CELEX: 52013PC0338
Language: it
Date: 2013-06-06
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza Austria e Malta ad aderire, nell’interesse dell’Unione europea, alla convenzione dell’Aia, del 15 novembre 1965, relativa alla notificazione e alla comunicazione all’estero degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale

|
			
		
		
		52013PC0338
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza Austria e Malta ad aderire, nell’interesse dell’Unione europea, alla convenzione dell’Aia, del 15 novembre 1965, relativa alla notificazione e alla comunicazione all’estero degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale /* COM/2013/0338 final - 2013/0177 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
1.1.        Oggetto della proposta
La convenzione
dell’Aia, del 15 novembre 1965, relativa alla notificazione e alla
comunicazione all’estero degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia
civile o commerciale (in prosieguo: la “convenzione”) prevede le vie di
trasmissione da usare quando un atto giudiziario o extragiudiziale dev’essere
trasmesso da uno Stato contraente della convenzione a un altro Stato contraente
a fini di notifica o comunicazione. La convenzione semplifica le modalità di
trasmissione di tali atti. Invece delle vie consolari e diplomatiche, la via
principale di trasmissione passerà attraverso un’autorità centrale che procede
o fa procedere alla notifica o alla comunicazione degli atti. La convenzione indica
altresì vari modalità alternative di trasmissione (ad esempio tramite posta).
Essa inoltre mira a istituire un sistema che, nei limiti del possibile, porti effettivamente
l’atto da notificare o comunicare a conoscenza del destinatario in tempo utile per
permettergli di difendersi. Infine, agevola la prova dell’esecuzione della
notifica all’estero introducendo un modello unico di certificato. 
La convenzione rientra nella competenza esterna esclusiva dell’Unione
europea in seguito all’adozione delle norme interne dell’Unione sulla
notificazione o comunicazione degli atti di cui al regolamento del Consiglio
(CE) n. 1348/2000, abrogato dal regolamento (CE) n. 1393/2007 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, relativo alla
notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed
extragiudiziali in materia civile o commerciale (“notificazione o comunicazione
degli atti”) e che abroga il regolamento (CE) n. 1348/2000 del Consiglio[1]. Di
conseguenza, gli Stati membri non possono concludere la convenzione senza esserne
autorizzati.
Prima dell’adozione della normativa dell’UE, 24
Stati membri avevano aderito alla convenzione. I rimanenti Stati membri che
devono essere autorizzati ad aderire alla convenzione sono Austria e Malta[2].
Pertanto, la Commissione propone che il
Consiglio autorizzi Austria e Malta ad aderire alla convenzione nell’interesse
dell’Unione europea. La convenzione non contiene alcuna clausola che permetta
all’UE stessa di aderire. 
1.2.        Importanza dell’adesione alla
convenzione 
La convenzione,
poiché migliora la trasmissione degli atti giudiziari ed extragiudiziali all’estero,
è particolarmente importante per l’Unione europea e per gli Stati membri in
quanto agevola la cooperazione giudiziaria con i paesi terzi che hanno aderito
alla convenzione nelle controversie transfrontaliere. La convenzione è stata
ampiamente ratificata e attualmente conta 67 Stati aderenti.
Austria
e Malta hanno manifestato interesse ad aderire alla convenzione.
La loro
adesione sarebbe coerente con l’impegno politico di adesione agli strumenti
della Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato, allorché esiste un
interesse dell’UE, assunto dall’UE al momento dell’adesione alla Conferenza
dell’Aia nel 2007.
Inoltre,
nelle sue relazioni esterne, l’Unione promuove l’adesione dei paesi terzi alla convenzione
come un sistema efficiente e affidabile per la notificazione e la comunicazione
degli atti giudiziari ed extragiudiziali. Sarebbe coerente con tale approccio
che tutti gli Stati membri dell’Unione siano parti contraenti della convenzione.

2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E
VALUTAZIONI D’IMPATTO
Nel gruppo di lavoro competente del Consiglio,
Austria e Malta hanno confermato il loro interesse ad aderire alla convenzione.
L’Ufficio permanente della Conferenza dell’Aia di diritto internazionale
privato ha trasmesso l’interesse manifestato dai paesi terzi aderenti alla convenzione
di estenderla a tutti gli Stati membri dell’UE. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
3.1.        Competenza dell’Unione
europea rispetto alla convenzione 
Ai
sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione
europea e della giurisprudenza[3]
della Corte di giustizia dell’Unione europea, la questione della notificazione
e della comunicazione degli atti giudiziari ed extragiudiziali rientra nella
competenza esterna esclusiva dell’Unione europea, avendo quest’ultima emanato
una normativa interna con il regolamento (CE) n. 1393/2007 relativo alla
notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed
extragiudiziali in materia civile o commerciale. Pertanto, gli Stati membri non
possono contrarre con i paesi terzi obblighi che incidano su queste norme. 
In
particolare, l’articolo 3, paragrafo 2, del TFUE dispone che l’Unione ha
competenza esclusiva per la conclusione di accordi internazionali nella misura
in cui tale conclusione può incidere su norme comuni o modificarne la portata. Secondo
la giurisprudenza, in base a tale norma un accordo rientra nella competenza
esclusiva dell’Unione quando si può dimostrare che l’oggetto dell’accordo rientra
nell’ambito di applicazione di norme comuni interne, o in un settore già in
gran parte disciplinato da tali norme, o quando sono state adottate
disposizioni in settori non rientranti in politiche comuni e, in particolare,
in settori in cui esistono disposizioni di armonizzazione, a prescindere dal
fatto che ci sia o meno una contraddizione tra tali norme comuni e l’accordo.
Il
regolamento (CE) n. 1393/2007 si applica, in materia civile e commerciale,
quando un atto giudiziario o extragiudiziale dev’essere trasmesso in un altro
Stato membro per essere notificato o comunicato. Gli atti sono trasmessi e
ricevuti dagli organi designati a tal fine dagli Stati membri. Il regolamento
stabilisce un sistema che rispecchia quello previsto dalla convenzione;
pertanto l’oggetto della convenzione rientra chiaramente nell’ambito di
applicazione della legislazione interna dell’Unione. Di conseguenza, l’Unione europea
ha competenza esclusiva per quanto riguarda la convenzione.
Inoltre,
l’Unione ha già esercitato la sua competenza esterna in materia di
notificazione e comunicazione degli atti giudiziari ed extragiudiziali concludendo
un accordo internazionale con la Danimarca relativo alla notificazione e alla
comunicazione degli atti[4].

3.2.        Autorizzazione degli Stati
membri
Poiché
la convenzione non contiene alcuna clausola concernente le organizzazioni
economiche regionali, è impossibile per l’Unione europea diventarne parte
contraente. Pertanto, è necessario che l’Unione eserciti i suoi poteri
attraverso i suoi Stati membri e che quindi autorizzi gli Stati membri
interessati ad aderire alla convenzione nell’interesse dell’Unione. Esistono
diversi precedenti nel settore della giustizia civile: il più recente è quello
evidenziato dalla decisione 2008/431/CE del Consiglio che autorizza alcuni
Stati membri a ratificare la convenzione dell’Aia del 1996 sulla competenza, la
legge applicabile, il riconoscimento, l’esecuzione e la cooperazione in materia
di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori, ovvero ad
aderirvi, nell’interesse della Comunità europea e che autorizza alcuni Stati
membri a presentare una dichiarazione sull’applicazione delle pertinenti norme
interne del diritto comunitario[5].
La convenzione
prevede la possibilità per gli Stati contraenti di formulare dichiarazioni
rispetto a una serie di sue disposizioni, ad esempio l’articolo 8, paragrafo 2,
l’articolo 10, l’articolo 15, paragrafo 2, e l’articolo 16, paragrafo 3. Gli
Stati membri dell’Unione europea che hanno aderito alla convenzione hanno
presentato varie dichiarazioni. La situazione non è uniforme: ad esempio diversi
Stati membri hanno presentato una dichiarazione ai sensi dell’articolo 8,
paragrafo 2, concedendo agli agenti diplomatici o consolari il potere di
notificare o comunicare atti soltanto ai loro concittadini, mentre altri Stati
si sono opposti soltanto ai mezzi di trasmissione previsti all’articolo 10. Le
dichiarazioni ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 3, sulla richiesta di
rimuovere la preclusione variano per quanto riguarda il termine per introdurre
tale domanda. In questo contesto non è ragionevole imporre agli Stati membri
interessati di effettuare, se del caso, dichiarazioni uniformi. In definitiva, gli
Stati membri interessati quando aderiscono alla convenzione dovrebbero effettuare
tutte le dichiarazioni consentite dalle disposizioni della convenzione e ritenute
da essi necessarie. Il testo di tali dichiarazioni va allegato alla decisione
del Consiglio.
