CELEX: 21994A0103(12)
Language: it
Date: 1992-05-02 00:00:00
Title: Accordo sullo Spazio economico europeo - Protocollo 11 sull'assistenza reciproca in materia doganale

Avis juridique important

|

21994A0103(12)

Accordo sullo Spazio economico europeo - Protocollo 11 sull'assistenza reciproca in materia doganale  

Gazzetta ufficiale n. L 001 del 03/01/1994 pag. 0171 - 0174

PROTOCOLLO  11sull'assistenza reciproca in materia doganaleArticolo 1 DefinizioniAi fini  del presente protocollo si intende per: a)  «normativa doganale»: le disposizioni, applicabili nei territori delle Parti contraenti, che  disciplinano l'importazione, l'esportazione, il transito delle merci, nonché l'assoggettamento  delle stesse a una qualsiasi altra procedura doganale, comprese le misure di divieto, restrizione e  controllo adottate da dette parti; b)  «dazi doganali»: tutti i dazi, le imposte, i diritti o le altre tasse riscossi nei territori  delle Parti contraenti, in applicazione della normativa doganale, esclusi i diritti e le tasse il  cui importo è limitato ai costi approssimativi dei servizi resi; c)  «autorità richiedente»: l'autorità amministrativa competente all'uopo designata da una Parte  contraente, che presenta una richiesta di assistenza in materia doganale; d)  «autorità interpellata»: l'autorità amministrativa competente all'uopo designata da una Parte  contraente, che riceve una richiesta di assistenza in materia doganale; e)  «infrazione»: ogni violazione della normativa doganale ovvero ogni tentata violazione di detta  normativa. Articolo 2 Campo di applicazione1.  Le Parti contraenti si prestano assistenza reciproca nei  modi e alle condizioni specificati nel presente protocollo, per garantire la corretta applicazione  della normativa doganale, in particolare per quanto concerne la prevenzione, l'individuazione e  l'esame delle infrazioni di detta normativa. 2.  L'assistenza in materia doganale prevista dal presente protocollo si applica ad ogni autorità  amministrativa delle Parti contraenti competente per l'applicazione del presente protocollo. Essa  non pregiudica le norme che disciplinano l'assistenza reciproca in materia penale. Articolo 3 Assistenza a richiesta1.  A richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità  interpellata fornisce tutte le informazioni pertinenti che consentano all'autorità richiedente di  garantire la corretta applicazione della normativa doganale, comprese le informazioni riguardanti  operazioni registrate o programmate che violino o possano violare detta normativa. 2.  A richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata comunica a detta autorità se le  merci esportate dal territorio di una delle Parti contraenti sono state correttamente importate nel  territorio dell'altra parte, precisando, se del caso, il regime doganale applicato alle merci. 3.  A richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata prende le misure necessarie a  garantire che siano tenute sotto controllo: a)  le persone fisiche o giuridiche in merito alle quali sussistano fondati motivi di ritenere che  violino o abbiano violato la normativa doganale; b)  i movimenti di merci per i quali sia stata segnalata la possibilità che diano luogo a  sostanziali infrazioni della normativa doganale; c)  i mezzi di trasporto per i quali vi siano fondati motivi di ritenere che siano stati, siano  ovvero possano essere utilizzati per violare la normativa doganale. Articolo 4 Assistenza spontaneaLe Parti contraenti si prestano assistenza reciproca, nell'ambito  delle rispettive competenze, qualora lo considerino necessario per la corretta applicazione della  normativa doganale, in particolare allorché ricevono informazioni riguardanti: -operazioni per le quali sia stata violata, si violi o si possa violare tale normativa e che  possano interessare altre Parti contraenti; -nuovi mezzi o metodi utilizzati per effettuare dette operazioni; -merci note per essere soggette a sostanziali infrazioni della normativa doganale per quanto  concerne l'importazione, l'esportazione, il transito o qualsiasi altro regime doganale. Articolo 5 Rilascio/NotificaA richiesta dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata,  conformemente alla propria normativa, prende tutte le misure necessarie per-rilasciare tutti i  documenti e-notificare tutte le decisioniche rientrano nel campo di applicazione del presente  protocollo ad un destinatario, residente o stabilito sul suo territorio. Articolo 6 Forma e contenuto delle richieste di assistenza1.  Le richieste inoltrate  conformemente al presente protocollo sono presentate per iscritto. Ad esse vengono allegati i  documenti necessari al loro adempimento. Qualora l'urgenza della situazione lo esiga, possono  essere accettate richieste orali le quali, tuttavia, devono essere immediatamente confermate per  iscritto. 2.  Le richieste presentate conformemente al paragrafo 1 devono contenere le seguenti  informazioni: a)  l'autorità richiedente; b)  la misura richiesta; c)  l'oggetto e il motivo della richiesta; d)  le leggi, le norme e gli altri atti giuridici in questione; e)  ragguagli il più possibile esatti ed esaurienti sulle persone fisiche o giuridiche oggetto  d'indagine; f)  una sintesi dei fatti pertinenti, salvo per i casi di cui all'articolo 5. 3.  Le richieste sono presentate nella lingua o in una delle lingue ufficiali dell'autorità  interpellata o in una lingua concordata con detta autorità. 4.  Se la richiesta non risponde ai requisiti formali stabiliti, può esserne chiesta la correzione  o il completamento; tuttavia possono essere disposte misure cautelari. Articolo 7 Adempimento delle richieste1.  Per adempiere le richieste di assistenza l'autorità  interpellata ovvero, qualora questa non possa agire direttamente, il servizio amministrativo al  quale essa ha indirizzato la richiesta procede, nell'ambito delle sue competenze e delle risorse  disponibili, come se agisse per proprio conto o a richiesta di altre autorità della stessa Parte  contraente, fornendo informazioni già in suo possesso, svolgendo adeguate indagini o disponendone  l'esecuzione. 2.  Le richieste di assistenza saranno adempiute conformemente alle disposizioni legislative,  regolamentari e agli altri atti giuridici della Parte contraente interpellata. 3.  I funzionari debitamente autorizzati di una Parte contraente possono, con l'assenso dell'altra  Parte contraente interessata e alle condizioni da questa stabilite, ottenere dagli uffici  dell'autorità interpellata o di altra autorità della quale l'autorità interpellata è responsabile,  informazioni circa le infrazioni della normativa doganale che occorrano all'autorità richiedente ai  fini del presente protocollo. 4.  I funzionari di una Parte contraente, con l'assenso dell'altra Parte contraente, possono essere  presenti alle indagini condotte nel territorio di quest'ultima. Articolo 8 Forma in cui devono essere comunicate le informazioni1.  L'autorità interpellata  comunica i risultati delle indagini all'autorità richiedente sotto forma di documenti, copie  certificate conformi di documenti, relazioni e simili. 2.  I documenti di cui al paragrafo 1 possono essere sostituiti da informazioni computerizzate  presentate in qualsiasi forma per gli stessi fini. Articolo 9 Deroghe all'obbligo di prestare assistenza1.  Le Parti contraenti possono rifiutare  di prestare assistenza come disposto nel presente protocollo, qualora ciò possa: a)  pregiudicare la sovranità, l'ordine pubblico, la sicurezza o altri interessi essenziali ob)   riguardare norme valutarie o fiscali diverse dalle norme relative ai dazi doganali; ovveroc)   violare un segreto industriale, commerciale o professionale. 2.  L'autorità richiedente, se chiede un'assistenza che a sua volta non sarebbe in grado di  prestare qualora le venisse chiesta, fa presente tale circostanza nella sua richiesta. Spetta  quindi all'autorità interpellata decidere come rispondere a detta richiesta. 3.  Se l'assistenza è rifiutata o negata la decisione e le relative motivazioni devono essere  notificate senza indugio all'autorità richiedente. Articolo 10 Obbligo di osservare la riservatezzaTutte le informazioni comunicate in qualsiasi  forma ai sensi del presente protocollo sono di natura riservata. Esse sono coperte dal segreto  d'ufficio e sono tutelate dalle rispettive leggi applicabili nel territorio della Parte contraente  che le ha ricevute e dalle corrispondenti disposizioni cui debbono conformarsi le autorità  comunitarie. Articolo 11 Uso delle informazioni1.  Le informazioni ottenute sono utilizzate solo ai fini del  presente protocollo e possono essere utilizzate per altri fini nell'ambito di ciascuna Parte  contraente solo previo consenso scritto dell'autorità amministrativa che le ha fornite, e sono  soggette a tutte le restrizioni stabilite da detta autorità. Questa disposizione non è applicabile  alle informazioni riguardanti i reati relativi agli stupefacenti e alle sostanze psicotrope. Tali  informazioni possono essere comunicate ad altre autorità direttamente coinvolte nella lotta contro  il traffico illecito di stupefacenti. 2.  Il paragrafo 1 non osta all'uso delle informazioni in azioni giudiziarie o amministrative  promosse a seguito della mancata osservanza della normativa doganale. 3.  Le Parti contraenti, nei loro documenti probatori, nelle loro relazioni e testimonianze, nonché  nei procedimenti e nelle azioni penali promossi dinanzi al tribunale possono utilizzare come prova  le informazioni ottenute e i documenti consultati conformemente alle disposizioni del presente  protocollo. Articolo 12 Esperti e testimoniUn funzionario dell'autorità interpellata può essere autorizzato  a comparire, nei limiti dell'autorizzazione concessa, in qualità di esperto o testimone in azioni  giudiziarie o amministrative riguardanti le materie di cui al presente protocollo nella  giurisdizione di un'altra Parte contraente e a produrre oggetti, documenti ovvero loro copie  autenticate che possano occorrere nel procedimento. Nella richiesta di comparizione deve essere  specificamente indicato su quale argomento e a quale titolo il funzionario sarà interrogato. Articolo 13 Spese di assistenzaLe Parti contraenti rinunciano reciprocamente a tutte le  richieste di rimborso delle spese sostenute in virtù del presente protocollo, escluse, a seconda  dei casi, le spese per esperti e testimoni, nonché interpreti e traduttori che non dipendono da  pubblici servizi. Articolo 14 Esecuzione1.  La gestione del presente protocollo è affidata alle autorità doganali  centrali degli Stati AELS (EFTA), da una parte, e ai competenti servizi della Commissione delle  Comunità europee e, se del caso, alle autorità doganali degli Stati membri della Comunità,  dall'altra. Essi decidono in merito a tutte le misure pratiche e alle norme necessarie per la sua  applicazione, tenendo conto delle norme in materia di protezione dei dati. Essi possono  raccomandare ai competenti organismi le modifiche del presente protocollo che ritengano  necessarie. 2.  Le Parti contraenti si comunicano reciprocamente gli elenchi delle autorità competenti  designate per agire in qualità di corrispondenti ai fini dell'esecuzione operativa del presente  protocollo. Per quanto concerne i casi di competenza comunitaria, si tiene debito conto delle situazioni  specifiche in cui, a causa dell'urgenza o del fatto che solo due paesi sono interessati da una  richiesta o comunicazione, possano occorrere contatti diretti tra i competenti servizi degli Stati  AELS (EFTA) e degli Stati membri della Comunità per l'esame delle richieste o lo scambio di  informazioni. Dette informazioni sono completate dagli elenchi, che devono essere aggiornati se  necessario, dei funzionari dei servizi responsabili per la prevenzione, le indagini e la lotta  contro le infrazioni della normativa doganale. Inoltre, per garantire la massima efficacia operativa del presente protocollo, le Parti contraenti  prendono adeguate misure per assicurare che i servizi responsabili della repressione delle frodi  doganali stabiliscano contatti personali diretti, compresi, se del caso, contatti a livello di  autorità doganali locali, per facilitare lo scambio di informazioni e l'esame delle richieste. 3.  Le Parti contraenti si consultano e si tengono reciprocamente informate in merito alle norme  specifiche di esecuzione adottate conformemente alle disposizioni del presente articolo. Articolo 15 Complementarità1.  Il presente protocollo completa e non pregiudica l'applicazione  di qualsiasi accordo di assistenza reciproca che sia stato concluso o possa essere concluso tra gli  Stati membri della Comunità e gli Stati AELS (EFTA), nonché tra gli Stati AELS (EFTA). Inoltre esso  non osta all'ampliamento dell'assistenza reciproca concessa ai sensi di detti accordi. 2.  Fatto salvo l'articolo 11, detti accordi non pregiudicano le disposizioni comunitarie che  disciplinano la comunicazione tra i competenti servizi della Commissione delle Comunità europee e  le autorità doganali degli Stati membri di tutte le informazioni ottenute in materia doganale che  possano essere di interesse comunitario.