CELEX: 52012PC0015
Language: it
Date: 2012-01-25
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2000/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (diciottesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE)

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		52012PC0015
		
			Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2000/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) (diciottesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) /* COM/2012/015 definitivo - 2012/0003 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA

1.1.                
Motivazione e obiettivi della proposta

La presente proposta intende rinviare al 30
aprile 2014 il termine per il recepimento della direttiva 2004/40/CE[1] del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, sulle prescrizioni minime di sicurezza e di
salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti
fisici (campi elettromagnetici) (diciottesima direttiva particolare ai sensi
dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).
Nel 2006 la comunità medica ha comunicato alla
Commissione le proprie preoccupazioni in merito all'attuazione di tale
direttiva. I valori limite di esposizione stabiliti dalla medesima
limiterebbero infatti in modo sproporzionato l'uso e lo sviluppo delle
applicazioni mediche di risonanza magnetica (RM) considerate oggi uno strumento
indispensabile per la diagnosi e la cura di varie malattie. Altri settori
industriali hanno in seguito espresso preoccupazione in merito all'incidenza
della direttiva sulle loro attività.
In risposta a tali preoccupazioni la
Commissione ha adottato una serie di provvedimenti.
Al fine di consentire alla Commissione di
analizzare accuratamente l'impatto di tale direttiva e di proporre modifiche,
il termine per il recepimento è stato rinviato dal 30 aprile 2008 al
30 aprile 2012 dalla direttiva 2008/46/CE[2]
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, che modifica
la direttiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute
relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici
(campi elettromagnetici).
La Commissione ha esaminato la situazione nel
dettaglio analizzando gli ultimi studi scientifici, compreso quello avviato
dalla Commissione, sull'impatto negativo che i valori limite di esposizione
stabiliti dalla direttiva potrebbero avere sull'uso medico delle tecnologie di
diagnostica per immagini a risonanza magnetica (RM). In seguito a diverse
consultazioni con le parti interessate e tenendo debitamente conto delle più
recenti raccomandazioni scientifiche[3],
il 14 giugno 2011 la Commissione ha adottato la proposta COM(2011) 348
finalizzata all'adozione di una nuova direttiva atta a modificare e sostituire
la direttiva 2004/40/CE, al fine di garantire sia un livello elevato di protezione
della salute e della sicurezza dei lavoratori, sia la continuità e lo sviluppo
delle attività mediche e industriali che prevedono l'utilizzo dei campi
elettromagnetici. L'adozione era stata rinviata principalmente a causa del
fatto che le nuove raccomandazioni internazionali relative all'esposizione dei
lavoratori e della popolazione ai campi elettromagnetici erano state pubblicate
solo nel dicembre 2010 e non nel 2009 come previsto.
La proposta COM(2011) 348 punta inoltre
ad aggiornare e migliorare diverse altre disposizioni della direttiva
2004/40/CE introducendo nuovi elementi volti a facilitare l'attuazione delle
misure da parte dei datori di lavoro, in particolare nelle piccole imprese.
Una volta adottata la proposta della
Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio si sono immediatamente messi
all'opera per modificare la direttiva 2004/40/CE prima del 30 aprile 2012.
Tuttavia, a causa di fattori quali
·                        
la complessità tecnica della materia che richiede
lunghe discussioni con gli esperti nazionali,
·                        
i pareri molto discordanti su alcune disposizioni
centrali della proposta, 
è improbabile che il Parlamento europeo e il
Consiglio riescano a completare l'iter di adozione prima del 30 aprile 2012.
In tali circostanze, è necessario adottare una
nuova direttiva che preveda un secondo rinvio del termine per il recepimento
della direttiva 2004/40/CE in modo da impedire il delinearsi di una situazione
giuridica molto incerta dopo il 30 aprile 2012, data in cui tutti gli Stati
membri dovrebbero recepire l'attuale direttiva 2004/40/CE qualora non fossero
prese altre misure.
L'incertezza del diritto porterebbe a due
conseguenze:
–                        
in linea di principio, la Commissione dovrebbe
avviare un procedimento di infrazione per mancata comunicazione di misure di
recepimento contro ogni Stato membri che non avesse ancora recepito la
direttiva;
–                        
la direttiva 2004/40/CE inizierebbe a produrre un
effetto diretto verticale nell'ordinamento giuridico nazionale di tutti gli
Stati membri e i cittadini potrebbero portare a giudizio i propri governi per
mancata attuazione della direttiva.
Si ritiene quindi opportuno rinviare di due
anni il termine per il recepimento al fine di mettere a disposizione del
Parlamento europeo e del Consiglio un periodo di tempo sufficiente a portare avanti
le discussioni e a raggiungere un compromesso sulla base della proposta
COM(2011) 348 della Commissione relativa a una nuova direttiva che aggiorna e
migliora le disposizioni della direttiva 2004/40/CE e abroga e sostituisce la
direttiva precedente.

1.2.                
Direttiva 2004/40/CE

La direttiva 2004/40/CE è la diciottesima
direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva
89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di
misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori durante il lavoro. Essa riguarda gli effetti nocivi di breve termine
sulla salute dei lavoratori esposti a campi elettromagnetici durante il lavoro.
Le disposizioni della direttiva sono
disposizioni minime; ogni Stato membro può stabilire disposizioni più
vincolanti.
La direttiva stabilisce valori limite di
esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici che variano nel
tempo con frequenze comprese tra 0 e 300 GHz[4].
Nessun lavoratore può essere esposto a valori che superano tali limiti, fondati
su effetti sulla salute e considerazioni biologiche.
La direttiva prevede anche valori di azione
per i campi variabili nel tempo e per quelli statici. Tali valori sono
direttamente misurabili e indicano la soglia a partire dalla quale il datore di
lavoro deve adottare uno o più provvedimenti tra quelli previsti dalla
direttiva. Il rispetto dei valori di azione garantisce il rispetto dei valori
limite di esposizione corrispondenti.
I limiti imposti dalla direttiva sono stati
fissati nel 1998 sulla base delle raccomandazioni dell'ICNIRP, l'organismo
riconosciuto a livello internazionale come l'autorità nel settore della
valutazione degli effetti sulla salute di questo tipo di radiazioni. L'ICNIRP
collabora assiduamente con varie organizzazioni internazionali quali OMS, OIL,
IRPA, ISO, CENELEC, CEI, CIE e IEEE.
La direttiva segue la filosofia di prevenzione
già prevista in termini più generali dalla direttiva quadro 89/391/CEE:
–                        
protezione di tutti i lavoratori: a prescindere dal
settore di attività, tutti i lavoratori esposti agli stessi rischi hanno
diritto allo stesso livello di protezione;
–                        
il datore di lavoro è tenuto a procedere alla
determinazione e alla valutazione dei rischi;
–                        
i rischi identificati vanno eliminati oppure, se
impossibile, vanno ridotti al minimo;
–                        
i lavoratori in questione vanno informati in modo
specifico, formati e consultati;
–                        
controllo medico adeguato.
La direttiva si applica a tutti i settori di
attività, senza eccezioni, e deve essere recepita nelle legislazioni nazionali
entro il 30 aprile 2012 se non verranno adottate altre misure in proposito.
Durante il dibattito che ha preceduto
l'adozione, il caso specifico della risonanza magnetica per immagini impiegata
in campo medico è stato discusso dettagliatamente sia in seno al Consiglio che
al Parlamento europeo. Esperti nazionali provenienti da istituzioni quali il National
Radiation Protection Board (NRPB, Regno Unito), l'Institut national de
recherche et de sécurité (INRS, Francia), il Finnish Institute of
Occupational Health (FIOH, Finlandia) ed il Bundesamt für Strahlenschutz
(BfS, Germania) hanno fornito sostegno tecnico durante le negoziazioni in
seno al Consiglio. La Presidenza del Consiglio ha domandato più volte il parere
dell'ICNIRP.
In mancanza di elementi che dimostrassero
possibili effetti indesiderati, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno
adottato la direttiva con talune modifiche ai valori proposti originariamente
dalla Commissione, in particolare non hanno fissato un valore limite di
esposizione per i campi magnetici statici, una componente essenziale della RMI,
dato che tale valore era in quel momento oggetto di revisione alla luce degli
ultimi risultati scientifici pubblicati al momento dell'adozione della
direttiva.

1.3.                
Proposta COM(2011) 348 di una nuova direttiva

La suddetta proposta punta ad aggiornare e
migliorare le disposizioni della direttiva 2004/40/CE abrogandola e
sostituendola. Conserva una serie di principi e disposizioni importanti della
direttiva 2004/40/CE.
Le più importanti modifiche introdotte dalla
proposta, che tengono conto degli ultimi risultati scientifici in questo
settore, sono le seguenti:
–                        
definizioni più chiare, in particolare per gli
effetti nocivi sulla salute (articolo 2 della direttiva 2004/40/CE);
–                        
inclusione di un sistema modificato per i valori
limite e i valori di riferimento diversi dai valori limite e dai valori di
azione attuali per l'ambito di frequenze da 0 a 100 kHz (ciò riguarderà gli
articoli 2 e 3 della direttiva 2004/40/CE, più l'allegato);
–                        
introduzione di indicatori volti a facilitare le
misurazioni e il calcolo (articolo 3, paragrafo 3) e a fornire
orientamenti per la presa in considerazione delle incertezze di misurazione. La
legislazione sulla sicurezza dei prodotti contenuta nelle direttive 1999/5/CE e
2006/95/CE è volta a garantire che il pubblico, compresi i lavoratori, non sia
esposto a livelli che vadano al di là di quelli stabiliti dalla raccomandazione
1999/519/CEE, purché i prodotti siano utilizzati secondo quanto previsto. Dal
momento che i livelli stabiliti per il pubblico sono inferiori a quelli
stabiliti per i lavoratori e comprendono la protezione contro gli effetti a
lungo termine, il rispetto di queste direttive garantisce una protezione
sufficiente per queste situazioni;
–                        
introduzione di alcuni orientamenti volti a
garantire valutazioni dei rischi semplificate ma più efficienti (articolo 4) al
fine di agevolare le attività di valutazione e limitare gli oneri per le PMI;
–                        
introduzione di una flessibilità limitata ma
adeguata mediante le proposta di un quadro di riferimento controllato relativo
a deroghe limitate ai valori di azione e ai valori limite per l'industria. La
proposta comprende due deroghe specifiche: una riguardante le applicazioni
mediche di risonanza magnetica (RM), l'altra relativa alle forze armate. Una
terza deroga riguarda le situazioni occasionali ed è sottoposta al severo
controllo e all'autorizzazione degli Stati membri, a cui segue una valutazione.
Gli Stati membri devono informare la Commissione delle autorizzazioni
rilasciate. Queste tre deroghe, che sono il risultato di serrate consultazioni
con tutte le parti interessate e il cui ambito è ben definito, garantiscono un
elevato livello di protezione della salute e della sicurezza impedendo che le
attività mediche e industriali siano indebitamente ostacolate;
–                        
inclusione di un fondamento per la sorveglianza
sanitaria (articolo 8);
–                        
una particolare attenzione per il caso specifico
delle applicazioni mediche che utilizzano la risonanza magnetica e per le attività
correlate; 
–                        
introduzione di misure complementari non vincolanti
come una guida pratica non vincolante.

2.                      
CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
2.1.                
Consultazione

Consultazione del Comitato consultivo per
la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro
I rappresentanti delle parti sociali e dei
governi dei 27 Stati membri che fanno parte del Comitato consultivo per la
salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, durante la riunione plenaria del 1º
dicembre 2011, si sono espressi a favore del rinvio del termine per il
recepimento della direttiva 2004/40/CE negli ordinamenti giuridici nazionali
degli Stati membri al fine di evitare una situazione di incertezza del diritto
dopo il 30 aprile 2012 e di mettere a disposizione del Parlamento europeo e del
Consiglio un periodo di tempo sufficiente a raggiungere un compromesso sulla
proposta COM(2011) 348 della Commissione.
Consultazione delle parti sociali UE
Vista la natura della proposta, che riguarda
solo la data di recepimento della direttiva senza modificarne le disposizioni,
e dopo aver consultato il servizio giuridico ed il segretariato generale della
Commissione, si è deciso che la consultazione formale delle parti sociali a
livello europeo non era necessaria nella fattispecie, conformemente
all'articolo 154 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Ciononostante, le parti sociali UE appartenenti ai settori interessati sono
state informate della proposta mediante una lettera del commissario Andor e
sono state invitate a inviare le loro osservazioni.

2.2.                
Trasmissione della proposta ai parlamenti nazionali

I progetti di atti legislativi indirizzati al
Parlamento europeo e al Consiglio, comprese le proposte della Commissione,
devono essere trasmessi ai parlamenti nazionali, a norma del protocollo
(n. 1) sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, allegato ai
trattati.
Conformemente all'articolo 4 di tale
protocollo, un periodo di otto settimane deve intercorrere tra la data in cui
si mette a disposizione dei parlamenti nazionali un progetto di atto
legislativo e la data in cui questo è iscritto all'ordine del giorno
provvisorio del Consiglio ai fini della sua adozione o dell'adozione di una
posizione nel quadro di una procedura legislativa.
L'articolo 4 stabilisce tuttavia che in caso
di urgenza siano ammesse eccezioni le cui motivazioni sono riportate nell'atto
o nella posizione del Consiglio. L'adozione della presente proposta da
parte del Parlamento europeo e del Consiglio deve essere considerata un caso
della massima urgenza per i motivi illustrati in precedenza e che possono
essere sintetizzati come segue.
La proposta COM(2011) 348 della Commissione,
che è attualmente in discussione al Parlamento europeo e al Consiglio, intende
aggiornare e migliorare le disposizioni della direttiva 2004/40/CE abrogandola
e sostituendola entro il 30 aprile 2012. Di conseguenza, la grande
maggioranza degli Stati membri non ha recepito la direttiva 2004/40/CE in
attesa dell'adozione della nuova direttiva aggiornata basata sulla suddetta
proposta.
Ciononostante, data la complessità della
materia e i pareri fortemente discordanti in seno al Consiglio, sembra alquanto
improbabile che il Parlamento europeo e il Consiglio completino l'iter di
adozione entro il termine fissato per il 30 aprile 2012.
La presente proposta, il cui solo obiettivo è
quello di posticipare di due anni il termine di recepimento della direttiva
2004/40/CE, deve quindi essere adottata con urgenza entro il breve periodo di
tempo rimasto. Qualora la proposta non fosse adottata entro il termine del
30 aprile 2012, potrebbero esserci conseguenze giuridiche negative
negli ordinamenti giuridici interni di tutti gli Stati membri che non avessero
ancora recepito la direttiva (cfr. sezione 1.1).

2.3.                
Valutazione dell'impatto

Data l'urgenza della proposta e il suo impatto
limitato, essa non è accompagnata da una valutazione dell'impatto distinta.
In questa fase non procedere ad alcun tipo di
intervento obbligherebbe la grande maggioranza degli Stati membri che non ha
ancora recepito la direttiva 2004/40/CE nella propria legislazione nazionale a
farlo e ad applicare tale direttiva entro un periodo di tempo molto breve, cioè
l'attuale termine del 30 aprile 2012, con conseguenze potenzialmente
gravi per la continuità dei servizi sanitari che impiegano la RMI. Anche talune
attività industriali potrebbero subire effetti negativi.
Negli Stati membri che non avessero
recepito la direttiva entro il termine stabilito, si delineerebbe una
situazione giuridica molto incerta. In base al principio dell'effetto diretto
verticale delle direttive dell'UE, stabilito dalla Corte di giustizia, i loro
cittadini potrebbero avviare un'azione legale contro di essi dinanzi ai giudici
nazionali per mancata attuazione della direttiva. Inoltre la Commissione
sarebbe tenuta, in linea di principio, ad avviare un procedimento di infrazione
per mancata comunicazione di misure di recepimento contro tali Stati membri.
Il rinvio della data di recepimento della
direttiva evita di bloccare indebitamente l'utilizzo della RMI o altre attività
industriali. Allo stesso tempo metterebbe a disposizione un periodo di tempo
sufficiente per l'aggiornamento e il miglioramento della direttiva, in
particolare per quanto riguarda i valori limite di esposizione, mediante una
nuova direttiva basata sulla proposta COM(2011) 348 della Commissione. Tenendo
conto dei nuovi risultati scientifici, ciò garantirebbe livelli elevati di
protezione dei lavoratori e la continuità delle attività economiche.
La modifica proposta riguarda solo l'obbligo
degli Stati membri di recepire la direttiva entro il 30 aprile 2012,
posticipando tale termine al 30 aprile 2014. Non modifica la sostanza della
direttiva in questione e quindi non impone obblighi aggiuntivi alle imprese.

3.                      
ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
3.1.                
Sintesi delle misure proposte

La proposta modifica l'articolo 13, paragrafo
1, della direttiva 2004/40/CE posticipando la data di recepimento al 30 aprile
2014.

3.2.                
Base giuridica

Articolo 153, paragrafo 2, del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea.

3.3.                
Principio di sussidiarietà

Si applica il principio di sussidiarietà
poiché la proposta riguarda un settore — la protezione della salute e della
sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro — che non è di competenza
esclusiva dell'Unione europea.
Gli obiettivi della proposta non possono
essere raggiunti in modo sufficiente attraverso iniziative degli Stati membri,
dato che la modifica e l'abrogazione delle disposizioni delle direttive non
possono essere effettuate a livello nazionale.
Gli obiettivi della proposta possono essere
raggiunti solo da un intervento dell'UE in quanto la presente proposta modifica
un atto legislativo dell'UE in vigore, azione che non può essere compiuta dagli
Stati membri.
Il principio di sussidiarietà viene rispettato
in quanto la proposta modifica disposizioni dell'UE esistenti.

3.4.                
Principio di proporzionalità

La proposta è in linea con il principio di
proporzionalità per la ragione illustrata qui di seguito.
Non modifica la sostanza dell'attuale
normativa dell'UE: si limita a posticipare la data di recepimento della
direttiva 2004/40/CE al 30 aprile 2014 al fine di evitare una situazione di
incertezza del diritto dopo la scadenza dell'attuale termine e di mettere a
disposizione del Parlamento europeo e del Consiglio un periodo di tempo
sufficiente a raggiungere un compromesso sulla proposta COM(2011)
348 della Commissione, la quale è intesa ad aggiornare e migliorare le
disposizioni della direttiva 2004/40/CE abrogandola e sostituendola.

3.5.                
Scelta dello strumento

Strumento(i) proposto(i): direttiva.
Altri strumenti non sarebbero stati adeguati.
Trattandosi della modifica di una direttiva, il solo metodo adeguato è
l'adozione di una direttiva.

4.                      
INCIDENZA SUL BILANCIO

–                        
          Nessuna.

5.                      
INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI

·                        
Semplificazione
La proposta non semplifica il quadro normativo.
Essa riguarda unicamente il rinvio della data di recepimento della direttiva
2004/40/CE al 30 aprile 2014.
·                        
Abrogazione di disposizioni vigenti
L'adozione della proposta non abrogherà la
legislazione esistente.
·                        
Spazio economico europeo
Questo progetto di atto rientra in un settore
disciplinato dall'accordo SEE e occorre pertanto estenderlo allo Spazio
economico europeo.
·                        
Illustrazione dettagliata della proposta per
capitolo o per articolo
La presente proposta rinvia la data di
recepimento della direttiva 2004/40/CE, fissandola al 30 aprile 2014. Il rinvio
di due anni della data di recepimento nella legislazione nazionale delle
disposizioni della direttiva è motivato dalle preoccupazioni espresse, ed in
parte confermate, in merito ad un'incidenza sproporzionata dei valori limite
d'esposizione stabiliti dalla direttiva sulla possibilità di proseguire le
procedure mediche nelle quali si ricorre alla risonanza magnetica per immagini.
Il rinvio metterà a disposizione un periodo di tempo sufficiente per l'aggiornamento
e il miglioramento della direttiva, in particolare dei valori limite di
esposizione, mediante una nuova direttiva basata sulla proposta COM(2011) 348
della Commissione, attualmente in discussione al Parlamento europeo e al
Consiglio, che è intesa a garantire sia livelli elevati di protezione dei
lavoratori sia la continuità delle procedure mediche e delle attività
economiche. Il rinvio di due anni eviterà inoltre conseguenze giuridiche
negative all'interno degli ordinamenti giuridici degli Stati membri che non
hanno ancora recepito la direttiva.
L'articolo 1 della proposta modifica in tal
senso l'articolo 13, ("Recepimento"), paragrafo 1, della direttiva
2004/40/CE.
2012/0003 (COD)
Proposta di
DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
che modifica la direttiva 2000/40/CE sulle
prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei
lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)
(diciottesima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1,
della direttiva 89/391/CEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 153, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[5],
visto il parere del Comitato delle Regioni[6],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
Dopo l'entrata in vigore della direttiva 2004/40/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulle prescrizioni
minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai
rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici)[7], le parti interessate, e in
particolare la comunità medica, hanno manifestato serie preoccupazioni sul
potenziale impatto dell'attuazione di tale direttiva sull'utilizzazione di
procedure mediche basate sulla imaging medicale. Sono state inoltre espresse
preoccupazioni in merito all'impatto della direttiva su talune attività
industriali.
(2)              
La Commissione ha esaminato le argomentazioni delle
parti interessate e ha deciso di riconsiderare alcune disposizioni della
direttiva 2004/40/CE sulla base delle nuove informazioni scientifiche.
(3)              
Il termine per il recepimento fissato dalla
direttiva 2004/40/CE è stato dunque rinviato al 30 aprile 2012 dalla direttiva
2008/46/CE del 23 aprile 2008[8],
al fine di consentire l'adozione di una nuova direttiva basata sulle informazioni
scientifiche più recenti.        
(4)              
Il 14 giugno 2011 la Commissione ha
adottato una proposta di nuova direttiva che sostituisce la direttiva
2004/40/CE. La nuova direttiva dovrebbe garantire sia un livello elevato di
protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, sia la continuità e
lo sviluppo delle attività mediche e industriali che prevedono l'utilizzo dei
campi elettromagnetici. Di conseguenza, la maggioranza degli Stati membri non
ha ancora recepito la direttiva 2004/40/CE in attesa dell'adozione della nuova
direttiva.
(5)              
Data la complessità tecnica della materia, è
tuttavia improbabile che la nuova direttiva sia adottata prima del termine per
il recepimento della direttiva 2004/40/CE. 
(6)              
Di conseguenza, è opportuno posticipare tale
termine. 
(7)              
Alla luce di quanto esposto e in considerazione del
periodo di tempo molto breve rimasto prima della scadenza del 30 aprile 2012,
si deve garantire che tale direttiva sia adottata dal Parlamento europeo e dal
Consiglio con urgenza e che entri in vigore il prima possibile. 
(8)              
Di conseguenza, per quanto riguarda la trasmissione
ai parlamenti nazionali, a norma del protocollo (n. 1) sul ruolo dei
parlamenti nazionali nell'Unione europea, in questo caso è stata applicata
l'eccezione in caso di urgenza stabilita dall'articolo 4 di tale protocollo
relativamente al periodo di otto settimane che intercorre tra la data in cui si
mette a disposizione dei parlamenti nazionali un progetto di atto legislativo e
la data in cui questo è iscritto all'ordine del giorno provvisorio del
Consiglio ai fini della sua adozione o dell'adozione di una posizione nel
quadro di una procedura legislativa,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
All'articolo 13, paragrafo 1, della direttiva
2004/40/CE la data "30 aprile 2012" è sostituita da quella del
"30 aprile 2014". 
Articolo 2
La presente direttiva entra in vigore il
giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Articolo 3
Gli Stati
membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
[1]               GU L 184 del 24.5.2004, pag. 23.
[2]               GU L 114 del 26.4.2008, pag. 88.
[3]               In particolare le raccomandazioni della Commissione
internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP)
relative ai campi magnetici statici (aprile 2009) e ai campi elettrici e
magnetici nell'ambito della gamma di frequenza da 1 a 100 kHz (dicembre 2010).
[4]               300 GHz: frequenza di 300 miliardi di hertz o cicli al
secondo. Lo hertz (abbreviazione Hz) è l'unità internazionale di frequenza.
[5]               GU C […] del […], pag. […].
[6]               GU C […] del […], pag. […].
[7]               GU L 184 del 24.5.2004, pag. 1.
[8]               GU L 114 del 26.4.2008, pagg. 88-89.