CELEX: 62020TN0750
Language: it
Date: 2020-12-18 00:00:00
Title: Causa T-750/20: Ricorso proposto il 18 dicembre 2020 — Correia / CESE

15.2.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 53/56
            
         
      Ricorso proposto il 18 dicembre 2020 — Correia / CESE
      (Causa T-750/20)
      (2021/C 53/73)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Paula Correia (Woluwe-Saint-Étienne, Belgio) (rappresentanti: Levi e M. Vandenbussche, avvocati)
      
         Convenuto: Comitato economico e sociale europeo
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare il presente ricorso ricevibile e fondato;
               
            di conseguenza disporre,
      
                  —
               
               
                  l'annullamento della decisione del CESE dell’8 aprile 2020 che respinge la domanda di ricostituzione della carriera della ricorrente e, per quanto necessario, l'annullamento della decisione implicita di rigetto del reclamo intervenuta l’8 novembre 2020;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il CESE a versare gli arretrati di retribuzione e i benefici finanziari derivati, oltre agli interessi di mora al tasso della Banca centrale europea maggiorato di due punti percentuali;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il CESE al pagamento di EUR 2 000 per i danni morali;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto alla totalità delle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce quattro motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione delle garanzie procedurali di cui all'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (in prosieguo: la «Carta») e sulla violazione del principio di non discriminazione. La ricorrente sostiene che il modo in cui il Comitato economico e sociale europeo (CESE) adotta le decisioni relative alla promozione o al reinquadramento degli agenti temporanei nelle segreterie dei gruppi viola le garanzie procedurali dell'articolo 41 della Carta. Questo è stato il caso di tutte le decisioni di non promuovere o reinquadrare la ricorrente da quando è entrata in servizio. La ricorrente sostiene, da un lato, che tali decisioni sono prive di qualsiasi motivazione e, dall'altro, che nessun testo, decisione generale o comunicazione indica quali criteri vengono adottati e applicati per individuare tra gli agenti temporanei quelli che saranno promossi o reinquadrati.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione del principio della certezza del diritto. A questo proposito, la ricorrente ritiene che, anche se il CESE dispone effettivamente di un potere discrezionale per stabilire i criteri e le modalità di applicazione dell'articolo 10 del Regime applicabile agli altri agenti dell'Unione europea, è pur vero che tali criteri e modalità devono garantire il grado di prevedibilità richiesto dal diritto dell'Unione. Tuttavia, bisogna constatare che non è così, poiché non esistono criteri, e ancor meno chiari e trasparenti, che permettano agli agenti temporanei di sapere come e a quali condizioni avverrà una promozione o un reinquadramento che porti alla conclusione di una modifica del contratto.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione, in quanto la decisione di reinquadrare la ricorrente solo tre volte dal 2004 sarebbe viziata da un errore manifesto di valutazione, anche se si dovesse tener conto dei criteri derivanti dalla presunta prassi costante applicabile presso il CESE.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sulla violazione del dovere di sollecitudine. La ricorrente sostiene che i suoi interessi non sono stati presi in considerazione quando l'autorità abilitata a concludere i contratti ha deciso quali membri del personale sarebbero stati promossi o reinquadrati, e ciò fin dalla sua entrata in servizio.