CELEX: 51971PC1450
Language: it
Date: 1971-12-21
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla finiture interne dei veicoli a motore (parti interne dell'abitacolo diverse dal o dai retrovisori interni, disposizione degli organi di comando, tetto o tetto apribile, schienale e parte posteriore dei sedili) (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (71) 1450
Vol. 1971/0229
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---   COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                              COM(71)1450 def.
                                              Bruxelles , il 21 dicembre 1971
                                     Proposta di
                               DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
               concernente il ravvicinamento delle legislazioni
                                  degli Stati membri
             relative alla finiture interne dei veicoli a motore
                ( parti interne dell' abitacolo diverse dal o dai
      retrovisori interni , disposizione degli organi di comando , tetto
          o tetto apribile , schienale e parte posteriore dei sedili )
                    ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
                  I
C0K(71 ) 1450 def .
 ---pagebreak---                                      MOTIVAZIONE
       La presente proposta di direttiva rientra nel quadro della procedura
di omologazione di portata comunitaria che ha costituito oggetto della di­
rettiva 70/156/CEE del Consiglio del 6 febbraio 1970 ( l ) .
       La R.F. di Germania ha trasmesso , in data 27 febbraio 1971 » i*1 applica­
zione della procedura definita dall' acoordo del 28 maggio 1 969 concernente
lo statu quo , un progetto di regolamento ( verordnungs entwu±f) per la modi­
fica del suo codice della strada ( Strassenverkehrszulassungsordnung) riguar­
dante , tra l' altro , la protezione degli occupanti .
       La Francia ha egualmente trasmesso , il 15 settembre 197^ un progetto
di decreto relativo alla protezione degli ocoupanti dei veicoli in oaso di
collisioni .
       La Commissione ha chiesto ai due Stati sopracitati di soprassedere ,
all' applicazione di questi progetti . La presentazione al Consiglio di una
proposta di direttiva è quindi necessaria .
        Si tratta di disposizioni tecniche di costruzione , installazione e
verifica relative alle finiture interne per la protezione degli occupanti
del veioolo a motore per quanto riguarda le parti interne dell' abitacolo
diverse dal 0 dai retrovisori , la disposizione degli organi di oomando , il
tetto o tetto appribile , le schienale e la parte posteriore dei sedili .^
       Per l' elaborazione di questa proposta la Commissione si è ispirata ai
lavori ( 2 ) svolti in materia dalla Commissione Eoonomica dell' Europa di
Ginevra , il che sul piano degli scambi costituisce indubbiamente un ulteriore
vantaggio dato il gran numerp di Stati rappresentati in detto organismo .
        Il campo d' applicazione è limitato ai veicoli a motore di categoria M 1
( veicoli particolari ) che abbiano almeno 4 ruote e ima velocità massima per
costruzione superiore ai 25 km/ora, ( art . l ) .
        L' articolo 2 integra nella procedura di omologazione , lé prescrizioni
relative all' allestimento interno .
( l ) G.TT » n . L 42 del 23 febbraio I970 .              . •
( 2 ) Regolamento n . 21 "Prescriptions uniformes relatives à l' homologation
      des véhicules en cé qui concerne leur aménagement intérieur "
      ( doe . E/ECE /324 del 4.6.1971 ).
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                                       - 2 -
      Esso si inquadra inoltre nell' armonizzazione opzionale essendo pre-
risto che le disposizioni comunitarie fissate nell • allegato della direttiva
abbiano lo stesso valore delle disposizioni nazionali . Gli Stati membri non
possono pertanto Rifiutare l' omologazione di portata nazionàle di un veicolo ,
adducendo che la sua attrezzatura e le sue caratteristiche contemplate dalla
direttiva particolare non sono oonformi alle disposizioni nazionali , quando
possegano i requisiti comunitari .
      L' articolo 3 prevede la procedura eia permetterà di adattare al pro­
gresso della tecnica le prescrizioni dell' allegato , procedura che è enun­
ciata all' articolo 13 della direttiva del Consiglio del 6 febbraio 1970 rela­
tiva all' omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi .
       Si stabilisce che la direttiva entrerà in vigore entro 18 mesi dalla
sua notifica , in modo da permettere agli Stati membri e agli interessati di
conformarvisi ( art . 4, paragrafo l ) .
       La Commissione devrà essere informata tempestivamente di ogni progetto
di disposizione elaborato dagli Stati membri nel settore contemplato dalla
direttiva in modo da poter eventualmente formulare le sue osservazioni in me­
rito al progetto in questione ( art . 4, par . 2 ).
COITSULTAZIQITE DEI PAESI CANDIDATI ALL' AIE SIONE
       Nel quadro dell' elaborazione del progetto della presente proposta di di­
rettiva i servizi della Commissione hanno parimenti preso' contatti teónici oon
gli esperti dei paesi candidata all' adesione . Soltanto quelli britannici. Jh.anno
presentato della osserva-".                                                       .
zioni aventi lo scopo di chiarire certi paragrafi . Le modifiche suggerite
sono state incorporate nel testo della proposta di direttiva . Per quanto
concerne il metodo di misura delle parti sporgenti ( pulsanti , interattori sul
cruscotto ), la Commissione condivide l' opinione del Regno Unito .- Sarà utile
introdurre nella direttiva il metodo di misura in corso di elaborazione
ali 'ISO non appena tale metodo sarà stato messo à punto e adottato da questa
organizzasione . Tale modifica potrà facilmente essere apportata mediante
la procedura prevista all' articolo 3 ( Comitato per l' adattamento al progres­
so tecnico ) .
C ONSULTAZ IONE DEL PAPT.ATTOTT^Q EUROPEO E PEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
       H parere di queste due istituzioni , conformemente alle disposizioni
dell' articolo 100, comma 2> sembra necessario . .        . '
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IL COÏTS IGLIO D3LLE COMOTÏTA' EUROPEE ,
Visto il Trattato ohe istituisce la Comunità Economica Europea , in partico­
lare l' articolo 100j
Vista la proposta della Commissione ,
Visto il parere del Parlamento Europeo ,
Visto il parere del Comitato Economico e Sociale ,
Considerando che le prescrizioni tecniche alle quali devono soddisfare­
i veicoli a motore ai sensi delle legislazioni nazionali concernono,' fra
l' altro , là finiture interne per la protezione degli occupanti !
Considerando che queste prescrizioni differiscono da uno Stato membro al­
l' altro ! che ne risulta la necessità che le stesse prescrizioni siano adot­
tate da tutti gli Stati membri , a titolo complemantare ovvero in sostitu­
zione delle attuali regolamentazioni in tali Stati , segnatamente al fine
di permettere l' applicazione , per ogni tipo di veioolo , della procedura
di omologazione CEE che forma oggetto della direttiva del Consiglio del
6 febbraio 1970 » concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative all' omologazione dei veicoli a motore e dei loro
rimorchi ( l ) |
Considerando che delle prescrizioni comuni concernenti i retrovisori interni
sono state previste dalla direttiva del Consiglio del 1° marzo 1971 ( 2)3 che è
opportuno 'prevedere'1     tali prescrizioni anche per le parti interne dell' abi-
tàcolo , la disposizione dei comandi , il tetto , lo schienale e la parte
posteriore dei sedili | ohe verranno adottate ulteriormente le prescrizioni
riguardanti le altre finiture interne come gli attacchi per le ointure
di sicurezza , ed sedili , il poggiatesta , la protezione del conducente contro
il dispositivo di sterzo ,      l' identificazione dei caomandij .
Considerando che le prescrizioni armonizzate debbono ridurre il rischio
0 la gravità delle lesioni di cui possono essere vittime gli ocoupanti
dei veicoli a motore e garantire la sicurezza della circolazione stradale
in tutta Ila Comunità ;
                                                                     • »
(1)    G.-J. n . L 42 del 23.2.1970, pag . 1 .
( 2)   G*U . n . L 68 del 22.3.1971 , Pag . 1 .
                                      L
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Considerando che , per quanto riguarda la prescrizioni tecniche , è opportuno
basarsi su quelle      adottate dalla Commissione Economica dell' Europa dell 'ONU
nel suo regolamento: n . 21 ( "Prescriptions uniformes relatives à 1 'homologation
des véhicules en ce qui concerne leur aménagement intérieur ") che è allegato
all' accordo del 20 marzo I958 relativo all' adozione di condizioni uniformi
di omologazione Goal riconoscimento reciproco dell' omologazione degli
equipaggiamenti e degli elementi dei veicoli a motore :
HA ÂDOTÏÂTO L& ERS SEME D1?HTTXV1 :               ,
                                      Articclo 1
      Ai sensi della presente direttiva si intende per veicolo ogni veicolo
a motore destinato a circolare su strada , con o senza carrozzeria , che
abbia- almeno 4 ruote e una velocità massima per costruzione superiore a
25 km/ora »
                                      .Articolo 2
      Gli Stati membri non possono rifiutare l' omologazione CEE né l' omo­
logazione di portata nazionale di un veicolo per motivi concernenti
      - le parti' J-ntàrne - dell 'abitacolo diverse dal 0 dai retrovisori interni ,
      - la disposizione dogli 'argani di « ornando ,
      - il tetto o tetto apribile ,
      - lo schienale e la parte posteriore dei sedili ,
quando rispondano alle prescrizioni di cui agli allegati »
                                      Articolo 3
      Ee modifiche che sono necessarie per adeguare al progresso tecnico
le prescrizioni degli allegati sono adottate a norma della procedura pre­
vista all' articolo 13 della direttiva del Consiglio , del 6 febbraio 1970»
relativa all' omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi .
( l ) Documento CEE di Ginevra E/E CE /324 DEL 23 agosto 1971 .
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                                 Articolo 4
1*     Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni necessarie per confor­
marsi al a presente direttiva entro un termine di 18 mesi a decorrere dalla
stia notifica e ne informano immediatamente la Commissione .
2.     A partire dalla notifica della presente direttiva , gli Stati membri
hanno cura inoltre di informare la Commissione , in tempo utile , affinché
quest' ultima possa presentare le sue ossefvazioni , di ogni progetto ulte­
riore di disposizioni essenziali di carattere legislativo , regolamentare
o amministrativo , che essi intendono adottare nel settore contemplato
dalla presente direttiva .
                                 Articolo 5
       Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
 ---pagebreak---                            ELENCO DEGLI ALLEGATI
Allegato I       Definizioni , richiesta di omologazione e specifiche
Allegato II      Determinazione della zona d' urto della testa
Allegato III     Procedura per le prove dei materiali atti, a dissipare energia
Allegato TV      Procedura per la determinazione del punto H e per la verifica
                 della posizione relativa dei punti R e H.
(■s) Il testo degli allegati è analogo a quello del regolamento n° 21 »
     in particolare le suddivisioni in punti sono le stesse ; è per tale ^
     ragione che se un punto del regolamento n° 21 non ha corrispondente
     nella presente direttiva , il suo numero è indicato , per memoria , tra
     parentesi .
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                   DEFINIZIONI , RICHIESTA DI OMOLOGAZIONE E SPECIFICHE
  ( 1 .)     SETTORE D' APPLICAZIONE       , '              ■ . ■ ■
  2.         DEFINIZIONI
             Ai sensi della presente direttiva , si intende :
( 2.1.) A                        ;                           r.V       >.
                                            »       e •                      '         . ..
                                            •«.<                         » .       »
 2.2 .       per " tipo di veicolo , per quanto rigùàfda le parti' "irltern# dell Abi­
             tacolo diverse da o dai retrovisori intórni , "la disposizióne degli
             organi di comando , il' tetto e tetto aprrbile , lo schienale e la patrte
             posteriore dei sedili." i veicoli a motore che non presentano fra di
             loro differenze sostanziali per quanto riguarda soprattutto :
  2.2.1 » le forme o i materiali della carrozzeria che formano l' abitacolo
  2.2.2 . la disposizione degli organi di comando ,       '
  2.3 »      per " zona di riferimento ", la zona d' urto della testa come viene de­
             finita ali !Allegato II , eccettuati :
  2 . 3.1 » La superficie limitata dalla proiezione orizzontale verso l' esterno
          ( di un oircolo entro il quale si inscrive l' ingombro massimo del coman­
             do di guida , più una fascia periferica larga 127 nim; questa superficie
             è limitata verso il basso dal piamo orizzontale tangente all' orlo
             inferiore del comando di guida in posizione di marcia in linea retta ,
                                  v                                            ■     .      r
  2.3.2 . La parte della superficie del cruscotto compresa fra il contorno
   z         della superficie di cui al paragrafo 2.3.1 . precedente e la più vi­
             cina parete laterale interna del veicolo ; questa superficie è limitata
             verso il basso dal piano orizzontale tangente all' orlo inferiore del
           , comando di guida ,
  2.3»3 « i montanti laterali del parabrezza.
                                                                                 • ••/«•
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                                                             Alle.Tato I
2.4 »    per " livello del cruscotto ", la linea definita dai punti di contatto
         delle tangenti verticali al cruscotto ,
2.5 .    per "tetto ", la parte superiore del veicolo che si estende dall' orlo
         superiore del parabrezza all' orlo superiore della lunetta posteriore
         delimitata lateralmente dall' ossatura superiore delle pareti •
2.6 .    per " linea di cintura" la linea definita dal contorno apparente infe­
         riore dei vetri laterali del veicolo ,
2.7*     per "veicolo decappottabile , un veicolo che può , in certe configurazio­
         ni , non presentare alcun elemento strutturale di resistenza al di
         sopra della linea di cintura, a parte i montanti del parabrezza 0 l' ar­
         co o gli archi di sicurezza 5
2.8#     per "veicolo scopribile", un veicolo di cui soltanto il tetto 0 una
         parte di esso possa venire ripiegato o tolto , lasciando sussistere
         al di sopra della linea di cintura elementi strutturali del veicolo .
3.       RICHIESTA DI OMOLOGAZIONE . ■    '
3.1 .    La richiesta di omologazione di un tipo di veicolo
                  - . deve essere presentata dal costruttot© del veicolo o
         dal suo mandatario .
3.2 .    Questa richiesta è aocompagnata dai documenti sotto indicati in triplice
         copia e dalle indicazioni seguenti :
         descrizione particolareggiata del tipo di veicolo per quanto riguarda
         i punti menzionati al precedente paragrafo 2.2 », con allegata foto­
         grafia o veduta esplosa dell' abitacolo . I numeri e/o i simboli che ca­
         ratterizzano il tipo del veicolo debbono essere indicati .
3«3 »    esso deve essere presentato al servizio tecnico incaricato delle prove ,
3.3*1 . a discrezione del costruttore , o un veicolo rappresentativo del tipo
       . di veicolo da omologare , o la (0 le) parte(i) del veicolo considera-
         ta(e) come essenziale(i ) per le verifiche e le prove previste dalla
         presente direttiva,
3.3.2 . su riohiesta del suddetto servizio tecnico , certi pezzi di ricambio
         e certi campioni dei materiali impiegati .
(4.)
                                                                         • • • •
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                                                              Allegato I
5.      SPSCIPICHE
5.1 .   Parti interne anteriori dell' abitacolo                                     7
5.1.1 . La zona di riferimento definita al precedente paragrafo 2.3 . non de­
        ve comportare né asperità pericolose , né vino spigolo vivo che rischi
        di accrescere il pericolo o la gravità di lesioni degli occupanti*
5»1.2 . Le parti del veicolo situate nella zona di riferimento , salvo quelle
        situate a meno di 10 can dalle superfici vetrate che non fanno però par­
        te del cruscotto , debbono essere atte a dissipare energia come spe-
   >    cificato nell' Allegato III » L' eventuale armatura metallica ohe serve
        da supporto non deve presentare spigoli sporgenti »
5*1.3 . L' orlo inferiore del cruscotto , qualora non soddisfi le condizioni y
        di cui al precedènte paragrafo 5*1*2 * t deve essere arrotondato con un
        raggio di curvatura non inferiore a 19 min ,        .
5.1.4. I pulsanti , le leve eco. di materiale rigido , che sporgono da 3,2 mm
        a 9,5 mm dal cruscotto , debbono avere almeno una sezione trasversale di
        2 cm2 di superficie , misurata a 2,5 mm rispetto al punto più sporgente ,
        ed avere gli orli arrotondati , con un raggio di curvatura non inferio­
        re a 2,5 tran *
5.1.5 . Se questi pezzi sporgono dalla superficie del cruscotto di oltre
                                                                                      /
        9,5 nim , devono essere progettati e costruiti in modo da poter rien- .
        trare dentro la superficie del cruscotto sino a non sporgere di oltre
        9,5 111111 o staccarsi per effetto di una forza orizzontale longitudinale
        diretta verso 1 * avanti di 37 » 8 daH   -       ; nel secondo caso non
        debbono sussistere sporgenze pericolose . La sezione effettuata sino
        ad una distanza di al massimo 6,5 mm dal punto massimo di sporgenza deve
      • avere una superficie di almeno 6,50 cem2»
5.1.6 * Per ogni sporgenza che comporti Tina parte di materiale morbido di durezza
        inferiore a 50 shore A posta su un supporto rigido , le prescrizioni
        dei paragrafi 5.1.4. e 5.1.5 . si applicano soltanto al supporto ri­
        gido .
                                                                         «§•/ • ♦ ♦
 ---pagebreak---                                             -4 -
                                                                  Allegato I
  5.2 .     - Parti interne anteriori dell 'abitacolo che si trovano sotto il livello
              del cruscotto
  5.2.1 .     Le prescrizioni del presente paragrafo non* si applicano ai pezzi che
              si trovano sotto il livellò del cruscotto come gli interruttori., chia­
              ve di accensione e altri comandi contro i quali non è possibile urtare
              in quanto si interpone la colonna dello sterzo , il comando di guida o
              la parte sporgente del cruscotto . Se dovesse essere possibile urtare
              contro tali pezzi , essi debbono avere caratteristiche almeno uguali
              a quelle prescritte al precedente paragrafo 5»1»4»» inoltre
  5.2.1.1 . se questi pezzi sono applicati ad un pannello , debbono essere proget­
              tati e costruiti in modo da poter - affondare nella superficie che   i
              trova sotto il cruscotto o staccarsi o piegarsi per effetto di una
„             forza orizzontale longitudinale diretta verso l' avanti di 37,8 daN
                          , in questi due casi non debbono sussistere sporgenze
              pericolose ,
  5.2.1.2. se questi pezzi sono posti altrove , debbono essere progettati e costruì-
          ■ ti in modo da potersi piegare , staccare o rompere per effetto di tuia
           . forza orizzontale longitudinale diretta verso l' avanti di 37 » 8 daW
                           senza provocare sporgenze pericolose . Suddette prescrizio­
              ni non si applicano né ai pedali né ai loro fissaggi .
