CELEX: 31970H0120
Language: it
Date: 1969-12-22 00:00:00
Title: 70/120/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica francese, concernente il riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale dei fiammiferi (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

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31970H0120

70/120/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica francese, concernente il riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale dei fiammiferi (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 031 del 09/02/1970 pag. 0004 - 0006 edizione speciale danese: serie II tomo VI pag. 0013  edizione speciale inglese: serie II tomo VI pag. 0013 

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 22 dicembre 1969 alla Repubblica francese, concernente il riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale dei fiammiferi (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (70/120/CEE)   I     1. Il governo francese, con lettera in data 14 febbraio 1959, ha comunicato alla Commissione della Comunità economica europea che in Francia i fiammiferi sono soggetti ad un monopolio nazionale a carattere commerciale ai sensi dell'articolo 37 del trattato CEE.  In virtù di tale disposizione, gli Stati membri sono obbligati a procedere ad un progressivo riordinamento dei monopoli nazionali che presentano un carattere commerciale, in modo che venga esclusa, alla fine del periodo transitorio, qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi.       2. Il monopolio dei fiammiferi è stato istituito dalla legge del 2 agosto 1872, che riservava allo Stato l'acquisto, la fabbricazione e la vendita dei fiammiferi. La gestione diretta da parte dello Stato è stata decisa con il decreto del 30 dicembre 1889. Il decreto-legge del 21 settembre 1935 ha poi affidato alla «Caisse autonome d'amortissement» (Cassa autonoma d'ammortamento) la gestione di tale monopolio. Dopo l'ordinanza del 7 gennaio 1959, il monopolio è direttamente gestito dal «Service d'exploitation industrielle des tabacs et allumettes (SEITA)», (Servizio per la gestione industriale dei tabacchi e dei fiammiferi), cui sono riservati i diritti reclusivi di produzione e di importazione.  Per quanto riguarda l'importazione, il SEITA ha la facoltà di accordare autorizzazione a privati. La vendita è assicurata dai rivenditori di tabacco e da tutti i commercianti che ne facciano richiesta e che siano approvvigionati da grossisti autorizzati dal SEITA.  I prezzi di vendita al dettaglio e gli sconti concessi per la vendita dei fiammiferi sono fissati con decreto del ministero delle finanze.       3. Da parecchi anni il fabbisogno del mercato francese è coperto esclusivamente dalla produzione nazionale. Nessuna importazione viene effettuata dal SEITA, che non si avvale nemmeno della propria facoltà di accordare a privati autorizzazioni speciali di importazione.  La Commissione aveva ritenuto che tale situazione desse luogo a discriminazioni a detrimento dei fornitori degli altri Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative agli sbocchi ed aveva raccomandato alla Repubblica francese, in data 11 aprile 1962, in virtù dell'articolo 37, paragrafo 6:      - di permettere l'importazione e lo smercio dei fiammiferi provenienti dagli altri Stati membri, garantendo l'ammissione dei fornitori di questi ultimi all'approvvigionamento della rete di  distribuzione del SEITA, e con altri mezzi adeguati a tale scopo, entro il limite di un quantitativo uguale, per il 1962, al 5 % della produzione nazionale del 1960, e di aumentare annualmente tale quantitativo almeno del 15 %;           - di fissare i prezzi di vendita al consumo in modo che, eccettuato il dazio doganale, un margine uguale tra il prezzo di cessione e il prezzo di vendita sia applicato alle merci importate dagli altri Stati membri ed alle merci nazionali aventi uno stesso prezzo di cessione;           - di ammettere la pubblicità per i fiammiferi provenienti dagli altri Stati membri alle stesse condizioni applicate per i prodotti nazionali.             Il governo francese non ha preso nessuna misura per dar seguito a tale raccomandazione. Con lettera in data 12 marzo 1963, il governo francese si era dichiarato disposto a prevedere delle possibilità di importazione, in conformità dei termini della raccomandazione, a condizione che una protezione provvisoria decrescente ripartisca nel tempo gli effetti inevitabili della disparità dei prezzi francesi e stranieri, disparità dovuta soprattutto ai forti oneri salariali e sociali che inciderebbero sul prezzo di costo dei fiammiferi del SEITA, e a condizione che venga effettuato uno studio della situazione del mercato dei fiammiferi nei sei Stati membri, allo scopo di stabilire se il riordinamento dei monopoli di Stato non rischierebbe di provocare la costituzione di una posizione dominante privata nell'insieme del mercato comune.       4. La Commissione è conscia dell'esistenza dei problemi considerati dal governo francese, ma rileva tuttavia che il periodo transitorio aveva appunto lo scopo di permettere agli Stati membri di procedere agli adattamenti necessari in vista del funzionamento di un vero e proprio mercato comune. Per questo motivo, al termine del periodo transitorio, le misure di salvaguardia, come quelle previste ad esempio dall'articolo 226, non sono più applicabili. Tuttavia, la Commissione è naturalmente sempre disposta ad esaminare, su richiesta del governo francese, la possibilità di adottare talune misure, limitate nel tempo e decrescenti, che potrebbero essere prese segnatamente sulla base degli articoli 92 e 93, per facilitare la razionalizzazione e la conversione del settore in questione.  La Commissione sottolinea d'altra parte che, qualora dovesse presentarsi per la Francia un problema in conseguenza del mancato riordinamento del monopolio dei fiammiferi attualmente esistente nella Repubblica federale di Germania (a motivo dell'applicazione dell'articolo 37, paragrafo 5, in virtù del quale gli obblighi degli Stati membri valgono soltanto se sono compatibili con gli accordi internazionali esistenti), essa sarebbe disposta a discutere di tale problema con le autorità francesi. In virtù dell'articolo 37, paragrafo 3, secondo comma, qualora un prodotto non sia soggetto che in un solo Stato membro o in più Stati membri a un monopolio nazionale a carattere commerciale, la Commissione può autorizzare gli altri Stati membri ad applicare misure di salvaguardia di cui essa determina le condizioni e modalità, fino a quando non sia stato realizzato il riordinamento previsto dal paragrafo 1.  L'esecuzione dell'obbligo di procedere ad un riordinamento, previsto dall'articolo 37, non potrà tuttavia essere subordinato alla soluzione dei problemi precedentemente trattati. In considerazione del fatto che il periodo transitorio si avvicina alla fine, è opportuno ora adottare le misure che garantiscano l'esclusione di qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi.  L'articolo 37, che fa parte del titolo relativo alla libera circolazione delle merci e, in particolare, del capitolo relativo all'abolizione delle restrizioni quantitative tra gli Stati membri, ha lo scopo di ottenere, alla fine del periodo transitorio, e per i prodotti soggetti ad un monopolio nazionale che presenta un carattere commerciale (o ad un regime assimilato), lo stesso risultato conseguito, per gli altri prodotti, in virtù dell'applicazione degli articoli da 30 a 34, vale a dire la libera circolazione delle merci.  Tuttavia, per raggiungere questo risultato nei settori soggetti a monopoli nazionali, è stata prevista una procedura differente, vale a dire il loro riordinamento progressivo, da una parte, per tener conto del fatto che i prodotti soggetti a monopolio sollevavano, per gli Stati membri interessati, dei problemi di natura particolare e, dall'altra, per evitare che l'abolizione delle restrizioni quantitative e delle misure d'effetto equivalente in tali settori resti senza conseguenze pratiche. Infatti, non era infondato il timore che la liberalizzazione degli scambi per i prodotti soggetti a monopolio non venisse realizzata se i monopoli, in virtù dei loro diritti esclusivi d'importare, di esportare e di commercializzare taluni prodotti, restavano liberi di decidere in quale misura e a quali condizioni i prodotti provenienti dagli Stati membri possono essere ammessi sul mercato nazionale (o, al contrario, in quale misura i prodotti nazionali possono essere esportati verso gli altri Stati membri).  Per questo motivo, l'articolo 37 ha previsto che alla fine del periodo transitorio «venga esclusa qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi».  Va rilevato che l'articolo 37 non si limita ad esigere l'abolizione delle discriminazioni risultanti  direttamente dalle disposizioni applicabili ai prodotti soggetti a monopolio : tale obiettivo potrebbe essere raggiunto, in mancanza di un articolo sui monopoli nazionali, grazie ad altre disposizioni del trattato, in particolare quelle che vietano le tasse d'effetto equivalente ai dazi doganali e le misure d'effetto equivalente alle restrizioni quantitative. Da quanto precede risulta che, per quanto riguarda le caratteristiche proprie ai monopoli nazionali e alle restrizioni cui questi possono dar luogo, l'obiettivo del «riordinamento» - e cioè garantire «che venga esclusa qualsiasi discriminazione» - è di escludere che possano ancora riprodursi, alla fine del periodo transitorio, le discriminazioni che possono risultare da taluni poteri particolari di cui dispongono i monopoli per quanto riguarda l'importazione e lo smercio sul loro mercato, o l'esportazione, di taluni prodotti.  Dato che questi sono gli obiettivi stabiliti dall'articolo 37, spetta alla Francia procedere al riordinamento del monopolio dei fiammiferi prima della fine del periodo transitorio, in modo da raggiungere tali obiettivi. D'altra parte, la Commissione, oltre al suo obbligo generale di vigilare all'applicazione del trattato, ha il compito di formulare, conformemente al paragrafo 6 dell'articolo 37, raccomandazioni in merito alle modalità da seguire nell'attuazione del riordinamento di cui al suddetto articolo.       5. Come è stato esposto precedentemente al paragrafo 3, il fatto di riservare il mercato francese alla produzione nazionale costituisce una discriminazione a detrimento dei fornitori di altri Stati membri. A questo proposito, va rilevato che l'introduzione sul mercato francese di un determinato quantitativo di fiammiferi provenienti da altri Stati membri e il graduale aumento di detto quantitativo non sarebbero sufficienti per attuare l'obiettivo di cui all'articolo 37, fino a quando il SEITA, unico organismo autorizzato ad importare i fiammiferi, sarà libero di decidere in quale misura, e per quali qualità, il fabbisogno del mercato francese può essere coperto ricorrendo ai fornitori degli altri Stati membri.  Per questi motivi, la Commissione ritiene che la soluzione migliore, poiché la sua efficacia è già sin d'ora sicura, per raggiungere l'obiettivo dell'articolo 37, consista nella soppressione del diritto esclusivo di cui dispone il SEITA di importare i fiammiferi, sempreché tale diritto concerna il commercio tra Stati membri.       6. In virtù dell'articolo 90, paragrafo 2, le imprese aventi carattere di monopolio fiscale sono sottoposte alle norme del trattato, nei limiti in cui l'applicazione di tali norme non osti all'adempimento della specifica missione loro affidata. D'altra parte, lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi della Comunità.  In Francia, i fiammiferi sono soggetti ad un'imposta speciale che è riscossa dalla Direzione generale delle imposte secondo le norme previste in materia di tributi indiretti. Naturalmente, il SEITA esercita una funzione fiscale a causa del prelievo privilegiato e forfettario sul prezzo di vendita dei fiammiferi e del versamento complementare del saldo del prodotto netto di gestione che esso è tenuto ad effettuare. Tuttavia, non esistono legami necessari e diretti tra l'imposizione fiscale ed il diritto esclusivo del SEITA d'importare fiammiferi. Di conseguenza, la Commissione ritiene che l'applicazione delle misure di cui sopra, relative alla liberalizzazione dell'importazione e della commercializzazione dei fiammiferi, non possa ostare alla riscossione delle entrate fiscali.     II   Per questi motivi, la Commissione delle Comunità europee raccomanda alla Repubblica francese di prendere, conformemente all'articolo 37 del trattato CEE, le seguenti misure:      1. Permettere, senza alcuna restrizione, qualsiasi importazione di fiammiferi in provenienza dagli Stati membri. A tale scopo, ogni formalità necessaria per immettere tali prodotti sul mercato francese deve poter essere espletata direttamente dagli acquirenti o dalle persone da essi designate, senza l'intervento del SEITA, in modo che essi possano disporne immediatamente.           2. Permettere che possano essere liberamente effettuate tutte le operazioni necessarie per la commercializzazione sul mercato francese dei fiammiferi provenienti dagli altri Stati membri. A tale scopo, in particolare:        - permettere ai fornitori degli altri Stati membri di stabilire in Francia la loro propria rete di commercio all'ingrosso e di tenervi delle scorte;               - permettere che i prezzi dei prodotti provenienti dagli altri Stati membri possano essere liberamente contrattati tra venditori ed acquirenti nelle varie fasi della commercializzazione;               - permettere ai fornitori degli altri Stati membri di fare liberamente la pubblicità per i loro prodotti.                                  Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 1969.  Per la Commissione  Il Presidente  Jean REY