CELEX: 51999PC0353
Language: it
Date: 1999-07-14
Title: Proposta di decisione del Consiglio e della Commissione relativa alla posizione che la Comunità deve adottare nell'ambito del Consiglio associazione istituito dall'accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, firmato il 10 giugno 1996, in merito all'adozione delle norme per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, dell'accordo europeo e per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, del Protocollo n. 2 dell'accordo europeo sui prodotti CECA

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51999PC0353

Proposta di decisione del Consiglio e della Commissione relativa alla posizione che la Comunità deve adottare nell'ambito del Consiglio associazione istituito dall'accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, firmato il 10 giugno 1996, in merito all'adozione delle norme per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, dell'accordo europeo e per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, del Protocollo n. 2 dell'accordo europeo sui prodotti CECA  /* COM/99/0353 def. - CNS 99/0144 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE relativa alla posizione che la Comunità deve adottare nell'ambito del Consiglio di associazione istituito dall'Accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, firmato il 10 giugno 1996, in merito all'adozione delle norme per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, dell'Accordo europeo e per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, del Protocollo n. 2 dell'Accordo europeo sui prodotti CECA (presentata dalla Commissione)RELAZIONEL'articolo 65, paragrafo 3, dell'Accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, firmato il 10 giugno 1996, prevede che il Consiglio di associazione adotti le norme necessarie per l'attuazione dei paragrafi 1 e 2 di tale articolo (vale a dire le norme in materia di concorrenza). Il termine entro il quale tali norme devono essere adottate è tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo interinale; ai sensi dell'articolo 132 dell'Accordo (come modificato dalle Decisione del Consiglio e della Commissione 1999/145/EC), tale termine si calcola a decorrere dal 1  gennaio 1997.La presente proposta di decisione riguarda le norme per l'attuazione delle disposizioni in materia di concorrenza applicabili alle imprese, vale a dire l'articolo 65, paragrafo 1, punti 1) e ii), in combinato disposto con l'articolo 65, paragrafo 2. Tali disposizioni costituiscono un elemento fondamentale dell'Accordo europeo tra le Comunità europee e la Slovenia. La loro effettiva applicazione, tramite l'adozione delle norme qui allegate da parte del Consiglio di associazione, è una condizione indispensabile per un corretto sviluppo delle relazioni commerciali tra le due Parti. Le norme di attuazione qui proposte hanno un carattere essenzialmente procedurale. Esse stabiliscono le rispettive competenze della Commissione europea per quanto riguarda la CE e dell'Ufficio sloveno per la tutela della concorrenza per quanto riguarda la Slovenia nell'affrontare i casi contemplati dalle norme dell'Accordo europeo in materia di concorrenza. Le norme contengono inoltre procedure per la notifica dei casi all'altra parte, per la consultazione e la reciproca cortesia e per lo scambio di informazioni. È prevista una procedura di consultazione in seno al Consiglio di associazione in caso di disaccordo tra le autorità competenti in materia di concorrenza delle due parti. Si conferma inoltre che si applicheranno i principi incorporati nelle norme relative alle esenzioni per categoria in vigore nella Comunità. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1 della decisione del Consiglio e della Commissione del 21 dicembre 1998 relativa alla conclusione dell'Accordo europeo, la posizione che la Comunità deve adottare in seno al Consiglio di associazione è determinata ai sensi delle corrispondenti disposizioni dei trattati che istituiscono le Comunità europee. Gli articoli 83, 308 e 300 del trattato CE [1] e gli articoli 65 e 66 del trattato CECA costituiscono la base giuridica adeguata per la posizione che la Comunità deve adottare nell'ambito del Consiglio di associazione per quanto riguarda le norme di attuazione delle disposizioni sulla concorrenza applicabili alle imprese. È dunque auspicabile che il Consiglio e la Commissione adottino la decisione allegata.[1]   Numerazione del trattato di Amsterdam, entrato in vigore il 1  maggio 1999.Si propone pertanto che il Consiglio approvi l'allegata proposta di decisione del Consiglio e della Commissione.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE relativa alla posizione che la Comunità deve adottare nell'ambito del Consiglio di associazione istituito dall'Accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, firmato il 10 giugno 1996, in merito all'adozione delle norme per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, dell'Accordo europeo e per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, del Protocollo n. 2 dell'Accordo europeo sui prodotti CECAIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea [2], in particolare gli articoli 83 e 308, in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, seconda frase e paragrafo 3, primo comma,[2]   Come modificato dal trattato di Amsterdam, entrato in vigore il 1  maggio 1999.visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare gli articoli 65 e 66,vista la decisione del Consiglio e della Commissione del 21 dicembre 1998 relativa alla conclusione dell'Accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, in particolare l'articolo 2, paragrafo 1,visto il parere del Parlamento europeo,(1) considerando che, conformemente all'articolo 65, paragrafo 3 dell'Accordo europeo, il consiglio di associazione adotta le norme necessarie per l'attuazione dei paragrafi 1 e 2 di tale articolo entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo;(2) considerando che l'articolo 7, paragrafo 3, del protocollo n. 2 dell'Accordo europeo sui prodotti contemplati dal trattato CECA stabilisce che il Consiglio di associazione adotta le disposizioni necessarie per l'applicazione dei paragrafi 1 e 2 di tale articolo,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:La posizione che la Comunità deve adottare in seno al Consiglio di associazione istituito ai sensi dell'Accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, in merito alle norme per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, del suddetto Accordo e alle norme per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, del protocollo n. 2 dell'Accordo europeo sui prodotti CECA si basa sul progetto di decisione del Consiglio di associazione allegato alla presente decisione.Fatto a Bruxelles, addìPer il Consiglio Per la CommissioneIl presidente Il presidenteALLEGATOProgetto di decisione n.   ./99 del Consiglio di associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, del  che adotta le norme necessarie per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, dell'Accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, e le norme per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, del protocollo n. 2 sui prodotti CECA dello stesso accordoIL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE,visto l'Accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, in particolare l'articolo 65, paragrafo 3,visto il protocollo n. 2 sui prodotti CECA del suddetto Accordo europeo, in particolare l'articolo 7, paragrafo 3,considerando che, conformemente all'articolo 65, paragrafo 3, dell'Accordo europeo, le norme necessarie per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafi 1 e 2, di tale accordo devono essere adottate dal Consiglio di associazione entro tre anni dall'entrata in vigore dell'Accordo,considerando che l'articolo 7, paragrafo 3, del protocollo n. 2 dell'Accordo europeo stabilisce che, entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, il Consiglio di associazione adotta le norme necessarie per l'applicazione dei paragrafi 1 e 2 di tale articolo,DECIDE:Articolo 1Sono adottate le norme necessarie per l'attuazione dell'articolo 65, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, dell'Accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, e le norme per l'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 1, punti i) e ii) e paragrafo 2, del protocollo n. 2 dello stesso Accordo europeo sui prodotti CECA, riportate in allegato alla presente decisione.Articolo 2La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e nella Uradni List Republike Slovenije.Articolo 3La presente decisione entra in vigore il giorno della sua adozione.Fatto a Bruxelles, addì per il Consiglio di associazione Il presidente (I presidenti)NORME DI ATTUAZIONE PER L'APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI SULLA CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE DI CUI ALL'ARTICOLO 65, PARAGRAFO 1, PUNTI i) e ii) E PARAGRAFO 2, DELL'ACCORDO EUROPEO CHE ISTITUISCE UN'ASSOCIAZIONE TRA LE COMUNITÀ EUROPEE E I LORO STATI MEMBRI, DA UNA PARTE, E LA REPUBBLICA DI SLOVENIA, DALL'ALTRA, E ALL'ARTICOLO 7, PARAGRAFO 1, PUNTI i) e ii) E PARAGRAFO 2, DEL PROTOCOLLO N. 2 SUI PRODOTTI CECA DI TALE ACCORDOArticolo 1Principio generale1.1. I casi relativi ad accordi tra imprese, decisioni di associazioni di imprese e pratiche concertate tra imprese aventi per oggetto o per effetto quello di impedire, restringere o distorcere la concorrenza, nonché allo sfruttamento abusivo di una posizione dominante nell'intero territorio della Comunità o della Slovenia o in una sua parte sostanziale che possano nuocere agli scambi tra la Comunità e la Slovenia sono risolti conformemente ai principi enunciati nell'articolo 65, paragrafi 1 e 2, dell'Accordo europeo.1.2. A tal fine, i suddetti casi sono esaminati dalla Commissione delle Comunità europee (DG IV) per quanto riguarda la Comunità e dall'Ufficio sloveno per la tutela della concorrenza (Competition Protection Office, CPO) per quanto riguarda la Slovenia.1.3. Le competenze della Commissione delle CE e del CPO ad affrontare tali casi derivano dalle norme in vigore delle rispettive legislazioni della Comunità e della Slovenia, anche nei casi in cui tali norme sono applicate a imprese situate al di fuori dei rispettivi territori.1.4. Le autorità dell'una e dell'altra Parte risolvono i casi in conformità delle rispettive norme sostanziali e nel rispetto delle disposizioni enunciate qui di seguito. Le norme sostanziali in questione sono, per la Commissione CE, le norme in materia di concorrenza del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, compreso il diritto derivato in materia di concorrenza e, per il CPO, la legge sulla tutela della concorrenza.ATTIVITÀ ECONOMICHE CONTEMPLATE DAL TRATTATO CEArticolo 2Competenze delle autorità responsabili della concorrenza di entrambe le PartiI casi di cui all'articolo 65 dell'Accordo europeo che possono avere ripercussioni sui mercati della Comunità e della Slovenia e che possono rientrare nelle competenze delle autorità responsabili in materia di concorrenza di entrambe le Parti sono esaminati dalla Commissione delle CE e dal CPO, conformemente alle disposizioni del presente articolo.2.1. Notifica2.1.1. Le autorità responsabili in materia di concorrenza si informano reciprocamente dei casi che stanno esaminando e che, ai sensi del principio generale di cui all'articolo 1, appaiono rientrare anche nelle competenze delle autorità dell'altra Parte.2.1.2. Questa situazione può presentarsi, in particolare, per i casi che:- riguardano attività anticoncorrenziali svolte sul territorio di competenza delle autorità dell'altra Parte,- riguardano le attività svolte dalle autorità responsabili in materia di concorrenza dell'altra Parte per assicurare il rispetto delle disposizioni in vigore,- comportano interventi correttivi consistenti nel richiedere o vietare determinate pratiche sul territorio di competenza delle autorità dell'altra Parte.2.1.3. Le notifiche trasmesse ai sensi del presente articolo devono contenere informazioni sufficienti a consentire alla Parte destinataria una prima valutazione delle eventuali ripercussioni sui suoi interessi. Copie delle notifiche sono periodicamente inviate al Consiglio di associazione.2.1.4. Le notifiche devono essere effettuate preventivamente, il più presto possibile e comunque a uno stadio dell'inchiesta che preceda l'adozione di una soluzione o di una decisione di un lasso di tempo sufficiente per consentire eventuali osservazioni o consultazioni e per permettere all'autorità che ha avviato la procedura di tener conto del parere dell'autorità dell'altra Parte e di adottare gli interventi correttivi eventualmente previsti dalla sua legislazione per risolvere il caso.2.2. Consultazioni e reciproca cortesiaSe la Commissione CE o il CPO ritengono che attività anticoncorrenziali svolte sul territorio di competenza delle autorità dell'altra Parte ledano sostanzialmente importanti interessi della loro Parte, possono chiedere che siano avviate consultazioni con le autorità dell'altra Parte oppure che le autorità dell'altra Parte competenti in materia di concorrenza avviino le procedure necessarie per prendere provvedimenti correttivi a norma della rispettiva legislazione in materia di attività anticoncorrenziali. Tali richieste non pregiudicano eventuali provvedimenti presi in conformità della legislazione in materia di concorrenza della Parte richiedente, né la piena libertà dell'autorità adita per quanto riguarda la decisione finale.2.3. Ricerca di un'intesaL'autorità competente in materia di concorrenza interpellata tiene debitamente e pienamente conto delle osservazioni e degli elementi oggettivi forniti dall'autorità richiedente, in particolare per quanto riguarda la natura delle attività anticoncorrenziali in questione, le imprese coinvolte e gli effetti lesivi di interessi rilevanti della Parte richiedente lamentati.Fatti salvi tutti i rispettivi diritti e obblighi, le autorità competenti in materia di concorrenza che partecipano alle consultazioni avviate ai sensi del presente articolo si adoperano per trovare una soluzione reciprocamente accettabile alla luce dei relativi interessi sostanziali coinvolti.Articolo 3Competenza delle autorità responsabili in materia di concorrenza di una sola Parte3.1. I casi di esclusiva competenza di un'autorità in materia di concorrenza, secondo il principio di cui all'articolo 1, suscettibili di ledere importanti interessi dell'altra Parte vengono trattati in conformità delle disposizioni di cui all'articolo 2 e tenendo conto dei principi qui di seguito enunciati.3.2. In particolare, se le autorità competenti in materia di concorrenza di una delle Parti avviano un'inchiesta o un procedimento per un caso che risulta ledere importanti interessi dell'altra Parte, dette autorità ne informano le autorità dell'altra Parte senza che queste debbano presentare una richiesta formale.Articolo 4Richiesta di informazioni4.1. Se l'autorità competente in materia di concorrenza di una delle Parti constata che un caso, che rientra anche o esclusivamente nelle competenze dell'autorità dell'altra Parte, sembra ledere importanti interessi della prima Parte, può chiedere informazioni in merito alle autorità che hanno avviato il procedimento.4.2. Queste ultime forniscono, per quanto possibile, informazioni sufficienti a uno stadio del procedimento che preceda l'adozione di una decisione o di una soluzione di un lasso di tempo sufficiente per poter tener conto delle osservazioni delle autorità richiedenti.Articolo 5Informazioni a carattere segreto e riservato5.1. Conformemente all'articolo 65, paragrafo 7, dell'Accordo europeo, le autorità responsabili in materia di concorrenza delle due Parti non sono tenute a fornire informazioni alle altre autorità se la divulgazione di tali informazioni alle autorità richiedenti è vietata dalla legislazione applicabile all'autorità in possesso delle informazioni o incompatibile con importanti interessi della Parte le cui autorità sono in possesso delle informazioni.5.2. Le autorità dell'una e dell'altra Parte accettano di tutelare, per quanto possibile, il carattere riservato di tutte le informazioni a loro fornite a titolo confidenziale dalle autorità dell'altra Parte.Articolo 6Esenzioni per categoria6.1. Nell'applicare l'articolo 65 dell'Accordo europeo, a norma degli articoli 2 e 3 delle presenti norme di attuazione, le autorità competenti in materia di concorrenza verificano che siano integralmente applicati i principi contenuti nei regolamenti sulle esenzioni per categoria in vigore nella CE. Il CPO viene informato di tutte le procedure connesse all'adozione, all'abolizione o alla modifica di esenzioni per categoria da parte della CE.6.2. Qualora la Slovenia sollevi fondate obiezioni riguardo a tali regolamenti sulle esenzioni per categoria, e tenendo conto del ravvicinamento delle legislazioni previsto dall'Accordo europeo, si tengono consultazioni in seno al Consiglio di associazione, conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 9.6.3. Gli stessi principi si applicano in caso di altre modifiche sostanziali delle politiche in materia di concorrenza della Comunità o della Slovenia.Articolo 7Controllo delle operazioni di concentrazionePer quanto riguarda le operazioni di concentrazione contemplate dal regolamento (CEE) n. 4064/89 del Consiglio, del 21 dicembre 1989, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese [3] e che hanno un impatto significativo sull'economia slovena, il CPO avrà il diritto di esprimere il proprio parere nel corso del procedimento, nel rispetto delle scadenze fissate nel suddetto regolamento. La Commissione CE terrà nella dovuta considerazione tale parere, fatte salve altre azioni avviate a norma delle legislazioni delle Parti in materia di concorrenza.[3]   GU L 395 del 30.12.1989, pag. 1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1310/97 (GU L 180 del 9.7.1997).Articolo 8Attività di modesta importanza8.1. L'articolo 65, paragrafo 1, dell'Accordo europeo non si applica alle attività anticoncorrenziali con effetti trascurabili sul commercio tra le Parti o sulla concorrenza, che quindi non vengono trattate conformemente agli articoli 2-6 delle presenti norme di attuazione.8.2. Per "effetti trascurabili" ai sensi del paragrafo 1 si intendono in generale i casi in cui:- il fatturato annuo globale delle imprese partecipanti non supera i 200 milioni di ? e- i beni o servizi oggetto dell'accordo e gli altri beni o servizi delle imprese partecipanti che gli utilizzatori giudicano equivalenti in base alle caratteristiche, al prezzo e all'uso cui sono destinati non rappresentano più del 5% del mercato totale di detti beni o servizi nel settore del mercato comune interessato dall'accordo e del mercato sloveno interessato dall'accordo.Articolo 9Consiglio di associazione9.1. Se le procedure di cui agli articoli 2 e 3 non permettono di trovare una soluzione reciprocamente accettabile e negli altri casi esplicitamente citati nelle presenti norme di attuazione, su domanda di una delle Parti si procede entro tre mesi dalla richiesta a uno scambio di opinioni in seno al Consiglio di associazione.9.2. Dopo tale scambio di opinioni, oppure dopo la scadenza del termine di cui al paragrafo 1, il Consiglio di associazione può formulare opportune raccomandazioni per risolvere il caso in questione, salvo il disposto dell'articolo 65, paragrafo 6, dell'Accordo europeo. Nel formulare tali raccomandazioni, il Consiglio di associazione tiene eventualmente conto del fatto che le autorità interpellate non hanno comunicato il loro punto di vista alle autorità richiedenti entro il termine di cui al paragrafo 1.9.3. Le suddette procedure del Consiglio di associazione lasciano impregiudicato qualsiasi provvedimento adottato a norma delle rispettive legislazioni in materia di concorrenza in vigore nei territori delle Parti.Articolo 10Conflitto di competenze negativoQualora la Commissione CE e il CPO ritengano che né la Commissione, né il CPO siano competenti per trattare un caso a norma delle rispettive legislazioni, su richiesta di una delle Parti si procede a uno scambio di opinioni in seno al Consiglio di associazione. La Comunità e la Slovenia si adoperano per trovare una soluzione reciprocamente accettabile, alla luce dei rispettivi interessi sostanziali coinvolti, con il sostegno del Consiglio di associazione, che può formulare opportune raccomandazioni, fatto salvo il disposto dell'articolo 65, paragrafo 6, dell'Accordo europeo e senza pregiudizio dei diritti dei singoli Stati membri delle Comunità europee sanciti dalle relative norme in materia di concorrenza.ATTIVITÀ ECONOMICHE CONTEMPLATE DAL TRATTATO CECAArticolo 11Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA)Le disposizioni di cui agli articoli 1-6 e 8-10 si applicano al settore del carbone e dell'acciaio di cui al protocollo n. 2 dell'Accordo europeo.Articolo 12Assistenza amministrativa (lingue)La Commissione e il CPO prendono le disposizioni pratiche necessarie ai fini dell'assistenza reciproca oppure predispongono qualsiasi altra soluzione adeguata, in particolare per quanto riguarda i problemi di traduzione.