CELEX: C2003/070/43
Language: it
Date: 2003-03-22 00:00:00
Title: Causa T-11/03: Ricorso della sig.ra Elizabeth Afari contro la Banca centrale europea, proposto il 15 gennaio 2003

22.3.2003               IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 70/27
Ricorso della sig.ra Elizabeth Afari contro la Banca centra-                —      Violazione del principio di proporzionalità quanto alla
           le europea, proposto il 15 gennaio 2003                                 sanzione.
                                                                            —      Violazione della direttiva del Consiglio 29 giugno 2000,
                          (Causa T-11/03)                                          n. 2000/43, che attua il principio della parità di trattamen-
                                                                                   to fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’ori-
                          (2003/C 70/43)                                           gine etnica (1).
                    (Lingua processuale: l’inglese)                         (1 ) GU L 180, pag. 22.
Il 15 gennaio 2003 la sig.ra Elizabeth Afari, Francoforte,
Germania, rappresentata dagli avv.ti Georges Vandersanden e
Laure Levi, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado                Ricorso delle società Nintendo Co., Ltd. e Nintendo of
delle Comunità europee, un ricorso contro la Banca centrale                 Europe GmbH contro la Commissione delle Comunità
europea.                                                                                  europee, proposto il 16 gennaio 2003
                                                                                                      (Causa T-13/03)
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                                                                                                       (2003/C 70/44)
—     annullare la decisione disciplinare della BCE 5 novembre
      2002, la quale infligge alla ricorrente una censura scritta;
                                                                                                 (Lingua processuale: l’inglese)
—     condannare la BCE al pagamento di EUR 1 quale risarci-
      mento del danno morale;
                                                                            Il 16 gennaio 2003, le società Nintendo Co., Ltd., con sede in
—     condannare la BCE alle spese del procedimento.                        Kyoto, Giappone e Nintendo of Europe GmbH, con sede in
                                                                            Großostheim, Germania, rappresentate dai sigg. Ian Forrester,
                                                                            QC, John Pheasant, Solicitor, Mark Powell, Solicitor, dalla
                                                                            sig.ra Ciara Kennedy-Loest, Solicitor e dal sig. James Killick,
Motivi e principali argomenti                                               Barrister, hanno proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado
                                                                            delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione
                                                                            delle Comunità europee.
La ricorrente impugna, nel caso di specie, la decisione dell’am-
ministrazione convenuta con la quale le viene inflitta una                  Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
misura disciplinare consistente in una censura scritta. Le è
stato principalmente rimproverato di aver formulato accuse di               —      annullare l’art. 3 della decisione in quanto commina
razzismo e di aver accusato i membri della dirigenza della BCE                     un’ammenda alla Nintendo la cui entità è in quanto tale
di incoraggiare la xenofobia.                                                      illegittima;
                                                                            —      ridurre (all’occorrenza) l’ammenda a un importo che la
Essa fa valere che all’inizio del procedimento disciplinare vi è                   Corte valuti adeguato nell’ambito dell’esercizio del suo
stato un difficile rapporto con un collega che l’aveva posta                       potere discrezionale ai sensi dell’art. 299 CE;
sotto pressione molto forte, l’aveva molestata e discriminata in
diversi modi. Il conflitto è sfociato in un reclamo scritto, dopo           —      condannare la Commissione alle spese sostenute dalle
che la ricorrente aveva inutilmente tentato di richiamare                          ricorrenti;
l’attenzione dei propri dirigenti su tale situazione.
                                                                            —      intraprendere ogni altra o ulteriore azione di giustizia.
La ricorrente invoca i seguenti motivi di ricorso:
                                                                            Motivi e principali argomenti
—     Violazione dell’obbligo di motivazione, del diritto ad una
      buona amministrazione e dell’obbligo di attenzione.
                                                                            Le ricorrenti contestano la decisione della Commissione
—     Violazione dei diritti della difesa, in quanto l’onere della          C(2002) 4072 definitiva 30 ottobre 2002 nei procedimenti
      prova sarebbe stato illegittimamente posto in capo alla               COMP/35.587 PO Video games, COMP/35.706 PO Nintendo
      ricorrente, mentre sarebbe stato ignorato il suo diritto ad           Distribution e COMP/36.321 Omega-Nintendo, relativa ad
      ottenere un’audizione nonché il principio di imparzialità.            una violazione dell’art. 81, n. 1, del Trattato CE in quanto
                                                                            commina un’ammenda alle ricorrenti la cui entità è in quanto
                                                                            tale illegittima.
—     Manifesto errore di valutazione quanto alla sostanza della
      questione. In concreto, si sostiene che la ricorrente non
      ha violato né l’art. 4, n. 1, delle Condizioni di impiego del         A sostegno del loro ricorso le stesse rilevano che la Commis-
      personale della BCE, né il Codice di condotta della BCE.              sione ha violato fondamentali requisiti processuali come il