CELEX: 62019CA0146
Language: it
Date: 2020-06-11 00:00:00
Title: Causa C-146/19: Sentenza della Corte (Settima Sezione) dell’11 giugno 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Vrhovno sodišče Republike Slovenije — Slovenia) — SCT, d.d, in amministrazione fallimentare / Repubblica di Slovenia [Rinvio pregiudiziale – Fiscalità – Imposta sul valore aggiunto (IVA) – Direttiva 2006/112/CE – Articoli 90 e 273 – Base imponibile – Riduzione – Diniego – Non pagamento – Soggetto passivo che non ha insinuato il proprio credito nella procedura di fallimento instaurata nei confronti del debitore – Principi di neutralità fiscale e di proporzionalità – Effetto diretto]

17.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 271/14
            
         
      Sentenza della Corte (Settima Sezione) dell’11 giugno 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Vrhovno sodišče Republike Slovenije — Slovenia) — SCT, d.d, in amministrazione fallimentare / Repubblica di Slovenia
      (Causa C-146/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Fiscalità - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Articoli 90 e 273 - Base imponibile - Riduzione - Diniego - Non pagamento - Soggetto passivo che non ha insinuato il proprio credito nella procedura di fallimento instaurata nei confronti del debitore - Principi di neutralità fiscale e di proporzionalità - Effetto diretto)
      (2020/C 271/19)
      Lingua processuale: lo sloveno
      
         Giudice del rinvio
      
      Vrhovno sodišče Republike Slovenije
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: SCT, d.d, in amministrazione fallimentare
      
         Convenuta: Repubblica di Slovenia
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 90, paragrafo 1, e l’articolo 273 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, devono essere interpretati nel senso che essi ostano ad una normativa di uno Stato membro, in virtù della quale ad un soggetto passivo viene rifiutato il diritto alla riduzione dell’imposta sul valore aggiunto assolta e relativa ad un credito non recuperabile qualora egli abbia omesso di insinuare tale credito nella procedura fallimentare instaurata nei confronti del suo debitore, quand’anche detto soggetto dimostri che, se avesse insinuato il credito in questione, questo non sarebbe stato riscosso.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 90, paragrafo 1, della direttiva 2006/112 deve essere interpretato nel senso che il giudice nazionale deve, in virtù dell’obbligo che gli incombe di adottare tutte le misure idonee a garantire l’esecuzione di tale disposizione, interpretare il diritto nazionale in senso conforme a quest’ultima, ovvero, qualora una siffatta interpretazione conforme non sia possibile, disapplicare qualsiasi normativa nazionale la cui applicazione porti ad un risultato contrario alla disposizione in parola.
               
            
         (1)  GU C 148 del 29.4.2019.