CELEX: 52003PC0746
Language: it
Date: 2003-12-03
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce, per il 2004, le possibilità di pesca e le condizioni a esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura

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52003PC0746

Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce, per il 2004, le possibilità di pesca e le condizioni a esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura  /* COM/2003/0746 def. */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che stabilisce, per il 2004, le possibilità di pesca e le condizioni a esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura(presentata dalla Commissione)INDICECAPITOLO I Campo d'applicazione e definizioniCAPITOLO II Possibilità di pesca e condizioni a esse associate per le navi comunitarieCAPITOLO III Possibilità di pesca e condizioni a esse associate per le navi dei paesi terziCAPITOLO IV Regime delle licenze per le navi comunitarieCAPITOLO V Regime delle licenze per le navi dei paesi terziCAPITOLO VI Disposizioni speciali per le navi della Comunità che pescano nella zona NAFOSezione 1 Partecipazione della ComunitàSezione 2 Misure tecnicheSezione 3 Misure di controlloSezione 4 Disposizioni speciali per la pesca del gamberello borealeSezione 5 Disposizioni speciali per la pesca dell'ippoglosso neroSezione 6 Disposizioni speciali per la pesca dello scorfanoCAPITOLO VII Disposizioni speciali per le navi della Comunità che pescano nella zona CCAMLRSezione 1 RestrizioniSezione 2 Pesca sperimentaleCAPITOLO VIII Disposizioni finaliALLEGATO I Possibilità di pesca per le navi comunitarie in zone dove sono imposti limiti di cattura e per le navi di paesi terzi che operano nelle acque comunitarie, secondo la specie e la zona (in tonnellate di peso vivo, salvo indicazione contraria)ALLEGATO I A MAR BALTICOALLEGATO I B SKAGERRAK, KATTEGAT, MARE DEL NORD E ACQUE COMUNITARIE OCCIDENTALI, zone CIEM Vb (acque CE), VI, VII, VIII, IX, X, COPACE (acque CE) e Guiana franceseALLEGATO I C ATLANTICO NORDORIENTALE E GROENLANDIA zone CIEM I, II, IIIa, IV, V, XII, XIV e NAFO 0, 1 (acque della GroenlandiaALLEGATO I D Zona NAFO dell'ATLANTICO NORDOCCIDENTALEALLEGATO I E SPECIE ALTAMENTE MIGRATORIE - Tutte le zoneALLEGATO I F ANTARTICO - Zona della CCAMLRALLEGATO II Possibilità di pesca per il 2004 di aringhe da sbarcare senza cernita per scopi diversi dal consumo umano (in tonnellate di peso vivo).ALLEGATO III MISURE SPECIALI RELATIVE ALLE ARINGHE DEL MARE DEL NORDALLEGATO IV MISURE TECNICHE TRANSITORIEALLEGATO V SFORZO DI PESCA E ULTERIORI CONDIZIONI PER IL CONTROLLO, L'ISPEZIONE E LA SORVEGLIANZA NEL QUADRO DELLA RICOSTITUZIONE DI TALUNI STOCK ITTICIALLEGATO VI SFORZO DI PESCA PER I PESCHERECCI CHE PRATICANO LA PESCA DEL CICERELLO NEL MARE DEL NORD E NELLO SKAGERRAKALLEGATO VIIALLEGATO VIIIALLEGATO IX CONTENUTO E MODALITÀ DI TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI DESTINATE ALLA COMMISSIONEALLEGATO XALLEGATO XIALLEGATO XIIALLEGATO XIIIALLEGATO XIV Zona NAFOALLEGATO XV Divieto di pesca selettiva nella zona della CCAMLRALLEGATO XVI Limiti delle catture e delle catture accessorie per le attività di pesca nuove e sperimentali nella zona della CCAMLR nel 2003/2004SCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azione2. Linea/e di bilancio3. Base giuridica4. Descrizione dell'azione4.1 Obiettivo generale dell'azione4.2 Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovo o proroga5. Classificazione delle spese/entrate5.1 Spese obbligatorie5.2 Stanziamenti dissociati6. Natura delle spese/entrate7. Incidenza finanziaria7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (relazione tra singoli costi e costi complessivi)8. Disposizioni antifrode9. Elementi di analisi costo-efficacia10. spese amministrative (Sezione III, Parte A del bilancio)RELAZIONELa presente proposta di regolamento del Consiglio stabilisce per il 2004 le possibilità di pesca per le navi comunitarie in numerose zone di pesca e quelle per le navi dei paesi terzi nelle acque della Comunità, nonché le condizioni di utilizzo di tali possibilità. Essa propone inoltre misure provvisorie per limitare lo sforzo di pesca negli stock ittici gravemente depauperati, in attesa dell'adozione di piani di ricostituzione per gli stessi. La determinazione e l'assegnazione delle possibilità di pesca e le norme per limitare lo sforzo di pesca sono di esclusiva competenza della Comunità e derivano dall'articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002.I. CONTESTO POLITICO DELLA PROPOSTALa relazione più recente del Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare (CIEM, ottobre 2003), approvata dal Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca della CE (CSTEP), conferma il permanere delle tendenze individuate l'anno precedente. Numerosi stock di pesci demersali e alcuni stock di pesci pelagici sono soggetti a uno sfruttamento eccessivo e risultano al di sotto dei limiti biologici di sicurezza. Benché per alcuni stock oggetto di sfruttamento eccessivo vi siano indicazioni di un miglioramento della biomassa e dei tassi di mortalità per pesca, per altri stock continua a sussistere il rischio di un esaurimento totale. Per quattordici stock, rispetto ai nove dell'anno scorso, è necessario attuare un piano di ricostituzione. A seconda degli stock, il CIEM ha raccomandato di sospendere la pesca o di imporre totali ammissibili di catture (TAC) molto restrittivi in attesa di adottare un piano di ricostituzione.Il CIEM ha ribadito inoltre che la necessaria riduzione della mortalità per pesca può essere conseguita solo se la gestione prevede significative riduzioni dello sforzo di pesca. Questa argomentazione apporta ulteriore sostegno all'approccio della Commissione, che propone una gestione diretta dello sforzo di pesca come strumento fondamentale per la gestione del settore, sia per quanto riguarda i TAC e i contingenti, che per i piani di ricostituzione degli stock a rischio. Se non sarà possibile trovare un accordo sulla limitazione dello sforzo di pesca, la Commissione insisterà perché vengano applicati TAC più restrittivi o altre misure che permettano di conseguire effetti analoghi.La Commissione ritiene che i piani di gestione pluriennali siano necessari per garantire la sostenibilità a lungo termine degli stock. In assenza di tali piani sarà necessario adottare una gestione di breve termine più restrittiva. Benché la Commissione riconosca che è preferibile un approccio graduale alla ricostituzione degli stock, tale approccio, che spesso si discosta in modo sostanziale dalle raccomandazioni degli scienziati favorevoli all'adozione di energiche azioni correttive nel breve termine, può essere accettato solo in presenza dell'impegno a perseguire una graduale ricostituzione degli stock nel lungo termine, adottando tutti i provvedimenti (gestione dello sforzo di pesca e controlli efficienti sulle attività di pesca) affinché tale impegno si dimostri efficace.In recenti pareri, gli scienziati hanno raccomandato una gestione che tenga conto dell'intero settore, perché una gestione mirata su un singolo stock non può riflettere adeguatamente la complessità della pesca multispecifica in cui più stock sono catturati insieme. Una gestione quale raccomandata dagli scienziati impone di tenere conto della presenza di stock differenti in uno stesso tipo di pesca.  Ciò costituisce inoltre un motivo in più per adottare un regime di gestione diretta dello sforzo.Le misure di gestione possono conseguire gli obiettivi prefissati solo se applicate in modo coerente. Nel primo semestre del 2004 (in aggiunta al miglioramento delle disposizioni di controllo applicabili al regime provvisorio di gestione dello sforzo), la Commissione intende presentare proposte finalizzate a migliorare le misure di gestione.Ma nemmeno nuove regole saranno sufficienti se gli Stati membri non ne garantiranno il rispetto. Ai fini della conservazione degli stock ittici è essenziale migliorare i controlli e l'applicazione della normativa. La Commissione ha recentemente avviato procedure di infrazione nei confronti di alcuni Stati membri per controllo e applicazione inadeguati della normativa comunitaria. Si rammenta agli Stati membri che, ai sensi dell'articolo 26 del regolamento (CE) n. 2371/2002, la Commissione può adottare misure preventive quando la mancata applicazione da parte di uno Stato membro della normativa comunitaria possa comportare una minaccia grave per la conservazione delle risorse.II. Limitazioni dello sforzo di pescaAlla luce del parere del CIEM sull'utilizzo dello sforzo di pesca, la Commissione ritiene che tale strumento di gestione sia essenziale per la ricostituzione degli stock più a rischio. Lo scorso dicembre il Consiglio ha riconosciuto la necessità di adottare misure provvisorie in materia di sforzo di pesca in relazione a taluni tipi di pesca del merluzzo.La Commissione ha già presentato, per diversi stock, piani di ricostituzione che prevedono la gestione diretta dello sforzo di pesca.  Solo una di queste proposte, tuttavia, può essere adottata in dicembre e il regime di gestione dello sforzo di pesca non potrà essere attuato fino al 2004 inoltrato.Nel frattempo il CIEM ha raccomandato di sospendere la pesca di diversi altri stock in attesa che la Comunità adotti piani di ricostituzione per gli stessi.Date le circostanze, la Commissione ritiene essenziale proporre disposizioni provvisorie di gestione dello sforzo di pesca, analoghe a quelle attuate ai sensi dell'allegato XVII del regolamento (CE) n. 2341/2002, da applicare a tutte le attività di pesca per le quali il CIEM ha formulato le raccomandazioni più restrittive, ovvero la sospensione della pesca. Viene quindi proposto un regime provvisorio di gestione dello sforzo di pesca, basato sul numero di giorni di pesca per categoria di attrezzi, per la pesca del merluzzo bianco nello Skagerrak, nel Kattegat, nel mare del Nord e a ovest della Scozia, per la pesca della sogliola nella Manica occidentale e per il nasello, la rana pescatrice e gli scampi al largo della penisola iberica.Per questi stock la Commissione propone di fissare TAC a un livello che si discosta dalle raccomandazioni del CIEM (ovvero TAC zero). Tale proposta implica un notevole livello di rischio, e tempi più lunghi per la ricostituzione degli stock, rispetto a una proposta che aderisca appieno ai pareri scientifici. Affinché i livelli dei TAC risultino efficaci per garantire la ricostituzione devono essere accompagnati da una limitazione dello sforzo di pesca.Le misure provvisorie di limitazione dello sforzo di pesca, tuttavia, devono essere rese più efficaci.  Le norme da esse previste sono infatti estremamente complesse e difficili da controllare e applicare.  Tali misure non garantiscono le riduzioni dello sforzo necessarie per garantire la ricostituzione degli stock, perché non riducono adeguatamente il numero di giorni passati in mare bensì i giorni in cui vengono utilizzate certe categorie di attrezzi. Per migliorarne i rispetto, esse devono quindi essere rafforzate e semplificate.Le misure proposte sono riportate nell'allegato V.Le modifiche principali proposte in relazione alle misure attualmente in vigore sono:- l'obbligo di rimanere in porto o al di fuori della zona dopo che sia stato usato un numero specifico di giornate fuori dal porto;- l'eliminazione delle zone di esclusione nel Mare del Nord e nelle acque della Scozia occidentale e la proposta di assegnare ulteriori giorni di assenza dal porto ai pescherecci che dimostrino di avere all'attivo pochi sbarchi di stock a rischio;- stime più accurate dei giorni di attività comprovata in mare per aggiornare le attribuzioni e riduzioni dello sforzo di pesca;- un'applicazione più rigorosa della norma "una rete per bordata".Per quanto riguarda la pesca dei cicerelli nel mare del Nord, il CIEM ha inoltre raccomandato di adottare un piano specifico di gestione dello sforzo. Il piano in questione è riportato nell'allegato VI.III. Fissazione dei totali ammissibili di catture (TAC)(a) Stock nelle acque della ComunitàCome negli anni precedenti, le proposte della Commissione per i  TAC si basano sui pareri scientifici più recenti, modificati in alcuni casi al fine di assicurare la continuità dell'attività economica nei settori di pesca interessati, compatibilmente con una riduzione significativa dei rischi per gli stock ittici maggiormente a rischio.I pareri più recenti del CIEM, che prevedono un fermo completo della pesca demersale in molte zone della UE, devono essere considerati alla luce delle decisioni adottate dal Consiglio negli ultimi due anni. Tali decisioni hanno fissato riduzioni significative dei contingenti di pesca per gli stock a rischio e l'introduzione nel 2003 di controlli, per alcuni tipi di pesca, di misure provvisorie in materia di sforzo di pesca. Alle misure in questione sono stati affiancati programmi di disarmo che hanno determinato una riduzione della capacità di pesca in alcuni Stati membri [1]. La Commissione ritiene pertanto che la sua politica attuale, che prevede una prosecuzione delle attività di pesca ma a livelli meno sostenuti, darà i suoi frutti purché sia applicata coerentemente. Anziché imporre ulteriori riduzioni alla pesca degli stock da ricostituire precedentemente individuati, la Commissione ritiene che occorra rafforzare le misure attualmente in vigore e garantire che esse siano rigorosamente rispettate. Significative riduzioni delle attività di pesca saranno tuttavia necessarie nel caso degli stock per i quali si è individuato per la prima volta che necessitano di misure di ricostituzione.[1]  Il Regno Unito, la Danimarca e i Paesi bassi hanno attuato programmi di disarmo connessi con le riduzioni dello sforzo di pesca nel Mare del Nord.Come l'anno scorso, la Commissione propone di fissare TAC finalizzati a conseguire una ridotta mortalità per pesca per gli stock in via di ricostituzione. Quando altri stock sono catturati insieme a stock in via di ricostituzione, la Commissione propone che siano decise per tali stock opportune riduzioni dei TAC, proporzionalmente al livello di associazione di questi stock con quelli in via di ricostituzione.Per preparare le proposte di quest'anno, la Commissione ha consultato gli operatori del settore. Sulla base di tali consultazioni, la Commissione riconosce la necessità di adottare un approccio graduale che persegua un equilibrio ragionevole tra la necessità di ricostituire gli stock entro limiti biologici di sicurezza quanto prima possibile e la necessità di garantire una certa continuità dell'attività economica. La presente proposta che, in generale, mantiene gli stessi vincoli all'industria della pesca imposti l'anno scorso dal Consiglio in relazione agli stock da ricostituire, introducendo ulteriori vincoli per i "nuovi" stock da ricostituire, va in direzione di questo equilibrio ragionevole.   Discostarsi ulteriormente dalle raccomandazioni degli scienziati sulla base di motivazioni economiche di breve termine comprometterebbe seriamente la ricostituzione a lungo termine degli stock più a rischio e quindi, sempre a lungo termine, il futuro dell'industria della pesca. Quest'ultima costituisce per la Commissione un'opzione inaccettabile.Nel caso di stock diversi dagli stock da ricostituire e di stock a essi associati gestiti dalla sola Commissione, per i quali il CIEM ha espresso il proprio parere sulla base di valutazioni analitiche e il CSTEP ha riesaminato il parere del CIEM, i TAC proposti si fondano sulla posizione di questi due comitati.Adottando un approccio più mirato alla fissazione dei TAC nelle acque comunitarie, la Commissione utilizza per le seguenti categorie di stock i criteri sottoelencati.Stock per i quali il CIEM e il CSTEP hanno consigliato un fermo della pescaGli stock in questione sono i seguenti:- merluzzo bianco nel Kattegat- merluzzo bianco nello Skagerrak, nel Mare del Nord e nella Manica orientale- merluzzo bianco nelle acque della Scozia occidentale- merluzzo bianco nel mare d'Irlanda- merlano nel mare d'Irlanda- sogliola nella Manica occidentale- nasello al largo della penisola iberica- scampi nella penisola iberica.Per un certo numero di stock il CIEM aveva raccomandato nel 2002 un fermo della pesca e il Consiglio aveva adottato TAC finalizzati a ridurre del 65% la mortalità per pesca (merluzzo bianco nel Mare del Nord, a ovest della Scozia, nel Kattegat e nel Mare d'Irlanda).Per quanto riguarda il merluzzo bianco del Mare del Nord, il CIEM non ha potuto fornire nuovi pareri quantitativi e la Commissione propone pertanto di mantenere invariati i TAC per tale stock.Laddove invece sono stati forniti nuovi pareri, la Commissione propone TAC coerenti con le informazioni più aggiornate e con gli obiettivi del Consiglio in materia di riduzione della mortalità per pesca nel 2002 (merluzzo bianco a ovest della Scozia, nel Kattegat e nel mare d'Irlanda), fatta eccezione nei casi in cui le norme di decisione ("harvest rules") proposte dalla Commissione consentano di fissare TAC in linea con l'obiettivo di aumentare la biomassa riproduttrice.Nel caso di altri stock, per i quali il CIEM propone un fermo della pesca (sogliola nella Manica occidentale, nasello e scampi al largo della penisola iberica, merlano nel mare d'Irlanda), la Commissione propone TAC in linea con le decisioni del 2002 in materia di riduzione accettabile della mortalità per pesca, modificandoli in taluni casi per tenere conto della minore urgenza di una ricostituzione dello stock.Mediante un emendamento, nel 2004 la Commissione intende inserire il merlano del Mare d'Irlanda in una delle proposte di piano di ricostituzione.Stock per i quali il CIEM e il CSTEP hanno consigliato una riduzione al più basso livello possibile o un piano di ricostituzioneGli stock in questione sono i seguenti:- passera di mare nel Mare del Nord- nasello settentrionale- merluzzo bianco nel mare Celtico-  passera di mare nel mare Celtico- sogliola nel golfo di Biscaglia- rana pescatrice al largo della penisola ibericaPer la sogliola del golfo di Biscaglia, la Commissione propone un TAC corrispondente a una riduzione della mortalità per pesca proporzionale a quella applicata nel caso di altri stock in stato di conservazione analogo.Per il nasello settentrionale, la Commissione propone un TAC in linea con le norme di decisione del piano di ricostituzione del nasello.Per la passera del Mare del Nord, la Commissione propone un TAC che ritiene possa corrispondere all'obiettivo di una riduzione del 40% della mortalità per pesca, raccomandata dal CIEM. Per il merluzzo bianco nel mare Celtico la Commissione propone un TAC corrispondente agli stessi obiettivi adottati nei piani di ricostituzione per altri stock di merluzzo bianco, ovvero un incremento annuo del 30% della biomassa. Per quanto riguarda il merlano del mare Celtico, il TAC corrisponde allo stesso obiettivo di riduzione della mortalità per pesca adottato per il merluzzo bianco nella stessa zona.Nelle proposte di piani di ricostituzione che presenterà nel corso del 2004, la Commissione intende inserire nei piani di ricostituzione esistenti i due stock del mare Celtico, come pure la passera di mare del Mare del Nord e la rana pescatrice al largo della penisola iberica.Stock associati a uno stock per il quale il CIEM e il CSTEP hanno consigliato un fermo della pesca o una riduzione al più basso livello possibileLe relazioni tra merluzzo bianco e altri stock nel Mare del Nord sono state quantificate in un modello di gestione della pesca multispecie messo a punto da un gruppo di lavoro del CSTEP. La Commissione ha adottato tale modello come base per la fissazione dei TAC per alcune specie fortemente associate, quali l'eglefino e il merlano nel Mare del Nord e nel mare d'Irlanda, e propone TAC che comporteranno riduzioni della mortalità per pesca proporzionali al livello di associazione tra le specie in questione.Su richiesta dell'industria della pesca, la Commissione ha preso in considerazione modalità per dissociare la pesca degli stock da ricostituire e degli stock associati, quali il merluzzo carbonaro e l'eglefino, mediante una separazione delle zone di pesca o misure relative alla composizione delle catture.A causa delle difficoltà incontrate nell'applicare norme differenti alle attività di pesca in zone geografiche ristrette, nel quadro dell'allegato XVII del regolamento (CE) 2341/2002, la Commissione non vede con favore l'adozione di un approccio geografico per la dissociazione degli stock associati. I pescherecci, invece, la cui attività comprovata evidenzi una percentuale inferiore al 5% di catture accessorie di merluzzo bianco, potranno fruire di più giorni in mare rispetto a quelli con una percentuale più elevata di catture accessorie di merluzzo bianco. A questo approccio sono associate disposizioni intese a migliorare il rispetto della percentuale in questione.La Commissione è d'accordo tuttavia che la percentuale relativamente bassa di catture accessorie di merluzzo bianco nella maggior parte delle zone in cui viene praticata la pesca degli scampi giustifichi la tesi che l'associazione di questi due stock sia meno rilevante di quanto si ritenga. Per gli stock in questione si propone quindi un aumento dei TAC rispetto ai livelli del 2003. Nella misura in cui i provvedimenti tecnici da adottare nel 2004 permetteranno di dissociare ulteriormente la pesca degli scampi da quella del merluzzo bianco, la Commissione prenderà in considerazione per il 2005 un aumento del TAC per gli scampi.Nelle zone al di fuori del Mare del Nord i pareri scientifici evidenziano un associazione tra gli stock in questione. La Commissione propone un'ulteriore riduzione della mortalità per pesca degli stock associati (quali rombo giallo, rana pescatrice, sogliola e merlano) per contribuire alla ricostituzione degli stock cui sono associati, ovvero merluzzo bianco, nasello e sogliola.  La maggior parte di questi stock associati sono comunque pescati andando oltre i limiti biologici di sicurezza e la maggior parte delle proposte di riduzione della mortalità per pesca si basa su pareri scientifici relativi alle singole specie.Stock che il CIEM e il CSTEP hanno dichiarato al di sotto dei limiti biologici di sicurezza e per i quali hanno consigliato una decisa riduzione della mortalità per pescaPer gli stock che risultano al di sotto dei limiti biologici di sicurezza, ma che non rientrano in nessuna delle categorie sopra menzionate, la Commissione propone un TAC corrispondente all'opzione di cattura a breve termine consigliata dal CIEM, dal CSTEP o da entrambi, ma al fine di mitigare gli effetti dovuti all'incertezza nelle valutazioni e di offrire una maggiore stabilità dei mercati e delle operazioni di pesca, la Commissione propone anche di limitare le modifiche dei TAC a un massimo del 40% rispetto ai TAC del 2002, laddove ciò sia possibile senza superare il valore Fpa (tasso precauzionale di mortalità per pesca).Stock che rientrano nei limiti biologici di sicurezza e che non sono associati a uno stock per il quale il CIEM e il CSTEP hanno consigliato un fermo o un piano di ricostituzioneQualora la valutazione indichi che lo stock considerato rientra nei limiti biologici di sicurezza, l'opzione di cattura scelta dalla Commissione come base per la proposta del TAC sarà tale da non condurre per quello stock, in un futuro immediato, al superamento di tali limiti (tanto in termini di biomassa precauzionale, Bpa, che di mortalità per pesca precauzionale, Fpa).La Commissione propone TAC corrispondenti all'opzione di cattura a breve termine consigliata dal CIEM e approvata dal CSTEP. Per mitigare gli effetti dovuti all'incertezza dei pareri scientifici e migliorare la stabilità del settore alieutico, la Commissione limiterà gli aumenti o le riduzioni dei TAC a un massimo del 20% rispetto ai valori del 2002, laddove ciò possa essere fatto senza superare il valore Fpa. Nel caso degli aumenti, la Commissione può limitarli ulteriormente per contribuire alla stabilità dei mercati e delle operazioni di pesca.Qualora si disponga di un parere sugli effetti a lungo termine da cui emerga l'opportunità di un diverso valore limite per la modifica di un TAC o di un cambiamento nel tasso di mortalità per pesca che consentirebbe di aumentare le rese senza incidere sul rischio biologico, la Commissione tiene conto di tale parere nel formulare la sua proposta di TAC.Stock per i quali non esistono valutazioniNel caso degli stock per i quali non esistono valutazioni analitiche sono stati proposti TAC "precauzionali".  La Commissione ha basato le sue proposte sul parere del CIEM o del CSTEP ogniqualvolta tali organismi fornivano valori espliciti per il TAC.Per i cosiddetti "TAC precauzionali", per i quali non esistono né valutazioni né pareri, la Commissione proporrà in generale per il 2004 lo stesso TAC adottato nel 2003, qualora gli sbarchi registrati indichino un elevato utilizzo del contingente. Qualora l'utilizzo di un "TAC precauzionale" risulti basso, la Commissione esaminerà se ciò è dipeso da una mancanza di reali possibilità di pesca (ossia all'esistenza di "pesce virtuale").  In questi casi, la Commissione propone una riduzione del TAC tale che quest'ultimo possa meglio rispecchiare (e dunque proteggere a lungo termine) le reali possibilità di pesca. La Commissione propone in questi casi una riduzione del 20% dei TAC, così da ricondurre progressivamente le possibilità di pesca ai livelli degli sbarchi registrati negli ultimi anni.(b). Stock gestiti nell'ambito di organizzazioni regionali per la pescaAlcuni stock vengono gestiti nell'ambito di organizzazioni regionali per la pesca o sulla base di consultazioni bilaterali con i paesi terzi. Per questi stock la proposta riprende le decisioni adottate in tali sedi.L'organizzazione della pesca nell'Atlantico nordoccidentale (NAFO) ha adottato un piano di ricostituzione per l'ippoglosso nero nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO della NAFO. L'obiettivo di tale piano di ricostituzione è quello di raggiungere un livello medio di biomassa utilizzabile pari a 5 + 140.000 tonnellate, consentendo una resa stabile di tale stock nel lungo termine. Per conseguire tale obiettivo, il piano di ricostituzione prevede una riduzione dei TAC fino al 2007, come pure misure aggiuntive per garantirne l'efficacia. È necessario pertanto attuare queste misure già dal 2004 in attesa dell'adozione del regolamento del Consiglio che attua le misure pluriennali per la ricostituzione dello stock di ippoglosso nero.(c). Stock gestiti nell'ambito di accordi bilateraliI TAC relativi agli stock in comune con la Norvegia, di cui all'allegato IB, come pure i contingenti assegnati alla Norvegia, di cui agli allegati IC e II, sono provvisori in attesa dei risultati delle consultazioni in materia di pesca per il 2004 tra la Comunità europea e la Norvegia.IV. Applicazione e controllo delle norme in materia di limiti di cattura e sforzo di pesca.Potenziare l'applicazione e il controllo delle norme della politica comune della pesca è una delle priorità della stessa. Le carenze nell'applicazione dei limiti di cattura, delle riduzioni dello sforzo di pesca e degli obblighi di comunicazione imposti ai pescherecci costituiscono una delle ragioni della pressione eccessiva che grava sugli stock.Il più recente parere del CIEM ribadisce le preoccupazioni più volte formulate dagli scienziati circa il livello elevato di sbarchi non dichiarati, la sistematica alterazione delle informazioni sulle catture e l'incertezza sull'affidabilità dei dati ufficiali sulle attività di pesca. Inoltre, le attività di ispezione condotte da funzionari della Commissione nel corso del 2003 hanno evidenziato significative carenze da parte di alcuni Stati membri nell'applicazione dei limiti provvisori allo sforzo di pesca concordati nel dicembre 2002.L'immediata conseguenza di tali carenze è una mortalità per pesca molto superiore di quanto sarebbe stata se i TAC e i contingenti, come pure le limitazioni allo sforzo di pesca, fossero stati opportunamente rispettati.Gli Stati membri dovrebbero avviare azioni urgenti per migliorare l'applicazione delle norme comunitarie e i controlli su tale applicazione per garantire un corretto utilizzo dei contingenti per il 2004 e dei limiti allo sforzo di pesca.A questo scopo, la Commissione propone di rafforzare immediatamente talune misure di controlli per garantire la conformità con i TAC, i contingenti e i limiti allo sforzo di pesca applicabili agli stock oggetto di piani di ricostituzione. Essa adotterà quanto prima un regolamento della Commissione relativo a un programma specifico di monitoraggio per la pesca del merluzzo bianco, in conformità degli articoli 34 bis e ter del regolamento (CEE) n. 2847/93 e dell'articolo 27 del regolamento (CE) n. 2371/2002. Il programma in questione fisserà, tra l'altro, parametri per le attività di ispezione,  priorità comuni e modalità uniformi per le attività ispettive delle autorità competenti. Analoghi programmi di controllo specifici saranno proposti nel corso del 2002 per altri stock per i quali il CIEM abbia raccomandato piani di ricostituzione.V. Misure tecniche supplementariL'adozione di misure tecniche è stata propugnata da diversi operatori del settore come l'opzione migliore per la ricostituzione degli stock, da preferirsi ai limiti di cattura o dello sforzo di pesca. La Commissione ritiene che vi siano ambiti in cui le misure tecniche possono apportare un contributo positivo. Ad esempio:- la messa a punto di dispositivi per migliorare la selettività interspecie (es., griglie di selezione per separare gli scampi dal coregone a essi associato);- la regolamentazione delle dimensioni degli attrezzi fissi per migliorare l'efficacia dei controlli sullo sforzo di pesca e- ulteriori aumenti della dimensione delle maglie delle reti in alcuni tipi di pesca.Nei prossimi mesi la Commissione intende continuare a lavorare su questi aspetti in cooperazione con gli Stati membri allo scopo di proporre nuove misure tecniche entro il luglio 2004.Poiché talune misure tecniche devono essere applicate a decorrere dal 1° gennaio 2002, esse sono state inserite nella presente proposta sotto forma di deroghe temporanee o norme aggiuntive rispetto a quelle di base, in attesa che i regolamenti corrispondenti vengano modificati di conseguenza.La proposta della Commissione di un regolamento del Consiglio sulla conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo sarà discussa nel corso del 2002. La Commissione propone che alcune delle misure contenute nel testo di cui sopra, come il divieto totale di praticare la pesca con reti a strascico entro tre miglia nautiche dalla costa, siano applicate in via provvisoria secondo le modalità di cui all'allegato IV.VI. Migliorare la qualità dei pareri scientificiNel presentare i propri pareri sulla gestione della pesca nel 2004, il CIEM ha fornito un'analisi delle attività di pesca zona per zona e ha sottolineato l'importanza dei collegamenti tra gli stock nella pesca demersale multispecifica.Tuttavia, il CIEM ha sottolineato la propria impossibilità di fornire pareri più accurati sulla pesca multispecifica perché non gli sono stati messi a disposizione dati essenziali, in particolare quelli relativi ai rigetti in mare durante le attività di pesca. La mancanza di valutazioni quantitative sull'associazione tra stock riduce chiaramente l'efficienza della gestione comunitaria della pesca multispecifica.La Commissione desidera rammentare agli Stati membri che la raccolta dei dati sui rigetti è prevista del regolamento del Consiglio sulla raccolta dei dati essenziali per la PCP. Tale regolamento stabilisce inoltre che i dati raccolti dagli Stati membri devono essere messi a disposizione degli organismi scientifici, compreso il CIEM.La Commissione seguirà attivamente questo aspetto con gli Stati membri interessati per garantire che nel 2004 la valutazione degli stock ittici sia realizzata utilizzando tutti i dati disponibili.VII. Altre questioni(a). Assegnazione dei contingenti ai paesi in via di adesioneIn vista dell'allargamento della Comunità nel 2004, la Commissione propone di includere i paesi candidati nei contingenti relativi a tutti gli stock per cui tali paesi hanno titolo a fruire di possibilità di pesca. La Commissione propone un'assegnazione di TAC corrispondente a tutto il 2004, conformemente alla relativa stabilità stipulata nel trattato di adesione. Tuttavia, la proposta distingue dai contingenti globali i quantitativi che i paesi in questione possono pescare tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2004.Nel quadro degli accordi di pesca bilaterali conclusi con Estonia, Lituania e Lettonia non è previsto l'acquisto di possibilità di pesca per i pescherecci della UE. Di conseguenza, la presente proposta non include disposizioni sulla contropartita finanziaria corrisposta dalla Comunità.(b) Flessibilità interannua dei contingentiIl regolamento (CE) n. 847/96 del Consiglio, che introduce condizioni complementari per la gestione annuale dei TAC e dei contingenti, prevede che il Consiglio decida quali stock sono soggetti alle diverse misure ivi previste. A fini di chiarezza, la Commissione inserisce nelle tabelle dei contingenti (oltre ai codici per le notifiche delle catture) gli articoli del regolamento (CE) n. 847/96 applicabili a ciascuno stock.Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che stabilisce, per il 2004, le possibilità di pesca e le condizioni a esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di catturaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto l'atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca [2], in particolare gli articoli 21 e 24 e gli allegati III, VI, VIII, IX e XII,[2]   GU L 236 del 23.09.2003, pag. 1.visto il regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel quadro della politica comune della pesca [3], in particolare l'articolo 20,[3]  GU L 358, 31.12.2002, p. 59visto il regolamento (CE) n. 66/98 del Consiglio, del 18 dicembre 1997, che stabilisce talune misure di conservazione e di controllo applicabili alle attività di pesca nell'Antartico e che sostituisce il regolamento (CE) n. 2113/96 [4], in particolare l'articolo 21,[4]  GU L 6 del 10.01.1998, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 742/1999 del Consiglio (GU L 41 del 31.12.1999, pag. 1).vista la proposta della Commissione [5],[5]  GU C [...] del [...], pag. [...]considerando quanto segue:(1) A norma dell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2371/2002, il Consiglio provvede, sulla scorta dei pareri scientifici disponibili e, in particolare, della relazione redatta dal comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca, ad adottare le misure necessarie ai fini di uno sfruttamento razionale e responsabile delle risorse su base sostenibile.(2) A norma dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002, spetta al Consiglio fissare il totale ammissibile di catture (TAC) per ogni tipo di pesca o gruppo di tipi di pesca.  Le possibilità di pesca debbono essere assegnate agli Stati membri e ai paesi terzi a norma dell'articolo 20 di detto regolamento.(3) Ai fini di un'efficace gestione dei TAC e dei contingenti suddetti, occorre stabilire le condizioni specifiche cui sono soggette le operazioni di pesca.(4) Occorre stabilire i principi e talune procedure di gestione della pesca a livello comunitario, in modo che i singoli Stati membri possano provvedere alla gestione delle navi battenti la loro bandiera.(5) Ai sensi dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 847/96 del Consiglio, del 6 maggio 1996, che introduce condizioni complementari per la gestione annuale dei TAC e dei contingenti [6], è necessario indicare quali stock siano soggetti alle varie misure ivi definite.[6]  GU L 115 del 9.05.1996, pag. 3.(6) Secondo la procedura prevista negli accordi e nei protocolli in materia di pesca, la Comunità ha tenuto consultazioni sui diritti di pesca con la Norvegia [7], le isole Faerøer [8], la Groenlandia [9], l'Islanda [10], la Lettonia [11], la Lituania [12] e l'Estonia [13].[7]  GU L 226 del 29.08.1980, pag. 48.[8]  GU L 226 del 29.08.1980, pag. 12.[9]  GU L 29 dell'1.02.1985, pag. 9.[10]  GU L 161 del 2.07.1993, pag. 1.[11]  GU L 332 del 20.12.1996, pag. 1.[12]  GU L 332 del 20.12.1996, pag. 6.[13]  GU L 332 del 20.12.1996, pag. 16.(7) A norma dell'articolo 124 dell'atto di adesione del 1994, gli accordi di pesca conclusi dal Regno di Svezia e dalla Repubblica di Finlandia con paesi terzi sono gestiti dalla Comunità. Conformemente a tali accordi, la Comunità ha tenuto consultazioni con la Repubblica di Polonia.(8) Ai sensi dell'atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica ceca, dell'Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell'Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Slovacchia, le disposizioni relative alle possibilità di pesca per l'Estonia, le Lettonia, la Lituania e la Polonia sono conformi al trattato di adesione a decorrere dalla data della stessa.  Tuttavia, la stessa base per l'assegnazione delle opportunità di pesca è applicata a decorrere dal 1° gennaio 2004 fino alla data di adesione.(9) La Comunità è parte contraente di numerose organizzazioni regionali per la pesca.  Tali organizzazioni hanno raccomandato per determinate specie la fissazione di limiti di cattura e altre norme di conservazione. È quindi opportuno che la Comunità attui tali raccomandazioni.(10) L'utilizzazione delle possibilità di pesca dovrebbe essere conforme alla normativa comunitaria in materia, in particolare al regolamento (CEE) n. 1381/87 della Commissione, del 20 maggio 1987, che stabilisce le modalità di applicazione relative alla marcatura ed alla documentazione delle navi da pesca [14], al regolamento (CEE) n. 2807/83 della Commissione del 22 settembre 1983 che stabilisce le modalità di registrazione delle informazioni fornite sulle catture di pesci da parte degli Stati membri [15], al regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca [16], al regolamento (CE) n. 1626/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo [17], al regolamento (CE) n. 1627/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, che stabilisce le disposizioni generali relative ai permessi di pesca speciali [18], al regolamento (CE) n. 66/98, al regolamento (CE) n. 88/98 del Consiglio del 18 dicembre 1997 che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nelle acque del mar Baltico, dei Belt e dell'Øresund [19], al regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio del 30 marzo 1998 per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame [20] e al regolamento (CE) n. 1434/98 del Consiglio del 29 giugno 1998 che precisa le condizioni alle quali è ammesso lo sbarco di aringhe destinate a fini industriali diversi dal consumo umano diretto [21].[14]  GU L 132 del 21.5.1987, pag. 9.[15]  GU L 276 del 10.10.1983 pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1965/2001 della Commissione (GU L 268 del 9.10.2001, pag. 23).[16]  GU L 261 del 20.10.1993, pag. 1.  Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122, del 16.5.2003, pagg. 1-35).[17]  GU L 171 del 6.7.1994, pag. 1.  Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 973/2001 (GU L 137 del 19.5.2001, pag. 1).[18]  GU L 171 del 6.7.1994, pag. 7.[19]  GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1.  Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1520/1998 (GU L 201 del 17.7.1998, pag. 1).[20]  GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 973/2001 (GU L 137 del 19.5.2001, pag. 1).[21]  GU L 191 del 7.7.1998, pag. 10.(11) Per contribuire alla conservazione degli stock ittici, è necessario che nel 2004 vengano attuate talune misure complementari relative al controllo e alle condizioni tecniche delle attività di pesca.(12) È necessario adottare disposizioni comunitarie relative alla pesca nel golfo di Riga, conformemente agli orientamenti fissati nell'atto di adesione del 2003.  È opportuno introdurre l'obbligo di detenere permessi di pesca speciali per avere accesso alle acque in questione.(13) I TAC relativi agli stock che formano oggetto di piani di ricostituzione che possono essere attuati già nel 2004 dovrebbero corrispondere alla strategia di ricostituzione prevista in tali piani.  Nel caso degli stock per i quali i piani di ricostituzione non possono essere attuati  nel 2004, invece, dovrebbe essere attuata una gestione più restrittiva nel breve termine.(14) In attesa dell'adozione di piani di ricostituzione e dell'attuazione dei regimi di gestione dello sforzo di pesca in essi inclusi, è necessario attuare regimi provvisori di gestione dello sforzo quantomeno per gli stock più a rischio, per i quali il CIEM ha raccomandato di ridurre i TAC a zero nel 2004.(15) Sulla base delle raccomandazioni del CIEM, è necessario applicare un sistema temporaneo di gestione dello sforzo della pesca industriale dei cicerelli nella sottozona CIEM IV  (Skagerrak e Mare del Nord).(16) Nel corso della sua 25ma riunione annuale del 15-19 settembre 2003, l'organizzazione della pesca nell'Atlantico nordoccidentale (NAFO) ha adottato un piano di ricostituzione per l'ippoglosso nero nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNOdella NAFO. Per conseguire tale obiettivo, il piano di ricostituzione prevede una riduzione dei TAC fino al 2007, come pure misure aggiuntive per garantirne l'efficacia. È necessario pertanto attuare queste misure già dal 2004 in attesa dell'adozione del regolamento del Consiglio che attua le misure pluriennali per la ricostituzione dello stock di ippoglosso nero.(17) Per rispettare gli adeguamenti dei contingenti comunitari stabiliti dall'ICCAT, è necessario che la sottoutilizzazione venga ripartita sulla base del contributo rispettivo di ciascuno Stato membro alla medesima, senza modificare i criteri di ripartizione fissati ai sensi del presente regolamento relativo all'assegnazione annua dei TAC.(18) Per ottemperare agli obblighi internazionali che incombono alla Comunità quale parte contraente della convenzione sulla conservazione delle risorse marine biologiche dell'Antartico (CCAMLR) e, di conseguenza, all'obbligo di applicare le misure adottate dalla commissione CCAMLR, i TAC adottati da quest'ultima per la campagna 2003-2004 sono specificati nell'allegato IF e devono essere applicati nei limiti temporali indicati nello stesso allegato.(19) Nella sua XXII riunione annuale nel 2003, la CCAMLR ha approvato la partecipazione dei pescherecci battenti bandiera della Comunità alla pesca sperimentale di Dissostichus spp. nelle sottozone FAO 88.1 e FAO 48.6 e ha fissato i limiti delle catture e catture accessorie per le relative attività di pesca, indicati all'allegato XVI, come pure talune misure tecniche specifiche, quali specificate all'articolo 43.HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPITOLO I Campo d'applicazione e definizioniArticolo 1Oggetto1. Il presente regolamento fissa per l'anno 2004, per alcuni stock o gruppi di stock ittici, le possibilità di pesca e le condizioni specifiche in cui tali possibilità di pesca possono essere utilizzate.Tuttavia, nel caso di taluni stock antartici, esso fissa le possibilità di pesca e le condizioni specifiche per il periodo indicato all'allegato IF.Articolo 2 Campo di applicazioneIl presente regolamento si applica:a) alle navi battenti bandiera degli Stati membri e registrate in detti Stati, in seguito denominate "navi comunitarie", in zone dove sono imposti limiti di cattura; eb) alle navi battenti bandiera dei paesi terzi e registrate in tali paesi, in seguito denominate "navi dei paesi terzi", in acque soggette alla sovranità o alla giurisdizione degli Stati membri, in seguito denominate "acque comunitarie".Articolo 3 DefinizioniAi fini del presente regolamento si intende per:a) "possibilità di pesca":i) il totale ammissibile di catture ("TAC") o il numero di navi autorizzate a pescare e/o la durata di tali autorizzazioni;ii) le quote dei TAC disponibili per la Comunità;(iii) i contingenti assegnati alla Comunità nelle acque dei paesi terzi;iv) l'attribuzione agli Stati membri delle possibilità di pesca comunitarie di cui ai punti (ii) e (iii) sotto forma di contingenti;v) l'attribuzione ai paesi terzi di contingenti di pesca nelle acque comunitarie.b) "acque internazionali", quelle non soggette alla sovranità o giurisdizione di un qualsiasi Stato;(c) "zona di regolamentazione NAFO", la parte della zona della convenzione NAFO non soggetta alla sovranità o alla giurisdizione degli Stati costieri;d) "Skagerrak", la zona limitata, a ovest, da una linea tracciata dal faro di Hanstholm al faro di Lindesnes e, a sud, da una linea tracciata dal faro di Skagen al faro di Tistlarna, e da qui fino al punto più vicino alla costa svedese;e) "Kattegat", la zona limitata, a nord, da una linea tracciata dal faro di Skagen al faro di Tistlarna, indi fino al punto più vicino della costa svedese e, a sud, da una linea tracciata da Capo Hasenøre a Capo Gnibens Spids, da Korshage a Spodsbjerg e da Capo Gilbjerg a Kullen;(f) "mare del Nord", la zona comprendente la sottozona CIEM IV e la parte della divisione CIEM IIIa non inclusa nella definizione dello Skagerrak di cui alla lettera c);(g) "unità di gestione 3", le sottodivisioni CIEM 30 e 31 e la parte della sottodivisione 29 situata a nord di 59° 30' di latitudine nord.(h) "golfo di Riga", la zona delimitata a ovest dalla linea che collega il faro di Ovisi (57° 34.1234' N, 21° 42.9574' E) sulla costa occidentale della Lettonia alla punta meridionale di Capo Loode (57° 57.4760' N, 21° 58.2789' E) sull'isola di Saaremaa, proseguendo a sud fino al punto più meridionale della penisola di Sõrve, a nord-est lungo la costa orientale dell'isola di Saaremaa e a nord dalla linea che va dal punto 58°30.0' N 23°13.2'E al punto 58°30.0'N 23°41'1E.Articolo 4 Zone di pescaAi fini del presente regolamento:a) Le zone CIEM (Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare) sono definite nel regolamento (CEE) n. 3880/91;b) Le zone COPACE (Atlantico centro-orientale o zona principale di pesca FAO 34) sono definite nel regolamento (CE) n. 2597/95;(c) Le zone NAFO (Organizzazione della pesca nell'Atlantico nordoccidentale) sono definite nel regolamento (CEE) n. 2018/93;d) Le zone CCAMLR (Convenzione sulla conservazione delle risorse marine biologiche dell'Antartico) sono definite nel regolamento (CE) n. 66/98.CAPITOLO II Possibilità di pesca e condizioni a esse associate per le navi comunitarieArticolo 5 Possibilità di pesca e attribuzioni1. Le possibilità di pesca per le navi comunitarie nelle acque comunitarie o in alcune acque non comunitarie e la ripartizione di tali possibilità tra gli Stati membri sono fissate negli allegati I e II.2. Le navi comunitarie sono autorizzate a effettuare catture, nei limiti dei contingenti fissati all'allegato I, nelle acque soggette, in materia di pesca, alla giurisdizione dell'Estonia, delle Isole Faerøer, della Groenlandia, della Lettonia, della Lituania, dell'Islanda, della Norvegia, della Polonia - compresa la zona di pesca intorno a Jan Mayen - e della Federazione russa, nel rispetto delle condizioni stabilite agli articoli 9, 16 e 17.3. La Commissione fissa le possibilità di pesca per il capelin nella zona V, XIV (acque groenlandesi), a disposizione di tutti gli Stati membri, nella misura del 70% della quota della Groenlandia del TAC di capelin, non appena quest'ultimo sia stato adottato.  Dopo il trasferimento di 30 000 tonnellate all'Islanda, di 10 000 tonnellate alle Isole Faerøer e 6 700 tonnellate alla Norvegia, i quantitativi restanti saranno messi a disposizione degli Stati membri.Articolo 6 Disposizioni speciali in materia di attribuzioneLa ripartizione tra gli Stati membri delle possibilità di pesca, di cui agli allegati I e II, non pregiudica:a) gli scambi effettuati a norma dell'articolo 20, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 2371/2002;b) le riassegnazioni effettuate a norma dell'articolo 21, paragrafo 4, dell'articolo 23, paragrafo 1 e dell'articolo 32, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2847/93;(c) gli sbarchi supplementari consentiti a norma dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 847/96;d) i quantitativi riportati a norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 847/96;e) le detrazioni effettuate a norma dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 847/96.Articolo 7 Flessibilità dei contingentiGli stock soggetti a TAC precauzionali o analitici, gli stock cui non si applicano le condizioni di flessibilità interannuale di cui agli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 847/96 e gli stock ai quali si applicano i coefficienti di penalizzazione di cui all'articolo 5, paragrafo 2, dello stesso regolamento, sono fissati per il 2004 nell'allegato I.Articolo 8 Condizioni per lo sbarco delle catture normali e accessorie1. È vietato conservare a bordo o sbarcare pesci provenienti da stock per i quali siano state stabilite possibilità di pesca, salvo nei seguenti casi:a) quando le catture sono state effettuate dalle navi di uno Stato membro che dispone di un contingente non ancora esaurito; oppureb) quando le catture rientrano in una quota a disposizione della Comunità che non è stata ripartita tra gli Stati membri per mezzo di contingenti e se detta quota non è ancora esaurita,  oppure(c) per tutte le specie, aringhe e sgombri esclusi, quando le catture sono mischiate ad altre specie e sono state effettuate con reti aventi maglie di dimensioni inferiori a 32 mm, a norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 850/98, e se non sono suddivise a bordo o allo sbarco; oppured) per le aringhe, quando le catture sono conformi alle disposizioni dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1434/98; oppuree) per gli sgombri, quando le catture sono mischiate a catture di sugarelli o sardine, se gli sgombri non superano il 10% del peso totale di sgombri, sugarelli e sardine a bordo, e se le catture non sono suddivise; oppure(f) quando le catture sono state effettuate nel corso di ricerche scientifiche eseguite in virtù del regolamento (CE) n. 850/98.2. Tutti gli sbarchi vengono dedotti dal contingente oppure dalla quota della Comunità, ove questa non sia stata ripartita tra gli Stati membri tramite contingenti, salvo il caso di catture effettuate in virtù delle disposizioni del paragrafo 1, lettere (c), (d), (e) e (f).3. In deroga al paragrafo 1, qualora venga esaurita una delle possibilità di pesca di cui all'allegato II, è fatto divieto alle navi che effettuano attività di pesca oggetto del relativo limite di sbarcare catture non sottoposte a cernita e contenenti aringhe.4. Per determinare la percentuale delle catture accessorie e per procedere alla loro assegnazione si applica l'articolo 4 del regolamento (CE) n. 850/98.Articolo 9 Limiti di accesso1. Nessuna attività di pesca è consentita alle navi comunitarie nello Skagerrak entro il limite di 12 miglia nautiche dalle linee di base della Norvegia. Tuttavia, le navi battenti bandiera della Danimarca o della Svezia sono autorizzate a pescare fino a 4 miglia dalle linee di base della Norvegia.2. Le attività di pesca che le navi comunitarie sono autorizzate a svolgere nelle acque soggette alla giurisdizione dell'Islanda sono limitate alla zona definita dalle linee che congiungono i seguenti punti:Area sud occidentale1. 63°12'N e 23°05'O attraverso 62°00'N e 26°00'O2. 62°58'N e 22°25'O3. 63°06'N e 21°30'O,4. 63°03'N e 21°00'W di lì 180°00'S;Zona sud-orientale1. 63°14'N e 10°40'O,2. 63°14'N e 11°23'O,3. 63°35'N e 12°21'O,4. 64°00'N e 12°30'O,5. 63°53'N e 13°30'O,6. 63°36'N e 14°30'O,7. 63°10'N e 17°00'W di lì 180°00'S.Articolo 10 Condizioni particolari per l'aringa del mare del NordLe misure di cui all'allegato III si applicano alla cattura, alla cernita e allo sbarco di aringhe del mare del Nord, dello Skagerrak e del Kattegat.Articolo 11 Altre misure tecniche e di controlloLe misure tecniche di cui all'allegato V si applicano nel 2004 in aggiunta a quelle stabilite nei regolamenti (CE) n. 850/98, (CE) n. 88/98, (CE) n. 1626/94 e (CE) n. 973/2001.Dettagliate modalità di applicazione dei punti 11 e 12 dell'allegato IV possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 30, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 2371/2002.Articolo 12 Limitazioni dello sforzo e condizioni a esse associate per la gestione degli stock1. Per la gestione degli stock di merluzzo bianco nello Skagerrak, nel Kattegat, nel Mare del Nord, nella Manica orientale, nel mare d'Irlanda e nella Scozia occidentale, di passera di mare nel Mare del Nord, di sogliola nella Manica occidentale e di nasello, scampi e rana pescatrice nella penisola iberica, si applicano le limitazioni dello sforzo e le condizioni a esse associate di cui all'allegato V.2. Per la gestione degli stock di cicerelli nella sottozona CIEM IV  (Skagerrak e Mare del Nord) si applicano le limitazioni dello sforzo e le condizioni a esse associate di cui all'allegato VI.3. Dettagliate modalità di applicazione del punto 6 dell'allegato VI possono essere adottate secondo la procedura di cui all'articolo 30, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 2371/2002.CAPITOLO III Possibilità di pesca e condizioni a esse associate per le navi dei paesi terziArticolo 13 AutorizzazioneLe navi battenti bandiera di Barbados, dell'Estonia, della Guiana, del Giappone, della Corea del Sud, della Lettonia, della Lituania, della Norvegia, della Polonia, della Federazione russa, del Suriname, di Trinidad e Tobago e del Venezuela, nonché le navi registrate nelle Isole Færøer, sono autorizzate a effettuare catture nelle acque comunitarie entro i limiti dei contingenti fissati nell'allegato I e nel rispetto delle condizioni previste agli articoli 14, 15, 18, 19, 20 21, 22, 23 e 24.Articolo 14 Restrizioni geograficheFatte salve le disposizioni del capitolo IV del regolamento (CE) n. 2371/2002, le attività di pesca delle navi battenti bandiera:a) della Norvegia o registrate nelle Isole Faerøer sono limitate alle parti della zona di 200 miglia nautiche situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base degli Stati membri nel mare del Nord, nel Kattegat, nel mar Baltico e nell'oceano Atlantico a nord di 43°00' di latitudine nord, fatta eccezione per la zona di cui all'articolo 18 del regolamento (CE) n. 2371/2002; le attività di pesca nello Skagerrak da parte delle navi battenti bandiera della Norvegia sono autorizzate al largo di 4 miglia nautiche dalle linee di base della Danimarca e della Svezia;b) dell'Estonia, della Lettonia e della Lituania sono limitate alle parti della zona di 200 miglia nautiche situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base degli Stati membri nel mar Baltico a sud di 59° 30' di latitudine nord;(c) della Polonia o della Federazione russa sono limitate alle parti della parte svedese della zona di 200 miglia nautiche situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base della Svezia nel Mar Baltico a sud di 59°30' di latitudine nord;d) delle Barbados, della Guiana, del Giappone, della Corea del Sud, di Suriname, di Trinidad e Tobago e del Venezuela sono limitate alle parti della zona di 200 miglia nautiche situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base del dipartimento francese della Guiana.Articolo 15 Condizioni per lo sbarco delle catture normali e accessorieÈ vietato conservare a bordo o sbarcare pesci provenienti da stock per i quali siano state stabilite possibilità di pesca, a meno che le catture siano state effettuate dalle navi di un paese terzo che dispone di un contingente non ancora esaurito.CAPITOLO IV Regime delle licenze per le navi comunitarieArticolo 16 Licenze e condizioni associate1. In deroga alle norme generali sulle licenze di pesca e sui permessi di pesca speciali di cui al regolamento (CE) n. 1627/94, la pesca nelle acque dei paesi terzi è subordinata al possesso di una licenza rilasciata dalle autorità del paese terzo interessato.Tuttavia, le suddette disposizioni non si applicano alle attività di pesca nelle acque norvegesi del Mare del Nord effettuate da:a) navi di stazza pari o inferiore a 200 GT,b) navi che pescano specie destinate al consumo umano diverse dallo sgombro,(c) navi svedesi, secondo la prassi abituale.2. Il numero massimo di licenze e le altre condizioni a esse associate sono fissati nella parte I dell'allegato VII. Le domande di licenza devono indicare i tipi di pesca praticati, nonché il nome e le caratteristiche delle navi per le quali si richiede il rilascio delle licenze e devono essere indirizzate dalle autorità degli Stati membri alla Commissione.  La Commissione trasmette le domande alle autorità del paese terzo interessato.3. Le navi comunitarie rispettano le misure di conservazione e controllo nonché tutte le altre disposizioni vigenti nella zona in cui effettuano la loro attività.Articolo 17 Isole FærøerLe navi comunitarie provviste di licenza per la pesca diretta di una determinata specie nelle acque delle Færøer possono praticare la pesca diretta di un'altra specie previa notifica del cambiamento alle autorità delle Færøer.CAPITOLO V Regime delle licenze per le navi dei paesi terziArticolo 18 Obbligo di possedere una licenza e un permesso speciale di pesca.1. In deroga all'articolo 28 ter del regolamento (CE) n. 2847/93, le navi norvegesi di stazza inferiore a 200 GT sono esentate dall'obbligo di possedere una licenza e un permesso di pesca.2. Le licenze e i permessi di pesca speciali devono essere tenuti a bordo. Le navi registrate nelle Isole Faerøer o in Norvegia sono esentate da tale obbligo.3. Le navi dei paesi terzi autorizzate a pescare alla data del 31 dicembre 2003 possono continuare le loro operazioni dall'inizio dell'anno 2004 fino a quando non sia presentato alla Commissione, e da essa approvato, l'elenco delle navi autorizzate a pescare.Articolo 19 Domanda di licenza o di permesso di pesca specialeLa domanda di licenza o di permesso di pesca speciale presentata dall'autorità di un paese terzo alla Commissione deve essere corredata dei seguenti dati:a) nome della nave;b) numero di registrazione;(c) lettere e cifre esterne di identificazione,d) porto di registrazione;e) nome e indirizzo del proprietario o del noleggiatore;(f) stazza lorda e lunghezza fuori tutto;(g) potenza del motore;(h) indicativo di chiamata e frequenza radio;i) metodo di pesca previsto;(j) zona di pesca prevista;(k) specie di pesci che si intendono catturare;(l) periodo per il quale è richiesta la licenza.Articolo 20 Numero di licenzeIl numero di licenze e le condizioni particolari a esse associate sono fissati nell'allegato VII, parte II.Articolo 21 Annullamento e ritiro1. Le licenze e i permessi di pesca speciali possono essere annullati ai fini del rilascio di nuove licenze e nuovi permessi di pesca speciali.  L'annullamento ha effetto il giorno precedente la data del rilascio delle nuove licenze e dei nuovi permessi di pesca speciali da parte della Commissione.  La validità delle nuove licenze e dei nuovi permessi di pesca speciali decorre dal giorno del rilascio.2. Le licenze e i permessi di pesca speciali sono ritirati, in tutto o in parte, prima della scadenza in caso di esaurimento del contingente di cui all'allegato I per lo stock in questione.3. Le licenze e i permessi di pesca speciali sono ritirati in caso di mancato adempimento degli obblighi previsti dal presente regolamento.Articolo 22 Mancato rispetto delle norme pertinenti1. Per un periodo massimo di dodici mesi non possono essere rilasciati licenze e permessi di pesca speciali alle navi per le quali non siano stati adempiuti gli obblighi previsti dal presente regolamento.2. La Commissione comunica alle autorità del paese terzo interessato i nomi e le caratteristiche delle navi che nel mese o nei mesi successivi non saranno autorizzate a pescare nella zona di pesca comunitaria a seguito di un'infrazione alle norme pertinenti.Articolo 23 Obblighi del detentore della licenza1. Le navi dei paesi terzi devono rispettare le misure di conservazione e di controllo, nonché tutte le altre disposizioni che disciplinano le attività di pesca delle navi comunitarie nella zona in cui esse operano, in particolare i regolamenti (CE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94, (CE) n. 88/98, (CE) n. 850/98, (CE) n. 1434/98 e il regolamento (CEE) n. 1381/87 della Commissione.2. Le navi di cui al paragrafo 1 devono tenere un giornale di bordo nel quale sono registrati i dati di cui all'allegato VIII, parte I.3. Le navi dei paesi terzi, eccettuate le navi norvegesi che svolgono attività di pesca nella divisione CIEM IIIa, trasmettono alla Commissione le informazioni di cui all'allegato IX, secondo le disposizioni ivi previste.Articolo 24 Disposizioni specifiche concernenti il dipartimento francese della Guiana1. Il rilascio delle licenze di pesca nelle acque del dipartimento francese della Guiana è subordinato all'obbligo fatto all'armatore di permettere, su richiesta della Commissione, l'imbarco di un osservatore a bordo.2. Al momento dello sbarco dopo ogni bordata, il comandante di una nave in possesso di una licenza per pesce a pinne o per tonni, che esercita l'attività di pesca nelle acque del dipartimento francese della Guiana, presenta alle autorità francesi una dichiarazione della cui veridicità è l'unico responsabile, nella quale sono indicati i quantitativi di mazzancolle catturati e detenuti a bordo dopo l'ultima dichiarazione. A tal fine viene utilizzato il formulario il cui modello figura nell'allegato VII, parte III. Il comandante è responsabile dell'accuratezza della dichiarazione.Le autorità francesi prendono i provvedimenti necessari per controllare la veridicità della dichiarazione confrontandola in particolare con il giornale di bordo di cui all'articolo 23, paragrafo 2.  Dopo il controllo la dichiarazione è firmata dal funzionario competente.Entro la fine di ogni mese le autorità francesi notificano alla Commissione tutte le dichiarazioni relative al mese precedente.3. Tuttavia, il giornale di bordo da utilizzare durante l'attività di pesca nelle acque del dipartimento francese della Guiana deve essere conforme al modello che figura nell'allegato VIII, parte II. Una copia di detto giornale di bordo deve essere trasmessa alla Commissione tramite le autorità francesi entro 30 giorni a decorrere dall'ultimo giorno di ciascuna bordata.4. Se per un mese la Commissione non riceve comunicazioni relative ad una nave in possesso di una licenza di pesca nelle acque del dipartimento francese della Guiana, tale licenza è ritirata.CAPITOLO VI Disposizioni speciali per le navi della Comunità che pescano nella zona NAFOSezione 1 Partecipazione della ComunitàArticolo 25 Elenco dei pescherecci1. Solamente i pescherecci comunitari di stazza lorda superiore 50 tonnellate, in possesso di un permesso di pesca speciale rilasciato dallo Stato membro di bandiera, sono autorizzati, alle condizioni specificate nel permesso, a pescare, tenere a bordo, effettuare operazioni di trasbordo e a sbarcare risorse di pesca provenienti dalla zona di regolamentazione NAFO.2. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, su supporto informatico, un elenco dei pescherecci di stazza lorda superiore 50 tonnellate battenti la loro bandiera e immatricolati nella Comunità autorizzati a svolgere attività di pesca nella zona di regolamentazione NAFO.3. L'elenco di cui al paragrafo 2 deve essere trasmesso alla Commissione entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e, nel caso di modifiche, almeno 5 giorni prima che il peschereccio entri nella zona NAFO. La Commissione trasmette sollecitamente tali informazioni al segretariato della NAFO.4. L'elenco di cui al paragrafo 2 comprende le seguenti informazioni:a) il numero interno della nave, di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 2090/98 della Commissione;b) l'indicativo internazionale di chiamata;(c) il noleggiatore del peschereccio, se del caso;d) il tipo di peschereccio.5. Per le navi che battono temporaneamente la bandiera di uno Stato membro (locazione a scafo nudo), tale informazione comprende le seguenti indicazioni:a) data a partire dalla quale la nave è stata autorizzata a battere la bandiera dello Stato membro;b) data a partire dalla quale la nave è stata autorizzata dallo Stato membro a esercitare l'attività di pesca nella zona di regolamentazione NAFO;(c) Stato nel quale la nave è registrata, o era precedentemente registrata, e data a partire dalla quale non batte più bandiera di tale Stato;d) nome della nave;e) numero di iscrizione ufficiale attribuito dalle autorità nazionali competenti;(f) porto di origine della nave dopo il trasferimento;(g) nome dell'armatore o del noleggiatore;(h) dichiarazione secondo cui il comandante ha ricevuto un esemplare delle norme vigenti nella zona di regolamentazione NAFO;i) principali specie che la nave intende catturare nella zona di regolamentazione NAFO;(j) sottozone in cui la nave intende operare.Sezione 2 Misure tecnicheArticolo 26 Dimensione delle maglie delle retiÈ vietato l'uso di reti da traino aventi in qualsiasi loro parte maglie di dimensione inferiore a 130 mm per la pesca diretta alle specie elencate nell'allegato X. Tale dimensione può essere portata a un minimo di 60 mm per la pesca diretta al totano (Illex illecebrosus).  Per la pesca diretta delle razze (Rajidae), tale dimensione può essere portata a un minimo di 280 mm nel sacco e a 220 mm in tutte le altre parti della rete.I pescherecci che pescano i gamberi (Pandalus borealis) utilizzano reti con maglia minima di 40 mm.Articolo 27 Attacco di dispositivi alle reti1. È vietato l'uso di mezzi o dispositivi diversi da quelli descritti nel presente articolo che ostruiscano le maglie di una rete o ne riducano la dimensione.2. Teli, reti o altri materiali possono essere fissati al letto del sacco per ridurne o impedirne l'usura.3. Dispositivi speciali possono essere fissati al cielo del sacco, a condizione che non ne ostruiscano le maglie.  L'uso di foderoni è limitato a quelli descritti nell'allegato XI.4. Le navi che pescano i gamberetti (Pandalus borealis) utilizzano griglie di selezione aventi uno spazio massimo tra le sbarre di 22 mm. Le navi che pescano gamberetti nella divisione 3L devono essere munite inoltre di catenelle distanziatrici di lunghezza non inferiore a 72 cm.Articolo 28 Catture accessorie1. I comandanti dei pescherecci non possono praticare la pesca diretta di specie soggette a limiti per le catture accessorie.  Si considera pesca diretta di una specie quella in cui tale specie costituisce la più alta percentuale in peso delle specie catturate in una retata.2. Le catture accessorie delle specie elencate nell'allegato ID per le quali la Comunità non abbia fissato alcun contingente in una parte della zona di regolamentazione NAFO, ed effettuate nella parte suddetta nel corso della pesca diretta a qualsiasi specie, non devono superare, per ciascuna specie a bordo, 2 500 kg oppure il 10% in peso di tutto il pescato a bordo, se quest'ultimo quantitativo è superiore.  Tuttavia, in una parte della zona di regolamentazione in cui sia vietata la pesca di talune specie, le catture accessorie di ciascuna delle specie elencate nell'allegato ID non devono superare rispettivamente 1 250 kg o il 5%.3. Se nel corso di un'operazione di pesca i quantitativi totali catturati di una specie soggetta a limiti per le catture accessorie superano i limiti di cui sopra applicabili alla specie in questione, le navi devono spostarsi immediatamente di almeno di 5 miglia nautiche dal luogo della precedente cala.  Se nelle successive operazioni di pesca i quantitativi totali catturati di una specie soggetta a limiti per le catture accessorie supera i suddetti limiti, ancora una volta le navi cambiano immediatamente zona di pesca e si spostano almeno di 5 miglia nautiche dal luogo della precedente cala per almeno 48 ore.4. Le navi che pescano i gamberetti (Pandalus borealis), nel caso in cui la totalità delle catture accessorie di tutte le specie elencate nell'allegato ID superi, in una delle cale, il 5% del peso nella divisione 3M e il 2,5% nella divisione 3L, devono spostarsi immediatamente di almeno 5 miglia nautiche dal luogo della precedente cala.Le catture di gamberetti non sono prese in considerazione nel calcolo del tasso delle catture accessorie di specie demersali.Articolo 29 Taglia minima dei pesciI pesci provenienti dalla zona di regolamentazione NAFO, la cui taglia sia inferiore alle dimensioni prescritte nell'allegato XII, non possono essere trasformati, tenuti a bordo, trasbordati, sbarcati, trasportati, immagazzinati, venduti, esposti o messi in vendita, ma devono essere immediatamente rigettati in mare.  Se le catture di pesci sotto misura superano in talune zone di pesca il 10% del quantitativo totale, la nave deve spostarsi di almeno 5 miglia nautiche dal luogo della cala prima di continuare la pesca.  Ogni pesce trasformato appartenente a una specie per la quale si applicano le disposizioni in materia di taglia minima, e che non raggiunge la taglia corrispondente stabilita nell'allegato XII, è considerato proveniente da un pesce sotto misura.Sezione 3 Misure di controlloArticolo 30 Giornale di bordo e piano di magazzinaggio1. I comandanti delle navi si conformano agli articoli 6, 8, 11 e 12 del regolamento (CEE) n. 2847/93 e annotano nel giornale di bordo le informazioni elencate nell'allegato XIII del presente regolamento.2. Entro il giorno 15 di ogni mese, gli Stati membri notificano alla Commissione su supporto informatico i quantitativi di stock di cui all'allegato XIV sbarcati nel corso del mese precedente e comunicano tutte le informazioni ricevute ai sensi degli articoli 11 e 12 del regolamento (CEE) n. 2847/93.3. I comandanti delle navi battenti bandiera di uno Stato membro e registrate nella Comunità tengono, per le catture delle specie elencate nell'allegato ID:a) un giornale di bordo in cui è riportata la produzione cumulativa, per specie e per prodotto trasformato; oppureb) un piano di magazzinaggio dei prodotti trasformati in cui è indicata l'ubicazione, per specie, dei prodotti che si trovano nelle stive.4. Il comandante deve prestare l'assistenza necessaria per consentire la verifica dei quantitativi dichiarati nel giornale di bordo e dei prodotti trasformati conservati a bordo.Articolo 31 RetiDurante la pesca selettiva di una o più specie elencate nell'allegato X, non possono essere tenute a bordo reti le cui maglie siano di dimensioni inferiori a quelle indicate all'articolo 26.  Tuttavia, le navi che nel corso della stessa bordata pescano in zone diverse dalla zona di regolamentazione NAFO possono tenere a bordo tali reti, purché queste siano correttamente fissate e non siano disponibili per un impiego immediato, cioè:a) le reti devono essere staccate dai rispettivi pannelli, cavi e corde da salpamento o da strascico; eb) le reti che si trovano sul ponte o sopra il ponte devono essere fissate saldamente a una parte della sovrastruttura.Articolo 32 TrasbordiLe navi battenti bandiera di uno Stato membro e registrate nella Comunità non effettuano operazioni di trasbordo nella zona di regolamentazione NAFO senza previa autorizzazione delle proprie autorità competenti.Sezione 4 Disposizioni speciali per la pesca del gamberello borealeArticolo 33 Notifiche relative al gamberello borealeGli Stati membri comunicano giornalmente alla Commissione i quantitativi di gamberelli boreali (Pandalus borealis) catturati nella divisione 3L della zona di regolamentazione NAFO da navi battenti la bandiera di uno Stato membro e registrate nella Comunità. Tutte le attività di pesca devono avvenire a una profondità superiore a 200 metri e sono limitate a una nave per Stato membro alla volta.Sezione 5 Disposizioni speciali per la pesca dell'ippoglosso neroArticolo 34 Permesso di pesca speciale per l'ippoglosso nero1. Le navi comunitarie di lunghezza fuori tutto superiore a 24 metri, non comprese nell'elenco di cui al paragrafo 2, non possono pescare, tenere a bordo, trasbordare o sbarcare ippoglosso nero.2. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione un elenco delle navi di lunghezza fuori tutto superiore a 24 metri, battenti la loro bandiera e registrate nella Comunità che autorizzano a pesca l'ippoglosso nero nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO, previo il rilascio di un permesso speciale di pesca.3. L'elenco di cui al paragrafo 2 deve riportare il numero interno della nave, di cui all'allegato I del regolamento (CE) n. 2090/98 della Commissione.4. L'elenco in questione deve essere trasmesso alla Commissione su supporto informatico entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e, nel caso di modifiche dello stesso, almeno 5 giorni prima che la nave entri nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO.  La Commissione trasmette sollecitamente tali informazioni al segretariato della NAFO.5. Gli Stati membri ripartiscono individualmente il proprio contingente tra le navi incluse nell'elenco di cui al paragrafo 2. Gli Stati membri comunicano tali informazioni alla Commissione entro 15 giorni dalla data d'entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 35 Relazioni1. I comandanti delle navi di cui all'articolo 34, paragrafo 2 comunicano le seguenti informazioni al proprio Stato membro di bandiera:a) I quantitativi di ippoglosso nero presenti a bordo nel momento in cui la nave comunitaria entra nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO. Tali informazioni devono essere comunicate tra le 12 e le 6 ore che precedono ciascun ingresso della nave nelle zone in questione.b) Catture giornaliere di ippoglosso nero. Tali informazioni devono essere comunicate entro le ore 12.00 UTC in relazione al giorno precedente che ha termine alle ore 24.00.c) I quantitativi di ippoglosso nero presenti a bordo nel momento in cui la nave comunitaria esce dalla sottozona 2 e dalle divisioni 3KLMNO. Tali informazioni devono essere comunicate tra le 12 e le 6 ore che precedono ciascuna uscita della nave dalla zona in questione e devono comprendere il numero di giorni di pesca e il totale delle catture effettuate nella zona in questione.(d) I quantitativi caricati e scaricati per ciascun trasbordo di ippoglosso nero durante la permanenza della nave nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO. Tali informazioni devono essere comunicate entro 24 ore dal completamento del trasbordo.2. Una volta ricevute le informazioni di cui al paragrafo 1, lettere a), c) e d), gli Stati membri le trasmettono alla Commissione.Articolo 36 Porti designati1. È vietato sbarcare qualsiasi quantitativo di ippoglosso nero in un luogo che non sia uno dei porti designati a tal fine dalle parti contraenti NAFO. È proibito altresì lo sbarco di ippoglosso nero in porti di paesi che non sono parti contraenti.2. Gli Stati membri designano i porti nei quali debbono essere sbarcate le catture di ippoglosso nero e determinano le relative procedure d'ispezione e di sorveglianza, comprese le modalità e le condizioni per la registrazione e la dichiarazione dei quantitativi di ippoglosso nero presenti in ogni singolo sbarco.3. Ogni Stato membro trasmette alla Commissione, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, l'elenco dei porti designati e, entro i 15 giorni successivi, le relative procedure d'ispezione e di sorveglianza di cui al paragrafo 2. La Commissione trasmette sollecitamente tali informazioni al segretariato della NAFO.4. La Commissione trasmette sollecitamente a tutti gli Stati membri un elenco dei porti designati, di cui al paragrafo 2, come pure dei porti designati da altre parti contraenti della NAFO.Articolo 37 Ispezioni nei porti1. Gli Stati membri garantiscono che tutte le navi che entrano in un porto designato per sbarcare e/o trasbordare quantitativi di ippoglosso nero siano sottoposte a un'ispezione in porto in un conformità del regime di ispezione nei porti della NAFO.2. Le catture non possono essere sbarcate e/o trasbordate dalle imbarcazioni di cui al paragrafo 1, se non alla presenza degli ispettori.3. Tutti i quantitativi sbarcati sono pesati specie per specie prima di essere trasportati nei depositi frigoriferi o verso altra destinazione.4. Gli Stati membri trasmettono la relazione relativa all'ispezione in porto al segretariato della NAFO, con copia alla Commissione, entro sette giorni lavorativi dalla data in cui è stata effettuata l'ispezione.Articolo 38 Divieto di sbarco e trasbordo per le navi di paesi che non sono parti contraentiGli Stati membri garantiscono il rispetto del divieto di sbarco e trasbordo di ippoglosso nero fatto alle navi di paesi che non sono parti contraenti della NAFO ma che hanno svolto attività di pesca nella sua zona di regolamentazione.Articolo 39 Limitazione dello sforzo di pesca1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che lo sforzo di pesca delle loro navi, di cui all'articolo 34, paragrafo 2, sia commisurato alle possibilità di pesca di ippoglosso nero assegnate agli Stati membri conformemente all'allegato ID del presente regolamento.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le misure di cui al paragrafo 1 entro 15 giorni dalla data d'entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 40 Piano di pescaGli Stati membri trasmettono alla Commissione i piani di pesca delle loro navi autorizzate a effettuare la pesca dell'ippoglosso nero in conformità delle disposizioni della presente sezione non oltre il 31 gennaio 2004 o, successivamente, almeno 30 giorni prima della data in cui prevedono di iniziare detta attività. Il piano di pesca indica lo sforzo di pesca totale che verrà messo in atto per la specie in questione.Articolo 41 Follow up delle attività di pescaEntro il 31 dicembre 2004, gli Stati membri presentano una relazione alla Commissione sull'attuazione delle misure di cui agli articoli 34-39, incluso il numero totale di giorni di pesca.Sezione 6 Disposizioni speciali per la pesca dello scorfanoArticolo 42 Pesca dello scorfano1. I comandanti delle navi battenti bandiera di uno Stato membro e registrate nella Comunità che pescano lo scorfano nella sottozona 2 e nelle divisioni IF, 3K e 3M della zona di regolamentazione NAFO, notificano un lunedì su due alle autorità competenti dello Stato membro, di cui la nave batte la bandiera o nel quale essa è registrata, i quantitativi di scorfano pescati nelle zone in questione nel periodo di 2 settimane che si conclude alle ore 12.00 (mezzanotte) della domenica precedente.Quando le catture accumulate ammontano al 50% del TAC, la notifica dovrà avvenire una volta alla settimana.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, entro le ore 12.00 (mezzogiorno) di un martedì su due per la quindicina che si è conclusa alle ore 12.00 (mezzanotte) della domenica precedente, i quantitativi di scorfano catturati nella sottozona 2 e nelle divisioni IF, 3K e 3M della zona di regolamentazione NAFO dalle navi battenti la loro bandiera e registrate sul loro territorio.Quando le catture accumulate ammontano al 50% del TAC, la notifica dovrà avvenire una volta alla settimana.CAPITOLO VII Disposizioni speciali per le navi della Comunità che pescano nella zona CCAMLRSezione 1 RestrizioniArticolo 43 Divieti e limiti di catturaLa pesca diretta alle specie elencate nell'allegato XV è vietata nelle zone e durante i periodi ivi indicati.  Per le attività di pesca nuove o sperimentali, si applicano i limiti delle catture e delle catture accessorie di cui all'allegato XVI nelle sottozone e divisioni in esso indicate.Sezione 2 Pesca sperimentaleArticolo 44 Misure specifiche applicabile alla pesca sperimentale aperta alle navi comunitarie(1) Le navi battenti bandiera spagnola notificate alla CCAMLR ai sensi dell'articolo 16 del regolamento (CE) n. 66/98 del Consiglio, del 18 dicembre 1997, possono partecipare alla pesca sperimentale con palangari di Dissostichus spp. solo nelle sottozone 48.6 e 88.1 della FAO. In ciascuna sottozona, le attività di pesca saranno consentite a una sola nave per volta. Nell'allegato XVI sono indicati i limiti totali delle catture e delle catture accessorie per ciascuna delle due sottozone e la loro ripartizione per Piccole unità di ricerca (SSRU).(2) Le operazioni di pesca devono svolgersi in una zona geografica e batimetrica più ampia possibile per consentire la raccolta dei dati necessari a determinare il potenziale di pesca nonché a evitare una concentrazione eccessiva in termini di catture e di sforzo di pesca. A tal fine la pesca praticata in una qualsiasi SSRU deve essere interrotta quando le catture riportate raggiungono il limite fissato e la SSRU in questione viene chiusa alla pesca per il resto della campagna.Articolo 45 Sistemi di notificaLe navi che partecipano alla pesca sperimentale di cui all'articolo 44 sono soggette ai seguenti sistemi di notifica delle catture e dello sforzo di pesca:a) il sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo per periodo di 5 giorni, di cui all'articolo 7, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 66/98, del Consiglio;b) il sistema dichiarazione mensile dei dati biologici e dei dati di sforzo, di cui all'articolo 12 del regolamento (CE) n. 66/98, del Consiglio;(c) il numero totale  e il peso di esemplari di Dissostichus eleginoides e Dissostichus mawsoni rigettati, compresi gli esemplari con carne di aspetto gelatinoso.Articolo 46 Disposizioni speciali1. Le attività di pesca sperimentale di cui all'articolo 44 devono svolgersi in conformità con le disposizioni dell'articolo 14, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 66/98, del Consiglio, per quanto riguarda le misure applicabili per ridurre la mortalità accidentale degli uccelli marini dovuta alla pesca con palangari. Nelle attività di pesca in questione, oltre alle misure citate, è inoltre vietato il rigetto in mare delle frattaglie.2. Le navi partecipanti alla pesca sperimentale nella sottozona 88.1 della FAO sono inoltre soggette ai seguenti requisiti supplementari:a) le navi hanno il divieto di scaricare in mare:i) olio o prodotti combustibili o residui di oli, fatta eccezione per quanto consentito dall'allegato I della convenzione MARPOL 73/78;ii) immondizie;(iii) residui alimentari che non riescano a passare per un apertura non superiore a 25 mm;iv) pollame intero o in pezzi (compresi i gusci d'uovo); oppurev) acque reflue a meno di 12 miglia nautiche dalla costa o dalle banchise o quando la nave viaggia a una velocità inferiore a 4 nodi.b) Nessun tipo di pollame o di uccelli vivi può essere introdotto nella sottozona 88.1 e il pollame pronto per il consumo non utilizzato non può essere scaricato in mare nella stessa sottozona.(c) La pesca di Dissostichus spp. nella sottozona 88.1 è proibita nel raggio di 10 miglia nautiche dalla costa delle isole Balleny.Articolo 47 Definizione di cala1. Ai fini della presente sezione, si intende per cala la posa di uno o più palangari in uno stesso punto. Ai fini delle relazioni sulle catture e lo sforzo di pesca, la precisa collocazione geografica della cala è data dal centro del palangaro o dei palangari utilizzati.2. Per essere designate come cale di ricerca:a) ciascuna cala deve essere separata di almeno 5 miglia nautiche da un'altra cala di ricerca e tale distanza deve essere misurata dal punto di equidistanza geografico di ciascuna cala di ricerca;b) ciascuna cala deve comprendere tra 3 500 e 10 000 ami; ciò può essere realizzato con un numero di palangari separati collocati nel medesimo punto;(c) per ciascuna cala di palangaro, il tempo di immersione non deve essere inferiore a 6 ore,  misurate dal completamento della cala dei palangari fino all'inizio del recupero dei medesimi.Articolo 48 Piani di ricercaLe navi che partecipano alla pesca sperimentale di cui all'articolo 44 devono attuare piani di ricerca in ciascuna delle SSRU in cui sono suddivise le sottozone FAO 48.6 e 88.1.   Il piano di ricerca deve essere attuato con le modalità seguenti:a) al primo ingresso nella SSRU, le prime 10 cale, designate come 'prima serie', sono considerate 'cale di ricerca' e devono soddisfare i criteri di cui all'articolo 47, paragrafo 2;b) le successive 10 cale, o 10 tonnellate di catture, se ciò avviene prima di portare a termine le 10 cale, sono designate come 'seconda serie'. Le cale della seconda serie possono, a discrezione del comandante, essere realizzate come parte delle normali attività di pesca sperimentale; tuttavia, se soddisfano i requisiti dell'articolo 47, paragrafo 2, anche le cale in questione possono essere designate come cale di ricerca;(c) una volta completate la prima e la seconda serie di cale, se il comandante vuole continuare a pescare all'interno della SSRU, la nave deve effettuare una 'terza serie' che darà come risultato un totale di 20 cale di ricerca sulle tre serie. La terza serie di cale deve avvenire nel corso della stessa permanenza all'interno della SSRU in cui sono state effettuate la prima e la seconda serie di cale;d) una volta concluse le 20 cale di ricerca, la nave può continuare a pescare all'interno della SSRU;e) nelle SSRU A, B, C, E e G e nella sottozona 88.1, in cui la superficie dei fondali marini adatta alla pesca è inferiore a 15 000 km , non si applicano le lettere b), c) e d) e, una volta concluse le 10 cale di ricerca, la nave può continuare a pescare all'interno della SSRU.Articolo 48 Piani di ricerca(1) Le navi che partecipano alla pesca sperimentale di cui all'articolo 44 devono attuare piani di raccolta dei dati in ciascuna delle SSRU in cui sono suddivise le sottozone FAO 48.6 e 88.1.    Il piano di raccolta dei dati deve comprendere i seguenti dati:a) posizione e profondità del fondale a ciascuna estremità del palangaro;b) i tempi di innesco, di immersione e di salpamento;c) il numero e specie di pesci persi in superficie;d) il numero di ami innescati;e) il tipo di esca;f) il tasso di adescamento (in percentuale);g) il tipo di amo; eh) condizioni del mare, nuvolosità e fase lunare al momento della cala.(2) Tutti i dati indicati al paragrafo 1 devono essere raccolti per ogni cala di ricerca; in particolare, devono essere misurati tutti i pesci di una cala di ricerca fino a un massimo di 100 pesci e almeno 30 devono essere selezionati come campioni per ricerche biologiche. Qualora siano pescati più di 100 pesci, deve essere applicato un metodo di sottocampionamento casuale.Articolo 50 Programma di marcaturaCiascuna nave partecipante alla pesca sperimentale secondo le modalità di cui all'articolo 44, deve inoltre attuare un programma di marcatura secondo le seguenti modalità:a) Per quanto riguarda il Dissostichus spp. deve essere marchiato e liberato un esemplare per tonnellata di pesce vivo per tutta la durata della campagna. Le navi possono interrompere la marcatura solo dopo aver marchiato almeno 500 esemplari o, se interrompono la pesca, avendo marchiato un esemplare per tonnellata di pesce vivo catturato.b) il programma deve indirizzarsi soprattutto agli esemplari di piccola taglia (inferiore a 100 cm), anche se esemplari più grandi potranno essere marchiati se ciò è necessario per rispettare il rapporto di un esemplare per tonnellata di pesce vivo catturato. Tutti gli esemplari rilasciati in mare devono recare una doppia marcatura ed essere liberati in una zona geografica più ampia possibile;(c) tutti i marchi devono essere chiaramente impressi con un unico numero di serie e un indirizzo di riferimento, in modo da poter risalire alle origini del marchio nel caso in cui l'esemplare marchiato venga nuovamente catturato;d) tutti i dati attinenti alla marcatura e agli esemplari di Dissostichus spp. ricatturati nel corso della pesca devono essere trasmessi su supporto informatico alla CCAMLR entro due mesi dal termine delle attività di pesca della nave.Articolo 51 Osservatori scientificiOgni nave che partecipa alle attività di pesca sperimentali, di cui all'articolo 44,  deve avere a bordo almeno due osservatori scientifici, uno dei quali è designato secondo il programma di osservazione scientifica internazionale della CCAMLR, per l'intera durata delle attività di pesca della campagna.CAPITOLO VIII Disposizioni finaliArticolo 52 Trasmissione dei datiAi sensi del regolamento (CEE) n. 2847/93, i dati relativi agli sbarchi dei quantitativi di stock catturati devono essere trasmessi dagli Stati membri alla Commissione su supporto informatico utilizzando i codici indicati in ciascuna tabella degli stock.Articolo 53 Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2004.Qualora i TAC relativi alla zona CCAMLR siano fissati per periodi anteriori al 1° gennaio 2004, l'articolo 43 si applica a decorrere dall'inizio di ciascuno dei rispettivi periodi di applicazione dei TAC.Gli articoli 13 e 14 cessano di applicarsi a Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia a decorrere dalla data di adesione degli Stati in questione.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì ,[...]Per il ConsiglioIl presidenteALLEGATO I Possibilità di pesca per le navi comunitarie in zone dove sono imposti limiti di cattura e per le navi di paesi terzi che operano nelle acque comunitarie, secondo la specie e la zona (in tonnellate di peso vivo, salvo indicazione contraria)Tutte le limitazioni di cattura stabilite nel presente allegato si considerano contingenti ai fini dell'articolo 9 del presente regolamento e sono pertanto soggette alle norme fissate dal regolamento (CE) n. 2847/93, in particolare agli articoli 14 e 15.All'interno di ogni zona, gli stock ittici figurano secondo l'ordine alfabetico dei nomi latini delle specie. Ai fini del presente regolamento in appresso è riportata una tavola di corrispondenze dei nomi comuni e dei nomi latini:Nome comune  //  Nome scientifico//Tonno bianco  //  Thunnus alalungaBerici  //  Beryx spp.Passera canadese  //  Hippoglossoides platessoidesAcciuga  //  Engraulis encrasicolusRana pescatrice  //  LophiidaePesce del ghiaccio  //  Champsocephalus gunnariAustromerluzzo  //  Dissostichus eleginoidesLupo di mare  //  Anarhichas lupusIppoglosso atlantico  //  Hippoglossus hippoglossusSalmone atlantico  //  Salmo salarSqualo elefante  //  Cetorhinus maximusTonno obeso  //  Thunnus obesusPesce sciabola nero  //  Aphanopus carboPesce del ghiaccio  //  Chaenocephalus aceratusMolva azzurra  //  Molva dypterigiaMarlin azzurro  //  Makaira nigricansMelù  //  Micromesistius poutassouTonno rosso  //  Thunnus thynnusCapelin  //  Mallotus villosusMerluzzo bianco  //  Gadus morhuaSogliola  //  Solea soleaGranchio di mare  //  Paralomis spp.Limanda  //  Limanda limandaPleuronettiformi  //  PleuronectiformesPassera pianuzza  //  Platichthys flesusMusdea  //  Phycis spp.Argentina  //  Argentina silusIppoglosso nero  //  Reinhardtius hippoglossoidesGranatiere  //  Macrourus spp.Nototenia  //  Lepidonothen squamifronsEglefino  //  Melanogrammus aeglefinusNasello  //  Merluccius merlucciusAringa  //  Clupea harengusSugarello  //  Trachurus spp.Nototena  //  Gobionotothen gibberifronsKrill antartico  //  Euphausia superbaPesce lanterna  //  Electrona carlsbergiLimanda  //  Microstomus kittMolva  //  Molva molvaSgombro  //  Scomber scombrusNototena  //  Notothenia rossiiLepidorombi  //  Lepidorhombus spp.Gamberello boreale  //  Pandalus borealisScampo  //  Scampo norvegicusBusbana norvegese  //  Trisopterus esmarkiPesce specchio atlantico  //  Hoplostethus atlanticusMazzancolle  //  Penaeus sppPassera di mare  //  Pleuronectes platessaMerluzzo artico  //  Boreogadus saidaMerluzzo giallo  //  Pollachius pollachiusSmeriglio  //  Lamna nasusScorfano di Norvegia  //  Sebastes spp.Occhialone  //  Pagellus bogaraveoGranatiere  //  Macrourus berglaxGranatiere  //  Coryphaenoides rupestrisMerluzzo carbonaro  //  Pollachius virensCicerelli  //  AmmodytidaeSpigola  //  Dicentrarchus labraxTotano  //  Illex illecebrosusRazze  //  RajidaeGrancevole artiche  //  Chionoecetes spp.Pesce del ghiaccio  //  Pseudochaenichthys georgianusMolva occhiona  //  Molva macrophthalmusSpratto  //  Sprattus sprattusSpinarolo  //  Squalus acanthiasPesce spada  //  Xiphias gladiusAustromerluzzo  //  Dissostichus eleginoidesRombo chiodato  //  Psetta maximaBrosmio  //  Brosme brosmePesce del ghiaccio  //  Channichthys rhinoceratusPesce lancia striato  //  Tetrapturus albaMerlano  //  Merlangius merlangusPassera lingua di cane  //  Glyptocephalus cynoglossusTonno albacora  //  Thunnus albacaresLimanda  //  Limanda ferrugineaALLEGATO I A MAR BALTICOTutti i TAC in questa zona, tranne che per la passera di mare, sono adottati nell'ambito della Commissione internazionale per la pesca nel mar Baltico.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO I B SKAGERRAK, KATTEGAT, MARE DEL NORD E ACQUE COMUNITARIE OCCIDENTALI, zone CIEM Vb (acque CE), VI, VII, VIII, IX, X, COPACE (acque CE) e Guiana francese&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO I C ATLANTICO NORDORIENTALE E GROENLANDIA zone CIEM I, II, IIIa, IV, V, XII, XIV e NAFO 0, 1 (acque della Groenlandia&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO I D Zona NAFO dell'ATLANTICO NORDOCCIDENTALETutti i TAC e le condizioni associate sono adottati nell'ambito della NAFO.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO I E SPECIE ALTAMENTE MIGRATORIE - Tutte le zoneI TAC per la zona in questione sono adottati nell'ambito di organizzazioni internazionali per la pesca del tonno, quali l'ICCAT e la IATTC.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO I F ANTARTICO - Zona della CCAMLRQuesti TAC, adottati dalla CCAMLR, non sono assegnati ai membri della CCAMLR e quindi la parte spettante alla Comunità non è definita. Le catture sono soggette al controllo del segretariato della CCAMLR, che comunica la cessazione delle attività di pesca in seguito all'esaurimento del TAC.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO II Possibilità di pesca per il 2004 di aringhe da sbarcare senza cernita per scopi diversi dal consumo umano (in tonnellate di peso vivo).Tutte le limitazioni di cattura fissate nel presente allegato si considerano contingenti ai fini dell'articolo 3 del presente regolamento e sono pertanto soggette alle norme fissate dal regolamento (CE) n. 2847/93, in particolare agli articoli 14 e 15.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO III MISURE SPECIALI RELATIVE ALLE ARINGHE DEL MARE DEL NORD1. Gli Stati membri adottano misure speciali in materia di cattura, cernita e sbarco di aringhe del mare del Nord o dello Skagerrak e del Kattegat al fine di garantire il rispetto dei limiti di cattura, in particolare di quelli di cui all'allegato II. Tali misure comprendono segnatamente:- programmi speciali di controllo e di ispezione,- piani dello sforzo di pesca, con gli elenchi dei pescherecci autorizzati e, se necessario quando il contingente è stato utilizzato oltre il 70%, limitazioni delle attività dei pescherecci autorizzati,- controlli sui trasbordi e sulle pratiche che comportano rigetti in mare,- se possibile, il divieto temporaneo di pescare nelle zone per le quali si è a conoscenza di forti percentuali di catture accessorie di aringhe, ed in particolare di novellame.2. Nel caso in cui vengano sbarcate aringhe non separate dal resto delle catture, gli Stati membri provvedono ad istituire programmi adeguati di campionamento che consentano un controllo efficace di tutti gli sbarchi di catture accessorie di aringhe.  È proibito sbarcare catture contenenti aringhe non separate dagli altri pesci in porti che non dispongono di programmi di campionamento.3. Ispettori della Commissione effettuano, a norma dell'articolo 29 del regolamento (CE) n. 2847/93 e se la Commissione lo ritiene necessario ai fini di cui ai paragrafi 1 e 2, ispezioni indipendenti per verificare l'applicazione di programmi di campionamento e delle misure particolareggiate di cui al paragrafo 1 da parte delle autorità competenti.4. La Commissione vieta gli sbarchi di aringhe qualora ritenga che l'attuazione delle misure di cui ai paragrafi 1 e 2 non consenta di garantire un rigoroso controllo sulla mortalità per pesca delle aringhe in tutti i tipi di pesca.5. Tutti gli sbarchi di aringhe pescate nelle zone CIEM IIIa, IV e VIId da pescherecci che, mentre effettuano queste catture in dette aree, tengono a bordo reti da traino aventi unicamente maglie di dimensioni pari o superiori a 32 mm, sono imputati al contingente relativo definito nell'allegato I del presente regolamento.6. Tutti gli sbarchi di aringhe pescate nelle zone CIEM IIIa, IV e VIId da pescherecci che, mentre effettuano queste catture in dette zone, tengono a bordo reti da traino aventi maglie di dimensioni inferiori a 32 mm, sono imputati al contingente relativo definito nell'allegato II del presente regolamento.  Le aringhe sbarcate da pescherecci che operano in tali condizioni non possono essere messe in vendita per il consumo umano.ALLEGATO IV MISURE TECNICHE TRANSITORIE1. Tipo di attrezzi autorizzati per la pesca del merluzzo bianco nel mar Baltico1.1. Reti da traino1.1.1. Senza finestre di fugaSono vietate le reti da traino senza finestra di fuga.1.1.2. Con finestre di fugaIn deroga alle disposizioni sui dispositivi speciali di selettività di cui all'allegato V del regolamento (CE) n. 88/98, si applicano le disposizioni di cui all'appendice 1 del presente allegato.1.2. Reti da imbroccoIn deroga alle disposizioni di cui all'allegato IV del regolamento (CE) n. 88/98, la dimensione minima delle maglie è di 110 mm.Le reti non devono superare la lunghezza massima di 12 km per le navi di lunghezza complessiva fino a 12 metri.Le reti non devono superare la lunghezza massima di 24 km per le navi di lunghezza complessiva superiore a 12 metri.Il tempo di immersione delle reti non deve superare le 48 ore a decorrere dal momento in cui esse vengono immesse per la prima volta nell'acqua fino al momento in cui vengono completamente issate a bordo del peschereccio.2. Catture accessorie di merluzzo bianco nel mar BalticoIn deroga alle disposizioni di cui all'articolo 3, paragrafo 4 del regolamento (CE) n 88/98 non può essere tenuto a bordo il merluzzo bianco di dimensione inferiore a quella richiesta per tale specie.  Tuttavia, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 3, paragrafo 5, dello stesso regolamento, nella pesca delle aringhe e degli spratti con reti aventi maglie di dimensioni non superiori a 32 mm, la percentuale delle catture accessorie di merluzzi bianchi non può superare il 3% in peso.  Di tale percentuale di catture accessorie può essere tenuto a bordo non più del 5% di merluzzi bianchi di dimensione inferiore a quella richiesta per tale specie.Le catture accessorie di merluzzo bianco non possono superare il 10 % qualora la pesca interessi specie diverse dall'aringa e dello spratto e sia effettuata con reti da traino e sciabiche danesi diverse da quelle di cui al punto 1.1.2.3. Taglia minima per il merluzzo biancoIn deroga alle disposizioni di cui all'allegato III del regolamento (CE) n. 88/98, la dimensione minima delle maglie è di 38 cm.4. Divieto di pesca estivo per il merluzzo bianco del BalticoLa pesca del merluzzo bianco è proibita nel Baltico, nei Belts e nel Sound dal 1° giugno al 31 agosto 2004 incluso.5. Chiusura della zona al largo di BornholmLa pesca è proibita dal 15 maggio al 31 agosto 2004 nella zona al largo di Bornholm, nella zona di mare definita dalle linee che congiungono i seguenti punti:- 55° 15' latitudine nord e 15° 30' longitudine est- 55° 15' latitudine nord e 16° 30' longitudine est- 55° 00' latitudine nord e 16° 30' longitudine est- 55° 00' latitudine nord e 16° 00' longitudine est- - 55° 15' latitudine nord e 16° 00' longitudine est- 55° 15' latitudine nord e 15° 30' longitudine est- 55° 15' latitudine nord e 15° 30' longitudine est6. Misure tecniche di conservazione nello Skagerrak e KattegatIn deroga alle condizioni di cui all'allegato IV del regolamento (CE) n. 850/98, nel 2004 si applicano le seguenti disposizioni:a) è utilizzata una rete con maglie di 35 mm nella pesca dei gamberelli boreali (Pandalus borealis);b) è utilizzata una rete con maglie di 30 mm nella pesca delle argentine (Argentina spp.);c) nella pesca del merlano con reti aventi maglie di 70-89 mm, le catture accessorie non devono superare il 30 % per le seguenti specie: merluzzo bianco, eglefino, nasello, passera di mare, passera lingua di cane, sogliola limanda, rombo chiodato, rombo liscio, passera pianuzza, lepidorombi, limanda, merluzzo carbonaro, astice;d) nella pesca degli scampi con reti aventi maglie di 70-89 mm, le catture accessorie non devono superare il 60 % per le seguenti specie: merluzzo bianco, eglefino, nasello, passera di mare, passera lingua di cane, sogliola limanda, rombo chiodato, rombo liscio, passera pianuzza, lepidorombi, merlano, limanda, merluzzo carbonaro, astice;e) nella pesca dei gamberelli boreali (Pandalus borealis) con reti aventi maglie di 35-69 mm, le catture accessorie non devono superare il 50% per le seguenti specie: merlano bianco, eglefino, nasello, passera di mare, passera lingua di cane, sogliola limanda, rombo chiodato, rombo liscio, passera pianuzza, aringa, sgombro, rombo giallo, merlano, limanda, merluzzo carbonaro, scampo, astice;(f) nei tipi di pesca diversi da quelli contemplati alle lettere c), d) ed e) con reti aventi maglie di dimensioni inferiori a 90 mm, le catture accessorie non devono superare il 10 % per le seguenti specie: merluzzo bianco, eglefino, nasello, passera di mare, passera lingua di cane, sogliola limanda, rombo chiodato, rombo liscio, passera pianuzza, sgombro, lepidorombi, merlano, limanda, merluzzo carbonaro, scampo, astice.7. Zona di protezione dell'eglefino di RockallTutti i tipi di pesca, eccetto quello con palangari, sono vietati nelle acque comunitarie e internazionali delimitate dalle seguenti coordinate:Punto n. Latitudine Longitudine1  57.000° N 15.000° O2  57.000° N 14.700° O3  56.575° N 14.327° O4  56.500°N 14.450° O5  56.500°N 15.000° O8. Pesca dell'aringa nella zona IIa (acque CE)La pesca con attrezzi trainati con maglie di dimensioni inferiori a 54 mm o con ciancioli nella zona IIa (acque CE) è consentita unicamente tra il 1° marzo e il 15 maggio.9. Misure tecniche di conservazione in MediterraneoLa pesca, esclusa quella con reti a strascico entro tre miglia nautiche dalla costa o all'isobata 50, se tale profondità è raggiunta a una minore distanza dalla costa, che è effettuata in virtù delle deroghe di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 1 bis e all'articolo 6, paragrafi 1 e 1 bis del regolamento (CE) n. 1626/94, può continuare nel 2004.10. Chiusura di una zona per le attività di pesca dei cicerelliÈ proibito sbarcare o tenere a bordo cicerelli catturati nella zona geografica delimitata dalla costa orientale dell'Inghilterra e della Scozia e da una linea che unisce in sequenza le seguenti coordinate:- la costa orientale dell'Inghilterra alla latitudine 55° 30' N,- latitudine 55° 30' N, longitudine 1° 00' O,- latitudine 58° 00' N, longitudine 1° 00' O,- latitudine 58° 00' N, longitudine 2° 00' O,- la costa orientale della Scozia alla longitudine 2° 00' O,- la costa orientale della Scozia alla longitudine 2° 00' O.Sarà tuttavia consentita una limitata attività di pesca ai fini del controllo dello stock di cicerelli nella zona e degli effetti della chiusura.11. Disposizioni specifiche per il golfo di Riga11.1 Permesso speciale di pesca1. Per esercitare le attività di pesca nel golfo di Riga, le navi devono avere un permesso speciale di pesca rilasciato ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1627/94.2. Gli Stati membri garantiscono che i pescherecci ai quali è stato rilasciato un permesso di pesca speciale conformemente al paragrafo 1 siano inseriti in un elenco contenente il loro nome e numero di immatricolazione internazionale che gli Stati membri forniscono alla Commissione.I pescherecci inseriti in tale elenco devono soddisfare i seguenti requisiti:a) la potenza motrice totale (kW) dei pescherecci compresi nei singoli elenchi non deve superare quella constatata per ogni Stato membro nel periodo 2000-2001 nel golfo di Riga;b) la loro potenza motrice non deve superare in alcun momento, 221 chilowatt (kW).11.2 Sostituzione di pescherecci o di motori1. Un peschereccio che figura nell'elenco di cui al punto 12.1.2, può essere sostituito da un altro o da altri pescherecci purché:a) a sostituzione non comporti un aumento della potenza motrice totale quale indicata al punto 12.1.2, lettera a) per tale Stato membro, eb) la potenza motrice di un peschereccio di sostituzione non sia superiore, in alcun momento, a 221 kW.2. Un motore di un qualsiasi peschereccio figurante nell'elenco di cui al punto 12.1.2 può essere sostituito purché:a) la potenza del motore di sostituzione non sia superiore in alcun momento a 221 kW, eb) la potenza del motore di sostituzione non sia tale che la sostituzione comporti un aumento della potenza motrice totale quale indicata al punto 12.1.2, lettera a) per tale Stato membro.12. Procedure di pesatura per le aringhe o gli sgombri catturati nelle sottozone CIEM I e II12.1 In deroga alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2807/83, che stabilisce le modalità di registrazione delle informazioni fornite sulle catture di pesci da parte degli Stati membri [22], la tolleranza nella stima del quantitativo di pesce detenuto a bordo, quale inserita nel giornale di bordo ed espressa in kg, non può discostarsi di più del 5% dal quantitativo di pesce effettivamente sbarcato.[22]  GU L 276 del 10.10.1983, pag. 1.12.2 Per tutti gli acquisti di pesce fresco oltre le 10 tonnellate, gli acquirenti dovranno pesare tutti i quantitativi ricevuti. La pesatura deve avvenire prima che il pesce sia trasformato, detenuto in celle frigorifere, portato via dal porto di sbarco o rivenduto.In aggiunta agli obblighi di cui all'articolo 9, paragrafi 1 e 2 del regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca [23], l'acquirente o l'impresa di trasformazione devono presentare alle autorità competenti degli Stati membri interessati, su richiesta delle stesse ed entro 48 ore dal completamento della pesatura, una copia della ricevuta, o un documento equivalente, come indicato all'articolo 22, paragrafo 3 della Sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme [24], che contenga tutte le informazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 3.[23]  GU L 261, 20.10.1993, p. 1[24]  GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.   Regolamento modificato da ultimo dalla direttiva. 2003/92/CE del Consiglio, del 7.10.2003 (GU L 260 dell'11.10.2003, pag. 8).12.3 Nel determinare il peso di cui al punto 12.2, le eventuali detrazioni per il tenore in acqua non devono superare il 2%.12.4 Per i quantitativi di pesce sbarcato surgelato deve essere determinato il peso medio delle casse sulla base di campioni significativi. Entro il 31 gennaio 2004, gli Stati membri devono comunicare la loro metodologia di campionamento per l'approvazione da parte della Commissione.13. Restrizioni per la pesca dello scampoLa pesca con reti a strascico e nasse è vietata nelle zone geografiche delimitate da una linea che unisce le coordinate seguenti:Box 1- 43°35' latitudine nord e 4°45' longitudine ovest- 43°45' latitudine nord e 4°45' longitudine ovest- 43°37' latitudine nord e 5°20' longitudine ovest- 43°55' latitudine nord e 5°20' longitudine ovestBox 2:- 43°37' latitudine nord e 6°15' longitudine ovest- 43°50' latitudine nord e 6°15' longitudine ovest- 44°00' latitudine nord e 6°45' longitudine ovest- 43°34' latitudine nord e 6°45' longitudine ovestBox 3:- 42°00' latitudine nord e 9°00' longitudine ovest- 42°27' latitudine nord e 9°00' longitudine ovest- 42°27' latitudine nord e 9°30' longitudine ovest- 42°00' latitudine nord e 9°30' longitudine ovestBox 4:- 37°45' latitudine nord e 9°00' longitudine ovest- 38°10' latitudine nord e 9°00' longitudine ovest- 38°10' latitudine nord e 9°15' longitudine ovest- 37°45' latitudine nord e 9°20' longitudine ovestBox 5:- 36°05' latitudine nord e 7°00' longitudine ovest- 36°35' latitudine nord e 7°00' longitudine ovest- 36°45' latitudine nord e 7°18' longitudine ovest- 36°50' latitudine nord e 7°50' longitudine ovest- 36°25' latitudine nord e 7°50' longitudine ovest14. Restrizioni alla pesca del merluzzo bianco all'ovest della ScoziaFino al 31 dicembre 2004 è proibita ogni attività di pesca nella zona ottenuta congiungendo successivamente con linee dirette le seguenti coordinate geografiche:- 59°05'N, 06°45'O- 59°30'N, 06°00'O- 59°40'N, 05°00'O- 60°00'N, 04°00'O- 59°30'N, 04°00O'- 59°05'N, 06°45'OLarghezze delle maglie, specie bersaglio e percentuali di catture applicabili all'uso di maglie di dimensioni uniche in attrezzi trainati nello Skagerrak e nel Kattegat.In deroga alle disposizioni sugli attrezzi trainati  nello Skagerrak e nel Kattegat, di cui all'allegato IV del regolamento (CE) n. 850/98, a decorrere dal 1° marzo si applicano le disposizioni dell'appendice 2 del presente allegato.Allegato IV, appendice 1Caratteristiche del sacco con finestra di fuga superiore "BACOMA"Finestra a maglie quadrate di 110 mm (apertura del diametro interno), fissata su un sacco con dimensioni di maglia pari o superiori a 105 mm in reti da traino, sciabiche danesi o reti analoghe.La finestra consiste in una pezza di rete rettangolare fissata sul sacco.  Essa deve essere unica  e non può essere in alcun modo ostruita da dispositivi interni o esterni del sacco.Dimensioni del sacco, dell'avansacco e dell'estremità posteriore della rete da trainoIl sacco è composto da due pannelli di rete della stessa dimensione, congiunti da ralinghe su entrambi i lati.È proibito tenere a bordo una rete con più di 100 maglie a diamante aperte su una qualsiasi circonferenza del sacco, ad eccezione della giuntura o delle ralinghe.Il numero di maglie a diamante aperte, escluse quelle delle ralinghe, in qualsiasi punto di una circonferenza dell'avansacco non deve essere inferiore o superiore al numero massimo di maglie sulla circonferenza dell'estremità anteriore del sacco strictu sensu e sull'estremità posteriore della sezione conica della rete da traino, escluse quelle delle ralinghe (figura 1).Collocazione della finestraCollocazione della finestra  La finestra è inserita nel pannello superiore del sacco e termina a non più di 4 maglie di distanza dalla sagola di chiusura, compresa la fila di maglie intrecciate a mano attraverso la quale passa la sagola (figura 2).Dimensioni della finestraLa larghezza della finestra, espressa in numero di lati di maglia, è pari al numero di maglie a diamante aperte del pannello superiore diviso per due.  Se necessario, può essere autorizzato il mantenimento di un massimo del 20% del numero di maglie a diamante aperte sul pannello superiore, uniformemente ripartite sui due lati del pannello della finestra (figura 3).La finestra ha una lunghezza minima di 3,5 metri.Pezza di rete della finestraLe maglie della finestra hanno un'apertura minima di 110 millimetri.  Si tratta di maglie quadrate, vale a dire che sui quattro lati della pezza di rete le maglie presentano un taglio obliquo.  La pezza è fissata in modo che i lati di maglia siano paralleli e perpendicolari alla lunghezza del sacco.  La pezza è a filo unico intrecciato senza nodi o presenta proprietà selettive analoghe comprovate.  Il diametro di ciascun filo deve essere di almeno 4,9 millimetri.Altre caratteristicheLe caratteristiche di montaggio sono indicate nelle figure 4a-c. La lunghezza dello strozzatoio non deve essere inferiore a 4 metri.&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;Figura 1.Una rete da traino può essere divisa in tre sezioni sulla base della loro forma e funzione.Il corpo della rete ha sempre forma conica e una lunghezza compresa tra 10 e 40 metri. L'avansacco è un elemento cilindrico, normalmente composto da una o due pezze di 49,5 maglie che, tirate, raggiungono una lunghezza compresa tra 6 e 12 metri. Il sacco è a sua volta un elemento cilindrico, spesso realizzato con filo doppio per offrire una maggiore resistenza all'usura.  La lunghezza del sacco è in genere di 49,5 maglie, pari a circa 6 metri, benché in pescherecci di piccole dimensioni esso possa essere più corto (2-4 metri).  La parte situata sotto lo strozzatoio è chiamata sacco di salpamento.&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;Figura 2.La distanza tra il pannello della finestra e la sagola di chiusura è di 4 maglie.  Il pannello superiore presenta 3,5 maglie a diamante e una fila intrecciata a mano di una profondità di 0,5 maglie all'altezza della sagola.&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;Figura 3.È possibile mantenere il 20 % di maglie a diamante nel pannello superiore lungo una fila perpendicolare che va da una ralinga all'altra.  Ad esempio (come nella figura 3), in un pannello superiore avente larghezza di 30 maglie aperte, il 20% sarebbe costituito da 6 maglie.  Si dovrebbero dunque ripartire tre maglie aperte su ciascun lato del pannello della finestra.  La larghezza di tale pannello sarebbe quindi di 12 lati di maglia (30 -6 = 24 maglie a diamante, diviso 2 è uguale a 12 lati di maglia).Pannello inferiore&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;Figura 4a: Struttura del pannello inferiore, formata da una pezza di rete con profondità di 49,5 magliePannello superiore(senza maglie a diamante tra la ralinga e il pannello a maglie quadrate)&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;Figura 4b: Struttura del pannello superiore, dimensioni e posizione del pannello della finestra nel caso in cui il dispositivo di fuga vada da ralinga a ralingaPannello superiore(con maglie a diamante tra la ralinga e il pannello a maglie quadrate) &gt;&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;Figura 4c: Struttura del pannello superiore nel caso in cui il 20% di maglie a diamante venga mantenuto nel pannello suddetto, ripartito equamente su entrambi i lati della finestraAllegato IV, appendice 2ATTREZZI TRAINATI: Skagerrak e KattegatLarghezze delle maglie, specie bersaglio e percentuali di cattureapplicabili all'uso di maglie di dimensioni uniche in attrezzi trainati&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1)          Solamente all'interno di 4 miglia dalle linee di base.(2)          4 miglia al di fuori dalle linee di base.(3)          Dal 1° marzo al 31 ottobre nello Skagerrak e dal 1° marzo al 31 luglio nel Kattegat.(4)          Dal 1° novembre all'ultimo giorno di febbraio nello Skagerrak e dal 1° agosto all'ultimo giorno di febbraio nel Kattegat.(5)          Quando si usano maglie di queste dimensioni, il sacco  e l'avansacco devono essere costituiti da pezze a maglie quadrate.ALLEGATO V SFORZO DI PESCA E ULTERIORI CONDIZIONI PER IL CONTROLLO, L'ISPEZIONE E LA SORVEGLIANZA NEL QUADRO DELLA RICOSTITUZIONE DI TALUNI STOCK ITTICIDISPOSIZIONI GENERALI1. Dal 1° febbraio 2004 al 31 dicembre 2004, ai pescherecci comunitari di lunghezza complessiva pari o inferiore a 10 metri si applicano le condizioni stabilite nel presente allegato.2. Ai fini del presente allegato valgono le seguenti definizioni di zone geografiche:(a) Kattegat;(b) Skagerrak e Mare del Nord;(c) Scozia Occidentale (Divisione CIEM VIa);(d) Manica (Divisioni CIEM VIId,e);(e) Mare d'Irlanda (Divisione CIEM VIIa);(f) Penisola iberica, costa atlantica (Divisioni CIEM VIIIc e IXa).3. Ai fini del presente allegato si intende per "giornata fuori dal porto":(a) il periodo di 24 ore compreso tra le ore 00:00 di un giorno di calendario e le ore 24:00 del medesimo giorno di calendario o una parte di detto periodo;(b) qualsiasi periodo continuo di 24 ore quale registrato nel giornale di bordo CE tra la data e l'ora di partenza e la data e l'ora di arrivo e qualsiasi parte di uno di questi periodi.Se uno Stato membro desidera avvalersi della definizione di "giornata fuori dal porto" di cui alla lettera (b), esso notifica alla Commissione i mezzi di sorveglianza delle attività dei pescherecci che intende utilizzare per garantire il rispetto delle suddette disposizioni.4. Ai fini del presente allegato si applicano i seguenti raggruppamenti di attrezzi da pesca:(a) reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati, ad eccezione delle sfogliare, aventi maglie di dimensione pari o superiore a 100 mm;(b) sfogliare aventi maglie di dimensione pari o superiore a 80 mm;(c) reti fisse demersali, incluse le reti da posta derivanti, le tramaglie e le reti da posta impiglianti;(d) palangari demersali;(e) reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati, ad eccezione delle sfogliare, aventi maglie di dimensioni tra 70 mm e 99 mm;(f) reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati, ad eccezione delle sfogliare, aventi maglie di dimensioni tra 16 mm e 31 mm;(g) reti a strascico o altri attrezzi trainati aventi maglie di dimensione pari o superiore a 32 mm.SFORZO DI PESCA5. (a) Ciascuno Stato membro provvede affinché i pescherecci battenti la sua bandiera e immatricolati nella Comunità, allorché detengono a bordo uno degli attrezzi da pesca definiti al punto 4, siano fuori dal porto e si trovino in una delle zone specificate al punto 2 per un numero di giornate non superiore a quello specificato al punto 6.(b) Le giornate fuori dal porto trascorse in zone diverse da quelle specificate al punto 2 non sono imputate al numero di giornate di cui al punto 6.6. (a) Il numero massimo di giorni nell'arco di tre mesi civili, in cui un peschereccio può essere fuori dal porto detenendo a bordo uno degli attrezzi da pesca di cui al paragrafo 4, è indicato nella tabella I.Tabella I - Numero massimo di giorni per zona e attrezzi da pesca&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(b) La Commissione può assegnare provvisoriamente agli Stati membri un numero aggiuntivo di giorni in cui una nave può essere fuori dal porto detenendo a bordo uno degli attrezzi da pesca di cui al punto 4, sulla base dei risultati acquisiti o previsti dei programmi di disarmo avviati a decorrere dal 1° gennaio 2002.Gli Stati membri che desiderano beneficiare di tale assegnazione devono presentare una richiesta in tal senso alla Commissione, allegando le informazioni relative ai programmi di disarmo da essi completati.Sulla base di tale domanda, e previa consultazione con gli Stati membri, la Commissione può modificare il numero di giorni previsti per lo Stato membro in questione alla lettera a).(c) In deroga alle disposizioni della lettera a), uno Stato membro, previa approvazione della Commissione, può consentire a uno qualsiasi dei suoi pescherecci con a bordo qualsiasi attrezzatura di trascorrere fino a 66 giornate fuori dal porto, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:(i) lo Stato membro abbia verificato, in base alle registrazioni nel giornale di bordo CE, che  meno del 5 % degli sbarchi del peschereccio in questione, in peso vivo, durante il 2002 era costituito da merluzzo bianco, sogliola o passera di mare per le zone di cui al punto 2, lettere da a) a e), e da nasello per la zona di cui al punto 2, lettera f);(ii) le catture detenute a bordo non consistano in nessun momento di più del 5% di merluzzo bianco, sogliola, passera di mare o nasello;(iii) lo Stato membro abbia previamente notificato alla Commissione la propria intenzione di applicare tale disposizione.Se un peschereccio non soddisfa le condizioni di cui al punto (ii), perde il diritto di beneficiare di ulteriori giornate di assenza dal porto destinatogli alla lettera c).7. Anteriormente al giorno d'inizio di ciascun periodo trimestrale di gestione, gli armatori notificano alle autorità dello Stato membro di bandiera gli attrezzi che intendono utilizzare nel successivo periodo di gestione. L'assenza dal porto non può superare il numero di giornate indicato al punto 6, lettera a) per la categoria di attrezzi notificata alle proprie autorità che presenta il numero inferiore di giornate di assenza dal porto.8. Un peschereccio che si trova in una delle zone di cui al punto 2 e che detiene a bordo uno degli attrezzi da pesca di cui al punto 4 non può simultaneamente detenere a bordo un altro degli attrezzi menzionati al punto 4.9. In uno qualsiasi dei periodi trimestrali di gestione, un peschereccio che abbia utilizzato il numero di giornate di assenza dal porto cui ha titolo, deve restare in porto, o comunque al di fuori delle zone di cui al punto 2, per i giorni restanti del periodo di gestione.10. (a) Uno Stato membro può consentire a qualsiasi suo peschereccio di trasferire giornate di assenza dal porto,  alle quali è ammissibile, a un altro dei suoi pescherecci per lo stesso periodo di gestione, a condizione che il prodotto del numero di giornate ricevute da un peschereccio moltiplicato per la sua potenza motrice installata, espressa in chilowatt-giorni, sia pari o inferiore al prodotto del numero di giornate trasferite dal peschereccio cedente moltiplicato per la potenza motrice installata, in chilowatt, di tale peschereccio. La potenza motrice installata in chilowatt del peschereccio è quella registrata  per ciascun peschereccio nello allo schedario comunitario delle navi da pesca.(b) Il numero totale di giornate di assenza dal porto trasferite in virtù della lettera a),  moltiplicato per la potenza motrice installata, in chilowatt, del peschereccio cedente, non può essere superiore alla media annua documentata di giornate trascorse nelle zone di cui al punto 2 negli anni 2000, 2001 e 2002 dal peschereccio cedente, moltiplicato per la potenza motrice installata, in chilowatt, di tale peschereccio.(c) Il trasferimento di giornate di assenza dal porto, di cui alla lettera a), è consentito solo tra pescherecci che operano con lo stesso gruppo di attrezzi e nelle stesse zone di cui al punto 6, lettera a).(d) Non è ammesso alcun trasferimento di giornate di assenza dal porto da parte dei pescherecci che beneficiano delle condizioni di cui al punto 6, lettera c).(e)        Su richiesta della Commissione, gli Stati membri trasmettono informazioni sui trasferimenti di giornate effettuati.11. Uno Stato membro non può consentire la pesca con uno degli attrezzi di cui al punto 4 in una delle zone di cui al punto 2 a un suo peschereccio che non abbia un'attività registrata in quel tipo di pesca nel 2000, 2001 o 2002.12. Le condizioni di cui ai punti 5-11 si applicano alle attività di pesca dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2004 nelle zone di cui al punto 2, lettere a), b) e c) e alle attività di pesca dal 1° febbraio  2004 al 31 dicembre 2004 nelle zone di cui al punto 2, lettere d), e) e f).CONTROLLO, ISPEZIONE E SORVEGLIANZA13. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 19 bis del regolamento (CEE) n. 2847/93, gli articoli  19 ter, quater, quinquies e sexies dello stesso regolamento si applicano alle navi che impiegano gli attrezzi da pesca specificati al punto 4 e operanti nelle zone specificate al punto 2.14. Gli Stati membri possono attuare misure di controllo alternative per garantire la conformità con gli obblighi di comunicazione di cui al punto 13 del presente allegato, purché esse garantiscano la medesima efficacia e trasparenza. Prima di essere attuate, tali misure alternative sono notificate alla Commissione.15. Il comandante di un peschereccio o il suo rappresentante, prima di ogni ingresso nel porto di uno Stato membro e dopo essere stato presente in una delle zone di cui alla tabella II e con a bordo un quantitativo di una qualsiasi specie superiore a quello indicato nella stessa tabella, comunica, almeno quattro ore prima dell'ingresso nel porto, alle autorità competenti di tale Stato membro:- il nome del porto,- l'ora di arrivo prevista nel porto suddetto,- i quantitativi in chilogrammi di peso vivo per ciascuna specie per la quale sono presenti a bordo più di 50 kg.16. Le autorità competenti dello Stato membro in cui uno sbarco supera, per una qualsiasi specie, i  quantitativi indicati nella tabella II, possono chiedere che le operazioni di sbarco non inizino prima che esse abbiano dato la loro autorizzazione.Tabella II - Volumi degli sbarchi espressi in tonnellate per zona e specie soggette a condizioni speciali&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;PN - Previa notifica di cui al punto 16DP - Porto designato di cui al punto 1717. Un peschereccio che ha operato nella zona di cui alla tabella II non può sbarcare un quantitativo superiore a quello indicato nella stessa tabella al di fuori del porto designato.Ciascuno Stato membro trasmette alla Commissione, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, l'elenco dei porti designati e comunica nei 30 giorni successivi le relative procedure di ispezione e sorveglianza, comprese le modalità e le condizioni per la registrazione e la notifica dei quantitativi di ciascuna delle specie o stock di cui all'articolo 12 per ogni singolo sbarco. La Commissione trasmette tali informazioni a tutti gli Stati membri.18. In deroga alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 2 [25] del regolamento (CEE) n. 2807/83 della Commissione, del 22 dicembre 1983, che stabilisce le modalità di registrazione delle informazioni fornite sulle catture di pesci da parte degli Stati membri, la tolleranza nella stima del quantitativo di pesce detenuto a bordo ed espresso in kg, di cui al punto 14, è pari a un margine massimo del 5% dal dato registrato nel giornale di bordo.[25]  GU L276 del 10.10.1983, pag.1.19. È vietato detenere a bordo di un peschereccio, quale che sia il contenitore, quantitativi di merluzzo bianco mescolati con altre specie di organismi marini. Le casse contenenti merluzzo bianco o passera di mare devono essere conservati separati da altri contenitori.20. Le autorità competenti di uno Stato membro devono garantire che i quantitativi di merluzzo bianco e/o di passera di mare pescati in una delle zone di cui al punto 2 e sbarcati per la prima volta in tale Stato membro siano pesati alla presenza di ispettori prima di essere trasportati fuori dal porto di primo sbarco. I quantitativi di merluzzo bianco e/o passera di mare sbarcati per la prima volta in un porto designato ai sensi del punto 16 sono pesati alla presenza di ispettori prima di essere messo in vendita.21. Le autorità competenti di uno Stato membro garantiscono che i quantitativi di nasello o di scampi superiori a 50 kg e pescati in una delle zone di cui al punto 2, lettera f) e sbarcati per la prima volta in tale Stato membro siano venduti all'asta e pesati prima della vendita.22. In deroga alle condizioni di cui all'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2847/93, i quantitativi superiori a 50 kg di una qualsiasi delle specie di cui all'articolo 12 trasportati in un luogo diverso da quello di sbarco o di importazione sono accompagnati da copia di una delle dichiarazioni previste all'articolo 8, paragrafo 1 del regolamento precitato, indicante i quantitativi trasportati delle specie in questione. L'esenzione prevista dall'articolo 13, paragrafo 4, lettera b), dello stesso regolamento non si applica.23. In deroga all'articolo 34 quater, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2847/93, i programmi di controllo specifici per gli stock ittici di cui all'articolo 12, possono avere una durata superiore a due anni dalla loro entrata in vigore.ALLEGATO VI SFORZO DI PESCA PER I PESCHERECCI CHE PRATICANO LA PESCA DEL CICERELLO NEL MARE DEL NORD E NELLO SKAGERRAK1. Tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2004, le condizioni di cui al presente allegato si applicano ai pescherecci della Comunità che pescano nel Mare del Nord e nello Skagerrak con reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati con maglie di dimensione inferiore a 16 mm.2. Ai fini del presente allegato si intende per "giornata fuori dal porto":(a) il periodo di 24 ore compreso tra le ore 00:00 di un giorno di calendario e le ore 24:00 del medesimo giorno di calendario o una parte di detto periodo;(b) qualsiasi periodo continuo di 24 ore quale registrato nel giornale di bordo CE tra la data e l'ora di partenza e la data e l'ora di arrivo e qualsiasi parte di uno di questi periodi.3. Entro il 1° marzo 2004, ogni Stato membro  istituisce una base dati contenente per quanto riguarda il Mare del Nord e lo Skagerrak negli anni 2001, 2002 e 2003 e per ogni peschereccio battente la sua bandiera o immatricolato nella Comunità, che abbia svolto attività di pesca utilizzando reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati con maglie di dimensione inferiore a 16 mm le seguenti informazioni:a) il nome e il numero di immatricolazione internazionale del peschereccio;b) la potenza motrice installata del peschereccio espressa in chilowatt, misurata conformemente all'articolo 5 del regolamento (CEE) n. 2930/86 del Consiglio, del 22 settembre 1986, che definisce le caratteristiche dei pescherecci [26];[26]  GU L 274 del 25.09.1986, pag. 1.c) il numero di giornate fuori dal porto in attività di pesca con reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati con maglie di dimensione inferiore a 16 mm;d) i chilowatt-giorni risultanti dal prodotto del numero di giorni fuori dal porto per la potenza motrice installata in chilowatt.4. Ogni Stato membro deve calcolare i seguenti aspetti:e) i chilowatt-giorni totali per ogni anno risultanti dalla somma dei chilowatt-giorno calcolati al punto 3, lettera d);f) la media dei chilowatt-giorno per il periodo 2001-2003.5. Ogni Stato membro deve garantire che il numero di chilowatt-giorni nel 2004 per i pescherecci battenti la sua bandiera o immatricolati nella Comunità non superi quello del 2003, come calcolato al punto 4, lettera a).6. Il numero massimo di chilowatt-giorno di cui al punto 5 viene riesaminato dalla Commissione entro il 30 giugno, sulla base del parere del Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare (CIEM) relativo alla consistenza dello stock di cicerello del Mare del Nord nel 2003, in conformità delle seguenti norme:a) se il CIEM ritiene che la consistenza dello stock di cicerello del Mare del Nord nel 2003 sia pari o superiore a 500 000 000 esemplari a età 0, il numero di chilowatt-giorni non potrà superare la media dei chilowatt-giorni per il periodo 2001-2003, quale calcolata al punto 4, lettera b);b) se il CIEM ritiene che la consistenza dello stock di cicerello del Mare del Nord nel 2003 sia compresa tra 300 000 000 e 500 000 000 esemplari a età 0, il numero di chilowatt-giorni non potrà superare il livello del 2003, quale calcolato al punto 4, lettera a);c) se il CIEM ritiene che la consistenza dello stock di cicerello del Mare del Nord nel 2003 sia inferiore a 300 000 000 esemplari a età 0, la pesca con reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati con maglie di dimensione inferiore a 16 mm sarà proibita per il resto del 2004.ALLEGATO VIIPARTE ILimitazioni quantitative delle licenze ee dei permessi di pesca per i pescherecci comunitari che operanoin acque di paesi terzi&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;"PARTE IILimitazioni quantitative delle licenze e dei permessi di pescaper i pescherecci di paesi terzi che operano in acque comunitarie&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;PARTE IIIDichiarazione presentata a norma dell'articolo 15, paragrafo 2DICHIARAZIONE DI SBARCO [27][27]  Una copia è conservata dal comandante, una seconda copia dal funzionario incaricato del controllo ed una terza è inviata alla Commissione delle Comunità europee.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Quantitativi di mazzancolle sbarcati (in peso vivo)Mazzancolle decapitate:  kgo (       x 1,6) = Mazzancolle con testa: kgMazzancolle con testa:  kgThunnidae: kg  //  Lutianidi (Lutjanidae): kgSquali: kg  //  - - Altri: kgALLEGATO VIIIPARTE IInformazioni da registrare nel giornale di bordoQuando si effettua la pesca entro la zona di 200 miglia nautiche dalle coste degli Stati membri nella quale vigono le norme comunitarie in materia di pesca, si devono registrare nel giornale di bordo i seguenti dati, subito dopo ciascuna delle operazioni in appresso indicateDopo ogni operazione di pesca:1.1. quantitativi catturati, di ciascuna specie, espressi in chilogrammi di peso vivo;1.2. la data e l'ora dell'operazione di pesca;1.3. la posizione geografica in cui sono state effettuate le catture;1.4. il metodo di pesca utilizzato.Dopo ogni trasbordo da una nave ad un'altra:2.1. l'indicazione "ricevuto da" o "trasbordato su";2.2. i quantitativi trasbordati, di ciascuna specie, espressi in chilogrammi di peso vivo;2.3. il nome, le cifre e le lettere di identificazione esterna della nave dalla quale o verso la quale è stato effettuato il trasbordo;2.4. l'indicazione che è vietato il trasbordo di merluzzo bianco.Dopo ogni sbarco in un porto della Comunità:3.1. il nome del porto;3.2. i quantitativi sbarcati di ciascuna specie, espressi in chilogrammi di peso vivo.Dopo ogni trasmissione di informazioni alla Commissione delle Comunità europee:4.1. la data e l'ora della comunicazione;4.2. il tipo di messaggio: IN, OUT, ICES, WKL o 2 WKL;4.3. nel caso di una comunicazione radio: il nome della stazione radio."PARTE II&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;ALLEGATO IX CONTENUTO E MODALITÀ DI TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI DESTINATE ALLA COMMISSIONELe informazioni da trasmettere alla Commissione delle Comunità europee e lo scadenzario per la loro trasmissione sono i seguenti:1.1. Ad ogni entrata della nave nella zona delle 200 miglia nautiche dalle coste degli Stati membri della Comunità, soggette a norme comunitarie in materia di pesca:a) gli elementi indicati al punto 1.5;b) i quantitativi che si trovano nelle stive, espressi in chilogrammi di peso vivo e ripartiti per specie;(c) la data e la divisione CIEM all'interno della quale il comandante prevede di iniziare la pesca.Quando le operazioni di pesca richiedono che la nave entri più di una volta in una zona di cui al punto 1.1 in un dato giorno, è sufficiente una sola comunicazione alla prima entrata.1.2. Ad ogni uscita della nave da una zona di cui al punto 1.1:a) gli elementi indicati al punto 1.5;b) i quantitativi che si trovano nelle stive, espressi in chilogrammi di peso vivo e ripartiti per specie;(c) i quantitativi catturati dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi di peso vivo e ripartiti per specie;d) la divisione CIEM in cui sono state effettuate le catture;e) i quantitativi di ciascuna specie, espressi in chilogrammi di peso vivo, trasbordati su e/o da altre navi da quando la nave è entrata nella zona e l'identificazione della nave sulla quale è stato effettuato il trasbordo;(f) i quantitativi, espressi in chilogrammi di peso vivo e ripartiti per specie, sbarcati in un porto della Comunità da quando la nave è entrata nella zona.Quando le operazioni di pesca richiedono che la nave esca più di una volta da una zona di cui al punto 1.1 in un dato giorno, è sufficiente una sola comunicazione all'ultima uscita.1.3. Ogni tre giorni a partire dal terzo giorno da quando la nave è entrata per la prima volta nella zona di cui al punto 1.1, nel caso della pesca dell'aringa e dello sgombro, e ogni settimana, a partire dal settimo giorno da quando la nave è entrata per la prima volta nella zona di cui al punto 1.1, nel caso della pesca di tutte le altre specie:a) gli elementi indicati al punto 1.5;b) i quantitativi catturati dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi di peso vivo e ripartiti per specie;(c) la divisione CIEM in cui sono state effettuate le catture.1.4. Ogniqualvolta la nave passa da una divisione CIEM ad un'altra:a) gli elementi indicati al punto 1.5;b) i quantitativi catturati dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi di peso vivo e ripartiti per specie;c) la divisione CIEM in cui sono state effettuate le catture.1.5.      a) Il nome, l'indicativo di chiamata, le cifre e le lettere di identificazione esterna della nave e il nome del comandante;b) il numero della licenza se la nave pesca con licenza;c) il numero di serie del messaggio per la bordata di cui trattasi;d) l'identificazione del tipo di messaggio;e) la data, l'ora e la posizione geografica della nave.2.1. Le informazioni di cui al punto 1 debbono essere trasmesse alla Commissione delle Comunità europee a Bruxelles (indirizzo telex: 24189 FISEU-B), tramite una delle stazioni radio elencate al punto 3 e nella forma indicata al punto 4.2.2. Se, per motivi di forza maggiore, le informazioni in oggetto non possono essere trasmesse dalla nave, il messaggio può essere comunicato da un'altra nave per conto della prima.3. Nome della stazione radio Indicativo di chiamata della stazione radioLyngby  //  OXZLand's End  //  GLDValentia  //  EJKMalin Head  //  EJMTorshavn  //  OXJBergen  //  LGNFarsund  //  LGZFlorø  //  LGLRogaland  //  LGQTjøme  //  LGTÅlesund  //  LGAØrlandet  //  LFOBodø  //  LPGSvalbard  //  LGSBlåvand  //  OXBGryt  //  GRYT RADIOGöteborg  //  SOGTurku  //  OFK4. Forma delle comunicazioniLe informazioni indicate al punto 1 devono comprendere i seguenti elementi ed essere fornite nel seguente ordine:- nome della nave,- indicativo di chiamata;- lettere e cifre esterne di identificazione,- il numero di serie di trasmissione per la bordata di cui trattasi;- l'indicazione del tipo del messaggio conformemente al seguente codice:- messaggio all'entrata in una zona di cui al punto 1.1: "IN",- messaggio all'uscita da una zona di cui al punto 1.1: "OUT",- messaggio di passaggio da una divisione CIEM ad un'altra: "ICES",- messaggio settimanale: "WKL",- messaggio ogni tre giorni: "2 WKL";- la data, l'ora e la posizione geografica;- divisione/sottodivisione CIEM in cui si prevede di cominciare la pesca;- data in cui si prevede di cominciare la pesca;- i quantitativi di pesce che si trovano nella stiva, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie, usando il codice di cui al punto 5;- i quantitativi catturati dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi di peso vivo e ripartiti per specie, usando il codice di cui al punto 5;- la divisione CIEM in cui sono state effettuate le catture;- i quantitativi trasbordati su e/o da altre navi dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie;- il nome e l'indicativo di chiamata della nave su e/o da cui è stato effettuato il trasbordo;- i quantitativi sbarcati in un porto della Comunità dopo la comunicazione precedente, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie;- il nome del comandante.5. Codice per la comunicazione di specie che si trovano a bordo, di cui al punto 1.4:Berici (Beryx spp.)  //  ALFPassera canadese (Hippoglossoides platessoides)  //  PLAAcciuga (Engraulis encrasicholus)  //  ANERana pescatrice (Lophius spp.)  //  MNZArgentina (Argentina sphyraena)  //  ARGPesce castagna (Brama brama)  //  POASqualo elefante (Cetorinhus maximus)  //  BSKPesce sciabola nero (Aphanopus carbo)  //  BSFMolva azzurra (Molva dypterygia)  //  BLIMelù (Micromesistius poutassou)  //  WHBGambero barbato (Xyphopenaeus kroyerii)  //  BOBMerluzzo bianco (Gadus morhua)  //  CODGamberetto grigio (Crangon crangon)  //  CSHCalamari (Loligo spp.)  //  SQCSpinarolo (Squalus acanthias)  //  DGSMusdee (Phycis spp.)  //  FORIppoglosso nero (Reinhardtius hippoglossoides)  //  GHLEglefino (Melanogrammus aeglefinus)  //  HADNasello (Merluccius merluccius)  //  HKEIppoglosso atlantico (Hippoglossus hippoglossus)  //  HALAringa (Clupea harengus)  //  HERSugarello (Trachurus trachurus)  //  HOMMolva (Molva molva)  //  LINSgombro (Scomber scombrus)  //  MACLepidorombi (Lepidorhombus spp.)  //  LEZGamberello boreale (Pandalus borealis)  //  PRAScampo (Nephrops norvegicus)  //  NEPBusbana norvegese (Trisopterus esmarkii)  //  NOPPesce specchio atlantico (Hoplostethus atlanticus)  //  ORYAltre  //  OTHPassera di mare (Pleuronectes platessa)  //  PLEMerluzzo giallo (Pollachius pollachius)  //  POLSmeriglio (Lamma nasus)  //  PORScorfani (Sebastes spp.)  //  REDOcchialone (Pagellus bogaraveo)  //  SBRGranatiere (Coryphaenoides rupestris)  //  RNGMerluzzo carbonaro (Pollachius virens)  //  POKSalmone atlantico (Salmo Salar)  //  SALCicerelli (Ammodytes spp.)  //  SANSardina (Sardina pilchardus)  //  PILSqualo (Selachii, Pleurotremata)  //  SKHMazzancolle (Penaeidae)  //  PEZSpratto (Sprattus sprattus)  //  SPRTotani (Illex spp.)  //  SQXTonni (Thunnidae)  //  TUNBrosmio (Brosme brosme)  //  USKMerlano (Merlangus merlangus)  //  WHGLimanda (Limanda ferruginea)  //  YELALLEGATO XElenco di specie&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;* Conformemente alla raccomandazione adottata dal comitato permanente per la ricerca e le statistiche (SCRS) nella sua riunione annuale del 1970 (ICNAF Redbook 1970, parte I, pag. 67), i naselli del genere Urophycis ai fini delle relazioni statistiche sono designati come segue: a) quando si fa riferimento alle sottozone 1, 2 e 3 e alle divisioni 4R, S, T e V, come Musdea americana, Urophycis tenuis; b) quando sono catturati con palangari o hanno lunghezza superiore a quella standard di 55 cm, a prescindere dalle modalità di cattura, e la cattura avviene nelle divisioni 4W e X, nella sottozona 5 e nella zona statistica 6, come Musdea americana, Urophycis tenuis; c) fatta eccezione per quanto indicato alla lettera b), altri naselli del genere Urophycis catturati nelle divisioni 4W e X, nella sottozona 5 e nella zona statistica 6 sono designati come Musdea atlantica, Urophycis chuss.ALLEGATO XIFoderoni autorizzati1.  Foderone superiore tipo ICNAFIl foderone superiore di tipo ICNAF è una pezza di rete rettangolare da fissare al cielo del sacco di una rete da traino per ridurne o impedirne l'usura, purché risponda ai requisiti seguenti:(a) le maglie della pezza devono avere dimensioni non inferiori a quelle prescritte per il sacco all'articolo 10;(b) la pezza deve essere fissata al sacco esclusivamente lungo il bordo anteriore e i bordi laterali, in modo che la pezza stessa non si estenda più di 4 maglie oltre la corda divisoria di fondo e termini non meno di 4 maglie prima della maglia iniziale del sacco; in mancanza di corda divisoria di fondo, la pezza non deve occupare più di un terzo della superficie del sacco della rete, misurata a partire da almeno 4 maglie dalla maglia iniziale del sacco;(c) la larghezza della pezza deve essere pari ad almeno una volta e mezza la larghezza coperta del sacco, misurata ad angoli retti rispetto all'asse longitudinale del sacco.&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;1) Il foderone superiore (che può consistere solo di maglie) deve avere una larghezza pari a una volta e mezza quella della parte superiore del sacco  //  5) Corda divisoria di fondo2) Fissata a non più di 4 maglie dalla corda divisoria di fondo  //  6) Non può estendersi più di 4 maglie oltre la corda divisoria di fondo3) Sagola di chiusura  //  7) Niente deve poter coprire la parte anteriore della rete4) Verso la lima superiore della rete  //  8) Foderone: la parte inferiore del sacco può essere protetta usando qualsiasi tipo di materiale2. Foderone superiore a fascia multiplaIl foderone superiore a fascia multipla è definito come le pezze di rete le cui maglie, indipendentemente dal fatto che le pezze siano bagnate o asciutte, hanno dimensioni non inferiori a quelle del sacco, a condizione che:i) ogni pezza:(a) sia fissata al sacco esclusivamente lungo il bordo anteriore, ad angoli retti rispetto all'asse longitudinale del sacco;(b) abbia una larghezza almeno pari a quella del sacco (misurata ad angoli retti rispetto all'asse longitudinale del sacco, nel punto d'attacco); e(c) non sia più lunga di dieci maglie; eii) la lunghezza complessiva di tutte le pezze fissate al sacco non superi i due terzi della lunghezza del sacco stesso.&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;1) Foderoni a fasce  //  4) Parte superiore del sacco2) Apertura della rete  //  5) Foderoni a fasce fissati solo lungo il bordo anteriore3) Sacco  //  6) Parte inferiore del saccoFODERONE DI TIPO POLACCO3. Foderone superiore a maglie larghe (tipo polacco modificato)Il foderone superiore a maglie larghe consiste di una pezza di rete rettangolare fatta dello stesso filo ritorto del sacco o di un filo ritorto semplice, spesso, senza nodi, fissata alla parte posteriore del cielo del sacco, che ricopre totalmente o parzialmente il cielo stesso e le cui maglie hanno dimensioni doppie di quelle del sacco se misurate bagnate. La pezza è fissata al sacco soltanto lungo il bordo anteriore, laterale e posteriore, in modo da far coincidere esattamente ogni maglia della pezza stessa con 4 maglie del sacco.&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;ALLEGATO XIITaglia minima dei pesci*&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;*  Per il merluzzo bianco la taglia fa riferimento alla lunghezza della pinna; per le altre specie alla lunghezza totale.** Taglia inferiore per i pesci freschi salati.ALLEGATO XIIIRegistrazione delle catture (annotazioni nel giornale di bordo)ANNOTAZIONI NEL GIORNALE DI PESCATipo di informazione  Codice standardNome della naveNazionalità della naveNumero di registrazione della navePorto di registrazioneTipi di attrezzi utilizzati (annotazioni distinte per tipi differenti di attrezzi)Tipo di attrezzoData - giorno- mese- annoPosizione - latitudine- longitudine- zona statistica*1 N. di cale nel periodo di 24 ore*2 N. di ore di utilizzo degli attrezzi nel periodo di 24 oreNomi delle specie (Allegato II)Catture giornaliere di ciascuna specie (in tonnellate di peso vivo)Catture quotidiane per specie destinate al consumo umanoin forma di pesceCatture quotidiane di ciascuna specie destinata alla trasformazioneRigetti quotidiani di ciascuna specieLuogo di trasbordoData o date di trasbordoFirma del comandanteIstruzioni:*1 Qualora due o più tipi di attrezzi vengano usati nello stesso periodo di 24 ore, le annotazioni dovranno essere distinte per tipo di attrezzo.Codici degli attrezzi&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;1/ Le agenzie della pesca possono indicare se si tratta di rete da traino laterale o a poppiera o di rete da traino pelagica laterale o poppiera utilizzando rispettivamente i codici  OTB-1 e OTB-2 e OTM-1 e OTM-2.2/ Inclusa la tecnica detta "jigging".3/ Il codice LDV per i palangari manovati dai dory è mantenuto per la regitrazione dei dati storici.4/ Questo punto comprende: guadini, reti a mano, reti drive-in, la raccolta a mano senza uso di attrezzi e senza equipaggiamento da immersione, veleni ed esplosivi, animali addestrati, pesca elettrica.Codici dei pescherecciA. Tipi principali di peschereccio&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;n.s.a. = non specificato altroveB. Principali attività delle naviCodice Alfa  //  CategoriaANC  //  CalaDRI  //  Pesca con rete derivanteFIS  //  PescaHAU  //  SalpamentoPRO  //  TrattamentoSTE  //  Trattamento con vaporeTRX  //  Trasbordo (carico o scarico)OTH  //  Altre (da specificare)ALLEGATO XIV Zona NAFO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) Acque CE.(2) Acque non comunitarie.ALLEGATO XV Divieto di pesca selettiva nella zona della CCAMLR&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO XVI Limiti delle catture e delle catture accessorie per le attività di pesca nuove e sperimentali nella zona della CCAMLR nel 2003/2004&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) Norme relative ai limiti di cattura delle specie accessorie per SSRU applicabili entro i limiti totali catture accessorie per sottozona:- Razze:  5% dei limiti di cattura di Dissostichus spp. o 50 tonnellate, a seconda di quale dato è superiore- Macrourus spp.: 16% dei limiti di cattura di Dissostichus spp.- Altre specie:  20 tonnellate per SSRUSCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azioneProposta di regolamento del Consiglio che stabilisce, per il 2004, le possibilità di pesca e le condizioni a esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura.2. Linea/e di bilancioAssente3. Base giuridicaArticolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio4. Descrizione dell'azione4.1 Obiettivo generale dell'azione- approvvigionare il mercato comunitario;- ridurre lo sforzo di pesca nelle acque comunitarie;- stabilire i contingenti di pesca definitivi da attribuire alla Norvegia nelle acque della Groenlandia, in modo da garantire l'equilibrio del regime di diritti di pesca reciproci tra la Comunità e la Norvegia nel 2004.4.2 Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovo o prorogaDal 1° gennaio al 31 dicembre 2004.5. Classificazione delle spese/entrate5.1 Spese obbligatorie5.2 Stanziamenti dissociati6. Natura delle spese/entrateIn conseguenza dell'adesione di nuovi paesi alla Comunità europea non vi sono più implicazioni finanziarie.Una contropartita finanziaria è corrisposta per le possibilità di pesca offerte dalla Groenlandia in applicazione dell'articolo 8 dell'accordo in materia di pesca tra la Comunità economica europea, da un lato, e il governo della Danimarca e il governo locale della Groenlandia, dall'altro.   Poiché questo accordo è già in vigore a esso fa riferimento una specifica scheda finanziaria.7. Incidenza finanziariaIl protocollo modificato è relativo al periodo 1° gennaio 2004 - 31 dicembre 2006 e ripartisce come segue la contropartita finanziaria annua:- contropartita per le possibilità di pesca 31 760 679 EUR- riforma strutturale della politica della pesca  11 059 321 EURTotale      42 820 000 EURLa contropartita per le possibilità di pesca si basa su diversi cambiamenti:- eliminazione del pesce virtuale, quale merluzzo bianco, melù, capelin nelle acque occidentali e scorfano nelle acque occidentali, come pure lupo di mare;- aumento dei contingenti di 800 tonnellate per l'ippoglosso atlantico, di 4 200 tonnellate per l'ippoglosso nero nelle acque orientali e di 4 000 tonnellate per le mazzancolle nelle acque occidentali, in conformità dei pareri scientifici;- introduzione di un contingente di  1 100  tonnellate di grancevola artica, in conformità dei pareri scientifici;- introduzione di un contingente di 2 000 tonnellate per tutte le catture accessorie.7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (relazione tra singoli costi e costi complessivi)La modifica principale introdotta nel protocollo modificato:La contropartita per le possibilità di pesca è valutata 31 760 679 EUR alla luce della modifica di tali possibilità. Per le possibilità di pesca il quarto protocollo aveva fissato un controvalore di 28 milioni di EUR. Il valore è calcolato sulla base dei prezzi di sbarco (media 2002). Il resto della contropartita finanziaria annua, pari a 11 059 321 EUR, servirà per la copertura del sostegno di bilancio alla riforma strutturale nel settore della pesca in Groenlandia, quale illustrata nella decisione del Consiglio in forma di scambio di lettere relativa all'applicazione provvisoria del protocollo che modifica il quarto protocollo.8. Disposizioni antifrodePer quanto riguarda la contropartita finanziaria per la componente "pesca", un regolamento del Consiglio relativo a trasferimenti e canoni istituirà un sistema di monitoraggio delle catture e del tasso di utilizzo delle possibilità di pesca.Per quanto attiene alla contropartita finanziaria per il sostegno di bilancio alla riforma strutturale della politica della pesca in Groenlandia, le autorità di tale paese si sono impegnate a presentare un calendario delle riforme entro la fine del 2003. Ciò consentirà alle parti contraenti di monitorare annualmente l'attuazione di una serie di indicatori.9. Elementi di analisi costo-efficaciaAccordo con la GroenlandiaAlla luce dell'analisi economico-finanziaria effettuata dai servizi della Commissione nel maggio 2003, le modifiche ai contingenti, sulla base dei pareri scientifici, sono le seguenti:- l'eliminazione del pesce virtuale, quale merluzzo bianco, melù, capelin nelle acque occidentali e scorfano nelle acque occidentali, come pure lupo di mare;- l'introduzione di possibilità di pesca per tipi di pesca che rientrano nell'interesse dei pescherecci comunitari: aumento dei contingenti di 800 tonnellate per l'ippoglosso atlantico, di 4 200 tonnellate per l'ippoglosso nero nelle acque orientali e di 4 000 tonnellate per le mazzancolle nelle acque occidentali, in conformità dei pareri scientifici;- l'introduzione di un contingente di  1 100  tonnellate di grancevola artica, in conformità dei pareri scientifici;- introduzione di un contingente di 2 000 tonnellate per tutte le catture accessorie;- non appena adottato il regolamento, e comunque non prima del 1° gennaio 2005, l'introduzione del pagamento delle licenze per tutti i tipi di pesca con aliquote pari al 3% dei prezzi di sbarco. Le aliquote possono essere adeguate periodicamente mediante accordi amministrativi tra le parti, tenendo conto della situazione del mercato e del settore della pesca. Si tratta di un elemento del tutto nuovo e di importanza fondamentale, che dovrebbe garantire una sana gestione delle risorse e dei fondi comunitari, come pure la coerenza con la PCP e l'impegno ad aumentare progressivamente la partecipazione degli armatori. Il contributo finanziario derivante dal pagamento diretto delle licenze da parte degli armatori sarà detratto dalla contropartita comunitaria.- Inoltre, al fine di ottimizzare l'uso delle possibilità di pesca, la presente proposta indica un meccanismo che, a richiesta, consente alla Commissione di trasferire provvisoriamente da uno Stato membro, che beneficia di contingenti di pesca, ai contingenti di un altro Stato membro le possibilità di pesca che non sono utilizzate in un dato anno.- L'introduzione di possibilità di pesca sperimentale di specie di acqua profonda, cefalopodi e vongole. Si tratta di un aspetto importante dell'accordo in quanto potrebbe favorire l'auspicata diversificazione dei tipi di pesca in Groenlandia e aumentare in futuro le possibilità di pesca per i pescherecci comunitari.10. spese amministrative (Sezione III, Parte A del bilancio)La proposta non comporta nuovi posti nell'organico della Commissione né spese amministrative supplementari.