CELEX: 31987D0165
Language: it
Date: 1987-03-02 00:00:00
Title: 87/165/Euratom: Decisione del Consiglio del 2 marzo 1987 che approva una modifica dello statuto (contrat de société) dell'impresa comune «Société belgo-française d'énergie nucléaire mosane» (SEMO)

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31987D0165

87/165/Euratom: Decisione del Consiglio del 2 marzo 1987 che approva una modifica dello statuto (contrat de société) dell'impresa comune «Société belgo-française d'énergie nucléaire mosane» (SEMO)  

Gazzetta ufficiale n. L 066 del 11/03/1987 pag. 0012 - 0019

*****DECISIONE  DEL CONSIGLIO  del 2 marzo 1987  che approva una modifica dello statuto (contrat de société) dell'impresa comune « Société belgo-française d'énergie nucléaire mosane » (SEMO)  (87/165/Euratom)  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 50,  vista la proposta della Commissione,  considerando che con decisione 74/590/Euratom (1) il Consiglio ha costituito la « Société belgo-française d'énergie nucléaire mosane » (SEMO) in impresa comune;  considerando che l'assemblea generale straordinaria dell'impresa comune, nella sua riunione del 20 dicembre 1985, ha deciso di modificare lo statuto per adeguarlo alle nuove disposizioni introdotte nel diritto commerciale belga dalle leggi del 5 dicembre 1984 e del 21 febbraio 1985;  considerando che la modifica adottata non lede le disposizioni che regolano l'impresa comune;  considerando che è pertanto opportuno approvare tale modifica,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  È approvata la modifica dello statuto dell'impresa comune « Société belgo-française d'énérgie nucléaire mosane » (SEMO) quale figura nell'allegato.  Articolo 2  Gli Stati membri e l'impresa « Société belgo-française d'énergie nucléaire mosane » (SEMO) sono destinatari della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, addì 2 marzo 1987.  Per il Consiglio  Il Presidente  P. DE KEERSMAEKER  (1) GU n. L 325 del 5. 12. 1974, pag. 9.  ALLEGATO  (TRADUZIONE)  Modifica dello statuto (contrat de société) dell'impresa comune Société belgo-française d'énergie nucléaire mosane (SEMO)  Il testo dello statuto è sostituito dal testo seguente:  TITOLO 1  FORMA, DENOMINAZIONE, OGGETTO, SEDE,  DURATA  Articolo 1  È costituita una società anonima sotto la denominazione « Societé belgo-française d'énergie nucléaire mosane », in breve « SEMO ».  Le due denominazioni possono essere utilizzate separatamente o insieme.  Articolo 2  La società ha per oggetto, nell'ambito del programma comune franco-belga per la costruzione di centrali elettronucleari sui due versanti della frontiera franco-belga, la costruzione sul territorio nazionale belga della unità 1 della centrale di Tihange (provincia di Liegi), così pure la sistemazione e l'esercizio di detta centrale e, in generale, tutte le operazioni commerciali, industriali, immobiliari e finanziarie che riguardano direttamente o indirettamente l'oggetto suindicato e in particolare la formazione di specialisti per l'esercizio di centrali nucleari.  L'oggetto sociale potrà essere modificato dall'assemblea generale nelle forme e alle condizioni stabilite dall'articolo 70 bis del testo unico sulle società commerciali.  Articolo 3  La sede sociale è stabilita a Bruxelles, attualmente al n. 41 della rue de la Pépinière, 1000 Bruxelles.  Essa potrà essere trasferita in qualsiasi altra località dell'agglomerato con decisione del consiglio di amministrazione.  Articolo 4  La società può aprire mediante decisione del consiglio d'amministrazione sedi amministrative, sedi operative, sedi di esercizio, succursali o agenzie in Belgio e all'estero.  Articolo 5  La società è costituita per una durata illimitata.  Essa potrà essere sciolta in ogni momento con decisione dell'assemblea generale che delibera alle condizioni e nelle forme prescritte per le modifiche allo statuto.  TITOLO 2  CAPITALE SOCIALE  Articolo 6  Il capitale sociale è fissato a tre miliardi di franchi.  Esso è suddiviso in trecentomila azioni senza designazione di valore nominale, ciascuna rappresentante un trecentomillesimo del patrimonio sociale.  Il capitale sociale è sottoscritto per una metà dalla società anonima « Électronucléaire » con sede a Bruxelles o da persone fisiche o giudiriche preventivamente autoizzate da tale società e, dall'ente pubblico a carattere industriale e commerciale « Électricité de France » (EDF) con sede a Parigi o da persone fisiche o giuridiche preventivamente da esso autorizzate.  Al momento della costituzione della società, sulla base dell'atto stilato dal notaio André Scheyven di Bruxelles, il trentun maggio millenovecentosessantotto, il capitale sociale è fissato a cento milioni di franchi, suddivisi in diecimila azioni da diecimila franchi ciascuna, tutte sottoscritte in denaro.  Secondo il verbale stilato dal notaio di cui sopra, André Scheyven, il dodici dicembre millenovecentosessantotto, il capitale sociale è stato portato a cinquecento milioni di franchi attraverso l'emissione di quarantamila azioni, caiscuna di diecimila franchi e tutte sottoscritte in denaro.  Secondo il verbale stilato dal notaio André Scheyven di cui sopra, il sei novembre millenovecentosessantanove il capitale è stato portato ad un miliardo e cinquecento milioni di franchi attraverso l'emissione di centomila azioni ciascuna di diecimila franchi e tutte sottoscritte in denaro.  Secondo il verbale stilato dal notaio André Scheyven di cui sopra, il ventinove giugno millenovecentosettantatré, il capitale è stato portato a due miliardi e cinquecento milioni di franchi attraverso l'emissione di centomila azioni, ciascuna di diecimila franchi e tutte sottoscritte in denaro.  Secondo il verbale stilato dal notaio André Scheyven di cui sopra, il sei dicembre millenovecentosettantaquattro, il capitale è stato portato a tre miliardi di franchi attraverso l'emissione di cinquemila azioni, ciascuna di diecimila franchi e tutte sottoscritte in denaro.  Secondo il verbale stilato dal notaio Jean-Luc Indekeu di Bruxelles, il venti dicembre millenovecentottantacinque, il valore nominale delle azioni è stato soppresso.  Articolo 7  Il capitale sociale può essere aumentato o ridotto in una o più volte dall'assemblea generale che delibera alle condizioni prescritte per le modifiche allo statuto e conformemente alle disposizioni legali sulle società commerciali.  Le nuove azioni da sottoscrivere in denaro sono offerte di preferenza agli azionisti, proporzionalmente alla quota del capitale che rappresentano le loro azioni. L'assemblea generale stabilisce il termine dell'esercizio del diritto di preferenza e conferisce al consiglio di amministrazione tutti i poteri necessari per rendere operative le decisioni prese e fissare le condizioni dell'esercizio del diritto di preferenza.  In deroga però a quanto precede, l'assemblea generale può, nell'interesse sociale, alle condizioni previste per la modifica dello statuto e nel rispetto delle disposizioni legali, limitare o sopprimere il diritto di sottoscrizione preferenziale.  Le decisioni dell'assemblea generale relative a tutti i casi di aumento o di riduzione di capitale contemplati nel presente articolo non possono in alcun caso e per nessun motivo derogare al principio della suddivisione in metà enunciato dal terzo comma dell'articolo sei di cui sopra.  Articolo 8  I pagamenti da effettuare in denaro o mediante conferimenti in natura sulle azioni non ancora interamente rimborsate devono aver luogo nelle località e alle date stabilite dal consiglio di amministrazione. Le liberazioni richieste vengono anche imputate a tutte le azioni di cui l'azionista è titolare.  Le liberazioni richieste e non effettuate un mese dopo quello della loro esigibilità maturano un interesse, calcolato per giorno di mora a decorrere dalla scadenza al tasso speciale fissato dalla « Banque Nationale de Belgique » per i crediti in conto corrente, aumentato dell'uno per cento senza che sia necessaria una diffida.  Il consiglio di amministrazione può inoltre, dopo una diffida notificata con lettera raccomandata restata senza risposta per un mese, pronunciare la perdita di diritti dell'azionista e nel rispetto dell'uguaglianza degli azionisti vendere le azioni sulle quali le liberazioni richieste non sono state effettuate.  Il ricavato netto della vendita è imputato a profitto della società su quanto le è dovuto in capitale e interesse da parte dell'azionista moroso che resta debitore della differenza dovuta e di ogni altro risarcimento e interesse eventuali.  Articolo 9  Il consiglio di amministrazione può autorizzare gli azionisti a liberare le loro azioni in anticipo; in tale caso stabilisce le condizioni alle quali le liberazioni anticipate sono ammesse.  Articolo 10  Le azioni sono e rimangono obbligatoriamente nominative anche dopo la loro intera liberazione.  Articolo 11  Le azioni possono essere cedute soltanto alle persone fisiche e giuridiche di gradimento del consiglio di amministrazione che non sarà tenuto a giustificare un eventuale rifiuto.  Articolo 12  Il consiglio di amministrazione può sospendere l'esercizio dei diritti relativi alle azioni oggetto di una coproprietà, di un usufrutto o di un pegno sino a quando un'unica persona viene designata quale proprietario di tali azioni nei confronti della società.  Articolo 13  La società può emettere delle obbligazioni ipotecarie o di altro tipo mediante decisione del consiglio di amministrazione che ne determinerà il tipo e ne stabilirà il tasso degli interessi, le modalità e il periodo dei rimborsi nonché ogni altra condizione di emissione.  Essa può emettere delle obbligazioni convertibili in azioni o abbinate ad un diritto di sottoscrizione, alle condizioni previste dagli articoli 101 bis e seguenti del testo unico sulle società commerciali mediante decisione dell'assemblea generale che agisce conformemente al disposto dell'articolo 7 dello statuto.  In caso di emissioni di obbligazioni convertibili o con diritto di sottoscrizione, gli azionisti beneficiano di un diritto di sottoscrizione preferenziale proporzionalmente alla parte del capitale che rappresentano le loro quote sociali; l'esercizio del diritto di sottoscrizione preferenziale si svolge conformemente alle disposizioni legali.  L'assemblea generale degli azionisti può, nell'interesse sociale, limitare o sopprimere tale diritto di sottoscrizione preferenziale alle condizioni previste dalla legge.  Le disposizioni dell'articolo 12 sono applicabili alle obbligazioni emesse dalla società.  TITOLO 3  AMMINISTRAZIONE, DIREZIONE, CONTROLLO  Articolo 14  La società è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da un numero pari di amministratori, compreso fra quattro e sedici, nominati per sei anni al massimo dall'assemblea generale degli azionisti e revocabili da essa. Gli amministratori sono rieleggibili. Il rinnovo del loro mandato avviene per anzianità di nomina sulla base di un sorteggio che ha luogo durante la seduta del consiglio.  Le funzioni degli amministratori uscenti e non rieletti terminano subito dopo la fine dell'assemblea generale ordinaria.  Il consiglio di amministrazione nomina fra i suoi membri un presidente e un vicepresidente che possono essere eletti per tutta la durata del loro mandato di amministratori, fatti salvi i casi di dimissione e di revoca.  Articolo 15  Se uno o più posti di amministratori sono vacanti, i membri restanti del consiglio di amministrazione possono provvedere provvisoriamente alla sostituzione sino alla successiva assemblea generale che procede all'elezione definitiva.  Articolo 16  Gli amministratori non contraggono alcun obbligo personale per quanto riguarda gli impegni della società. Nei confronti della società essi sono responsabili dell'esecuzione del loro mandato e degli errori commessi nella loro gestione, in particolare il superamento dei poteri derivanti dall'oggetto sociale, dall'attuale statuto o da decisioni dell'assemblea generale.  Articolo 17  Il consiglio di amministrazione si riunisce presso la sede sociale o nella località indicata nella lettera di convocazione che deve riprodurre sommariamente l'ordine del giorno della riunione.  Si riunisce su convocazione del presidente o di un terzo dei suoi membri, ogniqualvolta l'interesse della società lo esiga.  