CELEX: 51993PC0646
Language: it
Date: 1994-01-31
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa agli impianti di trasporto pubblico a fune

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                            C0M(93) 646 def.
                                            Bruxelles, 31.01.1994
                                            94/0011(COD)
                              Proposta di
   DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
         relativa agli impianti di trasporto pubblico a fune
                   ( presentata dalla Commissione )
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                                    RELAZIONE
MOTIVAZIONE IN TERMINI DI SUSSIDIARIETÀ
a) Quali sono gli obiettivi   dell'azione  prevista rispetto  agli obblighi che
    competono alla Comunità?
    L'obiettivo dell'azione comunitaria è quello di garantire la libera
    circolazione sia dei componenti degli impianti a fune sia degli impianti
    completi armonizzando le disposizioni nazionali in materia di sicurezza e
    di protezione della salute, garantendo nel contempo la protezione degli
    utilizzatori.
b) L'azione prevista è di competenza esclusiva della Comunità o si tratta       di
    una competenza condivisa con gli Stati membri?
    L'azione in questione è di competenza esclusiva della Comunità (mercato
    interno).
 e) Di quali modalità d'azione dispone la Comunità?
    La Comunità dispone di due strumenti: il riconoscimento reciproco e la
    regolamentazione.
    Nel settore degli impianti a fune, gli Stati membri dispongono delle
    legislazioni nazionali, basate su filosofie diverse in materia di
    sicurezza. La direttiva 90/531/CEE prevede la liberalizzazione degli
    appalti pubblici in questo settore.
 d) È necessaria una normativa omogenea o è sufficiente      una direttiva che
    definisca gli obiettivi  generali, lasciandone 1 'esecuzione agli Stati
    membri ?
    Per gli impianti a fune, lo strumento prescelto è una direttiva basata
    sugli articoli 57, 66 e 100 A del trattato CE. La suddetta direttiva sarà
    di applicazione totale per quanto concerne gli aspetti dell'immissione
    sul mercato, nella misura in cui non sia possibile garantire la libera
    circolazione attraverso misure meno vincolanti in grado di assicurare un
    livello di protezione elevato negli Stati membri. Per i componenti, la
    direttiva si basa sui principi della risoluzione, del 7 maggio 1985,
    relativa ad una nuova strategia in materia di armonizzazione tecnica e
    normalizzazione. Per gli impianti completi, la direttiva contempla una
    procedura comunitaria di messa in servizio (verifica) per soddisfare le
    necessità dell'apertura dei mercati e la tutela degli utilizzatori. Per
    quanto concerne questi due ambiti, la normativa si limita a stabilire i
    requisiti essenziali, delegando agli Stati membri e alla normalizzazione
    europea gli aspetti connessi all'applicazione.
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                                 INTRODUZIONE
1. Gli impianti di trasporto pubblico a fune sono disciplinati, negli Stati
   membri dove sono diffusi, da normative concernenti la sicurezza a livello
   di messa in servizio ed esercizio nonché la protezione dell'ambiente e
   l'assetto territoriale.
2. Le regolamentazioni nazionali che concernono anche i componenti oltre che
   il sistema nel suo insieme, sono in genere stabilite in maniera molto
   particolareggiata in termini di obbligatorietà dei mezzi, con la
   conseguenza che esse sono incompatibili. Esse integrano tecniche proprie
   dell'industria nazionale, abitudini, know-how locali e prescrivono
   dimensioni e dispositivi particolari nonché caratteristiche speciali in
   genere contraddittorie tra un paese e l'altro.
3. Questa situazione obbliga i costruttori a rivedere le loro
   apparecchiature per ogni mercato e impedisce di offrire un materiale
   standard, a detrimento della loro competitività in quanto, dovendo
   prevedere per ogni caso costi supplementari di studi, di progettazione e
   di produzione, essi sono esclusi de facto da alcuni mercati.
4. L'utenza, in gran parte internazionale, non può avere una visione chiara
   della natura e della portata delle misure di sicurezza adottate, in
   particolare per quanto riguarda l'esercizio.
5. In queste condizioni, dato che per motivi di ordine pubblico (sicurezza,
    salute, ambiente) i vincoli regolamentari applicabili ai costruttori e
   agli esercenti sono particolarmente severi, sembra difficile poter
   realizzare nella Comunità un mercato effettivamente aperto e
   concorrenziale senza prevedere l'introduzione di un quadro di riferimento
   comunitario.
6. Da ricordare, inoltre, che era stato previsto di includere gli impianti
   di trasporto pubblico a fune nel campo di applicazione delle disposizioni
   relative agli apparecchi di sollevamento. Successivamente, gli impianti a
    fune erano stati esclusi in quanto le misure da prendere riguardano
   essenzialmente gli utilizzatori le cui necessità non possono essere
   trattate nel quadro di disposizioni incentrate sulla sicurezza dei
    lavoratori.
Da allora, gli Stati membri hannq introdotto nelle discussioni al Consiglio
gli impianti di trasporto pubblico a fune nel campo di applicazione della
direttiva 90/531/CEE sui settori esclusi.
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                                           IL MERCATO
     7. Gli impianti di cui si tratta possono essere raggruppati in cinque
          categorie:
               - le  funicolari
               - le  funivie
               - le  cabinovie
               - le  seggiovie
               - le  sciovie (skilift).
           Nel 1987 il parco degli impianti in Europa si presentava come segue:
      Tabella 1: Parco degli impianti a fune in Europa nel 1987 (1)
  PAESE             Funicolari    Teleferiche     Cabinovie Seggiovie Sciovie    Totale
Francia                  13            56             134      625      3238     4066
Italia                   25           128             193      399      2025     2770
Ccrvonia                 13            27              24      106      1900     2070
Spagna                   10             5               5       72       216      308
lagno Unito              20             3               4       13        82      122
Cracla                    3            12               3       10        28       56
Paaai Bassi                             1                        4        12       17
lalgio                                  2               1        3        15       21
Portogallo                6             1                                  5       12
Danlaarca                                                                  2        2
Lussemburgo                                                      1                  1
Irlanda
Tatale CE                90           235             364     1233      7523     9445
Austria                  26            64              59      508      3371     4028
Svizzera                 51           134             103      265      1730     2283
Cacaslovacch i a          4             5               5       40      1709     1763
Svazia                    1             1               1       36       881      920
Polonia                   2             2               2       17       420      443
Iugoslavia                3             8              16       52       326      405
Horveg i a                5             5               4       28       313      355
Finlandia                                                        9       151      160
Altri paesi               3             7               6       40       216      272
Totale Europa            95           226             196      995      9117    10629
fuori CE
Totale Europa           185           461             560     2228     16640    20074
       (1) Fonte: Rivista MOTOR IM SCHNEE
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   Da notare che l'Europa possiede oltre 70% degli impianti pesanti
   esistenti al mondo (funicolari, teleferiche e cabinovie).
8. I costruttori sono raggruppati nell'I.A.R.M. (International Association
   of Ropeways Manufacturers). Secondo tale associazione, nel 1990 la
   struttura del settore era la seguente:
Tabella 2: Impianti a fune - struttura del settore in Europa nel 1990
  PAESE            Numero      Mio       Posti di
                  d'imprese  di ECU       lavoro
  CE                18        + 200      + 1500
  Austria            9        + 100      + 1000
  Svizzera           7        + 100      + 1000
    I costruttori europei (comprese l'Austria e la Svizzera) sono i più
    importanti del mondo.
   E' importante precisare che i costruttori degli impianti a fune non sono
   degli imprenditori che offrono il loro know-how per realizzare opere
   concepite da altri. Si tratta di progettisti e di industriali che vendono
   e realizzano le proprie tecnologie ed i propri prodotti.
9. Nel periodo 1986-1991, la penetrazione dei principali mercati comunitari
    (Spagna, Francia, Italia) è stata la seguente (cfr. tabella 3).
   La tabella, pur incompleta, permette di misurare l'importanza della
    compartimentazione del mercato comunitario dovuta principalmente a
    ragioni regolamentari. E' in corso uno studio più completo sui principali
   paesi interessati (Austria, Svizzera, Germania).
   Al di fuori dell'Europa, gli altri grandi mercati si trovano negli Stati
   Uniti ed in Giappone.
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      Tabella 3:
    Paese          N. ispianti Inporto (divise)            Origine              Osservazioni
Spagna                         Mio di PTA          F       I     A     S
     86                  19            960      60X        0     40X   0    Non esistono in Spagna
                                                                            costruttori nazionali
     87                  15            900      25X       10X    65X   0
     88                  22           1280       29X       7X    63X   1X
     89                   8           2539       21X       3X    76X   0
     90                  13           1066      36X       11X    53X   0
     91                   7           1487       24X      26X    45X   5X
Italia                         Mio di LIT                                   * Provincia di Bolzano
                                                                            ** Altre province
 *   86                  13        32494          0       0      9X    0    Filiale di un costrut-
                                                                            tore austriaco
     87                  16        18769          0       0     17X    0
     88                  12        26939          0       0      4X    0
     89                  20        56011          0       0      TX    0
     90                   9        27884          0       0      4X    0
     91                  13         19694         0       0     48X    0
                                                  0       0
 **  86-91   *         262             NC         0       0        IX  0
Francia                        Mio di FF
     87                  91           800         100X    0      0       0
     88                 157           960            0   0.6X    0       0
     89                 134           700            0    0      0     24X
     90                 138           510            0    0      0       7X
     91                  79           525           78X 11,5X    8X   2.5X
     92 previsioni       29            NC                                   1 funivia
                                                                            austriaca
                                                                            1 funicolare svizzera
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OBIETTIVI DELLA REGOLAMENTAZIONE E CONTROLLI
10.   Gli impianti a fune sono sottoposti ad un'attenta sorveglianza da
      parte dei servizi pubblici negli Stati membri al fine di garantire la
      sicurezza ottimale delle persone trasportate, corrispondente al
      livello delle conoscenze tecniche.
      Le cause di incidenti gravi sono infatti legate al sistema di
      trasporto propriamente detto (rottura di funi, scarrucolamento,
      rottura di attacchi di cabine) oppure agli impianti fissi di supporto
      del sistema (rottura di un basamento di ancoraggio di un pilone). Ciò
      significa che la sicurezza degli impianti dipende sia dalle forniture
      industriali - componenti - che dal modo in cui queste ultime sono
      montate, installate sul sito nonché dalla sorveglianza durante
      1'esercizio.
 11.  Per questi motivi, in regola generale, nei vari paesi la
      responsabilità di approvare i materiali e gli impianti a fune per il
      trasporto di persone prima dell'apertura al pubblico nonché la
      sorveglianza durante l'esercizio è affidata ad un servizio speciale
      dell'amministrazione.
 12.  L'approvazione dei componenti imposta dalle regolamentazioni non può
      essere ottenuta a priori bensì in occasione di una particolare
       commessa stipulata con un determinato cliente. Successivamente, per
       poter avviare la procedura di approvazione dei diversi componenti di
       un tipo di impianto, occorre avere ottenuto un contratto per un
       impianto preciso sul quale le autorità dovranno deliberare.
       Questa situazione penalizza fortemente i costruttori non nazionali
       tanto più che la durata media di una prima procedura di approvazione è
       di circa 2 anni e implica costi considerevoli.
 13.   Analogamente, la verifica dell'impianto imposta dalla regolamentazione
       prima della messa in servizio e dell'apertura al pubblico può portare
       a difficoltà che possono andare fino al rifiuto e quindi alla
       sostituzione di alcuni componenti o di alcune soluzioni tecnologiche.
       Casi di questo tipo possono essere fortemente penalizzanti,
       soprattutto per i costruttori non nazionali che rischiano di trovarsi
       nell'impossibilità di impegnarsi su scadenze precise e di controllare
       i loro costi.
 14.   Ne consegue pertanto una compartimentazione quasi totale del mercato,
       sia a livello dei componenti sia degli impianti. Per superare questa
       situazione, l'azione della Commissione mira a definire le condizioni
       necessarie per l'apertura dei mercati nazionali al fine di garantire
       la libera circolazione dei beni e dei servizi, contribuendo così a
       creare un vero mercato interno in questo settore.
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15. Come previsto dall'articolo 100 A, paragrafo 3, del trattato CE, la
    realizzazione del mercato interno deve basarsi su un livello di
    protezione elevato in materia di sanità, di sicurezza, di tutela
    dell'ambiente e di protezione dei consumatori.
    La proposta di direttiva è intesa a garantire tale elevato livello di
    protezione e, in particolare, a migliorare la sicurezza in quegli
    Stati membri che finora non hanno adottato le misure necessarie a tal
    fine.
    Infatti, in un'area senza frontiere interne, gli utilizzatori devono
    poter contare su un grado di protezione elevato ed equivalente, a
    prescindere dall'ubicazione geografica dell'impianto nella Comunità.
16. Accanto alle disposizioni in materia di costruzione che incidono sulle
    caratteristiche tecniche e, in generale sulla tecnologia, per
    garantire il continuo mantenimento del livello di sicurezza, la
    sorveglianza degli impianti durante l'esercizio deve avvenire sotto
     forma di continui rilevamenti, frequenti controlli periodici o
     ispezioni stagionali.
     I metodi attuati per realizzare queste azioni non sono tecnicamente
    neutri per gii impianti in questione in quanto dipendono dalle
    tecnologie applicate che possono a loro volta influenzare. I metodi
    possono figurare in disposizioni regolamentari oppure essere oggetto
    di norme e specifiche tecniche.
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L'AZIONE COMUNITARIA E LA SUSSIDIARIETÀ
17.   Quanto precede dimostra che, per realizzare la trasparenza e
      l'effettiva apertura del mercato nella Comunità nonché nel quadro
      dell'accordo sullo Spazio economico europeo, è necessaria un'azione
      comunitaria. Si devono prevedere varie ipotesi facendo soprattutto
      riferimento al principio di sussidiarietà.
18.   Innanzitutto si tratta del riconoscimento reciproco delle
      regolamentazioni che, essendo in genere stabilite in termini di
      obblighi di mezzi, sono incompatibili. Il riconoscimento reciproco
      potrebbe quindi essere previsto soltanto se ciascuno degli Stati
      membri accettasse sul suo territorio impianti progettati, costruiti e
      gestiti secondo le regolamentazioni degli altri Stati membri.
      Questa ipotesi non è realistica né sotto il profilo politico né sotto
      quello tecnico in quanto solleverebbe difficoltà insolubili in merito
      all'interpretazione e alla responsabilità.
 19.  Una seconda ipotesi è quella della normalizzazione volontaria da parte
      degli operatori, ipotesi che può riguardare soltanto i componenti. In
      assenza di criteri comuni ripresi nelle regolamentazioni nazionali,
      tali norme si scontrerebbero con l'incompatibilità delle
      regolamentazioni anche se gli enti appaltanti avessero l'obbligo di
       farvi riferimento.
      La normalizzazione senza preventiva definizione di requisiti
      regolamentari armonizzati non è quindi di per sé atta a risolvere il
      problema.
 20.  Occorre pertanto prevedere la via della proposta di direttiva e
      considerare non soltanto i componenti ma anche gli impianti nel loro
       insieme e prevedere le disposizioni pertinenti in termini di
      progettazione, costruzione, messa in servizio ed esercizio.
      Nel caso degli impianti a fune infatti, soltanto delle misure
      comunitarie possono garantire un mercato effettivamente aperto e
       concorrenziale. Ciò consentirà, in particolare alle piccole imprese
       che in mancanza di mezzi devono limitarsi al loro mercato nazionale o
       addirittura locale, di operare su un piede di parità con i tre o
       quattro grandi costruttori su tutto il mercato comunitario. D'altro
       lato, la creazione di un quadro di riferimento comunitario non può che
       favorire e rafforzare la competitività dell'industria europea sui
       mercati internazionali: Paesi Scandinavi, Nord America, Giappone. Ciò
       assicurerà infine all'utenza, in gran parte di origine internazionale,
       là. trasparenza e la comprensione delle misure adottate per la
       sicurezza, anche durante l'esercizio.
       Su quest'ultimo punto occorre sottolineare che la proposta di
       direttiva stabilisce gli obblighi degli Stati membri in termini
       generali, lasciando loro la scelta delle disposizioni da prendere.
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CONTENUTO DELLA PROPOSTA DI DIRETTIVA
21.   Come avviene nelle attuali normative nazionali la proposta di
      direttiva considera il sistema nel suo insieme. Ciò significa tener
      conto del risultato finale del montaggio dei componenti che devono
      essere:
      -   pertinenti, cioè impiegati nel loro campo di utilizzazione
          coerenti, cioè compatibili con il loro ambiente nell'impianto
          correttamente assemblati per autorizzare la messa in servizio
          controllati e sorvegliati periodicamente o in continuazione durante
          l'esercizio.
      Ciò porta le autorità responsabili ad esercitare il loro controllo a
      due livelli:
          quello dei componenti critici che devono essere giudicati dal punto
          di vista della loro sicurezza di utilizzazione;
          quello degli impianti completi che devono consentire di garantire
          in particolare la sicurezza degli utilizzatori e il rispetto
          dell'ambiente.
 22.   La proposta di direttiva si richiama quindi a concetti elaborati nel
       quadro del nuovo approccio per le direttive "immissione sul mercato" e
       "libera circolazione dei prodotti". Si tratta in particolare di
       concetti quali: requisiti essenziali, norme armonizzate, clausola di
       salvaguardia, moduli di valutazione della conformità, organismi
       accreditati, ecc.
       Non si tratta tuttavia di una direttiva di "libera circolazione" dei
       prodotti, bensì innanzitutto di uno strumento per consentire
       l'utilizzazione dei componenti e degli impianti. L'utilizzazione è
       effettivamente legata all'apertura di mercati disciplinati da
       regolamentazioni intese a garantire in particolare la protezione del
       pubblico. Le regolamentazioni concernono infatti apparecchiature e
       sistemi complessi destinati a fornire un servizio al pubblico. Per
       questi motivi, i concetti sopra menzionati non sono sufficienti e, per
       analogia, occorre definirne dei nuovi che si applichino al sistema
       completo e al suo esercizio. E' il caso ad esempio in materia di
       innovazione, di verifica dell'impianto, di messa in servizio, di
       controllo durante l'esercizio, di messa in conformità, di cooperazione
       tra gli organismi accreditati, ecc.
       Senza tali disposizioni, l'apertura di questi mercati rischia per
       molto tempo di non essere effettiva, anche se esistono norme europee
       per i componenti considerati isolatamente.
 23.   In base alle considerazioni precedenti, il dispositivo della direttiva
       è stato suddiviso in sei capitoli:
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    I.        Disposizioni generali
              Concerne gli obiettivi, il campo di applicazione e le
              definizioni, i requisiti essenziali e le disposizioni
              relative alla selezione dei componenti critici.
    II.       Componenti di sicurezza
              Raggruppa le disposizioni da rispettare per l'utilizzazione
              dei componenti, in particolare le specifiche europee tra cui
              le norme e la valutazione della conformità a cura di
              organismi accreditati e la cooperazione tra questi ultimi.
    III.      Impianti
              Questo capitolo è il più specifico e tratta la ripartizione
              dei ruoli e delle.prerogative degli Stati membri, degli enti
              appaltanti, dei costruttori e degli organismi accreditati.
              Esso contiene disposizioni relative ai problemi
              dell'innovazione, della verifica prima della messa in
              servizio, dell'esercizio e dell'eventuale messa in
              conformità degli impianti.
    Gli altri capitoli
    IV.    Organismi accreditati
    V.     Comitato
    VI.    Disposizioni finali
    non sollevano problemi particolari rispetto a quanto si verifica in
    altre direttive già di applicazione.
24. Ai capitoli del dispositivo sono abbinati otto allegati che
    concernono:
     I.    La costituzione degli impianti a fune per trasporto pubblico.
     II.   I requisiti essenziali.
     III.  L'analisi di sicurezza.
     IV.   La dichiarazione "CE" di conformità dei componenti.
    V.     La valutazione della conformità dei componenti con la scelta
           dei moduli.
    VI.    La dichiarazione "CE" di conformità degli impianti.
    VII.   La verifica "CE" degli impianti.
    Vili.  I criteri minimi e la notifica degli organismi.
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        PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
             RELATIVA AGLI IMPIANTI DI TRASPORTO PUBBLICO A FUNE
IL PARLAMENTO EUROPEO     E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli
articoli 57, paragrafo 2, 66 e 100 A,
vista la proposta della Commissioned),
visto il parere del Comitato economico e sociale(2).,
considerando che gli impianti di trasporto pubblico a fune sono progettati,
costruiti, messi in servizio e gestiti allo scopo di garantire un servizio
al pubblico; che questi impianti a fune sono in larga misura sistemi di
risalita meccanica utilizzati nelle stazioni turistiche di montagna e
comprendono le funicolari, le funivie, le cabinovie, le seggiovie e le
sciovie;
considerando che l'uso dei suddetti impianti è legato al turismo, in
particolare a quello di montagna che ha un ruolo importante nell'economia
delle regioni interessate e un'incidenza sempre maggiore sulla bilancia
commerciale degli Stati; che sotto il profilo tecnico, il settore degli
impianti a fune è anche correlato alle attività industriali connesse con la
produzione di beni strumentali nonché con le attività dell'edilizia e di
ingegneria civile;
considerando che gli Stati membri devono garantire la sicurezza degli
impianti di trasporto pubblico a fune a partire dal momento della loro
costruzione, messa in servizio e durante l'esercizio; che insieme alle
autorità locali essi sono anche responsabili in materia di diritto, per
quanto concerne il suolo, l'assetto territoriale e la protezione
dell'ambiente; che le regolamentazioni nazionali applicabili presentano
forti differenze, integrano tecniche specifiche dell'industria nazionale,
abitudini, know-how locali nonché prescrivono dimensioni e dispositivi
 (1) GU n.
 (2) GU n.
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particolari e caratteristiche speciali; che questa situazione obbliga i
costruttori a ridefinire le loro attrezzature per ogni mercato impedendo
l'offerta di soluzioni standard a detrimento della loro competitività;
considerando che occorre pertanto definire per tutta la Comunità requisiti
essenziali di sicurezza, salute, protezione dell'ambiente e protezione dei
consumatori applicabili agli impianti a fune e ai loro componenti; che, in
mancanza di ciò, il riconoscimento reciproco delle normative comporterebbe,
dal punto di vista politico e tecnico, difficoltà insormontabili per
l'interpretazione e la responsabilità; che, analogamente, senza la
definizione preventiva di un contesto di esigenze normative armonizzate, la
normalizzazione non è uno strumento sufficiente di soluzione dei problemi;
considerando che di norma la responsabilità di approvare i materiali e gli
 impianti è affidata a un servizio specializzato dell'amministrazione
nazionale; che in alcuni casi l'approvazione dei componenti non può essere
ottenuta a priori bensì in occasione di una commessa particolare stipulata
con un cliente determinato; che egualmente la verifica imposta prima della
messa in servizio dell'impianto e della sua apertura al pubblico può portare
 a respingere alcuni componenti o determinate soluzioni tecnologiche; che
tali eventualità comportano sovraccosti, ritardi nei termini e sono
particolarmente penalizzanti, soprattutto per i costruttori non nazionali;
 che, d'altra parte, gli impianti a fune sono oggetto di un'attenta vigilanza
da parte dei servizi pubblici anche durante il loro esercizio; che le cause
di gravi incidenti sono legate al sistema di trasporto propriamente detto o
 agli impianti fissi di supporto del sistema o alle relative modalità di
 gestione e manutenzione;
 considerando che a queste condizioni la sicurezza degli impianti è in
 funzione sia della qualità delle forniture industriali che delle modalità di
 assemblaggio, montaggio e sorveglianza sul sito; che ciò sottolinea
 l'importanza di avere una visione globale dell'impianto per valutare il
 livello di sicurezza nonché un approccio comune, a livello comunitario,
 degli aspetti di garanzia della qualità; che, in queste condizioni, per
 permettere ai costruttori di superare le difficoltà cui sono attualmente
 confrontati e agli utilizzatori di poter pienamente approfittare della loro
 fonte di svago, in condizioni il più possibile analoghe, qualunque sia il
 paese membro in cui hanno deciso di recarsi, occorre definire una serie di
 requisiti e procedure di controllo e di verifica applicate uniformemente in
 tutta la Comunità;
 considerando che l'utenza comunitaria e non comunitaria deve essere certa di
 usufruire di un livello di sicurezza soddisfacente; che a tal fine vanno
 definite procedure e introdotte modalità di esame, controllo e verifica; che
 tali modalità portano a utilizzare dispositivi tecnici normalizzati che
 devono essere incorporati negli impianti;
 considerando che la diretttiva 85/337/CEE prescrive una valutazione delle
 incidenze ambientali degli impianti a fune se i suddetti progetti possono
 avere incidenze rilevanti sull'ambiente per la loro natura, dimensione o
 ubicazione;
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considerando che gli impianti a fune rientrano nel campo di applicazione
della direttiva del Consiglio 90/531/CEE, del 17 settembre 1990, relativa
alle procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli
enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel
settore delle telecomunicazioni^);
considerando che gli enti appaltanti devono includere le specirfiche tecniche
nei documenti generali o nei capitolati d'oneri propri di ogni contratto;
che queste specifiche tecniche devono essere definite con riferimento a
specifiche europee qualora esse esistano; che una specifica europea è una
specifica tecnica comune, un'omologazione tecnica europea oppure una norma
nazionale che recepisce una norma europea;
considerando che una norma europea viene elaborata da un organismo europeo
di normalizzazione come il CEN, il CENELEC o l'ETSI, su mandato della
Commissione, e che il riferimento ad essa viene pubblicato nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee;
considerando che in mancanza di specifiche europee, si dovrebbero definire
per quanto possibile le specifiche tecniche facendo riferimento ad altre
norme applicate nella Comunità; che gli enti appaltanti possono definire le
 specifiche supplementari necessarie per complementare le specifiche europee
o le altre norme; che in ogni caso queste disposizioni devono garantire il
 soddisfacimento dei requisiti armonizzati a livello comunitario cui devono
 conformarsi gli impianti di trasporto pubblico a fune;
 considerando l'interesse che riveste, per la Comunità, un sistema
 internazionale di normalizzazione in grado di fornire norme che siano
effettivamente utilizzate dai partner del commercio internazionale e
 soddisfino i requisiti della politica comunitaria; che pertanto gli
 organismi europei di normalizzazione devono collaborare con i suddetti
 organismi internazionali;
 considerando che nella documentazione generale o nei capitolati d'oneri di
 ogni contratto, gli enti appaltanti indicano le procedure di controllo e di
 verifica cui saranno sottoposti i componenti e gli impianti; che queste
procedure, particolarmente per quanto riguarda i componenti, devono
 inserirsi nel contesto della risoluzione del Consiglio 90/C10, del 21
dicembre 1989, concernente un approccio globale in materia di valutazione
della conformità(^); che il concetto di componente comprende oggetti
materiali e immateriali come il software; che nelle procedure di valutazione
della conformità dei componenti si devono utilizzare i moduli di cui alla
decisione del Consiglio n. 90/683/CEE del 13 dicembre 1990(5); c he per i
 componenti critici sotto il profilo della sicurezza, occorre definire i
 principi e le condizioni per applicare la garanzia della qualità a livello
 (3) GU n. L 297 del 29.10.1990.
 (A) GU n. C 10 del 16.1.1990.
 (5) GU n. L 380 del 31 dicembre 1990
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della progettazione; che questa impostazione è necessaria per favorire la
diffusione del sistema di garanzia di qualità presso le imprese;
considerando che, per quanto concerne i componenti, è opportuno individuare
quelli responsabili della sicurezza dell'impianto; che ciò è possibile
sottoponendo il progetto ad un'analisi metodica della sicurezza;
considerando che gli enti appaltanti stabiliscono nei loro capitolati
d'oneri le caratteristiche che i fabbricanti devono rispettare
contrattualmente, in particolare per i componenti, facendo riferimento alle
specifiche europee; che, in queste condizioni, la conformità dei componenti
è connessa principalmente al rispettivo settore di utilizzo e non solo alla
libera circolazione sul mercato comunitario;
considerando che, pertanto, il fabbricante non è obbligato ad apporre la
marcatura CE sui componenti soggetti alle disposizioni della presente
direttiva ma che, dalla valutazione della conformità eseguita in base alle
procedure previste a tal fine dalla direttiva, è sufficiente la
dichiarazione di conformità del fabbricante; che ciò non pregiudica
 l'obbligo imposto ai fabbricanti di apporre, per taluni componenti, la
marcatura CE che attesta la conformità ad altre disposizioni comunitarie ad
essi relative;
considerando che la responsabilità degli Stati membri in materia di
sicurezza, salute e altri aspetti disciplinati dai requisiti essenziali sul
 loro territorio deve essere riconosciuta in una clausola di salvaguardia che
prevede procedure comunitarie adeguate;
 considerando che si deve disporre di una procedura per la verifica degli
 impianti prima della messa in servizio; che tale verifica deve permettere
 alle autorità responsabili di essere certe che in qualsiasi fase della
 progettazione, della costruzione e della messa in servizio, il risultato
 conseguito è conforme alle disposizioni di applicazione; che ciò deve anche
 permettere ai costruttori di poter fare affidamento su una parità di
 trattamento indipendentemente dal paese; che occorre pertanto elaborare un
modulo che definisca i principi e le condizioni della verifica CE degli
 impianti;
 considerando che per gli impianti a fune -le innovazioni tecnologiche possono
 essere sperimentate su scala reale soltanto al momento della realizzazione
 di un vero impianto; che a queste condizioni occorre prevedere una procedura
 che nel soddisfacimento dei requisiti essenziali stabilisca le deroghe
 ammissibili;
 considerando che non è necessario prevedere la messa in conformità di tutti
 gli impianti esistenti con le disposizioni applicabili a quelli nuovi; che
 tuttavia ciò può rivelarsi necessario qualora sia stato constatato un
 evidente stato di insicurezza;
 considerando che gli organismi accreditati incaricati di istruire le
 procedure di valutazione della conformità dei componenti e degli impianti
 devono coordinare, in particolare in mancanza di specifiche europee, le loro
 decisioni il più strettamente possibile e che la Commissione deve vigilare
 che ciò avvenga effettivamente;
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considerando che l'attuazione adeguata dei requisiti essenziali, in
particolare per quanto concerne il livello di sicurezza dell'impianto nel
suo insieme e il coordinamento delle procedure, richiede l'istituzione di un
comitato specifico,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
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                      CAPITOLO I: DISPOSIZIONI GENERALI
                                  Articolo 1
1. La presente direttiva si applica agli impianti di trasporto pubblico a
   fune.
