CELEX: C2003/171/16
Language: it
Date: 2003-07-19 00:00:00
Title: Causa C-196/03 P: Ricorso proposto il 3 maggio 2003 dal sig. Arnaldo Lucaccioni contro la sentenza pronunciata il 26 febbraio 2003 dalla Prima Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-164/01, tra il sig. Arnaldo Lucaccioni contro la Commissione delle Comunità europee

19.7.2003              IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 171/11
Secondo motivo:                  errata interpretazione e applica-                          esponendolo all’amianto, sostanza cancerogena e
                                 zione degli artt. 42 e 43 del                              produttrice di malattie incurabili e gravissime,
                                 Trattato sull’Unione europea.
                                                                                     —      avere attentato scientemente alla sicurezza sul lavoro
                                                                                            del ricorrente, con, grave negligenza,
                                                                                     che si liquidano nella somma di euro 3 500 000 (già
                                                                                     ITL 7 000 000 000), giustificabile per analogia con le
Ricorso proposto il 3 maggio 2003 dal sig. Arnaldo                                   condanne specifiche di ciascuna vittima (circa
Lucaccioni contro la sentenza pronunciata il 26 febbraio                             500 000 euro, già ITL 1 000 000 000) di cui alla Senten-
2003 dalla Prima Sezione del Tribunale di primo grado                                za 4840/96 del 5/7/96 della Pretura Circondariale di
delle Comunità europee nella causa T-164/01, tra il                                  Torino e dei risarcimenti previsti per ciascuna delle
sig. Arnaldo Lucaccioni contro la Commissione delle                                  vittime della teleferica del «Cermis», euro 2 000 000, già
                       Comunità europee                                              ITL 4 000 000 000.
                       (Causa C-196/03 P)                                     3.      Condannare la convenuta alle spese del doppio grado.
                         (2003/C 171/16)
Il 3 maggio 2003, il sig. Arnaldo Lucaccioni, rappresentato                   Motivi e principali argomenti
dall’avvocato Mauro Cimino, con domicilio eletto in Fermo
(AP) Italia, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
Comunità europee un ricorso contro la sentenza pronunciata
il 26 febbraio 2003 dalla Prima Sezione del Tribunale di primo                1)      Il Tribunale sostiene che il ricorrente aveva già presenta-
grado delle Comunità europee nella causa T-164/01, tra il sig.                to, il 15.5.1994, una vera e propria domanda relativa ai danni
Arnaldo Lucaccioni contro la Commissione delle Comunità                       morali subiti nel periodo anteriore alla malattia professionale.
europee.                                                                      Tale domanda sarebbe stata rigettata dall’AIPN con decisione
                                                                              22.9.1994, e avverso tale decisione il ricorrente avrebbe
                                                                              proposto reclamo in data 15.12.1994, non menzionando più
Le ricorrenti concludono che la Corte voglia:                                 i pretesi danni, in particolare morali, subiti prima della malattia
                                                                              professionale; né proponeva ricorso al Tribunale (nella causa
1.    Accogliere l’impugnazione e conseguentemente il ricorso                 T-165/95) avverso il rigetto del reclamo da parte della
      introduttivo,                                                           Commissione nella parte in cui negava il diritto al risarcimento
                                                                              dei danni morali subiti prima dell’insorgere della malattia
                                                                              professionale. In sostanza il ricorrente non avrebbe proposto
2.    accordare un risarcimento dei danni morali e biologici,
                                                                              ricorso nei termini contro la decisione della Commissione del
      provocati dalla convenuta fra il 1967 e il 1990, fondati
                                                                              22.9.1994 nei limiti in cui essa comportava un mancato
      sul Diritto Comune, la Carta dei Diritti Fondamentali
                                                                              risarcimento dei danni.
      dell’Unione europea e la Convenzione Europea dei Diritti
      dell’Uomo, non dipendenti (o anche dipendenti) dall’arti-
      colo 73 dello Statuto, derivanti dalla colpa e dalla
      responsabilità non scusabile dell’Istituzione per                       Secondo il ricorrente gli argomenti del Tribunale non appaiono
                                                                              convincenti perché non può darsi per scontato che la domanda
      —     aver violato la dignità umana del ricorrente,                     del 15.5.1994 includesse una domanda di risarcimento dei
                                                                              danni subiti in epoca anteriore al sorgere della malattia. Questa
      —     aver violato il diritto all’integrità del ricorrente,             interpretazione è discutibile, trattandosi di una lettera di
                                                                              rivendicazione e di richiesta generica di danni collegati all’in-
      —     aver provocato lesioni corporali continuate e colpo-              sorgenza della malattia.
            se in danno del ricorrente, per averlo obbligato a
            farlo lavorare scientemente, anche con affermazioni
            non vere, in un ambiente coibentato da amianto,                   2)      Il ricorrente contesta anche il fatto che il Tribunale abbia
            scientemente sapendo che l’amianto è nocivo anche                 ritenuta irricevibile la domanda di risarcimento dei danni
            per le persone non a rischio,                                     biologici con motivazione che un ricorso per risarcimento del
                                                                              danno deve contenere elementi che consentano di identificare
      —     avere attentato scientemente alla vita del ricorrente,            il comportamento che il ricorrente addebita alla istituzione e
            con rischio di effettuare una strage, menzionata per              le ragioni per le quali egli ritiene che esista un nesso di causalità
            corroborare detto attentato,                                      tra il comportamento e il danno che asserisce di aver subito.
                                                                              Secondo il ricorrente il danno alla salute causato da esposizione
      —     avere scientemente torturato per anni il ricorrente               all’amianto si è tradotto in stress fisico e psichico; tale danno è
 ---pagebreak--- C 171/12                IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          19.7.2003
presumibile dalla lettura dei dati di inquinamento ambientale             remunerativo, in quanto l’amministrazione tributaria italiana
ed è sicuramente qualificabile quale danno biologico-esisten-             ha già riscosso, in occasione dell’iscrizione di tali atti sociali
ziale. Si deve comunque considerare nella specie la sussistenza           negli anni 1985-1992, «tasse analoghe che si considerano aver
del danno psichico da sofferenza esistenziale patito dal sogget-          remunerato il servizio reso».
to che abbia atteso con paura un cancro, cioè l’estinzione della
propria vita.
                                                                          L’amministrazione italiana, contrariamente a quanto disposto
                                                                          al comma 2 dell’articolo 11 della legge n. 448/98, è tenuta a
                                                                          rimborsare integralmente alle società di capitali che ne hanno
                                                                          richiesto nei termini la restituzione, l’importo della tassa
                                                                          di concessione sull’iscrizione dell’atto costitutivo dichiarata
                                                                          illegittima dalla Corte nella sentenza Ponente Carni, senza
                                                                          poter decurtare tale importo di una somma pari a otto volte la
                                                                          tassa forfettaria annuale retroattiva istituita al comma 1 dello
Ricorso del 12 maggio 2003 contro la Repubblica italiana,                 stesso articolo 11. L’istituzione di tale tassa forfettaria annuale
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                     retroattiva costituisce una potente violazione del divieto di cui
                                                                          all’articolo 10 della direttiva 69/335.
                         (Causa C-197/03)
                                                                          b)    Le modalità di calcolo degli interessi applicabili alle
                          (2003/C 171/17)                                       somme da restituire alle società
                                                                          La Commissione rileva che le modalità di calcolo degli interessi
                                                                          sulla restituzione della tassa di concessione sull’iscrizione
Il 12 maggio 2003, la Commissione delle Comunità europee,                 dell’atto costitutivo della società previste all’articolo 11, terzo
rappresentata dal sig. Enrico Traversa, in qualità di agente, ha          comma, della legge n. 448/98, riguardano solo una specifica
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un              categoria di azioni di ripetizione, quelle fondate sulla violazio-
ricorso contro la Repubblica italiana.                                    ne dell’articolo 10 della direttiva 69/335, vale a dire sulla
                                                                          violazione di una norma di diritto comunitario. Essendo le
                                                                          suddette modalità di calcolo degli interessi manifestamente
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                               meno favorevoli rispetto alle modalità di calcolo degli interessi
                                                                          applicabili in caso di azioni analoghe fondate sul diritto
—     dichiarare che, avendo istituito retroattivamente, in forza         nazionale, la Commissione ne conclude che l’articolo 11, terzo
      dell’articolo 11 della legge n. 448/98, una tassa forfettaria       comma, della legge n. 448/98 costituisce una violazione
      annuale sull’iscrizione degli atti delle società diversi            del principio di equivalenza elaborato dalla giurisprudenza
      dall’atto costitutivo ed avendo previsto una disciplina             comunitaria.
      relativa al rimborso della soppressa tassa di concessione
      governativa sull’iscrizione dell’atto costitutivo delle
      società, discriminatoria e restrittiva nei confronti delle          c) Le modalità di rimborso della soppressa tassa di conces-
      società aventi diritto al rimborso stesso, la Repubblica                 sione sull’iscrizione dell’atto costitutivo
      italiana ha violato gli obblighi ad essa imposti dall’artico-
      lo 10, lettera c), della direttiva del Consiglio 17 luglio
      1969/335/CEE (1) concernente le imposte indirette sulla             Ad avviso della Commissione, le prescrizioni di cui ai commi 4
      raccolta dei capitali ed i principi elaborati dalla Corte di        e 5 dall’articolo 11 della legge n. 448/98 ed alla circolare
      giustizia nella sua giurisprudenza in materia di restituzio-        applicativa n. 32/E, prevedendo una data d’avvio delle procedu-
      ne di tributi riscossi dagli Stati membri in violazione del         re di rimborso, introducendo un «plafond» annuale di somme
      diritto comunitario;                                                destinate ai rimborsi e sospendendo i rimborsi stessi nei casi
                                                                          in cui sia ancora pendente un giudizio di primo grado,
—     condannare la Repubblica italiana alle spese del giudizio.          determinano, o sono suscettibili di determinare, dei ritardi
                                                                          nella restituzione della soppressa tassa sull’iscrizione dell’atto
                                                                          costitutivo delle società. Questo scaglionamento dei rimborsi
                                                                          nel tempo ed il conseguente allungamento della durata delle
                                                                          azioni giudiziarie di restituzione della tassa di iscrizione,
Motivi e principali argomenti                                             rendono con tutta evidenza eccessivamente difficile l’esercizio
                                                                          di un diritto conferito dall’ordinamento comunitario, e più
                                                                          precisamente l’esercizio del diritto delle società dei capitali ad
                                                                          essere assoggettate, all’atto della loro costituzione, unicamente
a)   La tassa forfettaria annuale retroattiva sull’iscrizione             all’imposta armonizzata sui conferimenti e ad esigere la
     degli atti diversi dall’atto costitutivo                             restituzione di altre imposte indirette non armonizzate, vietate
                                                                          dall’articolo 10 della direttiva 69/335.
La Commissione ritiene che la tassa forfettaria annuale retroat-
tiva sull’iscrizione degli atti diversi dall’atto costitutivo non         La Commissione ne conclude che il legislatore italiano, introdu-
possa in alcun modo essere ritenuta avere un carattere                    cendo le modalità restrittive di rimborso previste ai commi 4