CELEX: 61984CJ0199
Language: it
Date: 1985-10-07 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 7 ottobre 1985. # Procuratore della Repubblica contro Tiziano Migliorini e Tibor Tiburzio Fischl. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Corte suprema di cassazione - Italia. # Ripartizione di un contingente tariffario comunitario. # Causa 199/84.

Avis juridique important

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61984J0199

SENTENZA DELLA CORTE (SECONDA SEZIONE) DEL 7 OTTOBRE 1985.  -  PROCURATORE DELLA REPUBBLICA CONTRO TIZIANO MIGLIORINI E TIBOR TIBURZIO FISCHL.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE).  -  RIPARTIZIONE DI UN CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO.  -  CAUSA 199/84.  

raccolta della giurisprudenza 1985 pagina 03317

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - MERCI IN LIBERA PRATICA - MERCI IMPORTATE NELL ' AMBITO DI UN CONTINGENTE DOGANALE COMUNITARIO - INCLUSIONE  ( TRATTATO CEE , ART . 9 , N . 2 )   2 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - CONTINGENTI DOGANALI COMUNITARI - CARNE BOVINA CONGELATA - RIPARTIZIONE IN QUOTE NAZIONALI - RIESPORTAZIONE IN UN ALTRO STATO MEMBRO - MISURE NAZIONALI RESTRITTIVE - INAMMISSIBILITA   ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 3225/82 )    

Massima

1 . L ' ABOLIZIONE FRA GLI STATI MEMBRI DEGLI OSTACOLI PER IL COMMERCIO COSTITUISCE UN PRINCIPIO FONDAMENTALE DEL MERCATO COMUNE , VIGENTE PER TUTTE LE MERCI , IVI COMPRESE QUELLE IN LIBERA PRATICA , DI GUISA CHE QUALSIASI ECCEZIONE , DEL RESTO DA INTERPRETARSI RESTRITTIVAMENTE , DEVE ESSERE ESPRESSAMENTE CONTEMPLATA . IN MANCANZA DI UNA DISPOSIZIONE IN TAL SENSO , LE MERCI IMPORTATE IN FORZA DI UN CONTINGENTE DOGANALE COMUNITARIO , RIPARTITO FRA VARI STATI MEMBRI , E MESSE IN LIBERA PRATICA , POSSONO CIRCOLARE LIBERAMENTE NELL ' AMBITO DEL MERCATO COMUNE .   2 . IL REGOLAMENTO N . 3225/82 , RELATIVO ALL '  APERTURA , ALLA RIPARTIZIONE ED ALLE MODALITA DI GESTIONE DI UN CONTINGENTE DOGANALE COMUNITARIO DI CARNE BOVINA CONGELATA , MIRA A GARANTIRE CHE LA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE VENGA EFFETTUATA PROPORZIONALMENTE AL FABBISOGNO DEGLI STATI MEMBRI E DEV ' ESSERE INTERPRETATO NEL SENSO CHE IL CONTINGENTE VA RIPARTITO EQUAMENTE FRA GLI OPERATORI INTERESSATI DI CIASCUNO STATO MEMBRO , MA NON AUTORIZZA GLI STATI MEMBRI AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI CHE MIRINO AD IMPEDIRE , A RESTRINGERE O AD INTRALCIARE LA RIESPORTAZIONE DELLA MERCE IMPORTATA REGOLARMENTE NELL ' AMBITO DI DETTO CONTINGENTE E CHE SI TROVI PER QUESTO MOTIVO IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 199/84 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE DI ROMA NEL PROCEDIMENTO PENALE DINANZI AD ESSA PROMOSSO DAL  PROCURATORE DELLA REPUBBLICA  CONTRO  1 ) TIZIANO MIGLIORINI ,   2 ) TIBOR TIBURZIO FISCHL ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 23 NOVEMBRE 1982 , N . 3225 , RELATIVO ALL ' APERTURA , ALLA RIPARTIZIONE ED ALLE MODALITA DI GESTIONE DI UN CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO DI CARNE BOVINA CONGELATA DELLA SOTTOVOCE 02.01 A II B ) DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE ( 1983 ) ( GU L 340 , PAG . 4 ),  

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 13 LUGLIO 1984 , PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 6 AGOSTO SUCCESSIVO , LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 23 NOVEMBRE 1982 , N . 3225 , RELATIVO ALL ' APERTURA , ALLA RIPARTIZIONE ED ALLE MODALITA DI GESTIONE DI UN CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO DI CARNE BOVINA CONGELATA DELLA SOTTOVOCE 02.01 A II B ) DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE ( 1983 ) ( GU L 340 , PAG . 4 ), PER VALUTARE LA COMPATIBILITA DELL ' ESPORTAZIONE IN UN ALTRO STATO MEMBRO DI CARNE BOVINA CONGELATA PROVENIENTE DA PAESI TERZI CON LA SUDDETTA NORMATIVA COMUNITARIA .   2 DETTA QUESTIONE E STATA SOLLEVATA NELL ' AMBITO DI UN PROCEDIMENTO PENALE PROMOSSO DAL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA CONTRO IL SIG . T . MIGLIORINI , IMPIEGATO DEI MAGAZZINI GENERALI DI VERONA ( ITALIA ), COME CUSTODE DI MERCE , E CONTRO IL SIG . T . FISCHL , AMMINISTRATORE DELL ' IMPRESA SOICARNI SPA , CON SEDE A MILANO ( IN PROSIEGUO : IMPUTATI ), PER AVERE ESSI ESPORTATO NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA CARNE BOVINA CONGELATA IMPORTATA DALLA CECOSLOVACCHIA E FACENTE PARTE DELLA QUOTA DEL CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO ASSEGNATA ALL ' ITALIA PER IL 1983 . DETTO CONTINGENTE COMUNITARIO E STATO APERTO CONFORMEMENTE ALL ' IMPEGNO ASSUNTO DALLA COMUNITA NEL 1962 NELL ' AMBITO DELL ' ACCORDO GENERALE SULLE TARIFFE DOGANALI E SUL COMMERCIO ( GATT ).   3 L ' ART . 1 DEL PREDETTO REGOLAMENTO APRE UN CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO DI CARNE BOVINA CONGELATA DI UN VOLUME TOTALE DI 50 000 TONNELLATE PER L ' ANNO 1983 E FISSA NEL 20% IL DAZIO DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE DA APPLICARE . PER CONTRO , NON E CONTEMPLATO ALCUN PRELIEVO NELL ' AMBITO DELL ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO . L ' ART . 2 PRECISA CHE DETTO CONTINGENTE E SUDDIVISO IN DUE PARTI , NELL ' AMBITO DELLE QUALI SONO ATTRIBUITE ALL ' ITALIA 9 658 E , RISPETTIVAMENTE , 4 757 TONNELLATE . A TENORE DELL ' ART . 3 , GLI STATI MEMBRI ADOTTANO TUTTE LE DISPOSIZIONI UTILI PER GARANTIRE A TUTTI GLI OPERATORI INTERESSATI STABILITI SUL LORO TERRITORIO IL LIBERO ACCESSO ALLE ALIQUOTE CHE SONO LORO ASSEGNATE . NEL SECONDO PUNTO DEL PREAMBOLO DEL REGOLAMENTO SI DICHIARA CHE LA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE TRA GLI STATI MEMBRI DEVE ESSERE PROPORZIONALE AL FABBISOGNO DEGLI STESSI '  PER PERVENIRE A UN ' EQUA RIPARTIZIONE TRA GLI STATI MEMBRI ' .   4 ALL ' ATTO DELL ' IMPORTAZIONE IN ITALIA DELLA CARNE DI CUI TRATTASI , TUTTI I DAZI DOVUTI IN CASO D ' IMPORTAZIONE DA PAESI TERZI VENIVANO VERSATI DALL ' IMPRESA IMPORTATRICE . TUTTAVIA , LE AUTORITA DOGANALI ITALIANE , RITENENDO CHE GLI IMPUTATI TENTASSERO DI IMPIEGARE INDEBITAMENTE LA MERCE PER SCOPI DIVERSI DA QUELLO PER IL QUALE L ' IMPORTAZIONE ERA STATA AGEVOLATA , DATO CHE ESSA DOVEVA ESSERE UTILIZZATA SOLO PER IL FABBISOGNO DELL ' ITALIA , E QUINDI NON ESSERE ESPORTATA , SEQUESTRAVANO LA MERCE . DETTO PROVVEDIMENTO VENIVA CONVALIDATO SUCCESSIVAMENTE DAL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI VERONA , SECONDO IL QUALE NELL ' ESPORTAZIONE DOVEVANO RAVVISARSI GLI ESTREMI DEL REATO DI CONTRABBANDO . DOPO LA REVOCA DEL SEQUESTRO DA PARTE DEL TRIBUNALE DI VERONA , IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PROPONEVA RICORSO IN CASSAZIONE E ORDINAVA NUOVAMENTE IL SEQUESTRO DELLA MERCE , QUESTA VOLTA CON RIFERIMENTO AL REATO DI TRUFFA AGGRAVATA IN DANNO DELLO STATO ITALIANO E DELLA COMUNITA ( ART . 640 , PUNTO 1 , DEL CODICE PENALE ITALIANO ). GLI IMPUTATI , DOPO LA CONVALIDA DEL SECONDO SEQUESTRO DA PARTE DEL TRIBUNALE DI VERONA , PROPONEVANO A LORO VOLTA RICORSO DINANZI ALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE .   5 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE RILEVA COME SIA ESSENZIALE AI FINI DEL DECIDERE STABILIRE L ' INTERPRETAZIONE DA DARE AL PRECITATO REGOLAMENTO N . 3225/82 , NELLA PARTE IN CUI L ' EQUA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE TRA GLI STATI MEMBRI VIENE COMMISURATA AL LORO '  FABBISOGNO '  E VIENE LASCIATA A CIASCUN STATO MEMBRO LA SCELTA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLA PROPRIA ALIQUOTA IN MODO DA ASSICURARE UNA RIPARTIZIONE ADEGUATA DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO ( QUARTO PUNTO DEL PREAMBOLO DEL REGOLAMENTO ). SI TRATTA INVERO , SECONDO IL GIUDICE NAZIONALE , DI INDIVIDUARE IN PRIMO LUOGO LA PORTATA DEL CRITERIO DI RIPARTIZIONE FORMULATO CON RIFERIMENTO AL '  FABBISOGNO '  DEL PAESE ASSEGNATARIO ED , IN PARTICOLARE , DI CHIARIRE SE CON DETTO CRITERIO SI SIA INTESO IDENTIFICARE L ' USO DELLA CARNE PER FAR FRONTE ALLE ESIGENZE DI CONSUMO INTERNO DEL PRODOTTO OVVERO ALLUDERE A QUALUNQUE IMPIEGO DI CARATTERE ECONOMICO DEL MEDESIMO . IN SECONDO LUOGO , IL GIUDICE NAZIONALE CONSIDERA CHE , IN MANCANZA DI UN ESPRESSO DIVIETO REGOLAMENTARE DELLA RIESPORTABILITA DELLA MERCE IMPORTATA , OCCORRE STABILIRE SE DETTO DIVIETO POSSA DESUMERSI DALLO STESSO SISTEMA DELLA '  EQUA '  RIPARTIBILITA DEL CONTINGENTE TRA GLI STATI MEMBRI .   6 PER QUESTI MOTIVI , IL GIUDICE NAZIONALE HA RITENUTO NECESSARIO RIVOLGERSI ALLA CORTE ED HA SOLLEVATO LA SEGUENTE QUESTIONE PREGIUDIZIALE :    '  SE NEL RIPARTIRE IL CONTINGENTE TARIFFARIO TRA I PAESI MEMBRI SECONDO IL FABBISOGNO DETERMINATO IN BASE AI CRITERI STABILITI DAL REGOLAMENTO N . 3225/82 IL MEDESIMO AB BIA INTESO RIFERIRSI ALLA DESTINAZIONE AL CONSUMO ED AL COMMERCIO DELLA CARNE IMPORTATA DAL PAESE TERZO SOLO ENTRO L ' AMBITO DEL PAESE IMPORTATORE SENZA LA POSSIBILITA DI RIESPORTAZIONE DELLA CARNE VERSO PAESE DIVERSO COMPRESO NELLA COMUNITA ' .   7 LA QUESTIONE MIRA IN SOSTANZA A STABILIRE SE IL REGOLAMENTO N . 3225/82 , TENUTO CONTO DEL FATTO CHE ESSO MIRI A GARANTIRE CHE LA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO SIA EFFETTUATA PROPORZIONALMENTE AL FABBISOGNO DEGLI STATI MEMBRI E LASCI A OGNI STATO MEMBRO LA SCELTA DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLE SUE QUOTE , IN MODO DA ASSICURARE UNA RIPARTIZIONE ADEGUATA DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO , DEBBA ESSERE INTERPRETATO NEL SENSO CHE AUTORIZZI GLI STATI MEMBRI AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI INTESI AD IMPEDIRE , A RESTRINGERE O AD INTRALCIARE LA RIESPORTAZIONE DELLA MERCE IMPORTATA REGOLARMENTE NELL ' AMBITO DI DETTO CONTINGENTE .   8 GLI IMPUTATI SOSTENGONO CHE L ' ASSENZA DI INDICAZIONI NEL REGOLAMENTO N . 3225/82 CIRCA LO SCOPO DELLA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE DIMOSTRA CHE NON ESISTE ALCUNA LIMITAZIONE QUANTO ALLA DESTINAZIONE DELLA CARNE . ESSI SI RIFERISCONO AL SECONDO PUNTO DEL PREAMBOLO DEL REGOLAMENTO PER DEDURNE CHE IL RIFERIMENTO AL FABBISOGNO DEGLI STATI MEMBRI COSTITUISCE UNICAMENTE UN CRITERIO TECNICO DI RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE . DAI PRINCIPI ENUNCIATI NEGLI ARTT . 39 E 40 DEL TRATTATO RISULTEREBBE CHE IL LEGISLATORE NAZIONALE NON DEVE INTERVENIRE IN MODO DA INFLUENZARE LA LIBERA FORMAZIONE DEL PREZZO DI MERCATO . INFINE , IL DIVIETO DI ESPORTARE COSTITUIREBBE UNA PALESE INFRAZIONE E LA NEGAZIONE DELL ' INTERA FILOSOFIA COMUNITARIA .   9 IL GOVERNO ITALIANO RITIENE CHE LA NORMATIVA NAZIONALE MIRI AD EVITARE TUTTE LE DISPARITA DI ACCESSO A FONTI DI RICCHEZZA O DI APPROVVIGIONAMENTO DI SCORTE DI CARNE IMPORTATE NELLA COMUNITA IN ESENZIONE DAI DIRITTI DI PRELIEVO . ALLORCHE UNA PARTITA DI CARNE VENGA IMPORTATA AL SOLO FINE DI OTTENERNE LA MESSA IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO , MA CON L ' INTENTO DI AVVIARLA DIRETTAMENTE AD UN QUALSIASI IMPIEGO FUORI DEL TERRITORIO NAZIONALE , NON SI POTREBBE RITENERE CHE LA CARNE SIA DESTINATA AL SODDISFACIMENTO DEL FABBISOGNO DEL PAESE DOVE L ' IMPORTAZIONE E STATA ESEGUITA ANZICHE DI QUELLO DEL PAESE NEL CUI CIRCUITO ECONOMICO LA CARNE E IMMEDIATAMENTE E EFFETTIVAMENTE INSERITA ATTRAVERSO LA RIESPORTAZIONE . TALE COMPORTAMENTO CREEREBBE ANCHE LE PREDETTE DISPARITA . IL GOVERNO ITALIANO SI RICHIAMA ALL ' ART . 3 , N . 1 , DEL REGOLAMENTO DI CUI TRATTASI , IN RELAZIONE ALL ' ART . 44 , N . 1 , LETT . A ), DEL REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE , 3 DICEMBRE 1980 N . 3183 , CHE STABILISCE LE MODALITA COMUNI DI APPLICAZIONE DEL REGIME DEI TITOLI D ' IMPORTAZIONE , DI ESPORTAZIONE E DI FISSAZIONE ANTICIPATA RELATIVI AI PRODOTTI AGRICOLI ( GU L 338 , PAG . 1 ), PER ESCLUDERE CHE L ' OPERATORE SIA LIBERO DI UTILIZZARE IL TITOLO DI IMPORTAZIONE PER EFFETTUARE UN ' IMPORTAZIONE DEFINITIVAMENTE DESTINATA AD UN QUALUNQUE STATO MEMBRO DELLA COMUNITA , DIVERSO DA QUELLO ALLA CUI ALIQUOTA NAZIONALE IL QUANTITATIVO DI MERCE RISULTA IMPUTATO . INFATTI , A TENORE DEL PREDETTO ART . 44 , N . 1 , LETT . A ), IL TITOLO D ' IMPORTAZIONE E VALIDO SOLTANTO NELLO STATO MEMBRO CHE LO HA RILASCIATO . IN BASE ALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO , IL GOVERNO ITALIANO CONCLUDE CHE LA CORRISPONDENZA TRA ALIQUOTA NAZIONALE DEL CONTINGENTE E FABBISOGNO DI CIASCUN STATO MEMBRO APPARTIENE INTRINSECAMENTE ALLA LOGICA ED ALLA FINALITA COMUNITARIA DEL CONTINGENTE E STA AD ESPRIMERE UNA DESTINAZIONE DELLE SINGOLE ALIQUOTE NAZIONALI A SODDISFARE IL FABBISOGNO INTERNO DI CIASCUN STATO MEMBRO .   10 INFINE , IL GOVERNO ITALIANO CONFERMA CHE L ' APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO N . 3225/82 NON POTREBBE MAI SORTIRE L ' EFFETTO DI VIETARE LA RIESPORTAZIONE DELLA MERCE DI CUI TRATTASI . LA SUA OPERATIVITA INCIDEREBBE SOLTANTO SULLA CONSERVAZIONE DEL DIRITTO ALL '  ESENZIONE DOGANALE ALLORCHE L ' OPERAZIONE DI ESPORTAZIONE NON RISULTI COMPATIBILE CON UNA DESTINAZIONE CONFORME A QUELLA PRESCRITTA DALLA NORMA COMUNITARIA .   11 IL GOVERNO BELGA SI RICHIAMA DEL PARI ALL ' ART . 44 , N . 1 , LETT . A ), DEL REGOLAMENTO N . 3183/80 , MA RILEVA CHE QUEST ' ULTIMO , ALLA STESSA STREGUA DEL REGOLAMENTO N . 3225/82 , NON CONTEMPLA NESSUNA LIMITAZIONE PER LA RIESPORTAZIONE . ESSO INTERPRETA LA NOZIONE DI OPERATORI INTERESSATI , SULLA FALSARIGA DELLE OSSERVAZIONI PRESENTATE DALLA COMMISSIONE IN UNA PRECEDENTE CAUSA ( CAUSA 35/79 , GROSOLI , SENTENZA 23 GENNAIO 1980 , RACC . PAG . 177 ) COME RIGUARDANTE '  TUTTE LE PERSONE FISICHE O GIURIDICHE STABILITE NEL TERRITORIO DI UNO STATO MEMBRO , CHE PROCEDONO O FANNO PROCEDERE ALLO SDOGANAMENTO DI CARNI BOVINE CONGELATE PER L ' IMMISSIONE AL CONSUMO IN DETTO TERRITORIO ' . PER '  IMMISSIONE AL CONSUMO '  S ' INTENDEREBBE MANIFESTAMENTE PIU DELLA SEMPLICE MESSA IN LIBERA PRATICA . DI CONSEGUENZA , TUTTI GLI ALTRI TRIBUTI GRAVANTI SU DETTE MERCI DOVREBBERO ESSERE PAGATI . UNA VOLTA CHE CIO SIA STATO FATTO , NON VI SAREBBE ALCUN MOTIVO PER VIETARE L ' ESPORTAZIONE INTRACOMUNITARIA IN ALTRI STATI MEMBRI . INFINE , UNO STATO MEMBRO NON AVREBBE IL DIRITTO DI AGGIUNGERE UNA CONDIZIONE O UN DIVIETO CHE NON SIANO ESPRESSAMENTE CONTEMPLATI DAL REGOLAMENTO N . 3225/82 .   12 SECONDO LA COMMISSIONE , LA MERCE IMPORTATA IN UNO STATO MEMBRO NELL ' AMBITO DI UN CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO ACCORDATO IN BASE AL GATT E RIPARTITA FRA GLI STATI MEMBRI SECONDO I CRITERI STABILITI PUO ESSERE RIESPORTATA IN UN ALTRO STATO MEMBRO . LA COMMISSIONE DESUME DALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE CHE , IN ASSENZA DI DISPOSIZIONI COMUNITARIE ESPRESSE , GLI STATI MEMBRI ASSEGNATARI NON POSSONO PORRE VINCOLI ALLA DESTINAZIONE DELLA CARNE IMPORTATA IN BASE AL REGIME DI CUI TRATTASI . INOLTRE , LA NOZIONE DI '  OPERATORI INTERESSATI '  AVREBBE UNA VASTA PORTATA , CHE NON SAREBBE CIRCOSCRITTA A QUELLA DI '  IMPORTATORI ' . LA RIPARTIZIONE DEL VOLUME DEL CONTINGENTE COMUNITARIO TRA GLI STATI MEMBRI NON COSTITUIREBBE ALTRO CHE UN METODO REALISTICO DI GESTIONE , CHE PERMETTE L ' ATTRIBUZIONE DEL BENEFICIO TARIFFARIO AGLI OPERATORI PER IL TRAMITE DELLE AMMINISTRAZIONI NAZIONALI .   13 SOTTO UN PROFILO PIU GENERALE , LA COMMISSIONE RILEVA CHE IL DIVIETO DI RIESPORTAZIONE DELLA CARNE IN UN ALTRO STATO MEMBRO NON PUO MAI ESSERE CONTEMPLATO ESPRESSAMENTE IN UN REGOLAMENTO COMUNITARIO , POICHE CONTRASTEREBBE CON IL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI E , PIU PARTICOLARMENTE , CON L ' ART . 34 DEL TRATTATO , CHE SI APPLICHEREBBE NON SOLTANTO ALLE MERCI DI ORIGINE COMUNITARIA , MA ALTRESI ALLE MERCI ORIGINARIE DI PAESI TERZI , MESSE IN LIBERA PRATICA NELLA COMUNITA .   14 PER RISOLVERE LA QUESTIONE SOLLEVATA , OCCORRE RICORDARE , IN PRIMO LUOGO , CHE LA CORTE HA GIA RIPETUTAMENTE DICHIARATO CHE L ' ABOLIZIONE , FRA GLI STATI MEMBRI , DEGLI OSTACOLI AL COMMERCIO COSTITUISCE UN PRINCIPIO FONDAMENTALE DEL MERCATO COMUNE , VIGENTE PER TUTTI I PRODOTTI E TUTTE LE MERCI , DI GUISA CHE QUALSIASI ECCEZIONE , DEL RESTO DA INTERPRETARSI RESTRITTIVAMENTE , DEV ' ESSERE ESPRESSAMENTE PREVISTA ( SI VEDANO LA SENTENZA 20 APRILE 1978 , CAUSE RIUNITE 80 E 81/77 , COMMISSIONAIRES REUNIS , RACC . PAG . 927 E QUELLA IVI RICHIAMATA ).   15 PER QUANTO RIGUARDA PIU SPECIFICAMENTE I CONTINGENTI TARIFFARI COMUNITARI NEGOZIATI DALLA COMUNITA IN FORZA DEL POTERE ATTRIBUITOLE DAL TRATTATO IN MATERIA DI POLITICA DOGANALE E COMMERCIALE E APERTI NELL ' AMBITO DEL GATT , SI DEVE CONSTATARE CHE IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 3225/82 , ALLA STREGUA DEI REGOLAMENTI PRECEDENTI , QUALIFICA ESPRESSAMENTE TALE CONTINGENTE COME '  COMUNITARIO ' . NE CONSEGUE CHE LE PARTI DI CONTINGENTI ATTRIBUITE AGLI STATI MEMBRI HANNO LA STESSA NATURA .   16 NEL PREDETTO REGOLAMENTO SI DICHIARA , NEL SECONDO PUNTO DEL PREAMBOLO , '  CHE UN SISTEMA DI UTILIZZAZIONE DEL CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO BASATO SU UNA RIPARTIZIONE TRA GLI STATI MEMBRI APPARE IDONEO A RISPETTARNE LA NATURA COMUNITARIA (...) ' . INOLTRE , RISULTA DAL MEDESIMO PUNTO DEL PREAMBOLO CHE LA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE EFFETTUATA PROPORZIONALMENTE AL FABBISOGNO DEGLI STATI MEMBRI HA , IN DEFINITIVA , IL SOLO SCOPO DI RIPARTIRE EQUAMENTE DETTO CONTINGENTE FRA GLI OPERATORI ECONOMICI INTERESSATI DEGLI STATI MEMBRI , IN PARTICOLARE PER QUANTO ATTIENE ALL ' UGUAGLIANZA E ALLA CONTINUITA DI ACCESSO DI TUTTI GLI OPERATORI INTERESSATI DELLA COMUNITA AL CONTINGENTE , QUALUNQUE SIA LA NATURA O L ' INDIRIZZO DELLE LORO ATTIVITA .   17 IN QUESTO CONTESTO OCCORRE RICORDARE PARIMENTI LA COSTANTE GIURISPRUDENZA DELLA CORTE , SECONDO LA QUALE LA GESTIONE DI QUOTE AFFIDATA AGLI STATI MEMBRI AFFINCHE ESSI LE RIPARTISCANO SECONDO LE PROPRIE DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE NON LI AUTORIZZA A ADOTTARE DISPOSIZIONI CHE MIRINO A DISCIPLINARE LA DESTINAZIONE DEI QUANTITATIVI LORO ATTRIBUITI E , INOLTRE , E NECESSARIAMENTE LIMITATA ALLE NORME TECNICO-PROCEDURALI VOLTE A GARANTIRE IN GENERALE L ' OSSERVANZA DEI LIMITI DEL CONTINGENTE E LA PARITA DI TRATTAMENTO DEI BENEFICIARI ( SENTENZE 12 DICEMBRE 1973 , CAUSA 131/73 , GROSOLI , RACC . PAG . 1555 , E 30 OTTOBRE 1982 , CAUSE RIUNITE 213-215/81 , NORDDEUTSCHES VIEH- UND FLEISCHKONTOR , RACC . PAG . 3583 ). NE CONSEGUE CHE SOLO LE IMPRESE STABILITE NELLO STATO MEMBRO INTERESSATO HANNO IL DIRITTO D ' IMPORTARE LA MERCE NELL ' AMBITO DEL CONTINGENTE IN BASE AL TITOLO D ' IMPORTAZIONE IL QUALE , PERTANTO , E VALIDO SOLO NELLO STATO MEMBRO CHE LO HA RILASCIATO , ( ART . 44 , N . 1 , DEL REGOLAMENTO N . 3183/80 ). TUTTAVIA , TALE LIMITAZIONE TERRITORIALE DELLA VALIDITA DEL CERTIFICATO , NON INCIDE AFFATTO SUL COMMERCIO INTRACOMUNITARIO DELLA MERCE .   18 SI DEVE ANCHE SOTTOLINEARE CHE LA CORTE HA GIA AVUTO MODO DI DICHIARARE CHE , ANCHE SE LA RIPARTIZIONE DI UN CONTINGENTE TARIFFARIO GLOBALE IN QUOTE NAZIONALI PUO ESSERE COMPATIBILE COL TRATTATO , CIO VALE ALL ' ESPRESSA CONDIZIONE CHE LA RIPARTIZIONE NON PREGIUDICHI LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI COMPRESE NEL CONTINGENTE , DOPO CHE SIANO STATE MESSE IN LIBERA PRATICA NEL TERRITORIO DI UNO STATO MEMBRO ( SENTENZA 13 DICEMBRE 1983 , CAUSA 218/82 , COMMISSIONE/CONSIGLIO , RACC . PAG . 4063 ).   19 PER QUANTO ATTIENE ALLA TESI SOSTENUTA DAL GOVERNO ITALIANO SECONDO LA QUALE IL REGOLAMENTO DI CUI TRATTASI , ANCHE SE NON PUO AVERE L ' EFFETTO DI VIETARE LA RIESPORTAZIONE , CONSENTE CHE LA MERCE SIA ASSOGGETTATA AI DAZI DOGANALI QUALORA NON RESTI NELLO STATO MEMBRO NELL ' AMBITO DEL CUI CONTINGENTE ERA STATA IMPORTATA NELLA COMUNITA , SI DEVE RILEVARE CHE QUALSIASI DISPOSIZIONE O PROVVEDIMENTO DI UNO STATO MEMBRO CHE ABBIA L ' EFFETTO DI COMPROMETTERE LA NATURA COMUNITARIA DI UN CONTINGENTE E IN CONTRASTO CON UNO DEGLI OBIETTIVI FONDAMENTALI DEL MERCATO COMUNE , CIOE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI . A TENORE DELL ' ART . 9 , N . 2 , DEL TRATTATO , L ' ELIMINAZIONE DELLE RESTRIZIONI NEL COMMERCIO INTRACOMUNITARIO VALE ANCHE PER I PRODOTTI PROVENIENTI DA PAESI TERZI CHE SI TROVINO IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO .   20 IN BASE ALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO , LA QUESTIONE SOLLEVATA DAL GIUDICE NAZIONALE DEV ' ESSERE RISOLTA COME SEGUE : IL REGOLAMENTO N . 3225/82 MIRA A GARANTIRE CHE LA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO SIA EFFETTUATA PROPORZIONALMENTE AL FABBISOGNO DEGLI STATI MEMBRI E DEVE ESSERE INTERPRETATO NEL SENSO CHE IL CONTINGENTE COMUNITARIO DEVE ESSERE RIPARTITO EQUAMENTE TRA GLI OPERATORI INTERESSATI DI CIASCUNO STATO MEMBRO , MA NON AUTORIZZA GLI STATI MEMBRI AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI CHE MIRINO AD IMPEDIRE , A RESTRINGERE O AD INTRALCIARE LA RIESPORTAZIONE DELLA MERCE IMPORTATA REGOLARMENTE NELL ' AMBITO DI DETTO CONTINGENTE E CHE SI TROVA PER QUESTO MOTIVO IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE 21 LE SPESE SOSTENUTE DAI GOVERNI DELLA REPUBBLICA ITALIANA E DEL REGNO DEL BELGIO , NONCHE DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO PENALE PENDENTE DINANZI ALLA CORTE DI CASSAZIONE DI ROMA , CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ( SECONDA SEZIONE ),   PRONUNCIANDOSI SULLA QUESTIONE SOTTOPOSTALE DALLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE CON ORDINANZA 13 LUGLIO 1984 , DICHIARA :   IL REGOLAMENTO N . 3225/82 MIRA A GARANTIRE CHE LA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO SIA EFFETTUATA PROPORZIONALMENTE AL FABBISOGNO DEGLI STATI MEMBRI E DEVE ESSERE INTERPRETATO NEL SENSO CHE IL CONTINGENTE COMUNITARIO DEVE ESSERE RIPARTITO EQUAMENTE TRA GLI OPERATORI INTERESSATI DI CIASCUNO STATO MEMBRO , MA NON AUTORIZZA GLI STATI MEMBRI AD ADOTTARE PROVVEDIMENTI CHE MIRINO AD IMPEDIRE , A RESTRINGERE O AD INTRALCIARE LA RIESPORTAZIONE DELLA MERCE IMPORTATA REGOLARMENTE NELL ' AMBITO DI DETTO CONTINGENTE E CHE SI TROVA PER QUESTO MOTIVO IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO .