CELEX: 51993PC0403
Language: it
Date: 1993-07-28
Title: Proposte di DECISIONI DEL CONSIGLIO che autorizzano il Regno del Belgio, il Regno di Danimarca, l' Irlanda, la Repubblica italiana, il Granducato del Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi, il Regno Unito ad applicare una misura di deroga all' articolo 2, paragrafo 1 e all' articolo 17 della sesta direttiva (77/388/CEE) in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d' affari

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                                   COM(93) 403 def
                                                                   Bruxelles, 28 luglio 1993
                                        Proposte di
                              DECISIONI DEL CONSIGLIO
 che autorizzano il Regno del Belgio, il Regno di Danimarca, l'Irlanda, la Repubblica
   italiana, il Granducato del Lussemburgo, il Regno dei Paesi Bassi, il Regno Unito
      ad applicare una misura di deroga all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17
   della sesta direttiva (77/388/CEE) in materia di armonizzazione delle legislazioni
                 degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
                              (Presentate dalla Commissione)
 ---pagebreak--- COMMISSIONE                   D E L L E C O M U N I TÀ            EUROPEE
                                    Proposta di
                        DECISIONE DEL CONSIGLIO
     che autorizza il Regno del Belgio ad applicare una misura di deroga
all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17 della sesta direttiva (77/388/CEE)
 in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
                         alle imposte sulla cifra d'affari
 ---pagebreak---                                 RELAZIONE
La presente proposta di decisione del Consiglio autorizza il Regno
Belgio ad introdurre una misura speciale di deroga in conformità
dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977 sul
sistema comune di imposta sul valore aggiunto (Sesta direttiva IVA) (1),
modificata da ultimo dalla direttiva 92/111/CEE del Consiglio del
14 dicembre 1992 (2)
Con il completamento del mercato interno il regime di tassazione dei
servizi prestati all'interno della Comunità Europea è stato modificato.
Sono state soppresse le esenzioni connesse all'esportazione di merci e
all'assegnazione alle medesime di una destinazione doganale, nonché i
regimi che prevedevano l'inclusione del valore dei servizi nella base
imponibile nel caso di merci importate.
In tali circostanze il principio della territorialità applicato ad un
certo numero di servizi, in base al quale questi ultimi sono
assoggettati ad imposta nel luogo in cui sono materialmente prestati,
comporta l'obbligo per i soggetti passivi non residenti nello Stato
membro di prestazione dei servizi di pagare 1'IVA nello Stato membro in
cui i servizi stessi vengono prestati e di chiederne successivamente il
rimborso ai sensi dell'ottava (3) o della tredicesima (4) direttiva. Si
tratta soprattutto dei servizi aventi per oggetto lavori relativi a beni
mobili materiali e servizi di trasporto, di natura puramente nazionale
ma direttamente connessi al trasporto intracomunitario di merci (tratto
nazionale di un movimento di merci intracomunitario).
La conseguente proliferazione di casi nei quali viene chiesto un
rimborso ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva ostacola
l'esercizio della libera prestazione di servizi all'interno del mercato
unico.
Inoltre l'aumento delle domande e il loro esame sistematico potrebbero
ritardare l'esecuzione dei rimborsi IVA previsti dall'ottava e dalla
tredicesima direttiva.
E pertanto di primaria importanza , nel contesto delineato, studiare
provvedimenti   che possano agevolare rapidamente      l'attività  degli
operatori commerciali, pur non minando i principi di imposizione
associati al completamento del mercato interno.
(1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
(2) GU L 384 del 30.12.1992, pag. 47.
(3) Direttiva del Consiglio 79/1072/CEE; GU L 331 del 27.12.1979,
    pag. 11.
(4) Direttiva del Consiglio 86/560/CEE; GU L 326 del 21.11.1986,
    pag. 40.
 ---pagebreak--- A tal fine il Regno del Belgio chiede l'autorizzazione ad introdurre, sulla
base dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA, speciali misure di deroga
all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17. Oggetto di tali misure sarebbe
l'esenzione dei servizi di cui al terzo e quarto trattino dell'articolo 9,
paragrafo 2, lettera e ) , nonché dei servizi di trasporto di merci nazionali
direttamente connessi ai trasporti intracomunitari, purché tali servizi siano
prestati a soggetti passivi di altri Stati membri in possesso dei requisiti
necessari per un rimborso dell'IVA pagata su tali servizi, secondo le
procedure stabilite dall'ottava e dalla tredicesima direttiva. Se applicata
nel rispetto di tale condizione, la deroga non influirebbe sull'importo
dell'imposta da versare allo stadio del consumo finale.
Per aver diritto all'esenzione, la persona residente in un altro Stato membro,
alla quale tali servizi sono forniti, dovrebbe dimostrare la sua condizione di
soggetto passivo secondo le modalità previste dall'ottava e dalla tredicesima
direttiva e dovrebbe inoltre impegnarsi a versare 1'IVA da pagare su una
fornitura di servizi che fosse stata erroneamente esentata. E richiesto
inoltre che il prestatore di servizi soggetto al pagamento dell'imposta entro
il territorio del paese indichi sulla fattura i motivi dell'esenzione e il
numero di partita IVA del suo cliente.
Tuttavia, permanendo la possibilità dell'utilizzo delle destinazioni doganali
per lavori relativi a beni mobili materiali temporaneamente importati
all'interno della Comunità da paesi terzi, dalla presente deroga sono escluse
le prestazioni dei predetti servizi, se fornite a persone non residenti
all'interno della Comunità.
In tal modo la crescita delle attività intracomunitarie nei settori dei
servizi in oggetto non verrebbe ostacolata da oneri fiscali dovuti a
difficoltà di disbrigo delle procedure di rimborso e vi sarebbe il tempo
necessario per considerare altre soluzioni a carattere più permanente.
La Commissione rileva  che le misure speciali proposte non pregiudicano i
principi fondamentali  della sesta direttiva IVA, segnatamente quello del luogo
della prestazione dei  servizi, e semplifica il regime dell'imposta che sarebbe
comunque rimborsabile  ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva. Di
conseguenza la deroga  in oggetto non esercita un effetto negativo sulle
risorse proprie della Comunità Europea derivanti dall'IVA.
La Commissione è convinta che la misura in questione è intesa a semplificare
le procedure di riscossione dell'imposta e ritiene pertanto opportuno che il
Regno del Belgio venga autorizzato ad applicare la misura speciale prevista,
ma che tale autorizzazione dovrebbe essere limitata fino al 31 dicembre 1995.
 ---pagebreak---                           DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                  del ....
   che autorizza il Regno del Belgio ad applicare una misura di deroga
              all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17
                     della sesta direttiva 77/388/CEE
             in materia di armonizzazione delle legislazioni
      degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta sul valore
aggiunto: base imponibile uniforme, in particolare l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando   che, a norma dell'articolo        27, paragrafo    1 della
direttiva 77/388/CEE,    il   Consiglio,   deliberando   all'unanimità   su
proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad
introdurre misure di deroga alla citata direttiva, allo scopo di
semplificare la riscossione dell'imposta o di evitare talune frodi o
evasioni fiscali;
considerando che, con lettera del 2 giugno 1993 registrata presso la
Commissione il 30 guigno 1993, il Regno del Belgio ha sollecitato
l'autorizzazione ad introdurre una misura di deroga all'articolo 17
della direttiva 77/388/CEE;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati         il  14
luglio 1993 della domanda presentata dallo Regno del Belgio;
considerando che l'applicazione del regime transitorio IVA comporta
l'assoggettamento ad IVA di taluni lavori relativi a beni mobili
materiali e di taluni servizi di trasporto di beni nel luogo in cui i
predetti   servizi    sono   stati    materialmente    prestati,      senza
considerazione del luogo in cui il soggetto passivo destinatario         di
tali prestazioni è in grado di esercitare i suoi diritti a deduzione, e
che ne consegue pertanto un numero crescente di ricorsi alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE;
 ---pagebreak--- considerando che la moltiplicazione dei casi di ricorso alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE può
rappresentare un ostacolo allo sviluppo degli scambi intracomunitari nel
settore di taluni servizi;
considerando che la misura di deroga in oggetto è intesa a introdurre
una semplificazione che consiste nell'esonerare talune prestazioni di
servizi rese ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese, ma
registrati ai fini IVA all'interno della Comunità, per le quali tali
soggetti passivi avrebbero comunque diritto a rimborso;
considerando che è opportuno imporre ai soggetti passivi taluni obblighi
al fine di evitare la frode e l'evasione fiscali;
considerando auspicabile che tale deroga venga limitata al tempo
necessario per consentire al Consiglio di adottare, sulla base di una
proposta della Commissione, una soluzione definitiva,
considerando che la misura di deroga in questione non ha incidenza sulle
risorse proprie della Comunità europea derivanti dall'imposta sul valore
aggiunto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
 ---pagebreak---  In deroga all * artic-O.o 2, paragrafo 1 delJ .: u/.rettiva 77/3SC/CEE, il
Regno del Belgio è autorizzato ad esonerare la prestazioni di servizi
 contemplate all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, rese a soggetti passivi
 registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da il Belgio
 conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai
 sensi della direttiva 79/1072/CEE, se tali prestazioni fossero state
tassate.
                                Articolo 2
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, il
Regno del Belgio è autorizzato ad esonerare le prestazioni di servizi
contemplate all'articolo 3, paragrafo 2, rese a soggetti passivi
registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da Belgio
conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai
sensi della direttiva 86/560/CEE se tali prestazioni fossero state
tassate.
