CELEX: 51963PC0113
Language: it
Date: 1963-04-03
Title: Proposta di una direttiva del Consiglio relativa alle modalità delle misure transitorie nel settore delle attività professionali non salariate di trasformazione delle classi 23 - 40 della C.I.T.I. (industria ed Artigianato) (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (63) 113
Vol. 1963/0028
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- C O M U N I T A'              ECONOMICA                       EU RO PEA
                        COMMISSION E
                                           III/COM(63)113 def.
                                           Bruxelles , 3 aprile 1963
                    Proposta di una direttiva del Consiglio
        relativa alle modalità delle misure transitorie nel settore
                delle attività professionali non salariate di
             trasformazione delle classi 23 - 40 della C.I.T.I.
                          ( industria ed Artigianato )
                 ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
   III/C0M(63 ) 113 def .
 ---pagebreak---         IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA ,
Visto il Trattato che istituisco la Comunità Economica Europea , e
in particolare gli articoli 54» paragrafo 2 , o 63 , paragrafo 2 ,
Visto il Programma generale per la soppressione delle restrizioni al­
la libertà di stabilimento , e in particolare il titolo V , commi 2 e 3 ,
Visto il Programma generale per la . soppressione delle restrizioni .
alla libera prestazione dei servizi , e in particolare il titolo VI ,
commi 2 e 3 ,
Vista la proposta della Commissione ,
Visto il parere del Comitato Economico e Sociale ,
Visto il parere del Parlamento Europeo 5
Considerando che i Programmi generali prevedono , oltre alla soppres­
sione delle restrizioni , la necessità di esaminare se tale soppres­
sione debba essere preceduta , accompagnata o seguita dal reciproco ri­
conoscimento dei diplomi , certificati 0 altri titoli , e dal coordina­
mento delle disposizioni legislative , regolamentari e amministrative
riguardanti le attività considerate e il loro esercizio , e se , in atte
sa del riconoscimento o del coordinamento , debba essere eventualmente
applicato un regime transitorio !
Considerando che nel settore delle attività professionali di trasfor­
mazione nell' industria e nell' artigianato non tutti gli Stati membri
prevadono condizioni di accesso e d' esercizio 5 che il concetto di ar­
tigianato , e quindi anche la sua delimitazione rispetto all' industria ,
differiscono da uno Stato membro all' altro ; che d' altra parte , preci­
samente per le attività artigiane , esistono talvolta libertà di acces­
so e di esercizio talaltra norme rigorose che prescrivono il posses­
so di un titolo per l' ammissione all' attività professionale ;
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Considerando che all' atto dell' approvazione dei Programmi generali
il Consiglio ha constatato che per l' artigianato si pongono ,. in ordi­
ne al coordinamento o al reciproco riconoscimento dei titoli , proble­
mi la cui soluzione richiede una preparazione minuziosa ^
Considerando che non è pertanto possibile procedere al previsto coor­
dinamento o riconoscimento in concomitanza con la soppressione delle re­
strizioni !
Considerando tuttavia che è opportuno agevolare l' attuazione del dirit­
to di stabilimento e della libera prestazione di servizi nelle attivi­
tà in parola mediante l' adozione di misure transitorie autorizzate dai
Programmi generali , e ciò' soprattutto perché in taluni Stati membri
manca qualsiasi regolamentazione della materia e allo scopo di evitare
che tale situazione possa , da un lato , recar pregiudizio , in maniera
anormale , ai cittadini degli Stati in cui l' accesso a tali attività non
è soggetto ad alcuna condizione e , dall' altro , determinare una libera­
lizzazione dello stabilimento e dei servizi a senso unico , verso gli
Stati ove non vige una regolamentazione , a beneficio di persone che non
avrebbero potuto soddisfare le condizioni di accesso e di esercizio ri­
chieste nel loro paese di origine ^
Considerando che , per evitare tale conseguenza , lo misure transitoria
devono consistere ?
