CELEX: C2003/019/04
Language: it
Date: 2003-01-25 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 12 dicembre 2002 nella causa C-273/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale del Bundespatentgericht): Ralf Sieckmann contro Deutsches Patent- und Markenamt ("Marchi d'impresa — Ravvicinamento delle legislazioni — Direttiva 89/104/CEE — Art. 2 — Segni suscettibili di costituire un marchio d'impresa — Segni che possono essere riprodotti graficamente — Segni olfattivi")

25.1.2003                 IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  C 19/3
                    SENTENZA DELLA CORTE                                                           SENTENZA DELLA CORTE
                           12 dicembre 2002                                                                (Sesta Sezione)
nella causa C-273/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale                                                  5 dicembre 2002
del Bundespatentgericht): Ralf Sieckmann contro Deut-
                 sches Patent- und Markenamt ( 1)
                                                                                nella causa C-379/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale
                                                                                del VAT and Duties Tribunal, London): Overland Foot-
(«Marchi d’impresa — Ravvicinamento delle legislazioni —                        wear Ltd contro Commissioners of Customs and Excise (1)
Direttiva 89/104/CEE — Art. 2 — Segni suscettibili di
costituire un marchio d’impresa — Segni che possono essere
          riprodotti graficamente — Segni olfattivi»)                           («Codice doganale comunitario — Valore in dogana delle
                                                                                merci importate — Prezzo delle merci e commissione d’acqui-
                                                                                     sto — Rimborso dei dazi pagati sull’intero importo»)
                             (2003/C 19/04)
                                                                                                            (2003/C 19/05)
                     (Lingua processuale: il tedesco)
                                                                                                     (Lingua processuale: l’inglese)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                             «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Nel procedimento C-273/00, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
dell’art. 234 CE, dal Bundespatentgericht (Germania), nella                     Nel procedimento C-379/00, avente ad oggetto la domanda
causa dinanzi ad esso pendente tra Ralf Sieckmann e Deutsches                   di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
Patent- und Markenamt, domanda vertente sull’interpretazione                    dell’art. 234 CE, dal VAT and Duties Tribunal, London (Regno
dell’art. 2 della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre                     Unito), nella causa dinanzi ad esso pendente tra Overland
1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli                   Footwear Ltd e Commissioners of Customs and Excise, doman-
Stati membri in materia di marchi d’impresa (GU 1989, L 40,                     da vertente sull’interpretazione degli artt. 29, 32, 33, 78 e 236
pag. 1), la Corte, composta dal sig. G.C. Rodríguez Iglesias,                   del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913,
presidente, dai sigg. M. Wathelet, R. Schintgen e C.W.A.                        che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302,
Timmermans, presidenti di sezione, C. Gulmann, D.A.O.                           pag. 1), la Corte (Sesta Sezione), composta dai sigg. J.-P.
Edward, A. La Pergola e V. Skouris, dalle sig.re F. Macken                      Puissochet, presidente di sezione, R. Schintgen, C. Gulmann
(relatore) e N. Colneric e dal sig. J.N. Cunha Rodrigues, giudici,              (relatore), dalla sig.ra F. Macken e dal sig. J.N. Cunha Rodrigues,
avvocato generale: D. Ruiz-Jarabo Colomer, cancelliere: sig.ra                  giudici, avvocato generale: J. Mischo, cancelliere: sig.ra
D. Louterman-Hubeau, capodivisione, ha pronunciato il                           L. Hewlett, amministratore principale, ha pronunciato il
12 dicembre 2002 una sentenza il cui dispositivo è del                          5 dicembre 2002 una sentenza il cui dispositivo è del seguente
seguente tenore:                                                                tenore:
1)    L’art. 2 della direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/              1)    Gli artt. 29, 32 e 33 del regolamento (CEE) del Consiglio
      104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati                      12 ottobre 1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale
      membri in materia di marchi d’impresa, dev’essere interpretato                  comunitario, devono essere interpretati nel senso che una
      nel senso che può costituire un marchio d’impresa un segno che                  commissione d’acquisto inclusa nel valore dichiarato in dogana e
      di per sé non è suscettibile di essere percepito visivamente, a                 non distinta dal prezzo di vendita delle merci nella dichiarazione
      condizione che esso possa formare oggetto di una rappresenta-                   d’importazione va considerata parte integrante del valore di
      zione grafica — in particolare mediante figure, linee o caratteri               transazione ai sensi dell’art. 29 dello stesso regolamento ed è,
      — che sia chiara, precisa, di per sé completa, facilmente                       pertanto, assoggettabile a dazio.
      accessibile, intellegibile, durevole ed oggettiva.
                                                                                2)    Quando hanno accettato di rivedere una dichiarazione d’impor-
2)    Qualora si tratti di un segno olfattivo, i requisiti di rappresenta-            tazione ed hanno adottato una decisione «diretta a regolarizzare
      zione grafica non sono soddisfatti attraverso una formula                       la situazione» ai sensi dell’art. 78, n. 3, del regolamento
      chimica, mediante una descrizione formulata per iscritto, con il                n. 2913/92, tenendo conto del fatto che la dichiarazione era
      deposito di un campione di un odore o attraverso la combinazio-                 incompleta a causa di un involontario errore del dichiarante, le
      ne di tali elementi.                                                            autorità doganali non possono più ritornare su tale decisione.
( 1) GU C 259 del 9.9.2000.                                                     (1 ) GU C 355 del 9.12.2000.