CELEX: 31972D0468
Language: it
Date: 1972-12-18 00:00:00
Title: 72/468/CEE: Decisione della Commissione, del 18 dicembre 1972, relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/581 - Cementregeling voor Nederland, 1971) (I testi in lingua tedesca, francese e olandese sono i soli facenti fede)

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31972D0468

72/468/CEE: Decisione della Commissione, del 18 dicembre 1972, relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/581 - Cementregeling voor Nederland, 1971) (I testi in lingua tedesca, francese e olandese sono i soli facenti fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 303 del 31/12/1972 pag. 0007 - 0017

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 1972 relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/581 - Cementregeling voor Nederland 1971) (I testi tedesco, francese e olandese sono i soli facenti fede)(72/468/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 85,  visto il regolamento n. 17 del Consiglio del 6 febbraio 1962 (1),  vista la notificazione presentata alla Commissione il 31 ottobre 1962 su modulo B a norma dell'articolo 5, paragrafo 1, primo periodo, del regolamento n. 17 e riguardante il Noordwijks-Cement-Accoord e delle decisioni adottate sulla base di tale accordo  nonché dello statuto della « Stichting Cement-Centrale voor Nederland »; viste le modificazioni apportate, con decorrenza dal 1o ottobre 1967, alle decisioni notificate nonché le modificazioni dell'intero complesso di accordi, con effetto dal 1o gennaio  1971, mediante la stipulazione della « Cementregeling voor Nederland - 1971 (C.R.N. 1971) »,  sentite le imprese interessate ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 17 e del regolamento n. 99/63/CEE (2),  visto il parere del Comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominati del 27 aprile 1972 emesso a norma dell'articolo 10 del regolamento n. 17 e considerato quanto segue:  I 1. Le società per azioni di diritto olandese - Eerste Nederlandse Cement Industrie (ENCI) N.V., produttrice di cemento con sede a Maastricht, Paesi Bassi,  - Cementfabriek IJmuiden (Cemij) N.V., produttrice di cemento, con sede a IJmuiden, Paesi Bassi,  la società per azioni di diritto belga - La Cimenterie Belge « Cimbel » S.A., cartello e organo dei produttori belgi di cemento, con sede a Bruxelles, Belgio e la società per azioni di diritto olandese - De Nederlandse Cement-Handelmaatschappij N.V. (N.C.H.), ufficio di vendita dei produttori tedeschi per l'esportazione verso l'area del Benelux, con sede all'Aia, Paesi Bassi,  avevano stipulato il 6 luglio 1956 all'Aia un contratto denominato « Noordwijks-Cement-Accoord » (N.C.A.) entrato in vigore con effetto retroattivo dal 1o gennaio 1955, il cui scopo principale dichiarato era di « garantire il completo e regolare  approvvigionamento del mercato olandese con cemento di buona qualità e a prezzi equi » (introduzione n. 1 N.C.A.).  Gli sforzi messi in atto per regolare in via privata l'andamento dei mercati mediante l'accordo sul cemento (N.C.A.), fino alla firma di un nuovo testo di contratto (vedasi più sotto il n. 13) modificato che, entrato in vigore il 1o gennaio 1971, forma  il vero e proprio oggetto della presente decisione, risalgono, nelle loro origini, ad epoca di molto anteriore alla stipulazione dell'accordo in parola.  Il mercato olandese fu approvvigionato in cemento fino al 1926 per intero e ancor oggi lo è per circa 1/3 mediante importazioni. Tale approvvigionamento forma da decenni oggetti di intese fra produttori di vari Stati europei. Già nel primo accordo noto,  dell'anno 1904, l'approvvigionamento del mercato olandese era stato ripartito fra produttori di cemento belgi e tedeschi. Un'analogo accordo era stato concluso verso la stessa epoca tra produttori francesi e inglesi. Nel 1927, in base ad un accordo  franco-belga, i produttori francesi rinunciarono all'approvvigionamento del mercato olandese. Nel 1928 fu stipulato un accordo tra produttori belgi e tedeschi che nelle sue linee essenziali si riflette ancora nell'odierna organizzazione di mercato.  Specialmente a seguito della comparsa di produttori olandesi nel 1926 e 1929, la regolamentazione allora vigente venne turbata per un certo tempo dopo il 1928, finché alla « Conferenza di Dublino » del 1938 vennero pattuite le quote di fornitura dei  Paesi Bassi, del Belgio, della Germania, della Francia e della Gran Bretagna.  Il compito di controllare e attuare tale nuovo accordo è stato affidato alla « Stichting Cement Centrale voor Nederland » (C.C.N.), fondata il 19 febbraio 1938 ad Amsterdam ed ancora oggi esistente. Fino al 31 dicembre 1970 l'industria del cemento si è  avvalsa della C.C.N. per l'esecuzione di contratti e decisioni in materia di intese.  Nel dopoguerra, dopo l'« accordo di Parigi » (1950) tra produttori belgi, tedeschi e olandesi e la « Convenzione belgo-olandese » (1953) si è giunti il 6 luglio 1956 alla conclusione dell'accordo sul cemento N.C.A. tra ENCI, Gemij, Cimbel e N.C.H. La  Cimbel e la N.C.H. agivano per conto dei cementieri belgi e tedeschi da esse rispettivamente rappresentati. Oltre ai due produttori olandesi avevano originariamente aderito al contratto più di 20 produttori belgi e 44 produttori della Germania  occidentale. Il numero complessivo dei produttori aderenti ammonta oggi, in seguito a fusioni, vendite, liquidazioni e nuove fondazioni, a 45.  2. L'accordo N.C.A. prevedeva in sostanza - nella forma in cui è stato applicato fino al 31 dicembre 1970 - quanto segue:  a) Le imprese olandesi, belghe e tedesche aderenti avevano suddiviso fra di loro l'approvvigionamento del mercato olandese. Il rispettivo diritto di fornitura era inteso al contempo come obbligo di fornitura (articolo 4 N.C.A.) e veniva determinato in  base al consumo olandese di cemento nel periodo di un anno civile e in maniera tale che la quota percentuale dei produttori olandesi era tanto più elevata quanto più basso era il consumo di cemento nei Paesi Bassi (62,5 % se il consumo annuo era di 2  000 000 t o più, 73,3 % se il consumo annuo era inferiore a 1 500 000 t) (articolo 5 N.C.A.). Il rimanente 35 % circa spettante ai produttori esteri veniva suddiviso tra le imprese belghe e tedesche in proporzione dal 57,5 % a 42,5 % (articolo 9  N.C.A.).  Le imprese contraenti avevano l'obbligo di mantenersi, nel corso di tutto l'anno, per quanto possibile entro i limiti dei propri diritti di fornitura. Se l'andamento delle consegne nel corso dell'anno rivelava una notevole eccedenza da parte di una o  più imprese interessate, le parti dovevano prendere di comune accordo le misure necessarie per una compensazione (articolo 17 N.C.A.). Allo stesso modo si dovevano regolare in via amichevole, alla fine di ogni anno civile, le eventuali differenze in  meno rispetto alla quota spettante di diritto. Se non veniva raggiunto un accordo, l'impresa che aveva superato la propria quota, doveva versare alle imprese che non l'avevano raggiunta, un conguaglio, per i quantitativi eccedenti, pari al 10 % del  prezzo medio. In caso di eccedenze superiori al 10 %, il conguaglio si elevava al 20 %. Se le forniture eccedenti non superavano un volume di 2 000 tonnellate, non era dovuto alcun conguaglio, ma il quantitativo fornito in più veniva detratto dalla  quota dell'anno successivo e aggiunto alla quota delle imprese che non avevano esaurito i propri diritti di fornitura (articolo 19 N.C.A.).  b) Le imprese contraenti avevano l'obbligo di praticare sul mercato olandese prezzi e condizioni di vendita uniformi. Tali prezzi e condizioni dovevano essere fissati di comune accordo. Se le relative consultazioni non conducevano ad un accordo, era  determinante il voto dell'industria olandese del cemento (articolo 20 N.C.A.). Le imprese interessate avevano adottato, in conformità a tale disposizione, una serie di decisioni il cui contenuto essenziale è riportato qui di seguito al n. 3 e ai nn. da  5 a 8.  c) All'industria olandese del cemento era fatto divieto di creare, partecipare alla creazione o provvedere all'approvvigionamento di una fabbrica di cemento nel Belgio o nella Germania occidentale, senza l'assenso scritto degli altri contraenti. Le  imprese interessate belghe e tedesche si erano da parte loro impegnate a non creare nuovi cementifici nei Paesi Bassi né a partecipare alla creazione di fabbriche del genere (articolo 2 N.C.A.).  d) Le imprese interessate avevano l'obbligo di impartire alle proprie organizzazioni di vendita le opportune istruzioni ai fini dell'osservanza del N.C.A. Esse dovevano garantire che tali organizzazioni non avrebbero adottato misure in contrasto con  l'accordo N.C.A. (articolo 3 N.C.A.).  e) Il compito di pubblicare i prezzi e le condizioni di vendita uniformi stabiliti a norma dell'articolo 20 del N.C.A. e di controllarne l'osservanza era stato affidato dalle imprese interessate al consiglio d'amministrazione del C.C.N.  f) Qualora l'industria del cemento olandese non fosse stata in grado di coprire il suo fabbisogno di clinker con la produzione propria era tenuta ad approvvigionarsi in clinker soltanto presso le imprese aderenti belghe e tedesche. Queste a loro volta  erano tenute a soddisfare le richieste dell'industria olandese, sempreché gli ordini di consegna venissero dati in tempo utile, e non potevano fornire clinker a terzi nei Paesi Bassi senza il preventivo assenso dell'industria olandese.  Le forniture in clinker all'industria del cemento olandese erano ripartite tra le imprese interessate belghe e tedesche nella proporzione di 6 a 4 (articoli 24 - 28 N.C.A.).  3. I membri del N.C.A. avevano adottato in conformità all'articolo 20 N.C.A., una serie di decisioni in materia di prezzi e condizioni uniformi. Si trattava in particolare delle seguenti condizioni:  a) « Algemene voorwaarden voor de verkoop en de levering van cement in Nederland »; tali condizioni si applicavano a tutti gli acquisti effettuati presso i membri del N.C.A. ovvero presso gli uffici di vendita da loro istituiti nei Paesi Bassi e presso  gli importatori che figuravano nell'elenco C.C.N. (vedasi più sotto n. 4).  b) « Prijslijst en verdere voorwaarden », anche tale listino era valevole per tutti gli acquisti di cemento N.C.A.  c) « Aanvullende voorwaarden voor de verkoop en de levering van cement in Nederland aan handelaren », tali condizioni si applicavano alle forniture dei commercianti unitamente alle condizioni generali « algemene voorwaarden ». Per « commercianti » si  intendevano, ai sensi di tali condizioni, in un primo tempo soltanto i membri della « Vereeniging van Cementhandelaren ». Dal 1o ottobre 1967 la C.C.N. ha concesso, a determinate condizioni, la qualifica di commerciante anche a terzi.  d) « Aanvullende voorwaarden voor de verkoop en de levering van cement in Nederland aan betonmortelbedrijven »; tali condizioni si applicavano, unitamente alle condizioni generali (« Algemene voorwaarden ») alle forniture destinate alle centrali di  calcestruzzo. Ne beneficiavano soltanto le centrali riconosciute dall'Associazione del cemento dell'Aia e comprese in un elenco pubblicato dalla C.C.N.  e) « Aanvullende voorwaarden voor de verkoop en de levering van cement in Nederland aan fabrikanten van betonwaren en asbestcementprodukten », anche tali condizioni venivano applicate ai fabbricanti di manufatti di calcestruzzo e prodotti di  cemento-amianto solo unitamente alle condizioni generali (« Algemene voorwaarden »). Per usufruire di tali condizioni era necessario, fino al 1o gennaio 1964, essere iscritti in un elenco pubblicato dalla C.C.N. e denominato « Lijst van fabrikanten van  betonwaren ». Dal 1o gennaio 1964 in poi, veniva però considerato come fabbricante di manufatti di calcestruzzo e prodotti in cemento-amianto ogni impresa produttrice residente nei Paesi Bassi.  f) « Aanvullende voorwaarden voor de verkoop en de levering van cement in Nederland aan aannemers » (imprese di costruzioni).  g) « Voorschriften voor de erkenning van cementsilobedrijven ». Le imprese di magazzinaggio del cemento riconosciute figuravano, come i produttori riconosciuti di malta cementizia, in un elenco pubblicato dalla C.C.N.  4. Le forniture di cemento dei membri del N.C.A. venivano effettuate in parte tramite propri uffici di vendita, in parte tramite importatori olandesi. La C.C.N. ha pubblicato, su richiesta dei membri del N.C.A., una lista di 12 fornitori di tale specie.  Gli uffici di vendita indicati nell'elenco dovevano impegnarsi, nei confronti dei membri del N.C.A. ad essi aderenti, a vendere conformemente all'obbligo di cui all'articolo 3 N.C.A. (vedasi sopra n. 2 d), soltanto il cemento prodotto dalle imprese  aderenti al N.C.A.; essi erano tenuti a osservare scrupolosamente le prescrizioni in materia di prezzi e condizioni di vendita. Anche gli importatori vendevano soltanto il cemento N.C.A. e si attenevano ai prezzi e alle condizioni di vendita.  5. Con le citate decisione sono stati perseguiti, fino al 30 settembre 1967, soprattutto gli obiettivi seguenti:  - il mercato olandese è stato isolato, tanto sul piano dell'offerta che su quello della domanda, dalla concorrenza di terzi mediante un sistema di vincoli reciproci e collettivi di esclusiva;  - per garantire la ripartizione in quote del mercato olandese tra i membri del N.C.A. è stata abolita la concorrenza in materia di prezzi e condizioni sia dei produttori tra di loro sia a livello del commercio.  La compartimentazione del mercato olandese non è stata raggiunta solo mediante le decisioni adottate ai sensi dell'articolo 20 N.C.A., ma anche con il concorso di una serie di misure adottate dai commercianti olandesi di cemento organizzati e intese a  regolamentare il mercato. Tali misure hanno nel contempo contribuito ad escludere la concorrenza in materia di prezzi e condizioni di vendita al livello del commercio.  I provvedimenti adottati dai commercianti risultavano in parte da un contratto (V.C.H.-Contract) stipulato nel 1937 tra la C.C.N. ovvero la « Commissie van Toezicht » cui era succeduta la C.C.N. con la « Vereeniging van Cementhandelaren » (V.C.H),  nonché principalmente da una serie di decisioni prese dall'assemblea generale della V.C.H. e vincolanti per ognuno dei suoi membri.  Dal lato dei produttori il mercato olandese è stato compartimentato in quanto i 500 membri del V.C.H. potevano acquistare il cemento soltanto dai 12 fornitori del N.C.A. Tale vincolo di esclusiva risultava dal contratto V.C.H. Anche i circa 350  fabbricanti di manufatti di calcestruzzo, residenti nei Paesi Bassi, come pure le circa 100 centrali di calcestruzzo acquistavano praticamente soltanto cemento N.C.A. Questo fatto era dovuto tra l'altro alle condizioni generali (« Aanvullende  voorwaarden ») per i fabbricanti di manufatti di calcestruzzo e per le centrali di calcestruzzo, stabilite dai membri del N.C.A. e pubblicate dal C.C.N., in base alle quali tali imprese beneficiavano di uno sconto sul fatturato totale oscillante tra  0,25 e 1,75 Fl./t per gli acquisti effettuati presso i 12 fornitori o presso i membri del V.C.H. Tale regolamentazione era in vigore dal 1o gennaio 1964; precedentemente i membri del N.C.A. avevano imposto, in sovrappiù, vincoli contrattuali di  esclusiva ai fabbricanti di manufatti di calcestruzzo e alle centrali di calcestruzzo.  Al contratto V.C.H., la cui compatibilità con l'articolo 85 del trattato CEE ha formato oggetto di un procedimento, è stato posto termine il 29 settembre 1967. In tal modo è venuto a cessare il vincolo collettivo di esclusiva tra i membri V.C.H. e i  fornitori N.C.A.  Corrispondentemente a ciò sono entrate in vigore il 1o ottobre 1967 una serie di modificazioni alle decisioni dei membri del N.C.A.  In complesso tali decisioni modificate miravano però, come già in passato,  - a mantenere chiusa la cerchia delle imprese da approvvigionare in cemento o a cui accordare speciali sconti,  - a eliminare completamente la concorrenza in materia di prezzi e condizioni di vendita tra i produttori stessi.  6. I 12 fornitori di cemento N.C.A. approvvigionavano anche dopo il 1o ottobre 1967 praticamente solo commercianti riconosciuti, centrali di calcestruzzo e fabbricanti riconosciuti di manufatti di calcestruzzo. I terzi potevano bensì acquistare cemento  da loro, ma ricevevano uno sconto soltanto in caso di acquisti minimi di 5 000 t destinati ad un unico progetto di costruzione.  Fino al 30 settembre 1967 gli aderenti al N.C.A. avevano delimitato la cerchia delle imprese ammesse al commercio di cemento stabilendo un divieto di massima nelle « Algemene voorwaarden voor de verkoop en de levering van cement in Nederland » redatte a  norma dell'articolo 20 N.C.A., in base al quale l'acquirente di cemento non poteva rivendere cemento non miscelato o in unione con altri materiali. Da tale divieto venivano esonerate le categorie di clienti che, in ragione degli obblighi che essi  avevano a loro volta contratti, dovevano essere ammesse al commercio del cemento.  a) I membri della « Vereeniging van Cementhandelaren » di Amsterdam (V.C.H.) erano esonerati in base alle « Aanvullende voorwaarden voor de verkoop en de levering van cement in Nederland aan handelaren » dal divieto di rivendita, sempreché non si  trattasse di vendite di cemento non imballato proveniente dalle scorte. Soltanto i membri del V.C.H. fornivano anche degli sconto ai commercianti, previsti nelle citate condizioni.  b) Erano autorizzate a vendere cemento non imballato proveniente dalle scorte soltanto le imprese di immagazzinaggio del cemento riconosciute dal C.C.N. e comprese in una lista speciale. Tali imprese, pur essendo aderenti al V.C.H. erano ammesse al  commercio di cemento sfuso soltanto a determinate condizioni supplementari.  c) L'esonero dal divieto di rivendere il cemento sotto forma di malta cementizia (ma non sotto altra forma) veniva infine accordato, in base alle « Aanvullende voorwaarden voor de verkoop en de levering van cement in Nederland aan betonmortelbedrijven »  ad una serie di centrali di calcestruzzo, ossia alle imprese riconosciute dall'Associazione del cemento dell'Aia e incluse in uno speciale elenco della C.C.N.  d) Se un membro della V.C.H. veniva cancellato da tale elenco, i fornitori e i compratori potevano rifiutarsi di eseguire ulteriori consegne di cemento a tale impresa o rispettivamente, di effettuare ulteriori acquisti di cemento presso tale impresa  alle condizioni di vendita stabilite dai membri del N.C.A., e ciò anche nel caso che il contratto di vendita del cemento fosse giâ stato perfezionato. Con il V.C.H.-Contract e le disposizioni emanate dalla V.C.H. tale diritto di non eseguire forniture  fu trasformato in obbligo. Le « Aanvullende voorwaarden voor betonmortelbedrijven » vietavano alle fabbriche di malta cementizia di fornire malta cementizia alle imprese nei confronti delle quali la C.C.N. o la V.C.H. avessero emanato un divieto di  approvvigionamento.  7. Il nuovo testo delle disposizioni del N.C.A. del 1o ottobre 1967 conteneva in sostanza le seguenti modificazioni:  a) Per « fornitore » non si intendeva più, secondo la lettera, soltanto l'impresa iscritta nell'elenco degli uffici di vendita e degli importatori, ma chiunque offrisse, vendesse o fornisse cemento alle nuove « condizioni generali ». In pratica però, i  membri del N.C.A. non hanno aggiunto alcun nuovo fornitore. L'unica innovazione è consistita nel fatto che, in caso di cancellazione di un fornitore dall'elenco che la C.C.N. continuava a pubblicare (in seguito alla cessazione del contratto V.C.H.) gli  acquirenti non avevano più il diritto di rifiutarsi di ritirare la merce.  b) Il divieto generale di rivendita, l'esenzione da tale divieto e la concessione di sconti solo a favore dei commercianti membri V.C.H. furono aboliti. In loro vece entrò in vigore una disposizione in base alla quale i fornitori avrebbero concesso  sconti soltanto per le forniture ai commercianti riconosciuti dalla C.C.N.  c) Ai membri della V.C.H., ancora esistente, spettava automaticamente la qualifica di commercianti riconosciuti, salvo revoca in caso di non adempimento delle condizioni stabilite per il riconoscimento.  d) Ai fini della vendita di cemento sfuso, proveniente dalle scorte, venivano approvvigionate, come in passato, soltanto le imprese di immagazzinaggio del cemento riconosciute dalla C.C.N.; le condizioni per il riconoscimento rimasero immutate.  e) Ai fini della vendita di cemento sotto forma di malta cementizia, venivano approvvigionate, come già in passato, soltanto le centrali di calcestruzzo riconosciute dall'Associazione del cemento. Anche per queste imprese restarono immutate le  condizioni di riconoscimento.  f) Alle centrali di calcestruzzo, ai produttori di manufatti di calcestruzzo, alle imprese di costruzione e ad altri terzi non venne più imposto un divieto di rivendita. Inoltre non venne più limitata la facoltà delle fabbriche di malta cementizia di  ricorrere all'aiuto di terzi per le loro vendite. Infine la C.C.N. non potè più imporre divieti di fornitura alle fabbriche di malta cementizia.  8. Qui di seguito si riportano i prezzi e gli sconti uniformi praticati finora dai fornitori N.C.A. sulla base del listino prezzi della C.C.N. del 1o ottobre 1967. I prezzi si intendono tutti franco luogo di destinazione. Essi erano differenziati per  zone e modi di trasporto (vedasi la tabella che segue).  Per il cemento Portland di qualità A il prezzo base per partite di 100 t di cemento imballato, spedite a mezzo nave, era di 53,75 Fl./t oltre 6 Fl./t per l'imballaggio (sacchi di carta), mentre per il cemento alla rinfusa il prezzo base era di 54,75  Fl./t. Per forniture a mezzo ferrovia di almeno 20 t tale prezzo veniva maggiorato di 1,85 Fl./t, e per forniture su strada di partite minime di 20 t la maggiorazione era di 7,85 Fl./t. Per le zone 2 e 3 si applicava una maggiorazione di 0,50 Fl./t. In  caso di spedizioni via terra (autotrasporti) entro un raggio di 80 km da Maastricht o Ijmuiden e di 25 km da Rozenburg la maggiorazione del prezzo base scendeva con il diminuire della distanza dal centro della zona da 7,85 Fl./t a 2,95 Fl./t, in un arco  cioè di 4,90 Fl./t.  I prezzi erano ridotti di 3 Fl./t per il cemento d'altoforno di qualità A e maggiorati rispettivamente di 5 e 12,50 Fl./t per il cemento di qualità B e C.  Ribassi per quantità venivano accordati per fornitura a mezzo nave partite minime di 100-400 t, in ragione di 0,25 - 0,55 Fl./t, mentre le partite da 15 a 50 tonnellate a mezzo nave erano gravate di un supplemento di 1 o 2 Fl./t, e per quelle a mezzo  ferrovia tra 10 e 20 tonnellate il supplemento era di 0,30 o 1,30 Fl./t.  Ai commercianti riconosciuti veniva accordato un ribasso di 1,85 Fl./t per consegne destinate ai commercianti stessi e di 3,0 Fl./t per consegne da effettuarsi, su commessa del commerciante, direttamente dallo stabilimento di produzione al consumatore  (con autotrasporti); in quest'ultimo caso si praticava per il cemento olandese un'ulteriore riduzione dello 0,9 %.  Le fabbriche riconosciute di malta cementizia e di manufatti di calcestruzzo beneficiavano di un ribasso progressivo sul fatturato globale che andava da 0,25 a 1,75 Fl./t in funzione di quantitativi da 1.000 a 20.000 t e oltre. Ai fini di tale ribasso  contavano anche i quantitativi acquistati presso produttori non aderenti agli accordi. Alle imprese di costruzioni veniva accordato un ribasso oscillante tra 0,75 e 1,50 Fl./t, il cui importo era calcolato in funzione dei quantitativi necessari per la  realizzazione del singolo progetto ed era ripartito in scaglioni progressivi rapportati alle partite da 5 000 a 15 000 t e oltre.  La suddivisione secondo zone e modi di trasporto è illustrata nel seguente prospetto:   "" ID="1" ASSV="2">Zona autostrasporti 1a (Maastricht), 1b (IJmuiden) e 1c (Rozenburg)> ID="2"" ID="3"" ID="4">56,70> ID="5"" ID="6"" ID="7">57,20"> ID="2"" ID="3"" ID="4">61,60> ID="5"" ID="6"" ID="7">62,10"> ID="1">Zona 1 (Zona  autotrasporti 2) Olanda del Nord, Olanda del Sud, Utrecht, Zelanda Brabante settentrionale, Limburgo, parti del Gelderland> ID="2">Prezzo base 53,75> ID="3">55,10> ID="4">61,60> ID="5">54,25> ID="6">56,10> ID="7">62,10"> ID="1">Zona 2 (zona  autotrasporti 3) Restante Gelderland, Overrijsel, Flevoland orient.> ID="2">54,25> ID="3">56,10> ID="4">62,10> ID="5">54,75> ID="6">56,60> ID="7">62,60"> ID="1">Zona 3 (zona autotrasporti 4) Drente, Groninga, Frisia, Polder settentr. e orient.>  ID="2">54,75> ID="3">56,60> ID="4">62,60> ID="5">55,25> ID="6">57,10> ID="7">63,10"> 9. Dalle ulteriori informazioni fornite dai notificanti e dalla discussione con alcuni rappresentanti del governo olandese sul N.C.A., era emerso che all'inizio di ogni annata il governo olandese concludeva con i rappresentanti dell'industria del  cemento olandese, belga e tedesca un « gentlemen's agreement » in cui gli esponenti dell'industria si impegnavano a garantire senza riserve l'approvvigionamento del mercato olandese ad un determinato prezzo. Secondo il parere dei rappresentanti  governativi olandesi, tali prezzi erano fra i più bassi dell'Europa occidentale.  10. Con lettera del 3 gennaio 1966 la Commissione aveva informato le imprese aderenti al N.C.A., a norma dell'articolo 15, paragrafo 6, del regolamento n. 17, che, in base ad un primo esame dell'accordo, essa era giunta alla conclusione che ricorressero  le condizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato CEE e che non vi fosse motivo per applicare l'articolo 85, paragrafo 3, all'accordo, nella forma in cui era stato notificato. Avverso tale comunicazione le imprese interessate hanno proposto  ricorso alla Corte di giustizia delle Comunità europee. Con sentenza del 15 marzo 1967 la Corte di giustizia ha cassato la comunicazione della Commissione per motivi formali.  11. I rappresentanti delle imprese interessate si erano dichiarati disposti, in una lettera del 29 marzo 1966 alla Commissione, ad annullare tutti gli accordi citati nella comunicazione della Commissione del 3 gennaio 1966, salvo l'intesa sui prezzi e  sulle quote, sempreché questa potesse essere esentata dal divieto dell'articolo 85, paragrafo 1, a norma dell'articolo 85, paragrafo 3, del trattato CEE.  Con lettera del 15 giugno 1967 del delegato degli aderenti al N.C.A., la domanda connessa alla notifica del N.C.A. e intesa ad ottenere nei confronti dell'accordo una dichiarazione di esenzione a norma dell'articolo 85, paragrafo 3, è stata modificata  nel senso che non si chiedeva più l'esenzione dal divieto per il contratto nella sua forma originaria, notificata il 31 ottobre 1962 né nella forma praticata fino al 31 dicembre 1970 e contraddistinta dal fatto che il V.C.H.-Contract, col quale il  contratto in parola si integrava, era stato risolto con effetto dal 1o ottobre 1967. Dal giugno 1967 la domanda era intesa ad ottenere una dichiarazione di inapplicabilità nei confronti di un accordo N.C.A. modificato nel quale l'unica restrizione della  concorrenza doveva essere costituita dalle intese sulle quote e sui prezzi.  Nel corso della prima audizione dell'11 luglio 1967 e in seguito, in particolare nella lettera del delegato delle imprese aderenti al N.C.A. del 10 novembre 1967, sono state meglio precisate le intenzioni degli interessati riguardanti la modificazione  del N.C.A.:  a) La ripartizione del mercato olandese secondo quote sarebbe stata mantenuta (articolo 2 del progetto di un accordo N.C.A. modificato). Per contro non sarebbero stati più previsti né versamenti compensativi per le forniture in eccesso né un'imputazione  sulla quota dell'anno seguente.  b) L'obbligo di praticare prezzi e condizioni di vendita uniformi sarebbe stato mantenuto (articolo 7 del N.C.A. modificato). Viceversa, in deroga alla precedente regolamentazione, non sarebbe più stata decisiva la politica dei prezzi dei contraenti  olandesi, bensì quella del governo olandese.  c) Il divieto di creare nuovi cementifici sarebbe stato soppresso.  d) L'intesa sul clinker sarebbe spirata alla fine del 1968; almeno per i primi anni successivi a tale data, i membri del N.C.A. non consideravano necessario un nuovo accordo, date le ampliate capacità di produzione di clinker della ENCI.  12. A motivazione di questa domanda di inapplicabilità, le imprese notificanti hanno addotto in particolare quanto segue:  a) Il N.C.A., nella sua forma modificata, persegue due obiettivi principali, consistenti - nel garantire l'approvvigionamento totale e regolare del mercato olandese con cemento di buona qualità a prezzi equi e stabili,  - nell'evitare che il potenziale produttivo di riserva necessario per il raggiungimento di tale obiettivo conduca ad una rovinosa concorrenza in materia di prezzi.  b) L'approvvigionamento del mercato olandese dipenderà, anche per il futuro, in misura considerevole dalle importazioni. Grazie al N.C.A. e all'obbligo di fornitura ivi stipulato, nonché alle garanzie che i produttori belgi e tedeschi forniscono  regolarmente al governo olandese, l'approvvigionamento di questo mercato viene assicurato da sufficienti quantitativi di cemento di buona qualità e a prezzi equi. Il sistema delle quote offre nel contempo agli aderenti belgi e tedeschi l'indispensabile  sicurezza di smercio dei quantitativi in riserva. Senza il N.C.A. l'approvvigionamento del mercato olandese sarebbe compromesso in periodi di un'eventuale contrazione dell'offerta, ad esempio, in caso di aumento considerevole dei prezzi sui mercati di  esportazione (paesi terzi). Il mercato olandese si troverebbe in tal caso davanti all'alternativa di doversi adattare alle oscillazioni di prezzo o di dover subire una penuria di cemento. Nei Paesi Bassi, solo nel settore del cemento la ricostruzione  dopo la seconda guerra mondiale si è svolta senza ostacoli. Ciò è dovuto al fatto che gli aderenti belgi e tedeschi hanno garantito l'approvvigionamento. Per tale garanzia i produttori belgi e tedeschi hanno rinunciato ad esportazioni più vantaggiose.  c) Per quanto riguarda l'adeguamento delle capacità produttive alla domanda, dato l'impiego intensivo di capitali necessari nel settore del cemento, data la redditività crescente in funzione delle maggiori dimensioni delle unità di produzione ed a causa  delle oscillazioni stagionali e della scarsa elasticità della domanda in materia di prezzi, tale adeguamento è possibile solo se il rischio degli investimenti effettuati dai singoli produttori viene coperto da una regolamentazione di prezzi e di quote.   Vero è che, in caso di nuovi acquisti di forni e macine, l'industria del cemento può scegliere tra una vasta gamma di impianti di varia grandezza. Le spese di investimento per dei forni di grandezza normale ammonterebbero a circa 1 000-1 500 FB per  tonnellata di capacità annuale, mentre quelle per i forni di grandi dimensioni oggi in uso ammonterebbero a circa 2 000 FB per tonnellata di capacità annua. Essendo le spese di esercizio e di manutenzione per tonnellata di cemento prodotto più elevate  nei piccoli impianti che non negli impianti di maggiori dimensioni, solo l'acquisto di attrezzature di notevole grandezza assicura risultati ottimali. Tale fenomeno si osserva in tutte le industrie a grande intensità di capitali (ad esempio, industria  siderurgica, raffinerie di petrolio). Se si tenesse il passo con la crescente domanda, acquistando di volta in volta piccoli impianti supplementari, si spenderebbero entro pochi anni somme assai superiori a quelle necessarie per l'acquisto di un  impianto di grandi dimensioni.  Per intensità di capitali, l'industria del cemento figura al secondo posto, dopo il settore energetico, ossia prima dell'industria siderurgica, cartaria e petrolifera. Non si può negare che molti impianti restano in attività più di 16 anni  (ammortizzando il valore con il 6 % all'anno), pero tale maggiore durata di esercizio degli impianti produttivi richiede una manutenzione costosa e la sostituzione di innumerevoli pezzi.  Il costo del potenziale di riserva non utilizzato deve essere coperto dai prezzi di vendita. Il potenziale di riserva deve essere del 20 %.  È pressoché impossibile equilibrare l'andamento stagionale delle vendite di cemento. L'industria trasformatrice del cemento, non soggetta a fattori stagionali, assorbe soltano il 30 % della produzione. I lavori di costruzione durante l'inverno  esercitano soltanto un moderatissimo influsso stabilizzatore ed i depositi degli aderenti al N.C.A. possono accogliere soltanto la produzione di alcuni giorni. Un incremento sensibile del numero dei depositi comporterebbe un costo supplementare di  trasbordo di 15,0 Fl./t per il cemento in transito in tali depositi. Date le sue particolari caratteristiche, il clinker può essere conservato all'aperto solo per pochi giorni. In caso di produzione di clinker per le scorte, si hanno costi maggiori di  circa 8 Fl./t. L'introduzione di ribassi invernali appare poco opportuna, in quanto la domanda di cemento è inelastica nei confronti del prezzo, la sua flessione durante l'inverno è dovuta alle condizioni atmosferiche e l'ammagazzinaggio dei prodotti al  livello del commercio è impossibile a causa dei costi troppo elevati. L'incidenza del cemento sull'insieme dei costi di costruzione è così limitata - persino nelle opere cementizie generali (strade e ponti) - che le concessioni in materia di prezzi non  valgono ad aumentare la domanda.  d) In caso di flessione della domanda, gli elevati costi fissi inducono i produttori a utilizzare appieno il proprio potenziale e a praticare una concorrenza rovinosa per l'industria del cemento; è pertanto indispensabile che i produttori si attengano  ad una disciplina dei prezzi. La struttura dell'industria cementizia, caratterizzata da un elevato rapporto capitale/lavoro, fa sì che i costi marginali siano estremamente esigui in relazione al costo complessivo di produzione del prodotto. In tempi di  rallentamento congiunturale i produttori tedeschi, specie quelli minori e situati in posizione geografica poco favorevole, non potrebbero resistere alla tentazione di sviluppare le proprie vendite nei Paesi Bassi concedendo riduzioni di prezzi. Ciò  costituirebbe un movente diretto per una sfrenata concorrenza sul mercato olandese. Sul loro mercato interno che costituisce la loro maggiore area di smercio, i produttori di cemento esiterebbero a scatenare una sfrenata concorrenza. Sui mercati di  esportazione, come ad esempio quello olandese, è invece minore il rischio di contraccolpi sul proprio mercato.  13. A seguito di una serie di ulteriore colloqui che hanno avuto luogo tra la Commissione e gli interessati dopo le modifiche attuate nell'autunno 1967 o preventivate, gli interessati hanno deciso di porre termine il 31 dicembre 1970 al N.C.A., nella  sua forma fino allora vigente, e di chiedere l'esenzione dal divieto dell'articolo 85, paragrafo 1, a favore di un testo di contratto modificato, notificato il 23 novembre 1970 e entrato in vigore il 1o gennaio 1971. Il contratto attuale - ossia la «  Cementregeling voor Nederland - 1971 » (C.R.N. 1971) - ha per oggetto - con rinuncia a tutte le limitazione della concorrenza praticate in precedenza - il mantenimento di un regime più elastico di quote per un periodo transitorio di tre anni.  L'obiettivo dichiarato dell'accordo tra gli interessati consiste, come in passato, nel garantire il completo e regolare approvvigionamento del mercato olandese con cemento di buona qualità a prezzi ragionevoli (articolo 2 C.R.N.).  La nuova regolamentazione prevede in sostanza quanto segue:  a) Le imprese aderenti elaborano insieme ogni anno una previsione della domanda globale olandese (articolo 7 C.R.N.). Del quantitativo totale previsto, 550 000 tonnellate sono riservate allo smercio in libera concorrenza degli interessati fra di loro.  Entrano nel computo, fino ad un massimo di 300 000 t anche le vendite effettuate sul mercato olandese da imprese estranee agli accordi. Il totale, al netto delle 550 000 t, è ripartito fra gli interessati in quote del 69 % (industria olandese), 17 %  (industria belga) e 14 % (industria tedesca). Gli interessati hanno il diritto e l'obbligo di eseguire forniture per tali quote (articoli 3 e 4 C.R.N.).  b) Gli interessati cessano di fissare prezzi e condizioni di vendita uniformi, ed applicano in futuro propri prezzi e condizioni, specie per quanto riguarda la concessione di ribassi ai commercianti, alle imprese di immagazzinaggio e alle fabbriche di  malta cementizia. La C.R.N. non ha più alcuna funzione o competenza in materia.  c) L'industria cementizia olandese determina i propri prezzi di concerto con il governo, se questo lo desidera. I contraenti belgi e tedeschi possono decidere liberamente di adeguarsi ai prezzi olandesi. Tale adeguamento non deve fondarsi su un  comportamento concerto degli interessati, bensì risulta dal libero gioco delle forze economiche operanti sul mercato.  d) Alcuni degli interessati continuano a praticare i prezzi e le condizioni di vendita finora applicati sul mercato olandese, basandosi ancora sui loro contratti nazionali di intesa. Tali contratti sono stati notificati. Il presente procedimento non  pregiudica in nulla le decisioni che la Commissione dovrà emettere in merito alla compatibilità di tali contratti con l'articolo 85 del trattato CEE.  e) I contraenti si informano reciprocamente sugli investimenti che interessano l'appovvigionamento del mercato olandese e collaborano in materia di ricerche (articoli 5 e 6 C.R.N.).  f) Gli interessati costituiscono una commissione con il compito di controllare l'applicazione del contratto e di assolvere le varie funzioni di coordinamento. Essi soni tenuti a fornire a detta commissione tutte le informazioni necessarie per  l'adempimento delle sue funzioni (articolo 8 C.R.N.).  g) Il contratto è stato stipulato per la durata di tre anni, salvo tacito rinnovo (articolo 11 C.R.N.).  h) Tutte le controversie derivanti dal C.R.N. sono deferite ad un tribunale arbitrale. In mancanza di accordo tra gli interessati sulla scelta di un unico giudice arbitrale, il tribunale sarà composto di tre giudici che decidono secondo criteri di  equità e si danno il proprio regolamento di procedura. Per l'interpretazione e l'adempimento del contratto vale la legge olandese. Foro competente è il luogo in cui ha sede l'ufficio della commissione costituita a norma dell'articolo 8 C.R.N. (articolo  12 C.R.N.).  II 14. A norma dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato CEE sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il  commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune.  15. La C.R.N. 1971 è stata stipulata tra imprese. Essa contiene accordi che cadono sotto il divieto dell'articolo 85, paragrafo 1, del trattato CEE. Tali accordi hanno per oggetto ed effetto la limitazione della concorrenza all'interno del mercato  comune.  a) La fissazione di quote di fornitura non lascia alle imprese contraenti la totale libertà di determinare il volume delle proprie esportazioni di cemento verso i Paesi Bassi. Il fatto che il diritto di fornitura spettante al singolo contraente in base  all'articolo 4 C.R.N. va inteso nel contempo come un obbligo di fornitura, non solo non toglie al sistema delle quote il suo carattere limitativo della concorrenza, ma, anzi, lo ribadisce. Agli aderenti vengono in tal modo limitate le possibilità di  offerta e di vendita, sia verso l'alto (divieto di superare la quota), sia verso il basso (divieto di restare al di sotto della quota). Il sistema delle quote non equivale perciò ad una ripartizione interna di quantitativi di fornitura fissati per  contratto.  b) L'obbligo dei contraenti di fornire alla commissione da loro costituita tutte le informazioni necessarie contribuisce a garantire l'osservanza dell'accordo sulle quote.  16. Gli accordi sopra riferiti sono tali da pregiudicare il commercio tra Stati membri.  La C.R.N. è stata stipulata fra imprese di tre Stati membri. Con l'accordo sulle quote, la C.R.N. ostacola la libera esportazione di cemento belga e tedesco nei Paesi Bassi. Le sue ripercussioni possono pregiudicare la libera esportazione di cemento dal  Belgio e dalla Repubblica federale di Germania verso i Paesi Bassi in modo da compromettere il conseguimento degli scopi di un mercato comunitario unico.  III 17. Ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3, la Commissione può dichiarare inapplicabili le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, agli accordi, decisioni o pratiche concordate che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei  prodotti o a promuovere il progresso tecnico o economico, riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva, ed evitando di a) imporre alle imprese interessate restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi,  b) dare a tali imprese la possibilità di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi.  18. La CRN 1971 non soddisfa alle condizioni stabilite dall'articolo 85, paragrafo 3. Si può prescindere in questo contesto dall'esaminare se la regolamentazione in questione contribuisca o meno a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti  o a promuovere il progresso tecnico o economico - la Commissione è alquanto scettica al riguardo - in quanto, anche nell'ipotesi che la C.R.N. 1971 abbia effetti positivi ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3, resta esclusa un'esenzione dal divieto,  dato che l'accordo sulle quote non è indispensabile alla realizzazione degli scopi perseguiti dagli interessati.  19. L'accordo sulle quote per il mercato olandese ha, secondo gli interessati, lo scopo di garantire adeguati potenziali produttivi (e quindi di migliorare la produzione).  I contraenti adducono a giustificazione le difficoltà dell'adeguamento della capacità produttiva alla domanda risultanti soprattutto dall'imperativo tecnico ed economico di creare sempre maggiori unità produttive, dalle variazioni stagionali della  domanda e dall'insufficiente elasticità dei prezzi. La Commissione è incline a ritenere che i contraenti sopravvalutino tali difficoltà e dubita che le medesime possano essere risolte con gli accordi notificati.  Grazie al clima marittimo dei Paesi Bassi, le variazioni stagionali hanno in questo paese un'importanza molto minore che negli altri Stati membri. Del resto, tali variazioni non si limitano al mercato del cemento.  Inoltre, la domanda tende a dipendere sempre meno da fattori stagionali per effetto del crescente fabbisogno delle industrie trasformatrici del cemento meno soggette a fattori climatici e dell'aumento dell'attività edilizia durante l'inverno. Del resto  si può ovviare entro certi limiti a questa difficoltà con una maggiore produzione del clinker o comunque aumentando il numero dei depositi e concedendo ribassi nella stagione invernale. L'obiezione che è praticamente impossibile incrementare la domanda  abbassando i prezzi del cemento è tutt'al più accettabile per il settore edilizio ma non per le opere cementizie generali e neppure per l'industria trasformatrice del cemento non dipendente da fattori climatici, come ad esempio per i 350 fabbricanti di  manufatti di calcestruzzo esistenti nei Paesi Bassi.  Ai fini della politica degli investimenti dei cementifici belgi e tedeschi le condizioni vigenti sul mercato olandese rivestono comunque un'importanza secondaria data la scarsa incidenza che le loro esportazioni di cemento verso i Paesi Bassi hanno sul  volume globale delle loro vendite. Del resto, l'esperienza ha dimostrato che l'accordo sulle quote non risolve il problema dei potenziali eccedenti, in quanto all'atto del rinnovo di contratti di intesa scaduti o della risoluzione di contratti  esistenti, si verifica di solito tra gli interessati una lotta per le quote, allo scopo di ampliare il proprio potenziale già durante il periodo di decorrenza dei contratti. Ciò viene ammesso apertamente nelle argomentazioni presentate dall'industria  del cemento belga nella causa IV/245. (Gimbel) 20. Con il regime delle quote, gli interessati vogliono inoltre assicurare l'approvvigionamento del mercato olandese. Tale approvvigionamento, specie secondo i membri olandesi della C.R.N. sarebbe, in caso contrario, gravemente minacciato a causa della  dipendenza del suddetto mercato dalle importazioni.  Anche in questo caso la Commissione è incline a ritenere che gli interessati esagerino le difficoltà di un sufficiente rifornimento del mercato olandese. Secondo una statistica dell'OCSE, l'industria belga del cemento ha avuto nell'ultimo decennio  un'eccedenza di potenziale produttivo che sarebbe da sola bastata a coprire il fabbisogno di importazione del mercato olandese (circa 1,5 milioni di t l'anno).  Anche l'eccedenza di potenziale dell'industria cementizia tedesca, pur non raggiungendo le percentuali registrate in Belgio, sarebbe stata da sola sufficiente a coprire tale fabbisogno.  Non si capisce perché, data questa situazione di fatto, si dovrebbe derogare ai principi che hanno presieduto alla creazione del mercato comune, in base ai quali una concorrenza leale e non falsata è quella che meglio garantisce l'approvvigionamento, da  parte di imprese di altri Stati membri, dei mercati di uno Stato membro con i prodotti ivi richiesti.  Anche supponendo che un'eventuale domanda eccedentaria olandese resti insoddisfatta e che il sistema della concorrenza non adempia alla funzione di suscitare una maggiore offerta per coprire il fabbisogno creando, se del caso, nuovi potenziali  produttivi, non sarebbe assolutamente necessario, per porre rimedio alla carenza di cementi, ricorrere ad un accordo sulle quote ed alla conseguente soppressione della concorrenza tra i contraenti. Gli interessati olandesi potrebbero ad esempio ovviare  all'insufficiente approvvigionamento concludendo accordi di fornitura a medio o a lungo termine con produttori stranieri di cemento. Dunque, neppure in questo caso l'accordo sulle quote è indispensabile al raggiungimento degli scopi degli interessati.  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:   Articolo 1  Le disposizioni della Cementregeling voor Nederland - 1971 (CRN 1971), relative alla fissazione, alla ripartizione e al controllo di quote di fornitura costituiscono un'infrazione all'articolo 85 del trattato che istituisce la Comunità  economica europea.   Articolo 2  La domanda presentata dagli interessati ed intesa ad ottenere una dichiarazione di inapplicabilità ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 3, del trattato che istituisce la Comunità economica europea è respinta.   Articolo 3  Gli interessati sono obbligati a porre fine all'infrazione di cui all'articolo 1.   Articolo 4  La presente decisione è destinata alle seguenti imprese ed associazioni di imprese:  - Eerste Nederlandse Cement Industrie (ENCI) N.V., Maastricht, Paesi Bassi,  - Cementfabriek IJmuiden (Cemij) N.V., IJmuiden, Paesi Bassi,  - Cementfabriek Rozenburg N.V., Rozenburg, Paesi Bassi,  - La Cimenterie Belge « Cimbel » S.A., Bruxelles, Belgio,  - S.A. Cimenteries C.B.R. Cementbedrijven N.V., Bruxelles, Belgio,  - S.A. Ciments d'Obourg, Obourg, Belgio,  - S.A. Ciments de Thieu, Thieu, Belgio,  - S.A. Ciments Portland Liégeois, Haccourt, Belgio,  - S.A. Ciments de Visé, Bruxelles, Belgio,  - S.A. Compagnie des Ciments Belges, Gaurain-Ramecroix, Belgio,  - S.A. Ciments Portland J. Van den Heuvel, Hemiksem, Belgio,  - S.A. Sté Générale des Ciments Portland de l'Escaut, Antoing, Belgio,  - S.A. Carrières et Cimenteries Lemay, Vaulx, Belgio,  - Nederlandse Cement-Handelmaatschappij N.V., L'Aia, Paesi Bassi,  - Alsen'sche Portland-Cement-Fabriken KG, Amburgo, Germania,  - Anneliese Portland-Cement- und Wasserkalkwerke AG, Ennigerloh, Germania,  - Bonner Zementwerk AG, Oberkassel, Germania,  - Breitenburger Portland-Cement-Fabrik, Amburgo, Germania,  - Burania Portlandzement- und Kalkwerk Betriebs-GmbH, Bueren, Germania,  - Dyckerhoff Zementwerke AG, Wiesbaden, Germania,  - Elsa Zement- und Kalkwerke AG, Neubeckum, Germania,  - Ervers Portlandzement- und Kalkwerke Betriebs-GmbH, Bueren, Germania,  - Felsenfest Westfaelische Portland-Zement- u. Kalkwerke GmbH, Erwitte, Germania,  - Germania Zementwerke AG, Misburg, Germania,  - Westdeutsche Portland-Zement- u. Kalkwerke Gebr. Groene, Ennigerloh, Germania,  - Hannoversche Portland-Cementfabrik AG, Misburg, Germania,  - Portland-Cementwerke Hellbach Feldmann &  Co., Beckum, Germania,  - Portland-Zementwerke Heidelberg AG, Heidelberg, Germania,  - Hemmoor Zement AG, Hemmoor, Germania,  - Holsteinische Portland-Cement-Fabrik GmbH, Amburgo, Germania,  - Ilse Baustoffvertriebs-GmbH, Paderborn, Germania,  - W. Kalthoener Portland-Zement- und Kalkwerke, Ennigerloh, Germania,  - Kloeckner-Werke AG, Huette Bremen, Bremen, Germania,  - Westfaelische Portland-Zementwerke Kohle &  Co., Geseke, Germania,  - C. Mersmann Zement- und Kalkwerke GmbH, Beckum, Germania,  - Hermann Milke KG, Soest, Germania,  - Montanzement Vertriebs-GmbH, Duesseldorf, Germania,  - Hoesch AG, Huettenwerke, Dortmund, Germania,  - Kloeckner-Werke AG, Georgsmarienwerke, Osnabrueck, Germania,  - Fried. Krupp Huettenwerke AG, Rheinhausen, Germania,  - Huettenwerke Oberhausen AG, Oberhausen, Germania,  - Rheinstahl Huettenwerke AG, Werk Schalker Verein, Gelsenkirchen, Germania,  - August-Thyssen-Huette AG, Duisburg, Germania,  - Nordcement AG, Hannover, Germania,  - Portland Zementwerke Nordstern Josef Spenner, Erwitte, Germania,  - Phoenix Zementwerke Krogbeumker KG, Beckum, Germania,  - E. Schwenk Zement- und Steinwerke KG, Ulm/Donau, Germania,  - Teutonia Misburger Portland-Cementwerk, Misburg, Germania,  - Tubag Trass-Zement- und Steinwerke KG, Kruft, Germania,  - Portland-Zementwerke Westfalen Schonlau &  Co. KG, Geseke, Germania,  - Portlandzementwerk Wittekind Hugo Miebach Soehne, Erwitte, Germania.  Fatto a Bruxelles, il 18 dicembre 1972.  Per la Commissione Il Presidente S. L. MANSHOLT   (1) GU n. 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62.(2) GU n. 127 del 20. 8. 1963, pag. 2268/63.