CELEX: 51994PC0004
Language: it
Date: 1994-01-26
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sulla limitazione del pericolo di incedenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose

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51994PC0004

Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sulla limitazione del pericolo di incedenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose  /* COM/94/4DEF - SYN 94/0014 */  

Gazzetta ufficiale n. C 106 del 14/04/1994 pag. 0004

Proposta di direttiva del Consiglio sulla limitazione del pericolo di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose (94/C 106/04) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(94) 4 def. - 94/0014(SYN)(Presentata dalla Commissione il 4 marzo 1994)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 S, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione,in cooperazione con il Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,considerando che la direttiva 82/501/CEE del Consiglio, del 24 giugno 1982, sui rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali (1), modificata da ultimo dalla direttiva 91/692/CEE (2), riguarda la prevenzione degli incidenti rilevanti che possono essere provocati da determinate attività industriali e la limitazione delle loro conseguenze per l'uomo e per l'ambiente;considerando che gli obiettivi e i principi della politica comunitaria di protezione dell'ambiente stabiliti nell'articolo 130 R, paragrafi 1 e 2 del trattato e specificati nei programmi d'azione della Comunità europea a favore dell'ambiente (3) mirano, in particolare, a salvaguardare e proteggere la qualità dell'ambiente e a tutelare la salute umana, attraverso un'azione di natura preventiva;considerando che il Consiglio nella risoluzione che accompagna il quarto programma d'azione a favore dell'ambiente (4), ha sottolineato la necessità di una più efficace attuazione della direttiva 82/501/CEE, sui rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali e ha chiesto la revisione di tale direttiva e l'eventuale estensione del suo campo di applicazione, nonché l'intensificazione degli scambi di informazioni tra Stati membri in questo settore;considerando che il Consiglio, nella sua risoluzione del 16 ottobre 1989 (5), ha invitato la Commissione a studiare il modo di includere nella direttiva 82/501/CEE controlli sulla pianificazione territoriale, tenuto conto, in particolare, delle conseguenze dell'incidente di Bhopal e i mezzi per migliorare la reciproca comprensione e l'armonizzazione dei principi delle prassi nazionali in materia di rapporti sulla sicurezza;considerando che la direttiva 82/501/CEE è solo un primo passo verso l'armonizzazione e che le misure adottate dagli Stati membri per attuare la direttiva hanno creato disparità in materia di protezione e dell'uomo e dell'ambiente;considerando che gli incidenti rilevanti possono avere conseguenze al di là delle frontiere e che il costo ecologico ed economico di un incidente non solo sullo stabilimento colpito, ma anche sulle autorità degli Stati membri interessati; che pertanto occorre adottare misure che garantiscano in tutta la Comunità un livello di protezione elevato;considerando che l'azione comunitaria è necessaria per modificare e integrare la direttiva 82/501/CEE; che la presente armonizzazione è limitata alle misure necessarie per istituire un sistema più efficace di prevenzione degli incidenti aventi effetti di ampia portata e per limitare le loro conseguenze migliorando la gestione della sicurezza, la politica e pianificazione del territorio, la diffusione di informazioni alla popolazione e i sistemi di ispezione, al fine di garantire un elevato livello di protezione per l'uomo o per l'ambiente in tutta la Comunità;considerando che, per tener conto dei mutamenti verificatisi nella pratica industriale comunitaria in materia di gestione dei rischi e di prevenzione degli incidenti rilevanti, è necessario sostituire la direttiva 82/501/CEE con disposizioni più complete e rigorose, al fine di garantire che i controlli sugli stabilimenti esposti al pericolo di incidenti rilevanti permettano un elevato livello di protezione in tutta la Comunità;considerando che l'uso di un elenco che enumeri alcune imprese escludendone altre nelle quali i pericoli sono identici è un elemento rigido e inadatto dal punto di vista tecnico e rischia di creare fonti di incidenti rilevanti che sfuggono alla regolamentazione; che il campo di applicazione della direttiva deve essere modificato in modo da rendere le disposizioni applicabili a tutti gli stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose in quantità sufficiente a creare pericoli di incidenti rilevanti;considerando che l'analisi degli incidenti rilevanti finora notificati nella Comunità indica che la maggior parte di essi è dovuta a negligenze di gestione e/o organizzazione; che pertanto occorre fissare, a livello comunitario, requisiti essenziali per i sistemi di gestione che consentano di ridurre i pericoli di incidenti rilevanti;considerando che le differenze esistenti tra le modalità di ispezione degli stabilimenti da parte delle autorità competenti possono creare livelli di protezione diversi; che occorre fissare a livello comunitario le disposizioni essenziali cui devono attenersi i sistemi di controllo adottati dagli Stati membri;considerando che, affinché non si producano incidenti rilevanti, il gestore di qualsiasi stabilimento nel quale siano presenti sostanze pericolose e nel quale un eventuale incidente rilevante potrebbe avere gravi conseguenze per l'uomo e per l'ambiente deve essere tenuto a prendere tutte le misure necessarie per prevenire tale tipo di incidenti e per limitarne le conseguenze;considerando che, al fine di migliorare i sistemi di gestione e ridurre il rischio di errori umani, è necessario che negli stabilimenti in cui siano presenti determinate quantità di sostanze pericolose il gestore applichi una politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, adotti sistemi di gestione atti a migliorare la gestione della sicurezza all'interno dello stabilimento e fornisca all'autorità competente le informazioni necessarie affinché essa possa individuare lo stabilimento, le sostanze pericolose ed i potenziali pericoli, gestire le proprie risorse e assumere le responsabilità che le competono;considerando che, onde dimostrare di aver preso le necessarie misure di prevenzione, predisposizione e di intervento, il gestore di uno stabilimento in cui siano presenti quantità significative di sostanze pericolose deve fornire all'autorità competente adeguate informazioni presentando un rapporto sulla sicurezza contenente i dati relativi allo stabilimento, alle sostanze pericolose in esso presenti, agli impianti o al deposito, agli incidenti rilevanti possibili e ai sistemi di gestione adottati, al fine di ridurre il rischio di incidenti rilevanti e poter adottare le misure necessarie per ridurne le conseguenze;considerando che, al fine di ridurre il rischio di effetti a catena, i gestori di stabilimenti che siano così vicini tra loro da aumentare la probabilità di un incidente rilevante o da aggravarne le conseguenze devono collaborare per quanto riguarda la prevenzione degli incidenti rilevanti, la preparazione delle persone e le misure da adottare in caso di incidente;considerando che, per prepararsi all'emergenza, stabilimenti in cui siano presenti quantità significative di sostanze pericolose devono predisporre piani di emergenza esterni e interni e creare sistemi che garantiscano che tali piani vengano collaudati, modificati se necessario e messi in atto qualora dovesse verificarsi un incidente rilevante o vi fosse un pericolo di incidente rilevante;considerando che, nel caso in cui un piano d'emergenza non sia predisposto nei termini prescritti, le autorità incaricate della preparazione del piano d'emergenza, devono assumere la responsabilità dei costi sostenuti dal gestore per l'impossibilità di far funzionare il suo stabilimento per la mancanza del suddetto piano;considerando che, onde promuovere l'accesso all'informazione in materia ambientale, la