CELEX: 62018CA0013
Language: it
Date: 2020-04-23 00:00:00
Title: Cause riunite C-13/18 e C-126/18: Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 23 aprile 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Szegedi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság, Szekszárdi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság — Ungheria) — Sole-Mizo Zrt. (C-13/18), Dalmandi Mezőgazdasági Zrt. (C-126/18) / Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága (Rinvio pregiudiziale – Fiscalità – Imposta sul valore aggiunto (IVA) – Direttiva 2006/112/CE – Diritto alla detrazione dell’imposta versata a monte – Rimborso dell’eccedenza IVA – Rimborso tardivo – Calcolo degli interessi – Modalità di pagamento di interessi dovuti a causa dell’indisponibilità dell’eccedenza IVA detraibile trattenuta in violazione del diritto dell’Unione e di interessi dovuti a causa del ritardo dell’amministrazione tributaria nel versare una somma dovuta – Principi di effettività e di equivalenza)

13.7.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 230/2
            
         
      Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 23 aprile 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Szegedi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság, Szekszárdi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság — Ungheria) — Sole-Mizo Zrt. (C-13/18), Dalmandi Mezőgazdasági Zrt. (C-126/18) / Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága
      (Cause riunite C-13/18 e C-126/18) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Fiscalità - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Diritto alla detrazione dell’imposta versata a monte - Rimborso dell’eccedenza IVA - Rimborso tardivo - Calcolo degli interessi - Modalità di pagamento di interessi dovuti a causa dell’indisponibilità dell’eccedenza IVA detraibile trattenuta in violazione del diritto dell’Unione e di interessi dovuti a causa del ritardo dell’amministrazione tributaria nel versare una somma dovuta - Principi di effettività e di equivalenza)
      (2020/C 230/02)
      Lingua processuale: l’ungherese
      
         Giudice del rinvio
      
      Szegedi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság, Szekszárdi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Sole-Mizo Zrt. (C-13/18), Dalmandi Mezőgazdasági Zrt. (C-126/18)
      
         Convenuta: Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  Il diritto dell’Unione e, in particolare, i principi di effettività e di neutralità fiscale devono essere interpretati nel senso che ostano alla prassi di uno Stato membro consistente nel calcolare gli interessi sull’imposta sul valore aggiunto (IVA) detraibile eccedente trattenuta da detto Stato membro oltre un termine ragionevole in violazione del diritto dell’Unione, applicando un tasso corrispondente al tasso di base applicato dalla banca centrale nazionale allorché, da un lato, tale tasso è inferiore a quello che un soggetto passivo diverso da un ente creditizio dovrebbe pagare per prendere in prestito una somma pari a detto importo e, dall’altro lato, gli interessi sull’eccedenza IVA di cui trattasi decorrono durante un periodo di riferimento determinato, senza che sia applicato alcun interesse per compensare il soggetto passivo della svalutazione monetaria dovuta al trascorrere del tempo a seguito di detto periodo di riferimento sino al pagamento effettivo di tali interessi.
               
            
                  2)
               
               
                  Il diritto dell’Unione e, in particolare, i principi di effettività e di equivalenza devono essere interpretati nel senso che non ostano alla prassi di uno Stato membro che subordina a un termine di prescrizione quinquennale le domande di pagamento degli interessi sull’eccedenza dell’imposta sul valore aggiunto detraibile trattenuta a causa dell’applicazione di una disposizione nazionale dichiarata contraria al diritto dell’Unione.
               
            
                  3)
               
               
                  Il diritto dell’Unione e, in particolare, il principio di effettività devono essere interpretati nel senso che non ostano a una prassi di uno Stato membro che, anzitutto, subordina alla presentazione di una domanda specifica il pagamento di interessi di mora dovuti a causa del fatto che l’amministrazione tributaria non ha pagato, entro il termine impartito, un debito a titolo di rimborso dell’eccedenza dell’imposta sul valore aggiunto trattenuta in violazione del diritto dell’Unione, mentre, in altri casi, tali interessi sono riconosciuti d’ufficio e, poi, applica detti interessi a decorrere dalla scadenza del termine di 30 o di 45 giorni impartito all’amministrazione per la trattazione di una domanda di tal genere, e non a decorrere dalla data in cui tale eccedenza si è costituita.
               
            
         (1)  GU C 142 del 23.4.2018.
      
         GU C 221 del 25.6.2018.