CELEX: 31994R0371
Language: it
Date: 1994-02-17 00:00:00
Title: REGOLAMENTO (CE) N. 371/94 DELLA COMMISSIONE del 17 febbraio 1994 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di grandi condensatori elettrolitici all' alluminio originari della Repubblica di Corea e di Taiwan

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31994R0371

REGOLAMENTO (CE) N. 371/94 DELLA COMMISSIONE del 17 febbraio 1994 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di grandi condensatori elettrolitici all' alluminio originari della Repubblica di Corea e di Taiwan  

Gazzetta ufficiale n. L 048 del 19/02/1994 pag. 0010 - 0015

REGOLAMENTO (CE) N. 371/94 DELLA COMMISSIONE del 17 febbraio 1994 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio originari della Repubblica di Corea e di TaiwanLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,  sentito il comitato consultivo,  considerando quanto segue:   A. PROCEDURA  (1) Con il regolamento (CEE) n. 3482/92 (2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo con un'aliquota del 75 % sulle importazioni di alcuni tipi di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio originari del Giappone,  fatta eccezione per alcune società, per le quali l'aliquota del dazio era compresa tra l'11,6 % e il 35,8 %.  (2) Nel dicembre 1992 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla FARAD (Federation for Appropriate Remedial Anti-dumping) per conto dei produttori che realizzano complessivamente una parte sostanziale della produzione comunitaria, in cui  si chiedeva di ampliare il procedimento alle importazioni degli stessi tipi di condensatori originari della Repubblica di Corea e di Taiwan.  La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sulle importazioni del prodotto in questione originario dei paesi suddetti e del pregiudizio sostanziale da esse derivante. Gli elementi di prova sono stati  considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento.  Con un'avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3) la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nella Comunità di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio originari  della Repubblica di Corea e di Taiwan, di cui al codice NC ex 8532 22 00 e ha avviato un'inchiesta.  (3) La Commissione ha debitamente informato i produttori, gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti della Repubblica di Corea e il ricorrente e ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di  comunicare osservazioni scritte e di chiedere un'audizione.  (4) La Commissione ha inviato questionari alle parti notoriamente interessate e ha ricevuto risposte da due dei tre produttori ricorrenti, nonché da un produttore e da un operatore di Taiwan. I sei produttori coreani indicati nella denuncia e  l'importatore noto alla Commissione non hanno risposto al questionario.  Una società che era stata indicata come importatore collegato ha risposto di non aver importato i prodotti in questione nel periodo dell'inchiesta.  (5) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione provvisoria e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:  a) Produttori comunitari ricorrenti:  - Nederlandse Philips Bedrijven BV, Zwolle, Paesi Bassi,  - Roederstein GmbH, Kirchzarten, Germania.  b) Esportatori e produttori di Taiwan:  - Kaimei Electronic Corp., Taipei,  - Lelon Electronics Corp., Taichung.  (6) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso dal 1o gennaio 1992 al 31 dicembre 1992 (periodo dell'inchiesta).   B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE  (i) Descrizione del prodotto in esame (7) I prodotti oggetto dell'inchiesta sono i grandi condensatori elettrici, non solidi, elettrolitici all'alluminio, con un prodotto CV (capacità per voltaggio nominale) compreso tra 8 000 e 550 000 mc (micro-coulomb) ad un voltaggio pari ad almeno 160  V, di cui al codice NC ex 8532 22 00.  (8) Rispetto al precedente procedimento relativo al Giappone, la descrizione del prodotto comprende una gamma più vasta di condensatori, in termini di limite inferiore e superiore di capacità, in considerazione dei nuovi sviluppi tecnici e  dell'evoluzione del mercato. I tipi di condensatori soggetti all'inchiesta, come nel precedente procedimento, sono tuttavia generalmente incorporati nei prodotti elettronici di consumo e utilizzati nel settore delle telecomunicazioni. Nonostante alcune  differenze secondarie relative a dimensioni, durata, voltaggio o design, i diversi tipi di condensatori hanno le stesse caratteristiche fisiche e tecniche essenziali e costituiscono un'unica categoria di prodotti.  (ii) Prodotto simile (9) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha esaminato se i condensatori originari della Corea e di Taiwan potessero essere considerati simili a quelli fabbricati e venduti nella Comunità.  In base alle informazioni disponibili è stato accertato che i diversi tipi di condensatori originari di Taiwan e della Corea sono simili a quelli prodotti e venduti nella Comunità. Inoltre, prendendo in esame i singoli tipi, i condensatori sono  sostanzialmente simili sotto tutti gli aspetti a quelli dell'industria comunitaria ricorrente, dato che di norma sono fabbricati secondo standard industriali.  (10) La Commissione conclude quindi che tutti i condensatori oggetto dell'inchiesta e corrispondenti alla definizione di cui al considerando 7, fabbricati e venduti nella Comunità, in Corea e Taiwan devono essere considerati prodotti simili.   C. DUMPING  1. Valore normale 1.1. Corea (11) In mancanza di qualsiasi informazione da parte dei produttori coreani sui prezzi e sui costi sul mercato interno, il valore normale è stato determinato in base agli elementi disponibili, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del  regolamento (CEE) n. 2423/88. A questo proposito si è ritenuto che gli elementi più attendibili fossero quelli contenuti nella denuncia.  (12) La denuncia aveva stabilito il valore normale in base al valore costruito di un tipo di condensatore rappresentativo, scelto tra quelli più venduti sul mercato comunitario, senza tuttavia aggiungere un margine di profitto. Ai fini della  determinazione provvisoria, il valore normale è stato calcolato in funzione del suddetto valore costruito, al quale è stato aggiunto un margine di profitto del 10 % proposto dal ricorrente. Tale margine di profitto era considerato il più appropriato per  questo tipo di prodotto sul mercato coreano.  1.2. Taiwan (13) Una delle due società di Taiwan che hanno risposto al questionario della Commissione è un produttore ed esportatore, mentre l'altra è una società commerciale. Dato che può normalmente acquistare i prodotti da qualsiasi fornitore e cambiare la fonte  di approvvigionamento ogniqualvolta lo ritenga opportuno, una società commerciale non può essere trattata allo stesso modo di un produttore. Di norma, quindi, non sono stabiliti margini di dumping individuali, né sono istituiti dazi nei confronti degli  esportatori che non fabbricano il prodotto. È stato quindi calcolato un margine di dumping individuale unicamente per il produttore ed esportatore che ha collaborato, la società Kaimei Electronic Corp.  (14) A titolo provvisorio il valore normale è stato stabilito in base al prezzo effettivamente pagato nel corso di normali operazioni commerciali per le vendite sul mercato interno dei modelli corrispondenti alla definizione di prodotto simile. Sono  state prese in considerazione le vendite realizzate in quantitativi sufficienti ai fini di un equo confronto.  (15) Per i modelli che sono stati esportati, ma che non sono stati venduti sul mercato interno oppure che sono stati venduti in perdita, è stato calcolato il valore costruito ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento  (CEE) n. 2423/88. Il valore costruito è stato stabilito in base al costo di produzione del modello preso in considerazione, al quale sono state aggiunte le spese generali, amministrative e di vendita sostenute dalla società per le vendite del prodotto  in questione sul mercato interno e un margine di profitto corrispondente alla media dei profitti realizzati sulle vendite remunerative sul mercato interno.  2. Prezzo all'esportazione 2.1. Corea (16) In mancanza di qualsiasi informazione da parte dei produttori ed esportatori coreani, il prezzo all'esportazione, come il valore normale, è stato stabilito ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88 in base  agli elementi disponibili, nella fattispecie il prezzo all'esportazione di un modello rappresentativo indicato nella denuncia. Le informazioni fornite dall'Eurostat non sono state considerate appropriate, poiché il prodotto in esame rientra in un codice  della nomenclatura combinata che comprende altri condensatori elettrolitici all'alluminio. Non sarebbe stato quindi possibile distinguere tra i prezzi dei modelli dei condensatori oggetto del presente procedimento e quelli di altri modelli.  2.2. Taiwan (17) Le vendite all'esportazione sono state effettuate ad acquirenti comunitari indipendenti. I prezzi all'esportazione sono stati stabiliti a titolo provvisorio in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto venduto per  l'esportazione nella Comunità.  3. Confronto 3.1. Corea (18) Il valore normale costruito, stabilito con il metodo esposto nel considerando 12, è stato confrontato a livello franco-fabbrica con il prezzo all'esportazione di cui al considerando 16.  3.2. Taiwan (19) Il valore normale relativo ai singoli modelli è stato confrontato a titolo provvisorio con il prezzo all'esportazione del tipo corrispondente, prendendo in esame le singole transazioni, allo stesso stadio commerciale e a livello franco fabbrica. Ai  fini di un equo confronto sono stati applicati adeguamenti ai sensi dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88 per quanto riguarda le differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, quali trasporto, assicurazione,  condizioni di credito e imposte indirette.  4. Margini di dumping (20) Dal confronto risulta l'esistenza di pratiche di dumping, con margini pari all'importo di cui il valore normale determinato supera il prezzo all'esportazione nella Comunità. I margini di dumping, espressi in percentuale del prezzo franco frontiera  comunitaria, sono i seguenti:  Corea:  70,6 % Taiwan - Kaimei Electronic Corp.: 10,7 % - altre società: 75,8 % (21) Per le società di Taiwan che non hanno collaborato all'inchiesta Commissione, o non sono note alla Commissione il margine di dumping è stato stabilito in base agli elementi disponibili, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del  regolamento (CEE) n. 2423/88. È stato considerato che gli elementi più attendibili fossero quelli stabiliti nel corso dell'inchiesta. È stato inoltre ritenuto che si sarebbe premiata la mancata collaborazione e che sarebbe stata agevolata l'elusione  delle misure antidumping, qualora a tali società fosse stato attribuito un margine inferiore al margine massimo accertato per un determinato modello della società che aveva collaborato.   D. INDUSTRIA COMUNITARIA  (22) La Commissione ha accertato che, per quanto riguarda i condensatori in questione, nella Comunità sono insediati quattro grandi produttori ed alcuni produttori di dimensioni minori. Una delle tre società ricorrenti, la B.  H. Components Ltd, Weymouth, Regno Unito, nel marzo 1993 è stata acquisita da una società americana ed è diventata BHC Aerovox Ltd. Tale società non era disposta a completare il questionario della Commissione.  Il quarto produttore, Siemens-Matsushita Components GmbH &  Co. Kg., Monaco, Germania, è una joint venture costituita da un produttore comunitario e da una società giapponese. Questo produttore non ha collaborato all'inchiesta della Commissione nel  precedente procedimento relativo alle importazioni di condensatori elettrolitici all'alluminio originari del Giappone e non ha sostenuto la denuncia relativa al caso in esame.  (23) Nonostante quanto precede, la produzione delle due società ricorrenti che hanno collaborato rappresentava una parte sostanziale della produzione comunitaria complessiva, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88.   