CELEX: 51995PC0283
Language: it
Date: 1995-07-14
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO in materia di politica e gestione dell' aiuto alimentare e di azioni specifiche di appoggio nel campo della sicurezza alimentare

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51995PC0283

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO in materia di politica e gestione dell' aiuto alimentare e di azioni specifiche di appoggio nel campo della sicurezza alimentare  /* COM/95/283 DEF - SYN 95/0160 */  

Gazzetta ufficiale n. C 253 del 29/09/1995 pag. 0010

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio  in materia di politica e gestione dell'aiuto alimentare e di azioni specifiche di appoggio nel  campo della sicurezza alimentare(95/C  253/05)COM(95) 283 def. - 95/0160(SYN)(Presentata  dalla Commissione il 14 luglio 1995)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130  W, vista la proposta della Commissione, in cooperazione con il Parlamento europeo, considerando che l'aiuto alimentare costituisce un elemento essenziale della politica comunitaria  di cooperazione allo sviluppo; considerando che l'aiuto alimentare si deve inserire nella politica dei paesi in via di sviluppo  intenzionati a migliorare il loro livello di sicurezza alimentare, sopratutto tramite l'attuazione  di strategie alimentari; considerando che la Comunità europea e i suoi Stati membri coordinano strettamente le loro  politiche di cooperazione allo sviluppo, concertando i loro programmi di sicurezza alimentare; che  la Comunità partecipa con i suoi Stati membri a taluni accordi internazionali in questo settore, in  particolare alla convenzione mondiale sull'aiuto alimentare; considerando che l'aiuto alimentare e le azioni di sostegno alla sicurezza alimentare, in quanto  aspetti essenziali della politica comunitaria di cooperazione allo sviluppo, devono essere tenuti  in considerazione come obiettivi nell'insieme delle politiche comunitarie suscettibili di  influenzare i paesi in via di sviluppo; considerando che l'aiuto alimentare deve rappresentare un mezzo efficace per garantire l'accesso ad  un'alimentazione sufficiente e adeguata e per migliorare la disponibilità e le condizioni di  accesso delle popolazioni ai prodotti alimentari, compatibilmente con i modelli di consumo e con i  sistemi di produzione locali, soprattutto in caso di crisi alimentare, e che deve essere pienamente  integrato nella politica di sviluppo; considerando che lo strumento dell'aiuto alimentare costituisce un elemento fondamentale della  politica comunitaria di prevenzione e di intervento nelle situazioni di crisi nei paesi in via di  sviluppo e che, di conseguenza, nell'attuazione si deve tener conto di tale ruolo essenziale in  quanto fattore di stabilizzazione sociale e politica; considerando che le azioni di aiuto alimentare possono contribuire a soluzioni durature solo se  inserite nel quadro di attività di sviluppo in grado di rilanciare i processi di produzione  locale; considerando che è necessario migliorare le capacità di analisi, di diagnosi, di programmazione e  di controllo dell'aiuto alimentare al fine di assicurare una maggiore efficacia e di evitare  ripercussioni negative sulle capacità locali di produzione, distribuzione, trasporto e  commercializzazione; considerando che è opportuno rendere l'aiuto alimentare un vero e proprio strumento della politica  comunitaria di sviluppo nei confronti dei paesi suddetti, che consenta alla Comunità di impegnarsi  appieno in progetti di cooperazione di carattere pluriennale; considerando che, a tal fine, occorre che la Comunità sia in grado di garantire flussi di aiuto  globali e regolari e, ove appropriato, di impegnarsi nei confronti dei paesi in questione a fornire  quantitativi minimi di prodotti nel quadro di programmi pluriennali specifici legati a politiche di  sviluppo, anche nei riguardi delle organizzazioni internazionali; considerando che è possibile intensificare il sostegno della Comunità alle iniziative adottate dai  