CELEX: 51992PC0108
Language: it
Date: 1992-03-30
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO concernente i dispositivi di attacco meccanico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi ed il loro agganciamento a detti veicoli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                    C0MC92) 108 def. - SYN 408
                                    Bruxelles, il 30 marzo 1992
                           Proposta di
                     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
   concernente i dispositivi di attacco meccanico dei veicoli
                  a motore e dei loro rimorchi
            ed il loro agganciamento a detti veicoli
                 (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                         - 2 -
                                 NOTA INTRODUTTIVA
I. ANTEFATTO
1. L'applicazione della procedura di omologazione comunitaria per i veicoli a
   motore e i loro rimorchi, oggetto della direttiva del Consiglio 70/156/CEE
   del 6 febbraio 1970 (1 ), comporta     in primo luogo l'adozione delle ultime
   direttive particolari per le autovetture (pneumatici, masse e dimensioni,
   vetri di sicurezza). La Commissione ha trasmesso delle proposte a tal fine
   nel  gennaio 1990. La     direttiva    quadro     prevede   inoltre   l'adozione   di
   disposizioni speciali valide per i veicoli addetti al trasporto merci e per
   gli autobus. Per dare un contenuto preciso e nel contempo esauriente a tali
   disposizioni  é   opportuno    adottare      in  particolare    delle   prescrizioni
   comunitarie armonizzate per quanto concerne, fra l'altro, le masse e le
   dimensioni (punti 2.2., 2.4., 2.6. e 2.8. dell'allegato II), i dispositivi
   di limitazione della velocità e le sporgenze esterne delle cabine (punti
   12.2 e 12.4. dell'allegato II), quali disposizioni particolari di sicurezza
   per i veicoli commerciali e per gli autobus.
   La Commissione ha presentato i rispettivi progetti di direttive nell'aprile
   1991. Per quanto concerne i dispositivi di attacco meccanico (punto 11
   dell'allegato  II) occorre stabilire delle prescrizioni             armonizzate per
   assicurare la compatibilità e l'intercambiabilità dei veicoli a motore e
   dei rimorchi.
2. II  13 marzo 1984   il   Parlamento     europeo     ha  adottato   una   risoluzione
   sull'introduzione di un programma di misure comunitarie intese a promuovere
   la  sicurezza   stradale*2^    ed   il    18 febbraio 1986 un'altra      risoluzione
   sulle  misure  atte  a   ridurre   gli     incidenti   stradali   quale   parte del
   programma  comunitario   per   l'Anno della       sicurezza   stradale 1986 (3) .  Il
   Consiglio e la Commissione sono stati          Invitati da queste risoluzioni ad
   adottare   le  misure    necessarie      per    promuovere    la   sicurezza    della
   circolazione stradale.
(1) GU L 42 del 23.2.1970, p. 1.
(2) GU C 104 del 16.4.1984, p. 38
(3) GU C 68 del 24.3.1986, p. 35.
 ---pagebreak---                                               - 3 -
3. Nella prospettiva dell'entrata in vigore dell'Atto unico europeo e al fine
   di completare un mercato         interno unico entro la fine del 1992, dovrebbero
   ora   essere    adottate     con   urgenza    le  misure     rimanenti,      necessarie    per
   completare l'omologazione CEE.
4. La   procedura    giurìdico-amminìstrativa        proposta     nei    termini    di   adozione
   delle suddette proposte non si scosta da quella stabilita nella direttiva
   quadro     70/156/CEE      tuttora      in   vigore,     fatta      salva      la    procedura
   dell'adeguamento al progresso tecnico dove              il comitato normativo è stato
   sostituito     da   un   comitato    consultivo.     La   Commissione       intènde    infatti
   applicare le disposizioni dell'Atto unico che dispone una delega di poteri
   alla Commissione in materia.
5. Per quanto concerne        le altre opzioni      quale quella      relativa al metodo di
   armonizzazione (totale o opzionale),            la Commissione continua ad applicare
    le soluzioni attualmente in vigore.
   La Commissione non intende tuttavia trascurare questo argomento importante.
   Di conseguenza, tenuto conto del carattere essenziale dell'armonizzazione
    totale  per    la  realizzazione     del    vasto  mercato     unico,     essa    prevede  di
   portare   avanti    le proposte del       caso   in occasione      di   una modifica     della
   direttiva quadro 70/156/CEE che essa intende proporre prossimamente.
II.    MOTIVI   E   CONTENUTO     DELLA   PROPOSTA    DI   DIRETTIVA      SUI   DISPOSITIVI    DI
       ATTACCO MECCANICO PER VEICOLI A MOTORE E LORO RIMORCHI
   Per   l'omologazione CEE completa di talune categorie di veicoli a motore e
   di   rimorchi,    la direttiva     quadro 70/156/CEE       (punto    11 dell'allegato      II)
   prescrive    delle     disposizoni     speciali    per    i   collegamenti       tra   veicoli
    trattori,    rimorchi     e   semirimorchi.      Tutti     i   dispositivi       di   attacco
   meccanico, ad esempio         timoni, ralle e ganci         a sfera, devono         soddisfare
   queste prescrizioni particolari se sono montati su veicoli stradali.
 ---pagebreak---                                           - 4 -
Nella   prospettiva    dell'instaurazione del        mercato    interno unico      entro  la
fine del 1992, occorre facilitare l'intercambiabilità dei veicoli a motore
e dei rimorchi all'interno del territorio della Comunità ed armonizzare le
prescrizioni tecniche dei dispositivi di attacco meccanico.
L'armonizzazione     di   queste    prescrizioni      può   contribuire     a   ridurre   il
chilometraggio     percorso     dai    veicoli     stradali    nonché     il    consumo   di
carburante e    le emissioni     sonore ed      inquinanti.    Il progetto di       proposta
della   presente    direttiva     del    Consiglio     si  basa   essenzialmente       sulla
relazione   ECE   n.   55   (Commissione     economica    per   l'Europa    delle    Nazioni
Unite) per quanto concerne la rigorosità delle prescrizioni e le procedure
dì prova. Per uniformare le dimensioni dei sistemi meccanici di attacco che
col legano   I  veicoli    stradali      si  ò   inoltre    tenuto   conto     delle   norme
internazionali ISO al fine di garantire la compatibilità dei dispositivi di
attacco   dei   veicoli    nell'ambito      della   Comunità.    Per   questo    motivo   si
raccomanda    vivamente    di  utilizzare      in  tutti   gli   Stati   membri     soltanto
alcune classi    di   dispositivi     di   attacco aventi     dimensioni     stabilite.   In
casi   eccezionali      l'omologazione      CEE   può    tuttavia    essere     concessa   a
dispositivi di attacco speciali progettati per fini speciali ed utilizzati
esclusivamente sul territorio nazionale in ogni singolo Stato membro.
 ---pagebreak---                                           - 5 -
                                       Proposta di
                                 Direttiva del Consiglio
             concernente i dispositivi di attacco meccanico dei veicoli
                              a motore e dei loro rimorchi
                        ed il loro agganciamento a detti veicoli
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'art icolo 100 A,
vista la proposta della Commissione       (D,
in cooperazione con il Parlamento europeo (2>,
                                                         (3)
visto il parere del Comitato economico e sociale             ,
considerando     che   é  necessario  adottare   misure   destinate   all'instaurazione
progressiva     del  mercato   interno entro   il 31 dicembre 1992; che      il  mercato
interno comporta uno spazio senza frontiere          interne nel quale sia assicurata
la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali;
considerando     che   le prescrizioni   tecniche   alle quali   debbono  soddisfare i
veicoli    a motore ed     i loro rimorchi  ai sensi    delle  legislazioni  nazionali,
riguardano,     fra   l'altro,   i dispositivi   di   attacco  meccanico  dei   suddetti
ve i co 11 ;
(1) GU C ...
(2) GU C
(3) GU C ...
 ---pagebreak---                                             - 6 -
considerando che tali prescrizioni differiscono da uno Stato membro all'altro;
che pertanto le stesse prescrizioni devono essere adottate da tutti gli Stati
membri a complemento o in sostituzione delle attuali normative onde permettere
in particolare     l'applicazione della procedura di omologazione CEE che forma
oggetto   della     direttiva 70/156/CEE       del    Consiglio,     del    6 febbraio 1970,
concernente   il ravvicinamento delle legislazioni           degli Stati membri        relative
                                                                          4
all'omologazione dei veicoli a motore e dei            loro rimorchi < ) , modificata da
                                         5
ultimo dalla direttiva 87/403/CEE < >;
considerando     che   per   incrementare      la    sicurezza     stradale     e   promuovere
l'intercambiabilità      dei   veicoli    a   motore    e   dei    rimorchi     nel    traffico
internazionale     ò   opportuno    disporre     che   tutti    i   tipi    di    veicoli   che
compongono autotreni o veicoli articolati siano muniti di sistemi di attacco
meccanico normalizzati ed armonizzati;
considerando che è opportuno allinearsi sui requisiti              tecnici del regolamento
ECE (Commissione economica per l'Europa delle Nazioni unite) n. 55 concernente
le  disposizioni     unificate    per   i   componenti     dei    dispositivi      di   attacco
meccanico   delle    varie   combinazioni     di   veicoli;    che    detto    regolamento    è
allegato all'accordo del       20 marzo 1958 concernente         l'adozione     di  condizioni
unificate per     l'omologazione e    il reciproco riconoscimento dell'omologazione
dell'equipaggiamento e delle parti del veicolo a motore;
considerando che nel l'unificare le dimensioni dei sistemi di attacco meccanico
si deve tener conto delle principali norme internazionali (ISO) per garantire
l'intercambiabilità     dei  singoli   veicoli     che  compongono     autotreni     o veicoli
articolati ed assicurare la libera circolazione tra gli Stati membri;
considerando    che   ogniqualvolta     il   Consiglio     conferisce     alla     Commissione
competenze   per   l'esecuzione    di  regole    stabilite nel      settore    dei   veicoli  a
motore è opportuno prevedere una procedura di consultazione preliminare tra la
Commissione e gli Stati membri nell'ambito di un comitato consultivo,
(4) GU n. L 42 del 23.2.1970, pag. 1.
(5) GU n. L 220 del I'8.8.1987, pag. 44.
 ---pagebreak---                                         - 7 -
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                     Art ico lo 1
Ai sensi della presente direttiva si intende:
-  per "veicolo" ogni veicolo a motore destinato a circolare su strada, con o
   senza  carrozzeria,   il  quale  abbia   almeno  quattro   ruote  e  una   velocità
   massima   di progetto  superiore a 25 km/h, come pure        i suoi   rimorchi, ad
   esclusione dei veicoli che circolano su rotaia, nonché dei trattori e delle
   macchine per uso agricolo;
-  per "tipo di attacco meccanico" il dispositivo di attacco meccanico per il
   quale   può   essere  rilasciata    l'omologazione   per    componenti   ai   sensi
   dell'articolo 9bis delle direttiva 70/156/CEE.
                                     Art ico lo 2
Gli Stati membri non possono negare:
   l'omologazione CEE o l'omologazione di portata nazionale, né negare ovvero
   vietare   la vendita, l'immatricolazione, la messa     in circolazione o     l'uso,
   per  motivi   concernenti   l'equipaggiamento    opzionale    con  dispositivi   di
   attacco meccanico di veicoli;
   l'omologazione CEE per componenti, o       l'omologazione di portata nazionale,
   per componenti, né vietare     la vendita o l'uso,    di dispositivi    di attacco
   meccan i co
che rispondano alle prescrizioni degli allegati.
                                     Articolo 3
A decorrere dal 1' ottobre 1995 gli Stati membri possono vietare          l'immissione
in circolazione dei veicoli     i cui dispositivi    di attacco meccanico non sono
conformi alle disposizioni della presente direttiva.
 ---pagebreak---                                            - 8 -
                                        Art ico lo 4
Le modifiche   necessarie     per   adeguare   al  progresso   tecnico   le prescrizioni
degli  allegati   della    presente    direttiva     sono  adottate   dalla    Commissione
conformemente alla procedura di cui al l'articolo 5.
                                        Art ico lo 5
La Commissione é assistita da un comitato a carattere consultivo composto dai
rappresentanti  degli    Stati    membri  e presieduto     da  un  rappresentante    della
Commissione.
Il rappresentante della Commissione         sottopone al comitato un progetto delle
misure da adottare.     Il comitato emette un parere su tale progetto entro un
termine che  il presidente può stabilire         in base all'urgenza della questione,
procedendo eventualmente a votazione.
Il parere é iscritto nel verbale; ogni Stato membro ha inoltre              il diritto di
chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La  Commissione    tiene    in  massima     considerazione    il  parere    espresso   dal
comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
                                        Art ico lo 6
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni           legislative, regolamentari
ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il
30 giugno 1993. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando  gli  Stati   membri    adottano    tali   disposizioni,   queste   contengono   un
riferimento   alla    presente     direttiva    o    sono  corredate   da    un   siffatto
riferimento   all'atto     della     pubblicazione      ufficiale.   Le    modalità    del
riferimento sono decise dagli Stati membri.
 ---pagebreak---                                      - 9 -
                                  Art ico lo 7
GII Stati membri sono destinatari della presente direttiva
Fatto a Bruxelles, addi
                                                    Per iI Consigi io
                                                    Per iI Presidente
 ---pagebreak---                                       - 10 -
                                   ALLEGATO I
1.       CAMPO D'APPLICAZIONE
1.1.     La presente direttiva si applica ai dispositivi di attacco
         meccanico dei veicoli a motore e dei loro rimorchi ed al montaggio
         di detti dispositivi sui veicoli stradali come descritto
         al l'art icolo 1.
1.2.     La presente direttiva stabilisce i requisiti che devono essere
         soddisfatti dai dispositivi di attacco meccanico tra le
         combinazioni di veicoli per:
         - garantire la compatibilità all'atto della combinazione tra
             veicoli a motore con vari tipi di rimorchi;
         - assicurare un agganciamento sicuro tra i veicoli in tutte le
             cond i z i on i di i mp i ego ;
         - garantire dei procedimenti sicuri per l'agganciamento e lo
             sganciamento;
1.3.     I dispositivi di attacco sono classificati a seconda del tipo e si
         dist inguono tra:
         - dispositivi di attacco normalizzati
         - dispositivi di attacco non normalizzati.
         La classificazione è la seguente:
1.3.1    Categoria A:       ganci a sfera con supporti
         (vedi allegato V, sezione 1)
1.3.1.1. Categoria da A50-1 ad A50-3: ganci a sfera normalizzati 50 e
         support i a flangia
1.3.1.2. Categoria A50-X-. ganci a sfera non normalizzati 50 e supporti
1.3.2.   Categoria B50-X: attacchi sferici non normalizzati 50
         (vedi allegato V, sezione 2)
1.3.3.   Categoria C:       dispositivi di attacco automatici di timone
1.3.3.1. Categoria C50.- dispositivi di attacco di timone 50
                            Categoria da C50-1 a C50-7: dispositivi di attacco
                            di timone 50 normalizzati
                             (vedi allegato V, sezione 3, tabelle
                            3 e 4)
1.3.3.2. Categoria C50-X: dispositivi di attacco di timone 50 non
         norma Iizzat i
1.3.4.   Categoria D: occhioni di timone
1.3.4.1. Categoria D50:        occhioni di timone 50
         Categoria D50-A: occhioni di timone D50 normalizzati per
         collegamento saldato
         (vedi allegato V, fig. 9, tabella 5)
 ---pagebreak---                                 - 11 -
         Categoria D50-B: occhioni di timone 50 normalizzati per
         collegamento a vite
         (vedi allegato V, figura 10, tabella 5)
         Categoria D50-C: occhioni di timone D50-C1 e D50-C2 normalizzati
         per collegamento mediante bulloni
         vedi allegato V, figure 11 e 12, tabella 5)
1.3.4.2. Categoria D50-X: occhioni di timone 50 non normalizzati
         (vedi allegato V, figura 9)
1.3.5.   Categoria E:   timoni non normalizzati
1.3.6.   Categoria F:   telai di montaggio non normalizzati
1.3.7.   Categoria G:   ralle
1.3.7.1. Categoria G50: ralle 50 normalizzate
                        (vedi allegato V, figura 15, tabella 7)
1.3.7.2. Categoria G50-X: ralle 50 non normalizzate
1.3.8.   Categoria H:   perni di ralla
1.3.8.1. Categoria H50-X: perni di ralla 50 non normalizzati
1.3.9.   Categoria J:   piastre di montaggio non normalizzate
1.3.10.  Categoria S:   dispositivi di attacco vari non normalizzati
2.       DEFINIZIONI
2.1.     I dispositivi di attacco meccanico tra i veicoli a motore ed i
         loro rimorchi comprendono tutte le parti ed i dispositivi montati
         sulla struttura, sugli elementi di supporto del carico del telaio
         e della carrozzeria dei veicoli che consentono di col legare tra
         loro i veicoli trattori e quelli trainati.
         Essi comprendono inoltre le parti fisse o amovibili per fissare,
         regolare o azionare i suddetti dispositivi di attacco.
2.1.1.   I ganci a sfera e i supporti di cui al punto 1.3.1 sono
         dispositivi di attacco meccanico comprendenti una parte sferica e
         dei supporti sul veicolo traente collegati al rimorchio mediante
         un attacco sferico.
2.1.2.   Gli attacchi sferici di cui al punto 1.3.2 sono dispositivi di
         attacco meccanico montati sul timone dei rimorchi per
         l'agganciamento al gancio a sfera montato sul veicolo trattore.
2.1.3.   I dispositivi di attacco di timone di cui al punto 1.3.3 sono
         dispositivi di attacco con una campana ed un perno automatico di
         chiusura e di bloccaggio sul veicolo trattore per l'agganciamento
         al rimorchio mediante l'occhione del timone.
 ---pagebreak---                                 - 12 -
2.1.4.  Gli occhioni di timone di cui al punto 1.3.4 sono dispositivi di
        attacco sul timone dei rimorchi che presentano un foro cilindrico
        per l'agganciamento ai dispositivi automatici di attacco.
        2.1.5. I timoni di cui al punto 1.3.5 comprendono dispositivi ad
                inerzia e dispositivi simili montati sulla parte anteriore
                del veicolo trainato o al telaio del veicolo e adatti
                all'agganciamento al veicolo trattore mediante occhioni,
                attacchi sferici o dispositivi di attacco simili.
        I timoni possono essere fissati al rimorchio in modo da potersi
        muovere liberamente nel piano verticale e quindi non sostengono
        alcun carico verticale e sono detti articolati oppure sono fissi
        nel piano verticale e quindi sostengono un carico verticale e
        sono detti rigidi. I tir.«oni fissi nel piano verticale possono
        essere rigidi oppure montati su molle.
        I timoni possono essere muniti dì un dispositivo regolabile in
        altezza per poter regolare l'occhione o l'attacco sferico del
        timone all'altezza della campana o del gancio a sfera. I timoni
        possono inoltre comportare più pezzi ed essere regolabili o curvi.
        La presente direttiva concerne unicamente i timoni che formano una
        unità separata, ma facente parte del telaio dei veicolo trainato.
2.1.6.  I supporti di montaggio di cui al punto 1.3.6 comprendono tutte le
        parti e tutti i dispositivi montati tra i dispositivi di attacco
        quali i ganci a sfera, i dispositivi di attacco del timone e le
        ralle (con le piastre di montaggio), e la struttura portante (es.
        la traversa posteriore), gli elementi portanti della carrozzeria
        ed il telaio del veicolo.
2.1.7.  Le ralle di cui al punto 1.3.7 sono dei dispositivi di attacco
        montati sui veicoli trattori e comportano un dispositivo di
        bloccaggio automatico dell'attacco e sono col legate ai perni di
        ralla di cui al punto 1.3.8.
2.1.8.  I perni di ralla di cui al punto 1.3.8 sono dei dispositivi di
        attacco a forma di perno per il montaggio su un semirimorchio ed
        il collegamento al veicolo trattore mediante la ralla.
2.1.9.  Le piastre di montaggio di cui al punto 1.3.9 comprendono tutte le
        parti e tutti i dispositivi usati per col legare le ralle al
        telaio del veicolo trattore. La piastra di montaggio può essere
        prevista per muoversi orizzontalmente (ossia ralle scorrevoli).
2.1.10.  I cunei di guida sono dei componenti montati sui semirimorchi che,
        con la ralla, assicurano una guida positiva del semirimorchio.
2.1.11.  I dispositivi di attacco normalizzati sono classificati al punto
        1.3. e conformi alle dimensioni ed ai valori caratteristici
        unificati indicati nella presente direttiva. Essi sono
         intercambiabili nell'ambito della loro categoria,
         indipendentemente dal tipo e dal fabbricante.
 ---pagebreak---                                      - 13 -
2.1.12.   I dispositivi di attacco non normalizzati sono quelli delle
          categorie da A a J che non rientrano nella classificazione dei
          dispositivi di attacco normalizzati ma che possono essere
          collegati ai dispositivi di attacco normaIizzati delle rispettive
          categorie.
2.1.13.    I dispositivi di attacco misti, per uso provvisorio o eccezionale,
          di cui al punto 1.3.10 sono dei dispositivi di attacco meccanico
          che non rientrano nelle categorie da A a J (ad es.: dispositivi di
          attacco conformi alle attuali norme nazionali per trasporti
          pesant i).
2.1.14.    I dispositivi di comando a distanza sono dispositivi che
          consentono di azionare i dispositivi di attacco dal lato del
          veicolo o dalia cabina di guida qualora sia inaccessibile.
2.1.15.   Le spie sono dispositivi di segnalazione che indicano al
          conducente nella cabina di guida che l'agganciamento è avvenuto e
          che sono stati inseriti i dispositivi di sicurezza.
2.1.16.   Per tipo di dispositivo di attacco meccanico s'intende un
          dispositivo che non differisca per le seguenti caratteristiche
          essenz iati:
2.1.16.1. Categoria del dispositivo di attacco
2.1.16.2. Marchio di fabbrica o nome commerciale
2.1.16.3. Forma esterna, dimensioni principali o altre differenze
          fondamentali di progettazione
2.1.16.4. Valori caratteristici D, S, V e U
2.1.17.   L'agganciamento è automatico se l'arretramento del veicolo
          trattore verso il rimorchio é sufficiente per l'agganciamento
          definitivo e corretto, senza intervento esterno, se è bloccato
          automaticamente e se viene segnalato l'inserimento dei dispositivi
          di sicurezza. Un agganciamento automatico richiede l'impiego di
          dispositivi di attacco automatici.
2.1.18.   Il "valore D" è definito come la forza teorica di riferimento per
          la forza orizzontale tra il veicolo trattore ed il rimorchio.
          Il valore D é preso come base per i carichi orizzontali nelle
          prove dinamiche. Per i dispositivi di attacco meccanico non
          previsti per trasmettere carichi di appoggio verticali si applica
          la seguente formula:
                            T x R
                  D - g x         (kN)
                            T + R
          Per i dispositivi di attacco meccanico previsti per rimorchi ad
          asse centrale si applica la seguente formula:
                   T x c
          D - g x         (kN)
                    T + C
 ---pagebreak---                                    - 14 -
        Per le ralle montate sui veicoli trattori e sui veicoli di tipo
        similare si applica la seguente formula:
        D - g x °» 6 x T x R     (kN)
                  T + R - U
        Dove :
        T -      Massa massima tecnicamente ammissibile in t del veicolo
                 trattore (anche dei trattori) comprendente, all'occorrenza,
                 il carico verticale di un rimorchio ad asse centrale.
        R -      Massa massima tecnicamente ammissibile in t del rimorchio
                 integrale con timone mobile in senso verticale o del
                 semir imorchie
        C -      Somma dei carichi assiali del rimorchio ad asse centrale a
                 carico massimo ammissibile in t (cfr. 2.1.20.).
        U -      Carico verticale sulla ralla in t.
        S -      Carico verticale statico in kg. E' la parte della massa del
                 rimorchio ad asse centrale che, in condizioni statiche, è
                 trasmessa al punto di attacco.
        g -      Accelerazione di gravità (supposta pari a 9,81 m / s 2 ) .
2.1.19. Il "valore V" è definito come la forza teorica di riferimento per
        l'intensità della forza verticale tra veicolo trattore ed i
        rimorchi ad asse centrale (cfr. 2.1.21.). Il valore V è preso come
        base per i carichi di prova verticali nelle prove dinamiche.
        V - a •    X2       •  C
                   72
        dove
        a    è un'accelerazione verticale equivalente nel punto di attacco,
             funzione del tipo di sospensione sull'asse o sugli assi
             posteriori del veicolo trattore, comprendente un fattore
             costante:
        a^ - 1.8 m / s 2
        per veicoli con sospensione pneumatica od equivalente
        a 2 - 2.4 m / s 2 per i veicoli con altro tipo di sospensione
        x    è la lunghezza della superficie di carico del rimorchio
             espressa in metri, cfr. figura 1.
        I    é la lunghezza teorica del timone, ossia la distanza tra il
             centro dell'occhione del timone ed il centro del sistema d'asse
             espressa in metri, cfr. figura 1
        x 2 > 1,0 in ogni caso.
           2
        T "
 ---pagebreak---                                      - 15 -
Fig. 1: Dimensioni del rimorchio ad asse centrale
2.1.20        Per "Rimorchio ad asse centrale" si intende un veicolo trainato
              munito di un dispositivo di traino che non può muoversi in senso
              verticale (rispetto al rimorchio) e nel quale l'asse o gli assi
              sono disposti in prossimità del centro di gravità del veicolo
              (sotto carico uniforme) in modo tale che venga trasmesso al
              veicolo trattore soltanto un piccolo carico verticale, non
              superiore al 10% della massa massima del rimorchio o a 1 000 kg
              (si sceglie il valore inferiore).
              La massa massima del rimorchio ad asse centrale da prendere in
              considerazione dev'essere la massa trasmessa al suolo dall'asse o
              dagli assi del rimorchio ad asse centrale quando sia agganciato al
              veicolo trattore e soggetto al carico massimo.
2.1.21        I veicoli che non ricadono veramente in alcuna delle suddette
              categorie possono essere trattati nello stesso modo del tipo più
              simile.
2.1.22.       Per "tipo di veicolo" si intendono i veicoli che non presentano
              tra loro differenze essenziali per quanto riguarda le seguenti
              caratteristiche principali:
              Struttura, dimensioni, forma e materiali della parte posteriore
              del veicolo traente o nella parte anteriore del rimorchio per
              quanto concerne i requisiti dell'allegato VII.
 ---pagebreak---                                  - 16 -
3.       OMOLOGAZIONE CEE QUALE COMPONENTE
3.1.     Domanda di omologazione CEE
3.1.1.   La domanda di omologazione CEE quale componente per un dispositivo
         di attacco meccanico deve essere presentata dal fabbricante del
         dispositivo di attacco.
3.1.2.   Per ogni tipo di dispositivo di attacco meccanico, la domanda deve
         essere presentata in triplice copia e corredata:
3.1.2.1. da una descrizione tecnica del dispositivo di attacco, del disegno
         e delle modalità di funzionamento;
3.1.2.2. dai dati relativi ai valori caratteristici, dalla classificazione
         e, all'occorrenza dal campo di applicazione ristretto (unicamente
         per veicoli di tipo particolare);
3.1.2.3. dai disegni degli elementi principali del dispositivo di attacco e
         dal disegno complessivo per ciascuna versione con l'indicazione
         delle dimensioni principali, dei materiali e della posizione del
         marchio di omologazione CEE.
         Deve essere possibile individuare il modo in cui il dispositivo di
         attacco è montato sul veicolo ed i mezzi di fissaggio utilizzati.
3.1.3.   Un esemplare del dispositivo di attacco, normalmente non
         verniciato, deve essere presentato al servizio tecnico che esegue
         o convalida le prove di omologazione. Il servizio tecnico o
         eventuali altri organismi di omologazione possono richiedere
         esemplari supplementari.
3.1.4.   Il servizio tecnico che esegue o convalida le prove di
         omologazione può inoltre richiedere degli elementi specifici,
         disegni supplementari o campioni dei materiali utilizzati.
3.1.5.   L'autorità competente deve verificare l'esistenza di disposizioni
         atte a garantire un efficace controllo della conformità della
         produzione del dispositivo di attacco meccanico prima
         del l'omologazione.
3.2.     Marcatura del campione
3.2.1.   Ogni campione del dispositivo di attacco di cui ai punto 3.1.3,
         corrispondente al tipo per il quale è stata richiesta
         un'omologazione CEE quale componente, deve recare I seguenti
         elementI :
3.2.2.   il marchio dì fabbrica, la designazione commerciale o II nome del
         costruttore (eventualmente il marchio commerciale),
3.2.3.    il tipo e l'eventuale versione.
 ---pagebreak---                                   - 17 -
3.2.4    uno spazio sufficiente per l'apposizione del marchio di
         omologazione CEE e delle informazioni supplementari di cui al
         punto 3.3.4.
3.3.     Omologazione quale componente
3.3.1.   Se il dispositivo di attacco meccanico presentato per
          l'omologazione ai sensi della presente direttiva soddisfa i
         requisiti del punto 5 qui appresso, l'omologazione di detto tipo
         di dispositivo di attacco meccanico dev'essere concessa.
3.3.2.   Un numero di omologazione dev'essere assegnato a ciascun tipo di
         dispositivo di attacco meccanico omologato. Uno Stato membro non
         può assegnare lo stesso numero ad un altro tipo di dispositivo di
         attacco meccanico.
3.3.3.   L'omologazione, l'estensione o !l rifiuto dell'omologazione di un
         tipo di dispositivo di attacco meccanico ai sensi della presente
         direttiva devono essere comunicati agli Stati membri mediante la
         scheda II cui modello figura all'allegato IV della presente
         dirett iva.
3.3.4.   Su ogni dispositivo di attacco meccanico conforme ad un tipo di
         dispositivo di attacco meccanico omologato ai sensi della presente
         direttiva, dev'essere apposto in un punto visibile e leggibile e
         specificato nella scheda di omologazione un marchio internazionale
         di omologazione composto da:
         1 per    la Repubblica federate di German!a
         2 per    la Francla
         3 per   I'Ital la
         4 per    i Paesi Bassi
         6 per    11 Belgio
         9 per    la Spagna
         11 per    iI Regno Unito
         13 per    iI Lussemburgo
         18 per    la Danimarca
         21 per    11 Portogallo
         IRL per   I'Irlanda
         EL per    la Greet a
3.3.4.1. un rettangolo all'interno del quale è scritta la lettera "e"
         seguita dal numero o dal gruppo di lettere distintivo dello Stato
         membro che ha rilasciato l'omologazione;
3.3.4.2  un numero di omologazione corrispondente al numero della scheda di
         omologazione CEE (cfr. allegato IV) accanto al rettangolo del
         marchio di omologazione;
3.3.4.3  I seguenti marchi aggiuntivi posti accanto al rettangolo:
         - categoria del dispositivo di attacco
         - valori ammessi per D, S, V e U
            (non necessari per i dispositivi di attacco normalizzati).
 ---pagebreak---                                 - 18 -
3.3.5.   Il marchio di omologazione deve essere indelebile e chiaramente
         leggibile anche quando il dispositivo è montato sul veicolo.
3.3.6.   Nell'allegato II della presente direttiva figurano degli esempi
         relativi alla posizione del marchio di omologazione.
3.4.     Modifica del tipo di dispositivo di attacco meccanico ed
         estensione dell'omologazione CEE di componente.
3.4.1.   Ogni modifica del tipo di dispositivo di attacco meccanico deve
         essere notificata all'amministrazione che lo ha omologato. Detta
         amministrazione può:
3.4.1.1. ritenere che le modifiche effettuate non sono tali da avere
         conseguenze negative apprezzabili e che in ogni caso il
         dispositivo di attacco meccanico continua a soddisfare i
         requisìtI, oppure
3.4.1.2. richiedere un'ulteriore relazione del servizio tecnico
         responsabile dell'esecuzione delle prove.
3.4.2.   La conferma o il rifiuto dell'omologazione, con la specificazione
         della modifica, devono essere comunicate agli Stati membri con ia
         procedura di cui ai precedenti punti 3.3.
3.4.3.   L'autorità competente che concede l'estensione dell'omologazione
         deve assegnare un numero progressivo a ciascuna scheda informativa
         compilata per una siffatta estensione.
4.       OMOLOGAZIONE CEE DEL VEICOLO
4.1.     Domanda di omologazione CEE
4.1.1.   Per la concessione dell'omologazione di un veicolo munito di
         attacco, il costruttore del veicolo deve presentare al competente
         servizio tecnico un tipo rappresentativo del veicolo munito di un
         dispositivo di attacco omologato quale componente.
4.1.2.   Per la concessione dell'omologazione ad un veicolo privo di
         attacco, il costruttore o il suo mandatario deve fornire soltanto
         I dati indicati al punto 1.1. dell'allegato VII.
4.1.3.   Il servizio tecnico competente verifica ai sensi dell'allegato VII
         se il tipo di dispositivo di attacco per il quale é stata
         rilasciata un'omologazione ò adatto al tipo di veicolo per il
         quale ò stata richiesta un'omologazione. Esso verifica in
         particolare se il montaggio del dispositivo di attacco corrisponde
         a quello prescritto dall'omologazione CEE quale componente.
4.1.4.   Le autorità competenti verificano l'esistenza di misure atte a
         garantire l'efficace controllo della conformità della produzione
         del veicolo prima di concedere l'omologazione.
 ---pagebreak---                                      - 19 -
4.2.     Concessione dell'omologazione del veicolo
4.2.1.   Se il tipo del veicolo soddisfa i requisiti del punto 5 qui
         appresso, deve essere concessa l'omologazione di detto tipo di
         veicolo.
4.2.2.   Ad ogni tipo di veicolo omologato viene assegnato un numero di
         omologazione. Uno Stato membro non può assegnare lo stesso numero
         ad un altro tipo di veicolo.
4.2.3.   L'omologazione, l'estensione o il rifiuto dell'omologazione di un
         tipo di veicolo ai sensi della presente direttiva, devono essere
         comunicati agli Stati membri con la scheda conforme al modello che
         figura nell'allegato IX della presente direttiva.
4.3.     Modifica del tipo di veicolo ed estensione dell'omologazione CEE
         del veicolo.
4.3.1.   Ogni modifica del tipo di veicolo deve essere notificata
         all'amministrazione che omologa il tipo di veicolo. Detta
         amministrazione può:
4.3.1.1. ritenere che le modifiche non siano tali da avere conseguenze
         negative apprezzabili e che In ogni caso il tipo di veicolo
         continui a soddisfare i requisiti, oppure
4.3.1.2. richiedere un'ulteriore relazione dal servizio tecnico
         responsabile dell'esecuzione delle prove.
4.3.2.   Il detentore di un'omologazione CEE del veicolo può richiederne
         l'estensione ad altri tipi di dispositivi di attacco.
         Le autorità competenti concedono una siffatta estensione alle
         seguen t i cond i z i on i:
4.3.2.1. se è già stata concessa un'omologazione CEE quale componente per
         il nuovo tipo di dispositivo di attacco,
4.3.2.2. se è adatto al tipo di veicolo per il quale è richiesta
         l'estensione dell'omologazione CEE del veicolo,
4.3.2.3. se II montaggio del dispositivo di attacco al veicolo corrisponde
         a quello presentato per il rilascio dell'omologazione CEE quale
         componente.
4.3.3.   Nel caso di dispositivi di attacco normalizzati delle classi A, C,
         D e G, l'omologazione CEE del veicolo è valida anche per altri
         dispositivi di attacco della stessa categoria senza che sia
         necessaria un'ulteriore verifica del montaggio né un'estensione
         dell'omologazione CEE del veicolo.
 ---pagebreak---                                 - 20 -
4.3.4.   La conferma o il rifiuto dell'omologazione, con l'indicazione
         della modifica, deve essere comunicata con la procedura di cui al
         punto 4.2.3.
4.3.5.   L'autorità competente che concede l'estensione dell'omologazione
         deve assegnare un numero progressivo a ciascuna scheda di modifica
         compilata per una siffatta estensione.
5.       PRESCRIZIONI
5.1.     I dispositivi di attacco meccanico tra i veicoli a motore ed i
         loro rimorchi devono essere costruiti e fissati secondo lo stato
         dell'arte e di sicura manipolazione.
5.2.     Un agganciamento ed uno sganciamento sicuri dei veicoli devono
         poter essere realizzati da una sola persona e senza l'uso di
         attrezzi. Per l'agganciamento di rimorchi con una massa massima
         superiore a 3,5 t devono essere utilizzati soltanto dispositivi di
         attacco automatico che consentano un agganciamento automatico.
5.3.     I dispositivi di attacco meccanico devono essere progettati e
         costruiti in modo che nel quadro di un'utilizzazione normale, di
         una manutenzione adeguata e del rispetto dei termini di
         sostituzione delle parti usurate, essi continuino a funzionare in
         modo soddisfacente.
5.4.     Ogni dispositivo di attacco deve essere corredato dalle istruzioni
         di montaggio e di servizio contenenti le informazioni necessarie
         al personale qualificato per il montaggio sul veicolo e per il
         corretto funzionamento. Le istruzioni devono essere redatte nella
         o nelle lingue dello Stato membro nel quale il dispositivo di
         attacco sarà commercializzato. Nel caso di dispositivi di attacco
         destinati al montaggio in serie da parte dei costruttori di
         veicoli e di carrozzerie, si può rinunciare alle prescrizioni di
         installazione e di funzionamento per ogni singolo dispositivo di
         attacco. In questo caso incombe al costruttore dei veicoli o delle
         carrozzerie provvedere a che il proprietario del veicolo riceva le
         informazioni necessarie al funzionamento del dispositivo di
         attacco.
5.5.     I materiali che possono essere utilizzati sono quelli le cui
         proprietà attinenti all'applicazione sono fissate in una norma o
         sono stabilite nella documentazione di cui al punto 3.1.2.3. del
         presente allegato.
5.6.     Tutti gli elementi dei dispositivi di attacco meccanico il cui
       . eventuale cedimento potrebbe provocare la separazione dei due
         veicoli devono essere fabbricati in acciaio fucinato o fuso.
         Possono essere impiegati altri materiali a condizione che il
         costruttore ne dimostri l'equivalenza con l'acciaio e che il
         servizio tecnico dia il suo accordo.
 ---pagebreak---                                 - 21 -
5.7.   Tutti I collegamenti devono essere ad accoppiamento geometrico e
        la posizione chiusa deve essere bloccata con almeno un
       accoppiamento geometrico, qualora non prescritto diversamente
       nel l'al legato V.
5.8.    I dispositivi di attacco meccanico devono soddisfare le
       prescrizioni del l'al legato V.
5.9    Prescrizioni di carico
5.9.1.  I dispositivi di attacco meccanico sono soggetti alle prove
       descritte nell'allegato V I .
5.9.2. Queste prove non devono provocare Incrinature, rotture, o altri
       danneggiamenti esterni visibili ovvero eccessive deformazioni
       permanenti che possano pregiudicare il buon funzionamento del
       d i spos i t i vo.
5.10.  L'installazione del dispositivo di attacco meccanico sul veicolo
       deve essere verificata conformemente alle prescrizioni
       del l'al legato VI I.
5.11.  Le suddette prescrizioni nonché quelle degli allegati VI e VII si
       applicano, se del caso, anche ai dispositivi di attacco mistidella
       categoria S.
6.     CONFORMITÀ' DELLA PRODUZIONE
6.1.   Ogni dispositivo di attacco meccanico o veicolo omologati ai sensi
       della presente direttiva devono essere costruiti conformi al tipo
       omologato soddisfacendo le prescrizioni della presente direttiva.
6.2.   Opportuni controlli della produzione devono essere eseguiti per
       verificare che siano soddisfatte le prescrizioni del punto 6.1.
6.3.   Il detentore dell'omologazione deve in particolare:
6.3.1. garantire l'esistenza di procedure efficaci per il controllo della
       qualità dei prodotti;
6.3.2. avere accesso all'attrezzatura dì controllo necessaria per
       verificare la conformità di ogni tipo omologato;
6.3.3. garantire che i dati dei risultati di prova siano registrati e che
       i documenti allegati restino disponibili per un periodo da
       convenire con l'amministrazione.
6.3.4. analizzare i risultati di ogni tipo di prova per verificare e
       garantire la stabilità delle caratteristiche del prodotto tenendo
       conto delle tolleranze della produzione industriale;
6.3.5. assicurare che nel caso di un componente vengano eseguite per
       ciascun tipo di prodotto almeno le prove prescritte nell'allegato
       VI della presente direttiva;
 ---pagebreak---                               - 22 -
6.3.6. assicurare che nel caso di un componente tutte le parti attinenti
       alla sicurezza di ogni singolo dispositivo di attacco meccanico
       vengano sottoposte a metodi di prova non distruttiva per
       accertarsi dell'assenza di anomalie strutturali qualora il
       processo di produzione comprenda operazioni quali fusione o
       trattamento termico o qualsiasi altra operazione per la quale non
       si possano escludere eventuali anomalie;
6.3.7. garantire che ogni campione o pezzo dimostratosi non conforme alle
       rispettive prove dia luogo ad un altro prelievo di campione e ad
       un'altra prova. Devono essere prese tutte le misure necessarie per
       ristabilire la conformità della produzione.
6.4.   L'autorità competente che ha rilasciato l'omologazione può
       controllare in qualsiasi momento i metodi di verifica della
       conformità applicabili a ciascuna unità di produzione.
6.4.1. Per ogni verifica si devono presentare agli ispettori incaricati a
       tal fine, la documentazione di prova ed i documenti di controllo
       del la produz ione.
6.4.2. L'ispettore può prelevare dei campioni che saranno verificati nel
       laboratorio del fabbricante. Il numero minimo di tali campioni può
       essere stabilito in funzione dei risultati delle verifiche
       eseguite dal fabbricante.
6.4.3. Se il livello di qualità risulta insoddisfacente o se è necessario
       controllare la validità delle prove eseguite in applicazione del
       punto 6.4.2, l'ispettore deve prelevare dei campioni da inviare al
       servizio tecnico che ha eseguito le prove di omologazione.
6.4.4. L'autorità competente per l'omologazione può procedere a ciascuna
       delle prove previste nella presente direttiva.
6.4.5. La normale frequenza delle ispezioni autorizzate dall'autorità
       competente deve essere di una all'anno. Se una di tali verifiche
       dà risultati negativi, l'autorità competente deve garantire che
       vengano prese senza indugio tutte le misure necessarie per
       ristabilire la conformità della produzione.
 ---pagebreak---                                         - 23 -
                                      ALLEGATO II
a)             Esempio di marchio di omologazione CEE per un dispositivo di
               attacco di t imone
                                          n i MI
                13           e 1                 I
                  3
                     1
                    $2-mk                                > 8
 Il dispositivo di attacco recante il marchio di omologazione CEE raffigurato
sopra é un dispositivo di attacco di timone non normalizzato della categoria
C50-X con un valore D ammissibile di 130 kN, un carico di appoggio verticale
statico massimo ammissibile di 1000 kg ed un valore massimo ammissibile V di 35
kN, per il quale é stata rilasciata un'omologazione CEE quale componente nella
Repubblica federale di Germania (e1) con il numero 92-1234.
Se alcuni valori caratteristici quali S e V non interessano, le posizioni devono
essere contrassegnate da un trattino. I valori caratteristici D, S e V non sono
richiesti per i dispositivi di attacco normalizzati.
b)             Esempio di marchio di omologazione CEE per un occhione di timone
                        i
                         .mr^nr    - V       ZDZIXQ     L_
                                                       tT
                   2_3     I
                     5i       e
                                '             A/ SO       ^
                         T h»-a—•"
                                                   a > 8 mm
                                  T
Il dispositivo di attacco recante il marchio di omologazione CEE raffigurato
sopra ò un occhione di timone 50 non normalizzato della categoria D50-X per
fissaggio a saldatura con un valore D di 130 kN, un carico di appoggio verticale
statico massimo ammissibile di 1 000 kg e un valore massimo ammissibile V di 50
kN, per il quale é stata rilasciata un'omologazione CEE quale componente nella
Repubblica federale di Germania (e1) con il numero 92-4711.
 ---pagebreak---                                        - 24 -
Se alcuni valori caratteristici quali S e V per timone mobile non interessano,
le posizioni devono essere contrassegnate da un trattino. I valori
caratteristici D, S e V non sono richiesti per I dispositivi di attacco
norma Iizzat i.
e)              Esempio di marchio di omologazione CEE per una ralla
                          r, sn-v         n iRn
                                         TTT7T
                            e 1
                                                            o > 8 mm
Il dispositivo di attacco recante il marchio di omologazione raffigurato sopra ò
una ralla non normalizzata della categoria G50-X con un valore D massimo
ammissibile di 180 kN ed un carico massimo ammissibile sulla ralla di 26 t, per
la quale è stata rilasciata un'omologazione CEE quale componente nella
Repubblica federale di Germania (e1) con il numero
92-1241.
I valori caratteristici D e U non sono richiesti per le ralle normalizzate.
d)              Esempio di marchio di omologazione CEE per un perno di ralla
                         i SZSILII:        n 1*7
                                                   1    a
                     3   T                              3
                                                   T
                     2_a
                         J_                          L
                       3
                              e 1
                                                     F
                                   n > 8 mt
Il dispositivo di attacco recante il marchio di omologazione CEE raffigurato
sopra é un perno di ralla non normalizzato della classe H50-X con un valore D di
162 kN per il quale ò stata rilasciata un'omologazione CEE quale componente
nella Repubblica federale di Germania (e1) con il numero 92-1242.
 ---pagebreak---                                            - 25 -
 e)            Esempio di marchio di omologazione CEE per un gancio a sfera con
               supportI
                           t\ Vli-V
                    ?a
                     3
                             9 7 - 1 V-.J1    f         a > 8 mm
 Il dispositivo di attacco recante il marchio di omologazione CEE raffigurato
sopra ò un gancio a sfera con supporti della categoria A50-X con un valore D
massimo ammissibile di 18 kN ed un carico di appoggio verticale statico massimo
ammissibile di 75 kg, per il quale è stata rilasciata un'omologazione CEE quale
componente nella Repubblica federale di Germania (e1) con il numero 92-1243.
f)             Esempio di marchio di omologazione per un attacco sferico
                     .JÌ:.^Ì!.-Ì_          D_J±
                                                    A
                                            ->  / -/
               2n
                   JL
                 3      e 1
                    i La-J
                              W-'>Vhi                    a > 8 mm
Il dispositivo di attacco recante il marchio di omologazione CEE raffigurato
sopra è un attacco sferico della categoria B50-X con un valore D di 18 kN ed un
carico di appoggio verticale statico massimo ammissibile di 75 kg per il quale è
stata rilasciata un'omologazione CEE quale componente nella Repubblica federale
di Germania (e1) con il numero
92-1244.
 ---pagebreak---                           - 26 -
g) Esempio di un marchio di omologazione CEE per un timone
                                  "0 Hi 9
          2s                       s mnn
                  e 1
           3
              T h»- a             TTH"
                    yy-r/**                a >   8 cnm
                T
   Il dispositivo di attacco recante il marchio di omologazione CEE
   raffigurato sopra é un timone per rimorchio ad asse centrale della
   categoria E con un valore massimo ammissibile D di 109 kN, un
   carico di appoggio verticale statico massimo ammissibile di 1 000
   kg ed un valore massimo ammissibile V di 50 kN, per il quale ò
   stata rilasciata un'omologazione CEE quale componente nella
   Repubblica federale di Germania (e1) con il numero 92-1245..
   Se alcuni valori caratteristici quali S e V per timone mobile non
   interessano, le posizioni devono essere contrassegnate da un
   trattIno.
 ---pagebreak---                                          - 27 -
                                      ALLEGATO III
                           Scheda informativa n          (a)
                   concernente l'omologazione CEE quale componente
           di un dispositivo di attacco meccanico per veicoli a motore e
                                     loro rimorchi
                               (Direttiva .../     /CEE)
0.              DATI GENERALI
0.1             Marca (nome commerciale del costruttore):
0.2             Tipo e denominazlone(I) commerciale(I)
0.5             Nome e indirizzo del costruttore:
0.7             Posizione e metodo di fissaggio del marchio di omologazione CEE:
1               COLLEGAMENTI TRA VEICOLI A MOTORE, RIMORCHI E SEMIRIMORCHI:
1.1             Descrizione tecnica dettagliata (comprendente disegni e
                specificazioni del materiale) del tipo di dispositivo di attacco
                meccanico:
1.2             Categoria e tipo di attacco (attacchi):
1.3             Valore massimo D (1):                kN
1.4             Carico verticale massimo S sul punto di accoppiamento (1):....kg
1.5             Carico massimo U sulla ralla (1):            t
1.6             Valore massimo V (1):                 kN
1.7             Istruzioni per il fissaggio del tipo di attacco al veicolo con
                fotografie e disegni dei punti di fissaggio sul veicolo forniti
                dal costruttore; informazioni supplementari nel caso in cui
                l'utilizzazione del tipo di attacco é limitato a tipi speciali di
                veicol I :
1.8             Informazioni sul fissaggio dei supporti speciali di traino o delle
               piastre di montaggio (1):
(1 ) Se appi icabile
Data, file
 ---pagebreak---                                          - 28 -
                                      ALLEGATO IV
                                  M O D E L L O   (a)
                         (formato massimo: A4 (210 x 297 mm))
                              SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE
              Comunicazione concernente
                               l'omologazione^1)
                       -       l'estensione dell'omologazione (1)
                               il rifiuto dell'omologazione (1)
                               la revoca dell'omologazione (1)
              di un tipo di componente (1) per quanto concerne la direttiva
                  /    /CEE, modificata da ultimo dalla direttiva
              Omologazione CEE n.*2*
              Motivo dell'estensione:
              PARTE I
0.1           Marca (nome commerciale del costruttore):
0.2           Tipo e denominazione(i) commerci ale(I):
0.3           Mezzi di identificazione del tipo se marcati sul
              componente (1)^3).
0.3.1         Posizione della marcatura:
0.5           Nome ed indirizzo del costruttore:
0.7           Posizione e modo di fissaggio del marchio di omologazione CEE
              PARTE II
1.             Informazioni supplementari (se applicabile): cfr. appendice I
2.            Organismo tecnico responsabile dell'esecuzione delle prove:
3.            Data del verbale di prova:
4.            Numero del verbale di prova:
5.            Eventuali osservazioni: cfr. appendice I
6.            Località:
7.            Data:
8.            Firma:
9.            E' allegato un elenco dei documenti informativi depositati presso
               l'autorità competente che ha rilasciato l'omologazione e che può
              essere ottenuto a richiesta.
(1)   Cancellare se non applicabile.
(2)   Il numero di omologazione CEE che figura sul presente documento deve
      essere composto di tutte le parti di cui all'allegato VII della
      direttiva 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva
            /       /CEE. Il componente stesso deve recare il marchio
      prescritto nella rispettiva direttiva particolare.
(3)   Se I mezzi di identificazione del tipo contengono caratteri non
      attinenti alla descrizione dei tipi di componente oggetto della
      presente scheda di omologazione, essi devono essere rappresentati nella
      documentazione con II simbolo "7" (ad es.: ABC77123??).
 ---pagebreak---                                     - 29 -
                                    AppendIce
                     della scheda di omologazione n
         concernente l'omologazione quale componente di dispositivi
           di attacco meccanico di cui alla direttiva .../.../CEE
1.           Informazioni supplementari
1.1         Categoria del tipo di dispositivo di attacco:
1.2         Categorie o tipi di veicoli ai quali il dispositivo é destinato o
             limitato:
1.3         Valore massimo D* 1 *:        kN
1.4         Carico verticale massimo S sul dispositivo di attacco (1):
            kg
1.5         Carico massimo U sulla ralla (1):        t
1.6         Caricp massimo V (1):             kN
1.7         Uso di supporti di traino o piastre di montaggio speciali: si/no
            (1)
5.          Eventuali osservazioni:
(1) Cancellare se non applicabile
 ---pagebreak---                              - 30 -
                           ALLEGATO V
     Prescrizioni per i dispositivi di attacco meccanico
1.   GANCI A SFERA E SUPPORTI
     Le prescrizioni di cui ai punti da 1.1 a 1.4 si applicano a tutti
     i ganci a sfera ed ai supporti della categoria A. Al punto 1.5
     figurano le prescrizioni supplementari cui devono soddisfare i
     ganci a sfera 50 normalizzati ed i supporti del tipo a flangia.
1.1  1 ganci a sfera della categoria A devono corrispondere alla figura
     2 per quanto concerne la forma e le dimensioni.
1.2  La forma e le dimensioni dei supporti devono soddisfare le
     prescrizioni dei costruttore del veicolo per quanto concerne i
     punti di fissaggio ed i dispositivi addizionali di montaggio
     eventualmente necessari.
1 .3 Per i ganci a sfera amovibili, il punto di collegamento ed il suo
     bloccaggio devono essere progettati per un accoppiamento
     geometr ico.
1 .4 I ganci a sfera ed i dispositivi di traino devono soddisfare le
     prove prescritte nell'allegato VI, punto 4.1.
                                  Dimensioni minime in mm
                  o »8 : i
                                            Fig. 2
1)    Il raggio di collegamento tra sfera e collo deve essere
     tangenziale sia al collo sia alla superficie orizzontale inferiore
     del la sfera.
2)   Cfr. ISO R 468 ed ISO 1302; la rugosità N9 si riferisce ad un
     valore R a di 6,3 /m.
 ---pagebreak---                                - 31 -
1 .5.  Prescrizioni speciali per ganci a sfera e supporti del tipo a
       flangia normaIizzati dalle categorie A50-1, A50-2 e A50-3.
1 .5.1 Le dimensioni dei ganci a sfera e dei supporti del tipo a flangia
       della categoria A50-1 sono quelle indicate nella fig. 3 e nella
       tabellai.
1.5.2  Le dimensioni dei ganci a sfera e dei supporti del tipo a flangia
       delle categorie A50-2 e A50-3 sono quelle indicate nella fig. 4 e
       nel la tabellai.
1.5.3.  I ganci a sfera e i supporti del tipo a flangia delle categorie
       A50-1, A50-2 e A50-3 devono essere adatti e collaudati per I
       valori caratteristici indicati nella tabella 2.
       Fig, 3         Per le dimensioni dei ganci a sfera e dei supporti
                      del tipo a flangia della categoria A50-1 (mm), cfr
                      tabellai.
                                      V~                     ~N
                                         &               Q
                                 o>                               AC
                                        ®                ^
       Fig» 4         Per le dimensioni dei ganci a sfera e dei supporti
                      del tipo a flangia per le categorie A50-2 e A50-3
                      (mm), cfr. tabella 1.
 ---pagebreak---                                    - 32 -
Tabella 1: Per le dimensioni dei ganci a sfera e dei supporti del tipo a
           flangia normalizzata (mm), cfr. flg. 3 e fig. 4.
                  A50-1   A50-2   A50-3  osservazioni
             e1   90        83     120   +/-0.5
             e2    -        56      55   +/-0,5
             d2   17        10,5    15   H13
             f   130       110     155   +6,-0
             9    50        85      90   +6,-0
             c    15        15      15   max
              I   55       110     120   +/-5
             h    70        80      80   +/-5
           Tabella 2:    Valori caratteristici per ganci a sfera e support i
                         del t ipo a flangia
           D - valore D massimo (kN)
           S - carico verticale statico massimo (kg)
                  A50-1   A50-2    A50-3
             D     10       20      30
             S     75      100     120
2.         ATTACCHI SFERICI
2.1        Gli attacchi sferici della categoria B50 devono essere progettati
           in modo da poter essere accoppiati in modo sicuro ai ganci a sfera
           descritti nella parte 1 del presente allegato nel rispetto delle
           caratteristiche prescritte.
2.2        Gli attacchi sferici devono soddisfare le prove definite
           nell'allegato VI, punto 4.2.
2.3        Qualsiasi eventuale dispositivo supplementare (ad es.: di
           frenatura, stabilizzatore, ecc.) non deve alterare il collegamento
           meccanico.
2.4        Deve essere possibile la rotazione orizzontale dell'attacco
           sferico di almeno 90° dai due lati della linea mediana del gancio
           a sfera ed il montaggio descritto al punto 1 del presente allegato
           quando non sia fissato al veicolo. Nello stesso tempo deve essere
           possibile un beccheggio verticale di 20° al di sopra e al di sotto
           dell'orizzontale. Oltre all'angolo di rotazione orizzontale di 90°
           deve essere possibile un rullio di 25° nei due sensi attorno
           all'asse orizzontale. Devono essere possibili le seguenti
           combinazioni di movimenti:
 ---pagebreak---                             - 33 -
     beccheggio verticale  +.15* con rullio assiale         +_ 25°
     rullio assiale        +_ 10° con beccheggio verticale  +_20°
     per tutti gli angoli di rotazione orizzontale.
     DISPOSITIVI DI ATTACCO DI TIMONE
     I requisiti di cui ai punti da 3.1 a 3.8 si applicano a tutti i
     dispositivi di attacco di timone delle categorie C50.
     II punto 3.9 definisce i requisiti che devono essere soddisfatti
     dalle categorie da C50-1 a C50-7.
3.1. Requisiti di carico
     Tutti i dispositivi di attacco di timone devono rispondere alle
     prescrizioni di prova dell'allegato VI, punto 4.3.
3.2. Occhioni
     I dispositivi di attacco di timone della categoria C50 devono
     essere progettati in modo da poter essere utilizzati con occhioni
     della categoria D50 e presentare con essi le caratteristiche
     prescr i tte.
3.3. Funzionamento automatico
     I dispositivi di attacco di timone devono essere automatici (cfr.
     allegato I, punto 2.1.17).
3.4. Campana
     I dispositivi di attacco di timone della categoria C50 devono
     avere una campana progettata in modo da guidare l'occhione del
     timone idoneo entro il dispositivo di attacco.
     Se la campana, od una parte che sostiene detta campana, può
     ruotare attorno all'asse verticale, essa deve disporsi
     automaticamente in posizione normale ed esservi mantenuta con
     accoppiamento geometrico quando il perno di aggancio é aperto.
     Se la campana, o una parte che la sopporta, può ruotare attorno
     all'asse trasversale, l'articolazione che consente la rotazione
     deve essere mantenuta nella sua posizione normale da una coppia di
     bloccaggio. Detta coppia deve essere dimensionata in modo tale che
     una forza di 200 N agente verso il basso perpendicolarmente al
     bordo inferiore della campana o verso l'alto perpendicolarmente al
     bordo superiore della stessa non faccia uscire l'articolazione
     dalla sua posizione normale. La campana deve poter essere disposta
     manualmente nella sua posizione normale. E' ammessa una campana
     ruotante attorno all'asse trasversale soltanto per carichi di
     appoggio verticali S non superiori a 50 kg ed un valore V sino a 5
     kN.
     Se la campana, o una parte che la sopporta, può ruotare attorno
     all'asse longitudinale, il movimento di rotazione deve essere
     frenato da una coppia di bloccaggio di almeno 100 Nm.
 ---pagebreak---                                 - 34 -
       Le dimensioni minime richieste per la campana dipendono dal valore
       D del dispositivo di attacco:
       D valore ^ 1 8 kN: larghezza 150 mm, altezza 100 mm
       18 kN < D valore <_ 25 kN: larghezza 280 mm, altezza 170 mm
       25 kN < D valore          : larghezza 360 mm, altezza 200 mm
       Gli spigoli esterni della campana possono essere arrotondati.
       Le campane di dimensioni inferiori sono ammesse sui dispositivi di
       attacco di timone de M a categoria C50-X nel caso in cui la loro
       utilizzazione si limita a rimorchi ad asse centrale con massa
       totale sino a 3,5 t, oppure nel caso in cui, per ragioni tecniche,
       sia impossibile l'utilizzazione di una campana di cui alla tabella
       precedente ed infine nel caso in cui la realizzazione sicura
       dell'agganciamento automatico sia garantita da altre circostanze
       particolari (ad es.: mezzi visuali) e quando il campo di
       applicazione sia limitato dall'omologazione di cui all'allegato
       MI.
3.5.   Mobilità minima dell'occhione accoppiato
       L'occhione accoppiato deve essere in grado di poter ruotare
       orizzontalmente di +^90° attorno all'asse verticale rispetto
       all'asse longitudinale del veicolo (cfr. fig. 5 ) . L'occhione
       accoppiato deve poter ruotare verticalmente di +_ 20° attorno
       all'asse trasversale rispetto all'asse orizzontale dei veicolo
       (cfr. fig. 6 ) . Se questa rotazione è ottenuta mediante
       un'articolazione speciale (unicamente sui dispositivi di attacco
       di timone della categoria C50-X), il campo di applicazione per
       quanto concerne l'omologazione di cui all'allegato M I , deve
       essere limitato ai casi citati ai punto 2.3.7 dell'allegato VII.
       L'occhione accoppiato deve poter ruotare assialmente di +_ 25°
       attorno all'asse longitudinale rispetto al piano orizzontale dei
       veicolo (cfr. fig. 7 ) .
       Gli angoli di rotazione menzionati sono applicabili ai dispositivi
       di attacco di timone non installati sul veicolo.
3.6.   Angolo minimo all'agganciamento e allo sganciamento
       L'agganciamento e lo sganciamento dell'occhione devono essere
       possibili anche quando l'asse longitudinale dell'occhione:
3.6.1. sia ruotato orizzontalmente di 50° verso destra o verso sinistra,
3.6.2. sia ruotato verticalmente di 10° verso l'alto o verso il basso,
3.6.3. sia ruotato assialmente di 10° verso destra o verso sinistra
       rispetto alla linea mediana della campana.
3.7.   Bloccaggio contro lo sganciamento dovuto a inavvertenza
 ---pagebreak---                               - 35 -
       In posizione chiusa, il perno di attacco deve essere bloccato da
       due dispositivi di bloccaggio ad accoppiamento geometrico ciascuno
       dei quali deve restare efficiente anche nel caso di avaria
       del l'altro.
       La posizione chiusa e bloccata del dispositivo di attacco deve
       essere chiaramente segnalata all'esterno da un dispositivo
       meccanico. Deve essere possibile determinare al tatto la
       disposizione di questo dispositivo di segnalazione, ad esempio al
       buio.
       Il dispositivo meccanico deve segnalare l'inserimento dei due
       dispositivi di bloccaggio (condizione E ) .
       Tuttavia, la segnalazione dell'inserimento di un solo dispositivo
       di bloccaggio é sufficiente quando, in detta posizione,
       l'inserimento del secondo bloccaggio é garantito dalla forma
       progettata.
3.8.   Maniglie
       Le maniglie devono essere di forma ergonomica. L'estremità della
       maniglia deve essere arrotondata. Nella zona della maniglia, il
       dispositivo di attacco non deve presentare alcun punto di
       schiacciamento né spigoli vivi che potrebbero occasionare lesioni
       alle mani nel corso dell'operazione di agganciamento.
       La forza richiesta per il comando dell'apertura, misurata senza
       occhione, non deve superare 250 N perpendico lamento alla maniglia
       nel senso del comando.
3.9.   Requisiti particolari per i dispositivi di attacco di timone
       normalizzati delle categorie da C50-1 a C50-7.
3.9.1. La rotazione dell'occhione rispetto all'asse trasversale
       dev'essere ottenuta grazie alla forma sferica del perno di attacco
       (e non mediante un'articolazione speciale, cfr. fig. 6 ) ;
3.9.2. Gli strappi e gli urti in senso longitudinale dovuti al gioco tra
       perno e occhione devono essere attenuati mediante dispositivi a
       molla o di smorzamento (eccettuata la categoria C50-1);
3.9.3. Devono essere rispettate le dimensioni   indicate nella fig. 8 e
       nel la tabella 3;
3.9.4. I dispositivi di attacco devono essere idonei e sottoposti a prova
       per i valori di carico menzionati nella tabella 4;
3.9.5. Il dispositivo di attacco deve essere aperto mediante una maniglia
       disposta sullo stesso (nessun comando a distanza).
 ---pagebreak---                                - 36 -
           Asse longitudinale del veicolo trattore
Fig. 5 Rotazione minima orizzontale dell'occhione agganciato +^90°
       attorno all'asse verticale rispetto all'asse longitudinale del
       ve I co Io
                                            giunto speciale
                                   20° m
                          Piano orizzontale
Fig. 6     Rotazione minima verticale dell'occhione agganciato +_ 20°
           attorno all'asse trasversale rispetto al piano orizzontale del
           ve i co Io.
 ---pagebreak---                              - 37 -
                     25°nm                        25°rr.m
    w~          -£
                  .' 25°T,in
                        Piano orizzontale
Fig  Rotazione assiale minima dell'occhione agganciato +_ 25° attorno
     all'asse longitudinale rispetto al piano orizzontale del
     ve I co Io.
 ---pagebreak---                         - 38 -
       Dimensioni de. dispositivo di attacco di timone normalizzato
Fig. 8
       (mm), vedi tabella 3.
 ---pagebreak---                                         - 39 -
Tabella 3:      Dimensioni dei dispositivi di attacco dì timone normalizzati (mm),
                cfr. fig. 8
      C50-•1    C50-2     C50-3   C50-4 C50-5     C50-6  C50-7  osservazioni
  el         83           120     140         160         200   +/- 0,5
  62         56            55      80         100         120   +/- 0,5
  d1  -       I 54         74      84          94         124   max.
  d2         10,5          15       17         21          25   H13
  f        110            155     180         200         250   +6,-0
  g          85            90     120         140         170   +/-3
  a   100       170       200     200         200         200   +20,-0
  b   150     I 280       360     360         360         360   +20,-0
  c          20            24       30         30          40   max.
  h   150       190       265     265         265         265   max.
  11  -         150       250     300         300         300   max.
  12  150       300       330     330         330         330   max.
  13  100       160       180     180         180         180   +/-20
  T   —           15       20       25   25    T    30     30   max.
Tabella 4:      valori caratteristici dei dispositivi di attacco di timone
                norma!izzat i
                D - valore D massimo (kN)
                S - carico di appoggio verticale statico massimo (kg)
                V - valore massimo-V (kN)
                        C50-1    C50-2  C50-3     C50-4  C50-5  C50-6   C50-7
                   D      18      25     70       100    130    190      250
                   S    200      250    650       900   1000   1000     1000
                   V      12      10     18        25     35     50       85
                OCCHIONI
                Le prescrizioni di cui al punto 4.1 si applicano a tutti gli
                occhioni della categoria D50.
                Ai punti da 4.2 a 4.5 figurano tutte le prescrizioni addizionali
                che gii occhioni devono soddisfare.
4.1             Prescrizioni generali per gli occhioni
                Tutti gli occhioni devono soddisfare la prova di cui al punto 4.4
                del I'al legato VI.
                Gli occhioni della categoria D50 sono destinati ad essere
                utilizzati con attacchi C50.
 ---pagebreak---                               - 40 -
     Gli occhioni non devono poter eseguire una rotazione assiale (dato
     che I rispettivi attacchi possono ruotare).
     Gli occhioni delle categorie D50 sono muniti di manicotti con le
     dimensioni indicate nelle figg. 13 (eccettuata la categoria D50-C)
     0 14.
     1 manicotti non devono essere saldati negli occhioni.
     Gli occhioni della categoria D50 devono avere le dimensioni
     indicate nella fig. 9 (salvo disposizione contraria ai punti 4.2,
     4.3 o 4.4). La forma della barra degli occhioni della categoria
     D50-X non é prescrìtta, ma ad una distanza di 210 mm dal centro
     dell'occhione, l'altezza "hM e la larghezza "b" devono essere
     comprese tra i limiti indicati nella tabella 6.
4.2. Prescrizioni per gli occhioni della categoria D50-A.
     GII occhioni della categoria D50-A devono avere le dimensioni
     indicate ne la fig. 9.
4.3. Prescr iz ion  speciali per gli occhioni della categoria D50-B.
     Gìi occhion della categoria D50-B devono avere le dimensioni
     indicate ne la fig. 10.
4.4  Prescr iz ion  speciali per gli occhioni della categoria D50-C.
     Gìì occhion della categoria D50-C1 devono avere le dimensioni
     indicate ne la fig. 11.
     Gìi occhion della categoria D50-C2 devono avere le dimensioni
     indicate ne la fig. 12.
     Gì I occhion della categoria D50-C devono essere montati con i
     manicotti i lustratI nel la fig. 14.
4.5  Valori di carico per gli occhioni normalizzati
     Gli occhioni normalizzati ed i loro mezzi di fissaggio devono
     essere idonei e collaudati con I valori di carico indicati nella
     tabella 5.
     Tabella 5:    Valori di carico per occhioni normalizzati
     D - valore D massimo (kN)
     S - carico di appoggio verticale statico massimo (kg)
     V - valore V (kN)
 ---pagebreak---                                                          - 41
                                            Tabella 5
                              Categor ia              D                S       V
                              D50-A                130               1000     30
                              D50-B                130               1000     25
                              D50-C1               190               1000     50
                              D50-C2               250               1000     85
                           Tabella 6: Dimensioni degli occhioni D50-A e D50-X, cfr. fig. 9
                              Categoria          h (mm)               b (mm)
                                                        _                 _
                             D50-A               65     -1            60 - 1
                             D50-X               67 max.              62 max.
                   A - A
( r a p p r e s e n t a t o senza manicotto
                       £ s p h e r e $tlS-i
                                            32.5.1.5L     |   joo-jo
                           Fig. 9           Dimensioni degli occhioni della categoria D50-A e
                                            D50-X       (Cfr. tabella 6)
 ---pagebreak---                                     - 42 -
                                                         6x 45°
      <^1:10
                                                 ^ls]o__^   /   /s /A
                                                         *f
                                                      ,            /   /
                                                   >o
                                                   car
                                                   ?<
                                                   ^L
           Occh ione                            Supporto dell'occhione
Fìg. 10  Dimensioni degli occhioni della categoria D50-B
         (per le dimensoni mancanti cfr. fig. 9)
 ---pagebreak---                                  - 43 -
Fig. 11 Dimensioni degli occhioni della categoria D50-C1
        (per le dimensioni mancanti cfr. fig. 9)
 ---pagebreak---                                - 44
                           35'I_
Fìg 12 Dimensioni degli occhioni della categoria D50-C2
       (per le dimensioni mancanti cfr. fig. 9)
 ---pagebreak--- - 45 - ---pagebreak---                                - 46 -
5.     TIMONI
5.1.    I timoni della categoria E devono soddisfare le prove specificate
       al punto 4.5 dell'allegato VI.
5.2.   Per assicurare il collegamento con il veicolo trattore possono
       essere montati sui timoni degli attacchi sferici di cui al
       paragrafo 2 oppure degli occhioni secondo il paragrafo 4 del
       presente allegato. Gli attacchi sferici e gli occhioni possono
       essere avvitati, imbullonati o saldati.
5.3.   I timoni dotati di movimento verticale devono possedere un'altezza
       libera dal suolo di almeno 200 mm anche quando lasciano la
       posizione orizzontale.
5.4.   Dispositivi per la regolazione in altezza dei timoni.
5.4.1. I timoni regolabili in altezza devono essere dotati di dispositivi
       per la regolazione dei timoni all'altezza del dispositivo di
       attacco o della campana progettati in modo che una sola persona
       possa regolare II timone senza attrezzi né altri mezzi.
5.4.2. I dispositivi di regolazione in altezza devono permettere di
       regolare gli occhioni o gli attacchi sferici entro un intervallo
       di 300 mm verso l'alto e verso il basso a partire dalla posizione
       orizzontale rispetto alla superficie stradale. In questo
       intervallo il timone dev'essere regolabile in continuo o per
       tratti non superiori a 50 mm misurati all'occhione o all'attacco
       sfer ico.
5.4.3. Il dispositivo di regolazione in altezza non deve ostacolare il
       movimento del timone dopo l'agganciamento.
5.4.4. I dispositivi di regolazione in altezza non devono alterare
       l'azione di un freno ad inerzia.
5.5.   Nel caso di timoni combinati con sistemi di frenatura ad inerzia,
       si deve rispettare almeno una distanza di 200 mm tra il centro
       dell'occhione e l'estremità della barra libera dello stesso in
       posizione frenata. Detta distanza non deve essere inferiore a 150
       mm per una barra completamente rientrata.
5.6.   I timoni utilizzati sui rimorchi ad asse centrale devono avere una
       rigidità rispetto alle forze laterali almeno pari alla rigidità
       rispetto alle forze verticali.
 ---pagebreak---                                                  - 47 -
6.     TELAI DI M O N T A G G I O
6.1.    I telai di m o n t a g g i o devono consentire il m o n t a g g i o dei rispettivi
       dispositivi di a t t a c c o sui veicoli p r e v i s t i .
6.2.    I telai di m o n t a g g i o n o n devono essere saldati al t e l a i o , alla
       c a r r o z z e r i a o ad altri elementi del v e i c o l o .
6.3.    I telai di montaggio devono soddisfare i requisiti di prova di cui
       al punto 4.3 dell'allegato VI.
7.     RALLE E CUNEI DI GUIDA
       Le disposizioni di cui ai punti da 7.1 a 7.9 si a p p l i c a n o a tutte
        le ralle della categoria G 5 0 .
        il punto 7 . 1 0 elenca le prescrizioni addizionali c h e i dispositivi
       di a t t a c c o normalizzati devono s o d d i s f a r e .
        I cunei di g u i d a d e v o n o soddisfare le p r e s c r i z i o n i del p u n t o 7 . 9 .
7.1.   Perni di ralla               idonei
       Le ralle d e l l e c a t e g o r i e G 5 0 devono e s s e r e p r o g e t t a t e in m o d o da
       poter essere a c c o p p i a t e con i perni della c a t e g o r i a H 5 0 e
       p r e s e n t a r e c o n questi le proprietà p r e s c r i t t e .
7.2.   Funzionamento automatico
        II f u n z i o n a m e n t o delle ralle deve e s s e r e a u t o m a t i c o .
7.3.   Gu i de
       Le ralle d e v o n o essere m u n i t e di u n d i s p o s i t i v o di g u i d a c h e
       g a r a n t i s c a u n a c c o p p i a m e n t o sicuro e senza p e r i c o l o del p e r n o . La
        larghezza d e l l ' e n t r a t a del d i s p o s i t i v o di g u i d a d e v ' e s s e r e a l m e n o
       di 3 5 0 mm.
7.4.   M o b i l i t à m i n i m a della ralla accoppiata al p e r n o (ma c o n ralla non
       fissata alla piastra di m o n t a g g i o o al v e i c o l o ) .
       C o n p e r n o inserito, le ralle devono p e r m e t t e r e m o v i m e n t i di
       r o t a z i o n e del p e r n o in posizione di m a r c i a di a l m e n o :
7.4.1. +_ 9 0 ° a t t o r n o all'asse verticale (non a p p l i c a b i l e a l l e ralle a
       guida f o r z a t a ) e , n e l l o stesso tempo, di
7.4.2. +_ 12° a t t o r n o a l l ' a s s e o r i z z o n t a l e t r a s v e r s a l m e n t e a l l a d i r e z i o n e
       di m a r c i a . D e t t o a n g o l o non comprende n e c e s s a r i a m e n t e l'uso
       fuor istrada.
7.4.3. E ' ammessa u n a rotazione massima di +_ 3° a t t o r n o a l l ' a s s e
        longitudinale. T u t t a v i a nel caso di u n a ralla a s o s p e n s i o n e
       integrale tale a n g o l o p u ò essere s u p e r a t o a c o n d i z i o n e c h e il
       m e c c a n i s m o di b l o c c a g g i o consenta di limitare la r o t a z i o n e a + 3 ° .
 ---pagebreak---                                   48 -
7.5.    Dispositivi di bloccaggio contro l'apertura della ralla
        Il meccanismo di bloccaggio della ralla deve bloccare il perno
        mediante un doppio accoppiamento geometrico ove il secondo
        dispositivo di bloccaggio può agire sul primo. Il primo
        dispositivo di bloccaggio deve agire automaticamente al momento
        dell'agganciamento. Se II secondo dispositivo di bloccaggio deve
        essere azionato a mano, deve essere possibile inserirlo soltanto
        dopo aver inserito il primo dispositivo. Se il secondo dispositivo
        di bloccaggio agisce in modo automatico, l'Inserimento di entrambi
        I dispositivi deve essere segnalato visualmente.
7.6.    Dispositivi di comando
        In posizione chiusa, i dispositivi di comando devono essere
        bloccati onde prevenire qualsiasi manovra dovuta ad inavvertenza.
7.7.    Finitura superficiale
        Le superfici della piastra di attacco e del dispositivo di
        bloccaggio devono essere lavorate a macchina, forgiate, fuse o
        stampate con cura e perfettamente funzionali.
7.8.    Prescrizioni di carico
        Tutte le ralle devono soddisfare ai requisiti di prova di cui al
        punto 4.6 dell'allegato VI.
7.9.    Cunei di guida
        Le ralle della categoria G50-X non adatte alla guida forzata
        devono essere opportunamente marcate.
7.9.1.  Le dimensioni dei cunei di guida destinati alla guida forzata dei
        semirimorchi devono presentare le dimensioni indicate nella fig.
        16.
7.9.2.  Il cuneo di guida deve consentire un agganciamento sicuro e senza
        pericolo. Esso dev'essere montato su molla.
        La forza della molla dev'essere scelta in modo da permettere
        l'agganciamento del semirimorchio non carico e, durante la guida,
        garantire l'appoggio del cuneo di guida sui fianchi della ralla
        quando il semirimorchio ò caricato al massimo. L'apertura della
        ralla dev'essere possibile sia con semirimorchio vuoto che carico.
7.10.   Prescrizioni   speciali per ralle normalizzate
7.10.1. Le ralle normalizzate delle categorie G50-1, G50-2, G50-3 e G50-4,
        devono rispettare le dimensioni della fig. 15 e della tabella 7.
7.10.2. Le ralle normalizzate devono essere adatte e collaudate per un
        valore D di 150 kN e per un valore U di 20 t.
 ---pagebreak---                                         - 49 -
               „ dlspos.t.vo di sganciamento deve essere costituito da una
7.10.3.        maniglia montata direttamente sulla ralla.
               Le r a n e norma..zzate devono essere adatte alla guida forzata di
7.10.4.         semirimorchi mediante cunei di guida (cfr. punto 7.9).
           Sezione A-B
  (ingrandita e ruotata di 90°,
   rappresentata con perno di ralla,        ir£
   Garantire lo spazio d'Ingombro del
    cuneo di guida
   Superficie di appoggio per cuneo di guida
    Fig. 15  Dimensioni delle ralle normalizzate
             (cfr. tabella 7)
 ---pagebreak---                                           - 50 -
Tabella 7:    Dimensioni delle ralle normalizzate
               (mm)       (cfr. tabella 15)
                      G50-1        G50-2       G50-3      G50-4
                 H    150 +_ 10    175 +_ 10   200 +_ 10 250 +_ 10
                                     +2
                 h             52
                                     -1
                                             minimo + 12°
         \ \ \ \ N \ \
                  m                                                Sezione A-B
                          198_2 allentato
                       '"   216 +2 compresso
(1)           Applicabile unicamente per spessori del cuneo di guida superiori a
              60 mm
(2)           Questa dimensione concerne unicamente la superficie attiva; la
              lunghezza del cuneo di guida propriamente detta può essere
              super iore.
Fig. 16   Dimensioni dei cunei di guida montati su molla
 ---pagebreak---                                                - 51 -
8.   PERNI DI RALLA
8.1.  I perni di ralla della categoria H50 (conformi a ISO 337) devono
     rispettare le dimensioni della fig. 17.
8.2.  I perni di ralla devono soddisfare i requisiti di prova di cui al
     punto 4.8. dell'allegato VI.
     / / / ' " • ' ' ' ' • ' - ' " " S . ' / S       '.'S.'//SS"//'s/
                                 O?3:0.1                         o —
                                                                  CI
                                                              \o\ 1 ^
                ~*\
                                                 (Vo... }
                                                      o\r
                               O 50.E ? o.i
                                                    »*?
                                                  93 •
                -l
                                                                4/
     spazio per la marcatura                               V..
                               O71.5:o<.
                         * eventuale smussatura 2 +2X45<>
                                                                      o
     Fig. 17            Dimensioni dei perni di ralla della categoria H50
9.   PIASTRE DI MONTAGGIO
9.1  La forma della cavità delle piastre di montaggio della categoria J
     destinate alle ralle deve corrispondere alle categorie G50-1, G50-
     2, G50-3 e G50-4 se dette piastre sono previste per ralle
     normal(zzate.
9.2  Le piastre di montaggio destinate a ralle normalizzate devono
     essere adatte alla guida forzata (cunei di guida) dei
     semirimorchi. Le piastre di montaggio non adatte ad una guida
     forzata devono essere opportunamente marcate.
9.3  Le piastre di montaggio destinate alle ralle devono soddisfare i
     requisiti di prova di cui al punto 4.7 dell'allegato VI.
 ---pagebreak---                                  52 -
10.    DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE E DI COMANDO A DISTANZA
10.1.  Prescr i z ionI genera Ii
       I dispositivi di segnalazione e di comando a distanza sono ammessi
       sui dispositivi di attacco automatico delle categorie C50-X e
       G50-X.
       I dispositivi di segnalazione e di comando a distanza non devono
       interferire con la libertà minima di movimento dell'occhione
       accoppiato o del semirimorchio agganciato.
       Essi devono essere collegati permanentemente al veicolo.
       Tutti i dispositivi di segnalazione e di comando a distanza nonché
       tutti gli elementi del dispositivo di comando e del dispositivo di
       trasmissione sono oggetto delle prove e dell'omologazione
       del l'attacco.
10.2.  Segnalazione a distanza
10.2.1 Nel caso di un attacco automatico, i dispositivi di segnalazione a
       distanza devono segnalare, con mezzi ottici e conformemente ai
       punti 10.2.2 e/o 10.2.3 la chiusura ed il doppio bloccaggio
       del l'attacco.
10.2.2 II cambiamento dalla posizione aperta a quella chiusa e il doppio
       bloccaggio devono essere indicati da una spia verde.
10.2.3 Per indicare la posizione aperta e/o non bloccata si utilizza un
       segnale ottico rosso.
10.2.4 Per indicare il completamento della procedura di agganciamento
       automatico, la segnalazione a distanza deve garantire che I
       dispositivi di attacco siano effettivamente accoppiati fra loro
       (ad es.: che il perno sia effettivamente inserito nell'occhione
       del la barra).
10.2.5 Un eventuale guasto nel dispositivo di segnalazione a distanza non
       deve indicare una posizione chiusa e bloccata durante la procedura
       di agganciamento se non è stata raggiunta la posizione finale.
10.2.6 Il disinrerImento di uno dei due dispositivi di bloccaggio
       dev'essere sufficiente per spegnere la spia verde e/o per far
       comparire il segnale ottico rosso.
10.2.7 Gii indicatori meccanici montati direttamente sul dispositivo di
       attacco devono restare.
       Il dispositivo di segnalazione a distanza dev'essere attivato
       automaticamente durante ogni agganciamento.
10.2.8 Per evitare che il conducente si distragga durante la guida
       normale, dev'essere prevista la possibilità di disinserire il
       dispositivo di segnalazione a distanza.
 ---pagebreak---                                - 53 -
10.2.9. Gli organi di comando e di segnalazione appartenenti alla
        segnalazione a distanza devono essere montati nel campo di
        visibilità del conducente e devono poter essere identificati in
        modo chiaro e permanente.
10.3.   Comando a distanza
10.3.1. Se viene utilizzato un comando a distanza, si deve ricorrere anche
        ad un dispositivo di segnalazione a distanza come descritto al
        punto 10.2 che indica anche che l'attacco ò aperto.
10.3.2. L'apertura dell'attacco mediante il comando a distanza deve poter
        essere sbloccata o bloccata mediante un apposito interruttore
        (interruttore principale, leva o valvola). Se detto interruttore
        principale non è montato nella cabina del conducente, esso non
        deve essere facilmente accessibile a persone non autorizzate e
        deve poter essere bloccato. Il comando dell'attacco propriamente
        detto a partire dalla cabina del conducente deve essere possibile
        soltanto quando sia stato escluso ogni eventuale azionamento
        involontar io.
        Deve essere possibile riconoscere se l'apertura dell'attacco
        mediante il comando a distanza ò sbloccata o meno.
10.3.3. Se il comando a distanza implica che l'apertura dell'attacco sia
        azionata da una forza esterna, le condizioni di azione della forza
        esterna sull'attacco devono essere opportunamente indicate al
        conducente. Ciò non ò necessario se la forza esterna agisce
        soltanto durante l'azionamento del comando a distanza.
10.3.4. Se il dispositivo di comando a distanza dell'apertura dell'attacco
        ò montato all'esterno del veicolo, deve essere possibile
        sorvegliare la zona che separa I veicoli agganciati. Non deve però
        essere necessario penetrare in detta zona per il comando.
10.3.5. Un eventuale errore di manovra o il verificarsi di un'avaria
        qualsiasi nel dispositivo non deve poter provocare l'apertura
        accidentale dell'attacco durante un percorso su strada. Il
        dispositivo deve segnalare immediatamente qualsiasi avaria
        dell'impianto o deve renderla percettibile al comando successivo,
        ad esempio con un cattivo funzionamento.
10.3.6. Nel caso di un difetto del comando a distanza, l'attacco deve
        poter essere aperto almeno in un altro modo in caso di urgenza. Se
        a tal fine occorre utilizzare un attrezzo, questo deve essere
        conservato nella borsa degli attrezzi di bordo. Le prescrizioni
        punto 3.8 dell'allegato V non si applicano alle maniglie che
        servono esclusivamente ad aprire l'attacco in caso di urgenza.
10.3.7. Gli organi di comando e di segnalazione che appartengono al
        dispositivo di comando a distanza devono essere identificati in
        modo chiaro e permanente.
 ---pagebreak---                                54 -
                          ALLEGATO VI
     Prova dei dispositivi di attacco meccanico
1.   PRESCRIZIONI GENERALI DI PROVA
1.1. Alla prova vengono sottoposti degli esemplari di dispositivi di
     attacco. Devono essere eseguite sia prove di resistenza che di
     funzionamento. Tuttavia il servizio tecnico può rinunciare ad una
     prova di resistenza se la semplicità di forma di un componente ne
     consente un controllo teorico.
1.2. La resistenza dei dispositivi di attacco deve essere verificata
     con una prova dinamica (prova di fatica). In casi particolari
     possono essere necessarie prove statiche (cfr. punto 4). Nel caso
     di semplici componenti della categoria E, per I quali le
     esperienze passate hanno dimostrato la sicurezza senza necessitare
     prove di fatica, può bastare una prova statica o il calcolo
     teorico. In caso di dubbio sono determinanti i risultati di una
     prova dinamica. Il servizio tecnico competente decide il metodo di
     prova da applicare.
1.3. I calcoli di verifica devono garantire un'equivalenza dei
     risultati con quelli delle prove dinamiche o statiche.
1.4. La prova dinamica deve essere realizzata con un carico
     approssimativamente sinusoidale (alternato e/o pulsante), con un
     numero di cicli di sollecitazione in funzione del materiale. Non
     deve verificarsi alcuna incrinatura o frattura.
1.5. Nelle prove statiche prescritte sono ammesse unicamente
     deformazioni permanenti trascurabili. La deformazione plastica
     dopo la prova non deve superare II 10% della deformazione massima.
1.6. Le ipotesi di carico sono basate sulla componente orizzontale
     della forza lungo l'asse longitudinale del veicolo e sulla
     componente verticale della forza. Le componenti orizzontali della
     forza trasversale rispetto all'asse longitudinale del veicolo
     nonché I momenti vengono trascurati finché assumono un'importanza
     minore.
     Se la forma del dispositivo di attacco o il suo fissaggio al
     veicolo oppure il montaggio di sistemi addizionali
     (stabilizzatori, sistemi di attacco corti ecc.) generano forze o
     momenti addizionali, il servizio tecnico può esigere prove
     supplementarI.
     La componente orizzontale della forza sull'asse longitudinale del
     veicolo è rappresentanta da una forza di riferimento teorica,
     ossia dal valore D quale definito al punto 2.1.18 dell'allegato I.
     La componente verticale é determinata dal carico di appoggio
     verticale statico S sul punto di attacco e dal carico verticale
     presunto V, definito al punto 2.1.19 dell'allegato I, oppure dal
     carico di appoggio verticale statico U nel caso delle ralle.
 ---pagebreak---                               - 55 -
1.7. I valori caratteristici D, S, V ed U su cui sono basate le prove
     figurano nella domanda di omologazione CEE presentata dal
     r(chiedente.
2.   ESECUZIONE DELLE PROVE
2.1. Per le prove dinamiche e le prove statiche il campione deve essere
     sistemato in un apposito attrezzo con i dispositivi adatti per
     l'applicazione della forza in modo che non sia soggetto ad altre
     forze o momenti supplementari oltre la forza per prova prevista.
     Nel caso di prove alternate, la direzione di applicazione della
     forza non deve scostarsi di oltre +_ 1° dalla direzione prescritta.
     Nel caso di prove pulsanti e statiche, l'angolo deve essere
     regolato per la forza massima. In linea di massima è necessario a
     tal fine prevedere un'articolazione nel punto di applicazione
     della forza (ossia il punto di attacco) ed una seconda
     articolazione ad una distanza sufficiente.
2.2. La frequenza di prova non può superare 35 Hz. La frequenza scelta
     deve essere ben separata dalle frequenze di risonanza della prova
     applicata al dispositivo. Nelle prove asincrone, le frequenze
     delle due componenti delle forze possono presentare fra loro una
     differenza di circa l'1% sino ad un massimo del 3%. Per i
     dispositivi di attacco di acciaio il numero dei cicli è pari a 2 x
     10 6 . Per dispositivi di altro materiale può essere necessario un
     numero maggiore di cicli.
     Werrèi applicato il metodo del liquido penetrante colorato per il
     controllo delle incrinature o un altro metodo equivalente.
2.3. In presenza di forze di prova (componenti) alternate, la forza
     media è 0. Nelle prove pulsanti la forza di prova è pari alla
     forza massima mentre la forza minore può giungere al 5% della
     forza massima salvo disposizioni contrarie contenute nelle
     prescrizioni particolari di prova.
2.4. Nelle prove statiche, la forza di prova deve essere applicata
     rapidamente e mantenuta per almeno 60 secondi.
2.5. I dispositivi di attacco da sottoporre alla prova devono essere
     fissati, in linea di massima, rigidamente su un banco di prova in
     una posizione geometricamente identica a quella prevista per
     l'applicazione sul veicolo. I dispositivi di fissaggio dovrebbero
     essere quelli specificati dal fabbricante o dal richiedente e
     destinati ad essere fissati al veicolo e/o avere caratteristiche
     meccaniche identiche.
2.6. Di preferenza, gli attacchi devono essere sottoposti alla prova
     nelle condizioni originali previste per l'uso su strada. A
     discrezione del costruttore e di comune accordo con il servizio
     tecnico si possono trascurare i componenti flessibili qualora ciò
     si renda necessario per il procedimento di prova e se non si
     paventano influenze anomale sui risultati della prova.
 ---pagebreak---                              - 56
   I componenti flessibili apparentemente surriscaldati in seguito a
   questa procedura di prova accelerata possono essere sostituiti
   durante la stessa.
   I carichi di prova possono essere applicati con speciali
   dispositivi privi di gioco.
3. SIMBOLI E DEFINIZIONI DELL'ALLEGATO VI
   Av -    carico assiale massimo ammesso in t
   C        -      massa totale del rimorchio ad asse centrale in t
                    (cfr. punto 2.1.18 dell'allegato I)
   D       -       valore di kN (cfr. punto 2.1.18 dell'allegato I)
   R        -      massa totale del rimorchio integrale in t (cfr.
                   punto 2.1.18 dell'allegato I)
   T        -      massa totale del veicolo trattore in t
                    (cfr. punto 2.1.18 dell'allegato I)
   FA -     forza statica di sollevamento in kN
   Fh -     componente orizzontale della forza di prova
            sull'asse longitudinale del veicolo in kN
   Fs -     componente verticale della forza di prova in kN
   Fg -     componente orizzontale della forza di prova
            trasversale all'asse longitudinale del veicolo in kN
   F
     hs res        "        forza di prova risultante di F h e F s in
                            kN
   F
     hq res        "        forza di prova risultante di F n e F q in
                            kN
   S              -         carico verticale statico in kg
   U               -        carico verticale applicato sulla ralla in t
   V               -        valore V in kN (cfr. allegato I,
                            punto 2.1.19)
   a               -        fattore di accelerazione verticale
                            equivalente nel punto di attacco dei
                            rimorchi ad asse centrale in funzione del
                            tipo di sospensione dell'asse o degli assi
                            posteriori del veicolo trattore
   e                -       distanza longitudinale in mm tra il punto di
                            attacco dei ganci a sfera smontabili ed il
                            piano verticale dei punti di fissaggio (cfr.
                            figg. da 23 a 26)
   f                -       distanza verticale in mm tra il punto di
                            attacco dei ganci a sfera smontabili ed il
                            piano orizzontale dei punti di fissaggio
                            (cfr. figg. da 22 a 26)
   g                -       accelerazione di gravità supposta pari a
                            9,81 m / s 2
    I               -        lunghezza teorica del timone in m fra il
                            centro dell'occhione e il centro del
                            complesso dell'asse
   n                -       distanze tra l'occhione del timone e la
                            mezzeria dell'asse sterzante in mm
   r                -       raggio di curvatura in mm
   s                -       careggiata in mm
 ---pagebreak---                                - 57 -
       x             -        lunghezza della superficie di carico di un
                              rimorchio ad asse centrale in m
       Indici:       0 -  forza massima
                     U -  forza minima
                     w -  alternata
                     h  - orizzontale
                     s  - vertleale
4.     PRESCRIZIONI PARTICOLARI DI PROVA
4.1.   Ganci a sfera e supporti
4.1.1. I dispositivi di attacco meccanico dei ganci a sfera possono
       essere dei seguenti tipi:
       -  ganci a sfera in un sol pezzo comprendenti dispositivi con
          sfera smontabile e non intercambiabile (cfr. fig. 21)
       -  ganci a sfera comprendenti un certo numero di parti smontabili
          (cfr. figg. 22, 23 e 24) •
       -  supporti (cfr. fig. 25).
4.1.2. La prova base è una prova di fatica con una forza alternata. Il
       campione da sottoporre alla prova è costituito dal gancio a sfera,
       dal collo della sfera e dai supporti necessari al montaggio sul
       veicolo. Il gancio a sfera ed i supporti sono fissati rigidamente
       in un dispositivo di prova in grado di generare delle forze
       alternate ed in una posizione geometricamente identica a quella
       reale prevista per l'uso.
4.1.3. Le posizioni dei punti di fissaggio per il montaggio dei ganci a
       sfera e dei supporti sono definite dal costruttore del veicolo
       (punto 1.3 dell'allegato VII).
4.1.4. I dispositivi presentati per la prova devono essere corredati di
       tutti i dettagli di progetto che possono influire sui criteri di
       resistenza (ad es.: piastra per le prese elettriche, eventuali
       marcature, ecc.). La prova termina nei punti di ancoraggio o di
       fissaggio. La posizione geometrica del gancio a sfera e dei punti
       di fissaggio del dispositivo di attacco rispetto alla linea di
       riferimento è indicata dal costruttore del veicolo e deve figurare
       nel verbale di prova.
       Tutte le posizioni relative dei punti di ancoraggio rispetto alla
       linea di riferimento, per i quali il costruttore del veicolo
       trattore deve fornire tutte le informazioni necessarie al
       costruttore del dispositivo di traino, devono essere verificate
       sul banco prova.
4.1.5. L'insieme montato sul banco prova deve essere sottoposto ad una
       prova su una macchina per la prova a trazione alternata (ad es.:
       su un pulsatore a risonanza).
       Il carico di prova deve essere costituito da una forza alternata e
       deve essere applicato al gancio a sfera con un angolo di 15° +_ 1°
       come Illustrato in fig. 18 e/o in fig. 19.
 ---pagebreak---                         - 58 -
                                               Se iI centro del la
sfera si trova sopra la linea parallela alla linea di
riferimento illustrata nella fig. 20, la quale passa attraverso
il punto di fissaggio più alto e più vicino, la prova deve
essere eseguita con l'angolo OC - -15* +. 1" (vedi fig. 18). Se
il centro della sfera si trova sotto la linea parallela alla
linea di riferimento illustrata nella fig. 20, la quale passa
attraverso il punto di fissaggio più alto e più vicino, la prova
deve essere eseguita con l'angolo 0^ - +15" +_ 1* (cfr. fig. 19).
Questo angolo viene scelto in modo da tener conto del carico
verticale statico e dinamico. Questo metodo di prova é applicabile
soltanto per un carico statico ammesso massimo
di S - 120 • D .
            g
Se è richiesto un carico statico superiore a 120    D , l'angolo
                                                  g
di prova dovrebbe essere aumentato a 20°.
La prova dinamica dev'essere eseguita con le seguenti forze-
F
  res " ± 0,6 D.
 ---pagebreak---                                       - 59 -
         f rcs                             Iinea di riferimento
Fig. 18 Apparecchiatura di prova I
                                                 Iinea di r ifer imento
Fig. 19 Apparecchiatura di prova II
                         punto di fissaggio più alto
                                 linea parallela alla linea di     riferimento
                                                  Iinea di riferimento
                                                  centro della sfera
 Fig. 20   Criteri validi per gli angoli di prova
 ---pagebreak---                                - 60 -
        Fig. 21  Gancio a sfera in un sol pezzo
4.1.6.  Il procedimento di prova si applica ai vari tipi di
        dispositivi di attacco (cfr. 4.1.1) nel modo seguente:
4.1.6.1 Ganci a sfera in un sol pezzo comprendenti dispositivi con sfera
        smontabile e non intercambiabile (cfr. fig. 2 1 ) .
        La prova di fatica per i dispositivi illustrati nella fig. 21 deve
        essere eseguita conformemente alle prescrizioni del punto 4.1.5.
4.1.6.2 Ganci a sfera, comprese le parti smontabili.
        Sono definite le seguenti categorie:
        -  supporto e sfera (cfr. fig. 22)
        -  supporto e sfera su appoggio integrale (cfr. fig. 23)
        -  supporto e sfera (cfr. fig. 24)
        -  supporto senza sfera (cfr. fig. 25)
        Fig. 22  Supporto e sfera
 ---pagebreak---                                       - 61 -
         xxx^NN^NX                             <t\
Fig. 23 Supporto e sfera su appoggio integrale
                         n
                                    ^
                                                I'
                                         i—=—i
Fig. 24 Supporto e sfera
 ---pagebreak---                                      - 62 -
           Fig. 25 Supporto
           La prova di fatica per i dispositivi illustrati nelle figg. da 22
           a 24 dev'essere eseguita conformemente alle prescrizioni del punto
           4.1.5.
           Le dimensioni e ed f con una tolleranza di fabbricazione di +_ 5
           mm, devono figurare nel verbale di prova.
           La prova dei supporto (cfr. fig. 25) dev'essere eseguita con una
           sfera montata (sul supporto). Vanno considerati soltanto i
           risultati relativi al supporto compreso tra i punti di fissaggio e
           la superficie di montaggio dell'appoggio della sfera.
           Le dimensioni e ed f devono essere specificate dal fabbricante del
           dispositivo di attacco.
4.1.6.3.   Dispositivi di attacco con dimensioni e ed f variabili per ganci a
           sfera smontabili ed intercambiabili.
4.1.6.3.1. Le prove di fatica di questi supporti (cfr. fig. 26) devono essere
           eseguite conformemente alle prescrizoni del punto 4.1.5.
4.1.6.3.2. Se i fabbricanti ed il servizio tecnico sono in grado di definire
           una configurazione più sfavorevole allora ò sufficiente sottoporre
           alla prova soltanto questa configurazione.
           Diversamente, devono essere provate varie posizioni della sfera
           mediante un programma di prova semplificato di cui al punto
           4.1.6.3.3.
4.1.6.3.3. In un programma di prova semplificato, il valore di f deve essere
           compreso tra un valore definito di f a / n od un valore di f M a x
           massimo di 100 mm. La sfera deve trovarsi ad una distanza (e ffax )
           di 130 mm dall'appoggio. Per considerare tutte le posizioni
           possibili della sfera nel campo definito dalla distanza
           orizzontale dalla superficie di montaggio e dalla gamma verticale
           dei valori f (da f a / n a *«ax)' devono essere sottoposti alla
           prova due dispositivi
           - uno con la sfera nella posizione più alta ( f - a x ) e
           - l'altro con la sfera nella posizione più bassa (f*/n).
           Se il campo delle possibili posizioni della sfera ò diviso dalla
            linea parallela alla linea di riferimento (cfr. fig. 26c), gli
           angoli di prova sono:
 ---pagebreak---                                             - 63 -
                    - per la sfera al di sopra e +   per la sfera al di sotto della
                    linea di riferimento (cfr. flg. 20).
 a  f
  >   »ax a ' d i sotto della linea parallela alla linea di riferimento
    angoli di prova: + OC
                    /\
                  linea parallela alla linea di riferimento^rx
                                                                   ._ _       _ _
                                                                      sfera al di sotto
                 Iinee di riferimento
                                                 max
 Fig. 26a      Supporto e appoggio per varie posizioni della sfera
 b) f a / n al di sopra d e M a linea parallela alla linea di riferimento
    angoli di prova:        - Oc
            linee di riferimento i
    linea parallela alla linea di riferimento
                                                                     sfera al di sopra
                                                                         I
                                             max
Fig. 26b      Supporto e appoggio per varie posizioni della sfera
 ---pagebreak---                                         - 64 -
 e) ff*ax a' di sopra della linea parallela alla linea di riferimento
      aln al di sotto della linea parallela alla linea di riferimento
     angoli di prova: + O C e - O C
                                                          Iinee di riferimento
                                                                 r•a aai
                                                               sfera  i d» sopra
Iinea parailela al
                                                             sfera al di sotto
                                                                   '. x.
                                                             "X
                                       max
 Fig. 26c Supporto e appoggio per varie posizioni della sfera
 4.2.            Attacchi sferici
                                                              <
 4.2.1           La prova base ò una prova di fatica con una forza di prova
                 alternata ed una prova statica (prova di sollevamento) su ciascun
                 campione di prova.
 4.2.2           La prova dinamica dev'essere eseguita con un gancio a sfera della
                 categoria A di resistenza adatta. L'attacco sferico ed il gancio a
                 sfera devono essere montati sull'apparecchiatura di prova secondo
                 le istruzioni del fabbricante e in modo corrispondente al loro
                 montaggio sul veicolo. Si deve impedire che, oltre alla forza di
                 prova, possano agire sul campione altre forze.
                 La forza di prova è applicata secondo la linea d'azione che passa
                 per il centro della sfera ed ò inclinata di 15° ali'indietro e
                 verso il basso (cfr. fig. 2 7 ) .
                 Sul campione dev'essere eseguita una prova di fatica applicando la
                 seguente forza di prova:
 ---pagebreak---                                    - 65 -
       F
         hs res w - ± 0 . 6 D
                                                             /5
      Fig. 27          Prova di fatica
4.2.3      Dev'essere eseguita anche una prova di sollevamento statico. Il
           gancio a sfera utilizzato per la prova deve avere un seguente
           diametro di
             + 0,13
      49               mm
           - 0
      per rappresentare una sfera usurata. La forza di sollevamento FA
      dev'essere portata gradualmente e rapidamente ad un valore di C +
      S e mantenuta per 10 secondi (cfr. fig. 28). L'attacco sferico non
      deve staccarsi dalla sfera e non deve presentare alcuna
      deformazione permanente che possa comprometterne il buon
      funzionamento*
                                            ! T,
                           \ / S S S S / * * s ' S / S
      Fig. 28         Prova d'I sol levamento
 ---pagebreak---                                     - 66 -
4.3.      Dispositivi di attacco di timone e telai di montaggio
4.3.1.    Sul campione di prova dev'essere eseguita una prova di fatica. Il
          dispositivo di attacco di timone dev'essere munito di tutti i
          pezzi di fissaggio necessari al suo montaggio sul telaio del
          veicolo.
          Gli elementi intermedi montati tra il dispositivo di attacco di
          timone ed il telaio del veicolo (ad es.: telai di montaggio)
          devono essere sottoposti alla prova con le stesse forze applicate
          al dispositivo di attacco.
4.3.2.   .Dispositivi di attacco per timoni che consentono la libertà di
          movimento verticale (S - 0 ) .
          Le prove dinamiche devono essere eseguite applicando la forza
          alternata F n w - +_ 0,6 D agente lungo una retta parallela al
         manto stradale sul piano longitudinale mediano del veicolo
          trattore che passa per il centro del perno di attacco.
4.3.3.    Dispositivi di attacco di timone per rimorchi ad asse centrale
          (S > 0 ) .
4.3.3.1. Massa del rimorchio ad asse centrale sino a 3,5 t comprese
          I dispositivi di attacco di timone per rimorchi ad asse centrale
          sino ad una massa totale di 3,5 t devono essere sottoposti alla
          prova alio stesso modo dei ganci a sfera e dei supporti descritti
          al punto 4.1 del presente allegato.
4.3.3.2.  Massa del rimorchio ad asse centrale superiore a 3,5 t
          I carichi di prova sono applicati in direzione orizzontale e
          verticale al campione nel corso di una prova asincrona di fatica.
          La linea d'azione orizzontale deve essere parallela al manto
          stradale nel piano mediano longitudinale del veicolo trattore e
          passare per il centro del perno di attacco. La linea d'azione
          verticale deve essere perpendicolare al manto stradale nel piano
          longitudinale mediano del veicolo trattore e passare per il centro
          del perno di attacco (vedi fig. 29).
          Le apparecchiature di fissaggio del dispositivo di attacco di
          timone e dell'occhione sul banco prova devono essere quelle
          previste per il loro fissaggio al veicolo conformemente alle
          istruzioni nel montaggio del costruttore.
 ---pagebreak---                                - 67 -
       Al punto di attacco si devono applicare i seguenti carichi di
       prova
          carlco di prova     valore medio (kN)    intensita (kN)
        car Ico orizzontale          0            +/- 0.6 * D
                                   9 * S
        carlco verticale    1      1000           +/- 0.6 * V
       La forza applicata nella prova ò la somma geometrica della
       componente verticale e di quella orizzontale. Ciò può essere
       realizzato con un banco prova la cui configurazione é illustrata
       nella fig. 29. Le componenti verticale ed orizzontale devono
       essere di forma sinusoidale e sono applicate in modo asincrono; la
       differenza delle loro frequenze dev'essere compresa tra 1% e 3% in
       modo da generare delle forze di prova risultanti in tutte le
       direzioni.
4.3.4. Prova statica dei dispositivo di bloccaggio del perno di
       accoppiamento
       Per i dispositivi di attacco di timone occorre inoltre provare la
       chiusura e ogni dispositivo di bloccaggio con una forza statica di
       0,25 D agente nel senso dell'apertura. La prova non deve provocare
       l'apertura né causare danneggiamenti. Net caso di perni cilindrici
       ò sufficiente una forza di prova di 0,1 D.
 ---pagebreak---                                            - 68 -
                                                       Carico di prova verticale
                 di prova orizzontale
          Carico
                                                      -r?-/; / / ; ; / '    s^rTr^^^,
TT-rTT-rTWrrT-TTTTTTrrnT^^rT^Ty
                                   Esempio di banco di prova
    Figura 29: Apparecchiatura di prova per attacchi di timone
    4.4.           Occhioni
    4.4.1          Gli occhioni sono sottoposti alla stessa prova dinamica degli
                   attacchi di timone. Gli occhioni utilizzati unicamente per i
                   rimorchi muniti di timoni mobili in senso verticale sono
                   sottoposti ad un carico alternato come descritto al punto 4.3.2.
                   Gli occhioni previsti anche per i rimorchi ad asse centrale
                   sono sottoposti alla prova come gli attacchi sferici (4.2) per una
                   massa di rimorchio C sino a 3,5 t e come i dispositivi di attacco
                   di timone (4.3.3.2) per una massa totale dì rimorchio C superiore
                   a 3,5 t.
    4.4.2          La prova degli occhioni deve essere eseguita in modo che il carico
                   alternato agisca anche sulle parti utilizzate per fissare
                   l'occhione stesso al timone. Tutti i pezzi intermedi flessibili
                   devono essere bloccati.
     4.5.          T i mon i
    4.5.1.          I timoni devono essere sottoposti alla prova come gli occhioni
                   (vedi 4.4).
                   Se la semplicità della forma di un componente consente un calcolo
                   teorico della resistenza, il servizio tecnico può rinunciare ad
                   una prova di fatica.
                   I carichi teorici per la prova di fatica o la verifica teorica del
                   timone di rimorchi ad asse centrale con massa sino a 3,5 t inclusa
                   figurano nella norma ISO 7641/1 (1983).
                   I carichi teorici per la verifica teorica di timoni di rimorchi
                   con massa totale C superiore a 3,5 t sono calcolati come segue:
 ---pagebreak---                                    - 69 -
                                          S .q
                          sw   ±0,6 /            + V)
                                      V 1000       '
         dove l'intensità della forza V corrisponde a quella del punto
         2.1.19 del l'ai legato I.
          In questo caso si deve tener conto della natura asincrona dei
         componenti orizzontali e verticali delle forze moltiplicando la
         somma dei momenti flettenti per il fattore 0,75. Il momento
         flettente totale cosi ridotto non può essere inferiore al massimo
         momento flettente singolo.
4.5.2.   Oltre alla prova di fatica o alla verifica teorica della
         resistenza occorre verificare la resistenza alla compressione sia
         con una verifica teorica supponendo un carico teorico di 1,8 x D
         oppure con una prova di resistenza alla compressione con un carico
         teorico di 3 x D.
4.5.3.   Nel caso degli assi sterzanti, occorre eseguire una verifica
         teorica delle sollecitazioni a flessione massime ammesse dovute
         al le forze laterali.
         Car ichi teor ici:
         Pqw " 9  • 0,18 . A v . r_ (per la sterzatura con fuso a snodo)
                                 n
         F
           qw " 9 • 0,18 . A v . s_ (per la sterzatura a ralla)
                                 2n
4.6.     Ralle
4.6.1.   Le prove di base della resistenza sono costituite da una prova
         dinamica e da una statica (prova di sollevamento). Le ralle
         destinate alla guida forzata dei semirimorchi devono subire una
         prova statica supplementare (prova di flessione).
         Per le prove, la ralla deve essere munita dei pezzi di fissaggio
         necessari al suo montaggio sui telaio del veicolo. Il sistema di
         montaggio deve essere identico a quello utilizzato per la sua
         installazione sul veicolo.
4.6.2.   Prove statiche
4.6.2.1. La resistenza delle ralle normalizzate che devono montare un cuneo
         di guida o un dispositivo analogo per la guida forzata dei
         semirimorchi deve essere verificata con una prova statica di
         flessione realizzata nella zona d'azione del dispositivo di guida
         applicando simultaneamente il carico sulla ralla.
         Il carico massimo ammissibile U deve essere applicato sulla ralla
         montata in posizione di funzionamento, perpendicolarmente ed
         utilizzando una piastra rigida di dimensioni sufficienti per
         ricoprire completamente la ralla. La risultante del carico
         applicato deve passare per il centro dell'articolazione
         orizzontale della ralla.
 ---pagebreak---                                       - 70 -
               Simultaneamente occorre applicare lateralmente alla guida del
               perno di ralla una forza laterale orizzontale che rappresenta la
               forza necessaria alla guida forzata del semirimorchio. La
               grandezza di detta forza e la sua direzione devono essere scelte
               in modo da esercitare un momento di 0,75 m X D rispetto al centro
               del perno di ralla.
               Il momento è applicato con una forza agente su un braccio di leva
               di 0,5 m. E' ammessa una deformazione permanente (plastica) dello
               0,5% di tutte le dimensioni nominali. Non devono apparire
               incr(nature.
4.6.2.2.       Tutte le ralle devono essere sottoposte ad una prova statica di
               sollevamento. La piastra di attacco non deve presentare una
               flessione permanente superiore allo 0,2% della sua larghezza sino
               ad una forza di sollevamento di F A - g.U. Per le ralle
               normalizzate della categoria G50 e per quelle comparabili che
               presentano un perno dello stesso diametro, il perno non può
               separarsi dalla ralla applicando una forza di sollevamento di
               F A - g . 2,5 . U.
               La forza ò applicata con una leva appoggiata ad un'estremità sulla
               piastra di attacco e con l'altra estremità sollevata ad una
               distanza da 1,0 a 1,5 m dal centro del perno (vedasi figura 30).
               Il braccio di leva deve essere a 90° rispetto alla direzione di
               entrata del perno nella ralla. Devono essere eseguite due prove
               sullo stesso campione spostando ogni volta il braccio di leva di
               180°.
               Per la seconda prova si utilizza un nuovo campione.
Schizzo dell'attrezzatura di prova
                            F
                                    f
                                      ~XI
                               *-*-             1... 1,5,
Vista poster iore
Fig. 30: Prova di sollevamento della ralla
 ---pagebreak---                                  - 71
4.6.3.   Prova dinamica
         La ralla deve essere sottoposta a sollecitazioni alternate su un
         banco di prova (prova dinamica asincrona) durante le quali sono
         applicate simultaneamente alla ralla delle forze orizzontali
         alternate e delle forze verticali pulsanti.
4.6.3.1. Nel caso delle ralle non previste per una guida forzata dei
         semirimorchi, devono essere applicate le seguenti forze:
         orizzontalmente:       F n w - +_0,6 . D
         verticalmente:                    F S Q - g . 1,2 . U
                                           F S U " 9 • 0' 4 • u
         Queste due forze devono essere applicate nel piano longitudinale
         mediano del veicolo ove F s 0 y passa per il centro
         dell'articolazione della ralla. La forza verticale F s 0 ) u varia
         entro i seguenti limiti
         + 1,2 . U e + 0,4 . U
         e la forza orizzontale tra
         + 0,6 . D e -  0,6 . D
4.6.3.2. Nel caso delle ralle previste per la guida forzata dei
         semirimorchi si devono applicare le seguenti forze:
         orizzontalmente:       F n w - +_ 0,675 . D
         verticalmente:         F s 0 y come indicato nel punto 4.6.3.1.
         Le linee di azione di queste forze sono indicate al punto 4.6.3.1.
4.6.3.3. Per la prova dinamica eseguita sulle ralle occorre disporre tra la
         piastra di attacco e la piastra di appoggio una pellicola di
         materiale lubrificante in modo che venga garantito un coefficiente
         di attrito massimo di /* - 0,15.
4.7.     Piastre di montaggio per ralle
         La prova dinamica delle ralle di cui al punto 4.6.3 e le prove
         statiche di cui al punto 4.6.2 devono essere applicate per
         analogia alle piastre di montaggio. Per le piastre di montaggio è
         sufficiente eseguire la prova di sollevamento da un solo lato. Le
         prove devono essere realizzate per l'altezza massima
         d'installazione prevista per le ralle, per la massima larghezza e
         la minima lunghezza stabilite della piastra di montaggio. Questa
         prova non è necessaria se la piastra di montaggio è più stretta
         e/o più lunga e l'altezza totale ò inferiore ma identica, per il
         resto, ad una piastra già sottoposta a questa prova.
4.8.     Perni di ralla di semirimorchi
 ---pagebreak---                                       - 70 -
               Simultaneamente occorre applicare lateralmente alla guida del
               perno di ralla una forza laterale orizzontale che rappresenta la
               forza necessaria alla guida forzata del semirimorchio. La
               grandezza di detta forza e la sua direzione devono essere scelte
               In modo da esercitare un momento di 0,75 m X D rispetto al centro
               del perno di ralla.
               Il momento è applicato con una forza agente su un braccio di leva
               di 0,5 m. E' ammessa una deformazione permanente (plastica) dello
               0,5% di tutte le dimensioni nominali. Non devono apparire
               incr(nature.
4.6.2.2.       Tutte le ralle devono essere sottoposte ad una prova statica di
               sollevamento. La piastra di attacco non deve presentare una
               flessione permanente superiore allo 0,2% della sua larghezza sino
               ad una forza di sollevamento di F A - g.U. Per le ralle
               normalizzate della categoria G50 e per quelle comparabili che
               presentano un perno dello stesso diametro, il perno non può
               separarsi dalla ralla applicando una forza di sollevamento di
               F A - 9 • 2,5   U.
               La forza è applicata con una leva appoggiata ad un'estremità sulla
               piastra di attacco e con l'altra estremità sollevata ad una
               distanza da 1,0 a 1,5 m dal centro del perno (vedasi figura 30).
               Il braccio di leva deve essere a 90° rispetto alla direzione di
               entrata del perno nella ralla. Devono essere eseguite due prove
               sullo stesso campione spostando ogni volta il braccio di leva di
               180°.
               Per la seconda prova si utilizza un nuovo campione.
Schizzo dell'attrezzatura di prova
                             F
                         ^S=a
                                                1... 1,5,
Vista poster iore
Fig. 30: Prova di sollevamento della ralla
 ---pagebreak---                                  - 71 -
4.6.3.   Prova dinamica
         La ralla deve essere sottoposta a sollecitazioni alternate su un
         banco di prova (prova dinamica asincrona) durante le quali sono
         applicate simultaneamente alla ralla delie forze orizzontali
         alternate e delle forze verticali pulsanti.
4.6.3.1. Nel caso delle ralle non previste per una guida forzata dei
         semirimorchi, devono essere applicate le seguenti forze:
         orizzontalmente:       F^w - ± 0 , 6    . D
         verticalmente:                    F S Q - g . 1,2 . U
                                           F s u " 9 • 0.4 . U
         Queste due forze devono essere applicate nel piano longitudinale
         mediano del veicolo ove FS0,U passa per il centro
         dell'articolazione della ralla. La forza verticale FS0,U varia
         entro i seguenti limiti
         + 1,2 . U e + 0,4 . U
         e la forza orizzontale tra
         + 0,6 . D e -  0,6 . D
4.6.3.2. Nel caso delle ralle previste per la guida forzata dei
         semirimorchi si devono applicare le seguenti forze:
         orizzontalmente:       F n w - +_ 0,675 . D
         verticalmente:         F s 0 u come indicato nel punto 4.6.3.1.
         Le linee di azione di queste forze sono indicate al punto 4.6.3.1.
4.6.3.3. Per la prova dinamica eseguita sulle ralle occorre disporre tra la
         piastra di attacco e la piastra di appoggio una pellicola di
         materiale lubrificante in modo che venga garantito un coefficiente
         di attrito massimo di /x - 0,15.
4.7.     Piastre di montaggio per ralle
         La prova dinamica delle ralle di cui al punto 4.6.3 e le prove
         statiche di cui al punto 4.6.2 devono essere applicate per
         analogia alle piastre di montaggio. Per le piastre di montaggio è
         sufficiente eseguire la prova di sollevamento da un solo lato. Le
         prove devono essere realizzate per l'altezza massima
         d'installazione prevista per le ralle, per la massima larghezza e
         la minima lunghezza stabilite della piastra di montaggio. Questa
         prova non ò necessaria se la piastra di montaggio é più stretta
         e/o più lunga e l'altezza totale è inferiore ma identica, per il
         resto, ad una piastra già sottoposta a questa prova.
4.8.     Perni di ralla di semirimorchi
 ---pagebreak---                                 - 72 -
4.8.1. Un campione è sottoposto ad una prova dinamica mediante
       sollecitazioni alternate su un banco di prova. La prova del perno
       di ralla non può essere combinata con la prova della ralla stessa.
       La prova deve essere realizzata in modo che il carico agisca anche
       sugli elementi di fissaggio necessari al montaggio del perno sul
       semi r imorchio.
4.8.2. Una prova dinamica con un carico orizzontale di prova di F n w - +_
       0,6 . D deve essere eseguita sul perno in posizione di
       funz ionamento.
       La linea di azione della forza deve passare per il centro del
       diametro più piccolo della parte cilindrica del perno del diametro
       di 50,8 rron per la categoria H50 (cfr. allegato V, fig. 17).
 ---pagebreak---                              - 73 -
                          ALLEGATO VI I
     Prescrizioni relative all'omologazione del tipo di veicolo per
     quanto concerne il montaggio opzionale di dispositivi di attacco
     meccanico su detto veicolo.
1.    PRESCRIZIONI GENERALI
1.1.  Il costruttore del veicolo deve stabilire quali tipi e categorie
     di dispositivi di attacco possono essere montati sul tipo di
     veicolo, indicando i valori D, V, S o U (se applicabile) basati
     sulla costruzione del tipo di veicolo in combinazione con il tipo
     o tipi del dispositivo o dei dispositivi di attacco nei quali è
     previsto l'uso. Le caratteristiche D, V, S o U dei dispositivi di
     attacco omologati ai sensi della presente direttiva devono essere
     pari o superiori alle caratteristiche indicate per la combinazione
      in quest ione.
1.2   II dispositivo di attacco deve essere fissato al tipo di veicolo
     conformemente alle istruzioni per l'installazione fornite dal
     costruttore del veicolo d'accordo con il costruttore del
     dispositivo e il servizio tecnico. Il costruttore del veicolo deve
     specificare i punti idonei di fissaggio per il dispositivo di
     attacco sul tipo di veicolo e, se necessario, i supporti e    le
     piastre di montaggio, ecc. da montare su un determinato tipo di
     veicolo.
1.3. Per l'attacco di rimorchi con una massa massima superiore a 3,5 t
     possono essere utilizzati sui veicoli a motore soltanto
     dispositivi di attacco automatico che consentano un agganciamento
     automatico.
1.4. Per il montaggio di dispositivi di attacco delle categorie B, D, E
     ed H sui rimorchi, si deve prendere in considerazione come massa
     massima T del veicolo trattore un valore di 32 t per il calcolo
     del valore D. Se il valore D del dispositivo di attacco non è
     sufficiente per T - 32 t, la limitazione che ne deriva per la
     massa T del veicolo trattore o per la massa nella combinazione dei
     due veicoli dev'essere indicata nella scheda di omologazione del
     rimorchio (allegato IX).
 ---pagebreak---                                                        - 74 -
         2.             PRESCRIZIONI PARTICOLARI
         2.1.
                        Montaggio di ganci a sfera con supporti
         2.1.1.
                        ! n ° ^ H * f ! r a !? ' s u p p o r t l d « v °™> essere montati su un veicolo
                        in^modo da rispettare la zona libera e le altezze Indicate n i n i
                                     <$•
                                                                    ls ta  laterale (sezione A-A)
                                                                               I'alto (sezione B-B)
      Fig. 31:
Fig. 31:       Spazio libero per ganci a sfera
               Eventuali dettagli non indicati devono essere scelti
              opportunamente. Le dimensioni e gli angoli devono essere
               verificati con strumenti adatti.
 ---pagebreak---                                        - 75 -
2.1.2 Per i ganci a sfera ed i supporti di traino, il costruttore del
      veicolo deve fornire le istruzioni di montaggio e specificare se
      sono necessari eventuali rinforzi della zona di montaggio.
2.1.3 L'agganciamento e lo sganciamento di attacchi sferici devono
      essere inoltre possibili anche quando l'asse longitudinale
      dell'attacco sferico forma, rispetto alla mediana della sfera e
      del suo supporto:
      a) un angolo orizzontale di 60° a destra e a sinistra, (cfr. fi
          31),
      b) un angolo verticale              di 10° verso l'alto e verso il basso,
          (cfr. fig. 31),
      e) una rotazione assiale di 10° verso destra o verso sinistra.
2.1.4  Il gancio a sfera montato non deve ostacolare la visibilità della
      targa di (matricolazione; in caso diverso si deve usare un gancio
      a sfera smontabile.
2.2.  Montaggio degli attacchi sferici
2.2.1 Gli attacchi .sferici della categoria B sono ammessi per rimorchi
      sino ad una massa massima di 3,5 t.
      Con il rimorchio orizzontale e con il carico massimo ammissibile
      per asse, gli attacchi sferici devono essere fissati in modo che
       il punto di attacco del rimorchio si trovi 430 +^35 mm al di sopra
      del piano orizzontale di appoggio delle ruote (cfr. fig. 32).
      Nel caso di roulotte e di rimorchi per trasporto merci si
      considera orizzontale la posizione nella quale il suolo o la
      superficie di carico è orizzontale. Per I rimorchi senza
      superficie di riferimento di questo tipo (ad es.: rimorchi per
       imbarcazioni ecc.) il costruttore del rimorchio deve indicare
      un'opportuna linea di riferimento in modo da definire la posizione
      or izzontale.
2.2.2 Deve essere possibile azionare in condizione di sicurezza
      l'attacco sferico nella zona libera del gancio a sfera
      rappresentata in fig. 31. La maniglia deve avere una forma tale da
      lasciare un adeguato spazio per le mani nella sua zona di
      azionamento, compreso lo sganciamento dell'attacco sferico dal
      gancio a sfera.
                 7
                   / s s ' S / /• S ' S / s / * '
      Fig. 32: Altezza di montaggio dell'attacco sferico
 ---pagebreak---                                - 76 -
2.3.    Montaggio di dispositivi di attacco di timone e piastre di
        montaggio
2.3.1 . Dimensioni di montaggio per dispositivi di attacco di timone
        norma Iizzat i
        Nel caso in cui s'intenda montare dei tipi di dispositivi di
        attacco di timone normalizzati sul tipo di veicolo si devono
        rispettare le dimensioni di montaggio sul veicolo indicate nella
        fig. 33 e nella tabella 8.
        Fig. 33 Dimensioni di montaggio per dispositivi di attacco di
        timone normalizzati (cfr. tabella 8 )
 ---pagebreak---                                 - 77 -
2.3.2. Necessità di un dispositivo di comando a distanza
       Se non ò possibile soddisfare una o più delle seguenti norme
       relative ad un azionamento semplice e sicuro (2.3.3),
       all'accessibilità (2.3.4) o allo spazio libero per la maniglia
       (2.3.5), si deve utilizzare un dispositivo di comando a distanza
       di cui al punto 10.3 dell'allegato V.
2.3.3. Azionamento semplice e sicuro
        I dispositivi di attacco di timone devono essere montati sul tipo
       di veicolo cosi da poter essere azionati in modo semplice e
       sicuro.
       Oltre alle funzioni di apertura (ed eventualmente di chiusura) ciò
       comprende il controllo della posizione dell'indicatore di
       posizione chiusa e bloccata del perno (controllo visuale e/o al
       tatto).
       Nella zona in cui deve stare la persona che aziona il dispositivo,
       è necessario, sin dalla progettazione, evitare gli elementi
       pericolosi quali spigoli taglienti, angoli ecc., oppure
       proteggerli in modo da evitare lesioni.
       La possibilità di allontanarsi da questa zona non può comunque
       essere ridotta o ostacolata dai due lati da elementi montati.
       II dispositivo antincastro non deve impedire la posizione che la
       persona deve assumere per azionare il dispositivo di attacco.
2.3.4. AccessibiI ita
       La distanza tra il centro del perno di attacco e il bordo
       posteriore della carrozzeria del veicolo non deve superare 420 mm.
       Per esigenze tecniche dimostrabili, la distanza di 420 mm può
       tuttavia essere superata:
       1. sino a una distanza di 650 mm per i veicoli a cassone
           ribaltabile o dotati di attrezzature montate sulla parte
           poster iore,
       2. sino a una distanza di 1320 mm se l'altezza libera è di almeno
           1150 mm;
       3. per i trasportatori di veicoli a due livelli di caricamento se,
           in condizioni di trasporto normale, il rimorchio non è separato
           dal veicolo a motore
       a condizione che non risulti pregiudicato l'azionamento semplice e
       sicuro del dispositivo di attacco di timone.
2.3.5. Zona libera per leva a mano
       Per consentire un azionamento sicuro dei dispositivi di attacco di
       timone si deve disporre di uno spazio sufficiente attorno alla
       leva.
 ---pagebreak---                                - 78 -
       Le dimensioni delle zone libere indicate nella fig. 34 sono
       considerate sufficienti.
       Se sono destinati al montaggio sul tipo di veicolo vari tipi di
       dispositivi di attacco di timone normalizzati, ia zona libera deve
       soddisfare anche le condizioni richieste per il più grande
       dispositivo di attacco possibile della categoria in questione
       conformemente al punto 3 dell'allegato V.
       Le dimensioni si applicano per analogia anche ai dispositivi di
       attacco di timone muniti di leve rivolte verso il basso oppure di
       forma diversa.
       La zona libera deve inoltre rispettare un angolo minimo definito
       al punto 3.6 dell'allegato V all'atto dell'agganciamento e dello
       sganciamento.
2.3.6. Zona libera per il movimento dei dispositivi di attacco di timone.
       L'attacco montato sul tipo di veicolo deve avere una zona libera
       di almeno 10 mm rispetto ad ogni altra parte del veicolo tenendo
       conto di tutte le posizioni geometriche possibili che possono
       essere assunte dal dispositivo di attacco.
       Se sono destinati ad essere montati sul tipo di veicolo vari tipi
       di dispositivo di attacco di timone normalizzati, la zona libera
       deve essere tale da rispettare le condizioni anche per il
       dispositivo di attacco più grande possibile della categoria in
       questione conformemente alla punto 3 dell'allegato V.
2.3.7. Ammissibilità di dispositivi dotati di una speciale articolazione
       vertleale
       Dispositivi di attacco dotati di un perno cilindrico per i quali
       la rotazione verticale dell'occhione agganciato si ottiene
       mediante una speciale articolazione verticale sono ammissibili
       soltanto in caso di esigenze tecniche dimostrabili. Questo può
       essere il caso, ad esempio, di autocarri ribaltabili al I'indietro,
       la cui testa di attacco deve essere incernierata o nel caso di
       dispositivi di autocarri pesanti quando occorra utilizzare un
       perno cilindrico per ragioni di resistenza.
 ---pagebreak---                                        - 79 -
Tabella 8:      Dimensioni di montaggio per dispositivi di attacco di timone
                norma Iizzat i
       C50-1   C50-2    C50-3  C50-4 C50-5   C50- -6  C50-7 osservaz ioni
  e1        83           120   140        160          200   +/-0.5
  e2        56            55    80        100          120   +/-0,5
  d1    —        54       75    85         95          125   +1/-0,5
  d2       10,5           15    17         21           25   H13
  T     —        15       20    25    25           30        max.
  F        120           165   190      210            260   min.
  G          95          100   130       150           180   min.
  L1    —      200       300            400                  min.
Figura 34:     Zona libera per la leva a mano
 ---pagebreak---                                 - 80 -
2.4.   Montaggio di occhioni di timone e di timoni sui rimorchi
2.4.1. I timoni per i rimorchi ad asse centrale devono possedere un
       dispositivo di appoggio regolabile in altezza qualora, in
       condizioni di carico massimo tecnicamente ammissibile
       uniformemente distribuito, il carico di appoggio verticale
       all'occhione del tipo di rimorchio superi 50 kg.
2.4.2. Al montaggio sui rimorchi ad asse centrale la cui massa totale C
       supera 3,5 t e che comportano più di un asse, gli occhioni ed i
       timoni devono essere dotati di un dispositivo di compensazione del
       carico assiale in modo che quando un asse sì solleva di 6 cm, il
       carico assiale non possa aumentare di oltre il 25% quando sia in
       condizioni di carico massimo tecnicamente ammissibile
       uniformemente distribuito.
2.5.   Montaggio di ralle, piastre di montaggio e perni di ralla sui
       ve i co Ii
2.5.1. Le ralle delia categoria G50 non devono essere montate
       direttamente sul telaio del veicolo senza il consenso del
       costruttore del veicolo. Esse devono essere fissate al telaio
       mediante una piastra di montaggio per la cui installazione si
       devono rispettare le istruzioni fornite dal costruttore del
       veicolo o della ralla.
2.5.2. I semirimorchi devono essere muniti di zampe di appoggio o di
       altri dispositivi che consentano il parcheggio del semirimorchio
       sganciato. Se il semirimorchio è equipaggiato in modo che il
       collegamento dei dispositivi di attacco, dei sistemi elettrici e
       dei sistemi di frenatura possono essere effettuati
       automaticamente, esso deve avere zampe di appoggio che si
       ritraggono automaticamente dal suolo una volta completato
       I'agganciamento.
2.5.3. Il fissaggio del perno di ralla nella piastra di montaggio sul
       semirimorchio deve rispettare le istruzioni del costruttore del
       veicolo o de II a ralla.
2.5.4. Se un semirimorchio è dotato di cuneo di guida, questo deve
       soddisfare le prescrizioni di cui ai punti 7.9.1 e 7.9.2
       del I'al legato V.
 ---pagebreak---                                         - 81 -
                                    ALLEGATO Vili
                             Scheda informativa n
      conformemente all'allegato I della direttiva 70/156/CEE dei Consiglio
          concernente l'omologazione CEE di un tipo di veicolo a motore
      per quanto riguarda il montaggio di dispositivi di attacco meccanico
                               (Direttiva .../.../CEE)
0.             DATI GENERALI
0.1.             Marca (denominazione commerciale dell'impresa):
0.2.             Tipo e denominazione(i) commerciale(i) :
0.3.             Mezzi di identificazione del tipo se marcati sul veicolo (b)
0.3.1.           Posizione della marcatura:
0.4.             Categoria del veicolo (cfr. allegato II della direttiva
                 70/156/CEE):
0.5.             Nome e indirizzo del costruttore:
1.             CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE GENERALI DEL VEICOLO
1.1.             Fotografie e/o disegni di un veicolo rappresentativo:
1.4.             Telaio (se esiste) (disegno complessivo):
1.5.             Materiale utilizzato per i longheroni (d):
2.             MASSE E DIMENSIONI<e) (in kg e mm) (con eventuale riferimento ai
               disegni)
2.2.             Nel caso di veicoli motori
2.2.1.           Carico sulla ralla (massimo e minimo) <9):
                                                            (h)
2.2.2.           Altezza massima della ralla (normalizzata)     :
2.4.2.         Telaio carrozzato
2.4.2.5.       Sbalzo posteriore < n ):
2.6.          Massa del veicolo carrozzato in ordine di marcia, oppure massa del
               telaio cabinato qualora il costruttore non fornisca la carrozzeria
               (compresi liquido refrigerante, lubrificante, carburante,
               attrezzi, ruota di scorta e conducente) *P):
               (massimo e minimo per ciascuna versione):
2.6.1.         Distribuzione della massa tra gli assi e, nel caso di un
               semirimorchio, carico sul perno di ralla (massimo e minimo per
               ciascuna versione):
2.8.          Massa massima, a carico, tecnicamente ammissibile dichiarata dal
               costruttore (massimo e minimo per ciascuna versione):
2.8.1.         Distribuzione di tale massa sugli assi e, nel caso di un
               semirimorchio, carico sul perno di ralla (massimo e minimo per
               ciascuna versione):
2.9.           Massa massima tecnicamente ammissibile su ciascun asse e, nel caso
               di un semirimorchio, carico sul perno di ralla indicato dal
               costruttore:
 ---pagebreak---                                      - 82 -
2.10.         Massa massima del rimorchio agganci ab ile
2.10.1.       Rimorchio integrale:
2.10.2.       Semirimorchio:
2.10.3.       Rimorchio ad asse centrale:
2.10.3.1.     indicare il rapporto massimo tra sbalzo del dispositivo di attacco
              (d) e l'interasse ruote:
2.10.3.2.     Valore massimo di V (kN):
2.10.4.       Massa massima della combinazione:
2.10.6.       Massa massima del rimorchio non frenato:
2.11.         Carico verticale massimo
2.11.1.       Sul punto di attacco del veicolo trattore:
2.11.2.       Sul timone di un rimorchio:
9.            CARROZZERIA
9.1.          Tipo di carrozzeria:
9.2.          Materiali usati e metodi di costruzione:
11.           COLLEGAMENTI TRA VEICOLI A MOTORE E RIMORCHI E SEMIRIMORCHI
11.1.         Categorie e tipo di dispositivo(i) di attacco:
11.2.         Valore D massimo:            kN<1>
11.3.         Istruzioni per il montaggio del tipo di attacco sul veicolo con
              fotografie o disegni dei punti di fissaggio forniti dal
              costruttore; informazioni supplementari nel caso in cui l'uso del
              tipo di attacco è limitato a veicoli speciali:
11.4.         Informazione per il montaggio di supporti o piastre di montaggio
              speciali( 1 ):
(1) Se appiicabile
Data, fi le
 ---pagebreak---                                        - 83 -
                                    ALLEGATO IX
                                   M O D E L L O
                       (formato massimo: A4 (210 x 297 mm))
                            SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE
              Comunicazione concernente
                 -  I'omologazione*1*
                 -  l'estensione dell'omologazione *1*
                 -  il rifiuto dell'omologazione *1*
                 -  la revoca del l'omologazione*1*
              di un tipo di veicolo per quanto concerne la direttiva
              Omologazione CEE n.:
              Motivo dell'estensione:
              PARTE I
0.1.          Marca (denominazione commerciale del costruttore):
0.2.          Tipo e denominazione(i) commerci ale(i):
                                                                       (3)
0.3.          Mezzi di identificazione del tipo se marcati sul veicolo
0.3.1.        Posizione della marcatura:
0.4.          Categoria del veicolo:
0.5.          Nome e indirizzo del costruttore:
              PARTE II
1.            Informazioni supplementari (se applicabile): cfr. appendice I
2.            Organismo tecnico responsabile dell'esecuzione delle prove:
3.            Data del verbale di prova:
4.            Numero del verbale di prova:
5.            Eventuali osservazioni: cfr. appendice I
6.            Località:
7.            Data:
8.            Firma:
9.            E' allegato un elenco dei documenti che costituiscono il fascicolo
              dell'omologazione depositato presso l'autorità competente che ha
              rilasciato l'omologazione e che può essere ottenuto a richiesta.
(1) Cancellare se non applicabile.
 ---pagebreak---                                      - 84 -
(2) Nel caso dei componenti, il numero dell'omologazione CEE che figura sul
    presente documento ò costituito da tutti i punti di cui all'allegato VII
    della direttiva 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva
         /      /CEE. Il componente stesso deve recare il marchio prescritto
    nella rispettiva direttiva particolare.
(3) Se i mezzi di identificazione del tipo contengono caratteri non attinenti
    alla descrizione dei tipi di veicolo, di componente o entità tecnica
    oggetto della presente scheda informativa o di omologazione, essi devono
    essere rappresentati nella documentazione con il simbolo: "?" (ad es.:
    ABC712377).
 ---pagebreak---                                       - 85 -
                                    Appendice I
                del certificato di omologazione CEE n
          concernente l'omologazione di un veicolo per quanto concerne
                             la direttiva .../.../CEE
1.            Informazioni supplementari
1.1.          Costruzione del veicolo, carrozzeria/telaio:
1.1.1.        Material I utilizzati:
1.2.          Categoria del dispositivo di attacco, numero di omologazione CEE:
1.3.          Utilizzazione di supporti o piastre di montaggio; istruzioni per
              il montaggio del tipo di dispositivo di attacco:
1.4.          L'omologazione CEE è estesa ai seguenti tipi di dispositivi di
              attacco e categoria(e):
1.5.          Massa massima del veicolo tipo T o R*1* munito del dispositivo
              di attacco:            t
1.6.          Carico massimo verticale S o carico sulla ralla U (1) del tipo di
              veicolo munito del dispositivo di attacco: .... kg/t
1.7.          Massa massima V del rimorchio ad asse centrale:       kN
1.8.          Massa massima tra inabile del veicolo a motore (1):       t
5.            Osservazioni:
(1) Cancellare se non applicabile.
 ---pagebreak---                                   - 86 -
             SCHEDA DI IMPATTO SULLA COMPETITIVITA' E SULL'OCCUPAZIONE
Proposta di direttiva del Consiglio relativa a dispositivi di attacco dei
veicoli a motore e dei loro rimorchi nonché al loro fissaggio su detti
ve i co Ii.
I.   Qua l'è la principale giustificazione della misura?
 -   Completamento della procedura di omologazione CEE dei veicoli stradali e
     dei dispositivi di attacco.
 -   Armonizzazione delle legislazioni nazionali.
 -   Miglioramento della sicurezza della circolazione stradale.
      Intercambiabilità dei veicoli a motore e dei rimorchi relativamente al
     trasporto internazionale nella Comunità.
II.  Caratteristiche delle imprese interessate
 In  part icolare:
 -   esiste un gran numero di PMI? No
 -   si riscontrano concentrazioni in regioni:
 -   cui si possono applicare gli aiuti regionali degli Stati membri? No
 -   che possono usufruire del FESR? No.
MI.       Quali sono gli obblighi imposti alle imprese?
 Unicamente l'obbligo di rispettare le prescrizioni della suddetta direttiva
 per quanto concerne l'omologazione e la produzione dei dispositivi di
 attacco.
IV. Quali sono gli obblighi che possono essere imposti    indirettamente alle
      imprese tramite le autorità locali?
 Nessun obbligo supplementare.
 V. Sono previste misure speciali per le PMI? No.
 - Qua Ii ?
VI. Qual è l'effetto prevedibile:
 - sulla competitivita del le imprese?
     nessun effetto prevedibile
 - sull'occupazione?
     nessun effetto prevedibile.
VII.      Le parti sociali sono state consultate? Si.
 - Parere delle parti sociali: nessuna obiezione.
 ---pagebreak---                                                                       »
                                                                     ISSN 0254-1505
                                                              COM(92) 108 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              07
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-120-IT-C
                                                             ISBN 92-77-42163-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo