CELEX: 61968CJ0007
Language: it
Date: 1968-12-10
Title: Sentenza della Corte del 10 dicembre 1968. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana. # Causa 7-68.

Avis juridique important

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61968J0007

SENTENZA DELLA CORTE DEL 10 DICEMBRE 1968.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE CONTRO REPUBBLICA ITALIANA.  -  CAUSA 7/68.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00617 edizione olandese pagina 00590 edizione tedesca pagina 00634 edizione italiana pagina 00562 edizione speciale inglese pagina 00423 edizione speciale danese pagina 00541 edizione speciale greca pagina 00805 edizione speciale portoghese pagina 00887 edizione speciale spagnola pagina 00233 edizione speciale svedese pagina 00357 edizione speciale finlandese pagina 00355

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI - INOSSERVANZA - RICORSO GIURISDIZIONALE DA PARTE DELLA COMMISSIONE - PRESENTAZIONE DEL RICORSO - SCELTA DEL MOMENTO - FACOLTA DI APPREZZAMENTO DELLA COMMISSIONE  ( TRATTATO CEE, ART . 169 )  2 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - MERCI - NOZIONE - OGGETTI D' INTERESSE STORICO ARTISTICO  ( TRATTATO CEE, ART . 9 )  3 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - OGGETTI D' INTERESSE STORICO ARTISTICO - TASSA ALL' ESPORTAZIONE - HA EFFETTO EQUIVALENTE AD UN DAZIO DOGANALE  ( TRATTATO CEE, ART . 16 )  4 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - DAZI DOGANALI E CONTINGENTAMENTI - LORO NATURA - DIFFERENZA - DIVIETI E RESTRIZIONI A GARANZIA DELLA TUTELA DEI TESORI NAZIONALI - HANNO CARATTERE DEROGATORIO - INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA  ( TRATTATO CEE, ART . 16 E 36 )  5 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - DIVIETI E RESTRIZIONI A GARANZIA DELLA TUTELA DEI TESORI NAZIONALI - LIMITI IMPOSTI AGLI STATI MEMBRI PER QUANTO RIGUARDA L' OBIETTIVO E LA NATURA DEI MEZZI - PERCEZIONE DI UNA TASSA ALL' ESPORTAZIONE DI BENI D' INTERESSE STORICO ARTISTICO - INCOMPATIBILE COL TRATTATO  ( TRATTATO CEE, ART . 36 )  

Massima

1 . A NORMA DELL' ARTICOLO 169 DEL TRATTATO SPETTA ALLA COMMISSIONE STABILIRE QUANDO SIA OPPORTUNO PROMUOVERE UN RICORSO DINANZI A QUESTA CORTE; LE CONSIDERAZIONI SU CUI SI FONDA LA SUA DECISIONE NON POSSONO AVERE ALCUNA INCIDENZA SULLA RICEVIBILITA DEL RICORSO, CHE DIPENDE SOLO DA NORME OGGETTIVE .  2 . PER MERCI AI SENSI DELL' ARTICOLO 9 DEL TRATTATO CEE SI DEVONO INTENDERE I PRODOTTI PECUNIARIAMENTE VALUTABILI E COME TALI ATTI A COSTITUIRE OGGETTO DI NEGOZI COMMERCIALI .  I BENI D' INTERESSE STORICO-ARTISTICO SONO SOGGETTI ALLE NORME COMUNITARIE, SALVO LE DEROGHE ESPRESSAMENTE PREVISTE DAL TRATTATO .  3 . VA CONSIDERATA COME TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE AD UN DAZIO DOGANALE AI SENSI DELL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO CEE, QUALSIASI TASSA CHE, ALTERANDO IL PREZZO DI UNA MERCE ESPORTATA, HA SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DI QUESTA LA STESSA INCIDENZA RESTRITTIVA DI UN DAZIO DOGANALE .  UNA TASSA ALL' ESPORTAZIONE DEGLI OGGETTI D' INTERESSE STORICO ARTISTICO, POSTO CHE ESSA FRENA L' ESPORTAZIONE DEI BENI DI CUI TRATTASI MEDIANTE UN ONERE PECUNIARIO CHE GRAVA SUL PREZZO DEGLI OGGETTI ESPORTATI, RICADE SOTTO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 16 .  4 . I DIVIETI E LE RESTRIZIONI ALL' IMPORTAZIONE O ALL' ESPORTAZIONE CONTEMPLATI DALL' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO SI DISTINGUONO NETTAMENTE, PER LA LORO NATURA, DAI DAZI DOGANALI E DALLE TASSE ANALOGHE CHE SI RIPERCUOTONO SULLE CONDIZIONI ECONOMICHE DELLE IMPORTAZIONI E DELLE ESPORTAZIONI, SENZA TUTTAVIA INTERVENIRE IN MANIERA COGENTE NELLE DECISIONI DEGLI OPERATORI ECONOMICI .  L' APPLICAZIONE DI TALI PROVVEDIMENTI, POICHE LA NORMA COSTITUISCE UNA DEROGA AL PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL' ABOLIZIONE DI OGNI OSTACOLO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI FRA GLI STATI MEMBRI, VA INTERPRETATA RESTRITTIVAMENTE .  5 . I DIVIETI E LE RESTRIZIONI CONTEMPLATI DALL' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO CEE NON POSSONO GIUSTIFICARE LA CONSERVAZIONE DI DISPOSIZIONI COME I DAZI DOGANALI O LE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE CHE ESULANO DALL' AMBITO DEI DIVIETI CONTEMPLATI NEL CAPITOLO RELATIVO ALL' ABOLIZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE TRA STATI MEMBRI .  GLI STATI MEMBRI POSSONO INVOCARE L' ARTICOLO 36 SOLO SE RISPETTANO I LIMITI STABILITI DA DETTA DISPOSIZIONE PER QUANTO RIGUARDA SIA LO SCOPO PERSEGUITO, SIA LA NATURA DEI MEZZI .  LA RISCOSSIONE DI UNA TASSA ALL' ESPORTAZIONE DI BENI D' INTERESSE STORICO-ARTISTICO E INCOMPATIBILE CON LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO .  

Parti

NELLA CAUSA 7-68  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO, AVV . ARMANDO TOLEDANO, IN QUALITA DI AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO, SIG . EMILE REUTER, 4, BD . ROYAL, RICORRENTE,  CONTRO  REPUBBLICA ITALIANA  RAPPRESENTATA DALL' AVV . ADOLFO MARESCA, MINISTRO PLENIPOTENZIARIO, IN QUALITA DI AGENTE,  CON L' AVV . PIETRO PERONACI, SOSTITUTO AVVOCATO GENERALE DELLO STATO;  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AMBASCIATA D' ITALIA, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO DI FAR RICONOSCERE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA, CONTINUANDO A RISCUOTERE, DOPO IL 1 ) GENNAIO 1962, ALL' ESPORTAZIONE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI DI OGGETTI CHE PRESENTANO UN INTERESSE ARTISTICO, STORICO, ARCHEOLOGICO OD ETNOGRAFICO, LA TASSA PREVISTA DALLA LEGGE 1 ) GIUGNO 1939, N . 1089, E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI CHE LE INCOMBONO IN VIRTU DELL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO DI ROMA, 

Motivazione della sentenza

A NORMA DELL' ARTICOLO 169 DEL TRATTATO LA COMMISSIONE HA ADITO QUESTA CORTE ONDE FAR DICHIARARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA, CONTINUANDO A RISCUOTERE, DOPO IL 1 ) GENNAIO 1962, LA TASSA PROGRESSIVA ALL' ESPORTAZIONE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI DEGLI OGGETTI CHE PRESENTANO UN INTERESSE ARTISTICO, STORICO, ARCHEOLOGICO OD ETNOGRAFICO, TASSA PREVISTA DALL' ARTICOLO 37 DELLA LEGGE 1 ) GIUGNO 1939, N . 1089, E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI CHE LE INCOMBONO IN FORZA DELL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO DI ROMA .  A - SULLA RICEVIBILITA  LA CONVENUTA, DUBITANDO DELLA RICEVIBILITA DEL RICORSO, DEDUCE CHE LA COMMISSIONE, PROMUOVENDO IL RICORSO POCO PRIMA DELLO SCIOGLIMENTO DELLE CAMERE ITALIANE, CHE STAVANO DISCUTENDO UN PROGETTO DI LEGGE MIRANTE A MODIFICARE LA DISPOSIZIONE LITIGIOSA, E VENUTA MENO ALL' OBBLIGO CHE L' ARTICOLO 2 DEL TRATTATO IMPONE ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE, CIOE " PROMUOVERE ... UNO SVILUPPO ARMONIOSO DELLE ATTIVITA ECONOMICHE NELL' INSIEME DELLA COMUNITA ".  A NORMA DELL' ARTICOLO 169 DEL TRATTATO, SPETTA ALLA COMMISSIONE STABILIRE QUANDO SIA OPPORTUNO PROMUOVERE UN RICORSO DINANZI A QUESTA CORTE, MENTRE LE CONSIDERAZIONI SU CUI SI FONDA LA SUA DECISIONE NON POSSONO AVERE ALCUNA INCIDENZA SULLA RICEVIBILITA DEL RICORSO, CHE DIPENDE SOLO DA NORME OGGETTIVE .  D' ALTRO CANTO, NELLA FATTISPECIE LA PROMOZIONE DEL RICORSO ERA STATA PRECEDUTA DA UN LUNGO SCAMBIO DI VEDUTE COL GOVERNO ITALIANO, SCAMBIO INIZIATO PRIMA DELLA SCADENZA DELLA SECONDA TAPPA DEL PERIODO TRANSITORIO, ONDE INDURRE LE COMPETENTI AUTORITA ITALIANE A FARE QUANTO ERA NECESSARIO PER MODIFICARE LE DISPOSIZIONI CRITICATE DALLA COMMISSIONE .  IL RICORSO E RICEVIBILE .  B - NEL MERITO  1 . SULLA SFERA D' APPLICAZIONE DELLA TASSA LITIGIOSA  INVOCANDO L' ARTICOLO 16 A FONDAMENTO DELLA PROPRIA AZIONE, LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE AGLI OGGETTI D' INTERESSE ARTISTICO, STORICO, ARCHEOLOGICO O ETNOLOGICO CUI SI RIFERISCE LA LEGGE ITALIANA 1 ) GIUGNO 1939 N . 1089, VANNO APPLICATE LE DISPOSIZIONI RELATIVE ALL' UNIONE DOGANALE .  TALE MODO DI VEDERE NON E CONDIVISO DALLA CONVENUTA, LA QUALE ASSUME CHE GLI OGGETTI IN QUESTIONE NON POSSONO VENIR ASSIMILATI AI " BENI DI CONSUMO O DI USO COMUNE " E QUINDI NON SONO SOGGETTI ALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO APPLICABILI AI COMUNI BENI DI SCAMBIO . SOTTO QUESTO PROFILO ESSI SAREBBERO SOTTRATTI ALL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO .  A NORMA DELL' ARTICOLO 9 DEL TRATTATO, LA COMUNITA SI FONDA SU UN' UNIONE DOGANALE " CHE SI ESTENDE AL COMPLESSO DEGLI SCAMBI DI MERCI ". PER MERCI AI SENSI DI DETTA DISPOSIZIONE SI DEVONO INTENDERE I PRODOTTI PECUNIARIAMENTE VALUTABILI E COME TALI ATTI A COSTITUIRE OGGETTO DI NEGOZI COMMERCIALI .  I PRODOTTI CONTEMPLATI DALLA LEGGE ITALIANA, INDIPENDENTEMENTE DALLE CARATTERISTICHE CHE LI DISTINGUONO DAGLI ALTRI BENI COMMERCIABILI, HANNO IN COMUNE CON QUESTI ULTIMI LA CARATTERISTICA DI ESSERE PECUNIARIAMENTE VALUTABILI E DI POTER QUINDI COSTITUIRE OGGETTO DI NEGOZI COMMERCIALI . TALE MODO DI VEDERE CORRISPONDE D' ALTRO CANTO ALL' IMPOSTAZIONE DELLA STESSA LEGGE ITALIANA, CHE DETERMINA LA TASSA LITIGIOSA IN FUNZIONE DEL VALORE DEGLI OGGETTI DI CUI TRATTASI .  RISULTA DALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO CHE DETTI BENI SONO SOGGETTI ALLE NORME COMUNITARIE, SALVO LE DEROGHE ESPRESSAMENTE PREVISTE DAL TRATTATO .  2 . SULLA QUALIFICAZIONE DELLA TASSA LITIGIOSA SOTTO IL PROFILO DELL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO  LA COMMISSIONE ASSUME CHE LA TASSA LITIGIOSA E UNA TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE AD UN DAZIO DOGANALE ALL' ESPORTAZIONE E COME TALE AVREBBE DOVUTO CESSARE DI ESSERE PERCEPITA, IN CONFORMITA ALL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO, AL PIU TARDI ALLA FINE DELLA PRIMA TAPPA DEL MERCATO COMUNE, VALE A DIRE A PARTIRE DAL 1 ) GENNAIO 1962 .  LA CONVENUTA CONTESTA TALE QUALIFICAZIONE DELLA TASSA LITIGIOSA, LA QUALE PERSEGUIREBBE UNO SCOPO PARTICOLARE, CIOE MIREREBBE A GARANTIRE LA PROTEZIONE E LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO ARTISTICO, STORICO ED ARCHEOLOGICO ESISTENTE NEL TERRITORIO NAZIONALE . LA TASSA NON AVREBBE QUINDI AFFATTO INDOLE FISCALE, TANTO PIU CH' ESSA RAPPRESENTA UN CESPITE IRRILEVANTE .  L' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO VIETA DI RISCUOTERE, NEI RAPPORTI FRA STATI MEMBRI, QUALSIASI DAZIO ALL' ESPORTAZIONE O QUALSIASI ALTRA TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE, CIOE QUALSIASI TASSA CHE, ALTERANDO IL PREZZO DI UNA MERCE ESPORTATA, HA SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DI QUESTA LA STESSA INCIDENZA RESTRITTIVA DI UN DAZIO DOGANALE . TALE DISPOSIZIONE NON FA ALCUNA DISTINZIONE A SECONDA DEGLI SCOPI PERSEGUITI CON LA PERCEZIONE DEI DAZI E DELLE TASSE DI CUI PREVEDE L' ABOLIZIONE .  NON E NECESSARIO ANALIZZARE LA NOZIONE DI FISCALITA CHE LA CONVENUTA PONE A FONDAMENTO DEI PROPRI ARGOMENTI SU QUESTO PUNTO, DAL MOMENTO CHE LE DISPOSIZIONI DELLA SEZIONE DEL TRATTATO RIGUARDANTE L' ELIMINAZIONE DEI DAZI DOGANALI TRA STATI MEMBRI ESCLUDONO CHE VENGANO TENUTI IN VIGORE DAZI DOGANALI E TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE, SENZA FARE DISTINZIONE A QUESTO PROPOSITO TRA QUELLI CHE HANNO CARATTERE FISCALE E QUELLI CHE NE SONO PRIVI .  LA TASSA LITIGIOSA, POSTO CH' ESSA FRENA L' ESPORTAZIONE DEI BENI DI CUI TRATTASI MEDIANTE UN ONERE PECUNIARIO CHE GRAVA SUL PREZZO DEGLI OGGETTI ESPORTATI, RICADE SOTTO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 16 .  3 . SULLA QUALIFICAZIONE DELLA TASSA LITIGIOSA SOTTO IL PROFILO DELL' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO  LA CONVENUTA INVOCA L' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO, IL QUALE AUTORIZZEREBBE LE RESTRIZIONI ALL' ESPORTAZIONE GIUSTIFICATE, COME NELLA FATTISPECIE, DA RAGIONI DI TUTELA DEL PATRIMONIO NAZIONALE ARTISTICO, STORICO OD ARCHEOLOGICO . IN CONSIDERAZIONE DEL SUO OGGETTO, DELLA SUA PORTATA, DEI SUOI EFFETTI, LA TASSA LITIGIOSA RIENTREREBBE PIU CHE NELLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO RIGUARDANTI LE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE AD UN DAZIO DOGANALE ALL' ESPORTAZIONE, FRA LE MISURE RESTRITTIVE CONSENTITE DALL' ARTICOLO 36 .  IN REALTA, IL DISACCORDO TRA LA COMMISSIONE E IL GOVERNO ITALIANO VERTEREBBE NON TANTO SULL' OGGETTO QUANTO SULLA SCELTA DEI MEZZI . PER QUANTO RIGUARDA QUESTI ULTIMI, LE AUTORITA ITALIANE AVREBBERO PREFERITO PERCEPIRE UNA TASSA, CHE A LORO AVVISO TURBA IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO COMUNE MENO DELL' APPLICAZIONE DI DI DIVIETI O DI RESTRIZIONI ALL' ESPORTAZIONE .  L' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO STABILISCE CHE " LE DISPOSIZIONI DEGLI ARTICOLI DA 30 A 34 INCLUSI LASCIANO IMPREGIUDICATI I DIVIETI O RESTRIZIONI ... ALL' ESPORTAZIONE ... GIUSTIFICATI DA MOTIVI ... DI PROTEZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO, STORICO O ARCHEOLOGICO ". QUESTA DISPOSIZIONE, SIA PER LA SUA UBICAZIONE, SIA PER IL RICHIAMO ESPRESSO AGLI ARTICOLI 30-34, FA PARTE DEL CAPITOLO RELATIVO ALL' ABOLIZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE FRA STATI MEMBRI . DETTO CAPITOLO VERTE SUGLI INTERVENTI DEGLI STATI MEMBRI NEL COMMERCIO INTRACOMUNITARIO MEDIANTE PROVVEDIMENTI AVENTI INDOLE DI DIVIETO, TOTALE O PARZIALE, ALL' IMPORTAZIONE, ALL' ESPORTAZIONE O AL TRANSITO, A SECONDA DEI CASI .  L' ARTICOLO 36 CONTEMPLA CHIARAMENTE SOLO TALI MISURE, COME RISULTA DALL' USO DEI TERMINI " DIVIETI O RESTRIZIONI ". I DIVIETI E LE RESTRIZIONI IN QUESTIONE SI DISTINGUONO NETTAMENTE, PER LA LORO NATURA, DAI DAZI DOGANALI E DALLE TASSE ANALOGHE CHE SI RIPERCUOTONO SULLE CONDIZIONI ECONOMICHE DELLE IMPORTAZIONI E DELLE ESPORTAZIONI, SENZA TUTTAVIA INTERVENIRE IN MANIERA COGENTE NELLE DECISIONI DEGLI OPERATORI ECONOMICI .  LE DISPOSIZIONI DEL TITOLO I DELLA SECONDA PARTE DEL TRATTATO METTONO IN PRATICA IL PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL' ABOLIZIONE DI TUTTI GLI OSTACOLI ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI TRA STATI MEMBRI MEDIANTE L' ELIMINAZIONE, SIA DEI DAZI DOGANALI E DELLE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE, SIA DEI CONTINGENTAMENTI E DELLE MISURE D' EFFETTO EQUIVALENTE .  LE ECCEZIONI A QUESTO PRINCIPIO FONDAMENTALE VANNO INTERPRETATE RESTRITTIVAMENTE . DI CONSEGUENZA, TENUTO CONTO DELLA DIFFERENZA TRA I PROVVEDIMENTI CONTEMPLATI RISPETTIVAMENTE DALL' ARTICOLO 16 E DALL' ARTICOLO 36, NON E POSSIBILE APPLICARE LA DEROGA PREVISTA DA QUEST' ULTIMA DISPOSIZIONE A PROVVEDIMENTI CHE ESULANO DALL' AMBITO DEI DIVIETI CONTEMPLATI NEL CAPITOLO RELATIVO ALL' ABOLIZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE FRA STATI MEMBRI .  INFINE, SE LE DISPOSIZIONI DELL' ARTICOLO 36 SOPRA CITATE NON SI RIFERISCONO AI DAZI DOGANALI ED ALLE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE, IL FATTO SI SPIEGA CON LA CIRCOSTANZA CHE TALI PROVVEDIMENTI NON HANNO ALTRO EFFETTO CHE RENDERE PIU ONEROSA L' ESPORTAZIONE DEI PRODOTTI DI CUI TRATTASI, SENZA GARANTIRE IL RAGGIUNGIMENTO DELLO SCOPO CUI MIRA DETTO ARTICOLO, CIOE LA TUTELA DEL PATRIMONIO ARTISTICO, STORICO O ARCHEOLOGICO . GLI STATI MEMBRI POSSONO INVOCARE L' ARTICOLO 36 SOLO SE RISPETTANO I LIMITI STABILITI DA DETTA DISPOSIZIONE PER QUANTO RIGUARDA SIA LO SCOPO PERSEGUITO, SIA LA NATURA DEI MEZZI .  DI CONSEGUENZA, LA RISCOSSIONE DELLA TASSA LITIGIOSA, CHE ESULA DALL' AMBITO DELL' ARTICOLO 36, E INCOMPATIBILE CON LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LE SPESE SONO POSTE A CARICO DELLA PARTE SOCCOMBENTE .  LA CONVENUTA E RIMASTA SOCCOMBENTE .  

Dispositivo

LA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RICEVIBILE .  2 ) LA REPUBBLICA ITALIANA, CONTINUANDO AD APPLICARE, DOPO IL 1 ) GENNAIO 1962, LA TASSA PROGRESSIVA PREVISTA DALL' ARTICOLO 37 DELLA LEGGE 1 ) GIUGNO 1939 N . 1089, ALL' ESPORTAZIONE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI DELLA COMUNITA DI OGGETTI CHE PRESENTANO UN INTERESSE ARTISTICO, STORICO, ARCHEOLOGICO O ETNOGRAFICO, E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI CHE LE INCOMBONO IN FORZA DELL' ARTICOLO 16 DEL TRATTATO CHE ISTITUISCE LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA .  3 ) LE SPESE SONO POSTE A CARICO DELLA CONVENUTA .