CELEX: 52013PC0201
Language: it
Date: 2013-04-15
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle importazioni di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia e chiude altresì il procedimento nei confronti dell'Indonesia

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		52013PC0201
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito sulle importazioni di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia e chiude altresì il procedimento nei confronti dell'Indonesia /* COM/2013/0201 final - 2013/0108 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
 1) Contesto della proposta 
   || ·      Motivazione e obiettivi della proposta La presente proposta riguarda l'applicazione del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] ("regolamento di base") nel procedimento relativo alle importazioni di accessori fusi per tubi filettati in ghisa malleabile originari della Repubblica popolare cinese, della Thailandia e dell'Indonesia. 
   || ·      Contesto generale La presente proposta viene presentata nel contesto dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato di un'inchiesta svolta in conformità agli obblighi sostanziali e procedurali del regolamento di base. 
   || ·      Disposizioni vigenti nel settore della proposta Regolamento (UE) n. 1071/2012 della Commissione che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile, originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia. 
   || ·      Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione Non pertinente. 
 2) Consultazione delle parti interessate e valutazione dell'impatto 
   || ·      Consultazione delle parti interessate 
   || Le parti interessate coinvolte nel procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i propri interessi durante l'inchiesta in accordo con quanto disposto dal regolamento di base. 
   || ·      Ricorso al parere di esperti 
   || Non vi è stata necessità di consultare esperti esterni. 
   || ·      Valutazione d'impatto La presente proposta è il risultato dell'applicazione del regolamento di base. Il regolamento di base non prescrive una valutazione d'impatto generale ma contiene un elenco esauriente delle condizioni da valutare. 
 3) Elementi giuridici della proposta 
   || ·      Sintesi delle misure proposte Con un avviso (“avviso di apertura”) pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea la Commissione ha annunciato il 16 febbraio 2012 l'apertura di un procedimento antidumping relativo alle importazioni nell'Unione di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile originari della Repubblica popolare cinese, della Thailandia e dell'Indonesia. Il procedimento antidumping è stato iniziato a seguito di una denuncia presentata il 3 gennaio 2012 dal Comitato di difesa degli accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile dell'Unione europea (Defence Committee of Tube or Pipe Cast Fittings, of Malleable Cast Iron of the European Union) ("il denunziante") per conto di produttori rappresentanti una quota superiore al 50% della produzione totale dell'Unione di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile. La denuncia conteneva prove dell'esistenza del dumping e del notevole pregiudizio da esso derivante. Il 15 novembre 2012 con il regolamento (CE) n. 1071/2012 la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio variabile tra il 15,9 % e il 67,8 % sulle importazioni nell'Unione di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia. Non è stato istituito alcun dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile originari dell'Indonesia. L'allegata proposta di regolamento del Consiglio si basa sulle conclusioni definitive che hanno confermato l'esistenza di un dumping pregiudizievole come pure il fatto che prendere provvedimenti in materia non è contrario all'interesse generale dell'Unione. Le conclusioni provvisorie sono state in linea di massima confermate, ma la definizione del prodotto è stata circoscritta e modifiche nel calcolo del dumping e dei margini del pregiudizio hanno comportato una riduzione dei livelli del dazio, compreso ora tra il 14,9% e il 57,8%. La Commissione propone pertanto che il Consiglio adotti la proposta di regolamento allegata, da pubblicare nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 15 maggio 2013. 
   || ·      Basi giuridiche Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea. 
   || ·      Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione. Il principio di sussidiarietà quindi non si applica. 
   || ·      Principio di proporzionalità La proposta rispetta il principio di proporzionalità per le seguenti ragioni: 
   || Il tipo di intervento è descritto nel regolamento di base summenzionato senza che vi siano margini per l'adozione di decisioni a livello nazionale. 
   || Non occorre indicare il modo per ridurre al minimo e adeguare all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini. 
   || ·      Scelta dello strumento 
   || Lo strumento proposto è il regolamento. 
   || Altri strumenti non sarebbero adeguati per il motivo seguente: Il regolamento di base sopra indicato non prevede alternative. 
 4) Incidenza sul bilancio 
   || Nessuna. 
2013/0108 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping
definitivo e dispone la riscossione definitiva del dazio provvisorio istituito
sulle importazioni di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile
originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia e chiude altresì
il procedimento nei confronti dell'Indonesia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009
del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea [2]
("regolamento di base"), in particolare l'articolo 9,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A.        PROCEDURA 
1.           Misure provvisorie
(1)       Il 15 novembre 2012 con il
regolamento (CE) n. 1071/2012[3]
("il regolamento provvisorio") la Commissione europea ("la
Commissione") ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle
importazioni di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile originari
della Repubblica popolare cinese ("la RPC") e della Thailandia.
(2)       Il
procedimento è stato aperto in seguito a un avviso di apertura[4] presentato in data 16 febbraio 2012 in seguito a una denuncia
presentata in data 3 gennaio 2012 dal Comitato di difesa degli accessori fusi
per tubi filettati di ghisa malleabile dell’Unione europea (Defence Committee
of Tube or Pipe Cast Fittings, of Malleable Cast Iron of the European Union)
("il denunziante") per conto di produttori che rappresentano oltre il
50% della produzione totale dell'Unione di accessori fusi per tubi filettati di
ghisa malleabile (“accessori filettati di ghisa malleabile”). 
(3)       Come indicato al
considerando 15 del regolamento provvisorio, l'inchiesta relativa al
dumping e al pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il
1° gennaio 2011 e il 31 dicembre 2011 (''periodo
dell'inchiesta'' o ''PI''). L’analisi delle tendenze necessaria per valutare il
pregiudizio ha considerato il periodo compreso tra il 1° gennaio 2008 e la fine
del PI ("il periodo in esame").
2.           Fase successiva del
procedimento
(4)       In seguito alla divulgazione
dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali è stata decisa
l’istituzione dei provvedimenti antidumping provvisori ("divulgazione
delle conclusioni provvisorie") diverse parti interessate hanno presentato
osservazioni scritte in merito alle conclusioni provvisorie. Le parti che ne
hanno fatto richiesta hanno inoltre avuto la possibilità di essere sentite. 
(5)       La
Commissione ha continuato a raccogliere e analizzare tutte le informazioni
ritenute necessarie ai fini delle conclusioni definitive. 
B.         PRODOTTO IN ESAME E
PRODOTTO SIMILE
(6)       Una delle parti interessate
ha affermato che i prodotti da loro importati non dovrebbero rientrare tra i
prodotti in esame in quanto presentano caratteristiche tecniche differenti. I
prodotti importati sono accessori di ghisa malleabile dotati di filettatura
rastremata; i prodotti in esame al contrario presentano una filettatura
parallela.
