CELEX: C2006/074/40
Language: it
Date: 2006-03-25 00:00:00
Title: Causa T-396/05: Ricorso presentato il  2 novembre 2005  — ARCHI.M.E.D. — E.S/Commissione

25.3.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 74/20
            
         Ricorso presentato il 2 novembre 2005 — ARCHI.M.E.D. — E.S/Commissione
   (Causa T-396/05)
   (2006/C 74/40)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Architecture, Microclimat, Energies Douces — Europe et Sud SARL (ARCHI.M.E.D. — E.S) (Ganges, Francia) [Rappresentanti: avv.ti P.-P. van Gehuchten, J. Sambon, P. Reyniers]
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               annullare la decisione di compensazione della Commissione contenuta nella lettera 5 ottobre 2005, notificata alla ricorrente in data 10 ottobre 2005;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione di recupero contenuta nella lettera 30 agosto 2005 e nella nota di debito 23 agosto 2005, n. 3240705638, notificate alla ricorrente in data 2 settembre 2005;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione a tutte le spese.
            
         Motivi e princiopali aregomenti
   La ricorrente è parte nel contratto BU 209-95 concluso con la Commissione a seguito della gara di appalto lanciata nell'ambito del programma specifico di ricerca e di sviluppo tecnologico nel settore dell'energia non nucleare (1) e inteso alla realizzazione di un progetto di ristrutturazione di uno stabile in Lione utilizzando i metodi dell'architettura solare e bioclimatica. Nel realizzare i suoi obblighi contrattuali la ricorrente ha comunicato il 12 dicembre 2001 alla Commissione la relazione finale del progetto. La Commissione non ha accettato tale relazione e le ha fatto pervenire, in data 5 luglio 2002, una decisione di recupero degli anticipi versati rifiutando di accettare taluni costi da essa dichiarati nella detta relazione. Né il carteggio di corrispondenza tra le parti, né le riunioni tenutesi, né l'intervento di un mediatore hanno potuto portare a una soluzione amichevole della controversia.
   Con lettera raccomandata 30 agosto 2005 la Commissione ha fatto pervenire alla ricorrente una decisione finale di recupero preceduta da una nota di debito del 23 agosto 2005. Con altra lettera raccomandata 5 ottobre 2005, la Commissione le ha altresì comunicato una decisione che le oppone la compensazione tra i loro reciproci crediti: crediti della Commissione nei confronti della ricorrente nell'ambito del contratto in esame, da un lato, e, dall'altro, crediti della ricorrente nei confronti della Commissione, che essa vanta nell'ambito di un altro contratto. Si tratta delle decisioni impugnate.
   La ricorrente contesta le decisioni invocando due motivi principali.
   In primo luogo, sostiene che con le decisioni impugnate la Commissione violerebbe presupposti extragiudiziali della compensazione tra crediti reciproci. La ricorrente sostiene che una siffatta compensazione non sarebbe possibile, dal momento che i crediti sono disciplinati da due ordinamenti giuridici distinti. Orbene, secondo la ricorrente, i crediti che essa vanta nei confronti della Commissione sarebbero, in effetti, fondati sul diritto comunitario, mentre i crediti che la Commissione vanterebbe nei confronti della ricorrente sarebbe disciplinati dal diritto francese. Inoltre, sostiene che la Commissione non avrebbe base giuridica che le consenta di operare la compensazione opposta alla ricorrente, dato che i crediti di cui trattasi non sono ancora certi, come dimostrato dalle numerose contestazioni da parte della ricorrente stessa, e il procedimento dinanzi al mediatore non si è a tutt'oggi concluso.
   Con il secondo motivo la ricorrente sostiene che la decisione di recupero dovrebbe essere annullata per mancanza di motivazione. Assume che la Commissione non avrebbe mai fornito spiegazioni sufficienti, in particolare nei confronti degli argomenti sollevati dalla ricorrente circa il modo con cui essa ha fissato l'importo del suo credito.
   
      (1)  Programma posto in essere con decisione del Consiglio 23 novembre 1994, 94/806/CE (GU L 334 del 22 dicembre 1994, pag. 87)