popolazione deve aver accesso al rapporto sulla sicurezza elaborato dal gestore e le persone esposte al pericolo di incidenti rilevanti devono disporre di elementi d'informazione sufficienti, in particolare, a permettere loro di agire correttamente in caso di incidente rilevante;considerando che, al fine di garantire, per i centri abitati e le zone naturali di particolare interesse o particolarmente sensibili, una maggiore protezione contro il pericolo di incidenti rilevanti, è necessario che le politiche degli Stati membri in materia di pianificazione territoriale tengano conto della necessità di separare adeguatamente tali zone dagli stabilimenti che presentano questo pericolo e che le suddette politiche stabiliscano procedure di consultazione tra autorità competenti e organi di pianificazione del territorio;considerando che, per permettere l'adozione delle misure necessarie per far fronte a un eventuale incidente rilevante, il gestore deve avvertire immediatamente le autorità competenti e comunicare le informazioni che consentano loro di valutare le conseguenze dell'incidente;considerando che, onde provvedere allo scambio di informazioni e prevenire eventuali incidenti dello stesso tipo, gli Stati membri devono trasmettere alla Commissione adeguate informazioni sugli incidenti rilevanti verificatisi nel loro territorio, per consentirle di analizzare i pericoli e di attivare un sistema di diffusione delle informazioni sull'incidente e sugli insegnamenti tratti da esso;considerando che, nell'elaborare i sistemi di gestione per la prevenzione degli incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose, la preparazione delle persone e le misure da adottare in caso di incidenti, è necessario garantire un'adeguata partecipazione dei lavoratori dello stabilimento al fine di prevenire i rischi professionali e promuovere la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori;considerando che le disposizioni della presente direttiva devono lasciare impregiudicate le disposizioni comunitarie relative all'ambiente di lavoro, per quanto attiene alla salute e alla sicurezza dei lavoratori,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 Scopo della presente direttiva è la prevenzione degli incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose e la limitazione delle loro conseguenze per l'uomo e per l'ambiente, al fine di assicurare un elevato livello di protezione in tutta la Comunità.Articolo 2 1. Le disposizioni della presente direttiva, ad eccezione dell'articolo 9, si applicano a tutti gli stabilimenti in cui sono presenti, o possono prodursi, a causa di un incidente, sostanze pericolose in quantità uguali o superiori a quelle indicate nell'allegato I, parti 1 e 2, colonna 2; l'articolo 9 si applica a tutti gli stabilimenti in cui sono presenti, o possono prodursi, a causa di un incidente, sostanze pericolose in quantità uguali o superiori a quelle indicate nell'allegato I, parti 1 e 2, colonna 3.2. Le disposizioni della presente direttiva lasciano impregiudicate le disposizioni comunitarie relative all'ambiente di lavoro, ed in particolare la direttiva 89/391/CEE del Consiglio (6).Articolo 3 Ai fini della presente direttiva si intende pera) stabilimento:tutta l'area sottoposta al controllo di un gestore, all'interno della quale sono presenti, in un impianto o in un deposito, sostanze pericolose, e tutte le altre aree, situate nello stesso sito, sottoposte al controllo del gestore, ivi compresi gli edifici amministrativi, le attrezzature ausiliarie, le condotte, le aree di deposito, gli impianti di trasformazione e di produzione, gli scali di smistamento, le banchine, i moli, i magazzini e le strutture analoghe galleggianti o non;b) impianto:le attrezzature, gli edifici, le condotte, i macchinari, gli utensili e tutti gli altri apparecchi fissi o mobili, situati all'interno di uno stabilimento e destinati al trattamento chimico, fisico o biologico di sostanze pericolose;c) gestore:la persona fisica o giuridica responsabile di uno stabilimento soggetto alla presente direttiva;d) sostanze pericolose:le sostanze, miscele o preparazioni elencate nell'allegato I, parte 1, o rispondenti ai criteri fissati nell'allegato I, parte 2, che sono presenti come materie prime, prodotti, prodotti secondari, residui, prodotti intermedi nonché le sostanze che si possono produrre nel corso di un incidente;e) incidente rilevante:un evento quale un'emissione, un incendio o un'esplosione di grande entità, dovuto ad un processo incontrollato che si verifichi nel corso dell'attività di uno stabilimento soggetto alla presente direttiva e che dia luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per l'uomo o per l'ambiente, all'interno o all'esterno dello stabilimento, e in cui intervengano uno o più sostanze pericolose;f) pericolo:la proprietà intrinseca di provocare danni di una sostanza pericolosa o della situazione fisica esistente in uno stabilimento;g) rischio:la probabilità che un determinato evento si verifichi in un dato periodo o in circostanze specifiche;h) deposito:l'ammasso di una certa quantità di sostanze pericolose a scopo di immagazzinamento deposito per custodia, in condizioni di sicurezza o stoccaggio per fini commerciali.Articolo 4 Dalla presente direttiva sono esclusi:a) le installazioni o i depositi militari;b) il pericolo costituito da radiazioni ionizzanti;c) il trasporto di sostanze pericolose su strada, per ferrovia, per via fluviale, marittima o aerea al di fuori degli stabilimenti soggetti alla presente direttiva;d) il trasporto di sostanze pericolose in condotte al di fuori degli stabilimenti soggetti alla presente direttiva;e) l'attività delle industrie estrattive consistente nella prospezione ed estrazione di minerali in miniere e cave o mediante trivellazione, nonché nella preparazione per la vendita dei materiali estratti.Articolo 5 1. Gli Stati membri provvedono affinché il gestore abbia l'obbligo di adottare tutte le misure necessarie per prevenire incidenti rilevanti e limitarne le conseguenze per l'uomo e per l'ambiente.2. Nel caso di stabilimenti che abbiano più gestori, perché appartengono a più soggetti o sono controllati da più soggetti, gli Stati membri provvedono affinché tutti i gestori siano congiuntamente responsabili per l'osservanza della presente direttiva in particolare per la redazione del rapporto sulla sicurezza di cui all'articolo 9, paragrafo 1.Articolo 6 1. Fatto salvo l'articolo 5, gli Stati membri provvedono affinché i gestori siano tenuti a redigere un documento che definisca la loro politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, e in particolare un sistema di gestione e le relative procedure. Tale documento deve contenere i seguenti elementi:a) gli obiettivi generali, la strategia e gli obiettivi specifici stabiliti dal gestore per la limitazione del pericolo di incidenti rilevanti;b) i principi e i criteri su cui si fondano le disposizioni adottate per prevenire e affrontare gli incidenti rilevanti;c) l'individuazione dei pericoli di incidenti rilevanti;d) le misure ritenute necessarie per prevenire gli incidenti rilevanti;e) le misure ritenute necessarie per limitare le conseguenze degli incidenti rilevanti per l'uomo e per l'ambiente;f) l'organizzazione e le procedure necessarie per attuare e gestire la politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, nonché la nomina di personale adeguatamente qualificato e preparato;g) il programma riguardante l'attuazione delle misure, la valutazione della loro efficacia e l'introduzione di miglioramenti;h) la revisione periodica della politica di prevenzione degli incidenti rilevanti e del sistema di gestione effettuata dai dirigenti dello stabilimento per verificarne l'efficacia rispetto alle norme applicabili.2. Gli Stati membri provvedono affinché il gestore sia obbligato a trasmettere all'autorità competente di cui all'articolo 16 una notifica scritta entro i seguenti termini:- per gli stabilimenti nuovi, entro un termine compreso tra i 4 e gli 8 mesi precedenti l'inizio della costruzione o l'avvio dell'attività;- per gli stabilimenti già preesistenti, entro un termine compreso tra gli 8 e i 12 mesi a decorrere dalla data indicata all'articolo 24, paragrafo 1.3. La notifica di cui all'articolo 6, paragrafo 2 contiene le seguenti informazioni:a) il nome o la ragione sociale del gestore e l'indirizzo completo dello stabilimento;b) la sede legale del gestore, con l'indirizzo completo;c) il nome del direttore o della persona responsabile dello stabilimento, se diverso da quello di cui alla lettera a);d) le informazioni che consentano di individuare la sostanza pericolosa o la categoria di sostanze pericolose;e) la quantità e la forma fisica della sostanza pericolosa o delle sostanze pericolose;f) l'attività in corso, o prevista, dell'impianto o del deposito.4. Per gli stabilimenti esistenti per i quali il gestore abbia già trasmesso all'autorità competente tutte le informazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 3, conformemente alle norme di diritto nazionale in vigore alla data di entrata in vigore della presente direttiva, non è richiesta la notifica di cui all'articolo 6, paragrafo 2.5. In caso di modifica significativa della quantità massima o della forma fisica della sostanza pericolosa indicata nella notifica inviata ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 2, nonché in caso di chiusura permanente dell'impianto, il gestore informa immediatamente l'autorità competente.Articolo 7 Gli Stati membri provvedono affinché tutti i gestori siano tenuti a dimostrare in qualsiasi momento all'autorità competente che lo richieda, in particolare ai fini delle ispezioni e dei controlli di cui all'articolo 18, di aver preso tutte le disposizioni necessarie previste dalla presente direttiva.Articolo 8 1. Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità competente, in base alle informazioni ricevute dai gestori conformemente alla presente direttiva, e in particolare tenendo conto del luogo, della vicinanza e delle quantità complessive di sostanze pericolose presenti, individui i gruppi di stabilimenti per i quali la probabilità di un incidente rilevante può essere maggiore.Ai fini del presente articolo, l'autorità competente individua i gruppi di stabilimenti nei quali le quantità totali di sostanze pericolose siano uguali o superiori a quelle indicate all'allegato I, parti 1 e 2, colonna 3.2. Gli Stati membri provvedono affinché, quando si stabilisca, conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, che la probabilità e/o le conseguenze di incidenti rilevanti sono maggiori in un determinato gruppo di stabilimenti,a) le disposizioni dell'articolo 9 vengano estese a tutti gli stabilimenti così individuati;b) i gestori di tutti gli stabilimenti di tale gruppo siano tenuti a scambiare le informazioni che consentano loro di tenere in debito conto il pericolo di incidenti rilevanti quando elaborano:- la politica di prevenzione degli incidenti rilevanti,- i sistemi di gestione,- il rapporto sulla sicurezza;c) i gestori di tutti gli stabilimenti di tale gruppo siano tenuti a collaborare alla preparazione dei piani di emergenza e alla diffusione di informazioni alla popolazione.3. Gli Stati membri informano la Commissione dei criteri seguiti per determinare quali siano le condizioni che devono verificarsi affinché le disposizioni dell'articolo 9 si applichino a tutti gli stabilimenti di un gruppo. La Commissione adotta, se del caso, criteri armonizzati con la procedura di cui all'articolo 22.Articolo 9 1. Fatti salvi gli articoli 5, 6 e 7, gli Stati membri provvedono affinché il gestore di uno stabilimento al quale si applichino le disposizioni del presente articolo sia tenuto a presentare un rapporto sulla sicurezza al fine di:a) dimostrare di aver elaborato e messo in atto la politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, i sistemi di gestione e le procedure di cui all'articolo 6, paragrafo 1;b) dimostrare che i metodi di progettazione, costruzione ed eventualmente di disattivazione dell'impianto, del deposito o dello stabilimento, sono sufficientemente sicuri e affidabili per la prevenzione di incidenti rilevanti;c) dimostrare che il funzionamento e la manutenzione dell'impianto o del deposito sono sufficientemente sicuri;d) illustrare le caratteristiche e i limiti d'esercizio dello stabilimento sotto il profilo delle disposizioni tecniche, organizzative e gestionali destinate a prevenire incidenti rilevanti;e) garantire che la sicurezza sia mantenuta a un livello costante mediante verifiche periodiche;f) assicurare che siano adottate misure di predisposizione e di intervento in caso di incidente rilevante;g) fornire alle autorità competenti informazioni che permettano loro di prendere decisioni in materia di localizzazione e di pianificazione territoriale quando si costruiscono nuovi stabilimenti e si ampliano stabilimenti già esistenti.Il rapporto sulla sicurezza, che fa parte integrante dei sistemi di gestione della sicurezza dello stabilimento, deve contenere i dati e le informazioni di cui all'allegato II.Le verifiche di sicurezza interne devono far parte integrante del sistema di gestione dello stabilimento e i relativi risultati sono messi a disposizione delle autorità competenti allorché queste procedono all'ispezione prevista dall'articolo 18.2. Il rapporto presentato all'autorità competente contiene una descrizione dettagliata dell'impianto o del deposito ed è conforme agli obiettivi enunciati nel presente articolo. Si possono utilizzare più rapporti sulla sicurezza, parti di essi o altri rapporti analoghi predisposti in ottemperanza ad altre disposizioni legislative, per formare il rapporto sulla sicurezza previsto dal presente articolo, quando tale sistema permette di evitare un'inutile ripetizione delle informazioni e del lavoro a carico del gestore o dell'autorità competente, purché siano soddisfatti tutti i requisiti prescritti dal presente articolo.3. Il rapporto sulla sicurezza o le informazioni sul contenuto, sulle conclusioni e sulle modifiche risultanti dalla revisione di cui all'articolo 9, paragrafo 5 vengono trasmessi all'autorità competente entro i seguenti termini:- per gli stabilimenti nuovi, entro un termine compreso tra i 4 e gli 8 mesi prima dell'inizio della costruzione o dell'avvio dell'attività;- per gli stabilimenti preesistenti, entro 2 anni a decorrere dalla data di cui all'articolo 24, paragrafo 1;- senza indugio, dopo l'aggiornamento periodico di cui all'articolo 9, paragrafo 5.4. Prima che il gestore dia inizio alla costruzione o all'attività o, nei casi previsti dall'articolo 9, paragrafo 3, secondo e terzo trattino, entro un anno dalla presentazione del rapporto sulla sicurezza, l'autorità competente:- comunica per iscritto al gestore che considera il rapporto soddisfacente, oppure- chiede di fornire informazioni complementari entro un termine massimo di tre mesi, oppure- vieta l'avvio o la prosecuzione dell'attività dello stabilimento in questione, in forza dei poteri e delle procedure di cui all'articolo 17.Nel caso in cui l'autorità competente chieda informazioni complementari, le conclusioni tratte dall'esame del rapporto vengono notificate al gestore entro un termine di sei mesi a decorrere dalla presentazione delle informazioni richieste.5. Il rapporto sulla sicurezza è riesamintao e, se necessario, aggiornato periodicamente:- almeno ogni 5 anni;- in qualsiasi momento, su esplicita richiesta dell'autorità competente di cui all'articolo 16;- in qualsiasi altro momento, in considerazione delle nuove conoscenze tecniche in materia di sicurezza e dei nuovi sviluppi delle conoscenze nel campo della valutazione del pericolo.6. Qualora si comprovi all'autorità competente che determinate sostanze presenti nello stabilimento o che una qualsiasi parte dello stabilimento stesso si trovano in condizioni tali da non poter creare alcun pericolo di incidente rilevante, gli Stati membri possono limitare le informazioni richieste nel rapporto sulla sicurezza agli argomenti relativi alla prevenzione dei rimanenti pericoli di incidenti rilevanti e alla limitazione delle loro conseguenze per l'uomo e per l'ambiente.7. Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità competente pubblichi i criteri che intende applicare per stabilire che una data sostanza o un dato stabilimento si trova in condizioni tali da non creare alcun pericolo di incidente rilevante ai sensi del paragrafo 6 e trasmetta copia dei suddetti criteri alla Commissione. La Commissione adotta, se del caso, criteri armonizzati con la procedura di cui all'articolo 22.8. Gli Stati membri informano la Commissione dei criteri da essi utilizzati per:- i metodi e le procedure di analisi e di valutazione del rischio;- i sistemi di gestione in materia di sicurezza, compresi i metodi e le procedure per la verifica della sicurezza;- l'affidabilità dei dispositivi e dei sistemi tecnici nel campo della prevenzione degli incidenti.La Commissione adotta, se del caso, criteri armonizzati applicando la procedura di cui all'articolo 22.Articolo 10 In caso di modifiche di un impianto, di un deposito o di uno stabilimento, che potrebbero avere importanti conseguenze per quanto riguarda il pericolo di incidenti rilevanti, gli Stati membri provvedono affinché il gestore:- riesamini e, se necessario, modifichi la politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, i sistemi di gestione e le procedure di cui all'articolo 6, paragrafo 1;- riesamini e, se necessario, modifichi il rapporto sulla sicurezza di cui all'articolo 9, paragrafo 1, e trasmetta all'autorità competente tutte le informazioni utili prima di apportare le modifiche necessarie.Articolo 11 1. Gli Stati membri provvedono affinché, per tutti gli stabilimenti soggetti alle disposizioni dell'articolo 9,a) il gestore predisponga un piano di emergenza interno da applicare all'interno dello stabilimento:- per gli stabilimenti nuovi, prima di iniziare l'attività,- per gli stabilimenti esistenti non soggetti precedentemente alla direttiva 82/501/CEE, entro un anno a partire dalla data di cui all'articolo 24, paragrafo 1,- per gli altri stabilimenti, entro la data di cui all'articolo 24, paragrafo 1;b) il gestore trasmetta all'autorità designata a tal fine dagli Stati membri le informazioni che le consentano di elaborare il piano di emergenza esterno:- per gli stabilimenti nuovi, entro un termine compreso tra i 4 e gli 8 mesi prima dell'inizio della costruzione o dell'avvio dell'attività;- per gli stabilimenti esistenti non soggetti precedentemente alla direttiva 82/501/CEE, entro due anni a decorrere dalla data di cui all'articolo 24, paragrafo 1,- per gli altri stabilimenti, entro la data di cui all'articolo 24, paragrafo 1;c) le autorità designate a tal fine da ciascuno Stato membro predispongano un piano di emergenza esterna da applicare all'esterno dello stabilimento:- per gli stabilimenti nuovi, prima che ne sia avviata l'attività,- per gli stabilimenti esistenti, non soggetti precedentemente alla direttiva 82/501/CEE, entro sei mesi dalla data di ricevimento delle informazioni ritenute necessarie dall'autorità competente ai sensi del presente articolo,- per gli altri stabilimenti, entro la data di cui all'articolo 24, paragrafo 1.2. I piani d'emergenza vengono elaborati allo scopo di:- arginare e circoscrivere gli incidenti in modo da minimizzarne gli effetti e limitarne i danni per l'uomo e per l'ambiente;- mettere in atto le misure necessarie per proteggere l'uomo e l'ambiente dalle conseguenze degli incidenti rilevanti;- informare adeguatamente la popolazione ed i servizi o le autorità competenti della regione;- provvedere al ripristino e al disinquinamento dell'ambiente dopo un incidente rilevante.I piani di emergenza devono contenere le informazioni di cui all'allegato III.3. Gli Stati membri provvedono affinché, fatti salvi gli obblighi delle autorità competenti, possa partecipare alla preparazione dei piani di emergenza previsti dalla presente direttiva:- il personale che lavora nello stabilimento, per quanto riguarda i piani di emergenza interni e esterni;- la popolazione esposta al pericolo, per quanto riguarda i piani di emergenza esterni.4. Gli Stati membri provvedono affinché venga istituto un sistema atto ad assicurare che i piani di emergenza interni ed esterni siano riveduti, collaudati e, se necessario, modificati e aggiornati dai gestori e dalle autorità designate, ad intervalli non superiori a 3 anni. La revisione deve tenere conto dei cambiamenti avvenuti negli stabilimenti e nei servizi di emergenza, dei progressi tecnici e delle nuove conoscenze in merito alle misure da adottare in caso di incidenti rilevanti.5. Gli Stati membri provvedono affinché i piani di emergenza siano attivati senza indugio dalla persona o dall'autorità designata qualora:- si verifichi un incidente rilevante;- si verifichi un evento incontrollato di natura tale da provocare un incidente rilevante.6. Qualora un rapporto sulla sicurezza presentato ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, dimostri all'autorità competente che lo stabilimento in questione non può comportare alcun pericolo di incidente rilevante al di fuori del proprio perimetro, non si applicano le disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 1 relative all'obbligo di predisporre un piano di emergenza esterno.7. Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità competente pubblichi i criteri che essa intende applicare per stabilire che uno stabilimento non comporta alcun pericolo di incidente rilevante al di fuori del proprio perimetro ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 6 e trasmetta copia dei suddetti criteri alla Commissione. La Commissione adotta, se del caso, criteri armonizzati, seguendo la procedura di cui all'articolo 22.Articolo 12 1. Gli Stati membri provvedono affinché la loro politica di pianificazione territoriale includa, tra gli obiettivi, la prevenzione degli incidenti rilevanti e la limitazione delle loro conseguenze. A tal fine gli Stati membri istituiscono controlli che riguardano:a) la localizzazione degli stabilimenti nuovi;b) le modifiche degli stabilimenti esistenti, soggetti all'articolo 10;c) i nuovi insediamenti attorno agli stabilimenti esistenti, qualora le nuove costruzioni o gli insediamenti possano causare un aumento del rischio o delle conseguenze di un incidente rilevante.Gli Stati membri provvedono affinché la loro politica di pianificazione territoriale e le relative procedure di attuazione tengano conto della necessità, a lungo termine, di tenere separati gli stabilimenti soggetti alla presente direttiva dalle zone residenziali, dalle zone frequentate dal pubblico e dalle zone naturali di particolare interesse o particolarmente sensibili, nonché della necessità di agevolare la preparazione dei piani di emergenza da attivare in caso di incidente rilevante.2. Gli Stati membri provvedono affinché tutte le autorità competenti e gli organi di pianificazione incaricati di decidere in materia di pianificazione territoriale e di localizzazione stabiliscano procedure di consultazione atte ad agevolare l'attuazione della politica adottata a norma del paragrafo 1. Tali procedure devono prevedere che, al momento in cui vengono prese le decisioni in materia, sia disponibile un parere tecnico sui pericoli connessi alla presenza dello stabilimento, basato sullo studio di casi specifici o su criteri generali.3. Ai fini del paragrafo 1, gli Stati membri informano la Commissione dei criteri applicati per la localizzazione e la pianificazione territoriale. La Commissione adotta, se del caso, orientamenti in materia, con la procedura di cui all'articolo 22.Articolo 13 1. Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni sulle misure di sicurezza da adottare e sulle norme di comportamento da osservare in caso di incidente siano fornite d'ufficio alle persone che possono essere colpite da un incidente rilevante verificatosi in uno degli stabilimenti di cui all'articolo 9. Tali informazioni vengono riesaminate ogni 2 anni e, se del caso, ridiffuse e aggiornate almeno ogni volta che siano modificate ai sensi dell'articolo 10. Inoltre esse devono essere permanentemente a disposizione del pubblico. L'intervallo massimo di ridiffusione delle informazioni alla popolazione non può, in nessun caso, essere superiore a 4 anni.Le informazioni contengono almeno i dati elencati all'allegato IV.2. Gli Stati membri interessati mettono contemporaneamente a disposizione degli altri Stati membri, che possono essere colpiti da un incidente rilevante verificatosi in uno degli stabilimenti di cui all'articolo 9, informazioni sufficienti a consentire loro di predisporre, in caso di necessità, piani di emergenza e di diffondere le stesse informazioni che essi comunicano a livello nazionale. Tali informazioni devono essere riesaminate, ridiffuse e aggiornate agli stessi intervalli previsti al paragrafo 1.3. Qualora uno Stato membro abbia determinato che uno stabilimento situato vicino al confine con un altro Stato membro non comporta alcun pericolo di incidente rilevante al di fuori del proprio perimetro ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 6 e non richieda pertanto l'elaborazione di un piano di emergenza esterno ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 1, il primo Stato membro è tenuto ad informare il secondo.4. Gli Stati membri provvedono affinché il rapporto sulla sicurezza sia accessibile alla popolazione. Il gestore ha il diritto di chiedere all'autorità competente di non rivelare alla popolazione le parti del rapporto che contengono informazioni riservate di carattere industriale, commerciale o personale, o che si riferiscono alla pubblica sicurezza o alla difesa nazionale. In tali casi il gestore, previa approvazione da parte dell'autorità competente, presenta all'autorità e mette a disposizione della popolazione una versione modificata del rapporto, priva dei punti in questione.5. Gli Stati membri provvedono affinché la popolazione possa prendere parte alle procedure e al dibattito inerenti:- ai progetti relativi alla costruzione di nuovi stabilimenti soggetti all'articolo 9, alle modifiche, ai sensi dell'articolo 10, di stabilimenti esistenti, quando tali modifiche sono soggette alle disposizioni in materia di pianificazione del territorio previste dalla presente direttiva, nonché alla creazione di nuovi insediamenti attorno agli stabilimenti esistenti;- alle politiche e ai criteri di limitazione del pericolo di incidenti rilevanti stabiliti dalle autorità competenti, nonché alle procedure di pianificazione del territorio, elaborate per dare attuazione alla presente direttiva.6. Nel caso di stabilimenti soggetti alle disposizioni dell'articolo 9, gli Stati membri provvedono affinché il gestore presenti all'autorità competente l'inventario di tutte le sostanze pericolose presenti nello stabilimento in quantità uguali o superiori a quelle indicate all'allegato I, parti 1 e 2, colonna 3. L'inventario deve contenere:- tutte le informazioni necessarie per individuare la sostanza pericolosa o la categoria di sostanze pericolose;- la quantità totale presente;- l'indirizzo a cui possono essere ottenute informazioni complementari.Il suddetto inventario viene aggiornato ogni anno e messo a disposizione della popolazione presso lo stabilimento stesso.Articolo 14 1. Gli Stati membri provvedono affinché, non appena possibile dopo che si sia verificato un incidente rilevante, il gestore, utilizzando i mezzi più adeguati, sia tenuto a:a) informare le autorità competenti;b) comunicare ad esse, non appena ne venga a conoscenza:- le circostanze dell'incidente,- le sostanze pericolose presenti,- i dati disponibili per valutare le conseguenze dell'incidente per l'uomo e per l'ambiente,- le misure di emergenza adottate;c) dare informazioni sulle misure previste per:- far fronte agli effetti dell'incidente a medio e a lungo termine,- evitare che esso si riproduca;d) aggiornare le informazioni fornite, qualora da indagini più approfondite emergessero nuovi elementi che modificano le precedenti informazioni o inficiano le conclusioni tratte.2. Gli Stati membri incaricano l'autorità competente di:a) accertare che siano adottate le misure di emergenza e le misure a medio e a lungo termine necessarie;b) raccogliere, mediante ispezioni, indagini o altri mezzi appropriati, le informazioni necessarie per effettuare un'analisi completa degli aspetti tecnici, organizzativi e gestionali dell'incidente rilevante;c) adottare misure atte a garantire che il gestore predisponga tutti i provvedimenti del caso;d) formulare raccomandazioni sulle misure preventive per il futuro.3. Gli Stati membri informano la Commissione dei criteri che essi applicano per la notifica degli incidenti rilevanti ai sensi degli articoli 14 e 15. La Commissione, qualora necessario, fissa gli orientamenti concernenti tali criteri, conformemente alla procedura stabilita dall'articolo 22.Articolo 15 1. Ai fini della prevenzione degli incidenti rilevanti e della limitazione delle loro conseguenze, gli Stati membri informano senza indugio la Commissione degli incidenti rilevanti, che si sono verificati all'interno del loro territorio, fornendo i seguenti dati fondamentali:a) nome dello Stato membro interessato, denominazione e indirizzo dell'autorità incaricata del rapporto;b) data, ora e luogo dell'incidente rilevante, nome completo del gestore e indirizzo dello stabilimento interessato;c) breve descrizione delle circostanze dell'incidente, indicazione delle sostanze pericolose e degli effetti immediati per l'uomo e per l'ambiente;d) breve descrizione delle misure di emergenza adottate e delle precauzioni immediatamente necessarie per prevenire il ripetersi dell'incidente.2. Raccolte le informazioni di cui all'articolo 14, gli Stati membri comunicano alla Commissione l'esito delle proprie analisi e le proprie raccomandazioni per mezzo di un modulo definito e aggiornato dalla Commissione in base alla procedura di cui all'articolo 22.Gli Stati membri possono rinviare la comunicazione di tali informazioni soltanto per consentire la conclusione di procedimenti giudiziari, che potrebbero essere pregiudicati dalla comunicazione stessa.3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il nominativo e l'indirizzo degli organismi che potrebbero disporre di informazioni relative agli incidenti rilevanti e che potrebbero consigliare le autorità competenti di altri Stati membri che devono intervenire quando si verificano tali incidenti.Articolo 16 Gli Stati membri istituiscono o designano una o più autorità competenti incaricate di pianificare, organizzare, autorizzare e sorvegliare le attività degli stabilimenti oggetto della presente direttiva.Articolo 17 1. Gli Stati membri vietano l'attività o l'avvio dell'attività di qualsiasi stabilimento, impianto, deposito o parte di esso, qualora la prosecuzione dell'attività dello stabilimento, impianto, deposito o di parte di esso comporti un rischio imminente di incidente rilevante;Gli Stati membri possono vietare l'attività o l'avvio dell'attività di qualsiasi stabilimento, impianto, deposito o parte di esso, qualora:- il gestore non abbia presentato entro il termine stabilito la notifica, i rapporti o le altre informazioni previste dalla direttiva;- il piano di emergenza esterno non sia stato predisposto entro il termine stabilito.Conformemente ai loro sistemi giuridici, gli Stati membri provvedono affinché, nel caso in cui l'autorità competente vieti l'attività o l'avvio dell'attività di uno stabilimento, impianto, deposito o parte di esso poiché il piano esterno di emergenza non è stato predisposto entro il termine stabilito, il gestore abbia diritto a chiedere alle autorità responsabili dell'elaborazione di tale piano il risarcimento dei danni causatigli dal divieto. Le autorità responsabili non sono obbligate a tale risarcimento se non hanno ricevuto le informazioni di cui all'articolo 11 entro il termine stabilito dallo stesso articolo.2. Gli Stati membri provvedono affinché i gestori abbiano la possibilità di divieto stabilito dall'autorità competente ai sensi del paragrafo 1, presso un organo competente, secondo le disposizioni sostanziali e formali vigenti a livello nazionale. In seguito a tale ricorso, il divieto può essere revocato, modificato o confermato; esso rimane tuttavia in vigore per tutta la durata del ricorso.Articolo 18 1. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti organizzino un sistema di ispezioni o altre misure di controllo adeguate per ogni particolare tipo di stabilimento. Tali ispezioni o misure di controllo, che vengono effettuate indipendentemente dal ricevimento del rapporto sulla sicurezza o di altri rapporti, devono essere sufficienti a consentire un esame pianificato e sistematico dei sistemi tecnici, organizzativi e di gestione applicati nello stabilimento, per garantire, in particolare, che:- il gestore possa comprovare di aver adottato misure adeguate, tenuto conto delle attività esercitate nello stabilimento, per prevenire eventuali incidenti rilevanti;- il gestore possa comprovare di disporre dei mezzi sufficienti a limitare le conseguenze di incidenti rilevanti all'interno e all'esterno del sito,- i dati e le informazioni contenuti nel rapporto sulla sicurezza di cui all'articolo 9, paragrafo 1, o in un altro rapporto presentato, descrivano fedelmente la situazione dello stabilimento;- siano diffuse alla popolazione le informazioni di cui all'articolo 13, paragrafo 1.2. Il sistema di ispezione di cui al paragrafo 1, risponde almeno alle seguenti norme:a) è amministrato da una persona adeguatamente qualificata e preparata, che lavora alle dipendenze dell'autorità competente;b) le ispezioni sono eseguite da persone adeguatamente qualificate e preparate;c) tutti gli stabilimenti sono sottoposti a un programma sistematico di ispezioni. Ad eccezione dei casi in cui, in base ad una valutazione sistematica del pericolo di incidenti rilevanti in uno specifico stabilimento, l'autorità competente abbia stabilito un programma d'ispezione che preveda intervalli maggiori, l'autorità competente procede ad un'ispezione in loco almeno ogni 12 mesi in ciascuno degli stabilimenti soggetti all'articolo 9;d) dopo ogni ispezione, la persona incaricata redige una relazione, corredata di conclusioni e raccomandazioni sulle misure di controllo, che viene sottoposta all'esame dell'amministratore responsabile del sistema nominato dall'autorità competente;e) la verifica dei risultati di ogni ispezione condotta dall'autorità competente viene effettuata in cooperazione con la direzione dello stabilimento entro 3 mesi dell'ispezione stessa.3. L'autorità competente può chiedere al gestore tutte le informazioni supplementari che le servono per effettuare un'adeguata valutazione della possibilità di incidenti rilevanti, per stabilire in che misura possano aumentare le probabilità e/o aggravarsi le conseguenze degli incidenti rilevanti, per predisporre un piano di emergenza esterno, per fornire informazioni sulla pianificazione territoriale e per tenere conto delle sostanze che, per la forma fisica, le particolari condizioni o il luogo in cui si trovano, possono necessitare di particolare attenzione.4. Gli Stati membri provvedono affinché risorse sufficienti e appropriate, in particolare finanziarie, tecniche e umane, siano messe a disposizione dell'autorità competente, dell'autorità incaricata della preparazione dei piani di emergenza e di ogni altra autorità incaricata dagli Stati membri di conseguire gli obiettivi fissati dalla presente direttiva e di svolgere una delle attività da essa prevista.5. Gli Stati membri informano la Commissione dei criteri che essi applicano per l'elaborazione e la gestione dei programmi e delle procedure di ispezione. La Commissione adotta, se del caso, criteri armonizzati seguendo la procedura di cui all'articolo 22.Articolo 19 1. La Commissione predispone e tiene a disposizione degli Stati membri uno schedario e un sistema informativo contenenti i dati sugli incidenti rilevanti verificatisi nel territorio degli Stati membri, allo scopo di:a) provvedere ad una rapida comunicazione, a tutte le autorità competenti, delle informazioni fornite dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1;b) comunicare alle autorità competenti un'analisi delle cause degli incidenti rilevanti e gli insegnamenti tratti;c) informare le autorità competenti in merito alle misure preventive adottate;d) indicare gli organismi in grado di dare consiglio o informazioni per quanto riguarda gli incidenti rilevanti, la loro prevenzione e la limitazione delle loro conseguenze.Lo schedario e il sistema informativo contengono almeno:a) le informazioni fornite dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1;b) l'analisi delle cause degli incidenti;c) gli insegnamenti tratti dagli incidenti;d) le misure preventive necessarie per evitare il ripetersi degli incidenti;2. Lo schedario e il sistema informativo possono essere consultati dalle pubbliche amministrazioni degli Stati membri, dalle associazioni industriali o commerciali, dalle organizzazioni sindacali, dalle organizzazioni non governative che operano nel campo della tutela dell'ambiente e dalle altre organizzazioni internazionali o organismi di ricerca che lavorano nel settore.3. Gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione annuale che specifica il numero ed i tipi di stabilimenti che rientrano nel campo d'applicazione degli articoli 6 e 9, il numero di rapporti sulla sicurezza ricevuti, il numero di piani di emergenza interni e esterni predisposti e il numero di ispezioni effettuate. La Commissione pubblica ogni anno un sommario di tali informazioni.Articolo 20 1. Le informazioni raccolte dalle autorità competenti e dalla Commissione ai sensi della presente direttiva sono da ritenersi riservate solo se riguardano:- la riservatezza dei procedimenti delle autorità competenti e della Commissione;- la riservatezza delle relazioni internazionali e della difesa nazionale;- la pubblica sicurezza o altre questioni di sicurezza;- le questioni che sono o sono state oggetto di procedimenti giudiziari o di inchieste (comprese le inchieste disciplinari) o che sono oggetto di un procedimento istruttorio;- i segreti commerciali e industriali, anche attinenti alla proprietà intellettuale;- la segretezza dei dati e/o degli schedari personali;- la documentazione fornita da terzi senza che questi siano giuridicamente tenuti a farlo.2. La presente direttiva non osta a che uno Stato membro concluda con paesi terzi accordi relativi allo scambio di informazioni di cui dispongono a livello interno, ad esclusione di quelle acquisite applicando il sistema comunitario di scambio delle informazioni previsto dalla presente direttiva.Articolo 21 La procedura di cui all'articolo 22 viene applicata per adeguare gli allegati al progresso tecnico e per stabilire i criteri armonizzati di cui agli articoli 8, paragrafo 3, 9, paragrafo 8, 11, paragrafo 7, 14, paragrafo 3 e 18, paragrafo 5; gli orientamenti di cui all'articolo 12, paragrafo 3 e il modulo di cui all'articolo 15, paragrafo 2.Articolo 22 Ogniqualvolta si faccia riferimento al presente articolo si applica la seguente procedura.La Commissione è assistita da un comitato consultivo composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere in merito entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione, eventualmente procedendo a una votazione.Il parere è iscritto a verbale; inoltre ogni Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione sia iscritta a verbale.La Commissione tiene nel massimo conto il parere formulato dal comitato e lo informa del seguito dato ad esso.Articolo 23 La direttiva 82/501/CEE è abrogata con effetto dal 1° gennaio 1996.Articolo 24 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio 1996. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste devono contenere un riferimento alla presente direttiva od essere corredate di siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni legislative nazionali da essi adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 25 La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 26 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU n. L 230 del 5. 8. 1982, pag. 1.(2) GU n. L 377 del 31. 12. 1991, pag. 48.(3) GU n. C 112 del 20. 12. 1973, pag. 1.GU n. C 139 del 13. 6. 1977, pag. 1.GU n. C 46 del 17. 2. 1983, pag. 1.GU n. C 70 del 18. 3. 1987, pag. 1.GU n. C 138 del 17. 5. 1993, pag. 1.(4) GU n. C 328 del 7. 12. 1987, pag. 3.(5) GU n. C 273 del 26. 10. 1989, pag. 1.(6) GU n. L 183 del 29. 6. 