CELEX: 52000PC0047
Language: it
Date: 2000-02-07
Title: Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie nel settore della politica in materia di acque

Avis juridique important

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52000PC0047

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie nel settore della politica in materia di acque  /* COM/2000/0047 def. - COD 2000/0035 */  

Gazzetta ufficiale n. C 177 E del 27/06/2000 pag. 0074 - 0076

Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie nel settore della politica in materia di acque(presentata dalla Commissione)INDICESINTESIRELAZIONE1. Introduzione2. Concetto2.1. Approccio di base2.2. Aspetti tecnici della classificazione automatica delle sostanze prioritarie nell'ambito della procedura COMMPS2.2.1. Sostanze potenzialmente prioritarie2.2.2. Classificazioni in ordine di priorità per il comparto acquatico (elenchi A+B)2.2.3. Classificazione in ordine di priorità per il comparto dei sedimenti (elenco C)2.2.4. Classificazione in ordine di priorità per i metalli (elenco D)2.3. Parere degli esperti per la selezione delle sostanze prioritarie2.3.1. Selezione delle sostanze inserite nell'elenco A (sostanze organiche ottenute in base ai dati del monitoraggio del comparto acquatico)2.3.2. Selezione delle sostanze inserite nell'elenco B (sostanze organiche ottenute in base ai dati relativi all'esposizione del comparto acquatico ricavati da modelli)2.3.3. Selezione delle sostanze inserite nell'elenco C (sostanze organiche ottenute in base ai dati di monitoraggio dei sedimenti)2.3.4. Selezione dei metalli inseriti nell'elenco D (in base ai dati di monitoraggio dell'ambiente acquatico)3. Futuri sviluppi della procedura COMMPS3.1. Osservazioni generali3.2. Comparto delle acque marine3.3. Comparto delle acque sotterranee3.4. Base dati3.5. Altri aspetti3.6. Revisione4. Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio5. Base giuridica6. Valutazione dell'impatto sulle impreseProposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO  relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie nel settore della politica in materia di acqueALLEGATOSINTESIAi sensi dell'articolo 16 (ex articolo 21) della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque [1] (di seguito denominata direttiva quadro in materia di acque), entro il 31 dicembre 1999 la Commissione deve presentare la proposta che istituisce un primo elenco di sostanze prioritarie, alle quali deve applicarsi il cosiddetto "approccio combinato" di cui all'articolo 10 (ex articolo 12 bis) della proposta di direttiva quadro; ciò significa che per tutte le sostanze saranno elaborati standard europei armonizzati di qualità delle acque e istituiti controlli delle emissioni.[1] N.B. L'accordo politico del Consiglio del 2 marzo 1999 è stato rivisto ed alcuni articoli sono stati modificati nella posizione comune del Consiglio del 22 ottobre 1999.L'elenco delle sostanze prioritarie dovrebbe basarsi sui rischi che esse presentano per l'ecosistema acquatico e per la salute umana attraverso l'ambiente acquatico. La proposta di direttiva quadro in materia di acque presenta tre soluzioni per individuare le sostanze prioritarie. Di esse, l'unica realizzabile sotto il profilo pratico entro un periodo di tempo ragionevole richiede una "procedura semplificata di valutazione dei rischi, fondata su principi scientifici", che tenga conto dei pericoli intrinseci delle sostanze e dell'esposizione degli ecosistemi e si basi sui dati dei monitoraggi e sui dati ottenuti tramite modelli.Partendo da questo presupposto, in collaborazione con una società di consulenza tedesca (il Fraunhofer Institute for Environmental Chemistry and Ecotoxicology, di seguito indicato come Fraunhofer Institute) è stata elaborata una procedura denominata COMMPS (combined monitoring-based and modelling-based priority setting) per la definizione delle priorità in base al duplice principio del monitoraggio e della modellazione. L'idea di base è di classificare automaticamente le sostanze per le quali sono disponibili informazioni sufficienti in funzione del rischio relativo che presentano per l'ambiente acquatico e di applicare un parere esperto per la selezione finale delle sostanze ritenute prioritarie.Esperti degli Stati membri, del Comitato scientifico per tossicità, ecotossicità e ambiente, dell'Ufficio europeo delle sostanze chimiche, dell'industria, delle imprese di fornitura idrica e delle organizzazioni ambientali hanno discusso la procedura COMMPS in varie riunioni nei mesi di febbraio e di luglio 1998. Alla riunione di luglio è stato presentato un primo studio del Fraunhofer Institute, che illustrava l'efficacia della procedura COMMPS. A seguito dei commenti e delle informazioni supplementari forniti dagli esperti, il Fraunhofer Institute ha proceduto ad una accurata revisione della procedura, tenendo conto anche della consulenza di un esperto in statistica incaricato dalla Commissione. Il nuovo studio ha utilizzato circa 750 000 singoli dati sul monitoraggio delle acque superficiali e circa 70 000 dati sul monitoraggio dei sedimenti. I dati sono stati forniti da tutti i quindici Stati membri e dall'Unione europea delle associazioni nazionali dei fornitori idrici e dei servizi sulle acque reflue (EUREAU). I dati ricavati dalla modellazione sono stati invece inviati dall'Ufficio europeo delle sostanze chimiche e sono pertanto totalmente compatibili con la base dati utilizzata per classificare le sostanze esistenti in base ad un ordine di priorità.Il nuovo studio sulla COMMPS contiene i seguenti elenchi di sostanze classificate in funzione dei rischi:- elenco che utilizza una stima dell'esposizione fondata sui dati relativi al monitoraggio delle acque di superficie (elenco basato sul monitoraggio),- elenco che utilizza una stima dell'esposizione fondata sui dati relativi a modelli per le acque di superficie (elenco basato sulla modellazione),- elenco che utilizza una stima dell'esposizione fondata sui dati relativi al monitoraggio dei sedimenti (elenco dei sedimenti),- vari elenchi di classificazione dei metalli basati su diversi scenari di esposizione ed effetti (elenchi dei metalli).I vari scenari di esposizione sono stati combinati con gli effetti delle sostanze, tenendo conto degli effetti ecotossicologici per gli organismi acquatici (effetti diretti), della bioaccumulazione (effetti indiretti) e della tossicità (effetti sulla salute umana). Dai vari elenchi di classificazione il Fraunhofer Institute ha selezionato un sottogruppo di sostanze potenzialmente prioritarie, presentando un parere per ciascuna di esse onde individuare quelle per cui è consigliato l'inserimento nel primo elenco prioritario.Il nuovo studio sulla COMMPS è stato presentato e discusso nel corso della riunione di esperti del 19 aprile 1999, durante la quale è emerso un consenso generale sul fatto che l'elenco proposto si è basato sulle migliori prove scientifiche disponibili nel tempo concesso. Sulla scorta delle osservazioni degli esperti, la Commissione ha modificato l'elenco proposto dal Fraunhofer Institute e ha ultimato la proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie nel settore della politica in materia di acque, inserita in allegato.RELAZIONE1. Introduzione1. Nel 1997 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque. Il Consiglio ha adottato una posizione comune sulla proposta il 22 ottobre 1999 [2]. Dopo l'adozione, la direttiva costituirà il testo giuridico fondamentale per la protezione dell'ambiente acquatico europeo.[2] Posizione comune del Consiglio del 22 ottobre 1999 (GU C 343 del 30.11.1999, pag. 1).2. L'articolo 10 (nuovo)/12 bis (vecchio) e l'articolo 16 (nuovo)/21 (vecchio) [3] della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque (di seguito denominata direttiva quadro in materia di acque) istituiscono la strategia comunitaria in materia di standard di qualità armonizzati e di controlli delle emissioni di sostanze pericolose (il cosiddetto approccio combinato). La direttiva è destinata a sostituire, entro un periodo transitorio, la politica di riduzione delle emissioni prevista dalla direttiva 76/464/CEE del Consiglio concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità [4] e dalle direttive adottate nell'ambito della stessa.[3] N.B.: l'accordo politico del Consiglio, ripreso nel documento 6404/99 ENV 68 PRO-COOP 46 - Fascicolo interistituzionale: 97/0067 (SYN) del 2 marzo 1999 (qui denominato "vecchio") è stato rivisto e alcuni articoli sono stati modificati nella posizione comune del Consiglio del 22 ottobre 1999 (qui denominata testo "nuovo").