CELEX: 32014H0729(25)
Language: it
Date: 2014-07-08 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, dell' 8 luglio 2014 , sul programma nazionale di riforma 2014 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della Svezia

29.7.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 247/132
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   dell'8 luglio 2014
   sul programma nazionale di riforma 2014 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della Svezia
   2014/C 247/25
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
   visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l'occupazione,
   visto il parere del comitato economico e finanziario,
   visto il parere del comitato per la protezione sociale,
   visto il parere del comitato di politica economica,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (3), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
            
         
               (3)
            
            
               Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo degli Stati membri hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione che offre un quadro coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese.
            
         
               (4)
            
            
               Il 9 luglio 2013 il Consiglio ha adottato una raccomandazione (4) sul programma nazionale di riforma 2013 della Svezia e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato della Svezia 2012-2016.
            
         
               (5)
            
            
               Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita, segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche 2014. Il 13 novembre 2013 la Commissione ha altresì adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Svezia è stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un esame approfondito.
            
         
               (6)
            
            
               Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione di prestiti all'economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.
            
         
               (7)
            
            
               Il 5 marzo 2014 la Commissione ha pubblicato i risultati dell'esame approfondito per la Svezia a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L'analisi ha portato la Commissione a concludere che la Svezia continua a presentare squilibri macroeconomici che richiedono un monitoraggio e un'azione politica. Richiedono attenzione, in particolare, gli sviluppi sul fronte dell'indebitamento delle famiglie associati a inefficienze nel mercato abitativo. Sebbene il forte avanzo delle partite correnti non ponga rischi analoghi a quelli di un forte disavanzo e sia in parte correlato alla necessità di ridurre l'indebitamento, la Commissione ne seguirà gli sviluppi in Svezia nel contesto del semestre europeo.
            
         
               (8)
            
            
               Il 16 aprile 2014 la Svezia ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2014 e il suo programma di convergenza 2014. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
               (9)
            
            
               L'obiettivo della strategia di bilancio delineata nel programma di convergenza 2014 è garantire un avanzo della pubblica amministrazione, in media, dell'1 % del PIL lungo il ciclo economico, come previsto dal quadro di bilancio svedese. Il programma di convergenza conferma l'obiettivo a medio termine stabilito nel programma di convergenza precedente di un disavanzo strutturale dell'1 % del PIL, che riflette i requisiti del patto di stabilità e crescita. In base al saldo strutturale (ricalcolato), il programma prevede che l'obiettivo a medio termine sarà più che raggiunto nel periodo di riferimento del programma. Secondo le proiezioni del programma di convergenza il debito pubblico, che rimane ben al di sotto del valore di riferimento del 60 % del PIL, subirà una contrazione passando dal 41,5 % del PIL nel 2014 al 35 % del PIL nel 2017. Nel complesso, la strategia di bilancio presentata nel programma di convergenza è in linea con i requisiti del patto di stabilità e crescita. Lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma di convergenza è plausibile. Per quanto riguarda la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, una quota importante del PIL è destinata all'assistenza di lunga durata e al fine di tenere debitamente conto dell'invecchiamento demografico si prevede un aumento significativo della spesa nel lungo periodo, che nel 2060 dovrebbe raggiungere il 6,4 % del PIL. La Svezia sarebbe tenuta a rispondere a questa sfida garantendo avanzi primari a livelli sufficienti e contenendo ulteriormente la spesa legata a fattori demografici al fine di garantire la sostenibilità di bilancio a lungo termine. Sulla base della sua valutazione del programma di convergenza 2014 e delle previsioni della Commissione, conformemente al regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio è del parere che il programma di convergenza della Svezia rispetti le norme del patto di stabilità e crescita e che i rischi per gli obiettivi di bilancio siano limitati.
            
         
               (10)
            
            
               L'elevato livello di indebitamento del settore privato, in particolare delle famiglie svedesi, continua a destare preoccupazione. Inoltre, l'esposizione del settore finanziario verso le famiglie, contrariamente a quella verso il settore delle imprese, è aumentata di pari passo con l'indebitamento delle famiglie, che attualmente si attesta all'83 % del PIL oppure, in altri termini, circa al 160 % del reddito disponibile. L'indebitamento è stimolato da un costante aumento del credito e da lunghi tempi di ammortamento dei mutui ipotecari. In caso di incrementi dei tassi d'interesse, calo dei prezzi degli immobili e/o sviluppi macroeconomici avversi, l'elevato indebitamento delle famiglie potrebbe costituire un fattore di rischio. Tali evoluzioni si ripercuoterebbero sulle famiglie e sui relativi modelli di consumo. Le evoluzioni potrebbero inoltre avere un impatto indiretto sul settore bancario, in ragione dell'incremento dei prestiti in sofferenza e del costo del finanziamento del mercato. La Svezia non ha né annunciato, né adottato misure che contrastino la distorsione a favore del debito nella tassazione legata agli immobili residenziali e che potrebbero essere realizzate nel contesto di un trasferimento dell'onere fiscale senza un aumento della pressione fiscale complessiva. Tuttavia, la Svezia ha adottato alcune misure per sostenere un approccio prudente ai prestiti grazie all'introduzione, nel maggio 2013, di un livello minimo di ponderazione del rischio del 15 % per le esposizioni dei mutui ipotecari, di cui è annunciato un ulteriore aumento. Ciononostante, le pratiche di ammortamento rimangono poco rigide, con periodi di ammortamento molto lunghi in caso di rapporto percentuale tra prestito ipotecario e valore dell'immobile al di sotto del 75 % e a tale proposito non sono state adottate misure, considerata la natura volontaria della raccomandazione sui piani di ammortamento individuali dell'ottobre 2013. Nel marzo 2014 l'associazione dei banchieri svedesi ha dato un giro di vite alla raccomandazione invocando che i crediti ipotecari vengano ammortizzati fino ad un rapporto percentuale tra prestito ipotecario e valore dell'immobile pari al 70 %. Infine, la Svezia ha affrontato il nodo della distorsione a favore del debito nelle imposte sulle imprese rendendo ancora più stringenti le restrizioni sulla deducibilità degli interessi, estendendole a tutti i tipi di prestiti infragruppo dal gennaio 2013 e introducendo una cosiddetta deducibilità correlata agli investimenti, che potrebbe contrastare la distorsione a favore del debito nella tassazione. Anche l'imposta sui redditi delle imprese è stata ridotta dal 26,3 % al 22 % dall'inizio del 2013.
            
         
               (11)
            
            
               Il mercato abitativo svedese, che negli ultimi due decenni è stato caratterizzato da impennate di prezzi, rimane una potenziale fonte di instabilità. Le inefficienze gravano tuttora sull'offerta di alloggi e sono in particolare ascrivibili a processi di pianificazione complessi, a una concorrenza limitata nel settore edilizio e a un elevato livello di controllo delle locazioni. L'effetto combinato tra tali inefficienze e la tassazione che favorisce l'indebitamento tende ad acuire l'effetto distorsivo al rialzo dei prezzi delle abitazioni. La Svezia ha sì adottato alcune misure relative al mercato delle locazioni, ma queste appaiono insufficienti per contrastare il problema strutturale di base correlato all'elevata rigidità del sistema delle locazioni. Nel progetto di legge di primavera, presentato dal governo il 9 aprile 2014, non figurano misure relative al mercato delle locazioni. La Svezia ha deciso misure volte ad affrontare le inefficienze del processo di lottizzazione e di pianificazione, nonché del monopolio di pianificazione dei comuni, richiedendo a questi ultimi di adottare un approccio regionale quando definiscono le esigenze in ambito edilizio. Tali misure vanno nella giusta direzione, ma non tutte sono già in via di attuazione e non sono previste sanzioni per i comuni che non si attengono alle misure.
            
         
               (12)
            
            
               Nonostante i cospicui finanziamenti, è dimostrato che i risultati pedagogici nella scuola dell'obbligo misurati nel quadro di valutazioni scolastiche internazionali sono peggiorati rispetto ai primi anni 2000. Ad oggi gli scolari svedesi conseguono risultati peggiori sia rispetto alla media dell'UE, sia rispetto alla media dell'OCSE in tutte e tre le aree prese in esame (lettura, matematica e scienze). Inoltre, la relazione tra l'estrazione socio-economica e i risultati scolastici si è rafforzata, e le differenze tra scuole si sono accentuate. Le misure promosse dal governo costituiscono senz'ombra di dubbio un passo nella giusta direzione, ma sembra che siano necessari cambiamenti strutturali più radicali. A tal fine la Svezia sta riesaminando l'efficacia del sistema scolastico al fine di ritornare a risultati di alto livello.
            
         
               (13)
            
            
               La situazione del mercato del lavoro per i giovani, la forza lavoro con basse competenze e quella proveniente da un contesto migratorio rimane debole. La disoccupazione giovanile rimane al di sopra della media dell'UE. Se da un lato il governo si è attivato per affrontare queste problematiche, dall'altro lato sembra che le difficoltà possano essere legate a problemi a livello di istruzione, per cui il sistema di istruzione non è in grado di trasmettere a una parte dei giovani le competenze necessarie per un'integrazione proficua nel mondo del lavoro. Per quanto concerne l'integrazione nel mercato del lavoro, l'istruzione e la formazione, la Svezia ha adottato misure per agevolare il passaggio dai banchi di scuola al mondo del lavoro (riforma degli apprendistati, tra cui l'introduzione di un «salario di apprendistato») e per aiutare i giovani a maturare esperienze lavorative («contratti di inserimento professionale»). La transizione è stata di fatto rafforzata dall'introduzione di misure preventive per i gruppi maggiormente interessati dal problema. Tuttavia il coinvolgimento e il raggiungimento di persone non registrate che non sono né occupate, né impegnate in corsi di studio o formazione rimangono limitati. La Svezia si sta inoltre impegnando ad accelerare l'integrazione di coloro che provengono da un contesto migratorio, mentre costituiscono ancora una sfida in particolare gli immigrati provenienti da paesi non-UE. Infine, la Svezia sta valutando l'efficacia dell'attuale aliquota IVA agevolata per i ristoranti e i servizi di ristorazione per sostenere la creazione di posti di lavoro. Si prevede che la valutazione finale sarà conclusa a gennaio 2016.
            
         
               (14)
            
            
               Nell'ambito del semestre europeo, la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Svezia e ha valutato il programma nazionale di riforma e il programma di convergenza, tenendo conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Svezia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4.
            
         
               (15)
            
            
               Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza e il suo parere (5) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
            
         
               (16)
            
            
               Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di convergenza. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 2 e 3,
            
         RACCOMANDA che la Svezia adotti provvedimenti nel periodo 2014-2015 al fine di:
   
               1.
            
            
               continuare a perseguire una politica di bilancio favorevole alla crescita e mantenere una posizione di bilancio rigorosa, garantendo il rispetto dell'obiettivo di bilancio a medio termine per tutto il periodo di riferimento del programma di convergenza, anche in vista delle sfide poste dall'invecchiamento demografico alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche;
            
         
               2.
            
            
               moderare la crescita del credito alle famiglie e l'indebitamento privato; a tal fine, ridurre la distorsione a favore del debito nel campo della tassazione sul reddito personale limitando gradualmente la deducibilità fiscale dei pagamenti degli interessi di mutui ipotecari e/o aumentando le imposte patrimoniali ricorrenti; realizzare ulteriori misure per abbreviare i tempi di ammortamento dei mutui ipotecari;
            
         
               3.
            
            
               migliorare ulteriormente l'efficienza del mercato abitativo attraverso continue riforme del sistema di fissazione dei canoni di locazione; in particolare, spianare la strada a canoni di locazione più orientati al mercato abbandonando il sistema legato al valore d'uso e liberalizzando ulteriormente determinati segmenti del mercato delle locazioni, oltre a garantire una maggiore libertà contrattuale tra singoli locatari e proprietari; ridurre la durata e la complessità delle procedure di pianificazione e appello riducendo e allineando i requisiti amministrativi, armonizzando i requisiti e gli standard dei comuni in ambito edilizio e rendendo più trasparenti le procedure di assegnazione dei terreni; incentivare i comuni a mettere a disposizione i loro terreni per lo sviluppo di nuovi complessi abitativi;
            
         
               4.
            
            
               prendere le opportune misure per migliorare le competenze di base e agevolare il passaggio dai banchi di scuola al mercato del lavoro, puntando, tra l'altro, maggiormente sulla formazione-lavoro e sugli apprendistati; intensificare gli sforzi per focalizzare in maniera più efficiente le misure in ambito lavorativo ed educativo sui giovani con un basso livello di formazione e sulle persone che provengono da un contesto migratorio; potenziare gli interventi preventivi e il coinvolgimento dei giovani che non sono registrati presso i servizi pubblici.
            
         
      Fatto a Bruxelles, l'8 luglio 2014
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         P. C. PADOAN
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   
      (3)  Mantenuta per il 2014 mediante decisione 2014/322/UE del Consiglio, del 6 maggio 2014, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione per il 2014 (GU L 165 del 4.6.2014, pag. 49).
   
      (4)  GU C 217 del 30.7.2013, pag. 86.
   
      (5)  A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.