CELEX: C2004/217/24
Language: it
Date: 2004-08-28 00:00:00
Title: Causa C-255/04: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, presentato il 14 giugno 2004

28.8.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/12
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, presentato il 14 giugno 2004
   (Causa C-255/04)
   (2004/C 217/24)
   Il 14 giugno 2004 la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal sig. E. Traversa e dalla sig.ra A.-M. Rouchaud-Joët, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo ha presentato, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro la Repubblica francese.
   
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               La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte voglia dichiarare che:
               
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                           subordinando la concessione di una licenza ad un'agenzia di collocamento di artisti, con sede in un altro Stato membro, al criterio dell'interesse dell'attività dell'agenzia alla luce dei bisogni di collocamento degli artisti;
                        
                     
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                           imponendo la presunzione di lavoro subordinato ad un artista riconosciuto come prestatore di servizi stabilitosi nel suo Stato membro di origine dove fornisce abitualmente servizi analoghi
                        
                     
         
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               la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 43 e 49 CE, e condannare la Repubblica francese alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il regime di concessione di licenze ai prestatori stabilitisi in un altro Stato membro e che non dispongono di una licenza rilasciata a condizioni paragonabili a quelle vigenti nel loro Stato d'origine consiste in un'applicazione puramente meccanica del regime applicabile ai prestatori stabilitisi in Francia e non tiene in alcun conto le giustificazioni e garanzie già presentate nel paese d'origine. L'imposizione del regime francese di licenza a tali condizioni va al di là di quanto necessario per salvaguardare gli interessi degli artisti interessati. Dall'altro lato, il criterio dell'interesse dell'attività dell'agenzia rispetto ai bisogni di collocamento degli artisti dà al Ministro del lavoro, responsabile per la concessione o il ritiro delle licenze, un potere totalmente discrezionale di escludere un prestatore di servizi straniero perché esistono sufficienti agenzie francesi titolari di una licenza in Francia.
   La presunzione di lavoro subordinato, applicata ad un artista riconosciuto come prestatore di servizi stabilitosi nel suo Stato membro d'origine dove fornisce abitualmente servizi analoghi, costituisce, di per sé, una restrizione alla libera circolazione dei servizi in quanto è tale da impedire od ostacolare le attività del fornitore di servizi stabilitosi in un altro Stato membro dove presta legalmente servizi analoghi e va al di là di quanto necessario per raggiungere gli scopi che le sottendono. Peraltro, la presunzione è molto difficilmente confutabile e ha conseguenze non solo per quanto riguarda il regime di previdenza sociale, ma anche relativamente alle ferie retribuite ed il regime pensionistico integrativo. Anche se viene applicata indistintamente agli artisti nazionali e a quelli di altri Stati membri, la presunzione costituisce una restrizione tale da ostacolare o da rendere meno attraenti le attività degli artisti stabilitisi in uno Stato membro dove forniscono legalmente servizi analoghi, sproporzionata rispetto allo scopo perseguito.