CELEX: C2005/229/08
Language: it
Date: 2005-09-17 00:00:00
Title: Causa C-206/05: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Svezia, proposto l'11 maggio 2005

17.9.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 229/4
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Svezia, proposto l'11 maggio 2005
   (Causa C-206/05)
   (2005/C 229/08)
   Lingua processuale: lo svedese
   L'11 maggio 2005 la Commissione delle Comunità europee ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il Regno di Svezia. La ricorrente è rappresentata dai sigg. Friedrich Erlbacher e Knut Simonsson, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo.
   La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte voglia
   
               1)
            
            
               in primo luogo, dichiarare che la Svezia, avendo introdotto nella sua normativa l'obbligo che uno stallone sia valutato geneticamente in Svezia per essere utilizzato a fini riproduttivi con giumente non di proprietà del proprietario dello stallone, ha violato gli obblighi che le incombono in forza dell'art. 3 della direttiva del Consiglio 26 giugno 1990, 90/427/CEE, relativa alle norme zootecniche e genealogiche che disciplinano gli scambi intracomunitari di equidi,
               in subordine, dichiarare che la Svezia, avendo introdotto nella sua normativa l'obbligo che uno stallone sia valutato geneticamente in Svezia per essere utilizzato a fini riproduttivi con giumente non di proprietà del proprietario dello stallone, ha violato gli obblighi che le incombono in forza dell'art. 28 CE
            
         
               2)
            
            
               condannare il Regno di Svezia alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   La Commissione ritiene che il Regno di Svezia, avendo introdotto nella sua normativa l'obbligo che uno stallone sia valutato geneticamente in Svezia per essere utilizzato a fini riproduttivi con giumente non di proprietà del proprietario dello stallone, ha introdotto una limitazione al commercio di equidi all'interno della Comunità.
   La circostanza che nella direttiva 90/427/CEE o in una qualche decisione adottata sulla base della direttiva non siano stabiliti metodi di valutazione genetica, non implica che uno Stato membro sia legittimato ad introdurre un requisito di tal genere. L'obbligo di cui alla normativa svedese di valutazione genetica non è neppure motivato secondo l'art. 30 CE con riferimento all'interesse a tutelare la salute e la vita degli animali. La Commissione ritiene che l'obbligo del Regno di Svezia relativo alla valutazione genetica ha lo scopo di migliorare i caratteri della razza di cui si tratta, piuttosto che quello di tutelare la salute e la vita degli equidi.