CELEX: 32001D0510
Language: it
Date: 2001-06-25 00:00:00
Title: 2001/510/CE: Decisione del Consiglio, del 25 giugno 2001, che conclude la procedura di consultazione con la Costa d'Avorio ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE

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32001D0510

2001/510/CE: Decisione del Consiglio, del 25 giugno 2001, che conclude la procedura di consultazione con la Costa d'Avorio ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE  

Gazzetta ufficiale n. L 183 del 06/07/2001 pag. 0038 - 0041

Decisione del Consigliodel 25 giugno 2001che conclude la procedura di consultazione con la Costa d'Avorio ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE(2001/510/CE)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto l'accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, la cui applicazione anticipata è già stata disposta con la decisione n. 1/2000 del Consiglio dei ministri ACP-CE(1),visto l'accordo interno relativo alle misure da prendere e alle procedure da seguire per l'applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE, la cui applicazione provvisoria è già stata disposta con decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, del 18 settembre 2000(2), in particolare l'articolo 3,vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) Gli elementi essenziali di cui all'articolo 9 dell'accordo di partenariato ACP-CE sono stati violati dalla mancanza di apertura delle elezioni presidenziali e politiche tenutesi rispettivamente nell'ottobre e nel dicembre 2000 e dalle violenze nei confronti della popolazione civile che hanno caratterizzato la transizione verso la democrazia. Inoltre, non sono stati rispettati gli impegni delle autorità ivoriane nel quadro delle consultazioni ai sensi dell'articolo 366 bis dell'accordo che modifica la quarta convenzione ACP-CE di Lomé, firmato a Maurizio il 4 novembre 1995(3), tra il gennaio e il giugno 2000.(2) Conformemente all'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE, il 15 febbraio 2001 si sono tenute consultazioni con la Costa d'Avorio in occasione delle quali le autorità ivoriane hanno preso impegni specifici volti a rimediare ai problemi esposti dall'Unione europea.(3) Da allora è stato avviato un intenso dialogo tra l'Unione europea e il governo della Costa d'Avorio e sono state adottate misure concrete per attuare i suddetti impegni. Tuttavia, alcune misure non sono ancora state adeguatamente attuate,DECIDE:Articolo 1Le consultazioni avviate con la Costa d'Avorio conformemente all'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE sono terminate.Articolo 2Le misure precisate nel progetto di lettera figurante in allegato sono adottate in qualità di misure appropriate ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c), dell'accordo di partenariato ACP-CE.Articolo 3La presente decisione prende effetto dalla data della sua adozione e scade il 30 giugno 2002.Essa è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Lussemburgo, addì 25 giugno 2001.Per il ConsiglioIl PresidenteA. Lindh(1) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 1.(2) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 375.(3) GU L 156 del 29.5.1998, pag. 1.ALLEGATOPROGETTO DI LETTERA AL PRIMO MINISTRO E MINISTRO DELLA PIANIFICAZIONE E DELLO SVILUPPOBruxelles, ...S.E. Pascal AFFI N'GUESSANPrimo ministro e ministro della pianificazione e dello sviluppoAbidjan Costa d'Avorio Signor primo ministro,l'Unione europea attribuisce grande importanza alle disposizioni dell'articolo 9 dell'accordo di Cotonou. Il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello stato di diritto, sui quali si basa il partenariato ACP-UE, rappresenta un elemento essenziale di tale accordo e pertanto costituisce il fondamento delle nostre relazioni.In tale spirito, l'Unione europea ha seguito da vicino la transizione verso la democrazia in Costa d'Avorio, in particolare per quanto riguarda gli impegni delle autorità ivoriane nel quadro delle consultazioni del febbraio 2000 condotte ai sensi dell'articolo 366 bis della convenzione di Lomé IV bis. A questo riguardo l'Unione europea ha rilevato con viva preoccupazione la mancanza di apertura delle elezioni presidenziali e politiche dell'ottobre e del dicembre 2000, nonché le violenze che hanno caratterizzato quel periodo.In questo contesto, il 22 gennaio 2001 il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di invitare la Costa d'Avorio ad avviare consultazioni in vista di esaminare in modo approfondito la situazione e i mezzi per porvi rimedio.Le consultazioni si sono svolte a Bruxelles il 15 febbraio 2001. In tale occasione sono state affrontate alcune questioni fondamentali e avete potuto presentare il punto di vista e l'analisi della situazione delle autorità ivoriane. L'Unione europea ha rilevato il vostro impegno a:- assicurare l'apertura del sistema politico a tutte le sensibilità, in particolare garantendo l'apertura delle elezioni comunali a tutti i partiti politici e vegliando all'indipendenza e alla neutralità dei poteri giurisdizionali,- fare del "comitato di riconciliazione nazionale" una struttura attiva ed efficace che tratti i problemi intercomunitari che il paese ha conosciuto di recente, dotata dei mezzi di funzionamento necessari e le cui raccomandazioni diano luogo sistematicamente a un controllo da parte dello Stato,- applicarsi prioritariamente per far tutta la luce, nella trasparenza totale, sulle atrocità commesse nel corso della fase di transizione, anche sotto il regime militare,- garantire la neutralità delle forze armate e il rispetto da parte loro dei diritti umani,- garantire l'indipendenza e la neutralità della giustizia, in particolare negli atti di nomina dei principali poteri giurisdizionali,- garantire la libertà di espressione, in particolare la libertà di stampa,- condannare pubblicamente le manifestazioni di xenofobia e adattare le procedure amministrative in materia di cittadinanza e di residenza, al fine di migliorare la situazione dei residenti stranieri in Costa d'Avorio,- riavviare il dialogo con tutti i partiti politici.È stato inoltre convenuto che si sarebbe svolto ad Abidjan un dialogo intenso sui vari punti sollevati per un periodo di tre mesi e che al termine di tale periodo sarebbe stato fatto il punto della situazione.Tale dialogo intenso e regolare ad Abidjan ha effettivamente avuto luogo e si è basato su un elenco di misure da prendere in vista del rispetto degli impegni, che Lei stesso aveva proposto.Dal dialogo risulta che globalmente è stato avviato un processo di apertura a tutte le sensibilità politiche e a tutte le popolazioni. Le autorità ivoriane hanno preso iniziative importanti. Ci si compiace in particolare per:- la tenuta di elezioni comunali aperte a tutti i partiti politici e alle quali essi hanno partecipato,- l'inizio di un dialogo con tutti i partiti politici,- l'avvio di un dibattito nazionale sulla riconciliazione nazionale e la messa a disposizione del comitato di riconciliazione nazionale dei mezzi di funzionamento. Per metà luglio 2001 è previsto un Forum nazionale sulla riconciliazione,- l'inizio di alcune importanti procedure giudiziarie in relazione con le violazioni dei diritti umani in seguito alle elezioni presidenziali (ottobre 2000) e riguardanti le persone arbitrariamente imprigionate a causa delle elezioni parlamentari nel dicembre 2000,- la creazione e l'avvio delle attività dell'Ufficio nazionale d'identificazione,- la notevole riduzione del numero dei blocchi stradali informali e permanenti tenuti dalle forze dell'ordine,- il libero accesso di tutti i partiti politici ai media dello Stato.Queste iniziative indicano chiaramente che è in atto un processo che dovrebbe condurre alla stabilizzazione politica e sociale del paese. Restano comunque i fattori di preoccupazione seguenti che richiedono un monitoraggio continuo:- sono attese iniziative politiche nell'ambito della riconciliazione nazionale, in seguito in particolare al Forum nazionale,- il dialogo avviato con tutti i partiti politici deve essere mantenuto,- si attende ancora la nomina dei futuri membri delle alte giurisdizioni ivoriane nel rispetto dei principi di indipendenza e neutralità,- le inchieste e le procedure giudiziarie sulle violenze commesse nel 2000 e in particolare in rapporto con gli scrutini dell'ottobre e del dicembre 2000 devono essere avviate e/o accelerate in modo sistematico, tenendo conto delle raccomandazioni contenute nelle relazioni delle inchieste internazionali, tra cui quelle dell'ONU, a cui ha contribuito il governo della Costa d'Avorio,- l'impegno consistente nel condannare pubblicamente le manifestazioni di xenofobia ed adattare le procedure amministrative in materia di cittadinanza e di residenza, al fine di migliorare la situazione dei residenti stranieri in Costa d'Avorio e l'impegno pubblicamente assunto dal presidente Gbagbo al riguardo devono essere accompagnati da misure concrete supplementari e consolidati da una dichiarazione politica ufficiale, in particolare riguardo all'intollerabilità degli atti di xenofobia e alle nuove procedure amministrative.Gli impegni presi il 15 febbraio scorso dovevano consentire un rafforzamento della stabilità politica, in particolare mediante un processo di apertura a tutte le sensibilità politiche e a tutte le popolazioni residenti. Sembra che questo processo per certi aspetti sia stato avviato ma devono ancora essere prese misure concrete per radicarlo nella vita politica, economica e sociale ivoriana.Alla luce di tali impegni e dell'attuale bilancio della loro messa in atto, il Consiglio dell'Unione europea è disposto a concludere le consultazioni avviate conformemente all'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE. Dato che sono già state prese grandi misure, sebbene alcune debbano ancora essere attuate, il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di riavviare la cooperazione in modo graduale adottando, con riferimento alle misure appropriate di cui all'articolo 96, paragrafo 2, lettera c), dell'accordo di partenariato ACP-CE le disposizioni seguenti:i) Con la conclusione delle presenti consultazioni, la cooperazione potrà riprendere e i primi esborsi saranno incentrati sui settori sociali, il sostegno istituzionale e il settore privato. Potrà essere preso in considerazione un sostegno alle misure adottate dalle autorità in linea con gli impegni delle consultazioni. Vi sarà trasmessa la notifica di assegnazione delle risorse a titolo del 9o FES e saranno avviati i lavori preparatori per l'impiego delle risorse contemplate dalle decisioni della Commissione del 24 luglio e del 27 dicembre 2000 relative ai trasferimenti STABEX per gli anni d'applicazione 1998 e 1999;ii) la situazione sarà riesaminata nel settembre 2001. Non appena saranno constatati nuovi progressi sostanziali nella realizzazione degli impegni rispetto al bilancio attuale, gli aiuti saranno progressivamente estesi e nuovi interventi potranno essere decisi a titolo dello STABEX 1999;iii) a seguito di un riesame della situazione del gennaio 2002, che stabilisca l'effettiva realizzazione degli impegni, sarà ripresa una piena cooperazione. Ciò implicherà in particolare un accordo sulla strategia di cooperazione nell'ambito del 9o FES nonché uno strumento di adeguamento strutturale in relazione con un programma strategico di riduzione della povertà (PRSP).Un importo totale di 400 milioni di EUR di fondi FES potrebbe essere impegnato per i prossimi 3-4 anni.Rimane inoltre inteso che i progressi ottenuti nel miglioramento dei sistemi di gestione pubblica, in particolare in base al protocollo d'accordo firmato con la Costa d'Avorio il 7 settembre 1999, devono procedere di pari passo con la messa in atto della cooperazione.L'Unione europea continuerà a seguire da vicino la situazione e il proseguimento del processo di riconciliazione nazionale ed auspica vivamente che prosegua un dialogo politico potenziato e stretto con le autorità ivoriane.(Formula di cortesia).Per la Commissione...Per il Consiglio...