Le riunioni sono presiedute dal presidente del consiglio o, in caso di impedimento di quest'ultimo, dal vicepresidente o in mancanza di questi da un amministratore nominato dai suoi colleghi.  Il consiglio designa anche la persona fisica o giuridica che deve svolgere le funzioni di segretario; tale persona può essere secelta anche tra i non azionisti.  Articolo 18  Affinché le deliberazioni siano valide, deve essere presente o rappresentata almeno la metà dei membri in carica; è inoltre specificato che almeno due amministratori dovranno comunque essere personalmente ed effettivamente presenti.  Le decisioni sono prese a maggioranza dei voti dei membri presenti o rappresentati. Tuttavia, le decisioni relative all'investimento delle somme disponibili, all'autorizzazione di crediti e anticipi, di cauzioni e avalli, alla conclusione di mutui mediante apertura di credito o altre forme, alle modalità di esecuzione dei mutui, alle ordinazioni che superino la somma di cinquanta milioni di franchi, agli acquisti, scambi di beni e diritti immobiliari, come pure alla vendita di quelli ritenuti inutili, alla fondazione di qualsiasi società e al conferimento di beni a qualsiasi società costituita, sono valide soltanto se vengono adottate alla maggioranza di due terzi dei voti dei membri presenti o rappresentati.  Gli amministratori hanno diritto in via eccezionale di votare per corrispondenza su questioni prestabilite. Essi possono inoltre farsi rappresentare ad ogni seduta da uno dei loro colleghi mediante delega rilasciata anche per lettera, telegramma o telex, ma un amministratore può rappresentare come mandatario soltanto uno dei suoi colleghi.  Ogni amministratore dispone di un voto, salvo se rappresenta uno dei suoi colleghi, nel qual caso dispone di due voti, In caso di parità di voti, il voto del presidente della seduta è determinante. Tuttavia, se, a causa del numero di amministratori in carica, il consiglio può deliberare validamente con la presenza effettiva di soltanto due dei suoi membri e nessun altro amministratore si è fatto rappresentare, le decisioni devono essere prese all'unanimità.  Il numero degli amministratori in carica e la loro nomina, così come pure i poteri degli amministratori investiti di un mandato dai loro colleghi assenti, sono certificati nei confronti di terzi dall'indicazione, nei verbali di ogni deliberazione e negli estratti di tali verbali, dei nomi degli amministratori presenti o rappresentati alla riunione e degli amministratori assenti e non rappresentati.  Articolo 19  Le deliberazioni del consiglio di amministrazione figurano in verbali trascritti su un registro speciale e firmati dal presidente della seduta e dal segretario o da due amministratori.  Tutti gli estratti o le copie da presentare in giustizia o in altra sede devono essere convalidati dalla firma di due amministratori che hanno assistito o no alla seduta.  Articolo 20  L'assemblea generale può concedere agli amministratori una rimunerazione fissa o dei gettoni di presenza che saranno imputati alle spese generali.  Il consiglio di amministrazione è anche autorizzato a corrispondere agli amministratori incaricati di funzioni o missioni speciali una rimunerazione particolare da prelevare sulle spese generali. Articolo 21  Il consiglio di amministrazione è investito dei più ampi poteri per compiere qualsiasi atto di disposizione e di amministrazione che riguardi la società. Sono di sua competenza tutti gli atti e le operazioni che non siano espressamente riservati a norma di legge o dello statuto all'assemblea generale.  Articolo 22  Il consiglio di amministrazione può costituire un comitato direttivo i cui membri sono scelti nel suo ambito o fuori di esso. Il consiglio ne nomina il presidente e il vicepresidente e determina i poteri di tale comitato direttivo di cui regola il funzionamento nonché stabilisce la rimunerazione dei membri, da imputare alle spese generali.  Il consiglio di amministrazione può anche delegare la gestione giornaliera della società a uno o due amministratori delegati, incaricati dell'esecuzione delle decisioni del consiglio, nominare e revocare tali amministratori delegati che possono essere scelti nel suo ambito o fuori di esso, stabilirne la rimunerazione e determinarne gli attributi.  Il consiglio d'amministrazione può anche affidare la direzione generale di una data parte o di un ramo particolare degli affari sociali a uno o più direttori scelti nel suo ambito o fuori di esso, siano essi azionisti o no.  Il consiglio di amministrazione e gli amministratori addetti alla gestione giornaliera, nell'ambito di tale gestione possono anche conferire dei poteri speciali e determinati a una o più persone di loro scelta.  Articolo 23  Tutti gli atti concernenti la società, decisi o autorizzati dal consiglio, ivi compresi quelli in cui intervengono un funzionario pubblico o un pubblico ufficiale, le azioni legali, sia a titolo di ricorrente che in difesa, vengono firmati dal presidente di detto consiglio, o dal suo vicepresidente, o da due amministratori che agiscono congiuntamente e che non devono giustificare nel confronto di terzi una decisione del consiglio di amministrazione, oppure da qualsiasi mandatario, nei limiti del suo mandato, che abbia ricevuto poteri speciali e determinati.  Articolo 24  Il controllo dei conti della società è affidato ad almeno un sindaco, nominato dall'assemblea generale tra i membri dell'Institut des reviseurs d'entreprises (Istituto dei revisori di impresa) per una durata di tre anni. Il sindaco è rieleggibile e revocabile dall'assemblea.  Se per causa di morte o per un altro motivo il posto di sindaco resta vacante, il consiglio di amministrazione deve convocare immediatamente l'assemblea generale per colmare tale posto vacante.  Le funzioni del sindaco uscente e non rieletto terminano subito dopo l'assemblea generale ordinaria.  I compiti e i poteri del sindaco sono quelli a lui assegnati dal testo unico sulle società commerciali.  L'assemblea generale stabilisce la rimunerazione del sindaco corrispondente alle sue prestazioni di controllo dei conti. Il consiglio di amministrazione può tuttavia corrispondere al sindaco una rimunerazione per missioni speciali; il consiglio ne informa la successiva assemblea generale ordinaria attraverso il rapporto di gestione.  Articolo 25  L'assemblea generale può inoltre scegliere un sindaco supplente per una durata pari alla durata del mandato del sindaco titolare secondo le modalità previste per quest'ultimo. Il caso di decesso o qualora il consiglio di amministrazione constati che il sindaco titolare è nell'impossibilità di assolvere al suo mandato, entra in funzione per la durata dell'impedimento il sindaco supplente. Se l'impedimento è definitivo, il sindaco supplente porta a termine il mandato del sindaco titolare.  TITOLO 4  ASSEMBLEE GENERALI  Articolo 26  L'assemblea generale ha i poteri stabiliti dalla legge e dal presente statuto.  Articolo 27  L'assemblea generale ha luogo presso la sede sociale o nel luogo indicato nelle convocazioni.  L'assemblea è convocata almeno una volta all'anno, l'ultimo giorno lavorativo del mese di giugno, alle ore 15 o se tale giorno è un sabato, il primo giorno lavorativo successivo.  Articolo 28  Le assemblee generali ordinarie e straordinarie sono convocate dal consiglio di amministrazione o dal sindaco.  L'assemblea deve essere convocata dietro richiesta di uno o più azionisti che dimostrino di possedere un quinto del capitale sociale.  Articolo 29  Le convocazioni alle assemblee generali devono essee fatte almeno quindici giorni prima con lettere raccomandate indirizzate a ciascuno degli azionisti che sono tutti noti nominativamente. Il termine di convocazione può essere ridotto a otto giorni se si tratta di una convocazione straordinaria o di una seconda convocazione. Negli avvisi di convocazione deve figurare l'ordine del giorno della riunione.  Articolo 30  I titolari di azioni da almeno cinque giorni alla data di un'assemblea possono assistere all'assemblea senza alcuna formalità preliminare o farsi rappresentare.  Articolo 31  Nessuno può rappresentare un'azionista all'assemblea se non è egli stesso membro di detta assemblea o rappresentante legale di un membro dell'assemblea.  