CELEX: C2003/055/16
Language: it
Date: 2003-03-08 00:00:00
Title: Causa C-458/02: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno Unito, proposto il 18 dicembre 2002

C 55/8                  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             8.3.2003
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-                    Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
finanzhof, con ordinanza 29 ottobre 2002, nella causa                            tro il Regno Unito, proposto il 18 dicembre 2002
Hauptzollamt Bremen contro ITG GmbH Internationale
                              Spedition
                                                                                                     (Causa C-458/02)
                         (Causa C-452/02)
                                                                                                      (2003/C 55/16)
                           (2003/C 55/15)
Con ordinanza 29 ottobre 2002, pervenuta nella cancelleria                 Il 18 dicembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,
della Corte il 12 dicembre 2002, nella causa Hauptzollamt                  rappresentata dal sig. K. Banks, in qualità di agente, con
Bremen contro ITG GmbH Internationale Spedition, il Bundes-                domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla
finanzhof ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità             Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il
europee le seguenti questioni pregiudiziali:                               Regno Unito.
1.    Se sorga un’obbligazione doganale all’importazione, ai
      sensi dell’art. 203, n. 1, del regolamento (CEE) n. 2913/
      92 ( 1), nel caso in cui merci in custodia temporanea                La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      vengano presentate, in contrasto con le disposizioni
      impartite, non all’autorità doganale originaria, bensì ad
      un’altra autorità doganale, senza essere state vincolate al          —      dichiarare che il Regno Unito, prevedendo un’eccezione
      regime di transito comunitario prescritto per il loro                       al diritto ad una remunerazione equa degli interpreti o
      trasporto.                                                                  esecutori e dei produttori di fonogrammi allorché un
                                                                                  fonogramma pubblicato a scopi commerciali, o una
                                                                                  riproduzione del medesimo, è utilizzato per qualsiasi
2.    In caso di soluzione negativa del quesito sub 1: se                         comunicazione al pubblico (l’eccezione concerne qualsia-
      nell’ipotesi illustrata sub 1 sussista un’inadempienza che                  si comunicazione ad un pubblico non pagante), è venuto
      può determinare l’insorgere di un’obbligazione doganale                     meno all’obbligo di corretta attuazione dell’art. 8, n. 2,
      all’importazione ai sensi dell’art. 204, n. 1, lett. a), del                della direttiva del Consiglio 92/100/CEE ( 1), concernente
      regolamento (CEE) n. 2913/92.                                               il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti
                                                                                  connessi al diritto di autore in materia di proprietà
3.    In caso di soluzione affermativa del quesito sub 2:                         intellettuale;
      a)    se l’art. 859, punto 5, del regolamento (CEE)
            n. 2454/93 ( 2) debba essere interpretato nel senso            —      condannare il Regno Unito alle spese.
            che esso contempla soltanto l’ipotesi di una rimozio-
            ne non autorizzata che avrebbe potuto ricevere
            l’autorizzazione dell’ufficio doganale, ovvero se nella
            disposizione suddetta debba ritenersi ricompreso
            qualsivoglia tipo di rimozione.                                Motivi e principali argomenti
      b)    Se l’art. 859, punto 5, del regolamento (CEE)
            n. 2454/93 debba essere interpretato nel senso che
            il presupposto da esso stabilito, vale a dire che              Le sole eccezioni possibili al diritto dei produttori e degli
            le merci in custodia temporanea possano essere                 interpreti o esecutori ad una remunerazione equa, sancito
            presentate alle autorità doganali a richiesta di queste        all’art. 8 della direttiva 92/100/CEE, sono stabilite all’art. 10 di
            ultime, risulta soddisfatto soltanto nel caso in cui le        quest’ultima. Nella fattispecie, il Regno Unito può invocare
            merci vengano nuovamente presentate all’ufficio                solo le limitazioni consentite dall’art. 10, n. 2, in quanto le
            doganale presso il quale è stata originariamente               eccezioni elencate al n. 1 di tale articolo non sono pertinenti.
            effettuata la loro presentazione in dogana, ovvero se
            il detto presupposto risulti soddisfatto anche nel
            caso in cui le merci vengano nuovamente presentate             Con riferimento all’applicazione delle limitazioni di cui
            ad un altro ufficio doganale della medesima città, il          all’art. 10, n. 2, si deve considerare che, ai sensi di tale
            quale però appartenga dal punto di vista organizzati-          disposizione, ogni Stato membro ha solo la facoltà di prevede-
            vo ad un’altra autorità doganale.                              re, relativamente alla tutela degli interpreti o esecutori, limita-
                                                                           zioni della stessa natura di quelle permesse dalla propria
                                                                           legislazione per quanto attiene alla tutela del diritto d’autore
( 1) GU L 302, pag. 1.
                                                                           sulle opere letterarie e artistiche. L’art. 11 bis, n. 2, della
( 2) GU L 253, pag. 1.
                                                                           Convenzione di Berna prescrive, comunque, che norme di
                                                                           diritto interno non possano in nessun caso pregiudicare il
                                                                           diritto dell’autore ad una remunerazione equa.
