CELEX: 62019TN0715
Language: it
Date: 2019-10-21 00:00:00
Title: Causa T-715/19: Ricorso proposto il 21 ottobre 2019 – Wagenknecht/Consiglio europeo

17.2.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 54/51
            
         
      Ricorso proposto il 21 ottobre 2019 – Wagenknecht/Consiglio europeo
      (Causa T-715/19)
      (2020/C 54/57)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Lukáš Wagenknecht (Pardubice, Repubblica Ceca) (rappresentante: A. Dolejská, avvocato)
      
         Convenuto: Consiglio europeo
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare illegittima l’inattività del Consiglio europeo riguardo al presunto conflitto d’interessi di Andrej Babiš, primo ministro ceco, in relazione alla dotazione di bilancio dell’Unione europea.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce sei motivi.
      
                  1.
               
               
                  Con il primo motivo, il ricorrente afferma di aver trasmesso al Consiglio europeo un invito a pronunciarsi mediante lettera del 5 giugno 2019 e di aver inviato al Consiglio europeo, in data 10 giugno 2019, una richiesta di agire ai sensi dell’articolo 265 TFUE, chiedendo di non invitare Andrej Babiš, asseritamente in conflitto d’interessi, alla riunione del Consiglio europeo del 20 giugno 2019 in cui veniva discussa la dotazione di bilancio dell’Unione europea, conformemente al punto 4 dell’ordine del giorno.
                  
                              —
                           
                           
                              Il richiedente osserva che, ciononostante, il 20 giugno 2019, il primo ministro ceco, Babiš, asseritamente in conflitto d’interessi, era presente alla riunione del Consiglio europeo in cui veniva discussa la dotazione di bilancio dell’Unione europea, conformemente al punto 4 dell’ordine del giorno.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Con il secondo motivo, il ricorrente fa valere che la risposta del Consiglio europeo all’invito a pronunciarsi era inconcludente e contraddittoria e non ha chiarito la posizione di quest’ultimo.
               
            
                  3.
               
               
                  Con il terzo motivo, il ricorrente deduce di essere direttamente interessato dalla mancata esclusione, da parte del Consiglio europeo, di Babiš dalle deliberazioni sulla futura dotazione di bilancio dell’Unione europea nelle riunioni del Consiglio europeo, poiché:
                  
                              i.
                           
                           
                              non è necessario alcun altro atto intermedio per escludere dal Consiglio europeo persone in conflitto d’interessi; e
                           
                        
                              ii.
                           
                           
                              ciò produce effetti sulla situazione giuridica del ricorrente, in quanto quest’ultimo è: a) un rappresentante eletto del Senato della Repubblica Ceca, incaricato delle indagini sul presunto conflitto d’interessi del primo ministro ceco, quale membro di una commissione speciale del Senato istituita a tale scopo, e b) un futuro concorrente dei candidati del partito ANO 2011, controllato dal primo ministro ceco.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Con il quarto motivo, il ricorrente afferma che il proprio interesse individuale riguardo alla contestata omessa azione del Consiglio europeo riguardo al presunto conflitto d’interessi del primo ministro ceco, Babiš, deriva:
                  
                              i.
                           
                           
                              da un dovere costituzionale di controllare la corretta adozione degli atti giuridici dell’Unione europea, ivi compresa la dotazione di bilancio dell’Unione europea (il quadro finanziario pluriennale 2021-2027);
                           
                        
                              ii.
                           
                           
                              da un dovere costituzionale, che conferisce il diritto di controllare il primo ministro ceco quando agisce in seno al Consiglio europeo e che comprende il dovere di esercitare responsabilmente la funzione di membro della commissione speciale del Senato incaricata delle indagini sul presunto conflitto d’interessi del primo ministro ceco, Babiš;
                           
                        
                              iii.
                           
                           
                              dall’elezione del ricorrente al Senato della Repubblica Ceca nel 2018, in competizione con candidati del partito ANO 2011, controllato dal primo ministro ceco.
                              Il ricorrente rileva che un eventuale rifiuto del Tribunale di trattare la presente causa equivarrebbe a un diniego di giustizia, comportando la concreta impossibilità per i membri dei parlamenti nazionali di controllare i membri del loro governo in relazione ad atti compiuti nel Consiglio europeo e nel Consiglio.
                           
                        
            
                  5.
               
               
                  Con il quinto motivo, il ricorrente deduce la sussistenza di un obbligo del Consiglio europeo di agire contro il conflitto d’interessi, ai sensi dell’articolo 325, paragrafo 1, TFUE e dell’articolo 61, paragrafo 1, del regolamento finanziario (1).
                  
                              —
                           
                           
                              Il ricorrente afferma che sono soddisfatte tutte le condizioni che determinano l’obbligo di agire del Consiglio europeo, ovvero di prevenire o neutralizzare l’asserito conflitto d’interessi del primo ministro ceco, Babiš.
                           
                        
            
                  6.
               
               
                  Con il sesto motivo, il ricorrente contesta la violazione dell’obbligo di agire del Consiglio europeo ai sensi dell’articolo 325, paragrafo 1, TFUE e del suddetto articolo 61, paragrafo 1, del regolamento finanziario.
               
            
         (1)  Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU 2018, L 193, pag. 1).