CELEX: 61971CJ0079
Language: it
Date: 1972-07-13
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 13 luglio 1972. # Alo Heinemann contro Commissione delle Comunità europee. # Causa 79-71.

Avis juridique important

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61971J0079

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 13 LUGLIO 1972.  -  ALO HEINEMANN CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 79/71.  

raccolta della giurisprudenza 1972 pagina 00579 edizione speciale danese pagina 00147 edizione speciale portoghese pagina 00197

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . ATTO DI UN' ISTITUZIONE - EFFICACIA - SOSPENSIONE - PRESUPPOSTI  2 . DIPENDENTI - AZIONE DI DANNI - NATURA - OGGETTO - ACCOGLIMENTO  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 91 )  3 . DIPENDENTI - INFORMAZIONI INESATTE FORNITE DALL' AMMINISTRAZIONE - NON COSTITUISCONO ILLECITO  4 . DIPENDENTI - INFORMAZIONI INESATTE FORNITE DALL' AMMINISTRAZIONE - RITARDO NELLA RETTIFICA - ILLECITO  

Massima

1 . L' AMMINISTRAZIONE NON PUO' SOSPENDERE L' EFFICACIA DEI PROPRI ATTI SE NON MEDIANTE UNA DICHIARAZIONE DALLA QUALE RISULTI, IN MODO CHIARO E INEQUIVOCABILE, LA SUA VOLONTA IN TAL SENSO .  2 . L' AZIONE DI DANNI COSTITUISCE UN AUTONOMO MEZZO D' IMPUGNAZIONE, SUBORDINATO, QUANTO AL SUO ESERCIZIO, A CONDIZIONI ATTINENTI AL SUO SPECIFICO OGGETTO . ESSA TENDE AD OTTENERE NON GIA L' ELIMINAZIONE DI UN ATTO DETERMINATO, BENSI' IL RISARCIMENTO DEL DANNO CAUSATO DALL' ISTITUZIONE NELLO SVOLGIMENTO DELLA SUA ATTIVITA . PERCHE LA DOMANDA POSSA ESSERE ACCOLTA, DEV' ESSERE PROVATO CHE L' ISTITUZIONE CONVENUTA E RESPONSABILE DI UN ILLECITO, IL QUALE HA CAUSATO AL RICORRENTE UN DANNO EFFETTIVO ED ATTUALE .  3 . SALVO ECCEZIONI, IL FATTO DI ADOTTARE UN' INTERPRETAZIONE INESATTA DELLE NORME CHE RIGUARDANO IL PERSONALE NON COSTITUISCE, DI PER SE STESSO, UN ILLECITO . NEPPURE LA CIRCOSTANZA CHE LE AUTORITA INVITINO GLI INTERESSATI AD INFORMARSI PRESSO DETERMINATI UFFICI COMPETENTI OBBLIGA NECESSARIAMENTE LE AUTORITA STESSE A GARANTIRE L' ESATTEZZA DELLE INFORMAZIONI FORNITE .  4 . IL FATTO CHE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA TARDI A RETTIFICARE INFORMAZIONI INESATTE OLTRE IL MOMENTO IN CUI GL' INTERESSATI DEVONO PRENDERE UNA DECISIONE COSTITUISCE UN ILLECITO, CHE IMPLICA LA RESPONSABILITA DELLA COMUNITA PER LE CONSEGUENZE DELLE INFORMAZIONI STESSE .  

Parti

NELLA CAUSA 79-71  ALO HEINEMANN, 29, AVENUE OCTAVE MICHOT, 1640 RHODE-SAINT-GENESE, BRUXELLES, CON L' AVV . H . J . RUEBER, DEL FORO DI COLONIA, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . NICOLAS DECKER, 34B IV, RUE PHILIPPE II, RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . JUERGEN UTERMANN, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO IL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . EMILE REUTER, 4, BOULEVARD ROYAL, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 13 GENNAIO 1969 E, IN SUBORDINE, IL RISARCIMENTO DEI DANNI E LA REINTEGRAZIONE DEL RICORRENTE NEL POSTO DA LUI GIA OCCUPATO, 

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL 25 AGOSTO 1971, IL RICORRENTE HA CHIESTO IN VIA PRINCIPALE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 13 GENNAIO 1969, RELATIVA AD UN " AVVISO DI LIQUIDAZIONE DEI DIRITTI ALL' INDENNITA PREVISTA DALL' ART . 5 DEL REGOLAMENTO 259/68 " E, IN SUBORDINE, LA CONDANNA DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE A VERSARGLI, DAL MOMENTO IN CUI EGLI AVRA RAGGIUNTO L' ETA DI 55 ANNI E FINO AI 60 ANNI, UNA RENDITA MENSILE EQUIVALENTE ALLE RATE DI PENSIONE CUI EGLI AVREBBE AVUTO DIRITTO SE AVESSE POTUTO APPLICARSI NEI SUOI CONFRONTI L' ART . 5, N . 7, 4 ) COMMA, DEL REGOLAMENTO 259/68, O, IN VIA ULTERIORMENTE SUBORDINATA, LA SUA REINTEGRAZIONE IN UN POSTO EQUIVALENTE A QUELLO DA LUI OCCUPATO IN PRECEDENZA .  LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO  SULLA RICEVIBILITA  2 LA CONVENUTA HA SOLLEVATO UN' ECCEZIONE D' IRRICEVIBILITA BASATA SULLA FORZA DI GIUDICATO DELLE SENTENZE PRONUNCIATE DALLA CORTE NELLE CAUSE RIUNITE 19, 20, 25 E 30-69 E NELLA CAUSA 23-69, NONCHE SULL' INOSSERVANZA DEI TERMINI PRESCRITTI DALL' ART . 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE .  3 L' AVVISO DI LIQUIDAZIONE 13 GENNAIO 1969 E UN ATTO CHE PUO' LEDERE IL RICORRENTE, ED E QUINDI IMPUGNABILE SECONDO LE MODALITA STABILITE DAGLI ARTT . 90 E 91 DELLO STATUTO .  IL RICORRENTE HA PROPOSTO RECLAMO AI SENSI DELL' ART . 90 DELLO STATUTO SOLO IL 7 MAGGIO 1971, CIOE OLTRE DUE ANNI E MEZZO DOPO LA NOTIFICA DELL' AVVISO DI LIQUIDAZIONE 13 GENNAIO 1969 .  4 EGLI SOSTIENE CHE, CON LE DUE LETTERE DEL 12 MARZO 1969, LA CONVENUTA HA INTESO SOSPENDERE L' EFFICACIA DELL' AVVISO DI CUI TRATTASI FINO A QUANDO LA CORTE SI FOSSE PRONUNCIATA NELLE SUDDETTE CAUSE . IL TERMINE DI CUI ALL' ART . 91 DELLO STATUTO DECORREREBBE QUINDI SOLO DAL MOMENTO IN CUI EGLI HA AVUTO NOTIZIA DELLE RELATIVE SENTENZE, E CIOE DALLA FINE DEL MESE DI FEBBRAIO 1971 .  5 LA TESI DEL RICORRENTE NON PUO' ESSERE ACCOLTA : L' AMMINISTRAZIONE NON PUO' SOSPENDERE L' EFFICACIA DEI PROPRI ATTI SE NON MEDIANTE UNA DICHIARAZIONE DALLA QUALE RISULTI, IN MODO CHIARO E INEQUIVOCABILE, LA SUA VOLONTA IN TAL SENSO, IL CHE NON E AVVENUTO NELLA FATTISPECIE .  DI CONSEGUENZA, LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELL' AVVISO 13 GENNAIO 1969 E IRRICEVIBILE, PERCHE NON E STATA PROPOSTA ENTRO IL TERMINE STABILITO DALL' ART . 91 DELLO STATUTO .  LA DOMANDA DI RISARCIMENTO  SULLA RICEVIBILITA  6 LA CONVENUTA SOSTIENE CHE LA DOMANDA DI RISARCIMENTO E IRRICEVIBILE, IN QUANTO IL RICORRENTE MIRA AD OTTENERE, IN ALTRO MODO, LO STESSO RISULTATO CUI TENDE LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO, CHE E IRRICEVIBILE .  7 L' AZIONE DI DANNI COSTITUISCE UN AUTONOMO MEZZO D' IMPUGNAZIONE, SUBORDINATO, QUANTO AL SUO ESERCIZIO, A CONDIZIONI ATTINENTI AL SUO SPECIFICO OGGETTO . ESSA TENDE AD OTTENERE NON GIA L' ELIMINAZIONE DI UN ATTO DETERMINATO, BENSI' IL RISARCIMENTO DEL DANNO CAUSATO DA UN' ISTITUZIONE .  NELLA FATTISPECIE, L' AZIONE PER DANNI E FONDATA NON GIA SULL' ILLEGITTIMITA DELL' AVVISO DI LIQUIDAZIONE, BENSI' SULLE INFORMAZIONI INESATTE FORNITE DALLA CONVENUTA IL 5 MARZO 1968 E TARDIVAMENTE RETTIFICATE .  ESSA NON PUO' QUINDI CONFONDERSI CON L' AZIONE D' ANNULLAMENTO, ANCHE QUALORA ENTRAMBE PORTINO, SUL PIANO FINANZIARIO, ALLO STESSO RISULTATO PER IL RICORRENTE .  8 POICHE LA DOMANDA DI RISARCIMENTO NON E SOGGETTA AI TERMINI DELL' ART . 91 DELLO STATUTO, ESSA VA DICHIARATA RICEVIBILE .  NEL MERITO  9 PERCHE LA DOMANDA POSSA ESSERE ACCOLTA, DEV' ESSERE PROVATO CHE LA CONVENUTA E RESPONSABILE DI UN ILLECITO, IL QUALE HA CAUSATO AL RICORRENTE UN DANNO EFFETTIVO ED ATTUALE .  10 E' PACIFICO CHE GLI UFFICI COMPETENTI DELLA COMMISSIONE HANNO FORNITO AL RICORRENTE INFORMAZIONI INESATTE CIRCA I DIRITTI CH' EGLI AVREBBE POTUTO FAR VALERE IN CASO DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO, COME PURE CHE TALI INFORMAZIONI SONO STATE FORNITE IN SEGUITO ALL' INVITO, FATTO DALLA COMMISSIONE AI DIPENDENTI INTERESSATI, DI RIVOLGERSI AGLI UFFICI COMPETENTI PER OTTENERE CHIARIMENTI SUI LORO EVENTUALI DIRITTI, IN CASO DI APPLICAZIONE DELL' ART . 4 DEL REGOLAMENTO N . 259/68 .  E' PACIFICO INOLTRE CHE GLI UFFICI DI CUI TRATTASI AVEVANO APPURATO, FIN DALL' INIZIO DEL MESE DI APRILE 1968, CHE LA LORO INTERPRETAZIONE DELLA DISPOSIZIONE CONTROVERSA DELL' ART . 5 ERA, SE NON INESATTA, ALMENO ASSAI DUBBIA . IN REALTA, QUESTA CONSTATAZIONE E STATA IL MOTIVO PRINCIPALE PER CUI LA COMMISSIONE HA PUBBLICATO, IL 16 APRILE 1968, UNA COMUNICAZIONE IN CUI SI RICORDAVA CHE I CHIARIMENTI FORNITI ERANO DATI SOLO A TITOLO INDICATIVO E SENZA IMPEGNO .  11 ORA, SALVO ECCEZIONI, IL FATTO DI ADOTTARE UN' INTERPRETAZIONE INESATTA NON COSTITUISCE, DI PER SE STESSO, UN ILLECITO . NEPPURE LA CIRCOSTANZA CHE LE AUTORITA INVITINO GLI INTERESSATI AD INFORMARSI PRESSO DETERMINATI UFFICI COMPETENTI OBBLIGA NECESSARIAMENTE LE AUTORITA STESSE A GARANTIRE L' ESATTEZZA DELLE INFORMAZIONI FORNITE, NE LE RENDE PERCIO' RESPONSABILI DEL DANNO CHE POSSA EVENTUALMENTE CAUSARE UN' INFORMAZIONE INESATTA .  12 TUTTAVIA, SE SI PUO' METTERE IN DUBBIO L' ESISTENZA DI UN ILLECITO PER QUANTO RIGUARDA IL FATTO DI DARE INFORMAZIONI INESATTE, LO STESSO NON SI PUO' DIRE PER IL RITARDO COL QUALE GLI UFFICI HANNO PROVVEDUTO A RETTIFICARE LE INFORMAZIONI STESSE . IN EFFETTI, SEBBENE QUESTA RETTIFICA FOSSE GIA POSSIBILE FIN DAL MESE DI APRILE 1968, ESSA E STATA PROCRASTINATA, SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, SINO ALLA FINE DELL' ANNO .  UNA RETTIFICA CHE FOSSE INTERVENUTA VERSO IL 16 APRILE O POCO DOPO, CIOE PRIMA DEL MOMENTO IN CUI GL' INTERESSATI DOVEVANO PRENDERE UNA DECISIONE, AVREBBE CERTAMENTE ESONERATO LA CONVENUTA DA QUALSIASI RESPONSABILITA PER LE CONSEGUENZE DELLE INFORMAZIONI INESATTE . IL FATTO CHE TALE RETTIFICA SIA STATA OMESSA IMPLICA, PER CONTRO, LA RESPONSABILITA DELLE COMUNITA .  13 IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA SUA CONVINZIONE DI POTER PERCEPIRE LA PENSIONE SENZA RIDUZIONE GIA AL COMPIMENTO DEI 55 ANNI HA AVUTO UN TAL PESO NELLA SUA DECISIONE DI RASSEGNARE LE DIMISSIONI NELL' AMBITO DEL REGIME DI VOLONTARIATO PREVISTO DALL' ART . 4 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 259/68, CH' EGLI AVREBBE DECISO ALTRIMENTI, QUALORA AVESSE SAPUTO CHE LA PENSIONE SENZA RIDUZIONE GLI SAREBBE STATA CORRISPOSTA SOLO ALL' ETA DI 60 ANNI . LA PROSPETTIVA DI POTER CONTARE SU UN REDDITO SICURO AL MOMENTO IN CUI AVREBBE RAGGIUNTO I 55 ANNI SAREBBE STATA PER LUI IL FATTORE DECISIVO, DATA IN PARTICOLARE LA CIRCOSTANZA CH' EGLI AVEVA SEI FIGLI A CARICO, I CUI STUDI AVREBBERO ALLORA PESATO GRAVEMENTE SUL SUO BILANCIO .  14 RISULTA DALLA LETTERA 6 FEBBRAIO 1969, INDIRIZZATA DAL RICORRENTE AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE, MA SOPRATTUTTO DALLA TESTIMONIANZA DEL SIG . SORGE - SUPERIORE DIRETTO DEL RICORRENTE ALL' EPOCA IN CUI QUESTO DECIDEVA DI CHIEDERE LA CESSAZIONE ANTICIPATA DAL SERVIZIO - CHE LA PROSPETTIVA DELLA PENSIONE SENZA RIDUZIONE E STATA L' ELEMENTO DECISIVO NELLA DETERMINAZIONE DELLA VOLONTA DEL RICORRENTE .  LA CIRCOSTANZA CHE QUESTI, NELLA LETTERA 6 FEBBRAIO 1969, NON ABBIA ESPRESSAMENTE CHIESTO LA REINTEGRAZIONE IN SERVIZIO NULLA TOGLIE A TALE CONSTATAZIONE .  ACCERTATO QUINDI IL NESSO DI CAUSALITA ESISTENTE FRA L' ILLECITO DELLA COMMISSIONE E IL DANNO SUBITO DAL RICORRENTE, LA DOMANDA DI RISARCIMENTO DI QUEST' ULTIMO DEV' ESSERE ACCOLTA .  STANDO COSI' LE COSE, LA COMMISSIONE VA CONDANNATA A VERSARE AL RICORRENTE, DAL MOMENTO IN CUI EGLI AVRA RAGGIUNTO L' ETA DI 55 ANNI E FINO AI 60 ANNI, UNA RENDITA MENSILE EQUIVALENTE ALLE RATE DI PENSIONE CUI EGLI AVREBBE AVUTO DIRITTO SE AVESSE POTUTO APPLICARSI NEI SUOI CONFRONTI L' ART . 5, N . 7, 4 ) COMMA, DEL REGOLAMENTO N . 259/68 .  15 POICHE VA ACCOLTA LA DOMANDA DI RISARCIMENTO, NON E NECESSARIO PROCEDERE ALL' ESAME DELLA DOMANDA DI REINTEGRAZIONE .  

Decisione relativa alle spese

16 IL RICORRENTE E RIMASTO IN PARTE SOCCOMBENTE . DA QUANTO PRECEDE RISULTA TUTTAVIA CHE LA PROPOSIZIONE DEL RICORSO DIPENDE DA UN ILLECITO IMPUTABILE ALLA CONVENUTA . IN CONFORMITA ALL' ART . 69 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, QUEST' ULTIMA VA QUINDI CONDANNATA ALLE SPESE . 

Dispositivo

LA CORTE ( PRIMA SEZIONE ),  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) E' RESPINTA LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 13 GENNAIO 1969, RELATIVA AD UN " AVVISO DI LIQUIDAZIONE DELL' INDENNITA DI CUI ALL' ART . 5 DEL REGOLAMENTO N . 259/68 ".  2 ) LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE E CONDANNATA A VERSARE AL RICORRENTE, DAL MOMENTO IN CUI EGLI AVRA RAGGIUNTO L' ETA DI 55 ANNI E FINO AI 60 ANNI, UNA RENDITA MENSILE EQUIVALENTE ALLE RATE DI PENSIONE CUI EGLI AVREBBE AVUTO DIRITTO SE AVESSE POTUTO APPLICARSI NEI SUOI CONFRONTI L' ART . 5, N . 7, 4 ) COMMA, DEL REGOLAMENTO N . 259/68 .  3 ) LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE E CONDANNATA ALLE SPESE DEL GIUDIZIO .