                                Articolo 3
Nelle condizioni previste agli articoli 1 e 2, il Regno del Belgio è
autorizzati ad esonerare:
1. le prestazioni di servizi contemplate all'articolo 9, paragrafo 2,
    lettera e, terzo e quarto trattino della direttiva 77/388/CEE,
2. le prestazioni di trasporto localizzate all'interno del paese e
    direttamente connesse ad un trasporto intracomunitario di beni come
    definito all'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva
    77/388/CEE.
                                Articolo 4
In deroga all'articolo 17 della direttiva 77/388/CEE, le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3 e effettuate nelle condizioni di cui
agli articoli 1 e 2 conferiscono diritto a deduzione.
                                Articolo 5
Per beneficiare dell'esonero dall'imposta conformemente agli articoli 1
e 2, il soggetto passivo deve in particolare:
1. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 1:
 ---pagebreak---                                                                           8
   - detenere un'attestazione che certifichi che il destinatario è un
     soggetto passivo, emessa nelle forme previste dalle direttive
     79/1072/CEE e 86/560/CEE,
   - detenere una dichiarazione con la quale il destinatario del
     servizio si riconosce responsabile        in solido del pagamento
     dell'imposta   dovuta   su    ogni  operazione     che    fosse   stata
     indebitamente esonerata e si impegna a riversare tale imposta al
     prestatore,
   - menzionare, sulla fattura, il motivo dell'esonero e il numero di
     registrazione IVA del destinatario;
2. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 2:
   - soddisfare gli obblighi di cui al paragrafo 1,
   - apportare la prova che la prestazione di trasporto è direttamente
     connessa    ad    un    trasporto     intracomunitario      ai    sensi
     dell'articolo 28ter, titolo     C,  paragrafo    1 della      direttiva
     77/388/CEE.
                                Articolo 6
Il Regno del Belgio è autorizzato ad          applicare    tale   misura  di
semplificazione fino al 31 dicembre 1995.
                                Articolo 7                                   ?
                                _                                            {
Il Regno del Belgio è destinatario della presente decisione.                 t
Fatto a Bruxelles,
                                                      Per il Consiglio
                                                         Il Presidente
 ---pagebreak---  C  O M    r/i i Î ; s i ( } i ; '.•• D > ~, L E C  O  M  U  K   I T A V. U ; ; <, r r. r.
                                          Proposta di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
   che autorizza il Regno di Danimarca ad applicare una misura di deroga
all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17 della sesta direttiva (77/388/CEE)
 in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
                               alle imposte sulla cifra d'affari
 ---pagebreak---                                                                   ^l &
                                RELAZIONE
La presente proposta di decisione del Consiglio autorizza il Regno di
Danimarca ad introdurre una misura speciale di deroga in conformità
dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977 sul
sistema comune di imposta sul valore aggiunto (Sesta direttiva IVA) (1),
modificata da ultimo dalla direttiva 92/111/CEE del Consiglio del
14 dicembre 1992 (2)
Con il completamento del mercato interno il regime di tassazione dei
servizi prestati all'interno della Comunità Europea è stato modificato.
Sono state soppresse le esenzioni connesse all'esportazione di merci e
all'assegnazione alle medesime di una destinazione doganale, nonché i
regimi che prevedevano l'inclusione del valore dei servizi nella base
imponibile nel caso di merci importate.
In tali circostanze il principio della territorialità applicato ad un
certo numero di servizi, in base al quale questi ultimi sono
assoggettati ad imposta nel luogo in cui sono materialmente prestati,
comporta l'obbligo per i soggetti passivi non residenti nello Stato
membro di prestazione dei servizi di pagare 1'IVA nello Stato membro in
cui i servizi stessi vengono prestati e di chiederne successivamente il
rimborso ai sensi dell'ottava (3) o della tredicesima (4) direttiva. Si
tratta soprattutto dei servizi aventi per oggetto lavori relativi a beni
mobili materiali e servizi di trasporto, di natura puramente nazionale
ma direttamente connessi al trasporto intracomunitario di merci (tratto
nazionale di un movimento di merci intracomunitario).
La conseguente proliferazione di casi nei quali viene chiesto un
rimborso ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva ostacola
l'esercizio della libera prestazione di servizi all'interno del mercato
unico.
Inoltre l'aumento delle domande e il loro esame sistematico potrebbero
ritardare l'esecuzione dei rimborsi IVA previsti dall'ottava e dalla
tredicesima direttiva.
E pertanto di primaria importanza , nel contesto delineato, studiare
provvedimenti   che possano agevolare rapidamente      l'attività   degli
operatori commerciali, pur non minando i principi di imposizione
associati al completamento del mercato interno.
(1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
(2) GU L 384 del 30.12.1992, pag. 47.
(3) Direttiva del Consiglio 79/1072/CEE; GU L 331 del 27.12.1979,
    pag. 11.
(4) Direttiva del Consiglio 86/560/CEE; GU L 326 del 21.11.1986,
    pag. 40.
 ---pagebreak---                                                                         11
A tal fine il Regno di Danimarca chiede l'autorizzazione ad introdurre,
sulla base dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA, speciali misure
di deroga all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17. Oggetto di tali
misure sarebbe l'esenzione dei servizi di cui al terzo e quarto trattino
dell'articolo 9, paragrafo 2, lettera e ) , nonché dei servizi di
trasporto di merci nazionali direttamente connessi ai trasporti
 intracomunitari, purché tali servizi siano prestati a soggetti passivi
di altri Stati membri in possesso dei requisiti necessari per un
rimborso dell'IVA pagata su tali servizi, secondo le procedure stabilite
dall'ottava e dalla tredicesima direttiva. Se applicata nel rispetto di
tale condizione, la deroga non influirebbe sull'importo dell'imposta da
versare allo stadio del consumo finale.
Per aver diritto all'esenzione, la persona residente in un altro Stato
membro, alla quale tali servizi sono forniti, dovrebbe dimostrare la sua
condizione di soggetto passivo secondo le modalità previste dall'ottava
e dalla tredicesima direttiva e dovrebbe inoltre impegnarsi a versare
1 ' IVA da pagare su una fornitura di servizi che fosse stata erroneamente
esentata. E richiesto inoltre che il prestatore di servizi soggetto al
pagamento dell'imposta entro il territorio del paese indichi sulla
fattura i motivi dell'esenzione e il numero di partita IVA del suo
cliente.
Tuttavia, permanendo la possibilità dell'utilizzo delle destinazioni
doganali per lavori relativi a beni mobili materiali temporaneamente
importati all'interno della Comunità da paesi terzi, dalla presente
deroga sono escluse le prestazioni dei predetti servizi, se fornite a
persone non residenti all'interno della Comunità.
In tal modo la crescita delle attività intracomunitarie nei settori dei
servizi in oggetto non verrebbe ostacolata da oneri fiscali dovuti a
difficoltà di disbrigo delle procedure di rimborso e vi sarebbe il tempo
necessario per considerare altre soluzioni a carattere più permanente.
La Commissione rileva che le misure speciali proposte non pregiudicano i
principi fondamentali della sesta direttiva IVA, segnatamente quello del
luogo della prestazione dei servizi, e semplifica il regime dell'imposta
che sarebbe comunque rimborsabile ai sensi dell'ottava e della
tredicesima direttiva. Di conseguenza la deroga in oggetto non esercita
un effetto negativo sulle risorse proprie della Comunità Europea
derivanti dall'IVA.
La Commissione è convinta che la misura in questione è intesa a
semplificare le procedure di riscossione dell'imposta e ritiene pertanto
opportuno che il Regno di Danimarca venga autorizzato ad applicare la
misura speciale prevista, ma che tale autorizzazione dovrebbe essere
limitata fino al 31 dicembre 1995.
 ---pagebreak---                                                                      *z.
                          DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                  del ....
  che autorizza il Regno di Danimarca ad applicare una misura di deroga
              all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17
                     della sesta direttiva 77/388/CEE
             in materia di armonizzazione delle legislazioni
      degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta sul valore
aggiunto: base imponibile uniforme, in particolare l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando che, a norma dell'articolo 27, paragrafo 1 della
direttiva 77/388/CEE, il Consiglio, deliberando all'unanimità su
proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad
introdurre misure di deroga alla citata direttiva, allo scopo di
semplificare la riscossione dell'imposta o di evitare talune frodi o
evasioni fiscali;
considerando che, con lettera del 19 Maggio 1993 registrata presso la
Commissione il 30 giugno 1993, il Regno di Danimarca ha sollecitato
l'autorizzazione ad introdurre una misura di deroga all'articolo 17
della direttiva 77/388/CEE;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati il 14
luglio 1993 della domanda presentata dallo Regno di Danimarca;
considerando che l'applicazione del regime transitorio IVA comporta
l'assoggettamento ad IVA di taluni lavori relativi a beni mobili
materiali e di taluni servizi di trasporto di beni nel luogo in cui i
predetti servizi sono stati materialmente prestati, senza
considerazione del luogo in cui il soggetto passivo destinatario di
tali prestazioni è in grado di esercitare i suoi diritti a deduzione, e
che ne consegue pertanto un numero crescente di ricorsi alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE;
 ---pagebreak---                                                                      -13
 considerando che la moltiplicazione dei casi di ricorso alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE può
rappresentare un ostacolo allo sviluppo degli scambi intracomunitari nel
settore di taluni servizi;
considerando che la misura di deroga in oggetto è intesa a introdurre
una semplificazione che consiste nel1'esonerare talune prestazioni di
servizi rese ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese, ma
registrati ai fini IVA all'interno della Comunità, per le quali tali
soggetti passivi avrebbero comunque diritto a rimborso;
considerando che è opportuno imporre ai soggetti passivi taluni obblighi
al fine di evitare la frode e l'evasione fiscali;
considerando auspicabile che tale deroga venga limitata al tempo
necessario per consentire al Consiglio di adottare, sulla base di una
proposta della Commissione, una soluzione definitiva,
considerando che la misura di deroga in questione non ha incidenza sulle
risorse proprie della Comunità europea derivanti dall'imposta sul valore
aggiunto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
 ---pagebreak---                                                                         4V
                               Articolo 1
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, il
Regno di Danimarca è autorizzato ad esonerare le prestazioni di servizi
contemplate all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, rese a soggetti passivi
registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da la Danimarca
conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai
sensi della direttiva 79/1072/CEE, se tali prestazioni fossero state
tassate.
                               Articolo 2
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, il
Regno di Danimarca è autorizzato ad esonerare le prestazioni di servizi
contemplate all'articolo 3, paragrafo 2, rese a soggetti passivi
registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da la Danimarca
conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai
sensi della direttiva 86/560/CEE se tali prestazioni fossero state
tassate.
                               Articolo 3
Nelle condizioni previste agli articoli 1 e 2, il Regno di Danimarca è
autorizzati ad esonerare:
1. le prestazioni di servizi contemplate all'articolo 9, paragrafo 2,
   lettera e, terzo e quarto trattino della direttiva 77/388/CEE,
2. le prestazioni di trasporto localizzate all'interno del paese e
   direttamente connesse ad un trasporto intracomunitario di beni come
   definito all'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva
   77/388/CEE.
                               Articolo 4
In deroga all'articolo 17 della direttiva 77/388/CEE, le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3 e effettuate nelle condizioni di cui
agli articoli 1 e 2 conferiscono diritto a deduzione.
                               Articolo 5
Per beneficiare dell'esonero dall'imposta conformemente agli articoli 1
e 2, il soggetto passivo deve in particolare:
1. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 1:
 ---pagebreak---                                                                   1S
    - detenere un'attestazione che certifichi che il destinatario è un
      soggetto passivo, emessa nelle forme previste dalle direttive
      79/1072/CEE e 86/560/CEE,
    - detenere una dichiarazione con la quale il destinatario del
      servizio si riconosce responsabile in solido del pagamento
      dell'imposta dovuta su ogni operazione che fosse stata
      indebitamente esonerata e si impegna a riversare tale imposta al
      prestatore,
   - menzionare, sulla fattura, il motivo dell'esonero e il numero di
      registrazione IVA del destinatario;
2. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 2:
   - soddisfare gli obblighi di cui al paragrafo 1,
   - apportare la prova che la prestazione di trasporto è direttamente
      connessa ad un trasporto intracomunitario ai sensi
      dell'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva
      77/388/CEE.
                                Articolo 6
Il Regno di Danimarca è autorizzato ad applicare tale misura di
semplificazione fino al 31 dicembre 1995.
                                Articolo 7
Il Regno di Danimarca è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles,
                                                     Per il Consiglio
                                                       Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                    <16
C O M M I S S I O N E     D E L L E    C O M U N I T À ' E U R O P E E
                               Proposta di
                        DECISIONE DEL CONSIGLIO
                CHE AUTORIZZA IRLANDA AD APPLICARE UNA
        MISURA          DI DEROGA ALL' ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1
 E ALL'ARTICOLO 17 DELLA SESTA DIRETTIVA (77/388/CEE) IN MATERIA DI
    ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE
                  ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA D'AFFARI
 ---pagebreak---                                                                 n
                                RELAZIONE
La presente proposta di decisione del Consiglio autorizza Irlanda a ad
 introdurre una misura speciale di deroga in conformità dell'articolo 27
della direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977 sul sistema comune di
imposta sul valore aggiunto (Sesta direttiva IVA) (1), modificata da
ultimo dalla direttiva 92/111/CEE del Consiglio del 14 dicembre 1992 (2)
Con il completamento del mercato interno il regime di tassazione dei
servizi prestati all'interno della Comunità Europea è stato modificato.
Sono state soppresse le esenzioni connesse all'esportazione di merci e
all'assegnazione alle medesime di una destinazione doganale, nonché i
regimi che prevedevano l'inclusione del valore dei servizi nella base
imponibile nel caso di merci importate.
In tali circostanze il principio della territorialità applicato ad un
certo numero di servizi, in base al quale questi ultimi sono
assoggettati ad imposta nel luogo in cui sono materialmente prestati,
comporta l'obbligo per i soggetti passivi non residenti nello Stato
membro di prestazione dei servizi di pagare 1'IVA nello Stato membro in
cui i servizi stessi vengono prestati e di chiederne successivamente il
rimborso ai sensi dell'ottava (3) o della tredicesima (4) direttiva. Si
tratta soprattutto dei servizi aventi per oggetto lavori relativi a beni
mobili materiali e servizi di trasporto, di natura puramente nazionale
ma direttamente connessi al trasporto intracomunitario di merci (tratto
nazionale di un movimento di merci intracomunitario).
La conseguente proliferazione di casi nei quali viene chiesto un
rimborso ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva ostacola
l'esercizio della libera prestazione di servizi all'interno del mercato
unico.
Inoltre l'aumento delle domande e il loro esame sistematico potrebbero
ritardare l'esecuzione dei rimborsi IVA previsti dall'ottava e dalla
tredicesima direttiva.
E pertanto di primaria importanza , nel contesto delineato, studiare
provvedimenti   che possano agevolare rapidamente      l'attività  degli
operatori commerciali, pur non minando i principi di imposizione
associati al completamento del mercato interno.
(1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
(2) GU L 384 del 30.12.1992, pag. 47.
(3) Direttiva del Consiglio 79/1072/CEE; GU L 331 del 27.12.1979,
    pag. 11.
(4) Direttiva del Consiglio 86/560/CEE; GU L 326 del 21.11.1986,
    pag. 40.
 ---pagebreak--- A tal fine Irlanda chiede l'autorizzazione ad introdurre, HU!1.,:. base
dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA, speciali misure di deroga
all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17. Oggetto di tali misure
sarebbe l'esenzione dei servizi di cui al terzo e quarto trattino
dell'articolo 9, paragrafo 2, lettera e ) , nonché dei servizi di
trasporto di merci nazionali direttamente connessi ai trasporti
intracomunitari, purché tali servizi siano prestati a soggetti passivi
di altri Stati membri in possesso dei requisiti necessari per un
rimborso dell'IVA pagata su tali servizi, secondo le procedure stabilite
dall'ottava e dalla tredicesima direttiva. Se applicata nel rispetto di
tale condizione, la deroga non influirebbe sull'importo dell'imposta da
versare allo stadio del consumo finale.
Per aver diritto all'esenzione, la persona residente in un altro Stato
membro, alla quale tali servizi sono forniti, dovrebbe dimostrare la sua
condizione di soggetto passivo secondo le modalità previste dall'ottava
e dalla tredicesima direttiva e dovrebbe inoltre impegnarsi a versare
1'IVA da pagare su una fornitura di servizi che fosse stata erroneamente
esentata. E richiesto inoltre che il prestatore di servizi soggetto al
pagamento dell'imposta entro il territorio del paese indichi sulla
fattura i motivi dell'esenzione e il numero di partita IVA del suo
cliente.
Tuttavia, permanendo la possibilità dell'utilizzo delle destinazioni
doganali per lavori relativi a beni mobili materiali temporaneamente
importati all'interno della Comunità da paesi terzi, dalla presente
deroga sono escluse le prestazioni dei predetti servizi, se fornite a
persone non residenti all'interno della Comunità.
In tal modo la crescita delle attività intracomunitarie nei settori dei
servizi in oggetto non verrebbe ostacolata da oneri fiscali dovuti a
difficoltà di disbrigo delle procedure di rimborso e vi sarebbe il tempo
necessario per considerare altre soluzioni a carattere più permanente.
La Commissione rileva che le misure speciali proposte non pregiudicano i
principi fondamentali della sesta direttiva IVA, segnatamente quello del
luogo della prestazione dei servizi, e semplifica il regime dell'imposta
che sarebbe comunque rimborsabile ai sensi dell'ottava e della
tredicesima direttiva. Di conseguenza la deroga in oggetto non esercita
un effetto negativo sulle risorse proprie della Comunità Europea
derivanti dall'IVA.
La Commissione è convinta che la misura in questione è intesa a
semplificare le procedure di riscossione dell'imposta e ritiene pertanto
opportuno che Irlanda venga autorizzato ad applicare la misura speciale
prevista, ma che tale autorizzazione dovrebbe essere limitata fino al 31
dicembre 1995.
 ---pagebreak---                                                                       19
                           DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                   del ....
         che autorizza Irlanda ad applicare una misura di deroga
              all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17
                     della sesta direttiva 77/388/CEE
             in materia di armonizzazione delle legislazioni
      degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta sul valore
aggiunto: base imponibile uniforme, in particolare l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando   che, a norma dell'articolo         27, paragrafo      1 della
direttiva 77/388/CEE,     il   Consiglio,   deliberando    all'unanimità   su
proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad
introdurre misure di deroga alla citata direttiva, allo scopo di
semplificare la riscossione dell'imposta o di evitare talune frodi o
evasioni fiscali;
considerando che, con lettera del 11 maggio 1993 registrata presso la
Commissione il 30 giugno 1993, Irlanda ha sollecitato l'autorizzazione
ad   introdurre    una    misura    di   deroga   all'articolo     17   della
direttiva 77/388/CEE;
considerando che gli altri Stati membri sono stati          informati  il 14
luglio 1993 della domanda presentata dallo Irlanda;
considerando che l'applicazione del regime transitorio IVA comporta
l'assoggettamento ad IVA di taluni lavori relativi a beni mobili
materiali e di taluni servizi di trasporto di beni nel luogo in cui i
predetti   servizi     sono   stati    materialmente    prestati,       senza
considerazione del luogo in cui il soggetto passivo destinatario           di
tali prestazioni è in grado di esercitare i suoi diritti a deduzione, e
che ne consegue pertanto un numero crescente di ricorsi alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE;
 ---pagebreak---                                                                     Z'o
considerando che la moltiplicazione dei casi di ricorso alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE può
rappresentare un ostacolo allo sviluppo degli scambi intracomunitari nel
settore di taluni servizi;
considerando che la misura di deroga in oggetto è intesa a introdurre
una semplificazione che consiste nell'esonerare talune prestazioni di
servizi rese ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese, ma
registrati ai fini IVA all'interno della Comunità, per le quali tali
soggetti passivi avrebbero comunque diritto a rimborso;
considerando che è opportuno imporre ai soggetti passivi taluni obblighi
al fine di evitare la frode e l'evasione fiscali;
considerando auspicabile che tale deroga venga limitata al tempo
necessario per consentire al Consiglio di adottare, sulla base di una
proposta della Commissione, una soluzione definitiva,
considerando che la misura di deroga in questione non ha incidenza sulle
risorse proprie della Comunità europea derivanti dall'imposta sul valore
aggiunto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
 ---pagebreak---                                  Articolo 1
 In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE,
 Irlanda è autorizzato ad esonerare le prestazioni di servizi contemplate
 all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, rese a soggetti passivi registrati ai
 fini IVA in uno Stato membro diverso da Irlanda             conformemente
 all'articolo   22,   paragrafo    1,   lettere  e),   d)  e    e)   della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai
 sensi della direttiva 79/1072/CEE, se tali prestazioni fossero state
tassate.
                                 Articolo 2
 In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE,
 Irlanda è autorizzato ad esonerare le prestazioni di servizi contemplate
all'articolo 3, paragrafo 2, rese a soggetti passivi registrati ai fini
IVA    in   uno   Stato   membro    diverso   da   Irlanda  conformemente
all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della direttiva
77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai sensi della
direttiva 86/560/CEE se tali prestazioni fossero state tassate.
                                Articolo 3
Nelle condizioni previste agli articoli 1 e 2, gli Irlanda è autorizzati
ad esonerare:
1. le prestazioni di servizi contemplate all'articolo 9, paragrafo 2,
    lettera e, terzo e quarto trattino della direttiva 77/388/CEE,
2. le prestazioni di trasporto localizzate all'interno del paese e
    direttamente connesse ad un trasporto intracomunitario di beni come
    definito all'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva
    77/388/CEE.
                                Articolo 4
In deroga all'articolo 17 della direttiva 77/388/CEE, le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3 e effettuate nelle condizioni di cui
agli articoli 1 e 2 conferiscono diritto a deduzione.
                                Articolo 5
Per beneficiare dell'esonero dall'imposta conformemente agli articoli 1
e 2, il soggetto passivo deve in particolare:
1. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 1:
 ---pagebreak---                                                                    JLZ
   - detenere un'attestazione che certifichi che il destinatario è un
     soggetto passivo, emessa nelle forme previste dalle direttive
     79/1072/CEE e 86/560/CEE,
   - detenere una dichiarazione con la quale il destinatario del
     servizio si riconosce responsabile        in solido del     pagamento
     dell'imposta   dovuta   su    ogni  operazione    che   fosse    stata
     indebitamente esonerata e si impegna a riversare tale imposta al
     prestatore,
   - menzionare, sulla fattura, il motivo dell'esonero e il numero di
     registrazione IVA del destinatario;
2. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 2:
   - soddisfare gli obblighi di cui al paragrafo 1,
   - apportare la prova che la prestazione di trasporto è direttamente
     connessa    ad    un    trasporto     intracomunitario    ai     sensi
     dell'articolo 28ter, titolo     C,  paragrafo    1 della    direttiva
     77/388/CEE.
                                Articolo 6
L'Irlanda è autorizzata ad applicare tale misura di semplificazione fino
al 31 dicembre 1995.
                                Articolo 7
L'Irlanda è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles,
                                                      Per il Consiglio
                                                        Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                 ^3
C O M M I S S I O N E    D E L L E    C O M U N I T À '  E U R O P E E
                              Proposta di
                       DECISIONE DEL CONSIGLIO
        CHE AUTORIZZA LA REPUBBLICA ITALIANA AD APPLICARE UNA
       MISURA           DI DEROGA ALL' ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1
 E ALL'ARTICOLO 17 DELLA SESTA DIRETTIVA (77/388/CEE) IN MATERIA DI
   ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE
                  ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA D'AFFARI
 ---pagebreak---                                                                   ^
                               RELAZIONE
La presente proposta di decisione del Consiglio autorizza la Repubblica
italiana ad introdurre una misura speciale di deroga in conformità
dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977 sul
sistema comune di imposta sul valore aggiunto (Sesta direttiva IVA) (1)/
modificata da ultimo dalla direttiva 92/111/CEE del Consiglio del
14 dicembre 1992 (2)
Con il completamento del mercato interno il regime di tassazione dei
servizi prestati all'interno della Comunità Europea è stato modificato.
Sono state soppresse le esenzioni connesse all'esportazione di merci e
all'assegnazione alle medesime di una destinazione doganale, nonché i
regimi che prevedevano l'inclusione del valore dei servizi nella base
imponibile nel caso di merci importate.
In tali circostanze il principio della territorialità applicato ad un
certo numero di servizi, in base al quale questi ultimi sono
assoggettati ad imposta nel luogo in cui sono materialmente prestati,
comporta l'obbligo per i soggetti passivi non residenti nello Stato
membro di prestazione dei servizi di pagare 1'IVA nello Stato membro in
cui i servizi stessi vengono prestati e di chiederne successivamente il
rimborso ai sensi dell'ottava (3) o della tredicesima (4) direttiva. Si
tratta soprattutto dei servizi aventi per oggetto lavori relativi a beni
mobili materiali e servizi di trasporto, di natura puramente nazionale
ma direttamente connessi al trasporto intracomunitario di merci (tratto
nazionale di un movimento di merci intracomunitario).
La conseguente proliferazione di casi nei quali viene chiesto un
rimborso ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva ostacola
l'esercizio della libera prestazione di servizi all'interno del mercato
unico.
Inoltre l'aumento delle domande e il loro esame sistematico potrebbero
ritardare l'esecuzione dei rimborsi IVA previsti dall'ottava e dalla
tredicesima direttiva.
E pertanto di primaria importanza , nel contesto delineato, studiare
provvedimenti   che possano agevolare rapidamente      l'attività   degli
operatori commerciali, pur non minando i principi di imposizione
associati al completamento del mercato interno.
(1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
(2) GU L 384 del 30.12.1992, pag. 47.
(3) Direttiva del Consiglio 79/1072/CEE; GU L 331 del 27.12.1979,
    pag. 11.
(4) Direttiva del Consiglio 86/560/CEE; GU L 326 del 21.11.1986,
    pag. 40.
 ---pagebreak---                                                                        ®%*
A tal fine la Repubblica italiana chiede l'autorizzazione ad introdurre,
 sulla base dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA, speciali misure
di deroga all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17. Oggetto di tali
misure sarebbe l'esenzione dei servizi di cui al terzo e quarto trattino
dell'articolo 9, paragrafo 2, lettera e ) , nonché dei servizi di
trasporto di merci nazionali direttamente connessi ai trasporti
 intracomunitari, purché tali servizi siano prestati a soggetti passivi
di altri Stati membri in possesso dei requisiti necessari per un
rimborso dell'IVA pagata su tali servizi, secondo le procedure stabilite
dall'ottava e dalla tredicesima direttiva. Se applicata nel rispetto di
tale condizione, la deroga non influirebbe sull'importo dell'imposta da
versare allo stadio del consumo finale.
Per aver diritto all'esenzione, la persona residente in un altro Stato
membro, alla quale tali servizi sono forniti, dovrebbe dimostrare la sua
condizione di soggetto passivo secondo le modalità previste dall'ottava
e dalla tredicesima direttiva e dovrebbe inoltre impegnarsi a versare
1'IVA da pagare su una fornitura di servizi che fosse stata erroneamente
esentata. E richiesto inoltre che il prestatore di servizi soggetto al
pagamento dell'imposta entro il territorio del paese indichi sulla
fattura i motivi dell'esenzione e il numero di partita IVA del suo
cliente.
Tuttavia, permanendo la possibilità dell'utilizzo delle destinazioni
doganali per lavori relativi a beni mobili materiali temporaneamente
importati all'interno della Comunità da paesi terzi, dalla presente
deroga sono escluse le prestazioni dei predetti servizi, se fornite a
persone non residenti all'interno della Comunità.
In tal modo la crescita delle attività intracomunitarie nei settori dei
servizi in oggetto non verrebbe ostacolata da oneri fiscali dovuti a
difficoltà di disbrigo delle procedure di rimborso e vi sarebbe il tempo
necessario per considerare altre soluzioni a carattere più permanente.
La Commissione rileva che le misure speciali proposte non pregiudicano i
principi fondamentali della sesta direttiva IVA, segnatamente quello del
luogo della prestazione dei servizi, e semplifica il regime dell'imposta
che sarebbe comunque rimborsabile ai sensi dell'ottava e della
tredicesima direttiva. Di conseguenza la deroga in oggetto non esercita
un effetto negativo sulle risorse proprie della Comunità Europea
derivanti dall'IVA.
La Commissione è convinta che la misura in questione è intesa a
semplificare le procedure di riscossione dell'imposta e ritiene pertanto
opportuno che la Republica italiana venga autorizzato ad applicare la
misura speciale prevista, ma che tale autorizzazione dovrebbe essere
limitata fino al 31 dicembre 1995.
 ---pagebreak---                            DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                   del ....
  che autorizza la Repubblica Italiana ad applicare una misura di deroga
               all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17
                      della sesta direttiva 77/388/CEE
              in materia di armonizzazione delle legislazioni
       degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta sul valore
aggiunto: base imponibile uniforme, in particolare l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando   che,   a   norma   dell'articolo    27, paragrafo   1  della
direttiva 77/388/CEE, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta
della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad introdurre misure
di deroga alla citata direttiva, allo scopo di semplificare la riscossione
dell'imposta o di evitare talune frodi o evasioni fiscali;
considerando che, con lettera del 22 maggio 1993 registrata presso la
Commissione il 30 giugno 1993, la Repubblica Italiana ha sollecitato
l'autorizzazione ad introdurre una misura di deroga all'articolo 17 della
direttiva 77/388/CEE;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati il 14 luglio
1993 della domanda presentata dalla Repubblica Italiana;
considerando che l'applicazione del regime transitorio IVA comporta
l'assoggettamento ad IVA di taluni lavori relativi a beni mobili materiali
e di taluni servizi di trasporto di beni nel luogo in cui i predetti
servizi sono stati materialmente prestati, senza considerazione del luogo
in cui il soggetto passivo destinatario di tali prestazioni è in grado di
esercitare i suoi diritti a deduzione, e che ne consegue pertanto un numero
crescente di ricorsi alle procedure di rimborso previste dalle direttive
79/1072/CEE e 86/560/CEE;
 ---pagebreak--- considerando che la moltiplicazione dei casi di ricorso alle procedure di
rimborso   previste   dalle   direttive   79/1072/CEE   e  86/560/CEE   può
rappresentare un ostacolo allo sviluppo degli scambi intracomunitari nel
settore di taluni servizi;
considerando che la misura di deroga in oggetto è intesa a introdurre una
semplificazione che consiste nell'esonerare talune prestazioni di servizi
rese ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese, ma registrati
ai fini IVA all'interno della Comunità, per le quali tali soggetti passivi
avrebbero comunque diritto a rimborso;
considerando che è opportuno imporre ai soggetti passivi taluni obblighi al
fine di evitare la frode e l'evasione fiscali;
considerando auspicabile che tale deroga venga limitata al tempo necessario
per consentire al Consiglio di adottare, sulla base di una proposta della
Commissione, una soluzione definitiva,
considerando che la misura di deroga in questione non ha incidenza sulle
risorse proprie della Comunità europea derivanti dall'imposta sul valore
aggiunto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
 ---pagebreak---                                                                           xg
                                Articolo 1
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, la
Repubblica Italiana è autorizzato ad esonerare le prestazioni di servizi
contemplate all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, rese a soggetti passivi
registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da               l'Italia
conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai sensi
della direttiva 79/1072/CEE, se tali prestazioni fossero state tassate.
                                 Articolo 2
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, la
Repubblica Italiana è autorizzato ad esonerare le prestazioni di servizi
contemplate all'articolo 3, paragrafo 2, rese a soggetti passivi registrati
ai fini IVA in uno Stato membro diverso da l'Italia conformemente
all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) ,    d) e e) della direttiva
77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai sensi della
direttiva 86/560/CEE se tali prestazioni fossero state tassate.
                                 Articolo 3
Nelle condizioni previste agli articoli 1 e 2, la Rapublica      Italiana è
autorizzati ad esonerare:
1. le prestazioni di servizi contemplate all'articolo 9, paragrafo        2,
   lettera e, terzo e quarto trattino della direttiva 77/388/CEE,
2. le prestazioni di trasporto localizzate all'interno del paese e
   direttamente connesse ad un trasporto intracomunitario di beni come
   definito all'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva
   77/388/CEE.
                                 Articolo 4
In deroga all'articolo 17 della direttiva 77/388/CEE, le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3 e effettuate nelle condizioni di cui
agli articoli 1 e 2 conferiscono diritto a deduzione.
                                 Articolo 5
Per beneficiare dell'esonero dall'imposta conformemente agli articoli 1 e
2, il soggetto passivo deve in particolare:
1. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 1:
   - detenere un'attestazione che certifichi    che il destinatario è un
     soggetto passivo, emessa nelle forme        previste dalle   direttive
     79/1072/CEE e 86/560/CEE,
 ---pagebreak---                                                                        2-3
   - detenere una dichiarazione con la quale il destinatario del servizio
     si riconosce responsabile in solido del pagamento dell'imposta dovuta
     su ogni operazione che fosse stata indebitamente esonerata e si
     impegna a riversare tale imposta al prestatore,
   - menzionare, sulla fattura, il motivo      dell'esonero   e il  numero  di
     registrazione IVA del destinatario;
2. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 2:
   - soddisfare gli obblighi di cui al paragrafo 1,
   - apportare la prova che la prestazione di trasporto è direttamente
     connessa     ad    un    trasporto     intracomunitario      ai     sensi
     dell'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE.
                                 Articolo 6
La Repubblica Italiana è autorizzata        ad   applicare   tale  misura   di
semplificazione fino al 31 dicembre 1995.
                                 Articolo 7
La Repubblica Italiana è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles,
                                                     Per il Consiglio
                                                        Il Presidente
 ---pagebreak--- C O M M I S S I O N E     D E L L E    C O M U N I T À '  E U R O P E E
                               Proposta di
                        DECISIONE DEL CONSIGLIO
     CHE AUTORIZZA IL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO AD APPLICARE UNA
        MISURA           DI DEROGA ALL' ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1
 E ALL'ARTICOLO 17 DELLA SESTA DIRETTIVA (77/388/CEE) IN MATERIA DI
    ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE
                   ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA D'AFFARI
 ---pagebreak---                                 RELAZIONE
La presente proposta di decisione del Consiglio autorizza il Granducato
del Lussemburgo ad introdurre una misura speciale di deroga in
conformità dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del 17 maggio
1977 sul sistema comune di imposta sul valore aggiunto (Sesta direttiva
IVA) (1), modificata da ultimo dalla direttiva 92/111/CEE del Consiglio
del 14 dicembre 1992 (2)
Con il completamento del mercato interno il regime di tassazione dei
servizi prestati all'interno della Comunità Europea è stato modificato.
Sono state soppresse le esenzioni connesse all'esportazione di merci e
all'assegnazione alle medesime di una destinazione doganale, nonché i
regimi che prevedevano l'inclusione del valore dei servizi nella base
imponibile nel caso di merci importate.
In tali circostanze il principio della territorialità applicato ad un
certo numero di servizi, in base al quale questi ultimi sono
assoggettati ad imposta nel luogo in cui sono materialmente prestati,
comporta l'obbligo per i soggetti passivi non residenti nello Stato
membro di prestazione dei servizi di pagare 1'IVA nello Stato membro in
cui i servizi stessi vengono prestati e di chiederne successivamente il
rimborso ai sensi dell'ottava (3) o della tredicesima (4) direttiva. Si
tratta soprattutto dei servizi aventi per oggetto lavori relativi a beni
mobili materiali e servizi di trasporto, di natura puramente nazionale
ma direttamente connessi al trasporto intracomunitario di merci (tratto
nazionale di un movimento di merci intracomunitario).
La conseguente proliferazione di casi nei quali viene chiesto un
rimborso ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva ostacola
l'esercizio della libera prestazione di servizi all'interno del mercato
unico.
Inoltre l'aumento delle domande e il loro esame sistematico potrebbero
ritardare l'esecuzione dei rimborsi IVA previsti dall'ottava e dalla
tredicesima direttiva.
E pertanto di primaria importanza , nel contesto delineato, studiare
provvedimenti che possano agevolare rapidamente        l'attività  degli
operatori commerciali, pur non minando i principi di imposizione
associati al completamento del mercato interno.
(1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
(2) GU L 384 del 30.12.1992, pag. 47.
(3) Direttiva del Consiglio 79/1072/CEE; GU L 331 del 27.12.1979,
    pag. 11.
(4) Direttiva del Consiglio 86/560/CEE; GU L 326 del 21.11.1986,
    pag. 40.
 ---pagebreak--- A tal fine il Granducato del Lussemburgo chiede l'autorizzazione ad
introdurre, sulla base dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA,
speciali mioure di deroga all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17.
Oggetto di tali misure sarebbe l'esenzione dei servizi di cui al terzo e
quarto trattino dell'articolo 9, paragrafo 2, lettera e ) , nonché dei
servizi di trasporto di merci nazionali direttamente connessi ai
trasporti intracomunitari, purché tali servizi siano prestati a soggetti
passivi di altri Stati membri in possesso dei requisiti necessari per un
rimborso dell'IVA pagata su tali servizi, secondo le procedure stabilite
dall'ottava e dalla tredicesima direttiva. Se applicata nel rispetto di
tale condizione, la deroga non influirebbe sull'importo dell'imposta da
versare allo stadio del consumo finale.
Per aver diritto all'esenzione, la persona residente in un altro Stato
membro, alla quale tali servizi sono forniti, dovrebbe dimostrare la sua
condizione di soggetto passivo secondo le modalità previste dall'ottava
e dalla tredicesima direttiva e dovrebbe inoltre impegnarsi a versare
1 * IVA da pagare su una fornitura di servizi che fosse stata erroneamente
esentata. E richiesto inoltre che il prestatore di servizi soggetto al
pagamento dell'imposta entro il territorio del paese indichi sulla
fattura i motivi dell'esenzione e il numero di partita IVA del suo
cliente.
Tuttavia, permanendo la possibilità dell'utilizzo delle destinazioni
doganali per lavori relativi a beni mobili materiali temporaneamente
importati all'interno della Comunità da paesi terzi, dalla presente
deroga sono escluse le prestazioni dei predetti servizi, se fornite a
persone non residenti all'interno della Comunità.
In tal modo la crescita delle attività intracomunitarie nei settori dei
servizi in oggetto non verrebbe ostacolata da oneri fiscali dovuti a
difficoltà di disbrigo delle procedure di rimborso e vi sarebbe il tempo
necessario per considerare altre soluzioni a carattere più permanente.
La Commissione rileva che le misure speciali proposte non pregiudicano i
principi fondamentali della sesta direttiva IVA, segnatamente quello del
luogo della prestazione dei servizi, e semplifica il regime dell'imposta
che sarebbe comunque rimborsabile ai sensi dell'ottava e della
tredicesima direttiva. Di conseguenza la deroga in oggetto non esercita
un effetto negativo sulle risorse proprie della Comunità Europea
derivanti dall'IVA.
La Commissione è convinta che la misura in questione è intesa a
semplificare le procedure di riscossione dell'imposta e ritiene pertanto
opportuno che il Granducato del Lussemburgo venga autorizzato ad
applicare la misura speciale prevista, ma che tale autorizzazione
dovrebbe essere limitata fino al 31 dicembre 1995.
 ---pagebreak---                                                                      S3
                            DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                     del ....
 che autorizza il Granducato del Lussemburgo ad applicare una misura di
                                      deroga
               all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17
                       della sesta direttiva 77/388/CEE
              in materia di armonizzazione delle legislazioni
      degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta sul valore
aggiunto: base imponibile uniforme, in particolare l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando    che, a norma dell'articolo           27, paragrafo    1 della
direttiva 77/388/CEE,      il   Consiglio,    deliberando    all'unanimità   su
proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad
introdurre misure di deroga alla citata direttiva, allo scopo di
semplificare la riscossione dell'imposta o di evitare talune frodi o
evasioni fiscali;
considerando   che, con lettera del 4 giugno 1993 registrata presso la
Commissione   il 30 giugno 1993, il Granducato del Lussemburgo ha
sollecitato    l'autorizzazione     ad introdurre una misura di deroga
all'articolo  17 della direttiva 77/388/CEE;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati il .14
luglio   1993    della    domanda   presentata    dallo   II Granducato     del
Lussemburgo;
considerando che l'applicazione del regime transitorio IVA comporta
l'assoggettamento ad IVA di taluni lavori relativi a beni mobili
materiali e di taluni servizi di trasporto di beni nel luogo in cui i
predetti    servizi     sono    stati    materialmente    prestati,       senza
considerazione del luogo in cui il soggetto passivo destinatario             di
tali prestazioni è in grado di esercitare i suoi diritti a deduzione, e
che ne consegue pertanto un numero crescente di ricorsi alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE;
 ---pagebreak---                                                                    3
                                                                     H
considerando che la moltiplicazione dei casi di ricorso alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE può
rappresentare un ostacolo allo sviluppo degli scambi intracomunitari nel
settore di taluni servizi;
considerando che la misura di deroga in oggetto è intesa a introdurre
una semplificazione che consiste nell'esonerare talune prestazioni di
servizi rese ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese, ma
registrati ai fini IVA all'interno della Comunità, per le quali tali
soggetti passivi avrebbero comunque diritto a rimborso;
considerando che è opportuno imporre ai soggetti passivi taluni obblighi
al fine di evitare la frode e l'evasione fiscali;
considerando auspicabile che tale deroga venga limitata al tempo
necessario per consentire al Consiglio di adottare, sulla base di una
proposta della Commissione, una soluzione definitiva,
considerando che la misura di deroga in questione non ha incidenza sulle
risorse proprie della Comunità europea derivanti dall'imposta sul valore
aggiunto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
 ---pagebreak---                                                                         35
                               Articolo 1
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, il
Granducato del Lussemburgo è autorizzato ad esonerare le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, rese a soggetti
passivi registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da il
Lussemburgo conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e
e) della direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un
rimborso ai sensi della direttiva 79/1072/CEE, se tali prestazioni
fossero state tassate.
                               Articolo 2
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, il
Granducato del Lussemburgo è autorizzato ad esonerare le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3, paragrafo 2, rese a soggetti passivi
registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da il Lussemburgo
conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai
sensi della direttiva 86/560/CEE se tali prestazioni fossero state
tassate.
                               Articolo 3
Nelle condizioni previste agli articoli          2,  gli  Granducato   del
Lusssemburgo è autorizzati ad esonerare:
1. le prestazioni di servizi contemplate all'articolo 9, paragrafo 2,
   lettera e, terzo e quarto trattino della direttiva 77/388/CEE,
2. le prestazioni di trasporto localizzate all'interno del paese e
   direttamente connesse ad un trasporto intracomunitario di beni come
   definito all'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva
   77/388/CEE.
                               Articolo 4
In deroga all'articolo 17 della direttiva 77/388/CEE, le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3 e effettuate nelle condizioni di cui
agli articoli 1 e 2 conferiscono diritto a deduzione.
                               Articolo 5
Per beneficiare dell'esonero dall'imposta conformemente agli articoli 1
e 2, il soggetto passivo deve in particolare:
1. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 1:
 ---pagebreak---                                                                       3<S
   - detenere un'attestazione che certifichi che il destinatario è un
     soggetto passivo, emessa nelle forme previste dalle direttive
     79/1072/CEE e 86/560/CEE,
   - detenere una dichiarazione con la quale il destinatario del
     servizio si riconosce responsabile in solido del pagamento
     dell'imposta   dovuta   su    ogni  operazione    che   fosse    stata
     indebitamente esonerata e si impegna a riversare tale imposta al
     prestatore,
   - menzionare, sulla fattura, il motivo dell'esonero e il numero di
     registrazione IVA del destinatario;
2. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 2:
   - soddisfare gli obblighi di cui al paragrafo 1,
   - apportare la prova che la prestazione di trasporto è direttamente
     connessa    ad    un    trasporto     intracomunitario    ai     sensi
     dell'articolo 28ter, titolo     C,  paragrafo    1 della    direttiva
     77/388/CEE.
                                Articolo 6
Il Granducato del Lussemburgo è autorizzato ad applicare tale misura di
semplificazione fino al 31 dicembre 1995.
                                Articolo 7
Il Granducato del Lussemburgo è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles,
                                                      Per il Consiglio
                                                        Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                     3£
C O M M I S S I O N E    D E L L E    C O M U N I T À '   E U R O P E E
                              Proposta di
                       DECISIONE DEL CONSIGLIO
       CHE AUTORIZZA IL REGNO DEI PAESI BASSI AD APPLICARE UNA
       MISURA           DI DEROGA ALT.' ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1
 E ALL'ARTICOLO 17 DELLA SESTA DIRETTIVA (77/388/CEE) IN MATERIA DI
   ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE
                  ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA D'AFFARI
 ---pagebreak---                                                                   3g
                                RELAZIONE
La presente proposta di decisione del Consiglio autorizza il Regno dei
Paesi Bassi ad introdurre una misura speciale di deroga in conformità
dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977 sul
sistema comune di imposta sul valore aggiunto (Sesta direttiva IVA) (1),
modificata da ultimo dalla direttiva 92/111/CEE del Consiglio del
14 dicembre 1992 (2)
Con il completamento del mercato interno il regime di tassazione dei
servizi prestati all'interno della Comunità Europea è stato modificato.
Sono state soppresse le esenzioni connesse all'esportazione di merci e
all'assegnazione alle medesime di una destinazione doganale, nonché i
regimi che prevedevano l'inclusione del valore dei servizi nella base
imponibile nel caso di merci importate.
In tali circostanze il principio della territorialità applicato ad un
certo numero di servizi, in base al quale questi ultimi sono
assoggettati ad imposta nel luogo in cui sono materialmente prestati,
comporta l'obbligo per i soggetti passivi non residenti nello Stato
membro di prestazione dei servizi di pagare 1'IVA nello Stato membro in
cui i servizi stessi vengono prestati e di chiederne successivamente il
rimborso ai sensi dell'ottava (3) o della tredicesima (4) direttiva. Si
tratta soprattutto dei servizi aventi per oggetto lavori relativi a beni
mobili materiali e servizi di trasporto, di natura puramente nazionale
ma direttamente connessi al trasporto intracomunitario di merci (tratto
nazionale di un movimento di merci intracomunitario).
La conseguente proliferazione di casi nei quali viene chiesto un
rimborso ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva ostacola
l'esercizio della libera prestazione di servizi all'interno del mercato
unico.
Inoltre l'aumento delle domande e il loro esame sistematico potrebbero
ritardare l'esecuzione dei rimborsi IVA previsti dall'ottava e dalla
tredicesima direttiva.
E pertanto di primaria importanza , nel contesto delineato, studiare
provvedimenti che possano agevolare rapidamente        l'attività  degli
operatori commerciali, pur non minando i principi di imposizione
associati al completamento del mercato interno.
(1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
(2) GU L 384 del 30.12.1992, pag. 47.
(3) Direttiva del Consiglio 79/1072/CEE; GU L 331 del 27.12.1979,
    pag. 11.
(4) Direttiva del Consiglio 86/560/CEE; GU L 326 del 21.11.1986,
    pag. 40.
 ---pagebreak---                                                                          ™/9o
A tal fine il Regno dei Paesi Bassi chiede l'autorizzazione ad
 introdurre, sulla base dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA,
speciali misure di deroga all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17.
Oggetto di tali misure sarebbe l'esenzione dei servizi di cui al terzo e
quarto trattino dell'articolo 9, paragrafo 2, lettera e ) , nonché dei
servizi di trasporto di merci nazionali direttamente connessi ai
trasporti intracomunitari, purché tali servizi siano prestati a soggetti
passivi di altri Stati membri in possesso dei requisiti necessari per un
rimborso dell'IVA pagata su tali servizi, secondo le procedure stabilite
dall'ottava e dalla tredicesima direttiva. Se applicata nel rispetto di
tale condizione, la deroga non influirebbe sull'importo dell'imposta da
versare allo stadio del consumo finale.
Per aver diritto all'esenzione, la persona residente in un altro Stato
membro, alla quale tali servizi sono forniti, dovrebbe dimostrare la sua
condizione di soggetto passivo secondo le modalità previste dall'ottava
e dalla tredicesima direttiva e dovrebbe inoltre impegnarsi a versare
1'IVA da pagare su una fornitura di servizi che fosse stata erroneamente
esentata. E richiesto inoltre che il prestatore di servizi soggetto al
pagamento dell'imposta entro il territorio del paese indichi sulla
fattura i motivi dell'esenzione e il numero di partita IVA del suo
cliente.
Tuttavia, permanendo la possibilità dell'utilizzo delle destinazioni
doganali per lavori relativi a beni mobili materiali temporaneamente
importati all'interno della Comunità da paesi terzi, dalla presente
deroga sono escluse le prestazioni dei predetti servizi, se fornite a
persone non residenti all'interno della Comunità.
In tal modo la crescita delle attività intracomunitarie nei settori dei
servizi in oggetto non verrebbe ostacolata da oneri fiscali dovuti a
difficoltà di disbrigo delle procedure di rimborso e vi sarebbe il tempo
necessario per considerare altre soluzioni a carattere più permanente.
La Commissione rileva che le misure speciali proposte non pregiudicano i
principi fondamentali della sesta direttiva IVA, segnatamente quello del
luogo della prestazione dei servizi, e semplifica il regime dell'imposta
che sarebbe comunque rimborsabile ai sensi dell'ottava e della
tredicesima direttiva. Di conseguenza la deroga in oggetto non esercita
un effetto negativo sulle risorse proprie della Comunità Europea
derivanti dall'IVA.
La Commissione è convinta che la misura in questione è intesa a
semplificare le procedure di riscossione dell'imposta e ritiene pertanto
opportuno che il Regno dei Paesi Bassi venga autorizzato ad applicare la
misura speciale prevista, ma che tale autorizzazione dovrebbe essere
limitata fino al 31 dicembre 1995.
 ---pagebreak---                                                                        V-7
                          DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                  del ....
che autorizza il Regno dei Paesi Bassi ad applicare una misura di deroga
              all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17
                     della sesta direttiva 77/388/CEE
             in materia di armonizzazione delle legislazioni
     degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta sul valore
aggiunto: base imponibile uniforme, in particolare l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando   che, a norma dell'articolo        27, paragrafo     1 della
direttiva 77/388/CEE,    il   Consiglio,   deliberando    all'unanimità   su
proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad
introdurre misure di deroga alla citata direttiva, allo scopo di
semplificare la riscossione dell'imposta o di evitare talune frodi o
evasioni fiscali;
considerando che, con lettera del 8 giugno 1993 registrata presso la
Commissione il 30 guigno 1993, il Regno dei Paesi Bassi ha sollecitato
l'autorizzazione ad introdurre una misura di deroga all'articolo 17
della direttiva 77/388/CEE;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati il . 14
luglio 1993 della domanda presentata dallo Regno dei Paesi Bassi;
considerando che l'applicazione del regime transitorio IVA comporta
l'assoggettamento ad IVA di taluni lavori relativi a beni mobili
materiali e di taluni servizi di trasporto di beni nel luogo in cui i
predetti   servizi    sono    stati   materialmente    prestati,       senza
considerazione del luogo in cui il soggetto passivo destinatario          di
tali prestazioni è in grado di esercitare i suoi diritti a deduzione, e
che ne consegue pertanto un numero crescente di ricorsi alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE;
 ---pagebreak--- considerando che la moltiplicazione dei casi di ricorso alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE può
rappresentare un ostacolo allo sviluppo degli scambi intracomunitari nel
settore di taluni servizi;
considerando che la misura di deroga in oggetto è intesa a introdurre
una semplificazione che consiste nell'esonerare talune prestazioni di
servizi rese ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese, ma
registrati ai fini IVA all'interno della Comunità, per le quali tali
soggetti passivi avrebbero comunque diritto a rimborso;
considerando che è opportuno imporre ai soggetti passivi taluni obblighi
al fine di evitare la frode e l'evasione fiscali;
considerando auspicabile che tale deroga venga limitata al tempo
necessario per consentire al Consiglio di adottare, sulla base di una
proposta della Commissione, una soluzione definitiva,
considerando che la misura di deroga in questione non ha incidenza sulle
risorse proprie della Comunità europea derivanti dall'imposta sul valore
aggiunto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
 ---pagebreak---                                                                        ÌJ*S
                               Articolo 1
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, il
Regno dei Paesi Bassi è autorizzato ad esonerare le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, rese a soggetti
passivi registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da i Paesi
Bassi conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e)
della direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso
ai sensi della direttiva 79/1072/CEE, se tali prestazioni fossero state
tassate.
                               Articolo 2
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, il
Regno dei Paesi Bassi è autorizzato ad esonerare le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3, paragrafo 2, rese a soggetti passivi
registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da i Paesi Bassi
conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai
sensi della direttiva 86/560/CEE se tali prestazioni fossero state
tassate.
                               Articolo 3
Nelle condizioni previste agli articoli 1 e 2, gli Stati membri sono
autorizzati ad esonerare:
1. le prestazioni di servizi contemplate all'articolo 9, paragrafo 2,
   lettera e, terzo e quarto trattino della direttiva 77/388/CEE,
2. le prestazioni di trasporto localizzate all'interno del paese e
   direttamente connesse ad un trasporto intracomunitario di beni come
   definito all'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva
   77/388/CEE.
                               Articolo 4
In deroga all'articolo 17 della direttiva 77/388/CEE, le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3 e effettuate nelle condizioni di cui
agli articoli 1 e 2 conferiscono diritto a deduzione.
                               Articolo 5
Per beneficiare dell'esonero dall'imposta conformemente agli articoli 1
e 2, il soggetto passivo deve in particolare:
1. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 1:
 ---pagebreak---    - detenere un'attestazione che certifichi che il destinatario è un
     soggetto passivo, emessa nelle forme previste dalle direttive
     79/1072/CEE e 86/560/CEE,
   - detenere una dichiarazione con la quale il destinatario del
     servizio si riconosce responsabile in solido del pagamento
     dell'imposta   dovuta   su    ogni   operazione    che    fosse   stata
     indebitamente esonerata e si impegna a riversare tale imposta al
     prestatore,
   - menzionare, sulla fattura, il motivo dell'esonero e il numero di
     registrazione IVA del destinatario;
2. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 2:
   - soddisfare gli obblighi di cui al paragrafo 1,
   - apportare la prova che la prestazione di trasporto è direttamente
     connessa    ad    un    trasporto     intracomunitario      ai    sensi
     dell'articolo 28ter, titolo     C,   paragrafo   1 della      direttiva
     77/388/CEE.
                                Articolo 6
Il Regno dei Paesi Bassi è autorizzato      ad applicare    tale misura   di
semplificazione fino al 31 dicembre 1996.
                                Articolo 7
Il Regno dei Paesi Bassi è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles,
                                                      Per il Consiglio
                                                        Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                   ù ç
C O M M I S S I O N E     D E L L E    C O M U N I T À '  E U R O P E E
                               Proposta di
                        DECISIONE DEL CONSIGLIO
             CHE AUTORIZZA IL REGNO UNITO AD APPLICARE UNA
        MISURA           DI DEROGA ALL' ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1
 E ALL'ARTICOLO 17 DELLA SESTA DIRETTIVA (77/388/CEE) IN MATERIA DI
    ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE
                   ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA D'AFFARI
 ---pagebreak---                                                                       é
RELAZIONE
La presente proposta di decisione del Consiglio autorizza il Regno Unito ad
introdurre una misura speciale di deroga in conformità dell'articolo 27 della
direttiva 77/388/CEE del 17 maggio 1977 sul sistema comune di imposta sul
valore aggiunto (Sesta direttiva IVA) (1),
modificata da ultimo dalla direttiva 92/111/CEE del Consiglio del 14 dicembre
1992 (2)
Con il completamento del mercato interno il regime di tassazione dei servizi
prestati all'interno della Comunità Europea è stato modificato. Sono state
soppresse le esenzioni connesse all'esportazione di merci e all'assegnazione
alle medesime di una destinazione doganale, nonché i regimi che prevedevano
l'inclusione del valore dei servizi nella base imponibile nel caso di merci
importate.
In tali circostanze il principio della territorialità applicato ad un certo
numero di servizi, in base al quale questi ultimi sono assoggettati ad imposta
nel luogo in cui sono materialmente prestati, comporta l'obbligo per i
soggetti passivi non residenti nello Stato membro di prestazione dei servizi
di pagare 1'IVA nello Stato membro in cui i servizi stessi vengono prestati e
di chiederne successivamente il rimborso ai sensi dell'ottava (3) o della
tredicesima (4) direttiva. Si tratta
soprattutto dei servizi aventi per oggetto lavori relativi a beni mobili
materiali e servizi di trasporto, di natura puramente nazionale ma
direttamente connessi al trasporto intracomunitario di merci (tratto nazionale
di un movimento di merci intracomunitario).
La conseguente proliferazione di casi nei quali viene chiesto un rimborso ai
sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva ostacola l'esercizio della
libera prestazione di servizi all'interno del mercato unico.
Inoltre l'aumento delle domande e il loro esame sistematico potrebbero
ritardare l'esecuzione dei rimborsi IVA previsti dall'ottava e dalla
tredicesima direttiva.
E pertanto di primaria importanza , nel contesto delineato, studiare
provvedimenti che possano agevolare rapidamente l'attività degli operatori
commerciali, pur non minando i principi di imposizione associati al
completamento del mercato interno.
(1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
(2) GU L 384 del 30.12.1992, pag. 47.
(3)        Direttiva del Consiglio 79/1072/CEE; GU L 331 del 27.12.1979,
           pag. 11.
(4)        Direttiva del Consiglio 86/560/CEE; GU L 326 del 21.11.1986,
           pag. 40.
 ---pagebreak---                                                                 V}
A tal fine il Regno Unito chiede l'autorizzazione ad introdurre, sulla base
dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA, speciali misure di deroga
all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17. Oggetto di tali misure sarebbe
l'esenzione dei servizi di cui al terzo e quarto trattino dell'articolo 9,
paragrafo 2, lettera e ) , nonché dei servizi di trasporto di merci nazionali
direttamente connessi ai trasporti intracomunitari, purché tali servizi siano
prestati a soggetti passivi di altri Stati membri in possesso dei requisiti
necessari per un rimborso dell'IVA pagata su tali servizi, secondo le
procedure stabilite dall'ottava e dalla tredicesima direttiva. Se applicata
nel rispetto di tale condizione, la deroga non influirebbe sull'importo
dell'imposta da versare allo stadio del consumo finale.
Per aver diritto all'esenzione, la persona residente in un altro Stato membro,
alla quale tali servizi sono forniti, dovrebbe dimostrare la sua condizione di
soggetto passivo secondo le modalità previste dall'ottava e dalla tredicesima
direttiva e dovrebbe inoltre impegnarsi a versare 1'IVA da pagare su una
fornitura di servizi che fosse stata erroneamente esentata. E richiesto
inoltre che il prestatore di servizi soggetto al pagamento dell'imposta entro
il territorio del paese indichi sulla fattura i motivi dell'esenzione e il
numero di partita IVA del suo cliente.
Tuttavia, permanendo la possibilità dell'utilizzo delle destinazioni doganali
per lavori relativi a beni mobili materiali temporaneamente          importati
all'interno della Comunità da paesi terzi, dalla presente deroga sono escluse
le prestazioni dei predetti servizi, se fornite a persone non residenti
all'interno della Comunità.
In tal modo la crescita delle attività intracomunitarie nei settori dei
servizi in oggetto non verrebbe ostacolata da oneri fiscali dovuti a
difficoltà di disbrigo delle procedure di rimborso e vi sarebbe il tempo
necessario per considerare altre soluzioni a carattere più permanente.
La Commissione rileva che le misure speciali proposte non pregiudicano i
principi fondamentali della sesta direttiva IVA, segnatamente quello del luogo
della prestazione dei servizi, e semplifica il regime dell'imposta che sarebbe
comunque rimborsabile ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva. Di
conseguenza la deroga in oggetto non esercita un effetto negativo sulle
risorse proprie della Comunità Europea derivanti dall'IVA.
La Commissione è convinta che la misura in questione è intesa a semplificare
le procedure di riscossione dell'imposta e ritiene pertanto opportuno che il
Regno Unito venga autorizzato ad applicare la misura speciale prevista, ma che
tale autorizzazione dovrebbe essere limitata fino al 31 dicembre 1995.
 ---pagebreak---                                                                     i8
                           DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                   del ....
     che autorizza il Regno Unito ad applicare una misura di deroga
               all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17
                      della sesta direttiva 77/388/CEE
              in materia di armonizzazione delle legislazioni
      degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta sul valore
aggiunto: base imponibile uniforme, in particolare l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando    che, a norma dell'articolo        27, paragrafo      1 della
direttiva 77/388/CEE,     il   Consiglio,   deliberando   all'unanimità    su
proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad
introdurre misure di deroga alla citata direttiva, allo scopo di
semplificare la riscossione dell'imposta o di evitare talune frodi o
evasioni fiscali;
considerando che, con lettera del 10 maggio 1993 registrata presso la
Commissione    il 22 giugno 1993, il Regno Unito ha               sollecitato
l'autorizzazione ad introdurre una misura di deroga all'articolo 17
della direttiva 77/388/CEE;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati           il  14
luglio 1993 della domanda presentata dallo Regno Unito;
considerando che l'applicazione del regime transitorio IVA comporta
l'assoggettamento ad IVA di taluni lavori relativi a beni mobili
materiali e di taluni servizi di trasporto di beni nel luogo in cui i
predetti    servizi    sono   stati    materialmente    prestati,       senza
considerazione del luogo in cui il soggetto passivo destinatario           di
tali prestazioni è in grado di esercitare i suoi diritti a deduzione, e
che ne consegue pertanto un numero crescente di ricorsi alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE;
 ---pagebreak--- considerando che la moltiplicazione dei casi di ricorso alle procedure
di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e 86/560/CEE può
rappresentare un ostacolo allo sviluppo degli scambi intracomunitari nel
settore di taluni servizi;
considerando che la misura di deroga in oggetto è intesa a introdurre
una semplificazione che consiste nell'esonerare talune prestazioni di
servizi rese ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese, ma
registrati ai fini IVA all'interno della Comunità, per le quali tali
soggetti passivi avrebbero comunque diritto a rimborso;
considerando che è opportuno imporre ai soggetti passivi taluni obblighi
al fine di evitare la frode e l'evasione fiscali;
considerando auspicabile che tale deroga venga limitata al tempo
necessario per consentire al Consiglio di adottare, sulla base di una
proposta della Commissione, una soluzione definitiva,
considerando che la misura di deroga in questione non ha incidenza sulle
risorse proprie della Comunità europea derivanti dall'imposta sul valore
aggiunto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
 ---pagebreak---                                                                     J"0
                               Articolo 1
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, il
Regno Unito è autorizzato ad esonerare le prestazioni di servizi
contemplate all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, rese a soggetti passivi
registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da il Regno Unito
conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai
sensi della direttiva 79/1072/CEE, se tali prestazioni fossero state
tassate.
                               Articolo 2
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, il
Regno Unito è autorizzato ad esonerare le prestazioni di servizi
contemplate all'articolo 3, paragrafo 2, rese a soggetti passivi
registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso da il Regno Unito
conformemente all'articolo 22, paragrafo 1, lettere e ) , d) e e) della
direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero beneficiato di un rimborso ai
sensi della direttiva 86/560/CEE se tali prestazioni fossero state
tassate.
                               Articolo 3
Nelle condizioni previste   agli  articoli  1 e  2,  gli  Regno  Unito è
autorizzati ad esonerare:
1. le prestazioni di servizi contemplate all'articolo 9, paragrafo 2,
   lettera e, terzo e quarto trattino della direttiva 77/388/CEE,
2. le prestazioni di trasporto localizzate all'interno del paese e
   direttamente connesse ad un trasporto intracomunitario di beni come
   definito all'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva
   77/388/CEE.
                               Articolo 4
In deroga all'articolo 17 della direttiva 77/388/CEE, le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3 e effettuate nelle condizioni di cui
agli articoli 1 e 2 conferiscono diritto a deduzione.
                               Articolo 5
Per beneficiare dell'esonero dall'imposta conformemente agli articoli 1
e 2, il soggetto passivo deve in particolare:
1. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 1:
 ---pagebreak---    - detenere un'attestazione che certifichi che il destinatario è un
     soggetto passivo, emessa nelle forme previste dalle direttive
     79/1072/CEE e 86/560/CEE,
   - detenere una dichiarazione con la quale il destinatario del
     servizio si riconosce responsabile        in solido del pagamento
     dell'imposta   dovuta   su    ogni  operazione    che   fosse    stata
     indebitamente esonerata e si impegna a riversare tale imposta al
     prestatore,
   - menzionare, sulla fattura, il motivo dell'esonero e il numero di
     registrazione IVA del destinatario;
2. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 2:
   - soddisfare gli obblighi di cui al paragrafo 1,
   - apportare la prova che la prestazione di trasporto è direttamente
     connessa    ad    un    trasporto     intracomunitario    ai     sensi
     dell'articolo 28ter, titolo     C,  paragrafo    1 della    direttiva
     77/388/CEE.
                                Articolo 6
Il Regno Unito è autorizzato ad applicare tale misura di semplificazione
fino al 31 dicembre 1995.
                                Articolo 7
Il Regno Unito è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles,
                                                      Per il Consiglio
                                                        Il Presidente
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                              COM(93) 403 def.
                                                                                    \
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                         06 09
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-434-IT-C
                                                             ISBN 92-77-58760-1
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo