CELEX: E2006C0094
Language: it
Date: 2006-04-19 00:00:00
Title: Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 94/06/COL, del 19 aprile 2006 , che modifica per la cinquantasettesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato

5.2.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 36/62
            
         
      DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
   
      N. 94/06/COL
   del 19 aprile 2006
   che modifica per la cinquantasettesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato
   L’Autorità di vigilanza EFTA (1),
   VISTO l’accordo sullo spazio economico europeo (2), in particolare gli articoli da 61 a 63 e il protocollo 26,
   VISTO l’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (3), in particolare l’articolo 24, l’articolo 5, paragrafo 2, lettera b) e l’articolo 1 della parte I del protocollo 3,
   CONSIDERANDO che, ai sensi dell’articolo 24 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte, l’Autorità di vigilanza rende esecutive le disposizioni dell’accordo SEE in materia di aiuti di Stato,
   CONSIDERANDO che, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte, l’Autorità emette comunicazioni e adotta orientamenti sulle materie disciplinate dall’accordo SEE, qualora ciò sia previsto espressamente da tale accordo o dall’accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte o qualora l’Autorità lo ritenga necessario,
   RAMMENTANDO le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (4) adottate il 19 gennaio 1994 dall’Autorità di vigilanza (5),
   CONSIDERANDO che, ai sensi del punto II del capo «DISPOSIZIONI GENERALI» nella parte finale dell’allegato XV all’accordo SEE, l’Autorità, dopo aver consultato la Commissione europea, deve adottare gli atti corrispondenti a quelli della Commissione europea,
   CONSIDERANDO che la Commissione europea ha presentato la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione (6) relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese che sostituisce la precedente raccomandazione 96/280/CE della Commissione (7) relativa alla definizione delle piccole e medie imprese,
   CONSIDERANDO che il precedente capitolo 10 degli orientamenti per gli aiuti di Stato che incorporava la raccomandazione 96/280/CE della Commissione è stato eliminato dalla Autorità di vigilanza EFTA con la decisione 198/03/COL del 5 novembre 2003 (8) poiché una nuova definizione di piccole e medie imprese, presente nella nuova raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, era stata inserita nell’allegato di un nuovo regolamento recante un’esenzione per categoria sugli aiuti alle piccole e medie imprese (9),
   CONSIDERANDO che la definizione di piccole e medie imprese rappresenta uno strumento di riferimento generale all’interno degli orientamenti per gli aiuti di Stato, che contengono numerosi riferimenti alla definizione delle piccole e medie imprese, l’Autorità ritiene opportuno incorporare negli orientamenti per gli aiuti di Stato la nuova definizione di piccole e medie imprese, di cui alla nuova raccomandazione 2003/361/CE della Commissione,
   CONSIDERANDO che la definizione delle microimprese, piccole e medie imprese di cui alla nuova raccomandazione 2003/361/CE della Commissione dovrebbe essere inserita negli orientamenti per gli aiuti di Stato come nuovo capitolo 10,
   CONSIDERANDO che altri capitoli degli orientamenti per gli aiuti di Stato fanno riferimento alla precedente definizione di piccole e medie imprese di cui al vecchio capitolo 10 e che dovrebbero quindi essere modificati in modo da fare riferimento alla nuova definizione delle microimprese, piccole e medie imprese,
   RAMMENTANDO che l’Autorità ha consultato la Commissione europea sull’opportunità di inserire negli orientamenti per gli aiuti di Stato la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione,
   RAMMENTANDO che l’Autorità ha consultato su tale argomento gli Stati EFTA attraverso lettere inviate il 7 febbraio 2006 a Islanda, Liechtenstein e Norvegia,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   Gli orientamenti per gli aiuti di Stato dell’Autorità sono modificati con l’inserimento di un nuovo capitolo 10 sulla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese. Il nuovo capitolo 10 è allegato e costituisce parte integrante della presente decisione. Gli altri capitoli degli orientamenti per gli aiuti di Stato che fanno riferimento alla precedente definizione di piccole e medie imprese di cui al vecchio capitolo 10 sono modificati in modo tale da fare riferimento alla nuova definizione delle microimprese, piccole e medie imprese di cui alla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione.
   Il nuovo capitolo 10 si applica dal momento dell’adozione da parte dell’Autorità di vigilanza.
   Articolo 2
   La presente decisione è notificata agli Stati EFTA con lettera recante copia della decisione stessa e del nuovo capitolo 10 degli orientamenti per gli aiuti di Stato allegato.
   Articolo 3
   In conformità del punto d), del protocollo 27, dell’accordo SEE, la Commissione europea verrà informata mediante invio di copia della presente decisione e dell’allegato nuovo capitolo 10 degli orientamenti per gli aiuti di Stato dell’Autorità.
   Articolo 4
   La presente decisione e il relativo allegato sono pubblicati nella sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
   
      Fatto a Bruxelles, il 19 aprile 2006.
      
         
            Per l’Autorità di vigilanza EFTA
         
         Bjørn T. GRYDELAND
         
         
            Il presidente
         
         Kurt JAEGER
         
         
            Membro del Collegio
         
      
   
   
      (1)  Di seguito, «Autorità di vigilanza».
   
      (2)  Di seguito, «accordo SEE».
   
      (3)  Di seguito, «accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte».
   
      (4)  La raccolta delle notifiche, degli orientamenti, ecc. adottati dall’Autorità a tale proposito è indicata di seguito come «gli orientamenti per gli aiuti di Stato».
   
      (5)  Inizialmente pubblicate nella GU L 231 del 3.9.1994, pag. 1 e nel supplemento SEE n. 32 alla stessa data. Une versione aggiornata della guida agli aiuti di Stato è disponibile sul sito Internet dell’Autorità di vigilanza: www.eftasurv.int
   
      (6)  GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36.
   
      (7)  GU L 107 del 30.4.1996, pag. 4.
   
      (8)  GU L 120 del 12.5.2005, pag. 39.
   
      (9)  Il regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 33), modificato dal regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22). Entrambi i regolamenti sono stati inseriti nella sezione 1f dell’allegato XV dell’accordo SEE con la decisione n. 88/2002 del comitato misto (GU L 266 del 3.10.2002, pag. 56 e il supplemento SEE n. 49 del 3.10.2002, pag. 42) e con la decisione n. 131/2004 del comitato misto (GU L 64 del 10.3.2005, pag. 67 e supplemento SEE n. 12 del 10.3.2005, pag. 49).
   
      ALLEGATO
      
         «10.   AIUTI ALLE MICROIMPRESE E ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)
         10.1.   Introduzione
         
                     1)
                  
                  
                     Il precedente capitolo 10 incorporava la raccomandazione 96/280/CE della Commissione (1), relativa alla definizione delle piccole e medie imprese. A causa di una serie di difficoltà di interpretazione emersa nell’applicazione della raccomandazione 96/280/CE della Commissione e sulla base delle osservazioni ricevute dalle imprese, si è rivelato necessario modificare la raccomandazione in questione. Tuttavia, per maggiore chiarezza, la Commissione ha preferito sostituire la raccomandazione 96/280/CE della Commissione con la nuova raccomandazione 2003/361/CE della Commissione contenente una nuova definizione di microimprese e piccole e medie imprese (PMI).
                  
               
                     2)
                  
                  
                     L’Autorità di vigilanza EFTA ha eliminato il precedente capitolo 10 (che incorporava la raccomandazione 96/280/CE della Commissione) con la decisione 198/03/COL del 5 novembre 2003 (2) poiché una nuova definizione di piccole e medie imprese, presente nella nuova raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, era stata inserita nell’allegato di un nuovo regolamento recante un’esenzione per categoria sugli aiuti alle piccole e medie imprese (3).
                  
               
                     3)
                  
                  
                     Tuttavia, considerato che la definizione di PMI rappresenta uno strumento di riferimento generale all’interno degli orientamenti per gli aiuti di Stato, che contengono numerosi riferimenti alla definizione delle piccole e medie imprese, l’Autorità ritiene opportuno incorporare negli orientamenti per gli aiuti di Stato la nuova definizione di PMI, di cui alla nuova raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, Il nuovo capitolo 10 incorpora quindi la nuova definizione di PMI di cui alla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione (4).
                  
               
                     4)
                  
                  
                     Deve risultare chiaro che, ai sensi degli
                     
                                 i)
                              
                              
                                 articoli 48, 81 e 82 del trattato CE, nell’interpretazione che ne ha dato la Corte di giustizia delle Comunità europee, e
                              
                           
                                 ii)
                              
                              
                                 articoli 34, 53 e 54 dell’accordo EFTA, nell’interpretazione che ne hanno dato la Corte EFTA e la Corte di giustizia delle Comunità europee,
                              
                           si deve considerare impresa qualsiasi entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che svolga un’attività economica, incluse in particolare le entità che svolgono un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che svolgono regolarmente un’attività economica.
                  
               
                     5)
                  
                  
                     Il criterio del numero degli occupati (“il criterio degli effettivi”) rimane senza dubbio tra i più significativi e deve imporsi come criterio principale; tuttavia l’introduzione di un criterio finanziario costituisce il complemento necessario per apprezzare la vera importanza di un’impresa, i suoi risultati e la sua situazione rispetto ai concorrenti. Non sarebbe però auspicabile prendere in considerazione come criterio finanziario solo il fatturato, dato che il fatturato delle imprese nel settore del commercio e della distribuzione è normalmente più elevato di quello del settore manifatturiero. Il criterio del fatturato deve quindi essere considerato unitamente a quello del totale di bilancio, che riflette l’insieme degli averi di un’impresa, e uno dei due criteri può essere superato.
                  
               
                     6)
                  
                  
                     Per quanto concerne le soglie per il fatturato, esse riguardano imprese che svolgono attività economiche estremamente diverse. Per non ridurre indebitamente il vantaggio derivante dall’applicazione della definizione è opportuno procedere a un’attualizzazione, tenendo conto dell’andamento sia dei prezzi che della produttività.
                  
               
                     7)
                  
                  
                     Per quanto concerne le soglie per il totale di bilancio, in mancanza di elementi nuovi è opportuno confermare l’approccio che consiste nell’applicare alle soglie del fatturato un coefficiente basato sul rapporto statistico esistente tra queste due variabili. L’andamento statistico osservato implica un aumento più rilevante della soglia del fatturato. Essendo tale andamento diverso a seconda della dimensione delle imprese, per riflettere il più fedelmente possibile l’andamento economico e non penalizzare le microimprese e le piccole imprese rispetto a quelle di dimensioni medie è opportuno anche modulare il suddetto coefficiente. Per le microimprese e le piccole imprese il coefficiente è molto vicino a 1. Pertanto, in un’ottica di semplificazione, per tali categorie va mantenuta la stessa cifra per la soglia del fatturato e per la soglia del totale di bilancio.
                  
               
                     8)
                  
                  
                     È inoltre opportuno definire meglio le microimprese, che costituiscono una categoria di piccole imprese particolarmente importante per lo sviluppo dell’imprenditorialità e per la creazione di posti di lavoro.
                  
               
                     9)
                  
                  
                     Per meglio valutare la realtà economica delle PMI ed escludere dalla definizione i gruppi di imprese il cui potere economico supera quello di una PMI, è necessario distinguere i vari tipi di imprese: autonome, con partecipazioni che non implicano posizioni di controllo (imprese associate), oppure collegate ad altre imprese. Il livello del 25 % di partecipazione quale soglia, indicata dalla precedente raccomandazione 96/280/CE della Commissione, al di sotto della quale l’impresa è considerata autonoma, rimane immutato.
                  
               
                     10)
                  
                  
                     Per promuovere la costituzione di imprese, il finanziamento delle PMI con fondi propri e lo sviluppo locale e rurale, le imprese devono poter essere considerate autonome anche in presenza di una partecipazione uguale o superiore al 25 %, di determinate categorie di investitori che svolgono un ruolo positivo per tali finanziamenti e tali costituzioni. È tuttavia opportuno precisare le condizioni applicabili a tali investitori. Le persone fisiche o gruppi di persone fisiche che svolgono attività regolare di investimento in capitali di rischio (“business angels”) sono menzionate in modo specifico poiché, rispetto agli altri investitori in capitale di rischio, la loro funzione di fornire appropriata consulenza ai nuovi imprenditori rappresenta un contributo prezioso. Il loro investimento in capitale proprio fornisce anche un complemento all’attività delle società di capitale di rischio, fornendo importi più limitati in stadi precoci dell’esistenza dell’impresa.
                  
               
                     11)
                  
                  
                     In un’ottica di semplificazione, in particolare per gli Stati EFTA e per le imprese, nella definizione delle imprese collegate è opportuno utilizzare, se utili per le finalità del presente capitolo, le condizioni di cui all’articolo 1 della direttiva 83/349/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1983, riguardante i conti consolidati (5), modificata da ultimo dalla direttiva 2001/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (6). Per rafforzare le misure di promozione degli investimenti di fondi propri nelle PMI, è stata inserita una presunzione juris tantum che non vi sia un’influenza dominante sull’impresa in questione, riprendendo i criteri dell’articolo 5, paragrafo 3, della direttiva 78/660/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978, relativa ai conti annuali di taluni tipi di società (7), modificata da ultimo dalla direttiva 2001/65/CE.
                  
               
                     12)
                  
                  
                     Per riservare alle imprese che ne hanno veramente bisogno i vantaggi derivanti da varie regolamentazioni o misure a loro favore, si possono anche prendere in considerazione, se del caso, le relazioni esistenti tra le imprese tramite persone fisiche. Al fine di ridurre allo stretto necessario l’esame di situazioni di questo tipo, si è tenuto conto di tali relazioni limitatamente al mercato in questione o ai mercati contigui, facendo riferimento, se necessario, alla definizione dell’Autorità di «mercato in questione» di cui all’allegato I della sua decisione sulla definizione del mercato in questione ai fini del diritto della concorrenza all’interno del SEE (8).
                  
               
                     13)
                  
                  
                     Per evitare distinzioni arbitrarie tra i vari enti pubblici di uno Stato EFTA e a fini di certezza del diritto, si ritiene necessario confermare che un’impresa in cui almeno il 25 % dei diritti di capitale o di voto è controllato da un ente pubblico non è una PMI.
                  
               
                     14)
                  
                  
                     Per alleviare l’onere amministrativo gravante sulle imprese, agevolare e accelerare il trattamento amministrativo di dossier per i quali è richiesta la qualifica di PMI, è opportuno prevedere la possibilità di dichiarazioni sull’onore, da parte delle imprese stesse, che attestino determinate caratteristiche.
                  
               
                     15)
                  
                  
                     È necessario precisare chi debba essere compreso tra gli effettivi ai fini della definizione di PMI. Per incentivare lo sviluppo della formazione professionale e della formazione in alternanza è auspicabile non tenere conto, nel calcolo del numero di dipendenti, degli apprendisti e degli studenti con contratto di formazione professionale. Analogamente, non dovrebbero essere contabilizzati nemmeno i dipendenti in congedo di maternità o in congedo parentale.
                  
               
                     16)
                  
                  
                     I vari tipi di imprese definiti in funzione delle relazioni con altre imprese corrispondono a gradi di integrazione oggettivamente diversi. Di conseguenza, è opportuno applicare modalità diverse a ogni tipo di impresa per effettuare il calcolo dei dati quantitativi relativi alle attività e al potere economico.
                  
               10.2.   Definizione delle microimprese, piccole e medie imprese
         10.2.1.   Impresa
         
                     17)
                  
                  
                     Si considera impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. In particolare sono considerate tali le entità che esercitano un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica.
                  
               10.2.2.   Effettivi e soglie finanziarie che definiscono le categorie di imprese
         
                     18)
                  
                  
                     La categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (PMI) è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 Mio EUR e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 Mio EUR.
                  
               
                     19)
                  
                  
                     Nella categoria delle PMI, si definisce piccola impresa un’impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 10 Mio EUR.
                  
               
                     20)
                  
                  
                     Nella categoria delle PMI, si definisce microimpresa un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 Mio EUR.
                  
               10.2.3.   Tipi di imprese considerati ai fini del calcolo degli effettivi e degli importi finanziari
         
                     21)
                  
                  
                     Si definisce «impresa autonoma» qualsiasi impresa non identificabile come impresa associata ai sensi dei paragrafi 22 e 23 oppure come impresa collegata ai sensi dei paragrafi da 24 a 28.
                  
               
                     22)
                  
                  
                     Si definiscono “imprese associate” tutte le imprese non identificabili come imprese collegate ai sensi dei paragrafi da 24 a 28 e tra le quali esiste la relazione seguente: un’impresa (impresa a monte) detiene, da sola o insieme a una o più imprese collegate ai sensi dei paragrafi da 24 a 28, almeno il 25 % del capitale o dei diritti di voto di un’altra impresa (impresa a valle).
                  
               
                     23)
                  
                  
                     Un’impresa può tuttavia essere definita autonoma, dunque priva di imprese associate, anche se viene raggiunta o superata la soglia del 25 %, qualora siano presenti le categorie di investitori elencate qui di seguito, a condizione che tali investitori non siano individualmente o congiuntamente collegati ai sensi dei paragrafi da 24 a 28 con l’impresa in questione:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 società pubbliche di partecipazione, società di capitale di rischio, persone fisiche o gruppi di persone fisiche, esercitanti regolare attività di investimento in capitali di rischio («business angels») che investono fondi propri in imprese non quotate, a condizione che il totale investito da suddetti «business angels» in una stessa impresa non superi 1 250 000 EUR;
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 università o centri di ricerca senza scopo di lucro;
                              
                           
                                 c)
                              
                              
                                 investitori istituzionali, compresi i fondi di sviluppo regionale;
                              
                           
                                 d)
                              
                              
                                 autorità locali autonome aventi un budget annuale inferiore a 10 Mio EUR e meno di 5 000 abitanti.
                              
                           
               
                     24)
                  
                  
                     Si definiscono “imprese collegate” le imprese fra le quali esiste una delle relazioni seguenti:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra impresa;
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 un’impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un’altra impresa;
                              
                           
                                 c)
                              
                              
                                 un’impresa ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest’ultima oppure in virtù di una clausola dello statuto di quest’ultima;
                              
                           
                                 d)
                              
                              
                                 un’impresa azionista o socia di un’altra impresa controlla da sola, in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti o soci dell’altra impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di quest’ultima.
                              
                           
               
                     25)
                  
                  
                     Sussiste una presunzione juris tantum che non vi sia influenza dominante qualora gli investitori di cui al paragrafo 23, non intervengano direttamente o indirettamente nella gestione dell’impresa in questione, fermi restando i diritti che essi detengono in quanto azionisti o soci.
                  
               
                     26)
                  
                  
                     Le imprese fra le quali intercorre una delle relazioni di cui al paragrafo 24 tramite una o più altre imprese, o con degli investitori di cui al paragrafo 23, sono anch’esse considerate imprese collegate.
                  
               
                     27)
                  
                  
                     Le imprese fra le quali sussiste una delle suddette relazioni attraverso una persona fisica o un gruppo di persone fisiche che agiscono di concerto sono anch’esse considerate imprese collegate, a patto che esercitino le loro attività o una parte delle loro attività sullo stesso mercato in questione o su mercati contigui.
                  
               
                     28)
                  
                  
                     Si considera “mercato contiguo” il mercato di un prodotto o servizio situato direttamente a monte o a valle del mercato in questione.
                  
               
                     29)
                  
                  
                     Salvo nei casi contemplati al paragrafo 23, un’impresa non può essere considerata PMI se almeno il 25 % del suo capitale o dei suoi diritti di voto è controllato direttamente o indirettamente da uno o più organismi collettivi pubblici o enti pubblici, a titolo individuale o congiuntamente.
                  
               
                     30)
                  
                  
                     Le imprese possono dichiarare il loro status di impresa autonoma, associata o collegata, nonché i dati relativi alle soglie di cui alla sezione 10.2.2. Tale dichiarazione può essere resa anche se la dispersione del capitale non permette l’individuazione esatta dei suoi detentori, dato che l’impresa può dichiarare in buona fede di supporre legittimamente di non essere detenuta al 25 %, o più, da una o più imprese collegate fra di loro o attraverso persone fisiche o un gruppo di persone fisiche. La dichiarazione non ha alcun influsso sui controlli o sulle verifiche previsti dalle normative nazionali o SEE.
                  
               10.2.4.   Dati necessari per il calcolo degli effettivi e degli importi finanziari e periodo di riferimento
         
                     31)
                  
                  
                     I dati impiegati per calcolare gli effettivi e gli importi finanziari sono quelli riguardanti l’ultimo esercizio contabile chiuso e vengono calcolati su base annua. Essi sono presi in considerazione a partire dalla data di chiusura dei conti. L’importo del fatturato è calcolato al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) e di altri diritti o imposte indirette.
                  
               
                     32)
                  
                  
                     Se un’impresa, alla data di chiusura dei conti, constata di aver superato, nell’uno o nell’altro senso e su base annua, le soglie degli effettivi o le soglie finanziarie di cui alla sezione 10.2.2, essa perde o acquisisce la qualifica di media, piccola o microimpresa solo se questo superamento avviene per due esercizi consecutivi.
                  
               
                     33)
                  
                  
                     Se si tratta di un’impresa di nuova costituzione, i cui conti non sono ancora stati chiusi, i dati in questione sono oggetto di una stima in buona fede ad esercizio in corso.
                  
               10.2.5.   Calcolo degli effettivi
         
                     34)
                  
                  
                     Gli effettivi corrispondono al numero di unità lavorative/anno (ULA), ovvero al numero di persone che, durante tutto l’anno in questione, hanno lavorato nell’impresa o per conto di tale impresa a tempo pieno. Il lavoro dei dipendenti che non hanno lavorato tutto l’anno oppure che hanno lavorato a tempo parziale, a prescindere dalla durata, o come lavoratori stagionali, è contabilizzato in frazioni di ULA. Gli effettivi sono composti:
                     
                                 a)
                              
                              
                                 dai dipendenti;
                              
                           
                                 b)
                              
                              
                                 dalle persone che lavorano per l’impresa, ne sono dipendenti e, per la legislazione nazionale, sono considerati come gli altri dipendenti dell’impresa;
                              
                           
                                 c)
                              
                              
                                 dai proprietari gestori;
                              
                           
                                 d)
                              
                              
                                 dai soci che svolgono un’attività regolare nell’impresa e beneficiano di vantaggi finanziari da essa forniti.
                              
                           
               
                     35)
                  
                  
                     Gli apprendisti con contratto di apprendistato o gli studenti con contratto di formazione non sono contabilizzati come facenti parte degli effettivi. La durata dei congedi di maternità o parentali non è contabilizzata.
                  
               10.2.6.   Determinazione dei dati dell’impresa
         
                     36)
                  
                  
                     Per le imprese autonome i dati, compresi quelli relativi agli effettivi, vengono dedotti dai conti dell’impresa stessa.
                  
               
                     37)
                  
                  
                     Per le imprese associate o collegate, i dati, inclusi quelli relativi agli effettivi, sono determinati sulla base dei conti e di altri dati dell’impresa oppure, se disponibili, sulla base dei conti consolidati dell’impresa o di conti consolidati in cui l’impresa è ripresa tramite consolidamento.
                  
               
                     38)
                  
                  
                     Ai dati di cui al paragrafo 37 si aggregano i dati delle eventuali imprese associate dell’impresa in questione, situate immediatamente a monte o a valle di quest’ultima. L’aggregazione è effettuata in proporzione alla percentuale di partecipazione al capitale o alla percentuale di diritti di voto detenuti (si sceglie la percentuale più elevata fra le due). Per le partecipazioni incrociate si applica la percentuale più elevata.
                  
               
                     39)
                  
                  
                     Ai dati di cui ai paragrafi 37 e 38 si aggiunge il 100 % dei dati relativi alle eventuali imprese direttamente o indirettamente collegate all’impresa in questione che non siano già stati ripresi nei conti tramite consolidamento.
                  
               
                     40)
                  
                  
                     Ai fini dell’applicazione dei paragrafi da 37 a 39, i dati delle imprese associate all’impresa in questione risultano dai loro conti e da altri dati, consolidati se disponibili in tale forma. A tali dati, si aggiunge il 100 % dei dati relativi alle imprese collegate alle imprese associate in questione che non siano già stati ripresi nei conti tramite consolidamento.
                  
               
                     41)
                  
                  
                     Ai fini dell’applicazione dei paragrafi da 37 a 39, i dati delle imprese collegate all’impresa in questione risultano dai loro conti e da altri dati, consolidati se disponibili in tale forma. Ad essi vengono aggregati in modo proporzionale i dati delle eventuali imprese associate di tale impresa collegata situate immediatamente a monte o a valle di quest’ultima, se non sono già stati ripresi nei conti consolidati in proporzione almeno equivalente alla percentuale definita al paragrafo 38.
                  
               
                     42)
                  
                  
                     Se dai conti consolidati non risultano gli effettivi di una data impresa, il calcolo di tale dato si effettua aggregando in modo proporzionale i dati relativi alle imprese di cui l’impresa in questione è associata e aggiungendo quelli relativi alle imprese con le quali essa è collegata.
                  
               10.2.7.   Revisione
         
                     43)
                  
                  
                     Sulla base di un riesame relativo all’applicazione della definizione di cui al presente capitolo, da preparare sulla base di un relativo progetto della Commissione europea, e prendendo in considerazione le eventuali modifiche dell’articolo 1 della direttiva 83/349/CEE riguardante la definizione delle imprese collegate ai sensi di tale direttiva, l’Autorità adegua, per quanto necessario, la definizione di cui al presente capitolo, in particolare le soglie relative al fatturato e al totale di bilancio, al fine di tenere conto dell’esperienza acquisita e dell’andamento economico all’interno del SEE.
                  
               10.3.   Adozione
         
                     44)
                  
                  
                     Il nuovo capitolo 10 si applica a decorrere dalla data di adozione da parte dell’Autorità di vigilanza EFTA.»
                  
               
      
         (1)  Raccomandazione 96/280/CE della Commissione (GU L 107 del 30.4.1996, pag. 4).
      
         (2)  Decisione n. 198/03/COL dell’Autorità di vigilanza EFTA, del 5 novembre 2003 (GU L 120 del 12.5.2005, pag. 39).
      
         (3)  Il regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 33), modificato dal regolamento (CE) n. 364/2004 della Commissione, del 25 febbraio 2004 (GU L 63 del 28.2.2004, pag. 22). Entrambi i regolamenti sono stati inseriti nella sezione 1f dell’allegato XV dell’accordo SEE con la decisione n. 88/2002 del comitato misto (GU L 266 del 3.10.2002, pag. 56 e il supplemento SEE n. 49 del 3.10.2002, pag. 42) e con la decisione n. 131/2004 del comitato misto (GU L 64 del 10.3.2005, pag. 67 e supplemento SEE n. 12 del 10.3.2005, pag. 49).
      
         (4)  Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, relativa alla definizione delle microimprese e delle piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).
      
         (5)  Direttiva 83/349/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1983 (GU L 193 del 18.7.1983, pag. 1), incorporata nella sezione 4 dell’allegato XXII dell’accordo SEE.
      
         (6)  Direttiva 2001/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 283 del 27.10.2001, pag. 28), incorporata nella sezione 4 dell’allegato XXII dell’accordo SEE con la decisione n. 176/2003 del Comitato misto, del 5.12.2003 (GU L 88 del 25.3.2004, pag. 53 e supplemento SEE n. 15 del 25.3.2004, pag. 14).
      
         (7)  Direttiva 78/660/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978 (GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11), incorporata nella sezione 4 dell’allegato XXII dell’accordo SEE.
      
         (8)  Decisione n. 46/98/COL del Collegio, del 4 marzo 1998 (GU L 200 del 16.7.1998, pag. 46 e supplemento SEE n. 52 del 18.12.1997, pag. 10). Tale decisione corrisponde alla comunicazione della Commissione sulla definizione del mercato rilevante ai fini dell’applicazione del diritto comunitario in materia di concorrenza (GU C 372 del 9.12.1997, pag. 5).