CELEX: 51995PC0405
Language: it
Date: 1995-07-19
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che fissa le qualità tipo di riso

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                               Bruxelles, 19.07.1995
                               COM(95) 405 def.
                Proposta di
  REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
       che fissa le qualità tipo di riso
      (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                         ELAZIONE
 1.       Introduzione
 Il mercato risicolo comunitario è strutturato in due grandi categorie di riso, il riso
japonica e il riso indica, che corrispondono a due diverse tradizioni di consumo.
 Questo dualismo ha fortemente condizionato le prospettive di sviluppo della risicoltura.
 Nel complesso, il mercato appare attualmente caratterizzato da un equilibrio
 soddisfacente. Il modico incremento delle superfici in taluni Stati membri è stato
 controbilanciato dal calo produttivo conseguente a fenomeni di siccità sempre più
 frequenti.
 L'eccedenza strutturale di riso japonica in parte trova sbocco su un mercato locale
 tradizionale, quello del bacino mediterraneo, in parte serve ad onorare gli impegni
 comunitari per azioni di aiuto alimentare. La produzione comunitaria di riso indica
 consente all'industria trasformatrice di diversificare opportunamente le fonti di
 approvvigionamento della materia prima.
 Le obbligazioni derivanti dall'accordo GATT implicano innanzitutto il passaggio da un
 prezzo minimo, basato sul prezzo d'entrata, ad un prezzo massimo che si sovrappone al
  sistema dei dazi doganali derivante dalla tariffazione del preesistente sistema variabile di
  prelievi. Inoltre, i dazi verranno ridotti progressivamente del 36% tra il 1995 e il 2000.
 L'accordo GATT rappresenta una nuova sfida per la risicoltura europea, costretta a far
  fronte ad una più aperta concorrenza e alle incognite del mercato mondiale, sia a livello
  di coltura che di trasformazione industriale del risone in riso lavorato.
  La Commissione ritiene che la risposta a questa nuova situazione, tenuto conto anche
  della necessità di evitare distorsioni della concorrenza derivanti dal nuovo sistema
  introdotto nel 1992 nel settore dei cereali, vada cercata in primo luogo in una sostanziale
  riduzione dei prezzi alla produzione, accompagnata da misure intese a raggiungere una
  migliore posizione di concorrenza sul piano qualitativo rispetto al prodotto importato. Il
  mercato comunitario si troverà inoltre di fronte a più ampie oscillazioni congiunturali dei
  prezzi, per cui il meccanismo dell'intervento, quale è attualmente concepito, diventerà
  praticamente incompatibile con i nuovi scenari ipotizzabili. Esso dovrà quindi essere
  riformato in modo da rendere più flessibili gli strumenti di gestione e più fluido il
  mercato.
  2.       Riduzione dei prezzi alla produzione
  I nuovi equilibri di mercato prospettati, a livello di prezzi, danno adito ad un ventaglio
  di congetture da cui è impossibile ricavare esattamente il grado di riduzione dei prezzi
  alla produzione che sarà necessario per contrastare la concorrenza del prodotto importato
  in seguito alla riduzione tariffaria prevista dall'accordo GATT. Secondo stime della
  Commissione, tale riduzione dovrebbe aggirarsi tra un minimo del 15% (53 Ecu/t) ed un
 ---pagebreak--- massimo del 34% (119 Ecu/t). Per il momento viene giudicato inutile, oltre che
inopportuno, tentare di determinare a priori l'indice di riduzione applicabile in ultima
analisi. Sembra quindi più prudente attenersi ad un obiettivo minimo del 15%, salvo
ulteriore verifica dell'evoluzione e dell'andamento del mercato, in particolare sotto il
profilo dei prezzi e degli eventuali acquisti all'intervento.
3         Indennità compensativa
La riduzione del livello dei prezzi alla produzione comporterà un'alterazione delle
 condizioni di redditività della coltura. Risulta pertanto opportuno istituire un regime di
indennità compensativa alla produzione al fine di mantenere gli attuali livelli di reddito.
L'importo dell'indennità è fissato in base alle rese agronomiche registrate nei vari Stati
 membri e all'ammontare della riduzione operata.
 Per la determinazione delle rese di base si propone di fare riferimento al triennio 1992-
 1994, salvo che per la Spagna e il Portogallo, per i quali viene preso in considerazione
 il triennio più rappresentativo precedente alla siccità (1989-1991 per il Portogallo e 1990-
 1992 per la Spagna).
 Rese medie in t/ha:
           Italia       Portogallo       Spagna         Grecia       Francia        Guiana fr.
           5,82            4,74             6,35            7,48         5,29             7,41
 4.        Superficie massima garantita
 L'istituzione di un regime di aiuto compensativo all'ettaro rende opportuna la fissazione
  di una superficie massima garantita, che consenta di mantenere obiettivi di produzione
  compatibili con il fabbisogno del mercato e onorare gli impegni assunti nel quadro
  dell'accordo GATT in materia di esportazioni commerciali.
  Viene proposto di stabilire la superficie massima garantita in riferimento al triennio 1992-
  1994, salvo che per la Spagna e il Portogallo, per i quali viene preso in considerazione
  il triennio più rappresentativo precedente alla siccità (1989-1991 per il Portogallo e 1990-
  1992 per la Spagna).
  Superfìcie media in ha:
  U.E.         Italia     Portogallo      Spagna        Grecia       Francia       Guiana fr.
  396.607 228.034         32.884          89.711         18.731      23.500          3747
  Il rispetto ^ella superficie massima dev'essere garantito mediante la riduzione
   dell'indennità compensativa in misura sufficiente ad esercitare un effetto dissuasivo sui
   produttori. Il superamento, nel corso di una campagna, della superficie massima garantita
   comunitaria (SMGC) fino al 5% darà luogo, per ciascun punto di percentuale, ad una
   riduzione del 6% dell'importo dell'indennità compensativa fissato per la campagna in
   corso. Un superamento di più del 5% della SMGC darà luogo ad un'ulteriore riduzione
   dell'aiuto negli Stati membri responsabili del superamento delle rispettive superfici
   massime garantite nazionali.
   5.       Politica di qualità
                                                ?
 ---pagebreak--- I meccanismi di mercato non hanno subito modifiche sostanziali da quando è stata creata
l'OCM per il settore del riso. Le innovazioni relative al regime degli scambi con i paesi
terzi, introdotte in ottemperanza all'accordo GATT, hanno indotto la Commissione a
svolgere un riesame approfondito onde verificare la compatibilità di talune misure di
gestione del mercato, in particolare l'intervento; con un regime di scambi basato non più
sul sistema dei prelievi, bensì su un dazio doganale fìsso. A differenza del prelievo, il
dazio non è, per sua natura, atto ad assorbire le variazioni dei prezzi mondiali o
l'andamento dei tassi di cambio delle valute.
Nel condurre questo riesame, si deve tenere conto anche dell'esigenza di riformare
l'organizzazione comune del mercato sulla base di criteri qualitativi più ambiziosi. In altri
termini, la Commissione auspica che larisicolturacomunitaria intraprenda una strategia
 di miglioramento qualitativo della produzione. A fronte di una domanda sempre più volta
 verso prodotti di prima qualità e tecnologicamente avanzati, e in considerazione del fatto
 che la concorrenza del prodotto importato si esplica di preferenza nelle alte gamme, la
 produzione comunitaria deve guadagnare terreno in fatto di competitività. Questa sfida
 riguarda l'interafilierarisicola,nelle sue componenti agricole e industriali.
 In tale prospettiva, la Commissioneritienedi dover avanzare proposte idonee a stimolare
 una produzione di risone di qualità confacente al fabbisogno di un'industriarisieraormai
 abituata a trattare prodotti originari dei paesi terzi.
 A questo scopo, i parametri adottati per la definizione della qualità tipo all'intervento
 devono essere conformati alle norme di produzione dei paesi terzi esportatori sul mercato
 comunitario.
 Le maggiorazioni e le detrazioni da applicare al prezzo d'intervento al momento della
 presa in consegna assumono un'importante funzione regolatrice del mercato, esprimendo
 e persino accentuando la gerarchia dei prezzi tra le varie qualità e varietà di riso.
 La domanda di riso sul mercato comunitario è strutturata secondo le varietà. Tuttavia,
 mancando una differenziazione varietale del sostegno, la produzione comunitaria si è
  orientata verso le varietà più produttive, a detrimento di alcune varietà assairichiestesul
  mercato. La Commissione ritiene opportuno imprimere al mercato un determinato
  orientamento varietale, proponendo correttivi basati sulla resa agronomica delle diverse
  varietàrispettoalla varietà più produttiva.
  La Commissione è inoltre del parere che il regime d'indennità compensativa, se applicato
  coerentemente con una strategia di qualità e in sintonia con la domanda di mercato, possa
  fungere da fattore di orientamento varietale della produzione.
                                                   H
 ---pagebreak--- 0
         Regime d'intervento preventivo
Da quando è stata istituita l'OCM riso, è stato fatto ricorso all'intervento soltanto in via
eccezionale, nel 1990, 1991 e 1992, per quantitativi limitati. Su qualsiasi mercato,
l'intervento deve restare un evento eccezionale, o per così dire una semplice "rete di
salvataggio". Nel settore del riso, la presa in consegna da parte degli organismi
d'intervento è assai onerosa e l'ammasso può rivelarsi difficile a causa della deperibilità
del prodotto.
Come è già stato sottolineato, il mercato comunitario si troverà esposto ai rischi del
mercato mondiale e, dato il carattere volatile sia dell'uno che dell'altro, è da prevedersi
l'eventualità di un massiccio ricorso all'intervento.
A giudizio della Commissione, il dispositivo dell'intervento, quale è attualmente
concepito, non è più compatibile con il nuovo regime degli scambi con i paesi terzi, in
quanto un'evoluzione, anche congiunturale, sul mercato mondiale potrebbe ripercuotersi
 sul mercato interno in termini di acquisti (voluminosi) all'intervento.
 Per scongiurare una simile eventualità, la Commissione propone di istituire un regime
 d'intervento preventivo, con ammasso presso il produttore durante quattro mesi, a carico
 del produttore stesso, dietro pagamento di un anticipo del 60% del prezzo. Durante questo
 periodo, il produttore può cercare le condizioni di smercio più vantaggiose sul mercato
 e procedere alla vendita del prodotto, dopo averne informato l'organismo d'intervento. La
 Commissione, dal canto suo, può mettere in vendita, durante quel periodo, il riso
 sottoposto al regime d'intervento preventivo secondo le stesse modalità previste per la
 vendita in regime d'intervento. L'effettivo conferimento all'organismo d'intervento, la
 relativa presa in consegna e, beninteso, il diritto al saldo del prezzo avranno luogo
 soltanto se il prodotto è stato sottoposto ad intervento preventivo. Con questo sistema, il
 regime d'intervento potrà essere reso compatibile con l'andamento congiunturale e ciclico
 del mercato mondiale.
 7-       Modifiche del regime d'intervento
  La Commissione si riserva di proporre, secondo la procedura detta del comitato di
  gestione, altre misure intese a restituire all'intervento il suo carattere eccezionale e il ruolo
  di "rete di salvataggio". Queste misure mirano non solo a dissuadere i produttori dal
  vendere all'intervento, ma anche a rendere più fluido il mercato. Esse comprendono:
  *       la fissazione di un termine di quattro mesi per il pagamento in caso di ricorso al
          regime d'intervento preventivo o di consegna del prodotto ai magazzini
          dell'organismo d'intervento;
   •      la limitazione del periodo d'intervento a quattro mesi (da maggio ad agosto).
  8.      In occasione della riforma dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del
          riso, giova apportare alcuni ritocchi alla normativa comunitaria, sopprimendo
          taluni dispositivi obsoleti o che non sono mai stati utilizzati.
                                                       Ç
 ---pagebreak---                                                    ^proposta di
                     REGOLAMENTO (CE) %                     DEL CONSIGLIO
                                         del
                                   che fissa le qualità tipo di riso
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n.           /95 del Consiglio, del                      1995, relativo
all'organizzazione comune del mercato del riso, in particolare l'articolo 3, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il prezzo d'intervento del risone deve corrispondere ad una qualità tipo
determinata; che tale qualità è stata determinata dal regolamento (CEE) n. 1423/76 del
Consiglio, del 21 giugno 1976, che (issa la qualità tipo del riso e delle rotture di riso ;
considerando che, per quanto riguarda la qualità, alla luce dell'andamento della domanda di
riso sul mercato comunitario, nonché degli orientamenti seguiti nel quadro della riforma
dell'organizzazione comune di mercato, si ravvisa l'opportunità di una nuova fissazione della
qualità tipo tenendo conto delle caratteristiche qualitative della produzione comunitaria e, nel
contempo, delle qualità più rappresentative all'importazione; che questi fattori e gli altri aspetti
della riforma dell'organizzazione comune di mercato inducono a rafforzare i requisiti previsti,
sostituendo il regime previsto dal regolamento succitato,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
 1
       GU n. L 166 del 25.06.1976, pag. 20
 ---pagebreak---                                            Articolo 1
La qualità tipo del risone per la quale è fissato il pre/zo di intervento è così definita:
a)    riso sano, leale e mercantile, privo di odore;
b)    tenore di umidità: 13,00%;
e)    la resa di lavorazione in riso lavorato è fissata al:
             72%, in peso della resa totale;
             63%, in peso in grani interi (con una tolleranza del 3% di grani spuntati), di cui
             la percentuale in peso di grani lavorati che non sono di qualità perfetta:
                   grani gessati:                1,50%
                   grani striati rossi:          1,00%
                   grani vaiolati:              0,50%
                   grani maculati:              0,25%
                   grani gialli:                0,02%
                   grani ambrati:               0,05%.
                                           Articolo 2
Per l'applicazione del presente regolamento, i grani che non sono di qualità perfetta sono
definiti in allegato.
                                           Articolo 3
Il regolamento (CEE) n. 1423/76 è abrogato. I riferimenti fatti al regolamento (CEE)
n. 1423/76 si intendono fatti al presente regolamento.
                                                    «V-
 ---pagebreak---                                          Articolo 4
11 presente regolamento entra in vigore il 1* settembre 1996.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a                                                  Per il Consiglio
                                                   ^
 ---pagebreak---                     Definizione dei grani e delle rotture che non sono di qualità perfetta
     A. Grani interi:
         grani ai quali è stata tolta, indipendentemente dalle caratteristiche proprie di ciascuna fase di
         lavorazione, ai massimo una parte del dente.
     B. Grani spuntati:
         grani ai quali è stato tolto tutto il dente.
      C. Grani rotti o rotture:
          grani a cui è stata tolta una parte del volume superiore al dente; le rotture comprendono:
         — le grosse rotture (frammenti di grano la rui lunghezza è uguale o supcriore alla metà dl
              quella di un grano, ma che non costituiscono un grano intero);
         — le medie torture (frammenti di grano la cui lunghezza r uguale o superiore al quarto di
              quella^ | w grano, ma che non raggiungono la taglia minima delle grosse rotture);
          — le pidnK/btture (frammenti di grano che non raggiungono il quarto di grano, tn\ che non
              passaLifettraverso un setaccio le cui maglie misurano 1,4 mm);
          — i frangienti (piccoli frammenti o particelle di grano che devono poter passare attraverso
              un seftpn le cui maglie misurano 1,4 mm); sono assimilati ai frammenti i grani spaccati
              (framJwri di grano provocati dalla spaccatura longitudinale del grano).
      D. Grar   •'
              «ni  VCG3J;fr
          grani a maturazione incompleta.
      E. Grani che.presentano deformità naturali:
          sono conjpcruc deformità naturali le deformità, di orìgine ereditaria o meno, risjvrìts àììc
          caratteri<i<che morfologiche tipiche della varietà.
      F. Grani gessati:
           grani dt <^ì almeno i tre quarti della superficie presentano un » petto opaco e farinoso.
      G. Grani strfjjti rossi:
           grani che presentano, secondo diverse intensità e tonalità, striature longitudinali di colore
           rosso doVtyte a residui del pericarpo.
       H> Grani vaiolati:
           grani avesti un piccolo cerchio ben delimitato di colore scuro e di forma più o meno regolare;
           sono inoli/* considerati come grani vaiolati i grani che presentano striature nere leggere e
           superficiali le striature e le macchie non devono presentare un alone giallo o scuro.
       I. Grani maculati:
           grani che hanno subito, in un p'into ristretto della superfìcie, una evidente alterazione del
           colore naturale. Le macchie possono essere di diversi colori (nerastre, rossastre, brune, ecc.) ;
           tono inoltre considerate come macchie le striature nere profonde. Se le m.^cìiie hanno una
           intensità di colorazione (nero, rosa, bruno-rossastro) immediatamente visibile ed un'ampiezza
           pari o superiore alla metà dei grani, questi ultimi devono essere considerati alla stregua di
           grani gialli;
J. Grani gialli:
   i grani giallj sono i grani che hanno subito, per cause diverse dalla precottura, una modifica
   totale o parziale del colore naturale assumendo diverse colorazioni, dal giallo limone al giallo
   arancio.
K. Grani ambrati:
   t grani ambrati sono i grani che hanno subito, per cause diverse dalla precottura, un'atteri
   zione uniforme, leggera e generale del loro colore; tate alterazione cambia il colore dei grani
   in un colore paglierino chiaro.
                                                  9
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(95) 405 def.
                                               DOCUMENTI
rr                                                                            03
                                             N. di catalogo : CB-CO-95-444-IT-C
                                                              ISBN 92-77-92839-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo