CELEX: 62020CN0120
Language: it
Date: 2020-03-03 00:00:00
Title: Causa C-120/20: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sad Sąd Najwyższy (Polonia) il 3 marzo 2020 — Koleje Mazowieckie / Skarb Państwa — Minister Infrastruktury i Budownictwa obecnie Minister Infrastruktury i Prezes Urzędu Transportu Kolejowego, PKP Polskie Linie Kolejowe S.A.

22.6.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 209/9
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sad Sąd Najwyższy (Polonia) il 3 marzo 2020 — Koleje Mazowieckie / Skarb Państwa — Minister Infrastruktury i Budownictwa obecnie Minister Infrastruktury i Prezes Urzędu Transportu Kolejowego, PKP Polskie Linie Kolejowe S.A.
      (Causa C-120/20)
      (2020/C 209/14)
      Lingua processuale: il polacco
      
         Giudice del rinvio
      
      Sad Sąd Najwyższy
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Koleje Mazowieckie
      
         Resistenti: Skarb Państwa — Minister Infrastruktury i Budownictwa obecnie Minister Infrastruktury i Prezes Urzędu Transportu Kolejowego, PKP Polskie Linie Kolejowe S.A.
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se le disposizioni della direttiva 2001/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2001 (1), e, in particolare, l'articolo 4, paragrafo 5, e l'articolo 30, paragrafi 1, 3, 5 e 6, di tale direttiva, debbano essere interpretate nel senso che ostano a che un'impresa ferroviaria proponga un’azione di risarcimento del danno nei confronti dello Stato membro per l’inadeguata trasposizione della direttiva, senza l’applicazione del sindacato giurisdizionale della decisione dell’organismo di regolamentazione, in una situazione in cui il diritto per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria pagato in eccesso costituisca un elemento del risarcimento.
               
            
                  2)
               
               
                  Se l’assunto secondo cui il diritto al risarcimento del danno, ai sensi della normativa dell’Unione, derivante dall’errata applicazione di tale normativa, ed, in particolare, da un’inadeguata o mancata trasposizione di una direttiva, spetta soltanto nel caso in cui la norma violata sia preordinata a conferire diritti ai singoli, la violazione del diritto abbia natura qualificata (in particolare, sotto forma di uno sconfinamento manifesto e grave dai limiti del potere discrezionale dello Stato membro nel recepimento della direttiva) ed il nesso di causalità tra la violazione ed il danno sia diretto, osti alla normativa di uno Stato membro la quale, in quei casi, riconosce il diritto al risarcimento in presenza di presupposti meno rigorosi.
               
            
         (1)  Direttiva 2001/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2001, relativa alla ripartizione della capacità di infrastruttura ferroviaria, all'imposizione dei diritti per l'utilizzo dell'infrastruttura ferroviaria e alla certificazione di sicurezza (GU 2001, L 75, pag. 29).