CELEX: C2001/173/44
Language: it
Date: 2001-06-16 00:00:00
Title: Causa C-145/01: Ricorso del 29 marzo 2001 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 173/26                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        16.6.2001
      europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo] siano da                b)    nel caso delle imprese dichiarate in stato di «crisi
      interpretare nel senso che si oppongono ad una normativa                         azienda1e», non prevedono il trasferimento del
      nazionale che obbliga una stazione radiofonica di diritto                        personale e dei debiti risultanti da un contratto o da
      pubblico in qualità di soggetto di diritto alla comunicazio-                     un rapporto di lavoro dal cedente al cessionario,
      ne di dati sui redditi ed un organo statale alla raccolta ed
      alla trasmissione di tali dati allo scopo di pubblicare i                  è venuta meno agli obblighi derivanti dalla direttiva
      nomi e i redditi dei dipendenti di una stazione radiofonica                77/187/CEE (1) del Consiglio, del 14 febbraio 1977,
      di diritto pubblico.                                                       concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                                                                                 membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori
                                                                                 in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di
2.    Qualora la Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                                 parti di stabilimenti, ed in particolare dagli artt. 3 e 4 di
      risolva in senso affermativo la questione sottoposta: se
                                                                                 quest’ultima;
      quelle disposizioni, che si oppongono ad una normativa
      nazionale avente il contenuto sopra descritto, siano                 —     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
      direttamente applicabili nel senso che l’ente obbligato alla               spese processuali.
      comunicazione può farle valere per impedire l’applicazio-
      ne di norme nazionali con esse incompatibili, e perciò
      non può contrapporre ai prestatori d’opera interessati              Motivi e principali argomenti
      dalla comunicazione un obbligo imposto dalla legge
      nazionale.
                                                                           L’art. 47, paragrafi 5 e 6, della legge 428/90, prevede
                                                                           l’inapplicabilità delle regole stabilite dalla direttiva 77/187,
                                                                           quando ricorrano le circostanze seguenti:
(1) GU 1995, L 281, pag. 31.
                                                                           a)    l’impresa interessata si trovi in una delle situazioni
                                                                                 seguenti:
                                                                                 —     impresa o unità di produzione di cui il Comitato
                                                                                       Interministeriale per la Politica Industriale (CIPI)
                                                                                       abbia constatato lo stato di crisi aziendale ai sensi
                                                                                       della legge 675/77;
                                                                                 —     impresa dichiarata in stato fallimentare;
Ricorso del 29 marzo 2001 contro la Repubblica italiana,                         —     impresa che abbia costituito l’oggetto di un concor-
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                                  dato preventivo omologato consistente nella cessio-
                                                                                       ne dei beni;
                         (Causa C-145/01)                                        —     impresa la cui liquidazione coatta amministrativa sia
                                                                                       stata resa pubblica;
                          (2001/C 173/44)                                        —     impresa soggetta alla procedura d’amministrazione
                                                                                       straordinaria;
Il 29 marzo 2001, la Commissione delle Comunità europee,                   b)    sia stato concluso un accordo fra i rappresentanti dei
rappresentata dal sig. Antonio Aresu, in qualità di agente, ha                   lavoratori e l’imprenditore, riguardante modifiche delle
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                     condizioni di lavoro o un mantenimento parziale dell’oc-
ricorso contro la Repubblica italiana.                                           cupazione.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                La Commissione ritiene che da parte italiana siano state
                                                                           legittimamente sottratte all’applicazione delle disposizioni del-
                                                                           la direttiva 77/187 le imprese dichiarate in stato fallimentare e
—     constatare che la Repubblica italiana, mantenendo in                 quelle sottoposte ad amministrazione coatta amministrativa.
      vigore le disposizioni di cui all’articolo 47, paragrafi 5           Invece, le deroghe concernenti il concordato preventivo,
      e 6, della legge 29 dicembre 1990, n. 428, nella misura              l’amministrazione straordinaria e la dichiarazione dello stato
      in cui:                                                              di crisi aziendale appaiano chiaramente in contrasto col diritto
                                                                           comunitario e con gli orientamenti della Corte.
      a)    permettono di non applicare il trasferimento auto-
            matico di tutti i contratti o rapporti di lavoro dal           Per quanto concerne il caso delle imprese che abbiano
            cedente al cessionario, nelle imprese che sono state           costituito l’oggetto di un concordato preventivo omologato
            oggetto di un concordato preventivo omologato                  consistente nella cessione dei beni o che siano soggette
            consistente nella cessione dei beni e nelle imprese            alla procedura di amministrazione straordinaria, la direttiva
            soggette alla procedura d’amministrazione straordi-            77/187 non consente che siano sottratte alla piena efficacia
            naria, allorché le imprese stesse continuano la loro           delle sue disposizioni, nonostante la presa di posizione in
            attività dopo il trasferimento;                                senso opposto delle autorità italiane.
