CELEX: 31991R0129
Language: it
Date: 1991-01-11 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 129/91 della Commissione, dell'11 gennaio 1991, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di apparecchi riceventi per la televisione, a colori, con schermo di piccole dimensioni, originari di Hong Kong e della Repubblica popolare cinese

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31991R0129

Regolamento (CEE) n. 129/91 della Commissione, dell'11 gennaio 1991, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di apparecchi riceventi per la televisione, a colori, con schermo di piccole dimensioni, originari di Hong Kong e della Repubblica popolare cinese  

Gazzetta ufficiale n. L 014 del 19/01/1991 pag. 0031 - 0045

Rettifica del regolamento (CEE) n. 129/91 della Commissione, dell'11 gennaio 1991, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di apparecchi riceventi per la televisione, a colori, con schermo di piccole dimensioni,  originari di Hong Kong e della Repubblica popolare cinese  (Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. L 14 del 19 gennaio 1991)A pagina 44, il testo dell'articolo 1, paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:  « Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di apparecchi riceventi per la televisione, a colori, con schermo avente una diagonale superiore a 15,5 cm e fino a 42 cm, anche se contengono, nello stesso involucro, una radio o un  orologio, di cui al codice NC ex 8528 10 71 (codice Taric 8528 10 71*10), originari di Hong Kong e della Repubblica popolare cinese. »Hong Kong e dalla Cina, considerato isolatamente rispetto ad altri fattori, è notevole. Tale conclusione appare tanto più  giustificata se si tiene conto del pregiudizio causato dalle importazioni in dumping dalla Corea, che è stato accertato in un precedente procedimento. Come già si è detto, tale conclusione non implica che secondo la Commissione tutte le difficoltà  incontrate dall'industria comunitaria debbano necessariamente essere attribuite a tale causa, invece che alla concorrenza tra le industrie della Comunità oppure alle importazioni non oggetto di dumping da altri paesi. Si fa riferimento a tali  considerazioni nel punto 60 seguente, in merito alla determinazione di un adeguato margine di pregiudizio.  G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ  (54) Secondo la Commissione, la valutazione dell'interesse comunitario in relazione all'applicazione delle misure antidumping contro le importazioni di televisori con schermo di piccole dimensioni dalla Corea è tuttora valida e si applica anche alle  importazioni da Hong Kong e dalla Repubblica popolare cinese.  (55) Occorre ricordare che, secondo la Commissione, un costante incremento delle importazioni effettuate nell'ambito di pratiche commerciali sleali e pregiudizievoli potrebbe provocare la scomparsa dell'industria comunitaria dei televisori suddetti, con  gravi conseguenze sull'occupazione tanto nell'industria stessa, quanto nelle imprese produttrici di componenti. È bene inoltre osservare che il solo scopo di misure antidumping è ristabilire una situazione di concorrenza leale.  Sono stati messi in evidenza anche due importanti fattori che intervengono nel settore in esame. La perdita del mercato dei televisori a colori con schermo di piccole dimensioni da parte delle imprese comunitarie potrebbe avere conseguenze disastrose  per la loro struttura di distribuzione nell'intero settore dei televisori a colori. Tale situazione inciderebbe a sua volta sulla base tecnologica dell'industria comunitaria, data l'interdipendenza tra la strategia commerciale e l'innovazione  tecnologica costante che caratterizza il settore dei prodotti elettronici di consumo.  Tale simultaneo indebolimento del mercato dei televisori e delle capacità tecnologiche sarebbe estremamente serio per l'industria comunitaria dell'elettronica nel suo complesso dato il rapporto esistente tra la produzione di televisori e quella di altri  apparecchi elettronici, come i videoregistratori, ed avrebbe inoltre delle implicazioni per la produzione comunitaria delle componenti elettroniche comuni. Ciò sarebbe particolarmente grave nell'attuale fase di sviluppo dell'industria comunitaria dei  televisori a colori, che nei prossimi anni, con l'introduzione della televisione ad alta definzione, potrebbe disporre di nuove opportunità e incrementare la redditività.  (56) Come già nel procedimento relativo alle importazioni dalla Corea, gli esportatori hanno sostenuto che l'istituzione di misure antidumping sarebbe contraria all'interesse della Comunità, poiché implicherebbe un aumento dei prezzi al consumatore e ne  limiterebbe la scelta.  Tuttavia, anche nel presente procedimento, la Commissione non può accettare tali argomenti, poiché la scelta dei consumatori non sarà praticamente limitata, data la vasta gamma delle fonti di produzione.  In termini di prezzi, la Commissione ritiene che l'incidenza di tali misure sarà contenuta, in considerazione delle aliquote dei dazi proposti e soprattutto del fatto che la scelta dei consumatori, in un mercato estremamente concorrenziale, non subirà  praticamente alcuna restrizione.  (57) Dopo aver esaminato i diversi interessi delle parti, la Commissione ritiene che, come nel procedimento relativo alle importazioni dalla Corea, nella fattispecie l'istituzione di misure antidumping non eliminerà la concorrenza attiva tra i prezzi e  anzi ripristinerà una più leale concorrenza, eliminando le pratiche di dumping accertate riguardo agli esportatori in questione. È inoltre opportuno riaffermare che l'interesse dei consumatori a lungo termine non è tutelato quando il basso livello dei  prezzi, dovuto a pratiche commerciali sleali, è utilizzato da alcuni produttori per ottenere una posizione dominante sul mercato, che, a più lungo termine, porta ad una riduzione della concorrenza e della scelta del consumatore.  La Commissione conclude che è nell'interesse della Comunità eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria in seguito alle pratiche di dumping accertate. Le misure proposte contribuiranno a preservare l'attuale vitalità e il futuro sviluppo  dell'industria interessata. I vantaggi superano gli eventuali svantaggi a breve termine per il consumatore, che potrebbero manifestarsi con l'aumento dei prezzi di mercato di una piccola parte dei modelli di televisori a colori con schermo di piccole  dimensioni disponibili sul mercato comunitario.  H. IMPEGNI  (58) La China Commercial Chamber of Audio &  Video Products Exporters, che rappresenta la maggior parte dei produttori cinesi, ha espresso l'intenzione di assumere determinati impegni. La Commissione, dopo aver consultato il comitato consultivo, ritiene  che nella fattispecie non si possa raccomandare l'accettazione di impegni, per i motivi enunciati nel procedimento relativo ai prodotti coreani di cui al regolamento (CEE) n. 1048/90. Non appare inoltre opportuno esaminare in dettaglio tale proposta  nella fase attuale del procedimento. In considerazione di elementi quali la situazione dell'industria dei televisori in Cina, i collegamenti esistenti tra gli esportatori di Hong Kong e gli impianti produttivi cinesi, le frequenti modifiche dei modelli  e l'elevata mobilità delle operazioni di fabbricazione degli apparecchi televisivi, la Commissione ritiene che sarebbe estremamente difficile controllare l'adempimento degli impegni e che questi ultimi non rappresentino uno strumento adeguato per  ripristinare condizioni di concorrenza leale sul mercato comunitario, eliminando il dumping e il pregiudizio da esso cagionato.  I. DAZIO  (59) Per eliminare completamente il pregiudizio subito dall'industria comunitaria denunziante, sarebbe necessario rimuovere il margine di sottoquotazione di cui ai punti 39 e 40. I produttori comunitari dovrebbero inoltre poter aumentare i prezzi  recuperando al tempo stesso quote di mercato per eliminare le perdite e ottenere un adeguato rendimento delle attività e sufficienti utili sulle vendite. In considerazione della situazione dell'industria interessata e ai fini delle risultanze  provvisorie, la Commissione ritiene che per un equilibrato sviluppo a lungo termine sia necessario un adeguato utile annuo sulle vendite, del 10 %. In base a tali elementi, dal calcolo del livello dei prezzi che sarebbe necessario per eliminare tutti  gli indicatori del pregiudizio, risulta che i prezzi dei prodotti importati da Hong Kong e dalla Cina dovrebbero aumentare di un margine compreso tra il 43 % e il 67 % a livello cif, per i diversi esportatori.  (60) La Commissione ritiene tuttavia che, come risulta dai punti 50-53, non sia opportuno attribuire l'intero pregiudizio subito dai produttori comunitari denunzianti alle importazioni in dumping da Hong Kong e dalla Cina. L'articolo 4, paragrafo 1 del  regolamento (CEE) n. 2423/88 stabilisce infatti che gli altri eventuali fattori del pregiudizio non devono essere attribuiti alle importazioni oggetto di dumping. La Commissione ritiene pertanto che, ai fini dell'accertamento provvisorio, il pregiudizio  debba essere valutato in funzione della sottoquotazione dei prezzi praticata dagli esportatori di Hong Kong e della Cina sul mercato della Comunità, secondo il metodo già applicato per valutare il pregiudizio provocato dagli esportatori coreani nel  regolamento (CEE) n. 3232/89. I margini di sottoquotazione espressi a livello cif nel punto 40 corrispondono all'aumento dei prezzi alla frontiera comunitaria necessario per eliminare il pregiudizio definito con riferimento alla sottoquotazione.  (61) I margini di dumping di cui al punto 28 sono inferiori ai margini di pregiudizio di cui ai punti 40  e 60, fatta eccezione per una società mista cino-giapponese. Per eliminare nella misura del possibile il pregiudizio provocato dalle importazioni in dumping, è opportuno che l'importo del dazio provvisorio da istituire corrisponda ai margini di dumping  accertati, fatta eccezione per il suddetto produttore/esportatore cino-giapponese, nei confronti del quale dovrebbe essere istituito un dazio provvisorio corrispondente al margine di pregiudizio.  (62) È opportuno stabilire un termine entro il quale le parti interessate possono comunicare le proprie osservazioni e chiedere un'audizione. Occorre inoltre precisare che tutte le conclusioni elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie  e potranno essere riesaminate qualora la Commissione proponga di istituire dazi definitivi,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:     Articolo 1   1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di apparecchi riceventi per la televisione, a colori, con schermo avente una diagonale compresa tra 15,5 cm e 42 cm, anche se contengono, nello stesso involucro, una radio o un orologio,  di cui al codice NC ex 8528 10 71 (codice Taric 8528 10 71*10), originari di Hong Kong e della Repubblica popolare cinese.  2. L'aliquota del dazio, espressa in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è pari al 4,8 % per i prodotti originari di Hong Kong (codice addizionale Taric 8500) e al 17,4 % per prodotti originari della  Repubblica popolare cinese (codice addizionale Taric 8506).  Ai prodotti di cui al paragrafo 1 del presente articolo fabbricati e venduti all'esportazione dalle società qui di seguito elencate, si applicano le seguenti aliquote del dazio, espresse in percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria,  dazio non corrisposto:   Aliquota  del dazio  %  Codice  addizionale  Taric  a) Hong Kong    Cony Electronic Products Ltd  3,1  8494  Hanwah Electronics Ltd  4,8  8495  Kong Wah Electronic Enterprises Ltd  3,1  8496  Koyoda Electronis Ltd  4,6  8497  Luks Industrial Co. Ltd  4,1  8498  Tai Wah Television Industries Ltd   2,1  8499  b) Repubblica popolare cinese    China Great Wall Industry Corporation (Shanghai Branch)  17,4  8501  China National Electronics Import &  Export Corporation  16,3  8502  China National Light Industrial Products Import &  Export Corporation  (Tianjin Branch)  16,8  8503  Fujian Hitachi Television Co. Ltd  13,1  8504  Huaquiang Sanyo Electronics Co. Ltd  7,5  8505 3. Si applicano le vigenti disposizioni in materia di dazi doganali.  4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.   Articolo 2   Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere  di essere sentite dalla Commissione.   Articolo 3   Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo.    Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, l'11 gennaio 1991.  Per la Commissione   Frans ANDRIESSEN   Vicepresidente   (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1. (2)  GU n. C 288 del 12. 11. 1988, pag. 13. (3)  GU n. C 44 del 17. 2. 1988, pag. 2. (4)  GU n. L 107 del 27. 4. 1990, pag. 56. (5)  GU n. L 314 del 28. 10. 1989, pag. 1. (6)  GU n. L 279 del 24. 12. 1970, pag. 35.