CELEX: 31982R2144
Language: it
Date: 1982-07-27 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 2144/82 del Consiglio, del 27 luglio 1982, che modifica il regolamento (CEE) n. 337/79 recante organizzazione comune del mercato vitivinicolo

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31982R2144

Regolamento (CEE) n. 2144/82 del Consiglio, del 27 luglio 1982, che modifica il regolamento (CEE) n. 337/79 recante organizzazione comune del mercato vitivinicolo  

Gazzetta ufficiale n. L 227 del 03/08/1982 pag. 0001 - 0009 edizione speciale spagnola: capitolo 03 tomo 26 pag. 0018  edizione speciale portoghese: capitolo 03 tomo 26 pag. 0018 

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 2144/82 DEL CONSIGLIO  del 27 luglio 1982  che modifica il regolamento (CEE) n. 337/79 recante organizzazione comune del mercato vitivinicolo  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,  vista la proposta della Commissione (1),  visto il parere del Parlamento europeo (2),  visto il parere del Comitato economico e sociale (3),  considerando che l'esperienza acquisita nella gestione del mercato del vino conduce ad apportare un certo numero di modifiche al regolamento (CEE) n. 337/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (4), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3577/81 (5), onde rafforzare gli strumenti di controllo del mercato ed orientare la produzione verso un miglioramento della qualità;  considerando che attualmente l'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale non è effettuato da tutti i produttori comunitari nelle stesse condizioni economiche a causa delle diverse pratiche enologiche ammesse dall'articolo 33 del regolamento (CEE) n. 337/79; che per eliminare questa discriminazione è opportuno incoraggiare l'impiego dei prodotti della vite per l'arricchimento, aumentando nel contempo i loro sbocchi e contribuendo ad evitare la creazione di eccedenze di vino; che per far ciò occorre allineare i prezzi dei diversi prodotti impiegati per l'arricchimento; che questo risultato può essere raggiunto istituendo un regime di aiuto a favore dei mosti di uve concentrati e dei mosti di uve concentrati rettificati utilizzati per l'arricchimento; che, per salvaguardare l'equilibrio generale del mercato vitivinicolo occorre prevedere la possibilità di riservare, nel corso di una data campagna, la concessione degli aiuti ai mosti ottenuti in certe zone viticole dove la produzione di vini da taglio è tradizionalmente un elemento importante dell'economia agricola;  considerando che per evitare qualsiasi operazione di distillazione tecnicamente non corretta occorre precisare che l'aiuto per il vino da distillare deve essere versato solo se il prodotto della distillazione ha un titolo alcolometrico di almeno 52 % vol;  considerando che, per permettere per le campagne per cui si preveda un raccolto importante un risanamento rapido del mercato in particolare sottraendo i vini di qualità meno buona, occorre prevedere che una distillazione preventiva possa essere aperta fin dall'inizio della campagna viticola ad un livello dei prezzi di acquisto che non costituisca un incoraggiamento della produzione di vino di qualità insufficiente o che d'altra parte, per incitare i produttori a partecipare allo sforzo di risanamento del mercato fin dall'inizio della campagna, sembra opportuno prevedere che questo prezzo sia aumentato se i risultati della distillazione preventiva permettono di non decidere più tardi una distillazione obbligatoria; che per la prima campagna di applicazione della misura occorre rinforzare l'incitamento sopramenzionato;  considerando che per facilitare il funzionamento del nuovo regime di distillazione, occorre sopprimere la possibilità di sostituire, al momento della distillazione, i vini da tavola oggetto di contratti di ammasso a lungo termine con altri vini da tavola;  considerando che per migliorare il reddito dei produttori interessati è opportuno assicurare loro in certe condizioni un prezzo minimo garantito per il vino da tavola; che a tal fine è opportuno prevedere in particolare che il produttore possa consegnare il vino da tavola di sua produzione alla distillazione al prezzo minimo garantito oppure possa beneficiare di qualsiasi altra misura appropriata da decidere; che per ottenere il massimo di efficacia nell'applicazione delle misure in questione, occorre prevedere che la Commissione possa determinare le quantità che possono essere oggetto di queste misure entro un limite complessivo di 5 milioni di ettolitri di vini da tavola nel corso della  stessa campagna viticola, e riservare al Consiglio la possibilità di aumentare la quantità di vino da tavola che può essere distillata nell'ambito di queste misure; che, per lo stesso obiettivo, è opportuno prevedere la possibilità di riservare queste misure a taluni tipi di vino da tavola o a talune zone viticole;  considerando che l'articolo 39 del regolamento (CEE) n. 337/79 prevede l'obbligo di far distillare o, in mancanza e in taluni casi, di far ritirare sotto controllo i sottoprodotti della vinificazione; che tuttavia non sono soggetti a tale obbligo i produttori il cui vigneto sia situato nella zona viticola A o nella parte tedesca della zona viticola B; che, tenuto conto dell'esperienza acquisita, data la necessità di provvedere ai controlli qualitativi appropriati sulla vinificazione, si deve rafforzare il summenzionato obbligo, ampliandone il campo d'applicazione; che, a tale scopo, occorre assoggettare all'obbligo di far ritirare sotto controllo i sottoprodotti della vinificazione i produttori delle zone per le quali è attualmente prevista un'esenzione e assoggettare all'obbligo di distillazione o, in mancanza, di ritiro dei sottoprodotti, qualsiasi persona che abbia proceduto alla trasformazione di uve diversa dalla vinificazione; che a causa dell'insufficienza delle attrezzature di distillazione in talune parti delle zone viticole C III, occorre prevedere, a titolo transitorio, un regime di deroga relativo ai prodotti da distillare e garantire allo stesso tempo il rispetto dell'obbligo fondamentale; che l'esperienza acquisita ha mostrato che il sistema in vigore, che prevede un sostegno finanziario solo per l'alcole consegnato all'organismo di intervento comporta un aumento della produzione di alcole a svantaggio di quella tradizionale di acquavite; che questa situazione implica spese superiori a quelle connesse ad un sistema che preveda anche un aiuto appropriato per il vino trasformato in acquavite; che nel contempo sembra opportuno introdurre talune modifiche tecniche alle disposizioni esistenti;  considerando che le misure di distillazione necessarie per assicurare un alto livello qualitativo dei vini immessi sul mercato non devono turbare il mercato comunitario dell'alcole e delle bevande alcoliche; che occorre dunque prevedere delle norme comunitarie che disciplinino lo smercio dei prodotti di queste distillazioni, nonché l'assunzione da parte della Comunità delle spese che queste misure potrebbero provocare per gli Stati membri;  considerando che l'esperienza acquisita ha mostrato che nel corso di talune campagne particolarmente eccedentarie le misure facoltative sono insufficienti per garantire il miglioramento del mercato; che è dunque necessario introdurre una distillazione obbligatoria; che occorre prevedere che questa misura di intervento sia basata sul bilancio di previsione della campagna e che la quantità totale di vino da distillare a questo titolo sia fissata ad un livello che consenta di situare le scorte prevedibili per la fine della campagna ad un livello compatibile con l'equilibrio del mercato; che, tenuto conto della diversità delle condizioni di produzione della Comunità, è necessario prevedere la possibilità di modulare in funzione di taluni criteri la percentuale di produzione che dev'essere distillata da ciascun produttore; che l'applicazione della misura in questione non deve provocare oneri amministrativi sproporzionati rispetto ai risultati quantitativi previsti; che occorre pertanto prevedere la possibilità di adottare adeguate misure derogatorie;  considerando che il prezzo d'acquisto del vino consegnato alla distillazione obbligatoria non deve rappresentare un incoraggiamento ad una produzione di vino di qualità scadente, ma non deve nemmeno tradursi in una penalizzazione insopportabile per i produttori;  considerando che per assicurare un buon svolgimento di questa distillazione occorre prevedere che il distillatore possa beneficiare di un aiuto per il prodotto da distillare ovvero possa consegnare i prodotti della distillazione all'organismo di intervento degli Stati membri in cui il ricorso a quest'ultima possibilità non implica oneri amministrativi sproporzionati;  considerando che è necessario determinare le caratteristiche dei prodotti ottenuti dalla distillazione obbligatoria, che possono essere smerciati dagli organismi di intervento, nonché le condizioni di immissione sul mercato di tali prodotti;  considerando che occorre promuovere la ricerca di impieghi alternativi alla distillazione per riassorbire le eccedenze di vini da tavola;  considerando che, conformemente all'articolo 46, paragrafo 3, secondo comma, del regolamento (CEE) n. 337/79, l'utilizzazione di resine per lo scambio di cationi a base di sodio per evitare le precipitazioni dell'eccesso di calcio al momento dell'immissione al consumo di vino è ammessa fino al 31 agosto 1982 negli Stati membri in cui questa pratica era ammessa al 1o settembre 1977 e purché i prodotti ottenuti non siano spediti fuori da tali Stati membri; che si preconizza l'ammissione, tramite disposizioni comunitarie, di pratiche enologiche che possano sostituire l'utilizzazione delle resine in questione; che, poiché la messa a punto di queste