CELEX: C2000/259/19
Language: it
Date: 2000-09-09 00:00:00
Title: Causa C-279/00: Ricorso del 13 luglio 2000 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

9.9.2000                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 259/11
2.    La decisione impugnata è annullabile per errata valutazio-           La ricorrente conclude che la Corte voglia:
      ne degli elementi dı̀ fatto. Le valutazioni in essa contenute
      sono manifestamente errate
                                                                           a)    accertare che, prescrivendo che le imprese di fornitura di
      i)    riguardo alle disposizioni dell’art. 32, n. 2, della                 lavoro temporaneo stabilite in altri Stati membri:
            legge n. 2008/92
      ii)   riguardo alle disposizioni dell’art. 5 della legge                   —     abbiano la sede legale o una dipendenza nel territorio
            n. 2237194.                                                                nazionale;
3.    La decisione impugnata ha violato l’art. 87, n. 1, poiché                  —     debbano depositare una cauzione di 700 milioni di
      le disposizioni contestate, anche qualora fossero ritenute                       lire presso un istituto di credito avente la sede o una
      aiuti statali, non hanno falsato la concorrenza né influen-                      succursale nel territorio nazionale,
      zato gli scambi commerciali.
4.    La decisione impugnata ha una motivazione generale e                             la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi
      indefinita, in quanto non sono menzionati i motivi per                           ad essa imposti dagli articoli 59 e 73 B del Trattato
      cui le disposizioni contestate della legge n. 2237/94, della                     CE (diventati articoli 49 e 56 CE);
      legge n. 2198/94 e del provvedimento della Trapeza
      Elladas n. 1620/89 sarebbero inammissibili riguardo a un
      investitore privato.                                                 b)    condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
5.    La decisione impugnata ha una motivazione insufficiente
      in quanto l’art. 88, n. 2, non impone obbligatoriamente
      la restituzione degli aiuti illegittimamente concessi, e la
      Commissione non dimostra che tale restituzione fosse                 Motivi e principali argomenti
      necessaria per il ripristino delle condizioni di mercato.
6.    La decisione impugnata, con la quale viene richiesta la              Una norma nazionale secondo la quale un’impresa di fornitura
      restituzione, con gli interessi, di tutti gli «aiuti», viola il      di manodopera deve avere la sede sociale od una succursale in
      principio di proporzionalità e il principio della certezza           Italia rendendo totalmente impossibile la prestazione di tali
      del diritto.                                                         servizi per le imprese stabilite in altri Stati membri, si prospetta
                                                                           in radicale contrasto con il principio della libera prestazione
7.    È giuridicamente impossibile la ripetizione di aiuti che            dei servizi all’interno della Comunità, enunciato all’art. 59 del
      sono stati concessi in osservanza del procedimento                   trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 49 CE).
      dell’art. 88 del trattato e soprattutto dopo sette anni.
8.    Vi è un’impossibilità assoluta di corretta esecuzione della          L’obbligo di costituire un deposito cauzionale presso una
      decisione.                                                           banca stabilita in Italia, anche se la stessa garanzia finanziaria
                                                                           o una garanzia equivalente è imposta dalla legislazione dello
                                                                           Stato membro in cui l’impresa fornitrice che intende avvalersi
                                                                           della libertà di prestazione dei servizi è stabilita, costituisce per
                                                                           la Commissione una restrizione che ricade nell’ambito del
                                                                           divieto di cui all’articolo 59 del Trattato. Questa prescrizione
                                                                           comporta anche una violazione del principio della libera
                                                                           circolazione dei capitali (art. 56 CE, ex-art. 73B del Trattato
                                                                           CE) enunciato nella sentenza Svensson (1) nella quale la Corte
Ricorso del 13 luglio 2000 contro la Repubblica italiana,                  ha esaminato la compatibilità con il diritto comunitario di una
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                      norma regolamentare lussemburghese che subordinava la
                                                                           concessione di un abbuono di interessi su prestiti per la
                                                                           costruzione, l’acquisto o la ristrutturazione di immobili ad uso
                          (Causa C-279/00)                                 abitativo, alla condizione che gli stessi prestiti fossero stati
                                                                           contratti con banche stabilite in Lussemburgo.
                           (2000/C 259/19)
Il 13 luglio 2000, la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dal sig. Enrico Traversa, consigliere giuridico, e           (1) Sentenza del 14.11.1995, causa C-484/93, Racc. pag. I-3955.
della sig.ra Maria Patakia, membro del suo servizio giuridico,
in qualità di agenti, elettivamente domiciliata presso il sig.
Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a
Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia delle
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.