CELEX: 32011H0719(04)
Language: it
Date: 2011-07-12 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2011 , sul programma nazionale di riforma 2011 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità aggiornato dei Paesi Bassi, 2011-2015

19.7.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 212/13
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   del 12 luglio 2011
   sul programma nazionale di riforma 2011 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità aggiornato dei Paesi Bassi, 2011-2015
   2011/C 212/04
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 3,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   sentito il comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il Consiglio ha adottato il 13 luglio 2010 una raccomandazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (per il periodo 2010-2014) e il 21 ottobre 2010 una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (2), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
            
         
               (3)
            
            
               Il 12 gennaio 2011 la Commissione ha adottato la prima Analisi annuale della crescita, che segna l’inizio di un nuovo ciclo di governanza economica nell’UE e del primo semestre europeo di coordinamento integrato ed ex-ante delle politiche, che si fonda sulla strategia Europa 2020.
            
         
               (4)
            
            
               Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per il risanamento finanziario e le riforme strutturali (in linea con le conclusioni del Consiglio del 15 febbraio e del 7 marzo 2011 e in seguito all’Analisi annuale della crescita della Commissione). Il Consiglio europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al ripristino di bilanci sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi intesi ad aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre tali priorità in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
            
         
               (5)
            
            
               Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus a presentare i loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
            
         
               (6)
            
            
               Il 29 aprile 2011 i Paesi Bassi hanno presentato l’aggiornamento del loro programma di stabilità 2011, relativo al periodo 2011-2015, e il programma nazionale di riforma 2011. Onde tener conto delle loro correlazioni, i due programmi sono stati valutati contemporaneamente.
            
         
               (7)
            
            
               Nonostante i buoni risultati ottenuti in precedenza, l'economia dei Paesi Bassi, molto aperta, ha pesantemente sofferto della crisi: nel 2009 il PIL reale ha infatti subito una contrazione di quasi il 4 %. La ripresa è iniziata nella seconda metà del 2009 grazie alla risalita della domanda esterna e si è rafforzata nella prima metà del 2010, producendo una crescita del PIL dell'1,8 %. L'impatto della crisi sul mercato del lavoro è stato relativamente contenuto. Nei prossimi due anni la disoccupazione dovrebbe progressivamente diminuire, passando dal 4,5 % nel 2010 al 4 % nel 2012. La crisi ha pesantemente colpito le finanze pubbliche dei Paesi Bassi: il disavanzo pubblico è salito al 5,5 % del PIL nel 2009 e al 5,4 % del PIL nel 2010. Gli interventi del governo per sostenere gli istituti finanziari e stabilizzare i mercati finanziari hanno comportato un aumento del rapporto debito pubblico/PIL pari a 15 punti percentuali del PIL: nel 2009 il rapporto debito pubblico/PIL ha raggiunto il 60,8 % del PIL.
            
         
               (8)
            
            
               In base alla valutazione dell’aggiornamento del programma di stabilità a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene credibile lo scenario macroeconomico presentato nel programma di stabilità, su cui si basano le proiezioni di bilancio. Per il 2011 e il 2012 il programma di stabilità si basa su proiezioni di crescita leggermente più prudenti rispetto alle previsioni dei servizi della Commissione della primavera 2011. Il programma di stabilità prevede di ridurre il disavanzo pubblico al di sotto del valore di riferimento del 3 % nel 2012, ossia un anno prima del termine stabilito dalla procedura per i disavanzi eccessivi. Sulla base dei dati forniti nel programma di stabilità, l'obiettivo di medio termine (OMT), ossia un disavanzo strutturale dello 0,5 % del PIL, sarà quasi raggiunto entro la fine del periodo di riferimento del programma di stabilità, mentre il saldo strutturale calcolato dai servizi della Commissione è pari a – 0,8 % del PIL nel 2015. La strategia di bilancio è pienamente sostenuta da misure sufficientemente dettagliate fino al 2015. L'attuazione di tali misure è però soggetta ad alcuni rischi, soprattutto legati alla capacità di compensare gli sconfinamenti della spesa sanitaria e di controllare la spesa delle amministrazioni locali. Lo sforzo annuo di bilancio è pari, in media, allo 0,75 % del PIL nel periodo 2011-2013, in linea con la raccomandazione del Consiglio del 2 dicembre 2009 nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi. Per gli anni che seguono il termine stabilito per la correzione del disavanzo eccessivo (2014 e 2015), il saldo strutturale ricalcolato deve migliorare dello 0,25 % nel 2014 e dello 0,5 % nel 2015, attestandosi appena al di sotto dello 0,5 % necessario al conseguimento dell'obiettivo di medio termine.
            
         
               (9)
            
            
               Il risanamento del bilancio previsto e attuato dalle autorità olandesi si fonda in larga misura su tagli — per lo più strutturali — della spesa pari in totale a circa il 3 % del PIL entro la fine del periodo di riferimento del programma di stabilità (2015) rispetto alla situazione di partenza. Il conseguente percorso di aggiustamento prevede una prima riduzione del disavanzo pubblico dal 3,8 % del PIL nel 2011 al 2,4 % del PIL nel 2012 e ulteriori riduzioni di circa 0,5 % l'anno per il periodo 2013-2015. I Paesi Bassi si sono risolutamente impegnati a conseguire tali obiettivi. Salvaguardare dai tagli di bilancio settori che favoriscono la crescita — quale ad esempio l'istruzione — eviterebbe di compromettere il futuro potenziale di crescita economica e contribuirebbe a rendere sostenibile la correzione del disavanzo eccessivo.
            
         
               (10)
            
            
               Oltre al risanamento a breve termine, una delle principali sfide consiste nel migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, sulle quali pesa il forte aumento della spesa legata all'invecchiamento demografico. Il costo dell'invecchiamento demografico nel lungo termine è nettamente superiore alla media UE, in particolare nei settori delle pensioni e dell'assistenza sanitaria di lunga durata. Il previsto aumento della spesa per l'assistenza sanitaria di lunga durata è il più elevato d'Europa, come dimostra la relazione 2009 della Commissione sull'invecchiamento demografico. Ciò è dovuto soprattutto all'esistenza nei Paesi Bassi di un sistema ufficiale di assistenza sanitaria di lunga durata già completo (ad esempio: assicurazione pubblica di lunga durata che copre l'igiene personale, l'assistenza infermieristica, l'assistenza medica, le cure e il soggiorno in strutture sanitarie), mentre l'assistenza informale svolge un ruolo più limitato. Secondo la più recente valutazione della Commissione, i rischi relativi alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche appaiono elevati. Oltre ai piani di risanamento, il governo dei Paesi Bassi ha sottoposto al Parlamento misure a sostegno della sostenibilità a lungo termine, compreso un innalzamento dell'età pensionabile legale che non è stato ancora adottato.
            
         
               (11)
            
            
               Il mercato del lavoro dei Paesi Bassi è caratterizzato da tassi di partecipazione relativamente elevati, alta produttività rispetto alle ore lavorate e bassa disoccupazione. Tuttavia, la sfida principale per il mercato del lavoro olandese consisterà nel ricorrere maggiormente al potenziale di manodopera non sfruttato, in particolare per compensare il previsto calo della popolazione in età lavorativa conseguente all'invecchiamento demografico. La quantità media di ore lavorate ogni anno è la più bassa dell'UE, come confermano i dati più recenti a disposizione. Il basso numero di ore lavorate è dovuto alla percentuale molto elevata di persone che lavorano a tempo parziale, in particolare donne. Ciò riflette preferenze personali ma anche l'esistenza di disincentivi finanziari per accedere al mercato del lavoro o per aumentare il numero di ore lavorate. Attualmente, per chi usufruisce del secondo reddito familiare uno dei principali disincentivi ad entrare nel mercato del lavoro o a lavorare più ore è l'elevata aliquota fiscale marginale sul secondo reddito, che, in alcuni casi, può risultare superiore all'80 % a causa, tra l'altro, del credito generale d'imposta e della riduzione di prestazioni legate al reddito quali ad esempio i sussidi per la custodia dei bambini.
            
         
               (12)
            
            
               Per la categoria — sempre più numerosa ed eterogenea — di disoccupati di lungo periodo parzialmente disabili, confrontati al rischio di disoccupazione strutturale, l'attuazione di politiche attive del mercato del lavoro non ha prodotto, a quanto pare, risultati positivi. I cittadini di paesi terzi si trovano di fronte a particolari difficoltà, cosa che amplifica le persistenti lacune in materia di occupazione e disoccupazione.
            
         
               (13)
            
            
               Il sistema olandese di ricerca e innovazione (R&I) è riuscito a mantenere la sua capacità innovativa. La scarsa partecipazione del settore privato agli investimenti nel settore della ricerca e sviluppo (R&S) può però incidere negativamente sulla futura crescita economica e sulla competitività dell'economia olandese. Per le imprese caratterizzate da un'intensa attività di R&I, comprese quelle estere, il governo mira a creare un ambiente attraente in termini di incentivi fiscali, spazio per gli imprenditori ed eccellenza della ricerca. Quest'anno però, vista la necessità di risanare il bilancio, alcune sovvenzioni a favore delle imprese potrebbero essere interrotte, mentre altre saranno razionalizzate e orientate verso settori economici di punta e verso strumenti fiscali più generici.
            
         
               (14)
            
            
               Il contesto imprenditoriale è influenzato negativamente dai livelli di congestione del trasporto su strada e su rotaia, tra i più elevati dell'UE. In questo contesto, infrastrutture di trasporto relativamente inefficienti influiscono negativamente sulla mobilità del lavoro e quindi sulla crescita potenziale attraverso la produttività. I lavoratori devono affrontare lunghi spostamenti, tempi di percorrenza non affidabili e costi elevati legati alla congestione. Secondo le previsioni, questi ultimi aumenteranno da qui al 2020, a meno che non vengano introdotte nuove politiche. Rendere più efficiente l’uso delle infrastrutture (ad esempio attraverso pedaggi stradali) contribuirebbe ad aumentare la mobilità del lavoro e la produttività, e quindi la crescita potenziale.
            
         
               (15)
            
            
               Il 4 aprile 2011 i Paesi Bassi hanno annunciato una serie di impegni a titolo del patto Euro Plus. Tra questi figurano misure intese ad incoraggiare la competitività (introducendo una nuova politica per le imprese basata su sgravi fiscali più generici e sulla riduzione degli oneri amministrativi), a promuovere l'occupazione (facendo sì che la sicurezza sociale incentivi al lavoro e riducendo la dipendenza dai sussidi di disoccupazione), a contribuire ulteriormente alla sostenibilità delle finanze pubbliche (integrando il patto di stabilità e crescita nella legislazione nazionale) e a rafforzare la stabilità finanziaria (conferendo più potere agli organismi di vigilanza). Questi impegni fanno riferimento a tutti i settori del patto e si collocano in continuità con la più ampia agenda di riforma illustrata nel programma di stabilità e nel programma nazionale di riforma. Si osserva tuttavia che né il calendario di attuazione né le misure necessarie all'attuazione risultano sufficientemente dettagliati. Questi impegni sono stati valutati e tenuti nel debito conto nelle raccomandazioni.
            
         
               (16)
            
            
               La Commissione ha valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma, compresi gli impegni nel quadro del patto Euro Plus. Essa tenuto conto non solo della loro importanza per la sostenibilità delle politiche finanziarie e socioeconomiche nei Paesi Bassi, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE, vista la necessità di rafforzare la governanza economica complessiva dell'UE fornendo un contributo a livello dell’Unione a sostegno delle future decisioni nazionali. La Commissione ritiene che la strategia di risanamento del bilancio dei Paesi Bassi, illustrata nei dettagli, dovrebbe essere attuata come previsto, concentrando la spesa sui settori più favorevoli alla crescita di lungo periodo. Sarebbe opportuno adottare ulteriori misure per migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo termine, in particolare nei settori delle pensioni e dell'assistenza sanitaria di lunga durata, per migliorare la partecipazione al mercato del lavoro e l'integrazione e per affrontare i problemi legati alla congestione dei trasporti.
            
         
               (17)
            
            
               Alla luce della valutazione che precede e tenuto conto della raccomandazione del Consiglio a norma dell’articolo 126, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, del 2 dicembre 2009, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato dei Paesi Bassi per il 2011 e il suo parere (3) trova riscontro, in particolare, nelle raccomandazioni di cui ai seguenti punti 1 e 2. Tenuto conto delle conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma dei Paesi Bassi,
            
         RACCOMANDA che i Paesi Bassi adottino provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
   
               1.
            
            
               attuare la strategia di bilancio per il 2012 in linea con le raccomandazioni del Consiglio nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, riportando il rapporto debito pubblico/PIL su un percorso discendente; successivamente, progredire in direzione dell'obiettivo a medio termine in linea con quanto previsto dal patto di stabilità e crescita, rispettando i massimali di spesa complessivi e i requisiti di risanamento, assicurando nel contempo che il risanamento sia sostenibile e favorevole alla crescita, proteggendo la spesa in settori direttamente legati alla crescita quali ricerca e innovazione, istruzione e formazione;
            
         
               2.
            
            
               adottare provvedimenti per aumentare l’età pensionabile legale in funzione della speranza di vita; integrare tali provvedimenti con altri intesi ad innalzare l’età di pensionamento effettiva e a migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo termine; preparare un programma di riforma dell'assistenza sanitaria di lunga durata, alla luce dell’invecchiamento demografico;
            
         
               3.
            
            
               migliorare la partecipazione al mercato del lavoro riducendo le misure fiscali sul secondo reddito familiare che disincentivano a lavorare; elaborare misure intese ad aiutare i gruppi più vulnerabili e ad agevolarne il reinserimento sul mercato del lavoro;
            
         
               4.
            
            
               promuovere l’innovazione, gli investimenti privati nel settore R&S nonché contatti più stretti tra scienza e imprese, fornendo incentivi adeguati nel quadro della nuova politica per le imprese («Naar de top»).
            
         
      Fatto a Bruxelles, addì 12 luglio 2011.
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         J. VINCENT-ROSTOWSKI
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Mantenuti per il 2011 mediante decisione 2011/308/UE del Consiglio, del 19 maggio 2011, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (GU L 138 del 26.5.2011, pag. 56).
   
      (3)  Previsto all’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97.