pratiche non è ancora conclusa, occorre prorogare il periodo durante il quale è ammesso il metodo attuale;  considerando che per escludere dal mercato del vino prodotti di qualità mediocre è opportuno prevedere che possano essere utilizzate per l'elaborazione di taluni prodotti solo delle uve ottenute da varietà di uve da fermentazione;  considerando che per assicurare il passaggio armonioso dal vecchio al nuovo regime instaurato dal presente regolamento, è opportuno prevedere una procedura che permetta alla Commissione di adottare qualsiasi misura transitoria necessaria, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  Il regolamento (CEE) n. 337/79 è modificato come segue:  1) È inserito il seguente articolo 3 bis:  « Articolo 3 bis  Il complesso delle misure di cui al presente titolo è inteso ad assicurare l'equilibrio sul mercato dei vini da tavola nonché un prezzo minimo garantito per tali vini, pari almeno all'82 % del prezzo d'orientamento che entra in vigore nell'anno del raccolto considerato.  Il prezzo minimo garantito di cui al primo comma viene assicurato ai produttori soggetti agli obblighi di cui all'articolo 6, paragrafo 1, solo in quanto abbiano soddisfatto tali obblighi conformemente alla predetta disposizione ».  2) Il testo dell'articolo 6 è sostituito dal testo seguente:  « Articolo 6  1. I produttori soggetti agli obblighi previsti all'articolo 39 e, se del caso, agli articoli 40 e 41, possono beneficiare delle misure d'intervento previste dal presente titolo, sempreché abbiano soddisfatto gli obblighi summenzionati per un periodo di riferimento da determinare.  2. Ad eccezione dei vini da tavola dei tipi R III, A II e A III, i vini da tavola con titolo alcolometrico effettivo pari o inferiore a 9,5 % vol sono esclusi da qualsiasi misura d'intervento prevista dal presente titolo diversa da quelle di cui all'arti- colo 11.  3. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 67 ».  3) All'articolo 7, il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:  « 4. La possibilità di concludere contratti a lungo termine per vini da tavola da determinare è accordata qualora, dai dati del bilancio di previsione relativi ad una campagna viticola, risulta che, per i vini da tavola, le disponibilità constatate all'inizio della campagna viticola eccedono di oltre quattro mesi le utilizzazioni normali della campagna ».  4) Il testo dell'articolo 11 è sostituito dal testo seguente:  « Articolo 11  1. Quando risulta necessario, considerate le previsioni di raccolto o per migliorare la qualità dei prodotti messi sul mercato, una distillazione preventiva dei vini da tavola e dei vini atti a diventare vini da tavola può essere aperta in ciascuna campagna viticola a decorrere dal 1o settembre:  - sino alla data della decisione di cui all'articolo 41, paragrafo 1,  - o, qualora tale decisione non venga presa, sino al 20 gennaio.  2. Fatto salvo il terzo comma, il prezzo d'acquisto del vino consegnato alla distillazione di cui al paragrafo 1 è pari al:  - 60 % del prezzo d'orientamento di ciascuno dei tipi di vini da tavola, che entra in vigore nell'anno di raccolto considerato, per i vini da tavola dei tipi in causa nonché per i vini da tavola in stretta relazione economica con ciascuno dei tipi di vino da tavola,  - 60 % del prezzo d'orientamento del vino da tavola del tipo A I, che entra in vigore nell'anno del raccolto considerato, per i vini atti a diventare vino da tavola.  Qualora, per la campagna viticola in causa, la distillazione di cui all'articolo 41 non venga decisa, i prezzi d'acquisto sono portati al 65 % dei corrispondenti prezzi d'orientamento e l'aiuto di cui al paragrafo 3 è modificato in conformità.  In deroga al primo e al secondo comma, per la campagna viticola 1982/1983:  - i prezzi di cui al primo comma sono fissati al 65 % del corrispondente prezzo d'orientamento,  - il prezzo di cui al secondo comma è fissato al 70 % del corrispondente prezzo d'orientamento.  Il prezzo pagato dal distillatore non può essere inferiore al prezzo d'acquisto.  3. L'organismo d'intervento versa un aiuto per il prodotto da distillare, a condizione che il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia un titolo alcolometrico di almeno 52 % vol.  4. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali relative alla distillazione di cui al paragrafo 1, in particolare:  - le condizioni alle quali viene effettuata la distillazione,  - i criteri per la fissazione dell'importo dell'aiuto, in modo da permettere lo smercio dei prodotti ottenuti.  5. La decisione di procedere alla distillazione di cui al paragrafo 1 e le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 67. L'importo dell'aiuto di cui al paragrafo 3 è fissato secondo la stessa procedura ». 5) All'articolo 12 bis:  a) il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:  « 2. Le misure complementari di cui al paragrafo 1 si applicano alla scadenza normale dei contratti di magazzinaggio considerati, per vini rispondenti, al momento dell'uscita dal magazzino, a requisiti da determinare.  Tali misure possono consistere in particolare:  - nel magazzinaggio dei vini in causa per un periodo da stabilire, alle condizioni previste per il magazzinaggio a lungo termine,  - nella distillazione di tali vini.  Queste misure possono anche essere cumu- late »;  b) il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:  « 3 bis. L'organismo d'intervento versa un aiuto per il prodotto da distillare, a condizione che il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia un titolo alcolometrico di almeno 52 % vol.  4. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali relative alla distillazione di cui al paragrafo 2, in particolare:  - le condizioni alle quali viene effettuata la distillazione,  - i criteri per la fissazione dell'importo dell'aiuto in modo da permettere lo smercio dei prodotti ottenuti »;  c) il paragrafo 6 è soppresso.  6) L'articolo 14 è sostituito dal testo seguente:  « Articolo 14  1. È istituito un regime di aiuto per:  - i mosti di uve concentrati,  - i mosti di uve concentrati rettificati,  prodotti nella Comunità, utilizzati per aumentare i titoli alcolometrici di cui all'articolo 32 del presente regolamento ed all'articolo 8, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 338/79.  2. La concessione dell'aiuto di cui al paragrafo 1 può essere riservata ai prodotti di cui al paragrafo 1 ottenuti nelle zone viticole C III a) e C III b) qualora, senza tale misura, non fosse possibile mantenere le correnti di scambio dei mosti e dei vini da taglio.  La riserva di cui al primo comma, quando è stata decisa, si applica pure ai mosti di uve concentrati rettificati prodotti al di fuori delle zone viticole di cui al suddetto comma negli impianti che ne abbiano iniziato la produzione prima del 30 giugno 1982.  3. L'importo dell'aiuto è fissato in ECU per % vol in potenza e per ettolitro di mosti di uve concentrati o di mosti concentrati rettificati, tenuto conto delle differenze tra i costi dell'arricchimento ottenuto con i prodotti sopra citati e con il saccarosio.  4. Secondo la procedura di cui all'articolo 67:  - l'importo dell'aiuto è fissato entro il 31 agosto di ogni anno;  - sono stabilite le condizioni per la concessione dell'aiuto e le altre modalità di applicazione del presente articolo ».  7) L'articolo 15 è sostituito dal testo seguente:  « Articolo 15  1. Nelle campagne viticole durante le quali viene decisa la distillazione di cui all'articolo 41, è indetta una distillazione sin dall'entrata in vigore della misura di cui all'articolo 41, paragrafo 1.  Qualora nelle stesse campagne la situazione del mercato dei vini da tavola lo esiga, può essere decisa ogni altra misura appropriata.  2. Nelle campagne viticole durante le quali non viene decisa la distillazione di cui all'articolo 41 e qualora la situazione del mercato dei vini da tavola lo esiga, possono essere decise una distillazione ed ogni altra misura appropriata.  3. Nel corso della stessa campagna viticola, il quantitativo di vino da tavola oggetto delle misure di cui al paragrafo 1 o al paragrafo 2 non può eccedere 5 milioni di ettolitri.  4. Qualora il quantitativo totale di vino da tavola di cui al paragrafo 3 abbia formato oggetto delle misure di cui al paragrafo 1 o al paragrafo 2 e la situazione del mercato del vino da tavola lo richieda, il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può decidere l'aumento della quantità di vino da tavola che può essere sottoposta alla distillazione aperta per la campagna in questione in virtù del paragrafo 1 o del paragrafo 2.  5. Il prezzo d'acquisto del vino consegnato alla distillazione nel quadro dell'applicazione dei paragrafi 1, 2 e 4 è pari all'82 % del prezzo d'orientamento di ciascun tipo dei vini da tavola.  6. Qualora la situazione del mercato del vino da tavola lo richieda, le misure di cui al presente articolo possono essere riservate:  - a taluni vini da tavola determinati in funzione del tipo,  - a una o più zone viticole.  7. L'organismo d'intervento versa un aiuto per il prodotto da distillare, a condizione che il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia un titolo alcolometrico di almeno 52 % vol.  (1) GU n. C 277 del 29. 10. 1981, pag. 5.  (2) Parere reso il 9 luglio 1982 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).  (3) GU n. C 112 del 3. 5. 1982, pag. 31.  (4) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 1.  (5) GU n. L 359 del 15. 12. 1981, pag. 1.  8. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali relative alla distillazione di cui al presente articolo.  Tali norme comprendono in particolare le condizioni alle quali viene effettuata la distillazione in modo da permettere lo smercio dei prodotti ottenuti.  9. Le decisioni di cui ai paragrafi 1 e 2, nonché le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 67. L'importo dell'aiuto di cui al paragrafo 7 è stabilito secondo la stessa procedura ».  8) L'articolo 39 è sostituito dal testo seguente:  « Articolo 39  1. Sono vietate la sovrappressione delle uve, pigiate o non, e la pressatura delle fecce di vino. Ciò vale anche per la rifermentazione delle vinacce per scopi diversi dalla distillazione.  In deroga al primo comma e per le campagne viticole dal 1982/1983 al 1986/1987 possono essere autorizzate nelle isole greche ed italiane (escluse la Sicilia e la Sardegna) situate nelle zone viticole C III a) e C III b) la sovrappressione delle uve, pigiate o meno, e la torchiatura delle fecce. In questo caso i prodotti ottenuti dalla torchiatura delle vinacce e delle fecce devono essere integralmente ed esclusivamente consegnati alla distillazione.  2. Ogni persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone, salvo le persone e le associazioni di cui al paragrafo 4, che abbia proceduto ad una vinificazione, è tenuta a consegnare alla distillazione i sottoprodotti di tale vinificazione ed eventualmente il vino della propria produzione.  Il quantitativo di alcole contenuto nei prodotti consegnati alla distillazione è per lo meno uguale ad una percentuale da determinare del volume di alcole naturalmente contenuto nelle uve utilizzate per la produzione di vino. Tale volume viene valutato in base ad un titolo alcolometrico volumico naturale minimo forfettario stabilito per ciascuna campagna viticola in ognuna delle zone viticole.  La percentuale di cui al primo comma non può superare:  - l'8 %, se il vino è stato ottenuto mediante vinificazione diretta di uve,  - il 3 %, se il vino è stato ottenuto mediante vinificazione di mosto di uve, di mosto parzialmente fermentato o di vino nuovo ancora in fermentazione.  Sono possibili deroghe al presente paragrafo per categorie di produttori da determinare e per talune regioni di produzione nonché per i vini soggetti alla distillazione di cui all'articolo 40.  3. Qualsiasi persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone, salvo le persone e le associazioni di cui al paragrafo 4, che tenga sottoprodotti provenienti da qualsiasi trasformazione di uve diversa dalla vinificazione è tenuta a consegnarli alla distillazione.  4. Qualsiasi persona fisica o giuridica ovvero associazione di persone che proceda alla trasformazione di uve raccolte nella zona viticola A o nella parte tedesca della zona viticola B è tenuta a far ritirare, previo controllo e a condizione da stabilire, i sottoprodotti ottenuti da tale trasformazione.  5. Coloro che sono soggetti all'obbligo di cui al paragrafo 2 o al paragrafo 3 possono svincolarsi da tale obbligo ritirando, sotto controllo ed a determinate condizioni, i sottoprodotti della vinificazione.  6. Nell'ambito della distillazione di cui al presente articolo, il distillatore può  - beneficiare di un aiuto per il prodotto da distillare, a condizione che il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia un titolo alcolometrico di almeno 52 % vol,  - ovvero consegnare all'organismo d'intervento il prodotto ottenuto dalla distillazione, purché abbia un titolo alcolometrico di almeno 92 % vol.  Tuttavia  - gli Stati membri possono prevedere che il loro organismo d'intervento non acquisti il prodotto di cui al primo comma, secondo trattino;  - se il vino da tavola è stato trasformato in vino alcolizzato prima di essere consegnato alla distillazione, l'aiuto di cui al primo comma, primo trattino, è versato all'elaboratore del vino alcolizzato e il prodotto della distillazione non può essere consegnato all'organismo d'intervento.  È fissato un prezzo d'acquisto per l'alcole neutro rispondente a caratteristiche qualitative da determinare.  Il prezzo d'acquisto degli altri prodotti della distillazione che possono essere presi in consegna dall'organismo d'intervento è fissato sulla base del prezzo d'acquisto di cui al terzo comma e modulato per tener conto, in particolare, delle spese necessarie per trasformare il prodotto in questione in alcole neutro.    7.  Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali di applicazione del presente articolo.  Tali norme comprendono in particolare:  - le condizioni alle quali viene effettuata la distillazione,  - i criteri per la fissazione del prezzo da pagare, secondo il rispettivo tenore di alcole, per le vinacce, le fecce ed eventualmente il vino consegnato alla distillazione,  - le deroghe di cui ai paragrafi 1 e 2,  - le condizioni in cui possono essere effettuati il ritiro sotto controllo di cui al paragrafo 4 e il ritiro di cui al paragrafo 5,  - i criteri per la fissazione dell'importo dell'aiuto in modo da consentire lo smercio dei prodotti ottenuti,  - i criteri per la fissazione della percentuale delle spese a carico degli organismi d'intervento che sarà finanziata dal Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia, sezione garanzia,  - i criteri per la fissazione dei prezzi dei prodotti della distillazione che possono essere presi in consegna dagli organismi d'intervento.  8. L'importo dell'aiuto, i prezzi e la percentuale delle spese di cui al paragrafo 7, sono fissati secondo la procedura prevista dall'articolo 67. Secondo la stessa procedura sono adottate le modalità d'applicazione del presente articolo e il titolo alcolometrico volumico naturale da stabilire forfettariamente di cui al paragrafo 2 ».  9) Il testo dell'articolo 40 è sostituito dal seguente:  « Articolo 40  1. I vini, ottenuti da uve di varietà che non figurano come varietà di uve da vino nella classificazione delle varietà di vite per l'unità amministrativa in cui tali uve sono state raccolte, e che non sono esportati, sono distillati prima della fine della campagna viticola durante la quale sono stati prodotti. Salvo deroga, tali vini possono circolare soltanto se sono destinati ad una distilleria.  2. I vini, ottenuti da uve di varietà che figurano nella classificazione, per la stessa unità amministrativa, ad un tempo come varietà di uve da vino e come varietà destinate ad un'altra utilizzazione, che superano i quantitativi normalmente vinificati, e che non sono stati esportati, sono distillati prima della fine della campagna durante la quale sono stati prodotti. Salvo deroga, essi possono circolare soltanto se sono destinati ad una distilleria.  Ai fini della determinazione dei quantitativi normalmente vinificati si tiene conto in particolare:  - dei quantitativi vinificati durante un periodo di riferimento da determinare anteriore alla campagna viticola 1980/1981,  - dei quantitativi di vino riservati alle destinazioni tradizionali.  3. Il prezzo d'acquisto del vino consegnato alla distillazione nel quadro dell'applicazione dei paragrafi 1 e 2 è pari al 50 % del prezzo d'orientamento del vino da tavola del tipo A I che entra in vigore nell'anno del raccolto considerato.  Il prezzo pagato dal distillatore non può essere inferiore al prezzo d'acquisto.  4. Nell'ambito della distillazione di cui al presente articolo, il distillatore può  - beneficiare di un aiuto per il prodotto da distillare, a condizione che il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia un titolo alcolometrico di almeno 52 % vol,  - ovvero consegnare all'organismo d'intervento il prodotto ottenuto dalla distillazione, purché abbia un titolo alcolometrico di almeno 92 % vol.  Tuttavia:  - gli Stati membri possono prevedere che il loro organismo d'intervento non acquisti il prodotto di cui al primo comma, secondo trattino;  - se il vino è stato trasformato in vino alcolizzato prima di essere consegnato alla distillazione, l'aiuto di cui al primo comma, primo trattino, è versato all'elaboratore del vino alcolizzato e il prodotto della distillazione non può essere consegnato all'organismo d'intervento.  È fissato un prezzo d'acquisto per l'alcole neutro rispondente a caratteristiche qualitative da  Il prezzo d'acquisto degli altri prodotti della distillazione che possono essere presi in consegna dall'organismo d'intervento è fissato sulla base del prezzo di acquisto di cui al terzo comma e modulato per tener conto, in particolare, delle spese necessarie per trasformare il prodotto in alcole neutro.  5. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali di applicazione del presente articolo.  Tali norme comprendono in particolare:  - le condizioni alle quali viene effettuata la distillazione,  - i criteri per la fissazione dell'importo dell'aiuto in modo da permettere lo smercio dei prodotti ottenuti, - i criteri per la fissazione della percentuale delle spese a carico degli organismi d'intervento che sarà finanziata dal Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia, sezione garanzia,  - i criteri per la fissazione dei prezzi d'acquisto dei prodotti della distillazione che possono essere presi in consegna dagli organismi d'intervento.  6. L'importo dell'aiuto, i prezzi d'acquisto e la percentuale delle spese di cui al paragrafo 5, sono fissati secondo la procedura prevista all'articolo 67. Secondo la stessa procedura sono adottate le modalità d'applicazione del presente articolo, in particolare la determinazione dei quantitativi normalmente vinificati di cui al paragrafo 2 e le deroghe di cui ai paragrafi 1 e 2 ».  10) È inserito l'articolo seguente:  « Articolo 40 bis  Lo smercio dei prodotti delle distillazioni di cui agli articoli 39 e 40 detenuti dagli organismi di intervento è disciplinato dalle norme comunitarie, destinate ad evitare che siano perturbati i mercati dell'alcole e delle bevande alcoliche prodotti nella Comunità.  Se l'applicazione delle norme di cui al primo comma non permette lo smercio di questi prodotti, sono adottate, secondo la procedura di cui all'articolo 67, le misure che permettono lo smercio nei settori o verso le destinazioni che escludono qualsiasi perturbazione dei mercati dell'alcole e delle bevande alcoliche prodotti nella Comunità. I costi risultanti da queste misure sono a carico del FEAOG, sezione garanzia ».  11) L'articolo 41 è sostituito dal testo seguente:  « Articolo 41  1. Qualora, dai dati del bilancio di previsione relativi ad una campagna viticola, risulti che, per i vini da tavola, le disponibilità constatate all'inizio della campagna eccedono di oltre cinque mesi le utilizzazioni normali della campagna, viene decisa una distillazione obbligatoria del vino da tavola.  Tuttavia, la distillazione obbligatoria è decisa soltanto se non costituisce un onere amministrativo sproporzionato.  2. Il quantitativo totale da distillare deve consentire che le scorte prevedibili di fine campagna raggiungano un livello pari alle utilizzazioni normali di 5-6 mesi calcolate per la campagna viticola in questione.  3. Fatto salvo il paragrafo 7, secondo comma, per ciascun produttore il quantitativo da distillare conformemente al paragrafo 2 è pari ad una percentuale della sua produzione di vino da tavola.  Tale percentuale  - è fissata entro il 20 gennaio successivo alla decisione di procedere alla distillazione;  - è modulata, per frenare l'incremento della produzione comunitaria, in funzione della resa per ettaro di ciascun produttore, rispetto alla resa normale delle varie regioni di produzione della Comunità, tenendo conto delle indicazioni fornite da ogni Stato membro e in funzione del tipo di vino da tavola.  Il quantitativo di vino da tavola che ciascun produttore deve consegnare alla distillazione è pari a quello stabilito a norma del secondo comma, diminuito del quantitativo consegnato alla distillazione di cui all'articolo 11.  4. Il prezzo d'acquisto del vino consegnato alla distillazione in applicazione del paragrafo 1 è pari al 60 % del prezzo d'orientamento di ciascuno dei tipi di vino da tavola. Tale prezzo si applica anche ai vini che sono in stretta relazione economica con ciascuno dei tipi di vini da tavola.  Tuttavia, per la campagna viticola 1982/1983 il prezzo d'acquisto è fissato al 65 % del prezzo d'orientamento di cui al primo comma. Il prezzo pagato dal distillatore non può essere inferiore al prezzo d'acquisto.  5. Nell'ambito della distillazione di cui al presente articolo, il distillatore può  - beneficiare di un aiuto per il prodotto da distillare, a condizione che il prodotto ottenuto dalla distillazione abbia un titolo alcolometrico di almeno 52 % vol,  - ovvero consegnare all'organismo d'intervento il prodotto ottenuto dalla distillazione, purché abbia un titolo alcolometrico non inferiore a 92 % vol.  Tuttavia,  - gli Stati membri possono prevedere che il loro organismo di intervento non acquisti il prodotto di cui al primo comma, secondo trattino;  - se il vino da tavola è stato trasformato in vino alcolizzato prima di essere consegnato alla distillazione, l'aiuto di cui al primo comma, primo trattino, è versato all'elaboratore del vino alcolizzato e il prodotto della distillazione non può essere consegnato all'organismo di intervento.  È fissato un prezzo d'acquisto per l'alcole neutro rispondente a caratteristiche qualitative da determinare.  Il prezzo d'acquisto degli altri prodotti della distillazione che possono essere presi in consegna dall'organismo d'intervento è fissato sulla base del prezzo d'acquisto di cui al terzo comma e modulato per tener conto, in particolare, delle spese necessarie per trasformare il prodotto in questione in alcole neutro.  6. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali di applicazione del presente articolo.  Tali norme comprendono in particolare:  - le condizioni alle quali viene effettuata la distillazione,  - i criteri per la fissazione dell'importo dell'aiuto in modo da permettere lo smercio dei prodotti ottenuti,  - i criteri per la fissazione dei prezzi di acquisto dei prodotti della distillazione che possono essere presi in consegna dagli organismi d'intervento.  7. Sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 67 la decisione di procedere alla distillazione di cui al paragrafo 1, il quantitativo di cui al paragrafo 2, la determinazione delle regioni di produzione e le percentuali di cui al paragrafo 3, l'importo dell'aiuto e i prezzi di cui al paragrafo 5, nonché le modalità di applicazione del presente articolo.  Secondo la stessa procedura, in particolare per alleggerire gli oneri amministrativi risultanti dall'applicazione del presente articolo, sono adottate le misure che comportano l'esenzione totale o parziale dall'obbligo di cui al paragrafo 3 per i produttori che, nella campagna viticola in questione, abbiano ottenuto una quantità di vino inferiore ad una quantità da determinare.  12) Sono inseriti gli articoli seguenti:  « Articolo 41 bis  1. L'acquisto da parte dell'organismo d'intervento dei prodotti ottenuti dalla distillazione di cui all'articolo 41 è considerato come intervento destinato a regolarizzare i mercati agricoli ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 729/70.  2. I prodotti presi in consegna dagli organismi d'intervento conformemente al paragrafo 1 possono essere smaltiti, eventualmente previa trasformazione, soltanto sotto forma di:  - alcole neutro,  - alcole totalmente denaturato o sottoposto a denaturazione speciale, conformemente alle disposizioni comunitarie o, in assenza di queste, alle disposizioni nazionali concernenti la denaturazione,  - alcole di gusto sgradevole denaturato,  - alcole diverso da quelli suindicati, purché sia destinato alla esportazione.  3. I prodotti presi in consegna dall'organismo d'intervento o i prodotti ottenuti dalla loro trasformazione sono smerciati mediante vendite all'asta o mediante gara, a condizioni tali che:  - l'alcole possa essere venduto normalmente sui mercati per i diversi usi,  - sia evitata qualsiasi perturbazione dei mercati dell'alcole e delle bevande alcoliche,  - siano garantite la parità di accesso alle merci e la parità di trattamento degli acquirenti.  4. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali d'applicazione del presente articolo.  Tali norme comprendono in particolare:  - le disposizioni concernenti le operazioni che gli organismi d'intervento effettuano o possono effettuare sui prodotti presi in consegna prima che siano reimmessi sul mercato;  - le disposizioni concernenti lo smaltimento dei prodotti detenuti dagli organismi d'intervento.  5. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 67.  Articolo 41 ter  1. In deroga all'articolo 41 bis, per la campagna viticola 1982/1983 il FEAOG assume l'onere del 70 % delle perdite nette sostenute dagli organismi d'intervento per i prodotti loro consegnati in conformità dell'articolo 41.  2. Le perdite nette di cui al paragrafo 1 sono calcolate in base al prezzo d'acquisto fissato conformemente all'articolo 41, paragrafo 5, terzo comma, diminuito dell'importo dell'aiuto fissato conformemente all'articolo 41, paragrafo 6, secondo comma, secondo trattino.  Articolo 41 quater  1. Durante le campagne viticole 1982/1983, 1983/1984 e 1984/1985 sono applicate misure per favorire l'attuazione di mezzi diversi dalla distillazione, in modo da permettere lo smercio delle eccedenze di prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.  Per le misure di cui al primo comma si intendono azioni intese a promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove utilizzazioni dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2.  2. Per quanto riguarda il finanziamento della politica agricola comune, le misure di cui al paragrafo 1 si considerando facenti parte degli interventi destinati a regolarizzare i mercati agricoli. 3. In deroga all'articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 729/70, il finanziamento delle misure di cui al paragrafo 1 può essere limitato ad una parte delle spese in causa, nell'ambito di un importo totale di 0,5 milioni d'ECU all'anno.  4. Prima della fine della campagna viticola 1984/1985, il Consiglio, che delibera secondo la procedura prevista dall'articolo 43, paragrafo 2, del trattato, adotta, all'occorrenza, le misure adatte sulla base dei risultati delle azioni di cui al paragrafo 1.  5. Le misure di cui al paragrafo 1 nonché le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 67 ».  13) All'articolo 46, paragrafo 3, primo comma, la data del 31 agosto 1982 è sostituita da quella del 31 agosto 1983.  14) All'articolo 49, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:  « 1. Salvo deroga decisa dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, soltanto uve provenienti dalle varietà che figurano nell'elenco stabilito conformemente all'articolo 31 come varietà di uve da vino raccomandate o autorizzate, nonché i prodotti che ne derivano, possono essere utilizzati nella Comunità per la preparazione:  - del mosto d'uva mutizzato con alcole,  - del mosto d'uva concentrato,  - del mosto d'uva concentrato rettificato,  - del vino atto a diventare vino da tavola,  - del vino da tavola,  - dei v.q.p.r.d.,  - del vino liquoroso ».  15) Gli articoli 12, 13, 15 bis e 58 sono soppressi.  Articolo 2  Le misure transitorie necessarie per facilitare il passaggio al regime dell'organizzazione comune del mercato vitivinicolo modificato dal presente regolamento, in particolare qualora l'applicazione del regime modificato alla data prevista incontri difficoltà di rilievo, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 67 del regolamento (CEE) n. 337/79. Esse sono applicabili fino al 31 agosto 1983 al più tardi.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Esso è applicabile a decorrere dal 1o settembre 1982.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 27 luglio 1982.  Per il Consiglio  Il Presidente  O. MOELLER