[4] GU L 129 del 18.5.1976, pag. 23.3. La direttiva 76/464/CEE attualmente rappresenta il principale strumento comunitario per il controllo delle sostanze pericolose rilasciate nelle acque superficiali. La comunicazione della Commissione al Consiglio, del 1982, concernente le sostanze pericolose che potrebbero figurare nell'allegato I della direttiva 76/464/CEE del Consiglio [5] presentava circa 130 sostanze oggetto di un intervento della Comunità, selezionate in base ai volumi di produzione elevati, alla tossicità, alla persistenza e alla bioaccumulazione. Dopo la pubblicazione dell'elenco, 17 sostanze sono state disciplinate nell'ambito di direttive derivate della direttiva 76/464/CEE del Consiglio (82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE) [6].[5] GU C 176 del 14.7.1982, pag. 3.[6] GU L 81 del 27.3.1982, pag. 29; GU L 291 del 14.10.1983, pag. 1; GU L 74 del 17.3.1984, pag. 49; GU L 274 del 17.10.1984, pag. 11; GU L 221 del 7.8.1986, pag. 51 (modificata dalla GU L 158 del 25.6.1988, pag. 35 e dalla GU L 219 del 14.8.1990, pag. 49).4. L'elaborazione di altre direttive derivate in materia si è successivamente rivelata molto problematica, per diversi motivi. In primo luogo, era opinione diffusa che l'approccio orientato ad un unico comparto ambientale proposto dalla direttiva 76/464/CEE sarebbe stato, almeno per i grandi impianti, insufficiente a garantire la protezione di tutto l'ambiente, comprese quindi le emissioni in atmosfera, i rifiuti e altri aspetti come l'uso razionale dell'energia. In secondo luogo, la direttiva 76/464/CEE ha introdotto la possibilità di applicare controlli delle emissioni su base tecnica oppure obiettivi di qualità: tale impostazione era contraria alle sempre maggiori testimonianze secondo cui solo un "approccio combinato", che riunisse i due elementi, sarebbe stato lo strumento adeguato a garantire un livello elevato di protezione. In terzo luogo, la direttiva in questione non istituiva un approccio razionale e sistematico per stabilire le sostanze prioritarie verso le quali doveva dirigersi l'intervento della Comunità.5. Con l'adozione della direttiva 96/61/CE [7] del Consiglio, che istituisce un sistema integrato di prevenzione e riduzione dell'inquinamento per i grandi impianti (la cosiddetta direttiva IPPC), veniva affrontato con successo il primo problema, ma l'ultimo rimaneva ancora irrisolto. Nel 1997 la Commissione ha proposto una direttiva sul controllo delle emissioni per le piccole e medie imprese, che ha ricevuto scarso sostegno durante una consultazione con gli Stati membri e che è stata criticata per la sua presunta rigidità e per il mancato rispetto del principio di sussidiarietà. A seguito di tali sviluppi, la Commissione è giunta alla conclusione che la soluzione migliore sarebbe stata la sostituzione del regime istituito dalla direttiva 76/464/CEE con un'adeguata modifica della proposta di direttiva quadro in materia di acque.[7] GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26.6. L'articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio) della proposta di direttiva quadro istituisce l'applicazione su scala comunitaria dell'approccio combinato definito all'articolo 10 (nuovo)/articolo 12 bis (vecchio). Tale approccio prevede l'introduzione di due tipi indipendenti di misure: il controllo delle emissioni alla fonte e la definizione di standard di qualità intesi come strumenti per quantificare il successo dei controlli.7. Inoltre, lo stesso articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio) contiene per la prima volta un quadro giuridico e una chiara base metodologica per definire le sostanze prioritarie per le quali è prevista la definizione di standard di qualità e di controlli delle emissioni a livello comunitario. 8. Nella proposta originaria del 1997, la Commissione fissava una scadenza ambiziosa - il 31 dicembre 1998 - quale data di ultimazione di una proposta che istituisse un elenco di sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque (di seguito definito elenco prioritario). Anche in questo caso è stata fortemente criticata per aver proposto una procedura di definizione delle priorità che, per la sua complessità, si temeva sarebbe stata eccessivamente onerosa in termini di tempo e che avrebbe dunque ostacolato l'ulteriore sviluppo di misure comunitarie. In risposta a tali critiche, la Commissione ha avviato appena possibile una serie di incontri di esperti sull'elaborazione di un algoritmo di attribuzione delle priorità comunemente accettato. Il frutto dei tre cicli di discussioni tra esperti, articolatisi tra il febbraio 1998 e l'aprile 1999, è stata la procedura COMMPS (combined monitoring-based and modelling-based priority setting o definizione delle priorità in base al duplice principio del monitoraggio e della modellazione), elaborata in collaborazione con una società di consulenza e applicata nel processo destinato a individuare le sostanze prioritarie proposte.9. L'elenco prioritario svolgerà un ruolo di primaria importanza per istituire i futuri controlli per la protezione dei corpi idrici comunitari. Una delle principali conseguenze connesse con l'adozione delle sostanze prioritarie sotto il profilo giuridico sarà che la Commissione dovrà presentare proposte in materia di controlli delle emissioni e di standard di qualità entro il periodo di tempo specificato all'articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio) della direttiva quadro proposta. La Commissione ritiene che lo strumento giuridico migliore per adottare l'elenco prioritario sia una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio.10. Di seguito viene sinteticamente presentata la logica seguita per la selezione delle sostanze proposte.2. Concetto2.1. Approccio di baseL'articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio), paragrafo 2 della proposta di direttiva quadro in materia di acque introduce tre possibili strategie facoltative per determinare le sostanze prioritarie:1. valutazioni dei rischi effettuate a norma del regolamento (CEE) n. 793/93 [8] del Consiglio, della direttiva 91/414/CEE [9] del Consiglio e della direttiva 98/8/CE [10] del Parlamento europeo e del Consiglio; [8] GU L 84 del 5.4.1993, pag. 1 (regolamento sulle sostanze chimiche).[9] GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1 (direttiva sui prodotti fitosanitari).[10] GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1 (direttiva sui biocidi).2. valutazione mirata dei rischi (secondo la metodologia di cui al regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio) incentrata unicamente sulla determinazione dell'ecotossicità acquatica e della tossicità per le persone attraverso l'ambiente acquatico,o, se ciò non fosse possibile entro i tempi previsti,3. procedura semplificata di valutazione dei rischi, fondata su principi scientifici e che tenga conto di quanto segue:_ prove riguardanti il rischio intrinseco della sostanza interessata e in particolare la sua ecotossicità acquatica e la tossicità per le persone attraverso vie di esposizione acquatiche;_ prove derivanti dal monitoraggio di fenomeni di contaminazione ambientale diffusi e_ altri fattori comprovati che possano indicare la possibilità di una contaminazione ambientale diffusa, quali il volume di produzione e di uso della sostanza interessata e le modalità d'uso.11. Se l'obiettivo finale della proposta di direttiva quadro in materia di acque in merito alle sostanze pericolose sarà ancora oggetto di discussione nelle fasi successive dei negoziati, la strategia di selezione citata in precedenza non ha ottenuto critiche particolari dal Parlamento europeo ed è stata ripresa dal Consiglio nella posizione comune del 22 ottobre 1999.12. Le valutazioni dei rischi previste dal regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e dalla direttiva 91/414/CEE del Consiglio sono valutazioni applicabili alle singole sostanze interessate, sulla base di una procedura ben consolidata, ma onerosa in termini di tempo. Ciò spiega il fatto che tali valutazioni siano state ultimate solo per un numero relativamente ridotto di sostanze. Nell'ambito della direttiva 98/8/CE del Consiglio, invece, finora non è stata effettuata alcuna valutazione dei rischi. Si può pertanto affermare che, allo stato attuale, le valutazioni dei rischi non offrono una base sufficientemente ampia per definire un elenco di sostanze prioritarie per l'ambiente acquatico.13. In genere si ritiene che le valutazioni dei rischi mirate o ad hoc siano meno dispendiose in termini di tempo, perché dovrebbero essere meno estensive. Non esiste tuttavia alcuna procedura generalmente approvata per la loro realizzazione e il tempo necessario può essere ancora notevole. È pertanto evidente che, delle tre alternative proposte, in realtà solo la terza è applicabile sotto il profilo pratico entro un termine di tempo ragionevole.14. Prendendo spunto da tale strategia è stata pertanto concepita la procedura COMMPS, intesa come metodo semplificato e scientifico di determinazione delle priorità in funzione dei rischi.2.2. Aspetti tecnici della classificazione automatica delle sostanze prioritarie nell'ambito della procedura COMMPS15. I dettagli tecnici della procedura COMMPS sono contenuti nel documento di lavoro della Commissione M0498WD1 e nel rapporto di ricerca (ref. 98/788/3040/DEB/E1) intitolato Revised Proposal for a List of Priority Substances in the Context of the Water Framework Directive (COMMPS Procedure) (Proposta modificata di elenco delle sostanze prioritarie nel contesto della direttiva quadro in materia di acque - Procedura COMMPS) preparato dal Fraunhofer Institute for Environmental Chemistry and Ecotoxicology, Germania (di seguito denominato rapporto COMMPS). Nei paragrafi seguenti viene presentata una breve sintesi della procedura tecnica in questione.16. Nell'accezione comune per rischio s'intende la combinazione della probabilità di un evento negativo e della gravità delle conseguenze che esso provoca. Nel caso degli ecosistemi acquatici il rischio può essere espresso in termini più tecnici come il prodotto della concentrazione di una sostanza rinvenuta nell'ambiente acquatico per il rischio intrinseco che essa rappresenta per quel sistema. L'idea che sottende alla procedura COMMPS è di istituire un elenco di sostanze classificate in base al rischio relativo che comportano per l'ambiente acquatico. La posizione di una sostanza nell'elenco è determinata moltiplicando il punteggio equivalente all'esposizione ambientale per il punteggio corrispondente al livello di effetti pericolosi che la sostanza può causare. Successivamente, le sostanze prioritarie vengono scelte da tale elenco in base al parere di esperti, tenendo conto delle informazioni supplementari sui problemi ambientali connessi con tali sostanze.17. Gli ecosistemi acquatici sono costituiti da vari sottosistemi. Di essi, il comparto acquatico (acque superficiali) e i sedimenti sono i due sottosistemi principali che rientrano sistematicamente nell'ambito della procedura COMMPS.2.2.1. Sostanze potenzialmente prioritarie18. Le sostanze che devono essere sottoposte alla procedura COMMPS sono state selezionate da vari elenchi e programmi di monitoraggio ufficiali. L'idea alla base di un tale "approccio fondato sugli elenchi" è garantire che vengano selezionate sostanze già individuate come problematiche e per le quali sono normalmente disponibili informazioni sufficienti. La procedura COMMPS comprende le sostanze appartenenti ai seguenti elenchi:_ elenchi 1 e 2 della direttiva 76/464/CEE del Consiglio;_ allegati 1A e 1D della terza conferenza sul Mare del Nord;_ elenchi prioritari 1-3 nell'ambito del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio;_ elenco OSPAR delle sostanze;_ elenco HELCOM delle sostanze prioritarie;_ elenchi prioritari di cui alla direttiva 91/414/CEE del Consiglio.19. La procedura COMMPS comprende inoltre tutte le sostanze per le quali erano disponibili dati ricavati dal monitoraggio.20. Tali sostanze sono state sottoposte alle seguenti fasi di valutazione nell'ambito della procedura COMMPS.2.2.2. Classificazioni in ordine di priorità per il comparto acquatico (elenchi A+B)21. Per il calcolo del punteggio di esposizione del comparto acquatico nei dati di monitoraggio e di modellazione della procedura COMMPS sono state utilizzate due fonti principali di dati sull'esposizione. I dati ricavati da modelli sono stati tuttavia utilizzati solo nel caso in cui i dati di monitoraggio erano inadeguati o insufficienti. Per i prodotti fitosanitari e i metalli si è proceduto solo ad un valutazione basata sul monitoraggio, visto che i dati analizzati erano più che sufficienti e non si disponeva di modelli appropriati.22. Per il rapporto COMMPS i dati ricavati dal monitoraggio sono stati raccolti nei quindici Stati membri e da imprese di fornitura idrica europee. Sono stati forniti e valutati circa 752 000 singoli dati relativi a 330 sostanze (compresi i metalli). Poiché le reti di monitoraggio gestite dagli Stati membri non sono state concepite in base a criteri armonizzati, è stato necessario inserire regole di valutazione rigorose nella procedura COMMPS, atte a garantire la rilevanza statistica dei dati impiegati. I dati del monitoraggio sono stati analizzati per verificarne la plausibilità, la rappresentatività e la rilevanza statistica e una parte consistente di essi è stata scartata. Per citare un esempio, il criterio della rappresentatività della procedura COMMPS prevede che una sostanza sia monitorata in almeno tre Stati membri oppure in almeno due bacini idrografici transfrontalieri condivisi da due o più Stati membri; ciò ha portato a ridurre il numero complessivo delle sostanze del 70% circa, visto che per molte sostanze i dati del monitoraggio riguardavano un unico Stato membro. Dopo aver selezionato i dati del monitoraggio, per ciascuna stazione di campionamento è stato calcolato un valore medio aggregato. Il punteggio indicante l'esposizione è stato ottenuto prendendo il 90° percentile dei suddetti valori medi aggregati; tale punteggio è stato normalizzato in modo che il punteggio massimo fosse uguale a 10. Complessivamente è stata stilata una classificazione di 86 sostanze.23. Il vasto numero di sostanze escluse per motivi statistici mette in evidenza l'importanza di utilizzare i dati ricavati dalla modellazione, intesi come fonte di informazione supplementare e integrativa. A fini di coerenza, la procedura COMMPS ricorre al modello di esposizione EURAM, già elaborato per definire le priorità delle sostanze chimiche esistenti nell'ambito del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio. Tale modello fornisce punteggi per l'esposizione per l'Europa continentale in base ai volumi di produzione, alle modalità d'uso, alla distribuzione ambientale e ai processi di degrado conosciuti. L'Ufficio europeo delle sostanze chimiche ha fornito dati relativi all'esposizione per 318 delle sostanze prese in esame; per le altre il calcolo del punteggio non è stato possibile, in mancanza dei dati necessari. Alcune sostanze sono state escluse dalla procedura di classificazione in quanto si trattava di prodotti fitosanitari, di composti metallici inorganici o di sostanze protette da norme di riservatezza concordate con l'industria; gran parte dei fitosanitari e dei metalli è tuttavia già stata valutata nell'ambito dell'elenco basato sui dati del monitoraggio. Nella classificazione basata sui modelli sono state inserite 123 sostanze.24. Il punteggio relativo agli effetti sul comparto acquatico utilizzato nella procedura COMMPS è un punteggio combinato, che tiene conto degli effetti diretti e indiretti delle sostanze sugli organismi acquatici e degli effetti sulla salute umana. Gli effetti tossici diretti sono espressi in termini di concentrazioni a effetto zero, derivate dai dati delle prove ecotossicologiche ottenuti secondo quanto stabilito dall'allegato V della proposta di direttiva quadro in materia di acque. Gli effetti indiretti provocati dalle sostanze che si accumulano negli organismi biologici sono espressi in termini di fattore di bioconcentrazione o di coefficiente di ripartizione acqua/ottanolo. Gli effetti sulla salute umana attraverso vie di esposizione acquatiche, quali il consumo di acqua potabile o l'esposizione nel corso di attività ricreative, sono espressi in termini di frasi di rischio che definiscono la cancerogenicità, la mutagenicità e la teratogenicità delle sostanze, oltre che gli effetti cronici derivanti dall'assunzione orale. Il punteggio globale relativo agli effetti attribuito a ciascuna sostanza è stato normalizzato in modo tale che il valore massimo sia pari a 10; il peso relativo degli effetti diretti, indiretti e sulla salute umana è fissato, rispettivamente, a 5:3:2.25. La base dati relativa agli effetti nell'ambito della procedura COMMPS è stata discussa approfonditamente e aggiornata in collaborazione con gli esperti. In particolare, si è puntato a garantire la coerenza con le attività attualmente in corso in materia di valutazione dei rischi e di definizione delle priorità nel contesto del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e