CELEX: 52012PC0336
Language: it
Date: 2012-06-22
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un meccanismo di assistenza finanziaria per gli Stati membri la cui moneta non è l'euro

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		52012PC0336
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un meccanismo di assistenza finanziaria per gli Stati membri la cui moneta non è l'euro /* COM/2012/0336 final - 2012/0164 (APP) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Il 18 febbraio
2002 è stato adottato il regolamento (CE) n. 332/2002 che istituisce un
meccanismo di sostegno finanziario all'interno dell'Unione. Il regolamento è
volto a ridurre i problemi di finanziamento esterno degli Stati membri che si
trovano o rischiano di trovarsi in gravi difficoltà con la bilancia dei
pagamenti. Il regolamento si applica solo agli Stati membri la cui moneta non è
l'euro. La crisi senza precedenti che ha colpito il mondo negli ultimi anni ha
pregiudicato gravemente la crescita economica e la stabilità finanziaria e ha
provocato un forte deterioramento del disavanzo pubblico, della bilancia dei
pagamenti e del debito degli Stati membri, inducendo alcuni di essi a
richiedere assistenza finanziaria.
Nel contesto della
crisi economica e finanziaria sono stati creati nuovi strumenti di assistenza
con l'istituzione dello European Financial Stability Facility (EFSF),
del meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF) e, nel prossimo
futuro, anche del meccanismo europeo di stabilità (MES). Tuttavia, il
regolamento in vigore non ha tenuto il passo con questi sviluppi. In
particolare, tali meccanismi di stabilità finanziaria hanno istituito nuovi
strumenti precauzionali al fine di fornire assistenza finanziaria agli Stati
membri dell'area dell'euro. La revisione del vigente regolamento
consentirà agli Stati membri la cui moneta non è l'euro di disporre di
strumenti finanziari simili a quelli previsti per l'area dell'euro. Inoltre,
essa permetterà di aggiornare il regolamento in vigore alla luce del recente
rafforzamento della governance economica e al maggiore coordinamento
economico e di bilancio al fine di garantire una maggiore parità di condizioni
tra gli Stati membri appartenenti all'area dell'euro e gli Stati membri che non
ne fanno parte. Infine, è finalizzata anche a rendere più efficiente il
processo decisionale semplificando la procedura di attivazione del regolamento,
che prevede ora una sola fase invece di due.
2.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Il presente
regolamento istituisce un meccanismo di assistenza finanziaria dell'Unione che
può essere concessa agli Stati membri non appartenenti all'area dell'euro che
si trovino o rischino di trovarsi in gravi difficoltà con la bilancia dei pagamenti
(articolo 1). L'assistenza finanziaria può essere concessa sotto forma di
prestito o di linea di credito, con un'esposizione in conto capitale che non
può superare 50 miliardi di EUR (articolo 2). La linea di credito può assumere
la forma di linea di credito condizionale precauzionale, ossia una linea di
credito basata su condizioni di ammissibilità, oppure una linea di credito
soggetta a condizioni rafforzate, ossia una linea di credito basata su una
combinazione di condizioni di ammissibilità e di nuove misure di politica
(articolo 4).
Il Consiglio può decidere di concedere un
prestito sulla base di una raccomandazione della Commissione (articolo 3). La
concessione del prestito è subordinata all'adozione da parte dello Stato membro
di un programma di aggiustamento macroeconomico volto a ristabilire una
posizione sostenibile della bilancia dei pagamenti e a ripristinare la sua
capacità di finanziarsi in maniera indipendente sui mercati finanziari.
La Commissione, d'intesa con la Banca centrale europea (BCE) e laddove
opportuno con il Fondo monetario internazionale (FMI), controlla i progressi
realizzati nell'attuazione del programma di aggiustamento con missioni di
verifica periodiche.
Il regolamento rivisto contiene nuove
disposizioni per rafforzare il dialogo sull'attuazione dell'assistenza
finanziaria al fine di assicurare maggiore trasparenza e responsabilità.
In particolare, la commissione competente del Parlamento europeo può dare
allo Stato membro interessato l'opportunità di partecipare a uno scambio di
opinione sui progressi realizzati nell'attuazione del programma di
aggiustamento. Il Parlamento dello Stato membro interessato può invitare
rappresentanti della Commissione a partecipare a uno scambio di opinione sui
progressi compiuti nell'attuazione del programma di aggiustamento
macroeconomico. 
Il Consiglio
decide di accordare una linea di credito condizionale precauzionale o una linea
di credito soggetta a condizioni rafforzate su raccomandazione della
Commissione europea (articolo 5). L'accesso a una linea di credito condizionale
precauzionale è limitato agli Stati membri la cui situazione economica e
finanziaria è ancora fondamentalmente sana e che soddisfano una serie di
criteri di ammissibilità concordati. L'accesso a una linea di credito soggetta
a condizioni rafforzate è aperto agli Stati membri che non rispettano alcuni
dei criteri di ammissibilità richiesti per accedere a una linea di credito
condizionale precauzionale, ma la cui situazione economica generale rimane
sana. Inoltre, lo Stato membro interessato adotta misure correttive che
dovrebbero contribuire a soddisfare i criteri di ammissibilità che si ritiene
non rispettati e ad assicurare una posizione sostenibile della bilancia dei
pagamenti, garantendo al contempo il rispetto continuo dei criteri di
ammissibilità ritenuti soddisfatti al momento della concessione della linea di
credito.
Se beneficia di un'assistenza
finanziaria precauzionale, lo Stato membro sarà soggetto a una sorveglianza
rafforzata, onde garantire un rapido ritorno alla normalità e proteggere gli
altri Stati membri da possibili ripercussioni negative (articolo 6). La
sorveglianza rafforzata dovrebbe comprendere un accesso più ampio della
Commissione alle informazioni necessarie per sorvegliare da vicino la situazione
economica, di bilancio e finanziaria dello Stato membro interessato e la
presentazione di relazioni periodiche della stessa Commissione. Lo Stato
membro oggetto di sorveglianza rafforzata adotta misure volte a rimuovere
potenziali fonti di difficoltà economiche.
Il nuovo regolamento cerca anche di allineare una serie di fasi
procedurali con il futuro regolamento basato sull'articolo 136 rivolto agli
Stati membri che si trovano in una situazione finanziaria difficile. Lo scopo è
di garantire il massimo livello possibile di parità tra tutti i paesi
beneficiari di un programma di assistenza dell'UE, indipendentemente dal fatto
che facciano o no parte dell'area dell'euro. Il regolamento rivisto sostituisce
determinate fasi di sorveglianza della procedura per i disavanzi eccessivi e
del semestre europeo con il programma di aggiustamento macroeconomico e la
relativa sorveglianza (articoli 7 e 9). Data l'ampia portata del programma
di aggiustamento macroeconomico, esso può sostituire alcuni processi di sorveglianza
economica e di bilancio per l'intera durata del programma di aggiustamento,
onde evitare una duplicazione degli obblighi di comunicazione. Allo stesso
modo, il regolamento rivisto garantisce la sospensione della procedura per gli
squilibri macroeconomici se uno Stato membro è oggetto di un programma di
aggiustamento macroeconomico (articolo 8) e introduce la sorveglianza
post-assistenza per gli Stati membri che abbiano rimborsato meno del 75% dell'assistenza
finanziaria ricevuta (articolo 15).
Infine, le
operazioni di assunzione e di concessione di prestiti sono rese leggermente più
flessibili per la Commissione europea, in modo da limitare eventuali difficoltà
a reperire fondi in caso di condizioni difficili sui mercati finanziari
(articolo 12).
2012/0164 (APP)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 
che istituisce un meccanismo di assistenza
finanziaria per gli Stati membri la cui moneta non è l'euro
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 352,
vista la proposta della Commissione,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
vista l'approvazione del Parlamento europeo,
visto il parere della Banca centrale europea,
deliberando
secondo una procedura legislativa speciale,
considerando quanto segue:
(1)       Conformemente all'articolo
143 del trattato, il Consiglio, su raccomandazione della Commissione, previa
consultazione del comitato economico e finanziario, può accordare il concorso
reciproco a uno Stato membro in caso di difficoltà o di grave minaccia di
difficoltà nella bilancia dei pagamenti. Ciò è previsto solo per gli Stati
membri la cui moneta non è l'euro. Tuttavia, lo stesso articolo non definisce
lo strumento da utilizzare per accordare il concorso reciproco previsto.
(2)       La crisi senza precedenti che
ha colpito il mondo negli ultimi tre anni ha pregiudicato gravemente la
crescita economica e la stabilità finanziaria e ha provocato un forte
deterioramento del disavanzo pubblico e del debito degli Stati membri,
inducendo alcuni di essi a richiedere assistenza finanziaria.
(3)       È opportuno che le norme che
disciplinano la concessione e la sorveglianza dell'assistenza finanziaria agli
Stati membri la cui moneta non è l'euro siano in linea con quelle applicabili
agli Stati membri la cui moneta è l'euro, in particolare con le norme del "regolamento
del Parlamento europeo e del Consiglio sul rafforzamento della sorveglianza
economica e di bilancio degli Stati membri che si trovano o rischiano di trovarsi
in gravi difficoltà per quanto riguarda la loro stabilità finanziaria nella
zona euro", con alcuni adeguamenti necessari per tenere conto delle
differenze tra le norme del trattato applicabili agli Stati membri la cui
moneta non è l'euro e con la minore interconnessione economica e finanziaria. Occorre,
ad esempio, che la Commissione non abbia la possibilità di sottoporre uno Stato
membro a sorveglianza rafforzata se quest'ultimo non riceve assistenza
finanziaria.
(4)       È opportuno che la
concessione dell'assistenza finanziaria sia connessa alla sorveglianza
economica e di bilancio dello Stato membro interessato. È necessario che il
grado di sorveglianza sia proporzionato alla gravità delle difficoltà
finanziarie incontrate e tenga nel debito conto la natura dell'assistenza
finanziaria ricevuta, che può variare da un semplice sostegno precauzionale
sulla base delle condizioni di ammissibilità fino a un programma completo di
aggiustamento macroeconomico subordinato a condizioni politiche rigorose.
(5)       Occorre che uno Stato membro
sia soggetto a sorveglianza rafforzata se beneficia dell'assistenza finanziaria
precauzionale, onde garantire un rapido ritorno alla normalità e proteggere gli
altri Stati membri da possibili ripercussioni negative. È opportuno che tale
sorveglianza rafforzata comprenda un accesso più ampio della Commissione alle
informazioni necessarie per controllare da vicino la situazione economica, di
bilancio e finanziaria dello Stato membro interessato e la presentazione di
relazioni periodiche al comitato economico e finanziario.
(6)       Occorre che la sorveglianza
della situazione economica e di bilancio degli Stati membri cui è stato
accordato un prestito sia ulteriormente rafforzata. Ciò dovrebbe implicare
anche l'elaborazione di un programma di aggiustamento macroeconomico. Data l'ampia
portata di un tale programma, è opportuno sospendere gli altri processi di
sorveglianza economica e di bilancio per tutta la sua durata, onde evitare la
duplicazione degli obblighi di comunicazione.
(7)       È necessario definire norme
atte a rafforzare il dialogo sull'attuazione di tale assistenza finanziaria tra
le istituzioni dell'Unione, in particolare tra il Parlamento europeo, il
Consiglio e la Commissione, e ad assicurare una maggiore trasparenza e
responsabilità.
(8)       È opportuno che una decisione
relativa alla non conformità di uno Stato membro al relativo programma di
aggiustamento macroeconomico comporti anche la sospensione dei pagamenti o
degli impegni mediante fondi dell'Unione, come previsto all'articolo 21,
paragrafo 6, del regolamento (UE) n. XXX recante disposizioni comuni sul
Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di
coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo
per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e
disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo
sociale europeo e sul Fondo di coesione, e che abroga il regolamento (CE)
n. 1083/2006.
(9)       Il potere di adottare
decisioni individuali per l'applicazione del presente regolamento è esercitato
dal Consiglio a norma dell'articolo 143, paragrafo 2, del trattato.
(10)     Occorre che l'ambito di
intervento delle autorità europee di vigilanza istituite dal
regolamento (UE) n. 1093/2010, dal regolamento (UE) n. 1094/2010
e dal regolamento (UE) n. 1095/2010 non vada oltre i limiti stabiliti all'articolo
1 di ciascuno di detti regolamenti.
(11)     Per l'adozione del presente
regolamento, che istituisce il quadro per la concessione dell'assistenza finanziaria
agli Stati membri la cui moneta non è l'euro, il trattato non prevede poteri d'azione
diversi da quelli di cui all'articolo 352,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Oggetto e campo di
applicazione
1.           Il presente regolamento
istituisce un meccanismo di assistenza finanziaria dell'Unione che può essere
concessa, conformemente all'articolo 143 del trattato, a uno Stato membro in
caso di difficoltà o di grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei
pagamenti.
2.           Il presente regolamento si
applica agli Stati membri la cui moneta non è l'euro.
Articolo 2
Assistenza finanziaria dell'Unione
1.           L'assistenza finanziaria dell'Unione
è fornita per mezzo di:
(a)         
un prestito;
(b)         
una linea di credito condizionale precauzionale,
ossia una linea di credito basata su condizioni di ammissibilità; oppure
(c)         
una linea di credito soggetta a condizioni
rafforzate, ossia una linea di credito basata su una combinazione di condizioni
di ammissibilità e di nuove misure di politica. 
2.           A tal fine, la Commissione ha
il potere di contrarre prestiti sui mercati dei capitali o presso istituti
finanziari a nome dell'Unione europea.
3.           L'esposizione creditizia in
conto capitale dei prestiti o delle linee di credito da accordare agli Stati
membri nell'ambito di tale meccanismo sono limitati a 50 miliardi di EUR.
4.           Qualora sia previsto un
finanziamento esterno all'Unione subordinato a condizioni di politica
economica, lo Stato membro interessato consulta in via preliminare la
Commissione. La Commissione esamina le possibilità offerte dal meccanismo di
assistenza finanziaria dell'Unione e la compatibilità delle previste condizioni
di politica economica con le misure adottate in base agli articoli 121 e 126
del trattato e in base a qualsiasi legislazione adottata in base ai predetti
articoli. La Commissione informa il comitato economico e finanziario in merito
alle sue risultanze.
Articolo 3
Condizioni e procedure di
concessione dei prestiti
1.           Lo Stato membro che chiede il
prestito notifica la sua richiesta alla Commissione, alla Banca centrale
europea (BCE) e al comitato economico e finanziario.
2.           La Commissione, d'intesa con
la BCE e laddove possibile con il Fondo monetario internazionale (FMI), valuta
la sostenibilità del debito pubblico e l'attuale o potenziale fabbisogno finanziario
dello Stato membro interessato e trasmette tale valutazione al comitato
economico e finanziario.
3.           Lo Stato membro interessato
elabora, di concerto con la Commissione, che agisce d'intesa con la BCE e
laddove possibile con l'FMI, un progetto di programma di aggiustamento
macroeconomico contenente obblighi in materia di politiche e volto a
ristabilire una posizione sostenibile della bilancia dei pagamenti e a
ripristinare la capacità di finanziarsi in maniera indipendente sui mercati
finanziari. Il progetto di programma di aggiustamento macroeconomico tiene
debitamente conto delle raccomandazioni indirizzate allo Stato membro in
questione a norma degli articoli 121, 126 e 148 del trattato e delle azioni
adottate per ottemperarvi, mirando allo stesso tempo ad ampliare, rafforzare e
approfondire le necessarie misure politiche.
4.           Il Consiglio, deliberando a
maggioranza qualificata su proposta delle Commissione, può decidere di
concedere un prestito allo Stato membro interessato. In tal caso approva il programma
di aggiustamento macroeconomico connesso al prestito.
5.           La decisione di concedere il
prestito indica l'importo, la scadenza media massima, i tassi di interesse
applicati, il numero massimo di rate, il periodo di disponibilità del prestito,
le principali condizioni di politica economica e le altre disposizioni
dettagliate necessarie per l'attuazione dell'assistenza.
6.           La Commissione e lo Stato
membro interessato concludono un memorandum d'intesa (di seguito "il
memorandum") che illustra nei dettagli il programma di aggiustamento
macroeconomico. La Commissione trasmette il memorandum al Parlamento europeo e
al Consiglio.
7.           La Commissione, d'intesa con
la BCE e laddove opportuno con l'FMI, sorveglia i progressi realizzati nell'attuazione
del programma di aggiustamento con missioni di verifica periodiche e ne
riferisce al comitato economico e finanziario su base trimestrale. Lo Stato
membro interessato collabora pienamente con la Commissione e la BCE. In
particolare, fornisce alla Commissione e alla BCE tutte le informazioni che ritiene
necessarie per la sorveglianza del programma. Lo Stato membro interessato è
inoltre soggetto agli obblighi di cui all'articolo 6, paragrafo 2.
8.           La Commissione, d'intesa con
la BCE e laddove possibile con l'FMI, esamina insieme allo Stato membro
interessato le eventuali modifiche da apportare al programma di aggiustamento
macroeconomico. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su
raccomandazione della Commissione, approva le modifiche da apportare al programma.
9.           Se la sorveglianza di cui al
paragrafo 7 mette in luce deviazioni significative dal programma di
aggiustamento macroeconomico, il Consiglio, deliberando a maggioranza
qualificata su proposta della Commissione, può decidere che lo Stato membro in
questione non rispetta le condizioni concordate per la concessione dell'assistenza
finanziaria. In tal caso sono sospesi i versamenti a titolo dell'assistenza
finanziaria dell'Unione concessa ai sensi del presente regolamento.
10.         Al più tardi entro sei mesi dalla
decisione di cui al paragrafo 9, il Consiglio, deliberando a maggioranza
qualificata su proposta della Commissione, può decidere di riprendere i
versamenti se ritiene che lo Stato membro in questione rispetta le condizioni
concordate per la concessione dell'assistenza finanziaria. Se la decisione non
è adottata entro il suddetto termine, non sono effettuati ulteriori versamenti
dell'assistenza finanziaria concessa ai sensi del presente regolamento.
11.         Qualora lo Stato membro
interessato presenti capacità amministrative insufficienti o affronti problemi
significativi nell'attuazione del programma, chiede assistenza tecnica alla
Commissione, che a tal fine può istituire gruppi di esperti in collaborazione
con altri Stati membri e altre istituzioni europee o istituzioni internazionali
pertinenti. L'assistenza tecnica può comprendere la designazione di un
rappresentante in loco e di personale di supporto per consigliare le
autorità nell'attuazione del programma di aggiustamento.
12.         La commissione competente del
Parlamento europeo può dare allo Stato membro interessato l'opportunità di
partecipare a uno scambio di opinione sui progressi realizzati nell'attuazione
del programma di aggiustamento.
13.         Il Parlamento dello Stato
membro interessato può invitare rappresentanti della Commissione a partecipare
a uno scambio di opinione sui progressi realizzati nell'attuazione del
programma di aggiustamento macroeconomico.
Articolo 4 
Condizioni di concessione
delle linee di credito
1.           L'accesso a una linea di
credito condizionale precauzionale è limitato agli Stati membri la cui
situazione economica e finanziaria è ancora fondamentalmente sana. Per decidere
se uno Stato membro può beneficiare di una linea di credito condizionale
precauzionale, si procede a una valutazione globale sulla base dei seguenti
criteri di ammissibilità: 
(a)         
rispetto delle raccomandazioni e decisioni del
Consiglio adottate in base agli articoli 121 e 126 del trattato. Gli Stati
membri soggetti a una procedura per i disavanzi eccessivi possono beneficiare
di una linea di credito condizionale precauzionale, purché rispettino
pienamente le raccomandazioni del Consiglio formulate a norma dell'articolo
126, paragrafo 7, del trattato; 
(b)         
debito pubblico sostenibile; 
(c)         
rispetto degli impegni assunti nel quadro della
procedura per gli squilibri eccessivi. I paesi soggetti alla procedura per gli
squilibri eccessivi possono beneficiare di una linea di credito condizionale
precauzionale se è appurato il loro impegno a correggere gli squilibri
individuati dal Consiglio;
(d)         
precedenti di accesso ai mercati dei capitali a
condizioni ragionevoli;
(e)         
posizione con l'estero sostenibile;
(f)           
assenza di problemi di solvibilità delle banche che
possa comportare rischi sistemici per la stabilità del sistema bancario.
2.           L'accesso a una linea di
credito soggetta a condizioni rafforzate è aperto agli Stati membri che non
rispettano alcuni dei criteri di ammissibilità richiesti per accedere a una
linea di credito condizionale precauzionale, ma la cui situazione economica
generale rimane sana. Gli Stati membri interessati, previa consultazione della
Commissione e della BCE, elaborano misure correttive volte a:
(a)         
conformarsi ai criteri di ammissibilità di cui al
paragrafo 1 ritenuti non soddisfatti e
(b)         
garantire il rispetto continuo degli altri criteri
di ammissibilità di cui al paragrafo 1.
Articolo 5 
Procedura di concessione delle linee di credito
1.           Lo Stato membro che chiede
una linea di credito notifica la sua richiesta alla Commissione, alla BCE e al
comitato economico e finanziario.
2.           La Commissione, d'intesa con
la BCE e laddove possibile con l'FMI, valuta la sostenibilità del debito
pubblico e l'attuale o potenziale fabbisogno finanziario dello Stato membro
interessato e trasmette tale valutazione al comitato economico e finanziario.
3.           La Commissione, d'intesa con
la BCE, valuta se lo Stato membro interessato soddisfa le condizioni di cui all'articolo
4 sull'accesso a una linea di credito condizionale precauzionale o a una linea
di credito soggetta a condizioni rafforzate.
4.           Il Consiglio, deliberando a
maggioranza qualificata su raccomandazione della Commissione, decide di
concedere una linea di credito condizionale precauzionale o una linea di
credito soggetta a condizioni rafforzate per una durata iniziale di un anno.
Nella decisione di concedere la linea di credito figurano l'importo, la
commissione per la messa a disposizione della linea di credito, i tassi di
interesse applicabili allo svincolo dei fondi, il periodo di disponibilità, la
scadenza media massima del prestito da fornire e le altre disposizioni
necessarie per l'attuazione dell'assistenza. La decisione di concedere una
linea di credito soggetta a condizioni rafforzate comprende inoltre una
descrizione delle misure correttive da adottare a norma dell'articolo 4,
paragrafo 2.
5.           La Commissione e lo Stato
membro interessato concludono un memorandum che illustra nei dettagli le
condizioni connesse alla concessione della linea di credito.
6.           Su richiesta dello Stato
membro interessato, la Commissione può decidere di rinnovare due volte la linea
di credito, rispettivamente per un periodo di sei mesi, dopo aver informato il
comitato economico e finanziario della propria valutazione sul rispetto delle
condizioni di ammissibilità.
7.           Una volta concessa la linea
di credito, la Commissione sorveglia il costante rispetto dei criteri di
ammissibilità e ogni tre mesi informa il comitato economico e finanziario delle
sue conclusioni. La Commissione verifica l'adeguatezza della linea di credito
se questa è utilizzata. Se tale valutazione porta la Commissione a concludere
che la linea di credito non sia più adeguata per affrontare le difficoltà dello
Stato membro interessato, il Consiglio, deliberando su raccomandazione della
Commissione, può decidere di porre fine alla disponibilità della linea di
credito e di chiedere allo Stato membro in questione di presentare richiesta di
prestito seguendo la procedura di cui all'articolo 3.
8.           Se viene concessa una linea
di credito soggetta a condizioni rafforzate o se viene utilizzata una linea di
credito condizionale precauzionale, lo Stato membro è soggetto a sorveglianza
rafforzata a norma dell'articolo 6 per il periodo di disponibilità della linea
di credito.
Articolo 6
Sorveglianza rafforzata
1.           Lo Stato membro soggetto a
sorveglianza rafforzata, in concertazione e collaborazione con la Commissione,
la quale opera d'intesa con la BCE, le autorità europee di vigilanza e il
Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS) e, laddove opportuno con l'FMI,
adotta misure atte a garantire una posizione sostenibile della bilancia dei
pagamenti e a prevenire problemi futuri nell'accesso al finanziamento sui
mercati.
2.           Su richiesta della
Commissione, lo Stato membro soggetto a sorveglianza rafforzata:
(a)         
comunica alla Commissione, alla BCE e alle autorità
europee di vigilanza interessate, attenendosi alla periodicità richiesta, i
dati disaggregati sugli sviluppi nel proprio sistema finanziario. La
Commissione, la BCE, le autorità europee di vigilanza interessate mantengono la
riservatezza sui dati disaggregati ricevuti;
(b)         
effettua, sotto la sorveglianza delle autorità
europee di vigilanza interessate, gli esercizi di prove di stress o le analisi
di sensibilità necessarie per valutare la resilienza del settore finanziario a
diversi shock macroeconomici e finanziari secondo le modalità specificate dalla
Commissione e dalla BCE, di concerto con le autorità europee di vigilanza
interessate e il CERS, e condivide con essi i risultati dettagliati al
riguardo;
(c)         
si sottopone a valutazioni periodiche della propria
capacità di vigilanza del settore bancario nel quadro di specifiche valutazioni
inter pares effettuate dalle autorità europee di vigilanza
interessate;
(d)         
comunica qualsiasi informazione necessaria per
sorvegliare gli squilibri macroeconomici come previsto dal regolamento (UE)
n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prevenzione e la
correzione degli squilibri macroeconomici;
(e)         
effettua, in coordinamento con gli istituti
superiori nazionali di controllo dei conti, una revisione indipendente
complessiva dei conti della pubblica amministrazione, intesa a valutare l'affidabilità,
la completezza e l'accuratezza dei conti pubblici ai fini della procedura per i
disavanzi eccessivi, e presenta una relazione sui risultati della revisione. In
questo contesto, la Commissione (Eurostat) valuta la qualità dei dati trasmessi
dallo Stato membro interessato conformemente al regolamento (UE)
n. 679/2010;
(f)           
fornisce informazioni supplementari ai fini della
sorveglianza dei progressi verso la correzione del disavanzo eccessivo, se è
oggetto di una decisione del Consiglio ai sensi dell'articolo 126, paragrafo 6,
del trattato.
3.           Lo Stato membro soggetto a
sorveglianza rafforzata:
(a)         
effettua tempestivamente una valutazione
infrannuale complessiva dell'esecuzione del bilancio nella pubblica
amministrazione e nei relativi sottosettori. La valutazione copre anche i
rischi finanziari associati alle entità pubbliche e ai contratti pubblici nella
misura in cui questi possano contribuire all'esistenza di un disavanzo
eccessivo. Il risultato della valutazione è trasmesso alla Commissione e al comitato
economico e finanziario;
(b)         
per quanto riguarda la pubblica amministrazione e i
relativi sottosettori, riferisce regolarmente alla Commissione e al comitato
economico e finanziario sull'esecuzione infrannuale del bilancio, l'incidenza
sul bilancio delle misure discrezionali adottate riguardanti spesa ed entrate,
gli obiettivi relativi alla spesa e alle entrate pubbliche, così come le
informazioni sulle misure adottate e la natura di quelle previste per raggiungere
gli obiettivi. La relazione è resa pubblica.
4.           La Commissione, d'intesa con
la BCE e laddove necessario con le autorità europee di vigilanza interessate
nonché se del caso con l'IMF, effettua missioni di verifica periodiche nello
Stato membro soggetto a sorveglianza per verificare i progressi realizzati nell'attuazione
delle misure di cui ai paragrafi 1, 2 e 3. A cadenza trimestrale essa
comunica le sue conclusioni al comitato economico e finanziario e valuta in
particolare se sono necessarie ulteriori misure correttive. Tali missioni di
verifica sostituiscono il controllo in loco previsto all'articolo 10 bis,
paragrafo 2, del regolamento (CE) 1467/97.
5.           Se, sulla base della
valutazione di cui al paragrafo 4, si giunge alla conclusione che sono
necessarie ulteriori misure e che la situazione finanziaria dello Stato membro
in questione ha importanti effetti negativi sulla stabilità finanziaria dell'Unione,
il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della
Commissione, può raccomandare allo Stato membro interessato di chiedere un
prestito seguendo la procedura stabilita all'articolo 3. La raccomandazione e i
lavori preparatori in vista della sua adozione sono considerati riservati, a
meno che il Consiglio non decida di renderli pubblici.
6.           Se una raccomandazione
adottata a norma del paragrafo 5 è resa pubblica:
(a)         
la commissione competente del Parlamento europeo
può dare l'opportunità allo Stato membro interessato di partecipare a uno
scambio di opinione;
(b)         
il Parlamento dello Stato membro interessato può
invitare i rappresentanti della Commissione a partecipare a uno scambio di
opinione.
Articolo 7
Conformità con la procedura
per i disavanzi eccessivi
1.           Il programma di aggiustamento
macroeconomico e le modifiche a esso previste all'articolo 3, paragrafi 4 e 8,
del presente regolamento sostituiscono la presentazione dei programmi di
convergenza di cui all'articolo 8 del regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio.
2.           Se lo Stato membro
interessato è oggetto di una raccomandazione ai fini della correzione di un
disavanzo eccessivo, ai sensi dell'articolo 126, paragrafo 7, del trattato:
(a)         
il programma di aggiustamento macroeconomico di cui
all'articolo 3, paragrafi 4 e 8, del presente regolamento sostituisce, se del
caso, anche la relazione prevista dall'articolo 3, paragrafo 4 bis, del
regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio;
(b)         
gli obiettivi di bilancio annuali del programma di
aggiustamento macroeconomico di cui all'articolo 3 del presente regolamento
sostituiscono gli obiettivi di bilancio annuali previsti in conformità dell'articolo
3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97 nella raccomandazione
formulata in conformità all'articolo 126, paragrafo 7, del trattato;
(c)         
la sorveglianza di cui all'articolo 3, paragrafo 7,
del presente regolamento sostituisce la sorveglianza di cui all'articolo 10,
paragrafo 1, e all'articolo 10 bis del regolamento (CE)
n. 1467/97 del Consiglio e la sorveglianza che accompagna tutte le
decisioni adottate ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (CE)
n. 1467/97 del Consiglio.
Articolo 8
Conformità con la procedura
per gli squilibri macroeconomici 
L'attuazione del regolamento (UE)
n. 1176/2011 è sospesa per gli Stati membri soggetti a un programma di
aggiustamento macroeconomico approvato dal Consiglio conformemente all'articolo
3 del presente regolamento. La sospensione si applica per la durata del
programma di aggiustamento macroeconomico.
Articolo 9
Conformità con il semestre
europeo di coordinamento delle politiche economiche
La sorveglianza di cui all'articolo 3 del
presente regolamento sostituisce la sorveglianza e la valutazione nel quadro
del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche di cui all'articolo
2 bis del regolamento (CE) n. 1466/97 per il rafforzamento
della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del
coordinamento delle politiche economiche.
Articolo 10
Versamento del prestito
1.           Il prestito è versato, di
regola, in rate.
2.           Fatto salvo l'articolo 3,
paragrafo 9, la Commissione decide in merito allo svincolo delle rate sulla
base della sorveglianza di cui all'articolo 3, paragrafo 7.
Articolo 11
Svincolo dei fondi nell'ambito
di una linea di credito
1.           Lo Stato membro interessato
informa la Commissione della sua intenzione di utilizzare dei fondi della
relativa linea di credito con un anticipo di almeno 45 giorni di calendario. Le
regole dettagliate in materia sono stabilite nella decisione di cui all'articolo
5, paragrafo 5.
2.           Sulla base della sorveglianza
di cui all'articolo 5, paragrafo 7, e all'articolo 6, paragrafo 4, la
Commissione decide in merito allo svincolo dei fondi.
Articolo 12
Operazioni di assunzione e di
concessione di prestiti
1.           Le operazioni di assunzione e
di concessione dei prestiti di cui all'articolo 2 sono effettuate in euro.
2.           Le caratteristiche delle
varie rate che l'Unione versa nell'ambito del meccanismo di assistenza
finanziaria sono negoziate fra lo Stato membro interessato e la Commissione.
3.           Dopo che il Consiglio ha
deciso la concessione di un prestito, la Commissione è autorizzata a contrarre
prestiti sui mercati dei capitali o presso gli istituti finanziari nel momento
più opportuno tra i previsti versamenti, in modo da ottimizzare i costi del
finanziamento e salvaguardare sui mercati la propria reputazione di emittente
dell'Unione. I fondi raccolti ma non ancora versati sono mantenuti
permanentemente su appositi conti in contanti o di deposito titoli, gestiti
conformemente alle regole applicabili alle operazioni fuori bilancio, e non
possono essere utilizzati per scopi diversi dalla concessione dell'assistenza
finanziaria agli Stati membri nel quadro del presente meccanismo.
4.           Se uno Stato membro che
riceve un prestito che prevede una clausola di rimborso anticipato decide di
esercitare tale opzione, la Commissione adotta le misure necessarie.
5.           Su richiesta dello Stato
membro interessato e se le circostanze e i contratti di prestito consentono un
miglioramento del tasso di interesse sul prestito, la Commissione può
rifinanziare in toto o in parte il prestito da essa inizialmente assunto
o ristrutturare le relative condizioni finanziarie.
6.           La Commissione tiene
informato il comitato economico e finanziario sugli sviluppi delle operazioni
di cui al paragrafo 5.
Articolo 13
Costi
I costi sostenuti dall'Unione per la
conclusione e l'esecuzione di ogni operazione sono a carico dello Stato membro
interessato.

Articolo 14
Amministrazione dei prestiti
1.           La Commissione prende le
necessarie disposizioni per l'amministrazione dei prestiti con la BCE.
2.           Lo Stato membro interessato
apre un conto speciale presso la banca centrale nazionale per la gestione dell'assistenza
finanziaria dell'Unione ricevuta. Esso trasferisce inoltre il capitale e gli
interessi dovuti per il prestito in un conto presso la BCE quattordici giorni
lavorativi TARGET2 prima della data di scadenza corrispondente.
3.           Fatto salvo l'articolo 27
dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della BCE, la Corte dei
conti europea ha il diritto di effettuare nello Stato membro interessato i controlli
o gli audit finanziari che ritiene necessari in relazione alla gestione dell'assistenza.
La Commissione, ivi compreso l'Ufficio europeo per la lotta antifrode, ha in
particolare il diritto di inviare i suoi funzionari o i suoi rappresentanti
debitamente autorizzati per svolgere nello Stato membro interessato i controlli
o gli audit tecnici o finanziari che ritiene necessari in relazione all'assistenza.
Articolo 15
Sorveglianza post-assistenza
1.           Lo Stato membro che ha
ricevuto l'assistenza finanziaria dell'Unione ai sensi del presente regolamento
è soggetto a sorveglianza post-assistenza finché non avrà rimborsato almeno il
75% del capitale dell'assistenza finanziaria. Il Consiglio, deliberando a
maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può prorogare la durata
della sorveglianza post-assistenza.
2.           Lo Stato membro soggetto a
sorveglianza post-assistenza è anche soggetto agli obblighi di cui all'articolo
6, paragrafo 2.
3.           La Commissione effettua, d'intesa
con la BCE, missioni di verifica periodiche nello Stato membro soggetto a
sorveglianza post-assistenza allo scopo di valutarne la situazione economica,
fiscale e finanziaria. A cadenza semestrale, essa comunica le relative
conclusioni al comitato economico e finanziario e valuta in particolare se sono
necessarie misure correttive.
4.           Il Consiglio, deliberando a
maggioranza qualificata su proposta delle Commissione, può raccomandare allo
Stato membro soggetto a sorveglianza post-assistenza di adottare misure
correttive.
Articolo 16
Abrogazione
Il regolamento (CE) n. 332/2002 è
abrogato. L'assistenza concessa sulla base di tale regolamento rimane soggetta
alle disposizioni in esso contenute fino al termine del periodo di
disponibilità e all'esaurimento degli importi.
Articolo 17
Disposizioni transitorie
Le disposizioni dell'articolo 15 non si
applicano agli Stati membri che alla data di entrata in vigore del presente
regolamento sono già oggetto di sorveglianza post-programma in seguito alla
concessione di un'assistenza finanziaria a norma del regolamento (CE) n.
332/2002.
Articolo 18
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente