CELEX: 52013PC0300
Language: it
Date: 2013-05-17
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce la posizione da adottare nell’ambito della HELCOM e dell’IMO in merito alla designazione del Mar Baltico come zona di controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NECA)

|
			
		
		
		52013PC0300
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce la posizione da adottare nell’ambito della HELCOM e dell’IMO in merito alla designazione del Mar Baltico come zona di controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NECA) /* COM/2013/0300 final - 2013/0153 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
L’Organizzazione marittima internazionale
(IMO) e la relativa convenzione internazionale sulla prevenzione dell’inquinamento
causato dalle navi (MARPOL, allegato VI) prevedono la possibilità di designare,
su richiesta degli Stati rivieraschi della zona interessata, zone di controllo
delle emissioni al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico prodotto dal
trasporto marittimo.
Una zona di controllo delle emissioni di
ossidi di azoto (NECA) è già stata costituita per l’America settentrionale,
mentre per l’Unione europea è pronta per la presentazione all’IMO una domanda
relativa a una zona di controllo di questo tipo nel Mar Baltico e sono in corso
i lavori preparatori per la NECA del Mare del Nord. Le disposizioni relative
alle zone di controllo delle emissioni di ossidi di azoto entreranno in vigore
nel 2016 e si applicheranno unicamente alle navi costruite successivamente a
tale data che entrano in una NECA.
Nel contesto della preparazione della proposta
di designazione della NECA, la commissione per la protezione dell’ambiente
marino dell’area del Baltico (HELCOM) ha effettuato un’analisi completa al fine
di valutare le emissioni di NOx delle navi che operano nel Mar Baltico e il
relativo impatto.
La designazione del Mar Baltico come NECA
dovrebbe permettere di ridurre le emissioni di NOx prodotte dal trasporto
marittimo del 16% nel 2020 e del 46% nel 2030. In base alle previsioni,
soltanto verso gli anni 2040-2050 tutte le navi rispetteranno i requisiti NECA
nel Mar Baltico e un terzo di queste dovrebbe essere equipaggiato entro il 2030.
I costi e i benefici connessi alla NECA del Mar Baltico aumenteranno solo
progressivamente, a causa del tasso di sostituzione delle navi alquanto lento,
che varia in funzione del tipo. 
La NECA del Mar Baltico darà un notevole
contributo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico, dato che numerosi
Stati membri nella regione non soddisfano le norme in materia di emissioni
stabilite dalla direttiva relativa alla qualità dell’aria ambiente. Essa
comporterà anche benefici per la salute e permetterà di ridurre l’eutrofizzazione,
che costituisce una delle principali sfide ambientali per il Mar Baltico,
nonché l’acidificazione e la formazione di ozono.
I costi degli investimenti sono limitati per
il fatto che alcuni armatori hanno già scelto di dotare le loro nuove navi con
motori conformi alle norme applicabili, in modo che le loro navi possano
entrare nella NECA dell’America settentrionale. In questi casi, aumenteranno
soltanto gli ulteriori costi operativi e di conseguenza vi sarà, fino al 2040-2050,
un progressivo aumento dei costi dei trasporti marittimi nel Mar Baltico. 
L’analisi d’impatto che accompagna la proposta
della Commissione del 2010, relativa alla revisione della direttiva 1999/32/CE[1] per quanto concerne il tenore
di zolfo dei combustibili marini, offre ulteriori informazioni riguardo a costi
e vantaggi della designazione del Mar Baltico come zona NECA. Da questo
documento risulta che i vantaggi associati al pieno rispetto delle norme IMO
corrispondono a un importo che si situa almeno tra i 3 e i 13 EUR per ogni euro
speso[2].
Il rapporto costi/benefici che comporta la designazione del Mar Baltico
come zona di controllo delle emissioni è considerato estremamente favorevole. 
Le tecnologie esistenti per ridurre le
emissioni di NOx prodotte dal trasporto marittimo sono il riciclaggio del gas
di scarico (exhaust gas recycling o EGR), il gas naturale liquefatto
(LNG) e la riduzione catalitica selettiva (specific catalytic reduction
o SCR). 
2. La situazione attuale
Nel 2010, in occasione della riunione
ministeriale della Convenzione di Helsinki sulla protezione dell’ambiente
marino dell’area del Baltico (HELCOM), è stato deciso di procedere alla
presentazione all’IMO, di preferenza entro il 2011, di una proposta comune dei
paesi del Mar Baltico relativa alla designazione di una zona di controllo delle
emissioni di NOx (NECA) per il Mar Baltico. 
Nella riunione del 9-10 marzo 2011, la
Commissione per la protezione dell’ambiente marino del Baltico ha convenuto
sull’opportunità di designare il Mar Baltico come NECA. Essa ha tuttavia
rilevato che alcune parti non erano ancora disposte ad adottare una decisione
immediata.
Nella riunione del 6-7 marzo 2012, la
Commissione per la protezione dell’ambiente marino del Baltico ha riconosciuto
che la domanda di NECA preparata nell’ambito della HELCOM soddisfaceva i
criteri dell’IMO. 
Nella riunione del 14-15 giugno 2012, i capi
delegazione della HELCOM hanno sottolineato che l’unica decisione ancora da
prendere concerneva i tempi di presentazione all’IMO.
Nella riunione del 3-4 dicembre 2012, i capi
delegazione della HELCOM hanno deciso di organizzare il 4 marzo 2013. una
riunione delle parti interessate riguardo alla domanda di NECA del Mar Baltico
Essi hanno convenuto che la data definitiva di presentazione all’IMO andava
stabilita prima della riunione ministeriale dell’ottobre 2013 e hanno deciso di
riferire in tal senso ai rispettivi ministri. Il 4 marzo 2013 è stata tenuta
una riunione delle parti interessate, concernente specificamente il comparto
dei trasporti marittimi del Mar Baltico.
Quando nell’ambito della HELCOM sarà stata
stabilita la data di presentazione, la domanda di NECA verrà trasmessa per
adozione al Comitato per la protezione dell’ambiente marino (MEPC) dell’IMO
dagli Stati che si affacciano sul Mar Baltico. L’IMO valuterà poi se sono
rispettate le disposizioni applicabili a una zona di controllo dei NOx, di cui
all’allegato VI della convenzione MARPOL. In caso affermativo, la NECA del Mar
Baltico sarà approvata. Tuttavia, nell’ambito del MEPC non verrà effettuata
alcuna discussione di merito.
3. La posizione dell’Unione europea
Come è stato convenuto in occasione della
riunione del Gruppo “Trasporti marittimi” del Consiglio del 7 novembre 2011, l’UE
sostiene il principio della creazione di una NECA del Mar Baltico. Questo
Gruppo ha inoltre ritenuto che la designazione del Mar Baltico come NECA
costituisse la misura più efficace in termini di costi per ridurre le emissioni
di NOx, rispettare le norme in materia di qualità dell’aria ambiente e
conseguire un buono stato delle acque riguardo all’eutrofizzazione, come
previsto dalla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino. Esso ha
preso atto del fatto che il Gruppo “Trasporti marittimi” dell’8 novembre 2010
ha chiesto un’approfondita valutazione d’impatto e ha riconosciuto che la
versione riveduta del progetto di domanda relativa alla designazione del Mar
Baltico come NECA da presentare all’IMO conteneva alcuni elementi relativi al
rischio di regresso modale, rammentando tuttavia che in linea di massima l’IMO
non esige un’analisi costi-benefici per le richieste di designazione di una
zona di controllo delle emissioni e che l’analisi economica effettuata nella
domanda bastava a soddisfare le disposizioni dell’IMO. Il 17 ottobre 2012, il
Gruppo “Trasporti marittimi” ha inoltre preso nota dell’evoluzione della
pratica relativa ala NECA del Mar Baltico e ha osservato poi che, se l’IMO
designerà il Mar Baltico come NECA, la Commissione valuterà la necessità di
recepire tale disposizione nella legislazione dell’Unione e che questo processo
decisionale potrebbe richiedere un’ulteriore valutazione d’impatto.
È ora necessario che il Consiglio adotti la
posizione che l’UE dovrà esprimere quando la domanda di NECA per il Mar Baltico
verrà trasmessa al MEPC, in conformità dell’articolo 218, paragrafo 9, del
TFUE, prima della prossima riunione dei capi delegazione dell’HELCOM da tenere
il 17 giugno 2013.
Le disposizioni dell’IMO applicabili in materia[3] prevedono che le norme NECA si
applichino a decorrere dal 2016, indipendente dalla data di presentazione della
proposta di designare una zona come NECA. Il comparto dei trasporti marittimi e
i fabbricanti di motori sono pertanto interessati a una rapida presentazione,
avendo bisogno di periodo di tempo sufficiente per adeguarsi ed evitare
eventuali maggiori costi causati da modifiche strutturali a posteriori.
Alla luce di quanto in precedenza esposto, è
opportuno che l’Unione sostenga la presentazione all’IMO da parte degli Stati
rivieraschi del Mar Baltico della proposta della HELCOM per la designazione del
Mar Baltico come zona di controllo delle emissioni di ossidi di azoto, al più
tardi in occasione della 66a riunione del Comitato per la protezione
dell’ambiente marino dell’IMO del marzo 2014. È pertanto necessario che il
Consiglio adotti anche la posizione dell’Unione, che sarà espressa dagli Stati
membri dell’UE nell’ambito dell’IMO, in conformità dell’articolo 218, paragrafo
9, del TFUE.
2013/0153 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che stabilisce la posizione da adottare
nell’ambito della HELCOM e dell’IMO in merito alla designazione del Mar Baltico
come zona di controllo delle emissioni di ossidi di azoto (NECA)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 191, in combinato disposto con l’articolo 218,
paragrafo 9,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       L’Organizzazione marittima
internazionale (IMO) e la relativa convenzione internazionale sulla prevenzione
dell’inquinamento causato dalle navi (MARPOL, allegato VI) prevedono la
possibilità di designare, su richiesta degli Stati rivieraschi interessati,
zone di controllo delle emissioni (NECA) allo scopo di prevenire, ridurre e
controllare le emissioni di ossidi di azoto (NOx) prodotte dalle navi.
(2)       L’Unione europea è parte
contraente della Convenzione sulla protezione dell’ambiente marino dell’area
del Baltico (HELCOM), che è l’istanza in cui è discussa la presentazione all’IMO
di una proposta relativa alla designazione del Mar Baltico come zona di
controllo delle emissioni di NOx. 
(3)       Sotto l’egida della HELCOM,
sono stati avviati i lavori preparatori per la presentazione all’IMO di un
progetto di proposta concernente la designazione di una NECA nel Mar Baltico.
Quando nell’ambito della HELCOM sarà stata stabilita la data di presentazione
della proposta relativa alla NECA, questa sarà trasmessa per adozione al
Comitato per la protezione dell’ambiente marino (MEPC) dell’IMO dagli Stati
rivieraschi del Mar Baltico. L’IMO valuterà poi se sono rispettate le
disposizioni applicabili a una zona di controllo dei NOx, di cui all’allegato
VI della convenzione MARPOL. In caso affermativo, la NECA del Mar Baltico sarà
approvata. Tuttavia, nell’ambito del MEPC non verrà effettuata alcuna
discussione di merito.
(4)       La direttiva 2008/50/CE dell’Unione,
relativa alla qualità dell’aria ambiente, e la direttiva 2001/81/CE (o
direttiva NEC – National Emission Ceilings) hanno stabilito norme in
materia di emissione di inquinanti atmosferici. In particolare, la direttiva 2001/81/CE
prevede che la Commissione e gli Stati membri, se del caso e fatto salvo l’articolo
218 del TFUE, perseguono la cooperazione bilaterale e multilaterale con i paesi
terzi e con le organizzazioni internazionali competenti come l’Organizzazione
marittima internazionale (IMO), allo scopo di migliorare le basi per facilitare
la riduzione delle emissioni.
(5)       Nell’ambito della dichiarazione
ministeriale del 2010 della HELCOM per il Mar Baltico, è stato convenuto
di designare il Mar Baltico come NECA, di preferenza entro il 2011. 
(6)       Nella riunione dell’8
novembre 2010, il Gruppo “Trasporti marittimi” ha chiesto una valutazione d’impatto
dettagliata, avendo riconosciuto che il progetto di domanda relativa alla
designazione del Mar Baltico come NECA da presentare all’IMO conteneva diversi
elementi concernenti il rischio di regresso modale. Tuttavia,
esso ha riconosciuto che l’IMO non esige, per una domanda di designazione di
una zona di controllo delle emissioni, l’attuazione di un’analisi
costi-benefici simile a quella realizzata nel quadro dei lavori preparatori per
gli atti legislativi dell’UE e che l’analisi economica contenuta nella domanda
permetteva di soddisfare le disposizioni dell’IMO in materia. Nella riunione
tenuta nei giorni 9-10 marzo 2011, la Commissione per la protezione dell’ambiente
marino del Baltico ha convenuto sull’opportunità di designare il Mar Baltico
come NECA. Essa ha tuttavia rilevato che alcune parti non erano ancora disposte
ad adottare una decisione immediata.
(7)       Nella riunione del 6-7 marzo 2012,
la Commissione per la protezione dell’ambiente marino del Baltico ha
riconosciuto che la domanda di NECA preparata nell’ambito della HELCOM
soddisfaceva i criteri dell’IMO. 
(8)       Nella riunione del 14-15
giugno 2012, i capi delegazione della HELCOM hanno sottolineato che l’unica
decisione ancora da prendere concerneva i tempi di presentazione all’IMO.
(9)       Nella riunione del 3-4
dicembre 2012, i capi delegazione della HELCOM hanno convenuto che la data
definitiva di presentazione all’IMO andava stabilita prima della riunione
ministeriale dell’ottobre 2013. 
(10)     Se nell’ambito della HELCOM è
presa la decisione di presentare all’IMO una proposta relativa alla
designazione del Mar Baltico come zona di controllo delle emissioni di ossidi
di azoto, è opportuno che gli Stati membri dell’UE appoggino detta proposta.
(11)     Poiché gli obblighi del
livello III dell’IMO concernenti le NECA entreranno in vigore a decorrere dal 2016,
è importante lasciare agli operatori economici il tempo per adeguarvisi.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
La posizione che deve essere adottata dall’Unione
europea nell’ambito della HELCOM è di sostenere la presentazione all’IMO da
parte degli Stati rivieraschi del Mar Baltico della proposta della HELCOM
relativa alla designazione del Mar Baltico come zona di controllo delle
emissioni di ossidi di azoto, al più tardi in occasione della 66a
riunione del Comitato per la protezione dell’ambiente marino dell’IMO. 
Articolo 2
Dopo essere stata adottata nell’ambito della
HELCOM, la decisione di cui all’articolo 1 sarà presentata e sostenuta nell’ambito
dell’IMO dagli Stati membri che agiscono congiuntamente nell’interesse dell’Unione
europea.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               SEC (2011) 919.
[2]               Dalle stime effettuate nell’ambito di uno studio che la
DG ENV sta conducendo, il rapporto costi-benefici per la NECA del Mar Baltico
dovrebbe essere compreso tra 2,3 e 8,6 EUR per ogni euro speso.
[3]               Regola 13 dell’allegato VI riveduto della convenzione
MARPOL del’IMO.