CELEX: 52014PC0046
Language: it
Date: 2014-01-30
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa all’approvazione, a nome dell’Unione europea, della convenzione dell’Aia del 30 giugno 2005 sugli accordi di scelta del foro

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		52014PC0046
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa all’approvazione, a nome dell’Unione europea, della convenzione dell’Aia del 30 giugno 2005 sugli accordi di scelta del foro /* COM/2014/046 final - 2014/0021 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
1.1.        Oggetto della proposta
La Commissione propone che l’UE approvi la
convenzione del 2005 sugli accordi di scelta del foro, firmata dall’Unione in
data 1º aprile 2009 sulla base della decisione del Consiglio 2009/397/CE[1].
Il piano d’azione per attuare il programma di
Stoccolma ha annunciato l’intenzione della Commissione di proporre l’approvazione
della convenzione nel 2012.
L’approvazione della convenzione da parte dell’Unione
europea ridurrebbe l’incertezza giuridica per le società europee che operano al
di fuori dell’UE, garantendo che gli accordi di scelta del foro inseriti nei loro
contratti vengano rispettati e che le decisioni pronunciate dai giudici
designati in tali accordi possano essere riconosciute dalle altre parti
contraenti della convenzione.
Nel complesso, l’approvazione della
convenzione da parte dell’UE integrerebbe la realizzazione degli obiettivi che
sono alla base delle normativa dell’UE sulla proroga di competenza, creando una
serie di norme armonizzate nell’UE nei confronti dei paesi terzi che diverranno
parti contraenti della convenzione.
1.2.        La convenzione dell’Aia del
30 giugno 2005 sugli accordi di scelta del foro
La convenzione sugli accordi di scelta del
foro è stata conclusa il 30 giugno 2005 nell’ambito della conferenza dell’Aia
di diritto internazionale privato. La convenzione mira a rafforzare la certezza
e la prevedibilità giuridica per le imprese che hanno stipulato accordi con
altre imprese e che sono parti in causa in controversie internazionali,
offrendo un meccanismo giurisdizionale facoltativo di risoluzione delle
controversie, valido a livello mondiale, alternativo all’attuale sistema di
arbitrato.
Scopo della convenzione è in particolare promuovere
gli scambi e gli investimenti internazionali grazie a una migliore cooperazione
giudiziaria, istituendo norme uniformi concernenti sia la competenza
giurisdizionale basata su accordi di scelta del foro esclusivi, sia il
riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni pronunciate dai giudici prescelti
negli Stati contraenti della convenzione.
La convenzione tende a conciliare due
esigenze: i) da un lato, garantire alle parti che solo i giudici da esse
prescelti saranno competenti a conoscere della causa e che la decisione sarà
riconosciuta ed eseguita all’estero e, ii) dall’altro, permettere agli
Stati di salvaguardare alcuni aspetti dell’ordine pubblico interno quali, in
particolare, la tutela delle parti più deboli, la prevenzione di gravi forme di
ingiustizia in situazioni particolari e di garantire il rispetto di alcuni
criteri di competenza esclusiva degli Stati.
1.3.        Rapporto tra la convenzione e
il regolamento Bruxelles I
A livello dell’UE, la competenza
internazionale delle autorità giurisdizionali dell’Unione europea basata sugli
accordi di scelta del foro è disciplinata dal regolamento (CE) n. 44/2001
concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione
delle decisioni in materia civile e commerciale (regolamento Bruxelles I)[2] (che sarà sostituita
dal regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio
concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione
delle decisioni in materia civile e commerciale (rifusione)[3], a partire dal 10
gennaio 2015). Il regolamento Bruxelles I non disciplina tuttavia l’esecuzione
nell’Unione europea degli accordi di scelta del foro a favore dei giudici di
Stati terzi[4].
L’obiettivo sarà raggiunto una volta che la convenzione sugli accordi di scelta
del foro sarà approvata dall’Unione.
Le recenti modifiche apportate al regolamento
Bruxelles I (il regolamento «Bruxelles I» (rifusione)) hanno rafforzato l’autonomia
delle parti garantendo che gli accordi di scelta del foro non possono essere aggirati
dalle parti ricorrendo ad altri organi giurisdizionali in violazione di tali
accordi. Allo stesso tempo, le modifiche proposte mirano a far sì che l’approccio
agli accordi di scelta del foro conclusi per le situazioni intra-UE sia
coerente con quello che sarebbe applicato a situazioni extra-UE a norma della
convenzione, una volta approvata dall’Unione. Pertanto, il regolamento
Bruxelles I (rifusione) prepara il terreno affinché l’UE possa procedere all’approvazione
della convenzione.
Il rapporto fra le disposizioni della
convenzione e le norme dell’Unione esistenti e future è stabilito dall’articolo
26, paragrafo 6, della convenzione, che dispone quanto segue:
“La presente convenzione non pregiudica l’applicazione
delle norme di un’organizzazione regionale di integrazione economica che è
parte della presente convenzione, adottate prima o dopo la presente
convenzione:
a) qualora nessuna delle parti risieda in uno
Stato contraente che non è uno Stato membro dell’organizzazione regionale di
integrazione economica;
b) per quanto concerne il riconoscimento o l’esecuzione
di decisioni tra Stati membri dell’organizzazione regionale di integrazione
economica.”
Di conseguenza, se almeno una delle parti
risiede in uno Stato contraente della convenzione, quest’ultima incide sull’applicazione
del regolamento Bruxelles I. La convenzione prevale sulle norme del
regolamento sulla competenza a meno che entrambe le parti siano residenti nell’UE
o provengano da Stati terzi che non sono parti contraenti della convenzione.
Per quanto riguarda il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni, il
regolamento prevale nel caso in cui il giudice che ha pronunciato la sentenza e
il giudice davanti al quale vengono chiesti il riconoscimento e l’esecuzione siano
entrambi situati nell’Unione.
Una volta approvata dall’UE, quindi, la convenzione
ridurrà il campo di applicazione del regolamento Bruxelles I, sia pur entro
limiti accettabili in considerazione dell’aumento del rispetto per l’autonomia
delle parti a livello internazionale e della maggiore certezza del diritto per
le imprese stabilite nell’Unione e attive nel commercio con altri Stati terzi contraenti.
1.4.        Vantaggi per le imprese
europee
L’accordo di scelta del foro è un elemento
significativo della negoziazione di contratti internazionali, in quanto
garantisce la prevedibilità giuridica in caso di controversia. Per le imprese
si tratta pertanto di un elemento importante per la valutazione del rischio
quando intraprendono scambi commerciali internazionali. I dati raccolti nel
corso dell’elaborazione delle proposte della Commissione relative alla firma
della convenzione e al regolamento Bruxelles I (rifusione)[5] dimostrano l’importanza
degli accordi di scelta del foro per le imprese dell’UE nei loro rapporti
commerciali con altre imprese.
L’efficacia degli accordi di scelta del foro all’interno
dell’UE è garantita mediante il regolamento Bruxelles I. L’autonomia delle
parti deve essere assicurata non solo all’interno dell’UE ma anche al di là
delle sue frontiere. La convenzione garantirà alle imprese dell’UE la
necessaria certezza del diritto affinché i loro accordi di scelta del foro a
favore di un’autorità giudiziaria al di fuori dell’UE siano rispettati nell’Unione
europea, e gli accordi a favore di un giudice dell’Unione europea lo siano altrettanto
nei paesi terzi. Si garantirà inoltre che le imprese dell’UE abbiano la
certezza che la decisione resa dal giudice prescelto nell’UE può essere
riconosciuta ed eseguita in Stati terzi, parti contraenti della convenzione, e
viceversa.
La valutazione d’impatto della Commissione
sulla conclusione della convenzione da parte dell’UE (SEC/2008/2389 definitivo)
ha concluso che l’approvazione della Convenzione potrebbe aumentare la
propensione delle imprese a includere accordi di scelta del foro nei contratti
internazionali, vista la miglior garanzia di certezza del diritto che ne deriva.
Nel complesso, essa può servire da stimolo per gli scambi internazionali.
I vantaggi per le imprese dell’Unione europea
che derivano dall’approvazione della convenzione da parte dell’Unione europea
cresceranno con l’aumento del numero di ratifiche della convenzione, in
particolare da parte dei principali partner commerciali dell’Unione.
2.           RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI
DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI D’IMPATTO
Prima di proporre la decisione del Consiglio
relativa alla firma della convenzione, la Commissione aveva effettuato nel 2008
una valutazione d’impatto sulla conclusione della convenzione da parte dell’UE[6]. Secondo tale
valutazione, la convenzione poteva contribuire a rafforzare la certezza e la
prevedibilità giuridica per le imprese europee nei rapporti con i paesi terzi.
La valutazione d’impatto suggeriva che al
momento dell’approvazione della convenzione, l’Unione europea prendesse in
considerazione l’introduzione di dichiarazioni a norma dell’articolo 21 della
convenzione al fine di escludere dal suo campo di applicazione il diritto d’autore
e i diritti connessi (nei casi in cui la validità di tali diritti è collegata
agli Stati membri) e i contratti di assicurazione (nei casi in cui l’assicurato
è domiciliato nell’UE e il rischio o evento, oggetto o proprietà assicurati si
riferiscono esclusivamente all’UE). Dato l’impatto su entrambi i settori e il
fatto che i pareri dei soggetti interessati in passato erano stati divisi, la
Commissione ha riflettuto ulteriormente sulla necessità di formulare tali
dichiarazioni. In particolare, la sua decisione di proporre l’approvazione
della convenzione accompagnata da una dichiarazione relativa al campo d’applicazione
è stata preceduta da una consultazione con gli Stati membri in sede di Gruppo
di lavoro del Consiglio per le questioni di diritto civile (questioni generali)
del 28 maggio 2013 (per ulteriori informazioni si veda il punto 3.2).
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
3.1.        La competenza dell’Unione in
relazione alla convenzione
La convenzione permette a un’organizzazione
regionale di integrazione economica, in funzione della portata delle sue competenze
per le materie oggetto della convenzione, di concludere la convenzione con i suoi
Stati membri, oppure da sola nel qual caso questi ultimi sono vincolati dalla
conclusione da parte dell’organizzazione stessa (articoli 29 e 30). La
dichiarazione su tale scelta può essere formulata al momento della firma, dell’accettazione,
dell’approvazione o dell’adesione alla convenzione.
Quando l’Unione europea ha firmato la
convenzione, ha dichiarato, ai sensi del relativo articolo 30, di essere
competente per tutte le materie disciplinate dalla convenzione e che i propri
Stati membri non saranno parti della medesima, ma ne saranno vincolati in forza
della sua conclusione da parte dell’UE. Non vi è, pertanto, alcuna necessità
per l’Unione europea di presentare una nuova dichiarazione ai sensi dell’articolo
30 al momento dell’approvazione della convenzione.
3.2.        Dichiarazioni formulate a
norma alla convenzione che ne alterano la portata sostanziale
Ai fini della flessibilità e per conservare la
sua attrattiva (potenzialmente ampia) la convenzione consente alle parti
contraenti di ampliare o ridurre la sua portata sostanziale effettuando le
opportune dichiarazioni (articoli da 19 a 22). Tali dichiarazioni possono
essere formulate all’atto della firma o approvazione, oppure in qualunque fase successiva
e possono essere modificate o revocate in qualsiasi momento. All’atto della
firma della convenzione, l’Unione non ha formulato alcuna dichiarazione a norma
di tali articoli. Come indicato in precedenza, la Commissione ha svolto
ulteriori consultazioni con gli Stati membri nel maggio-giugno 2013 sulla
necessità di tali dichiarazioni. I risultati delle consultazioni sono
presentati qui di seguito.
3.2.1.     Dichiarazioni ai sensi degli
articoli 19, 20 e 22
L’articolo 19 consente a uno Stato di presentare
una dichiarazione in virtù della quale i propri giudici possono rifiutare di
conoscere delle controversie cui si applica un accordo di scelta del foro
esclusivo nei casi in cui non sussista alcuna connessione con tale Stato ad
eccezione della scelta del foro. L’articolo 20 prevede che uno Stato possa
dichiarare che i propri giudici possono rifiutare di riconoscere o eseguire una
decisione resa da un giudice di un altro Stato contraente laddove le parti siano
residenti nello Stato richiesto, e il loro rapporto e tutti gli altri elementi
pertinenti della controversia, diversi dalla sede del giudice prescelto, siano connessi
solamente con lo Stato richiesto. Gli articoli 19 e 20 permettono quindi di
escludere dal campo di applicazione della convenzione alcune situazioni che non
presentano nessun altro elemento internazionale se non quello della scelta del
foro.
L’articolo 22 offre la possibilità a qualsiasi
Stato di estendere il campo di applicazione della convenzione agli accordi di
scelta del foro non esclusivi per quanto riguarda il riconoscimento e l’esecuzione
delle decisioni in questione. A causa del principio di reciprocità, l’obbligo
di riconoscere e di eseguire le decisioni giudiziarie sulla base di accordi di
scelta del foro non esclusivi si può estendere soltanto alle decisioni
pronunciate dai giudici delle altre parti contraenti che hanno a loro volta formulato
dichiarazioni ai sensi dell’articolo 22.
Per quanto riguarda gli articoli 19 e 20, occorre
precisare che il diritto dell’Unione riconosce accordi di scelta del foro in situazioni
in cui tale scelta è l’unico collegamento con lo Stato del giudice prescelto,
senza imporre alcun altro nesso con lo Stato membro prescelto. Non sembra
quindi sussistere alcun motivo di escludere tali situazioni dal campo di
applicazione della convenzione, come è stato confermato nell’ambito delle
consultazioni svolte dalla Commissione con gli Stati membri in merito ad
eventuali dichiarazioni ai sensi degli articoli 19 e 20. La Commissione
pertanto non propone di formulare dichiarazioni a norma di tali articoli.
Con riferimento all’articolo 22, se il campo di
applicazione della convenzione dovesse essere esteso, il riconoscimento e l’esecuzione
delle decisioni pronunciate sulla base di accordi di scelta del foro non
esclusivi, farebbero sì che i giudici degli Stati membri dell’Unione europea
non potrebbero di norma avere giurisdizione in situazioni in cui fossero aditi
da una delle parti, allorché una decisione basata su un accordo di scelta del
foro non esclusivo fosse già stata resa dal giudice di un altro Stato contraente
che ha formulato una dichiarazione ai sensi dell’articolo 22. La Commissione
non propone una dichiarazione ai sensi dell’articolo 22 al momento dell’approvazione
della convenzione. Dato che l’articolo si basa sul principio di reciprocità, un’eventuale
dichiarazione di questo tipo potrebbe essere presa in considerazione in una
fase successiva, quando gli interessi di altre parti contraenti della
convenzione a estenderne il campo d’applicazione a norma dell’articolo 22 fossero
divenuti evidenti. Gli Stati membri che hanno partecipato alla consultazione della
Commissione hanno espresso il loro sostegno di massima alla proposta della
Commissione di procedere, per il momento, senza alcuna dichiarazione.
3.2.2.     Dichiarazioni ai sensi dell’articolo
21
3.2.2.1.  Dichiarazioni in generale
L’articolo 2 della convenzione prevede già una
serie di esclusioni dal suo campo di applicazione. In aggiunta, l’articolo 21
consente alla parte contraente di estendere l’elenco delle materie escluse attraverso
una dichiarazione che precisa la materia da escludere. Di conseguenza, la
convenzione non si applica alla suddetta materia nello Stato che formula la
dichiarazione e, per reciprocità, gli altri Stati non possono applicare la convenzione
alla materia in questione qualora il giudice prescelto si trovi nello Stato che
ha formulato la dichiarazione. Inoltre, devono essere soddisfatte le seguenti
condizioni per la dichiarazione: deve sussistere un forte interesse da parte
dello Stato dichiarante nel non applicare la convenzione a una specifica materia,
la dichiarazione non può essere più ampia del necessario e la specifica materia
esclusa dev’essere definita in modo chiaro e preciso[7].
La valutazione d’impatto del 2008 realizzata
dalla Commissione aveva suggerito che l’Unione prendesse in considerazione la
possibilità di formulare una dichiarazione ai sensi dell’articolo 21 della
convenzione e quindi di escludere dal campo di applicazione della medesima i
contratti di assicurazione in cui il contraente sia domiciliato nell’Unione (laddove
il rischio o l’evento, il bene o il patrimonio assicurati siano collegati
esclusivamente all’Unione) nonché i diritti d’autore e i diritti connessi la
cui validità sia collegata a uno Stato membro. L’obiettivo di tali
dichiarazioni sarebbe, da un lato, quello di proteggere la parte più debole di
un contratto di assicurazione (analogamente a quanto previsto dal regolamento
Bruxelles I) o quella di un contratto sui diritti d’autore dal dover accettare,
in caso di lite, la competenza del giudice prescelto che può essere stato loro
imposto dall’altro contraente che gode di una posizione di forza; dall’altro, probabilmente,
l’obiettivo sarebbe quello di garantire l’applicazione di alcune norme in
materia di diritto d’autore e diritti connessi stabiliti dal diritto dell’Unione.
Come sopra menzionato, la Commissione ha
svolto ulteriori consultazioni con gli Stati membri sulla necessità di
eventuali dichiarazioni ai sensi dell’articolo 21, tenendo conto della politica
in materia di accordi di scelta del foro nell’ambito del diritto dell’Unione, e
tenendo presente che, a causa del principio di reciprocità, l’esclusione di una
data materia dal campo di applicazione significherebbe che le clausole di
scelta del foro a favore degli organi giurisdizionali dell’Unione che
potrebbero dare vantaggi alle parti situate nell’UE non sarebbero applicate negli
Stati terzi parti contraenti della convenzione. Alla luce dei risultati della
consultazione, la Commissione propone di limitare la dichiarazione ai sensi
dell’articolo 21 a quelle materie in cui il diritto dell’Unione limita ugualmente
l’autonomia delle parti. Ciò vale per le questioni che rientrano nel campo di
applicazione della convenzione, soltanto per quanto riguarda alcuni tipi di
contratti di assicurazione conclusi per scopi che possono considerarsi nell’ambito
dell’attività commerciale o professionale esercitata dalle parti. Tale
esclusione limitata garantirà un approccio coerente alla scelta del foro sia
all’interno che all’esterno dell’Unione.
3.2.2.2.  La proposta di dichiarazione sui
contratti assicurativi
Il regolamento
Bruxelles I (sezione 3) prevede una competenza giurisdizionale particolarmente protettiva
in materia di assicurazione diretta a tutelare la parte più debole (il
contraente dell’assicurazione, l’assicurato o un beneficiario) e gli interessi
economici del pubblico in generale del luogo in cui è situata la parte più
debole. Se l’assicurato agisce in giudizio, ha pertanto la possibilità di
scegliere di citare l’assicuratore in diversi luoghi, compreso il luogo del
proprio domicilio; se è l’assicuratore a citare l’assicurato, può farlo in
linea teorica soltanto nel luogo in cui quest’’ultimo è domiciliato. Tali norme
di competenza protettiva si basano sul presupposto che l’assicurato è sempre la
parte più debole, anche se agisce come operatore commerciale in rapporti tra
imprese. Non vi è alcuna modifica rispetto a tale presunzione nel regolamento
Bruxelles I (rifusione). Per questo motivo, la possibilità per le parti di convenire
sulla scelta del foro è stata limitata (articolo 13 del regolamento). Le norme
sulla competenza protettiva della sezione 3, si applicano nei procedimenti
contro l’assicuratore solo se quest’ultimo è domiciliato o si considera tale (tramite
succursale, agenzia o stabilimento) nell’Unione europea. Non vi è alcuna modifica
di tale politica protettiva nel regolamento Bruxelles I (rifusione).
Dal canto suo, la convenzione si applica a
questioni riguardanti le assicurazioni senza limitare l’autonomia delle parti nel
concludere accordi di scelta del foro. L’unico limite sostanziale è previsto
all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), della convenzione che esclude i
contratti di assicurazione stipulati da parte di privati in quanto consumatori.
Ciò è in parte in contrasto con il regime istituito dal regolamento Bruxelles
I, nella misura in cui, ad esempio, la convenzione si applica ai contratti di
assicurazione conclusi da parte delle PMI. Una volta che la convenzione fosse
approvata dall’UE, taluni contratti di assicurazione che adesso rientrano nell’ambito
di applicazione del regolamento Bruxelles I, ad esempio contratti tra un
contraente stabilito nell’UE e la succursale ivi stabilita di un assicuratore
con sede al di fuori dell’UE (articolo 9, paragrafo 2, del regolamento) rientrerebbero
nel campo d’applicazione della convenzione (articolo 26, paragrafo 6, in
combinato disposto con l’articolo 4, paragrafo 2, della convenzione). Pertanto,
qualora l’Unione europea dovesse concludere la convenzione senza escludere i contratti
di assicurazione, verrebbe a mancare il parallelismo con la politica di
protezione stabilita nel regolamento Bruxelles I che consente all’assicurato di
intentare un’azione legale contro un assicuratore dell’UE (o una succursale stabilita
nell’Unione di un assicuratore di uno Stato terzo) nel proprio luogo di
domicilio, indipendentemente da qualsiasi altra giurisdizione a disposizione in
virtù di un accordo di scelta del foro. Il lato negativo della completa
esclusione dei contratti assicurativi, dal punto di vista degli assicuratori
europei, è che le clausole di scelta del foro che questi hanno negoziato con contraenti
non europei non sarebbero riconosciute ed eseguite in Stati terzi che sono
parti contraenti della convenzione. Dal punto di vista degli assicurati europei,
questi ultimi perderebbero il vantaggio di ottenere il riconoscimento e l’esecuzione,
al di fuori dell’Unione, delle decisioni dei giudici dell’Unione europea (scelti
dalle parti) in base alla convenzione. Tuttavia, i vantaggi di disporre, a
livello esterno, dello stesso regime che vige all’interno dell’Unione a tutela degli
interessi delle parti più deboli stabilite nell’UE, sono più importanti di tali
svantaggi.
Gli Stati membri che hanno risposto alla
consultazione della Commissione sulla questione dell’esclusione dei contratti
assicurativi dal campo di applicazione della convenzione, hanno formulato
opinioni miste, divise quasi equamente tra quelle a favore e quelle contrarie. Alla
luce della valutazione d’impatto e per garantire coerenza con la normativa di
protezione interna dell’UE, la Commissione propone quindi, di escludere taluni
tipi di settori di assicurazione dall’ambito della convenzione senza ulteriori
condizioni. Infatti, poiché l’articolo 21 della convenzione impone che
qualsiasi dichiarazione possa riguardare esclusivamente una data materia, qualsiasi
dichiarazione ai sensi dell’articolo 21 non potrebbe essere formulata in
modo che di essa beneficino unilateralmente le parti stabilite nell’Unione
europea.
Gli articoli 13 e 14 del regolamento Bruxelles I
non limitano l’autonomia delle parti nei contratti di assicurazione in tutti i
casi. Essi prevedono alcune situazioni nelle quali le parti possono designare
il giudice competente a conoscere le loro controversie. La proposta di
dichiarazione è formulata in modo da permettere, per quanto possibile, che tali
accordi di scelta del foro riconosciuti dal diritto dell’Unione siano
ugualmente riconosciuti a livello internazionale tramite la convenzione sugli
accordi di scelta del foro. Ciononostante, alla luce della formulazione delle
eccezioni previste dal diritto dell’Unione, destinate a proteggere soltanto gli
assicurati in essa stabiliti, e dell’obbligo imposto dalla convenzione per cui la
dichiarazione possa far riferimento soltanto alla materia, non sembra possibile
garantire una coerenza assoluta tra la convenzione, da un lato, e il diritto
dell’Unione, dall’altro. In particolare, l’articolo 13, paragrafo 4, del
regolamento Bruxelles I prevede il riconoscimento e l’esecuzione degli accordi
di scelta del foro, conclusi con assicurati domiciliati fuori del territorio
dell’UE, a meno che l’assicurazione sia obbligatoria o si riferisca a un bene
immobile situato in uno Stato membro. Poiché non è possibile, ai sensi della
convenzione, distinguere tra assicurati domiciliati all’interno e all’esterno
dell’Unione, la Commissione propone di non tener conto nella dichiarazione dell’eccezione
di cui all’articolo 13, paragrafo 4. Ciò avrebbe l’effetto di sottrarre i
contratti di assicurazione conclusi dagli assicurati domiciliati al di fuori
dell’Unione alla disciplina della convenzione e di sottoporli alla regolazione
del diritto interno dell’Unione. Di conseguenza, le compagnie europee che
concludessero accordi con assicurati di paesi terzi continuerebbero ad aver
accesso ai giudici dell’UE in base all’articolo 13, paragrafo 4; e gli
assicurati europei che stipulassero accordi con assicuratori situati al di
fuori dell’UE conserverebbero l’accesso agli organi giurisdizionali dell’UE in
base alla Sezione 3 del Capo II del regolamento Bruxelles I.
Nel complesso, la proposta di dichiarazione mira
a garantire che:
·                        
l’esclusione sia ridotta al minimo necessario per
conseguire l’obiettivo di proteggere gli interessi delle parti più deboli nel
caso di contratti assicurativi, come definito nelle norme sulla competenza
protettiva del regolamento Bruxelles I. Le giurisdizioni degli Stati
membri dell’UE saranno autorizzate (in base al diritto dell’Unione o
nazionale, se del caso) a conoscere una controversia in materia di
assicurazione nonostante un accordo di scelta del foro a favore di uno Stato
terzo che sia parte contraente della convenzione;
·                        
essa sia coerente con la convenzione. La
dichiarazione si basa esclusivamente sulla materia e ha una carattere neutro;
·                        
vi è un parallelismo con il regolamento Bruxelles I
che, ai suoi articoli 13 e 14, definisce le situazioni in cui gli accordi di
scelta del foro sono consentiti nei contratti di assicurazione;
·                        
sia la materia esclusa (i contratti assicurativi) che
le situazioni a cui non si applica l’esclusione, sono definite in modo chiaro e
preciso.
2014/0021 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa all’approvazione, a nome dell’Unione
europea, della convenzione dell’Aia del 30 giugno 2005 sugli accordi di
scelta del foro
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 81, paragrafo 2, in combinato disposto
con l’articolo 218, paragrafo 6, lettera a), 
vista la proposta della Commissione europea,
vista l’approvazione del Parlamento europeo[8],
considerando quanto segue:
(1)       L’Unione europea si adopera
per creare uno spazio giudiziario comune fondato sul principio di
riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie. 
(2)       La convenzione sugli accordi
di scelta del foro, conclusa il 30 giugno 2005 nell’ambito della conferenza
dell’Aia di diritto internazionale privato (di seguito “la convenzione”),
apporta un valido contributo alla promozione dell’autonomia delle parti nelle
operazioni commerciali internazionali e a una maggiore prevedibilità delle
soluzioni giudiziarie di tali operazioni. In particolare, la convenzione
garantisce alle parti la necessaria certezza giuridica che il loro accordo di
scelta del foro sia rispettato e che la decisione resa dal giudice prescelto possa
essere riconosciuta ed eseguita in situazioni transfrontaliere.
(3)       L’articolo 29 della
convenzione abilita le organizzazioni regionali di integrazione economica quali
l’Unione europea a firmare, accettare e approvare la convenzione o aderirvi. L’Unione
ha firmato la convenzione il 1° aprile 2009, con riserva della conclusione
della convenzione a una data successiva, in conformità della decisione del
Consiglio 2009/397/CE[9].
(4)       La convenzione incide sulle
norme di diritto derivato dell’Unione riguardanti sia la competenza giurisdizionale
basata sulla scelta delle parti, sia il riconoscimento e l’esecuzione delle
conseguenti decisioni, ed in particolare sul regolamento (CE) n. 44/2001
del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale,
il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e
commerciale[10]. Il
regolamento (CE) n. 44/2001 è destinato ad essere sostituito, dal 10 gennaio
2015, dal regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il
riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale[11].
(5)       Poiché il regolamento (UE) n.
1215/2012 ha preparato la ratifica della convenzione garantendo la coerenza tra
le norme dell’Unione in materia di scelta del foro in materia civile e
commerciale e quelle della convenzione, sarebbe opportuno che la convenzione
possa entrare in vigore nell’Unione alla stessa data di entrata in applicazione
del regolamento (UE) n. 1215/2012.
(6)       Al momento della firma della
convenzione l’Unione ha dichiarato, ai sensi dell’articolo 30 della stessa,
di essere competente per tutte le materie da questa disciplinate. Di
conseguenza, gli Stati membri dovrebbero essere vincolati dalla convenzione in
forza della sua approvazione da parte dell’Unione.
(7)       Inoltre è opportuno che, all’atto
dell’approvazione della convenzione, l’Unione formuli la dichiarazione,
autorizzata ai sensi dell’articolo 21, per escludere dal campo di applicazione
della convenzione i contratti di assicurazione in generale, tenuto conto di determinate
eccezioni. Scopo della dichiarazione è quello di preservare le norme in materia
di competenza protettiva a disposizione del contraente dell’assicurazione, dell’assicurato
o di un beneficiario nei contratti di assicurazione ai sensi dell’articolo 3
del regolamento (CE) n. 44/2001. L’esclusione deve
essere limitata a ciò che è necessario per tutelare gli interessi delle parti più
deboli nei contratti di assicurazione.
(8)       Il Regno Unito e l’Irlanda
sono vincolati dal regolamento (CE) n. 44/2001 e partecipano quindi all’adozione
della presente decisione.
(9)       A norma degli articoli 1 e 2
del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato
sull’Unione europea e al trattato sul funzionamento dell’Unione europea, la
Danimarca non partecipa all’adozione della presente decisione, non è da essa
vincolata, né è soggetta alla sua applicazione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
La convenzione dell’Aia, del 30 giugno 2005
sugli accordi di scelta del foro (di seguito, “la convenzione”) è approvata a
nome dell’Unione europea.
Il testo della convenzione
figura all’allegato I della presente decisione.
Articolo 2
Il presidente del Consiglio designa la persona
abilitata a procedere, a nome dell’Unione europea, al deposito dello strumento di
cui all’articolo 27, paragrafo 4, della convenzione per esprimere il consenso
dell’Unione europea ad essere vincolata dall’accordo.
Articolo 3
All’atto del deposito dello strumento di cui
all’articolo 27, paragrafo 4, della convenzione, l’Unione europea formula la
dichiarazione ai sensi dell’articolo 21 della convenzione in relazione ai
contratti di assicurazione.
Il testo della dichiarazione figura nell’allegato
II della presente decisione.
Articolo 4
La presente decisione entra in vigore il
giorno dell’adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 133 del 29.5.2009, pag. 1.
[2]               GU L 12 del 16.1.2001, pag. 1.
[3]               GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1.
[4]               L’esecuzione nell’Unione europea degli accordi di scelta
del foro a favore degli organi giurisdizionali situati in Svizzera, Islanda e
Norvegia è disciplinata dalla convenzione di Lugano del 2007 concernente la
competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in
materia civile e commerciale.
[5]               Documento di lavoro dei servizi della Commissione che
accompagna la proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma da parte
della Comunità europea della convenzione sugli accordi di scelta del foro, SEC
(2008) 2389 del 5.9.2008 e valutazione d’impatto che accompagna la proposta
della Commissione relativa al regolamento Bruxelles I (rifusione), SEC (2010)
1547 definitivo del 14.12.2010.
[6]               Menzionata nella nota 5.
[7]               Come spiegato più dettagliatamente nella relazione esplicativa
della convenzione: “l’intenzione della Sessione diplomatica era che tale
disposizione si debba applicare soltanto a settori delimitati del diritto del
tipo di quelli esclusi dall’articolo 2, secondo comma. La dichiarazione non si
può fondare su criteri diversi dalla materia oggetto dell’applicazione. Ad
esempio, essa potrebbe escludere i “contratti di assicurazione marittima”, ma
non “i contratti di assicurazione marittima nel caso in cui l’organo giudicante
scelto sia situato in un altro Stato” (punto 235). Pertanto, il solo criterio
ammesso è quello della materia.
[8]               GU C [….] del [….], pag. [….].
[9]               GU L 133 del 29.5.2009, pag. 1.
[10]             GU L 12 del 16.1.2001, pag. 1.
[11]             GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1.
ALLEGATO
I
CONVENZIONE
SUGLI ACCORDI DI SCELTA DEL FORO
Gli Stati
contraenti della presente convenzione, 
desiderosi di
promuovere gli scambi e gli investimenti internazionali attraverso una migliore
cooperazione giudiziaria, 
persuasi che tale
cooperazione possa essere rafforzata grazie a norme uniformi concernenti la
competenza giurisdizionale e il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni
straniere in materia civile e commerciale, 
persuasi che tale
cooperazione rafforzata richieda, in particolare, un quadro normativo
internazionale che garantisca la certezza e l’efficacia degli accordi di scelta
del foro esclusivi conclusi tra le parti di operazioni commerciali e che
disciplini il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni pronunciate nei procedimenti
fondati su tali accordi, 
hanno deciso di
stipulare la presente convenzione e hanno convenuto le disposizioni seguenti: 
CAPO I 
CAMPO DI
APPLICAZIONE E DEFINIZIONI 
Articolo 1 
Campo di
applicazione 
1. La presente
convenzione si applica nelle fattispecie internazionali agli accordi di scelta
del foro esclusivi conclusi in materia civile o commerciale. 
2. Ai fini del capo
II, una fattispecie è internazionale, salvo che le parti risiedano nello stesso
Stato contraente e il loro rapporto e tutti gli altri elementi pertinenti della
controversia, a prescindere dalla sede del giudice prescelto, siano connessi
solamente con quello Stato. 
3. Ai fini del capo
III, una fattispecie è internazionale quando è chiesto il riconoscimento o
l’esecuzione di una decisione straniera. 
Articolo 2 
Esclusioni dal
campo di applicazione 
1. La presente
convenzione non si applica agli accordi di scelta del foro esclusivi: 
a) di cui sia parte
una persona fisica che agisce principalmente per fini personali, familiari o domestici
(un consumatore); 
b) relativi ai
contratti di lavoro, compresi gli accordi collettivi. 
2. La presente
convenzione non si applica alle seguenti materie: 
a) stato e capacità
delle persone fisiche; 
b) obbligazioni
alimentari; 
c) altre materie
del diritto di famiglia, compresi i regimi patrimoniali della famiglia e gli
altri diritti o obblighi derivanti dal matrimonio o da relazioni similari; 
d) testamenti e
successioni; 
e) fallimenti,
concordati e materie affini; 
f) trasporto
passeggeri e merci; 
g) inquinamento
marittimo, limitazione della responsabilità per domande risarcitorie marittime,
avaria comune e rimorchio e salvataggio d’emergenza; 
h) antitrust
(concorrenza); 
i) responsabilità
per danni nucleari; 
j) domande di
risarcimento per lesioni personali presentate da persone fisiche o in loro
nome; 
k) domande di
risarcimento del danno extracontrattuale alle cose; 
l) diritti reali
immobiliari e contratti d’affitto di immobili; 
m) validità,
nullità o scioglimento delle persone giuridiche e validità delle decisioni dei
loro organi; 
n) validità dei
diritti di proprietà intellettuale diversi dal diritto d’autore e dai diritti
connessi; 
o) violazione dei
diritti di proprietà intellettuale diversi dal diritto d’autore e dai diritti
connessi, salvo che il procedimento sia, o avrebbe potuto essere, promosso per
inadempimento di un contratto concernente tali diritti; 
p) validità delle
trascrizioni ed iscrizioni nei pubblici registri. 
3. In deroga al
paragrafo 2, rientrano nel campo di applicazione della presente convenzione i
procedimenti in cui le materie escluse ai sensi del suddetto paragrafo
costituiscono oggetto di mere questioni preliminari e non l’oggetto del
procedimento. In particolare, il solo fatto che sia sollevata un’eccezione
riguardante una materia esclusa ai sensi del paragrafo 2 non comporta
l’esclusione del procedimento dal campo di applicazione della convenzione,
purché tale materia non costituisca l’oggetto del procedimento. 
4. La presente
convenzione non si applica all’arbitrato e ai procedimenti ad esso correlati. 
5. Il solo fatto
che uno Stato, un governo, un’agenzia governativa o qualsiasi persona che
agisce per conto di uno Stato, sia parte di un procedimento non esclude
quest’ultimo dal campo di applicazione della convenzione. 
6. La presente
convenzione non pregiudica i privilegi e le immunità di cui godono gli Stati e
le organizzazioni internazionali e i loro beni. 
Articolo 3 
Accordi di
scelta del foro esclusivi 
Ai fini della
presente convenzione: 
a) per “accordo di scelta
del foro esclusivo” si intende un accordo avente i requisiti di cui alla
lettera c), concluso tra due o più parti per designare, ai fini della
competenza a conoscere delle controversie presenti o future nate da un
determinato rapporto giuridico, i giudici di uno Stato contraente o uno o più
giudici specifici di uno Stato contraente, escludendo la competenza di
qualunque altro giudice; 
b) salvo espressa
disposizione contraria delle parti, l’accordo di scelta del foro che designa i
giudici di uno Stato contraente o uno o più giudici specifici di uno Stato
contraente si considera esclusivo; 
c) l’accordo di
scelta del foro esclusivo deve essere concluso o documentato: 
i) per iscritto, o 
ii) con qualunque
altro mezzo di comunicazione che consenta di accedere alle informazioni e farvi
successivamente riferimento; 
d) l’accordo di
scelta del foro esclusivo inserito in un contratto si considera indipendente
dalle altre clausole contrattuali. La validità dell’accordo non può essere
contestata per il solo motivo che il contratto è invalido. 
Articolo 4 
Altre
definizioni 
1. Ai sensi della
presente convenzione, per «decisione» si intende qualsiasi decisione
giudiziaria nel merito a prescindere dalla denominazione usata, quale ad
esempio sentenza o ordinanza, nonché la determinazione delle spese giudiziali
da parte del giudice (incluso il cancelliere), purché si riferisca a una
decisione nel merito che possa essere riconosciuta o eseguita ai sensi della
presente convenzione. I provvedimenti cautelari non sono considerati decisioni.

2. Ai fini della
presente convenzione, un soggetto diverso da una persona fisica si considera
residente nello Stato: 
a) della sua sede
statutaria; 
b) secondo la cui
legge è stato costituito; 
c) della sua
amministrazione centrale; oppure 
d) del suo centro
d’attività principale. 
CAPO II 
COMPETENZA
GIURISDIZIONALE
Articolo 5 
Competenza
giurisdizionale del giudice prescelto 
1. Il giudice o i
giudici di uno Stato contraente designati in un accordo di scelta del foro
esclusivo sono competenti a conoscere delle controversie cui si applica
l’accordo, salvo che questo sia nullo secondo la legge di tale Stato. 
2. Il giudice
competente ai sensi del paragrafo 1 non può declinare la propria competenza per
il motivo che la controversia dovrebbe essere decisa da un giudice di un altro
Stato. 
3. I paragrafi
precedenti non pregiudicano le norme: 
a) sulla competenza
per materia o per valore; 
b) sulla
ripartizione interna delle competenze tra i giudici di uno Stato contraente.
Tuttavia, qualora il giudice prescelto disponga del potere discrezionale di
rinviare una causa, deve essere tenuta in debita considerazione la scelta delle
parti. 
Articolo 6 
Obblighi del
giudice non prescelto 
Il giudice di uno
Stato contraente diverso dal giudice prescelto sospende il procedimento o
dichiara la domanda inammissibile qualora al procedimento si applichi un
accordo di scelta del foro esclusivo, a meno che: 
a) l’accordo sia
nullo secondo la legge dello Stato del giudice prescelto; 
b) una parte fosse
priva della capacità di concludere l’accordo in base alla legge dello Stato del
giudice adito; 
c) l’attuazione
dell’accordo comporti una palese ingiustizia o sia manifestamente contraria
all’ordine pubblico dello Stato del giudice adito; 
d) per motivi
eccezionali indipendenti dalla volontà delle parti, l’accordo non possa
ragionevolmente essere eseguito; oppure 
e) il giudice
prescelto abbia deciso di non conoscere della causa. 
Articolo 7 
Provvedimenti
cautelari 
I provvedimenti
cautelari non sono disciplinati dalla presente convenzione. Questa non impone
né preclude la concessione, il diniego o la revoca di provvedimenti cautelari
da parte di un giudice di uno Stato contraente e non osta alla facoltà di una
parte di richiedere misure di questo tipo né alla facoltà del giudice di
concederle, negarle o revocarle. 
CAPO III 
RICONOSCIMENTO
ED ESECUZIONE 
Articolo 8 
Riconoscimento
ed esecuzione 
1. Le decisioni
rese da un giudice di uno Stato contraente designato in un accordo di scelta
del foro esclusivo sono riconosciute ed eseguite negli altri Stati contraenti a
norma del presente capo. Il riconoscimento e l’esecuzione possono essere negati
solo per i motivi contemplati dalla presente convenzione. 
2. Fatto salvo il
riesame necessario per applicare le disposizioni del presente capo, la
decisione del giudice di origine non può essere riesaminata nel merito. Il
giudice richiesto è vincolato dagli accertamenti di fatto su cui il giudice di
origine ha basato la propria competenza, salvo che la decisione sia stata resa
in contumacia. 
3. La decisione è
riconosciuta solo se produce effetti nello Stato di origine ed è eseguita solo
se ha efficacia esecutiva nello Stato di origine. 
4. Il
riconoscimento e l’esecuzione possono essere differiti o negati se la decisione
è stata impugnata nello Stato di origine o se il termine per l’impugnazione
ordinaria non è ancora scaduto. Il diniego non impedisce successive domande di
riconoscimento o di esecuzione della decisione. 
5. Il presente
articolo si applica anche a una decisione resa da un giudice di uno Stato
contraente cui il giudice prescelto in quello Stato abbia rinviato la causa,
come previsto dall’articolo 5, paragrafo 3. Tuttavia, se il giudice prescelto
disponeva del potere discrezionale di rinviare la causa ad altro giudice, il
riconoscimento e l’esecuzione della decisione possono essere negati nei
confronti della parte che si è tempestivamente opposta al rinvio nello Stato di
origine. 
Articolo 9 
Diniego del
riconoscimento e dell’esecuzione
Il riconoscimento e
l’esecuzione possono essere negati se: 
a) l’accordo era
nullo secondo la legge dello Stato del giudice prescelto, a meno che questo
abbia accertato la validità dell’accordo; 
b) una parte era
priva della capacità di concludere l’accordo in base alla legge dello Stato
richiesto; 
c) l’atto
introduttivo del procedimento o un atto equivalente contenente gli elementi
essenziali della domanda: 
i) non è stato
notificato al convenuto in tempo utile e in modo tale da permettergli di
presentare le proprie difese, salvo che il convenuto sia comparso e abbia
presentato le sue difese senza contestare la notificazione dinanzi al giudice
di origine, purché la legge dello Stato di origine permetta di contestare la
notificazione; oppure 
ii) è stato
notificato al convenuto nello Stato richiesto in modo incompatibile con i
principi fondamentali di quello Stato in materia di notificazione degli atti; 
d) la decisione è
stata ottenuta con frode nella procedura; 
e) il
riconoscimento e l’esecuzione sono manifestamente incompatibili con l’ordine
pubblico dello Stato richiesto, compreso il caso in cui il procedimento
specifico che ha condotto alla decisione risulti incompatibile con i principi
fondamentali dell’equo procedimento di quello Stato; 
f) la decisione è
in contrasto con una decisione resa nello Stato richiesto in una controversia
tra le stesse parti; oppure 
g) la decisione è
in contrasto con una decisione precedente resa in un altro Stato in una
controversia tra le stesse parti avente lo stesso oggetto e lo stesso titolo,
purché la decisione precedente soddisfi i requisiti di riconoscimento
prescritti dallo Stato richiesto. 
Articolo 10 
Questioni
preliminari 
1. Le decisioni su
questioni preliminari aventi ad oggetto materie escluse a norma dell’articolo
2, paragrafo 2, o dell’articolo 21 non sono riconosciute o eseguite in
conformità della presente convenzione. 
2. Il
riconoscimento e l’esecuzione di una decisione possono essere negati se e nella
misura in cui questa si basa su una decisione relativa a una questione preliminare
concernente una materia esclusa a norma dell’articolo 2, paragrafo 2. 
3. Tuttavia,
qualora la decisione sulla questione preliminare riguardi la validità di un
diritto di proprietà intellettuale diverso dal diritto d’autore o da un diritto
connesso, il riconoscimento e l’esecuzione della decisione possono essere
negati o differiti ai sensi del paragrafo precedente soltanto se: 
a) la decisione
sulla questione preliminare è in contrasto con una decisione o un provvedimento
di un’autorità competente resi in quella materia nello Stato ai sensi della cui
legge è sorto il diritto di proprietà intellettuale; oppure se 
b) in quello Stato
è pendente un procedimento sulla validità del diritto di proprietà
intellettuale. 
4. Il
riconoscimento e l’esecuzione di una decisione possono essere negati se e nella
misura in cui la decisione si basa su una decisione relativa a una questione
preliminare riguardante una materia esclusa ai sensi di una dichiarazione
formulata dallo Stato richiesto in virtù dell’articolo 21. 
Articolo 11 
Risarcimento del
danno 
1. Il
riconoscimento e l’esecuzione di una decisione possono essere negati se e nella
misura in cui la decisione riconosce un risarcimento, anche di carattere
esemplare o punitivo, che non indennizza una parte per una perdita o un danno
effettivamente subiti. 
2. Il giudice
richiesto tiene in considerazione se e in quale misura il risarcimento concesso
dal giudice di origine serve a coprire i costi e le spese del procedimento. 
Articolo 12 
Transazioni
giudiziarie 
Le transazioni
giudiziarie approvate dal giudice di uno Stato contraente designato in un
accordo di scelta del foro esclusivo o concluse dinanzi a tale giudice nel
corso di un procedimento, che hanno la stessa efficacia esecutiva di una
decisione nello Stato di origine, sono eseguite ai sensi della presente
convenzione allo stesso modo di una decisione. 
Articolo 13 
Documenti da
presentare 
1. La parte che
richiede il riconoscimento o l’esecuzione deve presentare: 
a) una copia
integrale e autentica della decisione; 
b) l’accordo di
scelta del foro esclusivo, una sua copia autentica o altra prova della sua
esistenza; 
c) se la decisione
è stata resa in contumacia, l’originale o una copia autentica di un documento
attestante che l’atto introduttivo del procedimento o un atto equivalente è
stato notificato alla parte contumace; 
d) qualunque
documento idoneo a provare l’efficacia o, se del caso, l’esecutorietà della
decisione nello Stato di origine; 
e) nel caso
previsto dall’articolo 12, un certificato di un giudice dello Stato di origine
attestante che la transazione giudiziaria ha, in tutto o in parte, la stessa
efficacia esecutiva di una decisione nello Stato di origine. 
2. Il giudice
richiesto, se il contenuto della decisione non gli permette di verificare il rispetto
dei requisiti del presente capo, può richiedere ogni documento necessario. 
3. La domanda di
riconoscimento o di esecuzione può essere accompagnata da un documento,
rilasciato da un giudice (o un cancelliere) dello Stato di origine, nella forma
raccomandata e pubblicata dalla conferenza dell’Aia di diritto internazionale
privato. 
4. I documenti di
cui al presente articolo redatti in una lingua diversa da quella ufficiale
dello Stato richiesto devono essere corredati di una traduzione autentica in una
lingua ufficiale, salvo quanto altrimenti disposto dalla legge di tale Stato. 
Articolo 14 
Procedura 
Le procedure di
riconoscimento, exequatur o registrazione ai fini dell’esecuzione, e
l’esecuzione delle decisioni sono disciplinate dalla legge dello Stato
richiesto, salvo quanto altrimenti disposto dalla presente convenzione. Il
giudice richiesto deve agire rapidamente. 
Articolo 15 
Separabilità 
Sono ammessi il
riconoscimento e l’esecuzione di una parte separabile di una decisione se è
richiesto il riconoscimento o l’esecuzione di quella parte o se solo parte
della decisione può essere riconosciuta o eseguita ai sensi della presente
convenzione. 
CAPO IV 
CLAUSOLE
GENERALI 
Articolo 16 
Disposizioni
transitorie 
1. La presente
convenzione si applica agli accordi di scelta del foro esclusivi conclusi dopo
la sua entrata in vigore nei confronti dello Stato del giudice prescelto. 
2. Sono esclusi
dalla presente convenzione i procedimenti instaurati prima della sua entrata in
vigore per lo Stato del giudice adito. 
Articolo 17 
Contratti di
assicurazione e di riassicurazione 
1. I procedimenti
inerenti un contratto di assicurazione o di riassicurazione non sono esclusi
dal campo di applicazione della presente convenzione per il fatto che il
contratto riguarda una materia cui non si applica la presente convenzione. 
2. Il
riconoscimento e l’esecuzione di una decisione concernente gli obblighi
derivanti da un contratto di assicurazione o di riassicurazione non possono
essere limitati o negati per il fatto che il contratto prevede l’obbligo di
tenere indenne l’assicurato o il riassicurato in relazione a: 
a) una materia cui
non si applica la presente convenzione; o in relazione a 
b) una decisione di
risarcimento cui potrebbe applicarsi l’articolo 11. 
Articolo 18 
Esenzione dalla
legalizzazione 
Tutti i documenti
trasmessi o rilasciati ai sensi della presente convenzione sono esenti da
legalizzazione o da qualsiasi formalità equivalente, compresa l’apostille. 
Articolo 19 
Dichiarazioni
dirette a limitare la competenza giurisdizionale 
Uno Stato può
dichiarare che i propri giudici possono rifiutare di conoscere delle
controversie cui si applica un accordo di scelta del foro esclusivo se tra
questo Stato e le parti o tra lo Stato e la controversia non sussiste alcuna
connessione ad eccezione della sede del giudice prescelto. 
Articolo 20 
Dichiarazioni
dirette a limitare il riconoscimento e l’esecuzione 
Uno Stato può
dichiarare che i propri giudici possono rifiutare di riconoscere o eseguire una
decisione resa da un giudice di un altro Stato contraente se le parti erano
residenti nello Stato richiesto e il loro rapporto e tutti gli altri elementi
pertinenti della controversia, diversi dalla sede del giudice prescelto, erano
connessi solamente con lo Stato richiesto. 
Articolo 21 
Dichiarazioni
relative a materie specifiche 
1. Uno Stato che
abbia un forte interesse a non applicare la presente convenzione a una materia
specifica può dichiarare che non applicherà la convenzione a tale materia. Se
formula una dichiarazione di questo tipo, lo Stato interessato deve garantire
che la portata della dichiarazione non è più ampia del necessario e che la
materia specifica esclusa è definita in modo chiaro e preciso.
2. In relazione
alla suddetta materia la convenzione non si applica: 
a) nello Stato
contraente che ha formulato la dichiarazione; 
b) negli altri
Stati contraenti, qualora un accordo di scelta del foro esclusivo designi i
giudici, o uno o più giudici specifici, dello Stato che ha formulato la
dichiarazione. 
Articolo 22 
Dichiarazioni
reciproche sugli accordi di scelta del foro non esclusivi 
1. Uno Stato
contraente può dichiarare che i propri giudici riconosceranno ed eseguiranno le
decisioni rese dai giudici di altri Stati contraenti designati in un accordo di
scelta del foro che è stato concluso tra due o più parti nel rispetto dei
requisiti di cui all’articolo 3, lettera c), e designa, ai fini della
competenza a conoscere delle controversie presenti o future nate da un
determinato rapporto giuridico, il giudice o i giudici di uno o più Stati
contraenti (accordo di scelta del foro non esclusivo). 
2. Quando il
riconoscimento o l’esecuzione di una decisione pronunciata in uno Stato
contraente che ha formulato una dichiarazione di questo tipo è richiesto in un
altro Stato contraente che ha formulato una tale dichiarazione, la decisione è
riconosciuta ed eseguita ai sensi della presente convenzione se: 
a) il giudice di
origine è stato designato in un accordo di scelta del foro non esclusivo; 
b) non vi è nessuna
decisione resa da altro giudice dinanzi al quale possa essere promosso un
procedimento in base all’accordo di scelta del foro non esclusivo, né è
pendente dinanzi a tale giudice un procedimento tra le stesse parti avente lo
stesso oggetto e lo stesso titolo; e 
c) il giudice di
origine è stato il primo giudice adito. 
Articolo 23 
Interpretazione
uniforme 
Nell’interpretare
la presente convenzione si tiene conto del suo carattere internazionale e della
necessità di promuovere la sua applicazione uniforme. 
Articolo 24 
Esame del
funzionamento pratico della convenzione 
Il segretario
generale della conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato prende
periodicamente le disposizioni necessarie per: 
a) esaminare il
funzionamento pratico della presente convenzione, comprese le eventuali
dichiarazioni; e 
b) valutare
l’opportunità di apportare modifiche alla presente convenzione. 
Articolo 25 
Ordinamenti
giuridici non unificati 
1. Qualora in uno
Stato contraente vigano, in unità territoriali diverse, due o più ordinamenti
giuridici per questioni disciplinate dalle presente convenzione: 
a) ogni riferimento
alla legge o alla procedura di uno Stato va inteso, se del caso, come
riferimento alla legge o alla procedura in vigore nell’unità territoriale
pertinente; 
b) ogni riferimento
alla residenza in uno Stato va inteso, se del caso, come riferimento alla
residenza nell’unità territoriale pertinente; 
c) ogni riferimento
al giudice o ai giudici di uno Stato va inteso, se del caso, come riferimento
al giudice o ai giudici dell’unità territoriale pertinente; 
d) ogni riferimento
alla connessione con uno Stato va inteso, se del caso, come riferimento alla
connessione con l’unità territoriale pertinente. 
2. In deroga al
paragrafo precedente, uno Stato contraente costituito da due o più unità
territoriali diverse nelle quali vigono ordinamenti giuridici diversi non è
tenuto ad applicare la presente convenzione alle fattispecie che riguardano
esclusivamente le unità territoriali diverse. 
3. Il giudice di
un’unità territoriale di uno Stato contraente costituito da due o più unità
territoriali diverse nelle quali vigono ordinamenti giuridici diversi non è
tenuto a riconoscere o eseguire una decisione resa in un altro Stato contraente
per il solo motivo che la decisione è stata riconosciuta o eseguita in un’altra
unità territoriale del medesimo Stato contraente ai sensi della presente
convenzione. 
4. Il presente
articolo non si applica alle organizzazioni regionali di integrazione
economica. 
Articolo 26 
Rapporto con altri
strumenti internazionali
1. La presente
convenzione deve essere interpretata, per quanto possibile, in modo compatibile
con gli altri trattati in vigore per gli Stati contraenti, conclusi prima o
dopo la presente convenzione. 
2. La presente
convenzione non pregiudica l’applicazione, da parte di uno Stato contraente, di
un trattato concluso prima o dopo la presente convenzione, qualora nessuna
delle parti risieda in uno Stato contraente che non è parte del trattato. 
3. La presente
convenzione non pregiudica l’applicazione, da parte di uno Stato contraente, di
un trattato concluso prima dell’entrata in vigore della presente convenzione in
quello Stato contraente, qualora l’applicazione della presente convenzione sia
incompatibile con gli obblighi di tale Stato nei confronti di uno Stato non
contraente. Il presente paragrafo si applica anche ai trattati che rivedono o
sostituiscono un trattato concluso prima dell’entrata in vigore della presente
convenzione in tale Stato contraente, salvo che la revisione o la sostituzione
crei nuove incompatibilità con la presente convenzione. 
4. La presente
convenzione non pregiudica l’applicazione, da parte di uno Stato contraente, di
un trattato concluso prima o dopo la presente convenzione per ottenere il
riconoscimento o l’esecuzione di una decisione resa da un giudice di uno Stato
contraente che è parte di quel trattato. Tuttavia la decisione non può essere
riconosciuta o eseguita in misura minore rispetto a quanto disposto dalla
presente convenzione. 
5. La presente convenzione
non pregiudica l’applicazione, da parte di uno Stato contraente, di un trattato
che disciplina la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione
delle decisioni in una materia specifica, anche se è stato concluso dopo la
presente convenzione e se tutti gli Stati interessati sono parti della presente
convenzione.
Questo paragrafo si
applica solo se lo Stato contraente ha formulato una dichiarazione relativa al
trattato ai sensi di questo paragrafo. In caso di dichiarazione, gli altri
Stati contraenti non sono tenuti ad applicare la presente convenzione a quella
materia particolare nella misura in cui sussistano incompatibilità, qualora un
accordo di scelta del foro esclusivo designi i giudici, o uno o più giudici
specifici, dello Stato contraente che ha formulato la dichiarazione. 
6. La presente
convenzione non pregiudica l’applicazione delle norme di un’organizzazione
regionale di integrazione economica che è parte della presente convenzione,
adottate prima o dopo la presente convenzione: 
a) qualora nessuna
delle parti risieda in uno Stato contraente che non è uno Stato membro
dell’organizzazione regionale di integrazione economica; 
b) per quanto
concerne il riconoscimento o l’esecuzione di decisioni tra Stati membri
dell’organizzazione regionale di integrazione economica. 
CAPO V 
DISPOSIZIONI
FINALI 
Articolo 27 
Firma, ratifica,
accettazione, approvazione o adesione 
1. La presente
convenzione è aperta alla firma di tutti gli Stati. 
2. La presente
convenzione è soggetta alla ratifica, accettazione o approvazione degli Stati
firmatari. 
3. La presente
convenzione è aperta all’adesione di tutti gli Stati. 
4. Gli strumenti di
ratifica, accettazione, approvazione o adesione saranno depositati presso il
ministero degli Affari esteri del Regno dei Paesi Bassi, depositario della
convenzione. 
Articolo 28 
Dichiarazione
concernente gli ordinamenti giuridici non unificati 
1. Al momento della
firma, ratifica, accettazione, approvazione o adesione, gli Stati che siano
costituiti da due o più unità territoriali nelle quali, per le materie oggetto
della presente convenzione, vigono ordinamenti giuridici diversi possono
dichiarare che la presente convenzione si estende a tutte le rispettive unità
territoriali o soltanto ad una o a più di esse e possono in ogni momento
modificare tale dichiarazione presentandone una nuova. 
2. La dichiarazione
è notificata al depositario e indica espressamente le unità territoriali alle
quali si applica la presente convenzione. 
3. In mancanza di
dichiarazione a norma di questo articolo, la convenzione si applica all’intero
territorio dello Stato. 
4. Il presente
articolo non si applica alle organizzazioni regionali di integrazione
economica. 
Articolo 29 
Organizzazioni
regionali di integrazione economica 
1. Un’organizzazione
regionale di integrazione economica costituita esclusivamente da Stati sovrani
e avente competenza per alcune o per tutte le materie disciplinate dalla
presente convenzione può anch’essa firmare, accettare e approvare la presente
convenzione o aderirvi. In tal caso l’organizzazione regionale di integrazione
economica ha gli stessi diritti e obblighi di uno Stato contraente nella misura
in cui è competente per le materie disciplinate dalla presente convenzione. 
2. Al momento della
firma, ratifica, accettazione, approvazione o adesione, l’organizzazione
regionale di integrazione economica notifica per iscritto al depositario le
materie disciplinate dalla presente convenzione per le quali i suoi Stati
membri le hanno delegato la competenza. L’organizzazione notifica senza indugio
per iscritto al depositario qualunque modifica intervenuta nella delega di
competenza precisata nella notifica più recente fatta in virtù del presente
paragrafo. 
3. Ai fini
dell’entrata in vigore della presente convenzione, gli strumenti depositati da
un’organizzazione regionale di integrazione economica sono presi in
considerazione solo se l’organizzazione interessata dichiara, in conformità
dell’articolo 30, che i suoi Stati membri non saranno parti della presente convenzione.

4. Ogni riferimento
nella presente convenzione a uno “Stato contraente” o “Stato” si applica anche,
se del caso, a un’organizzazione regionale di integrazione economica che è
parte della convenzione. 
Articolo 30 
Adesione di
un’organizzazione regionale di integrazione economica senza i suoi Stati membri

1. Al momento della
firma, accettazione, approvazione o adesione, un’organizzazione regionale di
integrazione economica può dichiarare di essere competente per tutte le materie
disciplinate dalla presente convenzione e che i propri Stati membri non saranno
parti della presente convenzione ma ne saranno vincolati in forza della firma,
accettazione, approvazione o adesione dell’organizzazione. 
2. Qualora
un’organizzazione regionale di integrazione economica effettui una
dichiarazione ai sensi del paragrafo 1, ogni riferimento nella presente
convenzione a uno “Stato contraente” o “Stato” si applica altresì, se del caso,
agli Stati membri dell’organizzazione. 
Articolo 31 
Entrata in
vigore 
1. La presente
convenzione entra in vigore il primo giorno del quarto mese successivo al
deposito del secondo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o
adesione di cui all’articolo 27. 
2. Successivamente
la presente convenzione entra in vigore: 
a) per ciascuno
Stato o organizzazione regionale di integrazione economica che la ratifica,
accetta, approva o vi aderisce più tardi, il primo giorno del quarto mese
successivo al deposito del suo strumento di ratifica, accettazione,
approvazione o adesione; 
b) per le unità
territoriali alle quali la presente convenzione è stata estesa in conformità
dell’articolo 28, paragrafo 1, il primo giorno del quarto mese successivo alla
notifica della dichiarazione di cui al predetto articolo. 
Articolo 32 
Dichiarazioni 
1. Le dichiarazioni
di cui agli articoli 19, 20, 21, 22 e 26 possono essere formulate all’atto
della firma, accettazione, approvazione o adesione oppure in qualunque momento
successivo e possono essere modificate o revocate in qualsiasi momento. 
2. Le dichiarazioni,
modifiche e revoche devono essere notificate al depositario. 
3. Le dichiarazioni
fatte al momento della firma, ratifica, accettazione, approvazione o adesione
divengono efficaci al momento dell’entrata in vigore della presente convenzione
nei confronti dello Stato in questione. 
4. Le dichiarazioni
formulate in un momento successivo e ogni modifica o revoca di una
dichiarazione hanno efficacia il primo giorno del quarto mese successivo alla
data di ricevimento della notifica da parte del depositario. 
5. Le dichiarazioni
ai sensi degli articoli 19, 20, 21 e 26 non si applicano agli accordi di scelta
del foro esclusivi conclusi prima che tali dichiarazioni divengano efficaci. 
Articolo 33 
Denuncia 
1. La presente
convenzione può essere denunciata mediante notifica scritta al depositario. La
denuncia può limitarsi ad alcune unità territoriali di un ordinamento giuridico
non unificato cui si applica la presente convenzione. 
2. La denuncia ha
efficacia il primo giorno del tredicesimo mese successivo alla data di
ricevimento della notifica da parte del depositario. Quando nella notifica è
indicato un periodo più lungo affinché la denuncia produca i suoi effetti,
quest’ultima ha efficacia alla scadenza del predetto periodo a decorrere dalla
data di ricevimento della notifica da parte del depositario. 
Articolo 34 
Notifiche da
parte del depositario 
Il depositario
notifica ai membri della conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato,
nonché agli altri Stati e alle organizzazioni regionali di integrazione
economica che hanno firmato, ratificato, accettato, approvato o aderito
conformemente agli articoli 27, 29 e 30 le seguenti informazioni: 
a) le firme,
ratifiche, accettazioni, approvazioni e adesioni previste agli articoli 27, 29
e 30; 
b) la data di
entrata in vigore della presente convenzione in conformità dell’articolo 31; 
c) le notifiche,
dichiarazioni, modifiche e revoche delle dichiarazioni di cui agli articoli 19,
20, 21, 22, 26, 28, 29 e 30; 
d) le denunce di
cui all’articolo 33. 
In fede di che, i
sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno firmato la presente convenzione. 
Fatto all’Aia, il
30 giugno 2005, in francese e in inglese, entrambi i testi facenti ugualmente
fede, in un solo esemplare che sarà depositato negli archivi del governo del
Regno dei Paesi Bassi e di cui verrà inviata una copia autentica, per via
diplomatica, a ciascuno degli Stati membri della conferenza dell’Aia di diritto
internazionale privato alla data della sua ventesima sessione e a ciascuno
Stato che ha partecipato a tale sessione.
ALLEGATO II
Dichiarazione
dell’Unione europea ai sensi dell’articolo 21 della convenzione sugli accordi
di scelta del foro
1. L’Unione europea
dichiara a norma dell’articolo 21 della convenzione che, fatto salvo quanto di
seguito previsto, non applicherà la convenzione ai contratti di assicurazione. 
2. La presente
dichiarazione non si applica quando:
(a)                   
l’accordo sulla scelta del foro è intervenuto dopo
l’insorgere della controversia, o
(b)                   
fatto salvo l’articolo 1, paragrafo 2, della convenzione,
l’accordo di scelta del foro è concluso tra il contraente dell’assicurazione e
un assicuratore aventi entrambi il domicilio o la residenza abituale nel
medesimo Stato al momento della conclusione del contratto, e ha per effetto
anche nel caso in cui l’evento dannoso si produca all’estero, di attribuire la
competenza ai giudici di tale Stato, sempre che la legge di quest’ultimo non
vieti un siffatto accordo, oppure
(c)                   
l’accordo di scelta del foro si riferisce a un
contratto di assicurazione nella misura in cui esso copre uno o più grandi
rischi di cui al paragrafo 3. 
3. I grandi rischi
di cui alla lettera c) del paragrafo 2, includono i settori dei trasporti
(aereo, navale, ferroviario e di merci), del credito e della garanzia, nonché
altri rischi nel caso in cui il contraente eserciti un’attività di determinate
dimensioni, come stabilito al paragrafo 4.
4. I rischi di cui al paragrafo 3, sono i seguenti:
(2)                   
ogni danno:
(a)         
subito dalle navi, dagli impianti offshore e d’alto
mare o dagli aeromobili, causato da un avvenimento in relazione alla loro
utilizzazione a fini commerciali;
(b)         
subito dalle merci diverse dai bagagli dei
passeggeri, durante un trasporto effettuato totalmente da tali navi o
aeromobili oppure effettuato da questi ultimi in combinazione con altri mezzi
di trasporto;
(3)                   
ogni responsabilità, salvo per lesioni personali
dei passeggeri o danni ai loro bagagli:
(a)         
risultante dall’impiego o dall’esercizio delle
navi, degli impianti o degli aeromobili di cui al paragrafo 1,
lettera a), sempre che, per quanto riguarda questi ultimi, la legge dello
Stato vincolato dalla presente convenzione in cui l’aeromobile è immatricolato
non vieti le clausole attributive di competenza nell’assicurazione di tali
rischi;
(b)         
derivante dalle merci durante un trasporto ai sensi
del punto 1, lettera b);
(4)                   
ogni perdita pecuniaria connessa con l’impiego e
l’esercizio delle navi, degli impianti o degli aeromobili di cui al punto 1,
lettera a), in particolare quella del nolo o del corrispettivo del noleggio;
(5)                   
ogni rischio connesso con uno dei rischi di cui ai
precedenti paragrafi 1, 2 e 3;
(6)                   
fatti salvi i punti da 1 a 4, tutti i grandi rischi
seguenti:
(a)         
ogni danno subito da veicoli ferroviari;
(b)         
ogni danno subito da veicoli aerei;
(c)         
ogni danno subito da veicoli fluviali, lacustri o
marittimi;
(d)        
ogni danno subito dalle merci trasportate o dai
bagagli, indipendentemente dalla natura del mezzo di trasporto;
(e)         
la responsabilità risultante dall’uso di veicoli
aerei (compresa la responsabilità del vettore);
(f)          
la responsabilità risultante dall’uso di veicoli fluviali,
lacustri o marittimi (compresa la responsabilità del vettore);
(g)         
i rischi legati a crediti o cauzioni qualora il
contraente eserciti a titolo professionale un’attività industriale, commerciale
o liberale e il rischio riguardi questa attività;
(h)         
nel caso di un contraente che esercita un’attività
di una certa dimensione: 
·               
perdite o danni a veicoli stradali (compresi i
veicoli a motore);
·               
perdite di beni o danni ai beni a seguito di
incendio, esplosione, elementi naturali (compresa la tempesta), energia nucleare,
cedimento del terreno, grandine, gelo o furto;
·               
la responsabilità risultante dall’uso di
autoveicoli terrestri (compresa la responsabilità del vettore);
·               
perdite pecuniarie di vario genere derivanti dai
rischi relativi all’occupazione, insufficienza di entrate (generale),
intemperie, perdite di utili, persistenza di spese generali, spese commerciali
impreviste, perdita di valore venale, perdita di fitti e di redditi, altre
perdite commerciali indirette, perdite pecuniarie non commerciali o altre perdite
pecuniarie. 
5. Ai fini del punto 5, lettera h), si intende per contraente
che esercita un’attività di una certa dimensione il contraente che supera i
limiti di almeno due dei tre criteri seguenti:
·              
totale dello stato patrimoniale pari a 6,2 milioni
di EUR;
·              
totale del giro d’affari pari a 12,8 milioni di
EUR;
un numero medio di
250 dipendenti occupati durante l’esercizio finanziario.