CELEX: 62008TA0525
Language: it
Date: 2013-09-13 00:00:00
Title: Causa T-525/08: Sentenza del Tribunale del 13 settembre 2013 — Poste Italiane/Commissione ( «Aiuti di Stato — Remunerazione delle somme provenienti dai conti correnti postali e depositate presso la Tesoreria dello Stato italiano — Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato comune e ne ordina il recupero — Nozione di aiuto di Stato — Vantaggio» )

26.10.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 313/16
            
         Sentenza del Tribunale del 13 settembre 2013 — Poste Italiane/Commissione
   (Causa T-525/08) (1)
   
   (Aiuti di Stato - Remunerazione delle somme provenienti dai conti correnti postali e depositate presso la Tesoreria dello Stato italiano - Decisione che dichiara l’aiuto incompatibile con il mercato comune e ne ordina il recupero - Nozione di aiuto di Stato - Vantaggio)
   2013/C 313/29
   Lingua processuale: l'italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Poste Italiane SpA (Roma, Italia) (rappresentanti: A. Fratini, A. Sandulli e F. Filpo, avvocati)
   
      Convenuta: Commissione europea (rappresentanti: C. Cattabriga e D. Grespan, agenti)
   
      Oggetto
   
   Domanda di annullamento della decisione 2009/178/CE della Commissione, del 16 luglio 2008, relativa all’aiuto di Stato cui l’Italia ha dato esecuzione per remunerare i conti correnti di Poste Italiane presso la Tesoreria dello Stato [C 42/06 (ex NN 52/06)] (GU 2009, L 64, pag. 4)
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               La decisione 2009/178/CE della Commissione, del 16 luglio 2008, relativa all’aiuto di Stato cui l’Italia ha dato esecuzione per remunerare i conti correnti di Poste Italiane SpA presso la Tesoreria dello Stato [C 42/06 (ex NN 52/06)] è annullata.
            
         
               2)
            
            
               La Commissione europea è condannata a sopportare, oltre alle proprie spese, le spese di Poste Italiane.
            
         
      (1)  GU C 44 del 21.2.2009.