  5.2.2 .     La leva di comando del freno a mano , quando è posta sul cruscotto
              o al di sotto di questo , deve essere sistemata in modo che quando
              si trova in posizione di riposo non sia possibile urtarla in caso
              di collisione frontale . Se questa condizione non è rispettata, la
        .     superficie della leva deve soddisfare i requisiti di cui al seguente
              paragrafo 5*3 . 2.3 .
  5.2.3 .     La mensola ripostiglio o altri elementi analo^ii debbono essere
      '       progettati e costruiti in modo che in nessun caso i supporti pre­
              sentino spigoli sporgenti e soddisfare almeno una delle condizioni
          -    seguenti :   •,
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                                                              Allegrato I
5.2.3.1 . La parte rivolta verso l' interno del veicolo deve presentare una
           superficie di almeno 25 cm di altezza i cui bordi siano arroton­
           dati con un raggio di curvatura di almeno 3,2 mm ; inoltre , questa
           superficie deve avere una guarnizione di materiale che dissipa l' ener­
           gia , come è definito all' Allegato III .
5.2.3.2 , La mensola ripostiglio o altri elementi analoghi debbono lasciarsi
           staccare , rompere , deformare facilmente , rientrare , per effetto di
           una forza longitudinale orizzontale di 37 » 8 daN              diretta
           verso l' avanti , senza far apparire elementi pericolosi e senza
           che l' orlo della mensola presenti spigoli pericolosi ,
5*3 .      Altre parti interne dell' abitacolo
5.3.1 .    Settore d' applicazione
           Le prescrizioni del seguente paragrafo 5*3»2 . si applicano alle
           impugnature , manette e pulsanti di comando , come pure a tutti gli
           altri oggetti sporgenti , che non sono contemplati dai paragrafi
           precedenti 5»1 * e 5 » 2 .
5 .3 • 2 . Prescrizioni
           Quando gli oggetti di cui al paragrafo 5 * 3.1 . sono posti in modo
           da poter essere urtati dagli occupanti del veicolo , debbono soddisfare
           alle condizioni seguenti :
5.3.2.1 . essi debbono per quanto possibile avere una forma affusolata con
           una superficie che terminerà con angoli arrotondati con raggi di
           curvatura non inferiori a 3,2 mm ,
5.3.2.2 . le manette e i pulsanti di comando debbono essere progettati e
           realizzati in modo che per effetto di una forza di 37 »8 dalT
           applicata nella direzione orizzontale longitudinale verso l' avanti ,
           la sporgenza , nella posizione più sfavorevole , si riduca a non ol­
           tre 25 mm dalla superficie del pannello , 0 in modo che questi di­
           spositivi si stacchino o si pieghino ; in questi due casi non deb­
           bono sussistere sporgenze pericolose :
                                                                          • • •/ • • •
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5.3.2*3 * La leva del cambio , quando non si trovi nelle posizioni di marcia
            in avanti , nella zona definita al precedente paragrafo 2.3.1 ., cosi'
            come l' impugnatura del freno a mano , debbono avere una superficie
            di almeno 6,50 cm2 misurata sulla sezione normale alla direzione oriz­
            zontale longitudinale fino ad una distanza di 6,50 ram dalla parte più
            protuberante ; i raggi di curvatura non debbono essere inferiori a
            3,2 mm.
5.3.3 »     La prescrizione del paragrafo 5.3.2.3 . non si applica alle leve co­
            mando dei freni a mano a piancito , se l' altezza dell' impugnatura in
            posizione di riposo si trova sotto un piano orizzontale che passa
   _        per il punto H ( cfr . Allegato IV )»
5.3 . 4 «   Gli altri elementi di equipaggiamento del veicolo non contemplati
            nei precedenti paragrafi , come gli organi di slittamento dei sedili ,
            i dispositivi di regolazione del sedile o dello schienale , dispo-
          - sitivi di avvolgimento per cinture di sicurezza , ecc . non sono
            assoggettati ad alcuna prescrizione se sono situati sotto un piano
            orizzontale che passa per il punto H di ogni posto a sedere , da
            cui l 'occupante possa venire a contatto con gli élementi in questione .
5.4 .       Tetto
5.4.1 »     Settore d' applicazione
5»4»1.1 . Le prescrizioni del paragrafo 5»4»2 . che segue si applicano alla
            parte interna del tetto .
5.4.1.2» Tuttavia esse non si applicano alle parti del tetto che non possono
            essere toccate da una sfera del diametro di I65 mm.
5.4.2 .     Prescrizioni
5.4.2.1 . La parte interna del tetto non deve comportare , nella parte che si
            trova al di sopra degli occupanti o davanti a loro , asperità perico­
            lose 0 spigoli vivi diretti ali 'indietro o ali 'ingiù. La larghezza del­
            le parti sporgenti non deve èssere inferiore al valore della sporgenza ~ .
            verso il basso e gli spigoli non debbono presentare un raggio di
             curvatura inferiore a 5 rom. Per quanto riguarda più particolarmen­
            te gli archi o le nervature rigide , la sporgenza verso il basso non
            deve essere superiore a 19 mm.
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                                                              Allegato I
5.4.2.2 .    Se le centine o le nervature non soddisfano le condizioni del
             paragrafo 5*4«2.1 », esse debbono avere una guarnizione di materiale
             atto a dissipare l' energia come specificato all'Allegato III .
5.5 .        Tetto apribile
5.5.1 .      Prescrizioni
5.5.1.1 .    Le prescrizioni seguenti , come quelle del precedente paragrafo 5*4»
             relative al tetto , si applicano al tetto apribile quando questo
             è in posizione chiusa.
5»5«1*2 .    Inoltre i dispositivi di apertura e di manovra
5.5.1.2.1 . debbono essere progettati e costruiti in modo da evitare nella
             misura del possibile un funzionamento involontario o intempestivo ;     '
                                                             f
5.5.1.2.2 . debbono avere per quanto possibile una forma affusolata ; la loro
             superficie deve terminare con spigoli arrotondati con raggi di
             curvatura non inferiori a 5 i™1»
5.5.1.2.3 . in posizione di riposo debbono trovarsi in zone che non possono
             essere toccate da una sfera del diametro, di I65 mm. Se questa
             condizione non può essere rispettata , i dispositivi di apertura
             e di manovra debbono , in posizione di riposo , o rimanere incastrati ,
             o essere progettati e essere còstruiti in modo che , per effetto
             di una forza di 37 >8 dàU             applicata nella direzione di
             urto definita all'Allegato III dalla tangente alla traiettoria del ^
             simulacro di testa , la sporgenza , rispetto alla superficie sulla
             quale sono fissati i dispositivi , sia ridotta a 25 mm al massimo ,
                                                           /
             a meno che questi dispositivi possano staccarsi ; in tal caso ,
             non debbono sussistere sporgenze pericolose .
5*6 .      . Veicoli decappottabili e scopribili
5*6.1 .      Per quanto riguarda i veicoli decappottabili , soltanto le parti
             superiori degli archi di sicurezza sono assoggettate alle prescrizio­
             ni del paragrafo 5*4 *
5.6.2 .      I veicoli scopribili sono assoggettati alle prescrizioni del
             paragrafo 5«5 « applicabili ai veicoli a tetto apribile .
                                                                       • »•/• • »
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  5.7 »             Parte superiore dei sedili
  5.7.I.            Prescrizioni
                    La superficie della parte posteriore dei sèdili non deve compor­
                    tare né asperità pericolose , né spigoli vivi che rischino di accre­
                    scere il pericolo o la gravità delle lesioni degli occupanti .
  5«7*1»2 »         Fatte salve le condizioni previste ai paragrafi 5«7 * 1 « 2 . 1 . -5 . 7 . 1.2 . 2 .
                    e 5 . 7 . 1.2 . 3 ., la parté delle schienale del sedile anteriore che
                    si trova nella zona di urto della testa , definita nell' Allegato II,
                 deve essere in grado di dissipare l' energia come specificato all' Al­
                    legato III . Al fine di determinare la zona d' urto della testa ,
                    i sedili anteriori , se regolabili , debbono essere collocati
                    nella posizione di guida più lontana , con i loro schienali in­
                    clinabili nella posizione di guida normale .
  5 «7      » 2.1 . Per i sedili anteriori separati , la zona di urto della testa
                    dei passeggeri seduti di dietro comprende 10 cm ai due lati del-'
                    l' asse del sedile , sulla parte posteriore superiore dello schienale .
  5 . 7 . 1.2.1 . Per i sedili muniti di poggiatesta , ogni prova deve essere effet-
  bis (
          v         tuata con il poggiatesta nella posizione più bassa e in un punto
                    situato sulla linea verticale passante per il centro del poggia­
                    testa .        .                         ■        •
  5 . 7 « 1.2.1 . Per un sedile installato in parecchi tipi di carrozzeria , fatte
  ter (
          v         salve le disposizioni del paragrafo 5«7«1«2 ., le prove effettuate
                    nella posizione più avanzata e nella posizione più lontana di
                    tutta la gamma dei tipi di carrozzeria debbono essere considerate
                    come valide per tutta le posizioni intermedie .
  5 . 7*1 « 2.2 . Per le banchette anteriori , la zona di urto comprende i punti
                    situati fra i piani verticali longitudinali che si trovano ad una
                    distanza di 10 cm all' esterno dell' asse di ciascuno dei posti
                    esterni previsti ,             -
  5.7«l*2.3.ITella zona di urto della testa al di fuori dei limiti previsti
                    nei paragrafi 5 . 7 . 1.2.1 . e 5 . 7 . 1.2 . 2 ., le parti della struttura
                    del sedile debbono essere imbottite per evitare il contatto
                    diretto della testa con gli elementi della struttura che deve , in
                    queste zone , presentare un raggio di curvatura di almeno 5 mm «
( <1-)' Tale - punto non figura nel Regolamento n° 21 di Ginevra ,
 ---pagebreak---                                      - 9 -                 Allegato I
  5»7«2 .   Dette prescrizioni non si applicano né all' ultima fila dei sedili
            posteriori , né a quelli rivolti verso i lati o verso il lato poste­
            riore , né ai sedili a controspalliera , né agli strapuntini o sedili
            di fortuna .
                      i
  5.7 .     Alette parasole
  bis (*)
  5.7 *     Due alette parasole debbono essere installate . Esse debbono
     8      essere costruite con materia assorbente 1'energia o ricoperte
            di tale materia .
  5.7 »     Ogni aletta parasole non deve comportare bordi rigidi arrotondati
   18 ^     di raggio superiore a 3 j 2 nini che possono essere toccati da una
            sfera di 1 65 mm di diametro .
  5.8 .     Disposizioni varie
            Le presorizioni del presente paragrafo 5 sono applicabili , mutadis
            mutandis , alle attrezzature non specificate , montate 9 fornite sul
            veicolo dal costruttore , che possono essere toccate da una sfera
            del diametro de 165 mm .                             ,
( 6 .)
( 7 .)
( 8 .)
( 9 .)
(*) Tale punto non figura nel Regolamento n . 21 di Ginevra .
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                    DETERICTMZIOITE DELLA ZONA D 'URTO DELLA TESTA
  1.        La zona d' urto della testa comprende tutte le Buperfici non vetrate
            dell' interno di un veicolo che possono entrare in contatto statica-
            mente con una testa sferica di I65 mm di diametro che fa parte
            di un apparecchio di misura la cui dimensione misurata dal punto d' ar­
            ticolazione dell' anca al vertice della testa , è regolatile in modo
            continuo tra 736 mm e 84O mm .
  2
  2».       Per questa determinazione si applicherà la procedura seguente o il suo
            equivalente grafico :
  2.1 .»    Il punto d' articolazione del dispositivo di misura , per ogni posi­
            zione seduta prevista dal costruttore , è collocato come segue :
  2.1.1 .   per i sedili a distanza regolatole
  2.1.1.1 . al punto H ( cfr. Allegato IV ) e
  2.1.1.2 . ad un punto situato orizzontalmente a 127 111111 davanti al punto H e
            ad un' altezza che risulta dalla variazione dell' altitudine del punto H
            corrispondente allo spostamento verso 1' avanti di 127 mm o di 19 mm ,
  2.1.2 .   per i sedili a distanza non regolatole , al punto H del posto conside­
            rato .
  2.2 .     Per ogni valore della dimensione , compresa fra il punto di artico-        (
            lazione e il vertice della testa , permessa dal dispositivo di prova in
         I  funzione delle dimensioni inteme del veicolo , determinare tutti i
            punti di contatto sovrastanti il limite inferiore del parabrezza e
            antistanti il punto H.
. 2.3 .     Data al dispositivo di prova una posizione verticale , se non esiste •
            alcun punto di contatto su una distanza di regolazione compresa
            nei suddetti limiti, determinare i punti di contatto possibili fa­
             cendo girare il dispositivo di misura in avanti e verso il basso ,
            descrivendo tutti gli archi nei piani verticali , sino a 90° del
            piano verticale longitudinale del veicolo , che passano per il punto H.
  3»         I punti di contatto qono i punti di tangenza della testa del disposi­
            tivo con le parti interne del veicolo . Il' movirronto verso il basso
             è limitato alla posizione della testa tangente ad un piano orizzon­
            tale situato a 25,4 rom al di sopra del punto H.
                                                                           • • •/• • •
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                  PROCEDURA DI PROVA DEI MATERIALI ATTI A DISSIPARE
                                      -ENERGIA                   •
1»       Installazione , apparecchio di prova e procedura
1.1 ,    Installazione
1.1.1 . Il prezzo fatto del materiale atto a dissipare energia deve esi-
         sero montato e verificato sull' elemento strutturale di supporto
         sul quale è installato sul veicolo# Quando è possibile , è meglio ef­
         fettuare la prova direttamente stilla scocca»   Questo elemento strut­
         turale , o la Bcocca, è fissato solidamente al "banco di proVa in
         modo da non spostarsi per effetto dell' urto .
1.1.2 . Tuttavia, su richiesta del costruttore , il prezzo può 1 essere montato
         su un ' armatura che simula il montaggio sul veicolo , purché il complesso
         "pezzo/armatura'1 abbia la stessa disposizione geometrica del complesso
         reale "pezzo/elemento strutturale di supporto", vaia rigidità non infe­
         riore e Tina capacità di dissipazione di energia non superiore *
1.2 .    Apparecchio di prova
1.2 .1 . Consiste in un pendolo il cui perno è montato su cuscinetti a sfere
         e la cui massa ridotta (l ), al centro di percussione , è' di 6,8 kg»
         L' estremità inferiore del pendolo è costituita da una finta testa
         rigida di 165 n™ di diametro , il cui centro coincide col centro di
         percussione del pendolo .
1.2 .2 . Il simulacro di testa è provvisto di due accelerometri e' di " un
         dispositivo di misura di velocità capaci di misurare i valori nella
         direzione dell' urto .
                                                                           • # •/•••
(l) Nota: La massa ridotta n>r del pendolo è in rapporto oon la massa totale m
             del pendolo , con la distanza a fra il centro di percussione e
             l' asse di rotazione e con la distanza 1 fra il centro di gra­
             vità e l' asse di rotazione secondo la formula .
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                                           \
                                                                  Allegato III
  1.3 .   Apparecchiatura di registrazione
          L' apparecchiatura di registrazione da utilizzare deve permettere
          di effettua-re le misure con le precisioni seguenti :
                                                                V
  1.3.1 . Accelerazione :
          – precisione » + 5$ del valore reale
          – risposta in frequenza » fino a 1.000 Hz
          – sensibilità trasvèrsale «* ( 5% del fondo scala
  1«3*2 « Velocità:
          – precisione ■» + 2,5$ del valore reale
          – sensibilità » 0,5 km/h                  ,
  I.3.3 . Penetrazione del simulacro di testa nell' elemento di provai
          – precisione = + % del valore reale
          – sensibilità =■ 1 mm
  1.3.4 » Registrazione del tempo :
          – l' apparecchiatura deve permettere di registrare il fenomeno durante
            tutta la sua durata e di leggere il millesimo di secondo
          – l' inizio dell' urto ("topage") nell' istante in cui la testa viene
            per la prima volta a contatto con il prezzo sottoposto a prova è
            individuato sulle registrazione che servono ad interpretare la
            prova .
  1.4 .   Procedura di prova                                                   .
  1.4.1 * In ogni punto d' urto della superficie sottoposta alla prova, la
          direzione di urto è data dalla tangente alla traiettoria della finta
          testa dell' apparecchio di misura definito all' allegato II .
«
  1.4.2 . Quando l' angolo fra la direzione di urto e la normale alla superficie
        /
          nel punto dell' urto è inferiore o uguale a 5° » la prova viene
          effettuata in modo che la tangente alla traiettoria del centro
          di percussione del pendolo coincida con la direzione dell' urto#
          La finta testa deve urtare l' elemento sottoposto a prova ad una
          velocità di 24,1 km/ora} questa velocità è raggiunta o con la semplice
          energia di propulsione , o utilizzando un dispositivo propulsore
          supplementare .
                                                                          • • •/• • •
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                                                               Allegato III
1 . 4.3 . Quando l' angolo fra la direzione di urto e la normale alla superficie
          nel punto dell' urto è superiore a 5 ° » la prova può * essere effet­
          tuata in modo che la tangente alla traiettoria del centro di percus­
          sione del pendolo coincida con la direzione normale al punto dell' urto .
          Il valore della velocità di prova è allora ridotto al valore
          della componente normale della velocità prescritta al paragrafo 1»4«2 »
2.        Risultati                                                   '
          Nelle prove effettuate secondo le modalità sopra indicate , la dece­
          lerazione della finta testa non deve superare 80 g continui per
          più di 3 millisecondi » Il valore della decelerazione da prendere
          in considerazione è la media indicata dai due decelerometri •
3.        Procedura equivalente
3.1 »     Sono ajnmesse procedure equivalenti di prova , purché si possano con
          esse ottenere i risultati richiesti dal precedente paragrafo 2 »
3.2 .     Incombe a colui che impiega un metodo diverso da quello descrìtto al
          paragrafo 1   dimostrarne l' equivalenza
                               V                                                    (
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                   PROCEDURA PER LA DETERMINAZIONE -DEL PUNTO H     -
            E LA VERIDICA DELLA POSIZIONE RELATIVA DEI PUNTI R E H
          Definizione
1.1 .     Il punto "K" , che rappresenta la posizione nell' abitacolo di un
          occupante seduto , è il tracciato , su un piano verticale longitu­
          dinale , dell' asse teorico ài rotazione che esiste fra l' arto infe­
          riore e il tronco di un corpo umano rappresentato da un manichino
1.2 ,     Il punto "R" , che è il punto di riferimento di posto a sedere , è
          il punto di riferimento di costruzione indicato dal costruttore ,
          che
1.2.1 , corrisponde alla posizione normale di utilizzazione più lontana
          di ogni posto a sedere prevista dal costruttore in un veicolo }
1.2.2 , ha delle coordinate definite rispetto alla struttura del veicolo
      • •                                            •                                I
          esaminato ,
1,2,3 » Rappresenta la posizione del centro girevole fra il tronco e le
          cosce di un occupante (punto H) ,
2,        Determinazione dei punti H
2.1 ,     Per ogni posto a sedere previsto dal costruttore del veicolo si de*        ^
          termina un ptuato H, -Quando i sedili di una stessa fila possono
          essere considerati simili ("banchetta ad assetto uniforme , sedili
          identici ), si procede ad una sola determinazione per file di
          sedili , sistemando il manichino descritto al seguente paragrafo 3
          ad un posto considerato rappresentativo della fila di sedili .
          Questo posto è :
2.1.1 , per la fila anteriore , il posto del conducente ,
2.1.2 , Per la fila o le file posteriori , un posto esterno ,
2.2 ,     Per ogni determinazione del punto H, il sedile considerato è collo­
          cato nella posizione normale di guida o in quella più lontana pre­
          vista dal costruttore , "bloccando lo schienale , se è inclinabile , in
          una posizione che corrisponde ali 1 inclinazione ali 1 indietro , rispetto
          alla verticale , della linea di riferimento del tronco del manichino
                                                                             « -•
          descritto nel seguente paragrafo 3j che . più si approssima a 25° , salvo
          indicazione contraria del costruttore , ..
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3«         Caratteristiche del manichino
3«1 »      Si utilizzerà un manichino tridimensionale che imiti per peso e forma
           un adulto di media statura* Questo manichino è rappresentato nelle
           figure 1 e 2 dell' appendice del presente allegato .
3.2 . .    Questo manichino comporta:
3.2.1 . due elementi che simulano rispettivamente la parte eretta ( schiena)
           e quella seduta del corpo , articolati secondo un asse che rappre­
           senta l' asse di rotazione fra il busto e la coscia . La traccia di
          questo asse sul fianco "elei manichino è il punto H del manichino .
3.2.2 . due elementi che simulano le gambe e che sono articolati rispetto
          all' elemento che simula la parte seduta?
3 *2 «3 » <iue elementi che simulano i piedi , collegati alle gambe da articola–
          zioni che simulano le caviglie
3.2.4 » inoltre , l' elemento che simula la parto seduta è munito di una livella
          che permette di controllare il suo orientamento nella direzione
          trasversale *
3.3 .     Delle masse , che rappresentano il pesò di ogni elemento del corpo
          sono collocate nei punti appropriati , che costituiscono i corrispondenti
          centri di gravità, in modo da dare al manichino la massa totale
          di circa 75»8 kg. La tabella della figura 2 dell' appendice al pre­
          sente allegato specifica le varie masse .
4.        Collocamento del manichino
          Il collocamento del manichino tridimensionale avviene cosi' :
4.1 ». , Sul veicolo fermo su un piano orizzontale si regolano i sedili come
          è previsto al precedente paragrafo 2.2 . '
4.2 .     Ricoprire il sedile sottoposto a prova con un tessuto destinato
          a facilitare la corretta sistemazione del manichino#
4.3 .     Porre seduto il manichino sul sedile considerato , con l' asse d' arti­
          colazione perpendicolare al piano longitudinale di simmetria del
          veicolo
4.4*.     Sistemare i piedi del manichino come segue :
4»4«1 » per i sedili anteriori , in modo che la livella che controlla
          l' orientamento trasversale della parte seduta sia obbligata ad
                                              i
          assumere una posizione orizzontale .
                                                                         • • •/• • •
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                                                              Allegato IV
4«4»2 » Per i sedili posteriori , i piedi vengono disposti in modo da venire ,
        per quanto possibile , a contatto con i sedili anteriori » Se i piedi
        riposano allora su parti del pavimento di livello differente , il
        piede che arriva per primo in contatto col sedile anteriore serve
        da riferimento , mentre l' altro piede è disposto in modo da costringe­
        re la livella che controlla l' orientamento trasversale della parte
        seduta ad assumere una posizione orizzontale ;
4.4.3 . Se si determina il punto H a un sedile di mezzo , i piedi sono posti
        da una parte e dall' altra del tunnel .
4.5 »   Collocare le masse sulle cosce , obbligare il livello trasversale
        della parte seduta ad assumere una posizione orizzontale e siste*
        mare le masse . sull' elemento che rappresenta la parte seduta*
4.6 ,   Allontanare il manichino dallo schienale del sedile utilizzando
        la barra d' articol&zicne delle ginocchia e piegare la schiena in
        avanti . Risistemare il manichino sul sedile facendo scivolare indietro
        la parte seduta sino ad incontrare resistenza, quindi rovesciare
        di nuovo indietro la schiena contro lo schienale del sedile .
4.7 .   Applicare al maniohino due volte una forza orizzontale di 10 + 1
        dalf       •      « La direzione e il punto d' applicazione della forza
        sono rappresentati da 'una freccia nera della figura 2 dell' appendice »
4.8 .   Collocare le masse sui fianchi destro e sinistro e , quindi , le
        masse del busto » Mantenere    il livello trasversale del manichino
        nella posizione orizzontale »
4.9 *   Mantenendo il livello trasversale del manichino nella posizione
        orizzontale , piegare la schiena in avanti fino a che le masse del
        busto siano al di sopre del punto H in modo da annullare qualunque
        sfregamento contro lo schienale del sedile »
4»10 . Riportare delicatamente indietro la schiena per terminare lai sistema­
        zione » Il livello trasversale del manichino deve essere orizzontale »
        In caso contrario procedere di nuovo come precedentemente indicato »
5»      Risultati
5.1 »   Una volta sistemato il manichino come indicato nel precedente para­
        grafo 4 », il punto H del sedile considerato è costituito dal punto H
        che figura sul manichino .
                                                                         A­
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                                                                Allegato IV
5 «2 , Le coordinate del punto H sono misurate ciascuna con la massima
        precisione possibile * Lo stesso dicasi delle coordinate dei punti carat­
        teristici e "ben determinati dell' abitacolo . Le proiezioni di questi
        punti su un piano verticale longitudinale sono riportate su uno schema.
6,      Verifica della posizione relativa dei punti R e H
6.1 . I risultati delle misure previste al paragrafo 5*2 » per il punto H
        debbono essere raffrontati con le coordinate fornite per il punto R
        dal costruttore del veicolo
6 .2 . La verifica del rapporto esistente fra i due punti è considerata soddisfa­
        cente per la posizione seduta presa in considerazione se le coordi­
        nate del punto H si trovano in un rettangolo longitudinale i cui lati
        orizzontali e verticali sono rispettivamente di 30 e 20 min mentre le
        diagonali sì intersecano nel punto R , In queste condizioni , il punto R
        viene utilizzato per la prova e , se necessario , il manichino viene
        regolato in modo da far coincidere il punto H col punto R.
6 «3 » Se il punto II non si trova nel rettangolo definito nel precedente para­
        grafo 6,2 », si procede a due altre determinazioni del punto H ( tre determi–
      " nazioni in tutto). Se due dei tre punti cosi 1 determinati si trovano
        nel rettangolo , il risultato della prova è considerato soddisfacente ,
6,4 » Se almeno due dei tre punti determinati si trovano fuori del rettangolo ,
        il risultato della prova è considerato insoddisfacente .
                                                                 ι
6 . 5 , Qualora si produca la situazione descritta al precedente paragrafo 6,4»»
        p qualora la verifica non possa aver luogo perché il costruttore ha
        omesso di fornire le informazioni relative -alla posizione del punto R,
        si può 1 utilizzare la media dei risultati di tre determinazioni del
        punto H e considerarla applicabile in tutti i casi in cui il punto R
        è menzionato nella presente direttiva »
6.6 , Per la verìfica della posizione relativa dei punti R © H su un veicolo
        di produzione corrente , il rettengolo menzionato al precedente paragrafo 6,2 ,
        è sostituito da un quadrato da 50 cm di lato ,
 ---pagebreak---                                                                            IIÏ/1959/71-I
                                                                           Allegato IV - Appendice
        ELEMENTI CHE COMPONGONO IL MANICHINO
                                           xivj 1X1 ±1/ jjpiLtiv oxuri/iip
                                                                     //
                                   Schiena                          jj
                   . supporto delle
                                                          r
                                                          fl       Il
                                                                                      \H   ■
                     masse dorsali                        |        II                  l,j
                                                                                     #
                                                    l               –        / •/.-//
                                                         n/                   p
                             ■ livello .^ /////,
                         longitudinale           ""A         I i ' '/ •      Mj'
                      parte
   supporto delle*"*»»^^^
                                                fj//o Q' ji-j*\ /–'°!*       * j\
masse delle cosce
articolazione   /    /           N. \
delle ginocchia^ /                                        \         Asse d'articolazione
             Ìj%/                      /.                         Livella trasversale
                            . ^S. 1 .
 ---pagebreak---                                                                                                         ITT/].95,,ì/73.-'Ì •
                                                                                                       Allegato IV - Appendice
'       .                          DIMENSIONI E PESO DEL MANICHINO -                                    ( ì no /■-,
                                                                                                       I c            c;;i
  Peso del manichino                                                                   ,               f f
  Elementi che simulano la schiena '                                   '•                             If
  e la parte seduta del -corpo 16, 6
  Masse dorsali                    31 P                                                              ( !
  Masse della parte seduta 7'g                                                           t/ $ j                           \<
  Masse   delle cosce
  Masse delle gambe ...
                                     fa' «* .
                                   i o'o
                                                                                         ||u Iti!                ■ * fiI "
                                                                                                   J                      /J<
                      Totale : . – 75 a _                                     • //, / • ' i'-f
                                                                                            / ; ,// / .              \ n
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                                                                                     I      –-»» '· ?'>.      \ I ·ΐ ^ ϊ
                                .                             : ■                                    I ! iTrnil
  /                      Direzione e punto                         •                   / / i fi                         |
                         d'applicazione
                                oarlc° del            \\       39,31 or,i        f              ..i.      ,/i^Mi
                                                                                                            1            l\
                                                        V            -
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  *            _ variabile da ,L
               10,8 ca      yj* xe a,a                    \\\                ^      //V
                                                                                 A v } ' /
                                                                              y lS'l "Trs U
                                                                                                                . \\
                                                                                                                   \      \ ft
                                                              \                     H 1 (i
                                                                           ^7^ U > M y                            7 V'
                                                                                                                          ),l •
                                              .1 .                                             ^               У
                                            0  Л-.1 ^гг • .         -ч,    « К-.     5        '          .     X /
                                                                                                               ^             /
                                               /(( X " /
                                                                          Fig . 2
                                                      •         ..                •  '                            *