CELEX: 62021CN0575
Language: it
Date: 2021-09-20 00:00:00
Title: Causa C-575/21: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgericht Wien (Austria) il 20 settembre 2021 — WertInvest Hotelbetriebs GmbH / Magistrat der Stadt Wien

3.1.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 2/21
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgericht Wien (Austria) il 20 settembre 2021 — WertInvest Hotelbetriebs GmbH / Magistrat der Stadt Wien
      (Causa C-575/21)
      (2022/C 2/27)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Giudice del rinvio
      
      Verwaltungsgericht Wien
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: WertInvest Hotelbetriebs GmbH
      
         Autorità competente in materia di costruzione: Magistrat der Stadt Wien
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  I.
               
               
                  Se la direttiva 2011/92/UE (1), come modificata dalla direttiva 2014/52/UE (2), osti ad una normativa nazionale che subordini l'effettuazione di una valutazione dell'impatto ambientale per i «progetti di riassetto urbano» al raggiungimento di soglie di utilizzo di superficie di 15 ha o più e di superficie lorda di pavimento di oltre 150 0002 e che ponga inoltre come condizione che si tratti di un progetto di sviluppo per un'edificazione multifunzionale d'insieme che include, in ogni caso, fabbricati residenziali e uffici, comprese le relative infrastrutture stradali e servizi con un bacino di utenza che va oltre il sito del progetto. Se sia inoltre rilevante al riguardo la circostanza che nel diritto nazionale siano previste fattispecie specifiche con riferimento a:
                  
                              —
                           
                           
                              aree ricreative o parchi di divertimento, stadi o campi da golf (con un utilizzo di superficie superiore a una determinata soglia o a partire da un determinato numero di parcheggi),
                           
                        
                              —
                           
                           
                              parchi industriali o commerciali (con un utilizzo di superficie superiore a una determinata soglia),
                           
                        
                              —
                           
                           
                              centri commerciali (con un utilizzo di superficie superiore a una determinata soglia o a partire da un determinato numero di parcheggi),
                           
                        
                              —
                           
                           
                              strutture ricettive come alberghi o villaggi vacanze, comprese le strutture accessorie (a partire da un determinato numero di posti letto o con un utilizzo di superficie superiore a una determinata soglia, limitatamente all'area al di fuori di agglomerati chiusi) e
                           
                        
                              —
                           
                           
                              parcheggi o garage accessibili al pubblico a partire da un determinato numero di posti auto).
                           
                        
            
                  II.
               
               
                  Se la direttiva 2011/92 preveda, con particolare riguardo alla disposizione di cui all'allegato III, punto 2, lettera c), viii) — ai sensi della quale per stabilire se i progetti elencati nell'allegato II debbano essere sottoposti a una valutazione dell'impatto ambientale occorre tenere conto anche delle «zone di importanza storica, culturale o archeologica»-, che per le zone di particolare importanza storica, culturale, urbanistica o architettonica come, ad esempio, i siti del patrimonio mondiale dell'UNESCO, debbano essere fissati valori di soglia più bassi o criteri di soglia meno rigorosi (rispetto alla prima questione).
               
            
                  III.
               
               
                  Se la direttiva 2011/92 osti ad una normativa nazionale che, in sede di valutazione di un «progetto di riassetto urbano» ai sensi della prima questione, limiti l'aggregazione (cumulo) con altri progetti simili che presentano una correlazione spaziale, prendendo in considerazione solo la somma delle capacità autorizzate negli ultimi cinque anni, comprese la capacità richiesta o l'espansione della capacità per cui, dopo la loro realizzazione, i progetti di riassetto urbano, o parti di essi, non sono più considerati concettualmente progetti di riassetto urbano e l’obbligo di accertare, caso per caso, se siano prevedibili notevoli effetti dannosi, nocivi o negativi sull'ambiente in ragione di un cumulo degli effetti nocivi e, di conseguenza, se si debba procedere ad una valutazione dell'impatto ambientale per il progetto previsto, viene meno qualora quest’ultimo presenti una capacità inferiore al 25 percento del valore di soglia.
               
            
                  IV.
               
               
                  In caso di soluzione affermativa della prima e/o della seconda questione, se nell'ipotesi di un superamento del margine di discrezionalità degli Stati membri, la valutazione che deve essere effettuata caso per caso dalle autorità nazionali (in conformità delle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 1, e dell'articolo 4, paragrafi 2 e 3, della direttiva 2011/92, direttamente applicabili alla fattispecie) per stabilire se il progetto potrebbe avere effetti significativi sull'ambiente e sia quindi soggetto ad una valutazione dell'impatto ambientale, debba limitarsi a determinati aspetti della protezione, quali la finalità di protezione di un determinato sito, o se in tale caso, si debba tenere conto di tutti i criteri e aspetti elencati nell'allegato III della direttiva 2011/92.
               
            
                  V.
               
               
                  Se la direttiva 2011/92 consenta, in particolare nel rispetto dei principi di tutela giurisdizionale enunciati all'articolo 11, che la valutazione di cui alla quarta questione sia effettuata per la prima volta dal giudice del rinvio (in un procedimento di autorizzazione edilizia e nell'ambito dell'esame della propria competenza), in procedimenti in cui, ai sensi del diritto nazionale, il «pubblico» gode della qualità di parte solo in ambito estremamente limitato e che avverso la sua decisione i membri del «pubblico interessato» ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, lettere d) ed e), della direttiva 2011/92, dispongano solo di una tutela giurisdizionale estremamente limitata. Se ai fini della risoluzione di tale questione incida il fatto che, in forza della normativa nazionale e al di fuori della possibilità di un accertamento d'ufficio, solo il promotore del progetto, l'autorità con cui esso ha collaborato, o l'Umweltanwalt [mediatore per l'ambiente] possono richiedere separatamente un accertamento per stabilire se il progetto sia soggetto all'obbligo di effettuare una valutazione dell'impatto ambientale.
               
            
                  VI.
               
               
                  Se, nel caso dei «progetti di riassetto urbano» di cui all'allegato II, punto 10, lettera b) della direttiva 2011/92, detta direttiva consenta, precedentemente o in aggiunta all'effettuazione di una necessaria valutazione dell'impatto ambientale, o prima della conclusione di un esame caso per caso degli effetti sull’ambiente, volto a chiarire la necessità di una valutazione dell'impatto ambientale, di rilasciare permessi urbanistici per singoli interventi edilizi che costituiscono parte del progetto di riassetto urbano nel suo complesso, per cui nell'ambito del processo di costruzione non ha luogo una valutazione globale dell'impatto ambientale ai sensi della direttiva 2011/92 e il pubblico gode solo di uno status di parte limitato.
               
            
         (1)  Direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (GU 2012, L 26, pag. 1)
      
         (2)  Direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (GU 2014, L 124, pag. 1)