CELEX: 51996PC0496(02)
Language: it
Date: 1996-10-16
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO per l'accelerazione e il chiarimento della modalità d'attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi

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51996PC0496(02)

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO per l'accelerazione e il chiarimento della modalità d'attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi  /* COM/96/0496 DEF - CNS 96/0248 */  

Gazzetta ufficiale n. C 368 del 06/12/1996 pag. 0012

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio per l'accelerazione e il  chiarimento delle modalità d'attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (96/C  368/07)  COM(96) 496 def. - 96/0248(CNS)(Presentata dalla Commissione il 18 ottobre 1996) IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 104  C, paragrafo  14, secondo comma, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo, visto il parere dell'Istituto monetario europeo, (1) considerando che il mantenimento di posizioni di bilancio sane negli Stati membri assicura  condizioni propizie alla crescita sostenuta della produzione e dell'occupazione; che nella terza  fase dell'unione economica e monetaria (UEM) è necessaria una disciplina di bilancio per garantire  la stabilità monetaria; (2) considerando che le politiche di bilancio nazionali devono essere impostate in modo da  conservare un margine di manovra per l'adattamento a perturbazioni eccezionali e cicliche e per  evitare disavanzi eccessivi; che è opportuno dare un'interpretazione rigorosa del concetto di  circostanze eccezionali e temporanee, che potrebbe comportare una quantificazione del concetto di  crescita negativa, in termini reali, di entità significativa; (3) considerando che il protocollo n. 5 sulla procedura per i disavanzi eccessivi contiene  disposizioni di attuazione della procedura di cui all'articolo 104  C; che sono necessarie  ulteriori disposizioni di attuazione; che, ai sensi dell'articolo 104  C, paragrafo 14, secondo  comma, il Consiglio adotta le opportune disposizioni a tal fine; che le disposizioni del presente  regolamento costituiscono, insieme a quelle del protocollo, un nuovo insieme integrato di regole; (4) considerando che, in virtù dell'articolo 109  K, paragrafo 3, l'articolo 104  C, paragrafi 9 e  11, si applica soltanto agli Stati membri che abbiano adottato la moneta unica; (5) considerando che occorre stabilire dei termini per l'applicazione della procedura per il  disavanzi eccessivi per assicurarne il tempestivo ed efficace funzionamento; che occorre  specificare le modalità di applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 104  C del trattato a  carico degli Stati membri che persistono nel non correggere una situazione di disavanzo eccessivo,  al fine di assicurare l'efficace applicazione della procedura per i disavanzi eccessivi; (6) considerando che il presente regolamento costituisce parte del patto di stabilità inteso ad  assicurare la disciplina di bilancio nella terza fase dell'UEM; che il patto comporta due elementi  principali, ossia i) il rafforzamento della sorveglianza e del coordinamento delle posizioni di  bilancio e ii) l'accelerazione e il chiarimento delle modalità d'attuazione della procedura per i  disavanzi eccessivi; che, sotto il primo di tali aspetti, viene instaurato un sistema di allarme  preventivo nell'ambito del quale vengono individuati gli eventuali scostamenti dai sentieri di  bilancio a medio termine degli Stati membri, in modo che il Consiglio possa rivolgere agli Stati  interessati le opportune raccomandazioni affinché prendano misure correttive prima che il disavanzo  assuma dimensioni eccessive; (7) considerando che le disposizioni relative al rafforzamento della sorveglianza e del  coordinamento delle posizioni di bilancio sono contenute nel regolamento [.  .  .] del Consiglio; (8) considerando che la sorveglianza rafforzata ai sensi del regolamento [.  .  .] e la  sorveglianza da parte della Commissione delle situazioni di bilancio di cui all'articolo 104  C,  paragrafo 2 forniscono una base per la rapida attuazione della procedura per i disavanzi  eccessivi; (9) considerando che, alla luce di quanto precede, un tempo massimo complessivo di dieci mesi dalla  data della relazione della Commissione, o di un altro atto di attivazione della procedura fino  all'eventuale applicazione delle sanzioni, qualora esse si rendano necessarie, sembra realistico ed  appropriato ai fini di esercitare sullo Stato membro interessato la pressione necessaria ad indurlo  a prendere misure correttive; che, qualora la procedura si avviasse nel mese di marzo, le sanzioni  potrebbero essere applicate entro l'anno civile nel quale la procedura stessa ha preso inizio; (10) considerando che la raccomandazione del Consiglio o le misure prese nelle fasi successive  della procedura per i disavanzi eccessivi non coglierebbero di sorpresa un governo che, di fatto,  avrebbe avuto a disposizione un tempo molto più lungo per preparare misure correttive; che il  determinarsi di un disavanzo eccessivo nella terza fase dell'unione monetaria costituisce un fatto  grave al quale tutti gli interessati dovranno reagire tempestivamente; (11) considerando che, ai fini della correzione del disavanzo eccessivo, il governo dello Stato  membro interessato dovrà prendere, se la sua legislazione lo richiede, misure alla cui approvazione  dovrà essere associato il Parlamento nazionale; che il processo decisionale nazionale,  conformemente all'articolo 3 del protocollo n. 5, non dovrebbe in sé ritardare la tempestiva  attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi; (12) considerando che, perché la procedura per i disavanzi eccessivi abbia sufficiente forza  dissuasiva, occorre, a titolo di prima sanzione decisa dal Consiglio, richiedere allo Stato membro  interessato di costituire un deposito infruttifero di entità adeguata; (13) considerando che la definizione delle sanzioni, secondo una scala prestabilita, fa venir meno  l'incertezza e consente pertanto a tutte le parti interessate dalla procedura di agire con piena  cognizione di causa; che è appropriato che l'entità del deposito sia commisurata al PIL del paese  interessato; che è opportuno che il deposito si componga di un elemento fisso, dovuto in tutti i  casi nei quali sia imposta una sanzione pecuniaria, e di un elemento variabile proporzionale alla  misura nella quale il disavanzo supera il valore di riferimento del 3  % del PIL; che è opportuno  fissare anche un massimale, in percentuale del PIL, per evitare che le sanzioni abbiano effetto  controproducente; (14) considerando che, qualora la costituzione del deposito infruttifero non induca lo Stato membro  interessato a correggere il disavanzo eccessivo, occore intensificare le sanzioni; che in tale  eventualità è opportuno trasformare il deposito in ammenda e chiedere allo Stato membro interessato  di costituire un nuovo deposito infruttifero; (15) considerando che l'adozione da parte dello Stato membro interessato di misure intese a  correggere il disavanzo eccessivo costituisce il primo presupposto per l'abrogazione delle  sanzioni; che significativi progressi nella correzione del disavanzo eccessivo possono comportare  l'alleggerimento delle sanzioni, conformemente all'articolo 104  C, paragrafo 12; che l'abrogazione  dell'insieme delle sanzioni può aver luogo solo dopo che il disavanzo eccessivo sia stato  corretto; (16) considerando che il regolamento (CE) n. 3605/93 del Consiglio, del 22 novembre 1993, relativo  all'applicazione del protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi, allegato al trattato che  istituisce la Comunità europea  (1), stabilisce disposizioni dettagliate in merito alla  comunicazione dei dati di bilancio da parte degli Stati membri; (17) considerando che, a norma dell'articolo 109  F, paragrafo 8, nei casi in cui il trattato  prevede un ruolo consultivo della Banca centrale europea (BCE), i riferimenti alla BCE vanno  intesi, prima dell'istituzione della BCE, come riferimenti all'Istituto monetario europeo, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: SEZIONE 1 Accelerazione della procedura per i disavanzi eccessivi Articolo 1  1.  Il Consiglio decide in merito all'esistenza di un disavanzo eccessivo in conformità  dell'articolo 104  C, paragrafo 6 entro tre mesi dalle date stabilite per la comunicazione dei dati  dall'articolo 4, paragrafi 2 e 3 del regolamento (CE) n. 3605/93. Se decide, in conformità  dell'articolo 104  C, paragrafo 6, che esiste un disavanzo eccessivo, il Consiglio formula  contemporaneamente allo Stato membro interessato le raccomandazioni di cui all'articolo 104  C,  paragrafo 7. 2.  Il superamento del valore di riferimento per il disavanzo pubblico è considerato eccezionale e  temporaneo, ai sensi dell'articolo 104  C, paragrafo 2, lettera a), secondo trattino, se è  provocato da un evento inabituale che non è soggetto al controllo dello Stato membro interessato ed  ha forti ripercussioni sulla situazione finanziaria delle amministrazioni pubbliche oppure se è  provocato da una grave recessione economica, in particolare in caso di crescita annua negativa, in  termini reali, di entità significativa. Inoltre, se l'evento inabituale o la grave recessione  economica cessano, o si prevede che debbano cessare, entro l'anno civile successivo a quello nel  quale il disavanzo supera il valore di riferimento, le previsioni di bilancio elaborate dalla  Commissione devono indicare che il disavanzo scenderà sotto il valore di riferimento nel medesimo  anno successivo. Articolo 2 1.  L'eventuale decisione del Consiglio di rendere pubbliche le sue raccomandazioni,  conformemente all'articolo 104  C, paragrafo 8, qualora determini che non vi è stato dato seguito  effettivo, viene presa entro quattro mesi dalla decisione sull'esistenza di un disavanzo eccessivo  adottata a norma dell'articolo 104  C, paragrafo 6 e dalla formulazione delle raccomandazioni di  cui all'articolo 104  C, paragrafo 7. 2.  Il Consiglio, nel determinare se sia stato dato seguito effettivo alle raccomandazioni  formulate a norma dell'articolo 104  C, paragrafo 7, può fondare la sua decisione su decisioni  ufficiali e pubbliche del governo dello Stato membro interessato. Se queste decisioni pubbliche ed  ufficiali non vengono tradotte in legge, qualora, ciò sia necessario, dagli organi legislativi  nazionali entro il termine definito dal Consiglio nelle raccomandazioni formulate a norma  dell'articolo 104  C, paragrafo 7 o se le decisioni stesse vengono sostanzialmente modificate nel  corso del processo di approvazione, il Consiglio determina nuovamente se sia stato dato seguito  effettivo alle proprie raccomandazioni. Articolo 3 La decisione del Consiglio che intima ad uno Stato membro di prendere misure volte  alla riduzione del disavanzo di bilancio, di cui all'articolo 104  C, paragrafo 9, è adottata entro  un mese dalla decisione del Consiglio che determina, in conformità dell'articolo 104  C, paragrafo  8, che non è stato dato seguito effettivo alle sue raccomandazioni. Articolo 4 Se sussistono le condizioni per l'applicazione dell'articolo 104  C, paragrafo 11, il  Consiglio decide, di norma, di applicare le misure ivi contemplate. La decisione viene adottata  entro due mesi dalla decisione del Consiglio che intima allo Stato membro di prendere misure di cui  all'articolo 104  C, paragrafo 9. Articolo 5 Tra le date di comunicazione dei dati, di cui all'articolo 1 del presente regolamento,  e la decisione del Consiglio di applicare sanzioni, di cui all'articolo 4 del presente regolamento,  non deve intercorrere un periodo di tempo complessivamente superiore a dieci mesi. Articolo 6 La decisione del Consiglio di intensificare le sanzioni (ad eccezione dell'imposizione  di ammende, disciplinata dall'articolo 9 del presente regolamento) in conformità dell'articolo 104   C, paragrafo 11, o di abrogare alcune o tutte le decisioni adottate in precedenza, in conformità  dell'articolo 104  C, paragrafo 12, è adottata entro due mesi dalle date di comunicazione dei dati  di cui al regolamento (CE) n. 3605/93. SEZIONE 2 Sanzioni Articolo 7 Se decide di applicare sanzioni ad uno Stato membro in conformità  dell'articolo 104  C, paragrafo 11, il Consiglio richiede, di norma, la costituzione di un deposito  infruttifero. Oltre ad imporre la costituzione di tale deposito, esso può decidere di applicare le  misure di cui al primo e al secondo trattino del medesimo paragrafo. Articolo 8 Se il disavanzo eccessivo deriva dalla mancata osservanza del criterio relativo al  rapporto tra il disavanzo pubblico ed il prodotto interno lordo di cui all'articolo 104  C,  paragrafo 2, lettera a), l'ammontare del deposito è costituito di un elemento fisso, pari allo 0,2   % del PIL, e di un elemento variabile pari ad un decimo della differenza tra il disavanzo, espresso  in percentuale del PIL, dell'anno nel quale il disavanzo è stato ritenuto eccessivo e il valore di  riferimento. L'ammontare annuo del deposito non può superare lo 0,5  % del PIL. Se il disavanzo eccessivo deriva solamente dalla mancata osservanza del criterio relativo al  rapporto tra il debito pubblico ed il prodotto interno lordo di cui all'articolo 104  C, paragrafo  2, lettera b), l'ammontare del deposito è uguale ad un elemento fisso, pari allo 0,2  % del PIL. Articolo 9 Il deposito iniziale viene, di norma, convertito in ammenda se entro i due anni  successivi il disavanzo eccessivo, a giudizio del Consiglio, non è stato corretto. Il Consiglio può  decidere di applicare, in aggiunta all'ammenda, le misure di cui all'articolo 104  C, paragrafo 11,  primo e secondo trattino, qualora queste non siano state applicate al momento in cui sono state  decise le prime sanzioni. Contemporaneamente lo Stato membro è invitato a costituire un nuovo  deposito infruttifero calcolato secondo le modalità stabilite all'articolo 8 del presente  regolamento. Articolo 10 Conformemente all'articolo 104  C, paragrafo 12, il Consiglio può decidere di  abrogare alcune o tutte le sanzioni di cui all'articolo 104  C, paragrafo 11, primo e secondo  trattino qualora lo Stato membro stia compiendo progressi significativi, ma non ancora sufficienti  nella correzione del disavanzo eccessivo. Articolo 11 Conformemente all'articolo 104  C, paragrafo 12, il Consiglio abroga tutte le  sanzioni ancora in atto se la decisione sull'esistenza di un disavanzo eccessivo viene abrogata. Le  ammende percepite in conformità dell'articolo 9 del presente regolamento non vengono rimborsate  allo Stato membro interessato. Articolo 12 I depositi di cui all'articolo 8 del presente regolamento vengono costituiti presso  la Commissione. Gli interessi sui depositi e le ammende di cui all'articolo 9 del presente  regolamento costituiscono risorse del bilancio generale delle Comunità europee. Articolo 13 Il presente regolamento entra in vigore il 1° luglio 1999. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) GU n. L 332 del 31. 12. 1993,  pag. 7.