CELEX: 52003PC0279
Language: it
Date: 2003-05-27
Title: Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione comunitario per la promozione delle organizzazioni attive a livello europeo nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini

Avis juridique important

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52003PC0279

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione comunitario per la promozione delle organizzazioni attive a livello europeo nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini  /* COM/2003/0279 def. - COD 2003/0109 */  

Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce un programma d'azione comunitario per la promozione delle organizzazioni attive a livello europeo nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIntroduzioneL'uguaglianza tra le donne e gli uomini è un principio fondamentale di diritto comunitario riconosciuto già nel Trattato di Roma.In seguito all'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, le disposizioni relative all'uguaglianza tra gli uomini e le donne sono state rafforzate considerevolmente per mezzo dell'articolo 2 del Trattato CE, che conferisce al principio il rango di compito essenziale della Comunità, e per mezzo dell'articolo 3, paragrafo 2, del Trattato CE, che impone l'obbligo di eliminare le diseguaglianze e di promuovere attivamente la parità tra uomini e donne in tutti i settori d'azione comunitari. D'altra parte, l'articolo 13 del Trattato CE conferisce al Consiglio il potere di prendere, in tutti i settori comunitari, i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate, tra l'altro, sul sesso. Ai sensi del paragrafo 2 di questa disposizione, il Consiglio delibera secondo la procedura di cui all'articolo 251 del Trattato CE quando adotta misure di incentivazione comunitarie, ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri, destinate ad appoggiare le azioni degli Stati membri volte a contribuire alla realizzazione di tale obiettivo.L'articolo 13, paragrafo 2, del Trattato CE costituisce la base giuridica appropriata in quanto l'obiettivo è quello di sostenere le organizzazioni attive a livello europeo per la realizzazione dell'uguaglianza tra gli uomini e le donne al di là del settore dell'occupazione e del lavoro.Le attività di tali organizzazioni europee si inseriscono, segnatamente al livello delle azioni comunitarie specificamente destinate alle donne, nella prospettiva della realizzazione dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini. In particolare, la Lobby europea delle donne esercita una funzione essenziale di promozione, controllo e diffusione delle azioni comunitarie destinate alle donne. La sua azione si inserisce quindi in una prospettiva d'interesse generale europeo.È in tale contesto che le linee A-3037 (n. ABB 040503) e A-3046 (n. ABB 040501) del bilancio generale delle Comunità europee relativo all'esercizio 2003 e agli esercizi precedenti sono destinate a sostenere la Lobby europea delle donne e talune organizzazioni attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini.ObiettiviL'adozione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee [1] e la decisione di basare la costruzione del bilancio della Commissione sull'approccio ABB (Activity Based Budgeting) comportano l'adozione di atti di base per un insieme di sovvenzioni finanziate sulla base di stanziamenti definiti nella parte A (stanziamenti amministrativi) della sezione del bilancio della Commissione (sezione III).[1]  GU L 248 del 16.9.2002, p. 1.Pertanto, l'obiettivo della presente decisione è quello di istituire un atto di base per la concessione di una sovvenzione di funzionamento alla Lobby europea delle donne e ad altre organizzazioni attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini per gli anni 2004 e 2005.La Lobby europea delle donne esercita una funzione essenziale di promozione, controllo e diffusione delle azioni comunitarie destinate alle donne. La sua azione si inserisce in una prospettiva d'interesse generale europeo. Pertanto, l'atto di base proposto contiene un riferimento nominativo all'organizzazione beneficiaria e la sovvenzione di funzionamento viene concessa a quest'ultima senza invito a presentare proposte.In seguito ad un invito a presentare proposte, le altre organizzazioni attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini che potrebbero beneficiare di una sovvenzione devono essere stabilite negli Stati membri e nei paesi accettati al vertice di Copenaghen del 2002 come candidati all'adesione all'Unione europea nel 2004; nei paesi EFTA/SEE, conformemente alle condizioni stabilite nell'accordo SEE; e, infine, in Romania, in Bulgaria o in Turchia.Le attività di tali organizzazioni contribuiscono allo sviluppo e all'attuazione di azioni comunitarie nel settore della promozione dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini. Le loro attività devono in ogni caso essere conformi ai principi che stanno alla base dell'azione comunitaria nel settore politico della parità tra donne e uomini e avere un potenziale di influsso transnazionale. Inoltre, deve trattarsi di enti giuridicamente costituiti da oltre un anno, operanti individualmente o sotto forma di coordinamento di diverse associazioni.Base giuridicaLa proposta è fondata sull'articolo 13 del Trattato CE. Questa disposizione conferisce al Consiglio il potere di prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate, tra l'altro, sul sesso. Ai sensi del paragrafo 2 di questa disposizione, il Consiglio delibera secondo la procedura di cui all'articolo 251 del Trattato CE quando adotta misure di incentivazione comunitarie, ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri, destinate ad appoggiare le azioni degli Stati membri volte a contribuire alla realizzazione di tale obiettivo.Conseguenze di bilancioGli importi previsti tengono conto in particolare dell'importo assegnato alla Lobby europea delle donne e alle altre organizzazioni femminili nel quadro del bilancio delle Comunità europee per l'esercizio 2003. L'allargamento dell'Unione comporterà l'aumento delle attività della Lobby europea delle donne a favore dei suoi membri, soprattutto nei nuovi Stati membri. In totale, l'importo proposto è di 2 222 000 euro per i due anni del programma.2003/0109 (COD)Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce un programma d'azione comunitario per la promozione delle organizzazioni attive a livello europeo nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uominiIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il Trattato che istituisce la Comunità europea e in particolare l'articolo 13, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione [2],[2]  GU C (...) del (...), p. (...).statuendo conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del Trattato,considerando quanto segue:(1) il principio dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini è un principio fondamentale del diritto comunitario ai sensi dell'articolo 2 e dell'articolo 3, paragrafo 2, del Trattato e in forza della giurisprudenza della Corte di giustizia europea. Secondo il Trattato, l'uguaglianza tra le donne e gli uomini rappresenta un "compito" particolare e un obiettivo della Comunità, la quale ha l'obbligo positivo di promuoverla in tutte le sue azioni;(2) l'articolo 13 del Trattato conferisce al Consiglio il potere di prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate, tra l'altro, sul sesso. Ai sensi del paragrafo 2 di questa disposizione, il Consiglio delibera secondo la procedura di cui all'articolo 251 del Trattato quando adotta misure di incentivazione comunitarie, ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri, destinate ad appoggiare le azioni degli Stati membri volte a contribuire alla realizzazione di tale obiettivo;(3) gli articoli 21 e 23 della Carta dei diritti fondamentali proibiscono ogni discriminazione fondata sul sesso e sanciscono il principio dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini in tutti i settori;(4) l'esperienza dell'azione condotta a livello comunitario ha mostrato che la promozione dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini richiede in pratica un insieme di misure e, in particolare, di strumenti legislativi e di azioni concrete che si rafforzino reciprocamente;(5) il Libro bianco della Commissione sulla governance sostiene il principio della partecipazione dei cittadini dalla fase della concezione a quella dell'attuazione delle politiche, del coinvolgimento della società civile e delle organizzazioni che la compongono e di una consultazione più efficace e più trasparente delle parti interessate;(6) la quarta conferenza mondiale sulle donne svoltasi a Pechino il 15 settembre 1995 ha adottato una dichiarazione e un programma d'azione che invitano i governi, la comunità internazionale e la società civile ad adottare misure strategiche per eliminare la discriminazione nei confronti delle donne e gli ostacoli all'uguaglianza tra le donne e gli uomini;(7) con la decisione 51/2001/CE [3], il Consiglio ha istituito il programma d'azione comunitaria concernente la strategia comunitaria in materia di parità tra donne e uomini, di cui occorre completare gli interventi mediante un'azione di sostegno negli ambienti interessati;[3]  GU L 17 del 19.1.2001, p. 22.(8) le linee di bilancio A-3037 (n. ABB 040503) e A-3046 (n. ABB 040501) del bilancio generale delle Comunità europee relativo all'esercizio 2003 e agli esercizi precedenti sono destinate a sostenere la Lobby europea delle donne e talune organizzazioni femminili operanti nella prospettiva della parità tra donne e uomini;(9) il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002 [4], che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (in prosieguo: il "regolamento finanziario") impone di dotare di un atto di base queste azioni di sostegno esistenti;[4]  GU L 248 del 16.9.2002, p. 1.(10) le attività di alcune organizzazioni si inseriscono, segnatamente al livello delle azioni comunitarie specificamente destinate alle donne, nella prospettiva della realizzazione dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini;(11) in particolare, la Lobby europea delle donne, che è composta dalla maggior parte delle organizzazioni femminili esistenti nei quindici Stati membri e che conta più di tremila membri, esercita una funzione essenziale di promozione, controllo e diffusione delle azioni comunitarie destinate alle donne in vista della realizzazione dell'uguaglianza tra gli uomini e le donne. La sua azione si inserisce quindi in una prospettiva d'interesse generale europeo;(12) di conseguenza, occorre adottare un programma strutturato volto ad accordare un aiuto finanziario a queste organizzazioni, sotto forma di sovvenzione di funzionamento o per determinate iniziative;(13) il presente programma ha un ambito di applicazione geografica ampio in quanto l'accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE) prevede, in materia di attuazione della parità tra donne e uomini, una cooperazione allargata tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e gli Stati dell'Associazione europea di libero scambio, dall'altro; l'accordo SEE definisce le procedure di partecipazione degli Stati EFTA che fanno parte del SEE ai programmi comunitari in questo settore; occorre anche prevedere la partecipazione al presente programma dei paesi associati dell'Europa centrale ed orientale - conformemente alle condizioni stabilite negli accordi europei, nei loro protocolli addizionali e nelle decisioni dei rispettivi consigli d'associazione - e della Turchia - conformemente alle condizioni stabilite nell'accordo quadro del 17 dicembre 2001 che stabilisce i principi generali della partecipazione della Turchia ai programmi comunitari [5];[5]  GU L 61 del 2.3.2002, p. 27.(14) nel definire le modalità dell'aiuto concesso occorre tener conto della natura particolare delle organizzazioni attive a livello europeo nel settore della promozione della parità tra donne e uomini;(15) la presente decisione istituisce, per tutta la durata del programma, un pacchetto finanziario che costituisce per l'autorità di bilancio, nell'ambito della procedura di bilancio annuale, il riferimento privilegiato ai sensi del punto 33 dell'accordo interistituzionale del 6 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio [6],[6]  GU C 172 del 18.6.1999, p. 1.DECIDONO:Articolo 1 - AObiettivo del programmaO1. È istituito un programma d'azione comunitaria per sostenere la Lobby europea delle donne e altre organizzazioni attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini.2. L'obiettivo generale del presente programma è quello di sostenere queste organizzazioni, che, nell'ambito del loro programma di lavoro permanente o di iniziative specifiche, perseguono un obiettivo d'interesse generale europeo nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini o un obiettivo che si inserisce nel quadro della politica dell'Unione europea in questo settore.Articolo 2 - AAccesso al programmao1. La Lobby europea delle donne, in quanto rispetta le disposizioni dell'allegato, beneficia di una sovvenzione di funzionamento per l'esercizio delle sue attività di rappresentanza e coordinamento delle organizzazioni femminili non governative e di intermediario dell'informazione sulle donne nei confronti delle istituzioni europee e delle organizzazioni non governative.2. Per poter beneficiare di una sovvenzione, le organizzazioni attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini devono rispettare le disposizioni dell'allegato e presentare le caratteristiche seguenti:a) le loro attività devono contribuire allo sviluppo e all'attuazione di azioni comunitarie nel settore della promozione della parità tra donne e uomini;b) le loro attività devono essere conformi ai principi che stanno alla base dell'azione comunitaria nel settore politico dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini;c) le loro attività devono avere un potenziale di influsso transnazionale;d) deve trattarsi di enti giuridicamente costituiti da oltre un anno, operanti individualmente o sotto forma di coordinamento di diverse associazioni.Articolo 3 - APartecipazione di paesi non membri della ComunitàPOltre alle organizzazioni stabilite negli Stati membri, possono partecipare al programma anche le organizzazioni attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini stabilite:a) nei paesi accettati al vertice di Copenaghen del 2002 come candidati all'adesione all'Unione europea nel 2004;b) nei paesi EFTA/SEE, conformemente alle condizioni stabilite nell'accordo SEE;c) in Romania e Bulgaria, alle condizioni che saranno stabilite conformemente agli accordi europei, ai loro protocolli addizionali e alle decisioni dei rispettivi consigli d'associazione;d) in Turchia, alle condizioni che saranno stabilite conformemente all'accordo quadro del 17 dicembre 2001 che stabilisce i principi generali della partecipazione della Turchia ai programmi comunitari.Articolo 4 - ASelezione dei beneficiariS1. Una sovvenzione di funzionamento è concessa direttamente alla Lobby europea delle donne in quanto essa rispetta i criteri complessivi precisati al punto 2.1 dell'allegato.2. La concessione di una sovvenzione di funzionamento ad un'organizzazione che, nell'ambito del suo programma di lavoro permanente o di iniziative specifiche, persegue un obiettivo d'interesse generale europeo o un obiettivo che si inserisce nel quadro della politica dell'Unione europea nel settore della parità tra donne e uomini deve rispettare i criteri complessivi precisati ai punti 2.2 e 2.3 dell'allegato. La selezione delle organizzazioni beneficiarie di tali sovvenzioni risulta da un invito a presentare proposte.Articolo 5 - AConcessione della sovvenzioneC1. La sovvenzione di funzionamento concessa alla Lobby europea delle donne e ad altre organizzazioni attive a livello europeo nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini può finanziare non oltre l'80% delle spese finanziabili dell'organizzazione interessata nell'anno civile per il quale la sovvenzione è concessa.2. In applicazione dell'articolo 113, paragrafo 2, del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 e data la natura delle organizzazioni oggetto della presente decisione, il principio di regressività non si applica né alle sovvenzioni di funzionamento concesse alla Lobby europea delle donne né alle sovvenzioni di funzionamento e di azione concesse alle altre organizzazioni attive a livello europeo nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini.Articolo 6 - ADisposizioni finanziariei1. Il presente programma comincia il 1° gennaio 2004 e si conclude il 31 dicembre 2005.2. Il pacchetto finanziario per l'esecuzione del presente programma nel periodo 2004-2005 è di 2,222 milioni di euro.3. Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio nel limite delle prospettive finanziarie.Articolo 7 - AControllo e valutazioneCAl più tardi il 31 dicembre 2006, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul conseguimento degli obiettivi del presente programma. Questa relazione si fonda sui risultati ottenuti dai beneficiari e valuta in particolare l'efficienza di cui questi ultimi danno prova quanto al conseguimento degli obiettivi definiti nell'articolo 1 e nell'allegato.Articolo 8 - lEntrata in vigoreELa presente decisione entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Fatto a Bruxelles, (...)Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il PresidenteALLEGATO1. ATTIVITÀ SOSTENUTEL'obiettivo generale definito all'articolo 1 mira a rafforzare e a rendere più efficace l'azione comunitaria nel settore della parità tra donne e uomini, sostenendo finanziariamente la Lobby europea delle donne e altre organizzazioni attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini.1.1. Le attività della Lobby europea delle donne sono in particolare le seguenti:- controllare l'attuazione della piattaforma d'azione di Pechino (Nazioni Unite);- prendere posizione per il miglioramento della normativa europea in materia di parità tra donne e uomini e per la presa in considerazione delle donne in tutti i settori d'azione politica;- contribuire alle riunioni e conferenze nel settore dell'uguaglianza tra gli uomini e le donne;- condurre azioni per garantire l'integrazione dei punti di vista e degli interessi delle donne nelle politiche nazionali ed europee, incoraggiando in particolare la partecipazione delle donne alla presa delle decisioni;- rafforzare la prospettiva della parità tra donne e uomini nel processo d'allargamento dell'UE.1.2. Le attività delle organizzazioni attive nel settore della parità tra donne e uomini idonee a contribuire al rafforzamento e all'efficacia dell'azione comunitaria sono, in particolare, le seguenti:- funzione di rappresentanza delle parti interessate a livello comunitario;- azioni di sensibilizzazione destinate a promuovere l'uguaglianza tra gli uomini e le donne, in particolare attraverso studi, campagne, seminari;- diffusione di informazioni sull'azione comunitaria nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini;- azioni che favoriscono, in particolare, la conciliazione tra vita professionale e vita familiare, la partecipazione delle donne alla presa delle decisioni, la lotta contro la violenza nei confronti delle donne, contro gli stereotipi fondati sul sesso e contro le discriminazioni nel luogo di lavoro.2. REALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ SOSTENUTELe attività realizzate dalle organizzazioni che possono ricevere una sovvenzione comunitaria in forza del programma rientrano in una delle categorie seguenti.2.1. Categoria 1: attività permanenti della Lobby europea delle donne, i cui membri sono le organizzazioni femminili degli Stati dell'Unione europea, nel rispetto dei principi seguenti:- indipendenza della Lobby europea delle donne nella selezione dei suoi membri;- autonomia della Lobby europea delle donne nelle sue attività, salvo il punto 1.2 dell'allegato.2.2 Categoria 2: attività permanenti di un'organizzazione che persegue un obiettivo d'interesse generale europeo nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini o un obiettivo che si inserisce nel quadro della politica dell'Unione europea in questo settore.Possono partecipare al programma, ai sensi dell'articolo 2 della decisione, le organizzazioni senza scopo di lucro che svolgono attività esclusivamente nella prospettiva della parità tra donne e uomini e le organizzazione con un mandato più ampio che svolgono una parte delle loro attività esclusivamente nella prospettiva della parità tra donne e uomini.Per sostenere la realizzazione del programma di lavoro permanente di un'organizzazione siffatta può essere concessa una sovvenzione annuale di funzionamento.2.3 Categoria 3: azioni specifiche di un'organizzazione che persegue un obiettivo d'interesse generale europeo nel settore dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini o un obiettivo che si inserisce nel quadro della politica dell'Unione europea in questo settore.3. SELEZIONE DEI BENEFICIARI3.1 Alla Lobby europea delle donne, che svolge le attività della categoria 1, è direttamente concessa una sovvenzione di funzionamento.3.2 Le organizzazioni beneficiarie di una sovvenzione di funzionamento in quanto svolgono attività rientranti nella categoria 2, sono selezionate in base ad inviti a presentare proposte.3.3 Le organizzazioni beneficiarie di una sovvenzione in quanto svolgono una azione rientrante nella categoria 3, sono selezionate in base ad inviti a presentare proposte.4. CONTROLLI E AUDIT4.1 Il beneficiario di una sovvenzione di funzionamento tiene a disposizione della Commissione tutti i giustificativi delle spese effettuate nel corso dell'anno per il quale è stata concessa la sovvenzione, in particolare lo stato verificato dei conti, per un periodo di cinque anni a decorrere dall'ultimo pagamento. Il beneficiario di una sovvenzione fa in modo che i giustificativi eventualmente in possesso dei partner o dei membri siano messi a disposizione della Commissione.4.2 La Commissione, o direttamente tramite i suoi agenti o tramite qualsiasi altro organismo esterno qualificato di sua scelta, ha il diritto di effettuare un audit sul modo in cui viene usata la sovvenzione. Questi audit possono essere effettuati durante tutta la durata della convenzione e per un periodo di cinque anni a partire dalla data del pagamento del saldo della sovvenzione. Se del caso, i risultati di questi audit potranno condurre a decisioni di recupero della Commissione.4.3 Il personale della Commissione e le persone esterne delegate dalla Commissione hanno un accesso adeguato, in particolare, agli uffici del beneficiario e a tutte le informazioni necessarie, anche in formato elettronico, per condurre a termine gli audit.4.4 La Corte dei conti e l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) dispongono degli stessi diritti della Commissione, in particolare del diritto d'accesso.4.5 Inoltre, per tutelare gli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità, nel quadro del presente programma la Commissione è autorizzata a effettuare controlli e verifiche in loco, conformemente al regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio [7]. Se necessario, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) effettua indagini ai sensi del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio [8].[7]  GU L 292 del 15.11.1996, p. 2.[8]  GU L 136 del 31.5.1999, p. 1.SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVASettore politico: Occupazione e affari socialiAttività: Uguaglianza tra le donne e gli uominiDenominazione dell'azione: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce un programma d'azione comunitaria per la promozione delle organizzazioni femminili attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini1. LINEE DI BILANCIO + DENOMINAZIONEA-3037 (n. ABB 040503) e A-3046 (n. ABB 040501)2. DATI GLOBALI IN CIFRE2.1 Dotazione totale dell'azione (parte B): milioni di euro in SI2,222 EUR2.2 Periodo d'applicazione:2004 + 20052.3 Stima globale pluriennale delle spese:a) Scadenzario stanziamenti d'impegno (intervento finanziario) (cfr. punto 6.1.1)In caso di stanziamenti non dissociati, impegni = pagamentimilioni di euro (al terzo decimale)>SPAZIO PER TABELLA>b) Assistenza tecnica e amministrativa (ATA) e spese d'appoggio (SDA) (cfr. punto 6.1.2)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>c) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese di funzionamento (cfr. punti 7.2 e 7.3)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>2.4 Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie|X| La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigore| | La proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie| | Può essere necessario il ricorso alle disposizioni dell'accordo interistituzionale2.5 Incidenza finanziaria sulle entrate|X| Nessuna incidenza finanziaria (si tratta degli aspetti tecnici dell'attuazione di una misura)OPPURE| | Incidenza finanziaria - Conseguenza sulle entrate:milioni di euro (al primo decimale)>SPAZIO PER TABELLA>3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO>SPAZIO PER TABELLA>In questa forma, l'azione rappresenta una novità'. Tuttavia essa da' seguito a interventi comunitari che esistono da molti anni in una forma diversa ed ha come obiettivo principale quello di dare a tali interventi un base giuridica.4. BASE GIURIDICAArticolo 13, paragrafo 2, del Trattato CE5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1 Necessità di un intervento comunitario [9][9]  Per ulteriori informazioni, si veda il documento d'orientamento distinto.5.1.1 Obiettivi perseguitiL'uguaglianza tra le donne e gli uomini è un principio fondamentale di diritto comunitario consacrato già nel Trattato di Roma.In seguito all'entrata in vigore del Trattato di Amsterdam, le disposizioni relative all'uguaglianza tra gli uomini e le donne sono state rafforzate considerevolmente per mezzo dell'articolo 2 del Trattato CE, che conferisce al principio il rango di compito essenziale della Comunità, e per mezzo dell'articolo 3, paragrafo 2, del Trattato CE che impone l'obbligo di eliminare le diseguaglianze e di promuovere attivamente la parità tra uomini e donne in tutti i settori d'azione comunitari. D'altra parte, l'articolo 13 del Trattato CE conferisce al Consiglio il potere di prendere, in tutti i settori comunitari, i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate, tra l'altro, sul sesso.Ai sensi del paragrafo 2 di questa disposizione, il Consiglio delibera secondo la procedura di cui all'articolo 251 del Trattato CE quando adotta misure di incentivazione comunitarie, ad esclusione di qualsiasi armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri, destinate ad appoggiare le azioni degli Stati membri volte a contribuire alla realizzazione di tale obiettivo.Le attività delle organizzazioni femminili europee si inseriscono, segnatamente al livello delle azioni comunitarie specificamente destinate alle donne, nella prospettiva della realizzazione dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini. In particolare, la Lobby europea delle donne esercita una funzione essenziale di promozione, controllo e diffusione delle azioni comunitarie destinate alle donne. La sua azione si inserisce quindi in una prospettiva d'interesse generale europeo.È in tale contesto che le linee di bilancio A-3037 (n. ABB 040503) e A-3046 (n. ABB 040501) del bilancio generale delle Comunità europee relativo all'esercizio 2003 e agli esercizi precedenti sono destinate a sostenere la Lobby europea delle donne e talune organizzazioni europee di promozione dei diritti delle donne operanti nella prospettiva della parità tra donne e uomini.Il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002 [10], che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee impone di dotare di un atto di base le azioni di sostegno esistenti.[10]  GU L 248 del 16.9.2002, p. 1.5.1.2 Disposizioni adottate in relazione alla valutazione ex anteNon pertinente5.1.3 Disposizioni adottate a seguito della valutazione ex postLe attività della Lobby europea delle donne sono già state oggetto di varie valutazioni annuali da parte dei servizi della Commissione. Nel 1999 è stata inoltre redatta, su richiesta del Parlamento europeo, una relazione di revisione contabile. Tutte queste valutazioni hanno dimostrato che le attività della Lobby hanno un impatto efficace e significativo, soprattutto per quanto riguarda la sensibilizzazione delle donne ai loro diritti, e che la Lobby esercita un'influenza notevole sui responsabili politici a livello europeo, nazionale, regionale e locale nel settore della realizzazione dell'uguaglianza tra i sessi.5.2 Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancioSi tratta in particolare di poter continuare a sostenere finanziariamente le attività della Lobby europea delle donne e di altre organizzazioni femminili che operano efficacemente nella prospettiva dell'uguaglianza tra le donne e gli uomini e che perciò contribuiscono significativamente alle azioni condotte dalle istituzioni europee in questo settore.La sovvenzione di funzionamento concessa alla Lobby europea delle donne e ad altre organizzazioni femminili non governative attive a livello europeo nel settore della parità tra donne e uomini finanzia non oltre l'80% delle spese finanziabili dell'organizzazione nell'anno civile per il quale la sovvenzione è concessa.5.3 Modalità d'attuazioneUn contratto di sovvenzione sarà concluso tra le organizzazioni femminili interessate e la Commissione. Al contratto sarà allegato un programma di lavoro concordato dalle due parti.6. INCIDENZA FINANZIARIA6.1 Incidenza finanziaria totale sulla parte B (per tutto il periodo di programmazione)6.1.1 Intervento finanziarioSI in milioni di euro (al terzo decimale)>SPAZIO PER TABELLA>6.2. Calcolo del costo per ciascuna delle misure previste nella parte B (per tutto il periodo di programmazione) [11][11]  Per ulteriori informazioni, si veda il documento d'orientamento distinto.SI in milioni di euro (al terzo decimale)>SPAZIO PER TABELLA>7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE AMMINISTRATIVE7.1. Incidenza sulle risorse umane>SPAZIO PER TABELLA>* risorse esistenti7.2 Incidenza finanziaria globale delle risorse umane>SPAZIO PER TABELLA>Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi.7.3 Altre spese di funzionamento derivanti dall'azione>SPAZIO PER TABELLA>Gli importi corrispondono alle spese totali dell'azione per 12 mesi.(1) Precisare il tipo di comitato e il gruppo di cui fa parte.>SPAZIO PER TABELLA>8. CONTROLLO E VALUTAZIONE8.1 Sistema di controlloSi tratta di un controllo di natura tanto qualitativa quanto quantitativa legato al contenuto del programma di lavoro e ai risultati ottenuti (che individua le varie relazioni e i contributi attesi e la partecipazione/organizzazione di riunioni) allegato al contratto di sovvenzione delle organizzazioni femminili che beneficiano di una sovvenzione di funzionamento.8.2 Modalità e periodicità della valutazioneLa valutazione è realizzata su base annuale. Il pagamento finale è subordinato all'approvazione della relazione finanziaria e della relazione d'attività presentata dalle organizzazioni femminili che beneficiano della sovvenzione.La valutazione riguarda la pertinenza, l'efficacia e l'efficienza economica delle azioni attuate, rispetto agli obiettivi di cui all'articolo 1 della presente decisione. Essa riguarda anche l'impatto del programma nel suo insieme.La valutazione riguarda inoltre la complementarità tra le azioni rientranti nel programma e quelle condotte nel quadro di altre politiche, strumenti e azioni comunitarie.9. MISURE ANTIFRODELa relazione finale e quella finanziaria dovranno contenere l'attestato di un ragioniere esterno che certifichi la veridicità dei dati contenuti nelle suddette relazioni.Per tutelare gli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità, nel quadro del presente programma la Commissione è autorizzata a effettuare controlli e verifiche in loco, conformemente al regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio [12]. Se necessario, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) effettua indagini ai sensi del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio [13].[12]  GU L 292 del 15.11.1996, p. 2.[13]  GU L 136 del 31.5.1999, p. 1.