CELEX: 31988S2131
Language: it
Date: 1988-07-18 00:00:00
Title: Decisione n. 2131/88/CECA della Commissione del 18 luglio 1988 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di lamiere, di ferro o di acciaio, originari della Iugoslavia e stabilisce la riscossione definitiva dei dazi antidumping provvisori istituiti su tali importazioni

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31988S2131

Decisione n. 2131/88/CECA della Commissione del 18 luglio 1988 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di lamiere, di ferro o di acciaio, originari della Iugoslavia e stabilisce la riscossione definitiva dei dazi antidumping provvisori istituiti su tali importazioni  

Gazzetta ufficiale n. L 188 del 19/07/1988 pag. 0014 - 0017

*****DECISIONE  N. 2131/88/CECA DELLA COMMISSIONE  del 18 luglio 1988  che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di lamiere, di ferro o di acciaio, originari della Iugoslavia e stabilisce la riscossione definitiva dei dazi antidumping provvisori istituiti su tali importazioni  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea del carbone e dell'acciaio,  vista la decisione n. 2177/84/CECA della Commissione, del 27 luglio 1984, relativa alla difesa contro le importazioni da paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio oggetto di dumping o di sovvenzioni (1), in particolare l'articolo 12,  previe consultazioni in seno al comitato consultivo istituito dalla decisione suddetta,  considerando quanto segue:  A. Dazio provvisorio  (1) Con la decisione n. 229/88/CECA (2), modificata dalla decisione n. 980/88/CECA (3) la Commissione, ha nuovamente istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di lamiere di ferro o di acciaio, originari della Iugoslavia, in seguito alla presentazione di denunce relative alla mancata osservanza dell'impegno assunto dagli esportatori iugoslavi.  B. Procedura successiva  (2) Su richiesta degli esportatori iugoslavi, i cui scambi rappresentano la totalità degli scambi nel settore, la Commissione ha prorogato di due mesi il dazio provvisorio con decisione n. 1321/88/CECA (4).  (3) Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (5), la Commissione ha annunciato la riapertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni di alcuni tipi di lamiere di ferro o di acciaio, originari della Iugoslavia.  I prodotti in questione sono costituiti da alcuni tipi di prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, di larghezza superiore a 500 mm, di spessore uguale o superiore a 3 mm, non arrotolati, semplicemente laminati a caldo, contenenti in peso meno dello 0,6 % di carbonio, corrispondenti ai seguenti codici NC:  ex 7208 32 10, ex 7208 32 30, ex 7208 32 51, ex 7208 32 59, ex 7208 32 91, ex 7208 32 99, ex 7208 33 10, ex 7208 33 91, ex 7208 33 99, ex 7208 34 10, ex 7208 34 90, ex 7208 42 10, ex 7208 42 30, ex 7208 42 51, ex 7208 42 59, ex 7208 42 91, ex 7208 42 99, ex 7208 43 10, ex 7208 43 91, ex 7208 43 99, ex 7208 44 10, ex 7208 44 90, ex 7211 12 10, ex 7211 19 10, ex 7211 22 10, ex 7211 29 10.  (4) La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e i ricorrenti ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere sentite.  (5) Tutti i produttori ed esportatori iugoslavi conosciuti dalla Commissione hanno reso note per iscritto le loro osservazioni. Essi hanno chiesto e ottenuto di essere sentiti dalla Commissione ed hanno reso note per iscritto le loro osservazioni sul dazio.  (6) Non sono state formulate osservazioni da parte degli acquirenti o delle industrie di trasformazione dei prodotti in questione nella Comunità.  (7) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni da essa ritenute necessarie ai fini della determinazione ed ha svolto inchieste in loco presso le seguenti società:  Produttori CEE  Thyssen Stahl AG, Duisburg, Germania,  Peine-Salzgitter AG, Salzgitter, Germania,  Nuova Italsider SpA, Genova, Italia.  Importatore comunitario  Metallia Handelsgesellschaft m.b.H., Dusseldorf, Germania.  (8) La Commissione ha chiesto e ricevuto osservazioni scritte particolareggiate dai produttori comunitari ricorrenti ed ha verificato per quanto necessario le informazioni ivi contenute.  (9) La Commissione ha inoltre invitato questionari ai produttori iugoslavi notoriamente interessati per ottenere le necessarie informazioni. I produttori iugoslavi hanno tuttavia presentato informazioni incomplete e tra l'altro hanno rifiutato di rendere noti dati particolareggiati su quantitativi e prezzi  relativi al mercato interno e su alcune transazioni di esportazione. In tali circostanze la Commissione ha concluso che un'inchiesta in loco non era giustificata ed ha deciso di basare le sue determinazioni sugli elementi di prova disponibili.  (10) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo 1o gennaio - 31 dicembre 1987.  C. Valore normale  (11) Dato che tutti i produttori iugoslavi hanno rifiutato di comunicare informazioni relative alle vendite di lamiere di ferro o di acciaio sul mercato interno, la Commissione ha determinato i valori normali sul fondamento dei prezzi di base (1) pubblicati, vigenti durante il periodo dell'inchiesta, e alla luce delle norme sui prezzi concordate in conformità dell'accordo di cooperazione tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio da un lato, e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia, dall'altro (83/42/CECA) (2).  D. Prezzi all'esportazione  (12) Dato che la Commissione non ha ricevuto le informazioni necessarie, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base di dati disponibili, a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) della decisione n. 2177/84/CECA. A tal fine la Commissione ha utilizzato le informazioni contenute nelle domande di licenze d'importazione, in particolare i prezzi d'acquisto dichiarati dagli importatori.  E. Confronto  (13) In base ai dati di cui dispone la Commissione, i prezzi all'esportazione sono stati confrontati con il valore normale ottenuto dai prezzi di base pubblicati relativi alle qualità di acciaio standard, supplementi esclusi.  (14) Per confrontare il valore normale, ottenuto detraendo il dazio doganale dai prezzi di base, con i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto conto, se del caso ed in base ai dati disponibili, delle differenze nelle condizioni e nelle modalità di vendita quali le spese di trasporto, assicurazione, spedizione e movimentazione.  (15) Dato che i prezzi di base sono calcolati cif frontiera comunitaria, tutti i confronti sono stati effettuati allo stadio cif frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.  F. Margini  (16) Dall'esame dei fatti risulta che, dopo l'accettazione dell'impegno con la decisione n. 86/639/CECA della Commissione (3), gli esportatori iugoslavi hanno continuato ad attuare pratiche di dumping, con margini pari alla differenze tra il valore normale stabilito e i prezzi all'esportazione nella Comunità. Poiché i dati sui prezzi all'esportazione ottenuti dalle domande di licenze di importazione non erano ripartiti secondo le transazioni effettuate dai diversi esportatori, la Commissione ha ritenuto opportuno determinare un unico margine di dumping per le esportazioni di lamiere di ferro o di acciaio originarie della Iugoslavia. La media ponderata del margine espressa in percentuale dei valori complessivi cif ammonta a 15,4 %.  (17) La determinazione di tale margine è stata effettuata tenendo conto dei mutamenti verificatisi dopo l'accettazione dell'impegno offerto dagli esportatori iugoslavi e in particolare del riesame dei prezzi di base dai quali è stato ottenuto il valore normale ed è considerata definitiva.  G. Violazione dell'impegno e relative conseguenze  (18) La Commissione ha chiuso l'inchiesta relativa alle importazioni di lamiere di ferro e di acciaio originarie della Iugoslavia senza istituire dazi definitivi e ha accettato l'impegno offerto dagli esportatori iugoslavi. Questi ultimi si sono impegnati a perseguire una politica dei prezzi e di commercializzazione tale da non causare squilibri nel mercato dei prodotti in questione e della tradizionale struttura commerciale nella Comunità, nonché a ridurre i volumi di dette esportazioni in modo da non provocare ulteriore pregiudizio all'industria comunitaria.  (19) Dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che, contrariamente all'impegno assunto, gli esportatori non hanno ridotto il volume delle esportazioni nel modo previsto. Le importazioni di lamiere dalla Iugoslavia non corrispondevano infatti alla tradizionale struttura degli scambi in determinati Stati membri della Comunità. Per quanto riguarda il mercato italiano nel 1987 le importazioni superavano di 115 % il volume prefisso nell'impegno e pertanto la quota di mercato italiano controllata dagli esportatori iugoslavi è rimasta praticamente invariata.  (20) Dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta inoltre che i prezzi di vendita dei prodotti oggetto di dumping nella Comunità erano inferiori ai prezzi di listino comunicati dai produttori comunitari di un margine compreso tra 17 % e 28 %. Gli elementi di prova relativi alla sottoquota  zione sono suffragati dalle notifiche di allineamento dei prezzi alle offerte di vendita relative ai prodotti iugoslavi oggetto di dumping nella Comunità, che i produttori comunitari hanno presentato alla Commissione nell'ambito del regime dei prezzi CECA.  (21) In tali circostanze le importazioni in questione hanno provocato un calo dei prezzi, costringendo i produttori comunitari ad allinearsi alle offerte degli esportatori e a subire notevoli perdite finanziarie.  (22) In base a tali elementi la Commissione ha concluso che le importazioni in esame hanno continuato a provocare un sostanziale pregiudizio all'industria comunitaria interessata e che l'impegno assunto dagli esportatori iugoslavi non era tale da eliminare il pregiudizio.  H. Interesse della Comunità  (23) Non sono state ricevute osservazioni scritte da parte dei consumatori di lamiere di ferro o di acciaio importate dalla Iugoslavia e soggette al dazio antidumping provvisorio entro il termine fissato nell'articolo 2 della decisione n. 229/88/CECA.  (24) La Commissione conferma pertanto la conclusione secondo cui è necessario nell'interesse della Comunità adottare dei provvedimenti. Nella fattispecie la tutela degli interessi della Comunità esige l'istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di lamiere di ferro o di acciaio originari della Iugoslavia.  I. Impegno  (25) Gli esportatori dei prodotti in questione, essendo stati informati dell'intenzione della Commissione di istituire un dazio antidumping definitivo, hanno offerto un nuovo impegno relativo alle esportazioni nella Comunità di alcuni tipi di lamiere di ferro o di acciaio.  (26) Previa consultazione del comitato consultivo, la Commissione non ha accettato l'impegno offerto e ha comunicato agli esportatori interessati i motivi di tale decisione.  J. Aliquota del dazio  (27) In conformità dell'articolo 10, paragrafo 6 della decisione n. 2177/84/CECA, la Commissione ha determinato l'aliquota del dazio provvisorio in base ai fatti accertati prima dell'accettazione dell'impegno offerto dagli esportatori iugoslavi ed esposti nella decisione n. 2767/86/CECA (1).  (28) La Commissione ha preso in considerazione i mutamenti verificatisi nel frattempo, quali, tra l'altro, il riesame dei prezzi di base da cui è stato ottenuto il valore normale e le variazioni degli effettivi prezzi di listino dei produttori comunitari. Tali elementi, che implicano un margine di dumping inferiore e una minore percentuale di sottoquotazione, devono essere espressi nell'aliquota del dazio definitivo.  (29) L'industria comunitaria deve realizzare i prezzi di base fissati per le lamiere di ferro o di acciaio al fine di produrre un flusso finanziario sufficiente per far fronte alle esigenze della ristrutturazione e per mantenere entro limiti ragionevoli le conseguenze sull'occupazione. Il dazio dovrebbe pertanto essere sufficiente per eliminare per quanto possibile la sottoquotazione dei prezzi, senza superare il margine di dumping e dovrebbe essere espresso come un importo in ECU da versare su ciascuna tonnellata importata nella Comunità. Alla luce delle circostanze specifiche del mercato in questione, questa forma di dazio appare la più adeguata per salvaguardare l'efficacia del provvedimento e per eliminare le possibilità di elusione. La Commissione ha determinato l'importo del dazio definitivo in 48 ECU per 1 000 kg.  K. Riscossione del dazio provvisorio  (30) In considerazione della violazione dell'impegno, del margine di dumping e del pregiudizio provocato ai produttori comunitari, gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio devono essere riscossi fino al massimo del dazio istituito definitivamente.  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, di larghezza superiore a 500 mm, di spessore uguale o superiore a 3 mm, non arrotolati, semplicemente laminati a caldo, contenenti in peso meno dello 0,6 % di carbonio, corrispondenti ai codici NC:  ex 7208 32 10, ex 7208 32 30, ex 7208 32 51, ex 7208 32 59, ex 7208 32 91, ex 7208 32 99, ex 7208 33 10, ex 7208 33 91, ex 7208 33 99, ex 7208 34 10, ex 7208 34 90, ex 7208 42 10, ex 7208 42 30, ex 7208 42 51, ex 7208 42 59, ex 7208 42 91, ex 7208 42 99, ex 7208 43 10, ex 7208 43 91, ex 7208 43 99, ex 7208 44 10, ex 7208 44 90, ex 7211 12 10, ex 7211 19 10, ex 7211 22 10, ex 721 29 10  originari della Iugoslavia.  2. L'importo del dazio è pari a 48 ECU per 1 000 kg.  3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  Articolo 2  Gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio a norma della decisione n. 229/88/CECA sulle importazioni di alcuni tipi di lamiere di ferro o di acciaio originari della Iugoslavia sono riscossi a titolo definitivo sino al massimo di 48 ECU per 1 000 kg.  Articolo 3  La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 18 luglio 1988.  Per la Commissione  Willy DE CLERCQ  Membro della Commissione  (1) GU n. L 201 del 30. 7. 1984, pag. 17.  (2) GU n. L 23 del 28. 1. 1988, pag. 13.  (3) GU n. L 98 del 15. 4. 1988, pag. 33.  (4) GU n. L 123 del 17. 5. 1988, pag. 20.  (5) GU n. C 22 del 28. 1. 1988, pag. 10.  (1) GU n. C 119 del 5. 5. 1987, pag. 3.  (2) GU n. L 41 del 14. 2. 1983, pag. 113.  (3) GU n. L 371 del 31. 12. 1986, pag. 84.  (1) GU n. L 254 del 6. 9. 1986, pag. 18.