paesi in via di sviluppo in materia di sicurezza alimentare aumentando la flessibilità dell'aiuto  alimentare in modo da permettere, in determinate situazioni, di sostituire alle azioni di aiuto  alimentare un sostegno finanziario diretto alle azioni relative alla sicurezza alimentare e in  particolare sullo sviluppo agricolo e alimentare; considerando che la Comunità può venire in aiuto delle popolazioni bisognose partecipando al  finanziamento delle azioni di sostegno alla sicurezza alimentare tramite l'acquisto di prodotti  alimentari, sementi, attrezzi agricoli e fattori di produzione, nonché per mezzo di pro grammi di  magazzinaggio, di sistemi di allarme rapido, di mobilizzazione, di divulgazione e di assistenza  tecnica; considerando che la politica comunitaria di aiuto alimentare deve adattarsi ai cambiamenti  geopolitici, nonché alle riforme economiche in corso in numerosi paesi beneficiari; considerando che è opportuno stilare un elenco dei paesi e degli organismi che possono essere  oggetto di azioni di aiuto alimentare; considerando che, al medesimo fine, è inoltre opportuno prevedere la possibilità di mettere un  aiuto alimentare a disposizione delle organizzazioni internazionali e non governative; che queste  ultime devono soddisfare determinati requisiti a garanzia del buon esito delle azioni di aiuto  alimentare; considerando che, al fine di agevolare l'applicazione di alcune delle disposizioni previste,  occorre prevedere una stretta collaborazione tra gli Stati membri e la Comunità in seno a un  comitato dell'aiuto alimentare; considerando che occorre definire le misure da prendere per l'esecuzione delle azioni adattando le  modalità di esecuzione alle particolarità di ciascuna zona beneficiaria, ma sempre nel quadro di un  orientamento politico e di una strategia comuni; considerando che, al fine di assicurare una migliore gestione del'aiuto alimentare, più conforme  agli interessi e alle esigenze dei paesi beneficiari, e di migliorare le procedure di decisione e  di attuazione, è opportuno sostituire i regolamenti (CEE) n. 3972/86 del Consiglio, del 22 dicembre  1986, in materia di politica e gestione dell'aiuto alimentare  (1), modificato da ultimo dal  regolamento (CEE) n. 1930/90  (2), (CEE) n. 1755/84 del Consiglio, del 19 giugno 1984, relativo  all'attuazione di azioni sostitutive delle forniture di aiuto alimentare nel campo  dell'alimentazione  (3), (CEE) n. 2507/88 del Consiglio, del 4 agosto 1988, relativo all'attuazione  di programmi di stoccaggio e di sistemi di allarme rapido  (4), (CEE) n. 2508/88 del Consiglio, del  4 agosto 1988, relativo all'attuazione di azioni di cofinanziamento degli acquisti di prodotti  alimentari o di sementi effettuati dagli organismi internazionali e dalle organizzazioni non  governative  (5), e (CEE) n. 1420/87 del Consiglio, del 21 maggio 1987, che fissa le modalità di  applicazione del regolamento (CEE) n. 3972/86 in materia di politica e gestione dell'aiuto  alimentare  (6), HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: CAPITOLO I Obiettivi e orientamenti generali dell'aiuto alimentare e delle  azioni di sostegno alla sicurezza alimentare Articolo 1 Nel quadro della sua politica di  cooperazione con i paesi in via di sviluppo, e al fine di assicurare una risposta adeguata a  situazioni di crisi alimentare, la Comunità mette in atto interventi di aiuto alimentare nonché  azioni di sostegno alla sicurezza alimentare a favore dei paesi in via di sviluppo. TITOLO I Azioni di aiuto alimentare Articolo 2 1.  Le azioni di aiuto alimentare nonché le  azioni di sostegno alla sicurezza alimentare di cui all'articolo 1 si prefiggono, in particolare,  gli obiettivi seguenti: - promuovere la sicurezza alimentare nei paesi e regioni beneficiari; - innalzare il livello nutrizionale delle popolazioni beneficiarie; - contribuire ad uno sviluppo socioeconomico equilibrato dei paesi beneficiari; - appoggiare le iniziative dei paesi beneficiari al fine di migliorarne la produzione alimentare e  di ridurre la loro dipendenza dall'importazione di prodotti alimentari. 2.  L'aiuto alimentare comunitario deve essere pienamente inserito, per quanto possibile, nelle  politiche di sviluppo, in particolare del settore agricolo e agroalimentare, nonché nelle strategie  alimentari dei paesi interessati. L'aiuto alimentare e le azioni di sostegno alla sicurezza  alimentare devono appoggiare le politiche del paese beneficiario in materia di lotta contro la  povertà, di alimentazione, di pianificazione familiare, di tutela dell'ambiente e di  ristrutturazione, facendo particolare attenzione alla continuità dei programmi, soprattutto qualora  il paese beneficiario stia uscendo da una situazione di emergenza. L'aiuto, posto in vendita o  distribuito gratuitamente, non deve essere di natura tale da perturbare il mercato locale. 3.  I prodotti forniti nel quadro dell'aiuto alimentare, come ogni altra azione avviata nello  stesso ambito, devono adattarsi il più possibile alle abitudini alimentari delle popolazioni  beneficiarie e non devono avere ripercussioni negative sul paese destinatario dell'aiuto. Nella scelta dei prodotti forniti nel quadro dell'aiuto comunitario e delle modalità di  mobilizzazione e distribuzione si terrà conto, in particolare, delle caratteristiche sociali  dell'accesso ai prodotti alimentari nel paese beneficiario, segnatamente per quanto riguarda i  gruppi più vulnerabili e il ruolo delle donne nell'economia domestica. 4.  L'assegnazione dell'aiuto alimentare si fonda innanzitutto su una valutazione obiettiva delle  esigenze reali che giustificano tale aiuto, tenuto conto anche delle considerazioni di carattere  economico. A tal fine, vengono presi in esame i criteri seguenti, che non escludono eventuali altre  considerazioni pertinenti: - i deficit alimentari; - il reddito pro capite e l'esistenza di ceti particolarmente svantaggiati; - la situazione della bilancia dei pagamenti del paese beneficiario; - l'impatto socioeconomico e il costo dell'azione proposta; - l'esistenza, nel paese beneficiario, di una politica di sicurezza alimentare a lungo termine. 5.  La concessione dell'aiuto alimentare è subordinata, ove opportuno, all'attuazione di progetti  di sviluppo annuali o pluriennali, di azioni settoriali o di programmi di sviluppo, in primo luogo  quelli finalizzati a favorire una produzione alimentare durevole e a lungo termine nei paesi  beneficiari, nell'ambito di una politica e di una strategia alimentare. Se del caso, l'aiuto può  contribuire direttamente alla realizzazione di tali progetti, azioni o programmi. La  complementarità sarà assicurata per mezzo dell'impiego, stabilito di comune accordo dalla Comunità  e dal paese beneficiario, di fondi di contropartita, qualora l'aiuto comunitario sia destinato alla  vendita. Nel caso in cui l'aiuto alimentare contribuisca ad un programma di sviluppo pluriennale,  esso può essere strutturato in forma di fornitura pluriennale legata al programma in questione.  Oltre all'assegnazione di prodotti alimentari di base, l'aiuto può concretizzarsi nella fornitura  di sementi, fertilizzanti, altri fattori di produzione e prodotti di base, nella costituzione di  scorte di riserva, nonché in azioni di sensibilizzazione e di formazione. 6.  La costituzione da parte dei paesi beneficiari di scorte di riserva dovrebbe rappresentare un  elemento essenziale del programma di sicurezza alimentare, così come l'istituzione di scorte  regionali. TITOLO II Azioni di sostegno alla sicurezza alimentare Articolo 3 Qualora le condizioni lo  giustifichino, la Comunità può attuare azioni di sostegno alla sicurezza alimentare a favore dei  paesi in via di sviluppo che risentono di un deficit alimentare. Tali azioni possono essere eseguite dai paesi beneficiari, dalla Commissione, da organismi  internazionali o da organizzazioni non governative. L'obiettivo di tali azioni consiste nell'appoggiare, con i mezzi disponibili, l'elaborazione e  l'attuazione di una strategia alimentare o di altre misure intese a favorire la sicurezza  alimentare dei paesi interessati, incoraggiandoli ad aumentare il loro livello di sicurezza  alimentare. Le azioni devono contribuire al miglioramento delle condizioni di vita dei gruppi più  svantaggiati della popolazione nei paesi in questione. Le azioni di sostegno alla sicurezza alimentare sono attuate sotto forma di aiuto finanziario e  tecnico, secondo i criteri e le procedure previsti dal presente regolamento. Le azioni devono  essere compatibili e complementari rispetto agli obiettivi delle azioni finanziate dagli altri  strumenti comunitari di aiuto allo sviluppo. Articolo 4 Ai sensi del presente regolamento possono essere eseguite azioni di sostegno alla  sicurezza alimentare a favore dei paesi in via di sviluppo ammissibili a beneficiare di azioni  alimentari. Tali azioni possono interessare una parte oppure la totalità dei quantitativi di aiuto  alimentare destinati a detti paesi, tenuto conto, in particolare, dell'evoluzione della produzione,  del consumo e del livello delle scorte del paese interessato, della situazione alimentare della  popolazione nonché degli aiuti alimentari eventualmente concessi da altri paesi donatori. Articolo 5 Le azioni di sostegno alla sicurezza alimentare sono azioni di aiuto finanziario e  tecnico finalizzate, conformemente agli obiettivi enunciati all'articolo 1, a miglio rare il  livello di sicurezza alimentare mediante un contributo al finanziamento, ad esempio, delle misure  seguenti: - fornitura di sementi e di fattori di produzione necessari alla produzione alimentare; - operazioni di credito rurale; - operazioni di magazzinaggio a livello di agricoltori o su scala comunale, locale, nazionale o  regionale; - operazioni relative alla commercializzazione, al trasporto, alla distribuzione o alla  trasformazione di prodotti agroalimentari; - azioni volte a favorire le importazioni alimentari commerciali; - attività di ricerca applicata e di formazione in loco; - progetti di sviluppo della produzione alimentare; - attività d'accompagnamento e di sensibilizzazione, in particolare azioni di formazione in loco. TITOLO III Sistemi di allarme rapido e programmi di magazzinaggio Articolo 6 La Comunità può  farsi carico della realizzazione di sistemi di allarme rapido per quanto riguarda la situazione  alimentare nei paesi in via di sviluppo, nonché dell'esecuzione di programmi di magazzinaggio nei  paesi suddetti, a sostegno di operazioni di aiuto alimentare in conformità del presente regolamento  o di operazioni analoghe intraprese dagli Stati membri, da enti internazionali e da organizzazioni  non governative. Occorre fare in modo che le azioni tengano conto degli altri strumenti d'aiuto della Comunità,  compresi i fondi di contropartita derivanti dalla vendita dell'aiuto alimentare, e che siano  conformi alla politica di sviluppo perseguita dalla Comunità. Tali azioni hanno come obiettivo il rafforzamento della sicurezza alimentare nei paesi beneficiari.  Esse devono contribuire a migliorare le condizioni di vita dei gruppi più svantaggiati della  popolazione dei paesi in questione, conformemente agli obiettivi di sviluppo fissati da questi  ultimi, in particolare alla loro politica alimentare. La Comunità partecipa alle azioni con un aiuto finanziario e/o tecnico, secondo i criteri e le  procedure previsti dal presente regolamento. Articolo 7 Il sostegno comunitario ai programmi di magazzinaggio e ai sistemi di allarme rapido  può essere concesso, su richiesta, ad azioni in favore dei paesi ammissibili a beneficiare di un  aiuto alimentare della Comunità e dei suoi Stati membri, a enti internazionali e a organizzazioni  non governative. Articolo 8 L'aiuto della Comunità può servire a finanziare le misure seguenti: - sistemi di allarme rapido e di raccolta di dati sull'evoluzione dei raccolti, delle scorte e dei  mercati, che consentano di disporre di maggiori informazioni sulla situazione alimentare dei paesi  interessati; - azioni volte a migliorare i sistemi di magazzinaggio, al fine di ridurre le perdite o di  assicurare una capacità di magazzinaggio sufficiente in caso di emergenza; le azioni possono  includere la realizzazione di infrastrutture, in particolare unità di insaccamento, di scarico, di  disinfestazione, di trattamento e di magazzinaggio, necessarie a gestire i prodotti alimentari nei  paesi in questione al fine di contribuire alle azioni di aiuto alimentare o di sostegno alla  sicurezza alimentare; - studi preliminari e azioni di formazione connessi alle attività citate sopra. CAPITOLO II Modalità di applicazione dell'aiuto alimentare e delle azioni di sostegno alla  sicurezza alimentare Articolo 9 1.  I paesi e gli organismi che possono beneficiare di un aiuto  comunitario per le azioni previste dal presente regolamento sono elencati in allegato. La Commissione può modificare l'elenco dei paesi e degli organismi che possono beneficiare di un  aiuto, previa consultazione del comitato previsto dall'articolo 26 e secondo la procedura fissata  dall'articolo 27. 2.  L'aiuto può essere messo a disposizione delle organizzazioni non governative che rispondono, in  particolare, ai criteri seguenti: a) essere dotate dello statuto tipico delle organizzazioni di questo genere; b) avere sede in uno Stato membro della Comunità, nel paese beneficiario o, a titolo eccezionale,  nel caso di ONG a statuto internazionale, in un paese terzo; c) poter dimostrare di essere in grado di condurre a buon fine azioni di aiuto alimentare; d) essersi impegnate a rispettare le condizioni di stanziamento fissate dalla Commissione. Articolo 10 1.  La Comunità puó partecipare al finanziamento delle azioni di sostegno alimentare  del tipo descritto ai titoli I e II (capitolo I) eseguite dal paese beneficiario, dalla  Commissione, da organismi internazionali o da organizzazioni non governative. 2.  Le azioni di cofinanziamento possono essere attuate su richiesta dei paesi beneficiari, di  organismi internazionali e di organizzazioni non governative al fine di contribuire, qualora  l'azione sia ritenuta la più appropriata, al miglioramento del livello di sicurezza alimentare  della parte della popolazione che non è in grado di supplire con risorse e mezzi propri alla  carenza di alimentari. 3.  Qualora si finanzino azioni di sostegno alla sicurezza alimentare o di aiuto alimentare, il  contributo comunitario riguarda l'acquisto, nella Comunità o nei paesi in via di sviluppo, di  prodotti alimentari e di sementi, attrezzi e fattori di produzione nonché il loro trasporto. Articolo 11 1.  La mobilizzazione dei prodotti si effettua sul mercato comunitario, nel paese  beneficiario o un paese in via di sviluppo (tra quelli figuranti nell'allegato al presente  regolamento) appartenente, se possibile, alla stessa zona geografica. 2.  In casi eccezionali, tale mobilizzazione può essere effettuata sul mercato di un paese diverso  da quelli previsti dal paragrafo 1: - nel caso in cui il prodotto richiesto non sia disponibile, per natura e qualità, sul mercato  comunitario né sul mercato di un paese in via di sviluppo; - in caso di crisi alimentare, qualora la possibilità di effettuare tale acquisto aumenti  l'efficacia dell'operazione. 3.  La mobilizzazione dei prodotti alimentari disponibili sul mercato europeo può essere effettuata  sul mercato di un paese in via di sviluppo, a condizione che sia assicurata l'efficacia economica  rispetto alle mobilizzazioni effettuate sul mercato europeo, e che gli acquisti rimangano entro  limiti tali da non compromettere il principio della mobilizzazione dei prodotti interessati sul  mercato comunitario. 4.  Qualora l'acquisto venga effettuato nel paese beneficiario o in un paese in via di sviluppo,  occorre fare in modo che tale acquisto non rischi di perturbare il mercato del paese in questione o  dei paesi in via di sviluppo della stessa regione, né di avere effetti negativi  sull'approvvigionamento alimentare delle popolazioni. Gli acquisti devono inoltre inserirsi il più  completamente possibile nel quadro dell'attuazione della politica di sviluppo della Comunità verso  il paese interessato, soprattutto in materia di promozione della sicurezza alimentare di  quest'ultimo, o a livello regionale. Articolo 12 Per i paesi beneficiari nei quali le importazioni sono parzialmente o completamente  liberalizzate, la mobilizzazione dell'aiuto comunitario deve essere effettuata compatibilmente con  le politiche nazionali, evitando di creare distorsioni sui mercati. In tal caso, il contributo comunitario potrà essere attuato sotto forma di disponibilità di valuta  che i paesi interessati potranno mettere a disposizione degli operatori privati, a condizione che  l'operazione si inserisca in una politica settoriale (compresa la strategia di importazione di  prodotti alimentari di base) compatibile con la politica economica. I principi enunciati all'articolo 11 si applicano agli aiuti di cui trattasi. Articolo 13 1.  La Comunità può farsi carico delle spese relative al trasporto dell'aiuto  alimentare. 2.  Qualora la Commissione ritenga che la Comunità debba farsi carico, in altri casi, delle spese  relative al trasporto interno dell'aiuto alimentare, essa tiene conto dei criteri generali  seguenti: - una situazione di grave crisi alimentare; - la consegna dell'aiuto alimentare a paesi a basso reddito e con un grave deficit alimentare; - il fatto che gli aiuti alimentari siano destinati agli organismi internazionali o alle  organizzazioni non governative di cui all'articolo 10; - la necessità di rendere più efficace l'azione di aiuto alimentare interessata. 3.  Se l'aiuto alimentare viene commercializzato nel paese beneficiario, la Comunità non dovrebbe  farsi carico dei costi di trasporto, tranne in casi eccezionali. 4.  In circostanze eccezionali la Comunità può inoltre farsi carico delle spese di trasporto aereo  dell'aiuto alimentare. Articolo 14 La Comunità può farsi carico delle spese di distribuzione qualora ciò sia necessario  ai fini dell'esecuzione delle azioni di aiuto alimentare in questione. Articolo 15 L'aiuto della Comunità è fornito sotto forma di sovvenzione. L'aiuto può coprire le spese esterne e quelle locali necessarie all'esecuzione dell'azione,  comprese le spese di manutenzione e di funzionamento. Sono esclusi dal finanziamento comunitario i dazi, le imposte e le tasse. Gli eventuali fondi di contropartita vengono utilizzati conformemente agli obiettivi fissati dal  presente regolamento e d'accordo con la Commissione. Articolo 16 Il contributo comunitario può coprire anche le attività di accompagnamento legate  alle forniture, in particolare azioni di divulgazione, di distribuzione e di formazione in loco. Articolo 17 La partecipazione alle gare, alle aste, agli appalti e ai contratti è aperta, alle  stesse condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche della Comunità europea e del paese  beneficiario. La partecipazione può essere estesa dalla Commissione per ciascuna azione specifica  alle persone fisiche e giuridiche di altri paesi in via di sviluppo che beneficiano di un aiuto  comunitario. In casi eccezionali, la partecipazione può essere estesa a persone fisiche e giuridiche di paesi  terzi. La Commissione darà all'attuazione del presente regolamento una pubblicità adeguata, che assicuri  il carattere aperto delle operazioni. Articolo 18 La Commissione può designare un rappresentante incaricato di concludere accordi di  cofinanziamento a suo nome. Articolo 19 1.  La Commissione adotta le decisioni che fissano le condizioni di attuazione degli  aiuti previsti dal presente regolamento. 2.  L'aiuto viene concesso solo se i beneficiari si impegnano a rispettare le condizioni di  assegnazione, di mobilizzazione e di attuazione comunicate loro dalla Commissione. Articolo 20 La Commissione prende tutte le disposizioni necessarie alla buona esecuzione dei  programmi e delle azioni di aiuto alimentare e di sostegno alla sicurezza alimentare. A tal fine, gli Stati membri forniscono alla Commissione tutta l'assistenza necessaria, in  particolare ogni informazione utile. CAPITOLO III Procedure di attuazione delle azioni di aiuto alimentare e di sostegno alla sicurezza  alimentare Articolo 21 Nel settore dell'aiuto alimentare il Consiglio, che delibera a  maggioranza qualificata su proposta della Commissione e previo parere del Parlamento europeo: - ripartisce tra azioni comunitarie e nazionali gli aiuti in cereali previsti dalla convenzione di  aiuto alimentare; - ripartisce tra gli Stati membri le azioni nazionali in cereali condotte a norma della convenzione  di aiuto alimentare. Articolo 22 La Commissione, previa consultazione del comitato di cui all'articolo 26 e secondo la  procedura di cui all'articolo 27, tenendo inoltre conto degli orientamenti generali in materia di  aiuti alimentari: - stabilisce l'elenco dei prodotti che possono essere mobilizzati a titolo d'aiuto; - fissa i quantitativi globali per ciascun prodotto su base annuale o pluriennale; - fissa le modalità di mobilizzazione, controllo e valutazione; - fissa la ripartizione espressa in termini di quantitativi e di costi tra i vari beneficiari dei  prodotti atti ad essere mobilizzati entro i limiti di bilancio relativi a ciascun prodotto; - modifica, per quanto è necessario, le assegnazioni nel corso dell'esecuzione dei programmi; - modifica, secondo la procedura di cui agli articoli 26 e 27, l'elenco dei paesi e degli organismi  beneficiari. Articolo 23 La Commissione adotta: - le decisioni che concedono un aiuto alimentare o un aiuto di sostituzione e che fissano le  condizioni per la fornitura; - le decisioni che concedono a organismi internazionali o organizzazioni non governative un  contributo per il finanziamento di azioni di sostegno alla sicurezza alimentare; - le decisioni che concedono un aiuto per un programma di magazzinaggio o per un sistema di allarme  rapido, conformemente alla procedura prevista dall'articolo 27. Articolo 24 1.  In ottemperanza alle decisioni del Consiglio previste all'articolo 21 e alle  decisioni adottate ai sensi dell'articolo 22, la Commissione decide: a) le azioni determinate da una situazione di crisi, caratterizzata da carestia o da pericolo  imminente di carestia, che costituisca una grave minaccia per la vita o la salute delle popolazioni  in un paese che non può far fronte al deficit alimentare con mezzi e risorse propri. La Commissione  agisce previa consultazione degli Stati membri mediante il mezzo di comunicazione più appropriato e  concedendo loro un termine di tre giorni entro il quale formulare eventuali obiezioni; b) le condizioni di fornitura dell'aiuto, in particolare: - le clausole generali applicabili ai beneficiari, - l'inizio delle procedure di mobilizzazione, di fornitura dei prodotti e di attuazione delle altre  azioni, nonché la conclusione dei contratti corrispondenti. 2.  Ai fini del paragrafo 1, lettera a), la Commissione è abilitata a prendere qualsiasi misura  atta ad accelerare la fornitura dell'aiuto alimentare. Il volume dell'aiuto che si decide di fornire nei singoli casi è limitato ai quantitativi necessari  alle popolazioni colpite per fronteggiare la situazione durante un lasso di tempo generalmente non  superiore a sei mesi. La Commissione si accerta che in tutte le fasi sia data la precedenza alla mobilizzazione  dell'aiuto alimentare per le azioni previste dal paragrafo 1, lettere a) e b). Articolo 25 Per le azioni di importo limitato, la decisioni di concessione dell'aiuto vengono  prese dalla Commissione secondo le modalità e entro i limiti definiti preliminarmente dal comitato  di cui all'articolo 26. Articolo 26 1.  La Commissione è assistita da un comitato dell'aiuto alimentare, denominato in  appresso «comitato», composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un  rappresentante della Commissione. 2.  La Commissione esamina l'incidenza di ciascuna proposta d'impegno delle spese di sicurezza  alimentare a lungo termine a livello nazionale, regionale e domestico sui paesi beneficiari. 3.  Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno. Articolo 27 Nei casi in cui viene fatto riferimento alla procedura definita nel presente  articolo, il rappresentante della Commissione presenta al comitato il progetto di misure da  prendere. Il comitato esprime un parere sul progetto entro un termine fissato dal presidente in  funzione dell'urgenza della questione. Il parere è espresso alla maggioranza prevista dall'articolo  148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio è chiamato a prendere  su proposta della Commissione. Al momento della votazione in seno al comitato, ai voti dei  rappresentanti degli Stati membri si applica la ponderazione prevista dall'articolo sopracitato. Il  presidente non partecipa alla votazione. Il comitato esamina le proposte di decisione in particolare dal punto di vista del loro impatto  sulla sicurezza alimentare a lungo termine e del loro inserimento in politiche di sicurezza  alimentare coerenti. Esso analizza e segue l'evoluzione delle politiche di sicurezza alimentare che  beneficiano di un aiuto comunitario, ed esamina le proposte di iniziative congiunte. La Commissione adotta le misure immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono  conformi al parere del comitato, la Commissione le comunica tempestivamente al Consiglio. In tal  caso, la Commissione pospone di due mesi a partire dalla data della comunicazione suddetta  l'applicazione delle misure decise. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il  termine di cui al comma precedente. Articolo 28 Gli Stati membri stabiliscono i propri programmi di azioni nazionali di aiuto  alimentare e li comunicano alla Commissione la quale, previa consultazione del comitato e secondo  la procedura di cui all'articolo 27, fissa le modalità di notifica delle azioni nazionali. Il coordinamento delle azioni comunitarie e nazionali di aiuto alimentare a livello di  programmazione e di attuazione è oggetto di un regolare scambio di informazioni in seno al  comitato. Nel corso di tale scambio di informazioni, che ha luogo su richiesta del presidente del  comitato o di un rappresentante di uno Stato membro, si tiene inoltre conto delle azioni di altri  donatori di cui si sia a conoscenza. Articolo 29 Il comitato può esaminare qualsiasi altra questione relativa all'aiuto alimentare  sollevata dal presidente, sia per iniziativa dello stesso che su richiesta di un rappresentante di  uno Stato membro. Articolo 30 La Commissione provvede ad effettuare regolarmente una valutazione delle azioni di  aiuto alimentare significative, al fine di stabilire se siano stati raggiunti gli obiettivi fissati  durante la preparazione di tali azioni e di elaborare direttive volte ad aumentare l'efficacia  delle azioni future. Le relazioni di valutazione vengono comunicate al comitato. La Commissione definisce le modalità di diffusione e di comunicazione interne ed esterne delle  conclusioni delle attività di valutazione ai servizi e agli organismi interessati. Articolo 31 Il Parlamento europeo viene informato in merito alla gestione dell'aiuto alimentare  tramite la notifica, al momento dell'adozione, delle decisioni di cui agli articoli da 21 a 25 e  mediante la trasmissione annuale delle relazioni sull'avanzamento delle diverse azioni per i  rispettivi esercizi. Le decisioni di cui agli articoli da 22 a 25, nonché le relazioni di cui al primo comma vengono  comunicate contemporaneamente al Consiglio. Articolo 32 Sono abrogati i regolamenti (CEE) n. 3972/86, (CEE) n. 1755/84, (CEE) n. 2507/88,  (CEE) n. 2508/88 e (CEE) n. 1420/87. Articolo 33 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in  ciascuno degli Stati membri. (1) GU n. L 370 del 30. 12. 1986, pag. 1.  (2) GU n. L 174 del 7. 7. 1990, pag. 6.  (3) GU n. L 165 del 23. 6. 1984, pag. 7.  (4) GU n. L 220 del 11. 8. 1988, pag. 1.  (5) GU n. L 220 del 11. 8. 1988, pag. 4.  (6) GU n. L 136 del 26. 5. 1987, pag. 1.   ALLEGATO 1.  Paesi>SPAZIO PER TABELLA>2.  Organismi> SPAZIO PER TABELLA>3.  Organizzazioni non governativeONG europee, del paese  beneficiario o, eccezionalmente, internazionali specializzate nel settore dello sviluppo.