CELEX: 51974PC0342
Language: it
Date: 1974-03-22
Title: Proposta di SECONDA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa alle imposte diverse dalle imposte sulla cifra d'affari che gravano sul consumo dei tabacchi lavorati (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (74) 342
Vol. 1974/0061
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---    COMMISSIONS DEIXS COMUNIfA EUROPEE
                                           COM(74)342 def.
                                           Bruxelles , il 22 marzo 1974
                                   Proposta ai
                         SECONDA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
            relativa alle imposte diverse dalle imposte sulla cifra
            d' affari che gravano sul consumo dei tabacchi lavorati
                   (presentata dalla Commissione al Consiglio )
C0M(74 ) 342 def .
 ---pagebreak---                                 R3LA3I0NE
I. Considerazirni generali
1.      Il 19 dicembre 1972 il Consiglio ha adottato una prima direttiva
nel settore dell Armonizzazione delle imposte sul consumo che gravano
sui tabacchi lavorati ( l ). Questa armonizzazione ha l' obiettivo di
realizzare , sul piano delle imposte sul consumo applicabili ai tabacchi
lavorati , le condizioni indispensabili per la libera circolazione dei
prodotti lavorati del tabacco all' interno della Comunità . Se attualmente
i mercati degli Stati membri dei tabacchi lavorati sono particolarmente
isolati in compartimenti stagni , ciò 1 è dovuto essenzialmente alle
differenze tra le strutture delle accise applicate dagli Stati membri .
Dato che l' onere tributario costituisce , in linea di massima , l' elemento
principale dei prezzi di vendita al dettaglio dei prodotti lavorati del
tabacco , la diversità delle strutture delle accise determina effetti­
vamente in larga misura le differenze tra le condizioni di concorrenza
esistenti sui mercati degli Stati membri . Con l' armonizzazione delle
strutture delle accise è pertanto possibile ravvicinare tali condizioni
di concorrenza , favorendo cosi' l' interpenetrazione dei mercati .
2.      La direttiva del 19 dicembre 1972 , che stabilisce i principi
di un' imposizione armonizzata delle sigarette , costituisce un primo
passo in questo senso . Tuttavia , per conseguire pienamente l' obiettivo
dell' armonizzazione , occorre altresì' determinare sili piano comunitario
le strutture delle accise che colpiscono i tabacchi lavorati diversi
dalle sigarette . Prima di poter accingersi a tale compito , appare
tuttavia necessario , determinare i prodotti cui le strutture armonizzate
si applicheranno . In altri termini , è necessario anzitutto armonizzare
le diverse materie soggette a imposta , cioè stabilire e definire sul
piano comunitario i vari gruppi di tabacchi lavorati .
( 1 ) G.U. n° L 303 del 31.12.1972
 ---pagebreak---                                   - 2 -
3-     La ripartizione dei tabacchi lavorati in parecchi gruppi di prodotti
si impone per il fatto che i prodotti lavorati del tabacco non hanno
tutti le stesse cai?e.jbtoxistiche , né le stesse destinazioni . Cosà.' {
ad esempio , non vi è dtòbiàeche i sigari e i tabacchi da fumo presentano
differenze tali , che ci si trova in presenza di due categorie distinte
di prodotti . Analogamente , i sigari e i sigaretti sono rivolti per lo
più a tipi diversi di consumatori . Da quanto precede risulta che non       /
si deve necessariamente sottoporre l' insieme dei tabacchi lavorati
ad una sola e medesima accisa . Al contrario , sarebbe opportuno adattare
i sistemi di imposizione alle particolarità peculiari di ciascun tipo
di tabacco lavorato . Analogamente , i livelli di imposizione devono tener
conto delle possibilità contributive di ciascuno di questi tipi di
tabacco lavorato . Ora , la ripartizione dei tabacchi lavorati in parecchi
gruppi permette di articolare la loro imposizione in funzione di tali
esigenze .
1*.    Attualmente la maggior parte degli Stati membri classifica già
i tabacchi lavorati all' interno di diversi gruppi e applica in linea
di massima a ciascuno di questi gruppi strutture e livelli di imposizione
che differiscano da quelli cui sono soggetti gli altri gruppi . Tuttavia ,
esistono disparità talvolta molto rilevanti tra il numero e la natura
dei gruppi presi in considerazione dagli Stati membri# Cosi 1 , mentre
taluni Stati membri fanno una distinzione o tra sigari e sigaretti ,
o tra sigari con fascia di tabacco naturale e sigari con fascia di tabacco
ricostituito , gli altri Stati membri non riconoscono siffatte differen­
 ziazioni ed applicano ai sigari la stessa imposta sul consumo indipen­
 dentemente dal loro peso o dalla natura della loro fascia . Analogamente ,
 se in 7 Stati membri esiste un solo gruppo di imposizione per il
tabacco da fumo , la Danimarca e la R.F. di Germania applicano imposizioni
 diverse al trinciato fine e a quello grosso . Accanto a queste differenze ,
ne esistono altre che hanno tutte l' effetto di modificare , a seconda
 degli Stati membri , le situazioni concorrenziali in cui i diversi
prodotti del tabacco si vengono a trovare . Si impone pertanto 1 ? armoniz­
 zazione dei diversi gruppi di tabacco lavorato , anche per eliminare le
 suddette differenze sul piano delle condizioni di concorrenza .
 ---pagebreak---                                       3
       Per essere pienamente efficace » quest' armonizzazione non soltanto
 deve riguardare la determinazione dei gruppi di tabacchi lavorati » ma
 deve provocare altresì 1 definizioni comunitarie di detti gruppi .
 6.    Inoltre va fatto presente che la necessità di una siffatta
 armonizzazione è stata esplicitamente riconosciuta dalla direttiva
 del 19 dicembre 1972 » che all' articolo 3 » par . 2 stabilisce che s " Su
 proposta della Commissione » il Consiglio adotta le disposizioni necessarie
 per determinare in quale modo convenga definire e raggruppare i tabacchi
 lavorati ".
 7.    La presente proposta di direttiva ha dunque un duplice eòbiett ivo t
 suddividere i tabacchi lavorati in vari gruppi ed enunciare definizioni
 armonizzate di questi gruppi di tabacchi lavorati .
II •   Determinazione dei gruppi di tabacchi lavorati
 8.    Come è già stato accennato , ogni gruppo di tabacchi lavorati
 costituirà una materia imponibile a parte . Ne risulta che tutti i prodotti
 appartenenti ad un gruppo dovranno essere soggetti allo stesso sistema
 di imposizione . La definizione sul piano comunitario di gruppi di tabacchi
 lavorati dovrà dunque rispettare talune esigenze .
 9.    In primo luogo è necessario evitare che vengano classificati in
 gruppi diversi prodotti che nel consumatore suscitano la stessa reazione
 e che egli pertanto considera similari . Se ciò' si dovesse verificare .
 si correrebbe il rischio che prodotti direttamente concorrenti vengano
 sottoposti a strutture e livelli di accisa diversi » con la conseguenza di
 alterare le condizioni di concorrenza .
10 .   In secondo luogo » sarà necessario fare attehzione a non classificare
 in uno stesso gruppo prodotti che hanno capacità contributive molto
 diverse . Ne risulterebbe infatti una limitazione delle entrate che
 possono essere ricavate dall' accisa .
 ---pagebreak--- 11 »    Infine , per evitare complicazioni nella futura elaborazione
delle soluzioni di armonizzazione e nella loro applicazione da parte
degli Stati membri , sembra indispensabile limitare nella misura del
possibile il numero dei gruppi di tabacchi lavorati . Tuttavia questo
intento di semplificazione non deve ostacolare una diversificazione
quando quest' ultima risulta necessaria , soprattutto per motivi economici
o per i succitati motivi di rendimento fiscale .
12 .    Tenuto conto delle considerazioni che precedono , sembra opportuno
stabilire a livello comunitario i seguenti gruppi di tabacchi lavorati t
        a ) i sigari
        b ) le sigarette
        c ) il tabacco da fumo
        d ) il tabacco da fiuto
        e ) il tabacco da masticare
13 *    Il gruppo " sigari" comprende una moltitudine di prodotti che
spesso si differenziano per il peso , il modo di fabbricazione , il
prezzo , la qualità ecc . Tuttavia non è possibile non riconoscere a
prodotti tanto diversi una certa affinità , che viene dimostrata dal
fatto che tutti i prodotti suddetti si indirizzano in linea di massima'
indistintamente verso una stessa categoria di consumatori e che pertanto
sono destinati a soddisfare le stesse esigenze . Per questo motivo sembra
opportuno classificare l' insieme dei sigari in un solo e medesimo
gruppo . Tuttavia , per motivi fiscali , sarebbe prematuro escludere sin
d' ora una differenziazione dei sigari in base al peso . I piccoli sigaretti
possono eventualmente , se beneficiano di un vantaggio di prezzo rispetto
alle sigarette , fare concorrenza diretta alle sigarette e compromettere
il livello delle entrate dell' accisa , se questo vantaggio di prezzo è
imputabile ad una fiscalità ridotta . Di conseguenza , i sigaretti devono
essere soggetti ad un onere fiscale di livello sufficientemente elevato
rispetto a quello che grava sulle sigarette . Ora , se si applicasse al
gruppo sigari , di cui fanno parte i sigaretti , un' aliquota elevata ,
in presenza di determinate strutture di accisa ( ad esempio un' accisa
puramente proporzionale al prezzo di vendita al dettaglio ) la situazione
di mercato dei prodotti più grandi , e quindi più cari , di questo gruppo
potrebbe essere seriamente compromessa . Quindi , finché le strutture
 ---pagebreak--- di imposizione armonizzate non saranno state fissate , non sembra opportuno
escludere una differenziazione dei sigari in base al peso . Proprio per
questo motivo la proposta di direttiva stabilisce all' articolo 2 la
possibilità per gli Stati membri di suddividere i sigari tra i due
gruppi seguenti s
         - sigari la cui massa unitaria non supera i 2,3 g
         - sigari la cui massa unitaria supera i 2,3 g «
Nella stessa prospettiva si propone di rinviare al massimo allM.1.1980
la decisione del Consiglio concernente la soppressione di tale facoltà
di differenziazione o il suo riordinamento sul piano comunitario .
1*f .   Proprio come nel caso dei sigari , anche le sigarette sono di
tipi diversi . Tuttavia , da un altro punto di vista , non vi è dubbio
che , per le loro caratteristiche proprie , il consumatore le consideri
similari . Inoltre esse si prestano tutte a una imposizione relativa­
mente pesante . Pertanto è opportuno classificarle in un solo gruppo .
15 »    Il raggruppamento dei tabacchi da fumo all' interno di uno stesso
gruppo si giustifica per il fatto che tutti questi prodotti possono essere
fumati nella pipa . Tuttavia , taluni tabacchi da fumo ; cioè i trinciati
fini , possono altresì' essere usati per la confezione di sigarette
arrotolate a mano . Questa situazione può' implicare conseguenze relative ul
al livello dell' onere fiscale da applicare , da un lato , al trinciato fine ,
dall' altro e al trinciato grosso . Infatti il trinciato grosso , che
viene esclusivamente fumato nella pipa , richiede una tassazione rela­
tivamente debole , affinchè la sua situazione di mercato non venga
compromessa . Invece , per evitare una differenza troppo rilevante tra
il livello dell' onere fiscale che gravaseli trinciato fine e quello
che grava sulle sig&Éette , può' essere necèssaria evantualrhente ' un r imposi­
zione più elevata del trinciato fine , anche se lo stesso tabacco'
sostituisce talvolta il trinciato grosso . Infatti una tale differènza
rischierebbe di favorire il consumo di sigarette arrotolate a mano e
potrebbe quindi provocare una diminuzione delle entrate fiscali . Tut­
tavia , sembra che il consumo di. sigarette confezionate a mano sia in
costante flessione . Se questa tendenza dovesse confermarsi ,         .
                                                                          /.
 ---pagebreak---  una differenziazione tra trinciato grosso e trinciato fine diventerebbe
 superflua , dato che un' imposizione anche relativamente debole del trinciato
 fine non dovrebbe determinare in questo caso ripercussioni sensibili
 sul piano delle entrate fiscali . Stando cosi' le cose sembra opportuno
 rinviare a una data ulteriore la decisione riguardante un' eventuale
 distinzione tra trinciato grosso e trinciato fine . Proprio per questo
 motivo , come nel caso dei sigari , la proposta di direttiva autorizza ,
 provvisoriamente , gli Stati membri a suddividere i tabacchi da fumo
 in due gruppi e cioè j
 - il tabacco da fumo trinciato fine e
 - il tabacco da fumo trinciato grosso .
 Anche la decisione definitiva sull' eliminazione di questa facoltà di
 differenziazione o sulla sua sistemazione sul piano comunitario dovrà
 essere presa dal Consiglio al più tardi entro 1M.1.1980 .
 16.»    I tabacchi da fiuto e quelli da masticare corrispondono a usi
 cosi' particolari che sarà senz' altro necessario classificarli all' interno
 di due gruppi a parte .
III . Definizioni dei gruppi di tabacchi lavorati
 17 .    Il problema principale suscitato dall' elaborazione di definizioni
 per i diversi gruppi di tabacchi lavorati consiste nella delimitazione
 tra i sigari e le sigarette . Infatti , dato che le sigarette sono soggette
 a un onere fiscale nettamente più pesante di quello dei sigari , bisogna
 evitare che i prodotti considerati come sigarette dai consumatori ,
 vengano classificati nel gruppo " sigari". Pertanto i criteri di
 definizione dei sigari devpno essere molto rigidi e corrispondere
 alle caratteristiche tipiche di tali prodotti che sono determinanti
 per i consumatori .
 18 .    La definizione del sign.ro contenuta nall 'articolo  della
 proposta di direttiva tiene conto delle oonsiderazioni che precedono .
 A proposito di questa definizione vanno formulate le seguenti osservazioni l
 ---pagebreak---                                         - 7 -
          - I rotoli di tabacco muniti di una fascia esterna di tabacco
naturale rientrano sempre nella categoria dei sigari . Infatti i metodi
di fabbricazione particolari che richiede l' apposizióne di una foglia
di tabacco naturale determinano costi di produzione tali che è econo­
micamente impossibile confezionare prodotti paragonabili alle sigarette
munite di un involucro di tabacco naturale .
          - Quando la fascia esterna è costituita da un materiale diverso
dal tabacco naturale , una distinzione tra sigari e sigarette in ba-s&
alla sola natura della fascia risulta insuf f ioiente ed è pertanto
opportuno ricorrere agli altri criteri che agli occhi del consumatore
determinano l' immagine universale del sigaro . Per questo motivo i
punti 2 e 3 dell' articolo '+ della proposta di direttiva , accanto alla •
natura della fascia , che dev' essere di tabacco ricostituito , prendono
in considerazione anche i seguenti elementi :
          - il colore del prodotto ; infatti contrariamente alle sigarette ,
              i sigari non sono mài di colore bianco $
          - le àìménsiohx eli trinciatura delle particelle di tabacco
              che formano l' interno del prodotto ; al contrario di quanto
             accade per le sigarette , l' interno dei sigari non è costituito
              da trinciato fine .
          Per delimitare ancora più nettamente rispetto alle sigarette
i sigari con una fascia di tabacco non naturale è previsto inoltre f
cu .n b 3 re; f . a-a
          - che i sigari di peso inferiore ai 2,3 g e che quindi , per la
              loro forma e il loro peso , sono comparabili alle sigarette ,
              debbano - avere due involucri di tabacco ricostituito e che
              l' involucro esterno debba essere apposto a spirale . Infatti »
              le sigarette hanno un solo involucro che , in generale , è di
                                                                           ri
              carta e la cui cucitura e longitudinale !
    1-                                          ;
          - che i sigari di peso inferiore ai 2,3 g e eunitirélxuna sola .
              fascia debbano avere una circonferenza , su almeno un terzo
              della loro lunghezza , di 3^ n™ come minimo , il che li differenzia
              dunque dalle sigarette : non soltanto per il loro peso
               ( sigarette ì + 1 g) ma anche per la loro forma ( circonferenza
 ---pagebreak--- delle sigarette t tra 25 e 30 mm ).
19 »    Le sigarette sono definite in contrapposizione ai sigari ; ciò'
significa che tutti i rotoli di tabacco che non rispondono alla defini­
zione dei sigari sono automaticauente considerati , per eliminazione
come sigarette .
20 »    D' altro       va notata la necessità di una disposizione che
limiti la lunghezza di tuia sigaretta . Infatti il sistema di imposizione
delle sigarette , che prevede un' accisa o aliquota ad valorem , combinata
con un' aliquota specifica calcolata per unità di prodotto , potrebbe
incoraggiare la fabbricazione di sigarette extra lunghe per limitare
l' incidenza della quota specifica . Per questo motivo , l' articolo 5 ,
paragrafo 2 , dispone che le sigarette la cui lunghezza senza filtro
e bocchino sia compresa tra 9 cm e 18 cm , siano considerate come
2 sigarette ai fini della tassazione . Analogamente , i prodotti compresi
tra 18 e 27 cm sono considerati come 3 sigarette , e coei 1 via .
21 .    Le definizioni previste per i prodotti diversi dai sigari e
dalle sigarette non sembrano dar luogo a problemi particolari .
22 .    Infine va rilevato che la proposta di direttiva assimila ai
tabacchi lavorati i prodotti che rispondono alle definizioni date per
i sigari , le sigarette e i tabacchi da fumo , anche se essi sono costituiti
parziàlmente o esclusivamente da sostanze diverse dal tabacco . Analoga­
mente sono considerati come tabacco da fiuto o da masticare i prodotti
che corrispondonoliìle definizioni degli stessi tabacchi lavorati , anche
se sono costituiti parzialmente da sostanze diverse dal tabacco . Tuttavia ,
per l' applicazione dell' accisa , i prodotti che no£ contengono tabacco
non sono considerati come tabacchi lavorati quando hanno una funzione
esclusivamente medica ( es . sigarette all' eucalipto ).
IV . Misure trans itorie e disposizioni particolari riguardanti taluni
     Stati membri
2J .    Come precedentemente indicato , i tabacchi lavorati che appartengono
a uno stesso gruppo di prodotti dovranno essere sottoposti non soltanto
alla stessa struttura di accisa , ma anche alla stessa aliquota ( art . 3 )»
 ---pagebreak---                                    - 9 -
Ora , il solo fatto di stabilire una classificazione comunitaria, dei
tabacchi lavorati obbligherà gli Stati membri ad apportare modifiche t
talvolta sensibili , alle rispettive legislazioni nazionali attuali .
Analogamente ; l' applicazione di definizioni comunitarie dei gruppi di
tabacchi lavorati rischia di avere ripercussioni rilevanti sui regimi
d' imposizione nazionali . Per evitare che tali cambiamenti provochino
in taluni Stati membri trasformazioni troppo brutali delle strutture
di mercato , che potrebbero eventualmente avere implicazioni economiche
e sociali inaccettabili , la proposta di direttiva stabilisce all' arti­
colo 11 di concedere ai suddetti Stati membri un termine di tre anni
a partire dalla sua entrata in applicazione , per facilitare un loro
allineamento sui gruppi di prodotti o sulle loro definizioni comunitarie .
        D' altronde , si è giudicato opportuno , per eliminare complicazioni
inutili , escludere dall' armonizzazione taluni tabacchi da fumo che
hanno Tina diffusione puramente locale o regionale ( art . 12 , par . 1 ).
Tuttavia , per evitare che anche tale disposizione possa essere al­
l' origine di perturbazioni della concorrenza , è previsto che in caso
di necessità il Consiglio potrà abolirla .
 ---pagebreak---                  Proposta di seconda direttiva del Consiglio
                 relativa alle imposte diverse dall' imposta
                 sulla cifra d' affari che gravano sul consumo
                          dei tabacchi lavorati
            Il Consiglio delle Comunita Europee ,
            Visto il Trattato che istitutisce la Comunità Economica Europea ,
in particolare gli articoli 99 e 100 ,
            Vista la direttiva del Consiglio , del 19 dicembre 1972 ,
relativa alle imposte diverse dall' imposta sulla cifra d' affari che
gravano sul consumo dei tabacchi lavorati ( 1 ),
            Vista la proposta della Commissione ,
            Visto il parere del Parlamento Europeo ,
            Visto il parere del Comitato Economico e Sociale ,
            Considerando che esistono più tipi di tabacchi lavorati
che si differenziano tra loro per le rispettive caratteristiche e per
gli usi ai quali sono destinati ;
            Considerando che occorre adattare le strutture e i livelli
dell' accisa sui tabacchi lavorati alle peculiarità proprie di ciascuno
di questi tipi di tabacco e che a questo scopo è necessario suddividerli
in più gruppi di imposizione j
           Considerando che nsXl© legiclazioirl^fitlàSIlrdBgli Stati
membri esistono attualmente differenze circa il numero e la natura
di tali gruppi } che questi gruppi sono soggetti a regimi di accisa
differenti ; che queste differenze determinano disparità nelle situa­
zioni concorrenziali in cui si trovano i tabacchi lavorati nei vari
Stati membri ed ostano pertanto alla libera circolazione di tali
prodotti all' interno della Comunità ;
( 1 ) G.D. n° L 303 del 31.12.1972
 ---pagebreak---            Considerando che , prima di procedere all' armonizzazione dei r
regimi di accisa , è opportuno dunque armonizzare i gruppi di tabacchi
lavorati ; che ciò' implica la determinazione del loro numero e la
definizione della loro natura ;
           Considerando che sembra prematuro fissare in maniera definitiva
il numero di gruppi di tabacchi lavorati per i sigari ed il tabacco
da fumo ;
           Considerando che per motivi economici è opportuno prevedere
deroghe transitorie per taluni Stati membri ;
           Considerando che è necessario garantire l' applicr.zione
coordinata delle disposizioni della presente direttiva e che a questo
scopo è indispensabile prevedere una procedura efficace che permetta
di adottare , se del caso , le disposizioni d' applicazione necessarie ;
che la procedura del Comitato delìer.àccise è tale da consentire
l' adozione di queste disposizioni in modo semplice e rapido ;
           HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
 ---pagebreak---                                   Articolo 1
     Fatte salve le disposizioni dell' articolo 2 , sono -considerati-come
gruppi di tabacchi lavorati t
     a ) i sigari
     b ) le sigarette
     c ) il tafcacco da fumo
     d ) il tabacco da fiuto
     e ) il tabacco da masticare .
                                 Articolo 2
1.   In deroga all' articolo 1 , gli Stati membri possono suddividere i
sigari nei due gruppi di tabacchi lavorati seguenti t
     - sigari la cui massa unitaria non superi i 2,3 g
     - sigari la cui massa unitaria superi i 2,3 g-
2.   In deroga all' articolo 1 , gli Stati membri possono suddividere i
tabacchi da fumo nei due gruppi di tabacchi lavorati seguenti »
     - tabacco da fumo trinciato fine
     - tabacco da fumo trinciato grosso .
3.   Su proposta della Conmir>.si*à«;}lil Consiglio adotta al più tardi
entro 1' 1.1 . 1980 , i provvedimenti necessari per la soppressione o il
riordinamento sul piano comunitario delle disposizioni di cui ai pre­
cedenti paragrafi 1 e 2 .
                                 Arr-lcolo 3
     Tutti i prodotti appartenenti ad uno stesso gruppo di tabacchi
lavorati devono essere sottoposti allo stesso sistema ed allo stesso
livello d' imposizione .
 ---pagebreak---                                     - if -
                                   Articolo
      Sono considerati sigari , se possono essere fumati tal quali , i
seguenti prodotti s
1 ) i rotoli di tabacco muniti di una fascia esterna di tabacco neiur-ilef
2 ) i rotoli di tabacco color sigaro muniti di una fascia esterna e di
    ima sottofascia di tabacco ricostituito ( T.D.C. 2^.02 E ), quando
    almeno il 60 % in peso delle particelle di tabacco ha una larghezza
    ed lina lunghezza superiori ad 1,75 mm e quando la fascia è apposta
    a spirale con un angolo acuto minimo di 30° rispetto all' asse longi­
    tudinale del sigaro }
3 ) i rotoli di tabacco color sigaro muniti di una fascia esterna di tabacco
    ricostituito ( T.D.C , 2^.02 E ), quando la loro massa unitaria , senza
    filtro né bocchino , è eguale o superiore a 2,3 g . , il 60 % almeno ,
    in peso , delle particelle di tabacco ha una larghezza ed una lun­
    ghezza superiori ad 1,75 rara ed il loro perimetro è uguale o superiore
    a     mei per almeno 1 /3 della loro lunghezza .
                                   Articolo 5
1.    Sono considerati sigarette i rotoli di tabacco che possono essere
fumati tal quali e che non sono sigari a norma dell' articolo        ,
2.    Ai fini dell' applicazione dell' accisa , un rotolo di tabacco , tra
quelli previsti al precedente paragrafo 1 , è considerato come due
sigarette quando ha una lunghezza compresa tra i 9 cm ed i 18 cmj
come 3 sigarette quando ha una lunghezza compresa tra i 18 cm ed i
27 cm , e cosi » via .
                                  Articolo 6
      Sono considerati come tabaccai da fumo t
1 ) il tabacco trinciato , battuto , filato o compresso in tavolette , che
    può' essere fumato senza successiva trasformazione industriale }
2 ) i ritagli ^ sigari che non superano i 20 mm .
 ---pagebreak---                                Artxcolo 7
     E' considerato come tabacco da masticare il tabacco presentato
in rotoli , in barre f in lamine , in cubi o in tavolette , imbevuto di
sughi in maniera tale da potere essere masticato , ma non fumato .
                               Articolo 8
     E 1 considerato come tabacco da fiuto il tabacco in polvere o in
grani che può' essere fiutato , ma non fumato .
                               Articolo 9
1.   Sono assimilati ai sigari , alle sigarette ed al tabacco da fumo
i prodotti costituiti esclusivamente o parzialmente da sostanze diverse
dal tabacco , ma che rispondono agli altri «riteri degli articoli da k
a 6 della presente direttiva . Tuttavia , per essere assimilati ai
sigari definiti all' articolo      punti 1 , 2 , 3 » questi prodotti devono
in ogni caso essere muniti rispettivamente :
     - di una fascia di tabacco naturale ,
     - di una fascia e di una sottofascia di tabacco ricostituito ,
     - di una fascia di tabacco ricostituito .
2.   Sono assimilati al tabacco da masticare ed al tabacco da fiuto
i prodotti costituiti parzialmente da sostanze diverse dal tabacco ,
ma che rispondono agli altri criteri degli articoli 7 ed 8 della
presente direttiva .
                              Articolo 10
     In deroga all' articolo 9t paragrafo 1 , i prodotti che non conten­
gono tabacco non sono considerati come tabacchi lavorati quando hanno
una funzione esclusivamente medica .
                                                                       ./
 ---pagebreak---                                    - 6 -
                               Articolo 11
1»    In deroga all' articolo 3 , il Belgio , l' Italia , il Lussemburgo ed
i Paesi Bassi sono autorizzati ad applicare livelli d' imposizione
diversi ai sigari con fascia esterna di tabacco naturale ed ai sigari
con fascia esterna di tabacco ricostituito . Analogamente ^ la Repubblica
federale di Germania è autorizzata ad applicare ai tabacchi da fumo
contenenti almeno il 30 % di' costole di tabacco un livello d' imposi­
zione inferiore a quello cui sono soggetti gli altri tabacchi da fumo .
2,    In deroga all' articolo k della presente direttiva , la Repubblica
federale di Germania è autorizzata ad assimilare ai sigari , tanto i
rotoli di tabacco la cui fascia è apposta a spirale con un angolo
inferiore a 30° rispetto all' asse longitudinale , purché le loro altre
caratteristiche siano conformi alle condizioni dell' articolo 4 , para­
grafo 2 , quanto i rotoli di tabacco il cui perimetro non è uguale o
superiore a 3^ mm su almeno 1 /3 della loro lunghezza , purché le loro
altre caratteristiche siano conformi alle condizioni di cui all' articolo
paragrafo 3 »
3 « Al più tardi 3 anni dopo la data dell' entrata in vigore della ■
presente direttiva , gli Stati membri di cui ai paragrafi 1 e 2 di
cui sopra aboliscano le deroghe ivi previste .
                               Articolo 12
1.    La direttiva del 19.12.1972 relativa alle imposte diverse dal­
l' imposta sulla cifra d' affari che gravano sul consumo dei tabacchi
lavorati e la presente direttiva non si applicano all' accisa applicata
dall' Irlanda sui tabacchi lavorati denominati Hard pressed tobacco e
dalla Repubblica Federale di Germania sui tabacchi lavorati denominati
Rippentabak , Strangtabak e Kau-Feinschnitt .
2 . Se necessario , il Consiglio , su proposta della Commissione ,
decide l' abolizione della disposizione di cui al precedente paragrafo 1 »
                                                                            /.
 ---pagebreak---                                Articolo 13
     In quanto necessario saranno prese disposizioni comunitarie di
applicazione degli articoli da 1 a 12 compreso , secondo la procedura
stabilita dalla decisione del Consiglio n°          che istituisce un
Comitato delle accise .
                              Articolo 14
1.   Gli Stati membri mettono in vigore , al più tardi il 1° luglio 1975 »
le disposizioni legislative , regolamentari ed amministrative necessarie
per conformarsi alla presente direttiva e ne informano immediatamente
la Commissione . Il Regno Unito e l' Irlanda possono rinviare l' applicazione
delle disposizioni di cui sopra fino al 31 dicembre 1977 al più tardi .
2.   Gli citati membri provvedono a comunicare alla Commissione il
testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano
nel settore disciplinato dalla presente direttiva .
                              Articolo 15
     Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .