CELEX: 31992D0273
Language: it
Date: 1992-04-29 00:00:00
Title: DECISIONE DEL CONSIGLIO del 29 aprile 1992 che adotta programmi specifici di ricerca che saranno eseguiti dal Centro comune di ricerca per la Comunità economica europea (1992-1994) (92/273/CEE) #

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31992D0273

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 29 aprile 1992 che adotta programmi specifici di ricerca che saranno eseguiti dal Centro comune di ricerca per la Comunità economica europea (1992-1994) (92/273/CEE)  -   

Gazzetta ufficiale n. L 141 del 23/05/1992 pag. 0011 - 0019

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 29 aprile 1992 che adotta programmi specifici di ricerca che saranno eseguiti dal Centro comune di ricerca per la Comunità economica europea (1992-1994) (92/273/CEE)IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 130 Q, paragrafo 2,  vista la proposta della Commissione(1) ,  in cooperazione con il Parlamento europeo(2) ,  visto il parere del Comitato economico e sociale(3) ,  considerando che in data 28 aprile 1992 il Consiglio ha adottato una risoluzione riguardante le attività del Centro comune di ricerca(4) ;  considerando che con la decisione 90/221/Euratom, CEE(5)  il Consiglio ha adottato il terzo programma quadro delle azioni comunitarie di ricerca e di sviluppo tecnologico (1990-1994), il quale definisce in particolare le azioni da avviare nel campo  delle tecnologie di diffusione, della gestione delle risorse naturali e della valorizzazione delle risorse intellettuali; che la presente decisione deve essere considerata alla luce della motivazione esposta nel preambolo della decisione di cui sopra;  considerando che l'articolo 130 K del trattato prevede che l'attuazione del programma quadro sia fatta mediante programmi specifici sviluppati nell'ambito di ciascuna azione; che i programmi specifici di ricerca della Comunità attuati dal Centro comune  di ricerca (CCR) sono eseguiti parallelamente ai corrispondenti programmi quadro;  considerando che il CCR, conformemente alle disposizioni della decisione 90/221/Euratom, CEE, riconfermate dalla risoluzione del Consiglio del 29 aprile 1992, ha il compito di partecipare all'attuazione del programma quadro particolarmente nei campi in  cui possiede la necessaria capacità per mettere a disposizione una competenza autorevole, imparziale ed indipendente a beneficio di tutte le politiche della Comunità; che queste attività debbono far parte di una strategia a lungo termine e che il CCR è  chiamato a svolgere un ruolo fondamentale nella cooperazione scientifica a livello europeo al fine di affrontare la sfida della concorrenza internazionale;  considerando che il CCR può contribuire alla realizzazione delle suddette azioni, in particolare nei settori delle tecnologie industriali e dei materiali, delle misure e prove, del capitale umano e della mobilità nonché nel settore dell'ambiente;  considerando che il CCR deve contribuire alla ricerca nell'intento di individuare le opzioni atte a contrastare l'effetto serra, nonché i rischi principali di natura industriale che la Comunità deve affrontare, e contribuire alla cooperazione  internazionale nei settori dell'energia e dell'ambiente, tenuto conto dei cambiamenti climatici a livello mondiale;  considerando che il CCR deve continuare a svolgere una funzione di ispezione in merito alle questioni relative alle fonti di energie rinnovabili, segnatamente per quanto riguarda l'armonizzazione degli standard;  considerando che il CCR, grazie ai suoi laboratori e ai suoi impianti, è in grado di contribuire in modo efficace alla formazione dei ricercatori, in particolare dei giovani ricercatori; che a tal fine dovrebbe essere incoraggiata la collaborazione con  i lavoratori pubblici, gli istituti scientifici e l'industria in tutti gli Stati membri;  considerando che, nel quadro dei presenti programmi, è opportuno far valutare le conseguenze economiche e sociali e, se necessario, le ripercussioni di natura etica, nonché gli eventuali rischi tecnologici;  considerando che, ai sensi dell'articolo 4 e dell'allegato I della