CELEX: C2000/063/50
Language: it
Date: 2000-03-04 00:00:00
Title: Causa T-328/99: Ricorso del signor Anthony Goldstein contro la Comissione delle Comunità europee, presentato il 22 novembre 1999

4.3.2000                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 63/25
Secondo la ricorrente, questa decisione appare errata per i                Ricorso del signor Anthony Goldstein contro la Comissio-
motivi già svolti nel separato ricorso per l’annullamento di               ne delle Comunità europee, presentato il 22 novembre
decisione analoga, che è l’oggetto della causa T-179/99 Sud                                                1999
Pesca SRL (1). Per la particolarità del caso in esame, la ricorrente
fa anche valere i seguenti motivi:                                                                  (Causa T-328/99)
                                                                                                      (2000/C 63/50)
— vizio di procedimento. Si ritiene a questo riguardo che la
     Dogana di Genova ha emesso direttamente nuove inviti a
                                                                                                (Lingua processuale: l’inglese)
     pagamento per procedere alla riscossione dei dazi senza
     provocare alcun contradittorio e senza effettuare alcun
     controllo a posteriori tramite le autorità turche. Contempo-          Il 22 novembre 1999 il signor Anthony Goldstein, rappresen-
     raneamente la dogana comunicava che tali inviti si intende-           tato dall’avv. Raymond St John Murphy, Solicitor, con studio
     vano effettuati solo ai fini interrutivi della prescrizione,          in 61 Fleet Street, Londra EC4Y IJU, Regno Unito, ha proposto
     ed il Compartimento doganale invitava gli operatori a                 dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
     presentare istanza di non contabilizzazione a posteriori, e           un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
     gli uffici dipendenti a rilasciare successive importazioni
     analoghe solo contro garanzia, con la procedura di daziato            Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
     sospeso, in attesa dell’esito di tali istanze. Cosı̀ agendo la
     dogana italiana avrebbe anche violato il diritto di ricorso           — ordinare alla convenuta l’adozione di tutte le misure
     in sede doganale contro il nuovo accertamento.                             necessarie al fine di tutelare la reputazione professionale
                                                                                del ricorrente;
                                                                           — condannare la convenuta al risarcimento dei danni subiti
— Inopponibilità degli accertamenti condotti dagli ispettori                    dal ricorrente nella misura di 400 000 EUR;
     della Commissione, per quanto riguarda l’origine da Paesi
     terzi posta a base dell’addebito dei dazi, nella misura in            — condannare la convenuta alle spese.
     cui, questi accertamenti sarebbero unilaterali e sarebbero
     anche stati contestati dall’esportatore.
                                                                           Motivi e principali argomenti
                                                                           Nel 1995 il ricorrente trasmetteva alla Commissione, ai sensi
— Mancanza di prova diretta, o perfino indiretta o presuntiva,             dell’art. 3, n. 2, del regolamento del Consiglio n. 17, una
     dell’origine non turca dei prodotto importati dalla ricor-            denuncia diretta a far accertare che il General Council of the
     rente.                                                                Bar, ente competente nel settore della prestazione di servizi
                                                                           forensi nel Regno Unito, aveva violato gli artt. 81 e 82 CE.
                                                                           Al tempo stesso, il ricorrente chiedeva alla Commissione
                                                                           l’emanazione di provvedimenti provvisori. Il ricorrente chiede
— Sussistenza dei presupposti per la non contabilizzazione a               ora il risarcimento del danno derivato dall’illegittima omissione
     posteriori, per quanto riguarda la buona fede dell’importa-           della Commissione consistente nel non aver emanato i provve-
     tore, il suo rispetto della normativa in vigore, nonché la            dimenti provvisori richiesti.
     commissione di un errore, sia a livello meramente passivo,
     dalle autorità dogonali.
Ad ulteriore sostegno delle sue tesi la ricorrente contesta il
riferimento nella decisione impugnata del concetto di rischio              Ricorso di Emma Bonino e altri contro il Parlamento
commerciale.                                                                          europeo, proposto il 22 novembre 1999
                                                                                                    (Causa T-329/99)
                                                                                                      (2000/C 63/51)
(1) GU C 281 del 2.10.1999, pag. 29.
                                                                                               (Lingua processuale: l’italiano)
                                                                           Il 22 novembre 1999, Emma Bonino e altri, con gli avvocati
                                                                           Antonio Tizzano e Gian Michele Roberti, del foro di Napoli,
                                                                           Place du Grand Sablon, 36, Bruxelles, hanno proposto dinanzi
                                                                           al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
                                                                           contro il Parlamento europeo.