CELEX: 51989PC0060(02)
Language: it
Date: 1989-02-08
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 77/799/CEE RELATIVA ALLA RECIPROCA ASSISTENZA TRA LE AUTORITA COMPETENTI DEGLI STATI MEMBRI NEL SETTORE DELLE IMPOSTE DIRETTE E DELL' IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

COMMI SSI ONE DELLE COMUNI TA EUROPEE
                                                            COM(89) 60 def.
                                                  Bruxelles, 8 febbraio 1989
                    INTERVENTI FISCALI DELLA COMUNITÀ'
       CONNESSI CON LA LIBERALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI DI CAPITALI
             (Comunicazione della Commissione al Consiglio)
                   PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
  RELATIVA AD UN SISTEMA COMUNE DI RITENUTA ALLA FONTE SUGLI INTERESSI
                   PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 77/799/CEE RELATIVA ALLA RECIPROCA ASSISTENZA
             TRA LE AUTORITÀ' COMPETENTI DEGLI STATI MEMBRI
  NEL SETTORE DELLE IMPOSTE DIRETTE E DELL'IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO
                        (presentate dalla Commissione)
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             INTERVENTI FISCALI DELLA COMUNITÀ' CONNESSI CON LA
                    LIBERALIZZAZIONE DEI MOVIMENTI DI CAPITALI
                 (Comunicazione della Commissione al Consiglio)
Introduzione
1. La direttiva 88/361/CEE del Consiglio del 24 giugno 1988 < 1 >, relativa
   alla liberalizzazione dei movimenti di capitali prevede all'articolo 6,
   paragrafo 5, che "entro il 31 dicembre 1988 la Commissione presenterà al
   Consiglio    le proposte      intese  a sopprimere      o  ad    attenuare   rischi  di
   distorsioni, di evasione e di frodi fiscali, connessi con la diversità
   dei  regimi     nazionali    per   quanto   concerne    la   fiscalità     relativa  al
   risparmio e II controllo della loro applicazione.
   Il Consiglio dovrà pronunciarsi sulle proposte della Commissione entro
   li  30 giugno      1989. Conformemente      al  trattato     qualsiasi     disposizione
   fiscale di carattere comunitario dovrà essere adottata al l'unanimità".
2. Come   la  Commissione       ha   sottolineato     nella    sua    comunicazione    del
   23 maggio 1986       relativa   al   programma    per   una     liberalizzazione    dei
                                                          (2)
   movimenti      di     capitali     nella    Comunità           e    in    quella    del
   4 novembre 1987       relativa   alla    creazione    di   uno    spazio    finanziario
             3)
   europeo ^    ,    la   liberalizzazione dei     movimenti     del   capitali   tra gli
   Stati membri, che sarà integralmente realizzata con l'applicazione della
   direttiva    del     Consiglio   del   24 giugno 1988      (1), ò      una   condizione
(1) GU L 178 del I'8.7.1988, pag. 6.
(2) Doc. COM(86) 292 def. del 23.5.1986.
(3) Doc. C0M(87) 550 def. del 4.11.1987.
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    indispensabile per l'effettiva         Integrazione finanziaria della Comunità.
   Tuttavia non è una condizione sufficiente, essendo necessario adempiere
   anche a due altre condizioni.
3. Da un lato occorre creare un vero e proprio mercato comune dei servizi
   finanziari. A taluni elementi di rilievo di tale mercato comune si è già
   provveduto,      In    particolare      con    l'adozione     della    direttiva    del
   20 dicembre 1985       sul   coordinamento       delle   disposizioni      legislative,
   regolamentari       ed     amministrative       riguardanti     gli     organismi    di
                                                             1
    investimento collettivo In valori mobiliari ( ) , che entrerà                in vigore
    il 1° ottobre 1989. Tra         le altre proposte delia Commissione,            le più
    importanti   sono    la seconda     direttiva     sugli   enti  creditizi (2) e     la
   direttiva   In materia di servizi nel campo degli             Investimenti    in valori
   mobiliari (3).      Tutti     questi    interventi     tendono    ad   eliminare    gli
   ostacoli che attualmente Impediscono l'accesso dei fornitori di servizi
   finanziari al mercato e al clienti di altri Stati membri e frenano così
   una   vera  e   propria     concorrenza     transfrontaliera.     Nel   contempo   essi
   mirano a porre      in essere un contesto nel quale clienti ed              Investitori
   sono   debitamente      protetti;    la   stabilità    del   sistema    finanziario   è
   consolidata      e     le    condizioni       di    concorrenza      sono     garantite
   dall'armonizzazione delle essenziali regole di vigilanza.
4. D'altra parte occorre eliminare o almeno ridurre, grazie a idonee misure
   di ravvicinamento, gli ostacoli di origine fiscale che creano difficoltà
   a vari    livelli:    inadeguata allocazione delle risorse, distorsioni              di
   concorrenza    tra    prestatari    di   servizi    finanziari,    rischio    di  minor
   gettito fiscale per gli Stati membri a seguito della frode fiscale.
(1) GU L 375 del 21.12.1985, pag. 3.
(2) GU C 84 de! 21.3.1988, pag. 1.
(3) Doc. C0M(88) 778.
                                                                                           Z
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5. Per quanto riguarda il regime tributario applicato alle imprese, esiste
   già dal 1975 una proposta di direttiva concernente l'armonizzazione dei
   sistemi     d'imposta   sulle   società     e  delle   ritenute     alla   fonte   sui
   dividendi. Tuttavia      la proposta andrà riveduta o completata almeno con
   testi    di   armonizzazione     della    base   imponibile     dell'imposta     sulle
    imprese. Occorrerà altresì esaminare in quale misura sia necessario un
   ravvicinamento      dei   livelli   di    tassazione    per    garantire    una   vera
   neutralità fiscale degli investimenti         in azioni nella Comunità.
6. Le   misure    di  ravvicinamento    fiscale    proposte     riguardano    il   regime
   tributario degli interessi. In effetti, per quanto riguarda i dividendi,
   i rischi di distorsione, di frode e di evasione non sono comparabili. I
   sistemi di ritenuta alla fonte e di credito d'imposta vigenti               in genere
   negli   Stati membri    garantiscono     la dichiarazione e       la tassazione dei
   redd it i in quest ione.
OsservazIon i genera Ii
7. Le due proposte allegate non Intendono provvedere ad un'armonizzazione
   completa del trattamento fiscale del risparmio che allo stadio attuale
   non è né necessaria,        né auspicabile. Esse mirano          sostanzialmente ad
   ovviare ai maggiori rischi di evasione o di frodi connessi               direttamente
   con la fase finale di liberalizzazione dei movimenti di capitali decisa
   il   24 giugno    1988.   I residenti     della  Comunità     potranno    liberamente
   trasferire    il loro risparmio su conti bancari di qualsiasi altro Stato
   membro. Dal momento in cui gli         investitori sono liberi di aprire conti
   bancari    in altri Stati membri, subentra        il rischio che non dichiarino
   alle loro autorità fiscali nazionali gli           Interessi da essi percepiti e
   che sfuggano cosi al pagamento dell'Imposta. Tale eventualità                 potrebbe
   comportare perdite cospicue di gettito fiscale             in vari Stati membri e
   favorirebbe     ingiustamente   i redditi da capitale rispetto ai redditi da
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    lavoro.   Nonostante    sia   difficile     quantificare     con    precisione    tale
   rischio, i dati di cui si dispone per la Repubblica federale di Germania
   (dove ò stata introdotta una ritenuta alla fonte del 1 0 % ) , per I Paesi
   Bassi, (dove é stato introdotto          l'obbligo per     le banche di    dichiarare
   automaticamente gli      interessi che esse corrispondono) e per           la Francia
   (rapporto Lebègue) apparentemente Indicano che il minor gettito fiscale
   potrebbe essere di entità rilevante.
8. L'azione a livello comunitario è altresì giustificata dalla necessità di
   garantire un equilibrio nello spazio finanziario               integrato   risultante
   dalla liberalizzazione completa dei movimenti di capitali. In assenza di
   un ravvicinamento minimo dei regimi fiscali nazionali applicabili agli
   interessi,     le attuali disparità tributarie suscitano            il rischio di un
   esodo di capitali che può provocare, per effetto delle misure nazionali
   adottate    inevitabilmente    in reazione,      Il ripristino dei controlli sui
   cambi e una nuova compartimentazione del mercati.
9. Un'azione    fiscale concertata nella Comunità contribuisce a rafforzare
   simultaneamente la coesione economica e finanziaria tra gli Stati membri
   e l'identità delia Comunità nei confronti degli altri paesi.
     Sotto  questo    profilo   l'adozione    di   una   soluzione   moderna    quale   la
     ritenuta   alla   fonte offre     prospettive     di  estensione     del sistema    a
     livello    internazionale    nel   quadro    di   negoziati    da   avviare   con   i
     principali partner della Comunità membri dell'OCSE.
10. Nella   predisposizione     delle    misure    da  proporre,    la Commissione      ha
     tenuto conto di un certo numero di fatti che l'hanno indotta a scartare
     talune misure troppo drastiche:
    a) il    rischio    di  una   fuga    del   risparmio    verso    banche   ed   altre
        istituzioni finanziarie di paesi terzi;
    b) l'eventuale mancato guadagno per banche e organismi finanziari della
        Comunità;
                                                                                           ^
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    e) il rischio di un aumento sensibile dei tassi d'interesse e quindi di
        un rincaro del costo del denaro per le imprese e i governi europei;
    d) il rischio di un rilevante aumento del costi amministrativi per le
        autorità pubbliche e gli enti finanziari per effetto delle misure
        adottate;
    e) la necessità di salvaguardare      l'equilibrio   interno dei sistemi di
        imposta   sul    reddito   degli   Stati   membri,    pur    favorendo   il
        ravvicinamento dei sistemi fiscali nazionali.
 I) Misure da adottare a livello nazionale
11. La principale responsabilità evidentemente spetta in primo luogo alle
    autorità fiscali nazionali che sono tenute ad adottare tutte le misure
    ragionevoli nell'ambito dei loro poteri per garantire che I rispettivi
    residenti dichiarino e paghino l'Imposta sugli        interessi tratti dagli
     investimenti effettuati nei loro paesi.
12. Inoltre,   come   prevede   la direttiva   88/361/CEE   del   24   giugno  1988
                                                                     (1)
    relativa alla liberalizzazione del movimenti di capitali             gli Stati
    membri manterrebbero     la facoltà di ottenere informazioni dalle banche
     in caso di trasferimento di capitali       all'estero effettuato dai      loro
    residenti, sia al momento del trasferimento, sia a posteriori.
II) Misure necessarie a livello comunitario
13. Date le disparità tra I regimi fiscali       in vigore, le misure nazionali
    di cui ai paragrafi 11 e 12 tuttavia non saranno sufficienti a ridurre
     il rischio di distorsione, di frode e di evasione.
(1) Cfr. articolo 4 della direttiva 88/361/CEE; GU L 178 del I'8.7.1988,
    pag. 6.
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14. Nella comunicazione del 4 novembre 1987 relativa alla creazione di uno
    spazio finanziario europeo ( D , la Commissione ha Indicato tre opzioni
    (che non si escludono a vicenda) per ridurre le distorsioni fiscali e
    per combattere le frodi nel settore:
    - l'Introduzione di un sistema di controllo basato sul l'obbligo fatto
      alle banche di dichiarare automaticamente all'amministrazione fiscale
       l'identità dei beneficiari degli Interessi corrisposti e il relativo
      ammontare;
    - l'introduzione generalizzata di una ritenuta alla fonte In tutta la
      Comunità;
    - il   rafforzamento    dell'assistenza    reciproca    che   si  prestano     le
      amministrazioni fiscali nazionali.
a) Dichiarazione automatica ad opera delie banche
15. La Commissione     non  ritiene opportuno proporre che        le banche    siano
    tenute automaticamente a dichiarare all'autorità fiscale gli interessi
    corrisposti. Nonostante che un sistema di questo            tipo  in   linea di
    massima dia modo alle autorità fiscali di ciascuno Stato membro di
    ottenere    informazioni   sulla  totalità   degli   interessi   riscossi    dai
    residenti   dello Stato    In questione, esso non ò esente da rischi di
    frode e    imporrebbe oneri    amministrativi   supplementari    alle banche.
    Inoltre   l'introduzione   di disposizioni    di questo tipo probabilmente
    incontrerebbe    seri  ostacoli  negli   Stati   membri   in cui    il  segreto
    bancario è una tradizione di antica data, spesso anche tutelato per
    legge o dai giudici.
16. Nondimeno va sottolineato che gli Stati membri          interessati   sarebbero
    liberi di aderire ad accordi bilaterali per lo scambio d'Informazioni
    relative agli interessi corrisposti al loro residenti.
(1) C0M(87) 550 def. del 4.11.1987.
                                                                                      Srf
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b) La ritenuta alla fonte
17. La Commissione ritiene che l'introduzione in tutta la Comunità di una
    ritenuta   minima   che    colpisce    gli   interessi   corrisposti    a  tutti   I
    residenti comunitari sarebbe la risposta più appropriata ai rischi di
    distorsioni, di frode e di evasione, come esposto               In precedenza. Le
    principali caratteristiche dell'imposta sono descritte nel successivo
    paragrafo 18. Un sistema di ritenuta alla fonte presenta tra l'altro I
    seguenti vantaggi:
    - sul   piano   della   sua gestione ò efficace          In quanto    consente   una
      riscossione immediata dell'imposta prima che il percipiente incassi i
      redditi. Esso riduce in tal modo I rischi di frode;
    - si  inserisce negli esistenti          sistemi  fiscali della maggglor parte
      degli   Stati   membri,    visto    che   nove  di   essi  già   prelevano   tale
      ritenuta    alla    fonte   sugli      Interessi    corrisposti    al   residenti
      nazional i ;
    - sarebbe   coerente     con   le proposte      delia   Commissione    relative   ad
      un'armonizzazione dei sistemi di ritenuta alla fonte sui dividendi;
    - fornirebbe una base per qualsiasi discussione internazionale futura
      sulla   limitazione     della    frode   fiscale e    la generalizzazione del
      sistema di ritenuta alla fonte-,
    - infine    introdurrebbe       la   nuova    nozione    fiscale    di   "residente
      comunitario" che      risulta del      tutto giustificata     nel   quadro della
      creazione di uno spazio finanziario europeo.
18. Le principali caratteristiche del sistema comune di ritenuta alla fonte
    di cui alla proposta della Commissione sono le seguenti:
                                                                                         n
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   i) l'aliquota     della    ritenuta    alla    fonte   dovrebbe    essere      un'aliquota
      minima applicabile agli         interessi     corrisposti   da debitori        residenti
      nella    Comunità;    gli   Stati     membri     sarebbero    liberi     di    applicare
      un'aliquota     superiore    ai   soli    contribuenti    nazionali      o   a  tutti i
      percipientl d'interessi;
 ii) gli Stati membri già dotati di un sistema di dichiarazione automatica
      degli    interessi     corrisposti      trasmessa     dalle    banche      all'autorità
      fiscale, avrebbero la facoltà, tuttavia, di applicare                  la ritenuta ai
      soli residenti di altri Stati membri;
M I ) essi avrebbero la possibilità di non applicare la ritenuta ai redditi
      da risparmio esenti (libretti ed altre formule di risparmio popolare);
 iv) essi    avrebbero     la possibilità       di   non   applicare    la    ritenuta    agli
       interessi che rappresentano redditi Industriali o commerciali;
   v) essi   avrebbero anche      la facoltà di non applicare             la ritenuta     agli
       interessi   corrisposti     a   residenti     di  paesi   terzi     e  nel    caso  dei
      prestiti      internazionali        (eurobblI gaz ioni)      -     cfr.       successivo
      paragrafo 19;
 vi) la    ritenuta    sarebbe    riscossa      dal   debitore    o   dall'organismo       che
      provvede    in sua vece al servizio finanziario nel caso di                    strumenti
      finanziari fruttiferi, compresi          i conti bancari;
vii) gli Stati membri        avrebbero facoltà di considerare             la ritenuta     alla
      fonte   pagamento     "liberatorio"      per    I  loro  contribuenti        residenti,
      ovvero di considerarla come un acconto sull'imposta dovuta a titolo
      dell'imposta generale sul reddito. In tal caso essa sarebbe imputabile
      all'ammontare     complessivo dell'imposta dovuta dal             contribuente, con
      eventuale rimborso della quota pagata in eccesso.
                                                                                               Q
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19. Il mercato     delle    eurobbligazioni       consente    alle   grandi   imprese, ai
    governi   e   ad   altri    organismi     del   settore    pubblico   di   rastrellare
    rapidamente e a condizioni           concorrenziali     fondi di notevole entità.
    Attualmente nella maggior parte degli Stati membri gli interessi sulle
    eurobbl igazioni     non   sono    soggetti    ad   una   ritenuta   alla   fonte.  In
    effetti   la ritenuta avrebbe         la conseguenza di svantaggiare         le grandi
     imprese europee rispetto aile loro concorrenti americane o giapponesi,
    oppure indurrebbe gli emittenti comunitari a insediare filiali in paesi
    terzi   per   lanciare     I loro prestiti       obbligazionari     e sfuggire cosi
    all'imposta. E' lecito ritenere che anche gli investitori comunitari ne
    seguirebbero      le   orme.     Comunque     il   fenomeno     andrebbe   a   scapito
    dell'Europa In quanto centro finanziario di rilievo. Per queste ragioni
    attualmente non sembra che esista un'alternativa alla possibilità per
    gli Stati membri di esonerare gli interessi delle eurobbligazioni.
20. Secondo la Commissione, considerate le circostanze, l'aliquota minima
    della ritenuta alla fonte dovrebbe essere del 15%, livello vicino alla
    media delle ritenute in vigore nella Comunità (0%-35%).
e) Potenziamento della cooperazione tra amministrazioni fiscali
21. Attualmente, In conformità della direttiva 77/799/CEE del Consiglio del
    19 dicembre 1977 ( D ,       lo scambio di Informazioni è limitato dal fatto
    che un'autorità competente non ò tenuta a fare effettuare ricerche o a
    trasmettere      all'autorità       competente     di    un    altro    Stato   membro
     informazioni    che    la   sua   legislazione     o   pratica    amministrativa   le
    vietano di raccogliere o di utilizzare per le proprie necessità.
(1) GU L 336 dei 27.12.1977, pag. 15.
                                                                                           r\
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22. La disposizione citata costituisce un ostacolo particolarmente serio
     allo scambio di informazioni per quanto riguarda i redditi da capitale,
     data   l'esistenza   in molti Stati membri di una normativa estremamente
     severa riguardante il segreto bancario e, In alcuni di essi, di una
     prassi amministrativa ancora più restrittiva.
23. Una soppressione integrale degli ostacoli alla cooperazione           imporrebbe
     un'armonizzazione delle normative sul segreto bancario. La Commissione
     non ritiene tale misura fattibile nella presente situazione. Viceversa
     se le restrizioni dipendono soltanto da una prassi amministrativa più
     restrittiva delia legislazione, possono e devono essere soppresse.
24. Di conseguenza la Commissione ha deciso di proporre una modifica della
     direttiva    77/799/CEE   al  fine di eliminare     le restrizioni    meramente
     amministrative e facilitare gli scambi di informazioni          in casi  in cui
      le autorità fiscali dello Stato membro degli        investitori   in questione
     siano in grado di provare che esistono presunzioni fondate di frode.
 Il contesto internazionale
25. Per    limitare    i rischi   di  deflusso   di  capitali   verso   paesi  terzi
     nell'intento di sfuggire all'imposta, la Comunità dovrebbe avviare su
     base bilaterale oppure multilaterale, ad esempio nel quadro dell'OCSE,
     negoziati con i principali paesi terzi.
     I negoziati dovrebbero avere un duplice obiettivo: il ravvicinamento
     delle    disposizioni   applicabili  ai   non  residenti   sulla   base  di  un
     sistema di ritenuta alla fonte e la cooperazione tra amministrazioni
     fiscal I.
Misure fiscali discriminatorie
26. Come     ha   osservato    la  Commissione    nella   sua   comunicazione    del
     4 novembre 1987, l'allocazione ottimale degli investimenti e una leale
     concorrenza    nella prestazione del    servizi    finanziari  possono   essere
                                                                                     Ì,X
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    seriamente distorte per effetto di sgravi fiscali nazionali che danno
    agli   investitori   un  Incentivo ad    investire   in strumenti   finanziari
    emessi da residenti del proprio paese. Tali misure sono incompatibili
    con   la creazione di un mercato finanziario veramente          integrato. Di
    conseguenza la Commissione aprirà le discussioni con gli Stati membri
     interessati per una soppressione progressiva delle suddette fonti di
    discr imlnazione.
Conclusioni
27. Alla   luce delle precedenti considerazioni      la Commissione presenta al
    Consiglio due proposte di direttiva.
28. La prima riguarda     l'Introduzione generale di una ritenuta alla fonte
    sugil interessi.
29. La seconda    propone una    limitata modifica     della direttiva   del  1977
    sull'assistenza reciproca per realizzare una cooperazlone più efficace
    tra amministrazioni fiscali nazionali contro le frodi nel settore dei
    redd it i da capitale.
30. La Commissione    invita il Consiglio ad esaminare       le due proposte e a
    pronunciarsi     anteriormente    al    30   giugno    1989,  come    previsto
    dall'articolo 6 della direttiva 88/361/CEE del 24 giugno 1988.
31. La Commissione, dopo due anni di funzionamento, intende riferire sul
    sistema    comune  di   ritenuta   alla   fonte  e   sull'applicazione   delle
    esenzioni previste.
                                                                                   i n
 ---pagebreak---                  PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
RELATIVA AD UN SISTEMA COMUNE DI RITENUTA ALLA FONTE SUGLI INTERESSI
                                                                     1 7
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                                      RELAZIONE
I. CONSIDERAZIONI GENERALI
   1. La direttiva 88/361/CEE del Consiglio, del 24 giugno (1> relativa alla
       liberalizzazione    dei movimenti   di   capitali   prevede  all'artìcolo  6,
      paragrafo 5 che "entro il 31 dicembre 1988 la Commissione presenterà al
      Consiglio    le proposte   intese a sopprimere o ad attenuare rischi di
      distorsioni, di evasione e di frodi fiscali, connessi con la diversità
      dei   regimi   nazionali  per  quanto   riguarda   la fiscalità   relativa al
      risparmio e il controllo della loro applicazione.
   2. Come precisato nella comunicazione al Consiglio alla quale è allegata
       la presente proposta, la Commissione ritiene che la misura più efficace
      per evitare le distorsioni e le frodi fiscali sia un sistema comune di
      ritenuta alla fonte sugli interessi corrisposti. La presente direttiva,
      di conseguenza, prevede l'introduzione di detta ritenuta. In effetti i
      sistemi fiscali degli Stati membri presentano la caratteristica di non
      prevedere nella maggior parte dei casi         la tassazione degli   interessi
      corrisposti ai non residenti.
   3. Tale misura garantirà l'applicazione a tutti I redditi da investimento
      prodotti nella Comunità, di un livello minimo d'imposta e dissuaderà
      quindi gli    investitori della Comunità a trasferire fondi verso altri
      Stati membri al solo scopo di evadere l'imposta.
   4. Tenuto conto in particolare della forcella delle aliquote di ritenuta
      alla fonte attualmente applicate negli Stati membri          (0%-35%), nonché
      del rischio che un'aliquota troppo elevata finisca per provocare una
      fuga del risparmio fuori della Comunità, la Commissione ritiene che
       l'aliquota minima della ritenuta alla fonte dovrebbe essere del 15%.
(1) GU L 178 del 3.7.1988, pag. 5.
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5. Secondo la Commissione la ritenuta alla fonte dovrebbe essere concepita
   in modo da inserirsi con la massima facilità nel sistemi fiscali degli
   Stati   membri.   Di  conseguenza    propone  di   configurarla     in  conformità
   delle seguenti caratteristiche:
      i) l'aliquota    fissata   della   ritenuta    alla   fonte   dovrebbe   essere
         un'aliquota    minima.   Gli   Stati  membri    avrebbero    la  facoltà   di
         applicare    un'aliquota     superiore    sia    esclusivamente    ai    loro
         contribuenti nazionali, sia a tutti I residenti comunitari;
    ii) gli Stati membri già dotati di un sistema che impone alle banche
         di   dichiarare    automaticamente    alla    rispettiva    amministrazione
         fiscale gli interessi da esse corrisposti sarebbero autorizzati ad
         applicare la ritenuta alla fonte ai soli residenti di altri Stati
         membrI ;
   M i ) gli Stati membri avrebbero la facoltà di non applicare la ritenuta
         agli     interessi    che    costituiscono      redditi     commerciali     o
         industrlai I.
6. Inoltre   viene   proposto   che gli    Stati  membri    abbiano   la facoltà di
   esentare dalla ritenuta alla fonte:
      I) gli interessi non soggetti all'imposta sul reddito (esenzione del
         risparmio popolare);
    M ) i residenti del paesi terzi;
   ili) taluni prestiti      internazionali (eurobbligaz Ioni) che soddisfano a
         precisi criteri. Tale esenzione ò già praticata In un certo numero
         di Stati membri. La Commissione deve favorire            lo sviluppo della
         Comunità in quanto centro finanziario internazionale.
                                                                                       AC
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    7. Infine  la Commissione      ritiene     che, una    volta   adottato     il sistema    di
       ritenuta    alla   fonte,      la   Comunità     dovrebbe     prevedere     di    avviare
       negoziati   con   I suol    principali      partner   commerciali,      sia   a   livello
       bilaterale    che    a    livello     multilaterale     per     estendere      II   campo
       d'applicazione della ritenuta alla fonte al piano               internazionale.
 II. COMMENTO
                                          Articolo 1
 Il criterio di applicazione della ritenuta alla fonte è la circostanza che il
debitore degli    Interessi sia residente di uno Stato membro.
La  ritenuta  non sarà applicata         sugli  interessi    distribuiti    da debitori      non
resident i.
La residenza va determinata sulla base delle singole                legislazioni    nazionali.
Gli  eventuali   conflitti    saranno     disciplinati    dalle    misure   ad   hoc   previste
nelle convenzioni bilaterali vigenti tra gli Stati membri.
                                          Articolo 2
Paragrafo 1
Il termine "interessi" per l'applicazione del regime d'Imposta definito nella
direttiva   indica   in genere     i redditi     da   crediti   di   qualsiasi    tipo,    anche
quando sia prevista una clausola di partecipazione agli utili.                   L'espressione
"crediti  di qualsiasi     tipo" comprende naturalmente          i depositi di cassa e le
garanzie   di  cassa,    nonché     i    titoli   del   debito    pubblico     e   i   prestiti
obbligazionari. D'altra parte        I crediti e in particolare         le obbligazioni      che
conferiscono il diritto di partecipare agli utili del debitore sono anch'essi
considerati   prestiti    se   il  contratto     si   configura     nel  complesso      come  un
prestito fruttifero.
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La seconda frase del primo comma esclude dalla definizione degli interessi le
penalità di mora. Tali penalità, che derivano da contratto, dagli usi o da
una sentenza, sono pagamenti calcolati su una base prorata tempori s o sono
una somma prestabilita.
Paragrafo 2
Nel caso dei titoli    infruttiferi   (ad esempio obbligazioni a tasso zero) o di
titoli  che producono un reddito composto         In parte da un     interesse a tasso
relativamente modesto e prevalentemente da          Incrementi   del   loro valore    (ad
esempio obbligazioni emesse a prezzo molto basso rispetto al valore nominale)
 la differenza     tra  il  prezzo   di   emissione   e   il  valore    di   rimborso   é
considerata un interesse soggetto a ritenuta alla fonte.
                                      Art I co lo 3
Paragrafo 1
Il  debitore    degli  interessi   o   l'organismo   che   provvede    in  sua  vece   al
servizio  finanziario    (ente finanziario) é tenuto ad applicare           la ritenuta
alla fonte all'aliquota fissata dallo Stato membro del quale è residente. La
ritenuta   è   applicata   ai  titoli    emessi   all'Interno   o   all'esterno    della
Comunità, prima o dopo l'entrata in vigore della direttiva, a prescindere dal
fatto che    l'Interesse sia pagato entro o fuori        la Comunità e dalla moneta
nella quale II prestito é stato emesso.
Paragrafo 2
Qualora gli   interessi vengano corrisposti non nello Stato membro nel quale è
residente   il debitore, ma da una sua sede ubicata         in un altro Stato membro
che ammette la detrazione degli interessi dagli utili imponibili, la ritenuta
deve essere applicata dalia sede permanente e versata alle autorità fiscali
dello Stato membro di quest'ultima.
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                                          Art I co lo 4
Paragrafo 1
L'obbligo     di  applicare   una    ritenuta   di    aliquota  minima   del    15% non  osta
all'applicazione      da  parte    di  uno   Stato     membro  di  aliquote     differenziate
secondo    la natura    del  prodotto    finanziario      (ad esempio   deposito    bancario,
obbligazioni, buoni del tesoro).
Paragrafo 2
Gli   Stati     membri   hanno    la   facoltà     di    applicare   ai   propri    residenti
un'aliquota di      ritenuta  alla    fonte più elevata di quella applicata ai            non
residenti. Tale      Ipotesi   ricorre    in genere quando       la ritenuta    applicata ai
residenti ha natura di pagamento liberatorio.
Paragrafo 3
La presente direttiva non osta all'applicazione delle convenzioni                    concluse
tra Stati membri se 11 contribuente desidera avvalersi della ritenuta ridotta
prevista    in una convenzione di questo tipo;            in effetti   non può beneficiare
dell'applicazione delle convenzioni se non dichiarando I redditi                 in questione
alla propria amministrazione fiscale nazionale. Naturalmente                 In tal caso il
percipiente può      imputare   alla sua     imposta    personale   (cfr. art. 7)     il solo
importo della ritenuta che rimane a suo carico.
                                         Art I co lo 5
a) In forza di tale lettera gli Stati membri possono astenersi dal riscuotere
    la ritenuta alla fonte quando sono           In grado di conoscere       l'identità del
    percipient! degli     interessi, essendo       in tal caso scomparso       II rischio di
    frode.
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b) GII Stati membri hanno facoltà di non riscuotere                   la ritenuta alla fonte
    qualora il percipiente sia uno dei loro residenti che però non rientra tra
    i soggetti    imponibili ai fini dell'imposta sul reddito o sugli utili (ad
   esempio     organismi      di    investimento      collettivo       in    valori    mobiliari,
   organismi caritativi).
e) Gli Stati membri hanno la facoltà di non riscuotere la ritenuta alia fonte
   quando gli      interessi     percepiti    dai  propri    residenti       non sono     soggetti
   all'imposta     sul    reddito    o  sugli    utili. Tale      disposizione       interessa i
    regimi   di  esenzione      o   di  abbattimento      applicati       a   favore   di   talune
   emissioni.
d) Per   evitare    che un     soggetto    privato    sia obbligato         a conformarsi      alle
    formalità stabilite dalla presente direttiva, specie per quanto riguarda
    l'applicazione      di   una   ritenuta     alla   fonte    e    il    relativo    versamento
   all'amministrazione          fiscale,     gli     Stati    membri        possono     astenersi
   dal l'appi Icare     la  ritenuta     in  tali    casi   (ad   esempio      nel   caso   di   un
   prestIto tra prIvati).
e) Tale disposizione consente agli Stati membri di non applicare la ritenuta
   alla fonte quando gli interessi sono corrisposti                in remunerazione di conti
   di risparmio popolare che beneficiano di un regime fiscale privilegiato.
   L'applicazione      di   detti    regimi   ò subordinata       a   condizioni      precise    in
   materia di tasso d'interesse o di somme risparmiate.
f) Tale   facoltà    di   esenzione    si   giustifica     in quanto        i percipient)     sono
   soggetti a un completo controllo fiscale che elimina I rischi di frode.
g) Gì I Stati membri hanno la facoltà di non riscuotere la ritenuta alla fonte
   sugli    interessi      di    prestiti     internazionali       (eurobbligazIoni)         quali
   definiti in tale sottoparagrafo.
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h) Tenuto conto del regimi vigenti negli Stati membri e del regimi applicati
    dai paesi terzi ai residenti degli Stati membri, ò opportuno lasciare agli
    Stati membri una certa flessibilità per quanto riguarda              le disposizioni
    applicabili al residenti di paesi terzi.
                                         ArtIcolo 6
Nel   caso    degli   organismi   di  investimento collettivo      in valori   mobiliari
esistono due possibilità:
-   o   la    ritenuta   non  è   applicata    o  é   restituita,   e  in  tal  caso   la
    redistribuzione degli Interessi è soggetta alla ritenuta alla fonte,
-   o la ritenuta ò assegnata al portatore come credito d'imposta, e in tal
    caso    la redIstribuzione degli      interessi da parte dell'oicvm è esente da
    ritenuta.
In entrambi      i casi   i portatori   hanno diritto di     imputare  la ritenuta alla
loro Imposta personale e di ottenere l'eventuale rimborso delle somme pagate
in più.
                                        Art icolo 7
Salvo    il   caso   in cui   essa   costituisca    un  pagamento   liberatorio  per  un
residente,      la  ritenuta    alla   fonte   é  un   semplice   acconto   sull'Imposta
definitiva del perei piente degli         interessi. E' dunque normale che essa sia
Imputabile a tale imposta o rimborsata se II perciplente non é un soggetto
imponibile o se essa supera l'imposta definitiva.
 ---pagebreak---                                             - 9
                                         Art I co lo 8
Paragrafo 1
Per garantire che       l'Imputazione   a credito o     il rimborso della ritenuta       alla
fonte,    In conformità dell'articolo 7, gravi          sul bilancio dello Stato membro
nel    quale    è    trattenuta   detta    imposta,     questo   paragrafo     prevede    una
compensazione finanziaria tra i due Stati membri             interessati.
Paragrafo 2
 l due   Stati    membri   Interessati   possono    decidere   sulla   base  di  un   accordo
bilaterale     di   spartirsi   l'importo   della   ritenuta   alla   fonte,   fatti   salvi,
tuttavia,     i diritti     del  percipiente    degli    Interessi   per   quanto    riguarda
 l'imputazione a suo credito e l'eventuale rimborso nel proprio Stato membro.
                                         Art ico lo 9
Onde   limitare    i rischi di fuga di capitali fuori della Comunità, è opportuno
che la Comunità avvìi negoziati con i suoi principali partner commerciali per
estendere    il campo di applicazione della ritenuta alla fonte.
                                        Articolo 10
La   relazione     di  cui   al  presente   articolo     é  destinata    a  permettere    una
valutazione     del   funzionamento    del   sistema   e   in  particolare    dell'aliquota
della ritenuta alla fonte, nonché dell'applicazione delle esenzioni                 previste
al I'art icolo 5.
 ---pagebreak---                                         - 10 -
                       PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
     RELATIVA AD UN SISTEMA COMUNE DI RITENUTA ALLA FONTE SUGLI INTERESSI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto   il   trattato   che   istituisce    la  Comunità   economica    europea,   in
particolare l'articolo 100,
vista la proposta della Commissione,
visto il parare del Comitato economico e sociale,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando   che  a   norma   della  direttiva    88/361/CEE  del   Consiglio   del
                  1
24 giugno 1988 < >    le restrizioni    al movimenti   di capitali   effettuati   tra
persone residenti negli Stati membri devono essere soppresse non oltre il
1° lugllo 1990;
considerando che la completa liberalizzazione dei movimenti di capitali nella
Comunità   comporta  rischi   di distorsioni, di evasione e di         frodi  fiscali
connessi   con  la diversità     dei  regimi   nazionali  per  quanto    concerne  la
fiscalità relativa al risparmio e il controllo della loro applicazione; che
di conseguenza il ravvicinamento di detti regimi è necessario per garantire
che la concorrenza non sia falsata nel mercato comune;
(1) GU L 178 dell'8.7.1988, pag. 5.
 ---pagebreak---                                            - 11 -
 considerando che l'applicazione di un sistema comune di ritenuta alla fonte
 risponde a tale obiettivo e consente nel contempo di garantire una tassazione
 minima degli    interessi    corrisposti   da un debitore    residente di uno      Stato
 membro; che   le istituzioni delle Comunità non sono residenti di uno Stato
 membro;
 considerando   che   è opportuno     dare   agli  Stati  membri   la   facoltà  di   non
 riscuotere la ritenuta alla fonte quando sia eliminato il rischio di frode;
 considerando   che   ò   opportuno    adottare   le  disposizioni    che   garantiscono
 l'assoggettamento alia ritenuta alla fonte degli          Interessi riscossi    tramite
 un organismo di Investimento collettivo in valori mobiliari;
 considerando che, salvo il caso in cui abbia natura di pagamento liberatorio
per   i residenti,     la ritenuta alla      fonte costituisce un     semplice   acconto
sull'imposta    dovuta     dal   perclpiente    degli   interessi;   che   per   evitare
 formalità complicate, la somma eventualmente pagata in più con la ritenuta va
rimborsata dallo Stato di residenza del perclpiente; che occorre                tuttavia
consentire    agli   Stati    membri   di   concludere   accordi   bilaterali    per   la
spartizione dei costi di bilancio derivanti da tali disposizioni;
considerando che     l'introduzione della ritenuta alla fonte deve           Intervenire
entro e non oltre       il 1° luglio 1990, data alla quale diverrà effettiva           la
completa liberalizzazione dei movimenti di capitali,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                        Articolo 1
In conformità della presente direttiva gli Stati membri applicano un sistema
comune di ritenuta alla fonte sugli         interessi  il cui debitore sia uno Stato
membro, una sua unità politico-amministrativa, un ente locale o un residente
di uno Stato membro.
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                                            Art I co lo 2
Ai   sensi  della presente direttiva sono "interessi"                 I redditi    da crediti   di
qualsiasi    tipo, compresi       I premi,    in ogni accezione del         termine, sui    titoli
del   debito pubblico e sui prestiti            obbligazionari. Le penalità di mora            non
costituiscono interessi ai fini della presente direttiva.
Nel caso di titoli        il cui reddito è rappresentato esclusivamente o                in parte
da un incremento del        loro valore, il termine "interessi" indica la differenza
tra il prezzo di emissione e II prezzo di rimborso.
                                            ArtIcolo 3
1. Il debitore      degli     interessi    o   l'organismo     che  provvede    in sua    vece  al
    servizio    finanziario       deduce     dall'importo      degli     Interessi   dovuti    una
    ritenuta alla fonte la cui aliquota è fissata dallo Stato membro del quale
    è   residente.    Questi     o   l'organismo      finanziario      versano    le  somme   cosi
    trattenute alle autorità         fiscali di detto Stato membro            in conformità    con
     le condizioni fissate dal medesimo.
2. Qualora    il pagamento degli       interessi sia effettuato da una sede permanente
    del    debitore     ubicata     in    uno    Stato     membro     diverso    da   quello    di
    quest'ultimo,      la   ritenuta     é   applicata      da   detta    sede,   sempreché    gli
    interessi   costituiscano un onere detralbile per                la medesima, e è versata
    all'amministrazione fiscale dello Stato membro                in cui   la sede permanente é
    si tuata.
                                           Art icolo 4
1. L'aliquota della ritenuta alla fonte non può essere inferiore al 15%.
2. Gli    Stati  membri      hanno    la   facoltà     di   applicare     al  propri    residenti
    un'aliquota di ritenuta alla fonte sugli              interessi corrisposti più elevata
    di quella sugli      interessi versati a non residenti.
 ---pagebreak---                                                 13 -
3. Le disposizioni        di cui al paragrafo 1 non ostano all'applicazione delle
   clausole di convenzioni          concluse tra Stati membri o tra Stati membri            e
   paesi   terzi   che prevedono aliquote           inferiori   di ritenuta alla fonte in
   caso di dichiarazione dei redditi.
                                           Art ico lo 5
Gli Stati membri hanno la facoltà di non riscuotere la ritenuta alla fonte
sugli interessi qualora:
a) il percipients sìa uno dei            loro residenti e la sua identità e indirizzo,
   nonché    l'importo        degli   interessi    corrisposti     vengano    automaticamente
   comunicati all'amministrazione fiscale;
b) Il percipiente sia uno dei loro residenti e non sia un soggetto imponibile
   ai fini dell'imposta sul reddito o sugli utili;
e) il percipiente        sia uno     del    loro residenti    e gli     interessi  non  siano
   soggetti a l r i m p o s t a sul reddito o sugli utili;
d) gli interessi non siano soggetti all'imposta sul reddito o sugli utili per
   effetto di misure di incoraggiamento a favore del risparmio popolare;
e) il debitore degli interessi sia un soggetto singolo privato;
f) gli   interessi      costituiscano      redditi    commerciali    ed   industriali  per i
   percipient I ;
g) gli    interessi          siano    corrisposti       su   un     titolo     internazionale
   ("eurobblI gaz ioni") definito al fini della presente direttiva un valore
   mobiliare sotto forma di obbligazione che:
                                                                                              'X
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   - ò assunto a fermo e distributo da un sindacato di cui almeno due membri
     abbiano sede in Stati membri diversi,
   - è offerto in maniera significativa in uno o più Stati membri diversi da
     quello in cui ha sede l'emittente e,
   - può essere sottoscritto o         Inizialmente acquistato soltanto tramite un
     ente    creditizio     come    definito      dall'articolo    2   della   direttiva
                    1
     77/780/CEE < ) , o tramite un altro organismo finanziarlo;
h) il percipiente sia un residente di un paese terzo.
                                        Art ico lo 6
Se gli interessi redistribuiti da un organismo di Investimento collettivo in
                                                                                 (2)
valori mobiliari ai sensi della direttiva 86/566/CEE del Consiglio                     non
sono  stati    assoggettati   a   ritenuta    alla    fonte  da  detto  organismo    o   la
ritenuta ò stata rimborsata al medesimo, detti            interessi pagano la ritenuta
alla fonte qualora     l'imposta fosse applicabile        in caso di pagamento diretto
degli interessi ad opera del debitore.
in caso contrario detti interessi sono esenti da ritenuta alla fonte.
Tuttavia    la   ritenuta    alla    fonte    riscossa     sugli   Interessi  ad    opera
dell'organismo di     investimento collettivo        in valori mobiliari    è imputabile
come credito d'imposta all'importo dell'imposta sul reddito o sugli utili a
carico del portatore della quota. Essa é rimborsata al medesimo nei casi di
cui all'articolo 7, comma 2.
(1) GU L 322 del 17.12.1977, pag. 30.
(2) GU L 332 del 26.11.1986, pag. 22.
                                                                                            3C
 ---pagebreak---                                          - 15 -
                                       Art icolo 7
La   ritenuta  alla  fonte  è   imputata   all'importo    dell'imposta    sul   reddito  o
sugli   utili  dovuto  dal  percipiente      degli  interessi    in  ragione    di  questi
ultimi.
Essa ò rimborsata al percipiente dallo Stato membro che riscuote l'imposta di
cui al comma precedente se essa è superiore all'importo di detta imposta o se
 il percipiente non é un soggetto     imponibile.
                                      ArtIcolo 8
1. Se   la  ritenuta  alla   fonte  riscossa     da uno   Stato   membro   é   imputata  o
    rimborsata   in un altro Stato membro,       lo Stato membro che ha riscosso        la
    ritenuta la rimborsa a tale altro Stato membro.
2. In deroga    alle  disposizioni    del   paragrafo   1, gli    Stati  membri    possono
    spartirsi  il gettito della ritenuta sulla base di un accordo bilaterale,
    sempreché detto accordo non leda I diritti dei percipient! degli             interessi
    secondo quanto stabilito dalla presente direttiva.
                                      ArtIcolo 9
La Comunità avvi era negoziati coi suoi principali partner commerciali, sia a
 livello bilaterale, che a     livello multilaterale per        estendere    il campo di
applicazione della ritenuta alla fonte al piano internazionale.
                                     Articolo 10
Entro il 1° luglio 1992 la Commissione presenterà al Consiglio una relazione
sul funzionamento del sistema comune di ritenuta alla fonte.
                                                                                           2^
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                                     Articolo 11
1. Gli  Stati   membri   pongono    in  vigore  non  oltre   il   1° luglio 1990   le
   disposizioni   legislative,    regolamentari  ed amministrative necessarie     per
   conformarsi   alla presente direttiva. Essi ne      Informano   immediatamente  la
   Commissione.
2. Gli Stati membri    provvedono a comunicare alla Commissione       il testo delle
   principali  disposizioni   ulteriori   di diritto interno da essi adottate nel
   settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                     Articolo 12
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a                    , addi
                                                           Per   II Consigi io
                                                             II Presidente
                                                                                      lì
 ---pagebreak---                    PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 77/799/CEE RELATIVA ALLA RECIPROCA ASSISTENZA
             TRA LE AUTORITÀ' COMPETENTI DEGLI STATI MEMBRI
  NEL SETTORE DELLE IMPOSTE DIRETTE E DELL'IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO
                                                                        y\
 ---pagebreak---                                              - 2 -
                                          RELAZIONE
 I. CONSIDERAZIONI GENERALI
    1. Come esposto analiticamente nella comunicazione al Consiglio alla quale
       é allegata     la presente proposta di direttiva, la liberalizzazione dei
       movimenti    di capitali dovrebbe essere affiancata da misure "Intese a
       sopprimere o ad attenuare rischi di distorsioni, di evasione e di frodi
       fiscali, connessi       con   la diversità      dei   regimi   nazionali   per   quanto
       concerne    la fiscalità relativa al risparmio e il controllo della loro
       appiicazione".
    2. Uno   dei  mezzi    per   lottare    contro    la frode    e   l'evasione    fiscale   è
        l'Intensificazione della        cooperazione     tra   le amministrazioni      fiscali
       nazionali,     cooperazione      instaurata     dalla    direttiva    77/799/CEE    del
       19 dicembre 1977 <"•)       e    basata     principalmente       sullo   scambio     di
        informazioni. Tale scambio è attualmente soggetto ad alcuni                limiti. In
       particolare uno Stato membro non è tenuto a far effettuare ricerche o a
       trasmettere      informazioni      se   la    propria     legislazione     o    pratica
       amministrativa gli fanno divieto di effettuare gli accertamenti                    o di
       raccogliere o utilizzare dette Informazioni per le proprie necessità.
    3. Sotto   il profilo     legislativo    le norme    in materia di segreto bancario
       che sono le disposizioni determinanti per quanto riguarda i redditi da
       capitale, sono notevolmente diverse nei singoli Stati membri e la loro
       armonizzazione è un processo di            lungo respiro che suscita         complessi
       problemi ed è particolarmente delicato a livello politico.
       Non  è   così   per   quanto    riguarda    le pratiche      amministrative     la cui
       modifica non implica assolutamente mutamenti di normativa e non obbliga
       uno Stato membro a ricercare e trasmettere ad un altro Stato membro
       informazioni    che   la sua    legislazione non gli consente di          raccogliere
       allo   scopo   di   accertare     correttamente     l'imposta     dovuta  dai    propri
       residenti. Di conseguenza la Commissione ritiene necessario prescrivere
(1) GU L 336 del 27.12.1977, pag. 15.
                                                                                                I*
 ---pagebreak---                                          - 3 -
      che   uno   Stato   membro   non   possa    appellarsi     alla  propria    pratica
      amministrativa restrittiva, ma sia tenuto ad avvalersi di tutti i mezzi
       legali   a  sua  disposizione    quando    lo   Stato   membro  che   Inoltra   la
       richiesta adduce presunzioni      fondate che uno dei suoi contribuenti ha
       trasferito all'estero capitali       di grande entità senza dichiararne         in
       tutto o in parte il relativo reddito.
II. COMMENTO
                                      Art I co lo 1
Quando un'amministrazione     fiscale    sospetta    nella persona    di uno dei     suoi
contribuenti una frode fiscale basandosi sul fatto che sono stati             trasferiti
capitali In un altro Stato membro ed è stata omessa la dichiarazione relativa
al corrispondente reddito e       le spiegazioni     del   contribuente non     risultano
soddisfacenti,    essa  può  chiedere    informazioni     all'amministrazione     fiscale
dell'altro Stato membro. Quest'ultimo tuttavia potrebbe non essere               in grado
di  raccogliere   o  fornire   le  informazioni     chieste   a causa   di  una   pratica
amministrativa che limita i suoi poteri di accertamento, anche per le proprie
necessità fiscali, presso gli organismi        finanziari.
Le modifiche apportate da questo articolo all'articolo 8, paragrafo 1 della
direttiva 77/799/CEE hanno lo scopo di eliminare tale ostacolo.
                                                                                          Si
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                                       PROGETTO
                       DI PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
    CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 77/799/CEE RELATIVA ALLA RECIPROCA ASSISTENZA
                  TRA LE AUTORITÀ' COMPETENTI DEGLI STATI MEMBRI
      NEL SETTORE DELLE IMPOSTE DIRETTE E DELL'IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto    il   trattato   che   istituisce   la   Comunità    economica  europea,   in
particolare l'articolo 100,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che la direttiva 88/361/CEE d ) del Consiglio stabilisce che le
restrizioni ai movimenti di capitali tra persone residenti negli Stati membri
debbono essere soppresse non oltre il 1° luglio 1990;
considerando che la citata direttiva Incarica la Commissione di presentare al
Consìglio    proposte    intese  a   sopprimere    o   ad  attenuare   I  rischi  di
distorsioni, di evasione e di frodi        fiscali   connessi  con  la diversità dei
regimi nazionali per quanto concerne la fiscalità relativa al risparmio e il
controllo delia loro applicazione;
(1) GU L 378 del I'8.7.1988, pag. 5.
 ---pagebreak---                                         - 5 -
considerando che per lottare contro la frode e l'evasione fiscale gli Stati
membri sono tenuti a prestarsi reciproca assistenza in forza della direttiva
77/799/CEE d ) del Consiglio per quanto riguarda          le Imposte sul reddito e
sul patrimonio; che a norma dell'articolo 8 della direttiva citata, tuttavia,
uno Stato membro non ò tenuto a dar seguito ad una domanda di informazioni
rivoltagli da un altro Stato membro se la sua legislazione o la sua pratica
amministrativa gli vietano di raccogliere tali         Informazioni per   le proprie
necessità;
considerando che sembra opportuno sopprimere la restrizione allo scambio di
 informazioni per ragioni di pratica amministrativa quando lo Stato membro che
 inoltra  la richiesta può far valere presunzioni        fondate che uno del suoi
contribuenti    ha trasferito cospicui    capitali verso un altro Stato membro
senza dichiararne II corrispondente reddito,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                     Articolo 1
Alla fine dell'articolo 8, paragrafo 1 del la direttiva 77/799/CEE ò aggiunto
 ll seguente testo:
"Tuttavia, qualora la competente autorità dello Stato membro che Inoltra la
richiesta dimostri di avere motivi precisi per supporre che uno dei suoi
residenti    ha trasferito, direttamente o tramite un altro paese, cospicui
capitali    verso  lo Stato membro     al  quale è    rivolta   la  richiesta  senza
dichiararne    il reddito corrispondente, la competente autorità dello Stato
membro al quale è inoltrata la richiesta non può Invocare il fatto che la sua
pratica    amministrativa   non  gli   consente    di   effettuare   ricerche  o  di
 raccogliere   od  usare  le  Informazioni    domandate   allo  scopo  di  accertare
correttamente le Imposte dovute dai propri residenti".
 (1) GU L 336 del 27.12.1977, pag. 15.
                                                                                     1
 ---pagebreak---                                      - 6 -
                                  Art I co lo 2
Gli  Stati  membri  mettono   in vigore     le  necessarie   misure  legislative,
regolamentari o amministrative per conformarsi alla presente direttiva entro
il 1° luglio 1990 e ne informano immediatamente la Commissione.
                                  Art I co lo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                         Per II Conslglio
                                                           iI Presidente
                                                                                  2k-
 ---pagebreak--- XV-B-1
               SCHEDA D'IMPATTO SULLA COMPETITIVITA' E SULL'OCCUPAZIONE
     I. GIUSTIFICAZIONE DELLE MISURE
        La    direttiva   del   Consiglio del   24 giugno    1988   relativa  alla
         liberalizzazione dei movimenti di capitali prevede che la Commissione
        presenterà al Consiglio entro II 31 dicembre 1988 le proposte intese ad
        attenuare o a sopprimere i rischi di distorsioni, di evasione e di frodi
        fiscali connessi con la diversità del regimi nazionali per quanto
        concerne la fiscalità relativa al risparmio.
   II. CARATTERISTICHE DELLE IMPRESE INTERESSATE
         In part icolare:
        a) Esiste un grande numero di PMI? NO
        b) Si osservano concentrazioni in regioni:
              I) sovvenzionabllI con aiuti regionali degli Stati membri? NO
            il) sovvenzionabllI tramite il FESR? NO
 M I . OBBLIGHI IMPOSTI DIRETTAMENTE ALLE IMPRESE
        Le imprese debitrici di interessi sono tenute a detrarre dall'ammontare
        degli interessi dovuti una ritenuta alla fonte la cui aliquota ò fissata
        dallo Stato membro di cui sono residenti. Esse versano le somme
        trattenute all'amministrazione fiscale di detto Stato.
  IV. OBBLIGHI CHE POSSONO ESSERE IMPOSTI DIRETTAMENTE ALLE IMPRESE TRAMITE LE
        AUTORITÀ' LOCALI
        Nessuno.
    V. MISURE SPECIALI PREVISTE PER LE PMI
        Nessuna.
  VI . EFFETTO PREVEDIBILE
        a) L'introduzione di una ritenuta alla fonte sugli           interessi di
            obbligazioni può determinare una maggiore onerosità dei prestiti
            negli Stati membri che attualmente non applicano alcuna ritenuta o
            applicano una ritenuta inferiore a quella proposta, ovvero una minore
            onerosità negli Stati membri che applicano una ritenuta più elevata.
            Non ò possibile valutare quantitativamente tale effetto.
        b) Effetto sull'occupazione
            Nessuno.
VII. EVENTUALE CONSULTAZIONE DELLE PARTI SOCIALI
        No
        Parere delle parti sociali.
                                                                                   %
 ---pagebreak--- Commissione delle Comunità europee
COM(89) 60 def.
Comunicazione della
COMMISSIONE AL CONSIGLIO
Interventi fiscali della Comunità connessi con la liberalizzazione dei
movimenti di capitali
Proposte di
DIRETTIVE DEL CONSIGLIO
— relativa ad un sistema comune di ritenuta alla fonte sugli interessi
— che modifica la direttiva 77/799/CEE relativa alla reciproca assistenza
    tra le autorità competenti degli Stati membri nel settore delle imposte
    dirette e dell'imposta sul valore aggiunto
(presentate dalla Commissione)
8.2.1989
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L—2985 Lussemburgo
Serie: DOCUMENTI
 1989 - 35 pag. - Formato cm 21,0 * 29,7
IT
ISSN: 0254-1505
ISBN: 92-77-45882-8
N. di catalogo : CB-CO-89-032-IT-C
 ---pagebreak---                                                                                  ISSN 0254-1505
 COM(89) 60 def.
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  Comunicazione della
  COMMISSIONE AL CONSIGLIO
  Interventi fiscali della Comunità connessi con la liberalizzazione dei
  movimenti di capitali
  Proposte di
  DIRETTIVE DEL CONSIGLIO
  — relativa ad un sistema comune di ritenuta alla fonte sugli
       interessi
  — che modifica la direttiva 77/799/CEE relativa alla reciproca
       assistenza tra le autorità competenti degli Stati membri nel
       settore delle imposte dirette e dell'imposta sul valore aggiunto
  (presentate dalla Commissione)
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  N. di catalogo : CB-CO-89-032-JT-C
  ISBN: 92-77-45882-8
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  COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE