CELEX: 32004R0854
Language: it
Date: 2004-04-29 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche per l’organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano

L 139/206              IT               Gazzetta ufficiale dellUnione europea                           30.4.2004
                 REGOLAMENTO (CE) N. 854/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO
                                              E DEL CONSIGLIO
                                               del 29 aprile 2004
    che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine
                                      animale destinati al consumo umano
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 152, paragrafo 4, lettera b),
vista la proposta della Commissione, 1
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, 2
previa consultazione del Comitato delle regioni,
deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato, 3
1
       GU C 262 E del 29.10.2002, pag. 449.
2
       GU C 95 del 23.4.2003, pag. 22.
3
       Parere del Parlamento europeo del 5 giugno 2003 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale),
       posizione comune del Consiglio del 27 ottobre 2003 (GU C 48 E del 24.2.2004, pag. 82), posizione
       del Parlamento europeo del 30 marzo 2004 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e
       decisione del Consiglio del 16 aprile 2004.
 ---pagebreak--- considerando quanto segue:
(1)   Il regolamento (CE) n. ../2004 del Parlamento europeo e del Consiglio 1 stabilisce norme generali in
      materia di igiene applicabili a tutti i prodotti alimentari e il regolamento (CE) n. …/2004 del
      Parlamento europeo e del Consiglio 2 stabilisce norme specifiche in materia di igiene per i prodotti
      alimentari di origine animale.
(2)   Occorrono norme specifiche per i controlli ufficiali sui prodotti di origine animale in considerazione
      degli aspetti specifici connessi con tali prodotti.
(3)   La portata delle norme specifiche di controllo rispecchierà la portata delle norme specifiche di
      igiene per gli operatori commerciali previste dal regolamento (CE) n. …/2004∗. Tuttavia gli Stati
      membri dovrebbero anche effettuare adeguati controlli ufficiali per applicare le norme nazionali
      stabilite in conformità dell’articolo 1, paragrafo 4 di detto regolamento. Essi potranno procedere in
      tal senso estendendo i principi del presente regolamento a dette norme nazionali.
(4)   I controlli ufficiali sui prodotti di origine animale dovrebbero riguardare tutti gli aspetti importanti
      per la tutela della salute pubblica e, se del caso, della salute e del benessere degli animali. Detti
      controlli dovrebbero basarsi sulle più recenti informazioni pertinenti disponibili e pertanto dovrebbe
      essere possibile adattarli via via che si rendono disponibili nuove informazioni pertinenti.
(5)   La normativa comunitaria in materia di sicurezza dei prodotti alimentari dovrebbe poggiare su una
      solida base scientifica. A tal fine, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare dovrebbe essere
      consultata ogniqualvolta ciò sia necessario.
1
      Pag. ... della presente Gazzetta ufficiale.
2
      Pag. ... della presente Gazzetta ufficiale.
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- (6) La natura e l'intensità dei controlli ufficiali dovrebbero essere basate su una valutazione dei rischi
    riguardanti la salute pubblica, la salute e il benessere degli animali, se del caso, il tipo e la
    produttività dei processi effettuati e l'operatore del settore alimentare interessato.
(7) È opportuno prevedere l’adeguamento di talune norme specifiche di controllo, attraverso la
    procedura trasparente di cui al regolamento (CE) n. ../2004∗ e al regolamento (CE) n. ../2004∗∗ al
    fine di consentire la flessibilità necessaria per rispondere alle esigenze specifiche degli stabilimenti
    che utilizzano metodi tradizionali, con bassa produttività o situate in regioni soggette a particolari
    vincoli geografici. La procedura dovrebbe inoltre consentire la realizzazione di progetti pilota per
    sperimentare nuovi approcci ai controlli sulle carni in materia di igiene. Tuttavia tale flessibilità non
    dovrebbe compromettere gli obiettivi in materia di igiene dei prodotti alimentari.
(8) I controlli ufficiali sulla produzione delle carni sono necessari per verificare che gli operatori del
    settore alimentare rispettino le norme in materia di igiene, i criteri e gli obiettivi stabiliti dalla
    normativa comunitaria. Detti controlli ufficiali dovrebbero consistere in audit delle attività degli
    operatori del settore alimentare e in attività di ispezione e in verifiche sui controlli effettuati dagli
    operatori del settore alimentare.
(9) Tenuto conto delle loro conoscenze specialistiche, è opportuno che i veterinari ufficiali effettuino
    audit e ispezioni di macelli, stabilimenti per la lavorazione della selvaggina e taluni laboratori di
    sezionamento. Gli Stati membri dovrebbero poter decidere quale sia il personale più adatto per gli
    audit e le ispezioni di altri tipi di stabilimenti.
∗
     Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
    norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari.
∗∗
    Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
    norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- (10) I controlli ufficiali sulla produzione di molluschi bivalvi vivi e sui prodotti della pesca sono
     necessari per controllare il rispetto dei criteri e degli obiettivi fissati dalla normativa comunitaria. I
     controlli ufficiali sulla produzione di molluschi bivalvi vivi dovrebbero riguardare in particolare le
     zone di stabulazione e produzione dei molluschi bivalvi nonché il prodotto finale.
(11) I controlli ufficiali sulla produzione di latte crudo sono necessari per controllare il rispetto dei criteri
     e degli obiettivi fissati dalla normativa comunitaria. Tali controlli ufficiali dovrebbero riguardare in
     particolare le aziende di produzione di latte e il latte crudo al momento della raccolta.
(12) Le disposizioni del presente regolamento non dovrebbero applicarsi sinché non siano entrati in
     vigore tutti gli elementi della nuova legislazione sull’igiene dei prodotti alimentari. E’ altresì
     opportuno prevedere che debba intercorrere almeno 18 mesi tra l’entrata in vigore e l’applicazione
     delle nuove norme, affinché le autorità competenti e le industrie interessate possano disporre del
     tempo necessario per adattarvisi.
(13) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono adottate secondo la decisione
     1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze
     di esecuzione conferite alla Commissione 1,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
1
     GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
 ---pagebreak---                                                     CAPO I
                                         DISPOSIZIONI GENERALI
                                                   Articolo 1
                                            Campo di applicazione
1.      Il presente regolamento stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui
prodotti di origine animale.
2.      Esso si applica soltanto per le attività e le persone alle quali si applica il regolamento (CE)
n. .../2004 ∗.
3.      L’esecuzione dei controlli ufficiali ai sensi del presente regolamento lascia impregiudicata la
responsabilità legale, in via principale, degli operatori del settore alimentare per la sicurezza dei prodotti
alimentari, come previsto dal regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce
l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare 1 e la
responsabilità civile o penale risultante dalla violazione dei loro obblighi.
∗
        Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
        norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
1
        GU L 31 dell'.1.2.2002, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1642/2003 (GU L
        245 del 29.9.2003, pag. 4).
 ---pagebreak---                                                  Articolo 2
                                                Definizioni
1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) "controllo ufficiale": qualsiasi forma di controllo eseguita dall'autorità competente per la verifica
   dell'ottemperanza alla normativa in materia di prodotti alimentari comprese le norme sulla salute
   degli animali e sul benessere degli animali;
b) "verifica": il controllo, mediante esame e la presentazione di prove obiettive, dell'ottemperanza a
   requisiti specifici;
c) "autorità competente": l'autorità centrale di uno Stato membro responsabile per effettuare controlli
   veterinari o qualsiasi autorità cui sia stata delegata tale competenza;
d) "audit": un esame sistematico e indipendente per accertare se determinate attività e i risultati
   correlati sono conformi alle disposizioni previste e se tali disposizioni sono attuate in modo efficace
   e sono adeguate per raggiungere determinati obiettivi;
e) "ispezione": l'esame di stabilimenti, di animali e di prodotti alimentari e della loro trasformazione,
   delle aziende del settore dei prodotti alimentari e del loro sistema di gestione e di produzione
   compresi documenti, test sul prodotto finito e sulle prassi di somministrazione di mangimi, nonché
   dell'origine e destinazione degli input e output di produzione per verificare che tutte queste voci
   siano conformi alle prescrizioni di legge;
 ---pagebreak--- f) "veterinario ufficiale": veterinario qualificato, ai sensi del presente regolamento, ad assumere tale
   funzione e nominato dall'autorità competente;
g) "veterinario autorizzato": veterinario designato dall'autorità competente ad effettuare controlli
   specifici per suo conto su imprese;
h) "assistente specializzato ufficiale": persona qualificata, ai sensi del presente regolamento, ad
   assumere tale funzione, nominata dall'autorità competente e operante sotto l'autorità e responsabilità
   di un veterinario ufficiale;
i) "bollo sanitario": bollo indicante, quando applicato, che sono stati effettuati controlli ufficiali in
   conformità del presente regolamento.
2. Se del caso si applicano anche le definizioni di cui ai seguenti regolamenti:
a) regolamento (CE) n. 178/2002;
b) le definizioni di "sottoprodotti di origine animale", "TSE" (encefalopatia spongiforme
   trasmissibile), e "materiale specifico a rischio" stabilite nel regolamento (CE) n. 1774/2002 del
   Parlamento europeo e del Consiglio del 3 ottobre 2002 recante norme sanitarie relative ai
   sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano 1;
c) regolamento (CE) n. .../ 2004∗ ; e salvo la definizione di autorità competente; e
d) regolamento (CE) n. .../ 2004 ∗∗.
1
   GU L 273 del 10.10.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento
   (CE) n. 813/2003 della Commissione ( GU L 117 del 13.5.2003, pag. 22).
∗
   Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
   norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari.
∗∗
   Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
   norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak---                                                  CAPO II
      CONTROLLI UFFICIALI IN RELAZIONE AGLI STABILIMENTI COMUNITARI
                                                 Articolo 3
                                   Riconoscimento degli stabilimenti
1. a)   Laddove la normativa comunitaria richiede il riconoscimento degli stabilimenti, l'autorità
        competente effettua una visita in loco. L'autorità competente riconosce lo stabilimento per le
        attività interessate soltanto se l'operatore del settore alimentare dimostra che esso soddisfa i
        pertinenti requisiti di cui al regolamento (CE) n. .../2004∗, al regolamento (CE) n. .../2004∗∗ e
        altri requisiti pertinenti della legislazione alimentare.
   b)   L'autorità competente può concedere un riconoscimento condizionato qualora dalla visita in
        loco risulti che lo stabilimento soddisfa tutti i requisiti relativi alle infrastrutture e alle
        attrezzature. Essa concede il riconoscimento definitivo soltanto qualora da una nuova visita in
        loco, effettuata entro 3 mesi dalla concessione del riconoscimento condizionato risulti che lo
        stabilimento soddisfa gli altri requisiti di cui alla lettera a). Se sono stati compiuti progressi
        evidenti ma lo stabilimento non soddisfa ancora tutti i requisiti in questione, l'autorità
        competente può prorogare il riconoscimento condizionato, la cui durata non può tuttavia
        superare in totale sei mesi.
∗
   Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
   norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari.
∗∗
   Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
   norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- 2.    Per le navi officina e le navi congelatrici battenti bandiera degli Stati membri, i periodi massimi di
tre o sei mesi applicabili al riconoscimento condizionato degli altri stabilimenti possono essere, se
necessario prolungati. Tuttavia il riconoscimento condizionato non può superare in totale 12 mesi. Le
ispezioni di tali navi sono effettuate come specificato all'allegato III.
3.    L'autorità competente attribuisce ad ogni stabilimento riconosciuto, compresi quelli ai quali è stato
concesso un riconoscimento condizionato, un numero di riconoscimento al quale possono essere aggiunti
codici indicanti i tipi di prodotti di origine animale fabbricati. Nel caso dei mercati all'ingrosso il numero
di riconoscimento può essere integrato da un numero secondario indicante le unità o i gruppi di unità che
vendono o fabbricano i prodotti di origine animale.
4.    a)    L'autorità competente riesamina il riconoscimento degli stabilimenti in occasione dei controlli
            ufficiali effettuati conformemente agli articoli da 4 a 8.
       b)   Qualora l'autorità competente individui gravi mancanze o debba arrestare la produzione di
            uno stabilimento ripetutamente e l'operatore del settore alimentare non sia in grado di fornire
            garanzie adeguate per la produzione futura, l'autorità competente avvia le procedure per
            revocare il riconoscimento dello stabilimento. Tuttavia, l'autorità competente può sospendere
            il riconoscimento di uno stabilimento se l'operatore del settore alimentare può garantire che
            esso ovvierà alle mancanze entro un ragionevole lasso di tempo.
       c)   Nel caso dei mercati all'ingrosso, l'autorità competente può revocare o sospendere il
            riconoscimento per talune unità o gruppi di unità.
 ---pagebreak--- 5.    I paragrafi da 1 a 3 si applicano sia:
a)    agli stabilimenti che iniziano a commercializzare prodotti di origine animale alla data
      dell’applicazione del presente regolamento o successivamente; sia
b)    agli stabilimenti che già commercializzano prodotti di origine animale ma rispetto ai quali non vi
      era precedentemente esigenza di riconoscimento. In quest’ultimo caso, la visita in loco dell’autorità
      competente, richiesta a titolo del paragrafo 1 è effettuata il più rapidamente possibile.
Il paragrafo 4 si applica anche a stabilimenti riconosciuti che commercializzano prodotti di origine
animale in conformità della legislazione comunitaria immediatamente prima dell'applicazione del
presente regolamento.
6.    Gli Stati membri tengono elenchi aggiornati degli stabilimenti riconosciuti, con i rispettivi numeri
di riconoscimento e altre informazioni pertinenti e li rendono accessibili agli altri Stati membri e al
pubblico con modalità che possono essere definite secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.
 ---pagebreak---                                                       Articolo 4
   Principi generali dei controlli ufficiali in relazione a tutti i prodotti di origine animale che rientrano nel
                                     campo di applicazione del regolamento
1.     Gli Stati membri si adoperano affinché gli operatori del settore alimentare forniscano tutta
l'assistenza necessaria per consentire che i controlli ufficiali effettuati dall'autorità competente possano
svolgersi in modo efficace.
Garantiranno in particolare:
–      l'accesso a edifici, stabilimenti, impianti e altre infrastrutture;
–      l'accesso alla documentazione e ai registri richiesti a titolo del presente regolamento oppure ritenuti
       dall'autorità competente necessari per valutare la situazione
2.     L’autorità competente effettua controlli ufficiali per verificare il rispetto da parte degli operatori del
settore alimentare dei requisiti previsti:
a)     dal regolamento (CE) n. .../2004∗;
∗
       Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
       norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari.
 ---pagebreak--- b) dal regolamento (CE) n. .../2004∗; e
c) dal regolamento (CE) n. 1774/2002.
3. I controlli ufficiali di cui al paragrafo 1 comprendono:
a) audit di buone prassi igieniche e procedure basate su HACCP;
b) i controlli ufficiali di cui agli articoli da 5 a 8; e
c) qualsiasi compito di audit specificato negli allegati del presente regolamento.
4. Gli audit di buone prassi igieniche verificano il costante rispetto delle procedure degli operatori del
   settore alimentare per quanto riguarda almeno:
a) controlli sull’informazione in materia di catena alimentare;
b) concezione e manutenzione dei locali e delle attrezzature;
c) igiene preoperativa, operativa e postoperativa;
d) igiene personale
e) formazione in materia di igiene e procedure di lavoro
∗
   Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
   norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- f)    lotta contro i parassiti;
g)    qualità delle acque;
h)    controllo della temperatura; e
i)    controlli sui prodotti alimentari che entrano ed escono dallo stabilimento e la documentazione di
      accompagnamento.
5.    Audit con procedure basate su HACCP verificano che gli operatori del settore alimentare applichino
dette procedure in permanenza e correttamente, provvedendo in particolare ad assicurare che le procedure
forniscano le garanzie specificate nella Sezione II dell’allegato II del regolamento (CE) n. .../2004∗. In
particolare essi determineranno se le procedure garantiscono, nella misura del possibile, che i prodotti di
origine animale:
a)    sono conformi ai criteri microbiologici stabiliti a titolo della normativa comunitaria;
b)    sono conformi alla normativa comunitaria su residui, contaminanti e sostanze proibite; e
c)    non presentano pericoli fisici quali corpi estranei.
Allorquando, in conformità dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. .../2004∗∗ un operatore del settore
alimentare utilizza procedure contenute in manuali per l’applicazione di principi HACCP anziché stabilire
sue procedure proprie, l'audit dovrà comprendere il corretto uso di detti manuali.
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari.
∗∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- 6.     La verifica di conformità con i requisiti del regolamento (CE) n. .../2004∗ per quanto riguarda
l’applicazione della bollatura di identificazione si effettua in tutti gli stabilimenti approvati in conformità
di detto regolamento, oltre alla verifica di conformità con altre esigenze in materia di tracciabilità.
7.     Nel caso di macelli, centri di lavorazione della selvaggina e laboratori di sezionamento che
commercializzano carni fresche, un veterinario ufficiale effettua i compiti di audit di cui ai paragrafi 3 e
4.
8.     Nello svolgere compiti di audit, le autorità competenti prendono particolare cura di:
a)     determinare se il personale e le attività del personale nello stabilimento in tutte le fasi del processo
       di produzione soddisfano i pertinenti requisiti dei regolamenti di cui al paragrafo 1, lettere a) e b).
       Per facilitare l'audit, le autorità competenti possono effettuare prove di rendimento atte ad accertare
       che il rendimento del personale soddisfi determinati parametri;
b)     verificare i pertinenti dati dell’operatore del settore alimentare;
c)     prelevare campioni per analisi di laboratorio ogniqualvolta ciò sia necessario; e
d)     documentare elementi presi in considerazione e i risultati dell'audit.
9.     La natura e l’intensità dei compiti di audit per i singoli stabilimenti dipende dal rischio valutato. A
tal fine, l’autorità competente valuta regolarmente:
a)     rischi per la salute pubblica e, se del caso, animale;
∗
       Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
       norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- b)    nel caso di macelli, aspetti relativi al benessere degli animali;
c)    il tipo e la produttività dei processi effettuati; e
d)    i dati precedenti relativi all’operatore del settore alimentare per quanto riguarda la conformità alla
      legislazione alimentare.
                                                    Articolo 5
                                                  Carni fresche
Gli Stati membri assicurano che i controlli ufficiali sulle carni fresche vengano effettuati in conformità
dell’allegato I.
(1)   Il veterinario ufficiale svolge compiti ispettivi nei macelli che commercializzano carni fresche, nei
      centri di lavorazione della selvaggina e nei laboratori di sezionamento in conformità dei requisiti
      generali della Sezione I, Capo II, dell’allegato I e dei requisiti specifici della Sezione IV, in
      particolare per quanto riguarda:
      a)     le informazioni sulla catena alimentare;
      b)     l’ispezione ante mortem;
      c)     il benessere degli animali;
      d)     l’ispezione post mortem;
 ---pagebreak---     e)    il materiale specifico a rischio;
    f)    le prove di laboratorio
(2) La bollatura sanitaria delle carcasse di ungulati domestici, mammiferi di selvaggina di allevamento
    diversi dai lagomorfi, selvaggina in libertà di grosse dimensioni nonché delle mezze carcasse, dei
    quarti e dei tagli ottenuti sezionando le mezze carcasse in tre pezzi è effettuata nei macelli e nei
    centri di lavorazione della selvaggina, conformemente alla sezione I, capo III dell'allegato I. Le
    bollature sanitarie sono applicate dal veterinario ufficiale o sotto la sua responsabilità, qualora i
    controlli ufficiali non abbiano individuato mancanze tali da rendere la carne inadatta al consumo
    umano.
(3) Dopo l’esecuzione dei controlli di cui ai punti 1 e 2, il veterinario ufficiale prende appropriate
    misure, come previsto dall’allegato I, Sezione II, in particolare per quanto riguarda:
    a)    la comunicazione dei risultati dell’ispezione;
    b)    decisioni concernenti l’informazione sulla catena alimentare;
    c)    decisioni concernenti gli animali vivi;
    d)    decisioni concernenti il benessere degli animali; e
    e)    decisioni concernenti la carne.
 ---pagebreak--- (4) Gli assistenti specializzati ufficiali possono assistere il veterinario ufficiale con controlli ufficiali
    effettuati in conformità delle Sezioni I e II dell’allegato I, come specificato nella Sezione III, Capo
    I. In tal caso, essi operano quale parte di una squadra indipendente.
(5) a)     gli Stati membri provvedono a dotarsi di personale ufficiale in numero sufficiente a effettuare
           i controlli ufficiali di cui all’allegato I con la frequenza specificata nella sezione III, Capo II.
    b)     Si segue un’impostazione basata sui rischi per valutare il numero di personale ufficiale che
           deve essere presente sulla linea di macellazione in ogni determinato macello. Il numero di
           personale ufficiale coinvolto è stabilito dall'autorità competente ed è sufficiente per soddisfare
           tutte le esigenze del presente regolamento.
 ---pagebreak--- (6) a)    Gli Stati membri possono autorizzare il personale dei macelli a coadiuvare nei controlli
          ufficiali svolgendo taluni compiti specifici, sotto la supervisione del veterinario ufficiale, in
          relazione alla produzione delle carni di pollame e di lagomorfi, conformemente all'allegato I,
          sezione III, capo III, parte A. In tal caso, essi provvedono affinché il personale che svolge
          detti compiti:
          i)     sia qualificato e segua una formazione, in conformità di dette disposizioni;
          ii)    operi in maniera indipendente dal personale di produzione; e
          iii)   riferisca qualsiasi mancanza al veterinario ufficiale.
    b)    Gli Stati membri possono inoltre autorizzare il personale dei macelli a svolgere compiti
          specifici di campionamento e di prova conformemente all'allegato I, sezione III, Capo III,
          parte B.
(7) Gli Stati membri provvedono a che i veterinari ufficiali e gli assistenti specializzati ufficiali abbiano
    le qualifiche e siano formati conformemente all'allegato I, sezione III, Capo IV.
 ---pagebreak---                                                  Articolo 6
                                         Molluschi bivalvi vivi
Gli Stati membri assicurano che la produzione e la commercializzazione di molluschi bivalvi vivi,
echinodermi vivi, tunicati vivi e gasteropodi marini vivi siano sottoposte a controlli ufficiali come
descritto all'allegato II.
                                                Articolo 7
                                           Prodotti della pesca
Gli Stati membri assicurano che i controlli ufficiali sui prodotti della pesca siano effettuati
conformemente all'allegato IV.
                                                 Articolo 8
                                     Latte crudo e prodotti lattieri
Gli Stati membri assicurano che i controlli ufficiali sul latte crudo e sui prodotti lattieri siano effettuati in
conformità dell’allegato IV.
 ---pagebreak---                                                      Articolo 9
                            Azioni in caso di mancata applicazione della normativa
1.     Allorché identifica una non conformità con i regolamenti di cui all'articolo 4, paragrafo 2, lettere a)
e b), l’autorità competente interviene per assicurare che l’operatore del settore alimentare ponga rimedio
alla situazione. Nel decidere l'azione da intraprendere, l'autorità competente tiene conto della natura della
non conformità e dei dati precedenti relativi all'operatore del settore alimentare per quanto riguarda la non
conformità.
2.     Tale azione comprende, a seconda dei casi, le seguenti misure:
a)     l’imposizione di procedure di igienizzazione o di qualsiasi altra azione correttiva ritenuta necessaria
       per garantire la sicurezza dei prodotti di origine animale o il rispetto dei pertinenti requisiti
       giuridici;
b)     la restrizione o il divieto della commercializzazione, dell’importazione o dell’esportazione di
       prodotti di origine animale;
c)     controllare o, se necessario, disporre il ritiro e/o la distruzione dei prodotti di origine animale;
d)     l’autorizzazione dell’uso dei prodotti di origine animale per fini diversi da quelli originariamente
       previsti;
 ---pagebreak--- e)    la sospensione delle operazioni o la chiusura in toto o in parte dell'azienda del settore alimentare
      interessata per un appropriato periodo di tempo;
f)    la sospensione o il ritiro del riconoscimento dello stabilimento;
g)    per le partite provenienti da paesi terzi il sequestro seguito dalla distruzione o dal rinvio;
h)    altre misure ritenute opportune dall'autorità competente.
3.    L'autorità competente trasmette all'operatore del settore alimentare interessato, o a un suo
rappresentante:
a)    notifica scritta della sua decisione concernente l'azione da intraprendere conformemente al
      paragrafo 1, unitamente alle relative motivazioni; e
b)    informazioni sui diritti di appello avverso tali decisioni e sulla procedura e scadenze applicabili.
Se del caso, l'autorità competente notifica la sua decisione anche all'autorità competente dello Stato
d'invio.
 ---pagebreak---                                                     CAPO III
                                   PROCEDURE DI IMPORTAZIONE
                                                  Articolo 10
                                        Principi e condizioni generali
Per garantire l'applicazione uniforme dei principi e delle condizioni stabiliti all'articolo 11 del
regolamento (CE) n. 178/2002 si applicano le procedure descritte nel presente capo.
                                                  Articolo 11
                     Elenchi di paesi terzi o parti di paesi terzi dai quali sono consentite
                          le importazioni di determinati prodotti di origine animale
1.    I prodotti di origine animale sono importati da un paese terzo, o da una parte di un paese terzo, che
figura in un elenco compilato e aggiornato secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.
2.    Un paese terzo figura in tale elenco solo se vi è stato effettuato un controllo comunitario il quale
dimostri che la rispettiva autorità competente fornisce garanzie adeguate come previsto al paragrafo 4.
Tuttavia un paese terzo può figurare in siffatto elenco senza che sia stato effettuato alcun controllo
comunitario se:
a)    il rischio determinato in conformità dell'articolo 18, punto 18, non è tale da giustificarlo; e
 ---pagebreak--- b)   si determina che, al momento di decidere di aggiungere un particolare paese terzo ad un elenco, in
     conformità del paragrafo 1, altre informazioni indicano che l'autorità competente fornisce le
     necessarie garanzie.
3.   Gli elenchi compilati in conformità del presente articolo possono essere combinati con altri elenchi
compilati a fini di salute pubblica e salute degli animali.
4.   Nel compilare o aggiornare gli elenchi si tiene conto in particolare dei seguenti criteri:
a)   la legislazione del paese terzo concernente:
     i)     i prodotti di origine animale,
     ii)    l'uso di medicinali veterinari, comprese le norme riguardanti il divieto o l'autorizzazione del
            loro impiego, la loro distribuzione e la loro commercializzazione e le relative norme
            amministrative e di controllo; e
     iii)   la preparazione e la somministrazione dei mangimi, comprese le procedure per l'uso di
            additivi e per la preparazione e l'impiego di mangimi medicati, nonché la qualità igienica sia
            delle materie prime utilizzate per la preparazione di mangimi sia del prodotto finale;
b)   l'organizzazione delle autorità competenti dei paesi terzi, i loro poteri e la loro indipendenza, la
     supervisione cui sono sottoposte nonché l'autorità di cui godono per far rispettare efficacemente la
     loro legislazione;
c)   la formazione del personale sull’esecuzione di controlli ufficiali;
 ---pagebreak--- d) le risorse disponibili alle autorità competenti comprese le strutture diagnostiche;
e) l’esistenza e il funzionamento di procedure di controllo documentario e di sistemi di controllo
   basati su priorità;
f) se del caso, la situazione riguardante la salute degli animali, nonché la procedura di notifica alla
   Commissione e agli organi internazionali pertinenti in caso di insorgenza di malattie degli animali;
g) l’entità e il funzionamento dei controlli ufficiali sull’importazione di animali e prodotti di origine
   animale;
h) le assicurazioni che il paese terzo può fornire in materia di conformità o di equivalenza ai requisiti
   comunitari.
i) condizioni sanitarie di produzione, lavorazione, manipolazione, magazzinaggio e spedizione
   effettivamente applicate ai prodotti di origine animale destinati alla Comunità;
j) esperienza acquisita in materia di commercializzazione del prodotto proveniente dal paese terzo e
   risultati dei controlli effettuati sulle importazioni;
k) risultati dei controlli comunitari eseguiti nel paese terzo e soprattutto risultati della valutazione delle
   autorità competenti e l'azione che le autorità competenti hanno intrapreso alla luce delle eventuali
   raccomandazioni rivolte loro a seguito di un controllo comunitario;
 ---pagebreak--- l)    esistenza, applicazione e comunicazione di un programma approvato di controllo delle zoonosi; e
m)    esistenza, applicazione e comunicazione di un programma approvato di controllo dei residui.
5.    La Commissione provvede a mettere a disposizione del pubblico la versione aggiornata di tutti gli
elenchi compilati o aggiornati conformemente al presente articolo.
                                                  Articolo 12
                          Elenchi degli stabilimenti dai quali è consentito importare
                                      prodotti specifici di origine animale
1.    I prodotti di origine animale possono essere importati nella Comunità solo se sono stati spediti dagli
- e ottenuti o preparati negli - stabilimenti che figurano negli elenchi compilati e aggiornati
conformemente al presente articolo, salvo:
a)    quando, caso per caso, si decide, in conformità della procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2,
      che le garanzie che un determinato paese terzo fornisce rispetto a importazioni di determinati
      prodotti di origine animale sono tali che la procedura di cui all'articolo 16 non è necessaria ai fini
      dell'accertamento della conformità ai requisiti di cui al paragrafo 2; e
b)    nei casi specificati all'allegato V.
Inoltre le carni fresche, le carni macinate, le preparazioni di carni, i prodotti a base di carni separate
meccanicamente (MSM) possono essere importati nella Comunità solo se sono stati fabbricati con carni
ottenute da macelli e laboratori di sezionamento inseriti in elenchi compilati ed aggiornati a norma del
presente articolo o in stabilimenti comunitari riconosciuti.
 ---pagebreak--- 2.    Uno stabilimento può essere inserito in un siffatto elenco solo se l'autorità competente del paese
terzo di origine garantisce che:
a)    lo stabilimento, insieme a qualsiasi stabilimento che lavora materie prime di origine animale
      utilizzate per la lavorazione dei prodotti di origine animale interessati, soddisfa i pertinenti requisiti
      comunitari, in particolare quelli del regolamento (CE) .../2004∗, oppure i requisiti determinati quali
      equivalenti ai suddetti requisiti all'atto della decisione di inserire il paese terzo in questione nel
      pertinente elenco, in conformità dell'articolo 11;
b)    un servizio ispettivo ufficiale nel paese terzo sorveglia gli stabilimenti e, se del caso, mette a
      disposizione della Commissione tutte le informazioni pertinenti sugli stabilimenti che forniscono
      materie prime;
c)    essa dispone effettivamente del potere di fermare le esportazioni degli stabilimenti verso la
      Comunità qualora questi non soddisfino i requisiti di cui alla lettera a).
3.    Le autorità competenti dei paesi terzi che figurano negli elenchi compilati e aggiornati in
conformità dell'articolo 11 garantiscono che gli elenchi degli stabilimenti di cui al paragrafo 1 siano
compilati, aggiornati e comunicati alla Commissione.
4.    a)     La Commissione trasmette ai punti di contatto designati dagli Stati membri a tal fine regolari
             notifiche in merito agli elenchi nuovi o aggiornati inviatile dalle autorità competenti dei paesi
             terzi interessati in conformità del paragrafo 3.
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak---        b)    Se entro venti giorni dalla notifica da parte della Commissione nessuno Stato membro solleva
             obiezioni all'elenco nuovo o modificato, le importazioni provenienti dagli stabilimenti che
             figurano nell'elenco sono autorizzate dieci giorni lavorativi dopo la data alla quale la
             Commissione l'ha reso accessibile al pubblico.
       c)    La Commissione, qualora almeno uno Stato membro formuli osservazioni scritte, o qualora
             essa ritenga necessario apportare una modifica ad un elenco alla luce di informazioni
             pertinenti quali relazioni di ispezione della Comunità o una notifica nell'ambito del sistema di
             allarme rapido, ne informa gli Stati membri e mette la questione all'ordine del giorno della
             riunione successiva della sezione competente del Comitato permanente per la catena
             alimentare e la salute degli animali, affinché si pronunci, se del caso, secondo la procedura di
             cui all'articolo 19, paragrafo 2.
5.     La Commissione provvede a mettere a disposizione del pubblico la versione aggiornata di tutti gli
elenchi.
                                                    Articolo 13
                       Molluschi bivalvi vivi, echinodermi, tunicati e gasteropodi marini
1.     Fatto salvo l'articolo 12, paragrafo 1, lettera b), i molluschi bivalvi vivi, gli echinodermi, i tunicati e
i gasteropodi marini provengono da zone di produzione di paesi terzi inserite negli elenchi compilati e
aggiornati conformemente all'articolo 12.
2.     Il requisito di cui al paragrafo 1 non si applica ai pettinidi raccolti fuori delle zone di produzione
classificate. Tuttavia i controlli ufficiali in relazione ai pettinidi sono effettuati conformemente
all'allegato II, capo III.
 ---pagebreak--- 3.    a)     Prima di compilare gli elenchi di cui al paragrafo 1, si tiene particolare conto delle garanzie
             che l'autorità competente del paese terzo può fornire in merito all'osservanza dei requisiti di
             cui al presente regolamento per quanto riguarda la classificazione e il controllo delle zone di
             produzione.
      b)     Viene effettuato un controllo comunitario in loco prima della compilazione di tali elenchi a
             meno che:
             (i)   il rischio determinato in conformità dell'articolo 18, punto 8 non sia tale da giustificarla;
                   e
             (ii)  si determini, al momento di decidere di aggiungere una particolare zona di produzione
                   ad un elenco in conformità del paragrafo 1, che altre informazioni indicano che
                   l'autorità competente fornisce le necessarie garanzie.
4.    La Commissione provvede a mettere a disposizione del pubblico la versione aggiornata di tutti gli
elenchi compilati o aggiornati conformemente al presente articolo.
                                                 Articolo 14
                                                  Documenti
1.    All'atto dell'importazione nella Comunità ciascuna partita di prodotti di origine animale è
accompagnata da un documento conforme ai requisiti di cui all'allegato VI.
 ---pagebreak--- 2.    Il documento attesta che il prodotto soddisfa:
      a)     I requisiti per esso fissati in base al regolamento (CE) ../2004∗ e al regolamento
             (CE) .../2004∗∗ o disposizioni equivalenti a tali requisiti; e
      b)     le eventuali condizioni specifiche di importazione fissate a norma dell'articolo 18, punto19.
3.    I documenti possono includere i dettagli richiesti ai sensi di altra normativa comunitaria in materia
di salute pubblica e salute degli animali.
4.    Esenzioni dal paragrafo 1 possono essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 19,
paragrafo 2 qualora sia possibile ottenere le garanzie di cui al paragrafo 2 del presente articolo in altro
modo.
                                                    Articolo 15
                                Disposizioni speciali per i prodotti della pesca
1.    Le procedure stabilite nel presente capo non si applicano ai prodotti della pesca freschi sbarcati
nella Comunità direttamente da un peschereccio che batte bandiera di un paese terzo.
I controlli ufficiali concernenti tali prodotti della pesca si effettuano in conformità dell'Allegato III.
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari.
∗∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- 2. a) I prodotti della pesca importati da una nave officina o da una nave frigorifero che batte
      bandiera di un paese terzo devono provenire da navi che figurano in un elenco compilato e
      aggiornato secondo la procedura di cui all'articolo 12, paragrafo 4.
   b) Tuttavia, in deroga all'articolo 12, paragrafo 2, lettera b), una nave può essere inclusa in un
      elenco siffatto anche:
      i)    sulla base di una comunicazione congiunta dell'autorità competente del paese terzo del
            quale la nave batte bandiera e dell'autorità competente di un altro paese terzo, alla quale
            la precedente autorità competente abbia delegato la responsabilità dell'ispezione della
            nave in questione, a condizione che:
            −     il paese terzo in questione figuri nell'elenco dei paesi terzi, compilato
                  conformemente all'articolo 11, dal quale sono autorizzate le importazioni di
                  prodotti della pesca,
            −     tutti i prodotti della pesca provenienti dalla nave interessata e destinati a essere
                  commercializzati nella Comunità siano sbarcati direttamente in quel paese terzo,
            −     l'autorità competente del suddetto paese terzo abbia ispezionato la nave e dichiari
                  che essa soddisfa i requisiti comunitari, e
            −     l'autorità competente del paese terzo in questione dichiari che procederà
                  periodicamente a ispezioni della nave per garantire che essa continua a soddisfare
                  i requisiti comunitari;
      oppure
 ---pagebreak---              ii)    sulla base di una comunicazione congiunta dell'autorità competente del paese terzo del
                    quale la nave batte bandiera e dell'autorità competente di uno Stato membro, alla quale
                    la precedente autorità competente abbia delegato la responsabilità dell'ispezione della
                    nave in questione, a condizione che:
                    −      tutti i prodotti della pesca provenienti dalla nave interessata e destinati a essere
                           commercializzati nella Comunità siano sbarcati direttamente in quello Stato
                           membro,
                    −      l'autorità competente di tale Stato abbia ispezionato la nave e dichiari che essa
                           soddisfa i requisiti comunitari,
                    −      l'autorità competente dello Stato membro in questione abbia dichiarato che
                           procederà periodicamente a ispezioni della nave per garantire che essa continua a
                           soddisfare i requisiti comunitari.
       c)    La Commissione provvede a mettere a disposizione del pubblico la versione aggiornata di
             tutti gli elenchi compilati o aggiornati conformemente al presente articolo.
3.     Quando i prodotti della pesca sono importati direttamente da un peschereccio o da una nave
frigorifero, un documento firmato dal comandante può sostituire il documento prescritto a norma
dell'articolo 14.
4.     Le norme di applicazione particolareggiate del presente articolo possono essere fissate secondo la
procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.
 ---pagebreak---                                                     CAPO IV
                                            DISPOSIZIONI FINALI
                                                   Articolo 16
                                     Misure di attuazione e misure transitorie
Le misure di attuazione e le misure transitorie possono essere fissate secondo la procedura di cui
all'articolo 19, paragrafo 2.
                                                   Articolo 17
                                       Modifica e adattamento degli allegati
1.     Gli allegati I, II, III, IV, V e VI possono essere modificati o integrati per tener conto dei progressi
scientifici e tecnici secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.
2.     Possono essere concesse deroghe agli allegati I, II, III, IV, V e VI secondo la procedura di cui
all'articolo 19, paragrafo 2, purché non pregiudichino il conseguimento degli obiettivi del presente
regolamento.
3.     Gli Stati membri possono, senza compromettere il conseguimento degli obiettivi del presente
regolamento, adottare, a norma dei paragrafi da 4 a 7, misure nazionali per adattare i requisiti di cui
all'allegato I.
 ---pagebreak--- 4.  Le misure nazionali di cui al paragrafo 3:
a)  perseguano l'obiettivo di:
    i)    favorire la prosecuzione dell'utilizzo di metodi tradizionali in tutte le fasi della produzione,
          trasformazione o distribuzione dei prodotti alimentari; o
    ii)   venire incontro alle esigenze delle imprese del settore alimentare con bassa produzione e
          situate in regioni soggette a particolari vincoli geografici; oppure
    iii)  consentire la realizzazione di progetti pilota per sperimentare nuovi approcci ai controlli sulle
          carni in materia di igiene.
b)  riguardano in particolare i seguenti elementi dell'allegato I:
    i)    l'informazione sulla catena alimentare;
    ii)   la presenza dell'autorità competente negli stabilimenti.
5.  Lo Stato membro che desideri adottare le misure nazionali di cui al paragrafo 3, invia notifica alla
Commissione e agli altri Stati membri. Ciascuna notifica deve:
a)  fornire una descrizione particolareggiata dei requisiti che lo Stato membro in questione ritiene
    necessario adattare e la natura dell'adattamento desiderato;
b)  descrivere gli stabilimenti interessati;
 ---pagebreak--- c)     esporre le motivazioni dell'adattamento, fornendo anche, se del caso, una sintesi dell'analisi del
       rischio effettuata e indicando le misure eventuali da prendere affinché l'adattamento non pregiudichi
       gli obiettivi del presente regolamento; e
d)     fornire ogni altra informazione pertinente.
6.     A decorrere dal ricevimento della notifica di cui al paragrafo 5, gli altri Stati membri dispongono di
tre mesi per inviare osservazioni scritte alla Commissione. La Commissione può e, qualora riceva
osservazioni scritte da parte di uno o più Stati membri, deve consultare gli Stati membri nell'ambito del
comitato di cui all'articolo 19, paragrafo 1. La Commissione può decidere, secondo la procedura di cui
all'articolo 19, paragrafo 2, se le misure previste possono essere attuate previ, se necessari, gli opportuni
emendamenti. Se del caso, la Commissione può proporre misure di applicazione generale conformemente
ai paragrafi 1 o 2 di tale articolo.
7.     Uno Stato membro può adottare misure nazionali per adattare i requisiti di cui all'allegato I soltanto:
a)     in ottemperanza a una decisione adottata conformemente al paragrafo 6,
b)     qualora, un mese dopo la scadenza del periodo di cui al paragrafo 6, la Commissione non abbia
       comunicato agli Stati membri di avere ricevuto osservazioni scritte o di aver intenzione di proporre
       l'adozione di una decisione conformemente al paragrafo 6.
8.     Quando uno Stato membro adotta misure nazionali di attuazione di un progetto pilota per
sperimentare nuovi approcci ai controlli sulle carni in materia di igiene conformemente ai paragrafi da 3 a
7, esso comunica i risultati alla Commissione non appena questi sono disponibili. La Commissione
esamina l'opportunità di proporre misure di applicazione generale conformemente al paragrafo 1.
 ---pagebreak---                                                    Articolo 18
                                              Decisioni specifiche
Fatta salva la generalità dell'articolo 16 e dell'articolo 17, paragrafo 1, possono essere fissate misure di
attuazione o adottate modifiche degli allegati I, II, III, IV, V o VI secondo la procedura di cui all'articolo
19, paragrafo 2, per specificare:
1)    le prove per valutare le prestazioni degli operatori del settore alimentare e del loro personale;
2)    il metodo di comunicazione dei risultati delle ispezioni;
3)    i criteri per determinare quando, sulla base di un'analisi del rischio, non è necessaria la presenza
      permanente del veterinario ufficiale nei macelli e stabilimenti di manipolazione della selvaggina
      durante l'ispezione ante mortem e post mortem;
4)    le norme riguardanti il contenuto delle prove per veterinari ufficiali e assistenti specializzati
      ufficiali;
5)    i criteri microbiologici per il controllo del processo in relazione all'igiene negli stabilimenti;
6)    le procedure alternative, le prove sierologiche o altre prove di laboratorio che forniscano garanzie
      almeno equivalenti alle procedure specifiche di ispezione post mortem descritte nell'allegato I,
      sezione IV e che pertanto possono sostituirle, qualora l'autorità competente decida in tal senso;
 ---pagebreak--- 7)  le circostanze che non rendono necessarie alcune delle procedure specifiche di ispezione post
    mortem descritte nell'allegato I, sezione IV, in funzione dell'azienda, della regione o del paese
    d'origine e in base ai principi dell'analisi del rischio;
8)  le norme per le prove di laboratorio;
9)  il trattamento a freddo da applicare alle carni in relazione alla cisticercosi e trichinosi;
10) le condizioni alle quali le aziende e le regioni possono essere certificate come ufficialmente indenni
    da cisticerco e trichine;
11) i metodi da seguire nell'esame relativo alle condizioni di cui all'allegato I, sezione IV, capitolo IX;
12) per i suini da ingrasso, i criteri per le condizioni di stabulazione controllata e i sistemi di produzione
    integrata;
13) i criteri per la classificazione delle zone di produzione e di stabulazione per i molluschi bivalvi vivi
    in collaborazione con il laboratorio comunitario di riferimento pertinente, compresi:
    a)      i valori limite e i metodi di analisi per le biotossine marine;
    b)      le procedure per le analisi virologiche e le relative norme virologiche, e
    c)      i piani di campionamento nonché i metodi e le tolleranze analitiche da applicare per accertare
            il rispetto dei criteri;
 ---pagebreak--- 14) i criteri organolettici della freschezza per la valutazione dei prodotti della pesca;
15) i limiti analitici, i metodi di analisi e i piani di campionamento per i controlli ufficiali sui prodotti
    della pesca richiesti conformemente all'allegato III, incluso in relazione ai parassiti e ai
    contaminanti ambientali;
16) il metodo con cui la Commissione compilerà gli elenchi dei paesi terzi e degli stabilimenti nei paesi
    terzi, accessibili al pubblico ai sensi degli articoli 11, 12, 13 e 15;
17) i modelli di documenti e i criteri per l'uso di documenti elettronici;
18) i criteri per determinare i rischi che particolari prodotti di origine animale importati nella Comunità
    presentano;
19) condizioni specifiche alle importazioni di particolari prodotti di origine animale, tenuto conto dei
    rischi ad essi associati, delle informazioni fornite dai paesi terzi interessati e, se del caso, dei
    risultati dei controlli comunitari effettuati in detti paesi terzi. Tali condizioni specifiche alle
    importazioni possono essere stabilite per un singolo prodotto di origine animale o per un gruppo di
    prodotti. Essi possono applicarsi a un singolo paese terzo o a regioni di un paese terzo, o a un
    gruppo di paesi terzi; e
20) le condizioni che disciplinano le importazioni di prodotti di origine animale da un paese terzo o da
    una regione di un paese terzo, in seguito all'attuazione di un accordo di equivalenza o di un audit
    soddisfacente, che riconosca che le misure applicate dal paese terzo o dalla regione in questione
    offrono garanzie equivalenti a quelle applicate nella Comunità, se il paese terzo fornisce prova
    oggettiva nel merito.
 ---pagebreak---                                                     Articolo 19
                                      Procedura del comitato permanente
1.     La Commissione è assistita dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli
animali istituito dall'articolo 58 del regolamento (CE) n. 178/2002.
2.     Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione
1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.
Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.
3.     Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
                                                    Articolo 20
                        Consultazione dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare
La Commissione consulta l'Autorità europea per la sicurezza alimentare sulle materie che rientrano nel
campo di applicazione del presente regolamento qualora necessario e, in particolare:
1)     prima di proporre di modificare i requisiti specifici concernenti le procedure di ispezione post
       mortem stabilite nella sezione IV dell'allegato I;
 ---pagebreak--- 2)    prima di proporre di modificare le disposizioni dell'allegato I, sezione IV, capitolo X, sulle carni di
      animali nei quali l'ispezione post mortem ha rivelato lesioni che indicano infezione da brucellosi o
      tubercolosi; e
3)    prima di proporre le misure di attuazione relativamente ai punti da 5 a 15 dell'articolo 18.
                                                 Articolo 21
                              Relazione al Parlamento europeo e al Consiglio
1.    Entro [...] ∗ la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione che valuti
l'esperienza acquisita nel quadro dell'applicazione del presente regolamento.
2.    La Commissione, se del caso, correda delle pertinenti proposte la suddetta relazione.
                                                 Articolo 22
                                              Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
∗
      Cinque anni dall'entrata in vigore del presente regolamento.
 ---pagebreak--- Esso è applicabile diciotto mesi dopo la data in cui sono entrati in vigore tutti i seguenti atti:
a)    regolamento (CE) n. …/2004∗;
b)    regolamento (CE) n. …/2004∗∗ e;
c)    direttiva 2004/…/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del ……., che abroga alcune direttive
      recanti norme sull'igiene dei prodotti alimentari e le disposizioni sanitarie per la produzione e la
      commercializzazione di determinati prodotti di origine animale destinati al consumo umano e che
      modifica le direttive 89/662/CEE e 92/118/CEE e la decisione 95/408/CEE1.
Tuttavia, esso non è applicabile anteriormente al 1º gennaio 2006.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli
Stati membri.
Fatto a Strasburgo, addì 29 aprile 2004.
Per il Parlamento europeo                                               Per il Consiglio
        Il presidente                                                    Il presidente
           P. COX                                                      M. McDOWELL
                                           _________________
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari.
∗∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
1
      Cfr. pag. della presente Gazzetta ufficiale.
 ---pagebreak---                                                                                           ALLEGATO I
                                          CARNI FRESCHE
                   SEZIONE I: COMPITI DEL VETERINARIO UFFICIALE
CAPO I: COMPITI DI AUDIT
1.  Oltre ai requisiti generali di cui all'articolo 4, paragrafo 4 concernenti gli audit relativi alle
    buone prassi igieniche, il veterinario ufficiale verifica la costante osservanza delle procedure
    dell'operatore del settore alimentare per quanto riguarda qualsiasi raccolta, trasporto,
    magazzinaggio, manipolazione, lavorazione e utilizzo o smaltimento dei sottoprodotti di
    origine animale, compresi i materiali specifici a rischio, di cui l'operatore del settore
    alimentare è responsabile.
2.  Oltre ai requisiti generali di cui all'articolo 4, paragrafo 5, relativi agli audit dei principi basati
    sull'HACCP, il veterinario ufficiale si accerta che le procedure dell'operatore garantiscano,
    nella misura del possibile, che le carni:
    a)    non presentino anomalie o alterazioni fisiopatologiche;
    b)    non presentino contaminazione fecale o di altro tipo;
    c)    non contengano materiali specifici a rischio, tranne quando previsto in virtù della
          normativa comunitaria e siano state prodotte in conformità della normativa comunitaria
          riguardante le TSE.
 ---pagebreak--- CAPO II: COMPITI ISPETTIVI
Il veterinario ufficiale, nell'esecuzione dei compiti ispettivi in conformità del presente capitolo,
tiene conto dei risultati dei compiti di audit svolti secondo l'articolo 4 e il capo I del presente
allegato. Se del caso il veterinario ufficiale si regola di conseguenza nell'indirizzare i compiti
ispettivi.
A.     Informazioni sulla catena alimentare
       1. Il veterinario ufficiale controlla ed analizza le informazioni pertinenti tratte dai registri
       tenuti presso l'azienda di provenienza degli animali destinati alla macellazione e tiene conto
       dei risultati documentati di tali controlli ed analisi nell'effettuare le ispezioni ante e post
       mortem.
       2.     Nell'eseguire i propri compiti ispettivi, il veterinario ufficiale tiene conto dei certificati
       ufficiali che accompagnano gli animali e delle eventuali dichiarazioni fatte dai veterinari che
       effettuano i controlli a livello della produzione primaria, compresi i veterinari ufficiali e quelli
       autorizzati.
       3.     Quando gli operatori del settore alimentare adottano nella catena alimentare misure
       aggiuntive per garantire la sicurezza degli alimenti mediante sistemi integrati, sistemi privati
       di controllo, certificazioni conferite da una terza parte indipendente o altri sistemi, e quando
       tali misure sono documentate e gli animali sottoposti a tali meccanismi sono chiaramente
       identificabili, il veterinario ufficiale può tenerne conto nell'espletare i compiti ispettivi e nel
       verificare le procedure basate sull'HACCP.
 ---pagebreak--- B. Ispezione ante mortem
   1.    Fatto salvo quanto previsto ai paragrafi 4 e 5:
   a)    il veterinario ufficiale effettua un'ispezione ante mortem di tutti gli animali prima della
         macellazione;
   b)    l'ispezione ante mortem ha luogo entro 24 ore dall'arrivo al macello e meno di 24 ore
         prima della macellazione.
   Inoltre, il veterinario ufficiale può richiedere un'ispezione in qualunque momento.
   2.    L'ispezione ante mortem deve in particolare permettere di accertare, riguardo al singolo
   animale controllato; eventuali segni
   a)    che il benessere degli animali è stato compromesso; oppure
   b)    di condizioni che potrebbero ripercuotersi negativamente sulla salute umana o degli
         animali, prestando particolare attenzione all'individuazione delle zoonosi, delle malattie
         di cui all'elenco A o, laddove opportuno, dell'elenco B dell'Ufficio internazionale delle
         epizoozie (UIE).
   3. Il veterinario ufficiale, oltre all'ispezione ante mortem ordinaria esegue un'ispezione
   clinica di tutti gli animali che l'operatore del settore alimentare o un assistente specializzato
   ufficiale hanno eventualmente scartato.
 ---pagebreak---    4.     In caso di macellazione d'emergenza fuori dal macello e nel caso di selvaggina cacciata,
   il veterinario ufficiale presso il macello o lo stabilimento di manipolazione della selvaggina
   esamina la dichiarazione di accompagnamento della carcassa dell'animale rilasciata
   rispettivamente dal veterinario o dalla persona formata in conformità del regolamento
   (CE) n. .../2004∗.
   5.     Nei casi previsti nella sezione III, capo 2 o nella sezione IV, l'ispezione ante mortem
   può essere effettuata nell'azienda di provenienza. In tali casi, il veterinario ufficiale presso il
   macello deve effettuare l'ispezione ante mortem soltanto quando e nella misura specificati.
C. Benessere degli animali
   Il veterinario ufficiale verifica la conformità alle pertinenti norme comunitarie e
   nazionali relative al benessere degli animali, come le norme relative alla protezione degli
   animali al momento della macellazione e durante il trasporto.
D. Ispezione post mortem
   1. Immediatamente dopo la macellazione la carcassa e le frattaglie che l'accompagnano sono
   sottoposte a un'ispezione post mortem. Tutte le superfici esterne devono essere esaminate; a
   tale scopo potrebbero essere necessarie una manipolazione minima della carcassa e delle
   frattaglie o speciali attrezzature tecniche. Occorre prestare un'attenzione particolare
   all'individuazione delle zoonosi, delle malattie di cui all'elenco A e, laddove opportuno,
   all'elenco B dell'UIE. La velocità della catena di macellazione e il numero dei membri del
   personale ispettivo presente sono tali da consentire un'ispezione adeguata.
∗
   Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
   norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
   (cfr. considerando 1, secondo regolamento)
 ---pagebreak--- 2. Sono effettuati ulteriori esami, come la palpazione e l'incisione di parti della carcassa e
delle frattaglie, e prove di laboratorio ove ciò sia ritenuto necessario
a)     per giungere a una diagnosi definitiva, oppure
b)     per individuare la presenza di:
       i)    una malattia degli animali,
       ii)   agenti contaminanti a livelli superiori a quelli stabiliti in virtù della normativa
             comunitaria,
       iii)  una non conformità rispetto ai criteri microbiologici, oppure
       iv)   altri fattori che potrebbero richiedere che le carni siano dichiarate non idonee al
             consumo umano o che siano imposte restrizioni all'utilizzazione delle stesse,
in particolare nel caso di animali sottoposti a macellazione d'emergenza.
3. Ai fini dell'ispezione post mortem, il veterinario ufficiale dispone che le carcasse dei
solipedi domestici, dei bovini di età superiore ai sei mesi e dei suini domestici di età superiore
alle quattro settimane siano tagliate a metà longitudinalmente lungo la colonna vertebrale. Se
ciò risulta necessario per l'ispezione, il veterinario ufficiale può inoltre disporre il taglio
longitudinale di qualunque testa o carcassa. Tuttavia, per tener conto di particolari abitudini
alimentari, del progresso tecnologico o di situazioni sanitarie specifiche, l'autorità competente
può autorizzare la presentazione all'ispezione di carcasse non tagliate a metà di solipedi
domestici, bovini di età superiore ai sei mesi e suini domestici di età superiore alle quattro
settimane.
 ---pagebreak---       4. Durante l'ispezione devono essere adottate precauzioni per garantire che la
      contaminazione della carne dovuta a operazioni come la palpazione, il sezionamento o
      l'incisione sia ridotta al minimo.
      5.     Se deve essere eseguita una macellazione di emergenza, prima di essere dichiarata
      idonea per il consumo umano la carcassa è sottoposta quanto prima possibile a un'ispezione
      post mortem delle carni a norma di punti da 1 a 4.
E.    Materiali specifici a rischio e altri sottoprodotti animali
In conformità delle specifiche norme comunitarie in materia di materiali specifici a rischio e altri
sottoprodotti animali, il veterinario ufficiale controlla le operazioni di rimozione, separazione e, se
del caso, marcatura di detti prodotti. Il veterinario ufficiale si accerta che l'operatore del settore
alimentare prenda tutte le misure necessarie per evitare di contaminare le carni con materiali
specifici a rischio durante la macellazione (compreso lo stordimento) e per la rimozione dei
materiali specifici a rischio.
F.    Prove di laboratorio
      1.     Il veterinario ufficiale assicura che il campionamento sia effettuato e che i campioni
      siano adeguatamente identificati, manipolati, inviati al laboratorio idoneo ai fini:
      a)     del monitoraggio e del controllo delle zoonosi e degli agenti zoonotici;
      b)     di prove specifiche di laboratorio per la diagnosi delle TSE, conformemente al
             regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio1;
1
      GU L 147 del 31.5.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.
      2245/2003 della Commissione (GU L 333 del 20.12.2003, pag. 28).
 ---pagebreak---     c)    della rilevazione di sostanze o prodotti non autorizzati e del controllo delle sostanze
          regolamentate, in particolare nel contesto dei piani nazionali sui residui di cui alla
          direttiva 96/23/CE 1; e
    d)    dell'individuazione delle malattie di cui all'elenco A e, laddove opportuno, di cui
          all'elenco B dell'UIE.
    2.    Il veterinario ufficiale assicura inoltre che siano effettuate le altre prove di laboratorio
    necessarie.
CAPO III: BOLLATURA SANITARIA
    1.    Il veterinario ufficiale sovrintende alla bollatura sanitaria e ai bolli utilizzati.
    2.    Il veterinario ufficiale assicura in particolare:
    a)    che il bollo sanitario sia apposto soltanto se l'animale (ungulati domestici, mammiferi
          selvatici d'allevamento diversi dai lagomorfi, e selvaggina in libertà di grosse
          dimensioni) è stato sottoposto a ispezione ante mortem e post mortem in conformità del
          presente regolamento e non vi sono motivi per dichiarare le carni non idonee al
          consumo umano. Tuttavia il bollo sanitario può essere apposto prima dei risultati
          dell'esame della trichinosi, se il veterinario ufficiale è certo che la carne dell'animale
          interessato sarà commercializzata soltanto in caso di risultati soddisfacenti; e
1
    GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU
    L 122 del 16.5.2003, pag. 1).
 ---pagebreak--- b)    la bollatura sanitaria sia effettuata sulla superficie esterna della carcassa, mediante un
      bollo impresso con l'inchiostro o a fuoco, in modo tale che se le carcasse sono tagliate in
      mezze carcasse o quarti o le mezze carcasse sono tagliate in tre parti, un bollo sanitario
      sia apposto su ciascuna di esse.
3.    Il bollo sanitario dev'essere un bollo ovale di almeno 6,5 cm di larghezza per 4,5 cm di
altezza recante le seguenti informazioni in caratteri perfettamente leggibili.
a)    il bollo deve indicare il nome del paese in cui lo stabilimento è situato, che può essere
      scritto per intero in lettere maiuscole o indicato con un codice a due lettere in
      conformità della pertinente norma ISO.
Nel caso degli Stati membri, tuttavia, i codici sono: AT, BE, DE, DK, ES, FI, FR, GR, IE, IT,
LU, NL, PT, SE e UK.
b)    il bollo deve indicare il numero di riconoscimento del macello.
c)    Se apposto in un macello all'interno della Comunità, il bollo deve includere
      l'abbreviazione CE, EC, EF, EG, EK o EY.
4.    L'altezza deve essere pari ad almeno 0,8 cm per le lettere e ad almeno 1 cm per le cifre.
Le dimensioni e i caratteri del bollo possono essere ridotti nel caso di agnelli, capretti e
porcellini.
5.    I colori utilizzati per la bollatura sanitaria devono essere autorizzati in conformità delle
norme comunitarie sull'impiego di sostanze coloranti nei prodotti alimentari.
 ---pagebreak---    6.     Il bollo sanitario può comprendere anche un'indicazione del veterinario ufficiale che ha
   effettuato l'ispezione sanitaria delle carni. Le autorità competenti e gli operatori del settore
   alimentare possono continuare ad utilizzare attrezzature da essi ordinate prima dell'entrata in
   vigore del presente regolamento fino al loro esaurimento o alla loro sostituzione.
   7.     Le carni degli animali che sono stati sottoposti a macellazione di emergenza al di fuori
   del macello devono recare un bollo sanitario speciale, che non può essere confuso né con il
   bollo sanitario previsto nel presente capitolo né col marchio di identificazione previsto
   all'allegato II, sezione I, del regolamento (CE) .../2004∗.
   8.     Le carni di selvaggina selvatica non scuoiata non possono recare un bollo sanitario a
   meno che, dopo la scuoiatura in uno stabilimento per la manipolazione della selvaggina siano
   state sottoposte ad ispezione post mortem e dichiarate idonee al consumo umano.
   9.     Il presente capo si applica fatte salve le norme in materia di salute degli animali
   concernenti la bollatura sanitaria.
               SEZIONE II: PROVVEDIMENTI SUCCESSIVI AI CONTROLLI
              CAPO I: COMUNICAZIONE DEI RISULTATI DELLE ISPEZIONI
1. Il veterinario ufficiale registra e valuta i risultati delle attività ispettive.
2. a)     Se dalle ispezioni emerge la presenza di una malattia o condizione che potrebbe
          ripercuotersi sulla salute pubblica o degli animali, oppure una situazione che
          compromette il benessere degli animali, il veterinario ufficiale ne informa l'operatore
          del settore alimentare.
∗
   Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
   norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
   (cfr. considerando 1, secondo regolamento)
 ---pagebreak---        b)     Qualora il problema in questione sorga durante la produzione primaria, il veterinario
              ufficiale ne informa il veterinario che assiste l'azienda di provenienza, l'operatore del
              settore alimentare responsabile di tale azienda (premettendo che tali informazioni non
              pregiudicano la possibilità di successivi procedimenti giudiziari) e, laddove opportuno,
              l'autorità competente responsabile della supervisione dell'azienda di provenienza degli
              animali o della zona di caccia.
       c)     Se gli animali interessati sono stati allevati in un altro Stato membro o in un paese terzo,
              il veterinario ufficiale informa l'autorità competente dello Stato membro in cui è situato
              lo stabilimento. Detta autorità competente adotta appropriate misure in conformità della
              legislazione comunitaria applicabile.
3.     I risultati delle ispezioni e delle analisi sono inclusi nelle pertinenti basi di dati.
4.     Il veterinario ufficiale, se effettuando le ispezioni ante o post mortem, o qualunque altro tipo
di attività ispettiva, sospetta la presenza di un agente infettivo indicato all'elenco A dell'UIE, o,
laddove opportuno all'elenco B dell'UIE, deve informarne immediatamente l'autorità competente ed
entrambi devono prendere tutte le misure e le precauzioni necessarie per prevenire il diffondersi
dell'agente infettivo in conformità della legislazione comunitaria applicabile.
 ---pagebreak--- CAPO II: DECISIONI RELATIVE ALLE INFORMAZIONI SULLA CATENA ALIMENTARE
1.     Il veterinario ufficiale accerta che gli animali siano macellati soltanto se l'operatore del
macello ha ottenuto e verificato le pertinenti informazioni sulla catena alimentare.
2.     Tuttavia, il veterinario ufficiale può permettere che gli animali siano macellati all'interno del
macello anche se non sono disponibili le pertinenti informazioni relative alla catena alimentare. In
tal caso, prima che la carcassa sia ammessa al consumo umano devono essere fornite tutte le
pertinenti informazioni sulla catena alimentare. In attesa di un giudizio definitivo, la carcassa e le
relative frattaglie devono essere conservate separatamente dalle altre carni.
3.     Nonostante il paragrafo 2, quando le pertinenti informazioni sulla catena alimentare non sono
disponibili entro 24 ore dall'arrivo al macello dell'animale, tutte le sue carni sono dichiarate non
idonee al consumo umano. Se l'animale non è ancora stato macellato, è abbattuto separatamente da
altri animali.
4.     Quando i registri, la documentazione o le altre informazioni che accompagnano gli animali
indicano che:
(a)    l'animale proviene da un'azienda o da una zona soggetta a un divieto di movimento o ad altre
       restrizioni per ragioni connesse con la salute pubblica o degli animali;
(b)    le norme relative all'uso di medicinali veterinari non sono state rispettate; oppure
 ---pagebreak--- (c)    sussistono altre condizioni che potrebbero incidere negativamente sulla salute umana o degli
       animali,
gli animali non possono essere ammessi alla macellazione se non in conformità delle procedure
stabilite in virtù della normativa comunitaria al fine di eliminare i rischi per la salute umana o degli
animali.
Se sono già al macello, gli animali devono essere abbattuti separatamente e dichiarati non idonei al
consumo umano. Si adottano le opportune precauzioni per salvaguardare la salute pubblica e degli
animali. Se ritenuto necessario dal veterinario ufficiale, si procede a controlli ufficiali presso
l'azienda di provenienza.
5.     L'autorità competente adotta provvedimenti adeguati qualora rilevi che i registri, la
documentazione o le altre informazioni che accompagnano gli animali non corrispondono alla
situazione effettiva nell'azienda di provenienza o alle vere condizioni degli animali o sono
deliberatamente intese a fuorviare il veterinario ufficiale. L'autorità stessa interviene nei confronti
dell'operatore del settore alimentare responsabile dell'azienda di provenienza degli animali e di
qualsiasi altra persona coinvolta. L'intervento può consistere, in particolare, in controlli aggiuntivi. I
costi di siffatti controlli aggiuntivi sono a carico dell'operatore del settore alimentare responsabile
dell'azienda di provenienza o di qualsiasi altra persona coinvolta.
 ---pagebreak--- CAPO III: DECISIONI RIGUARDANTI GLI ANIMALI VIVI
1.    Il veterinario ufficiale verifica l'osservanza, da parte dell'operatore del settore alimentare,
dell'obbligo di assicurare, ai sensi del regolamento (CE) n.. .../2004 [che stabilisce norme specifiche
in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale] che gli animali ammessi alla
macellazione ai fini del consumo umano siano correttamente identificati. Il veterinario ufficiale
provvede affinché gli animali di cui non è ragionevolmente possibile stabilire l'identità siano
abbattuti separatamente e dichiarati non idonei al consumo umano. Se ritenuto necessario dal
veterinario ufficiale, si procede a controlli ufficiali presso l'azienda di provenienza.
2.    In caso di considerazioni prioritarie in materia di benessere degli animali, i cavalli possono
essere sottoposti a macellazione all'interno del macello anche se non sono state fornite le
informazioni a norma di legge necessarie sulla loro identità. Dette informazioni devono però essere
fornite prima che la carcassa possa essere dichiarata idonea al consumo umano. Questi obblighi
valgono anche in caso di macellazione d'emergenza di cavalli fuori dal macello.
3.    Il veterinario ufficiale verifica l'osservanza, da parte dell'operatore del settore alimentare,
dell'obbligo di assicurare, ai sensi del regolamento (CE) n. .../2004∗, di assicurare che gli animali la
cui pelle o vello sia in condizioni tali da presentare un rischio inaccettabile di contaminazione delle
carni durante la macellazione non possono essere macellati ai fini del consumo umano, a meno che
essi non vengano preventivamente ripuliti.
4.    Gli animali affetti da una malattia o una condizione trasmissibile ad altri animali o agli esseri
umani mediante la manipolazione o il consumo delle carni e, in generale, gli animali che presentano
i segni clinici di una malattia sistemica o di cachessia non possono essere macellati ai fini del
consumo umano. Tali animali devono essere abbattuti separatamente, in condizioni tali da impedire
la contaminazione di altri animali o carcasse, e dichiarati non idonei al consumo umano.
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- 5.     La macellazione degli animali che si sospettano affetti da una malattia o condizione che può
incidere negativamente sulla salute umana o degli animali è differita. Detti animali devono essere
sottoposti a un esame ante mortem dettagliato al fine di stabilire una diagnosi. Inoltre, il veterinario
ufficiale può decidere che si proceda a campionamento e ad esami di laboratorio per completare
un'ispezione post mortem. Ove necessario, gli animali sono macellati separatamente o al termine
della macellazione ordinaria, con tutte le precauzioni necessarie per evitare la contaminazione delle
altre carni.
6.     Gli animali che potrebbero contenere residui di medicinali veterinari a livelli superiori a quelli
stabiliti conformemente alla normativa comunitaria, o residui di sostanze proibite, sono trattati in
conformità della direttiva 96/23/CE.
7.     Il veterinario ufficiale impone le condizioni alle quali devono essere trattati gli animali
nell'ambito di un regime specifico di eradicazione o di controllo di una determinata malattia, come
per la brucellosi o la tubercolosi, o di agenti zoonosici come le salmonelle, sotto il controllo diretto
del veterinario ufficiale stesso. L'autorità ufficiale stabilisce le condizioni in base alle quali tali
animali possono essere macellati. Queste condizioni devono prefiggersi di minimizzare la
contaminazione di altri animali e delle carni di altri animali.
8.     Come regola generale gli animali presentati alla macellazione in un macello devono essere lì
macellati. Tuttavia, in circostanze eccezionali, ad esempio un grave guasto degli impianti, il
veterinario ufficiale può consentire i movimenti diretti ad un altro macello.
 ---pagebreak--- CAPO IV: DECISIONI RIGUARDANTI IL BENESSERE DEGLI ANIMALI
1.     In caso di mancato rispetto delle norme relative alla protezione degli animali al momento
della macellazione o dell'abbattimento, il veterinario ufficiale si accerta che l'operatore del settore
alimentare adotti immediatamente le misure correttive necessarie e impedisca il ripetersi di tale
mancanza.
2.     Il veterinario ufficiale segue per quanto riguarda l'azione coercitiva un approccio
proporzionato e progressivo, che varia dall'emissione di direttive al rallentamento e all'interruzione
della produzione, in funzione della natura e della gravità del problema.
3.     Se del caso, il veterinario ufficiale informa le altre autorità competenti dei problemi in materia
di benessere degli animali.
4.     Qualora rilevi il mancato rispetto delle norme relative alla protezione degli animali durante il
trasporto, il veterinario ufficiale adotta le misure necessarie in conformità della pertinente
normativa comunitaria.
5.     Qualora:
a)     un assistente specializzato ufficiale effettui verifiche sul benessere degli animali ai sensi delle
       sezioni III o IV; e
b)     dette verifiche individuino il mancato rispetto delle norme sulla protezione degli animali,
l'assistente specializzato ufficiale deve immediatamente informare il veterinario ufficiale e, in casi
urgenti, deve prendere le misure necessarie di cui ai punti da 1 a 4 in attesa dell'arrivo del
veterinario ufficiale.
 ---pagebreak--- CAPO V: DECISIONI RIGUARDANTI LE CARNI
1.  Le carni sono dichiarate non idonee al consumo umano se
a)  provengono da animali che non sono stati sottoposti a ispezione ante mortem, eccezion fatta
    per la selvaggina cacciata;
b)  provengono da animali le cui frattaglie non sono state sottoposte a ispezione post mortem;
    tranne quando diversamente stabilito dal presente regolamento o dal regolamento (CE) n.
    .../2004∗ ;
c)  provengono da animali morti prima della macellazione, nati morti, abortiti o macellati prima
    dei 7 giorni di età;
d)  risultano da rifilatura dei punti di dissanguamento;
e)  provengono da animali affetti da una malattia di cui all'Allegato A o, laddove opportuno,
    dall'Allegato B dell'UIE, tranne quando diversamente stabilito dalla sezione IV;
f)  provengono da animali affetti da una malattia generalizzata, quali setticemia, piemia,
    tossiemia o viremia generalizzate;
g)  non sono conformi ai criteri microbiologici stabiliti in virtù della normativa comunitaria intesa a
    determinare se un alimento possa essere immesso sul mercato;
h)  è stata su di esse rilevata un'infestazione parassitaria, tranne quando diversamente stabilito
    dalla sezione IV;
∗
    Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
    norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- i) contengono residui o contaminanti a livelli superiori a quelli stabiliti dalla normativa
   comunitaria; se del caso, uno scostamento dal relativo livello deve far scattare ulteriori
   analisi;
j) fatte salve norme comunitarie più specifiche, provengono da animali o carcasse di animali
   contenenti residui di sostanze proibite o da animali trattati con sostanze proibite;
k) consistono nel fegato e nei reni di animali di età superiore a due anni originari di regioni nelle
   quali l'attuazione dei piani approvati ai sensi dell'articolo 5 della direttiva 96/23/CE ha
   permesso di constatare la presenza generalizzata di metalli pesanti nell'ambiente;
l) sono trattate illegalmente con sostanze decontaminanti;
m) sono trattate illegalmente con radiazioni ionizzanti o raggi UV;
n) contengono corpi estranei, (eccezion fatta, per la selvaggina selvatica, del materiale utilizzato
   per cacciare l'animale);
o) superano i livelli massimi consentiti di radioattività stabiliti in virtù della normativa
   comunitaria;
p) presentano alterazioni fisiopatologiche, anomalie nella consistenza, un dissanguamento
   insufficiente (fatta salva la selvaggina selvatica) o anomalie organolettiche in particolare un
   intenso odore sessuale;
 ---pagebreak--- q)    provengono da animali cachettici;
r)    contengono materiale specifico a rischio, tranne nei casi previsti in virtù della normativa
      comunitaria;
s)    sono sporche o presentano una contaminazione fecale o di altro tipo;
t)    consistono in sangue che può rappresentare un rischio per la salute pubblica o degli animali a
      causa dello stato di salute degli animali da cui proviene o della contaminazione verificatasi
      nel processo di macellazione;
u)    secondo il parere del veterinario ufficiale, emesso dopo esame di tutte le informazioni
      pertinenti, possono costituire un rischio per la salute pubblica o degli animali o per qualsiasi
      altro motivo non sono idonee al consumo umano.
2.    Il veterinario ufficiale può imporre requisiti concernenti l'utilizzazione delle carni sottoposte a
macellazione d'emergenza al di fuori del macello.
               SEZIONE III: RESPONSABILITÀ E FREQUENZA DEI CONTROLLI
CAPO I: ASSISTENTI SPECIALIZZATI UFFICIALI
Gli assistenti specializzati ufficiali possono assistere il veterinario ufficiale per tutti i compiti, fatte
salve le seguenti restrizioni e qualsiasi norma specifica stabilita nella sezione IV:
 ---pagebreak--- 1.     in relazione ai compiti di audit, gli assistenti specializzati ufficiali possono solo raccogliere
informazioni riguardo alle buone prassi igieniche e alle procedure basate sull'HACCP;
2.     in relazione all'ispezione ante mortem e ai controlli relativi al benessere degli animali, gli
assistenti specializzati ufficiali possono solo effettuare una prima osservazione degli animali e
prestare assistenza in mansioni di carattere esclusivamente pratico;
3.     in relazione all'ispezione post mortem, il veterinario ufficiale deve sorvegliare regolarmente il
lavoro degli assistenti specializzati ufficiali e, nel caso di animali che siano stati sottoposti a
macellazione d'emergenza al di fuori del macello, effettuare personalmente l'ispezione.
CAPO II: FREQUENZA DEI CONTROLLI
1.     L'autorità competente provvede affinché almeno un veterinario ufficiale presenzi:
a)     all'intera ispezione ante mortem e post mortem nei macelli; e
b)     all'intera ispezione post mortem negli stabilimenti di lavorazione della selvaggina.
2.     Tuttavia, l'autorità competente può adeguare questo approccio in taluni macelli o stabilimenti
di lavorazione della selvaggina individuati sulla base di un'analisi del rischio e conformemente ai
criteri stabiliti ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 3, laddove esistenti. In tali casi:
a)     non occorre che il veterinario ufficiale presenzi all'ispezione ante mortem nel macello se:
 ---pagebreak---    i)    un veterinario ufficiale o un veterinario autorizzato ha effettuato l'ispezione ante
         mortem presso l'azienda di provenienza, ha verificato le informazioni sulla catena
         alimentare e ha comunicato i risultati della verifica all'assistente specializzato ufficiale
         del macello;
   ii)   l'assistente specializzato ufficiale del macello si è accertato che dalle informazioni sulla
         catena alimentare non si rilevi alcun problema possibile per la sicurezza dei prodotti
         alimentari e che lo stato generale di salute e benessere degli animali sia soddisfacente, e
   iii)  il veterinario ufficiale si accerta regolarmente che l'assistente specializzato ufficiale
         svolge tali verifiche correttamente,
b) non occorre che il veterinario ufficiale sia presente in ogni momento durante l'ispezione post-
   mortem se:
   i)    un assistente specializzato ufficiale effettua tale ispezione e mette da parte le carni che
         presentano anomalie e tutte le altre carni dello stesso animale;
   ii)   il veterinario ufficiale successivamente esamina tutte le suddette carni, e
   iii)  l’assistente specializzato ufficiale documenta le proprie procedure e constatazioni in
         modo tale da consentire al veterinario ufficiale di accertarsi del rispetto delle norme
         previste.
   Tuttavia, per quanto riguarda il pollame e i lagomorfi, l'assistente specializzato ufficiale può
   scartare le carni che presentano anomalie e, fatta la salva la Sezione IV, il veterinario ufficiale
   non ha l’obbligo di esaminare sistematicamente tutte le siffatte carni.
 ---pagebreak--- 3. La flessibilità prevista al paragrafo 2 non si applica:
a) agli animali che sono stati sottoposti a macellazione d'emergenza;
b) agli animali che si sospettano affetti da una malattia o una condizione che potrebbe
   ripercuotersi negativamente sulla salute umana;
c) ai bovini di mandrie che non sono state dichiarate ufficialmente esenti da tubercolosi;
d) ai bovini, ovini e caprini di mandrie che non sono state dichiarate ufficialmente esenti da
   brucellosi;
e) nel caso del manifestarsi di una malattia di cui all'elenco A o, se del caso, all'elenco B
   dell'UIE; sono interessati gli animali che possono contrarre la malattia in questione e
   provenienti da una regione specifica definita in base all'articolo 2 della direttiva 64/432/CEE
   del Consiglio1;
f) se sono necessari controlli più rigorosi, per tener conto delle malattie emergenti o di
   particolari malattie dell'elenco B.
4. Nei laboratori di sezionamento, l'autorità competente provvede affinché un veterinario
   ufficiale o un assistente specializzato ufficiale sia presente durante la lavorazione delle carni
   con una frequenza che consenta il raggiungimento degli obiettivi del presente regolamento.
1
   GU L 121 del 29.7.1964. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 21/2004
   (GU L 5 del 9.1.2004, pag. 8).
 ---pagebreak--- CAPO III: COINVOLGIMENTO DEL PERSONALE DEL MACELLO
A.    COMPITI SPECIFICI PER QUANTO RIGUARDA LA PRODUZIONE DI CARNI DI
      POLLAMEE LAGOMORFI
(a)
Gli Stati membri possono autorizzare il personale dei macelli a svolgere la funzione di assistente
specializzato ufficiale nei controlli sulla produzione di carne di pollame e di lagomorfi. In materia
vigono le condizioni seguenti:
a)    se lo stabilimento ha applicato per almeno 12 mesi le buone prassi igieniche di cui all'articolo
      4, paragrafo 4 e le procedure basate sull´HACCP, l'autorità competente può autorizzare che
      dipendenti dello stabilimento, che hanno seguito la stessa formazione degli assistenti
      specializzati ufficiali e superato lo stesso esame, sotto la sorveglianza e il controllo del
      veterinario ufficiale svolgano compiti di assistente specializzato ufficiale e facciano parte del
      gruppo indipendente di ispezione dell'autorità competente nello stabilimento. In tal caso il
      veterinario ufficiale è presente all'ispezione degli animali e delle carni, vigila sulle relative
      attività ed effettua regolari prove della prestazione onde garantire che l'operato del personale
      del macello sia conforme ai criteri specifici fissati dall'autorità competente e provvede alla
      registrazione dei risultati di dette prove della prestazione. Disposizioni dettagliate per le prove
      della prestazione sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 18. Qualora la
      situazione igienica dello stabilimento sia pregiudicata a causa del lavoro di detto personale e
      qualora detto personale non svolga correttamente tali compiti oppure in generale svolga la sue
      attività in modo ritenuto insoddisfacente dall'autorità competente, il personale in questione è
      sostituito da assistenti specializzati ufficiali.
 ---pagebreak---       Inoltre nello stabilimento i responsabili della produzione e dell'ispezione devono essere
      distinti e lo stabilimento che intenda utilizzare personale interno per le ispezioni deve
      possedere una certificazione riconosciuta internazionalmente.
b)    L'autorità competente dello Stato membro decide in via di principio e caso per caso se
      consentire l'applicazione del sistema sopra esposto. Se lo Stato membro opta in via di
      principio per detto sistema, comunica la decisione e i relativi requisiti alla Commissione. Le
      aziende del settore alimentare in uno Stato membro in cui si applica il sistema hanno la
      facoltà di decidere liberamente l'applicazione effettiva o meno del sistema. L'autorità
      competente non obbliga le aziende del settore alimentare a introdurre il sistema sopra esposto.
      Ove l'autorità competente ritenga che l’azienda del settore alimentare non soddisfi i requisiti,
      in essa non si applica il sistema. Per valutare la questione, l'autorità competente effettua
      un'analisi dei registri relativi alla produzione e alle ispezioni, del tipo di attività dello
      stabilimento, della precedente conformità ai requisiti di legge, delle conoscenze specialistiche,
      della deontologia e del senso di responsabilità del personale del macello in relazione a
      questioni attinenti alla sicurezza alimentare, e altre informazioni rilevanti.
B.    MANSIONI SPECIFICHE PER QUANTO RIGUARDA IL CAMPIONAMENTO E LE
      ANALISI
Il personale del macello che ha ricevuto una specifica formazione sotto la supervisione del
veterinario ufficiale può, sotto la responsabilità e la supervisione dello stesso, svolgere mansioni
specifiche per quanto riguarda il campionamento e le analisi sugli animali di tutte le specie.
 ---pagebreak--- CAPO IV: QUALIFICHE PROFESSIONALI
A.  VETERINARI UFFICIALI
    1.    L'autorità competente può nominare veterinari ufficiali soltanto i veterinari che hanno
    superato un esame attestante che soddisfano i requisiti di cui al paragrafo 2.
    2.    L'autorità competente deve provvedere ad organizzare l'esame. L’esame deve
    confermare la conoscenza dei seguenti argomenti nella misura necessaria in funzione
    dell’esperienza e delle qualifiche del veterinario:
    a)    normativa nazionale e comunitaria in materia di sanità pubblica veterinaria, sicurezza
          alimentare, salute e benessere degli animali e sostanze farmaceutiche;
    b)    principi della politica agricola comune, misure di mercato, restituzioni all'esportazione e
          accertamento delle frodi (compreso il contesto globale: OMC, SPS, Codex
          Alimentarius, UIE);
    c)    nozioni fondamentali sulla trasformazione degli alimenti e tecnologia alimentare;
    d)    principi, concetti e metodi delle buone prassi di fabbricazione e della gestione della
          qualità;
    e)    gestione preventiva della qualità (buone prassi di allevamento);
    f)    promozione e applicazione dell'igiene e sicurezza dei prodotti alimentari (buone prassi
          igieniche);
 ---pagebreak--- g) principi, concetti e metodi dell'analisi di rischio;
h) principi, concetti e metodi dell'HACCP, utilizzo dell'HACCP in tutta la catena di
   produzione degli alimenti;
i) prevenzione e controllo dei rischi per la salute umana derivanti dai prodotti alimentari;
j) dinamica della popolazione di infezione e intossicazione;
k) epidemiologia diagnostica;
l) sistemi di monitoraggio e sorveglianza;
m) audit e valutazione regolamentare dei sistemi per la gestione della sicurezza alimentare;
n) principi e applicazioni diagnostiche dei moderni metodi di analisi;
o) tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel settore della sanità pubblica
   veterinaria;
p) elaborazione dati e applicazioni di biostatistica;
q) indagini sulle manifestazioni delle malattie umane di origine alimentare;
r) aspetti rilevanti delle TSE;
s) benessere degli animali durante produzione, trasporto e macellazione;
 ---pagebreak--- t)    problemi ambientali connessi con la produzione di alimenti (compresa la gestione dei
      rifiuti);
u)    principio di precauzione e preoccupazioni dei consumatori;
v)    principi di formazione per il personale che lavora nella catena di produzione degli
      alimenti.
I candidati possono acquisire le conoscenze richieste nel quadro della loro formazione
veterinaria di base o attraverso la formazione effettuata, o l’esperienza professionale acquisita,
dopo aver ottenuto la qualifica di veterinario. L’autorità competente può organizzare esami
diversi per tener conto dell’esperienza dei candidati. Tuttavia, quando l'autorità competente ha
accertato che i candidati hanno acquisito tutte le conoscenze richieste nell'ambito di un
diploma universitario, o attraverso una formazione continua conclusasi con il conseguimento
di un titolo postuniversitario, essa può derogare all'obbligo dell'esame.
3.    Il veterinario deve avere la capacità di praticare la cooperazione interdisciplinare.
4.    Inoltre, ciascun veterinario ufficiale segue una formazione pratica per un periodo di
prova di almeno 200 ore prima di iniziare a lavorare autonomamente. Durante tale periodo, il
veterinario in prova lavora sotto la supervisione di veterinari ufficiali presso macelli,
laboratori di sezionamento, posti di ispezione delle carni fresche e aziende. La formazione
riguarda in particolare l'audit dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare.
 ---pagebreak---    5.     Il veterinario ufficiale si tiene aggiornato e resta attento ai nuovi sviluppi mediante
   attività regolari di formazione continua e mediante le pubblicazioni specializzate. Il
   veterinario ufficiale partecipa, laddove possibile, ad attività annuali di formazione continua.
   6.     I veterinari che sono già stati nominati veterinari ufficiali devono avere conoscenze
   adeguate riguardo agli argomenti di cui al paragrafo 2. Se necessario, devono acquisire tali
   conoscenze tramite attività di formazione continua. L'autorità competente adotta a tal fine i
   provvedimenti adeguati.
   7.     Nonostante i paragrafi da 1 a 6, gli Stati membri possono stabilire regole specifiche per i
   veterinari ufficiali che lavorano a tempo parziale che sono responsabili del controllo di
   piccole imprese artigianali.
B. ASSISTENTI SPECIALIZZATI UFFICIALI
   1.     L'autorità competente può nominare assistenti specializzati ufficiali soltanto persone che
   hanno seguito una formazione e hanno superato un esame conformemente ai requisiti in
   appresso.
   2.     L'autorità deve provvedere ad organizzare tali esami. Per essere ammessi a sostenere
   detti esami i candidati devono dimostrare di avere ricevuto:
   a)     almeno 500 ore di formazione teorica e almeno 400 ore di formazione pratica, che
          vertano su settori specificati al punto 5; e
 ---pagebreak--- b)     la formazione complementare necessaria per poter espletare con competenza i compiti
       di assistente specializzato ufficiale.
3.     La formazione pratica di cui al paragrafo 2, lettera a), si svolge presso macelli,
laboratori di sezionamento, sotto la supervisione di un veterinario ufficiale, aziende e altri
stabilimenti appropriati.
4.     La formazione e gli esami riguardano principalmente le carni rosse o il pollame.
Tuttavia, coloro che hanno seguito la formazione per una delle due categorie, superando il
relativo esame, devono frequentare solo una formazione abbreviata per presentarsi all'esame
riguardante l'altra categoria. La formazione e gli esami dovrebbero riguardare la selvaggina in
libertà, la selvaggina d'allevamento e i lagomorfi, secondo il caso.
5.     La formazione per gli assistenti specializzati ufficiali verte sulle seguenti materie, la cui
conoscenza è confermata da esami:
a)     in relazione alle aziende:
       i)     parte teorica:
              −     nozioni generali sull'industria dell'allevamento - organizzazione, metodi di
                    produzione, commercio internazionale, ecc.;
              −     buone prassi di allevamento;
              −     conoscenze di base delle malattie, in particolare delle zoonosi - virus,
                    batteri, parassiti, ecc.;
              −     monitoraggio delle malattie e utilizzazione di medicinali e vaccini, controllo
                    dei residui;
              −     ispezione igienica e sanitaria;
              −     benessere degli animali nell'allevamento e durante il trasporto;
              −     requisiti ambientali - negli edifici, negli allevamenti e in generale;
              −     leggi, regolamenti e disposizioni amministrative nel settore;
              −     preoccupazioni dei consumatori e controllo della qualità;
 ---pagebreak---    ii)    parte pratica:
          −     visite ad aziende di vario tipo che praticano diversi metodi di allevamento;
          −     visite agli stabilimenti di produzione;
          −     osservazione del carico e dello scarico di animali;
          −     esercitazioni di laboratorio;
          −     controlli veterinari;
          −     documentazione;
          −
b) in relazione al macello e al laboratorio di sezionamento:
   i)     parte teorica:
          −     nozioni generali sull'industria delle carni - organizzazione, metodi di
                produzione, commercio internazionale e tecnologia della macellazione e del
                sezionamento;
          −     conoscenze di base in materia di igiene e buone prassi igieniche, in
                particolare igiene occupazionale, igiene in fase di macellazione,
                sezionamento e magazzinaggio, nonché igiene del lavoro;
          −     HACCP e audit delle procedure basate sull'HACCP;
          −     benessere degli animali al momento dello scarico dopo il trasporto e al
                macello;
          −     conoscenze di base di anatomia e fisiologia degli animali macellati;
          −     conoscenze di base di patologia degli animali macellati;
          −     conoscenze di base di anatomia patologica degli animali macellati;
          −     conoscenza sufficiente delle TSE e di altre importanti zoonosi e agenti
                zoonotici;
          −     conoscenza dei metodi e dei procedimenti di macellazione, ispezione,
                preparazione, confezionamento, imballaggio e trasporto delle carni fresche;
          −     conoscenze di base di microbiologia;
          −     ispezione ante-mortem;
          −     esame per l'individuazione della trichinosi;
          −     ispezione post-mortem;
          −     lavori tecnico-amministrativi;
          −     conoscenza delle leggi, regolamenti e disposizioni amministrative nel settore;
          −     procedura di campionamento;
          −     aspetti legati alle frodi;
 ---pagebreak---        ii)    parte pratica:
              −     identificazione degli animali;
              −     controllo dell'età;
              −     ispezione e valutazione degli animali macellati;
              −     ispezione post-mortem presso il macello;
              −     esame per l'individuazione della trichinosi;
              −     identificazione della specie animale mediante esame delle parti tipiche
                    dell'animale;
              −     identificazione e relativo commento delle parti di animali macellati che
                    presentano alterazioni;
              −     controllo igienico, compreso l'audit delle buone prassi igieniche e delle
                    procedure basate sull'HACCP;
              −     registrazione dei risultati dell'ispezione ante-mortem;
              −     campionamento;
              −     rintracciabilità delle carni;
              −     documentazione.
6.     Gli assistenti specializzati ufficiali si tengono aggiornati e restano attenti ai nuovi
sviluppi mediante attività regolari di formazione continua e mediante le pubblicazioni
specializzate. Gli assistenti specializzati ufficiali partecipano, laddove possibile, ad attività
annuali di formazione continua.
7.     Le persone che sono già state nominate assistenti specializzati ufficiali devono avere
conoscenze adeguate riguardo agli argomenti di cui al paragrafo 5. Se necessario, devono
acquisire tali conoscenze tramite attività di formazione continua. L'autorità competente adotta
a tal fine i provvedimenti adeguati.
8.     Tuttavia, quando gli assistenti specializzati ufficiali svolgono soltanto campionamento e
analisi in relazione all'individuazione della trichinosi, l'autorità competente deve accertarsi
unicamente che essi abbiano ricevuto l'idonea formazione per detti compiti.
 ---pagebreak---                                 SEZIONE IV: REQUISITI SPECIFICI
                                   CAPO I: BOVINI DOMESTICI
A.    BOVINI DI ETÀ INFERIORE ALLE SEI SETTIMANE
Le carcasse e frattaglie dei bovini di età inferiore alle sei settimane sono sottoposte alle seguenti
procedure d'ispezione post-mortem:
1.    ispezione visiva della testa e della gola; incisione ed esame dei linfonodi retrofaringei (Lnn.
retropharyngiales); ispezione della cavità boccale e retroboccale; palpazione della lingua;
asportazione delle amigdale;
2.    ispezione visiva dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni; incisione
ed esame dei linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e mediastinales).
La trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio
longitudinale e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo posteriore perpendicolarmente al loro
asse maggiore; dette incisioni non sono necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo
umano;
3.    ispezione visiva del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente
in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;
4.    ispezione visiva del diaframma;
 ---pagebreak--- 5.    ispezione visiva del fegato e dei linfonodi periportali (Lnn. portales); palpazione e, se del
caso, incisione del fegato e dei suoi linfonodi;
6.    ispezione visiva del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici
(Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales); palpazione e, se necessario, incisione dei
linfonodi gastrici e mesenterici;
7.    ispezione visiva e, se necessario, palpazione della milza;
8.    ispezione visiva dei reni; se necessario, incisione dei reni e dei linfonodi renali (Lnn. renales);
9.    ispezione visiva della pleura e del peritoneo;
10.   ispezione visiva e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni. In caso di dubbio,
la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere aperte; esame del liquido
sinoviale.
B.    BOVINI DI ETÀ SUPERIORE A SEI SETTIMANE
Le carcasse e frattaglie dei bovini oltre le sei settimane di età sono sottoposte alle seguenti
procedure d'ispezione post-mortem:
 ---pagebreak--- 1.     ispezione visiva della testa e della gola; incisione ed esame dei linfonodi sottomascellari,
retrofaringei e parotidei (Lnn. retropharyngiales, mandibulares e parotidei); esame dei masseteri
esterni, in cui si devono praticare due incisioni parallele alla mandibola, e dei masseteri interni
(muscoli pterigoidei interni), che devono essere incisi lungo un unico piano. Ispezione visiva e
palpazione della lingua, previamente isolata in modo da consentire un'accurata ispezione visiva
delle cavità boccale e retroboccale. Asportazione delle amigdale;
2.     ispezione della trachea e dell'esofago; ispezione visiva e palpazione dei polmoni; incisione ed
esame dei linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e mediastinales). La
trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio longitudinale
e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo posteriore perpendicolarmente al loro asse maggiore;
dette incisioni non sono necessarie quando i polmoni sono esclusi dal consumo umano;
3.     ispezione visiva del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente
in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;
4.     ispezione visiva del diaframma;
5.     ispezione visiva e palpazione del fegato e dei linfonodi periportali (Lnn. portales); incisione
del fegato sulla faccia gastrica e incisione alla base del lobo caudato per l'esame dei dotti biliari;
6.     ispezione visiva del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici
(Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales); palpazione e, se del caso, incisione dei linfonodi
gastrici e mesenterici;
 ---pagebreak--- 7.    ispezione visiva e, se necessario, palpazione della milza;
8.    ispezione visiva dei reni e incisione, se del caso, dei reni e dei linfonodi renali (Lnn. renales);
9.    ispezione visiva della pleura e del peritoneo;
10.   ispezione visiva degli organi genitali (ad eccezione del pene, se già scartato);
11.   ispezione visiva e, se del caso, palpazione e incisione delle mammelle e dei relativi linfonodi
(Lnn. supramammarii). Nella vacca, ciascuna mammella deve essere aperta con una lunga e
profonda incisione fino ai seni galattofori (sinus lactiferes) e i linfonodi delle mammelle devono
essere incisi, salvo quando esse sono escluse dal consumo umano.
CAPO II: OVINI E CAPRINI DOMESTICI
Le carcasse e frattaglie di ovini e caprini sono sottoposte alle seguenti procedure d'ispezione post-
mortem:
1.    ispezione visiva della testa dopo scuoiamento e, in caso di dubbio, esame della gola, della
bocca, della lingua e dei linfonodi retrofaringei e parotidei. Senza pregiudizio delle norme di polizia
sanitaria, detti esami non sono necessari se l'autorità competente è in grado di garantire che la testa,
compresi la lingua e il cervello, sarà esclusa dal consumo umano;
 ---pagebreak--- 2.    ispezione visiva dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni e dei
linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e mediastinales); in caso di
dubbio, tali organi e linfonodi devono essere incisi ed esaminati;
3.    ispezione visiva del pericardio e del cuore; in caso di dubbio, il cuore deve essere inciso ed
esaminato;
4.    ispezione visiva del diaframma;
5.    ispezione visiva del fegato e dei linfonodi periportali (Lnn. portales); palpazione del fegato e
dei suoi linfonodi; incisione del fegato sulla faccia gastrica per l'esame dei dotti biliari;
6.    ispezione visiva del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici
(Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales);
7.    ispezione visiva e, se necessario, palpazione della milza;
8.    ispezione visiva dei reni; se necessario, incisione dei reni e dei linfonodi renali (Lnn. renales);
9.    ispezione visiva della pleura e del peritoneo;
10.   ispezione visiva degli organi genitali (ad eccezione del pene, se già scartato);
 ---pagebreak--- 11.   ispezione visiva delle mammelle e dei relativi linfonodi;
12.   ispezione visiva e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni degli animali
giovani. In caso di dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere
aperte; esame del liquido sinoviale.
CAPO III: SOLIPEDI DOMESTICI
Le carcasse e frattaglie dei solipedi sono sottoposte alle seguenti procedure d'ispezione post-
mortem:
1.    ispezione visiva della testa e, previa separazione della lingua, della gola; palpazione e, se
necessario, incisione dei linfonodi sottomascellari, retrofaringei e parotidei (Lnn. retropharyngiales,
mandibulares e parotidei); ispezione visiva e palpazione della lingua, previamente isolata in modo
da consentire un'accurata ispezione visiva delle cavità boccale e retroboccale. Asportazione delle
amigdale;
2.    ispezione visiva dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni; palpazione
e, se necessario, incisione dei linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e
mediastinales). La trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante
taglio longitudinale e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo posteriore perpendicolarmente al
loro asse maggiore; tuttavia, dette incisioni non sono necessarie quando i polmoni sono esclusi dal
consumo umano;
3.    ispezione visiva del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso longitudinalmente
in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;
 ---pagebreak--- 4.    ispezione visiva del diaframma;
5.    ispezione visiva, palpazione e, se necessario, incisione del fegato e dei linfonodi periportali
      (Lnn. portales);
6.    ispezione visiva del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e mesenterici
(Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales); se del caso, incisione dei linfonodi gastrici e
mesenterici.
7.    ispezione visiva e, se necessario, palpazione della milza;
8.    ispezione visiva e palpazione dei reni; se necessario, incisione dei reni e dei linfonodi renali
(Lnn. renales);
9.    ispezione visiva della pleura e del peritoneo;
10.   ispezione visiva degli organi genitali degli stalloni (ad eccezione del pene, se già scartato) e
delle giumente;
11.   ispezione visiva delle mammelle e dei relativi linfonodi (Lnn. supramammarii); se del caso,
incisione dei linfonodi sopramammari;
12.   ispezione visiva e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni degli animali
giovani. In caso di dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni devono essere
aperte; esame del liquido sinoviale;
 ---pagebreak--- 13.   ricerca della melanosi e dei melanomi su tutti i cavalli grigi o bianchi in corrispondenza dei
muscoli e dei linfonodi (Lnn. subrhomboidei) delle spalle sotto la cartilagine scapolare previo
distacco del legamento di una spalla. I reni devono essere isolati ed esaminati mediante incisione
attraverso l'intero organo.
CAPO IV: SUINI DOMESTICI
A.    ISPEZIONE ANTE-MORTEM
      1.     L'autorità competente può decidere che i suini destinati alla macellazione debbano
      essere sottoposti a un'ispezione ante-mortem presso l'azienda di provenienza. In tal caso la
      macellazione di un lotto di suini provenienti da un'azienda può essere autorizzata solo se:
      a)     essi sono accompagnati dal certificato sanitario previsto al CAPO X, Parte A, e
      b)     sono soddisfatti i requisiti di cui ai paragrafi da 2 a 5.
      2.     L'ispezione ante-mortem presso l'azienda di provenienza comprende quanto segue:
      a)     controlli dei registri o della documentazione conservati presso l'azienda, comprese le
             informazioni sulla catena alimentare;
      b)     esame dei suini per stabilire se:
             i)    essi sono affetti da una malattia o una condizione che potrebbe trasmettersi ad altri
                   animali o agli esseri umani a causa della manipolazione o del consumo della
                   carne, oppure mostrano un comportamento individuale o collettivo tale da far
                   temere l'insorgere di una siffatta malattia;
 ---pagebreak--- ii)   essi mostrano alterazioni generali del comportamento o segni di malattie che
      potrebbero rendere le carni non idonee al consumo umano;
      oppure
iii)  appaiono segni o vi siano motivi di sospettare che i suini contengano residui
      chimici a livelli superiori a quelli stabiliti dalla normativa comunitaria o residui di
      sostanze proibite.
3.    Un veterinario ufficiale o un veterinario autorizzato effettua l'ispezione ante-
mortem presso l'azienda. I suini sono inviati direttamente al macello e non possono
essere messi assieme agli altri suini.
4.    L'ispezione ante-mortem presso il macello si limita:
a)    al controllo dell'identificazione degli animali, e
b)    a un esame diagnostico per accertare se siano state rispettate le norme relative al
      benessere degli animali e se vi siano segni di condizioni che potrebbero influire
      negativamente sulla salute umana o degli animali. Quest'esame può essere svolto
      da un assistente specializzato ufficiale.
5.    Se i suini non sono macellati entro i tre giorni successivi al rilascio del certificato
sanitario previsto al paragrafo 1, lettera a):
a)    se non hanno lasciato l'azienda di provenienza per essere condotti al macello, i
      suini sono nuovamente esaminati e si rilascia un nuovo certificato sanitario;
b)    se sono già condotti al macello o si trovano presso il macello, la macellazione può
      essere autorizzata dopo aver valutato il motivo del ritardo, purché i suini siano
      sottoposti a un'ulteriore ispezione veterinaria ante-mortem.
 ---pagebreak--- B. ISPEZIONE POST-MORTEM
   1.     Le carcasse e frattaglie dei suini diversi da quelli di cui al paragrafo 2 sono sottoposte
   alle seguenti procedure d'ispezione post-mortem:
   a)     ispezione visiva della testa e della gola; incisione ed esame dei linfonodi sottomascellari
          (Lnn. mandibulares); ispezione visiva della cavità boccale e retroboccale e della lingua.
   b)     ispezione visiva dei polmoni, della trachea e dell'esofago; palpazione dei polmoni e dei
          linfonodi bronchiali e mediastinici (Lnn. bifucationes, eparteriales e mediastinales). La
          trachea e le principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio
          longitudinale e i polmoni devono essere incisi nel loro terzo posteriore
          perpendicolarmente al loro asse maggiore; dette incisioni non sono necessarie quando i
          polmoni sono esclusi dal consumo umano;
   c)     ispezione visiva del pericardio e del cuore; quest'ultimo deve essere inciso
          longitudinalmente in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto interventricolare;
   d)     ispezione visiva del diaframma;
   e)     ispezione visiva del fegato e dei linfonodi periportali (Lnn. portales); palpazione del
          fegato e dei suoi linfonodi;
   f)     ispezione visiva del tubo gastroenterico, del mesenterio e dei linfonodi gastrici e
          mesenterici (Lnn. gastrici, mesenterici, craniales e caudales); palpazione e, se del caso,
          incisione dei linfonodi gastrici e mesenterici;
 ---pagebreak--- g)    ispezione visiva e, se necessario, palpazione della milza;
h)    ispezione visiva dei reni; se necessario, incisione dei reni e dei linfonodi renali (Lnn.
      renales);
i)    ispezione visiva della pleura e del peritoneo;
j)    ispezione visiva degli organi genitali (ad eccezione del pene, se già scartato);
k)    ispezione visiva delle mammelle e dei relativi linfonodi (Lnn. supramammarii); nella
      scrofa, incisione dei linfonodi sopramammari;
l)    ispezione visiva e palpazione della regione ombelicale e delle articolazioni degli animali
      giovani; in caso di dubbio, la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni
      devono essere aperte.
2.    L'autorità competente può decidere, sulla base di dati epidemiologici o di altra natura
trasmessi dall'azienda, che i suini da ingrasso stabulati dallo svezzamento in sistemazioni
controllate, in sistemi di produzione integrati, debbano, in alcuni dei casi o in tutti i casi
descritti al paragrafo 1, essere sottoposti soltanto all'ispezione visiva.
 ---pagebreak--- CAPO V: POLLAME
A.  ISPEZIONE ANTE-MORTEM
    1.    L'autorità competente può decidere che i volatili destinati alla macellazione debbono
    essere sottoposti a un'ispezione ante-mortem presso l'azienda di provenienza. In tal caso la
    macellazione di un gruppo di volatili provenienti da un'azienda può essere autorizzata solo se:
    a)    essi sono accompagnati dal certificato sanitario previsto al CAPO X, Parte A, e
    b)    sono soddisfatti i requisiti di cui ai paragrafi da 2 a 5.
    2.    L'ispezione ante-mortem presso l'azienda di provenienza comprende quanto segue:
    a)    controlli dei registri o della documentazione conservati presso l'azienda, comprese le
          informazioni sulla catena alimentare;
    b)    ispezione del gruppo per stabilire se i volatili:
          i)    sono affetti da una malattia o una condizione che potrebbe trasmettersi ad altri
                animali o agli esseri umani a causa della manipolazione o del consumo della
                carne, oppure mostrano un comportamento tale da far temere l'insorgere di una
                siffatta malattia;
          ii)   mostrano alterazioni generali del comportamento o segni di malattie che
                potrebbero rendere le carni non idonee al consumo umano;
                oppure
 ---pagebreak---        iii)   mostrano segni di contenere residui chimici a livelli superiori a quelli stabiliti
              dalla normativa comunitaria o residui di sostanze proibite.
3.     Un veterinario ufficiale o un veterinario autorizzato effettua l'ispezione ante-mortem
presso l'azienda.
4.     Se l'ispezione ante-mortem è stata effettuata presso l'azienda, l'ispezione ante-mortem
presso il macello può limitarsi:
a)     al controllo dell'identificazione degli animali e
b)     a un esame diagnostico per accertare se siano state rispettate le norme relative al
       benessere degli animali e se vi siano segni di condizioni che potrebbero influire
       negativamente sulla salute umana o degli animali. Quest'esame diagnostico può essere
       effettuato da un assistente specializzato ufficiale.
5.     Se i volatili non sono macellati entro i tre giorni successivi al rilascio del certificato
sanitario previsto al paragrafo 1, lettera a):
a)     se il gruppo non hanno lasciato l'azienda di provenienza per essere condotto al macello
       esso viene nuovamente esaminato e si rilascia un nuovo certificato sanitario;
b)     se il gruppo è già condotto al macello o si trova presso il macello, la macellazione può
       essere autorizzata dopo aver valutato il motivo del ritardo e previo nuovo esame del
       gruppo.
6.     Se l'ispezione ante-mortem non è effettuata presso l'azienda, il veterinario ufficiale
effettua un'ispezione del gruppo presso il macello.
 ---pagebreak---    7.     Se mostrano sintomi clinici di una malattia, i volatili non possono essere macellati ai
   fini del consumo umano. L'abbattimento di tali volatili sulla catena di macellazione può però
   avere luogo alla fine del normale processo di macellazione, purché siano adottate le opportune
   precauzioni per evitare il rischio di diffondere organismi patogeni e si puliscano e disinfettino
   gli impianti subito dopo l'abbattimento.
   8.     Nel caso di volatili allevati per la produzione di foie gras e di volatili a eviscerazione
   differita macellati nell'azienda di provenienza, l'ispezione ante-mortem è effettuata
   conformemente ai paragrafi 2 e 3. Un certificato conforme al modello riportato nella Parte C
   accompagna le carcasse non eviscerate al macello o al laboratorio di sezionamento.
B. ISPEZIONE POST-MORTEM
   1.     Tutti i volatili sono sottoposti a ispezione post-mortem conformemente alle sezioni I e
   III. Inoltre il veterinario ufficiale effettua personalmente i seguenti controlli:
   a)     ispezione quotidiana dei visceri e delle cavità di un campione rappresentativo di volatili;
   b)     un'ispezione approfondita, per ciascuna partita di volatili della stessa origine, di un
          campione casuale di parti di volatili o di volatili interi dichiarati non idonei al consumo
          umano in seguito all'ispezione post-mortem, e
   c)     le ulteriori indagini necessarie se esiste motivo di sospettare che le carni dei volatili in
          causa potrebbero non essere idonee al consumo umano.
   2.     Nel caso di volatili allevati per la produzione di foie gras e di volatili a eviscerazione
   differita macellati nell'azienda di provenienza, l'ispezione post-mortem include un controllo
   del certificato che accompagna le carcasse. Quando tali carcasse sono trasportate direttamente
   dall'azienda in un laboratorio di sezionamento, l'ispezione post-mortem ha luogo presso il
   laboratorio di sezionamento.
 ---pagebreak--- C.       MODELLO DI CERTIFICATO SANITARIO
                                                        CERTIFICATO SANITARIO
   per i volatili allevati per la produzione di foie gras e i volatili a eviscerazione differita macellati
                                                          nell'azienda di provenienza
Servizio competente: .............................................................................................................................
N.: ..........................................................................................................................................................
1.       Identificazione delle carcasse non eviscerate
Specie: ...................................................................................................................................................
Numero: ................................................................................................................................................
2.       Provenienza delle carcasse non eviscerate
Indirizzo dell'azienda: ..........................................................................................................................
3.       Destinazione delle carcasse non eviscerate
Le carcasse non eviscerate sono trasportate al seguente laboratorio di sezionamento: ........................
................................................................................................................................................................
4.       Dichiarazione
Il sottoscritto dichiara che:
−        le carcasse non eviscerate di cui sopra appartengono a volatili esaminati prima della
         macellazione presso l'azienda sopra indicata alle …….…. (ore) del ............ (data) e giudicati
         sani;
−        i registri e la documentazione riguardanti detti animali sono conformi alle norme vigenti e non
         determinano il divieto di macellare i volatili.
Fatto a: .................................................................................................................................................. ,
                                                                           (Luogo)
il: ...........................................................................................................................................................
                                                                            (Data)
Timbro
                                      ....................................................................................
                                        (Firma del veterinario ufficiale o del veterinario autorizzato)
 ---pagebreak--- CAPO VI: LAGOMORFI D'ALLEVAMENTO
Ai lagomorfi d'allevamento si applicano le norme previste per il pollame.
CAPO VII: SELVAGGINA D'ALLEVAMENTO
A.    ISPEZIONE ANTE-MORTEM
      1.     L'ispezione ante-mortem può essere effettuata presso l'azienda di provenienza quando
      siano soddisfatti i requisiti dell'Allegato III, Sezione III, del regolamento (CE) n. .../2004∗. In
      tal caso essa è effettuata da un veterinario ufficiale o da un veterinario autorizzato.
      2.     L'ispezione ante-mortem presso l'azienda comprende il controllo dei registri o della
      documentazione conservati presso l'azienda, comprese le informazioni sulla catena
      alimentare.
      3.     Se l'ispezione ante-mortem ha luogo non più di tre giorni prima dell'arrivo degli animali
      al macello e se questi ultimi vengono consegnati vivi al macello, l'ispezione ante-mortem
      presso il macello si limita:
      a)     al controllo dell'identificazione degli animali, e
      b)     a un esame diagnostico per accertare se siano state rispettate le norme relative al
             benessere degli animali e se vi siano segni di condizioni che potrebbero influire
             negativamente sulla salute umana e degli animali.
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak---     4.     Gli animali vivi esaminati presso l'azienda devono essere accompagnati da un certificato
    sanitario conforme al modello fornito al Capo X, Parte A. Un certificato conforme al modello
    fornito al Capo X, Parte B, accompagna gli animali esaminati e macellati nell'azienda.
B.  ISPEZIONE POST-MORTEM
    1.     L'ispezione post-mortem consta della palpazione e, qualora ciò sia ritenuto necessario,
    dell'incisione delle parti dell'animale che hanno subito alterazioni o che per qualunque altro
    motivo risultano sospette.
    2.     Le procedure di ispezione post-mortem descritte per i bovini e gli ovini, i suini domestici
    e il pollame si applicano alle specie corrispondenti di selvaggina d'allevamento.
    3.     Se gli animali sono stati macellati nell'azienda, il veterinario ufficiale del macello
    controlla il certificato che li accompagna.
CAPO VIII: SELVAGGINA SELVATICA
A.  ISPEZIONE POST MORTEM
    1.     La selvaggina è sottoposta a ispezione al più presto dopo l'ammissione allo stabilimento
    di manipolazione.
    2.     Il veterinario ufficiale deve tener conto della dichiarazione o delle informazioni che la
    persona formata partecipante alla caccia dell'animale ha fornito conformemente al
    regolamento (CE) n. .../2004 ∗.
∗
    Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
    norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- 3.    Durante l'ispezione post mortem il veterinario ufficiale procede alle seguenti operazioni:
a)    esame visivo della carcassa, delle sue cavità e, se del caso, degli organi, al fine di:
      i)    individuare eventuali anomalie non provocate dal processo della caccia. A tal fine
            la diagnosi può basarsi su ogni informazione fornita dalla persona formata sul
            comportamento dell'animale prima dell'abbattimento;
      ii)   accertarsi che la morte non sia dovuta a cause diverse dalla caccia.
Qualora i risultati del solo esame visivo non permettano una valutazione, dev'essere effettuato
un esame più approfondito in laboratorio;
b)    esame delle alterazioni organolettiche;
c)    palpazione degli organi, se del caso;
d)    in caso di fondato sospetto circa la presenza di residui o contaminanti, analisi a campione
      dei residui non dovuti al processo della caccia, inclusi i contaminanti ambientali,.
      Qualora, a causa di tale sospetto, sia effettuata un'ispezione più approfondita, il
      veterinario deve attendere la conclusione dell'ispezione prima di procedere alla
      valutazione di tutti i capi uccisi in una determinata battuta di caccia o della parte di essi
      che si può presumere presenti le stesse anomalie.
 ---pagebreak--- e) ricerca delle caratteristiche dalle quali possa essere desunta una pericolosità delle carni
   per la salute. In particolare:
   i)     segnalazione, da parte del cacciatore, di alterazioni del comportamento e
          perturbazioni nello stato generale dell'animale vivo;
   ii)    tumori o ascessi che si presentino numerosi o sparsi in organi interni o nella
          muscolatura;
   iii)   artrite, orchite, alterazione patologica del fegato o della milza, infiammazione
          dell'intestino o della regione ombelicale;
   iv)    presenza di corpi estranei non dovuti al processo della caccia, nelle cavità, in
          particolare nello stomaco e nell'intestino, o nell'urina, con alterazioni del colore
          della pleura o del peritoneo (qualora le pertinenti viscere siano presenti);
   v)     presenza di parassiti;
   vi)    formazione di gas in notevole quantità nel tubo gastroenterico con alterazione del
          colore degli organi interni (qualora le viscere siano presenti);
   vii)   notevoli alterazioni del colore, della consistenza o dell'odore della muscolatura o
          degli organi;
   viii) vecchie fratture aperte;
   ix)    cachessia e/o edema generalizzato o localizzato;
 ---pagebreak---              x)    conglutinazioni o concrescenze recenti di organi con la pleura o il peritoneo;
             xi)   altre alterazioni notevoli ed evidenti, come ad esempio putrefazione.
      4.     Su richiesta del veterinario ufficiale, la colonna vertebrale e la testa devono essere
      divise a metà longitudinalmente.
      5.     Nel caso di selvaggina di piccole dimensioni non eviscerata immediatamente dopo
      l'uccisione, un campione rappresentativo di animali della stessa provenienza è sottoposto a
      ispezione post mortem dal veterinario ufficiale. Qualora l'ispezione riveli la presenza di una
      malattia trasmissibile all'uomo o di una delle caratteristiche elencate al paragrafo 3, lettera e),
      il veterinario ufficiale effettua ulteriori controlli sull'insieme della partita al fine di
      determinare se essa debba essere dichiarata non idonea al consumo umano o se si debba
      procedere all'ispezione di ogni singola carcassa.
      6.     In caso di dubbio, il veterinario ufficiale può eseguire, sulle parti in causa degli animali,
      ulteriori sezionamenti e ispezioni ritenuti necessari ai fini di una diagnosi definitiva.
B.    DECISIONI SUCCESSIVE AI CONTROLLI
Oltre ai casi di cui alla sezione II, capo V, le carni che durante l'ispezione post mortem presentano
una delle caratteristiche elencate al paragrafo 3, lettera e) della Parte A sono dichiarate non idonee
al consumo umano.
 ---pagebreak--- CAPO IX: RISCHI SPECIFICI
A.   Encefalopatie spongiformi trasmissibili
I controlli ufficiali effettuati in relazione alle TSE tengono conto dei requisiti del regolamento
(CE) n. 999/2001 e delle altre norme comunitarie pertinenti.
B.   Cisticercosi
     1.     Le procedure di ispezione post mortem di cui ai capitoli I e IV sono le prescrizioni
     minime per l'esame della cisticercosi nei bovini di età superiore a 6 settimane e nei suini.
     Possono essere inoltre utilizzati esami sierologici specifici. Nel caso dei bovini di età
     superiore a 6 settimane, l'incisione dei masseteri in sede di ispezione post mortem non è
     obbligatoria se si ricorre a un esame sierologico specifico. Altrettanto vale per i bovini di età
     superiore a 6 settimane allevati in un'azienda ufficialmente certificata come esente da
     cisticercosi.
     2.     La carne infettata da cisticerco è dichiarata non idonea al consumo umano. Se tuttavia
     l'animale non è generalmente infettato da cisticerco, le parti non infette possono essere
     dichiarate idonee al consumo umano dopo aver subito un trattamento a freddo.
C.    Trichinosi
     1.     Le carcasse di suini (domestici, selvaggina d'allevamento e selvaggina in libertà), di
     solipedi e di altre specie esposte alla trichinosi sono sottoposte a un esame volto a individuare
     questa malattia, conformemente alla normativa comunitaria applicabile, a meno che tale
     normativa non preveda altrimenti.
 ---pagebreak---    2.     La carne di animali infettati da trichine è dichiarata non idonea al consumo umano.
D. Morva
   1.     Se del caso, i solipedi sono esaminati per accertare l'eventuale presenza di morva. La
   ricerca della morva nei solipedi include un esame accurato delle mucose della trachea, della
   laringe, delle cavità nasali, dei seni e delle loro ramificazioni, previa spaccatura mediana della
   testa e ablazione del setto nasale.
   2.     La carne di cavallo in cui è stata diagnosticata la presenza di morva è dichiarata non
   idonea al consumo umano.
E. Tubercolosi
   1.     Qualora gli animali abbiano reagito in modo positivo o dubbio a tubercolinoreazione o
   vi siano altri motivi per sospettare un'infezione, essi sono macellati separatamente dagli altri,
   con tutte le precauzioni per evitare il rischio di contaminazione delle altre carcasse, della
   catena di macellazione e del personale presente nel macello.
   2.     Tutte le carni di animali nelle quali l'ispezione post mortem ha rivelato lesioni
   tubercolari localizzate in una serie di organi o in una serie di zone della carcassa, sono
   dichiarate non idonee al consumo umano. Tuttavia, qualora una lesione tubercolare sia stata
   constatata nei linfonodi di un solo organo o di una sola parte di carcassa, solo l'organo colpito o
   la parte di carcassa colpita e i linfonodi associati devono essere dichiarati non idonei al
   consumo umano.
 ---pagebreak--- F. Brucellosi
1. Qualora gli animali abbiano reagito in modo positivo o dubbio al controllo della brucellosi o
   vi siano altri motivi per sospettare un'infezione, essi sono macellati separatamente dagli altri,
   con tutte le precauzioni per evitare il rischio di contaminazione delle altre carcasse, della
   catena di macellazione e del personale presente nel macello.
2. Le carni degli animali nelle quali l'ispezione post mortem ha rivelato lesioni che indichino
   un'infezione acuta da brucellosi, sono dichiarate non idonee al consumo umano. Nei casi in
   cui gli animali hanno reagito in modo positivo o dubbio al controllo della brucellosi, le
   mammelle, gli organi genitali e il sangue sono dichiarati non idonei al consumo umano, anche
   se non si constata alcuna lesione.
 ---pagebreak--- CAPO X: MODELLO DI CERTIFICATO SANITARIO
A.       MODELLO DI CERTIFICATO SANITARIO PER GLI ANIMALI VIVI
                                                         CERTIFICATO SANITARIO
                                      per gli animali vivi trasportati dall'azienda al macello
Servizio competente: .........................................................................................................................
N.: .......................................................................................................................................................
1.       Identificazione degli animali
Specie: ..........................................................................................................................................
Numero di animali: ............................................................................................................................
Marchio di identificazione: ...............................................................................................................
2.       Provenienza degli animali
Indirizzo dell'azienda di provenienza: ...............................................................................................
Identificazione del centro*: ................................................................................................................
3.       Destinazione degli animali
Gli animali sono avviati al seguente macello: ..................................................................................
.......................................................................................................................................................
mediante il seguente mezzo di trasporto: ..........................................................................................
4.       Altre informazioni pertinenti
.......................................................................................................................................................
5.       Dichiarazione
Il sottoscritto dichiara che:
−        gli animali di cui sopra sono stati esaminati prima della macellazione presso l'azienda sopra
         indicata alle …….…. (ore) del ............ (data) e giudicati sani;
−        i registri e la documentazione riguardanti detti animali sono conformi alle norme vigenti e non
         determinano il divieto di macellarli.
Fatto a: ...............................................................................................................................................
                                                                             (Luogo)
il: ........................................................................................................................................................
                                                                              (Data)
Timbro
                                                …………………………………………..
                                         (Firma del veterinario ufficiale o del veterinario autorizzato)
*        facoltativo
 ---pagebreak--- B.       MODELLO DI CERTIFICATO SANITARIO PER GLI ANIMALI MACELLATI
         NELL'AZIENDA
                                                         CERTIFICATO SANITARIO
                                                    per gli animali macellati nell'azienda
Servizio competente: .........................................................................................................................
N.: .......................................................................................................................................................
1.       Identificazione degli animali
Specie: ..........................................................................................................................................
Numero di animali: ............................................................................................................................
Marchio di identificazione: ...............................................................................................................
2.       Provenienza degli animali
Indirizzo dell'azienda di provenienza: ...............................................................................................
Identificazione del centro*: ................................................................................................................
3.       Destinazione degli animali
Gli animali sono avviati al seguente macello: ..................................................................................
.......................................................................................................................................................
mediante il seguente mezzo di trasporto: ..........................................................................................
4.       Altre informazioni pertinenti
.......................................................................................................................................................
5.       Dichiarazione
Il sottoscritto dichiara che:
−        gli animali di cui sopra sono stati esaminati prima della macellazione presso l'azienda sopra
         indicata alle …….…. (ore) del ............ (data) e giudicati sani;
−        essi sono stati macellati presso l'azienda alle .... (ore) del .... (data) e la macellazione e il
         dissanguamento sono stati effettuati correttamente;
−        i registri e la documentazione riguardanti detti animali sono conformi alle norme vigenti e non
         determinano il divieto di macellarli.
Fatto a: ...............................................................................................................................................
                                                                             (Luogo)
il: ........................................................................................................................................................
                                                                              (Data)
Timbro
                                                …………………………………………..
                                         (Firma del veterinario ufficiale o del veterinario autorizzato)
*        facoltativo
                                                                      ____________
 ---pagebreak---                                                                                        ALLEGATO II
                                    MOLLUSCHI BIVALVI VIVI
CAPO I: CAMPO DI APPLICAZIONE
Il presente allegato si applica ai molluschi bivalvi vivi e, per analogia, agli echinodermi vivi, ai
tunicati vivi e ai gasteropodi marini vivi.
CAPO II: CONTROLLI UFFICIALI SUI MOLLUSCHI BIVALVI VIVI PROVENIENTI DA
ZONE DI PRODUZIONE CLASSIFICATE
A.    CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE DI PRODUZIONE E DI STABULAZIONE
      1.      L'autorità competente fissa l'ubicazione e i confini delle zone di produzione e di
      stabulazione da essa classificate. Se del caso essa può farlo in collaborazione con l'operatore
      del settore alimentare.
      2.      L'autorità competente classifica le zone di produzione in cui essa autorizza la raccolta di
      molluschi bivalvi vivi in base all'appartenenza ad una delle tre categorie in funzione del
      livello di contaminazione fecale. Se del caso, essa può farlo in collaborazione con l'operatore
      del settore alimentare.
      3.      L'autorità competente può classificare come zone di classe A le zone da cui possono
      essere raccolti molluschi bivalvi vivi direttamente destinati al consumo umano. I molluschi
      bivalvi vivi raccolti da queste zone devono soddisfare i requisiti sanitari per i molluschi
      bivalvi vivi stabiliti nell'Allegato III, Sezione VII, Capo V del regolamento (CE)
      n. .../...2004∗.
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- 4.     L'autorità competente può classificare come zone di classe B le zone da cui i molluschi
bivalvi vivi possono essere raccolti, ma possono essere immessi sul mercato ai fini del
consumo umano soltanto dopo aver subito un trattamento in un centro di depurazione o previa
stabulazione in modo da soddisfare i requisiti sanitari di cui al paragrafo 3. I molluschi bivalvi
vivi provenienti da queste zone non devono superare i livelli (misurati mediante la prova del
numero più probabile in cinque provette e tre diluizioni) di 4 600 E. coli per 100 g di polpa e
liquido intervalvolare.
5.     L'autorità competente può classificare come zone di classe C le zone da cui i molluschi
bivalvi vivi possono essere raccolti, ma possono essere immessi sul mercato soltanto previa
stabulazione di lunga durata al fine di soddisfare i requisiti sanitari di cui al punto 3. I
molluschi bivalvi vivi provenienti da queste zone non devono superare i livelli (misurati
mediante la prova del numero più probabile in cinque provette e tre diluizioni) di 46 000
E. coli per 100 g di polpa e liquido intervalvolare.
6.     Se decide in linea di principio di classificare una zona di produzione o di stabulazione,
l'autorità competente deve:
a)     effettuare un inventario delle fonti di inquinamento di origine umana o animale che
       possono costituire una fonte di contaminazione della zona di produzione;
b)     esaminare i quantitativi di inquinanti organici emessi nei diversi periodi dell'anno in
       funzione delle variazioni stagionali della popolazione umana e animale nel bacino
       idrografico, delle precipitazioni, del trattamento delle acque di scarico, ecc.;
c)     determinare le caratteristiche della circolazione degli inquinanti sulla base
       dell'andamento della corrente, della batimetria e del ciclo delle maree nella zona di
       produzione;
 ---pagebreak---    d)    istituire un programma di campionamento dei molluschi bivalvi nella zona di
         produzione, basato sull'esame di dati prestabiliti e su un certo numero di campioni; la
         distribuzione geografica dei punti di campionamento e la frequenza del campionamento
         devono garantire risultati delle analisi il più possibile rappresentativi della zona
         considerata.
B. MONITORAGGIO           DELLE      ZONE     DI  STABULAZIONE           E  DI  PRODUZIONE
   CLASSIFICATE
   1.    Le zone di stabulazione e produzione classificate devono essere monitorate
   periodicamente al fine di verificare:
   a)    che non siano commesse infrazioni circa l'origine, la provenienza e la destinazione dei
         molluschi bivalvi vivi;
   b)    la qualità microbiologica dei molluschi bivalvi vivi relativamente alla zona di
         produzione e di stabulazione;
   c)    la presenza di plancton tossico nelle acque di produzione e di stabulazione e di
         biotossine nei molluschi bivalvi vivi;
   d)    la presenza di contaminanti chimici nei molluschi bivalvi vivi.
 ---pagebreak--- 2.    Per attuare il paragrafo 1, lettere b), c) e d), devono essere definiti piani di
campionamento che prevedano lo svolgimento di tali controlli ad intervalli regolari, o caso
per caso se i periodi di raccolta sono irregolari. La distribuzione geografica dei punti di
campionamento e la frequenza del campionamento devono garantire risultati delle analisi il
più possibile rappresentativi della zona considerata.
3.    I piani di campionamento per il controllo della qualità microbiologica dei molluschi
bivalvi vivi devono in particolar modo tenere conto:
a)    delle probabili variazioni della contaminazione fecale;
b)    dei parametri di cui al paragrafo 6. della Parte A.
4.    I piani di campionamento per rilevare la presenza di plancton tossico nelle acque di
produzione e stabulazione e di biotossine nei molluschi bivalvi vivi devono tener conto in
particolare delle possibili variazioni della presenza di plancton contenente biotossine marine.
Il campionamento deve comprendere quanto segue:
a)    campionamento       periodico   volto    a  individuare   eventuali  cambiamenti    nella
      composizione del plancton contenente tossine e nella relativa distribuzione geografica;
      qualora i risultati ottenuti facciano sospettare un accumulo di tossine nella polpa dei
      molluschi, si procede a un campionamento intensivo;
b)    prove periodiche di tossicità sui molluschi più sensibili alla contaminazione provenienti
      dalla zona in questione.
 ---pagebreak---   5.    Il prelievo di campioni ai fini dell'analisi delle tossine nei molluschi deve avere, come
  regola generale, cadenza settimanale nei periodi in cui è consentita la raccolta. Tale frequenza
  può essere ridotta in determinate zone e per determinati tipi di molluschi se la valutazione dei
  rischi relativa alla presenza di tossine o fitoplancton suggerisce un rischio molto basso di
  tossicità. Essa deve essere aumentata se tale valutazione indica che il prelievo di campioni
  settimanale sarebbe insufficiente. La valutazione dei rischi dev'essere periodicamente rivista,
  al fine di valutare il rischio di tossicità connesso coi molluschi bivalvi vivi provenienti dalle
  zone in questione.
  6.    Se sono noti i tassi di accumulazione delle tossine di un gruppo di specie che vivono
  nella stessa zona, una delle specie con il tasso più elevato può essere utilizzata in qualità di
  indicatore, rendendo possibile lo sfruttamento di tutte le specie del gruppo se i livelli di
  tossine della specie che fa da indicatore sono sotto i limiti prescritti. Quando i livelli di tossine
  della specie che fa da indicatore sono al di sopra dei limiti prescritti, il raccolto delle altre
  specie è permesso soltanto se ulteriori analisi sulle altre specie mostrano che i loro livelli di
  tossine restano al di sotto dei limiti.
  7.    Per quanto riguarda il monitoraggio del plancton, i campioni devono essere
  rappresentativi della colonna d'acqua e devono fornire informazioni sulla presenza di specie
  tossiche e sulle tendenze in atto all'interno della popolazione esaminata. Qualora siano rilevati
  cambiamenti delle popolazioni tossiche che possono portare a un accumulo di tossine, si deve
  aumentare la frequenza del campionamento dei molluschi oppure decidere la chiusura
  precauzionale delle zone interessate fino all'ottenimento dei risultati dell'analisi delle tossine.
  8.    I piani di campionamento per il controllo della presenza di contaminanti chimici devono
  consentire di rilevare qualsiasi superamento dei livelli stabiliti nel regolamento (CE)
  n. 466/2001 1.
1
  GU L 77 del 16.3.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE)
  n. 655/2004 (GU L 104 dell'8.4.2004, pag. 48).
 ---pagebreak--- C. DECISIONI SUCCESSIVE AL MONITORAGGIO
   1.     Se i risultati del campionamento indicano che i requisiti sanitari per i molluschi non
   sono rispettati o che potrebbe esservi un altro rischio per la salute umana, l'autorità
   competente deve chiudere la zona di produzione interessata impedendo la raccolta di
   molluschi bivalvi vivi. Tuttavia, l'autorità competente può riclassificare una zona di
   produzione come zona delle classi B o C se essa soddisfa i pertinenti criteri stabiliti nella
   Parte A e non presenta altri rischi per la salute umana.
   2.     L'autorità competente può riaprire una zona di produzione chiusa soltanto una volta che
   i requisiti sanitari per i molluschi risultino nuovamente conformi alla normativa comunitaria.
   Se, per via della presenza di plancton o per livelli eccessivi di tossine nei molluschi, l'autorità
   competente chiude una zona di produzione, sono necessari almeno due risultati consecutivi al
   di sotto dei valori limite prescritti, separati da un intervallo di almeno 48 ore, affinché la zona
   possa essere riaperta. Nell'assunzione della decisione, l'autorità competente può tener conto di
   informazioni sulle tendenze concernenti il fitoplancton. Qualora vi siano dati attendibili
   relativi alla dinamica della tossicità di una data zona, e purché siano disponibili dati recenti
   indicanti una tendenza decrescente della tossicità stessa, l'autorità competente può decidere di
   riaprire la zona in presenza di risultati al di sotto dei valori limite ottenuti con un solo
   campionamento.
 ---pagebreak--- D. ALTRI REQUISITI DI MONITORAGGIO
   1.     L'autorità competente provvede a sorvegliare le zone di produzione classificate, in cui
   ha vietato o sottoposto a particolari condizioni la raccolta di molluschi bivalvi, in modo da
   evitare la commercializzazione di prodotti nocivi per la salute umana.
   2.     Oltre al monitoraggio delle zone di stabulazione e produzione di cui al paragrafo 7,
   dev'essere istituito un sistema di controllo comprendente analisi di laboratorio volte ad
   accertare il rispetto, da parte degli operatori del settore alimentare, dei requisiti per il prodotto
   finito in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione. Tale sistema
   di controllo è volto in particolare a verificare che i livelli delle biotossine marine e dei
   contaminanti non superino i limiti di sicurezza e che la qualità microbiologica dei molluschi
   non costituisca un rischio per la salute umana.
E. REGISTRAZIONE E SCAMBIO DI INFORMAZIONI
   L'autorità competente:
   a)     redige e tiene aggiornato un elenco delle zone di produzione e di stabulazione
          riconosciute dalle quali i molluschi bivalvi vivi possono essere prelevati conformemente
          alle disposizioni del presente allegato, precisandone l'ubicazione, i confini e la classe di
          appartenenza. L'elenco dev'essere comunicato alle parti interessate dal presente allegato,
          come i produttori, raccoglitori e responsabili dei centri di depurazione e dei centri di
          spedizione;
 ---pagebreak---    b)     informa senza indugio le parti interessate dal presente allegato, quali i produttori, i
          raccoglitori e i responsabili dei centri di depurazione e di spedizione, di qualsiasi
          variazione relativa all'ubicazione, ai confini e alla classe di una zona di produzione,
          nonché della chiusura, temporanea o definitiva, della medesima;
   c)     agisce tempestivamente qualora i controlli di cui al presente allegato indichino che una
          zona di produzione dev'essere chiusa o riclassificata o può essere riaperta.
F. CONTROLLI DELL'OPERATORE DEL SETTORE ALIMENTARE
   Per decidere in merito a classificazione, apertura o chiusura delle zone di produzione,
   l'autorità competente può tener conto dei risultati dei controlli effettuati dagli operatori del
   settore alimentare o dalle organizzazioni che li rappresentano. In tal caso, l'autorità
   competente deve avere designato il laboratorio in cui effettuare l'analisi e, ove necessario, il
   campionamento e l'analisi devono essere stati eseguiti in conformità di un protocollo
   concordato fra l'autorità competente e gli operatori del settore alimentare o l'organizzazione
   interessati.
 ---pagebreak--- CAPO III: CONTROLLI UFFICIALI SULLE PECTINIDAE RACCOLTE AL DI FUORI DELLE
ZONE DI PRODUZIONE CLASSIFICATE
I controlli ufficiali sulle pectinidae raccolte al di fuori delle zone di produzione classificate sono
effettuati alle vendite all'asta, nei centri di spedizione e negli stabilimenti di lavorazione. Tali
controlli ufficiali verificano il rispetto dei requisiti sanitari per i molluschi bivalvi vivi stabiliti
nell'allegato III, sezione VII, capo V del regolamento (CE) n. .../... 2004∗ e degli altri requisiti di cui
all'allegato III, sezione VII, capo IX di tale regolamento.
                                              ____________
∗
       Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
       norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak---                                                                                     ALLEGATO III
                                      PRODOTTI DELLA PESCA
CAPO I: CONTROLLI UFFICIALI DELLA PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE
1.  I controlli ufficiali della produzione e commercializzazione dei prodotti della pesca
comprendono, in particolare:
a)  un controllo regolare sulle condizioni igieniche dello sbarco e della prima vendita;
b)  ispezioni, a intervalli periodici, sulle navi e degli stabilimenti a terra, comprese le vendite
    all'asta e i mercati all'ingrosso, per verificare, in particolare:
    i)     laddove opportuno se sono ancora rispettate le condizioni di approvazione,
    ii)    se i prodotti della pesca sono trattati correttamente,
    iii)   se i requisiti di igiene e temperatura sono soddisfatti, e
    iv)    le condizioni igieniche degli stabilimenti, incluse le navi, delle relative installazioni e
           attrezzature e l'igiene del personale; e
c)  controlli sulle condizioni di magazzinaggio e di trasporto.
 ---pagebreak--- 2. Tuttavia, fatto salvo il paragrafo 3, i controlli ufficiali delle navi:
a) possono essere effettuati quando le navi accostano ad un porto di uno Stato membro,
b) riguardano tutte le navi che sbarcano prodotti della pesca nei porti della Comunità,
   indipendentemente dalla bandiera battuta, e
c) se necessario, qualora il controllo ufficiale venga effettuato dall’autorità competente dello
   Stato membro di bandiera della nave, possono essere svolti quando la nave si trova in mare o
   nel porto di un altro Stato membro o di un paese terzo.
3. a)    In caso di ispezione su una nave officina o nave congelatrice battente bandiera di uno
         Stato membro, effettuata ai fini del riconoscimento della nave stessa, l'autorità
         competente dello Stato membro del quale la nave batte bandiera effettua ispezioni
         conformi ai requisiti dell'articolo 3, in particolare i termini di cui all'articolo 3,
         paragrafo 2. Se necessario l'autorità competente può ispezionare la nave in mare o nel
         porto di un altro Stato membro o di un paese terzo.
   b)    Quando l'autorità competente dello Stato membro di bandiera della nave ha concesso a
         quest'ultima il riconoscimento condizionato in conformità dell'articolo 3, la stessa
         autorità può autorizzare l'autorità competente:
         (i)   di un altro Stato membro, o
         (ii)  di un paese terzo che figura in un elenco di paesi terzi dai quali sono consentite le
               importazioni di prodotti della pesca, compilato in conformità dell'articolo 11,
 ---pagebreak---                     a effettuare un'ispezione successiva volta a garantire il riconoscimento definitivo o
                    il prolungamento del riconoscimento condizionato in conformità dell'articolo 3,
                    paragrafo 1, lettera b) o a riesaminare il riconoscimento conformemente
                    all'articolo 3, paragrafo 4. Se necessario l'autorità competente può ispezionare la
                    nave in mare o nel porto di un altro Stato membro o di un paese terzo.
4.     Quando l'autorità competente di uno Stato membro autorizza l'autorità competente di un altro
Stato membro o di un paese terzo a effettuare ispezioni per suo conto, conformemente al paragrafo
3, le due autorità competenti devono concordare reciprocamente le condizioni che disciplinano dette
ispezioni. Tali condizioni devono assicurare, in particolare, che l'autorità competente dello Stato
membro di bandiera della nave riceva senza indugio relazioni sui risultati delle ispezioni nonché su
ogni sospetta inosservanza, in modo tale da consentirle di prendere le misure necessarie.
CAPO II: CONTROLLI UFFICIALI SUI PRODOTTI DELLA PESCA
I controlli ufficiali sui prodotti della pesca comprendono almeno i seguenti elementi.
A.     ESAMI ORGANOLETTICI
Controlli organolettici a campione effettuati in tutte le fasi della produzione, lavorazione e
distribuzione. Uno degli scopi di tali controlli è quello di verificare il rispetto dei criteri di
freschezza stabiliti conformemente alla normativa comunitaria. In particolare si tratta di verificare,
in tutte le fasi della porduzione, lavorazione e distribuzaione, che i prodotti della pesca superino
almeno i livelli minimi dei criteri di freschezza stabiliti conformemente alla normativa comunitaria.
 ---pagebreak--- B.     INDICATORI DI FRESCHEZZA
Qualora dall'esame organolettico emergano dubbi circa la freschezza dei prodotti della pesca,
possono essere prelevati campioni da sottoporre ad esami di laboratorio per determinare i livelli di
azoto basico volatile totale (ABVT) e di trimetilamina-azoto (TMA-N).
L'autorità competente utilizza i criteri stabiliti dalla normativa comunitaria.
Qualora dall'esame organolettico emergano dubbi sulla presenza di altre condizioni che potrebbero
nuocere alla salute umana, sono prelevati campioni adeguati a fini di verifica.
C.     ISTAMINA
Controlli a campione per la sorveglianza dell'istamina al fine di verificare il rispetto dei livelli
accettabili stabiliti dalla normativa comunitaria.
D.     RESIDUI E CONTAMINANTI
È istituito un sistema di monitoraggio per il controllo del livello di contaminazione con residui e
contaminanti, conformemente alla normativa comunitaria.
E.     CONTROLLI MICROBIOLOGICI
Ove necessario, tali controlli microbiologici sono effettuati conformemente alle norme e ai criteri
pertinenti stabiliti dalla normativa comunitaria.
F.     PARASSITI
Controlli a campione intesi a verificare il rispetto della normativa comunitaria relativa ai parassiti.
 ---pagebreak--- G.    PRODOTTI DELLA PESCA VELENOSI
I controlli sono tesi a verificare che i seguenti prodotti della pesca non siano immessi sul mercato:
1.    non sono immessi sul mercato i pesci velenosi delle seguenti famiglie: Tetradontidae,
molidae, diodontidae e canthigasteridae; e
2.    i prodotti della pesca contenenti biotossine, quali ciguatera o altre tossine pericolose per la
salute umana. Tuttavia, i prodotti della pesca ottenuti da molluschi bivalvi, echinodermi, tunicati e
gasteropodi marini possono essere immessi sul mercato se sono stati prodotti a norma della sezione
VII dell'allegato III del regolamento (CE) n. .../2004∗ e soddisfano i requisiti di cui al capitolo V,
punto 2 di detta sezione."
CAPO III: DECISIONI SUCCESSIVE AI CONTROLLI
I prodotti della pesca sono dichiarati non idonei al consumo umano se:
1.    in seguito a controlli organolettici, chimici, fisici o microbiologici o a controlli relativi alla
presenza di parassiti essi si rivelano non conformi alla pertinente normativa comunitaria;
2.    essi contengono, nelle loro parti commestibili, contaminanti o residui che superano i limiti
previsti dalla normativa comunitaria o in quantità tali che l'assorbimento alimentare calcolato sia
superiore alla dose giornaliera o settimanale ammissibile per l'uomo;
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak--- 3.    essi derivano da
i)    pesci velenosi,
ii)   prodotti della pesca non conformi ai requisiti del punto 2 della parte G del capitolo II in
      merito alle biotossine, o
iii)  molluschi bivalvi, echinodermi, tunicati o gasteropodi marini che contengono biotossine in
      quantità che superano i limiti previsti dal regolamento (CE) n. .../2004∗, o
4.    l'autorità competente ritiene che essi possano rappresentare un rischio per la salute pubblica o
degli animali o che, per qualsiasi motivo, non siano idonei al consumo umano.
                                       ____________________
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak---                                                                                            ALLEGATO IV
                         LATTE CRUDO E PRODOTTI LATTIERO-CASEARI
CAPO I: CONTROLLO DELLE AZIENDE DI PRODUZIONE DI LATTE
1.    Gli animali che si trovano presso le aziende di produzione di latte devono essere sottoposti a
controlli ufficiali al fine di verificare il rispetto delle norme sanitarie relative alla produzione di latte
crudo, in particolare di quelle relative allo stato di salute degli animali e all'impiego di medicinali
veterinari. I controlli possono essere effettuati in occasione dei controlli veterinari eseguiti in
conformità delle norme comunitarie sulla sanità pubblica o sulla salute e sul benessere degli animali
e possono essere eseguiti da un veterinario autorizzato.
2.    Se vi è motivo di sospettare che le norme relative alla salute degli animali non sono state
applicate, si procede a controllare lo stato di salute generale degli animali.
3.    Le aziende di produzione di latte sono sottoposte a controlli ufficiali per verificare il rispetto
delle norme igieniche. Questi controlli ufficiali possono comportare ispezioni o monitoraggio dei
controlli svolti dalle organizzazioni professionali. Se risulta un livello d'igiene inadeguato, l'autorità
competente verifica che vengono presi i provvedimenti adeguati per rettificare la situazione.
 ---pagebreak--- CAPO II: CONTROLLO DEL LATTE CRUDO AL MOMENTO DELLA RACCOLTA
1.     L'autorità competente segue i controlli svolti in conformità dell'allegato III, sezione IX,
capo I, parte III del regolamento (CE) n. …/2004∗.
2.     Se l'operatore del settore alimentare non ha rettificato la situazione entro tre mesi a decorrere
dalla prima notifica della mancata conformità ai criteri all'autorità competente per quanto riguarda il
tenore di germi e il tenore di cellule somatiche, la consegna del latte crudo di quell'azienda di
produzione è sospesa o - conformemente a una specifica autorizzazione o a istruzioni generali
dell'autorità competente - subordinata ai requisiti di trattamento e uso necessari a tutelare la salute
umana, fino a che l'operatore del settore alimentare non abbia dimostrato che il latte crudo è di
nuovo conforme ai criteri.
                                            _____________
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak---                                                                                        ALLEGATO V
              STABILIMENTI NON SOGGETTI AL REQUISITO DELL'ELENCO
                           DI CUI ALL'ARTICOLO 12, PARAGRAFO 1
I seguenti stabilimenti di paesi terzi non è necessario che figurino negli elenchi elaborati ed
aggiornati conformemente all'articolo 12, paragrafo 4:
1.    stabilimenti che trattano prodotti di origine animale per i quali l'allegato III del regolamento
(CE) n. …/2004∗ non prevede requisiti;
2.    stabilimenti che effettuano solo una produzione primaria;
3.    stabilimenti che effettuano solo operazioni di trasporto;
4.    stabilimenti che effettuano solo magazzinaggio di prodotti di origine animale che non
richiedono condizioni di conservazione a temperatura controllata.
                                         ________________
∗
      Nota per l'Ufficio di pubblicazione: inserire per favore numero del regolamento che stabilisce
      norme specifiche in materia di igiene per i prodotti alimentari di origine animale.
 ---pagebreak---                                                                                         ALLEGATO VI
          REQUISITI PER I CERTIFICATI CHE ACCOMPAGNANO LE IMPORTAZIONI
1.     Il rappresentante dell'autorità competente del paese terzo di spedizione che rilascia il
certificato che accompagna una partita di prodotti di origine animale diretta nella Comunità deve
firmare il certificato e accertare che esso rechi un timbro ufficiale. Questo requisito si applica a
ciascun foglio del certificato qualora esso si componga di più fogli. Nel caso di navi officina,
l'autorità competente può autorizzare il comandante o un altro ufficiale della nave a firmare il
certificato.
2.     Il certificato è redatto nella o nelle lingue ufficiali del paese terzo di spedizione e in quella o
quelle dello Stato membro in cui è effettuata l'ispezione alla frontiera, o è accompagnato da una
traduzione conforme in detta o dette lingue ufficiali. Se lo Stato membro di destinazione lo richiede,
il certificato dev'essere inoltre accompagnato da una traduzione conforme nella lingua o nelle lingue
ufficiali di tale Stato membro. Uno Stato membro può tuttavia accettare l’uso di una lingua ufficiale
della Comunità diversa dalla sua.
3.     La versione originale del certificato accompagna la partita all’ingresso nella Comunità.
 ---pagebreak--- 4.    Il certificato deve essere composto, alternativamente, di:
a)    un unico foglio di carta;
b)    due o più pagine che compongono un foglio di carta integrato e indivisibile;
c)    una serie di pagine numerate in modo da indicarne la posizione nella sequenza (ad esempio
      “pagina 2 di 4”).
5.    Il certificato deve recare un numero di identificazione unico. Nei certificati composti di una
serie di pagine, ciascuna pagina deve recare detto numero.
6.    Il certificato deve essere rilasciato prima che la partita cui si riferisce esca dal controllo
      dell’autorità competente del paese terzo di spedizione.
                                          _______________