CELEX: C2002/274/53
Language: it
Date: 2002-11-09 00:00:00
Title: Causa T-262/02: Ricorso della Raffeisenlandesbank Niederösterreich-Wien AG contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 30 agosto 2002

C 274/30               IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           9.11.2002
La ricorrente sostiene che la decisione deve già solo essere                 La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
annullata per il fatto che viola l’obbligo di motivazione ai sensi
dell’art. 253 CE. La convenuta ha inoltre violato l’art. 81 CE
per il fatto che ha valutato, incorrendo in errore di diritto, la            —      annullare la decisione della Commissione 11 giugno
natura degli incontri oggetto di investigazione. Sulla base                         2002 (caso COMP/36.571/D-1 — Banche austriache),
di un’obiettiva valutazione delle circostanze di merito, la                         relativa ad un procedimento ai sensi dell’art. 81 CE;
convenuta avrebbe dovuto riconoscere che tra le banche
interessate vi era una prevalente difformità di vedute. L’erronea            —      in subordine, annullare gli artt. 3 e 4 della decisione sopra
valutazione del merito inficia la decisione impugnata nel suo                       menzionata, nella parte in cui è riguardata la ricorrente;
complesso e dovrebbe pertanto comportarne la completa
rimozione. La decisione viola pertanto altresì l’art. 81 CE,
poiché gli incontri oggetto di inchiesta non erano idonei a                  —      condannare la convenuta alle spese di causa.
frapporre ostacoli al commercio tra Stati membri.
La ricorrente deduce ancora che l’art. 3 dell’impugnata decisio-
ne dev’essere dichiarato nullo poiché difetta la responsabilità
presupposta dall’art. 15, n. 2, del regolamento n. 17/62. Alla               Motivi e principali argomenti
luce della natura prettamente nazionale degli incontri, come
pure del loro radicamento in un contesto specificamente
austriaco — con la partecipazione dei poteri pubblici austriaci
                                                                             Il procedimento promosso dalla convenuta è stato indirizzato
— la ricorrente non era in grado di riconoscere la natura
                                                                             contro i regolari incontri tra banche in Austria («Bankenrun-
illegittima degli incontri e la loro asserita idoneità a frapporre
                                                                             den»). Nell’impugnata decisione la Commissione ha accertato
ostacoli al commercio tra Stati membri.
                                                                             che la ricorrente — assieme ad altri sette istituti bancari
                                                                             austriaci — ha violato l’art. 81 CE per aver preso parte ad
Oltre a ciò, la convenuta è incorsa in violazione di sostanziali             accordi e pratiche concordate in materia di prezzi, commissioni
principi nella ponderazione dell’ammenda, in violazione del-                 e pubblicità, che hanno prodotto dal 1o gennaio 1995 fino al
l’art. 15, n. 2, del regolamento n. 17/62, e in particolare ha               24 giugno 1998 una limitazione della concorrenza sul mercato
applicato in modo errato sotto molti punti di vista i suoi stessi            bancario austriaco. La Commissione ha inflitto ammende alle
orientamenti nella fissazione delle ammende. Sarebbe, in                     banche riguardate.
primo luogo, erroneo l’assunto di una «violazione di particolare
gravità» e la convenuta non avrebbe preso in considerazione
numerose circostanze attenuanti. L’ammenda va infine ridotta                 La ricorrente sostiene che gli incontri tra le banche austriache
in misura considerevole, poiché la convenuta non ha preso in                 non erano idonei ad ostacolare sensibilmente il commercio tra
alcun modo in considerazione la completa collaborazione                      Stati membri. Nell’impugnata decisione la Commissione ha
della ricorrente in ragione dell’erronea applicazione della                  applicato in modo erroneo l’art. 81, n. 1, CE. Gli accordi
comunicazione sulla non fissazione di ammende nei procedi-                   controversi erano limitati al territorio soggetto alla sovranità
menti in materia di concorrenza.                                             della Repubblica d’Austria. La Commissione non ha fornito
                                                                             alcuna prova decisiva che dimostrasse perché gli accordi
                                                                             avrebbero dovuto tuttavia essere tali da ostacolare sensibilmen-
                                                                             te il commercio tra Stati membri. In particolare non è stato
                                                                             dimostrato alcun effetto di compartimentazione del mercato.
Ricorso della Raffeisenlandesbank Niederösterreich-Wien                      La ricorrente sostiene ancora che la Commissione non ha
AG contro la Commissione delle Comunità europee,                             dimostrato che la ricorrente ha agito intenzionalmente e
                 presentato il 30 agosto 2002                                negligentemente. La Commissione ha applicato erroneamente
                                                                             l’art. 15, n. 2, del regolamento n. 17/62. Essa ha inflitto
                        (Causa T-262/02)                                     un’ammenda anche se non è stato dimostrato che i dipendenti
                                                                             della ricorrente abbiano agito intenzionalmente o negligente-
                                                                             mente. La Commissione è in errore laddove ritiene che, per
                         (2002/C 274/53)                                     quanto riguarda la questione della responsabilità, non viene in
                                                                             considerazione la conoscenza del divieto di cartello, ma in
                   (Lingua processuale: il tedesco)                          primo luogo la conoscenza dei fatti, che rendono applicabile
                                                                             tale divieto in casi concreti. Inoltre la Commissione verifica la
                                                                             responsabilità solo alla luce del criterio della limitazione
                                                                             della concorrenza e non si domanda se i collaboratori della
                                                                             ricorrente erano in grado di riconoscere gli asseriti effetti nei
Il 30 agosto 2002 la Raffeisenlandesbank Niederösterreich-
                                                                             rapporti tra Stati membri. Questo non era il caso.
Wien AG, con sede in Vienna, rappresentata dall’avv.to
H. Wollmann, ha presentato al Tribunale di primo grado delle
Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle
Comunità europee.