2013/0177 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che autorizza Austria e Malta ad aderire,
nell’interesse dell’Unione europea,
alla convenzione dell’Aia, del 15 novembre 1965, relativa alla notificazione
e alla comunicazione all’estero degli atti giudiziari ed extragiudiziali
in materia civile o commerciale 
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 81, paragrafo 2, e l’articolo 218,
paragrafo 6, lettera a),
vista la proposta della Commissione europea,
vista l’approvazione del Parlamento europeo[6], 
considerando quanto segue:
(1)       La convenzione dell’Aia, del
15 novembre 1965, relativa alla notificazione e alla comunicazione all’estero degli
atti giudiziari e extragiudiziali in materia civile o commerciale (in
prosieguo: la “convenzione”) semplifica i mezzi di trasmissione degli atti
giudiziari ed extragiudiziali tra Stati contraenti. Pertanto, essa facilita la
cooperazione giudiziaria nelle controversie transfrontaliere civili e
commerciali. La convenzione è stata ampiamente ratificata a livello mondiale.
La promozione dell’adesione alla convenzione da parte degli Stati terzi fa
parte della politica esterna dell’Unione nell’ambito del settore della
giustizia civile.
(2)       L’Unione europea ha
competenza esterna esclusiva per quanto riguarda la convenzione nella misura in
cui le sue disposizioni incidono sulle norme stabilite nel regolamento (CE) n.
1393/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, relativo
alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti
giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale (“notificazione o
comunicazione degli atti”) e che abroga il regolamento (CE) n. 1348/2000 del
Consiglio[7].
(3)       La convenzione non è aperta
alla partecipazione di organizzazioni regionali. Pertanto, l’Unione europea non
può aderirvi. 
(4)       Dato che la convenzione è rilevante
rispetto agli interessi dell’Unione europea, occorre che il Consiglio autorizzi
gli Stati membri che non l’avevano conclusa prima dell’adozione delle misure
dell’Unione, ad aderirvi nell’interesse dell’Unione europea, nel rispetto delle
condizioni stabilite nella presente decisione. Austria e Malta sono
destinatarie della presente decisione. 
(5)       La convenzione prevede la
possibilità per gli Stati contraenti di formulare dichiarazioni riguardo a una
serie di sue disposizioni. Di conseguenza, Austria e Malta, al momento dell’adesione
alla convenzione, dovrebbero effettuare tutte le dichiarazioni consentite dalle
disposizioni della convenzione e ritenute da esse necessarie. È opportuno che il
testo di tali dichiarazioni sia allegato alla presente decisione. 
(6)       Il Regno Unito e l’Irlanda
sono vincolati dal regolamento (CE) n. 1393/2007 del Parlamento europeo e del
Consiglio relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri
degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale (“notificazione
o comunicazione degli atti”) e che abroga il regolamento (CE) n. 1348/2000[8] del
Consiglio e pertanto partecipano all’adozione della presente decisione.
(7)       A norma degli articoli 1 e 2
del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull’Unione
europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la Danimarca non
partecipa all’adozione della presente decisione, non è da essa vincolata, né è
soggetta alla sua applicazione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
1. Fatte salve le competenze dell’Unione
europea, Austria e Malta aderiscono alla convenzione dell’Aia, del 15 novembre
1965, relativa alla notificazione e alla comunicazione all’estero degli atti
giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale nell’interesse
dell’Unione europea.
2. Il
testo della convenzione figura nell’allegato I della presente decisione.
Articolo 2
1. Al momento dell’adesione alla convenzione,
Austria e Malta formulano le dichiarazioni consentite dalle disposizioni della convenzione.

2. Il testo dell’accordo figura nell’allegato
II della presente decisione.
Articolo 3
1. Gli Stati membri interessati prendono le misure
necessarie affinché gli strumenti di adesione alla convenzione siano depositati
entro un termine ragionevole, se possibile entro il 31 dicembre 2014.
2. Entro
il 1° luglio 2014 gli Stati membri interessati informano il Consiglio e la
Commissione della data prevista per il completamento delle procedure di
adesione.
Articolo 4
La presente decisione entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Articolo 5
Al momento dell’adesione alla convenzione,
Austria e Malta informano per iscritto l’Ufficio permanente della Conferenza dell’Aia
di diritto internazionale privato che l’adesione è avvenuta in conformità della
presente decisione.
Articolo 6
Austria e Malta
sono destinatarie della presente decisione conformemente ai trattati.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO I
CONVENZIONE RELATIVA ALLA NOTIFICAZIONE E
ALLA COMUNICAZIONE ALL’ESTERO DEGLI ATTI GIUDIZIARI ED EXTRAGIUDIZIALI IN
MATERIA CIVILE O COMMERCIALE 
(Conclusa il 15 novembre 1965)
Gli
Stati firmatari della presente convenzione,
Desiderando
creare i mezzi idonei affinché gli atti giudiziari ed extragiudiziali che
devono essere notificati o comunicati all’estero siano conosciuti dai loro
destinatari in tempo utile,
Nell’intento
di migliorare a tale scopo l’assistenza giudiziaria semplificando ed accelerando
la procedura,
Hanno
deciso di concludere una convenzione al riguardo e hanno convenuto le seguenti disposizioni:
Articolo 1
La
presente convenzione si applica, in materia civile e commerciale, quando un
atto giudiziario o extragiudiziale deve essere trasmesso all’estero per essere
notificato o comunicato.
La presente
convenzione non si applica quando non è noto il recapito persona alla quale
deve essere notificato o comunicato l’atto.
CAPITOLO I – ATTI GIUDIZIARI
Articolo 2
Ciascuno
Stato contraente designa un’autorità centrale che assume, in conformità agli
articoli da 3 a 6, l’onere di ricevere le richieste di notificazione o di
comunicazione provenienti da un altro Stato contraente e di darvi seguito.
L’autorità
centrale è organizzata secondo le modalità previste dallo Stato richiesto.
Articolo 3
L’autorità
o l’ufficiale giudiziario competenti in base alle leggi dello Stato di origine
trasmette all’autorità centrale dello Stato richiesto una richiesta conforme al
modello allegato alla presente convenzione, senza che sia necessaria la
legalizzazione degli atti né altra formalità equivalente. 
La
richiesta deve essere accompagnata dall’atto giudiziario o dalla copia, il
tutto in duplice esemplare.
Articolo 4
Se l’autorità
centrale ritiene che le disposizioni della convenzione non sono state
rispettate, ne informa immediatamente il richiedente articolando i motivi di
rilievo che riguardano la richiesta.
Articolo 5
L’autorità
centrale dello Stato richiesto procede o fa procedere alla notificazione o alla
comunicazione dell’atto:
a) secondo
le forme prescritte dalla legge dello Stato richiesto per la notificazione o la
comunicazione degli atti nell’ambito di procedimenti nazionali a persone che si
trovano sul suo territorio, oppure
b) secondo
la forma particolare chiesta dal richiedente, purché tale forma non sia
incompatibile con la legge dello Stato richiesto.
Salvo
il caso previsto al comma precedente, lettera b), l’atto può sempre essere
consegnato al destinatario che lo accetti volontariamente.
Se l’atto
deve essere notificato o comunicato in conformità al primo comma, l’autorità
centrale può chiedere che l’atto sia redatto o tradotto nella lingua o in una
delle lingue ufficiali del suo paese.
La
parte della richiesta conforme al modello allegato alla presente convenzione,
che contiene gli elementi essenziali dell’atto, viene consegnata al
destinatario.
Articolo 6
L’autorità
centrale dello Stato richiesto o ogni autorità che esso abbia designato a tal
fine, redige un certificato secondo il modello allegato alla presente
convenzione.
Il
certificato dà atto dell’esecuzione della richiesta; indica la forma, il luogo
e la data dell’esecuzione nonché la persona alla quale l’atto è stato
consegnato. Se del caso, precisa i motivi che ne hanno impedito l’esecuzione.
Il
richiedente può chiedere che il certificato che non sia redatto dall’autorità
centrale o da un’autorità giudiziaria venga vistato da una di queste autorità.
Il
certificato è direttamente indirizzato al richiedente.
Articolo 7
Le
annotazioni stampate nel modello allegato alla presente convenzione sono
obbligatoriamente redatte in lingua francese o inglese. Possono, inoltre,
essere redatte nella lingua o una delle lingue ufficiali dello Stato di
origine.
Gli
spazi bianchi corrispondenti a tali annotazioni sono compilati nella lingua
dello Stato richiesto oppure in lingua francese o inglese.
Articolo 8
Ciascuno
Stato contraente ha la facoltà di far procedere direttamente, senza
coercizione, tramite i propri agenti diplomatici o consolari, alle
notificazioni o comunicazioni di atti giudiziari alle persone che si trovano
all’estero.
Ogni
Stato può dichiarare di opporsi all’uso di tale facoltà sul suo territorio,
salvo che l’atto debba essere notificato o comunicato ad un cittadino dello
Stato di origine.
Articolo 9
Ciascuno
Stato contraente, inoltre, ha la facoltà di utilizzare la via consolare per
trasmettere, per la notifica o la comunicazione, atti giudiziari alle autorità
di un altro Stato contraente che quest’ultimo ha designato.
Se circostanze
eccezionali lo esigono, ogni Stato contraente ha la facoltà di utilizzare, per
gli stessi fini, la via diplomatica.
Articolo 10
La
presente convenzione non è di ostacolo, salvo se lo Stato di destinazione
dichiara di opporvisi:
a)
alla facoltà di indirizzare direttamente, tramite la posta, atti giudiziari
alle persone che si trovano all’estero,
b)
alla facoltà, per gli ufficiali giudiziari, funzionari o altre persone
competenti dello Stato di origine, di far procedere a notificazioni o
comunicazioni di atti giudiziari direttamente tramite gli ufficiali giudiziari,
funzionari o altre persone competenti dello Stato di destinazione,
c) alla
facoltà, per chiunque abbia un interesse in un procedimento giudiziario, di
notificare o comunicare atti direttamente tramite gli ufficiali giudiziari,
funzionari o altre persone competenti dello Stato di destinazione.
Articolo 11
La
presente convenzione non si oppone a che due o più Stati contraenti si
accordino per ammettere, ai fini della notificazione o della comunicazione di
atti giudiziari, vie di trasmissione diverse da quelle previste dagli articoli
che precedono, in particolare la comunicazione diretta tra le loro rispettive
autorità.
Articolo 12
La
notificazione o la comunicazione degli atti giudiziari provenienti da uno Stato
contraente non può dar luogo al pagamento o al rimborso di tasse o spese per i
servizi dello Stato richiesto.
Il
richiedente è tenuto a pagare o rimborsare le spese derivanti:
a) dall’intervento
di un ufficiale giudiziario o di una soggetto competente secondo la legge dello
Stato di destinazione,
b)
dal ricorso a una particolare forma di notificazione o comunicazione.
Articolo 13
L’esecuzione
di una richiesta di notifica o di comunicazione in conformità alle disposizioni
della presente convenzione non può essere rifiutata se non quando lo Stato
richiesto ritiene che l’esecuzione sia tale da arrecare pregiudizio alla propria
sovranità o sicurezza.
L’esecuzione
non può essere rifiutata per il solo motivo che la legge dello Stato richiesto
rivendica la competenza giudiziaria esclusiva nell’affare in causa o non
conosce mezzi legali che rispondano all’oggetto della domanda.
In
caso di rifiuto, l’autorità centrale ne informa immediatamente il richiedente
indicandone i motivi.
Articolo 14
Le
difficoltà che potrebbero sorgere in occasione della trasmissione, a scopo di
notifica o di comunicazione, di atti giudiziari saranno appianate per via
diplomatica.
Articolo 15
Quando
un atto di citazione o un atto equivalente sia stato trasmesso all’estero per la
notificazione o la comunicazione, secondo le disposizioni della presente convenzione,
e il convenuto non compaia, il giudice non decide fintantoché non si abbia la
prova:
a) che
l’atto è stato notificato o comunicato, secondo le forme prescritte dalla legge
dello Stato richiesto per la notificazione o la comunicazione degli atti nell’ambito
di procedimenti nazionali, a persone che si trovano sul suo territorio; oppure
b) che
l’atto è stato effettivamente consegnato al convenuto o nella sua residenza
abituale secondo un’altra procedura prevista dalla presente convenzione,
e
che, in ciascuna di tali eventualità, sia la notificazione o comunicazione sia
la consegna hanno avuto luogo in tempo utile affinché il convenuto abbia avuto
la possibilità di difendersi.
Ciascuno
Stato contraente ha la facoltà di dichiarare che i propri giudici, nonostante
le disposizioni del primo comma, e benché non sia pervenuto alcun certificato
di avvenuta notificazione o comunicazione o consegna, possono decidere se
sussistono le seguenti condizioni:
a) l’atto
è stato trasmesso secondo uno dei modi previsti dalla presente convenzione;
b)
dalla data di trasmissione dell’atto è trascorso un termine di almeno sei mesi,
che il giudice ritiene adeguato nel caso di specie;
c) non
è stato ottenuto alcun certificato malgrado tutta la diligenza usata presso le
autorità competenti dello Stato richiesto.
Il
presente articolo non osta a che il giudice adotti, in caso d’urgenza,
provvedimenti provvisori o cautelari.
Articolo 16
Quando
un atto di citazione o un atto equivalente sia stato trasmesso all’estero per la
notificazione o la comunicazione secondo le disposizioni della presente
convenzione, e una decisione giudiziaria sia stata emessa nei confronti di un
convenuto non comparso, il giudice ha la facoltà di rimuovere la preclusione
derivante per il convenuto dallo scadere del termine di impugnazione, se
sussistono le seguenti condizioni:
a) il
convenuto, in assenza di colpa a lui imputabile, non ha avuto conoscenza dell’atto
in tempo utile per difendersi o della decisione per impugnarla; e
b) i
motivi di impugnazione del convenuto non sembrano del tutto privi di fondamento.
La
richiesta di rimuovere la preclusione deve essere presentata entro un termine
ragionevole a decorrere dal momento in cui il convenuto ha avuto conoscenza
della decisione.
Ciascuno
Stato contraente ha la facoltà di dichiarare che tale domanda è inammissibile
se è presentata dopo la scadenza di un termine che indicherà nella propria
dichiarazione, purché tale termine non sia inferiore ad un anno a decorrere
dalla pronuncia della decisione.
Il
presente articolo non si applica alle decisioni che riguardano lo stato o la capacità
delle persone.
CAPITOLO II – ATTI EXTRAGIUDIZIALI
Articolo 17
Gli atti
extragiudiziali delle autorità e degli ufficiali giudiziari di uno Stato
contraente possono essere trasmessi per la notificazione o la comunicazione in
un altro Stato contraente nelle forme e alle condizioni previste dalla presente
convenzione.
CAPO IV – CLAUSOLE GENERALI
Articolo 18
Ogni
Stato contraente può designare, oltre all’autorità centrale, altre autorità, di
cui determinerà le competenze.
Tuttavia,
il richiedente ha sempre il diritto di rivolgersi direttamente all’autorità
centrale.
Gli
Stati federali hanno la facoltà di designare più autorità centrali.
Articolo 19
La
presente convenzione non si oppone a che la legge interna di uno Stato
contraente permetta altre forme di trasmissione non previste negli articoli
precedenti, per fini di notifica o di comunicazione, sul proprio territorio,
degli atti che provengono dall’estero.
Articolo 20
La
presente convenzione non si oppone a che taluni Stati contraenti si accordino
per derogare:
a)
all’articolo 3, comma 2, per quanto concerne l’esigenza del duplice esemplare
degli atti trasmessi,
b)
all’articolo 5, comma 3, e all’articolo 7, per quanto concerne l’uso delle
lingue,
c)
all’articolo 5, comma 4,
c)
all’articolo 12, comma 2.
Articolo 21
Ciascuno
Stato contraente notifica al ministero degli Affari esteri dei Paesi Bassi al
momento del deposito del proprio strumento di ratifica o d’adesione, o
successivamente:
a) la
designazione delle autorità previste dagli articoli 2 e 18,
b) la
designazione delle autorità competenti a redigere il certificato previsto dall’articolo
6,
c) la
designazione dell’autorità competente a ricevere gli atti trasmessi per via
consolare secondo l’articolo 9.
Notifica,
se del caso, alle stesse condizioni:
a) la
propria opposizione all’adozione delle vie di trasmissione previste dagli
articoli 8 e 10,
b) la
dichiarazione prevista dall’articolo 15, comma 2, e dall’articolo 16, comma 3,
c)
ogni modifica delle designazioni, dell’opposizione e delle dichiarazioni di cui
sopra.
Articolo 22
La
presente convenzione sostituisce, nei rapporti fra gli Stati che l’hanno
ratificata, gli articoli da 1 a 7 delle convenzioni relative alla procedura
civile, rispettivamente firmate all’Aia, il 17 luglio 1905 e l’1 marzo
1954, purché detti Stati siano parti all’una o all’altra di dette convenzioni.
Articolo 23
La
presente convenzione non pregiudica l’applicazione dell’articolo 23 della
convenzione relativa alla procedura civile, firmata all’Aia, il 17 luglio 1905,
né dell’articolo 24 di quella firmata all’Aia l’1 marzo 1954.
Detti
articoli non sono tuttavia applicabili se non nel caso in cui si faccia uso di forme
di comunicazione identiche a quelle previste da dette convenzioni.
Articolo 24
Gli
accordi aggiuntivi alle dette convenzioni del 1905 e del 1954, conclusi dagli Stati
contraenti, sono considerati egualmente applicabili alla presente convenzione,
a meno che gli Stati interessati non convengano diversamente.
Articolo 25
Senza
pregiudizio dell’applicazione degli articoli 22 e 24, la presente convenzione
non deroga alle convenzioni di cui gli Stati contraenti siano o saranno parti e
che contengano disposizioni sulle materie regolate dalla presente convenzione.
Articolo 26
La
presente convenzione è aperta alla firma degli Stati rappresentati alla decima
sessione della conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato.
Essa
sarà ratificata e gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il ministero
degli Affari esteri dei Paesi Bassi.
Articolo 27
La
presente convenzione entra in vigore il sessantesimo giorno successivo al
deposito del terzo strumento di ratifica previsto dall’articolo 26, comma 2.
La
convenzione entra in vigore, per ciascuno Stato firmatario che la ratifichi
successivamente, il sessantesimo giorno dopo il deposito del proprio strumento
di ratifica.
Articolo 28
Ciascuno
Stato non rappresentato alla decima sessione della conferenza dell’Aia di
diritto internazionale privato può aderire alla presente convenzione dopo la
sua entrata in vigore in virtù dell’articolo 27, comma 1. Lo strumento di
adesione è depositato presso il ministero degli Affari esteri dei Paesi Bassi.
La
convenzione entra in vigore per detto Stato solo in mancanza di opposizione da
parte di uno Stato che ha ratificato la convenzione prima di tale deposito,
notificata al ministero degli Affari esteri dei Paesi Bassi entro un termine di
6 mesi a partire dalla data nella quale il ministero gli ha notificato detta
adesione.
In
mancanza di opposizione, la convenzione entra in vigore per lo Stato aderente
il primo giorno del mese che segue la scadenza dell’ultimo dei termini
menzionati al comma precedente.
Articolo 29
Ciascuno
Stato, al momento della firma, della ratifica o dell’adesione, può dichiarare
che la presente convenzione si estende all’insieme di territori che esso
rappresenta sul piano internazionale, o ad uno o più di essi. Tale
dichiarazione ha effetto al momento dell’entrata in vigore della convenzione
per detto Stato.
Successivamente,
ogni estensione di tale natura è notificata al ministero degli Affari esteri
dei Paesi Bassi.
La
convenzione entra in vigore, per i territori contemplati dall’estensione, il
sessantesimo giorno successivo alla notificazione di cui al comma precedente.
Articolo 30
La
presente convenzione ha la durata di 5 anni a partire dalla data della sua
entrata in vigore in conformità all’articolo 27, comma 1, anche per gli Stati
che l’avranno notificata o vi avranno aderito successivamente.
La
convenzione si rinnova tacitamente ogni 5 anni, salvo denuncia.
La
denuncia è notificata, almeno 6 mesi prima dello scadere del termine di 5 anni,
al ministero degli Affari esteri dei Paesi Bassi.
Essa può
limitarsi a taluni territori ai quali si applica la convenzione.
La
denuncia ha effetto solo nei confronti dello Stato che l’ha notificata. La
convenzione resta in vigore per gli altri Stati contraenti.
Articolo 31
Il ministero
degli Affari esteri dei Paesi Bassi notifica agli Stati di cui all’articolo 26,
nonché agli Stati che avranno aderito in conformità alle disposizioni dell’articolo
28:
a) le
firme e le ratifiche di cui all’articolo 26;
b) la
data in cui la presente convenzione entra in vigore in conformità alle
disposizioni dell’articolo 27, comma 1;
c) le
adesioni di cui all’articolo 28 e la data in cui esse hanno effetto;
c) le
estensioni di cui all’articolo 29 e la data in cui esse hanno effetto;
e) le
designazioni, l’opposizione e le dichiarazioni di cui all’articolo 21;
f) le
denunce di cui all’articolo 30, comma 3.
In
fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato
la presente convenzione.
Fatto
a L’Aia, addì 15 novembre 1965, in inglese e in francese, entrambi i testi
facenti ugualmente fede, in un solo esemplare, che sarà depositato negli
archivi del governo del Regno dei Paesi Bassi e una copia del quale, munita di
certificazione di conformità, sarà consegnata, per via diplomatica, a ciascuno
degli Stati membri rappresentati alla decima sessione della Conferenza dell’Aia
di diritto internazionale privato. 
ALLEGATO II
Dichiarazioni degli Stati membri 
L’Austria formula le seguenti dichiarazioni:
( … )
e
Malta formula le seguenti dichiarazioni:
Ai sensi dell’articolo 8 della convenzione, il
governo di Malta dichiara di opporsi alla notificazione o alla comunicazione di
atti giudiziari nel territorio di Malta effettuata direttamente tramite gli
agenti diplomatici o consolari di altri Stati contraenti, ai sensi del primo
comma del medesimo articolo, a persone diverse dai cittadini dello Stato
contraente che effettua la notificazione o comunicazione.

Ai sensi dell’articolo 10 della convenzione, il governo di Malta dichiara di
opporsi all’utilizzazione, nel suo territorio, da parte di altri Stati
contraenti di ogni modalità di trasmissione e di notificazione e comunicazione
di atti giudiziari menzionata nel medesimo articolo. 
[1]               Regolamento
(CE) n. 1393/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007,
relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti
giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale (notificazione o
comunicazione degli atti) e che abroga il regolamento (CE) n. 1348/2000 del
Consiglio (GU L 324 del 10.12.2007, pag. 79).
[2]               Malta ha
già depositato il suo strumento di adesione senza previa autorizzazione e la
Commissione ha adottato le misure necessarie. In seguito all’adesione, il 1°
agosto 2012, Malta ha dichiarato quanto segue: “Malta dichiara che la sua
adesione alla convenzione non produrrà effetti fino al momento della
conclusione delle procedure relative alla suddetta adesione in seno all’Unione
europea e, in particolare, all’adozione di una decisione del Consiglio che
autorizzi Malta ad aderire alla convenzione. Una volta adottata tale decisione,
Malta notificherà al depositario la data in cui la suddetta convenzione
diventerà applicabile a Malta” (dichiarazione pubblicata sul sito web della
Conferenza dell’Aia sul diritto internazionale privato
http://www.hcch.net/index_en.php?act=status.comment&csid=1101&disp=eif).
[3]               Parere 1/03
della Corte del 7 febbraio 2006 sulla competenza della Comunità a concludere la
nuova convenzione di Lugano concernente la competenza giurisdizionale, il
riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale
(Raccolta 2006, pag. I‑01145). 
[4]               Accordo tra
la Comunità europea e il Regno di Danimarca concernente la competenza
giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia
civile e commerciale (GU L 299 del 16.11.2005, pag. 62).
[5]               GU L 151
dell’11.6.2008, pag. 36.
[6]               GU C […], del pag. […].
[7]               GU L 324 del 10.12.2007, pag. 79.
[8]               GU L 324 del 10.12.2007, pag. 79.