CELEX: C2003/019/39
Language: it
Date: 2003-01-25 00:00:00
Title: Causa C-432/02: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Ufficio del Giudice di Pace di Lendinara (RO), Italia — con ordinanza 29 ottobre 2002, nella causa Lucio Trombin contro Insight World Education System Limited, con l'intervento di Valeria Trombin

C 19/22                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            25.1.2003
Motivi e principali argomenti                                                Motivi e principali argomenti
                                                                             L’art. 10, n. 1, della direttiva, modificata dalla direttiva del
Il sistema dei marchi di qualità introdotto dalle Regioni
                                                                             Consiglio 27 giugno 1994, 94/31/CE, che modifica la direttiva
Abruzzo e Sicilia riserva l’utilizzo degli stessi ai soli prodotti
                                                                             91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi (2), prescrive agli
trasformati o preparati all’interno di dette regioni, che rispetti-
                                                                             Stati membri di mettere in vigore le disposizioni legislative,
no un disciplinare di produzione vincolante. La qualità dei
                                                                             regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi
prodotti interessati è quindi collegata esplicitamente alla loro
                                                                             alla detta direttiva entro il 27 giugno 1995 e di informarne
origine, abruzzese o siciliana, il che vale ad ingenerare nelle
                                                                             prontamente la Commissione. L’art. 10, n. 3, della direttiva
menti dei consumatori l’impressione che i prodotti provenienti
                                                                             impone agli Stati membri di comunicare alla Commissione il
da quelle regioni siano di qualità superiore agli altri. L’uso
                                                                             testo delle principali disposizioni di diritto interno che adotta-
di questa denominazione tende quindi ad incoraggiare i
                                                                             no nella materia disciplinata dalla medesima direttiva.
consumatori ad acquistare i prodotti stessi piuttosto che quelli
importati, favorendone lo smercio a discapito dei prodotti
provenienti da altri Stati membri.
                                                                             A seguito di un esame delle misure nazionali che le sono state
                                                                             comunicate, la Commissione ha rilevato numerose incoerenze
                                                                             e lacune relative a quelle adottate dal Regno Unito ai fini della
Ne deriva che il sistema dei marchi di qualità introdotto dalle              trasposizione. Dato che le autorità del Regno Unito non hanno
Regioni Abruzzo e Sicilia comporta restrizioni agli scambi                   ancora comunicato l’adozione di misure di modifica volte a
intracomunitari in violazione dell’articolo 28 CE.                           porvi rimedio, ad eccezione di un progetto relativo a Gibilterra
                                                                             non ancora adottato, la Commissione ne desume che il Regno
                                                                             Unito non ha effettuato una corretta trasposizione degli artt. 1,
                                                                             nn. 4 e 5, 2, nn. 1, 2 e 4, 3, nn. 1-4, 4, nn. 1-3, e 5, nn. 1 e 2,
                                                                             della direttiva.
                                                                             (1 ) GU L 377, pag. 20.
                                                                             (2 ) GU L 168, pag. 28.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     tro il Regno Unito, proposto il 29 novembre 2002
                         (Causa C-431/02)
                                                                             Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Ufficio
                          (2003/C 19/38)                                     del Giudice di Pace di Lendinara (RO), Italia — con
                                                                             ordinanza 29 ottobre 2002, nella causa Lucio Trombin
                                                                             contro Insight World Education System Limited, con
                                                                                             l’intervento di Valeria Trombin
Il 29 novembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,                                            (Causa C-432/02)
rappresentata dai sigg. Xavier Lewis e Minas Konstantinidis, in
qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee                                        (2003/C 19/39)
un ricorso contro il Regno Unito.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                  Con ordinanza 29 ottobre 2002, pervenuta nella Cancelleria
                                                                             della Corte di giustizia delle Comunità europee il 29 novembre
                                                                             2002, nella causa Lucio Trombin contro Insight World
1.    dichiarare che, non avendo adottato tutte le misure                    Education System Limited, con l’intervento di Valeria Trombin,
      necessarie per conformarsi alle prescrizioni degli artt. 1,            l’Ufficio del Giudice di Pace di Lendinara (RO), Italia, ha
      nn. 4 e 5, 2, nn. 1, 2 e 4, 3, nn. 1-4, 4, nn. 1-3, e 5, nn. 1         sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
      e 2, della direttiva del Consiglio 12 dicembre 1991, 91/               seguenti questioni pregiudiziali:
      689/CEE, relativa ai rifiuti pericolosi ( 1), il Regno Unito di
      Gran Bretagna e Irlanda del Nord è venuto meno agli
      obblighi che gli incombono in forza della stessa direttiva             1)    se i principi del Trattato CE relativi alla libera circolazione
      e del Trattato che istituisce la Comunità europea;                           delle persone (artt. 39 e seguenti), al diritto di stabilimento
                                                                                   (art. 43 e seguenti), alla libera circolazione dei servizi
                                                                                   (artt. 49 e seguenti) così come interpretati nella giurispru-
2.    condannare il Regno Unito alle spese.                                        denza elaborata dalla Corte di Giustizia, siano compatibili
 ---pagebreak--- 25.1.2003                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 19/23
     con norme o prassi amministrative dell’ordinamento                                  dei titoli rilasciati sulla base dei periodi di studio
     nazionale quali quelle descritte ai punti C e D dell’ordinan-                       svolti presso istituzioni estere operanti in Italia,
     za [articoli 170 e 332 del R.D. 31.8.1933 n. 1592                                   ancorché autorizzate ed accreditate dalle Pubbliche
     (G.U.R.I. 7.12.1933, n. 283) — decreto legislativo                                  Autorità a ciò deputate dello Stato membro di
     27.1.1992, n. 115 (G.U.R.I. 18.2.1992, n. 40)], ed in                               appartenenza;
     particolare, con norme e/o prassi amministrative naziona-
     li le quali:
                                                                                   —     impongano la presentazione di una attestazione
                                                                                         della rappresentanza diplomatico-consolare italiana
                                                                                         nel Paese estero in cui è stato rilasciato il titolo che
     —      ostacolino lo stabilimento italiano di una società di                        comprovi l’effettivo soggiorno in loco dell’interessa-
            capitali, il cui centro di attività principale è nel                         to per tutto il periodo degli studi universitari;
            Regno Unito, all’esercizio nello Stato ospitante di
            una attività consistente nell’organizzazione e nella
            gestione di corsi di studio per la preparazione ad                     —     limitino il riconoscimento dei diplomi «esclusiva-
            esami universitari, attività per il cui esercizio la                         mente» allo svolgimento di una professione già
            società è regolarmente abilitata e accreditata da parte                      svolta nel Paese di provenienza, escludendo quindi
            delle istituzioni statali britanniche;                                       qualsiasi riconoscimento ai fini dell’accesso ad una
                                                                                         professione regolamentata ancorché non in prece-
                                                                                         denza esercitata;
     —      comportino effetti discriminatori rispetto ai soggetti
            nazionali che svolgono analoghe attività;
                                                                             3)    quale sia il significato e la portata di «pregniudizievole
                                                                                   interruzione della formazione professionale» nell’interpre-
                                                                                   tazione della decisione del Consiglio del 2.4.1963, n. 63/
     —      vietino e/o gravemente ostacolino lo stabilimento                      266/CEE (3) e se in tale accezione possa rientrare l’istitu-
            italiano della società stessa nell’acquisto, in altro                  zione, sul piano nazionale, da parte della Pubblica
            Stato membro e a titolo oneroso, dei servizi prope-                    Amministrazione di un sistema permanente d’informa-
            deutici all’esercizio dell’attività sopra indicata;                    zione il quale evidenzia che i titoli di studio rilasciati da
                                                                                   una Università, ancorché legalmente riconosciuta in Gran
                                                                                   Bretagna, non possono essere riconosciuti dall’ordina-
     —      disincentivino gli studenti a iscriversi a questi corsi                mento nazionale se conseguiti sulla base di periodi di
            di studio;                                                             studi svolti sul territorio nazionale.
     —      ostacolino la formazione professionale degli studenti            (1 ) GU L 19 del 24.1.1989, pag. 16.
            iscritti, nonché il conseguimento di un titolo che può           (2 ) GU C 109 del 4.5.2002, pag. 2.
            attribuire al suo titolare sia vantaggi per accedere ad          (3 ) GU n. 63 del 20.4.1963, pag. 1338.
            una attività professionale, sia vantaggi per esercitarla
            con maggior profitto anche in altri Stati membri;
2)   se la direttiva del Consiglio del 21.12.1988 n. 89/48/
     CEE (1) nell’interpretazione del suo art. 2, che qui viene
     richiesta alla Corte di Giustizia, attribuisca diritti, che
     possono essere invocati anche anteriormente al consegui-
     mento del diploma di cui all’art. 1 della direttiva stessa e,
     in caso di risposta positiva al presente quesito, se la
     direttiva stessa, anche alla luce di quanto già statuito dalla          Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     Corte con sentenza 7 marzo 2001 in causa C-145/99                          tro il Regno del Belgio, proposto il 29 novembre 2002
     — Commissione contro Repubblica italiana (2) — sia
     compatibile con norme o prassi amministrative dell’ordi-
     namento nazionale le quali:                                                                      (Causa C-433/02)
     —      demandino il riconoscimento dei diplomi d’istruzio-                                         (2003/C 19/40)
            ne superiore che sanzionano formazioni professio-
            nali di una durata minima di tre anni alla mera
            discrezionalità della Pubblica Amministrazione;
                                                                             Il 29 novembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,
     —      ammettano al riconoscimento i titoli rilasciati da               rappresentata dalla sig.ra K. Banks, in qualità di agente, con
            Università riconosciute in Gran Bretagna solo se                 domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla
            conseguiti dopo regolare frequenza dell’intero corso             Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro il
            di studi in territorio estero, con l’esclusione quindi           Regno del Belgio.