1989, pag. 1.ALLEGATO I APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA Il presente allegato riguarda le sostanze pericolose che si trovano in tutti gli stabilimenti definiti ai sensi della presente direttiva e dà attuazione ai suoi articoli.Ai fini della presente direttiva, le suddette sostanze pericolose comprendono sia le sostanze pericolose presenti in quantità superiori alla soglia prevista, sia le sostanze pericolose che possono risultare presenti a seguito di un incidente.Le miscele e i preparati sono assimilati alle sostanze pure, purché rientrino nei limiti di concentrazione stabiliti in base alle loro proprietà nella direttiva pertinente o nell'ultimo adeguamento al progresso tecnico di cui alla nota 1, a meno che non sia specificata la composizione in percentuale o non sia fornita un'altra descrizione.Le quantità limite indicate in appresso si intendono per ciascuno stabilimento.Le quantità da prendere in considerazione ai fini dell'applicazione degli articoli sono le quantità massime che sono o possono essere presenti in qualsiasi momento. Ai fini del calcolo della quantità totale presente non vengono prese in considerazione le sostanze pericolose presenti in uno stabilimento unicamente in quantità isolata uguale o inferiore al 2 % della quantità limite corrispondente. Per quantità isolata si intende una quantità di sostanze pericolose che, in sé, non è sufficiente a provocare un incidente rilevante, e che, considerato il luogo in cui si trova all'interno dello stabilimento, non può innescare un incidente rilevante in nessuna altra parte del sito.Se del caso, si applicano le regole indicate nella nota 4, che disciplinano la somma di sostanze pericolose o di categorie di sostanze pericolose.PARTE 1Sostanze specificateSe una sostanza, o una categoria di sostanze, elencata nella parte 1 rientra anche in una categoria della parte 2, le quantità limite da prendere in considerazione sono quelle indicate nella parte 1.>SPAZIO PER TABELLA>PARTE 2>SPAZIO PER TABELLA>NOTE1. Le sostanze e i preparati sono classificati in base alle seguenti direttive e modifiche e al loro attuale adeguamento al progresso tecnico:- direttiva 67/548/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose;- direttiva 88/379/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi;- direttiva 78/631/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative degli Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei preparati pericolosi (antiparassitari).Per quanto riguarda le sostanze o i preparati che non sono classificati come pericolosi ai sensi di una delle suddette direttive, ma che si trovano o possono trovarsi un uno stabilimento e che presentano o possono presentare, nelle condizioni esistenti in detto stabilimento, proprietà analoghe per quanto riguarda la possibilità di incidenti rilevanti, si seguono le procedure di classificazione provvisoria conformemente all'articolo che disciplina la materia nella corrispondente direttiva.Per quanto riguarda le sostanze e i preparati che, a causa delle loro proprietà, rientrano in più categorie, ai fini della presente direttiva si applicano i valori limite più bassi.Ai fini della presente direttiva viene compilato, aggiornato e approvato, applicando la procedura di cui all'articolo 22, un elenco contenente informazioni sulle sostanze e sui preparati.2. Per ESPLOSIVO si intende:a) una sostanza solida o liquida, oppure una miscela di sostanze solide, di sostanze liquide, o di sostanze solide e liquide, che può provocare una detonazione, ossia produrre un'ingente quantità di gas avente velocità supersonica a partire da un esiguo volume di materia solida o liquida, oppure una sostanza solida o liquida, oppure una miscela di sostanze solide, di sostanze liquide, o di sostanze solide e liquide, destinata a produrre un effetto propellente liberando un'ingente quantità di gas avente velocità subsonica a partire da un esiguo volume di materia solida o liquida;b) oltre alle sostanze e ai preparati che rientrano nella definizione di cui alla precedente lettera a), una sostanza o un preparato classificato ESPLOSIVO ai sensi della nota 1 in combinazione con la frase che descrive il rischio R3 «pericolo gravissimo di esplosione per effetto di urto, attrito, fiamma o altre fonti di ignizione» e qualsiasi altra sostanza o preparato che può provocare effetti esplosivi.3. Riguardo alle sostanze INFIAMMABILI, FACILMENTE INFIAMMABILI e ESTREMAMENTE INFIAMMABILI (categorie 6, 7 e 8) si intende per:a) liquidi INFIAMMABILI,- le sostanze e i preparati che hanno un punto di infiammabilità uguale o superiore a 21 °C e inferiore o uguale a 55 °C e che sopportano la combustione;b) liquidi FACILMENTE INFIAMMABILI,- le sostanze e i preparati che possono riscaldarsi fino ad incendiarsi a contatto con l'aria a temperatura ambiente senza alcun apporto di energia e le sostanze che hanno un punto di infiammabilità inferiore a 55 °C e che sotto pressione rimangono allo stato liquido, qualora particolari condizioni di utilizzazione, come la forte pressione e l'elevata temperatura, possano comportare il pericolo di incidenti rilevanti.c) gas e liquidi ESTREMAMENTE INFIAMMABILI,- le sostanze e i preparati liquidi che hanno un punto di infiammabilità inferiore a 0 °C e un punto di ebollizione (o un punto iniziale di ebollizione, in caso di intervallo di ebollizione), a pressione normale, inferiore o uguale a 35 °C, ESCLUSE le benzine per automobili e le altre benzine minerali, che rientrano nella categoria 7b, e- le sostanze e i preparati gassosi che sono infiammabili a contatto dell'aria a temperatura ambiente e a pressione normale, anche se mantenuti allo stato gassoso o liquido sotto pressione, ESCLUSI i gas di petrolio liquefatti (compresi il propano e il butano) che rientrano nell'elenco della parte 1.4. La somma delle sostanze pericolose che si deve calcolare per determinare la quantità presente nello stabilimento si ottiene applicando la regola seguente:se la somma ottenuta con la formulaq1/Q + q2/Q + q3/Q + q4/Q + q5/Q + . . . &ge; 1dove qx &ge; è la quantità di sostanze pericolose x (o di sostanze della stessa categoria) presente, compresa nella parte 1 o nella parte 2 del presente allegato,Q &ge; è la quantità limite corrispondente indicata nella parte 1 o nella parte 2,lo stabilimento considerato è soggetto alle disposizioni della presente direttiva.Detta regola si applica:a) per le sostanze e i preparati della parte 1 presenti, in quantità inferiore alla quantità limite, insieme con le sostanze della parte 2 che appartengono alla stessa categoria e per sommare le sostanze e i preparati della parte 2 appartenenti alla stessa categoria;b) per sommare le categorie 1, 2 e 10 presenti contemporaneamente in uno stabilimento;c) per sommare le categorie 3, 4, 5, 6, 7a, 7b e 8 presenti contemporaneamente in uno stabilimento.ALLEGATO II DATI E INFORMAZIONI CHE DEVONO FIGURARE NEL RAPPORTO SULLA SICUREZZA DI CUI ALL'ARTICOLO 9 1. Informazioni sullo stabilimento:a) posizione geografica dello stabilimento, condizioni meteorologiche predominanti e pericoli derivanti da tale posizione;b) numero massimo di persone che lavorano nello stabilimento, in particolare numero massimo di persone esposte al pericolo di incidenti rilevanti e numero massimo di persone che possono essere presenti nello stabilimento in qualsiasi momento;c) descrizione generale dei processi tecnici impiegati in ciascun impianto;d) descrizione delle parti dello stabilimento importanti per la sicurezza, delle fonti di pericolo di incidenti rilevanti e delle condizioni in cui può verificarsi un incidente di questo tipo; descrizione delle misure preventive previste.2. Informazioni sulle sostanze pericolose che sono presenti in ciascun impianto, deposito o altra parte dello stabilimento e che possono contribuire in modo significativo a creare un pericolo di incidenti rilevanti:a) composizione delle sostanze pericolose presenti in grande quantità ed, in particolare, denominazione chimica, numero CAS, denominazione secondo la nomenclatura dell'IUPAC, altre denominazioni, formula empirica, grado di purezza, principali impurità e relative percentuali;b) quantità (ordine di grandezza) delle sostanze pericolose;c) metodi e misure precauzionali previsti dal gestore per quanto riguarda la manipolazione, l'immagazzinamento delle sostanze e la lotta contro gli incendi;d) mezzi di cui dispone il gestore per rendere innocua la sostanza;e) indicazione dei pericoli, sia immediati che futuri, per l'uomo e per l'ambiente;f) proprietà chimiche e/o fisiche in condizioni normali di utilizzazione durante il processo produttivo;g) forme in cui le sostanze possono presentarsi o in cui possono trasformarsi in caso di condizioni anomale prevedibili.3. Informazioni relative all'impianto o al deposito:a) metodi di rivelazione e di determinazione di cui dispone lo stabilimento, in particolare, descrizione dei metodi usati o indicazione dei riferimenti alla letteratura scientifica in materia;b) fase dell'attività dello stabilimento in cui le sostanze pericolose sono (o possono essere) impiegate;c) eventualmente, altre sostanze pericolose la cui presenza può incidere sul pericolo potenziale di incidente rilevante;d) misure adottate affinché i mezzi tecnici necessari per garantire il funzionamento dell'impianto o del deposito in condizioni di sicurezza e la riparazione di eventuali guasti siano disponibili in qualsiasi momento.4. Informazioni sui possibili incidenti rilevanti:a) descrizione particolareggiata di tutti i principali sviluppi possibili di un eventuale incidente rilevante inclusi gli effetti su impianti, depositi o stabilimenti situati in vicinanza e valutazione generale della probabilità che l'incidente si verifichi, tenuto conto delle misure di prevenzione ed intervento adottate;b) sintesi degli eventi che possono avere un ruolo significativo nel determinare tali sviluppi, insieme ad una valutazione dell'ampiezza e della gravità delle conseguenze;c) misure di emergenza previste dal gestore in caso di emissione accidentale, compreso il piano di emergenza interno predisposto ai sensi dell'articolo 11.5. Informazioni sul sistema di gestione e sull'organizzazione dello stabilimento per quanto riguarda la prevenzione degli incidenti rilevanti, la preparazione delle persone e le misure da adottare in tali casi:a) sintesi della politica di prevenzione degli incidenti rilevanti elaborata dai gestori ai sensi dell'articolo 6,b) sintesi del sistema organizzativo adottato per conseguire gli obiettivi della politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, con indicazione della funzione e del nome delle persone aventi importanti responsabilità e obblighi in materia;c) sistemi di gestione impiegati per controllare, verificare e rivedere il contenuto e l'attuazione della politica di prevenzione degli incidenti rilevanti, inclusa la valutazione della loro efficacia sotto il profilo della sicurezza;d) analisi delle necessità in materia di formazione delle persone incaricate di attuare e verificare la politica di prevenzione degli incidenti rilevanti;e) sintesi delle procedure di sicurezza essenziali, compresa una valutazione dei possibili errori umani, adottate per la gestione, la manutenzione e la preparazione all'emergenza, a livello dello stabilimento e dei singoli impianti o depositi;f) procedure adottate per pianificare le modifiche agli impianti o ai depositi esistenti o per progettare gli impianti o i depositi nuovi;g) ruolo del personale, compresi i dipendenti degli eventuali appaltatori; nell'attuazione e nella valutazione della politica di prevenzione degli incidenti rilevanti;h) sistema interno di notifica degli incidenti rilevanti verificatisi e di quelli evitati per poco, soprattutto se dovuti a carenze delle misure di protezione, loro analisi e azioni conseguenti intraprese.ALLEGATO III DATI E INFORMAZIONI CHE DEVONO FIGURARE NEI PIANI DI EMERGENZA PREVISTI DALL'ARTICOLO 11 1. Piani di emergenza internia) nome o funzione delle persone autorizzate ad attivare le procedure di emergenza e della persona responsabile dell'applicazione e del coordinamento delle misure di intervento all'interno del sito;b) nome o funzione della persona incaricata del collegamento con l'autorità responsabile del piano di emergenza esterno;c) per situazioni o eventi prevedibili che potrebbero avere un ruolo determinante nel causare un incidente rilevante, descrizione delle misure da adottare per far fronte a tali situazioni o eventi e per limitarne le conseguenze; la descrizione deve comprendere le apparecchiature di sicurezza e le risorse disponibili;d) misure atte a limitare i pericoli per le persone presenti nel sito, comprese le disposizioni relative al metodo per lanciare l'allarme e alle norme di comportamento che le persone devono osservare al momento dell'allarme;e) disposizioni per avvisare tempestivamente, in caso di incidente, l'autorità incaricata di attivare il piano di emergenza esterno; tipo di informazione da fornire immediatamente e misure che prevedono la comunicazione di informazioni più dettagliate appena disponibili;f) disposizioni adottate per formare il personale ai compiti che sarà chiamato a svolgere e, se del caso, coordinamento di tale azione con i servizi di emergenza esterni;g) disposizioni per coadiuvare l'esecuzione delle misure di intervento adottate all'esterno del sito.2. Piani di emergenza esternia) nome o funzione delle persone autorizzate ad attivare le procedure di emergenza e delle persone autorizzate a dirigere e coordinare le misure di intervento adottate all'esterno del sito;b) disposizioni adottate per essere informati tempestivamente degli eventuali incidenti; procedure da seguire per lanciare l'allarme e richiedere i soccorsi;c) misure di coordinamento delle risorse necessarie per l'attuazione del piano di emergenza esterno;d) disposizioni adottate per fornire assistenza con le misure di intervento adottate all'interno del sito;e) misure di intervento da adottare all'esterno del sito;f) disposizioni adottate per fornire alla popolazione informazioni dettagliate relative all'incidente e al comportamento da adottare;g) disposizioni intese a garantire che siano informati i servizi di emergenza di altri Stati membri in caso di incidenti rilevanti che potrebbero avere conseguenze al di là delle frontiere.ALLEGATO IV INFORMAZIONI DA COMUNICARE ALLA POPOLAZIONE AI SENSI DELL'ARTICOLO 13, PARAGRAFO 1 1. Nome del gestore e indirizzo dello stabilimento.2. Funzione della persona che fornisce le informazioni;3. Conferma che lo stabilimento è soggetto alle disposizioni regolamentari e/o amministrative di attuazione della direttiva e che la notifica di cui all'articolo 6, paragrafo 3 o il rapporto sulla sicurezza di cui all'articolo 9, paragrafo 1 è stato presentato all'autorità competente.4. Spiegazione, in termini semplici, dell'attività o delle attività svolte nello stabilimento.5. Denominazione comune o, nel caso di sostanze comprese nella parte 2 dell'allegato I, denominazione generica o categoria generale di pericolo delle sostanze e dei preparati presenti nello stabilimento, che potrebbero dar luogo a un incidente rilevante, con indicazione delle principali caratteristiche pericolose.6. Informazioni generali relative alla natura del pericolo di incidenti rilevanti, in particolare dei loro potenziali effetti sulla popolazione e sull'ambiente.7. Informazioni adeguate sulle modalità da seguire per lanciare l'allarme e tenere informata la popolazione in caso di incidente rilevante.8. Informazioni adeguate sulle misure che la popolazione interessata deve adottare e sulle norme di comportamento che deve osservare in caso di incidente rilevante.9. Conferma che il gestore è tenuto a prendere opportune misure in loco e a mettersi in contatto con i servizi di emergenza per far fronte agli incidenti rilevanti e a ridurne al minimo gli effetti.10. Riferimento al piano di emergenza esterno predisposto per far fronte a tutti gli effetti di un incidente all'esterno dello stabilimento, accompagnato dall'invito a seguire le istruzioni o le raccomandazioni date dai servizi di emergenza al momento dell'incidente.11. Particolari sulle modalità per ottenere tutte le informazioni richieste, fatte salve le disposizioni in materia di riservatezza previste dalla legislazione nazionale.