CELEX: 52003PC0616
Language: it
Date: 2003-10-15
Title: Proposta modificata di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce una seconda fase del programma di azione comunitaria (2004-2008) per prevenire la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e per proteggere le vittime e i gruppi a rischio (programma Daphne II) (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

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52003PC0616

Proposta modificata di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce una seconda fase del programma di azione comunitaria (2004-2008) per prevenire la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e per proteggere le vittime e i gruppi a rischio (programma Daphne II) (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2003/0616 def. - COD 2003/0025 */  

Proposta modificata di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce una seconda fase del programma di azione comunitaria (2004-2008) per prevenire la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e per proteggere le vittime e i gruppi a rischio (programma DAPHNE II) (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)RELAZIONE1. INTRODUZIONEIl 4 febbraio 2003 la Commissione ha presentato al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni una proposta di programma Daphne II [COM(2003)54 definitivo, 2003/0025 (COD)].Daphne II (2004-2008) è la seconda fase del programma Daphne (2000-2003) per la prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti dei bambini, dei giovani e delle donne e per la protezione delle vittime e dei gruppi a rischio.Il Comitato economico sociale europeo ha formulato un parere il 14 marzo 2003 (CESE 588/2003) e il Comitato delle regioni il 3 luglio 2003 (CDR 63/2003).Il Parlamento europeo ha trasmesso la proposta alla commissione per i diritti della donna e le pari opportunità affinché questa la esaminasse. Sono state inoltre consultate la commissione per le libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni e la commissione per i bilanci.Il 10 luglio 2003, dopo aver esaminato il parere delle altre commissioni consultate, la commissione per i diritti della donna e le pari opportunità ha adottato una relazione.Nella seduta del 3 settembre 2003 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione legislativa che approva la proposta della Commissione a condizione che vengano apportate una serie di modifiche e ha chiesto alla Commissione di modificare la proposta in tal senso, conformemente all'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE.2. LA PROPOSTA MODIFICATAIl Parlamento europeo approva l'impostazione generale e il contenuto della proposta della Commissione e ha adottato 40 emendamenti.La Commissione può accogliere 19 emendamenti che corrispondono in pieno alla propria impostazione e rappresentano valide aggiunte che ampliano e rendono più chiaro il testo da essa presentato.Ne può accettare altri sette riformulando lievemente il testo, ma non può accoglierne 14 che rientrano nelle seguenti categorie:Prima di tutto, un gruppo di quattro emendamenti (2, 4, 19, 27) che distinguono categorie specifiche di beneficiari/vittime, come ragazze, giovani donne o bambini di strada. Una tale distinzione sarebbe contraria alla filosofia del programma che cerca di far sì che il suo testo sia neutrale ed equilibrato.Un altro gruppo di emendamenti (20, 35) riguarda le relazioni interistituzionali e interferisce con la comitatologia attuale definita dalla decisione 1999/468/CE (GU C 38 del 6.2.2001).Una terza categoria include gli emendamenti (11, 12, 21, 34) che ampliano sostanzialmente la portata delle responsabilità del programma facendo sì che, da una parte, le risorse umane e finanziarie non bastino più e, dall'altra, che l'impatto del programma si diluisca e si disperda.Una quarta categoria comprende gli emendamenti (14, 16, 39 e 40) che non sono pertinenti rispetto al testo o sono superflui.2.1. Emendamenti accolti integralmente o in parteConsiderando 1 (emendamento 1): il testo dell'emendamento viene inserito perché chiarisce il contesto.Considerando 2 (emendamento 3): la parola aggiunta è utile.Considerando 11 (emendamento 5): il testo dell'emendamento viene inserito perché chiarisce la posizione del programma comunitario tra le diverse azioni che possono essere realizzate negli Stati membri e perché precisa quali siano i beneficiari del programma.Considerando 12 (emendamento 6): le parole aggiunte sono utili.Articolo 2, paragrafo 1, comma 2 (emendamento 7): vengono aggiunti i termini "in ambito sia pubblico che privato" in quanto coerenti con l'emendamento 1. La seconda aggiunta suggerita dall'emendamento non è inserita per evitare di scegliere un tipo particolare di violenza e per restare coerenti con il senso del paragrafo che si proponeva di considerare la violenza in senso lato ("tutti i tipi di violenza") e di rivolgersi ad un ampio pubblico ("bambini, giovani e donne"). Pertanto, il programma concerne tutte le forme di violenza e tutte le vittime di ciascuna delle tre categorie di cui sopra (nonché coloro che corrono il rischio di essere vittime di atti di violenza).Articolo 2, paragrafo 2, punto (a), paragrafo (iv) (emendamento 8): le parole aggiunte sono utili.Articolo 2, paragrafo 2, punto (b), (emendamento 9): le parole aggiunte sono utili.Articolo 3, paragrafo 1 (emendamento 10): le parole aggiunte ampliano e precisano meglio le categorie dei potenziali beneficiari.Articolo 4, punto (a), (emendamento 13): le parole aggiunte chiariscono l'obiettivo.Articolo 4, punto (f), (emendamento 15): le parole aggiunte chiariscono l'obiettivo.Articolo 4, ultimo paragrafo (nuovo) (emendamento 17): il nuovo paragrafo rafforza uno degli obiettivi del programma: l'ampia divulgazione delle buone pratiche.Articolo 5, paragrafo 1 (emendamento 18): la dotazione finanziaria inizialmente prevista dalla Commissione era di 41 milioni di euro che corrisponde a 49,2 milioni di euro con l'adeguamento del bilancio in previsione dell'allargamento dell'Unione. L'importo di 50 milioni di euro suggerito dal Parlamento europeo può essere accolto dalla Commissione dal momento che è molto vicino alla dotazione attualmente prevista. Inoltre, viene aggiunta l'ultima frase per non pregiudicare le prospettive finanziarie per il 2007 e anni successivi.Articolo 8, paragrafo 2 (emendamento 22): il paragrafo aggiunto precisa il contenuto delle relazioni da presentare al Parlamento europeo e al Consiglio ed è conforme all'emendamento 18 di cui costituisce un'integrazione.Articolo 8, paragrafo 3 (emendamento 23): il nuovo testo potrebbe rafforzare l'impatto del programma.Allegato, punto I, paragrafo 1, punto (b) (emendamento 24) : le parole aggiunte chiariscono maggiormente il testo.Allegato, paragrafo 2, comma 1 (emendamento 25): le parole aggiunte sono utili.Allegato, punto I, paragrafo 2, punto (e) (nuovo) (emendamento 26): il suggerimento è utile.Allegato, punto I, paragrafo 3, comma 1 (emendamento 28): le parole aggiunte sono utili.Allegato, punto I, paragrafo 5, obiettivo (emendamento 29) : le parole aggiunte chiariscono maggiormente chi siano i beneficiari.Allegato, punto I, paragrafo 6, obiettivo (emendamento 30) : le parole aggiunte sono analoghe e coerenti con l'emendamento 15.Allegato, punto I, paragrafo 7, punto (a) (emendamento 31) : le parole aggiunte chiariscono maggiormente chi siano i destinatari.Allegato, punto I, paragrafo 7, punto (d) (nuovo) (emendamento 32): il paragrafo integra utilmente l'elenco della Commissione.Allegato, punto II, paragrafo 2, punto (a) (emendamento 33): le parole aggiunte chiariscono il punto.Allegato, punto II, paragrafo 2, punto (d) (nuovo) (emendamento 36): il paragrafo integra utilmente l'elenco della Commissione.Allegato, punto II, paragrafo 2, punto (e) paragrafo 1 (emendamento 37): gli elementi aggiunti integrano utilmente l'elenco della Commissione.Allegato, punto II, paragrafo 2, punto (e) paragrafo 4 (nuovo) (emendamento 38): il suggerimento integra utilmente l'elenco della Commissione.2.2. Emendamenti che non possono essere accoltiEmendamenti 2, 14, 19 e 27.Tali emendamenti che aggiungono due considerando e un paragrafo all'allegato e modificano l'articolo 6, paragrafo 2 non possono essere accettati dalla Commissione dal momento che distinguono specifiche categorie di beneficiari/vittime: ragazze, giovani donne o bambini di strada. Una tale distinzione sarebbe contraria alla filosofia del programma che cerca di far sì che il suo testo sia neutrale ed equilibrato. L'articolo 2, paragrafo 1, punto 2 della proposta Daphne II si propone di considerare la violenza in senso lato ("tutti i tipi di violenza") e di rivolgersi ad un ampio pubblico ("bambini, giovani e donne"). Pertanto, il programma concerne tutte le forme di violenza e tutte le vittime di ciascuna delle tre categorie di cui sopra nonché coloro che corrono il rischio di essere vittime di atti di violenza. In tal modo il programma evita di escludere qualcuno.Emendamento 11Tale emendamento aggiunge un nuovo punto all'articolo 3, paragrafo 2 al fine di permettere la partecipazione di paesi terzi al programma. Tuttavia, l'articolo 3 del testo della Commissione relativo ai paesi che possono partecipare al programma è formulato in maniera generale, considerata l'attuale situazione dell'Unione e il suo allargamento futuro. Inoltre, comprende i paesi che hanno partecipato al primo programma Daphne. Ampliare l'elenco dei paesi autorizzati a partecipare al programma da una parte comporta il grave rischio di diluire e disperdere gli sforzi e le azioni realizzate riducendo così l'impatto del programma e, dall'altra, richiederebbe risorse umane e finanziarie di cui il programma, nella sua formulazione attuale, non dispone. Inoltre, la Commissione sta già promuovendo programmi ed azioni in favore dei diritti fondamentali nell'ambito delle sue politiche ed attività per lo sviluppo dei paesi terzi.Emendamento 12L'emendamento aggiunge un nuovo punto all'articolo 3, paragrafo 4, che garantirebbe la partecipazione di tutti i paesi a cui è aperto il programma ed incoraggerebbe la partecipazione delle ONG. In effetti, il programma Daphne II è aperto a tutti gli Stati membri, ai paesi EFTA/SEE e ai paesi candidati. Il programma sarà attuato con inviti a presentare proposte che daranno a qualsiasi organizzazione di tali paesi la possibilità di presentare domanda. Incoraggiare la loro partecipazione è un impegno gravoso che va al di là della responsabilità e delle risorse della Commissione. Inoltre, il programma Daphne ha dovuto far fronte, tra il 2000 e il 2003, a una domanda otto volte superiore alle risorse finanziarie disponibili.Emendamenti 14 e 16Tali emendamenti aggiungono all'articolo 4, punti e) e g) un testo che non è coerente con il resto del testo. Infatti, l'articolo 3, paragrafo 1 del testo specifica già quali sono le organizzazioni e le istituzioni che possono partecipare al programma. Pertanto, non è necessario menzionarle tutte o in parte di nuovo per le azioni elencate all'articolo 4. Tutte le attività del programma sono aperte a tutte le organizzazioni. La Commissione valuta la pertinenza dei partenariati previsti da ciascuna proposta in relazione agli obiettivi di quest'ultima.Emendamento 20Tale emendamento precisa che il comitato dei rappresentanti degli Stati membri che assiste la Commissione nell'attuazione del programma deve garantire un'equa rappresentazione di uomini e donne. Tuttavia, tale articolo è un articolo standard previsto dalla comitatologia attuale per i programmi della Commissione. L'emendamento proposto non è necessario dal momento che in tale materia vige già un principio generale di diritto comunitario che deve essere - ed è - rispettato dalla Commissione e dagli Stati membri (decisione della Commissione 2000/407/CE del 19 giugno 2000 riguardante l'equilibrio tra i sessi nei comitati e nei gruppi di esperti da essa istituiti) il cui articolo 2 stabilisce che "La Commissione si impegna a instaurare un equilibrio tra i sessi nei gruppi di esperti e comitati che essa istituisce". L'obiettivo a medio termine è giungere ad avere almeno il 40 % di membri di un sesso in ciascun gruppo di esperti e comitato. Inoltre, la Commissione cita tale articolo in tutte le e mail inviate agli Stati membri al fine della costituzione di comitati o gruppi di esperti.Emendamento 21L'emendamento impone alla Commissione di assicurare la coerenza globale e la complementarità con le politiche, gli strumenti e le azioni della Comunità in materia. La Commissione conviene con il principio secondo cui la cooperazione con altri programmi su taluni punti specifici è benefica per tutti. Ed è per questo che la Commissione assicura la coerenza e la complementarità tra i suoi diversi strumenti ed azioni, nel quadro normale della loro gestione. In particolare, nell'ambito delle azioni contro la violenza, c'è cooperazione tra Daphne e programmi come AGIS (precedentemente STOP), Safer Internet (Internet sicuro) e il programma per la prevenzione delle lesioni (ora programma quadro sulla salute). Tuttavia, finanziare un progetto che preveda diversi programmi - e conseguentemente diverse linee di bilancio - crea di solito complicazioni superiori ai benefici ottenuti.Emendamento 34L'emendamento chiede che il programma Daphne II crei, insieme a Interpol e Europol, una banca dati europea sulle persone scomparse. Tale tipo di azione e collaborazione è già ampiamente previsto dalla Commissione. Infatti, un tale sistema di informazioni esiste già: il "Sistema d'informazione Schengen" (SIS e ora SIS II elaborato dalla Commissione). Inoltre, il Consiglio ha adottato una risoluzione (2001/C 283/01) in cui invita gli Stati membri a cooperare e scambiare reciprocamente informazioni sui bambini scomparsi. A seguito di tale risoluzione la Commissione sta realizzando uno studio dedicato, tra l'altro, alla natura e all'estensione del fenomeno dei bambini scomparsi. Inoltre, l'articolo 9 della decisione quadro del Consiglio sulla tratta degli esseri umani (2001/C 62 E/24) esorta gli Stati membri a cooperare segnatamente mediante scambi di informazioni. Infine, la collaborazione con Interpol e Europol rientra più precisamente nel programma AGIS (cooperazione in materia penale).Emendamento 35L'emendamento propone la costituzione di un "think tank" per fornire orientamenti che facilitino l'individuazione delle priorità per la selezione dei progetti di cui farebbero parte i rappresentanti del Parlamento europeo e delle principali ONG. L'emendamento propone un meccanismo che interferirebbe con la comitatologia di cui alla decisione 1999/468/CE (GU C 38 del 6.2.2001). Infatti, la scelta delle priorità e la selezione dei progetti è di esclusiva competenza della Commissione, assistita e consigliata da un comitato di rappresentanti degli Stati membri. Inoltre, la partecipazione dei rappresentanti delle ONG a tale gruppo "think tank" potrebbe provocare conflitti di interesse dal momento che esse sono candidate potenziali ai finanziamenti comunitari.Emendamento 39L'emendamento propone di istituire un helpdesk per assistere le ONG, soprattutto quelle dei nuovi Stati membri, nella loro partecipazione al programma. La Commissione è favorevole all'idea, ma va ricordato che la realizzazione di un servizio di questo tipo dipenderà in gran misura dalla disponibilità di risorse umane e finanziarie adeguate. Nella fase attuale, la Commissione non può accogliere l'emendamento ma cercherà sicuramente di attuarlo se disporrà delle necessarie risorse.Emendamento 40Tale emendamento relativo all'organizzazione di un anno europeo di azioni contro la violenza non è più necessario ora che è stato accolto l'emendamento 36.2003/0025 (COD)Proposta modificata di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce una seconda fase del programma di azione comunitaria (2004-2008) per prevenire la violenza contro i bambini, i giovani e le donne e per proteggere le vittime e i gruppi a rischio (programma DAPHNE II)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 152,vista la proposta della Commissione, [1][1]  COM(2003) 54 definitivovisto il parere del Comitato economico e sociale europeo , [2][2]  CESE/2003/588visto il parere del Comitato delle regioni, [3][3]  CDR/2003/63deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato,considerando quanto segue:(1) La violenza fisica, sessuale e psicologica contro i bambini, i giovani e le donne, nonché la minaccia di tali atti, la coercizione e la privazione della libertà, nell'ambito della vita pubblica e privata, lede il loro diritto alla vita, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità e all'integrità fisica ed emotiva e costituisce una minaccia grave per la salute fisica e psichica delle vittime. Gli effetti di tali atti di violenza sono così diffusi in tutta la Comunità da costituire una grave minaccia per la salute ed un ostacolo al godimento del diritto a una cittadinanza sicura, libera e giusta.(2) È importante e necessario riconoscere le gravi conseguenze, immediate e a lungo termine, che la violenza reca ai singoli, alle famiglie e alla collettività in termini di salute, di sviluppo psicologico e sociale e di pari opportunità per le persone coinvolte, nonché gli elevati costi sociali ed economici che essa comporta per la società nel suo complesso.(3) Secondo la definizione dell'Organizzazione mondiale della sanità, la salute è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale, che non consiste soltanto nell'assenza di malattie o infermità. Una risoluzione dell'Assemblea mondiale [4] per la sanità, adottata nel corso della 49ª Assemblea mondiale per la sanità, svoltasi a Ginevra nel 1996, dichiara che la violenza è uno dei principali problemi per la sanità pubblica nel mondo. La relazione mondiale sulla violenza e la salute presentata dall'Organizzazione Mondiale per la sanità il 3 ottobre 2002 a Bruxelles raccomanda di promuovere misure preventive, di potenziare le capacità di reagire delle vittime di atti di violenza e di migliorare la collaborazione e lo scambio di informazioni in materia di prevenzione della violenza.[4]  Risoluzione dell'AMS49.25.(4) Tali principi sono riconosciuti in numerose convenzioni, dichiarazioni e protocolli delle principali istituzioni internazionali, come le Nazioni Unite, l'organizzazione internazionale del lavoro, le conferenze mondiali sulle donne e il congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini a scopo commerciale. Tali importanti attività svolte dalle organizzazioni internazionali devono essere integrate dalle attività dell'Unione europea. Infatti, l'articolo 3 lettera p) del trattato stabilisce che l'azione della Comunità comporti un contributo al conseguimento di un elevato livello di protezione della salute.(5) La carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ribadisce, tra l'altro, il diritto alla dignità, eguaglianza e solidarietà [5]. La carta prevede una serie di disposizioni mirate specificamente a tutelare e promuovere l'integrità fisica e psichica, la parità di trattamento tra uomini e donne, i diritti del fanciullo e la non discriminazione nonché per proibire i trattamenti disumani o degradanti, la schiavitù, il lavoro forzato e il lavoro minorile.[5]  GU C 364 del 18.12.2000, pag. 1.(6) La Commissione è stata invitata a preparare ed attuare programmi di azione per combattere tali atti di violenza dal Parlamento europeo, nelle risoluzioni del 19 maggio 2000 [6] sulla comunicazione della Commissione Ulteriori azioni della lotta contro la tratta delle donne [7] e del 20 settembre 2001 sulle mutilazioni genitali femminili [8].[6]  A5-0127/2000, GU C 59, del 23.2.2001, pag. 307.[7]  COM(1998) 726.[8]  2001/2035(INI), GU C 77E, 28.3.2002, p. 22-126(7) Il programma di azione, fissato dalla decisione n. 293/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 gennaio 2000, relativa ad un programma d'azione comunitaria sulle misure preventive intese a combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne (2000-2003) (programma DAPHNE) [9], ha contribuito ad aumentare la consapevolezza dell'Unione europea e a migliorare e consolidare la cooperazione tra le organizzazioni degli Stati membri attive nella lotta contro la violenza.[9]  GU L 34 del 9.2.2000, pag. 1.(8) Il programma Daphne (2000- 2003) ha ottenuto una risposta superiore alle aspettative dimostrando di andare incontro ad un'esigenza profondamente sentita dal settore del volontariato. I progetti finanziati hanno già incominciato ad avere effetti moltiplicatori sulle attività delle organizzazioni non governative e delle istituzioni in Europa. Nella fase iniziale il programma ha già contribuito in maniera decisiva all'elaborazione di una politica della UE in materia di violenza, tratta, abuso sessuale e pornografia, con implicazioni che vanno ben al di là dei confini dell'Unione europea, come risulta dalla relazione intermedia del programma Daphne.(9) Nella risoluzione del 4 settembre 2002 [10] sull'esame intermedio del programma Daphne 2000-2003 [11], il Parlamento europeo sottolinea la necessità fondamentale di strategie efficaci per combattere la violenza e l'importanza di continuare il programma dopo il 2003 e chiede alla Commissione di presentare una proposta per un programma d'azione che inglobi tutte le esperienze acquisite dopo il 1997 destinandovi un finanziamento adeguato.[10]  2001/2265(INI)[11]  COM(2002) 169 definitivo, SEC(2002) 338.(10) È auspicabile garantire la continuità dei progetti finanziati dal programma Daphne (2000-2003), basarsi sulle esperienze acquisite e mettere a frutto le opportunità del valore aggiunto scaturito da tali esperienze e a tal fine rinnovare il programma per una seconda fase.(11) La Comunità può recare un valore aggiunto alle iniziative che devono essere prese prevalentemente dagli Stati membri e dirette a prevenire la violenza, anche sotto forma di sfruttamento e abusi sessuali, perpetrata contro i bambini, i giovani e le donne e la protezione delle vittime e dei gruppi a rischio attraverso la divulgazione e lo scambio di informazioni ed esperienze, la promozione di un approccio innovativo, la fissazione di priorità comuni, lo sviluppo di eventuali reti, la selezione di progetti a livello comunitario e la motivazione e mobilitazione di tutti i soggetti interessati. In tali iniziative devono rientrare anche azioni per le donne e i bambini introdotti negli Stati membri con la tratta degli esseri umani. La Comunità può inoltre individuare e incoraggiare buone pratiche.(12) Questo programma può recare un valore aggiunto individuando e promuovendo le buone pratiche, incoraggiando l'innovazione e favorendo lo scambio delle esperienze in materia maturate nel corso delle diverse azioni intraprese negli Stati membri, ivi compreso lo scambio d'informazioni sulle diverse normative, sulle sanzioni e sui risultati conseguiti. Al fine di raggiungere gli obiettivi del programma e di utilizzare le risorse disponibili nel modo più efficiente, occorre scegliere con cura i settori in cui portare avanti le attività mediante una selezione di progetti che apportino un maggiore valore aggiunto a livello comunitario e mostrino il cammino da fare mediante la sperimentazione e la divulgazione di nuove idee per combattere e prevenire la violenza, nel contesto di un approccio multidisciplinare.(13) Pertanto, conformemente ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, definiti dall'articolo 5 del trattato, gli obiettivi dell'azione proposta (prevenire e combattere tutte le forme di violenza contro i bambini, i giovani e le donne) possono essere meglio raggiunti dalla Comunità, considerata l'esigenza di un approccio coordinato e multidisciplinare che favorisca la costituzione di reti transnazionali per la formazione, l'informazione, lo studio e lo scambio di migliori pratiche, e la selezione di progetti a livello comunitario. Tale decisione si limita al minimo richiesto per raggiungere detti obiettivi e non va oltre quanto strettamente necessario a tal fine.(14) Tale fase del programma dovrebbe avere la durata di cinque anni al fine di permettere che le azioni da attuare dispongano del tempo sufficiente per raggiungere gli obiettivi fissati e per trarre insegnamenti e raccogliere esperienze da integrare nelle buone pratiche in tutta l'Unione europea(15) Conformemente all'articolo 2 della decisione del Consiglio 1999/468/CE del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [12], devono essere adottate misure per l'esecuzione di questa decisione mediante la procedura consultiva di cui all'articolo 3 di tale decisione.[12]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(16) La presente decisione fissa, per tutta la durata del programma, una dotazione finanziaria che costituisce il riferimento principale ai sensi del punto 33 dell'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione del 6 maggio 1999 sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio [13].[13]  GU C 172 del 18.6.1999, pag. 1.DECIDONO:Articolo 1Oggetto e campo d'applicazioneÈ istituita la seconda fase del programma Daphne per la prevenzione di tutte le forme di violenza contro i bambini, i giovani e le donne e per la protezione delle vittime e dei gruppi a rischio (in appresso "il programma") per il periodo dal primo gennaio 2004 al 31 dicembre 2008; tale programma può essere prorogato.Ai fini del programma, per ' bambini' s'intendono i bambini e gli adolescenti fino all'età di 18 anni, conformemente agli strumenti internazionali relativi ai diritti del fanciullo.Tuttavia, i progetti le cui attività siano destinate specificamente a beneficiari come, ad esempio, i 'teenagers' (di età dai 13 ai 19 anni) oppure a persone di età compresa tra i 12 e i 25 anni, sono considerati destinati alla categoria cosiddetta dei 'giovani'.Articolo 2Obiettivi del programma1. Il programma contribuisce all'obiettivo generale di fornire ai cittadini un elevato livello di protezione dalla violenza, che comprenda la tutela della salute fisica e psichica.Obiettivo del programma è prevenire e combattere tutte le forme di violenza, in ambito sia pubblico che privato, contro i bambini, i giovani e le donne mediante misure preventive e il sostegno alle vittime, ed in particolare la prevenzione dell'esposizione futura alla violenza, nonché assistere ed incoraggiare le organizzazioni non governative e le altre organizzazioni attive nel settore.2. Le azioni da realizzare nel quadro del programma allegato intendono:(a) promuovere azioni transnazionali:i) costituire reti multidisciplinari, segnatamente a sostegno delle vittime della violenza e dei gruppi a rischio;ii) assicurare l'espansione della base di conoscenze, dello scambio di informazioni e dell'individuazione e divulgazione delle buone pratiche, ivi comprese la formazione, le visite di studio e gli scambi di personale;iii) sensibilizzare destinatari specifici (come gli operatori del settore, le autorità competenti e settori particolari del grande pubblico) al fine di migliorare la comprensione, promuovere l'adozione di una politica di tolleranza zero nei confronti della violenza ed incoraggiare l'assistenza alle vittime e la denuncia degli episodi di violenza alle autorità competenti;iv) studiare i fenomeni collegati alla violenza ed eventuali metodi per prevenirla, indagare ed approfondire le origini della violenza a tutti i livelli della società;(b) introdurre, su iniziativa della Commissione europea, azioni complementari, come studi, elaborazione di indicatori, raccolte di dati, statistiche per sesso ed età, seminari, riunioni di esperti o altre attività per consolidare la base delle conoscenze del programma e divulgare le informazioni e i risultati ottenuti dal programma.Articolo 3Accesso al programma1. Il programma è aperto alla partecipazione di organizzazioni pubbliche e private e di istituzioni (gli enti locali a livello comunale e regionale, i dipartimenti universitari e centri di ricerca) che operino al fine di prevenire e combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne o di proteggere contro tali atti di violenza o ancora di fornire sostegno alle vittime o infine che svolgano azioni mirate per promuovere il rifiuto della violenza oppure per incoraggiare un cambiamento di atteggiamenti e comportamenti nei confronti delle categorie più vulnerabili e delle vittime della violenza.2. Il programma è aperto alla partecipazione:(a) dei paesi SEE, conformemente alle condizioni stabilite nell'accordo SEE,(b) dei paesi associati dell'Europa centrale e orientale, conformemente alle condizioni stabilite negli accordi europei, nei loro protocolli aggiuntivi e nelle decisioni dei rispettivi consigli d'associazione,(c) di Cipro, di Malta e della Turchia, in virtù di accordi bilaterali da concludere con questi paesi.3. I progetti, per poter avvalersi di un finanziamento nell'ambito di tale programma, devono coinvolgere almeno due Stati membri, avere una durata massima di due anni e puntare alla realizzazione degli obiettivi di cui all'articolo 2.Articolo 4Azioni del programmaIl programma comprende le seguenti categorie di azioni:a) individuazione e scambi di migliori pratiche ed esperienze di lavoro al fine, segnatamente, di realizzare misure di prevenzione e di assistenza alle vittime;b) studi analitici per categoria e ricerche;c) attività settoriali con la partecipazione dei beneficiari, soprattutto i bambini e i giovani, in tutte le fasi dell'ideazione, dell'esecuzione e della valutazione del progetto;d) costituzione di reti multidisciplinari durature;e) azioni di formazione ed ideazione di strumenti didattici:f) elaborazione ed attuazione di programmi per il trattamento, da una parte, degli aggressori e, dall'altra, delle vittime e delle persone a rischio;g) preparazione ed esecuzione di attività di sensibilizzazione rivolte a pubblici specifici, ideazione di materiali che integrino quelli già disponibili, o adattamento e utilizzazione dei materiali esistenti in altre aree geografiche o per altri gruppi destinatari;h) divulgazione dei risultati ottenuti dal programma Daphne: adattamento, trasferimento e utilizzazione da parte di altri beneficiari o in altre aree geografiche.Tutti i materiali realizzati (studi, stampati, pacchetti didattici o formativi, clip audio, film video, raccolte di dati (esclusi i dati personali), statistiche etc.) con il finanziamento o il cofinanziamento di questo programma devono poter essere utilizzati gratuitamente da terzi ed essere disponibili in formato elettronico.Articolo 5Bilancio1. La dotazione finanziaria per l'attuazione del programma per il periodo 2004-2008 è fissata a 50 milioni di euro.2. Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio entro i limiti delle prospettive finanziarie. Gli stanziamenti d'impegno previsti per il periodo successivo al 2006 sono subordinati all'accordo dell'autorità di bilancio sulle prospettive finanziarie per il periodo successivo al 2006.3. Le decisioni di finanziamento danno luogo alla conclusione di convenzioni di finanziamento fra la Commissione e i beneficiari della sovvenzione.4. L'intervento a carico del bilancio generale dell'Unione europea non può superare l'80% del costo complessivo del progetto.Tuttavia, le azioni complementari di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera b), possono essere finanziate fino al 100%, a condizione che non superino un massimale del 15 % dello stanziamento totale annuo per il programma.Articolo 6Attuazione del programma1. La Commissione è responsabile della gestione e dell'esecuzione del programma.2. La Commissione garantisce un approccio equilibrato, che rispetti i tre gruppi destinatari, bambini, giovani e donne nell'esecuzione del programma.3. La Commissione garantisce un approccio equilibrato, in termini di scala del progetto, riservando una quota del bilancio annuale per progetti su larga scala che consentano partenariati più estesi per attuare attività a più ampio raggio.4. Le misure necessarie per l'attuazione della presente decisione concernenti tutti gli altri punti sono adottate secondo la procedura di consultazione di cui all'articolo 7, paragrafo 2.Articolo 7Procedura del comitato1. La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Quando viene fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE, conformemente all'articolo 7, paragrafo 3 e all'articolo 8.Articolo 8Controllo e valutazione1. La Commissione prende tutte le misure necessarie per assicurare un controllo e una valutazione permanente del programma che tengano conto degli obiettivi generali e specifici stabiliti dall'articolo 1 e dall'allegato.2. Entro la metà del 2006, la Commissione presenta una relazione di valutazione intermedia al Parlamento europeo e al Consiglio in cui valuta la rilevanza, l'utilità, la sostenibilità, l'efficacia e l'efficienza delle attività di Daphne II realizzate fino a quel momento. Tale relazione comprende una valutazione ex ante al fine di sostenere eventuali azioni future. Inoltre, in parallelo con la presentazione del Progetto preliminare di bilancio per il 2006, la Commissione comunica all'autorità di bilancio i risultati della valutazione quantitativa e qualitativa basata sul raffronto tra il piano annuale di attuazione e gli indicatori di efficacia.3. Al termine del programma, la Commissione presenta una relazione finale al Parlamento europeo e al Consiglio. La relazione contiene, inter alia, informazioni relative alle attività svolte nell'ambito delle azioni proposte al punto II c dell'allegato, necessarie per valutare l'opportunità di un'azione politica.4 La relazione di cui ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo è inviata anche al Comitato economico sociale europeo e al Comitato delle regioni.Articolo 9Entrata in vigoreLa presente decisione entra in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Unione europea.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il PresidenteALLEGATOOBIETTIVI E AZIONI SPECIFICHEI. AZIONI TRANSNAZIONALI:1. individuazione e scambi di migliori pratiche ed esperienzeObiettivo: sostenere ed incoraggiare lo scambio, l'adattamento e l'utilizzazione di migliori pratiche per applicarle ad altri contesti o aree geograficheIncoraggiare e promuovere lo scambio di migliori pratiche al livello comunitario in materia di assistenza e protezione di bambini, giovani e donne - vittime o gruppi a rischio - con particolare attenzione ai seguenti settori:a) prevenzione (generale o destinata a categorie specifiche);b) protezione e assistenza alle vittime (assistenza psicologica, medica, sociale, didattica e giuridica, fornitura di alloggi, trasferimento e protezione delle vittime, formazione e reinserimento nella vita sociale e lavorativa);c) procedure per la tutela degli interessi superiori dei bambini, dei giovani e delle donne vittime di atti di violenza;d) valutazione dell'impatto effettivo che i vari tipi di violenza hanno in Europa sulle vittime e sulla società, al fine di definire una risposta adeguata.2. studi analitici per categoria e ricerche;Obiettivo: studiare i fenomeni connessi alla violenzaFinanziare attività di ricerca, studi per sesso e per età e analisi per categoria nel settore della violenza al fine di:a) indagare e valutare le diverse cause, circostanze e meccanismi che fanno insorgere e incrementare gli atti di violenza, compresa la coercizione esercitata per costringere all'accattonaggio e al furto ;b) analizzare e comparare i modelli esistenti in materia di prevenzione e di protezione;c) elaborare misure di prevenzione e di protezione;d) valutare l'impatto della violenza, anche in termini di salute, sia sulle vittime che sulla società nel suo complesso, compresi i costi economici;e) studiare le opportunità di elaborare filtri per prevenire la diffusione di materiale di pedofilia su Internet.3. attività sul posto con la partecipazione dei beneficiariObiettivo: mettere in atto metodi sperimentati per la prevenzione e la protezione dagli atti di violenzaFinanziare la messa in atto di metodi, moduli di formazione e di assistenza (psicologica, medica, sociale, didattica, giuridica e finalizzata alla reintegrazione) che coinvolgano direttamente i beneficiari.4. costituzione di reti multidisciplinari duratureObiettivo: sostenere ed incoraggiare le organizzazioni non governative (ONG) e le altre organizzazioni, come le autorità pubbliche locali (al livello comunale) attive nella lotta contro la violenza, a collaborareSostenere la costituzione e il potenziamento di reti multidisciplinari e incoraggiare e sostenere la cooperazione tra le ONG e le diverse organizzazioni ed enti pubblici al fine di migliorare il livello di conoscenza e di comprensione dei rispettivi ruoli e di fornire un sostegno globale e multidisciplinare alle vittime degli atti di violenza e alle categorie a rischio.Le reti svolgono in particolare attività dirette ad affrontare i problemi connessi alla violenza, al fine di:a) realizzare un quadro comune per l'analisi del fenomeno della violenza, che comprenda la definizione dei diversi tipi di violenza, delle cause della violenza e di tutte le sue conseguenze, e per la preparazione di adeguate risposte multisettoriali;b) valutare i diversi tipi e l'efficacia delle misure e delle pratiche finalizzate alla prevenzione e all'individuazione degli atti di violenza nonché alla prestazione di assistenza alle vittime della violenza, segnatamente al fine di garantire che esse non siano mai più esposte ad atti di violenza;c) promuovere attività che affrontino il problema a livello internazionale e nazionale.5. azioni di formazione ed ideazione di strumenti didatticiObiettivo: elaborare strumenti didattici sulla prevenzione della violenzaIdeare e sperimentare strumenti ed attività didattiche sulla prevenzione della violenza contro i bambini, i giovani e le donne, nonché sulla risoluzione dei conflitti, da utilizzare nelle scuole e negli istituti di istruzione per gli adulti, nelle associazioni, nelle imprese, nelle istituzioni pubbliche e nelle ONG.6. elaborazione ed attuazione di programmi di trattamentoObiettivo: elaborazione ed attuazione di programmi per il trattamento, da una parte, degli aggressori e, dall'altra, delle vittime e delle persone a rischio, al fine di prevenire la violenzaIndividuare le possibili cause, circostanze e meccanismi che portano all'insorgere e all'incremento degli atti di violenza, come la natura della motivazione degli autori di atti di violenza e dei responsabili dello sfruttamento sessuale o non sessuale a scopo commercialeElaborare, sperimentare ed attuare trattamenti basati sui risultati degli studi di cui sopra.7. attività di sensibilizzazione destinate a un pubblico specificoObiettivo: sensibilizzare e migliorare il livello di comprensione della violenza e della prevenzione della violenza contro i bambini, i giovani e le donne al fine di promuovere una politica di tolleranza zero, di assistere le vittime e i gruppi a rischio e di denunciare gli episodi di violenzaSono ammissibili alla sovvenzione, tra gli altri, i seguenti tipi di azione:a) l'elaborazione e l'esecuzione di attività di informazione e di sensibilizzazione finalizzate ai bambini, ai giovani e alle donne, segnatamente sui rischi potenziali della violenza e sui mezzi per evitarla; rientrano tra i destinatari anche professionisti come insegnanti, educatori, medici, assistenti sociali, avvocati, autorità di polizia, media, ecc.;b) lo sviluppo di fonti di informazione a livello comunitario per assistere ed informare le ONG e gli enti pubblici sulle informazioni pubbliche disponibili in materia di violenza, i metodi per prevenirla e la riabilitazione delle vittime, realizzate da fonti governative, non governative, accademiche e altre ancora; ciò dovrebbe rendere possibile l'integrazione dei dati in tutti i sistemi d'informazione attinenti;c) l'incoraggiamento all'introduzione di misure e servizi specifici che aumentino il numero di denunce alle autorità di episodi di violenza e delle diverse forme di tratta delle donne, dei giovani e dei bambini a scopo di sfruttamento sessuale e non sessuale;d) promozione di campagne pubblicitarie che utilizzino i mezzi di comunicazione di massa e siano incentrate sulla condanna della violenza e il sostegno alle vittime sotto forma di assistenza psicologica, morale e pratica.Incoraggiamento alla preparazione di materiali che integrino quelli già disponibili, o adattamento e utilizzazione dei materiali esistenti in altre aree geografiche o per altri gruppi destinatari.II. AZIONI COMPLEMENTARIAl fine di garantire che tutti i settori del programma siano pienamente coperti, anche in assenza di proposte - o di proposte adeguate - per un determinato settore, la Commissione svolge ulteriori attività per colmare tali lacune.Pertanto, il programma finanza azioni complementari, su iniziativa della Commissione, tra l'altro, nei seguenti settori:a. L'aiuto all'elaborazione di indicatori sulla violenza che permettano di valutare quantitativamente l'impatto delle politiche e dei progetti; sulla base delle esperienze esistenti di tutte le forme di violenza nei confronti dei bambini, dei giovani e delle donne;b. l'istituzione di una procedura per una raccolta regolare e sostenibile di dati, preferibilmente con l'assistenza di EUROSTAT, al fine di poter effettuare una valutazione quantitativa più accurata sugli episodi di violenza nell'Unione;c. l'individuazione, ove possibile, degli aspetti politici e strategici dalle attività svolte dai progetti finanziati al fine di proporre politiche comuni sulla violenza a livello comunitario e di rafforzare la pratica giudiziaria;d. l'analisi e la valutazione dei progetti finanziati al fine di preparare l'anno europeo contro la violenza;e. la divulgazione su scala europea delle buone pratiche scaturite dai progetti finanziati; ciò può essere realizzato in diversi modi:(1) mediante la realizzazione e la distribuzione di materiali scritti, di CD-ROM, di filmati video, di siti Internet, di campagne e spot pubblicitari;(2) mediante il distaccamento e l'organizzazione di scambi di personale con esperienza in materia da un'organizzazione all'altra per la reciproca assistenza nell'attuazione di nuove soluzioni o di pratiche che si sono rivelate efficaci altrove;(3) mediante l'autorizzazione a una singola ONG ad utilizzare, adattare o trasferire i risultati di Daphne ad un'altra zona europea o ad un'altra categoria di beneficiari;(4) cooperare il più possibile con i media.f. l'organizzazione di seminari per tutti coloro che partecipano ai progetti finanziati al fine di migliorare la gestione e la capacità di costituire reti nonché di contribuire allo scambio di informazioni;g. lo svolgimento di studi e l'organizzazione di riunioni di esperti e seminari direttamente collegati alla realizzazione dell'azione di cui formano parte integrante.Inoltre, la Commissione può ricorrere, nello svolgimento del programma, ad organizzazioni di assistenza tecnica, che saranno finanziate nell'ambito del quadro globale di bilancio e, alle stesse condizioni, ad esperti.SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVASettori d'intervento: immigrazione, asilo, visti; libera circolazione delle persone; diritto civile; cittadinanza e diritti fondamentali.Attività: 45. 40: lotta contro la violenza nei confronti di bambini, giovani e donneDenominazione dell'azione: programma Daphne (per combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne)1. LINEA(E) DI BILANCIO + DENOMINAZIONE(I)18 04 01 02 (B5-802)2. DATI COMPLESSIVI IN CIFRE2.1. Dotazione finanziaria complessiva per l'azione (Parte B): impegni in milioni di euro45.625 milioni di euro. Conformemente all'accordo internazionale del 6 maggio 1999 (GU C172 del 18.06.1999) ed in particolare della parte E, articolo 33, detto importo può essere modificato a seguito dell'adesione dei nuovi Stati membri nel 2004.2.2. Periodo di applicazione:01/01/2004 - 31/12/20082.3. Stima globale pluriennale delle spese:a) Scadenze degli stanziamenti di impegno e di pagamento (intervento finanziario) (cfr. punto 6.1.1)milioni di euro (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(b) Assistenza tecnica e amministrativa e spese d'appoggio (SDA) (cfr. punto 6.1.2)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;c) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese di funzionamento (Cfr. punti 7.2 e 7.3)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;2.4. Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie[X] La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigoreLa proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie.Può essere necessario il ricorso alle disposizioni dell'accordo interistituzionale2.5. Incidenza finanziaria sulle entrate: [14][14]  Per ulteriori informazioni, si veda il documento d'orientamento distinto.Nessuna implicazione finanziaria (interessa gli aspetti tecnici relativi all'attuazione di una misura)OPPURE[X] La proposta ha un'incidenza finanziaria - incidenza sulle entrate:Contributo degli Stati EFTA/SEE : 2,128% (dati del 2002)milioni di euro (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;4. Base giuridicaArticolo 152 TUE5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1. Necessità dell'intervento comunitario5.1.1. Obiettivo dell'azioneIl programma contribuisce all'obiettivo generale di fornire ai cittadini un elevato livello di protezione nei confronti della violenza, garantendo la tutela della loro salute fisica e mentale, nel contesto di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. In tale ambito, si propone di prevenire e combattere tutte le forme di violenza contro i bambini, i giovani e le donne mediante azioni di prevenzione e di assistenza alle vittime segnatamente al fine di prevenire un'esposizione alla violenza in futuro. Mira anche ad aiutare e incoraggiare le ONG e le altre organizzazioni attive in questo settore. Il programma contribuisce in tal modo al benessere sociale.Le azioni da realizzare nel quadro del programma allegato intendono:a) promuovere azioni transnazionali:i. costituire reti multidisciplinari, segnatamente a sostegno delle vittime della violenza e dei gruppi a rischio;ii. assicurare lo scambio di informazioni, l'individuazione e la divulgazione delle buone pratiche, ivi comprese la formazione, le visite di studio e gli scambi di personale;iii. sensibilizzare i cittadini (vasto pubblico e destinatari specifici come professionisti del settore e autorità) per migliorare la comprensione e l'adozione di una politica di tolleranza zero e per incoraggiare l'assistenza alle vittime e la denuncia degli episodi di violenza alle autorità competenti;iv. studiare i fenomeni connessi alla violenza;b. introdurre, su iniziativa della Commissione europea, azioni complementari, come studi, elaborazione di indicatori, raccolte di dati, seminari, riunioni di esperti o altre attività per consolidare la base delle conoscenze del programma e divulgare le informazioni e i risultati ottenuti dal programma.5.1.2. Misure adottate in relazione alla valutazione ex-anteLa presente decisione è finalizzata alla continuazione del programma Daphne precedente. È stata realizzata una relazione intermedia del programma Daphne, comprendente elementi ex ante. Infatti, uno degli obiettivi di tale valutazione intermedia era di valutare se il programma continuasse ad essere pertinente alla luce delle esigenze attuali. I risultati della relazione hanno rappresentato uno degli elementi di cui si è tenuto conto nella decisione di rinnovare il programma dopo il 2003.La valutazione è stata realizzata nell'ultimo trimestre del 2001 e pubblicata nel marzo 2002 (COM (2002), 169 def., SEC (2002) 338). Si è trattato di una valutazione interna sulla base di un progetto speciale di controllo realizzato da esperti esterni. Il sistema comprende due visite in loco a tutti i progetti in diversi momenti della vita del progetto: una prima visita, da svolgersi durante l'esecuzione del progetto, incentrata sul suo svolgimento e una seconda visita, da svolgersi sei mesi dopo la fine del progetto, finalizzata alla valutazione dei risultati e che preveda anche contatti con i beneficiari finali. Tali informazioni hanno costituito i dati principali utilizzati nella valutazione intermedia del programma. La relazione è stata inviata alla DG BUDG il 25 settembre 2002 ed è disponibile anche sul sito Internet di Daphne.Gli elementi ex ante della valutazione intermedia sono stati discussi anche in sede di comitato responsabile del programma, composto da rappresentanti degli Stati membri. Essi sono stati anche oggetto di un dibattito in sede di Parlamento europeo sulla necessità di rinnovare il programma da cui è scaturita la risoluzione A4-0233 (2002). Gli elementi principali sono i seguenti.La necessità di un programma per combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne sussiste ancora come ha dimostrato lo straordinario numero di risposte ottenute dal programma Daphne (1200 proposte ricevute, 145 finanziate). Il primo programma Daphne ha coinvolto oltre 1000 ONG ed organizzazioni attive in tale settore in Europa che, a loro volta, hanno raggiunto decine di migliaia di beneficiari diretti (bambini, giovani e donne). Le categorie di destinatari che beneficeranno del programma Daphne II rimangono quelle del programma Daphne, cioè i bambini, i giovani e le donne.L'obiettivo generale del programma è combattere la violenza nei confronti di tali categorie di destinatari. Tale obiettivo generale rimane pertinente. Sono previsti obiettivi più specifici come la costituzione di reti multidisciplinari tra organizzazioni attive nel settore della lotta contro la violenza, soprattutto per l'assistenza alle vittime della violenza e ai gruppi a rischio. Tali reti devono assicurare lo scambio di informazioni, l'individuazione e la divulgazione delle buone pratiche, ivi comprese la formazione, le visite di studio e gli scambi di personale. Esse devono, inoltre, sensibilizzare i cittadini (il vasto pubblico e destinatari specifici come professionisti del settore e autorità) per migliorare la comprensione e l'adozione di una politica di tolleranza zero e per incoraggiare l'assistenza alle vittime e la denuncia degli episodi di violenza alle autorità competenti. Infine, devono studiare i fenomeni correlati alla violenza.La valutazione intermedia suggerisce anche indicatori di programma utili per analizzare il programma Daphne II, come il numero delle reti costituite, delle vittime delle diverse categorie di destinatari che sono state assistite, delle campagne di informazione organizzate, delle buone pratiche utilizzate e adattate ad altre aree geografiche e/o delle altre categorie di destinatari, degli strumenti di informazione o sensibilizzazione elaborati (CD-ROM, video, poster, opuscoli), ecc.Una delle conclusioni cui è giunta la valutazione intermedia è stata che il valore aggiunto a livello europeo era strettamente collegato alla costituzione di reti transnazionali. La natura dei temi trattati è tale da richiedere un approccio coordinato e multidisciplinare che coinvolga tutte le parti responsabili della lotta contro tali reati a livello dell'Unione europea. La creazione di un quadro per la formazione, l'informazione, lo studio e gli scambi di buone pratiche dei responsabili della lotta contro la violenza in tutte le sue forme dovrebbe permettere di prevenire e di combattere più efficacemente tale violenza. Si tratta di un concetto che rimane valido per Daphne II.La valutazione intermedia ha inoltre dimostrato che tale programma va a diretto beneficio delle vittime degli episodi di violenza ed integra il lavoro legislativo realizzato dagli Stati membri. Ha anche riscontrato che, nel periodo 2000-2002, i progetti finanziati dal programma Daphne si sono avvalsi del sostegno delle autorità nazionali, in forma di contributo finanziario o di adozione di politiche in materia, al fine della loro continuazione. Pertanto, il finanziamento Daphne ha funzionato come "capitale di avviamento", capace di generare sinergie.La valutazione intermedia di Daphne I ha messo in luce diverse debolezze del programma, come i settori di azione da rafforzare con una migliore divulgazione dei risultati ottenuti e orientamenti più dettagliati per i candidati. Sono aspetti che devono essere presi in considerazione come base per il miglioramento del programma attuale ai fini delle azioni future.Sulla base delle conclusioni della valutazione intermedia del programma Daphne I, il sistema di controllo di cui sopra sarà migliorato per Daphne II. Il controllo globale di tutti i progetti proseguirà con Daphne II : comprenderà la valutazione dei risultati dei progetti sei mesi prima del loro completamento e sarà potenziato con un meccanismo di valutazione a livello di programma. Inoltre, è prevista l'elaborazione di indicatori e la raccolta di dati al fine di quantificare i diversi risultati del programma e il pubblico raggiunto.5.1.3. Misure adottate a seguito della valutazione ex postLa valutazione ex post del programma Daphne I non ha ancora avuto luogo dal momento che il programma è ancora in corso e lo sarà fino alla fine del 2003.A metà del 2003 è stata iniziata la valutazione finale che comprenderà una valutazione ex post di tutti i progetti finanziati (303) da Daphne I e nell'ambito delle sue azioni preparatorie I realizzate nel 1998 e nel 1999.5.2. Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancioLe categorie destinatarie della decisione sono i bambini, i giovani e le donne, vittime o appartenenti a gruppi a rischio.Le misure concrete da prendere per l'attuazione del programma sono le azioni transnazionali e le misure complementari di cui al punto 5.1.1.Tali misure consolideranno la messa in rete delle organizzazioni interessate, miglioreranno la sensibilizzazione e il livello di informazione del vasto pubblico ma anche di destinatari specifici (personale sanitario, polizia, giornalisti, insegnanti, ecc.) nonché la divulgazione e l'utilizzazione di buone pratiche per combattere la violenza contro i bambini, i giovani e le donne.L'intervento a carico del bilancio generale dell'Unione europea non può superare l'80 % del costo complessivo del progetto per le azioni transnazionali e può raggiungere il 100% per le misure complementari.5.3. Modalità di attuazioneLe attività devono essere realizzate nel seguente modo:* tutte le funzioni delle autorità pubbliche (tra cui: le questioni strategiche, il piano annuale di lavoro, le questioni contrattuali, le questioni finanziarie (impegni, pagamenti), ecc.) sono svolte da funzionari della Commissione;* le questioni logistiche connesse al trattamento della documentazione (tra cui il trattamento delle proposte, l'inserimento in una banca dati, la gestione della banca dati, le fotocopie, la preparazione di elenchi, l'organizzazione di riunioni di esperti, una linea telefonica di assistenza etc.) sono gestite dall'ATA (assistenza tecnica ed amministrativa);* le visite di controllo e la valutazione dei progetti sono effettuate con l'assistenza di esperti esterni.6. INCIDENZA FINANZIARIA6.1. Incidenza finanziaria complessiva sulla parte B (per tutto il periodo di programmazione)(Il calcolo degli importi totali indicati nella tabella che segue dev'essere specificato con la ripartizione fornita nella tabella 6.2. )6.1.1. Intervento finanziarioImpegni (in milioni di euro fino a tre decimali)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;6.2. Calcolo del costo per ciascuna delle misure previste nella parte B (per tutto il periodo di programmazione)Impegni (in milioni di euro fino a tre decimali)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE AMMINISTRATIVE7.1. Effetti in termini di risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.2. Incidenza finanziaria totale delle risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi.7.3. Altre spese amministrative derivanti dall'azione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali per 12 mesi.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(Nella stima delle risorse umane e amministrative necessarie per l'azione, le DG e i servizi devono tenere conto delle decisioni prese dalla Commissione nel dibattito di orientamento e nell'adozione del progetto preliminare di bilancio. Ciò significa che le DG devono indicare che le risorse umane possono essere coperte dalla preassegnazione indicativa effettuata al momento dell'adozione del progetto preliminare di bilancio.In casi eccezionali, quando non è stato possibile prevedere l'azione considerata al momento della preparazione del progetto preliminare di bilancio, si dovrà adire la Commissione per decidere se e secondo quali modalità (modifica della preassegnazione indicativa, riassegnazione ad hoc, bilancio rettificativo/supplementare o lettera rettificativa al progetto di bilancio) l'esecuzione dell'azione proposta può essere accettata.8. CONTROLLO E VALUTAZIONE8.1. Sistemi di controlloAi fini del controllo e della verifica delle azioni finanziate continueranno ad essere utilizzati i meccanismi già esistenti nei programmi Daphne precedenti. Sono effettuate visite di controllo a tutti i progetti nella loro fase di esecuzione al fine di determinare i progressi realizzati, i risultati ottenuti e di proporre suggerimenti per garantire risultati positivi.8.2. Modalità e periodicità della valutazioneLa Commissione svolge valutazioni ex post annuali. Tutti i progetti finanziati sono oggetto di esami e visite prima del loro completamento al fine di valutarne il funzionamento globale e i risultati, l'impatto reale e probabile sui beneficiari, il contributo agli obiettivi generali del programma e il rapporto costi efficacia. Tali valutazioni sono inserite sinteticamente in una relazione annuale che illustra globalmente ciò che è stato realizzato nei diversi settori del programma.Sulla base di tali dati vengono presentate la relazione intermedia e finale sul programma.9. MISURE ANTIFRODENei moduli di candidatura per le sovvenzioni saranno richieste informazioni sull'identità e la natura dei potenziali beneficiari così che la loro affidabilità possa essere valutata anticipatamente.Negli accordi o contratti tra la Commissione e i destinatari sono incluse misure di prevenzione delle frodi (controlli, relazione intermedia e finale). La Commissione verifica le relazioni e si accerta che il lavoro sia stato eseguito correttamente prima di procedere ai pagamenti intermedi e finali.Inoltre, effettua controlli campione per verificare la corretta utilizzazione dei contributi.