- per gli Stati ospitanti nei quali l' accesso allo attività considera­
  te è soggetto a regolamentazione , nel riconoscere come prova sufficien­
  te , che il beneficiario è in possesso di conoscenze professionali
  equivalenti a quelle richieste ai nazionali , l' esercizio effettivo
  della professione nel paese d' origine durante un periodo ragionevole 5
- nell 1 autorizzare eventualmente lo Stato in cui l' accesso allo attivi­
  tà considerate non è soggetto ad alcuna regolamentazione ad esigere
  dai cittadini degli altri Stati membri la prova che essi sono quali­
  ficati per esercitare l' attività di cui trattasi nel paese di origine ;
                                                                   • • •/ • • •
 ---pagebreak--- Considerando che , sotto questo secondo aspetto , le misure transitorie
devono ispirarsi a una grande prudenza , poiché esse limitano parzial­
mente la soppressione delle discriminazioni e potrebbe pertànto , ove
fossero generalizzate , ostacolare la libera circolazione ; che occorre
pertanto limitarle nel tempo e nell' ambito di applicazione e - onde
garantire la debita considerazione degli interessi comunitari e di quel
li degli altri Stati membri - affidare alla Commissione , alla stregua
di guanto il Trattato ha generalmente previsto per le clausole di sal­
vaguardia , il compito di autorizzare l' applicazione di tali misure |
Considerando che le misure previste nella presente direttiva perderanno
la loro ragion d' essere quando saranno attuati il coordinamento delle
condizioni di accesso e di esercizio e il reciproco riconoscimento dei
diplomi , certificati ed altri titoli 5 che comunque esse dovranno essere
abrogate al termine del periodo transitorio , in quanto non potrebbero
surrogare , dopo tale data , l' obbligo di ricorrere ai meccanismi espres­
samente previsti dal Trattato , cioè il coordinamento delle regolamenta­
zioni nazionali e il reciproco riconoscimento dei titoli cui è subordi­
nato in ogni Stato membro l' accesso all' attività non salariata di cui
trattasi ed il suo esercizio , ove ciò' si palesi necessario per agevola
re l' accesso e l' esercizio medesimi ,
                     HA EMANATO LA PRESENTE DIRETTIVA ?
                                 Articolo 1
1.     Gli Stati membri adottano , alle condizioni indicate , le misure
transitorie qui di seguito menzionate per lo stabilimento nel proprio
territorio delle persone fisiche e delle società di cui al titolo I dei
Programmi generali e per la prestazione dei servizi da parte di dette
persone e società , in appresso denominate beneficiari , nel settore del­
le attività non salariate di trasformazione .
 ---pagebreak--- 2.      Le attività di cui trattasi sono quelle definite rispettivamente
nelle direttive del Consiglio relative alla soppressione delle restri­
zioni .
                                 Articolo 2
        Gli Stati raem"bri nei quali si richiedono requisiti personali di
qualificazione per l' ammissione ad un' attività di cui all' articolo 1 ,
paragrafo 2 , e per il relativo esercizio , provvedono a che , prima del­
lo stabilimento , i beneficiari siano informati , a loro richiesta , se
l' accesso al tipo di attività da essi prescelto è disciplinato da una
regolamentazione .
                                 Articolo 3
        Qualora disposizioni legislative , regolamentari o amministrativo ;,
oworo la prassi amministrativa limitino il rilascio di un' autorizza­
zione eccezionale a determinate categorie di persone o a determinate fat
tispocie , gli Stati membri fanno in modo da equiparare i beneficiari di
cui all' articolo 1 , paragrafo 1 , a queste categorie di persone o fatti­
specie e di applicare ad essi , por quanto riguarda     l' ammissione alla
professione lo stesso trattamento riservato a tali categorie .
                                 Articolo 4
1,      Qualora in lino Stato membro l' ammissione ad una delle attività di
cui all' articolo 1 o il suo esercizio siano subordinati al possesso
di conoscenze e attitudini generali , commerciali o tecniche , tale Stato
membro riconosce quale prova sufficiente di tali conoscenze Jo attitu­
dini]/' il fatto che l' interessato abbia esercitato tale attività in al­
tro Stato membro ;
a) per un periodo di cinque anni consecutivi , a titolo indipendente o
    in qualità di dirigente d' azienda ;
b) ovvero per un periodo di tre anni consecutivi , a titolo indipendente
    o in qualità di dirigente d' azienda , purché il beneficiario comprovi
    di avor ricevuto , nell' attività prescelta , una formazione professio­
    nale di almeno tre anni , attestata da certificato riconosciuto dal­
    lo Stato , o riconosciuta come pienamente valida dalla competente
    organizzazione professionale .
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2.      Per dirigente d' azienda " ai sensi del paragrafo 1 s' intendo chiun­
que atto a esercitato in un' impresa del rispettivo settore professionale :
a) funziono di capo di azienda o di direttore di succursale , se tale fun­
    zione comporta la direzione tecnica ;
b) la funzione di capo d' azienda aggiunto , se tale funzione importa una
    rcsponsatolità corrispondente a quella dell' imprenditore o del capo
    d' azienda rappresentato .
                                Articolo 5
        Per l' applicazione dell' articolo 4s
1.      Gli Stati membri nei quali l' accesso ad una delle professioni in­
dicate all' articolo 1 è subordinato al possesso di un titolo , informano
gli altri Stati membri , per il tramite della Commissione , dello caratte­
ristiche essenziali della professione ( descrizione dell' attività profes­
sionale ).
2.      L' autorità competente all' uopo designata dal paese di origine at­
testa le attività professionali effettivamente esercitate dal benefi­
ciario , nonché la loro durata . L' attestato viene redatto in funzione
della monografia professionale comunicata dallo Stato membro noi quale
il beneficiario intende esercitare la professione a titolo permanente o
temporaneo .
3.      Lo Stato membro ospitante concede l' autorizzazione a esercitare
l' attività di cui trattasi su richiesta dell' interessato , allorché 1' at­
tività attcstata corrisponde nei punti essenziali alla monografia pro­
fessionale comunicata a norma del paragrafo 1 e siano soddisfatte le al­
tre condizioni eventualmente previste dalla regolamentazione vigonto in
dotto Stato .
                                Articolo 6
1.      Qualora in uno Stato membro l' accesso ad una delle attività di cui
all' articolo 1 o il suo esercizio non siano subordinati al possesso di
detcrminate conoscenze e attitudini , e tale Stato debba eliminare , in
esecuzione delle direttive del Consiglio del ... , le restrizioni di­
scriminatorie vigenti , esso può' , su richiesta , essere autorizzato dalla
                                                                      0 OJ » • •
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Commissione    por un periodo limitato e per una o più attività determina­
te , a esigere dai cittadini degli altri Stati membri che intendano eser­
citare tali attività noi suo territorio la prova che essi sono quali­
ficati per esercitare dette attività nel paese di origine . La Commissio­
ne stabilisce lo condizioni e lo modalità di applicazione di tale auto­
rizzazione , e in particolare il suo periodo di validità .
       Tale facoltà non può 1 essere esercitata nei confronti delle perso­
ne nel cui paese di origine l' accesso alle attività di cui trattasi non
è subordinata alla prova di determinate conoscenze .
                                                       S
2.     In caso di applicazione del paragrafo 1 , lo Stato membro rilascia
automaticamente un' autorizzazione a esercitare l' attività di cui tratta­
si dietro semplice presentazione , da parte della persona interessata ,
di un attestato rilanciato dall' autorità competente all' uopo designata
dallo Stato di origine e comprovante il possesso dei requisiti necessa­
ri per esercitare tale attività in tale Stato .
                                 Articolo 7
       Le misure previste dall' articolo 4 restano in vigore fino a quan­
do siano emanate disposizioni per il coordinamento dolle regolamentazio­
ni nazionali relative all' accesso e all' esercizio delle attività di cui
trattasi e per il reciproco riconoscimento dei titoli , ma non oltre la
fine del periodo transitorio .
       Le misure previste all' articolo 6 non possono essere autorizzate
oltre i termini stabiliti al precedente capoverso .
                                 Articolo 8
       Gli Stati membri si comunicano reciprocamente le informazioni re­
lative alle autorità competenti da essi designate per il rilascio degli
attestati di cui all' articolo 5 > paragrafo 2 e all' articolo 6 , paragrafo 2
0 trasmettono alla Commissione l' elenco delle autorità stesse .
       L' elenco delle autorità attualmente competenti figura nell' allega­
to I. Esso viene regolarmente aggiornato , su indicazioni fornite dagli
Stati membri , e le modificazioni sono pubblicate a cura della Commissio­
ne nella Gazzetta Ufficiale dello Comunità .
                                                                    • • •/ « • •
 ---pagebreak---       Gli Stati membri adottano anteriormente al 1° gennaio 1964 le oppor
tune misure per conformarsi alle disposizioni della presento direttiva ,
e ne informano la Commissione aitro il termine di un mese .
                                Articolo 10
      Gli Stati membri che , successivamente alla notificazione della pre­
sente direttiva , intendano emanare o modificare sostanzialmente disposi­
zioni legislative , regolamentari o amministrative , relative all' accesso
ad una delle attività considerate , devono adottare , a beneficio dei cit­
tadini degli altri Stati membri , misure transitorie conformi alla presen­
te direttiva .
      Essi devono inoltre informare del progetto la Commissione in tem­
po utile perché essa possa presentare le sue osservazioni .
                                Articolo 11
      La presente direttiva e destinata a tutti gli Stati membri .
                                      Fatto a Bruxelles ,
                                      Per il Consiglio
                                      Il Présidente
N.B. A norma dell' articolo 191 del Trattato lo direttive hanno effica­
     cia in virtù della loro notificazione agli Stati membri destina­
     tari .
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                                    Allegato
                               ( all' articolo 8 )
         Gli organi attualmente competenti per il rilascio di un attesta­
to di attività indipendente sono :
a) nel Belgio :
     - per una delle professioni disciplinate dalla legge del 24 dicem­
        bre 1958 , ai sensi dell' articolo 1 1 di tale legge : Chambre des
        Métiers et Négoces della provincia in cui la professione è eserci­
        tata !
     - per una professione non soggetta a regolamentazione : gli organi am­
      . ministrativi statali .
"b ) nella Repubblica foderale di Germania :
     - per il settore industriale e commerciare , eccetto l' artigianato :
        le Industrie-und Handelskammernj
     - per l'artigianato : lo Handworkskammern .
c ) in Francia :
     - per l' artigianato : Chambre do Metierss
     - per l' industria : Chambre de l' Industrie et du Commerce ,
d) in Italia :
     - Camera di Commercio , dell' Industria e dell' Agricoltura .
e ) nei Paesi Bassi :
     - Kamers voor Koophandel en Fabrieken.'
f ) nel Lussembargo :
     - per 1 ' artigianto : Chambre des Métiers s
     - per 1' industria : Chambre de Commorce .
                                                                     • 9 •I • • •
 ---pagebreak---               III . PROGETTO DI ESPOSIZIOME DEI MQTIVI
1 . Oggetto della direttiva
a) Il 18 dicembre 1961 il Consiglio ha approvato , conformemente all' ar­
    ticolo 54 , paragrafo 1 , il Programma generale per la soppressione
    delle restrizioni alla libertà di stabilimento . In attuazione di ta­
    le programma , la Commissione ha presentato al Consiglio proposto di
                                                                         /
    direttivo intese a sopprimere effettivamente le restrizioni alla li­
    bertà di stabilimento per quanto riguarda le attività elencate nel­
    l' allegato I del programma stesso .
b ) Nel Programma generale por la soppressione delle restrizioni alla
    libera prestazione dei servizi , che è stato parimenti approvato dal
    Consiglio il 18 dicembre 1961 , si rinvia , al titolo Y-C , allo scaden­
    zario previsto per l' attuazione del programma relativo allo stabili-
    mento . Le proposte sopra menzionate si estendono pertanto anche alla
    soppressione delle restrizioni alla libera prestazione dei servizi .
c) La Commissione ha l' onore di presentare al Consiglio , a norma degli
    articoli 54 paragrafo 2 , e 63 paragrafo 2 , il testo di una nuova di­
    rettiva per l' attuazione del programma relativo a tale attività . La
    presente direttiva ha per oggetto misure transitorie che mirano , in
    attesa di un coordinamonto , ad agevolare l' accesso alla professione
    ( Titoli rispettivamente V e VI dei Programmi ). Il Consiglio è tenuto
    a consultare il Comitato economico e sociale nonché il Parlamento
    Europeo prima di approvare la direttiva a maggioranza qualificata.
2 . Considerazioni generali sulla direttiva
a) La soppressione delle restrizioni riguardanti soltanto gli stranieri
    non basta a creare , in materia di stabilimento e di prestazione dei
    servizi , lo facilitazioni necessarie alla realizzazione della libera
    circolazione delle persone . La professione può' infatti , in ogni ca­
    so , essere esercitata soltanto nello condizioni previste dal paese
    ospitante . Se tali condizioni sono liberali , il paese eserciterà una
                              /
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      certa attrazione ! se esse sono invece restrittive e difficili da
      soddisfare anche per i nazionali , potranno impedire allo straniero di
      esercitare la professione ,
      Nell' elaborazione delle direttive per la soppressione delle restrizio­
      ni , occorre pertanto esaminare se tale soppressione debba essere pre­
      ceduta , accompagnata o seguita dal reciproco riconoscimento dei diplo­
      mi , certificati e altri titoli , nonohé dal coordinamento delle dispo­
      sizioni legislative , regolamentari e amministrative concernenti l' ac­
      cesso alle attività considerate e il loro esercizio .
      Tale metodo è espressamente prescritto al titolo V del programma rela­
      tivo allo stabilimento e al titolo VI del programma relativo alla pre­
      stazione dei servizi .
b ) Approvando tali programmi , il Consiglio ha fatto al riguardo la se­
      guente dichiarazione che si riferisce in modo particolare ai proble­
      mi dell' artigianato ( 1)S
      " Neil ' approvare il Programma generale , il Consiglio ha constatato che
      per quanto riguarda l' artigianato e il commercio al minuto si pongono
      problemi di 'coordinamento delle disposizioni legislative , regolamenta­
      ri e amministrative e di reciproco riconoscimento dei diplomi , certi­
      ficati e altri titoli e che , data la preparazione minuziosa che ri­
      chiederà la soluzione di tali problemi , apparo indispensabile adot­
      tare misure transitorie , onde evitare talune distorsioni che potreb­
      bero risultare dalla soppressione delle restrizioni . Esso invita
      pertanto la Commissione a tenere presenti tali considerazioni all' at­
      to dell' elaborazione delle direttive ".
      I medesimi suggerimenti si trovano anche nei pareri del Comitato Eco - .
      nomico Sociale ( 2 ) e del Parlamento Europeo ( 3 ). Essi confermano cosi'
      un' idea che la Commissione aveva già sviluppato presentando il proget-
 ( 1 ) 53a sessione del 23/ 24 e 25 ottobre 1961 ( doc . 1325 ( E.S. 23 ) ( alle­
        gato I )
 ( 2 ) Parere del Comitato Economico e Sociale sul programma di stabilimento
        (doc . CES/20/61 , punto V,B - 12).
 ( 3 ) Parere del Parlamento Europeo (Relazione Kreyssig , punto 42 e allega­
        to C , punto 59 j doc . di riunione 1961 /62 , doc . 1 del 24.2.1961 ).
                                                                           • ••/•• ©
 ---pagebreak---       to di programma , nei commenti che trattano più particolarmente i
      problemi dello stabilimento nell' artigianato ( 1 ).
c) L' elaborazione delle direttive per la soppressione delle restrizioni •
      ha confermato le previsioni del Consiglio , secondo cui il coordinamen­
      to avrebbe sollevato dei problemi »
      Tali problemi sono originati dal fatto che la definizione dell' arti­
      gianato , e quindi la sua delimitazione rispetto all' industria , e le
      regolamentazioni in vigore per l' esercizio delle professioni artigia­
      ne differiscono grandemente da un paese all' altro . Se per esempio un
      industriale residente in Francia intende svolgere la sua attività nel­
      la Repubblica federale , può 1 avvenire che , a causa della diversa defi­
      nizione di artigianato nella fattispecie , egli * venga considerato in Ger­
      mania come artigiano e venga pertanto sottoposto alla regolamentazione
      relativa all' artigianato . Questo esempio dimostra che nei vari Stati
      membri il concetto di artigianato può' comprendere gruppi di persone
      e di imprese assai diversi . Un coordinamento preventivo , che dovrebbe
      cominciare con l' armonizzazione delle definizioni , non è ora possibi­
      le a causa delle scadenze stabilite .
      La direttiva si limita a prevedere dei provvedimenti per superare ,
      fino a quando si attui un coordinamento , le maggiori difficoltà deri­
      vanti dalle diverse definizioni e legislazioni in materia di accesso
      alla professione .
d) Appare opportuno fare riassumere qui brevemente la situazione attuale
      delle legislazioni relative all' ammissione alle professioni artigiane
      negli Stati membri s
      aa) Soltanto in Francia e in Italia si ha una definizione legale del­
           l' artigianato . Negli altri paesi la giurisprudenza ha stabilito .
           alcuni criteri por una delimitazione del concetto . La direttiva
           si basa sul fatto che i criteri del paese ospitante sono determinan­
           ti ! tale impostazione appare conformo all' articolo 52 e all' arti­
           colo 60 , paragrafo 3 .
 ( 1 ) Commenti sul programma di stabilimento del 22.3.1960 , p . 63 e segg.
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      bb ) In quattro Stati membri l' esercizio indipendente di una profes­
           sione artigiana è subordinato alla prova di determinate attitu­
           dini . In Italia esiste un progetto di legge inteso a stabilire
           tali condizioni . In Francia l' attività artigiana è esente da
           autorizzazioni . Soltanto in Germania , nel Lussemburgo e nei
           Paesi Bassi si esigono determinati requisiti per l' esercizio
           di tutte le attività artigiane . Nel Belgio , invece , sono pre­
           scritte determinate condizioni d' ammissione soltanto per al­
           cuni settori dell' artigianato e della piccola e media indu­
           stria .
    , cc ) Tali condizioni variano da un paese all' altro non solo per
           quanto riguarda le varie professioni , ma anche il livello ri­
           chiesto . In Germania e nel Lussemburgo l' interessato deve su­
           perare un esame di maestro artigiano che sembra corrispondere
           all' esame per il diploma di artigiano di prima classe richie­
           sto nei Paesi Bassi .
           In Francia l' esame di "maitre " è facoltativo ; esso dà soltanto
           diritto a portare il titolo di " maitre ". L' esame al termine del
           tirocinio serve a comprovare il possesso dei requisiti necessa­
           ri , per avere diritto alla qualifica di " artigiano ". Nel Belgio
           si richiede la prova di un regolare tirocinio , ma non un esame
           finale .
      dd ) Le condizioni differiscono infine anche per quanto attiene alla
           persona . Nella Repubblica federale di Germania e nel Lussemburgo ,
           il proprietario dell' impresa deve comprovare di possedere i ne­
           cessari requisiti , mentre negli altri paesi basta che tale prova
           sia fornita dalla persona che ha la direzione tecnica dell' im­
           presa .
3 . Commento ai vari articoli
                                   Articolo 1
          Oltre alle persone fisiche si sono menzionate le società , per
mettere in evidenza che anche a queste si applicano le misure transitorie .
Se , come per esempio in Germania , anche delle società possono svolgere una
attività artigiana , la prova di possedere i requisiti che eventualmente
si richiedano ai soci sarà resa più agevole dalle misure previste dalla
direttiva .                                                                /
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                              Articolo 2
       Per un imprenditore e molto importante avere informazioni sicure
sulle disposizioni legislative alle quali sarà sottoposto nel paese o-
spi tante . Ciò 1 vaio tanto per lo stabilimento eventualmente progettato ,
quanto per la prestazione di servizi . Specie durante il periodo transi­
torio del Mercato comune , può' accadere che le legislazioni straniere
siano conosciute soltanto in modo incompleto . L' organismo competente a
dare le informazioni non è precisato . E' lo Stato membro che deve risol­
vere questo problema in modo che le informazioni siano comunicate in
modo rapido e sicuro . Il richiedente non ha diritto alle informazioni ,
che si danno del resto senza impegno ; ma queste devono essere comunica­
te entro un breve termine .
                             Articolo 3
       La disposizione riguarda la Repubblica federale di Germania .
Essa mira ad ottenere che i beneficiari siano assimilati , per quanto
riguarda l' accesso all' esercizio di una professione artigiana , a de­
terminati gruppi di persone , che fruiscono , a causa della loro parti­
colare situazione , di una deroga che costituisce una delle condizioni
per la concessione dell' autorizzazione eccezionale . Se i cittadini di
altri Stati membri hanno soddisfatto nel paese d' origine le condizio­
ni richieste per l' esercizio indipendente di una professione , e se essi
hanno esercitato per anni la professione stessa , non si può' esigere
da essi che , prima di stabilirsi in uno Stato vicino , seguano di nuovo
i corsi di istruzione e subiscano gli esami prescritti in tale Stato .
Questa disposizione non reca svantaggio ai nazionali e consente anzi
di precisare che i beneficiari ai sensi del Trattato della C.E.E. fanno
parte del gruppo di persone che si trovano nella situazione ecceziona­
le e contemplata dall' articolo 7 } paragrafo 2 della " Hanwerksordnung" .
I requisiti richiesti sotto il profilo professionale non sono toccati
dalla presente disposizione | a tale riguardo si devono pertanto appli­
care le misure previste dall' articolo 4 .
 ---pagebreak---                              Articolo 4
1 ..   Questa disposizione ha lo scopo di agevolare ai cittadini degli
altri Stati membri l' accesso alle attività non salariate soggette
regolamentazione nel paese ospitante . Quest' ultimo riconosce come pro­
va del possesso dei requisiti necessari le conoscenze precedentemente
acquisite dall' interessato . Poiché ancora non si pratica il mutuo ri­
conoscimento formale dei certificati nel campo dell' artigianato , que­
sta disposizione faciliterà la libera circolazione delle persone fra
i paesi regolamentati . I cittadini di uno Stato con o senza regola­
mentazione si troveranno quindi nella situazione seguente quando desi­
derino esercitare un' attività regolamentata nel paese ospitante :
A norma del paragrafo 1 dell' articolo 4 , il possesso dei requisiti neces­
sari può' essere comprovato dall' esercizio effettivo della professione
per un periodo di alcuni anni ( periodo più breve qualora l' interessato
abbia ricevuto un' istruzione professionale ). La durata di tale periodo
è calcolata in modo che si possa ammettere il possesso di conoscenze e
attitudini paragonabili a quelle che si richiedono nel paese ospitante
( per esempio nella Germania , nei Paesi Bassi e nel Lussemburgo ).
2 . Paragrafo 2 •
       Sono qui elencati non soltanto l' imprenditore , il capo d' azienda ,
i direttori , ecc ., ma anche i direttori aggiunti dei rispettivi gruppi .
L' attività dei direttori aggiunti deve avere una certa importanza . Non è
qui opportuno fermarsi a considerazioni di ordine formale , coma quelle
relative alla procura , dato che in una piccola impresa non sempre si ha
una persona munita di procura .
3 . Altre osservazioni sull' articolo 4
       S' intende che il possesso dei necessari requisiti si può' anche
dimostrare mediante diplomi , certificati e altri titoli , già riconosciu­
ti come prova di conoscenze equivalenti . Qui^i applicheranno gli artico­
 li 53 e 62 e la liberalizzazione raggiunta dovrà essere mantenuta anche in
 tema di riconoscimento amministrativo dei certificati ai fini dell' ac­
 ---pagebreak--- cesso alia professione ( 1 ).
         In "base pero' al testo del paragrafo 1 , quando si tratti di
due Stati che esigono la prova del possesso dei necessari requisi­
ti , questa può' essere fornita in ogni caso anche dall' attestato
comprovante l' esercizio della professione . Ma questo esempio dimo­
stra chiaramente che è necessaria una direttiva per il riconosci­
mento dei titoli e che questa dovrebbe quindi sostituire entro
breve termine le misure transitorie .
         E' infine evidente , anche senza che se ne faccia particola­
re menzione nella direttiva , che i requisiti professionali conse­
guiti dai lavoratori di un altro Stato membro nel paese ospitante
devono esser presi in considerazione quando essi passino da un' at­
tività salariata ad una non salariata .
         Ciò' ha importanza soprattutto per quegli Stati membri in cui
è altresì' possibile ottenere il riconoscimento del possesso dei re
quisiti in base a un'attività salariata ( per es . nel Belgio , in vir­
tù della legge-quadro del 28.12.1958 ) • Occorre del resto tener con­
to delle conoscenze professionali al momento dell' ammissione agli
esami , ecc ., come si è fatto per i lavoratori nazionali ( congiunto
disposto del paragrafo 1 , comma 3 e dei paragrafi 35 punto 2 e 44
comma 4 della "Handwerksordnung" ) .
                               Ârticolo 5
         Questa disposizione riguarda la procedura del riconoscimento .
Siffatta regolamentazione - è necessaria in quanto le professioni non
hanno il medesimo contenuto nei vari Paesi . Un " installatore di gas
e acqua" nella Repubblica federale può' avere un campo di attività
            \
diverso da quello del suo collega del paese vicino . 3' questa la
ragione per cui gli Stati devono informarsi reciprocamente sulle
rispettive monografie professionali e i paesi d' origine devono re­
digere gli attestati relativi all' attività svolta tenendo conto del
la monografia professionale del paese ospitante .
 ( 1 ) Relazione Thorn sul programma relativo alla prestazione dei
       servizi , punto 54 (Assemblea parlamentare europea , doc . di
       seduta 1961-62 doc . 1.3.61 ).
 ---pagebreak---                                  - 16 -
         Il paese ospitante potrà allora raffrontare l' attività effet­
tivamente esercitata con la propria monografia professionale e ac­
certare se vi è concordanza fra i principali aspetti dell' una e
dell' altra . Se questo è il caso , vi sarà equivalenza .
        Le altre condizioni poste dal paoee ospitante , come l' età mi­
nima e la tuona condotta , sono di ordine obiettivo e non possono
avere effetto discriminatorio . Il richiedente dovrà dunque soddi­
sfare a tali condizioni .
                               Articolo 6
        Mentre l' articolo 4 della direttiva sulle misure transitorie
considera l' esercizio di una professione soggetta ad autorizzazio­
ne , l' articolo 6 tratta dell' esercizio di una professione non re­
golamentata da parte dei cittadini di Stati che pongono condizio­
ni per l' accesso alla corrispondente attività . Tale disposizione
mira ad evitare le distorsioni che potrebbero aver luogo dopo la
soppressione delle discriminazioni , a causa di differenze troppo
forti fra le regolamentazioni nazionali .
         In ogni caso s' impone qui una certa prudenza , per evitare
che gli Stati rendano illusoria la libera circolazione delle per­
sone che si dovrà realizzare . La Commissione rilascerà pertanto
autorizzazioni soltanto su richiesta motivata e per un periodo
limitato . L' articolo 6 non offre motivo di obiezioni sotto il profi­
lo della sua conciliabilità con il Trattato , dato che durante il pe­
riodo transitorio il Consiglio può 1 decidere una soppressione gra­
duale con determinate modalità .
                              Articolo 7
         Misure transitorie possono avere una validità soltanto tempo­
ranea . Per questo motivo i titoli V e VI dei Programmi generali san­
ciscono che , come le condizioni della regolamentazione provvisoria ,
cosi 1 anche la durata di questa sarà fissata durante l' elaborazione
delle direttive .
         La durata delle misure transitorie possibili in virtù dell' ar­
ticolo 6 ( prova dei requisiti richiesti nel paese d' origine ) viene
 stabilita in funzione della durata dell' autorizzazione concessa allo
 Stato .
 ---pagebreak---                                    Articolo 8
       Nella direttiva non figura un elenco completo dogli uffici compe­
tenti por il rilascio dogli attostati . Si potranno prendere in considera­
zione soltanto quegli uffici por i quali si abbia certezza che non rila­
sciano certificati di compiacenza . Si potrà quindi trattare soltanto di
uffici pubblioamente riconosciuti ( autorità o altri enti di diritto pub­
blico ) .
        In tutti gli Stati membri esistono organizzazioni professionali
( camere doli 1 industria , del commercio , dell ' artigianato o dell' agricoltu­
ra), costituite in enti di diritto pubblico e che sembrano essere tutto
qualificate per rilasciare attestati riguardanti le porsone che esercita­
no attività non salariate .
        Ciò' vaio anche per l' Italia , in cui le Commissiono provinciali per
l' artigianato sono incaricato di tenere i registri ( articolo $ della leg­
go n . 830 del 23.7.1956 ).
       Affinché gli Stati membri abbiano un' idea chiara di tutti gli uffi­
ci riconosciuti competenti nei vari Stati membri , questi trasmetteranno
alla Commissiono e si scambioranno fra loro gli cionchi di tali uffici .
        In base allo indicazioni fornite dagli Stati membri , è stato alle­
gato alla presente direttiva , a titolo di precisazione , l' elenco degli
uffici che si possono attualmente considerare come competenti .
        Le autorità amministrativo locali verranno parimenti proso in con­
siderazione per il rilascio degli attostati comprovanti l' esercizio di
un' attività direttiva 0 per precisare gli elementi su cui si basa la pro­
va doli 'esercizio di tale attività .
                                   Articolo 10
Primo -Doriodo
        Lo misuro transitorio non possono determinare una paralisi del di­
ritto degli Stati , i quali mantengono , corno in passato , la facoltà di
emanare norme legislative e regolamentari nei settori delle attività del
 ---pagebreak---                                           - 18 -
    commercio all' ingrosso e degli ausiliari del commercio , por lo quali non •
    sono state ancora adottato misure jdi coordinamento *
             Tali disposizioni legislative , regolamentari e amministrative concernen­
    ti lo attività professionali dovranno peraltro in avvenire conformarsi
    alle misuro stabilite dalla presente direttiva per quanto riguarda i cit-
                                           /
    tadini degli altri Stati membri .
    Socondo periodo
             L' obbligo d' informare la Commissiono può' evitare che si accentuino
    lo disparità già osistenti ( 1 ).
4 . Conclusiono e riassunto
             Si possono riassumere nel modo seguente lo modalità d' applicazione r .
    dolio misure transitorio .
    1 . Se il candidato è originario di uno Stato membro sonza condizioni per
         l' accesso a una professione e per il suo esercizio e so egli si recas
         a) in uno Stato membro del pari senza tali condizioni , egli non h.a biso­
             gno di alcun attestato di nessuna specie , né per quanto riguarda •
             l' effettivo esercizio di una professione , né por quanto si riferi­
             sce alla prova che egli soddisfa alle condizioni del paeso di pro-
             venienzaj
         b) in uno Stato membro con condizioni , egli dovrà provare di avere ef­
             fettivamente esercitato la professione nel paese di provenienza .
    2 . So il candidato è originario di uno Stato membro ohe pone condizioni
         per l' ammissione ad una professione e per il suo esercizio e so egli
         si roca :
         a) in uno Stato membro sonza tali condizioni , ogli dovrà provare di
             possedere i requisiti por l' esercizio della professione nel paeso
             di provenienza !
    ( 1 ) Cfr . Relazione Kreyssig, programma relativo allo stabilimento , plin­
          to 75 ( Assemblea Parlamentare Europea , doc . di seduta 1961-62 ,
          doc .   1 del 24.2.1961 ).
                                                                       • • •/ • o •
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    t>) in uno Stato membro con condizioni , egli dovrà provaro di avero ef-
        fottivamontc esercitato la professione noi paoso di provenienza .
3 . Lo misure che gli Stati membri dovranno prenderò in forza della presen­
    to direttiva non potranno certamente costituirsi al coordinamento , ma
    possono por il momento attenuare lo difficoltà esistenti o quollo che
    potre Vbero sorgere dalla soppressione delle restrizioni . Esse favori­
    scono inoltro la conoscenza delle regolamentazioni vigenti negli al­
    tri paesi in tale materia e pongono a raffronto i rispettivi vantaggi
    e inconvonionti pratici .
                                                                    •«•/•• o