CELEX: C2001/134/09
Language: it
Date: 2001-05-05 00:00:00
Title: Causa C-62/01 P: Ricorso proposto il 12 febbraio 2001 (telefax 9 febbraio 2001) dalla sig.ra Anna Maria Campogrande avverso la sentenza pronunciata il 7 dicembre 2000 dalla Quarta Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-136/98, tra la sig.ra A.M. Campogrande e la Commissione delle Comunità europee

5.5.2001                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 134/5
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                   dello Stato membro ospitante. Per quanto riguarda la comuni-
                                                                              cazione di tali informazioni, in effetti, le imprese di assicurazio-
—     constatare che la Repubblica italiana è venuta meno                     ne operanti in Italia in regime di libero stabilimento o di libera
      agli obblighi derivanti dalla direttiva 92/49/CEE (1) del               prestazione di servizi devono rendere conto unicamente alle
      Consiglio, del 18 giugno 1992, che coordina le disposi-                 autorità competenti dello Stato membro d’origine.
      zioni legislative, regolamentari ed amministrative riguar-
      danti l’assicurazione diretta diversa dal l’assicurazione
      sulla vita e che modifica le direttive 73/239/CEE e                     Infine, ai sensi dell’ultima frase del comma 5-quater dell’art. 2
      88/357/CEE (terza direttiva assicurazione non vita), nella              del decreto 70, le imprese d’assicurazione operanti in Italia,
      misura in cui ha istituito e mantenuto in vigore un                     comprese quelle che svolgono le proprie attività in regime di
      sistema di blocco delle tariffe applicabile a tutti i contratti         libero stabilimento o di libera prestazione di servizi, sono
      d’assicurazione della responsabilità civile derivante della             tenute a contribuire al finanziamento e ai costi di gestione
      circolazione dei veicoli a motore, relativi a un rischio                della banca dati istituita dal decreto stesso. Una tale esigenza è
      situato sul territorio italiano, senza distinzione fra le               legata agli obblighi di informazione all’ISVAP previsti dall’art. 2
      compagnie d’assicurazione che hanno sede in Italia e le                 del decreto, obblighi che sono contrari all’art. 44 della direttiva.
      imprese d’assicurazione che vi svolgono le proprie attività             Di conseguenza, quest’obbligo di contributo al finanziamento
      tramite succursali o in regime di libera prestazione dei                della banca dati imposto alle imprese che operano in regime
      servizi, in violazione:                                                 di libero stabilimento o di libera prestazione di servizi sul
                                                                              territorio italiano è anch’esso chiaramente contrario al diritto
      a)    del principio della libertà tariffaria e dell’abolizione          comunitario.
            dei controlli preventivi o sistematici delle tariffe e
            dei contratti, di cui agli artt. 6, 29, e 39 della predetta
            direttiva;                                                        (1) GU L 228 del 11.8.1992, pag. 1.
      b)    delle disposizioni di cui all’art. 44 della stessa
            direttiva, relativa al regime riguardante la raccolta di
            informazione sull’importo dei premi, dei sinistri e
            delle commissioni, sulla frequenza e il costo medio
            dei sinistri, e gli scambi fra le autorità di controllo
            dello Stato membro d’origine e quelle dello Stato
            membro ospitante;
                                                                              Ricorso proposto il 12 febbraio 2001 (telefax 9 febbraio
—     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
                                                                              2001) dalla sig.ra Anna Maria Campogrande avverso la
      spese processuali.
                                                                              sentenza pronunciata il 7 dicembre 2000 dalla Quarta
                                                                              Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità
Motivi e principali argomenti                                                 europee nella causa T-136/98, tra la sig.ra A.M. Campo-
                                                                                   grande e la Commissione delle Comunità europee
La Commissione considera che:
                                                                                                       (Causa C-62/01 P)
Il congelamento delle tariffe e di taluni elementi dell’offerta
commerciale, nonché l’imposizione a tutte le imprese di                                                 (2001/C 134/09)
assicurazione operanti nel ramo RC auto di stipulare contratti
anche nella formula tariffaria bonus-malus con franchigia
assoluta, per un importo non inferiore a 500 000 ITL e non                    Il 12 febbraio 2001 (telefax 9 febbraio 2001) la sig.ra
superiore a 1 000 000 di ITL, devono essere considerati come                  A.M. Campogrande, rappresentata dall’avv. Anne Krywin, con
misure incompatibili con il principio di libertà tariffaria sancito           domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla
dagli artt. 6, 29,e 39, della direttiva 92/49/CEE. Gli assicuratori           Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
che stipulano contratti che coprono un rischio situato sul                    sentenza pronunciata il 7 dicembre 2000 dalla Quarta Sezione
territorio italiano non hanno il diritto di fissare liberamente               del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella
questi elementi della loro offerta commerciale. Questa restri-                causa T-136/98, tra la sig.ra A.M. Campogrande e la Commis-
zione alla libertà tariffaria non appare giustificata.                        sione delle Comunità europee.
I commi da 5-bis a 5-quinquies dell’art. 2 del decreto 70 del                 La ricorrente conclude che la Corte voglia:
28 marzo 2000, che conferiscono all’ISVAP (l’Istituto per la
vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) la
competenza a vigilare sulle imprese di assicurazione esercenti                dichiarare il presente ricorso ricevibile e fondato;
il ramo dell’«assicurazione obbligatoria veicoli a motore» per
quanto riguarda le misure di cui ai commi 2-4 dello stesso
articolo, sono incompatibili con il regime previsto all’artico-               di conseguenza,
lo 44 della direttiva, riguardante la raccolta di informazioni
sull’importo dei premi, dei sinistri e delle commissioni, sulla               —     annullare la sentenza T-136/98 emessa dal Tribunale di
frequenza e il costo medio dei sinistri, e gli scambi fra le                        primo grado delle Comunità europee il 7 dicembre 2000
autorità di controllo dello Stato membro d’origine e quello                         nella parte in cui considera:
 ---pagebreak--- C 134/6                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           5.5.2001
     —     al punto 66: irricevibile la domanda di risarcimento                   —     È quanto meno contraddittorio utilizzare, a titolo di
           del danno subito in conseguenza delle rappresaglie                           prova, in un procedimento contenzioso, un’inchiesta
           per difetto della regolare previa procedura precon-                          amministrativa che è stata condotta in condizioni
           tenziosa;                                                                    censurate dal Tribunale stesso e i cui risultati sono
                                                                                        contestati dalla ricorrente.
     —     al punto 67: che la domanda di indennizzo eccede
           la competenza del giudice quando si tratta di una                      —     In modo assolutamente contraddittorio, il Tribunale
           domanda di ingiunzione;                                                      si avvale dei vecchi rapporti informativi per rimettere
                                                                                        in discussione le competenze della ricorrente nonché
                                                                                        dimostrare che i suoi problemi professionali non
     —     al punto 68: che l’annullamento della decisione                              possono essere attribuiti ad atti di molestia sessuale.
           impugnata costituisce un risarcimento adeguato del                           La sua motivazione non regola inoltre la questione
           danno morale subito dalla ricorrente in conseguenza                          se la mancanza di ricompensa per i progressi
           dell’incertezza nella quale la Commissione l’ha                              compiuti dalla ricorrente non sia dovuta in realtà al
           lasciata circa il seguito riservato alla sua domanda di                      fatto che si è sempre rifiutata di prestarsi al gioco
           assistenza e i risultati dell’inchiesta amministrativa;                      della molestia sessuale.
     —     al punto 69: che la ricorrente non ha dimostrato                 —     Violazione del diritto comunitario e della giurisprudenza
           sufficientemente di aver subito un danno in conse-                     applicabile in relazione ai nuovi motivi.
           guenza del fatto di essere stata esposta, nell’indiffe-
           renza della Commissione, alle conseguenze degli atti             —     Rifiuto di giustizia in materia di responsabilità.
           di molestia sessuale denunciati nella sua domanda
           di assistenza;
                                                                            —     Violazione dei diritti della difesa: il Tribunale ha indebita-
                                                                                  mente tratto conseguenze da un’inchiesta amministrativa
     —     al punto 70: la ricorrente non ha fornito la prova                     contestata dalla ricorrente la quale non aveva potuto
           sopra menzionata né dei fatti precedenti all’incidente                 presentare osservazioni né assistere all’audizione dei
           del 27 febbraio 1997, né dei fatti stessi.                             testimoni o dell’autore dei fatti sotto inchiesta.
—    Riconoscere l’esistenza di un atto di molestia sessuale e
     del danno morale subito dalla ricorrente;
—    condannare la convenuta al pagamento dei danni che la
     Corte vorrà equamente valutare;
                                                                            Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
—    condannare la convenuta alle spese di causa.                                tro il Regno Unito, presentato il 20 febbraio 2001
                                                                                                      (Causa C-85/01)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                      (2001/C 134/10)
—    Violazione dell’obbligo di motivazione:
                                                                            Il 20 febbraio 2001 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            rappresentata dal sig. Richard Wainwright, in qualità di agente,
     —     appagandosi soltanto dell’annullamento della deci-               con domicilio eletto in Lussemburgo, ha presentato dinanzi
           sione implicita di rigetto, il Tribunale ritorna sul             alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso
           grado di gravità degli inadempimenti che ha del                  contro il Regno Unito.
           resto ampiamente ascritto alla Commissione nella
           sua motivazione comportando in tal modo una
           spiacevole contraddizione nella motivazione della                La ricorrente conclude che la Corte voglia:
           sentenza.
                                                                            —     dichiarare che il Regno Unito, non avendo provveduto
     —     Affermando, da un lato, che la ricorrente non ha                       affinché le acque di balneazione di Blackpool e adiacenti
           fornito la prova che consente di stabilire che ha                      a Southport fossero conformi ai valori limite fissati a
           effettivamente subito atti di molestia sessuale e,                     norma dell’art. 3 della direttiva del Consiglio
           riconoscendo, dall’altro lato, l’esistenza di fatti confi-             76/160/CEE (1), secondo quanto dichiarato nella sentenza
           guranti molestia sessuale nella medesima sentenza,                     della Corte di giustizia 14 luglio 1993, pronunciata nella
           il Tribunale ha dato luogo ad una motivazione                          causa C-56/90, è venuto meno agli obblighi che gli
           contraddittoria.                                                       incombono ai sensi del n. 1 dell’art. 228 del Trattato CE;