CELEX: 51966PC0081
Language: it
Date: 1966-03-04
Title: INSTAURAZIONE DI UN LIVELLO COMUNE DEI PREZZI PER IL LATTE E I PRODOTTI LATTIERO-CASEARI, LA CARNE BOVINA, IL RISO, LO ZUCCHERO, I SEMI OLEOSI E L'OLIO D'OLIVA Relazione e proposte di risoluzioni del Consiglio presentate dalla Commissione

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (66) 81
Vol. 1966/0024
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMU N I T A'               ECONOMiCA                            EU ROPEA
                      C O MM ! S S I O N F
                                          COM(66)81 def.
                                        . Bruxelles , 4 marzo 1966
             INSTAURAZIONE DI UN LIVELLO COMUNE DEI PREZZI PER
             IL LATTE E I PRODOTTI LATTIERO-CASEARI , LA CARNE
             BOVINA , IL RISO , LO ZUCCHERO , I SEMI OLEOSI E
                                 L' OLIO D' OLIVA
             Relazione e proposte di risoluzioni del Consiglio
                         presentate dalla Commissione
  COM(66 ) 81 def .
 ---pagebreak--- A PARTE      GENERALE
    /
   RELAZIONE SUL LIVELLO DEI
      PREZZI PROPOSTI
 ---pagebreak--- Le seguenti proposte della Commissione relative all' instaurazione di un
livello comune dei prezzi per alcuni importanti prodotti agricoli conten­
gono due elementi fondamentali :
a) Per la prima volta il Consiglio fissa , su proposta della Commissione e
   per la campagna che inizia per i singoli prodotti dopo il 1° luglio 1967 »
   un prezzo indicativo comune per il latte e prezzi d' entrata comuni per i
   prodotti lattiero-caseari , un prezzo d' orientamento comune per i bovini
   e i vitelli , un comune prezzo indicativo di base per il riso , un prezzo
   indicativo comune per lo zucchero e un prezzo minimo per le "barbabietole
   succherine , un prezzo d' obiettivo comune per i semi oleosi e uno per
   l' olio d' oliva .
b) Sono previste misure speciali per lo zucchero , mentre per i prodotti
   lattiero-caseari gli Stati membri sono autorizzati ad accordare aiuti
   temporanei per determinati prodotti minacciati da aumenti di prezzo no­
   tevoli .
Contemporaneamente alle proposte , I.s Commissione presenta una una"Relazione
sull' evoluzione prevedibile della produzione e delle possibilità di smercio
di alcuni importanti prodotti agricoli "   qpiale era stata chiesta dal Con­
siglio . ( doc . C0M(66)82 def .)
Tale relazione tratta dei prodotti per i quali la Commissione presenta
proposte per instaurazione di un livello comune dei    prezzi .
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                                         A
                                       - 2 -
                      ' *: "'"RELAZIONE SUL" LIVELLO DEI      -*
                                     PREZZI AGRÌCOLI ■
3 . Un mercato comune implica necessariamente l' esistenza di un livello comune
    dei prezzi per i vari prodotti , I prezzi , che dipendono dal gioco dell' of­
    ferta e della domanda , saranno tuttavia più o meno elevati secondo le re­
    gioni del mercato comune e secondo i periodi dell' anno .
    Per i prodotti industriali il livello comune dei prezzi si instaurerà pro­
    gressivamente nell' ambito della CEE , di pari passo con l' eliminazione dei
  ' dazi doganali e degli altri ostacoli agli scambi tra gli Stati membri e
    con l' attuazione della libera circolazione delle merci .
    Diversa si presenta invece la situazione per i principali prodotti agricoli .
    In questo caso i prezzi non si; formano unicamente secondo i dettami delle
    leggi di mercato . Nel quadro delle politiche agrarie nazionali , tali prezzi
    sono stati fissati dagli Stati membri e stabilizzati o garantiti sui mercati
    interni con l' ausilio di diversi strumenti di' politica commerciale e di
    politica di mercato . Per questo motivo , l 'organizzazione comune dei mercati
    prevede :                                           r
       - La messa in opera di vino strumento comune per la stabilizzazione dei
         principali prezzi agricoli ( soprattutto prelievi e interventi sul mercato ),;
       - durante un periodo transitorio , la persistenza di livelli di prezzo
         diversi da uno Stato membro all' altro e il loro ravvicinamento negli
         scambi   intracomunitari tramite mezzi diversi , come ad esempio prelievi ,
       - la fissazione e l' applicazione di prezzi comuni per i principali prodot­
         ti agricoli , per decisione del Consiglio dei Ministri, su proposta del­
         la Commissione .
                                                                      /•
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                                        -  > -
     Il prezzo comune dei^cereali , P'^^n^d^£artenza^^^^al siasi considerazione
     in materia di politica agraria.
4 . Il 15 dicembre 1964 il Consiglio ha deciso ali 'iman imita , su proposta del­
     la Commissione , l' applicazione di un prezzo indicativo comune ( l ) ai princi­
     pali cereali ( 2 ), a decorrere dal 1° luglio 1967 ; per la campagna 1967/68
     il prezzo indicativo di base del grano tenero è stato fissato a 425 DM
    alla tonnellata .
    Tale decisione assume grande importanza soprattutto per i motivi seguenti :
     ( 1 ) Poiché i prezzi dei cereali hanno una posizione chiave nella struttu­
           ra dei prezzi agricoli , la fissazione del livello dei prezzi dei cerea­
           li offre un orientamento circa il futuro livello dei prezzi dei prodot­
           ti agricoli nella CEE . Il livello dei prezzi dei cereali determina infat-
           tiicosti e quindi in larga misura anche il livello dei prezzi di impor­
           tanti prodotti agricoli , inoltre , il volume e l' orientamento della pro­
           duzione di altri prodotti agricoli concorrenti nell' utilizzazione delle
           terre e della manodopera sono influenzati attraverso la relazione tra
           i prezzi di tali prodotti e il prezzo dei cereali .
    ( 2 ) Tuttavia , le decisioni di politica agraria adottate dal Consiglio il
           15 dicembre 1964 assicurano l' attuazione del mercato comune agricolo
           a decorrere dal 1° luglio 1967 soltanto per i cereali , i suini , le uova ,
           il pollame e i prodotti di trasformazione dei cereali . A partire da ta­
           le data , la libera circolazione di detti prodotti sarà realizzata gra­
           zie all' instaurazione di un livello comune dei prezzi e alla scomparsa
           dei prelievi negli scambi intracomunitari .
    ( 1 ) Il collegamento con un prezzo d' intervento di base i prezzi d' interven­
           to derivanti per i principali centri di commercializzazione .
    ( 2 ) Grano tenero , orzo , granturco , segala e grano duro .
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                                        - 4 -
  ( 3)Pcr motivi importanti connessi con l' evoluzione interna della Comunità ,
       con la sua politica agraria e la sua politica commerciale soprattutto
       con i negoziati nell' ambito del GATT ( l ) - l' instaurazione di un livel­
       lo comune dei prezzi per i cereali e per i prodotti della loro trasfor­
       mazione ha luogo a una data stabilita ( l° luglio 1967 ); ciò 1 costituisce
       una deroga alla procedura' del progressivo ravvicinamento dei prezzi pre­
       vista nei regolamenti relativi all' organizzazione dei mercati .
. Sempre.il 15 dicembre 1964 il Consiglio ha inoltre deciso che , a partire
  dal 1° luglio 1967 » le spese restituibili sostenute dagli Stati membri per
  interventi sul mercato interno dei cereali e restituzioni all' esportazione
  di cereali , carni suine , uova , pollame , ecc . verso i Paesi terzi saranno
  assunte integralmente in carico dalla Comunità .
  Tuttavia , se l' attuazione del mercato comune agricolo e della comune respon­
  sabilità finanziaria rimanesse limitata ai cereali , alle carni suine , alle
  uova a al pollame , i vantaggi risultanti dalla progressiva attuazione della
  lìbera circolazione delle merci        e dal finanziamento comune andrebbero so­
  prattutto a profitto di alcuni settori agricoli della Comunità . Inoltre ,
  l' agricoltura si orienterebbe verso produzioni per le , quali la politica
  agraria comune , con le garanzie che offre agli agricoltori , è già pienamen­
  te attuata , cioè verso la produzione di cereali , uova , pollame e suini .
 Anche le possibilità della Comunità di contribuire efficacemente ai nego­
  ziati agricoli nell' ambito       del Kennedy-Round verrebbero limitate essenzial­
  mente al settore dei cereali e dei relativi prodotti trasformati .
  ( l ) Questi motivi . sono esposti esaurientemente nella Relazione sulla, propo­
         sta riguardante i prezzi dei cereali ( Dèe . Vl/COM(63 ) 430 Rev. , Punto
       : 3 » 'lettere da a - o ) presentata dalla Commissione il 20.11.1963 .
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                                         - 5 -
    Per evitare una siffatta evoluzione generatrice di squilibri , è necessario
     che vengano adottate al più presto decisioni analoghe che assicurino a de­
     correre dalla campagna 1967/68 l' applicazione di prezzi indicativi , di prez­
     zi d' obiettivo e di prezzi d' orientamento comuni , la scomparsa dei prelievi
     e dei dazi doganali intracomunitari e il finanziamento comunitario per gli
    altri prodotti agricoli importanti .
    Nella sessione del Consiglio dei giorni 28-30 giugno 1965 era invalsa l' idea
    di realizzare per il 1° luglio 1967 la libera circolazione delle merci sia
    per i prodotti agricoli che per quelli industriali . A tal fine è necessario
    anzitutto :
        - approvare i regolamenti relativi all' attuazione di organizzazioni comuni
           dei mercati nei settori dello zucchero e dei grassi , nonché disposi­
           zioni complementari relative all' organizzazione dei mercati nel settore
    ».     degli 'ortófrutticoli ; la Commissione ha già presentato al Consiglio
           proposte in materia ;
        - fissare per il latte , le carni bovine , il riso , lo zucchero , i semi
           oleosi e l' olio d' oliva prezzi comuni che entrino in vigore nella
           campagna che inizia dopo il 1° luglio 1967 - salvo il prezzo comune
           dell' olio d' oliva che , conformemente alle decisioni del Consiglio ,
           entrerà in vigore a una data ravvicinata .
    Cause determinanti per la politica comune dei prezzi
6 . Tre fattori di politica economica , vale a dire
        - l' interesse dei produttori agricoli ad ottenere redditi equi ,
        - l' interesse dei consumatori a prezzi equi ,
        - gli interessi in materia di commercio esterno »
    influiscono decisivamente sul livello dei prezzi agricoli in tutti i paesi
    del mondo . Tra questi tre fattori antagonisti        di politica economica biso­
    gna sempre raggiungere una sintesi ,       che si presenta diversa secondo la
                                                                        •/.
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                                        - 6 -
     situazione economica del paese considerato e il peso dei singoli elementi
     sopra citati nella sua politica economica . In tal senso la nozione di',
    prezzi " equi " può' essere interpretata in maniera del tutto diversa . Gli
    Stati che danno peso soprattutto alla loro competitività sul mercato mondia­
    le dei prodotti industriali considereranno equi prezzi alla produzione più
    bassi che non gli Stati che tendono anzitutto a sviluppare la loro agricol­
    tura . Se poi ci chiediamo quali prezzi siano " equi " per i consumatori , le
    risposte varieranno secondo la situazione economica del paese considerato .
    E 1 tuttavia essenziale constatare che finora in tutti i paesi del mondo i
    prezzi agricoli sono stati fissati indipendentemente da qualsiasi obbligo
    internazionale . Le decisioni sui prezzi sono anzi state sempre prese su ba­
    se autonoma , a differenza delle decisioni in materia di politica commercia­
    le .
7 . Quanto precede vale , senza restrizione alcuna , anche per le decisioni della
    Comunità in materia di prezzi agricoli . L' unica caratteristica particolare
    della Comunità è che i tre fattori di politica economica citati hanno tro­
    vato espressione giuridica nel Trattato .
    Ai sensi del Trattato , la Comunità è tenuta a plasmare la sua politica agra­
    ria in modo che siano raggiunte in particolare le tre finalità seguenti :
    a ) assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola , grazie in
         particolare al miglioramento del reddito individuale di coloro che lavo­
         rano nell' agricoltura ( cfr . articolo 39 del Trattato );
    b ) assicurare l' approvvigionamento dei consumatori a prezzi ragionevoli
         ( cfr . articolo 39 del Trattato );
    c ) contribuire allo sviluppo armonico del commercio mondiale ( cfr . articolo
         110 del Trattato ).
                                                                  ./•
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    Questi principi fissati dal Trattato per la politica agraria valgono diret­
    tamente anche per la politica dei prezzi , dato che i prezzi agricoli costi­
    tuiscono un elemento basilare delle organizzazioni comuni dei mercati .
    Nell' elaborazione delle proposte relative ai prezzi comuni , la Commissione
    si è ispirata alle considerazioni sopra esposte ed è partita dal principio
    che sulle stesse considerazioni erano imperniate anche le politiche finora
    seguite dagli Stati membri in materia di prezzi agricoli . Era inoltre sua
    convinzione che si doveva evitare di rimettere bruscamente in causa la sin­
    tesi fino ad oggi realizzata dagli Stati membri tra gli interessi dei produt­
    tori , quelli dei consumatori e quelli del commercio esterno ,
8 . Per garantire all'agricoltura redditi ecrai , i prezzi dovrebbero essere fissa­
    ti al livello più alto possibile , tenuto conto delle altre necessità economi­
    che » E' ovvio che nella formazione dei redditi agricoli i prezzi ottenuti dai
    produttori hanno funzione deciBiva . Dato che in un' economia in crescente espan­
    sione , come è per eccellenza quella comunitaria , l' agricoltura è esposta a
    particolari difficoltà di adattamento e deve accontentarsi di un incremento
    della domanda di prodotti alimentari che risulta modesto rispetto all' aumen­
    to dei predditi , la politica dei prezzi dei prodotti agricoli assume un
    aspetto determinante in materia di redditi . Tuttavia , il margine entro il
    quale i prezzi in causa possono essere fissati dal Consiglio risulta da due
    considerazioni di ordine generale riguardanti i prezzi agricoli nel loro
    insieme :
 ---pagebreak--- - La concezione di politica agraria espressa dall' insieme dei prezzi agrico­
  li della Comunità deve concordare con le finalità della politica commer­
  ciale comunitaria ( cfr . punto 10);
- Le relazioni tra i prezzi dei vari prodotti agricoli devono tener conto
  della relazione tra i prezzi e i costi ( cfr. punto 12 e seguenti ) nei va­
  ri rami produttivi come fattore determinante per il volume e l' orienta­
  mento della produzione agricola , nonché della sua evoluzione nel conte­
  sto dell' espansione globale dell' economia , contribuendo cosi' alla red­
  ditività di tutti i settori produttivi dell' agricoltura nella Comunità . •
  Ciò' vale in particolare per il rapporto tra i prezzi da fissare e i
  prezzi comuni del grano , dell' orzo , della segala e del granturco .
  I prezzi comuni già adottati per i cereali costituiscono pertanto una ba­
  se di partenza fissa per tutte le considerazioni in materia di politica
  dei prezzi .                         >
In genere , l' instaurazione di un livello comune dei prezzi si tradurrà per
i consumatori in diminuzioni dei prezzi in alcuni paesi , mentre in ài tri
si avranno degli aumenti - conseguenza , questa , che già si è manifestata
a seguito della decisione sull' instaurazione di un livello comune, dei
prezzi dei cereali . Infine , nel fissare prezzi comuni , la Comunità tiene
 ---pagebreak---                                         A
                                       - 9 -
      conto delle ripercussioni sul commercio esterno , fatto che agisce a favore
      del mantenimento di una struttura stabile dei prezzi al consumo dei prodot­
      ti alimentari .
10 . Quando si tratta di fissare i prezzi dei prodotti agricoli , la questione
      delle ripercussioni sul commercio esterno non può' essere elusa . I prezzi
      agricoli influiscono direttamente sul volume della produzione e della do­
      manda . Poiché il commercio esterno dei prodotti agricoli della Comunità
      è costituito essenzialmente da importazioni destinate a coprire la diffe­
      renza tra la produzione e la domanda , ovvero da esportazioni , quando la
      produzione è superiore alla domanda interna , il commercio esterno della
      Comunità è indirettamente influenzato . Da questa constatazione emerge una
      correlazione incontestabile tra la politica commerciale e i prezzi agricoli .
11 . Per quanto riguarda gli aspetti relativi al commercio esterno occorre tutta­
      via rilevare un punto particolare . Conformemente all' obbligo di contribuire
      allo sviluppo armonico del commercio mondiale impostole dall' articolo 110
      del Trattato di Roma , la Comunità si è dichiarata pronta , nell' ambito del
      Kennedy-Round , a consolidare il suo livello di sostegno dei prezzi agricoli
      su una base di reciprocità .
      Come già si è detto , la Commissione ritiene che il compromesso fra gli in­
      teressi dei produttori , quelli dei consumatori e quelli del commercio ester­
      no debba essere ricercato nel quadro della politica comune dei prezzi , se­
      guendo un metodo analogo a quello finora applicato non soltanto nei vari
      Paesi membri della Comunità , ma anche in tutti gli altri paesi del mondo .
      La proposta fatta dalla Comunità . nei confronti del Kennedy-Round per il
      consolidamento reciproco del livello di sostegno , comprendente anche il
      livello dei prezzi , porta cosi 1 ad una completa equilavenza degli obblighi
      reciproci previsti .
      Questa concezione costituisce una nuova maniera di affrontare il problema
      del risanamento dei mercati agricoli internazionali , maniera favorevole allo
    - sviluppo degli scambi mondiali . Per una Comunità' ohe rientra nella rete del­
      le relazioni economiche internazionali , una siffatta concezione implica la
      possibilità di inserire gli importi di sostegno , dunque in particolare i
      prezzi agricoli , nel quadro dei negoziati in materia di impegni internazionali .
                                                                          •/.
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Il consolidamento generale degli importi di sostegno e completato per i
principali prodotti agricoli dalla proposta per la conclusione di accordi
mondiali . Tale sistema ha lo scopo- di attuare con misure appropriate un
equilibrio tra l' offerta e la domanda sul mercato mondiale dei prodotti
agricoli , onde favorire gli scambi mondiali di prodotti agricoli e miglio­
rare le    situazione dei paesi interessati . Va da sè che nella fattispecie
i principi della reciprocità e dell' equivalenza valgono senza restrizioni
soltanto per i paesi già sviluppati e che , in considerazione delle idee
invalse sul piano internazionale , viene tenuto conto della situazione eco­
nomica particolare dei paesi in fase di sviluppo .
L' orientamento della produzione
Tenonendo conto del bilancio di approjnrigionamento della Comunità per i pro­
dotti in causa e del volume che si intende accordare alla propria       produ­
zione interna , la relazione reciproca tra i prezzi dei prodotti agricoli
assume una funzione particolare .                         -
Il bilancio di approvvigionamento     comunitario per i prodotti che sono og­
getto delle proposte della Commissione per l' instaurazione di un livello
comune dei- prezzi può' essere caratterizzato succintamente come segue ( per
un' esposizione particolareggiata cfr . Parte B e doc . COM( 66 ) 81 def .) : per
il latte 1 e i prodotti lattiero-caseari il limite di auto-approvvigionamento
della Comunità è raggiunto o anche leggermente superato . Per le carni bovine
si nota un- fabbisogno d' importazione tutt' altro che irrilevante dovuto al
fatto che la produzione interna non è in grado di tenere il passo con la
domanda . La produzione di zucchero tende a coprire o a superare leggermente
il fabbisogno , secondo l' esito del raccolto . Per il riso si constata nel­
l' insieme un fabbisogno d' importazione sopratutto per i tipi di grani lun­
ghi .
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     Il fabbisogno d' importazione e particolarmente notevole per gli oli vege­
     tali ; ciò 1 vale tanto per gli oli estratti dai semi di pianto agricole
     ( colza , ravizzone , girasole ) quanto per l' olio d' oliva .
13 . Tenendo conto di questa situazione e del livello dei prezzi dei cereali ,
     sembra opportuno , in linea del tutto generalo , stimolare la produzione di
     carni bovine ( in particolar modo in rapporto al latte ), mentre la politica
     dei prezzi per il latte e lo zucchero dovrebbe essere condotta con estrema
     prudenza . Dato il notevole fabbisogno d' importazione e il consumo in rapida
     espansione dogli oli vegetali , potrebbe essere opportuna dal punto di vista
     della produzione anche tuia politica relativamente favorevole ai prezzi dei
     semi oleosi . La produzione di riso dovrebbe essere mantenuta al livello
     raggiunto .
14.(l ) L' orientamento della produzione verso le varie speculazioni è a sua
     volta basato sul confronto delle relazioni tra i prezzi e i costi per i
     principali prodotti agricoli . Entro determinati limiti ( connessi con la
     tecnica di produzione ), gli agricoltori hanno la possibilità di orientare
     la loro produzione verso le speculazioni dalle quali si ripromettono il
     reddito più elevato . Tenuto conto delle premesse generali ( di ordine tec­
     nico ) per una riconversione della produzione , occorre pertanto prevedere
     da parte dei produttori reazioni più vive quando le relazioni tra .i prezzi
     e i costi si modificano diversamente per i vari prodotti agricoli . Nel
     formulare una valutazione a medio e a lungo termine sulle ripercussioni di
     eventuali variazioni dei prezzi , occorre pertanto tener conto delle tenden­
     ze evolutive dei costi di produzione . Al riguardo , i due principali fatto­
     ri determinanti sono il progresso rapido dei salari nell' agricoltura e gli
     ( l ) Cfr . Allegato , Grafici da 6 a 13 relativi all' evoluzione di tali rela­
           zioni di prezzo .
                                                                       ./•
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                                        - 12 -
     utili di razionalizzazione realizzati in particolare grazie al migliora­
     mento dei metodi di produzione . Pocihé i vari settori produttivi sono di­
     versamente interessati dagli aumenti salariali secondo l' importanza rela­
     tiva della manodopera necessaria per la produzione in causa e poiché sus­
     sistono differenze rilevanti nel progresso tecnico , è inevitabile che a
     medio e a lungo termine si manifestino spostamenti nella relazione tra
     i costi di produzione dei vari prodotti ,
15 . Si deve pertanto contare su un' evoluzione diversa delle varie produzioni
     quando determinate relazioni fra i prezzi dei prodotti agricoli vengono
     mantenute invariate per un certo periodo ; per alcuni prodotti è anche pos­
     sibile una flessione della produzione . Se invece si vuole che la produzio­
     ne continui a svilupparsi in modo pressoché uniforme nei diversi settori ,
     le relazioni fra i prezzi devono essere corrette dopo qualche tempo sulla
     base delle modifiche intervenute nei costi di produzione .
     Per la politica dei prezzi della Comunità , ciò' significa che la questione
     delle relazioni di prezzo non deve essere considerata da un punto di vista
     statico , bensì' in una prospettiva dinamica1; Al riguardo occorre tener
                                     le
     conto delle ripercussioni che modifiche delle relazioni tra i prezzi hanno
     avuto in . passato sull' offerta e sulla domanda e delle tendenze di evoluzio­
     ne dei costi di produzione .
16 . I prezzi dei cereali detengono nell' insieme dei prezzi agricoli una posizio­
     ne chiave . Il prezzo dei cereali determina infatti anche il livello comune
     dei prezzi delle carni suine , del pollame e delle uova , che sono essenzial­
     mente prodotti di trasformazione dei cereali , I cereali e i prodotti di
     trasformazione citati rappresentano il 30-40/J degli introiti che l' agricol­
     tura trae dalla vendita della sua produzione .
 ---pagebreak---                                      A
                                   - 13 -
Le colture cerealicole occupano in quasi tutte le regioni della Comunità
oltre il 50% delle terre coltivate . Data l' importanza del confronto delle
relazioni prezzi-costi ai fini dell' orientamento della produzione agricola ,
è quindi necessario , p°r fissare i prezzi degli altri prodotti agricoli
importanti , tener conto altresì' della decisione sul livello dei futuri
prezzi dei cereali .
Il legame tra i cereali e altri prodotti risulta dalla loro intercambiabi­
lità nella produzione . Un siffatto legame diretto esiste tra le barbabietole
zuccherine e la colza , da un lato , e i cereali ( soprattutto grano ) dall' altro
nonché tra il riso e il granturco . Un certo legame molto meno stretto si
riscontra tra il settore della produzione foraggera erbacea e il settore
dei cereali ( l ).
Nel formulare un giudizio sui prezzi dei prodotti dell' allevamento bovino
bisogna considerare che molti produttori possono , secondo l' evoluzione dei
prezzi , orientare la loro produzione verso i bovini da carne o i prodotti
lattiero-caseari . Non vi è alcuna interdipendenza tra i prezzi delle olive
e quelli dei cereali , che non saranno pertanto trattati nel presente contesto
Dai rapporti di interdipendenza sopra menzionati risulta che , nel fissare
i prezzi comuni per i prodotti considerati , occorre tener conto anzitutto
dell' evoluzione delle seguenti relazioni di prezzo :
             barbabietole da zucchero     grano
             riso                         granturco
             colza                        grano
             latte                        grano e cereali foraggeri ( orzo )
             bovini da carne              latte
( l ) Nella fattispecie , l' intercambiabilità è sovente limitata per motivi di
      ordine tecnico . Inoltre , è difficile che produttori possano rendersi con­
      to dei risultati , dato che in genere sono in grado di calcolare il valore
      dei foraggi secchi e freschi soltanto indirettamente , basandosi sugli
      introiti derivanti dall' allevamento bovino . Un calcolo dei prezzi basato
      sui prezzi di altri alimenti concentrati per animali normalmente com­
      mercializzati e riferito al valore foraggero comparativo ha soltanto
      significato limitato .
                                                                   ./•
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                                       - 14-
18 . In complesso , si può' ammettere che le relazioni riscontrate negli ultimi
     anni nei vari Paesi membri fra i . prezzi alla..produzione dei prodotti agri­
     coli considerati ( latte , carni "bovine , riso , bababietole da zucchero , colza)
     e i prezzi dei cereali rappresentano un compromesso equo fra gli interessi
     dei produttori , quelli dei consumatori e quelli del commerciò esterno . Te­
     nendo conto di tali relazioni di prezzo e dell' evoluzione prevedibile dei
     costi , nonché delle possibilità di razionalizzazione nei vari settori pro­
     duttivi , si dovrebbe cercare - nell' interesse di un' evoluzione equilibrata
  • della struttura della produzione e nell' interesse dell' equilibrio del mer­
     cato - di fissare i prezzi comuni in modo che le relazioni fra i prezzi
     ottenuti dai produttori nei vari Paesi membri si trovino per quanto pos­
     sibile entro i limiti seguenti :
                  grano       : barbabietole da zucchero         = 100 :  16 - 18
                  granturco(l ) : riso ( l )                     = 1 : 1.56 - 1,60
                  grano ( l ) : colza ( l )                      = 1 : 1,79 - 1,83
                  grano       : latte                            s 1 • 0,98 - 1,05
                  latte       : bovini , prima qualità           = 1 : 7*3 ( 6,75 - 7»50)
                  ( l ) prezzi d' intervento
     Quasti limiti sono validi - nell' ipotesi di prezz ? indicativi di base
     comuni - per le relazioni tra i prezzi medi alla produzione nei vari Sta­
     ti membri . Poiché tanto i prezzi dei cereali quanto i prezzi del latte
     differiranno regionalmente anche dopo l' instaurazione di un livello comune
     dei prezzi , si avranno infatti in media nei vari Paesi membri relazioni
     di prezzo diverse . Ciò 1 vale anche per le principali regioni di produzione .
                                                                     ./
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                                - 15 -
Entità c struttura del livello conrune dei prezzi
Sulla base di quanto precede , cioè   :
     - dell' orientamento verso il livello dei prezzi agricoli predeter­
        minato dai prezzi dei cereali ,
     - dei redditi dell' agricoltura , dei prezzi al consumo e delle esigen­
        ze derivanti dalla partecipazione della Comunità agli scambi mondia­
        li ,
     - della situazione dell' approvvigionamento della Comunità per quanto
        riguarda i prodotti in causa
e dell' implicito orientamento della produzione attraverso la relazione
tra i prezzi dei prodotti agricoli , e tenendo infina conto della situasicno
del mercato esposta per i singoli prodotti nella Parte B , riportiamo nel­
la seguente tabella i prezzi che dovrebbero entrare in vigore nella Coiiiuri 4'
a decorrere dalla campagna che inizia dopo il 1° luglio 1967 »
                                                              ./•
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                                            - 16 -
            Tabella 1 - I prezzi comuni del latte e dei prodotti lattiero-caseari ,
                           dei bovini e dei vitelli , del riso , delle "barbabietole da
                        : zucchero , dei semi oleosi    e dell' olio d' oliva
                                                         in UC e nelle monete nazionali
                                                                   per 100 kg
                                                                     1
                                          U.C.     DM          Ff          Fb/Plu3  Lit .      PI
                                                           •
      LATTE                                                                  '
     Prezzo indicativo                    9,5     38,00       46,90       475,00    5.937      34 , 3S
     BURRO
     Prezzo d' intervento               176,25   705,00      870,16    8.812,50 IIO . I56     638,02
     Prezzo d' entrata                  191,25   765,00      944,21    9.562,50 II9.53I       692,32
     BOVINI (vivi ) ( l )
     Prezzo d' orientamento              66,25   265,00      327,08    3.312,50    V . 406   239,8:
     VITELLI (vivi ) ( l )
     Prezzo d' orientamento              89,50   358,00      441,87    4.475,00    55.937    323 , 9!
     RISO
     Prezzo indicativo di base           18,12    72,48       89,46      906,00    II . 325    65,55
     Prezzo d' intervento - Italie       12,00    48,00       59,24      600,00     7.500      43,44
                              Pranciì    12,30    49,20       60,73      615,00     7.688-     44,53
     Prezzo d' entrata                   17,78    71,12       87,78      889,00    11.113      64,36
     ZUCCHERO
     Prezzo indicativo comune
        per lo zucchero bianco           21,94    87,76     108,38     1.097,00    13.712      79,42
     Prezzo d' intervento per
        lo zucchero bianco               20,84    83,36      102,89    1.042,00    13.025      75,44
     Prezzo massimo al produt-
        tore per le barbabietole
        zuccherine                       16,50    66,00       81,46      825,00    10.312 .    59,73
     SEMI OLEOSI
     Prezzo d' obiettivo comune          18,60    74,40       91,83      930,00    11.625      67,33
     Prezzo d' intervento                17,40    69,60       85,91      870,00    10.875   ! 62,99
     OLIO D' OLIVA
!