2. Ai sensi della presente direttiva, gli impianti a fune per trasporto
   pubblico sono beni strumentali costituiti da vari componenti progettati,
   costruiti, montati e messi in servizio al fine di garantire un servizio
   di trasporto al pubblico.
   In questi apparecchi, installati nel loro sito, le persone sono
   trasportate all'interno di veicoli oppure rimorchiate da dispositivi la
   cui sospensione e/o trazione sono assicurate da funi disposte o che
   corrono lungo il percorso effettuato.
3. Gli impianti interessati sono:
   a) le funicolari funzionanti con ruote che poggiano su un tracciato
       ferrato o stradale;
   b) le funivie, in genere a doppia fune, nelle quali il supporto delle due
       cabine è assicurato da una o più funi portanti e la trazione da una o
       più funi motrici;
   e) le telecabine in genere ad una sola fune, che associano su una stessa
       fune o gruppo di funi le due funzioni di sostentazione e di trazione.
       Il movimento è continuo e unidirezionale;
   d) le cabinovie, generalmente ad attacchi fissi;
   e) le sciovie, che costituiscono in genere l'attrezzatura di partenza
       delle stazioni sciistiche.
4. La presente direttiva si applica sia agli impianti sia ai componenti e
   riguarda le disposizioni di armonizzazione necessarie e sufficienti ad
   assicurare e garantire il rispetto dei requisiti essenziali di cui
    all'articolo 3, che li riguardano.
5. Ai sensi della presente direttiva:
    -  per "impianto" si intende il sistema completo installato nel sito e
       comprendente i seguenti sottosistemi, che vengono descritti più in
       dettaglio nell'allegato I:
       -  infrastrutture
          impianti elettrici e telecomunicazioni
          impianti meccanici
       -  veicoli
          attrezzature per il pubblico
          esercizio;
 ---pagebreak---                                   - 20 -
   -   per "componente" si intende qualsiasi componente elementare, gruppo di
       componenti, sottoinsieme o \nsieme completo di materiale incorporato
       nei sottosistemi come indicato all'allegato I;
       per "componente di sicurezza" si intende un componente dell'impianto
       il cui guasto comporta un rischio per la sicurezza delle persone,
       siano essi passeggeri, lavoratori o terzi.
                                  Articolo 2
Le disposizioni della presente direttiva si applicano senza pregiudizio
delle disposizioni pertinenti di altre direttive comunitarie, in particolare
in materia di specifiche europee relative ai componenti, salvo il caso in
cui, soprattutto per i componenti di sicurezza, il rispetto dei requisiti
essenziali definiti nella presente direttiva richieda il ricorso a
specifiche europee particolari definite al riguardo.
                                   Articolo 3
1. Gli impianti e i componenti cui si applica la presente direttiva devono
    rispondere ai requisiti essenziali di cui all'allegato II.
2. La conformità di un componente ai requisiti essenziali che lo riguardano
   viene stabilita rispetto alle specifiche europee pertinenti eventualmente
   esistenti.
3. I riferimenti alle specifiche europee - che possono essere specifiche
   tecniche comuni, accordi tecnici europei ai sensi della direttiva
    90/531/CEE o ancora norme nazionali che recepiscono norme europee
    armonizzate - sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
   europee.
   Gli Stati membri pubblicano i riferimenti delle norme nazionali che
    recepiscono le norme armonizzate.
4. In mancanza di specifiche europee, e fatte salve le disposizioni di cui
    all'articolo 17, uno Stato membro comunica alla Commissione e agli altri
    Stati membri l'elenco delle parti delle regole tecniche, delle norme e
   delle specifiche tecniche in uso che risultano rilevanti per
    l'applicazione dei requisiti essenziali.
5. Le specifiche tecniche supplementari necessarie per completare le
    specifiche europee o le altre norme, non devono in alcun caso mettere a
    repentaglio l'osservanza dei requisiti essenziali.
 ---pagebreak---                                  - 21
6. Se uno Stato membro o la Commissione ritengono che le specifiche europee
   di cui al paragrafo 2 precedente non soddisfano interamente i requisiti
   essenziali pertinenti definiti all'articolo 3, la Commissione o lo Stato
   membro si rivolgono al Comitato di cui all'articolo 18 esponendo i loro
   motivi. Il Comitato esprime un parere d'urgenza.
   In base al parere espresso dal Comitato, e previa consultazione del
   comitato istituito dalla direttiva 83/189/CEE se si tratta di norme
   armonizzate, la Commissione notifica agli Stati membri la necessità di
   ritirare o meno le specifiche europee in questione dalle pubblicazioni di
   cui al paragrafo 3.
                                 Articolo 4
1. Gli impianti sono oggetto di un'analisi di sicurezza per accertare che la
   progettazione e l'architettura del progetto calato nel suo ambiente,
   consentano di ottenere condizioni di sicurezza soddisfacenti nelle
   situazioni più sfavorevoli.
2. L'analisi di sicurezza consente principalmente di individuare i
   componenti di sicurezza dell'impianto che risultano disciplinati dalle
   disposizioni di cui al capitolo II.
 ---pagebreak---                                    - 22 -
                     CAPITOLO II: COMPONENTI DI SICUREZZA
                                   Articolo 5
Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché i componenti
di sicurezza cui si applica la presente direttiva:
    siano immessi sul uiercato solo se permettono di realizzare impianti che
    rispondano ai requisiti essenziali previsti all'articolo 3;
    siano utilizzati nel loro settore di utilizzazione conformemente alla
    loro destinazione, siano installati correttamente e sottoposti alla
    manutenzione prevista.
                                    Articolo 6
Gli Stati membri non possono vietare, limitare od ostacolare, sul loro
territorio e in base alla presente direttiva, la commercializzazione e
 l'utilizzazione negli impianti, di componenti di sicurezza conformi alla
presente direttiva.
                                    Articolo 7
 1. Gli Stati membri ritengono conformi alle disposizioni della direttiva che
    li concerne, i componenti di sicurezza di cui all'articolo 4 che sono
    accompagnati dalla dichiarazione "CE" di conformità il cui modello è
    contenuto nell'allegato IV.
2. La dichiarazione "CE" di conformità viene preparata dal fabbricante o dal
    suo mandatario stabilito nella Comunità, basandosi sui moduli di cui alla
    decisione 90/683/CEE, come specificato nell'allegato V.
 3. La procedura di valutazione della conformità di un componente è avviata,
    su richiesta del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella
    Comunità, da parte dell'organismo accreditato di cui all'articolo 16 che
    egli ha nominato allo scopo.
 4. Se i componenti di sicurezza sono disciplinati da altre direttive
    comunitarie relative ad altri aspetti, in quel caso la dichiarazione "CE"
    di conformità indica che i componenti di sicurezza rispondono anche ai
    requisiti delle direttive in questione.
 5. Se il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità non hanno
    adempiuto agli obblighi del paragrafo precedente, questi incombono a chi
     immette in commercio i componenti. Gli stessi obblighi s'impongono anche
 ---pagebreak---                                     23 -
   a chi monta i componenti o parti di componenti aventi origini diverse o a
   chi fabbrica i componenti ad uso personale.
6. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 8:
   a) se uno Stato membro constata l'indebita istruzione della dichiarazione
       "CE" di conformità, il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella
       Comunità ha l'obbligo di rendere conforme il componente e di far
       cessare l'infrazione alle condizioni stabilite dallo Stato membro;
   b) nel caso in cui la mancata conformità persista, lo Stato membro deve
       adottare tutte le misure opportune per limitare o vietare l'immissione
       sul mercato del componente in questione o garantirne il ritiro dal
       mercato ai sensi delle procedure dell'articolo 8.
                                  Articolo 8
1. Se uno Stato membro constata che un componente accompagnato dalla
   dichiarazione "CE" di conformità di cui all'articolo 7, paragrafo 1,
   immesso in commercio e utilizzato conformemente alla sua destinazione
   rischia di compromettere il soddisfacimento dei requisiti essenziali di
   cui all'articolo 3, prende tutte le misure opportune per limitarne il
   campo di applicazione o per vietarne l'utilizzazione.
   Lo Stato membro informa immediatamente la Commissione delle misure
   adottate indicando i motivi della sua decisione, e precisando in
   particolare se la non conformità deriva:
   a) dall'inosservanza dei requisiti essenziali;
   b) da una scorretta applicazione delle specifiche europee di cui
       all'articolo 3, paragrafi da 2 a 4, qualora essa sia richiesta;
   e) da una carenza delle specifiche europee di cui all'articolo 3,
       paragrafi da 2 a 4.
2. La Commissione consulta le parti interessate al più presto e, se dopo
   questa consultazione constata che la misura è giustificata, ne informa
    immediatamente lo Stato membro che ha preso l'iniziativa e gli altri
    Stati membri. Se dopo questa consultazione la Commissione constata che la
   misura non è giustificata, essa ne informa immediatamente lo Stato membro
    che ha preso l'iniziativa nonché il fabbricante e il suo mandatario
    stabilito nella Comunità. Se la decisione di cui al paragrafo 1 è causata
    dall'esistenza di una lacuna delle specifiche europee di cui all'articolo
    3, paragrafi da 2 a 4, diventa di applicazione la procedura di cui
    all'articolo 3, paragrafo 6.
 ---pagebreak---                                  - 24 -
3. Se un componente accompagnato dalla dichiarazione "CE" di conformità di
   cui all'articolo 7, paragrafo 1 risulta non conforme, lo Stato membro
   competente adotta nei confronti della persona che ha fatto la
   dichiarazione le misure opportune e ne informa la Commissione e gli altri
   Stati membri.
4. La Commissione informa gli Stati membri in merito allo svolgimento e ai
   risultati di questa procedura.
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                            CAPITOLO III: IMPIANTI
                                  Articolo 9
Spetta a ogni Stato membro autorizzare la messa in servizio degli impianti
di trasporto pubblico a fune installati sul suo territorio.
A tal fine gli Stati membri adottano tutte le misure utili affinché gli
impianti cui si applica la presente direttiva possano essere messi in
servizio soltanto se sono stati progettati, costruiti e installati in modo
da non pregiudicare l'osservanza dei requisiti essenziali in materia.
                                  Articolo 10
1. Gli Stati membri non possono vietare, limitare od ostacolare nel loro
    territorio e in base alla presente direttiva la costruzione, la messa in
    servizio e l'esercizio degli impianti conformi alla presente direttiva.
2. Uno Stato membro può derogare all'applicazione delle disposizioni del
    paragrafo 1 nel suo territorio se l'impianto in questione, pur conforme
    ai requisiti essenziali presenta, in tutto o in parte, caratteristiche di
    progettazione o realizzazione nuove e se esso corrisponde al caso
    previsto dall'articolo 12, paragrafo 1. La possibilità di deroga cessa
    quando sono soddisfatte le condizioni del paragrafo 3 dello stesso
    articolo.
                                  Articolo 11
1. Gli Stati membri ritengono conformi ai requisiti essenziali di cui
    all'articolo 3 ad essi relativi, gli impianti accompagnati dalla
    dichiarazione "CE" di conformità, il cui modello è indicato nell'allegato
    VI, e dal fascicolo tecnico previsto dal paragrafo 5.
2. La dichiarazione "CE" di conformità è redatta dall'ente appaltante o dal
    suo mandatario in base alla procedura di verifica "CE" indicata
    nell'allegato VII.
 3. La procedura di verifica "CE" è avviata su richiesta dell'ente appaltante
    o del suo mandatario da parte dell'organismo accreditato di cui
    all'articolo 16 all'uopo designato.
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4. Il compito dell'organismo accreditato incaricato della verifica "CE" di
    un impianto comincia nella fase di progettazione e copre tutto il periodo
    di fabbricazione fino alla fase dell'omologazione, prima della messa in
    servizio dell'impianto.
5. L'organismo accreditato deve preparare il fascicolo tecnico che
    accompagna la dichiarazione "CE" di verifica. Esso deve contenere tutti i
    documenti necessari relativi alle caratteristiche dell'impianto e, se
    necessario, tutte le pezze che attestino la conformità dei componenti. Il
    fascicolo deve inoltre contenere tutti gli elementi relativi alle
    condizioni e ai limiti di utilizzo, alle istruzioni di manutenzione, di
    controllo continuo o periodico, di riparazione e manutenzione.
                                  Articolo 12
 1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 1, la messa in
    servizio di un impianto che presenta, nel suo complesso o in parte, nuove
    caratteristiche di progettazione o di realizzazione, può essere
    autorizzata da uno Stato membro, sul suo territorio, in base ad una
    verifica "CE" provvisoria che accerti che l'impianto è conforme ai
    requisiti essenziali.
 2. L'organismo accreditato che ha istruito la procedura provvisoria di
    verifica "CE" deve, nel quadro del coordinamento di cui all'articolo 17,
     comunicare ai suoi partner l'esito dei lavori e informarli dietro loro
     richiesta del comportamento in servizio dell'impianto, relativamente ai
     nuovi aspetti.
 3. Lo Stato membro può autorizzare la stessa deroga per altri impianti che
     comportano la stessa innovazione soltanto per un periodo di due anni a
    decorrere dalla data della messa in servizio del primo impianto.
     Scaduto questo termine, la procedura di coordinamento di cui all'articolo
     17 deve essere avviata dall'organismo accreditato che ha istruito la
     procedura di verifica "CE" provvisoria per renderla definitiva e
     consentire di redigere la dichiarazione "CE" di conformità.
                                   Articolo 13
 1. Se uno Stato membro giudica che un impianto, accompagnato dalla
     dichiarazione "CE" di conformità non soddisfa completamente i requisiti
     essenziali di cui all'articolo 3, esso può chiedere che siano effettuate
     verifiche complementari prima di autorizzare la messa in servizio di tale
     impianto sul suo territorio.
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2. Lo Stato membro informa immediatamente la Commissione delle verifiche
   complementari richieste, indicandone i motivi. La Commissione avvia senza
   indugio la procedura di coordinamento di cui all'articolo 17 che può, se
   necessario, portare alla modifica delle specifiche europee concernenti
   gli impianti, previste all'articolo 3, paragrafo 2.
                                 Articolo 14
Le disposizioni della presente direttiva si applicano anche nel caso in cui
un impianto esistente è sottoposto a riparazioni o trasformazioni
importanti.
                                 Articolo 15
1. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché i nuovi
   impianti cui si applica la presente direttiva possano continuare ad
   essere in esercizio soltanto se opportunamente mantenuti e utilizzati
   conformemente alla loro destinazione, nell'osservanza dei requisiti
   essenziali di cui all'articolo 3.
2. Se uno Stato membro constata che un impianto in esercizio presenta un
   evidente stato di insicurezza e costituisce un pericolo per gli
   utilizzatori, i lavoratori o terzi, esso adotta immediatamente le misure
   necessarie per ovviare a questa situazione.
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                     CAPITOLO IV: ORGANISMI ACCREDITATI
                                 Articolo 16
1. Gli Stati membri notificano alla Commissione e agli altri Stati membri
   gli organismi incaricati di compiere la procedura di valutazione di
   conformità di cui all'articolo 7 e la procedura di verifica di cui
   all'articolo 11 precisandone il rispettivo ambito di competenza.
   La Commissione attribuisce loro un numero d'identificazione e pubblica,
   nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, l'elenco degli organismi
   con il relativo numero d'identificazione, garantendone l'aggiornamento.
2. Per la valutazione degli organismi accreditati, gli Stati membri devono
   applicare i criteri previsti nell'allegato Vili. Si presume che gli
   organismi che soddisfano i criteri di valutazione previsti nelle norme
   armonizzate pertinenti della serie EN 45 000 rispondano a detti criteri.
3. Uno Stato membro che abbia designato un organismo deve revocare la sua
   notifica qualora constati che l'organismo non soddisfa più ai criteri di
   cui all'allegato Vili.
                                  Articolo 17
1. Ai fini di un'applicazione coerente della presente direttiva, in
   particolare delle disposizioni dell'allegato V concernente la valutazione
   della conformità dei componenti e dell'allegato VII concernente la
   procedura di verifica "CE" degli impianti, la Commissione vigila affinché
    le decisioni degli organismi accreditati di cui all'articolo 16 siano
    strettamente coordinate, particolarmente nel caso in cui non esistano
    specifiche europee.
2. Gli organismi accreditati si riuniscono a richiesta della Commissione,
    del comitato di cui all'articolo 18 o di loro propria iniziativa. Su
    richiesta della Commissione, ciascuno Stato membro può essere invitato a
    designare, a fini limitativi, gli organismi accreditati che partecipano
    alle riunioni di coordinamento.
3. I lavori svolti nelle riunioni di coordinamento possono portare, se
    necessario, all'elaborazione di specifiche europee che indichino, in
    particolare, tutte le operazioni necessarie per la constatazione della
    conformità dei componenti o degli impianti alle disposizioni della
    presente direttiva.
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                            CAPITOLO V: COMITATO
                                 Articolo 18
La Commissione è coadiuvata da un comitato consultivo composto da
rappresentanti designati dagli Stati membri e presieduto da un
rappresentante della Commissione.
Il comitato può essere adito in merito a qualsiasi problema sollevato
dall'attuazione e dall'applicazione pratica della presente direttiva,
secondo la procedura prevista qui di seguito.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può
fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo
parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione. Il parere è
iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere
che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal
comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
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                       CAPITOLO VI: DISPOSIZIONI FINALI
                                  Articolo 19
Qualsiasi decisione presa in applicazione della presente direttiva e che
implica una limitazione dell'utilizzazione di componenti in un impianto
nonché della costruzione e della messa in servizio di un impianto, è
motivata dettagliatamente. Essa è notificata senza indugio all'interessato
con l'indicazione delle procedure di ricorso ammesse dalle legislazioni in
vigore nello Stato membro interessato e dei termini entro i quali detti
ricorsi devono essere presentati.
                                  Articolo 20
1. Gli Stati membri modificano entro il 31 dicembre 1995 le loro
   disposizioni legislative, regolamentari e amministrative al fine di
    autorizzare 1'impiego dei componenti di sicurezza e la messa in servizio
    e l'esercizio degli impianti conformi alla presente direttiva.
   Essi ne informano immediatamente la Commissione.
2. Quando gli Stati membri adottano le disposizioni di cui al paragrafo 1,
    queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate
    da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le
   modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
                                  Articolo 21
La presente direttiva entrerà in vigore il ventunesimo giorno a decorrere
dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento                                Per il Consiglio
  IL Presidente                                    IL Presidente
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               ALLEGATO I: IMPIANTI DI TRASPORTO PUBBLICO A FUNE
                                  COSTITUZIONE
1  Infrastrutture
   1.1 Tracciato, ingombro, velocità massima, flusso
   1.2 Stazioni (edifici, aree di accesso, garages, officine)
   1.3 Opere di linea
   1.4 Funi
   1.5 Organi di manutenzione, di ancoraggio e di messa in tensione delle
        funi.
2  Alimentazioni elettriche e telecomunicazioni
   2.1  Alimentazioni elettriche
   2.2  Prestazioni fornite
   2.3  Dispositivi di comando e di controllo
   2.4  Telecomunicazioni.
3  Dispositivi meccanici
   3.1  Trazione
   3.2  Freni
   3.3  Controllo assetto
   3.4  Meccanismi delle stazioni
   3.5  Meccanica di linea
   3.6  Dispositivi specifici delle teleferiche di soccorso.
4   Veicoli
   4.1  Carrello
   4.2  Collegamenti con le funi
   4.3  Cabine passeggeri
   4.4  Collegamento carrello-cabina
   4.5  Sistema di frenatura.
 5  Dispositivi per il pubblico
    5.1 Entrate e uscite (barriere girevoli)
    5.2 Distributori di biglietti, informazioni
    5.3 Attrezzatura di soccorso
    5.4 Dispositivi di allarme.
 6  Esercizio
    6.1  Personale
    6.2 Servizio normale
    6.3 Servizio in caso di circostanze eccezionali
    6.4  Incidenti e infortuni - soccorso
    6.5 Manutenzione, ispezioni e prove.
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                      ALLEGATO II: REQUISITI ESSENZIALI
1. Oggetto
   Il presente allegato definisce i requisiti essenziali che si applicano
   alla progettazione, alla fabbricazione, alla messa in servizio e
   all'esercizio degli impianti di trasporto pubblico a fune, oggetto della
   presente direttiva.
2. Requisiti generali
   2.1 Sicurezza delle persone
        La sicurezza delle persone, dei lavoratori e dei terzi è un requisito
        fondamentale per la progettazione, la fabbricazione e l'esercizio
        degli impianti di trasporto pubblico a fune.
    2.2 Principi di sicurezza integrata
        Ogni impianto di trasporto a fune deve essere progettato, fabbricato
        e utilizzato applicando i principi seguenti secondo l'ordine
        indicato:
        - eliminare o perlomeno ridurre i rischi mediante disposizioni di
          progettazione e di fabbricazione che ne impediscano la comparsa;
        - definire e prevedere le misure di protezione necessarie nei
          confronti dei rischi che non possono essere eliminati mediante le
          disposizioni di progettazione e fabbricazione;
        - definire e indicare le precauzioni da prendere per evitare i rischi
          che non è stato possibile eliminare completamente mediante le
          disposizioni e le misure precedenti.
    2.3 Considerazione dei vincoli esterni
        Nella progettazione, fabbricazione e utilizzazione di qualsiasi
        impianto di trasporto a fune si deve tener conto, oltre che della
        categoria e del tipo dell'impianto, della natura e della
        configurazione del terreno su cui l'impianto si trova, dei rischi
        naturali dell'ambiente circostante e della vicinanza di altre
        infrastrutture. Nel caso di impianti che possano avere conseguenze
        significative sulle aree sensibili dal punto di vista ambientale,
        quali le aree di protezione speciale designate ai sensi della
        normativa comunitaria, le autorizzazioni possono essere concesse solo
        previa valutazione, conformemente alle disposizioni della direttiva
        85/337/CEE.
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2.4 Dimensionamento
    2.4.1   L'impianto e tutti i suoi componenti devono essere
            dimensionati, progettati e fabbricati in modo da resistere con
            una sicurezza sufficiente alle sollecitazioni corrispondenti a
            tutte le condizioni di servizio normalmente prevedibili,
            tenendo conto in particolare delle azioni esterne, degli
            effetti dinamici e dei fenomeni di fatica, nel rispetto delle
            regole dell'arte, in particolare la scelta dei materiali.
    2.4.2   L'impianto deve resistere senza danni per le persone e gli
            oggetti alle sollecitazioni risultanti da fenomeni normalmente
            prevedibili che avvengono anche fuori esercizio.
2.5 Montaggio
    2.5.1   II componente e l'impianto devono essere progettati e
            fabbricati in modo da garantirne l'assemblaggio e
            l'installazione in condizioni di sicurezza, in funzione delle
            opportune modalità di manutenzione e sollevamento.
    2.5.2   Gli errori compiuti nella fase di montaggio o di rimontaggio di
            determinati pezzi che potrebbero provocare dei rischi, devono
            essere resi impossibili dalla progettazione stessa dei
            componenti oppure, in mancanza di ciò, mediante indicazioni che
            figurino sui componenti stessi.
2.6  Integrità dell'impianto
     2.6.1   I componenti che hanno conseguenze sulla sicurezza devono
            essere progettati, fabbricati e utilizzati in modo da garantire
             sempre la loro integrità funzionale e/o la sicurezza
            dell'impianto, secondo quanto definito nell'analisi della
             sicurezza di cui all'allegato III, con un adeguato margine, in
            modo da rendere altamente improbabile il loro mancato
             funzionamento.
     2.6.2   L'impianto deve essere progettato, realizzato e utilizzato in
            modo che qualsiasi eventuale cedimento di un componente che
             possa incidere, anche indirettamente, sulla sicurezza, sia
             oggetto a tempo opportuno di un adeguato intervento tecnico.
     2.6.3   Le garanzie di cui ai due punti precedenti devono applicarsi a
             tutto l'intervallo di tempo compreso tra due verifiche previste
             del componente di cui si tratta.
     2.6.4   Si devono prendere disposizioni affinché un eventuale incendio
             dell'impianto o in sua prossimità non comprometta la sicurezza
             delle persone.
     2.6.5   Si devono prendere disposizioni particolari per proteggere gli
             impianti e le persone dai fulmini.
 ---pagebreak---                                     - 34 -
       2.6.6 L'impianto deve essere progettato e realizzato in modo che gli
              effetti nocivi interni ed esterni derivanti dalla emissione di
              rumore o vibrazioni rispettino i livelli prescritti.
   2.7 Dispositivi di sicurezza
       2.7.1 Qualsiasi difetto che si verifichi nell'impianto e che rischi
              di provocare un'avaria pregiudizievole per la sicurezza deve
              essere rilevato e segnalato, ad eccezione dei casi in cui sia
              impossibile farlo. Lo stesso vale per qualsiasi avvenimento
              esterno normalmente prevedibile e che possa mettere a
              repentaglio la sicurezza.
       2.7.2 Qualsiasi segnalazione di malfunzionamento o di avvenimento
              così rilevato deve essere trattata da un dispositivo di
              sicurezza che provochi automaticamente ed entro un tempo
              opportuno l'arresto dell'impianto oppure che avverta
               immediatamente, mediante un allarme adeguato, il personale
              dell'impianto.
       2.7.3 Dopo un arresto provocato da un dispositivo di sicurezza,
               l'impianto non deve essere rimesso in funzione senza aver preso
               le misure del caso.
   2.8 Manutenzione
       Gli impianti devono essere progettati e realizzati in modo da
        permettere di effettuare le operazioni e le procedure di manutenzione
        e di riparazione, ordinarie e straordinarie, in condizioni di
        sicurezza.
3. Requisiti concernenti le infrastrutture
   3.1 Installazioni e sagome limite
        3.1.1 L'impianto deve essere progettato per funzionare in condizioni
               di sicurezza tenendo conto delle caratteristiche del terreno e
               dell'ambiente, delle condizioni atmosferiche e meteorologiche,
               degli ostacoli e delle altre opere terrestri e aeree situate
               nelle vicinanze, in modo da non costituire una fonte di
               inconvenienti e pericolo, in qualsiasi condizione di
               utilizzazione, manutenzione o salvataggio dei passeggeri.
        3.1.2 Si deve garantire lateralmente e verticalmente una distanza
               sufficiente tra i veicoli, i dispositivi di trazione, le vie di
               corsa, le funi, ecc.   e gli eventuali ostacoli tenendo conto
               degli spostamenti verticali, longitudinali e laterali delle
               funi e dei veicoli o ,dei dispositivi di trazione, ponendosi
               nelle condizioni di esercizio meno favorevoli.
 ---pagebreak---                                      35 -
   3.2 Funi e attacchi
       3.2.1 Si devono prendere tutte le disposizioni per eliminare i rischi
              di rottura delle funi, garantire i valori massimi di
              sollecitazione, assicurare la sicurezza agli appoggi,
              permettere la sorveglianza e impedire lo scarrucolamento.
       3.2.2 Quando non è possibile eliminare un rischio di scarrucolamento
              della fune di trazione, si devono prendere disposizioni per
              garantire il recupero delle funi e l'arresto dell'impianto
              senza danni per le persone.
   3.3 Stazioni e opere di linee
       3.3.1 Le stazioni e opere di linea devono essere progettate,
              realizzate ed equipaggiate in modo da essere stabili e
              permettere una guida sicura delle funi e dei veicoli nonché
              poter essere sottoposti a manutenzione in piena sicurezza,
              indipendentemente dalle eventuali condizioni di esercizio.
        3.3.2 Le stazioni devono essere realizzate in modo da garantire la
              sicurezza del traffico. Il movimento dei veicoli e dei
              dispositivi nelle stazioni deve poter avvenire senza rischi per
              le persone.
4. Requisiti concernenti gli impianti meccanici, elettrici e le
   telecomunicazioni
   4.1 Impianti meccanici
        4.1.1 Sistemi di trazione
              Un impianto di trasporto a fune è azionato da un motore e da un
              meccanismo le cui prestazioni e possibilità sono adattate ai
              vari regimi e tipi di esercizio.
        4.1.2 Sistemi di trazione di emergenza
              L'impianto deve disporre di un sistema di trazione di emergenza
               alimentato indipendentemente dal motore principale. Questo
              dispositivo non è però obbligatorio se ciò corrisponde
               all'analisi di sicurezza. Sono escluse di norma le sciovie.
        4.1.3 Frenatura
               4.1.3.1  In caso di necessità, l'arresto dell'impianto deve
                        essere possibile in qualsiasi momento e nelle
                        condizioni più sfavorevoli dei carichi ammessi e di
                        aderenza sulla puleggia garantiti durante l'esercizio.
                        La distanza di arresto deve essere la più ridotta
                        possibile consentita dalla sicurezza dell'impianto.
 ---pagebreak---                               - 36 -
          4.1.3.2  I valori di decelerazione devono essere compresi entro
                   forcelle opportunamente fissate in modo da garantire
                   la sicurezza e il comfort delle persone nonché il buon
                   comportamento dei veicoli, delle funi e delle altre
                   parti dell'impianto.
          4.1.3.3  Su tutti gli apparecchi, ad eccezione delle sciovie,
                   la frenatura sarà ottenuta mediante due o più sistemi,
                   ciascuno in grado di provocare l'arresto e coordinati
                   in modo da sostituire automaticamente il sistema in
                   azione qualora la sua efficacia risultasse
                   insufficiente. L'ultimo sistema di frenatura della
                   fune traente deve esercitare la sua azione
                   direttamente sulla puleggia motrice.
          4.1.3.4  L'impianto deve essere munito di un dispositivo di
                   arresto e di blocco efficace che impedisca qualsiasi
                   messa in moto intempestiva.
4.2 Organi di comando
    I dispositivi di comando devono essere progettati e costruiti per
    essere sicuri e affidabili nonché resistenti alle sollecitazioni
    normali di servizio, agli influssi esterni come l'umidità, la
    temperatura e le interferenze elettromagnetiche, in modo da non
    provocare situazioni pericolose, anche in caso di errore nelle
    manovre.
4.3 Organi di comunicazione
    Gli addetti all'esercizio devono poter comunicare tra di loro in
    permanenza mediante opportuni mezzi.
Veicoli
5.1 I veicoli devono essere progettati e attrezzati in modo che, nelle
    condizioni di utilizzo prevedibili, nessuna persona possa cadere e
    correre qualsiasi altro pericolo.
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5.2 Gli attacchi dei veicoli devono essere dimensionati e realizzati in
     modo da non danneggiare il cavo e da non scorrere, anche nelle
     condizioni più sfavorevoli.
5.3 Le porte dei veicoli chiusi (seggiole, cabine, vetture) devono poter
     essere chiuse e bloccate durante il trasporto. Il pavimento e le
     pareti dei veicoli devono essere progettati e realizzati in modo da
     rebistere in qualsiasi circostanza al carico dei viaggiatori.
5.4 L'altezza massima dei veicoli al di sopra del suolo deve tener conto
     della natura dell'impianto, dei tipi di veicoli e delle modalità di
     soccorso.
5.5 La velocità massima dei veicoli o dei dispositivi di trazione, il
     loro distanziamento minimo nonché le loro prestazioni di
     accelerazione e di frenatura devono essere scelti in modo da
     garantire la sicurezza delle persone e il funzionamento dell'impianto
     di trasporto.
5.6 Se per la sicurezza di esercizio è richiesta la presenza a bordo del
     veicolo di un agente, il veicolo deve essere munito di attrezzature
     che gli consentano di esercitare le sue funzioni.
 5.7 I veicoli e in particolare la loro sospensione devono essere
     progettati e attrezzati in modo da garantire la sicurezza degli
     addetti che intervengono nel rispetto delle regole e delle avvertenze
     opportune.
 5.8 Nel caso di veicoli ad amrriorsamento mobile, devono essere prese tutte
      le disposizioni per arrestare, fin dall'avviamento e senza
      pregiudizio dei viaggiatori, un veicolo che non dovesse presentare un.
      accoppiamento corretto tra la morsa e la fune e, all'arrivo, un
      veicolo dove il disaccoppiamento dell'attacco non fosse avvenuto.
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6. Attrezzature per il pubblico
    6.1 L'accesso alle stazioni, la circolazione, il parcheggio, l'imbarco e
         lo sbarco dei passeggeri devono essere organizzati in modo da
         garantire la sicurezza delle persone compreso eventualmente il caso
         di persone a mobilità ridotta.
    6.2 Le piattaforme di imbarco e sbarco e le stazioni devono essere
         attrezzate, qualora esista un rischio di caduta da altezza, di
         dispositivi di protezione.
    6.3 Le attrezzature per il pubblico quali l'ingresso e l'uscita dagli
         impianti, le barriere girevoli, le biglietterie, ecc. devono essere
         progettate in modo da non mettere in pericolo la sicurezza delle
         persone nonché da facilitare l'accesso dei bambini.
 7. Esercizio
     7.1 Sicurezza di esercizio
          7.1.1 Devono essere adottate tutte le disposizioni affinché
                l'impianto sia utilizzato conformemente alla sua destinazione e
                alle sue specifiche tecniche nonché alle condizioni di
                utilizzazione prescritte e siano rispettate le istruzioni di
                manutenzione, di sorveglianza e di controllo continui o
                periodici, di riparazione, di manutenzione, di sicurezza e di
                impiego.
          7.1.2 II funzionamento dell'impianto deve essere affidato a persone
                qualificate che devono poter disporre dei mezzi materiali
                necessari per esercitare le proprie funzioni in condizioni
                soddisfacenti.
          7.1.3 Tutte le parti dell'impianto, in particolare quelle cui ha
                accesso il pubblico, devono essere mantenute in condizioni tali
                da non presentare rischi particolari per le persone.
     7.2 Sicurezza in caso di arresto dell'impianto
          7.2.1 Devono essere prese disposizioni affinché, in caso di arresto
                dell'impianto senza possibilità di una rapida rimessa in
                servizio, i viaggiatori possano essere evacuati in luogo
                sicuro, entro un tempo ragionevole, in modo adatto al tipo di
                apparecchio e al suo ambiente, indipendentemente dai punti in
                cui si trovino immobilizzati e senza compromettere la loro
                sicurezza o quella di chi interviene.
          7.2.2 In questa circostanza, a titolo prioritario deve essere
                previsto il ritorno in stazione dei veicoli secondo modalità
                stabilite in anticipo e garantendo la-«sicurezza mediante
                opportune precauzioni.
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           Si devono prevedere procedure per informare rapidamente i
           viaggiatori sulla situazione.
     7.2.3 Deve essere predisposto un piano di evacuazione da seguire
           qualora i viaggiatori debbano abbandonare i veicoli in linea.
           Questa operazione deve svolgersi con i mezzi necessari, tenuto
           conto delle caratteristiche dell'impianto e dell'ambiente
           circostante. Detti mezzi devono essere disponibili il più
           rapidamente possibile durante l'esercizio dell'impianto e
           devono garantire la sicurezza dei viaggiatori, anche di quelli
           che non fossero in grado di parteciparvi attivamente.
7.3 Altre disposizioni attinenti alla sicurezza
    7.3.1  Posti di manovra e di lavoro
           Gli elementi mobili normalmente accessibili nelle stazioni
           devono essere progettati, realizzati e fatti funzionare in modo
           da evitare dei rischi oppure, se questi ultimi sussistono,
           essere muniti di dispositivi di protezione, in modo da
           prevenire qualsiasi contatto che possa provocare incidenti.
           Questi dispositivi non devono poter essere facilmente
           ribaltabili o messi fuori uso.
    7.3.2  Rischi di caduta
            I posti e le zone di lavoro o di intervento, anche se
            occasionali, e il loro accesso devono essere progettati ed
            attrezzati in.modo da evitare la caduta delle persone che vi
            devono lavorare o circolare. Se queste attrezzature non sono
            sufficienti, essi devono inoltre essere muniti di punti di
            ancoraggio per l'attrezzatura individuale di protezione contro
            le cadute.
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                     ALLEGATO III: ANALISI DI SICUREZZA
L'analisi di sicurezza cui deve essere sottoposto qualsiasi impianto di
trasporto pubblico a fune destinato alle persone, per qualsiasi tipo di
esercizio previsto, è realizzata secondo un metodo riconosciuto che tenga
conto dello stato dell'arte in materia e della complessità dell'impianto.
L'analisi mira a garantire che la progettazione e l'architettura
dell'impianto previsto, situato nel suo ambiente, permettano di ottenere
condizioni di sicurezza soddisfacenti nelle situazioni più sfavorevoli.
L'analisi verte in particolare sui dispositivi di sicurezza e i sistemi che
essi fanno intervenire, i quali devono fornire una sicurezza intrinseca
oppure essere tali che le probabilità di cedimento possano essere valutate
oppure, in mancanza di questo, che sia possibile valutarne il livello di
affidabilità. La sicurezza intrinseca significa che qualsiasi guasto o
mancato funzionamento di un circuito o di qualsiasi elemento del dispositivo
abbia unicamente l'effetto di mantenere il sistema in uno stato di
sicurezza.
L'analisi di sicurezza porta a redigere l'inventario dei rischi e a
determinare l'elenco dei componenti dell'impianto di cui all'articolo 4 il
cui cedimento presenta un rischio per la sicurezza delle persone. Questa
analisi deve essere unita alla documentazione dell'offerta.
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                           ALLEGATO IV: COMPONENTI
                       DICHIARAZIONE "CE" DI CONFORMITÀ
Il presente allegato si applica ai componenti di cui all'articolo 4,
paragrafo 2 della direttiva per stabilire che essi soddisfino ai requisiti
essenziali di cui all'articolo 3, paragrafo 1 della direttiva e quali
definiti nell'allegato II in materia.
La dichiarazione "CE" di conformità e i documenti di accompagnamento devono
essere datati e firmati. La dichiarazione deve essere redatta nella stessa
lingua delle istruzioni per l'uso.
La dichiarazione deve comprendere i seguenti elementi:
   riferimenti della direttiva;
   nome, ragione sociale e indirizzo completo del fabbricante o del suo
   mandatario con sede nella Comunità. Se si tratta del mandatario occorre
   anche indicare la ragione sociale del fabbricante o del costruttore;
   descrizione del componente (marca, tipo, ecc.);
    indicazione della procedura seguita per dichiarare la conformità
    (art. 7);
   tutte le descrizioni pertinenti cui risponde il componente, in
   particolare le condizioni di utilizzazione;
    nome e indirizzo del (degli) organismo(i) "accreditatoti) intervenuto(i)
    nella procedura seguita per la conformità e data del certificato di esame
    nonché, eventualmente, durata e condizioni di validità del certificato;
    eventualmente il riferimento a specifiche europee;
    individuazione del firmatario che ha ricevuto il potere di impegnare il
    fabbricante o il suo mandatario con sede nella Comunità.
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                            ALLEGATO V: COMPONENTI
                        VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ'
1. Campo di applicazione
   Il presente allegato si applica ai componenti di cui all'articolo 4 della
   direttiva al fine di verificarne la conformità ai requisiti essenziali di
   cui all'articolo 3, definiti nell'allegato II. Esso concerne la
   valutazione da parte di uno o più organismi accreditati della conformità
   intrinseca di un componente, considerato singolarmente, alle specifiche
   tecniche che deve rispettare.
2. Contenuto delle procedure
   Le procedure di valutazione applicate dagli organismi accreditati a
    livello della progettazione e della produzione si basano sui moduli
    definiti nella decisione del Consiglio 90/683/CEE del 13 dicembre
    1990(1) secondo le modalità indicate nella tabella seguente.
  . Le soluzioni indicate in questa tabella sono considerate come
    equivalenti e possono essere utilizzate a scelta del fabbricante.
 (1) GU n. L 380 del 31.12.1990.
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  VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ DEI COMPONENTI DI CUI ALL'ARTICOLO 4
           PROGETTAZIONE                      PRODUZIONE
   (1) Esame "CE" del tipo           (1-a) Garanzia qualità
          MODULO "B"                       produzione
                                              MODULO "D"
                                     (l.b) Verifica su prodotto
                                              MODULO "F"
  (2) Garanzia qualità totale        (2)   Garanzia qualità totale
           MODULO "H"*                        MODULO "H"
  (3) Verifica di un unico           (3)   Verifica di un unico
      prodotto                             prodotto
         MODULO "G"                           MODULO "G"
*   Il modulo "H" è utilizzato tenendo conto delle condizioni supple-
    mentari previste in attesa di eventuali complementi, specifici
    per gli impianti a fune, alle pertinenti norme della serie
    EN 29000.
                                                   :
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                          MODULO B: ESAME "CE DEL TIPO"
1. Questo modulo descrive la parte della procedura con cui un organismo
    accreditato accetta e dichiara che un esemplare rappresentativo della
    produzione considerata soddisfa le disposizioni della direttiva ad esso
    relativa.
2. La domanda di esame "CE del tipo" deve essere presentata dal fabbricante
    o dal suo mandatario stabilito nella Comunità ad un organismo notificato
    di sua scelta.
    La domanda deve contenere:
        il nome e l'indirizzo del fabbricante e, qualora la domanda sia
        presentata dal suo mandatario, anche il nome e l'indirizzo di
        quest'ultimo;
        una dichiarazione scritta che la stessa domanda non è stata presentata
        a nessun altro organismo accreditato;
        la documentazione tecnica descritta al paragrafo 3.
     Il richiedente mette a disposizione dell'organismo accreditato un
     esemplare rappresentativo della produzione considerata, qui di seguito
     denominato "tipo"(*). L'organismo accreditato può chiedere altri
     esemplari qualora sia necessario per eseguire il programma di prove.
3. La documentazione tecnica deve consentire di valutare la conformità del
     componente ai requisiti della direttiva; deve comprendere, nella misura
     necessaria a tale valutazione, il progetto, la fabbricazione e il
     funzionamento del componente(**).
 (*) Uno stesso tipo può riferirsi a più varianti del componente a
      condizione che le differenze tra le varianti non influiscano sul
      livello di sicurezza e su altri requisiti in materia di prestazioni
      del componente.
 (**)     La documentazione contiene, nella misura necessaria ai fini
          della valutazione:
          -    una descrizione generale del tipo;
          -    i disegni di progetto e fabbricazione, nonché schemi di
              componenti, sottounità, circuiti,    ecc.;
          -    la descrizione e le spiegazioni necessarie alla comprensione
              di tali disegni e schemi e del funzionamento del componente;
              un elenco delle specifiche europee di cui all'articolo 3,
              applicate in tutto o in parte, e la descrizione delle
              soluzioni adottate per soddisfare i requisiti essenziali
              qualora non esistano le specifiche di cui all'articolo 3;
          -    i risultati dei calcoli di progetto, degli esami, ecc.;
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4. L'organismo accreditato:
    4.1.   esamina la documentazione tecnica, verifica che il tipo sia stato
           fabbricato in conformità con tale documentazione ed individua gli
           elementi progettati in conformità delle disposizioni applicabili
           delle specifiche europee di cui all'articolo 3 nonché gli elementi
           progettati senza applicare le disposizioni previste da tali
           specifiche;
    4.2.   effettua o fa effettuare gli esami appropriati e le prove
           necessarie per verificare se le specifiche europee da considerare
           siano state effettivamente applicate;
    4.3.   concorda con il richiedente il luogo in cui gli esami e le
           necessarie prove devono essere effettuati.
5. Se il tipo soddisfa le disposizioni della direttiva, l'organismo
    accreditato rilascia un attestato di esame "CE del tipo" al richiedente.
    L'attestato deve contenere il nome e l'indirizzo del fabbricante, le
    conclusioni dell'esame, le condizioni e la durata di validità del
    certificato e i dati necessari per l'identificazione del tipo approvato.
    All'attestato è allegato un elenco dei fascicoli significativi della
    documentazione tecnica, di cui l'organismo notificato conserva una copia.
    Se al fabbricante viene negato il rilascio di un attestato di esame del
    tipo, l'organismo accreditato deve fornire motivi dettagliati per tale
    rifiuto.
    Deve essere prevista una procedura di ricorso.
 6. Il richiedente informa l'organismo accreditato che detiene la
    documentazione tecnica relativa all'attestato di esame "CE del tipo" di
    tutte le modifiche al componente approvato che devono ricevere
    un'ulteriore approvazione qualora tali modifiche possano influire sulla
    conformità ai requisiti essenziali o alle modalità di uso prescritte del
    componente. Questa nuova approvazione viene rilasciata sotto forma di un
     complemento dell'attestato originale di esame "CE del tipo".
 7. Ogni organismo accreditato comunica agli altri organismi accreditati le
     informazioni utili riguardanti- gli attestati di esame "CE del tipo" ed i
     complementi rilasciati e ritirati.
 8. Gli altri organismi accreditati possono ottenere copia degli attestati di
     esame "CE del tipo" e/o dei loro complementi. Gli allegati degli
     attestati sono tenuti a disposizione degli altri organismi accreditati.
 ---pagebreak---                                  - 46 -
9. Il fabbricante o il suo mandatario conserva, insieme con la
   documentazione tecnica, copia degli attestati di esame "CE del tipo" e
   dei loro complementi per almeno dieci anni dall'ultima data di
   fabbricazione del componente.
   Nel caso in cui né il fabbricante né il suo mandatario siano stabiliti
   nella Comunità, l'obbligo di tenere a disposizione la documentazione
   tecnica incombe alla persona responsabile dell'immissione del componente
   nel mercato comunitario.
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                    MODULO D: GARANZIA QUALITÀ PRODUZIONE
1. Questo modulo descrive la procedura con cui il fabbricante che soddisfa
   gli obblighi del paragrafo 2 si accerta e dichiara che i componenti in
   questione sono conformi al tipo oggetto dell'attestato di esame "CE del
   tipo" e soddisfano i requisiti della direttiva ad essi applicabili. Il
   fabbricante redige una dichiarazione di conformità.
2. Il fabbricante deve utilizzare un sistema qualità approvato per la
   produzione, eseguire l'ispezione e le prove del componente finito secondo
   quanto specificato al paragrafo 3, e dev'essere assoggettato alla
   sorveglianza di cui al paragrafo 4.
3. Sistema qualità
   3.1   II fabbricante presenta una domanda di valutazione del suo sistema
         qualità per i componenti interessati ad un organismo accreditato di
         sua scelta.
         La domanda deve contenere:
         - tutte le informazioni utili sulla categoria di componenti
            prevista;
          - la documentazione relativa al sistema qualità;
          - eventualmente, la documentazione tecnica relativa al tipo
            approvato e una copia dell'attestato di esame "CE del tipo".
    3.2.  Il sistema di qualità deve garantire la conformità dei componenti
          al tipo oggetto dell'attestato di esame "CE del tipo" e ai
          requisiti della direttiva ad essi applicabili.
          Tutti i criteri, i requisiti e le disposizioni adottati dal
          fabbricante devono essere documentati in modo sistematico e
          ordinato sotto forma di misure, procedure e istruzioni scritte.
          Questa documentazione relativa al sistema qualità deve permettere
          un'interpretazione uniforme di programmi, schemi, manuali e
          rapporti riguardanti la qualità.
          Detta documentazione deve includere in particolare un'adeguata
          descrizione:
          - degli obiettivi di qualità, della struttura organizzativa, delle
            responsabilità e dei poteri del personale direttivo in materia di
            qualità dei componenti ;
          - dei processi di fabbricazione, degli interventi sistematici e
            delle tecniche di controllo e garanzia della qualità;
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        - degli esami e delle prove che saranno effettuati prima, durante e
           dopo la fabbricazione con indicazione della frequenza con cui si
           intende effettuarli;
         - della documentazione in materia di qualità, quali i rapporti
           ispettivi e i dati sulle prove, le tarature, le qualifiche del
           personale, ecc.;
         - dei mezzi di sorveglianza che consentono il controllo della
           qualità richiesta e dell'efficacia di funzionamento del sistema
           qualità.
   3.3.  L'organismo accreditato valuta il sistema qualità per determinare
         se soddisfa i requisiti di cui al paragrafo 3.2. Esso presume la
         conformità a tali requisiti dei sistemi qualità che soddisfano la
         corrispondente norma armonizzata^*).
         Nel gruppo incaricato della valutazione deve essere presente almeno
         un esperto nella tecnologia produttiva oggetto della valutazione.
         La procedura di valutazione deve comprendere una visita presso gli
         impianti del fabbricante.
         La decisione viene notificata al fabbricante. La notifica deve
         contenere le conclusioni dell'esame e la motivazione circostanziata
         della decisione.
   3.4.  Il fabbricante si impegna a soddisfare gli obblighi derivanti dal
         sistema qualità approvato, ed a fare in modo che esso rimanga
         adeguato ed efficace.
         Il fabbricante o il mandatario tengono informato l'organismo
         accreditato che ha approvato il sistema qualità di qualsiasi
         prevista modifica del sistema.
         L'organismo accreditato valuta le modifiche proposte e decide se il
         sistema modificato continua a soddisfare i requisiti di cui al
         paragrafo 3.2 o se è necessaria una seconda valutazione.
         L'organismo accreditato comunica la sua decisione al fabbricante.
         La comunicazione deve contenere le conclusioni dell'esame e la
         motivazione circostanziata della decisione.
(*) Detta norma armonizzata è la EN 29002 completata, se necessario, per
    tener conto della specificità dei componenti ai quali è applicata.
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4. Sorveglianza sotto la responsabilità dell'organismo accreditato.
    4.1.   La sorveglianza deve garantire che il fabbricante soddisfi tutti
           gli obblighi derivanti dal sistema qualità approvato.
    4.2 II fabbricante consente all'organismo accreditato di accedere a fini
         ispettivi nei locali di fabbricazione, ispezione, prove e deposito
         fornendo tutte le necessarie informazioni, in particolare:
         - la documentazione relativa al sistema qualità;
         - altra documentazione quali i rapporti ispettivi e i dati sulle
           prove, le tarature, le qualifiche del personale, ecc.
    4.3 L'organismo accreditato svolge periodicamente verifiche ispettive per
         assicurarsi che il fabbricante mantenga ed utilizzi il sistema
         qualità e fornisce al fabbricante un rapporto sulle verifiche
         ispettive effettuate.
    4.4 Inoltre l'organismo accreditato può effettuare visite senza preavviso
         presso il fabbricante. In tale occasione, l'organismo accreditato può
         svolgere o far svolgere prove per verificare il buon funzionamento
         del sistema qualità, se necessario. Esso fornisce al fabbricante un
         rapporto sulla visita e, se sono state svolte prove, una relazione di
         prova.
 5. Il fabbricante tiene a disposizione delle autorità nazionali per almeno
    dieci anni dall'ultima data di fabbricazione' del componente:
    -   la documentazione di cui al paragrafo 3.1, secondo comma, secondo
        trattino;
        gli adeguamenti di cui al paragrafo 3.4, secondo comma;
        le decisioni e relazioni dell'organismo notificato di cui al paragrafo
        3.4, ultimo comma, e ai paragrafi 4.3 e 4.4.
 6. Ogni organismo accreditato comunica agli altri organismi accreditati le
     informazioni pertinenti riguardanti le approvazioni dei sistemi qualità
     rilasciate o ritirate.
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                        MODULO F: VERIFICA SU PRODOTTO
1. Questo modulo descrive la procedura con cui il fabbricante o il suo
   mandatario stabilito nella Comunità, si accerta e dichiara che i
   componenti cui sono state applicate le disposizioni di cui al paragrafo 3
   sono conformi al tipo oggetto dell'attestato di esame "CE del tipo" e
   soddisfano i requisiti della direttiva che ad essi si applicano.
2. Il fabbricante prende tutte le misure necessarie affinché il processo di
    fabbricazione garantisca la conformità dei componenti al tipo oggetto
    dell'attestato di esame "CE del tipo" e soddisfano i requisiti della
    direttiva che ad essi si applicano. Egli redige una dichiarazione di
    conformità.
3.a    L'organismo accreditato procede agli esami e alle prove del caso per
       verificare la conformità dei componenti ai requisiti della direttiva,
       o mediante controllo e prova di ogni singolo componente secondo quanto
       stabilito al paragrafo 4, o mediante controllo e prova statistici sui
       componenti secondo quanto stabilito al paragrafo 5, a scelta del
       fabbricante.
3.b    II fabbricante, o il suo mandatario conserva copia della dichiarazione
       di conformità per almeno dieci anni dall'ultima data di fabbricazione
       del componente.
4. Verifica mediante controllo e prova di ogni singolo componente
    4.1 Tutti i componenti vengono esaminati singolarmente e su di essi
        vengono effettuate opportune prove, in conformità delle relative
        specifiche europee di cui all'articolo 3, per verificarne la
        conformità al tipo oggetto dell'attestato di esame "CE del tipo" e ai
        requisiti della direttiva ad essi applicabili.
    4.2 L'organismo accreditato appone o fa apporre il suo contrassegno di
        identificazione su ciascun componente approvato e redige un attestato
        di conformità inerente alle prove effettuate.
    4.3 II fabbricante, o il suo mandatario, deve essere in grado di esibire,
        a richiesta, gli attestati di conformità dell'organismo accreditato.
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5. Verifica statistica
   5.1 II fabbricante presenta i suoi componenti sotto forma di lotti
        omogenei e prende tutte le misure necessarie affinché il processo di
        fabbricazione garantisca l'omogeneità di ciascun lotto prodotto.
   5.2 Tutti i componenti devono essere presentati alla verifica sotto forma
        di lotti omogenei. Da ciascun lotto viene prelevato un campione a
        caso. Gli esemplari di un campione vengono esaminati singolarmente e
        su di essi vengono effettuate opportune prove, in conformità della
        specifica o delle specifiche europee applicabili di cui all'articolo
        3, per verificarne la conformità ai corrispondenti requisiti della
        direttiva e per determinare se si debba accettare o rifiutare il
        lotto.
    5.3    La verifica statistica deve avvenire considerando gli elementi in
           appresso.
           Gli elementi pertinenti sono definiti nelle specifiche europee, ad
           esempio: metodi statistici utilizzati, programma di campionamento e
           sue caratteristiche operative, ecc.
    5.4 Per i lotti accettati, l'organismo accreditato appone o fa apporre il
        suo contrassegno di identificazione su ogni singolo componente e
        redige un attestato di conformità relativo alle prove effettuate.
        Tutti gli esemplari del lotto possono essere oggetto di contratti ad
        eccezione di quelli del campione riscontrati non conformi.
        Se un lotto è rifiutato, l'organismo accreditato competente prende le
        misure appropriate per evitare la stipulazione di contratti in
        merito. Qualora il rifiuto di lotti sia frequente, l'organismo
        accreditato può decidere di sospendere la verifica statistica.
         Il fabbricante può apporre, sotto la responsabilità dell'organismo
        accreditato, il contrassegno di identificazione di quest'ultimo nel
        corso della fabbricazione.
    5.5 II fabbricante o il suo mandatario deve essere in grado di esibire, a
        richiesta, gli attestati di conformità dell'organismo accreditato.
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                   MODULO G: VERIFICA DI UN UNICO PRODOTTO
1. Questo modulo descrive la procedura con cui il fabbricante accerta e
   dichiara che il componente considerato, cui è stato rilasciato
   l'attestato di cui al paragrafo 2, è conforme ai requisiti della
   direttiva ad esso relativi. Il fabbricante redige una dichiarazione di
   conformità.
2. L'organismo accreditato esamina il componente e procede alle opportune
   prove, in conformità della rpecifica o delle specifiche europee
   applicabili di cui all'articolo 3, per verificarne la conformità ai
   corrispondenti requisiti della direttiva.
   L'organismo accreditato appone o fa apporre il proprio contrassegno di
    identificazione e redige un attestato di conformità relativo alle prove
   effettuate.
3. La documentazione tecnica deve consentire di valutare la conformità del
    componente ai requisiti della direttiva, di comprendere il suo progetto,
    la sua fabbricazione ed il suo funzionamento.
   La documentazione contiene, se necessario, ai fini della valutazione:
       una descrizione generale del tipo o del singolo componente;
       i disegni di progetto e fabbricazione, nonché schemi di componenti,
       sottounità, circuiti, ecco-
       le descrizioni e le spiegazioni necessarie per comprendere detti
       disegni e schemi e il funzionamento del componente;
       un elenco delle specifiche europee applicate, di cui all'articolo 3;
       i risultati dei calcoli di progetto, degli esami effettuati,   ecc.;
       i rapporti sulle prove effettuate.
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                      MODULO H: GARANZIA QUALITÀ TOTALE
1. Questo modulo descrive la procedura con cui il fabbricante che soddisfa
   gli obblighi di cui al paragrafo 2 si accerta e dichiara che i componenti
   in questione soddisfano i requisiti della direttiva ad essi applicabili.
   Il fabbricante redige una dichiarazione di conformità.
2. Il fabbricante applica un sistema qualità approvato per la progettazione,
   la fabbricazione, l'ispezione finale e il collaudo del componente secondo
   quanto specificato al paragrafo 3 ed è oggetto alla sorveglianza di cui
   al paragrafo 4.
3. Sistema qualità
   3.1 II fabbricante presenta una domanda di valutazione del suo sistema
        qualità ad un organismo notificato.
        La domanda deve contenere:
        - tutte le informazioni utili sulla categoria di componenti prevista;
        - la documentazione relativa al sistema qualità.
    3.2 II sistema qualità deve garantire la conformità dei componenti ai
        requisiti della direttiva ad essi applicabili.
        Tutti i criteri, i requisiti e le disposizioni adottati dal
        fabbricante devono essere documentati in modo sistematico e ordinato
        sotto forma di misure, procedure e istruzioni scritte. Questa
        documentazione relativa al sistema qualità deve permettere una
        interpretazione uniforme delle misure di procedura quali programmi,
        schemi, manuali e rapporti riguardanti la qualità.
        Detta documentazione deve includere in particolare un'adeguata
        descrizione:
        - degli obiettivi di qualità, della struttura organizzativa, delle
          responsabilità e dei poteri del personale direttivo in materia di
          qualità di progettazione e di qualità dei componenti;
        - delle specifiche tecniche di progettazione, comprese le specifiche
          europee applicate;
        - delle tecniche, dei processi e degli interventi sistematici in
          materia di controllo e verifica della progettazione che verranno
          applicati nella progettazione dei componenti appartenenti alla
          categoria in questione;
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       - delle tecniche, dei processi e degli interventi sistematici che si
          intende applicare nella fabbricazione, nel controllo di qualità e
          nella garanzia della qualità;
       - degli esami e delle prove che saranno effettuati prima, durante e
          dopo la fabbricazione con indicazione della frequenza con cui si
          intende effettuarli;
        - della documentazione in materia di qualità, quali i rapporti
          ispettivi e i dati sulle prove, le tarature, le qualifiche del
          personale, ecc.;
        - dei mezzi di controllo dell'ottenimento della qualità richiesta in >
          materia di progettazione e di costruzione e dell'efficacia di
          funzionamento del sistema qualità.
   3.3 L'organismo accreditato valuta il sitema qualità per determinare se
        soddisfa i requisiti di cui al paragrafo 3.2. Esso presume la
        conformità a tali requisiti dei sistemi qualità che soddisfano la
        corrispondente norma armonizzata^*).
        Nel gruppo incaricato della valutazione deve essere presente almeno
        un esperto nella tecnologia produttiva in oggetto. La procedura di
        valutazione deve comprendere una visita presso gli impianti del
        fabbricante.
        La decisione viene notificata al fabbricante. La notifica deve
        contenere le conclusioni dell'esame e la motivazione circostanziata
        della decisione.
   3..4 II fabbricante si impegna a soddisfare gli obblighi derivanti dal
        sistema qualità, ed a fare in modo che esso rimanga adeguato ed
        efficace.
        Il fabbricante o il suo mandatario tengono informato l'organismo
        accreditato che ha approvato il sistema qualità di qualsiasi previsto
        miglioramento del sistema.
        L'organismo accreditato valuta le modifiche proposte e decide se il
        sistema modificato soddisfa i requisiti di cui al paragrafo 3.2 o se
        è necessaria una seconda valutazione.
        L'organismo accreditato comunica la sua decisione al fabbricante. La
        comunicazione deve contenere le conclusioni dell'esame e la
        motivazione circostanziata della decisione.
(*) Tale norma armonizzata sarà la EN 29001, eventualmente completata
     per tener conto dpìla sner ì f ìrìfà ^ ° ^ ^^™^~.~~ ~*- - - - •> -•
 ---pagebreak---                                       55 -
4. Sorveglianza CE sotto la responsabilità dell'organismo accreditato
   4.1 La sorveglianza CE deve garantire che il fabbricante soddisfi tutti
        gli obblighi derivanti dal sistema qualità approvato.
    4.2 II fabbricante consente all'organismo accreditato di accedere a fini
         ispettivi nei locali di progettazione, fabbricazione, ispezione,
         prova e deposito fornendo tutte le necessarie informazioni, in
         particolare:
         - la documentazione relativa al sistema qualità;
         - la documentazione prevista dalla sezione "Progettazione" del
            sistema di garanzia della qualità, quali risultati di analisi,
            calcoli, prove, ecc.;
         - la documentazione prevista dalla sezione "Fabbricazione" quali i
            rapporti ispettivi e i dati sulle prove, le tarature, le qualifiche
            del personale, ecc.
    4.3 L'organismo accreditato svolge periodicamente verifiche ispettive per
         assicurarsi che il fabbricante mantenga ed utilizzi il sistema
         qualità e fornisce al fabbricante un rapporto sulle verifiche
         effettuate.
    4.4 L'organismo accreditato può anche effettuare visite senza preavviso
         presso il fabbricante procedendo o facendo procedere in tale
         occasione, se necessario, a prove atte a verificare il corretto
          funzionamento del sistema di qualità. Esso fornisce al fabbricante un
         rapporto sulla visita e, se vi è stata prova, un rapporto sulla prova
         stessa.
 5. Il fabbricante, per almeno dieci anni a decorrere dall'ultima data di
     fabbricazione del componente, tiene a disposizione delle autorità
     nazionali:
        la documentazione di cui al paragrafo 3.1, secondo comma, secondo
        trattino;
        le modifiche di cui al paragrafo 3.4, secondo comma;
        le decisioni e i rapporti dell'organismo accreditato di cui al
        paragrafo 3.4, ultimo comma, e ai paragrafi 4.3 e 4.4.
 6. Ogni organismo accreditato comunica agli altri organismi accreditati le
     opportune informazioni riguardanti le approvazioni di sistemi qualità
     rilasciate o ritirate.
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7. Disposizioni supplementari^*)
   Esame del progetto
    7.1 II fabbricante presenta una domanda di esame del suo progetto ad un
         unico organismo accreditato.
    7.2 La domanda deve consentire di comprendere il progetto, il processo di
         fabbricazione e il funzionamento del componente nonché di valutare la
         conformità ai corrispondenti requisiti della direttiva.
         La domanda deve contenere:
         - le specifiche tecniche del progetto, incluse le specifiche
            tecniche, che sono state applicate;
         - le prove che esse sono adeguate, le quali devono includere i
            risultati di prove effettuate in un opportuno laboratorio dal
            fabbricante o a suo nome.
    7.3 L'organismo accreditato esamina la domanda e se il progetto soddisfa
          le disposizioni della direttiva che ad esso si applicano rilascia al
         richiedente un certificato di esame CE del progetto. Tale certificato
         contiene le conclusioni dell'esame, le condizioni di validità, i dati
         necessari per identificare il progetto approvato ed eventualmente la
         descrizione del funzionamento del componente.
     7.4 II richiedente tiene informato l'organismo accreditato che ha
          rilasciato il certificato di esame CE del progetto di qualsiasi
         modifica apportata al progetto approvato. Le modifiche al progetto
       . approvato devono ricevere una approvazione addizionale da parte
          dell'organismo accreditato che ha rilasciato'il certificato di esame
          CE del progetto qualora tali modifiche possano influire sulla
          conformità ai requisiti essenziali della direttiva o sulle condizioni
          d'uso prescritte. Questa approvazione addizionale viene rilasciata
          sotto forma di complemento al certificato di esame CE del progetto
          originale.
     7.5 L'organismo accreditato comunica agli altri organismi accreditati le
          informazioni riguardanti:
          - i certificati e i complementi di esame CE del progetto rilasciati;
          - le approvazioni CE di progetti e le approvazioni complementari
            ritirate.
 (*) Modificabili dopo modifica delle norme EN 29000 Dertinpni-i
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          ALLEGATO VI: IMPIANTI - DICHIARAZIONE "CE" DI CONFORMITÀ
La dichiarazione "CE" di conformità e i documenti di accompagnamento devono
essere datati e firmati.
La dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua della
documentazione tecnica e comprendere i seguenti elementi:
   i riferimenti della direttiva;
   il nome e l'indirizzo dell'ente aggiudicatore o del suo mandatario
   stabilito nella Comunità. (Indicare la ragione sociale e l'indirizzo
   completo nel caso del mandatario, indicare anche la ragione sociale
   dell'ente aggiudicatore);
   la descrizione dell'impianto;
   il nome e l'indirizzo dell'organismo accreditato che ha effettuato la
   verifica "CE" di cui all'articolo 11;
    i riferimenti dei documenti contenuti nella documentazione tecnica;
   tutte le disposizioni pertinenti, provvisorie o definitive, cui deve
   essere conforme l'impianto, in particolare, ove necessario, le
   restrizioni o condizioni di esercizio;
    se provvisoria: durata di validità della dichiarazione "CE";
    identificazione del firmatario.
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                     ALLEGATO VII: IMPIANTI - VERIFICA "CE"
1. La verifica "CE" è la procedura mediante la quale un organismo
    accreditato garantisce e dichiara, su richiesta dell'ente appaltante o
    del suo mandatario nella Comunità che un impianto è:
    -   terminato;
    -   conforme al progetto;
    -   conforme alle disposizioni della direttiva;
        conforme alle altre disposizioni regolamentari di applicazione
        nell'osservanza del trattato CE e che esso può a suo parere essere
        messo in servizio.
2. La verifica dell'impianto avviene a ciascuna delle seguenti tappe:
        progettazione generale;
        costruzione dell'impianto comprendente in particolare l'esecuzione
        delle opere civili, il montaggio dei componenti, la regolazione del
        tutto;
        le prove di omologazione dell'impianto.
3. L'organismo accreditato, responsabile della verifica "CE" redige
     l'attestato di conformità destinato all'ente aggiudicatore o al suo
    mandatario nella Comunità il quale a sua volta redige la dichiarazione
     "CE" di conformità destinata all'autorità competente dello Stato membro
     nel quale l'impianto è installato e/o gestito.
 4. La documentazione tecnica di accompagnamento alla dichiarazione di
     conformità deve comportare quanto segue:
        infrastrutture: progetti, verbali di collaudo degli scavi e
        dell'armatura, verbali di prova e di ispezione dei lavori in
        calcestruzzo;
        per gli altri sistemi, piani generali e particolareggiati conformi
        all'esecuzione, schemi elettrici ed idraulici, schemi dei circuiti di
        comando, descrizione dei sistemi informatici e automatizzati,
        istruzioni di funzionamento e manutenzione, ecc.;
        elenco dei componenti di cui all'articolo 4 incorporati nell'impianto
        a fune;
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  -   copie delle dichiarazioni "CE" di conformità di cui i componenti
      devono essere muniti, conformemente alle disposizioni dell'articolo 11
      della direttiva, accompagnate, ove necessario, dalle note di calcolo
      corrispondenti e da una copia dei verbali delle prove e degli esami
      effettuati dagli organismi accreditati sulla base delle specifiche
      tecniche comuni;
      attestato dell'organismo accreditato incaricato della verifica "CE"
      che dichiari la conformità del progetto alle disposizioni della
      peesente direttiva, corredato dalle note di calcolo corrispondenti,
      vistato e nel quale siano precisate, se del caso, le riserve formulate
      durante l'esecuzione dei lavori e che non siano state sciolte e
      accompagnato anche dai rapporti di visita e verifica redatti dallo
      stesso nel quadro della sua missione, come precisato ai paragrafi 5.3
      e 5.4 seguenti.
5. Sorveglianza
   5.1 L'obiettivo della sorveglianza "CE" è di garantire che durante la
        realizzazione dell'impianto siano stati soddisfatti gli obblighi
       derivanti dalla documentazione tecnica.
   5.2 L'organismo accreditato preposto alla verifica della realizzazione
       deve avere in permanenza accesso ai cantieri, agli stabilimenti di
        fabbricazione, alle aree di deposito e, se del caso, di
       prefabbricazione, agli impianti sperimentali e, più in generale, a
       tutte le aree eventualmente ritenute necessarie per lo svolgimento
        della sua missione. L'ente appaltante o il suo mandatario nella
        Comunità deve trasmettere o far trasmettere all'organismo
        accreditato tutti i documenti utili in materia, in particolare i
        piani di esecuzione e la documentazione tecnica relativa
        ali'impianto.
   5.3 L'organismo accreditato per verificare la realizzazione effettua
        periodicamente dei controlli (audit) per garantire l'osservanza delle
        disposizioni della direttiva e presenta un rapporto in merito ai
        responsabili dell'esecuzione. Può richiedere di essere convocato nel
        cantiere in occasione di determinate fasi.
   5.4 L'organismo accreditato può inoltre effettuare visite non
        preannunciate sul cantiere o negli stabilimenti di fabbricazione. In
        occasione di queste visite, l'organismo accreditato può effettuare
        dei "controlli" completi o parziali e stende un rapporto della visita
        nonché, ove opportuno, un rapporto di controllo per i responsabili
        dell'esecuzione.
 ---pagebreak---                                   - 60 -
6. La documentazione completa di cui al paragrafo 4 è depositata in appoggio
   al certificato di conformità rilasciato dall'organismo accreditato
   preposto al collaudo dell'impianto in condizioni di funzionamento presso
   l'ente appaltante o il suo mandatario nella Comunità. La documentazione è
   allegata alla dichiarazione "CE" di conformità che l'ente appaltante
   trasmette all'autorità competente dello Stato membro interessato.
   L'ente appaltante conserva per tutta la durata di vita dell'impianto una
   copia della documentazione che è trasmessa, dietro richiesta, agli altri
   Stati membri.
7. Ogni organismo accreditato pubblica periodicamente informazioni
   riguardanti:
       le domande di verifica "CE" ricevute;
       i certificati di conformità rilasciati;
       i certificati di conformità rifiutati.
8. La documentazione e la corrispondenza relative alle procedure di verifica
    "CE" sono redatte nella lingua ufficiale dello Stato membro dove è
    stabilito l'ente appaltante o il suo mandatario nella Comunità o in una
    lingua accettata da quest'ultimo.
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   ALLEGATO VIII: CRITERI MINIMI CHE DEVONO ESSERE CONSIDERATI DAGLI STATI
                  MEMBRI PER L'ACCREDITAMENTO DEGLI ORGANISMI
1. L'organismo, il suo direttore e il personale incaricato di eseguire le
    operazioni di verifica non possono essere né il progettista, né il
    fabbricante, né il costruttore, né il fornitore, né l'installatore dei
    componenti o dei sottosistemi che controllano, né il mandatario di una di
    queste persone. Essi non possono intervenire direttamente né come
    mandatari nella progettazione, fabbricazione, costruzione,
    commercializzazione o manutenzione di questi componenti o sottosistemi né
    nell'esercizio. Ciò non esclude la possibilità di uno scambio di
    informazioni tecniche tra il fabbricante o il costruttore e l'organismo.
2. L'organismo e il personale incaricato del controllo devono eseguire le
    operazioni di verifica con la massima integrità professionale e la
    massima competenza tecnica e devono essere liberi da ogni pressione e
    stimolo, in particolare di ordine finanziario, che possa influenzare le
    loro decisioni o i risultati del loro controllo, in particolare quelli
    provenienti da persone o gruppi di persone interessati ai risultati delle
    verifiche.
3. L'organismo deve disporre del personale e dei mezzi necessari per
    svolgere adeguatamente i compiti tecnici e amministrativi connessi con
    l'esecuzione delle verifiche; esso deve anche avere accesso al materiale
    necessario per le verifiche eccezionali.
4. Il personale incaricato dei controlli deve possedere:
    -   una buona formazione tecnica e professionale;
        una conoscenza soddisfacente delle prescrizioni relative ai controlli
        che effettua e una sufficiente pratica di questi controlli;
        l'attitudine necessaria a redigere attestati, verbali e rapporti che
        concretizzano i controlli effettuati.
 5. L'indipendenza del personale incaricato del controllo deve essere
    garantita. La retribuzione di ogni agente non deve essere in funzione del
    numero dei controlli effettuati né dei risultati dei controlli.
6. L'organismo deve sottoscrivere una assicurazione di responsabilità civile
    a meno che tale responsabilità sia coperta dallo Stato secondo il diritto
    nazionale oppure i controlli siano effettuati direttamente dallo Stato
    membro.
7. Il personale dell'organismo è tenuto al segreto professionale per tutto
     ciò di cui viene a conoscenza nell'esercizio delle sue funzioni (tranne
    nei confronti delle autorità amministrative competenti dello Stato dove
    esercita le sue attività) nel quadro della presente direttiva o di
     qualsiasi disposizione di applicazione diretta del diritto interno.
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                                    SCHEDA FINANZIARIA
                             PARTE 1: INCIDENZA FINANZIARIA
1. DENOMINAZIONE DELL'AZIONE
   Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa agli impianti di
   trasporto pubblico a fune.
2. LINEA DI BILANCIO
 B5 - 3000 azioni relative al completamento del mercato interno.
3. BASE GIURIDICA
    Art.  100 A del trattato CE.
4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE
    4.1 Obiettivi specifici
         Eliminazione degli ostacoli all'impiego e alla messa in servizio;
         liberalizzazione degli appalti pubblici nel settore degli impianti di
         trasporto pubblico a fune; raggiungimento di un livello di sicurezza
         equivalente in Europa per i passeggeri, i lavoratori e i terzi;
         tutela dell'ambiente.
    4.2 Durata
         La domanda riguarda spese a decorrere dal 1993; l'azione stessa è
         specifica nella misura in cui è attinente alla gestione del mercato
         interno.
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   4.3 Destinatari
        Fabbricanti degli impianti a fune, subappaltatori, esercenti e utenti
        degli impianti, amministrazioni nazionali e autorità locali.
5. CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE/ENTRATE
   5.1 SO/SNO
        SNO.
   5.2 SD/SND
        SD.
    5.3 Tipi di entrate previste
        Nessuna entrata.
6. NATURA DELLE SPESE/ENTRATE
    6.1 Sovvenzione al 100%
        Nessuna.
    6.2 Sovvenzione nel quadro di un cofinanziamento con altre fonti del
         settore pubblico o privato
         Sì.
    6.3 Abbuono d'interessi
         No.
    6.4 Altre
         No.
    6.5 Qualora l'azione produca risultati economici positivi, è previsto il
         rimborso parziale o totale del contributo finanziario comunitario?
         No.
    6.6 L'azione proposta implica una variazione del livello delle entrate?
         In caso affermativo, precisare la natura della variazione e il tipo
         di entrate in questione
         No.
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7. INCIDENZA FINANZIARIA
    7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione
         Nel quadro della procedura di bilancio in questione è opportuno
         prevedere i mezzi per l'elaborazione di 13 norme su settori non
         ancora trattati, ossia 50 000 ECU x 13 = 650 000 ECU.
    7.2 Ripartizione per elementi del costo dell'azione
    Ripartizione        Bilancio        PPB 95         Totale
                        1994
 I. Normalizzazione     250 000 ECU     400 000 ECU    650 000 ECU
     7.3 Spese operative per studi, riunioni di esperti, ecc., incluse nella
         parte B
 Linea       Ripartizione       Bilancio 93       PPB 94    Variazione %
 B5-3000      - Studio           25 000 ECU
                TOTALE           25 000 ECU
 8. DISPOSIZIONI ANTIFRODE PREVISTE NELLA PROPOSTA D'AZIONE
     Nel contratto quadro tra la Commissione e il CEN sono incluse
     disposizioni di controllo e di eventuale sorveglianza.
     La verifica sulle sovvenzioni o sull'esecuzione delle prestazioni e degli
     studi preparatori, di fattibilità o di valutazione previsti viene
     eseguita dai servizi della Commissione prima di effettuare il pagamento,
     tenendo conto degli obblighi contrattuali e dei principi di economia e di
     buona gestione finanziaria o globale. Disposizioni antifrode (controllo,
     stesura di rapporti, ecc.) sono comprese in tutti gli accordi o i
     contratti stipulati tra la Commissione e i destinatari dei pagamenti.
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             PARTE 2: SPESE AMMINISTRATIVE  (PARTE A DEL BILANCIO)
Questa parte deve essere inviata alla DG IX per un parere, che a sua volta
la trasmette alla DG XIX.
1. L'azione proposta richiede un aumento dell'organico della Commissione? In
   caso affermativo, specificare di quante unità
   Nessun aumento.
2. Indicare l'importo delle spese di funzionamento e di personale generate
   dall'azione proposta. Precisare le modalità di calcolo
Linea       Ripartizione               1996           1997          1998 ed
                                                                    eser.succ
A2510       Comitato permanente        85 000 ECU*    85 000 ECU*   85 000ECU*
A250        Coordinamento**            85 000 ECU*    85 000 ECU*   85 000ECU*
          12 esperti governativi 7 418 ECU x 5 riunioni = 37 090 ECU
          12 esperti privati      9 420 ECU x 5 riunioni = 47 100 ECU
          Base di calcolo:             EG: 618 ECU
                                       EP: 785 ECU
          Coordinamento degli organismi accreditati nel quadro della
          procedura dell'art. 18.
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                  PARTE 3: ELEMENTI D'ANALISI COSTO/EFFICACIA
1. Obiettivi
   Obiettivi specifici: nessi con gli obiettivi generali e le altre azioni
   proposte nella programmazione finanziaria indicativa
   Nell'ambito del completamento del mercato interno e del miglioramento
    della competitività di questo settore industriale in cui non esiste
    normalizzazione, elaborazione delle norme armonizzate necessarie per
    l'attuazione della direttiva e il rispetto dei requisiti essenziali.
2. Giustificazione dell'azione - Sussidiarietà, esigenza di disposizioni
    comunitarie
    Al momento attuale non esistono disposizioni comuni relative agli
    impianti di trasporto pubblico a fune.
    L'azione proposta è volta a definire le disposizioni comunitarie e le
    norme armonizzate necessarie per la costruzione, la messa in servizio e
    l'esercizio degli impianti a fune nell'ambito della liberalizzazione dei
    mercati e della promozione della competitività industriale del settore.
    Le disposizioni esistenti attualmente applicabili non consentono una
    presenza efficace dei costruttori su tutto il mercato comunitario. Le
    diversità tra le disposizioni nazionali esistenti in materia di
    componenti e di sistemi intesi nella loro globalità, nonché di requisiti
    specifici, obbligano i costruttori a ridefinire il loro materiale per
    ogni mercato; questa situazione è contraria alla razionalizzazione e al
    raggiungimento di economie di scala.
    Non è possibile prevedere una normalizzazione spontanea da parte degli
    interessati né il riconoscimento reciproco delle normative nazionali.
    Infatti, la mancanza di una filosofia comune a livello di normative e di
    criteri comuni, senza la previa definizione di requisiti essenziali, non
    lo permette.
    Questa situazione ostacola, di conseguenza, la liberalizzazione del
    mercato.
    2.1 Costi
    2.2 Effetti derivati (incidenza al di là degli obiettivi specifici)
    2.3 Effetto moltiplicatore (capacità di mobilitare altre fonti di
         finanziamento)
 3. Controllo e valutazione dell'azione
     Senza scopo.
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4. Coerenza con la programmazione finanziaria
   4.1 L'azione è prevista nella programmazione finanziaria della DG per gli
       esercizi interessati?
       Sì.
   4.2 Indicare a quale obiettivo più generale definito nella programmazione
       finanziaria della DG corrisponde l'obiettivo dell'azione proposta
      - Mercato interno.
      - Armonizzazione tecnica.
   4.3 Principali fattori di incertezza che possono influire sui risultati
       specifici dell'azione
       Senza scopo.
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                     SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
                    IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE
          CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
DENOMINAZIONE DELLA PROPOSTA
Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa agli impianti di
trasporto pubblico a fune.
NUMERO DI RIFERIMENTO DEL DOCUMENTO:
LA PROPOSTA
1. In considerazione del principio di sussidiarietà esporre i motivi per i
   quali è necessaria una legislazione comunitaria in questo settore nonché
   gli obiettivi principali
   Al momento attuale non esistono disposizioni comuni relative agli
   impianti di trasporto pubblico a fune.
   L'azione proposta è volta a definire le disposizioni comunitarie e le
   norme armonizzate necessarie per la costruzione, la messa in servizio e
   l'esercizio degli impianti a fune nell'ambito della liberalizzazione dei
   mercati e della promozione della competitività industriale del settore.
   Le disposizioni esistenti attualmente applicabili non consentono una
   presenza efficace dei costruttori su tutto il mercato comunitario. Le
   diversità tra le disposizioni nazionali esistenti in materia di
   componenti e di sistemi intesi nella loro globalità, nonché di requisiti
   specifici, obbligano i costruttori a ridefinire il loro materiale per
   ogni mercato; questa situazione è contraria alla razionalizzazione e
   dunque al raggiungimento di economie di scala.
 ---pagebreak---                                   - 70 -
   Non è possibile prevedere una normalizzazione spontanea da parte degli
   interessati né il riconoscimento reciproco delle normative nazionali.
   Infatti, la mancanza di una filosofia comune a livello di normative e di
   criteri comuni, senza la previa definizione di requisiti essenziali, non
   lo permette.
L'IMPATTO SULLE IMPRESE
2. Incidenza della proposta
      Su quali settori di attività
      Uffici di studio, imprese che progettano e costruiscono gli impianti,
      subappaltatori, esercenti.
      Imprese di quali dimensioni?
      Le imprese interessate sono essenzialmente le PMI.
      Struttura del settore in Europa nel 1990
                   Numero      Mio       Posti di
                  d'imprese  di ECU        lavoro
  CE                18        + 200       + 1500
  Austria            9        + 100       + 1000
  Svizzera           7        + 100       + 1000
      Esistono aree geografiche particolari della Comunità in cui sono
       concentrate tali imprese?
       Le imprese che costruiscono impianti a fune si trovano principalmente
       nella zona alpina.
 ---pagebreak---                                   - 71 -
3. Precisare gli obblighi imposti alle imprese per conformarsi alla proposta
   Imprese produttrici: applicazione delle disposizioni regolamentari, delle
   norme armonizzate e delle procedure di conformità.
   Enti appaltanti: stipulazione dei contratti con riferimento alle norme
   armonizzate.
   Esercenti: rispetto delle disposizioni regolamentari, dei requisiti
   essenziali e delle norme armonizzate.
4. Definire la prevedibile incidenza economica della proposta
       Sugli investimenti e sulla costituzione di nuove imprese
       Il fatturato delle stazioni montane è circa 10 volte superiore a
       quello prodotto dall'esercizio degli impianti a fune che, di fatto,
       rappresentano il supporto indispensabile dell'attività turistica delle
       stazioni medesime e si collegano pertanto al settore dei servizi. La
       proposta contribuisce allo sviluppo delle stazioni.
       Sull'occupazione
       Il settore degli impianti a fune è, dal punto di vista tecnico,
       collegato alle attività industriali per la produzione di beni
       strumentali e alle attività del settore edilizio e di ingegneria
       civile. La proposta avrà un effetto positivo sulle suddette attività,
       in particolare dal punto di vista occupazionale.
       Sulla competitività delle imprese
      "La creazione di un quadro di riferimento comunitario favorirà le
       economie di scala e avrà nel contempo l'effetto di promuovere e
       potenziare la competitività dell'industria europea non solo
       all'interno della Comunità ma anche sui mercati internazionali.
       Ciò consentirà anche alle piccole imprese che, per la mancanza di
       mezzi, devono limitarsi al loro territorio nazionale o addirittura
       locale, di partecipare in condizioni di parità con i 3 o 4 grandi
       costruttori su tutto il mercato comunitario.
 5. Indicare se la proposta contiene misure destinate a tener conto della
    situazione specifica delle piccole e medie imprese
    Le imprese del settore sono fondamentalmente PMI.
 ---pagebreak---                                   - 72 -
6. Elencare le organizzazioni consultate in merito alla proposta ed esporre
   le principali osservazioni
   -  Gli esperti dei governi degli Stati membri che partecipano anche ai
      lavori di normazione in ambito CEN hanno espresso un ampio consenso
      sulla necessità di disporre di una direttiva e sull'approccio
      prescelto. Essi hanno in particolare contribuito a definire
      l'impostazione della direttiva e dei requisiti essenziali, nonché alla
      scelta delle procedure per la valutazione della conformità.
      L'OITAF (Organizzazione internazionale dei trasporti a fune) ha
      partecipato ai lavori e sostenuto il principio della necessità di una
      direttiva.
    -  L'IARM (International Association of Ropeway Manufacturers) ha
      partecipato ai lavori e sottolineato l'interesse che la direttiva
       riveste per i costruttori che, per il momento, si vedono frenati nelle
       loro attività dalla compartimentazione del mercato determinata dalle
      divergenze a livello di regolamentazione.
       La FIANET (Fédération Internationale des Exploitants) ha partecipato
       ai lavori e sottolineato il contributo della direttiva alla creazione
       di un piano comunitario per un mercato aperto e concorrenziale.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                   ?s
                                                                     ISSN 0254-1505
                                                              COM(93) 646 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                         07 06
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-694-IT-C
                                                             ISBN 92-77-62610-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo