CELEX: 
Language: it
Date: 2019-12-17 00:00:00
Title: REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme relative alla prevenzione e al controllo di determinate malattie elencate

COMMISSIONE
                            EUROPEA
                                                       Bruxelles, 17.12.2019
                                                       C(2019) 4057 final
            REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
                                         del 17.12.2019
    che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per
   quanto riguarda le norme relative alla prevenzione e al controllo di determinate malattie
                                            elencate
                                (Testo rilevante ai fini del SEE)
IT                                                                                           IT
 ---pagebreak---                                         RELAZIONE
   1. CONTESTO DELL'ATTO DELEGATO
      Il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo
      2016, relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in
      materia di sanità animale ("normativa in materia di sanità animale") stabilisce norme
      in materia di malattie animali trasmissibili. La parte III, titolo II, capi 1 e 2, della
      normativa in materia di sanità animale stabilisce misure di controllo delle malattie
      per le malattie elencate di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettere a), b) e c) della
      normativa (malattie di categoria A, B e C).
      La normativa in materia di sanità animale conferisce alla Commissione il potere di
      adottare atti delegati per integrare tali norme.
      Dato che sono tutte correlate tra loro, a fini di coerenza e di trasparenza e onde
      evitare duplicazioni tali norme dovrebbero essere stabilite in un unico atto delegato.
      Il presente regolamento delegato riprende in larga misura le norme contenute in atti
      dell'Unione vigenti che stabiliscono misure di controllo delle malattie concernenti i)
      malattie animali con gravi effetti sul bestiame, ii) lo stato sanitario degli animali e
      l'economia dell'Unione e iii) la salute umana, poiché si sono rivelate efficaci per
      prevenire la diffusione di tali malattie nell'Unione.
      Il presente regolamento delegato prevede norme relative a misure di controllo delle
      malattie per tutte le malattie di categoria A, B e C adottando un'impostazione
      generale e unica, poiché tiene conto delle nuove conoscenze scientifiche e
      dell'esperienza maturata nell'applicazione delle norme vigenti dell'Unione in questo
      ambito. Le norme aggiornano inoltre le disposizioni in modo coerente rispetto al
      nuovo quadro strategico in materia di sanità animale dell'Unione e alle norme
      internazionali, prevedendo quindi prescrizioni più chiare, trasparenti e coerenti e
      offrendo maggiore flessibilità alle autorità competenti degli Stati membri.
      Il presente regolamento delegato stabilisce pertanto le seguenti norme integrative per
      il controllo delle malattie animali:
      a)     misure di controllo delle malattie in caso di sospetto e conferma ufficiale della
             presenza di una malattia di categoria A in animali detenuti;
      b)     norme relative all'istituzione di zone soggette a restrizioni in caso di conferma
             ufficiale della presenza di una malattia di categoria A in animali detenuti;
      c)     norme relative al ripopolamento della zona soggetta a restrizioni con animali
             detenuti in caso di conferma ufficiale della presenza di una malattia di
             categoria A;
      d)     norme relative alle misure di controllo delle malattie in caso di sospetto e
             conferma ufficiale della presenza di una malattia di categoria A in animali
             selvatici;
      e)     norme relative alle misure di controllo delle malattie in caso di sospetto e
             conferma ufficiale della presenza di malattie di categoria B e C;
      f)     norme relative alle misure di controllo delle malattie in caso di sospetto e
             conferma ufficiale della presenza di una malattia di categoria A in animali
             acquatici;
IT                                             1                                                IT
 ---pagebreak---       g)     norme relative all'istituzione di zone soggette a restrizioni in caso di conferma
             ufficiale della presenza di una malattia di categoria A in animali di
             acquacoltura; e
      h)     norme relative alle misure di controllo delle malattie in caso di sospetto e
             conferma ufficiale della presenza di una malattia di categoria A in animali
             acquatici selvatici.
   2. CONSULTAZIONI PRECEDENTI L'ADOZIONE DELL'ATTO
      La Commissione ha partecipato a numerosi scambi e riunioni con il gruppo di esperti
      in materia di sanità animale (E00930). Il progetto di regolamento delegato è stato
      inoltre messo a disposizione del Parlamento europeo e del Consiglio, che non hanno
      formulato osservazioni. Nell'ambito del comitato consultivo in materia di sanità
      animale è stata organizzata una serie di riunioni con vari portatori di interessi, nel
      corso delle quali sono stati illustrati e discussi i principali elementi del progetto di
      atto.
      Nel periodo compreso tra il 21 giugno e il 19 luglio 2019 sono state inoltre raccolte
      le osservazioni dei portatori di interessi sul progetto di regolamento delegato nel
      contesto del meccanismo di feedback previsto dall'agenda "Legiferare meglio". Sono
      stati ricevuti in totale 23 riscontri, tra cui i pareri dei seguenti portatori di interessi:
      Anses (FR), British Egg Industry Council (UK), European Live Poultry and Poultry
      Hatching Egg Association (BE), National Pig Association (UK), Deutsche
      Reiterliche Vereinigung (DE), World Horse Welfare (UK), Fédération Européenne
      pour la Santé Animale et la Sécurité Sanitaire (BE), GDS-France (FR) Fédération
      Francaise d'Equitation (FR), Dibevo (NL), European Association of Zoos And
      Aquaria, Federation of Veterinarians of Europe, National Farmers' Union – England
      and Wales (UK), Nederlandse Postduivenhouders Organisatie (NL), European
      Livestock and Meat Trades Union (BE), 3 autorità nazionali competenti, 3 privati
      cittadini e 2 anonimi (IE e UK).
      Sono state presentate le seguenti richieste e sono state sollevate le seguenti questioni
      principali:
      –      richiesta di includere talune definizioni di cui ai regolamenti (UE) 2016/429 e
             (UE) 2017/625 al fine di garantire un'interpretazione uniforme in tutta l'Unione
             e tra tutti i partner commerciali. Tali regolamenti sono atti di base e di
             conseguenza le definizioni in essi stabilite si applicano automaticamente; la
             legislazione terziaria deve comprendere solo le definizioni supplementari;
      –      richiesta di escludere i piccioni viaggiatori dall'ambito di applicazione del
             regolamento delegato;
      –      richiesta di modifica della definizione di "filiera di approvvigionamento" al
             fine di includere specie diverse dai suini. Tale modifica consentirebbe
             all'autorità competente di concedere determinate deroghe ai divieti di
             movimento nella zona di sorveglianza non solo per i suini. Il regolamento
             delegato è stato modificato per tenere conto delle richieste di evitare qualsiasi
             approccio diverso non basato sul rischio;
      –      richiesta di definire un approccio meno prescrittivo per la manipolazione del
             letame, delle lettiere e del materiale da lettiera utilizzato negli stabilimenti
             colpiti da malattie di categoria A. Il regolamento delegato è stato modificato
             per tenere conto di tale richiesta poiché l'approccio precedente poteva
             effettivamente risultare troppo prescrittivo in certe situazioni;
IT                                             2                                                   IT
 ---pagebreak---       –     richiesta di includere una deroga supplementare che consenta agli Stati
            membri, dopo avere eseguito una valutazione del rischio, di decidere di non
            abbattere tutti gli animali sensibili in caso di presenza di determinate malattie
            di categoria A quali la morva o la dermatite nodulare contagiosa;
      –     pareri favorevoli alla deroga prevista nel presente regolamento delegato che
            offre all'autorità competente la possibilità di rinviare o non effettuare
            l'abbattimento degli animali detenuti in stabilimenti confinati dopo avere
            eseguito una valutazione del rischio;
      –     richiesta di prendere in considerazione l'istituzione di divieti all'inseminazione
            artificiale anche in caso di focolai di influenza aviaria e malattia di Newcastle
            poiché tale attività viene svolta in alcuni sottosettori (produzione di tacchini e
            di foie gras). L'atto delegato è stato modificato come richiesto ed è stata inclusa
            anche la possibilità di derogare a tale divieto;
      –     richiesta di includere disposizioni relative all'uso di vaccini in caso di focolaio
            di una malattia di categoria A quale strumento supplementare di controllo della
            malattia. Le disposizioni relative all'uso di vaccini i tali situazioni saranno
            stabilite in un futuro atto delegato a norma dell'articolo 47, paragrafo 1, del
            regolamento (UE) 2016/429.
   3. ELEMENTI GIURIDICI DELL'ATTO DELEGATO
      Il presente regolamento delegato deve essere adottato a norma del regolamento (UE)
      2016/429, in particolare a norma degli articoli 53, 54, 55, 58, 63, 64, 67, 68, 70, 72,
      73, 74, 76, 77 e 272.
IT                                            3                                                 IT
 ---pagebreak---                REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
                                                    del 17.12.2019
      che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per
   quanto riguarda le norme relative alla prevenzione e al controllo di determinate malattie
                                                        elencate
                                           (Testo rilevante ai fini del SEE)
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
   visto il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo
   2016, relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in materia
   di sanità animale ("normativa in materia di sanità animale")1, in particolare l'articolo 47,
   paragrafo 1, l'articolo 53, paragrafo 2, l'articolo 54, paragrafo 3, l'articolo 55, paragrafo 2,
   l'articolo 58, paragrafo 2, l'articolo 63, primo comma, l'articolo 64, paragrafo 4, l'articolo 67,
   primo comma, l'articolo 68, paragrafo 3, l'articolo 70, paragrafo 3, l'articolo 72, paragrafo 2,
   l'articolo 73, paragrafo 3, l'articolo 74, paragrafo 4, l'articolo 76, paragrafo 5, l'articolo 77,
   paragrafo 2, e l'articolo 272, paragrafo 2,
   considerando quanto segue:
   (1)      Il regolamento (UE) 2016/429 stabilisce le norme per la prevenzione e il controllo
            delle malattie animali che sono trasmissibili agli animali o all'uomo, comprese le
            norme sulla sensibilizzazione, la preparazione e il controllo delle malattie. In
            particolare, il regolamento (UE) 2016/429 stabilisce norme specifiche per la
            prevenzione e il controllo delle malattie di cui all'articolo 5 del medesimo
            regolamento. Il regolamento (UE) 2016/429 prevede inoltre che tali norme specifiche
            si applichino a specie animali e a gruppi di specie animali che comportano un rischio
            elevato di diffusione di malattie specifiche e che sono elencati come tali nel
            regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione2.
   (2)      Per determinate malattie elencate è necessario stabilire norme che integrino quelle
            relative alle misure di controllo delle malattie di cui alla parte III, titolo II, del
            regolamento (UE) 2016/429. Tali norme integrative e le norme stabilite dal
            regolamento (UE) 2016/429 sono strettamente collegate e dovrebbero essere applicate
            in tandem. Ai fini di maggiore semplicità, trasparenza e facilità di applicazione, è
            opportuno che le norme integrative siano stabilite in un unico atto anziché in diversi
            atti distinti contenenti numerosi riferimenti incrociati, con conseguente rischio di
            duplicazione.
   (3)      Il titolo II, capo 1, articolo 53, articolo 54, paragrafo 3, articolo 55, paragrafo 2,
            articolo 58, paragrafo 2, e articoli 63, 64, 67, 68 e 70, del regolamento (UE) 2016/429
   1
            GU L 84 del 31.3.2016, pag. 1.
   2
            Regolamento di esecuzione (UE) 2018/1882 della Commissione, del 3 dicembre 2018, relativo
            all'applicazione di determinate norme di prevenzione e controllo delle malattie alle categorie di malattie
            elencate e che stabilisce un elenco di specie e gruppi di specie che comportano un notevole rischio di
            diffusione di tali malattie elencate (GU L 308 del 4.12.2018, pag. 21).
IT                                                          4                                                          IT
 ---pagebreak---        riguarda diversi aspetti tecnici delle misure da adottare in caso di sospetto e conferma
       della presenza delle malattie di cui all'articolo 9, paragrafo 1, lettera a), del medesimo
       regolamento. Analogamente, il titolo II, capo 2, articolo 72, paragrafo 2, articolo 73,
       paragrafo 3, articolo 74, paragrafo 4, articolo 76, paragrafo 5, e articolo 77, del
       regolamento (UE) 2016/429 riguarda gli aspetti tecnici delle misure da adottare in caso
       di sospetto e conferma della presenza delle malattie di cui all'articolo 9, paragrafo 1,
       lettere b) e c), del medesimo regolamento.
   (4) Le norme da stabilire conformemente agli articoli del titolo II sono correlate tra loro
       poiché si applicano a misure di controllo delle malattie relative a diverse categorie di
       malattie elencate di cui al regolamento (UE) 2016/429. Per un'applicazione efficace di
       tali norme e per motivi di chiarezza è pertanto opportuno che esse siano stabilite in un
       unico atto delegato che preveda una serie completa di misure tecniche per il controllo
       delle malattie elencate e che contribuisca alla semplificazione generale del quadro
       giuridico in materia di controllo delle malattie animali.
   (5) Le precedenti disposizioni in materia di controllo delle malattie sono state stabilite da
       una serie di direttive, ciascuna delle quali contenente norme relative a una o alcune
       malattie animali. Alcune di tali norme sono state sostituite dal regolamento (UE)
       2016/429, mentre altre devono essere sostituite dal presente regolamento delegato ai
       fini della semplificazione e dell'eliminazione di eventuali incongruenze. Ciò
       permetterà di disporre di norme chiare, armonizzate e dettagliate per il controllo delle
       malattie animali in tutta l'Unione. Consentirà inoltre l'applicazione delle disposizioni
       pertinenti da parte delle autorità competenti e degli operatori, aumenterà la trasparenza
       delle norme e garantirà quindi una migliore risposta ai rischi di malattie animali.
   (6) Al fine di eradicare i focolai delle malattie di categoria A nel più breve tempo
       possibile e di garantire un elevato livello di protezione della sanità e del benessere
       degli animali, è necessario prevedere misure di controllo delle malattie a livello
       dell'Unione.
   (7) L'ambito di applicazione del presente regolamento dovrebbe pertanto includere misure
       di controllo delle malattie per le malattie di categoria A negli animali terrestri e
       acquatici, nonché determinate misure di controllo delle malattie per le malattie di
       categoria B e C. Nel caso delle malattie di categoria B e C, tali misure di controllo
       delle malattie dovrebbero essere applicate congiuntamente alle norme in materia di
       sorveglianza e di eradicazione di cui al regolamento delegato (UE) 2019/XXX della
       Commissione [documento C(2019)4056]3.
   (8) Le misure di controllo delle malattie stabilite nel presente regolamento delegato
       dovrebbero applicarsi agli animali e ai prodotti ottenuti dagli animali, compresi i
       prodotti di origine animale, il materiale germinale, i sottoprodotti di origine animale e
       i prodotti derivati. Tali sottoprodotti di origine animale sono soggetti alle norme
       sanitarie e di polizia sanitaria di cui al regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento
       europeo e del Consiglio4. Le norme per la raccolta, lo smaltimento e la trasformazione
       sicuri dei sottoprodotti di origine animale e dei prodotti derivati stabilite in tale
       regolamento si applicano in caso di insorgenza di una malattia di categoria A. Tale
   3
       [Regolamento delegato (UE) 2019/xxx della Commissione per quanto riguarda le norme relative alla
       sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate
       malattie elencate ed emergenti].
   4
       Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, recante
       norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al
       consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di
       origine animale) (GU L 300 del 14.11.2009, pag. 1).
IT                                                  5                                                       IT
 ---pagebreak---         regolamento non comprende tuttavia misure per il controllo delle malattie e restrizioni
        applicabili in tali casi. Di conseguenza il presente regolamento delegato dovrebbe
        prevedere tali disposizioni.
   (9)  La direttiva 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 5 stabilisce norme per
        il trasporto sicuro di merci pericolose. Nel caso di trasporto di sottoprodotti di origine
        animale infetti o di altro materiale infetto che possano essere considerati merci
        pericolose, le autorità competenti dovrebbero rispettare le norme stabilite in tale
        direttiva.
   (10) È opportuno seguire un unico approccio per quanto riguarda le misure da applicare in
        caso di malattie di categoria A. In caso di sospetto o conferma della presenza di tali
        malattie è tuttavia opportuno tenere in considerazione la loro epidemiologia al fine di
        stabilire il momento opportuno per l'applicazione delle misure di controllo e la
        conduzione delle indagini da parte dell'autorità competente. È pertanto opportuno
        prevedere "periodi di monitoraggio", quali intervalli temporali di riferimento per
        ciascuna malattia di categoria A che colpisce gli animali terrestri, sulla base dei
        periodi di incubazione e di altri elementi pertinenti che possono influire sulla
        diffusione della malattia.
   (11) L'articolo 54 del regolamento (UE) 2016/429 impone all'autorità competente di
        condurre indagini relative al verificarsi di una malattia di categoria A in diverse fasi: i)
        quando si sospetta la presenza della malattia, ii) quando la presenza della malattia è
        confermata e iii) quando è necessario escludere la sua diffusione a stabilimenti e
        luoghi epidemiologicamente connessi nonché a stabilimenti e zone vicini. Tali
        indagini comprendono esami clinici e campionamenti per effettuare prove di
        laboratorio. È opportuno stabilire norme generali relative al campionamento per
        garantire la validità delle procedure di campionamento, dei metodi diagnostici e delle
        misure di biosicurezza.
   (12) L'articolo 43 del regolamento (UE) 2016/429 impone all'autorità competente di
        elaborare e tenere aggiornati piani di emergenza e, se necessario, fornire manuali di
        istruzioni dettagliati sull'attuazione delle misure da adottare in caso di presenza di una
        malattia di categoria A, come previsto alla parte III di tale regolamento. Le misure di
        cui al presente regolamento delegato integrano quelle stabilite nella parte III del
        regolamento (UE) 2016/429 ed è pertanto necessario che vengano attuate
        conformemente ai piani di emergenza previsti da tale regolamento.
   (13) Gli articoli 53 e 55 del regolamento (UE) 2016/429 stabiliscono obblighi per gli
        operatori e le autorità competenti in caso di sospetto della presenza di una malattia di
        categoria A. L'obiettivo è prevenire la diffusione della malattia dagli animali e dagli
        stabilimenti colpiti sotto la loro responsabilità ad altri animali non infetti o all'uomo
        anche prima che la presenza della malattia sia stata confermata. Le misure di controllo
        delle malattie e biosicurezza previste dal regolamento (UE) 2016/429 dovrebbero
        essere applicate in questa fase iniziale nello stabilimento colpito in relazione ai
        movimenti di animali e prodotti da e verso tale stabilimento e ai luoghi circostanti. È
        inoltre necessario definire dettagliatamente tali misure al fine di garantirne l'efficacia e
        la proporzionalità.
   (14) L'articolo 54 del regolamento (UE) 2016/429 impone all'autorità competente di
        eseguire un'indagine ufficiale in caso di sospetto di una malattia di categoria A per
   5
        Direttiva 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, relativa al
        trasporto interno di merci pericolose (GU L 260 del 30.9.2008, pag. 13).
IT                                                    6                                                 IT
 ---pagebreak---         confermarne o escluderne la presenza. Al fine di stabilire una procedura operativa
        standard per tali indagini ufficiali in tutti gli Stati membri è necessario precisare le
        circostanze che giustificano l'esecuzione di un'indagine, le attività minime di indagine
        che devono essere svolte dai veterinari ufficiali e le relative modalità di svolgimento.
   (15) Il regolamento (UE) 2016/429 impone che, in caso di sospetto o di conferma della
        presenza di una malattia di categoria A, le misure di controllo delle malattie siano
        applicate non solo negli stabilimenti che detengono animali ma anche nelle aziende
        alimentari e di mangimi, negli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine
        animale o in qualunque altro luogo che può presentare un rischio di diffusione delle
        malattie. È necessario specificare quali misure di controllo delle malattie si applichino
        in tali casi, in particolare nel caso dei posti di controllo frontalieri e dei mezzi di
        trasporto.
   (16) Il regolamento (UE) 2016/429 impone che a partire dalla conferma della presenza di
        una malattia di categoria A l'autorità competente applichi misure di controllo delle
        malattie più rigorose di quelle applicate nella fase di sospetto e conduca ulteriori
        indagini. È pertanto necessario specificare quando la presenza di una malattia di
        categoria A dovrebbe considerarsi confermata. Tale conferma dovrebbe avvenire
        conformemente agli atti dell'Unione relativi alla sorveglianza delle malattie, ai
        programmi di eradicazione e allo status di indenne dalla malattia adottati a norma del
        regolamento (UE) 2016/429.
   (17) Il regolamento (UE) 2016/429 stabilisce norme di base relative alle misure di controllo
        delle malattie da applicare negli stabilimenti colpiti in caso di focolaio di una malattia
        di categoria A. Nel contempo offre alle autorità competenti una certa flessibilità nel
        decidere quali di tali misure dovrebbero essere applicate. Al fine di consentire alle
        autorità competenti di adottare le misure di controllo più proporzionate ed efficienti e
        di garantire un'attuazione armonizzata delle misure adottate dagli Stati membri, è
        opportuno stabilire criteri decisionali dettagliati sulla base delle circostanze
        epidemiologiche, del tipo e dell'ubicazione degli stabilimenti, delle specie e delle
        categorie degli animali e delle condizioni economiche o sociali della zona colpita dalla
        malattia.
   (18) In casi giustificati e, se necessario, subordinatamente alla presentazione di garanzie
        supplementari, l'autorità competente dovrebbe avere la possibilità di concedere
        deroghe a determinate misure di controllo delle malattie, in particolare all'obbligo di
        abbattimento degli animali nello stabilimento colpito, tenendo conto dei fattori
        epidemiologici e dopo avere eseguito un'accurata valutazione del rischio. Tali deroghe
        potrebbero essere concesse per gli stabilimenti confinati, per gli animali detenuti a fini
        scientifici o a fini connessi alla conservazione di specie protette o a rischio di
        estinzione e per le razze rare ufficialmente registrate o per animali con un elevato
        valore genetico, culturale o educativo giustificato. In tali casi l'applicazione di misure
        generali potrebbe avere conseguenze indesiderate e sproporzionate.
   (19) Al fine di adattare le misure di controllo delle malattie a ciascuna situazione
        particolare, l'autorità competente dovrebbe avere la possibilità di applicare misure di
        controllo delle malattie che non sono specificamente previste dal regolamento
        (UE) 2016/429 o dal presente regolamento delegato, tenendo conto dei fattori
        epidemiologici e dopo avere eseguito una valutazione del rischio.
   (20) La pulizia e la disinfezione dello stabilimento colpito costituiscono una delle misure di
        base di controllo delle malattie previste dal regolamento (UE) 2016/429 per ridurre al
        minimo il rischio di diffusione di una malattia di categoria A confermata. La pulizia e
IT                                                7                                                IT
 ---pagebreak---         la disinfezione preliminari sono le misure più efficaci per ridurre la carica dell'agente
        patogeno nello stabilimento colpito una volta che gli animali colpiti sono stati rimossi.
        L'autorità competente dovrebbe quindi essere tenuta a controllare che vengano
        eseguite la pulizia e la disinfezione preliminari immediate e, ove necessario, il
        controllo preliminare di insetti e roditori. È opportuno descrivere in dettaglio la
        procedura di pulizia e disinfezione, specificando quando deve essere avviata e i criteri
        di selezione dei biocidi da utilizzare.
   (21) L'articolo 62 del regolamento (UE) 2016/429 impone all'autorità competente di
        estendere le misure di controllo delle malattie applicate negli stabilimenti colpiti a altri
        stabilimenti e alle loro unità epidemiologiche, alle aziende alimentari e di mangimi, o
        agli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale o a qualunque altro luogo
        pertinente, compresi i mezzi di trasporto, qualora secondo i dati epidemiologici vi sia
        motivo di sospettare la diffusione a, da, oppure attraverso di essi della malattia di
        categoria A. È necessario specificare l'indagine di tracciabilità che deve essere
        effettuata dall'autorità competente nell'ambito dell'indagine epidemiologica prevista
        dal regolamento (UE) 2016/429 al fine di individuare correttamente tali connessioni
        epidemiologiche.
   (22) È altresì opportuno definire dettagliatamente le misure di controllo da applicare negli
        stabilimenti e nei luoghi connessi individuati. Per essere efficaci tali misure
        dovrebbero essere flessibili e proporzionate, senza imporre oneri inutili agli operatori
        o alle autorità competenti. Di conseguenza alle autorità competenti dovrebbe essere
        consentito di derogare alle disposizioni generali in circostanze eccezionali e dopo
        avere eseguito una valutazione del rischio.
   (23) L'articolo 64 del regolamento (UE) 2016/429 impone alle autorità competenti di
        istituire una zona soggetta a restrizioni attorno allo stabilimento colpito dove è stato
        confermato un focolaio di una malattia di categoria A al fine di prevenire un'ulteriore
        diffusione della malattia. La zona soggetta a restrizioni può includere una zona di
        protezione e una zona di sorveglianza. È opportuno stabilire norme supplementari
        relative alle modalità di istituzione e, se necessario, di modifica della zona soggetta a
        restrizioni, comprese indicazioni dettagliate sulla zona di protezione, sulla zona di
        sorveglianza e sulla possibilità di istituire ulteriori zone soggette a restrizioni in
        funzione dell'epidemiologia della malattia. È altresì opportuno prevedere deroghe
        specifiche per i casi in cui l'istituzione di zone soggette a restrizioni non
        contribuirebbe a tenere sotto controllo la diffusione della malattia o imporrebbe un
        onere ingiustificato agli operatori e alle autorità competenti.
   (24) L'articolo 65 del regolamento (UE) 2016/429 elenca le misure che l'autorità
        competente può adottare nella zona soggetta a restrizioni per prevenire la diffusione
        della malattia. Al fine di consentire alle autorità competenti di adottare le misure di
        controllo più proporzionate ed efficienti e di garantire un'attuazione armonizzata delle
        misure in tutti gli Stati membri, è opportuno stabilire criteri decisionali dettagliati sulla
        base delle circostanze epidemiologiche, del tipo e dell'ubicazione degli stabilimenti di
        produzione, delle specie e delle categorie degli animali e delle condizioni economiche
        o sociali della zona colpita dalla malattia.
   (25) È necessario specificare i divieti relativi ai movimenti di animali e prodotti nella, dalla
        o attraverso la zona di protezione e di sorveglianza e i divieti relativi ad altre attività
        che possono comportare un rischio di diffusione di una malattia di categoria A. Tali
        divieti dovrebbero essere proporzionati al rischio di diffusione della malattia connesso
        a ciascuna attività e a ciascuna merce. Di conseguenza devono essere stabiliti tenendo
IT                                                8                                                   IT
 ---pagebreak---         conto del profilo epidemiologico della malattia. Ciò è particolarmente importante per
        quanto riguarda i divieti relativi ai prodotti, dato che alcuni prodotti dovrebbero
        esserne esentati, in particolare quelli considerati merci sicure in relazione al rischio di
        diffusione di determinate malattie.
   (26) I divieti di attività nella zona soggetta a restrizioni dovrebbero essere per quanto
        possibile limitati. Per tale motivo l'autorità competente dovrebbe avere la possibilità di
        concedere deroghe ai divieti qualora vengano adottate determinate misure di riduzione
        dei rischi e siano rispettate determinate condizioni procedurali. Tali deroghe possono
        essere concesse, in particolare, qualora l'autorità competente possa verificare il
        rafforzamento delle misure di biosicurezza e siano rispettate condizioni generali e
        specifiche relative ai pertinenti animali, ai prodotti ottenuti da tali animali o ad altri
        materiali e sostanze che possono essere contaminati.
   (27) I movimenti di ungulati dovrebbero essere limitati ai trasporti al macello. I movimenti
        di pollame dovrebbero essere limitati al trasporto al macello e agli animali più giovani,
        quali i pulcini di un giorno e le pollastre. I movimenti di prodotti di origine animale
        dovrebbero essere consentiti se i prodotti sono stati ottenuti prima del periodo ad alto
        rischio determinato per la malattia. I movimenti di prodotti di origine animale e di
        sottoprodotti di origine animale ottenuti nel periodo ad alto rischio o successivamente
        dovrebbero essere consentiti se i prodotti sono stati sottoposti a trattamenti specifici
        che inattivano l'agente patogeno. Tali trattamenti dovrebbero essere in linea con la
        legislazione vigente dell'Unione, le norme internazionali e i nuovi dati scientifici.
   (28) L'autorità competente dovrebbe poter visitare gli stabilimenti e esaminare gli animali.
        Al fine di prevenire l'ulteriore diffusione della malattia, è opportuno che siano stabilite
        e rispettate determinate prescrizioni prima che sia possibile revocare le misure
        applicate alla zona di protezione. Una volta revocate tali misure, nella zona
        precedentemente compresa nella zona di protezione è opportuno attuare per un
        ulteriore periodo le misure che si applicano alla zona di sorveglianza, al fine di
        garantire il controllo della malattia.
   (29) Le disposizioni relative alle misure di controllo applicabili nella zona di sorveglianza
        dovrebbero comprendere norme generali e specifiche per gli animali, i prodotti
        ottenuti da tali animali o altri materiali e sostanze che possono essere contaminati.
        Dovrebbero inoltre comprendere deroghe che consentano un'applicazione
        proporzionata delle misure di controllo. L'intensità delle misure di controllo e le
        deroghe volte alla loro applicazione proporzionata dovrebbero rispecchiare il rischio
        minore che la zona di sorveglianza presenta per la diffusione della malattia, ma
        dovrebbero garantire che le misure di controllo siano sufficienti a evitare qualsiasi
        rischio di ulteriore diffusione della malattia.
   (30) L'autorità competente dovrebbe: i) autorizzare il ripopolamento degli stabilimenti
        colpiti con animali, ii) garantire che vengano effettuate una pulizia e una disinfezione
        finali dello stabilimento e, se pertinente, iii) effettuare una verifica della presenza di
        vettori per garantire che le malattie non si ripresentino. L'autorità competente
        dovrebbe disporre della flessibilità necessaria per decidere in merito alle misure di
        ripopolamento più appropriate tenendo conto delle circostanze epidemiologiche e delle
        condizioni specifiche di riduzione dei rischi.
   (31) Anche gli animali selvatici delle specie elencate potrebbero essere colpiti da malattie
        di categoria A. Le misure di controllo per tali animali selvatici sono essenziali per
        prevenire la diffusione delle malattie e garantire la loro eradicazione. Come per le
        malattie che si verificano negli animali detenuti, l'autorità competente dovrebbe
IT                                                9                                                 IT
 ---pagebreak---         prevedere misure di controllo delle malattie degli animali selvatici nel quadro dei piani
        di emergenza prescritti dal regolamento (UE) 2016/429. Le misure di controllo
        dovrebbero applicarsi nei casi di sospetto e conferma della presenza di una malattia
        che colpisce gli animali selvatici in una zona infetta. Le misure che limitano il
        movimento dalla zona infetta degli animali detenuti che appartengono alle specie
        elencate dovrebbero essere applicate prevedendo un certo livello di flessibilità, sulla
        base della situazione epidemiologica. Ciò è necessario per garantire misure di
        controllo efficaci ed evitare nel contempo oneri inutili per gli operatori e le autorità
        competenti.
   (32) La raccolta e lo smaltimento sicuro degli animali selvatici morti contribuisce a
        prevenire la diffusione delle malattie di categoria A. È opportuno integrare il
        regolamento (UE) 2016/429 con norme che garantiscano la raccolta e lo smaltimento
        sicuri dei sottoprodotti di origine animale ottenuti da animali terrestri e acquatici
        selvatici colpiti da malattie di categoria A o soggetti a misure di restrizione imposte
        per rispondere a tali malattie conformemente al regolamento (CE) n. 1069/2009.
   (33) L'articolo 43 del regolamento (UE) 2016/429 impone all'autorità competente di
        istituire un gruppo operativo di esperti nell'ambito dei piani di emergenza. Tali piani
        sono concepiti per garantire un livello elevato di sensibilizzazione e preparazione alle
        malattie e per fornire una risposta rapida in caso di focolaio di una malattia di
        categoria A. In caso di focolai di malattie in animali terrestri, il compito principale del
        gruppo operativo di esperti è sostenere l'autorità competente nella valutazione delle
        pertinenti misure di controllo o di eradicazione della malattia. Il gruppo operativo di
        esperti delle malattie degli animali terrestri selvatici dovrebbe essere multidisciplinare
        ed essere composto da rappresentanti dei pertinenti servizi governativi, quali le
        autorità ambientali e forestali, nonché dai portatori di interessi, dalle autorità locali,
        dalla polizia o da altre organizzazioni che possono fornire consulenza all'autorità
        competente in merito a possibili interventi volti a controllare ed eradicare la malattia di
        categoria A e alla loro attuazione.
   (34) La direttiva 2006/88/CE del Consiglio6 prevede disposizioni relative alle condizioni di
        polizia sanitaria applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi prodotti,
        nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali acquatici e alle misure di lotta
        contro tali malattie. Le disposizioni del presente regolamento delegato dovrebbero
        basarsi su quelle contenute nella precedente legislazione dell'Unione che si sono
        rivelate efficaci e che sono state riviste e allineate, per quanto possibile, alle
        conoscenze e alle esperienze acquisite in passato, e sono state aggiornate
        conformemente ai nuovi dati disponibili e alle norme internazionali.
   (35) L'articolo 61 del regolamento (UE) 2016/429 prevede l'applicazione di misure di
        controllo delle malattie in stabilimenti e altri luoghi in seguito alla conferma della
        presenza di malattie di categoria A. Una di tali misure consiste nell'abbattimento degli
        animali che potrebbero essere contaminati o contribuire alla diffusione della malattia.
        La possibilità di effettuare tali abbattimenti preventivi dovrebbe essere descritta nel
        presente regolamento delegato quale misura di controllo delle malattie che mira a
        ridurre la pressione infettiva di una malattia di categoria A e a facilitarne il controllo.
   6
        Direttiva 2006/88/CE del Consiglio, del 24 ottobre 2006, relativa alle condizioni di polizia sanitaria
        applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune
        malattie degli animali acquatici e alle misure di lotta contro tali malattie (GU L 328 del 24.11.2006,
        pag. 14).
IT                                                    10                                                         IT
 ---pagebreak---    (36) L'articolo 62 del regolamento (UE) 2016/429 comprende criteri per l'estensione delle
        misure di controllo delle malattie applicate in uno stabilimento colpito a stabilimenti e
        luoghi epidemiologicamente connessi. L'analisi delle condizioni idrodinamiche e
        topografiche, compresi i dati relativi ai bacini idrografici, agli ostacoli incontrati dai
        corsi d'acqua o alle condizioni del flusso dell'acqua, consente di prevedere la possibile
        diffusione passiva di una malattia di categoria A ad altri stabilimenti o luoghi, e tale
        previsione può contribuire a ridurre al minimo l'impatto di una malattia di categoria A.
        Il risultato di tale analisi consente di attuare misure di controllo delle malattie più
        pertinenti e mirate, che dovrebbero evitare o ridurre al minimo la diffusione di una
        malattia di categoria A da una zona ad alto rischio a una zona indenne da malattia.
   (37) L'autorità competente dovrebbe poter derogare alle restrizioni applicabili a seguito
        della conferma della presenza di una malattia di categoria A al fine di consentire l'uso
        degli animali di acquacoltura per il consumo umano, a condizione che tali animali non
        presentino segni clinici della malattia e siano trasformati in modo tale da ridurre il
        rischio di diffusione della malattia mediante materiale infettante. La deroga dovrebbe
        essere volta a ridurre le perdite economiche minimizzando nel contempo il rischio di
        diffusione della malattia.
   (38) L'articolo 37 del regolamento (UE) 2016/429 prevede il riconoscimento dello status di
        indenne da malattia di determinati compartimenti per le malattie elencate. I
        compartimenti comprendono diversi stabilimenti con sistemi di biosicurezza comuni
        ed efficienti che consentono a tali stabilimenti di avere uno stato sanitario degli
        animali distinto. Di conseguenza in caso di sospetto o conferma della presenza di una
        malattia di categoria A in uno stabilimento di acquacultura all'interno di un
        compartimento, le misure di controllo delle malattie dovrebbero essere estese agli altri
        stabilimenti all'interno dello stesso compartimento, con un conseguente controllo più
        efficiente della malattia.
   (39) Il fermo per gli animali acquatici è una misura di controllo delle malattie già compresa
        nella precedente legislazione dell'Unione relativa alla prevenzione e al controllo delle
        malattie degli animali acquatici e che dovrebbe continuare ad essere applicata.
        L'obiettivo principale del fermo è prevenire o ridurre al minimo il rischio del ripetersi
        dell'infezione di una malattia di categoria A negli stabilimenti dopo il completamento
        della pulizia e della disinfezione e prima dell'introduzione di una nuova popolazione di
        animali acquatici. Il fermo simultaneo in aree con più stabilimenti infetti rafforza le
        misure di controllo delle malattie e contribuisce a un tasso di successo più elevato. Per
        ridurre al minimo il tempo di fermo garantendo nel contempo l'efficacia delle misure
        di controllo delle malattie è opportuno stabilire diversi periodi di fermo per diverse
        malattie di categoria A.
   (40) Se uno stabilimento di acquacoltura è stato colpito da una malattia di categoria A che
        non presenta rischi per la salute umana, l'immissione sul mercato dei prodotti
        provenienti da tale stabilimento dovrebbe essere consentita previa adozione di misure
        di riduzione dei rischi. Per quanto riguarda i pesci tali misure dovrebbero comprendere
        la macellazione e l'eviscerazione. I crostacei dovrebbero essere trasformati in prodotti
        non vitali prima della spedizione. I prodotti dovrebbero essere usati per il consumo
        umano diretto o essere sottoposti a ulteriore trattamento in uno stabilimento approvato
        a norma dell'articolo 179 del regolamento (UE) 2016/429. Tali misure sono efficaci
        per controllare ed evitare l'ulteriore diffusione della malattia e consentono nel
        contempo di utilizzare tali prodotti per il consumo umano anziché sprecarli
        inutilmente.
IT                                               11                                                IT
 ---pagebreak---    (41) L'articolo 64 del regolamento (UE) 2016/429 prevede l'istituzione di zone soggette a
        restrizioni come misura efficace di controllo della malattia nel caso insorga un
        focolaio di una malattia di categoria A negli animali acquatici. Le zone soggette a
        restrizioni possono includere una zona di protezione attorno agli stabilimenti che
        presentano un rischio maggiore di essere colpiti da una malattia di categoria A. Per
        garantire un efficace controllo della malattia e prevenirne l'ulteriore diffusione è
        opportuno vietare l'introduzione di animali di acquacoltura a fini di allevamento in
        stabilimenti situati nella zona di protezione. Al fine di evitare il ripetersi dell'infezione,
        la zona di protezione dovrebbe essere mantenuta fino a quando gli stabilimenti di
        acquacoltura infetti non sono stati svuotati degli animali, puliti e disinfettati e il
        periodo di fermo non è stato completato.
   (42) Le misure di controllo applicate in una zona di protezione istituita per una malattia
        degli animali acquatici dovrebbero essere revocate solo se è soddisfatta una serie di
        condizioni. Tali condizioni dovrebbero comprendere lo spopolamento, la pulizia, la
        disinfezione e il fermo degli stabilimenti colpiti. Le visite periodiche effettuate in tutti
        gli stabilimenti situati nella zona di protezione devono inoltre avere un esito positivo.
        Una volta soddisfatte tutte le suddette condizioni la zona di protezione dovrebbe
        diventare una zona di sorveglianza. Tale zona di sorveglianza dovrebbe essere
        mantenuta fino alla scadenza del periodo di sorveglianza per la pertinente malattia di
        categoria A e fino a che non sussisteranno più elementi che facciano sospettare la
        presenza della malattia.
   (43) L'articolo 43 del regolamento (UE) 2016/429 impone all'autorità competente di
        istituire un gruppo operativo di esperti nell'ambito dei piani di emergenza concepiti per
        garantire un livello elevato di sensibilizzazione e preparazione alle malattie e per
        fornire una risposta rapida in caso di focolaio di una malattia di categoria A. In caso di
        focolai di malattie in animali acquatici il compito principale del gruppo operativo di
        esperti è sostenere l'autorità competente nella valutazione delle pertinenti misure di
        controllo o di eradicazione della malattia. Il gruppo operativo di esperti delle malattie
        degli animali acquatici selvatici dovrebbe essere multidisciplinare ed essere composto
        da rappresentanti dei pertinenti servizi governativi, quali le autorità ambientali e per la
        pesca, nonché dai portatori di interessi, dalle autorità locali, dalla polizia o da altre
        organizzazioni che possono fornire consulenza all'autorità competente in merito a
        possibili interventi volti a controllare ed eradicare la malattia di categoria A.
   (44) L'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1069/2009 prevede l'attuazione di restrizioni di
        polizia sanitaria generali in caso di presenza di una malattia trasmissibile grave.
        Quando una malattia di categoria A è presente in animali di acquacoltura, l'autorità
        competente può imporre norme più severe per i sottoprodotti di origine animale
        provenienti da determinati stabilimenti. Tali norme sono intese a gestire situazioni in
        cui le restrizioni in materia di sanità pubblica possono non contemplare il rischio per la
        sanità animale. In particolare, è necessario che i sottoprodotti di origine animale
        provenienti da tali stabilimenti siano trasformati e smaltiti come materiale di categoria
        2 conformemente all'articolo 13 del regolamento (CE) n. 1069/2009.
   (45) L'articolo 270 del regolamento (UE) 2016/429 ha abrogato le direttive 92/66/CEE7,
        2001/89/CE8, 2002/60/CE9, 2003/85/CE10 e 2005/94/CE11 del Consiglio, che
   7
        Direttiva 92/66/CEE del Consiglio, del 14 luglio 1992, che istituisce misure comunitarie di lotta contro
        la malattia di Newcastle (GU L 260 del 5.9.1992, pag. 1).
   8
        Direttiva 2001/89/CE del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa a misure comunitarie di lotta contro la
        peste suina classica (GU L 316 dell'1.12.2001, pag. 5).
IT                                                    12                                                          IT
 ---pagebreak---         comprendevano norme in materia di controllo delle malattie animali. L'articolo 272 del
        regolamento (UE) 2016/429 prevede che le direttive abrogate continuino ad applicarsi
        fino a tre anni dopo la data di applicazione di tale regolamento o ad una data
        precedente da fissare in un atto delegato della Commissione. Al fine di garantire un
        approccio armonizzato e semplificato per tutte le specie e le malattie, il presente
        regolamento dovrebbe applicarsi a decorrere dalla data di applicazione del
        regolamento (UE) 2016/429 e le direttive abrogate dovrebbero cessare di applicarsi a
        decorrere dalla stessa data,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
   9
        Direttiva 2002/60/CE del Consiglio, del 27 giugno 2002, recante disposizioni specifiche per la lotta
        contro la peste suina africana e recante modifica della direttiva 92/119/CEE per quanto riguarda la
        malattia di Teschen e la peste suina africana (GU L 192 del 20.7.2002, pag. 27).
   10
        Direttiva 2003/85/CE del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativa a misure comunitarie di lotta contro
        l'afta epizootica, che abroga la direttiva 85/511/CEE e le decisioni 89/531/CEE e 91/665/CEE e recante
        modifica della direttiva 92/46/CEE (GU L 306 del 22.11.2003, pag. 1).
   11
        Direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro
        l'influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE (GU L 10 del 14.1.2006, pag. 16).
IT                                                       13                                                      IT
 ---pagebreak---                                               PARTE I
                             DISPOSIZIONI GENERALI
                                                Articolo 1
                                     Oggetto e ambito di applicazione
   Il presente regolamento integra le norme in materia di sensibilizzazione, preparazione e
   controllo delle malattie da applicare in relazione alle malattie elencate di cui all'articolo 9,
   paragrafo 1, lettere a), b) e c), del regolamento (UE) 2016/429.
   Tali norme riguardano quanto segue:
   a)       la parte II riguarda gli animali terrestri detenuti e selvatici, in particolare:
            i)    il capo I stabilisce norme integrative riguardanti le misure di controllo delle
                  malattie in caso di sospetto e conferma ufficiale della presenza di una malattia
                  di categoria A in animali detenuti di cui gli articoli 53, 54, 55, 58 e 63 del
                  regolamento (UE) 2016/429;
            ii)   il capo II stabilisce norme integrative riguardanti l'istituzione di zone soggette a
                  restrizioni in caso di conferma ufficiale della presenza di una malattia di
                  categoria A in animali detenuti di cui agli articoli 64 e 67 del regolamento (UE)
                  2016/429;
            iii)  il capo III stabilisce norme integrative riguardanti il ripopolamento della zona
                  soggetta a restrizioni con animali detenuti in caso di conferma ufficiale della
                  presenza di una malattia di categoria A di cui agli articoli 63 e 68 del
                  regolamento (UE) 2016/429;
            iv)   il capo IV stabilisce norme integrative riguardanti le misure di controllo delle
                  malattie in caso di sospetto e conferma ufficiale della presenza di una malattia
                  di categoria A in animali selvatici di cui all'articolo 70 del regolamento (UE)
                  2016/429;
            v)    il capo V stabilisce norme integrative riguardanti le misure di controllo delle
                  malattie in caso di sospetto e conferma ufficiale della presenza di malattie di
                  categoria B e C in animali terrestri di cui agli articoli 74 e 77 del regolamento
                  (UE) 2016/429;
   b)       la parte III riguarda gli animali acquatici detenuti e selvatici, in particolare:
            i)    il capo I stabilisce norme integrative riguardanti le misure di controllo delle
                  malattie in caso di sospetto e conferma ufficiale della presenza di una malattia
                  di categoria A in animali acquatici di cui agli articoli 53, 54, 55, 58 e 63 del
                  regolamento (UE) 2016/429;
            ii)   il capo II stabilisce norme integrative riguardanti l'istituzione di zone soggette a
                  restrizioni in caso di conferma ufficiale della presenza di una malattia di
                  categoria A in animali di acquacoltura di cui agli articoli 64 e 67 del
                  regolamento (UE) 2016/429;
            iii)  il capo III stabilisce norme integrative riguardanti le misure di controllo delle
                  malattie in caso di sospetto e conferma ufficiale della presenza di una malattia
                  di categoria A in animali acquatici selvatici di cui all'articolo 70 del
                  regolamento (UE) 2016/429;
IT                                                  14                                                 IT
 ---pagebreak---              iv)    il capo IV stabilisce norme integrative riguardanti le misure di controllo delle
                    malattie in caso di sospetto e conferma ufficiale della presenza di malattie di
                    categoria B e C in animali acquatici di cui agli articoli 74 e 77 del regolamento
                    (UE) 2016/429;
   c)        la parte IV riguarda le disposizioni finali.
                                                    Articolo 2
                                                   Definizioni
   Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni di cui al regolamento (UE)
   2018/1882 e all'allegato I del regolamento (CE) n. 853/200412, tranne nel caso in cui tali
   definizioni riguardino termini definiti nel secondo comma del presente articolo.
   Si applicano inoltre le seguenti definizioni:
   1)        "mezzo di trasporto": veicoli stradali o ferroviari, navi e aeromobili;
   2)        "pulcini di un giorno": pollame di meno di 72 ore;
   3)        "sperma": eiaculato di uno o più animali, tal quale, preparato o diluito;
   4)        "ovociti": fasi aploidi dell'ootidogenesi comprendenti gli ovociti secondari e gli
             ovuli;
   5)        "embrione": stadio iniziale dello sviluppo di un animale in grado di essere trasferito
             in una madre ricevente;
   6)        "carni fresche": carni, carni macinate e preparazioni di carni, comprese quelle
             confezionate sotto vuoto o in atmosfera controllata, che non hanno subito trattamenti
             diversi da refrigerazione, congelamento o surgelazione;
   7)        "carcassa di ungulato": il corpo intero di un ungulato macellato o abbattuto dopo:
             –      dissanguamento, nel caso di animali macellati,
             –      eviscerazione,
             –      asportazione degli arti in corrispondenza del carpo e del tarso,
             –      asportazione della coda, delle mammelle, della testa e della pelle, tranne che
                    nei suini;
   8)        "frattaglie": carni fresche diverse da quelle della carcassa definita al punto 7), anche
             se rimangono naturalmente connesse con la carcassa;
   9)        "prodotti a base di carne": prodotti trasformati, compresi stomaci, vesciche e intestini
             trattati, grassi fusi, estratti di carne e prodotti sanguigni, ottenuti dalla trasformazione
             di carne o dall'ulteriore trasformazione di tali prodotti trasformati in modo che la
             superficie di sezionamento permetta di constatare che il prodotto non presenta più le
             caratteristiche delle carni fresche;
   10)       "budelli": vesciche e intestini che, dopo essere stati puliti, sono stati trasformati
             mediante raschiatura dei tessuti, sgrassatura e lavaggio e sono stati essiccati dopo la
             salatura;
   12
           Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che
           stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli alimenti di origine animale (GU L 139 del
           30.4.2004, pag. 55).
IT                                                      15                                                    IT
 ---pagebreak---    11) "colostro": liquido secreto dalle ghiandole mammarie di animali detenuti fino a 5
       giorni dopo il parto, ricco di anticorpi e minerali e prodotto prima del latte crudo;
   12) "prodotti ottenuti dal colostro": prodotti trasformati ottenuti dalla trasformazione del
       colostro o dall'ulteriore trasformazione di tali prodotti trasformati;
   13) "merce sicura": merce che può essere spostata senza che sia necessario adottare
       misure di riduzione dei rischi specificamente dirette contro una determinata malattia
       elencata, indipendentemente dallo stato sanitario dello Stato membro o della zona di
       origine per tale malattia;
   14) "filiera di approvvigionamento": una filiera produttiva integrata avente uno stato
       sanitario comune per quanto riguarda le malattie elencate, che consiste in una rete
       collaborativa di stabilimenti specializzati riconosciuti dall'autorità competente ai fini
       dell'articolo 45, tra i quali gli animali vengono spostati per completare il ciclo
       produttivo;
   15) "zona infetta": una zona in cui possono essere applicate restrizioni ai movimenti di
       prodotti o di animali detenuti e selvatici e altre misure di controllo delle malattie e di
       biosicurezza al fine di prevenire la diffusione di una malattia di categoria A in caso
       di conferma ufficiale della presenza della malattia in animali selvatici.
                                             Articolo 3
              Esami clinici, procedure di campionamento e metodi diagnostici
   1.  Nei casi in cui a norma del presente regolamento siano prescritti esami clinici sugli
       animali per confermare o escludere la presenza di una malattia di categoria A,
       l'autorità competente si assicura che:
       a)     il campionamento degli animali per gli esami clinici sia effettuato
              conformemente:
              i)     all'allegato I, sezione A.1, per gli animali terrestri; e
              ii)    all'allegato XII, punto 1, per gli animali acquatici;
       b)     gli esami clinici comprendano:
              i)     una prima valutazione generale dello stato sanitario degli animali nello
                     stabilimento, comprendente tutti gli animali delle specie elencate detenuti
                     nello stabilimento; e
              ii)    un esame individuale degli animali inclusi nel campione di cui alla lettera
                     a).
   2.  Nei casi in cui a norma del presente regolamento siano prescritti esami di laboratorio
       per confermare o escludere la presenza di una malattia di categoria A, l'autorità
       competente si assicura che:
       a)     il campionamento degli animali per gli esami di laboratorio sia effettuato
              conformemente:
              i)     all'allegato I, sezione A.2, per gli animali terrestri; e
              ii)    all'allegato XII, punto 1, lettere b), c), d) ed e), per gli animali acquatici;
       b)     i metodi diagnostici per gli esami di laboratorio soddisfino le prescrizioni di
              cui:
              i)     all'allegato I, parte B, per gli animali terrestri; e
IT                                               16                                                  IT
 ---pagebreak---                     ii)     all'allegato XII, punto 2, per gli animali acquatici;
             c)     i campioni siano inviati:
                    i)      senza indugio a un laboratorio ufficiale designato in conformità
                            dell'articolo 37 del regolamento (UE) n. 2017/62513;
                    ii)     conformemente all'allegato I, parte C, per gli animali terrestri e
                            all'allegato XII, punto 1, lettera f), per gli animali acquatici; e
                    iii)    seguendo le eventuali ulteriori istruzioni dell'autorità competente e del
                            laboratorio riguardanti le condizioni di biosicurezza e bioprotezione per
                            prevenire la diffusione di agenti patogeni di malattie di categoria A;
             d)     nel caso di animali detenuti:
                    i)      sia compilato un inventario di tutti gli animali detenuti nello stabilimento,
                            delle loro specie e delle loro categorie; per il pollame e gli animali di
                            acquacoltura, il numero di animali può essere stimato; e
                    ii)     venga registrato un marchio di identificazione di ciascun animale delle
                            specie elencate sottoposto a campionamento o, nel caso di pollame e di
                            animali di acquacoltura, il numero di lotto.
                                                        Articolo 4
                                                  Piani di emergenza
   L'autorità competente attua le misure di cui al presente regolamento conformemente al piano
   di emergenza di cui all'articolo 43 del regolamento (UE) 2016/429.
   13
           Regolamento (UE) 2017/625 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017, relativo ai
           controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali effettuati per garantire l'applicazione della legislazione
           sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle
           piante nonché sui prodotti fitosanitari (GU L 95 del 7.4.2017, pag. 1).
IT                                                            17                                                          IT
 ---pagebreak---                                             PARTE II
                                 ANIMALI TERRESTRI
                                               CAPO I
      Misure di controllo delle malattie per le malattie di categoria A
                               negli animali terrestri detenuti
                                              SEZIONE 1
    MISURE PRELIMINARI DI CONTROLLO DELLE MALATTIE IN CASO DI SOSPETTO
      DELLA PRESENZA DI UNA MALATTIA DI CATEGORIA A IN ANIMALI DETENUTI
                                                Articolo 5
   Obblighi per gli operatori in caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in
                                  animali detenuti in uno stabilimento
   In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in animali detenuti, gli
   operatori adottano le seguenti misure di controllo delle malattie al fine di prevenire la
   diffusione della malattia di categoria A dagli animali e dagli stabilimenti colpiti sotto la loro
   responsabilità ad altri animali non infetti o agli esseri umani fino a quando l'autorità
   competente non escluda la presenza della malattia di categoria A:
   a)       isolano tutti gli animali sospettati di essere infetti dalla malattia di categoria A;
   b)       tengono il letame, compresi le lettiere e il materiale da lettiera utilizzato, e i prodotti,
            i materiali o le sostanze che potrebbero essere contaminati da malattie di categoria A
            e che potrebbero trasmetterle, isolati e protetti da insetti e roditori, animali detenuti di
            specie non elencate e animali selvatici per quanto tecnicamente e praticamente
            fattibile;
   c)       attuano le opportune ulteriori misure di biosicurezza per evitare qualsiasi rischio di
            diffusione della malattia di categoria A;
   d)       cessano tutti i movimenti di animali detenuti delle specie elencate dallo stabilimento
            o verso di esso;
   e)       impediscono i movimenti non essenziali di animali di specie non elencate, prodotti,
            materiali, sostanze, persone e mezzi di trasporto dallo stabilimento o verso di esso;
   f)       garantiscono l'aggiornamento della documentazione dello stabilimento relativa alla
            produzione, alla salute e alla tracciabilità;
   g)       forniscono all'autorità competente, su richiesta, tutte le informazioni pertinenti
            riguardanti la malattia di categoria A; e
   h)       seguono le istruzioni impartite dall'autorità competente per quanto riguarda il
            controllo della malattia di categoria A, conformemente al regolamento (UE)
            2016/429 e al presente regolamento.
IT                                                   18                                                  IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 6
    Indagini condotte dall'autorità competente in caso di sospetto della presenza di una malattia
                          di categoria A in animali detenuti in uno stabilimento
   1.       In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in animali detenuti in
            uno stabilimento, conformemente all'articolo 9, paragrafi 1, 3 e 4, del regolamento
            (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
            programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate
            malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056], l'autorità competente
            conduce immediatamente un'indagine per confermare o escludere la presenza della
            malattia elencata sospettata.
   2.       Nel corso dell'indagine di cui al paragrafo 1, l'autorità competente provvede affinché
            i veterinari ufficiali effettuino almeno:
            a)     esami clinici degli animali detenuti delle specie elencate nello stabilimento; e
            b)     il prelievo di campioni per gli esami di laboratorio.
                                                 Articolo 7
      Misure di restrizione e biosicurezza preliminari in caso di sospetto della presenza di una
                     malattia di categoria A in animali detenuti in uno stabilimento
   1.       In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in uno stabilimento,
            l'autorità competente sottopone lo stabilimento a sorveglianza ufficiale e impone
            immediatamente le seguenti misure di restrizione e biosicurezza preliminari, al fine
            di prevenire la diffusione della malattia di categoria A dagli animali e dallo
            stabilimento colpiti ad altri animali non infetti o agli esseri umani:
            a)     divieto di movimento di animali detenuti delle specie elencate dallo
                   stabilimento o verso di esso;
            b)     divieto di movimento di animali detenuti di specie non elencate dallo
                   stabilimento o verso di esso;
            c)     divieto di movimento dallo stabilimento di prodotti, materiali o sostanze che
                   potrebbero essere contaminati da malattie di categoria A o che potrebbero
                   trasmetterle;
            d)     isolamento degli animali detenuti delle specie elencate e protezione da animali
                   selvatici, animali di specie non elencate e, ove necessario, insetti e roditori;
            e)     divieto di abbattimento degli animali             delle   specie  elencate,    salvo
                   autorizzazione dell'autorità competente; e
            f)     divieto di movimenti non essenziali di prodotti, materiali, sostanze, persone e
                   mezzi di trasporto verso gli stabilimenti.
   2.       In deroga al paragrafo 1, lettere a), b) e c), l'autorità competente può autorizzare i
            movimenti di animali e prodotti dallo stabilimento in cui si sospetta la presenza di
            una malattia di categoria A dopo avere eseguito una valutazione del rischio e a
            condizione che:
            a)     i movimenti di animali e prodotti siano conformi a tutte le condizioni e a tutte
                   le misure di biosicurezza necessarie per evitare la diffusione della malattia;
            b)     nello stabilimento di destinazione non ci siano altri animali detenuti delle
                   specie elencate; e
IT                                                   19                                                 IT
 ---pagebreak---            c)     lo stabilimento di destinazione non sia un macello.
   3.      Qualora siano concesse le deroghe di cui al paragrafo 2, l'autorità competente può
           imporre le misure di controllo delle malattie di cui al paragrafo 1 nello stabilimento
           di destinazione.
   4.      Qualora la situazione epidemiologica lo richieda, l'autorità competente può disporre
           l'abbattimento preventivo, conformemente all'articolo 12, paragrafi 1 e 2, di animali
           delle specie elencate nello stabilimento in cui si sospetta la presenza di una malattia
           di categoria A.
   5.      Tutti i sottoprodotti di origine animale ottenuti da animali morti, i quali sono morti o
           sono stati abbattuti nello stabilimento in cui si sospetta la presenza di una malattia di
           categoria A, sono trasformati o smaltiti in conformità del regolamento (CE) n.
           1069/2009 al fine di garantire che l'agente patogeno di cui si sospetta la presenza sia
           inattivato e per prevenire la diffusione della malattia ad animali non infetti o agli
           esseri umani.
                                               Articolo 8
    Inventario e analisi della documentazione in caso di sospetto della presenza di una malattia
                        di categoria A in animali detenuti in uno stabilimento
   1.      In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A, l'autorità
           competente dispone e verifica che gli operatori degli stabilimenti in cui si sospetta la
           presenza di una malattia di categoria A compilino e mantengano aggiornato senza
           indugio un inventario di quanto segue:
           a)     specie, categorie e numero degli animali detenuti nello stabilimento; per il
                  pollame il numero di animali può essere stimato;
           b)     numero di identificazione individuale di tutti gli animali delle specie per le
                  quali l'identificazione individuale è obbligatoria a norma del regolamento (UE)
                  2019/... [documento c) registrazione e identificazione]
           c)     specie, categorie e numero degli animali detenuti delle specie elencate che
                  sono nati, sono morti, presentavano segni clinici o che potrebbero essere infetti
                  o contaminati dalla malattia di categoria A nello stabilimento;
           d)     prodotti, materiali o sostanze che potrebbero essere contaminati dalla
                  pertinente malattia di categoria A o che potrebbero trasmetterla nello
                  stabilimento; e
           e)     ove pertinente, tutti i luoghi che potrebbero permettere la sopravvivenza dei
                  vettori della pertinente malattia di categoria A nello stabilimento.
   2.      Se lo stabilimento è costituito da più unità epidemiologiche, le informazioni di cui al
           paragrafo 1 sono indicate per ciascuna unità epidemiologica.
   3.      Nell'ambito dell'indagine epidemiologica di cui all'articolo 57 del regolamento (UE)
           2016/429, l'autorità competente analizza almeno la seguente documentazione dello
           stabilimento nel quale si sospetta la presenza di una malattia di categoria A:
           a)     l'inventario di cui al paragrafo 1;
           b)     la documentazione relativa all'origine e alla data di arrivo presso lo
                  stabilimento e di partenza da questo degli animali detenuti delle specie
                  elencate;
IT                                                 20                                                IT
 ---pagebreak---             c)     la documentazione relativa all'origine e alla data di arrivo presso lo
                   stabilimento e di partenza da questo di altri movimenti di trasporto pertinenti;
            d)     la documentazione relativa alla produzione; e
            e)     la documentazione relativa alle visite allo stabilimento, se disponibile.
   4.       L'analisi della documentazione di cui al paragrafo 3 riguarda almeno il periodo di
            monitoraggio di cui all'allegato II per la pertinente malattia, calcolato a ritroso a
            partire dalla data in cui il sospetto è stato notificato.
                                                 Articolo 9
    Zone soggette a restrizioni temporanee in caso di sospetto della presenza di una malattia di
                       categoria A in animali terrestri detenuti in uno stabilimento
   1.       In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in animali detenuti in
            uno stabilimento, l'autorità competente può istituire una zona soggetta a restrizioni
            temporanee tenendo conto delle seguenti circostanze:
            a)     l'ubicazione dello stabilimento in un'area ad alta densità di animali detenuti
                   delle specie elencate per le quali si sospetta la presenza di una malattia di
                   categoria A;
            b)     i movimenti di animali o di persone a contatto con animali detenuti delle specie
                   elencate per le quali si sospetta la presenza di una malattia di categoria A;
            c)     il ritardo nella conferma della presenza della malattia di categoria A a norma
                   dell'articolo 11;
            d)     l'insufficienza di informazioni sulle possibili origini e vie di introduzione della
                   malattia di categoria A di cui si sospetta la presenza; e
            e)     il profilo della malattia, in particolare le vie e la velocità di trasmissione e la
                   persistenza della malattia nella popolazione animale.
   2.       Negli stabilimenti all'interno della zona soggetta a restrizioni temporanee l'autorità
            competente applica almeno le misure di cui all'articolo 7.
   3.       L'autorità competente può mantenere la zona soggetta a restrizioni temporanee fino a
            quando la presenza della malattia di categoria A non sia stata esclusa nello
            stabilimento in cui era sospettata oppure la presenza di tale malattia non sia stata
            confermata e venga istituita una zona soggetta a restrizioni a norma dell'articolo 21.
   4.       Qualora la situazione epidemiologica lo richieda, l'autorità competente può disporre
            l'abbattimento preventivo, conformemente all'articolo 12, paragrafi 1 e 2, o la
            macellazione di animali delle specie elencate nelle zone soggette a restrizioni
            temporanee.
                                                Articolo 10
     Misure da applicare in caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A nelle
       aziende alimentari e di mangimi, nei posti di controllo frontalieri, negli stabilimenti che
      trattano sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro luogo pertinente, compresi i
                                             mezzi di trasporto
   1.       In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A conformemente
            all'articolo 9, paragrafi 1, 3 e 4, del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto
            riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo
IT                                                   21                                                IT
 ---pagebreak---             status di indenne da malattia per determinate malattie elencate ed emergenti
            [documento C(2019) 4056], nelle aziende alimentari e di mangimi, nei posti di
            controllo frontalieri, negli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale o
            in qualsiasi altro luogo pertinente, compresi i mezzi di trasporto, l'autorità
            competente applica:
            a)     le disposizioni pertinenti di cui agli articoli da 5 a 9; e
            b)     se necessario, misure supplementari adeguate alla situazione specifica al fine di
                   prevenire la diffusione della malattia di categoria A ad animali non infetti o
                   agli esseri umani.
   2.       L'autorità competente applica inoltre le disposizioni di cui agli articoli da 5 a 9 negli
            stabilimenti di origine degli animali o dei prodotti presenti negli stabilimenti e nei
            luoghi di cui al paragrafo 1 che si sospetta siano infetti.
                                               SEZIONE 2
      MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE IN CASO DI CONFERMA UFFICIALE
      DELLA PRESENZA DI UNA MALATTIA DI CATEGORIA A IN ANIMALI DETENUTI
                                                Articolo 11
    Conferma ufficiale della presenza di una malattia di categoria A in animali terrestri detenuti
   L'autorità competente conferma ufficialmente la presenza di un focolaio di una malattia di
   categoria A in animali terrestri detenuti se un caso è confermato a norma dell'articolo 9,
   paragrafi 2, 3 e 4, del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative
   alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per
   determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056].
                                                Articolo 12
    Misure di controllo delle malattie in caso di conferma ufficiale della presenza di un focolaio
                di una malattia di categoria A in animali detenuti in uno stabilimento
   1.       In seguito alla conferma ufficiale della presenza di un focolaio di una malattia di
            categoria A in uno stabilimento conformemente all'articolo 11, l'autorità competente
            dispone che, oltre alle misure di cui all'articolo 7, siano immediatamente applicate,
            sotto la supervisione di veterinari ufficiali, le seguenti misure di controllo delle
            malattie:
            a)     tutti gli animali delle specie elencate detenuti nello stabilimento colpito sono
                   abbattuti quanto prima in loco, all'interno dello stabilimento, in modo da
                   evitare qualsiasi rischio di diffusione dell'agente patogeno della pertinente
                   malattia di categoria A durante e dopo l'abbattimento;
            b)     vengono adottate tutte le misure di biosicurezza appropriate e necessarie per
                   evitare ogni possibile diffusione della malattia di categoria A ad animali
                   detenuti o selvatici non infetti o agli esseri umani;
            c)     i corpi o le parti di animali detenuti delle specie elencate che sono morti o che
                   sono stati abbattuti a norma della lettera a) del presente paragrafo sono smaltiti
                   in conformità del regolamento (CE) n. 1069/2009;
            d)     tutti i prodotti, i materiali o le sostanze potenzialmente contaminati presenti
                   nello stabilimento sono isolati finché:
IT                                                   22                                               IT
 ---pagebreak---              i)     non vengono smaltiti o trasformati conformemente al regolamento (CE)
                    n. 1069/2009, nel caso di sottoprodotti di origine animale (compresi
                    quelli derivanti dall'abbattimento, i prodotti di origine animale e il
                    materiale germinale);
             ii)    le misure di pulizia e disinfezione non sono completate conformemente
                    all'articolo 15, nel caso di altri materiali e sostanze che possono essere
                    sottoposti a pulizia e disinfezione;
             iii)   lo smaltimento non è completato sotto la supervisione di veterinari
                    ufficiali, nel caso di mangimi e di materiali che non possono essere
                    sottoposti a pulizia e disinfezione.
   2. L'autorità competente dispone e supervisiona:
      a)     che il trasporto dallo stabilimento colpito dei sottoprodotti di origine animale di
             cui al paragrafo 1, lettera c), e al paragrafo 1, lettera d), punto i), sia conforme
             alle disposizioni del regolamento (CE) n. 1069/2009;
      b)     il trasporto dallo stabilimento colpito dei materiali o delle sostanze di cui al
             paragrafo 1, lettera d), punto iii), sia conforme alle sue istruzioni in materia di
             biosicurezza e bioprotezione per prevenire la diffusione di agenti patogeni della
             malattia di categoria A.
   3. L'autorità competente preleva campioni per esami di laboratorio da animali detenuti
      delle specie elencate, prima o dopo l'abbattimento o la morte, ai fini dell'indagine
      epidemiologica di cui all'articolo 57 del regolamento (UE) 2016/429.
   4. In deroga al paragrafo 1, lettera a), dopo avere eseguito una valutazione del rischio e
      tenendo conto della possibilità di applicare altre misure di riduzione dei rischi
      l'autorità competente può decidere:
      a)     di disporre l'abbattimento degli animali detenuti delle specie elencate nel luogo
             adatto più vicino in modo da evitare ogni rischio di diffusione della malattia di
             categoria A durante l'abbattimento o il trasporto; o
      b)     rinviare l'abbattimento degli animali detenuti delle specie elencate, a
             condizione che tali animali siano sottoposti alla vaccinazione di emergenza di
             cui all'articolo 69 del regolamento (UE) 2016/429.
                                          Articolo 13
                  Deroghe specifiche all'articolo 12, paragrafo 1, lettera a)
   1. In caso di focolaio di una malattia di categoria A in stabilimenti che detengono
      animali delle specie elencate in due o più unità epidemiologiche, l'autorità
      competente può concedere una deroga all'articolo 12, paragrafo 1, lettera a), alle
      unità epidemiologiche in cui la malattia non è stata confermata, dopo avere eseguito
      una valutazione del rischio e, se necessario, dopo aver ottenuto esiti favorevoli di
      esami di laboratorio, a condizione che:
      a)     l'indagine epidemiologica di cui all'articolo 57 del regolamento (UE) 2016/429
             non abbia rivelato alcuna connessione epidemiologica tra le unità
             epidemiologiche in cui la presenza della malattia di categoria A è stata
             confermata e quelle in cui la malattia non è stata confermata tale da far
             sospettare la diffusione della malattia di categoria A tra di esse; e
IT                                             23                                                 IT
 ---pagebreak---            b)     l'autorità competente abbia confermato che, almeno durante il periodo di
                  monitoraggio, stabilito all'allegato II per la pertinente malattia, prima della
                  conferma della presenza della malattia di categoria A le unità epidemiologiche
                  in cui la malattia non è stata confermata sono state tenute completamente
                  separate e vi abbia operato personale diverso.
   2.      L'autorità competente può concedere una deroga all'articolo 12, paragrafo 1, lettera
           a), alle seguenti categorie di animali, purché siano soddisfatte le condizioni di cui al
           paragrafo 3:
           a)     animali detenuti in uno stabilimento confinato;
           b)     animali detenuti a fini scientifici o a fini connessi alla conservazione di specie
                  protette o a rischio di estinzione;
           c)     animali ufficialmente registrati preventivamente come razze rare; e
           d)     animali di elevato valore genetico, culturale o educativo debitamente motivato.
   3.      L'autorità competente si assicura che, al momento della concessione della deroga di
           cui al paragrafo 2, siano soddisfatte le seguenti condizioni:
           a)     l'autorità competente abbia effettuato una valutazione degli effetti della
                  concessione di tale deroga e, in particolare, degli effetti sullo stato sanitario
                  degli animali nello Stato membro interessato e nei paesi limitrofi e l'esito di
                  tale valutazione indichi che lo stato sanitario degli animali non è a rischio;
           b)     si applichino appropriate misure di biosicurezza per prevenire il rischio di
                  trasmissione della malattia di categoria A ad animali detenuti non infetti, ad
                  animali selvatici o agli esseri umani, tenendo conto:
                  i)     del profilo della malattia; e
                  ii)    della specie di animali colpita;
           c)     gli animali siano sottoposti a un idoneo isolamento e a sorveglianza clinica,
                  compresi esami di laboratorio, fino a quando l'autorità competente non possa
                  garantire che gli animali non comportano rischi di trasmissione della malattia
                  di categoria A.
   4.      L'autorità competente può concedere deroghe specifiche all'articolo 12, paragrafo 1,
           lettera a), per gli equini detenuti in stabilimenti in cui è stata confermata la presenza
           di un focolaio delle malattie della categoria A di cui all'allegato III, alle condizioni
           ivi specificate.
                                               Articolo 14
   Ulteriori misure di controllo delle malattie in caso di presenza di un focolaio di una malattia
                    di categoria A in animali terrestri detenuti in uno stabilimento
   1.      L'autorità competente può stabilire, oltre alle misure di cui all'articolo 12, procedure
           di campionamento per gli animali detenuti di specie non elencate e per gli animali
           selvatici di specie elencate, sulla base delle informazioni ottenute dall'indagine
           epidemiologica di cui all'articolo 57 del regolamento (UE) 2016/429.
   2.      Dopo avere eseguito una valutazione del rischio riguardante l'ulteriore diffusione
           della pertinente malattia di categoria A e tenendo conto della possibilità di applicare
           altre misure di riduzione dei rischi, l'autorità competente può disporre l'abbattimento
           di animali detenuti di specie non elencate e animali selvatici in modo da evitare ogni
IT                                                  24                                               IT
 ---pagebreak---             rischio di diffusione della malattia di categoria A durante l'abbattimento e il
            trasporto, e fino allo smaltimento dei corpi interi o delle parti degli animali morti.
                                                Articolo 15
   Pulizia, disinfezione preliminari e controllo preliminare di insetti e roditori nello stabilimento
                                                   colpito
   1.       Immediatamente dopo il completamento delle misure di cui all'articolo 12 e, se
            pertinenti, all'articolo 14, l'autorità competente dispone e supervisiona una pulizia e
            una disinfezione preliminari e, se pertinente, un controllo preliminare di insetti e
            roditori nello stabilimento colpito al fine di evitare la diffusione della malattia di
            categoria A.
   2.       La pulizia e la disinfezione preliminari come pure il controllo preliminare di insetti e
            roditori di cui al paragrafo 1 sono:
            a)     eseguite conformemente alle procedure di cui all'allegato IV, parti A e B,
                   utilizzando i biocidi adeguati per garantire la distruzione dell'agente patogeno
                   della pertinente malattia di categoria A; e
            b)     adeguatamente documentate.
   3.       Quando concede una delle deroghe di cui all'articolo 13, paragrafi 2 e 4, l'autorità
            competente dispone la pulizia, la disinfezione e il controllo preliminari di cui al
            paragrafo 1, adeguando le procedure di cui al paragrafo 2, lettera a), alla situazione
            specifica senza pregiudicare il controllo della diffusione della malattia di categoria A
            dagli animali, dagli stabilimenti e dai luoghi colpiti ad altri animali non infetti o agli
            esseri umani.
   4.       In aggiunta alle misure di cui ai paragrafi 1 e 2, l'autorità competente dispone e
            supervisiona che i mezzi di traporto utilizzati per il trasporto di animali da e verso lo
            stabilimento colpito siano adeguatamente puliti e disinfettati e, ove pertinente, siano
            sottoposti a misure che garantiscano il controllo di insetti e roditori.
                                                Articolo 16
       Deroghe e norme speciali per la pulizia e la disinfezione preliminari e per il controllo
                                          preliminare dei vettori
   L'autorità competente può concedere una deroga all'obbligo relativo alla pulizia, alla
   disinfezione e al controllo di insetti e roditori di cui all'articolo 15 nel caso di:
   a)       pascoli epidemiologicamente connessi allo stabilimento colpito, sottoposti a
            procedure specifiche volte a garantire l'inattivazione efficace dell'agente patogeno
            della pertinente malattia di categoria A, tenuto conto del profilo della malattia, del
            tipo di stabilimento e delle condizioni climatiche; e
   b)       letame, compresi le lettiere e il materiale da lettiera utilizzato, proveniente dallo
            stabilimento colpito, sottoposto a procedure specifiche volte a garantire
            l'inattivazione efficace dell'agente patogeno della pertinente malattia di categoria A
            conformemente ai dati scientifici.
IT                                                   25                                                IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 17
      Individuazione di stabilimenti epidemiologicamente connessi e altri luoghi pertinenti,
                                     compresi i mezzi di trasporto
   1.     Nel quadro dell'indagine epidemiologica, di cui all'articolo 57 del regolamento (UE)
          2016/429, e al fine di individuare tutti gli stabilimenti epidemiologicamente connessi
          e gli altri luoghi pertinenti, compresi i mezzi di trasporto, l'autorità competente
          localizza tutti gli animali detenuti presenti nello stabilimento in cui è stata
          confermata la presenza di un focolaio di una malattia di categoria A ed eventuali
          prodotti, materiali, sostanze, mezzi di trasporto o persone che potrebbero diffondere
          la pertinente malattia di categoria A, compresi:
          a)     quelli spediti allo stabilimento e da esso; e
          b)     quelli che sono entrati in contatto con lo stabilimento.
   2.     La localizzazione di cui al paragrafo 1 riguarda almeno il periodo di monitoraggio di
          cui all'allegato II per la pertinente malattia, calcolato a ritroso a partire dalla data in
          cui il sospetto è stato notificato.
   3.     Dopo avere eseguito una valutazione del rischio, l'autorità competente può escludere
          dalla localizzazione di cui al paragrafo 1 i prodotti considerati merci sicure di cui
          all'allegato VII.
                                              Articolo 18
      Misure da applicare negli stabilimenti epidemiologicamente connessi e in altri luoghi
                              pertinenti, compresi i mezzi di trasporto
   1.     Se dalla localizzazione di cui all'articolo 17, paragrafo 1, emerge che animali delle
          specie elencate sono stati spediti allo stabilimento colpito o da esso durante il periodo
          di cui al paragrafo 2 di detto articolo, l'autorità competente:
          a)     svolge indagini e impone restrizioni e misure di biosicurezza conformemente
                 agli articoli 6, 7 e 8 negli stabilimenti di destinazione o di origine del
                 movimento; o
          b)     estende immediatamente le misure di cui all'articolo 12 allo stabilimento di
                 origine o allo stabilimento di destinazione del movimento nel caso in cui vi
                 siano prove epidemiologiche della diffusione della malattia a, da o attraverso
                 tale stabilimento.
   2.     L'autorità competente applica le misure di cui al paragrafo 1 in altri stabilimenti e
          luoghi pertinenti, compresi i mezzi di trasporto, che potrebbero essere contaminati a
          seguito di contatti con animali, prodotti, materiali, sostanze, persone o mezzi di
          trasporto provenienti dallo stabilimento colpito identificati nel quadro della
          localizzazione di cui all'articolo 17 o sulla base di qualsiasi altra informazione
          pertinente derivante dall'indagine epidemiologica di cui all'articolo 57 del
          regolamento (UE) 2016/429.
                                              Articolo 19
                  Misure da applicare ai prodotti individuati dalla localizzazione
   1.     L'autorità competente dispone e supervisiona che lo sperma, gli ovociti e gli
          embrioni individuati come contaminati dalla localizzazione di cui all'articolo 17
          siano smaltiti in conformità del regolamento (UE) n. 1069/2009.
IT                                                26                                                  IT
 ---pagebreak---    2.       L'autorità competente dispone e supervisiona il trattamento, la trasformazione o lo
            smaltimento dei prodotti individuati dalla localizzazione di cui all'articolo 17, almeno
            fino:
            a)     al primo stabilimento di trasformazione alimentare nel caso di prodotti di
                   origine animale;
            b)     all'incubatoio o allo stabilimento in cui le uova sono state inviate per la cova,
                   nel caso di uova da cova non ancora schiuse; e
            c)     al primo stabilimento di trasformazione nel caso di sottoprodotti di origine
                   animale, ad eccezione del letame; o
            d)     al luogo in cui è immagazzinato, se si tratta di letame, compresi le lettiere e il
                   materiale da lettiera utilizzato.
   3.       L'autorità competente istituisce la sorveglianza ufficiale dei pulcini che sono nati
            durante il periodo di localizzazione di cui all'articolo 17, paragrafo 2, da uova da
            cova provenienti dallo stabilimento colpito; tale sorveglianza è istituita in tutti gli
            stabilimenti di destinazione delle uova da cova e viene mantenuta per un periodo di
            21 giorni dalla schiusa delle uova.
   4.       L'autorità competente dispone e supervisiona che il trasporto dagli stabilimenti di
            sottoprodotti di origine animale sia soggetto alle disposizioni del regolamento (CE)
            n. 1069/2009.
   5.       L'autorità competente dispone e supervisiona che i materiali o le sostanze che
            potrebbero essere contaminati o che potrebbero trasmettere la pertinente malattia di
            categoria A siano conformi alle sue istruzioni in materia di condizioni di
            biosicurezza e bioprotezione per prevenire la diffusione dell'agente patogeno della
            malattia di categoria A.
                                                Articolo 20
       Misure da applicare in caso di conferma ufficiale della presenza di un focolaio di una
        malattia di categoria A nelle aziende alimentari e di mangimi, nei posti di controllo
   frontalieri, negli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale e in qualsiasi altro
                             luogo pertinente, compresi i mezzi di trasporto
   1.       In caso di conferma ufficiale della presenza di un focolaio in conformità dell'articolo
            11 nelle aziende alimentari e di mangimi, nei posti di controllo frontalieri, negli
            stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro luogo
            pertinente, compresi i mezzi di trasporto, l'autorità competente applica:
            a)     le disposizioni pertinenti di cui agli articoli da 12 a 19; e
            b)     se necessario, misure supplementari adeguate alla situazione specifica al fine di
                   prevenire la diffusione della malattia di categoria A dagli animali, dagli
                   stabilimenti e dai luoghi colpiti ad altri animali non infetti o agli esseri umani.
   2.       L'autorità competente applica le disposizioni di cui agli articoli da 12 a 19 anche
            negli stabilimenti di origine degli animali o prodotti colpiti presenti negli stabilimenti
            e nei luoghi di cui al paragrafo 1.
IT                                                   27                                                IT
 ---pagebreak---                                              CAPO II
    Misure di controllo delle malattie per le malattie di categoria A di
         animali terrestri detenuti in zone soggette a restrizioni
                                             SEZIONE 1
   MISURE GENERALI DI CONTROLLO DELLE MALATTIE NELLA ZONA SOGGETTA A
                                            RESTRIZIONI
                                             Articolo 21
                            Istituzione di una zona soggetta a restrizioni
   1.    In caso di presenza di un focolaio di una malattia di categoria A in uno stabilimento,
         in aziende alimentari e di mangimi, in uno stabilimento che tratta sottoprodotti di
         origine animale o in un altro luogo, compresi i mezzi di trasporto, l'autorità
         competente istituisce immediatamente attorno allo stabilimento o al luogo colpito
         una zona soggetta a restrizioni, comprendente:
         a)     una zona di protezione intorno al focolaio il cui raggio minimo è stabilito
                nell'allegato V per la pertinente malattia di categoria A;
         b)     una zona di sorveglianza intorno al focolaio il cui raggio minimo è stabilito
                nell'allegato V per la pertinente malattia di categoria A; e
         c)     se necessario, in base ai criteri di cui all'articolo 64, paragrafo 1, del
                regolamento (UE) 2016/429, ulteriori zone soggette a restrizioni attorno o
                adiacenti alle zone di protezione e di sorveglianza, in cui l'autorità competente
                applica le stesse misure di cui alla sezione 3 del presente capo per la zona di
                sorveglianza.
   2.    L'autorità competente modifica i confini della zona soggetta a restrizioni iniziale,
         compresi i confini delle zone di protezione, delle zone di sorveglianza e delle
         ulteriori zone soggette a restrizioni, in caso di sovrapposizione di due o più zone
         soggette a restrizioni a causa di ulteriori focolai della malattia di categoria A.
   3.    In deroga al paragrafo 1 e dopo avere eseguito una valutazione del rischio che tenga
         conto del profilo della malattia, l'autorità competente può non istituire una zona
         soggetta a restrizioni in caso di insorgenza di un focolaio di una malattia di categoria
         A nei seguenti luoghi:
         a)     stabilimenti che detengono animali di cui all'articolo 13, paragrafo 2;
         b)     incubatoi;
         c)     aziende alimentari e di mangimi, posti di controllo frontalieri, stabilimenti che
                trattano sottoprodotti di origine animale;
         d)     mezzi di trasporto;
         e)     luoghi in cui hanno luogo operazioni di raccolta o esposizioni temporanee o
                assistenza veterinaria degli animali; e
         f)     qualsiasi altro luogo che non sia uno stabilimento.
IT                                               28                                               IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 22
                    Misure da applicare nella zona soggetta a restrizioni
   1. L'autorità competente compila e mantiene aggiornato senza indugio un inventario di
      tutti gli stabilimenti che detengono animali delle specie elencate situati nella zona
      soggetta a restrizioni, compresi le specie, le categorie e il numero di animali in
      ciascuno stabilimento; per il pollame il numero di animali può essere stimato.
   2. L'autorità competente può, al fine di prevenire la diffusione della malattia e in base
      alle informazioni epidemiologiche o ad altri dati, effettuare l'abbattimento
      preventivo, conformemente all'articolo 12, paragrafi 1 e 2, o la macellazione degli
      animali detenuti delle specie elencate negli stabilimenti situati nella zona soggetta a
      restrizioni.
   3. L'autorità competente dispone e supervisiona che tutti i movimenti di corpi interi o
      parti di animali selvatici o detenuti morti delle specie elencate dalla zona soggetta a
      restrizioni siano destinati alla trasformazione o allo smaltimento in conformità del
      regolamento (CE) n. 1069/2009 in un impianto riconosciuto a tal fine:
      a)     all'interno del territorio dello Stato membro; o
      b)     in un altro Stato membro conformemente all'articolo 48, paragrafi 1 e 3, del
             regolamento (CE) n. 1069/2009, se non è possibile trasformare o smaltire i
             corpi interi o le parti di animali morti in un impianto riconosciuto nel territorio
             dello Stato membro in cui si è verificato il focolaio.
   4. L'autorità competente impone condizioni specifiche per il trasporto di animali e
      prodotti attraverso la zona soggetta a restrizioni affinché avvenga:
      a)     senza soste o operazioni di scarico nella zona soggetta a restrizioni;
      b)     privilegiando le principali vie di comunicazione stradale o ferroviaria; e
      c)     evitando le vicinanze di stabilimenti che detengono animali delle specie
             elencate.
   5. I sottoprodotti di origine animale provenienti della zona soggetta a restrizioni e
      spostati al di fuori di essa sono accompagnati da un certificato sanitario rilasciato da
      un veterinario ufficiale in cui si dichiara che essi sono autorizzati ad essere spostati
      dalla zona soggetta a restrizioni alle condizioni stabilite dall'autorità competente in
      conformità del presente capo.
   6. L'autorità competente può decidere che il certificato di cui al paragrafo 5 non sia
      rilasciato per i movimenti di sottoprodotti di origine animale all'interno dello Stato
      membro interessato qualora ritenga che sia in vigore un sistema alternativo che
      assicura la tracciabilità delle partite dei prodotti in questione e che i prodotti
      soddisfino le prescrizioni in materia di sanità animale per i suddetti movimenti.
   7. Qualsiasi prelievo di campioni negli stabilimenti situati nella zona soggetta a
      restrizioni che detengono animali delle specie elencate per fini diversi dalla conferma
      o dall'esclusione della presenza delle pertinenti malattie di categoria A è soggetto
      all'autorizzazione dell'autorità competente.
IT                                              29                                               IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 23
                  Deroghe alle misure da applicare nella zona soggetta a restrizioni
   L'autorità competente può concedere deroghe alle disposizioni del presente capo relative alle
   misure da applicare nelle zone soggette a restrizioni, nella misura necessaria e dopo avere
   eseguito una valutazione del rischio:
   a)       nelle ulteriori zone soggette a restrizioni di cui all'articolo 21, paragrafo 1, lettera c);
   b)       qualora l'autorità competente decida di istituire una zona soggetta a restrizioni in
            caso di insorgenza di un focolaio di una malattia di categoria A negli stabilimenti e
            nei luoghi di cui all'articolo 21, paragrafo 3;
   c)       nel caso in cui il focolaio insorga in uno stabilimento che detiene fino a 50 volatili in
            cattività; o
   d)       negli stabilimenti e nei luoghi di cui all'articolo 21, paragrafo 3, situati in una zona
            soggetta a restrizioni.