     Prezzo d' obiettivo                111,00   444,00   '548,01      5.550,00    69.375    401,82
                                      i
  ( l ) qualità media
 ---pagebreak---                                          A
                                       - 17 -
     Misure speciali
20 . Considerando che , soprattutto per i prodotti lattiero-caseari e le barbabie­
     tole da zucchero , i prezzi nella Comunità sono attualmente estremanente di­
     versi , sembra opportuno , tenendo conto della situazione di approv­
     vigionamento della Comunità per quanto riguarda il latte e lo zucchero , ac­
     compagnare l' instaurazione di un livello comune dei prezzi con misure spe­
     ciali intese ad autorizzare alcuni Stati membri a concedere temporaneamente
     sovvenzioni al consumo dei prodotti lattiero-caseari (burro nei Paesi Bassi ,
     formaggio a pasta semidura in Germania ) particolarmente esposti a notevoli
     aumenti di prezzo nella fase del consumo , in modo che l' evoluzione dei con­
     sumi di tali prodotti non venga minacciata . Sovvenzioni del genere possono
     inoltre essere concesse per evitare eventuali produzioni eccedentarie di
     zucchero , limitando la garanzia di smercio e di prezzo per la produzione
     nella Comunità . Queste misure riguardanti il mercato comunitario dello zuc­
     chero sono applicabili soltanto in determinate condizioni e devono rimanere
     limitate a un periodo di adattamento sufficientemente lungo .
     Ripercussioni economiche e finanziarie dei prezzi comuni
21 . Trattandosi di valutare in quale misura i prezzi proposti per il latte , i
     bovini e i vitelli , il riso , lo zucchero , i semi oleosi e l' olio d' oliva ,
     in collegamento con le misure speciali , tengano concretamente conto delle
     cause determinanti per la politica dei prezzi menzionati all' inizio del
     presente documento , tratteremo ora le ripercussioni
     - sulla produzione ,
     - sul commercio esterno ,
     - sui prezzi al consumo
     e sul finanziamento da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento di
     garanzia ( FEA.0G ) ( l ).
     ( l ) Per un' estrapolazione particolareggiata cfr . doc . C0M(66 ) 82 def.
 ---pagebreak---                                    A
                                  - 18 -
Le ripercussioni sulla produzione
L' esperienza insegna che , a seguito del progresso tecnico nell' agricoltura ,
il volume della produzione (maggiore rendimento all' ettaro , maggiore rendi­
mento per capo di bestiame ) cresce anche in caso di prezzi invariati ( costan­
ti ). Ciò 1 non esclude tuttavia che l' incremento della produzione sarà più
spinto nelle regionionelle aziende dotate di premesse naturali ed economiche
particolarmente favorevoli per il prodotto in causa . Con il previsto prezzo
d' orientamento delle carni "bovine si vuole invece stimolare la produzione ,
soprattutto rispetto alla produzione di latte . In quattro dei sei Stati ,
membri il prezzo alla produzione del latte ha già raggiunto o superato il
prezzo indicativo proposto , di modo ohe soltanto in due paesi ' " mancia e
Paesi Bassi ) si avranno aumenti dei prezzi alla produzione . Ma poiché i
costi della produzione lattiera denotano un aumento relativamente notevole
e nei due paesi anche i prezzi dei bovini verranno aumentati , un' espansione
del numero di vacche è improbabile . Nei Paesi del Benelux , il prezzo di
orientamento per i semi oleosi costituisce un certo stimolo per la produzio­
ne , che è tuttavia frenata da limiti naturali . In Francia la prospettata
flessione della produzione di semi oleosi potrà del resto essere tale che ,
 ---pagebreak---                                   A
                                  - 19 -
tenendo conto di una modesta espansione in Germania , l' incremento della
produzione di oli vegetali nella Comunità non dovrebbe superare quello
normalmente consentito dal progresso tecnico .
Per il riso e l' olio d' oliva i livelli di prezzo preposti non dovrebbero
costituire uno stimolo della produzione . Per il riso viene ripristinata
essenzialmente la relazione di un tempo con il prezzo del granturco ( per
il quale già si è registrato un regresso della produzione in Italia ).
Riassumendo , si può 1 dunque ammettere che il livello dei prezzi proposto
non spingerà la produzione agricola oltre un limite eccedente la crescente
domanda nella Comunità .
Le ripercussioni prevedibili sui consumatori
Le considerazioni seguenti riguardano le incidenze dirette prevedibili del­
la politica dei prezzi agricoli sugli indici dei prezzi al consumo nei va­
ri paesi . Nei relativi calcoli è tenuto pertanto conto soltanto dell' inci­
denza delle variazioni dei prezzi alla produzione , a parità delle altre con­
dizioni . Si è supposto che le variazioni dei prezzi alla produzione si
ripercuoteranno integralmente - e nulla più - sul prezzo al consumo . Non è
possibile tener conto di tutti gli altri fattori d' -omento ( margini di com­
mercializzazione e di trasformazione , situazione particolare dei mercati
ecc . s .
Oltre alle ripercussioni dei prezzi proposti nel presente documento , si
è tenuto conto delle incidenze del ravvicinamento dei . prezzi dei cereali .
 ---pagebreak---                                             A
                                          - 20 -
23 . Per valutare l' incidenza della politica comune dei prezzi sull' indire del
     costo della vista si procede come segue :
     Sulla base dei prezzi constatati per il 1965 (ne^ commercio all' ingrosso
     o al minuto ), i prezzi previsti per il 1 967/68 vengono tradotti nell' indice
     e ponderati tenendo conto della loro incidenza sull' indice nazionale del
     costo della vita .
     Applicando questo metodo si ottengono , come conseguenza dell' instaurazione
     dei prezzi cornimi per il latte , le carni bovine , il riso , lo zucchero , i
     semi oleosi e l' olio d' oliva , le seguenti modifiche degli indici del costo
     della vita ( cfr . Tabelle da A 1 a A 6 nell'Allegato ): :
                       Belgio              + 0,30
                       R.F. di Germania + 6,14 ( l )
                       Francia             + 0,48
                       ltalia              - 0,29
                       Paesi Bassi         + 0,63 ( l )
     L' instaurazione di prezzi comuni dei cereali e le modifiche di prezzo che
     ne risultano per i prodotti trasformati a base di cereali ( fiocchi d' avena ,
     paste alimentari , carni suine , uova e pollame , ecc .) implicano le seguenti
     modifiche degli indici del costo della vita ( 2 ):
                       Belgio              + 0,10
                       R.F. di Germania - 0,16
                       Francia             + 0,19
                       ltalia ,            - 0,11
                       Paesi Bassi     ■?, + 0,36
     ( 1 ) Se non vengono prese misure particolari ( sovvenzioni temporanee al
           consumo per il formaggio a pasta semidura e il burro ).
     ( 2 ) Cfr . doc . Vl/s/0207/64 def. del 3.2.1^64: "Memorandum presentato dalla
           Commissione al Consiglio in merito ai prezzi e alla politica dei prezzi
           dei prodotti agricoli nella CEE".
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                                     - 21 -
Nell' insieme , l' instaurazione di un livello comune dei prezzi agricoli
conduce dunque     alla seguente modifica degli indici del costo della vita :
                     Belgio             + 0,40
                     R.F. di Germania - 0,02 ( l )
                     Francia            + 0,67
                     Italia             + 0,40
                     Paesi Bassi        + 1,00 ( l )
Le    ripercussioni sul commercio esterno
Le ripercussioni del ravvicinamento del livello dei prezzi dei prodotti agri­
coli sul commercio esterno saranno pienamente risentite soltanto quando la
produzione e il consumo si saranno adattati alla nuova situazione . Ciò'
si produrrà circa due o tre      ~.nni dopo la prima applicazione pratica dei
prezzi comuni , vale a dire verso il 1970 .
Per i singoli prodotti si può' prevedere la seguente situazione di approv­
vigionamento nel 1970 ( 2 ) :
Per alcuni prodotti si può' contare su un crescente fabbisogno d' importazio­
ne ( carni bovine , riso , oli vegetali e olio d' oliva ) . Pv xl latte si può'
prevedere una situazione eccedentaria , alla quale si potrebbe ovviare con
misure specifiche .
( 1 ) Se non vengono prese misure particolari ( sovvenzioni temporanee al con­
      sumo per il formaggio a pasta semidura e il burro ).
( 2 ) Vedasi per i singoli prodotti la "Relazione sull' evoluzione prevedibile
      della produzione e delle possibilità di smercio di alcuni importanti
      prodotti agricoli ".
 ---pagebreak--- ( sovvenzioni fai , consumo per il burro nei Pfàesi Bassi e per il formaggio a
pasta semidura in Germania) .Per la zucchero è necessario prevedere una li- .
irritazione della garanzia di smercio e di prezzo per le "barbabietole , onde
evitare un eccessivo aumento della produzione.'
Le ripercussioni finanziarie
Per quanto riguarda le ripercussioni finanziarie dell' instaurazione di un
livello comune dei prezzi , occorre esaminare anzitutto le spese che dov*spjmo
essere assunte in carico dal FE&.OG ,
Per valutare l' importanza di tali spese bisogna considerare l' anno durante
il quale saranno pienamente risentite le ripercussioni economiche sulla pro­
duzione e sul consumo , cioè il 1970 . In questa ipotesi , bisogna tener1 pie­
namente conto (al 100$) delle esportazioni lorde e della restituzione neces-
                                                                         4 : 't
saria per unita.
Nella fattispecie , l' incidenza e il costo di misure speciali ( sovvenzioni
al consumo , misure intese a limitare la garanzia di smercio e di prezzo)
non sono stati presi in considerazione ..
 ---pagebreak---                                          A
                                       - 23 -
, Bella seguente -tabella sono riportate le stime relative alle spese del
  FEA.OG nel 1970 :
  Tabella 2 :      Stima delle spese del FEA.OG nel 1970
                   ( Esportazioni lorde , restituzione integrai e ( 100^) )
                                                    in milioni di U.C.
       Prodotti e tipi di
       spese ( l )
       Prodotti lattiero-caseari          a (2)                     150,00
                                          t)                         30,00
                                           ci ( 3 )                 190,00
                                           c2 ( 3 )                  80,00
       Carni bovine                       a)                           2,00
                                          *>)                      possibile
       Riso                               a)                         10,00
                                          *)                       possibile
       Zùcchero                           a)                         45,00
                                          *)                           -
       Semi oleosi                        a)                           –
                                          *)                         32,00
       Olio d' oliva                      a)                           –
                                          D)                        140,00
       Somma :                                                      679,00
  ( 1 ) ai Restituzioni all' esportazione verso i Paesi terzi
        b ) Interventi sui mercati interni
        c ) Interventi particolari
  ( 2 ) Cfr . Tabella 15a , Parte C , pagina 38
  ( 3 ) ol ) Sovvenzione a favore del latte scremato destinato all' alimentazione
             del bestiame .
        c2 ) Ripercussioni del consolidamento dell' Emmental , del Cheddar e del­
             la caseina .
  Per il calcolo riguardante i singoli prodotti o gruppi di prodotti vedasi
  la "Relazione sull' evoluzione prevedibile della produzione e delle possibi­
  lità di smercio di alcuni importanti prodotti agricoli ".
 ---pagebreak--- B    PARTE 'SPECIALS
            RELAZI OiVE
  SUL LIVELLO DEI PREZZI PROPOSTI
 ---pagebreak--- Nella seguente parte della dooui&entaaione concernente l' instaurazione
di un livello comune per alcuni fra i principali prodotti agriooli , gli aspetti
particolari vengono esaminati secondo l' ordine seguente dei prodotti :
             Latte e prodotti lattiero-caseari *          B    I
             Carni "bovine                                B   II
             Riso                                         B  III
             Zucchero                                     B   IV
             Semi oleosi                                  B    V
             Olio d' oliva                                B   IV
A tale parte seguirà' la proposta della Commissione relativa ad una
risoluzione del Consiglio concernente il prezzo da fissare e le mi­
sure speciali da adottare .
Dì massima , i vari capitoli relativi ai singoli prodotti seguono l' ordi­
ne sottolineato :
                     LA SITUAZIONE DEL BERCIO
                     Evoluzione a lungo termine
                             Produzione
                               Consumo
                                Prezzi
                   Situazione attuale del mercato
                              Produzione
                                Consumo
                                 Scambi
                                 Prezzi
                          Relazioni di prezzc
 ---pagebreak---                 - 2 -
 IL LIVELLO COMUNE DEI PREZZI
Livello del prezzo e oommenti
Sistema inteso ad assicurare i
           prezzi comuni
          Misuro speciali
VARIAZIONI    DEI PREZZI DERIVANTI
        DAI PREZZI COMUNI
     Praz ai alila  produzione
        Prezzi   di mercato
        Prezzi   al concumo
 ---pagebreak---                                             . !
                                    '   B I
                                      - 1 -
              ' .V     •:        I LATT3        I
LA SITUAZIONE DSL MS^CATO DEL LATTE .
 Evoluzione? a lungo termihe
Produzione del latte e consegne alle aziende latti ero-casearie
                                                           \ *  .
Dopo il 1950 , il numero dello vacche lattiferé , la produzione
del latte e le consegno alle aziende lattiero-caseai'ie hanno
registrato , in generale , un forte aumento nolla Comunità ( cfr .
allegato Bl/l ). La produzione, ma soprattutto le consegne . del
 lat^e alle aziende lattioro-casearie sono aumentate in misura
riottamente maggiore rispetto al numero delle vacche . Questo fat­
 to è dovuto ad una più elevata produttività . lattiera per vacca ,
alla riduzione del numero di aziende che si autoapprowigionano
 e alla flessione dell' utilizzazione del latte alla fattoria .
 Tale flessione dell' utilizzazione del latte nelle aziende agri­
 cole riguarda tanto il latte destinato all' alimentazione del
"besiiamo quanto quello trasformato in prodotti latti ero-caseari .
Dal 1962 al 1964 la produzione di latte non ha registrato modifi­
 che importanti nell' insieme della Comunità , mentre ie consegne
alle aziende lattiero-casearie aumentavano annualmente del 2-3$.
                                                                              ^
Per quanto riguarda l' evoluzione del numero di capi negli ultimi
 anni , si puo'' Con:st?ita:? e::'aua»'ti ® -segue : il numero di vacche lat­
 tifere ha segnato nella Comunità la seguente . evoluzione dal 19 6 1
    ♦          .          '■  i'
 al 1964 1 ■ (•
                 i ?   i       , 1 96 }     22,0 milioni
  ;       :          ì       : 1962 ' 22,3 milioni
        -   " -              ; 1963 . 21,9 milioni
   \ L                           1964 . . . 21,4 milioni ^     ;
                                                                  • • •I• • •
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                                 - 2 -
    Dopo alcuni anni di regolare incremento , il numero di vacche
    ha raggiunto il più alto livello nel 1962 , per poi diminuire
    dopo tale data . Nei singoli Stati membri si può' osservare
    un' evoluzione parallela .
3 . Secondo gli ultimi censimenti , por il Belgio , i Paesi Bassi c
    la Germania , il totale di 8,6 milioni di vacche lattifore nei
    mesi di maggio/giugno 1965 supera la cifra di maggio/giugno 1 9 64
     ( 8,5 milioni ). Por la Francia e l' Italia non si dispone di nuovi
    dati . Non si può 1 pertanto ancora valutare in modo definitivo
    la futura evoluzione del numero di vacche lattifere della Co­
    munità .
4 . La quantità di latte immessa sul mercato non dipendo tuttora
     solo dallo sviluppo del bestiame da latta e dalla resa per
    vacca lattifera , ma altresì 1 dall' aumento della parte della
    produzione consegnata alle aziende lattiero-casearie - dopo il
    ritiro del quantitativo di latte destinato al consumo umano e
    all' alimentazione del bestiame nell' agricoltura . Quosta parte
    dolla produzione consegnata alle aziende lattiero-casearie negli
    ultimi anni , si è sviluppata a un ritmo più' rapido' delJ^'^gsLu&ione
    negli ultimi anni , vale a dire che il quantitativo di latte utilizza­
    to nella fattoria è diminuito .
    Tabella 1 : Produzione e consegne del latte alle aziende lat-
                   tiero-casearie nella Comunità
                   1961-1964
                                                  xn milioni di tonnellate
                       produzione di latte       consegna alle aziende
                              di vacca               latti ero-caseari e
                     in milioni       aumento  in milioni        aumento
                      di tonn.        in "¡o    di tonn .        in $
         1961          64.701          98,5      42.668              96,7
         1962          65 . 662       100        44.112            100
         1963          65.804         100,2      44.885            101,8
         1964          65.777         100,2      46.014            104,3
                                                                 • • •/• • •
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                                - 3 -
5 » In questo contesto , è particolarmente importante il consumo
    del latte per l' alimentazione del bestiame » Negli ultimi anni
    in particolare , i produttori si sono mossi sempre più a nu­
    trire, il bestiame con latte in polvere magro trasformato in
    alimento per bestiame la cui materia grassa è arricchita con
    grassi vegetali o grassi animali poco costosi . Questo metodo
    aggrava progressivamente il bilancio latto-matorio grasse
    ( grassi butirrici ) dato che la matoria grassa del latte scre­
    mato , destinato alla fabbricazione dibatte , in polvere , viene
    trasformata in burro , mentre il bilancio . latte-proteine non
    ne viene influenzato .
    Consumo
6 . A lungo termine , anche il consumo pro-capite dei principali
    prodotti latti aro-casoari è aumentato ( cfr . allogato Bl/2 ).
    Dopo il 1962 , osso ha tuttavia registrato un ristagno analogo
    a quello della produzione di latte . Questo incremento del
    consumo della popolazione non agricola è stato coperto , da un
    lato , dall' aumento delle òonsegnó di latte alle aziende làt -r
    ti ero-casoari e , dall' altro , da una flessione delle esporta­
    zioni nette .
    Por contro , il consumo medio pro-capite di latte alimentare e
    di panna si è appena modificato nella Comunità .
    Prezzi                         _
7 . Anche i prezzi del latte alla produzione sono aumentati , a
    lungo termino , negli Stati membri . Nella Repubblica federale
    di Germania , in Francia e nei Paesi Bassi , tale aumento ha
    avuto luogo gradualmente . Per contro , in Belgio , in Italia
    e nel Lussemburgo , i prezzi sono rimasti praticamente stabili
    tra il 1952 e il 19^2 e sono aumentati solo dal 1963 al 19&5 *
    L' incremento è stato particolarmente forte in Belgio e in
    Italia ( cfr . allegato Bl/3 ).
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                               - 4 -
8 . In Francia e in Italia , 1' aumento dei prezzi alla produzione
    del latto si è ripercosso finora interamente , in Belgio in gran
    parte , sui prezzi di mercato dei prodotti lattioro-cassari »
    Questo non si è verificato in Germania , nel Lussemburgo e noi
    Paesi Bassi . In questi paesi , degli aiuti diretti hanno assor­
    bito una parte dell' incidenza sui prozzi di mercato dell' au­
    mento dei prezzi alla produzione . Anche in questo caso , tuttavia ,
    per \ana parte dei prodotti ( latte alimentare , latte condensato
    e altri ) è stato possibile raggiungere por lo mono il prezzo
    alla produzione .
    I prezzi al consumo dei principali prodotti lattiero-caseari
    sono saliti probabilmente in misura maggiore rispetto ai prezzi
    alla produzione del lette e ai prezzi di mercato dei prodotti
    del latte , dato che i costi di fabbricaziono e distribuzione
    sono altresì' aumentati .
    At tuale s ituazi one
9 . Por la campagna lattiera 1965/ 1966 , gli Stati membri hanno fis­
    sato , all' interno della forchetta dei prezzi decisa dal Consiglio ,
    i seguenti prezzi indicativi del latto e i seguenti prezzi d' in­
    tervento del burro ( cfr . tabella 2 ).
                                                               • • »I• • •
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                                         - 5-
Tabella 2 : Prezzi indicativi del latte e prezzi d' intervento del
                 burro nella . Comunità
                 Campagna 1965/ 1966         '
                                                                           per 100 kg
                        ■ 11 1  1                         II
                       Prezzi indicativi del                       Prezzi, d' intervento
                                                                     del burro
                                   latte
                         KN           UG            DM           MN            UC      DM
                                                                                 ■ -
 Limite massimo           –
                                    10.300        41,20
 Limite minimo            -
                                     8.25O .     '33 ,-
 Belgio                   492,7c 9.854            39,42 -       9.750,00    195,00    780,00
 Germania                    38 ,-   9.5OO        38 ,-           680,00    170,00    680,00
 Francia               . . 42 ,-     8,507        34,03       •   830,00    168,12    672,47
 Italia . ;    "      6.435 ,- IO . 296           41,18 "    93.500,00      149,60    598,40
 Lussemburgo              495 ,-     9.9OO        39,60         8.546,00    170,92    683,68
 Paesi Bassi                 32 ,-   8.840        35,36           469,50    129,69    518,78
10 . I prezzi dol latto alla produzione nella campagna lattiera
       1965/ 1966 dovrebbero essere stati all' incirca corrispondenti ai
       prezzi indicativi . 1                   *
      Negli ultimi tiro anni , i prezzi di mercato dei prodotti latti oro-
       càseari , comò pure Ì prezzi del latte alla produzione sono rimasti
     - quasi invariati in Francia, ( cfr . allogato Bl/4 ). In Belgio e in
       Italia , l' incremento parti colarmento forte del prezzo del latte
       alla produzione si è ripercosso interamente sui prezzi . di mer­
       cato doi prodotti latti ero-caseari . In Germania o nel Lussemburgo ,
       l' aumento dei prezzi alla produzione si è invece ripercosso solo
       in parte sui prezzi di mercato . In compenso , nella Repubblica fe­
       derale i prezzi del latto alimentare sono aumentati in misura
    " superiore alla media . Noi Paesi Bassi , i prezzi di mercato dei
       prodotti lattieiro-caseari sono saliti negli ultimi tre anni in
       misura nettamente superiore ai prezzi dol latto alla produzione .
       Gli aiuti diretti per chilogrammo di latte sono diminuiti in
       misura corrispondente ( cfr . allegato Bl/5 ).
 ---pagebreak---                            B I
                          - 6 -
 Ad accezione dell' Italia , tutti gli Stati membri sono interve­
 nuti finora assegnando ingenti fondi pubblici affinché il prezzo
 indicativo del latte possa essere pagato ai produttori . A tale
 scopo , essi hanno versato aiuti diretti in favore del latte e
 dei prodotti lattiero-caseari , hanno concesso sovvenzioni alla
 esportazione , sono intervenuti nella compensazione regionale e
 hanno venduto , a prezzi ridotti , le eccedenze sul mercato in­
 terno . Nel 1965 > gli Stati membri hanno previsto per il mercato
 del latte fondi pubblici per un totale di 475 milioni di unità
 di conto ( cfr . allegato Bl/8 ).
 Relazion e dei grezzi
. In tutti gli Stati membri , i prezzi dol latto hanno registrato
 un' evoluzione favorevole , negli ultimi 14 anni , rispetto a quel­
 li dei cereali . Lo scarto tra i prezzi dei cereali e quelli dol
 latte si è pertanto considerevolmente ridotto in questo periodo .
 All' inizio degli anni 50 , il prezzo del latte ammontava al
 61-89$ del prezzo dei cerali , mentre nel i 9 64/ 19^5 raggiungeva
 1*87-100$ del prezzo dei cereali .
 Malgrado questa evoluzione favorevole del prezzo dol latte , la
 produzione di latte nella Comunità non ha ancora superato il
 limito dell 'autoapprovvigionamento ( cfr . allegato Bi/6 ). Ciò'
 si può 1 spiegare soprattutto con il fatto che i costi di pro­
 duzione del latte sono aumentati in misura relativamente note­
 vole , in particolare a causa dell' evoluzione dei   salari . A causa
 del notevole impiego di manodopera che richiede ,    la produzione
 di latte è particolarmente influenzata dal forte     aumento dei
 salari . Inoltre , a causa dell' evoluzione seguita  finora dal
 progresso tecnico nei vari settori di produzione     e a causa del­
 la struttura essenzialmente rurale dell' allevamento di vacche
 lattifere , l' incidenza economica dello possibili misure di ra­
 zionalizzazione è stata più debole in questo settore rispetto
 a quella registrata in altri settori .
 ---pagebreak---                                                   B I
                                                - 7 -
               Ta"bolla 3 : Rapporto di prozzo ( 1 )            Latto : cereali
  i                                ¡         Β
                                                      G !       F I       1       L      PB
                                  }
                                  f                                Î
                                               Latte :     Grano tenero ( grano =» 1 )
                                                         <
         ι . Φ 1951/52-                 0,78      0,61        0,81    0 , 68   0,85    0,89
                1953/54
      ■ II . 0 1957/58-                 0,78      0,76        1,01    0,73     0,76    0,97
                1959/60
i in . 1960/61                          0,78      0 , 75      0,96    0,69 .   0,81    0,88
I             1961/62                   0,76      0 , 79      0,95    0,74     0,89    0,85
              1962/63                   0,81    , 0,82        0,99    0,75     0,85    0,91
              1963/64                   0,86      0,86        0,99    0,82     0,92    0,88
              1964/                     0,96      0,87        1,07    0,94     0,92    0,88
              1965/66                   1,00      0,88        1,07    0,93     0,92    0,91
        IV . 1968/69 ( 2 )            • 0,98      0,99        1,00    1,05     1,01    0,99
:
                        *       I            -
                                               Latte :·    Vtzo da foraggio ( orzo = 1 )
                                         '
         I. Φ 1951/52-                  1,01      0,71     '1,20      0,90             0,77
                1953/54                                     '
        II .■ 0 1957/58-             : 1,06       0,89        1,21    1,03             1,14
                1959/60                                                      /
      in . 1960/61                      1,07      0,88        1,14    0,96             1,10
;             1961/62                   0,87      0,92        1,19    1,'05            0,98
              1962/63                   0,96      0,90        1,18    1,02             1,03
         Γ         -Γ     S ' '
;             1963/64 '                 1,07      Ó , 99      1,30    1,17             1,09
i             1964/65                " 1,15       0,97        1,35    1,28      *
                                                                                       1,08
; ;           1965/6*5                  1 /19     0,97        1,35    1,26             1,03
ι IV .        1968/69 ( 2 )             1,13      1,11        1,18    1,17             1,14
¡
    ( 1 ) Prozzi modi alla produzione , per il 1968/69 prezzi alla produzione
           stimati Bulla base doi prezzi indicativi commi dei cerali e del
           latte .
    ( 2 ) Stima provvisoria .              •
 ---pagebreak---                                B I
                              - 8 -
13 * So si tiene conto dell' evoluzione dei rapporti di prezzo negli
     ultimi 14 anni e l' evoluzione prevedibile dei costi rispettivi
     della produzione di latto e della produzione cerealicola , sembra
     che si possa considerare adeguato un rapporto medio di 1 : 1
     tra il prezzo del latte alla produzione o il prezzo del grano
     alla produzione per il prossimo futuro . Tuttavia il rapporto
     che si stabilirà nelle singole regioni della Comunità diver­
     gerà dalla suddetta media secondo condizioni di produzione e
     di commercializzazione .
     IL LIVELLO DSL FP5ZZ0 C0MUU3
     Il prezzo indicativo comune
14 . Si propone di fissare a 9,5 unità di conto/ 100 kg il prezzo
     indicativo comune del latte partenza azienda agricola , con un
     tenore in materie grasse del 3,7Ì° *
     Un prezzo indicativo cernine di 9,5 unità di conto inserisce razional­
     mente i prezzi del latte nel quadro dei prezzi agricoli . Tutta­
     via , il rapporto con i prezzi dei cercali non è più migliorato
     come in passato , in linea generale , ma soltanto in Germania ,
     nel Lussemburgo e nei Paesi Bassi il latte è in una posiziono
     relativamente migliore rispetto ai cereali . Il rapporto con
     i prezzi dei bovini è favorevole per lo carni bovine .
     Per quanto concerne il livello dei prozzi , un prezzo di 9 » 5
     unità di conto significa praticamente per quattro Stati membri
     il mantenimento del livello degli ultimi anni . Ciò' sembra ne­
     cessario dato che in alcuni Stati membri i prezzi del latte
     sono aumentati negli ultimi anni in modo superiore alla media .
 ---pagebreak---                                 B I
                              - 9 -
15 » Il prezzo comune di 9 » 5 U.C.determina in alcuni Stati membri
     una riduzione dei prèzzi del latte alla produziono . Tuttavia ,
     in Belgio , il prezzo rimane nettamento superiore a quello fis­
     sato fino al 1963/1964 ( cfr . allegato Bl/3 )« Lo stesso vale ,
     anche se in misura più attenuata , per il Lussemburgo ( cfr .
 . ; pianto 23 )* In questi duo paesi si sono registrate in passato
     flessioni di prezzo più notevoli . Inoltre , ci si può 1 attendere
     che la diminuzione degli introiti procurati dal latte sarà com­
     pensata da un incremento dogli introiti per i "bovini ed i vi­
     telli , di modo cho in nessuno Stato membro si dovrebbe regi­
     strare , noi complesso , una diminuzione del reddito proveniente
     dall' allovamentó bovino .
16 . Nei paesi in cui i prezzi dol latto devono essere aumentati
     ( in Francia e nei Paesi Bassi ), 'il probabile incremento dei
     prezzi non è tale da poter costituire uno stimolo alla produ­
     zione o atto a perturbare Ì' equilibrio sul mercato del latte
     nella Comunità . Ciò' vale soprattutto per la Francia , dovo i
     prezzi del latte rispetto ai prezzi dei cereali non si trovano
     in una posiziono per lo meno miglioro rispetto a quella finora
     registrata ( ofr . tabella 3 )*
     Misuro volto a garantire il prezzo indicativo comune
17 • Per il prezzo indicativo comune , il Consiglio ha stabilito la
     seguente definizione nell' articolo» 18 , paragrafo 1 , del regola­
     mento n . 13/64/C33*         .
     " Il prezzo indicativo comune è il prezzo del latte alla produ-
     ziono che , nella fase del mercato unico , la politicà di mercato
     tondo ad assicurare all' insieme dei produttori della Comunità
     per. la totalità della loro produzione lattiera commercializzata
     durante la campagna lattiera".
                                                               • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                B I
                             - 10 -
Per stabilirò lo misure volto a garantirò il prezzo indicativo comu­
ne      ci si deve "basare su questa decisione dol Consiglio ed
esaminare in qual modo si possa tendere ad assicurare il prezzo
indicativo comune mediante la politica di mercato .
Por due principali prodotti esistono dei limiti per gli introiti
del mercato .
Per il "burro non sarà quasi affatto possibile vendoro dei quan­
titativi in aumento a prezzi nettamento superiori rispetto a
quelli validi attualmente in Belgio-Lussemburgo , Francia , Ger­
mania o Italia . Nello attuali condizioni , il prezzo del burro
nella fase dol commercio all' ingrosso non può' ossorc pertanto
portato nella Comunità ad un livello supcriore a 1 7 5– 1 8 5 U.C. / lOO kg
 ( 700, 740 DM/ 100 kg ).
lleppuro por il latte magro in polvere (nella misura in cui sia
destinato all' alimentazione del bestiame ) dovrebbe essere possi­
bile aumentaro il prezzo al di sopra dell' attuale introito medio ,
vale a diro circa 35 U.C./ lOO kg ( 140 DM/ lOO kg ).
Tuttavia , da questi prezzi di mercato si può' ottenere solo un
prezzo del latto di 8,2*3 U.C. / lOO kg ( 33 DM/ 100 kg ) al massimo .
Tale prezzo sarebbo in parto considerevolmente inferiore ai prez­
zi indicativi nazionali attualmente vigenti .
La Comunità sarà pertanto costretta , come finora gli Stati membri ,
ad intervenire sul mercato del latto allo scopo di garantire ai
produttori di latte un reddito equo . Per il sistema necessario
a tal fino sono previsti i seguenti elementi :
- determinazione del rapporto di valore materie grasse del latte ;
    latte magro a 70 : 30 per il latte avente un tonoro in materie
    grasso dol 3,7$ ?
- calcolo dei prezzi d' entrata di tutti i prodotti latti ero-
    caseari sulla base del prezzo indicatilo |
- determinazione del prezzo d' intervento del burro ad un livello
   di 15 U.C. / lOO kg inferiore rispetto al pi ozzo d' entrata dol burro 5
 ---pagebreak---                                     B I
                                  - 11 -
        - diminuzione del prezzo del latto magro destinato all' alimenta­
      \   ziono del testiamo ;
        - oventuali misuro volte a compensare la protezione esterna in­
          sufficiente per i prodotti il cui dazio doganale esterno è
          stato consolidato .in sono al GATT .
        Rapporto di valore matorio grasso : latte magro
                                                         /                   i
 20 . La dotorminazìono a 70 : 30 del rapporto di valore materie grasse
        del latte : latte magro significa por tutti gli Stati membri , ad
        eccezione dell' Italia , una migliore valorizzazione della parto non
        grassa del latte . Questa superiore valorizzazione soprattutto della
       protoina del latto corrispondo all' evoluzione generale sul mercato
       del latte e dei grassi . Finché non è possibile aumentaro il prezzo
        dell' unità di materia grassa del latte , rimane questo solo mezzo
       per migliorare gli introiti dei produttori di latto .
        Tabella 4 « Rapporto del valore materie grasse : latte magro nella
                     Comunità nel 1968/69 e negli Stati membri nella cam­
                     pagna lattiera 1965/1966 per il latte avente un tenore
                     in matorio grasso del 3 » 7?°
                          Comunità             70  > 30
                          Belgio               80  t 20
                          Germania             84  : 16
                          Francia              73  •
                                                   • 27
                          Italia               65  t 35
                          Lussemburgo          76  : 24
                          Paesi Bassi          73  •
                                                   • 27
       Prezzi d ' entrata dei prodotti latt iero-caseari
'21 . Por dare delle garanzie ai produttori e per assicurare un sostegno
        adeguato dei mercati dei prodotti lattiero-caseari , il Consiglio
        ha fissato , conformemente al regolamento n . 13/64 /C33, per cia­
        scuno Stato membro prezzi d' entrata per i prodotti lattiero-caseari .
                                                                  • • •/ • • •
 ---pagebreak---                            B I
                         - 12 -
Tali prezzi d' ontrata nazionali devono essere uniformati , ai
sensi dell' articolo 20 di dotto regolamento . Nella tabella 5 i
prezzi d' entrata nazionali della campagna 1965/ 1966 sono stati
confrontati con i prezzi d' entrata comuni , quali sono stati
calcolati provvisoriamente , secondo l' articolo 20 del rego­
lamento n . 13/64/C33, por il 1968 /69 .
Il calcolo è stato effettuato :
- sulla base del prezzo indicativo comunoj
- prendendo un rapporto di valore tra le materie grasse del
  latte e il latto magro di 70 : 30 ?
- con costi e rese uniformi provvisorie , corno risultano dagli
  studi finora effettuati dai servizi della Commissione in col­
  laborazione con le delegazioni degli Stati membri 5
- senza distinzione tra la valorizzazione secondo i prodotti o
  i gruppi di prodotti ;
- prendendo in considerazione un importo destinato alla prote­
  zione dell' industria di trasformazione .
 ---pagebreak---                 Tabella 5 » Prezzi d' entrata aritmetici sulla   base di un prezzo indicativo di 9,5 U.C. /l00 kg
                             e prezzi d' entrata nella campagna  lattiera 1965/1966' negli Stati membri
                                                                                                          (U.C. /100 kg )
                                      Prezzo d' en­              Prezzi d' entrata nella campagna lattiera 1 965/66
                                      trata aritme
                 Prodotto
                                      tico ; sulla ~
Gruppo                                                  Belgio       Germania      Francia     Xtalia     Lussemburgo Paesi Bassi
                                      base:: di un
                                      prezzo indi­
                                      cativo di
                                      9,5 U.C.
                             ~crr
  1      Siero di latte in polvere             21,50    16,870        17,750       21,612     26,510         16,870          16,221
 2       Latte intero in polvere              100,75    71,620        77,863       91,472     99,200         71,620          67,746
 3       Latte magro in polvere                51,25    36,430        31,950       42,773     53,600         36,430          33,848
 4       Latte condensato senza
         aggiunta di zuccheri                  45,50    46,980 ,    . 40,000       53,354     68,800         41,280          45,638
         Latte condensato con .
         aggiunta di zuccheri                  61,00    79,0000       78,548       69,651     88,000         79,000
         Formaggio a pasta ;
                                                                                                                             54,566
         erborinata                           131,00   108,516       108,515      118,763    120,714       108,516         120,671
 7       Parmigiano                           186,25   147,460       147,460
 8
                                                                                  147,475    147,461       147,460         147,409
         Emmental                             146,00   110,000       110,000      110,000    110,000       110,000         110,000
 9       Formaggio a pasta semi­
         dura ( Gouda - Provolone )           120,75    97,120        81,878      107,420    116,000         97,120          79,461
10       Formaggio a pasta pres­
         sata ( St . Paulin - Italico         114,00   103,260        96,975      108,433    113,600       103,260
11       Formaggio a pasta molle
                                                                                                                             94,674
         ( Camembert - Taleggio )             118,00   114,308       114,308      114,307    114,307       114,308         114,307
13       Lattosio ( l )                        40,25    34,350        36,500       44,798     50,210         34,350
                           »
                                                                                                                          . 33,572
14       Burro                                         207,260       180 , 750
                                              191,25                              182,498    161,960       179,520        142,373
         Cheddar                              131,25    76,260 ,      76,260     . 76,260     76,260        76,260           76,260
         Tilsit                               12o,75    97,120        84,375      107,420    116,000        97,120          .80,177
 ( l ) Calcolo sulla base di un valore del , siero di 0*375 tf«C« /l00 kg franco produttore                                  /
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                                  - 14 -
     • brezzo d intervento del burr ^
22 . Il livello del prezzo d intervento comune del burro deve essere
       calcolato in modo che anche in anni di forte produzione di latte
       e di burro     si possa assicurare il prezzo indicativo del latte
       ( cfr . all' articolo 21 , paragrafo 6 , del regolamento n . 13/64 /CEE ).
       Si propone di fissare lo scarto tra il prezzo d' entrata e il prez­
       zo d' intervento del burro a 15 U.C. /lOO kg. Tale importo corri­
       sponde alla regolamentazione già vigente per la campagna lattiera 1966/67
       conformemente all' articolo 4 , paragrafo 3 , del regolamento n . 13 /64/CEE .
       Il prezzo d' intervento del burro ammonterebbe cosi' a 176,25 U.C. /
       100 kg ( 7O5 DM ). Il burro acquistato dall' organismo d' intervento
       assicurerebbe cosi' un prezzo pagato ai produttori inferiore al
       prezzo indicativo del latte di circa 0,3125 U.C. /lOO kg ( l,25 DM ).
       I prezzi di mercato del burro potrebbero pertanto variare tra il
       prezzo d' intervento pari a 176,25 U.C. ( 7O5 KM ) e il prezzo d' en­
       trata pari a 191,25 U.C. ( 765 DM ). Finché esistono delle eccedenze
       di burrc , i prezzi di mercato ammonteranno ad un livello vicino
       al prezzo d' intervento . Solo quando non esistono più' eccedenze ,
       ad esempio nel semestre invernale , i prezzi di mercato possono
       salire verso il prezzo d' entrata .
23 » Anche se i prenzi del burro ammontano ad un livello vicino al prezzo
       d' intervento , si può' sperare di poter tendere ad assicurare il
       prezzo indicativo , rispettivo , per i seguenti motivi :
       Nella Comunità , come finom megli Stati membri , la valorizza­
       zione del latte trasformato nei vari prodotti sarà diversa . Si
       può' supporre che gli altri prodotti procureranno un prezzo del
       latte superiore di circa 0,25 - 0,50 U.C. /lOO kg ( l-2 DM/lOO kg )
                                                                       • • • I• • •
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                          - 15 -
       «
                     *
al prezzo del latte , trasformato in "burro . Se si considerano gli
introiti ottenuti per i vari prodotti con i rispettivi quanti­
tativi, nell' ipotesi di cui all'allegato Bl/9 si giunge ad un
prezzo media alla produzione nella Comunità, che non si allon­
tana molto dal prezzo indicativo anche nei periodi in cui si
deve procedere ad interventi . Si può 1 supporre che il prezzo
alla produzione ammonterebbe nel semestre invernale ad un li­
vello analogo o lievemente superiore al prezzo indicativo .
I prezzi d' intervento nazionali per la campagna lattiera 1965/66 do­
vrebbero essere pertanto modificati come segue »
            Belgio              - 18,75 U.C. /100 kg ( - 75,00 DM )
            Germania            + 6,25 U.C. /lOO kg ( + 25,00 DM )
            Francia             +  8,13 U.C. /lOO kg ( +  32,53 DM )
            Italia              + 26,65 U.C. /lOO kg ( + 106,60 DM)
            Lussemburgo         +  5,33 U.C. /lOO kg ( +  21,32 DM )
            Paesi Bassi         + 46,56 U.C. /lOO kg ( + 186,22 DM )
Un prezzò d' intervento del burro pari a 176,25 U.C. e corrispon­
denti prezzi di mercato dovrebbero presumibilmente essere il mas­
simo di quello che si potrà ottenere nel 1967/1968 sul meraato
del burro della Comunità. D' altro lato , è necessario tendere a
tale massimo , dato che altrimenti si potrebbe ottenere un prezzo
del latte pari a 9,5 U. C. /lOO kg solo con l' impiego di fondi più'
cospicui o mediante prezzi di mercato superiori per gli altri
prodotti lattiero-caseari .
Diminuzione del prezzo del latte magro destinato all' alimentazione
del bestiame
A un prezzo del latte alla produzione partenza fattoria pari a 9,5
U. C. /lOO kg e a uh rapporto di valore materie grasse del latte *
 latte magro di 7°s3Ò corrispondono uri valore del latte magro
 franco azienda pari a 3,015 U. C. /ÌOO'kg ( l2,06 DM) e un prezzo
 d' entrata del latte magro in polvere di 51,25 U.C. /lOO kg (2O5 DM).
 A un simile prezzo non possono competere nè il latte magro in
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                               - 16 -
     polvere con gli altri alimenti proteici per il bestiame mè il
     latte magro . Il prezzo del latte magro e quello del latte magro
     in polvere devono essere pertanto diminuiti nella misura in cui
     tali prodotti siano destinati all' alimentazione del "bestiame .
     Nell' attuale situazione si può' contare su un prezzo partenza
     fabbrica di 1,75 U. C. /lOO kg per il latte magro destinato alla
     alimentazione del bestiame . Questo prezzo corrisponde a un prez­
     zo di mercato del latte magro in polvere pari a 35 U. C. /lOO kg
     ( 14O DM ). La differenza tra 1,75 U.C. & 3,015 U.C. deve essere
     compensata mediante versamenti per il latte magro liquido e il
     latte magro in polvere destinato all' alimentazione del bestiame .
     Eventuali misure per i prodotti consolidati in seno al GATT
27 » Alle condizioni del consolidamento in seno al GATT , il latte
     trasformato in Emmental e in Cheddar procura un ricavo rispet­
     tivamente di 7 e 4,^75 U. C. /lOO kg ( 28 e 19,50 DM ). Se la pro­
     duzione comunitaria per tali prodotti rimane identica , il disa­
     vanzo rispetto al prezzo indicativo dovrebbe essere compensato
     mediante aiuti .
     Lo stesso vale in linea di massima per la caseina . Ai prezzi
     attualmente validi , il latte magro trasformato in caseina viene
     valorizzato in ragione di circa 1,75 U. C. /lOO kg (7 DM ). Il latte
     trasformato in caseina apporta pertanto lo stesso ricavo come
     il latte magro destinato all' alimentazione del bestiame e dovrebbe
     pertanto ottenere – atitolo di aiuti - l' importo corrispondente
     alla riduzione del prezzo del latte magro destinato all' alimen­
     tazione del bestiame .
     Costo degli interventi
2 P. Per il finanziamento delle misure previste ai punti 22-27 sa­
     ranno necessari ogni anno i seguenti importi estimativi 1
                                                                 • • •/ • • •
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                           - 17 -
                                                 Milioni di V t C „
Diminuzione del prezzo del latte magro .
destinato all' alimentazione del "bestiame             19$
Compensazione stagionale per il "burro                  30
Incidenze del consolidamento per l' Emmental            5^
Incidenze del consolidamento per il Cheddar             15
Incidenze del consolidamento per la caseina             15
                                 TOTALE              , 300
Per questi calcoli sono stati presi come "base i prezzi della pro­
teina del latte , favorevoli da un certo periodo di tempo . Qualora
i prezzi per la proteina del latte dovessero calare e si . dovessero
verificare delle eccedenze ," "bisognerà mettere a disposizione fondi
più' ingenti in misura corrispondente . Anche gli importi stanziati '
per compensare le incidenze del consolidamento potrebbero aumen­
tare qualora il consumo di Cheddar dovesse svilupparsi anche nella
Comunità, a causa dei prezzi molto "bassi .
Sono inoltre necessari dei fondi per le restituzioni all 'esporta­
zione , che non sono stati presi in considerazione qui ( cfr . parte --
tabella 2 ). .
MODIFICHE DEI PREZZI RISULTANTI DAL PREZZO C0MTO3 .     .
Modifiche t>er -i prezzi nazionali del latte alla produzione
Per calcolare il prezzo prevedibile del latte pagato ai produttori
nei singoli Stati membri si può * applicare lo stesso 03todo utiliz­
 zato nell' allegato Bl /9 per il prezzo medio pagato ai produttori
nella Comunità.
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                                 - 18 -
      Si può tener conto degli elementi dei costi differenti che sono
      noti attualmente con sufficiente esattezza , vale a dire i costi
      dì raccolta del latte . Essi ammontavano finora ai seguenti importi i
                Belgio              40,00   U.C. /lOO kg di    latte
                Germania            40,00   U.C. /lOO kg di    latte
                Francia             77,75   U.C. /lOO kg di    latte
                Italia              72,00   U.C. /lOO kg di    latte
                Lussemburgo         44,00   U.C. /lOO kg di    latte
                Paesi Bassi         28,00   U.C. /lOO kg di    latte
                      r             55)00   U.C. /lOO kg di    latte
      I prezzi d' entrata che figurano nella tabella 5 sono stati otte­
      nuti sulla "base di costi di raccolta uniformi pari a 0,55 U.C. /lOO kg
      di latte . I prezzi probabili nazionali del latte alla produzione
      sono stati calcolati sulla base dei costi nazionali di raccolta .
30 . Si possono pertanto stimare i prezzi medi alla produzione negli
      Stati membri per il 1968/1969 come segue :
                Belgio               9,50 U.C. /lOO   kg ( 38,00    DM )
                Germania             9 » 50 U.C. /lOO kg ( 38 , OC  DK )
                Francia              9>25 U.C. /lOO   kg ( 37,00    DK )
                Italia              10,25 U.C. /lOO   kg (41,00     DM )
                Lussemburgo          9,50 U.C. /lOO   kg ( 3'q , 00 dK )
                Paesi Bassi          9»&5 U. C. /lOO  kg ( 38,50    EM )
      Oltre alla differenza dei costi di raccolta che variano tra
      28 U.C. /lOO kg nei Paesi Bassi e 77 » 75 U.C. /lOO kg in Francia ( l ),
      si è tenuto conto nel calcolo suindicato anche delle differenti
      utilizzazioni del latte . Anche altri fattori - quali ad esempio
      i costi di fabbricazione e di commercializzazione , la qualità dei
      prodotti , ecc . - hanno delle incidenze sul prezzo alla produzione .
      Tuttavia , non è possibile attualmente valutare in cifre tali in­
      cidenze .
( l ) Finché in Francia i costi di raccolta del latte saranno più' ele­
      vati rispetto ai costi di raccolta medi della Comunità, gli in­
      troiti dei produttori francesi saranno inferiori in proporzione
      di un importo corrispondente agli introiti medi nella Comunità.
                                                                         ......
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                                - 19 -
31 . I prezzi effettivi alla produzione del latte in ciascuno Stato
       membro potrebbero pertanto variare , rispetto a quelli dell' anno
       1965/66 , approssimativamente come segue *
                   Belgio          . - G, 35 U.C. /lOO kg '( - 1,4 IM )
                   Germania           ±0      U.C. /lOO kg ( + 0 DM )
                   Francia             + 0,75 U.C. /lOO kg ( + 3,P DM )
                •  Italia        '    ±0      U.C. /lOO kg ( ± 0 . DM )
                   Iussemburgó        - 0,45 U.C. /lOO kg ( - 1,8 DM )
                   Paesi Bassi         + 0,75 U.C. /lOO kg ( + ì,0 DM )
       Variazióni dei -prezzi di mercato daiprodotti lattiero-caseari
32 . Per ciascuno dei 14 gruppi nei quali sono classificati i prodotti
       lattiero-caseari è stato stabilito un prodotto pilota . In generale
       i prezzi di mercato di tali prodotti pilota corrispondono ai
       prezzi d' entrata nazionali ( cfr? allegato BI 11 ). Solo in Italia ,
       data la particolare situazione del mercanto italiano , i prezzi di
       mercato sono spesso assai superiori ai prezzi d' entrata.
       Anche nella fase del mercato comune , i prezzi di mercato dei
       prodotti .pilota si orienteranno sui prezzi d' entrata . E' assolu­
       tamente possibile , tuttavia, chea più' lunga scadenza i prezzi
       di mercato non raggiungano , per una serie di prodotti , i prezzi
       d' entrata. Nella fase del mercato comune la produzione 'di alcuni
       prodotti lattiepo»caseari si, trasferirà infatti nelle zonè dove
       la fabbricazione potrà svolgersi nelle condizioni più 1 1 propizie e
       finanziariamente più 1 vantaggiose . Ciò' si tradurrà spesso in una
       diminuzione dei costi e dèi prezzi di mercato ."
       Variazioni dei prezzi al consumo del latte e dei prodotti
       lattiero-caseari
33 . Neil è possibile prevedere con esattezza quale sarà l' evoluzione
       dei prezzi al consumo dei prodotti lattiero-caseari . Non sono
 . . . disponibili , infatti , dati sufficienti sui prezzi del commercio
       al minuto .
                                                                       /
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                            - 20 -
Pjr contro , dovrebbe essere possibile valutare le ripercussioni
delle   variazioni dei prezzi di mercato sui prezzi al minuto .
A tal fine viene constatata la differenza fra gli attuali prezzi
di mercato franco commercio all' ingrosso dei principali prodotti
lattiero-caseari e i prezzi d' entrata diminuiti dell' importo
forfettario , quali sono stati provvisoriamente calcolati a norma
dell' articolo 20 del regolamento n . 13/64/CEE ( cfr . tabella 5 )«
Tale differenza viene espressa in percentuale dei prezzi al mi­
nuto valutati .
Nel Belgio è lecito prevedere una riduzione del prezzo del burro
pari al 10^. Il latte intero e scremato in polvere non viene ven­
duto direttamente al consumatore , bensi' prevalentemente trasfor­
mato in cioccolato e utilizzato anche , in misura più' modesta ,
nell' industria alimentare . La percentuale di latte in polvere
nelle materie prime utilizzate dovrebbe superare il 15/^ solo in
casi sporadicio Nel caso del formaggio a pasta pressata ( St . Paul in ,
Italico ) si tratta di quantitativi relativamente limitati di pro­
dotti speciali , il cui consumo non dovrebbe essere influenzato da
un aumento di prezzo dell' 8$ in due anni . Gli aumenti di prezzo
dei formaggi a pasta mollo rimangono nei limiti dell' aumento gene­
rale dei prezzi valutato almeno del 6^ per le tre campagne 1966/1967 ,
1967 1968 et 1968/1969 .
Per i formaggi a pasta semidura potrebbero presentarsi difficoltà,
dato che il necessario aumento del prezzo del 155^ supera il tasso
di 4-57°' Un' eventuale contrazione del consumo dovrebbe essere più'
che compensata dall' effetto favorevole sul consumo della riduzione
del prezzo del burro .
 ---pagebreak---                                          B I
                                       - 21 -
                                       BELGIO
                 * * *   probabile variazione        fo del cpnsumo di
                              di prezzo
     rroaotto
                         ' BF/kg       fo del prez-      latte
                                                                materia    % del cor-
                                                                gï«3sa     su®J di
                                        zo al minuto            del latte formaggio
Burro                         0,80       -   9             –  ■     • 76
Latte alimentare'                          ' -  ■          23          17
Latte condensato           è possibile una lieve             2           2
                                riduzione
Formaggio a pasta
erborinata , formag-
gio fresco , formag-
italiano : importato          Ά
Latte scremato e lat
                                                                  1  ' ;
te scremato in polve-
re destinato all'ali-
mentazione del bestia
me                            –                        ■   18
Latte scremato in poi
vere per l' alimenta-"*
zione umana                   + 0,50     + 30                4                      !
                                                                                    i
Latte intero in poi                                                                 ¡
                                                                                    t
vere                          + 1,10     + 30                5           3          ■
Formaggio a pasta      1
molle                         + 0,30     +   5                                  9
Formaggio a pasta
pressata ( St . Paulin
Italico )                     + 0,50     +   8                                  4
Formaggio a pasta
semidura                      + 0,95     + 15                –
                                                                               54
Totale formaggio              + 0,56 Í                     17   !
                                                                1
                                                                       12     100
     35 . In Germania non sono previsti aumenti di prezzo per la maggior
          parte del latte e dei prodotti lattiero-caseari . Ciò' dovrebbe
          avere riflessi positivi sul consumo . I prezzi al minuto del "bur­
          ro dovrebbero superare i prezzi attuali del 3-5$» tasso che ri­
          mane entro i limiti del previsto aumento generale .
 ---pagebreak---                             B I
                           - 22 -
Il latte intero e scremato in polvere non viene venduto diretta­
mente al consumatore , bensì 1 trasformato principalmente in cioc­
colato e utilizzato anche in minore misura, dall' industria ali­
mentare . Per quanto riguarda i formaggi ap*efca erboriwata e
quelli a pasta pressata ( St . Paulin , Italie -/, si tratta di quan-
tite-tivi relativamente limitati di prodotti speciali , il cui consu­
mo non dovrebbe essere influenzato da un aumento di prezzo del
10-14$ in due anni . Non è possibile prevedere se si avrà effetti­
vamente un aumento dì prezzo del latte condensato non zuccherato .
dato che nella fattispecie si tratta per la maggior parte di prodotti
di marca e non si può' prevedere quale sara' la politica dei prezzi
dei produttori nelle nuove condizioni di concorrenza del Mercato
comune . Difficoltà maggiori sussistono soltanto per il formaggio
a pasta semidura . In questo caso sarà necessaria l' adozione di misure
speciali . Tali prodotti rappresentano comunque appena il 10$ dei
prodotti lattiero-caseari consumati , cioè il 25$ circa dei for­
maggi consumati .
 ---pagebreak---                                              B I
                                           - 23 -
                                        G IK MANIA . .
                      probabile variazione                     fo del consumo di
                           di prezzo
    Prodotto
                    ■ ' **BF/kg    fa del prezzo         latte
                                                               mataria       fo del con-
                                   al minuto                   grassa        sumo di
                                                               del latte     formaggio
Latte alimentare       )              :        ' y ·     17       17
Latte condensato       )                                   0       0
con aggiunta di         )                                  *       «
zucchero               ) nessuna      variazio-
                 .     ν   ne impc rtante
Formaggio italiano )
importato              )
Latto magro in poi-)
vere destinato alla )
alimentazione del       )                                  8       -
bostiamo               )
Burro                      + 0,25 -        3-5             -
                                                                   59   -·
Latto condensato             0>40
senza aggiunte di
zuccheri                   + 0,20          10            .7          5     ·
Latto intero in
polvere                    + 0,80          25              1         1
Latte magro in pol-
vere por l' alimen-                                                            - ■
tazionó umana              + 0,70          50'             2
Formaggio a pasta
erborinata                 + 0,70          10              •         •               0,5
St . Paulin - Ita-
lico                       + 0,80          15            < ·         •               1,0
Formaggio a pasta .
ssmidura                   + 1,60          30              •         •              31,0
                                    ¡
Totale formaggio           + 0,51 1                      26          17            100,0
                                                       τ
                                                       l
36 . In Francia dovrebbero verificarsi dogli aumenti di prezzo superiori al
     5fo solo por il latto intoi-o o magro in polvere , trasformato industrial­
     mente ,. destinato all' alimantaziono umana . Per il latte alimentare ., non
     si può 1 determinare con sufficiente esattezza di quanto gli aumenti ne-
     cessairi supereranno il 5$*
 ---pagebreak---                                                 B I
                                               - 24 -
                                              FRAITCIA
                        Probabile variazione             $ del consumo di
         Prodotto            di prezzo
                                                                    ¡
                             FP/kg       "¡o del prezzo   latte
                                                                         mat cria
                                          al minuto
                                                                         grassa del
                                                                          latte
  Latto condensato           Li ove flessione possibile      2                1
  Burro                     ^ Nessuna variazione             -
                                                                             58
  Formaggio , escluso ) o lieve aumento che                  40              27
  l' ZDmmenta e il     : ) non      dovrebbe superare
  Cheddar                   ) il 2-5#
  Latto magro o lat­
  te magro in polvere             + 0,04       5 - 7         11                 –
  destinato all'ali                 0,05
  montazione del be-
                        i
  stiame                »
                        I
                        !
  Latto alimentare 1              + 0,02
 iLattc nagro in pol-               0,04       2-4          17                13
  vere destinato al-
  l' s " imontaziono uma-         + 0,50       25              1
¡r r.
r   ·
                                                                      1
                                                                      1
                                                                      }
I
¡latte intero in poi -
  vero
                                  +  0,75      15              1
                                                                      j         1
Í                         Í                                            i
  37 » In Italia , nella faso finale del mercato comune , si può 1 contaro a
         breve termino su una flessione dei prezzi per il latto condensato e
         il latto in polvere destinato all' alimentazione umana , la cui produ­
         zione interna è quasi nulla . Por contro , il prezzo del latto magro
         in polvere destinato all' alimentazione del testiamo dovrebbe aumenta­
         re . Per gli altri prezzi non si devono prevedere importanti modifiche
         dei prezzi , per lo meno nei primi anni .
         Per il burro , in Italia esiste una situazione particolare . Mentre il
         prezzo del commercio all' ingrosso , di circa $,500 Lit/kg ( circa 600 DM)
         è relativamente basso , il prezzo al minuto è quello più elevato nella
         Comunità superando 1.400 Lit/Kg ( circa 9^0 DM). Tale situazione risul­
         ta dalla struttura del mercato italiano . In Italia , il burro viene fab­
         bricato quasi esclusivamente
 ---pagebreak---                                        B I
                                      - 25 -
come Eottoprodotto della fabbricazione di formaggio . La raccolta e la corano r
cializzazione di questo "burro di qualità inferiore determina alti costi . Non
appena, nella fase del mercato comune , sarà ^possibile importare in Italia >
senza prelievo burro di prima qualità in piccoli pacchetti , non è esclusa
lina diminuzione degli attuali prezzi al minuto . Non è neppure escluso: che '
il burro fabbricato in Italia come sottoprodotto della produzione di formag­
gio possa essere venduto anche in futuro all' attuale prezzo di 5-6 DM.
                                      ITALIA
                              Probabile modifica         % del consumo di
         Prodotto
                                    di prezzo
                                        % del prezzo                   materia
                              Lit/kg    del commercio     latte        grassa de}
                                        al minuto                      latto
                                    \
  Latte condensato            - 155        - 20             1             0
  Latte intero in polvere     - 30         -    4 .         1             0
  Latte magro in polvere .                                         · ■
  destinato ali · alimenta- -
  zione umana       ■   ·     - .50        - 12             4
 •Latte magro in polvere ··                                      "
  destinato all'alimenta-
  zione del bestiame          +  25        + 10             8
  Altri prodotti                -            - r           86            100
38 .   Il Lussemburgo ha gli stessi prezzi d' entrata del Belgio e pertanto
prezzi di mercato analoghi , ad esclusione del burro e del latte condensato
senza aggiunta di zuccheri . Per quanto si riferisce alle modifiche dei prez­
zi valgono pertanto le osservazioni formulate per "il Belgio . Solo per il
burro e il latte condensato , diversamente dalla situazione registrata in
Belgio , dovrebbero verificarsi un aumento dei prezzi rispettivamente del ;
3 e 10$.
 ---pagebreak---                                               - 26 -
                                            LUSSEMBURGO
                                        Probabile modifica                 fû del consumo
             Prodotto
                                             del prezzo
                                       Fl/kg      gjo del prezzo                     materia
                                                   del commercio          latte      grassa del
                                                   al minuto                         latte
   Latte alimentare                                                          14         21
   Latte condensato senza
   aggiunta di zuccheri              +   25               10                   2         2
   Burro                             +   30                3                   -        61
 39 .        Nei Paesi Bassi , i prezzi per il latte alimentare e il latte condensato
 potrebbero rimanere stabili in ampia misura . Per contro , i prezzi del burro ,
 del formaggio e del latte in polvere dovrebbero aumentare in parte in misura
 notevole . Allo scopo di impedire , nella misura del possibile , un regresso
 del consumo , si dovrebbero dunque ammettere , come per la Germania , misure
 speciali per determinati prodotti :
                                            PAESI BASSI
                              '
                                -                        ■■"i
                                Probabile modifica            ic del consumo      ήο del consumo
                                     del prezzo                                   di formaggio
             Prodotto
                                Fior/kg $ del prezzo          latte   materia
                                          del commercio               grassa
                                          al minuto                   del l?ttc
   Latte alimentare                -
                                                                35         34
   Latte condensato                -
                                                                 7           7
   Formaggio fresco ,
   nonché la maggior
   parte dei formag-
   gi importati                                                   •          •
   Latte magro in pol-
   vere destinato alla
   alimentazione del
   bestiame                                                     26
   Latte magro in pol-
   vere destinato al-
   l' alimentazione u-
   mana                           + 0,60       45                2
   Latte intero in
   polvere                        + 1,20       45                3           3
   St . Paulin - Italico          + 0,90       20                •           •
   Formaggio a pasta
   semi dura                      + 1,50       35                •           •          97
   Barro                          + 1,60       30                          49
ia'c A -] *»                      + 1,50                        21         19 !        100
 ---pagebreak---                                        B I
                                     - 27 -
40 .  Esiste una situazione particolare per i formaggi Emmenthal e Cheddar
il cui dazio doganale è stato consolidato . Qualora il problema di tale conso­
lidamento dovesse essere risolto in modo soddisfacente per la Comunità , i
prezzi di questi due tipi di formaggio dovrebbero aumentare in tutti gli Sta­
ti membri fino a 1111 livello corrispondente a quello degli altri formaggi . La
modifica dei prezzi del Cheddar avrebbe un' incidenza soltanto sui prezzi del
formaggio fuso , dato che nella Comunità il Cheddar è destinato al consumo di­
retto solo in limitate proporzioni , mentre una parte preponderante viene tra­
sformata in formaggio fuso .
                                                                    \
 ---pagebreak---                             E II -
                            - 1 -
                      CARNI BOVINE
SITUAZIONE DEL MERCATO DELLE CARNI BOVINE
                                                /
Evoluzione a lungo termine
Produzione
       Dal 1950 , il numero dei bovini e la produzione di carni bovine J
nei Paesi della CEE ha registrato una curva asconsionalo costante ^ que­
sta tendenza si è tuttavia capovolta nel 1962 . Dalla tabella di cui al
l' allegato B II/ 1 risulta che le macellazioni in massa del 19o2 e del
1963 » dovute alla penuria di foraggi causata a sua volta dalla sicci­
tà del 19é2 , hanno ridótto il numéro dei bovini in misura tale che ,
nel 1964 , la produzione è stata del 1     inferiore al livello conse­
guito nel 1963 * Naturalmente , questa contrazione della produzione ha
provocato una flessione nel numero di bovini globale : la prima con­
stata a partire dal 1950 , anno in cui la Comunità aveva nuovamente rag
giunto , per quanto concerne il numero dei bovini , il livello d' ante­
guerra »               •'
Sulla scorta delle rivelazioni operate negli Stali membri e dei dati
disponibili per il primo semestre 1965      ordine al numero di macella­
zioni effettuate , si è potuto valutare la produzione del 1965 a 3»52
milioni di tonnellate . Nel 1965 , si otterrà quindi una produzione lie­
vemente inferiore a quella riscontrata nel 1961 »
Consumo
       Dalla fine della guerra in poi , la domanda di carne bovina ha
registrato un incremento costante sino al 1963 ) incremento dovuto non
soltanto allo sviluppo demografico , ma anche all' aumento del tasso di
consumo unitario . Mentre nel 1955/56 tìi consumavano , in media , soli
1^,8 kg di carne bovina per singolo abitante della CEE, nel 1963 il
consumo annuo era già passato a 2^,3 kg prò capite ," il che corrispon­
de a un aumento del 65$ .
                                     *
Dagli allegati B II/2 e B II/3 » risulta che , nel 196^, il consumo in­
dividuale é il consumo globale 'sono diminuiti per la prima volta do­
po 20 anni . Nello stesso anno 196 ^ si è osservata , presso i consumatori
 ---pagebreak---                               B II
                              - 2 -
una certa tendenza a sostituire alle carni bovine xl pollame e le
carni suine , i cui prezzi erano assai più accessibili , soprat­
tutto per i ceti meno abbienti .
Per il 1965 » si prevede che il consumo di carne bovina prò ca­
pite sarà lievemente inferiore a quello rilevato nel '196 ^; nel
'1966 , per contro , essa accuserà una nuova tendenza all' espansio­
ne , dovuta sia alla dilatazione dell' offerta , sia a un rialzo dei
prezzi delle carni suine , che renderà tale prodotto      meno compe­
titivo , sia , infine , a un miglioramento del reddito .
Prezzi
       Le quotazioni che avrebbero permesso di calcolare la media
ponderata dei prezzi sui mercati all' ingrosso secondo le regole
fissate dal regolamento n . 1^/6 VCEE , sono disponibili soltanto
a partire dal gennaio i960 per i bovini adulti e dal luglio 'i960
per i vitelli ; per tale motivo , i dati contenuti nell' allegato
B Il/k , relativi all' evoluzione dei prezzi dei bovini adulti e dei
vitelli sui mercati all' ingrosso della Comunità interessano unica­
mente il periodo successivo alle due date sopra indicate . Da tali
cifre risulta che , sia per i bovini adulti come per i vitelli , le
macellazioni in massa operate nel secondo semestre 19^2 e all' ini­
zio del 1963 hanno inciso sul livello dei prezzi . Tanto nella Re­
pubblica federale di Germania , quanto in Belgio , nel Lussemburgo
e nei Paesi Bassi , il 1962 è stato infatti caratterizzato da un
ribasso dei prezzi rispetto al 19&1 . In Germania , i prezzi rile­
vati per i bovini adulti dall' aprile 1962 al maggio 1963 o i prezzi
rilevati per i vitelli dal febbraio 1962 all' aprilo 1963 sono inferio­
ri a quelli riscontrati negli stossi mesi del I96I . In Belgio , il ri­
basso rispetto al I96I ha inizio nell' aprile 1962 per i bovini adulti
0 nel maggio 1962 per i vitelli , e si concludo rispettivamente noi giu­
gno I963 o nel luglio 1963 . Nei Paesi Bassi , sempre rispetto al I96I ,
la flessione dei prezzi dura dall' aprile 1962 al settembre 1963 per
1 bovini adulti e dal gennaio 1962 al dicembre dello stosso anno per
i vitelli .
Per la Francia e l' Italia , le medie annuali 1962 e 1963 sono supe­
riori alla media 1961 ; in Francia , mediante il sistema d' interven­
to praticato dalla S.I.B.E.V. , è stato possibile mantenere i prez­
zi dei bovini adulti a un livello superiore a quello degli stessi
mesi del 1961 ; per i vitelli , si constata un ribasso rispetto al
 ---pagebreak---                                     B II
                                   - 3 -
1961 nei due periodi aprile/maggio e ottobre/novembre 19Ó2 . In Italia ,
la situazione si presenta come in Francia ; sebbene in Italia non si
ric. praticato alcun sistema 'd'intervento , l' intensità della domanda ,
che riflette l' incremento del consumo individuale ( passato da 13»8 kg
nel 1961 a 17,3 kg nel 1963 ) ha potuto mantenere i prezzi al livello
precedente .
Nel 1963 » come si è già precisato per gli Stati membri "settentriona­
li ", il rialzo dei prezzi ha inizio in linea generale nel secondo se­
mestre , e si accentua in Franci a e in Italia .
Nel 1964 , anno in cui l' offerta è stata scarsa , il rialzo è stato con­
siderevole e ha investito tutti i Paesi membri , come dimostra la ta­
bella sottostante .
Nel 1965 » la ricostruzione del patrimonio bovino ha avuto come prima
conseguenza una flessione dei prezzi nel secondo semestre ; si rista­
bilisce in tal modo una situazione normale , giacche questi fenomeni
dipendono dalla ben note variazioni stagionali della produzione .
Tabella 1
Evoluzione della media ponderata dei prezzi dei bovini adulti e dei vi
telli nella CEE in percentuale rispetto all' anno precedente .
Bovini adulti
                     196-3.' 1961     1963    1964     1965       1965 rispetto
                                                               al 1961 ■
R.F. di Germania       0 - 2,8 + 3 ,^ + 15,8 + 8                 . + 25,6
Belgio               + i,6 r 2      + 10,6 + 23        + 1,6       + 35 , ** '
Francia              + 1,1+7,8 + 16,7 + 1^,9 + ^,2                 + 37,6      '
Italia             • - 4,7 + 4,5    + V,3 .+ 13,5      + 1,8       + 36,8
Lussemburgo            0    - 0,5 + 0,5 + 10,8 +8                  + 19,8
Paesi Bassi          + 2,1 - ^,7 + 1,7 + 33            - 2 ,^- •   + 25.7
Vitelli
                     1962     1963      1964      1965          1965 rispettò
                                                               al 1962
R.F. di Germania - 2,4 + 4,6           + 9,2    +   7,6            + 19,7.
Belgio           ■ - 6,4 + 9,7         + 10,1       0              +, 1 3
Francia             +. 3,7 + 14,9      + 5,3    +   8,8            + 36,4
Italia              + 2,1 + 8,8 + 13,2 + 2,9                       + 29,3
Lussemburgo         + 1,8 + 7,6        + 16 - +     6,9            + 35,9
Paesi Bassi         - 10,5 + 26,3      + 12 ,4 +    3              + 30,9
 ---pagebreak---                                        B II
                                       - k -
   A prescindere dal Lussemburgo , in cui vige un sistema di sovvenzioni
   al consumo , i prezzi del 19&5 accusano , rispetto al 19&1 , un rialzo che
   può 1 variare , a seconda degli Stati membri , dal 25,6 al 37,^"' per i
   bovini adulti , e dal 13 al 36 ,      per i vitelli .
   Ponderando i prezzi contenuti nell' allegato B Il/k col numero di bovi­
   ni di ciascuno Stato membro , si ottengono , per i bovini adulti e per
   la CEE nel suo complesso , i prezzi seguenti :
                         1960    1961       1962   1963   196 ^   -. 965
                         196     195 . ^    200,3  21^,2  2^9 ,^  259 , C
   Evoluzione rispet­
   to all' anno prece­
   dente                        - 0,3% + 2,556 + 6,9% + 16 , k% + k %
   Evoluzione rispet­
   to ai prezzi del
   1961                                                              32.8 %
   In tutti gli Stati membri , i prezzi delle carni di buona qualità se­
   guono un' evoluzione analoga a quella della media ponderata dei prezzi
   calcolati secondo le norme fissate dal regolamento n . 1^/64/CEE ,
   Situazione attuale del mercato
   Produzione
6»        La F.A.O. ( World Meat Economy ) ritiene che , sino al 1970 , i quan­
   titativi di carni bovini che potranno esportare l' America Latina e la
   Oceania non potranno accrescersi in misura sensibile ; inoltre , nei Pae­
   si europei esportatori tradizionali di carni bovine , l' evoluzione del­
   la produzione è stata identica , in passato , a quella rilevata nella Co­
   munità . Benché nel 19&5     Gran Bretagna abbia esportato indenti quan­
   titativi di carni bovine verso la Repubblica federale di Germania , i
   Paesi Bassi e il Belgio , nulla permette di affermare che tali esporta­
   zioni continueranno : la capacità di produzione dei Paesi che tradizio­
   nalmente riforniscono la CEE in carni bovine ha infatti dei limiti .
   Ricapitolando : in futuro , per soddisfare la domanda in progressione co­
   stante , la Comunità dovrà contare unicamente sull' incremento della pro­
   pria produzione .
7»        Le ultime rilevazioni disponibili ( maggio o giugno 1965 ) sono inco­
   raggianti . Da un' analisi per Stato membro si ottengono i risultati se­
   guenti :
   - Belgio : nel maggio 1965 » il totale dei bovini presentava un aumento
                                                                         • . •/ • • «
 ---pagebreak---                                     B II
                                    - 5 -
  del 2,6# rispetto al 196 **. I vitelli di età inferiore a un anno si
  erano accresciuti di numero rispetto al 196^+ : + 1,8# per quelli di
  età inferiore ai 3 mesi e + 8,7# per quelli di età compresa fra 3 me­
  si e un anno » Il bestiame da ingrasso era pure in aumento (+ 6,*f# ),
 analogamente alle vacche da latte (+ 1,1# ), ma la diminuzione delle
  giovenche lasciava prevedere che , nel 1966 , non si sarebbe avuta una
 progressione notevole nel numero di vacche lattifere »
 Nella Repubblica federale di Germania , il numero globale di bovini nel
 giugno 1965 si era accresciuto del 2,3# rispetto al giugno 196 ^. Gli
 animali appartenenti alle seguenti categorie : "vitelli di età infe­
 riore a 3 mesi ", " tori di oltre un anno ", ed . "altro bestiame da in­
 grasso", erano in quantità nettamento maggioro che noi giugno I962 ,
allorché il numero cooplossivo dei bovini superava" di solo 133 .900 unità
il totale riscontrato nel giugno 1965 .
 Francia : dalla rilevazione effettuata nell' ottobre 1965 » risulta che
 in quest' epoca il numero dei bovini si era accresciuto dell * 1,3# rispet
 to all' ottobre 196*f (+ 272.000 capi ); ciò' conferma pienamente l' im­
pressione favorevole ottenuta in seguito alla rilevazione dell' otto­
bre 196^, per quanto concerna la ricostituzione et il ringiovanimento
 del patrimonio bovino .
Paesi Bassi : nel maggio 1965 , il numero globale di bovini presenta- ■ .
va un' espansione del ^, 5# rispetto .al maggio 196A-. Il numero dei vi­
telli minori di un anno e delle giovenche maggiori di un anno era net­
tamente in aumento (+ ^, 3# per i primi e + 5# per le seconde ). Il nu­
mero delle vacche da latte , pur essendo in aumento rispetto al maggio
 196^ (+ 1,8# ), non aveva ancora raggiunto il livello del maggio 1962
lo vario categorie di bostianc da ingrasso si orano accresciuto in ni stira
r-alativr,q:3ito considerevole rispetto ni maggio I964 .
Nel Lussemburgo , l' evoluzione è stata identica a quella constatata
in Belgio ; quanto ali ' Italia , dal 196 1 a tutt' oggi non si è più pro­
ceduto ad alcuna rilevazione .
       . Considerato l' ampliamento del patrimonio bovino della CEE
 (+ 1,7# ), accertato in base alle rilevazioni del 1965 , negli anni
 '1966 e 1967 si dovrebbe assistere - dopo la crisi del 1962/63 - ad
una normalizzazione della produzione e al ripristino di un relativo
equilibrio fra produzione e consumo , tenuto conto di un volume d' im­
portazioni elevato ( 15# del consumo )
 ---pagebreak---                                      B II
                                    - 6 -
Nel 1965 » la composizione del patrimonio bovino e caratterizzata , ri­
spetto al 1961 , da una diminuzione del           delle vacche , da un aur
to dell * 8,1% dei vitelli e da un aumento del k t k% degli animali d' età
compresa fra 1 e2 anni , giovenche comprese . La composizione osservata
nel 1965 deve essere mantenuta anche in futuro , poiché , diversamente
da quanto avvenuto fra il 1958 e il 'ì 9 6 '1 , ciò' lascerebbe prevedere
una certa stabilizzazione della produzione lattiera e un aumento dei
bovini da ingrasso .
Condizioni necessarie a che questa tendenza si confermi :
( 1 ) Gli allevatori devono essere al corrente con almeno mezzo anno di
      anticipo del prezzo di orientamento di cui potranno beneficiare ;
( 2 ) il totale dei bovini deve mantenersi al livello raggiunto all' ini­
      zio del 1966 ; tuttavia , per garantire un regolare rinnovamento del
      bestiame da ingrasso , occorre evitare che il numero di vacche da
      latte diminuisca ;
( 3 ) occorre fissare un prezzo d' orientamento conveniente » Essendo tec­
      nicamente difficile instaurare un regime generale . e permanente di
      prezzi o sovvenzioni , destinato ad incoraggiare l' allevamento dei
      vitelli , lo sviluppo della produzione deve essere conseguito es­
      senzialmente per mezzo di una politica dei prezzi e di una poli­
      tica di mercato .
  9*         I prezzi di mercato praticati nella Comunità nel 1965 sono
      stati indubbiamente convenienti - il che , dopo la crisi del '1962 ,
      non soltanto ha reso possibile una certa ricostituzione del pa­
      trimonio bovino , ma ha altresì 1 consentito di migliorarne la com­
      posizione . Infatti , come si è detto più sopra , dalle ultime rile­
      vazioni disponibili risulta che il numero delle vacche è lievemen­
      te diminuito rispetto al 1961 ; per contro , il numero dei bovini
      giovani , ivi compreso il bestiame da ingrasso , supera del 6,3%
      il livello raggiunto nel 1961 .
      Ciò 1 permette di affermare che , nel 1965 » il patrimonio bovino co­
      munitario è contrassegnato da una certa tendenza ali * produzióne .
      di carne .
 ---pagebreak---                                          B II
                                         - 7 -
     Esiste tuttavia un fattore psicologico negativo : mentre dal 1963 in
     poi il rialzo dei prezzi era gènerale e costante , oggi il produttore
     di carni bovine è inquieto per l' avvenire di fronte al ribasso inizia­
     to nel luglio 1965 » fenòmeno che riflette d' altronde il ritorno a una
     situazione normale# E' questo un motivo supplementare per fissare il
     prezzo d' orientamento unico , ad un livello che non scoraggi il produt­
     tore .
10 »        Per il 1966 , si può' prevedere che la produzione di carni bovi­
     ne varierà da 3»70 a 3*77 milioni di tonnellate (peso espresso in car­
     cassa con grasso ), a seconda che il peso medio degli animali macella­
     ti equivalga a quello registrato nel 196 *+ (267 kg per i bovini adulti
     e 71 kg per i vitelli ), oppure sia lievemente superiore (270 kg per i
     bovini adulti e 75 kg per i vitelli ).
     Consumo
11 . Il consumo oscillerà probabilmente far 4,29 milioni di tonnellate ( il
     che corrisponde ad un tasso d' aumento unitario, di 0,5 kg) e 4,38 mi­
     lioni di tonnellate ( il che corrisponde a un tasso d' aumento unitario
     di 1 kg ). Il passivo prevedibile per il 1966 sarà quindi compreso fra
     520.000 e 680.000 t .                                        -   \ ,
                                                              ■
12 »        Riepilogando : nel settore della produzionej il 1966 dovrebbe cor­
     rispondere al 1962 ; ciò * non avverrà invece per quanto attiene al con­
     sumo , poiché quest' ultimo , nonostante il rallentamento constatato nel
     '964 e nel 1965 » si sarà ugualmente accresciuto , nel 1965 » del 10$ ed
     oltre rispetto al 1961 . Ciò' spiega , fra l' altro , perchè il tasso di
     autoapprovvigionamento nella Comunità sia passato dal 97,3$ nel 1961
     allo 84,8$ nel 1965 ( si veda l' allegato B II/3 ).
     Evoluzione del commercio estero                                .
13 .        La Comunità Economica Europea costituisce , con gli Stati Uniti
     e la Gran Bretagna , uno dei tre grandi importatori mondiali di carni
     bovine . A decorrere dal i960 , le importazioni nette di carni presen­
     tano la seguente evoluzione : .
                             1960              317.000 tonnellate
                             1961              250.000 tonnellate
                             1962      "       297.000 tonnéllate
                             1963              463.000 tonnellate
                             1964              587.000 tonnellate
                                                                    •••/ • • •
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                                   - 8 -
I dati relativi alle importazioni di carni congelate , compresi nel­
le cifre sopra fornite , hanno potuto essere separati dai dati globa­
li soltanto a partire dal 196 ^, poiché negli anni precedenti essi
figuravano alla stessa voce doganale delle carni fresche e refrige­
rate »
Nel 196^1 sono state importate nella CEE 2^0.000 t di carni bovine
congelate con osso ; nel 1965 » ne sono state importate 207.000t . Te­
nuto conto del fabbisogno di carni magre dell' industria di trasfor­
mazione , si ritiene che nei prossimi anni le importazioni comunita­
rie di carni bovine congelate oscilleranno , al minimo , fra 200,000
e 220.000 tonnellate annue .
Le esportazioni comunitarie di carni di ogni categoria sono scarse
( da 20*000 a 30.000 tonnellate annue ), ed hanno registrato una cer­
ta espansione solo nel 1962 e nel 1963 , allorché alcuni Stati mem­
bri    - e in particolare la Francia - hanno dovuto smerciare sul mer­
cato mondiale carni congelate provenienti da interventi ( espertazioni
verso i Paesi terzi nel 'i 962 : 108.000 t : nel 'l 963 s    68,000 t ).
Pre':^.
         li orientamento
        Per il periodo 1° novembre 1964 - 3 ^ marzo 1965 , il Consiglio
aveva fissato come segue i limiti inferiori e superiori dei prezzi
d' orientamento :
Bovini adulti     limite inferiore    5^»25 u.c . ( 205 DM) / l00kg in peso vivo
                  limite superiore    58,75 u.c . ( 235 DM )/            "
Vitelli           liaite inferiore    76,25 u.c . ( 305 DM)/             "
                  limite superiore    86,25 u.c . ( 3^5 DM )/            "
Per la campagna 1° aprile 1965 ~ 31 marzo 1966 , Il Consiglio , con re­
golamento n « 2O/65/CEE , ha fissato come segue i limiti inferiori e su­
periori dei prezzi di orientamento :
Bovini adulti limite inferiore        57,50 u.c . ( 230 DM) / 100 kg in peso vivo
                  limite superiore    61,25 u.c . ( 2^+5 DM )/           "
Vitelli           limite inferiore    78,00 u.c . ( 312 DM )/            "
                 limite superiore     85,00 u.c . ( 3^0 DM )/            "
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                                             - 9 -
     Per quest' ultima campagna , all' interno dei limiti sopra indicati , gli Sta­
     ti membri hanno fissato i loro prezzi d' orientamento come segjj.e s                           I
                              Bovini adulti                           ' Vitelli
     Francia          58,13 u.c . ( 232,53 DM)/ 100 kg p.vivo 81,^3 u.c . ( 325,70 DM) /100kg
     Paesi Bassi 58,70 11 (23^,81 DM)                "         78,^3 u.c . (31^,92 DM) P' «lvo
     RF di Germania 60,00 " ( 2^0 DM         )       t.        8^,00 »        ( 336      DM)    "
     Bélgio           60,00 " ( 2^0 DM       )       "         78,00 »        (312         DM)  »
     Italia           60,00 » ( 2^0 DM       )       "          82,50 » (330               DM) "
     Lussemburgo 60,00 •« ( 2*f0 DM          )       11         85,00 " (3^0               DM)  "
     Per i bovini adulti tali prezzi corrispondono ad un prezzo ponderato medxo
     di 59 , 15 u.c ., pari a 236,6 DM, il che rappresenta un aumento del 6,32$
     rispetto al prezzo ponderato medio della campagna 196^/65»
               1                                 "                                           -,
     Benché la .differenza fissata dal eegolamento n . 20/65/CEE fra il limite                    ,
     inferiore , e quello superiore dei prezzi d' orientamento fosse di 3»75 u.c .
     ( 15 DI .) per. i bovini adulti e di 7 u.c . ( 28 DM) per i vitelli , gli Sta­
     ti membri l' hanno ridotta di propria iniziativa ad 1,87 u.c » ( 7 , ^7 DM )
     per i bovini adulti , mantenendola a 7 u.c . ( 28 DM ) per i vitelli .
     Prezzi di mercato
15 *          I prezzi medi di mercato , rilevati sui mercati di riferimento dei
     Paesi membri nel periodo 1 C gennaio - 31 dicembre 1965 « sono stati i se­
     guenti ( in u.c . e DM/100 kg in peso vivo ) :                             ' '
                                    Bovini adulti                 Vitelli
                              ÏÏ.C.            DM            U.C.            DM
     Belgio                  65,00           260             8^,25        337
     R.F. di Germania        67,50           27O             98 , 75      395
     Francia                 62,25           Zb9             92 , 75      371
     Italia                  68,75           275 '          108 , 00      **•32
     Lussemburgo             63,50           25 ^            96,50        386
     Paesi Bassi             60,00           2^0             93,25        373
     Come si può * notare , la differenza riscontrata nel 1965 fra.i prezzi di
     mercato più elevati e quelli più bassi praticati nella Comunità è stata
     di 8,75 u.c . ( 35 DM) per i bovini adulti , e di 23,75 u.c . ( 95 DM) per i
     vitelli . Per il 196^, la differenza era stata rispettivamente di 9 u.c .
     ( 36 DM ) e di 20,75 u.c . ( 83 DM).
                                                                                 • • •/• • •
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                                         - 10 -
     Tuttavia negli ultimi mesi del 1965 è dato constatare una riduzione di que­
     ste disparità che dovrà perdurare con il ritorno a una situazione normale dal
     punto di vista della produzione .
16 .        Mentre in seguito al ritmo stagionale della produzione la curva dei
     prezzi dei bovini adulti deve avere 1 ? forma di una sinusoide la cui punta
     massima corrisponde al periodo di giunzione ( maggio-giugno ) e la cui punta
     minima corrisponde al periodo della fine alpeggio ( ottobre-dicembre ), nel
     1964 * che è un anno di penuria , i prezzi segnavano una. costante tendenza
     all' aumento , tanto che , nella maggior parte degli Stati membri , i prezzi con­
     statati durante il periodo della fine alpeggio erano superiori a quelli
     registrati durante il periodo di giunzione . Mei 1965 , dal punto di viste
     della produzione , si è ristabilita una situazione di normalità e durante
     la seconda metà dell' anno le quotazioni hanno segnato una diminuzione ri­
     spetto alla prima, metà dell' anno . Questa diminuzione ha comportato l * riscos­
     sione di un semiprelievo e di un prelievo in tutti i Paesi della Comunità
     ad eccezione del Lussemburgo .
17 .        Fra aprile e la fine di giugno si è registrata una generale diminuzione
     del prezzo dei vitelli , il che ha reso necessaria durante questo periodo
     l' applicazione di un semiprelievo o di un prelievo intero in tutti i P^esi
     della Comunità ad eccezione dell' Italia . Questa evoluzione dei prezzi dei
     vitelli coincide con il ritorno ad una. situazione normale , in quanto la
     maggior parte delle nascite si sono avute in primavera .
18 .        Per i bovini adulti , facendo una ponderazione dei prezzi constatati in cia­
     scuno degli Stati membri con il numero complessivo dei bovini , il prezzo
     praticato nella Comunità per la campagna 1965-66 sarà vicino alle 64,13 U.C.
     ( 256,5 DM ) per 100 kg di peso vivo .
     L' evoluzione di questo prezzo medio ponderato è stata indicata più sopra ;
     il massimo aumento (+ 16,4$) & stato constatato nel 1964 rispetto al 1963 ;
     il prezzo 1965 è superiore del 4$ ? quello del 1964 » I prezzi alla produzione
     sono situati a un livello inferiore dell' 8-10$ a quello dei prezzi registrati
     sui mercati all' ingrosso ; questa differenza copre le spese di trasporto fino
     al mercato e il margine del commerciante di bestiame .
     Per completezza occorre ricordare che la direttiva sanitaria che disciplina le
     relazioni fra Stati membri è entrata in vigore il 1° luglio 1965 » il °he ha
     avuto per effetto di agevolare gli scambi intracomunitari .
                                                                              0 * • ! • • •
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     Fros :- -' d 'intervento
                                                                                   \
1?,            In virtù * dell' articolo 10 del regolamento n . I4/64/ CEE , gli Sta+ "
     membri hanno la facoltà , per i "bovini adulti , di intervenire sul loro ar­
     cato quando le quotazioni constatate sui loro mercati di riferimento «tono
     inferiori o uguali ai rispettivi prezzi d' intervento fissati dagli Sjati
     a un livello compreso fra il 93 e 96$ del prezzo d' orientamento .
     Per la campagna 1964-65 . il Lussemburgo e l' Italia avevano conamicato
     di non aver l' intenzione di intervenire . Gli altri Stati membri avevano
     fissato i seguenti prezzi d' intervento :
                          prezzò d' intervento
     Germania        ■ 53,76 U.C. ( 215,04 DM) 100 kg peso vivo pari al 96$ del prez­
                                                      zo d' orientamento
     Belgio          = 53,20 U.C. ( 26,60 f.b .) " kg peso vivo pari al 95$ del prez­
                                                      zo d' orientamento
     Francia         « 52,06 U.C. ( 257»0 F)      " kg peso vivo pari al 94$ del prez­
                                                      zo d' orientamento         ,
     Paesi Bassi» 51 ,H U.C. ( 185,07 Fi) " kg peso vivo pari al 93$ del prez­
                                                      zo d' orientamento
     Per la campagna 1965-66 , hanno dichiarato di aver l' intenzione di inter­
     venire sul loro mercato , qualora le circostanze lo richiedessero , i seguen­
     ti Stati :
                         prezzo d' intervento . ,
     Germania        » 57,50 U.C. ( 230 DM)    100 kg peso vivo pari al 95,83$ del prez-
                                 -                   zo d' orientamento
     Belgio          = 57,00 U.C. ( 28,50 f.b .) " kg peso vivo pari al 95,00$ del prez­
                                                     zo d' orientamento
     Francia         = 55,80 U.C. ( 275,5 F)      11 kg peso vivo pari al 96,00$ del prez­
                                                     zo d' orientamento
     Paesi Bassi® 54,60 U.C. ( 197,63 FI ) " kg peso vivo pari al 93,00$ del prez­
                                                     zo d' orientamento
                                                                        /
     In realtà dal novembre 1964 l' evoluzione dei prezzi nella Comunità non ha
     indotto nessuno Stato membro a intervenire sul proprio mercato , dato che i
     prezzi sono superiori al prezzo d' intervento .
     Relazioni di prezzo
20 .           Per valutare i prezzi dei prodotti dell' allevamento bovino , occorre
     considerare che numerosi produttori possono , a seconda dell' evoluzione dei
     prezzi , orientare la loro produzione verso i bovini da macello o i prodot­
     ti lattiero-caseari .
     Nella, tabella n 9 2 , le relazioni di prezzo registrate dal 1960-61 al 1965
     nei vari Paesi della Comunità sono raffrontate con quelle che si avranno
     dopo l' applicazione dei prezzi comuni . Per i prodotti lattiero-caseari , sono
     stati presi in considerazione i prezzi percepiti dal produttore ; per la carne
     bovina , sono stati presi in considerazione , da un lato , i prezzi sui mercati
     all' ingrosso dei bovini adulti di prima qualità e , dall' altro , i prezzi che
     risultano dall' applicazione del sistema di ponderazione ( tutte le classi ) pre­
     visto nell' allegato II del regolamento n . I4/64/CEE .                           /
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                                                 - 12 -
           Tabelle 2 : Relazioni fra i prezzi medi del latte alla produzione
                                   e i prezzi dell ? carne bovina
                                    Bovini adulti : latte ( latte = l )
                               !
                               f
                                      Belgio          j         Germania          j   ι
                                                                                      J
                                                                                              Francia
                                                                                  t
                                 " Prima  "Tutte   lej
                              i qualità" elessi . qualità "
                                                           " Prima.   "Tutte le j " Prima
                                                                         classi " j qualità "
                                                                                                      " Tutte le
                                                                                                         classi "
                              !     (1)               !!      (1)                 I
                                                                                            (1)
                              j
                              1
                                                                                  j
      I φ 1951/52 - 1953/54 6,68              –
                                                             7,08         _       ¡ 4,98                  –
                                                                                  j
    II φ 1957/58 - 1959/60 6,68               -
                                                             7,02                 1       6,34            -
   III 1960/61                     7,05     6,61             7,41
                                                                        6,65      j       6,10           6,03
           1961/62                 7,61     6,69             7,05       6,34      i       6,22           6,12
           1962/63                 6,74     6,18             6,52       5,86              6,10           6,05
           1963/64                 7,56     7,16             6,88       6,28      !
                                                                                  1
                                                                                          6,68           6,57
           1964/65            ι    7,18     6,94             7,71       7,01              7,30           7,26
    IV     1967/68            ì    7,27     6,97             7,27       6,97              7,50           7,20
                                                       1 1
                              I
¡                             !       Italia           i ! Lussemburgo                    Paesi Bassi
1                             ί
                                                         1
                              ι
                              i
                                 î"Prima  " Tutte le     '"Prima      " Tutte le        " Prima       " Tutte le
                              ι
                              ι
                                 ¡qualità" classi "      ¡qualità "      classi "     i qualità"         classi "
                                    (1)                  ; (D                         I (1)
      I φ 1951/52 - 1953-54;       5.76       –
                                                             5,76         »
                                                                                          7,70            –
    II φ 1957/58 - 1959/60·        6,21       -
                                                             6,42         -
                                                                                          6,6 7           -
   III     1960/61                 6,98     6,74             6,38       6,15         t
                                                                                          6,93           6,45
           1961/62                 6,37     6,57             6,15       5,93              7,12           6,70
           1962/63            I    6,49     6,58             5,99       5,73              6,08           5,63
           1963/64                 6,86     6,77             5,83       5,63              7,47           6,91
           1964/65                 6,98     6,79             6,47       6,15          1 7,66             7,15
                                                                                      1
 ! IV      1967/68                 6,75     6,48             7,31       7,01              7 , 14         6,85
 ¡                                                                                  1
    ( l ) Germania     : Bullen A e Farsen A
          Belgio       : Boeufs e génisses 55%
          Francia     : Boeufs lère e vaches lère qualité
          Italia       : Buoi T qual . e vacche I~qual .
          Paesi Bassi : Slachtrunderen Iste kwaliteit
          Lussemburgo : Taureaux etc . AA
 ---pagebreak---                                     B II
                                   - 13 -
        La decisione relativa al livello del prezzo comune d' orientamento
per i bovini da macello è influenzata solo indirettamente dalla decisione
relativa ai prezzi comuni dei cereali : ciò' dipende dalla necessità o meno
di istituire un certo rapporto fra i prezzi della carne "bovina e i prezzi
del latte .
Nella maggior parte dei Paesi della Comunità l' evoluzione dei prezzi dei
"bovini da macello è stata più favorevole di quella dei prezzi del latte . -
Trle constatazione vale soprattutto per la Francia . All' inizio dell' ultimo
decennio , è in questo paese che si è registrato lo scarto minimo fra i prez­
 zi del latte e quelli dei bovini da macello di prima qualità , mentre lo
scarto massimo si è avuto nei Paesi Bassi ; nei due Stati la relazione era
rispettivamente di 1 : 5 e di 1 : 7 » 7 « Nel corso degli anni 1960-61 e
 1964-65 , la. relazione fra i prezzi è stata in media di 1 : 6,6 in Francia ,
mentre nei. Paesi Bassi tale scarto si è ridotto .
Questa evoluzione è stata favorita dall' aumento fortissimo della domanda
di carne bovina. La produzione ha potuto adattarsi alla domanda solo a cer-
 tè condizioni , ossia grazie ad un aumento dei prezzi della carne bovina
e all' instaurazione di un rapporto fra i prezzi della carne bovina e quelli
del latte tale da favorire la produzione di carne bovina. Se si vuole che
 in futuro la produzione di bovini da macello continui ad essere allettante per
 i produttori rispetto alla, produzione di latte , è necessario fissare :
- per i bovini di prima qualità un prezzo di mercato che corrisponda al­
   l' incirca , nelle principali regioni produttrici , a 7 » 3 volte il prezzo
   alla produzione del latte ;
 - per i bovini adulti " tutte le classi " un prezzo di mercato che corri­
   sponda , alle stesse condizioni , a 7 volte il prezzo alla produzione del
   latte .
 ---pagebreak---                                          B II
                                        - 14 -
     LIVELLO DEI PREZZI COMUNI
     Proposta
22 .         Tutti gli studi intrapresi , sia sulla prevedibile evoluzione dell' of­
      ferta sia, sull' evoluzione della domanda , rappresentano altrettanti elementi
     di giustificazione perché la Comunità segua , nel settore della c^rne "bovina ,
     una politica di incremento della produzione imperniata sul livello dei
     prezzi d' orientamento . Una rivalorizzazione della produzione di carne
     "bovina si rivela non meno necessaria nel quadro dell' orientamento generale
     della politica dei prezzi agricoli sul piano comunitario .
     Da un lato , le difficoltà incontrate dal mercato del latte e dei prodotti
      lattiero-caseari potrebbero essere attenuate , almeno in parte , se nel qua­
     dro dell' allevamento bovino potesse essere data la preminenza alla pro­
     duzione di carne rispetto alla produzione di latte .
     D' a.ltro lato , le difficoltà incontra,te da. numerose colture commercializza­
     bili , specie quelle dei cereali , sarebbero ridotte se la produzione forag­
     gera potesse essere meglio va.l ori zzata , avendo riguardo soprattutto ai forag­
     gi destinati all' alimentazione del bestiame ( in particolare dei bovini ) e
      se lo sviluppo dell' allevamento bovino assorbisse maggiori quantitativi
     di cereali secondari .
23 .         Per questi motivi la. tendeza alla produzione di carne bovina constatata
     nel 1965 deve essere mantenuta , il che sarà possibile solo nella misura in
      cui
     - il prezzo percepito dal produttore manterrà il suo potere d' acquisto a
        un livello paragonabile al livello attuale ;
     - saranno mantenute a un livello soddisfacente le possibilità di valoriz­
        zazione delle unità foraggere prodotte nelle aziende agricole o acquistate
        sotto forma di alimenti composti e di concentrati ;
      - la redditività della produzione bovina consentirà agli allevatori , anche se
        ingrassatori , l' ammortamento degli investimenti immobiliari supplementari
        richiesti dall' allevamento fino all' età di 12-16 mesi per il baby-beef
        o fino a 18-24 mesi per i vitelloni , i torelli e le giovenche da macello , tut­
        ti animali che attualmente vengono sacrificati nei tre mesi successivi al­
        la nascita ;
                                                                             • • « !• « •
 ---pagebreak---                                             B II
                                           - 15 -
     - il rapporto esistente nel 1965 fra il prezzo del latte e il prezzo della
       cerne "bovina , il quale ha favorito la produzione di carne , sarà dello stesso
       ordine di grandezza anche nei prossimi anni .
     Tenuto conto di questi elementi un aumento dell' ordine del 5$ della media
     dei prezzi comuni taxi attuali rappresenta probabilmente un minimo .
24 .        Nella Comunità , il prezzo ponderato indicativo del latte per la campagna
     1965-66 è di 36,71 Pf al kg per il latte al 3 » 1% di materia grassa. Il prezzo
     indicativo comune di 38 Pf rappresenta un aumento del 3 » 51$ rispetto al prezzo
     di 36,71 Pf * Applicando quest' aumento al prezzo di 256,5 DM , prezzo medio
     ponderato comunitario della carne bovina constatato nella campagna 1965-66 ,
     si ottiene il prezzo, di orientamento della carne bovina (bovini adulti ) :
     265,5 DM arrotondati a 265 DM ,    pari a 66,25 U.C. ogni 100 kg di peso vivo .
     Su tale base , il rapporto nominale , per l' insieme della Comunità :
     Prezzo dei bovini adulti ( tutte le classi ) al kg di peso vivo allo stadio del
     commercio all' ingrosso
                           prezzo  al   kg di latte alla produzione
     è uguale a 7 •                     ......
     Considerando che per l' insieme della Comunità il prezzo delle buone qualità ,
     quali sono definite nella nota di pagina 12 , ponderato con il numero dei bo­
     vini di ciascuno Stato membro , è superiore del 4»2$ a.1 prezzo "tutte le classi",
     il prezzo di 265 DM corrisponde a un prezzo "prima qualità" di 265 x '^qq^ = 276 DK*
     pari 2. 69 U.C. ogni 100 kg di peso vivo .
     Il rapporto nominale                      '  '
     prezzo all' ingrosso dei bovini adulti di . prima qualità al kg di peso vivo
                           prezzo al kg di latte alla produzione
     è uguale a 7»26 .
25 . Per quanto riguarda i vitelli , il rapporto
                         •     prezzo medio ponderato dei vitelli
                             prezzo medio ponderato dei bovini adulti
     ha oscillato , dopo il 1961 , fra 1,59 e 1»42 . Durante le macellazioni massicce -
     della fine 1962 e 1963 * tale rapporto corrispondeva al livello più alto .
     Per raggiungere una produzione massima di carne bovina è necessario non incre­
     mentare le macellazioni di questa specie di animali ; si propone quindi di fis­
     sare e 1,35 il coefficiente prezzo dei vitelli , il che dà per risultato per
                                     prezzo dei buoi
     i vitelli , un prezzo di orientamento di 358 DM pari a 89,50 unità' di conto ogni
     100 kg di peso vivo .
 ---pagebreak---                                           B II
                                         - 16 -
26 .        Rispetto ai prezzi d' orientamento fisseti dagli Stati membri per la
     campagna. 1965-66 le proposte di 66,25 U.C. /lOO kg ( 265 DM) per i bovini
     adulti e di 89,50 U.C. /lOO ( 358 DM) per i vitelli si traducono , in percentus
     negli aumenti seguenti :
     Tabella 3 : Variazione dei prezzi d' orientamento por i bovini adulti e i
                              vitelli nei Presi della CES
                              rispetto ai prezzi 1965-66
                                                                  Variazione in #
                          1
                                     Bovini adulti              Vitelli
                                                                        df
                             U.C.                    *     U.0.
     Belgio                 + 6,25              + 10,4    + 11,50    + 14,7
     Germania               + 6,25              + 10,4    +  5,50    + 6 ,5
     Fradicia               + 8,12              + 14,0    +  8,07    +  9,9
     Italia.                + 6,25              + 10,4    +  7,00    +  8 ,5
     Lussemburgo            + 6,25              + 10,4    +  4,50    +  5,3        Í
     Paesi Bassi            + 7,55              + 12,9 ! + 10,77     + 13,7
                                                        1
     Sebbene questi aumenti sembrino notevoli , rispetto ai prezzi di mercato
     constatati nel 1965 , gli a.umenti , come risulta dalla tabella che segue ,
     sarebbero molto più esigui e per quanto riguarda i bovini adulti , in Ger­
     mani a e in Italia , si avrebbero addirittura delle diminuzioni .
     Tabella 4 : Variazioni prevedibili dei prezzi di mercato per i bovini adulti
                         ed i vitelli nei Presi della CES
                               rispetto ai prezzi 1965-66
                                                                  Variazione in io
                                     Bovini adulti              Vitelli
                             U.C.                  lo      U.C.         f
     Belgio                 + 1,25              +     2   +  5,25    +   6
     Germania               - 1,25              -    2    -  9,25    -  9
     Francia                + 4 , 00            +     6   -  3,25    -  4
     Italia                 - 2,50              -
                                                      4   - 18,50    - 17
     Lussemburgo            + 2,75              +     4   -  7,00    -  7
     Paesi Bassi            + 6,25              +  10     -  3,75    -  4
                                                        I
                                                        l
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                                       - 17 -
27 * Meccanismi previsti per mantenere i prezzi di mercato al livello dei prezzi
     d' orientamento
            Il regolamento n . I4/64/CEE prevede un duplice meccanismo :
     a) applicazione di un semiprelievo sulle importazioni in provenienza dai
         Paesi terzi ogniqualvolta il prezzo constatato sui mercati di riferi­
         mento degli Stati membri scende al di sotto del 105$ del prezzo d' orien­
         tamento e applicazione di un prelievo intero ogniqualvolta il prezzo
         constatato scende al di sotto del prezzo d' orientamento ;
     b) per quanto riguarda i bovini adulti , possibilità d' intervento degli Stati -
         membri quando i prezzi constatati scendono al di sotto del prezzo d' in­
         tervento determinato entro una forcelle compresa fra il 93 ® il 9&f° del
         prezzo d' orientamento .
            Allo stadio del mercato unico le suddette disposizioni del regolamen­
     to n . I4/64/CEE dovranno essere edsttate soprattutto per tener conto della
     fissazione di un prezzo d' orientamento unico e in considerazione del carat­
     tere comunitario che dovrà avere l' intervento .
     VARIAZIONI DEI PREZZI RISULTANTI DALL' ISTAURAZIONE DI UN PREZZO D ' ORIENTA­
     MENTO COMUNE
     Prezzi all' ingrosso
28 .        E' lecito ritenere che nel 1966 e nel 1967 » quando la Comunità avrà
     superato la situazione di accentuata penuria che si protrae dal 1964 » 1 ?- ten­
     denza sscendente del prezzo della carne bovina ^ constatata nelle ultime
     due campagne , non avrà più la stessa intensità e che , tenuto conto della
     protezione supplementare garantita dal prelievo e dal semiprelievo , in
     caso di caduta delle quotazioni , i prezzi di mercato dovrebbero situarsi
     a un livello vicino al prezzo d' orientamento . E' tuttavia verosimile che
     all' interno del mercato unico comunitario i prezzi non saranno identici , ma
     certamente più elevati negli Stati membri deficitari rispetto agli Stati
     membri eccedentari . A titolo d' esempio possiamo segnalare che , tenendo conto
     soltanto dei costi di trasporto come fattori di differenziazione dei prezzi ,
     una disparità di 2,50 U.C./lOO kg fra i prezzi medi francesi e i prezzi medi
     tedeschi appare giustificata . D' altra parte , come si è constatato in passato ,
     l' evoluzione dei prezzi per le varie qualità non sarà , la stessa' di quella re­
     gistrata per la medic/?nnqu£n1f^' la situazione deficitaria della Comunità col­
     pisce soprattutto la carne destinata alla trasformazione , mentre per i bovini
     di prima qualità la situazione dell' approvvigionamento si presenta meno criti­
     ca . Occorre parimenti sottolineare che per l' insieme della. CEE i prezzi di
     mercato non scenderanno al di sotto del prezzo d' intervento , che in tal modo
     risulta un prezzo garantito .                                             -
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                                        - 18 -
     Prezzi di consumo
29 =        In line? generale i prezzi al minuto seguono fedelmente l' evoluzione
     dei prezzi all' ingrosso quando questi ultimi sono in ascesa , mentre quando
     i prezzi all' ingrosso sono in diminuzione si riscontra spesso un?, notevole
     sfasatura fra il prezzo all' ingrosso e il prezzo ri minuto . Si può' tuttavia
     ritenere che durante un periodo di equilibrio della produzione e del consumo
     i margini commerciali abbiano tendenza a stabilizzarsi . D' altra, p^rte es­
     sendo stato superato e anche raggiunto nel corso del 1965 » in Germania , nel
     Belgio e in Italia , il prezzo di 66,25 U.C. ( 265 DM ) applicabile ai bovini
     adulti , in questi tre Stati membri il prezzo al minuto dovrebbe subire solo
     lievi variazioni .
30 .        Per quanto riguarda, i vitelli , nel corso del 1965 è stato raggiunto
     e anche superato in tutti gli Stati membri il prezzo di 89,50 U.C. ( 358 DM ).
     In tali condizioni si può' ritenere che , nella misura in cui i prezzi di mer
     cato si situeranno a un livello vicino al prezzo d' orientamento , i prezzi
     al minuto della carne di vitello dovrebbero essere dello stesso ordine di
     grandezza di quelli constatati     negli Stati membri in alcuni periodi della
     campagna 1965/66 .
31 .        La. domanda, di carne bovina è influenzata non solo dal livello dei
     prezzi , ma. anche dai prezzi delle specie concorrenti di carne , in partico­
     lare la carne suina e il pollame . In Germania 1 ' insta.urazione di un livel­
     lo comune dei prezzi dei cereali da foraggio porterà con sé una diminuzione
     dei prezzi dei suini e dei prezzi del pollame . In Italia, il prezzo dei cerea,
     li da foraggio aumenterà , ma, ciò avrà solo una lieve incidenza sul consumo
     di ca.rne suina , che in questo pa.ese tocca un livello relativamente basso .
     Se i prezzi di mercanto in questi due paesi corrisponderanno a livelli vicini
     al prezzo d' orientamento , l' aumento dei prezzi di mercato sarà praticamente
     trascurabile . Conseguentemente , in tali paesi , l' instaurazione di un prezzo
     comunita-rio d' orientamento non avrà ripercussioni sfavorevoli sul consumo
     di carne bovina .
     Negli altri Stati membri , tenendo conto delle tendenze generali all' aumento
     dei prezzi , gli aumenti prevedibili saranno estremamente moderati .
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                                     RISO
bITUAZIOI'TE DEL MERCATO DEL RISO
Evoluzione a lungo termine
Produzione
       Mentre la produzione mondiale di riso semi-greggio , ammonta a 150 milio­
ni di tonnellate circa , la Comunità ne produce attualmente all' incirca
500-000 tonnellate . Tale produzione proviene esclusivamente da due Stati membri
100.000 tonnellate in Francia ( cfr . Allegato IIl/l ) e
500.000 tonnellate in Italia ( cfr . Allegato IIl/2 ).
       Negli ultimi 15 anni , la produzione di riso ha segnato in questi due Sta­
ti membri un' evoluzione diversa :
- Dato che , in Francia , la risicoltura viene praticata su vasta scala solo dal
  1945 » i quantitativi prodotti negli ultimi anni indicano un incremento del
  150-180$ rispetto al 1950 e del 50-70fa rispetto al 1955 » tale aumento è
  dovuto all' estensione delle superfici coltivate , che si sono stabilizzate
  tuttavia dopo il 1958 a circa 30.000 ettari . Le rese ammontano a circa 40
  quintali di risone all' ettaro .
- In Italia , negli ultimi anni è stata registrata ima flessione della produ­
  zione di riso pari al 10-20$ rispetto al 1950 e al 25-35$ rispetto al 1955 »
  flessione dovuta alla diminuzione delle superfici coltivate , che negli an­
  ni 1952-1955 hanno raggiunto il livello massimo pari a 180.000 ettari , per
  poi diminuire negli anni successivi di circa 50.000 ettari , fino a stabiliz-
  zarsi dopo il 1958 a 120.000-130.000 ettari . Tale diminuzione delle super-
  fiei ha avuto luogo quando i prezzi del mercato mondiale in ribasso dopo
  il 1955 hanno provocato delle difficoltà alle esportazioni italiane di riso ,
  inducendo il Governo italiano a provocare una limitazione della produzione ,
  soprattutto mantenendo un prezzo di sostegno analogo per vari anni . Le re­
  se si sono mantenute a livelli elevati pari a 53 quintali di risone all' et­
   taro .
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                                           - 2 -
2.          Le rese francesi e italiane ( rispettivamente 40 e 53 quintali all' et­
    taro ) appartengono alle buone rese mondiali di risone : con l' Australia
    ( 63 q/ha ), la Spagna ( 62 q/ha ), il Portogallo ( 47 q/ha ) , se le si comparano
    con le rese medie all' ettaro delle varie zone produttrici del mondo negli
   ultimi tre anni :
                            Europa                   47  q/ha
                            Oceania                  47  q/ha
                            America Settentrionale   40  q/ha
                            Vicino Oriente           28  q/ha
                            America latina           18  q/ha
                            Estremo Oriente          17  q/ha
                            Africa                   12  q/ha
   ConFumo
3.          La produzione di riso della CEE non e in grado di coprire il fabbisogno
   della Comunità . Il consumo totale della Comunità ammonta a 720.000-750.000
   ior'nollate l' anno di riso semigreggio ( cfr . Allegato IH/3 ).
            Il grado di autoapprovvigionamento della Comunità ammonta pertanto
     VI " 1,32/t , ma a tale proposito occorre osservare che il fabbisogno d' importa­
   bile riguarda le qualità di riso a grana lunga , preferite dai consumatori
   n        Stati membri non produttori e che per le qualità di riso a crani tondi
   7 --: valentemente coltivate nella Comunità esiste persino una lieve eccedenza .
            Il consumo annuo pro-capite di riso è scarso in media nella CEE , poiché
   lio.i or.psra 3 kg di riso pronto per il consumo . Questo livello è rimasto all' in-
   orai ". stabile da 10 anni e indica considerevoli differenze tra i singoli Sta­
   ti membri ( cfr . Allegato III/4 ). Con un consumo pro-capite di 5»4 kg , l' Ita­
   lia è l' unico Stato membro il cui consumo di riso supera la media ; gli al­
   tri Stati membri si classificano , in ordine decrescente , come segue : Paesi
   Bassi ( 2,4 kg ), Germania e Francia ( 1,7 kg), UEBL ( 1,6 kg).
                                                                                  /
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                                    - 3 -
Prezzi medi alla produzione i
       Negli ultimi 15 anni , i prezzi ricevuti dai produttori francesi e ita­
liani per 100 kg di risone hanno segnato un' evoluzione all' incirca analoga ,
registrando uno scarto di circa 2 U.C. /lOO kg : i prezzi francesi sono saliti
da 11,50 a 13 U.C. , quelli italiani da 9 a 11,50 U.C. ( Cfr . Allegato Hi/5 ).
       I valori medi per gli anni 1950-1962 ammontano esattamente al disopra
e al disotto del prezzo ricevuto dal produttore negli Stati membri ; mentre
il produttore francese , nel periodo considerato , riceveva per 100 kg di ri­
sone 12,2 U.C. e il produttore italiano 9,7 U.C. , il prezzo ricevuto dal
produttore negli Stati Uniti ammontava a     10 # 9 U.C.
       L' evoluzione di tali prezzi nella CES può essere caratterizzata , in
linea generale , da una flessione dei prezzi tra il 1950 e il 1966 e da una
ripresa molto lenta dopo il 1956 . I prezzi alla produzione nella campagna
1964/65 ammontano in Francia a 12,88 e in Italia a 10,68 U.C.
       Tali prezzi sono lievemente superiori ai prezzi d' intervento fissati
da questi due Stati membri per la suddetta campagna , che costituiva la prima
campagna di applicazione dell' organizzazione comune del mercato del riso .
Attuale situazione del mercato
                                                                        I
Aspetti dell' organizzazion e comune del mercato                              •
       L' organizzazione comune del mercato del riso , entrata in"'applicazione
il 1° settembre 1964 » si basa sugli stessi principi applicati per l' organiz­
zazione del mercato nel settore dei cereali e comprende pertanto prezzi, in­
dicativi , prezzi d' intervento e prezzi d' entrata . Questo sistema dei prezzi
è stato tuttavia previsto solo per i due Stati membri produttori , mentre gli
altri quattro Stati membri sono considerati fin da ora come un mercato unico
comprendente un prezzo d' entrata comune .
 ---pagebreak---                                       B III
                                      - 4 -
          Per l' attuazione del Mercato comune , devono essere fissati i seguenti
  prezzi , secondo l' articolo 22 , paragrafo 2 , del regolamento n . I6/64 /CHC :
  - un prezzo indicativo di "base uniforme ;
  - un prezzo di entrata unico ;
  - prezzi di intervento fissati sulla base dei prezzi indicativi derivati
      convertiti in risone e diminuiti del 4/£ ? tale differenza ammonta attualmen­
      te in Francia al 5    in Italia al 7^»
          Il Consiglio non ha definito la località da considerare come la z<. n ".
  più deficitaria , dove si applicherebbe il prezzo indicativo di base ; ma la
  regione di Duisburg , che è già stata adottata, per i cereali , potrebbe corri­
  spondere alla regione più deficitaria di riso ; il prezzo d' entrata potrebbe
  in questo caso essere calcolato per Rotterdam .
  Prezzi fissati
          I prezzi fissati per la prima campagna di applicazione dell ' organizza­
  zione comune dei mercati comprendono ancora , in Francia ed in Italia , varie
  tasse , mentre i prezzi comuni , come è stato il caso per i cereali , devono
  essere fissati escluse le tasse . Per un equo confronto tra la situazione at­
  tuale e la fase finale devono pertanto essere presi in considerazione i prez­
  zi attuali escluse le tasse , e non i prezzi fissati ( l ); ne risultano i se­
  guenti prezzi senza tasse per l' inizio della campagna 1964/65 :
  ( l ) I prezzi sono stati fissati come segue ( Cfr . Allegato III/6 ) :
i                                        Francia                   It·;] ia
f
    Prezzo d' entrata                 19,64 ( inclusi i co-  17,73 ( inclusi i co-
                                             sti d' insacca-       sti di insacca
                                             mento e le tas        mento e le tas
                                             se )                  se )
    Prezzo indicativo di base         19,21 ( incluse le     17,77 ( inclusi i co­
                                             tasse )               sti d' insacca-
                                                                   mento e le tas
                                                                   se )
    Prezzo indicativo derivato        18,20 ( incluse le     16,69 ( inclusi i co­
                                             tasse )               sti d' insacca-
                                                                   mento e le ta¡s
                                                                   se )
    Prezzo d' intervento              12,85 ( tasse inclu-   10,50 ( inclusi i co-
                                             se )                  sti d' insacca.- ·
                                                                   mento )          ;
  A prescindere da un rialzo del prezzo d' intervento italiano ( il , 23 ) e da una
  flessione del prezzo d' entrata francese ( l9,13)i tali prezzi rimangono vali­
  di per tutta la campagna 1965/66,che ha avuto inizio solo il 1° settembre 196
 ---pagebreak---                                        B III
                                      - 5 -
                                                              - in U.C. /lOO kg -
                                                                         Stati mem
                                                     Francia   Italia
                                                                         bri non
                                                                         produttori
    Prezzo d' entrata ( riso semigreggio )            18,92     16,33       '14,20
    Prezzo indicativo di base ( riso
    semigreggio )                                     18,49     16,37
    Prezzo indicativo derivato
    zona di produzione ( riso semigreggio )           17,38     15,29           -
    Prezzo d' intervento zona di produzione
     ( risone )               t                       12,30     10,50           -
   Prezzi alla pro duzione
8.         Rispetto ai prezzi cosi * fissati , i prezzi ricevuti dai produttori
   di risone nei due Stati membri produttori hanno superato lievemente nella
   campagna 1964/65 il prezzo d' intervento ( cfr . Allegato III /5 ). Questi prez­
   zi medi alla produzione - 12,88 U.C. in Francia e 10,68 U.C. in Italia -
   corrispondono a un lieve incremento ( 0,30 U.C. /lOO kg) rispetto all' anno •
   precedente e s' inseriscono normalmente nel prolungamento della tendenza
   registrata dopo il 1956 di un lieve aumento annuale .
   Situaz ione dell ' auto approwigionamento                           •
9.         Nelle ultime campagne , il tasso autoapprowigionamento della CEE è
   stato del 75 e 85$ . Il fabbisogno della Comunità non coperto dalla produ­
   zione italiana e francese è stato completato dalle importazioni nette per
   un volume di 100-150.000 tonnellate .
           Sui 150 milioni di tonnellate del raccolto mondiale , solo 6 milioni
   di tonnellate ( vale a dire il 4%) sono messe sul mercato internazionale .
   Di questi 6 milioni di tonnellate , 3 milioni sono esportati dai Paesi asiar-
   tici (Birmania , Tailandia , Cina continentale , Cambogia e Vietnam ) e 150.000
   tonnellate dagli Stati Uniti .
                                                                         • • • Im • •
 ---pagebreak---                                     B III
                                    - 6 -
       Le importazioni totali della CEE ( 300 . 000-400 . 000 tonnellate lorde
per un 1 importazione netta di 100.000-150.000 tonnellate ) provengono , in or­
dine decrescente , prevalentemente dagli Stati Uniti , dalla Tailandia e dalla
Repubblica Arata Unita .
       All' interno di tali cifre , un quantitativo inferiore a 30.000 tonnel­
late di riso originario degli Stati africani e malgascio associati e dei
Paesi e Territori d' oltremare , e precisamente dal Madagascar e dal Surinam ,
viene importato nella CEE ; 14.000 tonnellate dal Madagascar in Francia e
12.000 dal Surinam in Germania .
       Le importazioni della CEE ammontano solo al 57" del commercio mondiale ;
dato che si tratta tuttavia di qualità ( riso a grani lunghi e duri ) che non
possono essere forniti dalla produzione comunitaria , è assicurata un certa
continuità negli scambi con i Paesi terzi .
Relazioni di prezzo tra il riso e gli al tri prodot ti
       Nella ricerca di una proposta di prezzo comune per il riso , bisogna
tener conto del fatto che il produttore di riso si trova di fronte all' alter­
nativa. di proseguire la risicoltura o di sostituirla con la coltura, di al­
tri prodotti ; la base di tale ricerca sta pertanto nel mantenimento di un
equilibrio tra i prezzi dei vari prodotti sostituibili .
       Con alcune riserve regionali , sembra tecnicamente possibile sostitui­
re la risicoltura con la produzione di cereali , barbabietole da zucchero ,
ortofrutticoli , a condizione di procedere a taluni ammendamenti del terre­
no , di irrigare o aspergere alcune di queste colture . In determinati casi ,
in particolare quando i terreni presentano fenomeni di salinità , le misure
suddette possono rivelarsi insufficienti . Tali sostituzioni richiederebbero
naturalmente corrispondenti investimenti per le varie colture prese in
considerazione ( macchine e attrezzi , sementi , concimi , ecc .), nella misura
in cui tali colture non siano già praticate localmente accanto alla risicol­
tura .
 ---pagebreak---                                          B III
                                         - 7-
            I vari aspetti del mercato di questi prodotti ( in particolare i loro
     sbocchi ) e , per le regioni risicole francesi , gli inconvenienti dei terreni
     salini fanno supporre che il granoturco costituisca in pratica la sola spe­
     culazione corrispondente alle varie condizioni per una sostituzione , tanto
     più che il Consiglio ha già fissato il futuro prezzo di tale prodotto , il
     che costituisce una migliore "base di raffronto per gli agricoltori .
12 .        Nei due Stati membri produttori di riso , la relazione tra i prezzi
     medi alla produzione di granoturco e di riso ammontava dopo il 1960/61 a
     1:1,50 circa . Dopo il 1951 13 relazioni sono state le seguenti :
               Campagna               Francia              Italia
               I95I/52                 2,05                 1,16
               1952/53                 1,59                 1.15
               1953/54                 1,60                 1,39
               1954/55                 1,65                 1,37
               1955/56                 1,60                 1,20
               1956/57                 1,57                 1,25
               1957/58                 1,51                 1,50
               1958/59                 1,37                 1,49
               1959/60                 1,41                 1,39
               1960/61                 1,75                 1,61
               1961/62                 1,58                 1,59
               1962/63                 1,51                 1,53
               1963/64                 1,55                 1,48
               1964/65                 1,48                 1,49
            Qualora si dovesse applicare il prezzo comune del granoturco nel
     1967/68 , senza modificare il prezzo del riso , tale relazione varierebbe so­
     lo in misura minima , in Francia , mentre in Italia , dove i prezzi del grano­
     turco sono nettamente aumentati , la relazione esistente varierebbe a scapi­
     to del riso .
            Se si considera che , da un lato , la risicoltura è relativamente recen­
     te in Francia , e suppone pertanto ancora -una certa parte di ammortamenti da
     parte dei produttori , e , dall' altro , è già stata ridotta in Italia di oltre
     un quarto , dato che per tale coltura occorre una manodopera numerosa e costo­
     sa , potrebbe risultarne ima maggiore riduzione delle superfici coltivate qua­
     lora la relazione dei prezzi dovesse deteriorarsi in modo sensibile median­
     te la riduzione degli scarti tra questi due prodotti .
 ---pagebreak---                                           E III
                                          - 8 -
              Di conseguenza , la relazione tra i prezzi non dovrebbe essere inferir-
     re a 1:1,5 .
     LIVELLO DEL PREZZO COMUNE PER IL 1967 /68
13 .          Sulla base del prezzo riscosso dal produttore di riso all' inizio del­
     la campagna 1964/65 in Italia , principale Stato membro produttore , l' inci­
     denza della modifica dei prezzi del granoturco consente di stabilire il
     prezzo che il produttore di riso deve percepire nel 1967/68 :
                                                                 - U.C. /lOO kg risona -
     Prezzo riscosso dal produttore nel 1964/65                           10,68
     Incidenza della modifica del prezzo del gra­
     noturco sui prezzi del riso ( l )                                +    1 , 30
     Prezzo che il produttore deve riscuotere nel 1967/68                 12 . –
     - In Italia , il prezzo d' intervento derivato per la- principale zona di prò- <
        duzione sarebbe fissato a 12,00 U.C. /lOO kg di risone ( qualità tipo ).
        Sulla base di questo prezzo , superiore di 1,50 U.C. rispetto al prezzo
        d' intervento fissato per il 1964/65 , si potrebbe ottenere nel 1967/68 una
        relazione di 1:1,56 tra il prezzo di intervento del granoturco ( 7|70 U.C. )
        e il prezzo di intervento del riso .
        Occorre osservare che tale relazione corrisponde a quella che si è avuta
        tra i prezzi medi alla produzione del granoturco e del riso in Italia per
        la media delle campagne 1960/61 - 1964/65 » vale a dire 1:1,54'
     - In Francia , il prezzo di intervento derivato per la principale zona di
        produzione sarebbe fissato , tenuto conto della regionalizzazione dei prez­
         zi , a 12,30 U.C. /lOO kg di risone ( qualità tipo ).
        Sulla base di tale prezzo , che corrisponde al prezzo d' intervento 196/1/65
        senza le tasse , sarebbe possibile ottenere nel 1967/68 una relazione di
        1:1,60 tra il prezzo d' intervento del granoturco ( 7>70 U.C. ) e il prezzo
        di intervento del riso .
        Occorre osservare che tale relazione corrisponde a quella che si è avuta
         tra i prezzi medi alla produzione del granoturco e del riso in Francia
        per la media delle campagne I960/6I - 1964/65 » vale a dire 1:1 , 57 •
     ( l ) Modifica del prezzo alla produzione per il granoturco 1967/68 rispetto
            ai prezzi attuali , moltiplicata per la resa del granoturco nelle re­
            gioni risicole e divisa per la resa del riso .
 ---pagebreak---                                      B III
                                     - 9 -
MODIFICHE DI PREZZO RISULTANTI DAL LIVELLO COMUNE
         Sulla "base dell' ecjuilibrio tra i prezzi riscossi dai produttori di
  granoturco , da uri lato , ed il risone , dall' altro , nelle campagne 1964/65-
  1967/68 , sono stati calcolati due prezzi che i risicoltori devono riscuo-
  ters , determinanti per la fissazione dei -vari prezzi previsti nell' orga-;
  nizzazione comune del mercato del riso .
         Tenendo conto della normale differenza tra i prezzi del risone e
  del riso semigreggio , della prevista differenza tra il prezzo d' interven­
  to e il prezzo indicativo , della soppressione dell' ammontare forfettario
  e della realizzazióne dei prezzi secondo la loro normale formazione , a
  un prezzo riscosso dal produttore pari a 12 U.C. /lOO kg nella regione di
  produzione italiana corrisponderebbe i seguenti prezzi d' intervento , prez­
  zi indicativi e prezzi d' entrata ( comparati con i . prezzi validi per la
  campagna 1964/65 , escluse le tasse ).      '
 ---pagebreak---                                          B III
                                        - 10 -
        Tali prezzi , confrontati con i prezzi senza tasse , saranno
i seguenti :
                                                                   - U.C. /100 kg -
                                 Francia         Italia          Stati non produt-
                                                                      tori
                                                      t
                            1964/65 1967/68 I964/65 II967/68 I964/65 '1967/68
Prezzo d' intervento
 zona, di produzione
 ( risone )                   12,30   12,30     10,50    12,00
                                                                                    1
Variazione rispetto
al 1964/65                            0$                +14,3/o
Prc^o indicativo de-
T iva' 0 zona di produ-
 zione ( riso semigreg-
gio )                         17,38   17,20     15,29    16,81
                                                            '
Variazione rispetto
al 1954/65                            -1,0/,             +9,9i
Prez?· ) indicativo di
base ( riso semigreg-
gioT                          18,49             16,37                         18,12
Prezzo d' entrata
 ( riso s8iìiigreggio )       18,92   17,78     16,33    17,78      14,20     17,78
Variazione rispetto
al 1964/65                            -6 , O/c           +8 , 9%             +25,2i
                                                                                    *
- In 7 i     a , l' aumento del prezzo riscosso dal produttore di riso , stabilito
    in rapporto con l' aumento del prezzo riscosso dal produttore di granoturco
    porta a un aumento del prezzo d' intervento e del prezzo d' entrata rispet­
    to agli attuali prezzi escluse le tasse .
- In Francia , il mantenimento dell' attuale prezzo d' intervento escluse le tas­
    se porta a una diminuzione del prezzo d' entrata .
- Negli Stati membri non produttori , il prezzo d' entrata subisce un aumento
    del 2% .
 ---pagebreak---                                         B IV
                                       - 1 -
                                     ZUCCHERO
LA SIZUAZIONE DEL MERCATO DELLO ZUCCHERO
      Evoluzione a lun,-^ termine                                              '   '
      Produzione
      1 . In questi ultimi cinque anni la produzione di zucchero della Comu­
          nità ( compresi i DOM) ha raggiunto in media 5»7 milioni di tonnella­
          te (-cfr . allegato IV/2 ). Dalla prima metà degli anni 50 essa è aumen­
          tata di circa 1,7 milioni di tonnellate , ossia nella proporzione me­
          dia del 3,2io all' anno . Tutti gli Stati membri hanno partecipato a
          questo aumento , ma è in Germania che il tasso d' incremento della
          produzione è stato più. elevato .
    f
          Lo sviluppo della, produzione di zucchero e dovuto anzitutto all' au­
          mento del rendimento per ettaro , ma anche all' ampliamento delle su­
          perfici coltivate a "barbabietola registrato soprattutto durante gli
          anni 50 nei paesi importatóri ( Germania , Italia e Paesi Bassi ) ( cfr«
          allegato iv/l ). • ,                                                   !
          La produzione di zucchero presenta da un anno all' altro importanti
          fluttuazioni legate soprattutto alle condizioni atmosferiche e che
          in talune annate hanno raggiunto il 20$.
      Consumo
      2 . Negli ultimi cinque anni il consumo di zucchero nella Comunità ha
          raggiunto la media di 5,4 milioni di tonnellate rispetto ai 3,8 mi­
          lioni negli anni 1950-54 . Esso è aumentato ali 'incirca nella stessa ,
          misura della produzione. Durante questo periodo il consumo prò capi­
          te è ealito da 23,2 a 30 kg. 3' in Italia che si riscontra il massi­
          mo aumento del consumo ( cfr. allegato IV/2 ).
          Durante il periodo considerato , il grado di autoapprovvigionamento
          della Comunità ( compresi i DOM) non ha subito variazioni } in entram­
          bi i periodi esso è stato del 106$ in media.
 ---pagebreak---                                      B IV
                                     - 2 -
Prezzi
3 . Durante gli ultimi 15 anni i prezzi dello zucchero partenza fabbrica
    ( imposte escluse ) e i prezzi delle barbabietole da zucchero sono aumen­
    tati circa del 20-40^ in tutti i Paesi membri ( cfr . allegato Iv/4 ).
4 . I prezzi alla produzione delle barbabietole hanno seguito un' evoluzione
    più favorevole di quella dei prezzi dei cereali . Nella misura in cui
    l' aumento dei prezzi delle barbabietole corrispondeva all' evoluzione rea­
    le dei costi di produzione , che erano determinati in larga misura dalla
    generale evoluzione dei prezzi e dei salari , esso era giustificato dagli
    obiettivi generali della politica agraria . In pratioa , si dimostro' che ,
    considerato il livello dei prezzi fissati dai Paesi membri , la coltura
    delle barbabietole da zucchero , soprattutto dopo gli anni 50 , era tanto
    vantaggiosa per i produttori che comincio * a manifestarsi la tendenza
    ad estendere le colture oltre le possibilità di smercio dello zucchero .
    Molto probabilmente potrebbe aver contribuito a ciò' il fatto che i me­
    todi di produzione sono molto migliorati durante gli ultimi 6-8 anni , il
    che non ha mancato di influenzare favorevolmente i costi di produzione ;
    in particolare l' impiego di sementi monogermi , lo sviluppo di mezzi chi­
    mici più efficaci per la lotta contro i parassiti e contro le piante in­
    festanti e la completa meccanizzazione dei raccolti .
5# Per mantenere l' equilibrio fra la produzione e le possibilità di smercio
    si è rivelato necessario in tutti gli Stati membri adottare , almeno pe­
    riodicamente , misure che hanno frenato direttamente o indirettamente la
    tendenza ad aumentare la produzione . Il parallelismo dello sviluppo della
    produzione e del consumo cui si è accennato appare cosi' il risultato ,
    da una parte , di una politica dei prezzi che favorisce la produzione e ,
    dall' altra , delle misure che limitano lo sviluppo della produzione .
                                                                  •••/•••
 ---pagebreak---                                                                                                                    B IV
                                                                                                                   ^ 3 - • '
          L.r;                      Oziane attuale
          Produzione e consumo
    v ' 6;' Por esporre la situazione attuale dell 'approwi-giònamento^neg£i Sfati
                       membri , è opportuno , 'a causa delle forti' fluttuazioni della" produzione ,
                       fare riferimento ai dati medi delle ultime-' cinque campagne»'7' -                                                                                                                    i •'
                 " Tabella 1 1 ProdtxzioHè e 'consumo •' di ! zucchero''' nella CBS '-''                                                                                    W ;v
              "* ' "                   "           '                 (inedia degli anni 1961 /62 - 1 965/66 } '( 1 )**( in Mgliaia di t)
                                                                                            Germania              Francia1 ^ Italia          Pa.êsi Bassi UEBL                                             . CES
                                                                                                                                                                                                                        2 ")
                                                                                                                                                                                                                          '
           ;        . ï" ··.'        .· · ·· . .»»- '·/.             ·< .           " '· »V                                                                                   • t
       Produzione-                                                                            1.610 ,             2.306             925             ■ 491 .           .'· .      . 385                       5.717
    - JSotaßUmo ;                                 r( .                                      .¿W 808                I.513       1 .. 22ã ■ --536                            „         313                     5'· 395
                                                                                                                                             ·· >*.  ·
       Eccedenza 0 carenza                                                                  - 198                 +    793      - 300              - 45              ·"■ +             72"' "                + '322
                                                                                                                                                                                           *   .
       Tasso di autoapprowi-
        giónamento ( percentua-
        is ) " ^ - - ·>. ■ - r-s, .,y                                          ; . '. V .     . . 89 - ;            . 152    ,    .. 7.6. , • -.-92                          . t „ 1 2 .3              r*
                                                                                                                                                                                                                   106.
        Consumo· pro capite ( in kg 31,0...                                                                           ■30,8      24,2                  44,4 ,v                    ,32,4
                                                                                                                                                                                  ./      *
                                                                                                                                                                                                                   30,9
     ( 1 ) 1965/662 dati provvisori , in "base a stime »
     ( 2 ) Compresi i DOM.
                  La tabella indica che in Francia                                                                     e nel Belgio la produzione supera lar­
                  gamente il consumo ; in Francia le eccedenze dei dipartimenti d' oltremare ,
             , che ammontano ad oltre 400 . 00C tonnellate , hanno un' importanza rilevarìte .
                  In Germania e nei Paesi Bassi la produzione oscilla intorno al limite , di
                  autce,pprowigionamento . Solo in Italia , negli ultimi anni , la produzione
■ΓιΗ.».Λ*Μ··»ντν. ··»■»,·« · V. ^ιιν·** *Τ.\'< -Τ^-Χ'Λ ; Τ ···,' ,·/■'*! *» '· <*.;                   '· ·%" Λ'·.
                  e stata . inferiore al forte aumento del consumo . Tuttavia , in seguito ai
                   sensibilissimi aumenti dei prezzi registrati a- decorrere dal 1 963/64 , an_
                   cfie" In* fS,Te~Và-ese"'lè cól'fute di ''bàrbabi'èt'oI''é''sono state considerevolmente
                   estese durante l 'ultima campagna .                                                                                                                                                            •*.
                                                     •»♦"»»i *-*       * ».
                                                                                                                                                         -if*- 19 .*?*?• .                  ■■■■i,- -.. .-   -V       '
                                                                                                                                                                                   . « · · /· · ·
                                                                          «i
 ---pagebreak---                               K iV            - 4 -
. Comnorcio estero
  7 , Itegli ultimi dieci anni gli scambi della Comunità con i Paesi tersi han­
        no raggiunto in media 0,7 milioni di tonnellate per le esportazioni e
        0,6 milioni di tonnellate per le importazioni . Mentre nella seconda «età
        dogli anni 50 la Comunità registrava ancora una . lieve eccedenza delle im-
        port-.zioni , l' aumento dell'? esportazioni e un regresso delle importazioni
        hanno portato , negli anni 60 , a un' eccedenza di esportazione di circa
        0,2-0,3 milioni di tonnellate .
  8 , Dall' inizio del 1 9 6 5 la situazione del nercato nondiale è caratterizzata
        da una forte pressione dell' offerta e da prezzi estremamente "bassi . t,;r el
        settembre 1?6'5 i preszi sono scesi a 3.53 U.C. per 100 k ^: di succherò
        grezzo e a 5,47 U.C. per 100 kg di zucchero bianco ( prezzo medio parten-
      ■     fabbrica nella CE^ nel 1964 /65 = 21 , 25 U.C. ner 100 kg ). Questa situa­
        zione si spiega oon il fa e Lo une la produzione rondiale , che negli anni
        1964/65 e 1.965/60 è ammontata a circa 55-5"' ^iJioni di tonnellate di ruo-
        chcro bianco , ha numerato il consumo 5 che ■ iella maggior parte dei paesi :
        la domanda reagisca in r»odo inelastico a causa delle regolanentasiop.! del
        mercato e che l 'ci : a:*ta eccedentaria , data !,-« scissione del mercato mondia­
        le , si con cestro, in gran parte sull' esiguo settore del mercato nondiale li­
        bero , Del fabbisomo complessivo d ' importazione-., che ammonta a circa 14
        milioni di tonnellate in valore di zucchero bianco , i 2/3 circa sono coper­
        ti da -alcuni p&£*2. fornitori nel cruadro di accordi preferenziali e soltanto l/3
        è coperto dal mercato pondial ^ libero .
  Prezzi
  9 , Inaila campagna zuccheriera 1^64/65 i pressi dello succherò e delle barba­
        bietole da zucchero in vigore negli Stati membri sono stati i seguenti :
        Tabella 2s
                                    Belgio Germania Francia Italia - Paesi-Bassi Media
                                                                                   aritmeti­
               ci .                                                                  ca
     Zucchero '
     - prezzi al concupì             27,6 "!  29,75    23 50    34,40    31 , 58        0
     - proszi pa.rten.ea j ab-
        brica(2)imposte - escluse 10,46 22,17          1 8.7'"  24.35    ~0>52       21 , 25
     Barbabietole da zucche­
     ro ( 3 )                        16,86 18,13       13 ; 0r- 19,05    16 , 25 y   16,68
  ( 1 ) U.C. /100 kg di zueenero bianoo
   ( 2 ) Compresa pero 1 V imposi sullo oarbabieto ] & nel Belgio , in Francia e in
          Italia .
   ( 3 ) Prezzo di base in U.C. per tonnellata di barbabietole al 1 6fo di tenore
          zuccherino ,
  ( 4 ) Prozzo calcolato tenendo conto del diritto dei produttori alla restitu­
          zione delle feT- tv.cci ; aitri--.enti i prezz . in vigore ammontano a 17,96 U.C.
          per tonnellata-
 ---pagebreak---                                         B IV
                                       - 5 -
10 , I prezzi delle "barbabietole da zucchero più alti della Comunità sono
      stati registrati in Italia e in Germania , mentre quelli più "bassi so­
      no stati rilevati" in Francia , la quale dispone del massimo potenziale
      di produzione . Nei Paesi Bassi e nel Belgio i prezzi sono situati a un
      livello medio . La stessa differenziazione si riscontra per i prezzi del­
      lo Bucchero partenza fabbrica. Per i prezzi al consumo , l' Italia e i
      Paesi Bassi si trovano in testa ; in entrambi i paesi gli oneri fiscali
      sono superiori alla media .
      Nel 1964/65 i prezzi hanno subito un aumento in tutti i paesi , salvo
      in Francia . L' aumento è stato particolarmente forte in Italia e nei Pae­
      si Bassi (cfr. allegato IV/4 ). Per. . la campagna 1965-66 l' Italia e i Pae­
      si Bassi hanno ulteriormente aumentato i prezzi , quantwssgue *n misura
      mono elevata . I prezzi medi alla produzione percepiti in Francia e nel
      Belgio erano ^ nel 1964-65 , rispettivamente del 13,4 e del 16,5$ al di
      sotto dei prezzi di base suddetti , poiché le eccedenze di esportazione
      erano , per quell' annata , straordinariamente alte e i prezzi mondiali
      dello zucchero estremamente bassi j i produttori hanno dovuto subire per­
      dite all' esportazione particolarmente gravose .
Relazioni di prezzo
11 . Come già si e rilevato , negli ultimi 15 anni i prezzi delle barbabieto­
      le da zucchero hanno segnato un' evoluzione più favorevole di quella dei
      prezzi dei cereali . Mentre all' inizio degli anni 50 i prezzi delle bar­
      babietole da zucchero ammontavano : soltanto al 12-15$ del prezzo del gra­
      no , nella, ; campagna 1964-65 essi corrispondono al 15-18$ circa del prez­
      zo del grano . Sempre in quest' ultima campagna , se si esclude per la
      Francia e il Belgio la diminuzione del ricavato medio dovuta alle for­
      tissime perdite dei produttori, di barbabietole nelle loro esportazioni
      di zucchero , si ha pur sempre, una differenza massima fra i prezzi del­
   • le barbabietole e il prezzo, del grano corrispondente al 16,4$ in Fran-
    . eia e al .17,2$ in Italia..
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                                             - 6 -
        Tabella 3 s Helazione tra i prezzi medi al produttore por Io "barbabietole
                      da zucchero e il grano negli Stati membri
                                                                      Grano * 100
                                    Belgio   Germania  Francia Italia    Paesi Bassi
         1951 /52 - 1953 /54        13,3       14,4    12,3      12,2       14,5
  II .} 1957/58 - 1959/60           14,2       16,0    16,0      13,6       16,3
III .    1960/61                    13,2       16,1    13,7      13,2       13,6
         1961 /62                   12,5       16,0    14,2      13,9       14,9
         1962/63                    15,5       16,0    13,8      13,7       14,9
         1963 /64                   16,5       15,9    14,7      14,9       15,4
         1964/65                    14,4 3 )   17,1    14,2 3 )  17,2       16,8
  IV.    1967/68 1 )                14,5 3 )   19,3    12,3 3 )  19,6       16,7
                  2)                17,0       17,2    17,9      17,0       16,9
( 1 ) Prezzi medi al produttore per le "barbabietole da zucchero nel 1964/ 65 rife­
      riti ai prezzi al produttore previsti per il grano tenero nel 1967/68 .
( 2 ) Prezzo minimo proposto per le barbabietole da zucchero ( 1 6 , 5 U. C. /tonnella­
      ta ) riferito al prezzo al produttore previsto per il grano tenero nel
      1967/68 .
( 3 ) Basandosi tuttavia sul prezzo base delle barbabietole da zucchero nel
      1964/65 e non considerando le perdite eccezionalmente elevato lamentate in
      tale anno nell' esportazione dello zucchero , le relazioni sono le seguenti !
                     Francia   1 964/65        16,4
                               1967/68         14,2
                     Belgio    1964/65         17,2
                               1967/68         17,3
      Riferendo i prezzi della barbabietola da zucchero nel 1 964/65 ai prezzi del
      grr.no stabiliti dal Consiglio per il 1 967/68 , in Germania e in Italia la
      ba,rbabietola da zucchero si trova in una posizione considerevolmente avvan­
      taggiata rispetto al grano , a seguito della riduzione dei prezzi del grano ;
      i prezzi delle barbabietole da zucchero corrisponderebbero quindi rispetti-
      vamonte al 1 9 > 3 e al 19 , 6?» del prezzo del grano . In Francia , per contro ,
      per quanto attiene al prezzo delle barbabietole da zucchero , la situazione
      peggiorerebbe considerevolmente . Il loro prezzo corrisponderebbe in effetti
      solo al 14*2$ del prezzo del grano , anziché al 16 , 4 del 1964/65 » Tali re­
      lazioni estreme di prezzo comporterebbero sicuramente uno squilibrio nello
      sviluppo della produzione .
      Sfarebbe possibile raggiungere una relazione equilibrata tra i prezzi negli
      Stati membri della Comunità se il prezzo della barbabietola da zucchero
      corrispondesse al 16-18^& del prezzo del grano .
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                                      - 7 -
Pisani zza zione del mercato
12 . In tutti gli Stati membri esiste un' organizzazione nazionale del merca­
     to por lo zucchero . Ai fini del mercato interno vengono stabiliti annual­
     mente i prezzi di mercato e i prezzi al consumo per lo zucchero e , in
     qur,sì tutti i paesi , anche i prezzi "base delle barbabietole da zucchero .
                                                                      i
     In Germania e in Francia le possibilità di smercio degli zuccherifici
     sul mercato interno vengono attualmente limitata a priori . Le possibili­
     tà di importazione sono quantitativamente limitate e i prezzi all' importa­
     zione vengono fissati in base al livello dei prezzi nazionali . Nei due
     paesi esportatori , la Francia e il Belgio , le perdite lamentate all' espoi»-
     tazione ricadono interamente o in parte sui produttori .
13 . L' organizzazione comune del mercato per lo zucchero proposta nel 19^4
     d&lli.v Cpmmissione al Consiglio, prevede , come per i cereali , la fissazio­
     ne di prezzi indicativi , di prezzi d' intervento e di prezzi d' entrata
     per lo zucchero , nonché di un prezzo minimo per le barbabietole da zuc­
     chero derivato dal prezzo d' intervento . Il prezzo d' intervento per lo
     zucchero deve essere garantito dall' obbligo incondizionato di acquistare
     tutto lo zucchero offerto agli organismi d' intervento . L' importazione e
     l' esportazione devono essere regolate da un sistema di prelievi e di re­
     stituzioni .
LIVELLO PEI PREZZI COMUNI PER IL 1 967/68
14 . Finora l' approvvigionamento della Comunità è stato in media pressappoco
     equilibrato per anni.' In taluni paesi sono tuttavia in vigore misure vol­
     te a limitare la produzione .
     Rispettò alla 'Francia , in tutti gli altri Stati membri i prezzi sono re­
     lativamente elevati * Di tali prezzi si dovrà tener conto anche nella fis­
     sazione del livello comune dei prezzi nella misura in cui essi sono ne­
     cessari per garantire un adeguato tenore di vita alle persone occupate
     nell' agricoltura . ' •
 ---pagebreak---                                      B IV
                                      - 8 -
15 . Como ©sposto al punto 11 , il prezzo comune àolle barbabietole da zuc­
     chero dovrebbe corrispondere , nell' interesse di un' equilibrata relazio­
     ne tra i prezzi , al 16-18 fio circa del prezzo del grano .
     Ove si consideri
     - che i costi di produzione riprenderanno probabilmente un movimento
       ascensionale con l' esaurirsi delle possibilità di razionalizzazione
       sviluppate negli ultimi 10 anni ,
     - e che la fissazione di un prezzo eccessivamente basso avrebbe , dati
       gli elevati investimenti nel settore agricolo della barbabietola da
       zucchero nonché nell' industria dello zucchero , conseguenze eccezio­
       nalmente gravi e pressoché irreparabili , appare opportuno stabilire
       il prezzo comune delle barbabietole da zucchero al 17-18$ del prez­
       zo del grano ; ciò' equivale ad un prezzo di 16,3 U.C. per tonnellata
       di barbabietole da zucchero con tenore zuccherino del 1 6fi .
16 . Considerando tuttavia che sono ancora relativamente ampie lo possibili­
     tà di espansione della produzione , non è escluso che la produzione su­
     peri eventualmente in misura rilevante le possibilità di smercio nell' ara*»
     bito della Comunità . L' esportazione di grosse eccedenze comporterebbe ,
     tuttavia , notevoli difficoltà e sarebbe contraria al comune interesse
     per un armonico sviluppo del commercio mondiale , costituendo inoltre
     un gravissimo onere per il FEAOG .
     Il mercato mondiale dello zucchero è già ora caratterizzato da un' of-
     forta eccessiva . I prezzi estremamente bassi sul mercato mondiale li­
     bero bastano a.ppeaa per coprire le spose di commercializzazione delle
     b?.rbabietole da zucchero .
     Una modifica di tale situazione non è prevedibile . In tali condizioni ,
     la produzione di zucchero per l' esportazione non ha senso dal punto di
     vista economico .
     3' pertanto opportuno , per il caso che la produzione non dovesse supe­
     rare in misura rilevante il consumo , prevedere norme particolari che
     orientino la produzione verso le possibilità di collocamento ( per le
     varie misure previste e le relative relazioni cfr . punti 21-28 e il to­
     sto della Risoluzione ).
                                                                     •••/•••
 ---pagebreak---                                       B IV
                                     - 9 -
                                                         \
17 . In "base alla proposta della Commissione e all' accordo del Consiglio ,
      l' organizzazione del mercato nel settore dello zucchero dovrà basar­
      si su un sistema uniforme di prezzi indicativi e d' intervento per lo
      zucchero bianco . La prevista fissazione di un prezzo minimo per le
     barbabietole da zucchero richiede altresi' , indirettamente , la fissa­
      zione di un margine uniforme di trasformazione per l' industria zucche-*
     riera .  ..
18 , Tale margine , compresi i costi di trasporto sostenuti in media dalle
     fabbriche per le barbabietole da zucchero , oscillava negli Stati mem­
     bri , nel 1964/65 , fra 8,5 U.C. per 100 kg di zucchero bianco (Belgio )
     b 10,16 U.C. ( Italia ). Le spese di trasporto delle barbabietole da zuc-
     phero comprese in detto margine oscillavano fra 1,16 U.C. per 100 kg
     ?ìi zucchero bianco in Belgio e 1,98 U.C. in Germania.
     Stasandosi su una distanza media di trasporto di 20-25 km circa nell' am­
     bito della Comunità e sulle tariffe delle ferrovie francesi , appare ne­
     cessario prendere in considerazione , per i costi di trasporto delle
     barbabietole da zucchero , un importo pari a 1,60 U.C. riferito a 100 kg
     di zucchero bianco .
     Il margine di trasformazione accertato senza i costi di trasporto am­
     montava, nel 1964/65, a 7 U.C. circa per 100 kg di zucchero nel Belgio
     e in Francia e a 7»55 U.C. nei Paesi Bassi , a 8,04 U.C. in Germania e
     a 8,32 U.C. in Italia.
     Ove si consideri che l' attuale capacità di lavorazione supera il fabbi­
     sogno e che si dovrebbe evitare di stimolare un potenziamento della ca­
     pacità che superasse il margine fissato ad un livello relativamente ele­
     vato , è consigliabile che , nella fissazione del prezzo comune d4 inter­
 . • vento si calcoli , per il margine di trasformazione , un ammontare pari
     a 7,50 U.C. per 100 kg di zucchero bianco (ofr » allegato IV/6 e 7).
19 » Considerando il valore delle barbabietole per 100 kg di zucchero nel
     previsto prezzo minimo di 16,5 U.C. /tonnellata di barbabietole, le spese
     medie di trasporto sopra citate , nonché il margine di trasformazione ci­
     tato , e tenendo conto di un valore della melassa pari a 0,95 U.C. per
     100 kg di zucchero , ne risulta por la Comunità un prezzo dello zucchero
     P-^i a 20,84 U.C. per 100 kg, che deve essere considerato come prezzo
     d' intervento .
20. Dato che la commercializzazione dello zucchero comporta rischi relativa­
     mente esigui , può' essere consideràto sufficiente un margine del      fra
     ilprezzo indicativo e il prezzo d' intervento . Calcolato su questa base ,
     il prezzo indicativo comune per lo zucchero bianco è pari a 21 , 9 £ U.C.
     por 100 kg.
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                                    - 10 -
Misuro speciali riguardanti l' applicazione dei prozzi comuni
21 , Por lo zucchero non esiste ancora un' organizzazione comune del merca­
     to come per la maggior parte dogli altri prodotti agricoli . In taluni
     St .rti membri vigono norme atto a limitare la produzione . Dato queste
     promosso , è particolarmente difficile valutare le ripercussioni sulla
     produzione delle variazioni del prezzo dello zucchero e delle "barbabie­
     tole da zucchero derivanti dall' applicazione dei prozzi comuni .
     Hegli ultimi anni la produzione di zucchero della Comunità ha superato
     a più riprese il consumo . Dato che le possibilità tecniche di espansio­
     ne della produzione sono ancora relativamente elevate , non è escluso
     un aumento della produzione che superi eventualmente in misura più ri­
     levante di quanto sia avvenuto finora le possibilità di collocamento
     nell' ambito della Comunità .
     Considerando che l' esportazione di rilevanti eccedenze earebbeicontraria
     comune interesse per uno sviluppo armonico del commercio mondiale e co­
     stituirebbe un gravissimo onere per il FEAOG , è opportuno , qualora ri­
     sulti necessario , orientare la produzione verso gli sbocchi possibili
     adottando misure particolari .
     Ove si considerino i principi generali che hanno ispiro,to la politica
     comune di mercato nell' intero settore agricolo - principi che sono di
     importanza essenziale non solo per la politica agraria della Comunità
     ma anche per le sue relazioni esterne - si dovrebbero applicare le mi­
     sure complementari per lo Bucchero soltanto quando venisse effettiva­
     mente a crearsi uno squilibrio nell' evoluzione della produzione e del
     consumo .
22 . In considerazione dei prospettati processi di adattamento , l' applica­
     zione delle misure da prevedere può' limitarsi ad un ben determinato
     periodo di tempo . La misura più opportuna sarebbe un' eventuale limita­
     zione della garanzia di prezzo e di smercio .
 ---pagebreak---                                        B IV
                                      - 11 -
     Qualora si rivelasse necessaria una limitazione della garanzia di prez­
     zo e di smercio , è opportuno che , durante il periodo di adattamento , si
     consideri caso per caso il volume e l' evoluzione della produzione . Dato
     che la coltura delle "barbabietole da zucchero assume grandissima impor
     t^r.nza nelle attuali zone di produzione tanto sotto il profilo dell' eco­
     nomia aziendale quanto sotto quello delle strutture agrarie , implicando
     rilevanti investimenti nell' agricoltura e nell' industria dello zucchero
     apparo giustificato stabilire per ciascun produttore un' aliquota base
     corrispondente alla sua produzione passata e per la quale la garanzia
     di prezzo non verrebbe per ora limitata .
23 , Por ovviare ad un eccesso di produzione , la garanzia di prezzo e di
     smercio dovrebbe essere limitata per tutti i produttori a un massimo .
     Il limite massimo da stabilire in base all' aliquota base dovrebbe esse­
     re calcolato in modo da consentire ancora un notevole ampliamento del­
     la produzione nelle zone della Comunità particolarmente adatte alla col
     tivazione della barbabietola da zucchero .
     Sulla base di queste premesse , una specializzazione regionale della prò
     duzione , pur senza eccedenze rilovanti è possibile se si prevede un con
   , tributo per la produzione compresa entro i limiti costituiti dall' ali­
     quota base e dal limite massimo .
     Il contributo assume una funzione orientativa della produzione se il
     suo livello viene orientato in baso all' eccedenza di zucchero nella Co­
     munità. La limitazione della garanzia di prezzo dovrebbe tuttavia esse­
     re limitata verso il basso .
24. Per evitare eccedenze rilevanti è necessario , a completamento delle nor
     me citate , che i quantitativi di singoli produttori che superino il li­
     mite massimo siano esclusi dalla vendita sul mercato interno e dalle
     restituzioni all' esportazione .
 ---pagebreak---                                            B IV
                                           - 12 -
25 . E' lecito prevedere che le condizioni economiche cui soggiace la produzione
      delle barbabietole da zucchero e dello zucchero della Comunità si livellino
      considerevolmente nello spazio di alcuni anni . A partire dal 1973/1974 è
      pertanto giustificato riferire sempre più il contributo previsto alla produ­
      zione globale . Si giunge in tal modo , anche in caso di applicazione delle mi­
      sure speciali , ad una graduale armonizzazione dei prezzi al produttore per
      la produzione entro e oltre i limiti dell' aliquota base .
 26 . Onde assicurare l' efficacia delle misure citate , è necessari ") prevedere n.ir-
       me in base alle quali dette misure possano      estendersi ai produttori di bar­
      babietole da zucchero .
 27 . Per la produzione di barbabietole da zucchero e di zucchero        sussistono in
       Italia particolari difficoltà di ordine naturale e strutturale . La situazio­
       ne ivi esistente , originata dal clima mediterraneo e dal ritardo nell' ap­
       plicazione di moderni metodi di produzione , giustifica la concessione di
       sovvenzioni alla produzione di barbabietole da zucchero . Considerando inol­
       tre che la trasformazione delle barbabietole da zucchero risulta più onero­
       sa a causa , in particolare , dell ,a brevità della campagna determinata dal
       clima , appare opportuno prevedere sovvenzioni anche per gli zuccherifici .
 28 . Il Trattato prevede che i dipartimenti francesi d' oltremare siano inclusi
       nelle organizzazioni comuni dei mercati , tuttavia senza il concorso del
       FEAOG . Considerando che il FEAOG costituisce una. condizione essenziale del­
       la garanzia di prezzo assicurata ai produttori nell' ambito delle organizzazio­
       ni comuni dei mercati , la oua azione dovrebbe essere estesa anche et teli terri­
       tori , in considerazione della particolare importanza che la produzione
       dello zucchero assume nei dipartimenti francesi d' oltremare .
                                                                       • • • I• • •
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                                        _ n >
.VARIAZIONI SEI PREZZI RISULTANTI DALL' APPLICAZIONE DEI PREZZI COMUNI
 29 , Nel prezzo comune delle barbabietole da zucchero , pari a 16,5 U.C./t per
      il 1.967/68, si rivela per la Francia^ rispetto al 1964/65 » un notevole au­
      mento di prezzo , per il Belgio e i Paesi Bassi solo una lieve modifica ,
      mentre in Germania e in Italia i prezzi delle barbabietole da zucchero
      scendono rispettivamente del 9$ e del 13$*
      Comparando i prezzi partenza fabbrica del 1964/65 con il prezzo comune d' in­
      tervento per il 1967/68 risulta che in tutti gli Stati membri , tranne in
      Italia , le variazioni sono notevolmente inferiori a tjuelle dei prezzi delle
      barbabietole da zucchero . Ciò' è dovuto , tra l' altro , alla soppressione
      dell' imposta sulle barbabiètole da zucchero attualmente applicata in Francia ,
      nel Belgio e in Italia , nonché alle variazioni relativamente esigue del mar­
      gine di . trasformazione . Si spiega cosi' come , ad esempio in Francia , il
      prezzo delle barbabietole da zucchero aumenti del 26,1$, mentre il prezzo
    " parténza fàbbrica " aumenta solo dell '11,1$.                           1
      Rimanendo immutate le condizioni commerciali e di trasporto e restando as­
      solutamente uguali gli oneri fiscali sullo zucchero , in Francia , - unico
      paese in cui si registra un rialzo relativamente notevole del livello dei
      prezzi - si nota ancora un alimento del prezzo al consumo pari ali '8 , 9$,
      mentre in Italia tale prezzo diminuisce del 10,2$.
 ---pagebreak---                                           B IV
                                           - 14 -
         Tabella 4 : Variazioni dei prezzi risultanti nell' ipotesi dei prezzi pro­
                       posti per il 1967/68 rispetto al 1964/65 » nonché relazione con
                       il prezzo del grano ( cfr . anche i prospetti 11 e 12 dell' alle¬
                       gato ) .
                                    Belgio    Germania   Francia   Italia  Paesi Bassi
  I. Prezzo base delle barba­
      bietole da zucchero
      1964/65 U.C. /t                16,86       18,13    13,09     19,05      16,26
      Prezzo base delle barba­
      bietole da zucchero
      1967/68 U.C. /t                16,50       16,50    16,50     16,50      16 , 50
            Differenza U.C. /t      - 0,36     - 1,63    + 3,41    - 2,55     + 0,24
            differenza       $      - 2,1      - 9>0     +26,1     -13,4      + 1>3
 II . Prezzo dello zucchero par­
      tenza. fabbrica
      1964/65 U.C./q                 20,46       22,17    18,76     24,35      20,53
      Prezzo d' intervento
      1967/68 U.C. /q                20,84       20,84    20,84     20,84      20,84
        Differenza        U.C. /t  + 0,38      - 1,33    + 2,08    - 3,51     + 0,31
        differenza                 + 1,9       - 6,0     +11,1     -14,4      + 1,5
III . Prezzo al consumo
      1964/65 U.C./q                 27,61       29,75    23,50     34,40      31,58
      Prezzo al consumo
      1967 /68 U.C. /q               27,99       28,42    25,58     30,89      31,89
            Differenza U.C./q      + 0,38      - 1,33    + 2,08    - 3,51     + 0,31
            Differenza       %     + 1,4       - 4»5     + 8,9     -10,2      + 1,0
      Relazione fra il prezzo base delle barbabietole da zucchero e il prezzo al
      produttore del grano ( grano = 100)
      Relazione di prezzo 1 964/65 17»2          16,7     16,4      17»1       16,7
      Relazione di prezzo 1967/68 17»0           17»2     17»9      17,0       16,9
 ---pagebreak---                                         B  V
                                  SEMI    OLEOSI
 ANALISI DELLA SITUAZIONE PEL MERCATO
   . La produzione
1.                    Nella Comunità , la produzione di semi oleosi riguarda in
       particolar modo le specie colza ravizzone e girasole ; la colza e il ra­
       vizzone sono prodotti soprattutto nelle regioni settentrionali , mentre
       il girasole richiede un clima più caldo . Attualmente soltanto la Repub­
       blica   federale di Germania    e la Tranciai, offrono ai produttori di colza
       e di ravizzone garanzìe di prezzo e soltanto lja Francia             .
                 assicura una garanzia di prezzo ai produttori di girasole » Di
       conseguenza soltanto in questi due paesi esiste una considerevole pro-i- ;
       duzione di colza e di ravizzone e unicamente nelle regioni centro-meri-
       dionali della Francia esiste una produzione di girasole ( cfr . allegato
       V, 1).'
       Per quanto concerne più particolarmente la colza che all' inizio del
       secolo aveva ancora una parte rilevante nell' economia agricola di alcu­
       ni Stati della Comunità , va rilevato che , durante e dopo l' ultima guerra
       mondiale questa coltura ha registrato nuovamente un' evoluzione abbastanza
 ( favorevole , in particolare durante la crisi coreana ( 1950-53)            anche
       nel corso di questi ultimi anni .
2.                    Quest' ultima evoluzione può essere spiegata con il ruolo
    • importante e talvolta indispensabile che la colza e il ravizzone svol­
       gono nella rotazione agraria e nellg. valorizzazione di certi terreni ;
     • inoltre questa produzione consente un' utilizzazione, più complèta del
   ~ macchinario di cui dispongono le aziende agricole .
 ---pagebreak---                                                 B   V
                                               - 2 -
         Inoltre , in questi ultimi anni il miglioramento dei metodi di produ­
         zione e di raccolta ha reso possibile un aumento abbastanza rilevante
         delle rese unitarie che sembrano attualmente essersi stabilizzate sui
         19/22 q . per ettaro .
         Infine , in Francia dal I96I il rapporto stabilito tra i prezzi di questi
         semi e quelli di altre produzioni sostituibili ai primi nel quadro della
         rotazione , si rivela favorevole all' estensione      della coltivazione dei
         semi oleosi , come è dimostrato dai dati riportati nell' allegato ( cfr . Al­
         legato V , pag . 1 e 2 ) .
         Tabella 1 : Evoluzione delle superfici e della produzione di colza e di
                     ravizzone nella R.F. di Germania e in Francia
                     1951 - 1965      ( 1000 ha e 1000 q )
                                                                                               >
  Periodo                R.F. DI GERMANIA                              FRANCIA
                                                                                               1
           Superficie Indice        Produzione    Indice   Superficie  Indice Produzione Indice;
1951/53       34         100             58O        100       113         100   1610      100
1954/56       13          38             250          43       65          58    92O       57
1957/59       30          88             610        105       115         102   1630      101
1960/62       3.9        115             860        148        72          64   II70       73
1963/65       49         144            IO4O        179       124         110   239O      148
     3.                  Quanto al girasole , in Francia la produzione ha avuto uno
         sviluppo   favorevole soltanto in questi ultimi anni , a seguito del rialzo
         del prezzo alla produzione ( cfr . allegato V , l ).
         Tabella 2 ; Evoluzione delle superfici e della produzione di girasole m
                     Francia
                     1951 - 1965 ( 1000 ha e 1000 q )
  Periodo              Superficie         ;       Indice       Produzione         Indice
I951/53                      5                     100             70                100
1954/56                      5                     100             50                 71
I957/59                      3                      60             40                 57
1960/62                      9                     180            I50               214
1963 /65                   21                      420            300               428
 ---pagebreak---                                         3 V
                                      -   3 -
  I   prezzi
          Nei due Stati membri principali      produttori di colza - ravizzone ,
  i prezzi alla produzione di questi semi hanno segnato un' evoluzione di^
  vergente (vedasi allegato V, 3) .
  In Francia dove l' organizzazione di mercato è stata instaurata soltanto
  con il raccolto del 1955 » si osserva un graduale aumento di tali prezzi
  stabilizzatisi , in questi ultimi anni , a quota 79 » 8 Fr.f . q ., pari a
  16,16 U.C. al quintale .
  Per contro , nella Repubblica federale di Germania       i prezzi stabilizzatisi
  una prima volta nel 1954 su 75 DM al quintale , nel 1958 sono stati ridot­
  ti a 66 DM , corrispondenti , secondo l' attuale tasso di cambio , a 16,5 U.C.
  al quintale . Tale riduzione del prezzo alla produzione è stata possibile
  nella R.P. di Germania soprattutto in seguito all' alimento delle rese , che
  da 16,7 q . per ettaro nel 1951-53 sono passate negli ultimi tre raccolti
  a 20,9 quintali .
  Per quanto riguarda i      prezzi alla produzione del       girasole in Francia ,
                          trovavano
  fino al I960 essi si'             sui 45 Fr.f. al q ., per subire poi un rapido
  aumento    fino a raggiungere attualmente lo stesso livello della colza
. ( 79,8 Fr.f .) ( cfr . allegato V , 4).
  II consumo
          I semi oleosi si consumano trasformati in olio e grandi sono le
  possibilità di sostituzione fra i diversi oli e grassi vegetali ; il con­
  sumo dei semi oleosi comunitari deve essere esaminato sul piano generale
  del consumo dei grassi vegetali . La produzione di olio di colza-ravizzone
 ---pagebreak---                                        3   V
                                       - 4 -
    di girasole ricavata dai semi     prodotti nella Comunità che , in base ai
    risultati eccezionali dell' ultimo raccolto ( 1965 ), si eleva a 2.000.000 q .,
    rappresenta meno del jfo del consumo medio di oli e grassi vegetali di­
    versi dall' olio d' oliva . Per gli ultimi anni tale consumo può essere va­
    lutato a circa 23.000.000 di q . ed è in costante aumento .
6.           I bilanci degli oli e dei grassi , predisposti dalla Comunità per
    le campagne dal 1955-56 al 1962-63 indicano che in questo periodo il
    consumo dei paesi della Comunità di oli e di g>assi vegetali diversi
    dall' olio di oliva è passato da 18 milioni 67O mila q a 21.780.000 q ,
    con un aumento di circa 3 milioni di q . ( i.S.C.E. - Statistica Agraria
    1965 , n . 2 ).
    In detto aumento la parte di olio ricavato da semi di colza , ravizzone e
    girasole di origine comunitaria si è aggirata sui 300,000 q .
    Sono soprattutto gli esportatori dei Paesi terzi che si sono avvantaggiati
    dall 'accresciuto aumento .
    Gli scambi
7 . Analogamente al consumo , anche gli scambi di semi ed oli di colza-raviz-
    zone e di girasole debbono essere considerati nel quadro generale degli
    scambi di grassi vegetali diversi dall' olio di oliva . Dal 1955/56 al 1962/
    63 le importazioni nette negli Stati membri di tali materie grasse , effet­
    tuate sotto forma di oli o di semi e di frutti oleosi , è passata da 16.730.000 q
    a 19.230.000 q espressi in termini di olio , con un incremento di 2.500.000 q
    circa .
 ---pagebreak---                                       B V
                                     - 5 -
8.         Le importazioni , nette di tali semi ed oli , effettuate dagli Stati
   membri durante lo stesso periodo , nonostante l' aumento della produzione
   di tali semi in Francia e nella R.F. di Germania , sono passate da
   250.000 q nel 1955/56 & 1.130.000 q nel 1962/63 , in termini di olio ,
   registrando cioè un aumento pari a quasi 900.000 q . Nel corso delle ul­
   time tre campagne , l' aumento della produzione comunitaria e specie quella
   della colza , ha portato ad una riduzione delle importazioni di tali semi
   dai Paesi terzi , sicché nel 1964 » 1® importazioni di semi di colza e di
   ravizzone sono state per la prima volta inferiori alle esportazioni ;
   queste ultime sono state effettuate soprattutto dalla Francia che , da un
   lato , a causa del raccolto di colza eccezionalmente favorevole , dall' al­
   tro , a motivo dei suoi impegni di acquisto di arachidi in certi paesi del­
   la zona del franco , s' è vista obbligata ad esportare una parte rilevante
   del suo raccolto di colza (vedasi allegato V , 5)«
   Per quanto concerne il girasole , la Comunità continua a coprire quasi il
   90^ del proprio fabbisogno ricorrendo ad importazioni sia sotto forma di
   semi che sotto forraa di olio . ( cfr . Allegato V, 6).
   Le misure di organizzazione del mercato
9.         Dato che il Consiglio non ha ancora esteso la politica agricola
   comune al settore dei grassi vegetali , continuano ad applicarsi le norme
   nazionali di organizzazione del mercato .
   Per quanto concerne la 'colza ed il ravizzone , la R.F. di Germania fissa
   un prezzo alla produzione che gli acquirenti debbono pagare ed assicura
   lo smercio della produzione nazionale mediante l' incorporazione obbliga­
   toria dell' olio estratto da questi semi nella margarina , nei grassi
   preparati e nell' olio alimentare .
                                                                        • • •/• • •
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                                      - 6    -
     Anche in Francia viene fissato un prezzo alla produzione per una deter­
     minata quantità di colza e di ravizzone ; tuttavia , soltanto nel 1964 è
     stato raggiunto il limite massimo . Detto prezzo viene assicurato ai
     produttori attraverso il controllo delle importazioni e delle esporta­
     zioni di oli alimentari , effettuato da una società interprofessionalt
     incaricata di tale compito .
     Per quanto concerne il girasole , le provvidenze adottate in Francia a fa­
     vore dei produttori del seme oleoso in questione sono identiche a quelle
     applicate alla colza e al ravizzone .
LIVELLO DEI PREZZI COMUNI     PER IL 1967 /68
     Organizzazione di mercato proposto dalla. Commissione
10 .          La proposta presentata dalla Commissione al Consiglio prevede la
     determinazione di un prezzo d' obiettivo e di un prezzo d' intervento rispet­
     tivamente per i semi di colza , di ravizzone e di girasole prodotti nella
     Comunità , e , poiché tutti i semi ed oli possono essere importati al prezzo
     praticato sul mercato mondiale , e nel caso dei semi , perfino in esenzione
     da dazio , è stato anche stabilito che la commercializzazione dei semi co­
     munitari avverrà al prezzo del mercato mondiale e che agli acquirenti
     verrà concesso una sovvenzione pari alla differenza tra il prezzo d' obiet­
     tivo ed il prezzo del mercato mondiale .
     La proposta relativa ad un prezzo comune è stata elaborata in base al
     regime proposto dalla Commissione ; la somma da aggiungere al prezzo alla
     produzione per trasformarlo in prezzo d' obiettivo è stata fissata in 1,6
     U.C./q ; detto importo risulta da una valutazione degli elementi da pren­
     dere in considerazione per fissare i prezzi d' obiettivo ( cfr . Tabella a
     pag . 8 ).
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                                       - 7 -
     Il rapporto ai   prezzi
11 .         Attualmente i prezzi tedeschi e quelli francesi della colza sono
     molto vicini , ed i secondi sono inferiori ai primi soltanto del 3 ne
     consegue che il rapporto fra il prezzo della colza e quelli del grano e
     della barbabietola è lo stesso nei due Stati e che detti prezzi sono più
     favorevoli alla colza in Francia che in Germania (vedasi allegato V , 2 e 3) .
                                                                  »
     Per quanto concerne più particolarmente il rapporto di prezzi colza/grano ,
     esso ha avuto nei due Stati in parola la seguente evoluzione :
                                                                    (grano = 1 )
                                         Germania                Francia
             1951/52 - 1953/54            I.70                       , -
             1957/58 - 1959/60            1.68 ;                  1.81
             1960/61                      1.54  ,                 I.99
             1961/62                      1.53                    2.00
             1962/63                      i.53                    I.94
             1963/64        ·             I.52                    1.89
             1964/65                      I.52                    2.02    ,
     Orbene , la fissazione di prezzi comuni comporterà necessriamente un cam­
     biamento in detti rapporti a svantaggio della colza in Francia e a favore
     della stessa in Germania .                    .          *
     Difatti , in Francia , attualmente la principale produttrice di colza ed
     unica produttrice di girasole , si avrà un aumento sia del prezzo del grano
     che di quello della barbabietola ; mentre nella Repubblica federale di Ger­
     mania si assisterà ad un ribasso di questi due prezzi . D' altra parte ,
     bisogna osservare che i rapporti esistenti in Francia dal 1961 e nella
                                                                         • • • /• • «
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                                    - 8 -
Repubblica federale di Germania dal 1959 "tra i prezzi della colza e quelli
degli altri due prodotti summenzionati , avevano permesso una ripresa
relativamente forte della produzione di colza in Francia , né avevano
ostacolato un certo sviluppo delle stesse colture nella R.F. di Germania .
Vero è che fattori diversi dai      prezzi , come ad esempio il miglioramento
della resa unitaria della colza nei due paesi ed una certa limitazione del­
le garanzie di prezzo assicurate alle principali coltivazioni , hanno in­
fluenzato l' orientamento dei produttori francesi e tedeschi , ma nel 1967/
08 questi fattori non avranno la stessa importanza ; si può quindi ammettere
che allo stadio dei prezzi unici gli agricoltori avranno tendenza , prescin­
dendo dagli imperativi della tecnica agraria , ad orientarsi verso quelle
produzioni il cui redd-ito - per ettaro avrà subito l' aumento più forte o la
riduzione meno sensibile rispetto al periodo precedente .
Livello dei    prezzi d' obiettivo comuni    per i semi di colza e di ravizzone
         In tali condizioni , la fissazione per il 1967/68 di un prezzo del­
la colza tale da garantire ai produttori un reddito sensibilmente uguale
a quello attuale , il che significherebbe fissare un rapporto medio colza/
grano di circa 1,75 » potrebbe determinare una notevole riduzione della
produzione in Francia , che solo in parte sarebbe compensata dall' aumento
della produzione nella R.F. di Germania e da un certo sviluppo della
coltivazione della colza nei paesi del Benelux . D' altra parte se , in segui'
to agli oneri finanziari connessi con il collocamento delle eccedenze di
produzione alle quali la colza può sostituirsi e in particolare il grano
( cfr . allegato V , 7 ) e tenendo conto del modestissimo volume della pro­
duzione comunitaria di semi oleosi rispetto ad un consumo in aumento , il
 ---pagebreak---                                     B  V
                                    - 9 -
prezzo della colza viene- fissato ad un livello tale da garantire ai
produttori francesi un incremento del reddito per ettaro almeno uguale
a quello che si otterrà per un ettaro di grano in Francia , il che corri­
sponderebbe ad un rapporto medio colzà/grano di 1,90 ad 1 circa , e po­
trebbe determinare un aumento della produzione nella Repubblica federale
di Germania e nei paesi del Benelux; ciò che rischierebbe di compromettere
gli obiettivi che il Consiglio si è prefissi nella sua risoluzione del
23 dicembre 1963 » e potrebbe creare problemi per lo smercio dei semi allo
interno della Comunità , dato che gli sbocchi sono relativamente limitati
per i panelli di colza.
In conclusione , soltanto un prezzo della oolza compreso tra i due estremi
summenzionati potrebbe permettere alle diverse colture concorrenti sul
piano della produzione di conservare globalmente la loro rispettiva im­
portanza . La proposta della Commissione si ispira a tale obiettivo ; , infatti ,
vi si stabilisce un rapporto medio colza/grano di 1,80 ad 1 circa, il che
significa , per la colza , un prezzo alla produzione pari   a 17 U.C. per
100 kg da cui deriva un prezzo d' obiettivo pari a 18,6 U.C. , come risulta
dalla seguente tabella ;
                                                     ( Unità di conto/100 kg)
1.   Prezzo alla produzione 1967/1968                             17,0
2.   Margine di conversione espresso in prezzi
     allo stadio del commercio all' ingrosso ..                    0,4
3.   Prezzo d' intervento                                         17,4
4.   Scarto tra prezzo d' obiettivo e
     prezzo d' intervento . . ..........                           1,2
5.   Prezzo d' obiettivo                                          18,6
 ---pagebreak---                                         B V
                                      -  10   -
     Livell o del prezzo d' obiettivo comune per il seme di girasole
13 »         Per quanto concerne il seme di girasole , viene proposta l' adozione
     dello stesso prezzo d' obiettivo e dello stesso prezzo d' intervento pre­
     visto nel caso dei semi di colza e di ravizzone .
CAMBIAMENTI DI PREZZI DERIVANTI DALLA PROPOSTA DI UN PREZZO COMUNE
     Prezzo alla produzione
14 .         Il raffronto tra il prezzo attualmente ottenuto dai produttori in
     Francia e in Germania e quello che verrà garantito loro nel 1967/68 mette
     in evidenza i seguenti aumenti :
           Attuale prezzo alla            Proposta della      Aumento  1967
                                            Commissione
                 produzione                  1967/1968   in U.C. /q         in ^
     R.P. di Germania         16,68             17,0       0,32           1,9?' j
     Francia                  16 , 16
                                 '              17,0       0,84           5»i$
                                                                                 ¡
     Prezzo al consumo
15 .         Il livello dei prezzi comuni non ha nessuna influenza sui prezzi
     al consumo , i quali si formano , sulla base dei prezzi mondiali , in fun­
     zione del sistema di aiuti diretti alla produzione , deciso dal Consiglio .
 ---pagebreak---                                       B VI
                                 OLIO D' OLIVA
ANALISI DELLA SITUAZIONE DEL MERCATO
   La produzione
1,      La produzione comunitaria di olio d' oliva proviene principalmen­
te dall' Italia , soprattutto . dall 'Italia meridionale , e dalla Francia ;
tuttavia in questo secondo paese la produzione d' olio d' oliva raggiun­
ge una media annua non superiore a 12.000 quintali .
        Le caratteristiche dell' livo , che impiega per raggiungere lo svi­
luppo completo e la cui produttività può' estendersi su più di un seco­
lo , non permettono variazioni rapide del patrimonio arboreo » L' evoluzio­
ne della produzione di olio d' oliva dipende , in misura minore a breve
termine e maggiormente a medio termine , dal miglioramento delle tecniche
colturali e dalla rigenerazione delle piante esistenti .
      i
        A breve termine , il fattore limatico ha un' influenza preponderan­
te nelle fluttuazioni dei raccolti itialiani , l' ampiezza e l' irregolari­
tà dei quali non possono essere ricondotte alle viariazioni della tecni­
ca , dei prezzi o delle euperfici coltivate . L' aumento della produzione
che risultante dàlia tabella che segue , è dovuto ai tre raccolti eccezio
nali ottenuti dal 196 1 , ed in particolare quello del' 1964-, 'seguito perai
tro , nel 1965 | da un raccolto di entità appena media .
        Dato che tali variazioni non sembrano costituire elementi rappre­
sentativi di una tendenza , gli indici di produzione per il periodo con­
siderato non sono stati calcolati .
 ---pagebreak---                                       B VI
                                     - 2 -
             Tabella 1 ; Produzione di olio d' oliva      in Italia
                         1951 - 1965 in migliaia di quintali
i Anno       Produzione     Anno      Produzione         Anno   !    Produzione ¡
1 1951          2020        1956            203O         1961           4250
  1952          398O        1957            19^0         1962           ^380
  1953          22^0        1958            39^+0        1963           3^00
  195 ^         3920        1959            2920         196k           5850
  1955          3196        1960            3180         1965           3200
  Medie dei 15 anni = 3360
             Tabella 2 : Superficie olivicola italiana
                         19^8 - 1963 ( in migliaia di ettari )
                                                              -
                                   1   ' ■      1–
                                      19^8 I        1951  1957 I 1963
          I
          Culture specializzate          85 ^        86Î   893 j 899
          Culture promiscue          1Λ36          1.^9
                                                         1.3^0 J1.391
                           Totale    2.290         2.310 2.233    2.290
             I prezzi
2,          In Italia i prezzi al produttore non vengono fissati dal Go­
    verno , essi si formano liberamente , ma sotto una forte protezione ;
    detti prezzi règistrano una tendenza all' aumento , come si può' ri­
    levare dalla tabella Appresso riportata , elaborata sulla base dei
    prezzi rilevati sul principale mercato delle Puglie , regione che
    rappresenta il 27% della produzione italiana .
 ---pagebreak---                                        B VI
                                       - 3 -
        Tabella 3' Media triennale dei prezzi dell' olio d' oliva
                     nella principale zona di produzione
                     1959 - 1965 ( in U.C. /quintali )
                EXTRA­- VERGINE         SEMI FI NO- VERGINE LAMPANTE
     l\         Media Indice           Media      ! Indice  Media  Indice
1959 - 1961      87,6     100       ' 81,9            100     71,5   100
1960 - 1962      88,6     101            82,9         101     7M     103
1961 - 1963      95,9     109        ... 89,5         109     82,0   115
1962 - 196 ^    105,2     120            92,6         113     8^,2   118
1963 - 1965     116 ,^    133            96,7         118     85,3   119
3«        Negli altri Stati membri i prezzi si formano liberamente in
    base ai corsi mondiali che negli ultimi anni sono stati inferiori
    di oltre un terzo ai corsi itialiani ( cfr « allegato VI,1 )« Tutta­
    via in tali Stati i prezzi al consumo sono molto elevati , poiché i
    diversi stadi commerciali prelevano forti margini di utile , senza
    Q^tro a causa dell' esiguo volume delle transazioni .
c ) Il consumo
          L' Italia è anche il principale paese consumatore di olio di
    oliva delle Comunità , dato che la quantità consumata da tutti gli
    altri Stati rappresenta appena il 3% circa del consumo totale ( cfr ,
    allegato VI , 2).                                       ' ■
          Secondo il bilancio degli oli e dei grassi elaborato dalla Co
    munità , il consumo è passato da 2.790.000 quintali nel 1955/56 a
    5»020.000 quintali nel 1962/63 , registrando tua aumento di oltre
    2.000.000 q ( OSCE Statistiche Agrarie 1965 , nr . 2)#
 ---pagebreak---                                   VI B
                                  - k -
       Tale aumento e dovuto all' incremento demografico ed al maggior
consumo prò capite ; la stessa tendenza si osserva anche per gli al­
tri grassi vegetali ed animali , il consumo dei quali ha registrato
un aumento percentuale più rilevante di quello dell' olio d' oliva .
       Tuttavia , se l' olio d' oliva ha potuto beneficiare dell' aumen­
to generale del consumo lo si deve solo alle misure di organizzazio­
ne del mercato predisposte dal Governo italiano .
       Negli altri Stati membri il consumo è molto esiguo , tranne che
in Francia dove l' olio d' oliva continua ad avere una certa importan­
za , senza peraltro che si possa scorgere una tendenza significativa
ascendente o decrescente .
Gli scambi
      Prevalente la parte avuta dall' Italia anche negli scambi , tanto
nelle importazioni quanto nelle esportazioni .
       Dal 1959 le importazioni che variano secondo il volume della
produzione nazionale , sono aumentati in misura rilevante , passando ,
nel 1963 , da 570*000 ad 1 . 280.000 quintali ; nel 196*f , tuttavia , si è
avuto un regresso al livello del 1959 £• causa della produzione ecce­
zionale ottenuta in tale anno . Le esportazioni hanno avuto lievi va­
riazioni comprese tra 80.000 e 1^0.000 quintali .
       Per tutti gli altri Stati membri considerati complessivamente ,
nel periodo 195^/196 ^ le importazioni hanno registrato oscillazioni
comprese tra 220.000 a 280.000 quintali , salvo una netta riduzione
nel 1963 determinata dalle esigue disponibilità mondiali di tale an­
no e dal conseguente rialzo dei costi .
 ---pagebreak---                                    B VI
                                     5 -,
   Le misure di organizzazione di mercato                              ;
6#        Dato che il Consiglio non ha ancora esteso la politica agri- ,
   cola         al settore dei grassi vegetali , le misure nazionali d^. -
   organizzazione    di mercato sono ancora in vigore in Italia , il solo
   paese nel quale esista una tale organizzazione per l' olio d' oliva .
          Attualmente   in Italia il reddito del produttore di olio d' o­
   liva non è assicurato da un sistema di prezzi' garantiti , bensì' da
   un complesso di misure applicate alla frontiera e al mercato inter­
   no .
          Tali misure consistono in un' imposta di fabbricazione di un
   importo fisso su tutti gli oli di semi e in una cosidetta imposta
   di abbinamento che colpisce gli oli d' oliva , gli oli di semi e i se­
   mi oleosi inportati ; detta imposta , il cui ammortare varia secondo i
 v prodotti e che può' essere modificata in funzione delle necessità,
   ha un duplice effetto : da un lato porta il prezzo dell' olio d' oliva
   importato al livello desiderato per l' olio d' oliva nazionale , e dal­
   l' altro assicura un determinato rapporto fra il prezzo dell' olio di
   semi e il prezzo dell' olio d' oliva , per consentire lo smercio di que
   st 'ultimo .
LIVELLO DEL PREZZO COMUNE PER IL 1967/68
   Organizzazione del mercato proposta dalla Commissione
7.      " La proposta presentata dalla Commissione è attualmente in di­
   scussione presso i3^3onsiglio , prevede la fissazione di un prezzo di
   obbiettivo corrispondente ad un' equa remunerazione per il produttore
 ---pagebreak---                                 B VI
                                - 6 -
e quella di un prezzo indicativo che permetta lo smercio del prodot­
to in questione sul mercato , tenendo conto del prezzo dei prodotti
concorrenti ( oli di semi ).
       Nel caso in cui il prezzo indicativo fosse inferiore al prezzo
d' obiettivo ,    produttori viene concesso un aiuto uguale alla diffe­
renza tra i due prezzi .
       Dal prezzo indicativo discende un prezzo di intervento che de-
                             di
ve permettere ai produttori vendere ad un prezzo per quanto possibile
vicino al prezzo indicativo .
       La proposta relativa alla fissazione di un prezzo unico per lo
olio d' oliva , riportata nel presente documento , riguarda soltanto il
prezzo d' obbiettivo , il aolo prezzo che abbia interesse j sr i pro­
duttori ; inoltre , la fissazione del prezzo indicativo è strettamente
legata al prezzo degli oli concorrenti , il cui livello nel '1967 non
può' essere attualmente precisato .
       La sottodescritta ipotesi di prezzo comune è stata elaborata in
base al regime proposto dalla Commissione ; la somma da aggiungere al
prezzo al produttore per trasformarlo in prezzo d' obbiettivo è stato
fissato in 8,5 U.C ./q » tale cifra è il risultato di una valutazione
degli elementi da prendere in considerazione nella determinazione del
prezzo d' obbiettivo .
Livello del prezzo d' obbiettivo comune per l' olio d' oliva
       Va osservato che il prezzo d' obbiettivo , contrariamente a quan­
to avviene nel caso delle colture annuali eserciterebbe un' influenza
a breve ed a medio termine sul livello della produzione solo se fosse
 ---pagebreak---                                  B VI
                                 - 7 -
troppo basso ; in tal caso , determinerebbe infatti l' abbandono del
raccolto in certi oliveti . Il prezzo d' obbiettivo non agisce nep­
pure sul consumo ; infatti è il prezzo indicativo che. si riflette
sul consumo e , di conseguenza , anche sul livello degli scambi di
olio d' oliva con i Paesi terzi .
       Per conservare l' importanza attuale dell' olio d' oliva nel red-
ditoagricolo di cèrte regioni italiane , ove questo prodotto rappre­
senta oltre il - 0$ del valore della produzione agricola complessi­
va , e al fine di mantenere inalterato l' attuale potere d' acquisto
del suo prezzo , tenendo conto della tendenza al rialzo derivante dal­
l' evoluzione dei prezzi dell' olio d' oiiva in Italia ( tendenza riscon­
trata anche in Spagna , principale produttrice mondiale di questo pro­
dotto , cfr . allegato VI , 3 )» nonché dell' evoluzione dei salari agri­
coli dell' Italia meridionale , ( cfr . allegato VI f k) ( il costo della
manodopera rappresenta oltre il 30% del prezzo di costo dell' olio di
oliva), il grezzo d' obbiettivo per la qualità semifino-vergine 3° non
dovrebbe quindi essere inferiore a     111 U.C. al q , tale importo è il
risultato della proiezione fino al     19&7 della tendenza del prezzo di
detta qualità , tendenza che è meno    accentuata1 di quella delle altre
qualità , ma che è stata accolta in    quanto la più rappresentativa del
mercato degli oli d' oliva direttamento commestibili .
 ---pagebreak---                                       B VI
                                      - 8 -
11 .       Durante le ultime 6 campagne , la tendenza al rialzo del prez­
     zo dell' olio d' oliva setnifino-vergine 3° può' essere definito pari
     al 3% annuo ( cfr . tabella 3 ). Con un tale ritmo d' incremento , per il
     1967/68 si avrebbe un prezzo pari a 102,5 U.C. al q , e cioè 1,06 vol­
     te il prezzo di 97,6 U.C. , rilevato durante il periodo 1963/65 »
           Elementi presi in considerazione nel la determinazione
                  del prezzo d' obbiettivo dell' olio d' oliva
                  ( QuaTitasemi fino- vergine 3° di acidità )
                                                                     ( U.C. / 100kg )
     Prezzo al produttore derivante
     dalla tendenza dei prezzi .                                            102,5
     Margine di trasformazione in prezzo
     allo stadio del commercio all' ingrosso ...               • 1,5 >
                                                                        !     8,5
                                                                              85
     Altri margini previsti dalla proposta                              !**
                                                                        )
                                                                               '
     di regolamento ( articolo 5 )                               7 » 0 )!
                                                              • 7,0
                                                  PREZZO D' OBBIETTIVO 111
CAMBIAMENTI DI PREZZO NELL 1 I POTISI DI UN PREZZO COMUNE
     Prezzo al produttore
12 ,       Il raffronto tra il prezzo ottenuto dal produttore d' olio di
     oliva nel periodo 1963/65 ( 96,7 U.C./quintale ) e quello che gli sa­
     rà garantito nel 1967/68 ( 102,5 U . C. ) mette in evidenza un aumento
     di 5,8 U.C. quintale , pari al 6% . Da notare tuttavia che durante i
     primi 11 mesi del 1965 sul mercato più importante delle Puglie il
     prezzo medio alla produzione per Inolio d*oliva semifino-vergine 3°
     di acidità è stato pari a 102,7 U.C./ quintale .
 ---pagebreak---                                 B VI
                                - 9 -
Prezzo al consumo                                                    <
      Il livello del prezzo d' obbiettivo comune non esercita alcu­
na influenza sui prezzi al consumo i quali si formeranno in base
al prezzo indicativo , che sarà a sua volta fissato dal Consiglio in
funzione del prezzo degli oli concorrenti dell' olio d' oliva .
                                                        • • •/ • • ♦
 ---pagebreak---                                                                RISERVATO
                       PROPOSTA DELLA COMMISSIONÒ DI
                    RISOLUZIONI!! DEL CONSIGLIO CONCERNENTE
             I PREZZI COMUNI APPLICABILI AL LATTE ED AI PRODOTTI
     '     LATTIERO-CASEARI , ALLE CARNI BOVINE , AL RISO, ALLO ZUCCHERO
                     AI SEMI OLEOSI E ALL' OLIO D' OLIVA
IL CONSIGLIO DELLA. COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA,
       Vista la proposta della Commissione ,
       Considerando che con decisione del 15 dicembre 1964 il Consiglio ha
fissato il livello comune dei prezzi dei cereali per la campagna che inizia
il 1° luglio 1957 »
       Considerando che è necessario prevedere per gli altri principali pro­
dotti agricoli l' applicazione di un sistema di prezzi comuni per la campa­
gna che inizia per ciascun prodotto dopo il 1° luglio 1957 »
       Considerando che la politica agraria comune si prefigge       da un lato
di assicurare un equo tenore di vita alla popolazione agrioola e , dall' al­
tro , di assicurare prezzi ragionevoli nelle forniture ai consumatori ; che ai
fini della politica commerciale della Comunità, è opportuno evitare una po­
litica di prezzi che potrebbe compromettere lo sviluppo armonioso del com­
mercio mondiale ; che pertanto i prezzi dei suddetti prodotti validi per la
Comunità per la campagna di commercializzazione che inizia dopo il 1° luglio
1957 dovranno venir fissati tenendo conto dell' importanza di ciascuno degli
obiettivi summenzionati e della necessità di mantenere un rapporto equili­
brato tra i prezzi dei suddetti prodotti ;
ha stabilito i seguenti principi «
I.     Nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari , dellé carni bo­
vine , del riso , dello zucchero e degli oleaginosi , si applica , a decorrere
dalla campagna che inizia per ciascun prodotto dopo il 1° luglio 19^7 » un
regimo di prezzi comuni ;
II .   Per tale campagna i prezzi dei prodotti summenzionati sono fissati come
segue   :
 ---pagebreak---                                   - 2 -
Latto a prodotti lattiero-cassari
     Il prezzo indicativo del latte valido por la Comunità è fissato . in
9,5 unità di conto per 100 kg per il latte con un tenore del 3 , 7$ di ma­
terie grasse partenza azienda .
     I prezzi di entrata dei vari prodotti lattiero-caseari sono fissati
come segue ?                                         >■
     Prodotti                                           U.C.// 100 Kg
                                                        U.C.
     Gruppo n . 1                                        21,50
     Gruppo n . 2                                       100,75
     Gruipo n . 3                                        51 9 25
                                                         51,25
     Gruppo n . 4                                        45 , 50
                                                         45,50
     Gruppo  n.  5                                 :     61,00
     Gruppo  n.  6                                      131,00            ?
     Gruppo  n.  7                                      186,25
     Gruppo  n.  8                                      146,00
     Gruppo n . 9                                       120,75
     Gruppo n . 10                                      114,00
     Gruppo n . 11              '                       118,00
     Gruppo n . 13                                       40,25
     Gruppo n . 14                                      191,25
     Cheddar                                     '      131,25
                                                        131,25
     Tilsit    ■                                        120,75
     II prezzo di intervento per il burro fresco di prima qualità vàlido
per la Comunità è fissato in 176,25 unità di conto per 100 kg .
                                                                    • • */ • • •
 ---pagebreak---                                  - 3 -
Carni bovino
      Il prezzo di orientamento per i bovini , valido per la Comunità , è
fissato in 66 , 25 U.C. per 100 kg di peso vivo .
      Il prozzo di orientamento per i vitelli , valido per la Comunità , è
fissato in 89,50 U.C. por 100 kg di poso vivo .
      I suddetti prezzi corrispondono a quelli della qualità media ottenu­
ti applicando ai prezzi delle varie qualità di bovini o di vitelli , pro­
dotti nella Comunità , sia i coefficienti di cui all' allegato III del re­
golamento n . 14/64/CBE, sia altri coeffioienti che riflettano la consi­
stenza del patrimonio bovini di ciascuno Stato membro .
      Per quanto concerne i bovini , il prezzo di orientamento di cui eopra
equivale a un prezzo pari a 69 unità di conto Ter 100 kg di poso vivo e
corrispondo quindi ai prezzi dell® carni di prima qualità ; esso è ottenu­
to applicando alle qualità in appresso menzionate coefficienti che ri­
flettano la consistenza del patrimonio bovino di ciascuno Stato membro .
!•? qualità prose in considerazione a tal fine sono le seguenti »
      Belgio         : boeufs et génisse 557»
      Germania       : Bullen o Farsen A |
      Francia        : boeufs et vaches de 1ère qualités
      Italia         t buoi e vacche di prima qualità ;
      Lussomburgo    : taureaux, boeufs , vaches et génisses AA;
      Paesi Bassi    t slachtrundaren 1ste kwaliteit .
Riso
      Il prezzo indicativo di baso del riso semigroggio valido per la
Comunità è fissato in 18,12 unità di conto por 100 kg .
      Tale prezzo è fissato alla fase dell' acquisto all' ingrosso , merce
resa non scaricata in magazzino Duisburgo , contro della zona più deficita­
ria della Comunità .
      Il prezzo d' entrata del riso semigreggio , valido por la Comunità , è
fissato in 17,78 U.C. per 100 kg.
      Tale preza *. si applica alla qualità tipo del riso semigreggio defi­
nito in applicazione dell' articolo 17 del regolamento n . 16/64/CT3D.
                                                                     * * •/ • • «
 ---pagebreak---       I prezzi di intervento del risono sono fissati in 12,30 U.C. por
 100 kg par Arles e in 12,00 unità di conto per 100 kg por Vercelli .
      I sùddotti prezzi di intervento sono validi alla fase dell' acquisto
all' ingrosso , merco resa non scaricata in magazzino .
      I suddetti prezzi si applicano alla qualità tipo del risone definito
in applicazione all' articolo 18 del regolamento n . 16/64/CIE2 .
      I prezzi di intervento per gli altri centri di commercializzazione
importanti dolio zone di produzione saranno fissati in un secondo momento .
Zucchero
      Il prezzo indicativo dello zucchero bianco , valido por la Comunità ,
è fissato in 21,94 unità di conto per 100 kg.
      Il prezzo di intervento dolio zucchero bianco , valido por la Comunità
è fissato in 20,84 unità di conto per 100 kg .
      I suddetti prezzi si applicano ad una qualità tipo , fase partenza
fabbrica , merce non imballata , su mezzo di trasporto a scolta dell' acqui­
rente »
      II prezzo minimo della barbabietola , valido por la Comunità , è fissa­
to in . 16,50 unità di conto per tonnellata .
      Il prozzo della barbabietola è valido per un tenore di zucchero del
16$ allo stadio della consogna al contro di raccolta .
Olio d' oliva o altri oloaffinosi
      Il prozzo di obiettivo dell' olio d' oliva valido por la Comunità .
è fissato in 111,00 unità di conto por 100 kg .
      Tale prozzo è valido por la qualità di finezza media con un tenore di
acidità di 3° •
      I prozzi di obiettivo dei semi di colza , di ravizzone 0 di girasole
validi por la Cornimi tà , sono fissati in 18,60 unita di conto per 100 kg.
 ---pagebreak---      I prozzi di intervento aoi somi di colza , di ravizzone , di girasolo ,
validi por la Comunità sono fissati in 17,40 unità di conto por 100 kg .
     I suddetti prezzi si applicano ai semi di colza , di ravizzone e di gi-
rasolo , di qualità sana o mercantilo
     - con       di impurità o , noi semi di questo tipo , un tenore di olio  \
        del Ayfo e di umidità del       por quanto concerno i somi di colza o
        di ravizzone
   ! - con il 2$ di impurità e , noi semi di questo tipo , con un tonoro di
        olio del 41Ì° e di umidità del Sfo} per quanto riguarda i somi di gi­
  '     rasoio .
     I prozzi di cui al punto II s' intondono al netto di tasse , e invita la
Commissiono a sottoporgli in tempo utile proposto por l' applicazione doi
suddotti principi .
 ---pagebreak---                                                                           Λ
                                                                           !
                     PROPOSTA DULIA COMMISSIONE DI
  RISOLUZIONE D"^L CONSIGLIO RELATIVA AD ALCUITE MISURE SPECIFICHE KEL
                        SETTORI) DELLO ZUCCHERO
IL COITSI GLIO DELLA COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA,
      Vista la proposta dolla Commissione ,
      Considerando che negli ultimi anni la produziono di zucchero dolla
Comunica ha superato varie volte il consumo } che non è escluso che in av­
venire la produzione possa superare maggiormente le possibilità di smercio
nella Comunità 5
      Considerando che , data la situazione eccedentaria sul mercato mondiale ,
l' esportazione di notevoli eccedenze    in provenienza dalla Comunità con­
trasteremo con l' interesso comune allo sviluppo armonioso del commercio
mondiale ; che inoltre ciò 1 rapprosenterebbe un notevole aggravio per il
FEA.OG; che per adeguare la produziono alle possibilità di smorcio , è neces­
sario introdurre alcuno misuro particolari che saranno tuttavia applicabili
solo so intervenga uno squilibrio tra l' evoluzione dolla produzione e quella
del consumo ;
      Considerando che a tal fine è opportuno prevedoro una quota baso della
produzione che corrisponda all' incirca alla produziono attuale di zucchero
e por la quale venga assicurata una completa garanzia di prezzo e di smer­
cio ; cho , por impedire una sovraproduzione è opportuno escluderò la garan­
zia di prezzo e di smorcio por i quantitativi cho superino un dotorminato
limite ; cho , in tali condizioni , è possibile assicurare una specializzazio­
ne regionale ovo venga prevista un' imposta sulla produziono riscossa dai
produttori per quei quantitativi che superano tale quota baso pur essendo
inferiori al limito massimo e che verrà in un secondo tempo riscossa par­
zialmente da tutti i produttori per i quantitativi ricomprosi in talo
limite massimo ;
      Considerando che la produzione di barbabietola e di zucchero in Italia
è sfavorita dal clima mediterraneo e , per quanto concerne la produzione di
barbabietola per effottodel. ritardo nell' applicazione di metodi razionali
di produziono ; che pertanto è necessario prevedere la concessione di aiuti ;
 ---pagebreak---                                     - 2 -
        Considerando eh© lo disposizioni concernenti il K3A0G, il cui in­
tervento è necessario por garantire il prezzo , non sono ancora applica­
bili ai dipartimenti francesi d' oltremare ; che data l' importanza parti­
colare dolla produzione di zucchoro per l' economia delle suddette regio­
ni s necessario estendere ai suddetti dipartimenti l' applicabilità delle
disposizioni relative alla seziono garanzia del F3A0G,
ha stabilito i seguenti principi :
I » 1 ) le condizioni per l' applicazione dolio suddetto misuro che limitano
         la garanzia di prezzo e di smercio sono le seguenti t
         ~ nel 1958/69 , la produzione 1967/68 dovrà superaro il 115$ del
           consumo ,
         - noi 1969/70, la produzione media dogli anni 1967/68 0 1968/69 dovrà
           superaro il 110$ del consumo ,
        - durante il periodo 1970/71 - 1977/78 , la produzione media dei tre
           anni considorati dovrà superare il 110$ del consumo .
    2) Por ogni produttore di zucchoro della Comunità £vi comprosi i dipar­
         timenti d' oltromaro ) viono fissata una quota baso , cho corrisponde
         alla quantità media di zucchero prodotta dai singoli produttori negli
        anni 1961/62 - 1965/66 . La garanzia comune di prezzo 0 di smercio
        vale por talo quota baso , senza rostriziono di sorta fino al 1972/73
        incluso 0 con le      restrizioni di cui al paragrafo 5 fino al
         1977/78 .
    3 ) A partire da tale quota baso vieno fissato un limito massimo sino
        a concorrenza del quale rosta libero lo smorcio e valido l' obbligo
        d' intervento . Talo limite corrisponde fino al 1970/71 , per ciascun
        produttore , al 135$ dolla sua quota baso . Esso può' vonir adeguato
        annualmente alla effettiva espansione della produzione e del con­
         sumo . Por gli anni succossivi o fino al 1977/78 , osso vieno fissato
         annualmente in guisa da ricomprendore la maggior parto possibile
         dolla produzione globale .
         Lo zucchoro prodotto oltro talo limite non devo ossoro smerciato
         sul mercato intorno ; l' onero finanziario ricado osclusivamonto sui
        produttori .
 ---pagebreak---                                       -.3 -
     4 / Por la Comunità viono constatato annualmonto so o in quale misura la
         quantità di zucchoro prodotta ontro tali limiti , supori il 105$ dol
         consumo . In caso affermativo vongono accertato lo pordite all' atto
         doli 1 esportazione dei suddetti quantitativi . Lo pordite globali accer­
         tate vengono ripartito tra i produttori sulla produzione che supera
         la quota baso , ad esclusione doi quantitativi che    eccedono il massi-
         malo .
         L' importo dolio pordite por 100 kg di zucchero devo essere pagato da
         ciascun fabbricante por quella parto dol la sua produziono che supori la
         quota baso pur restando noi limiti dol massimalo . Tuttavia , taio importo
         non dove suporaro un massimo da dotorminare annualmente .
     5) Nel 1973/74 un quinto delle perdite menzionato al paragrafo 4, primo
         comma, viono ripartito sulla produzione globalo nolla Comunità , non
         tonondo conto doi quantitativi indicati al paragrafo 3 » comma 2 . Talo
         importo dove ossero vorsato dai fabbricanti . Por quanto attiene alla
         restante parto dello perdite , restano in vigoro lo misuro di cui al
         paragrafo 4 » Negli anni successivi , la percentuale dello perdite ri -     .
         partito sulla produziono globalo viono aumentata annualmonto di un
         quinto .
     6 ) Prima doll'1 ottobro 1977 , il Consiglio adotta, su proposta della
         Commissiono , lo misuro applicabili a decorrerò dal 1978/ 79 *
II . Pqr quanto concerne l' Italia , è opportuno provodcro la concessione * ;
     - di un aiuto di adattamento ai produttori di barba . dotolo nello regioni ;
        sfavorito dal clima moditorranoo 0 dal ritardo nell' applicazione di
        metodi razionali di produziono ,
     - di un aiuto di adattamento ai produttori di zucchoro tonuto conto dolla
        breve durata dolla campagna soggotta ali 'influonza dello condizioni
        climaticho .
                                                                          • •/ • » •
 ---pagebreak--- III . L' articolo 40 , paragrafo 4 dol Trattato nonché lo disposizioni adot­
      tato ai fini dolla sua applicazione , sono esteso , nel settore dello
      zucchero , ai dipartimonti francesi dell' oltremare , por quanto concerne
      la sozione garanzia del    'FISAOG }
      e invita la Commissione a sottoporgli in tempo utile proposte per
      1 'applicaziono dei suddetti principi .
 ---pagebreak---        PROPOSTA D3LLA COMOTSSIOSre DI RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO
   concernonte alcune misuro spocifiche nel sottoro del latto .
IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA,
      Vista la proposta della Commissione ,
      Considerando che i prezzi comuni nel settore del latte e dei prodotti
lattiero-casoari saranno applicabili a decorrer© dalla campagna lattiera
clie inizia dopo il 1° luglio 1967 |
      Considerando che i prezzi comuni impongono 1 'unificaziono delle misu­
re di sostegno per il latto ed i prodotti lattiero-caseari , sia sopprimendo
gli aiuti connessi a determinati prodotti lattiero-cascari nonché gli
aiuti versati per il latte venduto dai produttori , sia instaurando un rogi-
mo di intervento comunitario per il latte scremato destinato all' alimenta­
zione del bestiame , data la concorrenza degli altri prodotti utilizzati
por il foraggiamento , e por il latte utilizzato per la produzione di prò- '
dotti lattiero-caseari , il cui dazio doganale è stato consolidato in sono
al GATT ;
      Considerando che la soppressione dogli aiuti esistenti implica un
rialzo sensibile dei prezzi nella Repubblica Federale di Germania por al­
cuni tipi di formaggio e noi Paesi Bassi por il burro o por taluni formaggi
che tale rialzo rischia di provocare una notevolo contraziono dol consumo ;
che pertanto è necessario prevedere la possibilità por tali Stati di ac­
cordare aiuti nazionali decrescenti , che comporti l' instaurazione tempora­
nea noi suddetti Stati di -un sistema di compensazione all' esportazione o di
sowonzioni all' importazione dei prodotti in questiono ;
      ha stabilito i seguenti principi s
                                                                   -/
 ---pagebreak--- I.    La concessione di aiuti statali a determinati prodotti lattiero-ca-
soari od al latte venduto dai produttori è incorapatibilo con 1 Vapplicazione
del prozzo comuno .
II . Oltre ali 'intervento per il burro fresco di 1a qualità , il sistoma
di intervento prevedo in particolare le seguenti misure :
–     un intervento per il latte scromato e 1& polvere di latte scremato
destinati all' alimentazione dol "bestiame , che compensi la differenza tra
l' importo da conferire al valore dol latte scromato por raggiungere il
prezzo indicativo comune , tenendo conto dol prozzo dol burro, o l' importo
corrispondente alla valorizzazione netta tlol latto scxomato , quando questo
ultimo sia destinato ali 'alimentazione dol bestiamoj
–     un intervento por i formaggi dol tipo Emmenthal e Choddar cho compensi
la differenza tra il prezzo di entrata risultante dall' applicazione dei
costi e rondimenti comunitari al prezzo indicativo comune , e il prozzo di
ontrata fissato tenendo conto dol consolidamonto dei suddetti prodotti nel
quadro del GATT ;
      un intervento por il latte scremato trasformato in caseina destinato
a compensare la differenza tra l' importo dol valore del latte scremato
risultante dal prezzo indicativo comune , e l' importo corrispondente alla
valorizzazione netta dol latto scremato , quanto quest' ultimo vonga trasfor­
mato in caseina .
III . Alle condizioni appresso definito , la Repubblica Fedorale di Germania
por i prodotti del gruppo 9 ® por il Tilsit , ed i Paesi Bassi por il burro ,
 sono autorizzati a concodero aiuti per lo quantità venduto nel rispettivo
 territorio nazionale .
       L' incidenza degli aiuti sui prezzi dei prodotti non dove superare la
 differenza tra il prezzo d' entrata comuno o il prezzo d' ontrata nazionalo
 valido fino al 31 marzo 1968 por il prodotto interessato . Tali aiuti sono
 decrescenti e vorranno sopprèssi il 1° gennaio 1970 »
 ---pagebreak---                                 -3-
      Lo Stato che si avvalga dell' autorizzazione
-     riscuote un importo di compensazione all' atto doli' asportazione
verso un altro Stato membro o riduce di tale importo la restituzione
concessa al momento dell 'esportazione dei prodotti lattiero-caseari ih
questiono verso i Paesi terzi ;
      accorda all' importazione dei suddetti prodotti una sovvenzione pari
all' importo di compensazione .                                        ,
      L' importo di compensazione è pari all' incidenza degli aiuti naziona­
li sul prezzo del prodotto ? ■
ed invita la Commissiono a sottoporgli in tempo utile proposte     per
l' applicazione dei suddetti principi .
                                                             I