E. PREGIUDIZIO  1. Osservazioni generali (24) Nell'esame relativo al pregiudizio la Commissione ha tenuto conto del fatto che in un procedimento precedente era stato accertato che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale per quanto riguarda le importazioni di alcuni tipi di  grandi condensatori elettrolitici all'alluminio originari del Giappone. Questa conclusione riguardava il periodo compreso tra il 1988 e il 1990. È stato tuttavia stimato che il volume di produzione dei condensatori dell'industria comunitaria ricorrente  a cui si riferiva il procedimento relativo alle importazioni dal Giappone corrisponde al 90 % circa del volume di produzione oggetto del presente procedimento. Pertanto, in considerazione del fatto che il presente procedimento riguarda una gamma più  vasta di condensatori, è stato necessario avviare una nuova inchiesta relativa al pregiudizio per il periodo compreso dal 1989 al 1992.  2. Cumulo degli effetti delle importazioni oggetto di dumping (25) Per determinare l'incidenza delle importazioni oggetto di dumping sull'industria comunitaria, la Commissione ha preso in esame le conseguenze di tutte le importazioni oggetto di dumping dalla Corea e da Taiwan.  Per stabilire se il cumulo delle importazioni fosse appropriato, la Commissione ha considerato la comparabilità del prodotto importato dai paesi soggetti all'inchiesta in base ai seguenti criteri: analogia delle caratteristiche fisiche,  intercambiabilità delle applicazioni finali, volume delle importazioni, concorrenza nella Comunità tra i prodotti importati stessi e tra questi ultimi e il prodotto simile fabbricato dall'industria comunitaria, nonché analogia dei canali di  distribuzione e comportamento dei produttori di ciascun paese sul mercato comunitario per quanto riguarda la determinazione dei prezzi.  (26) In base alle informazioni disponibili è stato concluso che i condensatori elettrolitici all'alluminio originari della Repubblica di Corea e di Taiwan, secondo i singoli tipi, sono simili sotto tutti gli aspetti, intercambiabili e commercializzati  nella Comunità entro un periodo comparabile e a condizioni commerciali analoghe. Questi prodotti sono inoltre in concorrenza tra loro e con il prodotto simile fabbricato dall'industria comunitaria. Inoltre, il volume delle importazioni oggetto di  dumping da ciascun paese interessato non poteva essere considerato trascurabile.  (27) In tali circostanze e secondo la prassi normalmente seguita dalle istituzioni comunitarie, si ritiene che vi siano motivi sufficienti per giustificare il cumulo delle importazioni dai paesi interessati.  3. Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping (28) Poiché il codice della nomenclatura combinata nel quale sono classificati i grandi condensatori elettrolitici all'alluminio comprende anche altri tipi di condensatori non soggetti al procedimento, non sono disponibili dati precisi sulle  importazioni complessive e sul consumo totale del prodotto in questione. Le informazioni ottenute nel corso dell'inchiesta non sono tuttavia in contrasto con le stime effettuate dal ricorrente riguardo alla percentuale di grandi condensatori  elettrolitici all'alluminio rispetto alle importazioni complessive dei prodotti classificati nel suddetto codice e provenienti dai paesi interessati. Inoltre, data la scarsità delle informazioni comunicate dall'industria comunitaria non ricorrente nel  corso dell'inchiesta, la Commissione non ha potuto utilizzare le stime relative alle vendite di quest'ultima. In tali circostanze il consumo comunitario è stato calcolato in base alle vendite dell'industria comunitaria ricorrente sul mercato della  Comunità, alle quali sono state aggiunte le importazioni nella Comunità stimate dal ricorrente.  (29) Da tali valutazioni risulta che il consumo è aumentato del 32,3 % nel periodo 1989-1992.  (30) Non sono stati presentati elementi indicanti che le tendenze degli indicatori economici sottoindicati sarebbero state nettamente diverse se fossero state prese in considerazione le vendite dei produttori non ricorrenti sul mercato della Comunità.  (31) Il volume delle importazioni oggetto di dumping nella Comunità del prodotto in questione originario dei paesi esportatori, considerate cumulativamente, è aumentato del 91 % tra il 1989 e il 1992. Rispetto al consumo comunitario valutato con il  metodo esposto nel considerando 28, in seguito all'andamento di queste importazioni la quota di mercato congiunta dei paesi esportatori interessati nella Comunità è passata dall'11,3 % nel 1989 al 16,3 % nel periodo dell'inchiesta.  4. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping (32) I prezzi dei prodotti importati dai paesi interessati erano nettamente inferiori ai prezzi applicati dai produttori comunitari nel periodo dell'inchiesta.  Per quanto riguarda il produttore di Taiwan che ha collaborato, la sottoquotazione dei prezzi è stata calcolata a titolo provvisorio come la differenza media tra i prezzi cif, dazio corrisposto, applicati ad acquirenti indipendenti e i prezzi dei  produttori comunitari, adeguati ad uno stadio commerciale comparabile sul mercato della Comunità. Il confronto è stato effettuato prendendo in esame i singoli modelli importati che erano stati presi in considerazione ai fini della determinazione del  dumping. I margini medi di sottoquotazione così determinati sono compresi tra lo 0 e il 54,2 % secondo i modelli. La media ponderata per tutti i modelli esaminati è del 13 %.  (33) Nei confronti dei produttori della Corea e di Taiwan che non hanno collaborato, i prezzi delle importazioni oggetto di dumping sono stati determinati in base agli elementi più attendibili, ovvero in base ai dati forniti dalla denuncia, ai sensi  dell'articolo 7, paragrafo 7 del regolamento (CEE) n. 2423/88. I margini di sottoquotazione calcolati in base allo stesso modello rappresentativo sono dell'8,6 % per la Corea e del 17,2 % per Taiwan.  5. Situazione dell'industria comunitaria interessata a) Produzione, capacità e utilizzazione degli impianti.  (34) Il volume di produzione, dopo essere aumentato del 9,4 % tra il 1989 e il 1990, è sceso del 29,3 % tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta.  (35) La capacità di produzione è aumentata del 12,8 % tra il 1989 e il 1990 ed è rimasta stabile tra il 1990 e il 1992. Occorre rilevare che questo aumento è nettamente inferiore a quello del consumo apparente.  (36) L'andamento del coefficiente di utilizzazione degli impianti, che è sceso dal 61,8 % nel 1989 al 42,4 % nel 1992, mette in evidenza il fatto che i produttori comunitari non hanno potuto trarre vantaggio dall'aumento della domanda.  b) Vendite, scorte e quota di mercato (37) Le vendite dell'industria comunitaria interessata sono scese da 11,4 milioni di unità nel 1989 a 9 milioni di unità nel periodo dell'inchiesta, con una flessione del 21 % sull'intero periodo, mentre il consumo apparente è aumentato del 32,3 %. La  corrispondente quota di mercato è pertanto passata dal 29,4 % nel 1989 al 17,6 % nel 1992.  (38) Le scorte dei produttori comunitari ricorrenti, dopo essere aumentate del 16,6 % tra il 1989 e il 1990, sono scese del 9,5 % tra il 1990 e il 1991 e del 42 % tra il 1991 e il periodo dell'inchiesta. Quest'ultimo calo delle scorte è dovuto alla  decisione dei produttori comunitari di esaurire le scorte.  c) Prezzi (39) A causa della costante sottoquotazione, i produttori comunitari non hanno potuto aumentare i prezzi.  d) Redditività (40) La Commissione ha riscontrato che complessivamente l'industria comunitaria ha subito perdite che, espresse in percentuale del giro d'affari, sono aumentate dal 2,4 % nel 1989 al 32,4 % nel periodo dell'inchiesta.  (41) e) Investimenti Le perdite finanziarie hanno avuto effetti negativi sulla capacità dei produttori comunitari riccorrenti di effettuare investimenti volti ad aumentare la produttività e l'attività di ricerca e sviluppo di nuovi componenti e tecnologie. Tra il 1989 e il  1992 gli investimenti sono scesi dell'84,8 %.  f) Conclusioni relative al pregiudizio (42) I produttori comunitari ricorrenti hanno subito un considerevole calo della produzione, delle vendite e delle quote di mercato in un periodo in cui il consumo comunitario è aumentato di oltre il 32 %. Le perdite finanziarie si sono  considerevolmente aggravate e gli investimenti di capitale sono stati drasticamente ridotti.  Alla luce di quanto precede, la Commissione ha concluso a titolo provvisorio che l'industria comunitaria interessata ha subito un pregiudizio sostanziale, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88.   F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO  (43) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria sia stato provocato dalle importazioni oggetto di dumping oppure se fosse stato provocato, anche in parte, da altri fattori.  a) Incidenza delle importazioni oggetto di dumping (44) Nel corso dell'inchiesta la Commissione ha accertato che il volume delle importazioni in questione è significativo tanto in termini assoluti quanto rispetto al consumo sul mercato comunitario. Inoltre, il netto aumento del volume e della quota di  mercato delle importazioni a basso prezzo oggetto di dumping coincidevano con il deterioramento della situazione dell'industria comunitaria. Il deterioramento si è manifestato con la diminuzione del volume delle vendite e della quota di mercato dei  produttori comunitari, che hanno inoltre subito l'erosione dei prezzi e perdite finanziarie sempre più gravi. È stato quindi considerato che le importazioni oggetto di dumping dalla Corea e da Taiwan abbiano provocato pregiudizio all'industria  comunitaria interessata.  b) Incidenza di altri fattori (45) Per valutare l'incidenza di altri fattori, la Commissione ha tenuto conto del fatto che le importazioni oggetto di dumping dal Giappone hanno già provocato pregiudizio notevole all'industria comunitaria interessata.  (46) La Commissione ha inoltre considerato la possibilità che le importazioni da altri paesi oltre al Giappone, alla Corea e a Taiwan possano aver contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria. A questo proposito è opportuno rilevare che  la quota di mercato delle importazioni da altri paesi terzi tra il 1989 e il 1992 è rimasta stabile intorno al 12 %.  Inoltre, in base alle informazioni di cui dispone la Commissione, i prezzi di queste importazioni sono complessivamente superiori a quelli delle importazioni originarie del Giappone, della Corea e di Taiwan.  (47) La Commissione ha inoltre esaminato se le vendite dell'industria comunitaria non ricorrente possano aver contribuito al pregiudizio subito dai produttori comunitari ricorrenti. A questo proposito, in base alle informazioni disponibili, non vi sono  elementi di prova indicanti che l'andamento delle vendite e dei prezzi applicati sul mercato comunitario sia diverso rispetto a quello dell'industria comunitaria ricorrente.  c) Conclusione (48) Dopo aver preso in considerazione gli elementi suddetti e date le risultanze sul pregiudizio sostanziale già provocato dalle importazioni oggetto di dumping dal Giappone, è stato concluso che, anche se le importazioni da paesi terzi oltre al  Giappone, alla Corea e a Taiwan e le vendite dei produttori comunitari non ricorrenti possono aver contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria, le importazioni oggetto di dumping a basso prezzo dalla Corea e da Taiwan, considerate  isolatamente, in seguito all'aumento della quota di mercato e alla sottoquotazione dei prezzi hanno provocato un pregiudizio che deve essere considerato notevole.   G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ  (49) Per stabilire se nell'interesse della Comunità sia opportuno intervenire per evitare che sia provocato pregiudizio nel corso del procedimento, la Commissione ha considerato che, in linea di massima, l'obiettivo dei dazi  antidumping è di eliminare le distorsioni della concorrenza derivanti da pratiche commerciali sleali, per ripristinare condizioni di concorrenza aperta e leale sul mercato comunitario, nell'interesse fondamentale della Comunità.  (50) È stato inoltre considerato che nell'interesse della Comunità dovessero essere attuate misure nei confronti delle importazioni oggetto di dumping di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio originari del Giappone. Non vi sono motivi per  ritenere di dover modificare le considerazioni allora espresse, in particolare sulla scarsa incidenza del dazio sui prezzi dei prodotti finiti di consumo e sull'eventuale scomparsa dell'industria comunitaria in mancanza di misure adeguate. Queste  considerazioni valgono ora anche per le importazioni oggetto di dumping dalla Corea e da Taiwan.  La decisione di non attuare misure nei confronti delle importazioni di grandi condensatori elettrolitici all'alluminio dalla Corea e da Taiwan costituirebbe inoltre una discriminazione nei confronti delle importazioni dal Giappone, oltre a pregiudicare  l'efficacia delle misure sulle importazioni dei prodotti giapponesi e a provocare distorsioni della concorrenza sul mercato della Comunità.  (51) La Commissione conclude pertanto che nell'interesse della Comunità devono essere adottate misure volte a ripristinare condizioni di concorrenza leale sul mercato della Comunità per il prodotto in questione, nonché ad eliminare le conseguenze  negative delle importazioni oggetto di dumping dalla Corea e da Taiwan. Le misure dovrebbero essere in forma di dazio antidumping provvisorio.   H. DAZIO PROVVISORIO  (52) Per stabilire la misura del dazio provvisorio, la Commissione ha esaminato i margini di dumping stabiliti e l'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Poiché il pregiudizio  si è essenzialmente manifestato con la sottoquotazione e la depressione dei prezzi, il calo dell'utilizzazione degli impianti e la perdita di quote di mercato, con conseguente aggravamento delle perdite finanziarie, per eliminare tale pregiudizio  l'industria deve poter aumentare i propri prezzi in misura sufficiente per realizzare profitti, senza subire il calo delle vendite. Per raggiungere questo obiettivo i prezzi delle importazioni in questione originarie della Corea e di Taiwan devono  aumentare in misura sufficiente.  (53) Per calcolare l'aumento del prezzo necessario e per stabilire se dovesse essere istituito un dazio inferiore al margine di dumping, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha confrontato, per i  singoli modelli presi in esame ai fini della determinazione del dumping, il prezzo medio all'importazione franco frontiera comunitaria, non sdoganato, del prodotto oggetto di dumping con il costo medio di produzione corrispondente dei produttori  comunitari ricorrenti, al quale è stato aggiunto un margine di profitto del 10 %. Ai fini della conclusione provvisoria, questo margine di profitto è stato ritenuto il minimo necessario affinché l'industria comunitaria possa operare efficacemente. La  differenza tra i due prezzi è stata quindi espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, non sdoganato. Poiché la percentuale così ottenuta è superiore ai margini di dumping, i dazi antidumping dovrebbero essere stabiliti in base a  questi ultimi, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88.   I. DISPOSIZIONE FINALE  (54) A fini di buona amministrazione, è necessario fissare un termine entro il quale le parti interessate possano comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Occorre inoltre precisare che tutte le  risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate qualora la Commissione proponga l'istituzione di un dazio definitivo,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:   Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di grandi condensatori elettrici, non solidi, elettrolitici all'alluminio, con un prodotto CV (capacità per voltaggio nominale) compreso tra 8 000 e 550 000 mc  (micro-coulomb) ad un voltaggio pari ad almeno 160 V, classificati al codice NC ex 8532 22 00 (codici Taric: 8532 22 00 * 13, 8532 22 00 * 17, 8532 22 00 * 93 e 8532 22 00 * 97) e originari della Repubblica di Corea e di Taiwan.  2. L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato, è la seguente:   "" ID="1">Corea> ID="2">Tutte le società> ID="3">70,6"> ID="1">Taiwan> ID="2">Kaimei Electronic Corp.> ID="3">10,7> ID="4">8773"> ID="2">Altre società> ID="3">75,8> ID="4">8774"> 3. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia equivalente all'importo del dazio provvisorio.   Articolo 2  Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per  iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione.   Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 17 febbraio 1994.  Per la Commissione Leon BRITTAN Membro della Commissione  (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.  (2) GU n. L 353 del 3. 12. 1992, pag. 1.  (3) GU n. C 67 del 10. 3. 1993, pag. 7.