CELEX: 62021TN0018
Language: it
Date: 2021-01-16 00:00:00
Title: Causa T-18/21: Ricorso proposto il 16 gennaio 2021 — Be Smart/Commissione

8.3.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 79/35
            
         
      Ricorso proposto il 16 gennaio 2021 — Be Smart/Commissione
      (Causa T-18/21)
      (2021/C 79/44)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Be Smart Srl (Roma, Italia) (rappresentanti: F. Satta, G. Roberti, A. Romano e I. Perego, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede al il Tribunale di:
      
                  —
               
               
                  dichiarare che la Commissione è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi degli artt. 107 e 108 TFUE, dell’art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, nonché degli artt. 12, par. 1, e 15, par. 1, del Regolamento (UE) n. 2015/1589, non avendo adottato alcuna decisione ai sensi dell’art. 4 del Regolamento (UE) n. 2015/1589, in particolare, di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 108, par. 2, TFUE, in relazione alla denuncia presentata dalla ricorrente il 15 ottobre 2014 (SA.39639);
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il presente ricorso, è basato sull’articolo 265 TFUE ed è diretto a far dichiarare che la Commissione ha illegittimamente omesso di prendere una posizione sulla denuncia presentata da Be Smart S.r.l. il 15 ottobre 2014, registrata con il numero SA.39639, avente ad oggetto due misure di aiuto di Stato illegali disposte in favore del Consorzio Interuniversitario Cineca.
      A sostegno del ricorso, la parte ricorrente fa valere che la Commissione è venuta meno all’obbligo di agire che discende dalle previsioni in materia di aiuti di Stato illegali essendo rimasta inerte in seguito della ricezione dell’invito ad agire e non avendo adottato alcuna posizione sulla denuncia presentata il 15 ottobre 2014. Essa avrebbe altresì violato il principio fondamentale di buona amministrazione sancito dall’art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE.