CELEX: C2002/169/70
Language: it
Date: 2002-07-13 00:00:00
Title: Causa T-138/02: Ricorso della Nanjing Metalink International Co. Ltd. contro il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 26 aprile 2002

13.7.2002               IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 169/39
imposta alla Irisch Sugar plc. La ricorrente sottolinea a questo             —     in via subordinata, annullare parzialmente la decisione
proposito che, come risulta dalla sentenza del Tribunale di                        finale della Commissione delle Comunità europee 15 gen-
primo grado 7 ottobre 1999 nella causa T-228/97 Irisch                             naio 2002, C(2001) 4447 def., nei limiti in cui il rimborso
Sugar/Commissione (1), l’ammenda imposta alla Irisch Sugar                         stabilito dalla Commissione nell’art. 1 superi l’importo di
con decisione della Commissione 14 maggio 1997, n. 97/624/                         2 808 319,95 Euro;
CE relativa ad un procedimento ai sensi dell’art. 86 del Trattato
CE, era stata ridotta di euro 916 674. La convenuta rifiuta di               —     condannare la convenuta a sostenere tutte le spese.
pagare interessi su questo importo.
Secondo la Commissione, la decisione impugnata di non
                                                                             Motivi e principali argomenti
pagare interessi, cioè il pagamento della somma capitale senza
interesse al 4 gennaio 2000 è diventata definitiva dal momento
che la ricorrente non l’ha impugnata entro il termine di due                 Nell’art. 1 della decisione impugnata, la Commissione ha
mesi, come previsto dall’art. 230 del Trattato CE.                           stabilito che l’aiuto concesso dalla Germania alla Pollmeier
                                                                             GmbH di Malchow, nella misura di 3 650 860 Euro, non è
La ricorrente deduce a questo proposito, che tale ragionamento               compatibile con il mercato comune. La ricorrente si oppone a
è errato nel merito. In primo luogo, la richiesta iniziale non               tale decisione e sostiene che la dichiarazione di parziale
era per un pagamento preciso, ma per la conferma che                         incompatibilità con il mercato comune dell’aiuto alla stessa
dovevano essere pagati gli interessi; per la comunicazione circa             concesso sia contraria all’ordinamento comunitario. Tutti i
il relativo ammontare e per l’assistenza in tale materia.                    principali motivi della decisione si basano su errori in diritto o
In secondo luogo, non esistono norme della normativa                         su una valutazione manifestamente errata dei fatti.
comunitaria ai sensi della quale il silenzio deve ritenersi rifiuto,
salvo che non vi sia una specifica disposizione al riguardo. In
terzo luogo, non solo il pagamento della somma rimborsata                    La ricorrente sostiene che nel momento in cui l’aiuto le era
di euro 916 674 costituisce il rifiuto dell’iniziale richiesta di            stato concesso, essa soddisfaceva tutti i criteri individuati nella
conferma circa d’interessi, esso altresı̀ non costituisce, secondo           raccomandazione della convenuta 3 aprile 1996, 96/280/CE,
l’accezione dell’art. 230 CE, un atto impugnabile. Ne consegue               relativa alla definizione delle piccole e medie imprese. Né la
che l’argomento dedotto dalla Commissione secondo cui la                     stessa avrebbe eluso tali criteri.
ricorrente lo avrebbe dovuto impugnare nei termini è errato in
diritto.
                                                                             La ricorrente ritiene inoltre, che un esame dell’integrazione
                                                                             economica effettuato nel singolo caso senza tener conto dei
(1) Racc. 1999, pag. II-2969.                                                criteri caratterizzanti le piccole e medie imprese, è illegittimo,
                                                                             in quanto tali criteri hanno il fine precipuo di accertare se
                                                                             l’integrazione economica sussista o meno. In ogni caso non
                                                                             sussiste alcuna integrazione economica.
                                                                             In via subordinata la ricorrente sostiene che l’importo da
                                                                             rimborsare sia troppo elevato e che le relative modalità di
Ricorso della Pollmeier Malchow GmbH & Co. contro la                         calcolo non siano chiare.
Commissione delle Comunità europee, proposto il
                           29 aprile 2002
                         (Causa T-137/02)
                          (2002/C 169/69)
                                                                             Ricorso della Nanjing Metalink International Co. Ltd.
                   (Lingua processuale: il tedesco)                          contro il Consiglio dell’Unione europea, proposto il
                                                                                                        26 aprile 2002
Il 29 aprile 2002, la Pollmeier Malchow GmbH & Co.,                                                   (Causa T-138/02)
rappresentata dagli avv. S. Völcker e J. Heithecker, con sede in
Malchow (Germania), ha proposto al Tribunale di primo grado                                            (2002/C 169/70)
delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione
delle Comunità europee.
                                                                                                 (Lingua processuale: l’inglese)
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—     annullare la decisione della Commissione delle Comunità                Il 26 aprile 2002 la Nanjing Metalink International Co. Ltd.,
      europee 15 gennaio 2002, C(2001) 4447 def.;                            rappresentata dal sig. Paul Waer dello studio legale Vermulst
 ---pagebreak--- C 169/40                  IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       13.7.2002
Waer & Verhaeghe, del foro di Bruxelles (Belgio), ha proposto,               Ricorso della Società anonima «Idiotiko Institouto Epan-
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee,                  gelmatikis Katartisis N. Avgerinopoulou — Anaghnori-
un ricorso contro il Consiglio dell’Unione europea.                          smenes Technikes Idiotikes Epangelmatikes Scholes» (Isti-
                                                                             tuto privato di formazione professionale N. Avgerinopou-
                                                                             lou- Scuole tecniche professionali private riconosciute),
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                della Panellinia Enosi Idiotikon Institouton Epangelmati-
                                                                             kis Katartisis (Unione panellenica degli istituti privati di
—      annullare l’art. 1 del regolamento (CE) del Consiglio                 formazione professionale) e della Panellinia Enosi Idioti-
       28 gennaio 2002, n. 215 laddove esso istituisce un dazio              kis Technikis Epangelmatikis Ekpedevsis kai Katartisis
       antidumping sulla Nanjing Metalink International Co.                  (Unione panellenica di educazione e formazione tecnica
       Ltd.;                                                                 professionale privata), contro la Commissione delle
                                                                                    Comunità europee, presentato il 29 aprile 2002
—      condannare il Consiglio alle spese del procedimento.
                                                                                                      (Causa T-139/02)
                                                                                                       (2002/C 169/71)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                  (Lingua processuale: il greco)
La ricorrente è una società della Repubblica popolare cinese
che produce ferro-molibdeno. Nel regolamento impugnato (1),
il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle              Il 29 aprile 2002, la Società anonima «Idiotiko Institouto
importazioni di ferro-molibdeno originarie della Cina.                       Epangelmatikis Katartisis N. Augerinopoulou — Anaghnori-
                                                                             smenes Technikes Idiotikes Epangelmatikes Scholes» con sede
                                                                             in Atene, la Panellinia Enosi Idiotikon Institouton Epangelmati-
La ricorrente afferma che nel regolamento che istituisce un                  kis Katartisis, con sede in Atene e la Panellinia Enosi Idiotikis
dazio provvisorio(2) era stato riconosciuto lo status di impresa             Technikis Epangelmatikis Ekpedevsis kai Katartisis, con sede
operante in economia di mercato, che si risolveva in una                     in Atene, rappresentate dagli avv.ti Th. Antoniou e Ch.Tsiliotis,
riduzione del dazio antidumping per la ricorrente. Tale status               del foro di Atene, hanno proposto dinanzi al Tribunale di
è stato revocato con il regolamento impugnato. La ricorrente                 primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
sostiene che, revocando lo status di impresa operante in                     Commissione delle Comunità europee.
economia di mercato riconosciuto sulla base della medesima
inchiesta, il Consiglio ha violato l’art. 2, n. 7, lett. c) del              Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
regolamento (CE) del Consiglio n. 384/96 (3). Secondo la
ricorrente il Consiglio non ha seguito i procedimenti prescritti             —     accogliere il presente ricorso.
nel regolamento n. 384/96 per la revoca dello status di impresa
operante in economia di mercato. Piuttosto, la decisione                     —     annullare l’impugnata decisione 27 febbraio 2002 della
inizialmente adottata sarebbe dovuta rimanere in vigore fino a                     direzione generale «Occupazione e Affari sociali» della
che non fosse stata condotta una nuova inchiesta.                                  Commissione dell’Unione europea, al fine di annullare —
                                                                                   per le ragioni esposte nei motivi del presente ricorso —
                                                                                   l’illegittimo rifiuto della Commissione delle Comunità
In secondo luogo, la ricorrente deduce che revocando il                            europee di porre fine all’illegittima discriminazione tra
riconoscimento dello status di impresa operante in economia                        istituti di formazione professionale privati e pubblici per
di mercato, il Consiglio ha ecceduto i suoi poteri di cui al                       quanto riguarda il finanziamento esclusivamente di questi
regolamento del Consiglio n. 384/96. A parere del richiedente,                     ultimi da parte del Terzo quadro comunitario di sostegno
il Consiglio non ha il potere di revocare il riconoscimento                        e, in particolare, da parte del Programma operativo per
dello status di impresa operante in economia di mercato senza                      l’istruzione e la formazione professionale iniziale.
avviare una nuova inchiesta.
(1) Regolamento (CE) del Consiglio 28 gennaio 2002, n. 215, che              Motivi e principali argomenti
    istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
    ferro-molibdeno originarie della Repubblica popolare cinese (GU          —     Violazione di disposizioni del regolamento del Consiglio
    L 35 del 6.2.2002, pag. 1).                                                    dell’Unione europea n. 1260/1999.
(2) Regolamento (CE) della Commissione 3 agosto 2001, n. 1612, che
    istituisce un dazio antidumping [provvisorio] sulle importazioni di      —     Violazione di disposizioni di diritto comunitario pri-
    ferro-molibdeno originarie della Repubblica popolare cinese (GU                mario.
    L 214 del 8.8.2001, pag. 3).
(3) Regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 1995, n. 384,                 —     Violazione del principio di uguaglianza di cui all’art. 12
    relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da
                                                                                   (ex art. 6) del Trattato CE.
    parte di paesi non membri della Comunità europea (GU L 56 del
    6.3.1996, pag. 1).
                                                                             —     Violazione del principio di sussidiarietà.