CELEX: 52001PC0535
Language: it
Date: 2001-10-02
Title: Proposta modificata del Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla messa in opera del dominio di primo livello Internet ".EU" (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

Avis juridique important

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52001PC0535

Proposta modificata del Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla messa in opera del dominio di primo livello Internet ".EU" (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2001/0535 def. - COD 2000/0328 */  

Proposta modificata del REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLA MESSA IN OPERA DEL DOMINIO DI PRIMO LIVELLO INTERNET ".EU" (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)AntefattiInvio della proposta al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2000)827 def. - 2000/0328/COD) a norma dell'articolo 175, paragrafo 1 del trattato CE: 12 dicembre 2000Parere del Comitato economico e sociale: 28 marzo 2001Parere del Comitato delle regioni: parere non espressoParere del Parlamento europeo - prima lettura: 4 luglio 2001Obiettivi della proposta della CommissioneIl regolamento che mette in opera il dominio Internet di primo livello ".EU" si prefigge di fornire alle imprese, alle organizzazioni e ai cittadini europei un nuovo dominio di registrazione dei nomi, promuovendo così l'accesso alle reti Internet. Esso stabilisce le condizioni alle quali mettere in opera il dominio di primo livello (TLD) e fissa i requisiti e gli obblighi che devono essere rispettati dal registro, l'organismo cui verranno affidate l'organizzazione, l'amministrazione e la gestione del dominio di primo livello ".EU". Nel regolamento viene inoltre definito il quadro della politica generale.Parere della Commissione sugli emendamenti adottati dal parlamentoEmendamenti accolti dalla CommissioneDei 39 emendamenti adottati dal PE la Commissione ne accetta 23, ossia gli emendamenti: 1, 2, 3, 4, 5, 7, 8, 10, 11, 12, 16, 17, 19, 21, 22, 25, 26, 28, 31, 35, 38, 39 e 40.L'emendamento 1 propone di introdurre un nuovo considerando nel quale si dichiara che la creazione del dominio nazionale di primo livello (ccTLD) ".EU" contribuirà alla promozione dell'immagine dell'Unione europea sulle reti globali e apporterà valore aggiunto ai ccTLD già esistenti.L'emendamento 2 propone di introdurre un riferimento alla Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN), l'ente responsabile della delega ai registri dei codici per i domini di primo livello. Lo stesso emendamento fa altresì riferimento alla risoluzione del Consiglio del 3 ottobre 2000 sui principi adottati dal comitato consultivo dei governi (GAC) e alla necessità che il registro concluda un contratto con l'ICANN.L'emendamento 3 riguarda un considerando sulle basi di dati di tipo "whois" che possono contribuire a rafforzare la fiducia degli utenti. Trattasi infatti di un tipo di base dati caratteristica del sistema dei nomi di dominio (DNS) che fornisce agli utenti Internet informazioni fondamentali sui soggetti che fanno capo ad un nome di dominio registrato (registrants).L'emendamento 4 cita la prassi internazionale comunemente adottata nella gestione di Internet, ossia l'osservanza dei principi di non ingerenza, autogestione e autoregolamentazione, per specificare che tali principi dovrebbero essere applicati a tutti gli aspetti attinenti alla gestione non contemplati dal presente regolamento.L'emendamento 5 fa riferimento alle disposizioni comunitarie sulla tutela dei dati personali e ai principi relativi al rispetto della vita privata e dei dati personali.Anche l'emendamento 7 è accettato perché precisa che il registro non sarà autorizzato a rilasciare registrazioni di sottodominio utilizzando entità di dominio degli Stati membri. La Commissione concorda sul fatto che la presenza nei nomi di dominio di secondo livello di combinazioni di lettere che sembrano riferirsi a singoli Stati membri sarebbe alquanto inopportuna e provocherebbe confusione.L'emendamento 8 chiarisce che, laddove nel testo del regolamento si faccia riferimento alle "parti interessate", si intendono le imprese, le organizzazioni, le persone fisiche e le autorità pubbliche.L'emendamento 10, riferito all'articolo 1, stabilisce che il regolamento si applica fatte salve le disposizioni degli Stati membri riguardanti i domini nazionali di primo livello.L'emendamento 11 (art. 2) amplia la definizione delle attività di competenza del registro aggiungendo tra esse la fornitura di servizi di ricerca aperti a tutti gli utenti, anche noti come servizi "whois", e la gestione del registro dei nomi di dominio.L'emendamento 12 (art. 2) introduce una definizione di "autorità di registrazione".L'emendamento 16 (art. 2) stabilisce che il registro deve stipulare un contratto per la delega del codice del dominio di primo livello ".EU", previo consenso della Commissione. L'emendamento è accettato perché rende il testo originale più chiaro.L'emendamento 17 (art. 2) specifica che il registro non deve agire come autorità di registrazione.L'emendamento 19 (art. 3) specifica che il registro è tenuto ad osservare non soltanto le regole, le politiche e le procedure previste dal regolamento, ma anche i contratti di cui all'articolo 2 del medesimo regolamento e che inoltre deve applicare procedure trasparenti e non discriminatorie.L'emendamento 21 (art. 3) propone che l'amministrazione e la gestione del dominio di primo livello ".EU" da parte del registro siano espletate nell'interesse generale.L'emendamento 22 (art. 3) propone di eliminare la disposizione in base alla quale il registro è tenuto ad osservare le norme applicabili in materia di appalti pubblici. La soppressione della parte di testo sulle procedure trasparenti e non discriminatorie è necessaria per motivi di coerenza con l'emendamento 19.Gli emendamenti 25, 26 e 28 (art. 3) aggiungono alcuni elementi alle normali funzioni del registro precisando che esso è responsabile dell'accreditamento delle autorità di registrazione del dominio di primo livello ".EU", tenuto a garantire l'integrità della base di dati e che è autorizzato ad effettuare sospensioni, cancellazioni e trasferimenti di registrazioni.L'emendamento 31 (art. 3) propone che il registro definisca la disciplina in materia di registrazione ("politica di registrazione") nei settori in cui non esistono già norme di politica generale. La Commissione concorda sul fatto che spetta in primo luogo al registro determinare la politica in materia di registrazione, salvo le regole di politica pubblica (cfr. art. 4).L'emendamento 35 (art. 4) aggiunge una precisazione sulla necessità di risolvere "prontamente" le controversie in sede extragiudiziale prevedendo una procedura gratuita o al massimo orientata al mero recupero dei costi.L'emendamento 38 (art. 4) introduce la problematica della regolamentazione dei nomi di dominio divenuti "bona vacantia". Il riferimento alla "migliore prassi a livello nazionale" dovrebbe tuttavia essere sostituito con un riferimento alle "migliori pratiche" in quanto queste esistono già in questo settore, sia a livello nazionale che internazionale.L'emendamento 39 (art. 5) aggiunge una precisazione al testo originale relativamente al comitato che assiste la Commissione: nel periodo che precede l'entrata in vigore della direttiva concernente il quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica la Commissione sarà assistita dal comitato istituito ai sensi della direttiva 90/387/CEE del Consiglio sull'istituzione del mercato interno per i servizi delle telecomunicazioni mediante la realizzazione della fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni [1].[1]  GU L 192 del 24.7.1990, pag. 1.L'emendamento 40 (art. 6) introduce l'obbligo di presentare regolarmente al Parlamento e al Consiglio una relazione sul funzionamento del dominio di primo livello ".EU".Emendamenti accolti in parte o in linea di principio dalla CommissioneEmendamenti 9 e 13Per quanto riguarda l'invito a manifestare interesse destinato alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee la Commissione accetta il principio alla base degli emendamenti 9 e 13, ma ritiene opportuno menzionare un'unica volta la pubblicazione dell'invito a manifestare interesse, e più precisamente così come proposto nell'emendamento 13, cancellando invece tale riferimento dall'emendamento 9. La Commissione riconosce pienamente la necessità di introdurre una procedura trasparente e dunque l'idea di pubblicare nella GU un invito a manifestare interesse. Il regolamento verrà ovviamente pubblicato nella GU, ma si potrebbe fare ulteriore pubblicità in modo più efficace utilizzando altri mezzi di divulgazione, tra cui il sito web ufficiale della Commissione.La Commissione accetta pertanto parte dell'emendamento 9 riferito all'articolo 1, e precisamente la prima frase che recita: "Obiettivo del presente regolamento è mettere in opera il dominio di primo livello (TLD) .EU all'interno della Comunità europea", e il riferimento al quadro di politica "generale" alla fine del paragrafo.Emendamento 14La Commissione condivide il principio secondo cui le attività del registro non dovrebbero comportare costi per la Commissione; pertanto accoglie in linea di principio l'emendamento proposto, a condizione tuttavia di riformulare il testo nel modo seguente: "I costi connessi all'organizzazione, amministrazione e gestione del dominio di primo livello .EU sono interamente a carico del registro". Questa precisazione è necessaria per evitare possibili incertezze di interpretazione del testo proposto circa "i servizi forniti" dalla Commissione oltre che per chiarire lo scopo dell'emendamento in questione.Emendamento 18Pur riconoscendo la necessità che il registro consulti una base più ampia possibile di utenti Internet europei, la Commissione non ritiene sufficientemente chiaro come un eventuale comitato consultivo istituito dal presente regolamento possa agire compatibilmente con le responsabilità della Commissione e degli Stati membri in materia di politiche pubbliche e con l'impegno da parte del registro di consultare le parti interessate, come stabilito all'articolo 3. Inoltre resta da appurare se le funzioni di tale comitato siano compatibili con le procedure di esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione. Per questo motivo la Commissione accoglie l'idea di introdurre l'obbligo per il registro di consultare un apposito comitato, a condizione che il testo dell'emendamento proposto sia riformulato e venga aggiunto all'emendamento 8 nel modo seguente: "A tale scopo il registro potrebbe istituire un comitato consultivo".Emendamento 20La Commissione concorda sul fatto che il registro sia tenuto ad individuare ed applicare, in tutti i casi possibili, le migliori pratiche in materia di organizzazione, amministrazione e gestione del dominio di primo livello .EU, ma non ritiene opportuno limitarsi alla sfera nazionale. Pertanto la Commissione accoglie l'emendamento a condizione che sia riformulato come segue: "Il registro, in conformità delle migliori pratiche:".Emendamento 29Avendo accolto l'emendamento 35 sulla politica e la procedura di composizione delle controversie in sede extragiudiziale per risolvere prontamente e gratuitamente, o per lo meno sulla base del principio del recupero dei costi, i conflitti tra nomi di dominio e diritti di proprietà intellettuale, la Commissione accetta di conseguenza anche il principio alla base dell'emendamento 29, pur ritenendolo già espresso nell'emendamento 35. Poiché la Commissione reputa corretto attribuire le suddette competenze al registro, è disposta ad accettare l'emendamento 29 previa seguente riformulazione: "attua la politica di risoluzione delle controversie in sede extragiudiziale e applica una procedura per risolvere prontamente i conflitti sorti tra titolari di nomi di dominio circa i diritti sui nomi di dominio e i diritti di proprietà intellettuale oltre che per dirimere le controversie concernenti le decisioni individuali adottate dal registro. Tale politica è adottata conformemente all'articolo 4 e tiene conto delle raccomandazioni dell'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (WIPO). Essa dispone adeguate garanzie di carattere procedurale per le parti interessate e lascia impregiudicata ogni possibile via di ricorso giurisdizionale.Emendamenti 30 e 36La Commissione condivide l'utilità di applicare un codice di condotta nel contesto della politica di registrazione e ne accetta in linea di principio l'esplicita menzione nei due emendamenti citati, ma riformulerebbe il testo nel modo seguente, aggiungendolo all'emendamento 4: "Il dominio di primo livello .EU dovrebbe essere messo in opera tenendo conto delle migliori pratiche e nel rispetto, ove opportuno, di orientamenti o codici di condotta applicabili su base volontaria. "Emendamento 32La Commissione accetta il concetto "primo arrivato, primo servito" che il registro dovrebbe applicare in linea di massima, fatti salvi i casi contemplati dalle regole di politica pubblica di cui all'articolo 4. La Commissione accoglie dunque un riferimento esplicito a tale politica, a condizione che venga formulato in una frase aggiunta all'articolo 3, paragrafo 3, nel modo seguente: "Salvo diversamente stabilito nel presente regolamento o nelle regole di politica pubblica, le registrazioni si effettuano sulla base del principio 'primo arrivato, primo servito'".La Commissione riconosce la necessità di registrare in modo graduale i nomi di dominio dei titolari di diritti pregressi riconosciuti da norme nazionali o comunitarie e accoglie pertanto l'emendamento 32 con la seguente riformulazione: "La registrazione dei nomi di dominio da parte del registro può essere effettuata in modo graduale per offrire temporaneamente adeguate opportunità ai titolari di diritti pregressi riconosciuti o sanciti da norme nazionali e/o comunitarie". La possibilità per i titolari di diritti pregressi riconosciuti dal diritto nazionale e/o comunitario e per gli enti pubblici di beneficiare temporaneamente di un periodo per la registrazione andrà determinata nell'ambito della politica relativa alla registrazione dei nomi di dominio abusiva o finalizzata alla speculazione.Questo emendamento propone inoltre di precisare che la registrazione non conferisce alcun diritto legale all'autore della registrazione e che il registro non assume responsabilità giuridica per aver registrato un nome in violazione dei diritti di terzi. La Commissione ritiene tuttavia che la registrazione di un nome dovrebbe conferire all'autore almeno il diritto di utilizzo e che le responsabilità giuridiche del registro saranno disciplinate dalla normativa in vigore o in sede contrattuale.Proposta modificataA norma dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE la Commissione modifica la propria proposta come indicato nelle precedenti osservazioni.