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Poiché, a’ termini dell’art. 10, n. 2 della direttiva, i produttori e              —     non ha stabilito il periodo di durata massima di sette
gli interpreti o esecutori devono ricevere eguale trattamento                            anni per la selezione di prestatori di servizi di
degli autori, il Regno Unito non può negare il diritto a                                 assistenza a terra, di cui all’art. 11, par. 1, lett. d),
richiedere una remunerazione equa allorché un programma                                  della direttiva in questione;
che contiene una registrazione trasmesso via etere o via cavo è
visto o ascoltato da un pubblico non pagante, come disposto
al punto 18 dell’allegato 2 del Copyright, Designs and Patents                     —     ha introdotto, col suo art. 14, una misura sociale
Act 1988.                                                                                incompatibile con l’art. 18 della detta direttiva;
                                                                                   —     ha previsto nel suo art. 20 disposizioni di carattere
A parere della Commissione, il criterio di un pubblico non                               transitorio non consentite dalla suddetta direttiva;
pagante, quale definito dalla suddetta disposizione, va ben
oltre le eccezioni al diritto ad una remunerazione equa                      b)    condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
consentite dall’art. 10 della direttiva.                                           spese processuali.
La Commissione sostiene pertanto che il Regno Unito, preve-
dendo eccezioni al diritto ad una remunerazione equa degli
interpreti o esecutori allorché un programma radiofonico o                   Motivi e principali argomenti
una comunicazione al pubblico di materiale protetto sono visti
o ascoltati da un pubblico non pagante, è venuto meno agli
obblighi di diritto comunitario, in particolare a quelli sanciti
all’art. 8, n. 2, della direttiva 92/100/CEE.                                L’art. 11 del decreto n. 18, del 13 gennaio 1999, non stabilisce
                                                                             la durata massima del periodo per il quale i prestatori di servizi
                                                                             vengono selezionati negli aeroporti in cui l’accesso al mercato
                                                                             avviene mediante una procedura di selezione. L’art. 11, primo
( 1) GU L 346 del 27.11.1992, pag. 61.
                                                                             paragrafo, lettera d) della direttiva 96/67/CE prevede espressa-
                                                                             mente la durata massima che è fissata a sette anni. La
                                                                             Commissione ritiene dunque che l’assenza di un limite della
                                                                             durata dei contratti di servizi di assistenza a terra negli
                                                                             aeroporti italiani risulti incompatibile con gli obblighi previsti
                                                                             dalla direttiva.
                                                                             L’art. 18 della direttiva 96/67/CE consente agli Stati membri di
Ricorso del 19 dicembre 2002 contro la Repubblica                            adottare le misure necessarie per garantire la tutela dei diritti
italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità                        dei lavoratori. Tuttavia queste misure lasciano impregiudicata
                                europee                                      l’applicazione della direttiva stessa e non devono ostare ad
                                                                             altre disposizioni del diritto comunitario. In altri termini, la
                                                                             protezione dei diritti dei lavoratori è certamente ammessa in
                           (Causa C-460/02)                                  forza dell’art. 18 della direttiva sempre che essa non sia
                                                                             contraria all’applicazione effettiva della direttiva per quanto
                                                                             riguarda i servizi di assistenza a terra. L’art. 14, par. 1,
                            (2003/C 55/17)                                   del decreto 18/99 fissa l’obiettivo di adottare misure per
                                                                             salvaguardare il mantenimento dei livelli di occupazione del
                                                                             personale dipendente dal precedente gestore e della continuità
                                                                             del rapporto di lavoro. Il secondo comma della disposizione
                                                                             in questione, quindi, comporta l’obbligo di passaggio del
Il 19 dicembre 2002, la Commissione delle Comunità europee,                  personale ogniqualvolta vi sia un «trasferimento di attività»
rappresentata dai signori Mikko Huttunen e Antonio Aresu, in                 concernente una o più categorie di servizi di assistenza a terra
qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle               di cui agli allegati A e B. Una disposizione di questo tipo
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.                   oltrepassa manifestamente la protezione già garantita dalla
                                                                             direttiva 77/187/CEE del Consiglio ( 2), del 14 febbraio 1977,
                                                                             concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                                                                             membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                             caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di
                                                                             stabilimenti, come modificata dalla direttiva 98/50/CE del
a)     constatare che la Repubblica italiana è venuta meno agli              Consiglio ( 3) e codificata dalla direttiva 2001/23/CE del Consi-
       obblighi derivanti dalla direttiva 96/67/CE del Consi-                glio (4), del 12 marzo 2001. Di conseguenza, la Commissione
       glio (1), del 15 ottobre 1996, relativa all’accesso al mercato        ritiene che l’art. 14 del decreto 18/99 vada oltre quelle che
       dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti della               sono da considerare misure ammissibili per garantire la tutela
       Comunità, nella misura in cui il decreto legislativo                  dei diritti dei lavoratori di cui all’art. 18 della direttiva 96/67/
       13 gennaio 1999, n. 18:                                               CE.