerando che per i prodotti oggetto di sorveglianza, a seguito del­
    l'eventuale andamento delle esportazioni, visti i vari elementi della situa­
   zione economica e commerciale, potrebbe riunire le condizioni previste dal
   regolamento 2603/69, la Commissione ritiene necessario garantire un fun­
   zionamento soddisfacente del suddetto regime di sorveglianza, in particola­
   re mediante regolare e tempestiva trasmissione dei dati richiesti, che con­
   sentano una valutazione costante degli sviluppi sui mercati comunitario
   e mondiale dei prodotti interessati.
   Inoltre, la Commissione ritiene utile rilevare che, qualora si rivelassero
   utili misure di salvaguardia a seguito di una richiesta presentatale da
   uno Stato membro oppure dipropria iniziativa, e comunque in caso di situa­
   zione critica come prevista dal regolamento 2603/69, verranno rigorosamen­
   te applicate le procedure di consultazione e di decisione previste dal
   regolamento 2603/69, articolo 6.
  La Commissione propone al Consiglio di adottare l'allegata proposta di
   regolamento.
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                   REGOLAMENTO (CEE)                 DEL CONSIGLIO
          relativo al regime di esportazione di determinati cascami
                         e rottami di metalli non ferrosi
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
 visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
 visto il regolamento (CEE) n. 2603/69 del Consiglio, del 20 dicembre 1969,
 che stabilisce un regime comune applicabile alle esportazioni (1) modifica­
 to da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1934/82 (2), in particolare l'artico­
  lo 7,
 visto il regolamento (CEE) n. 1023/70 del Consiglio, del 25 maggio 1970,
 che stabilisce una procedura comune di gestione dei contingenti quantitati­
 vi (3), modificato da ultimo dall'atto di adesione della 'Grecia in particolare l'articolo 2,
 vista la proposta della Commissione,
 considerando che con il regolamento (CEE) n. 3440/82dal Consiglio (4) le esportazio
ni di cascami e rottami di alluminio e di piombo sono state subordinate, per il
 1982, ad un'autorizzazione preventiva di esportazione che deve essere rila­
 sciata dalle competenti autorità degli Stati membri secondo determinate moda­
 lità; che detto regime scade il 31 dicembre 1983; che per i cascami ed i rot­
 tami di alluminio, il regolamento (CEE) n.                /83 del Consiglio
            (5) ha sospeso il rilascio delle autorizzazioni di esportazione sino
 al 31 dicembre 1983;
 considerando che, per evitare difficoltà di approvvigionamento per i residui
 e ceneri di rame e per i cascami e rottami di rame sono stati fissati contin­
 genti quantitativi comunitari all'esportazione con il regolamento (CEE)
 n. 3440/82; che tali contingenti sono validi sino al 31 dicembre 1983;
 considerando che è necessario mantenere per il 1984 i contingenti quantitativi
  all'esportazione in vigore per i prodotti di rame e il regime di autorizza­
  zioni di esportazione per i prodotti di alluminio e di piombo; che, grazie
  alle modalità di sorveglianza previste, questo regime deve permettere di se­
  guire attentamente l'andamento delle esportazioni in parola il quale, per
  (1)   GU n.  L 324  del 27.12.1969, pag. 25
  (2)   GU n.  L 211  del 20.7.1982, pag. 1
  (3)   GU n.  L 124  dell’8.6.1970, pag. 1
  (4)   GU n.  L 362 del 23.12.1982, pag. 5
  (5)   GU n.  L
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  per determinati prodotti, ha rivelato un rapido incremento nel corso del­
   l'anno;
   considerando che il comitato istituito dal regolamento (CEE) n. 2603/69
  è stato consultato;
  considerando che le stime del fabbisogno rappresentano un ultimo criterio di
  ripartizione di detti contingenti;
  considerando che le disposizioni relative al controllo del traffico intraco-
  munitario di cui al regolamento (CEE) N. 223/77 della Commissione,del 22 di­
  cembre 1976, che stabilisce le disposizioni di applicazione e le misure di
  semplificazione del regime del transito comunitario (1), si applicano unica­
  mente se le misure che istituiscono le restrizioni all'esportazione ne sta­
  biliscono l'applicazione.
  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                Articolo 1
  1. Per il periodo 1° gennaio-31 dicembre 1984 le esportazioni dalla Comu­
      nità di cascami e rottami di alluminio di cui alla sottovoce 76.01 B della
      tariffa doganale comune e di cascami e rottami di piombo di cui alla sot­
      tovoce 78.01 B sono subordinate alla presentazione di un'autorizzazione
      di esportazione da rilasciarsi dalle competenti autorità degli Stati mem­
      bri. L'autorizzazione è rilasciata gratuitamente, per tutte le quantità
      richieste fatte salve le disposizioni che figurano qui di seguito.
 2. L'autorizzazione di esportazione è rilasciata entro un termine massimo
      di quindici giorni lavorativi dal deposito della domanda dietro presenta­
     zione da parte del richiedente di un contratto di vendita per l'insieme
     delle quantità domandate.
     L'autorizzazione è valida per due mesi.
 3. Ogni Stato membro comunica alla Commissione nel corso dei primi    quindici
     giorni di ogni mese;
     a) le quantità in tonnellate e i prezzi dei prodotti oggetto di autorizza­
         zioni di esportazione rilasciate nel corso del mese precedente;
     b) le quantità in tonnellate dei prodotti oggetto di esportazioni nel corso
         del mese precedente quello di cui alla lettera a);
(1) Gl) n. L 38 del 9.2.1977, pag. 20.
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c) Le quantità in tonnellate la cui esportazione autorizzata o realizzata
    si effettua nel quadro di operazioni di perfezionamento attivo o passivo;
d) i paesi terzi di destinazione.
La Commissione ne informa gli Stati membri.
                             Articolo 2
Per il 1983 sono fissati i seguenti contingenti quantitativi comunitari
all'esportazione:
                                                         (in tonnellate)
 N° della tariffa                                             Quantità
      doganale             Designazione delle merci
       comune
 ex 26.03              Ceneri e residui di rame e di
                       leghe di rame                            22.300
 ex 74.01 D            Cascami e rottami di rame e di
                       leghe di rame                            34.800
                             Articolo 3
  I contingenti di cui all'articolo 2 sono ripartiti secondo il fabbi­
  sogno stimato.
                             Articolo 4
 1. Non sono imputate sulla quota dello Stato membro esportatore le
     esportazioni di merci di cui all'articolo 2:
     - quando dette merci sono esportate tal quali o in quanto pro­
       dotti di compensazione a norma della direttiva 69/73/CEE del
       Consiglio, del 4 marzo 1969, relativa all'armonizzazione delle di­
       sposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti
        il regime di perfezionamento attivo (1), purché nella fabbricazio­
       ne dei suddetti prodotti di compensazione non siano utilizzate mer­
       ci di cui agli articoli 9 e 10 del trattato.
       Non è autorizzato il ricorso alla compensazione per equivalenza:
  (1) GU n. L 58 dell'8.3.1969, pag. 1
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   - quando Le merci che non rispondono alle condizioni di cui agli articoli 9
      e 10 del trattato sono esportate a seguito del loro magazzinaggio in
      depositi doganali conformemente alla direttiva 69/73/CEE del Consiglio
      del 4 marzo 1969 relativa all'armonizzazione delle disposizioni legislati­
      ve, regolamentari ed amministrative riguardanti il regime dei depositi do­
      ganali (1), oppure in zone franche conformemente alla direttiva 69/75/CEE
     del Consiglio del 4 marzo 1969 relativa all'armonizzazione delle disposi­
     zioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti il regime
     delle zone franche (2). Se le merci sono state ottenute nell'ambito di un
      regime di perfezionamento attivo, devono essere osservate le condizioni
     di cui al primo trattino.
    Si applica, l'articolo 1, paragrafo'3 lettere c) e d ) .
 2. Le esportazioni temporanee delle merci di cui all'articolo 2 sono imputate
    sulla quota dello Stato membro esportatore.
    Nondimeno, si può decidere di autorizzare la non imputazione ricorrendo al
    regime previsto dalla direttiva 76/119/CEE del Consiglio, del 18 dicem­
    bre 1975, per l'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamenta­
    ri e amministrative riguardanti il regime del perfezionamento passivo (3),
    secondo la procedura di cui all'articolo 11, paragrafi 2 e 3 del regolamen­
    to (CEE) n. 1023/70 del Consiglio, p r e v i a      c o n s u l t a z i o n e
    del comitato dei regimi doganali di perfezionamento istituito dalla diret­
    tiva 69/73/CEE, articolo 26.
                                Articolo 5
Il regolamento (CEE) n. 223/77 si applica alla circolazione all'interno della
Comunità dei prodotti di cui all'articolo 2.
                                Articolo 6
Il Consiglio determina in tempo utile, e comunque entro e non oltre il 31 di­
cembre 1984, le misure da adottarsi alla scadenza del presente regolamento
per l'esportazione dei prodotti, di cui agli articoli 1 e 2.
(1) GU n. L 58 dell'8.3.1969, pag. 7
(2) GU n. L 58 dell'8.3.1969, pag. 11
(3) GU n. L 24 del 30.1.1976, pag. 58
 ---pagebreak---                                 - F -
                              ArticoLo 7
IL presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1984.
Esso è applicabile sino al 31 dicembre 1984.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamen­
te applicabile in ciascuno degli Stati membri.
 Fatto a Bruxelles, addi
 Per il Consiglio