CELEX: 51967PC0685
Language: it
Date: 1967-11-22
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa all'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative, riguardanti la dilazione del pagamento dei dazi doganali, delle tasse di effetto equivalente e dei prelievi agricoli (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (67) 685
Vol. 1967/0121
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---     COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                               COM(67)685 def.
                                               Bruxelles , 22 novembre 1967
'i
                                   Proposta ai
                             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
        relativa all' armonizzazione delle disposizioni legislative ,
           regolamentari e amministrative , riguardanti la dilazione
           del pagamento dei dazi doganali , delle tasse di effetto
                      equivalente e dei prelievi agricoli
               ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
   COM ( 67)685 def .
 ---pagebreak---                               RIASSUNTO
             Esistono attualmente nei sei Stati membri disposizioni che con­
sentono agli importatori di non pagare i dazi doganali , le tasse di effetto
equivalente ed i prelievi agri còli' al momento stesso in cui questi sono de­
terminati dai servizi doganali .    Le facilitazioni di pagamento in tal modo
accordate sono di duplice natura .    La prima non dà luogo a versamento d' in­
teressi da parte dei beneficiari .    Essa consiste in una proroga di durata
variabile : brevissima ( 10 giorni al massimo nei paesi del Benelux), breve
( da 15 a 30 giorni in Francia, da 10 a 25 giorni , in alcuni casi , in Italia )
o più lunga ( da un mese e mezzo a due mesi e mezzo in Germania ). A tali
facilitazioni si kggiungono - e possono cumularsi - quelle della seconda
categoria , che direttamente o indirettamente , danno invece luogo al pagamen­
to degli interessi .
             Disposizioni di tal genere esercitano un' incidenza , diretta 0
indiretta , sull' onere sopportato dagli importatori a causa dell' intervento
dei servizi doganali , e se non venissero armonizzate , potrebbero dar luogo
a deviazioni di traffico e di introiti doganali tali da compromettere -
come ha osservato il Consiglio dei Ministri nella sua risoluzione dell' 11
maggio I966 - la corretta attuazione dell' Unione doganale , che costituisce
uno degli obiettivi della CEE .
             La presente direttiva dispone quindi che i Paesi membri prov­
vedano in materia alla rapida applicazione di regole comuni .    A tal fine ,
allo spirare di un periodo transitorio necessario agli Stati membri per
adeguarsi alle nuove disposizioni , senza ledere i propri legittimi inte­
ressi , è previsto che , con effetto dal 1° luglio 1963 , potrà essere conces­
so agli importatori^ secondo diverse modalità techniche lasciate alla libe­
ra scelta dei paesi interessati , un termine medio di pagamento di 30 giorni,
senza dare luogo a pagamento d' interessi . •
             D' altra parte , per quanto riguarda eventuali facilitazioni sup­
plementari , è previsto che le spese sostenute dai contribuenti , e soprat­
tutto gli interessi , dovranno essere calcolate dalle amministazioni nazio­
nali competenti in modo che l' importo di esse sia equivalente a quello che
verrebbe riscosso allo stesso scopo sul mercato finanziario dello Stato
membro .
 ---pagebreak---                                    - 2 -
             L' esigenza di un ravvicinamento     risulta dalle considerazioni
esposte qui appresso .   In tali condizioni , e tenuto conto dal fatto che .
talune disposizioni nazionali rientranti nel dominio della presento pro«->
posta di direttiva hanno un' incidenza diretta sull' instaurazione e il
funzionamento del Mercato comune , la Commissione ritiene che le disposi­
zioni dell' articolo 100 del Trattato sono le sole applicabili . In appli­
cazione di tale articolo occorro , in questo caso , consultare il Parlamento
europeo ed il Comitato Economico e Sociale .
                                0         0
 ---pagebreak---                            RELAZIONE
Osservazioni preliminari
                                                                         •· τ ..
1.           La messa in opera dell' unione doganale , sulla quale è fondata
la Comunità Economica Europea , è disciplinata , per l' essenziale , nel
Capitolo del Trattato che le è dedicato . In tale Capitolo del Trattato
figurano delle prescrizioni precise per quanto attiene all' abolizione
dei dazi doganali intracomunitari , all' instaurazione progressiva della
Tariffa doganale comune , nonché alle modifiche o alle sospensioni autonoma
di essa . Per contro , per quanto riguarda le disposizioni nazionali legi-»:
slative , regolamentari e amministrative in materia doganale , l' articolo
                     <
27 elei Trattato prevede soltanto un ravvicinamento nella misura necessaria
il quale deve essere effettuato dagli Stati membri prima della fine della
prima tappa . Tale articolo non conferisce alle istituzioni della Comunità
alcun potere per statuire delle disposizioni obbligatorie .
             In seguito ai lavori ai quali è stato proceduto in materia ,
con la partecipazione degli Stati membri , la Commissione ha constatato ,
però , che è necessario garantire l' applicazione uniforme della Tariffa
doganale comune . A tale fine occorre , in talune materie , adottare atti
comunitari obbligatori , necessari per precisare le norme relative alla
messa in opera di una legislazione doganale atta ad assicurare l' unifor­
mità di cui sopra .  Trattandosi della messa in opera di un elemento di
base dell' unione doganale' e , nell' assenza di uh potere di azione confe­
rito alle istituzioni comunitarie nel relativo Capitolo del Trattato , non
sembra che gli atti comunitari di cui si tratta possano essere basati
su altre disposizioni specifiche del Trattato , ed in particolare su-
quelle relative alla politica commerciale
 ---pagebreak---                                     - 2 -
Introduzione
2.           L' attuazione dell' Unione doganale , ohe costituisce uno
degli obiettivi della Comunità , non soltanto esige che il debito do­
ganale venga determinato uniformemente in tutti gli Stati membri ,
secondo le basi fissate dalla tariffa doganale comune , ma pre­
suppone altresì' , onde evitare deviazione di traffico , che siano
armonizzate le disposizioni aventi un' incidenza diretta o indiretta
sull' onere sostenuto dagli importatori in conseguenza dell' intervento
del servizio doganale .                                   '   •
             Fra tali disposizioni figurano indiscutibilmente quelle
che disciplinano le condizioni di pagamento effettivo delle somme
dovute all' atto dell' importazione delle merci .   Si è infatti consta­
tato che , sebbene i dazi doganali , le tasse di effetto equivalente e
i prelievi agricoli siano applicati all' atto dell' importazione dei
prodotti ai fini della loro immissione in consumo , tutti gli Stati
membri accordano , secondo condizioni che variano da un Stato all' al­
tro , delle facilitazioni che hanno essenzialmente per effetto di
far beneficiare gli importatori di una dilazione del pagamento ,
variabile anche questa a seconda del paese considerato .
4,           Le disposizioni vigenti in materia negli Stati membri
possono esser raggruppate in due categorie .
             La prima comprende quelle che autorizzano gli importato­
ri , una volta soddisfatte determinate condizioni e , soprattutto ,
una volta fornite le garanzie richieste dall' amministrazione , a non
assolvere il debito doganale prima dello scadere di un dato periodo ,
che dipende dalla data in cui il debito è stato determinato e conta­
bilizzato nei documenti tenuti dal servizio doganale .
 ---pagebreak--- La dilazione può essere brevissima ( 10 giorni al massimo nei Paesi
del Benelux ), breve ( da 15 a 30 giorni in Francia e da 10 a 25 giorni
in Italia ) o di maggior durata (da un mese e mezzo a due mesi e mezzo
nella R.F. di Germania ). Tali facilitazioni di pagamento possono
essere accordate a condizioni più o meno restrittive , a seconda
degli Stati ed essere persino riservate - come nel caso dell' Italia -
a talune categorie d' importatori .
             Esse sono state concesse dalle autorità nazionali per
motivi d' ordine tecnico ( facilitare le operazioni di sdoganamento ) od
economico ( lasciare all' importatore un certo margine di tempo per
la rivendita della merce ). Se da un lato esse cagionano agli impor­
tatori alcune spese , connesse direttamente o indirettamente      alle
garanzie richieste dalle ajnminis trazioni , d' altro lato esse non
danno mai luogo al pagamento d' interessi .
5»           La seconda categoria comprende quelle disposizioni in
vigore in taluni Stati membri che accordano agli importatori
facilitazioni consistenti in realtà in un vero e proprio credito ,
concesso direttamente o indirettamente dal Tesoro a condizioni
analoghe a quelle stabilite dagli istituti di credito privati , come
le banche .  Ee consegue che dette facilitazioni , diversamente da
quelle della prima categoria , direttamente o indirettamente danno ,
luogo al pagamento d' interessi .    I saggi d' interesse fissati variano
a seconda degli Stati membri ( 5,4 % all' anno nei Paesi Bassi , 6 $
all' anno a Trieste , 4,5 Ì° all' anno in Francia, 1 $ al mese nella
R.F. di Germania ), ma generalmente sono pari o superiori a quelli
praticati dagli istituti privati di credito in ciascuno degli Stati
membri considerati .
6.           Questa seconda categoria di disposizioni potrebbe
provocare deviazioni di traffico a livello comunitario soltanto
nel caso in cui , nella . concessione di un credito , uno Stato membro
accordasse all' importatore condizioni più favorevoli di quelle
abitualmente praticate sul mercato finanziario in circostanze
analoghe .
7»           Nella prima categoria , si possono osservare differenze
sensibili fra le regolamentazioni in vigore negli Stati membri
( soprattutto per quanto concerne i termini di pagamento ).
 ---pagebreak---               Se tali differenze persistessero , gli importatori comunitari,
in molti casi , sarebbero indotti a procedere alle operazioni di sdoganamen­
to nel paese che accorda le maggiori facilitazioni 5 ciò provocherebbe ine­
vitabilmente deviazioni di traffico e di introiti doganali , il che si ri­
percuoterebbe direttamente sia sul Tesoro nazionale dei vari paesi , sia
sull' instaurazione e sul funzionamento del mercato comune . E' per questa
ragione che il Consiglio di Ministri , nella sua risoluzione dell '11 mag­
gio 1966 , si è occupato del problema e ha chiesto non soltanto l' armoniz­
zazione delle disposizioni nazionali vigenti in materia , ma che la Commis­
sione gli riferisca anche , al più presto - al massimo nove mesi prima
della soppressione dei dazi doganali intracomunitari - in merito ad even­
tuali deviazioni d' introiti doganali .   Veniva in tal modo riconosciuto
Ghe , per trattare il problema , non era necessario attendere l' armonizzazione
completa dei regimi fiscali .
  1
              Conviene notare che un' armonizzazione delle disposizioni nazio­
nali presenta , fin d' ora , una particolare importanza per i prelievi agri­
coli .  Difatti , in virtù dell' articolo 11 , paragrafo 2 del regolamento
I30/66/ CEE del Consiglio del 26 luglio 1966 relativo al finanziamento della
politica agricola comune , la prima parte delle contribuzioni degli Stati
membri - per coprire le spese della sezione garanzia del FEOGA - è uguale
al 90 Ì° dell' ammontare totale dei prelievi percepiti dagli Stati membri
nel corso del periodo di contabilizzazione considerato .     In tal modo le
facilitazioni di pagamento , diverse da uno Stato membro all' altro , hanno
una incidenza sulla ripartizione delle spese fra gli Stati membri .
8.           L' esigenza di un ravvicinamento risulta dalle considerazioni
sopraesposte .   In tali condizioni , e tenuto conto del fatto che talune
disposizioni nazionali rientranti nel dominio della presente proposta di
direttiva hanno un' incidenza diretta sull' instaurazione e il funzionamento
del Mercato comune , la Commissione ritiene che le disposizioni dell' arti­
colo 100 del Trattato sono le sole applicabili . In applicazione di tale
 ---pagebreak--- articolo occorre , in questo caso , consultate il Parlamento europeo ed
il Comitato economico e sociale .                                 .
9.           la presente proposta , di direttiva , le cui disposizioni sono
analizzate in appresso , è stata elaborata su tali basi . Essa tratta suc­
cessivamente delle condizioni che devono essere osservate degli Stati mem­
bri in caso di dilazione senza interessi del pagamento delle somme dovute
all' importazione , oppure in caso di concessione agli importatori di faci­
litazioni supplementari .
10 .    .    Per quanto riguarda le merci che formano oggetto dei Trattati
che istituiscono la Comunità Europea del Carbone e dell' Aociaio e la Comu­
nità Europea dell' Energia Atomica esse saranno ugualmente disciplinate
dalle disposizioni della direttiva . I due Trattati citati non prevedono ,
ne esplicitamente nè implicitamente , delle disposizioni relative al ravvi­
cinamento della legislazione doganale . Detto ravvicinamento nqn comporta
alcuna modifica in' rapporto al Trattato che - istituisce la CECA. - il quale
non limita la competenza degli Stati membri in tale materia - e non deroga
alle prescrizioni del Trattato CEEA . . Dunque è permesso di concludere ,
in virtù dell' articolo 232 del' Trattato CEE, che le disposizioni stabilite
in materia , sulla base di tale Trattato , sono valide per le merci in causa .
 ---pagebreak---                                     - β -
  Articolo 1 - Operazioni considerate
  11 .          L' articolo 1 fissa il principio secondo il quale la
  dilazione del pagamento dei dazi doganali , delle tasse di effetto
  equivalente e dei prelievi agricoli può esser presa in considerazione
   soltanto del momento in cui una merce ha formato oggetto di una
  dichiarazione per l' immissione in consumo e solo dal momento in cui
                                                   / normalmente estinto ,
   l' obbligo al pagamento del debito doganale si matura e questo dev 1 essere
  E' quindi evidente che la direttiva non si riferisce alle merci non
  ancora depositate in dogana od assoggettate ad un regime doganale di­
  verso dall' immissione in consumo ( ad esempio , regime dei depositi
  doganali , del transito o dal traffico di perfezionamento ). Per motivi
  di buona amministrazione , la dilazione del pagamento è tuttavia
  esclusa , qualora la somma dovuta per una dichiarazione sia inferiore
  a 100 U.C.
  Articolo 2 , paragrafo 1 - Condizioni per la concessione di facilita­
                zioni di pagamento che non danno luogo al pagamento d' inte ¬
                ressi
  12 .          Il paragrafo 1 dell' articolo 2 fissa le condizioni gene­
  rali per la concessione di facilitazioni di pagamento che non danno
■ luogo al pagamento d' interessi , condizioni che devono esser recepite
  nelle legislazioni degli Stati membri .
                Poiché si tratta di facilitazioni che costituiscono una
  deroga al principio secondo cui l' amministrazione doganale può esigere
  il pagamento di dazi doganali , di tasse di effetto equivalente e di
  prelievi agricoli all' atto stesso in cui cessa di esercitare la sua
  sorveglianza sulla merce , è stato opportuno ricordare che esse non
  debbono essere accordate se dopo che talune condizioni siano state
  soddisfatte da parte del contrimente .    Il paragrafo 1 dell' articolo
   2 precisa al riguardo che il pagamento può essere differito solo su
  richiesta dell' interessato , il quale dovrà inoltre fornire all' ammi­
  nistrazione una garanzia adeguata per il recupero dell' importo dovuto ,
  qualora , per motivi vari , quest' ultimo non venisse versato , entro il
  termine convenuto , ne Ile casse del tesoro pubblico . A tale proposito ,
   è stato opportuno tener conto del fatto che le diverse prassi ammi­
  nistrative seguite negli Stati membri non costituiscono un       fattore
  suscettibile di compromettere l' armonizzazione voluta .
 ---pagebreak---                                    - 7 -
  . -/        E per questa- ragione . che si e precisato che la richiev-
 e le garanzie occorrenti . devono essere presentate nelle forme pre­
scritte dalle competenti autorità nazionali , e che le garanzie possono
 dar luogo a spese destinate a compensare i servizi resi da persone
 che si assumono , in caso d' insolvenza del principale obbligato , la res­
 ponsabilità di corrispondere le somme dovute .
 Articolo 2 , paragrafile 3 - Fissazione del termine applicabile in
              via generale
13            II paragrafo 2 fissa , a titolo generale , il periodo massimo
 consentito fra la data in cui , secondo la stretta applicazione della
 norma , può essere richiesto il pagamento delle somme dovute , e la
 data in cui esso può effettivamente aver luogo grazie alle facilita­
 zioni accordate .
              Come già indicate nell' introduzione , si notano su questo
 punte differenze considerevoli fra le prassi vigenti negli Stati membri :
 tali ■ differenze    ' discendono direttamente dai , motivi presi in con­
 siderazione dai legislatori dei vari paesi per autorizzare una dila­
 zione del pagamento del debito doganale .     Mentre gli altri paesi si
 sono fondati unicamente su motivi d' ordine tecnico o amministrativo ,
 la R.F. di Germania ha adottato il principio secondo il quale l' im­
 portatore non è tenuto a sopportare l' onere del dazio doganale , né
                      \
 a fare un anticipo corrispondente di tesoreria nella misura in cui
 questi non sia il consumatore effettivo della merce *      La legislazione
 tedesca tiene conto pertanto del periodo necessario . ali 'importatore
 per rivendere la merce importata e ottenere il . prezzo richiesto ?
 solo allo scadere di questo termine il medesimo dovrà provvedere al
 pagamento dei dazi doganali , delle tasse di effetto equivale mente e
 dei prelievi agricoli ..   Trattasi di un termine medio , che , dopo ,
 essere stato inizialmente fissato a 90 giorni , è stato recentemente
 ridotto a 60 giorni .
 14 .         Nella fattispecie si è ritenuto che . la direttiva poteva
 limitarsi a prefiggersi l' armonizzazione' delle norme • in vigore negli
 Stati membri , relative alla durata      della proroga "concessa , senza
 pronunciarsi sui motivi presi in conside razione nei .singoli Stati
 membri .  Dopo avèr decìso , per uniformità , che ìa dilazione di paga­
 mento ha inizio dàlia data in cui le somme dovute vengono assunte
 ih contabilità dall' autorità incaricata della riscossióne , si - è­
 ---pagebreak---                                - 8 -
ritenuto logico prevedere un rinvio dell' assolvimento del debito
doganale, che consenta in realtà all' importatore , nella maggior parte
dei casi , di differire il pagamento dell' importo dovuto sino al mo­
mento in cui egli procede generalmente al pagamento - che si presume
avvenga in contanti - del prezzo .Iella merce importata a favore del
suo fornitore . A tal fine , un periodo uniforme applicabile in tutti
gli Stati mèmbri e di' una durata media -di 30 giorni .è apparso una
soluzione ragionevole , che in molti casi - vista la sempre maggiore
velocità di rotazione delle scorte - lascerà inoltre all' importatore
la possibilità di rivendere la merce . Tenendo conto tuttavia della
situazione particolare dei paesi la cui legislazione non contempla
ancora un periodo di 30 giorni , e dei problemi di bilancio che si
porrebbero se il termine proposto di 30 giorni venisse bruscamente
sostituito alla scadenza spesso assai breve prevista sino ad oggi ,
si è proposto d' instaurare sino al 31 dicembre 19&9 un periodo
transitorio che consenta agli Stati membri di pervenire gradualmente
all' allineamento auspicato ; a decorrere dal 1° luglio 1968 la dila­
zione massima non dovrebbe peraltro eccedere i 45 giorni .
Articoli 3 e 4 - Adattamento della dilazione alle procedure dogana¬
             li speciali
15 «         Artioolo 3
             In virtù di alcune procedure attualmente applicate negli
Stati membri , le operazioni d' importazione effettuate nel corso di
un determinato periodo vengono raggruppate e danno luogo a una sola presa
 in carico delle relative merci da parte delle autorità incaricate della
riscossione . Ne consegue che , prima di tale presa in carico , il
pagamento delle somme dovute por le operazioni raggruppate è già stato
differito in media di un numero di giorni pari alla          del numero
di giorni corrispondente al periodo considerato . Per e 7 j. tare che
 tali operazioni possano usufruire di una dilazione supplementare , si
 è proposto all' articolo 3 di r ' ; /re il termine di 30 o 45 giorni -
seconde il caso     calcolato a decorrere dalla data ciel d^tto carico ,
        di un numero di giorni pari alla metà del numero di giorni
corrispondente al periodo in causa .
             Articolo 4
             Per delle ragioni di semplificazione amministrativa , al­
cuni paesi stabiliscono attualmente , per il pagamento delle somme do­
vute a titolo di operazioni contabilizzate durante un determinate pe­
 ---pagebreak--- riodo , una scadenza fissa, calcolata a partire dalla fine del pe­
riodo stesso . Per i medesimi motivi sopra esposti , si propone all' ar­
 ticolo 4 di calcolare la dilazione a decorrere dalla fine del perio­
do considerato e di diminuire i 30 e 45 giorni previsti di un numera
di giorni pari alla metà del numero di giorni corrispondente al suddette
periodo .    ^
             Questo
16 .        /articolo riguarda il caso particolare in cui la data di
scadenza coincide con una domenica o un giorno festivo e , conforme­
mente alle norme vigenti al riguardo negli Stati membri , ne prevede
la proroga al primo giorno feriale successivo .
17 .         Articolo 6 - Condizioni necessarie perchè uno Stato membro
             possa accordare facilitazioni supplementari di pagamento
             L' artioolo 6 riguarda le facilitazioni di pagamento del
debito doganale che danno luogo a pagamento d' interessi .
             Su questo punto , la direttiva si propone di evitare de­
viazioni di traffico in conseguenza di disposizioni troppo liberali
adottate in materia da un qualsiasi Stato membro . A tal fine l' ar­
ticolo 6 precisa che , qualora un Paese della C.E.E. accordi facilita­
zioni diverse da quelle già descritte , le spese a carico dei loro
contribuenti , e sopratutto gli interessi , dovranno essere calcolate
in modo che l' importo di esse sia equivalente a quello che parrebbe
riscosso allo stesso scopo sul mercato finanziario dello Stato membro
in questione , e in modo che le facilitazioni concesse non provochino
distorsioni di concorrenza .
Articoli 7 , 8 e 9 - Disposizioni finali
18 .         Poiché la decisione del Consiglio del 26 luglio 1966 ha
previsto l' attuazione dell' Unione tariffaria con effetto dal 1° lu­
glio 1968 , l' articolo 7 fissa a questa data - per contribuire sin
da tale momento a un' armonica applicazione della tariffa doganale
comune - l' entrata in vigore delle misure che gli Stati membri devono
adottare per conformarsi alle norme della direttiva .
19 *         Gli articoli 8 e 9 contengono le disposizioni abituali ,
che prescrivono agli Stati membri di comunicare alla Commissione
 ---pagebreak---                               - 10 -
le norme legislative o d' altra natura da essi emanate nel settore
disciplinato dalla direttiva , e precisano inoltre che quest' ultima
è destinata a tutti i paesi della C.E.E.
Conclusione
             Considerate le differenti modalità d' ordine amministra­
tivo che possono essere applicate in materia , la Commissione ritiene
che le disposizioni della presente direttiva assicureranno l' unifor­
mità delle condizioni di pagamento dei dazi doganali , della tasse
d' effette equivalente e dei prelievi agricoli applicatili nel terri­
torio doganale della Comunità .  Verrà in tal modo eliminato un
fattore suscettivo di provocare deviazioni di traffico e d' entrate ,
e saranno al tempo stesso salvaguardati i legittimi interessi delle
amministrazioni e degli utenti .
 ---pagebreak---                                Proposta ai
                        Direttiva del Consiglio
      relativa all' armonizzazione delle disposizioni legislative ,
      regolamentari e amministrative , riguardanti la   dilazione
      del pagamento dei dazi doganali , delle tasse di effetto
                  equivalente e dei prelievi agricoli
             ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
IL COHSIGLIO DELLS CCMUOTTA * EUROPEE ,
VISTO xl Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea ed in
particolare l' articolo 100 ,
VISTA la proposta della Commissione ,
VISTO il parere del Parlamento europeo ,
VISTO il parere del Comitato Economico e Sociale ,
CONSIDERANDO che la Comunità Economica Europea è fondata su di una
Unione doganale , la cui messa in opera è disciplinata , per l' essenziale ,
dalle disposizioni del Titolo I , Capitolo 1 del Trattato ;
CONSIDERANDO che tale Capitolo del Trattato comporta un insieme di pre­
scrizioni precise , per quanto attiene , in particolare , all' abolizione
dei dazi doganali tra gli Stati membri , all' instaurazione e alla messa
in opera progressiva della Tariffa doganale comune , nonché alle modifiche
e alle sospensioni autonome dei dazi di essa ; che , per contro , se il
predetto capitolo contiene , nel suo articolo 27 » una disposizione in
virtù della quale gli Stati membri procedono , prima della fine della
prima tappa , e nella misura necessaria , al ravvicinamento delle loro
disposizioni legislative , regolamentari e amministrative in materia .
doganale , esso non conferisce alle istituzioni della Comunità il potere
di statuire delle disposizioni obbligatorie in tale materia ; che un
esame approfondito cui si è proceduto , unitamente con gli Stati membri ,
ha però posto in luce la necessità di precisare in talune materie , con
atti comunitari obbligatori , le misure indispensabili alla messa in
opera di una legislazione doganale che garantisca, un' applicazione uni­
forme della Tariffa doganale comune ;
 CONSIDERANDO che tutti gli Stati membri accordano facilitazioni-, destinate
 essenzialmente a far fruire gli importatori di una dilazione per quanto
 riguarda il pagamento dei dazi doganali , delle tasse di effetto equiva­
 lente e dei prelievi agricoli dovuti per le merci ali 'atto delia-lord-
 immissione in consumo :
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    CONSIDERANDO ohe le dilazioni accordate variano in proporzioni notevoli
    da uno Stato membro all' altro , e che le condizioni fissate per la conces­
    sione di . tali facilitazioni presentano anch' esse delle differenze ;
  • CONSIDERANDO che le disposizioni relative alla dilazione del pagamento
   dei dazi doganali , delle tasse di effetto equivalente e dei prelievi
   agricoli esercitano un' incidenza , diretta o indiretta , sull 'onere sostenuto
   dagli importatori in conseguenza dell' intervento dei servizi doganali ,
   e che questa situazione potrebbe successivamente provocare deviazioni di
   .traffico e di introiti doganali , qualora essa persistesse dopo l' attua­
    zione dell' Unione doganale ;
    CONSIDERANDO, di conseguenza, che tali disposizioni hanno un' incidenza
  diretta sull' instaurazione e il funzionamento del Mercato comune ;
  'CONSIDERANDO che è ragionevole prevedere una dilazione di pagamento del
   debito doganale , che consenta all' importatore , nella maggior parte dei
  ;casi , sia di differire il pagamento delle somme dovute sino al momento
    in cui egli procede generalmente al pagamento - presunto effettuato in
    contanti - del prezzo della meroe importata a favore del suo fornitore ,
    sia di rivendere la merce medesima ;
" CONSIDERANDO che , a tal fine , un periodo uniforme applicabile in tutti
   gli Stati membri e di una durata media di 30 giorni rappresenta una solu­
  zione adeguata ;
    CONSIDERANDO, tuttavia , che appare giustificato concedere agli Stati mem­
 bri in cui sono attualmente applicate dilazioni di pagamento di natura
   diversa da quella fissata dalla presente direttiva , un periodo di adat­
    tamento sino al 31 dicembre 1969 » 0 che la dilazione massima sarà comunque
 " limitata a 45 giorni a decorrere dall' entrata in vigore della presente
    direttiva 5
    CONSIDERANDO , infine , che le facilitazioni supplementari di pagamento
    che gli Stati membri possono accordare oltre questo termine devono essere
 . concesse soltanto a condizioni analoghe a quelle abitualmente praticate ,
    nelle stesse circostanze , sul mercato finanziario del Paese membro inte­
    ressato ,
    HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA s
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                               Articolo 1
1.           Le disposizioni della presente direttiva si applicano
soltanto alle merci che hanno formato oggetto di una dichiarazione
in dogana per . 1 'immissione in consumo sul territorio doganale della
Comunità »
2.           Tuttavia, non "beneficiano delle facilitazioni previste
dalla presente direttiva le importazicai per le quali l' importo dei
dazi doganali , delle tasse d' effetto    equivalente e dei prelievi
agricoli applicabili alle merci formanti oggetto di una stessa
dichiarazione sia inferiore a 100 U.C.
                               Articolo 2
1.           Su domanda dell' interessato , viene concessa , nelle for­
me previste dalle disposizioni legislative , regolamentari o amminis­
trative dei singoli Stati membri e previo deposito di una garanzia
appropriata , - che produca spese non aventi carattere
d' interessi - una dilazione di pagamento dei dazi doganali , delle
tasse di effetto equivalente e dei prelievi agricoli dovuti per le
merci di cui all' articolo 1 , paragrafo 1 .
2.          Patta salva    l' applicazione delle norme particolari
contenute agli articoli 3 , 4 e 5 > la dilazione di cui al paragrafo 1
del presente articolo è calcolata a decorrere dalla data in cui le
somme dovute vengono assunte in contabilità dall' autorità incari­
cata riscossione ed è fissata a 30 giorni ; la data di contabilizza­
zione non può esser posteriore di oltre due giorni alla date in cui
il ritiro delle mèrci è aocordato .
3.           Tuttavia , e con le stesse eccezioni, se in uno Stato mem­
bro la dilazione applicata al 1° luglio 19^7 era superiore o infe­
riore a 30 giorni , le autorità competenti di tale Stato membro hanno
tempo sino al 31 dicembre 19^9 per allinearla - progressivamente sul
termine previsto di 30 giorni ; in ogni caso , a partire dal 1° luglio
1968 la dilazione massima dovrà esser limitata a 45 giorni .
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                          ■ Articolo 3
1.           Quando delle operazioni d' importazione effettuate nel
corso di un determinato periodo vengono raggruppata ed alla fine
di tale periode danno luogo soltanto ad una unica contabilizza­
zione da parte dall' autorità incaricata della riscossione , la
dilazione di cui al paragrafo 2 o 3 dell' articolo 2 è diminuita di
un numero di giorni pari alla metà del numero di giorni corrispon­
dente al periodo considerato .
2.           Quando il numero di giorni del periodo indicato al para­
grafo 1 del presente articolo è un numero dispari , il numero di gior­
ni da detrarre è uguale alla metà del più vicino numero pari infe­
riore alla predetto numero dispari .
3.           La durata del periodo di cui al paragrafo 1 del presente
articolo non può essere superiore al doppio di quella della dilazione
prevista al paragrafo 2 o 3 dell' articolo 2 .
                            Articolo 4
1.           Quando le facilitazioni di pagamento di cui all' artico­
lo 2 sono accordate globalmente per delle operazioni contabilizzate
durante un determinato periodo , la dilazione prevista al paragrafo
2 o 3 dell' articolo 2 viene calcolata a decorrere dalla fine di
detto periodo , e deve essere diminuita di un numero di giorni uguale
alla metà del numero di giorni corrispondente al periodo preso in
considerazione .
2.           Quando il numero di giorni del periodo di cui al para­
grafo 1 del presente articolo è un numero dispari , il numero di
giorni da detrarre è uguale alla metà del più vicino numero pari
inferiore al prédetto numero dispari .
3«           La durata del periodo di cui al paragrafo 1 del pre­
sente articolo non può essere superiore al doppio di quella
della dilazione prevista al paragrafo 2 o 3 dell' articolo 2 .
                            Articolo 5
             Se la data di scadenza fissata conformemente agli arti­
coli 2 , 3 e 4 coincide con un giorno festivo , la dilazione di paga­
mento è prorogata sino al primo giorno feriale successivo a tale
dat a .
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                               Articolo 6
             Qiando uno Stato membro accorda , oltre al provvedimento di di­
lazione ed ai periodi di rinvio precisati agli articoli precedenti , faci­
litazioni di pagamento supplementari , le spese a carico dei contribuenti,,
ed in particolare' gli interessi, devono essere calcolate in modo che l' im­
porto di esse sia equivalente a quello che sarebbe riscosso a tale scopo
sul mercato finanziario dello Stato membro .
                                                                           ι
                               Articolo 7
            Gli Stati membri applicano le misure necessarie per conformar­
si alla presente direttiva          non oltre il 1 « luglio 1968 .
                               Articolo 8
            Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione
il testo delle disposizioni legislative , regolamentari e amministrative ,
da essi                adottate nel settore disciplinato dalla presente
direttiva .
                               Articolo 9
            La presente direttiva è destinata a tutti gli Stati membri .
                                        Fatto a Bruxelles , li
                                        Per il Consiglio ,
                                        Il Presidente