CELEX: 52007SC0141
Language: it
Date: 2007-02-07 00:00:00
Title: Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Polonia, 2006-2009

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52007SC0141

Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Polonia, 2006-2009  /* SEC/2007/0141 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 7.2.2007SEC(2007) 141 definitivoRaccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Polonia, 2006-2009(presentata dalla Commissione)RELAZIONEContesto generaleIl patto di stabilità e crescita, entrato in vigore il 1° luglio 1998, si fonda sull'obiettivo dell'equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa e sostenibile, che promuova la creazione di posti di lavoro. La riforma del patto effettuata nel 2005 ha riconosciuto la sua utilità ai fini del consolidamento della disciplina di bilancio, ma ha inteso rafforzarne l'efficacia e i fondamenti economici e garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che fa parte del patto di stabilità e crescita, stabilisce che gli Stati membri devono presentare al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o convergenza e i relativi aggiornamenti annuali (gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica presentano programmi di stabilità (aggiornati) mentre quelli che non l'hanno ancora adottata presentano programmi di convergenza (aggiornati)). Il primo programma di convergenza della Polonia è stato presentato nel maggio del 2004. A norma del regolamento, il Consiglio ha formulato un parere in merito il 5 luglio 2004, sulla base di una raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario. Secondo la stessa procedura, i programmi di stabilità e di convergenza aggiornati sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal comitato di cui sopra; se necessario, possono essere esaminati anche dal Consiglio.Contesto della valutazione del programma aggiornatoLa Commissione ha esaminato l'ultimo aggiornamento del programma di convergenza della Polonia, presentato il 30 novembre 2006, e ha adottato una raccomandazione per un parere del Consiglio in merito (v. infra , nel riquadro, i principali punti oggetto della valutazione).Al fine di determinare il quadro in rapporto al quale viene valutata la strategia di bilancio del programma di convergenza aggiornato, i paragrafi che seguono espongono in sintesi:1.  i risultati economici e di bilancio degli ultimi dieci anni2.  la posizione della Polonia nell'ambito della parte correttiva del patto di stabilità e crescita (procedura per i disavanzi eccessivi)3.  l'ultima valutazione della posizione della Polonia nell'ambito della parte preventiva del patto di stabilità e crescita (sintesi del parere del Consiglio sul precedente aggiornamento del programma di convergenza) e4.  la valutazione del programma nazionale di riforme dell'ottobre 2006 effettuata dalla Commissione.Recenti risultati economici e di bilancioLa Polonia si trova in fase di recupero economico e registra una sostenuta crescita economica. Il divario che la separa dagli Stati membri dell'UE-25 in termini di tenore di vita sta per essere colmato. Nonostante la mancanza di manodopera che si registra in alcuni settori, la disoccupazione è elevata e il tasso di partecipazione al mondo del lavoro è basso rispetto al livello europeo, in particolare la partecipazione femminile. La crescita rapida delle esportazioni è sostenuta da investimenti diretti esteri che finora hanno tratto profitto dai costi della manodopera relativamente bassi, sebbene il tasso di tecnologia sia andato aumentando. Tradizionalmente, la Polonia registra disavanzi significativi superiori al 3% del PIL. La struttura delle spese pubbliche è preoccupante, poiché l'entità delle spese sociali rischia di ripercuotersi negativamente sulle prestazioni del mercato del lavoro in presenza di incentivi inadeguati. Per quanto riguarda la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, la Polonia è un paese a basso rischio. Tuttavia, per preservare questo statuto, la Polonia dovrà rispettare rigorosamente le principali componenti della riforma delle pensioni, quali l'uniformità delle norme per tutti i gruppi sociali.La procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti della PoloniaIl 5 luglio 2004 il Consiglio ha adottato, a norma dell'articolo 104, paragrafo 6, una decisione sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Polonia. Nello stesso tempo, a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, ha formulato una raccomandazione nella quale veniva precisato che il disavanzo eccessivo doveva essere corretto entro il 2007, con gli obiettivi annuali seguenti per il disavanzo delle pubbliche amministrazioni: 5,7% del PIL nel 2004, 4,2% del PIL nel 2005, 3,3% del PIL nel 2006 e 1,5% del PIL nel 2007. Questi obiettivi non includono i costi di bilancio della riforma delle pensioni del 1999, stimati all'epoca all'1,5% del PIL all'anno. In particolare, la Polonia utilizza il periodo transitorio (che scade nella primavera del 2007) per l'attuazione della decisione Eurostat del 2 marzo 2004 sulla classificazione settoriale dei regimi pensionistici a capitalizzazione[2].Il 28 novembre 2006, il Consiglio ha adottato una decisione ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 8, nella quale afferma che “il seguito dato dalla Polonia alla raccomandazione formulata dal Consiglio il 5 luglio 2004 a norma dell'articolo 104, paragrafo 7 del trattato si sta rivelando inadeguato per correggere il disavanzo eccessivo entro il termine fissato dalla raccomandazione”. Questa decisione si basava anche sulle previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione che indicavano che il disavanzo del 2007 avrebbe probabilmente raggiunto il 4% del PIL, se si teneva conto dei costi rivisti della riforma delle pensioni (circa 2% del PIL all'anno).Conformemente alla procedura per i disavanzi eccessivi, la fase seguente per gli Stati membri che non hanno ancora adottato la moneta unica, in particolare la Polonia, è una nuova raccomandazione del Consiglio ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7. La Commissione sta per adottare la raccomandazione in vista della citata raccomandazione del Consiglio, che tiene anche conto del nuovo aggiornamento del programma di convergenza polacco e dell'allegata raccomandazione di parere del Consiglio concernente il nuovo programma.La valutazione contenuta nel parere del Consiglio sul programma precedenteIl 14 marzo 2006, il Consiglio ha adottato il parere sul precedente aggiornamento del programma di convergenza, relativo al periodo 2005-2008. Il Consiglio osservava che “il programma di convergenza prevede alcuni progressi, ma non l'effettiva correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007 come richiesto dal Consiglio mediante la raccomandazione del 5 luglio 2004, e che la Commissione intende raccomandare ulteriori provvedimenti nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi come previsto dal patto di stabilità e crescita”. Il Consiglio invitava la Polonia a: “(i) rafforzare il risanamento, in particolare nel 2006, destinando alla riduzione del disavanzo tutte le entrate superiori o le spese inferiori a quanto previsto in bilancio; (ii) salvaguardare i risultati della riforma pensionistica; (iii) migliorare il quadro istituzionale delle finanze pubbliche, completando il riferimento nominale con altre misure, ad esempio una norma di spesa a medio termine”.La valutazione del programma nazionale di riforme dell 'ottobre 2006 effettuata dalla CommissioneIl 31 ottobre 2006 è stata trasmessa la relazione sullo stato di attuazione del programma nazionale di riforme della Polonia, presentato nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. Tale programma nazionale ha individuato le seguenti sfide/priorità fondamentali: il risanamento e il miglioramento della gestione delle finanze pubbliche; lo sviluppo dello spirito imprenditoriale e dell'innovazione, lo sviluppo delle infrastrutture, l'instaurazione di un ambiente favorevole alla concorrenza nelle industrie di rete, la creazione e il mantenimento di posti di lavoro e la riduzione della disoccupazione, e il miglioramento della capacità di adattamento dei lavoratori e delle imprese grazie all'investimento nel capitale umano.Dalla valutazione effettuata dalla Commissione (adottata nell'ambito della sua relazione annuale sullo stato di avanzamento dei lavori del dicembre 2006)[3] emerge che la Polonia sta attuando il suo programma nazionale di riforme con modesti risultati. Vi sono indicazioni del fatto che la Polonia inizia a registrare risultati considerevoli sul piano microeconomico, sebbene l'attuazione di diverse misure si trovi soltanto in fase iniziale. L'attuazione della riforma macroeconomica e di quella dell'occupazione ha dato finora risultati insufficienti.Riquadro: Principali punti oggetto della valutazione A norma dell'articolo 5, paragrafo 1, (per i programmi di stabilità) e dell'articolo 9, paragrafo 1, (per i programmi di convergenza) del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, viene esaminato quanto segue: se le ipotesi economiche sulle quali il programma è fondato siano realistiche; l'obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) presentato dallo Stato membro e se il percorso di aggiustamento proposto dal programma rispetto a tale obiettivo sia adeguato; se le misure adottate e/o proposte per la realizzazione di tale percorso di avvicinamento siano sufficienti per conseguire l'OMT nel corso del ciclo; al momento della valutazione di questo percorso di avvicinamento all'OMT, se un maggiore sforzo di aggiustamento sia stato compiuto in periodi di congiuntura favorevole, sforzo che può essere più limitato in periodi di congiuntura sfavorevole, e, per gli Stati membri dell'area dell'euro e per quelli che fanno parte dell'ERM2, se lo Stato membro persegua, per conseguire il suo OMT, un miglioramento annuo del suo saldo di bilancio corretto per il ciclo, al netto delle misure una tantum e di altre misure temporanee, dello 0,5% del PIL come parametro di riferimento; nel definire il percorso di aggiustamento verso l'OMT (per gli Stati membri che non l'hanno ancora raggiunto) o nel consentire una deviazione temporanea dall'OMT (per gli Stati membri che l'hanno già conseguito), l'attuazione di riforme strutturali sostanziali che producano effetti diretti di contenimento dei costi a lungo termine (compreso il rafforzamento del potenziale di crescita) e che pertanto abbiano un impatto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche (a condizione che sia mantenuto un opportuno margine di sicurezza rispetto al valore di riferimento del 3% del PIL e che si preveda che la posizione di bilancio ritorni all'OMT entro il periodo coperto dal programma), con un'attenzione particolare per le riforme delle pensioni che introducono un sistema multipilastro comprendente un pilastro obbligatorio, finanziato a capitalizzazione; se le politiche economiche dello Stato membro siano coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche. La plausibilità delle ipotesi macroeconomiche del programma è valutata con riferimento alle previsioni dei servizi della Commissione dell'autunno 2006, usando anche la metodologia concordata per la stima della produzione potenziale e dei saldi corretti per il ciclo. La valutazione della coerenza con gli indirizzi di massima per le politiche economiche è effettuata in relazione agli indirizzi di massima per le politiche economiche nel settore delle finanze pubbliche compresi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. Nella valutazione inoltre si esamina: l'evoluzione del rapporto debito/PIL e le prospettive per la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, cui, secondo la relazione del Consiglio del 20 marzo 2005 Migliorare l'attuazione del Patto di stabilità e crescita, “nella sorveglianza delle posizioni di bilancio dovrebbe essere tributata sufficiente attenzione”. Una comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2006 espone l'approccio dell'UE nella valutazione della sostenibilità a lungo termine[4]; il grado di integrazione rispetto al programma nazionale di riforme, presentato dagli Stati membri nel contesto della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. Nella sua nota di accompagnamento del 7 giugno 2005 al Consiglio europeo sugli indirizzi economici di massima per il periodo 2005-2008, il Consiglio ECOFIN ha affermato che i programmi nazionali di riforme devono essere coerenti con i programmi di stabilità e di convergenza; il rispetto del codice di condotta[5], che tra l'altro prescrive una struttura e tabelle di dati comuni per i programmi di stabilità e di convergenza. |-  Raccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, (per i programmi di convergenza) del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Polonia, 2006-2009IL CONSIGLIO DELL 'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce le Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[6], in particolare l'articolo 9, paragrafo 3, (per i programmi di convergenza),vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del comitato economico e finanziario,HA ADOTTATO IL PRESENTE PARERE:5.  Il [27 febbraio 2007] il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato della Polonia, relativo al periodo 2006-2009.6.  Lo scenario macroeconomico sotteso al programma prevede che la crescita del PIL reale raggiunga 5,4% nel 2006 e si stabilizzi sostanzialmente (attorno al 5¼% medio) nel corso del rimanente periodo di programmazione. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, si ritiene che tale scenario sia fondato su ipotesi di crescita realistiche per il 2007, ma che appaiono tuttavia ottimistiche per gli anni successivi, soprattutto perché il mercato del lavoro potrebbe non registrare il rapido miglioramento previsto nel programma. Le proiezioni del programma in materia di inflazione sembrano realistiche, anche se tendono a sottovalutare i rischi di fine periodo, segnatamente perché un eventuale rafforzamento del mercato del lavoro eserciterebbe tensioni crescenti sulle retribuzioni.7.  Il programma di convergenza del gennaio 2006 fissava l'obiettivo di disavanzo delle pubbliche amministrazioni a -2,6% del PIL per il 2006; nelle previsioni di autunno i servizi della Commissione stimavano il disavanzo a -2,2% del PIL, mentre l'aggiornamento del programma di convergenza del novembre 2006 calcola un risultato pari a -1,9% del PIL. Questo risultato migliore del previsto si spiega principalmente con una incompleta esecuzione dei programmi di spesa (soprattutto con riferimento ai trasferimenti sociali e all'investimento pubblico), mentre l'incremento delle entrate proviene da una crescita più sostenuta del previsto. Le menzionate cifre relative al disavanzo non tengono conto dei costi della riforma delle pensioni, stimati a circa 2% del PIL nel 2006, come autorizzato nel corso del periodo transitorio per l'attuazione della decisione di Eurostat sulla classificazione dei regimi pensionistici a capitalizzazione[7], che scadrà nella primavera 2007. L'aggiornamento del programma del novembre 2006 indicava come principale obiettivo della strategia di bilancio la correzione del disavanzo eccessivo fin dal 2007 basandosi sulle disposizioni del patto rivisto che consentono di detrarre una parte dei costi della riforma pensionistica. Per gli anni successivi, il programma prevede una graduale riduzione del disavanzo fino a raggiungere il valore di riferimento del 3% del PIL nel 2009.8.  Il disavanzo dovrebbe calare di 0,4 punti percentuali del PIL all'anno (0,3 punti percentuali se si includono i costi della riforma delle pensioni), passando così da 1, 9% del PIL nel 2006 allo 0,6% del PIL nel 2009. L'avanzo primario dovrebbe migliorare, passando da 0,5% del PIL nel 2006 all'1,7% del PIL nel 2009. Tenendo anche conto dell'impatto della menzionata decisione Eurostat, il disavanzo del programma aggiornato si riduce da 3,9% del PIL nel 2006 a 2,9% nel 2009. L'aggiustamento sarà sostenuto, secondo il programma, dalle entrate nel 2007 (il rapporto delle entrate aumenta di 0,6 punti percentuali mentre il rapporto delle spese resta praticamente costante) e dalle spese nel periodo 2008-2009, in misura talmente consistente da compensare ampiamente un forte calo del rapporto delle entrate (la riduzione annuale media del rapporto delle spese, riferite soprattutto ai consumi e ai trasferimenti sociali, sarebbe di 1,6 punti percentuali, mentre la corrispondente riduzione del rapporto delle entrate sarebbe di 1,2 punti percentuali, imputabile principalmente a una flessione dei contributi sociali e a diverse modifiche del sistema fiscale, che non risultano sempre perfettamente precisate). Rispetto al programma precedente, gli obiettivi in materia di disavanzo sono stati rivisti in senso più ambizioso in previsione di una crescita nettamente più dinamica e di risultati di bilancio migliori del previsto nel 2006.9.  Il saldo strutturale (ovvero il saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee) calcolato in base alla metodologia concordata dovrebbe migliorare, passando da -2% circa del PIL nel 2006 a −¾% del PIL alla fine del periodo di riferimento del programma (2009). Come nel precedente aggiornamento del programma di convergenza, l'obiettivo a medio termine (OMT) per la posizione di bilancio presentato nel programma è un disavanzo strutturale dell'1% del PIL, che il programma non si prefigge di raggiungere nel corso del periodo di programmazione. Poiché l'OMT è più ambizioso del parametro di riferimento minimo (stimato pari ad un disavanzo di circa 1½% del PIL), il suo conseguimento dovrebbe raggiungere lo scopo di fornire un margine di sicurezza contro il verificarsi di un disavanzo eccessivo. L'obiettivo a medio termine rispecchia adeguatamente il rapporto debito/PIL e la crescita media del prodotto potenziale nel lungo termine.10.  Il risultato di bilancio potrebbe essere più sfavorevole rispetto all'obiettivo stabilito nel programma. Nell'arco del medesimo periodo, i rischi provengono soprattutto dallo scenario macroeconomico favorevole, dalle incertezze non trascurabili relative all'effettiva realizzazione delle riforme programmate e della mancanza di informazioni sulle misure di accompagnamento delle previste restrizioni di spese, che apparentemente si trovano in una fase iniziale di elaborazione. Di conseguenza, l'azione intrapresa a tutt'oggi sembra insufficiente e le misure programmate dovranno essere rafforzate per raggiungere i risultati previsti.11.  Alla luce della presente valutazione dei rischi, gli orientamenti di bilancio del programma non sembrano compatibili con una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007, come raccomandato dal Consiglio. Inoltre, gli obiettivi di bilancio non forniscono un sufficiente margine di sicurezza per evitare che il disavanzo oltrepassi la soglia del 3% del PIL in presenza di normali fluttuazioni macroeconomiche per tutto il periodo coperto dal programma. Negli anni successivi alla correzione del disavanzo eccessivo sarà necessario accelerare il ritmo dell'adeguamento strutturale verso l'obiettivo di medio termine previsto dal programma, avvantaggiandosi nei periodi di congiuntura economica favorevole e sostenendo questo sforzo con misure appropriate.12.  Il debito pubblico lordo è stimato al 42,0% del PIL per il 2006, valore nettamente inferiore al valore di riferimento del 60% del PIL fissato dal trattato. Il programma prevede una graduale diminuzione del rapporto debito/PIL pari all'1,4 di punto percentuale nel periodo di programmazione. Tenendo conto dell'impatto della menzionata decisione Eurostat, il debito pubblico lordo aumenterebbe dal 48, 9% del PIL nel 2006 al 50,2% nel 2009.13.  In Polonia, l'incidenza di bilancio a lungo termine dell'invecchiamento demografico è la più bassa di tutta l'UE, a motivo del previsto calo delle spese connesse a tale fenomeno, in parte dovuto alla significative riduzione di tali costi che conseguiranno alla riforma delle pensioni, a condizione che tale riforma sia completamente attuata. La posizione di bilancio iniziale, benché leggermente migliorata rispetto al 2005, costituisce un rischio per la sostenibilità delle finanze pubbliche anche prima che si consideri l'impatto a lungo termine dell'invecchiamento demografico sul bilancio e un ulteriore risanamento di bilancio contribuirebbe a contenere i rischi relativi alla sostenibilità delle finanze pubbliche. Nel complesso, per quanto concerne la sostenibilità delle finanze pubbliche, la Polonia sembra essere a basso rischio.14.  Il programma di convergenza contiene una valutazione qualitativa dell'impatto generale delle riforme illustrate nella relazione dell'ottobre 2006 relativa allo stato di attuazione del programma nazionale di riforme nell'ambito della strategia di bilancio a medio termine. Inoltre, fornisce alcune informazioni sui costi o risparmi diretti di bilancio delle principali riforme previste dal programma nazionale di riforme e, nelle sue proiezioni di bilancio, sembra tener conto delle conseguenze che le azioni delineate nel programma nazionale di riforme hanno per le finanze pubbliche. Le misure nel settore delle finanze pubbliche previste nel programma di convergenza sembrano coerenti con quelle previste nel programma nazionale di riforme. I due programmi prevedono infatti una certa armonizzazione del regime di sicurezza sociale degli agricoltori rispetto al regime nazionale generale, un'armonizzazione progressiva delle pensioni di invalidità nell'ambito della riforma del sistema pensionistico e l'applicazione di un “paniere” di servizi medici garantiti.15.  La strategia di bilancio del programma è parzialmente coerente con gli indirizzi di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. Le misure adottate per correggere il disavanzo eccessivo sembrano in particolare inadeguate.16.  Per quanto riguarda i requisiti relativi ai dati specificati nel codice di condotta per i programmi di stabilità e di convergenza, il programma fornisce tutti i dati obbligatori e gran parte di quelli facoltativi[8].Nel complesso si conclude che il programma prevede la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007 ma le azioni intraprese finora non sembrano sufficienti e le misure previste appaiono inadeguate a conseguire tale risultato. Mentre negli anni successivi il programma intende realizzare progressi soddisfacenti verso il conseguimento dell'OMT in un contesto di prospettive di forte crescita, vi sono tuttavia rischi significativi che possono compromettere il conseguimento degli obiettivi di bilancio e di una correzione duratura del disavanzo eccessivo.Sulla base della suesposta valutazione e alla luce della nuova raccomandazione rivolta alla Polonia affinché corregga il disavanzo eccessivo e formulata dal Consiglio il [27 febbraio 2007] ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7, la Polonia è invitata:-  (i) a rafforzare gli sforzi di adeguamento al fine di correggere il disavanzo eccessivo nel 2007, conformemente alla nuova raccomandazione ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7;-  avvantaggiandosi nei periodi di congiuntura economica favorevole, accelerare il ritmo dell'adeguamento strutturale verso l'obiettivo di medio termine previsto dal programma dopo la programmata correzione del disavanzo eccessivo, precisando e attuando le misure supplementari, che incidano soprattutto sul lato delle spese, necessarie per il conseguimento dell'adeguamento voluto.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio 12005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 |PIL reale (variazione in %) | PC nov. 2006 | 3,5 | 5,4 | 5,1 | 5,1 | 5,6 |COM nov. 2006 | 3,2 | 5,2 | 4,7 | 4,8 | n.d. |PC genn. 2006 | 3,3 | 4,3 | 4,6 | 5,0 | n.d. |Inflazione IAPC (%) | PC nov. 2006 | 2,2 | 1,4 | 2,1 | 2,5 | 2,5 |COM nov. 2006 | 2,2 | 1,4 | 2,5 | 2,8 | n.d. |PC genn. 2006 | 2,2 | 1,5 | 2,2 | 2,5 | n.d. |Divario tra produzione effettiva e potenziale (in % del PIL potenziale) | PC nov. 20062 | −0,4 | 0,5 | 0,5 | 0,3 | 0,4 |COM nov. 20066 | −0,3 | 0,4 | 0,3 | 0,1 | n.d. |PC genn. 20062 | 0,1 | 0,3 | 0,3 | 0,6 | n.d. |Saldo delle amministrazioni pubbliche (in % del PIL) | PC nov. 2006 | −2,5 | −1,9 | −1,4 | −1,0 | −0,6 |COM nov. 2006 | −2,5 | −2,2 | −2,0 | −1,8 | n.d. |PC genn. 2006 | −2,9 | −2,6 | −2,2 | −1,9 | n.d. |Saldo primario (in % del PIL) | PC nov. 2006 | 0,1 | 0,5 | 1,0 | 1,4 | 1,7 |COM nov. 2006 | 0,1 | 0,2 | 0,4 | 0,6 | n.d. |PC genn. 2006 | −0,3 | −0,2 | 0,3 | 0,6 | n.d. |Saldo corretto per il ciclo (in % del PIL) | PC nov. 20062 | −2,4 | −2,1 | −1,6 | −1,1 | −0,7 |COM nov. 2006 | −2,3 | −2,3 | −2,1 | −1,8 | n.d. |PC genn. 20062 | −2,9 | −2,7 | −2,3 | −2,1 | n.d. |Saldo strutturale3 (in % del PIL) | PC nov. 20064 | −2,4 | −2,1 | −1,6 | −1,1 | −0,7 |COM nov. 20065 | −2,3 | −2,3 | −2,1 | −1,8 | n.d. |PC genn. 2006 | −2,1 | −2,7 | −2,4 | −2,1 | n.d. |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | PC nov. 2006 | 41,9 | 42,0 | 42,1 | 41,4 | 40,6 |COM nov. 2006 | 42,0 | 42,4 | 43,1 | 42,7 | n.d. |PC genn. 2006 | 42,5 | 45,0 | 45,3 | 45,4 | n.d. |Note: 1 Le proiezioni di bilancio escludono l'impatto della decisione Eurostat del 2 marzo 2004 sulla classificazione dei regimi pensionistici finanziati, che devono essere attuati entro la data della notifica della primavera 2007. Tenendo conto di tale decisione, secondo il programma aggiornato, il saldo di bilancio delle pubbliche amministrazioni sarebbe del -4,3% del PIL nel 2005, -3,9% nel 2006, -3,4% nel 2007 e -3,1% nel 2008 e -2,9% nel 2009, mentre il debito pubblico lordo ammonterebbe al 47,3% del PIL nel 2005, al 48,9% nel 2006, al 50,0% nel 2007, al 50,3% nel 2008 e al 50,2% nel 2009. 2 Calcoli effettuati dai servizi della Commissione in base alle informazioni contenute nel programma. 3 Saldo corretto per il ciclo (come nelle righe precedenti) escluse le misure una tantum e temporanee. 4 Il programma non contempla misure una tantum ed altre misure temporanee. 5 Nelle previsioni dei servizi della Commissione dell'autunno 2006 non vi sono misure una tantum ed altre misure temporanee. 6 Sulla base di una crescita potenziale stimata del 4,1%, 4,4%, 4,8% e 5,0% rispettivamente negli anni del periodo 2005-2008. Fonte: Programma di convergenza (PC); previsioni dell'autunno 2006 elaborate dai servizi della Commissione (COM); Calcoli effettuati dai servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] Cfr. comunicati stampa Eurostat n. 30/2004 del 2 marzo 2004 e n. 117/2004 del 23 settembre 2004.[3] Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo di primavera, Attuazione della strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l'occupazione – "Un anno di realizzazioni", 12.12.2006, COM(2006) 816.[4] Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, La sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche nella UE, 12.10.2006, COM (2006) 574 definitivo, e Commissione europea, Direzione generale Affari economici e finanziari (2006), The long-term sustainability of public finances in the European Union, European Economy n. 4/2006.[5] "Specifiche sull'attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee direttrici sulla presentazione e il c[6]()*5VWŒ?¹ º È É 12T  U ¡45†‡??âçÛ67žŸÔÕª?²³-.45`aŽ?¾ñèÛèñèÎÇÃÇè½è½è½è½è®è½è½è¥è¥è›è”?”?”?”?”è½è½è½è¥è¥è½è½èh?u—  h¼séh±9h¼séhÅ6?aJh¼séhÅaJjh¼séh±90J3U[pic]aJh?u—aJh¾!î  hIontenuto dei programmi di stabilità e convergenza", approvate dal Consiglio Ecofin in data 11 ottobre 2005.[7] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[8] Cfr. comunicati stampa Eurostat n. 30/2004 del 2 marzo 2004 e n. 117/2004 del 23 settembre 2004.[9] In particolare, non sono stati forniti i dati sull'occupazione in termini di ore lavorate e di produttività del lavoro calcolata come PIL per ora lavorata. Mancano inoltre i contributi relativi alla crescita potenziale.