CELEX: 62003CJ0494
Language: it
Date: 2006-01-12
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 12 gennaio 2006. # Senior Engineering Investments BV contro Staatssecretaris van Financiën. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Hoge Raad der Nederlanden - Paesi Bassi. # Direttiva 69/335 - Imposte indirette sulla raccolta di capitali - Regime nazionale che assoggetta una società di capitali (società controllata) all'imposta sui conferimenti per un conferimento della sua società madre (società capogruppo) a favore della sua controllata (società subcontrollata) - Imposta sui conferimenti - Aumento del capitale sociale - Versamento sul "valore delle quote" - Aumento del patrimonio sociale - Aumento del valore delle quote sociali - Prestazione fornita da un socio - Versamento effettuato dal socio del socio - Versamento ad una società controllata - Vero beneficiario - Prelievo unico (all'interno della Comunità) dell'imposta sui conferimenti - Art. 52 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE) - Libertà di stabilimento - Prassi nazionale consistente nell'esentare la società di capitali (società controllata) dall'imposta solo se la sua controllata (società subcontrollata) ha anche sede in tale Stato membro. # Causa C-494/03.

Causa C‑494/03
      Senior Engineering Investments BV
      contro
      Staatssecretaris van Financiën
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden)
      «Direttiva 69/335 — Imposte indirette sulla raccolta di capitali — Regime nazionale che assoggetta una società di capitali (società controllata) all’imposta sui conferimenti per un conferimento
         della società che la controlla (società capogruppo) a favore della sua controllata (società controllata indirettamente dalla
         capogruppo) — Imposta sui conferimenti — Aumento del capitale sociale — “Conferimento con agio” — Aumento del patrimonio sociale — Aumento del valore delle quote sociali — Prestazione fornita da un socio — Versamento effettuato dal socio del socio — Versamento ad una società controllata — “Vero beneficiario” — Prelievo unico (all’interno della Comunità) dell’imposta sui conferimenti — Art. 52 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE) — Libertà di stabilimento — Prassi nazionale consistente nell’esentare la società di capitali (società controllata) dall’imposta solo se la sua controllata
         (società controllata indirettamente dalla capogruppo) ha sede anch’essa in tale Stato membro»
      
      Conclusioni dell’avvocato generale M. Poiares Maduro, presentate il 14 luglio 2005 
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) 12 gennaio 2006 
      Massime della sentenza
      1.     Disposizioni fiscali — Armonizzazione delle legislazioni — Imposte indirette sulla raccolta di capitali — Imposta sui conferimenti
            gravante sulle società di capitali
      [Direttiva del Consiglio 69/335/CEE, art. 4, n. 2, lett. b) e c)]
      2.     Disposizioni fiscali — Armonizzazione delle legislazioni — Imposte indirette sulla raccolta di capitali — Imposta sui conferimenti
            gravante sulle società di capitali
      [Direttiva del Consiglio 69/335, sesto ‘considerando’ e artt. 2, n. 1, e 4, n. 2, lett. b)]
      1.     L’«aumento del capitale sociale», ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. c), della direttiva 69/335, concernente le imposte indirette
         sulla raccolta dei capitali, come modificata dalla direttiva 85/303, implica l’aumento formale del capitale sociale per mezzo
         o dell’emissione di nuove quote o azioni, oppure dell’aumento del valore nominale delle quote o azioni già emesse.
      
      Invece, anche considerando che il patrimonio sociale è definito come l’insieme dei beni che i soci hanno posto in comune,
         ivi compresi i frutti dei detti beni, l’«aumento del patrimonio sociale», ai sensi dell’art. 4, n. 2, lett. b), della detta
         direttiva, comprende, in linea di principio, ogni forma di aumento del patrimonio sociale di una società di capitali.
      
      La circostanza che un conferimento sia versato non dal socio della società di capitali di cui trattasi, bensì dalla società
         che ne detiene il controllo, quindi dal socio del socio, non esclude che il detto conferimento si presenti come una «prestazione
         effettuata da un socio», ai sensi dell’art. 4, n. 2, lett. b), della citata direttiva, una volta che il conferimento in questione
         è stato versato, dalla società capogruppo alla società controllata indirettamente da quest’ultima, al fine di aumentare il
         valore delle quote sociali in quest’ultima e che tale aumento è soprattutto nell’interesse del suo socio unico, la società
         controllata. Il conferimento dev’essere pertanto attribuito a quest’ultima. 
      
      (v. punti 33, 34, 39)
      2.     L’art. 4, n. 2, lett. b), della direttiva 69/335, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, come modificata
         dalla direttiva 85/303, in combinato disposto con l’art. 2, n. 1, e con il sesto ‘considerando’ della stessa, osta a che uno
         Stato membro assoggetti una società di capitali (società controllata) all’imposta sui conferimenti relativamente ad un conferimento
         versato dalla società che la controlla (società capogruppo) alla sua controllata (società controllata indirettamente dalla
         capogruppo) quando, in base alle norme della direttiva, il conferimento in questione è sottoposto all’imposta sui conferimenti
         in capo alla società controllata indirettamente.
      
      Infatti, dato che un conferimento in società può essere tassato una sola volta (all’interno della Comunità), tale conferimento
         non può essere oggetto di una seconda imposizione, questa volta in capo alla società controllata.
      
      Al riguardo, poco importa che, eventualmente, il conferimento in questione abbia anche aumentato il patrimonio sociale della
         società controllata, poiché un tale aumento costituirebbe solo un effetto economico automatico e accessorio del conferimento
         effettuato nei confronti della società indirettamente controllata e tale aumento non sarebbe quindi dovuto ad un secondo,
         distinto conferimento, autonomamente tassabile. Parimenti, poco importa che lo Stato membro competente a tassare la società
         controllata indirettamente non abbia in realtà tassato tale società. Infatti, gli Stati membri sono liberi di esentare dall’imposta
         sui conferimenti i conferimenti in società, senza che da tale esenzione derivi la facoltà di imposizione in capo a un altro
         Stato membro.
      
      (v. punti 40-44 e dispositivo)
SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)
      12 gennaio 2006 (*)
      
      «Direttiva 69/335 – Imposte indirette sulla raccolta di capitali – Regime nazionale che assoggetta una società di capitali (società controllata) all’imposta sui conferimenti per un conferimento
         della società che la controlla (società capogruppo) a favore della sua controllata (società controllata indirettamente dalla
         capogruppo) – Imposta sui conferimenti – Aumento del capitale sociale – “Conferimento con agio” – Aumento del patrimonio sociale – Aumento del valore delle quote sociali – Prestazione fornita da un socio – Versamento effettuato dal socio del socio – Versamento ad una società controllata – “Vero beneficiario” – Prelievo unico (all’interno della Comunità) dell’imposta sui conferimenti – Art. 52 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE) – Libertà di stabilimento – Prassi nazionale consistente nell’esentare la società di capitali (società controllata) dall’imposta solo se la sua controllata
         (società controllata indirettamente dalla capogruppo) ha sede anch’essa in tale Stato membro»
      
      Nel procedimento C‑494/03,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dallo Hoge Raad der
         Nederlanden (Paesi Bassi) con decisione 21 novembre 2003, pervenuta in cancelleria il 24 novembre 2003, nella causa
      
      Senior Engineering Investments BV
      contro
      Staatssecretaris van Financiën,
      LA CORTE (Prima Sezione),
      composta dal sig. P. Jann (relatore), presidente di sezione, dalla sig.ra N. Colneric, dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues, M. Ilešič
         ed E. Levits, giudici,
      
      avvocato generale: sig. M. Poiares Maduro
      cancelliere: sig.ra M. Ferreira, amministratore principale
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 26 maggio 2005,
      considerate le osservazioni presentate:
      –       per la Senior Engineering Investments BV, dai sigg. H.T.P.M. van den Hurk e G. Weening, belastingadviseurs;
      –       per il governo dei Paesi Bassi, dalle sig.re H. G. Sevenster e J. van Bakel, nonché dal sig. M. de Grave, in qualità di agenti;
      –       per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg. R. Lyal e A. Weimar, in qualità di agenti,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 14 luglio 2005,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1       La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli artt. 2 e 4 della direttiva del Consiglio 17 luglio
         1969, 69/335/CEE, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali (GU L 249, pag. 25), come modificata dalla direttiva
         del Consiglio 10 giugno 1985, 85/303/CEE (GU L 156, pag. 23; in prosieguo: la «direttiva 69/335»), nonché dell’art. 52 del
         Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE).
      
      2       Tale domanda è stata presentata nell’ambito della controversia che oppone la società Senior Engineering Investments BV (in
         prosieguo: la «Senior BV» o la «società controllata») allo Staatssecretaris van Financïen (Sottosegretario di Stato olandese
         per le Finanze) relativamente al prelievo dell’imposta sui conferimenti su un conferimento di capitale effettuato dalla società
         che la controlla, la Senior Engineering Investments Ltd (in prosieguo: la «Senior Ltd» o la «società capogruppo»), «sul valore
         delle quote» della sua controllata, la Senior Engineering Trading Gesellschaft für Autozulieferteile mbH (in prosieguo: la
         «Senior GmbH» o la «società indirettamente controllata»).
      
       Contesto normativo
       La normativa comunitaria
      3       Come emerge dal suo primo e dal suo secondo ‘considerando’, la direttiva 69/335 è diretta a promuovere la libera circolazione
         dei capitali, libertà questa ritenuta essenziale per la creazione di un mercato interno. A tale titolo, essa mira ad eliminare
         gli ostacoli fiscali nell’ambito della raccolta di capitali e, in particolare, dei conferimenti versati, dai soci e dagli
         azionisti, alle loro società di capitali.
      
      4       A tal fine, gli artt. 1-9 della direttiva 69/335 prevedono la riscossione di un’imposta armonizzata sui conferimenti versati
         a società di capitali (in prosieguo: l’«imposta sui conferimenti»). 
      
      5       Ai sensi del sesto ‘considerando’ della direttiva 69/335, tale imposta sui conferimenti viene riscossa una sola volta all’interno
         della Comunità ed è di pari livello in tutti gli Stati membri.
      
      6       Pertanto, ai sensi dell’art. 2, n. 1, di tale direttiva, «[l]e operazioni sottoposte all’imposta sui conferimenti sono tassabili
         unicamente nello Stato membro sul territorio del quale si trova la sede della direzione effettiva della società di capitali
         al momento in cui hanno luogo dette operazioni».
      
      7       L’art. 4 della direttiva 69/335 elenca le operazioni che gli Stati membri possono o, a seconda dei casi, devono gravare dell’imposta
         sui conferimenti (in prosieguo: i «conferimenti in società»).
      
      8       Così, l’art. 4, n. 1, lett. c), di tale direttiva dispone che gli Stati membri sottopongano all’imposta sui conferimenti «l’aumento
         del capitale sociale di una società di capitali mediante conferimento di beni di qualsiasi natura».
      
      9       Ai sensi del n. 2, lett. b), della stessa disposizione, gli Stati membri possono sottoporre all’imposta sui conferimenti «l’aumento
         del patrimonio sociale di una società di capitali mediante prestazioni effettuate da un socio [o un azionista] che non implicano
         un aumento del capitale sociale, ma che trovano la loro contropartita in una modifica dei diritti sociali ovvero che possono
         aumentare il valore delle quote sociali [o delle azioni]».
      
      10     Tuttavia, ai sensi dell’art. 7, n. 2, della direttiva 69/335, «[g]li Stati membri possono esentare dall’imposta sui conferimenti
         (…) le operazioni diverse da quelle di cui al paragrafo 1», queste ultime essendo sempre esentate.
      
       La normativa nazionale
      11     L’art. 32, n. 1, della Wet op de belastingen van rechtsverkeer (legge olandese sull’imposta sugli atti giuridici) 24 dicembre
         1970 (Stb. 1970, n. 611), come modificata dalla legge 13 dicembre 1996 (Stb. 1996, n. 652), dispone che, sotto la denominazione
         di «kapitaalbelasting» (imposta sui conferimenti), venga riscossa un’imposta sulla raccolta di capitale azionario in enti
         aventi sede nei Paesi Bassi. 
      
      12     Ai sensi dell’art. 34, lett. c) e d), di tale legge, per «raccolta di capitale azionario» si intende «la raccolta di capitali
         ottenuta con l’emissione di azioni di godimento, di fondazione e simili, che danno diritto ad una parte dell’utile o dell’attivo
         presente al momento dello scioglimento o della liquidazione» nonché «il versamento in conto capitale effettuato da un azionista
         o da un detentore di azioni di godimento o di fondazione o simili, senza che i diritti di cui alla lett. c) siano espressamente
         riconosciuti». 
      
      13     L’art. 63 della Algemene wet inzake rijksbelastingen (legge generale olandese sulle imposte) 2 luglio 1959 (Stb. 1959, n. 301),
         contiene una clausola di equità, detta clausola di «hardship», in base alla quale, in determinati casi o categorie di casi,
         il Ministro o il Sottosegretario di Stato per le Finanze può rimediare ad un’eccessiva ingiustizia che possa prodursi in sede
         di applicazione della legge tributaria.  
      
       Le misure di applicazione
      14     Il giudice del rinvio constata che, all’epoca dei fatti rilevanti, il Regno dei Paesi Bassi seguiva una politica secondo cui,
         in linea di principio, un conferimento di una società capogruppo nella società da essa indirettamente controllata era considerato
         un’operazione imponibile sia in capo alla società controllata sia in capo alla società indirettamente controllata. Tuttavia,
         se entrambe le società avevano sede nei Paesi Bassi, solo la società indirettamente controllata era tenuta a versare l’imposta,
         in forza della clausola di «hardship». 
      
      15     Il governo dei Paesi Bassi osserva però che, nei casi di società indirettamente controllate stabilite al di fuori del territorio
         nazionale, l’ispettore tributario può anche rinunciare al prelievo dell’imposta sui conferimenti nei confronti di una società
         controllata qualora detta imposta sia già stata riscossa all’estero in capo alla società indirettamente controllata. 
      
      16     Quindi, secondo il governo dei Paesi Bassi, la politica del Regno dei Paesi Bassi, per ragioni di equità e al fine di evitare
         una doppia imposizione in seno ad un gruppo societario, consiste piuttosto nell’esentare dall’imposta sui conferimenti una
         società controllata in tutti i casi in cui la società indirettamente controllata sia già stata tassata (nei Paesi Bassi o
         all’estero) e non solo nel caso in cui quest’ultima abbia sede nel territorio olandese. Infatti, in entrambi i casi, il prelievo
         dell’imposta sui conferimenti in capo alla società controllata sarebbe iniquo in forza della clausola di «hardship».
      
       Controversia principale e questioni pregiudiziali
      17     La Senior BV è una società a responsabilità limitata di diritto olandese le cui quote sociali sono interamente detenute dalla
         società di diritto inglese Senior Ltd. A sua volta, la Senior BV detiene tutte le quote sociali della Senior GmbH, società
         di diritto tedesco.
      
      18     L’8 dicembre 1997 la società capogruppo, la Senior Ltd, ha versato alla Senior GmbH, società da essa indirettamente controllata,
         un conferimento di 10 071 000 marchi tedeschi (DEM) [pari a 11 349 000 fiorini olandesi (NLG)].
      
      19     In Germania, tale operazione non è stata sottoposta al pagamento di nessun tributo da parte della Senior GmbH, avendo tale
         Stato membro abolito l’imposta sui conferimenti dal 1º gennaio 1992, in conformità all’art. 7, n. 2, della direttiva 69/335.
         
      
      20     Nei Paesi Bassi, la Senior BV ha dovuto versare un importo pari a NLG  113 490 a titolo di imposta sui conferimenti.
      21     La Senior BV ha quindi proposto un ricorso diretto a contestare la fondatezza di tale imposizione. Dopo che il suo ricorso
         è stato respinto dall’ispettore tributario nonché dal Gerechtshof te’s‑Gravenhage (Corte d’appello dell’Aia), la Senior BV
         ha presentato ricorso per cassazione contro la decisione adottata da quest’ultimo. 
      
      22     Lo Hoge Raad der Nederlanden (Corte suprema dei Paesi Bassi), nutrendo dubbi sulla compatibilità con il diritto comunitario
         del regime olandese che, da un lato, impone ad una società (società controllata) il versamento dell’imposta sui conferimenti
         relativamente ai conferimenti versati dalla società che la controlla (società capogruppo) alla sua controllata (società indirettamente
         controllata), ma, dall’altro, esenta da tale imposta una società (società controllata) nel caso in cui anche la sua controllata
         (società indirettamente controllata) abbia sede nei Paesi Bassi, ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla
         Corte le seguenti questioni pregiudiziali:  
      
      «1)      Se l’art. 4, n. 2, lett. b), della direttiva [69/335] consenta che venga prelevata l’imposta sui conferimenti nei confronti
         di una società relativamente ad un informale conferimento diretto di capitale versato dalla società capogruppo di tale società
         in una controllata di tale società e, in caso affermativo, quali circostanze siano al riguardo rilevanti; se sia in particolare
         rilevante il fatto che tale società, da un punto di vista economico, debba essere considerata l’“effettiva beneficiaria” (…)
         di tale informale conferimento diretto di capitale.
      
      2)      Se la libertà di stabilimento sancita all’art. 52 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE), in combinato
         disposto con l’art. 58 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 48 CE), vieti che l’amministrazione delle imposte
         di uno Stato membro segua la politica secondo cui non viene prelevata alcuna imposta sui conferimenti nei confronti di una
         società relativamente ad un informale conferimento diretto di capitale versato dalla società capogruppo di tale società in
         una controllata di tale società, purché la controllata sia stabilita in tale Stato membro, e se sia al riguardo rilevante
         – partendo dal presupposto che la direttiva in un caso come quello di specie consente di prelevare un’imposta sui conferimenti
         sia nei confronti di tale società sia nei confronti della sua controllata – il fatto che a livello di gruppo finanziario sia
         prelevata un’imposta sui conferimenti maggiore di quella che sarebbe applicata se tale società e la sua controllata fossero
         stabilite nei Paesi Bassi».
      
       Sulle questioni pregiudiziali
       Sulla prima questione, relativa all’imposizione a titolo di imposta sui conferimenti (art. 4, nn. 1, lett. c), e 2, lett. b),
            della direttiva 69/335) 
      23     Con la sua prima questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se, in circostanze quali quelle della causa principale,
         la direttiva 69/335 osti a che uno Stato membro assoggetti una società di capitali (società controllata) all’imposta sui conferimenti
         relativamente ad un conferimento versato dalla società che la controlla (società capogruppo) alla sua controllata (società
         indirettamente controllata).
      
      24     Al riguardo, occorre ricordare che la direttiva 69/335, agli artt. 1-9, prevede la riscossione di un’imposta armonizzata sui
         conferimenti in società.
      
      25     In base alla ratio e al sistema della direttiva 69/335, tale imposta sui conferimenti è riscossa in capo alla società di capitali
         destinataria del conferimento di cui trattasi. Essa è normalmente individuata nella società a cui sono materialmente trasmessi
         i beni o i servizi in questione. Solo eccezionalmente può essere altrimenti e occorre individuare la «vera beneficiaria» dei
         beni o dei servizi in questione (v., in particolare, relativamente ad un conferimento di capitale versato a società controllate
         dalla società che ha aumentato il suo capitale sociale, sentenza 17 ottobre 2002, causa C‑339/99, ESTAG, Racc. pag. I‑8837,
         punti 44‑47).
      
      26     Inoltre, dal sesto ‘considerando’ e dall’art. 2 della direttiva 69/335 risulta che l’imposta sui conferimenti in società è
         prelevata una sola volta (all’interno della Comunità) (v. in tal senso, in particolare, sentenze 20 aprile 1993, cause riunite
         C‑71/91 e C‑178/91, Ponente Carni e Cispadana Costruzioni, Racc. pag. I‑1915, punto 19, e 17 dicembre 1998, causa C‑236/97,
         Codan, Racc. pag. I‑8679, punto 27). 
      
      27     Dai fatti della causa principale descritti dal giudice del rinvio emerge che il conferimento in questione è stato versato
         alla società indirettamente controllata (la Senior GmbH) nell’ambito di un apporto a suo favore. Invece, niente, in tali fatti,
         consente di affermare che le circostanze della causa principale costituiscono una situazione eccezionale in cui un’altra società,
         quale, ad esempio, la società controllata (la Senior BV), debba essere considerata la «vera beneficiaria» di tale conferimento.
      
      28     Occorre quindi esaminare se, in base alle disposizioni della direttiva 69/335, il conferimento in questione sia soggetto all’imposta
         sui conferimenti in capo alla società indirettamente controllata (la Senior GmbH). Se così fosse, quello stesso conferimento
         non potrebbe infatti essere tassato in capo a un’altra società, quale, in questo caso, la società controllata (la Senior BV).
      
      29     Al riguardo, l’art. 4 della direttiva 69/335 definisce le operazioni che gli Stati membri possono o, a seconda dei casi, devono
         gravare dell’imposta sui conferimenti (v. in tal senso, in particolare, sentenze 18 marzo 1993, causa C‑280/91, Viessmann,
         Racc. pag. I‑971, punto 12, e 27 ottobre 1998, causa C‑152/97, Agas, Racc. pag. I‑6553, punti 19 e 20). 
      
      30     Poiché l’operazione in questione nella causa principale costituisce un conferimento di capitale versato da una società capogruppo
         (la Senior Ltd) alla società da essa indirettamente controllata (la Senior GmbH), in linea di principio, essa potrebbe essere
         esaminata alla luce o dell’art. 4, n. 1, lett. c), della direttiva 69/335 o dell’art. 4, n. 2, lett. b), della stessa direttiva.
      
      31     L’art. 4, n. 1, lett. c), di tale direttiva prevede il prelievo di un’imposta sui conferimenti a titolo di aumento del capitale
         sociale di una società di capitali mediante conferimento di beni di qualsiasi natura. 
      
      32     L’art. 4, n. 2, lett. b), di questa stessa direttiva dispone che gli Stati membri possono sottoporre all’imposta sui conferimenti
         l’aumento del patrimonio sociale di una società di capitali mediante prestazioni effettuate da un socio (o un azionista) che
         non implicano un aumento del capitale sociale, ma che possono aumentare il valore delle quote sociali (o delle azioni). 
      
      33     Orbene, confrontando queste due disposizioni si deve dichiarare, seguendo l’esempio del governo dei Paesi Bassi, che l’«aumento
         del capitale sociale» ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. c), della direttiva 69/335 implica l’aumento formale del capitale
         sociale per mezzo o dell’emissione di nuove quote o azioni, oppure dell’aumento del valore nominale delle quote o azioni già
         emesse (v., in tal senso, sulla natura del capitale sociale, sentenze 15 luglio 1982, causa 270/81, Felicitas Rickmers‑Linie,
         Racc. pag. 2771, punto 15, e 2 febbraio 1988, causa 36/86, Dansk Sparinvest, Racc. pag. 409, punto 13). 
      
      34     Invece, anche considerando che il patrimonio sociale è definito come l’insieme dei beni che i soci hanno posto in comune,
         ivi compresi i frutti dei detti beni (v., in tal senso, sentenza 28 marzo 1990, causa C‑38/88, Siegen, Racc. pag. I‑1447,
         punto 12), l’«aumento del patrimonio sociale» ai sensi dell’art. 4, n. 2, lett. b), della detta direttiva comprende, in linea
         di principio, ogni forma di aumento del patrimonio sociale di una società di capitali. Così, ad esempio, la Corte ha qualificato
         come «aumento del patrimonio sociale», ai sensi di tale disposizione, un trasferimento di utili (v. sentenza 13 ottobre 1992,
         causa C‑49/91, Weber Haus, Racc. pag. I‑5207, punto 10), un prestito senza interessi (v., in particolare, sentenza 17 settembre
         2002, causa C‑392/00, Norddeutsche Gesellschaft zur Beratung und Durchführung von Entsorgungsaufgaben bei Kernkraftwerken,
         Racc. pag. I‑7397, punto 18), un accollo delle perdite (v. sentenza Siegen, cit., punto 13) e la rinuncia a un credito (v.
         sentenza 5 febbraio 1991, causa C‑15/89, Deltakabel, Racc. pag. I‑241, punto 12).
      
      35     Nella causa principale, il conferimento in questione è stato effettuato «sul valore delle quote» della società indirettamente
         controllata (la Senior GmbH). Orbene, poiché un versamento «sul valore delle quote» non comporta un «aumento del capitale
         sociale», tale conferimento non ricade nell’art. 4, n. 1, lett. c), della direttiva 69/335. 
      
      36     Il conferimento di cui trattasi rientra quindi nell’ambito di applicazione dell’art. 4, n. 2, lett. b), di tale direttiva.
         
      
      37     Infatti, innanzi tutto, il conferimento di capitale in questione ha «aumentato il patrimonio sociale» della società indirettamente
         controllata (la Senior GmbH). 
      
      38     In secondo luogo, tale conferimento «poteva aumentare il valore delle quote sociali» nella medesima società. In seguito a
         tale conferimento, le quote sociali nella società indirettamente controllata (la Senior GmbH) hanno acquisito de facto più
         valore.
      
      39     In terzo luogo, il conferimento in questione si presenta come una «prestazione effettuata da un socio». Effettivamente, è
         vero che tale conferimento è stato versato non dal socio della Senior GmbH (la Senior BV), ma dalla società che detiene il
         controllo (la Senior Ltd), ossia dal socio del socio. Tuttavia, occorre ricordare che, relativamente all’origine di un conferimento,
         la Corte ha adottato un approccio non formale, fondato sulla sua reale imputazione (v., in tal senso, citate sentenze Weber
         Haus, punti 11 e 13; ESTAG, punti 37‑39 nonché 41, e 17 ottobre 2002, causa C‑71/00, Develop, Racc. pag. I‑8877, punti 25-29).
         Orbene, poiché il conferimento in questione è stato versato dalla società capogruppo (la Senior Ltd) alla società da essa
         indirettamente controllata (la Senior GmbH) allo scopo di aumentare il valore delle quote sociali in quest’ultima società,
         ed essendo tale aumento soprattutto nell’interesse del suo unico socio, ossia la Senior BV, occorre concludere che tale conferimento
         dev’essere attribuito a quest’ultima società, vale a dire la Senior BV. Si tratta quindi di una «prestazione effettuata da
         un socio» ai sensi dell’art. 4, n. 2, lett. b), della direttiva 69/335.
      
      40     Ne deriva che, ai sensi delle disposizioni della direttiva 69/335, il conferimento oggetto della causa principale è sottoposto
         all’imposta sui conferimenti in capo alla società indirettamente controllata (la Senior GmbH). 
      
      41     Orbene, dato che, conformemente all’art. 2, n. 1, della direttiva 69/335, in combinato disposto con il sesto ‘considerando’
         della stessa, un conferimento in società può essere tassato una sola volta (all’interno della Comunità), tale conferimento
         non può essere oggetto di una seconda imposizione, questa volta in capo alla società controllata (la Senior BV).
      
      42     Al riguardo, poco importa che, eventualmente, il conferimento in questione abbia anche aumentato il patrimonio sociale della
         società controllata (la Senior BV). Infatti, come sottolineato dall’avvocato generale al paragrafo 21 delle sue conclusioni,
         occorre constatare che un tale aumento costituirebbe solo un effetto economico automatico e accessorio del conferimento effettuato
         nei confronti della società indirettamente controllata (la Senior GmbH). Tale aumento non sarebbe quindi dovuto ad un secondo,
         distinto conferimento, autonomamente tassabile.  
      
      43     Parimenti, poco importa che lo Stato membro competente a tassare la società indirettamente controllata (la Senior GmbH), ai
         sensi dell’art. 2, n. 1, della direttiva 69/335, ossia la Repubblica federale tedesca, non abbia in realtà tassato tale società
         a causa dell’avvenuta abolizione in tale paese, dal 1º gennaio 1992, dell’imposta sui conferimenti. Infatti, conformemente
         all’art. 7, n. 2, della direttiva 69/335, gli Stati membri sono liberi di esentare dall’imposta sui conferimenti i conferimenti
         in società, senza che da tale esenzione derivi la facoltà di imposizione in capo a un altro Stato membro. Al contrario, la
         direttiva 69/335 favorisce ed incoraggia sia le esenzioni specifiche dell’imposta sui conferimenti (artt. 7, nn. 1 e 3, 8
         e 9) sia la sua totale abolizione (art. 7, n. 2). Tale direttiva non può quindi essere interpretata nel senso di consentire
         ad uno Stato membro di approfittare della temperanza fiscale di un altro Stato membro al fine di aumentare le proprie entrate
         tributarie.  
      
      44     Al riguardo, occorre quindi rispondere alla prima questione nel senso che, in circostanze quali quelle della causa principale,
         l’art. 4, n. 2, lett. b), della direttiva 69/335, in combinato disposto con l’art. 2, n. 1, e con il sesto ‘considerando’
         della stessa, osta a che uno Stato membro assoggetti una società di capitali (società controllata) all’imposta sui conferimenti
         relativamente ad un conferimento versato dalla società che la controlla (società capogruppo) alla sua controllata (società
         indirettamente controllata).
      
       Sulla seconda questione, relativa al diritto alla libertà di stabilimento (art. 52 del Trattato CE)
      45     Tenuto conto della soluzione data alla prima questione, non occorre risolvere la seconda questione.
       Sulle spese
      46     Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Prima Sezione) dichiara:
      In circostanze quali quelle della causa principale, l’art. 4, n. 2, lett. b), della direttiva del Consiglio 17 luglio 1969,
            69/335/CEE, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, come modificata dalla direttiva del Consiglio 10
            giugno 1985, 85/303/CEE, in combinato disposto con l’art. 2, n. 1, e con il sesto ‘considerando’ della stessa, osta a che
            uno Stato membro assoggetti una società di capitali (società controllata) all’imposta sui conferimenti relativamente ad un
            conferimento versato dalla società che la controlla (società capogruppo) alla sua controllata (società indirettamente controllata
            dalla capogruppo).
      Firme
      * Lingua processuale: l'olandese.