(7)       L'inchiesta ha tuttavia
dimostrato che, nonostante la differenza tecnica sopra menzionata, tali
accessori di ghisa malleabile presentano le medesime caratteristiche fisiche e
tecniche degli altri prodotti importati. Dall'inchiesta è altresì emerso che
gli accessori dotati di filettatura rastremata e gli altri accessori importati
presentano modi d'uso simili. Si è riscontrato infatti che, in uno dei paesi
membri in cui si utilizzano entrambi i tipi di accessori di ghisa malleabile,
le due tipologie sono di fatto intercambiabili. L’argomentazione è stata
pertanto respinta.
(8)       Una
delle parti interessate ha affermato che gli accessori filettati di ghisa
malleabile a cuore bianco possono essere venduti in ogni paese dell'Unione,
mentre quelli a cuore nero possono essere venduti solo nel Regno Unito, in
Irlanda, a Malta e a Cipro. Gli accessori filettati di ghisa malleabile a cuore
bianco non fanno dunque una concorrenza perfetta a quelli a cuore nero sul
mercato dell'Unione.
(9)       L'inchiesta ha tuttavia
dimostrato che la maggior parte degli accessori filettati in ghisa malleabile a
cuore nero originari dei paesi in esame sono esportati verso paesi dell'Europa
continentale quali Germania, Italia, Polonia e Spagna. Si conclude di
conseguenza che gli accessori filettati in ghisa malleabile a cuore nero e a
cuore bianco sono in piena concorrenza sul mercato dell'Unione e non solo in un
numero ristretto di Stati membri.
(10)     Un importatore ha ribadito il
parere che i componenti di base per raccordi a compressione non andrebbero
annoverati tra i prodotti in esame. Essi presentano infatti un impiego
differente e tale importatore ha inoltre fornito prove a sostegno del fatto che
la filettatura dei componenti di base per raccordi a compressione è facilmente
distinguibile da quella dei raccordi standard, poiché realizzata in riferimento
ad una norma ISO diversa[5].
Un esame delle prove fornite ha permesso di giungere alla conclusione che è
opportuno limitare la definizione del prodotto in oggetto.
(11)     Due
altre parti interessate hanno richiesto che dai prodotti in esame si
escludessero gli accessori di ghisa malleabile per tubi isolanti e nello
specifico delle cassette di giunzione circolari filettate di ghisa malleabile
che sono parte essenziale delle installazioni di tubi isolanti e di altri tipi
di tubature. Hanno affermato che tali cassette di giunzione hanno uno scopo
diverso, ossia il contenimento e la protezione dei sistemi elettrici di
cablaggio, in contrapposizione agli accessori standard oggetto della presente
inchiesta, che evitano dispersioni di gas o acqua dalle tubature. Tali cassette
di giunzione sono facilmente distinguibili dagli altri accessori poiché non
sono a tenuta stagna per gas o liquidi e sono invece dotati di coperchi leggeri
che agevolano l'accesso ai cavi una volta assemblate in un sistema dopo
l'importazione. Dopo un'attenta analisi delle richieste sopracitate si è giunti
alla conclusione che è opportuno escludere dal prodotto in esame le cassette di
giunzione circolari filettate di ghisa malleabile non dotate di coperchio.
(12)     Stante quanto precede si è
ritenuto opportuno rivedere la definizione del prodotto data nel regolamento
provvisorio. Il prodotto in esame è stato quindi definitivamente limitato agli
accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile attualmente classificati
al codice NC ex 7307 19 10; si escludono i componenti di base per raccordi a
compressione dotati di filettatura metrica ISO DIN 13 e le cassette di
giunzione circolari filettate di ghisa malleabile non dotate di coperchio.
(13)     In mancanza di ulteriori
osservazioni riguardo al prodotto in esame e al prodotto simile, si confermano
le conclusioni di cui ai considerando da 17 a 21 e da 23 a 28 del regolamento
provvisorio.
C.        CAMPIONAMENTO
(14)     In seguito alla comunicazione
delle conclusioni provvisorie non sono pervenute osservazioni riguardanti
campionamenti dei produttori dell'Unione, dei produttori esportatori nella RPC
e degli importatori non collegati. Si confermano pertanto le conclusioni
esposte nei considerando da 29 a 31 del regolamento provvisorio. 
D.     DUMPING
1.           Repubblica popolare cinese
1.1.        Trattamento riservato alle
imprese operanti in condizioni di economia di mercato e trattamento individuale
(15)     In mancanza di osservazioni
riguardo al trattamento riservato alle imprese operanti in condizioni di economia
di mercato e al trattamento individuale si confermano le conclusioni
provvisorie di cui ai considerando da 32 a 46 del regolamento provvisorio.
1.2.        Paese di riferimento
(16)     In assenza di altre
osservazioni relative alla scelta del paese di riferimento si confermano le
conclusioni di cui ai considerando da 47 a 53 del regolamento provvisorio.
1.3.        Valore
normale, prezzo all'esportazione e confronto
(17)     Un
produttore esportatore cinese ha dichiarato che è opportuno calcolare il valore
normale sulla base delle vendite sul mercato interno dell'unico produttore del
paese di riferimento che ha collaborato, anche se esse non raggiungono le
quantità rappresentative a termini dell'articolo 2, paragrafo 2, del
regolamento di base. Tale argomentazione può essere accolta qualora vi sia un
paese di riferimento. Le vendite sul mercato interno effettuate nell'ambito di
normali operazioni commerciali dal solo produttore del paese di riferimento che
ha collaborato sono servite da riferimento per la definizione del valore
normale. 
(18)     Il produttore esportatore
cinese sopra menzionato ha obiettato che sarebbe opportuno stabilire il margine
di dumping sulla base del totale delle esportazioni piuttosto che sulla sola
base delle tipologie di prodotto direttamente comparabili alle tipologie
vendute dal produttore del paese di riferimento sul mercato interno. Tale
richiesta è stata accettata. Per quanto riguarda le tipologie di prodotto non
direttamente comparabili il valore normale si basa sulla media aritmetica del
valore normale delle tipologie di prodotto analoghe, aggiustata sulla base del
valore di mercato delle differenti caratteristiche fisiche, in applicazione di
quanto disposto all'articolo 2, paragrafo 10, lettera a), del regolamento di
base. 
(19)     In assenza di altre
osservazioni relative a valore normale, prezzo all'esportazione e confronto si
confermano le conclusioni di cui ai considerando 54, da 59 a 61 e da 64 a 67
del regolamento provvisorio.
1.4.        Margini di dumping
(20)     Per le società inserite nel
campione il valore normale medio ponderato di ciascun tipo di prodotto simile
calcolato per il paese di riferimento è stato comparato alla media ponderata
del prezzo all’esportazione della corrispondente tipologia del prodotto in
esame, come disposto dall’articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di
base.
(21)     In base a quanto precede i
margini di dumping definitivi, espressi in percentuale del prezzo CIF frontiera
dell’Unione al lordo del dazio sono i seguenti:
 Impresa || Margine di dumping 
 Hebei Jianzhi || 57,8 % 
 Jinan Meide || 40,8 % 
 Qingdao Madison || 24,6 % 
(22)     Il margine di dumping medio
ponderato dei produttori esportatori che hanno collaborato all’inchiesta non
inclusi nel campione è stato calcolato a norma dell’articolo 9, paragrafo 6,
del regolamento di base. Il margine è stato quindi calcolato in riferimento ai
margini calcolati per i produttori esportatori inseriti nel campione.
(23)     In base a quanto precede il
margine di dumping calcolato per le società che hanno collaborato all’inchiesta
non incluse nel campione è stato fissato al 41,1 %.
(24)     Per tutti gli altri produttori
esportatori della RPC i margini di dumping sono stati calcolati in base ai dati
disponibili, come dispone l’articolo 18 del regolamento di base. A tal fine è
stato innanzitutto stabilito il livello di collaborazione, comparando il volume
delle esportazioni verso l’Unione indicato dai produttori esportatori che hanno
collaborato con il volume delle esportazioni cinesi secondo quanto affermato al
considerando 51.
(25)     Poiché le parti che hanno
collaborato rappresentavano più del 50% di tutte le esportazioni cinesi verso
l’UE e il settore si può considerare frammentato per l’elevato numero di
produttori esportatori della RPC, il livello di collaborazione può essere
considerato elevato. Il margine di dumping residuo è stato quindi fissato al
livello della società inserita nel campione con il margine di dumping più
elevato.
 
(26)     In base a quanto precede i
margini di dumping definitivi espressi in percentuale del prezzo CIF frontiera
dell’Unione al lordo del dazio sono i seguenti:
 Impresa || Margine di dumping 
 Hebei Jianzhi || 57,8 % 
 Jinan Meide || 40,8 % 
 Qingdao Madison || 24,6 % 
 Altre imprese che hanno collaborato || 41,1 % 
 Tutte le altre società || 57,8 % 
2.           Indonesia 
2.1.        Valore normale, prezzo all'esportazione
e confronto
(27)     In assenza di osservazioni
relative a valore normale, prezzo all'esportazione e confronto si confermano le
conclusioni di cui ai considerando da 75 a 87 e 91 del regolamento provvisorio
riguardo all'Indonesia.
2.2.        Margini di dumping
(28)     Dato l'elevato livello di
cooperazione (il volume delle esportazioni dell’unica società indonesiana che
ha collaborato rappresentava più dell’80% del totale delle esportazioni
indonesiane nell’UE durante il PI) il margine di dumping per tutti gli altri
produttori esportatori indonesiani è stato fissato a un livello pari al margine
di dumping valido per la società che ha collaborato. 
(29)     In base a quanto affermato i
margini di dumping definitivi per le imprese indonesiane espressi in percentuale
del prezzo CIF frontiera dell’Unione al lordo del dazio sono i seguenti:
 Impresa || Margine di dumping 
 PT. Tri Sinar Purnama || 11,0 % 
 Tutte le altre società || 11,0% 
3.           Thailandia 
3.1.        Valore normale, prezzo
all'esportazione e confronto
(30)     Non sono pervenute
osservazioni tali da determinare cambiamenti nella metodologia applicata o nel
calcolo dell'effettivo margine di dumping relativo alla Thailandia.
(31)     Riguardo
alla Thailandia si confermano pertanto le conclusioni relative a valore
normale, prezzo all'esportazione e confronto di cui ai considerando da 75 a 88
del regolamento provvisorio.
3.2.        Margini di dumping
(32)     La
revisione e l'affinamento del calcolo del dumping hanno comportato per uno dei
produttori esportatori thailandesi una leggera riduzione del margine di
dumping, che si è attestato al 15,5%. Per quanto riguarda l'altro produttore
esportatore che ha collaborato il margine di dumping definitivo è stato
confermato al livello del margine di dumping provvisorio.
(33)     Dato l'elevato livello di cooperazione
(il volume delle esportazioni delle due società thailandesi che hanno
collaborato rappresentava più dell’80% del totale delle esportazioni
thailandesi nell’UE durante il PI) il margine di dumping per tutti gli altri
produttori esportatori thailandesi è stato fissato al livello del margine di
dumping più elevato delle due società che hanno collaborato. 
(34)     In base a quanto affermato, i
margini di dumping definitivi per le imprese thailandesi espressi in
percentuale del prezzo CIF frontiera dell’Unione al lordo del dazio sono i
seguenti:
 Impresa || Margine di dumping 
 BIS Pipe Fitting Industry Co., Ltd || 15,5 % 
 Siam Fittings Co., Ltd || 50,7 % 
 Tutte le altre società || 50,7 % 
E.         PREGIUDIZIO
1.           Produzione dell’Unione
(35)     In assenza di osservazioni
sulla produzione dell'Unione si conferma il considerando 94 del
regolamento provvisorio. Si segnala che nell'Unione durante il periodo in esame
un prodotto simile era fabbricato anche da altri tre produttori, che hanno
interrotto l'attività tra il 2008 e il 2009, e da un altro produttore che ha
abbandonato l'attività verso il termine del periodo in esame. 
2.           Definizione di industria
dell’Unione
(36)     Le
parti interessate hanno dichiarato che entrambi i gruppi di produttori
dell'Unione scelti per il campionamento importano il prodotto in esame ed è
quindi opportuno escluderli dall'industria dell'Unione in forza dell'articolo
4, paragrafo 1, lettera a). In proposito si è riscontrato che entrambi i gruppi
di produttori dell'Unione scelti per il campionamento importano il prodotto in
esame e, in forza dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), non andrebbero
dunque considerati parte dell'industria dell'Unione. 
(37)     Visto quanto già detto si può
giudicare che entrambi i gruppi di produttori UE scelti per il campionamento
importano il prodotto in esame. Occorre comunque considerare che affermare che
un produttore dell'Unione è anche un importatore del prodotto in esame non ne
determina automaticamente l'esclusione dall'industria dell'Unione e che, per
ogni produttore dell'Unione, il volume delle importazioni dei produttori
dell'Unione era poco rilevante se paragonato al totale della produzione e delle
vendite dei gruppi di imprese. Si conferma quindi che entrambi i gruppi di
produttori fanno parte di questo settore a livello di Unione. 
(38)     Una parte interessata ha
altresì dichiarato che è opportuno che un produttore dell'Unione non sia
considerato parte dell'industria dell'Unione quando sia collegato a un
importatore del prodotto in esame. Occorre innanzitutto considerare che la
relazione tra un produttore dell'Unione e un esportatore non comporta
automaticamente l'esclusione di tale produttore dall'industria dell'Unione e
che in secondo luogo non si è dimostrato che l'eventuale relazione tra il
produttore dell'Unione e l'importatore rispettasse quanto dichiarato
all'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento di base. I volumi importati
dall'importatore collegato rappresentano inoltre solo una minima parte del
volume totale prodotto e venduto dal produttore dell'Unione collegato. Di
conseguenza, anche se vi fosse una relazione tra il produttore dell'Unione e
l'importatore, il produttore dell'Unione sarebbe sempre considerato parte del
settore in questione a livello di Unione.
(39)     Per quanto concerne la
definizione del settore dell'Unione finalizzata alla valutazione del
pregiudizio tutti i produttori dell'Unione che fabbricavano il prodotto simile
durante il periodo in esame sono considerati parte dell'industria dell'Unione e
saranno nel seguito denominati "industria dell'Unione" in forza
dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base.
3.           Consumo dell’Unione
(40)     Una parte interessata ha commentato
che la produzione dell'industria dell'Unione era superiore alle vendite durante
l'intero periodo considerato. Nel contempo era stato segnalato un calo delle
scorte, ritenuto tuttavia poco verosimile poiché qualora i volumi prodotti
superino i volumi venduti si dovrebbe riscontrare un aumento delle scorte. 
(41)     Si rileva infatti che, mentre
i volumi della produzione e delle scorte erano stati riportati correttamente
durante la fase provvisoria, i dati relativi alle vendite dell'industria
dell'Unione sul mercato interno sono stati riportati erroneamente e i volumi
delle vendite di alcuni produttori UE non facenti parte del campione non sono
stati considerati. Tali dati sono stati corretti, e sono stati sottoposti a
revisione anche i dati relativi al consumo dell'Unione e alle quote di mercato
a livello di Unione. A causa della cessazione dell'attività di tre produttori
dell'Unione durante il periodo in esame di cui al considerando 113 del
regolamento provvisorio, la revisione dei dati relativi al consumo dell'Unione
produce ripercussioni più sensibili all'inizio del periodo in esame.
(42)     Il consumo dell’Unione è
diminuito del 28% tra il 2008 e 2009 ed è in seguito aumentato di 7 punti
percentuali, attestandosi a un livello inferiore del 21% a quello registrato
all’inizio del periodo in esame.
 Consumo dell’Unione (in t.) 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 Consumo dell’Unione || 84 270 || 60 807 || 60 640 || 66 493 
 Indice || 100 || 72 || 72 || 79 
 Fonte: dati della denuncia, Eurostat e risposte al questionario 
4.         Importazioni dai paesi in esame
4.1.        Valutazione
cumulativa degli effetti delle importazioni in esame
(43)     Per quanto concerne i volumi
delle merci oggetto di dumping importate dall'Indonesia è stato definitivamente
confermato che essi rappresentano solo il 2,5% circa delle importazioni totali
del prodotto simile nell'Unione durante il PI. Non possono perciò essere
considerati la causa di un notevole pregiudizio all'industria dell'Unione a
termini dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento di base e delle
disposizioni dell'accordo Antidumping dell'OMC.
(44)     Si è pertanto deciso in via
definitiva di non cumulare tali importazioni con quelle oggetto di dumping
provenienti dalla RPC e dalla Thailandia.
(45)     Per quanto riguarda la
valutazione cumulativa delle importazioni dalla RPC e dalla Thailandia ai fini
della valutazione del pregiudizio e del nesso di causalità le parti interessate
hanno dichiarato che è opportuno non cumulare le importazioni dalla Thailandia
con le importazioni dalla Cina per diversi motivi. 
(46)     È stato innanzitutto
dichiarato che i volumi delle vendite delle importazioni originarie della
Thailandia sono decisamente inferiori rispetto al volume delle importazioni
originarie della Cina e costantemente in diminuzione in termini assoluti. I
volumi delle importazioni dalla Thailandia non sono tuttavia trascurabili e
sono quindi sufficienti a consentire il cumulo. Nonostante le importazioni dalla
Thailandia fossero inoltre in diminuzione in termini assoluti secondo quanto
riportato nella tabella al considerando 51, esse stavano guadagnando il 19%
delle quote di mercato durante il periodo in esame secondo quanto riportato
nella tabella al considerando 51.
(47)     In termini di prezzo è stato
dichiarato che i prodotti importati dalla Thailandia sono generalmente venduti
a un prezzo superiore rispetto ai prodotti importati dalla Cina. Tale
affermazione è corretta; tuttavia i prezzi di vendita dei prodotti thailandesi
erano nettamente sottoquotati rispetto ai prezzi dell'industria dell'Unione. La
differenza di prezzo tra i prodotti importati dalla Thailandia e quelli
importati dalla Cina era in costante diminuzione durante il periodo in esame,
passando da 698 EUR/t nel 2008 a 472 EUR/t durante il PI, secondo quanto
riportato nella tabella del considerando 108 del regolamento provvisorio.
(48)     In assenza di altre
osservazioni su questo punto, si conferma il contenuto dei considerando da 98 a
105 del regolamento provvisorio.
4.2.        Volume, quota di mercato delle
importazioni oggetto di dumping in esame, prezzi di tali importazioni e
undercutting (sottoquotazione).
(49)     Alcune parti interessate hanno
dichiarato che i volumi importati dalla Cina riportati al considerando 106 del
regolamento provvisorio sono troppo elevati in quanto il codice CN include
tutti i tipi di accessori di ghisa malleabile e non solo gli accessori
filettati.
(50)     In
proposito si rileva che i volumi riportati nel codice CN non corrispondevano
nella loro totalità ad accessori filettati. I volumi riportati nel regolamento
provvisorio erano già stati rivisti al ribasso in base ad informazioni fornite
dalle autorità doganali nazionali. Tali volumi erano conformi alle informazioni
contenute nella denuncia. Le parti interessate hanno avuto a disposizione un
periodo di tempo adeguato per presentare osservazioni al riguardo. Le parti
interessate non hanno tuttavia presentato alcuna osservazione né nel periodo
precedente la pubblicazione del regolamento provvisorio né entro il termine
previsto per la presentazione delle osservazioni riguardo al regolamento
provvisorio. La Camera di commercio cinese ha fornito alcune informazioni
quantificate riguardo al volume consentito delle importazioni dei prodotti
provenienti dalla Cina con estremo ritardo: quasi due mesi dopo la scadenza per
la presentazione di osservazioni al regolamento provvisorio, ossia circa un
anno dopo l'inizio dell'inchiesta quando i dati relativi alle importazioni sono
stati resi noti per la prima volta nella versione completa della denuncia. La
presentazione di tali informazioni in data successiva alla scadenza non
consente di verificarle tramite un processo di esame oggettivo che eviti di
estendere il periodo dell'inchiesta oltre la scadenza massima di 15 mesi di cui
all'articolo 6, paragrafo 9, del regolamento di base. Tali informazioni
comunque sottostimano notevolmente i volumi delle importazioni dalla Cina in
quanto sono basate sulle stime riguardanti unicamente le esportazioni delle società
che hanno scelto di collaborare e non si possono quindi ritenere accurate.
Questa argomentazione è stata perciò respinta.
(51)     Alcuni importatori hanno
tuttavia fornito alcuni dati riguardo ai volumi delle importazioni di prodotti
diversi rispetto a quelli presi in esame, da loro importati e classificati con
lo stesso codice CN durante il periodo in esame. Tali informazioni sono state
prese in considerazione e i volumi di prodotto importati dai paesi in esame
sono stati ridotti di conseguenza.
 Volume delle importazioni nell’Unione (in t.) 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 RPC || 24 180 || 20 876 || 20 416 || 28 894 
 Indice || 100 || 86 || 84 || 119 
 Thailandia || 3 723 || 2 681 || 3 331 || 3 485 
 Indice || 100 || 72 || 89 || 94 
 Due paesi interessati || 27 903 || 23 558 || 23 747 || 32 379 
 Indice || 100 || 84 || 85 || 116 
 Fonte: dati della denuncia, Eurostat e risposte al questionario 
(52)     Al fine di definire le vendite dell'industria dell'Unione sul
mercato interno di cui al considerando 41 è stato necessario rivedere anche le
quote di mercato dei prodotti oggetto di dumping originari dei due paesi in
esame. La quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping dai due paesi
interessati è aumentata di 15,6 punti percentuali dal 33,1 % al 48,7 % nel
corso del periodo in esame. La crescita è avvenuta soprattutto tra il 2010 e il
PI durante un periodo di ripresa della domanda.
 Quota di mercato dell’Unione 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 RPC || 28,7 % || 34,3 % || 33,7 % || 43,5 % 
 Indice || 100 || 120 || 117 || 151 
 Thailandia || 4,4 % || 4,4 % || 5,5 % || 5,2 % 
 Indice || 100 || 100 || 124 || 119 
 Due paesi interessati || 33,1 % || 38,7 % || 39,2 % || 48,7 % 
 Indice || 100 || 117 || 118 || 147 
 Fonte: dati della denuncia, Eurostat e risposte al questionario 
(53)     Una parte interessata ha richiesto che fossero resi noti i
prezzi di vendita aggregati per tipo di prodotto dell'industria dell'Unione.
Poiché tuttavia dei produttori dell'Unione scelti per il campionamento facevano
parte solo due gruppi di produttori secondo quanto indicato al considerando 111
del regolamento provvisorio non è stato possibile divulgare i dati aggregati
effettivi. Tale motivazione è valida anche per la divulgazione dei prezzi di
vendita aggregati per tipo di prodotto.
(54)     Le parti interessate hanno
dichiarato che i prodotti importati dai paesi in esame si collocano nell'Unione
in una fascia di mercato diversa rispetto ai prodotti venduti dai produttori
dell'Unione. Ciò è stato verificato e l'industria dell'Unione e gli importatori
hanno in comune un numero rilevante di clienti. L'argomentazione è stata quindi
accettata ed è stata concessa un'indennità sotto forma di un adeguamento per il
livello degli scambi.
(55)     I margini di sottoquotazione
di cui al considerando 110 del regolamento di base sono stati ridotti di
conseguenza. I margini di sottoquotazione riscontrati rimangono comunque
compresi tra il 25% e il 45%, con l'unica eccezione di un esportatore
thailandese il cui margine di sottoquotazione si attestava al 10% circa.
(56)     In assenza di altre
osservazioni su questo punto si conferma il contenuto dei considerando 108 e
109 del regolamento provvisorio.
5.           Situazione degli operatori dell'Unione
(57)     In mancanza di osservazioni si
conferma il considerando 111 del regolamento provvisorio.
5.1.        Produzione, capacità di
produzione e utilizzo degli impianti
(58)     In assenza di osservazioni
sulla produzione, sulla capacità produttiva e sull'utilizzo degli impianti si
confermano i considerando da 112 a 114 del regolamento provvisorio.
5.2.        Scorte
(59)     In
mancanza di osservazioni in proposito si conferma il considerando 115 del
regolamento provvisorio.
5.3.        Volume delle vendite e quota
di mercato
(60)     In forza di quanto affermato
al considerando 41 è stato necessario rivedere il volume delle vendite e la
quota di mercato dell'industria dell'Unione. Il volume delle vendite di tutti i
produttori dell’Unione sul mercato UE è diminuito del 36% tra il 2008 e il 2009
a causa del calo della domanda. Dopo il 2009 la domanda nell’Unione è comunque
aumentata di 6 000 tonnellate circa, come indicato al considerando 42, ma le
vendite dell’Unione sono ulteriormente diminuite di 5 punti percentuali, pari a
2 440 tonnellate, fino alla fine del periodo in esame.
 Volume delle vendite dell’Unione (in t.) 
 Tutti i produttori || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 Vendite dell’Unione || 48 823 || 31 069 || 30 466 || 28 629 
 Indice || 100 || 64 || 62 || 59 
 Fonte: risposte al questionario dei produttori dell’Unione inseriti nel campione, denuncia 
(61)     La quota di mercato
dell’industria UE ha continuato a diminuire fino a perdere complessivamente
14,8 punti percentuali, ossia il 26%, durante il periodo in esame mentre la
quota di mercato delle importazioni in dumping à aumentata di 15,6 punti
percentuali durante lo stesso periodo, come indicato al considerando 52.
 Quota di mercato dell’Unione 
 Tutti i produttori || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 Quota di mercato || 57,9 % || 51,1 % || 50,2 % || 43,1 % 
 Indice || 100 || 88 || 87 || 74 
 Fonte: dati della denuncia, Eurostat e risposte al questionario 
(62)     Una parte interessata ha
dichiarato che le quote spettanti alle importazioni sul mercato britannico
mostrano valori diversi; la parte maggiore spetta all'industria dell'Unione,
mentre la quota di mercato facente capo alle importazioni cinesi è meno
rilevante in questo segmento di mercato.
(63)     È possibile che l'industria
dell'Unione detenga una quota di mercato maggiore in uno specifico segmento di
mercato in un singolo Stato membro. I vari operatori economici non occupano
infatti la medesima quota di mercato nei vari segmenti di mercato degli Stati
membri. La presente analisi del pregiudizio riguarda tuttavia il mercato
dell'Unione nel suo complesso. A questo proposito si conferma che la quota di
mercato dell'industria dell'Unione è notevolmente diminuita secondo quanto
riportato in precedenza.
6.           Conclusioni relative al
pregiudizio
(64)     In assenza di altre obiezioni
o osservazioni si confermano i considerando da 118 a 133 del regolamento
provvisorio compresa la conclusione che l'industria dell'Unione ha subito un
notevole pregiudizio ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento di
base.
F.         NESSO DI CAUSALITÀ
1.           Effetto di altri fattori
1.1.        Importazioni da altri paesi
terzi
(65)     Al fine di definire le vendite
dell'industria dell'Unione sul mercato interno di cui al considerando 41 è
stato necessario rivedere anche le quote di mercato degli altri paesi terzi. I
volumi importati da tali paesi si sono attestati su valori minimi durante
l'intero periodo considerato. La quota di mercato complessiva delle
importazioni da paesi diversi dai due paesi in esame si è ridotta di 0,8 punti
percentuali ed è passata dal 9,0 % all'8,2 % durante il periodo in esame.
(66)     Durante il PI la seconda fonte
d'importazioni in ordine di importanza (Brasile, Indonesia e Turchia) deteneva
quote di mercato tra l’1,3% e l’1,5 % e ciascuno di questi paesi ha mantenuto o
ridotto le quote di mercato nel periodo considerato.
 Quota di mercato delle importazioni 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PI 
 Brasile || 3,1 % || 3,6 % || 3,9 % || 1,5 % 
 Indonesia || 1,5 % || 2,4 % || 1,9 % || 1,5 % 
 Turchia || 1,3 % || 1,9 % || 1,8 % || 1,3 % 
 Altri paesi || 3,0 % || 2,3 % || 3,1 % || 3,9 % 
 Totale || 9,0 % || 10,2 % || 10,6 % || 8,2 % 
 Indice || 100 || 114 || 118 || 92 
 Fonte: Eurostat. 
(67)     Date le quantità limitate e la
tendenza alla stabilità si può concludere che le importazioni da paesi terzi
diversi dai paesi in esame non hanno contribuito al pregiudizio subito
dall’industria UE durante il PI.
1.2.        Andamento del consumo
dell’Unione
(68)     Le parti interessate hanno
dichiarato che il consumo dell'Unione ha mostrato un andamento negativo a causa
della comparsa sul mercato di alcuni prodotti sostitutivi fabbricati con
materiali diversi dalla ghisa malleabile, quali plastica, acciaio inossidabile,
acciaio al carbonio e rame, e dell'impiego di nuove tecnologie di connessione.
Alcuni produttori dell'Unione hanno quindi ampliato la gamma dei propri
prodotti, iniziando anche a fabbricare alcuni prodotti sostitutivi. 
(69)     A questo proposito si dichiara
che gli effetti della sostituzione sono trattati al considerando 146 del
regolamento provvisorio. Gli effetti della sostituzione hanno avuto sul consumo
dell'Unione un impatto negativo che ha influenzato a sua volta il volume della
produzione e delle vendite dei produttori dell'Unione.
(70)     Secondo
quanto già indicato nel regolamento provvisorio, il pregiudizio della riduzione
del consumo dell'Unione è aggravato dal costante aumento delle importazioni
oggetto di dumping, che hanno guadagnato 15,6 punti percentuali della quota di
mercato di un mercato in via di contrazione. La domanda nell’Unione è aumentata
di 6 000 tonnellate circa tra il 2009 e il PI, come indicato al considerando
60, ma le vendite dell'industria dell’Unione sono ulteriormente diminuite di 2
440 tonnellate fino alla fine del periodo in esame in un mercato in fase di
ripresa.
(71)     In base a quanto affermato in
precedenza si può concludere che l'andamento negativo del consumo dell'Unione
non interrompe il nesso di causalità tra le importazioni oggetto di dumping e
il pregiudizio subito dall'industria dell'Unione.
1.3.        Riduzione della capacità
produttiva non dovuta a importazioni oggetto di dumping 
(72)     Le parti interessate hanno
dichiarato che la riduzione della capacità produttiva dell'Unione di cui al
considerando 113 del regolamento provvisorio è dovuta alla cessazione
dell'attività di tre produttori europei tra il 2008 e il 2009 a causa della
crisi economica. Tale riduzione non può quindi essere dovuta alle importazioni
provenienti dai paesi in esame.
(73)     A tale proposito si afferma
che nel considerando 113 del regolamento provvisorio era già stata individuata
l'interruzione dell'attività di tre produttori dell'Unione quale causa
principale della riduzione della capacità produttiva.
(74)     Si ritiene comunque che la
cessazione dell'attività dei tre produttori UE non sia solo un effetto del calo
della domanda. Durante il periodo considerato il mercato in contrazione
dell'Unione di cui al considerando 42 è stato soggetto a un costante aumento
delle importazioni originarie dai paesi in esame, i quali hanno guadagnato 15,6
punti percentuali della quota di mercato come riportato al considerando 52. È
quindi evidente che non è stato solo il calo della domanda a determinare la
cessazione dell'attività dei tre produttori UE e la riduzione della capacità
produttiva dell'industria dell'Unione. Sussiste anche un chiaro nesso tra la
diminuzione della capacità produttiva dell'Unione e l'aumento delle quote di
mercato delle importazioni oggetto di dumping.
1.4.        Importazione del prodotto in esame
da parte dei produttori dell'Unione
(75)     Le parti interessate hanno
affermato che il pregiudizio subito dai produttori dell'Unione era autoinflitto
poiché essi importavano notevoli quantità del prodotto in questione. Tale
denuncia non è stata verificata dalle conclusioni dell'inchiesta. Le
informazioni fornite sia dai produttori UE, sia dagli esportatori che hanno
scelto di collaborare hanno dimostrato che per ogni gruppo di produttori
dell'Unione scelti per il campionamento tali importazioni erano minime se
paragonate al volume totale della produzione interna e della vendita di
prodotti non importati, secondo quanto già affermato al considerando 37. Data
l'esiguità dei volumi del prodotto in esame importati dall'industria
dell'Unione si è giunti alla conclusione che tali importazioni non
contribuissero al pregiudizio subito dall'industria UE. L’obiezione è stata
pertanto respinta. 
1.5.        Indicazione del 2008 come anno
iniziale 
(76)     Le parti interessate hanno
dichiarato che la tendenza al deterioramento dell'industria UE è soprattutto
dovuta al fatto di aver indicato il 2008 come punto di riferimento per il
periodo in esame. Il 2008 è stato un anno nettamente positivo per l'industria
dell'Unione. Le informazioni fornite nella denuncia suggeriscono tuttavia che
la situazione dell'industria UE nel 2007 era analoga o talvolta migliore
rispetto al 2008. Si è quindi giunti alla conclusione che il pregiudizio non
dipende dall'aver preso il 2008 come anno iniziale.
2.           Conclusioni relative al nesso
di causalità
(77)     Considerato quanto precede e
in assenza di altre osservazioni si conferma il contenuto dei considerando da
134 a 153 del regolamento provvisorio.
(78)     In conclusione si conferma che
il notevole pregiudizio subito dall'industria dell'Unione, caratterizzato da
riduzioni del profitto, dei volumi di produzione, dell'utilizzo degli impianti,
dei volumi delle vendite e delle quote di mercato, è stato inflitto dalle
importazioni oggetto di dumping dei prodotti in esame. Gli effetti del calo
della domanda sul deterioramento dell'industria UE in termini di capacità
produttiva, produzione e vendite sono limitati.
(79)     In base all'analisi che
precede, che ha chiaramente distinto e separato gli effetti di tutti i fattori
noti che hanno influito sulla situazione dell'industria dell'Unione dagli
effetti pregiudizievoli delle importazioni oggetto di dumping, si conferma che
detti fattori non sono di per sé sufficienti a invalidare il fatto che il grave
pregiudizio accertato debba attribuirsi a tali importazioni oggetto di dumping.
G.        INTERESSE
DELL’UNIONE
(80)     In assenza di osservazioni si
confermano i considerando da 154 a 164 del regolamento provvisorio, compresa la
conclusione che non vi sono fondati motivi che si oppongono all'istituzione di
provvedimenti nei confronti delle importazioni in dumping dai paesi in esame. 
H.        MISURE DEFINITIVE
1.           Livello di eliminazione del
pregiudizio
(81)     I livelli di eliminazione del
pregiudizio sono stati modificati per tenere conto del livello di variazione
degli scambi utilizzato nel calcolo della sottoquotazione di cui ai
considerando 54 e 55. In assenza di altre osservazioni su questo punto si
confermano i considerando da 165 a 170 del regolamento provvisorio.
2.           Misure definitive
(82)     Alla luce delle conclusioni
tratte riguardo a dumping, pregiudizio, nesso di causalità e interesse
dell'Unione e a norma dell’articolo 9 del regolamento di base si ritiene
opportuno imporre un dazio antidumping definitivo sulle importazioni del
prodotto in esame originarie della Repubblica popolare cinese e della
Thailandia corrispondente al valore che risulta inferiore tra i margini di
dumping e di pregiudizio, conformemente al principio del dazio inferiore, che
ad eccezione di un unico caso corrisponde al margine di pregiudizio
riscontrato.
(83)     Dato l’elevato livello di
collaborazione dei produttori esportatori cinesi e thailandesi il dazio per
tutte le "restanti società" dei due paesi è stato fissato al livello
del dazio più elevato da imporre rispettivamente alle società del paese in questione
incluse nel campione o a quelle che hanno collaborato all’inchiesta. Il dazio
delle "restanti società" sarà applicato alle imprese che non hanno
collaborato all'inchiesta e a quelle che non hanno esportato il prodotto in
esame verso l'Unione durante il PI.
(84)     Per le società cinesi indicate
nell’allegato del presente regolamento che hanno collaborato ma non sono
inserite nel campione l’aliquota del dazio definitivo è fissata a livello delle
aliquote medie ponderate delle società inserite nel campione.
(85)     Le aliquote del dazio
antidumping definitivo sono le seguenti:
Repubblica popolare cinese
 Impresa || Margini di dumping || Margini di pregiudizio || Aliquota del dazio 
 Hebei Jianzhi Casting Group Ltd. || 57,8 % || 96,1 % || 57,8 % 
 Jinan Meide Casting Co., Ltd. || 40,8 % || 84,4 % || 40,8 % 
 Qingdao Madison Industrial Co., Ltd. || 24,6 % || 89,4 % || 24,6 % 
 Altre imprese che hanno collaborato || 41,1 % || 86,3 % || 41,1 % 
 Tutte le altre società ||   ||   || 57,8 % 
Thailandia
 Impresa || Margini di dumping || Margini di pregiudizio || Aliquota del dazio 
 BIS Pipe Fitting Industry Co., Ltd || 15,5 % || 43,1 % || 15,5 % 
 Siam Fittings Co., Ltd || 50,7 % || 14,9 % || 14,9 % 
 Tutte le altre società ||   ||   || 15,5 % 
(86)     Le aliquote del dazio
antidumping per ogni società specificate nel presente regolamento sono state
stabilite sulla base delle conclusioni della presente inchiesta. Esse
rispecchiano quindi la situazione constatata durante l’inchiesta per le società
in questione. Tali aliquote del dazio (contrariamente al dazio nazionale
applicabile a "tutte le altre società") si applicano perciò solo alle
importazioni del prodotto in esame originarie della RPC e della Thailandia e
fabbricate dalle società e quindi dalle persone giuridiche esplicitamente
indicate. I prodotti in esame importati fabbricati da altre società il cui nome
e indirizzo non siano specificamente menzionati nel dispositivo del presente
regolamento, comprese le persone giuridiche collegate alle società
specificamente menzionate, non possono beneficiare di tali aliquote e sono
soggette all'aliquota del dazio applicabile a "tutte le altre
società".
(87)     Le eventuali richieste di
applicazione di un dazio antidumping a titolo individuale (ad esempio in
seguito a un cambiamento della ragione o denominazione sociale della società o
alla creazione di nuove entità produttive o di vendita) devono essere inoltrate
alla Commissione corredate di tutte le informazioni pertinenti, in particolare
indicando le eventuali modifiche nelle attività della società riguardanti la
produzione e le vendite sul mercato interno ed estero collegate ad esempio al cambiamento
della ragione o denominazione sociale o ai cambiamenti a livello di entità
produttive o di vendita. All'occorrenza, il regolamento sarà modificato di
conseguenza aggiornando l’elenco delle società che beneficiano di aliquote del
dazio individuali.
(88)     Per quanto concerne la RPC, al
fine di garantire la parità di trattamento tra gli eventuali nuovi esportatori
e le società che hanno collaborato ma non sono state inserite nel campione, è
opportuno prevedere che il dazio medio ponderato istituito nei confronti di
tali società sia applicato a tutti i nuovi esportatori, i quali avrebbero
diritto a un riesame a norma dell’articolo 11, paragrafo 4, del regolamento di
base, che non si applica se è stato utilizzato il campionamento.
(89)     Tutte le parti erano state
informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali si
intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle
importazioni di alcuni accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile
originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia e la riscossione
definitiva degli importi depositati a titolo di dazi provvisori
("comunicazione delle conclusioni definitive"). Era stato inoltre
fissato un termine entro il quale le parti avrebbero potuto presentare le
proprie osservazioni in merito a tale comunicazione.
(90)     Dato che dopo la comunicazione
delle conclusioni definitive non sono stati presentati nuovi elementi in grado
di influire sulla valutazione del caso in questione non vi è motivo di modificare
le conclusioni appena esposte.
I.          IMPEGNO
(91)     Un produttore esportatore
thailandese che ha cooperato ha offerto un impegno sui prezzi secondo quanto
previsto dall’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento di base. Esistono
tuttavia diverse tipologie del prodotto in esame (il produttore esportatore ha
segnalato la vendita di più di 900 tipologie diverse di prodotto nell'Unione
europea), il cui prezzo varia notevolmente (può attestarsi al 200% per i tipi
di prodotto più venduti ma può essere anche dieci volte più caro per i tipi
meno venduti) sollevando il grave rischio di una compensazione incrociata. La
concezione e le finiture dei tipi di prodotto potrebbero anche subire
modifiche. Si è quindi considerato che il prodotto non si presta a un impegno
sui prezzi. Nel corso degli ultimi anni secondo una prassi consolidata la
Commissione non ha accettato impegni sui prezzi qualora fossero state
disponibili più tipologie del prodotto in esame. La proposta di impegno è stata
pertanto respinta.
J.         RISCOSSIONE
DEFINITIVA DEL DAZIO PROVVISORIO
(92)     Vista l'entità del margine di
dumping accertato e considerato il livello del pregiudizio causato
all'industria dell'Unione si ritiene necessario riscuotere in via definitiva
gli importi depositati a titolo di un dazio antidumping provvisorio istituito
dal regolamento provvisorio. Qualora i dazi definitivi risultino più elevati
dei dazi provvisori si riscuotono in via definitiva solo gli importi depositati
a titolo di dazi provvisori, mentre è svincolata la parte degli importi
depositati che supera l’aliquota definitiva dei dazi antidumping. 
(93)     Poiché i componenti di base
per raccordi a compressione dotati di filettatura metrica ISO DIN 13 e di
cassette di giunzione circolari filettate di ghisa malleabile senza coperchio
non rientrano tra i prodotti considerati (cfr. considerando 8 e 11), occorre
svincolare gli importi depositati provvisoriamente sulle importazioni di
componenti di base per raccordi a compressione dotati di filettatura metrica
ISO DIN 13 e di cassette di giunzione circolari filettate di ghisa malleabile
senza coperchio. 
K.        CONCLUSIONE
DEL PROCEDIMENTO RELATIVO ALL'INDONESIA
(94)     Secondo quanto riportato al
considerando 43 si ritiene che i volumi delle importazioni oggetto di dumping
originari dell'Indonesia non creino un pregiudizio notevole nei confronti
dell'industria UE. Non è quindi necessario prendere misure di difesa ed è
opportuno concludere il procedimento relativo all'Indonesia. 
(95)     Tutte le parti sono state
informate dei fatti e delle considerazioni fondamentali in base ai quali si
intendeva raccomandare la conclusione e, in assenza di obiezioni,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1.           Si istituisce un dazio
antidumping definitivo sulle importazioni di accessori fusi per tubi filettati
di ghisa malleabile, ad eccezione dei componenti di base per raccordi a
compressione dotati di filettatura metrica ISO DIN 13 e delle cassette di
giunzione circolari filettate di ghisa malleabile senza coperchio attualmente
classificati al codice NC ex 7307 19 10 (codice Taric
7307 19 10 10), originari della Repubblica popolare cinese e
della Thailandia.
2.           L’aliquota del dazio
antidumping definitivo applicabile al prezzo netto franco frontiera dell’Unione
dazio non pagato per il prodotto descritto al paragrafo 1 e fabbricato dalle
società sotto elencate è la seguente:
 Paese || Impresa || Aliquota del dazio || Codice addizionale TARIC 
 Repubblica popolare cinese || Hebei Jianzhi Casting Group Ltd. - Yutian County || 57,8 % || B335 
   || Jinan Meide Casting Co., Ltd. - Jinan || 40,8 % || B336 
   || Qingdao Madison Industrial Co., Ltd. -Qingdao || 24,6 % || B337 
   || Hebei XinJia Casting Co., Ltd. - XuShui County || 41,1 % || B338 
   || Shijiazhuang Donghuan Malleable Iron Castings Co., Ltd. – Xizhaotong Town || 41,1 % || B339 
   || Linyi Oriental Pipe Fittings Co., Ltd. - Linyi City || 41,1 % || B340 
   || China Shanxi Taigu County Jingu Cast Co., Ltd. - Taigu County || 41,1 % || B341 
   || Yutian Yongli Casting Factory Co., Ltd. – Yutian County || 41,1 % || B342 
   || Langfang Pannext Pipe Fitting Co., Ltd. - LangFang, Hebei || 41,1 % || B343 
   || Tangshan Daocheng Casting Co., Ltd. -Hongqiao Town, Yutian County || 41,1 % || B344 
   || Tangshan Fangyuan Malleable Steel Co., Ltd. – Tangshan || 41,1 % || B345 
   || Taigu Tongde Casting Co., Ltd. – Nanyang Village, Taigu || 41,1 % || B346 
   || Tutte le altre società || 57,8 % || B999 
 Thailandia || BIS Pipe Fitting Industry Co., Ltd - Samutsakorn || 15,5 % || B347 
   || Siam Fittings Co., Ltd - Samutsakorn || 14,9 % || B348 
   || Tutte le altre società || 15,5 % || B999 
3.           Salvo indicazione contraria
si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
Articolo 2
1.           Si istituisce un importo
depositato a titolo di dazio antidumping provvisorio in conformità al
regolamento (UE) n. 1071/2012 della Commissione sulle importazioni di accessori
fusi per tubi filettati di ghisa malleabile, ad eccezione dei componenti di
base per raccordi a compressione dotati di filettatura metrica ISO DIN 13 e
delle cassette di giunzione circolari filettate di ghisa malleabile senza
coperchio attualmente classificati al codice NC ex 7307 19 10 (codice
Taric 7307 19 10 10), originari della Repubblica popolare cinese
e della Thailandia. Gli importi depositati sono svincolati nella parte
eccedente il dazio antidumping definitivo.
2.           Si svincola l'importo
depositato a titolo di dazio antidumping provvisorio in conformità al
regolamento (UE) n. 1071/2012 della Commissione sulle importazioni dei
componenti di base per raccordi a compressione dotati di filettatura metrica
ISO DIN 13 e di cassette di giunzione circolari filettate di ghisa malleabile
senza coperchio originari della Repubblica popolare cinese e della Thailandia.
Articolo
3
Qualora un nuovo produttore esportatore della
Repubblica popolare cinese fornisca alla Commissione elementi sufficienti a
dimostrare che: 
–                        
non ha esportato nell'Unione il prodotto descritto
nell'articolo 1, paragrafo 1, durante il periodo dell'inchiesta (dal
1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011), 
–                        
non è collegato a nessuno degli esportatori o
produttori della Repubblica popolare cinese soggetti alle misure istituite dal
presente regolamento, 
–                        
ha effettivamente esportato nell'Unione il prodotto
in esame dopo il periodo dell'inchiesta su cui si basano le misure o ha assunto
un obbligo contrattuale irrevocabile di esportare una quantità rilevante
nell'Unione, 
l'articolo 1, paragrafo 2, può essere
modificato aggiungendo il nuovo produttore esportatore alle società che hanno
scelto di collaborare ma sono escluse dal campionamento e sono quindi soggette
a un'aliquota media ponderata del dazio pari a 41,1%. 
Articolo 4
Si chiude il procedimento antidumping relativo
alle importazioni di accessori fusi per tubi filettati di ghisa malleabile
attualmente classificati al codice NC ex 7307 19 10 e originari dell'Indonesia.
Articolo 5
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 343,
del 22.12.2009, pag. 51. 
[2]               GU L 343,
del 22.12.2009, pag. 51. 
[3]               GU L 318,
del 15.11.2012, pag. 10. 
[4]               GU C 44,
del 16.2.2012, pag. 33.
[5]               I
raccordi a compressione sono dotati di filettature metriche ISO DIN 13, mentre
gli accessori con filettature standard sono generalmente dotati di filettature
ISO 7/1 e ISO 228/1.