CELEX: 61963CJ0013
Language: it
Date: 1963-07-17
Title: Sentenza della Corte del 17 luglio 1963. # Repubblica italiana contro Commissione della Comunità economica europea. # Causa 13-63.

Avis juridique important

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61963J0013

SENTENZA DELLA CORTE DEL 17 LUGLIO 1963.  -  GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE.  -  CAUSA 13/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00337 edizione olandese pagina 00351 edizione tedesca pagina 00359 edizione italiana pagina 00335 edizione speciale inglese pagina 00165 edizione speciale danese pagina 00433 edizione speciale greca pagina 00967 edizione speciale portoghese pagina 00305 edizione speciale spagnola pagina 00435 edizione speciale svedese pagina 00189 edizione speciale finlandese pagina 00189

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PERIODO TRANSITORIO - MISURE DI SALVAGUARDIA - PREVENTIVA AUDIZIONE DI ALTRI GOVERNI INTERESSATI - FORMALITA SUFFICIENTI  ( TRATTATO CEE, ART . 226 )  2 . PERIODO TRANSITORIO - MISURE DI SALVAGUARDIA - SETTORE DELL' ATTIVITA ECONOMICA - CONCETTO  ( TRATTATO CEE, ART . 226 )  3 . PERIODO TRANSITORIO - MISURE DI SALVAGUARDIA - GRAVI DIFFICOLTA - CONCETTO  ( TRATTATO CEE, ART . 226 )  4 . PERIODO TRANSITORIO - MISURE DI SALVAGUARDIA - EFFETTI SUL MERCATO COMUNE - PERTURBAZIONE MINIMA - LIMITAZIONE GEOGRAFICA  ( TRATTATO CEE, ART . 226 )  5 . PERIODO TRANSITORIO - MISURE DI SALVAGUARDIA - POSSIBILITA DI FAR DISTINZIONE TRA I SINGOLI STATI MEMBRI  ( TRATTATO CEE, ART . 226 )  6 . DISCRIMINAZIONE - INDIZI - DISCRIMINAZIONE FORMALE E MATERIALE - DISTINZIONE - CRITERI  ( TRATTATO CEE, ART . 7 )  

Massima

1 . A PRESCINDERE DALL' ESAME DEI LIMITI ENTRO I QUALI LA COMMISSIONE, PERVENUTALE UNA DOMANDA AI SENSI DELL' ART . 226, E TENUTA A SENTIRE PREVENTIVAMENTE QUALSIASI ALTRO GOVERNO INTERESSATO, NON PUO' PARLARSI DI MANCATA AUDIZIONE QUALORA LA COMMISSIONE ABBIA INFORMATO IL GOVERNO INTERESSATO DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA E CHE DETTO GOVERNO NON ABBIA RISPOSTO ALLE DOMANDE RIVOLTEGLI DALLA COMMISSIONE ENTRO UN TERMINE COMMISURATO ALL' URGENZA IMPOSTA DAL TRATTATO .  2 . LA PRODUZIONE DI UNA MERCE PUO' COSTITUIRE UN SETTORE DELL' ATTIVITA ECONOMICA AI SENSI DELL' ART . 226 DEL TRATTATO CEE, QUALORA, SECONDO I CONCETTI GENERALMENTE AMMESSI, QUESTA SI DISTINGUA NETTAMENTE DA ALTRE MERCI CHE ABBIANO CON ESSA QUALCHE ELEMENTO DI COMUNE .  3 . L' ESISTENZA DI GRAVI DIFFICOLTA SUSCETTIBILI DI PROTRARSI NON E ESCLUSA DALLA CIRCOSTANZA CHE GLI INTERESSATI SIANO IN GRADO DI FACILITARE PERSONALMENTE IL CONSEGUIMENTO DEI RISULTATI A CUI TENDONO I PROVVEDIMENTI DELLA COMMISSIONE; L' ART . 226, IL QUALE MIRA A PERMETTERE L' ADATTAMENTO AL MERCATO COMUNE DI UN SETTORE PERTURBATO, PRESUPPONE INFATTI UNA LORO AZIONE IN TAL SENSO .  4 . POSTO CHE L' ART . 226 DEL TRATTATO CEE IMPONE ALLA COMMISSIONE DI ACCORDARE LA PRECEDENZA ALLE MISURE CHE TURBINO IL MENO POSSIBILE IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO COMUNE, IN CASO DI DUBBIO, ESSA DEVE TENER PRESENTE CHE IL CARATTERE " COMUNE " DEL MERCATO SUBISCE MINOR PREGIUDIZIO OVE ALLE NORME DEL TRATTATO SI DEROGHI SOLO NEI RAPPORTI TRA DUE STATI MEMBRI .  5 . NELL' AUTORIZZARE MISURE DI SALVAGUARDIA LA COMMISSIONE HA DIRITTO DI FAR DISTINZIONI A SECONDA DEI PAESI E NON SOLO A SECONDA DELLE IMPRESE DEL MERCATO COMUNE ALLORCHE RAGIONEVOLI MOTIVI IMPONGANO SIFFATTE DISTINZIONI; COSI' E QUANDO SIA POSSIBILE CONSTATARE ALL' INTERNO DI CIASCUN PAESE UN LIVELLO DI PREZZI CHE SI DIFFERENZIA NETTAMENTE DA QUELLO DEI PREZZI DEGLI ALTRI PAESI .  6 . DAL DIVERSO TRATTAMENTO FATTO A SITUAZIONI NON COMPARABILI NON CONSEGUE AUTOMATICAMENTE L' ESISTENZA DI UNA DISCRIMINAZIONE IN QUANTO UNA DISCRIMINAZIONE FORMALE APPARENTE PUO' CORRISPONDERE, IN FATTO, AD ASSENZA DI DISCRIMINAZIONE MATERIALE .  LA DISCRIMINAZIONE MATERIALE PUO' CONSISTERE NON SOLO NEL TRATTARE IN MODO DIVERSO SITUAZIONI ANALOGHE, MA PURE NEL TRATTARE IN MODO IDENTICO SITUAZIONI DIVERSE .  

Parti

NELLA CAUSA PROMOSSA  DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA,  RAPPRESENTATO DAL PROF . RICCARDO MONACO, CAPO DEL CONTENZIOSO DIPLOMATICO DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DAL SOSTITUTO AVVOCATO GENERALE DELLO STATO, DOTT . PIETRO PERONACI,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO LA SEDE DELL' AMBASCIATA D' ITALIA, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA,  RAPPRESENTATA DAL DOTT . ALBERTO SCIOLLA-LAGRANGE, CONSULENTE GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, IN QUALITA DI AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO IL DOTT . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ, N . 2, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DEL 17 GENNAIO 1963 ( G.U . DEL 13 FEBBRAIO 1963, PAG . 268 E SEGG .), CON LA QUALE LA REPUBBLICA FRANCESE E STATA AUTORIZZATA AD ADOTTARE MISURE DI SALVAGUARDIA, A NORMA DELL' ART . 226 DEL TRATTATO, CONTRO L' IMPORTAZIONE DALL' ITALIA DI FRIGORIFERI ELETTRICI PER USO DOMESTICO E DI DETERMINATE PARTI STACCATE DEGLI STESSI . 

Motivazione della sentenza

I - SULLA VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI  1 . SULL' OMESSA PREVENTIVA AUDIZIONE DEL GOVERNO ITALIANO  IL GOVERNO RICORRENTE ASSUME CHE LA COMMISSIONE AVREBBE DOVUTO SENTIRLO PRIMA DI ADOTTARE LA SUA DECISIONE .  AD AVVISO DELLA CORTE, NELLA FATTISPECIE, NON E NECESSARIO ESAMINARE ENTRO QUALI LIMITI SAREBBE IMPOSTA SIFFATTA AUDIZIONE; E INFATTI PACIFICO CHE LA COMMISSIONE, DOPO AVER AVUTO DELLE CONVERSAZIONI TELEFONICHE CON LA RAPPRESENTANZA PERMANENTE A BRUXELLES DEL GOVERNO RICORRENTE, E DOPO AVERLA INFORMATA DELLA RICHIESTA DEL GOVERNO FRANCESE, HA RIVOLTO IN ISCRITTO ALLA PREDETTA RAPPRESENTANZA VARIE DOMANDE RELATIVE ALLA MENZIONATA RICHIESTA SENZA OTTENERNE RISPOSTA . IL SILENZIO MANTENUTO DAL RICORRENTE DURANTE UN MESE NON CONSENTE DI FAR CARICO ALLA CONVENUTA DI AVER SENZ' ALTRO ADOTTATO LA DECISIONE IMPUGNATA .  QUESTA CENSURA VA PERTANTO DISATTESA .  2 . SULL' INSUFFICIENTE MOTIVAZIONE  IL GOVERNO RICORRENTE HA ELEVATO UNA SERIE DI CENSURE CON LE QUALI MIRA A FAR DICHIARARE DALLA CORTE CHE LA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA NON RISPONDE AI REQUISITI DELL' ART . 190 DEL TRATTATO, ASSUMENDO CHE I MOTIVI ENUNCIATI NELLA DECISIONE NON SAREBBERO SUFFICIENTI PER INDIVIDUARE LA CAUSA DELLE DIFFICOLTA DI CUI TRATTASI NELLE SOLE IMPORTAZIONI DALL' ITALIA .  TUTTAVIA, LA DECISIONE NON SI E LIMITATA A TENER CONTO DEL VOLUME DELLE VARIE IMPORTAZIONI, MA HA FATTO UN RAFFRONTO FRA IL PREZZO DEI PRODOTTI ITALIANI E QUELLO, SECONDO LA COMMISSIONE NOTEVOLMENTE SUPERIORE, SIA DEI PRODOTTI FRANCESI CHE DI ALTRI PRODOTTI IMPORTATI .  E' ERRATO L' ASSUNTO SECONDO IL QUALE NELLA DECISIONE SI SAREBBE DOVUTO ANCHE TENER CONTO DELLA DIFFERENZA FRA I PREZZI DI VENDITA AL CONSUMO, PERCHE A TALE STADIO COMMERCIALE QUALSIASI SICURO ACCERTAMENTO E IMPOSSIBILE A CAUSA DEI RIBASSI PRATICATI E PERCHE LE DIFFICOLTA DEVONO VALUTARSI RISPETTO AI PRODUTTORI, CIO' CHE COMPORTA LA NECESSITA DI TENER CONTO DEI PREZZI CHE QUESTI FATTURANO AI GROSSISTI . NON VI ERA INOLTRE ALCUN INTERESSE A RICERCARE SE IL MARGINE DI UTILE CHE I FABBRICANTI FRANCESI ACCORDANO AI LORO GROSSISTI ERA EQUO O NON, POSTO CHE SI TRATTAVA DI VALUTARE LA DIFFERENZA FRA IL PREZZO DEI PRODOTTI FRANCESI ED IL PREZZO DI QUELLI ITALIANI ALLA LORO ENTRATA NEL TERRITORIO FRANCESE, OSSIA NEL MOMENTO IN CUI GLI UNI E GLI ALTRI PRODOTTI SI TROVANO NELLO STESSO MERCATO ED ALLO STESSO STADIO COMMERCIALE .  SECONDO IL RICORRENTE, NELLA MOTIVAZIONE SI SAREBBE DOVUTO FAR CONSTARE SE IL PIU AMPIO MARGINE CHE I FABBRICANTI ITALIANI CONCEDONO AI LORO DISTRIBUTORI IN FRANCIA NON ERA GIUSTIFICATO DAGLI ONERI MAGGIORI CHE GRAVANO SU QUESTI ULTIMI; TUTTAVIA, POICHE LA MOTIVAZIONE DA ATTO CHE LA DIFFERENZA ESISTENTE TRA IL PREZZO FRANCO FRONTIERA DEI PRODOTTI ITALIANI ED IL PREZZO PARTENZA FABBRICA DEI PRODOTTI FRANCESI ERA DEL 30 PERCENTO, RISULTA CHIARAMENTE CHE, SECONDO LA CONVENUTA, NON VI ERANO ALTRI ELEMENTI ATTI A RIDURRE IN FATTO IL VANTAGGIO CONCORRENZIALE CHE TALE PERCENTUALE COMPORTA .  IL RICORRENTE FA CARICO ALLA CONVENUTA DI NON AVER INDAGATO SE I PRODUTTORI DI ALTRI PAESI IMPORTATORI NON OFFRISSERO AI LORO DISTRIBUTORI IN FRANCIA DEI VANTAGGI ANALOGHI A QUELLI DI CUI FRUISCONO GLI IMPORTATORI DEI PRODOTTI ITALIANI; ORBENE, SE LA MOTIVAZIONE DA ATTO CHE I PREZZI ITALIANI NON ERANO COMPARABILI AI PREZZI DEGLI ALTRI PRODOTTI IMPORTATI, VI SI SOTTINTENDE NETTAMENTE CHE GL' IMPORTATORI DI PRODOTTI ITALIANI POTEVANO ACQUISTARE A MIGLIOR MERCATO DEGLI ALTRI IMPORTATORI : DIVENIVA COSI' SUPERFLUO MENZIONARE CIO' CHE IL RICORRENTE PRETENDE .  QUANDO IL RICORRENTE LAMENTA CHE NELLA DECISIONE SI CONFRONTA LA PRODUZIONE FRANCESE DI DIECI MESI ALLE ESPORTAZIONI ED IMPORTAZIONI CALCOLATE RISPETTIVAMENTE SU SETTE E SEI MESI, EGLI CADE IN ERRORE PERCHE LO SPECCHIO INSERITO NELLA DECISIONE RAFFRONTA I DATI DI PERIODI CORRISPONDENTI DEGLI ANNI 1961 E 1962 .  IL RICORRENTE DEDUCE INFINE CHE IL CONSIDERANDO NEL QUALE SI TRATTA DELLA DIFFERENZA TRA I PREZZI FRANCESI E QUELLI ITALIANI NON SAREBBE CHIARO E SI BASEREBBE SU FATTI INESATTI; PER QUANTO ATTIENE ALLA MOTIVAZIONE, IL TESTO DI CUI TRATTASI NON MANCA DI CHIAREZZA, POSTO CHE PERMETTE DI RICAVARE NETTAMENTE I DATI CHE LA CONVENUTA HA RITENUTO DECISIVI .  LE CONSIDERAZIONI SOPRA SVOLTE INDUCONO LA CORTE A DISATTENDERE LA CENSURA TRATTA DALLA INSUFFICIENTE MOTIVAZIONE .  II - SULLO SVIAMENTO DI POTERE  IL GOVERNO RICORRENTE LAMENTA CHE LA CONVENUTA SI E VALSA DEI POTERI ATTRIBUITILE DALL' ART . 226 PER CONSEGUIRE UN EFFETTO PERSEGUIBILE SOLTANTO CON I PROVVEDIMENTI ANTIDUMPING CONTEMPLATI ALL' ART . 91 .  NULLA, NELLA DECISIONE IMPUGNATA O NEL COMPORTAMENTO DELLA CONVENUTA, CONSENTE, TUTTAVIA, DI CONSIDERARE LA DECISIONE UN PROVVEDIMENTO ANTIDUMPING MASCHERATO, IN QUANTO A NESSUN DUMPING E STATO FATTO RICHIAMO; L' AVERE LIMITATO NEL TEMPO E GRADUATO LA TASSA IN QUESTIONE MAL SI ADDICE AD UN SIFFATTO PROVVEDIMENTO, IL QUALE DOVREBBE VENIR ADOTTATO IN FUNZIONE DELLA DURATA DELLE PRATICHE DA COMBATTERE, DURATA CHE, NORMALMENTE NON E PREVEDIBILE .  LA CENSURA TESTE ESAMINATA VA PERTANTO DISATTESA .  III - SULLA VIOLAZIONE DEL TRATTATO  1 . IL CONCETTO DI " SETTORE DELL' ATTIVITA' ECONOMICA "  IL RICORRENTE CONTESTA CHE L' INDUSTRIA FRANCESE DEI FRIGORIFERI SIA UN " SETTORE DELL' ATTIVITA ECONOMICA " NEL SENSO INTESO DALL' ART . 226 .  AD AVVISO DELLA CORTE, TUTTAVIA, LA PRODUZIONE DI UNA MERCE PUO' COSTITUIRE UN SIFFATTO " SETTORE " QUALORA TALE MERCE, SECONDO I CONCETTI GENERALMENTE AMMESSI, SI DISTINGUA NETTAMENTE DA ALTRE MERCI CHE ABBIANO CON ESSA ALCUNCHE DI COMUNE; TALE CONDIZIONE RICORRE NELLA SPECIE .  2 . SULLA TASSAZIONE DEI MOTOCOMPRESSORI  E' PACIFICO CHE PER QUANTO RIGUARDA I MOTOCOMPRESSORI NON VI ERANO DELLE DIFFICOLTA COMPARABILI A QUELLE CUI LA CONVENUTA SI RICHIAMA PER IL SETTORE DEI FRIGORIFERI COMPLETI; TUTTAVIA, LA CONVENUTA HA FATTO VALERE CH' ERA NECESSARIO EVITARE SVIAMENTI DI TRAFFICO ED HA RILEVATO CHE IL MONTAGGIO DEI MOTOCOMPRESSORI SU DEI FRIGORIFERI INCOMPLETI SAREBBE UNA FACILE OPERAZIONE . IL RICORRENTE STESSO HA D' ALTRONDE POSTO IN LUCE CHE GL' IMPORTATORI DI PRODOTTI ITALIANI IN FRANCIA DEVONO ASSUMERSI LA RIPARAZIONE DEGLI APPARECCHI VENDUTI . APPARE COSI' ATTENDIBILE CHE GL' IMPORTATORI SAREBBERO SUFFICIENTEMENTE ATTREZZATI ANCHE PER FARE IL MONTAGGIO DEI MOTOCOMPRESSORI SENZA ESSERE COSTRETTI AD IMPIANTARE NUOVE INDUSTRIE .  IL RICORRENTE NON HA QUINDI DIMOSTRATO CHE LA CURA DI EVITARE SVIAMENTI DI TRAFFICO ERA INFONDATA E PERTANTO QUESTA CENSURA VA DISATTESA .  3 . SULL' APPLICAZIONE DEL CONCETTO DI " DIFFICOLTA' GRAVI ... SUSCETTIBILI DI PROTRARSI "  SECONDO IL DISPOSTO DELL' ART . 226, PRIMO COMMA DEL TRATTATO, MISURE DI SALVAGUARDIA POSSONO ESSERE AUTORIZZATE QUALORA SORGANO DIFFICOLTA GRAVI E SUSCETTIBILI DI PROTRARSI, IN UN SETTORE DELL' ATTIVITA ECONOMICA .  A ) CONSIDERATI DI PER SE, I DATI INDICATI DALLA CONVENUTA, DAI QUALI APPARE LA RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE FRANCESE DAL 1961 AL 1962 NONCHE L' AUMENTO DELLE IMPORTAZIONI IN FRANCIA DURANTE LO STESSO PERIODO - DATI NON CONTESTATI DAL RICORRENTE - FANNO LEGITTIMAMENTE PRESUMERE CHE SIFFATTE DIFFICOLTA SUSSISTEVANO .  VA TUTTAVIA ESAMINATO SE GLI ARGOMENTI CHE IL RICORRENTE FA VALERE SIANO TALI DA DISSIPARE TALE PRESUNZIONE .  B ) IL RICORRENTE ASSUME CHE NEL 1962 LA PRODUZIONE FRANCESE, SINO A CONCORRENZA DI 265.000 APPARECCHI, NON E STATA IN GRADO DI COPRIRE IL FABBISOGNO DEL MERCATO INTERNO; TALE ASSUNTO NON E CONFERENTE . INFATTI, TALE CIRCOSTANZA NON PRESUPPONE NECESSARIAMENTE CHE LA CAPACITA DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE SIA INSUFFICIENTE, MA PUO' PURE DERIVARE DAL FATTO CHE PROPRIO LE IMPORTAZIONI ABBIANO DETERMINATO LA RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE FRANCESE .  C ) IL RICORRENTE SI ADOPERA POI A DIMOSTRARE CHE, DELLA PRODUZIONE FRANCESE DEL 1962, I FRIGORIFERI NON SMERCIATI A FINE D' ANNO AMMONTAVANO AL MASSIMO AD 8.000; TUTTAVIA, ADOTTANDO IL SISTEMA DI CALCOLO DEL RICORRENTE E PUR SOSTITUENDO ALLE CIFRE CHE ESSO HA INIZIALMENTE INDICATO QUELLE CHE, SALVO ALCUNE INSIGNIFICANTI DIVERGENZE, ENTRAMBE LE PARTI HANNO AMMESSO NEL CORSO DELLA DISCUSSIONE ORALE, SI GIUNGE AD UN NUMERO DI APPARECCHI CHE VA DA 48.000 A 57.000 . CONVIENE TUTTAVIA CONSIDERARE NON SOLTANTO LA SITUAZIONE DEL 1962, MA SOPRATTUTTO L' EVOLUZIONE CHE VI E STATA DOPO LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI, E A QUEST' EFFETTO LA NOTEVOLE CONSISTENZA DELLE GIACENZE PRESSO I PRODUTTORI ALLA FINE DEL 1961 E DEL 1962 ( 145.000 E RISPETTIVAMENTE 193.000 UNITA ), NONCHE LA DIFFERENZA FRA TALI DUE CIFRE, ASSUMONO NOTEVOLE RILIEVO .  IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LE GIACENZE ERANO COSTITUITE DA MODELLI SORPASSATI : TUTTAVIA UNA CRISI ALLO STADIO DELLA VENDITA PUO' ESSER DETERMINATA ANCHE DALLA CIRCOSTANZA CHE IL FABBRICANTE NON RIESCE A SMERCIARE LA PRODUZIONE DEGLI ANNI PRECEDENTI . INFINE, L' ARGOMENTO FATTO VALERE DAL RICORRENTE PRESUPPONE CHE I FRIGORIFERI FRANCESI VENDUTI NEL 1962 PROVENISSERO ESCLUSIVAMENTE DALLA PRODUZIONE DI TALE ANNO : IL CHE NON E DIMOSTRATO .  D ) VI E INOLTRE DISSENSO FRA LE PARTI SUL FATTO SE IL RIBASSO DEI PREZZI DISPOSTO DAI PRODUTTORI FRANCESI POCHI GIORNI PRIMA CHE VENISSE EMANATA LA DECISIONE IMPUGNATA CONCERNESSE LA TOTALITA O LA MAGGIOR PARTE DEI PRODOTTI - COME ASSUME IL RICORRENTE -, OVVERO SOLTANTO UNA MODESTA PARTE DI ESSI . QUANTO IL RICORRENTE SOSTIENE, SE ANCHE FOSSE ESATTO, RIVELEREBBE PIUTTOSTO L' ESISTENZA DI " GRAVI DIFFICOLTA ", POICHE E NORMALE PRESUMERE CHE UN NOTEVOLE RIBASSO SPONTANEAMENTE DECISO DAI PRODUTTORI SIA SINTOMO DI UN' ACCANITA CONCORRENZA .  DEL RESTO, SE L' ART . 226 MIRA A CONSENTIRE L' ADATTAMENTO AL MERCATO COMUNE DI UN SETTORE IN DIFFICOLTA, ESSO PRESUPPONE CHE GLI INTERESSATI SIANO IN GRADO DI ASSECONDARE I PROVVEDIMENTI DELLA COMMISSIONE . LA CIRCOSTANZA QUINDI CHE ESSI ABBIANO CERCATO DI AGIRE IN TAL SENSO, NON PUO' FARE ESCLUDERE L' ESISTENZA DI " GRAVI DIFFICOLTA ".  E ) NON ESSENDO QUINDI DIMOSTRATO CHE LA CONVENUTA HA DATO AL CONCETTO DI " GRAVI DIFFICOLTA " UN' APPLICAZIONE INESATTA, LA CORTE DEVE DISATTENDERE LA PRESENTE CENSURA .  4 . SULLA DISCRIMINAZIONE  A ) IL GOVERNO RICORRENTE LAMENTA CHE NELLA DECISIONE IMPUGNATA SI SIA INDEBITAMENTE TRASGREDITO AL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONI CON L' AUTORIZZARE IL GOVERNO FRANCESE A COLPIRE DI UNA TASSA SPECIALE I SOLI PRODOTTI ITALIANI, ESCLUDENDONE GLI ANALOGHI PRODOTTI PROVENIENTI SIA DAGLI ALTRI STATI MEMBRI SIA DAI PAESI TERZI .  LA CORTE OSSERVA CHE DAL DIVERSO TRATTAMENTO FATTO A SITUAZIONI NON COMPARABILI NON CONSEGUE AUTOMATICAMENTE L' ESISTENZA DI UNA DISCRIMINAZIONE : UNA DISCRIMINAZIONE FORMALE APPARENTE PUO' QUINDI CORRISPONDERE, IN FATTO, AD ASSENZA DI DISCRIMINAZIONE MATERIALE .  LA DISCRIMINAZIONE MATERIALE SAREBBE CONSISTITA SIA NEL TRATTARE IN MODO DIVERSO SITUAZIONI ANALOGHE, SIA NEL TRATTARE IN MODO IDENTICO SITUAZIONI DIVERSE .  B ) PER DI PIU, LA COMMISSIONE E TENUTA A LIMITARE I SUOI INTERVENTI A QUANTO " STRETTAMENTE NECESSARIO "; LE E QUINDI CONSENTITO D' INTERVENIRE SOLO RISPETTO AI FENOMENI CHE DANNO CAUSA ALLE DIFFICOLTA DI CUI TRATTASI . ESSA HA D' ALTRONDE L' OBBLIGO DI " ACCORDARE LA PRECEDENZA A QUELLE ( MISURE ) CHE TURBINO IL MENO POSSIBILE IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO COMUNE " E A TAL PROPOSITO, IN CASO DI DUBBIO, ESSA DEVE TENER PRESENTE CHE IL CARATTERE " COMUNE " DEL MERCATO SUBISCE MINOR PREGIUDIZIO OVE SI DEROGHI ALLE NORME DEL TRATTATO SOLO NEI RAPPORTI FRA DUE STATI MEMBRI .  D' ALTRONDE, PROPRIO ADOTTANDO LA TESI DIANZI RESPINTA SAREBBE POSSIBILE FAVORIRE LE DISCRIMINAZIONI IN QUANTO QUESTE POSSONO CONSISTERE NEL TRATTARE ALLO STESSO MODO SITUAZIONI DISSIMILI . INFINE, NELL' AUTORIZZARE LE MISURE DI SALVAGUARDIA, LA COMMISSIONE HA DIRITTO DI FAR DISTINZIONI A SECONDA DEI PAESI E NON GIA A SECONDA DELLE IMPRESE DEL MERCATO COMUNE ALLORCHE RAGIONEVOLI MOTIVI IMPONGANO SIFFATTE DISTINZIONI; COSI' E QUANDO SIA POSSIBILE CONSTATARE, ALL' INTERNO DI CIASCUN PAESE, UN LIVELLO DI PREZZI CHE SI DIFFERENZIA NETTAMENTE DA QUELLO DEI PREZZI DEGLI ALTRI PAESI .  C ) CONVIENE PERTANTO ACCERTARE SE NEL CASO IN ESAME LE CIRCOSTANZE GIUSTIFICHINO LA LIMITAZIONE DELLE MISURE DI SALVAGUARDIA ALLE SOLE IMPORTAZIONI ITALIANE : NELL' " AUMENTO MASSICCIO DELLE IMPORTAZIONI PROVENIENTI DALLA REPUBBLICA ITALIANA ", LA COMMISSIONE HA RAVVISATO L' ORIGINE DELLE DIFFICOLTA IN FRANCIA ED HA CONSEGUENTEMENTE LIMITATO LE MISURE DI SALVAGUARDIA AI PRODOTTI ITALIANI; PER GIUSTIFICARE IL SUO APPREZZAMENTO E LA SCELTA DI TALI MISURE, ESSA SI E BASATA IN PREVALENZA SULLA CONSTATAZIONE CHE, DA UN LATO, IL VOLUME DELLE IMPORTAZIONI PROVENIENTI DAI PAESI TERZI " NON E AUMENTATO IN MISURA ANORMALE " E QUINDI " NON IMPEDISCE LA RIORGANIZZAZIONE DEL SETTORE FRANCESE IN QUESTIONE " E, D' ALTRO LATO, CHE IL PREZZO DEI PRODOTTI IMPORTATI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI " NON DIFFERISCE SENSIBILMENTE DAL PREZZO DEGLI ANALOGHI PRODOTTI FRANCESI E CHE L' ACCRESCIMENTO DEL VOLUME DELLE IMPORTAZIONI, PUR ESSENDO NOTEVOLE, NON VA CONSIDERATO ANORMALE ".  DAGLI ELEMENTI RESI NOTI ALLA CORTE NON RISULTA CHE TALE APPREZZAMENTO DELLA COMMISSIONE SIA MANIFESTAMENTE ERRATO; NE E STATO CONTESTATO CHE LE IMPORTAZIONI DAI PAESI TERZI HANNO LIEVE IMPORTANZA E NEPPURE E DIMOSTRATO CHE, CON L' AFFERMARE CHE IL PREZZO DEI PRODOTTI PROVENIENTI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI NON DIFFERIVA SENSIBILMENTE DAL PREZZO DEGLI ANALOGHI PRODOTTI FRANCESI, LA COMMISSIONE ABBIA ERRATO . DAL RAFFRONTO DEL VOLUME DELLE IMPORTAZIONI PROVENIENTI DA ALTRI STATI MEMBRI, CHE ESSA NON HA GIUDICATO ANORMALE, LA COMMISSIONE POTEVA DUNQUE CONSIDERARE IL MASSICCIO AUMENTO DELLE IMPORTAZIONI ITALIANE IDONEO A GIUSTIFICARE LO SPECIFICO PROVVEDIMENTO CHE COSTITUISCE OGGETTO DELLA DECISIONE IMPUGNATA .  D ) DALLE CONSIDERAZIONI SOPRA SVOLTE EMERGE CHE I CONSIDERANDI DAL SESTO ALL' UNDECIMO DELLA DECISIONE IMPUGNATA GIUSTIFICAVANO LA TASSAZIONE DEI SOLI PRODOTTI ITALIANI, E CIO' INDUCE LA CORTE A DISATTENDERE LA CENSURA RELATIVA ALLA DISCRIMINAZIONE .  5 . SULLA CENSURA TRATTA DALL' ERRORE MATERIALE COMMESSO NEL CALCOLARE LA DIFFERENZA DI PREZZO  SECONDO LA DECISIONE, LA DIFFERENZA " TRA IL PREZZO MEDIO PER LITRO DEI FRIGORIFERI ITALIANI FRANCO FRONTIERA ED IL PREZZO MEDIO PER LITRO DEI MEDESIMI APPARECCHI FRANCESI ALLO STADIO DELLA VENDITA ALL' INGROSSO ", OSSIA IL PREZZO PARTENZA FABBRICA, COME IN CORSO DI CAUSA HA INDICATO LA CONVENUTA, " AMMONTAVA AL 30 PERCENTO DEL PREZZO ITALIANO FRANCO FRONTIERA FRANCESE, MENTRE LA PROTEZIONE DOGANALE ESISTENTE E SOLO DEL 7,5 PERCENTO ".  IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA COMMISSIONE AVREBBE PURE DOVUTO TENER CONTO DI ALTRI FATTORI CHE RIDUCEVANO NOTEVOLMENTE TALE DIFFERENZA .  A ) IL RICORRENTE NON CONTESTA LE CIFRE INDICATE DALLA CONVENUTA RELATIVAMENTE AL PREZZO FRANCESE FATTURATO AL GROSSISTA ( F.F . 2,946 ) NE A QUELLO DEL PREZZO ITALIANO FRANCO FRONTIERA ( F.F . 2,245 ), CIFRE DALLE QUALI RISULTA PERSINO UNA DIFFERENZA ARITMETICA DEL 31,2 PERCENTO, MA SI LIMITA AD OPPORRE AL SISTEMA DI CALCOLO ADOTTATO DALLA CONVENUTA UN ALTRO SISTEMA BASATO SUI RISPETTIVI SCONTI . TUTTAVIA, ESSO NON HA DIMOSTRATO CHE TALE SISTEMA DI CALCOLO SAREBBE PIU SICURO E PIU ADEGUATO AL CASO IN ESAME DI QUELLO SEGUITO DALLA COMMISSIONE . NON SI POSSONO INFATTI MUOVER CRITICHE ALLA CONVENUTA PER AVER ESSA TENUTO CONTO DI QUEGLI ELEMENTI DEL PREZZO CHE ERANO I PIU IMPORTANTI ED I PIU SICURI .  IL RICORRENTE NON HA POI NE SPIEGATO NE SPECIFICATO COME LA DIFFERENZA, NON CONTESTATA, FRA I PREZZI DEI PRODOTTI FRANCESI AL MOMENTO IN CUI ESCONO DALLA FABBRICA ED IL PREZZO DEI PRODOTTI ITALIANI ALL' ATTO DELLA LORO ENTRATA IN TERRITORIO FRANCESE, SI RIDURREBBE IN SEGUITO, PER EFFETTO DEI RIBASSI; ESSO NON HA D' ALTRONDE INDICATO SU QUALE BASE HA CALCOLATO DETTI RIBASSI .  B ) PER DIMOSTRARE L' ESISTENZA DEGLI ONERI SPECIALI CHE I DISTRIBUTORI DI PRODOTTI ITALIANI SOPPORTEREBBERO, IL RICORRENTE SI E LIMITATO A FAR RICHIAMO A TALUNE CIFRE DESUNTE DAL BILANCIO DI DUE SOCIETA IMPORTATRICI . TALI CIFRE TUTTAVIA NON SONO PROBANTI, ANZITUTTO PERCHE LA PROPORZIONE IN CUI INCIDONO E STATA CALCOLATA IN BASE AL GIRO D' AFFARI DELLE SOCIETA DI CUI TRATTASI, OSSIA SU UNA BASE CHE E DIFFICILE RAFFRONTARE AL PREZZO PRATICATO PER I GROSSISTI CHE E IL SOLO DI CUI QUI SI TRATTI . LE MENZIONATE CIFRE LASCIANO POI TOTALMENTE INSOLUTA LA QUESTIONE SE IL BILANCIO DEI DISTRIBUTORI DI PRODOTTI FRANCESI NON CONTENGA VOCI COMPARABILI; INFINE, UNA PARTE NOTEVOLE DELLE VOCI DI BILANCIO RICHIAMATE E COSTITUITA DA " SPESE COMMERCIALI STRAORDINARIE ", ED E QUESTA UNA FORMULA TROPPO GENERICA PER TRARNE VALIDE DEDUZIONI .  LE CONSIDERAZIONI QUI SOPRA SVOLTE INDUCONO LA CORTE A DISATTENDERE LA CENSURA TESTE ESAMINATA .  

Decisione relativa alle spese

AI SENSI DELL' ART . 69, 2 ) PARAGRAFO, DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE; IL GOVERNO RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE SU TUTTI I MEZZI CHE HA FATTO VALERE E LE SPESE VANNO PERTANTO POSTE A SUO CARICO, 

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . IL RICORSO E RESPINTO IN QUANTO INFONDATO .  2 . LE SPESE DI CAUSA SONO POSTE A CARICO DELLA PARTE RICORRENTE .