CELEX: 51998PC0662(01)
Language: it
Date: 1998-11-18
Title: Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 93/104/CE del 23 novembre 1993, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, al fine di comprendere i settori e le attività esclusi dalla suddetta direttiva

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51998PC0662(01)

Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 93/104/CE del 23 novembre 1993, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, al fine di comprendere i settori e le attività esclusi dalla suddetta direttiva  /* COM/98/0662 def. - SYN 98/0318 */  

Gazzetta ufficiale n. C 043 del 17/02/1999 pag. 0001

Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 93/104/CE del Consiglio, del 23 novembre 1993, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, al fine di comprendere i settori e le attività esclusi dalla suddetta direttiva (1999/C 43/01) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(1998) 662 def. - 98/0318(SYN)(Presentata dalla Commissione il 24 novembre 1998)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare il suo articolo 118 A,vista la proposta della Commissione,in cooperazione con il Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,considerando che l'articolo 118 A del trattato prevede che il Consiglio adotti, mediante direttiva, prescrizioni minime per promuovere in particolare il miglioramento dell'ambiente di lavoro, per garantire un più elevato livello di protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori;considerando che, a norma dell'articolo precitato, le direttive in questione evitano di imporre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici di natura tale da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e medie imprese;considerando che la direttiva 93/104/CE del Consiglio (1), del 23 novembre 1993, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro, dispone prescrizioni minime di sicurezza e di salute in materia di organizzazione dell'orario di lavoro, in relazione ai periodi minimi di riposo quotidiano, di riposo settimanale e di ferie annuali, ai periodi di pausa e alla durata massima settimanale di lavoro, nonché ad alcuni aspetti del lavoro notturno, del lavoro a turni e del ritmo di lavoro;considerando che dal campo d'applicazione della direttiva 93/104/CE erano stati esclusi alcuni settori di attività, segnatamente i trasporti aerei, ferroviari, stradali, marittimi, la navigazione interna, la pesca in mare, le altre attività in mare e le attività dei medici in formazione;considerando che è necessario, data la natura specifica del lavoro in questione, adottare misure idonee riguardanti l'organizzazione dell'orario di lavoro per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori in questi settori o attività che sono esclusi dal campo d'applicazione della suddetta direttiva;considerando che la direttiva 93/104/CE deve applicarsi ai lavoratori non mobili dei settori e attività attualmente esclusi; che, per quanto riguarda i medici in formazione, è necessario protrarre una certa flessibilità;considerando che almeno un certo grado di protezione di base in materia di orario di lavoro dev'essere accordato ai lavoratori mobili e a coloro che partecipano alle «altre attività in mare», attualmente esclusi; che tale protezione di base deve includere le norme in vigore in materia di ferie annuali e alcune disposizioni di base per i lavoratori notturni e i lavoratori a turni, comprese le valutazioni dello stato di salute; che le disposizioni esistenti in materia di orario di lavoro e di periodi di riposo devono essere adattate;considerando che, data la specifica natura del rapporto di lavoro dei pescatori a percentuale, essi dovrebbero essere esclusi dalla disposizione relativa alle ferie annuali retribuite;considerando che un accordo europeo relativo all'orario di lavoro della gente di mare è attualmente attuato mediante una decisione del Consiglio su proposta della Commissione, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, dell'accordo sulla politica sociale; che, di conseguenza, le disposizioni della presente direttiva non sono applicabili alla gente di mare;considerando che, nonostante intensi negoziati, non è stato possibile pervenire ad un accordo riguardo ai lavoratori mobili attivi nel trasporto su strada per conto terzi; che le parti sociali del settore dei trasporti ferroviari hanno deciso che le disposizioni della direttiva sull'orario di lavoro si applicheranno all'insieme dei lavoratori del settore, con gli opportuni adattamenti;considerando che alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee la disposizione relativa al riposo domenicale è eliminata;considerando che, conformemente ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità quali definiti all'articolo 3 B del trattato, gli obiettivi dell'azione proposta, sopra esposti, non possono essere realizzati in modo soddisfacente dagli Stati membri, nella misura in cui si tratta di garantire a tutti i lavoratori della Comunità una protezione adeguata della loro salute e della loro sicurezza in relazione all'orario di lavoro; che, vista l'ampiezza e l'impatto dell'azione proposta, questi obiettivi possono meglio essere raggiunti a livello comunitario mediante l'introduzione di disposizioni minime