CELEX: C2000/102/12
Language: it
Date: 2000-04-08 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 17 febbraio 2000 nella causa C-156/97: Commissione delle Comunità europee contro Van Balkom Non-Ferro Scheiding BV ("Clausola compromissoria — Risoluzione di un contratto — Diritto al rimborso di anticipi")

C 102/8                   IT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             8.4.2000
la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a                                        SENTENZA DELLA CORTE
norma dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal
Bayerisches Verwaltungsgericht di Ansbach (Germania), nella
causa dinanzi ad esso pendente tra Ömer Nazli, Caglar                                                     (Seconda Sezione)
Nazli, Melike Nazli e Stadt Nürnberg, domanda vertente
sull’interpretazione degli artt. 6, n. 1, e 14, n. 1, della decisione
n. 1/80 del Consiglio di associazione costituito ai sensi dell’ac-                                          17 febbraio 2000
cordo di associazione tra la Comunità economica europea e
la Turchia, del 19 settembre 1980, relativa allo sviluppo
dell’associazione, la Corte, composta dai signori R. Schintgen                   nella causa C-156/97: Commissione delle Comunità euro-
(relatore), facente funzione di presidente di sezione, P.J.G. Kap-                   pee contro Van Balkom Non-Ferro Scheiding BV (1)
teyn e G. Hirsch, giudici; avvocato generale: J. Mischo; cancellie-
re: H.A. Rühl, amministratore principale, ha pronunciato il
10 febbraio 2000 una sentenza il cui dispositivo è del seguente                  («Clausola compromissoria — Risoluzione di un contratto
tenore:                                                                                         — Diritto al rimborso di anticipi»)
                                                                                                            (2000/C 102/12)
1) Un cittadino turco il quale abbia svolto, per un periodo
     ininterrotto di più di quattro anni, un’attività lavorativa regolare
     in uno Stato membro, ma che successivamente sia stato sottoposto                                 (Lingua processuale: il tedesco)
     a detenzione preventiva durante più di un anno per un reato per
     il quale sia stato poi condannato definitivamente a pena privativa
     della libertà, con beneficio di sospensione condizionale totale,
     non ha cessato, per il fatto di non aver svolto un’attività                 (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
     lavorativa durante il periodo di detenzione preventiva, di far parte                     «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
     del regolare mercato del lavoro dello Stato membro ospitante,
     allorché trovi un nuovo impiego entro un termine ragionevole
     dopo la scarcerazione, e può richiedere in tale Stato la proroga           Nella causa C-156/97, Commissione delle Comunità europee
     del permesso di soggiorno per continuare ad esercitare il diritto           (agenti: signori H. van Lier e G. zur Hausen, assistiti dall’avv.
     di accedere liberamente a qualsiasi attività lavorativa subordinata         B. Wägenbaur), contro Van Balkom Non-Ferro Scheiding BV,
     di sua scelta, ai sensi dell’art. 6. n. 1, della decisione n. 1/80 del      con sede in Oss (Paesi Bassi), rappresentata dall’avv. D. Baas,
     Consiglio di associazione costituito ai sensi dell’accordo di               del foro di Mannheim, avente ad oggetto il rimborso di un
     associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia del             anticipo che la Commissione ha accordato alla convenuta per
     19 settembre 1980 sullo sviluppo dell’associazione.                         un progetto dimostrativo nel settore della produzione di
                                                                                 energia con l’impiego di residui della rottamazione delle
                                                                                 autovetture, la Corte (Seconda Sezione), composta dai signori
                                                                                 R. Schintgen, presidente di sezione, G. Hirsch (relatore) e
2) L’art. 14, n. 1, della decisione n. 1/80 va interpretato nel senso            V. Skouris, giudici; avvocato generale: J. Mischo; cancelliere:
     che osta all’espulsione del cittadino turco che fruisca di un diritto       signora L. Hewlett, amministratore, e successivamente signor
     attribuitogli direttamente dalla detta decisione allorché tale              H.A. Rühl, amministratore principale, ha pronunciato, il
     provvedimento venga emanato in conseguenza di una condanna                  17 febbraio 2000, una sentenza il cui dispositivo è del seguente
     penale e allo scopo di dissuadere altri stranieri, senza che                tenore:
     il comportamento personale dell’interessato dia concretamente
     motivo di pensare che commetterà altri reati gravi che possano              1) La Van Balkom Non-Ferro Scheiding BV è condannata a
     perturbare l’ordine pubblico nello Stato membro ospitante.                      versare alla Commissione delle Comunità europee la somma di
                                                                                     251 649 euro, maggiorata degli interessi su detta somma a
                                                                                     partire dal 1o maggio 1995, calcolati ai tassi pubblicati il primo
                                                                                     giorno lavorativo di ciascun mese utilizzati dal Fondo europeo
                                                                                     per la cooperazione monetaria per le sue operazioni in euro.
                                                                                 2) Per il resto, il ricorso è respinto.
                                                                                 3) La Van Balkom Non-Ferro Scheiding BV è condannata alle
(1) GU C 357 del 22.11.1997.                                                         spese.
                                                                                 (1) GU C 212 del 12.7.1997.