CELEX: 51993PC0285
Language: it
Date: 1993-07-05
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, a nome della Comunità, della Convenzione sulla protezione dell' ambiente marino nella regione del Mar Baltico (Convenzione di Helsinki modificata nel 1992)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                       C0M(93)  285def.
                                       Bruxelles,  5 lugl io 1993
                          Proposta di
                    DECISIONE DEL CONSIGLIO
       relativa alla conclusione, a nome della Comunità,
    della Convenzione sulla protezione dell'ambiente marino
                 nella regione del Mar Baltico
         (Convenzione di Helsinki modificata nel 1992)
                (presentata dalla Commissione)
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                                MOTIVAZIONE
1. La Convenzione per la protezione dell'ambiente marino del Mar Baltico,
   (Convenzione di Helsinki del 1974), è entrata in vigore il 3 maggio 1980
   per sette paesi rivieraschi del Mar Baltico (RF di Germania, Regno di
   Danimarca, Repubblica di Polonia, Regno di Svezia, Repubblica di
   Finlandia, Repubblica democratica tedesca, Unione delle Repubbliche
   socialiste sovietiche).
2. I I 21 giugno 1977 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare
   negoziati per l'adesione della Comunità alla Convenzione di Helsinki in
   quanto quest'ultima affronta aspetti normativi in settori nei quali è
   competente la Comunità, in particolare in materia di legislazione nel
   settore delle acque.
   Una parte contraente della Convenzione, non membro della Comunità, si
   oppose, nell'ottobre 1977, all'avvio dei negoziati. Nonostante gli
   sforzi della Commissione non fu possibile raggiungere un risultato
   signi f icat ivo.
   L'evoluzione favorevole del contesto politico ha permesso di rilanciare
   i negoziati i quali sono sfociati in una revisione della Convenzione
   tale da permettere l'adesione della Comunità alla Convenzione stessa.
3. Nel frattempo sono stati avviati i negoziati per concludere una nuova
   Convenzione per la protezione dell'ambiente marino nella regione del Mar
   Baltico, destinata a sostituire la Convenzione del 1974.
   Il 24 settembre 1992, conformemente alla decisione del Consiglio del 18
   marzo 1992, la Comunità ha firmato la Convenzione sulla protezione
   dell'ambiente marino nella regione del Mar Baltico (Convenzione di
   Helsinki modificata nel 1992); la Convenzione è inoltre aperta alla
   firma di nuovi paesi interessati quali: Repubblica federativa Ceca e
   Slovacca (ora Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca), Repubblica di
   Estonia, Repubblica di Lettonia, Repubblica di Lituania, Regno di
   Norvegia, Federazione russa, Ucraina.
4. L'obiettivo essenziale di questa Convenzione è organizzare una
   cooperazione stretta a livello regionale che assicuri un ripristino
   ecologico del Mar Baltico tale da permettere l'autogenerazione del suo
   ambiente marino e la preservazione dei suo equilibrio ecologico.
   I campi cui si applica la Convenzione, rientrano, almeno in parte, nella
   competenza legislativa della Comunità, la cui legislazione nel settore
   delle acque è particolarmente estesa.
   Di conseguenza, conformemente alla sentenza AETR del 31 marzo 1971,
   Commissione contro Consiglio (Causa 22/70, Raccolta pag. 263) la
   Comunità è competente per la conclusione della Convenzione.
   I singoli Stati membri, peraltro, non sono in grado di ottemperare a
   tutti gli obblighi derivanti dalla Convenzione stessa.
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5. La Convenzione sulla protezione dell'ambiente marino nella regione del
   Mar Baltico firmata ad Helsinki il 22 marzo 1974, ed entrata in vigore
   il 3 maggio 1980, scade all'entrata in vigore della presente
   Convenzione.
6. Fermi restando i principi del diritto internazionale, la designazione
   delle acque interne, conformemente all'articolo 1 della Convenzione di
   Helsinki modificata nel 1992, rientra nella competenza degli Stati
   membri interessati in quanto si tratta di una questione attinente alla
   delimitazione degli spazi di sovranità.
7. Essendo le misure prescritte dalla Convenzione strumenti di politica
   dell'ambiente, la decisione del Consiglio deve avere come fondamento
   giuridico l'articolo 130 S del trattato CEE.
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PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLA CONCLUSIONE. A NOME DELLA
COMUNITÀ', DELLA CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE MARINO NELLA
REGIONE DEL MAR BALTICO, (CONVENZIONE DI HELSINKI MODIFICATA NEL 1992)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 130 S,
vista la proposta della Commissione (1),
visto il parere del Parlamento europeo (2),
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
considerando che la Commissione ha partecipato a nome della Comunità ai
negoziati relativi all'elaborazione del progetto di Convenzione di Helsinki
modificato nel 1992;
considerando che la suddetta Convenzione è stata firmata a nome della
Comunità il 24 settembre 1992;
considerando che la suddetta Convenzione mira a fissare un quadro della
cooperazione regionale al fine di assicurare un ripristo ecologico del Mar
Baltico tale da permettere I'autogenerazione del suo ambiente marino e la
preservazione del suo equilibrio ecologico;
considerando che la Comunità ha adottato misure nel settore disciplinato
dalla suddetta Convenzione e che le spetta, in queste materie, impegnarsi
sul piano internazionale;
considerando che la politica della Comunità nel settore dell'ambiente
contribuisce al perseguimento degli obiettivi di salvaguardia, protezione e
miglioramento della qualità dell'ambiente, alla protezione della salute
delle persone e all'utilizzazione accorta e razionale delle risorse
naturaiì;
considerando che la politica della Comunità nel settore dell'ambiente mira
a realizzare un livello di protezione elevato e che essa si fonda sui
principi della precauzione e dell'azione preventiva, nonché sul principio
della correzione, prioritariamente alla fonte, dei danni causati
all'ambiente e sul principio "chi inquina paga";
considerando che nel quadro delle loro rispettive competenze, la Comunità e
gli Stati membri cooperano con i paesi terzi e le organizzazioni
internazionali competenti;
considerando che la conclusione della Convenzione da parte delia Comunità
contribuisce alla realizzazione degli obiettivi stabiliti dall'articolo 130
R del trattato;
(1) CU
(2) GU
(3) GU
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HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE
                                 Articolo 1
La Convenzione per la protezione dell'ambiente marino nella regione del Mar
Baltico (Convenzione di Helsinki modificata nel 1992) firmata ad Helsinki
(Finlandia) il 24 settembre 1992, è approvata a nome della Comunità
economica europea.
Il testo della Convenzione figura in allegato alla presente decisione.
                                 Art ico lo 2
Il Presidente del Consiglio procede al deposito dello strumento di
approvazione presso il Governo finlandese in conformità delle disposizioni
dell'articolo 38 della Convenzione.
Fatto a          il
                                                    Per iI Consigi io
 ---pagebreak---                                      ^
                CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE DELL'AMBIENTE MARINO
                       DELLA REGIONE DEL MAR BALTICO - 1992
LE PARTI CONTRAENTI
CONSAPEVOLI degli imprenscindibiIi valori dell'ambiente marino della regione del
Mar Baltico, delle sue eccezionali caratteristiche idrografiche ed ecologiche e
della sensibilità delle sue risorse viventi alle modificazioni ambientali;
RICORDANDO i valori storici e gli attuali valori economici, sociali e culturali
della regione del Mar Baltico per il benessere e lo sviluppo dei popoli che
vivono in questa regione-,
PROFONDAMENTE PREOCCUPATI per l'inquinamento ancora in atto nella regione del
Mar Baltico;
FERMAMENTE DETERMINATI ad assicurare il risanamento ecologico del Mar Baltico,
la possibilità di autogenerazione dell'ambiente marino e la preservazione del
suo equilibrio ecologico;
RICONOSCENDO che la protezione e il miglioramento dell'ambiente marino nella
regione del Mar Baltico sono compiti che non possono essere efficacemente
assolti con i soli sforzi nazionali e che urgono pertanto una stretta
cooperazione a livello regionale e altre misure a livello internazionale;
ESPRIMENDO apprezzamento per quanto è già stato realizzato in materia di
protezione ambientale nell'ambito della convenzione del 1974 sulla protezione
dell'ambiente marino nella regione del Mar Baltico e per il ruolo svolto dalla
Commissione nella protezione dell'ambiente marino del Baltico-,
RICORDANDO le disposizioni e i principi della Dichiarazione della Conferenza di
Stoccolma sull'ambiente umano del 1972 e dell'Atto finale della Conferenza sulla
sicurezza e la cooperazione in Europa del 1975 (CSCE);
DESIDEROSI di promuovere la cooperazione con le competenti organizzazioni
regionale quali la Commissione internazionale per la pesca nel Mar Baltico,
istituita dalia Convenzione di Gdansk del 1973 sulla pesca e la conservazione
delle risorse viventi nel Mar Baltico e nei Belts;
FELICITANDOSI per la Dichiarazione sul Mar Baltico da parte degli Stati baltici
e di altri Stati interessati, della Comunità economica europea e di altre
istituzioni finanziarie internazionali riuniti a Ronneby nel 1990, nonché per
il Programma congiunto globale volto a promuovere un piano di azione congiunto
per risanare la regione del Mar Baltico e per ripristinarvi l'equilibrio
ecologico;
CONSAPEVOLI dell'importanza che, per una protezione efficace della regione del
Mar Baltico, rivestono la trasparenza e la consapevolezza dell'opinione pubblica
nonché l'opera di organizzazioni non governative;
FELICITANDOSI per le nuove prospettive di più stretta cooperazione create dai
recenti sviluppi economici in Europa sulla base della cooperazione pacifica e
della comprensione reciproca;
DETERMINATE a concretizzare gli sviluppi che hanno avuto luogo nella politica
internazionale dell'ambiente e nel diritto internazionale dell'ambiente in una
nuova Convenzione che estenda, potenzi e modernizzi il regime giuridico relativo
alla protezione dell'ambiente marino della regione del Mar Baltico;
HANNO DECISO QUANTO SEGUE:
 ---pagebreak---                                      Ar 11 co Io 1
                    Territorio di applicazione della Convenzione
La Convenzione si applica alla regione del Mar Baltico. Ai fini della presente
Convenzione s'intende per "regione del Mar Baltico" il Mar Baltico e l'ingresso
al Mar Baltico delimitato dal parallelo di Skagen nello Skagerrak al 57'
44.43'N. Detta regione comprende le acque internazionali, cioè, ai fini della
presente Convenzione, le acque prospicienti la terra a partire dalle linee che
misurano l'ampiezza delle acque territoriali fino al limite verso terra
conformemente alla designazione effettuata dalle parti contraenti.
Una parte contraente, al momento del deposito dello strumento di ratifica, di
approvazione o di adesione informa il depositario della designazione delle sue
acque interne ai fini della presente Convenzione.
                                     Articolo 2
                                     Def inizioni
Ai fini della presente Convenzione
1. Per "inquinamento" s'intende l'introduzione diretta o indiretta da parte
   dell'uomo di sostanze o energia nel mare, inclusi gli estuari, che possono
   rappresentare rischi per la salute umana, danni per le risorse viventi e gli
   ecosistemi marini, ostacoli agli usi legittimi del mare inclusa la pesca,
   deterioramento della qualità dell'acqua marina relativamente
   all'utilizzazione della medesima, e una riduzione degli aspetti gradevoli
   connessi all'ambiente marino.
2. Per inquinamento proveniente da fonti situate a terra" s'intende
    l'inquinamento del mare proveniente da fonti puntuali diffuse di qualsiasi
   tipo situate a terra, che raggiunge il mare attraverso l'acqua, l'aria o
   direttamente dalla costa. Esso comprende l'inquinamento proveniente da
   qualsiasi scarico intenzionale al di sotto del fondo marino con accesso da
   terra mediante tunnel, condutture o altri mezzi.
3. "Per imbarcazione" s'intende": ogni tipo di imbarcazione operante
   nell'ambiente marino-, essa include aliscafi, veicoli a cuscino d'aria,
   veicoli sommergibili, imbarcazioni e natanti nonché piattaforme fisse o
   galleggiant i.
4. a) per "scarico" s'intende:
        i) ogni scarico intenzionale, in mare o nel fondo marino di residui o
           altri oggetti provenienti da navi, da strutture artificiali situate in
           mare o da ve Iivoli;
       ii) ogni scarico intenzionale in mare di navi, strutture artificiali o
           velivol i;
   b) per "scarico"non s'intende:
       i)  lo scarico in mare di rifiuti o altri oggetti connesso a, o derivante
           da, le normali operazioni di imbarcazioni, altre strutture artificiali
           situate in mare, velivoli e relative attrezzature, diversi da rifiuti
           o altri oggetti trasportati da o verso imbarcazioni, strutture
           artificiali situate in mare o velivoli, operanti nell'intento di
           eliminare tali oggetti, o derivati dal trattamento di tali rifiuti o
           di altri oggetti su tali imbarcazioni, strutture o velivoli;
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          ii) il collocamento di oggetti a fini diversi dal semplice scarico dei
              medesimi purché tale collocamento non sia contrario alle finalità
              della presente Convenzione.
   5. Per "incenerimento" s'intende la combustione intenzionale di residui o altre
      materie in mare intesa alla distruzione termica dei medesimi. Sono escluse da
      questa definizione attività connesse alle normali attività di imbarcazioni o
      di altre strutture artificiali.
   6. Per "petrolio" s'intende il petrolio in qualsiasi forma, incluso il greggio,
      l'olio combustibile, la morchia, i residui del petrolio e i prodotti
      raffinati.
   7. Per "sostanza nociva" s'intende qualsiasi sostanza che, introdotta in mare,
      possa causare inquinamento.
   8. Per "sostanza pericolosa" s'intende qualsiasi sostanza nociva che per le sue
      proprietà intrinseche sia persìstente, tossica o possa bioaccumularsi.
   9. Per "incidente ecologico" s'intende un evento o una serie di eventi aventi la
      stessa origine i quali comportano o possano comportare uno scarico di
      petrolio o di altre sostanze pericolose e che rappresentano o possano
      rappresentare una minaccia per l'ambiente marino del Mar Baltico, per la
      costa o per i relativi interessi di una o più parti contraenti e che
      richiedono interventi di emergenza o altri interventi immediati.
   10. Per "organizzazione regionale di integrazione economica" s'intende qualsiasi
        organizzazione costituita da Stati sovrani alla quale gli Stati membri della
        medesima abbiano trasferito competenze per le materie disciplinate dalla
        presente Convenzione, inclusa la competenza a partecipare ad accordi
        internazionali relativi a tali materie.
   11. Per "Commissione" s'intende la Commissione per la protezione   dell'ambiente
        marino del Mar Baltico di cui all'articolo 19.
                                        Articolo 3
                            Principi e obblighi fondamentali
   1. Le parti contraenti adottano individualmente o congiuntamente le misure
       legislative o amministrative nonché altre opportune misure atte a impedire ed
      eliminare l'inquinamento al fine di promuovere il ripristino ecologico della
      regione del Mar Baltico e la preservazione del suo equilibrio ecologico.
   2. Le parti contraenti applicano il principio di precauzione, adottano, cioè,
      misure preventive ogniqualvolta si possa ragionevolmente presumere che
      sostanze o energie introdotte, direttamente o indirettamente, nell'ambiente
      marino possano rappresentare un rischio per la salute umana, danni per le
      risorse viventi e gli ecosistemi marini, danni alle amenità connesse
      all'ambiente marino o possano interferire con altri usi legittimi del mare,
      anche in assenza di una prova conclusiva del nesso causale tra immissioni
      nell'ambiente marino e loro effetti presunti.
   3. Al fine di prevenire o di eliminare l'inquinamento della regione del Mar
      Baltico, le parti contraenti promuovono l'impiego delle migliori pratiche
      ambientali e delle migliori tecnologie disponibili. Qualora la riduzione di
      immissioni, risultante dall'impiego delle migliori pratiche ambientali e
      delle migliori tecnologie disponibili, quali specificate all'allegato II, non
      dia risultati accettabili ai fini della protezione dell'ambiente, debbono
      essere adottate ulteriori misure.
2)
 ---pagebreak--- 4. Le parti contraenti applicano il principio "Chi inquina paga".
5. Le parti contraenti provvedono affinché le misurazioni e i calcoli delle
   emissioni nell'acqua e nell'aria da fonti puntuali e delle emissioni
   nell'acqua e nell'aria da fonti diffuse siano effettuate in maniera
   scientifica in modo da permettere la valutazione dello stato dell'ambiente
   marino della regione del Mar Baltico e garantire l'attuazione della presente
   convenzione.
6. Le parti contraenti compiono il massimo sforzo per far si che l'applicazione
   della presente Convenzione non causi inquinamento transfrontaliero in aree
   situate al di fuori della regione del Mar Baltico. Inoltre, le misure
   previste dalla presente Convenzione non debbono comportare sollecitazioni
   inaccettabili sull'ambiente relativamente alla qualità dell'aria,
   dell'atmosfera, delle acque, delle acque superficiali e freatiche, né un
   aumento dello scarico di rifiuti o uno scarico dei medesimi che sia
   inaccettabilmente dannoso né un aumento dei rischi per la salute umana.
                                    Articolo 4
                                   Appiicazione
1. La presente Convenzione si applica alla protezione dell'ambiente marino della
   regione del Mar Baltico comprendente l'acqua e il fondo marino incluse le
   loro rispettive risorse viventi e le altre forme di vita marina.
2. Fatta salva la propria sovranità, ciascuna parte contraente applica le
   disposizioni della presente Convenzione nell'ambito delle sue acque
   territoriali e delle sue acque interne attraverso le proprie autorità
   nazionali.
3. La presente Convenzione non si applica a navi da guerra, navi ausiliarie,
   velivoli militari e altre imbarcazioni e velivoli appartenenti a/o utilizzati
   da uno Stato e adibiti, in quel momento, solo ad usi non commerciali.
   Ciascuna parte contraente, mediante adozione di opportune misure tali da non
   ostacolare le operazioni o le capacità operative di dette navi e velivoli ad
   essa appartenenti o da essa utilizzati, provvede affinché tali navi e
   velivoli operino, per quanto possibile e ragionevole, in maniera coerente con
   la presente Convenzione.
                                    Articolo 5
                                  Sostanze nocive
Le parti contraenti si impegnano a prevenire ed eliminare l'inquinamento
dell'ambiente marino della regione del Mar Baltico causata da sostanze nocive
provenienti da tutte le fonti, conformemente alle disposizioni della presente
Convenzione e, a tal fine, si impegnano ad applicare le procedure e le misure di
cui all'ai legato l.
                                    Art icolo 6
            Principi e obblighi relativi all'inquinamento proveniente
                             da fonti situate a terra
1. Le parti contraenti s'impegnano a prevenire e a eliminare l'inquinamento
   della regione del Mar Baltico proveniente da fonti situate a terra mediante
   l'uso, tra l'altro, della migliore pratica ambientale per tutte le fonti e
   della migliore tecnologia disponibile per le fonti puntuali. Le relative
   misure sono adottate da ciascuna parte contraente nel bacino del Mar Baltico
   senza pregiudizio per la sua sovranità.
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2. Le parti contraenti applicano le procedure e le misure di cui all'allegato
   M I . A tal fine esse cooperano opportunamente allo sviluppo e all'adozione di
   programmi specifici, orientamenti, norme o regolamenti relativi alle
   emissioni e alle immissioni nell'acqua e nell'aria, alla qualità
   dell'ambiente, e ai prodotti contenenti sostanze e materie nocive e alla loro
   ut iIizzazione.
3. Le sostanze dannose provenienti da fonti puntuali non debbono essere
   introdotte, tranne nel caso di quantità trascurabili, direttamente o
   indirettamente, nell'ambiente marino della regione del Mar Baltico senza
   previa autorizzazione speciale, da verificare periodicamente, e rilasciata
   dalla competente autorità nazionale conformemente ai principi di cui
   all'allegato M I , norma 3. Le parti contraenti provvedono affinché le
   emissioni autorizzate nell'acqua e nell'aria siano oggetto di regolari
   controlli e verifiche.
4. Qualora un corso di acqua che scorra attraverso i territori di due o più
   parti contraenti o che formi un confine tra esse, possa causare inquinamento
   dell'ambiente marino nella regione del Mar Baltico, le parti contraenti
   interessate, congiuntamente, e, se possibile, in cooperazione con un terzo
   Stato Interessato, adottano opportune misure al fine di prevenire e eliminare
   tale inquinamento.
                                    Artìcolo 7
                        Valutazione dell'impatto ambientale
1. Ogniqualvolta una valutazione dell'impatto ambientale di un'attività proposta
   che si presume possa causare danni significativi all'ambiente marino della
   regione del Mar Baltico sia prevista da norme del diritto internazionale o da
   norme sovranazionali applicabili alla parte contraente di origine, tale parte
   contraente ne informa la Commissione e le parti contraenti che possono
   risultare danneggiate dagli effetti transfrontalieri sulla regione del Mar
   Balt ico.
2. La parte contraente di origine avvia consultazioni con le parti contraenti
   che potrebbero essere danneggiate da tali effetti transfrontalieri,
   ogniqualvolta le consultazioni siano previste da norme del diritto
   internazionale e da norme sovranazionaIi applicabili alla parte contraente di
   or igine.
3. Qualora due o più parti contraenti abbiano in comune acque transfrontaliere
   nell'ambito del bacino del Mar Baltico, tali parti cooperano affinché
   nell'ambito della valutazione di impatto ambientale di cui al paragrafo 1 del
   presente articolo siano accuratamente analizzati gli effetti potenziali
   sull'ambiente marino della regione del Mar Baltico. Le parti contraenti
   interessate adottano congiuntamente misure atte a prevenire ed eliminare
   l'inquinamento inclusi i suoi effetti deleteri cumulativi.
                                     Art icolo 8
             Prevenzione dell'inquinamento proveniente da  imbarcazioni
1. Al fine di proteggere la regione del Mar Baltico dall'inquinamento
   proveniente da imbarcazioni, le parti contraenti adottano le misure di cui
   all'ai legato IV.
2. Le parti contraenti elaborano ed applicano requisiti uniformi in materia di
   strutture per la ricezione dei rifiuti provenienti da imbarcazioni, tenendo
   conto delle particolari esigenze delle navi-passeggeri che operano nella
   regione del Mar Baltico.
 ---pagebreak---                                          Articolo 9
                                   Imbarcazioni da diporto
1. Oltre ad attuare le disposizioni della presente Convenzione direttamente
   applicabili alle imbarcazioni da diporto, le parti contraenti adottano misure
   particolari volte a ridurre gli effetti nocivi sull'ambiente marino della
   regione del Mar Baltico connessi alle attività delle suddette imbarcazioni.
   Tali misure debbono fra l'altro disciplianare l'inquinamento dell'aria, il
   rumore, gli effetti idrodinamicì e prevedere adeguate strutture di ricezione
   per i rifiuti provenienti dalle imbarcazioni da diporto.
                                         Articolo 10
                                 Divieto dell'incenerimento
1. Le parti contraenti vietano l'incenerimento nella regione del Mar Baltico.
2. Ciascuna parte contraente sì impegna a far si che le disposizioni del
   presente articolo siano rispettate dalle imbarcazioni-.
   a) registrate nel suo territorio o battenti la sua bandiera;
   b) che abbiano caricato nel suo territorio o nelle sue acque territoriali
       materiali destinati all'incenerimento;
   e) ritenute essere in atto di effettuare l'incenerimento nell'ambito delle
       sue acque interne o territoriali.
3. In caso di sospettata attività di incenerimento, le parti contraenti
   cooperano alle indagini conformemente al disposto deal la norma 2
   del l'al legato IV.
                                         Articolo 11
                                  Prevenzione dello scarico
1. Le partì contraenti, salvo nei casi di esenzione di cui ai paragrafi 2 e 4
   del presente articolo, vietano lo scarico nella regione del Mar Baltico.
2. Lo scarico di residui di escavazione è soggetto a previa autorizzazione
   speciale rilasciata dall'autorità nazionale competente conformemente alle
   d i spos i z i on i de I I'a IIegato V.
3. Ciascuna parte contraente s'impegna a far rispettare le disposizioni del
   presente articolo a navi e velivoli:
   a) registrati nel suo territorio o battenti la sua bandiera;
   b) che abbiano caricato nel suo territorio o nelle sue acque territoriali
       materiali destinati ad essere scaricati;
   e) ritenuti essere in atto di effettuare scarichi nelle sue acque interne e
       nelle sue acque territoriali.
4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano qualora siano
   minacciate la sicurezza in mare di persone o in caso di rischio di perdita o
   di distruzione totale di navi o velivoli nonché in qualsiasi circostanza che
   costituisca un pericolo per la vita umana, sempreché lo scarico appaia
   essere l'unico modo per scongiurare tale pericolo e qualora si possa
   ragionevolmente ritenere che il danno conseguente a tale scarico sia
   inferiore a quello che si verificherebbe altrimenti. Detto scarico deve
   essere effettuato in maniera da ridurre al minimo la probabilità di danno
   alla vita umana o marina.
 ---pagebreak--- 5. Lo scarico di cui al paragrafo 4 del presente articolo deve essere riferito e
   trattato conformemente all'allegato VII della presente Convenzione e deve
   essere immediatamente comunicato alla Commissione conformemente alle
   disposizioni della norma 4 dell'allegato 5 della presente Convenzione.
6. Qualora si sospetti che uno scarico abbia luogo in violazione delle
   disposizioni del presente articolo, le parti contraenti cooperano
   nell'accertamento del medesimo conformemente alla norma 2 dell'allegato IV
   della presente Convenzione.
                                    Articolo 12
         Esplorazione e sfruttamento del fondo marino e del suo sottosuolo
1. Ciascuna parte contraente adotta tutte le misure atte a prevenire
    l'inquinamento dell'ambiente marino della regione del Mar Baltico risultante
   dall'esplorazione e dallo sfruttamento della parte di fondo marino e del
   relativo sottosuolo soggetta alla sua giurisdizione o da attività connesse ad
   essi. Essa provvede inoltre affinché sia adeguatamente mantenuta la capacità
   di pronto intervento in caso di incidente ecologico causato da tali attività.
2. Al fine di prevenire ed eliminare l'inquinamento provocato dalle suddette
   attività, le parti contraenti si impegnano ad applicare, nei limiti della
    loro applicabilità, le procedure e le misure di cui all'allegato VI.
                                    Articolo 13
              Notifica e consultazione in caso di incidente ecologico
1. Ogniqualvolta un incidente ecologico occorso sul territorio di una parte
   contraente possa causare inquinamento dell'ambiente marino della regione del
   Mar Baltico al di fuori del suo territorio e dell'area marittima adiacente
   sulla quale essa esercita diritti sovrani e giurisdizione in base al diritto
    internazionale, detta parte contraente notifica senza indugio l'incidente
   alle parti contraenti i cui interessi sono o possono essere lesi.
2. Ogniqualvolta le parti contraenti di cui al paragrafo 1 lo ritengano
   necessario, hanno luogo consultazioni volte a prevenire, ridurre e
   controllare tale inquinamento.
3. I paragrafi 1 e 2 si applicano anche qualora una parte contraente sia stata
   danneggiata da inquinamento proveniente dal territorio di uno Stato terzo.
                                    Articolo 14
               Cooperazione nella lotta contro l'inquinamento marino
Le parti contraenti adottano individualmente e congiuntamente, conformemente
alle disposizioni dell'allegato VII, le misure atte a mantenere un'adeguata
capacità di risposta nel caso di incidente ecco logico in modo da eliminare o
ridurre al minimo le conseguenze per l'ambiente marino della regione del Mar
Ba11 i co.
                                    Articolo 15
                     Conservazione della natura e biodiversità
Le parti contraenti adottano individualmente e congiuntamente tutte le misure
atte a conservare relativamente alla regione del Mar Baltico e agli ecosistemi
costieri influenzati dal Mar Baltico gli habitat naturali e la diversità
biologica e a proteggere i processi ecologici.
 ---pagebreak--- Debbono inoltre essere adottate misure volte ad assicurare l'uso durevole delle
risorse naturali nell'ambito della regione del Mar Baltico. A tal fine le parti
contraenti tendono ad adottare corrispondenti strumenti contenenti opportuni
orientamenti e criteri.
                                    Articolo 16
                        Notifiche e scambi di informazione
1. Le parti contraenti notificano alla Commissione a intervalli regolari su:
   a) le misure giuridiche, regolamentari o di altra natura adottate per
       l'esecuzione delle disposizioni della presente Convenzione e dei suoi
       allegati e delle raccomandazioni adottate nel quadro di essi-,
   b) l'efficacia delle misure adottate per l'esecuzione delle disposizioni di
       cui alla lettera a) del presente paragrafo;
   e) i problemi incontrati nell'esecuzione delle disposizioni di cui alla
       lettera a) del presente paragrafo.
2. Su richiesta di una parte contraente o della Commissione, le parti contraenti
   forniscono informazioni sull'autorizzazione degli scarichi, sui dati relativi
   alle emissioni o, nella misura in cui questi sono disponibili, sui dati
   relativi alla qualità ambientale.
                                    Articolo 17
                             Informazione del pubblico
1. Le parti contraenti provvedono affinché il pubblico sia informato sullo stato
   del Mar Baltico e delle acque del suo bacino, sulle misure adottate o
   previste per prevenire ed eliminare l'inquinamento e sull'efficacia di tali
   misure. A tal fine le parti contraenti provvedono affinché il pubblico sia
    informato su:
   a) le autorizzazioni rilasciate e le relative condizioni;
   b) i risultati dei campionamenti dell'acqua e degli effluenti effettuati a
       fini di controllo e valutazione nonché i risultati delle verifiche
       relative alla conformità con gli obiettivi di qualità delle acque o ai
       requisiti per il rilascio delle autorizzazioni;
   e) gli obiettivi relativi alla qualità dell'acqua.
2. Ciascuna parte contraente provvede affinché le suddette informazioni siano
   rese pubbliche ogniqualvolta ciò appaia ragionevole e fornisce ai
   rappresentanti dell'opinione pubblica i mezzi opportuni ad ottenere, dietro
   pagamento di un prezzo ragionevole, copie dei dati registrati.
                                    Ar t i coIo 18
                             Tutela delle informazioni
1. Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano il diritto o
    l'obbligo delle parti contraenti previsti dal loro diritto nazionale e dalla
 ---pagebreak---                                                 l'i
   regolamentazione sovranazionale applicabile, di tutelare le informazioni
   connesse alla proprietà intellettuale, inclusi il segreto industriale e
   commerciale, la sicurezza nazionale e la riservatezza dei dati personali.
2. Qualora, tuttavia, una parte contraente decida di fornire tali informazioni
   riservate ad un'altra parte contraente, la parte che riceve tali informazioni
   rispetta la riservatezza delle medesime nonché le condizioni alle quali tali
   informazioni sono state fornite e le utilizza esclusivamente per le finalità
   per le quali sono state fornite.
                                        Articolo 19
                                        Comm issi one
1. Ai fini della presente Convenzione è istituita la Commissione per la
   protezione dell'ambiente marino del Mar Baltico, denominata la "Commissione":
2. La Commissione per la protezione dell'ambiente marino del Mar Baltico,
    istituita in base alla Convenzione sulla protezione dell'ambiente marino
   della regione del Mar Baltico del 1974, è la Commissione.
3. La presidenza della Commissione è detenuta da ciascuna parte contraente a
   turno e in ordine alfabetico dei nomi delle parti contraenti in lingua
   inglese. Il presidente resta in carica per un periodo di due anni e non può
   durante tale periodo fungere da rappresentante della parte contraente che
   detiene la presidenza.
   Qualora il presidente non rimanga in carica fino al termine del suo mandato,
    la parte contraente che detiene la presidenza nomina un successore il quale
   resta in carica fino allo scadere del periodo di presidenza della parte
   contraente.
4. Vengono tenute riunioni della Commissione almeno una volta l'anno su
   convocazione da parte del Presidente. Su richiesta di una parte contraente e
   con l'approvazione di un'altra parte contraente, vengono convocate dal
   Presidente riunioni straordinarie. Dette riunioni sono tenute quanto prima
   possibile e comunque non oltre diciannove giorni dalla data di presentazione
   del la r ichiesta.
5. Tranne sia disposto aitrimennti dalla presente Convenzione, la Commissione
   prende le proprie decisioni all'unanimità.
                                        Articolo 20
                               ObbIi gh i de II a Comm i ss i one
1. Gli obbIi gh i de II a Comm i ss i one sono :
   a) vigilare costantemente sull'attuazione della presente Convenzione;
   b) formulare raccomandazioni su misure connesse alle finalità della presente
       Convenzione;
   e) procedere al riesame dei contenuti della presente Convenzione, inclusi i
       suoi allegati; raccomandare alle parti contraenti eventuali modifiche alla
       presente Convenzione e ai suoi allegati ivi comprese modifiche agli
       elenchi delle sostanze e dei materiali nonché l'adozione di nuovi
       al légat i ;
   d) definire criteri di controllo dell'inquinamento, obiettivi per la
       riduzione dell'inquinamento e obiettivi relativi alle misure, in
       particolare quelli descritti all'allegato M I ;
 ---pagebreak---                                               li
   e) promuovere, in stretta collaborazione con organismi governativi competenti
      e in considerazione della lettera f) del presente articolo, ulteriori
      misure atte a proteggere l'ambiente marino della regione del Mar Baltico e
       a tale fine:
       (i)    ricevere, elaborare, sintetizzare e divulgare le informazioni
              scientifiche, tecnologiche e statistiche;
       (ii) promuovere la ricerca scientifica e tecnologica;
   f) ricercare, se opportuno, la collaborazione di organizzazioni regionali o
       internazionali competenti nel campo della ricerca scientifica e
       tecnologica e in settori comunque connessi con gli obiettivi della
       presente Convenzione;
2. La Commissione può assumere eventuali altre funzioni che essa ritenga idonee
   al perseguimento delle finalità della presente Convenzione.
                                        Articolo 21
                    Disposizioni amministrative per la Commissione
1. La lingua di lavoro della Commissione è        l'inglese.
2. La Commissione adotta il proprio regolamento.
3. La sede amministrativa della Commissione, nota come il "Segretariato" è a
   He I s i nk i.
4. La Commissione nomina un segretario generale, adotta disposizioni per la
   nomina del personale necessario e determina gli obblighi e le competenze del
   segretario generale.
5. Il segretario è il capo amministrativo della Commissione; egli assolve alle
   funzioni necessarie all'amministrazione della presente Convenzione e
   all'attività della Commissione ed assolve ad altri eventuali compiti ad esso
   assegnati dalla Commissione e dal suo regolamento.
                                         Articolo 22
                  Disposizioni    finanziarie relative alla Commissione
1. La Commissione adotta il suo regolamento finanziario.
2. La Commissione adotta un bilancio annuale o biennale delle spese proposte ed
   esamina le previsioni finanziarie per il periodo finanziario successivo.
3. L'importo totale del bilancio, inclusi i bilanci suppletivi eventuali
   adottati dalla Commissione, sono finanziati dalle parti contraenti diverse
   dalla Comunità economica europea, in parti uguali, salvo diversa decisione
   unan i me de II a Comm i ss i one.
4. La Comunità economica europea partecipa, in misura non superiore al 2,5%,
   alle spese amministrative del bilancio.
5. Ciascuna parte contraente sostiene le spese connesse alla partecipazione dei
   suoi rappresentanti, esperti e consiglieri all'attività della Commissione.
 ---pagebreak---                                              u
                                       Articolo 23
                                     Dir itto di voto
   1. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, ciascuna
      parte contraente ha diritto ad un voto in seno alla Commissione.
   2. La Comunità economica europea e qualsiasi altra organizzazione regionale di
      integrazione economica, nelle materie di loro competenza, esercitano il loro
      diritto di voto con un numero di voti pari al numero dei loro Stati membri
      che sono parti contraenti della presente Convenzione. Tali organizzazioni non
      esercitano il loro diritto di voto qualora i loro Stati membri esercitino il
      loro proprio diritto di voto e viceversa.
                                       Articolo 24
                         Cooperazione scientifica e tecnologica
   1. Le parti contraenti si impegnano, direttamente o eventualmente attraverso
      organizzazioni regionali o altre organizzazioni internazionali competenti, a
      cooperare nel settore della scienza e della tecnologia e in altri eventuali
      campi di ricerca e a scambiarsi dati e altre informazioni scientifiche
      connesse alle finalità della presente Convenzione. Per facilitare la ricerca
      e le attività di controllo nella regione del Mar Baltico le parti contraenti
      si impegnano ad armonizzare le loro politiche relativamente alle procedure di
      autorizzazione per l'espletamento di tali attività.
   2. Fatto salvo il paragrafo 2 dell'articolo 4 della presente Convenzione, le
      parti contraenti s'impegnano direttamente o, eventualmente, attraverso
      competenti organizzazioni regionali o internazionali, a promuovere studi, a
       intraprendere, sostenere o contribuire a programmi volti a sviluppare metodi
      di valutazione della natura e dell'importanza dell'inquinamento, dei canali
      di inquinamento e dei livelli di esposizione, dei rischi e dei rimedi nella
      regione del Mar Baltico e, in particolare a sviluppare metodi alternativi di
      trattamento, di scarico e di eliminazione di oggetti e sostanze che
      potrebbero provocare l'inquinamento dell'ambiente marino della regione del
      Mar Baltico.
   3. Fatto salvo il disposto del paragrafo 2 dell'articolo 4 le parti contraenti
      s'impegnano, direttamente o eventualmente attraverso competenti
      organizzazioni regionali o internazionali, e sulla base delle informazioni e
      dei dati acquisiti in conformità dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo, a
      cooperare allo sviluppo di metodi di osservazione tra loro comparabili, alla
      realizzazione di studi di base e all'instaurazione di programmi di
      monitoraggio congiunti o complementari.
   4. L'organizzazione e la portata delle attività connesse all'attuazione dei
      compiti di cui ai precedenti paragrafi debbono essere definite in primo luogo
      dalia Commissione.
                                       Articolo 25
                                Responsabilità per danno
   Le parti contraenti s'impegnano congiuntamente a sviluppare e ad accettare norme
   relative alla responsabilità per danno risultante da atti o omissioni che
   violano la presente Convenzione, a fissare inter alia i limiti della
   responsabilità, nonché criteri e procedure per la determinazione delle
   responsabilità o della riparazione.
3)
 ---pagebreak---                                      Articolo 26
                               Compos Iz i one di litigi
1. In caso di litigio tra le parti contraenti circa l'interpretazione o
   l'applicazione della presente Convenzione, esse ricercano una soluzione
   mediante negoziato. Qualora le parti interessate non pervengano ad un accordo
   esse ricorrono ai buoni uffici di una terza parte contraente, di
   un'organizzazione internazionale qualificata o di una persona qualificata o
   congiuntamente ne richiedono la mediazione.
2. Qualora le parti interessate non siano in grado di risolvere la controversia
   attraverso negoziato o non abbiano potuto accordarsi sui mezzi di
   composizione sopra descritti, la controversia è sottoposta, di comune
   accordo, ad un tribunale arbitrale ad hoc, ad un tribunale arbitrale
   permanente o alla Corte internazionale di giustizia.
                                     Articolo 27
                           Salvaguardia di talune libertà
Nessun elemento della presente Convenzione può essere interpretato in modo tale
da comportare una violazione della libertà di navigazione, di pesca, di ricerca
scientifica marina e di altri usi legittimi degli alti mari nonché del diritto
di passaggio inoffensivo attraverso le acque territoriali.
                                     Articolo 28
                                       Al légat i
Gii allegati della presente Convenzione costituiscono parte integrale della
medesima.
                                     Articolo 29
                          Relazione con altre Convenzioni
Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano i diritti e gli
obblighi contratti dalle parti contraenti in base a trattati già conclusi e a
trattati futuri i quali promuovono e sviluppano i principi generali del diritto
del mare sui quali si fonda ia presente Convenzione nonché disposizioni relative
alla prevenzione dell'inquinamento dell'ambiente marino.
                                     Articolo 30
           Conferenza per la revisione o l'emendamento della Convenzione
Con il consenso delle parti contraenti o su richiesta della Commissione può
essere convocata una conferenza al fine di effettuare una revisione generale
della presente Convenzione o di apportarvi emendamenti.
                                     Articolo 31
                    Emendamenti agli articoli della Convenzione
1. Ciascuna parte contraente può proporre emendamenti agli articoli della
   presente Convenzione. Gli emendamenti proposti sono presentati al
   depositario e comunicati da questi a tutte le parti contraenti le quali
    informano quanto prima possibile dopo il ricevimento della comunicazione il
   depositario dell'accoglimento o del rigetto di detti emendamenti.
   Una parte contraente può chiedere che una proposta di emendamento sia
   esaminata dalla Commissione. In tal caso si applica il paragrafo 4
   dell'articolo 19. Se un emendamento è adottato dalla Commissione si applica
    la procedura del paragrafo 2 del presente articolo.
 ---pagebreak--- 2. La Commissione può raccomandare emendamenti agli articoli della presente
   Convenzione. Ciascun emendamento oggetto di tale raccomandazione è presentato
   al depositario e comunicato da questo a tutte le parti contraenti, le quali
   notificano al depositario quanto prima dopo il ricevimento della
   comunicazione, l'accoglimento o il rigetto dell'emendamento.
3. Un emendamento entra in vigore il diciannovesimo giorno successivo alla data
   in cui il depositario ha ricevuto da tutte le parti contraenti le notifiche
   di accoglimento.
                                    Articolo 32
                Emendamenti agii allegati e adozione degli allegati
1. Un emendamento agli allegati proposto da una parte contraente è comunicato
   alle altre parti contraenti dal depositario e esaminato dalla Commissione.
   Se è adottato dalla Commissione, l'emendamento viene comunicato alle parti
   contraenti e ne viene raccomandato l'accoglimento.
2. Un emendamento degli allegati raccomandato dalla Commissione è comunicato
   alle parti contraenti dal depositario e ne è raccomandato l'accoglimento.
3. Il suddetto emendamento si ritiene accolto al termine di un periodo
   determinato dalla Commissione a meno che durante detto periodo una delle
   parti contraenti abbia, con notifica scritta al depositario, sollevato
   obiezioni nei confronti dell'emendamento. L'emendamento accolto entra in
   vigore alla data stabilita dalla Commissione.
    Il periodo stabilito dalla Commissione è prorogato di un periodo ulteriore di
   sei mesi con conseguente proroga della data di entrata in vigore
   dell'emendamento, qualora, in casi eccezionali, una parte contraente, prima
   della scadenza del periodo stabilito dalla Commissione, comunichi al
   depositario che, nonostante la sua intenzione di accogliere l'emendamento,
   non sono ancora soddisfatti i requisiti costituzionali per l'accoglimento.
4. Un allegato alla presente Convenzione può essere adottato in conformità delle
   disposizioni del presente articolo.
                                    Articolo 33
                                      R iserve
1. Le disposizioni della presente Convenzione non sono soggette a riserve.
2. Il disposto del paragrafo 1 del presente articolo non impedisce ad una parte
   contraente di sospendere per un periodo non superiore ad un anno
    l'applicazione di un allegato della presente Convenzione, parte del medesimo
   o un emendamento al medesimo dopo che l'allegato in questione o il relativo
   emendamento siano entrati in vigore. La parti contraenti della Commissione
   del 1974 sulla protezione dell'ambiente marino nel Mar Baltico che
   all'entrata in vigore della presente Convenzione sospendono l'applicazione di
   un allegato o di una parte di esso, applicano l'allegato corrispondente, o
   parte di esso, della Convenzione del 1974 per tutto il periodo della
   sospensione.
3. Se, dopo l'entrata in vigore della presente Convenzione, una parte contraente
   invoca il disposto del paragrafo 2 del presente articolo, essa, al momento
   dell'adozione da parte della Commissione di un emendamento ad un allegato o
   di un nuovo allegato, comunica alle parti contraenti le disposizioni la cui
   applicazione sarà sospesa ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo.
 ---pagebreak---                                    Articolo 34
                                      Firma
La presente Convenzione è aperta alla firma, dal 9 aprile 1992 al 9 ottobre
1992, ad Helsinki, degli Stati e della Comunità economica europea che
partecipano alla Conferenza diplomatica sulla protezione dell'ambiente marino
della regione del Mar Baltico ad Helsinki il 9 aprile 1992.
                                   Articolo 35
                        Ratifica, approvazione e adesione
1. La presente Convenzione ò soggetta a ratifica o approvazione.
2. La presente Convenzione, dopo la sua entrata in vigore, è aperta all'adesione
   di altri Stati o organizzazioni regionali di integrazione economica
   interessati al conseguimento degli obiettivi e delle finalità della presente
   Convenzione purché tali Stati o organizzazioni siano invitati da tutte le
   parti contraenti. In caso di competenza limitata di una organizzazione
   regionale dì integrazione economica, le modalità e le condizioni delia sua
   partecipazione possono essere concordate tra la Commissione e detta
   organizzazione.
3. Gli strumenti di ratifica, approvazione o accettazione sono depositati presso
   iI depositar io.
4. La Comunità economica europea e altre organizzazioni regionali di
   integrazione economica che divengono parti contraenti della presente
   Convenzione esercitano, nelle materie di loro competenza, in loro proprio
   nome, i diritti e adempiono gli obblighi che la presente Convenzione assegna
   ai loro Stati membri. In tali casi, gli Stati membri di tali organizzazioni
   non possono esercitare tali diritti individualmente.
                                   Articolo 36
                                Entrata in vigore
1. La presente Convenzione entra in vigore due mesi dopo il deposito degli
   strumenti di ratifica o di approvazione da parte di tutti gli Stati firmatari
   che si affacciano sul Baltico e dalla Comunità economica europea.
2. Per ciascun atto che ratifichi o approvi la presente Convenzione prima o dopo
   il deposito dell'ultimo strumento di ratifica o di approvazione di cui al
   paragrafo 1 del presente articolo, la Convenzione entra in vigore due mesi
   dopo la data di deposito da parte del suddetto Stato del suo strumento di
   ratifica o di approvazione o alla data dell'entrata in vigore della presente
   Convenzione, qualunque sia l'ultima data.
3. Per ciascuno Stato o organizzazione regionale di integrazione economica che
   accedono alla presente Convenzione, questa entra in vigore due mesi dopo la
   data del deposito da parte di tale Stato o organizzazione regionale di
   integrazione economica del rispettivo strumento di adesione.
4. Con l'entrata in vigore della presente Convenzione cessa l'applicazione della
   Convenzione, e dei relativi emendamenti, sulla protezione dell'ambiente
   marino del Mar Baltico, firmata il 22 marzo 1974 ad Helsinki.
 ---pagebreak---                                           «s
5. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 4 del presente articolo, gli
   emendamenti agli allegati della suddetta Convenzione adottati dalle parti
   contraenti di detta Convenzione nel periodo tra la firma della presente
   Convenzione e la sua entrata in vigore continuano ad applicarsi fintantoché i
   corrispondenti allegati della presente Convenzione siano stati emendati.
6. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 4 del presente articolo, le
   raccomandazioni e le decisioni adottate nell'ambito della suddetta
   Convenzione continuano ad applicarsi nella misura in cui esse sono
   compatibili con la presente Convenzione o non esplicitamente abrogate da
   queste o da una decisione adottata nell'ambito di essa.
                                    Articolo 37
                                      Denunz i a
1. Allo scadere dei cinque anni dalla data di entrata in vigore della presente
   Convenzione, una parte contraente può in qualsiasi momento, con notifica
   scritta al depositario, recedere dalla presente Convenzione. La denunzia ha
   effetto per tale parte contraente il trentesimo giorno di giugno dell'anno
   successivo all'anno al quale il depositario ha ricevuto la notifica della
   denunzia.
2. In caso di notifica di denunzia della Convenzione da parte di una parte
   contraente, il depositario convoca una riunione delle parti contraenti al
   fine di esaminare gli effetti della denunzia.
                                    Articolo 38
                                    Depositario
Il governo della Repubblica di Finlandia provvede a:
a) notificare a tutte le parti cntraenti e al segretario generale:
     i) le firme;
    ìi) il deposito degli strumenti di ratifica, approvazione o adesione;
   iii) le date di entrata in vigore della presente Convenzione;
    iv) gli emendamenti proposti o raccomandati ad articoli o allegati o
         l'adozione di nuovi allegati nonché la data in cui tali emendamenti o
        nuovi allegati entrano in vigore;
     v) le notifiche, e le relative date di ricezione, di cui agli articoli 31 e
        32;
    vi) le notifiche di denunzia e la data in cui la denunzia ha effetto;
   vii) eventuali altri atti o notifiche relativi alla presente Convenzione;
b) trasmettere copie certificate conformi della presente Convenzione agli Stati
   e alle organizzazioni regionali di integrazione economica che vi aderiscono.
 ---pagebreak--- In fede di che, i sottoscritti, debitamente a ciò autorizzati, hanno firmato la
presente Convenzione.
Fatto a Helsinki, il nono giorno di aprile mille novecento noventadue, in
un'unica copia autentica in lingua inglese depositata presso il governo
finlandese. Il governo finlandese provvede a trasmettere una copia autenticata a
tutte le parti firmatarie.
Per la Repubblica federale ceca e slovacca
Per il Regno di Danimarca
Per la Repubblica di Estonia
Per la Repubblica di Finlandia
Per la Repubblica federale di Germania
Per la Repubbica di Lettonia
 ---pagebreak---                                        Ai
                                    ALLEGATO I
                                 SOSTANZE NOCIVE
PARTE 1 -   PRINCIPI GENERALI
1.0 Introduzione
Ai fine di permettere l'applicazione delle pertinenti disposizioni della
presente Convenzione, le parti contraenti debbono usare nell'identificazione e
nella valutazione delle sostanze nocive quali definite all'articolo 2, paragrafo
7, le seguenti procedure:
1.1 Criteri per la classificazione delle sostanze
L'identificazione e la valutazione di sostanze deve essere basata sulle
proprietà intrinseche delle sostanze stesse, cioè:
- persistenza;
- tossicità o altre proprietà nocive;
- tendenza alla bioaccumulazione;
nonché sulle caratteristiche che possono causare inquinamento, quali:
- rapporto tra concentrazioni osservate e concentrazioni aventi effetti non
  osservat i;
- rischio antropogeno di eutrofizzazione;
- impatto transfrontaliere o a lungo raggio;
- rischio di modificazioni indesiderabili nell'ecosistema marino e
   irriversibiIità o durabilità degli effetti;
- radioattività;
- gravi interferenze con la pesca e la raccolta di frutti di mare o con altre
  utilizzazioni legittime del mare;
- modelli di distribuzione (quantità, tipi di utilizzazione e probabilità che
  venga raggiunto l'ambiente marino);
- provate proprietà cancerogene, teratogene, mutagene nel o attraverso
   l'ambiente mar ino.
Queste caratteristiche non sono necessariamente di uguale importanza ai fini
dell'identificazione e della valutazione di una particolare sostanza o gruppo di
sostanze.
 ---pagebreak---                                       Jtt
1.2. Gruppi prioritari di sostanze nocive
Le parti contraenti, nelle loro misure preventive, danno la priorità ai seguenti
gruppi di sostanze generalmente riconosciute come nocive:
a) metalli pesanti e loro composti;
b) composti organoalogenati;
e) composti organici del fosforo e dello stagno;
d) pesticidi, quali fungicidi, erbicidi, insetticidi e prodotti chimici usati
   per la conservazione del legno, della polpa di legno, della cellulosa, della
   carta, del pellame e dei tessili;
e) oli e idrocarburi derivati dal petrolio;
f) altri composti organici particolarmente nocivi per l'ambiente marino;
g) composti dell'azoto e del fosforo;
h) sostanze radioattive inclusi i residui;
i) materie persistenti che possono galleggiare, rimanere in sospensione o
   affondare;
j) sostanze che hanno effetti gravi sul sapore e/o sull'odore dei prodotti del
   mare destinati al consumo umano o che hanno effetti sul gusto, l'odore, il
   colore la trasparenza o altre caratteristiche dell'acqua.
PARTE 2 - SOSTANZE VIETATE
Al fine di proteggere la regione del Mar Baltico dalle sostanze pericolose le
parti contraenti vietano totalmente o parzialmente l'uso delle seguenti sostanze
o gruppi di sostanze nella regione del Mar Baltico e nel suo bacino:
2.1 Sostanze vietate per tutte le utilizzazioni finali tranne i medicinali
DDT (1,1,1-tricloro-2,2-bis-(clorofeniI)-etano) e suoi derivati di DDE e DDD;
2.2. Sostanze vietate per tutte le utilizzazioni in attrezzature esistenti
     situate in sistemi chiusi fino al termine della loro durata di
     utilizzazione o per finalità di ricerca, di sviluppo e di analisi.
     a) PCB (bifenili poiiclorurati);
     b) PCT (terfenili poiiclorurati).
2.3. Sostanze vietate per talune applicazioni
Composti organostannici per pitture antivegetative applicate su imbarcazioni da
diporto al di sotto di 25 m e su gabbie utilizzate nella pesca.
 ---pagebreak---                                       l'i
PARTE 3 - PESTICIDI
Al fine di proteggere la regione del Mar Baltico dalle sostanze pericolose le
parti contraenti compiono ogni sforzo per ridurre al minimo nella regione del
Mar Baltico e nel suo bacino e, se possibile, vietare l'impiego delle seguenti
sostanze utilizzate come pesticidi.
                                                    Numero CAS
Acr ilonitr ile                                     107131
Aldrina                                             309002
Aram ite                                            140578
Compost i de I cadm io
Clordano                                            57749
Clordecone                                          143500
Clordimeforme                                       6164983
Cloroformio                                         67663
1,2-Dibrometano                                     106934
Dieldr ina                                          60571
Endr ina                                            72208
Acido fluoroacetico e derivati                      7664393, 144490
Eptacloro                                           76448
 Isobenzane                                         297789
 Isodr ina                                          465736
Kelevan                                             4234791
Compost i deI piombo
Compost i de I mercur io
Morfamquat                                          4636833
Nitrofen                                            1836755
Pentaclorofenolo                                    87865
Terpeni policlorurati                               8001501
Quintozene                                          82688
Composti del selenio
2,4,5-T                                             93765
Toxafene                                            8001352
 ---pagebreak---                                       /v.
                                   ALLEGATO I I
              CRITERI PER L'USO DELLA MIGLIORE PRATICA AMBIENTALE E
                      DELLA MIGLIORE TECNOLOGIA DISPONIBILE
Norma 1 - disposizioni generali
1. Conformemente alle disposizioni pertinenti del presente Convenzione, le parti
   contraenti applicano i criteri per la migliore pratica ambientale e la
   migliore tecnologia disponibile di seguito descritti.
2. Al fine di prevenire e eliminare l'inquinamento le parti contraenti usano la
   migliora pratica ambientale per tutte le fonti e la migliore tecnologia
   disponibile per le fonti puntuali, in modo da ridurre al minimo o eliminare,
   mediante strategie di controllo, le emissioni nell'acqua e nell'aria
   provenienti da tutte le fonti.
Norma 2 - una migliore pratica ambientale
1. Per "migliore pratica ambientale" si intende l'applicazione della
   combinazione di misure più idonea. Nella selezione di casi individuali,
   debbono essere considerati almeno i seguenti elementi nell'ordine:
   - informazione e educazione del pubblico e degli utenti circa le conseguenze
     ambientali della scelta di particolari attività e prodotti, del loro uso e
     della loro eliminazione finale;
   - elaborazione e applicazione di codici di buona pratica ambientale che
     coprono tutti gli aspetti di attività nella vita del prodotto;
   - etichette obbligatòrie che informino il pubblico e gli utilizzatori sui
     rischi ambientali connessi ad un determinato prodotto, al suo uso e alla
     sua eliminazione finale-,
   - disponibilità di sistemi di raccolta e di eliminazione;
   - economia delle risorse, compresa l'energia;
   - riciclaggio, recupero e riutilizzazione;
   - non uso di sostanze pericolose e di prodotti dannosi e, per quanto
     possibile, non produzione di residui pericolosi;
   - applicazione di strumenti economici ad attività, a prodotti o a gruppi di
     prodotti e alle emissioni;
   - un sistema di autorizzazioni comportanti      serie di restrizioni o
     divieti.
 ---pagebreak---                                     -t.%
2. Nel determinare, in casi generali o individuali quali combinazioni di misure
   costituiscano la migliore pratica ambientale si devono in particolare
   considerare i seguenti elementi:
   - il principio di precauzione;
   - il rischio ecologico associato al prodotto, alla sua produzione, al suo uso
      e alla sua eliminazione finale;
   - evitare o sostituire determinate attività o sostanze con attività o
      sostanze meno inquinanti;
   - scala di utilizzazione;
   - potenziali vantaggi o svantaggi ambientali connessi ai materiali e alle
      attività di sostituzione;
   - progressi e cambiamenti nelle conoscenze scientifiche;
   - tempi di attuazione;
   - implicazioni sociali ed economiche.
Norma 3 -   migliore tecnologia disponibile
1. Per migliore tecnologia disponibile s'intende l'ultimo stadio di sviluppo
   (stato dell'arte) di processi, strutture o metodi operativi tale da indicare
    l'adeguatezza pratica di una particolare misura ai fini della limitazione
   degli scar ichi.
2. Nel determinare se un insieme di processi, strutture e metodi operativi
   costituiscano la migliore tecnologia disponibile, in casi generali o
    individuali, devono essere considerati in particolare i seguenti elementi:
   - processi, mezzi o metodi operativi comparabili sperimentati con successo in
      periodi recenti;
   - progressi tecnologici e cambiamenti nelle conoscenze scientifiche;
   - fattibilità economica di una determinata tecnologia;
   - tempi di applicazione;
   - natura e volume delle emissioni in questione;
   - tecnologia non produttrice di rifiuti o produttrice di rifiuti limitati;
   - principio di precauzione.
Norma 4 - Futuri sviluppi
La migliore pratica ambientale e la migl ore tecnologia disponibile sono
soggette a trasformazioni nel tempo per    progressi tecnologici, i fattori
economici e sociali e i cambiamenti che ntervengono nelle conoscenze
scient if iche.
 ---pagebreak---                                         ?<f
                                   ALLEGATO III
           CRITERI E MISURE RELATIVI ALLA PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO
                             DA FONTI SITUATE A TERRA
Norma 1 - disposizioni generali
Conformemente alle pertinenti disposizioni della presente Convenzione, le parti
contraenti applicano i criteri e le misure descritti nel presente allegato
nell'intero bacino della regione del Mar Baltico e tengono conto della migliore
pratica ambientale (MPA) e della migliore tecnologia disponibile (MTD) di cui
all'ai legato 11.
Norma 2 -   requisiti specifici
1. Le acque reflue municipali debbono essere trattate con metodi biologici o di
   altra natura che siano almeno altrettanto efficaci ai fini della riduzione di
   parametri significativi. Debbono essere ridotti sostanzialmente anche i
   nutrienti.
2. La gestione delle acque in impianti industriali deve tendere alla creazione
   di sistemi chiusi o di sistemi ad elevata circolazione in modo da evitare per
   quanto possibile acque residuarle.
3. Le acque reflue industriali debbono essere trattate separatamente prima di
   essere mescolate con acque di diluizione.
4. Le acque reflue contenenti sostanze pericolose o altre sostanze nocive non
   debbono essere trattate insieme alle altre acque reflue a meno che si
   effettui una riduzione delle sostanze inquinanti uguale al la purificazione
   separata di ciascuna acqua reflua. Il miglioramento della qualità delle acque
   reflue non deve comportare un aumento significativo di fanghi pericolosi.
5. I valori-limite relativi alle emissioni di sostanze pericolose nell'acqua e
   nell'aria debbono essere stabiliti in autorizzazioni speciali.
6. Impianti industriali ed altre fonti puntuali collegati con gli impianti
   municipali di trattamento debbono utilizzare la migliore tecnologia
   disponibile al fine di evitare negli impianti di trattamento delle acque
   reflue municipali la presenza di sostanze pericolose che non possono essere
   rese innocue da tali trattamenti o che possono disturbare i processi di
   trattamento. Debbono essere inoltre adottate misure conformi alla migliore
   pratica ambientale.
 ---pagebreak---                                           n
7. L'inquinamento proveniente dalla piscicoltura deve essere prevenuto ed
    eliminato promuovendo e applicando la migllore pratica ambientale e la
    migli ore tecnoIog i a di sponIbi le.
8. L'inquinamento da fonti diffuse, inclusa l'agricoltura, deve essere eliminato
    promuovendo e applicando la migliore pratica ambientale.
9. I pesticidi utilizzati debbono essere conformi alle norme stabilite dalla
    CommI ss i one.
Norma 3 - principi relativi al rilascio delle autorizzazioni alle industrie
Le parti contraenti si impegnano ad applicare i seguenti principi e procedure
per il rilascio delle autorizzazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 3 della
presente Convenzione.
1. L'operatore dell'impianto industriale comunica dati e informazioni alla
    competente autorità nazionale utilizzando un formulario di domanda. Si
    consiglia all'operatore di consultare la competente autorità nazionale in
    merito ai dati da fornire prima di inoltrare la domanda stessa all'autorità
     (accordo sulle informazioni e sulle verifiche).
    Nella domanda debbono essere specificati almeno i seguenti dati e le seguenti
     informazioni :
 Informazioni generali
- nome, settore, sito e numero dei dipendenti.
Situazione attuale e/o attività previste
-  sito dello scarico e/o dell'emissione;
-  tipo della produzione, quantità della produzione e/o della trasformazione;
-  processi di produzione;
-  tipo e quantità delle materie prime, agenti e/o prodotti intermedi;
-  quantità e qualità delle acque reflue non trattate e dei gas provenienti dalle
   varie fonti (ad es. acque di lavorazione, acque di raffreddamento);
-  trattamento delle acque reflue e dei gas a seconda del tipo di processo,
   dell'efficacia del pretrattamento e/o del trattamento finale;
-  acque reflue e gas trattati a seconda della quantità e della qualità alla fine
   del pretrattamento e/o strutture per il trattamento finale;
-  quantità e qualità di rifiuti solidi e liquidi generati durante il processo e
   il trattamento di acque reflue e gas;
-  trattamento di rifiuti solidi e liquidi;
-   informazione su misure atte a prevenire guasti nel processo e fuoruscite
   accidentali;
-  situazione attuale e possibile impatto sull'ambiente.
Alternative e loro eventuale diversa incidenza ecologica, economica e a livello
di sicurezza
   Altri possibiI processi di produzione
   Altri possibi i materie prime, agenti e/o prodotti intermedi
   Altre possibiI tecnologie di trattamento.
 ---pagebreak--- 2. La competente autorità nazionale fa una valutazione della situazione attuale
   e delle possibili incidenze sull'ambiente delle attività previste.
3. La competente autorità nazionale rilascia I'autorizzazione dopo la
   valutazione globale, considerando in particolare gli aspetti summenzionati.
   L'autorizzazione deve te.nere conto almeno dei seguenti elementi:
   - caratterizzazione di tutte le  componenti (ad es. capacità di produzione)
     che incidono sulla quantità e  sulla qualità dello scarico e/o delle
     emissioni ;
   - valore limite per la quantità  e la qualità (quantità e/o concentrazioni) di
     scarichi ed emissioni diretti  e indiretti;
   - istruzioni relative a:
     .  la costruzione e la sicurezza;
     .  i processi e/o gli agenti di produzione;
     .  il funzionamento ed il mantenimento delle strutture di trattamento;
     .  il recupero di materiali e sostanze e l'eliminazione dei rifiuti;
     .  il tipo e l'ampiezza del controllo che l'operatore deve effettuare
       (autocontrol lo);
         le misure da adottare in caso di guasti nel processo e fuoruscite
         accidentali;
        metodi analitici da applicare;
         programma di modernizzazione, adeguamenti e indagini effettuati
         dal l'operatore;
         programma relativo ai rapporti che l'operatore deve redigere sulle
        misure relative al monitoraggio e/o ali'autocontrol Ilo,
         all'ammodernamento e agli adeguamenti e alle verifiche.
4. La competente autorità nazionale o un'istituzione indipendente da questa
   autorizzata provvede a:
   - ispezionare la qualità e la quantità degli scarichi e/o delle emissioni
     mediante campionamenti e analisi;
   - controllare se sono soddisfatti i requisiti dell'autorizzazione;
   - organizzare il monitoraggio delle varie incidenze sull'atmosfera degli
     scarichi e delle emissioni di acque reflue;
   - modificare eventualmente le autorizzazioni.
 ---pagebreak---                                         *!i
                                   ALLEGATO IV
            PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO PROVENIENTE DA IMBARCAZIONI
Norma 1 - Cooperazione
In materia di protezione della regione del Mar Baltico dall'inquinamento
proveniente da imbarcazioni, le parti contraenti cooperano:
a) con l'Organizzazione marittima internazionale al fine di promuovere in
   particolare normative internazionali, basate anche sui principi e gli
   obblighi fondamentali della presente Convenzione che prevede anche l'impiego
   della migliore tecnologia disponibile e della migliore pratica ambientale
   quali definite all'allegato II;
b) alla efficace ed armonizzata attuazione delle norme adottate
   dal I'Organizzazione marittima internazionale.
Norma 2 - assistenza nelle investigazioni
Fatto salvo il disposto dell'articolo 4, paragrafo 3, della presente
Convenzione, le parti contraenti si prestano reciproca assistenza
nell'investigazione delle violazioni alla legislazione vigente in materia di
misure antinquinamento, che hanno avuto o si sospetta abbiano avuto luogo nella
regione del Mar Baltico. Detta assistenza può includere, senza essere peraltro a
ciò limitata, l'ispezione da parte delle autorità competenti dei registri
relativi al petrolio, dei registri relativi al carico, dei giornali di bordo
nonché il prelievo di campioni di petrolio a fini di identificazione.
Norma 3 - definizioni
Ai fini del presente allegato s'intende per
   "amministrazione": il governo dello Stato sotto la cui giurisdizione opera
   l'imbarcazione. In caso di imbarcazione che possa battere bandiera di uno
   Stato qualsiasi, l'amministrazione è il governo di tale Stato. Per quanto
   riguarda piattaforme fisse o galleggianti impegnate nell'esplorazione e nello
   sfruttamento del fondo marino e del sottosuolo adiacenti una costa sulla
   quale un determinato Stato costiero eserciti diritti sovrani ai fini
   dell'esplorazione e dello sfruttamento delle risorse naturali,
   l'amministrazione è il governo di tale Stato costiero.
 ---pagebreak---                                           ~ \ ^ -.
  2. a) "scarico": in relazione a sostanze nocive o ad effluenti contenenti tali
         sostanze, qualunque emissione di tali sostanze da parte di una
         imbarcazione; esso comprende la fuoruscita, l'eliminazione, lo
         spandi men to, la perdita, il pompaggio, l'immissione o lo svuotamento-,
     b) per "scarico" non s'intende:
          i) lo scarico ai sensi della Convenzione sulla prevenzione
             dell'inquinamento mar Ino provocato dallo scarico di rifiuti e di altre
             sostanze, stipulata a Londra il 29 dicembre 1972;
         ii) remissione di sostanze pericolose direttamente connessa con
              l'esplorazione, lo sfruttamento e il trattamento offshore di risorse
             minerali del fondo marino;
        ili) l'emissione di sostanze nocive a fini di ricerca scientifica legittima
             sulla riduzione o sul controllo dell'inquinamento.
  3. L'espressione "dalla terra più vicina" significa dalla linea che delimita le
     acque territoriali in base al diritto internazionale.
  y.  Il termine "giurisdizione" deve essere interpretato in conformità del diritto
      internazionale vigente al momento dell'applicazione o dell'interpretazione
     del presente allegato.
5   .Il termine "MARPOL 73/78" significa: la Convenzione internazionale sulla
     prevenzione dell'inquinamento proveniente dalle navi, del 1973, modificata
     dal relativo Protocollo del 1978.
  Norma 4 - applicazione degli allegati di MARPOL 73/78
  Fatte salve le disposizioni della norma 5, le parti contraenti applicano le
  disposizioni degli allegati di MARPOL 73/78.
  Norma 5 - acque luride
  Le parti contraenti applicano le disposizioni dei paragrafi da A a D nonché F e
  G della presente norma sullo scarico di acque luride provenienti da navi
  operanti nella regione del Mar Baltico.
  A. Definizioni
  Ai fini della presente norma s'intende per:
  1. "Acque luride:
     a) lo scolo di acque luride ed altri rifiuti provenienti da qualsiasi tipo di
         servizio igienico, da uri natoi e da WC;
     b) gli scoli provenienti da strutture sanitarie (dispensari, infermerie di
         bordo, ecc.) attraverso lavandini, vasche e sbocchi di scarico situati in
         tali strutture;
     e) gli scoli provenienti da ambienti che ospitano animali vivi;
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    d) altre acque residuali mescolate con gli scoli di cui sopra.
2. "Serbatoio di ritenzione": il serbatoio usato per la raccolta e il deposito
    del le acque tur ide.
B. Appiicazione
Le disposizioni della presente norma si applicano a:
a) imbarcazioni di 200 t di stazza lorda;
b) imbarcazioni inferiori a 200 t dì stazza lorda abilitate al trasporto di
    oltre 10 persone;
e) imbarcazioni per le quali non esiste una stazza lorda misurata, abilitate al
    trasporto di oltre 10 persone.
C. Scarico di acque luride
1. Fatto salvo il disposto del paragrafo D della presente norma, lo scarico di
    acque luride in mare è vietato eccetto nel caso in cui:
    a) l'imbarcazione scarichi residui triturati e disinfettati mediante un
        sistema approvato dall'amministrazione ad una distanza di oltre 4 miglia
        marine dalla terra più vicina o qualora i residui, non triturati o
        disinfettati, siano scaricati ad una distanza di oltre 12 miglia marine
        dalla terra più vicina sempreché i suddetti residui siano stati depositati
        in serbatoi di ritenzione e non vengano scaricati istantaneamente bensi
        gradualmente ad una velocità di navigazione non inferiore a 4 nodi;
    b) l'imbarcazione sia munita di un impianto funzionante di trattamento dei
        residui approvato dall'amministrazione;
         i) i risultati del test di detto impianto figurino in un documento
            presente a bordo;
        ii) I'effluente non produca solidi galleggianti visibili né causi
            scoloramento delle acque circostanti;
2. Qualora le acque luride siano mischiate con altri rifiuti o acque reflue
    soggetti a disposizioni diverse, si applicano le disposizioni più rigorose.
D. Eccezioni
 Il paragrafo C della presente norma non si applica a:
a) lo scarico di acque luride da una nave, imposto da motivi di sicurezza della
    nave stessa, di coloro che si trovano a bordo o da ragioni di salvataggio di
    persone in mare;
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b) lo scarico di acque luride risultante da danni alla nave o alle sue
    attrezzature, qualora prima e dopo il verificarsi del danno siano state prese
    tutte le ragionevoli precauzioni atte ad impedire o ridurre al minimo io
    scar ico.
E. Strutture di ricezione
1. Ciascuna parte contraente s'impegna a garantire, nei suoi porti e terminali
    della regione del Mar Baltico, la disponibilità di strutture per la ricezione
    di acque luride, senza causare ritardi alle navi, e adeguate alle esigenze
    delle navi che le utilizzano.
2. Per permettere la giunzione delle tubature di ricezione con la bocca di
    scarico delle imbarcazioni, i due condotti da congiungere debbono essere
    muniti di un raccordo standard conforme alle norme seguenti:
               DIMENSIONI STANDARD DI FLANGIE PER RACCORDI DI SCARICO
Descr izione                                     210 mm
Diametro esterno                                 A seconda del diametro esterno
                                                 de I tubo
Diametro interno                                 170 mm
Diametro del cerchio                             4 buchi di 18 mm di diametro,
su cui si situano i bulloni                      equidistanti e situati sul
                                                 cerchio dei bui Ioni
                                                 (170 mm di diametro), incavati
 Incavi nel la flangia                           verso la periferia della flangia
                                                 Larghezza dell'incavo: 18 mm
Spessore della flangia                           16 mm
Bu Moni e dadi :                                 4, ciascuna di 16 mm di diametro
Quantità e diametro                              e di lunghezza adeguata.
La flangia ha la funzione di accettare tubi di un diametro interno massimo di
100 mm; essa deve essere di acciaio o di altro materiale equivalente e deve
avere superficie piatta. La flangia, assieme ad una idonea guarnizione, deve
sopportare una pressione di servizio di 6 kg/cm2.
Per imbarcazioni aventi una profondità di sca         5 metri o una profondità di
scafo inferiore, il diametro interno del racco*       i scarico può essere di
38 mm.
 ---pagebreak---                                          -^
F. Control Ii
1. Le imbarcazioni operanti su rotte internazionali nella regione del Mar
   Baltico sono soggette ai controlli di seguito specificati:
   a) un controllo iniziale prima che l'imbarcazione sia messa in servizio o
       prima che il certificato di cui al paragrafo G della presente norma sia
       rilasciato per la prima volta, al fine di accertare:
          i) se l'impianto di trattamento delle acque luride, eventualmente
             presente a bordo, soddisfi ai requsiti operativi previsti in base
             alle norme e ai metodi di verifica raccomandati dalla Commissione e
             se sia stato approvato dall'amministrazione;
         ii) qualora l'imbarcazione sia munita di un sistema di triturazione e
             dis infezione dei residui, se tale sistema soddisfi ai requisiti
             operativi previsti in base alle norme e ai metodi di verifica
             raccomandati dalla Commissionee se sia stato approvato
             dall'amministrazione;
       iii) qualora l'imbarcazione sia munita di un serbatoio di ritenzione, se
             la capacità di tale serbatoio sia conforme alle disposizioni
             dell'amministrazione in materia di ritenzione della totalità dei
             residui connessi all'attività della nave, al numero di persone
             presenti a bordo nonché ad altri eventuali fattori pertinenti. Il
             serbatoio di ritenzione deve essere conforme ai requisiti operativi
             previsti in base alle norme e ai metodi di verifica raccomandati
             dalla Commissione e deve essere approvato dall'amministrazione;
         iv) se la nave sia munita di un tubo di scarico delle acque luride da
             raccordare con la struttura di ricezione nei porti. Il tubo di
             scarico deve essere munito di un raccordo standard conformemente al
             disposto del paragrafo E. Le navi operanti in settori commerciali
             fissi devono essere munite di eventuali altri tipi di raccordo
             approvati dall'amministrazione.
    I suddetti controlli mirano a garantire che le attrezzature, i materiali e
   tutti gli accessori siano pienamente conformi con le disposizioni applicabili
   della presente norma.
   L'amministrazione riconosce il "certificato di tipo" per gli impianti di
   trattamento delle acque luride rilasciato da altre parti contraenti.
   b) Controlli periodici a intervalli specificati dall'amministrazione ma non
       superiori a 5 anni, atti a garantire che le attrezzature, gli accessori e
        i materiali siano pienamente conformi con le disposizioni applicabili
       della presente norma.
2. I controlli delle imbarcazioni relativamente all'applicazione delle
   disposizioni della presente norma, sono eseguiti da funzionari
   dell'amministrazione. L'amministrazione può tuttavia affidare i controlli sia
   a controllori all'uopo designati che a organizzazioni da essa riconosciute.
   L'amministrazione garantisce comunque pienamente della completezza ed
   efficacia dei controlli effettuati.
 ---pagebreak---                                         w
3. Dopo l'esecuzione del controllo dell'imbarcazione, non debbono essere
   apportate trasformazioni significative alle attrezzature, agli accessori e ai
   materiali oggetto del suddetto controllo senza la previa approvazione
   dell'amministrazione, eccetto nel caso di normale sostituzione di tali
   attrezzature o accessori con materiale identico.
G. Certificato
   1. Il certificato di prevenzione dell'inquinamento da acque luride è
      rilasciato a imbarcazioni abilitate al trasporto di oltre 50 persone
      impegnate in viaggi internazionali nella regione del Mar Baltico dopo che
      è stato effettuato il controllo conformemente alle disposizioni del
      paragrafo F della presente norma.
   2. Il suddetto certificato è rilasciato dall'amministrazione o da qualsiasi
      persona o organizzazione a ciò debitamente autorizzata. L'amministrazione
      assume comunque la piena responsabilità del rilascio del certificato.
   3. Il certificato di prevenzione dell'inquinamento da acque luride è redatto
      nella forma corrispondente al modello presentato nell'appendice
      dell'allegato IV di MARPOL 73/78 quando le parti contraenti siano anche
      parti di MARPOL 73/78. Qualora la lingua non sia l'inglese, il testo deve
      essere accompagnato da una traduzione in inglese.
 4. Il certificato dì prevenzione dell'inquinamento da acque luride è rilasciato
    per un periodo determinato dall'amministrazione, non superiore comunque ai 5
    anni.
5. Il certificato cessa di essere valido qualora siano state apportate
   trasformazioni significative nelle attrezzature, negli accessori o nei
   materiali senza la previa approvazione dell'Amministrazione, eccetto nel caso
   di normale sostituzione di tali attrezzature o accessori con materiali
   identici.
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO V
                 ESENZIONI AL DIVIETO GENERALE DI SCARICO DI RESIDUI
                     ED ALTRI OGGETTI NELLA REGIONE DEL MAR BALTICO
Norma 1
Conformemente all'articolo 11, paragrafo 2 della presente convenzione, il
divieto di scarico non si applica allo scarico in mare di detriti di dragaggio
purché:
a) lo scarico di detriti di dragaggio contenenti le sostanze nocive di cui
   all'allegato I sia consentito solo in base agli orientamenti adottati dalla
   Comm i ss i one ;
b) lo scarico sia effettuato con previa autorizzazione speciale rilasciata
   dall'autorità nazionale competente;
    i) entro le acque territoriali della parte contraente, oppure
   ii) al di fuori delle sue acque territoriali o interne, se necessario, dopo
        esame della questione da parte della Commissione.
Per il rilascio delle suddette autorizzazioni la parte contraente applica le
disposizioni della norma 3 del presente allegato.
Norma 2
1. La competente autorità nazionale di cui all'articolo 11, paragrafo 2
   dell'articolo 9 della presente Convenzione:
   a) rilascia le autorizzazioni speciali di cui alla norma 1 del presente
      al legato;
   b) tiene registri sui quali figurano la natura e la quantità degli oggetti il
      cui scarico è stato autorizzato nonché il sito, il tempo e il metodo dello
      scarico dei medesimi;
   e) raccoglie le informazioni disponibili sulla natura e le quantità degli
      oggetti che sono stati scaricati nella regione del Mar Baltico
      recentemente e fino all'entrata in vigore della presente Convenzione,
      qualora si ritenga che gli oggetti scaricati possano contaminare le acque
      o organismi della regione del Mar Baltico, possano incagliarsi nelle
      attrezzature di pesca o originare altri eventuali danni. La suddetta
      autorità nazionale è tenuta inoltre a registrare il sito, il tempo e le
      modalità degli scarichi suddetti.
 ---pagebreak--- 2. La competente autorità nazionale rilascia autorizzazioni speciali in
   conformità della norma 1 del presente allegato per oggetti destinati ad
   essere scaricati nella regione del Mar Baltico:
   a) caricati nel suo territorio;
   b) caricati da un'imbarcazione o da un velivolo registrati nel suo territorio
       o battenti bandiera dello Stato di appartenenza della suddetta autorità,
       qualora il caricamento sia avvenuto nel territorio di uno Stato che non è
       parte contraente della presente convenzione.
3. Ciascuna parte contraente notifica alla Commissione e, se del caso alle altre
   parti contraenti, le informazioni specificate alla lettera e) del paragrafo 1
   della norma 2 del presente allegato. La procedura da seguire e la natura di
   tali notifiche sono determinate dalla Commissione.
Norma 3
Nel rilasciare le autorizzazioni speciali in conformità della norma 1 del
presente allegato l'autorità nazionale competente tiene conto:
a) della qualità dei detriti di dragaggio destinati ad essere scaricati;
b) del contenuto di sostanze nocive di cui all'allegato l;
e) del sito (ad es.: coordinate dell'area di scarico, profondità e distanza
   dalla costa) e delia sua relazione con zone di particolare interesse (per
   es.: aree di svago, zone di riproduzione ittica, zone di allevamento ittico e
   d i pesca, ecc.);
d) delle caratteristiche dell'acqua qualora lo scarico sia effettuato al di
   fuori delle acque territoriali; intendendo per tali caratteristiche:
      i) proprietà idrografiche (ad es.: temperatura, salinità, densità,
         prof!lo);
     ii)  proprietà chimiche (ad es.: pH, ossigeno dissolto, nutrienti);
    iii) proprietà biologiche (ad es.: produzione primaria e animali bentonici);
    i dati debbono contenere informazioni sufficienti sui livelli medi annuali e
   sulla variazione stagionale delle proprietà menzionate nel presente
   paragrafo;
e) dell'esistenza e degli effetti di altri scarichi che abbiano eventualmente
   avuto luogo nella zona di scarico.
Norma 4
Le relazioni redatte in conformità dall'articolo 11, paragrafo 5 della presente
convenzione contengono le informazioni previste per il formulario di notifica
che la Commissione deve definire.
 ---pagebreak---                                         n
                                    ALLEGATO VI
                PREVENZIONE DELL'INQUINAMENTO DA ATTIVITÀ' OFFSHORE
Norma 1 - definizioni
Ai fini del presente allegato s'intende per:
1. "attività offshore": qualsiasi esplorazione e sfruttamento di petrolio e gas
   mediante un impianto o struttura offshore fissa o galleggiante ivi comprese
   tutte le attività a ciò connesse;
2. per "unità offshore": qualsiasi impianto o struttura offshore fissa o
   galleggiante impegnata nella prospezione, sfruttamento o attività di
   produzione di gas o petrolio nonché nel caricamento e scaricamento del
   petrol io-,
3. per "esplorazione": qualsiasi attività di perforazione escluse le prospezioni
   sismiche;
4. per "sfruttamento": qualsiasi produzione, verifica, o attività di
   st imo lazione.
Norma 2 - uso della migliore tecnologia disponibile e della migliore pratica
ambientale
Le parti contraenti si impegnano a prevenire e ad eliminare l'inquinamento
proveniente da attività offshore applicando i principi della migliore tecnologia
disponibile e della migliore pratica ambientale definiti all'allegato II.
Norma 3 - valutazione dell'impatto ambientale e monitoraggio
1. La valutazione dell'impatto ambientale deve essere effettuata prima che sia
   rilasciata l'autorizzazione di avvio a un'attività offshore. In caso di
   sfruttamento di cui alla norma 5, il risultato della valutazione deve essere
   notificato alla Commissione prima che sia rilasciato il permesso di avvio
   dell'attività offshore.
2. Contestualmente alla valutazione dell'impatto ambientale deve essere valutata
   la sensibilità della zona marina circostante l'unità offshore proposta. Nella
   suddetta valutazione dovranno essere considerati i seguenti elementi:
   a) importanza della zona per l'avifauna e i mammiferi marini;
   b) importanza della zona per la pesca, la riproduzione di pesci e dei
       molluschi e per l'acquacoltura;
   e) importanza della zona dal punto di vista ricreativo e paesaggistico.
 ---pagebreak---    d) composizione del sedimento misurando i seguenti parametri: distribuzione e
       dimensione dei granuli, materia secca, perdita di ignizione, contenuto
       totale in idrocarburi e contenuto di Ba, Cr, Pb, Cu, Hg e Cd;
   e) abbondanza e diversità della fauna bentonica e contenuto dì idrocarburi
       aromat ici e al ifat ici.
3. Al fine di controllare gli effetti della fase di esplorazione degli studi
   relativi all'attività offshore, debbono essere effettuate le analisi di cui
   alla lettera d) precedente prima e dopo le operazioni.
4. Al fine di controllare gli effetti della fase di sfruttamento degli studi
   relativi all'attività offshore debbono essere effettuate almeno le analisi di
   cui alle lettere d) e e) precedenti prima della operazione, ad intervalli
   annuali durante l'operazione e dopo che l'operazione sia conclusa.
Norma 4 - scarichi nella fase di esplorazione
1. L'uso di fanghi di perforazione a base di petroli o contenenti altre sostanze
   pericolose deve essere limitato a casi in cui esso è necessario per ragioni
   geologiche, tecniche o di sicurezza e soltanto dopo previa autorizzazione da
   parte della competente autorità nazionale. In tali casi debbono essere
   adottate idonee misure e debbono essere previsti impianti adeguati in modo da
    impedire lo scarico di tali fanghi nell'ambiente marino.
2. Fanghi di perforazione a base di petrolio e tagli derivanti dall'uso di
   fanghi di perforazione non debbono essere scaricati nella regione del Mar
   Baltico ma trasportati a riva per esservi adeguatamente trattati o eliminati.
3. Lo scarico di fanghi a base di acqua e di tagli è soggetto all'autorizzazione
   rilasciata dalle competenti autorità nazionali. Prima del rilascio
   dell'autorizzazione deve essere provata la bassa tossicità del contenuto dei
   fanghi a base di acqua.
4. Lo scarico di tagli derivanti dall'uso di fanghi di perforazione a base di
   acqua non ò autorizzato in zone particolarmente sensibili della regione del
   Mar Baltico quali aree confinate o di acqua bassa dove il ricambio di acqua è
    limitato e in altre zone caratterizzate da ecosistemi rari, di particolare
   pregio o particolarmente fragili.
Norma 5 - scarichi nella fase di sfruttamento
Oltre alle disposizioni dell'allegato IV si applicano agli scarichi le
disposizioni seguenti:
a) tutte le sostanze chimiche e i materiali debbono essere trasportati a riva e
   possono essere messi in discarica soltanto eccezionalmente e previa
   autorizzazione da parte delle competenti autorità nazionali per ciascuna
   specifica operazione;
b) lo scarico di acque di produzione e di acque di spostamento è vietato a meno
   che, da analisi e campionamenti effettuati secondo metodi adottati dalla
   Commissione risulti un contenuto di petrolio inferiore a 15 mg/1 ;
 ---pagebreak--- e) qualora non sia possibile rispettare tale va lore-1 imite impiegando la
   migliore pratica ambientale e la migliore tecnologia disponibile, la
   competente autorità nazionale può prevedere altre opportune misure per
   impedire l'eventuale inquinamento dell'ambiente marino della regione del Mar
   Baltico stabilendo, se necessario, un va lore-1 imite meno restrittivo ma che
   comunque sarà il più basso possibile e in nessun caso supererà 40 mg/1. Il
   contenuto di petrolio viene misurato secondo le disposizioni specificate alla
   precedente lettera b ) ;
d) lo scarico autor I zzato non deve in nessun caso produrre effetti inaccettabili
   sull'ambiente marino;
e) al fine di permettere l'adeguamento ai futuri sviluppi delle tecnologie di
   produzione e di pulitura, i permessi di eliminazione debbono essere
   regolarmente verificati dalla competente autorità nazionale e i limiti
   previsti per gli scarichi conseguentemente modificati.
Norma 6 - procedura di verifica
Ciascuna parte contraente dispone che l'operatore o qualsiasi altra persona
responsabile di un'unità offshore effettui le notifiche conformemente alle
disposizioni della norma 5.1 dell'allegato VII della presente Convenzione.
Norma 7 - piani di emergenza
Per ciascuna unità offshore deve essere predisposto un piano di emergenza
antiinquinamento approvato in conformità della procedura stabilita dalla
competente autorità nazionale. Il piano deve contenere informazioni sui sistemi
di allarme e di comunicazione, sull'organizzazione delle misure di intervento,
un elenco delle attrezzature nonché la descrizione delle misure da adottare per
diversi tipi di incidente ecologico.
Norma 8 - unità offshore dismesse
Le parti contraenti provvedono a che unità offshore abbandonate, fuori uso
nonché unità offshore naufragate vengano interamente rimosse e trasportate a
terra sotto la responsabilità del proprietario; esse dispongono inoltre che i
pozzi di perforazione fuori uso siano otturati.
Norma 9 - scambio di informazioni
Le parti contraenti si scambiano permanentemente informazioni attraverso la
Commissione sui siti e la natura di tutte le attività offshore effettuate o
previste e sulla natura e le quantità degli scarichi e sulle misure di emergenza
adottate.
 ---pagebreak---                                   ALLEGATO VII
                    Intervento in caso di Incidente ecologico
Norma 1 - disposizioni generali
1. Le parti contraenti si impegnano a mantenere la loro capacità di risposta a
   incidenti ecologici che minacciano l'ambiente marino della regione dei Mar
   Baltico. Tale capacità significa disporre di adeguate attrezzature, di navi e
   eprsonale addestrato per operazioni in acque costiere nonché in alto mare.
2. a) Oltre agli incidenti di cui al l'articolo 13, la parte contraente è tenuta
      a notificare senza indugio gli incidenti ecologici occorsi sul suo
      territorio di intervento che ledono o possono ledere gli interessi di
      altre parti contraenti;
   b) nel caso di grave incidente ecologico debbono essere informate quanto
      prima possibile le altre parti contraenti e la Commissione.
3. Nella misura in cui le loro capacità e i metodi disponibili lo consentono, le
   parti contraenti si impegnano a cooperare alle operazioni di intervento per
   far fronte ad incidenti ecologici, sempreché la gravità dei medesimi io
   giustifichi.
4. Le parti contraenti adottano inoltre misure volte a:
   a) effettuare regolari operazioni di sorveglianza al largo della loro linea
      costiera;
   b) a cooperare e a scambiare informazioni con le altre parti contraenti al
      fine di migliorare la capacità di risposta in caso di incidente ecologico.
Norma 2 - piani di emergenza
Ciascuna parte contraente elabora un piano nazionale di emergenza e, in
cooperazione con altre parti contraenti, eventuali piani bilaterali o
multilaterali per un intervento congiunto in caso di incidente ecologico.
Norma 3 - sorveglianza
1. Al fine di prevenire violazioni del le norme esistenti in materia di
   prevenzione dell'inquinamento proveniente da navi, le parti contraenti
   elaborano ed attuano, individualmente o in cooperazione, misure di
   sorveglianza nella regione del Mar Baltico volte a localizzare e tenere sotto
   controllo spandimenti di petrolio e di altre sostanze.
 ---pagebreak--- 2. Le parti contraenti adottano opportune misure per applicare le misure di
   sorveglianza di cui al paragrafo 1 utilizzando anche aerei muniti di
   attrezzature di teledetezione.
Norma 4 - Zone di intervento
Le parti contraenti definiscono prima possibile e mediante accordi bilaterali o
multilaterali le zone della regione del Mar Baltico nelle quali esse debbono
effettuare attività di sorveglianza e nelle quali intervenire qualora si
verifichi o possa verificarsi un grave incidente ecologico. Tali accordi non
pregiudicano altri eventuali accordi conclusi tra le parti contraenti nella
stessa materia. Gli Stati limitrofi provvedono all'armonizzazione dei diversi
accordi. Le parti contraenti informano le altre parti contraenti e la
Commissione in merito a tali accordi.
Norma 5 - procedura di notifica
1. a) Le parti contraenti dispongono che i capitali o gli eventuali responsabili
       di navi battenti la loro bandiera notifichino senza indugio qualsiasi
       evento occorso su dette navi che comporti o possa verosimilmente
       comportare una fuoruscita di petrolio o di sostanze pericolose;
   b) la notifica deve essere trasmessa allo Stato considerato costiero più
       vicino e deve essére effettuata in conformità delle disposizioni
       dell'articolo 8 del protocollo 1 della Convenzione internazionale per la
       prevenzione dell'inquinamento provocato da navi del 1973 (International
       Convention for the Prevention of Pollution from Ships), quali modificate
       dal protocollo del 1978 (MARPOL 73/78).
   e) Le parti contraenti chiedono ai capitani o ai responsabili delle navi e ai
       piloti di velivoli di notificare senza indugio e in conformità della
       suddetta procedura la presenza di petrolio o di altre sostanze pericolose
       osservate in mare. Tali notifiche devono contenere nella misura del
       possibile i seguenti dati: tempo, posizione, condizioni del vento e del
       mare, tipo, importanza e probabile origine dell'inquinamento osservato.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 b) si applicano anche allo scarico di cui
   alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 4 della presente Convenzione.
Norma 6 - misure di emergenza a bordo di navi
1. Ciascuna parte contraente dispone che le navi abilitate a battere la sua
   bandiera possiedano a bordo un piano di emergenza per l'inquinamento da
   petrolio come previsto dal If» dispos i.^ ion| t;di MAR^QL, 73/73 e in conformità di
   tali disposizioni.
2. Ciascuna parte contraente chiede ai capitani delle navi battenti sua bandiera
   o, in caso di piattaforme fisse o galleggianti operanti nel territorio di sua
   giurisdizione, alle persone responsabili di tali piattaforme, di fornire, in
   caso di incidente ecologico e su richiesta delle autorità competenti,
    informazioni dettagliate sul la nave e sui suo carico o, in caso di
   piattaforma, sulla sua attività, in modo da facilitare le operazioni di
    intervento volte a prevenire o combattere l'inquinamento del mare, e di
   cooperare con tali autorità.
 ---pagebreak---                                         Hi
Norma 7 - misure di risposta
1. La parte contraente, quando si verifica un incidente ecologico nella sua zona
   di intervento, effettua le necessarie valutazioni della situazione e procede
   ad un adeguato intervento di risposta al fine di evitare o ridurre al minimo
   ulter ior i danni.
2. a) Fatte salve le disposizioni di cui alla lettera b ) , le parti contraenti
      utiIizzano mezzi meccanici per intervenire contro incidenti ecologici;
   b) agenti chimici possono essere utilizzati soltanto in casi eccezionali e
      previa autorizzazione, per ciascun caso specifico, delle competenti
      autor ita nazionali.
3. Qualora una chiazza si sposti o si presuma possa spostarsi verso una zona di
   intervento di un'altra parte contraente, quest'ultima viene informata senza
   indugio sulla situazione e sulle operazioni di intervento predisposte.
Norma 8 - assistenza
1. Conformemente alle disposizioni del paragrafo 3 della norma 1:
   a) una parte contraente ha il diritto di chiedere l'assistenza delie altre
      parti contraenti in caso di incidente ecologico in mare;
   b) le parti contraenti fanno il possibile per fornire tale assistenza.
2. Le parti contraenti adottano le misure amministrative o giuridiche atte a
   faci Iitare:
   a) l'arrivo sul loro territorio e la partenza dal medesimo di navi, velivoli
      o altri mezzi di trasporto impegnati nelle operazioni di intervento
      connesse ad un incidente ecologico o adibiti al trasporto di personale,
      materiali e attrezzature necessari a far fronte a tale incidente;
   b) il rapido movimento verso, attraverso e dal loro territorio di personale,
      materiali e attrezzature di cui alla lettera a ) .
Norma 9 - rimborso dei costi di assistenza
1. Le parti contraenti sostengono i costi dell'assistenza di cui alla norma 8 in
   conformità della presente norma.
2. a) Qualora l'intervento sia stato effettuato da una parte contraente su
      esplicita richiesta di un'altra parte contraente, la parte richiedente
      rimborsa alla parte che ha fornito assistenza i costi dell'intervento
      fornito da questa. Qualora la richiesta sia annullata, la parte
      richiedente rimborsa l'altra parte per !   ^ s e da questa già sostenute o
      per le quali essa si sia impegnata.
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    b) Se l'intervento è stato effettuato da una parte contraente di sua propria
       iniziativa, tale parte sostiene i costi del suo intervento.
    e) Si applicano i principi di cui alle lettere a) e b) a meno che le parti
       interessate non decidano altrimenti in ciascun caso specifico.
3. Se non viene deciso altrimenti, i costi dell'intervento effettuato da una
   parte contraente su richiesta di un'altra parte vengono calcolati equamente
   in base al diritto e alla consuetudine vigenti in materia di rimborso di tali
   costi presso la parte che ha fornito assistenza.
4. Le disposizioni della presente norma non possono essere interpretate in modo
   da arrecare pregiudizio ai diritti delle parti contraenti ad essere
   rimborsate, in base ad altre disposizioni applicabili, norme del diritto
   internazionale o norme nazionali o sopranazionali, da parti terze per i costi
   di interventi effettuati in caso di incidenti ecologici.
Norma 10 - cooperazione
1. Ciascuna parte contraente fornisce informazioni alle altre parti contraenti e
   alla Commissione ' in merito a:
   a) la sua organizzazione di intervento in caso di inquinamento marino
      provocato da petrolio o altre sostanze pericolose;
   b) la sua normativa e altri elementi aventi diretta attinenza sul suo livello
      di preparazione e la sua capacità di risposta in caso di inquinamento del
      mare provocato da petrolio e da altre sostanze pericolose;
   e) la competente autorità responsabile per ricevere e inviare notifiche
      relative all'inquinamento del mare da petrolio e da altre sostanze
      per ico lose;
   d) le autorità competenti per le questioni relative a misure di assistenza
      reciproca, reciproca informazione e cooperazione tra le parti contraenti
      conformemente al presente allegato;
   e) gli interventi effettuati in conformità delle norme 7 e 8 del presente
      al legato.
2. Le parti contraenti si scambiano informazioni sui programmi di ricerca e di
   sviluppo, sui possibili tipi di intervento e, in caso di inquinamento
   provocato da petrolio e da altre sostanze pericolose, sulle esperienze, le
   attività di sorveglianza e le forme di intervento in caso di inquinamento.
3. Le parti contraenti organizzano regolarmente esercitazioni operative di
   intervento congiunte ad esercitazioni di allerta.
4. Le parti contraenti cooperano con l'organizzazione marittima internazionale
   nelle materie relative all'attuazione e alla ulteriore elaborazione della
   Convenzione internazionale sulla preparazione, la risposta e la cooperazione
   in caso di inquinamento da petrolio (International Convention on Oil
   Preparedness, Response and Co-operation).
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Norma 11 - manuale di intervento HELCOM
Le parti contraenti applicano, per quanto possibile, i principi e le regole
contenute nel manuale sulla cooperazione per la lotta contro l'inquinamento
marino, il quale specifica il presente allegato ed è adottato dalla Commissione
o dal comitato designato dalla Commissione.
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                                                              COM(93) 285 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              M
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-318-IT-C
                                                             ISBN 92-77-56898-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo