CELEX: 32006D0971
Language: it
Date: 2006-12-19 00:00:00
Title: 2006/971/CE: Decisione del Consiglio, del 19 dicembre 2006 , concernente il programma specifico Cooperazione che attua il settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (Testo rilevante ai fini del SEE).

L 400/86            IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
                                          Decisione del Consiglio
                                           del 19 dicembre 2006
                          concernente il programma specifico "Cooperazione"
                   che attua il settimo programma quadro della Comunità europea
                                         per le attività di ricerca,
                            sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013)
                                     (Testo rilevante ai fini del SEE)
                                                (2006/971/CE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 166, paragrafo 4,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo1,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo2,
1
         Parere del 30 novembre 2006 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
2
         GU C 185 dell'8.8.2006, pag. 10.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 400/87
considerando quanto segue:
(1)      In conformità dell’articolo 166, paragrafo 3, del trattato, la decisione n. 1982/2006/CE del
         Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, concernente il settimo
         programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e
         dimostrazione (2007-2013)1 (in appresso "il programma quadro") viene attuata mediante
         programmi specifici, che ne precisano le modalità di esecuzione, ne fissano la durata e
         prevedono i mezzi ritenuti necessari.
(2)      Il programma quadro è articolato in quattro tipi di attività: la cooperazione transnazionale
         su temi definiti a livello politico ("Cooperazione"), la ricerca realizzata su iniziativa della
         comunità dei ricercatori ("Idee"), il sostegno alla formazione e allo sviluppo della carriera
         dei ricercatori ("Persone") e il sostegno alle capacità di ricerca ("Capacità"). Le attività
         indirette facenti capo al programma specifico "Capacità" dovrebbero essere realizzate
         nell'ambito del presente programma specifico.
(3)      Al presente programma specifico si dovrebbero applicare le regole relative alla
         partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università e alla diffusione dei
         risultati delle attività di ricerca, vigenti per il programma quadro (in appresso "regole di
         partecipazione e diffusione").
1
        GU L 412 del 30.12.2006, pag. 1.
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(4)      Il programma quadro dovrebbe integrare le attività svolte negli Stati membri ed altre azioni
         comunitarie necessarie per l’impegno strategico complessivo ai fini del conseguimento
         degli obiettivi di Lisbona, parallelamente, in particolare, alle azioni concernenti i Fondi
         strutturali, l’agricoltura, l’istruzione, la formazione, la cultura, la competitività e
         l’innovazione, l’industria, la sanità, la tutela dei consumatori, l’occupazione, l’energia, i
         trasporti e l’ambiente.
(5)      Le attività di innovazione e quelle connesse alle PMI, finanziate nell’ambito del programma
         quadro, dovrebbero essere complementari a quelle svolte nell’ambito del programma
         quadro "Competitività e innovazione" che contribuiranno a colmare il divario fra ricerca e
         innovazione e promuoveranno tutte le forme di innovazione.
(6)      La realizzazione del programma quadro può comportare l'istituzione di programmi
         complementari cui partecipano soltanto alcuni Stati membri, la partecipazione della
         Comunità a programmi avviati da più Stati membri o la creazione di imprese comuni o di
         qualsiasi altra struttura ai sensi degli articoli 168, 169 e 171 del trattato.
(7)      Il presente programma specifico dovrebbe fornire un contributo alla Banca europea per gli
         investimenti (BEI) per l’istituzione del "meccanismo di finanziamento con ripartizione dei
         rischi" per agevolare l’accesso ai prestiti BEI.
 ---pagebreak--- 30.12.2006       IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/89
(8)      L'adeguato coinvolgimento delle PMI mediante misure concrete e azioni specifiche a loro
         vantaggio dovrebbe essere sostenuto nell'ambito del presente programma specifico, in
         complementarità con altri programmi comunitari.
(9)      Come stabilito all’articolo 170 del trattato, la Comunità ha sottoscritto una serie di accordi
         internazionali nel settore della ricerca ed occorre impegnarsi per rafforzare la cooperazione
         internazionale nel campo della ricerca, al fine di integrare ulteriormente la Comunità
         europea nella comunità mondiale dei ricercatori. Al presente programma specifico
         dovrebbero pertanto poter partecipare i paesi che hanno sottoscritto accordi in tal senso,
         mentre ai progetti dovrebbero poter anche partecipare, sulla base del reciproco vantaggio,
         soggetti di paesi terzi e di organizzazioni internazionali per la cooperazione scientifica.
(10)     Le attività di ricerca condotte nell’ambito del presente programma dovrebbero rispettare i
         principi etici fondamentali, compresi quelli enunciati nella Carta dei diritti fondamentali
         dell’Unione europea.
(11)     La realizzazione del programma quadro dovrebbe contribuire a promuovere lo sviluppo
         sostenibile.
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(12)     Occorre garantire la sana gestione finanziaria del programma quadro, un'esecuzione più
         efficiente e semplice possibile, assicurando nel contempo la certezza del diritto e
         l'accessibilità del programma per tutti i partecipanti, conformemente al regolamento (CE,
         Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento
         finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee1 e al regolamento (CE,
         Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità di
         esecuzione del regolamento finanziario, comprese le eventuali modifiche future2.
(13)     È opportuno adottare misure - proporzionate agli interessi finanziari delle Comunità
         europee - per controllare sia l'efficacia del sostegno finanziario fornito che l'efficacia
         dell'utilizzazione di detti fondi allo scopo di prevenire le irregolarità e le frodi, nonché
         intraprendere i passi necessari ai fini del recupero di fondi perduti, indebitamente versati o
         utilizzati in modo improprio, ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del
         Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle
         Comunità 3, del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell'11 novembre 1996
         relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela
         degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità4 e del
         regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999,
         relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)5.
1
        GU L 248, del 16.9.2002, pag. 1.
2
        GU L 357 del 31.12.2002, pag. 1. Regolamento, modificato dal regolamento (CE, Euratom)
        n. 1261/2005 (GU L 201 del 2.8.2005, pag. 3).
3
        GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.
4
        GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.
5
        GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.
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(14)     Le misure adottate ai fini dell'esecuzione della presente decisione sono essenzialmente
         misure di gestione e dovrebbero quindi essere adottate secondo la procedura di gestione
         prevista dall'articolo 4 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999
         recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione1.
         D'altro canto, la ricerca che comporta l'uso di embrioni umani e di cellule staminali
         dell'embrione umano solleva questioni etiche specifiche, come descritto all'articolo 4 della
         presente decisione. Inoltre, le azioni di ricerca e sviluppo tecnologico che implicano le
         ricerche nell'ambito dell'area tematica "Sicurezza" rappresentano una nuova area molto
         sensibile con particolare riguardo alle minacce e agli incidenti di sicurezza potenziali. Di
         conseguenza, le misure per finanziare siffatti progetti dovrebbero essere adottate secondo la
         procedura di regolamentazione prevista dall'articolo 5 della decisione 1999/468/CE.
(15)     A ciascuna area tematica dovrebbe essere attribuita una propria linea di bilancio
         nell’ambito del bilancio generale delle Comunità europee.
(16)     In fase di esecuzione del programma occorre considerare con particolare attenzione
         l’integrazione della dimensione di genere, nonché altri aspetti quali le condizioni di lavoro, la
         trasparenza delle procedure di assunzione e le prospettive di carriera dei ricercatori assunti
         per i progetti ed i programmi finanziati nell’ambito delle azioni previste dal presente
         programma, che dovrebbero ispirarsi alla raccomandazione della Commissione
         dell’11 marzo 2005 riguardante la Carta europea dei ricercatori e un codice di condotta per
         l’assunzione di ricercatori, nel rispetto del suo carattere facoltativo.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
1
        GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE.
        (GU L 200 del 22.7.2006, pag. 11).
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                                                  Articolo 1
Per il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 è adottato il programma specifico
"Cooperazione" concernente le attività comunitarie nel campo della ricerca e dello sviluppo
tecnologico, ivi comprese le attività di dimostrazione, in seguito denominato il "programma
specifico".
                                                  Articolo 2
Il programma specifico sostiene le attività attinenti al programma "Cooperazione" a sostegno
dell'intera gamma di azioni di ricerca condotte nell'ambito della cooperazione transnazionale nelle
seguenti aree tematiche:
a)        salute;
b)        prodotti alimentari, agricoltura e pesca e biotecnologie;
c)        tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
d)        nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione;
e)        energia;
f)        ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici);
g)        trasporti (ivi compresa l'aeronautica);
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h)        scienze socioeconomiche e scienze umane;
i)        spazio;
j)        sicurezza.
L'esecuzione del programma specifico può comportare l'istituzione di programmi complementari
cui partecipano soltanto alcuni Stati membri, la partecipazione della Comunità a programmi avviati
da più Stati membri o la creazione di imprese comuni o di qualsiasi altra struttura ai sensi degli
articoli 168, 169 e 171 del trattato.
Gli obiettivi e le linee di indirizzo di tali attività sono definiti nell'allegato I.
                                                   Articolo 3
Conformemente all'allegato II del programma quadro, l'importo ritenuto necessario per l'esecuzione
del programma specifico è di 32 413 milioni di EUR, di cui una quota inferiore al 6% è destinata
alle spese amministrative della Commissione. La ripartizione indicativa di questo importo è
riportata all'allegato II.
                                                   Articolo 4
1.        Tutte le attività di ricerca svolte nell'ambito del programma specifico sono realizzate nel
          rispetto dei principi etici fondamentali.
 ---pagebreak--- L 400/94          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    30.12.2006
2.       Nell'ambito del presente programma non sono finanziati i seguenti settori di ricerca:
         –     attività di ricerca finalizzate alla clonazione umana a fini riproduttivi,
         –     attività di ricerca volte a modificare il patrimonio genetico degli esseri umani che
               potrebbero rendere tali modifiche ereditarie 1,
         –     attività di ricerca volte alla creazione di embrioni umani esclusivamente a fini di
               ricerca o per la produzione di cellule staminali, anche mediante il trasferimento di
               nuclei di cellule somatiche.
3.       Qualsiasi ricerca sulle cellule staminali umane, sia allo stato adulto che embrionale, può
         essere finanziata, in funzione sia dei contenuti della proposta scientifica che del contesto
         giuridico esistente nello Stato membro o negli Stati membri interessati.
         Un'eventuale richiesta di finanziamento di ricerche sulle cellule staminali dell'embrione
         umano comprende, ove appropriato, i particolari delle misure da adottare in materia di
         licenze e di controllo da parte delle autorità competenti degli Stati membri, nonché i
         particolari concernenti le autorizzazioni etiche che saranno concesse.
         Per quanto concerne la derivazione di cellule staminali dell'embrione umano, le istituzioni,
         gli organismi e i ricercatori sono soggetti a un regime rigoroso in materia di licenze e di
         controllo, conformemente al quadro giuridico dello Stato membro o degli Stati membri
         interessati.
1
        Le ricerche sulla cura del cancro delle gonadi possono beneficiare di finanziamenti.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/95
4.       I campi di ricerca di cui sopra sono riesaminati per la seconda fase del presente programma
         (2010-2013), alla luce del progresso scientifico.
                                                 Articolo 5
1.       Il programma specifico è eseguito tramite i meccanismi di finanziamento che figurano
         nell'allegato III del programma quadro.
2.       L'allegato III del presente programma specifico stabilisce le modalità di concessione di una
         sovvenzione alla BEI per l'istituzione di un meccanismo di finanziamento con ripartizione
         dei rischi.
3.       L'allegato IV stabilisce un elenco indicativo di possibili iniziative tecnologiche congiunte
         che potrebbero formare oggetto di decisioni separate e un elenco indicativo di iniziative
         per l'eventuale attuazione congiunta di programmi nazionali di ricerca che potrebbero
         formare oggetto di una decisione separata sulla base dell'articolo 169 del trattato.
4.       Le regole di partecipazione e diffusione si applicano al presente programma specifico.
                                                 Articolo 6
1.       Ai fini dell'esecuzione del presente programma specifico, la Commissione elabora un
         programma di lavoro che definisce con maggiore dettaglio gli obiettivi e le priorità
         scientifiche e tecnologiche riportati all'allegato I, il meccanismo di finanziamento da
         utilizzare per i temi oggetto di inviti a presentare proposte, nonché il relativo calendario di
         esecuzione.
 ---pagebreak--- L 400/96           IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
2.       Il programma di lavoro tiene conto delle attività di ricerca pertinenti svolte dagli Stati
         membri, dai paesi associati e dalle organizzazioni europee ed internazionali e del
         conseguimento del valore aggiunto europeo nonché dell'impatto sulla competitività
         industriale e della rilevanza per altre politiche comunitarie. Il programma di lavoro è
         opportunamente aggiornato.
3.       Le proposte di azioni indirette nell'ambito dei regimi di finanziamento sono valutate e i
         progetti sono selezionati sulla base dei criteri di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera a)
         delle regole di partecipazione e diffusione.
4.       Il programma di lavoro può individuare:
         a)     le organizzazioni che percepiscono finanziamenti sotto forma di una quota di
                adesione;
         b)     azioni di sostegno per le attività condotte da determinati soggetti giuridici.
                                                  Articolo 7
1.       La Commissione è responsabile dell'esecuzione del programma specifico.
2.       La procedura di gestione di cui all'articolo 8, paragrafo 2, si applica per l'adozione delle
         seguenti misure:
         a)     il programma di lavoro di cui all'articolo 6, compresi i regimi di finanziamento da
                utilizzare, il contenuto degli inviti a presentare proposte nonché i criteri di
                valutazione e di selezione da applicare.
         b)     di eventuali adeguamenti della ripartizione indicativa dell'importo riportata
                nell'allegato II;
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 400/97
         c)    l'approvazione del finanziamento delle azioni rientranti nell'ambito delle aree
               tematiche di cui all'articolo 2, lettere da a) a g) e lettera i) qualora l'importo stimato
               del contributo comunitario a titolo del presente programma sia pari o superiore a 1,5
               milioni di EUR;
         d)    l'approvazione del finanziamento delle azioni diverse da quelle di cui alla lettera c)
               del presente paragrafo e da quelle rientranti nell'area tematica di cui all'articolo 2,
               lettera j) qualora l'importo stimato del contributo comunitario a titolo del presente
               programma sia pari o superiore a 0,6 milioni di EUR;
         e)    l'elaborazione dei parametri di valutazione di cui all'articolo 7, paragrafi 2 e 3 del
               programma quadro.
3.       La procedura di regolamentazione di cui all'articolo 8, paragrafo 3 si applica per l'adozione
         delle seguenti misure:
         a)    il programma di lavoro riguardante l'area tematica di cui all'articolo 2, lettera j) e
               l'approvazione del finanziamento delle azioni rientranti nell'ambito di tale area
               tematica;
         b)    l'approvazione del finanziamento delle azioni che comportano l'impiego di embrioni
               umani e di cellule staminali dell'embrione umano.
                                                  Articolo 8
1.       La Commissione è assistita da un comitato.
 ---pagebreak--- L 400/98           IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    30.12.2006
2.        Quando si fa riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione
          1999/468/CE.
          Il periodo previsto all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 199/468/CE è fissato a
          due mesi.
3.        Quando si fa riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione
          1999/468/CE.
          Il periodo previsto all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a due
          mesi.
4.        La Commissione riferisce periodicamente al comitato in merito ai progressi complessivi
          compiuti nell'esecuzione del programma specifico e lo informa tempestivamente di tutte le
          azioni di RST proposte o finanziate nell'ambito di questo programma, come precisato
          all'allegato V.
5.        Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
                                                   Articolo 9
La Commissione predispone il monitoraggio, la valutazione e il riesame indipendenti, di cui
all'articolo 7 del programma quadro, delle attività svolte nei settori coperti dal programma specifico.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT              Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/99
                                              Articolo 10
La presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea.
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì 19 dicembre 2006.
                                              Per il Consiglio
                                              Il presidente
                                              J. KORKEAOJA
 ---pagebreak--- L 400/100         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                   30.12.2006
                                             ALLEGATO I
                             OBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI,
                LINEE DI INDIRIZZO GENERALI DEI TEMI E DELLE ATTIVITÀ
In questo programma specifico si offrirà sostegno alla cooperazione transnazionale a tutti i livelli
nell'Unione europea ed altrove, in una serie di aree tematiche che corrispondono ai principali settori
del progresso della conoscenza e delle tecnologie, in cui la ricerca deve essere sostenuta e
potenziata per affrontare le sfide che si pongono in Europa sul piano sociale, economico, sanitario,
ambientale ed industriale.
L'obiettivo generale è contribuire allo sviluppo sostenibile promuovendo al tempo stesso la ricerca
il cui scopo principale è quello di aumentare la conoscenza ai massimi livelli di eccellenza.
I dieci temi individuati per l'azione comunitaria sono elencati qui di seguito.
1)        salute;
2)        prodotti alimentari, agricoltura e pesca e biotecnologie;
3)        tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
4)        nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione;
5)        energia;
6)        ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici);
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/101
7)        trasporti (ivi compresa l'aeronautica);
8)        scienze socioeconomiche e scienze umane;
9)        spazio;
10)       sicurezza.
Ciascun tema è descritto in termini di obiettivo, strategia di esecuzione e attività, comprese quelle
che comportano iniziative di vasta portata (come riportato a titolo indicativo nell'allegato IV),
cooperazione internazionale, esigenze emergenti ed esigenze strategiche impreviste.
Il principio dello sviluppo sostenibile sarà tenuto in debito conto. Conformemente alla politica
europea di pari opportunità fra uomo e donna, di cui agli articoli 2 e 3 del trattato, le attività del
programma specifico assicureranno la realizzazione di misure appropriate per promuovere la parità di
genere e la partecipazione di donne ricercatrici. Inoltre, se pertinenti, fra le attività del presente
programma specifico rientreranno anche gli aspetti di carattere etico, sociale, giuridico e gli aspetti
culturali in senso lato delle attività di ricerca da intraprendere e delle potenziali applicazioni di tali
ricerche, nonché le ripercussioni socioeconomiche dello sviluppo scientifico e tecnologico e le
prospettive.
 ---pagebreak--- L 400/102          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
Ricerche pluridisciplinari e transettoriali, ivi compresi gli inviti congiunti
Si presterà particolare attenzione alle aree scientifiche e tecnologiche prioritarie che riguardano più
temi, come le scienze e le tecnologie marine. La pluridisciplinarità sarà incentivata mediante
approcci congiunti transettoriali di temi di ricerca e sviluppo tecnologico che rivestono un interesse
per varie aree tematiche. Queste strategie transettoriali saranno realizzate in particolare mediante i
seguenti strumenti:
–         il ricorso a inviti congiunti nell'ambito di più temi qualora un tema di ricerca rivesta un
          chiaro interesse per le attività svolte nell'ambito di ciascuno dei temi in questione;
–         la particolare attenzione prestata alla ricerca interdisciplinare nell'ambito dell'attività
          "esigenze emergenti";
–         il ricorso a consulenze esterne anche di ricercatori provenienti da un'ampia gamma di
          discipline e contesti per l'elaborazione del programma di lavoro;
–         relazioni periodiche sulle aree di ricerca transettoriali nell'ambito delle attività globali di
          monitoraggio, valutazione e revisione del programma;
–         per quanto concerne la ricerca orientata alle politiche, garantendo la coerenza con le
          politiche comunitarie.
La Commissione europea garantirà il coordinamento tra i temi del presente programma specifico e
le azioni realizzate nell'ambito di altri programmi specifici del settimo programma quadro, come
quelle concernenti le infrastrutture di ricerca nel programma specifico "Capacità".1
1
        Per facilitare l'esecuzione del programma, per ciascuna riunione del comitato del
        programma stabilito nell'ordine del giorno, la Commissione rimborsa, conformemente a
        quanto da essa stabilito, le spese di un rappresentante per Stato membro nonché di un
        esperto/consulente per Stato membro per i punti dell'ordine del giorno per i quali uno Stato
        membro richiede una competenza specifica.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 400/103
Adeguamento all'evoluzione delle esigenze e delle opportunità
La costante pertinenza dei temi di ricerca per l'industria e la costante partecipazione dell'industria a
tali richieste sarà garantita grazie anche al lavoro delle varie "Piattaforme tecnologiche europee". Il
presente programma specifico unitamente ai contributi dell'industria contribuirà in questo modo
all'attuazione delle pertinenti agende strategiche di ricerca quali quelle stabilite ed elaborate dalle
piattaforme tecnologiche europee qualora rivestano un vero valore aggiunto europeo. Le dieci aree
tematiche tengono già ampiamente conto delle esigenze generali di ricerca individuate nelle agende
strategiche di ricerca esistenti. Le piattaforme tecnologiche europee, con l'eventuale partecipazione
di cluster regionali orientati alla ricerca, possono svolgere un ruolo nell'agevolare e organizzare la
partecipazione dell'industria, incluse le PMI, ai progetti di ricerca attinenti ai loro specifici settori,
compresi i progetti ammissibili al finanziamento a titolo del programma quadro. L'integrazione più
dettagliata del loro contenuto tecnico avverrà in seguito, al momento dell'elaborazione del
programma di lavoro particolareggiato in vista degli inviti a presentare proposte specifici.
Sarà inoltre garantita la costante pertinenza dei temi per la formulazione, la realizzazione e la
valutazione delle politiche e della regolamentazione comunitarie. Ciò riguarda settori di intervento
come la salute, la sicurezza, la tutela dei consumatori, l'energia, l'ambiente, l'aiuto allo sviluppo, la
pesca, gli affari marittimi, l'agricoltura, la salute e il benessere degli animali, i trasporti, l'istruzione
e la formazione, la società dell'informazione e i media, l'occupazione, gli affari sociali, la coesione,
la creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, nonché la ricerca prenormativa e
conormativa destinata a migliorare l'interoperabilità e la qualità delle norme e della loro esecuzione.
In questo ambito, possono svolgere un ruolo utile anche le piattaforme che associano le parti
interessate e la comunità di ricerca al fine di riflettere su agende strategiche di ricerca che rivestono
interesse per la politica sociale, la politica ambientale o altri settori di intervento.
 ---pagebreak--- L 400/104          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
Nell'ambito di ciascun tema, oltre alle attività definite, saranno realizzate, all'insegna dell'apertura e
della flessibilità, azioni specifiche destinate a rispondere alle "esigenze emergenti" e alle "esigenze
strategiche impreviste". La realizzazione di queste azioni garantirà un approccio semplice, coerente
e coordinato nell'insieme del programma specifico, nonché il finanziamento di lavori di ricerca
interdisciplinari che riguardano più aree tematiche o altri argomenti.
• Tecnologie future ed emergenti: si potrà apportare un sostegno specifico a proposte di ricerca
   destinate a individuare o studiare approfonditamente nuove opportunità scientifiche e
   tecnologiche in un settore determinato e/o in combinazione con altri settori e discipline pertinenti
   mediante un sostegno specifico destinato a proposte; si tratta di sostenere nuove idee e utilizzi
   radicalmente nuovi e di esplorare nuove opzioni nei programmi di ricerca, in particolare quelli
   con potenzialità di scoperte significative; sarà garantito un coordinamento adeguato con le
   attività svolte nell'ambito del programma "Idee" al fine di evitare sovrapposizioni e garantire un
   utilizzo ottimale dei finanziamenti. Questo sostegno sarà realizzato mediante:
          –      ricerca aperta, "dal basso verso l'alto", su argomenti stabiliti dai ricercatori stessi al
                 fine di individuare nuove opportunità scientifiche e tecnologiche (azioni
                 "Adventure") o valutare nuove scoperte o fenomeni di recente osservazione che
                 potrebbero essere indice di rischi o problemi per la società (azioni "Insight");
          –      iniziative orientate su obiettivi specifici, che costituiscono vere sfide, in settori
                 scientifici e tecnologici emergenti caratterizzati da prospettive di progressi
                 significativi e un impatto potenziale considerevole sull'evoluzione economica e
                 sociale, e possono comportare insiemi di progetti complementari (azioni
                 "Pathfinder").
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/105
• Esigenze strategiche impreviste: si tratta di reagire in modo flessibile alle nuove esigenze
   strategiche che emergono durante l'esecuzione del programma quadro, in caso ad esempio di
   sviluppi o eventi imprevisti che richiedono una reazione rapida, come le nuove epidemie, le
   preoccupazioni emergenti relative alla sicurezza dei prodotti alimentari, gli interventi o le azioni
   di solidarietà in caso di catastrofi naturali. Queste attività saranno realizzate in stretto
   collegamento con le politiche comunitarie interessate. Il programma di lavoro annuale potrà
   subire modifiche qualora si manifestassero esigenze di ricerca urgenti.
Diffusione, trasferimento di conoscenze e impegno più ampio
La diffusione e il trasferimento delle conoscenze hanno un valore aggiunto fondamentale nelle azioni
di ricerca europee e saranno intraprese misure per incrementare l'utilizzo e l'impatto dei risultati da
parte dell'industria, dei responsabili delle politiche e della società. La diffusione sarà considerata un
compito integrante nell'ambito di tutte le aree tematiche, con restrizioni appropriate per il tema della
sicurezza a causa del carattere riservato delle attività, tra l'altro mediante il finanziamento di
iniziative di collegamento in rete/intermediazione, seminari e eventi, assistenza di esperti esterni e
servizi elettronici di informazione. In ciascuna area tematica si procederà mediante:
–         l'integrazione di azioni di diffusione e trasferimento di conoscenze nei progetti e consorzi,
          mediante adeguate disposizioni nei sistemi di finanziamento e l'obbligo di rendere conto
          delle azioni;
–         l'offerta di un'assistenza mirata ai progetti e ai consorzi al fine di consentir loro di accedere
          alle competenze necessarie per ottimizzare la valorizzazione dei risultati;
 ---pagebreak--- L 400/106          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          30.12.2006
–         azioni specifiche di diffusione caratterizzate da un approccio proattivo per diffondere i
          risultati di una gamma di progetti, anche quelli realizzati nell'ambito di programmi quadro
          precedenti e di altri programmi di ricerca, che riguardano settori o gruppi di interesse
          specifici, ponendo l'accento in particolare sugli utilizzatori potenziali;
–         diffusione tra i responsabili politici, ivi compresi gli organismi di standardizzazione, al fine
          di agevolare l'uso dei risultanti pertinenti per le politiche da parte degli organismi
          appropriati sul piano internazionale, europeo, nazionale o regionale;
–         servizi CORDIS destinati a promuovere la diffusione delle conoscenze mediante un facile
          approccio e la valorizzazione dei risultati della ricerca;
–         iniziative destinate a favorire il dialogo e i dibattiti su temi scientifici e risultati della
          ricerca con un ampio pubblico al di fuori della comunità dei ricercatori, comprese le
          organizzazioni della società civile.
Nell'insieme del programma quadro sarà garantito il coordinamento della diffusione e del
trasferimento delle conoscenze. Sarà garantita la complementarità e la sinergia tra questo
programma e altri programmi comunitari, in particolare nel settore dell'istruzione allo scopo di
promuovere le carriere nel settore della ricerca. Nell'ambito del programma "Competitività ed
innovazione" saranno realizzate azioni complementari destinate a sostenere l'innovazione.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/107
Partecipazione delle PMI
La partecipazione ottimale delle piccole e medie imprese (PMI) sarà agevolata nelle varie aree
tematiche, in particolare perfezionando le procedure finanziarie e amministrative e offrendo una
maggiore flessibilità nella scelta del sistema di finanziamento adeguato. Inoltre, le esigenze e il
potenziale in materia di ricerca delle PMI sono debitamente considerati nella definizione del contenuto
delle aree tematiche del presente programma specifico, e le aree che rivestono un interesse particolare
per le PMI saranno segnalate nel programma di lavoro. All'interno dell'intero programma saranno
adottate misure concrete, che includano azioni di sostegno per facilitare la partecipazione delle PMI,
nel quadro di una strategia che sarà elaborata nell'ambito di ciascun tema. Tali strategie saranno
accompagnate da controlli quantitativi e qualitativi rispetto agli obiettivi prestabili. Lo scopo è fare in
modo che almeno il 15 % del finanziamento disponibile nell'ambito del programma vada alle PMI.
Il programma specifico "Capacità" prevede azioni specifiche a sostegno della ricerca a vantaggio
delle PMI o delle associazioni di PMI, mentre il programma "Competitività e innovazione"
finanzierà azioni destinate a promuovere la partecipazione delle PMI al programma quadro.
 ---pagebreak--- L 400/108          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          30.12.2006
Aspetti etici
Nell'esecuzione del presente programma specifico e delle attività di ricerca che ne derivano occorre
rispettare i principi etici fondamentali. Si tratta in particolare dei principi enunciati nella Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea che comprendono la protezione della dignità e della vita umana, la
protezione dei dati personali e della privacy, nonché la protezione degli animali e dell'ambiente
conformemente al diritto comunitario e alle versioni più recenti delle convenzioni, delle linee guida e
dei codici di condotta internazionali in materia, tra cui la dichiarazione di Helsinki, la convenzione del
Consiglio d'Europa sui diritti umani e la biomedicina firmato a Oviedo il 4 aprile 1997 e i suoi protocolli
aggiuntivi; la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei minori, la dichiarazione universale sul
genoma umano e i diritti dell'uomo adottata dall'UNESCO, la convenzione delle Nazioni Unite sulle
armi biologiche e tossiche (BTWC), il trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per
l'alimentazione e l'agricoltura e le relative risoluzioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Si terrà inoltre conto dei pareri del gruppo europeo di esperti sulle implicazioni etiche delle
biotecnologie (1991–1997) e dei pareri del gruppo europeo per l'etica delle scienze e delle nuove
tecnologie (dal 1998).
Conformemente al principio di sussidiarietà e data la diversità degli approcci attuati in Europa, i
partecipanti ai progetti di ricerca devono conformarsi alla legislazione, alla regolamentazione e alle
norme etiche vigenti nei paesi in cui si svolgeranno le ricerche. In ogni caso, si applicano le
disposizioni nazionali e la Comunità non concederà alcun finanziamento per realizzazione, in un
determinato Stato membro o in un altro paese, di ricerche che siano vietate dalle autorità nazionali.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/109
Se del caso, i partecipanti ai progetti di ricerca devono ottenere l'accordo dei comitati etici nazionali
o locali competenti prima di avviare le loro attività di RST. Le proposte riguardanti temi sensibili o
i cui aspetti etici non siano stati adeguatamente valutati saranno sistematicamente oggetto di una
valutazione etica da parte della Commissione. In determinati casi, detto esame potrà aver luogo nel
corso della realizzazione di un progetto.
Non si concederà nessun finanziamento ad attività di ricerca vietate in tutti gli Stati membri.
Il protocollo sulla protezione ed il benessere degli animali allegato al trattato impone alla Comunità
di tenere conto dei requisiti in materia di benessere degli animali nel formulare e attuare le politiche
comunitarie, compresa la ricerca. La direttiva 86/609/CEE del Consiglio del 24 novembre 1986
concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamenti e amministrative degli
Stati membri relative alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini
scientifici1 stabilisce quanto segue per quanto riguarda gli esperimenti:
–         devono essere concepiti in modo da evitare angoscia, dolore e sofferenze inutili agli
          animali da esperimento;
–         il numero degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici deve essere
          ridotto ad un minimo;
–         occorre utilizzare animali con un grado ridotto di sensibilità neurofisiologica;
–         occorre realizzare gli esperimenti che causano meno dolore, sofferenza, angoscia o danni
          durevoli.
1
        GU L 358 del 18.12.1986, pag. 1. Direttiva modificata della direttiva 2003/65/CE del
        Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 230 del 16.9.2003, pag. 32).
 ---pagebreak--- L 400/110          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
La modifica del patrimonio genetico degli animali e la clonazione di animali possono essere previsti
solo se gli scopi perseguiti si giustificano dal punto di vista etico e se le condizioni di queste attività
garantiscono il benessere degli animali e il rispetto dei principi della diversità biologica.
Durante l'esecuzione del presente programma, la Commissione monitorerà regolarmente i progressi
scientifici e l'evoluzione delle disposizioni nazionali e internazionali in modo da tener conto di tutti
i nuovi sviluppi in materia.
La ricerca concernente gli aspetti etici legati agli sviluppi scientifici e tecnologici sarà realizzata
nell'ambito della parte "Scienza nella società" del programma specifico "Capacità".
Ricerca in collaborazione
La maggior parte dei finanziamenti comunitari destinati alla ricerca sarà consacrata alla ricerca in
collaborazione che ne costituisce il nucleo centrale. L'obiettivo è avviare, nei principali settori di
progresso delle conoscenze, progetti di ricerca e reti di elevata qualità in grado di attirare ricercatori
ed investimenti dall'Europa e dal mondo intero, rafforzando nel contempo la base industriale e
tecnologica europea e sostenendo le politiche comunitarie.
A tal fine la ricerca in collaborazione, che prevede anche l'attiva partecipazione dell'industria, sarà
sostenuta mediante una serie di meccanismi di finanziamento: progetti in collaborazione, reti di
eccellenza, azioni di coordinamento/sostegno.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/111
Iniziative tecnologiche congiunte
In un numero molto limitato di casi, la portata dell'obiettivo di RST e l'entità delle risorse necessarie
giustificano l'istituzione di partnership pubblico/privato a lungo termine che assumono la forma di
"Iniziative tecnologiche congiunte". Queste iniziative, risultanti essenzialmente dal lavoro delle
piattaforme tecnologiche europee e concernenti uno o più aspetti specifici di ricerca nel loro settore,
assoceranno investimenti del settore privato e finanziamenti pubblici nazionali ed europei, ivi
compresi finanziamenti provenienti dal programma quadro di ricerca e finanziamenti con ricorso al
credito concessi dalla Banca europea per gli investimenti. Ciascuna delle iniziative tecnologiche
congiunte sarà decisa individualmente, in base all'articolo 171 del trattato (il che può comportare la
creazione di un'impresa comune) oppure sulla base di una modifica del presente programma
specifico conformemente all'articolo 166, paragrafo 3 del trattato.
Le iniziative tecnologiche congiunte da realizzare sono individuate in modo trasparente sulla base
di una serie di criteri, tra cui:
–         incapacità degli strumenti esistenti di conseguire l'obiettivo;
–         entità dell'impatto sulla competitività e la crescita industriali;
–         valore aggiunto dell'intervento a livello europeo;
–         grado di definizione e chiarezza dell'obiettivo e dei risultati tangibili da perseguire;
–         portata dell'impegno finanziario e in termini di risorse dell'industria;
 ---pagebreak--- L 400/112           IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                  30.12.2006
–         importanza del contributo a favore di obiettivi strategici più ampi, incluso il vantaggio per
          la società;
–         capacità di attirare aiuti nazionali supplementari e incentivare finanziamenti industriali,
          immediatamente o in futuro.
La natura delle iniziative tecnologiche congiunte deve essere chiaramente definita, soprattutto per
quanto riguarda le questioni concernenti:
–         gli impegni finanziari;
–         la durata dell'impegno dei partecipanti;
–         le norme che regolano l'accesso e lo scioglimento del contratto;
–         i diritti di proprietà intellettuale.
Alla luce della particolare portata e complessità delle iniziative tecnologiche congiunte, saranno
compiuti notevoli sforzi per garantirne un funzionamento trasparente e far sì che qualsiasi
stanziamento di finanziamenti comunitari da parte delle iniziative tecnologiche congiunte abbia
luogo nel rispetto dei principi di eccellenza e di competitività del programma quadro.
Si presterà particolare attenzione alla coerenza e al coordinamento complessivi tra iniziative
tecnologiche congiunte e programmi e progetti nazionali negli stessi settori 1, nel rispetto delle
procedure di esecuzione esistenti, nonché a garantire che la partecipazione ai loro progetti sia aperta
ad un'ampia gamma di partecipanti in tutta Europa, in particolare PMI.
1
        In particolare con le attività svolte dalla struttura intergovernativa EUREKA. Inoltre
        l'esperienza acquisita dai raggruppamenti EUREKA potrebbe essere importante per le
        iniziative tecnologiche congiunte nei settori connessi.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/113
Nell'allegato IV è riportato un elenco indicativo di iniziative tecnologiche congiunte. Altre
iniziative tecnologiche congiunte potranno essere stabilite sulla base dei criteri summenzionati e
proposte nel corso dell'attuazione del settimo programma quadro.
Coordinamento dei programmi di ricerca non comunitari
L'azione svolta in questo ambito si avvarrà di due strumenti principali: il piano ERA-NET e la
partecipazione della Comunità a programmi nazionali di ricerca avviati congiuntamente
(articolo 169 del trattato). L'azione servirà anche a rafforzare la complementarità e le sinergie tra il
programma quadro e le attività svolte nell'ambito di strutture intergovernative, quali EUREKA,
EIROforum e COST. Sarà concesso un sostegno finanziario alle attività di gestione e
coordinamento in modo che COST possa continuare a contribuire al coordinamento e agli scambi
tra équipe di ricerca finanziate a livello nazionale.
Le azioni che rientrano nell'ambito di una delle aree tematiche saranno finanziate in quanto parte
integrante delle attività previste nell'ambito di tale area. Le azioni a carattere orizzontale o non
direttamente collegate alle dieci aree tematiche saranno finanziate congiuntamente da tutte le aree
tematiche interessate.1
Le azioni che rientrano nell'ambito di un altro programma specifico recante realizzazione del
settimo programma quadro sono finanziate nell'ambito di tale programma specifico.
1
        Il che può comprendere l'eventuale esecuzione congiunta dei programmi nel campo della
        metrologia.
 ---pagebreak--- L 400/114          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
Il piano ERA-NET svilupperà e rafforzerà il coordinamento delle attività nazionali e regionali di
ricerca:
–         fornendo un quadro di riferimento per i soggetti che attuano programmi di ricerca pubblici
          per rafforzare il coordinamento delle loro attività. Ciò comprende il sostegno di nuovi piani
          ERA-NET, nonché l'ampliamento e l'approfondimento della portata degli ERA-NET
          esistenti, estendendo ad esempio la loro partnership e rendendo reciprocamente accessibili
          i loro programmi. Se opportuno gli ERA-MET potrebbero essere utilizzati per il
          coordinamento dei programmi tra regioni europee e Stati membri per consentire la loro
          cooperazione con iniziative su ampia scala;
–         in un numero limitato di casi, fornendo un sostegno finanziario comunitario supplementare
          a quei partecipanti che mettono in comune risorse destinate agli inviti a presentare proposte
          congiunti tra i loro rispettivi programmi nazionali e regionali ("ERA-NET PLUS").
La partecipazione della Comunità ai programmi di ricerca nazionali avviati congiuntamente a
norma dell'articolo 169 è particolarmente interessante per la cooperazione europea su ampia scala,
secondo una "geometria variabile" tra Stati membri che condividono esigenze e/o interessi. In
determinati casi, tali iniziative saranno avviate in settori individuati in stretta collaborazione con gli
Stati membri, e non escludono una cooperazione con programmi intergovernativi sulla base
dell'insieme di criteri definiti nella decisione relativa al settimo programma quadro.
L'allegato IV riporta un elenco indicativo delle iniziative destinate all'attuazione congiunta
nell'ambito di programmi di ricerca nazionali. Queste potrebbero essere oggetto di una decisione
separata in base all'articolo 169 del trattato. Ulteriori iniziative possono esser individuate e proposte
nel corso dell'attuazione del settimo programma quadro.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/115
Cooperazione internazionale
Le azioni di cooperazione internazionale, che presentano un valore aggiunto europeo e sono di
interesse reciproco, sosteranno una politica scientifica e tecnologica internazionale che si pone due
obiettivi interdipendenti:
–         sostenere e promuovere la competitività europea mediante partnership di ricerca
          strategiche in campo scientifico e tecnologico con paesi terzi, ivi compresi paesi altamente
          industrializzati ed economie emergenti, invitando i migliori scienziati dai paesi terzi a
          lavorare in Europa e con la stessa;
–         affrontare problemi specifici che colpiscono i paesi terzi o problemi di portata mondiale,
          sulla base dell'interesse e dei vantaggi reciproci.
La politica di cooperazione scientifica internazionale della Comunità attribuirà particolare rilievo e
svilupperà la cooperazione al fine di produrre, condividere e valorizzare le conoscenze attraverso
partenariati di ricerca equi, che tengano conto del contesto internazionale, nazionale, regionale e
socioeconomico, nonché della base di conoscenze dei paesi partner. L'approccio strategico mira a
rafforzare la competitività dell'UE e a favorire lo sviluppo mondiale sostenibile grazie a questi
partenariati conclusi a livello bilaterale, regionale e mondiale, tra l'UE e i paesi terzi secondo il
principio dell'interesse e dei vantaggi reciproci. A tal fine, il ruolo dell'UE in quanto operatore
mondiale dovrebbe essere incentivato anche mediante programmi multilaterali di ricerca
internazionale. Le azioni di cooperazione internazionale finanziate riguarderanno grandi sfide
politiche al fine di aiutare l'UE a tener fede ai suoi impegni internazionali e contribuire alla
condivisione dei valori europei, quali la competitività, il progresso socioeconomico, la protezione
dell'ambiente e le regole di previdenza sociale, nell'ambito dello sviluppo sostenibile mondiale.
 ---pagebreak--- L 400/116           IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
Nel contesto del presente programma specifico, la cooperazione internazionale sarà attuata in
ciascuna area tematica e nell'ambito di più temi, mediante:
• una partecipazione rafforzata dei ricercatori e degli istituti di ricerca di tutti i paesi partner
    nell'ambito della cooperazione internazionale e i paesi industrializzati1 nelle aree tematiche, con
    restrizioni appropriate per il tema della sicurezza a causa del carattere riservato delle attività per
    tutti i paesi terzi che non sono paesi associati. Inoltre sarà incoraggiata la partecipazione di paesi
    terzi in settori di interesse reciproco;
• azioni specifiche di cooperazione in ciascuna area tematica destinate a paesi terzi qualora
    sussista un interesse reciproco nella cooperazione su temi particolari, da selezionare sulla base
    del loro livello e delle loro esigenze sotto il profilo scientifico e tecnologico. L'individuazione di
    esigenze e priorità specifiche sarà strettamente legata agli accordi di cooperazione bilaterali
    pertinenti e ai dialoghi multilaterali e biregionali in corso tra l'UE e questi paesi o gruppi di
    paesi. Le priorità saranno definite in funzione delle esigenze specifiche, del potenziale e del
    livello di sviluppo economico della regione o del paese in questione.
A tal fine, sarà elaborato un piano esecutivo strategico in materia di cooperazione internazionale
che comporterà azioni specifiche mirate concernente un solo tema o di natura trasversale, ad
esempio in settori quali la sanità, l'agricoltura, servizi igienici in materia di risorse idriche; le risorse
idriche, la sicurezza alimentare, la coesione sociale, l'energia, l'ambiente, la pesca, l'acquacoltura e
le risorse naturali, la politica economica sostenibile e le tecnologie dell'informazione e della
comunicazione.
1
          Come stabilito nelle regole di partecipazione e diffusione.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/117
Queste azioni fungeranno da strumenti privilegiati per realizzare la cooperazione tra la Comunità e
questi paesi. Tali azioni mirano in particolare a rafforzare le capacità di ricerca e cooperazione dei
paesi candidati, dei paesi confinanti, dei paesi in via di sviluppo e delle economie emergenti. Le
azioni saranno oggetto di inviti mirati e si farà il possibile per agevolare l'accesso a tali azioni dei
paesi terzi interessati, in particolare dei paesi in via di sviluppo.
Queste attività saranno realizzate in stretto coordinamento con le azioni di cooperazione
internazionale nell'ambito dei programmi specifici "Persone" e "Capacità". Una strategia globale di
cooperazione internazionale nell'ambito del programma quadro sosterrà tali azioni.
                                                      TEMI
1.       Salute
Obiettivo
Migliorare la salute dei cittadini europei e rafforzare la competitività e la capacità di innovazione
delle industrie e delle aziende europee del settore della salute, affrontando nello stesso tempo
questioni sanitarie di livello mondiale come le nuove epidemie. Si porrà l’accento sulla ricerca
traslazionale (trasformazione di scoperte fondamentali in applicazioni cliniche, compresa la
validazione scientifica dei risultati sperimentali), lo sviluppo e la convalida di nuove terapie, i metodi
di promozione e prevenzione della salute, compresa la promozione della salute dei bambini, di un
invecchiamento sano, gli strumenti diagnostici e le tecnologie mediche, nonché sistemi sanitari
sostenibili ed efficienti.
 ---pagebreak--- L 400/118          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
Strategia
Queste attività di ricerca consentiranno di approfondire le nostre conoscenze per promuovere più
efficacemente la buona salute, ridurre le differenze a livello sanitario in Europa, prevenire e curare
le principali malattie e fornire cure sanitarie adeguate. La ricerca biomedica di base costituirà parte
integrante di questo tema. Nell'ambito del tema "salute" gli approcci pluridisciplinari rivestono
un'importanza particolare.
Questa ricerca contribuirà ad integrare la vasta quantità di dati genomici epidemiologici, biologici e
biotecnologici e a elaborare tecnologie chiave per le industrie del settore sanitario al fine di
sviluppare la conoscenza e la capacità di intervento. Incentiverà la ricerca traslazionale in materia
sanitaria che è fondamentale per ottenere benefici pratici, compreso il miglioramento della qualità di
vita, dalla ricerca biomedica. Queste attività di ricerca consentiranno all’Europa di contribuire più
efficacemente alle attività internazionali di lotta contro le malattie diffuse a livello mondiale, come
dimostra il programma in corso EDCTP "Partenariato per le sperimentazioni cliniche Europa-paesi
in via di sviluppo" per combattere l’HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi (articolo 169) 1. Dette
attività rafforzeranno la ricerca orientata sulla politica sanitaria su scala europea e in particolare i
confronti tra modelli, sistemi e dati contenuti nelle base di dati nazionali. In questo ambito, il
collegamento in rete delle pertinenti basi di dati riveste un'importanza particolare.
1
         Qualora necessario nuove importanti iniziative in materia di coordinamento dei programmi
         nazionali di ricerca possono beneficiare di finanziamenti.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/119
Queste attività di ricerca contribuiranno a rafforzare la competitività dei settori delle biotecnologie
applicate alle cure sanitarie e delle tecnologie mediche in Europa, in cui le PMI costituiscono i
principali motori economici, nonché nel settore farmaceutico. Possono includere il sostegno alla
Piattaforma tecnologia europea 1 sui farmaci innovativi al fine di eliminare gli ostacoli in materia di
ricerca che rallentano il processo di sviluppo di medicinali. Ci si impegnerà in particolare per
colmare il divario tra le attività di ricerca e la valorizzazione dei risultati, fornendo un sostegno alla
verifica teorica e alla convalida clinica. Queste ricerche contribuiranno anche all’elaborazione di
norme e standard per nuove terapie avanzate (ad es. medicina rigenerativa) necessarie per aiutare
l’industria comunitaria a far fronte alla concorrenza mondiale. Dovrebbe essere assicurato il ruolo
guida della ricerca e dell'innovazione europee nel settore delle strategie di sperimentazione
alternative, in particolare metodi non basati sugli animali.
Qualora opportuno, le questioni di genere nella ricerca saranno prese in considerazione ed integrate
nei progetti2. Particolare attenzione sarà accordata alla comunicazione dei risultati della ricerca e
all’avvio di un dialogo con la società civile, in particolare con gruppi di pazienti, nella fase più
precoce possibile, su nuovi sviluppi derivanti dalla ricerca biomedica e genetica. Si garantirà inoltre
l’ampia diffusione ed utilizzazione dei risultati.
1
        Le agende strategiche di ricerca di altre piattaforme tecnologiche europee possono essere
        finanziate qualora siano particolarmente utili per le industrie del settore sanitario.
2
        Fattori di rischio, meccanismi biologici, cause, manifestazioni cliniche, conseguenze e cure
        delle malattie e dei disturbi differiscono spesso tra donne e uomini. Pertanto tutte le attività
        finanziate nell’ambito di questo tema devono rispecchiare la possibile presenza di tali
        differenze nei loro protocolli di ricerca, nelle metodologie e nell’analisi dei risultati.
 ---pagebreak--- L 400/120           IT               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
Le problematiche fondamentali, la salute dei bambini 1 e la salute degli anziani riceveranno
un'attenzione particolare e saranno prese in considerazione ove opportuno nell'ambito di tutte le
attività attinenti a questo tema, le cui priorità saranno precisate nel programma di lavoro. Sono
previsti anche altri settori multidisciplinari. Questo metodo trasversale garantirà un approccio
visibile e coerente in relazione a queste problematiche nell’insieme dell’area tematica, evitando nel
contempo le sovrapposizioni.
Le questioni etiche, giuridiche e socioeconomiche saranno prese in considerazione nell'ambito di
ciascuna delle attività descritte qui di seguito2.
Attività
• Biotecnologie, tecnologie mediche e strumenti generici per la salute umana
Questa attività mira a sviluppare e convalidare gli strumenti e le tecnologie necessarie per la
produzione di nuove conoscenze e la loro traduzione in applicazioni pratiche nel settore della sanità
e della medicina.
–          Ricerca high-throughput (ad elevate prestazioni): catalizzazione dei progressi
           nell'elaborazione di nuovi strumenti di ricerca nella biologia moderna, compresa la
           genomica fondamentale, che rafforzeranno notevolmente la produzione di dati e
           miglioreranno la standardizzazione, l’acquisizione e l’analisi di dati e di campioni
           (biobanche). Le ricerche si incentreranno sulle nuove tecnologie per il sequenziamento,
           l’espressione genica, la genotipizzazione e la fenotipizzazione, la genomica strutturale e
           funzionale, la bioinformatica e la biologia dei sistemi, e altre tecnologie "-omiche".
1
         Si offrirà particolare sostegno a studi clinici specifici per fornire prove sull’uso appropriato
         di prodotti generici (off-patent) utilizzati attualmente off-label presso popolazioni
         pediatriche.
2
         Attività di ricerca specifiche su questioni etiche, giuridiche e socioeconomiche verranno
         intraprese nell'ambito del tema scienze socioeconomiche e scienze umane quale parte del
         programma specifico "Cooperazione"' e del programma specifico "Capacità".
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/121
–         Individuazione, diagnosi e monitoraggio: sviluppo di strumenti e tecnologie di
          visualizzazione, imaging (trattamento delle immagini), individuazione e analisi per la
          ricerca biomedica, per la previsione, la diagnosi, il monitoraggio e la prognosi delle
          malattie, nonché per sostenere e orientare gli interventi terapeutici. Si privilegerà un
          approccio multidisciplinare che integra settori quali la biologia molecolare e cellulare, la
          fisiologia, la genetica, la fisica, la chimica, l'ingegneria biomedica incluse le
          nanotecnologie, i microsistemi, i dispositivi e le tecnologie informatiche. Si accorderà
          particolare rilievo ai metodi non invasivi o poco invasivi e agli aspetti della garanzia della
          qualità.
–         Previsione dell’adeguatezza, della sicurezza e dell’efficacia delle terapie: si mira a
          sviluppare e convalidare i parametri, gli strumenti, i metodi e le norme necessarie per fare
          in modo che i pazienti possano beneficiare di nuovi o migliori biofarmaci sicuri ed
          efficaci1. L’accento sarà posto su strategie quali la farmacogenomica, lo sviluppo e la
          convalida di marcatori biologici, le strategie selettive e di fornitura e i metodi e i modelli in
          silico, in vitro (ivi comprese le alternative alla sperimentazione animale) e in vivo2.
–         Strategie ed interventi terapeutici innovativi: ricerca, consolidamento e ulteriore sviluppo
          di terapie e tecnologie avanzate che presentano un notevole potenziale di applicazione.
          L’accento sarà posto sulla terapia genica e cellulare, la medicina rigenerativa, i trapianti,
          l’immunoterapia e i vaccini, e altre terapie. Le tecnologie connesse, come i sistemi
          avanzati di somministrazione mirata, gli impianti e le protesi avanzate, nonché gli
          interventi non invasivi o poco invasivi saranno anch’esse oggetto di ricerche.
1
        Per quanto riguarda i farmaci convenzionali (farmaci e biofarmaci) questi aspetti potrebbero
        essere esaminati nell'ambito dell'iniziativa tecnologica congiunta sui farmaci innovativi.
2
        Alternative in materia di sostituzione, affinamento e riduzione dell'uso di animali nella
        ricerca biomedica.
 ---pagebreak--- L 400/122          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
• Ricerca traslazionale per la salute umana
Questa attività mira ad approfondire le conoscenze sui processi e i meccanismi biologici in
condizioni di buona salute o in caso di determinate patologie, al fine di tradurre queste conoscenze
in applicazioni cliniche, compresi il controllo e la cura delle patologie, e garantire che il
proseguimento delle ricerche si basi sui dati clinici, (compresi quelli epidemiologici).
–         Integrazione di dati e processi biologici: rilevazione di dati su ampia scala, biologia dei
          sistemi.
          • Rilevazione di dati su larga scala: si tratta di utilizzare tecnologie high-throughput per
             generare dati utili per lo studio e la comprensione della funzione genica e dei prodotti
             genici e delle loro interazioni in reti complesse nell'ambito di importanti processi
             biologici. La ricerca si incentrerà sulla genomica, la proteomica, le scienze omiche
             basate sull'RNA, la genetica delle popolazioni, la genetica comparativa, strutturale e
             funzionale.
          • Biologia dei sistemi: si porrà l’accento su attività di ricerca pluridisciplinare che
             integreranno un’ampia varietà di dati biologici e svilupperanno e applicheranno
             approcci sistemici per comprendere e modellizzare i processi biologici in tutti gli
             organismi competenti e a ogni livello organizzativo.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/123
–        Ricerca sul cervello e relative patologie, sviluppo umano e invecchiamento.
          • Ricerca sul cervello e relative patologie: si tratta di comprendere meglio la struttura
            integrata e la dinamica del cervello, di studiare le patologie del cervello, comprese le
            patologie pertinenti legate all'età (ad es. demenza, morbo di Parkinsnon), e individuare
            nuove terapie. La ricerca si incentrerà sull'acquisire una comprensione globale del
            cervello studiando le funzioni cerebrali, dal livello molecolare fino alla funzione della
            cognizione, inclusa la neuroinformatica, e le disfunzioni cerebrali, dal deterioramento
            sinaptico alla neurodegenerazione. La ricerca riguarderà le malattie e i disturbi
            neurologici e psichiatrici, ivi comprese le terapie rigenerative e di "riparazione".
          • Sviluppo umano e invecchiamento: utilizzo di una vasta gamma di metodologie e di
            strumenti per comprendere meglio il processo dello sviluppo nel corso della vita e
            dell’invecchiamento sano. La ricerca sarà incentrata sullo studio dei sistemi umani e dei
            sistemi modello, ivi comprese le interazioni con fattori quali l’ambiente, la genetica, il
            comportamento e il genere.
–        Ricerca traslazionale concernente le principali malattie infettive: affrontare le gravi
         minacce che pesano sulla sanità pubblica.
          • Resistenza ai medicinali antimicrobici compresi i patogeni fungali: si porrà l’accento
            sull’associazione della ricerca di base sui meccanismi molecolari di resistenza,
            dell’ecologia microbica e delle interazioni tra gli agenti patogeni e i loro ospiti, con una
            ricerca clinica su nuovi interventi destinati a ridurre l’insorgenza e la diffusione di
            infezioni multiresistenti.
 ---pagebreak--- L 400/124          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
          • HIV/AIDS, malaria e tubercolosi: la ricerca si incentrerà sullo sviluppo di nuove
             terapie, strumenti diagnostici, strumenti preventivi quali vaccini e barriere chimiche
             contro la trasmissione, come i microbicidi contro l’HIV. Le attività di ricerca si
             incentreranno sulla lotta contro le tre malattie su scala planetaria ma riguarderanno
             anche aspetti specificatamente europei delle tre patologie nonché dell'epatite. Si presterà
             particolare attenzione alle attività di ricerca preclinica e di ricerca clinica precoce, e, se
             opportuno, (ad es. per i vaccini contro l'HIV/AIDS) si attiverà una collaborazione con
             iniziative su scala mondiale.
          • Epidemie potenzialmente nuove e riemergenti: la ricerca si incentrerà sulla lotta contro
             gli agenti patogeni emergenti che comportano rischi di pandemie, zoonosi comprese (ad
             esempio la SARS e l’influenza ad alta patogenicità). Se del caso, saranno adottate
             disposizioni per avviare rapidamente ricerche in collaborazione destinate ad accelerare
             lo sviluppo di strumenti diagnostici, farmaci e vaccini ai fini della prevenzione, del
             trattamento e della lotta efficaci contro le nuove epidemie.
–         Ricerca traslazionale in altre importanti malattie1
          • Cancro: la ricerca si incentrerà sull’eziologia della malattia, nuovi farmaci e terapie;
             l’individuazione e la convalida di bersagli farmacologici (drug target) e di marcatori
             biologici utili ai fini della prevenzione, della diagnosi precoce e del trattamento; ed
             infine sull’efficacia della prognosi preventiva, della diagnosi e degli interventi
             terapeutici.
1
        Saranno presi in considerazione aspetti della medicina palliativa e l'uso di ingredienti attivi.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           L 400/125
          • Malattie cardiovascolari: la ricerca si incentrerà sulla diagnosi, la prevenzione, il
             trattamento e il controllo delle malattie cardiache e vascolari (ivi compresi gli aspetti
             vascolari dell’ictus) sulla base di ampi approcci pluridisciplinari.
          • Diabete e obesità: per quanto concerne il diabete la ricerca si incentrerà sull’eziologia,
             la prevenzione e il trattamento dei vari tipi di diabete. Per quanto riguarda l’obesità la
             ricerca si baserà su strategie pluridisciplinari relative ai fattori genetici, lo stile di vita e
             l’epidemiologia. Per quanto riguarda il diabete e l'obesità, sarà prestata un'attenzione
             particolare alle malattie giovanili e ai fattori che operano nell'infanzia.
          • Malattie rare: la ricerca si incentrerà su studi paneuropei di storia naturale e
             patofisiologia, sullo sviluppo di interventi di prevenzione, diagnostici e terapeutici.
             Questo settore comprenderà lo studio dei fenotipi rari di Mendel delle malattie comuni.
          • Altre malattie croniche: la ricerca si incentrerà su malattie non mortali ma con un forte
             impatto sulla qualità della vita dei pazienti anziani, come le disabilità funzionali e
             sensoriali ed altre malattie croniche (ad esempio artrite, malattie reumatiche e
             muscoloscheletriche e patologie respiratorie comprese quelle indotte da allergie).
• Ottimizzare la prestazione delle cure sanitarie per i cittadini europei
Questa attività mira a fornire la base necessaria sia per consentire l’adozione, in conoscenza di causa,
di decisioni politiche riguardanti i sistemi sanitari sia per migliorare l’efficacia e l'efficienza delle
strategie basate sulle prove di promozione della salute e di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie.
 ---pagebreak--- L 400/126           IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          30.12.2006
–         Tradurre i risultati dalla ricerca clinica nella pratica clinica, con un’utilizzazione più
          adeguata dei farmaci ed un ricorso appropriato agli interventi orientati sul comportamento
          e l’organizzazione, nonché alle nuove terapie e alle tecnologie al servizio della salute. Sarà
          prestata particolare attenzione alla sicurezza del paziente, inclusi gli effetti nocivi
          dell'assunzione di medicinali: si tratta di individuare le migliori pratiche cliniche,
          comprendere il processo decisionale in situazioni cliniche di cure primarie e cure
          specialistiche, promuovere le applicazioni della medicina basata sulle prove e il
          rafforzamento del ruolo dei pazienti. La ricerca si incentrerà sulla valutazione comparativa
          delle strategie, lo studio dei risultati di interventi diversi, ivi compresi i farmaci, farmaci
          complementari e alternativi scientificamente testati e le nuove tecnologie e terapie
          sanitarie, tenendo conto delle strategie di prescrizione, di taluni aspetti delle varie prove
          ottenute con la farmacovigilanza, delle specificità del paziente (ad esempio, suscettibilità
          genetica, età, genere e accettazione della terapia) e dell’analisi costi-benefici.
–         Qualità, efficienza e solidarietà dei sistemi sanitari ivi compresi i sistemi sanitari transitori: si
          tratta di consentire ai vari paesi di sfruttare l’esperienza degli altri sistemi sanitari e la loro
          sostenibilità, tenendo conto dell’importanza dei contesti nazionali e delle caratteristiche della
          popolazione (invecchiamento, mobilità, flussi migratori, istruzione, situazione
          socioeconomica e evoluzione delle condizioni di lavoro ecc.). La ricerca si incentrerà sugli
          aspetti organizzativi, finanziari e regolamentari dei sistemi sanitari (valutazione dei costi,
          dell'efficienza o dei benefici dei vari interventi, compreso in termini di sicurezza dei pazienti),
          la loro attuazione e i loro risultati in termini di efficienza, efficacia ed equità (compresi i
          gruppi svantaggiati). Particolare attenzione sarà attribuita alle questioni legate agli
          investimenti e alle risorse umane, ivi comprese le strategie di assistenza a domicilio. Si
          tratteranno gli aspetti inerenti all'indipendenza, alla qualità della vita e alla mobilità degli
          anziani.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/127
–         Migliorare la promozione della salute e la profilassi: si tratta di fornire elementi di prova
          sulle migliori misure di sanità pubblica in termini di stile di vita, condizioni di vita e di
          lavoro e interventi a livelli e in contesti diversi. La ricerca si incentrerà sui determinanti
          della salute in senso lato e la loro interazione sia a livello di individui che di comunità (ad
          esempio, regime alimentare, stress, tabacco, alcool e altre sostanze, attività fisica, contesto
          culturale, fattori socioeconomici ed ambientali). La salute mentale sarà studiata in una
          prospettiva temporale che copra l’intera durata di vita.
Cooperazione internazionale
La cooperazione internazionale è un elemento integrante di quest’area tematica e riveste
un’importanza particolare per i settori concernenti problemi sanitari mondiali, come la resistenza agli
antibiotici, l’HIV/AIDS, la malaria, la tubercolosi, le malattie trascurate e le nuove pandemie. Può
inoltre comportare la determinazione di priorità nell’ambito di iniziative internazionali, come la
"Global HIV/AIDS Vaccine Enterprise". Con riserva del consolidamento di una partnership
sostenibile a lungo termine nel campo della ricerca clinica tra l’Europa e i paesi in via di sviluppo e
ferma restando l'integrazione delle attività o dei programmi nazionali provenienti dai paesi
partecipanti, il programma EDCTP può beneficiare di un sostegno supplementare, in funzione dei
suoi risultati e delle sue esigenze future 1. Tale programma continuerà ad incentrarsi sulle
sperimentazioni cliniche avanzate per lo sviluppo di nuovi vaccini, microbicidi e farmaci contro le tre
malattie già menzionate nell'Africa subsahariana. A tal fine il programma di lavoro può prevedere un
contributo della Comunità destinato al gruppo europeo di interesse economico (GEIE) responsabile
del programma EDCPT per attuare detto programma che dovrà essere deciso dalla Commissione,
compresa la riassegnazione del contributo stesso.
1
        La Commissione procederà ad una valutazione del programma EDCPT.
 ---pagebreak--- L 400/128          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    30.12.2006
Saranno realizzate azioni di cooperazione specifiche in settori stabiliti mediante dialoghi biregionali
svolti in paesi/regioni terzi e in istanze internazionali, nonché nell’ambito degli "obiettivi di
sviluppo del millennio". Queste aree prioritarie, adattate alle esigenze locali e aperte alle
partnership, possono riguardare: ricerca in materia di politica sanitaria, ricerca sui sistemi e i servizi
sanitari, salute materna e infantile, salute riproduttiva, controllo e monitoraggio delle malattie
contagiose trascurate e nuove esigenze strategiche impreviste in queste regioni.
In collaborazione col tema "Tecnologie dell’informazione e della comunicazione" sarà versata una
quota annuale di iscrizione all’organizzazione del programma scientifico "Frontiera umana"
(HFSPO) 1. Ciò consentirà agli Stati membri dell’UE che non fanno parte del G-8 di beneficiare
pienamente del programma scientifico "Frontiera umana" (HFSP) e di offrire una maggiore
visibilità alla ricerca europea.
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
La ricerca sulle esigenze emergenti sarà svolta nell’ambito di iniziative "dal basso vero l’alto" e
"mirate", in coordinamento con altri temi e riguarderà un'ampia gamma di ricerche pluridisciplinari.
Il sostegno alle esigenze strategiche impreviste dell’Unione europea può concernere, ad esempio, le
condizioni di vita e di lavoro, la valutazione d’impatto sulla salute, la valutazione dei rischi, gli
indicatori statistici, la gestione e la comunicazione nel campo della sanità pubblica, nonché gli
obblighi derivanti dai trattati internazionali in materia sanitaria, tra cui la convenzione quadro sul
controllo del tabacco 2 e il regolamento sanitario internazionale 3. Queste ricerche integreranno le
ricerche orientate alla politica sanitaria già menzionate.
1
         La Comunità europea è membro dell’Organizzazione HFSP (HFSPO) e ha già finanziato
         l’HFSP nell’ambito dei precedenti programmi quadro.
2
         Convenzione quadro sul controllo del tabacco, 2004/513/CE
3
         International Health Regulations 2005 – Risoluzione 58.3 della 58a World Health Assembly,
         23 maggio 2005
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/129
2.        Prodotti alimentari, agricoltura e pesca e biotecnologie
Obiettivo
Creazione di una bioeconomia europea basata sulla conoscenza 1 associando scienza, industria ed
altre parti interessate, per sfruttare opportunità di ricerca nuove ed emergenti che riguardano
problematiche sociali, ambientali ed economiche quali: la crescente richiesta di prodotti alimentari
più sicuri, più sani e di migliore qualità, nonché l’uso e la produzione sostenibili di risorse
biologiche rinnovabili; il rischio crescente di malattie epizootiche e zoonotiche e di disturbi legati
all’alimentazione; le minacce alla sostenibilità e alla sicurezza della produzione agricola, ittica e
dell'acquicoltura; la crescente domanda di prodotti alimentari di elevata qualità, nel rispetto del
benessere degli animali e dei contesti rurali e costieri nonché delle esigenze dietetiche specifiche dei
consumatori.
1
        Il temine "bioeconomia" comprende tutte le industrie ed i settori economici che producono,
        gestiscono o sfruttano, in un modo o nell’altro, risorse biologiche (e relativi servizi, industrie
        di produzione e di consumo, come l’agricoltura, i prodotti alimentari, la pesca, la silvicoltura
        ecc.).
 ---pagebreak--- L 400/130         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
Strategia
Questo tema consoliderà la base di conoscenze, porterà alla realizzazione di innovazioni e garantirà
un sostegno strategico alla creazione e allo sviluppo di una "bioeconomia europea basata sulla
conoscenza". La ricerca si incentrerà sulla gestione, la produzione e il consumo sostenibili delle
risorse biologiche, in particolare grazie alle scienze della vita e alle biotecnologie, nonché sulla
convergenza con altre tecnologie, al fine di sviluppare nuovi prodotti più sicuri, economici,
ecoefficienti e concorrenziali nei seguenti settori europei: agricoltura, pesca, acquicoltura, mangimi,
prodotti alimentari 1, sanità, silvicoltura e industrie connesse. Le ricerche contribuiranno
considerevolmente all’attuazione e all’elaborazione di politiche e regolamentazioni comunitarie e
tratteranno o sosteranno, in particolare, la politica agricola comune; le questioni relative
all’agricoltura e al commercio; gli aspetti di sicurezza relativi agli OGM; la regolamentazione in
materia di sicurezza alimentare; la legislazione fitosanitaria comunitaria; la politica zoosanitaria
comunitaria, le norme comunitarie in materia di salute, controllo delle patologie e benessere degli
animali; l’ambiente e la biodiversità; la strategia forestale europea; la riforma della politica comune
della pesca ai fini dello sviluppo sostenibile della pesca e dell’acquicoltura e la sicurezza dei prodotti
alimentari provenienti dal mare. La ricerca mirerà anche a sviluppare indicatori nuovi ed esistenti a
sostegno dell’analisi, dello sviluppo e del monitoraggio di queste politiche.
Riconoscendo il ruolo multifunzionale dell'agricoltura, la ricerca sosterrà il ruolo e le opportunità
delle economie rurali di fornire obiettivi di sviluppo sostenibile.
1
        I prodotti alimentari comprendono i pesci e i frutti di mare.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 400/131
Il comparto agroalimentare, composto al 90% da PMI, beneficerà ampiamente di numerose attività
di ricerca, ivi comprese le attività di diffusione mirata e di trasferimento tecnologico, soprattutto per
quanto concerne l’integrazione e l’adozione di tecnologie, metodologie e processi ecoefficienti
avanzati e lo sviluppo di norme. Le start-up ad alto contenuto tecnologico dei settori delle
biotecnologie, delle nanotecnologie e delle TIC, dovrebbero fornire contributi importanti in materia
di selezione vegetale, miglioramento delle colture, protezione delle specie vegetali, tecnologie
avanzate di rilevazione e monitoraggio destinate a garantire la sicurezza e la qualità dei prodotti
alimentari, e nuovi processi bioindustriali.
Numerose piattaforme tecnologiche europee possono contribuire alla determinazione delle priorità
di ricerca comuni in questa area tematica in settori quali la genomica e le biotecnologie vegetali, la
silvicoltura e le industrie collegate, la zoosanità sul piano mondiale, la cura degli animali da
allevamento, i prodotti alimentari, l’acquicoltura e la biotecnologia industriale, individuando
possibili iniziative di ampia portata, come progetti di dimostrazione. Tali piattaforme
contribuiranno ad un’ampia partecipazione e integrazione di tutte le parti interessate. Laddove
opportuno si realizzeranno azioni destinate a rafforzare il coordinamento di programmi di ricerca
nazionali, in stretta collaborazione con i progetti ERA-Net, le piattaforme tecnologiche e altri
operatori, come il comitato permanente per la ricerca agricola (CPRA) o un’eventuale futura
struttura di coordinamento della ricerca marittima europea.
Nell’ambito di queste attività si dovrà tenere conto, laddove opportuno, degli aspetti sociali, etici, di
genere, giuridici, ambientali, economici e culturali in senso lato, nonché dei rischi e degli impatti
potenziali (previsione) o degli sviluppi scientifici e tecnologici.
 ---pagebreak--- L 400/132          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        30.12.2006
Attività
• Produzione e gestione sostenibili delle risorse biologiche provenienti dalla terra, dalla
   silvicoltura e dagli ambienti acquatici 1
–         Agevolare la ricerca sui principali fattori a lungo termine per una produzione e una
          gestione sostenibili delle risorse biologiche (microrganismi, specie vegetali ed animali),
          comprendente la valorizzazione della biodiversità e di nuove molecole bioattive
          nell’ambito di questi sistemi biologici. La ricerca comprenderà le tecnologie "omiche",
          come la genomica, la proteomica, la metabolomica e le tecnologie convergenti, e la loro
          integrazione in strategie di biologia dei sistemi, nonché lo sviluppo di strumenti e
          tecnologie di base, in particolare nel settore della bioinformatica e delle relative basi di
          dati, e metodi di individuazione di varietà in seno a gruppi di specie.
–         Rafforzare lo sviluppo sostenibile e la competitività, salvaguardando nel contempo la
          salute dei consumatori, riducendo gli impatti ambientali e tenendo conto dei cambiamenti
          climatici nei settori dell’agricoltura, dell'orticoltura, della silvicoltura, della pesca e
          dell’acquacoltura, grazie allo sviluppo di tecnologie, apparecchiature, sistemi di
          monitoraggio, impianti e sistemi di produzione nuovi, alla gestione delle colture tramite la
          riproduzione di varietà vegetali selezionate, sistemi ottimizzati per quanto concerne la loro
          produzione e salute, al perfezionamento della base scientifica e tecnica della gestione della
          pesca, e a una migliore conoscenza delle interazioni tra sistemi diversi (agricoltura e
          silvicoltura; pesca e acquacoltura) nell’ambito di un approccio che consideri l’intero
          ecosistema. Sarà intrapresa la ricerca sul mantenimento degli ecosistemi autoctoni, sullo
          sviluppo di agenti per il controllo biologico e sulla dimensione microbiologica della
          biodiversità e della metagenomica.
1
        Le ricerche complementari relative alla gestione e alla conservazione sostenibili sono
        previste nell’ambito del tema "Ambiente ivi compresi i cambiamenti climatici". La ricerca
        concernente altri strumenti e tecnologie a favore della produzione e della gestione sostenibili
        sarà svolta nell’ambito dei temi pertinenti.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/133
          • Per le risorse biologiche del suolo, si presterà particolare attenzione ai sistemi di
            produzione biologici e all'apporto ridotto (p. es. di pesticidi e concimi), ad una migliore
            gestione delle risorse e allo sviluppo di nuovi alimenti e mangimi e di nuove varietà
            vegetali (colture ed alberi) per quanto riguarda la loro composizione, la resistenza allo
            stress, l'effetto ecologico, l’efficacia nell’utilizzo dei nutrienti e dell'acqua e
            l’architettura. Questi lavori saranno integrati da ricerche sulla biosicurezza, la
            coesistenza e la tracciabilità dei sistemi e dei prodotti vegetali nuovi, il monitoraggio e
            la valutazione d'impatto delle colture geneticamente modificate sull'ambiente e sulla
            salute umana e la possibilità di un loro maggior beneficio per la società.
          • La fitosanità e la protezione delle colture saranno migliorate grazie ad una conoscenza
            più approfondita dell’ecologia, della biologia dei parassiti, delle malattie, delle erbe
            infestanti e di altre minacce di rilevanza fitosanitaria, e mediante il sostegno alla lotta
            contro l’insorgenza delle malattie e il perfezionamento degli strumenti e delle tecniche
            di lotta sostenibile contro parassiti ed erbe infestanti. Saranno definiti metodi più
            efficaci per monitorare, preservare e accrescere la fertilità del suolo.
          • Per quanto concerne le risorse biologiche provenienti dagli ambienti acquatici, la ricerca
            si incentrerà su: funzioni biologiche di base, sistemi di produzione e mangimi sicuri e
            non inquinanti per le specie di coltura, biologia della pesca, dinamica della pesca
            multispecifica, interazioni tra attività di pesca ed ecosistema marino e sistemi di
            gestione regionali e pluriennali basati sulle flotte di pesca.
 ---pagebreak--- L 400/134          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
–         Ottimizzazione della salute, della produzione e del benessere animali, nei settori
          dell’allevamento, della pesca e dell’acquacoltura, in particolare mediante:
          • la valorizzazione delle conoscenze genetiche, nuovi metodi di allevamento, una
              conoscenza più approfondita della fisiologia e del comportamento animale;
          • una maggiore conoscenza e un miglior controllo degli organismi nocivi, dei parassiti e
              delle malattie degli animali, come pure di altre minacce per la sostenibilità e la
              sicurezza delle produzioni alimentari, comprese le zoonosi.
          In quest'ultimo settore si svilupperanno strumenti di sorveglianza, prevenzione e controllo,
          si sosterrà la ricerca applicata su vaccini e metodi diagnostici, lo studio dell’ecologia di
          agenti infettivi conosciuti o nuovi e di altre minacce, in particolare gli atti dolosi, e lo
          studio degli impatti dei vari sistemi di produzione agricola e delle condizioni climatiche.
          Si svilupperanno inoltre nuove conoscenze per lo smaltimento sicuro dei rifiuti animali e
          una gestione più adeguata dei sottoprodotti.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/135
–        Sviluppo degli strumenti necessari per i responsabili politici ed altri operatori per agevolare
         l’attuazione di strategie, politiche e strumenti legislativi adeguati, in particolare al fine di
         sostenere la costruzione della "bioeconomia europea basata sulle conoscenze" (KBBE) e
         far fronte alle esigenze dello sviluppo rurale e costiero. La politica comune della pesca sarà
         sostenuta mediante lo sviluppo di strategie adattabili e favorevoli ad un approccio globale
         dell’ecosistema per la valorizzazione delle risorse marine. Le ricerche utili per tutte le
         politiche, compresa la politica agricola comune, comprenderanno: studi socioeconomici,
         analisi costi-benefici, esami comparativi di vari sistemi di produzione agricola, compresi
         quelli multifunzionali, sistemi di gestione della pesca economicamente vantaggiosi,
         ricerche sull’allevamento di animali non destinati all’alimentazione, interazioni con la
         silvicoltura e studi destinati a migliorare i redditi nelle zone rurali e costiere.
• "Dalla tavola ai campi"- Prodotti alimentari (inclusi i pesci e i frutti di mare), salute e
   benessere
–        Studio del comportamento e delle preferenze dei consumatori, in quanto fattore
         fondamentale per la competitività dell’industria alimentare, e dell’impatto
         dell’alimentazione sulla salute e il benessere dei cittadini europei. La ricerca si incentrerà
         sulla percezione e gli atteggiamenti dei consumatori nei confronti dei prodotti alimentari,
         compresi quelli tradizionali, sulla comprensione delle tendenze sociali e culturali,
         l’individuazione dei fattori che determinano le scelte alimentari e l’accesso dei
         consumatori ai prodotti alimentari. La ricerca includerà l'elaborazione di basi di dati sulla
         ricerca alimentare e nutrizionale.
 ---pagebreak--- L 400/136          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
–         Comprensione dei fattori alimentari benefici e dannosi, come pure delle esigenze e
          abitudini dei gruppi di popolazione, in quanto importante elemento controllabile
          dell’aumento e della riduzione dell’insorgenza di malattie e disturbi legati
          all’alimentazione, tra cui l'obesità e le allergie. La ricerca comporterà lo studio di nuove
          strategie alimentari, lo sviluppo e l’applicazione della nutrigenomica e della biologia
          sistemica, nonché lo studio delle interazioni tra nutrizione e funzioni fisiologiche e
          psicologiche. Essa potrebbe inoltre portare alla riformulazione di alimenti preparati e
          all’elaborazione di alimenti e ingredienti innovativi, alimenti dietetici e alimenti con
          particolari proprietà nutrizionali e sanitarie. Lo studio di prodotti e regimi alimentari
          tradizionali, locali e stagionali rivestirà una notevole importanza per individuare l’impatto
          di alcuni alimenti e regimi alimentari sulla salute ed elaborare un orientamento integrato in
          materia di alimentazione.
–         Ottimizzazione dell’innovazione nel settore alimentare europeo, grazie all’integrazione di
          tecnologie avanzate nella produzione alimentare tradizionale, compresi gli alimenti
          fermentati, l’adozione di tecnologie di trattamento realizzate su misura per migliorare la
          funzionalità, la qualità e il valore nutrizionale degli alimenti e gli aspetti organolettici della
          produzione alimentare, anche di prodotti nuovi. Sviluppo e dimostrazione di sistemi di
          trattamento e imballaggio altamente tecnologici ed ecoefficienti, sviluppo di applicazioni
          di controllo intelligenti e di metodi più efficaci di valorizzazione e gestione dei
          sottoprodotti, dei rifiuti, dell'acqua e dell’energia. Nuovi lavori di ricerca si incentreranno
          anche sullo sviluppo di tecnologie nuove e sostenibili per l’alimentazione animale,
          finalizzate in particolare alla sicurezza del trattamento e della formulazione dei mangimi, e
          per il controllo della qualità di questi ultimi.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/137
–        Garantire la sicurezza chimica e microbiologica e migliorare la qualità dell’offerta di
         prodotti alimentari in Europa. Tali lavori includeranno: la comprensione dei rapporti tra
         ecologia microbica e sicurezza dei prodotti alimentari, lo sviluppo di metodi e modelli in
         relazione all’integrità delle catene di approvvigionamento alimentare, nuovi metodi di
         rilevazione, tracciabilità e suo approfondimento, tecnologie e strumenti per la valutazione
         dei rischi, compresi quelli emergenti, e la gestione e comunicazione in questo ambito,
         come pure il miglioramento delle conoscenze in materia di percezione dei rischi. Saranno
         inoltre inclusi metodi scientifici di analisi comparativa dei rischi nel settore della sicurezza
         alimentare.
–        Protezione della salute umana e dell’ambiente grazie ad una migliore conoscenza degli
         impatti ambientali sulla catena alimentare umana e animale o degli impatti ambientali della
         stessa. Queste ricerche comportano lo studio dei contaminanti dei prodotti alimentari e
         delle loro conseguenze sulla salute, il monitoraggio degli effetti ambientali, lo sviluppo di
         strumenti e metodi perfezionati per la valutazione e la gestione dell’impatto sulle catene
         alimentari umana e animale e la resistenza delle stesse ai cambiamenti globali, in
         particolare all’ambiente. La garanzia della qualità e dell’integrità della catena alimentare
         richiede nuovi modelli per i concetti di analisi della catena e gestione totale della catena
         alimentare, compresi gli aspetti legati ai consumatori.
 ---pagebreak--- L 400/138          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
• Scienze della vita, biotecnologie e biochimica per prodotti e processi non alimentari
   sostenibili
–         Rafforzamento della base di conoscenze ed elaborazione di tecnologie avanzate per la
          produzione di biomassa terrestre o marina per applicazioni nei processi industriali e nella
          produzione di energia. Queste attività riguarderanno la genomica e la metabolomica
          vegetale, animale e microbica ai fini del miglioramento della produttività e della
          composizione delle materie prime e delle fonti di biomassa per una conversione ottimale in
          prodotti ad elevato valore aggiunto, comprese le risorse biologiche utilizzabili
          nell'industria farmaceutica e in medicina, sfruttando come nuove fonti organismi terrestri e
          acquatici, naturali o perfezionati. Questi lavori integreranno totalmente l’analisi del ciclo di
          vita delle pratiche di produzione della biomassa, del trasporto, dello stoccaggio e della
          commercializzazione di bioprodotti.
–         Ricerche sull’applicazione di biotecnologie industriali lungo l’intera catena della biomassa
          agricola e forestale per realizzare pienamente il potenziale della bioraffinazione (p. es. le
          sostanze chimiche "verdi"), anche sotto gli aspetti socioeconomici, agronomici, ecologici e
          di consumo. Questo lavoro sarà agevolato da una migliore comprensione e da un miglior
          controllo del metabolismo vegetale e microbico a livello cellulare e subcellulare e delle
          modalità della sua integrazione nel funzionamento globale del sistema per la produzione di
          prodotti di base di elevato valore che utilizzano bioprocessi che aumentano il rendimento, la
          qualità e la purezza dei prodotti di conversione, ivi compresa la progettazione di processi
          biocatalitici.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/139
–         Utilizzo o sviluppo di biotecnologie destinate ad elaborare prodotti e processi di
          silvicoltura nuovi e perfezionati, di alta qualità, ad elevato valore aggiunto e rinnovabili, al
          fine di rafforzare il carattere sostenibile della produzione di legno, in particolare il legname
          da opera e le riserve di materiali e bioenergia rinnovabili.
–         Esame del potenziale delle biotecnologie nell’individuazione, sorveglianza, prevenzione,
          trattamento ed eliminazione dell’inquinamento.
–         Ottimizzazione del valore economico dei rifiuti e dei sottoprodotti mediante il ricorso a
          bioprocessi nuovi e potenzialmente capaci di economie di energia, da soli o associati a
          sistemi vegetali e/o catalizzatori chimici.
Cooperazione internazionale
La cooperazione internazionale è un elemento prioritario per la ricerca in materia di prodotti
alimentari, agricoltura e biotecnologie e sarà fortemente incentivata in tutto il settore. Si sosterrà
anche la ricerca che riveste un interesse specifico per i paesi in via di sviluppo e le economie
emergenti, tenendo conto degli obiettivi del "Millennio per lo sviluppo" e delle attività già in corso.
Si avvieranno azioni specifiche per incentivare la cooperazione con regioni e paesi partner prioritari
- in particolare quelli coinvolti in dialoghi biregionali e accordi scientifici e tecnologici bilaterali,
nonché con i paesi limitrofi, le economie emergenti e i paesi in via di sviluppo.
 ---pagebreak--- L 400/140         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
Sarà inoltre instaurata una cooperazione internazionale per affrontare le sfide che richiedono un
vasto impegno internazionale, come la dimensione e la complessità della biologia dei sistemi
vegetali e dei microrganismi, o sfide di portata mondiale e impegni internazionali dell’UE (sicurezza
dei prodotti alimentari e dell’acqua potabile, diffusione a livello mondiale di malattie animali,
sfruttamento equo della biodiversità, ricostituzione, in cooperazione con l'Organizzazione delle
Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, degli stock ittici mondiali al fine di raggiungere il
rendimento massimo sostenibile entro il 2015 e l'impatto sul cambiamento climatico o dello stesso).
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
La ricerca sulle esigenze emergenti può concernere lo sviluppo di nuovi concetti e tecnologie, ad
esempio i sistemi di gestione delle crisi e l’integrità della catena alimentare.
Una risposta flessibile alle esigenze strategiche impreviste terrà conto delle politiche da attuare per
costruire una bioeconomia europea basata sulla conoscenza.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/141
3.        Tecnologie dell’informazione e della comunicazione
Obiettivo
Migliorare la competitività dell’industria europea e consentire all’Europa di dominare e plasmare
gli sviluppi futuri delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) in modo da
soddisfare la domanda della società e dell’economia. Le TIC costituiscono il nucleo della società
basata sulla conoscenza. Le attività rafforzeranno la base scientifica e tecnologica europea nel
settore delle TIC e conferiranno all’Europa un ruolo di punta in questo campo, contribuiranno ad
orientare e incentivare l’innovazione e la creatività nei prodotti, nei servizi e nei processi mediante
l’uso di queste tecnologie e garantiranno che i progressi realizzati nelle TIC vengano rapidamente
trasformati in benefici per i cittadini, le imprese, l’industria e le amministrazioni pubbliche europee.
Queste attività contribuiranno inoltre a ridurre il divario digitale e l'esclusione sociale.
Strategia
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) svolgono un ruolo unico e
comprovato nell’incentivazione dell’innovazione, della creatività e della competitività di tutti i
settori industriali e dei servizi. Sono fondamentali per affrontare la grandi sfide cui la società è
confrontata e per modernizzare i servizi pubblici e contribuiscono al progresso in tutti i settori
scientifici e tecnologici. L’Europa deve pertanto dominare e plasmare l’evoluzione futura delle TIC
e fare in modo che i servizi e i prodotti basati su queste tecnologie siano adottati e utilizzati per
apportare i massimi benefici possibili ai cittadini e alle imprese.
Questi sono gli obiettivi della politica comunitaria nel settore della società dell’informazione,
contenuti nell’iniziativa i2010, che mira a creare in Europa un’economia dell’informazione
convergente e competitiva, ad ottenere un aumento considerevole degli investimenti europei nella
ricerca e nell’innovazione legate alle TIC e un elevato livello di accessibilità alla società
dell’informazione.
 ---pagebreak--- L 400/142          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
Le nuove tecnologie TIC offriranno numerose possibilità di creare prodotti e servizi di valore più
elevato, molti dei quali in settori in cui l’Europa vanta già una posizione di leadership industriale e
tecnologica. L’istituzione di partnership a livello europeo costituisce l’approccio ottimale per gli
investimenti nelle TIC. L'attività di ricerca sulle TIC basata sul modello di sviluppo "fonte aperta"
sta dimostrando la propria utilità come fonte di innovazione e di crescente collaborazione. Oggi più
che mai questo impegno è necessario per sostenere i costi di ricerca in costante aumento in
un’epoca di forte concorrenza mondiale, in cui le tecnologie sono sempre più complesse e
interdipendenti.
La tematica delle TIC stabilisce priorità in materia di ricerca strategica intorno a pilastri tecnologici
chiave, garantisce l’integrazione "end-to-end" delle tecnologie e fornisce le conoscenze e i mezzi per
sviluppare un’ampia gamma di applicazioni innovative delle TIC. Queste attività avranno un effetto
leva sui progressi industriali e tecnologici nel settore delle TIC e miglioreranno la posizione
concorrenziale di importanti settori ad alta intensità di TIC – sia grazie a prodotti e servizi innovativi
ad elevato valore basati sulle TIC, sia grazie a processi organizzativi nuovi o perfezionati nelle
imprese e nelle amministrazioni. Nell’ambito di questo tema saranno sostenute anche altre politiche
della Comunità, quali la tutela della salute e dell'ambiente, mobilitando le TIC per soddisfare le
esigenze del pubblico e della società, segnatamente le richieste delle persone con esigenze particolari
fra cui la popolazione che invecchia e le persone con disabilità.
Le attività riguarderanno azioni di collaborazione e di collegamento in rete e potrebbero sostenere
iniziative tecnologiche congiunte1 e iniziative di coordinamento di programmi nazionali2. Le
priorità delle attività comprenderanno temi che si basano, tra l’altro, sui lavori delle piattaforme
tecnologiche europee. Si cercheranno sinergie tematiche con attività connesse svolte nell’ambito di
altri programmi specifici.
1
         Queste potrebbero includere aspetti specifici della ricerca nei settori delle tecnologie
         nanoelettroniche e dei sistemi informatici incorporati.
2
         Queste potrebbero includere un'eventuale esecuzione congiunta dei programmi nel settore
         della domotica per le categorie più deboli.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/143
La partecipazione attiva delle piccole e medie imprese e di altri operatori di dimensioni ridotte è
indispensabile, dato il ruolo che svolgono nella promozione dell’innovazione. Il loro
coinvolgimento è importante per l’elaborazione e lo sviluppo di nuove prospettive in materia di TIC
e delle loro applicazioni, e per la loro trasformazione in mezzi di produzione.
Attività
• I pilastri tecnologici delle TIC
–         Nanoelettronica, fotonica e micro/nanosistemi integrati: tecnologie e metodologie per
          processi, progetti, dispositivi e prove, destinate a migliorare le caratteristiche di
          dimensione, densità, prestazione, efficienza energetica, fabbricazione ed economicamente
          vantaggiosi dei componenti, sistemi su chip (SOC), soluzioni SIP (systems-in-a-package) e
          sistemi integrati; componenti fotonici di base per un’ampia gamma di applicazioni,
          compresi i componenti ultraveloci; sistemi a radiofrequenza (RF); sistemi di stoccaggio di
          dati ad elevate prestazioni/ad alta densità; soluzioni di visualizzazione per grandi
          superfici/altamente integrate; sensori, dispositivi di attuazione; visione e trattamento di
          immagine, sistemi a potenza ridotta, componenti di potenza, fonti di energia
          alternative/stoccaggio; integrazione di tecnologie/sistemi eterogenei; sistemi intelligenti;
          sistemi "micro-nano-bio-info" integrati multifunzionali; macroelettronica; integrazione in
          vari materiali/oggetti; interfaccia con organismi viventi; (auto)assemblaggio di molecole o
          di atomi in strutture stabili.
 ---pagebreak--- L 400/144          IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
–         Reti di comunicazione universali e a capacità illimitata: tecnologie, sistemi e architetture di
          reti mobili e a larga banda ed economicamente vantaggiosi, riconfigurabili e flessibili, in
          particolare reti terrestri e satellitari e commutazione ottica e altre tecnologie per la
          connettività da punto a punto ad alta velocità; convergenza di varie reti e servizi fissi,
          mobili, senza fili e di radiodiffusione, con portata locale, regionale o mondiale;
          interoperabilità di servizi e applicazioni per comunicazioni via cavo e senza fili; gestione
          di risorse in rete, riconfigurabilità dei servizi; immissione in una rete complessa di appositi
          dispositivi multimediali intelligenti, sensori e microchip.
–         Sistemi incorporati, elaborazione e controllo: sistemi hardware/software più potenti, sicuri,
          distribuiti, affidabili ed efficaci, in grado di percepire e controllare l’ambiente circostante e di
          adeguarvisi, ottimizzando nello stesso tempo l’utilizzo delle risorse; metodi e strumenti di
          modellizzazione, analisi, progettazione, ingegneria e validazione di sistemi per controllare la
          complessità; architetture componibili aperte e piattaforme ad invarianza di scala (scale-free);
          middleware e sistemi operativi distribuiti che consentano la creazione di ambienti
          collaborativi e di intelligenza ambiente veramente trasparenti, per l’individuazione,
          l’attivazione, l’elaborazione, la comunicazione, lo stoccaggio e la fornitura di servizi;
          architetture di elaborazione che integrano componenti eterogenei, in rete e riconfigurabili,
          che comprendono la compilazione, la programmazione e il sostegno al run-time (tempo di
          esecuzione), sistemi e servizi a elevate prestazioni; controllo di sistemi su vasta scala,
          distribuiti e indeterminati.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/145
–        Software, grid, sicurezza e affidabilità: tecnologie, strumenti e metodi per software,
         architetture e middleware dinamici e affidabili su cui si fondano servizi ad intensità di
         conoscenze, compresa la loro fornitura in quanto risorse di base; infrastrutture orientate sui
         servizi, interoperabili e a invarianza di scala, virtualizzazione di risorse di tipo grid, che
         includano anche piattaforme specifiche per un dato settore, sistemi operativi "rete-
         centrici"; software "open source"; piattaforme standard aperte e strategie collaborative per
         lo sviluppo e la validazione di software, servizi e sistemi; strumenti di composizione,
         compresi i linguaggi di programmazione; controllo dei comportamenti emergenti dei
         sistemi complessi; perfezionamento dell’affidabilità e della resistenza di sistemi e servizi
         su grande scala, distribuiti e a connessione intermittente; sistemi e servizi sicuri e
         affidabili, in particolare controllo dell’accesso e autenticazione rispettosi della privacy,
         politiche dinamiche in materia di sicurezza e fiducia, metamodelli di affidabilità e fiducia.
–        Conoscenza, sistemi cognitivi e di apprendimento: metodi e tecniche miranti
         all’acquisizione, creazione, interpretazione, rappresentazione e personalizzazione delle
         conoscenze, alla navigazione e al recupero, alla condivisione e restituzione delle stesse,
         che riconoscono le relazioni semantiche nel contenuto destinato ad essere utilizzato da
         esseri umani o macchine; sistemi artificiali che percepiscono, interpretano e valutano le
         informazioni e sono in grado di cooperare, agire in modo autonomo ed imparare; teorie ed
         esperimenti che vanno al di là di progressi incrementali, avvalendosi di elementi di
         cognizione naturale, in particolare l’apprendimento e la memoria, anche per far progredire
         i sistemi di apprendimento degli esseri umani.
 ---pagebreak--- L 400/146          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
–         Simulazione, visualizzazione, interazione e realtà miste: strumenti di modellizzazione,
          simulazione, visualizzazione, interazione, di realtà virtuale, aumentata e mista e loro
          integrazione in ambienti end-to-end; strumenti di progettazione innovativa e di creatività in
          materia di prodotti, servizi e media audiovisivi digitali; interfacce più naturali, intuitive e
          di facile uso e nuovi modi di interazione con la tecnologia, le macchine, i dispositivi e altri
          manufatti; tecnologia linguistica, compresi i sistemi di traduzione multilingue e
          automatica.
–         Nuove prospettive per le TIC, sulla base di altre discipline scientifiche e tecnologiche
          (matematica e fisica, scienza dei materiali, biotecnologie, scienze della vita, chimica,
          scienze cognitive e sociali, scienze umane, ecc.), sono presenti nell’insieme dell’area
          tematica sulle TIC. Queste prospettive consentono di realizzare progressi significativi che
          porteranno all’innovazione nel settore delle TIC e alla creazione di settori industriali e dei
          servizi completamente nuovi. Si spazia dalla miniaturizzazione dei dispositivi TIC a
          dimensioni compatibili e adatte all’interazione con organismi vivi (come i nuovi
          componenti TIC e sistemi informatici basati su strutture biomolecolari sintetiche), alle
          nuove scienze di elaborazione e comunicazione ispirate al mondo vivente, ai dispositivi
          TIC interamente ecocompatibili ispirati ai sistemi naturali, alla modellizzazione e alla
          simulazione del mondo vivente (come la simulazione della fisiologia umana su vari livelli
          biologici).
• Integrazione di tecnologie
–         Ambienti personali: integrazione di interfacce multimodali, tecniche di rilevamento e
          microsistemi, dispositivi informatici e di comunicazione, sistemi TIC incorporati in
          accessori personali; sistemi e impianti indossabili e loro connessione ai servizi e alle
          risorse, con particolare attenzione all’integrazione di tutti gli elementi della presenza e
          dell’identità di una persona.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/147
–        Ambienti domestici: comunicazione, sorveglianza, controllo e assistenza per il domicilio,
         gli edifici e gli spazi pubblici; interoperabilità ed uso continuo di tutti i dispositivi, tenendo
         conto dei fattori di redditività, prezzo, usabilità e sicurezza; nuovi servizi e nuove forme di
         contenuti e servizi digitali interattivi anche a scopo di intrattenimento; accesso
         all’informazione e gestione delle conoscenze.
–        Sistemi robotici: sistemi robotici flessibili ed affidabili che operano in ambienti umani e
         non strutturati e che collaborano con gli esseri umani; robot in rete e cooperativi; robot
         miniaturizzati; tecnologie umanoidi; progettazione e modellizzazione modulari di sistemi
         robotici integrati.
–        Infrastrutture intelligenti: strumenti TIC che rendono le infrastrutture essenziali più efficaci
         e di agevole uso, più adattabili e meno problematiche in termini di manutenzione, più
         resistenti all’uso e ai guasti; strumenti di integrazione di dati; TIC per la valutazione
         sistemica dei rischi, l’allarme tempestivo e l’allarme automatico; sostegno alla
         pianificazione e al processo decisionale.
• Ricerca sulle applicazioni
–        TIC per affrontare le sfide della società: fare in modo che tutti i cittadini europei ottengano
         il massimo beneficio dai prodotti e servizi TIC, migliorare il grado di inclusione, l’accesso
         continuo e l’interattività dei servizi di interesse pubblico e rafforzare il ruolo in materia di
         innovazione svolto dai servizi del settore pubblico, migliorandone l’efficacia e l’efficienza.
 ---pagebreak--- L 400/148           IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
–         Nell’ambito della sanità: sistemi personali non invasivi che consentono agli individui di
          gestire il loro benessere, come i dispositivi di controllo indossabili e impiantabili e i
          sistemi autonomi che contribuiscono ad uno stato di salute soddisfacente; tecniche
          emergenti come l’imaging molecolare per una prevenzione più adeguata e cure mediche
          personalizzate; sviluppo delle conoscenze sulla salute, e relative gestione e applicazione
          nella pratica clinica; modellizzazione e simulazione di funzioni organiche; dispositivi di
          micro- e nanorobotica per applicazioni chirurgiche e terapeutiche a bassissima invasività.
–         Per le autorità pubbliche a tutti i livelli: uso delle TIC secondo una strategia interdisciplinare
          nelle pubbliche amministrazioni, associato a cambiamenti organizzativi e acquisizione di
          nuove competenze per fornire a tutti servizi innovativi incentrati sui cittadini; ricerche e
          soluzioni avanzate fondate sulle TIC e destinate a migliorare il processo democratico e
          partecipativo, il funzionamento e la qualità dei servizi pubblici, l’interazione con e tra
          amministrazioni e governi e sostegno dei processi legislativi e di elaborazione delle politiche
          in tutte le fasi di democrazia.
–         Per rafforzare l’inclusione: potenziare il ruolo degli individui e delle loro collettività e
          garantire una partecipazione più equa di tutti i cittadini alla società dell’informazione,
          evitando nel contempo i "divari digitali" dovuti alle disabilità, alla carenza di competenze,
          alla povertà, all’isolamento geografico, alla cultura, al genere o all’età, sostenendo tra
          l'altro le tecnologie di assistenza, promuovendo l’autonomia delle persone, rafforzando le
          competenze digitali e sviluppando prodotti e servizi "progettati per tutti" (designed-for-all).
 ---pagebreak--- 30.12.2006       IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/149
–        Per la mobilità: sistemi di sicurezza integrati dei veicoli basati sulle TIC e su architetture e
         interfacce aperte, sicure e affidabili; sistemi cooperativi interoperabili miranti a un
         trasporto efficiente, sicuro e rispettoso dell'ambiente, grazie alla comunicazione tra i
         veicoli e con l’infrastruttura di trasporto, e l’integrazione di tecnologie di localizzazione e
         navigazione precise e solide; servizi "location-aware" (consapevoli della localizzazione) di
         informazioni sulla mobilità e servizi multimodali personalizzati, comprendenti soluzioni di
         servizio intelligenti per il turismo.
–        A sostegno dell’ambiente, della gestione dei rischi e dello sviluppo sostenibile: gestione
         del rischio e delle situazioni di emergenza; reti di sensori intelligenti per il miglioramento
         della previsione dei pericoli; gestione delle risorse naturali, compresi i sistemi di riduzione
         degli agenti inquinanti; rafforzamento dell’efficienza energetica; gestione delle reazioni
         degli esseri umani agli stress ambientali e per preservare la biodiversità; sistemi di allarme
         e comunicazione tempestiva ed affidabile in materia di sicurezza pubblica; tecnologie di
         assistenza e sistemi di sostegno per operazioni in condizioni difficili, rischiose e
         pericolose; produzione ecoefficiente e sostenibile delle TIC, compresa l'elettronica;
         gestione avanzata dei dati e delle informazioni per il monitoraggio ambientale e la
         valutazione dei rischi ambientali, a favore delle iniziative INSPIRE, GMES e GEOSS.
–        TIC per i contenuti, la creatività e lo sviluppo personale
          • Forme innovative di contenuti interattivi, non lineari e autoadattabili (self-adaptive),
            anche a fini di intrattenimento e di progettazione; creatività e esperienza d’uso
            rafforzata; personalizzazione e fornitura di contenuti multimediali; associazione della
            produzione e della gestione di contenuti interamente digitali con le tecnologie
            "semantiche" emergenti; utilizzo orientato alle esigenze dell’utente, accesso al
            contenuto e creazione dello stesso.
 ---pagebreak--- L 400/150         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
          • Sistemi, strumenti e servizi di apprendimento con supporto tecnologico, adattati a vari
            tipi di discenti in contesti diversi; problematiche inerenti al processo di apprendimento
            umano, comprese le teorie pedagogiche, quando il processo avviene mediante delle
            TIC; miglioramento delle capacità individuali di diventare un discente attivo.
          • Servizi intelligenti di accesso al patrimonio culturale sotto forma digitale; accesso alle
            risorse scientifiche e loro utilizzo; strumenti atti a consentire alle collettività di creare
            una nuova memoria culturale basata sul patrimonio vivo; metodi e strumenti di
            conservazione dei contenuti digitali; fruibilità degli oggetti digitali da parte degli utenti
            futuri, preservando nel contempo l’autenticità e l’integrità della loro creazione originale
            e del contesto di utilizzazione.
–         TIC al servizio delle imprese e dell’industria
          • Sistemi di imprese dinamici, orientati alle reti, compreso il relativo monitoraggio in
            tempo reale, per la creazione e la fornitura di prodotti e di servizi; controllo e gestione
            decentralizzati di risorse intelligenti; ecosistemi d'impresa digitali, in particolare
            soluzioni software (anche basate su grid) adattabili alle esigenze di organizzazioni di
            piccole e medie dimensioni; servizi di collaborazione destinati a spazi di lavoro
            distribuiti e adattati al contesto; maggiore presenza di gruppi; gestione di gruppo e
            sostegno alla condivisione; condivisione delle conoscenze e servizi interattivi.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/151
          • Fabbricazione, compresa l'industria tradizionale: controlli intelligenti in rete per la
             fabbricazione ad alta precisione e scarso consumo di risorse; automazione e logistica
             senza fili, per una rapida riconfigurazione degli impianti; ambienti integrati per la
             modellizzazione, la simulazione, la presentazione e la produzione virtuale; tecnologie di
             fabbricazione per sistemi TIC miniaturizzati e per sistemi interconnessi con vari tipi di
             materiali ed oggetti.
–         TIC al servizio della fiducia
          • Strumenti atti a rafforzare la fiducia nelle TIC e nelle loro applicazioni; sistemi di
             gestione di identità multiple e federate; tecniche di autenticazione e autorizzazione;
             sistemi atti a soddisfare le esigenze di privacy legate ai nuovi sviluppi tecnologici;
             gestione dei diritti e degli attivi; strumenti di protezione contro le minacce informatiche,
             in coordinamento con altre aree tematiche, segnatamente il tema "sicurezza".
Cooperazione internazionale
La cooperazione internazionale sarà incentivata nell’area tematica delle TIC al fine di affrontare
questioni di interesse comune per giungere a soluzioni interoperabili con partner strategici, con
notevoli vantaggi reciproci, e di contribuire all’espansione della società dell’informazione nelle
economie emergenti e nei paesi in via di sviluppo. Saranno individuate azioni specifiche per i paesi
e le regioni con cui l’Europa deve rafforzare la collaborazione, ponendo particolarmente l’accento
sulla cooperazione con le economie emergenti, i paesi in via di sviluppo e i paesi vicini.
 ---pagebreak--- L 400/152           IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
Congiuntamente al tema 1 "Salute", sarà messo a disposizione un contributo al programma
internazionale "Frontiera delle conoscenze umane" (HFSP) al fine di promuovere la ricerca
interdisciplinare e nuove collaborazioni tra ricercatori di settori diversi e di offrire la possibilità ai
paesi che non fanno parte del G-8 di beneficare pienamente di tale programma.
Le attività nell’ambito di questo tema sostengono il programma "Sistemi di fabbricazione intelligente"
(IMS), che prevede la cooperazione in materia di RST tra le regioni che ne fanno parte 1.
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
Un’attività Tecnologie future ed emergenti attirerà e incentiverà l’eccellenza in materia di ricerca
transdiciplinare in settori di ricerca emergenti legati alle TIC. Riguarderà in particolare:
esplorazione delle nuove frontiere della miniaturizzazione e dell’elaborazione, compresa ad
esempio la valorizzazione degli effetti quantici; la padronanza della complessità dei sistemi
informatici e di comunicazione in rete, compreso il software; l’esplorazione e la sperimentazione di
nuovi concetti di sistemi intelligenti per nuovi prodotti e servizi personalizzati.
La ricerca destinata ad una migliore comprensione delle tendenze e degli impatti delle TIC sulla
società e l’economia può riguardare ad esempio: l’incidenza delle TIC sulla produttività,
l’occupazione, le competenze e i salari; le TIC come motori di innovazione nei servizi pubblici e
privati; ostacoli all'espansione e accelerazione dell’uso delle TIC e dell’innovazione in questo
settore; nuovi modelli d’impresa e modalità di funzionamento; congiuntamente con le tematiche in
cui le ICT svolgeranno un ruolo fondamentale nel cambiare l'approccio alla produzione e ai servizi;
usabilità, utilità e accettabilità delle soluzioni basate sulle TIC; privacy, sicurezza e fiducia delle
infrastrutture TIC; questioni etiche legate agli sviluppi delle TIC; nessi con i quadri giuridici, di
regolamentazione e di governanza legati alle TIC; analisi del sostegno delle TIC alle politiche
comunitarie e relativa incidenza.
1
        Un accordo per la cooperazione scientifica e tecnologica nei settori degli IMS è stato
        concluso tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America, il Giappone, l’Australia, il
        Canada, la Corea e i paesi EFTA Norvegia e Svizzera.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    L 400/153
4.        Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione
Obiettivo
Rafforzare la competitività dell’industria europea e generare conoscenze per garantire la sua
trasformazione da un’industria ad alta intensità di risorse a un’industria ad alta intensità di
conoscenze, mediante un cambio di passo nelle conoscenze e l'applicazione di conoscenze decisive
per nuove applicazioni al crocevia tra tecnologie e discipline diverse. Ciò risulterà benefico tanto
per le nuove industrie ad alta tecnologia quanto per le industrie tradizionali di elevato valore e
basate sulla conoscenza, dando speciale rilievo all'adeguata diffusione dei risultati di RST alle PMI.
Le attività riguardano essenzialmente l'attuazione di tecnologie che hanno un impatto su tutti i
settori industriali e su molti altri temi del settimo programma quadro.
Strategia
Per rafforzare la sua competitività, l’industria europea ha bisogno di innovazioni radicali. Deve
concentrare le sue capacità su prodotti, processi connessi e tecnologie ad elevato valore aggiunto
per soddisfare le esigenze dei clienti e le aspettative ambientali, sanitarie e di altro genere della
società. La ricerca svolge un ruolo fondamentale per far fronte a queste sfide contrastanti. La
competitività dell'industria del futuro dipenderà in larga misura dalle nanotecnologie e dalle loro
applicazioni. Le attività di RST nelle nanoscienze e nanotecnologie a beneficio di vari settori
possono accelerare la trasformazione industriale dell'Europa. L'UE ha una leadership riconosciuta in
settori come le nanoscienze, le nanotecnologie, i materiali e le tecnologie di produzione, una
leadership che deve essere potenziata per garantire e rafforzare la posizione dell'UE in un contesto
mondiale altamente competitivo. La competitività di industrie più mature è anch'essa ampiamente
dipendente dalla loro capacità di integrare le nuove tecnologie.
 ---pagebreak--- L 400/154         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
Un elemento chiave di questo tema è l’integrazione effettiva delle nanotecnologie, delle scienze dei
materiali, della progettazione e dei nuovi metodi di produzione, in modo da ottenere il massimo
impatto sulla trasformazione dell’industria, favorendo al tempo stesso modi di produzione e di
consumo sostenibili. I materiali con nuove proprietà sono di particolare importanza per la
competitività futura dell'industria europea e alla base del progresso tecnico in vari settori.
Nell’ambito di questo tema saranno sostenute le attività industriali che evidenziano sinergie con
altri temi. Le applicazioni beneficeranno di un sostegno in tutti i settori e aree: scienze e tecnologie
dei materiali, tecnologie di fabbricazione e trattamento ad alte prestazioni, nanobiotecnologia e
nanoelettronica.
La strategia a medio termine prevede di concentrarsi sulla convergenza delle conoscenze e delle
competenze derivanti da discipline diverse, valorizzando le sinergie scientifiche e tecnologiche
legate alle applicazioni. A lungo termine il tema mira a investire sulle eccezionali prospettive delle
nanoscienze e delle nanotecnologie per creare un’industria e un’economia veramente basate sulla
conoscenza. In entrambi i casi sarà necessario garantire l’assimilazione delle conoscenze prodotte,
mediante una diffusione e un'utilizzazione adeguate dei risultati.
Attività quali le piattaforme tecnologiche europee (ad esempio nei potenziali settori della chimica
rispettosa dell’ambiente, dell'energia, dei nuovi processi di fabbricazione, della produzione di
energia, della sicurezza industriale, della nanomedicina, della siderurgia, dei tessili; della ceramica;
dell’industria forestale, ecc.) e l'eventuale sostegno alle iniziative tecnologiche congiunte
garantiranno, in particolare, un prezioso contributo alle esigenze dell’industria e alla
complementarità delle iniziative e dei progetti finanziati.
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Il tema riveste un interesse particolare per le PMI, date le loro esigenze e il loro ruolo nel progresso
e nell'uso delle tecnologie. Tra i settori di particolare interesse si annoverano: nano-strumenti, nano-
utensili, nano-dispositivi e sistemi spaziali (vista la concentrazione, in questi settori, di PMI in forte
crescita e ad alta densità di conoscenza); tecniche tessili e relative tecniche di rivestimento (tipiche
di un settore tradizionale che registra un processo di rapida trasformazione che interessa molte
PMI); industrie meccaniche (ad esempio, il settore delle macchine utensili in cui le PMI europee
occupano una posizione di primo piano a livello mondiale); sostanze chimiche ad elevato valore
aggiunto nonché altri settori a forte presenza di PMI che beneficeranno dell’introduzione di nuovi
modelli di impresa, materiali e prodotti.
Azioni specifiche destinate a coordinare programmi e attività congiunte svolti su scala nazionale e
regionale saranno realizzate nell’ambito dei piani ERA-NET and ERA-NET+, in modo da
promuovere la convergenza dei programmi di ricerca e rafforzare la massa critica e le sinergie
nell’ambito delle piattaforme tecnologiche europee. La ricerca industriale beneficerà inoltre del
coordinamento delle attività in settori quali la metrologia, la tossicologia, le norme e la
nomenclatura.
Attività
• Nanoscienze e nanotecnologie
L’obiettivo è creare materiali e sistemi con proprietà e comportamenti predefiniti, sulla base delle
conoscenze e dell’esperienza sempre più estese sulla materia su scala nanometrica. Ne risulterà una
nuova generazione di prodotti e servizi competitivi ad elevato valore aggiunto, che offrono
prestazioni superiori in un’ampia gamma di applicazioni, riducendo nel contempo gli eventuali
impatti negativi sull’ambiente e la salute. Si incentiverà l’interdisciplinarità che integra approcci
teorici e sperimentali.
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La ricerca si incentrerà:
–         sulle nuove conoscenze in materia di interazione degli atomi, delle molecole e delle loro
          aggregazioni con entità naturali e artificiali;
–         sulla realizzazione di nanostrutture, sistemi o materiali che utilizzano tali conoscenze;
–         sulle attività tese a comprendere o imitare su scala nanometrica i processi naturali;
–         sui processi relativi a nanofabbricazione, funzionalizzazione della superficie, strati sottili,
          proprietà di autoassemblaggio;
–         metodi e processi di misurazione e caratterizzazione.
La ricerca riguarderà anche gli strumenti, gli utensili, le linee pilota e le attività di dimostrazione
necessari per elaborare strategie originali per la fabbricazione basata sulle nanotecnologie nei settori
industriali più promettenti.
Le attività riguarderanno inoltre le problematiche connesse, come pure il contesto e l’accettazione
delle nanotecnologie nella società. Ciò comporterà ricerche su tutti gli aspetti della valutazione dei
rischi (ad esempio nanotossicologia e nanoecotossicologia) nonché in materia di sicurezza,
nomenclatura, metrologia e norme, la cui importanza è sempre maggiore per aprire la strada ad
applicazioni industriali. Si potranno inoltre avviare azioni specifiche per creare poli specializzati di
conoscenza e di competenza, nonché un centro di collegamento responsabile dell’attuazione della
strategia integrata e responsabile in materia di nanotecnologie presentata dalla Commissione nel
piano d’azione associato a questa tematica 1.
1
        Comunicazione della Commissione, Nanoscienze e nanotecnologie: un piano d’azione per
        l’Europa 2005-2009. COM(2005) 243.
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• Materiali
I nuovi materiali e superfici avanzati - caratterizzati da maggiore intensità di conoscenze, nuove
funzionalità e migliori prestazioni - stanno diventando un elemento sempre più cruciale per la
competitività industriale e lo sviluppo sostenibile. Secondo i nuovi modelli dell’industria
manifatturiera, sono proprio i materiali, anziché le fasi di trasformazione, il primo fattore che
determina l'aumento del valore dei prodotti e delle loro prestazioni.
Le attività di ricerca verteranno sullo sviluppo di superfici e materiali multifunzionali basati sulla
conoscenza, con caratteristiche personalizzate e prestazioni prevedibili per i nuovi prodotti e
processi, come pure per la loro riparazione. Si porrà l'accento su materiali multifunzionali ad
elevate prestazioni e un'ampia gamma di applicazioni.
Ciò richiede il controllo delle caratteristiche e delle prestazioni intrinseche, della lavorazione e della
produzione, tenendo conto anche dei potenziali impatti sulla salute e sull’ambiente nell’arco
dell’intero ciclo della loro vita. Sarà data particolare importanza ai nuovi materiali e sistemi
avanzati ottenuti sfruttando le nanotecnologie e le biotecnologie e/o traendo ispirazione e
insegnamento dalla natura (learning from nature), soprattutto per i nanomateriali, i biomateriali, i
materiali ibridi a prestazioni elevate e i materiali artificiali con proprietà elettromagnetiche che non
si trovano in natura.
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Verrà incoraggiato un approccio multidisciplinare che coinvolga i settori della chimica, della fisica,
delle scienze ingegneristiche, compresa la modellizzazione computazionale, e sempre di più anche
delle scienze biologiche. La caratterizzazione, la progettazione e la simulazione dei materiali sono
altri elementi fondamentali per comprendere meglio i fenomeni dei materiali, in particolare i
rapporti struttura-proprietà dei materiali a varie scale, per migliorarne la valutazione e l’affidabilità,
compresa la resistenza all'invecchiamento, ed estendere il concetto di materiali virtuali per la
progettazione dei materiali. Saranno sostenute le attività di integrazione dei livelli nano-,
molecolare e macro- nelle tecnologie della chimica e dei materiali per lo sviluppo di nuovi concetti
e processi come nella catalisi, e le attività di intensificazione e ottimizzazione dei processi. Saranno
inoltre affrontate le questioni connesse allo sviluppo e alla progressiva espansione dei processi e
quelle connesse all'industrializzazione dei nuovi materiali.
• Nuove modalità di produzione
Occorre un nuovo approccio alla fabbricazione per trasformare l’industria dell’UE da un ambiente
industriale ad alta intensità di risorse a un ambiente sostenibile basato sulla conoscenza; tale
impostazione dipenderà dall’adozione di atteggiamenti completamente inediti nei confronti
dell’acquisizione, diffusione, protezione e finanziamento continui delle nuove conoscenze e degli
usi cui sono destinate, anche nell’ottica di realizzare modelli di produzione e di consumo sostenibili.
A tal fine bisogna creare le condizioni ottimali affinché l'industria si impegni in un’innovazione
continua (a livello di attività industriali e sistemi produttivi, in particolare la progettazione, la
costruzione, i dispositivi e i servizi) e per lo sviluppo di "risorse" di produzione generiche
(tecnologie, organizzazione e impianti di produzione, risorse umane), nel rispetto delle esigenze di
sicurezza e ambientali.
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Le attività si incentreranno su:
–         sviluppo e validazione di nuovi modelli e strategie industriali riguardanti tutti gli aspetti
          del ciclo di vita dei prodotti e dei processi;
–         sistemi adattativi di produzione in grado di superare le attuali limitazioni dei processi e di
          permettere l’introduzione di nuovi metodi di fabbricazione e produzione;
–         produzione in rete per lo sviluppo di strumenti e metodi destinati ad operazioni in
          collaborazione e a valore aggiunto su scala mondiale;
–         strumenti per incrementare la rapidità di trasferimento e integrazione delle nuove
          tecnologie nella progettazione e nel funzionamento di processi manifatturieri;
–         valorizzazione delle reti di ricerca multidisciplinare e della convergenza tra
          nanotecnologie, microtecnologie, biotecnologie, tecnologie informatiche e della
          conoscenza per offrire ulteriori tecnologie ibride, prodotti e concetti tecnici a valore
          aggiunto e favorire la creazione di nuove industrie.
Si dovrebbe prestare particolare attenzione all'esigenza di promuovere attività che sostengano
l'adeguamento delle PMI alle nuove esigenze della catena produttiva e la loro integrazione nella
stessa, e di dare impulso alla creazione di PMI ad alta tecnologia.
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• Integrazione di tecnologie per applicazioni industriali
L’integrazione delle conoscenze e delle tecnologie dei tre settori di ricerca descritti in precedenza è
fondamentale per accelerare la trasformazione dell’industria e dell’economia europee, che deve
essere sempre ispirata ai principi della sicurezza, della responsabilità sociale e della sostenibilità.
Le ricerche tratteranno principalmente le nuove applicazioni e soluzioni inedite e radicali che
rispondano alle problematiche più importanti e le esigenze di RST incluse quelle messe in luce
nell’ambito delle varie piattaforme tecnologiche europee. Sarà sostenuta l’integrazione delle nuove
conoscenze derivate dalle nanotecnologie, dalle tecnologie dei materiali e della produzione in
applicazioni settoriali e intersettoriali, ad esempio: sanità, alimentazione, costruzione ed edilizia,
compreso il patrimonio culturale, industria aerospaziale, trasporti, energia, chimica, ambiente,
informazione e comunicazione, tessili, abbigliamento e calzature, industria forestale, siderurgia,
ingegneria meccanica e chimica e, più in generale, nei settori della sicurezza industriale e dei
metodi di misurazione e di prova.
Cooperazione internazionale
La ricerca industriale è sempre più caratterizzata da una dimensione internazionale e per questo è
necessaria una strategia ben coordinata con i paesi terzi. La cooperazione internazionale sarà
pertanto fondamentale in tutto il tema.
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Tra le azioni specifiche si può segnalare: attività con i paesi industrializzati e con i paesi che hanno
sottoscritto un accordo di cooperazione tecnico-scientifica nei settori oggetto di questo tema;
iniziative specifiche con le economie emergenti e i paesi in via di sviluppo per garantire loro
l’accesso alle conoscenze; dialogo con i principali paesi riguardo a un "codice di condotta" per lo
sviluppo responsabile e sicuro delle nanotecnologie; iniziativa IMS per sistemi di fabbricazione
intelligente che consente la cooperazione in materia di RST tra le regioni partecipanti 1. Saranno
incentivate le iniziative per il coordinamento e lo scambio dei dati della ricerca (ad esempio i dati
ambientali e sulla sicurezza sanitaria per le nanotecnologie), elementi che dovrebbero aprire la
strada verso una comprensione comune delle esigenze di regolamentazione da parte dei decisori
politici di tutto il mondo.
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
La ricerca sulle esigenze emergenti sarà realizzata, in particolare, per sviluppare e consolidare le
capacità europee in settori di ricerca specifici, emergenti e multidisciplinari che presentino notevoli
potenzialità per il futuro. Le eventuali esigenze strategiche impreviste saranno affrontate all’insegna
della flessibilità e le attività in quest’ambito potranno, ad esempio, riguardare la normazione, il
sostegno al passaggio a un’industria basata sulla conoscenza nel rispetto della sicurezza oppure i
potenziali impatti sull’ambiente e sulla salute risultanti dalle nanotecnologie.
1
         L’accordo di cooperazione scientifica e tecnica nei settori dell’IMS è sottoscritto, da un lato,
         dalla Comunità europea e, dall’altro, dagli Stati Uniti d’America, dal Giappone, dal Canada,
         dalla Corea e da due Stati dell’EFTA (Norvegia e Svizzera).
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5.         Energia
Obiettivo
Adeguare l’attuale sistema energetico rendendolo maggiormente sostenibile, meno dipendente da
combustibili importati, basato su un insieme di fonti energetiche, in particolare fonti rinnovabili,
vettori energetici e fonti non inquinanti, accrescere l'efficienza energetica, anche razionalizzando
l'uso e l'immagazzinamento di energia; far fronte alle sfide, sempre più pressanti, della sicurezza
dell’approvvigionamento e dei cambiamenti climatici, rafforzando nel contempo la competitività
delle industrie europee.
Strategia
Le proiezioni oggi disponibili nell'UE e nel resto del mondo indicano che la maggior parte dei più
importanti indicatori energetici (ad es. consumo di energia, dipendenza dai combustibili fossili,
limitatezza delle risorse convenzionali di greggio e di gas naturale, dipendenza dalle importazioni,
emissioni di CO2, prezzi energetici) si allontana da un sistema energetico sostenibile e affidabile. La
ricerca in campo energetico favorirà un’inversione di tendenza, garantendo un giusto equilibrio tra
elementi quali l’aumento dell’efficienza energetica, l’accessibilità economica, l’accettabilità e la
sicurezza delle tecnologie e delle fonti energetiche esistenti, puntando allo stesso tempo ad un
passaggio verso modalità alternative di produzione e consumo dell’energia in Europa nel lungo
termine. In questo senso la ricerca dell’UE contribuirà direttamente al successo della politica
comunitaria e soprattutto al raggiungimento degli obiettivi, attuali e futuri, di riduzione del
consumo energetico e dei gas a effetto serra nell’UE.
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Seguendo una strategia che considera un ampio ventaglio di tecnologie, e nel rispetto delle
conclusioni del Libro verde del 2000 "Verso una strategia europea di sicurezza
dell’approvvigionamento energetico"1, del Libro verde del 2005 sull'efficienza energetica2 e del
Libro verde del 2006 su una strategia europea per un'energia sostenibile, competitiva e sicura3, le
attività di ricerca punteranno all'individuazione e allo sviluppo di tecnologie economicamente
efficaci per realizzare un’economia energetica più sostenibile in Europa (e nel mondo) fondata su
costi energetici abbordabili per i nostri cittadini e le industrie, e per permettere all’industria europea
di concorrere con successo sulla scena mondiale. Le attività riguarderanno tutti gli orizzonti
temporali, separatamente o in combinazione, e tutta la filiera di attività - dalla ricerca di base e
applicata fino allo sviluppo tecnologico passando per la dimostrazione tecnologica su vasta scala;
queste attività saranno supportate da ricerche trasversali e socioeconomiche finalizzate a
convalidare i risultati della ricerca e a fornire una base razionale per le decisioni politiche e lo
sviluppo di un contesto di mercato.
Se possibile sarà adottato un approccio integrato, che stimoli il feedback e la cooperazione necessari
tra i vari soggetti coinvolti. Saranno infine incoraggiate le azioni integrate trasversali o che sfruttano
le sinergie tra i vari settori di ricerca.
Rafforzare la competitività del settore energetico europeo, dinanzi alla dura concorrenza mondiale, è
un obiettivo importante di questo tema, che mette a disposizione dell’industria europea la capacità di
mantenere e sviluppare la sua leadership mondiale nel settore delle tecnologie e dei materiali di
produzione e di rendimento energetici principali. Ciò richiederà notevoli sforzi di R&S e una
cooperazione internazionale. Più specificamente, le PMI sono attori importanti nel settore energetico,
svolgono un ruolo di primo piano nella catena energetica e sono determinanti per incentivare
l’innovazione. È pertanto essenziale che partecipino ampiamente alle attività di ricerca e di
dimostrazione e saranno sollecitate in tal senso.
1
         COM (2000) 769 del 29.11.2000.
2
         COM (2005) 265.
3
         COM (2005) 105.
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Le agende strategiche di ricerca e le strategie di diffusione sviluppate nell’ambito delle piattaforme
tecnologiche europee offrono uno spunto importante per le priorità di ricerca di questo tema. Tali
piattaforme vertono sull’idrogeno e sulle celle a combustibile e sul fotovoltaico; il concetto è esteso ai
biocarburanti, alla produzione di energia a emissioni zero, alle future reti di energia elettrica e ad altri
settori connessi con l'energia. Se utile, saranno organizzate azioni per rafforzare il coordinamento tra
programmi nazionali.
Un aumento di efficienza in tutto il sistema energetico, dalla fonte all'utente, è la base essenziale su
cui si regge tutto il tema dell'energia. Riconoscere l'importante contributo ai sistemi energetici
sostenibili del futuro, alle energie rinnovabili e all'efficienza energetica ad utilizzazione razionale
costituirà la parte fondamentale di questo tema. Sarà rivolta particolare attenzione alla promozione
della ricerca, dello sviluppo e della dimostrazione nonché dello sviluppo di capacità in questo
settore. Saranno sfruttate appieno a tal fine le sinergie con il programma "Energia intelligente -
Europa" nell'ambito del programma quadro per la competitività e l'innovazione. Sarà inoltre
esplorata la possibilità di future iniziative su vasta scala che integrino finanziamenti da varie fonti
(ad es. iniziative tecnologiche congiunte).
Per migliorare la diffusione e l’impiego dei risultati della ricerca in tutti i settori si punterà a
sostenere la diffusione delle conoscenze e il trasferimento dei risultati, anche ai responsabili a
livello politico.
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Attività
• Idrogeno e celle a combustibile
La strategia integrata per la ricerca e la diffusione messa a punto dalla piattaforma tecnologica
europea per l’idrogeno e le celle a combustibile rappresenta la base per un programma strategico
integrato riguardante le applicazioni mobili (trasporti), fisse e portatili, che mira a dare una solida
base tecnologica per la creazione di un’industria competitiva nell’UE per la fornitura di idrogeno e
celle a combustibile e la produzione di apparecchiature. Il programma comprenderà attività di
ricerca di base e applicata e sviluppo tecnologico; progetti di dimostrazione su scala appropriata per
convalidare i risultati della ricerca e dare un feedback per le successive attività di ricerca; attività di
ricerca trasversali e socioeconomiche comprese questioni relative all'infrastruttura, volte a sostenere
valide strategie di transizione e a fornire una base razionale per le decisioni politiche e lo sviluppo
di un contesto di mercato.
Le attività di ricerca applicata industriale, di dimostrazione e le attività trasversali del programma
potrebbero essere messe in atto nell’ambito di un'iniziativa tecnologica congiunta. Questa azione,
gestita in maniera strategica e orientata agli obiettivi, sarà integrata e condotta in stretto
coordinamento con attività di ricerca in collaborazione più a monte per realizzare scoperte su
materiali, processi e tecnologie emergenti di importanza critica.
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• Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili
Ricerca, sviluppo e dimostrazione di tecnologie integrate per la produzione di energia elettrica da
fonti rinnovabili, adatte alle varie condizioni regionali, laddove possa essere individuato un
potenziale economico e tecnico sufficiente, al fine di fornire gli strumenti per aumentare
notevolmente la percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nell’UE. La ricerca
dovrebbe migliorare l’efficienza globale di conversione, l'efficacia sotto il profilo dei costi, far
abbassare sensibilmente il costo di produzione dell'energia elettrica ottenuta da fonti energetiche
rinnovabili locali, compresa la frazione biodegradabile dei rifiuti, rafforzare l’affidabilità dei
processi, ridurre ulteriormente l’impatto ambientale ed eliminare gli ostacoli esistenti. L’attenzione
sarà rivolta in particolare al fotovoltaico, all’eolico e alla biomassa, compresa la PCCE. La ricerca
sarà inoltre finalizzata a sfruttare tutto il potenziale di altre fonti rinnovabili quali l’energia
geotermica, l'energia solare termica, l’energia oceanica (ad es. l'energia delle onde e l'energia
maremotrice) e gli impianti idroelettrici.
• Produzione di combustibile rinnovabile
Ricerca, sviluppo e dimostrazione di sistemi di produzione di combustibile e di tecnologie di
conversione perfezionati per la produzione sostenibile e le catene di approvvigionamento di
combustibili solidi, liquidi e gassosi da biomassa (compresa la frazione biodegradabile dei rifiuti).
L’attenzione sarà rivolta in particolare ai nuovi tipi di biocombustibili, segnatamente per i trasporti
e l'elettricità, e a nuove vie di produzione, immagazzinamento e distribuzione per i biocarburanti
esistenti, ad esempio la produzione integrata di energia e di altri prodotti a valore aggiunto
attraverso le bioraffinerie. Per apportare benefici "dalla fonte all’utente" in termini di emissioni di
carbonio, la ricerca punterà a migliorare l’efficienza energetica, a rafforzare l’integrazione tra le
varie tecnologie e l’uso delle materie prime. In quest'ambito saranno affrontate anche questioni
come la logistica delle materie prime, la ricerca prenormativa e la normazione per un uso sicuro e
affidabile nelle applicazioni fisse e per i trasporti. Per sfruttare le potenzialità connesse alla
produzione rinnovabile di idrogeno, saranno sostenuti i processi che utilizzano biomassa, energia
elettrica ottenuta da fonti rinnovabili ed energia solare.
 ---pagebreak--- 30.12.2006          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/167
• Fonti di energia rinnovabili per il riscaldamento e la refrigerazione
Ricerca, sviluppo e dimostrazione di un ventaglio di tecnologie e di dispositivi comprendenti
tecnologie di stoccaggio finalizzati ad aumentare il potenziale di riscaldamento e refrigerazione
attivi e passivi ricorrendo a fonti di energia rinnovabili per dare un contributo all’energia
sostenibile. Si tratta di ridurre sensibilmente i costi, di aumentare l’efficienza, di limitare
ulteriormente l’impatto sull’ambiente e ottimizzare l’uso di tecnologie in condizioni regionali
diverse laddove possa essere individuato un potenziale economico e tecnico sufficiente. Le attività
di ricerca e dimostrazione dovrebbero comprendere nuovi sistemi e componenti per applicazioni
industriali (compresa la desalinazione termica dell’acqua di mare), il riscaldamento e la
refrigerazione in ambito urbano e/o in spazi dedicati, l'integrazione degli edifici e lo stoccaggio di
energia.
• Tecnologie di cattura e stoccaggio di CO2 per la generazione di elettricità ad emissioni zero
Inevitabilmente i combustibili fossili continueranno a rappresentare una percentuale rilevante del mix
energetico ancora per vari decenni. Per garantire la compatibilità ambientale, in particolare riguardo ai
cambiamenti climatici, occorre ridurre drasticamente gli impatti ambientali negativi connessi
all’utilizzo dei combustibili fossili, puntando a una generazione di energia e/o di calore estremamente
efficiente ed economicamente vantaggiosa, con emissioni quasi nulle. In questo senso sono decisive
attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione di tecnologie di cattura e stoccaggio del CO2, in
particolare stoccaggio sotterraneo, al contempo efficienti, efficaci sotto il profilo dei costi e affidabili,
per i diversi tipi di serbatoi geologici di CO2, al fine di ridurre il costo di queste operazioni a meno di
20 EUR/t, con percentuali di cattura del CO2 superiori al 90%; sarà inoltre necessario dimostrare la
stabilità, sicurezza e affidabilità dello stoccaggio di CO2 sul lungo periodo.
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• Tecnologie del carbone pulito
La maggior parte dell’energia elettrica nel mondo viene ancora prodotta dalle centrali a carbone,
che possono tuttavia diventare più efficienti sotto il profilo energetico e meno inquinanti, soprattutto
in termini di emissioni di CO2. Per mantenere la competitività del settore e contribuire a conservare
le risorse e a gestire le emissioni di CO2, saranno sostenute attività di ricerca, sviluppo e
dimostrazione di tecnologie pulite di conversione del carbone e di altri idrocarburi solidi per le
centrali elettriche esistenti e future. Saranno inoltre sostenute tecnologie di conversione, compresi i
processi chimici, per la produzione di vettori energetici secondari (ivi compreso l'idrogeno) e
combustibili liquidi e gassosi. Ciò aumenterà notevolmente l’efficienza e l’affidabilità degli
impianti, ridurrà le emissioni di sostanze inquinanti e abbatterà i costi complessivi, in varie
condizioni di funzionamento. Nella prospettiva di una futura produzione di energia elettrica senza
emissioni inquinanti, queste attività saranno connesse e costituiranno una preparazione alle
tecnologie per la cattura e lo stoccaggio di CO2 e all'utilizzo congiunto di biomassa.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 400/169
• Reti di energia intelligenti
Per favorire la transizione verso un sistema energetico più sostenibile è necessario uno sforzo di
R&S di ampia portata per aumentare l’efficienza, la flessibilità, la sicurezza, l’affidabilità e la
qualità dei sistemi e delle reti di distribuzione dell’elettricità e del gas in Europa, soprattutto
nell'ambito di un mercato europeo dell'energia più integrato. Nel caso delle reti di elettricità,
l’obiettivo di trasformare le attuali reti di elettricità in una rete solida e interattiva di servizi
(clienti/operatori), di controllare i flussi in tempo reale e di eliminare gli ostacoli alla diffusione su
vasta scala e all’integrazione efficace delle fonti di energia rinnovabili e della generazione di
energia distribuita (ad esempio con celle a combustibile, microturbine, motori alternativi) richiederà
attività di ricerca, sviluppo e dimostrazione di tecnologie abilitanti fondamentali (ad esempio
soluzioni TIC innovative, tecnologie per lo stoccaggio delle fonti di energia rinnovabili, elettronica
di potenza e dispositivi superconduttori), compreso lo sviluppo di nuovi strumenti di controllo e di
affidabilità per i sistemi di elettricità. Per le reti del gas si tratterà di giungere alla dimostrazione di
processi e sistemi più intelligenti ed efficienti per il trasporto e la distribuzione del gas, compresa
l’integrazione efficace delle fonti di energia rinnovabili e l'utilizzazione di biogas nelle reti esistenti.
 ---pagebreak--- L 400/170         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    30.12.2006
• Efficienza e risparmi energetici
Le ampie potenzialità in termini di risparmio del consumo energetico finale e primario e di
miglioramento dell’efficienza energetica 1 devono essere sfruttate con la ricerca, l’ottimizzazione, la
convalida e la dimostrazione di nuovi concetti, l'ottimizzazione di concetti e tecnologie comprovati e
nuovi per l’edilizia, i servizi e l’industria. Ciò comporta una combinazione di strategie e tecnologie
sostenibili per ottenere una maggiore efficienza energetica, l’impiego di fonti di energia rinnovabili e
la cogenerazione e la poligenerazione e l’integrazione di misure e dispositivi per la gestione della
domanda su larga scala nelle città e nelle collettività e la dimostrazione concernente l'edilizia avente
un impatto minimo sul clima (eco-edilizia). Queste iniziative di ampia portata possono essere
sostenute da attività innovative di R&S rivolte a specifici componenti o tecnologie, ad esempio la
poligenerazione e l'eco-edilizia (compresa l'illuminazione). Un obiettivo prioritario è ottimizzare il
sistema energetico a livello di comunità locale, conciliando una sensibile riduzione nella domanda di
energia con la soluzione di approvvigionamento più sostenibile e accessibile sotto il profilo
economico, compreso l’uso di nuovi combustibili in appositi parchi di veicoli 2.
• Conoscenze per l’elaborazione della politica energetica
Sviluppo di strumenti, metodi e modelli per la valutazione dei principali aspetti economici e sociali
connessi alle tecnologie energetiche. Le attività comprenderanno la creazione di basi di dati e
scenari per un’UE allargata e la valutazione dell’impatto delle politiche energetiche e delle politiche
connesse all’energia sulla sicurezza dell’approvvigionamento, l’ambiente, la società, la
competitività del comparto energetico e le questioni dell'accettabilità da parte del pubblico.
Particolare importanza riveste l’impatto dell’evoluzione tecnologica sulle politiche comunitarie. Le
attività comprenderanno un sostegno scientifico da apportare all'elaborazione delle politiche.
1
         Come indicato nel "Libro verde sull’efficienza energetica: fare di più con meno",
         COM(2005)265 del 22 giugno 2005.
2
         Sulla base delle esperienze acquisite nel corso delle iniziative CONCERTO e CIVITAS
         finanziate dal Sesto programma quadro.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT              Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/171
Cooperazione internazionale
Visto che le problematiche, le minacce e le opportunità nel campo dell’energia hanno una
dimensione planetaria, la collaborazione internazionale è un elemento sempre più importante della
ricerca in questo settore. Le azioni specifiche sosterranno iniziative di cooperazione multilaterali
strategicamente importanti come la International Partnership for the Hydrogen Economy (IPHE), il
Carbon Sequestration Leadership Forum (CSLF) e la Coalizione di Johannesburg per l’energia
rinnovabile (JREC). Saranno sostenute altre azioni specifiche che affrontano questioni come le
conseguenze ambientali delle politiche energetiche, l’interdipendenza dell’approvvigionamento
energetico, il trasferimento tecnologico e la creazione di capacità, coinvolgendo le economie
emergenti che hanno un fabbisogno energetico significativo.
La cooperazione scientifica internazionale nel settore dell’energia finanzierà anche l’obiettivo
dell’iniziativa energetica dell’UE per l’eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile (EUEI)
avviata in occasione del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg e finalizzata,
in particolare, al conseguimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG) attraverso un
accesso affidabile ed economico all’energia sostenibile per le popolazioni più povere.
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
La ricerca in questo contesto servirà a individuare e studiare nuove opportunità scientifiche e
tecnologiche nel settore dell’approvvigionamento energetico, dell’uso della conversione e della
sostenibilità, spesso in combinazione con altri settori e discipline come le biotecnologie e i nuovi
materiali e processi di produzione. Per quanto riguarda le esigenze strategiche impreviste, che
impongono una reazione tempestiva, sono compresi, ad esempio, gli sviluppi di iniziative
internazionali sui cambiamenti climatici e la risposta a gravi perturbazioni o instabilità
nell’approvvigionamento o nel prezzo dell’energia.
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6.        Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici)
Obiettivo
Gestione sostenibile dell’ambiente e delle sue risorse attraverso l’approfondimento delle
conoscenze sulle interazioni tra clima, biosfera, ecosistemi e attività umane e lo sviluppo di nuove
tecnologie, strumenti e servizi al fine di affrontare in modo integrato le questioni ambientali a
livello mondiale. L’attenzione si incentrerà sulla previsione dei cambiamenti del clima e dei sistemi
ecologici, terrestri e oceanici; su strumenti e tecnologie per il monitoraggio, la prevenzione,
l’attenuazione delle pressioni ambientali e l'adeguamento alle medesime e dei rischi anche sulla
salute, nonché per la sostenibilità dell’ambiente naturale e antropizzato.
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Strategia
La tutela dell’ambiente è un elemento fondamentale per la qualità della vita delle generazioni attuali
e future e per la crescita economica. Le risorse naturali del pianeta e l’ambiente antropizzato
subiscono pressioni dovute all’aumento della popolazione, all’urbanizzazione, all'edilizia, alla
continua espansione delle attività agricole, dell'acquacoltura e della pesca, dei trasporti e del settore
energetico, della destinazione dei suoli, nonché alla variabilità del clima e il surriscaldamento su
scala locale, regionale e planetaria. Di fronte a questa situazione l’UE deve garantire una crescita
continua e sostenibile, riducendo al contempo le ripercussioni negative per l’ambiente. La
cooperazione a livello di UE è giustificata dal fatto che i paesi, le regioni e le città hanno problemi
ambientali comuni e che, data la scala, la portata e l’estrema complessità delle ricerche in campo
ambientale, serve una massa critica. Una cooperazione a questo livello favorisce anche una
pianificazione comune, l’utilizzo di basi di dati interoperabili e collegate tra loro e lo sviluppo di
indicatori comuni, di metodi di valutazione e di sistemi di osservazione e previsione coerenti e su
vasta scala. La cooperazione internazionale si rivela inoltre necessaria per integrare le conoscenze e
promuovere una migliore gestione su scala mondiale.
 ---pagebreak--- L 400/174          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
Le attività di ricerca in questo ambito1 contribuiranno all’adempimento degli impegni che l’UE e gli
Stati membri hanno assunto a livello internazionale, ad esempio con la convenzione quadro delle
Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), i protocolli di Kyoto e di Montreal, le
iniziative che hanno fatto seguito al protocollo di Kyoto, la convenzione delle Nazioni Unite sulla
diversità biologica, la convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione, la
Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti e il Vertice mondiale sullo sviluppo
sostenibile del 2002, compresa l’iniziativa sull’acqua dell’UE (e la promozione di una produzione e
di un consumo sostenibili). Le ricerche daranno anche un contributo al Gruppo intergovernativo sui
cambiamenti climatici (IPCC), all’iniziativa riguardante il Gruppo sulle osservazioni della Terra
(GEO) e terranno conto della valutazione degli ecosistemi per il Millennio. Infine, daranno un
sostegno alle esigenze di ricerca messe in luce dalla legislazione e dalle politiche comunitarie già in
vigore o emergenti (ad es., Natura 2000, Reach), dall'attuazione del Sesto programma d’azione per
l’ambiente, dalle strategie tematiche ad esso connesse (ad es., le strategie per l'ambiente marino e
per il suolo) e da altre strategie emergenti (come la strategia per il mercurio) e infine dai piani
d’azione sulle tecnologie ambientali e su "Ambiente e salute".
Incentivando tecnologie ambientali innovative sarà possibile ottenere un uso sostenibile delle risorse,
attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici e adattarsi ad essi, e proteggere gli ecosistemi e
l’ambiente antropizzato. La ricerca darà anche un contributo a sviluppi tecnologici che rafforzeranno
la posizione di mercato delle imprese europee, ed in particolare delle PMI, in settori quali le
tecnologie ambientali. Le piattaforme tecnologiche europee (come quelle sull’approvvigionamento
idrico e i servizi igienici, la chimica sostenibile, le costruzioni e la silvicoltura) confermano la
necessità di un intervento dell’UE e per questo, nel contesto delle attività proposte di seguito, verrà
finanziata la realizzazione delle componenti interessate dei rispettivi programmi di ricerca.
1
         Attività di ricerca complementari sulla produzione e sull'impiego di risorse biologiche
         rientrano nel tema "Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie".
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 400/175
I programmi nazionali saranno maggiormente coordinati fra loro ampliando e approfondendo
l’ambito di applicazione delle reti ERA-Net esistenti nel campo della ricerca ambientale1.
Particolare importanza sarà infine attribuita alle azioni finalizzate a potenziare la divulgazione dei
risultati delle ricerche comunitarie – anche sfruttando le sinergie con meccanismi di finanziamento
complementari esistenti nella Comunità e negli Stati membri – e alla loro adozione da parte degli
utenti finali interessati, con particolare riferimento ai responsabili delle politiche.
Se del caso, nel contesto delle attività in appresso saranno sviluppati concetti, strumenti e strategie
di gestione integrati. Sarà assicurato il coordinamento con le questioni trasversali 2. Le attività
terranno conto ove opportuno degli aspetti socioeconomici delle politiche e tecnologie.
1
         Ciò potrebbe comprendere l’attuazione congiunta di programmi di ricerca sul Mar Baltico e
         nuovi piani ERA-NET.
2
         Per quanto riguarda le tecnologie ambientali è particolarmente importante il coordinamento
         con il CIP.
 ---pagebreak--- L 400/176          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
Attività
• Cambiamenti climatici, inquinamento e rischi
–         Pressioni sull’ambiente e sul clima
Si avverte la necessità di una ricerca integrata sul funzionamento del clima e del sistema terrestre e
marittimo, comprese le regioni polari, per osservare e analizzare come essi si siano evoluti in
passato e per predirne l’evoluzione futura, inclusi osservazioni, studi sperimentali e
modellizzazione avanzata, e tenendo conto del forcing antropogenico. Ciò permetterà di dar vita a
misure efficaci di adattamento e attenuazione per quanto riguarda i cambiamenti climatici e i
relativi impatti. Saranno preparati e convalidati modelli avanzati sui cambiamenti climatici
riguardanti varie scale (da quella planetaria a quella locale). Tali modelli saranno utilizzati per
valutare i cambiamenti in atto, le potenziali ripercussioni e le soglie critiche (ad esempio per
l'acidità degli oceani). Verranno studiati i cambiamenti in atto nella composizione dell’atmosfera e
nel ciclo dell’acqua e saranno definiti approcci fondati sui rischi, che tengano conto dei
cambiamenti nei modelli di eventi quali le inondazioni, le forti precipitazioni e le siccità. Si
procederà alla quantificazione e allo studio del bilancio del carbonio e dei gas a effetto serra (inclusi
gli aerosol). Altre attività prenderanno in esame i fattori che incidono negativamente sulla qualità
ambientale e sul clima e sono connessi all’inquinamento naturale e antropogenico dell’aria, delle
acque e del suolo, oltre che le interazioni tra l’atmosfera, lo strato di ozono stratosferico, la
superficie coperta, i ghiacci e gli oceani. Verranno infine analizzati i meccanismi di retroazione e i
cambiamenti improvvisi (ad esempio nella circolazione oceanica) e gli impatti sulla biodiversità e
sugli ecosistemi, compresi gli effetti dell'innalzamento del livello del mare sulle zone costiere e
l'impatto su zone particolarmente sensibili, quali le regioni montane.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/177
–         Ambiente e salute
La ricerca multidisciplinare sulle interazioni tra fattori di rischio ambientali e climatici e salute umana
serve per sostenere il piano d’azione "Ambiente e salute" e integrare le considerazioni riguardanti la
salute pubblica e la caratterizzazione delle patologie in riferimento a rischi ambientali emergenti. Le
attività di ricerca riguarderanno principalmente le ripercussioni dei cambiamenti globali (cambiamenti
climatici, assetto territoriale, globalizzazione), le esposizioni molteplici attraverso diverse vie di
esposizione, l’individuazione delle fonti di inquinamento e i vettori e fattori di stress ambientali nuovi
o emergenti (ad esempio l’ambiente interno ed esterno, le questioni legate all'ambiente urbano,
l'inquinamento atmosferico, i campi elettromagnetici, il rumore e l’esposizione a sostanze tossiche,
compreso lo sviluppo di valutazioni integrate del rischio e metodologie per le sostanze pericolose),
nonché i potenziali effetti sulla salute. La ricerca punterà anche ad integrare le attività di ricerca sul
biomonitoraggio umano in relazione ad aspetti scientifici, metodologie e strumenti al fine di definire
un approccio coerente e coordinato. In quest’ambito potranno rientrare studi di coorte europei, con
particolare attenzione ai gruppi di popolazione vulnerabili, e metodi e strumenti atti a migliorare la
caratterizzazione dei rischi, la valutazione e la comparazione dei rischi e degli impatti sulla salute. La
ricerca punterà a sviluppare biomarcatori e strumenti di modellizzazione che tengano conto delle varie
esposizioni, delle variazioni in termini di vulnerabilità e dell’incertezza. Fornirà inoltre metodi e
strumenti avanzati di supporto alla decisione (come indicatori, basi di dati, analisi costi-benefici e
multicriterio, valutazioni d’impatto sulla salute, analisi della sostenibilità e del carico di anni di vita in
buona salute persi a causa della disabilità o della mortalità precoce) per la gestione dei rischi, la
convalida e il collegamento di modelli e sistemi e la gestione e la comunicazione in merito, a sostegno
dell'elaborazione delle politiche, della valutazione e del monitoraggio.
 ---pagebreak--- L 400/178         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
–         Pericoli naturali
Per gestire le catastrofi naturali serve un approccio multirischio, che integri le esigenze specifiche
nella pianificazione globale. Occorrono conoscenze e metodi perfezionati e un quadro integrato per
valutare i pericoli, il grado di vulnerabilità e i rischi. D’altra parte è necessario formulare strategie
per la mappatura, la prevenzione, l'individuazione e l’attenuazione dei rischi, tenendo conto anche
dei fattori economici e sociali. Verranno svolti studi sulle catastrofi legate al clima (forti
precipitazioni meteorologiche, siccità, incendi boschivi, smottamenti, valanghe e inondazioni e altri
eventi estremi) e sui rischi geologici (terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami, ecc.) e sulle loro
ripercussioni. Le attività di ricerca condotte in quest’ambito consentiranno di capire più
accuratamente i processi alla base di questi fenomeni e di migliorare inoltre i metodi di
individuazione e di previsione secondo approcci deterministici e probabilistici; serviranno come base
per lo sviluppo di sistemi d’informazione, allarme rapido e reazione rapida volti anche a ridurre la
vulnerabilità degli insediamenti umani. Saranno infine quantificate le ripercussioni dei principali
pericoli naturali a livello di società, compresi gli impatti sugli ecosistemi.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/179
• Gestione sostenibile delle risorse
–         Conservazione e gestione sostenibile delle risorse naturali e antropiche e della biodiversità
Le attività di ricerca saranno finalizzate ad approfondire la base di conoscenze e a produrre i
modelli e gli strumenti avanzati necessari per la gestione delle risorse e la creazione di modelli di
consumo sostenibili. Tali attività consentiranno di prevedere il comportamento degli ecosistemi e il
loro recupero, di mitigare il degrado e gli effetti della perdita di importanti elementi strutturali e
funzionali degli ecosistemi (per la biodiversità, le acque, il suolo e le risorse marine). La ricerca
sulla modellizzazione degli ecosistemi terrà conto delle pratiche di protezione e conservazione.
Saranno incentivati approcci innovativi per sviluppare attività economiche legate ai servizi connessi
agli ecosistemi. Saranno formulate strategie integrate per prevenire e combattere la desertificazione,
il degrado del territorio e l’erosione (compreso l'utilizzo razionale dell'acqua), per arrestare la
perdita di biodiversità e per mitigare le conseguenze negative dell'interferenza umana. Le ricerche
andranno anche nella direzione di un utilizzo e di una gestione sostenibile delle foreste, dei paesaggi
e dell’ambiente urbano, compresa in particolare la pianificazione delle zone postindustriali, e della
gestione sostenibile dei rifiuti. La ricerca sfrutterà (e darà anche il proprio contributo al)lo sviluppo
di sistemi aperti, distribuiti e interoperabili di informazione e gestione dei dati e fornirà la base per
le valutazioni, le previsioni e i servizi connessi alle risorse naturali e al loro uso.
 ---pagebreak--- L 400/180         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
–         Gestione degli ambienti marini
Per capire meglio l’impatto delle attività umane sugli oceani, sui mari e sulle risorse dell’ambiente
marino (compresi i fenomeni dell’inquinamento e dell’eutrofizzazione dei mari regionali e delle
zone costiere) servono ricerche specifiche. Le attività di ricerca negli ambienti acquatici, compresi
gli ecosistemi costieri, regionali e delle profondità marine e nei fondali, serviranno a osservare,
monitorare e prevedere il comportamento di questo ambiente particolare e ad approfondire la nostra
comprensione del mare e dell’uso sostenibile delle risorse oceaniche. L’impatto delle attività
antropiche sugli oceani sarà valutato adottando strategie integrate che tengano conto della
biodiversità marina, dei processi e dei servizi che caratterizzano gli ecosistemi, della circolazione
oceanica e della geologia dei fondali marini. Verranno sviluppati concetti e strumenti a sostegno di
strategie per l'uso sostenibile dell'oceano e delle sue risorse, in particolare metodologie, sistemi di
informazione e basi di dati, sistemi di valutazione delle politiche e degli strumenti.
 ---pagebreak--- 30.12.2006          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/181
• Tecnologie ambientali
–         Tecnologie ambientali per l'osservazione, la simulazione, la prevenzione, l'attenuazione,
          l'adeguamento, il risanamento e il ripristino dell’ambiente naturale e antropizzato
Emerge la necessità di tecnologie ambientali nuove o perfezionate per ridurre l’impatto ambientale
delle attività umane, tutelare l’ambiente e gestirne le risorse con maggiore efficacia e per sviluppare
nuovi prodotti, processi e servizi che si rivelino più compatibili con l’ambiente rispetto a quelli oggi
esistenti. In particolare la ricerca approfondirà i seguenti aspetti: tecnologie di prevenzione o
riduzione dei rischi ambientali, di attenuazione dei pericoli e delle catastrofi, di mitigazione degli
effetti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità; tecnologie a favore di una
produzione e di un consumo sostenibili; tecnologie per la gestione delle risorse naturali o
dell’inquinamento con modalità più efficaci (acque, suolo, aria, risorse marine e altre risorse, in
particolare l'ambiente urbano e i rifiuti, compreso il riciclo dei rifiuti). Sarà assicurato un
coordinamento trasversale con altri temi connessi.
–         Protezione, conservazione e miglioramento del patrimonio culturale, compreso l'habitat
          umano
Tecnologie per una gestione sostenibile ed ecocompatibile dell’ambiente umano, compreso l’ambiente
edificato, le zone urbane, il paesaggio e gli aspetti della conservazione e del recupero del patrimonio
culturale e della sua protezione dall'inquinamento atmosferico, in cui rientrano valutazione di impatto
ambientale, modelli e strumenti per la valutazione del rischio, tecniche avanzate e non distruttive per la
diagnosi dei danni, nuovi prodotti e metodologie di recupero, strategie di attenuazione e di adattamento
ai fini della gestione sostenibile dei beni culturali sia mobili che immobili.
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–         Valutazione, verifica e collaudo delle tecnologie
Le ricerche in questo contesto saranno finalizzate alla valutazione dei rischi e delle prestazioni delle
tecnologie, anche di processi e prodotti e servizi, e punteranno a sviluppare ulteriormente metodi a tal
fine, come l’analisi del ciclo di vita. Saranno inoltre studiati i seguenti aspetti: opportunità di lungo
termine, potenzialità di mercato e aspetti socioeconomici delle tecnologie ambientali; piattaforme per
la tecnologia del settore forestale, l'approvvigionamento idrico e l'igienizzazione delle acque, nonché
per la chimica sostenibile; valutazione del rischio chimico incentrata su strategie e metodi di prova
intelligenti per ridurre le sperimentazioni su animali, tecniche di quantificazione del rischio; sostegno
alla ricerca per lo sviluppo del programma europeo di verifica e collaudo delle tecnologie ambientali
ad integrazione di strumenti di valutazione di terzi.
• Osservazione della Terra e strumenti di valutazione per lo sviluppo sostenibile
–         Sistemi di osservazione e metodi di monitoraggio della terra e degli oceani ai fini
          dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile
Le attività di ricerca riguarderanno lo sviluppo e l’integrazione del sistema dei sistemi per
l’osservazione della Terra (GEOSS) per le questioni riguardanti l’ambiente e lo sviluppo sostenibile
nell’ambito dell’iniziativa GEO1, complementare al Sistema globale di osservazione per l'ambiente
e la sicurezza (GMES). Verranno trattati temi quali l’interoperabilità tra sistemi di osservazione, la
gestione delle informazioni e la condivisione dei dati, l'ottimizzazione delle informazioni per la
conoscenza, la modellizzazione e la previsione dei fenomeni ambientali e delle attività umane
connesse. Le attività in questione verteranno, in particolare, sui pericoli naturali, i cambiamenti
climatici, i fenomeni meteorologici, gli ecosistemi, le risorse naturali, le acque, l’utilizzo del
territorio, l’ambiente e la salute, la biodiversità (compresi gli aspetti della valutazione del rischio, i
metodi di previsione e gli strumenti di valutazione) per fare progressi nelle aree in cui il GEOSS
potrebbe arrecare vantaggi alla società e contribuire al GMES.
1
         Compreso il sostegno finanziario al segretariato del GEO.
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–         Metodi di previsione e strumenti di valutazione per lo sviluppo sostenibile che considerino
          le diverse scale di osservazione
Occorrono strumenti per valutare quantitativamente il contributo che le politiche di ricerca e per
l’ambiente offrono alla competitività e allo sviluppo sostenibile, compresa la valutazione delle
strategie di mercato e fondate sulla regolamentazione, oltre che le ripercussioni delle tendenze attuali
sui modelli di produzione e di consumo. Tra gli strumenti in questione ricordiamo modelli che
prendano in considerazione i legami tra economia, ambiente e società e, dunque, strategie fruttuose
ed efficaci di adattamento e prevenzione. In questa ricerca interdisciplinare rientrerà la valutazione
complessiva del cambiamento ambientale globale, compresa l'interazione tra ecosistemi e sistemi
socioeconomici. Le attività di ricerca saranno inoltre finalizzate a migliorare gli indicatori esistenti e
a formularne di nuovi per valutare le priorità della politica a favore dello sviluppo sostenibile;
verteranno inoltre sull’analisi delle interrelazioni tra tali indicatori, anche alla luce degli indicatori di
sviluppo sostenibile di cui l’UE già dispone. Tra le attività figurerà anche l’analisi delle tecnologie,
delle cause socioeconomiche, le esternalità, la governanza, la valutazione dell'impatto sulla
sostenibilità e gli studi di previsione a medio termine (foresight). Tra i settori cui applicare le
ricerche si ricordano le politiche in materia di assetto territoriale e di ambiente marino, di sviluppo
urbano, la biodiversità nonché i conflitti economici, politici e sociali legati ai cambiamenti climatici.
 ---pagebreak--- L 400/184          IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        30.12.2006
Cooperazione internazionale
I problemi ambientali sono inevitabilmente caratterizzati da una dimensione transfrontaliera,
regionale o planetaria e la cooperazione internazionale sarà pertanto una componente essenziale di
questo tema. Settori particolari riguardano gli impegni internazionali dell’UE – come le convenzioni
sui cambiamenti climatici, la diversità biologica, la lotta alla desertificazione, la gestione delle
risorse idriche e le sostanze chimiche e i rifiuti e le decisioni scaturite dal Vertice di Johannesburg
sullo sviluppo sostenibile e altre convenzioni di portata regionale. Bisognerà prestare attenzione
anche alle azioni di ricerca derivanti da strategie e piani d’azione dell’UE in campo ambientale 1.
La conclusione di partnership scientifiche e tecnologiche con i paesi in via di sviluppo e le economie
emergenti contribuirà alla realizzazione degli obiettivi del Millennio in vari campi nei quali anche le
PMI potrebbero svolgere un ruolo determinante (ad esempio per quanto riguarda la prevenzione e
l'attenuazione delle ripercussioni dei cambiamenti climatici e delle catastrofi naturali, la possibilità di
invertire la perdita di risorse ambientali, il miglioramento della gestione e dell’approvvigionamento
idrici e dell’igienizzazione delle acque, la prevenzione della desertificazione e la lotta alla medesima,
la produzione e il consumo sostenibili e la soluzione delle problematiche ambientali dovute
all’urbanizzazione). Particolare importanza avrà la relazione tra le tematiche ambientali di scala
planetaria e i problemi di sviluppo regionale e locale riguardanti le risorse naturali, la biodiversità, gli
ecosistemi, l’utilizzo del territorio, i rischi e i pericoli naturali e antropici, i cambiamenti climatici, le
tecnologie ambientali, l’ambiente e la salute e gli strumenti di analisi delle politiche. La cooperazione
con i paesi industrializzati rafforzerà invece l’accesso ad una ricerca di eccellenza su scala mondiale;
gli scienziati dei paesi in via di sviluppo dovrebbero essere coinvolti attivamente specialmente per
quanto riguarda una migliore comprensione scientifica degli aspetti relativi allo sviluppo sostenibile.
1
         Tra gli esempi si possono citare le raccomandazioni Killarney per le priorità di ricerca nel
         campo della biodiversità per l’obiettivo 2010 (conferenza di Malahide del 2004), il piano
         d’azione dell’UE sui cambiamenti climatici nel contesto della cooperazione allo sviluppo
         (2004), le azioni prioritarie individuate dal Comitato per la scienza e la tecnologia della
         CCD, le strategie dell’UE e su scala mondiale riguardanti la gestione delle sostanze
         chimiche e dei pesticidi in condizioni di sicurezza ecc.
 ---pagebreak--- 30.12.2006          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/185
La creazione del sistema GEOSS per l’osservazione della Terra incentiverà la cooperazione
internazionale volta a capire i sistemi terrestri e le questioni della sostenibilità e a coordinare il
rilevamento dei dati per fini scientifici, politici e strategici con il coinvolgimento di operatori
pubblici e privati.
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
Le attività di ricerca sulle esigenze emergenti riguardanti questo tema potrebbero trattare le
questioni delle interazioni tra persone, ecosistemi e biosfera, oppure i nuovi rischi connessi a
catastrofi dovute a cause naturali, umane o tecnologiche.
Il sostegno che la ricerca potrebbe offrire in caso di esigenze strategiche impreviste in campo
ambientale potrebbe, ad esempio, riguardare le valutazioni d’impatto per la sostenibilità delle nuove
politiche in campo ambientale, marittimo o in termini di norme e regolamentazioni.
7.          Trasporti (ivi compresa l’aeronautica)
Obiettivo
Sulla base dei progressi tecnologici e operativi e della politica dei trasporti europea, sviluppare
sistemi paneuropei di trasporto integrati, più sicuri, più "ecologici" e "intelligenti" a vantaggio di
tutti i cittadini, della società e della politica in materia di clima, nel rispetto dell’ambiente e delle
risorse naturali; consolidare e approfondire la competitività che le industrie europee hanno
raggiunto nel mercato mondiale.
 ---pagebreak--- L 400/186          IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
Strategia
Il sistema europeo dei trasporti è un elemento cruciale per la prosperità socioeconomica dell’Europa:
svolge infatti ruoli essenziali per il trasporto di persone e di merci nel contesto locale, regionale,
nazionale, europeo e internazionale. Questo tema affronterà alcune delle problematiche più attuali,
come illustrato nel Libro bianco sui trasporti 1, per migliorare il contributo che i sistemi di trasporto
apportano alla società e alla competitività industriale nell’UE allargata, riducendo al minimo gli impatti
e le conseguenze negativi in termini di ambiente, consumi energetici, sicurezza e salute pubblica.
Si opterà per un nuovo approccio integrato che colleghi tutti i modi di trasporti, tratti le dimensioni
socioeconomica e tecnologica della ricerca e dello sviluppo delle conoscenze e incorpori sia
l’innovazione che il contesto politico.
Le varie piattaforme tecnologiche istituite in questo campo (ACARE per l’aeronautica e il trasporto
aereo, ERRAC per il trasporto ferroviario, ERTRAC per il trasporto su strada, WATERBORNE per
il trasporto per vie navigabili e la piattaforma Idrogeno e celle a combustibile) hanno formulato
visioni a lungo termine e agende strategiche di ricerca che rappresentano un contributo importante
alla definizione del tema e integrano le esigenze dei responsabili politici e le aspettative della
società. Alcuni aspetti specifici delle agende strategiche di ricerca possono giustificare l’istituzione
di iniziative tecnologiche congiunte. Le attività ERA-NET offrono varie opportunità al fine di
agevolare un maggiore coordinamento transnazionale per aspetti specifici nel settore dei trasporti e
laddove possibile verranno portate avanti.
1
         "La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte", COM(2001)
         370 defin.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/187
Tra le attività particolarmente importanti per le PMI vi sono le iniziative tese a: garantire solide
catene di approvvigionamento orientate dalle tecnologie nei vari settori; consentire alle PMI di
accedere alle attività di ricerca; rendere più agevoli il ruolo e l’avvio di PMI ad alta tecnologia,
soprattutto nelle tecnologie avanzate per i trasporti e nelle attività "correlate ai servizi" che
caratterizzano i trasporti, senza dimenticare lo sviluppo di applicazioni e di sistemi nel campo della
navigazione satellitare.
Le esigenze della politica e la formulazione, la valutazione e l’attuazione delle nuove politiche (ad
esempio la politica marittima e l'attuazione del cielo unico europeo) saranno aspetti trattati
all’interno delle varie linee di attività e anche a livello trasversale. Le attività comprenderanno studi,
modelli e strumenti relativi al monitoraggio e alle previsioni strategici e punteranno ad integrare le
conoscenze sulle principali questioni economiche, sociali, ambientali e di sicurezza che interessano
i trasporti. Le attività a sostegno di argomenti tematici trasversali si incentreranno sulle specificità
dei trasporti, come gli aspetti di sicurezza che devono essere un elemento intrinseco del sistema di
trasporto, l’utilizzo di fonti di energia alternative nelle applicazioni di trasporto e il monitoraggio
degli effetti ambientali dei trasporti, compresi i cambiamenti climatici; e misure per migliorare
l'integrazione economica. La ricerca ambientale dovrebbe contemplare anche modalità per ridurre
l'impatto negativo dei trasporti e ottimizzare il traffico e dovrebbe includere il miglioramento
dell'efficienza dei trasporti.
Saranno inoltre finanziate attività di diffusione e valorizzazione dei risultati e le valutazioni
d’impatto, con particolare riferimento alle esigenze di utenti particolari, compresi quelli
svantaggiati, e ai requisiti delle politiche nel settore dei trasporti.
 ---pagebreak--- L 400/188         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        30.12.2006
Attività
• Aeronautica e trasporti aerei
Le attività daranno un contributo alle principali politiche comunitarie e all’attuazione dell’agenda
strategica di ricerca ACARE. Gli obiettivi quantitativi puntano al 2020, riferimento anche per
questa agenda. La ricerca verterà su tutti gli aspetti del sistema di trasporto aereo connessi agli
aeromobili, ai passeggeri e agli impianti aeroportuali.
–         Rendere più ecologici i trasporti aerei: sviluppo di tecnologie finalizzate a ridurre l’impatto
          ambientale dei trasporti aerei con l’obiettivo di dimezzare le emissioni di biossido di
          carbonio (CO2), abbattere dell’80% le emissioni specifiche di ossidi di azoto (NOx) e
          dimezzare il rumore percepito. Le ricerche punteranno in particolare a privilegiare le
          tecnologie dei motori ecologici, comprese le tecnologie a combustibili alternativi e la
          maggiore efficienza di aeromobili ad ala fissa e ala rotante, (compresi elicotteri e
          convertiplani) nuove strutture leggere intelligenti e una migliore aerodinamica. Saranno
          compresi gli aspetti riguardanti il miglioramento delle operazioni con aeromobili in
          aeroporto (movimento degli aeromobili - airside – e movimentazioni merci e passeggeri -
          landside) e la gestione del traffico aereo, nonché i processi di fabbricazione, manutenzione e
          riciclaggio.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/189
–        Aumentare l’efficienza temporale: introduzione di un cambiamento deciso nell’aviazione per
         far fronte alla prevista crescita dei movimenti di aeromobili (tre volte superiori a quelli di
         oggi) migliorando la puntualità in tutte le condizioni atmosferiche e riducendo drasticamente
         il tempo dedicato alle procedure di viaggio presso gli aeroporti fermo restando il
         mantenimento della sicurezza. Le ricerche svilupperanno e applicheranno un sistema
         innovativo di gestione del traffico aereo (Air Traffic Management - ATM) nell’ambito
         dell’iniziativa SESAR 1, integrando le componenti aria, terra e spazio, oltre alla gestione del
         flusso di traffico e a una maggiore autonomia degli aeromobili. Saranno trattati anche gli
         aspetti della progettazione degli aeromobili finalizzata a migliorare la movimentazione delle
         merci e dei passeggeri, soluzioni inedite per un utilizzo efficiente degli aeroporti e il
         collegamento dei trasporti aerei al sistema di trasporto generale. L’iniziativa SESAR garantirà
         il coordinamento più efficiente nell’ambito dello sviluppo dei sistemi ATM in Europa 2.
–        Garantire la soddisfazione e la sicurezza della clientela: introduzione di un cambiamento
         decisivo nella scelta offerta ai passeggeri e nella flessibilità degli orari, riducendo al contempo
         di cinque volte il tasso di incidenti. Le nuove tecnologie offriranno una scelta più ampia di
         configurazioni aeromobile/motore - dai veicoli di grandi dimensioni a quelli di dimensioni più
         ridotte tra cui quelli ad ali rotanti -, una maggiore automazione in tutti gli elementi del
         sistema, compreso il sistema di pilotaggio. Le attività verteranno anche sul miglioramento del
         comfort dei passeggeri, sul loro benessere e su nuovi servizi, nonché su sistemi logistici per la
         cabina e misure di sicurezza attiva e passiva, con particolare attenzione all’elemento umano.
         Le ricerche comprenderanno l’adeguamento delle operazioni aeroportuali e di traffico aereo ai
         vari tipi di velivoli utilizzati e un utilizzo ininterrotto (24 ore su 24) con livelli di rumore
         accettabili per la collettività.
1
        SESAR (ricerca sulla gestione del traffico aereo nel cielo unico europeo) - Modernizzazione
        dell’infrastruttura europea di controllo del traffico aereo con riferimento alla realizzazione
        del cielo unico europeo.
2
        A tal fine è prevista la costituzione di un’impresa comune per coordinare le attività ATM.
 ---pagebreak--- L 400/190           IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
–         Migliorare il rapporto costi-efficienza: si tratterà di incentivare una catena logistica
          competitiva in grado di dimezzare i tempi tra lo sviluppo dei prodotti e la loro
          commercializzazione (il cosiddetto time-to-market) e di ridurre i costi operativi e legati
          allo sviluppo dei prodotti, offrendo così ai cittadini un trasporto più accessibile sotto il
          profilo economico. Le ricerche punteranno a migliorare l’intero processo industriale, dalla
          fase di progettazione allo sviluppo del prodotto, alla fabbricazione e alle operazioni legate
          alla messa in servizio, compresa l’integrazione della catena logistica. Saranno comprese
          capacità di simulazione e automazione, tecnologie e metodi per la realizzazione di aerei
          innovativi a manutenzione zero comprese riparazione e revisione e lo snellimento delle
          operazioni di gestione degli aerei, degli aeroporti e del traffico aereo.
–         Protezione degli aeromobili e dei passeggeri: attività finalizzate ad impedire che azioni
          ostili di qualsiasi tipo provochino ferimenti, perdite, danni o pericoli per i viaggiatori o i
          cittadini dovuti ad un utilizzo inappropriato degli aerei. Le ricerche verteranno in
          particolare sugli elementi interessati del sistema dei trasporti aerei, ad esempio le misure di
          sicurezza in cabina e la progettazione delle cabine di pilotaggio, il controllo automatico e
          l’atterraggio automatico in caso di utilizzo non autorizzato di un aereo, la protezione contro
          attacchi esterni e aspetti di sicurezza connessi alla gestione dello spazio aereo e delle
          operazioni aeroportuali.
–         Ricerca di punta per i trasporti aerei del futuro: studio di tecnologie più radicali, accessibili,
          innovative e compatibili con l’ambiente che possano favorire il cambio di velocità necessario
          per il trasporto aereo nella seconda metà di questo secolo e oltre. Le attività di ricerca
          riguarderanno aspetti quali nuovi concetti in materia di propulsione e portanza, nuove idee
          per lo spazio interno degli aeromobili, compresa la concezione, nuovi concetti per gli
          aeroporti, nuovi metodi di guida e controllo degli aeromobili, metodi alternativi per il
          funzionamento del sistema di trasporto aereo e la sua integrazione con altri modi di trasporto.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/191
• Trasporti di superficie sostenibili (ferroviari, stradali e per vie navigabili)
–        Rendere più ecologici i trasporti di superficie: sviluppo di tecnologie e conoscenze per
         ridurre l’inquinamento (atmosferico, compreso quello provocato dai gas ad effetto serra,
         delle acque e del suolo) e l’impatto ambientale, ad esempio a livello di cambiamenti
         climatici, salute, biodiversità e rumore. Le ricerche punteranno a migliorare l’efficienza
         energetica e la compatibilità ambientale dei sistemi di propulsione (power trains) (ad
         esempio soluzioni ibride) e promuoveranno l’impiego di carburanti alternativi, compreso
         l’idrogeno e le celle a combustibile, come opzioni a medio e lungo termine tenendo conto di
         considerazioni di efficienza dei costi e di efficienza energetica. Le attività saranno rivolte alle
         tecnologie per le infrastrutture, i veicoli, le navi e i componenti e si occuperanno anche di
         ottimizzare il sistema nel suo complesso. Le attività di ricerca specifiche del settore dei
         trasporti comprenderanno elementi quali la fabbricazione, la costruzione, il funzionamento,
         la manutenzione, la diagnostica, la riparazione, l’ispezione, lo smantellamento,
         l'eliminazione, il riciclaggio, le strategie di rottamazione e gli interventi in mare in caso di
         incidenti.
 ---pagebreak--- L 400/192          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
–         Incentivare e potenziare il trasferimento modale e decongestionare gli assi di trasporto 1:
          sviluppo e dimostrazione di trasporti "da porta a porta", senza soluzioni di continuità, per
          le persone e le merci, e di tecnologie e sistemi in grado di garantire un’efficace
          intermodalità, anche alla luce della competitività del trasporto ferroviario e per vie
          navigabili. Sono comprese attività che affrontano l’aspetto dell’interoperabilità e
          l’ottimizzazione operativa delle reti, dei sistemi e dei servizi di trasporto in ambito locale,
          regionale, nazionale ed europeo e l’integrazione degli stessi nel trasporto intermodale in un
          approccio integrato. Queste attività si orienteranno verso strategie su scala europea e
          punteranno ad ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture (compresi i terminali e le reti
          specializzate), a migliorare la gestione dei trasporti, del traffico e delle informazioni e a
          potenziare la logistica nel settore merci, l’intermodalità nel settore passeggeri e le strategie
          di trasferimento modale volte ad incoraggiare l'uso di mezzi di trasporto efficienti dal
          punto di vista energetico. Saranno sviluppati sistemi intelligenti, nuovi concetti e
          tecnologie per i veicoli/le navi, ad esempio per le operazioni di carico e scarico, nonché
          interfacce con l'utente. Tra le conoscenze che dovranno ispirare la formulazione delle
          politiche ricordiamo la determinazione dei prezzi e la tariffazione delle infrastrutture, le
          valutazioni delle misure nell’ambito della politica dei trasporti delle Comunità e le
          politiche e i progetti sulle reti transeuropee.
1
        Al fine di ristabilire la ripartizione modale del 1998, le attività che vertono su un unico
        modo di trasporto dovranno concentrarsi sul trasporto su rotaia e per vie navigabili.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/193
–        Garantire una mobilità urbana sostenibile per tutti i cittadini, compresi quelli svantaggiati:
         si tratterà di approfondire in via prioritaria la mobilità delle persone e delle merci
         concentrando le ricerche sui "veicoli di prossima generazione" e sulla loro adozione da
         parte del mercato, riunendo tutti gli elementi che contribuiscono a realizzare un sistema dei
         trasporti stradali pulito, efficiente sotto il profilo energetico, sicuro e intelligente. Le
         attività di ricerca sui nuovi concetti di trasporto e di mobilità, sui sistemi organizzativi e di
         gestione della mobilità innovativi e sui trasporti pubblici di alta qualità saranno volte a
         garantire un accesso a tutti ed elevati livelli di integrazione intermodale. Saranno formulate
         e sperimentate strategie innovative per un trasporto urbano pulito 1. Verrà dato uno spazio
         particolare ad elementi quali le modalità di trasporto non inquinanti, la gestione della
         domanda di trasporto, la razionalizzazione dei trasporti privati e le strategie, i servizi e le
         infrastrutture di informazione e comunicazione. Tra gli strumenti e i modelli a sostegno
         della formulazione e dell’attuazione delle politiche figurerà la pianificazione territoriale e
         dei trasporti, anche in relazione alla crescita e all'occupazione.
1
        In quest’ambito sarà fondamentale rifarsi alle esperienze acquisite nell’ambito dell’iniziativa
        CIVITAS.
 ---pagebreak--- L 400/194          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
–         Migliorare la sicurezza: sviluppo di tecnologie e di sistemi intelligenti per la protezione di
          persone vulnerabili come i conducenti, i (moto)ciclisti, i passeggeri, gli equipaggi e i
          pedoni. Saranno sviluppati sistemi tecnici avanzati e metodologie di analisi dei rischi per la
          progettazione e il funzionamento di veicoli, navi e infrastrutture. L’attenzione sarà
          incentrata sugli approcci integrativi che mettono in relazione gli elementi umani, l’integrità
          strutturale, la sicurezza preventiva, attiva e passiva, compresi i sistemi di monitoraggio, la
          gestione dei soccorsi e delle crisi. La sicurezza dovrà essere considerata un fattore
          intrinseco dell’intero sistema di trasporto e dovrà riguardare le infrastrutture, il carico
          comprendente merci e container, gli utilizzatori e gli operatori dei trasporti, i veicoli e le
          navi e provvedimenti a livello di orientamento politico e di legislazione, compresi
          strumenti di supporto alle decisioni e convalida; l’aspetto sicurezza sarà trattato
          ogniqualvolta sia un requisito intrinseco del sistema di trasporto.
–         Potenziare la competitività: aumento della competitività delle industrie dei trasporti,
          garantendo servizi di trasporto sostenibili, efficienti e al contempo accessibili sotto il
          profilo dei costi, e creando nuove competenze e opportunità di lavoro grazie alle attività di
          ricerca e sviluppo. Le tecnologie applicabili ai processi industriali avanzati
          comprenderanno la progettazione, la fabbricazione, l’assemblaggio, la costruzione e la
          manutenzione e punteranno a ridurre i costi nell’arco del ciclo di vita e i tempi morti di
          sviluppo. Saranno privilegiati i prodotti e i sistemi di concezione innovativa e perfezionata
          e servizi di trasporto in grado di soddisfare maggiormente la clientela. Infine sarà
          formulata una nuova organizzazione della produzione che comprenda la gestione della
          catena logistica e i sistemi di distribuzione.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/195
• Sostegno al sistema europeo globale di navigazione via satellite (GALILEO e EGNOS)
Il sistema europeo globale di navigazione via satellite comprende i sistemi GALILEO ed EGNOS e
fornisce un’infrastruttura di posizionamento e sincronizzazione su scala mondiale. 1
–        Sfruttare tutte le potenzialità: promozione di un uso più accentuato dei servizi, dall’accesso
         aperto all’accesso commerciale, compresi i servizi di salvaguardia della vita, i "servizi di
         ricerca e soccorso" e il servizio pubblico regolamentato; applicazioni per la gestione del
         trasporto merci, compreso il trasporto di materiali pericolosi; sfruttamento dei servizi
         derivati e dimostrazione dei benefici e della maggiore efficienza connessi con la
         navigazione satellitare.
–        Fornire gli strumenti e creare l’ambiente adatto: attività atte a garantire un utilizzo sicuro
         dei servizi, in particolare tramite la certificazione nei principali campi di applicazione;
         preparazione e conferma dell’idoneità dei servizi rispetto alle nuove politiche e normative,
         compreso l’aspetto dell’attuazione; ricorso al servizio pubblico regolamentato in base alla
         politica di accesso approvata; sviluppo di dati e sistemi digitali essenziali nell’ambito della
         topologia, cartografia e geodesia da utilizzare nelle applicazioni di navigazione; esigenze e
         requisiti in materia di sicurezza.
–        Adeguare i ricevitori ai requisiti e aggiornare le tecnologie essenziali: si tratterà di
         migliorare le prestazioni dei ricevitori, integrare le tecnologie di miniaturizzazione e a
         basso consumo, completare la copertura della navigazione indoor, accoppiare a dispositivi
         di identificazione delle radiofrequenze, sfruttare le tecnologie software per ricevitori,
         combinare con altre funzioni come le telecomunicazioni e sostenere le principali
         tecnologie di navigazione basate su infrastrutture a terra per garantire robustezza e
         flessibilità.
1
        Le attività di ricerca saranno gestite dall’autorità di vigilanza del GNSS europeo.
 ---pagebreak--- L 400/196          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
–         Sostenere l’evoluzione delle infrastrutture: le attività saranno finalizzate a preparare il
          sistema di seconda generazione, adeguarsi alla continua evoluzione della domanda degli
          utenti e delle previsioni di mercato, sfruttare l’internazionalizzazione dell’infrastruttura per
          puntare ai mercati globali e a sviluppare norme applicabili su scala mondiale.
Cooperazione internazionale
La cooperazione internazionale è una componente importante delle attività di RST in questo campo
e sarà pertanto incentivata nei settori di interesse per l’industria e i responsabili delle politiche.
Saranno presi in considerazione ampi settori tematici per azioni specifiche ove vi sia attrazione del
mercato (ad esempio lo sviluppo degli scambi globali e la connessione di reti e servizi a livello
continentale e intercontinentale), ove vi siano opportunità di accesso e acquisizione di conoscenze
scientifiche e tecnologiche complementari alle attuali conoscenze disponibili in Europa e che
possono presentare vantaggi reciproci, e nei settori in cui l’Europa risponde a esigenze sentite a
livello planetario (come nel caso dei cambiamenti climatici) o dà un contributo alla formulazione di
norme internazionali e sistemi globali (ad esempio nel caso della logistica applicata e
dell’infrastruttura di navigazione satellitare).
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
Le iniziative in materia di esigenze emergenti andranno a sostenere attività di ricerca che
rispondano ad eventi critici e alle sfide dei sistemi di trasporto del futuro, come i nuovi concetti di
trasporto e di veicolo, l’automazione, la mobilità o l’organizzazione.
Per quanto riguarda le esigenze strategiche impreviste che possono comportare la necessità di
ricerche specifiche nel settore dei trasporti, si possono ricordare questioni societali di ampia portata
come l’evoluzione demografica, lo stile di vita e le aspettative della società rispetto ai sistemi di
trasporto, e rischi o problemi emergenti che rivestono grande importanza per la società europea.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/197
8.        Scienze socioeconomiche e scienze umane
Obiettivo
Generare una comprensione approfondita e condivisa delle complesse e interconnesse sfide
socioeconomiche che l’Europa deve affrontare, ad esempio la crescita, l’occupazione e la
competitività, la coesione sociale, le sfide sociali, culturali e formative nell'Unione europea
allargata, la sostenibilità, le sfide ambientali, i cambiamenti demografici, la migrazione e
l'integrazione, la qualità della vita e l’interdipendenza globale, in particolare nell’intento di istituire
una base di conoscenze più adeguata per le politiche nei settori interessati.
Strategia
Le ricerche sono destinate in via prioritaria ad affrontare le principali problematiche societali,
economiche e culturali alle quali l’Europa e il mondo intero sono già o saranno in futuro confrontati.
L’agenda di ricerca proposta rappresenta un approccio coerente a queste problematiche e sfide. La
creazione di una base di conoscenze socioeconomiche e di scienze umane su tali problematiche darà
un contributo rilevante per incentivare una comprensione condivisa di queste questioni in tutta
Europa e servirà a risolvere problemi internazionali di portata più ampia. Le priorità fissate per la
ricerca in quest’ambito aiuteranno a formulare, attuare, determinare l’impatto e valutare le politiche
comprese le misure normative in molti settori in cui opera la Comunità su scala europea, nazionale,
regionale e locale; inoltre, la maggior parte delle attività di ricerca è caratterizzata da una forte
dimensione internazionale.
 ---pagebreak--- L 400/198          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
Oltre alle attività di ricerca e previsione in campo socioeconomico e socioculturale verrà data
particolare importanza alla ricerca nell’ambito delle scienze umane, che offrirà prospettive diverse e
darà un contributo essenziale a tutto il tema, ad esempio su aspetti di carattere storico, culturale e
filosofico, comprese le questioni attinenti della lingua, dell’identità e dei valori.
Le attività potrebbero anche fare riferimento ai programmi nazionali di ricerca nel settore che siano
complementari alle attività descritte di seguito, e sfrutteranno il sistema ERA-NET e l’eventuale
ricorso all’articolo 169. Per alcune tematiche si potrà anche ricorrere alle piattaforme sociali per
discutere le future agende di ricerca; tutte queste iniziative richiederanno la partecipazione della
comunità di ricerca e delle componenti interessate della società.
La ricerca sarà agevolata da infrastrutture di ricerca che producano nuovi dati per le ricerche
attraverso indagini (sia quantitative che qualitative), che mettano a disposizione i dati esistenti ai
fini della ricerca comparativa internazionale e diano accesso ai materiali originali e a strumenti
avanzati di ricerca, oltre che ai risultati delle ricerche attualmente in corso in vari campi. Alcune di
queste azioni saranno svolte attraverso l’elemento "Infrastrutture" del programma "Capacità" e altre
attraverso progetti previsti nell’ambito di questo tema. Le ricerche potranno contare sull’accesso e
sull’utilizzo delle statistiche ufficiali.
Ci saranno azioni specifiche di divulgazione rivolte a destinatari specifici e al pubblico in generale,
tra le quali seminari e conferenze per i ricercatori durante i quali essi potranno avere scambi di
opinioni con i responsabili delle politiche e con altri soggetti interessati, con diffusione dei risultati
attraverso vari mezzi.
Sarà infine garantito un adeguato coordinamento degli elementi di ricerca e di previsione in materia
di scienze socioeconomiche e scienze umane presenti nel programma "Cooperazione" e in altri
programmi specifici.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/199
Attività
• Crescita, occupazione e competitività in una società della conoscenza
In quest’ambito si tratterà di sviluppare e integrare attività di ricerca riguardanti la crescita,
l’occupazione e la competitività per migliorare e integrare la conoscenza di questi temi al fine di
proseguire nello sviluppo di una società della conoscenza. Tali attività saranno importanti in termini
di orientamento politico e contribuiranno ai progressi verso il raggiungimento di tali obiettivi. Le
attività di ricerca comprenderanno i seguenti aspetti:
–         evoluzione del ruolo della conoscenza nell’economia, compreso il ruolo dei vari tipi di
          conoscenze e competenze su scala globale, formale e informale, istruzione e formazione
          continua e investimenti immateriali;
–         strutture economiche, cambiamenti strutturali compresi gli aspetti legati al territorio quali
          la regionalizzazione e l'internazionalizzazione e aspetti legati alla produttività, compreso il
          ruolo del settore dei servizi, della finanza, della demografia, della domanda e dei processi
          di cambiamento a lungo termine;
–         questioni di ordine istituzionale e politico, compresa la politica macroeconomica, i mercati
          del lavoro, regimi di assistenza sociale e sanitaria, nazionale e regionale, i contesti
          istituzionali e la coerenza e il coordinamento tra le politiche.
 ---pagebreak--- L 400/200          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
La ricerca si incentrerà su nuove e importanti sfide e opportunità derivanti dalla sempre maggiore
globalizzazione, dalle economie emergenti, dalla rilocalizzazione e dall’allargamento dell’UE,
nonché dalla stabilità socioeconomica, dal ruolo della tecnologia e dal trasferimento internazionale
di tecnologie, dalle varie forme di innovazione e di rinnovamento economico, dall'esternalizzazione
e dall'internalizzazione, dalla gioventù e dalla politica in materia, dall'imprenditorialità sociale ed
economica e dal potenziale economico rappresentato dal patrimonio culturale europeo e dal settore
creativo. Per quanto riguarda il tema dell’occupazione, verranno trattate sia la disoccupazione che la
sottoccupazione.
• Associare obiettivi economici, sociali e ambientali in una prospettiva europea
In quest’ambito verrà sostenuto l’obiettivo societale di conciliare gli obiettivi di ordine economico,
sociale e ambientale per rafforzare la base per lo sviluppo sostenibile. La ricerca nell’ambito di
questa attività affronterà due argomenti interdipendenti:
–         la verifica di come i modelli socioeconomici europei ed extraeuropei sono riusciti a
          conciliare gli obiettivi citati, le condizioni alle quali ciò è avvenuto, compreso il ruolo
          svolto dal dialogo, dai patti sociali, dalla trasformazione settoriale, dai cambiamenti
          istituzionali e dalla capacità di affrontare le nuove sfide;
–         la coesione economica tra regioni e sviluppo urbano e regionale nel contesto dell’UE
          allargata; la coesione sociale (cioè disuguaglianze, protezione sociale e servizi sociali,
          politiche fiscali, relazioni etniche e immigrazione, istruzione ed esclusione sociale, salute)
          e il rapporto tra coesione sociale e problemi sociali quali la povertà, gli alloggi, la
          criminalità, la delinquenza e le problematiche della droga.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/201
–         Quando si affronteranno questi argomenti sarà necessario valutare:
          –     l’esistenza di compromessi o di sinergie tra gli obiettivi economici, sociali e
                ambientali nel contesto mondiale;
          –     l'interazione tra ambiente 1, energia e società;
          –     la sostenibilità a lungo termine;
          –     gli aspetti d’interesse per i paesi in via di sviluppo;
          –     gli aspetti legati al territorio, compresa la pianificazione urbana, il ruolo delle città
                delle metropoli e delle zone di concentrazione urbana, nonché le relative questioni di
                governanza;
          –     gli aspetti culturali e l'impatto socioeconomico delle politiche e della legislazione
                europee.
Sarà inoltre affrontata la questione dello stato sociale come risorsa per lo sviluppo e
dell'occupazione ed alloggio dei migranti e dei loro familiari.
1
        I cambiamenti ambientali a livello mondiale saranno trattati principalmente nell'ambito
        dell'area tematica "Ambiente".
 ---pagebreak--- L 400/202          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         30.12.2006
• Principali tendenze sociali e loro implicazioni
In questo contesto le attività saranno finalizzate a comprendere e a valutare le cause e le implicazioni
di particolare tendenze di fondo che caratterizzano la società e che hanno ripercussioni rilevanti per i
cittadini europei, la loro qualità della vita e le politiche, e in tal modo ispirare le politiche in molti
settori. La ricerca empirica e teorica affronterà inizialmente tre tendenze principali:
–         i cambiamenti demografici, ivi compresi l’invecchiamento, la fertilità e le migrazioni.
          Saranno affrontate le implicazioni e questioni sociali ed economiche su vasta scala,
          compreso il potenziale sociale ed economico dell'invecchiamento attivo e gli effetti sui
          sistemi pensionistici, le sfide dell'immigrazione e dell'integrazione e le implicazioni per lo
          sviluppo urbano;
–         i cambiamenti negli aspetti correlati dello stile di vita, della famiglia, del lavoro, dei
          consumi (compresi gli aspetti relativi alla tutela dei consumatori), della salute e della
          qualità della vita, comprese le tematiche riguardanti l’infanzia, i giovani e le disabilità e la
          riconciliazione fra famiglia e lavoro;
–         le interazioni culturali in una prospettiva internazionale che comprenda le tradizioni di
          società diverse, la diversità delle popolazioni, compresi i gruppi etnici, le questioni
          multiculturali, le differenze in termini di identità, lingue e pratiche religiose, ed eventuali
          questioni in questo contesto, compresa la discriminazione, il razzismo, la xenofobia e
          l’intolleranza.
Saranno esaminate anche le questioni di genere, le diseguaglianze e l’evoluzione dei valori, nonché
i cambiamenti a livello di criminalità e percezione del crimine e di responsabilità sociale delle
imprese.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/203
• L’Europa nel mondo
Le attività in quest’ambito sono finalizzate a comprendere le interazioni e le interdipendenze in
continua evoluzione tra le varie regioni del mondo, comprese le regioni emergenti ed in via di
sviluppo, e le implicazioni che esse hanno per le regioni interessate, ed in particolare per l’Europa;
sono inoltre mirate a studiare la questione attinente di come affrontare le minacce e i rischi
emergenti in un contesto mondiale e i legami con i diritti umani, le libertà e il benessere. La ricerca
percorrerà due strade tra loro connesse:
–         i flussi commerciali, la finanza, gli investimenti, le migrazioni e il loro impatto; lo sviluppo
          ineguale, la povertà e la sostenibilità; le relazioni politico-economiche, la governanza
          mondiale, comprese le istituzioni internazionali. In quest’ambito si tratterà di studiare le
          interazioni tra culture, compresi i mezzi di comunicazione e le religioni, e gli approcci
          peculiari adottati al di fuori dell’Europa;
–         i conflitti, le relative cause, la loro soluzione e la promozione della pace; il rapporto tra
          sicurezza e fattori destabilizzanti come la povertà, la criminalità, il degrado ambientale, la
          scarsità di risorse, lo sviluppo ineguale, l'instabilità finanziaria ed il debito; il terrorismo,
          con relative cause e conseguenze; le politiche in materia di sicurezza e la percezione
          dell’insicurezza e i rapporti tra ambito civile e militare.
In entrambi i casi si dovrà approfondire il ruolo che l’Europa svolge nel mondo, lo sviluppo del
multilateralismo e del diritto internazionale, la promozione della democrazia e dei diritti fondamentali
(comprese le diverse nozioni di questi concetti) e la visione che il mondo esterno ha dell’Europa.
 ---pagebreak--- L 400/204          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
• Il cittadino nell’Unione europea
Nell’ottica del futuro sviluppo dell’UE le attività di ricerca sono finalizzate a migliorare, in primo
luogo, la comprensione degli aspetti che incidono sul raggiungimento di un senso di "proprietà"
democratica e di una partecipazione attiva da parte dei cittadini, oltre che sulla realizzazione di una
governanza efficace e democratica a tutti i livelli compresi i processi di governanza innovativi per
aumentare la partecipazione dei cittadini e la cooperazione fra gli attori pubblici e privati e, in
secondo luogo si tratterà di capire meglio le diversità e i punti in comune dell’Europa in termini di
cultura, religione, istituzioni, ordinamenti giuridici, storia, lingue e valori. La ricerca verterà
pertanto sui seguenti elementi:
–         partecipazione (compresi gli aspetti relativi ai giovani, alle minoranze ed al genere),
          rappresentazione, responsabilità e legittimità; sfera pubblica europea, mezzi di
          comunicazione e democrazia; varie forme di governanza nell’UE, compresa la governanza
          economica e giuridica ed il ruolo del settore pubblico e privato, i processi politici e le
          opportunità di mettere a punto politiche; ruolo della società civile; cittadinanza e diritti;
          valori della popolazione; le implicazioni dell'allargamento;
–         diversità e punti di convergenza in Europa, comprese le origini storiche e l’evoluzione;
          differenze a livello di istituzioni (comprese norme, prassi, ordinamenti giuridici);
          patrimonio culturale; visioni e prospettive diverse per l’integrazione europea, compresi i
          pareri della popolazione; identità, compresa l'identità europea e l'allargamento; strategie
          rispetto alla convivenza di molteplici culture; ruolo delle lingue, dell’arte e delle religioni;
          atteggiamenti e valori.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/205
• Indicatori socioeconomici e scientifici
Al fine di migliorare l’utilizzo degli indicatori nella formulazione delle politiche, le attività saranno
finalizzate a sviluppare una comprensione più approfondita dell’impiego di tali indicatori per la
formulazione e l’attuazione delle politiche e a proporre miglioramenti degli indicatori e dei metodi
che ne determinano l’uso. Le ricerche approfondiranno le seguenti questioni:
–        come utilizzare gli indicatori per definire gli obiettivi delle politiche e per formulare e
         attuare queste ultime in vari settori e a vari livelli (dalla macroscala alla microscala);
         verifica dell’adeguatezza degli indicatori esistenti e dell’utilizzo che ne viene fatto;
         tecniche per analizzarli e proposte riguardanti nuovi indicatori o serie di indicatori;
–        come migliorare il sostegno alle politiche basate su dati concreti potrebbero mediante
         indicatori e metodi di utilizzo degli indicatori stessi; indicatori per le politiche che
         perseguono molteplici obiettivi, per il coordinamento delle politiche e per la
         regolamentazione; sostegno che le statistiche ufficiali possono dare agli indicatori;
–        utilizzo degli indicatori e approcci connessi per valutare i programmi di ricerca, comprese
         le valutazioni d’impatto.
 ---pagebreak--- L 400/206          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
• Attività di previsione
L'obiettivo è di fornire ai responsabili delle politiche a livello nazionale, regionale e comunitario e
ad altri operatori una conoscenza a livello di previsione (foresight) per poter individuare con
tempestività le sfide a lungo termine e i settori di interesse comune che possono servire a formulare
le politiche del caso. Le attività svolte saranno di quattro tipi:
–         ampio esercizio di previsione socioeconomica su un numero limitato di problematiche e
          opportunità chiave per la Comunità: si dovranno esaminare aspetti cruciali quali le
          tendenze future e le implicazioni dell’invecchiamento, delle migrazioni, della
          globalizzazione della produzione e diffusione delle conoscenze, dell’evoluzione della
          criminalità e dei rischi più rilevanti;
–         esercizio di previsione tematica più mirato sugli sviluppi nei settori emergenti della ricerca
          o nelle ricerche che interessano vari settori esistenti e previsione sul futuro delle discipline
          scientifiche;
–         previsione sui sistemi e sulle politiche di ricerca in Europa e altrove e sul futuro dei
          principali soggetti interessati;
–         apprendimento e cooperazione reciproci tra iniziative di previsione svolte a livello
          nazionale e/o regionale; cooperazione tra iniziative di previsione dell’UE, dei paesi terzi e
          iniziative internazionali.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/207
Cooperazione internazionale
Data la forte dimensione internazionale della ricerca, la cooperazione internazionale interesserà tutti
i settori di questo tema. Verranno realizzate anche azioni specifiche di cooperazione internazionale
su alcuni argomenti scelti su base multilaterale e bilaterale, che saranno definiti secondo le esigenze
dei paesi partner e dell’Europa stessa.
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
La ricerca finalizzata a rispondere alle esigenze emergenti darà ai ricercatori la possibilità di
individuare e approfondire sfide di ricerca che non figurano tra le attività descritte. In particolare,
queste attività devono incentivare un nuovo modo di affrontare le sfide che interessano l’Europa e
che finora non sono state approfondite, oppure altri argomenti, prospettive e discipline. Le attività
di ricerca destinate a rispondere ad esigenze strategiche impreviste saranno svolte in stretta
consultazione con tutti i soggetti interessati.
9.         Spazio
Obiettivo
Sostenere un programma spaziale europeo incentrato su applicazioni quali il GMES, a beneficio dei
cittadini e della competitività dell’industria spaziale europea. Si contribuirà in tal modo allo
sviluppo di una politica spaziale europea, ad integrazione delle attività condotte dagli Stati membri
e da altri organismi importanti quali l’Agenzia spaziale europea (ESA).
 ---pagebreak--- L 400/208          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
Strategia
In questo settore la Comunità contribuirà a definire obiettivi comuni sulla base delle esigenze degli
utenti e degli obiettivi politici, a coordinare le attività, ad evitare una duplicazione dei lavori, a
favorire l’interoperabilità, a migliorare il rapporto costi/benefici, nonché a formulare norme. La
politica spaziale europea 1 risponderà agli obiettivi delle amministrazioni pubbliche e dei
responsabili delle decisioni, puntando allo stesso tempo a rafforzare la competitività dell’industria
europea. Tale politica sarà messa in atto attraverso un programma spaziale europeo, e il settimo
programma quadro contribuirà a sostenere o completare le azioni di ricerca e di sviluppo
tecnologico svolte da altri soggetti, pubblici e privati, in Europa.
Le azioni comprese in questo tema daranno un contributo agli obiettivi politici comunitari in vari
settori come l’agricoltura, la silvicoltura, la pesca, l’ambiente, le telecomunicazioni, la sicurezza, lo
sviluppo, la salute, gli aiuti umanitari, i trasporti, la scienza e l'istruzione e garantiranno che
l’Europa sia coinvolta nella cooperazione regionale e internazionale. Gli strumenti spaziali
dovrebbero contribuire anche all’applicazione del diritto in alcuni dei settori citati.
Con particolare attenzione all'uso delle capacità esistenti in Europa, le attività che figurano in questa
priorità sono finalizzate principalmente a sfruttare le risorse spaziali per la messa a punto di
applicazioni, in particolare il GMES (il monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza) che,
assieme a Galileo, rappresenta il progetto di punta della politica spaziale europea, svolgere azioni
sull'esplorazione dello spazio e rendere possibili tecnologie a sostegno del ruolo strategico
dell’Unione europea.
1
         "Politica spaziale europea – Elementi preliminari", COM(2005)208.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/209
Le attività orientate all'applicazione dello spazio dovrebbero essere complementari alle azioni svolte
nell’ambito di altri temi del programma specifico "Cooperazione" (ed in particolare quelle del tema
"Ambiente" in collegamento con l'osservazione della terra e il GEOSS, e quelle previste dal tema
"Tecnologie dell’informazione e della comunicazione"). Saranno inoltre sviluppate sinergie
tematiche con attività correlate previste da altri programmi specifici. Azioni complementari sono
previste anche nel programma quadro Competitività e innovazione e nel programma Istruzione e
formazione.
Le attività di ricerca e di trasferimento tecnologico di questo tema potrebbero essere
particolarmente interessanti per le PMI che sviluppano tecnologie innovative, che devono
familiarizzarsi con le nuove opportunità offerte dalle tecnologie spaziali (spin-in) o che sviluppano
applicazioni in altri mercati per le proprie tecnologie spaziali (spin-off).
Alcune parti delle attività spaziali potrebbero essere gestite da soggetti esterni esistenti, come
l’ESA1, e da altri soggetti o agenzie a livello europeo o nazionale. Per il GMES le attività di ricerca
potrebbero essere messe in atto attraverso un’iniziativa tecnologica congiunta (cfr. allegato III).
1
        Alle condizioni fissate nell’accordo quadro tra la Comunità europea e l’Agenzia spaziale
        europea, (GU L 261 del 6.8.2004, pag. 64).
 ---pagebreak--- L 400/210          IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
Attività
• Applicazioni basate sulla tecnologia spaziale al servizio della società europea
–         Monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES)
L’obiettivo delle attività in questo campo è quello di sviluppare, anche per la sicurezza dei cittadini,
sistemi adeguati via satellite per il monitoraggio e l’allarme rapido, intesi come fonte di dati unica e
a disposizione ovunque nel mondo, e di consolidare e incentivare l’evoluzione a livello di utilizzo
operativo. Questo programma offrirà inoltre sostegno allo sviluppo di servizi GMES operativi, che
consentano ai decisori di meglio anticipare o attenuare le situazioni di crisi e gli aspetti legati alla
gestione dell’ambiente e della sicurezza, e al come far fronte ai disastri naturali iniziando con
servizi accelerati per quanto riguarda la risposta in caso di emergenza, il controllo del territorio e i
servizi marittimi. Le attività di ricerca dovrebbero soprattutto contribuire ad utilizzare al massimo i
dati GMES rilevati da fonti spaziali e ad integrarli con i dati ottenuti da altri sistemi di osservazione
in prodotti complessi destinati a fornire informazioni e servizi personalizzati agli utenti finali grazie
ad un’efficace integrazione dei dati e gestione delle informazioni. Altre tecnologie satellitari (per es.
comunicazione, navigazione) saranno integrate, se necessario, nello sviluppo dei servizi GMES. Le
attività di ricerca dovrebbero anche servire a potenziare le tecniche di monitoraggio e le tecnologie
strumentali associate, a sviluppare nuovi sistemi basati sulle tecnologie spaziali, ove questo risulti
necessario, o a migliorare l’interoperabilità dei sistemi esistenti e a consentirne l’impiego in servizi
(pre)operativi che rispondano a tipi di domanda specifici. La ricerca dovrebbe sostenere, in
particolare, lo sviluppo di sistemi spaziali sostenibili (anche terrestri e aeroportati): per il controllo
del suolo, degli oceani e la gestione delle crisi, con frequenti immagini ad alta risoluzione per zone
di grande importanza, comprese le zone sensibili urbane e in rapida evoluzione; per la prevenzione
e la gestione dei rischi e tutti i tipi di emergenza, aumentando la convergenza con sistemi non
spaziali.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                          L 400/211
• In campo ambientale, la domanda comprende l’acquisizione di conoscenze indipendenti sullo
   stato e sull’evoluzione dell’utilizzo sostenibile delle risorse rinnovabili (ad esempio la
   vegetazione o le foreste), sulle terre umide la desertificazione, la copertura del suolo, inclusi
   neve e ghiaccio, e l’utilizzo del territorio, l’approvvigionamento di cibo, l’ambiente agricolo e la
   pesca, i pozzi di assorbimento e i depositi di carbonio; i processi e la chimica dell’atmosfera e le
   condizioni dei mari. Sarà preso in considerazione il sesto programma d’azione CE per l’ambiente
   per quanto riguarda le politiche ambientali che monitorano i cambiamenti climatici e la qualità
   dell’aria, del suolo e delle acque.
• Nel settore della sicurezza la domanda comprende il miglioramento dell'acquisizione, dell'accesso
   e dello scambio dei dati e delle informazioni necessari per la gestione dei soccorsi di emergenza.
   Occorre garantire il sostegno per gli interventi di prevenzione/attenuazione, monitoraggio, gestione
   dei rischi e valutazione dei rischi naturali e tecnologici, oltre che per gli aiuti umanitari al fine di
   valutare adeguatamente le necessità e per la pianificazione delle emergenze nell’ambito delle
   catastrofi naturali (ad esempio) incendi di boschi/foreste, inondazioni e terremoti e delle crisi
   umanitarie (rifugiati, persone sfollate all’interno dei paesi ecc.). Va inoltre considerata la
   possibilità di offrire un supporto per l’attuazione delle politiche comunitarie, quali l'instaurazione
   di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, e per quanto riguarda i controlli alle frontiere.
 ---pagebreak--- L 400/212           IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
–          Aspetti di sicurezza (complementari alle attività nell’ambito della ricerca sulla sicurezza e
           alle attività del GMES)
Il rapporto dello SPASEC1 ha sottolineato che i servizi spaziali svolgono un ruolo determinante per il
benessere della società europea e che dunque la protezione delle infrastrutture critiche del settore
spaziale è una priorità. A tal fine possono essere necessari servizi e capacità per la sorveglianza delle
risorse spaziali e per la protezione delle infrastrutture terrestri. Il sistema di sorveglianza dello spazio
potrebbe, ad esempio, fornire informazioni sulle principali caratteristiche dei satelliti (parametri
orbitali, stato delle attività ecc.), sulle principali caratteristiche dei materiali potenzialmente
pericolosi per il pianeta (ad esempio, la loro traiettoria o i parametri fisici) e altre informazioni utili
sulla meteorologia spaziale e sugli oggetti vicini alla Terra (Near Earth Objects). In questo settore si
può prevedere di svolgere studi di fattibilità e di finanziare progetti di dimostrazione.
–          Applicazioni delle comunicazioni satellitari
In quest’ambito si punta a sostenere applicazioni e servizi innovativi nell’ambito delle
comunicazioni satellitari, che siano integrati senza soluzione di continuità in reti di comunicazione
elettronica mondiali destinate a cittadini e imprese in settori applicativi che possono comprendere la
protezione civile, la sicurezza, l’e-government, la telemedicina, la tele-istruzione, gli interventi di
ricerca e soccorso, il turismo e le attività ricreative, i trasporti, incluse la gestione del parco veicoli e
la navigazione personale, l’agricoltura, la silvicoltura e la meteorologia. La ricerca punterà in
particolare allo sviluppo di nuove applicazioni e alla realizzazione di missioni di dimostrazione e di
sistemi preoperativi nell’ambito dei quali le comunicazioni via satellite rappresentano una risposta
efficiente a tutte queste esigenze in termini di servizi GMES a valle.
1
         Rapporto del gruppo di esperti sullo spazio e la sicurezza (marzo 2005).
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/213
• Esplorazione dello spazio
–        In questo caso si tratta di fornire il sostegno delle attività di ricerca e sviluppo e
         massimizzare il valore aggiunto scientifico mediante sinergie con le iniziative dell'ESA o
         di altri soggetti o agenzie a livello europeo o nazionale nel campo dell'esplorazione dello
         spazio, comprese le implicazioni in termini di trasferimento tecnologico, e di facilitare
         l'accesso della comunità scientifica ai risultati e ai dati acquisiti durante le missioni
         esplorative effettuate nell’ambito del programma spaziale europeo. Le attività di ricerca
         saranno effettuate, in particolare, attraverso azioni di supporto, studi di fattibilità e progetti
         preoperativi. Dovranno inoltre essere esaminate altre dimensioni quali le opportunità
         intrinseche di cooperazione a livello internazionale e l’importanza della sensibilizzazione e
         della divulgazione dei risultati.
–        Si prendono altresì in considerazione azioni di sostegno e studi di fattibilità quali strumenti
         per coordinare meglio gli sforzi per lo sviluppo di telescopi e sensori spaziali nonché per
         l’analisi dei dati nelle scienze spaziali. Le azioni in questo contesto integreranno pertinenti
         programmi nazionali e internazionali (in particolare da parte dell’ESA) e punteranno ad
         esaminare opportunità di cooperazione internazionale.
• RST per rafforzare le basi della tecnologia spaziale
–        Tecnologia spaziale
         In generale, l’obiettivo è di contribuire ad incrementare la competitività, il rapporto
         costi/benefici e l'accesso indipendente del settore europeo delle tecnologie spaziali in senso
         lato.
 ---pagebreak--- L 400/214          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    30.12.2006
          In particolare l'obiettivo suddetto potrebbe essere raggiunto con la ricerca spaziale e lo
          sviluppo delle esigenze a lungo termine anche nel campo del trasporto spaziale ad
          esempio: valutando le esigenze a lungo termine; contribuendo a realizzare studi di sistemi
          che tengano conto delle richieste degli utenti finali; contribuendo alla ricerca tecnologica a
          monte per la prossima generazione di trasporti spaziali e sistemi di propulsione.
–         Scienze dello spazio
          In quest’ambito l’obiettivo è di contribuire allo sviluppo di tecnologie avanzate da
          applicare alle scienze spaziali. Le scienze spaziali studiano in profondità la struttura
          dell’universo, permettono una conoscenza approfondita del pianeta Terra e del sistema
          solare e offrono un nuovo approccio alla biomedicina, alle scienze della vita e alle scienze
          fisiche; oltre a questo, sono anche un importante volano per i nuovi sviluppi tecnologici
          che portano a molte applicazioni vantaggiose per la società. Il settimo programma quadro
          dovrebbe integrare i programmi scientifici in corso laddove si rilevano delle lacune e
          rappresentare un sostegno per le attività scientifiche anche a bordo della stazione spaziale
          internazionale (ISS). Sono inoltre previste attività di supporto per agevolare l’accesso ai
          dati scientifici, inclusi quelli ottenuti da precedenti missioni.
Cooperazione internazionale
Lo sfruttamento e l’esplorazione dello spazio sono, per loro natura, iniziative di scala planetaria.
Un’efficace cooperazione internazionale nel settore spaziale aiuterà a migliorare la posizione
politica dell’Unione sullo scenario mondiale, a rafforzare la competitività economica dell’Unione e
a consolidarne la reputazione in termini di eccellenza scientifica. La cooperazione nel settore
spaziale darà inoltre un contributo al conseguimento degli obiettivi della politica esterna della
Comunità (si pensi, ad esempio, al sostegno ai paesi in via di sviluppo o ai paesi vicini).
 ---pagebreak--- 30.12.2006          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/215
A tale riguardo, ci si concentrerà sull'elaborazione di una strategia globale in materia di
cooperazione internazionale nel settore spaziale, nonché di un efficace meccanismo di
coordinamento che coinvolga tutti i pertinenti attori europei.
Lo spazio deve essere considerato un settore privilegiato per le attività internazionali, soprattutto se in
collaborazione con le principali potenze, affermate o emergenti, in ambito spaziale come la Russia, gli
Stati Uniti, la Cina, l’India, il Canada, il Giappone, l’Ucraina e altri paesi impegnati in attività spaziali.
In quest’ambito si tenterà anche di incentivare il ricorso a soluzioni basate sullo spazio per favorire
lo sviluppo sostenibile e la prevenzione dei rischi nel quadro delle catastrofi naturali e delle crisi
umanitarie, soprattutto in Africa. Questa posizione è coerente con l’approccio globale adottato dal
GMES per quanto riguarda il monitoraggio dell’ambiente 1 e la sicurezza.
Per offrire migliori possibilità di realizzare una collaborazione efficace e per garantire che il
programma spaziale europeo possa contare sulle migliori competenze internazionali nel settore
spaziale si ricorrerà ad azioni specifiche di cooperazione per progetti bilaterali o multilaterali,
iniziative internazionali e globali e per la cooperazione con le economie emergenti e i paesi in via di
sviluppo. Le attività comprenderanno la valutazione e il controllo degli impegni internazionali.
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
La ricerca sulle esigenze emergenti consentirà di trovare soluzioni innovative a sviluppi tecnologici
nel campo della ricerca spaziale e permetterà di realizzare eventuali adattamenti e applicazioni per
altri settori (come la gestione delle risorse, i processi biologici e i nuovi materiali). La ricerca
destinata a rispondere ad esigenze impreviste a livello politico potrà vertere su aspetti quali
soluzioni basate sullo spazio a favore dei paesi in via di sviluppo, lo sviluppo di nuovi strumenti e
metodi per l’osservazione dello spazio e la comunicazione attinenti alle politiche comunitarie
interessate e infine un contributo all’inclusione sociale.
1
         Si pensi, ad esempio, al protocollo di Kyoto, alla convenzione delle Nazioni Unite per la
         lotta alla desertificazione, alla convenzione ONU sulla diversità biologica, alle conclusioni
         del vertice mondiale del 2002 sullo sviluppo sostenibile e alle conclusioni del vertice del
         G−8 del 2005.
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10.       Sicurezza
Obiettivo
Sviluppare le tecnologie e le conoscenze che permetteranno di costruire le capacità necessarie al
fine di assicurare la sicurezza dei cittadini dalle minacce quali il terrorismo, le catastrofi naturali e
la criminalità, pur nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo compresa l'intimità della vita
privata; consentire un utilizzo ottimale e concertato delle tecnologie disponibili e in evoluzione a
beneficio della sicurezza civile europea, incentivare la cooperazione tra fornitori e utenti al fine di
trovare soluzioni in materia di sicurezza civile, migliorando la competitività dell'industria europea
della sicurezza e producendo risultati di ricerche mirate al fine di ridurre le lacune in materia di
sicurezza.
Strategia
La sicurezza in Europa è uno dei presupposti per la prosperità e la libertà. Il tema della ricerca in
materia di sicurezza è incentrato esclusivamente sulle applicazioni civili e rappresenta un supporto
per l’attuazione delle politiche e delle iniziative comunitarie in materia di sicurezza quali la
creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, i trasporti, la salute (ad esempio il
programma dell’UE sulla sicurezza sanitaria 1), la protezione civile (compresi le catastrofi naturali e
i disastri industriali), l’energia, l’ambiente e le politiche esterne. In tal modo questo tema darà un
contributo alla crescita, all’occupazione e alla competitività dell’industria europea della sicurezza.
Le ricerche favoriranno la cooperazione e il coordinamento tra i vari soggetti nazionali e
internazionali coinvolti per evitare inutili duplicazioni e per sfruttare le eventuali sinergie esistenti.
Mireranno a colmare le lacune in materia di capacità e offriranno un chiaro valore aggiunto alle
esigenze della sicurezza in Europa. Tutte le attività nell’ambito di questo tema saranno ispirate dal
principio del rispetto della privacy e delle libertà civili e non studieranno tecnologie relative ad armi
letali e/o distruttive.
1
         Per migliorare la preparazione e la risposta all’emissione deliberata di agenti chimici e/o
         biologici.
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Le esigenze speciali in materia di riservatezza devono essere applicate ma la trasparenza dei risultati
della ricerca non deve essere limitata senza necessità. Si devono inoltre individuare settori che
permettano l'attuale trasparenza dei risultati della ricerca.
Tali attività non connesse alla difesa a livello comunitario riguarderanno quattro settori della
sicurezza (mission areas) civile che sono stati individuati in risposta a specifiche sfide di notevole
importanza politica e valore aggiunto europeo per quanto riguarda le minacce e i potenziali
incidenti a livello di sicurezza, e tre settori di interesse trasversale. Ciascun settore presenta sei fasi,
diverse per tempi e per importanza: individuazione (fase connessa agli incidenti), prevenzione (fase
connessa alle minacce), protezione (fase connessa agli obiettivi), preparazione (fase connessa
all’intervento), risposta (fase connessa alle crisi) e recupero (fase connessa alle conseguenze). Le
attività di ricerca devono descrivere tutte le iniziative necessarie nelle varie fasi. Le prime quattro
fasi si riferiscono a tutto quanto serve per evitare gli incidenti e attenuarne i potenziali effetti
negativi, mentre le altre due riguardano la necessità di far fronte ad un incidente e alle sue
conseguenze sul lungo periodo.
Per ciascuna fase dei singoli settori occorre individuare una serie specifica di capacità che i
responsabili della sicurezza dei cittadini devono possedere per far fronte con efficacia alle minacce
e agli incidenti. Tali capacità mostrano come procedere e in molti casi possono rivelarsi utili per più
di una fase e/o settore. L’acquisizione delle capacità si basa su una combinazione di conoscenze,
tecnologie e misure organizzative. Il tema esaminerà altresì le modalità atte ad assicurare un
efficace collegamento tra le rafforzate conoscenze e tecnologie, un migliore uso di sisemi di TIC nei
settori di operazioni diverse, i processi sviluppati e la loro effettiva attuazione da parte dei vari
utenti finali, al fine di migliorare le capacità europee in materia di sicurezza.
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La ricerca mirerà in particolare a colmare le lacune in materia di capacità sviluppando le tecnologie
e competenze richieste dallo specifico settore e individuate mediante un approccio "dall'alto verso il
basso" guidato da un dialogo con gli utenti finali, conformemente agli obiettivi e alle priorità. In
quanto utenti finali della ricerca nel settore della sicurezza, le amministrazioni pubbliche, il settore
privato e i cittadini dell'UE saranno pienamente coinvolti nell'individuazione delle esigenze della
ricerca in materia di sicurezza che devono essere trattate. Per analizzare le lacune in materia di
sicurezza civile e le relative esigenze in termini di R&S di ciascun settore si adotterà l'approccio
dell'analisi dei sistemi. Le attività includeranno l'analisi delle esigenze, in materia di sicurezza, del
settore economico civile. L'individuazione delle esigenze della ricerca dovrebbe continuare ad
essere un elemento importante della ricerca nell'ambito di questo tema.
Questo approccio orientato sul divario di capacità sarà integrato da un approccio "bottom-up",
consistente nell'esaminare le tecnologie allo scopo di valutare come possano essere utilizzate per
rafforzare la sicurezza europea. Un aspetto importante consiste nel basarsi sull'eccellenza
dell'offerta (ad es. industria, università, centri di ricerca) per elaborare soluzioni innovative nel
settore della sicurezza.
Sarà una ricerca multidisciplinare e orientata alla missione da compiere e riguarderà vari elementi,
dalla tecnologia allo sviluppo dei metodi, fino all’integrazione, alla dimostrazione e alla validazione
delle tecnologie e dei sistemi. Sono da privilegiare le tecnologie polivalenti per ampliare al
massimo il loro ambito di applicazione e incentivare le interazioni reciproche e la diffusione di
tecnologie esistenti ed evolutive per il settore civile. Il tema della ricerca in materia di sicurezza
mirerà a elaborare soluzioni efficaci a medio e lungo termine, che siano sufficientemente adattabili
e innovative per fronteggiare le minacce che si presentano. Andrà inoltre ad integrare e completare
le attività di ricerca attinenti alla sicurezza civile e orientate alle tecnologie e ai sistemi già svolte
nell’ambito di altri temi.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/219
La ricerca in materia di sicurezza richiede norme di attuazione specifiche, che tengano conto della
sua natura particolare e consentano di proteggere le informazioni sensibili e fornire agli Stati
membri e agli utilizzatori finali sufficienti informazioni sui suoi risultati.
Le ricerche verteranno esclusivamente sulle applicazioni civili nel campo della sicurezza. Poiché vi
sono tuttavia dei settori nei quali la tecnologia può avere applicazioni sia civili che militari, verrà
istituito un quadro adeguato di coordinamento con le attività dell'Agenzia europea per la difesa
(AED). Inoltre, per consentire lo scambio di informazioni ed evitare inutili doppioni nei
finanziamenti, sarà istituito un coordinamento tra ricerca in materia di sicurezza ed altre attività a
livello nazionale ed europeo.
Viene fortemente incoraggiata la partecipazione delle piccole e medie imprese (PMI) e delle
autorità e organizzazioni responsabili della sicurezza dei cittadini. L’agenda di ricerca a più lungo
termine elaborata dall’ESRAB (European Security Research Advisory Board)1 darà un contributo
per la definizione del contenuto e della struttura della ricerca in questo tema.
1
         Creato nell’ambito dell’azione preparatoria triennale per la ricerca sulla sicurezza
         (PASR 2004-2006).
 ---pagebreak--- L 400/220          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
Attività
Le attività verteranno sui seguenti settori (mission areas):
• Sicurezza dei cittadini: le attività verteranno in particolare sugli aspetti legati alle minacce di
   potenziali incidenti d'importanza transnazionale (ad esempio criminali, attrezzature e risorse
   utilizzate dai criminali o meccanismi di attacco). Per affrontare questo settore servono varie
   capacità, che si riferiscono principalmente alle fasi di "individuazione", "prevenzione",
   "preparazione" e "risposta". L’obiettivo è sia quello di evitare l’incidente che quello di
   attenuarne le potenziali conseguenze. Per la creazione delle capacità necessarie, con l'obiettivo di
   garantire la protezione civile, compresa la biosicurezza e la protezione contro i rischi derivanti
   dalla criminalità e dagli attentati terroristici, occorrerà privilegiare aspetti come quelli indicati di
   seguito: tipo di minaccia (ad esempio chimica, biologica, radiologica e nucleare, CBRN),
   consapevolezza (ad esempio raccolta, rilevamento, utilizzo e condivisione di informazioni
   sensibili; allarmi), rilevamento (di sostanze pericolose esplosive, agenti B o C, individui o
   gruppi, comportamenti sospetti, ecc.), identificazione e autenticazione (di persone, di tipi e
   quantitativi di sostanze ecc.), prevenzione (ad esempio controllo di accessi e di movimenti di
   risorse finanziarie, controllo delle strutture finanziarie), preparazione (valutazione del rischio,
   protezione contro minacce CBRN, controllo di eventuali emissioni deliberate di agenti chimici o
   biologici, valutazione dei livelli di risorse strategiche come forza lavoro, competenze,
   apparecchiature, beni di consumo per eventi di vasta scala ecc.), neutralizzazione (missili,
   comunicazioni, veicoli, sistemi non distruttivi, ecc.) e contenimento degli effetti degli attentati
   terroristici e della criminalità, elaborazione di dati per il controllo dell’applicazione delle leggi.
 ---pagebreak--- 30.12.2006          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                         L 400/221
• Sicurezza delle infrastrutture e imprese di pubblica utilità: le attività verteranno
   principalmente sugli obiettivi di un incidente o di una catastrofe d'importanza transnazionale; nel
   caso delle infrastrutture, ad esempio, tali obiettivi potrebbero esse siti dove avvengono
   manifestazioni su vasta scala, siti importanti dal punto di vista politico (come la sede del
   parlamento) o di valore simbolico (ad esempio monumenti), mentre per le imprese di pubblica
   utilità si tratterebbe delle reti energetiche (per la distribuzione di petrolio, elettricità e gas), i
   sistemi di distribuzione dell’acqua e i trasporti (aerei, terrestri e via mare), le comunicazioni
   (anche radiotelevisive), il settore finanziario, amministrativo, della sanità pubblica e altro. Per
   affrontare questo settore servono varie capacità, che si riferiscono principalmente alle fasi di
   "protezione" e di "preparazione". L’obiettivo è sia quello di evitare l’incidente che quello di
   attenuarne le potenziali conseguenze. Per la creazione delle capacità necessarie occorrerà
   privilegiare aspetti come quelli indicati di seguito: analisi, modellizzazione e valutazione dei
   punti deboli delle infrastrutture fisiche e del relativo funzionamento; garantire le infrastrutture, i
   sistemi e i servizi critici in rete, sia pubblici che privati, esistenti e futuri, per quanto riguarda le
   caratteristiche fisiche, logiche e funzionali; sistemi di controllo e di allarme per reagire
   tempestivamente in caso di incidente; protezione contro gli effetti a cascata di un incidente,
   definizione ed elaborazione di criteri per creare nuovi servizi e infrastrutture sicuri.
 ---pagebreak--- L 400/222          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        30.12.2006
• Sorveglianza intelligente e sicurezza alle frontiere: la attività verteranno sulle questioni
   riguardanti tutti i vari livelli della strategia europea per la sicurezza delle frontiere, dalle
   procedure concernenti le domande di visto nelle ambasciate e negli uffici consolari (primo
   livello), alla cooperazione transfrontaliera (secondo livello), alle misure da applicare ai valichi di
   frontiera alle frontiere terrestri, nei porti e negli aeroporti nonché tra i valichi di frontiera alle
   frontiere verdi e blu, (terzo livello), alle attività all'interno delle frontiere esterne europee (quarto
   livello) quali lo scambio d'informazioni, le misure compensative, il Sistema d'informazione
   Schengen (SIS), la cooperazione tra autorità giudiziarie e polizia, dogane e guardie di frontiera.
   Per affrontare questo settore servono varie capacità, che si riferiscono principalmente alle fasi
   della "individuazione", "prevenzione" e "protezione". L’obiettivo è sia quello di evitare
   l’incidente che quello di attenuarne le potenziali conseguenze.
   Per la creazione delle capacità necessarie occorrerà privilegiare aspetti come quelli indicati di
   seguito: maggiore efficacia ed efficienza di tutti i sistemi, gli strumenti e le procedure connessi
   alla sicurezza utilizzati ai valichi di frontiera (ad esempio, identificazione delle persone,
   rilevamento non invasivo di persone e merci, monitoraggio delle sostanze, campionamento,
   riconoscimento dallo spazio, compresa l'acquisizione e l’analisi dei dati ecc.); aumento della
   sicurezza alle frontiere terrestri e marittime dell’Europa (ad esempio mediante il rilevamento non
   invasivo e subacqueo di veicoli, monitoraggio dei veicoli, riconoscimento dallo spazio compresa
   l'acquisizione e l’analisi dei dati, la vigilanza, le operazioni a distanza ecc.); sicurezza marittima;
   valutazione e gestione dei flussi migratori (illegali). Sarà istituito un quadro appropriato per il
   coordinamento con le attività dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa
   alle frontiere esterne.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       L 400/223
• Ripristino della sicurezza in caso di crisi: le attività riguarderanno in particolare le tecnologie
   che forniscono una panoramica e un sostegno per diverse operazioni di gestione delle emergenze
   come nel caso degli interventi della protezione civile (comprese le catastrofi naturali e gli
   incidenti industriali), gli aiuti umanitari e gli interventi di soccorso. Per affrontare questo settore
   servono varie capacità, che si riferiscono principalmente alle fasi di "preparazione", "risposta" e
   "recupero". L’obiettivo è quello di attenuare le conseguenze di un incidente. Per la creazione
   delle capacità necessarie occorrerà privilegiare aspetti come quelli indicati di seguito:
   preparazione, a livello organizzativo e operativo, per affrontare incidenti che interessano la
   sicurezza (ad esempio, coordinamento tra organizzazioni e comunicazione delle emergenze,
   valutazione delle riserve strategiche, inventari strategici ecc.), gestione delle crisi (ad esempio,
   strumenti integrati di allarme e gestione, valutazione dell’incidente e bisogni prioritari,
   integrazione di soggetti e risorse eterogenei, evacuazione e isolamento della zona,
   neutralizzazione e contenimento degli effetti degli attentati terroristici e della criminalità ecc.),
   intervento in un ambiente ostile, aiuti umanitari di emergenza e gestione delle conseguenze e
   degli effetti a cascata di un incidente con implicazioni a livello di sicurezza (ad esempio,
   funzionamento del sistema sanitario pubblico, continuità delle attività economiche, misure per
   creare la fiducia, ripristino delle funzioni interrotte o distrutte a livello di società ecc.).
 ---pagebreak--- L 400/224         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    30.12.2006
I settori summenzionati saranno sostenuti da attività nei seguenti settori di interesse comune a più
ambiti:
• Integrazione, interconnettività e interoperabilità dei sistemi di sicurezza: le attività connesse
   all'intelligence, alla raccolta di informazioni e alla sicurezza civile dovranno consentire e/o dare
   un contributo alle prestazioni delle tecnologie necessarie per creare le suddette capacità,
   incentrandosi pertanto su questioni di interesse trasversale come il potenziamento
   dell’interoperabilità e dell’intercomunicazione tra sistemi, apparecchiature, servizi e processi,
   comprese le infrastrutture informative delle forze di polizia, dei vigili del fuoco, della protezione
   civile e dei servizi sanitari, garantendo al contempo la loro affidabilità, la protezione della
   riservatezza e dell’integrità delle informazioni, la tracciabilità di tutte le operazioni e
   l’elaborazione dei dati connessi ecc. Le attività verteranno anche sugli aspetti della normazione e
   della formazione (compresi quelli riguardanti l’interoperabilità a livello culturale, umano e di
   organizzazioni).
 ---pagebreak--- 30.12.2006          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      L 400/225
• Sicurezza e società: le attività hanno una dimensione trasversale e devono pertanto essere il
   risultato di un’interazione tra scienze naturali, tecnologia e altre scienze, in particolare le scienze
   politiche, le scienze sociali e le scienze umane. Le attività verteranno in particolare su analisi
   culturali e socioeconomiche mirate, nonché su analisi del rischio sistemico sulla creazione di
   scenari e su altre attività di ricerca connesse a tematiche quali: la sicurezza come concetto in
   evoluzione (analisi globali delle esigenze in termini di sicurezza per definire le principali
   prescrizioni operative per affrontare la continua fluttuazione della situazione della sicurezza);
   interdipendenze, vulnerabilità dovute a disastri e nuove minacce (ad esempio nel campo del
   terrorismo e della criminalità organizzata); atteggiamento dei cittadini in situazioni di crisi
   (percezione del terrorismo e della criminalità, comportamento delle folle, comprensione dei
   diritti civili e delle forme di protezione socioculturali da parte del pubblico, accettazione dei
   controlli di sicurezza (e ai fini della protezione) da parte del pubblico; preparazione e
   disponibilità dei cittadini in caso di atti terroristici; questioni legate alla comunicazione tra
   autorità e cittadini in situazioni di crisi; sensibilizzazione alle minacce; orientamenti ai cittadini
   sui sistemi di assistenza e consulenza in materia di sicurezza interna esistenti negli Stati membri
   e nell’UE; analisi comportamentali, psicologiche e altre pertinenti analisi dei terroristi; questioni
   etiche relative alla protezione dei dati personali e all’integrità delle informazioni. La ricerca
   punterà anche a sviluppare indicatori statistici sulla criminalità per permettere di valutare
   l’evoluzione del fenomeno.
• Coordinamento e strutturazione della ricerca in materia di sicurezza: questo settore offre la
   base per le attività di coordinamento e organizzazione delle attività di ricerca sulla sicurezza
   svolte a livello nazionale, europeo ed internazionale, al fine di creare sinergie tra la ricerca in
   campo civile, sulla sicurezza e sulla difesa e per le attività di coordinamento tra la domanda e
   l’offerta nel campo della ricerca sulla sicurezza. Le attività verteranno anche sul miglioramento
   delle condizioni e dei procedimenti giuridici applicabili.
 ---pagebreak--- L 400/226         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
Cooperazione internazionale
La cooperazione internazionale nell’ambito delle attività di ricerca in materia di sicurezza sarà
attuata in linea con gli aspetti interni ed esterni delle politiche comunitarie. Data la particolare
sensibilità di questo settore, la cooperazione internazionale sarà considerata caso per caso in
riferimento ai paesi interessati. Nel programma di lavoro potranno essere indicati con maggiore
precisione eventuali requisiti e criteri specifici per la cooperazione internazionale.
Azioni specifiche di cooperazione internazionale verranno prese in considerazione nei casi in cui si
possa trarre vantaggio reciproco, come per le ricerche relative alle attività di sicurezza che trovano
applicazione su scala mondiale, ad es. la gestione delle calamità su larga scala.
Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste
Il tema della ricerca in materia di sicurezza è, per sua natura e concezione, flessibile. Le attività
consentiranno di fare spazio a minacce per la sicurezza ancora sconosciute, comprese le calamità e
alle eventuali esigenze che possano sorgere in termini di strategia politica. Questa flessibilità andrà
ad integrare il carattere mirato delle attività di ricerca descritte qui sopra.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                    Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                  L 400/227
                                                  ALLEGATO II
                             RIPARTIZIONE INDICATIVA DELL’IMPORTO
La ripartizione indicativa tra i programmi è la seguente (in milioni di EUR):
       Salute                                                                                                        6 100
       Prodotti alimentari, agricoltura e pesca e biotecnologie                                                      1 935
       Tecnologie dell’informazione e della comunicazione                                                            9 050
       Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione                                       3 475
       Energia                                                                                                       2 350
       Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici)                                                               1 890
       Trasporti (ivi compresa l’aeronautica)                                                                        4 160
       Scienze socioeconomiche e scienze umane                                                                         623
       Spazio                                                                                                        1 430
       Sicurezza                                                                                                     1 400
       TOTALE1 2 3 4                                                                                               32 413
1
        Comprese le Iniziative tecnologiche congiunte (corredate del piano finanziario, ecc.) e la parte delle attività di
        coordinamento e di cooperazione internazionale da finanziare nell'ambito dei temi.
2
        Lo scopo è quello di far sì che almeno il 15% dei fondi disponibili per il programma sia destinato alle PMI.
3
        Compreso un contributo fino ad un massimo di 800 milioni di EUR alla Banca europea per gli investimenti per
        il meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio, di cui all'allegato III. I temi contribuiranno su base
        proporzionale ad eccezione del tema Scienze socioeconomiche e scienze umane che non contribuisce a detto
        meccanismo.
        Un importo dell'ordine di 400 milioni di EUR sarà impegnato per quote annue per il periodo 2007-2010.
4
        Di cui un importo per COST compreso tra 210 e 250 milioni di EUR, fatta salva la valutazione intermedia.
        Questo sostegno finanziario verrà corrisposto tramite un prestito a fondo perduto che sarà pagato sulla base di
        un convenzione di sovvenzione tra la Commissione e una persona giuridica designata da COST quale agente
        esecutivo, notificata alla Commissione dal Segretariato generale del Consiglio e precisata nel programma di
        lavoro.
 ---pagebreak--- L 400/228          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                      30.12.2006
                                              ALLEGATO III
                       Meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio
Come indicato nell'allegato II, la Comunità fornirà un contributo (azione di coordinamento e
sostegno) alla Banca europea per gli investimenti (BEI), la quale sarà partner nella ripartizione del
rischio ai fini del meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio. Tale meccanismo, che
sarà cofinanziato dalla Comunità e dalla BEI, mira a stimolare in tutta Europa gli investimenti del
settore privato nella ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (RST) e nell'innovazione.
Il contributo della Comunità aumenterà la capacità della Banca di gestire il rischio, in modo da
permettere di: i) incrementare il volume delle operazioni di prestito e di garanzia della BEI per le
attività con un certo livello di rischio; ii) finanziare azioni europee di RST più rischiose, la cui
attuazione risulterebbe impossibile senza il sostegno comunitario, contribuendo così a colmare le
carenze del mercato. Lo scopo sarà quello di:
• apportare valore aggiunto nei settori in cui il mercato non è in grado di fornire i fondi necessari;
• fungere da catalizzatore per moltiplicare l'investimento privato.
Il contributo comunitario sarà assegnato al meccanismo di finanziamento con ripartizione del
rischio secondo le disposizioni dell'allegato II.
La BEI presterà fondi raccolti sui mercati finanziari internazionali e fornirà garanzie ai suoi partner
nel finanziamento seguendo le usuali procedure, disposizioni e regolamenti.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/229
Il contributo sarà elargito in base al principio "primo arrivato/primo servito" sotto forma di
accantonamenti e allocazione di capitale nella Banca, a copertura parziale dei rischi connessi alle
operazioni della BEI a sostegno delle azioni europee di RST ammesse a fruire di finanziamenti.
In base a una propria analisi finanziaria, la BEI valuterà il livello dei rischi finanziari e stabilirà
l'entità dell'accantonamento e dell'allocazione di capitale.
La valutazione e la classificazione del rischio, e le conseguenti decisioni circa la costituzione di
accantonamenti e l'allocazione di capitale, si atterranno alla prassi consueta seguita dalla Banca
nell'ambito del meccanismo di finanziamento strutturato, prassi approvata e controllata dai soci e
via via aggiornata e modificata. Essa non risulterà modificata in ragione del contributo della
Comunità.
Il rischio per il bilancio comunitario è limitato agli importi pagati o impegnati per il pagamento.
Non vi sarà alcuna obbligazione eventuale per il bilancio comunitario, dato che la BEI si assumerà i
rischi residui.
Il contributo comunitario sarà versato annualmente in base a un piano pluriennale e in funzione
dell'evoluzione della domanda. L'importo annuo sarà fissato nel programma di lavoro, sulla scorta
della relazione d'attività e delle previsioni presentate dalla BEI.
Il piano pluriennale sarà finanziato da ciascuno dei temi che contribuiscono e, se del caso, adattato
in base al principio dei contributi proporzionali.
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L'accordo che, in stretta consultazione con gli Stati membri, verrà stipulato con la BEI fisserà le
modalità e le condizioni per la destinazione dei fondi della Comunità ad accantonamenti ed
allocazione di capitale. Esso comprenderà, tra l'altro, le modalità e condizioni concernenti gli
elementi seguenti.
• L'ammissibilità delle azioni comunitarie di RST. Le "iniziative tecnologiche congiunte", i
   progetti in collaborazione, le reti di eccellenza e la ricerca a favore delle PMI finanziati dalla
   Comunità saranno automaticamente ammissibili purché i loro obiettivi rientrino nel campo
   d'azione dei temi del presente programma specifico che partecipano al contributo. Anche le
   persone giuridiche stabilite in paesi terzi che non sono paesi associati sono ammesse alla
   fruizione del meccanismo, purché partecipino ad azioni indirette del settimo programma quadro
   e purché i relativi costi siano ammissibili al finanziamento comunitario.
   Sono ammesse a fruire del meccanismo altre azioni europee (come EUREKA) purché riguardino
   la ricerca, lo sviluppo tecnologico o azioni di dimostrazione nell'ambito del campo di
   applicazione del tema che partecipa al contributo che rispondano ai principi e ai criteri europei in
   tema di ricerca e i mutuatari o i beneficiari di garanzie siano persone giuridiche stabilite negli
   Stati membri o nei paesi associati.
    Il meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio sarà accessibile in tutti gli Stati
   membri e paesi associati affinché in tutti gli Stati membri tutte le persone giuridiche, a
   prescindere dalle dimensioni (PMI e organismi di ricerca, tra cui le università, compresi),
   possano beneficiarne per il finanziamento delle loro attività nell'ambito delle azioni ammissibili.
   Le attività d'innovazione di carattere commerciale sono ammesse a fruire del meccanismo di
   finanziamento con ripartizione del rischio soltanto mediante il ricorso al contributo proprio della
   BEI.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 400/231
   Conformemente al regolamento che stabilisce le regole di partecipazione adottato a norma
   dell'articolo 167 del trattato, l'accordo stabilirà anche le procedure con cui la Comunità potrà, in
   casi debitamente motivati, obiettare a che la BEI ricorra al contributo comunitario.
   Le norme per la determinazione della quota di rischio finanziario coperto dal contributo della
   Comunità e della soglia di rischio oltre la quale la BEI può ricorrere a detto contributo e per la
   ripartizione dell'introito corrispondente.
   Il livello del contributo comunitario per ciascuna operazione dipenderà dalla valutazione dei
   rischi finanziari effettuata dalla BEI. Il livello totale dell'accantonamento e dell'allocazione dei
   capitali per la maggior parte delle operazioni del meccanismo di finanziamento con ripartizione
   del rischio dovrebbe situarsi tra il 15% e il 25% del valore nominale di tali operazioni. In nessun
   caso il livello dell'accantonamento totale e l'ammontare dell'allocazione di capitali del contributo
   comunitario supereranno il 50% del valore nominale del prestito o della garanzia. Vi sarà una
   ripartizione del rischio nell'ambito di ciascuna operazione.
   Le modalità per l'esercizio da parte della Comunità del controllo sulle operazioni di prestito e
   garanzia della BEI connesse al contributo comunitario, comprese le operazioni tramite i partner
   della BEI nel finanziamento.
La BEI può usare il contributo comunitario soltanto per le operazioni approvate fra la data di entrata
in vigore di questo programma specifico e il 31 dicembre 2013.
 ---pagebreak--- L 400/232         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     30.12.2006
Gli interessi e introiti generati dal contributo comunitario durante questo periodo saranno
comunicati ogni anno dalla BEI alla Commissione, che ne informerà il Parlamento europeo e il
Consiglio. A norma dell'articolo 18, paragrafo 2 del regolamento finanziario, essi saranno
considerati entrate destinate al meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio e iscritti in
bilancio.
In sede di adozione del programma di lavoro, la Commissione può decidere di riassegnare, ai fini di
qualsiasi altra azione indiretta dei temi del presente programma specifico che partecipano al
contributo eventuali importi non utilizzati dal meccanismo di finanziamento con ripartizione del
rischio e, pertanto, recuperati dalla BEI, in seguito alla valutazione intermedia di cui all'allegato II
del programma quadro. La valutazione intermedia comporterà una valutazione esterna dell'impatto
del meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio.
La Commissione terrà sotto stretto controllo l'uso effettivo del contributo comunitario, comprese
valutazioni ex post degli elementi positivi dell'azione, e riferirà regolarmente al comitato del
programma. Inoltre, la Commissione includerà le principali conclusioni tratte al riguardo nella
relazione annuale sulle attività svolte in materia di ricerca e di sviluppo tecnologico, che presenterà
al Parlamento europeo e al Consiglio a norma dell'articolo 173 del trattato.
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                                             ALLEGATO IV
     Iniziative tecnologiche congiunte e coordinamento dei programmi di ricerca non comunitari
Iniziative tecnologiche congiunte1
Di seguito vengono presentati i settori di ricerca per un elenco indicativo di iniziative tecnologiche
congiunte, scelti sulla base dei criteri definiti nell’allegato I. Le iniziative in questione affrontano
vari tipi di problematiche; ne consegue pertanto che le strutture devono essere concepite caso per
caso, in modo da adattarsi alle caratteristiche particolari del settore di ricerca interessato. In ciascun
caso verrebbe individuata una struttura specifica per attuare l’agenda di ricerca concordata
nell’ambito dell’iniziativa tecnologica congiunta e per riunire gli investimenti pubblici e privati
necessari e il coordinamento a livello europeo. Per mettere in atto l’agenda di ricerca la Comunità
potrebbe stanziare un importo in base a proposte distinte. Le iniziative tecnologiche congiunte
possono inoltre essere individuate in base ai criteri dell’allegato I ed essere proposte nel corso
dell’attuazione del settimo programma quadro.
• Iniziativa per i farmaci innovativi
Questa iniziativa tecnologica è finalizzata ad aumentare la competitività del settore farmaceutico
europeo proponendo un approccio coordinato per superare gli ostacoli alla ricerca nel processo di
sviluppo dei farmaci, a ridurre i tempi di sviluppo dei farmaci e a ridurre il tasso di abbandono dei
nuovi medicinali nelle sperimentazioni cliniche. Tutto ciò dovrebbe accelerare l’accesso a
medicinali più mirati e permettere una redditività più rapida degli investimenti per la ricerca, che a
sua volta dovrebbe incentivare i privati ad investire di più in altre attività di ricerca.
1
        L'elenco delle iniziative tecnologiche congiunte proposte è esclusivamente indicativo e
        potrebbe essere adattato alla luce di futuri sviluppi. Ciascuna iniziativa tecnologica
        congiunta sarà decisa individualmente (cfr. l'allegato I, capo "Obiettivi scientifici e
        tecnologici, linee di indirizzo generali dei temi e delle attività")
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La ricerca precompetitiva, definita attraverso l’agenda strategica di ricerca dell’iniziativa sui
farmaci innovativi, comprenderà le seguenti attività: sviluppo di strumenti e di metodi per prevedere
con più accuratezza l’idoneità, la sicurezza e l’efficacia dei farmaci, infrastrutture intelligenti per
l’integrazione dei dati e la gestione delle conoscenze grazie ad una cooperazione più intensa tra
l’industria, il mondo accademico e i centri clinici in tutte le fasi in cui sia necessario. La ricerca
affronterà anche le lacune in termini di istruzione e formazione per garantire che l’Europa disponga
delle competenze necessarie per tradurre i risultati della ricerca in benefici concreti per i pazienti.
Sarà garantita una stretta cooperazione tra la Comunità europea e l’industria e altri soggetti
interessati, come gli organismi di regolamentazione, i pazienti, il mondo accademico, il comparto
medico e altri, e verranno mobilitati fondi pubblici e privati. L’agenda strategica di ricerca sarà
messa in atto attraverso l’iniziativa per i farmaci innovativi e si provvederà a creare un’apposita
struttura di partnership pubblico-privato appositamente a questo scopo.
• Tecnologie per la nanoelettronica 2020
La nanoelettronica riveste un’importanza strategica vitale per la competitività dell’Europa, visto che
i suoi prodotti sono determinanti per l’innovazione in altri settori (nel multimediale, nelle
telecomunicazioni, nei trasporti, per la sanità, l’ambiente e i processi industriali ecc.). Per questo le
attività di R&S e innovazione devono essere meglio strutturate, ottimizzate e integrate in un
processo più vasto che coinvolga tutti i soggetti determinanti per ottenere risultati positivi in questo
campo.
L’iniziativa verterà sulla necessità di tecnologie al silicio in quattro settori tecnologici: i) riduzione
delle dimensioni dei dispositivi logici e delle memorie per incrementare le prestazioni e abbattere i
costi; ii) sviluppo di funzioni a valore aggiunto, comprese le funzioni di rilevamento, attivazione e
packaging, e relativa integrazione con dispositivi logici e memorie per formare soluzioni complesse
di sistemi su microprocessore (System-on-Chip) o in un unico contenitore (System-in-Package);
iii) apparecchiature e materiali; iv) automazione della progettazione.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/235
• Sistemi di calcolo integrati
I sistemi di calcolo integrati – cioè la parte di elettronica invisibile e il software che conferiscono
"intelligenza" a prodotti e processi – rivestono un’importanza strategica per la competitività di
importanti settori industriali europei come il comparto automobilistico, l’avionica, l’elettronica di
consumo, le telecomunicazioni, i sistemi medici e l’industria manifatturiera. Inoltre, la possibilità di
collegare tra loro questi dispositivi apre opportunità per mercati e applicazioni sociali
completamente nuovi nei quali l’Europa deve trovarsi in buona posizione per poterne beneficiare.
L’iniziativa tecnologica congiunta sui Sistemi di calcolo integrati riunirà e concentrerà le attività di
ricerca, incentivando gli investimenti pubblici e privati finalizzati a condividere i rischi elevati e a
mantenere un elevato livello di ambizione. L’iniziativa verterà sulla progettazione, lo sviluppo e la
diffusione di sistemi elettronici e software pervasivi, interoperabili ed economicamente vantaggiosi,
ma comunque potenti e sicuri. Fornirà progetti di riferimento che presentano approcci architetturali
standard per determinate serie di applicazioni, middleware che consente una connettività e
un’interoperabilità senza soluzioni di continuità, strumenti software e metodi di progettazione
integrati per accelerare la fase di sviluppo e di realizzazione dei prototipi nonché nuovi approcci per
l’interazione tra computer e mondo reale.
• Iniziativa sull’idrogeno e le celle a combustibile
L’idrogeno e le celle a combustibile sono tecnologie energetiche che possono determinare un
cambiamento paradigmatico nelle modalità di produzione e utilizzo dell’energia in Europa, perché
offrono grandi potenzialità di sviluppo verso un approvvigionamento energetico sostenibile,
indipendente e a lungo termine e danno all’Europa un vantaggio competitivo determinante. La
transizione verso un’economia all’idrogeno comporta ingenti investimenti in termini di ricerca e
capitali per la creazione di nuove industrie, nuove strutture logistiche, infrastrutture e risorse umane.
 ---pagebreak--- L 400/236          IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                    30.12.2006
L’iniziativa tecnologica congiunta definirà e metterà in atto un programma europeo a obiettivi per la
ricerca industriale, lo sviluppo tecnologico e la dimostrazione finalizzati a produrre tecnologie
robuste dell’idrogeno e delle celle a combustibile che saranno sviluppate fino al punto da poter
essere commercializzate. I temi principali dell’agenda di ricerca di questa iniziativa saranno i
seguenti: sviluppo di celle a combustibile per tutti i settori e i tipi di applicazione;
approvvigionamento sostenibile di idrogeno, compresa la produzione, la distribuzione, lo
stoccaggio e la consegna; progetti per la dimostrazione integrata e su vasta scala di tecnologie
avanzate e praticamente mature in un vero contesto operativo; attività preparatorie per un contesto
di mercato. Tutti questi aspetti saranno attuati sulla base di una solida tabella di marcia tecnologica
europea in continua evoluzione e di casi aziendali (business case) che descrivano con precisione le
strategie per la transizione e gli obiettivi a lungo termine e le tappe intermedie di attuazione.
• Aeronautica e trasporti aerei
L’Europa deve rimanere all’avanguardia delle principali tecnologie perché solo così in futuro potrà
disporre di un’industria aeronautica e un trasporto aereo caratterizzati dalla sostenibilità,
dall’innovazione e dalla competitività. Lo sviluppo delle tecnologie ecologiche è cruciale per
assicurare la competitività del settore del trasporto aereo nel suo insieme. Le tecnologie innovative
hanno un'importanza primaria per il mantenimento della competitività in settori soggetti ad una
crescente pressione della concorrenza e per il recupero di competitività nei settori in cui l'Europa ha
il potenziale di acquisire una sostanziale quota di mercato, ad esempio il trasporto regionale.
Trattandosi di un comparto ad alta intensità di RST, la competitività che oggi vantano le imprese
europee dell’aeronautica e del trasporto aereo sui mercati mondiali è il risultato di ingenti
investimenti privati destinati alla ricerca nel corso di vari decenni (in genere pari al 13-15% del
fatturato). Data la specificità del settore, i nuovi sviluppi dipendono spesso da un’efficace
collaborazione tra settore pubblico e privato.
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 400/237
Alcuni aspetti dell’agenda strategica di ricerca ACARE comportano una scala di effetto e una
continuità d’intenti tali che l’iniziativa tecnologica congiunta deve vertere principalmente su un
programma di ricerca coerente e dedicato in materia di tecnologie avanzate e deve promuovere
elementi quali l’integrazione, la validazione su vasta scala e la dimostrazione.
Nel settore dell’aeronautica e del trasporto aereo dovrebbero essere affrontati aspetti diversi quali la
compatibilità ambientale e l’efficienza dei costi del sistema di trasporto aereo (il cosiddetto "sistema
di trasporto aereo ecologico") e la gestione del traffico aereo a sostegno della politica del Cielo
unico europeo e dell’iniziativa SESAR.
• Monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES)
L’Europa deve disporre di capacità autonome, fondate su una norma europea per il monitoraggio
globale, che aiuterà molto l’Europa e le sue industrie in questo settore, dove i concorrenti stanno
investendo ingentemente per la formulazione di norme per i sistemi di monitoraggio globale.
Il GMES deve ottemperare al mandato fissato nella risoluzione del Consiglio del 13 novembre 2001
sull'avvio del periodo iniziale del monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES)1 che
ha fatto seguito al vertice europeo di Göteborg del 2001, al piano d’azione sul GMES del
febbraio 20042 e all’inclusione del sistema nell’Iniziativa per la crescita e nell’elenco delle proposte
prioritarie per la prima tornata di progetti "Quick Start".
1
        GU C 350 dell'11.12.2001, pag. 4.
2
        "Monitoraggio globale dell’ambiente e sicurezza (GMES): Creazione di una capacità GMES
        entro il 2008 - (Piano di azione 2004-2008)" COM(2004) 65 def. del 3.2.2004.
 ---pagebreak--- L 400/238         IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
Il futuro del GMES dipende da importanti investimenti sul lungo termine sia da parte degli utenti
che dei fornitori delle infrastrutture (pubblici e privati). Per questo il GMES deve dare un’immagine
chiara e coerente di sé, che gli utenti, le amministrazioni pubbliche e l’industria possano riconoscere
facilmente. A prescindere dai settori specifici di applicazione del sistema, saranno necessarie una
serie di norme accettate, meccanismi e politiche di validazione e un’unica istanza di responsabilità
politica.
A tal fine, potrebbe essere istituita una struttura di gestione del GMES sotto forma di iniziativa
tecnologica congiunta, in grado di riunire tutti i soggetti in gioco e le risorse di cui essi dispongono,
con particolare riguardo alle organizzazioni degli utenti a livello nazionale ed europeo.
Nel caso del GMES, un’iniziativa tecnologica congiunta dovrebbe garantire un forte coordinamento
delle attività connesse al GMES, anche attraverso le funzioni indicate di seguito:
–         consolidamento delle richieste degli utenti per ciascun settore di applicazione del GMES;
–         sorveglianza e sostegno allo sviluppo dei servizi operativi del GMES, nonché delle
          capacità e delle infrastrutture correlate;
–         eventuale validazione di tali servizi;
–         sviluppo di meccanismi in grado di garantire un accesso a lungo termine ai dati (il
          cosiddetto "acquisto dei dati").
 ---pagebreak--- 30.12.2006         IT                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                        L 400/239
Un’iniziativa tecnologi-ca congiunta in quest’ambito sarebbe inoltre uno strumento efficace per
incentivare il coinvolgimento attivo del settore privato, in quanto fungerebbe da elemento di
coordinamento e finanziamento per l’industria (comprese le PMI) e per altri potenziali soggetti
(appaltatori) che desiderino contribuire alla realizzazione del GMES attraverso i processi
competitivi del caso.
Il GMES darà all’Europa un ruolo guida in un settore di gestione e utilizzo di infrastrutture
importanti, comprese le capacità strategiche in campo spaziale. Potrebbe inoltre fornire una base per
consentire uno sfruttamento efficiente di risorse naturali limitate da parte di soggetti pubblici e
privati, incidendo così positivamente sulla produttività di molti settori che hanno bisogno di
disporre di informazioni coerenti e aggiornate sulle risorse disponibili.
Coordinamento dei programmi di ricerca non comunitari1
Di seguito è proposto un elenco indicativo delle iniziative per l’attuazione congiunta di programmi
di ricerca nazionali, che potrebbero essere oggetto di una decisione distinta fondata sull’articolo 169
del trattato. Altre iniziative potranno essere individuate e proposte nel periodo di attuazione del
settimo programma quadro.
Per ogni decisione, se e quando adottata, verrebbe istituita una struttura dedicata di attuazione e una
struttura organizzativa con gli organismi di governanza necessari per realizzare l’azione. Come
indicato nell’allegato II, la Comunità potrebbe concedere un sostegno finanziario alle iniziative e
partecipare attivamente alla loro attuazione con i mezzi più opportuni per ciascuna azione.
1
         L'elenco è esclusivamente indicativo e le iniziative proposte sono oggetto di decisioni
         distinte sulla base dell'articolo 169 (cfr. l'allegato I, capo "Obiettivi scientifici e tecnologici,
         linee di indirizzo generali dei temi e delle attività").
 ---pagebreak--- L 400/240          IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                       30.12.2006
• Iniziativa ai sensi dell’articolo 169 nel campo della ricerca sul Mar Baltico
Si tratta di varare e mettere in atto un programma congiunto di RST che integri vari programmi
nazionali nel campo delle scienze marine e dello sviluppo sostenibile del Mar Baltico. In linea con
diverse convenzioni internazionali, europee e regionali che si occupano del Mar Baltico, questa
iniziativa dovrà permettere di creare una piattaforma per sintetizzare e divulgare i risultati in questo
campo e di creare le necessarie attività di R&S a favore dello sviluppo sostenibile del Mar Baltico.
• Iniziativa ai sensi dell’articolo 169 nel campo della domotica per categorie deboli (Ambient
    Assisted Living)
Un programma congiunto di R&S sulla domotica per categorie deboli aiuterà a mettere insieme le
attività di ricerca in corso a livello nazionale per studiare come le TIC possano migliorare la qualità
della vita degli anziani e prolungare il periodo di tempo durante il quale sono in grado di vivere
autonomamente nel loro ambiente domestico e circostante. Le attività comprendono, ad esempio,
l’assistenza per svolgere le attività quotidiane, la possibilità di agevolare i contatti sociali, il
monitoraggio della salute e dell’attività e il rafforzamento della sicurezza e della protezione. Un
elemento prioritario sarà quello dell’integrazione di dispositivi, sistemi e servizi in soluzioni
affidabili, sicure ed economicamente vantaggiose. L’iniziativa punterà ad una cooperazione su vasta
scala in ambito europeo con una massa critica sufficiente e un impegno di lungo termine.
• Iniziativa ai sensi dell’articolo 169 nel campo della metrologia
L’iniziativa sarà finalizzata a varare e a mettere a punto un programma di R&S coeso e congiunto
nel campo della metrologia nel quale confluiscano alcuni programmi nazionali e che consenta
all’Europa di rispondere al continuo aumento della domanda di applicazioni metrologiche di punta
quale strumenti di innovazione a sostegno della ricerca e della politica scientifica. L’iniziativa andrà
a sostenere, in particolare, gli obiettivi dei sistemi di misura europei nazionali realizzati attraverso le
reti di laboratori metrologici nazionali.
 ---pagebreak--- 30.12.2006        IT                 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                     L 400/241
                                              ALLEGATO V
     Informazioni che la Commissione è tenuta a trasmettere ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 5
1.       Informazioni sui singoli progetti, che consentano il monitoraggio dell'intero iter di ciascuna
         proposta, riguardanti in particolare:
         –     le proposte presentate;
         –     i risultati della valutazione di ciascuna proposta;
         –     le convenzioni di sovvenzione;
         –     le azioni completate.
2.       Informazioni sull'esito di ciascun bando e di ciascuna attuazione dei progetti, riguardanti in
         particolare:
         –     i risultati di ciascun bando;
         –     i risultati dei negoziati sulle convenzioni di sovvenzione;
         –     l'attuazione dei progetti, compresi dati sui pagamenti e sui risultati dei progetti.
3.       Informazioni sull'attuazione del programma, comprese informazioni pertinenti relative al
         programma quadro, al programma specifico e a ciascun tema.
Tali informazioni (specialmente quelle relative alle proposte, alla loro valutazione ed alle
convenzioni di sovvenzione) dovrebbero essere fornite in un formato dalla struttura uniforme,
consultabile e manipolabile elettronicamente, nonché accessibile ai sistemi d'informazione e di
presentazione fondati sulle TI che consentono l'immediata analisi dei dati.