della direttiva 91/414/CEE del Consiglio.26. Nella procedura COMMPS il punteggio finale relativo al comparto acquatico, che quantifica il rischio relativo di una sostanza per il comparto acquatico, viene calcolato come il prodotto del punteggio dell'esposizione acquatica per il punteggio relativo agli effetti. Poiché sono state utilizzate due fonti diverse di dati relativi all'esposizione in maniera complementare, sono stati predisposti due elenchi: uno basato sui dati del monitoraggio e uno basato sui dati ricavati dai modelli.2.2.3. Classificazione in ordine di priorità per il comparto dei sedimenti (elenco C)27. Le sostanze che registrano una forte tendenza ad accumularsi nei sedimenti possono ritrovarsi nel comparto acquatico solo in concentrazioni ridotte e possono pertanto ottenere un punteggio basso nell'elenco delle sostanze prioritarie per tale comparto. Ciò spiega perché nella procedura COMMPS è stato istituito un elenco distinto per la classificazione applicabile al comparto dei sedimenti.28. Il punteggio relativo all'esposizione dei sedimenti è stato calcolato esattamente come nel caso del comparto acquatico. Per il rapporto COMMPS sono state collazionati circa 69 000 dati sul monitoraggio dei sedimenti relativi a 221 sostanze per dieci Stati membri. Dopo averne esaminato la plausibilità, la rappresentatività e la rilevanza statistica, per la classificazione sono stati infine accettati i dati relativi a 60 sostanze: in altri termini, il tasso di esclusione era analogo a quello ottenuto per i dati sul comparto acquatico.29. Data la mancata disponibilità di modelli adeguati e le incertezze inerenti al calcolo degli effetti e dell'esposizione, nell'ambito della procedura COMMPS applicabile ai sedimenti non si è ricorsi ai modelli. Il valore dell'esposizione è stato pertanto ottenuto unicamente in base ai dati relativi al monitoraggio dei sedimenti.30. Il punteggio relativo agli effetti sui sedimenti è stato determinato analogamente a quanto avvenuto per il comparto acquatico. Tuttavia, una delle principali limitazioni alla valutazione degli effetti diretti è la scarsa disponibilità di dati sugli effetti prodotti sugli organismi che popolano i sedimenti o le popolazioni ittiche dei fondali. Pertanto, i valori corrispondenti all'effetto zero per i sedimenti sono stati calcolati attraverso una trasformazione dei dati sull'ecotossicità acquatica, utilizzando i coefficienti conosciuti di ripartizione acqua/sedimenti.31. Il punteggio finale relativo ai sedimenti è stato calcolato come per il comparto acquatico, ed è dato dal prodotto del valore di esposizione per il valore degli effetti sui sedimenti.32. Per concludere, nell'ambito della procedura COMMPS sono stati istituiti, su base automatica, i seguenti elenchi per la classificazione delle sostanze in base al rischio:- Elenco A: elenco degli inquinanti organici per il comparto acquatico basato sui dati di monitoraggio di tale comparto.- Elenco B: elenco degli inquinanti organici per il comparto acquatico basato sui risultati ottenuti dai modelli applicabili a tale comparto.- Elenco C: elenco degli inquinanti organici assorbiti dai sedimenti basato sui dati di monitoraggio nei sedimenti o nei solidi sospesi.- Elenco D: vari elenchi di metalli basati sui dati di monitoraggio del comparto acquatico, fondati sull'ipotetica esistenza di vari scenari di esposizione ed effetti.2.2.4. Classificazione in ordine di priorità per i metalli (elenco D)33. In natura i metalli si presentano in varie concentrazioni locali e forme, condizioni che incidono notevolmente sulla loro biodisponibilità per gli organismi acquatici. Molti organismi hanno inoltre sviluppato meccanismi attivi per l'assunzione e l'escrezione dei metalli, che consentono loro di adeguarsi alle condizioni di fondo locali. Sulla base di queste considerazioni risulta difficile calcolare un punteggio di rischio totalmente soddisfacente. Ai fini del rapporto COMMPS sono stati elaborati alcuni scenari di classificazione basati su alcune ipotesi ideali in materia di esposizione ed effetti riguardo ai valori di fondo dei metalli e ai rapporti tra concentrazioni di metalli totali e di metalli disciolti. Per tener conto delle principali differenze tra metalli e composti organici, la classificazione dei metalli è stata separata da quella degli inquinanti organici. Vista la notevole disponibilità di dati di monitoraggio, non è stato necessario ricorrere ai dati di modellazione. I risultati ottenuti in base ai vari scenari di classificazione sono stati ripresi dagli esperti per selezionare i metalli prioritari.2.3. Parere degli esperti per la selezione delle sostanze prioritarie34. Nella seconda fase della procedura COMMPS sono state selezionate le sostanze prioritarie tra quelle indicate nei quattro elenchi di classificazione in base al rischio. A tal fine il rapporto COMMPS ha individuato un sottoinsieme di sostanze che avevano ottenuto i punteggi più elevati, note come sostanze potenzialmente prioritarie. Le sostanze già soggette ad ampie restrizioni ai sensi delle direttive 76/769/CEE e 79/117/CEE [11] del Consiglio o non utilizzate negli Stati membri e che possono pertanto essere ritenute "inquinanti storici" (quali il DDT o l'aldrin, il dieldrin e l'isodrin) sono state eliminate. Altre sostanze che di solito si ritrovano in natura come miscele sono state raggruppate insieme (ad esempio i triclorobenzeni o gli idrocarburi poliaromatici).[11] Direttiva 76/769/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati Membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi, GU L 262 del 27.9.1976, pag. 201.35. L'esclusione dei cosiddetti "inquinanti storici" è stata decisa, caso per caso, su proposta della società di consulenza e successivamente riesaminata dagli esperti. Oltre alle ampie restrizioni previste dalla legislazione dell'UE, tutte le sostanze escluse sono disciplinate dal protocollo UNECE sui composti organici persistenti [12] e attualmente se ne sta discutendo un divieto generale nell'ambito della convenzione UNEP sui composti organici persistenti [13]. Inoltre, la proposta di direttiva quadro in materia di acque prescrive che gli Stati membri individuino le sostanze che possono rappresentare un pericolo per i vari bacini idrografici, alle quali si applica il cosiddetto "approccio combinato". In altri termini, se il mancato raggiungimento di un "buono stato ecologico" delle acque superficiali è dovuto alla contaminazione dei sedimenti da parte di "inquinanti storici", gli Stati membri interessati devono indicarlo nel "piano di gestione del bacino idrografico" e prevedere misure per porre rimedio al problema nel "programma di misure" previsto.[12] Nazioni Unite - Commissione economica per l'Europa: Protocollo alla convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico oltre confine a lunga distanza relativo alla riduzione di emissioni di composti organici persistenti, Aarhus (Danimarca), 24 giugno 1998.[13] Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP): Strumento internazionale giuridicamente vincolante per la realizzazione di un'azione internazionale su alcuni composti organici persistenti (in corso di negoziazione).36. Il rapporto COMMPS contiene raccomandazioni per la selezione delle sostanze prioritarie ricavate dagli elenchi delle sostanze potenzialmente prioritarie. Tali raccomandazioni sono state discusse con gli esperti degli Stati membri, con l'industria, con le altre parti interessate, con il Comitato scientifico per tossicità, ecotossicità e ambiente e con l'Ufficio europeo delle sostanze chimiche nella riunione del 19 aprile 1999. A seguito dei commenti inviati dagli esperti alla Commissione e del parere del Comitato scientifico per tossicità, ecotossicità e ambiente del 28.9.1999, è possibile trarre le conclusioni illustrate di seguito.2.3.1. Selezione delle sostanze inserite nell'elenco A (sostanze organiche ottenute in base ai dati del monitoraggio del comparto acquatico)37. L'elenco A contiene 20 sostanze ottenute in base al punteggio finale relativo all'ambiente acquatico. A ciascuna di esse è stato attribuito un numero corrispondente alla priorità assunta nell'elenco: il numero 1 corrisponde alla massima priorità e via dicendo. La ventesima sostanza candidata (la simazina) ha una priorità pari a 39 e non a 20, perché alcune singole sostanze sono state eliminate o raggruppate. I valori di esposizione delle sostanze potenzialmente prioritarie si basano sui dati di monitoraggio sottoposti ad attenta valutazione. Per la maggior parte delle sostanze, ad eccezione di alcuni idrocarburi