CELEX: 52020DC0746
Language: it
Date: 2020-11-18 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sulla politica economica della zona euro

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 18.11.2020
            COM(2020) 746 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sulla politica economica della zona euro
            {SWD(2020) 276 final}
            
               
         
         
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sulla politica economica della zona euro
            
            
               Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 136, in combinato disposto con l'articolo 121, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
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               , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue: 
            
            
               (1)A seguito della pandemia di COVID‑19, l'economia della zona euro ha subito una recessione improvvisa e profonda nella prima metà del 2020 e rimane vulnerabile alla persistente crisi sanitaria. La crisi della COVID‑19 ha provocato una serie di forti shock sul fronte della domanda e dell'offerta, che si traducono in un calo previsto del PIL del 7,8 % nel 2020. Si prevede che la ripresa nel 2021 sarà più lenta del previsto e che l'ampio divario tra prodotto effettivo e potenziale, pari a circa ‑7,0 % del PIL potenziale nel 2020, non sarà colmato entro la fine del 2021. Le prospettive economiche risentono del clima di notevole incertezza dovuto all'evoluzione della pandemia e ai cambiamenti di comportamento degli operatori economici. Un intervento tempestivo a livello nazionale e dell'Unione, anche attraverso il pacchetto Next Generation EU, ha contribuito in modo decisivo a compensare alcune delle conseguenze negative dello shock e a stabilizzare i mercati. Sia il consumo privato che gli investimenti hanno subito un duro colpo, il che ha inciso negativamente su prezzi e salari. Anche le prospettive del mercato del lavoro sono peggiorate, dopo sette anni di miglioramenti. Tuttavia, l'aumento della disoccupazione è stato attenuato dall'efficace attuazione di misure politiche ambiziose in tutti gli Stati membri, come i regimi di riduzione dell'orario lavorativo e altre politiche di sostegno volte a evitare licenziamenti di massa e ingenti perdite di reddito, nonché da un calo dei tassi di attività, poiché i lavoratori scoraggiati hanno lasciato il mercato del lavoro e il numero complessivo delle ore di lavoro prestate è sceso. 
            
            
               (2)La crisi della COVID‑19 accresce le divergenze economiche tra gli Stati membri della zona euro. Tali divergenze sono provocate da diversi fattori, tra cui: l'intensità e la tempistica dello shock iniziale della COVID‑19, l'ampiezza e l'importanza economica relative dei settori ad alta intensità di contatti (ad esempio turismo e settore alberghiero) e le differenze in termini di margine di bilancio disponibile. Queste differenze incidono sulla fiducia, sugli investimenti e sulle prospettive di crescita, nonché sulle disparità regionali che già esistevano ma che potrebbero accentuarsi. A più lungo termine, l'attuale crisi della COVID‑19 rischia di avere conseguenze negative permanenti sulla crescita potenziale e sui divari di reddito a causa di una diminuzione del capitale umano e fisico (sia materiale che immateriale). Ciò potrebbe tradursi in una crescita ancora più contenuta della produttività del lavoro e dei redditi.
            
            
               (3)La reazione rapida e decisa dell'Unione, anche nell'ambito di Next Generation EU, che comprende il dispositivo per la ripresa e la resilienza, ha accresciuto la fiducia dei mercati e ha dimostrato l'unità degli Stati membri riguardo a uno sforzo coordinato per rilanciare la crescita economica e rafforzare la resilienza socioeconomica. Sono stati altresì concordati immediatamente numerosi nuovi strumenti per l'Unione e per la zona euro. Tali strumenti forniscono già una rete di sicurezza per i lavoratori (attraverso lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nello stato di emergenza - SURE)
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               , per le imprese (attraverso un regime della Banca europea per gli investimenti) e per gli Stati membri al fine di stabilizzare i costi di finanziamento del debito sovrano, anche attraverso lo strumento di sostegno per la gestione della crisi pandemica a titolo del meccanismo europeo di stabilità
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               . La risposta politica dell'Unione ha incluso altresì l'attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita e un quadro temporaneo per utilizzare la flessibilità offerta dalle norme UE sugli aiuti di Stato
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               . I fondi della politica di coesione sono stati riorientati ove più necessario attraverso l'Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus (CRII e CRII+)
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               .
            
            
               (4)L'attuazione di politiche ben congegnate nell'ambito di Next Generation EU e del suo principale strumento, il dispositivo per la ripresa e la resilienza, aiuterà gli Stati membri ad avviare riforme che rafforzino la crescita e ad aumentare il livello e la qualità degli investimenti, conformemente agli obiettivi di resilienza e alla duplice transizione verde e digitale. Essa dovrebbe contribuire allo sviluppo di capitale umano e sostenere la buona riuscita delle transizioni professionali che, insieme ai fondi della politica di coesione, saranno essenziali per garantire la coesione, promuovere la produttività e rafforzare la resilienza socioeconomica. Gli obiettivi di crescita dell'UE e le sfide strutturali nazionali, comprese quelle individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2019 e del 2020, sono fondamentali. La strategia annuale per la crescita sostenibile
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               , che promuove tali obiettivi, presenta sette iniziative faro: 1) power up (premere sull'acceleratore); 2) renovate (ristrutturare); 3) recharge and refuel (ricaricare e rifornire); 4) connect (connettere); 5) modernise (modernizzare); 6) scale-up (espandere) e 7) reskill and upskill (riqualificare e aggiornare le competenze). Queste iniziative faro rappresentano sfide comuni che richiedono investimenti e riforme coordinati. Gli Stati membri dovrebbero incanalare gli investimenti, attuare le riforme e continuare a integrare le proprie catene del valore in questi settori prioritari. La proposta di regolamento relativo al dispositivo per la ripresa e la resilienza prevede, tra l'altro, che i piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri della zona euro siano coerenti con le sfide e con le priorità individuate nella raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro. Di tale coerenza si dovrebbe tener conto nella valutazione dei suddetti piani. 
            
            
               (5)La zona euro richiede una combinazione di politiche favorevole, coordinata, completa e coerente per attutire l'impatto della pandemia di COVID‑19. L'obiettivo è quello di limitare eventuali ripercussioni negative a lungo termine sul mercato del lavoro, ridurre le significative divergenze socioeconomiche, ovviare agli squilibri e ad altri rischi macrorilevanti e, più in generale, evitare conseguenze negative sulla crescita economica potenziale a medio termine. La coerenza reciproca fra le tre dimensioni fondamentali della combinazione di politiche della zona euro (monetaria, di bilancio e strutturale) è essenziale per garantire alla zona euro un orientamento politico aggregato favorevole. 
            
            
               (6)Gli interventi tempestivi della Banca centrale europea (BCE) in materia di politica monetaria erano intesi a mantenere intatti i canali di trasmissione monetaria e a salvaguardare la stabilità dei prezzi a medio termine. La BCE ha annunciato ingenti acquisti supplementari di attività del settore pubblico e privato, per un importo di 1 470 miliardi di EUR nell'ambito del programma di acquisto di attività (APP, 120 miliardi di EUR fino alla fine del 2020)
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                e del programma di acquisto per l'emergenza pandemica (PEPP, 1 350 miliardi di EUR almeno fino alla metà del 2021)
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               .
            
            
               (7)Si prevede che l'orientamento della politica di bilancio sarà fortemente espansivo nel 2020 e rimarrà favorevole nel 2021 sia a livello della zona euro che a livello nazionale. Il coordinamento delle politiche di bilancio nazionali, nel pieno rispetto del patto di stabilità e crescita, risulta essenziale per reagire in modo efficace allo shock della COVID‑19 e per garantire il corretto funzionamento dell'Unione economica e monetaria (UEM). Il 20 marzo 2020 la Commissione ha concluso che l'economia dell'UE stava attraversando una grave recessione economica e che erano soddisfatte le condizioni per attivare la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita. Tale conclusione è stata approvata dai ministri delle Finanze degli Stati membri
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               . Gli Stati membri hanno introdotto consistenti misure di bilancio per contenere la pandemia e sostenere i cittadini e le imprese particolarmente colpiti, compreso un sostegno eccezionale alla liquidità, principalmente attraverso garanzie fornite alle imprese e alle banche per assicurare il flusso di credito. Un ulteriore sostegno di bilancio coordinato sarà fornito a livello dell'UE, in particolare attraverso il dispositivo per la ripresa e la resilienza. 
            
         
         
            
               (8)Le ricadute economiche della COVID‑19 stanno avendo notevoli ripercussioni negative sulle finanze pubbliche. Quando le condizioni sanitarie ed economiche lo consentiranno, un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti, anche eliminando gradualmente le misure di sostegno a imprese e cittadini, contribuirà a garantire la sostenibilità di bilancio a medio termine. A tal fine, si dovrebbe procedere in modo tale da attenuare l'impatto della crisi sulla società e sul mercato del lavoro. Le riforme volte a migliorare la composizione dei bilanci nazionali e a garantire la sostenibilità di bilancio a più lungo termine, anche alla luce dei cambiamenti climatici e delle sfide sanitarie, risultano particolarmente pertinenti. Il miglioramento della composizione dei bilanci nazionali, soprattutto attraverso revisioni della spesa e quadri efficaci in materia di appalti pubblici, può creare l'indispensabile margine di bilancio. Le pratiche di bilancio verdi possono aiutare altresì ad affrontare le questioni della mitigazione dei cambiamenti climatici e della tutela ambientale. Sistemi sanitari e di protezione sociale adeguati, efficienti e inclusivi offrono una protezione indispensabile alle persone più bisognose, svolgono un ruolo fondamentale come stabilizzatori automatici e dovrebbero preservare la sostenibilità di bilancio. Analogamente, le riforme che rafforzano il funzionamento dei mercati del lavoro, dei capitali, dei prodotti e dei servizi, attraverso un'attuazione e una programmazione adeguate, aumentano la produzione potenziale, evitando nel contempo un impatto negativo a breve termine sulla domanda aggregata.  
            
            
               (9)La crisi della COVID‑19 accresce l'importanza delle riforme volte a conseguire sistemi di entrate pubbliche più efficienti e più equi. Poiché il cuneo fiscale sul lavoro rimane elevato nella maggior parte degli Stati membri della zona euro, tali riforme comprendono lo spostamento dell'onere fiscale verso basi imponibili meno dannose per l'offerta di lavoro, la produttività, gli investimenti e la crescita, tenendo conto al tempo stesso del relativo effetto distributivo. Un maggiore ricorso alla tassazione ambientale e/o ad altre forme di tariffazione delle esternalità può contribuire alla crescita sostenibile incentivando comportamenti "più ecologici". Misure volte a contrastare la pianificazione fiscale aggressiva e l'elusione fiscale, sia a livello internazionale che nell'Unione, possono rendere i sistemi tributari più efficienti e più equi. Inoltre, la globalizzazione e la digitalizzazione dell'economia hanno creato uno sfasamento tra il luogo in cui viene creato il valore e il luogo in cui vengono pagate le imposte. Sono in corso lavori nel quadro dell'OCSE per giungere a una soluzione consensuale a livello mondiale per ovviare ai problemi fiscali causati dalla digitalizzazione dell'economia.
            
            
               (10)La realizzazione prioritaria delle riforme volte a eliminare le strozzature che scoraggiano gli investimenti e rimediare ai vincoli sul versante dell'offerta riveste particolare importanza, tenuto conto della profonda incertezza generata dallo shock della COVID‑19 e delle sue conseguenze negative sugli investimenti. Sono essenziali misure che accelerino l'assorbimento dei fondi dell'UE e un utilizzo efficace ed efficiente delle risorse, in particolare negli Stati membri che accusano ritardi su questo fronte e nei quali i fondi dell'UE finanziano una quota significativa degli investimenti. Le riforme intese a ridurre l'onere amministrativo per le imprese (ad esempio la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, compresa l'identificazione elettronica, e le riforme giudiziarie) e a impedire l'uso improprio dei fondi (come ad esempio la corruzione, la frode e il riciclaggio di denaro
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               ) possono migliorare il contesto imprenditoriale e contribuire a stimolare gli investimenti, l'occupazione e la creazione di imprese. 
            
            
               (11)La crisi della COVID‑19 ha comportato ingenti perdite di entrate per molte imprese e presenta rischi per la solvibilità delle imprese in tutta la zona euro. Quadri efficaci in materia di insolvenza svolgono un ruolo fondamentale per appoggiare le imprese economicamente sostenibili temporaneamente in difficoltà e garantire l'uscita ordinata dal mercato delle imprese che non sono in grado di sopravvivere. Il miglioramento dei quadri in materia di insolvenza può anche aiutare a far fronte al probabile aumento dei crediti deteriorati e a mantenere il credito all'economia agevolando il risanamento dei bilanci delle banche e stimolando gli investimenti transfrontalieri a più lungo termine. In tale contesto, la direttiva su ristrutturazione e seconda opportunità (2019/1023)
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                è stata adottata per introdurre norme minime nella legislazione nazionale in materia di solvibilità di tutti gli Stati membri al fine di garantire che i quadri di ristrutturazione preventiva siano accessibili ai debitori in difficoltà finanziarie, di prevedere procedure di esdebitazione per quanto riguarda i debiti contratti da imprenditori sovraindebitati e di aumentare l'efficienza di tutti i tipi di procedure di insolvenza. È importante procedere al recepimento e all'attuazione della direttiva. La Commissione europea ha altresì annunciato, nel piano d'azione per l'Unione dei mercati dei capitali del settembre 2020
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               , che si sarebbe adoperata per conseguire un'armonizzazione minima o una maggiore convergenza in settori mirati del diritto fallimentare applicabile a soggetti principalmente non bancari. Inoltre, gli Stati membri dispongono del margine per valutare in maniera più approfondita l'efficienza e l'efficacia dei loro quadri in materia di insolvenza, in linea con le migliori prassi internazionali, e per colmare le restanti lacune
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               .
            
            
               (12)L'ulteriore approfondimento del mercato unico di beni e servizi e l'adeguamento della zona euro all'era digitale possono costituire un importante motore di crescita, convergenza e resilienza. La moneta unica e il mercato unico hanno operato in parallelo al fine di creare migliori condizioni per la stabilizzazione economica e la crescita a lungo termine. La crisi della COVID‑19 ha stimolato l'uso degli strumenti digitali, ha messo in evidenza l'importanza del mercato unico digitale e ha accelerato l'uso di metodi di pagamento digitale e senza l'uso di contante. Tuttavia, il mercato unico rimane incompleto, soprattutto nel settore dei servizi e più specificamente in quelli del commercio al dettaglio e dei servizi professionali. Il mercato unico è in grado di limitare le rigidità dei prezzi che ostacolano sia il meccanismo di trasmissione della politica monetaria che la resilienza economica. Esso contribuisce alla mobilità dei fattori di produzione, che consente ai settori, alle regioni e agli Stati membri di ridurre al minimo i costi economici (ad esempio la disoccupazione) in risposta agli shock. Per conseguire una maggiore integrazione del mercato unico di beni e servizi occorre eliminare tutte le rimanenti restrizioni non necessarie, rafforzare i meccanismi di vigilanza del mercato e adottare misure volte a garantire la capacità amministrativa al fine di conseguire tali obiettivi.
            
            
               (13)Le riforme e gli investimenti che migliorano l'integrazione nel mercato del lavoro e le transizioni al suo interno, con particolare attenzione ai posti di lavoro digitali e verdi, sono essenziali per aumentare la resilienza socioeconomica e sostenere la ripresa. Le misure immediate di risposta alla crisi adottate a livello nazionale e dell'Unione hanno limitato l'impatto socioeconomico negativo sui lavoratori. Al tempo stesso, varie riforme di lunga data sono diventate ancora più urgenti: politiche attive efficaci del mercato del lavoro, compreso il sostegno personalizzato; miglioramento della qualità e dell'inclusività dei sistemi di istruzione e formazione per rafforzare i risultati scolastici fin dalla più tenera età; misure incisive volte al miglioramento delle competenze e alla riqualificazione e investimenti nell'istruzione e nella formazione degli adulti e nelle piattaforme di apprendimento online; misure tese a ovviare alle carenze di competenze; rafforzamento delle prospettive di occupazione dei segmenti più vulnerabili della popolazione attiva, compresi i giovani e i disoccupati di lunga durata, e riduzione del divario di genere. Per appoggiare una ripresa sostenibile e inclusiva è essenziale promuovere la creazione di posti di lavoro di qualità e migliorare le condizioni di lavoro, in particolare garantendo salari minimi adeguati e rimediando alla segmentazione del mercato del lavoro. Il dialogo sociale e la contrattazione collettiva svolgono un ruolo importante per assicurare la riuscita dell'elaborazione e dell'attuazione delle politiche. 
            
            
               (14)L'accesso a sistemi sanitari e di protezione sociale adeguati, inclusivi e sostenibili, che fungono da stabilizzatori automatici durante la crisi, è importante per garantire la resilienza socioeconomica. Tali sistemi contribuiscono a mantenere un tenore di vita dignitoso e a salvaguardare la salute della popolazione, elementi indispensabili per un'economia del lavoro produttiva, nel corso dell'intero ciclo economico. Gli investimenti a sostegno delle riforme sanitarie e della resilienza dei sistemi sanitari devono rimanere una priorità per gli Stati membri. L'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali
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                è essenziale per orientare le politiche. Di fronte alla crisi, riveste ancora maggiore importanza la necessità di garantire un'adeguata copertura previdenziale per tutti, in termini sia di assistenza sanitaria e a lungo termine di qualità che di reddito sostitutivo per tutti i lavoratori (compresi i lavoratori con contratti atipici e i lavoratori autonomi). Molti Stati membri hanno adottato misure temporanee di sostegno al reddito e di assistenza sociale a favore dei gruppi vulnerabili a bassissimo reddito e dei lavoratori che non hanno diritto alle indennità di disoccupazione. Sono state adottate misure per quanto riguarda le prestazioni, le condizioni di ammissibilità e i servizi supplementari in natura. Occorre rafforzare l'adeguatezza e la copertura dei sistemi di protezione sociale in modo da garantire la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e l'equità intergenerazionale.
            
            
               (15)Nonostante i progressi significativi compiuti negli ultimi anni, le ripercussioni economiche della pandemia hanno sottoposto il settore finanziario a nuove pressioni. Le banche della zona euro sono entrate nella crisi in atto con capacità di assorbimento delle perdite più elevate rispetto a quelle di cui disponevano prima dell'inizio della crisi finanziaria mondiale. Unitamente a misure di politica monetaria e di bilancio, ciò ha permesso di evitare un inasprimento delle condizioni di finanziamento sui mercati, al di là della fase iniziale della crisi, e ha garantito la continuità della concessione di crediti al settore privato. È probabile che la crisi eserciti ulteriori pressioni sui livelli già bassi di redditività delle banche e sui tassi di crediti deteriorati, nonché sul settore finanziario non bancario, che ha subito deflussi e minusvalenze recuperati solo in parte. Ciò potrebbe ostacolare la concessione di crediti, essenziale per la ripresa. Interventi rapidi e consistenti hanno favorito la fiducia e contribuito a preservare la stabilità macrofinanziaria. Per attenuare i rischi è indispensabile interrompere il circolo vizioso tra vulnerabilità del settore delle imprese e rischi del settore finanziario e ovviare alle carenze strutturali al fine di rafforzare la redditività. Pur contribuendo alla tutela delle imprese e del settore bancario, i regimi statali di garanzia dei prestiti rappresentano anche passività potenziali per i bilanci degli Stati membri. In assenza di un sistema efficace che distingua le imprese redditizie da quelle non redditizie, la proroga delle moratorie nei casi di insolvenza e delle misure di tolleranza nei confronti dei crediti deteriorati comporta decisioni difficili, in quanto potrebbe determinare una distribuzione inefficiente dei fondi e un aumento delle perdite in caso di fallimento. 
            
            
               (16)Si conferma essenziale completare l'architettura dell'UEM. Colmare le lacune che persistono potrebbe comportare una maggiore stabilità e resilienza della zona euro e rafforzerebbe il ruolo internazionale dell'euro, che è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi anni. Al di là della sua funzione di stabilizzazione a breve termine e del suo ruolo di sostegno alla ripresa, Next Generation EU è in grado di incidere sull'UEM a più lungo termine. Una maggiore resilienza della zona euro agli shock futuri, anche attraverso la massiccia emissione di titoli di debito denominati in euro, comprese le obbligazioni verdi e sociali, accrescerà lo spessore e la liquidità del mercato dei titoli di debito denominati in euro di elevata qualità e potrà così rafforzare l'euro come valuta di riserva internazionale. Tuttavia, l'UEM resta priva di elementi importanti quali un'Unione bancaria e un'Unione dei mercati dei capitali complete. Il rafforzamento dell'Unione bancaria si conferma essenziale per garantire la stabilità finanziaria, ridurre la frammentazione finanziaria e proteggere l'erogazione di prestiti all'economia in tempi di crisi. È fondamentale portare a termine in via prioritaria i lavori sul pacchetto di riforme del MES, compresa l'introduzione di un meccanismo di sostegno per il Fondo di risoluzione unico. Tale meccanismo dovrà essere reso operativo e introdotto in anticipo, a condizione che siano stati compiuti progressi sufficienti in materia di riduzione dei rischi. Si dovrebbe continuare a lavorare a soluzioni volte a superare i limiti dell'attuale meccanismo di fornitura di liquidità in caso di risoluzione. Il completamento dell'Unione dei mercati dei capitali è una priorità fondamentale, come dimostra il nuovo piano d'azione del settembre 2020. Un'UEM forte e resiliente sarà inoltre importante per rafforzare il ruolo internazionale dell'euro e garantire l'autonomia economica e finanziaria dell'Unione, sulla quale la Commissione presenterà una comunicazione, nel pieno rispetto del mercato interno dell'Unione, in modo aperto e trasparente nei confronti degli Stati membri non appartenenti alla zona euro, 
            
            
               RACCOMANDA agli Stati membri della zona euro di adottare individualmente, anche attraverso i rispettivi piani per la ripresa e la resilienza, e collettivamente nell'ambito dell'Eurogruppo, nel periodo 2021-2022, provvedimenti finalizzati a quanto segue.
            
            
               1.Garantire un orientamento politico a sostegno della ripresa 
            
            
               Mentre l'emergenza sanitaria si protrae, nel corso del 2021 le politiche di bilancio dovrebbero continuare a sostenere la ripresa in tutti gli Stati membri della zona euro.
            
            
               Le misure dovrebbero essere adattate alle circostanze specifiche di ciascun paese ed essere tempestive, temporanee e mirate. Poiché i rischi di revisione al ribasso continuano a concretizzarsi, gli Stati membri dovrebbero continuare a coordinare gli interventi per affrontare efficacemente la pandemia, sostenere l'economia e accompagnare una ripresa sostenibile. 
            
            
               Quando le condizioni epidemiologiche ed economiche lo consentiranno, sarà opportuno eliminare gradualmente le misure di sostegno alle imprese e ai cittadini in modo tale da attenuare l'impatto della crisi a livello sociale e sul mercato del lavoro e perseguire politiche di bilancio volte a raggiungere posizioni di bilancio prudenti a medio termine e a garantire la sostenibilità del debito, rafforzando al tempo stesso gli investimenti.
            
            
               Gli Stati membri dovrebbero attuare riforme che rafforzino la copertura, l'adeguatezza e la sostenibilità dei sistemi sanitari e di protezione sociale.
            
            
               Gli Stati membri dovrebbero prestare particolare attenzione alla qualità delle misure di bilancio, migliorare la gestione delle finanze pubbliche, segnatamente gli investimenti, le pratiche di bilancio verdi e i quadri degli appalti pubblici, e servirsi delle revisioni della spesa per concentrare meglio la spesa pubblica sulle esigenze di ripresa e resilienza. 
            
            
               2.Migliorare ulteriormente la convergenza, la resilienza e la crescita sostenibile e inclusiva
            
            
               Attenuare il rischio di ulteriori divergenze e rafforzare la resilienza socioeconomica nella zona euro attuando riforme in grado di rafforzare la produttività e l'occupazione, garantire un'ordinata assegnazione delle risorse e migliorare il funzionamento dei mercati e della pubblica amministrazione, nonché aumentando il livello degli investimenti pubblici e privati per sostenere la ripresa in linea con transizioni verdi e digitali eque e inclusive.
            
            
            
               Integrare ulteriormente il mercato unico di beni e servizi, compreso quello digitale, eliminando le restrizioni non necessarie, rafforzando la vigilanza del mercato e garantendo sufficienti capacità amministrative.
            
         
         
            
            
               Assicurare efficaci politiche attive del mercato del lavoro e sostenere le transizioni professionali, in particolare verso l'economia verde e digitale. Promuovere condizioni di lavoro eque e ovviare alla segmentazione del mercato del lavoro. Garantire la partecipazione effettiva delle parti sociali alla definizione delle politiche e rafforzare il dialogo sociale e la contrattazione collettiva. Rafforzare i sistemi di istruzione e formazione inclusivi e gli investimenti volti all'acquisizione di competenze, colmando la carenza delle stesse.
            
            
            
               Continuare ad adoperarsi a favore di una soluzione consensuale a livello mondiale per far fronte ai problemi fiscali legati alla digitalizzazione dell'economia nel quadro dell'OCSE, ed essere pronti a portare avanti l'azione a livello dell'UE entro giugno 2021. Compiere ulteriori progressi per contrastare la pianificazione fiscale aggressiva, ridurre il cuneo fiscale e sostenere un riorientamento dell'imposizione fiscale verso la fissazione del prezzo del carbonio e la tassazione ambientale.
            
            
            
               3.Rafforzare i quadri istituzionali nazionali
            
            
               Perseguire e realizzare in via prioritaria le riforme per eliminare le strozzature che scoraggiano gli investimenti e garantire un uso efficiente e tempestivo dei fondi dell'UE, compreso il dispositivo per la ripresa e la resilienza. Rafforzare l'efficienza e la digitalizzazione della pubblica amministrazione, ivi compresi la giustizia e i sistemi sanitari, nonché dei servizi pubblici per l'impiego. Ridurre l'onere amministrativo che grava sulle imprese e migliorare il contesto imprenditoriale. Predisporre quadri efficaci per contrastare la frode, la corruzione e il riciclaggio di denaro.
            
            
               Promuovere azioni concrete per aumentare l'efficienza, l'efficacia e la proporzionalità dei quadri in materia di insolvenza, risolvere il problema delle esposizioni deteriorate e garantire un'assegnazione efficiente del capitale.
            
            
            
               4.Garantire la stabilità macrofinanziaria 
            
            
               Mantenere i canali di credito all'economia e le misure a sostegno delle imprese redditizie per tutto il tempo necessario durante l'emergenza provocata da questa crisi senza precedenti. 
            
            
               Mantenere una situazione patrimoniale solida nel settore bancario, anche continuando ad affrontare la questione dei crediti deteriorati, in particolare attraverso lo sviluppo di mercati secondari per i crediti deteriorati. 
            
            
            
               5.Completare l'UEM e rafforzare il ruolo internazionale dell'euro
            
            
               Compiere progressi per quanto riguarda l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria onde aumentare la resilienza della zona euro attraverso il completamento dell'Unione bancaria e dell'Unione dei mercati dei capitali e mediante iniziative volte ad attuare politiche in materia di finanza digitale, finanza al dettaglio e finanza sostenibile.
            
            
               Aumentare l'efficienza, la proporzionalità e la coerenza globale del quadro di gestione delle crisi bancarie e di assicurazione dei depositanti, anche attraverso la creazione di solide reti di sicurezza dell'Unione bancaria quale priorità a breve termine.
            
            
               I progressi realizzati in questi settori contribuiranno a rafforzare il ruolo internazionale dell'euro e a promuovere meglio gli interessi economici dell'Europa nel mondo, nel pieno rispetto del mercato interno dell'Unione.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     
                        
                        
                        Per il Consiglio
               
               
                     
                        
                        
                        Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        GU L 159 del 20.5.2020, pag. 1.  
               
               
                  
                     (4)
                  
                        
                  https://www.consilium.europa.eu/media/44011/20200508-pcs-term-sheet-final.pdf
                   
               
               
                  
                     (5)
                  
                        GU C 91I del 20.3.2020, pag. 1, GU C 112I del 4.4.2020, pag. 1, GU C 164 del 13.5.2020, pag. 3, GU C 218 del 2.7.2020, pag. 3.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        COM(2020) 575 final.
               
               
                  
                     (8)
                  
                        GU L 157 del 15.6.2016, pag. 28.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        GU L 91 del 25.3.2020, pag. 1.
               
               
                  
                     (10)
                  
                        
                  https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2020/03/23/statement-of-eu-ministers-of-finance-on-the-stability-and-growth-pact-in-light-of-the-covid-19-crisis/
                   
               
               
                  
                     (11)
                  
                        Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo e al Consiglio, del 24 luglio 2019 - Verso una migliore attuazione del quadro dell'Unione in materia di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, COM (2019) 360 final.  
               
               
                  
                     (12)
                  
                        GU L 172 del 26.6.2019, pag. 18.
               
               
                  
                     (13)
                  
                        COM(2020) 590 final.
               
               
                  
                     (14)
                  
                        L'Eurogruppo ha individuato una serie di principi, tra cui l'individuazione tempestiva del sovraindebitamento e la disponibilità di procedure di ristrutturazione precoce. Si veda 
                  https://www.consilium.europa.eu/it/meetings/eurogroup/2016/04/22/
               
               
                  
                     (15)
                  
                        Proclamazione interistituzionale sul pilastro europeo dei diritti sociali (GU C 428 del 13.12.2017, pag. 10).