CELEX: 62004TJ0452
Language: it
Date: 2010-09-13
Title: Sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) del 13 settembre 2010. # Éditions Odile Jacob SAS contro Commissione europea. # Concorrenza - Concentrazioni - Edizione francofona - Decisione che dichiara la concentrazione compatibile con il mercato comune a condizione di retrocessioni di elementi dell'attivo - Decisione di autorizzazione dell'acquirente degli elementi dell'attivo retrocessi - Ricorso di annullamento di un candidato la cui domanda di acquisto non è stata accolta -Indipendenza del mandatario - Regolamento (CEE) n. 4064/89. # Causa T-452/04.

Causa T‑452/04
      Éditions Odile Jacob SAS
      contro
      Commissione europea
      «Concorrenza — Concentrazioni — Edizione francofona — Decisione che dichiara la concentrazione compatibile con il mercato comune a condizione di retrocessioni di elementi dell’attivo
         — Decisione di autorizzazione dell’acquirente degli elementi dell’attivo retroceduti — Ricorso di annullamento di un candidato la cui domanda di acquisto non è stata accolta — Indipendenza del mandatario — Regolamento (CEE) n. 4064/89»
      
      Massime della sentenza
      1.      Concorrenza — Concentrazioni — Decisione della Commissione che dichiara una concentrazione compatibile con il mercato comune
            con riserva del rispetto di taluni impegni — Impegni di retrocessione di elementi dell’attivo sotto il controllo di un mandatario
            indipendente — Decisione di autorizzazione dell’acquirente degli elementi dell’attivo retroceduti — Mancanza di indipendenza
            del mandatario — Illegittimità della decisione di autorizzazione
      (Regolamento del Consiglio n. 4064/89)
      2.      Concorrenza — Concentrazioni — Decisione della Commissione che dichiara una concentrazione compatibile con il mercato comune
            con riserva del rispetto di taluni impegni — Impegni di retrocessione di elementi dell’attivo sotto il controllo di un mandatario
            indipendente — Mancanza di indipendenza del mandatario
      (Regolamento del Consiglio n. 4064/89)
      1.      Quando la Commissione dichiara un’operazione di concentrazione compatibile con il mercato comune con riserva del rispetto
         di taluni impegni, tra i quali figura l’obbligo di retrocedere elementi dell’attivo e di designare un mandatario indipendente
         dalle parti incaricato di vigilare sull’esecuzione di tali impegni, deve essere annullata la decisione con la quale la Commissione
         ha autorizzato un acquirente degli elementi dell’attivo retroceduti, fondandosi, in particolare, sul rapporto di un mandatario
         non indipendente.
      
      (v. punti 83, 108‑109, 118‑119)
      2.      Quando la Commissione dichiara un’operazione di concentrazione compatibile con il mercato comune con riserva del rispetto
         degli impegni, tra i quali figura l’obbligo di designare un mandatario indipendente dalle parti incaricato di vigilare sull’esecuzione
         di tali impegni, non può essere considerata indipendente una persona che sia stata membro dell’organo direttivo di una società
         parte all’operazione di concentrazione, e che, per di più, abbia esercitato tali funzioni e quelle di mandatario contemporaneamente
         per più di un mese, trovandosi così in un nesso di dipendenza, nei confronti di una delle parti, idoneo a suscitare un dubbio
         sulla neutralità necessaria all’esercizio della missione di mandatario. Anche se detta persona ha fatto parte dell’organo
         di direzione precitato in qualità di terzo indipendente, dal momento che essa era associata nell’esercizio dei pieni poteri
         legali inerenti a tale funzione, essa non poteva svolgere in totale indipendenza gli incarichi di mandatario.
      
      (v. punti 88‑89, 93‑94, 100, 103‑105)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Sesta Sezione)
      13 settembre 2010 (*)
      
      «Concorrenza – Concentrazioni – Edizione francofona – Decisione che dichiara la concentrazione compatibile con il mercato comune a condizione di retrocessioni di elementi dell’attivo
         – Decisione di autorizzazione dell’acquirente degli elementi dell’attivo retroceduti – Ricorso di annullamento di un candidato la cui domanda di acquisto non è stata accolta – Indipendenza del mandatario – Regolamento (CEE) n. 4064/89»
      
      Nella causa T‑452/04,
      Éditions Odile Jacob SAS, con sede in Parigi (Francia), rappresentata dagli avv.ti W. van Weert, O. Fréget, M. Struys, M. Potel e L. Eskenazi,
      
      ricorrente,
      contro
      Commissione europea, rappresentata inizialmente dal sig. A. Whelan, dalla sig.ra O. Beynet, dai sigg. A. Bouquet e F. Arbault, e successivamente
         dal sig. M. Bouquet e dalla sig.ra Beynet, in qualità di agenti,
      
      convenuta,
      sostenuta da
      Wendel Investissement SA, con sede in Parigi, rappresentata inizialmente dagli avv.ti C. Couadou e M. Trabucchi, e successivamente dagli avv.ti Trabucchi
         e F. Gordon, avvocati,
      
      e dalla
      Lagardère SCA, con sede in Parigi, rappresentata inizialmente dagli avv.ti A. Winckler, I. Girgenson e S. Sorinas Jimeno, e successivamente
         dagli avv.ti Winckler, F. de Bure e J.‑B. Pinçon, 
      
      intervenienti
      avente ad oggetto la domanda di annullamento dalla decisione della Commissione 30 luglio 2004, (2004) D/203365, relativa all’autorizzazione
         della Wendel Investissement quale acquirente degli elementi dell’attivo ceduti conformemente alla decisione della Commissione
         7 gennaio 2004, 2004/422/CE, che dichiara un’operazione di concentrazione compatibile con il mercato comune e con il funzionamento
         dell’accordo sullo Spazio economico europeo (caso COMP/M.2978 – Lagardère/Natexis/VUP) (GU L 125, pag. 54),
      
      IL TRIBUNALE (Sesta Sezione),
      composto dai sigg. A.W.H. Meij, presidente, V. Vadapalas e L. Truchot (relatore), giudici, 
      cancelliere: sig.ra T. Weiler, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 28 gennaio 2010,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Fatti
      1        Il 25 settembre 2002, la Vivendi Universal SA (in prosieguo: «VU») decideva di cedere le attività editoriali detenute in Europa
         dalla controllata Vivendi Universal Publishing SA (in prosieguo: «VUP»).
      
      2        La Lagardère SCA si candidava per l’acquisto di tali attività, costituite da partecipazioni e da attività di direzione della
         VUP (in prosieguo: «gli elementi dell’attivo in offerta»).
      
      3        È tuttavia emerso che il calendario di cessione fissato dalla VU, che intendeva cedere gli elementi dell’attivo in offerta
         e riceverne quanto prima il prezzo, non era compatibile con lo scadenzario delle formalità necessarie per la previa autorizzazione
         da parte delle competenti autorità della concorrenza di tale progetto di acquisizione.
      
      4        La Lagardère chiedeva pertanto alla Natexis Banques Populaires SA (in prosieguo: la «NBP») di sostituirsi ad essa tramite
         una delle sue controllate ai fini dell'acquisizione degli elementi dell’attivo in offerta presso la VUP, la loro detenzione
         a titolo provvisorio e quindi, una volta ottenuta l’autorizzazione del progetto di acquisizione di tali elementi dell’attivo
         da parte della Lagardère, la loro rivendita a quest’ultima.
      
      5        Con lettera 8 ottobre 2002, la NBP accettava la domanda della Lagardère.
      
      6        La Lagardère e la NBP sottoponevano le principali condizioni di acquisizione degli elementi dell’attivo in offerta da parte
         della NBP all’esame della Commissione delle Comunità europee, che le approvava.
      
      7        La Lagardère presentava successivamente alla VU la sua proposta di acquisto degli elementi dell’attivo in offerta, che prevedeva
         la sostituzione alla Lagardère della NBP o di qualsiasi altra entità di tale gruppo.
      
      8        Il 29 ottobre 2002, la VU approvava la cessione degli elementi dell’attivo in offerta alla Lagardère.
      
      9        Il 3 dicembre 2002, la Investima 10 SAS, controllata al 100% della Ecrinvest 4 SA, a sua volta controllata al 100% dalla Segex
         Sarl a sua volta controllata al 100% dalla NBP, firmava a favore dalla VUP una promessa d’acquisto degli elementi dell’attivo
         in offerta.
      
      10      Lo stesso giorno, la Segex e la Ecrinvest 4 concludevano con la Lagardère un contratto di cessione (in prosieguo: il «contratto
         di cessione») che consentiva alla Lagardère (tramite la Ecrinvest 4), previa autorizzazione da parte della Commissione della
         prevista operazione di concentrazione, di acquisire la totalità del capitale della Investima 10, detentrice degli elementi
         dell’attivo in offerta con riserva che la VUP desse corso alla predetta promessa di acquisto. Il prezzo di acquisto di tali
         titoli era stato pagato anticipatamente dalla Lagardère alla Segex, titolare della totalità delle azioni componenti il capitale
         dalla Ecrinvest 4.
      
      11      Il 20 dicembre 2002, la VUP dava corso alla promessa di acquisto della Investima 10 e quest’ultima concludeva lo stesso giorno
         con la VUP il contratto di acquisto degli elementi dell’attivo in offerta.
      
      12      Lo stesso giorno, la NBP pubblicava il seguente comunicato stampa:
      
      «NBP acquista la totalità degli elementi dell’attivo ceduti in vista della loro rivendita [alla Lagardère] non appena sarà
         stata ottenuta l’autorizzazione da parte delle autorità preposte alla concorrenza.
      
      A partire da oggi le attività della VUP saranno detenute dalla società Investima 10, indirettamente controllata al 100% dalla
         NBP.
      
      Tale società per azioni, dotata di comitato esecutivo e di consiglio di sorveglianza, diventa la casa madre delle società
         componenti il perimetro ceduto.
      
      (…)».
      13      A tenore dell’art. 4, n. 1, del contratto di cessione:
      
      «ii) [la Segex] si fa garante degli impegni della Ecrinvest 4 la quale s’impegna a che:
      (…)
      c)      [la Investima 10] designi in qualità di membri [del suo] comitato esecutivo (...) uno o più terzi indipendenti con esclusione
         di qualsiasi persona proveniente dai gruppi della [Segex] o della [Lagardère],
      
      (…)
      e)      lo statuto della [Investima 10] conferisce, in modo esclusivo, a un membro del comitato esecutivo le attribuzioni di cui può
         essere [incaricato] il comitato esecutivo ai sensi del presente contratto nei confronti della Commissione (...) o di qualsiasi
         altra autorità competente in materia di concorrenza e affinché sia nominato, in tale qualità, un terzo indipendente (...)».
      
      14      Il 20 dicembre 2002, veniva costituito il comitato esecutivo della Investima 10, e B., presidente dello studio S., veniva
         nominato membro del comitato esecutivo in qualità di «terzo indipendente» ai sensi dell’art. 4, n. 1, ii), lett. e), del contratto
         di cessione.
      
      15      L’art. 2, n. 2, del contratto firmato dalla Ecrinvest 4 e dallo studio S. il 19 dicembre 2002 specifica, al primo comma, che
         nell’ambito del suo mandato sociale, B. deve operare nell’interesse della Investima 10 e degli elementi dell’attivo in offerta,
         assicurandone, più esattamente, il mantenimento della redditività economico‑finanziaria e della capacità concorrenziale.
      
      16      A tal fine, al secondo comma, l’art. 2, n. 2, di tale contratto precisa che B. dovrà rispettare e assicurarsi che il comitato
         esecutivo della Investima 10 rispetti:
      
      «i)      le [clausole] figuranti all’art. 4, del contratto di cessione (…) circa (…) i principi di gestione da buon padre di famiglia
         delle attività, il cui rispetto sarà preteso dal comitato esecutivo e dagli organi sociali delle partecipazioni con l’obiettivo
         di preservarne la continuità del perimetro e il valore.
      
      (…)».
      17      Il 14 aprile 2003, la Lagardère procedeva, conformemente all’art. 4, n. 1, del regolamento (CEE) del Consiglio 21 dicembre
         1989, n. 4064, relativo al controllo delle operazioni di concentrazione fra le imprese (rettifica in GU 1990 L 257, pag. 13),
         come modificato con regolamento (CE) del Consiglio 30 giugno 1997, n. 1310 (GU L 180, pag. 1), alla notifica presso la Commissione
         del suo progetto di acquisizione degli elementi dell’attivo in offerta della VUP.
      
      18      Con decisione 5 giugno 2003, la Commissione, constatando che il progetto di concentrazione notificato suscitava seri dubbi
         per quanto riguardava la sua compatibilità con il mercato comune, e avviava l’esame approfondito di tale operazione sulla
         base dell’art. 6, n. 1, lett. c), del regolamento n. 4064/89.
      
      19      Dagli atti di parte risulta che la Investima 10 è divenuta Editis SA il 14 ottobre 2003.
      
      20      Il 27 ottobre 2003, la Commissione indirizzava alla Lagardère una comunicazione degli addebiti in cui esponeva i problemi
         di concorrenza suscitati dalla notificata operazione di concentrazione e alla quale la Lagardère rispondeva il successivo
         17 novembre.
      
      21      Di conseguenza, la Lagardère il 2 dicembre 2003 presentava alla Commissione una serie di misure correttive che assumevano
         la forma di impegni di retrocessione di elementi dell’attivo in offerta.
      
      22      La decisione della Commissione 7 gennaio 2004, 2004/422/CE (caso COMP/M.2978 – Lagardère/Natexis/VUP) (GU L 125, pag. 54),
         adottata a norma dell’art. 8, n. 2 del regolamento n. 4064/89, così dispone:
      
      «Articolo 1
      L’operazione notificata, come modificata dal pacchetto d’impegni 21 dicembre 2003, con la quale la Lagardère acquista il controllo
         esclusivo [degli elementi dell’attivo in offerta] della VUP, ora Editis, è dichiarata compatibile con il mercato comune e
         con il funzionamento dell’accordo sullo Spazio economico europeo.
      
      Articolo 2
      L’articolo 1 è applicabile con riserva del totale rispetto da parte della Lagardère degli impegni menzionati all’allegato II.
      Articolo 3
      Alla presente decisione si accompagna l’onere per la Lagardère di rispettare pienamente gli altri impegni descritti nell’allegato II».
      23      A tenore del paragrafo 1 degli impegni di cui all’allegato II, la Lagardère si è obbligata a retrocedere l’integralità degli
         elementi dell’attivo della Editis (in prosieguo: le «attivi retroceduti») con esclusione degli attivi tassativamente enumerati
         in tale paragrafo (in prosieguo: gli «attivi conservati»).
      
      24      Gli attivi retroceduti rappresentavano approssimativamente il 60‑70% del fatturato mondiale della VUP e il 70‑80% del fatturato
         realizzato dalla VUP sui mercati dell’editoria francofona interessati dall’operazione di concentrazione autorizzata (in prosieguo:
         l’«operazione di concentrazione»).
      
      25      Il paragrafo 2 degli impegni della Lagardère precisa che il dettaglio degli attivi conservati figura nell’allegato I ai suddetti
         impegni.
      
      26      A tenore del paragrafo 3 di tali impegni, la Lagardère s’impegna a concludere accordi irrevocabili di retrocessione entro
         un termine, mantenuto riservato, a partire dalla data del ricevimento della decisione di autorizzazione condizionata e a procedere
         alla retrocessione effettiva entro un termine, tenuto riservato, a partire dalla conclusione dell’accordo.
      
      27      La Lagardère disponeva della facoltà di scegliere l'acquirente delle attività retrocedute in funzione di criteri di selezione
         così definiti nel paragrafo 10 degli impegni:
      
      «Al fine di preservare un’effettiva concorrenza sui mercati interessati, la parte notificante s’impegna a procedere alla vendita
         degli attivi ceduti a uno o più cessionari indipendenti dalla parte notificante e rispondenti ai seguenti requisiti:
      
      a)      La Lagardère non potrà avere interessi significativi diretti o indiretti nel o nei cessionari;
      b)      Il o i cessionari dovranno essere operatori efficienti dal punto di vista economico‑finanziario, capaci, e dotati degli incentivi
         economici a mantenere o a sviluppare una concorrenza effettiva, senza che tale formulazione escluda a priori alcuna categoria
         di acquirenti industriali o finanziari; 
      
      c)      Inoltre, l’acquisizione di uno o più attivi ceduti da parte di un acquirente potenziale non può essere tale da creare nuovi
         problemi di concorrenza né rischiare di ritardare l’attuazione degli impegni. La parte notificante dovrà essere in grado di
         dimostrare alla Commissione che l’acquirente integra le condizioni degli impegni e che l’attivo o gli attivi ceduti sono ceduti
         conformemente ai presenti impegni; 
      
      d)      Il o i cessionari avranno ottenuto o saranno ragionevolmente in grado di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per l’acquisizione
         e la gestione degli attivi ceduti».
      
      28      Il paragrafo 14 degli impegni della Lagardère precisa che la scelta del o dei cessionari sarà sottoposta all’autorizzazione
         della Commissione e che la domanda di autorizzazione degli interessati conterrà le informazioni necessarie per consentire
         alla Commissione di verificare la conformità della loro candidatura alle condizioni definite dal paragrafo 10 citato al punto 27,
         supra.
      
      29      La Lagardère doveva designare un mandatario rispondente alle condizioni così fissate nel paragrafo 15 dei suoi impegni:
      
      «La parte notificante designerà un mandatario al fine di esercitare gli incarichi qui di seguito definiti. Il mandatario dovrà
         essere indipendente dalla Lagardère e dall’Editis, possedere le qualifiche necessarie per eseguire il suo mandato, per esempio
         nella sua qualità di consulente bancario, esperto o revisore contabile e non può essere esposto a conflitti d’interessi. Il
         mandatario sarà remunerato dalla Lagardère secondo modalità che non pregiudichino la buona esecuzione del suo mandato né la
         sua indipendenza».
      
      30       Il paragrafo 9 degli impegni della Lagardère prevede la designazione di un gestore degli elementi dell’attivo separati (Hold
         Separate Manager) in questi termini:
      
      «La parte notificante designa un [gestore degli elementi dell’attivo separati] responsabile della gestione degli attivi ceduti,
         sotto il controllo del mandatario. Il [gestore degli elementi dell’attivo separati] dovrà gestire gli attivi ceduti in modo
         indipendente e nel normale contesto degli affari, al fine di garantirne e preservarne la redditività economico‑finanziaria,
         la negoziabilità, la competitività e l’autonomia rispetto agli attivi conservati e alle altre attività della Lagardère. Nell’ipotesi
         in cui un dirigente sociale di una controllata della Editis oggetto dell’impegno di cessione dovesse cessare dalle sue funzioni,
         il [gestore degli elementi dell’attivo separati] avrà il potere di designarne il successore sotto il controllo del mandatario».
      
      31      L’incarico del mandatario è così definito negli impegni della Lagardère:
      
      «20.      L’intervento del mandatario ha come obbiettivo la realizzazione degli impegni qui esposti. La Commissione indirizzerà al mandatario,
         d’ufficio o su domanda di quest’ultimo o della parte notificante, ogni istruzione intesa ad assicurare la realizzazione dei
         presenti impegni.
      
      21.      L’incarico del mandatario consisterà:
      a)      nell’assicurarsi che gli attivi ceduti siano mantenuti e gestiti in seno ad una distinta struttura, in modo separato e indipendente
         dagli attivi conservati e dalle altre attività della Lagardère fino alla data dell’effettiva cessione degli attivi ceduti;
      
      b)      nell’assicurarsi che il [gestore degli elementi dell’attivo separati] mantenga le redditività economico‑finanziaria e la negoziabilità
         degli attivi ceduti e la gestione e lo sfruttamento degli attivi ceduti nel normale contesto degli affari, conformemente alla
         prassi anteriore, fino alla data dell’effettiva cessione degli attivi ceduti;
      
      c)      nell’assicurarsi che siano state adottate misure efficaci affinché non venga comunicata alla parte notificante alcuna informazione
         sensibile dal punto di vista della concorrenza relativa agli attivi ceduti, fatta eccezione per le informazioni necessarie
         per la cessione degli attivi ceduti alle migliori condizioni possibili conformemente ai presenti impegni;
      
      d)      nell’assicurarsi che le misure di ristrutturazione siano condotte conformemente ai presenti impegni, nell’essere informato
         delle discussioni in corso tra la Lagardère e la Editis sulla delimitazione dei perimetri e se del caso assistere a tali discussioni;
      
      (…)
      f)      nell’assicurare, in generale, la salvaguardia del pieno valore economico e concorrenziale degli attivi ceduti e prendere ogni
         misura utile a tal fine;
      
      g)      in generale, nel vigilare sulla soddisfacente esecuzione ad opera della parte notificante dei presenti impegni».
      32      Inoltre, il paragrafo 24 degli impegni precisa quanto segue:
      
      «In caso di disaccordo tra la Lagardère e la Editis sulle misure di ristrutturazione necessarie per la realizzazione dei presenti
         impegni, l’uno o l’altra delle parti potrà informarne il mandatario con lettera raccomandata una copia della quale dovrà essere
         indirizzata all’altra parte. Il mandatario in tal caso formulerà il più presto possibile, dopo aver sentito le parti nel rispetto
         del principio del contraddittorio, una raccomandazione circa la portata delle misure di ristrutturazione necessarie. Il mandatario
         indirizzerà alla Commissione un rapporto con il quale la informa della sua raccomandazione. Se il disaccordo tra la Lagardère
         e la Editis persiste, l’una o l’altra delle parti potrà chiedere alla Commissione di fissare, previa audizione delle parti
         nel rispetto del principio del contraddittorio, la portata delle misure di ristrutturazione necessarie».
      
      33      Infine, gli impegni della Lagardère rientranti sotto la sezione «Modifica della forma sociale della Editis» così dispongono:
      
      «30. Dopo l’approvazione del nuovo statuto da parte della Commissione, la parte notificante trasformerà la Editis in società
         per azioni semplificata. A seguito di tale trasformazione, gli organi sociali della Editis comprenderanno (…) un presidente
         direttore generale, che assumerà le funzioni di [gestore degli elementi dell’attivo separati] e (…) un comitato di azionisti
         composto da tre rappresentanti del mandatario di cui al paragrafo 15 supra e da due (…) rappresentanti della Lagardère.
      
      31.      La società per azioni semplificata sarà organizzata sulla base dei seguenti principi:
      a)      La direzione della Editis sarà assicurata dal suo presidente direttore generale sotto il controllo del mandatario nell’ambito
         dei suoi incarichi quali supra definiti;
      
      b)      Il comitato degli azionisti eserciterà un controllo sulla gestione degli attivi conservati e avrà a tal titolo diritto all’insieme
         delle informazioni relative a tali attivi;
      
      c)      Per quanto riguarda gli attivi ceduti, il comitato degli azionisti disporrà, sotto il controllo del mandatario, di un diritto
         di informazione vertente su tutte le decisioni o eventi che possono incidere sugli interessi patrimoniali della Lagardère
         in seno agli attivi ceduti, e, in particolare, le seguenti informazioni: i risultati correnti, le decisioni d’investimento,
         di vendita di attivi o di acquisizioni aventi incidenza superiore a 200 000 EUR, le decisioni che incidono sull’indebitamento
         della società e le garanzie di qualsiasi natura, nonché tutte le decisioni strategiche o che esulano dall’ambito degli affari
         correnti. Tuttavia, il mandatario si assicurerà che le informazioni riservate di natura commerciale o operativa relative agli
         attivi ceduti ivi comprese, se del caso, quelle menzionate nella frase precedente, non vengano comunicate alla Lagardère.
      
      32.      Durante il periodo intercorrente tra l’adozione da parte della Commissione di una decisione che autorizza l’operazione notificata
         e la trasformazione della Editis in società per azioni semplificata, la Editis continuerà ad essere diretta dagli organi sociali
         attualmente in carica, di concerto con il mandatario. Durante tale periodo la Lagardère, nella sua qualità di azionista della
         Editis, avrà diritto all’insieme delle informazioni relative agli attivi conservati. Per quanto riguarda gli attivi ceduti,
         il mandatario si assicurerà della comunicazione alla Lagardère delle informazioni di cui al paragrafo 31, lett. c), supra».
      
      34      Il 5 febbraio 2004, la Commissione:
      
      –        ha autorizzato come gestore degli elementi dell’attivo separati A. K. e ha approvato il progetto che definisce la sua lettera
         di incarico, presentato il 30 gennaio 2004;
      
      –        ha autorizzato in qualità di mandatario lo studio S., rappresentato dal suo presidente B., e ha approvato il progetto che
         definisce il suo mandato, presentato il 30 gennaio 2004.
      
      35      Il 9 febbraio 2004, la Lagardère ha nominato lo studio S. come mandatario. 
      
      36      Il 25 marzo 2004, la Editis è stata trasformata, in applicazione del paragrafo 30 degli impegni della Lagardère, in società
         per azioni semplificata, i cui organi sociali comprendevano, oltre al presidente direttore generale con il ruolo di gestore
         degli elementi dell’attivo separati, il comitato degli azionisti composto da tre rappresentanti del mandatario e da due rappresentanti
         della Lagardère. 
      
      37      La Lagardère ha contattato varie imprese, tra cui la ricorrente, idonee a rilevare gli attivi retroceduti.
      
      38      La ricorrente ha manifestato il suo interesse per tale operazione. Con fax 28 aprile 2004, ha comunicato la sua offerta di
         acquisto alla Lagardère.
      
      39      Nel comunicato 19 maggio 2004, la Lagardère ha annunciato che prendeva in considerazione le offerte di acquisto di cinque
         potenziali acquirenti, tra cui quella della ricorrente, e che concedeva un'esclusiva fino alla mezzanotte del 25 maggio 2004
         a uno di essi, cioè la Wendel Investissement SA (in prosieguo: la «Wendel»). 
      
      40      Il 28 maggio 2004, la Lagardère e la Wendel pervenivano ad un progetto di accordo di acquisizione degli attivi retroceduti.
      
      41      Con lettera 4 giugno 2004, la Lagardère chiedeva alla Commissione di autorizzare la Wendel come acquirente di tali attivi.
      
      42      Il 5 luglio 2004, lo studio S. presentava alla Commissione il suo rapporto di sintesi che concludeva per la conformità della
         candidatura della Wendel ai criteri di autorizzazione definiti dal paragrafo 10 degli impegni della Lagardère.
      
      43      Con decisione 30 luglio 2004, (2004) D/203365, la Commissione autorizzava la Wendel come acquirente degli attivi retroceduti
         dopo aver constatato che integrava i criteri di autorizzazione fissati nel paragrafo 10 degli impegni della Lagardère.
      
      44      Tale decisione è stata adottata conformemente al paragrafo 14 degli impegni della Lagardère e sulla base della sopra menzionata
         domanda di autorizzazione, del progetto di accordo di cessione ad essa allegato, della relazione dello studio S., delle risposte
         scritte della Lagardère e della Wendel ad una domanda di informazioni della Commissione, delle informazioni rilasciate dalla
         Wendel nel corso di una riunione con i servizi della Commissione, nonché di uno scambio di punti di vista circa la candidatura
         della Wendel con le organizzazioni di rappresentanza del personale della Editis e dei terzi interessati.
      
      45      Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale l’8 luglio 2004, la ricorrente ha proposto un ricorso
         di annullamento avverso la decisione 7 gennaio 2004 (causa T‑279/04).
      
      46      Con fax 27 agosto 2004, la Commissione ha comunicato alla ricorrente, su richiesta di quest’ultima, la decisione che autorizza
         la Wendel quale acquirente degli attivi retroceduti.
      
      47      Il trasferimento della proprietà alla Wendel di tali attivi, denominati «Nouvel Editis», è intervenuto il 30 settembre 2004.
      
       Il procedimento
      48      Con atto introduttivo depositato l’8 novembre 2004, la ricorrente ha proposto il presente ricorso di annullamento avverso
         la decisione di autorizzazione 30 luglio 2004 (in prosieguo: la «decisione del 30 luglio 2004»).
      
      49      Con sentenza in data odierna, il Tribunale (Sesta Sezione) ha respinto il ricorso di annullamento che la ricorrente aveva
         proposto nella causa T‑279/04 avverso la decisione 7 gennaio 2004.
      
      50      Con atti introduttivi 25 gennaio e 24 marzo 2005, la Wendel e la Lagardère hanno chiesto di intervenire nella causa a sostegno
         delle conclusioni della Commissione, conformemente all’art. 115 del regolamento di procedura del Tribunale.
      
      51      Con atti depositati il 3 marzo e il 18 aprile 2005, la ricorrente, da un lato, ha chiesto che conformemente all’art. 116,
         n. 2 del regolamento di procedura taluni documenti allegati al ricorso e taluni passi di tale documento nonché del controricorso
         fossero esclusi dalla comunicazione degli atti del procedimento alla Wendel e alla Lagardère e, dall’altro lato, ha prodotto,
         ai fini di tale comunicazione, una versione non riservata dei documenti di cui trattasi.
      
      52      Con ordinanze del presidente della Quarta Sezione 11 maggio e 25 ottobre 2005, la Lagardère e la Wendel sono state ammesse
         a intervenire nella causa, a sostegno delle conclusioni della Commissione, e alla cancelleria del Tribunale sono state date
         istruzioni di comunicare loro la versione non riservata degli atti del procedimento.
      
      53      Con atto depositato presso la cancelleria del Tribunale il 10 giugno 2005, la Lagardère ha contestato la domanda di trattamento
         riservato presentata dalla ricorrente.
      
      54      La Lagardère e la Wendel hanno depositato la loro memoria d’intervento il 16 settembre 2005 e il 27 aprile 2006.
      
      55      La ricorrente ha presentato le sue osservazioni di risposta, con memorie depositate l’8 novembre 2005 e 4 luglio 2006.
      
      56      Con ordinanza 19 giugno 2007, il presidente della Quarta Sezione ha respinto la domanda di trattamento riservato presentata
         dalla ricorrente nei confronti della Lagardère e ha dato alla cancelleria del Tribunale istruzioni di comunicare alla Lagardère
         la versione originale dei documenti di cui trattasi.
      
      57      Poiché la composizione delle sezioni del Tribunale è stata modificata, il giudice relatore è stato assegnato alla Sesta Sezione,
         alla quale di conseguenza la presente causa è stata attribuita il 24 ottobre 2008.
      
      58      Su relazione del giudice relatore, il Tribunale (Sesta Sezione) ha deciso di aprire la fase orale del procedimento e ha invitato
         le parti a rispondere per iscritto a taluni quesiti. Le parti hanno ottemperato a tale domanda entro il termine impartito.
      
      59      Le difese svolte dalle parti e le risposte ai quesiti loro rivolti dal Tribunale sono state sentite nel corso dell’udienza
         del 28 gennaio 2010.
      
      60      Con sentenza 9 giugno 2010, causa T‑237/05, Éditions Odile Jacob/Commissione (non ancora pubblicata nella Raccolta), il Tribunale
         ha annullato la decisione della Commissione 7 aprile 2005 che aveva respinto la domanda della ricorrente intesa ad ottenere,
         in applicazione del regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 30 maggio 2001, n. 1049, relativo all’accesso
         al pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145, pag. 43), l’accesso a taluni
         documenti per il loro utilizzo a sostegno del presente ricorso.
      
      61      Con lettera depositata il 21 giugno 2010, la ricorrente ha chiesto la sospensione della decisione della presente causa per
         un lasso di tempo ragionevole a partire dalla comunicazione da parte della Commissione dei documenti di cui trattasi.
      
       Conclusioni delle parti
      62      La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
      
      –        annullare la decisione 30 luglio 2004;
      –        condannare la Commissione e la Lagardère alle spese.
      63      La Commissione, sostenuta dalla Lagardère e dalla Wendel, conclude che il Tribunale voglia:
      
      –        respingere il ricorso;
      –        condannare la ricorrente alle spese. 
       In diritto
      64      A sostegno del ricorso, la ricorrente invoca quattro motivi vertenti rispettivamente sul fatto che la Commissione, in primo
         luogo, sarebbe venuta meno al suo obbligo di controllo della selezione dei candidati all’acquisizione degli attivi retroceduti,
         in secondo luogo, avrebbe autorizzato la Wendel sulla base di un rapporto redatto da un mandatario non indipendente dalla
         Editis, dalla Lagardère e dalla Wendel, in terzo luogo, avrebbe violato l’obbligo di motivazione che le si imponeva e, in
         quarto luogo, sarebbe incorsa in errore manifesto nella valutazione della conformità della candidatura della Wendel alle condizioni
         di autorizzazione dell’acquirente degli attivi retroceduti, definite nel paragrafo 10, lett. b) degli impegni della Lagardère.
      
      65      Si deve previamente esaminare il secondo motivo, con il quale la ricorrente sostiene che la decisione 30 luglio 2004 è stata
         adottata alla luce di un rapporto redatto da un mandatario non indipendente dalla Editis.
      
       Argomenti delle parti
      66      La ricorrente sostiene che, quando, il 9 febbraio 2004, la Lagardère, in forza del paragrafo 15 dei suoi impegni, ha nominato
         lo studio S., rappresentato dal suo presidente B., in qualità di mandatario, B. era dal 20 dicembre 2002 membro del comitato
         esecutivo della Investima 10, divenuta Editis il 14 ottobre 2003, come indicato supra al punto 19.
      
      67      Secondo la ricorrente, nella sua qualità di dirigente della Editis, investito, nei confronti dei terzi, dei pieni poteri attribuiti
         ai membri di un comitato esecutivo, B. non era quindi indipendente dalla Editis, contrariamente a quanto prescritto nel detto
         paragrafo 15.
      
      68      L’esercizio delle funzioni di mandatario indipendente incaricato, in nome e per conto della Commissione, di soprintendere
         alla retrocessione di elementi dell’attivo disinvestiti implicherebbe in effetti, nei confronti dell’entità sulla cui cessione
         di attivi l’interessato deve soprintendere, l’assenza di legami di qualsiasi natura e a maggior ragione di quelli tra detti
         legami che presentano carattere finanziario. Orbene le funzioni di membro del comitato esecutivo esercitate da B. sarebbero
         state remunerate.
      
      69      Inoltre B. sarebbe rimasto membro del comitato esecutivo della Editis fino al 25 marzo 2004 e avrebbe pertanto cumulato, dal
         9 febbraio 2004 fino a tale data, due funzioni consistenti nel controllare, rispettivamente, la cessione della Editis alla
         Lagardère e successivamente la rivendita a un terzo degli attivi retroceduti.
      
      70      Infine, anche dopo la cessazione delle sue funzioni di membro del comitato esecutivo della Editis, B. sarebbe rimasto necessariamente
         legato alla Editis, in quanto poteva ancora essere civilmente e penalmente responsabile per vari anni nei confronti degli
         azionisti e dei terzi. 
      
      71      La sola esistenza di un dubbio circa l’indipendenza del mandatario sarebbe sufficiente per inficiare di nullità il procedimento
         relativo agli attivi retroceduti e quindi la decisione 30 luglio 2004. Il rapporto di valutazione della candidatura di un
         acquirente redatto dal mandatario costituirebbe, in effetti, un elemento fondamentale e determinante della decisione della
         Commissione di autorizzare o no l’interessato.
      
      72      Salvo rimettere in discussione il ruolo stesso del mandatario nel procedimento delle retrocessioni degli elementi dell’attivo,
         le conclusioni del suo rapporto avrebbero necessariamente avuto un impatto determinante sulla decisione del 30 luglio 2004.
         Sarebbe sufficiente mettere a confronto le conclusioni del rapporto del mandatario e la decisione 30 luglio 2004 per constatare
         che quest’ultima procede direttamente dal testo del rapporto, che ne costituisce la matrice su molti punti.
      
      73      La Commissione contesta gli argomenti della ricorrente. Ricorda che, quando la VUP è passata sotto il controllo della NBP,
         B., presidente dello studio S., è stato nominato membro del comitato esecutivo della Investima 10, controllata della NBP,
         detentrice degli elementi dell’attivo in offerta in applicazione dell’art. 4, paragrafo 1, ii), lett. e) del contratto di
         cessione.
      
      74      Siccome l’interessato era incaricato di esercitare le attribuzioni del comitato esecutivo della Investima 10, divenuta Editis,
         nella sua qualità di terzo indipendente nei confronti delle competenti autorità preposte alla concorrenza, tale funzione sarebbe
         assimilabile a quella del mandatario contemplato dal paragrafo 15 degli impegni della Lagardère.
      
      75      Dopo che lo studio S. è stato nominato, nella persona del suo presidente B., mandatario incaricato del controllo degli impegni
         di retrocessioni della Lagardère successivamente all’assunzione del controllo della Editis da parte della Lagardère, B. avrebbe
         continuato ad esercitare provvisoriamente la funzione di terzo indipendente membro del comitato esecutivo della Editis remunerato
         dalla NBP, in ragione della conoscenza della Editis che l’interessato aveva in tale qualità acquisito. 
      
      76      Lungi dal creare un nesso di dipendenza tra B. e la Editis, il mantenimento della presenza di B. in seno a tale comitato esecutivo
         sarebbe perfettamente conforme alla decisione 7 gennaio 2004 e agli impegni della Lagardère. Lo scopo sarebbe quello di prevenire
         l’influenza dalla Lagardère sulla gestione della Editis durante il periodo transitorio, nel corso del quale gli organi sociali
         istituiti dopo l’assunzione del controllo della VUP da parte della NBP dovevano, conformemente al paragrafo 30 degli impegni
         della Lagardère, restare in carica fino alla trasformazione della Editis in società per azioni semplificata, intervenuta il
         25 marzo 2004. 
      
      77      La qualifica di membro del comitato degli azionisti della Editis conferita a B., dal 25 marzo 2004 fino alla data del trasferimento
         alla Wendel della proprietà degli attivi retroceduti, sarebbe pure conforme agli impegni della Lagardère. Il paragrafo 30
         preciserebbe che i rappresentanti del mandatario dovevano avere una maggioranza nel comitato degli azionisti per garantire
         che un terzo indipendente, il mandatario, vigilasse affinché la Lagardère non potesse esercitare una influenza sulla gestione
         della Editis.
      
      78      Lo studio S. essendo stato designato mandatario nella persona del suo presidente solo al momento della cessione della Editis
         da parte della NBP alla Lagardère, ogni legame anteriore o successivo tra lo studio S. e la NBP sarebbe privo di pertinenza
         ai fini della valutazione della sua indipendenza nei confronti della Editis, dal momento che, nella fase dell’attuazione degli
         impegni, la NBP non aveva più il controllo della Editis. Eventuali legami tra il mandatario e la NBP, ex proprietaria degli
         attivi oggetto di una decisione di autorizzazione di una concentrazione sub condicione, non sarebbero idonei a pregiudicare
         la realizzazione di retrocessioni intesa a risolvere i problemi concorrenziali derivanti dalla fusione degli attivi in offerta
         con quelli della Lagardère.
      
      79      Secondo la Commissione, la ricorrente dedurrebbe la prova dell’assenza di indipendenza del mandatario nei confronti della
         Editis dalla sola constatazione che esso non era privo di ogni legame o contatto con la Editis. Tuttavia la condizione dell’indipendenza
         nei confronti della Editis che la Commissione ha richiesto dal mandatario sarebbe stata destinata ad assicurare che il controllo
         della candidatura dell’acquirente degli attivi retroceduti fosse fondata solo sulla redditività economico‑finanziaria e la
         capacità concorrenziale di tali attivi, con esclusione di considerazioni personali. Non si può pertanto validamente rimproverare
         al mandatario di avere avuto un interesse ad agire a favore della Editis, perché ciò costituiva una condizione necessaria
         per la piena realizzazione degli impegni e per il mantenimento di una effettiva concorrenza. 
      
      80      Ad ogni modo, perché la mancanza di indipendenza del mandatario, ammesso che sia dimostrata, comporti l’annullamento della
         decisione 30 luglio 2004 occorrerebbe ancora dimostrare che tale irregolarità ha indotto l’interessato a redigere un rapporto
         privo di obiettività e che tale documento abbia avuto un ruolo determinante sul contenuto della detta decisione.
      
      81      Orbene, non solo la ricorrente non fornirebbe alcun elemento inteso a dimostrare che il mandatario ha redatto un rapporto
         erroneo o tendenzioso, ma ancora non dimostrerebbe assolutamente che tale documento abbia avuto un ruolo determinante sul
         contenuto della decisione 30 luglio 2004. 
      
      82      Ai fini della decisione finale di autorizzazione dell’acquirente degli attivi retroceduti, il mandatario avrebbe semplicemente
         avuto come incarico quello di fornire una valutazione dell’acquirente e di indicare se, a suo avviso, soddisfaceva le condizioni
         fissate dagli impegni. In realtà, la Commissione avrebbe adottato la decisione 30 luglio 2004 non già sul fondamento unico
         o determinante del rapporto del mandatario ma sulla base di un insieme di informazioni, tra cui quelle fornite dal mandatario.
      
       Giudizio del Tribunale
      83      A tenore del paragrafo 15 degli impegni della Lagardère, il mandatario da questa designato per vigilare sulla soddisfacente
         esecuzione dei suoi impegni doveva, nei suoi confronti e di quelli della Editis, «essere indipendente (…) e non essere esposto
         a conflitti d’interessi». Ivi veniva ugualmente precisato che il «mandatario sarà remunerato dalla Lagardère secondo modalità
         che non pregiudichino la buona esecuzione del suo mandato né la sua indipendenza».
      
      84      Si deve ricordare che, dopo che la NBP ha accettato di sostituirsi alla Lagardère per acquisire provvisoriamente gli elementi
         dell’attivo in offerta attraverso la Segex e la Ecrinvest 4, controllate al 100% dalla NBP, queste hanno concluso con la Lagardère
         il 3 dicembre 2002 il contratto di cessione che trasferisce alla Lagardère, con riserva della previa autorizzazione da parte
         della Commissione dell’operazione di concentrazione, la totalità del capitale della Investima 10, controllata al 100% dalla
         Ecrinvest 4, la quale è a sua volta controllata al 100% dalla Segex che ha acquistato degli elementi dell’attivo in offerta
         presso la VUP il 20 dicembre 2002.
      
      85      Il 20 dicembre 2002, la Investima 10, detentrice degli elementi dell’attivo in offerta ha, in applicazione dell’art. 4, n. 1,
         ii), lett. c), del contratto di cessione designato B., presidente dello studio S., quale membro del suo comitato esecutivo
         ai sensi di tale disposizione, a titolo di terzo indipendente ai sensi dell’art. 4, n. 1, ii), lett. e).
      
      86      In tale qualità a B., remunerato dalla NBP, sono state conferite «in modo esclusivo» in applicazione dell’art. 4, n. 1, ii),
         lett. e) del contratto di cessione «le attribuzioni di cui poteva essere incaricato il comitato esecutivo ai sensi del (…)
         contratto di cessione nei confronti della Commissione (…)».
      
      87      Peraltro, in forza del paragrafo 15 dei suoi impegni ripreso nell’allegato II della decisione 7 gennaio 2004, la Lagardère
         il 9 febbraio 2004 ha designato lo studio S. quale mandatario incaricato ai sensi dell’art. 21, lett. g), di tali impegni
         «di vigilare sulla soddisfacente esecuzione» da parte della Lagardère della cessione degli attivi retroceduti, remunerato
         in tale qualità dalla Lagardère. B. era presidente dello studio S. in tale data e la Commissione ha riconosciuto che B. aveva
         esercitato le funzioni di mandatario quali previste dalla decisione 7 gennaio 2004.
      
      88      Lo studio S. è stato così designato mandatario ai sensi del paragrafo 15 degli impegni della Lagardère e il suo presidente
         ha esercitato le funzioni connesse con tale incarico, mentre la stessa persona era membro del comitato esecutivo della Investima 10,
         divenuta poi Editis.
      
      89      B. ha per giunta svolto le funzioni di membro del comitato esecutivo della Editis e di mandatario in modo simultaneo dal 9
         febbraio 2004, data della nomina dello studio S., al 25 marzo 2004, data della trasformazione della Editis in società per
         azioni semplificata.
      
      90      Infatti, conformemente al paragrafo 32 degli impegni della Lagardère, la Editis ha continuato ad essere diretta dai suoi organi
         sociali in carica, dall’adozione della decisione il 7 gennaio al 25 marzo 2004, data della trasformazione della Editis in
         società per azioni semplificata.
      
      91      Rispondendo ad un quesito del Tribunale, la Commissione ha precisato che B. aveva svolto le funzioni di membro del comitato
         esecutivo della Investima 10/Editis conformemente al codice di commercio francese, nella specie applicabile, e che pertanto
         l’esercizio degli incarichi conferiti all’interessato a titolo di terzo indipendente in seno a tale comitato esecutivo non
         escludeva in alcun modo l’esercizio da parte dell’interessato delle funzioni legali di cui i membri del comitato esecutivo
         di una società commerciali sono investiti in forza di tale normativa.
      
      92      Orbene, a tenore dell’art. L 225–64, primo comma, prima frase, di tale codice «il comitato esecutivo è investito dei più ampi
         poteri per agire in ogni circostanza a nome della società». 
      
      93      Prima che lo studio S., rappresentato da B., suo presidente, fosse stato designato quale mandatario, B. era pertanto membro
         dell’organo direttivo della Editis ed è rimasto tale per oltre un mese dopo tale nomina.
      
      94      B., essendo membro del comitato esecutivo della Investima 10, nel frattempo divenuta Editis, alla data della designazione
         in qualità di mandatario dello studio S., di cui era il presidente, e avendo successivamente esercitato le funzioni di membro
         del comitato esecutivo in concomitanza con l’incarico di mandatario, di cui era stato incaricato dallo studio S., si trovava
         in un rapporto di dipendenza nei confronti della Editis tale da ingenerare dubbi sulla neutralità di cui doveva dare prova
         dell’esercizio di tale incarico. 
      
      95      Si deve aggiungere che, nella sua qualità di mandatario incaricato, in forza del paragrafo 21, lett. g), degli impegni della
         Lagardère, di vigilare sulla soddisfacente esecuzione da parte di questa della cessione degli attivi retroceduti, e in tale
         qualità remunerato dalla Lagardère, spettava allo studio S., nella persona del suo presidente B., vigilare sulla alienazione
         da parte della Lagardère degli attivi retroceduti conformemente con le retrocessioni menzionate al n. 1 degli impegni della
         Lagardère.
      
      96      Tale operazione secondo la Commissione stessa consisteva in «una delimitazione particolarmente delicata degli elementi dell’attivo
         prima della loro cessione a un terzo da parte della Lagardère».
      
      97      In particolare, il mandatario doveva, a tenore del paragrafo 21, lett. d), degli impegni della Lagardère «assicurare che le
         misure di ristrutturazione siano condotte conformemente agli impegni» della Lagardère e «doveva essere informato delle discussioni
         in corso tra la Lagardère e la Editis sulle delimitazioni dei perimetri e se del caso assistere a tali discussioni».
      
      98      Secondo il paragrafo 24 dei medesimi impegni, il mandatario doveva, «in caso di disaccordo tra la Lagardère e la Editis sulle
         misure di ristrutturazione necessarie», emettere, «dopo aver sentito le parti nel rispetto del principio del contraddittorio,
         una raccomandazione circa la portata delle misure di ristrutturazione necessarie» e indirizzare alla Commissione rapporto
         che la informava della sua raccomandazione.
      
      99      Dagli atti risulta che un disaccordo tra la Lagardère e la Editis è effettivamente intervenuto. Infatti la Commissione ha
         affermato, nella controreplica, di essere stata tenuta regolarmente informata delle tensioni talvolta create dalla Lagardère,
         che aveva interesse a conferire il perimetro più ampio possibile agli attivi della Editis che la decisione 7 gennaio 2004
         le aveva consentito di conservare. La Commissione ha ivi egualmente rilevato che il mandatario si era più volte opposto alla
         Lagardère per difendere gli interessi legati agli attivi retroceduti dopo aver previamente consultato la Commissione.
      
      100    Orbene, l’esercizio da parte di B. delle funzioni di membro del comitato esecutivo della società detentrice dell’insieme degli
         attivi della Editis era tale da ripercuotersi sull’indipendenza di cui l’interessato doveva fare prova nell’elaborazione delle
         raccomandazioni di misure di ristrutturazione necessarie e del rapporto che informa la Commissione di tali raccomandazioni.
      
      101    Infatti, in forza dell’art. 2, n. 2, primo comma, del contratto concluso tra la Ecrinvest 4 e lo studio S. il 19 dicembre
         2002, B. agiva dal 20 dicembre 2002, «nell’ambito del suo mandato sociale (…) nell’interesse della società Investima 10 e
         degli elementi dell’attivo e più esattamente nell’intento di mantenerne la redditività economico‑finanziaria e la capacità
         concorrenziale». 
      
      102    Inoltre B., in forza dell’art. 2, n. 2, secondo comma di questo stesso contratto era tenuto a rispettare e ad assicurarsi
         che il comitato esecutivo della Investima 10 rispettasse le disposizioni di cui all’art. 4 del contratto di cessione per quanto
         riguarda «i principi di gestione da buon padre di famiglia» degli elementi dell’attivo in offerta il cui rispetto era richiesto
         al comitato esecutivo al fine «di preservarne la continuità del perimetro e il valore».
      
      103    Dal punto 92 supra risulta che B., in aggiunta all’incarico specifico conferitogli in seno al comitato esecutivo, che consisteva
         nell’esercitare le attribuzioni di cui il comitato esecutivo poteva essere incaricato a titolo del contratto di cessione nei
         confronti della Commissione o di ogni altra autorità preposta alla concorrenza, è stato pertanto, nella sua qualifica di membro
         del comitato esecutivo della Investima 10 e successivamente della Editis, necessariamente associato nell’esercizio, sull’insieme
         degli elementi dell’attivo in offerta detenuti da tali due società una dopo l'altra, della pienezza dei poteri che la legge
         attribuisce a un membro del comitato esecutivo di una società commerciale.
      
      104     Da ciò consegue che l’esercizio da parte di B., dal 20 dicembre 2002 fino al 25 marzo 2004, delle funzioni di membro dell’organo
         direttivo della Investima 10, divenuta Editis, nel cui interesse si era impegnato ad agire, nell’ambito del suo mandato sociale,
         conformemente ai «principi di gestione da buon padre di famiglia» non gli consentiva di assicurare ulteriormente in completa
         indipendenza l’esercizio degli incarichi di mandatario indipendente contemplato dal paragrafo 15 degli impegni della Lagardère.
      
      105    La Commissione non può pertanto fruttuosamente sostenere che l’esercizio da parte di B. delle funzioni di terzo indipendente,
         membro del comitato esecutivo della Editis, e successivamente di mandatario indipendente, era inteso ad impedire alla Lagardère
         di influire sulla gestione degli attivi di cui trattasi e che non possa pertanto rimproverarsi al mandatario di aver avuto
         interesse ad agire a favore della Editis in quanto siffatto interesse avrebbe costituito una condizione necessaria per la
         piena realizzazione degli impegni della Lagardère e per il mantenimento di un’effettiva concorrenza.
      
      106    Dal momento che, con decisione 7 gennaio 2004, la Lagardère era stata autorizzata a conservare gli elementi dell’attivo in
         offerta tassativamente elencati nel paragrafo 1 dei suoi impegni, spettava per contro al mandatario vigilare con assoluta
         indipendenza sull’esecuzione da parte della Lagardère, conformemente a tale disposizione, dei soli impegni di retrocessione
         degli elementi dell’attivo considerati sufficienti dalla Commissione stessa a mantenere, nel rispetto della libertà contrattuale
         delle parti dell’operazione di concentrazione, una concorrenza effettiva e, di conseguenza, a rendere tale operazione compatibile
         con il mercato comune.
      
      107    Di conseguenza, il rapporto di valutazione della candidatura della Wendel all’acquisizione degli attivi retroceduti, alla
         luce del quale è stata adottata la decisione 30 luglio 2004, è stata elaborato da un mandatario che non rispondeva alla condizione
         di indipendenza nei confronti della Editis richiesta dal paragrafo 15 degli impegni della Lagardère, definiti all’allegato II
         della decisione 7 gennaio 2004.
      
      108    Per quanto riguarda l’incidenza del rapporto sul contenuto della decisione 30 luglio 2004, si deve ricordare, come risulta
         dal punto 5 di tale decisione, che allo studio S., nella sua qualità di mandatario, è stato chiesto di presentare alla Commissione
         un rapporto che valutasse la candidatura della Wendel come acquirente degli attivi retroceduti con riferimento ai criteri
         di autorizzazione fissati dal paragrafo 10 degli impegni della Lagardère allegati alla decisione 7 gennaio 2004.
      
      109    Inoltre dal punto 6 della decisione 30 luglio 2004 risulta che questa è in particolare fondata sul rapporto del mandatario.
      
      110    Se è vero che la decisione 30 luglio 2004 non è fondata esclusivamente su tale rapporto, appare ciò nondimeno che tale documento
         ha esercitato influenza determinante sulla detta decisione.
      
      111    Dall’esame comparato del rapporto del mandatario e della decisione 30 luglio 2004 si deduce infatti che questa si è ispirata
         sostanzialmente a tale rapporto. 
      
      112    Al fine di stabilire l’idoneità della Wendel a mantenere e a sviluppare la Nouvel Editis, lo studio mandatario sottolinea
         in tal senso, nel suo rapporto, e la Commissione, nella decisione 30 luglio 2004, il «perimetro ridotto» della Nouvel Editis
         e la conservazione da parte della Wendel delle «risorse manageriali, editoriali e di supporto» necessarie alla Nouvel Editis.
      
      113    I due documenti rilevano in termini identici che la valorizzazione dell’investimento della Wendel presuppone la «ricostituzione
         e lo sviluppo dell’incarico del centro di distribuzione d’Interforum».
      
      114    Sia lo studio mandatario come pure la Commissione fanno riferimento alla ripartizione maggioritaria o principale del capitale
         della Wendel e al suo approccio «patrimoniale», diverso da quelli dei fondi d’investimento tradizionali, che consente di contare
         su un impegno della Wendel nella Editis più lungo delle prospettive a breve termine di tali fondi. 
      
      115    Mentre lo studio mandatario ritiene che la Wendel sia un candidato all’acquisto idoneo a dare attuazione senza indugio agli
         impegni della Lagardère, la Commissione ritiene che l’acquisizione da parte della Wendel degli attivi retroceduti dalla Lagardère
         non sia tale da creare nuovi problemi di concorrenza che ritardino l’attuazione di tali impegni.
      
      116    Infine, alla stregua del mandatario, che stima da cinque a sette anni circa la durata dell’investimento della Wendel considerata
         necessaria per «consolidare» l’impresa, la Commissione dal canto suo considera che una «uscita» a breve termine della Wendel
         dal capitale della Nouvel Editis è improbabile e che ciò appare sufficiente per consentire di «stabilizzare l’impresa». 
      
      117    Peraltro, la Commissione stessa ha fatto riferimento a più riprese alle conclusioni del rapporto dello studio mandatario per
         contestare, replicando al quarto motivo di annullamento della ricorrente, di essere incorsa in errore manifesto nella valutazione
         della conformità della candidatura della Wendel alle condizioni di autorizzazione definite nel paragrafo 10, lett. b), degli
         impegni della Lagardère.
      
      118    L’illegittimità constatata è pertanto tale da inficiare la legittimità della decisione 30 luglio 2004.
      
      119    Si deve pertanto annullare tale decisione senza che si renda necessario esaminare gli altri motivi sviluppati dalla ricorrente
         a sostegno della sua domanda di annullamento.
      
       Sulla domanda di sospensione della deliberazione 
      120    Da tutto quanto sopra esposto risulta che il Tribunale ha potuto utilmente statuire sul ricorso sulla base delle domande,
         dei motivi e degli argomenti sviluppati dalle parti nel corso sia della fase scritta che della fase orale del procedimento.
      
      121    La domanda della ricorrente intesa a far sospendere la deliberazione va pertanto respinta.
      
       Sulle spese
      122    A norma dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. 
      
      123    Poiché la Commissione e la Lagardère sono rimaste soccombenti, vanno condannate, conformemente alla domanda della ricorrente,
         a sopportare, oltre alle proprie spese, anche quelle sostenute dalla ricorrente.
      
      124    Poiché la ricorrente non ha chiesto la condanna alle spese della Wendel, quest’ultima sopporterà unicamente le sue proprie
         spese.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Sesta Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      La decisione della Commissione 30 luglio 2004, (2004)D/203365, relativa all’autorizzazione della Wendel Investissement SA
            quale acquirente degli elementi dell’attivo ceduti conformemente alla decisione della Commissione 7 gennaio 2004, 2004/422/CEE,
            che dichiara un’operazione di concentrazione compatibile con il mercato comune e con il funzionamento dell’accordo sullo Spazio
            economico europeo (caso COMP/M.2978 – Lagardère/Natexis/VUP), è annullata.
      2)      La Commissione europea e la Lagardère SCA sopporteranno le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Éditions Odile Jacob
            SAS.
      3)      La Wendel Investissement sopporterà le proprie spese.
      
               Meij
            
            
               Vadapalas
            
            
               Truchot
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 13 settembre 2010.
      Firme
      * Lingua processuale: il francese.