CELEX: 62015CN0030
Language: it
Date: 2015-01-27 00:00:00
Title: Causa C-30/15 P: Impugnazione proposta il 27 gennaio 2015 dalla Simba Toys GmbH & Co. KG avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) del 25 novembre 2014, causa T-450/09, Simba Toys GmbH & Co. KG/Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)

27.4.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 138/29
            
         Impugnazione proposta il 27 gennaio 2015 dalla Simba Toys GmbH & Co. KG avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) del 25 novembre 2014, causa T-450/09, Simba Toys GmbH & Co. KG/Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
   (Causa C-30/15 P)
   (2015/C 138/41)
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Simba Toys GmbH & Co. KG (rappresentante: O. Ruhl, Rechtsanwalt)
   
      Altre parti nel procedimento: Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), Seven Towns Limited
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale dell’Unione europea del 25 novembre 2014 nella causa T-450/09 Simba Toys GmbH & Co. KG/UAMI — Seven Towns Limited;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione della seconda commissione di ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) del 1o settembre 2009 (procedimento 1526/2008-2);
            
         
               —
            
            
               condannare l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) e la Seven Towns Limited alle spese del procedimento dinanzi alla Corte e del procedimento in primo grado dinanzi al Tribunale.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La ricorrente deduce sei motivi di impugnazione: il primo motivo di impugnazione verte sulla violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera e), punto ii) del regolamento n. 40/94 (1). Il secondo motivo di impugnazione verte sulla violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera e), punto i) del regolamento n. 40/94. Il terzo motivo di impugnazione verte sulla violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera e), punto iii) del regolamento n. 40/94. Il quarto motivo di impugnazione verte sulla violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 40/94. Il quinto motivo di impugnazione verte sulla violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera c), del regolamento n. 40/94. Il sesto motivo di impugnazione verte sulla violazione dell’articolo 76, paragrafo 1, del regolamento n. 207/2009 (2).
   Il primo motivo di impugnazione si divide in undici parti: erroneo requisito della comprensione precisa; erronea mancata presa in considerazione di prodotti già in commercio; accertamento circa la divulgazione della rappresentazione del marchio basato sulla distorsione dei fatti e delle prove; interpretazione troppo restrittiva del criterio della «funzione tecnica»; mancata presa in considerazione dell’assenza di caratteristiche arbitrarie essenziali; erronee considerazioni riguardo al pubblico interesse; errata valutazione giuridica della rilevanza della mancanza di forme alternative; accertamento di forme alternative basato sulla distorsione dei fatti e delle prove; erronei criteri giuridici in relazione alla causa e al risultato della funzione tecnica; irrilevanza della possibilità dell’esistenza di cubi senza linee visibili; erronea deduzione, dall’asserita non tecnicità di una subcategoria di prodotti, della non tecnicità di tutti gli altri prodotti per i quali un marchio è registrato.
   Il secondo motivo di impugnazione è costituito da una parte: erronea mancata presa in considerazione del fatto che gli elementi essenziali siano funzionali.
   Il terzo motivo di impugnazione è costituito da una parte: erronea mancata presa in considerazione del fatto che gli elementi essenziali diano valore sostanziale al prodotto.
   Il quarto motivo di impugnazione si divide in undici parti: errata valutazione giuridica dell’onere della prova; errata analisi delle caratteristiche particolari del marchio controverso; erronea mancata presa in considerazione della tecnicità delle caratteristiche particolari; errato riferimento solo alle norme del settore interessato; erroneo criterio della spontaneità; erronea deduzione, dall’asserito carattere distintivo di una subcategoria di prodotti, del carattere distintivo di tutti gli altri prodotti per i quali un marchio è registrato; erronea applicazione del criterio della «forma che con ogni probabilità assumerà»; rifiuto di riconoscere il cubo magico come la forma più probabile solo tramite la distorsione dei fatti e delle prove; erronea valutazione del carattere distintivo solo dal punto di vista del consumatore; erroneo rifiuto di considerare specifici prodotti effettivamente commercializzati; erronei criteri giuridici per la rilevanza di prodotti già in commercio.
   Il quinto motivo di impugnazione si divide in otto parti: erroneo requisito della non ambiguità; erroneo requisito della spontaneità; errata interpretazione del criterio della «relazione diretta e concreta»; errata analisi della natura descrittiva solo con riferimento alla formulazione generica dei prodotti; erronea definizione del pubblico di riferimento; erronea valutazione della conoscenza del pubblico; erronea mancata presa in considerazione di futuri sviluppi; erronea valutazione di pubblico interesse tramite il riferimento errato a forme alternative.
   Il sesto motivo di impugnazione è costituito da una parte: erroneo accertamento dei fatti in assenza di prova.
   
      (1)  Regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio, del 20 dicembre 1993, sul marchio comunitario
   
      GU L 11, pag. 1
   
   
      (2)  Regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario
   
      GU L 78, pag. 1