CELEX: 52012PC0763
Language: it
Date: 2012-12-18
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi

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		52012PC0763
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi /* COM/2012/0763 final - 2012/0354 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
L’articolo 397 della direttiva 2006/112/CE del
Consiglio relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto[1] (di seguito: “la direttiva IVA”)
stabilisce che “il Consiglio, deliberando all’unanimità su proposta della
Commissione, adotta le misure necessarie per l’applicazione della presente
direttiva”.
Su tale base, il Consiglio ha adottato il
regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio[2] (di seguito: “il regolamento di
esecuzione IVA”) che stabilisce misure di applicazione di talune disposizioni
della direttiva IVA e sancisce giuridicamente una serie di orientamenti
adottati dal comitato IVA a partire dal 1977.
Ampie parti del regolamento di esecuzione IVA
riguardano modifiche delle disposizioni relative al luogo delle prestazioni di
servizi introdotte nel 2008 (mediante “il pacchetto IVA”[3]). Alcune di queste modifiche
richiedono ulteriori chiarimenti; ciò vale in particolare per le modifiche
concernenti i servizi di telecomunicazione, i servizi di teleradiodiffusione o
i servizi elettronici prestati a persone che non sono soggetti passivi, che a
partire dal 2015 diventano imponibili nello Stato membro in cui il destinatario
è stabilito oppure nel luogo del suo indirizzo permanente o della sua residenza
abituale. I prestatori di tali servizi dovranno identificarsi ai fini dell’IVA
e contabilizzarla in tale Stato membro.
Sono già state adottate misure intese ad
attuare i regimi speciali applicabili ai prestatori che non sono stabiliti
nello Stato membro di imposizione[4].
Occorrono ulteriori misure volte a garantire l’applicazione uniforme delle
norme che disciplinano il luogo di prestazione di tali servizi. È
indispensabile modificare il regolamento di esecuzione IVA al fine di stabilire
misure di applicazione delle pertinenti disposizioni della direttiva IVA.
È opportuno che tali misure siano adottate dal
Consiglio quanto prima possibile, e comunque entro la fine del 2013, al fine di
dare alle imprese e agli Stati membri il tempo sufficiente per prepararsi ai
cambiamenti.
La presente proposta e le definizioni in essa
contenute non pregiudicano l’esito delle discussioni in corso concernenti l’applicazione
di aliquote IVA ridotte a prodotti e servizi online.
Contesto generale
I servizi di telecomunicazione, i servizi di
teleradiodiffusione e i servizi elettronici sono generalmente tassati nel luogo
in cui il destinatario è stabilito o risiede[5].
Tuttavia, se il prestatore è stabilito nell’UE e il destinatario non è un soggetto
passivo, la prestazione è attualmente soggetta a imposizione nel luogo in cui è
stabilito il prestatore.
A decorrere dal 1° gennaio 2015 tutti i
servizi di telecomunicazione, i servizi di teleradiodiffusione e i servizi
elettronici saranno imponibili nel luogo di appartenenza del destinatario (a
meno che non si applichi la norma sull’utilizzazione e la fruizione effettive),
anche se questi non è un soggetto passivo. Per le persone che non sono soggetti
passivi, i prestatori UE e non UE dovranno identificare il luogo in cui il
destinatario è stabilito oppure il luogo del suo indirizzo permanente o della
sua residenza abituale. A tal fine, in mancanza di un numero di identificazione
IVA (solitamente riservato ai soggetti passivi), il prestatore dovrà basarsi in
una certa misura sulle informazioni fornite dal destinatario.
Per garantire la certezza del diritto ed
evitare casi di doppia o mancata imposizione, i prestatori devono disporre di
regole chiare e vincolanti su come procedere in tal caso.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E
VALUTAZIONI D’IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
Per individuare i settori in cui sono
necessarie misure di attuazione intese a garantire l’applicazione uniforme
delle disposizioni della direttiva IVA si è proceduto a un’ampia consultazione
degli Stati membri e delle imprese nel corso di un seminario Fiscalis. Uno
scambio di pareri ha inoltre avuto luogo in occasione di una riunione di un
gruppo di esperti costituito da rappresentanti degli Stati membri, denominato
gruppo di lavoro n. 1[6],
e con le imprese in un’occasione di una riunione ad hoc di esperti.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
Valutazione d’impatto
Le misure in questione sono di natura
puramente tecnica e si limitano ad attuare disposizioni già adottate dal
Consiglio. Non è pertanto necessario effettuare una valutazione dell’impatto.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Principio di sussidiarietà
Il principio di sussidiarietà si applica nella
misura in cui la proposta non rientra nella sfera di competenza esclusiva dell’UE.
Gli obiettivi della proposta non possono essere sufficientemente realizzati
dagli Stati membri.
Anche se spetta agli Stati membri attuare nell’ordinamento
nazionale la legislazione dell’UE, è essenziale garantire l’applicazione
uniforme delle norme che disciplinano il luogo di prestazione dei servizi di
telecomunicazione e teleradiodiffusione e dei servizi elettronici, onde evitare
casi di doppia o mancata imposizione dovuti a norme di applicazione divergenti.
Per i suddetti motivi solo un’azione dell’Unione
può garantire parità di trattamento alle imprese e ai cittadini nell’Unione
europea. La proposta rispetta pertanto il principio di sussidiarietà.
Principio di proporzionalità
Le presenti modifiche sono necessarie per
adeguare il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio
alle pertinenti disposizioni della direttiva IVA che si applicheranno a
decorrere dal 1º gennaio 2015. 
Le nuove disposizioni riguardano la direttiva
2008/8/CE che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto concerne il luogo
delle prestazioni di servizi, in particolare l’articolo 5.
La proposta è pertanto conforme al principio
di proporzionalità.
4.           INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI
Illustrazione dettagliata della proposta
Le misure di esecuzione proposte riguardano i
seguenti tipi di servizi:
·                        
servizi di telecomunicazione, servizi di
teleradiodiffusione e servizi elettronici
·                        
servizi relativi a beni immobili
·                        
distribuzione di biglietti di ingresso a eventi
culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e ad eventi
affini.
Le proposte per ciascun tipo di servizio sono
descritte di seguito.
