CELEX: 51991PC0268
Language: it
Date: 1991-07-23
Title: PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO CONCERNENTE L'ADESIONE DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA AL PROTOCOLLO DELLA CONVENZIONE DI GINEVRA SULL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO TRANSFRONTALIERO A GRANDE DISTANZA, RELATIVO ALLA LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI OSSIDI DI AZOTO E I RELATIVI FLUSSI TRANSFRONTALIERI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                              C0M(91) 268 def.
                                              Bruxelles, 17 lugI io 1991
           PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO CONCERNENTE
             L'ADESIONE DELLA COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA
    AL PROTOCOLLO DELLA CONVENZIONE DI GINEVRA SULL'INQUINAMENTO
ATMOSFERICO TRANSFRONTALIERO A GRANDE DISTANZA, RELATIVO ALLA LOTTA
     CONTRO LE EMISSIONI DI OSSIDI DI AZOTO E I RELATIVI FLUSSI
                            TRANSFRONTALIERI
                       (presentata dalla Commissione)
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                                RELAZIONE
1.  INTRODUZIONE
   La Comunità nonché tutti 1 suoi Static membri sono parte della
   Convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliere a grande
   distanza (Convenzione di Ginevra, 1979), elaborata in sede di
   Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite.
   Il protocollo relativo alla lotta contro le emissioni di ossidi di
   azoto (NOx) o i relativi flussi transfrontalieri è stato elaborato
   nel quadro di questa Convenzione.
   La Comunità dispone di una legislazione particolareggiata sul
   controllo    dell'inquinamento     atmosferico,   la  quale   dovrebbe
   permettere alla Comunità, se necessario con l'adozione di ulteriori
   disposizioni, di rispettare gli obblighi fondamentali prescritti
   dal protocollo NOx.
   Undici Stati membri della Comunità hanno firmato il protocollo NOx.
   La Commissione propone al Consiglio di decidere l'adesione della
   Comunità economica europea al protocollo relativo alla lotta contro
   le   emissioni    di   ossidi    di   azoto   o   i  relativi   flussi
   transfrontaiieri .
2. IL PROTOCOLLO NOx
   Tra gli obblighi fondamentali il protocollo NOx prevede che "Le
   Parti adottino in un primo tempo e appena possibile misure efficaci
   per controllare e/o ridurre le emissioni annue nazionali di ossidi
   di azoto o i relativi flussi transfrontalìerì. affinché entro il 31
   dicembre 1994 al più tardi non siano superiori alle emissioni annue
   nazionali di ossidi di azoto o ai flussi transfrontalieri di queste
   emissioni registrati nell'anno civile 1987 o in qualsiasi altro
   anno anteriore da specificare al momento della firma del protocollo
   o dell'adesione a quest'ultimo, a condizione inoltre che per quanto
   riguarda una parte qualunque che ha specificato un anno anteriore,
   i flussi transfrontalìeri nazionali o le emissioni nazionali di
   ossidi di azoto durante il periodo dal 1* gennaio 1987 al 1'
   gennaio 1996 non superino in media annua i flussi transfrontalieri
   o le emissioni nazionali registrate nell'anno civile 1987"'.
   Inoltre questi obblighi sono completati, due anni dopo la data di
   entrata in vigore del protocollo, dalle misure seguenti:
   - applicazione di norme di emissione      per le nuove fonti fisse e
     mobili,   basate    sulle   migliori    tecnologie  disponibili   ed
     economicamente accettabili,
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      - adozione di misure        contro    l'inquinamento   per   le  grandi   fonti
         fisse esistenti.
      Le parti si sono impegnate a negoziare, sei mesi dopo l'entrata in
      vigore del protocollo (luglio 1991). disposizioni più rigorose e in
      particolare riduzioni delle emissioni nazionali annue basate su
      carichi critici accettabili sul piano internazionale.
      D'altro canto, il protocollo comprende disposizioni concernenti:
      - lo scambio di tecnologie,
      - una disponibilità sufficiente di carburante senza piombo,
      - lo svolgimento di varie attività di ricerca e di sorveglianza,
      - lo    scambio delle       informazioni    e   ia notifica      all'organismo
         esecutivo dei programmi, delle politiche e strategie che le parti
         sono tenute ad adottare.
3.    LE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE COMUNITARIE IN QUESTIONE
3•1   Le direttive esistenti
      La   Comunità    ha già      adottato    misure   legislative, di       seguito
      indicate, intese a ridurre le emissioni di NOx e a controllarne le
      concentrazioni nell'atmosfera:
      a)   direttiva     84/360/CEE      (1)    concernente     la    lotta    contro
           l'inquinamento       atmosferico        provocato      dagli     impianti
           indust r ia1 ì ;
      b)   direttiva     85/203/CEE      (2)   concernente     norme    di    qualità
           atmosferica per il biossido di azoto;
      e)   direttiva 85/210/CEE (4) concernente il ravvicinamento delle
           legislazioni degli Stati membri relative al tenore di piombo
           nel la benz ina ;
      d)   direttive 88/76/CEE e 89/458/CEE (3) concernenti l'inquinamento
           atmosferico provocato rispettivamente dagli autoveicoli e dagli
           autoveicoli di piccola ci 1indrata (meno di 1400 cm );
      e)   direttiva 88/77/CEE (5) concernente         l'inquinamento atmosferico
           causato dai veicoli a motore;
      f)   direttiva 88/609/CEE (6) concernente la limitazione delle
           emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originari dai
           grandi impianti di combustione;
(1) Gì I. 188 del 16.7.1984, pag. 20
' 2 ) GU L 8 7 del 27 . 3 . i PP. ï . paC . :
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    Questi     provvedimenti     dovrebbero   permettere     alla   Comunità    di
    ottemperare agli obblighi concernenti           la stabilizzazione delle
    emissioni di NOx. in particolare agli obblighi di:
    - stabilire norme di emissioni per talune nuove fonti              fisse (f),
       tenendo conto delle migliori tecnologie disponibili;
    - stabilire norme di emissione per talune nuove fonti mobili (d e
       e ) , tenendo conto delle migliori tecnologie disponibili;
    - adottare misure contro         l'inquinamento   per   talune   fonti   fisse
       es i stent i (a e f ) ;
    - utilizzare la migliore tecnologia disponibile, che non              comporti
      un costo eccessivo (fonti fisse) (a);
    - introdurre la benzina senza piombo in tutta la Comunità (e).
3•2  L'evoluzione della        legislazione comunitaria     e   i  futuri    lavori
    relativi al controllo delle emissioni di NOx.
    Durante le riunioni svoltesi in dicembre 1990 e in marzo 1991. il
    Consiglio ha accettato di rafforzare la legislazione concernente le
    emissioni di taluni inquinanti atmosferici dovute agli autoveicoli
    e agiì autocarr i.
    Inoltre     la Commissione prevede di presentare            entro breve al
    Consiglio una proposta relativa alla limitazione           dell'inquinamento
    atmosferico dovuto alle turbine a gas.
    D'altro canto, talune altre politiche sviluppate dalla Comunità nei
    settori     dell'energia     o   della   ricerca,    le   permetteranno     di
    partecipare agli scambi di tecnologie e ai lavori da intraprendere
    previsti dal protocollo.
3•3 Emissioni di NOx nella Comunità
    Nel quadro del programma CORINAIR, la Commissione ha preparato un
    inventario delle emissioni di SO2, NOx e dei composti organici
    volatili per l'anno 1985.
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     Per le grandi categorie       di  emittenti,    e  emissioni    di NOx si
     ripartiscono come segue:
                      Fonti                  emissioni      NOx
                                                 (kt)        (%)
               Traffico                           5422       50
              Grandi impianti di
               combustione (>/50mW)               3987       37
              Altre fonti (1)                     1471       13
                             TOTALE              10880      100
             _ _ _ — ______     ______     _________ — ___     __ __
     Tabella 1: Emissioni di NOx nella Comunità nel 1985
     Taluni esperti (2) hanno ritenuto che il valore attribuito alle
     emissioni di NOx dovute al traffico era leggermente inferiore alla
     realtà e prepongono un valore calcolato di 6237 kt, il che
     porterebbe il totale a 11695 kt.
     La Commissione non dispone dei dati corrispondenti per l'anno 1987.
     Nel quadro della Convenzione di Ginevra, le parti sono tenute a
     comunicare i valori delle loro emissioni annue. I dati disponibili
     (3) per gli anni 85 e 87 sono rispettivamente di 11400 kt e 11659
     kt. Se per tener conto dell'unificazione tedesca, si aggiungono ì
     dati forniti dalla RDT, ì totali ammontano a 12355 kt e 12660 kt.
     Per quanto riguarda i valori del 1987, la Spagna e la Grecia non
     avevano ancora comunicato le loro emissioni e pertanto per questi
     due paesi il valore delle emissioni del 1985 è stato semplicemente
     ripreso nei totali del 1987.
     Se dovesse risultare che c'è una differenza per questi due paesi
     tra il 1985 e il 1987, probabilmente consisterebbe in un leggero
     aumento delle emissioni.
     L'ipotesi adottata è di applicare per il 1987 i dati del 1985, che
     sono inferiori al tasso da adottare a norma del protocollo e quindi
     sfavorevoli a titolo del totale delle emissioni della Comunità come
     base di stabilizzazione.
(1) Zone residenziali e settore terziario, procedimenti industriali
(2) Study on the forecast of emissions from motor vehicles in the
    European Community, Z.C Samaras and K.H. Zierock n* B6611-50-89 &
    3GG1i-5 1-89
(3) EB.AIR/GE. 1/16/Add.i
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     La tabella 2 riporta     le informazioni disponibili per le emissioni
     nel 1985 e nel 1987.
                       CORINAIR  COR/SAMU)    UN-ECEC2)  UN-ECE/RDT( 3)
    85 (kt)              10880      11695       11400        12355
    87 (kt)                  -          -       11659        12660 (*)
  Tabella 2:     Inventari delle emissioni di NOx disponibili per il 1985
                 e il 1987.
     Attualmente i migliori inventari di NOx presentano un margine di
     incertezza di circa il 15%.
     I dati dei vari inventari delle emissioni di NOx per il 1985 nella
     Comunità rientrano in questa forcella di incertezza.
     Per il 1987, il valore delle emissioni di NOx per la Comunità (ivi
     compresa la RDT) finalmente adottato sarà di 12660 kt.
     La previsione delle emissioni di NOx per l'anno bersaglio           del
     protocollo, cioè il 1994, si basa sulle seguenti ipotesi.
     1.    La valutazione dei parco au tornub ì i ì è estrapolata sulla base
           della tendenza degli anni 1970-1985 e di taluni parametri
           socio-economici (PIL, numero di famiglie, rete stradale . . . ) .
     2.    Per la stima delle emissioni dovute al traffico si è tenuto
           conto delle direttive già adottate dal Consiglio, delle
           proposte di direttive presentate dalla Commissione (4) nonché
           delle misure d'urgenza adottate da taluni stati membri.
     3.    La direttiva sui grandi impianti di combustione stabilisce,
           per l'insieme degli Stati membri, gli obiettivi di riduzione
           delle emissioni di NOx da raggiungere, per gli impianti
           esistenti, nel 1993 e 1998.
           Taluni   Stati membri possono beneficiare       di un periodo
           supplementare di due anni (RFG + ex RDT         : 3 anni) per
           raggiungere l'obiettivo del 1993.
(1) Valori CORINAIR modificati secondo SAMARAS e al.
(2) Valori comunicati dalle parti della Convenzione di Ginevra (totale
    comuni tar io )
(3) idem + RDT
(*) Valore adottato per l'anno di riferimento (1987)
(4) GU C 81 del 30.3. 1990
    COM (90) 174 def.
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         Per quanto riguarda        i nuovi impianti,            le unità che saranno
        messe in servizio fino al 1992. sono                     state contabilizzate
        negli impianti esistenti.
        Soltanto gli impianti che saranno messi in servizio                        tra  il
         1992 e il 1995, sono stati considerati unità nuove.
        Esse    rispettano      i  limiti     di      emissione        stabiliti     dalla
        direttiva. Tra       il 1992 e il 1995 dovrebbero entrare                        in
        servizio nella Comunità 10600 MVe.
        L'aumento dei      consumi      totali, cioè            senza distinzione       di
        combustibile, è stato stimato al 9,6% per i procedimenti
         industriali e al 15% per le zone residenziali e il settore
         terziario.
        Tuttavia per      questa     stima non         si è       tenuto    conto    delle
        riduzioni che     portrebbero essere          realizzate in         taluni   Stati
        membr i.
         I dati delle emissioni di NOx per l'ex RDT sono mantenuti al
         livello    del   1987    cioè     1001      kt       (ipotesi     probabilmente
        sfavorevole).
        Per il 1994. le emissioni di NOx nella Comunità sono state
        stimate come segue:
         f                                                                 .
                  Fonti                       |       emissioni
                                                          (kt)
         h                                                                i
            RDT                                              1001
            Traffico                                         6751
            Grandi impianti di
            combust ione                                     3452
            Altre fonti (1)                                  1632
                             TOTALE                        12836(*)
                                              L                            1
        Tabella 3      Stima   delle   emissioni      di     NOx    nella  Comunità    nel
                       1994.
4. CONCLUSIONE
   L'esame di valori (*) delle tabelle 2 e 3 mostra per il 1994
   livelli di emissioni di NOx nella Comunità di poco superiori al
   livello del      1987. Tuttavia,        tenuto       conto      di   talune    ipotesi
   sfavorevoli adottate e delle incertezze inerenti alle previsioni
   delle emissioni di questo ! Ì;MÌ il          i u : r.a n t e
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        che sono ampiamente superiori a questo leggero superamento, la
        Commissione ritiene che la Comunità si trova in una situazione in
         cui sarà in grado di garantire la stabilizzazione delle emissioni
        di NOx entro il 1994 in rapporto al livello del 1987. Se necessario
         e alla luce dei futuri inventari, la Commissione proporrà misure
         supplementari di riduzione delle emissioni per rispettare questo
        obbligo.
        Ad eccezione del Portogallo, tutti gli Stati membri hanno firmato
         il protocollo NOx (1). Inoltre taluni Stati membri della Comunità
        hanno firmato una dichiarazione con cui manifestano l'intenzione di
        procedere, al più tardi nel 1998, ad una riduzione dell'ordine del
        30% del    loro tasso annuo di emissioni di NOx, basandosi, per
        calcolare questa riduzione, sul tasso di emissioni di un anno
        scelto tra il 1980 e il 1986.
        La Commissione ritiene quindi che la Comunità sarà tecnicamente in
        grado di ottemperare agli obblighi del protocollo NOx. E' inoltre
        opportuno che la Comunità si impegni       concretamente, a livello
         internazionale,   nella lotta   contro  l'inquinamento    atmosferico
         transfrontaliere,   ivi compreso   il  previsto   rafforzamento   del
        protocollo NOx, per assumere cosi' effettivamente le responsabilità
        che le sono state assegnate. Essa propone pertanto al Consiglio di
        adottare la presente decisione.
   (1) Alla data del 1.10.1990 soltanto la Francia e i Paesi Bassi avevano
       ratificato il Protocollo NOx.
2)
 ---pagebreak---  ---pagebreak--- Decisione del Consiglio del                     concernente l'adesione della
Comunità al protocollo della Convenzione di Ginevra sull'inquinamento
atmosferico transfrontaliero a grande distanza, relativo alla lotta
contro    le emissioni      di  ossidi    di azoto o      i relativi     flussi
transfrontal ieri.
Il Consiglio della Comunità europea,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica             europea,  in
particolare l'articolo 130S,
visto la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che il trattato, con l'articolo 130 R §5, impone alla
Comunità e agli Stati membri di cooperare attivamente alle azioni
internazionali     in materia di      protezione dell'ambiente e che, in
considerazione      del    carattere     transfrontaliere    dell'inquinamento
atmosferico, è nell'interesse della Comunità di partecipare alle azioni
internazionali intese a ridurre questo inquinamento;
considerando che la Comunità è parte della Convenzione della Commissione
economica per l'Europa delle Nazioni Unite sull'inquinamento atmosferico
transfrontaliere a grande distanza (1) (Convenzione di Ginevra 1979) e
di uno dei protocolli relativo al finanziamento di EMEP (2) (Programma
concertato di sorveglianza continua e di valutazione del trasporto a
grande distanza degli inquinanti atmosferici in Europa);
considerando che il trattato, all'articolo 130R §2, stabilisce che
l'azione della Comunità è basata sull'azione preventiva e sulla
correzione, anzitutto alla fonte, dei danni causati all'ambiente e che
questi   principi     si sono concretati, in materia di            inquinamento
atmosferico,    in vari atti       legislativi    comunitari   concernenti   il
controllo delle emissioni di ossidi di azoto dovute alle fonti più
importanti (autoveicoli e grandi impianti di combustione);
considerando che il principio della correzione alla fonte è stato unp
degli scopi del protocollo NOx alla Convenzione, che stabilisce in
particolare un obiettivo globale di stabilizzazione delle emissioni
totali di ossidi di azoto e prescrive l'applicazione delle norme di
emissione e l'adozione di misure contro l'inquinamento, rimandando nello
stesso tempo un rafforzamento degli obblighi a negoziati successivi;
( 1 ) GU L 17 : del 27.6. 193 : . psg.
(2) Gì' L 181 del 1.7.1986. pag . 1
 ---pagebreak---                                                          - 2 -
considerando              che   il   ricorso           alla   migliore   tecnologia     disponibile.
 incluso negli obblighi                 fondamentali dei protocollo, figura, dal 1984,
nella             legislazione        comunitaria             concernente     la     lotta    contro
 l'inquinamento a t m o s f e r i c o di origine industriale e che questo stesso
principio è diventato, dal                        1989. la filosofia di base del           controllo
delle emissioni dovute ai veicoli a motore;
c o n s i d e r a n d o che, dati i danni causati all'ambiente e dato il carattere
transfrontaliero d e l l ' i n q u i n a m e n t o atmosferico a grande distanza, dovuto
alle emissioni di ossidi di azoto, è indispensabile una azione comune a
 livello internazionale e che è necessario che la Comunità aderisca al
p r o t o c o l l o relativo alla lotta contro le emissioni di ossidi di azoto e
i relativi flussi transfrontalier ì :
decide:
Articolo l
La Comunità economica europea aderisce al protocollo alla Convenzione
sull'inquinamento              atmosferico             trasfrontaliero   a  grande distanza      del
1979, relativo alla lotta contro le emissioni di ossidi di azoto o i
relativi flussi t r a s f r o n t a l i e r i .
Il    testo di detto p r o t o c o l l o         è allegato alla presente      decisione.
Art JfrQlQ 2
Il presidente del C o n s i g l i o procede ai                 deposito degli   atti  in  conformità
d e l l ' a r t i c o l o 14 del p r o t o c o l l o .
Fatto a Bruxeiìes,             il
Per     i1 Consigi io
Il    Presidente
 ---pagebreak---                                         - 1 -
 PROTOCOLLO ALLA CONVENZIONE SULL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO TRANSFRONTALIERO DI
       LUNGA DISTANZA, DEL 1979, RELATIVO ALLA LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI
                 OSSIDI DI AZOTO 0 Al LORO FLUSSI TRANSFRONTAL IERI
 le Parti
Le Parti contraenti risolute ad applicare ia risoluzione sull'inquinamento
atmosferico transfrontaliero di lunga distanza;
Preoccupate dei fatto che le emissioni attuali di inquinanti atmosferici
danneggiano, nelle regioni esposte dell'Europa e dell'America del Nord, risorse
naturali estremamente importanti dal punto di vista ecologico ed economico;
Ricordando che l'Organo esecutivo della Convenzione ha affermato nella sua
seconda sessione la necessità di ridurre efficacemente, al più tardi entro il
1995, le emissioni totali annuali di ossidi di azoto provenienti da fonti fisse
o mobili o I loro flussi transfrontalieri nonché la necessità, per gli Stati che
avevano già iniziato a ridurre tali emissioni, di contenere e di modificare le
 loro norme di emissione degli ossidi di azoto;
Considerando ol I attuali dati scientifici e tecnici relativi al le emissioni,
allo spostamento nell'atmosfera e all'incidenza sull'ambiente degli ossidi di
azoto e dei loro prodotti secondari nonché alle tecniche di lotta;
Consapevo li de I fatto che gli effetti nocivi delle emissioni di ossidi di azoto
per l'ambiente variano a seconda dei paesi;
Risolute ad adottare misure efficaci di lotta e a ridurre le emissioni nazionali
di ossidi di azoto o i loro flussi transfrontalieri, in particolare mediante
 l'applicazione di appropriate norme nazionali di emissione per le fonti mobili
nuove e le grandi fonti fisse nuove nonché mediante l'adattamento successivo
delle grandi fonti fisse esistenti;
Rlconoscendo che le conoscenze scientifiche e tecniche in materia sono in
evoluzione e che sarà necessario tener conto di tale evoluzione per
 l'applicazione del presente protocollo e per ia decisione di azioni ulteriori;
Ri levando che l'elaborazione di un'impostazione fondata  sui carichi critici mira
a fissare una base scientifica incentrata sugli effetti   di cui si dovrà tenere
conto esaminando l'applicazione del presente Protocollo   e decidendo nuove misure
accettate sul piano internazionale, in modo da limitare   e ridurre le emissioni
di ossidi di azoto o i loro flussi transfrontalieri;
Riconoscendo che l'esame attento di procedure volte a creare condizioni più
favorevoli per lo scambio di tecnologie contribuirà alla riduzione effettiva
delle emissioni di ossidi di azoto nelle regioni della Commissione;
Notando con soddisfazione l'impegno reciproco assunto da vari paesi per ridurre
senza indugi e in proporzioni considerevoli le loro emissioni nazionali annuali
di ossidi di azoto-,
 ---pagebreak---                                       A-
Prendendo atto del le misure già adottate da taluni paesi le quali avevano
comportato la riduzione delle emissioni di ossidi di azoto;
Hanno convenuto quanto segue:
                                    Articolo 1
                                    Def inizioni
Ai fini dei presente Protocollo s'intende per:
1.     "Convenzione": la Convenzione sull'inquinamento atmosferico trasnfrontaliero
      di grande distanza;
2.     "EMEP": programma concertato di sorveglianza continua e di valutazione del
      trasporto a lunga distanza degli inquinanti atmosferici in Europa;
3.     "Organo esecutivo": l'Organo esecutivo della Convenzione costituito in
      applicazione del paragrafo 1 dell'articolo 10 della Convenzione;
4.     "zona geografica delle attività del'EMEP": la zona definita al paragrafo 4
      dell'articolo 1 del Protocollo alia Convenzione del 1979 sull'inquinamento
      atmosferico transfrontaliere di grande distanza, relativo al finanziamento a
       lungo termine del programma concertato di sorveglianza continua e di
      valutazione del trasporto a lunga distanza degli inquinanti atmosferici in
      Europa (EMEP) adottato a Ginevra il 28 settembre 1984;
5.    "Parti", salvo indicazione contraria del contesto, le Parti contraenti del
      presente protocol lo;
6.    "Commissione" la Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa;
7.    "carico critico": una stima quantitativa dell'esposizione a uno o più
       inquinanti al di sotto della quale, in base alle conoscenze attuali, non si
      hanno effetti nocivi apprezzabili su elementi sensibili determinati
      del l'ambiente;
8.    "grande fonte fissa esistente": qualsiasi fonte fissa esistente il cui
      apporto termico sia di almeno 100 MW;
9.    "grande fonte fissa nuova": qualsiasi fonte fissa nuova il cui apporto
      termico sia di almeno 50 MW;
10.   "grande categoria di fonti": qualsiasi categoria di fonti che emettono o
      possono emettere inquinanti atmosferici sotto forma di ossidi di azoto,
      segnatamente le categorie descritte nell'Allegato tecnico, e che
      contribuiscono per almeno il 10% al totale delle emissioni nazionali di
      ossidi di azoto misurato o calcolato nel primo anno civile successivo alla
      data di entrata in vigore del presente Protocollo, ed in seguito ogni
      quattro anni ;
 ---pagebreak---                                          - 3 -
 11. "fonte fissa nuova": qualsiasi fonte fissa la cui costruzione o modifica
     rilevante sia iniziata dopo un termine di due anni dalla data di entrata in
     vigore del presente Protocollo;
12. "fonte mobile nuova": un veicolo a motore o altra fonte mobile fabbricati
     dopo un termine di due anni dalla data di entrata in vigore del presente
     Protocol lo.
                                     Art icoio 2
                               Obblighi fondamentali
1.   Le Parti adottano, in un primo tempo e non appena possibile, misure efficaci
     per controllare e/o ridurre le loro emissioni annuali nazionali di ossidi di
     azoto o i loro flussi transfrontalieri, affinché questi, il 31 dicembre 1984
     al più tardi, non siano superiori alle emissioni annuali nazionali di ossidi
     di azoto e ai flussi transfrontalieri di tali emissioni durante l'anno
     civile 1987 o durante qualsiasi anno anteriore da specificare al momento
     della firma del Protocollo o dell'adesione al medesimo, a condizione che,
     inoltre, nel caso di una Parte che specifichi qualsiasi anno anteriore, i
     flussi transfrontalieri nazionali di detta Parte o le sue emissioni
     nazionali di ossidi di azoto durante il periodo dal 1' gennaio 1987 al
     1* gennaio 1996 non oltrepassino, in media annuale, I suoi flussi
     transfrontalieri o le sue emissioni nazionali durante l'anno civile 1987.
2.   Inoltre, le Parti adottano, entro e non oltre due anni dalla data di entrata
     in vigore del presente Protocollo, le seguenti misure:
     a) applicazione di norme nazionali di emissione per le grandi fonti e/o
        categorie di fonti fisse nuove e, per le fonti fisse sensibilmente
        modificate nelle grandi categorie di fonti, norme fondate sulle migliori
        tecnologie applicabili ed economicamente accettabili prendendo in
        considerazione l'Allegato tecnico;
     b) applicazione di norme nazionali di emissione alle fonti mobili nuove in
        tutte le grandi categorie di fonti, norme fondate sulle migliori
        tecnologie applicabili ed economicamente accettabili, prendendo in
        considerazione l'Allegato tecnico e le decisioni in materia prese nel
        quadro del Comitato dei trasporti interni della Commissione;
     e) adozione di misure antiinquinamento per le grandi fonti fisse esistenti,
        tenendo conto dell'Allegato tecnico e le caratteristiche dell'impianto,
        la sua età, il suo tasso di utilizzazione e la necessità di evitare una
        perturbazione ingiustificata dell'attività.
3.   a) Le Parti, in un secondo tempo, avviano negoziati, entro e non oltre sei
        mesi dalla data di entrata in vigore del presente Protocollo, sulle
        misure ulteriori da adottare al fine di ridurre le emissioni annuali
        nazionali di ossidi di azoto o I flussi transfrontalierì di tali
        emissioni, tenendo conto delle migliori innovazioni scientifiche e
        tecniche disponibili, dei carichi critici accettati sul piano
        internazionale e degli altri elementi risultanti dal programma di lavoro
        intrapreso in base all'articolo 6.
 ---pagebreak---                                                      - 4 -
     b) A tal fine le Parti cooperano per definire:
            I)     i carichi critici;
            il)    ie riduzioni delle emissioni annuali nazionali di ossidi di azoto o
                   dei flussi transfrontalieri di tali emissioni necessarie per
                   conseguire gli obiettivi convenuti fondati sui carichi critici; e
            ili) misure, e un relativo calendario che comincia a decorrere non oltre
                   i l i ' gennaio 1996, volte a realizzare tali riduzioni.
4.   Le Parti possono adottare misure più rigorose di quelle prescritte dal
     presente articolo.
                                                  Articolo 3
                                        Scambio di tecnologie
1.   Le Parti facilitano, conformemente al le loro leggi, regolamenti e pratiche
     nazionali, lo scambio di tecnologie al fine di ridurre le emissioni di
     ossidi di azoto, incoraggiando in particolare:
     a) lo scambio commerciale delle tecniche disponibili;
     b) I contatti diretti e la cooperazione nel settore industriale, incluse la
           co imprese-,
     e) lo scambio di dati di informazione e di esperienze;
     d) l'assistenza tecnica.
2.   Nel I ' incoraggiare le attività di cui alle precedenti lettere a) e d ) , le
     Parti creano condizioni favorevoli facilitando i contatti e la cooperazione
     tra le organizzazioni e le persone competenti dei settori privato e
     pubblico, capaci di fornire la tecnologia, i servizi di concezione e di
     ingegneria, il materiale o il finanziamento necessari.
3.  Le Parti intraprenderanno, entro e non oltre sei mesi dalla data di entrata
     In vigore del presente Protocollo, l'esame degli interventi necessari »per
    creare condizioni più favorevoli allo scambio di tecniche atte a permetterà
     la riduzione delle emissioni di ossidi di azoto.
                                                  Articolo 4
                                     Carburante sensa piombo
Le P a r t i provvederanno a che, quanto prima p o s s i b i l e , ma e n t r o e non.oltre due
anni d a l l a data di entrata in vigore del presente P r o t o c o l l o , i l carburante
senza piombo sia sufficientemente d i s p o n i b i l e , in casi p a r t i c o l a r i perlomeno
lungo i grandi i t i n e r a r i di t r a n s i t o Internazionale in modo da f a c i l i t a r e la
circolazione dei v e i c o l i muniti di c o n v e r t i t o r i c a t a l i t i c i .
 ---pagebreak---                                           _5-
                                       Articolo -
                                 Processo di revisione
 1. Le Parti modificano per iodicamente, aggiornandolo, il preeente Protocollo in
     cone I Cerei ione celle migliori basi scientifiche e delle innovât ioni tecniche
     disponibili.
t. La prima revleIone avrà luogo, al più tardi, un anno dalla data Ci entrata
      in vigore del preeente Protocollo.
                                       ArtKoto g
                                Livori -t intraprendere
Le Parti emmettono una particolare priorità alle attività di ricerca e Ci
eorvefl lenta relativo alla mecca a punto e eli'applicai ione di un metodo fondato
cui carichi critici volto a determinare scientificamente le riduzioni necessarie
Col le emleelonl Ci cecidi Ci atoto.
Le Parti ci edoperorann© in particolare* mediante programmi nazionali di
ricerca, nel queero Col plano di lavoro dell'Organo eeecutivo e mediante altri
gr egr aeeii Ci cooper azione intrapresi nel quadro della Convenzione, per:
a)   identificare e quantificare gli effetti celle emleelonl di ossidi di azoto
     cui l'uomo, culla vita vegetale e animale, culle acque, cui suoli e sul
     materiel I tenendo conto Celi'impatto che hanno cu esci gli ossidi di azoto
     provenienti Ce fonti diverse dalle precipitazioni atmosferiche;
0) determinare la ripartizione geografica delle zone sensibili;
e) mettere a punto ci sterni di misurazione e mocci II compresi nonché metodi
     ermonlzzati por II calcolo delle emleelonl, ci fine Ci quantificare II
     trasporto a lunga Cietanza degli ossidi di azoto e degli inquinanti
     connessi;
0) affinare I cieterni ci valutazione del rleuitatl e del costo delle tecniche
     Ci lotta contro remissione di ossidi di azoto e repertor lare le innovazioni
     tecnologiche in materie; e
e) mettere a punto, nel contesto di un'impost ai ione fondata sui carichi
     critici, meteci che permettano CI integrare i ceti scientifici, tecnici ed
     economici ci fine CI determinare adeguate etrategle Ci lotta.
                                       Articolo ?
                      frogrnwu EOI meno e etrategle ni-Iona il
Lo Parti instaurano quanto prima programmi, politiche e etrategle nazionali di
eeecuzione degli obblighi derivanti dal presente Protocollo atti a permettere di
combattere e ridurre le emissioni ci ossidi Cl ezoto o i loro flussi
tranefronta M e r i .
 ---pagebreak---                                          - 6 -
                                     Articolo 8
                    Scambio di informazioni e relazioni annuali
1.  Le Parti scambiano informazioni notificando all'Organo esecutivo i
    programmi, le politiche e le strategie nazionali che essi adottano
    conformemente al precedente articolo 7 e notlficando ogni anno al suddetto
    Organo esecutivo I programmi realizzati e le modifiche apportate a detti
    programmi, politiche e strategie. Esse notificheranno in particolare:
    a) le emissioni annuali nazionali di ossidi di azoto e la base sulla quale
       esse sono state calcolate;
    b) I progressi compiuti nell'applicazione di norme nazionali di emissione
       come previsto ai capoversi 2, lettera a) e 2, lettera b) del precedente
       articolo 2 nonché le norme nazionali di emissione applicate o da
       applicare e le fonti e/o le categorie di fonti considerate;
    e) i progressi nell'adozione delle misure antlinquinamento come previsto al
       capoverso 2, lettera e) del precedente articolo 2, le fonti considerate e
        le misure adottate o da adottare;
    d) i progressi realizzati nella messa a disposizione del pubblico di
       carburante senza piombo;
    e) le misure adottate per facilitare lo scambio di tecnologie;
    f) i progressi realizzati nella determinazione dei carichi critici.
2.  Queste informazioni verranno comunicate, per quanto possibile, attenendosi
    ad un sistema uniforme di presentazione delle relazioni.
                                     ArtIcolo 9
                                       Ça'ÇQM
Utilizzando modelli appropriati, I'EMEP fornisce all'Organo esecutivo, in tempo
opportuno prima delle sue riunioni annuali, calcoli dei bilanci dell'azoto, dei
flussi transfrontalieri e delle ricadute di ossidi di azoto nella zona
geografica delle attività delI'EMEP. Nelle regioni al di fuori della zona di
attività delI'EMEP, vengono utilizzati modelli adattati alle circostanze
particolari delle Parti della Convenzione.
                                    Articolo 10
                                 Allegato tecnico
L'Allegato tecnico al presente Protocollo ha carattere di raccomandazione. Esso
fa parte integrante del Protocollo.
                                                                   \
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                                    Articolo 11
                             Emendamenti al Protocollo
1.  Ciascuna Parte può proporre emendamenti al presente Protocollo.
2.  Le proposte di emendamento sono sottoposte per iscritto al Segretario
    esecutivo del la Commissione il quale le comunica a tutte le Parti. L'Organo
    esecutivo esamina le proposte di emendamento nella sua riunione successiva
    annuale sempreché tali proposte siano state comunicate alle Parti dal
    Segretario esecutivo almeno 90 giorni prima.
3.  Gli emendamenti al Protocollo, salvo gli emendamenti al suo Al legato
    tecnico, sono adottati mediante il consenso delle Parti rappresentate in una
    riunione dell'Organo esecutivo. Essi entrano in vigore, per le Parti che li
    hanno accettati, 11 90* giorno successivo alla data alla quale due terzi
    delle Parti abbiano depositato gli strumenti di accettazione di tali
    emendamenti. GII emendamenti entrano in vigore per la Parte che li ha
    accettati, dopo che i due terzi delle Parti abbiano depositato gli strumenti
    di accettazione di tali emendamenti, il 90' giorno successivo alla data alla
    quale detta Parte ha depositato il suo strumento di accettazione degli
    emendament i.
4.  Gli emendamenti all'Allegato tecnico sono adottati mediante consenso delle
    Parti rappresentate in una riunione dell'Organo esecutivo ed entrano in
    vigore il 30* giorno successivo alla data alla quale essi sono stati
    comunicati conformemente a paragrafo 5 seguente.
5.  Gli emendamenti di cui ai precedenti paragrafi 3 e 4 sono comunicati alle
    Parti dal Segretario esecutivo quanto prima possibile dopo la loro adozione.
                                    Articolo 12
                          Composizione delle controversie
In caso di controversia tra due o più Parti circa l'interpretazione o
l'applicazione del presente Protocollo, tali Parti cercano una soluzione
negoziata o ricorrono ad altri metodi per esse accettabili di composizione delle
controversie.
 ---pagebreak---                                         - 8-
                                    Articolo 1.
                                       Firma
 1.  Il presente Protocollo potrà eeeere firmato dal 1' al 4 novembre 1988
     incluso, a Sofia, e successivamente presso la sede del l'Organizzazione delle
    Nazioni Unite a New York fino al 5 maggio 1000, Cagli Stati membri della
    Commi ce ione, dagli Stati che hanno etatue consult Ivo presso la Commissione,
    conformemente al paragrafo 8 della risoluzione 30 (IV) del Consiglio
    economico e sociale del 28 marzo 1047 e Calle organizzazioni d'Integrazione
    economica e regionale costituite da Stati sovrani membri della Commissione,
    aventi competenza per negoziare, concludere e applicare accordi
     internazionali nelle materie oggetto del preeente Protocollo eempreché tali
    Stati ed organizzazioni alano Parti della Convenzione.
2.  Por te questioni di loro competenza, dette organi zzai ioni d'integrazione
    economica e sociale potranno, a proprio nome, eeercltare diritti ed
    assumersi responsabilità che il presente Protocollo conferisce ai loro Stati
    membri. In tal caso gli Stati membri di queste organizzazioni non saranno
    autorizzate ad esercitare individualmente detti diritti.
                                    Articolo 14
                  Ratifica, acçott-ifono. approva,lone e --filone
1.   li presente Protocollo sarà sottoposto a ratifica, accettazione o
    approvazione da parte dei firmatari.
2.  it presente Protocollo è aperto all'adesione degli Stati e delle
    organizzazioni di cui al paragrafo 1 del precedente articolo 13 a decorrere
    dal 6 maggio 1989.
3. Gli Stati o le organizzazioni che aderiscono al presente Protocollo dopo II
    31 dicembre 1993 possono applicare i precedenti articoli 2 e 4 entro e non
    oltre il 31 dicembre 1995.
4.  Gli strumenti di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adeaione
    saranno depositati presso II Segretario generale dell'Organizzazione delle
    Nazioni Unite, Il quale funge da depositario.
 ---pagebreak---                                          - 9 -
                                    ArtlÇQlQ 1-
                                 Entrata in vigore
 1.  Il presente Protocollo entra in vigore il 00* giorno successivo alia data di
    deposito del sedicesimo strumento di ratifica, di accettazione, di
    approvazione o di acceIone.
2.  P9r ciascuno degli Stati o organizzazioni Ci cui al paragrafo 1 del
    precedente articolo 13, che ratifichi/accetti o approvi II presente
    Protocollo o vi aderisca dopo il deposito del sedicesimo strumento di
    ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione, il Protocollo
    entra in vigore il 00' giorno a decorrere dalla data di deposito da parte Ci
    detto Stato o organizzazione cello strumento di ratifica, di accettazione,
    di approvazione o CI adesione.
                                    Articolo 18
                                      Penurie 1,
Decorei cinque anni dalla data in cui il presente Protocollo sarà entrato in
vigore nei riguardi Ci una Parte contraente, tale Parte può denunciare il
medesimo mediante notifica eeritta al depoeltario. La denuncia avrà effetto 00
giorni dopo la data in cui le notifica cara etata ricevuta dal depositario o ad
una data ulteriore che eie specificata nella notifica di denuncia.
                                    Articolo 17
                                Teetl facent» foto
L'originale del preeente Protocollo I cui teeti ingleee, francese e russo fanno
ugualmente fece, cara depositato presso il Segretario generale
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
In fede di che i sottoscritti, a ciò debitamente autorizzati, hanno firmato il
presente Protocollo.
Fatto a Sofia, il 31* giorno del mese di ottobre mille e novecento ottantotto.
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                                   ALLEGATO TECNICO
 1.  Le informazioni relative ai risultati delle emissioni e ai costi si basano
     sulla documentazione ufficiale dell'Organo esecutivo e dei suoi organi
     sussidiari, in particolare sui documenti EB.AIR/WG.3/R.8, R.9 e R.16, e
     ENV/WP.1/R.86 e Corr. 1, riprodotti negli Effets de la pollution
     atmosphérique transfrontière et la lutte antÌDOIlution(*>. Salvo
      indicazione contraria si ritiene che le tecniche enumerate siano comprovate
     e fondate sull'esperienza concreta (**).
2.   Le informazioni che figurano nel presente allegato sono incomplete. Poiché
      l'esperienza relativa ai nuovi motori e ai nuovi Impianti che impiegano
     tecniche con bassa produzione di emissioni e l'adattamento degli impianti
     esistenti si estendono constantemente, sarà necessario sviluppare e
     modificare l'Allegato a intervalli regolari. L'Allegato, il quale non può
     fornire un quadro esauriente delle opzioni tecnologiche, mira ad aiutare le
     Parti contraenti nella ricerca di tecniche economicamente praticabili per
     l'applicazione degli obblighi assunti in base al Protocollo.
 I.  TECNICHE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI NO x PROVENIENTI DA FONTI FISSE
3.   La combustione di combustibili fossili è la principale fonte fissa di
     emissioni antropiche di N0 X . Possono inoltre contribuire alle emissioni di
     NO x talune operazioni diverse dalla combustione.
4.   Le grandi categorie di fonti fisse di emissioni di N0 X sono:
     a)  gli impianti di combustione;
     b)  i forni industriali (per es. fabbricazione del cemento);
     e)  I motori fissi (turbine a gas e motori a combustione Interna);
     d)  le operazioni diverse dalla combustione (per es. produzione di acido
         nitrico).
5.   Le tecniche di riduzione delle emissioni di N0 X si basano su talune
    modifiche della combustione o dell'operazione e - in particolare per le
    grandi centrali termiche - sul trattamento dei gas di combustione.
(*)   Studi sull'inquinamento atmosferico n. 4 (Pubblicazione delle Nazioni
      Unite, numero commerciale, F.87.II.E.36).
(**) E' attualmente difficile fornire dati affidabili, in termini assoluti, sui
      costi delle tecniche anti-emissione. E' pertanto opportuno, per i costi
       indicati nel presente allegato, porre l'accento sulla relazione tra i costi
      delle diverse tecniche piuttosto che su quelli assoluti.
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 6.   Per l'adattamento a posteriori degli impianti esistenti, il campo di
      applicazione delle tecniche anti-NO x può essere limitato da effetti
      secondari negativi sul funzionamento o da altri limiti propri all'impianto.
      Di conseguenza, In caso di adattamento successivo, vengono fornite soltanto
      stime approssimative sui valori caratteristicamente realizzabili delle
      emissioni di N0 X . Per gli impianti nuovi gli effetti secondari negativi
      possono essere ridotti ad un minimo o esclusi grazie ad una progettazione
      adeguata.
7.    In base al dati di cui si dispone attualmente, il costo delle modifiche
     della combustione può essere ritenuto affidabile negli impianti nuovi.
      Invece, nel caso dell'adattamento a posteriori, come per esempio nelle
     grandi centrali termiche, tale costo può variare approssimativamente tra 8 e
     25 F svizzeri per KW e ) (nel 1985). In generale I costi di investimento per
      i sistemi di trattamento dei gas di combustione sono molto più elevati.
8.   Per le fonti fisse I coefficienti di emissione sono espressi in milligrammi
     di N 0 2 per metro cubo (mg/m 3 ) normale (0 *C, 1 013 mb), peso secco.
 Impianti di combustione
9.   La categoria degli Impianti di combustione riguarda la combustione di
     combustibili fossili in forni, in caldaie, apparecchi di riscaldamento
      indiretti ed altri impianti di combustione che forniscono un apporto di
     calore superiore a 10 MW, senza miscela dei gas di combustione con altri
     effluenti o materie trattate. Per gli Impianti nuovi o esistenti si dispone
     delle seguenti tecniche di combustione, che possono essere utilizzate da
     sole o in combinazione:
     a) bassa temperatura nella camera di combustione, compresa la combustione in
         letto fluido;
     b) funzionamento con debole eccesso di aria;
     e) installazione di bruciatori speciale anti-NO x ;
     d) riciclaggio dei gas di carneau nell'aria di combustione;
     e) combustione in più fasi/aggiunta di aria;
     f) ricombustione (deposizione a piani del combustibile)      (***)
     Le norme relative ai risultati che è possibile ottenere sono riassunte nella
     tabella 1.
(***) L'esperienza di impiego di questa tecnica di combustione è limitata.
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                                    Tob«llo 1 . Norm» rolotivo o H . u K o U MO» (m*/**).  r«qlt_ioblH «odianto ModlfIcho dolio combustione
                          Tipo di {«pianto a/            Livella di rlforlMSitto            Adottowsnto o eootsrlert di is» tonti esistenti b/             Nuovo      P2
                                                         ( • M M Misuro onti-MO-)         Intervallo         Voloro eerotteriotice                         lapionio
                          Combustione ou erigilo             300 - 1 000                                              eoo                                    400
                          Combustione in lotto fluido
              do 10 MI 1) fiooo                              300-      eoo                                                                                   400
                   o      2) eireolonto                      190-      300                                                                                   200
                  300 Mi Combustione di corbono
                          poi veri.itolo
                          1) ovolo oocco                     700 — 1 700                      eoo- 1 100              eoo                                <   eoo
                          2) suolo uoido                  1 0 0 0 - 2 300                   1 000 - 1 400                                                < 1 000
  Combustibili
  solidi
                          Combustione di corbono
                          polveri n o t o
             > 300 MI     1) suolo socco                     700 - 1 700                      0 0 0 - 1 100                                              <
                          2) ouolo «nido                  1 0 0 0 - 2 300                   1 0 0 0 - 1 400                                              < 1 000
             do 10 MI c/C—buotlono di corburonto
                          disti Moto                                                                                  300
                300 MI    CSSÉustiono di corburonto
                                                             SCO- 1 400                       200 - 400               400
        it ICI l i
  liquidi
             > 300 Mi     Combuottono di corburonto
                          _________                          9 0 0 - 1 400                    200-400
             do 10 •_•_/
                                                             1 9 0 - t 000                    100-300                                                        <300
  CwC-StlCItl
            T5ee»                                                  - 1                        ICC-990                                                        <300
•) U eopeolte dsolfncno l'ospito di coloro le Mi (tomlobo) por i—.silibito (poterò ootorloo Intorno)
b) Tenuto conto Col Itaritipropri eoli le* lenti e Colle notevoli lecertene por quante conoomo I rieeltetl Coli                     te e pootorlorl CefiI hop tonti colotonti
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                                      approccio»! ivi.
0) Por fll leplontl Ci piccole dHssnoionl ( t O C O - H O t * ) . tetti I doti fomiti                m free» pili elevate CI leaerttc—.
 ---pagebreak---                                             - 13 -
 10. Il trattamento del gas di carneau mediante riduzione catalitica selettiva
      (RCS) ò una misura supplementare per la riduzione delle emissioni di N0 X
      il cui rendimento raggiunge I'80% e oltre. Nella regione della CEE si
     dispone di una notevole esperienza circa il funzionamento di impianti nuovi
     o adattati successivamente, in particolare per le centrali termiche di oltre
     300 MW (termiche). Se si aggiungono a ciò modifiche della combustione si
     possono facilmente realizzare valori di emissione di 200 mg/m 3
     (combustibili solidi, 6% di 0 2 ) e di 150 mg/m 3 (combustibili liquidi, 3%
     di 0 2 ) .
11. La riduzione non catalitica selettiva (RNCS), una tecnica di trattamento dei
     gas di carneau che permette di ottenere una riduzione dal 20 al 60% degli
     N0 X , è una tecnica meno costosa che trova applicazioni particolari (per
     es. forni di raffineria e combustione di gas sotto carico minimo).
Motori fissi: turbine a gas e motori a combustione interna
12. Si possono diminuire le emissioni di N0 X delle turbine a gas fisse sia
     modificando la combustione (via secca) sia mediante iniezione di
     acqua/vapore (via unica). Questi due tipi di interventi sono ben
     sperimentati. Si possono cosi ottenere valori di emissione di 150 mg/m 3
     (gas, 15% di 0 2 ) e di 300 mg/m 3 (carburante, 15% di 02)- L'adattamento
     a poster ior i é possibile.
13. Si possono diminuire le emissioni di N0 X dei motori fissi a combustione
     interna a accensione mediante scintilla sia modificando la combustione (per
     es. miscela povera e riciclaggio dei gas di scarico) sia trattando i gas di
     scarico (convertitore catalitico a tre vie ad anello chiuso RCS). La
     possibilità tecnica ed economica di applicare questi diversi procedimenti
     dipende dalla dimensione del motore, dal tipo di motore (due tempi, quattro
     tempi) e dal modo di funzionamento del motore (carico costante variabile).
     Il sistema a miscela povera permette di ottenere valori di emissione di
     N0 X di 800 mg/m 3 (5% di 0 2 ) , il processo RCS riduce le emissioni di
     N0 X molto al di sotto di 400 mg/m 3 (5% di 0 2 ) e il convertitore
     catalitico a tre vie permette addirittura di scendere al di sotto di 200
     mg/m 3 (5% di 0 2 ) .
Forni industriali - Calcinazione del cemento
14. Il procedimento di precalcinazione è in corso di studio nella regione della
     Commissione quale tecnica possìbile per ridurre le concentrazioni di N0 X
     nei gas di carneau dei forni nuovi o esistenti, utilizzati per la
     calcinazione del cemento, a circa 300 mg/m 3 (10% di O2).
Operazioni diverse dalla combustione - Produzione di acido nitrico
15. La produzione di acido nitrico con assorbimento ad alta pressione (>8 bar)
     permette di mantenere al di sotto di 400 mg/m 3 le concentrazioni di N0 X
     negli effluenti non diluiti. Lo stesso risultato può essere ottenuto
    mediante assorbimento sotto pressione media, associata ad un procedimento di
     RCS o a qualsiasi altro procedimento di riduzione degli NO x di efficacia
     comparabile. L'adattamento a poster ior i é possibile.
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 II. TECNICHE DI LOTTA CONTRO LE EMISSIONI DI N 0 2 PROVENIENTI DA VEICOLI A
     MOTORE
 16. I veicoli a motore oggetto del presente Allegato sono quelli che servono ai
      trasporti stradali, cioè: le automobili private, i veicoli utilitari pesanti
     e leggeri a benzina o a carburante diesel. Quando é opportuno si fa
     riferimento alle categorie di veicoli (M 1 , M 2 , M 3 , N-j, N 2 , N 3 )
     definite nel regolamento n. 13 della CEE adottato in applicazione
     dell'Accordo del 1958 relativo all'adozione di condizioni uniformi di
     omologazione e al riconoscimento reciproco del l'omologazione delle
     attrezzature e parti di veicoli a motore.
17. I trasporti stradali sono una fonte importante di emissioni antropiche di
     N 0 X in molti paesi della Commissione: essi contribuiscono per il 40-80% al
     totale delle emissioni nazionali. Globalmente I veicoli a benzina
     contribuiscono ai due terzi del totale delle emissioni di N0 X provocate
     dai trasporti stradali.
18. Le tecniche cui si dispone per lottare contro gli ossidi di azoto
     provenienti dai veicoli a motore sono riassunte nelle tabelle 3 e 6. Per
     comodità raggruppiamo le tecniche in funzione delle norme di emissione
     nazionali e internazionali esistenti o proposte, le quali differiscono per
      il grado di severità delle loro disposizioni. Poiché i cicli di prova
     regolamentari attualmente praticati corrispondono solo a percorsi in zona
     urbana, le stime relative alle emissioni di N0 X di seguito riportate
     tengono conto della circolazione a velocità più elevate quando le emissioni
     di N 0 X rischiano di essere particolarmente importanti.
19. I costi di produzione supplementari indicati alle tabelle 3 e 6 per le
     diverse tecniche sono valutazioni del costo di fabbricazione e non dei
     prezzi al dettaglio.
20. E' importante controllare la conformità allo stadio della produzione e anche
     a seconda dei risultati del veicolo in corso di utilizzazione per
     assicurarsi che il potenziale di riduzione previsto dalle norme di emissione
     sia effettivamente raggiunto.
21. Le tecniche che comportano l'utilizzazione di catalizzatori o che si fondano
     su essa implicano l'uso del carburante senza piombo. La libera circolazione
     dei veicoli muniti di catalizzatore è subordinata alla possibilità
     procurarsi dovunque il carburante senza piombo.
Autovetture private a benzina e a carburante diesel (M-j)
22. La tabella 2 riassume quattro norme di emissione. Tali norme sono utilizzate
     nella tabella 3 per raggruppare le diverse tecniche di motore applicabili ai
     veicoli a benzina in funzione del loro potenziale di riduzione delle
     emissioni di NO x .
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Tabella 2: Definizione delle norme di emissione
       Norma              Limiti                     Osservazioni
  A. ECE R. 15-04  HC+N0 X : 19-28 g/prova       Norma CEE attuale (reg. n. 15
                                                 compresa la serie di modifi-
                                                 che 04, adottate in conformi-
                                                 tà dell'Accordo del 1958 di
                                                 cui al par. 16 precedente),
                                                 parimenti adottata
                                                 dalla Comunità economica
                                                 europea (Direttiva 83/351).
                                                 Ciclo di prova su percorso
                                                 urbano ECE R.15. Il limite di
                                                 emissione varia con la massa
                                                 del veicolo.
  B. "Lussemburgo  HC+N0 2 :                     Queste norme saranno intro-
     1985          1,4-2,0 1: 8 g/prova          dotte durante il periodo
                   Questa norma si               1988-1993 nella Comunità
                   applica solo a questo         economica europea secondo la
                   gruppo di motori              discussione svoltasi nella
                   (<1,4 1: 15,0 g/prova         Riunione del Consiglio dei
                    >2,0 1: 6,5 g/prova)         ministri della Comunità a
                                                 Lussemburgo nel 1985 e la
                                                 decisione finale adottata
                                                 nel dicembre 1987. Si applica
                                                  il ciclo di prova su un per-
                                                 corso urbano ECE R.15. La
                                                 norma per i motor i >2 I
                                                 equivale generalmente alla
                                                 norma US 1983. La norma per i
                                                 motori < 1,4 I è provvisoria.
                                                 La norma definitiva deve es-
                                                 sere ancora elaborata. La
                                                 norma per i motori da 1,4 a
                                                 2,0 si applica a tutte le
                                                 automobili a motore diesel
                                                 > 1,4 I.
  C. "Stoccolma                                  Norma per la legislazione
     1985"                                       nazionale in base al "docu-
                                                 cumento quadro" elaborato
                                                 dopo la Riunione dei ministri
                                                 dell'ambiente di otto paesi
                                                 a Stoccolma, nel 1985. Cor-
                                                 risponde alle norme US 1987
                                                 con le procedure di prova
                                                 seguent i:
                   N0 X : 0,62 g/km            US Federai Test Procedure(1975)
                   N0 X : 0,76 g/km            Highway fuel economy test
                                                 procedure.
  D. "California   N0 X : 0,25 g/km            Questa norma sarà introdotta
     1989"                                       nello Stato di California
                                                 (Stati Uniti di America)
                                                 con i mode 11i 1989.
                                                 US Federai Test Procedure.
 ---pagebreak---                                           - 16 -
 Tabella 3:     Tecniche applicabili ai motori a benzina, risultati di emissione,
                costi e consumo di carburante in corrispondenza delle norme di
                emissione
   Norma       Tecnica              Riduzione            Costi          Indice di
                                    composita sJ     supplementari di consumo di
                                                 dl
                                    degli NOx       produzione b/    carburante ay
                                        (%)         (Franchi svizzeri
                                                            1966)
   A.    Riferimento (motore e las-      - ç_/               -             100
         si co attuale ad accensione
         con scintilla con carbura-
         tore)
   B.    a) Iniezione di carburante      25               200              105
         + RGE + aria secondaria d/
         b) Catalizzatore a tre vie      55               150              103
         ad anello aperto (+RGE)
         e) Motore a miscela povera      60            200-600              90
         con catalizzatore di ossida-
         zione (+RGE) e_/
   C.    Catalizzatore a tre vie         90            300-600              95
         ad anello chiuso
   D.    Catalizzatore a tre vie         92            350-650              98
         ad anello chiuso (+RGE)
a/    Le stime reiative ai la riduzione composita di No x e l'indice di consumo di
      carburante si riferiscono ad una autovettura europea di peso medio che
      funzioni In condizioni medie di guida in Europa.
b/    I costi supplementari di produzione potrebbero essere espressi più
      praticamente in percentuale del costo totale del veicolo. Tuttavia, poiché
      le stime di costo sono destinate soprattutto al raffronto in termini
      relativi, è stata adottata la formulazione dei documenti originali.
e/    Coefficiente d'emissione composita di N0 X - 2,6 g/km.
__/ RGE: Riciclaggio dei gas di scappamento.
ey   Unicamente in base ai dati relativi a motori sperimentali. Non si producono
     praticamente veicoli a motore a miscela povera.
23. Le norme di emissione A, B, C e D comprendono limiti di emissione non
     soltanto per gli N0 X ma anche per gli idrocarburi (HC) e per il monossido
     di carbonio (CO). Le riduzioni di emissione stimate per queste sostanze
      inquinanti, rispetto al riferimento ECE R.15-04, figurano nella tabella 4.
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Tabella 4:    Stima delie riduzioni delle emissioni di HC e di CO relative ad
              autovetture private a benzina a seconda delle diverse tecniche
        Norma            Riduzione di HC               Riduzione di CO
                              (%)           _                 (%)
         B.       a)         30-40                            50
                  b)         50-60                           40-50
                  C)         70-90                           70-90
         C.                    90                             90
         D.                    90                             90
24. Le autovetture diesel attuali possono soddisfare ai requisiti di emissione
    di N0 X fissati dalle norme A, B e C. I requisiti rigorosi relativi alle
    emissioni di particelle nonché i limiti rigorosi per gli N0 X della norma D
     implicano che le autovetture private diesel vengano ulteriormente
    perfezionate, il che implica probabilmente il controllo elettronico della
    pompa di alimentazione, sistemi perfezionati di iniezione del carburante, il
    riciclaggio dei gas di scappamento e filtri per le particelle. Al momento
    attuale esistono solo veicoli sperimentali (cfr. anche la tabella 6, nota
    a/).
Altri veicoli utilitari leggeri (N1)
25. Sono applicabili i metodi di lotta relativi alle autovetture private, ma i
    seguenti fattori possono essere diversi: riduzione degli N0 X > costi e
    tempi di inizio della produzione commerciale.
Veicoli pesanti a benzina (M2. M3. N2. N3)
26. Questo genere di veicoli ha un'importanza trascurabile in Europa occidentale
    e perde di importanza in Europa orientale. I livelli di emissione degli
    NO x US-1990 e US-1991 (cfr. tabella 5 ) , potrebbero essere raggiunti, con
    un costo limitato, senza che ciò implichi progressi tecnici di rilievo.
Veicoli diesel pesanti (M2. M3. N2. N3)
27. Tre norme di emissione sono riassunte nella tabella 5. Esse figurano anche
    nella tabella 6 per raggruppare le tecniche-motore applicabili ai veicoli
    diesel pesanti in funzione del potenziale di riduzione di N0 X . Data la
    tendenza a sostituire i motori ad aspirazione naturale con I motori a
    turbocompressore la configurazione di riferimento del motore si sta
    modificando. Questa tendenza ha incidenze sui valori migliorati del consumo
    di riferimento di carburante. Non viene data qui, pertanto, una stima
    comparativa del consumo.
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Tabe Ila 5 :     Definizione delle norme di emissione
          Norma             Limiti N 0 X (g/kWh)         Osservazioni
    I    ECE R . 4 9               18                    Prova a 13 modi
    II US-1990                      8,0            Prova in condizioni transitorie
    I I I US-1991                   6,7            Prova in condizioni transitorie
Tabella 6:       Motori diesel pesanti: tecniche, risultati di emissione e cost
                 corrispondenti al livello di emissione delle norme a,/
   Norma        Tecnica                    Riduzione       Costo supplementare
                                           stimata           di produzione
                                           di NOv (%)    (dollari USA - 1984)
  I         Motore diesel classico attuale
            a iniezione diretta
  II ty     Turbocompressore +                   40          115 doI lari USA
            raffreddamento intermedio
            + sfalsamento del la
             iniezione (Modifica
            della camera di combustione                     (di cui 69 doI lari USA
            e dei condotti) (I motori a                      imputabili alla norma
            aspirazione naturale non                            NOv) e/
            potranno probabilmente
            soddisfare a questa norma)
  I I I b./ Perfezionamento delle tecniche         50        404 doI lari USA
            enumerate al punto II e messa                   (di cui 68 doI lari USA
             in fase dell'iniezione varia-                   imputabili alla norma
            bile e ut iIizzazione di                            N0 X ) c_/
            sistemi elettronici
a./ Una alterazione della qualità del carburante diesel avrebbe un'influenza
      sfavorevole sull'emissione e potrebbe influire sul consumo di carburante per
      i veicoli utilitari sia pesanti che leggeri.
b/    Permane necessaria la verifica su larga scala della disponibilità dei nuovi
      component i.
c_/ La differenza é dovuta alla lotta contro le emissioni di particelle e ad
      altre considerazioni.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                              COM(91)268def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              14
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-309-IT-C
                                                             ISBN 92-77-74227-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo