CELEX: 31980D1157
Language: it
Date: 1980-11-28 00:00:00
Title: 80/1157/CEE: Decisione della Commissione, del 28 novembre 1980, concernente un regime di aiuti che il governo belga intende accordare a favore di investimenti effettuati dalla filiale belga di un gruppo petrolifero internazionale nella propria raffineria di Anversa (I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)

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31980D1157

80/1157/CEE: Decisione della Commissione, del 28 novembre 1980, concernente un regime di aiuti che il governo belga intende accordare a favore di investimenti effettuati dalla filiale belga di un gruppo petrolifero internazionale nella propria raffineria di Anversa (I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 343 del 18/12/1980 pag. 0038 - 0040

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 28 novembre 1980 concernente un regime di aiuti che il governo belga intende accordare a favore di investimenti effettuati dalla filiale belga di un gruppo petrolifero internazionale nella propria raffineria di  Anversa (I testi in lingua francese e olandese sono i soli facenti fede)(80/1157/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  dopo avere invitato gli interessati a presentare le loro osservazioni, ai sensi del citato articolo 93, e viste tali osservazioni,  I considerando che la legge belga 17 luglio 1959 e il relativo decreto reale d'applicazione 17 agosto 1959 (1) hanno istituito aiuti generali all'economia belga, consistenti in particolare in abbuoni del tasso d'interesse sui prestiti contratti per  effettuare gli investimenti, in garanzie statali, a copertura dei prestiti bancari, a tasso di interesse agevolato, contratti dalle imprese, e nell'esenzione quinquennale dall'imposta fondiaria;  considerando che, dopo aver esaminato la legge belga secondo la procedura di cui all'articolo 93, paragrafi 1 e 2, del trattato CEE, la Commissione aveva rilevato che, poiché in tale legge non erano fissati obiettivi industriali o regionali e gli aiuti  potevano essere erogati per investimenti da effettuarsi da qualsiasi impresa in qualsivoglia regione o industria, le misure previste costituivano un regime generale di aiuti, che come tale non poteva beneficiare di una deroga ai sensi dell'articolo 92,  paragrafo 3, lettera a) o c); che, mancando la specificazione di obiettivi industriali o regionali, la Commissione non era in grado di valutare gli effetti del regime suddetto sugli scambi tra Stati membri o sulla concorrenza, né quindi di accertarne la  compatibilità con il mercato comune;  considerando che, per quanto concerne tali regimi di aiuti generali, è politica consolidata della Commissione accettarli purché ricorra una delle due condizioni, cioè, che lo Stato membro le notifichi un piano regionale o settoriale di applicazione  oppure, qualora ciò sia impossibile, i più importanti casi individuali di applicazione;  considerando che, nella decisione 75/397/CEE (2) la Commissione chiedeva al governo del Regno del Belgio di comunicarle, preventivamente ed in tempo utile, i più importanti casi individuali di applicazione della legge 17 luglio 1959, che istituisce  misure destinate a favorire l'espansione economica e la creazione di nuove industrie, in modo da poter decidere sulla compatibilità di tali misure con il mercato comune;  II considerando che con lettera in data 26 marzo 1979 il governo belga informava la Commissione della sua intenzione di accordare gli aiuti previsti dalla citata legge a favore di investimenti già effettuati in una raffineria di Anversa;  considerando che la società di cui trattasi è filiale belga di uno dei più importanti gruppi petroliferi mondiali; che precedentemente il governo belga aveva presentato altre due domande di aiuto a favore di tale società, relativamente alle quali la  Commissione aveva mosso obiezioni, per obiettivi identici o connessi, sostenendo che gli aiuti in parola erano incompatibili con il mercato comune, specialmente considerata la situazione del settore della raffinazione nella Comunità; che uno degli aiuti  in parola è stato modificato in conformità delle obiezioni della Commissione (3) mentre l'altro è stato oggetto di una decisione negativa (4);  III considerando che nella comunicazione al Consiglio del 17 marzo 1977 (COM (77) 61 def.) e del 22 febbraio 1978 (COM 978) 71 def.) la Commissione ha posto in rilievo che in questo settore la situazione generale dell'industria di raffinazione è difficile,  sia per l'esistenza di notevoli capacità eccedentarie, sia per la relativa inadeguatezza degli impianti rispetto all'evoluzione della struttura della domanda; che le attuali capacità sono state in gran parte orientate alla raffinazione di prodotti  pesanti; che l'aumento dei prezzi del petrolio greggio e le misure prese per sviluppare fonti alternative di energia hanno effettivamente avuto e continueranno ad avere l'effetto di ridurre sensibilmente la domanda di prodotti raffinati pesanti,  rendendone nello stesso tempo necessaria la conversione in prodotti raffinati leggeri, per i quali la domanda continua ad aumentare; che tuttavia, le differenze di prezzo di cui beneficiano questi prodotti leggeri (o i grezzi che permettono di ottenere  quantitativi più rilevanti di tali prodotti) rispetto ai prodotti ai prodotti raffinati pesanti (o ai grezzi pesanti) costituiscono per le imprese un incentivo sufficiente ad effettuare le necessarie operazioni di conversione;  IV considerando che il progetto di aiuti riguarda investimenti nella raffineria di Anversa per riattivare ed ampliare uno stabilimento di piroscissione catalitica, ossia per incrementare la fabbricazione di prodotti leggeri; che tali investimenti, pur non  aumentando la capacità globale della raffineria, consentiranno un aumento della produzione pari a 1,3 milioni di tonnellate di prodotti leggeri all'anno (distillati e nafta) con un conseguente incremento annuo del valore aggiunto di circa 1 500 milioni  di FB; che il costo dell'investimento è stimato in 1 000 milioni di FB;  considerando che la società di cui trattasi ha già realizzato gli investimenti in parola ed il nuovo stabilimento è in funzione dall'inizio del 1979; che, mentre esiste in generale una sostanziale sovraccapacità nel settore della raffinazione, il  mercato per i distillati leggeri è in continua espansione;  considerando che la raffineria destinataria degli aiuti ha una capacità produttiva generale di circa 13 milioni di tonnellate e che all'epoca dell'esame della richiesta di aiuti funzionava al 50 % circa della sua capacità teorica; che il 40 % della  produzione viene venduto in Belgio e il resto in Germania, nel Regno Unito e nei Paesi Bassi;  considerando che l'aiuto proposto verrà erogato in forma di sovvenzioni in conto interessi, il cui equivalente sovvenzione netto ammonta a 120 milioni di FB, pari al 12 % dell'investimento; che in aggiunta è previsto uno sgravio fiscale pari ad un altro  1,5 % dell'equivalente sovvenzione netto;  V considerando che, di conseguenza, l'aiuto progettato dal governo belga è atto a pregiudicare gli scambi fra gli Stati membri e minaccia di falsare la concorrenza, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE, favorendo l'impresa di cui  trattasi o la produzione delle relative merci;  considerando che la summenzionata disposizione del trattato prevede che sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti rispondenti ai criteri in essa enunciati; che le deroghe a tale incompatibilità, previste dall'articolo 92, paragrafo 3,  specificano obiettivi da perseguire nell'interesse della Comunità e non nell'interesse del singolo beneficiario; che queste deroghe devono essere interpretate restrittivamente nell'analisi dei regimi di aiuti regionali o settoriali e dei casi  individuali di applicazione dei regimi generali di aiuti; che, in particolare, tali deroghe si applicano esclusivamente agli aiuti per i quali la Commissione sia in grado di stabilire che, in mancanza di essi, il gioco del mercato non permetterebbe di  ottenere, di per sé stesso, dalle imprese beneficiarie ch'esse adottino un comportamento tale da contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi perseguiti da tali deroghe;  considerando che accordare il beneficio di tali deroghe ad aiuti che non implicassero una contropartita equivarrebbe a consentire perturbazioni degli scambi e distorsione della concorrenza fra gli Stati membri, senza alcun giovamento per l'interesse  della Comunità, e a tollerare nel contempo ingiustificati vantaggi di alcuni Stati membri;  considerando che, nell'applicare i principi sopra formulati ai casi individuali di attuazione di aiuti generali, la Commissione deve accertare che esiste, da parte del singolo beneficiario, una contropartita consistente nel fatto che la concessione  dell'aiuto è necessaria per promuovere il conseguimento di uno degli obiettivi fissati dall'articolo 92, paragrafo 3; che, quando non sia possibile fornire tale dimostrazione, e in particolare quando l'investimento sovvenzionato fosse realizzato senza  modifiche, è evidente che l'aiuto non contribuirebbe al conseguimento degli obiettivi cui sono finalizzate le deroghe ma sarebbe destinato ad aumentare il potere finanziario dell'impresa di cui trattasi;  considerando che nella fattispecie non sembra sussistere una contropartita da parte dell'impresa beneficiaria dell'aiuto;  considerando che il governo belga non è stato in grado di fornire e la Commissione di riscontrare alcuna giustificazione che consentisse di stabilire che l'aiuto di cui trattasi possiede i requisiti necessari per l'applicazione di una delle deroghe  previste dall'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE;  considerando inoltre che, sebbene il Belgio abbia attualmente un tasso di disoccupazione così alto che la Commissione ha concesso una deroga a favore di un programma di aiuti all'occupazione per il motivo che l'economia belga soffre di serie  perturbazioni, ciò non significa che qualsiasi altro aiuto di qualsivoglia natura proposto dal governo belga possa automaticamente beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, perché ciascun aiuto notificato deve essere  considerato nei suoi aspetti peculiari e particolari, alla luce dei criteri specifici stabiliti;  considerando che, per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), a favore degli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune regioni, va rilevato che la zona di Anversa gode tuttora di una situazione  socio-economica migliore di quella di altre regioni del Belgio; che nei limiti in cui esiste anche ad Anversa il problema generale della disoccupazione, apposite misure in merito sono già previste nel regime generale sull'incremento dell'occupazione e  pertanto non sussiste alcun motivo per concedere un'ulteriore deroga per l'aiuto in oggetto, sostenendo che esso promuoverà o faciliterà lo sviluppo della zona suddetta, il che non sostituisce inoltre l'obiettivo specifico del presente aiuto;  considerando che, per quanto concerne le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), dato che nel mercato per la produzione di distillati leggeri non si riscontrano le eccedenze di capacità che sussistono nel resto del settore della  raffinazione, questi investimenti sarebbero comunque effettuati grazie alle normali forze di mercato; e che l'investimento in oggetto non possiede caratteristiche peculiari tali da poter essere qualificato come un progetto di comune interesse europeo o  destinato a porre rimedio ad un grave turbamento nell'economia di uno Stato membro, ossia un progetto per cui sarebbe giustificata una deroga, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), all'incompatibilità degli aiuti stabilita dall'articolo  92, paragrafo 1;  considerando che, per quanto riguarda la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE, a favore degli « aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche », dall'esame del proposto investimento a favore  della raffineria risulta che gli investimenti sono stati già effettuati e che il nuovo stabilimento è entrato in funzione prima ancora che il governo belga notificasse alla Commissione il progetto di aiuto; che l'impresa ha affermato che in ogni caso  avrebbe effettuato gli investimenti con i propri mezzi finanziari, così come hanno fatto in altri Stati membri le filiali del gruppo a cui essa appartiene; che, considerata tale circostanza e la situazione generale dell'industria di raffinazione dei  prodotti leggeri, è evidente che l'aiuto non è necessario per agevolare lo sviluppo dell'attività economica in oggetto; che, inoltre, dato che il 60 % della produzione totale dell'impresa di cui trattasi viene esportato in altri paesi membri, la  concessione dell'aiuto potrebbe alterare le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune;  considerando che, tenuto conto di quanto precede, il progetto di aiuto del governo belga non presenta i requisiti necessari per beneficiare di una delle deroghe previste all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:   Articolo 1  Il Regno del Belgio non può attuare il suo progetto, comunicato alla Commissione il 26 marzo 1979, di concedere aiuti a favore di taluni investimenti effettuati in una raffineria di Anversa, ai sensi della legge 17 luglio 1959 che promuove  l'espansione economica e la realizzazione di nuove attività.   Articolo 2  Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione; esso informerà la Commissione, nel termine di due mesi a decorrere dalla presente decisione, delle disposizioni prese per conformarvisi.  Fatto a Bruxelles, il 28 novembre 1980.  Per la Commissione Raymond VOUEL Membro della Commissione   (1) Moniteur belge del 29 agosto 1959.(2) GU n. L 177 dell'8. 7. 1975, pag. 13.(3) GU n. L 80 del 29. 3. 1977, pag. 23 (Anversa).(4) GU n. L 270 del 27. 9. 1973, pag. 22 (Anversa + Kallo).