CELEX: 61973CJ0131
Language: it
Date: 1973-12-12
Title: Sentenza della Corte del 12 dicembre 1973. # Procedimento penale a carico di Giulio e Adriano Grosoli. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunale civile e penale di Trento - Italia. # Gestione del contingente tariffario. # Causa 131-73.

Avis juridique important

|

61973J0131

SENTENZA DELLA CORTE DEL 12 DICEMBRE 1973.  -  PROCEDIMENTO PENALE A CARICO DI GIULIO E ADRIANO GROSOLI.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL TRIBUNALE DI TRENTO).  -  CAUSA 131/73.  

raccolta della giurisprudenza 1973 pagina 01555 edizione speciale greca pagina 00847 edizione speciale portoghese pagina 00595 edizione speciale spagnola pagina 00433

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO - USO - ISTITUZIONI COMUNITARIE - STATI MEMBRI - COMPETENZA  2 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO - CARNE BOVINA CONGELATA - PROVVEDIMENTI DI GESTIONE - DELEGA AGLI STATI MEMBRI - LIMITI  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 92/68, ART . 3; REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 110/69, ART . 2 )  

Massima

1 . LE ISTITUZIONI COMUNITARIE SONO COMPETENTI IN VIA ESCLUSIVA A DECIDERE DELLA DESTINAZIONE ECONOMICA DEI CONTINGENTI TARIFFARI COMUNITARI ED A DISCIPLINARNE QUINDI LE MODALITA DI GESTIONE .  A TALE SCOPO, ESSE POSSONO GARANTIRE L' ACCESSO AL CONTINGENTE A QUALSIASI INTERESSATO, OVVERO STABILIRE DIRETTAMENTE QUALE DEBBA ESSERE LA DESTINAZIONE DELLE MERCI, OPPURE CONSENTIRE AGLI STATI MEMBRI DI SERVIRSENE IN CONFORMITA AI PROPRI INTERESSI .  IN QUEST' ULTIMA IPOTESI, L' ATTRIBUZIONE AGLI STATI MEMBRI DELLA FACOLTA DI GESTIRE LA PROPRIA QUOTA DIPENDE DA UNA MANIFESTAZIONE DI VOLONTA DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE . IL FATTO CHE UN DETERMINATO CONTINGENTE NON SIA STATO DESTINATO AD UNO SCOPO SPECIFICO VA QUINDI INTERPRETATO NEL SENSO CHE QUALSIASI INTERESSATO DEVE POTERNE FRUIRE LIBERAMENTE .  2 . LE DISPOSIZIONI DEI REGOLAMENTI NN . 92/68 E 110/69, CHE DELEGANO AGLI STATI MEMBRI LE MISURE DI GESTIONE, VANNO INTERPRETATI NEL SENSO CHE, SE IL CONSIGLIO NON FISSA LA DESTINAZIONE DEI CONTINGENTI, IL RINVIO, CONTENUTO NEI REGOLAMENTI STESSI, ALLE DISPOSIZIONI " AMMINISTRATIVE " DEGLI STATI MEMBRI NON PUO' ANDARE OLTRE L' AMBITO DELLE NORME TECNICO-PROCEDURALI VOLTE A GARANTIRE L' OSSERVANZA DEI LIMITI GENERALI DEL CONTINGENTE E DELLA PARITA DI TRATTAMENTO DEI BENEFICIARI . DETTE DISPOSIZIONI NON AUTORIZZANO GLI STATI A DISCIPLINARE LA DESTINAZIONE DELLE QUANTITA LORO ATTRIBUITE .  

Parti

NEL PROCEDIMENTO 131-73,  AVENTE PER OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE, A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, DAL TRIBUNALE DI TRENTO NEL PROCEDIMENTO PENALE A CARICO DI  GIULIO E ADRIANO GROSOLI,  

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DELL' ART . 3 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 23 GENNAIO 1968, N . 92 ( RELATIVO AL CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO DI 22 000 TONNELLATE DI CARNE BOVINA CONGELATA, DI CUI ALLA VOCE 02.01 A II DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE ) E DELL' ART . 2 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 16 GENNAIO 1969, N . 110 ( RELATIVO ALL' APERTURA, ALLA RIPARTIZIONE E ALLE MODALITA DI GESTIONE DEL CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO DI CARNI BOVINE CONGELATE DELLA VOCE 02.01 A II A ) 2 DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE ), 

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 13 APRILE 1973, PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 30 APRILE SUCCESSIVO, IL TRIBUNALE PENALE DI TRENTO HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE, A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, DUE QUESTIONI VERTENTI SULL' INTERPRETAZIONE DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 23 GENNAIO 1968, N . 92 ( RELATIVO AL CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO DI 22 000 TONNELLATE DI CARNE BOVINE CONGELATA, SOGGETTO AL DAZIO DEL 20 PER CENTO CONSOLIDATO NELL' AMBITO DELL' ACCORDO GENERALE SULLE TARIFFE E SUL COMMERCIO; GU 1968, N . L 23, PAG . 2 ) E DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 16 GENNAIO 1969, N . 110 ( RELATIVO ALLO STESSO CONTINGENTE; GU 1969, N . L 18, PAG . 1 ).  2 COL REGOLAMENTO N . 92/68, IL CONSIGLIO EFFETTUAVA LA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE FRA GLI STATI MEMBRI, PER L' ANNO 1968, ATTRIBUENDO ALL' ITALIA UNA QUOTA DI 15 000 TONNELLATE . A NORMA DELL' ART . 3, CIASCUNO STATO MEMBRO DOVEVA GESTIRE LA QUOTA AD ESSO ATTRIBUITA " SECONDO LE PROPRIE DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE ".  COL REGOLAMENTO N . 110/69, IL CONSIGLIO RIPARTIVA FRA GLI STATI MEMBRI IL CONTINGENTE PER L' ANNO 1969 E ATTRIBUIVA ALL' ITALIA UNA QUOTA DI 12 000 TONNELLATE . L' ART . 2 STABILIVA : " GLI STATI MEMBRI DETERMINANO, PER LE LORO RISPETTIVE QUOTE, LE CONDIZIONI DI AMMISSIONE AL BENEFICIO DEL CONTINGENTE TARIFFARIO IN CAUSA E GESTISCONO DETTE QUOTE SECONDO LE PROPRIE DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE SEGNATAMENTE IN MATERIA DI CONTINGENTI TARIFFARI ".  3 CON LA PRIMA QUESTIONE SI CHIEDE SE, IN FORZA DEL COMBINATO DISPOSTO DELL' ART . 3 DEL REGOLAMENTO N . 92/68 E DELL' ART . 2 DEL REGOLAMENTO N . 110/69, GLI STATI MEMBRI POTESSERO EMANARE, PER LE QUOTE LORO ASSEGNATE SUI DUE CONTINGENTI, DISPOSIZIONI DIRETTE A VINCOLARNE LA DESTINAZIONE .  DAL FASCICOLO RISULTA CHE LE AUTORITA ITALIANE AVEVANO STABILITO, MEDIANTE CIRCOLARI AMMINISTRATIVE, CHE LE QUOTE ATTRIBUITE ALL' ITALIA VENISSERO RISERVATE AL CONSUMO DIRETTO, AD ESCLUSIONE DI ALTRI USI, ESIGENDO CHE GLI ASSEGNATARI SI IMPEGNASSERO A RISPETTARE TALE DESTINAZIONE .  GLI IMPUTATI NELLA CAUSA PRINCIPALE, CHE AVEVANO OTTENUTO L' ASSEGNAZIONE DI UNA PARTE DEL CONTINGENTE COSI' RIPARTITO, SONO ACCUSATI DI NON AVER RISPETTATO LA SUDDETTA DESTINAZIONE, PER AVER VENDUTO UN CERTO QUANTITATIVO DI CARNE CONGELATA ALL' INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE .  4 LE TRATTATIVE PER L' ACQUISTO DEL CONTINGENTE DI CUI E CAUSA SONO STATE CONCLUSE DALLA COMUNITA, IN FORZA DEI POTERI ATTRIBUITILE DAL TRATTATO IN MATERIA DI POLITICA DOGANALE E COMMERCIALE .  NEL PREAMBOLO DEI DUE REGOLAMENTI RELATIVI ALLA RIPARTIZIONE DEL CONTINGENTE, QUESTO VIENE ESPRESSAMENTE DEFINITO " COMUNITARIO "; LA STESSA QUALIFICA SPETTA QUINDI ALLE NOTE ATTRIBUITE AI VARI STATI MEMBRI .  AI SENSI DELL' ART . 3 DEL REGOLAMENTO N . 92/68, LA GESTIONE DELLE QUOTE E AFFIDATA AGLI STATI MEMBRI, CHE DEVONO PROVVEDERE ALLA RIPARTIZIONE SECONDO LE PROPRIE DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE .  IL TESTO DI QUEST' ARTICOLO E RIPETUTO NELL' ART . 2 DEL REGOLAMENTO N . 110/69, IL QUALE PRECISA, TUTTAVIA, CHE GLI STATI MEMBRI DETERMINANO LE " CONDIZIONI DI AMMISSIONE " AL BENEFICIO DEL CONTINGENTE .  5 L' IMPOSIZIONE DI DETERMINATE CONDIZIONI AGLI ASSEGNATARI COSTITUISCE NECESSARIAMENTE PARTE INTEGRANTE DELLE MODALITA DI GESTIONE; NELLA SUDDETTA MODIFICA DEL TESTO NON SI PUO' QUINDI RAVVISARE L' INTENZIONE DI CAMBIARE SOSTANZIALMENTE, PER LA GESTIONE DEL CONTINGENTE 1969, IL REGIME VIGENTE NEL 1968 .  DAL PREAMBOLO DEL REGOLAMENTO N . 110/69 RISULTA, D' ALTRA PARTE, CHE IL CONSIGLIO NON HA VOLUTO ATTRIBUIRE AL SISTEMA DI GESTIONE UNA PORTATA DIVERSA DA QUELLA DERIVANTE DAL REGOLAMENTO CHE SI APPLICAVA AL CONTINGENTE 1968 .  LA QUESTIONE D' INTERPRETAZIONE SOTTOPOSTA ALLA CORTE CONSISTE PERCIO' NELLO STABILIRE QUALE SIA L' AMPIEZZA DEL POTERE DI GESTIONE DELEGATO NELLA FATTISPECIE AGLI STATI MEMBRI, E QUALI SIANO, DI CONSEGUENZA, LE CONDIZIONI CHE GLI STATI POTEVANO IMPORRE, SENZA CONTRAVVENIRE ALLE NORME ADOTTATE DAL CONSIGLIO IN MERITO AI CONTINGENTI DI CUI TRATTASI .  6 SECONDO IL REGIME ISTITUITO DALLA COMUNITA IN MATERIA DI CONTINGENTI TARIFFARI, LE ISTITUZIONI COMUNITARIE - CONSIGLIO E COMMISSIONE - HANNO IL POTERE DI STABILIRE LA DESTINAZIONE ECONOMICA DEI CONTINGENTI E DI FISSARE, DI CONSEGUENZA, LE MODALITA PER LA GESTIONE DEGLI STESSI .  QUESTE CONDIZIONI PER L' USO DEI CONTINGENTI SONO STABILITE IN FUNZIONE SIA DEGLI IMPEGNI ASSUNTI DALLA COMUNITA SUL PIANO INTERNAZIONALE, SIA DEGLI OBIETTIVI DI POLITICA ECONOMICA, GENERALI O SETTORIALI, PERSEGUITI DALLE ISTITUZIONI NELL' AMBITO DELLA LORO COMPETENZA .  NELLA FATTISPECIE, TRATTANDOSI DI UN PRODOTTO AGRICOLO, TALI CONDIZIONI DOVEVANO ESSERE PIU SPECIFICAMENTE DETERMINATE TENENDO CONTO DELL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO AGRICOLO INTERESSATO .  7 IN BASE A QUESTE PREMESSE, IL DIRITTO ESCLUSIVO DI DISPORRE CIRCA L' USO DEL CONTINGENTE SPETTA ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE .  IN PROPOSITO ESSE POSSONO GARANTIRE L' ACCESSO AL CONTINGENTE A QUALSIASI INTERESSATO, OVVERO STABILIRE DIRETTAMENTE QUALE DEBBA ESSERE LA DESTINAZIONE DELLE MERCI, OPPURE CONSENTIRE AGLI STATI MEMBRI DI SERVIRSENE IN CONFORMITA AI PROPRI INTERESSI .  PER QUANTO RIGUARDA QUEST' ULTIMA IPOTESI, L' ATTRIBUZIONE AGLI STATI MEMBRI DELLA FACOLTA DI GESTIRE LA PROPRIA QUOTA DIPENDE DA UNA MANIFESTAZIONE DI VOLONTA DELLE ISTITUZIONI COMUNITARIE . IL FATTO CHE UN DETERMINATO CONTINGENTE NON SIA STATO DESTINATO AD UNO SCOPO SPECIFICO VA QUINDI INTERPRETATO NEL SENSO CHE QUALSIASI INTERESSATO DEVE POTERNE FRUIRE LIBERAMENTE .  8 IN EFFETTI, QUALSIASI PROVVEDIMENTO STATALE DIRETTO A VINCOLARE UN CONTINGENTE COMUNITARIO AD UNA DESTINAZIONE STABILITA IN BASE A CRITERI DI POLITICA INTERNA POTREBBE COMPROMETTERE GLI OBIETTIVI DI POLITICA ECONOMICA PERSEGUITI SUL PIANO COMUNITARIO, NONCHE LA PARITA DI TRATTAMENTO DEI CITTADINI DELL' INTERA COMUNITA .  STANDO COSI' LE COSE, LE NORME DEI REGOLAMENTI NN . 92/68 E 110/69 DA CUI RISULTA UNA DELEGA DELLA GESTIONE AGLI STATI MEMBRI, VANNO INTERPRETATE NEL SENSO CHE, NON AVENDO IL CONSIGLIO FISSATO ALCUNA DESTINAZIONE DEI CONTINGENTI, IL RINVIO, CONTENUTO NEI REGOLAMENTI STESSI, ALLE DISPOSIZIONI " AMMINISTRATIVE " DEGLI STATI MEMBRI E NECESSARIAMENTE LIMITATO ALLE NORME TECNICO-PROCEDURALI VOLTE A GARANTIRE IN GENERALE L' OSSERVANZA DEI LIMITI DEL CONTINGENTE E LA PARITA DI TRATTAMENTO DEI BENEFICIARI .  9 ECCEDE, PER CONTRO, I LIMITI DI QUESTO POTERE DI GESTIONE IL FATTO CHE UNO STATO MEMBRO IMPONGA DELLE CONDIZIONI DI AMMISSIONE AL BENEFICIO, LE QUALI MIRINO AL RAGGIUNGIMENTO DI SCOPI POLITICO-ECONOMICI NON CONTEMPLATI DALLA NORME ADOTTATE IN SEDE COMUNITARIA .  DA QUANTO PRECEDE RISULTA CHE L' ART . 3 DEL REGOLAMENTO N . 92/68 E L' ART . 2 DEL REGOLAMENTO N . 110/69, NELL' AFFIDARE AGLI STATI MEMBRI LA GESTIONE DELLE RISPETTIVE QUOTE DI UN CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO, NON HANNO AUTORIZZATO GLI STATI STESSI AD EMANARE DISPOSIZIONI DIRETTE A VINCOLARE LA DESTINAZIONE DELLA MERCE .  10 E' INUTILE PROCEDERE ALL' ESAME DELLA SECONDA QUESTIONE, FORMULATA SOLO PER IL CASO CHE LA PRIMA FOSSE RISOLTA AFFERMATIVAMENTE .  

Decisione relativa alle spese

11 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, CHE HANNO PRESENTATO LE LORO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . POICHE IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO NEL CORSO DELLA CAUSA PRINCIPALE, LA DECISIONE SULLE SPESE SPETTA AL TRIBUNALE DI TRENTO . 

Dispositivo

LA CORTE,  PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL TRIBUNALE DI TRENTO CON ORDINANZA 13 APRILE 1973, AFFERMA PER DIRITTO :  L' ART . 3 DEL REGOLAMENTO N . 92/68 E L' ART . 2 DEL REGOLAMENTO N . 110/69 ( RELATIVI AL CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO DI 22 000 TONNELLATE DI CARNE BOVINA CONGELATA, SOGGETTO AL DAZIO DEL 20 PER CENTO CONSOLIDATO NELL' AMBITO DELL' ACCORDO GENERALE SULLE TARIFFE E SUL COMMERCIO ) VANNO INTERPRETATI NEL SENSO CHE, NELL' AFFIDARE AGLI STATI MEMBRI LA GESTIONE DELLE RISPETTIVE QUOTE DI UN CONTINGENTE TARIFFARIO COMUNITARIO, ESSI NON HANNO AUTORIZZATO GLI STATI STESSI AD EMANARE DISPOSIZIONI DIRETTE A VINCOLARE LA DESTINAZIONE DELLE MERCE .