CELEX: C2000/122/14
Language: it
Date: 2000-04-29 00:00:00
Title: Causa C-15/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Banca europea per gli investimenti, presentato il 19 gennaio 2000

29.4.2000                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 122/9
Il regolamento (CE) n. 1073/1999 si applica alla BCE. La Banca              consigliere giuridico e Carlos Gómez de la Cruz, membro del
centrale europea (BCE) è stata istituita dal Trattato BCE e,                servizio giuridico, in qualità d’agenti, con domicilio eletto in
fermo restando il proprio statuto particolare, costituisce un               Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz,
organismo della Comunità. L’indipendenza è rivendicata dalla                membro del medesimo servizio, Centre Wagner, Kirchberg, ha
BCE è solamente funzionale e limitata allo svolgimento dei                  proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
particolari compiti attribuitile dal Trattato e dagli statuti del           un ricorso contro la Banca europea per gli investimenti.
sistema europeo delle banche centrali (SEBC). La tutela degli
interessi finanziari della Comunità può presentare una portata
più ampia rispetto alla tutela del bilancio comunitario, in                 La Commissione delle Comunità europee conclude che la
quanto si estende ai «fondi gestiti» dalle Comunità, ad esempio             Corte voglia:
il Fondo europeo per lo sviluppo (FED), o ai fondi degli
organismi comunitari decentralizzati che sono separati dal                  — annullare la decisione del comitato di direzione della Banca
bilancio generale delle Comunità e di cui taluni sono peraltro                   europea per gli investimenti relativa alla cooperazione con
alimentati con entrate proprie. Conseguentemente, il fatto che                   l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) (1);
la BEI abbia un proprio bilancio e proprie risorse finanziarie
non esclude l’applicazione alla BEI medesima delle misure
                                                                            — condannare la Banca europea per gli investimenti alle
emanate in base all’art. 280, n. 4, del trattato CE, quale il
                                                                                 spese.
regolamento (CE) n. 1073/1999. Anche nell’ipotesi in cui la
distinzione tra il bilancio delle Comunità europee, da un lato,
e, dall’altro, il bilancio della BCE e delle proprie risorse fosse
pertinente, la BCE non sfuggirebbe comunque alla sfera di                   Motivi e principali argomenti
applicazione del detto regolamento, in quanto essa gestisce
parimenti risorse finanziarie delle Comunità. Essa riscuote,
infatti, l’imposta comunitaria sulle retribuzioni dei propri                Il ricorso è proposto, in via principale, ai sensi dell’art. 237,
dirigenti e del proprio personale e gestisce le operazioni di               lett. b), CE, e, in subordine, ai sensi dell’art. 230 CE e fondato
mutuo e prestito effettuate dalle Comunità a titolo di sostegno             sulla violazione del regolamento (CE) del Parlamento europeo
finanziario a medio termine.                                                e del Consiglio n. 1073/99 nonché del regolamento (EURA-
                                                                            TOM) del Consiglio n. 1074/99, regolamenti relativi alle
                                                                            indagini svolte dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode
La decisione impugnata viola l’art. 4 del regolamento CE                    (OLAF).
n. 1073/1999 nella parte in cui:
— l’art. 2 costituisce una negazione pura e semplice del                    I regolamenti (CE) nn. 1073/99 e 1074/99 si applicano alla
     potere dell’OLAF di effettuare indagini interne in seno alla           Banca europea per gli investimenti (BEI). La BEI è stata istituita
     BCE;                                                                   dal trattato CE e, fermo restando il suo statuto particolare,
                                                                            costituisce un organismo della Comunità. Tale statuto partico-
— essa non prevede alcuna misura di esecuzione degli                        lare è solamente funzionale e limitato al compimento dei
     obblighi sanciti all’art. 4, n. 6, del regolamento, ma dispo-          particolari compiti attribuiti alla BEI dal trattato e dai suoi
     ne, segnatamente, che gli obblighi dei funzionari della                statuti. Sino ad oggi la BEI non è stata in grado di dimostrare
     Banca di comunicare qualsiasi frode siano previsti nei                 sotto quali profili una normativa emanata dal Consiglio
     confronti della direzione della divisione contabile interna            nell’ambito della lotta contro le frodi sarebbe idonea ad
     e del comitato antifrode istituito dalla decisione e non nei           impedire o a disturbare in concreto la BEI nello svolgimento
     confronti dell’OLAF.                                                   dei propri particolari compiti. La tutela degli interessi finanziari
                                                                            della Comunità può presentare una portata più ampia rispetto
                                                                            alla tutela del bilancio comunitario, in quanto si estende ai
(1) BCE/1999/5, GU L 291 del 13.11.1999, pag. 36.                           «fondi gestiti» dalle Comunità, ad esempio il Fondo europeo
                                                                            per lo sviluppo (FED), o ai fondi degli organismi comunitari
                                                                            decentralizzati che sono separati dal bilancio generale delle
                                                                            Comunità e di cui taluni sono peraltro alimentati con entrate
                                                                            proprie. Conseguentemente, il fatto che la BEI abbia un proprio
                                                                            bilancio e proprie risorse finanziarie non esclude l’applicazione
                                                                            alla BEI medesima delle misure emanate in base all’art. 280,
                                                                            n. 4, del trattato CE, quale il regolamento (CE) n. 1073/1999.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       Anche nell’ipotesi in cui la sfera di applicazione dell’art. 280,
tro la Banca europea per gli investimenti, presentato il                    n. 4, si limitasse ai soli interessi finanziari direttamente connes-
                          19 gennaio 2000                                   si al bilancio comunitario, è innegabile che il regolamento
                                                                            n. 1073/1999 dovrà trovare applicazione nei confronti della
                          (Causa C-15/00)                                   BEI che gestisce anche risorse finanziarie delle Comunità.
                                                                            Infatti, essa riscuote l’imposta comunitaria sulle retribuzioni
                                                                            dei membri dei propri organi e del proprio personale, e gestisce
                          (2000/C 122/14)                                   parimenti risorse finanziarie della Comunità nell’ambito di
                                                                            mandati specifici; un altro esempio è la gestione da parte della
Il 19 gennaio 2000 la Commissione delle Comunità europee,                   BEI, per conto della Comunità, dei capitali a rischio e dei
rappresentata dai signori Christian Timmermanns, direttore                  sussidi sugli interessi finanziati in base delle risorse del Fondo
generale aggiunto del servizio giuridico, Hans Peter Hartvig,               europeo per lo sviluppo (FED).
 ---pagebreak--- C 122/10                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                29.4.2000
La decisione impugnata viola l’art. 4 dei regolamenti (CE)                   c) Se, ai fini dell’applicazione del combinato disposto del-
nn. 1073/1999 e 1074/1999 nella parte in cui:                                     l’art. 1, nn. 1 e 2, lett. c), e dell’art. 2, n. 1, secondo comma,
                                                                                  del regolamento (CEE) del Consiglio 24 luglio 1979,
— costituisce una negazione pura e semplice del potere                            n. 1697, il termine di decadenza dall’azione di recupero a
     dell’OLAF di effettuare indagini interne in seno alla BEI e,                 posteriori debba ritenessi scaduto con il compimento di
     in realtà, dell’applicabilità nei confronti della BEI dei                    un primo atto che fissi l’importo dei dazi dovuti, ovvero
     regolamenti nn. 1073/99 e 1074/99. Inoltre, l’accesso                        se, al contrario, tale termine debba intendersi scaduto con
     dell’OLAF alle informazioni in possesso della BEI dipende,                   il compimento di un secondo atto che, annullando e
     caso per caso, da un’autorizzazione del presidente della                     sostituendo il primo, ridetermini nuovamente l’importo
     BEI che stabilisce anche le modalità di tale accesso;                        dei dazi medesimi.
                                                                             d) In quale senso debba essere inteso l’art. 254 del Trattato di
— prevedendo una semplice assistenza dell’OLAF nella lotta
                                                                                  adesione (2) laddove impone alla Repubblica portoghese
     antifrode per quanto attiene alle operazioni effettuate con                  l’obbligo di procedere all’eliminazione delle scorte in
     le risorse proprie della BEI, essa opera una distinzione tra                 eccedenza di prodotti, in particolare laddove prevede che
     le diverse fonti finanziarie, distinzione incompatibile con
                                                                                  tale eliminazione debba avvenire «a carico di questa».
     la tutela degli «interessi finanziari» della Comunità europea;
                                                                             e) Se si debba considerare, o meno, incompatibile con
— essa non costituisce affatto alcuna sufficiente misura di                       l’obbligo dettato dall’art. 254 del Trattato di adesione,
     esecuzione degli obblighi sanciti dall’art. 4, n. 6, dei detti               integrato dalle precisazioni fornite dai due regolamenti di
     regolamenti.                                                                 applicazione — art. 8 del regolamento (CEE) del Consiglio
                                                                                  20 dicembre 1985, n. 3771 (3), e artt. 4 e 84 del regola-
                                                                                  mento (CEE) della Commissione 28 febbraio 1986,
(1) Non pubblicata, comunicata alla Commissione con lettera                       n. 579 (4) l’obbligo imposto dalle autorità doganali porto-
    16.11.1999.                                                                   ghesi ai detentori di scorte di zucchero i n eccedenza di
                                                                                  versare i dazi previsti dall’art. 7, n. 1, del regolamento
                                                                                  (CEE) n. 579/86, quando la Repubblica portoghese abbia
                                                                                  omesso di adottare i provvedimenti necessari all’esporta-
                                                                                  zione di tali scorte al di fuori della Comunità.
                                                                             f) Se debba essere considerato quale errore rilevante, ai sensi
                                                                                  delle disposizioni dell’art. 5, n. 2, del regolamento (CEE)
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Supre-                            del Consiglio 24 giugno 1979, n. 1697, l’inesatta valuta-
mo Tribunal Administrativo, Seconda Sezione, con ordi-                            zione del fabbisogno di zucchero per il pubblico approvvi-
nanza 12 gennaio 2000, nella causa William Hinton &                               gionamento della Regione autonoma di Madera, valutazio-
                Sons Ltd contro Fazenda Publica                                   ne sulla base della quale, pur in piena dell’art. 254 del
                                                                                  Trattato di adesione e del regolamento (CEE) del Consiglio
                                                                                  n. 3771/85, è stata autorizzata l’importazione in franchigia
                          (Causa C-30/00)                                         dai dazi doganali.
                                                                             g) Se debbano essere considerati rilevanti ai sensi delle
                          (2000/C 122/15)                                         disposizioni dell’art. 5, n. 2, del regolamento (CEE)
                                                                                  n. 1697/79, gli errori di fatto e di diritto nei quali
Con ordinanza 12 gennaio 2000, pervenuta nella cancelleria                        l’autorità doganale competente è successivamente incorso
della Corte il 4 febbraio 2000, nella causa William Hinton                        nell’ambito del procedimento di liquidazione dei dazi.
& Sons Ltd contro Fazenda Publica, il Supremo Tribunal
                                                                             h) In caso di risposta affermativa alle due questioni precedenti,
Administrativo, Seconda Sezione, ha sottoposto alla Corte
                                                                                  se il debitore d’imposta avesse potuto ragionevolmente
di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
                                                                                  riconoscere tali errori nella condotta delle competenti
pregiudiziali:
                                                                                  autorità doganali.
a) Se il disposto dell’art. 1, n. 2, lett. c), del regolamento
     (CEE) del Consiglio 24 luglio 1979, 1697 (1) debba essere
     interpretato nel senso che, quando venga posto in essere                (1) Regolamento (CEE) n. 1697/79 del Consiglio, del 24 luglio 1979,
     l’atto giuridico chiamato contabilizzazione, tale atto debba                relativo al ricupero a posteriori dei dazi all’importazione o dei
                                                                                 dazi all’esportazione che non sono stati corrisposti dal debitore
     necessariamente aver luogo anteriormente alla notificazio-
                                                                                 per le merci dichiarate per un regime doganale comportante
     ne ai fini del recupero e anteriormente al recupero                         l’obbligo di effettuarne il pagamento (GU L 197 del 3.8.1979,
     medesimo.                                                                   pag. 1).
                                                                             (2) GU L 302 del 15.11.1985.
b) Se, in considerazione del disposto dell’art. 2, n. 1, secondo             (3) Regolamento (CEE) del Consiglio 20 dicembre 1985, n. 3771,
     comma, del regolamento (CEE) del Consiglio 24 luglio                        relativo alle scorte di prodotti agricoli presenti in Portogallo (GU
     1979, n. 1697, si debba, o meno, ritenere che non vi sia                    L 362 del 31.12.1985, pag. 21).
     stata contabilizzazione quando il primo atto con cui                    (4) Regolamento (CEE) della Commissione 28 febbraio 1986, n. 579,
                                                                                 che stabilisce le modalità relative alle scorte di prodotti del settore
     l’autorità doganale abbia riportato l’importo dei dazi nei                  dello zucchero presenti in Spagna e in Portogallo al 1o marzo
     propri registri contabili, o su supporti equipollenti, sia                  1986 (GU L 57 del 1.3.1986, pag. 21).
     diretto alla registrazione della riscossione dei dazi mede-
     simi.