Servizi di
telecomunicazione, servizi di teleradiodiffusione e servizi elettronici
A partire dal 1° gennaio 2015 le imprese (UE e
non UE) dovranno determinare il luogo di appartenenza del destinatario (non
soggetto passivo) dei loro servizi onde garantire una corretta imposizione dei
servizi prestati. Al fine di assicurare una transizione agevole e coordinata a
livello dell’UE, la Commissione propone misure per l’applicazione delle nuove
norme. Tale azione fa seguito a consultazioni strette e approfondite con le
imprese e gli Stati membri. Le misure proposte non modificheranno le
disposizioni riguardanti i servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione e
i servizi elettronici stabilite dalla direttiva IVA, ma ne chiariranno le
modalità di applicazione.
Gli articoli 6 bis e 6 ter, nonché le modifiche proposte all’articolo 7 e all’allegato II,
sono volti a chiarire la natura dei servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione e dei servizi elettronici. È necessario definire ciascuno
di questi servizi in modo da delimitare il campo di applicazione delle nuove
norme. Viene pertanto fornita una definizione dei servizi di
teleradiodiffusione corredata di esempi intesi a chiarire quali servizi sono
contemplati dalle definizioni e quali ne sono esclusi. Per garantire la
certezza del diritto si è optato per una definizione dei servizi in termini
positivi. È stato adattato l’elenco esistente di esempi di servizi elettronici
e sono stati compilati elenchi analoghi per i servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione. Tali elenchi non sono né esaustivi né definitivi.
L’articolo 9 bis chiarisce il trattamento dei servizi di teleradiodiffusione e dei
servizi elettronici prestati attraverso la rete di telecomunicazioni o tramite
un’interfaccia o un portale, come un mercato di applicazioni, appartenente a un
intermediario (o a un terzo che partecipa alla prestazione). Si parte dal
principio che, nel prestare tali servizi, l’intermediario agisca per conto del
prestatore, ma a suo proprio nome. Salvo disposizione diversa, si ritiene che l’intermediario
abbia ricevuto e prestato tali servizi. Se la prestazione è destinata a una persona
che non è soggetto passivo, l’intermediario deve poi contabilizzare l’IVA nello
Stato membro del destinatario.
L’articolo 13 bis specifica che, analogamente a un soggetto passivo, una persona
giuridica non soggetto passivo è stabilita nel luogo in cui ha fissato la sede
della propria attività economica o dispone di una stabile organizzazione.
L’articolo 18
riguarda lo status del destinatario. In virtù di tale articolo, un destinatario
che non comunichi il proprio numero di identificazione IVA è considerato
persona non soggetto passivo dal prestatore, a condizione che questi non
disponga di informazioni che indichino il contrario. Se il luogo di imposizione
dipende dal fatto che il destinatario sia o no un soggetto passivo, il fatto di
basarsi unicamente sul numero di identificazione IVA comporta il rischio che il
luogo della prestazione non sia correttamente identificato qualora un
destinatario soggetto passivo decida di non comunicare il proprio numero IVA.
Tale rischio non sussiste nel caso dei servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione e dei servizi elettronici, che sono comunque soggetti ad
imposta nel luogo in cui si trova il destinatario. Il nuovo paragrafo 2
specifica che, per tali servizi, il prestatore può considerare persona non
soggetto passivo qualsiasi destinatario che non comunichi un numero di
identificazione IVA. Ciò consentirà al prestatore di determinare immediatamente
e con certezza se il pagamento dell’IVA è di sua pertinenza (come nel caso di
una prestazione resa a una persona che non è soggetto passivo o a un soggetto
passivo nello stesso Stato membro) o se il debitore dell’imposta è il
destinatario (in quanto la prestazione è resa a un soggetto passivo in un altro
Stato membro). Tuttavia questa valutazione iniziale dovrà essere riesaminata e
corretta qualora il destinatario comunichi successivamente il proprio numero di
identificazione IVA.
L’articolo 24
disciplina i casi in cui il destinatario è stabilito o risiede in più di un
paese. L’obiettivo è quello di evitare conflitti di giurisdizione tra gli Stati
membri. Il nuovo paragrafo 3 specifica gli elementi di cui tener
conto per determinare il luogo che meglio garantisce l’imposizione nel luogo di
fruizione effettiva.
La sottosezione 3 bis prevede presunzioni irrefutabili nel caso in cui sia impossibile o
quasi impossibile per il prestatore determinare la qualità di un destinatario o
conoscere il luogo in cui questi è effettivamente stabilito o il luogo del suo
indirizzo permanente o della sua residenza abituale.
L’articolo 24 bis disciplina i casi in cui un prestatore di servizi di telecomunicazione
e teleradiodiffusione o di servizi elettronici fornisce tali servizi a un
destinatario in determinati luoghi. Se la prestazione è resa in una cabina
telefonica o in un internet café, il prestatore non saprà chi è il destinatario
o può trovarsi nell’impossibilità di stabilirne l’effettivo luogo di
appartenenza. Poiché la fruizione del servizio prestato richiede la presenza
fisica del destinatario, si presume che questi appartenga al paese in
questione.
L’articolo 24 ter disciplina i casi in cui per fruire dei servizi si utilizza il credito
di una carta SIM prepagata. Poiché la vendita di questo tipo di carte non
comporta generalmente la raccolta di dati personali, il prestatore, che non
fornisce necessariamente la carta al destinatario, non ne conoscerà l’identità.
Il paese di emissione della carta SIM è fondamentale per stabilire dove si
trova il destinatario. Poiché la carta sarà per lo più utilizzata in tale
paese, si presume a tal fine che questo sia il luogo di appartenenza del
destinatario.
La sottosezione 3 ter prevede presunzioni irrefutabili nel caso in cui sia difficile, ma non
impossibile per il prestatore conoscere il luogo in cui il destinatario è
effettivamente stabilito o il luogo del suo indirizzo permanente o della sua
residenza abituale. Se il prestatore dispone di informazioni dalle quali
risulta che il luogo di appartenenza del destinatario è diverso, le presunzioni
non si applicano.
L’articolo 24 quater disciplina i casi in cui i servizi sono prestati al destinatario
attraverso una linea terrestre fissa collegata a un immobile residenziale.
Poiché è qui che il servizio sarà utilizzato, si presume che questo sia il
luogo di appartenenza del destinatario.
L’articolo 24 quinquies disciplina i casi in cui per fruire dei servizi il destinatario fa uso
di una carta SIM in abbonamento. Come per le carte prepagate, si presume che il
paese di appartenenza del destinatario sia il paese di emissione della carta
SIM. Poiché nel caso di servizi ricevuti mediante una carta SIM in abbonamento
il prestatore conosce l’identità del destinatario, si deve prevedere la
possibilità che tale presunzione venga confutata.
L’articolo 24 sexies indica che, nel caso di servizi ricevuti mediante un dispositivo o una
scheda di ricezione, si presume che il luogo di appartenenza del destinatario
sia quello in cui il dispositivo è installato o la scheda di ricezione è
inviata per l’uso. Tale presunzione non si applica nei casi in cui il
dispositivo è venduto senza installazione o la scheda è venduta ma non inviata
al consumatore.
L’articolo 24 septies disciplina tutti gli altri casi in cui si presume che il luogo di
appartenenza del consumatore sia quello stabilito dal prestatore sulla base di
sufficienti elementi di prova. Tale presunzione si applica nella misura in cui
il prestatore non dispone di prove contrarie.
La sottosezione 3 quater riguarda le prove da utilizzare per identificare il luogo di
stabilimento del destinatario.
L’articolo 24 octies stabilisce un elenco delle informazioni che il prestatore può
utilizzare come elementi di prova per individuare il luogo di appartenenza di
un destinatario non soggetto passivo. In mancanza di un numero IVA, il
prestatore deve sapere quali altre informazioni possono essere utilizzate a
tale scopo. Benché non esaustivo, l’elenco comprende le informazioni a tale
fine più pertinenti. Per essere adeguate, le prove utilizzate devono essere
sufficienti per determinare con relativa certezza il luogo di appartenenza del
destinatario senza che l’onere della prova risulti eccessivo. Tale obiettivo
può essere più efficacemente conseguito attraverso la fissazione di un livello
comune per gli elementi di prova. Il ricorso a un unico elemento di prova non
risulta adeguato in quanto può più facilmente dar luogo a differenze nell’applicazione.
Occorre pertanto disporre di due elementi di prova distinti e convergenti.
Servizi
relativi a beni immobili
L’articolo 47 della direttiva IVA stabilisce
che il luogo delle prestazioni di servizi relativi a un bene immobile è il
luogo in cui è situato il bene. Sono previste misure intese a chiarire la
portata di tale disposizione sulla base degli orientamenti adottati dal
comitato IVA.
L’articolo 13 ter introduce una definizione del concetto di bene immobile, il quale
rappresenta una nozione comune indipendente del diritto nazionale. È necessario
definire questo concetto per agevolare la corretta applicazione delle norme
relative al luogo delle prestazioni. La definizione si basa in larga misura
sulla giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea.
L’articolo 31 bis precisa al paragrafo 1 che rientrano fra i servizi relativi a
beni immobili i servizi che presentano una connessione sufficientemente diretta
con tali beni. In tale categoria rientrano i servizi derivati da un bene
immobile se il bene è un elemento costitutivo del servizio ed è essenziale e
indispensabile per la sua prestazione, come nel caso del rilascio di permessi
di pesca, nonché i servizi erogati o destinati a un bene immobile aventi per
oggetto la variazione materiale o giuridica di tale bene, quali i servizi di
architetti o agenti immobiliari. I paragrafi 2 e 3 recano,
rispettivamente, una serie di esempi di servizi relativi a beni immobili e di
servizi che non rientrano in tale categoria.
L’articolo 31 ter stabilisce che il noleggio di attrezzature a un destinatario, con o
senza personale di supporto, per la realizzazione di lavori su un bene
immobile, è considerato un servizio relativo a un bene immobile soltanto se il
prestatore si assume la responsabilità dell’esecuzione dei lavori. Se insieme
alle attrezzature viene messo a disposizione del destinatario personale
sufficiente per garantirne il funzionamento, si presume che il prestatore abbia
assunto tale responsabilità. In tal caso il servizio deve essere soggetto a
imposizione nel paese in cui il bene è situato.
L’articolo 31 quater specifica che i servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione e i
servizi elettronici forniti da alberghi o analoghe strutture ricettive sono
assimilati, ai fini dell’IVA, ai servizi di alloggio. A seconda di come vengono
fatturati, tali servizi rientrano in un’unica prestazione di alloggio (nel caso
di prezzi “tutto compreso”) o sono considerati servizi accessori a tale prestazione.

Distribuzione
di biglietti di ingresso a eventi culturali, artistici, sportivi, scientifici,
educativi, ricreativi o ad eventi affini
L’ingresso ad eventi culturali, artistici,
sportivi, scientifici, educativi, ricreativi o ad eventi affini continua ad
essere soggetto a imposizione nel luogo in cui l’evento ha effettivamente
luogo. Se l’ingresso a tali eventi è concesso a un soggetto passivo, la
prestazione rientra nel campo di applicazione dell’articolo 53 della direttiva
IVA. Se l’ingresso è concesso a una persona non soggetto passivo, la
prestazione rientra nel campo di applicazione dell’articolo 54 della direttiva
IVA.
L’articolo 33 bis conferma che il modo in cui è organizzata la distribuzione dei
biglietti per gli eventi suddetti non incide sul trattamento fiscale. L’emissione
dei biglietti è sempre soggetta a imposizione nel luogo in cui si svolge l’evento.
Misure transitorie
A norma dell’articolo 63 della direttiva IVA,
il fatto generatore si verifica e l’imposta diventa esigibile nel momento in
cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi. Tuttavia, se
viene versato un acconto a norma dell’articolo 65 della direttiva IVA o se lo
Stato membro si è avvalso della facoltà di cui all’articolo 66 della stessa
direttiva, l’imposta può diventare esigibile prima della prestazione o a breve
distanza dalla stessa.
Per i servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione o i servizi elettronici prestati intorno al 1° gennaio
2015, cioè quando le nuove norme riguardanti il luogo delle prestazioni
diventeranno applicabili, le condizioni relative alla prestazione dei servizi o
eventuali differenze di applicazione tra gli Stati membri potrebbero dare luogo
a casi di doppia o mancata imposizione. Per evitare che ciò avvenga, l’articolo
2 della proposta precisa che, a prescindere da quando l’IVA diventa esigibile,
il momento decisivo per determinare il luogo delle prestazioni è quello in cui
i servizi sono prestati o, per le prestazioni continuative che comportano
versamenti di acconti o pagamenti successivi, quello in cui è ultimata ciascuna
prestazione, vale a dire il momento in cui il fatto generatore si verifica in
uno degli Stati membri. Le misure proposte sono necessarie per facilitare la
transizione alle norme applicabili a decorrere dal 1º gennaio 2015.
2012/0354 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
che modifica il regolamento di esecuzione
(UE) n. 282/2011 per quanto riguarda il luogo delle prestazioni di servizi
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, 
vista la direttiva 2006/112/CE del Consiglio,
del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore
aggiunto[7],
in particolare l’articolo 397,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       La direttiva 2006/112/CE,
modificata dalla direttiva 2008/8/CE[8],
dispone che a decorrere dal 1° gennaio 2015 tutti i servizi di
telecomunicazione e teleradiodiffusione e i servizi elettronici prestati a
persone che non sono soggetti passivi siano tassati nello Stato membro in cui
il destinatario è stabilito oppure nel luogo del suo indirizzo permanente o
della sua residenza abituale, a prescindere dal luogo di stabilimento del
soggetto passivo che presta tali servizi. La maggior parte degli altri servizi prestati
a persone che non sono soggetti passivi continua a essere tassata nello Stato
membro in cui è stabilito il prestatore.
(2)       Al fine di determinare quali
servizi devono essere tassati nello Stato membro del destinatario, è essenziale
definire i servizi di telecomunicazione, i servizi di teleradiodiffusione e i
servizi elettronici. In particolare è opportuno definire il concetto di servizi
di teleradiodiffusione sulla base delle definizioni stabilite nella direttiva
2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa
al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media
audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi)[9].
(3)       A fini di maggior chiarezza,
il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 reca un elenco delle operazioni
identificate come servizi elettronici; detto elenco non ha carattere definitivo
o esaustivo. È opportuno aggiornare tale elenco e compilare elenchi simili per
i servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione.
(4)       Quando i servizi di
teleradiodiffusione e i servizi elettronici non sono prestati direttamente a un
destinatario, ma attraverso reti di telecomunicazioni o tramite un’interfaccia
o un portale appartenente a un altro soggetto passivo, è necessario specificare
chi eroga la prestazione al destinatario.
(5)       Per garantire l’applicazione
uniforme delle norme che disciplinano il luogo di prestazione dei servizi di
telecomunicazione e teleradiodiffusione e dei servizi elettronici, è necessario
specificare dove si considera che sia stabilita una persona giuridica non
soggetto passivo.
(6)       Al fine di individuare il
debitore dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per la prestazione di servizi
di telecomunicazione e teleradiodiffusione o di servizi elettronici, e tenuto
conto del fatto che il luogo di imposizione è lo stesso a prescindere dal fatto
che il destinatario sia o no una persona soggetto passivo, il prestatore deve
poter determinare lo status di un destinatario unicamente sulla base del fatto
che questi comunichi o no il proprio numero individuale di identificazione IVA.
Conformemente alle norme generali, tale status deve essere modificato se il
destinatario effettua successivamente una comunicazione in tal senso. 
(7)       Se una persona che non è
soggetto passivo è stabilita in più di un paese oppure ha l’indirizzo
permanente in uno Stato e la residenza abituale in un altro, la priorità va
data al luogo che meglio garantisce l’imposizione nel luogo di fruizione
effettiva. Per evitare conflitti di giurisdizione tra Stati membri è necessario
specificare il luogo di fruizione effettiva.
(8)       È opportuno stabilire norme
intese a chiarire il trattamento fiscale dei servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione e dei servizi elettronici prestati a persone che non sono
soggetti passivi, il cui luogo di stabilimento o di residenza è praticamente
impossibile da determinare o non può essere determinato con certezza.
(9)       Poiché il trattamento fiscale
dei servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione e dei servizi
elettronici prestati a persone che non sono soggetti passivi dipende dal luogo
in cui il destinatario è stabilito oppure dal luogo del suo indirizzo
permanente o della residenza abituale, è necessario chiarire quali sono gli
elementi di prova di cui il prestatore deve disporre per identificare il luogo
di stabilimento del destinatario.
(10)     Al fine di garantire il
trattamento uniforme delle prestazioni di servizi relativi a beni immobili, è opportuno
definire il concetto di bene immobile. È necessario specificare quale grado di
prossimità deve sussistere perché vi sia una connessione con un bene immobile
ed enumerare esempi di operazioni identificate come servizi relativi a beni
immobili, senza che tale elenco abbia carattere definitivo o esaustivo.
(11)     È inoltre necessario chiarire
il trattamento fiscale di servizi consistenti nel mettere a disposizione di un
destinatario attrezzature per l’esecuzione di lavori su un bene immobile.
(12)     Per motivi pratici, è
opportuno chiarire che i servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione o i
servizi elettronici prestati da un soggetto passivo che agisca in nome proprio
nell’ambito di una prestazione di alloggio nel settore alberghiero o in settori
con funzione analoga devono essere trattati, ai fini dell’IVA, allo stesso modo
della prestazione di alloggio. Queste due operazioni vanno trattate come un’unica
prestazione se è applicato un prezzo “tutto compreso”. I servizi di
telecomunicazione e teleradiodiffusione o i servizi elettronici che sono
addebitati separatamente al destinatario vanno trattati come servizi accessori
alla prestazione di alloggio.
(13)     A norma della direttiva
2006/112/CE, l’accesso a eventi culturali, artistici, sportivi, scientifici,
educativi, ricreativi o ad eventi affini deve in ogni caso essere soggetto a
imposta nel luogo in cui tali eventi si svolgono. È opportuno specificare che
tale disposizione si applica anche qualora i biglietti per tali eventi non
siano venduti direttamente dall’organizzatore ma siano distribuiti tramite
intermediari.
(14)     A norma della direttiva
2006/112/CE, l’IVA può diventare esigibile prima o poco dopo la cessione di
beni o la prestazione di servizi. Per i servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione o i servizi elettronici prestati nel periodo di transizione
alle nuove norme relative al luogo delle prestazioni, le condizioni relative
alla prestazione dei servizi o eventuali differenze di applicazione tra gli
Stati membri potrebbero dar luogo a casi di doppia o mancata imposizione. È
necessario adottare disposizioni transitorie per impedire che questo si
verifichi. 
(15)     Ai fini del presente
regolamento, può essere appropriato per gli Stati membri adottare misure
legislative intese a limitare la portata di taluni obblighi e diritti istituiti
dalla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre
1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento
dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati[10], al fine di salvaguardare gli
interessi di cui all’articolo 13, paragrafo 1, lettera e), della direttiva
medesima, se tali misure sono necessarie e proporzionate tenuto conto del
rischio di frode ed evasione fiscale negli Stati membri e della necessità di
garantire la corretta riscossione dell’IVA disciplinata dal presente
regolamento.
(16)     Occorre pertanto modificare il
regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il regolamento di esecuzione (UE)
n. 282/2011 è modificato come segue:
(1)        Sono inseriti i seguenti articoli 6
bis e 6 ter:
“Articolo 6 bis
1. Tra i servizi di telecomunicazione ai sensi
dell’articolo 24, paragrafo 2, della direttiva 2006/112/CE rientrano, in
particolare:
a)      i servizi di telefonia fissa e mobile per
la trasmissione e commutazione di voce, dati e video, compresi i servizi
telefonici con una componente video, altrimenti noti come servizi di
videofonia;
b)      i servizi telefonici forniti attraverso
internet, compresi i servizi vocali su protocollo internet (Voice over
Internet Protocol — VoIP);
c)      i servizi di posta vocale, chiamata in
attesa, trasferimento automatico della chiamata, identificazione del chiamante,
chiamata a tre e altri servizi di gestione chiamata;
d)      i servizi di radioavviso;
e)      i servizi di audiotext;
f)       fax, telegrafo e telex;
g)      i servizi di helpdesk telefonico per l’assistenza
agli utenti in caso di problemi riguardanti la rete di radiodiffusione o
telediffusione, internet o analoghe reti elettroniche;
h)      l’accesso a internet e al World Wide Web;
i)       le connessioni di rete private per
collegamenti di telecomunicazione ad uso esclusivo del consumatore;
j)       i contenuti audio e audiovisivi
trasmessi attraverso reti di comunicazione, che non sono erogati da un fornitore
di servizi di media e sotto la sua responsabilità editoriale;
k)      la cessione successiva di prodotti audio
e audiovisivi di un fornitore di servizi di media, attraverso reti di
comunicazione, da parte da un soggetto diverso dal fornitore di servizi di
media.
2. Tra i servizi di telecomunicazione ai sensi
dell’articolo 24, paragrafo 2, della direttiva 2006/112/CE non rientrano:
a)      i servizi prestati tramite mezzi
elettronici;
b)      i servizi di teleradiodiffusione;
c)      i servizi di helpdesk telefonico diversi
da quelli di cui al paragrafo 1, lettera g).
Articolo 6 ter
1. I servizi di radiodiffusione e di televisione
(di seguito: “servizi di teleradiodiffusione”) comprendono servizi consistenti
nella fornitura di contenuti audio e audiovisivi, come i programmi trasmessi
attraverso reti di comunicazione da un fornitore di servizi di media e sotto la
sua responsabilità editoriale, per l’ascolto o la visione simultanei da parte
del pubblico sulla base di un palinsesto.
2. Nell’ambito di applicazione del paragrafo 1
rientrano in particolare:
a)      i programmi radiofonici o televisivi
trasmessi o ritrasmessi su una rete radiofonica o televisiva;
b)      i programmi radiofonici o televisivi
distribuiti attraverso internet o un’analoga rete elettronica (IP streaming) se
trasmessi in diretta o contemporaneamente alla loro trasmissione o
ritrasmissione su una rete radiofonica o televisiva.
3. Nell’ambito di applicazione del paragrafo 1 non
rientrano:
a)      i servizi di telecomunicazione;
b)      i servizi prestati tramite mezzi elettronici;
c)      i servizi accessori, quali la fornitura
di informazioni su determinati programmi su richiesta;
d)      il trasferimento di diritti di diffusione
o trasmissione;
e)      il noleggio di attrezzature o impianti
tecnici destinati alla prestazione di un servizio di teleradiodiffusione.”.
(2)        All’articolo 7, il paragrafo 3 è
modificato come segue:
a)         la frase introduttiva è sostituita
dalla seguente:
“Nell’ambito di applicazione del paragrafo 1 non
rientrano:”;
b)         la lettera a) è sostituita dalla
seguente:
“a)     i servizi di teleradiodiffusione;”;
c)         la lettera n) è sostituita dalla
seguente:
“n)     i servizi di helpdesk telefonico diversi
da quelli di cui all’articolo 6 bis, paragrafo 1, lettera g);”;
d)         le lettere q), r) e s) sono
soppresse;
e)         sono inserite le seguenti lettere
t) e u):
“t)      emissione online di biglietti di
ingresso a eventi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi,
ricreativi o ad eventi affini;
u)      prenotazione online di soggiorni
alberghieri e servizi affini.”.
(3)        Nel capo IV “Operazioni imponibili”
è aggiunto il seguente articolo 9 bis:
“Articolo 9 bis
Se i servizi di teleradiodiffusione o i servizi
elettronici di un prestatore di servizi sono prestati attraverso la rete di
telecomunicazioni, un’interfaccia o un portale, come un mercato delle
applicazioni, appartenente a un intermediario o a un terzo che partecipa alla
prestazione, per l’applicazione dell’articolo 28 della direttiva 2006/112/CE si
presume che l’intermediario o il terzo agisca in nome proprio, ma per conto del
prestatore di servizi, a meno che, in relazione al destinatario finale, il
prestatore di servizi sia esplicitamente designato come prestatore.”.
(4)        Nel capo V “Luogo delle operazioni
imponibili”, sezione 1 “Concetti”, sono aggiunti i seguenti articoli 13 bis
e 13 ter:
“Articolo 13 bis
Il luogo di stabilimento di una persona giuridica
non soggetto passivo, di cui all’articolo 56, paragrafo 2, primo comma, e agli
articoli 58 e 59 della direttiva 2006/112/CE, è il luogo in cui detta persona
giuridica non soggetto passivo ha fissato la sede della propria attività
economica quale definita all’articolo 10 o dispone di una stabile
organizzazione quale definita all’articolo 11, paragrafo 1, del presente
regolamento. 
Articolo 13 ter
Ai fini dell’applicazione della direttiva
2006/112/CE, sono considerati “beni immobili”:
a)      una parte specifica del suolo, in
superficie o nel sottosuolo, su cui sia possibile stabilire titolo e possesso;
b)      qualsiasi fabbricato o edificio eretto
sul o incorporato al suolo, sopra o sotto il livello del mare, che non sia
agevolmente smontabile né agevolmente rimuovibile;
c)      qualsiasi elemento che formi parte
integrante di un fabbricato o di un edificio e in mancanza del quale il
fabbricato o l’edificio risulti incompleto, quali porte, finestre, tetti, scale
e ascensori;
d)      qualsiasi elemento, apparecchio o
congegno installato in modo permanente in un fabbricato o in un edificio, che
non possa essere rimosso senza distruggere o alterare l’edificio.”.
(5)        All’articolo 18, paragrafo 2, è
aggiunto il seguente secondo comma:
“Tuttavia, che disponga o no di informazioni
contrarie, il prestatore di servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione
o di servizi elettronici può considerare che il destinatario stabilito nella
Comunità abbia lo status di persona non soggetto passivo se tale destinatario
non gli ha comunicato il proprio numero individuale di identificazione IVA.”.
(6)        All’articolo 24 è aggiunto il
seguente paragrafo 3:
‘3. Al fine di determinare il luogo che meglio
garantisce l’imposizione nel luogo di fruizione effettiva ai sensi dei
paragrafi 1 e 2, si terrà conto, in particolare, dei seguenti elementi:
a)      per il noleggio di mezzi di trasporto,
fatta eccezione per il noleggio a breve termine, il luogo in cui il mezzo di
trasporto è messo a disposizione del destinatario o di un terzo che agisce per
suo conto, a meno che sia provato che tale mezzo di trasporto sarà utilizzato
in un’altra località;
b)      per servizi diversi dal noleggio di mezzi
di trasporto, la sede di attività nel caso di una persona giuridica non
soggetto passivo o l’indirizzo permanente nel caso di una persona fisica, a
meno che sia provato che la fruizione effettiva del servizio avviene nel luogo
in cui tale persona ha la sua residenza abituale.”.
(7)        Nel capo V “Luogo delle operazioni
imponibili”, sezione 4 “Luogo delle prestazioni di servizi”, sono inserite le
seguenti sottosezioni 3 bis, 3 ter e 3 quater:
“Sottosezione 3 bis
Presunzioni irrefutabili relative al luogo di
stabilimento del destinatario
Articolo 24 bis
1. Se un prestatore di servizi di
telecomunicazione e teleradiodiffusione o di servizi elettronici presta detti
servizi in un luogo quale una cabina telefonica, una postazione Wi-Fi, un
internet café, un ristorante o una hall d’albergo e la fruizione del servizio
prestato richiede la presenza fisica del destinatario, per l’applicazione degli
articoli 44, 58 e 59 bis della direttiva 2006/112/CE si presume che
il destinatario sia stabilito, abbia il suo indirizzo permanente o la sua
residenza abituale nel luogo in questione e che il servizio sia effettivamente
utilizzato o fruito in tale luogo. Tale presunzione non è refutabile con nessun
mezzo di fatto o di diritto.
2. Se il luogo di cui al paragrafo 1 del presente
articolo è a bordo di una nave, un aereo o un treno che effettua un trasporto
passeggeri all’interno della Comunità a norma degli articoli 37 e 57 della
direttiva 2006/112/CE, il paese in cui il servizio è prestato è quello del
luogo di partenza del trasporto di passeggeri.
Articolo 24 ter
Se per fruire di servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione o di servizi elettronici il destinatario utilizza il
credito di una carta SIM prepagata, per l’applicazione degli articoli 44, 58 e
59 bis della direttiva 2006/112/CE si presume che il destinatario sia
stabilito, abbia il suo indirizzo permanente o la sua residenza abituale nel
paese identificato dal prefisso del paese di tale carta SIM e che il servizio
sia effettivamente utilizzato o fruito in tale luogo. Tale presunzione non è
refutabile con nessun mezzo di fatto o di diritto.
Sottosezione 3 ter
Presunzioni refutabili relative al luogo di
stabilimento del destinatario
Articolo 24 quater
Per i servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione o i servizi elettronici prestati a una persona che non è
soggetto passivo attraverso una linea terrestre fissa residenziale, per l’applicazione
dell’articolo 58 della direttiva 2006/112/CE si presume che il destinatario sia
stabilito, abbia il suo indirizzo permanente o la sua residenza abituale nel
luogo in cui è installata detta linea terrestre fissa. Tale presunzione si
applica a meno che il prestatore disponga di informazioni dalle quali risulti
che il destinatario è stabilito, ha il suo indirizzo permanente o la sua
residenza abituale in un’altra località.
Articolo 24 quinquies
Per i servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione o i servizi elettronici prestati a una persona che non è
soggetto passivo attraverso reti mobili dietro successiva riscossione di
pagamento, per l’applicazione dell’articolo 58 della direttiva 2006/112/CE si
presume che il destinatario sia stabilito, abbia il suo indirizzo permanente o
la sua residenza abituale nel paese identificato dal prefisso nazionale della
carta SIM utilizzata alla ricezione di tali servizi. Tale presunzione si applica
a meno che il prestatore disponga di informazioni dalle quali risulti che il
destinatario è stabilito, ha il suo indirizzo permanente o la sua residenza
abituale in un’altra località.
Articolo 24 sexies
Per i servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione o i servizi elettronici prestati a una persona che non è
soggetto passivo e consistenti nella trasmissione di segnali per i quali è
necessario utilizzare un dispositivo o una scheda di ricezione, per l’applicazione
dell’articolo 58 della direttiva 2006/112/CE si presume che il destinatario sia
stabilito, abbia il suo indirizzo permanente o la sua residenza abituale nel
luogo in cui il dispositivo è installato o, se questo non è noto, nel luogo in
cui la scheda di ricezione è inviata per l’uso. Tale presunzione si applica a
meno che il prestatore disponga di informazioni dalle quali risulti che il
destinatario è stabilito, ha il suo indirizzo permanente o la sua residenza
abituale in un’altra località.
Articolo 24 septies
Nel caso di servizi prestati a persone che non
sono soggetti passivi in circostanze diverse da quelle di cui agli articoli 24 bis,
24 ter, 24 quater, 24 quinquies e 24 sexies del
presente regolamento, per l’applicazione dell’articolo 56, paragrafo 2, primo
comma, e dell’articolo 58 della direttiva 2006/112/CE si presume che il
destinatario sia stabilito, abbia il suo indirizzo permanente o la sua
residenza abituale nel luogo identificato come tale a norma dell’articolo 24 octies
del presente regolamento.
Sottosezione 3 quater
Prove per l’identificazione del luogo di stabilimento
del destinatario
Articolo 24 octies
1. Ai fini dell’applicazione delle norme relative
al luogo delle prestazioni di cui all’articolo 56, paragrafo 2, primo comma, e
all’articolo 58 della direttiva 2006/112/CE, valgono in particolare i seguenti
elementi di prova:
a)      gli estremi del destinatario, come l’indirizzo
di fatturazione;
b)      l’indirizzo di protocollo internet (IP)
del dispositivo utilizzato dal destinatario o qualsiasi metodo di
geolocalizzazione;
c)      le coordinate bancarie, come il luogo in
cui si trova il conto bancario utilizzato per il pagamento e l’indirizzo di
fatturazione del destinatario in possesso di tale banca;
d)      il prefisso del paese (Mobile Country
Code - MCC) dell’identità utente mobile internazionale (International
Mobile Subscriber Identity - IMSI) integrato nella carta SIM (Subscriber
Identity Module) utilizzata dal destinatario;
e)      l’ubicazione della linea terrestre fissa
residenziale attraverso la quale il servizio è prestato al destinatario;
f)       nel caso di un destinatario che vende
prodotti via internet o un’analoga rete elettronica, il luogo in cui ha inizio
il trasporto o la spedizione delle merci vendute da tale destinatario;
g)      nel caso di un destinatario che acquista
prodotti via internet o un’analoga rete elettronica, il luogo in cui si
conclude il trasporto o la spedizione delle merci acquistate da tale
destinatario;
h)      i dati di immatricolazione del mezzo di
trasporto noleggiato dal destinatario, se l’immatricolazione di tale mezzo di trasporto
è prescritta nel luogo in cui esso è utilizzato, e altre informazioni analoghe;
i)       altre informazioni commerciali
pertinenti ottenute dal prestatore.
2. Ai fini dell’identificazione del luogo in cui
il destinatario è stabilito, ha il suo indirizzo permanente o la sua residenza
abituale, sono necessari due elementi di prova distinti ma non contradditori.”.
(8)        Nel capo V “Luogo delle operazioni
imponibili”, sezione 4 “Luogo delle prestazioni di servizi”, è inserita la
seguente sottosezione 6 bis:
“Sottosezione 6 bis
Prestazioni di servizi relativi a beni immobili
Articolo 31 bis
1. I servizi relativi a beni immobili di cui all’articolo
47 della direttiva 2006/112/CE comprendono soltanto i servizi che presentano
una connessione sufficientemente diretta con tali beni. Si considera che
presentino una connessione sufficientemente diretta con beni immobili i
servizi:
a)      derivati da un bene immobile se il bene è
un elemento costitutivo del servizio ed è essenziale e indispensabile per la
sua prestazione;
b)      erogati o destinati a un bene immobile,
aventi per oggetto la variazione materiale o giuridica di tale bene.
2. Nell’ambito di applicazione del paragrafo 1
rientrano in particolare:
a)      l’elaborazione di planimetrie per un
fabbricato o per parti di un fabbricato destinato a un particolare lotto di
terreno, a prescindere dal fatto che il fabbricato sia costruito o no;
b)      la prestazione di servizi di sorveglianza
o sicurezza nel luogo in cui è situato il bene;
c)      l’edificazione di un fabbricato sul suolo
nonché i lavori di costruzione e demolizione effettuati su un fabbricato o su
sue parti;
d)      l’edificazione di strutture permanenti
sul suolo nonché i lavori di costruzione e demolizione effettuati su strutture
permanenti quali condotte del gas e dell’acqua, condotte fognarie e simili;
e)      opere agricole, in particolare servizi
agricoli quali il dissodamento, la semina, l’irrigazione e la concimazione;
f)       il rilevamento e la valutazione del
rischio e dell’integrità di beni immobili;
g)      la valutazione di beni immobili, anche a
fini assicurativi, per stabilire il valore di un immobile a garanzia di un
prestito o per stimare eventuali rischi e danni nell’ambito di controversie;
h)      l’affitto e la locazione di beni immobili
diversi da quelli di cui al paragrafo 3, lettera c), compreso il magazzinaggio
di merci con assegnazione di una parte specifica dell’immobile ad uso esclusivo
del destinatario;
i)       la prestazione di alloggio nel settore
alberghiero o in settori con funzione analoga, quali campi di vacanza o terreni
attrezzati per il campeggio, compreso il diritto di soggiornare in un luogo
determinato risultante dalla conversione di diritti di godimento a tempo
ripartito e di diritti affini;
j)       la cessione e la trasmissione di
diritti, diversi da quelli di cui alle lettere h) e i), per l’utilizzo di un
bene immobile o di sue parti, in particolare licenze per l’utilizzo di parte di
un immobile, come la concessione di diritti di pesca e di caccia o l’accesso a
sale d’aspetto negli aeroporti, o l’uso di infrastrutture soggette a pedaggio,
quali ponti o tunnel;
k)      lavori di manutenzione, ristrutturazione
e restauro di fabbricati o di loro parti, compresi lavori di pulizia e di posa
in opera di piastrelle, carta da parati e parquet;
l)       lavori di manutenzione, ristrutturazione
e riparazione di strutture permanenti quali condotte del gas e dell’acqua,
condotte fognarie e simili;
m)     l’installazione o il montaggio di
macchinari o attrezzature che, una volta installati o montati, possano essere
considerati beni immobili;
n)      lavori di manutenzione e riparazione,
ispezione e controllo di macchinari o attrezzature che possano essere
considerati beni immobili;
o)      la gestione immobiliare diversa dalla
gestione del portafoglio di investimenti immobiliari di cui al paragrafo 3,
lettera h), consistente nella gestione di beni immobili commerciali,
industriali o residenziali da o per conto del proprietario;
p)      attività di intermediazione nella
vendita, nell’affitto o nella locazione di beni immobili e per determinati
diritti su beni immobili o diritti reali assimilati a beni materiali diverse
dalle attività di intermediazione di cui al paragrafo 3, lettera d);
q)      servizi legali riguardanti la cessione o
il trasferimento di proprietà di beni immobili e di determinati diritti sui
beni immobili o diritti reali assimilati a beni materiali, quali pratiche
notarili o la stesura di contratti di compravendita, anche qualora l’operazione
che dà luogo alla variazione giuridica della proprietà non sia condotta a buon
fine.
3. Nell’ambito di applicazione del paragrafo 1 non
rientrano:
a)      l’elaborazione di planimetrie per
fabbricati, o per loro parti, che non siano destinati a un particolare lotto di
terreno;
b)      il magazzinaggio di merci in un bene
immobile qualora una parte specifica dell’immobile non sia assegnata ad uso
esclusivo del destinatario;
c)      la prestazione di servizi pubblicitari,
anche se comportano l’uso di beni immobili;
d)      l’intermediazione nella prestazione di
alloggio nel settore alberghiero o in settori con funzione analoga, quali campi
di vacanza o terreni attrezzati per il campeggio, qualora l’intermediario
agisca in nome e per conto di un’altra persona;
e)      i servizi di telecomunicazione e di
teleradiodiffusione e i servizi elettronici, a meno che non rientrino nel campo
di applicazione dell’articolo 31 quater;
f)       la messa a disposizione di stand in
fiere o luoghi d’esposizione, nonché servizi correlati atti a consentire l’esposizione
di prodotti, quali la progettazione dello stand, il trasporto e il
magazzinaggio dei prodotti, la fornitura di macchinari, la posa di cavi, l’assicurazione
e la pubblicità;
g)      l’installazione o il montaggio, la
manutenzione e la riparazione, l’ispezione o il controllo di macchinari o
attrezzature che non siano, o non diventino, parte di beni immobili;
h)      la gestione del portafoglio di
investimenti immobiliari; 
i)       servizi legali in materia di contratti,
diversi da quelli di cui al paragrafo 2, lettera q), comprese consulenze sulle
clausole di un contratto per il trasferimento di beni immobili, o consulenze
per applicare un siffatto contratto o dimostrarne l’esistenza, che non siano
specificamente connessi al trasferimento di proprietà di beni immobili.
Articolo 31 ter
Qualora vengano messe a disposizione di un
destinatario attrezzature per la realizzazione di lavori su beni immobili, tale
operazione costituisce una prestazione di servizi relativi a beni immobili
soltanto se il prestatore si assume la responsabilità dell’esecuzione dei
lavori.
Se insieme alle attrezzature viene messo a
disposizione del destinatario personale sufficiente per l’esecuzione dei
lavori, si presume che il prestatore abbia assunto tale responsabilità. Questa
presunzione può essere confutata con qualsiasi mezzo di fatto o di diritto che
consenta di stabilire chi sia responsabile dell’esecuzione dei lavori.
Articolo 31 quater
La prestazione di servizi di telecomunicazione e
teleradiodiffusione o di servizi elettronici da parte di un soggetto passivo
che agisce in nome proprio, in combinazione con una prestazione di alloggio nel
settore alberghiero o in settori con funzione analoga, quali campi di vacanza o
terreni attrezzati per il campeggio, è considerata parte di un’unica operazione
consistente nella prestazione di alloggio oppure un servizio accessorio a tale
prestazione, a seconda che sia fatturata insieme ad essa o separatamente. “
(9)        Nel capo 5 “Luogo delle operazioni
imponibili”, sezione 4 “Luogo delle prestazioni di servizi”, sottosezione 7 “Prestazioni
di servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e
affini” (articoli da 43 a 59 della direttiva 2006/112/CE) è aggiunto il
seguente articolo 33 bis:
“Articolo 33 bis
L’emissione di biglietti di ingresso a eventi
culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi o ad eventi
affini da parte di un intermediario che agisce in nome proprio ma per conto
dell’organizzatore o da parte di un soggetto passivo diverso dall’organizzatore,
che agisce in nome proprio, è disciplinata dall’articolo 53 e dall’articolo 54,
paragrafo 1, della direttiva 2006/112/CE.”.
(10)      Nell’allegato I, punto 4) “Punto 4
dell’allegato II della direttiva 2006/112/CE”, sono aggiunte le seguenti
lettere f) e g):
“f)      ricezione di programmi radiofonici o
televisivi distribuiti attraverso una rete di radiodiffusione o telediffusione,
internet o un’analoga rete elettronica per l’ascolto o la visione di programmi
nel momento scelto dall’utente e su sua richiesta sulla base di un catalogo di
programmi selezionati dal fornitore di servizi di media, quali programmi
televisivi o video su richiesta;
g)      la ricezione di programmi radiofonici o
televisivi attraverso internet o un’analoga rete elettronica (IP streaming), a
meno che tali programmi siano trasmessi contemporaneamente su reti
radiotelevisive tradizionali.”.
Articolo 2 
Per i servizi di telecomunicazione, i servizi
di teleradiodiffusione o i servizi elettronici resi da un prestatore stabilito
nella Comunità a una persona non soggetto passivo stabilita, avente l’indirizzo
permanente o la residenza abituale nella Comunità, si applicano le seguenti
disposizioni:
a)           se i servizi sono forniti o la
prestazione di servizi è ultimata anteriormente al 1° gennaio 2015, il
luogo della prestazione è il luogo in cui è stabilito il prestatore, come
disposto all’articolo 45 della direttiva 2006/112/CE, a prescindere da quando l’IVA
diventa esigibile;
b)           se i servizi sono forniti o la
prestazione di servizi è ultimata il 1° gennaio 2015 o a una data
successiva, il luogo della prestazione dipende dal luogo in cui il destinatario
è stabilito, ha il suo indirizzo permanente o la sua residenza abituale, anche
se l’IVA è divenuta esigibile anteriormente a tale data.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Esso si applica a decorrere dal 1º gennaio
2015.
Il presente regolamento è obbligatorio in
tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 347 dell’11.12.2006, pag. 1.
[2]               Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del
Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della
direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto
(rifusione) (GU L 77 del 23.3.2011, pag. 1).
[3]               Direttiva 2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008,
che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il luogo delle
prestazioni di servizi (GU L 44 del 20.2.2008, pag. 11).
[4]               Regolamento (UE) n. 967/2012 del Consiglio, del 9
ottobre 2012, che modifica il regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011
per quanto riguarda i regimi speciali applicabili ai soggetti passivi non
stabiliti che forniscono servizi di telecomunicazione, servizi di
teleradiodiffusione o servizi elettronici a persone non soggetti passivi (GU L
290 del 20.10.2012, pag. 1) e regolamento di esecuzione (UE) n. 815/2012
della Commissione, del 13 settembre 2012, recante modalità d’applicazione del
regolamento (UE) n. 904/2010 del Consiglio, per quanto riguarda i regimi speciali
applicabili ai soggetti passivi non stabiliti che prestano servizi di
telecomunicazione, servizi di teleradiodiffusione o servizi elettronici a
persone che non sono soggetti passivi (GU L 249 del 14.9.2012, pag. 3).
[5]               Detto anche luogo di appartenenza del destinatario.
[6]               L’ordine del giorno, il documento di lavoro e il verbale
di tale riunione sono consultabili al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/vat/key_documents/discussions_member_states/index_en.htm.
[7]               GU L 347 dell’11.12.2006, pag. 1.
[8]               GU L 44 del 20.2.2008, pag. 11.
[9]               GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1.
[10]             GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.