CELEX: C2002/109/117
Language: it
Date: 2002-05-04 00:00:00
Title: Causa T-47/02: Ricorso del sig. Manfred Danzer e dalla sig.ra Hannelore Danzer contro il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 27 febbraio 2002

4.5.2002                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 109/61
Motivi e principali argomenti                                                 J. Hintermayr, M. Krüger, F. Haunschmidt, G. Minichmayr e
                                                                              P. Burgstaller, hanno proposto dinanzi al Tribunale di primo
                                                                              grado delle Comunità europee un ricorso contro il Consiglio
Con la decisione impugnata la Commissione ha inflitto alla                    dell’Unione europea.
ricorrente un’ammenda dell’importo di euro 28 milioni per
violazione dell’art. 81, n. 1, CE. In tale decisione la Commis-
sione ha stabilito che tra diverse banche tedesche, tra cui la
ricorrente, sarebbero intercorsi accordi sulle modalità e sul                 I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
livello delle commissioni bancarie, i quali avrebbero perseguito
lo scopo di stabilire, durante il periodo transitorio, sia le
modalità di riscossione di commissioni bancarie per il cambio                 —      condannare il convenuto al versamento, a termine entro
di banconote delle valute partecipanti all’Unione montetaria,                        14 giorni a mani dei rispettivi difensori, a titolo di
ossia una provvigione percentuale, sia il livello di prezzo                          risarcimento del danno, dalla somma di euro 18 527,21,
desiderato, pari a circa il 3 %.                                                     e di accertare la contrarietà al diritto comunitario del-
                                                                                     l’art. 2, n. 1, lett. f), della direttiva del Consiglio 9 marzo
                                                                                     1968, 68/151/CEE (1) e dell’art. 47 della direttiva del
La ricorrente contesta la sua partecipazione ad un accordo che                       Consiglio 14 agosto 1978, 78/660/CEE (2);
violi l’art. 81, n. 1, CE. Le prove prodotte dalla Commissione a
tal proposito sarebbero insufficienti. Inoltre la Commissione
non avrebbe spiegato gli effetti del presunto accordo sul                     —      condannare il convenuto al pagamento delle spese proces-
commercio tra gli Stati membri.                                                      suali.
La Commissione avrebbe ipotizzato, a torto, una violazione
ancora in atto. Il calcolo dell’ammenda sarebbe viziato, in
quanto la Commissione non avrebbe effettuato alcuna valuta-
zione della condotta individuale della ricorrente.                            Motivi e principali argomenti
Nel corso del procedimento, la Commissione avrebbe violato i
diritti della difesa della ricorrente, rifiutando a quest’ultima              I ricorrenti sono amministratori di diverse società austriache.
l’esame degli atti in merito alle circostanze dell’archiviazione              Essi contestano la compatibilità dell’obbligo di pubblicare i
del procedimento nei confronti di altre banche e non valutando                conti annuali di società di capitali e di società di persone ad
nella decisione le argomentazioni da lei svolte nella risposta                esse equiparate con il diritto comunitario primario, con i
agli addebiti e nel corso della trattazione orale.                            principi fondamentali comunitari e con la giurisprudenza della
                                                                              Corte di giustizia europea. I ricorrenti si sono finora rifiutati,
                                                                              in base a tali norme comunitarie, di pubblicare i conti annuali
L’applicazione di un’ammenda alla ricorrente eccederebbe i                    delle società di capitali, di cui sono essi responsabili, nella
poteri discrezionali della Commissione e discriminerebbe la                   forma richiesta. Fino alla proposizione del ricorso sono state
ricorrente rispetto a quei destinatari degli addebiti contro i                affiliate multe dell’importo di euro 18 527,21.
quali non è stata emessa alcuna decisione sanzionatoria. La
Commissione avrebbe dovuto archiviare il procedimento
anche nei confronti della ricorrente.
                                                                              I ricorrenti fanno valere che, con la pubblicazione prescritta
                                                                              dalle suddette direttive, dovrebbero essere resi noti segreti
                                                                              commerciali, il che contrasterebbe con la normativa comunita-
                                                                              ria sulla concorrenza e con il principio generale della protezio-
                                                                              ne dei segreti commerciali ed industriali. La pubblicazione di
                                                                              dati relativi all’impresa importanti e confidenziali sarebbe
                                                                              sproporzionata e inammissibile anche con riferimento all’arti-
Ricorso del sig. Manfred Danzer e dalla sig.ra Hannelore                      colo 287.
Danzer contro il Consiglio dell’Unione europea, proposto
                         il 27 febbraio 2002
                            (Causa T-47/02)                                   I ricorrenti fanno inoltre valere che l’art. 2, n. 1, lett. f), della
                                                                              direttiva 68/151/EWG e l’art. 47 della direttiva 78/660/EWG
                                                                              non troverebbero fondamento normativo nell’art. 44, n. 2,
                           (2002/C 109/117)
                                                                              lett. g), CE, né sarebbero ricompresi di per sé nella nozione di
                                                                              «direttiva» ai sensi dell’art. 249 CE. Le disposizioni non
                     (Lingua processuale: il tedesco)                         armonizzerebbero il diritto esistente, ma «creerebbero» nuovo
                                                                              diritto. Inoltre, contrasterebbero col principio di proporziona-
                                                                              lità e violerebbero la legge austriaca sulla protezione dei dati
                                                                              personali, il diritto fondamentale alla proprietà, il diritto di
Il 27 febbraio 2002, il sig. Manfred Danzer e la sig.ra Hannelore             libertà di azione economica e la protezione della sfera privata
Danzer, residenti a Linz (Repubblica d’Austria), con gli avv.ti               fiscale.
 ---pagebreak--- C 109/62                 IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         4.5.2002
Infine, gli attori fanno valere, che le disposizioni del Consiglio             La ricorrente sostiene che la Commissione ha violato il
nella citata direttiva non troverebbero fondamento nel diritto                 principio dell’obbligo di motivazione sancito dall’art. 253 del
comunitario e da ciò deriverebbe direttamente il rifiuto di                   Trattato CE e gli orientamenti per il calcolo delle ammende. A
pubblicazione; conseguentemente vi sarebbe evidente nesso di                   suo avviso la Commissione ha omesso di definire il mercato
causalità tra le disposizioni della direttiva ed i danni presenti e            pertinente nello stabilire l’effettivo potere economico delle
futuri.                                                                        parti interessate. Secondo la ricorrente la decisione non
                                                                               chiarisce se il mercato pertinente sia il mercato del marchio
                                                                               del distributore o il mercato della birra in generale. La
(1) Prima direttiva del Consiglio 9 marzo 1968, 68/151/CEE, intesa             Commissione avrebbe inoltre sopravvalutato il potere econo-
    a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che sono               mico della ricorrente sul mercato della birra con il marchio del
    richieste, negli Stati membri, alle società a mente dell’art. 58,          distributore, qualora quest’ultimo dovesse essere considerato il
    secondo comma, del Trattato per proteggere gli interessi dei soci          mercato pertinente. Essa sostiene inoltre che a torto la
    e dei terzi (GU L 65, pag. 8).                                             Commissione ha descritto come attivo il ruolo della ricorrente
(2) Quarta direttiva del Consiglio 25 luglio 1978, 78/669/CEE, basata          nel detto cartello. Secondo la ricorrente il suo ruolo deve essere
    sull’art. 54, paragrafo 3, lett. g), del Trattato e relativa ai conti      considerato puramente passivo o per lo meno attivo in maniera
    annuali di taluni tipi di società (GU L 222, pag. 11).
                                                                               ridotta.
                                                                               La ricorrente deduce infine la violazione della comunicazione
                                                                               in materia di collaborazione e del principio della parità di
                                                                               trattamento. A suo parere la Commissione non ha tenuto
                                                                               conto a sufficienza dell’importanza dei chiarimenti della
                                                                               ricorrente per dimostrare la violazione. La Commissione
Ricorso contro la Commissione delle Comunità europee                           ha trattato di conseguenza in maniera diversa situazioni
presentato dalla Brouwerij Haacht N.V. il 27 febbraio                          equiparabili non concedendo la stessa riduzione dell’ammenda
                                  2002                                         nel caso di un livello di cooperazione equiparabile. Essa ha
                                                                               inoltre trattato allo stesso modo situazioni diverse concedendo
                                                                               la stessa riduzione dell’ammenda alla ricorrente e a parti che
                           (Causa T-48/02)                                     hanno collaborato in maniera ridotta o non hanno affatto
                                                                               collaborato all’indagine della Commissione.
                          (2002/C 109/118)
                    (Lingua processuale: l’olandese)
Il 27 febbraio 2002 la Brouwerij Haacht N.V., con sede in
Boortmeerbeek (Belgio), rappresentata dagli avv.ti Yves van                    Ricorso della Brasserie Nationale contro la Commissione
Gerven, Frédéric Louis e Hendrik Viane, con domicilio eletto                     delle Comunità europee, proposto il 26 febbraio 2002
in Lussemburgo, ha presentato dinanzi al Tribunale di primo
grado un ricorso contro la Commissione delle Comunità
europee.                                                                                                 (Causa T-49/02)
                                                                                                        (2002/C 109/119)
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
—      annullare l’art. 4 della decisione nella parte relativa alla                               (Lingua processuale: il francese)
       Brouwerij Haacht N.V. e, eventualmente, decidere di non
       irrogare alcuna ammenda alla Brouwerij Haacht N.V. o
       altrimenti ridurre considerevolmente l’ammenda;
                                                                               Il 26 febbraio 2002 la Brasserie Nationale, con sede a
—      in ogni caso condannare la Commissione alle spese.                      Bascharage (Lussemburgo), rappresentata dagli avv.ti Alexan-
                                                                               dre Carnelutti e Jean-Louis Schiltz, con domicilio eletto in
                                                                               Lussemburgo, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado
                                                                               delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione
                                                                               delle Comunità europee.
Motivi e principali argomenti
                                                                               La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
La ricorrente contesta la decisione nella parte in cui le viene
con essa irrogata un’ammenda in conseguenza del cartello del
marchio del distributore (private label kartel) sul mercato belga              —     annullare l’art. 1 della decisione della Commissione
della birra.                                                                         5 dicembre 2001 nel procedimento COMP/37800/F3 —