CELEX: 31983R1613
Language: it
Date: 1983-06-15 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 1613/83 della Commissione del 15 giugno 1983 che impone un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di nichel grezzo non in lega, sotto forma di catodi prodotti per elettrolisi, tagliati o no in forma quadrata, originari dell' Unione Sovietica

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31983R1613

Regolamento (CEE) n. 1613/83 della Commissione del 15 giugno 1983 che impone un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di nichel grezzo non in lega, sotto forma di catodi prodotti per elettrolisi, tagliati o no in forma quadrata, originari dell' Unione Sovietica  

Gazzetta ufficiale n. L 159 del 17/06/1983 pag. 0043 - 0046

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 1613/83 DELLA COMMISSIONE  del 15 giugno 1983  che impone un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di nichel grezzo non in lega, sotto forma di catodi prodotti per elettrolisi, tagliati o no in forma quadrata, originari dell'Unione Sovietica  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, sulla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1580/82 (2), in particolare l'articolo 11,  previe consultazioni in sede di comitato consultivo, previsto dal suddetto regolamento,  considerando:  A. Procedura  (1) Nel dicembre 1982 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla Société metallurgie le Nickel (SLN) INCO Europe Ltd e Larco per conto di produttori britannici, francesi e greci la cui produzione collettiva costituisce la produzione comunitaria globale del prodotto in questione. La denuncia allegava prove di dumping e del grave pregiudizio risultante, che sono state considerate sufficienti a giustificare l'avvio di una procedura. Di conseguenza la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), l'avvio di una procedura antidumping riguardante le importazioni nella Comunità di nichel grezzo di cui alla voce ex 75.01 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 75.01-21, originario dall'Unione Soviertica e ha avviato un'inchiesta. Il 7 febbraio 1983, il governo francese ha richiesto l'immediato intervento della Commissione sotto forma d'imposizione di un dazio provvisorio antidumping sul prodotto in questione. La Commissione ha successivamente deciso di respingere tale richiesta (4).  (2) La Commissione ha informato ufficialmente l'esportatore e gli importatori notoriamente interessati, nonché i ricorrenti ed ha dato alle parti direttamente interessate l'opportunità di far conoscere i loro pareri per iscritto e di chiedere un' audizione.  (3) L'unico esportatore, tutti i produttori e alcuni degli importatori hanno reso noto i propri pareri per iscritto ed hanno ottenuto un'audizione.  (4) Rappresentanti di Raznoimport, l'esportatore sovietico, hanno chiesto ed ottenuto di incontrarsi con i rappresentanti dei ricorrenti per il confronto delle opposte tesi.  (5) La Leopold Lazarus Ltd, un commerciante del Regno Unito, ha chiesto di incontrare i ricorrenti per il confronto delle rispettive tesi. La Commissione era disposta ad aderire alla richiesta, ma i ricorrenti hanno rifiutato di partecipare alla riunione e non è stato perciò possibile organizzare un confronto.  (6) Relazioni sono state anche presentate da taluni consumatori comunitari di nichel.  (7) La Commissione ha cercato e verificato tutte le informazioni da essa ritenute necessarie per un accertamento preliminare ed ha svolto inchieste sugli impianti delle seguenti parti:  - SLN, Parigi,  - Inco Europe, Londra,  - Larco, Atene,  - Raznoimport, Londra, rappresentante di Raznoimport, Mosca.  (8) La Commissione ha chiesto ed ottenuto relazioni scritte e dettagliate da parte di taluni importatori ed ha verificato le informazioni relative nella misura considerata necessaria.  (9) L'inchiesta di dumping ha occupato il periodo dal gennaio 1982 al dicembre 1982.  B. Prodotto simile  (10) La Edelstahl Vereinigung, Germania, ha sostenuto che il nichel esportato dell'Unione Sovietica non era simile a quello prodotto dai ricorrenti. Tale  argomentazione è stata avanzata un mese dopo la scadenza, già differita, per la presentazione dei punti di vista delle parti interessate e non ha potuto di conseguenza essere presa in considerazione a tale stadio della procedura.  C. Valore normale  (11) Allo scopo di determinare se le importazioni originarie dell'Unione Sovietica fossero oggetto di dumping, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che tale paese non ha un'economia di mercato e ha dovuto perciò basare il suo accertamento sul valore normale in un paese ad economia di mercato. A tale proposito i ricorrenti hanno proposto il valore costruito del prodotto in Canada. L'esportatore ed un commerciante hanno obiettato a tale proposta affermando che il nichel era un bene internazionalmente scambiato, il cui prezzo era determinato su un mercato terminale internazionale (il London Metal Exchange), che perciò dovrebbe servire da base per la determinazione del valore normale. La Commissione non ha potuto aderire a tale proposta, in quanto non conforme ai criteri esposti nel regolamento (CEE) n. 3017/79 per la determinazione del valore normale e in quanto esistevano ragioni per dubitare che le quotazioni del LME riflettessero i costi di produzione in paesi ad economia di mercato. Nessuna proposta fu fatta per un paese analogo o per un metodo alternativo di calcolo del valore normale in conformità del regolamento (CEE) n. 3017/79.  La Commissione ha concluso che in Canada non sussistono differenze notevoli nei processi produttivi e nella scala di produzione che permettano di obiettare alla scelta di questo paese come paese analogo. Inoltre, il costo di produzione in Canada dev'essere considerato ragionevole in quanto il produttore canadese è uno dei più efficienti del mondo. La Commissione ha perciò concluso che è opportuno e non irragionevole determinare il valore normale in base al valore costruito in Canada. L'inchiesta svolta dalla Commissione in Canada ha rivelato che i prezzi interni canadesi non coprono tutti i costi di produzione.  D. Prezzo all'esportazione  (12) I prezzi all'esportazione furono determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per i prodotti esportati verso la Comunità.  E. Confronto  (13) Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, laddove opportuno, delle differenze in materia di comparabilità dei prezzi quali sconti quantitativi, quando pratiche di tal genere hanno potuto essere soddisfacentemente dimostrate. Tutti questi confronti sono stati effettuati franco fabbrica. L'esportatore sovietico ha sostenuto che il nichel sovietico, contrariamente a quello di altre provenienze, è smerciato in forma non tagliata e che solo il nichel tagliato può essere venduto sul mercato del LME. È stato affermato che il costo sostenuto per la tagliatura del nichel incide sulla comparabilità dei prezzi; nessuna prova è stata tuttavia addotta per giustificare tale affermazione in tempo utile per essere presa in considerazione a questo stadio della procedura.  F. Margini  (14) Il suddetto esame preliminare dei fatti mostra l'esistenza di dumping nei confronti della Raznoimport, Mosca, URSS, laddove il margine di dumping è pari all'importo per il quale il valore normale stabilito supera il prezzo all'esportazione verso la Comunità.  Tali margini variano a seconda della data della transazione e dello Stato membro importatore; il margine medio ponderato è del 40 %.  G. Pregiudizio  (15) Per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping, le prove a disposizione della Commissione mostrano che le importazioni di nichel verso la Comunità in provenienza dall'Unione Sovietica sono aumentate da 12 585 tonnellate nel 1981 a 19 894 tonnellate nel 1982, con un conseguente aumento della quota di mercato detenuta dall'Unione Sovietica dal 9 al 16 % nello stesso periodo.  (16) Nel periodo d'indagine i prezzi di rivendita di tali importazioni erano inferiori dal 14 al 23 % ai prezzi praticati dai produttori comunitari e persino inferiori a quelli necessari per coprire i costi dei produttori comunitari e per fornire un profitto ragionevole.  (17) Le ripercussioni sull'industria comunitaria dal 1981 al 1982 hanno determinato una riduzione del 59 % della produzione, del 9 % dell'occupazione e del 25 % delle vendite. La quota di mercato è scesa dal 38 al 31 %. I prezzi sono scesi del 10-15 %. Le perdite della società sono aumentate. (18) La Commissione ha verificato se il pregiudizio potesse essere stato causato da altri fattori, come il volume ed i prezzi delle importazioni effettuate da altri fornitori verso la Comunità. Oltre all' Unione Sovietica altri sette paesi hanno esportato più di 4 000 tonnellate all'anno verso la Comunità nel 1982. Le informazioni sui prezzi, ottenute dalle statistiche ufficiali, hanno mostrato che anche tali paesi avevano esportato nella Comunità a prezzi bassi durante il periodo dell'inchiesta. Tuttavia l'esame dei fatti disponibili ha dimostrato che l'Unione Sovietica era stata il più importante fornitore della Comunità nel 1981 e 1982 ed i leader dei prezzi nello stesso periodo. I prezzi delle importazioni sovietiche erano stati inferiori ai prezzi delle importazioni nella Comunità praticati dagli altri fornitori con una differenza media del 7 % nel 1982. Per questi motivi soltanto il pregiudizio causato dalle importazioni sovietiche oggetto di dumping deve essere considerato notevole.  H. Interesse della Comunità  (19) Alcune industrie produttrici comunitarie hanno affermato che l'introduzione di misure protettive non sarebbe nell'interesse della Comunità in quanto le renderebbe meno concorrenziali.  (20) Date le difficoltà particolarmente gravi cui sono confrontati i produttori comunitari di nichel per l'importanza economica, sociale e strategica di questa industria, la Commissione è perciò pervenuta alla conclusione che sia nell'interesse della Comunità intraprendere un'azione. Allo scopo di impedire un ulteriore pregiudizio durante il resto della procedura, tale azione dovrebbe prendere la forma di un dazio antidumping provvisorio.  (21) Inoltre si è tenuto conto del fatto che, stabilendo un dazio superiore al 7 % di differenza nel prezzo praticato dall'Unione Sovietica, l'effetto poteva essere di dislocare l'Unione Sovietica dal mercato, senza giovamento per l'industria comunitaria in quanto le esportazioni sovietiche sarebbero state rimpiazzate con altre a basso prezzo originarie di paesi terzi. In tali circostanze è di interesse comunitario limitare l'ammontare del dazio al 7 %.  (22) Si dovrebbe fissare un periodo nel corso del quale le parti in questione possano far conoscere i loro pareri e chiedere un'audizione.  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di nichel grezzo non in lega, sotto forma di catodi prodotti per elettrolisi, tagliati o no in forma quadrata, di cui alla voce ex 75.01 della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 75.01-21, originari dell'Unione Sovietica.  2. Il dazo è pari al 7 % del prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.  I prezzi franco frontiera comunitaria sono netti se le condizioni stabilite nel contratto di vendita prevedono che il pagamento debba essere effettuato entro trenta giorni dalla data della spedizione; tali prezzi sono aumentati o ridotti dell'1 % per ogni mese in più o in meno del periodo di pagamento.  3. Al dazio si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  4. La messa in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia equivalente all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fermo restando l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 3017/79, entro il termine di un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 3017/79, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, salvo l'adozione di misure definitive da parte del Consiglio prima della scadenza di tale periodo. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 15 giugno 1983.  Per la Commissione  Wilhelm HAFERKAMP  Vicepresidente  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. L 178 del 22. 6. 1982, pag. 9.  (3) GU n. C 31 del 5. 2. 1983, pag. 3.  (4) GU n. L 43 del 15. 2. 1983, pag. 19.