CELEX: C2000/149/35
Language: it
Date: 2000-05-27 00:00:00
Title: Causa C-75/00 P: Ricorso proposto il 2 marzo 2000 dalla Acciaierie di Bolzano SpA contro la sentenza pronunciata il 16 dicembre 1999 dalla Quinta Sezione ampliata del Tribunale di primo grado delle Comunita europee nella causa T-158/96, tra la Acciaierie di Bolzano SpA e la Commissione delle Comunità europee con l'intervento della Repubblica italiana e della Falck SpA

C 149/20                  IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            27.5.2000
— condannare l’Irlanda alle spese.                                           conformarsi alla direttiva cui la Commissione fa riferimento
                                                                             nelle sue conclusioni.
Motivi e principali argomenti
                                                                             (1) GU L 333 del 4.12.1997, pag. 1.
L’art. 249 CE (ex art. 189 del Trattato CE) ai sensi del quale la            (2) Direttiva del Consiglio 27 luglio 1976, 76/769/CEE (GU L 262,
                                                                                 del 27.9.1976, pag. 201).
direttiva vincola lo Stato membro per quanto riguarda il
risultato da raggiungere, implica per lo Stato membro l’obbligo
di rispettare il termine per l’esecuzione previsto nella direttiva
stesa. Tale periodo è scaduto il 1° agosto 1998 senza che
l’Irlanda abbia emanato le disposizioni necessarie per confor-
marsi alla direttiva cui la Commissione fa riferimento nelle sue
conclusioni.
                                                                             Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwal-
                                                                             tungsgerichtshof con ordinanza 17 febbraio 2000 nella
(1) GU L 140 del 12.5.1998, pag. 10.                                         causa DEVELOP Baudurchführungs- und Stadtentwick-
(2) Direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/43/CEE (GU L 175
                                                                             lungs GmbH contro Finanzlandesdirektion fürWien, Nie-
     del 19.7.1993, pag. 1).
                                                                                               derdsterreich und Burgenland
                                                                                                       (Causa C-71/00)
                                                                                                       (2000/C 149/34)
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                        Il Verwaltungsgerichtshof con ordinanza 17 febbraio 2000,
            tro l’Irlanda, proposto il 29 febbraio 2000                      pervenuta nella cancelleria della Corte il 2 marzo 2000, nella
                                                                             causa DEVELOP Baudurchführungs- und Stadtentwicklungs
                           (Causa C-69/00)                                   GmbH contro Finanzlandesdirektion für Wien, Niederdster-
                                                                             reich und Burgenland ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
                           (2000/C 149/33)                                   Comunità europee la seguente questione pregiudiziale:
Il 29 febbraio 2000 la Commissione delle Comunità europee,                   Se le prestazioni che l’acquirente di diritti di godimento in una
rappresentata dal signor Michael Shotter, membro del servizio                società di capitali fornisce non direttamente, bensı̀ attraverso
giuridico, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussem-             la sua società madre, configurino «conferimento di beni di
burgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro del                  qualsiasi natura» ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. d), della direttiva
medesimo servizio, Centre Wagner, Kirchberg, Lussemburgo,                    del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335/CEE (1), concernente le
ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità                   imposte indirette sulla raccolta di capitali.
europee un ricorso contro l’Irlanda.
                                                                             (1) GU 1969 L 249, pag. 25.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
— dichiarare che omettendo di adottare le disposizioni legisla-
      tive, regolamentari e amministrative necessarie per confor-
      marsi alla direttiva i del Parlamento Europeo e del Consiglio
      20 ottobre 1997, 97/56/CE (1), recante sedicesima modifi-
      ca della direttiva 76/769/CEE concernente il ravvicinamen-
      to delle disposizioni legislative, regolamentari e ammini-             Ricorso proposto il 2 marzo 2000 dalla Acciaierie di
      strative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia       Bolzano SpA contro la sentenza pronunciata il 16 dicem-
      di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e                bre 1999 dalla Quinta Sezione ampliata del Tribunale di
      preparati pericolosi (2), in ogni caso, omettendo di informa-          primo grado delle Comunita europee nella causa T-158/96,
      re la Commissione di tali misure, l’Irlanda è venuta meno              tra la Acciaierie di Bolzano SpA e la Commissione
      agli obblighi che ad essa incombono in forza della suddetta            delle Comunità europee con l’intervento della Repubblica
      direttiva;                                                                                 italiana e della Falck SpA
— condannare l’Irlanda alle spese.                                                                    (Causa C-75/00 P)
Motivi e principali argomenti                                                                          (2000/C 149/35)
L’art. 249 CE (ex art. 189 del Trattato CE) ai sensi del quale la            Il 2 marzo 2000, la Acciaierie di Bolzano SpA, rappresentata
direttiva vincola lo Stato membro per quanto riguarda il                     e difesa dall’avv. Bruno Nascimbene, con domicilio eletto in
risultato da raggiungere, implica per lo Stato membro l’obbligo              Lussemburgo, 36, rue de Wiltz, presso l’avv. Franco Colussi,
di rispettare il termine per l’esecuzione previsto nella direttiva           ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
stesa. Tale periodo è scaduto il 4 dicembre 1998 senza                       europee un ricorso contro la sentenza pronunciata il 16 dicem-
che l’Irlanda abbia emanato le disposizioni necessarie per                   bre 1999 dalla Quinta Sezione ampliata del Tribunale di primo
 ---pagebreak--- 27.5.2000               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 149/21
grado delle Comunità europee nella causa T-158/96, tra la                 — Violazione della regola di diritto che subordina l’incompa-
Acciaierie di Bolzano SpA e la Commissione delle Comunità                      tibilità degli aiuti CECA all’alterazione delle condizioni di
europee con l’intervento della Repubblica italiana e della Falck               concorrenza. Omessa motivazione sulla sussistenza delle
SpA.                                                                           ipotesi di ammissibilità e compatibilità degli aiuti;
                                                                          — Violazione delle regole procedurali sul contraddittorio,
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                               recante pregiudizio agli interessi della ricorrente.
1. Annullare la sentenza in data 16 dicembre 1999 del
    Tribunale di primo grado delle Comunità Europee pronun-               (1) GU L 274 del 26.10.1996, pag. 30.
    ciata nella causa T-158/96 promossa da Acciaierie di
    Bolzano SpA nei confronti della Commissione delle comu-
    nità europee e con l’intervento della Repubblica italiana e
    della Falck SpA.
2. Per l’effetto, annullare la decisione della Commissione del
    17 luglio 1996, 96/617/CECA (1).
                                                                          Ricorso del 2 marzo 2000 contro la Repubblica italiana,
In via subordinata:                                                         presentato dalla Commissione delle Comunità europee
3. Nell’ipotesi in cui la Corte ritenga di non poter decidere
    allo stato degli atti, annullare la sentenza del Tribunale del                                  (Causa C-78/00)
    16 dicembre 1999 e rimettere la causa ad altra sezione del
    medesimo Tribunale con precisazione dei punti di diritto                                        (2000/C 149/36)
    individuati in accoglimento dei motivi di ricorso.
4. Assumere ogni altro provvedimento consequenziale o che                 Il 2 marzo 2000, la Commissione delle Comunità europee,
    riterrà opportuno anche in via istruttoria.                           rappresentata dal signor Enrico Traversa, consigliere giuridico,
                                                                          in qualità di agente, elettivamente domiciliata presso il signor
                                                                          Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a
5. Condannare la Commissione al pagamento delle spese di                  Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia delle
    giudizio, anche relativamente al primo grado.                         Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
                                                                          La ricorrente conclude che la Corte voglia:
Motivi e principali argomenti
                                                                          a) constatare che, prevedendo per una categoria di contri-
La sentenza impugnata deve essere annullata per i seguenti                     buenti in situazione di credito d’imposta per il 1992, la
motivi:                                                                        sostituzione del rimborso dell’IVA con l’assegnazione di
                                                                               titoli di Stato, per di più consegnati tardivamente, la
                                                                               Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa
— Mancata constatazione della violazione dei diritti di difesa                 imposti dagli articoli 17 e 18 della direttiva 77/388/CEE (1)
    nel procedimento amministrativo e contraddittorietà della                  del Consiglio del 17 maggio 1977 in materia di armonizza-
    decisione sul punto;                                                       zione delle legislazioni degli Stati membri relative alle
                                                                               imposte sulla cifra d’affari (sesta direttiva IVA);
— Violazione del divieto di assumere decisioni di carattere
    sanzionatorio e del principio di proporzionalità; omessa,             b) condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
    insufficiente, contraddittoria motivazione sul punto;
— Illegittimità del computo degli interessi e difetto di motiva-          Motivi e principali argomenti
    zione sul punto;
— Violazione delle norme sulla prescrizione. Omessa e insuf-              Per la Commissione, lo Stato italiano non ha adempiuto
    ficiente motivazione sul punto;                                       all’obbligo di rimborsare l’IVA ai soggetti passivi che per
                                                                          l’esercizio 1992 vantavano un credito d’imposta superiore a
                                                                          100 milioni a seguito dell’effettuazione di operazioni intraco-
— Violazione del divieto di applicazione retroattiva delle                munitarie che rappresentavano più del 10 % del totale delle
    regole comunitarie. Carenza di motivazione sulle relative             loro operazioni imponibili dello stesso esercizio. In tal modo
    questioni;                                                            lo Stato italiano ha privato questa categoria di soggetti passivi
                                                                          del normale esercizio del diritto a deduzione, diritto che
— Violazione del legittimo affidamento di Acciaierie di Bolza-            costituisce un «elemento essenziale» dell’intero sistema armo-
    no circa la non ripetibilità degli aiuti e dei principi di            nizzato dell’IVA e la cui limitazione costituisce una grave
    buona fede e collaborazione leale;                                    violazione dell’articolo 17 della sesta direttiva.