CELEX: C2003/304/24
Language: it
Date: 2003-12-13 00:00:00
Title: Causa C-437/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, proposto il 17 ottobre 2003

C 304/16                IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               13.12.2003
      —      qualora i beni non possano essere lecitamente                   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
             immessi sul mercato in quanto si tratta di merci
             rubate e/o di merci di contrabbando.
                                                                             1.     dichiarare che la Repubblica d’Austria è venuta meno agli
                                                                                    obblighi su di essa incombenti in forza degli artt. 1 e 19,
2)    Se la soluzione della prima questione sia diversa qualora                     n. 2, della direttiva del Consiglio 25 luglio 1978, 78/686/
      si tratti di prodotti soggetti ad accisa e più in particolare                 CEE (1) e dell’art. 1 della direttiva del Consiglio 25 luglio
      di prodotti del tabacco.                                                      1978, 78/687/CEE (2), in quanto essa ha consentito agli
                                                                                    odontoiatri austriaci, con gli artt. 6 e 4, n. 3, della
                                                                                    Dentistengesetz (legge austriaca sugli odontoiatri), di
3)    Se, qualora non vengano riscosse accise su prodotti                           esercitare la loro professione con il titolo di «Zahnarzt» o
      soggetti ad accisa, in un tale caso la riscossione dell’IVA                   «Zahnarzt (Dentist)» [dentista o dentista odontoiatra] e di
      sia compatibile con le disposizioni della sesta direttiva                     beneficiare della deroga prevista all’art. 19, n. 2, della
      IVA.                                                                          direttiva del Consiglio 78/686/CEE, facendoli così rientra-
                                                                                    re nell’ambito di applicazione delle direttive 78/686/CEE
4)    Se gli Stati membri, qualora abbiano effettuato una                           e 78/687/CEE, nonostante gli odontoiatri non soddisfino
      notifica ai sensi dell’art. 27, n. 2, o dell’art. 27, n. 5, della             i requisiti minimi previsti all’art. 1 della direttiva del
      sesta direttiva IVA, possano integrare le categorie di                        Consiglio 78/687/CEE;
      operazioni soggette all’IVA con l’intento di riscuotere
      l’IVA a livello nazionale in caso di furto di prodotti                 2.     dichiarare che la Repubblica d’Austria è venuta meno agli
      soggetti ad accisa da un deposito fiscale, oppure sia                         obblighi su di essa incombenti in forza degli artt. 1 e 19,
      esaustivo l’art. 2 della sesta direttiva IVA.                                 n. 2, della direttiva del Consiglio 25 luglio 1978, 78/686/
                                                                                    CEE, in quanto essa ha consentito, con gli artt. 17 e 23
5)    Se, in caso di una notifica ai sensi dell’art. 27, n. 5, della                dell’Ärztegesetz [legge sulla professione medica], agli
      sesta direttiva IVA che si riferisce solo al pagamento                        specialisti austriaci in chirurgia dentistica, chirurgia orale
      anticipato dell’IVA mediante fascette fiscali, uno Stato                      e odontoiatria di continuare a praticare la loro attività
      membro sia competente ad integrare le categorie di                            con il titolo «Fachärzte für Zahn-, Mund- und Kieferheil-
      operazioni soggette ad IVA, ad esempio chiedendo il                           kunde», nonostante non vi sia l’equiparazione di specialisti
      pagamento dell’IVA allorché prodotti soggetti ad accisa                       e dentisti, alle stesse condizioni dei titolari dei diplomi,
      sono stati rubati da un deposito fiscale.                                     certificati o altri titoli di cui all’allegato A (dentisti), in
                                                                                    violazione dell’art. 19, n. 2, della direttiva del Consiglio
                                                                                    78/686/CEE;
(1) Sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in
    materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri          3.     condannare la Repubblica d’Austria alle spese.
    relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di
    imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145,
    pag. 1).
                                                                             Motivi e principali argomenti
                                                                             1. O d o n t o i a t r i
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                        La normativa austriaca ha creato una nuova categoria di
 tro la Repubblica d’Austria, proposto il 17 ottobre 2003                    dentisti non prevista dalla direttiva. Nonostante l’Austria ne
                                                                             riconosca l’illegittimità in relazione alle norme comunitarie,
                                                                             essa persiste ad accordare agli «odontoiatri» il diritto di
                         (Causa C-437/03)                                    esercitare la loro professione con il titolo di «Zahnarzt» o
                                                                             «Zahnarzt (Dentist)» [dentista o dentista odontoiatra] e consen-
                                                                             te alle competenti autorità di rilasciare l’attestato di cui
                                                                             all’art. 19, n. 2, della direttiva 78/686/CEE.
                          (2003/C 304/24)
                                                                             2. S p e c i a l i s t i i n c h i r u r g i a d e n t i s t i c a , c h i -
Il 17 ottobre 2003 la Commissione delle Comunità europee,                          rurgia orale e odontoiatria
rappresentata dalle sig.re Dr. Claudia Schmidt e Christina
Tufvesson, e dal sig. Andreas Manville, con domicilio eletto in
Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle              La normativa austriaca distingue, da un lato, la categoria dei
Comunità europee, un ricorso contro la Repubblica d’Austria.                 «medici», cui appartengono i «dentisti» e, dall’altro, quella dei
 ---pagebreak--- 13.12.2003              IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            C 304/17
«medici specialisti», di cui fanno parte gli «specialisti in                       non ha adottato le misure prescritte dall’art. 18, n. 1,
chirurgia dentistica, chirurgia orale e odontoiatria». I cittadini                 della direttiva 79/409/CEE per conformarsi alla direttiva,
di altri Stati membri, cui si applica la direttiva 78/686/                         rispettivamente non ha adottato le misure prescritte
CEE, sono svantaggiati in Austria in quanto sono qualificati                       dall’art. 23, n. 1, della direttiva 92/43/CEE per conformar-
«dentisti» anche se sono in diretta concorrenza con gli                            si entro il termine ultimo alla direttiva;
«specialisti in chirurgia dentistica, chirurgia orale e odontoia-
tria». Inoltre, i cittadini di altri Stati membri, residenti in              —     dichiarare che l’art. 13, n. 4, della Natuurbeschermingswet
Austria, devono poter fare affidamento su un titolo univoco.                       (legge in materia di tutela della natura) è in contrasto con
Altrimenti si crea un’incertezza che può nuocere a tutti i                         l’art. 6, n. 4, della direttiva 92/43/CEE;
pazienti della Comunità. Poiché la legge controversa assimila
gli «specialisti in chirurgia dentistica, chirurgia orale e odon-
toiatria» ai «medici specialisti» e i «dentisti» ai «medici», è chiaro       —     condannare il Regno dei Paesi Bassi alle spese del
che lo specialista cui si applica l’art. 19, n. 2, della direttiva 78/             procedimento.
686/CEE non esercita la sua professione alle stesse condizioni
del «dentista».
(1) GU L 233, pag. 1.                                                        Motivi e principali argomenti
(2) GU L 233, pag. 10.
                                                                             Benché possa, in linea di massima, accettare la misura proposta
                                                                             dai Paesi Bassi per supplire alle carenze constatate dalla
                                                                             Commissione nella lettera di diffida, la Commissione deve
                                                                             constatare che i Paesi Bassi sono attualmente ancora inadem-
                                                                             pienti dal momento che le misure proposte ancora non sono
                                                                             state approvate né sono entrate in vigore.
Ricorso presentato il 15 ottobre 2003 contro il Regno dei
  Paesi Bassi dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                             (1) GU L 103, del 25 aprile 1979, pag. 1.
                         (Causa C-441/03)                                    (2) GU L 206, del 22 luglio 1992, pag. 7.
                          (2003/C 304/25)
Il 15 ottobre 2003 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata da M. van Beek, in qualità di agente, ha proposto
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                             Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Hoge
ricorso contro il Regno dei Paesi Bassi.
                                                                             Raad der Nederlanden, con ordinanza 17 ottobre 2003,
                                                                             nella causa Götz Leffler e Berlin Chemie AG, società di
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                                               diritto tedesco
—     dichiarare che, non avendo fatto entrare in vigore entro i                                        (Causa C-443/03)
      termini stabiliti le misure legislative, regolamentari e
      amministrative necessarie:
                                                                                                         (2003/C 304/26)
      —     per conformarsi agli obblighi che derivano per i
            Paesi Bassi dall’art. 4, nn. 1 e 2, della direttiva del
            Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente
            la conservazione degli uccelli selvatici (1), o in ogni
            caso non avendo dato comunicazione di tali misure                Con ordinanza 17 ottobre 2003, pervenuta nella cancelleria
            alla Commissione,                                                della Corte il 20 ottobre 2003, nella causa Götz Leffler e Berlin
                                                                             Chemie AG, società di diritto tedesco, l’Hoge Raad der
      —     per conformarsi agli obblighi che derivano per i                 Nederlanden ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comu-
            Paesi Bassi dall’art. 6, n. 1, in combinato disposto             nità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
            con gli artt. 2, secondo comma, e 1, lett. a), e) e i),
            nonché gli artt. 6, nn. 2, 3 e 4, 7, 11, 14, nn. 1 e 2,          1.    Se l’art. 8, n. 1, del regolamento (1) debba essere interpre-
            e 15 della direttiva del Consiglio 21 maggio 1992,                     tato nel senso che, in caso di rifiuto da parte del
            92/43/CE, relativa alla conservazione degli habitat                    destinatario di accettare l’atto, per il fatto che non sono
            naturali e seminaturali e della flora e della fauna                    state osservate le prescrizioni in materia di lingua di cui
            selvatiche (2), o in ogni caso non avendo dato                         alla menzionata disposizione, sia aperta per il mittente la
            comunicazione di tali misure alla Commissione,                         possibilità di porre rimedio a tale omissione.