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Per quanto riguarda il caso delle imprese di cui il CIPI abbia               introdotta con la normativa di modifica del Wiener Abgaben-
constatato lo stato di crisi aziendale ai sensi della legge 675/77,          ordnung 2 marzo 2000 (LGBl n. 9/2000) applicabile anche ai
occorre notare che effettivamente l’art. 4 bis, paragrafo 3, della           debiti tributari sorti anteriormente alla pubblicazione di detta
direttiva 77/187 prevede, per quanto riguarda le imprese in                  normativa di modifica, secondo cui non esiste diritto di
situazione di grave crisi economica, che gli Stati membri                    restituzione di un’imposta nella misura in cui essa sia stata
possano applicare il paragrafo 2, lettera b) del medesimo                    sopportata economicamente da un soggetto diverso dal debito-
articolo (cioè, modifiche delle condizioni di lavoro), purché tale           re d’imposta».
situazione sia dichiarata da un’autorità pubblica competente e
sia aperta al controllo giudiziario ed a condizione che tali
disposizioni esistano già nel diritto nazionale entro il 17 luglio           (1) GU 1992, L 76, pag. 1.
1998. In base ad una dichiarazione, congiunta della Commis-
sione e del Consiglio, in occasione dell’adozione della direttiva
98/50, soltanto l’Italia disponeva di una legislazione di questo
tipo. Peraltro, resta salvo anche in questo caso il principio del
rispetto delle garanzie dei diritti dei lavoratori, principio che
non viene rispettato dalla legislazione italiana incriminata, la
quale prevede sic et simpliciter la non applicazione delle
disposizioni della direttiva 77/187.
                                                                             Ricorso della Repubblica ellenica contro la Commissione
                                                                                  delle Comunità europee, presentato il 4 aprile 2001
( 1) GU L 61 del 5 marzo 1977, pag. 26.
                                                                                                      (Causa C-148/01)
                                                                                                       (2001/C 173/46)
                                                                             Il 4 aprile 2001 la Repubblica ellenica, rappresentata dal sig.
                                                                             Vasilios Kontolaimos, consigliere giuridico presso l’avvocatura
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwal-                      dello Stato, e dalla sig.ra Chrisoula Tsiavoù, procuratore alle
tungsgerichtshof, con decisione 23 marzo 2001, nella                         liti presso l’avvocatura dello Stato, con domicilio eletto in
causa 1) Weber’s Wine World HandelsgesmbH, 2) Erne-                          Lussemburgo, presso l’ambasciata della Repubblica ellenica,
stine Rathgeber, 3) Karl Schlosser, 4) Beta-Leasing GmbH                     177, Val S.te Croix, ha proposto alla Corte di giustizia delle
      contro Abgabenbemfungskommission di Vienna                             Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle
                                                                             Comunità europee.
                         (Causa C-147/01)
                                                                             La ricorrente chiede che la Corte voglia:
                          (2001/C 173/45)
                                                                             —     accogliere il ricorso,
Con decisione 23 marzo 2001, pervenuta in cancelleria il                     —     annullare, o altrimenti riformare, l’impugnata decisione
2 aprile 2001, nella causa 1) Weber’s Wine World Handels-                          della Commissione 5 febbraio 2001, E/2001/198 def.,
gesmbH, 2) Ernestine Rathgeber, 3) Karl Schlosser, 4) Beta-                        «relativa all’esclusione dal finanziamento comunitario di
Leasing GmbH contro l’Abgabenbemfungskommission di                                 determinate spese effettuate dagli Stati membri nell’ambi-
Vienna, il Verwaltungsgerichtshof ha sottoposto alla Corte                         to del FEAOG, sezione garanzia».
di giustizia delle Comunità europee la seguente questione
pregiudiziale:
                                                                             Motivi di annullamento
«Se l’art. 10 CE (ex art. 5 del Trattato CE) e il n. 3 del dispositivo
della sentenza 9 marzo 2000, causa C-437/97, Evangelischer
Krankenhausverein Wien contro Abgabenberufungskommis-                        La Repubblica ellenica sostiene che le è stata illegittimamente
sion Wien e Wein & Co. HandelsgesmbH, già Ikera Warenhan-                    imposta una rettifica finanziaria per quanto riguarda l’ammon-
delsgesellschaftmbH contro Oberösterreichische Landesregie-                  tare degli interessi di mora per il non tempestivo pagamento
rung (Racc. pag. I-1157), secondo cui le disposizioni dell’art. 3,           del prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti
n. 2, della direttiva 92/12/CEE (1) non possono essere fatte                 lattiero-caseari.
valere a sostegno di domande relative ad un’imposta quale
l’imposta sulle bevande alcooliche, che è stata pagata o è
divenuta esigibile prima della data della presente sentenza,                 La Repubblica ellenica sostiene che la rettifica finanziaria
salvo per i richiedenti i quali, prima di tale data, abbiano agito           emanata è invalida per errata interpretazione delle disposizioni
in giudizio o abbiano altrimenti contestato l’imposizione                    giuridiche applicabili e per insufficiente motivazione.
con un’impugnativa equivalente, ostino all’applicazione della
disposizione dell’art. 185, n. 3, del Wiener Abgabenordnung
(normativa generale tributaria del Land di Vienna) (il “WAO”),