CELEX: 51992PC0470(01)
Language: it
Date: 1993-01-13
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa al programma pluriennale (1993-1996) di azioni comunitarie destinate a rafforzare gli indirizzi prioritari della politica per le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, nella Comunità

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                            C0M(92) 470 def.
                                            Bruxelles, 13 gennaio 1993
                                 LA DIMENSIONE IMPRESA
                           AL CENTRO DELLA CRESCITA EUROPEA
              Le azioni comunitarie per rafforzare e garantire
              La continuità della politica per le imprese, in
              particolare per le PMI, nella Comunità
                                     PROPOSTA
                           DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
                 relativa al programma pluriennale (1993-1996)
    di azioni comunitarie destinate a rafforzare gli indirizzi prioritari
                         della politica per le imprese/
          in particolare le piccole e medie imprese, nella Comunità,
                          (presentata dalla Commissione)
                                     PROPOSTA
                           DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
                 relativa al programma pluriennale (1994-1997)
              di azioni comunitarie per assicurare la continuità
                         della politica per le imprese,
          in particolare le piccole e medie imprese, nella Comunità
                          (presentata dalla Commissione)
la
 ---pagebreak---                        LA DIMENSIONE IMPRESA AL CENTRO
                            DELLA CRESCITA EUROPEA
RELAZIONE
          RAFFORZARE LE AZIONI PRIORITARIE DELLA POLITICA A FAVORE
              DELLE IMPRESE PER STIMOLARE LA CRESCITA ECONOMICA
                                NELLA COMUNITÀ*
   I. OBIETTIVI
 II. LINEE DI AZIONE PRIORITARIE DA RAFFORZARE
A)    POTENZIAMENTO DEGLI EURO INFO CENTRI PER FACILITARE L'ACCESSO
      ALL'INFORMAZIONE COMUNITARIA
B)    POTENZIAMENTO DELLE RETI PER LA RICERCA DI PARTNERS (BRE E
      BC-NET)
C)    INTENSIFICARE I CONTATTI DIRETTI FRA IMPRENDITORI MEDIANTE I PROGRAMMI
      EUROPARTENARIAT E INTERPRISE E LA PROMOZIONE DELLA SUBFORNITURA A
      LIVELLO TRANSNAZIONALE
D)    MIGLIORAMENTO DEL CONTESTO AMMINISTRATIVO E NORMATIVO IN CUI OPERANO
      LE IMPRESE
E)    PROMOZIONE DEGLI STRUMENTI COMUNITARI
III. CONCLUSIONE
 ---pagebreak---                   GARANTIRE LA CONTINUITÀ' DELLA POLITICA
                PER LE IMPRESE, IN PARTICOLARE DELLE PICCOLE
                      E MEDIE IMPRESE, NELLA COMUNITÀ'
 I. OBIETTIVI
II. MISURE DIRETTE A GARANTIRE LA CONTINUITÀ' DELLA POLITICA PER LE IMPRESE
A)   MISURE FINALIZZATE A SETTORI PARTICOLARI IN SVILUPPO
     ARTIGIANATO E PICCOLE IMPRESE
     IMPRESE DEL COMMERCIO E DELLA DISTRIBUZIONE
     COOPERATIVE, MUTUE, ASSOCIAZIONE E FONDAZIONI
B)   PROMUOVERE LA CREAZIONE DI UN MIGLIORE CONTESTO FINANZIARIO
C)   MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DELLA POLITICA A FAVORE DELLE IMPRESE
     OSSERVATORIO EUROPEO DELLE PMI
     MIGLIORAMENTO DELLE STATISTICHE SULLE PMI
     VALUTAZIONE DELLA POLITICA E DELLE AZIONI ESISTENTI
III. CONCLUSIONE
                            PROPOSTE DI DECISIONE
1.   Proposta di decisione del Consiglio relativa al programma pluriennale
     1993-1996 di azioni comunitarie dirette a rafforzare le linee di
     azione prioritarie della politica per le imprese, in particolare per
     le PMI, nella Comunità.
2.   Proposta di decisione del Consiglio relativa al programa pluriennale
     (1994-199?)di azioni comunitarie dirette a garantire la continuità
     della politica per le imprese, in particolare per le PMI, nella
     Comunità.
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Il Consiglio europeo di Edimburgo dell'11 e 12 dicembre 1992, accogliendo i
suggerimenti della Commissione, ha riconosciuto la necessità di un'azione a
vasto raggio per sostenere la crescita economica nella Comunità.
Nella dichiarazione sulla promozione della ripresa economica in Europa (!)
si legge quanto segue: "Riconoscendo l'importanza delle PMI nella creazione
dei posti di lavoro e nella promozione della crescita, il Consiglio europeo
ha invitato il Consiglio e la Commissione ad assicurare che siano ridotti
gli oneri derivanti dalla legislazione comunitaria che gravano sulle
piccole e medie imprese (specialmente tramite il ricorso a regimi
semplificati e a limiti di esenzione nel settore della fiscalità indiretta)
e che alle PMI siano fornite informazioni complete in merito al sostegno
comunitario. Ha chiesto alla Commissione di accelerare le azioni a favore
delle PMI che hanno dato prova di validità a livello comunitario."
E' innegabile, infatti, che le PMI forniscono un contributo di grande
rilievo all'economia europea tanto sotto il profilo del PIL che esse
generano, quanto sotto quello dell'occupazione e dello sviluppo regionale e
locale (2) #
La crisi di fiducia e le difficoltà economiche di cui risente oggi l'azione
della Comunità (3), confermano per contro la fondatezza dell'analisi che
aveva preceduto il varo di una politica per le imprese e la natura delle
iniziative varate dopo tale data. L'esigenza di rafforzare e di proseguire
questa politica è stata riconosciuta recentemente e le linee prioritarie
che essa prevede hanno assunto un ruolo centrale per il rilancio e lo
sviluppo dell'economia europea.
Date queste premesse, per ridare fiducia agli imprenditori e, quindi, per
incoraggiare il loro impegno attivo nel processo economico è essenziale che
la politica per le imprese venga mantenuta ali'interno di un quadro di
riferimento unitario. La ripresa della crescita economica è un obiettivo
che giustifica l'anticipazione e il potenziamento dello sforzo comunitario
su azionx prioritarie capaci di suscitare la mobilitazione delle imprese
con l'obiettivo del rilancio.
(1)  Consiglio europeo di Edimburgo, 11-12 dicembre 1992, conclusioni della
     presidenza, parte A, allegato 4, punto 8.
(2)  Risulta dalla seconda relazione della Commissione "Imprese in Europa"
     che fra gli 11,6 milioni di imprese analizzate nel 1988, il 96,3%
     aveva meno di 20 dipendenti, il 3,4% tra 20 e 200 dipendenti e meno
     dello 0,2% fra 200 e 500 dipendenti e rappresentavano, nel loro
     insieme, il 70,2% dell'occupazione della Comunità; questi ordini di
     grandezza variano secondo la distribuzione geografica delle imprese,
     ISBN-92826-4609-2.
(3)  Le prospettive economiche a breve termine si sono notevolmente
     deteriorate. La revisione al ribasso delle prospettive di crescita
     rispetto alle proiezioni della primavera 1992 (1% probabile contro
     l'I,7% stimato) fa presagire un peggioramento della congiuntura ancora
     più consistente del previsto (il tasso di disoccupazione supererà
     probabilmente la soglia del 10%) e una fase protratta di ristagno
     prima della ripresa. L'allungamento dei tempi è imputabile a vari
     fattori, in particolare alla perdita di competitività di alcuni
     prodotti sui mercati dei paesi terzi a causa dell'apprezzamento di
     alcune monete e, soprattutto, secondo le indagini periodiche, ad una
     profonda crisi di fiducia nei consumatori e nelle imprese.
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Infatti, per incoraggiare nel breve periodo la mobilitazione degli
imprenditori è indispensabile presentare le prospettive di lungo periodo
che la Comunità intende offrire come accompagnamento allo sviluppo
permanente delle imprese, in particolare delle PMI. La necessità di
un'azione permanente giustifica la proposta di una decisione in cui sono
identificati gli strumenti capaci di garantire la continuità della politica
per le imprese.
La coesistenza, nell'ambito unitario della politica per le imprese, di due
proposte di decisione, ciascuna delle quali è dotata di un proprio valore
aggiunto, consentirà di massimizzare gli effetti macroeconomici e
microeconomici della "dimensione impresa".
E' necessario trovare un equilibrio fra queste due dimensioni della
politica a favore delle imprese, in modo che le risposte volte a
ripristinare la fiducia delle imprese in una difficile fase congiunturale
non facciamo venir meno la credibilità dell'azione comunitaria distogliendo
l'attenzione dalle trasformazioni strutturali a lungo termine.
Il presente programma a favore delle imprese mira quindi a potenziare fin
da ora le azioni prioritarie capaci di rispondere con immediatezza alle
esigenze di adattamento delle imprese in un periodo di incertezza. In via
complementare, essa è intesa a garantire la continuità delle azioni di
accompagnamento di carattere generale o a favore di categorie specifiche di
imprese in modo da evitare che la tendenza alle anticipazioni negative (i
cui effetti si fanno chiaramente sentire sulla congiuntura attuale) si
prolunghi nel tempo o investa nuove categorie di imprese.
La situazione economica generale richiede infatti uno sforzo particolare in
direzione delle imprese, sforzo che deve affiancarsi, completandolo, al
proseguimento dell'azione di base svolta in loro favore già da vari anni,
allo scopo di garantire che le imprese, in particolare le piccole e medie
imprese, si inseriscano validamente in un'economia e in una società europea
in piena evoluzione.
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RAFFORZARE LE AZIONI PRIORITARIE DELLA POLITICA A FAVORE DELLE
IMPRESE PER STIMOLARE LA CRESCITA ECONOMICA NELLA COMUNITÀ~
                            (1993-1996)
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         RAFFORZARE LE AZIONI PRIORITARIE DELLA POLITICA A FAVORE DELLE
         IMPRESE PER STIMOLARE LA CRESCITA ECONOMICA NELLA COMUNITÀ"
                                      (1993-1996)
  I. OBIETTIVI
 Per garantire un alto valore aggiunto alla politica comunitaria a favore
 delle imprese e consentirle di contribuire al rilancio dell'attività
 economica va dato un forte impulso alle azioni più aderenti alla realtà
 delle imprese e va intensificata l'interazione dei vari strumenti
 disponibili.
 Un obiettivo importante consiste nel permettere alle imprese - al di là dei
 necessari adeguamente strutturali e della maggiore concorrenza - di
 cogliere le opportunità che derivano dalla nuova dimensione del mercato
 interno.
 In questo processo di "europeizzazione" delle imprese, il potenziamento
 degli strumenti diventa quindi un fattore essenziale di crescita. Esso deve
 basarsi sia sulle reti già operanti di informazione e di cooperazione sia
 sullo sviluppo degli strumenti comunitari esistenti, in particolare sullo
 sviluppo di quelli diretti a rafforzare il potenziale tecnologico; in pari
 tempo, deve favorire il formarsi di un contesto amministrativo e normativo
 adeguato allo sviluppo delle iniziative imprenditoriali.
 Nel quadro della crescente internazionalizzazione - sia sotto il profilo
 delle strategie imprenditoriali che del ruolo sempre più rilevante del
 partnerariato nella cooperazione industriale e tecnica - occorre tenere
 pienamente conto dell * importanza che andranno assumendo le relazioni con i
 paesi terzi in conseguenza della rapida apertura dei mercati.
 Di conseguenza, le reti e gli strumenti già operanti dovrebbero continuare
 ad essere estesi anche ai paesi terzi tenendo conto delle aree prioritarie
 definite dalla politica esterna e da quella di sviluppo. Si tratta di
 creare, nell'interesse reciproco, le migliori condizioni per instaurare
 contatti fra imprenditori della Comunità e dei paesi terzi, basandosi su
 tecnologie già provate su scala comunitaria, purché ciò non rechi
 pregiudizio al funzionamento armonioso degli strumenti.
 In tale contesto, gli strumenti e le azioni operanti a favore delle PMI
 devono tener conto, in via prioritaria, del nuovo Spazio economico europeo
 che associa strettamente i paesi dell'EPTA e i paesi dell'Europa centrale e
 orientale. Saranno varate iniziative complementari a quelle previste dai
 vari accordi commerciali e di cooperazione della Comunità e da altri
 programmi"di aiuto e di cooperazione europea.
 Le linee di azione prioritarie della politica a favore delle imprese da
 potenziare nella prospettiva della ripresa economica dovranno essere
 individuate tenendo conto dei risultati della valutazione del programma
 1990-1993, effettuata come prescritto dalla decisione 91/319/CEE < 4 ) .
 Questa valutazione ha confermato la validità delle azioni e la loro
 idoneità a conseguire gli obiettivi che si era prefissa e, più
 particolarmente, a fissare obiettivi raggiungibili dalle singole imprese.
 Di conseguenza, si è ritenuto che le linee di azione prioritarie qui
 individuate siano le più qualificate - una volta potenziati i loro mezzi di
 azione - per sostenere un processo di rilancio dell'attività delle imprese.
(4)   Si vedano le osservazioni della Commissione sul rapporto presentato
      dalla società Deloitte & Touche sulla valutazione delle politica
      comunitaria a favore delle imprese, SEC(92)1999 dell'11 novembre 1992.
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II. LINEE DI AZIONE PRIORITARIE DA RAFFORZARE
  A) POTENZIAMENTO DEGLI EURO INFO CENTRI PER AGEVOLARE L'ACCESSO
     ALL'INFORMAZIONE COMUNITARIA
1. L'informazione rappresenta uno dei fattori fondamentali per lo sviluppo
e per la europeizzazione delle imprese e la Commissione intende garantire
la massima sinergia tra tutti i relè di informazione a disposizione delle
imprese.
Una prima priorità è quindi riservata al POTENZIAMENTO E ALLO SVILUPPO
DELLA RETE DEGLI EURO INFO CENTRI (EIC).
Rete orientata al soddisfacimento delle esigenze delle imprese, gli Euro
Info Centri (EIC) svolgono una duplice funzione a valle e a monte dei
servizi della Commissione:
-  a valle, attraverso la più ampia divulgazione dell'informazione
   comunitaria grazie a numerosi relè di informazione operanti in
   corrispondenza delle 210 teste di ponte costituite dagli EIC;
-  a monte, stimolando un flusso di informazioni dalla base imprenditoriale
   con preziose indicazioni sul contesto economico regionale in cui operano
   le imprese.
Tale informazione è disponibile per tutti i membri della rete e diventerà
sempre più importante man mano che le varie regioni parteciperanno alla
dinamica del completamento del mercato interno.
Talune specializzazioni, ben identificate ed incoraggiate dalla struttura
centrale della rete, contribuiscono ad aumentare il valore aggiunto
complessivo della rete stessa grazie alla divulgazione di informazioni
sempre più operative ed alla costituzione di pacchetti di informazione
integrati.
Infine, gli EIC svolgono una funzione di formazione - assistenza pratica
alle imprese che desiderano partecipare direttamente alle opportunità
offerte dai programmi comunitari e alla crescente liberalizzazione degli
appalti pubblici.
La rete EIC si presenta quindi come uno strumento comunitario ad alto
valore aggiunto, diversificato e polivalente, al servizio dell'informazione
delle imprese, che opera tramite le organizzazioni socio-professionali
decentrate delle PLI e contribuisce a stimolarne le funzioni europee.
2. Ciò premesso, occorre adeguare tanto la struttura della rete quanto la
natura delle informazioni che essa fornisce, in un clima di ampio dialogo
che consenta agli imprenditori di definire rapidamente linee d'azione
strategiche correlate all'effettivo funzionamento del grande mercato senza
frontiere interne.
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In questo contesto verranno proposte:
   la revisione della composizione della rete in modo da prendere in
   maggiore considerazione le reti che già forniscono informazioni a
   determinate categorie di imprese, ad es. secondo le loro dimensioni
   (come le imprese artigiane) o su base settoriale o professionale; vanno
   anche prese in considerazione altre domande di adesione formulate da più
   parti, specialmente da centri di informazione aziendale a carattere
   decentrato che attualmente funzionano come sotto-reti;
-  la creazione di nuovi centri di corrispondenza (al di fuori della
   Comunità) allo scopo di tener conto delle esigenze di
   internazionalizzazione delle imprese;
-  una più sollecita messa a disposizione delle imprese di informazioni
   attendibili ed orientate ai loro reali bisogni nell'ambito del mercato
   unico, soprattutto sotto forma di prodotti integrati come le banche
   dati;
-  nell'ambito del finanziamento del progetto Eie, e per aumentare
   l'efficienza della rete, la parziale assunzione a carico della Comunità
   delle spese di formazione delle sedi decentrate e delle spese per
   l'utilizzazione delle banche dati; questa forma di finanziamento
   sostituirebbe l'accesso gratuito alle sole basi di dati comunitarie, che
   è destinato a scomparire progressivamente; il contributo finanziario
   della Commissione verrebbe in tal caso subordinato alla realizzazione di
   obiettivi precisi da parte degli EIC, con particolare riferimento alla
   penetrazione nel tessuto imprenditoriale locale.
  B) POTENZIAMENTO DELLE RETI DI RICERCA CONFIDENZIALE E NON CONFIDENZIALE
     DI PARTNER INDUSTRIALI- BRE E BC-NET
3. La strategia di sviluppo comune ai due strumenti di ricerca di partner
industriali (BRE e BC-NET) farà propri i vari spunti emersi dal
miglioramento dell'impostazione qualitativa sostenuta dal Consiglio fin dal
1991, all'atto del riesame della decisione 89/490/CEE, e i suggerimenti
emersi, più di recente, dalla valutazione interna ed esterna delle azioni
condotte in questo settore:
-  la sensibilizzazione e la formazione dei consulenti aziendali che
   appartengono a queste due reti terrà conto del vivo interesse che - come
   si è constatato - riscuotono le forme di cooperazione sul terreno
   tecnologico, finanziario e del marketing,
   verrà favorita una cooperazione fra gli strumenti di ricerca di partner
   industriali (BRE e BC-NET) e di altre reti decentrate in modo da offrire
   un servizio più aderente alle esigenze delle imprese; ad es. le reti BRE
   e BC-NET potrebbero accompagnare, a monte e a valle, le iniziative del
   tipo Interprise; le reti cercheranno inoltre di stabilire forme di
   cooperazione adeguate con organizzazioni di categoria, con le Camere di
   commercio, industria ed artigianato in modo da amplificare l'effetto
   rete e accrescere l'efficacia degli strumenti.
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4. L'UFFICIO PER LA COOPERAZIONE TRA IMPRESE (BRE), specializzato nella
ricerca di partner industriali non coperta da segreto, permette alle
imprese di accedere direttamente alla rete dei corrispondenti dislocati in
tutti i paesi della Comunità e in alcuni paesi terzi.
Il potenziamento del BRE proseguirà nel rispetto degli orientamenti
tracciati in anni recenti, e in particolare comprenderà:
-   l'estensione del campo d'intervento del BRE tramite un maggior numero di
    corrispondenti tanto nella Comunità che fuori di essa,
-   il miglioramento della qualità delle prestazioni tramite una migliore
    professionalità dei corrispondenti della rete,
    il sostegno alla intensificazione della collaborazione fra i membri
    della rete.
La rete BRE dovrà, inoltre, mantenere la sua facilità ed elasticità di
utilizzazione, caratteristiche importantissime per poter accedere al
maggior numero di imprese e che le sono valse 1'apprezzamento dei
corrispondenti e delle imprese stesse.
Ciò premesso, verranno effettuati alcuni miglioramenti sul piano operativo
allo scopo di:
-   dare maggior risalto ai tipi di cooperazione e all'obiettivo della
   ricerca di partner industriali, in particolare attraverso la progressiva
    fusione delle Conferenze della rete EIC con il BRE;
-  migliorare le prestazioni dello strumento BRE abbreviando i tempi
   necessari per l'espletamento delle pratiche presso l'unità centrale che
   gestisce la rete.
5. BUSINESS COOPERATION NETWORK (BC-NET) rete di grande estensione
specializzata nella ricerca confidenziale di partner industriali,
migliorerà la qualità e la produttività secondo queste direttrici:
-  maggiore sostegno ai membri della rete, segnatamente in termini di
   formazione e di informatizzazione affinché i consulenti aziendali
   possano curare la fase informativa preliminare e facilitare i contatti
   fra i partner potenziali fornendo agli imprenditori informazioni e
   chiarimenti sui nuovi mercati;
-  intensificazione del monitoraggio sulla base di segnalazioni regolari
   per valutare meglio i risultati della ricerca dei partner facendo
   riferimento al numero di accordi conclusi e per apportare gli
   adattamenti necessari soprattutto per quanto riguarda le nomenclature,
   il sistema informatico, la gestione delle sotto-reti;
-  introduzione e adeguamento progressivo del sistema di tariffazione per
   contribuire non solo a diminuire l'onere pubblico ma anche ad accrescere
   la qualità favorendo una maggiore omogeneità della rete sia nella fase
   preparatoria che nella fase del monitoraggio. Dopo una prima fase basata
   su una tariffazione per profilo di cooperazione, verrà discusso con i
   consulenti il passaggio ad un sistema di tariffe forfettarie annuali,
   tenuto conto della situazione del mercato.
-  sviluppo di sinergie con altre azioni comunitarie, specialmente
   raccordandosi a quelle che già operano per migliorare la cooperazione
   nell'area delle risorse umane e della Ricerca & sviluppo - in
   particolare l'utilizzazione migliore dei risultati della ricerca - e in
   stretta connessione con gli altri programmi comunitari come, per
   esempio, quelli legati al finanziamento delle PMI o agli appalti
   pubblici.
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  C) INTENSIFICARE I CONTATTI DIRETTI TRA IMPRENDITORI MEDIANTE I
     PROGRAMMI EUROPARTENARIATO E INTERPRISE E PROMOZIONE
     DELLA SUBFORNITURA TRANSNAZIONALE
6. Gli "EUROPARTENARIATI" sono destinati a perseguire il duplice obiettivo
di fornire un sostegno allo sviluppo delle imprese e delle regioni.
Sulla base dei risultati della valutazione interna alla quale sta
attendendo, la Commissione procurerà di favorire una migliore preparazione
delle imprese e un migliore monitoraggio dei risultati in collegamento con
le autorità nazionali. Essa vigilirà affinché si osservi una partecipazione
ben equilibrata di imprese della Comunità e di imprenditori dei vicini
paesi europei e dei paesi limitrofi del Mediterraneo.
L'effetto strutturante sarà rafforzato sfruttando l'esistenza, nella
regione interessata, di organizzazioni capaci di garantire il monitoraggio.
Gli EUROPARTENARIATI hanno interessato fino ad oggi principalmente le
regioni dell'obiettivo 1. Questa priorità sarà mantenuta ma si farà in modo
da estendere le manifestazioni alle imprese delle regioni degli obiettivi 2
e 5b.
7. Anche il programma INTERPRISE ha beneficiato di un forte sostegno sia da
parte delle imprese che delle organizzazioni pubbliche o professionali e
delle autorità consolari.
Bisognerà continuare a dare un sostegno agli incontri settoriali o
multisettoriali privilegiando in particolare gli intensi sforzi di
cooperazione, nell'ambito della Comunità ed all'esterno di essa, su temi
prioritari come i processi di privatizzazione, nel cui ambito occorrerebbe
potenziare la presenza e il ruolo PMI.
Inoltre, e nell'ambito dell'interazione fra i programmi, incontri
INTERPRISE potrebbero seguire entro un termine ragionevole quelli di
EUROPARTENARIATO; in tal modo si potrà trarre vantaggio dai contatti
avviati nel corso della manifestazione principale, in stretto collegamento
con altri strumenti già operanti (giornate di trasferimento delle
tecnologie e fora di investimento - SPRINT).
8. Il PARTENARIATO EXTRACOMUNITARIO parte da un'impostazione analoga a
quella sviluppata all'interno della Comunità.
Poiché l'obiettivo consiste nell'avvicinare gli imprenditori europei e
quelli dei paesi terzi, saranno i programmi sviluppati nell'ambito delle
relazioni esterne della Comunità ad assicurare gran parte del loro
finanziamento.
E' stata realizzata con la Tunisia una prima azione tipo che ha confermato
la validità dell'approccio. Su questa base è in fase di completamento un
programma pilota pluriennale per i paesi del Mediterraneo (MED INVEST).
In tale contesto dovrebbe essere ulteriormente favorito l'accesso degli
imprenditori dei paesi terzi al programma Interprise, nella prospettiva
della europeizzazione e dell'internazionalizzazione.
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9. In tema di SUBFORNITURA TRANSNAZIONALE vanno presi in considerazione i
rapidi mutamenti che si verificano nei vari settori in cui essa interviene.
L'approccio "qualità totale" sarà d'ora in poi l'elemento essenziale della
competitività; esso si fonda non solo sulla qualità dei prodotti ma anche
su criteri gestionali capaci di ridurre le disfunzioni aziendali. E' chiaro
che l'obiettivo della qualità vale per tutti gli anelli della catena.
Per questo motivo, numerosi committenti firmano accordi di cooperazione con
i subfornitori per portarli allo stesso livello di qualità. Oltre alla
riduzione delle scorte, attraverso la fornitura "just in time", d'ora in
poi anche la gestione d'impresa verrà considerata strumento di
competitività.
Queste considerazioni mostrano l'esigenza di stimolare un partenariato a
più lungo termine fra grandi imprese e PMI per garantire nel tempo la
qualità dei servizi e dei prodotti.
In tale contesto l'azione comunitaria deve continuare a facilitare
l'emergenza di un marchio europeo della subfornitura mediante:
-  una maggiore conoscenza del quadro normativo e della rilevanza economica
   della subfornitura, anche in settori relativamente chiusi,
-  la promozione del ravvicinamento delle procedure di certificazione, in
   modo da definire norme di qualità comparabili che consentano accordi di
   reciproco riconoscimento; in generale tali azioni dovrebbero
   privilegiare accordi su base volontaria,
   la costituzione di una vera e propria rete europea della subfornitura,
   in modo da favorire i contatti transnazionali e gli scambi di esperienze
   fra organizzazioni professionali; si tratta di un aspetto
   particolarmente importante per la competitività dell'economia europea
   soprattutto per settori chiave come l'automobile e l'elettronica nei
   quali verranno proposti progetti pilota al fine di accelerare il
   processo di adattamento.
10. Saranno inoltre proseguite azioni di stimolo e di accompagnamento della
cooperazione fra imprese. Infatti, anche se numerose imprese realizzano fin
d'ora parte del loro fatturato fuori del proprio paese, esistono differenze
notevoli tra settori e regioni della Comunità. E' quindi importante tener
conto di questi dati settoriali e geografici in modo da adeguare e
diversificare le azioni da svolgere per stimolare i settori che ne hanno
più bisogno e per contribuire in tal modo al rilancio dell'attività
economica.
Del pari, è ovvio che le dimensioni di un'impresa influiscono sul suo
interesse e sulla sua capacità di cooperare a livello transnazionale. Di
conseguenza, nell'ambito dell'approccio unitario della politica a favore
delle imprese, si dovrà prestare particolare attenzione alla difficile
situazione delle piccole imprese e dell'artigianato.
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D)      MIGLIORAMENTO DEL CONTESTO AMMINISTRATIVO E GIURIDICO DELLE IMPRESE
11. Nella prospettiva di un'accelerazione del completamento del mercato interno
assume sempre maggior rilievo la creazione di un contesto favorevole alle
imprese, in particolare alle PMI, che richiederà un potenziamento dell'azione
della Comunità in questo settore.
Il nuovo contesto delle imprese impone alle istituzioni comunitarie e alle
autorità pubbliche nazionali nuove responsabilità in materia di trasparenza, di
controllo e di collaborazione. Nel marzo 1992 la Commissione ha incaricato un
gruppo di lavoro di analizzare questi problemi e di presentarle alcune proposte.
Il 27 ottobre 1992 il gruppo di lavoro ha presentato la sua relazione alla
Commissione ( 5 ), che ha quindi formulato una prima presa di posizione nella
prospettiva del Consiglio europeo di Edimburgo (6). in tale quadro si
inseriranno le proposte della Commissione per rendere più semplice e più
trasparente il contesto comunitario in cui operano le imprese.
12. La Commissione ha già avviato questo processo con la pubblicazione di due
rapporti sui lavori di semplificazione amministrativa a favore delle imprese, in
particolare le PMI, nella Comunità ( 7 ). In. base alle conclusioni del secondo
rapporto ed in collaborazione con gli Stati membri, la Commissione intende
rafforzare in futuro l'incidenza di tali lavori tramite una più ampia diffusione
delle informazioni raccolte e l'incoraggiamento di misure di controllo negli
Stati membri. Una ricerca in comune, che associ Stati membri e Commissione,
dovrebbe consentire di progredire nel perfezionamento delle tecniche di
semplificazione esistenti, ad esempio in termini di metodi di analisi
costi/utili.
È importante inoltre provvedere a sensibilizzare maggiormente tutti i
responsabili dei centri decisionali agli obiettivi e alle tecniche di
semplificazione. Gli Stati membri dovrebbero quindi operare analogamente alla
Commissione, come si esorta nella risoluzione del Consiglio del 24 novembre
1992 (8>.
13. L'inserimento nel processo decisionale comunitario di una fase di
valutazione dell'impatto delle misure proposte sulle imprese deve restare una
struttura portante del dispositivo comunitario per il miglioramento del contesto
in cui operano le imprese. Questo sistema, basato sulla "scheda di valutazione
dell'impatto", dovrà essere riesaminato secondo le indicazioni fornite nel
secondo rapporto sui lavori di semplificazione amministrativa, adottato di
recente dalla Commissione.
Il sistema dell'analisi dell'impatto è relativamente recente e una parte
notevole della legislazione comunitaria è anteriore all'introduzione di tale
sistema. La Commissione si è impegnata a fornire, nei considerando delle future
proposte, una giustificazione della validità della propria iniziativa e a
riesaminare alcune normative comunitarie, per adeguarle al principio della
sussidiarietà. Gli Stati membri stessi potrebbero intraprendere parallelamente
passi analoghi a livello nazionale, regionale e locale.
(5) "Il mercato interno dopo il 1992: raccogliere la sfida", SEC (92) 2044 del
    29 ottobre 1992
(6) SEC(99)2277 del 26 novembre 1992
(7) SEC(89) 726 del 19 giugno 1989 e SEC(92) 1867 del 27 ottobre 1992
(8) Risoluzione del Consiglio sulla semplificazione amministrativa nella
    Comunità, GU
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Questo riesame dovrebbe riguardare non soltanto la legislazione comunitaria in
senso stretto, ma anche alcune procedure connesse a misure comunitarie, come ad
esempio le formalità da espletare. Si tratterà di raccogliere informazioni
sull'impatto della legislazione comunitaria esistente sulle imprese, alla luce
dell'esperienza acquisita dal momento della sua entrata in vigore e di
formulare, ove necessario, proposte per ridurre l'onere amministrativo ( 9 ).
14. Lo sforzo di coordinamento delle attività proprie della politica comunitaria
per le imprese con i diversi programmi comunitari che possono offrire vantaggi
alle PMI dovrà essere potenziato, nel rispetto degli obiettivi di ciascuna delle
politiche interessate.
Tale sforzo di coordinamento dovrà essere affiancato da un rafforzamento della
cooperazione con gli Stati membri per tutte le iniziative intraprese a
complemento di quelle esistenti in alcuni Stati membri o che possano essere
riprese da intermediari pubblici o privati delle imprese.
Va data anche la priorità all'intensificazione e al miglioramento della qualità
delle consultazioni degli organismi professionali interessati. Vengono già
regolarmente organizzate riunioni che coinvolgono, nella misura del possibile,
gli altri servizi della Commissione: si intende così intensificare il dialogo e
la concertazione, da un lato, per comunicare le linee d'azione previste dalla
Commissione e, dall'altro, per sondare le disponibilità imprenditoriali che
possono essere prese in considerazione a livello comunitario.
A tal fine si potranno appoggiare alcune iniziative operative, nella prospettiva
di una maggiore europeizzazione delle imprese. Si potrebbe ad esempio favorire
il miglioramento della rappresentanza delle PMI a livello europeo, per agevolare
le relazioni con gli organismi europei di normalizzazione.
15. In futuro si dovrà riservare maggiore attenzione agli ostacoli reali che le
PMI devono ancora affrontare per trarre il maggior vantaggio possibile dalla
realizzazione del mercato interno. Ad esempio, il moltiplicarsi degli scambi
trasnazionali porterà inevitabilmente ad una proliferazione delle controversie
tra cittadini di Stati membri diversi. In tale prospettiva, e attenendosi agli
orientamenti indicati nella relazione "Il mercato interno dopo il 1992:
raccogliere la sfida" ( 1 0 ), sarà avviato uno studio approfondito dei mezzi per
agevolare la semplificazione delle formalità alle quali sono subordinati il
riconoscimento e l'esecuzione dei lodi arbitrali.
E)      PROMOZIONE DEGLI STRUMENTI COMUNITARI
16. Le imprese si trovano di fronte a nuove regole del gioco, derivanti
soprattutto dalla modifica del loro contesto normativo, a seguito della
realizzazione del mercato interno.
(9) SEC(92) 1867 del 27.10.1992
(10) cfr. nota 5
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Per favorire il loro sviluppo in questo nuovo contesto, la Comunità ha già
predisposto una serie di programmi e di strumenti comunitari adeguati.
Spetta ormai alle imprese prendere iniziative per sfruttare tali possibilità,
contribuendo così allo sforzo di rilancio. Tuttavia, l'introduzione di strumenti
e programmi comunitari deve essere completata da uno SFORZO MAGGIORE DI
COMUNICAZIONE E DI PROMOZIONE e da azioni specifiche di incitamento delle
imprese.
Le azioni comunitarie per la comunicazione saranno proseguite e rinforzate,
sulla base dei risultati della campagna di promozione lanciata nel 1992 e della
mobilitazione creata dalla settimana europea per l'impresa (marzo 1992).
17. Uno degli obiettivi di questo sforzo maggiore sarà l'aumento del potenziale
tecnologico delle PMI. Si tratterà di allargare la partecipazione delle PMI ai
programmi comunitari di ricerca e di migliorare l'accesso di tali imprese ai
risultati della ricerca comunitaria. In questa prospettiva, la Commissione si
occuperà del coordinamento delle iniziative, nel rispetto degli obiettivi di
ciascuno dei vari programmi, siano essi a carattere orizzontale o relativi a
settori specifici.
Una maggiore partecipazione delle PMI indipendenti ai programmi comunitari di
ricerca e sviluppo tecnologico è infatti indispensabile, tanto per offrire loro
possibilità più eque rispetto alle grandi imprese nella corsa verso un
miglioramento della competitività internazionale, quanto per potenziare la loro
capacità di introdurre i risultati della ricerca e dell'innovazione nelle loro
strategie di espansione.
Sarà garantito uno stretto coordinamento con le azioni da intraprendere
nell'ambito del quarto programma quadro in materia di ricerca e sviluppo
tecnologico ( H ) .
Una notevole parte degli stanziamenti riservati alla promozione degli strumenti
comunitari sarà utilizzata per estendere ad altri programmi specifici di ricerca
e sviluppo i premi di fattibilità, concessi con successo nel quadro del
programma BRITE/EURAM (87/91).
Sarà finanziata inoltre l'estensione dell'azione pilota CRAFT, attualmente in
corso, ad altri temi di ricerca e ad altri settori tecnologici.
Le azioni esistenti nel quadro dei programmi VALUE e SPRINT saranno proseguite
ed incoraggiate. In particolare si potrebbero aprire dei centri-relè presso
alcuni EIC, per garantire una maggiore sinergia. Anche il BC-NET dovrebbe
contribuire al raggiungimento di tale obiettivo.
È necessario inoltre continuare ad agire per consentire alle PMI di usufruire
appieno dei risultati ottenuti nei vari settori della ricerca e dello sviluppo
tecnologico. L'azione pilota "capitale d'avviamento" ha concretamente
contribuito allo sfruttamento del potenziale tecnologico: circa tre quarti degli
investimenti già realizzati hanno interessato l'innovazione e lo sviluppo
tecnologico e si delinea una tendenza verso un aumento di tale quota. L'azione
sarà rafforzata nel periodo 1993-1996.
(11) COM(92)406 del 9 ottobre 1992
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Oltre alle azioni previste dal terzo e dal quarto programma quadro di ricerca e
sviluppo tecnologico, saranno sviluppati, coordinandoli con dette azioni, i
seguenti elementi:
    un'informazione e una sensibilizzazione più adeguate delle PMI,
    la semplificazione delle procedure di presentazione dei progetti di ricerca,
-    la valutazione dei risultati delle azioni di ricerca a cui partecipano le
    PMI,
    l'assistenza per la realizzazione dei progetti di ricerca tramite meccanismi
    finanziari adeguati.
18. La metodologia EUROMANAGEMENT, consistente nella selezione di alcuni
consulenti specializzati di tutta la Comunità, incaricati di effettuare un
controllo e consigliare le imprese, è stata applicata per la prima volta nel
settore di ricerca e sviluppo tecnologico. È attualmente in corso una
valutazione di tale applicazione. Se i risultati saranno positivi, la Comunità
farà il possibile affinché tale azione sia ripresa dai programmi degli Stati
membri, se necessario con un contributo finanziario di avviamento.
Questa metodologia potrebbe essere applicata, in futuro, in altri settori, in
quanto si è rivelata un efficace strumento di relè e di sostegno per
l'utilizzazione da parte delle imprese di programmi e strumenti comunitari.
III.     CONCLUSIONI
Tenuto conto del deterioramento della situazione economica a breve termine e
della complessità sempre più grande dei meccanismi che formano il contesto in
cui operano le imprese, la Commissione deve preoccuparsi in modo particolare di
fornire un appoggio alle imprese e di ridare loro fiducia in se stesse, fattore
essenziale per la ripresa della crescita necessaria per il buon funzionamento
del mercato interno.
È quindi auspicabile evidenziare ed attuare il più rapidamente possibile tutte
le azioni in grado di frenare gli atteggiamenti negativi degli imprenditori o
addirittura di invertirne la tendenza.
Le azioni trattate nel presente documento hanno dato prova della loro validità
come azioni di informazione e di sostegno delle imprese nell'accesso al mercato
interno e ai mercati allargati. Il rafforzamento proposto consente quindi non
soltanto di dare un impulso all'espansione, ma anche di garantire la necessaria
continuità della politica per le imprese.
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 GARANTIRE LA CONTINUITÀ' DELLA POLITICA PER LE IMPRESE,
IN PARTICOLARE LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, NELLA COMUNITÀ'
                        (1994-1997)
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                 GARANTIRE LA CONTINUITÀ' DELLA POLITICA PER LE IMPRESE,
                          IN PARTICOLARE LE PMI, NELLA COMUNITÀ*
    1. OBIETTIVI
    La politica a favore delle imprese, in particolare delle piccole e medie
    imprese, di cui nella risoluzione del Consiglio del 17 giugno 1992 (12) g stata
    sottolineata la necessità della continuità nell'ambito dell'azione comunitaria,
    può essere un elemento chiave della strategia di ripristino della credibilità
    della politica comunitaria e di ricostituzione della fiducia delle imprese.
    Il permanere della necessità di azioni comunitarie è dovuto al fatto che una
    quota ancora elevata di imprese, in particolare di PMI, non è ancora del tutto
    in grado di partecipare ad un mercato integrato e di sfruttare le opportunità
    offerte, allo stadio attuale, dalla realizzazione del mercato interno, con una
    conseguente accentuazione dell'incertezza delle imprese e dei loro atteggiamenti
    negativi. È quindi indispensabile garantire una presenza comunitaria molto più
    forte, per ridare fiducia alle imprese.
    Tra le imprese che desiderano o che potenzialmente possono europeizzarsi o
    internazionalizzarsi, soltanto una percentuale ancora insufficiente di PMI ha
    avviato tale processo e, di conseguenza, attuato strategie che consentano di
    rispondere alla globalizzazione progressiva dei mercati (13)(
    In effetti, la partecipazione ad un processo di globalizzazione dei mercati
    rappresenta un'alternativa strategica che richiede strumenti d'analisi e mezzi
    di sostegno specifici, di cui l'impresa dispone in misura maggiore o minore a
    seconda delle sue dimensioni, del suo settore d'attività, della sua posizione
    geografica o dell'esistenza di servizi connessi.
    La Comunità ha quindi una grande responsabilità nel mettere a disposizione delle
    imprese strumenti di comprensione e d'analisi delle realtà economiche e sociali
    in mutamento in Europa e nel mondo e strumenti concreti ed immediati di sostegno
    delle imprese per garantire il completo sfruttamento delle loro potenzialità.
    Consentendo di dare un valore aggiunto agli strumenti esistenti a livello
    nazionale o regionale, la Comunità apporta un contributo significativo al
    processo di europeizzazione e di internazionalizzazione delle imprese, come
    risulta dalla relazione di valutazione della politica per le imprese (14)# I n
    questo modo la Comunità può agire a favore del miglioramento della
    competitività, offrendo agli operatori degli Stati membri, alle amministrazioni
    e alle imprese una capacità di analisi e di comprensione delle situazioni su
    scala comunitaria, anzi europea, un sostegno al coordinamento delle politiche ed
    una capacità di sperimentazione di strumenti specifici, in particolare a favore
    di settori in via di sviluppo, come l'artigianato, il commercio e la
    distribuzione o le cooperative, le mutue, le associazioni e le fondazioni.
    (12)    GU n.L 178 del 15.7.1992
    (13)    Economia europea ed Europa sociale - Numero speciale 1990 -
            ISBN 92-826-1819-6
    (14)    Osservazioni della Commissione sul rapporto preparato dalla società
            Deloitte & Touche sulla valutazione della politica comunitaria a favore
            delle imprese, SEC(92)1999 dell'11 novembre 1992.
(4)
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II MISURE INTESE A GARANTIRE LA CONTINUITÀ' DELLA POLITICA PER LE IMPRESE
A) MISURE RELATIVE IN PARTICOLARE A SETTORI IN VTA DI SVILUPPO
1. Il carattere orizzontale della politica per le imprese implica che vengano
prese in considerazione tutte le forme d'impresa: piccole e medie imprese,
grandi imprese, imprese manufatturiere, imprese del terziario. Il programma
d'azione 1990-1993 contempla volutamente anche le cooperative, le mutue e le
associazioni. Con tale programma è stato possibile finanziare anche un'azione
pilota a favore delle PMI del settore commerciale.
La Comunità garantirà la continuità di queste misure d'accompagnamento della
politica per le imprese.
ARTIGIANATO E PICCOLE IMPRESE
2. Le piccole imprese e le imprese artigiane sono circa cinque milioni ed
occupano venti milioni di persone. Esse devono poter beneficiare, allo stesso
titolo delle imprese più grandi, delle conseguenze positive dell'attuazione del
mercato interno, tanto in termini di sviluppo delle tecniche di lavoro e di
qualificazione, quanto in termini di commercializzazione dei loro prodotti.
Alcune di queste imprese, tuttavia, sono ancora sprovvedute di fronte alla
realtà del mercato interno e dell'internazionalizzazione dell'economia. Esse
hanno quindi tendenza ad effettuare i necessari adeguamenti cercando di
resistere ad una concorrenza più forte, anziché attuando una strategia di
risposta globale alle sfide e alle opportunità del mercato interno.
Tenuto conto dei risultati della conferenza d'Avignone (15) e d 0 p 0 u n ampio
dibattito con le parti interessate, è stata avviata la progressiva attuazione di
varie iniziative lanciate per avvicinare le imprese alle azioni della Comunità,
prima di inserirle nei dispositivi comunitari.
Il Comitato economico e sociale ha giudicato positivamente questo orientamento
ed in una relazione di iniziativa (16)§ a d o t t a t a di recente, ha formulato
numerose richieste complementari. La Commissione propone di tener conto in
particolare delle seguenti:
    lo sviluppo della reciproca conoscenza delle piccole imprese e delle imprese
    artigiane, in particolare tramite il miglioramento dell'accesso
    all'informazione e la cooperazione tra le organizzazioni rappresentative
    delle piccole imprese e dell'artigianato;
    il miglioramento dell'accesso alle nuove tecnologie tramite il potenziamento
    della partecipazione ai programmi di ricerca e sviluppo e 1'appoggio al
    trasferimento dell'innovazione;
(15)    Atti della prima conferenza europea dell'artigianato - CCE - DGXXIII
(16)    Pubblicazione sulla GU attualmente in corso; il rapporto di valutazione
        della società D&T, già citato (vedasi nota 14) sottolineava anche
        l'importanza di azioni specifiche in questo settore.
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    il potenziamento del sostegno alle cooperazioni transfrontaliere, tramite la
    considerazione delle situazioni specifiche dell'artigianato in queste
    regioni e nelle politiche connesse con la subfornitura, l'ambiente ed i
    mercati finanziari.
Questi nuovi sviluppi dell'azione comunitaria a favore dell'artigianato
consentiranno di dare anche un seguito concreto alla conferenza d'Avignone e
agli orientamenti indicati dal Consiglio nella decisione 91/319/CEE del 18
giugno 1991.
LE IMPRESE DEI SETTORI COMMERCIALE E DISTRIBUTIVO
3. Per le imprese di questi settori gli effetti del mercato interno si fanno
risentire soprattutto a livello dell'approvvigionamento, consolidando le già
forti tendenze alla concentrazione. Le PMI commerciali che cercano di ottenere
vantaggi comparabili, per difendersi da queste tendenze mirano a creare gruppi
orizzontali, sempre più spesso transfrontalieri. Uno degli elementi su cui si
fonda questa logica di raggruppamento e nel comtempo una delle condizioni del
suo successo è l'integrazione delle nuove tecnologie nell'organizzazione
dell'attività commerciale. Dall'adattamento ai sistemi avanzati di informazione
e di comunicazione dipenderà in ampia misura la capacità dell'impresa
commerciale di rispondere alla domanda dei consumatori.
A motivo dell'eterogeneità della cultura di gestione nel settore del commercio,
le piccole e medie imprese commerciali hanno notevoli difficoltà a ricorrere in
misura equivalente alle tecnologie dell'informazione.
La Comunità ha cercato di risolvere questo problema tramite un'azione pilota
limitata, di cui si sta attualmente effettuando la valutazione. Sulla base dei
risultati di tale valutazione, si dovrebbe prevedere una nuova serie di opzioni
di incitamento, volte a creare rapporti transnazionali tra le imprese
commerciali e tra queste ed i loro fornitori, tramite l'introduzione di nuove
tecnologie.
Queste azioni andrebbero ad aggiungersi alle attività di tipo orizzontale
previste nel programma d'azione deciso dalla Commissione e accolto
favorevolmente dal Consiglio (17)^
COOPERATIVE, MUTUE, ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI
4. Nel settore delle cooperative, delle mutue e delle associazioni e fondazioni
coesistono imprese di dimensioni assai diverse, tra cui moltissime PMI, che si
distinguono per obiettivi e metodi organizzativi che meritano speciale
attenzione.
Il 18 dicembre 1991 la Commissione ha adottato tre proposte di regolamento
relative allo statuto rispettivamente dell'associazione europea, della società
cooperativa europea e della mutua europea (18)#
(17)    "Verso un mercato unico della distribuzione" - COM(91)41 del 11.03.1991
        e conclusioni del Consiglio del 26 giugno 1992.
(18)    COM(91)273 del 5.03.1992.
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È stato previsto (19) u n programma di lavoro inteso ad appoggiare lo sforzo
delle imprese del settore dell'economia sociale di fronte ai cambiamenti imposti
dalla realizzazione di uno spazio senza frontiere. Tale programma consentirà di
favorire le possibilità di collaborazione transnazionale e di offrire un
sostegno alla ricerca di nuove attività tra partner raggruppati nel quadro del
mercato interno.
B)       INCENTIVARE UN CONTESTO FINANZIARIO MIGLIORE
5. L'azione generale di miglioramento del contesto in cui operano le imprese
intende agevolarne la creazione, il mantenimento e lo sviluppo. La Comunità ha
già potuto svolgere un ruolo importante di impulso nel settore della creazione
di imprese, ruolo che essa intende intensificare in stretta collaborazione con
tutti gli operatori interessati sul piano nazionale e comunitario.
Analogamente, si potrebbero prevedere iniziative adeguate per le condizioni
transnazionali di trasmissione delle imprese, in funzione dei risultati di una
prossima conferenza europea in materia, attualmente in fase di organizzazione.
6. In tutte le tappe del suo sviluppo, l'impresa è condizionata dal suo
contesto finanziario. Questo contesto è attualmente caratterizzato nella
Comunità da un degrado della gestione finanziaria e della capacità di
autofinanziamento delle imprese e da una sottocapitalizzazione (in particolare
rispetto alle imprese degli Stati Uniti), soprattutto nelle piccole e medie
imprese.
Le organizzazioni rappresentative delle PMI sottolineano unanimamente la
necessità di prendere in considerazione questo problema nel quadro della
politica comunitaria per le imprese. Nella risoluzione del 17 giugno 1992,
inoltre, il Consiglio ha invitato la Commissione ad affrontare gli aspetti
generali del finanziamento, nel quadro delle proposte che essa riterrà
necessario presentare per garantire la continuità della politica a favore delle
imprese.
Nel quadro della sua iniziativa per l'espansione, la Comunità ha lanciato l'idea
di un fondo di investimento che comprenderà una quota riservata alle PMI.
Compito della politica per le imprese, in questo contesto, è essenzialmente
quello di esaminare le condizioni generali del loro finanziamento.
7. L'accesso al finanziamento tramite prestito è difficile per molte imprese
che non sono in grado di fornire agli organismi finanziari tradizionali garanzie
sufficienti per ottenere la concessione di un prestito (immobilizzazioni,
capitale, personale, rinomanza, e c c . ) .
Una soluzione per queste difficoltà attinenti alle PMI può essere ricercata
neg 11 enti di mutua garanzia (20) p e r L ^an è s t a ta costituita
un'associazione europea, intesa a promuovere nella Comunità la creazione di tali
enti, tramite rapporti diretti tra le imprese.
(19)     SEC(89)2187 del 18.12.1989
(20)     SEC(91)1550 del 5.09.1991.
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Per superare il problema della garanzia nel settore della tecnologia, l'azione
"Technology Performance Financing", condotta nel quadro del programma SPRINT,
aiuta le PMI ad acquisire nuove tecnologie, in particolare nelle industrie
tradizionali.
In collegamento con la Banca europea per gli investimenti (BEI), sono
attualmente allo studio le condizioni di intervento intese a fornire garanzie
agli intermediari finanziari e partecipazioni al capitale a rischio per le PMI
nelle regioni assistite.
8. Le difficoltà di accesso per le PMI a fonti esterne di finanziamento le
inducono a basarsi in ampia misura sull'autofinanziamento per garantire il
proprio sviluppo. È quindi importante esaminare le misure che possono aumentare
la capacità di autofinanziamento delle PMI.
Il tipo di sistema fiscale può avere un'influenza notevole in questo campo. Ad
esempio, il diritto d'opzione a favore dell'applicazione dell'imposta sulle
società per le imprese con un unico socio, come suggerito dal Comitato Ruding e
ribadito nella comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento
europeo (21) p U O favorire la creazione di una capacità di autofinanziamento per
le imprese non costituite in società, in quanto l'aliquota dell'imposta sulle
società nella maggior parte degli Stati membri è inferiore all'aliquota
marginale dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.
9. Tra le lacune già chiaramente individuate in materia di finanziamento delle
PMI si annoverano anche le difficoltà di aumento del capitale proprio delle PMI.
Il capitale di rischio può in certi casi fornire una soluzione a questo
problema. Il suo sviluppo, in particolare a livello transnazionale, resta un
obiettivo importante a livello comunitario ed esìstono a tal fine vari programmi
come Venture Consort e Eurotech Capital o gli Investment Fora organizzati da
SPRINT, programma per il quale il Consiglio ha affidato alla Commissione il
mandato di intraprendere azioni per rafforzare le infrastrutture e le attività
di finanziamento dell'innovazione (22)#
Nel settore del capitale d'avviamento sarà opportuno esaminare se le
disposizioni giuridiche e fiscali applicabili alle società di capitale a rischio
siano adeguate per promuovere lo sviluppo transnazionale di questo tipo di
strumento.
Uno dei principali problemi dell'attività di capitale di rischio, e, a maggior
ragione, del capitale d'avviamento, è quello della rivendita da parte dei fondi
della loro partecipazione, che risulta difficile se non c'è un mercato dei
valori sufficientemente sviluppato. L'accesso ai mercati borsistici rimane
infatti difficile per le PMI nella maggior parte degli Stati membri, dati la
complessità e il costo delle procedure necessarie.
I mercati borsistici secondari continuano ad essere poco sviluppati nella
Comunità: merita quindi esaminare l'opportunità e la fattibilità di promuovere
in Europa lo sviluppo di una rete di operatori specializzati in questo settore.
(21)    Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo a
        seguito delle conclusioni del Comitato di riflessione presieduto dal
        signor Ruding, relativo agli orientamenti in materia di regime fiscale
        applicabile alle imprese nel quadro dell'approfondimento del mercato
        interno, SEC(92)1118 del 26 giugno 1992.
(22)    Decisione 89/286/CEE del Consiglio del 17 aprile 1989, GU N.L112 del
        25.4.1989.
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10. Le prassi seguite in materia di termini di pagamento nelle transazioni
commerciali e negli appalti pubblici costituiscono un importante parametro,
tanto per il funzionamento del mercato interno, quanto per il miglioramento
della capacità di finanziamento a breve termine delle PMI. Queste ultime,
infatti, nell'ambito del credito interindustriale hanno prevalentemente una
posizione di creditrici, con le inevitabili conseguenze negative che questo
fatto comporta per la loro situazione finanziaria.
La Commissione sta effettuando in proposito una vasta consultazione degli
ambienti interessati, per determinare come sia possibile porre rimedio a questa
situazione (23)# ogni azione intrapresa in questo settore nel quadro del nuovo
programma dovrà tener conto dei risultati dx tale consultazione.
11. La Comunità, inoltre, apporta un contributo diretto alla soluzione dei
problemi di finanziamento delle PMI nelle regioni ammissibili, tramite i fondi
strutturali.
Occorrerà far sì che i partner sociali, tra cui si annoverano i rappresentanti
delle PMI, vengano il più possibile associati dalle autorità pubbliche alla
preparazione e al controllo dei piani e dei programmi cofinanziati dai fondi
strutturali.
12. In materia di aiuti di stato, la Commissione ha sempre considerato gli
aiuti alle PMI in modo più favorevole rispetto agli aiuti in generale (24) e
dovrà continuare a verificare che gli aiuti concessi alle PMI non costituiscano
un fattore di distorsione della concorrenza tra le imprese.
La Commissione continuerà inoltre a sostenere la propria posizione nettamente
favorevole alla cooperazione tra le piccole e medie imprese nel contesto della
politica della concorrenza. Molte imprese, infatti, ignorano ciò che si può fare
nel quadro delle regole della concorrenza. È importante quindi sottolineare gli
elementi di questa politica che proteggono lo sviluppo degli accordi di
cooperazione, di ricerca e sviluppo, di brevetti e tecnologia, di franchising,
di specializzazione, quando essi non comportino conseguenze per la concorrenza.
A tal fine saranno utilizzati tutti gli strumenti disponibili per fornire una
migliore informazione su questa politica.
13. I nuovi lavori effettuati sull'azione comunitaria nel suo complesso per
creare un contesto finanziario migliore, sono una risposta alla richiesta
formulata dal Consiglio nella risoluzione del 17 giugno 1992 che le proposte
della Commissione intese a garantire la continuità della politica per le imprese
comprendano in particolare l'esame degli aspetti generali del finanziamento.
(23)    SEC(92)2214 del 18 novembre 1992.
(24)    GU C 213 del 19.08.92.
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C)      ANALISI E VALUTAZIONE DELLA POLITICA PER LE IMPRESE
OSSERVATORIO EUROPEO DELLE PMI
14. Con il sostegno della Comunità, nel 1992 è stata creata una rete europea di
centri di ricerca specializzati nell'osservazione delle PMI.
Si è ritenuto infatti necessario dotare la Comunità e le imprese di mezzi di
osservazione dell'evoluzione delle PMI in un contesto in continuo mutamento, a
causa dell'ampliamento dei mercati. Per l'adeguamento delle imprese e, di
conseguenza, per il miglioramento della loro competitività, è vitale anticipare
i cambiamenti. Questa anticipazione deve essere affiancata da un'analisi e da
strumenti di comprensione della situazione delle imprese, anche le più piccole,
di fronte a questi cambiamenti. Le misure adottate a favore di queste imprese a
livello comunitario e nazionale potranno così essere regolarmente adeguate e
contribuire a mantenere la fiducia delle imprese stesse.
Sulla base delle relazioni annuali preparate dalla rete, sarà possibile
mantenere vivo il dibattito con i rappresentanti delle imprese e le imprese
stesse sulla situazione delle PMI e sui mezzi di adeguamento di cui esse
dispongono o di cui esse necessitano.
Quest'azione a carattere innovativo, conseguente alla decisione 91/319/CEE, è
stata appena lanciata; attraverso i dibattiti che essa aprirà sarà possibile
costituire un solido fondamento per lo sviluppo della polìtica per le imprese.
15. Nel contesto del miglioramento dell'informazione delle imprese, la Comunità
proseguirà le sue azioni di informazione diretta tramite pubblicazioni e
contributi all'organizzazione di seminari o conferenze di carattere generale o
vertenti su aspetti specifici della politica comunitaria per le imprese.
MIGLIORAMENTI DEI DATI STATISTICI SULLE PMI
16. Lo sviluppo dello strumento statistico continuerà ad essere uno degli
obiettivi della maggior parte delle azioni previste.
Esso dovrà servire ad ottenere una maggiore trasparenza del mercato tramite una
conoscenza più completa dei parametri relativi alla struttura, all'attività e ai
risultati delle imprese, in particolare le PMI.
Sarà perseguita inoltre una conoscenza più approfondita delle produzioni, tanto
per i servizi industriali, quanto per le attività connesse.
Tramite una maggiore sinergia tra inventari pubblici e privati, si cercherà
inoltre di migliorare la qualità degli schedari aziendali.
Sarà incoraggiato infine l'accesso agli schedari delle amministrazioni a fini
statistici, in particolare per ridurre alcuni oneri che gravano sulle imprese.
 ---pagebreak---                                      - 22 -
VALUTAZIONE DELLA POLITICA
17. Sui programmi già avviati continuerà ad essere effettuata una valutazione
interna permanente ed esterna periodica, per adeguare gli obiettivi
all'evoluzione della situazione e all'efficacia relativa degli strumenti
predisposti.
La Commissione continuerà inoltre a realizzare o a far realizzare studi
collaterali, per individuare e prendere in considerazione le esigenze
prioritarie delle PMI per poter usufruire delle politiche comunitarie e della
nuova dimensione del mercato.
III.    CONCLUSIONI
La dimensione impresa ha ormai trovato una sua collocazione a livello
comunitario, che giustifica la necessità di garantire una continuità della
politica a favore delle imprese, in particolare delle PMI, necessità innegabile,
data la realtà fondamentale che le imprese costituiscono per la società europea.
La Comunità deve orientare la propria azione verso una maggiore convergenza
delle misure economiche di sostegno e definire orientamenti ed azioni adeguate a
livello comunitario.
La politica per le imprese deve fondarsi su una collaborazione attiva tra i vari
partner interessati, cioè le organizzazioni rappresentative, gli Stati membri e
le istituzioni comunitarie. Questa sinergia è infatti essenziale per conferire
piena forza ed efficacia al processo di europeizzazione e di
internazionalizzazione.
Un contesto adeguato per lo sviluppo strategico delle imprese consentirà di
progredire verso un miglioramento della competitività europea, a sostegno dello
sforzo di espansione.
 ---pagebreak---            - 23 -
    PROPOSTE DI DECISIONE
(5)
 ---pagebreak---                                        - 24 -
                                     PROPOSTA
                           DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                      del ...
                 relativa al programma pluriennale (1993-1996)
    di azioni comunitarie destinate a rafforzare gli indirizzi prioritari
                         della politica per le imprese,
          in particolare le piccole e medie imprese, nella Comunità,
                                   (.../.../CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 235,
vista la proposta della Commissione^ 1 ),
visto il Parere del Parlamento Europeo^ 2 ),
visto il parere del Comitato economico e sociale^ 3 ),
1.   considerando che il 28 luglio 1989 il Consiglio ha adottato la
     decisione 89/490/CEE concernente il miglioramento del contesto
     dell'attività e la promozione dello sviluppo delle imprese nella
     Comunità, in particolare delle piccole e medie imprese^ 4 ), modificata
     dalla decisione 91/319/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991( 5 );
(1)   GU n.C...   del...., pag. . . .
(2)   GU n.C...   del...., pag....
(3)   GU n.C...   del...., pag....
(4)   GU n.L 239  del 16.8.1989, pag. 33.
(5)   GU n.L 175  del 4.7.1991, pag.32.
 ---pagebreak---                                    - 25 -
2.  considerando che il Consiglio, con la risoluzione del 17 giugno 1992
    relativa alle azioni comunitarie di sostegno alle imprese, in
    particolare alle piccole e medie imprese, comprese quelle
    artigiane^°), ha confermato il suo impegno a sostenere il
    consolidamento delle azioni condotte a favore delle imprese;
3.  considerando che l'evoluzione della situazione economica rende
    necessaria un'iniziativa di rilancio della crescita al cui successo le
    PMI possono apportare un contributo essenziale;
4.  considerando che tale situazione implica la proposta di adozione di un
    programma di azioni comunitarie a favore delle PMI che tenga pienamente
    conto di questa nuova priorità;
5.  considerando che la Commissione ha presentato al Consiglio una
    comunicazione sulla politica per le imprese nella Comunità, intitolata
    "la dimensione impresa al centro della crescita europea" ( 7 );
6.  considerando che la presente decisione si applica a tutte le forme di
    impresa, in particolare alle piccole e medie imprese, comprese quelle
    del commercio e della distribuzione nonché le imprese artigiane,
    cooperative e mutualistiche, nonché le associazioni e le fondazioni;
7.  coinsiderando che tale politica riguarda in particolare
    l'intensificazione e l'ampliamento delle informazioni alle imprese,
    l'incentivazione della cooperazione e del partenariato fra immprese, il
    miglioramento del contesto amministrativo e giuridico delle imprese e
    la promozione degli strumenti comunitari a favore delle imprese;
8.  considerando, tuttavia, che le azioni a favore delle imprese sono
    condotte in gran parte dagli Stati membri e che le azioni comunitarie
    dovranno essere complementari a quelle;
(6)  GU n.C 178 del 15.7.1992, pag.8.
(7)  GU C   del   pag.
 ---pagebreak---                                    - 26 -
9.  considerando che è quindi necessario adottare fin d'ora un programma
    per un periodo di quattro anni e dotarlo di mezzi sufficienti per poter
    realizzare gli obiettivi di stimolo della crescita nella Comunità;
10. considerando che il trattato non prevede, per l'adozione della presente
    decisione, poteri d'azione diversi da quelli dell'articolo 235;
DECIDE:
                                 Articolo 1
È adottato per un periodo di quattro anni, a decorrere dal 1° gennaio 1993,
un programma destinato a rafforzare le azioni prioritarie della politica
per le imprese, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), per
stimolare la crescita nella Comunità.
                                 Articolo 2
Il programma di cui all'articolo 1 intende rafforzare le azioni prioritarie
della politica per le imprese nella prospettiva della crescita.
Gli obiettivi principali del programma sono i seguenti:
A   sviluppo dei Centri Euro Info per facilitare l'accesso delle imprese
    all'informazione comunitaria,
B   sviluppo delle reti di ricerca di partner, BRE e BC-NET,
C   potenziamento della capacità a mettere gli imprenditori in rapporto
    diretto attraverso i programmi EUROPARTENARIATO E INTERPRISE e
    promozione della SUBFORNITURA transnazionale,
 ---pagebreak---                                    - 27 -
D   miglioramento del contesto amministrativo e giuridico delle imprese,
E   promozione degli strumenti comunitari.
                                 Articolo 3
1.  La Commissione attua le misure necessarie alla realizzazione degli
    obiettivi previsti all'articolo 2.
2.  Sono adottate, secondo la procedura definita all'articolo 4, le misure
    concernenti:
    -  adozione, attuazione sperimentale o ampliamento di qualsiasi
       progetto concepito in vista dell'applicazione della presente
       decisione;
       fissazione del contenuto, del calendario e del contributo
       finanziario per le azioni e gli inviti a presentare proposte;
       valutazione periodica dei risultati ottenuti nel quadro di ogni
       progetto, secondo le scadenze previste.
3.  Il comitato di cui all'articolo 4 può esaminare gli altri casi previsti
    dal programma.
                                 Articolo 4
La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli
Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
 ---pagebreak---                                    - 28 -
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il Comitato formula il proprio parere sul progetto
entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza
della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista
dall'articolo 148, paragrafo 2 del Trattato per l'adozione delle decisioni
che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle
votazioni in seno al Comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati
membri è attribuita la ponderazione stabilita dall'articolo precitato. Il
presidente non partecipa al voto.
Le misure adottate dalla Commissione sono immediatamente applicabili.
Tuttavia se tali misure non sono conformi al parere formulato dal comitato,
queste sono immediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio. In
tal caso la Commissione differisce l'applicazione delle misure da essa
decise di un termine di due mesi a decorrere dalla data della
comunicazione.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.
                                 Articolo 5
La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato
economico e sociale, entro e non oltre la metà del 1996, una relazione
sulla valutazione dell'applicazione della presente decisione.
                                 Articolo 6
L'importo degli stanziamenti assegnati annualmente alle azioni previste
dalla presente decisione è fissato nel quadro della procedura annuale di
bilancio.
                                 Articolo 7
La presente decisione sostituisce la decisione 89/490/CEE del Consiglio,
riveduta dalla decisione 91/319/CEE.
Fatto a Bruxelles, addì ...                              Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                      - 29 -
                                    PROPOSTA
                         DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                    del ...
               relativa al programma pluriennale (1994-1997)
             di azioni comunitarie per assicurare la continuità
                       della politica per le imprese,
         in particolare le piccole e medie imprese, nella Comunità
                                 (.../.../CEE)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 235,
vista la proposta della Commissione^),
visto il Parere del Parlamento Europeo^ 2 ),
visto il parere del Comitato economico e sociale^ 3 ),
1.  considerando che il 28 luglio 1989 il Consiglio ha adottato la
    decisione 89/490/CEE concernente il miglioramento del contesto
    dell'attività e la promozione dello sviluppo delle imprese nella
    Comunità, in particolare delle piccole e medie imprese^ 4 ), modificata
    dalla decisione 91/319/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991( 5 );
(1)  GU n.C...  del...., pag. . . .
(2)  GU n.C...  del...., pag....
(3)  GU n.C...  del...., pag....
(4)  GU n.L 239 del 16.8.1989, pag. 33.
(5)  GU n.L 175 del 4.7.1991, pag.32.
 ---pagebreak---                                       - 30 -
2.   considerando che il Consiglio, con la risoluzione del 17 giugno 1992
     relativa alle azioni comunitarie di sostegno alle imprese, in
     particolare alle piccole e medie imprese, comprese quelle
     artigiane( 6 ), ha confermato il suo impegno a sostenere il
     consolidamento delle azioni condotte a favore delle imprese;
3.   considerando che nella medesima risoluzione il Consiglio ha
     raccomandato alla Commissione di proseguire, nel rispetto del principio
     di sussidiarietà, le azioni necessarie alla creazione di un contesto
     favorevole alla competitività delle imprese, in particolare delle
     piccole e medie imprese, e per favorirne l'inserimento nel mercato
     unico dopo il 1992;
4.   considerando che il Consiglio ha inoltre invitato la Commissione a
     presentargli prima della fine del 1992, alla luce delle valutazioni
     effettuate, le proposte che ritiene necessarie per assicurare la
     continuità della politica a favore delle imprese;
5.   considerando che esperti indipendenti hanno proceduto, conformemente
     all'articolo 3 della decisione 91/319/CEE del Consiglio, ad una
     valutazione dei risultati ottenuti nel quadro di tutti gli aspetti
     dell'attuale programma e che la Commissione ha presentato la relazione,
     corredata delle sue osservazioni, al Parlamento europeo e al
     Consiglio (7)
6.   considerando che tale relazione conferma la validità della politica
     comunitaria per le imprese finora attuata formulando proposte per
     quanto riguarda l'orientamento di talune azioni;
7.   considerando che la Commissione ha presentato al Consiglio una
     comunicazione sulla politica per le imprese nella Comunità, intitolata
     "la dimensione impresa al centro della crescita europea"(®);
8.   considerando che la presente decisione si applica a tutte le forme di
     impresa, in particolare alle piccole e medie imprese, comprese quelle
     del commercio e della distribuzione e le imprese artigiane,
     cooperative, mutualistiche nonché le associazioni e le fondazioni;
 (6)  GU n.C 178 del 15.7.1992, pag.8
 (7)  SEC(92) 1999 dell'11.11.1992.
 (8)  GU C   del, pag.
 ---pagebreak---                                    - 31 -
9.  considerando che le piccole e medie imprese occupano un posto
    importante nell'attività economica in generale e nello sviluppo delle
    regioni e che svolgono un ruolo fondamentale in termini di dinamismo,
    produttività, adattabilità e innovazione;
10. considerando che lo sviluppo di una politica comunitaria per le imprese
    basata su un'effettiva concorrenza riveste grande importanza sotto il
    profilo di una maggiore competitività dell'economia europea, della
    crescita dell'occupazione, della coesione economica e sociale nella
    Comunità e della prosecuzione dell'ampliamento del mercato dopo il
    1993;
11. considerando che le azioni a favore delle imprese sono condotte in gran
    parte dagli Stati membri e che le azioni comunitarie dovranno essere
    complementari a quelle;
12. considerando che  è quindi necessario adottare un nuovo programma per
    un periodo di quattro anni e dotarlo di mezzi sufficienti per poter
    conseguire i suoi obiettivi;
13. considerando che il trattato non prevede, per l'adozione della presente
    decisione, poteri d'azione diversi da quelli dell'articolo 235;
DECIDE:
                                 Articolo 1
È adottato per un periodo di quattro anni, a decorrere dal 1° gennaio 1994,
un programma destinato ad assicurare la continuità della politica per le
imprese, in particolare le piccole e medie imprese (PMI).
 ---pagebreak---                                    - 32 -
                                 Articolo 2
Il programma di cui all'articolo 1 ha i seguenti obiettivi:
-   incoraggiare l'adattamento ai mutamenti strutturali di settori in
    sviluppo come l'artigianato, il commercio e la distribuzione, le
    imprese cooperative, mutualistiche nonché le associazioni e le
    fondazioni;
-   stimolare la creazione di un contesto finanziario migliore per le
    imprese;
-   favorire una migliore osservazione dell'evoluzione economica delle
    imprese nella dinamica di effettiva attuazione del mercato interno.
                                 Articolo 3
1.  La Commissione attua le misure necessarie alla realizzazione degli
    obiettivi previsti all'articolo 2.
2.  Sono adottate, secondo la procedura definita all'articolo 4, le misure
    concernenti:
       adozione, attuazione sperimentale o estensione di qualsiasi progetto
       elaborato ai fini dell'applicazione della presente decisione;
    -  fissazione del contenuto, del calendario e del contributo
       finanziario per le azioni e gli inviti a presentare proposte;
    -  valutazione periodica dei risultati ottenuti nell'ambito di ciascun
       progetto, secondo le scadenze previste.
3.  Il comitato di cui all'articolo 4 può esaminare gli altri casi previsti
    dal programma.
 ---pagebreak---                                    - 33 -
                                 Articolo 4
La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli
Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il Comitato formula il proprio parere sul progetto
entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza
della questione. Il parere è formulato alla maggioranza prevista
dall'articolo 148, paragrafo 2 del Trattato per l'adozione delle decisioni
che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle
votazioni in seno al Comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati
membri è attribuita la ponderazione stabilita dall'articolo precitato. Il
presidente non partecipa al voto.
Le misure adottate dalla Commissione sono immediatamente applicabili.
Tuttavia se tali misure non sono conformi al parere formulato dal comitato,
vengono immediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio. In tal
caso la Commissione differisce l'applicazione delle misure da essa decise
di un termine di due mesi a decorrere dalla data della comunicazione.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.
                                 Articolo 5
La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato
economico e sociale, entro e non oltre la metà del 1997, una relazione
sulla valutazione dell'applicazione della presente decisione.
Inoltre la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al
Comitato economico e sociale una relazione sul coordinamento fra i vari
programmi adottati fuori del quadro della presente decisione che presentino
un manifesto interesse per le PMI e l'artigianato e sulle iniziative prese
in applicazione della presente decisione.
 ---pagebreak---                                    - 34 -
                                 Articolo 6
L'importo degli stanziamenti assegnati annualmente alle azioni previste
dalla presente decisione è fissato nel quadro della procedura annuale di
bilancio.
                                 Articolo 7
La presente decisione sostituisce la decisione 89/490/CEE del Consiglio,
riveduta dalla decisione 91/319/CEE.
Fatto a Bruxelles, addì ...                              Per il Consiglio
 ---pagebreak---       -35-
SCHEDA FINANZIARA
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                 SCHEDA FINANZIARIA
1.   DENOMINAZIONE DELL*AZIONE
     "La dimensione impresa al centro della crescita europea".
     Rafforzare le azioni prioritarie della politica dell'impresa per stimolare
     la crescita nella Comunità.
2.   LINEE DI BILANCIO
     Articolo B5-320
3.   BASE GIURIDICA
     - Decisione del Consiglio del 28 luglio 1989 (GU L 239, pag. 33)
     - Risoluzione del Consiglio del 14 novembre 1989 (GU C 297, pagg. 2-3)
     - Decisione del Consiglio del 18 giugno 1991 (GU L 175)
     - Risoluzione del Consiglio del 17 giugno 1992 (GU C 178, pag. 8)
4.   DESCRIZIONE DELL'AZIONE
     Il progetto di decisione del Consiglio cui si riferisce la presente scheda
     finanziaria risponde alla risoluzione del Consiglio del 17 giugno 1992 (GU
     C 178, pag. 8) con la quale il Consiglio ha raccomandato alla Commissione di
     continuare, nel rispetto del principio di sussidiarietà, a sviluppare le
     azioni necessarie per creare un ambiente favorevole alla competitività delle
     imprese, in particolare le PMI, e per accompagnare il loro inserimento nel
     mercato unico dopo il 1992. Nel presentare la sua proposta la Commissione ha
     tratto le debite conseguenze dal primo programma, adottato per il periodo
     1990-1993, nonché da un rapporto di valutazione da essa presentato al
     Parlamento europeo e al Consiglio. Detto rapporto conferma nel suo insieme
     la validità della politica comunitaria a favore delle imprese finora svolta,
     pur formulando delle proposte di rettifica per quanto riguarda
     l'orientamento di talune azioni.
     Il Consiglio europeo di Edimburgo dell'11-12 dicembre 1992, facendo propri
     gli orientamenti suggeriti dalla Commissione, ha convenuto sulla necessità
     di un'azione di ampio respiro per sostenere la crescita nella Comunità.
     Nella dichiarazione sulla promozione della ripresa economica in Europa (*),
     si dice che "riconoscendo 1'importanza delle PMI per la creazione di posti
     di lavoro e lo stimolo della crescita, il Consiglio europeo ha invitato il
     Consiglio e la Commissione a far sì che gli oneri derivanti dalla
     legislazione comunitaria che gravano sulle piccole e medie imprese siano
     ridotti (in particolare ricorrendo a regimi semplificati e a soglie di
     esonero nel settore delle imposte indirette) e che siano fornite alle PMI
     informazioni complete sugli aiuti comunitari. Esso ha invitato la
     Commissione ad accelerare le azioni a favore delle PMI che hanno dimostrato
     la loro validità a livello comunitario".
   (1) Consiglio europeo di Edimburgo, 11-12 dicembre 1992, conclusioni della
       presidenza, allegato 4 alla parte A, punto 8.
 ---pagebreak---                                        - 2 -
     Le azioni previste si situano quindi nella scia delle azioni svolte nel
     corso del primo programma, pur tenendo conto delle modifiche del contesto e
     apportando i miglioramenti necessari per intensificare questa parte della
     politica dell'impresa nel periodo 1993-1996.
4.1. Obiettivi specifici dell'azione
     - Sviluppo degli Euro Info Centri per facilitare l'accesso all'informazione
       comunitaria
     - Sviluppo delle reti di ricerca di partner attraverso lo sviluppo delle
       attività dell'Ufficio di ravvicinamento delle imprese (BRE) per la
       cooperazione non riservata e del Business Cooperation Network (BC-NET) per
        la cooperazione riservata
     - Rafforzamento della messa in relazione diretta degli imprenditori con i
       programmi Europartenariat, Interprise e Promozione della subfornitura
       transnazionale
     - Miglioramento del contesto amministrativo e giuridico delle imprese (2)
     - Promozione degli strumenti comunitari e, in tale contesto, rafforzamento
        del potenziale tecnologico delle PMI
4.2. Durata
     1993-1996
4.3. Destinatari dell'azione
     In linea di principio le azioni di cui sopra potrebbero potenzialmente
     interessare l'insieme delle PMI nella Comunità. Tuttavia il numero di PMI
     che potranno beneficiare di azioni transnazionali sarà necessariamente più
     ridotto, in funzione della tipologia delle imprese.
     Le azioni si rivolgono inoltre all'insieme delle organizzazioni di categoria
     e degli altri intermediari (per esempio camere di commercio e
     dell'artigianato) nonché ai settori del commercio all'ingrosso e al
     dettaglio. Poiché una gran parte delle azioni sono attuate tramite reti di
     intermediari, non si può indicare con precisione il numero delle imprese
     effettivamente raggiunte.
5.   CLASSIFICAZIONE DELLA SPESA
     SNO; SD.
   (2) Compresa la consultazione degli Stati membri e delle organizzazioni di
       categoria (ex voce B5-324).
 ---pagebreak---                                        - 3 -
6.   NATURA DELLE SPESE K DELLE ENTRATE
     - Sovvenzioni nel quadro di un cofinanziamento con altre fonti del settore
       pubblico o privato.
     - Rimborso parziale con reimpiego per talune azioni (per esempio, per il BC-
       NET, tariffa per i paesi industrializzati esterni e diritto di
       utilizzazione per i consiglieri comunitari dell'insieme della rete a
       decorrere dal 1° gennaio 1993).
7.   INCIDENZA FINANZIARIA
7.1. Modalità di calcolo del costo totale dell'azione
     Sulla base dell'esperienza degli esercizi precedenti e di quello in corso,
     si può constatare che il fabbisogno della politica a favore delle PMI è
     aumentato in misura considerevole. Infatti, per mancanza di stanziamenti, la
     Commissione ha dovuto respingere una notevole parte dei progetti che le sono
     stati presentati a seguito di diversi inviti alla presentazione di proposte.
     Se in taluni casi il contributo comunitario può essere modulato secondo le
     modalità dell'azione, in nodo da finanziare un maggior numero di progetti, è
     anche vero che la Commissione rischia di non essere più in grado di
     stimolare la realizzazione delle azioni che considera indispensabili,
     qualora il suo contributo finanziario non sia più sufficiente a indurre i
     suoi partner (operatori economici o intermediari) ad effettuare gli
     investimenti di loro spettanza; è inoltre opportuno raggiungere degli
     importi critici, in modo da evitare un intervento a pioggia.
     Questa situazione si riflette in tuttii bandi pubblicati sulla base della
     presente linea di bilancio. Di conseguenza il ritmo di impegno e il tasso di
     utilizzazione della linea sono sempre stati estremamente elevati.
     Il volume degli stanziamenti chiesti deve essere considerato nel contesto
     della fusione delle linee B5-320, B5-322 e B5-324, proposta dalla
     Commissione nel progetto preliminare di bilancio 1993. Finché il bilancio
     1993 non sarà stato definitivamente approvato, le cifre concernenti questo
     esercizio hanno solo valore indicativo.
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          ASSI PRIORITARI DA RAFFORZARE 1993-1996
                                                                                                                 ?   TOTALE
                                                                  i   iîei       1994       199!       996         1993/1996
  SVILUPPO DEGLI EURO INFO CENTRI
                                                                           7.00                                             OC
  per facilitare l'accesso all'informazione comunitaria
                                                                           0.80         90          00    1.30            4.00
  SVILUPPO DELLE RETI DI RICERCA DI PARTNER:
  BRE e BC-NET
  RAFFORZAMENTO DELLA MESSA IN RELAZIONE D I R E T T A DEGLI                6.70      7.50                  I.00         10.00
  IMPRENDITORI C O N I PROGRAMMI EUROPARTENARIAT,
  INTERPRISE E PROMOZIONE DELLA SUBFORNITURA
  TRANSNAZIONALE
  MIGLIORAMENTO D E L CONTESTO AMMINISTRATIVO E G I U R I D I C O
                                                                           0.90       1.20        1.40     1.50
  DELLE IMPRESE (1)
  PROMOZIONE DEGLI STRUMENTI COMUNITARI                                                                                  12.00
                                                                            2.90      2.50        3.10     3.50
  - RAFFORZAMENTO D E L POTENZIALE TECNOLOGICO DELLE PMI
                                                                           13.30     20.10       22.30    24.30          85.00
(1) Compresa la consultazione degli Stati membri e delle organizzazioni di categoria (ex voce B5-324)
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7.3  Scadenzario indicativo degli stanziamenti d'impegno (escluso minibilancio)
                PPB 1993                   Programmazione indicativa
                                      1994        1995        1996      1993-1996
                  18,30              20,10       22,30       24,30       85,000
8.   DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE DELLE FRODI CONTENUTE NELLA PROPOSTA
     D'AZIONE
     La verifica delle sovvenzioni o dell'accettazione delle prestazioni e
     degli studi commissionati è effettuata dai servizi della Commissione prima
     del pagamento, tenendo conto degli obblighi contrattuali e dei principi di
     economia e di buona gestione finanziaria e globale. Disposizioni per la
     prevenzione delle frodi (controllo, presentazione di rendiconti ecc.) sono
     incluse in tutti gli accordi e i contratti conclusi tra la Commissione e i
     beneficiari dei pagamenti.
9.   ELEMENTI PER UN'ANALISI DEL RAPPORTO COSTO/EFFICACIA
9.1. Valutazione e analisi degli obiettivi
     Quantificazione degli obiettivi
     Si rinvia alla tabella 7.2, che contiene le cifre relative agli elementi
     seguenti (per il programma precedente e per quello proposto):
     - accelerare l'adeguamento delle PMI ai mutamenti strutturali
       (informazione delle imprese, promozione, pubblicità, sovvenzioni): 50%
     - cooperazione e partenariato: 19,33%
     - contesto amministrativo, giuridico e finanziario favorevole alle
       imprese: 3,72%
     - valutazione e sviluppo della politica dell'impresa: 6,78%.
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9.2.   Motivazione dell'azione
       Va sottolineato, sotto il profilo della sussidiarietà, che l'insieme delle
       azioni svolte a livello comunitario si iscrive in un contesto che consente
       di realizzare un valore aggiunto significativo, derivante in particolare
       dalla dimensione delle reti e delle azioni realizzate, dall'obiettività e
       dalla neutralità delle decisioni prese a livello centrale e
       dall'attenzione dedicata all'equilibrio regionale.
       Questo elemento si desume chiaramente dal rapporto di valutazione esterno
       ed è ripreso nella relazione.
       In particolare, se gli Stati membri possono svolgere una parte importante
       delle azioni a favore delle imprese, tocca alla Comunità prendere i
       provvedimenti di carattere transnazionale e realizzare reti di dimensione
       comunitaria e internazionale per innescare la necessaria interazione tra
       sviluppo su scala europea e su scala internazionale. Si tratta anche di
       organizzare azioni per lo scambio di esperienze o di cognizioni tra
       organismi finanziari, camere di commercio e dell'artigianato e altri
       intermediari come pure tra gli stessi operatori economici che cercano di
       instaurare una cooperazione a livello transnazionale. Riservare simili
       attività al livello nazionale sarebbe non solo impraticabile e meno
       efficace, ma provochebbe anche distorsioni di concorrenza, in quanto il
       livello di sostegno offerto da ciascuno Stato membro sarebbe estremamente
       variabile. Si ricorda, per esempio, che un certo numero di strutture
       ospiti hanno preso la decisione di chiudere il proprio EIC in quanto
       consideravano l'onere finanziario a loro carico troppo elevato rispetto a
       quello sostenuto dalla Commissione.
       La Commissione si adopera affinché tutti gli intermediari e tutte le
       imprese possano partecipare alle azioni comunitarie su un piede di parità
       e a condizioni trasparenti ed eque (si veda il gran numero di bandi
       pubblcati nella Gazzetta ufficiale). Essa si adopera inoltre affinché il
       valore aggiunto derivante dall'effetto rete e le cognizioni accumulate a
       livello comunitario siano ridistribuite e rese accessibili a tutte le
       parti interessate, anche se queste si trovano in regioni sfavorite o
       periferiche della Comunità.
9.2.1. Costo
       La decisione del Consiglio del 18 giugno 1991 ha disposto una revisione
       del programma che consente di ricorrere a un importo complementare di
       25 Mio di ECU, che si aggiunge ai 110 Mio già stimati necessari per il
       periodo 1990-1993.
       Il Consiglio europeo di Edimburgo, tenutosi 1'11-12 dicembre 1992, ha
       invitato la Commissione "ad accelerare le azioni a favore delle PMI che
       hanno dato buona prova a livello comunitario".
       Di conseguenza si propone per il periodo 1993-1996 un rafforzamento delle
       azioni prioritarie della politica dell'impresa per stimolare la crescita
       in Europa, facendo tesoro dell'esperienza acquisita in occasione del
       programma precedente. Gli orientamenti da seguire sono precisati anche nel
       rapporto di valutazione e nelle osservazioni presentate a questo proposito
       dalla Commissione.
 ---pagebreak---                                       - 7 -
       È possibile precisare i punti seguenti, con l'avvertenza che le cifre
       relative ad ogni azione (precedente e futura) si trovano nella tabella
       7.2:
       - informazione delle imprese:
         sviluppo degli EIC per facilitare l'accesso all'informazione comunitaria
         (animazione, formazione, sovvenzioni, basi di dati);
       - sviluppo delle reti di ricerca di partner:
         BRE e BC-NET: sviluppo all'interno e all'esterno della Comunità delle
         due reti; per il BC-NET, realizzazione di una politica di
         approfondimento dei settori d'attività, in particolare in direzione
         dell'innovazione e della coopérazione tecnica nonché della qualità dei
         consiglieri (formazione) in vista della tariffazione generalizzata al
         1° gennaio 1993;
       - rafforzamento della messa in relazione diretta degli imprenditori con i
         programmi Europartenariat, Interprise e promozione della subfornitura
         transnazionale:
         . azioni per il partenariato: rafforzamento della messa in relazione
           diretta delle imprese con i programmi Europartenariat e Interprise e
           manifestazioni internazionali
         . subfornitura: il programma aggiornato contenuto nella comunicazione
           della Commissione al Consiglio del gennaio 1992 punta in particolare
           sull'approccio economico del mercato e su azioni per la comunicazione
           tra operatori economici, la certificazione ed azioni settoriali
            (elettronica);
       - miglioramento del contesto amministrativo e giuridico delle imprese:
         semplificazione amministrativa e organizzazioni di categoria.
         Si tratta di un'opera di consulenza e di sostegno alle azioni di stimolo
         e di diffusione dell'informazione svolte dalle organizzazioni presso gli
         8 milioni di imprese che rappresentano;
       - promozione degli strumenti comunitari e rafforzamento del potenziale
         tecnologico delle PMI.
9.2.2. Effetti derivati
       Le azioni realizzate attraverso gli strumenti e i provvedimenti di cui
       sopra riguardano sia il contesto e l'informazione, sia la ricerca di
       partner e l'instaurazione di contatti nel quadro del partenariato, al fine
       specifico di aumentare gli accordi di cooperazione a livello
       transnazionale.
       Si tratta di un elemento particolarmente importante nel quadro del
       funzionamento effettivo del grande mercato interno, nel quale le imprese
       devono, nell'ambito della loro strategia di sviluppo, definire obiettivi
       che vanno al di là delle frontiere nazionali.
 ---pagebreak---                                       - 8 -
       Sotto questo profilo si avranno effetti derivati sulla competitività delle
       imprese, in particolare grazie a:
       - l'ampliamento delle opportunità di sviluppo delle imprese su scala
         europea e internazionale;
       - lo sviluppo dell'effetto rete;
       - la riduzione dei costi;
       - gli effetti positivi sulla crescita e sull'attività economica in
         generale;
       - gli effetti positivi sull'occupazione e l'insieme dei provvedimenti che
         consentiranno alle PMI di cogliere le nuove opportunità suscitate dal
         completamento del mercato interno e dal rafforzamento delle relazioni
         con i paesi terzi.
9.2.3. Effetti moltiplicatori
       Le azioni previste comportano l'innesto di una dimensione europea su
       servizi già esistenti a livello dei partner nazionali. Di conseguenza le
       spese a carico del bilancio comunitario genereranno ingenti investimenti
       da parte dei partner pubblici e privati, apportando stimoli significativi
       e mirando ad effetti durevoli e strutturali.
       Per fare un esempio, gli EIC sono istituiti in collaborazione con
       strutture ospiti, quali le camere di commercio, che offrono già servizi
       d'informazione e di consulenza, ai quali l'attività degli EIC conferisce
       una dimensione europea.
       Lo stesso vale per l'Europartenariat: le azioni mirano specificamente ad
       instaurare una cooperazione tra imprese delle regioni degli obiettivi 1, 2
       e 5b e le imprese delle altre regioni comunitarie. Visto che lo Stato
       membro nel quale si svolge la manifestazione si accolla un terzo delle
       spese e che le imprese partecipanti provvedono alle spese di viaggio e di
       soggiorno, l'effetto moltiplicatore può essere stimato al 300%.
       Se è auspicabile che la Commissione si assicuri che il suo sostegno abbia
       un effetto moltiplicatore elevato, questo elemento non può essere il solo
       criterio determinante per la scelta delle azioni. I limiti di
       un'impostazione di questo genere risultano evidenti nel caso del basso
       livello dell'intervento finanziario a favore della rete EIC: un certo
       numero di strutture ospiti hanno preso la decisione di chiudere il loro
       EIC in quanto consideravano l'onere finanziario a proprio carico troppo
       elevato rispetto a quello che si addossava la Commissione.
 ---pagebreak---                                     - 9 -
9.3. Valutazione
     - Indicatori di efficacia prescelti:
       Rapporto di valutazione sulla base di criteri quantitativi (per esempio:
       numero di domande-risposte, numero di profili di cooperazione) e della
       corrispondenza dello strumento alle esigenze reali (per esempio:
       precisione della nomenclatura, qualità della documentazione, carattere
       mirato).
       La valutazione dei risultati sarà effettuata con la tecnica del
       monitoraggio regolare, ricorrendo sia ai normali mezzi di controllo, sia
       a perizie di esperti esterni in caso di necessità.
       Buona parte delle azioni hanno un costo assai modesto rispetto al
       mercato, come risulta dal rapporto di valutazione.
       Sviluppo di azioni mirate ai diversi mercati per l'informazione, la
       cooperazione e il sostegno alle imprese.
     - Modalità e periodicità della valutazione:
       Valutazione annua sul piano istituzionale (cfr. il rapporto annuo
       previsto dall'articolo 6 della proposta di decisione). Le proposte si
       fondano sul rapporto di valutazione redatto dagli esperti esterni e
       trasmesso dalla Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio ai
       sensi dell'articolo 3 della decisione del Consiglio del 18 giugno 1991.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                 SCHEDA FINANZIARIA
1.   DENOMINAZIONE DELL'AZIONE
     "La dimensione impresa al centro della crescita europea".
     Assicurare la continuità della politica dell'impresa, e in particolare delle
     PMI, nella Comunità.
2.   LINEE DI BILANCIO
     Articolo B5-320
3.   BASE GIURIDICA
     - Decisione del Consiglio del 28 luglio 1989 (GU L 239, pag. 33)
     - Risoluzione del Consiglio del 14 novembre 1989 (GU C 297, pagg. 2-3)
     - Decisione del Consiglio del 18 giugno 1991 (GU L 175, pag. 32)
     - Risoluzione del Consiglio del 17 giugno 1992 (GU C 178, pag. 8)
4.   DESCRIZIONE DELL'AZIONE
     Il progetto di decisione del Consiglio cui si riferisce la presente scheda
     finanziaria risponde alla risoluzione del Consiglio del 17 giugno 1992 (GU
     C 178, pag. 8) con la quale il Consiglio ha raccomandato alla Commissione di
     continuare, nel rispetto del principio di sussidiarietà, a sviluppare le
     azioni necessarie per creare un ambiente favorevole alla competitività delle
     imprese, in particolare le PMI, e per accompagnare il loro inserimento nel
     mercato unico dopo il 1992. Nel presentare la sua proposta la Commissione ha
     tratto le debite conseguenze dal primo programma, adottato per il periodo
     1990-1993, nonché da un rapporto di valutazione da essa presentato al
     Parlamento europeo e al Consiglio. Detto rapporto conferma nel suo insieme
     la validità della politica comunitaria a favore delle imprese finora svolta,
     pur formulando delle proposte di rettifica per quanto riguarda
     l'orientamento di talune azioni.
     Nella descrizione dell'azione si ritrovano quindi la maggior parte delle
     azioni svolte nel corso del primo programma, pur con le modifiche e i
     miglioramenti necessari per garantire la continuità della politica
     dell'impresa, e in particolare delle PMI, nella Comunità.
4.1. Obiettivi specifici dell'azione
     - Miglioramento del contesto in cui operano le imprese, eliminazione degli
       ostacoli amministrativi, giuridici, fiscali e finanziari
                      , miglioramento della produttività, della competitività e
       della flessibilità delle imprese, comprese quelle commerciali e le PMI,
       azioni per una migliore informazione delle imprese.
 ---pagebreak---                                       - 2 -
     - Adeguamento delle PMI ai mutamenti strutturali nella prospettiva del
       completamento del grande mercato europeo, specie con misure destinate
       specificamente alle imprese in sviluppo. Si tratta di azioni rivolte agli
       artigiani e alle piccole imprese, alle imprese del settore del commercio e
       della distribuzione e alle cooperative, mutue, associazioni e fondazioni.
     - La promozione di un contesto finanziario più favorevole.
     - L'osservazione e la valutazione della politica dell'impresa, in
       particolare attraverso l'Osservatorio europeo delle PMI, costituito da una
       rete di istituti specializzati nelle ricerche sulle PMI, con la necessaria
       base statistica e studi, pubblicazioni, seminari e conferenze.
     - Oltre alle valutazioni interne e permanenti, sarà necessario effettuare
       una valutazione esterna prima della fine del programma.
4.2. Durata
     1994-1997
4.3. Destinatari dell'azione
     In linea di principio le azioni di cui sopra potrebbero potenzialmente
     interessare l'insieme delle PMI nella Comunità. Tuttavia il numero di PMI
     che potranno beneficiare di azioni transnazionali sarà necessariamente più
     ridotto, in funzione della tipologia delle imprese.
     Le azioni si rivolgono inoltre all'insieme degli intermediari (per esempio
     camere dell'artigianato) nonché ai rappresentanti dei settori del commercio
     all'ingrosso e al dettaglio e alle cooperative, mutue, associazioni e
     fondazioni. Poiché una gran parte delle azioni sono attuate tramite reti di
     intermediari, non si può indicare con precisione il numero delle imprese
     effettivamente raggiunte.
5.   CLASSIFICAZIONE DELLA SPESA
     SNO; SD.
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6.   NATURA DELLE SPESE E DELLE ENTRATE
     - Sovvenzioni nel quadro di un cofinanziamento con altre fonti del settore
       pubblico o privato.
     - Le sovvenzioni per convegni, seminari, tavole rotonde sono attribuite nei
       limiti di una determinata percentuale del costo in funzione delle esigenze
       degli organizzatori e dell'importanza della manifestazione per il settore
       interessato (rispetto degli obiettivi di cui sopra).
     - Studi preparatori, di fattibilità o di valutazione, consulenti.
7.   INCIDENZA FINANZIARIA
7.1. Modalità di calcolo del costo totale dell'azione
     Sulla base dell'esperienza degli esercizi precedenti e di quello in corso,
     si può constatare che il fabbisogno della politica a favore delle PMI è
     aumentato in misura considerevole. Infatti, per mancanza di stanziamenti, la
     Commissione ha dovuto respingere una notevole parte dei progetti che le sono
     stati presentati a seguito di diversi inviti alla presentazione di proposte.
     Se una parte dei progetti sono stati respinti perché non sufficientemente
     transnazionali, è tuttavia certo che molti progetti estremamente validi
     hanno dovuto essere respinti per mancanza di stanziamenti. Se in taluni casi
     il contributo comunitario può essere ridimensionato secondo le modalità
     dell'azione, in modo da finanziare un maggior numero di progetti, è anche
     vero che la Commissione rischia di non essere più in grado di stimolare la
     realizzazione delle azioni che considera indispensabili, qualora il suo
     contributo finanziario non sia più sufficiente a indurre i suoi partner
     (operatori economici o intermediari) ad effettuare gli investimenti di loro
     spettanza.
     Il volume degli stanziamenti chiesti deve essere considerato nel contesto
     della fusione delle linee B5-320, B5-322 e B5-324, proposta dalla
     Commissione nel progetto preliminare di bilancio 1993. Finché il bilancio
     1993 non sarà stato definitivamente approvato, le cifre concernenti questo
     esercizio hanno solo valore indicativo.
 ---pagebreak---       Linea unica - importi indicativi
 MISURE PER GARANTIRE LA CONTINUITÀ DELLA POLITICA
                                                                                                          TOTAL
 DELL'IMPRESA -   1994-1997                            993      199'      1595      1996      1997      1994-1997
A. MISURE RIVOLTE PIÙ IN PARTICOLARE A SETTORI
   IN CORSO DI SVILUPPO
   - Artigianato e piccole imprese
                                                         1.50       1.30      1.30      1.40      1.40        5.40
   - Imprese del commercio e della distribuzione         2.00       2.00      2.00      2.10      2.10        8.20
                                                                                                                     l
   - Cooperative, mutue, associazioni e fondazioni
                                                         0.00       0.20     0.20       0,20      0.30        0.90
                                                                                                                     I
B. PROMUOVERE UN CONTESTO FINANZIARIO PIÙ FAVOREVOLE                0.20     0.20       0,20                  0.90
C. OSSERVAZIONE E VALUTAZIONE DELLA POLITICA
   - Osservatorio europeo della PMI
                                                            .20      1.30      1.40      1.40      1,50        5.60
   - Miglioramento delle statistiche sulle PMI             i.?0      0.20      0.20      0.00      0.30        0.70
   - Studi, pubblicazioni, seminari, conferenze             .60      1.50      1,60      1.30      1.40        S. 80
                                                           1.00      0.00                0.50      0.00        0.50
   - Valutazione della politica e delle azioni
     esistenti
                                                     h
                                                     i    6,50       6.70      6.90      7.10      7.30      28.00
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7.3. Scadenzario indicativo degli stanziamenti d'impegno (escluso minibilancio)
     p . a 1533                    Programmazione i n d i c a t i v a     TOTALE
                        1994       1995        1996                  1997
          6,50         6,70        6,90        7,10                 7,30  28,00
8.   DISPOSIZIONI PER LA PREVENZIONE DELLE FRODI CONTENUTE NELLA PROPOSTA
     D'AZIONE
     La verifica delle sovvenzioni o dell'accettazione delle prestazioni e degli
     studi commissionati è effettuata dai servizi della Commissione prima del
     pagamento, tenendo conto degli obblighi contrattuali e dei principi di
     economia e di buona gestione finanziaria e globale. Disposizioni per la
     prevenzione delle frodi (controllo, presentazione di rendiconti ecc.) sono
     incluse in tutti gli accordi e i contratti conclusi tra la Commissione e i
     beneficiari dei pagamenti.
9.   ELEMENTI PER UN'ANALISI DEL RAPPORTO COSTO/EFFICACIA
9.1. Valutazione e analisi degli obiettivi
     Quantificazione degli obiettivi
     Si rinvia alla tabella 7.2, che contiene le cifre relative agli elementi
     seguenti (per il programma precedente e per quello proposto):
     A titolo indicativo, nel 1992 la ripartizione per talune voci era la
     seguente:
     -    contesto finanziario favorevole alle imprese; organizzazioni di
          categoria: 1,9%
     -    valutazione e sviluppo della politica dell'impresa: 6,78%.
     A ciò si aggiungono gli sviluppi nei settori di grandi dimensioni
     (artigianato e piccole imprese: 5 milioni di imprese; commercio e
     distribuzione: 4 milioni di imprese) che rientrano anch'essi nell'ambito
     della politica di cui occorre garantire la continuità.
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9.2. Motivazione dell'azione
     Va sottolineato, sotto il profilo della sussidiarietà, che l'insieme delle
     azioni svolte a livello comunitario si iscrive in un contesto che consente
     di realizzare un valore aggiunto significativo, derivante in particolare
     dalla dimensione delle reti e delle azioni realizzate, dall'obiettività e
     dalla neutralità delle decisioni prese a livello centrale e dall'attenzione
     dedicata all'equilibrio regionale.
     Questo elemento si desume chiaramente dal rapporto di valutazione esterno.
     In particolare, se gli Stati membri possono svolgere una parte importante
     delle azioni a favore delle imprese, tocca alla Comunità prendere i
     provvedimenti di carattere transnazionale e realizzare reti di dimensione
     comunitaria e anche internazionale nonché organizzare azioni per lo scambio
     di esperienze o di cognizioni tra organismi finanziari, camere di commercio
     e dell'artigianato e altri intermediari come pure tra gli stessi operatori
     economici che cercano di instaurare una cooperazione a livello
     transnazionale. Riservare simili attività al livello nazionale sarebbe non
     solo impraticabile e meno efficace, ma provochebbe anche distorsioni di
     concorrenza, in quanto il livello di sostegno offerto da ciascuno Stato
     membro sarebbe estremamente variabile.
     La Commissione si adopera affinché tutti gli intermediari e tutte le imprese
     possano partecipare alle azioni comunitarie su un piede di parità e a
     condizioni trasparenti ed eque (si veda il gran numero di bandi pubblcati
     nella Gazzetta ufficiale). Essa si adopera inoltre affinché il valore
     aggiunto derivante dall'effetto rete e le cognizioni accumulate a livello
     comunitario siano ridistribuite e rese accessibili a tutte le parti
     interessate, anche se queste si trovano in regioni sfavorite o periferiche
     della Comunità.
9.2.1. Costo
     Si ricorda che il programma pluriennale di sostegno alle PMI è stato
     adottato dal Consiglio, su proposta della Commissione, il 28 luglio 1989.
     La decisione del Consiglio del 18 giugno 1991 ha disposto una revisione del
     programma che consente di ricorrere a un importo complementare di 25 Mio di
     ECU, che si aggiunge ai 110 Mio già stimati necessari per il periodo 1990-
     1993.
     Il nuovo programma inteso a garantire la continuità della politica
     dell'impresa, e in particolare di quella a favore delle PMI, nella Comunità
     è proposto per il periodo 1993-1996 e poggia sull'esperienza acquisita in
     occasione del programma precedente. Gli orientamenti da seguire sono
     precisati anche nel rapporto di valutazione e nelle osservazioni presentate
     a questo proposito dalla Commissione.
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     È possibile precisare i punti seguenti, con l'avvertenza che le cifre
     relative ad ogni azione (precedente e futura) si trovano nella tabella 7.2:
     - Misure rivolte in particolare ai settori in sviluppo:
       1.  Artigianato e piccole imprese:
              Sostegno all'artigianato: attuazione delle misure operative
              conformemente agli orientamenti del Consiglio del 18.6.1991.
       2.  Commercio e distribuzione:
           -  Europeizzazione delle strutture del commercio e della distribuzione
              e promozione dell'introduzione delle nuove tecnologie nelle PMI e
              nel commercio.
       3.  Cooperative, mutue, associazioni e fondazioni.
     - Promuovere un contesto finanziario più favorevole.
     - Osservazione e valutazione della politica:
       1.  Osservatorio europeo delle PMI basato sulla cooperazione in rete di
           istituti specializzati nel settore delle PMI e su uno strumento
           statistico elaborato dall'Istituto statistico delle Comunità europee
           per fornire i dati quantitativi e qualitativi necessari alle imprese.
           Questo insieme poggerà su un complesso di attività quali studi,
           pubblicazioni, seminari e conferenze.
       2.  Valutazione della politica e delle azioni esistenti.
9.2.2. Effetti derivati
     Assicurando la continuità della politica si avranno effetti derivati sulla
     competitività delle imprese, in particolare grazie a:
     - l'ampliamento delle opportunità di sviluppo delle imprese su scala europea
       e internazionale;
     - lo sviluppo dell'effetto rete;
     - la riduzione dei costi, in particolare per le azioni pilota;
     - gli effetti positivi sulla crescita e sull'attività economica in generale;
     - gli effetti positivi sull'occupazione e l'insieme dei provvedimenti che
       consentiranno alle PMI di cogliere le nuove opportunità suscitate dal
       completamento del mercato interno e dal rafforzamento delle relazioni con
       i paesi terzi.
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9.2.3. Effetti moltiplicatori
     Le azioni previste comportano 1'innesto di una dimensione europea su servizi
     già esistenti a livello dei partner nazionali. Di conseguenza le spese a
     carico del bilancio comunitario genereranno ingenti investimenti da parte
     dei partner pubblici e privati, apportando stimoli significativi e mirando
     ad effetti durevoli e strutturali.
     Per quanto riguarda il settore del commercio e della distribuzione,
     l'esperienza dell'esercizio 1991 ha dimostrato che un impulso dell'ordine
     del 25% da parte della Commissione è sufficiente per innescare la
     mobilitazione di risorse finanziarie da parte delle categorie interessate.
     L'effetto moltiplicatore può quindi facilmente raggiungere un valore del
     400%.
     Se è auspicabile che la Commissione si assicuri che il suo sostegno abbia un
     effetto moltiplicatore elevato, questo elemento non. può essere il solo
     criterio determinante per la scelta delle azioni. I limiti di
     un'impostazione di questo genere risultano evidenti nel caso del basso
     livello dell'intervento finanziario a favore della rete EIC: un certo numero
     di strutture ospiti hanno preso la decisione di chiudere il loro EIC in
     quanto consideravano l'onere finanziario a proprio carico troppo elevato
     rispetto a quello che si addossava la Commissione.
9.3. Valutazione
     - Indicatori di efficacia prescelti:
       La valutazione dei risultati sarà effettuata con la tecnica del
       monitoraggio regolare, ricorrendo sia ai normali mezzi di controllo, sia a
       perizie di esperti esterni in caso di necessità.
       Buona parte delle azioni hanno un costo assai modesto rispetto al mercato,
       come risulta dal rapporto di valutazione.
     - Modalità e periodicità della valutazione:
       Valutazione annua sul piano istituzionale (cfr. il rapporto annuo previsto
       dall'articolo 6 della proposta di decisione). Le proposte si fondano sul
       rapporto di valutazione redatto dagli esperti esterni e trasmesso dalla
       Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio ai sensi dell'articolo 3
       della decisione del Consiglio del 18 giugno 1991.
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                                                               COM (92) 470 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              io
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-585-IT-C
                                                             ISBN 92-77-50846-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr29S5 Lussemburgo