CELEX: 62006TJ0218
Language: it
Date: 2008-09-17
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) del 17 settembre 2008. # Neurim Pharmaceuticals (1991) Ltd contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI). # Marchio comunitario - Opposizione - Domanda di marchio comunitario figurativo Neurim PHARMACEUTICALS - Marchi comunitari e nazionali denominativi anteriori EURIM-PHARM - Lingua processuale del ricorso - Termini - Ricevibilità del ricorso dinanzi alla commissione di ricorso - Principio di proporzionalità - Prosecuzione del procedimento - Restitutio in integrum - Artt. 59, 78 e 78 bis del regolamento (CE) n. 40/94 - Regola 48, n. 1, lett. c), e n. 2, regola 49, n. 1, e regola 96, n. 1, del regolamento (CE) n. 2868/95. # Causa T-218/06.

Causa T‑218/06
      Neurim Pharmaceuticals (1991) Ltd
      contro
      Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
      «Marchio comunitario — Opposizione — Domanda di marchio comunitario figurativo Neurim PHARMACEUTICALS — Marchi comunitario e nazionale denominativi anteriori EURIM-PHARM — Lingua processuale del ricorso — Termini — Ricevibilità del ricorso dinanzi alla commissione di ricorso — Principio di proporzionalità — Prosecuzione del procedimento — Restitutio in integrum — Artt. 59, 78 e 78 bis del regolamento (CE) n. 40/94 — Regola 48, nn. 1, lett. c), e 2, regola 49, n. 1, e regola 96, n. 1, del regolamento (CE) n. 2868/95»
      Massime della sentenza
      1.      Marchio comunitario — Procedimento di ricorso — Termine e forma del ricorso
      [Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 59; regolamento della Commissione n. 2868/95, art. 1, regole 48, nn. 1, lett. c),
            e 2, 49, n. 1, e 96, n. 1]
      2.      Atti delle istituzioni — Presunzione di legittimità 
      (Art. 249 CE)
      3.      Marchio comunitario — Lingue dell’Ufficio 
      (Regolamento del Consiglio n. 2868/95, art. 1, regola 96, n. 1)
      4.      Marchio comunitario — Disposizioni procedurali — Restitutio in integrum
      (Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 78, n. 2)
      1.      Dalla regola 48, nn. 1, lett. c), e 2, del regolamento n. 2868/95, recante modalità di esecuzione del regolamento n. 40/94
         sul marchio comunitario, risulta che il ricorso deve contenere una dichiarazione che indichi la decisione impugnata e la modifica
         o l’annullamento richiesti, e che tale ricorso deve essere presentato nella lingua processuale in cui è stata redatta tale
         decisione.
      
      Ai sensi della regola 49, n. 1, del regolamento n. 2868/95, se il ricorso non è conforme, in particolare, ai requisiti previsti
         dalla regola 48, n. 1, lett. c), e n. 2, dello stesso regolamento, la commissione di ricorso lo rigetta in quanto inammissibile,
         a meno che le irregolarità non siano state sanate prima della scadenza del termine stabilito all’art. 59 del regolamento n. 40/94,
         ossia entro due mesi a decorrere dal giorno della notifica della decisione impugnata.
      
      Dalla regola 49, n. 1, del regolamento n. 2868/95, risulta che l’inosservanza della regola 48, nn. 1, lett. c), e 2, dello
         stesso regolamento comporta direttamente e senza previa notifica il rigetto del ricorso in quanto inammissibile, e questo,
         eventualmente, dopo la scadenza del termine di cui alla regola 96, n. 1, dello stesso regolamento, secondo cui, salve le disposizioni
         contrarie dello stesso regolamento, le parti possono usare una delle lingue ufficiali dell’Ufficio per l’armonizzazione nel
         mercato interno (marchi, disegni e modelli) diversa da quella processuale se esse forniscono una traduzione in questa lingua
         entro un mese dalla data di presentazione del documento originario. Non risulta né dai regolamenti applicabili né dalla giurisprudenza
         che sia obbligo dell’Ufficio avvisare gli eventuali ricorrenti dinanzi alle commissioni di ricorso delle conseguenze del mancato
         rispetto delle formalità stabilite da tali regolamenti.
      
      L’eventuale prassi dell’Ufficio di informare i ricorrenti delle lacune formali dei loro atti non può modificare il momento
         da cui inizia a decorrere il termine previsto dalla regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95. Peraltro, secondo costante
         giurisprudenza, le regole sui termini sono state stabilite al fine di garantire la certezza del diritto e di evitare qualsiasi
         discriminazione o trattamento arbitrario. Tale osservazione di carattere generale si applica anche ai termini previsti dai
         regolamenti sul marchio comunitario. Pertanto, l’applicazione del termine previsto dalla detta regola 96, n. 1, non viola
         il principio della parità di trattamento.
      
      (v. punti 37-39, 43-44)
      2.      Un rifiuto, da parte della commissione di ricorso, di seguire la regola 96, n. 1, la regola 49, n. 1, e la regola 48, nn. 1,
         lett. c), e 2, del regolamento n. 2868/95, recante modalità di esecuzione del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario,
         che disciplinano l’ammissibilità dei ricorsi, violerebbe il principio di presunzione di legittimità, secondo cui la normativa
         comunitaria rimane completamente efficace fintantoché un giudice competente non dichiari l’illegittimità della stessa.
      
      (v. punto 52)
      3.      La regola 96, n. 1, la regola 49, n. 1, e la regola 48, nn. 1, lett. c), e 2, del regolamento n. 2868/95, recante modalità
         di esecuzione del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario, costituiscono parte integrante delle disposizioni che disciplinano
         il regime linguistico stabilito dal regolamento n. 40/94. Secondo la giurisprudenza, il suddetto regime linguistico è compatibile
         con il principio di proporzionalità e pertanto queste regole non possono essere considerate contrarie a tale principio.
      
      (v. punto 54)
      4.      Il termine di due mesi, previsto dall’art. 78, n. 2, del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario per la presentazione
         di una richiesta di restitutio in integrum inizia a decorrere dalla cessazione dell’impedimento a causa del quale il richiedente
         non è stato in grado di rispettare un termine nei confronti dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi,
         disegni e modelli), e non dal momento in cui l’Ufficio eventualmente notifichi un’irregolarità nel procedimento.
      
      (v. punto 77)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Prima Sezione)
      17 settembre 2008 (*)
      
      «Marchio comunitario – Opposizione – Domanda di marchio comunitario figurativo Neurim PHARMACEUTICALS – Marchi comunitario e nazionale denominativi anteriori EURIM-PHARM – Lingua processuale del ricorso – Termini – Ricevibilità del ricorso dinanzi alla commissione di ricorso – Principio di proporzionalità – Prosecuzione del procedimento – Restitutio in integrum – Artt. 59, 78 e 78 bis del regolamento (CE) n. 40/94 – Regola 48, n. 1, lett. c), e n. 2, regola 49, n. 1, e regola 96, n. 1, del regolamento (CE) n. 2868/95»
      Nella causa T‑218/06,
      Neurim Pharmaceuticals (1991) Ltd, con sede in Tel-Aviv (Israele), rappresentata dall’avv. M. Kinkeldey, 
      
      ricorrente,
      contro
      Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), rappresentato dal sig. G. Schneider,
         in qualità di agente,
      
      convenuto,
      controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’UAMI e interveniente dinanzi al Tribunale:
      Eurim-Pharm Arzneimittel GmbH, con sede in Piding (Germania), rappresentata dall’avv. T. Raab,
      
      avente ad oggetto un ricorso proposto contro la decisione della prima commissione di ricorso dell’UAMI 2 giugno 2006 (procedimento
         R 74/2006-1), relativa ad un’opposizione tra Eurim-Pharm Arzneimittel GmbH e Neurim Pharmaceuticals (1991) Ltd,
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Prima Sezione),
      composto dalla sig.ra V. Tiili, presidente, dal sig. F. Dehousse e dalla sig.ra I. Wiszniewska-Białecka (relatore), giudici,
      cancelliere: sig.ra K. Andová, amministratore
      visto il ricorso depositato presso la cancelleria del Tribunale il 16 agosto 2006,
      visto il controricorso dell’UAMI depositato presso la cancelleria del Tribunale il 20 dicembre 2006,
      visto il controricorso dell’interveniente depositato presso la cancelleria del Tribunale il 18 dicembre 2006,
      in seguito all’udienza del 12 febbraio 2008,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Contesto normativo
      1        L’art. 59 del regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul marchio comunitario (GU 1994, L 11, pag. 1),
         come modificato, stabilisce quanto segue:
      
      «Il ricorso deve essere presentato per iscritto all’Ufficio entro due mesi a decorrere dal giorno della notifica della decisione.
         Il ricorso è considerato presentato soltanto se la tassa di ricorso è stata pagata. Entro quattro mesi a decorrere dal giorno
         della notifica della decisione, deve essere presentata una memoria scritta con i motivi del ricorso».
      
      2        L’art. 78 del regolamento n. 40/94 è formulato come segue:
      
      «Restitutio in integrum
      1. Il richiedente o il titolare di un marchio comunitario od ogni altra parte di un procedimento dinanzi all’Ufficio che,
         pur avendo impiegato tutta la diligenza dovuta nelle circostanze, non sia stato in grado di osservare un termine nei riguardi
         dell’Ufficio è, a richiesta, reintegrato nei suoi diritti, se detta inosservanza ha come conseguenza diretta, a norma del
         presente regolamento, la perdita di un diritto o la decadenza da un mezzo di ricorso.
      
      2. La richiesta deve essere presentata per iscritto entro due mesi a decorrere dalla cessazione dell’inosservanza. L’atto
         omesso deve essere compiuto entro questo medesimo termine (…)
      
      3. La richiesta deve essere motivata ed indicare i fatti e le giustificazioni a sostegno. Essa è considerata presentata soltanto
         se la tassa di restitutio in integrum è stata pagata.
      
      (…)».
      3        L’art. 78 bis del regolamento n. 40/94 dispone:
      
      «Prosecuzione del procedimento
      1. Il richiedente o il titolare di un marchio comunitario od ogni altra parte di un procedimento dinanzi all’Ufficio che non
         ha osservato un termine nei riguardi dell’Ufficio può ottenere, a richiesta, la prosecuzione della procedura, a condizione
         che, nel momento di presentazione della domanda, l’atto omesso sia stato compiuto. La richiesta di prosecuzione della procedura
         è ricevibile soltanto qualora sia presentata entro due mesi a decorrere dalla data di scadenza del termine non osservato.
         Essa è considerata presentata soltanto se la tassa di prosecuzione della procedura è stata pagata. 
      
      (…)».
      4        La regola 48 del regolamento (CE) della Commissione 13 dicembre 1995, n. 2868/95, recante modalità di esecuzione del regolamento
         (CE) n. 40/94 del Consiglio sul marchio comunitario (GU L 303, pag. 1), come modificato, così recita: 
      
      «1. Il ricorso contiene:
      (…)
      c)      l’indicazione della decisione impugnata e della modifica o dell’annullamento richiesti. 
      2. Il ricorso è presentato nella lingua della procedura in cui è stata redatta la decisione impugnata».
      5        La regola 49, n. 1, del regolamento n. 2868/95 dispone quanto segue:
      
      «Se il ricorso non è conforme agli articoli 57, 58 e 59 del regolamento nonché alla regola 48, paragrafo 1, lettera c) e paragrafo
         2, la commissione di ricorso lo rigetta in quanto inammissibile, a meno che le irregolarità non siano state sanate prima della
         scadenza del termine stabilito all’articolo 59 del regolamento».
      
      6        La regola 70 del regolamento n. 2868/95, relativa al computo dei termini, prevede:
      
      «(…)
      2. Il termine decorre dal giorno successivo a quello in cui si è prodotto l’evento rilevante ai fini della decorrenza; l’evento
         rilevante può essere un atto oppure la scadenza di un termine anteriore. Salvo disposizioni contrarie, quando l’atto consiste
         in una notifica, si considera evento rilevante il ricevimento del documento notificato.
      
      (…)
      4. Il termine di uno o più mesi scade nel giorno corrispondente per denominazione a quello in cui si è prodotto l’evento rilevante
         ai fini della decorrenza (…)».
      
      7        La regola 96 del regolamento n. 2868/95, inserita nella parte delle disposizioni generali relative alle lingue, al n. 1 stabilisce:
         
      
      «Salve le disposizioni dell’articolo 115, paragrafi 4 e 7 del regolamento e le disposizioni contrarie del presente regolamento
         d’esecuzione, in caso di procedura scritta dinanzi all’Ufficio le parti possono usare una delle lingue ufficiali dell’Ufficio.
         Se la lingua scelta non è la lingua procedurale, esse devono fornire una traduzione nella lingua procedurale entro un mese
         dalla data di presentazione del documento originario (…)». 
      
       Fatti
      8        Il 1° agosto 2002 la ricorrente, la Neurim Pharmaceuticals (1991) Ltd, ha presentato una domanda di registrazione di marchio
         comunitario all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), ai sensi del regolamento
         n. 40/94.
      
      9        Il marchio di cui è stata chiesta la registrazione è il seguente segno figurativo:
      
      
      10      I prodotti per i quali è stata chiesta la registrazione del marchio rientrano nelle classi 5 e 10 ai sensi dell’accordo di
         Nizza 15 giugno 1957, relativo alla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione
         dei marchi, come riveduto e modificato, e corrispondono, per ciascuna di tali classi, alla seguente descrizione:
      
      –        classe 5: «Farmaci, prodotti farmaceutici; pillole per uso farmaceutico, preparati chimici per uso farmaceutico, preparati
         chimici per uso medico, medicinali per uso medico»;
      
      –        classe 10: «Dispositivi medici». 
      11      La ricorrente ha presentato domanda di marchio comunitario in inglese, indicando il tedesco come seconda lingua. 
      
      12      La domanda di marchio comunitario è stata pubblicata nel Bollettino dei marchi comunitari n. 28/03 del 31 marzo 2003. 
      
      13      Il 27 giugno 2003 l’interveniente, la Eurim-Pharm Arzneimittel GmbH, ha proposto opposizione avverso la registrazione del
         marchio richiesto, ai sensi dell’art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94. 
      
      14      L’opposizione si basava sul marchio denominativo EURIM‑PHARM, oggetto della registrazione comunitaria n. 667899 per i «medicinali»
         rientranti nella classe 5, e della registrazione tedesca n. 1068926 per i «medicinali ad uso animale e umano», rientranti
         anch’essi nella classe 5, nonché sulla denominazione commerciale tedesca Eurim-Pharm utilizzata in Germania per designare
         la produzione e la commercializzazione di medicinali, in particolare il commercio all’ingrosso di medicinali. 
      
      15      L’atto di opposizione è stato depositato in tedesco. Questa lingua è divenuta lingua processuale, ai sensi dell’art. 115,
         n. 6, del regolamento n. 40/94. 
      
      16      Con decisione 14 novembre 2005, notificata alle parti lo stesso giorno tramite telecopia, la divisione di opposizione ha accolto
         l’opposizione e ha respinto la domanda di registrazione. 
      
      17      Il 6 gennaio 2006 la ricorrente ha proposto ricorso contro tale decisione. A tal fine, essa ha utilizzato il formulario di
         ricorso in inglese messo a disposizione dall’UAMI, in cui ha scritto in inglese, alla casella 31 intitolata «Portata del ricorso»,
         la seguente frase: 
      
      «La decisione dovrebbe essere annullata in toto e la domanda di registrazione dovrebbe essere accettata». 
      18      Il 18 gennaio 2006 la cancelleria dell’UAMI ha spedito ai rappresentanti della ricorrente due documenti tramite telecopia:
         una lettera di due pagine con la quale si accusava ricevuta del ricorso ed una comunicazione di una pagina con cui le si rendeva
         nota un’irregolarità relativa alla lingua nella quale il ricorso era stato presentato, in relazione alla regola 48, n. 2,
         del regolamento n. 2868/95. Quest’ultima comunicazione invitava la ricorrente a fornire una traduzione del ricorso nella lingua
         processuale entro un mese dalla data di presentazione del documento originario, ossia entro il 6 febbraio 2006, conformemente
         alla regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95. 
      
      19      L’estratto della relazione di conferma della trasmissione delle telecopie, prodotto dall’UAMI, indica «OK» per la trasmissione,
         in tale data, dei due documenti spediti ai rappresentanti della ricorrente. 
      
      20      Il 14 marzo 2006 la ricorrente ha presentato una memoria scritta con i motivi del ricorso, redatta in tedesco. 
      
      21      Il 22 marzo 2006 un agente dell’UAMI ha contattato telefonicamente uno dei rappresentanti della ricorrente, informandolo dell’irregolarità
         relativa alla lingua del ricorso e della comunicazione che l’UAMI aveva spedito, a questo proposito, il 18 gennaio 2006. Il
         rappresentante della ricorrente ha dichiarato di non avere ricevuto tale comunicazione. 
      
      22      Con lettera 7 aprile 2006, spedita all’UAMI tramite telecopia, il rappresentante della ricorrente, riferendosi ad una conversazione
         telefonica precedente con un agente dell’UAMI, ha affermato di avere ricevuto, il 18 gennaio 2006, una sola lettera dell’UAMI
         che confermava il ricevimento del ricorso. A sostegno di tale affermazione, egli ha prodotto un estratto di un rilevatore
         elettronico contenente un elenco delle telecopie ricevute il 18 gennaio 2006, chiedendo anche che gli fosse rispedita una
         copia della lettera 18 gennaio 2006 riguardante l’irregolarità relativa alla lingua del ricorso. 
      
      23      Con successiva lettera 7 aprile 2006 il rappresentante della ricorrente ha spedito all’UAMI un nuovo ricorso, questa volta
         redatto interamente in tedesco, chiedendo la prosecuzione del procedimento ai sensi dell’art. 78 bis del regolamento n. 40/94
         e autorizzando l’addebito sul suo conto corrente presso l’UAMI dell’importo della tassa da pagare. 
      
      24      Il 23 maggio 2006 il rappresentante della ricorrente ha presentato una richiesta di restitutio in integrum ai sensi dell’art.
         78 del regolamento n. 40/94 e ha autorizzato l’addebito sul suo conto corrente presso l’UAMI dell’importo della tassa da pagare.
         Egli ha affermato di aver dato istruzione ad una segretaria affinché la versione tedesca del ricorso fosse spedita all’UAMI
         il 6 gennaio 2006 e che, inspiegabilmente e senza che ciò riveli un inadempimento al suo dovere di sorveglianza, la seconda
         pagina del formulario di ricorso era stata spedita in inglese. Egli ha anche precisato che questa segretaria, la cui competenza
         e la cui prestazione non erano state precedentemente contestate, stava affrontando, all’epoca, gravi preoccupazioni familiari,
         cosa di cui i suoi datori di lavoro non erano a conoscenza.
      
      25      Con decisione 2 giugno 2006 (in prosieguo: la «decisione impugnata») la prima commissione di ricorso dell’UAMI ha dichiarato
         il ricorso inammissibile, ai sensi della regola 49, n. 1, del regolamento n. 2868/95 in combinato disposto con la regola 48,
         n. 1, lett. c), e n. 2, dello stesso regolamento. Essa ha anche ritenuto che l’istanza di prosecuzione del procedimento, formulata
         ai sensi dell’art. 78 bis del regolamento n. 40/98, e la richiesta di restitutio in integrum, di cui all’art. 78 dello stesso
         regolamento, fossero «considerate non presentate» dato che il pagamento delle tasse non era stato autorizzato in tempo utile.
      
       Conclusioni delle parti
      26      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia: 
      
      –        annullare la decisione impugnata;
      –        condannare l’UAMI alle spese. 
      27      L’UAMI chiede che il Tribunale voglia: 
      
      –        respingere il ricorso;
      –        condannare la ricorrente alle spese.
      28      L’interveniente chiede che il Tribunale voglia:
      
      –        confermare la decisione impugnata; 
      –        condannare la ricorrente alle spese.
       In diritto
      29      A sostegno del ricorso la ricorrente deduce quattro motivi, relativi, in primo luogo, alla violazione dell’art. 59 del regolamento
         n. 40/94, della regola 48, n. 1, lett. c), e n. 2, della regola 49, n. 1, e della regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95,
         in secondo luogo, alla violazione dell’art. 78 bis del regolamento n. 40/94, in terzo luogo, alla violazione dell’art. 78
         dello stesso regolamento e, in quarto luogo, alla violazione del principio di proporzionalità.
      
      30      Dal momento che il quarto motivo, come il primo, riguarda la ricevibilità del ricorso dinanzi alla commissione di ricorso,
         occorre esaminarlo in secondo luogo, a seguito dell’esame del primo motivo. Il secondo e il terzo motivo, relativi, rispettivamente,
         alla ricevibilità della domanda di prosecuzione del procedimento e alla presentazione della richiesta di restitutio in integrum
         entro il termine impartito, saranno esaminati in terzo e quarto luogo. 
      
       Sul motivo relativo alla violazione dell’art. 59 del regolamento n. 40/94, della regola 48, n. 1, lett. c), e n. 2, della
            regola 49, n. 1, e della regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95
       Argomenti delle parti
      31      La ricorrente sostiene di avere proposto un ricorso contro la decisione della divisione di opposizione, conformemente alle
         disposizioni dell’art. 59 del regolamento n. 40/94, nei termini impartiti e nelle forme di legge, e che solo l’esposizione
         della portata del ricorso era redatta nella lingua della domanda di registrazione invece che in quella processuale. La ricorrente
         non avrebbe ricevuto alcuna comunicazione scritta da parte dell’UAMI che la informasse dell’irregolarità relativa alla lingua
         nella quale il ricorso è stato proposto.
      
      32      Essa fa valere, da un lato, che la relazione di conferma della trasmissione delle telecopie del 18 gennaio 2006, presentata
         dall’UAMI e contenente l’indicazione «OK» per l’invio della comunicazione riguardante l’irregolarità relativa alla lingua
         del ricorso, consente soltanto di presumere il suo ricevimento. In base alla giurisprudenza e alle direttive dell’UAMI relative
         ai procedimenti dinanzi ad esso, tale presunzione potrebbe essere contraddetta se il destinatario di una comunicazione dell’UAMI
         dimostrasse di non averla ricevuta. Nella fattispecie, la ricorrente avrebbe invertito tale presunzione, presentando una relazione
         di conferma della ricezione delle telecopie del 18 gennaio 2006, che dimostra il ricevimento da parte dell’UAMI di una sola
         comunicazione di due pagine, corrispondente all’avviso di ricevimento del ricorso. Pertanto, la comunicazione riguardante
         l’irregolarità relativa alla lingua del ricorso non dovrebbe essere considerata effettuata. 
      
      33      Essa sostiene, d’altro lato, che la prassi costante dell’UAMI è di applicare la regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95
         agli errori relativi alla lingua nella quale un ricorso è proposto, con conseguente possibilità di fornire una traduzione
         del documento originario nella lingua processuale entro un mese dalla sua data di presentazione. Una prassi costante dell’UAMI
         consisterebbe anche nell’informare espressamente i ricorrenti, mediante una comunicazione, dei loro errori relativi alla lingua
         processuale e del termine per sanarli, previsto dalla regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95. 
      
      34      In forza del principio di parità di trattamento, la ricorrente dovrebbe potere fare affidamento sull’applicazione di queste
         costanti prassi amministrative che vincolerebbero l’UAMI, tanto più che, nella fattispecie, un ricorso era già stato proposto
         ed era facile notificarle nuovamente, nelle forme di legge, l’irregolarità in questione prima della scadenza del termine impartito.
         Ciò sarebbe stato chiesto invano dai rappresentanti della ricorrente in diverse comunicazioni telefoniche. In presenza di
         un siffatto cambiamento della costante prassi amministrativa, in violazione del principio di parità di trattamento, si dovrebbe
         ritenere che la nuova presentazione del ricorso, questa volta redatto in tedesco, in data 7 aprile 2006, sani validamente
         l’irregolarità relativa alla lingua.
      
      35      L’UAMI sostiene che dalla regola 48, n. 2, dalla regola 49 e dalla regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95 risulta che
         un ricorso proposto, come nella fattispecie, in una lingua diversa da quella processuale senza che la relativa traduzione
         sia stata presentata nel termine prescritto deve essere rigettato in quanto irricevibile. Il documento prodotto dalla ricorrente
         non costituirebbe una prova sufficiente del mancato ricevimento della telecopia inviata dall’UAMI che la informava dell’irregolarità
         relativa alla lingua del ricorso. 
      
      36      L’interveniente ritiene che, dato che il ricorso è stato proposto in una lingua diversa da quella processuale, in violazione
         della regola 48, n. 2, del regolamento n. 2868/95, esso sia stato correttamente respinto ai sensi della regola 49, n. 1, dello
         stesso regolamento. La prassi della commissione di ricorso, consistente nel segnalare alle parti le lacune formali dei loro
         atti, non costituirebbe un obbligo e, pertanto, non avrebbe alcun effetto sui termini previsti. La proroga di questi termini
         potrebbe generare disparità di trattamento.
      
       Giudizio del Tribunale
      37      Dalla regola 48, n. 1, lett. c ), e n. 2, del regolamento n. 2868/95 risulta che il ricorso deve contenere una dichiarazione
         che indichi la decisione impugnata e la modifica o l’annullamento richiesti, e che questo atto deve essere presentato nella
         lingua processuale in cui è stata redatta tale decisione. 
      
      38      Ai sensi della regola 49, n. 1, del regolamento n. 2868/95, se il ricorso non è conforme, in particolare, ai requisiti previsti
         dalla regola 48, n. 1, lett. c), e n. 2, dello stesso regolamento, la commissione di ricorso lo rigetta in quanto inammissibile,
         a meno che le irregolarità non siano state sanate prima della scadenza del termine stabilito all’art. 59 del regolamento n. 40/94,
         ossia entro due mesi a decorrere dal giorno della notifica della decisione impugnata. 
      
      39      In base alla regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95, salve le disposizioni contrarie dello stesso, le parti possono usare
         una delle lingue ufficiali dell’UAMI diversa da quella processuale se esse forniscono una traduzione in questa lingua entro
         un mese dalla data di presentazione del documento originario. 
      
      40      Nella fattispecie, la decisione impugnata della divisione d’opposizione è stata notificata alla ricorrente tramite telecopia
         il 14 novembre 2005. Dato che il ricorso è stato proposto il 6 gennaio 2006, esso è stato proposto entro il termine di due
         mesi previsto dall’art. 59 del regolamento n. 40/94. Tuttavia, il ricorso, che, conformemente alla regola 48, n. 1, lett.
         c), del regolamento n. 2868/95, conteneva l’indicazione dell’annullamento della decisione della divisione d’opposizione, non
         soddisfaceva la condizione prevista dalla regola 48, n. 2, del regolamento n; 2868/95, poiché tale indicazione era redatta
         in inglese e non nella lingua processuale, ossia il tedesco.
      
      41      A norma della regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95 sarebbe stato possibile fornire una traduzione del ricorso nella
         lingua processuale entro un mese dalla sua presentazione, ossia entro il 6 febbraio 2006. Tuttavia, tale traduzione è giunta
         all’UAMI soltanto tramite un nuovo ricorso redatto in tedesco, presentato il 7 aprile 2006, vale a dire oltre due mesi dopo
         la scadenza del termine impartito. 
      
      42      Pertanto, la commissione di ricorso non ha commesso alcun errore di diritto respingendo il ricorso in quanto inammissibile,
         ai sensi della regola 49, n. 1, del regolamento n. 2868/95, e della regola 48, n. 1, lett. c), e n. 2, dello stesso. 
      
      43      Questa constatazione non è inficiata dagli argomenti della ricorrente relativi all’asserita mancanza di notifica da parte
         dell’UAMI dell’irregolarità relativa alla lingua del ricorso e alla pretesa violazione del principio di parità di trattamento.
         Dalla regola 49, n. 1, del regolamento n. 2868/95, infatti, risulta che l’inosservanza della regola 48, n. 1, lett. c), e
         n. 2, dello stesso regolamento comporta direttamente e senza previa notifica il rigetto del ricorso in quanto inammissibile,
         e questo, eventualmente, dopo la scadenza del termine di cui alla regola 96, n. 1, dello stesso regolamento. Non risulta né
         dai regolamenti applicabili né dalla giurisprudenza che sia obbligo dell’UAMI avvisare gli eventuali ricorrenti dinanzi alle
         commissioni di ricorso delle conseguenze del mancato rispetto delle formalità stabilite da tali regolamenti [v., in tal senso,
         sentenza del Tribunale 31 maggio 2005, causa T-373/03, Solo Italia/UAMI – Nuova Sala (PARMITALIA), Racc. pag. II-1881, punto
         59].
      
      44      Anche se il fatto di informare i ricorrenti delle lacune formali dei loro atti costituiva una prassi abituale dell’UAMI, ciò
         sarebbe ininfluente nel caso di specie. Questa prassi, infatti, non può modificare il momento da cui inizia a decorrere il
         termine previsto dalla regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95 [v., in tal senso, sentenza del Tribunale 17 settembre
         2003, causa T-71/02, Classen Holding/UAMI – International Paper (BECKETT EXPRESSION), Racc. pag. II‑3181, punto 41]». Peraltro,
         secondo costante giurisprudenza, le regole sui termini sono state stabilite al fine di garantire la certezza del diritto e
         di evitare qualsiasi discriminazione o trattamento arbitrario (v. ordinanza del Tribunale 21 novembre 2005, causa T-426/04,
         Tramarin/Commissione, Racc. pag. II-4765, punto 60 e la giurisprudenza ivi citata). Tale osservazione di carattere generale
         si applica anche ai termini previsti dai regolamenti sul marchio comunitario. Pertanto, avendo applicato, senza modificarlo,
         il termine previsto dalla regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95, la commissione di ricorso non ha violato il principio
         della parità di trattamento. 
      
      45      Pertanto, il presente motivo deve essere respinto.
      
       Sul motivo relativo alla violazione del principio di proporzionalità
       Argomenti delle parti
      46      La ricorrente sostiene che il rigetto del ricorso in quanto irricevibile da parte della commissione di ricorso, sebbene sia
         stato proposto entro il termine impartito e nelle forme di legge, ad eccezione di una sola frase in inglese, togliendole,
         in tal modo, la possibilità di proseguire il procedimento e di difendere la domanda di registrazione, viola il principio di
         proporzionalità.
      
      47      In primo luogo, contemperando, da un lato, l’interesse dell’interveniente ad un’agevole comprensione del ricorso e alla continuità
         dell’uso della lingua processuale e, dall’altro, l’interesse della ricorrente alla tutela della domanda di registrazione,
         sarebbe eccessivo respingere il ricorso per il solo fatto che l’esigenza formale relativa alla sua presentazione nella lingua
         processuale non sarebbe stata rispettata. 
      
      48      In secondo luogo, la commissione di ricorso stessa avrebbe precedentemente riconosciuto che il regime linguistico previsto
         dai regolamenti n. 40/94 e n. 2868/95 manca di chiarezza. Sarebbe inutilmente rigoroso e formalistico applicare tale regime
         al ricorso, di cui pochi elementi essenziali necessitano una traduzione. Infatti, sarebbero minime le indicazioni da fornire
         nel formulario di ricorso, ivi compresa quella relativa alla portata del ricorso che, nella versione attuale del formulario,
         è contenuta in una semplice casella da selezionare.
      
      49      In terzo luogo, la scelta della lingua processuale sarebbe limitata alle lingue la cui conoscenza è più diffusa nella Comunità,
         precisamente al fine di evitare che la lingua processuale non sia completamente sconosciuta da una delle parti del procedimento.
         Nella fattispecie, l’interveniente sarebbe stata in grado di comprendere il contenuto del ricorso, ivi compresa l’indicazione
         in inglese relativa alla sua portata, dato che anche la domanda di registrazione contro cui essa ha presentato opposizione
         era redatta in inglese. E’ fuori dubbio la comprensione dell’inglese da parte sua, tanto più che si tratta di un’impresa farmaceutica
         e non di un privato. 
      
      50      L’UAMI, sottolineando che la commissione di ricorso non è competente a controllare la proporzionalità delle regole che prevedono
         il rigetto di un ricorso proposto in una lingua diversa da quella processuale, rileva che l’esistenza stessa di vari rimedi
         giuridici che consentono di rimediare ai vizi di forma o alla mancata osservanza dei termini rafforza la proporzionalità di
         tale normativa. Dato che la ricorrente non ha fatto uso di questi rimedi di diritto disponibili, e tenuto conto delle ripetute
         inosservanze dei termini che farebbero dubitare della diligenza dei suoi rappresentanti, non occorrerebbe contestare la proporzionalità
         delle basi giuridiche in questione.
      
      51      Secondo l’interveniente, non è sproporzionato esigere il rispetto delle regole relative ai termini e alla lingua processuale,
         poiché la relativa applicazione non sarebbe soggetta ad una ponderazione degli interessi delle parti. Inoltre, dal momento
         che la ricorrente ha la possibilità di presentare una nuova domanda di registrazione, non sarebbe ingiusto respingere il ricorso.
         
      
       Giudizio del Tribunale
      52      Respingendo il ricorso in quanto irricevibile, la commissione di ricorso ha applicato la regola 96, n. 1, la regola 49, n.
         1, e la regola 48, n. 1, lett. c), e n. 2, del regolamento n. 2868/95. Tali regole vigenti, che disciplinano la ricevibilità
         del ricorso nella fattispecie, dovevano essere applicate dalla commissione di ricorso. Il rifiuto di seguirle avrebbe violato
         il principio di presunzione di legittimità, secondo cui la normativa comunitaria rimane completamente efficace fintantoché
         un giudice competente non dichiari l’illegittimità della stessa (v., in tal senso, sentenza del Tribunale 12 luglio 2001,
         causa T-120/99, Kik/UAMI (Kik), Racc. pag. II-2235, punto 55]. 
      
      53      Spetta dunque al Tribunale pronunciarsi sulla legittimità di tali regole con riferimento al principio di proporzionalità in
         quanto, facendo valere che l’irricevibilità del suo ricorso in forza di queste regole viola il detto principio, la ricorrente
         implicitamente sostiene che tali regole violano lo stesso principio. 
      
      54      A tale riguardo occorre ricordare che tali regole costituiscono parte integrante delle disposizioni che disciplinano il regime
         linguistico stabilito dal regolamento n. 40/94. Orbene, secondo la giurisprudenza, il suddetto regime è compatibile con il
         principio di proporzionalità (v., in tal senso, sentenza della Corte 9 settembre 2003, causa C-361/01 P, Kik/UAMI, Racc. pag.
         I-8283, punti 92-94, e sentenza Kik, punto 52 sopra, punti 62 e 63). Pertanto, queste regole non possono essere considerate
         contrarie al principio di proporzionalità. 
      
      55      Peraltro, il mancato rispetto di obblighi quale quello relativo all’osservanza dei termini di ricorso, fondamentali per il
         corretto funzionamento del sistema comunitario, può essere sanzionato dalla normativa comunitaria con la perdita di un diritto,
         senza che ciò sia incompatibile con il principio di proporzionalità (v., in tal senso, sentenza del Tribunale 6 marzo 2003,
         cause riunite T-61/00 e T-62/00, APOL/Commissione, Racc. pag. II-635, punti 96 e 98).
      
      56      Da quanto sin qui esposto deriva che, la decisione della commissione di ricorso di respingere il ricorso in quanto irricevibile,
         in applicazione della regola 96, n. 1, della regola 49, n. 1, e della regola 48, n. 1, lett. c), e n. 2, del regolamento n.
         2868/95, non può essere considerata sproporzionata. Pertanto, il presente motivo deve essere respinto.
      
       Sul motivo relativo alla violazione dell’art. 78 bis del regolamento n. 40/94
       Argomenti delle parti
      57      La ricorrente sostiene che la regola 72, n. 1, del regolamento n. 2868/95, relativa alla scadenza dei termini, deve essere
         applicata anche alla determinazione del momento di decorrenza dei termini, al fine di non svantaggiare un ricorrente a seconda
         del mezzo di comunicazione impiegato per la presentazione del ricorso. Questa regola prevederebbe che, se un termine scade
         in un giorno in cui l’UAMI non è aperto per la ricezione, oppure in un giorno in cui la normale corrispondenza non viene distribuita
         nella località in cui ha sede l’Ufficio, il termine è prorogato al primo giorno successivo a quello in cui l’UAMI è aperto
         per ricevere i documenti, o la normale corrispondenza viene distribuita. Nella fattispecie, il termine di un mese, previsto
         dalla regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95 non avrebbe dunque cominciato a decorrere il venerdì 6 gennaio 2006, ossia
         il giorno della presentazione del ricorso, dato che questo giorno è festivo, conformemente all’elenco dei giorni di chiusura
         dell’UAMI per l’anno 2006. Il ricorso dovrebbe essere considerato depositato il lunedì 9 gennaio 2006. Pertanto, il termine
         di un mese per fornire la traduzione del ricorso nella lingua processuale sarebbe scaduto il 9 febbraio 2006 e non il 6 febbraio
         2006, come sosterrebbe l’UAMI. 
      
      58      Pertanto, la richiesta di prosecuzione del procedimento, presentata il 7 aprile 2006 con la traduzione in tedesco del ricorso
         e con l’ordine di pagamento della tassa di prosecuzione del procedimento, sarebbe stata proposta conformemente all’art. 78 bis
         del regolamento n. 40/94. Di conseguenza, l’UAMI, non accogliendo questa richiesta, avrebbe violato l’art. 78 bis del regolamento
         n. 40/94. 
      
      59      L’UAMI e l’interveniente contestano gli argomenti della ricorrente e affermano che, dato che il ricorso è stato presentato
         in inglese il 6 gennaio 2006, il termine previsto dalla regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95 è scaduto il 6 febbraio
         2006 e il termine per la presentazione di una richiesta di prosecuzione del procedimento, di cui all’art. 78 bis del regolamento
         n. 40/94, è scaduto il 6 aprile 2006. La richiesta di prosecuzione del procedimento, proposta il 7 aprile 2006, sarebbe dunque
         stata presentata un giorno dopo la scadenza del termine impartito. 
      
       Giudizio del Tribunale
      60      Con il motivo relativo alla ricevibilità della richiesta di prosecuzione del procedimento la ricorrente contesta, in sostanza,
         alla commissione di ricorso di non averla accolta, considerandola non presentata.
      
      61      Ai sensi dell’art. 78 bis del regolamento n. 40/94, la parte di un procedimento dinanzi all’UAMI che non ha osservato un termine
         può ottenere la prosecuzione del procedimento su richiesta, a condizione che, nel momento di presentazione della stessa, l’atto
         omesso sia stato compiuto. La richiesta è ricevibile solo se viene presentata entro due mesi a decorrere dalla cessazione
         dell’inosservanza, e non è considerata presentata se non dopo il pagamento di una tassa di prosecuzione del procedimento.
         
      
      62      La regola 96, n. 1, del regolamento n. 2868/95 stabilisce che il termine di un mese per fornire una traduzione nella lingua
         processuale di un documento originario redatto in un’altra lingua comincia a decorrere dalla data di deposito di quest’ultimo.
         Ai sensi della regola 70, n. 4, del regolamento n. 2868/95, quando un termine è di uno o più mesi, esso scade nel giorno corrispondente
         per denominazione a quello in cui si è prodotto l’evento rilevante ai fini della decorrenza.
      
      63      Nel caso di specie, è pacifico che il ricorso, nella versione in inglese, è stato proposto tramite telecopia inviata all’UAMI
         il 6 gennaio 2006. Pertanto, la commissione di ricorso ha correttamente considerato che il termine di un mese per il deposito
         della traduzione del ricorso nella lingua processuale era scaduto il 6 febbraio 2006.
      
      64      Dato che il termine non osservato è scaduto il 6 febbraio 2006, la richiesta di prosecuzione del procedimento avrebbe dovuto
         essere presentata, e si sarebbe dunque dovuto autorizzare il pagamento della tassa, entro il 6 aprile 2006. Orbene, la richiesta
         di prosecuzione del procedimento e la traduzione del ricorso nella lingua processuale non sono state presentate ed il pagamento
         della tassa è stato autorizzato soltanto il 7 aprile 2006. 
      
      65      Pertanto, considerando che la richiesta di prosecuzione del procedimento era ritenuta non presentata, la commissione di ricorso
         non ha commesso alcun errore di diritto.
      
      66      Tale constatazione non è inficiata dall’argomento della ricorrente secondo cui la data di decorrenza del termine di un mese
         sarebbe il 9 gennaio 2006 invece del 6 gennaio 2006, giorno in cui è stata ricevuta la telecopia del ricorso. Detta tesi si
         basa sulle regole relative alla scadenza del termine in casi particolari, che non si applicano alla fattispecie. Infatti,
         è la regola 70, n. 2, del regolamento n. 2868/95, concernente il momento di decorrenza dei termini in caso di notifica, che
         deve essere applicata. Essa prevede che si consideri evento rilevante il ricevimento del documento notificato. Peraltro, la
         regola 79 del regolamento n. 2868/95 dispone che qualsiasi comunicazione inviata all’UAMI può essere trasmessa tramite telecopia,
         e rinvia alla regola 80 dello stesso regolamento, che considera come data di riferimento quella di ricevimento della telecopia.
         Pertanto, trattandosi dell’invio di una comunicazione indirizzata all’UAMI tramite telecopia, l’evento da cui inizia a decorrere
         il termine è il ricevimento, da parte dell’UAMI, di questa telecopia, indipendentemente dal fatto che la data di ricevimento
         corrisponda ad un giorno festivo. 
      
      67      Ne consegue che il presente motivo deve essere respinto.
      
       Sul motivo relativo alla violazione dell’art. 78 del regolamento n. 40/94
       Argomenti delle parti
      68      La ricorrente afferma che la comunicazione di un’irregolarità relativa alla lingua del ricorso può essere fatta validamente
         solo per iscritto, poiché la data di una trasmissione informale nel corso di una conversazione telefonica non può essere considerata
         quella relativa alla cessazione dell’inosservanza da cui inizia a decorrere il termine per presentare una richiesta di restitutio
         in integrum. Dato che l’irregolarità relativa alla lingua del ricorso non è stata comunicata per iscritto alla ricorrente,
         l’inosservanza non sarebbe mai cessata e la richiesta di restitutio in integrum non potrebbe essere considerata tardiva.
      
      69      L’UAMI e l’interveniente sostengono che, nella fattispecie, l’inosservanza è cessata, al più tardi, il 22 marzo 2006, quando
         uno dei rappresentanti della ricorrente è stato informato telefonicamente dell’irregolarità relativa alla lingua del ricorso.
         Il termine di due mesi, di cui all’art. 78, n. 2, del regolamento n. 40/94, sarebbe scaduto entro il 22 maggio 2006. La richiesta
         di restitutio in integrum, quindi, sarebbe stata presentata con un giorno di ritardo, il 23 maggio 2006. Pertanto, la commissione
         di ricorso avrebbe giustamente considerato non presentata la richiesta di restitutio in integrum. 
      
       Giudizio del Tribunale
      70      Ai sensi dell’art. 78, nn. 2 e 3, del regolamento n. 40/94, una richiesta di restitutio in integrum deve essere presentata
         per iscritto entro due mesi a decorrere dalla cessazione dell’inosservanza all’origine del mancato rispetto di un termine
         che ha come conseguenza diretta la perdita di un diritto o la decadenza da un mezzo di ricorso. La richiesta deve essere motivata
         e indicare i fatti e le giustificazioni a sostegno ed è considerata presentata soltanto se la tassa di restitutio in integrum
         è stata pagata. 
      
      71      Nella fattispecie, l’inosservanza all’origine del mancato rispetto del termine di presentazione del ricorso nella lingua processuale
         della decisione che ha formato oggetto del ricorso, come affermato dalla ricorrente nella richiesta di restitutio in integrum,
         consiste nell’ignoranza da parte dei suoi rappresentanti del fatto che il ricorso era stato spedito all’UAMI il 6 gennaio
         2006 nella versione inglese. La richiesta di restitutio in integrum è stata presentata il 23 maggio 2006. 
      
      72      Il 22 marzo 2006, nel corso di una conversazione telefonica tra un agente dell’UAMI e uno dei rappresentanti della ricorrente,
         quest’ultimo è stato informato dell’irregolarità relativa alla lingua del ricorso, come affermato dall’UAMI in una nota interna
         del 24 marzo 2006 e dalla ricorrente nella richiesta. 
      
      73      Durante l’udienza, la ricorrente ha affermato di dubitare che tale conversazione possa costituire la cessazione dell’inosservanza
         e ha sostenuto che questa sarebbe avvenuta piuttosto il 27 aprile 2006, nel corso di una conversazione telefonica tra il relatore
         della commissione di ricorso e uno dei rappresentanti della ricorrente. 
      
      74      Questa affermazione, anche supponendo che sia ricevibile, non può essere accolta. 
      
      75      Infatti, dalle suddette affermazioni concordi dell’UAMI e della ricorrente riguardo alla conversazione telefonica del 22 marzo
         2006 risulta che la ricorrente è stata informata dell’irregolarità relativa alla lingua del ricorso proprio durante tale conversazione.
         Inoltre, dal fascicolo amministrativo emerge che la prima delle due lettere inviate da uno dei rappresentanti della ricorrente
         all’agente dell’UAMI il 7 aprile 2006 si riferisce alla loro conversazione telefonica e al fatto che questa verteva sulla
         comunicazione dell’UAMI del 18 gennaio 2006 che non era stata ricevuta dalla ricorrente. Considerando che detta comunicazione
         di una pagina riguardava esclusivamente l’irregolarità relativa alla lingua del ricorso, è ragionevole dedurne che l’irregolarità
         in questione sia stata richiamata durante tale conversazione telefonica. Inoltre, la seconda lettera del 7 aprile 2006, inviata
         immediatamente dopo la prima, indica che un nuovo ricorso redatto in tedesco è stato trasmesso per precauzione, tenuto conto
         dell’irregolarità relativa alla lingua del ricorso, sostenuta dall’UAMI. 
      
      76      Ne consegue che la commissione di ricorso ha potuto legittimamente considerare che l’inosservanza all’origine del mancato
         rispetto del termine, come affermato dalla ricorrente, era cessata, al più tardi, il 22 marzo 2006 e, dunque, che il termine
         di due mesi, previsto dall’art. 78 del regolamento n. 40/94, era scaduto, al più tardi, il 22 maggio 2006. 
      
      77      Questa constatazione non è inficiata dall’argomento della ricorrente secondo cui il termine previsto dall’art. 78 del regolamento
         n. 40/94 inizia a decorrere solo a partire dal momento in cui l’UAMI notifica per iscritto l’irregolarità relativa alla lingua
         del ricorso. Tale comunicazione per iscritto, infatti, non è prevista dall’art. 78 del regolamento n. 40/94. Inoltre, dalla
         giurisprudenza risulta che l’UAMI non è tenuto ad informare la parte interessata delle irregolarità nel procedimento e che,
         pertanto, questa comunicazione da parte dell’UAMI non può influire sul momento di decorrenza del termine impartito per presentare
         una richiesta di restitutio in integrum (sentenza BECKETT EXPRESSION, cit., punto 41).
      
      78      Pertanto, dato che il pagamento della tassa è stato autorizzato soltanto il 23 maggio 2006, la commissione di ricorso non
         ha commesso alcun errore di diritto nel considerare non presentata la richiesta di restitutio in integrum. 
      
      79      In ogni caso, ai sensi dell’art. 78, n. 1, del regolamento n. 40/94, la restitutio in integrum è subordinata anche alla condizione
         che sia stata impiegata tutta la diligenza dovuta nelle circostanze. Anche supponendo che, come affermato dalla ricorrente,
         l’errore nell’invio del ricorso, commesso da una segretaria e di cui i rappresentanti della ricorrente non erano a conoscenza,
         costituisca un’inosservanza ai sensi dell’art. 78, n. 1, del regolamento n. 40/94, la ricorrente era tenuta a dimostrare dinanzi
         alla commissione di ricorso di aver impiegato la diligenza dovuta nelle circostanze. Tuttavia, nessun elemento di prova è
         stato presentato dalla ricorrente a questo proposito. La commissione di ricorso, pertanto, non ha commesso alcun errore di
         diritto nel concludere che non era stato dimostrato che la ricorrente avesse impiegato tutta la diligenza dovuta nelle circostanze.
      
      80      Ne consegue che il presente motivo deve essere respinto e, quindi, il ricorso in toto.
      
       Sulle spese
      81      Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché la ricorrente è rimasta soccombente, va condannata alle spese, conformemente alle conclusioni dell’UAMI e
         dell’interveniente. 
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Prima Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      Il ricorso è respinto.
      2)      La Neurim Pharmaceuticals (1991) Ltd è condannata alle spese.
      
               Tiili
            
            
               Dehousse
            
            
               Wiszniewska-Białecka
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 17 settembre 2008.
      
               Il cancelliere
            
             
            
                     Il presidente
            
         
               E. Coulon 
            
             
            
                     V. Tiili
            
         * Lingua processuale: il tedesco.
      
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