CELEX: 51990PC0365
Language: it
Date: 1990-11-13
Title: PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO SULLA PROMOZIONE DELL' EFFICIENZA ENERGETICA NELLA COMUNITA

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
                                 C0M(90) 365 def.
                                 Bruxelles, 13 novembre 1990
                        Proposta di
                 DECISIONE DEL CONSIGLIO
       sulla promozione dell'efficienza energetica
                      nel la Comunità
              (Presentata dalla Commissione)
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                                     NE I CE
RI assunto                                                 4
I.     INTRODUZIONE                                       5
II.    OBIETTIVI PERSEGUITI                               6
A.     L'AZIONE A LIVELLO DEGLI STATI MEMBRI              7
B.     L'AZIONE A LIVELLO COMUNITARIO                    10
       1.    Necessità di un intervento comunitario      12
       2.    Modalità dell'Intervento comunitario        14
       3.    Effetti previsti                            15
III.   AZIONI PROPOSTE                                   17
A.     AZIONI A CARATTERE TECNICO                        18
       1. Definizione di norme o di specifiche tecniche  19
       2. Cogenerazione                                  21
B.     AZIONI A CARATTERE FINANZIARIO E FISCALE          22
       1. Promozione del finanziamento da parte di terzi 22
       2. Pianificazione ai minimi costi                 23
       3. Fiscal ita e parafiscal ita                    23
C.     AZIONI SUL COMPORTAMENTO DEGLI UTILIZZATORI       24
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IV.    ESECUZIONE DEL PROGRAMMA                               28
V.     CONCLUSIONI                                            29
Al legati : 1. Cronologia delle azioni giuridiche e normative 31
               2. Azioni specifiche del programma SAVE        33
               3. Proposta di decisione del Consiglio         35
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                                       RIASSUNTO
Dalle   valutazioni      delle    politiche    energetiche    degli     Stati    membri,
svolte dalla Commissione nel 1988 e nel 1990, risulta che la resa della
domanda finale di energia si è stabilizzata e che se non si adottano
Immediatamente       misure      drastiche,     la    Comunità      non     raggiungerà
l'obiettivo di un ulteriore aumento del 20% di tale resa, fissato dal
Consigi io per I I 1995.
Diversi   Stati   membri     stanno preparando programmi         di   azioni    per   far
fronte alla minaccia del cambiamento climatico a seguito dell'effetto
serra e per      ridurre     l'impatto   negativo sull'economia          nazionale    che
potrebbe    avere    un   terzo     choc  petrolifero.     Il    loro     esempio    sarà
sicuramente seguito da altri. E' fondamentale che queste iniziative si
Iscrivano    in   un    quadro    comunitario     coerente    che    ne    assicuri    la
compatibilità     con    la   realizzazione     del   mercato    interno.      E'   anche
fondamentale     che   tutti    gli   Stati   membri   contribuiscano        in   maniera
comparabile alla realizzazione dell'obiettivo comune.
Per questi     motivi,    la Comunità      intende   varare una      serie di      azioni
coerenti e complementari per aumentare l'efficienza energetica, cioè il
programma    SAVE,      "Special     Action    Programme     for    Vigorous       Energy
Efficiency".     Il   programma,      Inizialmente    previsto    per     cinque    anni,
dovrebbe costituire       l'ossatura di una politica energetica comunitaria
In materia di efficienza energetica.
Il programma     si articola       in tre parti: azioni       a carattere       tecnico,
azioni finanziarie e interventi sul comportamento del consumatori. Esso
comprenderà    anche una serie di misure giuridiche che                 la Commissione
preparerà per proporle al Consiglio e al Parlamento nonché una serie di
azioni   di  sostegno,      finanziate    in parte     dalla   Comunità      e  volte   a
completare    le strutture e le azioni degli Stati membri                in materia di
efficienza    energetica.      E' anche     previsto   un  sistema     di   scambio    dì
informazioni a livello comunitario e internazionale.
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Le   incertezze    sull'approvvigionamento        di   combustibili    fossili     negli
anni '90    e   l'interfaccia      energia/ambiente        sono   problemi      che   si
presentano non solo alla Comunità ma a tutto II mondo e SAVE cercherà
pertanto di stabilire collegamenti con tutte le parti                interessate, in
particolare con      I paesi   dell'Est europeo per diffondere             l'esperienza
comunitaria     in   materia    di   resa    energetica      ponendo    a    frutto    le
Iniziative riuscite prese da altri paesi.
                                   I. INTRODUZIONE
Nel   settembre 1986,      il   Consiglio     dei    ministri    aveva    fissato    gli
obiettivi energetici da raggiungere nel 1995. Uno di questi obiettivi
era aumentare nella Comunità di almeno              il 20% l'intensità       energetica
della domanda finale. Le valutazioni delie politiche degli Stati membri
effettuate nel 1988 e nel 1990 indicano che vi sono scarse probabilità
di   raggiungere    tale obiettivo      senza    II varo    di  tutta   una    serie di
attivi programmi di efficienza energetica.
L'ultima parte degli anni '80 è stata classificata come un periodo di
prezzi       energetici         miti.        La       soddisfacente          situazione
dell'approvvigionamento energetico e la caduta del prezzo del petrolio
nel    1985-1986    crearono    una    situazione      di   compiacenza      in   merito
all'efficienza energetica. E' un fatto, però, che nel 1989 la Comunità
dipendeva    dalle   importazioni    per    il 49% di      tutto  il suo     fabbisogno
energetico e che il petrolio di           importazione rappresentava         il 35% del
totale delle Importazioni        nette di energia. Dato che         la maggior parte
dell'approvvigionamento       petrolifero       comunitario     proviene     dal   Medio
Oriente, un'area      politicamente      instabile, é assolutamente          necessario
ottimizzare il ricorso a fonti energetiche nella Comunità. Una maggiore
efficienza    energetica     oltre   a    migliorare      l'equilibrio    tra    energia
 locale e di importazione, prolunga la durata delle risorse energetiche
di combustibili fossili che non sono inesauribili.
La discussione ambientale sul I'"effetto serra" ha correttamente messo
 l'accento sull'interfaccia energia/ambiente, considerata                 il parametro
più importante per risolvere il problema "serra". L'impegno, a livello
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nazionale e       Internazionale a ridurre          I livelli    di C 0 2   ha messo    in
evidenza come       l'efficienza energetica sia a tal fine              il sistema più
rapido ed efficace. Le emissioni di C 0 2 sono un problema globale da
affrontare a       livello planetario ed è pertanto di massima                 Importanza
diffondere II più possibile misure effettive di efficienza energetica.
La Comunità, gli Stati Uniti, Il Giappone e                  il Canada dispongono di
avanzati programmi di efficienza energetica che possono costituire la
base di uno scambio reciprocamente vantaggioso di informazioni. I paesi
dell'Europa orientale invece hanno un'esperienza limitata nel settore
dell'efficienza energetica e la Comunità può svolgere un ruolo di primo
plano    affinché      tali    paesi    usufruiscano     pienamente     dell'esperienza
d i spon i b11 e.
L'efficienza energetica, riducendo I costi dell'industria e aumentando
il   reddito    disponibile       dei    singoli,   costituisce     una    grande    forza
motrice    verso     la competitività        industriale    e   lo sviluppo      sociale.
Un'attiva     politica      di   efficienza     energetica     portata     avanti    dalla
Comunità    contribuirebbe pertanto           all'affermarsi     del  mercato     Interno
attraverso     la creazione di un unico mercato per prodotti                  energetici
efficienti,      all'incremento       della    competitività     comunitaria      e   allo
sviluppo      regionale.        La    dimensione      comunitaria       dell'efficienza
energetica     è    necessaria      per   evitare    che   i singoli       Stati    membri
introducano norme contradlttorle o restrittive.
                                II. OBIETTIVI PERSEGUITI
Dopo   la prima crisi petrolifera del             1973, l'efficienza energetica è
diventata     uno    degli    elementi     principali    della    politica    energetica
comunitaria. L'impegno della Comunità in questo campo si é manifestato
in numerose misure adottate dai Consiglio a partire dal 1974 e intese a
rendere più razionale l'utilizzazione dell'energia.
E' però necessario         rilanciare      l'azione   comunitaria    in questo      campo,
considerata l'evoluzione della congiuntura energetica e la necessità di
una   maggiore     protezione      dell'ambiente.      Nelle   politiche     energetiche
perseguite da qualche anno dalla maggior                 parte degli      Stati   membri,
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l'efficienza energetica ha accusato un caio di priorità. La prospettiva
del   completamento      del    mercato    unico    obbliga      Inoltre      a    introdurre
rapidamente     gli    strumenti     comunitari      necessari      per     eliminare      gli
ostacoli    esistenti      alla   libera    circolazione       delle     attrezzature       ed
evitare   l'introduzione       di  nuovi   ostacoli     a seguito       di   un'azione     non
concordata    degli    Stati    membri    interessati     a migliorare           l'efficienza
energetica di tali attrezzature.
