CELEX: C1999/299/12
Language: it
Date: 1999-10-16 00:00:00
Title: Causa C-298/99: Ricorso del 9 agosto 1999 contro la Repubblica italiana presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 299/12                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        16.10.1999
(Decisione 1999/368 - in subordine - e decisioni 1999/389 e                           riconoscimento dei diplomi, certificati ed altri titoli del
1999/449)                                                                             settore dell’architettura e comportante misure destinate
                                                                                      ad agevolare l’esercizio effettivo del diritto di stabili-
— Violazione del principio generale della buona amministra-                           mento e di libera prestazione di servizi, quale modifi-
     zione: La decisione 1999/368 è stata adottata con eccessiva                      cata;
     fretta, senza consultare (nemmeno d’urgenza) il Comitato
     Veterinario Permanente e senza alcun effettivo concerto                      2) adottando l’articolo 4.2. a) del decreto legislativo 27
     con le autorità belghe. Di conseguenza, le disposizioni                          gennaio 1992, n. 129 e l’articolo 4.1. a) del decreto del
     controverse trascurano manifestamente numerosi dati                              Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e
     scientifici e di fatto che relativizzano notevolmente il                         Tecnologica 10 giugno 1994, n. 776, che impongono
     rischio effettivo per la salute. I provvedimenti adottati dalla                  in mondo generalizzato la presentazione del diploma
     Commissione dovrebbero porsi in un rapporto corretto                             originale o di copia certificata conforme dello stesso;
     con il livello di rischio per la salute effettivamente esistente.
     Sotto questo aspetto, occorre tener conto di due elementi
     importanti, e precisamente i) del fatto che non risulta in                       adottando l’articolo 4.2.c) del decreto n. 129/92 e
     modo incontestabile dalla ricerca scientifica che un’assun-                      l’articolo 4.1.c) del decreto n. 776/94, che richiedono
     zione elevata ma breve di diossine da parte dell’uomo causi                      in modo generalizzato il certificato di cittadinanza;
     a lungo termine danni importanti alla salute; e ii) del fatto
     che la contaminazione da diossina di mangimi composti                            adottando l’articolo 4.3 del decreto n. 129/92 e
     destinati a bovini e suini costituisce un rischio relativamen-                   l’articolo 10 del decreto n. 746/94, che impongono
     te ridotto per i prodotti ricavati da questi animali, in                         sistematicamente la traduzione ufficiale dei documenti;
     particolare allorché si tratta di prodotti poveri di grassi.
     Segnatamente nel considerando 10 della decisione                                 adottando l’articolo 11, paragrafo 1 c) e d) del decreto
     1999/449 la Commissione trascura il fatto che la norma                           n. 129/92, che estende la validità delle attestazioni al
     raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità                           di là del 5.8.1987;
     (OMS) con riferimento all’assunzione massima giornaliera
     accettabile è una norma che si riferisce ad un’assunzione                    3) vietando all’architetto prestatore di servizi in Italia di
     costante su un lungo periodo e che, per questa ragione, ha                       avere un’infrastruttura in Italia (articolo 9.1 del decreto
     poco rilievo quando si tratti di una contaminazione                              n. 129/92);
     incidentale e di breve durata.
— Violazione del principio generale di proporzionalità: Si                        4) imponendo all’architetto prestatore di servizi l’obbligo
     sarebbe potuto raggiungere lo scopo perseguito con pro-                          di iscrizione presso il Consiglio provinciale territorial-
     vvedimenti più adeguati e meno gravosi. In ogni caso i                           mente competente dell’ordine degli architetti (articolo
     provvedimenti controversi, tenuto conto anche degli altri                        9.3 del decreto n. 129/92 ed articoli 7 e 8 del decreto
     interessi in gioco, risultano sproporzionatamente rigorosi.                      n. 776/94 in modo difforme da quanto previsto
                                                                                      dall’articolo 22 della direttiva); e
                                                                                  5) applicando l’articolo 4, paragrafi 6-8 del decreto n.
                                                                                      129/92 in modo non conforme all’articolo 20, para-
                                                                                      grafo 1 della direttiva, ha violato gli obblighi ad essa
                                                                                      imposti dagli articoli 12, 20, 22, 27, e 31 della direttiva
                                                                                      85/384/CEE, e, per quanto attiene al punto 3 di cui
Ricorso del 9 agosto 1999 contro la Repubblica italiana                               sopra, dall’articolo 59 CE (divenuto, in seguito a
   presentato dalla Commissione delle Comunità europee                                modifica, articolo 49 CE);
                           (Causa C-298/99)                                   II. condannare la Repubblica italiana alle spese.
                            (1999/C 299/12)
                                                                              Motivi e principali argomenti
Il 9 agosto 1999 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dai sigg. Enrico Traversa, consigliere giuridico
ed Elisabetta Montaguti, membro del servizio giuridico, in                    Le violazioni relative alla mancata                             od
qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, rue                   incompleta attuazione della direttiva
Alcide de Gasperi, edificio «Wagner», presso il sig. Carlos
Gómez de la Cruz, ha presentato alla Corte di giustizia delle                — Al primo comma dell’articolo 4 (1) della direttiva è
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.                        stata data attuazione mediante l’articolo 2.1 del decreto
                                                                                  legislativo n. 129/92, che disciplina la durata minima della
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                       formazione. Per contro, tale decreto non tiene conto della
                                                                                  formazione di tre anni delle «Fachhochschulen» nella
I.    Constatare che la Repubblica italiana                                       Repubblica federale tedesca.
     1) omettendo di prendere tutte le misure necessarie                      — L’articolo (2) della direttiva, concernente il riconoscimento
          all’attuazione degli artt. 4, paragrafo 1, seconda parte                della formazione di architetto conseguita nel quadro della
          4, paragrafo 2, 7, 11, e 14 della direttiva del Consiglio               promozione sociale o di studi a tempo ridotto, non ha
          85/384/CEE (1) del 10.6.1985 concernente il reciproco                   ricevuto attuazione.
 ---pagebreak--- 16.10.1999               IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 299/13
— L’articolo 14 della direttiva, che prevede una disposizione                Electronics NV e Remington Consumer Products Ltd, la Court
     specifica per i diplomi rilasciati dalle autorità dell’ex               of Appeal (Inghilterra e Galles), ha sottoposto alla Corte
     Repubblica democratica tedesca non ha ricevuto attua-                   di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
     zione.                                                                  pregiudiziali:
— L’articolo 7 ha ricevuto attuazione soltanto parziale e                    1) Se esista una categoria di marchi che non è esclusa dalla
     l’articolo 11 non è pienamente attuato in quanto non tiene                  registrazione ai sensi degli artt. 3, n. 1, lett. b) - d), e 3, n. 3
     conto della rettifica pubblicata in GUCE n. L 87 del                        della direttiva del Consiglio 89/104/CEE (1) (in prosieguo:
     2.4.1986.                                                                   la «direttiva») e che ciononostante sia esclusa dalla registra-
                                                                                 zione ai sensi dell’art. 3, n. 1, lett. a), della direttiva (in
                                                                                 quanto non adatti a distinguere i prodotti del suo titolare
Le violazioni relative all’attuazione non                                        da quelli di altre imprese).
corretta della direttiva
                                                                             2) Se la forma (o parte della forma) di un articolo (cioè
a) Lo stabilimento in qualità di architetto                                      dell’articolo in relazione al quale il segno è registrato) sia
                                                                                 adatta solamente a distinguere ai fini dell’art. 2, qualora
     L’articolo 4. 2a) del decreto n. 129/92 impone in modo                      contenga talune capricciose aggiunte (trattandosi di ele-
     generalizzato la presentazione del diploma originale o della                mento decorativo privo di finalità funzionali) alla forma
     copia autenticata del diploma dell’architetto richiedente.                  dell’articolo.
     Detto requisito dovrebbe essere riservato ai casi di dubbio             3) Qualora un commerciante sia stato l’unico fornitore di un
     sull’autenticità dei titoli ed è contrario all’articolo 27 della            determinato prodotto sul mercato, se l’uso estensivo di un
     direttiva in quanto estende in modo generalizzato una                       segno, che consiste in una forma (o parte di forma) del
     condizione supplementare che non è ne proporzionata né                      detto prodotto, e che non incorpora nessuna aggiunta
     giustificata ai fini dell’esercizio del diritto di stabilimento.            decorativa sia sufficiente ad attribuire al segno un carattere
     La stessa conclusione si impone in merito al requisito                      distintivo ai fini dell’art. 3, n. 3, in circostanze in cui, quale
     sistematico di traduzione ufficiale per i documenti presen-                 conseguenza del detto uso, una posizione sostanziale del
     tati dall’avvocato richiedente, previsto all’articolo 4.3 del               commercio e del pubblico interessato,
     decreto.
                                                                                 i) mette in relazione la forma con il detto commerciante
b) La prestazione di servizi                                                          e con nessun’altra impresa,
     L’articolo 9.3 del decreto n. 129/92, imponendo al presta-                  ii) crede che il prodotto della detta forma provenga dal
     tore di servizi l’iscrizione ai registri corrispondenti tenuti                   detto commerciante in assenza di attestazioni in senso
     dai Consigli provinciali e dal Consiglio nazionale degli                         contrario.
     architetti, eccede chiaramente le restrizioni autorizzate
     dalla direttiva e costituisce un ostacolo privo di qualsiasi            4. i)    Se si debba prescindere dalla limitazione posta dall’e-
     giustificazione alla possibilità di effettuare una prestazione                   spressione «segni costituiti esclusivamente dalla forma
     di servizi occasionale in territorio italiano.                                   del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecni-
                                                                                      co» di cui all’art. 3, n. 1, lett. e), sub ii), qualora venga
     L’articolo 9. 1 dello stesso decreto vieta all’architetto                        accertato che vi sono altre forme che possono ottenere
     operante in regime di prestazione di servizi in Italia di                        il medesimo risultato tecnico, ovvero
     avervi un ’infrastruttura permanente. Un divieto cosı̀                      ii) se la forma non possa essere registrata ai sensi della
     generalizzato ed indiscriminato non e giustificato da                            detta disposizione, qualora risulti che i tratti essenziali
     alcuna delle disposizioni della direttiva relativa alla libera                   della forma sono dovuti solo al risultato tecnico,
     prestazione di servizi. Di più, esso risulta contrario all’arti-                 ovvero
     colo 59 CE (divenuto in seguito a modifica, art. 49 CE).
                                                                                 iii) se vi siano altre, e in caso affermativo, quali prove
                                                                                      idonee a determinare se la limitazione sia di applica-
( 1) GU L 223, del 21.8.1985, pag. 15.                                                zione.
                                                                             5) L’art. 3, n. 1, lett. c), della direttiva si applica ai «marchi di
                                                                                 impresa composti esclusivamente da segni o indicazioni che
                                                                                 in commercio possono servire a designare la specie, la
                                                                                 qualità, la quantità (...), del prodotto o della prestazione del
                                                                                 servizio». L’art. 6, n. 1, lett. b), della direttiva si applica
                                                                                 all’uso da parte di terzi di «indicazioni relative alla specie,
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Court                          alla qualità, alla quantità (...), del prodotto o di prestazione
of Appeal (Inghilterra e Galles), con ordinanza 5 maggio                         di servizi». Se la parola «esclusivamente» pertanto appare
1999, Philips Electronics NV contro Remington Consu-                             all’art. 3, n. 1, lett. c), e sia omessa nell’art. 6, n. 1, lett. b)
                          mer Products Ltd                                       della direttiva. Se, ai fini di una corretta interpretazione
                                                                                 della direttiva, tale omissione voglia significare che, anche
                          (Causa C-299/99)                                       se un marchio consistente in una forma del prodotto sia
                                                                                 validamente registrato, lo stesso non sia violato in virtù
                                                                                 dell’art. 6, n. 1, lett. b) in una fattispecie in cui:
                           (1999/C 299/13)
                                                                                 i) l’uso della forma del prodotto controverso è e verrebbe
Con ordinanza 5 maggio 1999, pervenuta nella cancelleria                              assunta come un’indicazione per quanto riguarda il
della Corte il 9 agosto 1999, nel procedimento Philips                                tipo del prodotto o dello scopo con esso perseguito e