applicabili all'insieme della Comunità europea; che la presente direttiva non eccede quanto necessario per conseguire tali obiettivi;considerando che, alla luce di quanto precede, la direttiva 93/104/CE dev'essere modificata di conseguenza,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 La direttiva 93/104/CE è modificata come segue:1) L'articolo 1, paragrafo 3, è sostituito dal testo seguente:«3.1. La presente direttiva è applicata a tutti i settori di attività, privati e pubblici, ai sensi dell'articolo 2 della direttiva 89/391/CEE, a prescindere dall'articolo 17 della presente direttiva.3.2. La presente direttiva non si applica alla gente di mare, quale definita nella direttiva . ./. ./CE relativa all'accordo sull'organizzazione dell'orario di lavoro delle gente di mare.»2) I paragrafi seguenti sono inseriti alla fine dell'articolo 2:«7) "lavoratore mobile": qualsiasi lavoratore a bordo di una nave da pesca in mare battente bandiera di uno Stato membro, o impiegato quale membro del personale viaggiante o di volo presso un'impresa che effettua, per conto di terzi, servizi di trasporto di passeggeri o di merci su strada, per via aerea o mediante navigazione interna;8) "lavoro offshore": l'attività compiuta prevalentemente su un'installazione offshore (compresi gli impianti di perforazione) o a partire da essa, direttamente o indirettamente legata all'estrazione o allo sfruttamento di risorse minerali, nonché le attività d'immersione collegate a tali attività, effettuate a partire da un'installazione offshore o da una nave;9) "riposo adeguato": il fatto che i lavoratori dispongono di periodi di riposo regolari, sufficienti per evitare che essi, a causa della stanchezza indotta da orari lunghi o da altre modalità perturbanti di organizzazione del lavoro, causino lesioni a sé stessi, ai colleghi o a terzi o compromettano la loro salute, a breve o a lungo termine.»3) All'articolo 5, il capoverso seguente è eliminato:«Il periodo minimo di riposo di cui al primo comma comprende in linea di principio la domenica.»4) Il testo seguente è aggiunto in chiusura dell'articolo 17, paragrafo 2, lettera a):«in particolare, per il personale ferroviario a bordo dei treni;».5) Il testo seguente è inserito dopo «stabilimenti analoghi», all'articolo 17, paragrafo 2, comma 1, lettera c), punto i):«comprese le attività dei medici in formazione,».6) L'articolo 17, paragrafo 2, comma 1, lettera c), punto ii), è sostituito dal testo seguente:«lavoratori direttamente coinvolti nella prestazione di servizi di trasporto e altri lavoratori operanti nei porti o negli aeroporti».7) L'articolo 17, paragrafo 2, comma 1, lettera c), punto iv), è sostituito dal testo seguente:«di servizi di produzione, di trasmissione e distribuzione del gas, del petrolio, dell'acqua e dell'elettricità, di servizi di raccolta dei rifiuti domestici o degli impianti di incenerimento;».8) Il testo seguente è inserito alla fine dell'articolo 17, paragrafo 2:«2.4. All'articolo 6, per un periodo transitorio di sette anni a decorrere dalla data d'adozione della presente direttiva, nel caso dei medici in formazione, qualora sussista un accordo tra il datore di lavoro e i rappresentanti dei lavoratori. In alcun caso il numero di ore di lavoro settimanali supera una media di 54 ore per un periodo di riferimento di quattro mesi.»9) È aggiunto l'articolo seguente:«Articolo 17 bis:Lavoratori mobili e attività offshore1. Le disposizioni di cui agli articoli 3, 4, 5 e 8 non si applicano ai lavoratori mobili.2. Gli Stati membri adottano tuttavia le misure necessarie per garantire che tali lavoratori mobili abbiano diritto ad un riposo adeguato.3. Con riserva del rispetto dei principi generali relativi alla protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori, gli Stati membri possono, per ragioni oggettive o tecniche o per ragioni riguardanti l'organizzazione del lavoro, estendere il periodo di riferimento di cui all'articolo 16, paragrafo 2, a dodici mesi per il lavoratori mobili e per i lavoratori che svolgono prevalentemente lavoro offshore.4. L'articolo 7 non si applica ai pescatori a percentuale.»Articolo 2 1. a) Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro [due anni dopo l'adozione], o si accertano che le parti sociali mettano in atto di comune accordo le disposizioni necessarie; gli Stati membri devono adottare tutte le disposizioni necessarie che permettano loro di essere in qualsiasi momento in grado di garantire i risultati imposti dalla presente direttiva.b) Gli Stati membri ne informano immediatamente la Commissione.2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.3. A prescindere dal diritto degli Stati membri di sviluppare, considerando l'evolvere della situazione, disposizioni legislative, regolamentari o contrattuali diverse nel settore dell'orario di lavoro, sempre che le esigenze minime previste dalla presente direttiva siano rispettate, l'entrata in vigore della presente direttiva non costituisce una giustificazione valida per la regressione del livello generale di protezione dei lavoratori.4. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto nazionale adottate o in via di adozione nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 3 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU L 307 del 13.12.1993, pag. 18.