A. L'AZIONE A LIVELLO DEGLI STATI MEMBRI
Negli Stati membri,        Il successo dei programmi di efficienza energetica
é stato particolarmente evidente nel periodo 1973-1985 durante il quale
 la resa della domanda finale di energia, cioè                il rapporto tra consumo
finale di energia e PIL, è migliorata                di oltre      il 20%. Questo         buon
risultato, ottenuto anche o addirittura superato da alcuni altri membri
dell'OCSE, ha indotto il Consiglio a fissare un obiettivo di rendimento
energetico per      il 1995 onde migliorare di            un    ulteriore       20%   la resa
della domanda finale di energia. Tale cifra era stata calcolata in base
alla   valutazione     delle    potenzialità      esistenti,      secondo       la  quale   le
possibilità di risparmio energetico erano addirittura superiori.
 I buoni    risultati     ottenuti     nel   periodo     1973-1985      sono      ascrivibill
 Innanzitutto     all'elevato        prezzo     dell'energia         e     alle      radicali
ristrutturazioni      industriali avvenute        in tale epoca nonché alle misure
prese   dagli    Stati     membri.     Questi    ultimi    hanno      effettuato       grossi
stanziamenti      a     favore      della     ricerca,      dello       sviluppo,       della
dimostrazione      e     introduzione      sul     mercato      di     nuove       tecnologie
energetiche offrendo         incentivi   finanziari     per migliorare           l'efficienza
energetica    in generale. Durante tale periodo, alcuni                 Stati membri, ad
esempio   la Grecia,     Il Portogallo o       la Spagna hanno però registrato un
aumento    invece   di    un   calo   della    resa   energetica,        il   che    dimostra
l'impatto    di   alcuni      fattori    legati    allo   sviluppo        Industriale      sul
risparmio di energia e l'utilizzazione razionale di essa.
Da notare anche che         i dati    registrati    verso    la fine      (1982-1986) del
periodo considerato,         indicano che     la tendenza      al miglioramento         della
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resa energetica è fortemente diminuita in numerosi Stati membri e si è
addirittura   invertita    in   quattro     di   essi     (Germania,      Paesi    Bassi,
Belgio,   Irlanda).   Questo    risultato      è   completamente       all'opposto      di
quello del 1973-1982 e riflette il completamento della ristrutturazione
industriale e un ristagno dei prezzi energetici, seguito da un brusco
calo. Questo fenomeno dimostra, da un             lato che     i facili     risparmi di
energia sono stati    in buona parte compiuti e, dall'altro, che i prezzi
elevati dell'energia non costituiscono più un incentivo supplementare
per I consumatori. Non deve pertanto sorprendere se durante il periodo
1986-1989, il miglioramento della resa energetica media nella Comunità
abbia registrato un ulteriore rallentamento.
La  maggior   parte   degli    Stati    membri     hanno    ridotto     o    addirittura
completamente   soppresso     I loro     programmi     di   sostegno      diretto     agli
investimenti di efficienza energetica. Vi sono stati una concentrazione
sui programmi di informazione e un forte disimpegno del pubblici poteri
I quali    hanno   giudicato    di   dover     lasciare     funzionare        in  maniera
autonoma il mercato dell'efficienza energetica. Quattro Stati membri e
cioè   il Regno Unito,    I Paesi     Bassi,     la Spagna      e   la Francia      hanno
tracciato II bllancio del le organizzazioni responsabili dell'efficienza
energetica   create    negli    anni '70      per    renderle      più    redditizie     e
stabilire   nuovi   mandati.     Soltanto      l'Italia,      I Paesi      Bassi    e   la
Danimarca hanno mantenuto degli stanziamenti a favore della ricerca e
sviluppo sull'efficienza energetica.
L'anno   scorso   (1989-1990)     alcuni     Stati    membri      hanno    operato     una
revisione approfondita     della politica di efficienza energetica.                   Tale
revisione, motivata soprattutto da preoccupazioni di tipo ambientale è
sfociata in nuovi programmi di efficienza energetica molto più avanzati
di quelli varati ai culmine delle crisi energetiche degli anni '70. Il
programma   danese    ad   esempio,      "Energy 2000"        prevede      un    migliore
Isolamento   termico   degli    edifici,      l'ottimizzazione        del    consumo    di
elettricità,    l'etichettatura      energetica       per    gli    elettrodomestici,
l'applicazione di "tecniche di programmazione ai costi minori" da parte
degli enti nonché    l'introduzione di norme per            i sistemi elettrici di
riscaldamento e raffreddamento. Il plano nazionale olandese di politica
 ---pagebreak--- ambientale    riflette    le proposte    danesi  di   efficienza    energetica   e
comprende      diverse     disposizioni     regolamentari      per    I    settori
dell'edilizia e degli elettrodomestici.
Gli avvenimenti nel Golfo Persico dal mese di agosto 1990 hanno indotto
la maggior parte degli Stati membri          a rivedere     la loro politica di
efficienza     energetica    e   a   prevedere   nuove    misure   di   risparmio
energetico e di promozione delle energie rinnovabili.
Le azioni a favore dell'efficienza energetica           intrapprese dagli Stati
membri negli ultimi 15 anni hanno registrato un'evoluzione in tre fasi:
-   una prima fase, dal 1974 fino alla metà degli anni '80 durante la
    quale gli Stati membri si sono progressivamente dotati di strumenti
    efficaci che hanno portato ai risultati positivi già menzionati;
-   una seconda fase, dalla metà degli anni '80 fino al 1989 durante la
    quale i programmi di promozione hanno subito dei tagli o addirittura
    sono stati sospesi      facendo cosi rallentare il miglioramento della
    resa energetIca;
-   una terza fase, a partire dal 1989 durante la quale gli Stati membri
    sembrano orientarsi sempre più verso una politica risoluta a favore
    dell'efficienza     energetica,     innazitutto    sotto    l'effetto    della
    minaccia di cambiamenti       climatici  dovuti alle emissioni      di C 0 2 e
    anche   al    fine  di   garantire    l'approvvigionamento     energetico    e
    limitare    l'Impatto sull'economia che potrebbe avere un terzo choc
    petrolIfero.
Senza un efficace coordinamento a          livello comunitario,      le eventuali
azioni che potrebbero adottare gli Stati membri durante questa               terza
fase rischiano      di mettere    in pericolo   la realizzazione del       mercato
 interno. Ciò     avverrebbe   se, ad esempio,     venissero    introdotti   aiuti
finanziari o agevolazioni       fiscali diversi tra gli Stati membri oppure
venissero imposti ai consumatori degli oneri in determinati paesi e non
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in altri    o ancora     se venissero     Introdotti      in modo di segua le nella
Comunità     determinati       requisiti      per     le     apparecchiature       (es.
etichettatura, omologazione nazionale, norme di resa).
B. L'AZIONE A LIVELLO COMUNITARIO
Dal   1974,    la   Comunità    ha   cercato     di   promuovere      l'utilizzazione
razionale dell'energia attraverso programmi              specifici    (es. ricerca e
dimostrazione per       l'energia, Bus dell'energia, audit            Industriali dei
settori    grandi     consumatori    di   energia      ecc.)    e   mediante     misure
regolamentari     (direttive    sui   generatori     di   calore   ed   etichettatura
degli   elettrodomestici)        nonché    tramite     numerose      raccomandazioni,
risoluzioni e decisioni del Consiglio.
I    programmi       specifici      hanno   contribuito        positivamente       alla
penetrazione       delle     nuove     tecnologie        energetiche       richiamando
l'attenzione     dei    consumatori    Industriali      sul   numerosi     sprechi   di
energia. Le azioni di ricerca, di dimostrazione e di introduzione sul
mercato   di   nuove    tecnologie    continuano     attualmente     nel   quadro   dei
programmi    JOULE e THERMIE. Dall'Inizio dei             suol  programmi     di  R&S+D
sull'efficacia energetica, la Comunità ha investito in tali programmi
rispettivamente 100 e 300 Mio ECU.
Accanto al successo degli interventi specifici, le misure regolamentari
che finora erano relativamente limitate in numero e come ambizioni non
hanno    Invece      sfruttato     tutto     il    potenziale      disponibile.      Le
raccomandazioni     e risoluzioni     dato    il  loro carattere non        vincolante
hanno avuto una portata limitata.
Le nuove condizioni del mercato dell'energia, a seguito dei calo dei
prezzi petroliferi nel 1985-1986 e la crescente importanza dei settori
del  trasporti    e dell'edilizia, grandi         consumatori     di energia, hanno
causato   un    aumento    del    consumo   globale      di   energia    e   un   netto
rallentamento della razionalizzazione nell'impiego del l'energ-la.
 ---pagebreak---                                          - 11 -
Nella sua riunione del 26 novembre 1986, Il Consiglio aveva dichiarato
che,   malgrado     la   debolezza      del     mercato    dell'energia,       esistevano
numerose    possibilità       di    investimenti       nel     campo    dell'efficienza
energetica aventi un interesse economico che, se realizzate, avrebbero
migliorato   la competitività        industriale con vantaggi al tempo stesso
per   l'ambiente.      Dato    che    la    situazione      non   evolveva      in   senso
favorevole, la Commissione ha suonato II "campanello di allarme" e nel
1987 ha presentato una comunicazione              intitolata "Per      il proseguimento
di una politica di efficienza energetica nella Comunità europea" ( D .
Tra le 14 misure di efficienza energetica proposte dalla Commissione in
tale comunicazione, gli         Stati membri       hanno adottato soltanto quelle
intese a migliorare l'informazione sull'efficienza energetica. Visto il
poco   impatto    di    tale   comunicazione,        spetta    ora   alla     Commissione
intervenire a livello comunitario.
In   generale     la    Comunità,     nel     periodo     1980-1988      ha    migliorato
l'efficienza dell'energia primaria de I I'11% di cui il 3,8% nel periodo
1985-1988,   un    elemento     significativo.       Gli   attuali     obiettivi     della
politica energetica comunitaria mirano a raggiungere, entro il 1995, un
aumento del    20% dell'efficienza energetica              rispetto ai       livelli   del
1985. Se II tasso di        incremento dell'efficienza energetica permane al
livello medio del periodo 1980-1988 (1,47% l'anno),                   la Comunità, nel
periodo 1988-1995 potrà migliorare l'efficienza energetica soltanto di
un altro   10%. Ciò equivarrebbe            ad un miglioramento         dell'efficienza
energetica   inferiore al       14% per      il periodo 1985-1995 cioè un            tasso
nettamente   inferiore a quello fissato come obiettivo nella                     politica
energetica comunitaria. Il tasso di miglioramento, prima del calo dei
prezzi   petroliferi      nel    1986,    è    stato   più    alto   che    nel    periodo
successivo    ma,    il   fatto    che,     a    nessun   momento      in   passato,    il
miglioramento abbia raggiunto il livello necessario per corrispondere
agli obiettivi comunitari di politica energetica dimostra la necessità
di adottare misure più severe.
(1) C0M(87) 223 def.
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Obiettivo   del   programma    SAVE   è   appunto     Introdurre     queste    misure.
Trattandosi    di    azioni   a   medio     e    lungo    termine,     esse    avranno
logicamente, verso il 1995, un Impatto ancora limitato e potranno dare
pienamente     i   loro   frutti    soltanto       quando    l'attuale      parco   di
apparecchiature a durata di vita media (caldaie per II riscaldamento di
locali, automobili, elettrodomestici           ecc.) sarà stato sostituito          da
apparecchiature a rendimento superiore.
1* Necessità di un Intervento comunitario
Un   intervento comunitario nel campo dell'efficienza energetica                 serve
innanzitutto ad accelerare la realizzazione del mercato interno e, in
secondo   luogo, a consolidare un aspetto fondamentale                della   politica
energetica, cioè la protezione dell'ambiente.
Contribuendo     all'ottimizzazione       delle     risorse,     ad    una    migliore
distribuzione del fondi e ad un aumento dei redditi                 disponibili, un
 impiego efficiente dell'energia offre reali possibilità di azione per
conseguire    l'obiettivo    comunitario      del   1992.   La   realizzazione     del
mercato interno sarà rafforzata anche mediante              l'armonizzazione delle
norme di rendimento energetico, l'eliminazione degli ostacoli                  tecnici
alla   libera circolazione      degli   apparecchi     e delle     attrezzature,    il
ravvicinamento      delie    condizioni       finanziarie      degli     investimenti
energetici e la correzione delle anomalie fiscali che ostacolano gli
investimenti di efficienza energetica.
Come   Indicato nel    capitolo    successivo, diversi        Stati    membri   stanno
preparando    programmi    di   azioni    per     far   fronte    alle    minacce   di
cambiamento climatico dovute all'effetto serra e per ridurre                 l'impatto
negativo sull'economia nazionale che avrebbe un terzo choc petrolifero.
11 loro esempio sarà sicuramente seguito da altri Stati membri.
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Queste     iniziative      devono    assolutamente         Inserirsi      in   un   quadro
comunitario      coerente     che    ne     assicuri      la   compatibilità       con  la
realizzazione del mercato interno. Il programma SAVE può offrire questo
quadro:
-   riconoscendo      l'utilità   delle      azioni    di   promozione     finanziaria   e
    fiscale;
-   proponendo      una   serie   di    direttive      destinate      ad   orientare   gli
    interventi    legislativi ed amministrativi degli Stati membri;
-   prevedendo misure di sostegno comunitario per le azioni degli Stati
    membr i;
-   assicurando una migliore          circolazione      dell'informazione        tra Stati
    membri e con i paesi terzi;
-   creando    una     rete   di   coordinamento         delle    azioni     nazionali   e
    comunitarle.
Lo stretto rapporto esistente tra l'energia e l'ambiente è attualmente
ben   chiaro:      sono    essenzialmente        I   settori     della     trasformazione
dell'energia,       dei    trasporti      e    dell'edilizia        che    contribuiscono
maggiormente alla produzione dei gas detti "di serra" e di altri agenti
 inquinanti.    La   Commissione     ha   presentato       nel  1989     alla   Conferenza
                             (2)
mondiale     sull'energia         e    nel    maggio     1990    alla    sua   conferenza
"Energy    for    a   New   Century:     The     European    Perspective"       un'analisi
dell'evoluzione energetica         della Comunità        verso    il 2010,    ipotizzando
quattro scenar i:
       Scenarlo 1         Conventional Wisdom
       Scenario 2         Driving into Tensions
       Scenar io 3        Sustained high Economic Growth
       Scenar io 4        High Pr ices.
(2)    Principali      temi   energetici       -   Numero    speciale      "L'energia   In
       Europa", settembre 1989.
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Da questa analisi      risulta che, se       le emissioni      di S0 2 e NOX non
saranno ridotte entro II 2010, le emissioni di C0 2 dovute all'uso di
energia potrebbero salire da 2,8 a 3,2 Mrd di t (scenarlo 1) o 3,5 Mrd
di t (scenario 2) entro l'anno 2010, cioè un aumento, rispettivamente,
del  14% e    del   26%. La     produzione    di   elettricità     e   I trasporti
rappresentano, rispettivamente,        con il 36 e il 22%, quasi          il 60% di
tutte le emissioni di C0 2 . Lo studio porta a concludere che, senza un
impiego più razionale dell'energia nella Comunità, è poco probabile che
si possa garantire una crescita economica elevata in un ambiente non
Inquinato.
Recentemente    la Commissione      ha   trasmesso una     comunicazione O )      al
Consiglio che esamina l'interfaccia energia/ambiente. Tale documento è
univoco nel sostenere       il rendimento energetico        in quanto meccanismo
essenziale per limitare i danni all'ambiente causati dai processi di
utilizzazione    e   trasformazione      dell'energia    e    sottolinea    che   il
rendimento energetico è la pietra angolare dei nostri futuri sforzi per
rendere l'approvvigionamento energetico compatibile con la protezione
del l'ambiente.
A questi argomenti     occorre aggiungere II fatto che, miglioramenti del
rendimento    energetico      validi    sul    plano    economico,      condurranno
inevitabilmente ad      una   riduzione    dei   costi   di    fabbricazione, con
effetti   positivi    sulla    competitività      Industriale,     in   particolare
rispetto all'America del Nord e al Giappone.
2. Modalità dell'Intervento comunitario
Un'azione della Comunità         in materia    di   efficienza    energetica    deve
Inquadrarsi    nell'ambito      degli   obiettivi     energetici      fissati    dal
Consiglio   il   16 settembre 1986 < 4 ).     Sottolineando      l'importanza    del
(3) COM(89) 369 def.
(4) GU C 241 del 25.9.1986.
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coordinamento    e   dell'armonizzazione       delle    politiche     energetiche
nazionali,  Il Consiglio auspica che        la resa della domanda       finale di
energia sia migliorata di almeno il 20% entro il 1995, come ricordato
in precedenza.
Tale obiettivo resta tuttora valido e potrebbe anche essere rafforzato,
se si verificano alcune circostanze per il momento non prevedibili, ma
sempre possibili. Pertanto, anche se in un prossimo futuro               dovessero
essere   presentate     nuove    proposte,     esse    non   incideranno     sulle
motivazioni    relative    a   un    rafforzamento      dell'azione     a   favore
dell'efficienza energetica.
Le  iniziative   comunitarie    dovranno   riflettere    anche   la  ripartizione
delle  competenze    che   il   rispetto    del   principio    di   sussidiarietà
comporta. Secondo tale principio, "la competenza deve essere attribuita
al livello che è in grado di trovare le soluzioni migliori ai problemi
esistenti". Poiché il livello d'intervento degli Stati membri è troppo
diseguale si può legittimamente intraprendere un'azione comunitaria, la
cui attuazione sarebbe comunque fortemente decentralizzata.
Infatti, senza una     tale azione,    le iniziative nazionali        condotte  in
ordine sparso e con mezzi      diversi   rischiano di rallentare gli sforzi
intrapresi  e   di  rimettere    in discussione      il  mercato    interno  e  la
convergenza delle politiche energetiche degli Stati membri.
L'elaborazione a livello comunitario di un Insieme coerente di misure
relative al risparmio di energia, per         la loro stessa diversità, offre
la flessibilità necessaria per consentire al vari           livelli    interessati
di operare in un quadro definito.
3. Effetti previsti
Nella  Comunità    esiste    incontestabilmente     un   grande   potenziale    di
risparmio energetico.
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Ad  esempio,    è   risultato     che  si    potrebbero     realizzare     risparmi    di
energia dal 20 al 50% su alcuni elettrodomestici, se le scorte attuali
fossero    sostituite      da   apparecchi      aventi     il   migliore      rendimento
energetico attualmente disponibile sul mercato (§).
Nel campo del trasporti stradali, economie di consumo dell'ordine del
20%,   ottenute   grazie     ai   perfezionamenti      apportati    al   veicoli    e al
miglioramento     del   comportamento      dei    conducenti,     consentirebbero      di
                                                                       6
ridurre    II   consumo     di   12 Mio di t      di   diesel/anno < ) .      Poiché    la
maggior parte dei risparmi sarebbe ottenuta cambiando                il comportamento
degli utenti, il costo degli investimenti non sarà significativo.
Nei   soli   settori     dell'edilizia      e   dell'industria,       la   tecnica    del
finanziamento da parte di terzi, che consiste nel rimborsare                    i servizi
finanziari    di   un   Investimento     in   funzione    del   risparmi     di   energia
realizzati, potrebbe condurre ad economie di energia per un totale di
75 Mtep sulla base di progetti che richiedono un investimento minimo di
più di 60 000 ECU e un periodo di redditività' massimo di 3 anni. Tali
risparmi   richiederanno tuttavia        investimenti     dell'ordine di 86 Mrd di
ECU (7).
Nell'insieme si riconosce che gli           Interventi     In materia di efficienza
energetica hanno il grande vantaggio di produrre effetti molto rapidi:
i miglioramenti si       fanno sentire fin dal momento            In cui    il progetto
termina.
In   generale,      i   profitti      che     i    risparmi     d'energia      apportano
all'investitore       restano     In   loco     e    contribuiscono      a    promuovere
l'attività economica in regioni spesso sfavorite. Ciò é particolarmente
importante    per   lo sviluppo regionale         all'interno della       Comunità. Le
economie    ottenute    grazie     ad  una    riduzione     del   costo    dell'energia
vengono reimmesse direttamente nell'economia locale.
(5)    Possibilità      di     risparmio      di     energia     nelle     applicazioni
       dell'energia elettrica - Fichtner, Stuttgart, giugno 1988.
(6)    Fuel    Saving     in Trucks      through Aerodynamic          Styling      Energy
       Efficiency Office, settembre 1988.
(7)     I. Brown. Third Party            Financing Opportunities            for    Energy
       Efficiency in the European Community, Kogan Page 1986.
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I programmi       in materia di efficienza energetica creano un              importante
numero di posti di lavoro il cui costo dovrebbe essere appena il 25-45%
di  quello     delle     industrie   tradizionali     dell'energia.    In uno     studio
effettuato     per    la Commissione       (&)sono state esaminate       sei    tecniche
che consentono un impiego efficiente dell'energia nel Regno Unito, in
Francia,     in Danimarca      e   nella   Repubblica    federale   di   Germania.    La
conclusione è che un rafforzamento della politica di riduzione della
domanda nella CEE, con lo scopo di risparmiare 140 Mtep entro II 2000
(il che corrisponde praticamente all'obiettivo fissato per                    il 1995),
avrebbe     notevoli ripercussioni sull'occupazione.
Infatti, se si applicano pienamente tutti              i provvedimenti    indicati nel
presente programma, si potranno realizzare risparmi                di energia     finale
dell'ordine di 100 Mtep/anno. Questa cifra corrisponde ad una riduzione
del 12% del consumo d'energia            finale previsto nello scenario I dello
studio 2010. La relativa diminuzione di C 0 2 dovuta a tale                   risparmio
di energia è stata stimata a 500 Mio di t/anno, pari ad una riduzione
di oltre il 15% delle emissioni previste nello scenario I dello studio
2010,    cioè una      riduzione di quasi        il 5% rispetto al      livello delle
emissioni     di C 0 2 nel 1990. Le misure di SAVE da sole non               permettono
di    raggiungere        l'obiettivo,    proposto     dalla   Commissione,      di   una
stabilizzazione nel 2000 delle emissioni di C 0 2 . Tali misure dovranno
pertanto     essere     accompagnate   da    altre   azioni, ad   es.   continuazione
degli sforzi di R&S+D, la sostituzione tra combustibili, lo sviluppo di
energie rinnovabili e l'applicazione di strumenti economici e fiscali.
                                  III. AZIONI PROPOSTE
Il programma SAVE ha l'obiettivo di promuovere               l'efficienza    energetica
attraverso       mezzi     organizzativi,      a   complemento    delle     azioni    di
promozione      tecnologica     e  finanziarla     svolte   dalla Comunità      e  dagli
Stat i membrI.
(8)     incidenza        occupazionale      degli     investimenti     di      risparmio
        energetico nel paesi della CE; EUR 10199 EN.
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Il programma SAVE svilupperà soltanto azioni a medio e lungo termine
con effetti     strutturali; eventuali           azioni  a breve     termine     legate ad
effetti   congiunturali, ad esempio             le misure da prendere         in caso di
difficoltà    di   approvvigionamento petrolifero,             saranno oggetto       di  un
documento    separato.     In esso      sarà    esaminata     la gamma    del    possibili
interventi    da   applicare      secondo    un grado      crescente    di   severità    in
relazione alle circostanze.
Una   prima   categoria     di     misure    a    carattere    tecnico    concernerà     II
rendimento degli       Impianti. Tale scelta è motivata              Innanzitutto dalla
diversità delle prescrizioni vigenti negli Stati membri                  in questo campo
che ostacolano       la realizzazione        del    mercato    interno   e,    in   secondo
 luogo, del fatto che la posta energetica delle apparecchiature è molto
 importante. Il progressivo miglioramento del rendimento di                     impianti a
durata    di    vita    media      (illuminazione,       riscaldamento,       automobili,
elettrodomestici, ecc.) consente a medio termine di ridurre fortemente
 Il consumo energetico di gran parte della popolazione. Le azioni sugli
 impianti   durevoli    -   In particolare         gli  edifici    -   sono   altrettanto
 importanti ma i loro frutti sono a più lungo termine.
E'   tuttavia    necessario     che queste azioni         a carattere      tecnico    siano
 integrate con strumenti finanziari che offrano incentivi supplementari,
soprattutto nei campi non influenzabili da prescrizioni di resa degli
 implant I.
Una    terza    categoria     di     misure     concernerà      il   comportamento      del
consumator i che      ha  un    ruolo    determinante       nell'aumento     del    consumo
energet ico.
A. AZIONI A CARATTERE TECNICO
Nel   vasto    ventaglio     di    azioni     possibili,     è    importante     scegliere
prioritariamente      quelle     in grado      di   dare   i migliori      risultati,    in
termini ragionevoli e a costi accettabili, sia dal punto di vista del
risparmio di      energia,    sia     da quello dell'obiettivo          della    riduzione
 ---pagebreak---                                          - 19 -
delle    emissioni      nocive.     Innanzitutto,     si    cercherà      di    adoperare
strumenti    II meno vincolanti possibile, ad es. stipulazione di accordi
volontari    con   i fabbricanti      di  apparecchiature e, solamente            se tali
strumenti     si   riveleranno      Insufficienti,     si   farà    ricorso     a   misure
normatIve.
1. Definizione di norme o di specifiche tecniche
a. Il settore       del I'edlIizia. che      assorbe    oltre    il   40% del      consumo
   finale     di   energia,     è    sicuramente    quello     in    cui     l'efficienza
   energetica può essere molto migliorata.
   La raccomandazione e le due direttive adottate più di dieci anni fa
   sul funzionamento dei generatori di calore per il riscaldamento e la
   produzione d'acqua        calda negli     edifici    ad uso non       industriale si
   sono rivelate       insufficienti. E' risultato        Infatti che       la diversità
   delle prescrizioni        fissate dagli     Stati mebri     rappresenta un serio
   ostacolo alla libera circolazione dei prodotti e che, per di più, un
   progresso      in   questo   campo    è  condizionato      dalla    definizione      di
    livelli    minimi     di   rendimento.     Una    direttiva     che     riguarda    il
   ravvicinamento        delle     legislazioni      relative      ai     requisiti     di
   rendimento per le nuove caldaie sarà presentata dalla Commissione.
   Si   tratta di una misura che darà            l suoi    frutti    soltanto a medio
   termine      quando    gran    parte    delle    attuali     caldaie      sarà    stata
   sostituita da Impianti a resa più elevata. Un grande effetto, a più
   breve termine, potrà essere raggiunto diffondendo nella Comunità i
   controlli annui obbligatori delle caldaie in servizio: questa misura
   è già    In vigore     in alcuni Stati membri. La Commissione               presenterà
   una proposta In questo senso.
   Per    quanto     riguarda    le   norme   di   isolamento     termico,      si   dovrà
   Intraprendere anche uno sforzo di metodologia: per razionalizzare le
   varie norme stabilite dagli Stati membri, si determineranno                     l tassi
   minimi di isolamento degli edifici nelle varie zone climatiche della
   Comunità.
 ---pagebreak---                                          - 20 -
b. Con   una    potenzialità      di  risparmio     di    energia     finale     di   circa
   10 Mtep/anno,       gli   elettrodomestici     costituiscono un         altro    settore
   prioritario per un'azione comunitaria.
   Pur non trascurando la possibilità di un               accordo volontario per II
   miai I or amento      dell'efficienza     energetica       con    i    fabbricanti     di
   elettrodomestlei.         lo  sforzo    principale      dovrà    essere     rivolto    a
   definire    le prescrizioni minime        in materia di efficienza energetica
   per tali apparecchi. Dal 1991 sarà possibile stabilire                    i rendiment i
   minimi energetici        applicabili   ai frigoriferi       e al congelatori. Per
   questo tipo di apparecchi, il CEN/CENELEC ha già stabilito norme di
   misurazione. Per gli altri tipi di elettrodomestici,                    la Commissione
   potrebbe ricorrere, per quanto possibile alle convenzioni                     di misura
   stabilite dalle associazioni dei fabbricanti.
   Per evitare che l'introduzione di norme minime di rendimento allenti
    la concorrenza tra costruttori, si dovranno rivedere periodicamente
    le  norme    e   abbinarle     ad  un   sistema    di   marchi      di   guai ita   per
   apparecchi a rese superiori.
e. Nel settore del        trasportl è ormai      acquisito che       la Comunità      dovrà
   stabilire     prossimamente      i repulsiti    minimi     di  rendimento       per  gli
   autoveicoll.      nella    prospettiva    di  una   limitazione       drastica     delle
   emissioni      di    CO2 ^ .     Questi    requisiti      potrebbero       ad    esemplo
   essere   espressi       fissando,   in   funzione    del    peso    dei   veicoli,    un
   consumo medio da non superare.
   La Comunità potrebbe anche introdurre un sistema di                   limitazione del
   consumo    per    il parco    veicoli   di   tutti    i costruttori       degli    Stati
   membr i.
(9) SEC(90) 496 def.
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    Sarà necessario uno sforzo particolare per evitare che il rendimento
    dei   veicoli   nuovi   non   diminuisca    smisuratamente     durante     il  loro
    ciclo di vita. A tal fine si dovrebbe applicare in tutta la Comunità
    Il controllo      periodico    obbligatorio     dei  yelcol|.     Tale   controllo
    concernerà     anche    il  buon    funzionamento     dei    dispositivi      anti-
    inquInamento.
    Il consumo     degli   autoveicoli     continuerà    In ogni     caso   ad   essere
    influenzato      in  modo   preponderante      dal   livello   dei     prezzi   dei
    carburanti. In periodo di prezzi petroliferi elevati, questa azione
    è direttamente esercitata dalle forze del mercato;                 in periodo di
    bassi prezzi energetici, può rivelarsi            indispensabile il ricorso a
    strumenti economici e fiscali.
2. Cogenerazione
Una tecnica molto efficace          di  risparmio energetico è          la  produzione
mista di calore e di forza elettromotrice (cogenerazione). Nell'ambito
del programma dimostrativo, la Comunità ha appoggiato finanziariamente
nuovi concetti di impianti di cogenerazione nei settori dell'edilizia,
dell'Industria e dell'energia che continueranno a ricevere un supporto
nel quadro del programma THERMIE.
Nel     1988,      il    Consiglio      ha    adottato      una      raccomandazione
sul l'autoproduzione - compresa         quindi    la produzione     mista    - che si
basava sul miglioramento delle relazioni            tra i servizi pubblici e gli
autoproduttori     di elettricità. Qualora         dovessero   sussistere     ostacoli
commerciali    e strutturali     allo sviluppo di questo tipo di            produzione
energetica,     la Commissione presenterà        delie proposte, chiedendo agli
Stati    membri    di   el (minare    quest I  ostacol l    al lo   sviluppo      della
cogenerazione.
 ---pagebreak---                                      - 22 -
B. AZIONI A CARATTERE FINANZIARIO E FISCALE
Anche se è provato che II meccanismo dei prezzi ha sicuramente un ruolo
trainante nella ricerca di un miglior rendimento energetico, è evidente
che si possono Intraprendere proficuamente alcune azioni per promuovere
Il ricorso a determinati tipi di finanziamento.
1. Promozione del finanziamento da parte di terzi
 In diversi paesi, sono siati messi a punto nuovi tipi di finanziamento
per    stimolare    gli    Investimenti    di   efficienza     energetica.     Il
finanziamento degli investimenti è assunto da istituzioni specializzate
 I cui   servizi   sono retribuiti     in funzione   dei   risparmi   di  energia
reaiI zzati.
                                                                          (10)
Superando    l'ambito della sua comunicazione del        18 aprile 1988         e
del   progetto   dì  raccomandazione che essa      conteneva,    la   Commissione
 Intende   ora    promuovere    la   creazione   di    una   rete   fiUiocfìa  di
 finanziamento da parte di terzi.
Questa   rete   raggrupperà   le   istituzioni  Interessate a promuovere       il
finanziamento da parte di terzi di progetti di efficienza energetica;
 la Commissione esaminerà con tale associazione          le misure da prendere
per   consentire a questa      tecnica   la massima    diffusione    possibile e
 Intraprenderà In particolare una serie di dimostrazioni. Saranno anche
 intraprese delle azioni a favore del settore pubblico che con             il suo
 Importante parco Immobiliare rappresenta un mercato considerevole per i
servizi di finanziamento da parte di terzi. In diversi Stati membri,
 infatti, le norme di contabilità pubblica          Impediscono   il ricorso al
meccanismo del finanziamento da parte di terzi nel settore pubblico. La
Commissione presenterà una proposta per         Invitare gli     Stati membri    a
 (10) C0M(88) 175 def.
 ---pagebreak---                                         - 23 -
eliminare gli ostacoli al ricorso del sistema di finanziamento da parte
di   terzi   degli    Investimenti     destinati     a   favorire   l'utilizzazione
razionale dell'energia nel settore oubblico.
2. "Pianificazione ai minimi costi" (Least Cost Planning) e la gestione
    della domanda (Demand Side Management)
Questi metodi sono stati applicati con successo nel Nord America come
meccanismo destinato a creare un ambiente concorrenziale tra I progetti
di offerta e domanda di energia. Il concetto è attualmente studiato da
diverse società energetiche         in Europa e la Commissione ha avviato due
studi   pilota   in questo settore. Un        importante elemento dell'attività
settoriale     sarà     un     programma     di    10-15     studi   pi Iota    sul la
"pianificazione ai minimi         costi". Tali studi       dovrebbero stabilire la
fattibilità di questa tecnica nel contesto europeo fornendo al                  tempo
stesso   alle   società     pubbliche   di   approvvigionamento     della    Comunità
un'esperienza diretta di questi meccanismi di pianificazione.
 In alcune condizioni, però,         il ricorso alla pianificazione ai minimi
costi   può   rivelarsi     difficile.    In   questi    casi,   la gestione    della
domanda    resta   uno     strumento    efficace     di   utilizzazione    razionale
del l'energia.
3. Fiscalità e parafiscal ita
Il    ricorso    alla    fiscalità     e    alla    parafiscalItà    per     favorire
l'efficienza    energetica e      la protezione dell'ambiente è un          indirizzo
che gli Stati membri        e   la Comunità   stanno studiando attentamente da
qualche tempo.
Alcuni Stati membri, ad esempio          la Danimarca, perseguono        infatti una
politica di tassazione elevata dell'energia per mantenere               la stabilità
dei   prezzi   mentre    altri    permettono    la   fluttuazione   del   prezzi    in
relazione    alle condizioni      di mercato,     in questa    prospettiva    occorre
pertanto    esaminare     attentamente     come    le   strategie   In   materia   di
formazione dei prezzi energetici riflettano il costo reale dell'energia
 ---pagebreak---                                           - 24 -
per   la società       e   come   la  tassazione     dell'energia      potrebbe     meglio
esprimere la dimensione di rendimento energetico e quella ambientale.
Alla luce del risultati di questi studi, la Commissione esaminerà la
possibilità e l'opportunità di presentare proposte concrete sul prezzi
dell'energia,       tenendo    conto   degli    imperativi    di    approvvigionamento
energetico, della protezione ambientale e del                 fabbisogno di        entrate
fiscali. Il mantenimento di prezzi elevati per l'energia, ad esempio,
anche    in periodo      di   distensione    sui   mercati, potrebbe         favorire   le
azioni    di  promozione      dell'efficienza energetica          e   di   mobilitazione
delle fonti alternative rinnovabili e costituire, in un certo senso, un
premio di assicurazione contro            i rischi    legati alla forte dipendenza
europea dalle Importazioni energetiche.
Queste    azioni     potrebbero     inoltre essere      completate     da    agevolazioni
fiscali onde promuovere gli           investimenti     Intesi a ridurre        il consumo
energetIco.
 Il concetto di "pedaggio stradale urbano" (road pricing) cioè l'idea di
far pagare agli         automobilisti     l'attraversamento      di   determinate     zone
urbane    dovrebbe     anche    essere   esaminato sotto      il profilo        della  sua
efficacia     e   applicabilità       negli    Stati    membri.     I    lavori    di  R&S
 Intrapresi     nel    quadro    del   programma     DRIVE   e    dei     programmi    che
seguiranno, contribuiranno a stabilire una base tecnica ed economica
per l'analisi di questa possibilità.
C. AZIONI SUL COMPORTAMENTO DEGLI UTENTI
A complemento dell'effetto trainante legato al prezzo dell'energia, ai
miglioramenti      tecnologici     ed agli    Investimenti     connessi      direttamente
con   l'efficienza energetica, è possibile ottenere una                    riduzione dei
consumi inducendo i consumatori a modificare il loro comportamento.
Per    ottenere       tale   modifica      comportamentale      verso      un    uso   più
responsabile dell'energia, il consumatore deve ricevere un'Informazione
mirata, sia a livello educativo che a livello promozionale. Malgrado
 ---pagebreak---                                                 - 25 -
l'importanza        di      associare        il    grande     pubblico     a    questa       nuova
responsabilità         in materia di efficienza energetica, è                   Indispensabile
che     I    responsabili          dell'utilizzazione          di   energia       nei      settori
principali, Industria, edilizia e trasporti, divengano più consapevoli
del loro consumo di energia. A tal fine, sono essenziali                        I'educazione e
la formazione ad un'utilizzazione più razionale dell'energia.
Questa     doppia      azione,       tuttavia,       potrà   avere     l'effetto       desiderato
soltanto      se     gli      Stati     membri       miglioreranno      le    loro      strutture
amministrative preposte al risparmio di energia.
Alcuni     Stati    membri       (in    particolare       quelli   che    hanno     iniziato    ad
applicare programmi di rendimento energetico alla metà degli anni '70),
dispongono già di una struttura nazionale consolidata in questo campo,
altri     invece sono ad uno stadio meno avanzato. La Commissione, nel
quadro del presente programma, intende contribuire allo s v i I U P P O del le
strutture nazionali per un'utilizzazione più efficace dell'energia e
favorire       la     creazione         di     una     rete    di   collegamento          tra   le
amministrazioni         interessate.
A   tal    fine, occorre          promuovere       una   regionalizzazione       delle      azioni
ponendo     la creazione ed            il funzionamento        dei  programmi       di    sostegno
sotto l'autorità di organismi regionali e di organismi nazionali aventi
caratteristiche          regionali.       Alcuni     Stati   membri    hanno    già     organismi
nazionali     con una base regionale                (IDAE   in Spagna, Energy          Efficiency
Office nel Regno Unito, AFME in Francia, ENEA in Italia ecc.). Vi sono
anche delle istanze regionali                (ad es. RhoneAlp Energie, Ente Vasco de
la Energia) che, pur non avendo una base regionale, potrebbero tuttavia
contribuire       al    presente      programma.       La   Commissione     intende       servirsi
dell'esperienza          unica     di    tali    organismi    onde    conferire      a    SAVE  il
massimo impatto.
a. In     materia       di    formazione,         la   priorità    va    data    al     personale
    incaricato        di     preparare        le    diagnosi    energetiche       e     a   quello
    responsabile           del      miglioramento          dell'utilizzazione            razionale
    dell'energia nell'industria, nell'edilizia o nei                       trasporti. Questa
 ---pagebreak---                                            - 26 -
   azione, Intesa a facilitare l'Introduzione di alcune misure di tipo
   giuridico, previste da SAVE, sarà limitata nel tempo e completerà le
   azioni   di formazione professionale continua dei programmi                     FORCE e
   COMETT.
b. In materia di Informazione, si deve fare uno sforzo particolare per
   promuovere      le   diagnosi      energetiche     che   costituiscono      una    tappa
   preliminare      a    qualsiasi       investimento     per    un'utilizzazione       più
   razionale dell'energia e si rivelano indispensabili per determinare
   il potenziale di risparmio energetico e                 la reddlvltà dei       relativi
    investimenti. Ciò vale particolarmente nei settori dell'industria e
   dell'edilizia      ma    potrebbe      essere   anche    applicato     ai   principali
   utilizzatori di combustibili nel settore dei trasporti, ad esempio i
   gestori di parchi di veicoli. Delle diagnosi energetiche di breve
   durata (in genere un giorno) presso le piccole e medie Imprese, nel
   settore    dei    servizi     e   dei   grandi   edifici,     possono     incoraggiare
   l'apporto     di    tutta     una   gamma    di   miglioramenti       in   materia    di
   utilizzazione razionale dell'energia e portare a sensibili riduzioni
   dei consumi. La Commissione presenterà una proposta per                     invitare i
   grandi   consumatori       di   energia    a far effettuare        periodicamente da
   un'Impresa     specializzata esterna una diagnosi               energetica oppure a
   dotarsi   di un responsabile dell'energia               (energy manager),        interno
   all'azienda,      incaricato     in modo permanente della gestione ottimale
   dell'energia presso l'azienda stessa.
Nel settore    dell'edilizia, la certificazione energetica è un'azione da
rivedere   su   nuove     basi.    Per    agevolarne    l'applicazione       negli    Stati
                                                                               11
membri,   la    proposta      presentata      al   Consiglio      nel   1987< >,       sarà
riformuiata     a     livello      di     concezione     e    di    funzionamento.       La
certificazione energetica degli edifici              presenta     Infatti vantaggi      non
trascurabili, quali        una maggiore      trasparenza     del mercato - cosa         che
facilita    la   scelta      del    consumatore     -,     l'aumento    dell'efficienza
energetica e la diminuzione delle emissioni nocive.
(11) C0M(87) 401 def.
 ---pagebreak---                                          - 27 -
In alcuni   Stati membri,        le spese di     riscaldamento nei        condomini    non
sono determinate       in base     alla misurazione       del  calore     bensi   secondo
criteri   diversi     dal    consumo    effettivo     di   energia     (ad    es.:   onere
forfettario di occupazione). Questo sistema non consente al consumatore
di conoscere     il suo consumo effettivo di energia e non gli                   permette
quindi di prendere decisioni responsabili              in proposito. La Commissione
esaminerà attentamente questa situazione e presenterà una proposta sui
metodi di calcolo delle spese di riscaldamento nel condomini basati su
una misurazione     del    calore    che meglio rispetti        il consumo      reale di
energia.
E'  prevista     anche    la   creazione     di   un   sistema    d'informazione       dei
consumatori    che   consentirebbe       agli   acquirenti    di   eiettromestici       di
paragonare meglio       il rendimento energetico degli           apparecchi      prodotti
dai   vari    fabbricanti.        Tale     sistema      comporterà      l'et ichettatura
normal I zzata    della    CE   oppure    una   scheda     Informativa      che   fornisca
indicazioni     chiare     e   comparabili      suJ    consumo    dJ     energia     degi I
elettrodomestici.
Ciò implicherà     l'Introduzione di un sistema di controllo per esaminare
il   rendimento     di     tutti     gli    elettrodomestici       e    presentare      le
informazioni     globali     In una     forma   facilmente    comprensibile        per  II
cliente e per gli organismi          incaricati di consigliarlo. Le attività di
controllo    saranno       garantite       negli     Stati    membri       da    apposite
organizzazioni o da istituzioni          indipendenti.
Infine, per    ottimizzare       l'utilizzazione dell'energia,           le società di
distribuzione dovrebbero         incaricarsi    anche di promuovere          l'efficienza
energetica.    I servizi      resi   dovrebbero    autofInanziarsi       e non    causare
aumenti sostanziali delle tariffe.
i «   programma      dJ    azione      comunitaria       mirante     aJ     miai loramento
dell'efficienza nell'uso dell'elettricità, approvato dal Consiglio II 5
giugno 1989* 1 2 ), potrà essere agevolmente inserito nel programma SAVE.
(12) GU n. L 157, pag. 32, del 9.6.1989.
 ---pagebreak---                                          - 28 -
Considerato     che     l'utilizzazione      razionale    dell'energia     (e    la   sua
incidenza     sulla       sicurezza     dell'approvvigionamento        energetico       e
sull'ambiente)      è    di   livello   mondiale,    un   elemento    importante      del
programma    SAVE sarà      lo scambio di esperienze        fra   la Comunità e ali
altri paesi. Ad esempio, I paesi dell'Europa dell'Est che dispongono di
un   potenziale     considerevole       In   materia   di   risparmio     di   energia,
potrebbero trovare vantaggioso essere associati                a diverse     iniziative
del programma SAVE. Tale argomento vale anche per                 I paesi    in via di
sviluppo. D'altra parte, il Giappone, gli Stati Uniti e II Canada hanno
già dimostrato       la   loro capacità di       innovazione quando si       tratta di
adottare Iniziative di efficienza energetica. Uno scambio di esperienze
tra la Comunità e tali paesi sarebbe proficuo per tutti.
                             IV. ESECUZIONE PEL PROGRAMMA
 Il programma sarà realizzato dalla Commissione sulla seguente base:
a. la    Commissione       eseguirà    tutte    le  azioni    che   rientrano       nella
    competenza      attribuitagli        dal    trattati,      in   particolare        la
    preparazione di proposte al Parlamento e al Consiglio e                     la   loro
    applicazione dopo la loro adozione-,
b. la Commissione coordinerà una rete di scambi di                informazione tra i
    vari   organismi      nazionali    e   regionali    incaricati     di    promuovere
    efficienza energetica, nonché con i paesi terzi;
e. la Commissione stabilirà ogni anno le linee direttrici del programma
    di sostegno agli Stati membri            i quali presenteranno annualmente e
    conformemente       agli    orientamenti     fissati,    le   loro    proposte     di
    programma alla Commissione;
d. la Commissione, assistita da un comitato consultivo, costituito da
    rappresentanti degli Stati membri            e presieduto dalla       Commissione,
    esaminerà    le    proposte    annuali    presentate    dagli   Stati     membri    e
    formulerà il proprio parere;
 ---pagebreak---                                       - 29 -
e. la Commissione, tenendo nel massimo conto           il parere espresso dal
   comitato consultivo, approverà        i programmi di sostegno agli Stati
   membr i ;
f. I programmi      approvati    dalla   Commissione   saranno   attuati    dagli
   organismi regionali o nazionali        incaricati dagli Stati membri della
   gestione    delle   azioni   di   sostegno  per   II programma    SAVE.    Essi
   presenteranno una relazione annuale sull'attività svolta e sulle
   spese sostenute;
g. le attività realizzate dagli Stati membri nel quadro del programma
   SAVE   saranno    esaminate    ogni   anno   dal  comitato   consultivo     che
   valuterà    I risultati ottenuti e stabilirà        le priorità per     l'anno
   success Ivo.
                                  V. CONCLUSIONI
Nell'Ipotesi    che   le attuali    tendenze di consumo e di utilizzazione
razionale    dell'energia    continuino,    difficilmente   la Comunità     potrà
raggiungere nel     1995   II suo obiettivo di un miglioramento di            resa
almeno del 20%. La mancata realizzazione di questo obiettivo avrà gravi
conseguenze    per    l'approvvigionamento     energetico,    l'ambiente    e   la
competitività europea.
E' fondamentale che le iniziative già prese dagli Stati membri, o che
essi Intendono intraprendere per far fronte alle minacce di cambiamento
climatico e ridurre l'impatto negativo che potrebbe avere un terzo choc
petrolifero, si      iscrivano   In un quadro comunitario coerente che ne
assicuri la compatibilità con la realizzazione del mercato interno. Il
programma SAVE può offrire questo contesto.
 ---pagebreak---                                      - 30 -
Secondo  una   prima   stima,   la   realizzazione   integrale   delle   azioni
previste da SAVE porterebbe ad un risparmio di energia finale di 100
Mtep/anno,   corrispondente ad     una  riduzione del    12% del   consumo    di
energia finale nel 2010 (scenario I dello studio 2010). In termini di
energia primaria,    il risparmio di energia possibile sarebbe di circa
160 Mtep/anno.    La   corrispondente    riduzione  delle  emissioni    di   C02
associata a tale risparmio è valutata a oltre 500 Mio di t/anno, vale a
dire una riduzione superiore al        15% delle emissioni     previste    nello
scenario I dello studio 2010.
II Conslgllo è invitato ad approvare l'allegata proposta di decisione
concernente   la promozione    dell'efficienza    energetica   nella   Comunità
europea.
 ---pagebreak---                                   - 31 -
Al legato
              CRONOLOGIA DELLE AZIONI GIURIDICHE E NORMATIVE
Secondo semestre 1990:
    -  norme sulle caldaie
    -  certificazione degli edifici
    -  fatturazione del costi di riscaldamento
       In base al consumo reale
Primo semestre     1991:
    -  finanziamento da parte di terzi nel settore
       pubbIi co
    -  etichettatura degli elettrodomestici
    -  controllo periodico delle caldaie
Secondo semestre 1991:
    -  norme sull'isolamento termico degli
       edifici
    -  diagnosi energetica/energy manager
    -  accordi volontari con I fabbricanti
       di elettrodomestici
Primo semestre     1992:
    -  produzione combinata calore/elettricità
       (cogenerazione)
    -  norme minime per alcuni elettrodomestici
 ---pagebreak---                                 - 32 -
Secondo semestre 1992:
   -  prestazioni del veicoli a motore
   -  norme minime per gli elettrodomestici
 ---pagebreak---                                   - 33 -
Al legato I1
                   AZIONI SPECIFICHE DEL PROGRAMMA SAVE
1. Valutazioni tecniche
    a) In vista di direttive
    b) In vista di norme del CEN/CENELEC
2. Programma di supporto
    a) attività di formazione
    b) azioni pilota settoriali concernenti:
       - finanziamento da parte di terzi
       - pianificazione ai minimi costi
       - cogenerazione
       - fissazione di obiettivi e monitoring
    e) programma sull'utilizzazione finale dell'elettricità
 ---pagebreak---                                 - 34 -
3. Programma di Informazione
   a) bol lettino
   b) basi di dati
   e) rete di informazione sul finanziamento da parte di terzi
   d) azioni con paesi terzi
 ---pagebreak---                                    - 35 -
Allegato H I
                                Proposta di
                         DECISIONE DEL CONSIGLIO
               sulla promozione dell'efficienza energetica
                              nel la Comunità
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che     Istituisce   la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 235,
vista la proposta della Commissione,(1^
visto II parere del Parlamento europeo,<2)
visto il parere del Comitato economico e sociale,(3)
                                                            (4)
considerando che, nella risoluzione del 15 gennaio 1985         relativa
al miglioramento dei programmi      di risparmio energetico negli Stati
membri, Il Consiglio ha invitato questi ultimi a proseguire e, se del
caso, a potenziare    le loro azioni     intese a promuovere un uso più
razionale dell'energia mediante l'elaborazione di politiche Integrate
di risparmio energetIco;
 (1) GU n.
 (2) GU n.
 (3) GU n.
 (4) GU C 020 del 22.01.1985, pag. 29.
 ---pagebreak---                                        - 36 -
considerando    che,    nella    risoluzione     del   16 settembre 1986 < 5 ) ,    il
Consiglio ha ritenuto che la politica energetica della Comunità e degli
Stati    membri     debba      sforzarsi       di     ottenere       condizioni     di
approvvigionamento      più   sicure    mediante     una    rigorosa     politica   di
risparmio energetico e di uso razionale dell'energia (URE); e che in
detta   risoluzione     il  Consiglio     ha   stabilito     per   la   Comunità   gli
obiettivi    di   un     uso    più    razionale     dell'energia       mediante    un
miglioramento dell'efficienza energetica e di un miglioramento della
resa della domanda finale di almeno il 20% entro il 1995;
considerando che l'articolo 130R del Trattato richiede un'utilizzazione
accorta   e  razionale     delle    risorse    naturali    e   che    l'utilizzazione
razionale dell'energia è uno dei mezzi principali per conseguire tale
obiettivo e ridurre l'inquinamento ambientale;
considerando che    la Commissione, nella sua comunicazione ai Consiglio
del 3 maggio 1988 sul principali risultati dell'esame delle politiche
energetiche   degli   Stati    membri,    ha   constatato     che   la Comunità    non
sarebbe   riuscita   a raggiungere      gli   obiettivi    fissati     in materia   di
efficienza energetica, vale a dire un ulteriore                risparmio energetico
del 20%, qualora non fossero adottati provvedimenti rigorosi^ 6 );
considerando che    la promozione dell'efficienza energetica               in tutte le
regioni della Comunità contribuirà a rafforzare lo sviluppo economico e
sociale   della   Comunità     nel    suo    insieme,    obiettivo      che,   secondo
l'articolo 130R del Trattato, dovrebbe essere preso               in considerazione
al momento dell'attuazione delle politiche comuni e della realizzazione
del mercato Interno-,
considerando    che    la   Commissione,      nella    sua    comunicazione     dell'8
                                                           7
febbraio    1990    sull'energia       e     l'ambiente < ) ,      ha     sottolineato
l'importanza    di    migliorare      l'efficienza      energetica       per   ridurre
l'impatto negativo dell'energia sull'ambiente;
(5) GU C 241 del 25.09.1986, pag. 1.
(6) [C0M(88) 174 def. del 3.05.1988.]
(7) [C0M(89) 369 def. del I'8.02.1990.]
 ---pagebreak---                                       - 37 -
considerando    che    il   miglioramento   dell'efficienza     energetica    avrà
un'incidenza positiva sia sulla sicurezza           dell'approvvigionamento di
energia,   sia   sull'ambiente,    aspetti   che   per  la  loro   stessa   natura
rivestono un interesse universale e che pertanto è auspicabile un alto
livello di   cooperazione      internazionale   per ottenere    I risultati    più
pos itivi;
considerando    che   II   Consiglio,   con  la   decisione  89/364/CEE< 8 ),   ha
deciso di   creare un programma       di azioni    comunitarie   per   ottimizzare
l'utilizzazione del l'elettricltà;
considerando che il trattato non prevede, per l'adozione della presente
decisione, altri poteri d'azione che quelli dell'articolo 235;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                    Articolo 1
Secondo le modalità di cui alla presente decisione, la Comunità dà il
proprio sostegno ad una serie di provvedimenti in materia di efficienza
energetica    nel   quadro     di  un   programma    denominato     SAVE   (Azioni
specifiche per aumentare l'efficienza energetica).
Le spese comunitarie per la realizzazione delle azioni            istituite dalla
presente   decisione      saranno  stabilite    annualmente    dall'autorità    di
bi lancio.
(8) GU L 157 del 9.09.1989, pag. 32.
 ---pagebreak---                                             - 38 -
                                         Articolo 2
Nel quadro del programma SAVE sono finanziate le seguenti tre categorie
di azioni     in materia di efficienza energetica:
a) valutazioni      tecniche per valutare          I dati necessari   alla definizione
   di norme o specifiche tecniche;
b) provvedimenti di sostegno alle iniziative degli Stati membri                    intese
   ad     ampliare     o    creare    Infrastrutture       in  materia    di    risparmio
   energetico. Tali         iniziative comprendono:
   -    attività     di   formazione e       informazione    In materia   di   efficienza
        energetica a livello regionale;
   -    azioni pilota settoriali;
   -    misure       di      esecuzione        del     programma     per     ottimizzare
         l'utilizzazione        dell'elettricità,          adottato     con     decisione
        89/364/CEE
e) creazione      di    una   rete   di    Informazioni    per   favorire   un   migliore
   coordinamento           tra     le     attività      nazionali,      comunitarie     e
    internazionali        mediante      l'istituzione     di    congrui   strumenti    di
   scambio di informazioni e per consentire la valutazione dell'impatto
   delle varie azioni previste nel presente articolo.
                                         Articolo 3
1. Tutte     le spese relative alle azioni di cui all'articolo 2,                 lettera
   a ) , sono a carico della Comunità.
 ---pagebreak---                                     - 39 -
2. La percentuale del contributo finanziarlo della Comunità alle azioni
   di cui all'articolo 2,      lettere b) e e ) ,  varia dal    30 al 50% del
   costo   globale.  Il  finanziamento   della   parte   restante    può essere
   assicurato da fondi pubblici o privati, ovvero dalla combinazione di
   entrambi.    In  casi   eccezionali   e   debitamente     giustificati,   il
   contributo finanziario della Comunità potrà superare il 50%.
                                  Articolo 4
1. La   Commissione    stabilisce   ogni   anno   gli   orientamenti     per  i
   provvedimenti di sostegno di cui all'articolo 2, lettera b ) .
2. I progetti   di  iniziative, di cui    all'articolo    2,   lettera b) sono
   presentati ogni anno dagli Stati membri alla Commissione, che decide
   sul   contributo   finanziario   comunitario   e   sulle   sue   condizioni,
   secondo la procedura di cui all'articolo 6.
                                  Articolo 5
1. La Commissione è incaricata dell'esecuzione del presente programma.
2. La Commissione è assistita da un comitato consultivo,           in prosieguo
   denominato   "il  comitato", composto    di  rappresentanti     degli  Stati
   membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
 ---pagebreak---                                     - 40 -
                                  Articolo 6
Per quanto riguarda i provvedimenti di cui all'articolo 2, lettera b ) ,
il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto
di provvedimenti    da adottare.    Il comitato, entro un        termine    che il
presidente  può   fissare   in funzione     dell'urgenza    della   questione    in
esame,  formula II suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a
votazione.
Il parere è   Iscritto a verbale;      Inoltre, ciascuno Stato membro ha il
diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene In massima considerazione il parere formulato dal
comitato. Essa    lo  informa del    modo   in cui   ha   tenuto conto    del   suo
parere.
                                  Articolo 7
Gli  Stati  membri    comunicano   alla    Commissione     l'elenco   degli    enti
statali  o  regionali     Incaricati    di   attuare    le   Iniziative    di   cui
all'articolo 2, lettera b ) . La Commissione stipula con essi         i contratti
relativi ai provvedimenti di sostegno.
                                  Articolo 8
Tre anni dopo l'entrata     In vigore del presente programma, nonché alla
sua  scadenza,   la  Commissione    presenta    al  Parlamento    europeo     e  al
Consiglio, per    la valutazione    del   risultati   ottenuti, una     relazione
sull'attuazione della presente decisione e sulla coerenza tra le azioni
nazionali e quelle comunitarie.
 ---pagebreak---                                  - 41 -
                               Articolo 9
La   presente    decisione   si    applica   dal   1* gennaio 1991 al
31 dicembre 1995.
                              Articolo 10
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione
Fatto a Bruxelles,                          Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                            - 42 -
                                FINANCIAL STATEMENT
1. BUDGET HEADING AND TITLE
- B 4-1031* Actions for the Rational Use of Energy-SAVE
- B 4.105 Studies in the Energy Sector
- A -2511 Committee Meetings (Advisory Committee)
2. LEGAL BASE
Article 235 of the Treaty.
3. OBJECTIVES AND DESCRIPTION
See Communication to the Council.
4. FINANCIAL IMPLICATIONS
Amounts deemed necessary in MioECU
Programme implementation                      35
Indicitative multiannual schedules
in Mio ECU               1991        1992         1993          1994        1995         TOTAL
Committments              4,5         6,5            8             8           8               35
Payments                    3           6            8             9           9               35
The definitive yearly amounts will be determined by the budgetary authority in
accordance with the financial perspectives for the period 1991-1992 (annexed to
the Interinstitutional Agreement of 29 June 1988) and with subsequent financial
perspectives which may be adopted for 1993, 1994 and 1995.
 * Including ihc former Budget line B 4-l()6 since the ;ic(ion to be financed under this line will be
incorporated in SAVE.
 ---pagebreak---                                          - 43 -
5. STAFF AND ADMINISTRATIVE EXPENDITURE
In addition to the principal means of action which are contracts, assistance will
be required with the operation of the programme. This will not have any direct
staffing implications but will require a contract with a consultant.
Studies and other measures according to Article 2 para la) will be partly
financed under Budget line B4-105.
The definitive yearly amounts will be fixed in accordance with the rules
governing the 'mini-budgets' adopted by the Commission on 22.5.1990.
6. TYPES OF CONTROL
                          «
Control will be exercised by :
- a commitee compsosed of experts nominated by Member States
- the services of the DG responsible for the execution of the programme, possibly
assisted by independent experts
- the Commission's Financial Controller.
In accordance with Article 2 of the Financial Regulations2, the use of
appropriations will be subject to analyses of cost-effectiveness and the realisation
of quantified objectives will be monitored.
External audits may be carried out by the Court of Auditors in accordance with
the Treaty.
2 Financial Regulations of 21 December 1977, as last amended by Regulation 610/90 of 13 March
1990.
 ---pagebreak---   SAVE -BUDGETARY ASPECTS
                                                   U n i t Cost                         Total Cost            Cosmi ss ion]Existing    New
ISUPPORT      PROGRAMMES                          1    ECU           No./Ycsr Total No.       MECU X Support Cousit tment Budget Line Budget Line
{Training Activities                              |100              80000     400000             40     33,3            13                 84-1031
 {Pilot Sectoral Actions
  a) Least cost planning                           300000           3         15               4.5        50         2.25
  b)Cogeneration                                    20000            15       75                1.5       50         0,75
  c) Targeting I Monitoring                         10000           25        125             1.25        50       0,625                   B4-1031
  d)Sectoral Audits                                30000            4         20               0.6        50          0.3
  ^Transport Actions                               50000            9         45              2.25        50       1,125
  f) European Network for Third Party Financing                                               4,15       100         4,15
                                                                                                                                           B4-1031
  Total                                                                                      U ^      50/100         111
  Electricity Progr                                as yet unspecified                                    100                    B4-106
[COMMISSION ACTIONS
 Standardisation                                           150000   2-Mar     12               1.8       100          1.8
 Customer information                                      350000   /i                        1,75       100         1,75
 Voluntary Agreements                                                                          0.1       100          0,1
  Technical building codes                                                                     0.2       100          0,2
 Ev» lue ti or obstacles to cogeneration                                                      0,05       100         0,05                  B4-1031
              fiscal treatment of energy efficien                                             0,25       100         0.25                          -P>
              transport studies                                                                0.5       100          0.5
              Energy efficiency in industry                                                   0,35       100         0.35
  Total                                                                                                  100
INFORMATION NETWORK
 Databases/Software/Other Tools                                                                1.5       100          1.5
  Seminars, Conferences                                                                        0,8       100          0.8                  B4-1031
 Newsletter                                        1.6              187500    937500           1.5       100          1.5
  Total                                                                                       2JL        100         ili
ITOTAL        PROGRAMME                                                                                                35                  B4-1031
 ---pagebreak---                                                                                   ISSN 0254-1505
                                                                   COM(90) 365 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                                           12
                                          N. di catalogo : CB-CO-90-573-IT-C
                                                                ISBN 92-77-65874-6
PREZZO DI VENDITA         fino a 30 pagine: 3,50 ECU         ogni 10 pagine in più: 1,25 ECU
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo