CELEX: 52006PC0010
Language: it
Date: 2006-01-19
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1212/2005 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di pezzi fusi originari della Repubblica popolare cinese

Avviso legale importante

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52006PC0010

Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1212/2005 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di pezzi fusi originari della Repubblica popolare cinese  /* COM/2006/0010 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 19.1.2006COM(2006) 10 definitivoProposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante modifica del regolamento (CE) n. 1212/2005 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di pezzi fusi originari della Repubblica popolare cinese(presentata dalla Commissione)RELAZIONE CONTESTO DELLA PROPOSTA |Motivazione e obiettivi della proposta La presente proposta riguarda l'applicazione del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 del Consiglio, del 21 dicembre 2005 (“regolamento di base”), nel procedimento relativo alle importazioni di alcuni tipi di pezzi fusi originari della Repubblica popolare cinese. |Contesto generale La presente proposta è presentata nel quadro dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato dell'inchiesta svolta in conformità dei requisiti sostanziali e procedurali di cui nel regolamento di base. |Disposizioni in vigore nel settore della proposta Dazi antidumping definitivi sulle importazioni di alcuni tipi di pezzi fusi originari della Repubblica popolare cinese sono stati istituiti dal Consiglio con regolamento (CE) n. 1212/2005 del 25 luglio 2005. |Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione Non pertinente. |CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DI IMPATTO |Consultazione delle parti interessate |In conformità delle disposizioni del regolamento di base, le parti interessate coinvolte nel procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i loro interessi. |Richiesta e consultazione di perizie |Non è stato necessario consultare esperti esterni. |Valutazione d'impatto La presente proposta scaturisce dall'attuazione del regolamento di base. Il regolamento di base non prevede una valutazione d'impatto generale ma contiene un elenco esauriente delle condizioni che devono essere valutate. |ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA |Sintesi delle misure proposte Il 25 luglio 2005 il regolamento (CE) n. 1212/2005 del Consiglio ha istituito dazi antidumping definitivi sulle importazioni di alcuni tipi di pezzi fusi originari della Repubblica popolare cinese. Obiettivo del regolamento proposto, che modifica il regolamento n. 1212/2005, è duplice: i) garantire parità di trattamento fra nuovi produttori esportatori e società che collaborano non incluse nel campione dell’inchiesta che ha condotto all’istituzione di dazi definitivi. A questo proposito si ritiene opportuno prevedere di applicare i dazi medi ponderati rispettivamente delle società con status di impresa operante in condizioni di economia di mercato (0%) o le società con il trattamento individuale (28,6%) a tutti i nuovi produttori esportatori che possono di dimostrare di operare in condizioni di economia di mercato oppure, alternativamente, di soddisfare le condizioni per il trattamento individuale, e ii) esentare dal pagamento dei dazi antidumping le società da cui sono stati accettati impegni con una corrispondente decisione della Commissione. Gli Stati membri sono stati consultati in merito alla modifica del regolamento (CE) n. 1212/2005. Si propone pertanto che il Consiglio adotti la proposta di regolamento presentata in allegato. |Base giuridica Regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22.12.95, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005 del Consiglio, del 21 dicembre 2005. |Principio di sussidiarietà La proposta è di esclusiva competenza della Comunità. Il principio di sussidiarietà non trova pertanto applicazione. |Principio di proporzionalità La proposta è conforme al principio di proporzionalità per i motivi seguenti. |Il tipo di intervento è descritto nel regolamento di base sopra indicato e non consente decisioni nazionali. |Non sono necessarie indicazioni su come ridurre e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico della Comunità, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini. |Scelta degli strumenti |Strumento proposto: regolamento. |Altri mezzi non sarebbero adeguati per i motivi seguenti. Altri mezzi non sarebbero adeguati in quanto il regolamento di base non prevede opzioni alternative. |INCIDENZA SUL BILANCIO |La proposta non comporta alcuna incidenza sul bilancio. |1.  Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante modifica del regolamento (CE) n. 1212/2005 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di pezzi fusi originari della Repubblica popolare cineseIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio[1], del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (di seguito: “il regolamento di base”), in particolare gli articoli 8 e 9,vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,considerando quanto segue:A. PROCEDURA2.  Con regolamento (CE) n. 1212/2005[2] (“il regolamento definitivo”), il Consiglio ha istituito dazi antidumping definitivi sulle importazioni di alcuni tipi di pezzi fusi originari della Repubblica popolare cinese (“l’inchiesta iniziale”).B. RIESAMI RELATIVI A NUOVI ESPORTATORI3.  Nell’inchiesta iniziale si è effettuato un campionamento dei produttori esportatori cinesi. Alle società non incluse nel campione a cui è stato concesso il trattamento riservato alle imprese operanti in condizioni di economia di mercato (“TEM”) ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 7, lettera c) del regolamento di base, è stato attribuito un dazio antidumping dello 0%, che era stato determinato per l'unica società inclusa nel campione a cui era stato concetto il TEM. Alle società non incluse nel campione a cui è stato concesso il trattamento individuale (‘TI’) ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base, è stato attribuito un dazio medio ponderato del 28,6%, che era stato determinato per le società incluse nel campione a cui era stato concetto il TI. Un dazio nazionale del 47,8% è stato istituito per tutte le altre società.4.  In conformità dell'articolo 11, paragrafo 4 del regolamento di base, non è stato possibile avviare un riesame relativo ai nuovi esportatori per determinare i margini di dumping individuali nell'ambito di questo procedimento in quanto nell'inchiesta iniziale si era utilizzato il campionamento. Tuttavia, al fine di garantire parità di trattamento fra nuovi produttori esportatori e società che collaborano non incluse nel campione dell’inchiesta iniziale, si ritiene che si dovrebbe prevedere, rispettivamente, di istituire il dazio applicabile alle società che hanno ricevuto il TEM (0%) o il dazio medio ponderato delle società con TI (28,6%) a tutti i nuovi produttori esportatori che possono dimostrare di rispondere ai criteri di cui all’articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base per la concessione del TEM o alternativamente ai criteri di cui all’articolo 9, paragrafo 5 per la concessione del TI, e che avrebbero pertanto diritto a un riesame ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 4 del regolamento di base.C. IMPEGNI5.  Alla pubblicazione del regolamento definitivo, la Commissione non ha potuto accettare impegni. Durante l’inchiesta che ha portato all’istituzione di misure definitive vari produttori esportatori hanno manifestato l’intenzione di offrire un impegno sui prezzi ma non hanno presentato offerte sufficientemente fondate entro i termini di cui all’articolo 8, paragrafo 2 del regolamento di base. Tuttavia, come indicato al considerando (152) del regolamento definitivo, il Consiglio, in considerazione della complessità della questione per gli operatori economici interessati (in prevalenza piccole e medie imprese) e poiché la comunicazione delle conclusioni definitive non è stata preceduta da una comunicazione di conclusioni provvisorie, ha ritenuto che esse dovessero essere autorizzate, in via eccezionale, a completare le loro offerte di impegni oltre detto termine.6.  Dopo il termine di cui sopra, la Camera di commercio cinese per l'importazione e l'esportazione di macchinari e prodotti elettronici (China Chamber of Commerce for Import and Export of Machinery and Electronic products, in appresso “la CCCME”) insieme a venti società che hanno collaborato o gruppi di società che hanno collaborato hanno offerto un impegno congiunto accettabile.7.  Con decisione 2006/[INSERIRE NUMERO]/CE[3], la Commissione ha accettato l’offerta di impegni. La decisione espone in dettaglio i motivi che giustificano l’accettazione del presente impegno. Il Consiglio riconosce che l’offerta di impegni elimina gli effetti pregiudizievoli del dumping e limita in misura sufficiente il rischio di elusione.8.  Per consentire alla Commissione di controllare con efficacia il rispetto dell’impegno assunto, quando la domanda di immissione in libera pratica è presentata alle autorità doganali competenti, l'esenzione dal dazio antidumping deve essere subordinata alla presentazione di una fattura commerciale contenente almeno le informazioni elencate nell'allegato. Queste informazioni sono necessarie, inoltre, per consentire alle autorità doganali di verificare con sufficiente precisione la corrispondenza tra spedizioni e documenti commerciali. Nel caso in cui non venga presentata una fattura di questo tipo o se questa non corrisponde al prodotto presentato in dogana, verrà riscossa l'appropriata aliquota del dazio antidumping.9.  Per garantire inoltre l'effettivo rispetto dell’impegno, è necessario che gli importatori siano consapevoli che un’eventuale violazione dell’impegno può comportare l’applicazione retroattiva del dazio antidumping per le pertinenti transazioni. Occorre pertanto attuare disposizioni di legge che prevedano l’insorgenza di un’obbligazione doganale, a concorrenza del dazio antidumping appropriato, ogniqualvolta non sia rispettata una o più delle condizioni richieste per l'esenzione. Un’obbligazione doganale deve pertanto insorgere ogniqualvolta il dichiarante scelga di immettere le merci in libera pratica, cioè senza che venga riscosso il dazio antidumping, e sia accertata l'inosservanza di una o più delle condizioni previste dal summenzionato impegno.10.  In caso di violazione dell’impegno il dazio antidumping può essere recuperato, a condizione che la Commissione abbia revocato l’accettazione dell’impegno in conformità dell’articolo 8, paragrafo 9, del regolamento di base, con riferimento alla specifica transazione oggetto della violazione e, di conseguenza, con una dichiarazione di invalidità della pertinente fattura corrispondente all'impegno. Di conseguenza, a norma dell’articolo 14, paragrafo 7, del regolamento di base, ogniqualvolta le autorità doganali accertino che vi sono indicazioni di una violazione dell’impegno, devono informarne immediatamente la Commissione.11.  Le società interessate e la CCCME sono state informate dei principali fatti e considerazioni e obblighi su cui si basa l’accettazione dell’impegno.12.  Si noti che in caso di violazione o ritiro dell’impegno oppure in caso di revoca dell'accettazione dell'impegno da parte della Commissione, il dazio antidumping si applica automaticamente a norma dell'articolo 8, paragrafo 9 del regolamento di base,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. Il testo seguente è aggiunto come paragrafo 4 all’articolo 1 del regolamento (CE) n. 1212/2005:“4. Se un nuovo produttore esportatore della Repubblica popolare cinese fornisce alla Commissione elementi di prova sufficienti a dimostrare che:- durante il periodo dell’inchiesta (dal 1° aprile 2003 al 31 marzo 2004) non ha esportato nella Comunità il prodotto descritto all’articolo 1, paragrafo 1;- non è collegato a nessuno degli esportatori o produttori della Repubblica popolare cinese soggetti alle misure antidumping istituite dal presente regolamento;- ha effettivamente esportato i prodotti in questione nella Comunità dopo il periodo dell'inchiesta su cui si basano le misure o ha assunto l'obbligo contrattuale irrevocabile di esportare un ingente quantitativo nella Comunità,- opera in condizioni di economia di mercato ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base o alternativamente soddisfa le condizioni per avere un dazio individuale in conformità dell'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base,il Consiglio, deliberando a maggioranza semplice su una proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo, può modificare l'articolo 1, paragrafo 2 del presente regolamento aggiungendo il nuovo produttore esportatore (i) alle società soggette al dazio dello 0% applicabile alle società cui è stato concesso il trattamento riservato alle imprese operanti in condizioni di economia di mercato ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 7, lettera c) del regolamento (CE) n. 384/96 oppure (ii) alle società soggette al dazio medio ponderato del 28,6% applicabile alle società cui è stato concesso il trattamento individuale ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 5 del regolamento (CE) n. 384/96.Articolo 2Il testo seguente è aggiunto come articolo 2 del regolamento (CE) n. 1212/2005:“Articolo 21. Le importazioni dichiarate per l’immissione in libera pratica e fatturate dalle società che hanno offerto impegni accettati dalla Commissione, società elencate nella decisione 2006/[INSERIRE NUMERO]/CE della Commissione, periodicamente modificata, sono esenti dal dazio antidumping istituito dall’articolo 1, a condizione che:siano prodotte, spedite e fatturate direttamente da tali aziende al primo acquirente indipendente nella Comunità; esiano accompagnate da una fattura valida corrispondente all’impegno, vale a dire da una fattura commerciale contenente almeno gli elementi e la dichiarazione di cui all'allegato; ele merci dichiarate e presentate in dogana corrispondano esattamente alla descrizione riportata sulla fattura corrispondente all’impegno.2. Un’obbligazione doganale insorge al momento dell’accettazione della dichiarazione di immissione in libera pratica ogniqualvolta sia accertata, per quanto riguarda le merci descritte all'articolo 1 ed esenti dal dazio antidumping alle condizioni elencate al paragrafo 1, l'inosservanza di una o più di dette condizioni. Sono considerati un’inosservanza della seconda condizione di cui al paragrafo 1 i casi in cui sia accertato che la fattura corrispondente all’impegno non è conforme alle disposizioni dell’allegato. Sono considerati inoltre un’inosservanza i casi in cui la fattura corrispondente all’impegno non è autentica o allorché la Commissione abbia revocato l’accettazione dell’impegno, a norma dell’articolo 8, paragrafo 9 del regolamento di base, in un regolamento o in una decisione in cui si faccia riferimento a una o più specifiche transazioni e si dichiari l’invalidità della pertinente fattura o delle pertinenti fatture corrispondente/i all'impegno.3. Gli importatori accettano quale normale rischio commerciale il fatto che l’inosservanza, dell’una o dell’altra parte, di una o più delle condizioni elencate al paragrafo 1 e definite più dettagliatamente al paragrafo 2 può determinare l’insorgenza di un’obbligazione doganale ai sensi dell’articolo 201 del regolamento (CEE) n. 2913/92. Il recupero dell’obbligazione doganale avviene al momento della revoca dell’accettazione dell’impegno da parte della Commissione.”Articolo 31. Nel regolamento (CE) n. 1212/2005 l'articolo 2 diventa articolo 3.2. L'allegato del presente regolamento viene aggiunto al regolamento (CE) n. 1212/2005.Articolo 4Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il […]Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOLa fattura commerciale che accompagna le vendite di alcuni tipi di pezzi fusi soggette a un impegno e vendute nella Comunità dall’azienda deve recare le seguenti informazioni:1. l'intestazione «FATTURA COMMERCIALE CHE ACCOMPAGNA MERCI SOGGETTE A UN IMPEGNO»;2. la ragione sociale della società che emette la fattura commerciale, figurante all'articolo 1 della decisione n. 2006/[INSERIRE NUMERO]/CE con cui la Commissione accetta l'impegno;3. il numero della fattura commerciale;4. la data di emissione della fattura commerciale;5. il codice addizionale TARIC con il quale le merci che figurano sulla fattura devono essere sdoganate alla frontiera comunitaria;6. la descrizione esatta delle merci, compresi:- il numero di codice del prodotto (NCP) utilizzato ai fini dell'inchiesta e dell'impegno (ad esempio: NCP 1, NCP 2, ecc.);- una descrizione chiara delle merci corrispondente al numero di codice del prodotto in questione;- eventualmente, il numero di codice del prodotto della società (CPS);- il codice NC,- la quantità (in tonnellate).7. la descrizione delle condizioni di vendita, compresi:- il prezzo per tonnellata,- le condizioni di pagamento applicabili,- le condizioni di consegna applicabili,- sconti e riduzioni complessivi;8. il nome della società operante come importatore nella Comunità, nei confronti della quale la società emette direttamente la fattura commerciale che accompagna le merci soggette all'impegno;9. il nome del responsabile della società che ha emesso la fattura, seguito dalla seguente dichiarazione firmata:“Il sottoscritto certifica che la vendita per l'esportazione diretta nella Comunità europea delle merci figuranti nella presente fattura è effettuata nell'ambito e alle condizioni dell'impegno offerto dalla [SOCIETÀ] e accettato dalla Commissione europea con decisione n. 2006/[INSERIRE NUMERO]/CE. Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente fattura sono complete ed esatte.”[1] GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2117/2005, GU L 340 del 23.12.2005, pag. 17.[2] GU L 199 del 29.7.2005, pag. 1.[3] GU L […]