CELEX: 62019CA0593
Language: it
Date: 2021-04-15 00:00:00
Title: Causa C-593/19: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 15 aprile 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesfinanzgericht Außenstelle Graz — Austria) — SK Telecom Co. Ltd. / Finanzamt Graz-Stadt [Rinvio pregiudiziale – Imposta sul valore aggiunto (IVA) – Direttiva 2006/112/CE – Determinazione del luogo delle prestazioni di servizi di telecomunicazione – Roaming di cittadini di paesi terzi sulle reti di comunicazione mobile all’interno dell’Unione europea – Articolo 59 bis, primo comma, lettera b) – Possibilità per gli Stati membri di spostare nel proprio territorio il luogo delle prestazioni di servizi di telecomunicazione]

7.6.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 217/7
            
         
      Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 15 aprile 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesfinanzgericht Außenstelle Graz — Austria) — SK Telecom Co. Ltd. / Finanzamt Graz-Stadt
      (Causa C-593/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Determinazione del luogo delle prestazioni di servizi di telecomunicazione - Roaming di cittadini di paesi terzi sulle reti di comunicazione mobile all’interno dell’Unione europea - Articolo 59 bis, primo comma, lettera b) - Possibilità per gli Stati membri di spostare nel proprio territorio il luogo delle prestazioni di servizi di telecomunicazione)
      (2021/C 217/09)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Giudice del rinvio
      
      Bundesfinanzgericht Außenstelle Graz
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: SK Telecom Co. Ltd.
      
         Resistente: Finanzamt Graz-Stadt
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 59 bis, primo comma, lettera b), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, come modificata, a partire dal 1o gennaio 2010, dalla direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, deve essere interpretato nel senso che i servizi di roaming forniti da un operatore di telefonia mobile, stabilito in un paese terzo, ai suoi clienti, anch’essi stabiliti o domiciliati o abitualmente residenti in tale paese terzo, che consentono loro di utilizzare la rete di comunicazione mobile nazionale dello Stato membro in cui soggiornano temporaneamente, devono essere considerati oggetto di un’«effettiva utilizzazione e [di un’]effettiva fruizione» nel territorio di detto Stato membro, ai sensi della disposizione succitata, di modo che il medesimo Stato membro può considerare il luogo delle prestazioni di tali servizi di roaming come se fosse situato nel suo territorio qualora, senza tener conto del trattamento fiscale al quale sono sottoposti detti servizi in base al diritto fiscale interno del suddetto paese terzo, l’esercizio di una tale facoltà abbia l’effetto di prevenire la non imposizione dei medesimi servizi all’interno dell’Unione.
      
         (1)  GU C 27 del 27.1.2020.