CELEX: 21999D0505(01)
Language: it
Date: 1999-03-25 00:00:00
Title: Decisione n. 1/99 del Comitato di cooperazione doganale ACP-CE, del 25 marzo 1999, che deroga alla definizione della nozione di prodotti originari per tener conto della particolare situazione di Maurizio per quanto riguarda la produzione di taluni tessuti e capi di abbigliamento [notificata con il numero C(1998) 4557]

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21999D0505(01)

Decisione n. 1/99 del Comitato di cooperazione doganale ACP-CE, del 25 marzo 1999, che deroga alla definizione della nozione di prodotti originari per tener conto della particolare situazione di Maurizio per quanto riguarda la produzione di taluni tessuti e capi di abbigliamento [notificata con il numero C(1998) 4557]  

Gazzetta ufficiale n. L 117 del 05/05/1999 pag. 0049 - 0051

DECISIONE n. 1/99 DEL COMITATO DI COOPERAZIONE DOGANALE ACP-CEdel 25 marzo 1999che deroga alla definizione della nozione di prodotti originari per tener conto della particolare situazione di Maurizio per quanto riguarda la produzione di taluni tessuti e capi di abbigliamento[notificata con il numero C(1998) 4557](1999/300/CE)IL COMITATO DI COOPERAZIONE DOGANALE ACP-CE,vista la quarta convenzione ACP-CEE firmata a Lomé il 15 dicembre 1989, riveduta dall'accordo firmato a Maurizio il 4 novembre 1995, in particolare l'articolo 31, paragrafi da 1 a 10, del protocollo n. 1,considerando che, a norma del suddetto protocollo, possono essere concesse deroghe alle norme di origine quando esse siano giustificate dallo sviluppo di industrie esistenti o dall'insediamento di nuove industrie;considerando che il 12 ottobre 1998 gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Stati ACP) hanno presentato, per conto del governo di Maurizio, una richiesta di deroga alle norme di origine di cui al suddetto protocollo per taluni tessili prodotti da tale paese tra il 1o settembre 1998 e il 29 febbraio 2000;considerando che la deroga è richiesta in base alle pertinenti disposizioni del protocollo n. 1, in particolare dell'articolo 31, paragrafo 5, relativo agli Stati ACP insulari e all'incidenza economica e sociale a Maurizio della concessione della deroga a tale paese;considerando che per i prodotti interessati vi è un eccesso di capacità a livello globale e che l'industria tessile comunitaria è già soggetta ad una notevole pressione concorrenziale; che, in particolare, il costo del lavoro è un elemento fondamentale per la determinazione dei prezzi; che ulteriori aperture del mercato oltre a quella concessa nella presente decisione a paesi con un basso costo del lavoro avrebbe l'effetto di distorcere la concorrenza e causerebbe un serio pregiudizio all'industria tessile comunitaria;considerando che nell'ambito della politica comunitaria sui tessili, i prodotti interessati dalla presente dcisione sono considerati particolarmente sensibili e sono soggetti a restrizioni quantitative o a un sistema di doppio controllo all'importazione nella Comunità;considerando che, tenuto conto dei quantitiativi delle importazioni previste, la concessione di una deroga non dovrebbe arrecare grave pregiudizio all'industria stabilita nella Comunità, purché sia accompagnata dal rispetto di alcune condizioni riguardanti i quantitativi, la sorveglianza e la durata;considerando che quindi può essere una deroga a Maurizio ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 1, nei confronti di un limitato quantitativo di capi di abbigliamento, per il periodo dal 1o gennaio 1999 al 29 febbraio 2000,DECIDE:Articolo 1In deroga alle disposizioni speciali dell'elenco di cui all'allegato II del protocollo n. 1 della quarta convenzione ACP-CEE, taluni tessili elencati nell'allegato della presente decisione, prodotti a Maurizio con filati e tessuti greggi non originari importati in tale paese, sono considerate originarie di Maurizio alle condizioni precisate nella presente decisione.Articolo 2La deroga di cui all'articolo 1 si applica ai prodotti e ai quantitativi indicati in allegato alla presente decisione importati nella Comunità da Maurizio tra il 1o gennaio 1999 e il 29 febbraio 2000.Articolo 3I quantitativi che figurano nell'allegato sono gestiti dalla Commissione, che può prendere tutte le disposizioni amministrative utili a garantire una gestione efficace.Se un importatore presenta in uno Stato membro una dichiarazione di immissione in libera pratica chiedendo di beneficiare della presente decisione e se la dichiarazione viene accettata dalle autorità doganali, lo Stato membro in questione notifica alla Commissione che intende prelevare un quantitativo corrispondente al suo fabbisogno.Le domande di prelievo devono essere presentate senza indugio alla Commissione indicando la durata di accettazione delle dichiarazioni.La Commissione concede i prelievi, sempreché lo consenta il saldo disponibile, in funzione della data in cui le autorità doganali dello Stato membro interessato accettano le dichiarazioni di immissione in libera pratica.Qualora uno Stato membro non utilizzi i quantitativi prelevati, li riversa appena possibile nel contingente corrispondente.Se le domande superano il saldo disponibile di un determinato contingente, l'attribuzione viene effettuata proporzionalmente alle domande. La Commissione informa gli Stati membri dei prelievi effettuati.Fintanto che lo consente il saldo disponibile, ogni Stato membro garantisce agli importatori dei prodotti in questione un accesso uguale e ininterrotto ai suddetti quantitativi.Articolo 4Le autorità doganali di Maurizio adottano le misure necessarie per effettuare controlli quantitativi delle esportazioni dei prodotti di cui all'articolo 1. A tal fine, tutti i certificati da esse rilasciati in conformità della presente decisione conterranno un riferimento alla stessa. Ogni tre mesi, le autorità competenti di Maurizio inviano alla Commissione un elenco dei quantitativi per i quali sono stati rilasciati certificati di circolazione EUR.1 in applicazione della presente decisione, nonché i rispettivi numeri d'ordine.Articolo 5Nella casella n. 7 dei certificati EUR.1 rilasciati in applicazione della presente decisione deve figurare la dicitura seguente: "Deroga - Decisione n. 1/99".Articolo 6Gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Stati ACP), gli Stati membri e la Comunità europea sono tenuti, nei limiti delle rispettive competenze, ad adottare le misure necessarie per l'esecuzione della presente decisione.Articolo 7La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.Essa si applica a decorrere dal 1o gennaio 1999.Fatto a Bruxelles, il 25 marzo 1999.Per il Comitato di cooperazione doganale ACP-CEMichel VANDEN ABEELEPhilip MAINGI MWANZIAI presidentiALLEGATOMAURIZIO>SPAZIO PER TABELLA>