CELEX: 42010X0710(04)
Language: it
Date: 2010-07-10 00:00:00
Title: Regolamento n. 19 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) Prescrizioni uniformi relative all’omologazione dei proiettori fendinebbia anteriori dei veicoli a motore

10.7.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               L 177/113
            
         Solo i testi originali UN/ECE hanno effetto giuridico nel quadro del diritto pubblico internazionale. Lo status e la data di entrata in vigore del presente regolamento devono essere controllati nell’ultima versione del documento UN/ECE TRANS/WP.29/343, reperibile al seguente indirizzo: http://www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29fdocstts.html.
   Regolamento n. 19 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) Prescrizioni uniformi relative all’omologazione dei proiettori fendinebbia anteriori dei veicoli a motore
   Comprendente tutto il testo valido fino a:
   Supplemento 2 alla serie di modifiche 03 — data di entrata in vigore: 19 agosto 2010.
   INDICE
   REGOLAMENTO
   
                
            
            Introduzione
         
               0.
            
            Campo d’applicazione
         
               1.
            
            Definizioni
         
               2.
            
            Domanda di omologazione
         
               3.
            
            Marcature
         
               4.
            
            Omologazione
         
               5.
            
            Specifiche generali
         
               6.
            
            Illuminamento
         
               7.
            
            Colore
         
               8.
            
            Determinazione del disagio (abbagliamento)
         
               9.
            
            Modifiche di un tipo di proiettore antinebbia anteriore ed estensione dell’omologazione
         
               10.
            
            Conformità della produzione
         
               11.
            
            Sanzioni in caso di non conformità della produzione
         
               12.
            
            Cessazione definitiva della produzione
         
               13.
            
            Nome e indirizzo dei servizi tecnici che effettuano le prove di omologazione e dei servizi amministrativi
         
               14.
            
            Disposizioni transitorie
         ALLEGATI
   
               Allegato 1 —
            
            Modulo di notifica
         
               Allegato 2 —
            
            Requisiti minimi relativi alle procedure di controllo della conformità della produzione
         
               Allegato 3 —
            
            Esempi di marchi d’omologazione per proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe B e alla classe F3
         
               Allegato 4 —
            
            Geometria dello schermo e della griglia di misurazione
         
               Allegato 5 —
            
            Prove per la stabilità della prestazione fotometrica di proiettori fendinebbia anteriori in funzione
         
               Allegato 6 —
            
            Requisiti dei proiettori fendinebbia anteriori muniti di trasparenti in materiale plastico
         
               Allegato 7 —
            
            Requisiti minimi relativi alle procedure di controllo della conformità della produzione
         
               Allegato 8 —
            
            Requisiti minimi relativi ai campionamenti effettuati da un ispettore
         
               Allegato 9 —
            
            Definizione e nitidezza della linea di demarcazione dei proiettori fendinebbia anteriori e procedura di regolamento per mezzo di tale linea di demarcazione
         
               Allegato 10 —
            
            Riepilogo dei periodi di accensione per le prove di stabilità del comportamento fotometrico
         
               Allegato 11 —
            
            Centro di riferimento
         
               Allegato 12 —
            
            Requisiti per l’uso di moduli LED o di generatori di luce
         INTRODUZIONE
   Il presente regolamento (1) si applica ai proiettori fendinebbia anteriori che possono essere muniti di trasparenti di vetro o di materiale plastico. Esso comprende 2 classi distinte.
   Il proiettore fendinebbia anteriore originale, classe «B» fin dall’inizio, è stato modernizzato per rispondere al sistema di coordinate angolari, modificando i valori nella relativa tabella fotometrica. In questa classe, sono permesse solo le sorgenti luminose specificate nel regolamento n. 37.
   La classe «F3» è stata introdotta per aumentare la prestazione fotometrica. In particolare la larghezza del fascio luminoso e l’intensità luminosa minima al di sotto della linea H-H (paragrafo 6.4.3) sono state aumentate e sono stati introdotti controlli sull’intensità massima in primo piano. Al di sopra della linea H-H, l’intensità della luce velante è stata ridotta per migliorare la visibilità. Questa classe può inoltre comprendere tipi di fasci luminosi adattabili, capaci di prestazioni diverse a seconda delle condizioni di visibilità.
   L’introduzione della classe «F3» impone di modificare nei modi che seguono i requisiti per assimilarli a quelli di un proiettore:
   
               a)
            
            
               I valori fotometrici sono specificati in quanto intensità luminose mediante il sistema di coordinate angolari;
            
         
               b)
            
            
               le sorgenti luminose si possono scegliere in base alle prescrizioni del regolamento n. 37 (sorgenti luminose a incandescenza) e del regolamento n. 99 (sorgenti luminose a scarica). Si possono anche usare i moduli formati da diodi a emissione di luce (Light emitting diode — LED) e i sistemi d’illuminazione a ripartizione;
            
         
               c)
            
            
               le definizioni di demarcazione e di gradiente;
            
         
               d)
            
            
               i requisiti fotometrici permettono l’uso di ripartizioni per fasci luminosi asimmetrici.
            
         0.   CAMPO D’APPLICAZIONE
   Il presente regolamento si applica ai proiettori posteriori per nebbia dei veicoli appartenenti alle categorie L3, L4, L5, L7, M, N, O e T (2).
   1.   DEFINIZIONI
   Ai fini del presente regolamento,
   1.1.   al presente regolamento si applicano le definizioni date nel regolamento n. 48 e alla serie di modifiche a esso pertinenti, in vigore al momento della domanda di omologazione;
   1.2.   «Trasparente» indica la componente più esterna del proiettore fendinebbia anteriore (unità ottica) che trasmette la luce attraverso la superficie illuminante;
   1.3.   «Rivestimento» indica il prodotto o i prodotti applicati in uno o più strati sulla superficie esterna di un trasparente;
   «Proiettori fendinebbia anteriori di tipo diverso» sono proiettori fendinebbia anteriori che tra loro differiscono in particolari essenziali come:
   1.4.1.   marchio di fabbrica o commerciale;
   1.4.2.   appartenenza a «classi» diverse (B o F3) identificate da particolari prescrizioni fotometriche:
   1.4.3.   caratteristiche del sistema ottico; (schema ottico di base, tipo/categoria della sorgente luminosa, modulo LED, DLS, ecc.),
   1.4.4.   aggiunta di componenti che, se in funzione, modificano gli effetti ottici per riflessione, rifrazione, assorbimento e/o deformazione e presenza dell’eventuale regolatore d’intensità:
   1.4.5.   categoria delle lampadine a incandescenza usate, di cui ai regolamenti n. 37 e n. 99 e/o degli eventuali moduli LED o del codice d’identificazione specifico del generatore di luce.
   1.4.6.   Materiali che costituiscono i trasparenti e l’eventuale rivestimento.
   1.4.7.   Tuttavia, dispositivi destinati a essere installati sul lato sinistro del veicolo e quelli corrispondenti destinati a essere installati sul lato destro sono considerati dello stesso tipo.
   1.5.   «Colore della luce emessa dal dispositivo». Al presente regolamento si applicano le definizioni relative al colore della luce emessa date dal regolamento n. 48 e dalla serie di modifiche in vigore al momento della domanda di omologazione.
   1.6.   I riferimenti fatti nel presente regolamento a sorgenti luminose standard e ai regolamenti n. 37 e n. 99, si intendono fatti ai regolamenti n. 37 e n. 99 nonché alle serie di modifiche a essi pertinenti, in vigore al momento della domanda di omologazione per tipo.
   2.   DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
   2.1.   La domanda di omologazione deve essere presentata dal titolare del marchio di fabbrica o commerciale o da un suo rappresentante autorizzato.
   Per qualsiasi tipo di proiettore fendinebbia anteriore, la domanda sarà accompagnata da:
   disegni in triplice copia, di dettaglio tale da consentire l’identificazione del tipo, che rappresentino il proiettore fendinebbia anteriore frontalmente, indicandone le eventuali componenti ottiche, e in sezione trasversale; i disegni devono indicare lo spazio riservato al marchio di omologazione;
   2.2.1.1.   se il proiettore fendinebbia anteriore è munito di catadiottro regolabile, specificare le varie posizioni di montaggio del proiettore rispetto al suolo e al piano longitudinale mediano del veicolo, qualora il proiettore andasse usato solo in tali posizioni;
   per la prova del materiale plastico di cui sono fatti i trasparenti:
   13 trasparenti;
   2.2.2.1.1.   6 trasparenti possono essere sostituiti da 6 campioni del materiale plastico (dimensioni minime: 60 × 80 mm), aventi una superficie esterna piatta o convessa e una zona sostanzialmente piatta (raggio di curvatura non inferiore a 300 mm) misurante, nella parte centrale, almeno 15 × 15 mm;
   2.2.2.1.2.   ogni trasparente o campione del materiale va fabbricato con metodi tipici della produzione di serie;
   2.2.2.1.3.   un riflettore su cui possano essere montati i trasparenti secondo le istruzioni del costruttore.
   2.2.3.   I materiali di cui sono fatti i trasparenti e gli eventuali rivestimenti devono essere accompagnati, se sono già stati provati, dal verbale di prova delle rispettive caratteristiche.
   In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe B:
   2.3.1.   una breve descrizione tecnica indicante la categoria della lampadina a incandescenza usata, tratta dall’elenco di cui al regolamento n. 37 e alla serie di modifiche a esso pertinenti in vigore al momento della domanda di omologazione per tipo, anche se la lampadina a incandescenza non può essere sostituita;
   2.3.2.   2 campioni per ogni tipo di proiettore fendinebbia anteriore, uno destinato a essere installato sul lato sinistro, l’altro sul lato destro del veicolo.
   In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe F3:
   2.4.1.   una breve descrizione tecnica indicante la categoria delle sorgenti luminose usate, tratta dall’elenco di cui ai regolamenti n. 37 e n. 99 nonché alla serie di modifiche a essi pertinenti in vigore al momento della domanda di omologazione per tipo, anche se la sorgente luminosa non può essere sostituita;
   2.4.2.   se vengono usati moduli LED o un generatore di luce, il codice d’identificazione specifico del modulo. Nel disegno dovrà essere possibile individuare facilmente il modulo nonché il luogo in cui apporre il codice d’identificazione specifico e il marchio di fabbrica del richiedente.
   marca ed eventuali tipi di alimentatori (zavorre) e/o di dispositivi di regolazione della sorgente luminosa:
   2.4.3.1.   se vengono usati proiettori fendinebbia anteriori a intensità variabile, una breve descrizione del regolatore d’intensità;
   2.4.3.2.   se viene usato un dispositivo di regolazione delle sorgenti luminose estraneo al proiettore, le tensioni e relative tolleranze o la gamma totale delle tensioni ai connettori di tale dispositivo;
   2.4.4.   se il proiettore fendinebbia anteriore è munito di moduli LED o di un sistema d’illuminazione a ripartizione, ne va fornita una breve descrizione tecnica. Fornire anche il numero d’ordine assegnato dal fabbricante della sorgente luminosa, un disegno indicante le dimensioni e i valori elettrici e fotometrici di base, una dichiarazione di conformità della sorgente luminosa alle prescrizioni in materia di radiazioni UV di cui all’allegato 12, paragrafo 4.6 del presente regolamento, una relazione di prova ufficiale relativa al paragrafo 5.9 del presente regolamento e il flusso luminoso oggettivo;
   2.4.5.   se viene usato un sistema d’illuminazione a ripartizione, le componenti che in tale sistema producono il fascio luminoso del proiettore fendinebbia anteriore. Allegare anche una breve descrizione tecnica comprendente l’elenco delle guide di luce e delle relative componenti ottiche e una descrizione dei generatori di luce che ne permetta l’identificazione. Fornire anche il numero d’ordine assegnato dal fabbricante del generatore di luce, un disegno indicante le dimensioni e i valori elettrici e fotometrici di base e una relazione di prova ufficiale relativa al paragrafo 5.9 del presente regolamento;
   se viene usata una sorgente luminosa a scarica di gas:
   2.4.6.1.   un alimentatore (zavorra), che possa essere del tutto o in parte integrato nel proiettore fendinebbia anteriore;
   2.4.6.2.   ai fini dell’omologazione di un sistema d’illuminazione a ripartizione funzionante con una sorgente luminosa non sostituibile a scarica di gas non omologata ai sensi del regolamento n. 99, 2 campioni del sistema comprendenti il generatore di luce e un eventuale alimentatore (zavorra) per ciascun tipo da utilizzare;
   2.4.7.   se vengono usati moduli LED o un sistema d’illuminazione a ripartizione e se sono privi di sistemi per proteggere il relativo proiettore fendinebbia anteriore o le componenti in plastica del sistema d’illuminazione dalle radiazioni UV delle sorgenti luminose (a scarica di gas), come filtri UV in vetro:
   un campione per ciascuno dei materiali pertinenti. Ogni campione avrà una geometria simile a quella del proiettore fendinebbia anteriore o del sistema d’illuminazione a ripartizione da provare. Tutti i campioni del materiale devono avere lo stesso aspetto e aver subìto un eventuale trattamento di superficie come se fossero destinati a essere usati sul proiettore fendinebbia anteriore da omologare;
   2.4.8.   in caso di omologazione di un proiettore fendinebbia anteriore ai sensi del paragrafo 2.4.8 e/o del paragrafo 5.9, contenente trasparenti di plastica e/o parti ottiche interne di plastica, già provate:
   i materiali che eventualmente compongono trasparenti, rivestimenti o parti ottiche interne vanno accompagnati da relazioni sulle prove cui sono stati sottoposti contro la radiazione UV;
   2.4.9.   2 campioni per ogni tipo di proiettore fendinebbia anteriore, uno destinato a essere installato sul lato sinistro, l’altro sul lato destro del veicolo; o una coppia di proiettori fendinebbia anteriori;
   2.4.10.   eventualmente, un dispositivo di regolazione della sorgente luminosa;
   2.4.11.   un dispositivo di regolazione dell’intensità o eventualmente un generatore che fornisca gli stessi segnali.
   2.5.   Prima di rilasciare l’omologazione, l’autorità competente verifica l’esistenza di disposizioni atte a garantire un controllo efficace della conformità della produzione.
   3.   MARCATURE
   3.1.   I campioni di un tipo di proiettore fendinebbia anteriore o di sistema d’illuminazione a ripartizione da omologare, devono recare in modo chiaro, leggibile e indelebile:
   
               a)
            
            
               il marchio di fabbrica o commerciale del richiedente;
            
         
               b)
            
            
               un’indicazione della classe cui appartiene il proiettore fendinebbia anteriore;
            
         e, in caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe F3:
   
               a)
            
            
               il modulo LED o l’eventuale codice d’identificazione specifico del generatore di luce.
            
         3.2.   Sul trasparente e sul corpo principale (3), deve essere previsto spazio sufficiente per apporre il marchio di omologazione e i simboli aggiuntivi di cui al paragrafo 3; tali spazi devono essere indicati nei disegni di cui al precedente paragrafo 2.2.1.
   3.3.   Il marchio di omologazione va apposto su una parte interna o esterna (trasparente o no) del dispositivo che non possa essere separato dalla parte trasparente del dispositivo che emette la luce; se viene usato un sistema d’illuminazione a ripartizione con trasparente esterno incorporato nella guida di luce, questa condizione è soddisfatta se il marchio di omologazione viene apposto almeno sul generatore di luce e sulla guida di luce o sul suo schermo protettivo. Il marchio deve essere comunque visibile, a dispositivo installato sul veicolo, almeno quando una parte mobile (cofano anteriore o posteriore, porte) sia aperta.
   In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe F3:
   3.4.1.   se viene usato un sistema d’illuminazione a ripartizione, i generatori di luce recheranno un marchio indicante la tensione e la potenza nominali e se il dispositivo elettronico di regolazione non fa parte del proiettore, i generatori di luce recheranno il marchio di fabbrica o commerciale del loro fabbricante e il numero d’ordine.
   3.4.2.   se vengono usati moduli LED, il proiettore indicherà la tensione e la potenza nominali nonché il codice d’identificazione specifico del modulo di sorgenti luminose.
   I moduli LED presentati insieme alla domanda di omologazione del proiettore devono indicare:
   3.5.1.   il marchio di fabbrica o commerciale del richiedente che deve essere chiaramente leggibile e indelebile.
   3.5.2.   il codice specifico d’identificazione del modulo che deve essere chiaramente leggibile e indelebile.
   Il codice d’identificazione specifico si comporrà della sigla «MD» («modulo») seguita dal marchio di omologazione privo del cerchio prescritto nel paragrafo 4.2.1; il codice d’identificazione specifico va indicato nei disegni di cui al paragrafo 2.2.1 e, se vengono usati più moduli LED non identici, sarà seguito dai simboli o dai caratteri aggiuntivi. Il marchio di omologazione non deve essere lo stesso di quello del proiettore in cui viene usato il modulo ma entrambi i marchi devono essere dello stesso richiedente.
   3.6.   Se viene usato un dispositivo di regolazione della sorgente luminosa non facente parte del modulo LED, si indicherà il suo codice d’identificazione specifico nonché la tensione d’ingresso e la potenza nominali.
   4.   OMOLOGAZIONE
   4.1.   Aspetti generali
   4.1.1.   Si rilascia l’omologazione se tutti i campioni di un tipo di proiettore fendinebbia anteriore presentati ai sensi del paragrafo 2 soddisfano le prescrizioni del presente regolamento.
   4.1.2.   Se proiettori raggruppati, combinati o reciprocamente incorporati rispondono ai requisiti di più regolamenti, si può apporre un unico marchio d’omologazione internazionale purché ciascun proiettore raggruppato, combinato o reciprocamente incorporato soddisfi le prescrizioni ad esso applicabili.
   4.1.3.   A ogni tipo omologato deve essere assegnato un numero di omologazione. Le prime 2 cifre (attualmente 03) del numero indicano la serie di modifiche che incorporano le principali e più recenti modifiche tecniche apportate al regolamento al momento del rilascio dell’omologazione. Una parte contraente non assegnerà lo stesso numero a un altro tipo di proiettore fendinebbia anteriore cui si applichi il presente regolamento a meno che l’omologazione non sia estesa a un dispositivo diverso solo per il colore.
   4.1.4.   Il rilascio, l’estensione, il rifiuto o la revoca dell’omologazione o la cessazione definitiva della produzione di un tipo di proiettore fendinebbia anteriore ai sensi del presente regolamento vanno notificate alle parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento con una scheda conforme al modello di cui all’allegato 1 del presente regolamento, contenente le indicazioni di cui al paragrafo 2.2.
   4.1.5.   Oltre al marchio di cui al paragrafo 3.1, a tutti i proiettori fendinebbia anteriori, conformi a un tipo omologato ai sensi del presente regolamento, va affisso un marchio conforme alla descrizione di cui ai paragrafi 4.2 e 4.3 negli spazi di cui al paragrafo 3.2.
   4.2.   Elementi del marchio di omologazione
   Il marchio di omologazione si compone di:
   un marchio di omologazione internazionale, comprendente:
   4.2.1.1.   un cerchio al cui interno è iscritta la lettera «E» seguita dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione (4), e
   4.2.1.2.   il numero di omologazione prescritto al paragrafo 4.1.3.
   Il/I seguente/i simbolo/i aggiuntivo/i:
   4.2.2.1.   su proiettori fendinebbia anteriori rispondenti ai requisiti del presente regolamento e appartengono:
   
               a)
            
            
               alla classe B: la lettera «B»;
            
         
               b)
            
            
               alla classe F3: il simbolo «F3»;
            
         4.2.2.2.   su proiettori fendinebbia anteriori che incorporano un trasparente in materiale plastico, il gruppo di lettere «PL», apposto vicino ai simboli prescritti al paragrafo 4.2.2.1;
   Sulla scheda di omologazione e su quella di notifica, inviata ai paesi che sono parti contraenti dell’accordo e che applicano il presente regolamento, vanno sempre indicate le modalità di funzionamento usate durante la prova ai sensi del paragrafo 1.1.1 dell’allegato 5 e la tensione ammessa ai sensi del paragrafo 1.1.2 dell’allegato 5.
   Nei casi corrispondenti il dispositivo va marcato nel modo che segue:
   4.2.2.3.1.   sulle unità che soddisfano i requisiti del presente regolamento, progettate in modo che i filamenti di una funzione non si accendano simultaneamente a quelli di altre con cui possano essere reciprocamente incorporate, si aggiunge una sbarra obliqua (/) dopo il simbolo del marchio di omologazione di tale funzione;
   4.2.2.3.2.   se tuttavia non devono accendersi simultaneamente solo il proiettore fendinebbia anteriore e quello anabbagliante, la sbarra obliqua sarà aggiunta al simbolo del fendinebbia che, a sua volta, sarà apposto separatamente o alla fine di una combinazione di simboli;
   4.2.2.3.3.   sulle unità che soddisfano i requisiti dell’allegato 5 del presente regolamento solo se alimentati con una tensione di 6 V o 12 V, si apporrà un simbolo composto dalla cifra 24, sbarrato da una crocetta (×) obliqua vicino al portalampada.
   4.2.2.4.   L’incorporazione reciproca del proiettore anabbagliante e del proiettore fendinebbia anteriore è possibile se avviene in conformità al regolamento n. 48;
   4.2.2.5.   I proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe F3 a ripartizione asimmetrica della luce e che non si possono montare indifferentemente su un lato o sull’altro del veicolo, recheranno una freccia puntata verso l’esterno del veicolo.
   4.2.2.6.   Le 2 cifre del numero di omologazione (attualmente 03), indicanti le serie di modifiche che incorporano i più recenti aggiornamenti tecnici sostanziali apportati al regolamento alla data in cui è stata rilasciata l’omologazione, possono essere apposte vicino ai simboli aggiuntivi di cui sopra.
   4.2.2.7.   I marchi e i simboli di cui ai paragrafi 4.2.1 e 4.2.2 saranno chiaramente leggibili e indelebili anche a proiettore fendinebbia anteriore installato nel veicolo.
   4.3.   Configurazione del marchio di omologazione
   4.3.1.   Proiettori indipendenti
   L’allegato 3 del presente regolamento fornisce esempi di come possa essere configurato il marchio di omologazione con i suddetti simboli aggiuntivi.
   4.3.2.   Luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate
   Se luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate soddisfano i requisiti di più regolamenti, può essere apposto un unico marchio di omologazione internazionale, consistente in un cerchio che racchiude la lettera «E» seguito dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione e dal numero di omologazione. Tale marchio d’omologazione può essere apposto ovunque sulle luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate, purché:
   4.3.2.1.1.   sia visibile dopo che esse siano state installate;
   4.3.2.1.2.   nessun elemento che trasmetta luce delle luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate possa essere rimosso senza rimuovere contemporaneamente anche il marchio di omologazione.
   Il simbolo di identificazione di ciascuna luce, corrispondente al regolamento ai sensi del quale è stata rilasciata l’omologazione e la relativa serie di modifiche comprendenti i più recenti aggiornamenti tecnici sostanziali apportati al regolamento al momento del rilascio dell’omologazione, e la freccia eventualmente prescritta, vanno indicati nel modo che segue:
   4.3.2.2.1.   sulla corrispondente superficie di uscita della luce;
   4.3.2.2.2.   o sul gruppo, in modo da poter chiaramente identificare ciascuna delle luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate.
   4.3.2.3.   La dimensione delle componenti di un marchio d’omologazione unico non sarà inferiore alla dimensione minima del più piccolo dei marchi unici prescritti dal regolamento ai sensi del quale è stata rilasciata l’omologazione.
   4.3.2.4.   A ogni tipo omologato deve essere assegnato un numero di omologazione. Una stessa parte contraente non può assegnare lo stesso numero a un altro tipo di luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate che rientrano nel presente regolamento.
   4.3.2.5.   L’allegato 3, figura 3, del presente regolamento fornisce esempi di configurazione dei marchi di omologazione per luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate con tutti i simboli aggiuntivi di cui sopra.
   Alle luci, il cui trasparente è usato per tipi diversi di proiettori fendinebbia anteriori e che possono essere reciprocamente incorporate o raggruppate con altre luci, si applicano le disposizioni del paragrafo 4.3.2.
   4.3.3.1.   Se lo stesso trasparente viene usato per tipi di luci diversi, esso può recare impressi i marchi di omologazione relativi ai diversi tipi di proiettori fendinebbia anteriori o unità di luci, sempreché il corpo principale del proiettore, pur non separabile dal trasparente, abbia lo spazio prescritto al paragrafo 3.2 e rechi i marchi di omologazione relativi alle sue funzioni effettive.
   Se tipi diversi di proiettori fendinebbia anteriori hanno lo stesso corpo principale, questo può recare i diversi marchi di omologazione.
   4.3.3.2.   L’allegato 3, figura 4, del presente regolamento dà alcuni esempi di marchi di omologazione relativi ai casi di cui sopra.
   5.   SPECIFICHE GENERALI
   5.1.   Ogni campione di proiettore fendinebbia anteriore presentato in conformità al paragrafo 2.2 deve rispondere alle specifiche di cui ai paragrafi 6 e 7 del presente regolamento.
   I proiettori fendinebbia anteriori devono essere progettati e costruiti in modo che, in condizioni d’impiego normali e malgrado le vibrazioni cui possano essere sottoposti, continuino a funzionare correttamente e mantengano le caratteristiche prescritte dal presente regolamento. Indicare chiaramente la corretta posizione del trasparente; quest’ultimo e il riflettore vanno fissati in modo che non possano ruotare durante il loro impiego. La conformità del presente paragrafo ai requisiti viene verificata a vista ed, eventualmente, con un montaggio di prova.
   5.2.1.   I proiettori fendinebbia anteriori devono essere muniti di un dispositivo che permetta il loro adattamento ai veicoli in modo da soddisfare le norme applicabili a quest’ultimi. Non è necessario installare il dispositivo su unità in cui riflettori e trasparenti non siano separabili purché tali unità siano usate solo su veicoli in cui la regolazione dei proiettori può avvenire con altri mezzi. Se un proiettore fendinebbia anteriore e un altro proiettore anteriore, ciascuno munito di sorgente luminosa propria, sono uniti in un’unità composita, il dispositivo di regolazione deve permettere di regolare individualmente ciascun sistema ottico.
   5.2.2.   Queste disposizioni non si applicano a insiemi di proiettori fendinebbia anteriori i cui riflettori siano indivisibili. A questo tipo di insiemi si applicano le disposizioni dei paragrafi 6.3.4 o, a seconda, 6.4.3.
   5.3.   Per accertare che l’uso non provochi variazioni eccessive delle caratteristiche fotometriche, effettuare le prove complementari prescritte nell’allegato 5.
   5.4.   Se il trasparente del proiettore fendinebbia anteriore è di materiale plastico, effettuare le prove secondo quanto prescritto all’allegato 6.
   5.5.   Se vengono usate sorgenti luminose sostituibili:
   
               a)
            
            
               il portalampada della sorgente luminosa deve conformarsi alle caratteristiche di cui alla norma IEC 60061. Si applica la scheda tecnica del portalampada corrispondente alla categoria della lampada utilizzata;
            
         
               b)
            
            
               la sorgente luminosa deve inserirsi facilmente nel proiettore fendinebbia anteriore;
            
         
               c)
            
            
               Il dispositivo va progettato in modo da poter montare le sorgenti luminose solo nella posizione corretta.
            
         Se appartiene alla classe B, il proiettore fendinebbia anteriore sarà munito di lampada a incandescenza omologata ai sensi del regolamento n. 37 anche se tale lampada non può essere sostituita. Si può usare qualsiasi lampada di cui al regolamento n. 37 se quest’ultimo e la serie di modifiche ad esso pertinenti, in vigore al momento della domanda di omologazione, non pongono alcuna restrizione d’uso.
   5.6.1.   Anche se la lampada non può essere sostituita deve soddisfare i requisiti del paragrafo 5.6.
   Se il proiettore appartiene alla classe F3, le sorgenti luminose devono essere:
   5.7.1.   una o più sorgenti luminose sostituibili omologate ai sensi dei regolamenti n. 37 o n. 99 e la serie di modifiche ad essi pertinenti in vigore al momento della domanda di omologazione.
   5.7.2.   e/o uno o più moduli LED, se si applicano i requisiti dell’allegato 12 del presente regolamento; verificare la conformità ai requisiti.
   5.7.3.   e/o generatori di luce, se si applicano i requisiti dell’allegato 12 del presente regolamento; verificare la conformità ai requisiti.
   5.8.   Anche se le sorgenti luminose non possono essere sostituite devono soddisfare i requisiti del paragrafo 5.7.
   Se si usano moduli LED o generatori di luce occorre controllare che:
   5.9.1.   i moduli LED o i generatori di luce siano progettati in modo da poter essere montati solo nella posizione corretta;
   5.9.2.   eventuali moduli di sorgenti luminose non identici, non devono essere intercambiabili all’interno dello stesso involucro;
   5.9.3.   i moduli LED o i generatori di luce devono essere inalterabili.
   5.10.   L’uso di proiettori fendinebbia anteriori le cui sorgenti luminose abbiano un flusso luminoso oggettivo totale superiore a 2 000 lumen va annotato nel paragrafo 10 del modulo di notifica di cui all’allegato 1.
   Se il trasparente del proiettore fendinebbia anteriore è di materiale plastico, effettuare le prove secondo quanto prescritto all’allegato 6.
   5.11.1.   La resistenza UV delle componenti che trasmettono la luce all’interno del proiettore fendinebbia anteriore e fatte di materiale plastico si prova secondo quanto prescritto all’allegato 6, paragrafo 2.7.
   5.11.2.   La prova di cui al paragrafo 5.11.1 non è necessaria se si usano tipi di sorgenti luminose a bassa radiazione UV, di cui al regolamento n. 99 o all’allegato 12 del presente regolamento, o se le relative componenti del proiettore sono protette dalla radiazione UV da dispositivi come filtri di vetro.
   5.12.   Il proiettore fendinebbia anteriore, la sua zavorra o il dispositivo di regolazione della sorgente luminosa non devono produrre disturbi irraggiati o di linea, che possono causare il malfunzionamento di altri sistemi elettrici/elettronici del veicolo (5).
   5.13.   Sono permessi proiettori fendinebbia anteriori, destinati a funzionare in modo permanente grazie a un sistema ausiliario di regolazione dell’intensità della luce emessa o reciprocamente incorporati con un’altra funzione che usa una sorgente luminosa comune, destinata a funzionare in modo permanente grazie a un sistema ausiliario di regolazione dell’intensità della luce emessa.
   5.14.   Nel caso della classe F3 si proveranno la nitidezza e la linearità della linea di demarcazione secondo le norme di cui all’allegato 9.
   6.   ILLUMINAMENTO
   6.1.   I proiettori fendinebbia anteriori dovranno poter illuminare con un abbagliamento limitato.
   6.2.   L’intensità luminosa del proiettore fendinebbia anteriore si misura a 25 m di distanza con una cellula fotoelettrica avente una superficie utile compresa in un quadrato di 65 mm di lato.
   Il punto HV è il punto centrale del sistema di coordinate con un asse polare verticale. La linea h è l’orizzontale che attraversa HV (cfr. allegato 4 del presente regolamento).
   In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe B:
   Si usa una lampada ad incandescenza standard incolore (etalon – cfr. regolamento n. 37), della categoria precisata dal produttore, che può essere fornita dal fabbricante o dal richiedente.
   6.3.1.1.   Durante la prova del proiettore fendinebbia anteriore l’alimentazione elettrica di tale lampada sarà regolata in modo da ottenere il flusso luminoso di riferimento indicato nella pertinente scheda informativa del regolamento n. 37.
   6.3.1.2.   Durante la prova di un proiettore fendinebbia anteriore la cui lampada a incandescenza non possa essere sostituita, la tensione ai connettori del proiettore sarà di 12,0 V.
   6.3.2.   Il proiettore fendinebbia anteriore è ritenuto soddisfacente se i requisiti fotometrici sono soddisfatti almeno con una lampada a incandescenza standard.
   Lo schermo di misurazione per la regolazione visiva (cfr. allegato 4 del presente regolamento) va posto davanti al proiettore stesso alla distanza di 10 m o di 25 m.
   6.3.3.1.   Per permettere la regolazione visiva, il fascio luminoso deve produrre sullo schermo di misurazione, una linea di demarcazione simmetrica e sostanzialmente orizzontale di ampiezza non inferiore a 5,0° su entrambi i lati della linea v.
   6.3.3.2.   Il proiettore fendinebbia anteriore va regolato in modo che la linea di demarcazione sullo schermo di misurazione si trovi a 1,15° sotto la linea h.
   6.3.4.   Così regolato, il proiettore fendinebbia anteriore deve rispettare i requisiti di cui al paragrafo 6.3.5.
   6.3.5.   L’illuminamento (cfr. allegato 4, paragrafo 2.1.) avrà i seguenti requisiti:
   
               Linee o zone designate
            
            
               Posizione verticale (6)
               
            
            
               Posizione orizzontale (6)
               
            
            
               Intensità luminosa
            
            
               Prescrizioni da soddisfare
            
         
               Linea 1
            
            
               da 15°U a 60°U
            
            
               0°
            
            
               100 cd al massimo
            
            
               Linea completa
            
         
               Zona A
            
            
               da 0° a 1,75°U
            
            
               da 5°L a 5°R
            
            
               62 cd al minimo
            
            
               L’intera zona
            
         
               Zona B
            
            
               da 0° a 3,5°U
            
            
               da 26°L a 26°R
            
            
               400 cd al massimo
            
            
               L’intera zona
            
         
               Zona C
            
            
               da 3,5°U a 15°U
            
            
               da 26°L a 26°R
            
            
               250 cd al massimo
            
            
               L’intera zona
            
         
               Zona D
            
            
               da 1,75°D a 3,5°D
            
            
               da 12°L a 12°R
            
            
               1 250cd al minimo
               8 000 cd al massimo
            
            
               Almeno un punto su ogni linea verticale
            
         
               Zona E
            
            
               da 1,75°D a 3,5°D
            
            
               da 12°L a 22°L
               e
               da 12°R a 22°R
            
            
               600 cd al minimo
               8 000 cd al massimo
            
            
               Almeno un punto su ogni linea verticale
            
         L’illuminamento si misura in luce bianca o gialla selettiva come prescritto dal fabbricante per un uso normale del proiettore fendinebbia anteriore.
   Non sono consentite variazioni che impediscano una visibilità soddisfacente nelle zone B o C.
   6.3.6.   Nella ripartizione luminosa di cui alla tabella del paragrafo 6.3.5, sono permesse singole macchie o bande strette di intensità non superiore a 160 cd nella zona al di sopra dei 15° se non oltrepassano un angolo conico di 2° d’apertura o una larghezza di 1o. Se sono presenti macchie o bande multiple devono essere separate da un angolo minimo di 10°.
   6.4.   In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe F3:
   a seconda della sorgente luminosa, si applicano le seguenti condizioni:
   Per fonti luminose a incandescenza sostituibili:
   6.4.1.1.1.   il proiettore fendinebbia anteriore deve soddisfare i requisiti del paragrafo 6.4.3 del presente regolamento con almeno un set completo di lampade standard (etalon) adatte, fornite dal fabbricante o dal richiedente.
   Per lampade a incandescenza che funzionano direttamente nelle condizioni di tensione del veicolo:
   controllare il proiettore fendinebbia anteriore con lampade a incandescenza standard (etalon) incolori come stabilito dal regolamento n. 37.
   Durante la prova del proiettore fendinebbia anteriore l’alimentazione elettrica delle lampade sarà regolata in modo da ottenere il flusso luminoso di riferimento indicato nella pertinente scheda informativa del regolamento n. 37.
   6.4.1.1.2.   Nei sistemi muniti di dispositivo elettronico di regolazione della sorgente luminosa integrato nella lampada, ai connettori di ingresso della lampada va applicata la tensione dichiarata dal fabbricante. Moltiplicare per 0,7 i valori fotometrici ottenuti prima di verificarne la conformità ai requisiti.
   6.4.1.1.3.   Nei sistemi muniti di dispositivo elettronico di regolazione della sorgente luminosa non integrato nella lampada, ai connettori di ingresso di tale dispositivo va applicata la tensione dichiarata dal fabbricante. Il laboratorio incaricato delle prove esigerà dal richiedente lo speciale dispositivo di regolazione della sorgente luminosa previsto per alimentare la sorgente luminosa e le funzioni del caso. L’eventuale identificazione di tale dispositivo di regolazione e/o della tensione applicata, e relative tolleranze, va annotata nel modulo di notifica di cui all’allegato 1 del presente regolamento. Moltiplicare per 0,7 i valori fotometrici ottenuti prima di verificarne la conformità ai requisiti.
   6.4.1.2.   Per fonti luminose a scarica di gas:
   servirsi di una sorgente luminosa standard (cfr. regolamento n. 99), già usata per almeno 15 cicli, in conformità all’allegato 4, paragrafo 4 del regolamento n. 99.
   Durante la prova del proiettore fendinebbia anteriore la tensione ai connettori della zavorra dovrà mantenersi a 13,5 V per un impianto a 12 V o alla tensione del veicolo precisata dal richiedente, con una tolleranza di ±0,1 V.
   Moltiplicare per 0,7 i valori fotometrici ottenuti prima di verificarne la conformità ai requisiti.
   Il flusso luminoso obiettivo della sorgente luminosa a scarica di gas può differire da quello stabilito dal regolamento n. 99. In tal caso, i valori dell’intensità luminosa devono essere corretti di conseguenza.
   6.4.1.3.   Per fonti luminose non sostituibili:
   Tutte le misurazioni su proiettori fendinebbia anteriori muniti di sorgenti luminose non sostituibili vanno effettuate a 6,3 V, a 13,2 V, a 28,0 V o a un’altra tensione del veicolo precisata dal richiedente. Il laboratorio incaricato delle prove può esigere che il richiedente fornisca il sistema di alimentazione speciale previsto per le sorgenti luminose. Le tensioni di prova vanno applicate ai connettori d’ingresso del proiettore. Moltiplicare per 0,7 i valori fotometrici ottenuti prima di verificarne la conformità ai requisiti.
   6.4.1.4.   Per moduli LED:
   Tutte le misurazioni su proiettori fendinebbia anteriori muniti di moduli LED vanno effettuate a 6,3 V, a 13,2 V o rispettivamente a 28,0 V, se non viene altrimenti disposto nel presente regolamento. Le misurazioni sui moduli LED azionati da un dispositivo elettronico di regolazione della sorgente luminosa vanno effettuate alle condizioni stabilite dal richiedente.
   Moltiplicare per 0,7 i valori fotometrici ottenuti prima di verificarne la conformità ai requisiti.
   6.4.1.5.   Verificare la conformità ai requisiti del paragrafo 5.9.1 almeno rispetto ai valori delle righe 3 e 4 della tabella del paragrafo 6.4.3.
   Regolazione fotometrica e condizioni di misurazione:
   6.4.2.1.   Lo schermo di misurazione per la regolazione visiva (cfr. allegato 4 paragrafo 2.2) va posto davanti al proiettore stesso alla distanza di 10 m o di 25 m.
   6.4.2.2.   Per permettere la regolazione visiva in altezza, il fascio luminoso deve produrre sullo schermo di misurazione, una linea di demarcazione simmetrica e sostanzialmente orizzontale di ampiezza non inferiore a 5,0° su entrambi i lati della linea v. Se la regolazione visiva pone problemi o posizioni non ripetibili, dopo aver confermato la qualità della linea di demarcazione (cfr. paragrafo 6.4.2.3) si ricorre al metodo strumentale di cui al paragrafo 5 dell’allegato 9.
   6.4.2.3.   La nitidezza della linea di demarcazione verrà provata in base alle prescrizioni di cui al paragrafo 4.1.2 dell’allegato 9. Il valore di G non sarà inferiore a 0,08.
   La linearità della linea di demarcazione va provata in base alle prescrizioni del paragrafo 4.1.3 dell’allegato 9 e la parte di essa che serve alla regolazione in altezza deve trovarsi, sul piano orizzontale, 3° a sinistra e 3° a destra della linea v-v. La linearità è considerata soddisfacente se le posizioni verticali dei punti d’inflessione, determinati con il metodo descritto al paragrafo 3.2 dell’allegato 9, 3° a destra e a sinistra della linea v-v, non deviano di oltre ± 0,20°.
   6.4.2.4.   Il proiettore fendinebbia anteriore sarà regolato in modo che sullo schermo la linea di demarcazione si trovi 1o sotto la linea h in conformità ai requisiti del paragrafo 2 dell’allegato 9.
   6.4.3.   Requisiti fotometrici
   Una volta regolato, il proiettore fendinebbia anteriore deve rispettare i requisiti fotometrici della seguente tabella (cfr. anche allegato 4, paragrafo 2.2, del presente regolamento):
   
               Linee o zone designate
            
            
               Posizione verticale (7)
               
               al di sopra di h +
               al di sotto di h –
            
            
               Posizione orizzontale (7)
               
               a sinistra di v: –
               a destra di v: +
            
            
               Intensità luminosa
               (in cd)
            
            
               Prescrizioni da soddisfare
            
         
               Punti 1, 2 (8)
               
            
            
               +60°
            
            
               ±45°
            
            
               massimo 60
            
            
               Tutti i punti
            
         
               Punti 3, 4 (8)
               
            
            
               +40°
            
            
               ±30°
            
         
               Punti 5, 6 (8)
               
            
            
               +30°
            
            
               ±60°
            
         
               Punti 7, 10 (8)
               
            
            
               +20°
            
            
               ±40°
            
         
               Punti 8, 9 (8)
               
            
            
               +20°
            
            
               ±15°
            
         
               Linea 1 (8)
               
            
            
               +8°
            
            
               da –26° a +26°
            
            
               massimo 90
            
            
               Linea intera
            
         
               Linea 2 (8)
               
            
            
               +4°
            
            
               da –26° a +26°
            
            
               massimo 105
            
            
               Linea intera
            
         
               Linea 3
            
            
               +2°
            
            
               da –26° a +26°
            
            
               massimo 170
            
            
               Linea intera
            
         
               Linea 4
            
            
               +1°
            
            
               da –26° a +26°
            
            
               massimo 250
            
            
               Linea intera
            
         
               Linea 5
            
            
               0°
            
            
               da –10° a +10°
            
            
               massimo 340
            
            
               Linea intera
            
         
               Linea 6 (9)
               
            
            
               –2,5°
            
            
               da 5° all’interno a 10°verso l’esterno
            
            
               2 000 min.
            
            
               Linea intera
            
         
               Linea 7 (9)
               
            
            
               –6,0°
            
            
               da 5° all’interno a 10°verso l’esterno
            
            
               < 50 % del massimo sulla linea 6
            
            
               Linea intera
            
         
               Linea 8L ed R (9)
               
            
            
               da –1,5° a –3,5°
            
            
               –22° e +22°
            
            
               800 min.
            
            
               Uno o più punti
            
         
               Linea 9L ed R (9)
               
            
            
               da –1,5° a –4,5°
            
            
               –35° e +35°
            
            
               320 min.
            
            
               Uno o più punti
            
         
               Zona D
            
            
               da –1,5° a –3,5°
            
            
               da –10° a +10°
            
            
               massimo 8 400
            
            
               Intera zona
            
         6.4.3.1.   L’illuminamento si misura in luce bianca o colorata come prescritto dal richiedente per un uso normale del proiettore fendinebbia anteriore. Non sono consentite variazioni di omogeneità che impediscano una visibilità soddisfacente nella zona al di sopra della linea 5, da 10° a sinistra a 10° a destra.
   6.4.3.2.   Il richiedente può chiedere prove separate per 2 proiettori fendinebbia anteriori che costituiscano una coppia ai sensi del paragrafo 4.2.2.5. In tal caso i requisiti fissati per le linee 6, 7, 8, 9 e per la zona D della tabella di cui al paragrafo 6.4.3 si applicano alla metà della somma dei valori misurati per il proiettore fendinebbia anteriore di destra e di sinistra. Ciascuno dei 2 peoiettori fendinebbia anteriori deve comunque raggiungere almeno il 50 % del valore minimo richiesto per la linea 6.
   6.4.3.3.   All’interno del campo compreso tra le linee da 1 a 5 (fig. 3, allegato 4), il fascio luminoso sarà sostanzialmente uniforme. Non sono consentite intensità discontinue che impediscano una visibilità soddisfacente tra le linee 6, 7, 8 e 9.
   6.4.3.4.   Nella ripartizione della luce di cui alla tabella del paragrafo 6.4.3, sono permesse singole macchie o bande strette di intensità non superiore a 120 cd, all’interno del settore compreso tra i punti di misurazione da 1 a 10 e la linea 1 o all’interno del settore rappresentato dalle linee 1 e 2, se non oltrepassano un angolo conico di 2° d’apertura o una larghezza di 1o. Se sono presenti macchie o bande multiple devono essere separate da un angolo minimo di 10°.
   6.4.3.5.   Se non sono rispettati i requisiti d’intensità luminosa fissati, è consentito riposizionare la linea di demarcazione di ± 0,5° rispetto alla verticale e/o di 2° rispetto all’orizzontale. Nella posizione così ricalcolata tutti i requisiti fotometrici devono essere rispettati.
   Altri requisiti fotometrici
   6.4.4.1.   Nei proiettori fendinebbia anteriori muniti di sorgenti luminose a scarica di gas l’intensità luminosa deve superare 800 cd nel punto di misurazione posto a 0° sul piano orizzontale e a 2°D sul piano verticale, 4 secondi dopo l’accensione del proiettore che è rimasto spento per almeno 30 minuti.
   Per adattarsi a una nebbia fitta o ad analoghe condizioni di visibilità ridotta, è permesso variare automaticamente le intensità luminose, purché:
   
               a)
            
            
               nel sistema che gestisce le funzioni del proiettore sia integrato un dispositivo elettronico attivo di regolazione della sorgente luminosa;
            
         
               b)
            
            
               tutte le intensità vengano variate in proporzione.
            
         Il sistema, la cui conformità va verificata in base alle prescrizioni del paragrafo 6.4.1.1.2, è considerato accettabile se le intensità luminose restano comprese tra il 60 % e il 100 % dei valori specificati dalla tabella del paragrafo 6.4.3.
   6.4.4.2.1.   Inserire un’indicazione nel modulo di notifica (allegato 1, paragrafo 10.).
   6.4.4.2.2.   Il servizio tecnico che rilascia l’omologazione del tipo verifica che il sistema si modifichi in modo automatico per ottenere una buona illuminazione della strada senza causare disagi al conducente o ad altri utenti della strada.
   6.4.4.2.3.   Le misure fotometriche vanno effettuate secondo le indicazioni del richiedente.
   7.   COLORE
   Il colore della luce emessa dal proiettore fendinebbia anteriore sarà bianco o giallo selettivo, a scelta del richiedente. L’eventuale colore giallo selettivo del fascio luminoso può essere ottenuto con il colore della sorgente luminosa o del trasparente del proiettore o in qualsiasi altro modo.
   7.1.   Le caratteristiche colorimetriche del proiettore fendinebbia anteriore si misurano con le tensioni fissate dai paragrafi 6.3 e 6.4.
   8.   DETERMINAZIONE DEL DISAGIO (ABBAGLIAMENTO)
   L’abbagliamento causato dal proiettore fendinebbia anteriore deve essere determinato (10).
   9.   MODIFICHE DI UN TIPO DI PROIETTORE ANTINEBBIA ANTERIORE ED ESTENSIONE DELL’OMOLOGAZIONE
   Ogni modifica di un tipo di proiettore fendinebbia anteriore va notificata al servizio amministrativo che ha omologato tale tipo di proiettore. Tale servizio può:
   9.1.1.   ritenere improbabile che le modifiche apportate abbiano ripercussioni negative di rilievo e accertare che comunque il proiettore fendinebbia anteriore soddisfa ancora i requisiti;
   oppure
   9.1.2.   chiedere un’altra relazione di prova al servizio tecnico che ha effettuato le prove.
   9.2.   La conferma o il rifiuto dell'omologazione, con indicazione delle modifiche intervenute, vanno comunicate, con la procedura di cui al paragrafo 4.1.4, alle parti dell’accordo che applicano il presente regolamento
   9.3.   L’autorità competente che rilascia l’estensione dell’omologazione attribuirà un numero di serie per tale estensione e informerà le altre parti dell’accordo 1958 che applicano il presente regolamento per mezzo di un modulo di notifica conforme al modello di cui all’allegato 1 del presente regolamento.
   10.   CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   10.1.   I proiettori fendinebbia anteriori omologati ai sensi del presente regolamento devono essere fabbricati in modo da conformarsi al tipo omologato, rispettando i requisiti indicati nei paragrafi 6 e 7 del presente regolamento e nell’allegato 7.
   10.2.   Per verificare che le disposizioni di cui al paragrafo 10.1 siano rispettate, occorre effettuare appropriati controlli della produzione.
   Il titolare dell’omologazione deve, in particolare:
   10.3.1.   aver predisposto procedure adeguate per controlli efficaci della qualità dei prodotti;
   10.3.2.   avere accesso alle attrezzature di controllo necessarie a verificare la conformità di ciascun tipo omologato;
   10.3.3.   garantire la registrazione dei risultati delle prove e la disponibilità dei relativi documenti per un periodo da determinare in accordo con il servizio amministrativo;
   10.3.4.   analizzare i risultati di ogni tipo di prova per verificare e garantire la stabilità delle caratteristiche del prodotto, tenuto conto delle variazioni di una produzione industriale;
   10.3.5.   garantire che per ogni tipo di prodotto siano effettuate almeno le prove prescritte nell’allegato 6 del presente regolamento con le tolleranze ammesse nell’allegato 2 del presente regolamento;
   10.3.6.   garantire che, se i campioni sottoposti a prova non risultano conformi al tipo di prova considerato, si proceda ad un altro campionamento e a un’altra prova. Vanno adottate tutte le disposizioni necessarie a ripristinare la conformità della corrispondente produzione.
   L’autorità competente che ha rilasciato l’omologazione del tipo può verificare in qualsiasi momento i metodi di controllo della conformità applicati in ciascuna unità di produzione.
   10.4.1.   Nel corso di ogni ispezione vanno presentati all’ispettore i registri di prova e i registri di controllo della produzione.
   10.4.2.   L’ispettore può prelevare dei campioni a caso da sottoporre a prova nel laboratorio del fabbricante. Il numero minimo di campioni può essere calcolato in funzione dei risultati dei controlli del fabbricante stesso.
   10.4.3.   Se il livello della qualità non è soddisfacente, o se è necessario verificare la validità delle prove effettuate in applicazione del paragrafo 10.4.2, l’ispettore preleva dei campioni da inviare al servizio tecnico che ha effettuato le prove di omologazione del tipo, secondo i criteri di cui all’allegato 7 del presente regolamento e con le tolleranze ammesse all’allegato 2 del presente regolamento.
   10.4.4.   L’autorità competente può effettuare tutte le prove prescritte nel presente regolamento. Le prove avverranno su campioni scelti a caso, senza danneggiare l’attività di consegna del fabbricante, e in conformità ai criteri dell’allegato 7 del presente regolamento con le tolleranze ammesse nell’allegato 2 del presente regolamento.
   10.4.5.   L’autorità competente cercherà di effettuare un’ispezione ogni 2 anni. La frequenza delle ispezioni è tuttavia decisa dall’autorità competente a sua discrezione, in base alla fiducia che essa ripone nell’adeguatezza dei propri sistemi di controllo della conformità della produzione. Se emergono risultati negativi, l’autorità competente si adopera affinché siano prese tutte le disposizioni necessarie a ristabilire quanto prima la conformità della produzione.
   10.5.   I proiettori fendinebbia anteriori con evidenti difetti non sono presi in considerazione.
   11.   SANZIONI IN CASO DI NON CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   11.1.   L’omologazione rilasciata a un tipo di proiettore fendinebbia anteriore ai sensi del presente regolamento può essere revocata se non sono rispettati i requisiti sopra indicati o se un proiettore fendinebbia anteriore munito di marchio di omologazione non è conforme al tipo omologato.
   11.2.   Se una delle parti contraenti dell’accordo che applica il presente regolamento revoca un’omologazione in precedenza rilasciata, ne informa immediatamente le altre parti contraenti che applicano il presente regolamento, con un modulo di notifica conforme al modello di cui all’allegato 1 del presente regolamento.
   12.   CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
   Se il titolare di un’omologazione cessa completamente la produzione di un tipo proiettore fendinebbia anteriore omologato ai sensi del presente regolamento, ne informa l’autorità che ha rilasciato l’omologazione. Appena ricevuta la notifica, tale autorità informerà, a sua volta, le altre parti contraenti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento per mezzo di un modulo di notifica conforme al modello di cui all’allegato 1 del presente regolamento.
   13.   DENOMINAZIONI E INDIRIZZI DEI SERVIZI TECNICI INCARICATI DI ESEGUIRE LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI
   Le parti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento comunicano al Segretariato delle Nazioni Unite nomi e indirizzi dei servizi tecnici che effettuano le prove di omologazione e dei servizi amministrativi che rilasciano l’omologazione e ai quali vanno inviate le notifiche di rilascio, estensione, rifiuto o revoca dell’omologazione o di cessazione definitiva della produzione, rilasciate in altri paesi.
   14.   DISPOSIZIONI TRANSITORIE
   In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe B:
   14.1.1.   Dalla data di entrata in vigore della serie di modifiche 03 al presente regolamento, nessuna delle parti contraenti che lo applicano possono rifiutare l’omologazione ai sensi del presente regolamento, modificato dalla serie di modifiche 03.
   14.1.2.   Trascorsi 24 mesi dalla data di entrata in vigore della serie di modifiche 03, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rilasciare omologazioni solo se i proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe B soddisfano i requisiti del presente regolamento modificato dalla serie di modifiche 03.
   14.1.3.   Trascorsi 36 mesi dalla data di entrata in vigore della serie di modifiche 03, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono rilasciare omologazioni per un nuovo tipo di proiettore fendinebbia anteriore solo se quest’ultimo soddisfa i requisiti della classe 3 del presente regolamento modificato dalla serie di modifiche 03.
   14.1.4.   Le omologazioni per proiettori fendinebbia anteriori già rilasciate ai sensi del presente regolamento prima della data d’entrata in vigore delle serie di modifiche 03 rimarranno valide. Tuttavia, dopo la data d’entrata in vigore delle serie di modifiche 03, le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono proibire il montaggio di proiettori fendinebbia anteriori muniti di lampade a incandescenza a meno che non soddisfino i requisiti del regolamento n. 37.
   Le parti contraenti che applicano il presente regolamento possono vietare il montaggio dei dispositivi che non rispettano i requisiti del presente regolamento:
   14.1.5.1.   su veicoli per i quali l’omologazione del tipo di veicolo o del veicolo singolo sia stata rilasciata oltre 24 mesi dopo la data di entrata in vigore di cui al paragrafo 14.1.1;
   14.1.5.2.   su veicoli immatricolati per la prima volta oltre 60 mesi dopo la data di entrata in vigore di cui al paragrafo 14.1.1.
   Trascorsi 60 mesi dalla data d’entrata in vigore della serie di modifiche 03, le parti contraenti che applicano il presente regolamento rifiuteranno di rilasciare estensioni di omologazioni se i proiettori fendinebbia anteriori non rispettano i requisiti della classe F3 del presente regolamento, modificato dalla serie di modifiche 03.
   14.1.6.1.   Le parti contraenti che applicano il presente regolamento continuano a rilasciare omologazioni per proiettori fendinebbia anteriori in base alle serie di modifiche 03 e 02 apportate al presente regolamento se tali proiettori sono ricambi destinati a essere montati su veicoli in uso.
   In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe F3:
   14.2.1.   Nulla.
   
      (1)  Il presente regolamento non impedisce in alcun modo a una parte contraente dell’Accordo che applica il presente regolamento di vietare la combinazione di un proiettore fendinebbia anteriore, munito di trasparente in plastica omologato ai sensi del presente regolamento, con un dispositivo tergifari meccanico (munito di spazzole).
   
      (2)  Definite nella Risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), allegato 7 (documento TRANS/WP.29/78/Rev.1/Amend.2, modificato da ultimo da Amend.4).
   
      (3)  Se il trasparente non può essere staccato dal corpo principale del proiettore fendinebbia anteriore, sarà sufficiente uno spazio sul trasparente o sul corpo..
   
      (4)  1 Germania, 2 Francia, 3 Italia, 4 Paesi Bassi, 5 Svezia, 6 Belgio, 7 Ungheria, 8 Repubblica ceca, 9 Spagna, 10 Serbia, 11 Regno Unito, 12 Austria, 13 Lussemburgo, 14 Svizzera, 15 (non assegnato), 16 Norvegia, 17 Finlandia, 18 Danimarca, 19 Romania, 20 Polonia, 21 Portogallo, 22 Federazione russa, 23 Grecia, 24 Irlanda, 25 Croazia, 26 Slovenia, 27 Slovacchia, 28 Bielorussia, 29 Estonia, 30 (non assegnato), 31 Bosnia-Erzegovina, 32 Lettonia, 33 (non assegnato), 34 Bulgaria, 35 (non assegnato), 36 Lituania, 37 Turchia, 38 (non assegnato), 39 Azerbaigian, 40 ex Repubblica iugoslava di Macedonia, 41 (non assegnato), 42 Comunità europea (le omologazioni sono rilasciate dagli Stati membri utilizzando i rispettivi simboli ECE), 43 Giappone, 44 (non assegnato), 45 Australia, 46 Ucraina, 47 Sud Africa, 48 Nuova Zelanda, 49 per Cipro, 50 per Malta, 51 Repubblica di Corea, 52 Malaysia, 53 Tailandia, 54 e 55 (non assegnati), 56 Montenegro, 57 (non assegnato) e 58 Tunisia. I numeri successivi saranno attribuiti ad altri paesi secondo l’ordine cronologico di ratifica dell’accordo relativo all’adozione di prescrizioni tecniche uniformi applicabili ai veicoli a motore, agli accessori ed alle parti che possono essere installati e/o utilizzati sui veicoli a motore e alle condizioni del riconoscimento reciproco delle omologazioni rilasciate sulla base di tali prescrizioni, oppure di adesione al medesimo accordo. I numeri così assegnati saranno comunicati alle parti contraenti dell’accordo dal Segretario generale delle Nazioni Unite.
   
      (5)  La conformità ai requisiti della compatibilità elettromagnetica dipende dal tipo di veicolo.
   
      (6)  Le coordinate sono indicate in gradi per un sistema angolare con un asse polare verticale.
   
      (7)  Le coordinate sono indicate in gradi per un sistema angolare con un asse polare verticale.
   
      (8)  Cfr. paragrafo 6.4.3.4.
   
      (9)  Cfr. paragrafo 6.4.3.2.
   
      (10)  Le modalità di tale determinazione sarà argomento di una raccomandazione alle amministrazioni.
   
      ALLEGATO 1
      MODULO DI NOTIFICA
      [Formato massimo: A4 (210 × 297 mm)]
      
                  
                     
                   (1)
               
               
                  Rilasciata da:
               
               
                  Nome dell’amministrazione:
                  …
                  …
                  …
               
            
                  Relativa (2):
               
               
                  al RILASCIO DELL’OMOLOGAZIONE
                  all’ESTENSIONE DELL’OMOLOGAZIONE
                  al RIFIUTO DELL’OMOLOGAZIONE
                  alla REVOCA DELL’OMOLOGAZIONE
                  alla CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
               
            di un tipo di proiettore fendinebbia anteriore, in conformità al regolamento n. 19.
      Omologazione n. … Estensione n. …
      
                  1.
               
               
                  Marchio di fabbrica o commerciale del dispositivo: …
               
            
                  2.
               
               
                  Tipo del dispositivo: …
               
            
                  3.
               
               
                  Nome del fabbricante del tipo di dispositivo: …
               
            
                  4.
               
               
                  Nome e indirizzo del fabbricante: …
               
            
                  5.
               
               
                  nome e indirizzo dell’eventuale mandatario del fabbricante: …
               
            
                  6.
               
               
                  Data di presentazione per l’omologazione: …
               
            
                  7.
               
               
                  Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione: …
               
            
                  8.
               
               
                  Data del verbale rilasciato da tale servizio: …
               
            
                  9.
               
               
                  Numero del verbale rilasciato da tale servizio: …
               
            
                  10.
               
               
                  Descrizione concisa: …
                  …
               
            
                  10.1.
               
               
                  Classe, risultante dalla relativa marcatura: …
                  …B, B/, BPL, B/PL, F3, F3, F3/, F3PL, F3/PL
               
            
                  10.2.
               
               
                  Numero e categoria/e della/e lampada/e a incandescenza: …
               
            
                  10.3.
               
               
                  Moduli LED: si/no (2)
                  
               
            
                  10.4.
               
               
                  Generatore di luce: si/no (2)
                  
               
            
                  10.5.
               
               
                  Modulo LED o codice di identificazione specifico del generatore di luce: …
               
            
                  10.6.
               
               
                  Applicazione del dispositivo elettronico di regolazione della sorgente luminosa: (3) si/no (2)
                  
                  Alimentazione della sorgente luminosa: …
                  Caratteristiche del dispositivo di regolazione della sorgente luminosa: …
                  Tensione d’ingresso: …
                  Per dispositivi elettronici di regolazione della sorgente luminosa non facenti parte del proiettore:
                  Caratteristiche del segnale di uscita: …
               
            
                  10.7.
               
               
                  Colore della luce emessa: … Bianco/giallo selettivo (2)
                  
               
            
                  10.8.
               
               
                  Flusso luminoso della sorgente luminosa (cfr. paragrafo 5.10.)
                  superiore a 2 000 lumen: … si/no (2)
                  
               
            
                  10.9.
               
               
                  Intensità della luminosità variabile: … si/no (2)
                  
               
            
                  10.10.
               
               
                  Il gradiente della linea di demarcazione (se misurata)
                  è stato determinato a … 10 m/25 m (2)
                  
               
            
                  11.
               
               
                  Posizione del marchio di omologazione: …
               
            
                  12.
               
               
                  Motivo/i dell’eventuale estensione: …
               
            
                  13.
               
               
                  Rilascio/estensione/rifiuto/revoca dell’omologazione (2)
                  
               
            
                  14.
               
               
                  Luogo: …
               
            
                  15.
               
               
                  Data: …
               
            
                  16.
               
               
                  Firma: …
               
            
                  17.
               
               
                  L’elenco dei documenti depositati presso il servizio amministrativo che ha rilasciato l’omologazione è allegato alla presente comunicazione e può essere ottenuto su richiesta.
               
            
         (1)  Numero distintivo del paese che ha rilasciato/esteso/rifiutato/revocato l’omologazione (cfr. disposizioni sull’omologazione contenute nel regolamento).
      
         (2)  Cancellare le diciture inutili.
      
         (3)  Le caratteristiche della tensione comprendono le tolleranze o la gamma della tensione quale precisata dal fabbricante e verificata dalla presente omologazione.
   
   
      ALLEGATO 2
      Prescrizioni minime riguardanti le procedure di controllo della conformità della produzione
      In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe B:
      1.1.   Nella prova delle caratteristiche fotometriche di ogni proiettore fendinebbia anteriore scelto a caso e munito di lampada a incandescenza standard, nessun valore misurato deve scostarsi per più del 20 % in senso sfavorevole dal valore prescritto nel presente regolamento.
      1.2.   Per le registrazioni periodiche, la lettura si limita ai punti B50 (1) e agli angoli inferiori a destra e a sinistra della zona D (cfr. figura 2, allegato 4).
      In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe F3:
      2.1.   Nella prova delle caratteristiche fotometriche di ogni proiettore fendinebbia anteriore scelto a caso ai sensi del paragrafo 6.4 del presente regolamento, nessun valore misurato dell’intensità luminosa deve scostarsi per più del 20 % in senso sfavorevole.
      2.2.   per i valori misurati nella tabella di cui al paragrafo 6.4.3 del presente regolamento le rispettive deviazioni massime possono essere:
      
                  Linee o zone designate
               
               
                  Posizione verticale (2)
                  
                  al di sopra di h: +
                  al di sotto di h: –
               
               
                  Posizione orizzontale (2)
                  
                  a sinistra di v: –
                  a destra di v: +
               
               
                  Intensità luminosa in cd
               
               
                  Prescrizioni da soddisfare
               
            
                  Equivalente 20 %
               
               
                  Equivalente 30 %
               
            
                  Punti 1, 2 (3)
                  
               
               
                  +60°
               
               
                  ±45°
               
               
                  massimo 80
               
               
                  massimo 90
               
               
                  Tutti i punti
               
            
                  Punti 3, 4 (3)
                  
               
               
                  +40°
               
               
                  ±30°
               
               
                   
               
               
                   
               
            
                  Punti 5, 6 (3)
                  
               
               
                  +30°
               
               
                  ±60°
               
            
                  Punto 7, 10 (3)
                  
               
               
                  +20°
               
               
                  ±40°
               
            
                  Punti 8, 9 (3)
                  
               
               
                  +20°
               
               
                  ±15°
               
            
                  Linea 1 (3)
                  
               
               
                  +8°
               
               
                  da –26° a +26°
               
               
                  massimo 110
               
               
                  massimo 120
               
               
                  Linea intera
               
            
                  Linea 2 (3)
                  
               
               
                  +4°
               
               
                  da –26° a +26°
               
               
                  massimo 130
               
               
                  massimo 140
               
               
                  Linea intera
               
            
                  Linea 3
               
               
                  +2°
               
               
                  da –26° a +26°
               
               
                  massimo 205
               
               
                  massimo 220
               
               
                  Linea intera
               
            
                  Linea 4
               
               
                  +1°
               
               
                  da –26° a +26°
               
               
                  massimo 300
               
               
                  massimo 325
               
               
                  Linea intera
               
            
                  Linea 5
               
               
                  0°
               
               
                  da –10° a +10°
               
               
                  massimo 410
               
               
                  massimo 445
               
               
                  Linea intera
               
            
                  Linea 6
               
               
                  –2,5°
               
               
                  da –10° a +10°
               
               
                  1 600 min.
               
               
                  1 400 min.
               
               
                  Linea intera
               
            
                  Linea 8
                  L e R (4)
                  
               
               
                  da –1,5° a –3,5°
               
               
                  –22° e +22°
               
               
                  640 min.
               
               
                  560 min.
               
               
                  Uno o più punti
               
            
                  Linea 9
                  L e R (4)
                  
               
               
                  da –1,5° a –4,5°
               
               
                  –35° e +35°
               
               
                  250 min.
               
               
                  225 min.
               
               
                  Uno o più punti
               
            
                  Zona D
               
               
                  da –1° a –3°
               
               
                  da –10° a +10°
               
               
                  massimo 10 000
               
               
                  massimo 10 900
               
               
                  Intera zona
               
            2.3.   Per le registrazioni periodiche, le misure fotometriche di verifica della conformità produrranno almeno i dati per i punti 8 e 9, il valore massimo per le linee 1 e 5 e il valore minimo per le linee 6, 8 e 9 come indicato al paragrafo 6.4.3 del presente regolamento.
      
         (1)  Il punto B 50 ha per coordinata orizzontale 0° e per coordinata verticale 0,86°U.
      
         (2)  Le coordinate sono indicate in gradi per un sistema angolare con un asse polare verticale.
      
         (3)  Cfr. paragrafo 6.4.3.4 del presente regolamento.
      
         (4)  Cfr. paragrafo 6.4.3.2 del presente regolamento.
   
   
      ALLEGATO 3
      Esempi di marchi di omologazione per proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe B
      
         Figura 1
      
      
         
      Il dispositivo recante il marchio di omologazione di cui sopra è un proiettore fendinebbia anteriore appartenente alla classe «B», omologato in Germania (E1) con il numero 221, in conformità al regolamento n. 19.
      Il numero accanto al simbolo «B» indica che l’omologazione è stata rilasciata in conformità ai requisiti del regolamento n. 19, modificato dalla serie di modifiche 03.
      La figura 1 indica che il dispositivo è un proiettore fendinebbia anteriore, che può essere acceso simultaneamente con ogni altra lampada con la quale possa essere reciprocamente incorporato.
      
         Figura 2a
      
      
         
      
         Figura 2b
      
      
         
      Le figure 2a e 2b indicano che il dispositivo è un proiettore fendinebbia anteriore omologato in Francia (E2) con il numero 222, in conformità al regolamento n. 19 che incorpora un trasparente in materia plastica e che non può essere acceso simultaneamente con nessun’altra lampada con la quale può essere reciprocamente incorporato.
      Nota:
      Il numero di omologazione e il/i simbolo/i aggiuntivo/i devono essere appositi in prossimità del cerchio, sopra o sotto la lettera «E» oppure a destra o a sinistra della stessa. Le cifre del numero di omologazione devono trovarsi sullo stesso lato della lettera «E» ed essere orientate nella stessa direzione. Evitare la numerazione romana nei numeri di omologazione, per non creare confusione con altri simboli.
      Esempi di possibili marcature per proiettori raggruppati, combinati o reciprocamente incorporate, posti sulla parte anteriore di un veicolo
      
         Figura 3
      
      
         
      Le linee orizzontali e verticali schematizzano la forma del dispositivo di segnalazione luminosa. Tali linee non fanno parte del marchio di omologazione.
      Sui dispositivi mostrati nei modelli A e B della figura 3 sono apposti i marchi di omologazione di un proiettore fendinebbia anteriore omologato in Italia (E3) con il numero 17120, in conformità al regolamento n. 19.
      Sui dispositivi mostrati nei modelli C e D della figura 3 sono apposti i marchi di omologazione di un proiettore fendinebbia anteriore omologato nei Paesi bassi (E4) con il numero 17122, in conformità al regolamento n. 19.
      Nota: i 4 esempi sopra riportati corrispondono a un dispositivo di illuminazione su cui è apposto un marchio di omologazione relativo a:
      una luce di posizione anteriore omologata in conformità alla serie di modifiche 02 apportate al regolamento n. 7;
      un proiettore dotato di fascio anabbagliante destinato alla circolazione sia a destra che a sinistra e di un fascio abbagliante di intensità massima compresa tra 86 250 e 101 250 cd (indicata dal numero 30), omologato in conformità alla serie di modifiche 00 apportate al regolamento n. 112 e che incorpora un trasparente in materiale plastico;
      un proiettore fendinebbia anteriore omologato ai sensi della serie di modifiche 03 apportate al regolamento n. 19 e che incorpora un trasparente in materiale plastico;
      un indicatore di direzione anteriore omologato in conformità della serie di modifiche 02 apportate al regolamento n. 6.
      Lampada reciprocamente incorporata con un proiettore
      
         Figura 4
      
      
         
      L’esempio della figura 4 corrisponde al marchio di un trasparente di materiale plastico destinato a essere usato in diversi tipi proiettori, e cioè:
      o:
      un proiettore dotato di fascio anabbagliante destinato alla circolazione sia a destra che a sinistra e di un fascio abbagliante di intensità massima compresa tra 86 250 e 101 250 cd, omologato in Svezia (E5) in conformità al regolamento n. 112 modificato dalla serie di modifiche 00, reciprocamente incorporato a un proiettore fendinebbia anteriore omologato in conformità alla serie di modifiche 03 apportate al regolamento n. 19;
      oppure:
      un proiettore dotato di fascio anabbagliante destinato alla circolazione sia a destra che a sinistra e di un fascio abbagliante omologato in Svezia (E5) in conformità al regolamento n. 98 modificato dalla serie di modifiche 00, reciprocamente incorporato allo stesso proiettore fendinebbia anteriore di cui sopra;
      o ancora: uno dei due proiettori sopra menzionati omologato come luce singola.
      Sul corpo principale del proiettore va apposto solo il numero di omologazione valido. La figura 5 mostra alcuni esempi di marchi validi.
      
         Figura 5
      
      
         
      Dispositivo d’illuminazione usato come proiettore fendinebbia anteriore o come proiettore di retromarcia
      Il dispositivo su cui è apposto il marchio di omologazione della figura 6 è una lampada omologata in Belgio (E6) con i numeri 17120 e 17122, in conformità ai regolamenti n. 19 e n. 23 (proiettori di retromarcia):
      
         Figura 6
      
      
         
      Una delle suddette lampade omologata come una luce unica può essere usata solo come proiettore fendinebbia anteriore o come un proiettore di retromarcia.
      Esempi di configurazioni di marchi di omologazione per proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe «F3»
      
         Figura 7
      
      
         
      Il dispositivo su cui è apposto il marchio di omologazione indicato dalla figura 7 è un proiettore fendinebbia anteriore appartenente alla classe «F3», omologato in Germania (E1) con il numero 221, in conformità al regolamento n. 19.
      Il numero accanto al simbolo «F3» indica che l’omologazione è stata rilasciata in conformità ai requisiti del regolamento n. 19, modificato dalla serie di modifiche 03.
      Il marchio riprodotto dalla figura 7 indica che il dispositivo è un proiettore fendinebbia anteriore, che può essere acceso simultaneamente con qualsiasi altra lampada con la quale possa essere reciprocamente incorporato.
      
                  
                     Figura 8a
                  
                  
                     
               
               
                  
                     Figure 8b
                  
                  
                     
               
            Il dispositivo cui sia apposto il marchio di omologazione indicato dalle figure 8a e 8b è un proiettore fendinebbia anteriore appartenente alla classe «F3», munito di trasparente in materiale plastico, omologato in Francia (E2) con il numero 222, in conformità al regolamento n. 19. Il numero accanto al simbolo «F3» indica che l’omologazione è stata rilasciata in conformità ai requisiti del regolamento n. 19, modificato dalla serie di modifiche 03.
      Le cifre 8a e 8b indicano che il dispositivo è un proiettore fendinebbia anteriore che incorpora un trasparente di materiale plastico e che non può essere acceso simultaneamente a un’altra luce con la quale può essere reciprocamente incorporato.
      Nota:
      Il numero di omologazione e il/i simbolo/i aggiuntivo/i devono essere apposti in prossimità del cerchio, sopra o sotto la lettera «E» oppure a destra o a sinistra della stessa. Le cifre del numero di omologazione devono trovarsi sullo stesso lato della lettera «E» ed essere orientate nella stessa direzione. Evitare la numerazione romana nei numeri di omologazione, per non creare confusione con altri simboli.
      Esempi di possibili marchi per luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate situate sulla parte anteriore di un veicolo
      
         Figura 9
      
      
         
      Le linee orizzontali e verticali schematizzano la forma del dispositivo di segnalazione luminosa. Tali linee non fanno parte del marchio di omologazione.
      Il dispositivo su cui è apposto il marchio di omologazione indicato nei modelli A e B della figura 9 è un proiettore fendinebbia anteriore omologato in Italia (E3) con il numero 17120 e comprendente:
      una luce di posizione anteriore omologata in conformità alla serie di modifiche 02 apportate al regolamento n. 7;
      un proiettore dotato di fascio anabbagliante destinato alla circolazione sia a destra che a sinistra e di un fascio abbagliante di intensità massima compresa tra 86 250 e 101 250 cd (indicata dal numero 30), omologato in conformità alla serie di modifiche 00 apportate al regolamento n. 112 e che incorpora un trasparente in materiale plastico;
      un proiettore fendinebbia anteriore omologato ai sensi della serie di modifiche 03 apportate al regolamento n. 19 e che incorpora un trasparente in materiale plastico;
      un indicatore di direzione anteriore omologato in conformità della serie di modifiche 02 apportate al regolamento n. 6.
      Il dispositivo su cui è apposto il marchio di omologazione indicato nei modelli C e D della figura 9 è un dispositivo omologato nei Paesi Bassi (E4) con il numero 17122, in conformità al regolamento pertinente: i suoi elementi sono disposti in modo lievemente diverso da quello dei modelli A e B.
      Dispositivo d’illuminazione usato come proiettore fendinebbia anteriore o come proiettore di retromarcia
      Il dispositivo su cui è apposto il marchio di omologazione della figura 10 è una lampada omologata in Svezia (E5) con i numeri 17120 e 17122, in conformità ai regolamenti n. 19 e n. 23 (proiettori di retromarcia):
      
         Figura 10
      
      
         
      Una delle suddette lampade omologata come una luce unica può essere usata solo come proiettore fendinebbia anteriore o come un proiettore di retromarcia.
      Proiettore fendinebbia anteriore reciprocamente incorporato con un proiettore
      I dispositivi sui quali è apposto il marchio di omologazione indicato nella figura 11 sono stati omologati in Belgio (E6) con i numeri 17120 o 17122, in conformità ai regolamenti pertinenti.
      
         Figura 11
      
      
         
      L'esempio che precede corrisponde alla marcatura di un trasparente in materiale plastico destinato a essere usato in vari tipi di proiettori, e cioè:
      o:
      un proiettore dotato di fascio anabbagliante destinato alla circolazione sia a destra che a sinistra e di un fascio abbagliante di intensità massima compresa tra 86 250 e 101 250 cd, omologato in Belgio (E6) in conformità al regolamento n. 112 modificato dalla serie di modifiche 00, reciprocamente incorporato a un proiettore fendinebbia anteriore omologato in conformità alla serie di modifiche 03 apportate al regolamento n. 19;
      oppure:
      un proiettore dotato di fascio anabbagliante destinato alla circolazione sia a destra che a sinistra e di un fascio abbagliante omologato in Belgio (E6) in conformità al regolamento n. 98 modificato dalla serie di modifiche 00, reciprocamente incorporato allo stesso proiettore fendinebbia anteriore di cui sopra;
      o ancora: uno dei due proiettori sopra menzionati omologato come luce singola.
      Sul corpo principale del proiettore va apposto solo il numero di omologazione valido. La figura 12 mostra alcuni esempi di marchi validi.
      
         Figura 12
      
      
         
      L’esempio che precede corrisponde a dispositivi approvati nella Repubblica ceca (E8).
      Moduli LED
      
         Figura 13
      
      MD E8 17325
      Il modulo LED su cui è apposto il codice di identificazione indicato dalla figura 13 è stato omologato insieme a una lampada omologata nella Repubblica ceca (E8) con il numero di omologazione 17325.
      Proiettori fendinebbia anteriori accoppiati
      Il marchio di omologazione che segue identifica proiettori fendinebbia anteriori accoppiati che soddisfano i requisiti del presente regolamento. Il dispositivo su cui è apposto il marchio di omologazione indicato dalla figura 14 è un proiettore fendinebbia anteriore omologato in Giappone (E43) con il numero 321.
      
         Figura 14
      
      
         
   
   
      ALLEGATO 4
      GEOMETRIA DELLO SCHERMO E DELLA GRIGLIA DI MISURAZIONE
      1.   SCHERMO DI MISURAZIONE
      Le coordinate sono indicate in gradi per gli angoli sferici in un sistema avente un asse polare verticale (cfr. figura 1).
      
         Figura 1
      
      Secondo le norme CIE:
      h: piani longitudinali intorno all’asse polare
      v: Piani latitudinali perpendicolari all’asse polare
      
         
      2.   GRIGLIA DI MISURAZIONE (cfr. Figura 2)
      La griglia di misurazione è simmetrica rispetto alla linea v-v (cfr. tabella al paragrafo 6.4.3 del presente regolamento). Per semplicità il sistema angolare è rappresentato nella forma di una griglia rettangolare.
      La figura 2 mostra la griglia di misurazione per i proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe B.
      
         Figura 2
      
      
         Ripartizione della luce del proiettore fendinebbia anteriore appartenente alla classe B
      
      
         
      La figura 3 mostra la griglia di misurazione per i proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe F3.
      
         Figura 3
      
      
         Ripartizione della luce del proiettore fendinebbia anteriore appartenente alla classe F3
      
      
         
   
   
      ALLEGATO 5
      Prove della stabilità del comportamento fotometrico di proiettori fendinebbia anteriori in funzione (prove su proiettori fendinebbia anteriori completi)
      Dopo avere misurato i valori fotometrici secondo le prescrizioni del presente regolamento, nel punto di massima illuminazione nella zona D (Emax) e nel punto HV, sarà provata la stabilità della prestazione fotometrica di un campione di proiettore fendinebbia anteriore completo in funzione. Per «proiettore fendinebbia anteriore completo» si intende il proiettore stesso completo e le parti della carrozzeria adiacenti nonché le luci che possono influire sulla sua dissipazione termica.
      Le prove vanno affettuate:
      
                  a)
               
               
                  in atmosfera asciutta e calma, a una temperatura ambiente di 23 °C ± 5 °C; il campione completo va fissato su un supporto che riproduca il corretto montaggio sul veicolo;
               
            
                  b)
               
               
                  in caso di sorgenti luminose sostituibili: con sorgenti luminose a incandescenza di serie, usate almeno un’ora, o sorgenti luminose a scarica di gas di serie, usate almeno 15 ore oppure moduli LED di serie usati per almeno 48 ore e raffreddati a temperatura ambiente prima di iniziare le prove, come indicato nel presente regolamento. I moduli LED forniti dal richiedente devono essere usati.
               
            L’apparecchiatura di misurazione deve essere equivalente a quella usata per le prove di omologazione dei proiettori
      Il campione di prova va azionato senza essere smontato dal suo supporto né regolato rispetto ad esso. La sorgente luminosa usata deve essere una sorgente luminosa della categoria specificata per quel proiettore
      1.   PROVA DELLA STABILITÀ DEL COMPORTAMENTO FOTOMETRICO
      Le prove vanno effettuate in atmosfera asciutta e in condizioni di immobilità, a una temperatura ambiente di 23 °C ± 5, con il proiettore fendinebbia anteriore completo montato su un supporto che riproduca la corretta installazione sul veicolo.
      1.1.   proiettore fendinebbia pulito
      Il proiettore fendinebbia anteriore va lasciato acceso per 12 ore come descritto al paragrafo 1.1.1 e sarà controllato come prescritto al paragrafo 1.1.2.
      1.1.1.   Procedura di prova
      Il proiettore fendinebbia anteriore va messo in funzione nel modo che segue:
      1.1.1.1.   se deve essere omologata solo una funzione di illuminazione (proiettore fendinebbia anteriore), accendere la corrispondente sorgente luminosa per il tempo prescritto (1),
      1.1.1.2.   se coesistono più funzioni di illuminazione (per esempio, un proiettore con uno o più fasci abbaglianti e/o un proiettore fendinebbia anteriore): il proiettore sarà sottoposto al seguente ciclo fino allo spirare del periodo specificato:
      
                  a)
               
               
                  15 minuti, con fendinebbia anteriore acceso;
               
            
                  b)
               
               
                  5 minuti, con tutti i filamenti accesi.
               
            Se il richiedente dichiara che va usata una sola funzione di illuminazione alla volta (per esempio, solo il fascio anabbagliante, solo il fascio abbagliante o solo il proiettore fendinebbia anteriore (1), la prova va eseguita di conseguenza, accendendo in successione il proiettore fendinebbia anteriore per metà del tempo indicato al paragrafo 1.1 e una delle altre funzioni di illuminazione per l’altra metà del tempo.
      1.1.1.3.   In caso di proiettore fendinebbia anteriore con fascio anabbagliante e una o più funzioni di illuminazione (tra cui quella di proiettore fendinebbia anteriore):
      
                  a)
               
               
                  il proiettore fendinebbia anteriore va sottoposto al seguente ciclo fino allo spirare del periodo specificato:
                  
                              i)
                           
                           
                              15 minuti, a sorgenti luminose anabbaglianti accese;
                           
                        
                              ii)
                           
                           
                              5 minuti, con tutte le sorgenti luminose accese.
                           
                        
            
                  b)
               
               
                  se il richiedente dichiara che il proiettore fendinebbia anteriore vada usato con il solo fascio anabbagliante o con il solo proiettore fendinebbia anteriore (2) accesi per volta, la prova sarà eseguita di conseguenza, accendendo in successione (3) il fascio anabbagliante per la metà del tempo stabilito al paragrafo 1.1. e il proiettore fendinebbia anteriore per l’altra metà del tempo. Il/i fascio/i abbagliante/i è/sono sottoposto/i a cicli di accensione e spegnimento ciascuno della durata di 15 minuti per metà del tempo e con il fascio anabbagliante acceso;
               
            
                  c)
               
               
                  se il richiedente dichiara che il proiettore fendinebbia anteriore può essere usato solo con i fasci anabbaglianti o abbaglianti (2) o solo con il fendinebbia anteriore accesi alla volta (2) la prova sarà eseguita di conseguenza, accendendo in successione (2) il fascio anabbagliante per un terzo, il/i fascio/i abbagliante/i per un altro terzo e il fendinebbia anteriore per l’ultimo terzo del tempo stabilito al paragrafo 1.1.
               
            1.1.2.   Tensione di prova
      La tensione va applicata ai terminali del campione di prova nel modo seguente:
      
                  a)
               
               
                  in caso di sorgenti luminose a incandescenza sostituibili azionate direttamente con le condizioni del sistema di tensione del veicolo: la prova va eseguita a 6,3 V, 13,2 V o 28,0 V a seconda dei casi a meno che il richiedente non specifichi che il campione di prova può essere usato a una tensione diversa. In tal caso, la prova sarà eseguita con la sorgente luminosa a incandescenza azionata alla tensione massima che possa essere impiegata.
               
            
                  b)
               
               
                  In caso di sorgenti luminose a scarica di gas sostituibili: la tensione di prova per il meccanismo di controllo elettronico della sorgente luminosa è di 13,2 ±0,1V per veicoli con sistema di tensione di 12 V o altro valore specificato nella domanda di omologazione.
               
            
                  c)
               
               
                  In caso di una sorgente luminosa a scarica di gas non sostituibile azionata direttamente alle condizioni del sistema di tensione del veicolo: tutte le misurazioni su unità di illuminazione munite di sorgenti luminose non sostituibili (sorgenti luminose a incandescenza e/o altre) vanno eseguite a 6,3 V, 13,2 V o 28,0 V o ad altre tensioni rispettivamente, a seconda del sistema di tensione del veicolo specificato dal richiedente.
               
            
                  d)
               
               
                  In caso di sorgenti luminose, sostituibili o non sostituibili, azionate indipendentemente dalla tensione di alimentazione del veicolo e controllate interamente dal sistema, o, in caso di sorgenti luminose alimentate da un dispositivo di alimentazione e azionamento, saranno applicate ai terminali di ingresso di tale dispositivo le tensioni di prova sopra specificate. Il laboratorio di prova può chiedere al fabbricante il dispositivo di alimentazione e azionamento o lo speciale alimentatore necessario ad alimentare le sorgenti luminose.
               
            
                  e)
               
               
                  I moduli LED saranno misurati rispettivamente a 6,75 V, 13,2 V o 28,0 V, se non diversamente specificato nell’ambito del presente regolamento. I moduli LED azionati da un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa saranno misurati in base alle istruzioni del richiedente.
               
            
                  f)
               
               
                  Quando le luci di segnalazione sono raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate nel campione di prova e azionate a tensioni diverse dalle rispettive tensioni nominali di 6 V, 12 V o 24 V, la tensione sarà regolata secondo quanto dichiarato dal fabbricante per il corretto funzionamento fotometrico di tale luce.
               
            1.1.3.   Risultati della prova
      1.1.3.1.   Ispezione visiva
      Stabilizzato il proiettore fendinebbia anteriore alla temperatura ambiente, il trasparente di tale proiettore, e l’eventuale trasparente esterno, verranno puliti con un panno di cotone pulito, umido. Si procede quindi all’ispezione visiva; non si devono constatare distorsioni, deformazioni, incrinature o cambiamenti di colore del trasparente del proiettore fendinebbia anteriore o dell’eventuale trasparente esterno.
      1.1.3.2.   Prova fotometrica
      Per soddisfare i requisiti del presente regolamento, si misurano i valori fotometrici nei seguenti punti:
      in caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe «B»: a punto HV e al punto Imax nella zona D.
      in caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe «F3»: sulla linea 5 al punto h = 0 e al punto Imax nella zona D.
      Si può effettuare una nuova regolazione per tener conto di eventuali deformazioni del supporto del proiettore dovute al calore (per il cambio di posizione della linea di demarcazione cfr. paragrafo 2).
      Fra le caratteristiche fotometriche e i valori misurati prima della prova è ammesso uno scarto del 10 %, comprensivo delle tolleranze dovute alle procedure fotometriche.
      1.2.   Proiettore fendinebbia anteriore sporco
      Il proiettore fendinebbia anteriore, provato con le modalità di cui al paragrafo 1.1, va acceso per 1 ora come descritto nel paragrafo 1.1.1. Dopo essere stato preparato come prescritto nel paragrafo 1.2.1, esso andrà controllato come prescritto nel paragrafo 1.1.2.
      1.2.1.   Preparazione del proiettore fendinebbia anteriore
      1.2.1.1.   Miscela di prova
      1.2.1.1.1.   Per proiettori fendinebbia anteriori con trasparente esterno in vetro:
      la miscela di acqua e inquinante da applicare al proiettore sarà costituita da:
      
                  a)
               
               
                  9 parti (in peso) di sabbia silicea di granulometria compresa tra 0 e 100 µm;
               
            
                  b)
               
               
                  1 parte (in peso) di polvere di carbone vegetale (legno di faggio) di granulometria compresa tra 0 e 100 µm;
               
            
                  c)
               
               
                  0,2 parti (in peso) di NaCMC (4); e
               
            
                  d)
               
               
                  una quantità adeguata di acqua distillata la cui conducibilità sia S < 1 µS/m.
               
            La miscela non deve risalire a più di 14 giorni.
      1.2.1.1.2.   Per proiettori fendinebbia anteriori con trasparente esterno in materiale plastico:
      la miscela di acqua e inquinante da applicare al proiettore sarà costituita da:
      
                  a)
               
               
                  9 parti (in peso) di sabbia silicea di granulometria compresa tra 0 e 100 µm;
               
            
                  b)
               
               
                  1 parte (in peso) di polvere di carbone vegetale (legno di faggio) di granulometria compresa tra 0 e 100 µm;
               
            
                  c)
               
               
                  0,2 parti (in peso) di NaCMC (4);
               
            
                  d)
               
               
                  13 parti (in peso) di acqua distillata la cui conducibilità sia S < 1 µS/m; e
               
            
                  e)
               
               
                  ±1 parte (in peso) di tensioattivo (5); e
               
            la miscela non deve risalire a più di 14 giorni.
      1.2.1.2.   Applicazione del miscuglio di prova al proiettore fendinebbia anteriore
      Applicare uniformemente la miscela di prova sull’intera superficie illuminante del proiettore fendinebbia anteriore e lasciarla asciugare. Ripetere l’operazione finché l’illuminamento non sia sceso a un valore compreso tra il 15 e il 20 % dei valori misurati per ciascuno dei seguenti punti, alle condizioni descritte nel presente allegato:
      punto Emax nella zona D.
      2.   CONTROLLO DELLO SPOSTAMENTO VERTICALE DELLA LINEA DI DEMARCAZIONE PER EFFETTO DEL CALORE
      La prova consiste nel verificare che lo spostamento verticale della linea di demarcazione dovuto al calore non superi il valore prescritto per un proiettore fendinebbia anteriore acceso.
      Effettuate le prove di cui al paragrafo 1, il proiettore fendinebbia anteriore va sottoposto alla prova di cui al paragrafo 2.1 senza essere smontato dal supporto di prova né riaggiustato su di esso.
      2.1.   Prova
      La prova deve essere effettuata in atmosfera asciutta e calma, a una temperatura ambiente di 23° C ± 5 °C.
      Con una sorgente luminosa di serie, usata per almeno un’ora, si accende il proiettore fendinebbia anteriore senza smontarlo dal supporto di prova né riaggiustarlo su di esso. (Ai fini della prova, la tensione va regolata come descritto al paragrafo 1.1.2). Si controllerà la posizione della linea di demarcazione tra 2 punti situati rispettivamente 3,0 gradi a sinistra e 3,0 gradi a destra della linea VV (cfr. allegato 4 del regolamento) dopo 3 minuti (r3) e dopo 60 minuti (r60) di accensione.
      La misurazione dello spostamento della linea di demarcazione come sopra descritto può essere effettuata qualsiasi metodo che dia risultati sufficientemente precisi e riproducibili.
      2.2.   Risultati della prova
      2.2.1.   Il risultato espresso in milliradianti (mrad) è accettato soltanto se il valore assoluto Δ rI = | r3 – r60 | registrato su questo proiettore fendinebbia anteriore non supera 2 mrad (Δ rI ≤ 2 mrad).
      2.2.2.   Se tuttavia questo valore è superiore a 2 mrad ma inferiore a 3 mrad (2 mrad < ΔrI ≤ 3 mrad) si proverà un secondo proiettore fendinebbia anteriore come descritto al paragrafo 2.1. Ciò va fatto dopo che il proiettore fendinebbia anteriore sia è stato sottoposto a 3 cicli consecutivi (cfr. oltre) tesi a stabilizzare la posizione delle sua parti meccaniche e montato su una base che simuli opportunamente la corretta installazione sul veicolo:
      
                  a)
               
               
                  Accensione del proiettore fendinebbia anteriore per 1 ora. (Regolare la tensione come precisato nel paragrafo 1.1.2).
               
            
                  b)
               
               
                  Pausa di 1 ora.
               
            2.2.3.   Si considera accettabile il tipo di proiettore fendinebbia anteriore se la media dei valori assoluti Δ rI misurati sul primo campione e Δ rII misurati sul secondo campione non supera 2 mrad.
      (Δ rI + Δ rII) / 2 ≤ 2 mrad.
      
         (1)  Se il proiettore fendinebbia anteriore provato comprende luci di segnalazione, queste saranno accese per la durata della prova, purché non si tratti di luci destinate a funzionare di giorno. Gli indicatori di direzione vanno lasciati lampeggiare con tempi di accensione e di spegnimento approssimativamente uguali.
      
         (2)  Se due o più filamenti si accendono contemporaneamente quando il proiettore lampeggia, ciò non va considerato un impiego simultaneo normale dei filamenti.
      
         (3)  Se il proiettore provato comprende luci di segnalazione, quest'ultime devono essere accese per la durata della prova. Eventuali indicatori di direzione resteranno accesi e lampeggeranno a intervalli di accensione e spegnimento di uguale lunghezza.
      
         (4)  NaCMC è il sale sodico di carbossimetilcellulosa, abitualmente indicata come CMC. Il NaCMC usato nella miscela deve avere un grado di sostituzione (GS) di 0,6-0,7 e una viscosità di 200-300 µP per una soluzione al 2 % a 20° C.
      
         (5)  La tolleranza sulla quantità è dovuta alla necessità di ottenere una miscela che si distribuisca uniformemente su tutti i trasparenti di plastica.
   
   
      ALLEGATO 6
      Requisiti relativi ai proiettori con trasparenti in materiale plastico — prove di trasparenti, di campioni di materiale o di proiettori completi
      1.   DISPOSIZIONI GENERALI
      1.1.   I campioni forniti ai sensi del paragrafo 2.2.2 del presente regolamento saranno conformi alle specifiche descritte ai paragrafi da 2.1 a 2.5.
      1.2.   I 2 campioni di proiettori completi forniti in conformità al paragrafo 2.3 del presente regolamento (o, a seconda, al paragrafo 2.4 del presente regolamento) che incorporano trasparenti di materiale plastico devono soddisfare, riguardo al materiale del trasparente, le specifiche indicate al paragrafo 2.6.
      1.3.   I campioni dei trasparenti di materiale plastico o i campioni del materiale vanno sottoposti, con il riflettore su cui devono eventualmente essere montati, a prove di omologazione secondo l’ordine cronologico indicato nella tabella A (cfr. appendice 1 del presente allegato).
      Se tuttavia il fabbricante dimostra che il proiettore ha già superato le prove di cui ai paragrafi da 2.1 a 2.5, o prove equivalenti ai sensi di un altro regolamento, esse non vanno ripetute; sono obbligatorie solo le prove prescritte all’appendice 1, tabella B.
      2.   PROVE
      2.1.   Resistenza alle variazioni di temperatura
      2.1.1.   Prove
      Sottoporre 3 nuovi campioni (trasparenti) a 5 cicli di cambiamento di temperatura e umidità (UR = umidità relativa) conformemente al seguente programma:
      3 ore a 40 °C ± 2 °C e 85-95 % di UR;
      1 ora a 23 °C ± 5 °C e 60-75 % di UR;
      15 ore a – 30 °C ± 2 °C;
      1 ora a 23 °C ± 5 °C e 60-75 % di UR;
      3 ore a 80 °C ± 2 °C;
      1 ora a 23 °C ± 5 °C e 60-75 % di UR;
      Prima di questa prova, i campioni vanno mantenuti a una temperatura di 23 °C ± 5 °C e 60-75 % di UR per almeno 4 ore.
      Nota: I periodi di 1 ora a 23 °C ± 5 °C comprenderanno anche i periodi di transizione da una temperatura all’altra per evitare effetti da shock termico.
      2.1.2.   Misurazioni fotometriche
      2.1.2.1.   Metodo
      Le misurazioni fotometriche sui campioni avvengono prima e dopo la prova. Le misurazioni se effettuano ai punti che seguono e alle condizioni descritte nei paragrafi 6.3 o 6.4 del presente regolamento:
      In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe «B»:
      
                  a)
               
               
                  al punto HV e
               
            
                  b)
               
               
                  al punto h = 0, v = 2° D nella zona D.
               
            In caso di proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe «F3»:
      
                  a)
               
               
                  all’intersezione tra la linea VV la linea 6 e
               
            
                  b)
               
               
                  all’intersezione tra la linea VV la linea 4.
               
            2.1.2.2.   Risultati
      La differenza tra i valori fotometrici misurati su ciascun campione prima e dopo la prova non deve superare il 10 %, comprese le tolleranze della procedura fotometrica.
      2.2.   Resistenza agli agenti atmosferici e chimici
      2.2.1.   Resistenza agli agenti atmosferici
      3 nuovi campioni (trasparenti o campioni di materiali) sono esposti alle radiazioni provenienti da una sorgente avente una distribuzione spettrale dell’energia analoga a quella di un corpo nero a una temperatura compresa fra 5 500K e 6 000K. Filtri adeguati sono collocati tra la sorgente e i campioni per ridurre nella misura del possibile le radiazioni con lunghezza d’onda inferiore a 295 nm e superiore a 2 500 nm. I campioni saranno esposti a un illuminamento energetico di 1 200 W/m2 ± 200 W/m2 di durata tale che l’energia luminosa ricevuta sia pari a 4 500 mJ/m2 ± 200 mJ/m2. Nel perimetro di prova, la temperatura misurata sul pannello nero posto a livello dei campioni deve essere di 50 °C ± 5 °C. Ai fini di un’esposizione uniforme, i campioni ruoteranno attorno alla fonte di radiazione a una velocità compresa tra 1 e 5 volte al minuto.
      Spruzzare i campioni di acqua distillata di conduttibilità inferiore a 1 µS/m alla temperatura di 23 °C ± 5 °C, con il seguente ciclo:
      
                  spruzzatura
               
               
                  :
               
               
                  5 minuti;
               
            
                  asciugatura
               
               
                  :
               
               
                  25 minuti.
               
            2.2.2.   Prova di resistenza agli agenti chimici
      Dopo la prova di cui al paragrafo 2.2.1 e le misurazioni di cui al paragrafo 2.2.3.1, trattare la superficie esterna dei 3 campioni con la miscela di cui al paragrafo 2.2.2.1 procedendo con il metodo di cui al paragrafo 2.2.2.2.
      2.2.2.1.   Miscela di prova
      Composizione della miscela di prova (percentuale volumetrica): 61,5 % n-eptano, 12,5 % toluene, 7,5 % tetracloruro di etile, 12,5 % tricloroetilene, 6 % xilene.
      2.2.2.2.   Applicazione della miscela di prova
      Immergere un panno di cotone (norma ISO 105) nella miscela di cui al paragrafo 2.2.2.1 fino a saturarlo ed, entro 10 secondi, applicarlo per 10 minuti sulla superficie esterna del campione con una pressione di 50 N/cm2, corrispondente all’applicazione di una forza di 100 N su una superficie di prova di 14 × 14 mm.
      Durante il periodo di 10 minuti, il panno va nuovamente immerso nella miscela in modo che la composizione del liquido applicato resti sempre identica al dosaggio di prova prescritto.
      Durante il periodo di applicazione è consentito compensare la pressione esercitata sul campione per evitare la formazione di fenditure.
      2.2.2.3.   Pulizia
      Terminata l’applicazione della miscela di prova, asciugare i campioni all’aperto e lavarli con la soluzione di cui al paragrafo 2.3 (resistenza ai detergenti) a 23 °C ± 5 °C.
      Successivamente, i campioni vanno accuratamente risciacquati con acqua distillata contenente non più dello 0,2 % di impurità a 23 °C ± 5 °C e asciugati con un panno morbido.
      2.2.3.   Risultati
      2.2.3.1.   Dopo la prova di resistenza agli agenti atmosferici, la superficie esterna dei campioni deve essere priva di fessure, graffi, tagli e deformazioni e la variazione media della trasmissione
      Δ t = (T2 – T3) / T2,
      misurata sui 3 campioni con la procedura descritta nell’appendice 2 del presente allegato non deve superare 0,020 (Δ tm ≤ 0,020).
      2.2.3.2.   Dopo la prova di resistenza agli agenti chimici, i campioni non devono recare alcuna traccia di sostanze chimiche che possano causare una variazione della diffusione, la cui variazione media
      Δ d = (T5 – T4) / T2,
      misurata sui 3 campioni con la procedura descritta nell’appendice 2 del presente allegato non deve superare 0,020 (Δ dm ≤ 0,020).
      2.3.   Resistenza ai detergenti e agli idrocarburi
      2.3.1.   Resistenza ai detergenti
      Riscaldare la superficie esterna dei 3 campioni (trasparenti o campioni di materiale) alla temperatura di 50 °C ± 5 °C e immergerla per 5 minuti in una miscela mantenuta a 23 °C ± 5 °C e composta di 99 parti di acqua distillata contenente non più di 0,02 % di impurità e di 1 parte di alchil-aril solfonato.
      Alla fine della prova, asciugare i campioni alla temperatura di 50 °C ± 5 °C e pulirne la superficie con un panno umido.
      2.3.2.   Resistenza agli idrocarburi
      Strofinare leggermente la superficie esterna dei 3 campioni per 1 minuto con un panno di cotone imbevuto di una miscela composta (percentuale volumetrica) per il 70 % da n-eptano e per il 30 % da toluene, e asciugarla poi all’aperto.
      2.3.3.   Risultati
      Dopo l’esecuzione delle due prove precedenti, il valore medio della variazione della trasmissione:
      Δt = (T2 – T3) / T2,
      misurata sui 3 campioni con la procedura descritta nell’appendice 2 del presente allegato non deve superare 0,010 (Δ tm ≤ 0,010).
      2.4.   Resistenza al deterioramento meccanico
      2.4.1.   Metodo di misurazione del deterioramento meccanico
      Sottoporre la superficie esterna di 3 nuovi campioni (trasparenti) a una prova di deterioramento meccanico uniforme con il metodo descritto all’appendice 3 del presente allegato.
      2.4.2.   Risultati
      Dopo la prova, si misurano le variazioni:
      
                  della trasmissione
               
               
                  :
               
               
                  Δ t = (T2 – T3) / T2
                  
               
            
                  e della diffusione
               
               
                  :
               
               
                  Δ d = (T5 – T4) / T2
                  
               
            in conformità alla procedura di cui all’appendice 2 nella zona di cui al paragrafo 2.2.4.1.1. Il valore medio dei tre campioni deve essere tale che:
      Δ tm ≤ 0,010;
      Δ dm ≤ 0,050.
      2.5.   Prova di aderenza di eventuali rivestimenti
      2.5.1.   Preparazione del campione
      Sul rivestimento di un trasparente suddividere, con un ago o una lametta, un’area di circa 20 mm di lato in un reticolo di quadretti di circa 2 mm di lato. La pressione esercitata sulla lametta o sull’ago deve essere tale da incidere almeno il rivestimento.
      2.5.2.   Descrizione della prova
      Usare nastro adesivo con forza di adesione di 2 N/(cm di larghezza) ± 20 % misurata alle condizioni standardizzate di cui all’appendice 4 del presente allegato. Premere l’adesivo, di larghezza non inferiore a 25 mm, per almeno 5 minuti sulla superficie preparata nei modi di cui al paragrafo 2.5.1.
      Caricare poi l’estremità del nastro adesivo in modo da bilanciare la forza di adesione alla superficie considerata con una forza perpendicolare alla superficie stessa. A questo punto, strappare il nastro alla velocità costante di 1,5 ±0,2 m/s.
      2.5.3.   Risultati
      Non si deve rilevare un deterioramento sensibile della superficie reticolata. È ammesso un deterioramento significativo del reticolo quadrettato solo ai punti di intersezione tra i quadretti o ai margini delle incisioni, purché l'area deteriorata non superi il 15 % della superficie quadrettata.
      2.6.   Prove su una luce completa munita di trasparente in materiale plastico
      2.6.1.   Resistenza al deterioramento meccanico della superficie del trasparente
      2.6.1.1.   Prove
      Il trasparente della lampada del campione n. 1 va sottoposto alla prova descritta al paragrafo 2.4.1.
      2.6.1.2.   Risultati
      Dopo la prova, i risultati delle misurazioni fotometriche prescritte per le zone A e B dei proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe B e per le linee 2 e 5 di quelli appartenenti alla classe F3, non devono superare i valori massimi prescritti di oltre il 30 %.
      2.6.2.   Prova di aderenza di eventuali rivestimenti
      Il trasparente della lampada del campione n. 2 va sottoposto alla prova descritta al paragrafo 2.5.
      2.7.   Resistenza all’irradiazione emessa dalla fonte luminosa
      Per fonti luminose a scarica di gas: per provare la resistenza delle componenti di trasmissione della luce, fatte di materiale plastico, contro la radiazione UV all’interno del proiettore fendinebbia anteriore:
      2.7.1.1.   esporre alla luce della sorgente luminosa a scarica di gas campioni piatti di ogni componente di materiale plastico del proiettore fendinebbia anteriore che serva a trasmettere luce. Parametri come angoli e distanze tra i campioni devono essere gli stessi del proiettore fendinebbia anteriore.
      2.7.1.2.   Dopo 1 500 ore di esposizione continua, le specifiche colorimetriche della luce trasmessa devono essere soddisfatte con una nuova sorgente luminosa a scarica di gas e la superficie dei campioni non deve presentare fessure, graffi, tagli o deformazioni.
      3.   VERIFICA DELLA CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
      Riguardo ai materiali usati per la produzione dei trasparenti, i proiettori di una serie sono ritenuti conformi alle disposizioni del presente regolamento se:
      3.1.1.   dopo la prova di resistenza agli agenti chimici e la prova di resistenza ai detergenti e agli idrocarburi, la superficie esterna dei campioni non presenta fessure, scheggiature o deformazioni visibili a occhio nudo (cfr. paragrafi 2.2.2, 2.3.1 e 2.3.2);
      3.1.2.   dopo la prova di cui al paragrafo 2.6.1.1, i valori fotometrici nei punti di misurazione indicati al paragrafo 2.6.1.2 rientrano nei limiti prescritti dal presente regolamento per la conformità della produzione.
      3.2.   Se i risultati delle prove non soddisfano i requisiti, le prove sono ripetute su un altro campione di proiettori fendinebbia anteriori, scelto a caso.
      
         APPENDICE 1
         ORDINE CRONOLOGICO DELLE PROVE DI OMOLOGAZIONE
         A.   Prove su materiali di plastica (trasparenti o campioni di materiale forniti ai sensi del paragrafo 2.2.2 del presente regolamento).
         
                     Campioni
                  
                  
                     Trasparenti o campioni di materiale
                  
                  
                     Trasparenti
                  
               
                     Prove
                  
                  
                     1
                  
                  
                     2
                  
                  
                     3
                  
                  
                     4
                  
                  
                     5
                  
                  
                     6
                  
                  
                     7
                  
                  
                     8
                  
                  
                     9
                  
                  
                     10
                  
                  
                     11
                  
                  
                     12
                  
                  
                     13
                  
               
                     1.1
                  
                  
                     Fotometria limitata (par. 2.1.2)
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
               
                     1.1.1
                  
                  
                     Cambiamento di temperatura (par. 2.1.1)
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
               
                     1.1.2
                  
                  
                     Fotometria limitata (par. 2.1.2)
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
               
                     1.2
                  
                  
                     Misurazione della trasmissione
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.2.2
                  
                  
                     Misurazione della diffusione
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.3
                  
                  
                     Agenti atmosferici (par. 2.2.1)
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.3.1
                  
                  
                     Misurazione della trasmissione
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.4
                  
                  
                     Agenti chimici (par. 2.2.2)
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.4.1
                  
                  
                     Misurazione della diffusione
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.5
                  
                  
                     Detergenti (par. 2.3.1)
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.6
                  
                  
                     Idrocarburi (par. 2.3.2)
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.6.1
                  
                  
                     Misurazione della trasmissione
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.7
                  
                  
                     Deterioramento (par. 2.4.1)
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.7.1
                  
                  
                     Misurazione della trasmissione
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.7.2
                  
                  
                     Misurazione della diffusione
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
               
                     1.8
                  
                  
                     Aderenza (par. 2.5)
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
               B.   Prove su proiettori fendinebbia anteriori completi (forniti ai sensi del paragrafo 2.3.2 del presente regolamento).
         
                     Prove
                  
                  
                     Proiettore completo
                  
               
                     Campione n
                  
               
                     1
                  
                  
                     2
                  
               
                     2.1
                  
                  
                     Deterioramento (par. 2.6.1.1)
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
               
                     2.2
                  
                  
                     Fotometria (par. 2.6.1.2)
                  
                  
                     X
                  
                  
                      
                  
               
                     2.3
                  
                  
                     Aderenza (par. 2.6.2)
                  
                  
                      
                  
                  
                     X
                  
               
      
         APPENDICE 2
         Metodo per misurare la diffusione e la trasmissione della luce
         1.   APPARECCHIATURA (CFR. ILLUSTRAZIONE)
         Il fascio di un collimatore K con semidivergenza β/2 = 17,4 × 10–4 rd è limitato da un diaframma DT con apertura di 6mm, contro il quale si colloca il supporto del campione.
         Una lente acromatica convergente L2, corretta per eliminare le aberrazioni sferiche, collega il diaframma DT al ricevitore R; il diametro della lente L2 sarà tale da non diaframmare la luce diffusa dal campione in un cono con un semiangolo al vertice di ß/2 = 14°.
         Porre un diaframma anulare DD, con angoli a/2 = 1o e amax/2 = 12° su un piano immagine focale della lente L2.
         La parte centrale non trasparente del diaframma serve a eliminare la luce proveniente direttamente dalla sorgente luminosa. Deve essere possibile spostare la parte centrale del diaframma dal fascio di luce e farlo ritornare esattamente nella posizione originaria.
         La distanza L2 DT e la lunghezza focale F2
             (1) della lente L2 devono essere scelte in modo che l’immagine di DT copra completamente il ricevitore R.
         Quando il flusso incidente iniziale si riferisce a 1 000 unità, la precisione assoluta di ciascuna rilevazione deve essere superiore a 1 unità.
         2.   MISURAZIONI
         Effettuare le seguenti rilevazioni:
         
                     Rilevazione
                  
                  
                     Con campione
                  
                  
                     Con la parte centrale di DD
                     
                  
                  
                     Quantità rappresentata
                  
               
                     T1
                     
                  
                  
                     no
                  
                  
                     no
                  
                  
                     Flusso incidente nella rilevazione iniziale
                  
               
                     T2
                     
                  
                  
                     si
                     (prima della prova)
                  
                  
                     no
                  
                  
                     Flusso trasmesso dal nuovo materiale in un campo di 24°
                  
               
                     T3
                     
                  
                  
                     si
                     (dopo la prova)
                  
                  
                     no
                  
                  
                     Flusso trasmesso dal materiale sottoposto a prova in un campo di 24°
                  
               
                     T4
                     
                  
                  
                     si
                     (prima della prova)
                  
                  
                     si
                  
                  
                     Flusso diffuso dal nuovo materiale
                  
               
                     T5
                     
                  
                  
                     si
                     (dopo la prova)
                  
                  
                     si
                  
                  
                     Flusso diffuso dal materiale provato
                  
               
            
         
            (1)  Per L2 è raccomandato l’uso di una distanza focale di circa 80 mm.
      
      
         APPENDICE 3
         METODO DI PROVA MEDIANTE ASPERSIONE CON LIQUIDO NEBULIZZATO
         1.   APPARECCHIATURA DI PROVA
         1.1.   Pistola a spruzzo
         Utilizzare una pistola a getto munita di ugello di 1,3mm di diametro che permetta una portata di 0,24 ± 0,02 l/minuto, alla pressione d’esercizio di 6,0 bar – 0, +0,5bar.
         Il getto a ventaglio ottenuto in queste condizioni deve avere un diametro di 170 mm ± 50 mm sulla superficie esposta al deterioramento a una distanza di 380 mm ± 10 mm dall’ugello.
         1.2.   Miscela di prova
         La miscela di prova si comporrà di:
         sabbia silicea di durezza 7 sulla scala Mohs, di granulometria compresa tra 0 e 0,2 mm e distribuita in modo quasi regolare con un fattore angolare da 1,8 a 2;
         acqua di durezza non superiore a 205 g/m3 per una miscela contenente 25 g di sabbia per litro d’acqua.
         2.   PROVA
         La superficie esterna dei trasparenti va sottoposta una o più volte all’azione del getto di sabbia prodotto nel modo sopra descritto. Il getto va diretto in modo quasi perpendicolare alla superficie da provare.
         Verificare il deterioramento ponendo accanto ai trasparenti sottoposti a prova uno o più campioni di vetro che fungano da riferimento. Spruzzare la miscela finché la variazione della diffusione della luce sui campioni, misurata con il metodo descritto all’appendice 2, è tale che:
         Δ d = (T5 – T4) / T2 ≤ 0,0250 ± 0,0025
         Per verificare che l’intera superficie sottoposta a prova abbia subito un deterioramento omogeneo si possono usare più campioni di riferimento.
      
      
         APPENDICE 4
         PROVA DI ADERENZA DEL NASTRO ADESIVO
         1.   FINALITÀ
         Questo metodo permette di stabilire in condizioni standard la forza lineare di adesione di un nastro adesivo a una lastra di vetro.
         2.   PRINCIPIO
         Misurare la forza necessaria a staccare, con un’angolazione di 90°, un nastro adesivo da una lastra di vetro.
         3.   CONDIZIONI ATMOSFERICHE SPECIFICHE
         Condizioni ambientali: temperatura: 23 °C ± 5 °C; umidità relativa (UR): 65 % ± 15 %;
         4.   CAMPIONI DI PROVA
         Prima della prova, il rotolo campione di nastro adesivo va tenuto per 24 ore nelle condizioni ambientali specificate sopra (cfr. paragrafo 3).
         Di ogni rotolo, vanno sottoposti a prova 5 campioni, ciascuno della lunghezza di 400 mm. Prelevare i campioni dopo aver scartato i primi 3 strati del rotolo.
         5.   PROCEDURA
         Effettuare la prova alle condizioni atmosferiche specificate al paragrafo 3.
         Prelevare i 5 pezzi di nastro da sottoporre a prova srotolando il nastro radialmente alla velocità approssimativa di 300 mm/s per poi applicarli, entro 15 secondi, nel modo che segue:
         Applicare progressivamente il nastro alla lastra di vetro accompagnandolo con un lieve strofinamento longitudinale del dito ma evitando un’eccessiva pressione sul nastro e sulla lastra di vetro.
         Lasciar riposare il tutto per 10 minuti nelle condizioni ambientali di cui sopra.
         Staccare quindi 25 mm circa di nastro dal vetro, in senso perpendicolare all’asse del nastro di prova;
         fissata la lastra di vetro, riavvolgere l’estremità libera del nastro a 90°. Applicare la forza in modo tale che la linea di separazione tra nastro e lastra sia perpendicolare alla forza e alla lastra.
         Per staccare il nastro, tirarlo alla velocità di 300 mm/s ± 30 mm/s e registrare la forza necessaria.
         6.   RISULTATI
         Ordinare i 5 valori ottenuti e prendere come risultato della misurazione il valore medio. Tale valore va espresso in Newton per centimetri di larghezza del nastro.
      
   
   
      ALLEGATO 7
      Requisiti minimi relativi alle procedure di controllo della conformità della produzione
      1.   ASPETTI GENERALI
      1.1.   I requisiti di conformità sono considerati soddisfatti da un punto di vista meccanico e geometrico se, nell’ambito delle prescrizioni del presente regolamento, le differenze non superano le inevitabili tolleranze di fabbricazione.
      Riguardo alle caratteristiche fotometriche, non si contesta la conformità di proiettori fendinebbia anteriori prodotti in serie se le caratteristiche fotometriche rispondono ai requisiti di cui all’allegato 2 del presente regolamento, secondo la classe più comune di proiettori fendinebbia anteriori.
      Se i risultati delle prove sopra descritte non soddisfano i requisiti, ripetere le prove sul proiettore fendinebbia anteriore servendosi rispettivamente delle sorgenti luminose di cui ai paragrafi 6,3 o 6,4 del presente regolamento.
      1.2.1.   Se i risultati delle prove sopra descritte non soddisfano i requisiti, si può cambiare l’allineamento del proiettore fendinebbia anteriore ma senza spostare lateralmente l’asse del fascio di oltre 0,5° verso destra o verso sinistra e di oltre 0,2° verso l’alto o verso il basso. Nella posizione così ristabilita tutti i requisiti fotometrici devono essere rispettati.
      Per verificare lo spostamento verticale della linea di demarcazione per effetto del calore, si applica la procedura seguente:
      1.3.1.   provare un campione dei proiettori fendinebbia anteriori con il metodo descritto al paragrafo 2.1 dell’allegato 5, dopo averlo sottoposto 3 volte di seguito al ciclo di cui al paragrafo 2.2.2 dell’allegato 5.
      1.3.2.   Il proiettore fendinebbia anteriore è considerato accettabile se Δr non supera 3,0 mrad. Se tale valore è superiore a 3,0 mrad ma inferiore a 4,0 mrad, occorre provare un secondo proiettore fendinebbia anteriore: la media dei valori assoluti registrati sui 2 campioni non deve superare i 3,0 mrad.
      1.4.   Le coordinate cromatiche devono essere conformi al paragrafo 7 del presente regolamento. Le caratteristiche fotometriche di un proiettore fendinebbia anteriore che, se munito di sorgente luminosa incolore, emette luce gialla selettiva ampliata saranno i valori contenuti nel presente regolamento moltiplicati per 0,84.
      2.   REQUISITI MINIMI PER LA VERIFICA DELLA CONFORMITÀ DA PARTE DEL FABBRICANTE
      Per ciascun tipo di proiettore fendinebbia anteriore, il titolare del marchio di omologazione deve effettuare, a intervalli appropriati, almeno le seguenti prove. Le prove vanno eseguite in conformità alle disposizioni del presente regolamento. Se un campione qualsiasi risulta non conforme rispetto al tipo di prova considerato, occorre selezionare e provare altri campioni. Il fabbricante interviene al fine di garantire la conformità della produzione interessata.
      2.1.   Natura delle prove
      Le prove di conformità di cui al presente regolamento riguardano le caratteristiche fotometriche e il controllo dello spostamento verticale della linea di demarcazione sotto l’effetto del calore.
      2.2.   Metodi usati nelle prove
      2.2.1.   In genere, le prove saranno effettuate in conformità ai metodi definiti nel presente regolamento.
      2.2.2.   Il fabbricante può effettuare prove di conformità con metodi equivalenti, previa autorizzazione dell’autorità competente incaricata delle prove di omologazione. Il fabbricante deve dimostrare che i metodi applicati sono equivalenti a quelli prescritti dal presente regolamento.
      2.2.3.   L’applicazione dei paragrafi 2.2.1 e 2.2.2 richiede una calibrazione regolare dell’apparecchiatura di prova e una correlazione con le misurazioni effettuate da un’autorità competente.
      2.2.4.   I metodi di riferimento, soprattutto per i campionamenti ed i controlli amministrativi, devono essere sempre quelli presentati nel presente regolamento.
      2.3.   Natura del campionamento
      I campioni dei proiettori fendinebbia anteriori saranno prelevati a caso da un lotto omogeneo. Per lotto omogeneo s’intende un insieme di proiettori fendinebbia anteriori dello stesso tipo, definito in base ai metodi di produzione del costruttore.
      In generale, la valutazione riguarderà la produzione di serie di singoli stabilimenti. un fabbricante può tuttavia raggruppare rilevazioni sullo stesso tipo di proiettore fendinebbia anteriore prodotto da più stabilimenti, purché essi dispongano dello stesso sistema di controllo e di gestione della qualità.
      2.4.   Misurazione e registrazione delle caratteristiche fotometriche
      Le misurazioni fotometriche sui proiettori fendinebbia anteriori presi a campione saranno effettuate ai punti previsti dal regolamento; la lettura si limiterà ai punti di cui all’allegato 2 del presente regolamento in base alla classe più comune di proiettori fendinebbia anteriori.
      2.5.   Criteri di accettabilità
      Il fabbricante è tenuto a sottoporre i risultati delle prove a trattamento statistico e a definire, d’accordo con l’autorità competente, i criteri di accettabilità della sua produzione allo scopo di rispettare le prescrizioni relative al controllo della conformità della produzione di cui al paragrafo 10.1 del presente regolamento.
      I criteri di accettabilità saranno tali che, con un grado di affidabilità del 95 %, la probabilità minima di superare un controllo saltuario ai sensi dell’allegato 8 (primo campionamento) sia di 0,95.
   
   
      ALLEGATO 8
      REQUISITI MINIMI PER I CAMPIONAMENTI EFFETTUATI DA UN ISPETTORE
      1.   ASPETTI GENERALI
      1.1.   I requisiti di conformità sono considerati soddisfatti da un punto di vista meccanico e geometrico se, nell’ambito delle prescrizioni del presente regolamento, le differenze non superano le inevitabili tolleranze di fabbricazione.
      Riguardo alle caratteristiche fotometriche, non si contesta la conformità di proiettori fendinebbia anteriori prodotti in serie se le caratteristiche fotometriche rispondono ai requisiti di cui all’allegato 2 del presente regolamento, secondo la classe più comune di proiettori fendinebbia anteriori.
      Se i risultati delle prove sopra descritte non soddisfano i requisiti, ripetere le prove sul proiettore fendinebbia anteriore servendosi rispettivamente delle sorgenti luminose di cui ai paragrafi 6.3 o 6.4 del presente regolamento.
      1.2.1.   Se i risultati delle prove sopra descritte non soddisfano i requisiti, si può cambiare l’allineamento del proiettore fendinebbia anteriore ma senza spostare lateralmente l’asse del fascio di oltre 0,5° verso destra o verso sinistra e di oltre 0,2° verso l’alto o verso il basso. Nella posizione così ristabilita tutti i requisiti fotometrici devono essere rispettati.
      Se non sono rispettati i requisiti d’intensità luminosa fissati, è consentito riposizionare la linea di demarcazione di ± 0,5° rispetto alla verticale e/o di ± 2° rispetto all’orizzontale. Nella posizione così ristabilita tutti i requisiti fotometrici devono essere rispettati.
      Se non è possibile effettuare più volte l’aggiustamento verticale per ottenere la posizione prescritta con le tolleranze permesse, applicare il metodo strumentale di cui all’allegato 9 del presente regolamento e provare su un campione la qualità della linea di demarcazione.
      1.2.2.   I proiettori fendinebbia anteriori con evidenti difetti non sono presi in considerazione.
      1.3.   Le coordinate cromatiche devono essere conformi al paragrafo 7. del presente regolamento. Le caratteristiche fotometriche di un proiettore fendinebbia anteriore che, se munito di sorgente luminosa incolore, emette luce gialla selettiva ampliata saranno i valori contenuti nel presente regolamento moltiplicati per 0,84.
      2.   PRIMO CAMPIONAMENTO
      Per il primo campionamento si scelgono a caso 4 proiettori fendinebbia anteriori. Il primo di 2 campioni viene contrassegnato con la lettera «A»; il secondo con la lettera «B».
      2.1.   Conformità non contestata
      In base alla procedura di campionamento (figura 1 del presente allegato) la conformità dei proiettori fendinebbia anteriori di serie non va contestata se le divergenze in senso sfavorevole tra i valori misurati su di essi sono:
      2.1.1.1.   campione A
      
                  A1:
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                   
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                  A2:
               
               
                  entrambi i proiettori fendinebbia anteriori
               
               
                  più dello
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  ma
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  passare al campione B
               
               
                   
               
               
                   
               
            2.1.1.2.   Campione B
      
                  B1:
               
               
                  entrambi i proiettori fendinebbia anteriori
               
               
                   
               
               
                  0 %
               
            2.2.   Conformità contestata
      In base alla procedura di campionamento della figura 1 del presente allegato, la conformità dei proiettori fendinebbia anteriori di serie va contestata, e il costruttore va invitato a conformare la sua produzione ai requisiti (adeguamento), se le divergenze dei valori misurati sui proiettori sono:
      2.2.1.1.   campione A
      
                  A3:
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  ma
               
               
                  non più del
               
               
                  30 %
               
            2.2.1.2.   Campione B
      
                  B2:
               
               
                  nel caso A2
               
               
                   
               
               
                   
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più dello
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  ma
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                  B3:
               
               
                  nel caso A2
               
               
                   
               
               
                   
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                   
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  ma
               
               
                  non più del
               
               
                  30 %
               
            2.3.   Revoca dell’omologazione
      Si deve contestare la conformità e applicare il paragrafo 11. se, in base alla procedura di campionamento della figura 1 del presente allegato, le divergenze dei valori misurati sui proiettori sono:
      2.3.1.   campione A
      
                  A4:
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più del
               
               
                  30 %
               
            
                  A5:
               
               
                  entrambi i proiettori fendinebbia anteriori
               
               
                  più del
               
               
                  20 %
               
            2.3.2.   Campione B
      
                  B4:
               
               
                  nel caso A2
               
               
                   
               
               
                   
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più dello
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  ma
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più del
               
               
                  20 %
               
            
                  B5:
               
               
                  nel caso A2
               
               
                   
               
               
                   
               
            
                   
               
               
                  entrambi i proiettori fendinebbia anteriori
               
               
                  più del
               
               
                  20 %
               
            
                  B6:
               
               
                  nel caso A2
               
               
                   
               
               
                   
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                   
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più del
               
               
                  30 %
               
            3.   SECONDO CAMPIONAMENTO
      Nei casi di A3, B2, B3 è necessario, entro 2 mesi dalla notifica, ripetere la procedura e scegliere un terzo e un quarto campione «C» e «D» rispettivamente, ciascuno di 2 proiettori fendinebbia anteriori, selezionandoli da lotti fabbricati dopo l’adeguamento.
      3.1.   Conformità non contestata
      In base alla procedura di campionamento della figura 1 del presente allegato, la conformità dei proiettori fendinebbia anteriori di serie non va contestata se le divergenze dei valori misurati sui proiettori sono:
      3.1.1.1.   campione C
      
                  C1:
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                   
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                  C2:
               
               
                  entrambi i proiettori fendinebbia anteriori
               
               
                  più dello
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  ma
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  passare al campione D
               
               
                   
               
               
                   
               
            3.1.1.2.   campione D
      
                  D1:
               
               
                  nel caso C2
               
               
                   
               
               
                   
               
            
                   
               
               
                  entrambi i proiettori fendinebbia anteriori
               
               
                   
               
               
                  0 %
               
            3.2.   Conformità contestata
      3.2.1.   In base alla procedura di campionamento della figura 1 del presente allegato, la conformità dei proiettori fendinebbia anteriori di serie va contestata, e il costruttore va invitato a conformare la sua produzione ai requisiti (adeguamento), se le divergenze dei valori misurati sui proiettori sono:
      campione D
      
                  D2:
               
               
                  nel caso C2
               
               
                   
               
               
                   
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più dello
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  ma
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            3.3.   Revoca dell’omologazione
      Si deve contestare la conformità e applicare il paragrafo 12. se, in base alla procedura di campionamento della figura 1 del presente allegato, le divergenze dei valori misurati sui proiettori sono:
      3.3.1.   campione C
      
                  C3:
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  non più del
               
               
                  20 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più del
               
               
                  20 %
               
            
                  C4:
               
               
                  entrambi i proiettori fendinebbia anteriori
               
               
                  più del
               
               
                  20 % o più dello
               
            3.3.2.   campione D
      
                  D3:
               
               
                  nel caso C2
               
               
                   
               
               
                   
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  0 o più dello
               
               
                  0 %
               
            
                   
               
               
                  1 proiettore fendinebbia anteriore
               
               
                  più del
               
               
                  20 %
               
            4.   SPOSTAMENTO VERTICALE DELLA LINEA DI DEMARCAZIONE
      Per verificare lo spostamento verticale della linea di demarcazione sotto l’effetto del calore, si applica la procedura seguente.
      Terminato il campionamento (figura 1 del presente allegato), provare uno dei proiettori fendinebbia anteriori del campione A secondo la procedura di cui al paragrafo 2.1 dell’allegato 4 dopo averlo sottoposto 3 volte di seguito al ciclo descritto al paragrafo 2.2.2 dell’allegato 5.
      Il proiettore fendinebbia anteriore è considerato accettabile se Δr non supera 3,0 mrad.
      Se tale valore è superiore a 3,0 mrad ma inferiore a 4,0 mrad, occorre provare un secondo proiettore fendinebbia anteriore: la media dei valori assoluti registrati sui 2 campioni non deve superare i 3,0 mrad.
      Se tuttavia il campione A non rispetta il valore di 3,0 mrad, sottoporre alla stessa procedura i 2 proiettori fendinebbia anteriori del campione B; il valore di Δr per ciascuno di essi non deve superare 3,0 mrad.
      
         
            Figura 1
      
      
         
   
   
      ALLEGATO 9
      Definizione e nitidezza della linea di demarcazione e procedura di regolazione per mezzo di essa dei proiettori fendinebbia anteriori appartenenti alla classe F3
      1.   ASPETTI GENERALI
      La ripartizione dell’intensità luminosa del proiettore fendinebbia anteriore deve dar luogo a una linea di demarcazione che consenta di regolare correttamente il proiettore stesso per le misurazioni fotometriche e per il suo posizionamento sul veicolo. Le caratteristiche della linea di demarcazione devono soddisfare i requisiti dei paragrafi da 2 a 4.
      2.   FORMA DELLA LINEA DI DEMARCAZIONE
      Per permettere la regolazione visiva del fascio del proiettore fendinebbia anteriore la linea di demarcazione comporterà: una linea orizzontale per la regolazione verticale del proiettore che si estenda per 4° su entrambi i lati della linea v–v (cfr. figura 1).
      
         Figura 1
      
      
         
      3.   REGOLAZIONE DEL PROIETTORE FENDINEBBIA ANTERIORE
      3.1.   Regolazione orizzontale
      La linea di demarcazione va posta in modo che la proiezione del fascio luminoso sia approssimativamente simmetrica alla linea v-v. Quando il proiettore fendinebbia anteriore è destinato a essere usato appaiato a un altro o la sua ha proiezione è comunque asimmetrica, dovrà essere allineato orizzontalmente secondo quanto specificato dal richiedente o in modo che la linea di demarcazione sia simmetrica alla linea v-v.
      3.2.   Regolazione verticale
      Completata la regolazione orizzontale del fascio del proiettore fendinebbia anteriore ai sensi del paragrafo 3.1, si effettua la regolazione verticale spostando la linea di demarcazione dal basso verso l’alto fino a collocarla sulla linea v-v a 1o sotto la linea h–h. Se la parte orizzontale non è diritta ma leggermente curva o inclinata, la linea di demarcazione non deve uscire in senso verticale dalla zona delimitata da 2 linee orizzontali situate in uno spazio di 3° a sinistra e a destra della linea v-v, 0,2° al di sopra e al di sotto della posizione nominale della linea di demarcazione (cfr. figura 1).
      3.2.1.   Se le posizioni verticali di 3 tentativi di regolazione della linea di demarcazione differiscono di oltre 0,2°, si deve concludere che la parte orizzontale della linea di demarcazione non sia sufficientemente lineare o netta da permettere la regolazione visiva. La conformità della linea di demarcazione ai requisiti andrà allora provata strumentalmente nel modo che segue.
      4.   MISURAZIONE DELLA QUALITÀ DELLA LINEA DI DEMARCAZIONE
      Le misurazioni si effettuano verticalmente scannerizzando la parte orizzontale della linea di demarcazione per angoli successivi non superiori a 0,05°
      o a una distanza di misurazione di 10 m e con un rivelatore del diametro di circa 10 mm,
      o a una distanza di misurazione di 25 m e con un rivelatore del diametro di circa 30 mm.
      La misurazione della qualità della linea di demarcazione sarà considerata accettabile se i requisiti dei paragrafi da 4.1.1 a 4.1.3 del presente allegato sono soddisfatti da almeno una misurazione a 10 m o a 25 m.
      La distanza di misurazione alla quale è stata effettuata la prova sarà registrata al paragrafo 9 del modulo di notifica di cui all’allegato 2 del presente regolamento.
      La scannerizzazione si effettua dal basso verso l’alto attraverso la linea di demarcazione seguendo le linee verticali a –2,5° e +2,5° dalla linea v-v. Così misurata, la linea di demarcazione deve soddisfare i seguenti requisiti:
      4.1.1.   non deve essere visibile più di una linea di demarcazione;
      4.1.2.   Nettezza della demarcazione:
      Scannerizzata verticalmente attraverso la parte orizzontale della linea di demarcazione lungo le linee verticali a ± 1o dalla linea v-v, il valore massimo del fattore G (nettezza della demarcazione) non sarà superiore a 0,08, laddove:
      G = (log EV – log E (V + 0,1°))
      4.1.3.   Linearità
      La parte della linea di demarcazione che serve alla regolazione verticale sarà orizzontale da 3° a sinistra a 3° a destra della linea v-v. Tale requisito è soddisfatto se le posizioni verticali dei punti d’inflessione secondo il paragrafo 3.2 a 3° a destra e a sinistra della linea v-v non deviano di oltre ±0,20°.
      5.   REGOLAZIONE VERTICALE EFFETUATA CON STRUMENTI
      Se la linea di demarcazione soddisfa i requisiti di qualità di cui sopra, la regolazione verticale del fascio luminoso può essere effettuata con strumenti. A tal fine il punto d’inflessione in cui d2 (log E) / dv2 = 0 è posto sulla linea v-v e al di sotto della linea h-h. Il movimento di misurazione e regolazione della linea di demarcazione sarà dal basso verso l’alto e partirà da un punto posto al di sotto della posizione nominale.
   
   
      ALLEGATO 10
      Riepilogo dei periodi di accensione per le prove di stabilità del comportamento fotometrico
      
                  Abbreviazioni:
               
               
                  P: proiettore a luce anabbagliante
                  D: proiettore a luce abbagliante (D1 + D2 significa 2 fasci abbaglianti)
                  F: proiettore fendinebbia anteriore
               
            L’elenco dei proiettori raggruppati e dei proiettori fendinebbia anteriori che segue, con le marcature indicate, è dato a titolo d’esempio e non è esauriente.
      
         : indica un ciclo di 15 minuti a luce spenta e di 5 minuti a luce accesa.
      
                  
                              1.
                           
                           
                              P o D o F (HC o HR o B O F3)
                           
                        
               
                  
                     
               
            
                  
                              2.
                           
                           
                              P+F (HC, B O F3)
                           
                        
               
                  
                     
               
            
                  
                              3.
                           
                           
                              P+F (HC, B O F3/) o HC/B O F3
                           
                        
               
                  
                     
               
            
                  
                              4.
                           
                           
                              D+F (HR, B O F3) o D1+D2+F (HR, B O F3)
                           
                        
               
                  
                     
               
            
                  
                              5.
                           
                           
                              D+F (HR, B O F3/) o D1+D2+F (HR, B O F3/)
                           
                        
               
                  
                     
               
            
                  
                              6.
                           
                           
                              P+D+F (HCR, B O F3) o P+D1+D2+F (HCR, HR, B O F3)
                           
                        
               
                  
                     
               
            
                  
                              7.
                           
                           
                              P+D+F (HC/R, B O F3) o P+D1+D2+F (HC/R, HR, B O F3)
                           
                        
               
                  
                     
               
            
                  
                              8.
                           
                           
                              P+D+F (HCR, B O F3/) o P+D1+D2+F (HCR, HR, B O F3/)
                           
                        
               
                  
                     
               
            
                  
                              9.
                           
                           
                              P+D+F (HC/R, B O F3/) o P+D1+D2+F (HC/R, HR, B O F3/)
                           
                        
               
                  
                     
               
            
   
      ALLEGATO 11
      CENTRO DI RIFERIMENTO
      Diametro = a = 2 mm minuto
      
         
      Questo marchio facoltativo del centro di riferimento si appone sul trasparente all’intersezione con l’asse di riferimento del proiettore fendinebbia anteriore.
      Nel disegno, il marchio del centro di riferimento è rappresentato come proiezione su un piano sostanzialmente tangenziale al trasparente vicino al centro del cerchio. Le linee che costituiscono il marchio possono essere piene o tratteggiate.
   
   
      ALLEGATO 12
      Requisiti per l’uso di moduli led o di generatori di luce
      1.   DISPOSIZIONI GENERALI
      1.1.   Tutti i campioni di moduli LED o di generatori di luce presentati, devono conformarsi alle pertinenti specifiche del presente regolamento se sono provati per mezzo del/dei dispositivo/i elettronico/i di regolazione della sorgente luminosa, eventualmente fornito/i.
      1.2.   I moduli LED o i generatori di luce devono essere progettati per funzionare bene e per continuare a funzionare bene in normali condizioni d’uso. Essi non devono inoltre presentare difetti di progettazione o di fabbricazione.
      1.3.   I moduli LED o i generatori di luce devono essere inalterabili.
      I moduli LED amovibili devono essere progettati in modo che:
      1.4.1.   dopo la rimozione e la sostituzione del modulo i requisiti fotometrici del proiettore devono continuare a essere soddisfatti;
      1.4.2.   non possano essere scambiati moduli LED non identici nello stesso involucro.
      Moduli LED:
      1.5.1.   la posizione geometrica e le dimensioni degli elementi di radiazione ottica e protezione devono eventualmente corrispondere a quelli indicati sul foglio dei dati presentato.
      1.5.2.   la misurazione avverrà usando metodi ottici attraverso la lampadina, dopo invecchiamento della sorgente luminosa fornita, per mezzo del dispositivo elettronico di regolazione della medesima, alla tensione di prova.
      1.5.3.   posizione, dimensione e trasmissione di eventuali bande o schermi dovranno corrispondere a quelli indicati sul foglio dei dati presentato.
      2.   FABBRICAZIONE
      2.1.   La lampadina della sorgente luminosa non deve recare né marchi né macchie suscettibili di alterare la sua efficienza e la sua prestazione ottica.
      Moduli LED o generatori di luce:
      2.2.1.   i LED sul modulo LED devono essere muniti di adeguati elementi di fissaggio;
      2.2.2.   gli elementi di fissaggio devono essere robusti e solidamente fissati alle sorgenti luminose e al modulo LED;
      2.2.3.   la sorgente luminosa nel generatore di luce deve essere munita di adeguati elementi di fissaggio;
      2.2.4.   gli elementi di fissaggio devono essere robusti e solidamente fissati alle sorgenti luminose e al generatore di luce.
      3.   CONDIZIONI DI PROVA
      3.1.   Applicazione e rilassamento
      3.1.1.   Tutti i campioni vanno provati con le modalità di cui al paragrafo 4.
      3.1.2.   Il tipo delle sorgenti luminose corrisponderà a quello definito nel regolamento n. 48 paragrafo 2.7.1, in particolare riguardo all’elemento della radiazione visibile. Altri tipi di sorgenti luminose non sono permessi.
      3.1.3.   Condizioni di esercizio
      Condizioni di esercizio del modulo LED o del generatore di luce:
      3.1.3.1.   tutti i campioni devono essere provati alle condizioni di cui al paragrafo 6.4.1.4 del presente regolamento;
      3.1.3.2.   se non altrimenti specificato nel presente allegato, i moduli LED o i generatori di luce vanno provati all’interno del proiettore fendinebbia anteriore quale presentato dal fabbricante.
      3.1.4.   Temperatura ambiente
      Per misurare le caratteristiche elettriche e fotometriche, il proiettore fendinebbia anteriore va acceso in atmosfera asciutta e in condizioni di immobilità a una temperatura ambiente di 23° C ± 5 °C.
      Generatori di luce:
      3.1.5.1.   Alimentazione
      L’alimentazione elettrica per le prove di accensione e di avvio deve permettere di ottenere rapidamente un'impulsione elettrica elevata.
      3.1.5.2.   Posizione di funzionamento
      La posizione di funzionamento sarà quella indicata dal richiedente. Le posizioni di invecchiamento e di prova devono essere identiche. Se il proiettore viene acceso accidentalmente nella direzione sbagliata, prima della misurazione deve subire una nuova procedura di invecchiamento. Durante le operazioni di invecchiamento e di misurazione, all’interno di uno spazio indicato dal richiedente non deve trovarsi alcun oggetto che conduca elettricità. Occorrerà inoltre evitare la formazione di campi magnetici parassiti.
      3.2.   Invecchiamento
      3.2.1.   I moduli LED o i generatori di luce devono essere inalterabili.
      3.2.2.   Le prove di cui oltre vanno effettuate dopo invecchiamento dei moduli LED o dei generatori di luce forniti, per mezzo del dispositivo elettronico di regolazione della sorgente luminosa, alla tensione di prova.
      3.2.3.   Moduli LED:
      Su richiesta del richiedente, prima di iniziare le prove descritte nel presente regolamento, il modulo LED sarà acceso per 15 ore e raffreddato a temperatura ambiente.
      3.2.4.   Lampade a incandescenza
      Le lampade a incandescenza vanno invecchiate per circa 1 ora alla tensione di prova. Per le lampade a filamento doppio, ciascun filamento va invecchiato separatamente.
      3.2.5.   Lampade a scarica di gas
      Esclusa la prova di accensione, tutte le prove vanno effettuate dopo invecchiamento delle sorgenti luminose per almeno 15 cicli così composti: 45 min. in posizione accesa, 15 sec. in posizione spenta, 5 min. in posizione accesa, 10 min. in posizione spenta
      4.   PROVE PARTICOLARI
      4.1.   Lampade a incandescenza omologate ai sensi del regolamento n. 37, sorgenti luminose a scarica di gas omologate ai sensi del regolamento n. 99 e moduli LED sono esentati dalle prove di cui ai successivi paragrafi 4.3.1 e 4.3.2.
      4.2.   Lampade a scarica di gas
      La prova di accensione va effettuata su sorgenti luminose non invecchiate e non usate almeno nelle 24 ore precedenti la prova. La sorgente luminosa accendersi direttamente e restare accesa.
      4.3.   Avvio
      4.3.1.   Le lampade a incandescenza sono esentate da questa prova.
      4.3.2.   Lampade a scarica di gas
      La prova di avvio va effettuata su sorgenti luminose non usate almeno nell’ora che precede la prova. Il proiettore fendinebbia anteriore deve raggiungere almeno nel punto 0°, 2,5°D sulla linea 6 un’intensità luminosa pari a:
      dopo 1 sec.: 25 % del suo flusso luminoso normale;
      dopo 4 sec.: 80 % del suo flusso luminoso normale.
      Il flusso luminoso normale è indicato sul foglio dei dati presentato.
      4.4.   Riaccensione a caldo
      4.4.1.   Le lampade a incandescenza sono esentate da questa prova.
      4.4.2.   Lampade a scarica di gas
      La sorgente luminosa va accesa, e azionata con il dispositivo elettronico di regolazione della sorgente luminosa a tensione di prova, per un periodo di 15 minuti. La corrente che alimenta il dispositivo elettronico di regolazione della sorgente luminosa viene poi tolta per un periodo di 10 sec. e poi nuovamente erogata. La sorgente luminosa deve riaccendersi direttamente dopo essere stata spenta per un periodo di 10 sec. Dopo 1 sec. la sorgente luminosa deve emettere almeno l’80 % del flusso luminoso normale.
      4.5.   Resa dei colori
      4.5.1.   Componente rossa
      Oltre alle misurazioni descritte nel paragrafo 7 della parte A o B del presente regolamento, si deve verificare che la componente rossa minima della luce di un modulo LED o di un generatore di luce sia tale che:
      
         
      in cui:
      
                  Ee (λ) (unità: W)
               
               
                  è la distribuzione spettrale dell’irraggiamento;
               
            
                  V(λ) (unità: 1)
               
               
                  è il fattore spettrale di visibilità;
               
            
                  λ (unità: nm)
               
               
                  è la lunghezza d’onda.
               
            Questo valore sarà calcolato mediante intervalli pari a 1 nanometro.
      4.6.   Radiazione UV
      La radiazione UV del modulo Led o del generatore di luce sarà tale che:
      
         
      in cui:
      S(λ)(unità: 1) rappresenta la funzione di ponderazione dello spettro luminoso;
      km = 683 lm/W rappresenta il valore massimo del coefficiente di visibilità della radiazione;
      (Per le definizioni degli altri simboli, cfr. paragrafo 4.5.1)
      Questo valore sarà calcolato mediante intervalli pari a 1 nanometro. La radiazione UV va ponderata in base ai valori indicati nella tabella UV che segue.
      Tabella UV
      
                  λ
               
               
                  S(λ)
               
            
                  250
               
               
                  0,430
               
            
                  255
               
               
                  0,520
               
            
                  260
               
               
                  0,650
               
            
                  265
               
               
                  0,810
               
            
                  270
               
               
                  1,000
               
            
                  275
               
               
                  0,960
               
            
                  280
               
               
                  0,880
               
            
                  285
               
               
                  0,770
               
            
                  290
               
               
                  0,640
               
            
                  295
               
               
                  0,540
               
            
                  300
               
               
                  0,300
               
            
                  305
               
               
                  0,060
               
            
                  310
               
               
                  0,015
               
            
                  315
               
               
                  0,003
               
            
                  320
               
               
                  0,001
               
            
                  325
               
               
                  0,00050
               
            
                  330
               
               
                  0,00041
               
            
                  335
               
               
                  0,00034
               
            
                  340
               
               
                  0,00028
               
            
                  345
               
               
                  0,00024
               
            
                  350
               
               
                  0,00020
               
            
                   
               
               
                   
               
            
                  355
               
               
                  0,00016
               
            
                  360
               
               
                  0,00013
               
            
                  365
               
               
                  0,00011
               
            
                  370
               
               
                  0,00009
               
            
                  375
               
               
                  0,000077
               
            
                  380
               
               
                  0,000064
               
            
                  385
               
               
                  0,000530
               
            
                  390
               
               
                  0,000044
               
            
                  395
               
               
                  0,000036
               
            
                  400
               
               
                  0,000030
               
            
                   
               
               
                   
               
            Valori indicati dagli Orientamenti IRPA/INIRC relativi ai limiti d’esposizione alla radiazione ultravioletta («IRPA/INIRC Guidelines on limits of exposure to ultraviolet radiation»). Le lunghezze d’onda (in nanometri) sono scelte a titolo indicativo; gli altri valori devono essere stimati per interpolazione.
      4.7.   Stabilità della temperatura
      4.7.1.   Intensità luminosa
      4.7.1.1.   Le lampade a incandescenza e le sorgenti luminose a scarica di gas sono esentate da questa prova.
      4.7.1.2.   Una misurazione fotometrica sarà effettuata dopo 1 min. di accensione con il dispositivo a temperatura ambiente. Punto di prova sul quale si effettua la misurazione: 0° in orizzontale, 2,5°D in verticale.
      4.7.1.3.   La lampada continuerà a restare accesa fino al raggiungimento della stabilità fotometrica. Il comportamento fotometrica è stabile quando il valore fotometrico varia in misura inferiore al 3 % durante un periodo di 15 min. Ottenuta la stabilità, si procede all’orientamento per una fotometria completa conforme ai requisiti di un determinato dispositivo. Si misurano i valori fotometrici per tutti i punti di prova di un dispositivo specifico.
      4.7.1.4.   Calcolare il rapporto tra i valori fotometrici dei punto di prova determinati nel paragrafo 4.7.1.2 e i valori determinati nel paragrafo 4.7.1.3 dopo aver ottenuto la stabilità fotometrica.
      4.7.1.5.   Applicare il rapporto calcolato nel paragrafo 4.7.1.4 a tutti i punti di prova restanti per dar luogo a una nuova tavola fotometrica che descrive la fotometria completa a partire da 1 min. di accensione.
      4.7.1.6.   I valori d’illuminamento misurati dopo 1 min. e fino alla stabilità fotometrica, devono collocarsi tra i valori minimi e massimi prescritti.
      4.7.2.   Colore
      Il colore della luce emessa, misurato dopo 1 min. e misurato dopo 30 min. di accensione, deve collocarsi in entrambi i casi entro i limiti di colore prescritti.