CELEX: 31983S3113
Language: it
Date: 1983-11-04 00:00:00
Title: Decisione n. 3113/83/CECA della Commissione del 4 novembre 1983 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di barre per cemento armato originarie della Spagna

Avis juridique important

|

31983S3113

Decisione n. 3113/83/CECA della Commissione del 4 novembre 1983 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di barre per cemento armato originarie della Spagna  

Gazzetta ufficiale n. L 303 del 05/11/1983 pag. 0013 - 0015

*****DECISIONE  N. 3113/83/CECA DELLA COMMISSIONE  del 4 novembre 1983  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di barre per cemento armato originarie della Spagna  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,  vista la raccomandazione n. 3018/79/CECA della Commissione, del 21 dicembre 1979, relativa alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (1), modificata dalla raccomandazione n. 1995/82/CECA (2) e dalla raccomandazione n. 3025/82/CECA (3), in particolare l'articolo 11,  previa consultazione nell'ambito del comitato consultivo istituito a norma della suddetta raccomandazione,  considerando quanto segue:  A. Procedura  (1) Il 5 ottobre 1983 la Commissione ha ricevuto un ricorso presentato dalla Confederazione europea delle industrie siderurgiche (Eurofer) per conto dei produttori comunitari di barre per cemento armato che complessivamente riforniscono quasi tutto il mercato comunitario del prodotto in questione. Il ricorso conteneva elementi di prova in merito all'esistenza di pratiche di dumping e del grave pregiudizio da esse derivante ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di una procedura. La Commissione, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (4), ha quindi annunciato l'inizio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di barre per cemento armato, di cui al codice Nimexe 73.10-13, originarie della Spagna, ed ha avviato un'inchiesta.  B. Valore normale  (2) Gli elementi di prova esposti nel ricorso si basano sui prezzi in vigore sul mercato interno spagnolo; poiché questi prezzi possono essere accertati soltanto nel corso dell'indagine, in questa fase la Commissione ritiene più opportuno calcolare il valore normale in relazione ai prezzi di base da essa pubblicati (5); questi ultimi sono basati sui prezzi normali o sui costi di produzione più bassi esistenti nei paesi fornitori in cui vigono normali condizioni di concorrenza e comprendono le spese per il trasporto, l'assicurazione ed i dazi doganali.  C. Prezzi all'esportazione  (3) I prezzi all'esportazione sono stati accertati in relazione ai prezzi indicati nelle domande relative alle licenze di importazione presentate dagli importatori comunitari, i cui dati particolareggiati sono stati comunicati alla Commissione dagli Stati membri. Tuttavia, ai fini dell'accertamento preliminare dei prezzi all'esportazione delle importazioni indirette, è stato effettuato un adattamento per assicurare un margine ragionevole ai commercianti intermediari.  D. Margini  (4) Come risulta dal confronto tra il valore normale ed i prezzi all'esportazione, nel periodo gennaio- agosto 1983 notevoli quantitativi di barre per cemento armato originarie della Spagna sono state importate nella Comunità a prezzi inferiori ai prezzi di base dando luogo a pratiche di dumping il cui margine è costituito da tale differenza di prezzo; il margine varia secondo le circostanze, con una media ponderata pari al 12,4 %.  E. Pregiudizio  (5) Per quanto riguarda il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di pratiche di dumping, secondo gli elementi di prova di cui la Commissione dispone le importazioni nella Comunità di barre per cemento armato provenienti dalla Spagna sono aumentate da 10 044 t a 41 556 t tra il 1980 e il 1982 ed ammontavano a 96 466 t nel primo semestre del 1983; nella Repubblica federale di Germania, che tradizionalmente assorbe una parte rilevante delle importazioni comunitarie dei prodotti in questione, nel periodo 1980-1982 si è verificato un aumento da 4 140 t a 25 740 t ed è stato raggiunto un volume di 84 849 t nel primo semestre del 1983; la quota di mercato delle importazioni spagnole dei prodotti suddetti nella Comunità è aumentata da 0,1 % a 0,8 % tra il 1980 e il 1982 ed era pari a 3,4 % nel primo semestre del 1983; per quanto riguarda la Repubblica federale di Germania la quota di mercato, pari a 0,2 % nel 1980, è aumentata a 2,6 % nel 1982 ed a 12,2 % nel primo semestre del 1983.  (6) Secondo i dati noti alla Commissione, i prezzi ai quali i prodotti in questione originari della Spagna sono stati venduti ai clienti della Comunità sono nettamente inferiori ai prezzi di listino dei produttori comunitari; in alcune circostanze questa differenza era superiore a 20 %; come risulta inoltre dalle informazioni disponibili, in conseguenza di tali importazioni l'industria comunitaria ha subito una flessione delle vendite oppure ha dovuto ridurre i prezzi, e vendere i prodotti analoghi a prezzi insufficienti per coprire i costi.  (7) L'industria siderurgica della Comunità attraversa un periodo di crisi caratterizzato da cali di produzione, scarsa utilizzazione delle capacità, diminuzione dei profitti o aumento delle perdite ed eccedenza di personale; le autorità comunitarie e gli Stati membri si stanno impegnando per ristrutturare l'industria, riducendo la produzione ed aumentando i prezzi a livelli redditizi; le iniziative in tal senso sono appoggiate dai paesi terzi che hanno accettato il regime speciale istituito negli accordi relativi agli scambi di alcuni prodotti siderurgici; questa azione congiunta è tuttavia gravemente minacciata dal brusco incremento delle importazioni dalla Spagna effettuate a prezzi di dumping.  (8) La Commissione ha anche considerato l'eventuale pregiudizio provocato da altri fattori suscettibili di incidere sull'industria comunitaria; in questo contesto è stato riscontrato che tra il 1980 e il primo semestre del 1983 il consumo nella Comunità è notevolmente diminuito, ma il volume delle importazioni nella Comunità provenienti da altre fonti è rimasto relativamente stabile; la Commissione ha quindi concluso che il notevole incremento delle importazioni oggetto di dumping, ed i prezzi ai quali esse sono vendute nella Comunità considerati isolatamente, sono suscettibili di arrecare grave pregiudizo all'industria comunitaria interessata.  F. Accordo sull'acciaio CECA-Spagna  (9) Nel 1978 è stato concluso un accordo bilaterale tra la Comunità e la Spagna in merito alle esportazioni spagnole nella Comunità di alcuni prodotti siderurgici, che è stato prorogato sino al 31 dicembre 1983; secondo la Commissione il normale funzionamento dell'accordo è pregiudicato dal fatto che le importazioni di barre per cemento armato originarie della Spagna continuano ad essere effettuate, in modo ingiustificato, a prezzi nettamente inferiori a quelli stabiliti dall'accordo; previa consultazione con le autorità spagnole la Commissione ha quindi sospeso, a decorrere dal 17 ottobre 1983, l'applicazione del regime sui prezzi fissato nell'accordo sulle barre per cemento armato permettendo quindi l'apertura di una procedura antidumping relativa a tali importazioni.  G. Interesse della Comunità  (10) In tali circostanze, ed al fine di evitare un ulteriore pregiudizio durante la procedura, per tutelare gli interessi della Comunità è necessario intervenire immediatamente istituendo un dazio antidumping provvisorio.  H. Aliquota del dazio  (11) Vista la portata del pregiudizio provocato, l'aliquota del dazio dovrebbe essere pari al maggiore dei seguenti due importi:  - la differenza tra i prezzi di base pubblicati dalla Commissione per i prodotti in questione e il prezzo di questi ultimi all'importazione nella Comunità, oppure  - la media ponderata degli importi per i quali i prezzi delle importazioni nella Repubblica federale di Germania tra gennaio e agosto 1983, l'ultimo periodo per il quale sono disponibili i dati, sono inferiori ai prezzi di base.  (12) Per evitare che il dazio antidumping possa essere evaso, è necessario stabilire un'altra base per calcolare il dazio stesso qualora i prodotti in questione non fossero posti in libera circolazione dal primo acquirente nella Comunità; il metodo impiegato dovrebbe prevedere un ragionevole margine tra i prezzi all'importazione ed i prezzi di rivendita praticati dagli importatori comunitari per i prodotti originari della Spagna; a questo proposito la Commissione considera appropriato un margine del 15 %.  (13) Sarebbe opportuno fissare un termine entro il quale le parti interessate, dopo l'istituzione del dazio provvisorio, possono rendere noto il proprio punto di vista per iscritto e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  1. Viene istituito un dazio antidumping provvisorio sulle barre di cemento armato di cui alla sottovoce ex 73.10 A II della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 73.10-13, originarie della Spagna. 2. a) L'aliquota del dazio è pari al maggiore fra i due seguenti importi:  - l'importo per il quale il prezzo effettivo (prezzo di base più extra) fissato per contratto, franco frontiera, dazio corrisposto, è inferiore al prezzo effettivo più recente (prezzo di base più extra) pubblicato dalla Commissione per i prodotti in questione,  - oppure 38,79 ECU per 1 000 kg netti;  b) quando i prodotti di cui al paragrafo 1 non sono immessi in libera circolazione sulla base del prezzo praticato al primo acquirente nella Comunità, l'aliquota del dazio è pari al maggiore tra i due seguenti importi:  - l'importo per il quale il prezzo effettivo (prezzo di base più extra) stabilito per contratto, franco frontiera, dazio corrisposto, è inferiore al prezzo effettivo più recente (prezzo di base più extra) pubblicato dalla Commmissione per questi prodotti ed aumentato del 15 %;  - oppure 38,79 ECU per 1 000 kg netti;  c) qualora il dichiarante sia in grado di fornire una prova del prezzo pagato dal primo acquirente ritenuta accettabile dalle autorità doganali, si applica la lettera a).  3. Al dazio in questione si applicano i provvedimenti in vigore in materia di dazi doganali.  4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia equivalente all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  1. Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), della raccomandazione n. 3018/79/CECA, le parti interessate possono rendere noto il proprio punto di vista per iscritto e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione entro un mese dall'entrata in vigore della presente decisione.  2. Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 della raccomandazione n. 3018/CECA, la presente decisione si applica per un periodo di quattro mesi oppure fino all'approvazione di provvedimenti definitivi da parte della Commissione.  Articolo 3  La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 4 novembre 1983.  Per la Commissione  Wilhelm HAFERKAMP  Vicepresidente  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 15.  (2) GU n. L 215 del 23. 7. 1982, pag. 28.  (3) GU n. L 317 del 13. 11. 1982, pag. 17.  (4) GU n. C 299 del 5. 11. 1983, pag. 4.  (5) GU n. L 321 del 17. 11. 1982, pag. 1.