CELEX: 61963CJ0087
Language: it
Date: 1964-07-07 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 7 luglio 1964. # Jacqueline Georges contro Commissione della Comunità europea dell'energia atomica. # Causa 87-63.

Avis juridique important

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61963J0087

SENTENZA DELLA (PRIMA SEZIONE) DELLA CORTE DEL 7 LUGLIO 1964.  -  JACQUELINE GEORGES CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEEA.  -  CAUSA 87/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00921 edizione olandese pagina 00963 edizione tedesca pagina 01007 edizione italiana pagina 00913 edizione speciale inglese pagina 00469 edizione speciale danese pagina 00519 edizione speciale greca pagina 01157 edizione speciale portoghese pagina 00515

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - COMPITI  ( STATUTO DEL PERSONALE CECA, ARTICOLO 102 )  2 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PROCEDIMENTO - NATURA NON DISCIPLINARE - TRASGRESSIONE DA PARTE DEI DIPENDENTI ALLE NORME DI COMPORTAMENTO QUALE ELEMENTO DI VALUTAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTICOLO 102 )  3 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PROCEDIMENTO - CONFRONTO TRA L' INTEGRANDO E I SUOI SUPERIORI GERARCHICI - NON NECESSARIO  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTICOLO 102 )  4 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PREVIA COMUNICAZIONE DEI VERBALI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - NON NECESSARIA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTICOLO 102 )  5 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - EVENTUALI CENSURE - OBBLIGO DI FARLE VALERE MEDIANTE RICORSO AVVERSO LA DECISIONE CON CUI L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA SANZIONA IL PARERE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTICOLI 91, 102 )  6 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - NATURA TRANSITORIA DELLE RELATIVE DISPOSIZIONI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ARTICOLO 102 )  

Massima

1 . LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO HA IL COMPITO DI APPREZZARE IL COMPORTAMENTO GENERALE DEGLI INTERESSATI ONDE ESPRIMERE UN GIUDIZIO SULLA LORO IDONEITA AD ESERCITARE IN VIA DEFINITIVA LE FUNZIONI CORRISPONDENTI ALLA POSIZIONE GERARCHICA CHE OCCUPANO .  2 . IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE NON HA CARATTERE DISCIPLINARE . E' CIONONDIMENO ESATTO CHE LE INFRAZIONI ALLE NORME SUL COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI IN SERVIZIO PRESSO UN' AMMINISTRAZIONE PUBBLICA COSTITUISCONO, QUALORA SIANO GRAVI O REITERATE, UNO DEI PRINCIPALI ELEMENTI D' APPREZZAMENTO, QUAND' ANCHE NON SIANO STATE DI VOLTA IN VOLTA REPRESSE .  3 . NEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE NON E NECESSARIO PROCEDERE AL CONFRONTO TRA L' INTEGRANDO E I SUOI SUPERIORI GERARCHICI .  4 . L' AMMINISTRAZIONE NON HA L' OBBLIGO DI COMUNICARE ALL' INTEGRANDO I VERBALI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE PRIMA DELLA NOTIFICA DELLA DECISIONE ADOTTATA DALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA .  5 . VEDI LA MASSIMA N . 3, DELLA SENTENZA 84/63 .  L' AMMINISTRAZIONE NON E TENUTA A COMUNICARE AL DIPENDENTE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE PRIMA DELLA NOTIFICA DELLA PROPRIA DECISIONE CIRCA L' INTEGRAZIONE DEL DIPENDENTE STESSO .  */ 663J0084 /*.  6 . L' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO DEL PERSONALE E SOLTANTO UNA DISPOSIZIONE TRANSITORIA E DI CONSEGUENZA NON ABBISOGNA DI ALCUNA DISPOSIZIONE GENERALE D' ESECUZIONE AI SENSI DELL' ARTICOLO 110 DELLO STESSO STATUTO .  

Parti

NELLA CAUSA PROMOSSA DALLA  SIGNORINA JACQUELINE GEORGES,  RESIDENTE IN AUDERGHEM ( BELGIO ), CON L' AVVOCATO ROLAND VAN LINT, DEL FORO DI BRUXELLES,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVVOCATO ERNEST ARENDT, RUE WILLY GEORGEN 6 RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA EUROPEA DELL' ENERGIA ATOMICA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO, DOTT . JAN GIJSSELS IN QUALITA D' AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL DOTT . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ 2 CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO :  A ) L' ANNULLAMENTO DEL PROCEDIMENTO CON CUI SI E NEGATA L' INTEGRAZIONE DELLA RICORRENTE E DISPOSTO IL SUO LICENZIAMENTO, PROVVEDIMENTO CONTENUTO NELLA LETTERA INVIATALE DALLA CONVENUTA IL 3 LUGLIO 1963 : IL PAGAMENTO DELLE RETRIBUZIONI ARRETRATE E IL RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE;  B ) IN SUBORDINE, LA RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, IL PAGAMENTO DELLO STIPENDIO E DEI RELATIVI ACCESSORI DALLA CESSAZIONE DEL SERVIZIO E IL RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE;  C ) IN VIA ANCOR PIU SUBORDINATA, IL RISARCIMENTO DEL DANNO MORALE E MATERIALE E LA CONDANNA DELLA CONVENUTA A VERSARE 60 000 FRANCHI BELGI PER MANCATO PREAVVISO, CON GLI INTERESSI COMPENSATIVI SU TUTTE LE SOMME CHE LA CONVENUTA SARA CONDANNTA A VERSARE;  

Motivazione della sentenza

I - SULLA RICEVIBILITA  LA RICEVIBILITA DEL RICORSO NON E STATA CONTESTATA DALLA CONVENUTA NE DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO . IL RICORSO E QUINDI RICEVIBILE .  II - NEL MERITO  A - SULLA CENSURA RELATIVA ALL' IRRITUALITA' DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE  LA RICORRENTE ASSUME IN PRIMO LUOGO CHE I FATTI PRECISI SUI QUALI E BASATO IL PARERE SFAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE LE SONO STATI COMUNICATI ORALMENTE SOLTANTO ALLORCHE ESSA E COMPARSA DINANZI A DETTA COMMISSIONE, DI GUISA CHE ESSA NON AVREBBE POTUTO DIFENDERSI EFFICACEMENTE; CHE IL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE, FONDATO DEL RESTO SU APPREZZAMENTI PERSONALI E MERAMENTE SOGGETTIVI DEI SUOI SUPERIORI, NON MENZIONAVA I FATTI E PERTANTO LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON HA POTUTO PRONUNZIARSI CON COGNIZIONE DI CAUSA, NON ESSENDO STATO RISPETTATO IL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO .  LA CORTE RILEVA CHE NELLE SUE ARGOMENTAZIONI LA RICORRENTE CONFONDE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE CON IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE; QUEST' ULTIMO NON HA CARATTERE DISCIPLINARE . LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO HA IL COMPITO DI APPREZZARE IL COMPORTAMENTO GENERALE DEGLI INTERESSATI ONDE ESPRIMERE UN GIUDIZIO SULLA LORO IDONEITA AD ESERCITARE IN VIA DEFINITIVA LE FUNZIONI CORRISPONDENTI ALLA POSIZIONE GERARCHICA CHE OCCUPANO . E' CIONONDIMENO ESATTO CHE LE INFRAZIONI ALLE NORME SUL COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI IN SERVIZIO PRESSO UN' AMMINISTRAZIONE PUBBLICA COSTITUISCONO, QUALORA SIANO GRAVI O REITERATE, UNO DEI PRINCIPALI ELEMENTI D' APPREZZAMENTO, QUAND' ANCHE NON SIANO STATE DI VOLTA IN VOLTA REPRESSE .  L' ESATTEZZA MATERIALE DEI FATTI SUI QUALI LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA FONDATO IL SUO GIUDIZIO SARA VERIFICATA PIU OLTRE, NELL' ESAMINARE LA SECONDA CENSURA . SPETTA INOLTRE ALLA CORTE STABILIRE SE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DISPONESSE DI ELEMENTI SUFFICIENTI A CONSENTIRLE DI CONTROLLARE L' OPINIONE ESPRESSA DAI CAPI SERVIZIO .  NELLA SPECIE, IL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE E IL FASCICOLO PERSONALE SONO STATI COMUNICATI ALLA RICORRENTE, LA QUALE HA POTUTO PRESENTARE IN PROPOSITO LE SUE OSSERVAZIONI SCRITTE . LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA SENTITO SIA I CAPI SERVIZIO, SIA LA RICORRENTE, SENZA TUTTAVIA PORLI A CONFRONTO; NEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE IL CONFRONTO NON E PERO' NECESSARIO . DA QUANTO PRECEDE DISCENDE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, NEL MOMENTO IN CUI HA ESPRESSO IL SUO PARERE DEFINITIVO, ERA IN GRADO DI FARLO CON COGNIZIONE DI CAUSA .  LA RICORRENTE ASSUME IN SECONDO LUOGO CHE IL FASCICOLO PERSONALE INVIATOLE PER CONOSCENZA ERA INCOMPLETO E CHE NON LE SONO STATI COMUNICATI I VERBALI DELLE RIUNIONI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE PRECEDENTI A QUELLA IN CUI ESSA FORMULO' IL PARERE DEFINITIVO .  LA CORTE OSSERVA CHE NEL FASCICOLO PERSONALE DELLA RICORRENTE NON VI POTEVA ESSERE TRACCIA DEGLI ADDEBITI MOSSILE, POSTO CHE QUESTI AVEVANO DATO LUOGO UNICAMENTE A RICHIAMI ORALI . L' AMMINISTRAZIONE NON PUO' ESSERE TENUTA A COMUNICARE ALL' INTERESSATO I VERBALI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE PRIMA DELLA NOTIFICA DELLA DECISIONE ADOTTATA DALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . IL PARERE NEGATIVO DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE VINCOLA INOLTRE DETTA AUTORITA .  QUALSIASI RILIEVO DELL' INTERESSATA CONTRO DETTO PARERE POTREBBE QUINDI ESSERE FATTO VALERE UNICAMENTE MEDIANTE UN RICORSO CONTRO LA DECISIONE CON CUI L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA SANZIONA OBBLIGATORIAMENTE IL PARERE, DECISIONE CHE COSTITUISCE L' ULTIMO ATTO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE . LA MANCATA PREVIA COMUNICAZIONE DEI VERBALI DELLE RIUNIONI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON HA QUINDI AFFATTO LESO L' INTERESSATA . DAGLI ATTI DI CAUSA RISULTA DEL RESTO CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA PORTATO A CONOSCENZA DELLA RICORRENTE I RILIEVI FATTI A SUO RIGUARDO DAI FUNZIONARI SENTITI E L' HA INVITATA A PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI .  LA RICORRENTE ASSUME IN TERZO LUOGO CHE IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE NON E STATO DISCIPLINATO DA DISPOSIZIONI GENERALI E UNIFORMI, IN CONFORMITA ALL' ARTICOLO 110 DELLO STATUTO .  LA CORTE RILEVA CHE L' ARTICOLO 102 E SOLTANTO UNA DISPOSIZIONE TRANSITORIA E DI CONSEGUENZA NON ABBISOGNA DI ALCUNA DISPOSIZIONE GENERALE D' ESECUZIONE AI SENSI DELL' ARTICOLO 110 DELLO STATUTO .  DALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO EMERGE CHE IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE SI E SVOLTO RITUALMENTE .  B - SULLA CENSURA RELATIVA ALL' INESATTEZZA OD IRRILEVANZA DELLA MOTIVAZIONE  LA RICORRENTE, PUR AMMETTENDO DI AVER USATO PER FINI PRIVATI I LOCALI E GLI STRUMENTI DI LAVORO MESSI A SUA DISPOSIZIONE PER LE ESIGENZE DEL SERVIZIO, CONTESTA DI AVER RICEVUTO IN PROPOSITO DEI RICHIAMI ORALI .  LA CORTE OSSERVA CHE QUESTO ASSUNTO DELLA RICORRENTE E IN APERTO CONTRASTO CON LE FORMALI E CONCORDI DICHIARAZIONI RESE DAI FUNZIONARI SENTITI DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . E' DEL RESTO INVEROSIMILE CHE L' AMMINISTRAZIONE, PER QUANTO TOLLERANTE FOSSE, NON ABBIA QUANTO MENO RIVOLTO ALLA RICORRENTE DEI RICHIAMI ORALI IN MERITO AL SUO COMPORTAMENTO DURANTE LE ORE D' UFFICIO . LA RICORRENTE NON HA QUINDI POTUTO INFIRMARE L' ESATTEZZA MATERIALE DEI FATTI ADDEBITATILE .  LA RICORRENTE CONTESTA POI DI AVER TURBATO, L' ANDAMENTO DEL SERVIZIO .  LA CORTE RITIENE ASSODATO CHE IL COMPORTAMENTO DELLA RICORRENTE ERA DI PER SE TALE DA TURBARE L' ANDAMENTO DEL SERVIZIO . UN SEMPLICE DINIEGO DA PARTE DELLA RICORRENTE NON E QUINDI ATTO A FORNIRE LA PROVA CHE IL SERVIZIO NON SIA STATO EFFETTIVAMENTE TURBATO . L' ASSUNTO DELLA RICORRENTE SECONDO IL QUALE ESSA SAREBBE SPESSO RIMASTA SENZA LAVORO NON PUO' VALERE COME DISCRIMINANTE .  LA RICORRENTE LAMENTA INFINE L' IRRILEVANZA DELLA MOTIVAZIONE DEL PARERE ESPRESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE .  LA CORTE RITIENE INVECE LA MOTIVAZIONE PERFETTAMENTE ADEGUATA A GIUSTIFICARE IL GIUDIZIO SFAVOREVOLE SUL COMPORTAMENTO DELL' INTERESSATA IN RELAZIONE ALLA SUA IDONEITA AD ESERCITARE IN VIA DEFINITIVA LE SUE FUNZIONI . QUESTA CENSURA NON PUO' QUINDI ESSERE ACCOLTA .  C - SULLA PRETESA DI DANNI  VA DEL TUTTO ESCLUSO CHE ALLA RICORRENTE POSSA SPETTARE RISARCIMENTO PER IL DANNO CHE PUO' AVERLE CAUSATO LA DECISIONE IMPUGNATA . QUESTA NON APPARE INFATTI INFICIATA DA ALCUNO DEI VIZI DENUNCIATI . TENUTO CONTO DELLA NATURA E DELL' OGGETTO DELLA DECISIONE, QUESTA POTREBBE COSTITUIRE UN ILLECITO E AVER QUINDI PRODOTTO UN DANNO RISARCIBILE SOLO QUALORA CONTENESSE CRITICHE SUPERFLUE NEI CONFRONTI DELLA RICORRENTE, IL CHE NELLA SPECIE NON E NEMMENO STATO AFFERMATO . LA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA NON CONTIENE DEL RESTO ALCUNA CRITICA INUTILE MA SI LIMITA ALLO STRETTO INDISPENSABILE .  NON RESTA QUINDI DA ESAMINARE CHE LA DOMANDA DI RISARCIMENTO PER L' ASSERITA INADEGUATEZZA DEL PREAVVISO .  SI DEVE IN PRIMO LUOGO RILEVARE CHE IL PREAVVISO DI UN MESE E CONFORME A QUANTO STIPULATO NEL CONTRATTO D' ASSUNZIONE DELLA RICORRENTE . IN APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO, LA RICORRENTE HA INOLTRE FRUITO DI UN' INDENNITA PARI A DUE MESI DI STIPENDIO BASE, INDENNITA DI CUI ALL' ARTICOLO 34 DELLO STATUTO . DETTA INDENNITA ESPRESSAMENTE PREVISTA DALLO STATUTO APPARE SUFFICIENTE A FAR RITENERE CHE LA CONVENUTA HA ADEMPIUTO I SUOI OBBLIGHI IN MATERIA DI PREAVVISO . LE CONCLUSIONI DELLA RICORRENTE RELATIVE AI DANNI VANNO QUINDI DISATTESE .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE; A NORMA DELL' ARTICOLO 70 TUTTAVIA, NEI RICORSI PROPOSTI DAI DIPENDENTI DELLE COMUNITA, LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE . IL 4 OTTOBRE 1963 LA RICORRENTE HA PROPOSTA ISTANZA DI AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO, ISTANZA CHE E STATA RESPINTA DALLA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE CON ORDINANZA 28 OTTOBRE 1963 NELLA QUALE SI RISERVAVA OGNI DECISIONE SULLE SPESE .  LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE SU TUTTI I CAPI DELLA SUA DOMANDA . PER I MOTIVI SOPRA ESPOSTI, LE SPESE RELATIVE SIA ALLA CAUSA PRINCIPALE SIA ALL' ISTANZA DI AMMISSIONE AL GRATUITO PATROCINIO VANNO COMPENSATE, RESTANDO A CARICO DI CIASCUNA DELLE PARTI QUELLE DA ESSA SOSTENUTE .  

Dispositivo

LA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO 87/63 E RESPINTO IN QUANTO INFONDATO .  2 ) LE SPESE RELATIVE SIA ALLA CAUSA PRINCIPALE SIA ALL' ISTANZA DI GRATUITO PATROCINIO SONO COMPENSATE, RESTANDO A CARICO DI CIASCUNA DELLE PARTI QUELLE DA ESSA SOSTENUTE .