poliaromatici, i punteggi relativi agli effetti sono stati ottenuti attraverso dati ricavati da prove e non da valori di default. Si può pertanto affermare che l'elevata priorità attribuita alle sostanze sia ben fondata. Nel corso delle discussioni degli esperti sono state sollevate argomentazioni convincenti a favore dell'esclusione di alcune sostanze dall'elenco prioritario o, viceversa, della loro inclusione in forma diversa. In particolare, la discussione ha riguardato le sostanze o i gruppi di sostanze indicati di seguito.38. Idrocarburi poliaromatici. Le singole sostanze vanno da 1 a 55; alcune di esse sono prodotte e utilizzate deliberatamente, come il naftalene e l'antracene, e a tutte sono state attribuite priorità elevate. Gran parte degli altri idrocarburi poliaromatici ad alta priorità è rilasciata non deliberatamente nell'ambiente, essenzialmente sotto forma di sottoprodotti di alcune attività, quali i processi di combustione. Per tali sostanze è prassi comune individuare alcuni singoli composti come parametri indicativi. Ad esempio, nella direttiva 98/83/CE del Consiglio concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano [14] sono stati fissati i valori limite per un sottogruppo di cinque singoli composti. Si propone pertanto che il primo elenco di sostanze prioritarie includa il naftalene e l'antracene come singoli composti, visto che vengono prodotti in quantità elevate all'interno dell'Unione europea. Gli altri idrocarburi poliaromatici dovrebbero essere inseriti come gruppo unico, specificando i singoli composti già disciplinati dalla direttiva 98/83/CE del Consiglio come parametri indicativi e aggiungendo il fluoroantene.[14] GU L 330 del 5.12.1998, pag. 32.39. Eptaclor. Questo insetticida ha ottenuto una priorità pari a 10 nell'elenco relativo all'ambiente acquatico. La sua commercializzazione ed uso come prodotto fitosanitario sono vietati dalla direttiva 79/117/CEE del Consiglio relativa al divieto di immettere in commercio e impiegare prodotti fitosanitari contenenti determinate sostanze attive [15]. L'eptaclor è inserito nell'elenco degli inquinanti organici persistenti adottato nell'ambito della convenzione UNECE sull'inquinamento atmosferico oltre confine a lunga distanza. Non vi sono tuttavia prove che testimonino che l'eptaclor sia prodotto e utilizzato in Europa: per questo motivo può essere considerato un "inquinante storico" simile all'aldrin o al dieldrin e dunque escluso dall'elenco prioritario.[15] GU L 33 dell'8.2.1979, pag. 36.40. Monocloronitrobenzeni. A ultimazione del rapporto COMMPS si è riscontrato che l'elevata priorità, pari a 14, ottenuta da uno degli isomeri (il 3-cloronitrobenzene) era dovuta ad un errore di dimensione dei dati riportati da uno Stato membro. Un nuovo calcolo ha portato ad attribuire alla sostanza una priorità pari a 66 e pertanto i monocloronitrobenzeni sono stati esclusi dall'elenco prioritario.41. Triclorobenzeni. Il gruppo consiste di tre diversi isomeri, dei quali uno solo (l'1,2,4-triclorobenzene) presenta una priorità più elevata rispetto all'ultima sostanza inserita nell'elenco finale (la simazina). Poiché i triclorobenzeni sono prodotti come miscela tecnica dei tre isomeri, si propone di inserirli nell'elenco prioritario come gruppo, specificando l'1,2,4-triclorobenzene come parametro indicativo.42. Endosulfan. La miscela tecnica di questo insetticida ad ampio spettro è costituita da vari isomeri, dei quali solo uno, l'alfa-isomero, presenta una priorità superiore alla simazina. Poiché l'endosulfan è prodotto come miscela tecnica di tutti gli isomeri, si propone di inserirlo nell'elenco prioritario come gruppo, specificandone l'alfa-isomero come parametro indicativo.43. L'esaclorocicloesano tecnico è composto da diversi isomeri, dei quali solo il gamma-isomero è un insetticida. Il lindano è una miscela con un contenuto minimo di tale isomero pari al 99%. La direttiva 79/117/CEE del Consiglio vieta la commercializzazione e l'uso dell'esaclorocicloesano tecnico come prodotto fitosanitario, escluso il lindano. In Europa quest'ultima sostanza viene prodotta in un unico sito nell'Europa orientale. Anche se alcuni isomeri dell'esaclorocicloesano hanno una priorità più elevata della simazina, al lindano è stata attribuita una priorità inferiore nell'elenco (quarantacinquesima posizione). Tuttavia, poiché è probabile che gli isomeri dell'esaclorocicloesano con priorità elevate si ritrovino nelle acque di superficie attraverso l'uso del lindano tecnico, si propone di inserire l'esaclorocicloesano nell'elenco prioritario come gruppo, specificandone il gamma-isomero come parametro indicativo.44. In sintesi, si propone di inserire le sostanze seguenti tratte dall'elenco A nel primo elenco di sostanze prioritarie (tra parentesi si riporta il parametro indicativo per gruppo di sostanze):_ Idrocarburi poliaromatici (benzo(a)pirene, benzo(b)fluoroantene, benzo(g,h,i)perilene, benzo(k)fluoroantene, indeno(1,2,3-cd)pirene, fluoroantene)_ Naftalene_ Antracene_ Pentaclorofenolo_ Clorpyrifos_ Esaclorobenzene_ Triclorobenzeni (1,2,4-triclorobenzene)_ Clorfenvinfos_ Diuron_ Trifluralin_ Triclorometano_ Diclorometano_ 1,2-dicloroetano_ Isoproturon_ Endosulfan (alfa-endosulfan)_ Alaclor_ Esaclorobutadiene_ Esaclorocicloesano (gamma-esaclorocicloesano, lindano)_ Atrazina_ Simazina.2.3.2. Selezione delle sostanze inserite nell'elenco B (sostanze organiche ottenute in base ai dati relativi all'esposizione del comparto acquatico ricavati da modelli)45. L'elenco B contiene 20 sostanze potenzialmente prioritarie ottenute in base ai punteggi finali loro attribuiti; poiché non si è proceduto ad escludere o a raggruppare alcuna sostanza, la priorità della ventesima sostanza è pari a 20 nell'elenco originale di classificazione. La classificazione di una sostanza secondo l'esposizione sulla base di modelli può fondarsi su uno o più valori di default per il volume di produzione, le modalità d'uso, il degrado e la distribuzione. Ne consegue che il parere degli esperti deve svolgere un ruolo importante per stabilire se la priorità attribuita ad una sostanza in base ai dati dei modelli sia giustificata. Alla luce dei dati contenuti nel rapporto COMMPS e del parere degli esperti, si propone che nell'elenco prioritario finale vengano inserite o escluse le sostanze potenzialmente prioritarie indicate di seguito.46. L'ipoclorito (sale di sodio), il cloro, il dimetilsolfato e l'epicloridrina vengono esclusi in quanto presentano un'elevata reattività o tendenza all'idrolisi nell'acqua che non sono rispecchiate nel modello concernente l'esposizione.47. L'acido perborico (sale di sodio), gli oli minerali, il piombo tetraetile, le alchilammine di sego, il bis(idrossilammonio)-solfato e il dietilftalato sono esclusi vista l'elevata incertezza della classificazione (valori di default sono stati impiegati per il volume di produzione, le modalità d'uso e la distribuzione) e/o la mancanza di informazioni aggiuntive disponibili che consentano di verificare l'attendibilità dell'elevata priorità da attribuire loro.48. L'anilina, il dicloruro di dibutilstagno e la 4,4'-metilendianilina sono esclusi perché i dati di monitoraggio o i dati ricavati da modelli su scala regionale suggeriscono che le sostanze in questione avrebbero una priorità inferiore nell'elenco basato sui dati di monitoraggio rispetto alle sostanze selezionate da tale elenco.49. Benzene. Questa sostanza presenta il punteggio più elevato possibile in relazione alla salute umana per la sua potenziale cancerogenicità. Nel corso del dibattito fra esperti è stata avanzata l'ipotesi che la via principale di assunzione che provoca effetti cancerogeni sia l'inalazione piuttosto che l'esposizione attraverso l'acqua. Tuttavia, il punteggio relativo agli effetti del benzene si basa sulla frase di rischio R45, che comprende esplicitamente altre vie di assunzione rispetto all'inalazione. Il benzene è stato individuato come parametro rilevante ai sensi della direttiva 98/83/CE del Consiglio concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano e con ciò si è riconosciuta la forte preoccupazione esistente per gli effetti nocivi del benzene sulla salute umana attraverso l'assunzione di acqua potabile. Per tali motivi si propone di inserirlo nel primo elenco di sostanze prioritarie.50. C10-13-cloroalcani. L'inserimento di questo gruppo di sostanze è avvalorato dal risultato della valutazione dei rischi condotta ai sensi del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio che dimostra che, per l'ecosistema acquatico e per gli effetti legati alla catena alimentare non specifici ad un determinato comparto, è necessario adottare misure specifiche per limitare i rischi. Si propone pertanto di inserire anche queste sostanze nell'elenco prioritario.51. Nitrobenzene. La priorità relativamente elevata attribuita a questa sostanza nell'ambito dell'elenco fondato sui dati ricavati da modelli può sostanzialmente spiegarsi con l'utilizzo di valori di default per il volume di produzione e le modalità d'uso. Nel corso delle discussioni degli esperti è stato messo in evidenza che le altre prove a sostegno della classificazione si basano sui dati di monitoraggio ottenuti in un solo Stato membro, nel quale circa il 15% dei dati era al di sopra del limite di rilevamento. Alla luce delle suddette argomentazioni e tenuto conto dell'elevata biodegradabilità del composto, si propone di non includere il nitrobenzene finché non si disporrà di ulteriori prove che dimostrino l'elevata esposizione alla sostanza.52. Dieftilesiftalato (DEHP). Questa sostanza era stata esclusa dalla classificazione basata sul monitoraggio in quanto i dati del monitoraggio non rispondevano al criterio della rappresentatività. L'elevata priorità accordata sull'elenco fondato sui modelli (quattordicesima posizione) è stata analizzata rispetto al punteggio approssimativo ottenuto in base al valore relativo all'esposizione regionale fornito nel progetto di valutazione dei rischi elaborato ai sensi del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio. Su tale base, il DEHP dovrebbe avere una priorità più elevata rispetto all'ultima sostanza inclusa nell'elenco finale e ricavata dall'elenco dei dati di monitoraggio, ovvero la simazina. Occorre sottolineare che alcuni dei dati impiegati nel progetto di valutazione dei rischi sono stati messi in dubbio dall'industria, secondo la quale i dati ricavati dal monitoraggio o dalle prove potevano essere parziali o addirittura errati a causa della bassissima solubilità del DEHP, che non è stata presa in debita considerazione. Il dibattito è ancora in corso, ma finora i dati contenuti nel progetto di valutazione dei rischi utilizzati per le conclusioni citate in precedenza non sono stati modificati. Va inoltre sottolineato che il progetto di valutazione dei rischi dimostra chiaramente che le concentrazioni locali di DEHP nelle acque e nei sedimenti più prossimi agli scarichi da fonte puntuale possono superare notevolmente le concentrazioni a effetto zero. Gli esperti stanno inoltre discutendo la caratteristica del DEHP di alterare le funzioni endocrine. Alla luce di quanto esposto si propone pertanto che la sostanza sia inserita nell'elenco prioritario.53. Nonilfenolo. Se da un lato al terz-octilfenolo è stata attribuita una priorità 19 nell'elenco basato sui dati ricavati da modelli, la sostanza connessa - il nonilfenolo - presenta solo una priorità di 38 e 39. Le due diverse classificazioni all'interno del suddetto elenco sono dovute a prodotti tecnici diversi (cioè il nonilfenolo con numero CAS 25154-52-3 e il 4-nonilfenolo, con numero CAS 84852-15-3); entrambe le sostanze sono inoltre prodotti di degradazione degli alchilfenoletossilati, di cui i nonilfenoletossilati rappresentano dal 70 al 90% della produzione totale. I dati relativi al monitoraggio delle due sostanze non rispondono al criterio della rappresentatività e pertanto queste non sono inserite nell'elenco basato sul monitoraggio. Se si calcolassero i punteggi approssimativi per tali sostanze in base ai dati di monitoraggio disponibili, si ricaverebbero le seguenti priorità nell'ambito del rispettivo elenco: 21 per il nonilfenolo e 34 per l'octilfenolo. Da ciò si deduce che entrambe le sostanze presenterebbero priorità più elevate rispetto all'ultima sostanza inclusa nell'elenco finale, la simazina. Entrambe le sostanze sono inoltre sospettate di alterare le funzioni endocrine. Alla luce dei suddetti motivi si propone di inserirle nell'elenco prioritario. Poiché i principali isomeri dei prodotti tecnici sono i paraisomeri del nonilfenolo e del terz-octilfenolo, essi sono selezionati come parametri indicativi.54. Composti del tributilstagno (TBT). I composti del tributilstagno non sono stati classificati nell'ambito dell'elenco basato sulla modellazione per un problema di riservatezza dei dati; non è stato inoltre soddisfatto il criterio della rappresentatività per l'elenco basato sui dati di monitoraggio. Solo due Stati membri hanno riportato concentrazioni nel comparto acquatico e nei sedimenti superiori al limite di rilevamento. È significativo notare che il TBT avrebbe priorità 1 nell'elenco basato sui dati di monitoraggio del comparto acquatico se si usassero tali dati, a prescindere dalla loro rappresentatività. Le discussioni degli esperti hanno messo in luce che il TBT usato nelle vernici antivegetative per le navi rappresenta un notevole rischio per i sedimenti e il biota delle acque marine e costiere. I dati in questione non sono stati presi in considerazione nella procedura COMMPS, visto che i dati di monitoraggio dei sedimenti marini e del biota non sono sufficientemente comparabili per essere impiegati nella classificazione sistematica delle sostanze per le acque superficiali. Due paesi hanno tuttavia presentato nuovi dati relativi ai sedimenti marini e costieri e al biota marino, che hanno messo in evidenza la presenza di concentrazioni elevate di TBT. Per citare un esempio, sono state riferite concentrazioni di TBT nei sedimenti costieri fino a circa 400 microgrammi di ione-TBT per kg di peso a secco di sedimento in Danimarca e addirittura fino a 100 000 in Norvegia nei sedimenti costieri; si tratta di valori centinaia di volte superiori al valore a effetto zero stimato per i sedimenti, sulla base dei dati relativi alle acque dolci forniti nel rapporto COMMPS. Osservazioni analoghe si sono registrate nei sedimenti dei porti di molti Stati membri. È ormai generalmente riconosciuto che il TBT presenta un notevole potenziale di alterazione delle funzioni endocrine, come dimostra il legame ben accertato con il fenomeno dell'imposex nelle lumache di mare e di acqua dolce. Alla luce di quanto esposto si propone di inserire il TBT nell'elenco prioritario come gruppo, così come è stato proposto da vari Stati membri, indicando il TBT in forma ionica quale parametro indicativo.55. In sintesi, si propone di inserire le sostanze seguenti tratte dalla classificazione basata sui dati ricavati dai modelli nell'elenco di sostanze prioritarie (tra parentesi si riporta il parametro indicativo per gruppo di sostanze):_ Benzene_ C10-13-cloroalcani (per ora non esiste alcun parametro indicativo)_ Dieftilesiftalato (DEHP)_ Octilfenoli (para-terz-octilfenoli)_ Nonilfenoli (para-nonilfenoli)_ Composti del tributilstagno (TBT in forma ionica).2.3.3. Selezione delle sostanze inserite nell'elenco C (sostanze organiche ottenute in base ai dati di monitoraggio dei sedimenti)56. L'elenco C contiene dieci sostanze potenzialmente prioritarie ottenute in base ai punteggi finali. La priorità della decima sostanza (l'octilfenolo) era pari a 39. I valori di esposizione si basano su dati di monitoraggio accuratamente valutati. I dati relativi agli effetti sono stati stimati sulla base di dati riguardanti prove sul comparto acquatico. Con questa approssimazione si può ritenere che l'elevata priorità attribuita alle sostanze sia ben fondata. Gran parte delle sostanze è già stata individuata sulla base dei dati ricavati dal monitoraggio o dai modelli per il comparto acquatico.57. Oltre ad esse si propone di inserire nell'elenco prioritario le seguenti sostanze ricavate dall'elenco C:_ Pentaclorobenzene_ Difeniletere bromato (per ora non esiste alcun parametro indicativo).2.3.4. Selezione dei metalli inseriti nell'elenco D (in base ai dati di monitoraggio dell'ambiente acquatico)58. L'elenco D contiene i cinque metalli che hanno ottenuto il punteggio più elevato nei vari scenari di esposizione ed effetti esaminati nel rapporto COMMPS. Il modello di classificazione dei tre metalli con i punteggi superiori (il nichel, il piombo e il cadmio) è estremamente simile per i vari scenari considerati; tale considerazione si rispecchia nel fatto che le priorità attribuite ai tre metalli nei vari scenari in media si avvicinano ai valori 1, 2 e 3 rispettivamente (con 1,2 per il nichel, 1,8 per il piombo e 3,3 per il cadmio) e la variazione di posizione nei diversi elenchi è ridotta. Gli altri due elementi (l'arsenico e il rame) presentano priorità notevolmente diverse in funzione dei diversi scenari di classificazione: questo fatto apparentemente dimostra come la classificazione dipenda notevolmente dalle variazioni delle condizioni locali e dalle diverse speciazioni. Si propone pertanto che, in assenza di ulteriori informazioni a conferma dell'elevata posizione dei suddetti metalli, tali sostanze non vengano inserite nel primo elenco prioritario.59. Il mercurio presenta una priorità estremamente bassa nell'ambito dell'elenco basato sui rischi per il comparto acquatico, a prescindere dai vari scenari di classificazione proposti: infatti, nella maggior parte di essi registra la priorità minima e non giunge mai ad occupare una posizione più elevata della quinta. Questa situazione si spiega con l'evidente successo delle misure adottate in passato nei confronti dell'inquinamento da mercurio. Nel corso delle discussioni degli esperti è stata tuttavia avanzata l'ipotesi che il mercurio presenti una spiccata tendenza alla bioaccumulazione nel biota e attraverso la catena alimentare, in particolare sotto forma di legame organico. Tali effetti non sono rilevabili dalla procedura COMMPS, in quanto i dati di monitoraggio del biota non sono sufficientemente comparabili da poter essere utilizzati per classificare sistematicamente le sostanze. Il mercurio presenta inoltre una forte tendenza ad accumularsi nei solidi sospesi e nei sedimenti. Non è stato possibile realizzare una valutazione sistematica dei dati disponibili sui sedimenti per la mancanza di informazioni sugli effetti diretti per i sedimenti stessi; è stata invece effettuata una comparazione indicativa con gli obiettivi di qualità fissati per i solidi sospesi dalla Commissione internazionale per la protezione del Reno dall'inquinamento: la concentrazione al 90° percentile di mercurio nei solidi sospesi e nei sedimenti europei era dodici volte superiore rispetto agli obiettivi di qualità della Commissione internazionale per la protezione del Reno dall'inquinamento. Molti Stati membri hanno confermato che il mercurio è ancora una sostanza che genera preoccupazione nell'ambito dei rispettivi programmi nazionali di riduzione dell'inquinamento. Per i motivi esposti, si propone di inserire il mercurio nel primo elenco prioritario, come proposto da vari Stati membri e nei commenti del Comitato scientifico per tossicità, ecotossicità e ambiente del 28.9.1999.60. In sintesi, si propone di inserire nell'elenco prioritario i seguenti metalli con i rispettivi composti e specificazioni:_ Nichel_ Piombo_ Cadmio_ Mercurio.3. Futuri sviluppi della procedura COMMPS3.1. Osservazioni generali61. L'articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio) [16] della proposta di direttiva quadro in materia di acque istituisce un meccanismo dinamico per definire le sostanze prioritarie che necessitano di un intervento comunitario. L'articolo stabilisce che l'elenco di tali sostanze sia riesaminato almeno ogni sei anni o con maggiore frequenza in caso di necessità. La procedura COMMPS deve pertanto essere vista come uno strumento dinamico aperto a continue modifiche e miglioramenti. Per stilare e riesaminare l'elenco prioritario la Commissione tiene conto di tutte le informazioni che le pervengono, in particolare delle raccomandazioni del Comitato scientifico per tossicità, ecotossicità e ambiente, degli Stati membri, dell'Agenzia europea dell'ambiente, dei programmi di ricerca comunitari, delle organizzazioni internazionali di cui fa parte, delle organizzazioni industriali europee, comprese quelle che rappresentano le piccole e medie imprese, o delle organizzazioni ambientali europee.[16] Cfr. 2.62. Alla luce di tali obblighi la Commissione proseguirà la collaborazione con le parti interessate e indirizzerà le attività specifiche di ricerca verso un ulteriore sviluppo della procedura COMMPS, che a sua volta porterà ad una revisione del primo elenco prioritario come previsto dalla futura direttiva quadro in materia di acque.63. Va inoltre sottolineato che, con l'emergere di nuove prove, ai sensi dell'articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio), paragrafo 7 della direttiva quadro la Commissione può adottare strategie per altri inquinanti o gruppi di inquinanti non inseriti nell'elenco tra le sostanze prioritarie.64. Sulla base delle suddette osservazioni gli aspetti principali da sviluppare possono essere i seguenti.3.2. Comparto delle acque marine65. L'ambiente marino non rientra di per sé nella proposta di direttiva quadro in materia di acque, ma le misure e i controlli delle fonti inquinanti di terra e costiere avranno inevitabilmente un effetto significativo sulla riduzione degli scarichi nelle acque marine. Pertanto, per quanto riguarda l'inquinamento prodotto da fonti europee, la Commissione ritiene che i controlli previsti ai sensi dell'articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio) della proposta di direttiva quadro siano il suo principale contributo alla realizzazione della strategia in materia di sostanze pericolose per l'Atlantico nordorientale e il Mar Baltico (convenzione di Helsinki) adottata nel corso della riunione ministeriale del 1998 nel contesto della convenzione OSPAR. La Commissione è attivamente coinvolta nelle attività attualmente in corso per definire le sostanze prioritarie ai sensi della suddetta convenzione; se tale esercizio mette in luce la necessità di intervenire per altre sostanze rispetto a quelle proposte per l'inserimento nel primo elenco prioritario, la Commissione valuterà, caso per caso, la possibilità di modificare tale elenco o di applicare l'articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio), paragrafo 7, della proposta di direttiva quadro in materia di acque.3.3. Comparto delle acque sotterranee66. Le acque sotterranee non vengono prese sistematicamente in considerazione nell'attuale versione della COMMPS, non esistendo modelli adeguati di esposizione né dati di monitoraggio sufficientemente rappresentativi. Il dibattito sulla proposta di direttiva quadro in materia di acque ha chiaramente dimostrato la necessità di procedere ad una valutazione più sistematica e standardizzata dei corpi idrici sotterranei dell'Europa nel suo complesso; la proposta di direttiva quadro dovrebbe contribuire a tale obiettivo e ha già stimolato vivaci dibattiti a livello di esperti. Per citare un esempio, l'iniziativa dell'Agenzia europea dell'ambiente volta a istituire una rete armonizzata di monitoraggio delle acque (Eurowaternet) considera le acque sotterranee uno degli obiettivi principali.3.4. Base dati67. Due ostacoli che apparentemente impediscono di utilizzare appieno la procedura COMMPS sono le conoscenze limitate e l'accessibilità dei dati. L'Ufficio europeo delle sostanze chimiche di Ispra è costantemente impegnato ad ampliare e a rivedere la base dati sui prodotti chimici esistenti. Attualmente si sta tentando di concludere un accordo con l'industria volto ad eliminare la riservatezza riguardante i dati sulla produzione. Un accordo analogo consentirebbe di inserire nella procedura COMMPS sostanze per le quali vi sono solo pochi produttori e importatori, fatto che, al momento attuale, impedisce ogni eventuale discussione aperta.3.5. Altri aspetti68. Tra i settori nei quali è necessaria una ricerca di base, si deve ancora procedere alla valutazione statistica dei dati di monitoraggio, all'elaborazione di modelli di esposizione concepiti appositamente e alla valutazione degli effetti di nuovi tipi di inquinanti per i quali non esistono metodi di prova adeguati e generalmente approvati (ad esempio per le sostanze che alterano le funzioni endocrine).69. Il coordinamento dei programmi nazionali di monitoraggio è un compito fondamentale per il futuro. La mancata inclusione di molte sostanze, dovuta al fatto che erano state controllate solo in uno o due Stati membri, ha determinato una perdita di informazioni sullo stato dell'ambiente acquatico. In realtà, in molti Stati membri esistono molti altri dati sul monitoraggio, ma le basi dati esistenti non sono coordinate tra loro e a volte le informazioni non sono nemmeno disponibili in formato elettronico. In generale, si registra una grave carenza di informazioni supplementari, ad esempio sul limite di rilevamento/determinazione o sui metodi di campionamento e di analisi utilizzati; l'elaborazione di linee guida europee, ad esempio nel campo delle definizioni e delle procedure, potrebbe rappresentare un ulteriore strumento per migliorare la qualità dei dati. Le iniziative dell'AEA con Eurowaternet e quelle nell'ambito della proposta di direttiva quadro in materia di acque prevedono già alcuni elementi chiave, ma devono essere ulteriormente perfezionate.3.6. Revisione70. Una revisione continua dell'elenco di sostanze prioritarie non è positiva per garantire scadenze e programmi di lavoro realistici da parte della Commissione e degli Stati membri. La Commissione deve definire gli obiettivi di qualità e i controlli delle emissioni per ogni sostanza presente nell'elenco, mentre gli Stati membri devono istituire programmi di controllo. Nella fase successiva occorrerà istituire e realizzare programmi e misure efficaci di riduzione dell'inquinamento per migliorare la qualità delle acque europee rispetto alle sostanze prioritarie selezionate. Queste iniziative devono precedere ogni eventuale aumento del numero di sostanze inserite nell'elenco prioritario. In tal senso, il ciclo di revisione di sei anni citato nella proposta di direttiva quadro in materia di acque è un obbligo realistico. Tuttavia, le ragioni esposte in precedenza possono rendere necessario un riesame anticipato dell'elenco prioritario, se la Commissione e gli Stati membri sono in grado di soddisfare gli obblighi corrispondenti.4. Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio71. L'elenco di sostanze prioritarie individuate secondo la procedura fissata nell'articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio) della proposta di direttiva quadro in materia di acque rappresenterà la base principale per lo sviluppo di controlli delle emissioni e di standard di qualità armonizzati per la protezione dell'ambiente acquatico a livello comunitario e pertanto dovrebbe essere adottato con il massimo sostegno da tutte le istituzioni. L'adozione di tale elenco non richiede misure aggiuntive per gli Stati membri. Una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio rappresenta pertanto lo strumento giuridico più adeguato per l'adozione dell'elenco prioritario.5. Base giuridica72. L'individuazione delle sostanze prioritarie rappresenta il primo passo per l'introduzione della strategia di lotta all'inquinamento idrico di cui all'articolo 16 (nuovo)/articolo 21 (vecchio) della proposta di direttiva quadro in materia di acque. Come la proposta di direttiva stessa, essa rientra nell'articolo 175, paragrafo 1 del trattato.6. Valutazione dell'impatto sulle imprese73. L'elenco delle sostanze prioritarie non impone alcun obbligo aggiuntivo agli Stati membri oltre a quelli già previsti dalla direttiva 76/464/CEE del Consiglio e dalla proposta di direttiva quadro in materia di acque; la proposta pertanto non comporterà costi supplementari per gli Stati membri. Al contrario, il metodo elaborato per definire le priorità delle sostanze potrà essere utilizzato dagli Stati membri nel loro compito di individuare gli inquinanti principali a livello di bacini idrografici, ai sensi dell'articolo 7 della direttiva 76/464/CEE del Consiglio e della proposta di direttiva quadro in materia di acque, contribuendo efficacemente all'attuazione di tali direttive all'insegna del risparmio sui costi.Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie nel settore della politica in materia di acque(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 175, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione [17],[17] GU C 184 del 17.6.1997, pag. 20; GU C 16 del 20.1.1998, pag. 14 e GU C 108 del 7.4.1998, pag. 94.visto il parere del Comitato economico e sociale [18],[18] GU Cvisto il parere del Comitato delle regioni [19],[19] GU Cdeliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato,considerando quanto segue:(1) La direttiva 76/464/CEE del Consiglio concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità [20] e le direttive adottate in tale contesto attualmente rappresentano il principale strumento comunitario per controllare lo scarico puntuale e diffuso di sostanze pericolose.[20] GU L 129 del 18.5.1976, pag. 23.(2) I controlli comunitari previsti dalla direttiva 76/464/CEE del Consiglio sono stati sostituiti, armonizzati e ulteriormente sviluppati dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque [21].[21] GU L(3) La direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque introduce, all'articolo 16, paragrafo 2, una metodologia scientifica per definire le sostanze prioritarie in base al rischio che rappresentano per gli ecosistemi acquatici.(4) La metodologia definita nella direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque consente di applicare, quale soluzione più pratica, una procedura semplificata di valutazione dei rischi, fondata su principi scientifici e che tenga conto di quanto segue:_ prove riguardanti il rischio intrinseco della sostanza interessata e in particolare la sua ecotossicità acquatica e la tossicità per le persone attraverso vie di esposizione acquatiche;_ prove derivanti dal monitoraggio di fenomeni di contaminazione ambientale diffusi e_ altri fattori comprovati che possano indicare la possibilità di una contaminazione ambientale diffusa, quali il volume di produzione e di uso della sostanza interessata e le modalità d'uso.(5) Su questa base la Commissione ha elaborato una procedura per la definizione delle priorità in base al duplice principio del monitoraggio e della modellazione (COMMPS - Combined monitoring-based and modelling-based priority setting), in collaborazione con gli esperti delle parti interessate, con la partecipazione del Comitato scientifico per tossicità, ecotossicità e ambiente, degli Stati membri, dei paesi dell'EFTA, dell'Agenzia europea dell'ambiente, delle associazioni industriali europee, comprese quelle che rappresentano le piccole e medie imprese, e delle organizzazioni ambientali europee.(6) In base alla procedura COMMPS e dopo un dibattito aperto al pubblico e trasparente con le parti interessate, è stato presentato un primo elenco di 32 sostanze o gruppi di sostanze prioritari.(7) È auspicabile che tale elenco venga adottato in tempi rapidi per consentire la realizzazione tempestiva e continua di controlli comunitari delle sostanze pericolose secondo la strategia proposta all'articolo 16 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.(8) L'elenco di sostanze prioritarie adottato dalla presente decisione sostituisce l'elenco di sostanze di cui alla comunicazione della Commissione al Consiglio concernente le sostanze pericolose che potrebbero figurare nell'allegato I della direttiva 76/464/CEE [22] del Consiglio.[22] GU C 176 del 14.7.1982, pag. 3.(9) L'individuazione di sostanze prioritarie volta ad istituire controlli delle emissioni nelle acque superficiali provenienti da fonti terrestri contribuisce agli impegni assunti dalla Comunità nell'ambito delle convenzioni internazionali per la protezione delle acque marine, ed in particolare all'applicazione della strategia in materia di sostanze pericolose adottata nella riunione ministeriale dell'OSPAR del 1998, nel quadro della convenzione per la protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale ai sensi della decisione 98/249/CE [23] del Consiglio.[23] GU L 104 del 3.4.1998, pag. 1.(10) La procedura COMMPS è concepita come uno strumento dinamico di attribuzione delle priorità alle sostanze pericolose, aperto a continui miglioramenti e modifiche, in vista di un'eventuale revisione e adeguamento del primo elenco prioritario al massimo entro 6 anni dall'adozione di quest'ultimo,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Viene istituito l'elenco di sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque di cui all'allegato della presente decisione.Articolo 2L'elenco delle sostanze prioritarie istituito dalla presente decisione sostituisce l'elenco di sostanze di cui alla comunicazione della Commissione al Consiglio, del 22 giugno 1982, concernente le sostanze pericolose che potrebbero figurare nell'allegato I della direttiva 76/464/CEE del Consiglio.Articolo 3L'elenco delle sostanze prioritarie nel settore della politica in materia di acque diventa, dopo l'adozione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, l'allegato X della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque.Articolo 4La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 5Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il PresidenteALLEGATOElenco di sostanze prioritarie nel settore della politica in materia di acque  [24][24] Quando si sono selezionati gruppi di sostanze, tra parentesi sono indicate le singole sostanze tipiche rappresentative sotto forma di parametri indicativi. I controlli saranno diretti a tali singole sostanze, senza pregiudicare per questo l'inserimento di altre sostanze rappresentative, ove fosse necessario.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;