CELEX: C2004/262/14
Language: it
Date: 2004-10-23 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Grande Sezione), 7 settembre 2004, nella causa C-456/02: (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal du travail di Bruxelles): Michel Trojani contro Centre public d'aide sociale de Bruxelles (CPAS) (Libera circolazione delle persone — Cittadinanza dell'Unione europea — Diritto di soggiorno — Direttiva 90/364/CEE — Limiti e condizioni — Persona che lavora in un centro di accoglienza in contropartita di vantaggi in natura — Diritto alle prestazioni dell'assistenza sociale)

23.10.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 262/7
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Grande Sezione)
   7 settembre 2004
   nella causa C-456/02: (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal du travail di Bruxelles): Michel Trojani contro Centre public d'aide sociale de Bruxelles (CPAS) (1)
   
   (Libera circolazione delle persone - Cittadinanza dell'Unione europea - Diritto di soggiorno - Direttiva 90/364/CEE - Limiti e condizioni - Persona che lavora in un centro di accoglienza in contropartita di vantaggi in natura - Diritto alle prestazioni dell'assistenza sociale)
   (2004/C 262/14)
   Lingua processuale: il francese
   Nella causa C-456/02, avente ad oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale a norma dell'art. 234 CE, proposta dal Tribunal du travail di Bruxelles (Belgio), con decisione 21 novembre 2002, registrata in cancelleria il 18 dicembre 2002, nel procedimento Michel Trojani contro Centre public d'aide sociale de Bruxelles (CPAS), la Corte (Grande Sezione), composta dai sigg. V. Skouris, presidente, P. Jann, C.W.A. Timmermans, C. Gulmann, J.-P. Puissochet e J.N. Cunha Rodrigues (relatore), presidenti di sezione, dal sig. R. Schintgen, dalle sig.re F. Macken e N. Colneric, dai sigg. S. von Bahr e K. Laenerts, giudici, avvocato generale: sig. L.A. Geelhoed, cancelliere: sig.ra M. Múgica Arzamendi, amministratore principale, ha pronunciato, il 7 settembre 2004, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               Una persona che si trovi in una situazione come quella del ricorrente nella causa principale, da un lato, non rientra nell'ambito di applicazione degli artt. 43 CE e 49 CE e, dall'altro, può far valere un diritto di soggiorno in qualità di lavoratore, ai sensi dell'art. 39 CE, soltanto se l'attività subordinata che essa esercita presenta un carattere reale ed effettivo. Tocca al giudice a quo procedere agli accertamenti di fatto necessari al fine di valutare se ciò si verifichi nella causa di cui è investito.
            
         
               2)
            
            
               Un cittadino dell'Unione europea che non fruisce nello Stato membro ospitante di un diritto di soggiorno in forza degli artt. 39 CE, 43 CE o 49 CE può, per la sua sola qualità di cittadino dell'Unione, fruirvi di un diritto di soggiorno per applicazione diretta dell'art. 18, n. 1, CE. L'esercizio di tale diritto è soggetto ai limiti e alle condizioni di cui alla detta disposizione, ma le autorità competenti devono provvedere a che l'applicazione di detti limiti e condizioni avvenga nel rispetto dei principi generali del diritto comunitario, ed in particolare, del principio di proporzionalità. Tuttavia, una volta accertato che una persona che si trovi in una situazione come quella del ricorrente nella causa principale disponga di un titolo di soggiorno, tale persona può avvalersi dell'art. 12 CE affinché le sia accordato il beneficio di una prestazione di assistenza sociale quale il «minimex».
            
         
      (1)  GU C 44 del 22.2.2003.