CELEX: 31996Y1108(01)
Language: it
Date: 1996-10-10 00:00:00
Title: Memorandum del Comitato consultivo della Comunità europea del carbone e dell'acciaio sugli aspetti sociali connessi alla scadenza del trattato CECA nel 2002

Avis juridique important

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Memorandum del Comitato consultivo della Comunità europea del carbone e dell'acciaio sugli aspetti sociali connessi alla scadenza del trattato CECA nel 2002  

Gazzetta ufficiale n. C 334 del 08/11/1996 pag. 0003 - 0005

MEMORANDUM DEL COMITATO CONSULTIVO DELLA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO sugli aspetti  sociali connessi alla scadenza del trattato CECA nel 2002 (96/C  334/03) (Approvato all'unanimità durante la 331a sessione del 10 ottobre 1996) IL COMITATO CONSULTIVO DELLA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, - ricorda le proprie precedenti prese di posizione nella prospettiva della scadenza del trattato  CECA e, in particolare, il suo memorandum del 28 giugno 1995 sugli aspetti connessi alla scadenza  del trattato CECA, nel 2002  (1); - conferma senza alcuna riserva le posizioni espresse nel suddetto memorandum, ma desidera fornire  alcune precisazioni in merito agli aspetti sociali trattati al punto 2.7; - constata con soddisfazione che le istituzioni europee competenti hanno preso conoscenza con  attenzione delle posizioni formulate nel succitato memorandum; - ha tenuto conto dei documenti sullo stesso argomento pubblicati successivamente e, in  particolare: - della relazione annuale della Corte dei conti europea sulla CECA per l'esercizio 1994  (2), - della relazione del Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione al Consiglio e al  Parlamento europeo riguardante la ripresa del processo di ristrutturazione dell'industria  siderurgica nella Comunità (relazione Caudron)  (3). Il memorandum del comitato consultivo del 28 giugno 1995 esamina dettagliatamente una serie di  normative istituzionali del trattato e fornisce raccomandazioni specifiche in relazione alla  scadenza del medesimo. Inoltre propone (punto 2.9.5) «che il saldo delle riserve liberate fino al  2002 e non utilizzate per il finanziamento del bilancio operativo [.  .  .], e le riserve che si  libereranno ulteriormente in conseguenza della riduzione progressiva, poi della scomparsa delle  attività finanziarie che le giustificano, siano destinate ad un meccanismo finanziario (per esempio  una fondazione), in una forma da determinare, e che la Commissione sia associata alla gestione di  questo meccanismo e all'utilizzazione di questi fondi». In tale proposta il comitato consultivo si  riferisce prioritariamente alla continuazione delle attività convalidate di ricerca tecnica e  sociale, che non trova una corrispondenza ottimale nel trattato CEE. Per quanto riguarda gli aspetti sociali del trattato, sono necessarie alcune considerazioni  specifiche, che vanno oltre le considerazioni di principio esposte in precedenza, restando tuttavia  nell'ambito del quadro finora definito. I.  Misure sociali nel quadro dell'articolo 56 del trattato CECA Le misure di cui all'articolo 56, paragrafo 2 sono e restano di particolare utilità pratica. Si  tratta di misure sociali previste nell'eventualità che le condizioni di vendita nelle industrie del  carbone o dell'acciaio subiscano mutamenti profondi, non direttamente collegati con l'instaurazione  del mercato comune, che pongano delle imprese nella necessità di cessare definitivamente, ridurre o  cambiare la loro attività. Tramite una sovvenzione non rimborsabile possono essere sostenute le  misure seguenti: a) finanziamenti transitori, fino al reimpiego della manodopera o al pensionamento anticipato; b) garanzia del versamento dei salari e degli stipendi nel caso di licenziamento temporaneo imposto  dal cambiamento dell'attività; c) partecipazione alle spese di nuova sistemazione; d) finanziamento della riqualificazione professionale dei lavoratori costretti a mutare  occupazione. La Commissione subordina la concessione di una sovvenzione non rimborsabile al versamento da parte  dello Stato interessato di un contributo speciale almeno equivalente all'ammontare di questa  sovvenzione. II.  Portata ed efficacia delle sovvenzioni per l'adeguamento Il comitato consultivo ha preso nota del fatto che la Commissione, nel documento di lavoro sul  futuro del trattato CECA n. SEC(91) 407 def. del 15 marzo 1991, in cui si prepara una decisione sul  futuro della CECA, ha paragonato le misure sociali nel quadro del trattato CECA a quelle del  trattato CEE, formulando le seguenti osservazioni: - la CECA ha acquisito preziose esperienze settoriali e l'efficacia delle misure sociali è stata  ripetutamente dimostrata; - la responsabilità comune delle imprese e degli Stati membri per il finanziamento di tali misure è  diventata una forma di solidarietà tra il settore pubblico e quello privato. Il comitato consultivo richiama l'attenzione sul fatto che le sovvenzioni all'adeguamento ai sensi  dell'articolo 56 costituiscono uno strumento settoriale, indissolubilmente legato alla politica  industriale della CECA. L'idea dominante di tale misura consiste nel rendere socialmente  sostenibili le misure di adeguamento necessarie, che producono cambiamenti strutturali positivi,  nella misura in cui riguardano i lavoratori. Il comitato consultivo rammenta che, nel quadro dell'articolo 56, dal 1980 sono state finanziate  misure a favore di oltre 900  000 lavoratori CECA, per evitare la perdita di posti di lavoro o  almeno alleviarne le conseguenze sociali. Sono state particolarmente importanti le misure ai sensi  dell'articolo 56, paragrafo 2, lettera b), mentre quelle ai sensi dell'articolo 56, paragrafo 1,  lettera c), previste per i casi in cui la perdita del posto di lavoro è dovuta all'introduzione di  nuovi procedimenti tecnici e mezzi di produzione, sono state applicate solo dal 1989 e recentemente  hanno perso importanza. Le misure CECA sono limitate ad un importo massimo per settore e per Stato membro. Tuttavia, per  singoli provvedimenti è possibile derogare a tale norma. In tal modo è stato possibile trattare le  peculiarità dei singoli settori problematici con flessibilità e specificità. Nello stesso tempo,  per superare le conseguenze sociali dell'adeguamento strutturale, si è avuta l'opportunità di  applicare strategie diverse a seconda dello Stato membro, pur restando nell'ambito di un quadro  armonizzato. Negli scorsi anni le sovvenzioni CECA all'adeguamento per il settore del carbone e dell'acciaio  hanno mantenuto la loro notevole importanza. Il pensionamento anticipato continua ad essere una  misura estremamente sensata e socialmente sostenibile, poiché i lavoratori più anziani liberano  posti di lavoro a favore dei lavoratori più giovani. Il mutamento della struttura delle età presso  i lavoratori nelle miniere di carbone e nell'industria siderurgica ha tuttavia reso necessaria una  riorganizzazione dei provvedimenti. Per tale motivo negli ultimi anni molti Stati membri hanno  adottato misure cospicue per la promozione della formazione professionale e della riconversione. III.  Sviluppi fino al 2002 Con la graduale riduzione del prelievo e la definitiva soppressione dopo il 1998, le risorse di  bilancio della CECA subiranno una netta diminuzione. La Commissione ha espresso l'intenzione di  concedere alle misure sociali, nell'ambito delle risorse in via di diminuzione, massima priorità. Il comitato consultivo della CECA: - chiede perciò alla Commissione di fornirgli regolarmente informazioni precise in merito agli  impegni di spesa annui per le misure sociali fino al 2002; - si aspetta che la Commissione continui a consultarlo con il dovuto anticipo prima  dell'elaborazione del bilancio operativo e che tenga debitamente conto delle sue raccomandazioni; - ricorda di aver auspicato nel memorandum del 28 giugno 1995 (punto 2.9.2) «che il bilancio  operativo CECA preveda fino alla scadenza del trattato, nel 2002, mezzi adeguati per il  finanziamento delle misure sociali ritenute necessarie [.  .  .], e per il sostegno alla ricerca  tecnica e sociale»; - conta perciò sul fatto che la Commissione, nell'elaborazione annua del bilancio, resti flessibile  quanto basta a soddisfare il fabbisogno di risorse da destinare alle sovvenzioni all'adeguamento; - prende atto con delusione del fatto che, in due casi concreti, ovvero per gli aiuti alla  riconversione e per l'edilizia sociale, le misure CECA furono sospese senza che ne fosse prevista  la continuazione nel bilancio generale. Il phasing-out controproducente di tali misure sociali è  una chiara prova dell'urgente necessità di agire fin da subito. Nel succitato documento SEC(91) 407 def., la Commissione sottolinea che le esperienze della CECA  sono utili per le misure sociali di accompagnamento della politica comunitaria settoriale e della  politica volta a rafforzare la coesione economica e sociale. Tuttavia ci si è finora limitati  all'intenzione di esaminare quali prescrizioni possano essere oggetto di phasing-in e in che modo  si potrebbe procedere. In tale contesto sarebbe altresì opportuno ricordare la fondazione Paul Finet, istituita il 22  giugno 1965 da una decisione dell'allora Alta autorità CECA, dopo il succedersi di numerosi  incidenti minerari gravi. Lo scopo della fondazione consiste nel concedere borse di studio agli  orfani per infortuni sul lavoro o malattie professionali nel settore CECA. La continuazione delle  attività di tale fondazione va garantita. IV.  Considerazioni per l'avvenire al di là del 2002 Il comitato consultivo della CECA apprezza: - gli sforzi delle istituzioni europee, volti ad individuare soluzioni atte ad affrontare le sfide  sociali del nostro tempo; - le proposte riguardanti gli obiettivi della politica per l'occupazione, contenute nel Libro  bianco «Crescita, competitività, occupazione - le sfide e le vie da percorrere per entrare nel 21°  secolo»  (1); - la proposta della Commissione europea relativa ad un patto fiduciario per l'occupazione. Il comitato consultivo raccomanda perciò di considerare l'approccio settoriale delle misure CECA  per l'adeguamento, la cui efficacia è tanto indiscussa quanto il loro effetto positivo  sull'ambiente sociale delle regioni CECA, quale elemento di una strategia comunitaria per  l'occupazione. Tale strumento non dovrebbe essere applicato in maniera generale bensí, limitandosi al periodo di  adeguamento, solo alle industrie che devono superare problemi di adeguamento simili a quelli delle  miniere di carbone o dell'industria siderurgica. In tale contesto sarebbe utile disporre,  eventualmente, di un contributo finanziario delle industrie in questione. Il comitato consultivo auspica quindi che la Commissione gli presenti quanto prima proposte  concrete per il proseguimento delle misure sociali. Tali proposte dovrebbero essere volte, in  particolare, - ad inserire nel patrimonio giuridico comunitario gli strumenti sociali della CECA riconosciuti  anche dalla Commissione e la cui validità è provata; - a prevedere una dotazione finanziaria adeguata per le misure sociali che seguono il modello CECA  e che dovranno essere proseguite nel bilancio generale; - in vista della revisione del fondo strutturale, entro il 31 dicembre 1999, a conferire al  medesimo una dimensione settoriale per le industrie del carbone e dell'acciaio, nonché per tutte le  industrie con problemi di adeguamento analoghi; - a garantire un futuro per la fondazione Paul Finet; - a proseguire il programma di edilizia sociale in una forma adeguata, migliorando, nello stesso  tempo, l'ambiente socioculturale degli insediamenti abitativi. Il comitato consultivo è convinto che tali misure potrebbero essere parte di una strategia europea  per superare le problematiche sociali nei paesi della Comunità europea e anche un modello di  ristrutturazione nei paesi dell'Europa centrale e orientale che desiderano aderirvi.(1)  GU n. C 206 dell'11. 8. 1995, pag. 7.  (2) GU n. C 329 del 7. 12. 1995.  (3) PE 214.031/def.  (1) Supplemento 6/93 del Bollettino delle Comunità europee.