decisione 90/221/Euratom, CEE, l'importo degli impegni di spesa stimato necessario per l'esecuzione del programma quadro comprende la somma di 57 milioni di ecu per l'azione centrale di  diffusione e di valorizzazione da ripartire proporzionalmente all'importo previsto per ciascun programma specifico;  considerando che la decisione 90/221/Euratom, CEE prevede che le azioni comunitarie in materia di ricerca debbano mirare in particolare al consolidamento della base scientifica e tecnologica dell'industria europea ed al potenziamento della sua  compettività a livello internazionale; che tale decisione prevede altresì che un'azione comunitaria è giustificata se la ricerca contribuisce, tra l'altro, a rafforzare la coesione economica e sociale della Comunità ed a promuoverne lo sviluppo globale  ed armonioso, nel rispetto dell'obiettivo della qualità scientifica e tecnica; che i programmi del CCR intendono contribuire al raggiungimento di tali obiettivi;  considerando che il CCR potrebbe esaminare la possibilità di trarre vantaggio dalle nuove prospettive di cooperazione scientifica e tecnica con taluni paesi terzi;  considerando che il consiglio di amministrazione del Centro comune di ricerca svolge un ruolo fondamentale tanto nella gestione amministrativa del Centro quanto nell'attuazione dei programmi di ricerca;  considerando che il comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST) è stato consultato,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  1.  I programmi specifici di ricerca e di sviluppo tecnologico che saranno eseguiti dal CCR per la Comunità nei settori delle tecnologie industriali e dei materiali, delle misure e prove, dell'ambiente nonché del capitale umano e della  mobilità, definiti nell'allegato I, ivi comprese le attività di ricerca esplorativa, sono adottati per il periodo che va dal 1o gennaio 1992 al 31 dicembre 1994. Essi saranno posti in atto parallelamente ai corrispondenti programmi specifici del terzo  programma quadro.  2.  Il CCR può partecipare, se del caso, all'azione centralizzata per la diffusione e lo sfruttamento delle conoscenze, derivante dalle attività di ricerca della Comunità, come previsto dal programma quadro, e in stretto coordinamento con il comitato  istituito nell'ambito di tale azione.  Articolo 2  1.  L'importo stimato necessario per l'esecuzione dei programmi ammonta a 341,55 milioni di ecu.  2.  Nell'allegato II figura, a titolo indicativo, una ripartizione delle spese.  3.  Se il Consiglio adotta una decisione in applicazione dell'articolo 1, paragrafo 4 della decisione 90/221/Euratom, CEE, la presente decisione viene modificata di conseguenza.  Articolo 3  Le modalità relative all'esecuzione dei programmi sono definite nell'allegato III.  Articolo 4  1.  Ogni anno, anteriormente al 31 marzo, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio ed al Comitato economico e sociale una relazione riguardante l'attuazione della presente decisione.  2.  La relazione di cui al paragrafo 1 è corredata delle osservazioni del Consiglio di amministrazione del Centro comune di ricerca, in seguito denominato «consiglio di amministrazione», il quale a sua volta può, per il tramite della Commissione,  presentare al Parlamento europeo, al Consiglio ed al Comitato economico e sociale una relazione separata su qualunque punto relativo all'applicazione della presente decisione.  Articolo 5  1.  I lavori di ricerca realizzati dal CCR sono esaminati da un gruppo di esperti esterni indipendenti istituito dalla Commissione previa consultazione del consiglio di amministrazione. Al termine dei programmi viene presentato un rapporto  di valutazione.  2.  Il rapporto di valutazione di cui al paragrafo 1, corredato del parere del consiglio di amministrazione è trasmesso dalla Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio ed al Comitato economico e sociale.  Articolo 6  I rapporti di cui agli articoli 4 e 5 sono redatti tenendo conto degli obiettivi definiti nell'allegato I della presente decisione e conformemente all'articolo 2, paragrafo 4 della decisione 90/221/Euratom, CEE.  Articolo 7  1.  La Commissione, assistita dal consiglio di amministrazione, è responsabile dell'attuazione della presente decisione e a tal fine ricorre ai servizi del CCR.  2.  La Commissione, in cooperazione con il Consiglio di amministrazione, vigila a che si tengano riunioni periodiche con i comitati consultivi interessati al fine di garantire il coordinamento tra le azioni a ripartizione dei costi della Comunità,  corrispondenti alle attività nazionali e le attività del CCR negli stessi settori e di assicurare che queste ultime siano impostate in modo coerente.  Articolo 8  La Commissione decide circa il mandato del consiglio di amministrazione.  Articolo 9  1.  La Commissione è autorizzata a negoziare, ai sensi dell'articolo 130 N del trattato, accordi internazionali con paesi terzi aderenti alla COST, in particolare con i paesi dell'EFTA e con quelli dell'Europa centrale ed orientale,  nell'intento di farli partecipare alle attività del CCR.  2.  La Commissione, assistita dal Consiglio di amministrazione, può, basandosi sul principio del reciproco vantaggio, chiedere al CCR, nell'ambito dei programmi specifici posti in atto dal CCR stesso, di eseguire progetti con enti e imprese stabiliti in  paesi terzi europei.  Gli enti contraenti stabiliti fuori della Comunità e partecipanti ad un'azione intrapresa nell'ambito degli accordi sui programmi non beneficiano del finanziamento accordato dalla Comunità al programma. Tali enti contribuiscono alle spese amministrative  generali.  Articolo 10  Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.  Fatto a Lussemburgo, addì 29 aprile 1992.  Per il Consiglio Il Presidente Luis VALENTE DE OLIVEIRA    (1) GU n. C 234 del 7. 9. 1991, pag. 9.  (2) GU n. C 13 del 20. 1. 1992, pag. 510, e decisione dell'8 aprile 1992, non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale.  (3) GU n. C 49 del 24. 2. 1992, pag. 16.  (4) GU n. C 118 del 9. 5. 1992, pag. 8.  (5) GU n. L 117 dell'8. 5. 1990, pag. 28.    ALLEGATO I   OBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNICI  I lavori del CCR dovranno svolgere una ricerca di base a carattere strategico nonché lavori di ricerca applicata e finalizzata. Essi saranno eseguiti come parte integrante del sistema europeo di scienza e tecnologia,  rispettando i principi che stanno alla base della relazione cliente/contraente ed il principio di sussidiarietà, tenendo conto in particolare degli obiettivi seguenti:  - eccellenza in campo scientifico e tecnico;  - neutralità e indipendenza;  - specifica dei mezzi di ricerca;  - apertura a tutti gli Stati membri.  L'attività di ricerca del CCR, tanto di base quanto applicata, nel campo della scienza e della tecnologia dovrebbe soddisfare le esigenze di tutta la Comunità, delle sue istituzioni e degli Stati membri, nell'intento di:  - contribuire al consolidamento delle basi scientifiche e tecnologiche dell'industria europea e allo sviluppo della sua competitività a livello internazionale;  - contribuire a migliorare l'ambiente umano e quello naturale;  - contribuire a migliorare gli aspetti della sicurezza pubblica inerenti alle nuove tecnologie;  - contribuire a ridurre le diversità in campo scientifico e tecnologico tra gli Stati membri;  - fornire servizi scientifici e tecnici alle istituzioni comunitarie e mettere a disposizione di organismi pubblici e privati la competenza e le attrezzature del CCR.  La dimensione europea della sua attività deve rimanere una delle forze fondamentali del CCR. Tale attività dovrebbe essere contrassegnata da un'impostazione pluridisciplinare basata sull'ampio ventaglio delle sue competenze. Tale pluridisciplinarità si  rifletterà negli specifici settori dei suoi istituti, confermando così la sua capacità a far fronte alle nuove eventuali sfide.  Questo ampio irraggiamento non dovrebbe tuttavia determinare una eccessiva dispersione delle attività intraprese. Pur senza ignorare le aspettative dei suoi clienti, il CCR e il suo comitato di gestione devono considerare con chiarezza gli orientamenti  scientifici e tecnici più adeguati al giusto equilibrio del CCR affinché le attività e i contratti accettati possano essere sempre eseguiti con la necessaria competenza, sia da un punto di vista qualitativo che da quello quantitativo.  I paragrafi 2 A e 2 C della sezione I, i paragrafi 3 A e 3 B della sezione II ed il paragrafo 6 della sezione III dell'allegato II del programma quadro costituiscono parte integrante dei presenti programmi pluriennali del CCR.  Il seguente riassunto degli obiettivi dei programmi tiene conto degli elementi di cui sopra.  I. TECNOLOGIE ABILITANTI  Linea 2: Tecnologie industriali e dei materiali L'obiettivo è di contribuire al rafforzamento dell'industria europea e del suo ambiente di lavoro ampliandone la base scientifica mediante attività di ricerca e di sviluppo. Si darà risalto all'acquisizione delle conoscenze scientifiche e tecniche  necessarie all'elaborazione di norme e di codici di buona prassi che favoriscano il trasferimento delle tecnologie e l'armonizzazione di metodi di misura e di prova.  Ambiente di lavoro:  I progetti dovranno essere selezionati tenendo conto non soltanto dell'applicazione del principio di sussidiarietà, ma anche dell'orientamento verso la ricerca prenormativa. Si richiederà alla Comunità di svolgere ulteriori azioni di tipo normativo in  settori quali quello sanitario e quello del controllo dei rischi per stabilire limiti inferiori e superiori (per es. in tossicologia), metodi di valutazione standard e procedure di analisi, valutazione dei rischi per i lavoratori e valutazione  dell'ambiente di lavoro in relazione all'introduzione delle nuove tecnologie. La ricerca dovrà inoltre svolgersi in stretta collaborazione con gli organi competenti degli Stati membri e con l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul luogo di  lavoro di cui è stata proposta l'istituzione.  Nell'intento di contribuire attivamente a tali lavori, il CCR, tenendo conto delle proprie competenze in materia, ha scelto i temi di ricerca seguenti:  - tossicologia e malattie professionali;  - ricerca sugli incidenti professionali;  - prevenzione dei rischi.  Materiali Nel campo dei materiali, la ricerca, che avrà carattere nettamente prenormativo e riguarderà importanti tecnologie abilitanti per un'ampia serie di applicazioni industriali avanzate, si svolgerà in particolare nei settori seguenti:  - leghe e composti intermetallici;  - ceramiche e composti;  - rivestimenti e lavorazioni;  - tecnologia del trattamento delle superfici;  - nuovi materiali funzionali;  - tecniche non distruttive e metodi di valutazione per materiali e componenti avanzati;  - gestione delle informazioni e dei dati.  Lo scopo di tali progetti è di contribuire ad assicurare all'industria della Comunità la possibilità di accedere più facilmente ad una serie di materiali avanzati economici ed opportunamente caratterizzati ed a garantire che tali materiali siano  inseriti in componenti ad elevate prestazioni. Questi lavori inoltre contribuiscono in modo notevole allo scambio d'informazioni in merito alla ricerca prenormativa sui materiali avanzati. La ricerca che si avvale di impianti unici al mondo in funzione  presso il CCR sarà condotta in stretta collaborazione con l'industria e con gli utilizzatori e tenderà ad appoggiare le azioni di normalizzazione a livello europeo ed internazionale nel vasto settore dei nuovi materiali.  Misure e prove:  L'ufficio centrale delle misure nucleari proseguirà la propria attività nel settore sia nucleare che non nucleare nel campo dei «materiali di riferimento e misure», in particolare nei settori seguenti:  - preparazione, caratterizzazione e certificazione di campioni;  - spettrometria di massa su isotopi longevi o stabili;  - misure di dati nucleari e valutazione;  - metrologia dei radionuclidi;  - applicazione delle tecniche d'irraggiamento.  Si cercherà inoltre di applicare maggiormente tali tecniche specializzate ai settori non nucleari utilizzando gli attuali impianti sperimentali, tra cui gli acceleratori di particelle. Saranno proseguite le attività a favore della politica volta alla  protezione dei consumatori. Inoltre saranno proseguite talune azioni specifiche di ricerca prenormativa nel settore dell'affidabilità delle strutture e, in misura minore, nel settore delle energie rinnovabili (fotovoltaica); quest'ultima attività  riguarda soprattutto l'impiego dell'ESTI (Impianto sperimentale europeo di energia solare). La ricerca e l'affidabilità delle strutture saranno riorientate sull'impiego del nuovo impianto del muro a reazione. Nell'ambito di un programma multinazionale,  altre significative attività con partecipazione nazionale sono effettuate nei settori della previsione della durata delle strutture e della valutazione della loro permanenza in funzione.  II. GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI  Linea 3: Ambiente L'obiettivo è di fornire un contributo alla conoscenza scientifica, alle competenze tecniche ed ai dati necessari alla Comunità affinché essa possa, tra l'altro, svolgere il proprio compito nei confronti dei problemi ambientali, conformemente al titolo  VII del trattato, con particolare riferimento all'attività prenormativa.  Oltre alla valutazione degli effetti dell'inquinamento provocato dalle industrie e da altre fonti, sarà data particolare rilevanza alla valutazione del degrado ambientale dovuto all'impiego dell'energia nelle case, nei trasporti e nell'industria.  Il CCR contribuirà all'attuazione della politica ambientale della Comunità in tre settori:  - partecipazione a programmi sui cambiamenti globali;  - tecnologie e ingegneria dell'ambiente;  - ricerca sui rischi di natura industriale.  Nel campo dei cambiamenti globali si darà risalto alla stretta collaborazione con laboratori ed istituti degli Stati membri e a livello internazionale. L'attività del CCR riguarderà soprattutto i temi seguenti:  - costruzione di modelli e trasporto dell'inquinamento atmosferico;  - chimica dell'atmosfera principalmente in relazione al trattamento delle emissioni biogene ed antropogene;  - interazione biosfera-atmosfera;  - applicazione del telerilevamento con particolare riferimento all'interazione tra parametri di superficie terrestre e marina e clima; sviluppo dei metodi di telerilevamento applicati a componenti critiche del cambiamento globale.  Le attività nel settore tecnologie e ingegneria dell'ambiente riguarderanno soprattutto i temi seguenti:  - effetto dei prodotti chimici sull'ambiente (migrazione e trasformazione nel terreno e loro impatto sulle falde acquifere, armonizzazione dei metodi di analisi dei rifiuti, sviluppo di un laboratorio mobile per analizzare sul posto inquinanti del  terreno e delle acque, caratterizzazione della mucillagine delle alghe, biomonitoraggio degli effetti ecologici dei prodotti chimici, conseguenze sanitarie dell'esposizione a metalli in tracce, valutazione dei rischi connessi con tali prodotti chimici;  questi lavori mireranno, in particolare, alla soluzione dei problemi riguardanti i rifiuti chimici;  - ulteriore sviluppo di tecniche e di sistemi per la salvaguardia dell'ambiente e più in particolare di sistemi atti ad evitare ed a diminuire i guasti negli impianti e nei processi dell'industria chimica e di trasformazione;  - controllo dell'ambiente mediante il telerilevamento basato su tecniche avanzate: ricerca, con sviluppo di metodi per l'applicazione dei dati forniti da satelliti per osservazione terrestre, sul rilevamento e sul monitoraggio dell'ambiente.  Applicazione di tecniche analoghe nell'ambito dei programmi sul cambiamento globale con particolare riferimento al monitoraggio dell'ambiente marino e ai processi relativi ai cambiamenti su vasta scala in ecosistemi terrestri. Sviluppo di una serie di  tecniche avanzate da applicare ai nuovi sistemi di osservazione della terra, tra cui il telerilevamento a microonde, la spettroscopia ad immagine e l'elaborazione dei dati.  La ricerca nel campo della tecnologia e dell'ingegneria dell'ambiente fornirà un prezioso contributo ai lavori dell'Agenzia europea dell'ambiente, grazie allo sviluppo di nuovi strumenti e di metodi di prova, all'armonizzazione dei metodi di misura e  all'intercalibrazione.  La ricerca e l'applicazione delle tecniche di telerilevamento saranno condotte in stretta collaborazione con gli altri agenti e gli utilizzatori europei.  La ricerca sugli aspetti economici e sociali riguarderà soprattutto la gestione del rischio e la sicurezza industriale in senso tradizionale, ossia lo sviluppo di sistemi di supporto decisionale in merito alla sicurezza degli impianti, alla gestione  delle emergenze degli impianti e alla gestione dei rischi sul territorio.  Saranno approfonditi i lavori sui temi seguenti: affidabilità, valutazione dei rischi e gestione degli incidenti.  Dato il carattere interdisciplinare dei problemi riguardanti la sicurezza e della ricerca intesa alla loro soluzione, tale attività, insieme con altri lavori ad essa collegati, dovrebbe dar luogo:  - allo sviluppo e alla verifica degli strumenti fondamentali di calcolo in merito ad eventi che, per natura e complessità, devono essere analizzati mediante un approccio armonizzato negli Stati membri;  - alla trattazione dei problemi di prevenzione degli incidenti nei settori seguenti: convalida e perfezionamento di norme e standard per la costruzione, diagnostica strutturale ed affidabilità, convalida ed armonizzazione delle procedure d'ispezione;  - fornitura alle organizzazioni di risposta/soccorso di informazioni e risultati di ricerca rapidamente accessibili al fine di fornire aiuto in caso di emergenza e di assicurare la raccolta e la gestione dei dati per l'analisi a posteriori degli  incidenti e le misure atte a diminuirne la portata. Tale centro dovrebbe occuparsi in modo particolare del trasporto di materie pericolose.  Oltre ai lavori di ricerca, sviluppo e supporto, il programma dovrebbe prevedere un'attività d'insegnamento e di formazione in tutti questi settori ed, eventualmente, la creazione di sistemi di raccolta, d'interpretazione e di distribuzione dei dati.  Tali attività potrebbero divenire il punto di contatto e l'interfaccia comune per organizzazioni nazionali, in particolare enti pubblici e industrie, e servire da supporto ad altri servizi della Commissione tra cui la DG-V e la DG XI.  Linea 6: Capitale umano e mobilità Scopo di tale attività è di contribuire in modo particolare ad accrescere nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico il capitale umano necessario agli Stati membri nel corso del prossimo decennio e di promuovere l'interazione e la  collaborazione tra il CCR ed i centri e laboratori di tutti gli Stati membri offrendo la possibilità di formazione ai ricercatori, in particolare ai giovani ricercatori, istituendo reti in collegamento con il CCR e favorendo l'utilizzazione da parte dei  centri nazionali degli impianti sperimentali del CCR.  Le iniziative miranti ad offrire possibilità di formazione per i ricercatori che desiderino intraprendere una carriera nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico sono perseguite dando loro la possibilità di soggiornare temporaneamente presso  i vari istituiti del CCR per lavorare all'interno di gruppi di ricerca mediante reti in collegamento con laboratori nazionali. Particolari progetti comuni potranno essere sia di carattere teorico o richiedere l'utilizzazione di impianti scientifici  sperimentali presso il CCR.  Nell'ambito delle reti si dovrà dare particolare risalto all'incoraggiamento degli scambi di ricercatori, sia esordienti che esperti, tra i laboratori nazionali e il CCR, permettendo sia al personale nazionale di partecipare per un limitato periodo di  tempo - fino a tre anni - alle attività del CCR sia al personale del CCR di lavorare, alle medesime condizioni, nei laboratori e centri nazionali.  Le azioni orientate sulle reti sono dirette a consolidare gli attuali accordi tra i laboratori nazionali e il CCR e a favorire la conclusione di nuovi accordi con i laboratori nazionali su temi specifici ricercando la collaborazione su particolari  progetti comuni attraverso le reti di laboratori, compresi i vari istituti scientifici del CCR.  I progetti comuni da eseguire nell'ambito delle reti dovrebbero essere definiti di comune accordo con tutti i partner della rete interessata. La selezione dei ricercatori che dovrebbero trarre profitto dalla mobilità e dalla possibilità di formazione  dovrebbe anche essere operata di concerto con i partner, tenendo conto dei criteri di selezione stabiliti nell'allegato III del programma «Capitale umano e mobilità».  Oltre agli accordi relativi alle reti, bisognerebbe favorire l'accesso di centri nazionali interessati agli impianti sperimentali del CCR offrendo un'adeguata struttura d'accoglienza per esperimenti di interesse reciproco dei centri nazionali e del CCR.   Infine le possibilità di formazione per i giovani ricercatori dovrebbero essere potenziate mediante una dotazione e un sostegno per la partecipazione alle euroconferenze del CCR ed alle attività analoghe nelle sedi del CCR o altrove nella Comunità in  collaborazione con i laboratori di ricerca nazionali.      ALLEGATO II   IMPORTO DEGLI STANZIAMENTI STIMATI NECESSARI PER I PROGRAMMI SPECIFICI E RIPARTIZIONE INDICATIVA DELLE SPESE PER IL PERIODO 1992-1994   Milioni di ecu   I. TECNOLOGIE ABILITANTI Linea 2: Tecnologie industriali e dei materiali - Tecnologie industriali e dei materiali 77,22 (1) - Misure e prove 91,08 (1)  II. GESTIONE DELLE RISORSE NATURALI Linea 3: Ambiente - Ambiente148,50 (1) III. VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE INTELLETTUALI Linea 6: Capitale umano e mobilità - Capitale umano e mobilità 24,75 (1) Totale 341,55 (2)    (1) Queste cifre comprendono un importo pari al 6 % che può essere usato per la ricerca esplorativa.  (2) 3,45 milioni di ecu, non compresi nei 341,55 milioni di ecu, sono il contributo dei programmi specifici di ricerca al finanziamento dell'azione centralizzata di diffusione e di sfruttamento dei risultati.    ALLEGATO III   MODALITÀ DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI E ATTIVITÀ DI DIFFUSIONE E DI SFRUTTAMENTO DEI RISULTATI  1. La Commissione, assistita in tale compito dal Consiglio di amministrazione del Centro comune di ricerca, attua i programmi in base al contenuto e agli  obiettivi scientifici e tecnici esposti nell'allegato I.  2. Le modalità di attuazione dei programmi, di cui all'articolo 3, comprendono i progetti di ricerca e di sviluppo tecnologico e le misure di accompagnamento.  I progetti sono oggetto di lavori di ricerca e sviluppo tecnologico svolti presso gli istituti interessati del Centro comune di ricerca (CCR).  3. Gli istituti del CCR si adoperano, nella misura del possibile, ad eseguire tali progetti in collaborazione ed in concerto con enti di ricerca nazionali degli Stati membri tenendo conto, per quanto possibile, degli aspetti dello sviluppo regionale in  materia di ricerca e di attività tecnologiche e dei loro potenziali effetti socioeconomici. Sarà dato particolare risalto all'associazione con l'industria, soprattutto con le piccole e medie imprese, nel quadro di azioni di partecipazione imperniate sui  progetti. Possono collaborare in questo senso anche organismi di ricerca appartenenti a paesi terzi conformemente all'articolo 9.  I progetti di ricerca aperti alla cooperazione internazionale in conformità di quanto previsto al comma precedente comprenderanno misure intese alla cooperazione con laboratori internazionali di ricerca e contempleranno scambi di ricercatori. Ulteriori  misure dovrebbero consentire la cooperazione con laboratori di ricerca e istituti situati nei paesi dell'Europa centrale e orientale.  4. Le misure di accompagnamento comprendono:  - l'organizzazione di seminari, di riunioni di lavoro e di conferenze scientifiche:  - le attività di coordinamento interno, tra cui l'organizzazione di particolari centri interni, al fine di garantire un'impostazione omogenea e un'interfaccia comune per gli utilizzatori e i partner dei progetti;  - le attività di formazione specializzata, particolarmente a carattere pluridisciplinare;  - un sistema per lo scambio d'informazioni;  - la promozione di sistemi per lo sfruttamento dei risultati della ricerca;  - la valutazione indipendente del valore scientifico e strategico dei progetti e dei programmi.  5. La diffusione delle conoscenze acquisite mediante l'esecuzione dei progetti sarà assicurata, in parte, dai programmi stessi ed, in parte, dall'azione centralizzata di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 90/211/Euratom, CEE.