Le società sono validamente rappresentate da qualsiasi mandatario appositamente abilitato, senza che tale rappresentante debba essere necessariamente azionista della società.  La forma dei poteri viene stabilita dall'organo che convoca l'assemblea.  Articolo 32  Viene compilato un foglio di presenza nel quale viene registrata l'identità degli azionisti presenti o rappresentati e il numero di azioni possedute da ciascuno di essi. Tale foglio, debitamente parafato dagli azionisti presenti e dai mandatari degli azionisti che si sono fatti rappresentare è autenticato dall'ufficio di presidenza e viene allegato al verbale dell'assemblea.  Articolo 33  L'assemblea è presieduta dal presidente del consiglio di amministrazione o, in sua assenza, dal vicepresidente di detto consiglio, o, in assenza di quest'ultimo, da un amministratore appositamente delegato dal consiglio.  Le funzioni di scrutatore sono volte da due azionisti presenti o consezienti, scelti dall'assemblea su proposta del presidente.  Il presidente designa il segretario che può essere scelto anche tra i non azionisti.  Articolo 34  Ogni azione dà diritto a un voto nei limiti prescritti dalla legge.  Articolo 35  Per deliberare validamente l'assemblea generale ordinaria (annuale o convocata in via straordinaria) deve essere costituita da un numero di azionisti che rappresentino almeno un quarto del capitale sociale. Tale quota è calcolata sul complesso delle azioni che formano il capitale sociale, escluse quelle private del diritto di voto in base a disposizioni legislative o regolamentari.  Qualora non venga raggiunto tale quarto, l'assemblea generale viene convocata nuovamente secondo le forme prescritte dall'articolo 29.  In questa seconda riunione le deliberazioni sono valide, indipendentemente dal numero di azioni rappresentate ma possono riguardare soltanto gli argomenti all'ordine del giorno della prima riunione.  Le deliberazioni dell'assemblea generale ordinaria sono prese a maggioranza dei voti dei membri presenti o rappresentati i quali dispongono ciascuno di un numero di voti calcolato come indicato all'articolo 34.  Nello scrutino non si terrà conto dei voti degli azionisti che si astengono dalla votazione.  Le deliberazioni dell'assemblea generale straordinaria sono valide soltanto se l'oggetto proposto è stato appositamente indicato nella convocazione e se l'assemblea comprende almeno la metà del capitale sociale.  Mancando tali condizioni viene convocata una seconda assemblea che delibera validamente, indipendentemente dalla proporzione di capitale rappresentata dagli azionisti presenti o rappresentati.  In entrambi i casi la decisione per essere valida deve essere presa a maggioranza di due terzi dei voti per cui si partecipa alla votazione.  La votazione avviene per alzata di mano o per appello nominale, salvo quando viene deciso diversamente dall'assemblea.  In caso di nomina, se nessun candidato ottiene la maggioranza dei voti si procede ad uno scrutino di ballottaggio tra i candidati che hanno ottenuto più voti. In caso di pareggio, viene eletto il candidato più anziano.  Articolo 36  Se l'assemblea generale deve decidere una modifica dello statuto, essa può validamente deliberare soltanto se i presenti all'assemblea rappresentano la metà almeno del capitale sociale. Mancando tale condizione, diventa necessaria una nuova convocazione e la nuova assemblea delibera validamente indipendentemente dalla proporzione del capitale rappresentato.  Non sono ammesse modifiche allo statuto se la decisione non è stata presa a maggioranza di tre quarti dei voti.  Se la deliberazione per legge è soggetta a condizioni più severe, l'assemblea non è validamente costituita e può deliberare soltanto se si verificano le condizioni di presenza e di maggioranza previste dal testo unico sulle società commerciali.  Articolo 37  L'ordine del giorno viene fissato dal consiglio di amministrazione se la convocazione è stata fatta dal consiglio o dal sindaco se l'assemblea è stata convocata da quest'ultimo. All'ordine del giorno figurano soltanto le proposte del consiglio, del sindaco o degli azionisti che rappresentano almeno un quinto del capitale sociale, a condizione che abbiano comunicato le loro proposte alla società almeno sei giorni prima della convocazione dell'assemblea.  Possono essere oggetto di deliberazione soltanto gli argomenti che figurano all'ordine del giorno.  Articolo 38  Indipendentemente dai punti all'ordine del giorno, il consiglio di amministrazione ha il diritto, dopo l'apertura del dibattito, di prorogare per tre settimane al massimo ogni assemblea generale, ordinaria o straordinaria.  Questa proroga notificata prima dello scioglimento della seduta e menzionata nel verbale di quest'ulitma annulla ogni decisione presa. La proroga può aver luogo soltanto una volta.  Gli azionisti devono essere convotati per la data che sarà stabilita dal consiglio di amministrazione e sulla base dello stesso ordine del giorno.  A questa seconda assemblea si applica l'articolo 30.  La seconda assemblea generale delibera in modo definitivo sui punti all'ordine del giorno.  Articolo 39  Le deliberazioni dell'assemblea generale vengono registrate in verbali, trascritti in un apposito registro e firmati dal presidente, dal segretario e dagli scrutatori come pure da qualsiasi altro azionista che ne faccia richiesta.  Le copie e gli estratti di tali verbali da esibire in giudizio o altrove sono autenticati dal presidente o da due amministratori.  TITOLO 5  INVENTARI E CONTI ANNUI, RIPARTIZIONE DEGLI UTILI  Articolo 40  L'anno sociale comincia il primo gennaio e termina il trentun dicembre di ogni anno.  Il consiglio di amministrazione redige un inventario e stabilisce, conformemente alla legge la contabilità annua che comprende il bilancio, il conto dei risultati e l'allegato.  Redige inoltre un rapporto di gestione. Un mese prima dell'assemblea generale, il rapporto di gestione è consegnato con la documentazione al sindaco che deve stilare il suo rapporto.  Articolo 41  Quindici giorni prima dell'assemblea generale annua, gli azionisti possono esaminare presso la sede sociale:  - i conti annui,  - l'elenco dei fondi pubblici, delle azioni, obbligazioni e altri titoli di società che compongono il portafoglio,  - l'elenco degli azionisti che non hanno interamente liberato le loro azioni con l'indicazione del numero delle loro azioni e quella del loro domicilio,  - il rapporto di gestione e il rapporto del sindaco.  I conti annui, il rapporto di gestione e il rapporto del sindaco sono inviati agli azionisti contemporaneamente alla convocazione.  Articolo 42  Dopo aver preso visione del rapporto di gestione e del rapporto del sindaco, l'assemblea generale delibera sui conti annui.  Successivamente essa delibera con un voto speciale l'esonero di responsabilità degli amministratori e del sindaco.  Articolo 43  I conti annui, il rapporto di gestione, il rapporto del sindaco e gli altri documenti previsti dalla legge sono oggetto di provvedimenti di pubblicità legale.  Articolo 44  L'eccedenza in positivo del bilancio costituisce l'utile netto.  Da tale utile netto vengono dedotti:  1) il 5 % per costituire il fondo di riserva prescritto dalla legge. Tale deduzione cessa di essere obbligatoria il giorno in cui il fondo di riserva raggiunge il decimo del capitale sociale. Essa ridiviene obbligatoria quando per un motivo qualsiasi la riserva scende al di sotto di un decimo;  2) l'importo necessario per pagare gli azionisti, quale primo dividendo, un importo di cinquesento franchi per ogni azione, eventualmente ridotto in funzione della sua liberazione senza che, qualora il pagamento non possa essere effettuato sugli utili di un anno, gli azionisti abbiano facoltà di reclamarlo sugli utili degli anni successivi.  L'assemblea generale ordinaria, su proposta del consiglio di amministrazione, ha diritto di decidere l'utilizzazione dell'eccedenza.  Articolo 45  Il pagamento dei dividendi avviene ai periodi e nelle località stabiliti dal consiglio di amministrazione. Il consiglio di amministrazione può decidere di distribuire un acconto da imputare al dividendo che sarà distribuito sui risultati dell'esercizio. Articolo 46  I dividendi e gli interessi non reclamati nei cinque anni dalla loro esigibilità cadono in prescrizione.  TITOLO 6  SCIOGLIMENTO, LIQUIDAZIONE  Articolo 47  In caso di scioglimento della società, l'assemblea generale stabilisce il modo di liquidazione e nomina uno o più liquidatori di cui determina i poteri e la rimunerazione. Essa mantiene il potere di modificare lo statuto qualora ciò sia necessario per la liquidazione.  La nomina dei liquidatori pone fine ai poteri degli amministratori e del sindaco.  Articolo 48  L'assemblea generale è convocata, costituita e mantenuta durante il periodo di liquidazione conformemente alle disposizioni del titolo 4 del presente statuto e i liquidatori usufruiscono delle stesse prerogagative di assenza o di impedimento dei liquidatori, elegge direttamente il proprio presidente.  Le copie o gli estratti dei verbali delle sue deliberazioni da esibire in giudizio o altrove sono autenticati dai liquidatori o da uno di essi.  Articolo 49  Salvo nel caso in cui l'assemblea non abbia deciso diversamente il modo di liquidazione in base alla maggioranza richiesta per modificare lo statuto, il prodotto della liquidazione, dopo il pagamento o il versamento delle somme necessarie al pagamento dei debiti, ivi compresi i costi di liquidazione, viene suddiviso tra tutte le azioni dopo che queste ultime sono state messe eventualmente su un piede di uguaglianza circa la loro liberazione.  TITOLO 7  DISPOSIZIONI GENERALI  Articolo 50  Ogni controversia che dovesse sorgere tra la società, gli azionisti, gli obbligazionisti, gli amministratori, il sindaco e i liquidatori in merito agli affari della società e all'esecuzione del presente statuto viene sottoposta alla giurisdizione esclusiva dei tribunali della sede sociale; la società però, se ricorrente, ha il diritto di portare la vertenza davanti a qualsiasi altro tribunale competente.  Articolo 51  Gli azionisti, obbligazionisti, amministratori, sindaco e liquidatori domiciliati all'estero devono avere eletto il loro domicilio nella sede sociale e qualsiasi comunicazione o citazione viene notificata a tale domicilio in quanto la società ha unicamente l'obbligo di tener tali atti a disposizione del destinatario.  Articolo 52  Lo statuto è redatto in lingua francese.  TITOLO 8  DISPOSIZIONI TRANSITORIE  Articolo 53  La presente società viene costituita in impresa comune ai sensi del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica e di conseguenza essa è retta, per la durata del suo funzionamento sotto questa formula, dalle disposizioni di detto trattato e dagli atti emanati per l'applicazione dello stesso in particolare dalla decisione del Consiglio delle Comunità europee che la costituisce in impresa comune.  In particolare:  « - Le modifiche del presente statuto non potranno entrare in vigore che dopo essere state approvate conformemente all'articolo 50 del trattato dal Consiglio delle Comunità europee.  - In virtù dell'articolo 171, paragrafo 3, del trattato, i conti profitti e perdite ed i bilanci della presente società relativi ad ogni esercizio trascorso saranno comunicati, nel mese successivo alla loro approvazione da parte dell'assemblea generale della società, dal consiglio di amministrazione alla Commissione delle Comunità europee affinché quest'ultima li trasmetta al Consiglio e al Parlamento europeo. Le previsioni delle entrate e delle uscite sranno comunicate secondo la stessa procedura, al più tardi un mese prima dell'esercizio sociale ».  Salve le disposizioni del presente articolo, la società resta soggetta alla legislazione belga riguardante le società anonime.  Articolo 54  Le disposizioni dello statuto concernenti il sindaco-revisore diventano effettive soltanto al termine dell'assemblea generale ordinaria del millenovecentottantasei. Nell'intervallo restano in vigore per quanto riguarda tali persone le disposizioni del testo unico sulle società commerciali relative ai sindaci e precedenti la legge del ventun febbraio millenovecentottantacinque sulla funzione dei revisori di impresa.