                                                Articolo 24
      Prescrizioni riguardanti i mezzi di trasporto di animali detenuti delle specie elencate e dei
                                             relativi prodotti
   1.       L'autorità competente si assicura che i mezzi di trasporto utilizzati per i movimenti di
            animali detenuti delle specie elencate e dei relativi prodotti da, verso e attraverso la
            zona soggetta a restrizioni e al suo interno siano:
            a)     costruiti e mantenuti in modo da evitare perdite o fughe di animali, prodotti o
                   qualsiasi elemento che comportino un rischio per la sanità animale;
            b)     puliti e disinfettati immediatamente dopo ogni trasporto di animali, prodotti o
                   elementi che comportano un rischio per la sanità animale e, se necessario,
                   disinfettati di nuovo successivamente e, in ogni caso, asciugati o lasciati
                   asciugare prima di qualsiasi nuovo carico di animali o prodotti; e
            c)     se pertinente, sottoposti a misure di controllo di insetti e roditori prima del
                   trasporto.
   2.       La pulizia e la disinfezione dei mezzi di trasporto di cui al paragrafo 1 sono:
            a)     eseguite conformemente alle istruzioni o alle procedure previste dall'autorità
                   competente utilizzando i biocidi adeguati per garantire la distruzione
                   dell'agente patogeno della pertinente malattia di categoria A; e
            b)     adeguatamente documentate.
                                               SEZIONE 2
         MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE NELLA ZONA DI PROTEZIONE
                                                Articolo 25
   Misure da applicare negli stabilimenti che detengono animali delle specie elencate nella zona
                                               di protezione
   1.       L'autorità competente dispone senza indugio l'applicazione delle seguenti misure
            negli stabilimenti situati nella zona di protezione che detengono animali delle specie
            elencate diversi dallo stabilimento in cui è stata confermata la presenza della malattia
            di categoria A:
IT                                                  30                                                   IT
 ---pagebreak---          a)     detenere gli animali delle specie elencate separati da animali selvatici e animali
                di specie non elencate;
         b)     attuare una sorveglianza supplementare al fine di individuare ogni ulteriore
                diffusione della malattia di categoria A agli stabilimenti, compresi l'aumento
                della morbilità o della mortalità o un calo significativo dei dati di produzione;
                tali eventuali aumenti o cali sono immediatamente notificati all'autorità
                competente;
         c)     ove opportuno, impiegare adeguati mezzi di controllo di insetti, roditori e altri
                vettori di malattie all'interno dello stabilimento e intorno ad esso;
         d)     utilizzare adeguati mezzi di disinfezione agli ingressi e alle uscite degli
                stabilimenti;
         e)     applicare appropriate misure di biosicurezza a tutte le persone in contatto con
                animali detenuti delle specie elencate o in entrata o in uscita dallo stabilimento
                nonché ai mezzi di trasporto al fine di evitare ogni rischio di diffusione della
                pertinente malattia di categoria A;
         f)     conservare una documentazione relativa a tutte le persone che visitano lo
                stabilimento, mantenerla aggiornata per facilitare la sorveglianza e il controllo
                delle malattie e metterla a disposizione dell'autorità competente su richiesta;
         g)     smaltire i corpi interi o le parti di animali detenuti delle specie elencate morti o
                abbattuti a norma dell'articolo 22, paragrafo 3.
   2.    In deroga al paragrafo 1, lettera f), la documentazione relativa ai visitatori non è
         necessaria negli stabilimenti in cui sono detenuti gli animali di cui all'articolo 13,
         paragrafo 2, se i visitatori non hanno accesso alle aree in cui gli animali sono
         detenuti.
                                              Articolo 26
      Visite dei veterinari ufficiali presso gli stabilimenti situati nella zona di protezione
   1.    L'autorità competente si assicura che i veterinari ufficiali effettuino almeno una visita
         presso tutti gli stabilimenti di cui all'articolo 25, il più presto possibile e senza ritardi
         ingiustificati, dopo la conferma ufficiale della presenza di un focolaio di una malattia
         di categoria A.
   2.    Nell'effettuare le visite di cui al paragrafo 1, i veterinari ufficiali eseguono almeno le
         seguenti attività:
         a)     controlli documentari, compresa l'analisi della documentazione relativa a
                produzione, salute e tracciabilità;
         b)     la verifica dell'attuazione delle misure applicate per impedire l'introduzione o
                la diffusione della pertinente malattia di categoria A in conformità dell'articolo
                25;
         c)     un esame clinico degli animali detenuti delle specie elencate; e
         d)     se necessario, il prelievo di campioni da animali per esami di laboratorio al fine
                di confermare o escludere la presenza della pertinente malattia di categoria A.
   3.    L'autorità competente può disporre ulteriori visite veterinarie negli stabilimenti
         situati nella zona di protezione per seguire l'evoluzione della situazione.
IT                                                 31                                                  IT
 ---pagebreak---    4.        L'autorità competente conserva la documentazione relativa alle attività e visite di cui
             ai paragrafi 1, 2 e 3 e ai relativi risultati.
   5.        In deroga al paragrafo 1, se il raggio della zona di protezione di cui all'allegato V è
             superiore a 3 km, l'autorità competente può decidere di disporre non la visita di tutti
             gli stabilimenti di cui all'articolo 25, ma la visita di un numero rappresentativo di tali
             stabilimenti conformemente all'allegato I, sezione A.3.
                                                  Articolo 27
      Divieti in relazione ad attività, compresi i movimenti, riguardanti animali, prodotti e altro
                      materiale da o verso la zona di protezione o all'interno di essa
   1.        L'autorità competente vieta le attività, compresi i movimenti, riguardanti gli animali
             delle specie elencate e i loro prodotti e altri materiali da e verso la zona di protezione
             e all'interno di essa conformemente alla tabella dell'allegato VI.
   2.        L'autorità competente può estendere i divieti di cui al paragrafo 1:
             a)     ad animali di specie non elencate e ai prodotti ottenuti da tali animali; e
             b)     ad attività, compresi i movimenti, diverse da quelle di cui all'allegato VI.
   3.        I seguenti prodotti sono esonerati dai divieti di cui ai paragrafi 1 e 2:
             a)     prodotti di origine animale considerati merci sicure, conformemente all'allegato
                    VII, per quanto riguarda la malattia in questione;
             b)     prodotti di origine animale che sono stati sottoposti al trattamento pertinente
                    conformemente all'allegato VII;
             c)     prodotti o altri materiali che potrebbero diffondere la malattia ottenuti o
                    prodotti prima del periodo di monitoraggio di cui all'allegato II per la
                    pertinente malattia, calcolato a ritroso a partire dalla data in cui il sospetto è
                    stato notificato;
             d)     prodotti fabbricati nella zona di protezione che sono stati ottenuti da animali
                    detenuti delle specie elencate:
                    i)     detenuti al di fuori della zona di protezione;
                    ii)    detenuti e macellati al di fuori della zona di protezione; o
                    iii)   detenuti al di fuori della zona di protezione e macellati al suo interno;
             e)     prodotti derivati.
   4.        I divieti di cui ai paragrafi 1 e 2 si applicano ai prodotti di cui al paragrafo 3 se:
             a)     i prodotti non sono stati nettamente separati, durante il processo di produzione,
                    lo stoccaggio e il trasporto, da prodotti di cui non è autorizzata la spedizione al
                    di fuori della zona soggetta a restrizioni a norma del presente regolamento; o
             b)     l'autorità competente dispone di prove epidemiologiche della diffusione della
                    malattia a, da o attraverso tali prodotti.
                                                  Articolo 28
        Condizioni generali per la concessione di deroghe ai divieti nella zona di protezione
   1.        In deroga ai divieti di cui all'articolo 27, l'autorità competente può autorizzare i
             movimenti di animali e prodotti nei casi di cui agli articoli da 29 a 38, alle condizioni
IT                                                     32                                               IT
 ---pagebreak---       specifiche di cui agli stessi articoli e alle condizioni generali di cui ai paragrafi da 2 a
      7 del presente articolo.
      Prima di concedere l'autorizzazione, l'autorità competente valuta i rischi derivanti da
      essa derivanti e la valutazione deve indicare che il rischio di diffusione della malattia
      di categoria A è trascurabile.
   2. Tutti i movimenti autorizzati sono effettuati:
      a)     esclusivamente attraverso gli itinerari prestabiliti;
      b)     privilegiando le principali vie di comunicazione stradale o ferroviaria;
      c)     evitando le vicinanze di stabilimenti che detengono animali delle specie
             elencate; e
      d)     senza operazioni di scarico o soste, fino allo scarico nello stabilimento di
             destinazione.
   3. L'autorità competente per lo stabilimento di origine designa lo stabilimento di
      destinazione per i movimenti dalla zona di protezione o verso di essa. Se è diversa
      dall'autorità competente per lo stabilimento di destinazione, l'autorità competente per
      lo stabilimento di origine informa l'autorità competente per lo stabilimento di
      destinazione in merito a tale designazione.
   4. L'autorità competente per lo stabilimento di origine verifica che lo stabilimento di
      destinazione accetti di essere designato e di ricevere ciascuna partita di animali o
      prodotti.
   5. Nell'autorizzare i movimenti di animali dalla zona di protezione, l'autorità
      competente si assicura che tali movimenti non comportino un rischio di diffusione
      della malattia di categoria A sulla base:
      a)     di un esame clinico, con esito favorevole, degli animali detenuti nello
             stabilimento, compresi quelli destinati a essere spostati;
      b)     se necessario, di un esame di laboratorio, con esito favorevole, riguardante gli
             animali detenuti nello stabilimento, compresi quelli destinati a essere spostati;
             e
      c)     dell'esito delle visite di cui all'articolo 26.
   6. Quando autorizza il trasporto di prodotti dalla zona di protezione, l'autorità
      competente dispone e supervisiona che:
      a)     durante l'intero processo di produzione e il loro stoccaggio, i prodotti siano
             stati nettamente separati dai prodotti di cui non è autorizzata la spedizione al di
             fuori della zona soggetta a restrizioni in conformità del presente regolamento; e
      b)     i prodotti non siano trasportati insieme a prodotti di cui non è autorizzata la
             spedizione al di fuori della zona soggetta a restrizioni a norma del presente
             regolamento.
   7. Nel concedere un'autorizzazione a norma del paragrafo 1, l'autorità competente si
      assicura che siano applicate misure di biosicurezza supplementari a decorrere dal
      momento del carico, durante tutte le operazioni di trasporto e fino allo scarico nello
      stabilimento di destinazione designato conformemente alle sue istruzioni.
IT                                               33                                                IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 29
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti per la macellazione di animali
                      detenuti delle specie elencate nella zona di protezione
   1.     L'autorità competente può autorizzare i movimenti di animali detenuti delle specie
          elencate dagli stabilimenti situati nella zona di protezione verso un macello situato:
          a)    quanto più vicino possibile allo stabilimento di origine, all'interno della zona di
                protezione;
          b)    nella zona di sorveglianza, quando non è possibile macellare gli animali nella
                zona di protezione; o
          c)    quanto più vicino possibile alla zona di sorveglianza, quando non è possibile
                macellare gli animali nella zona soggetta a restrizioni.
   2.     L'autorità competente concede le autorizzazioni di cui al paragrafo 1 solo alle
          seguenti condizioni:
          a)    al momento del carico il mezzo di trasporto è sigillato dall'autorità competente
                per la spedizione o sotto la sua supervisione;
          b)    l'autorità competente per il macello:
                i)     viene informata in anticipo dall'operatore del macello dell'intenzione di
                       ricevere animali detenuti delle specie elencate;
                ii)    conferma l'assenza di sintomi della malattia di categoria A nel corso delle
                       ispezioni ante mortem e post mortem;
                iii)   vigila che l'operatore del macello disponga di procedure efficaci per
                       garantire che gli animali detenuti delle specie elencate provenienti dalla
                       zona di protezione siano tenuti separati e macellati separatamente da tali
                       animali o in momenti diversi, preferibilmente alla fine del giorno
                       lavorativo di arrivo;
                iv)    conferma la macellazione degli animali all'autorità competente per lo
                       stabilimento di origine degli animali;
                v)     vigila che l'operatore del macello proceda alla pulizia e alla disinfezione
                       dei locali in cui gli animali sono stati tenuti e macellati e che la pulizia e
                       la disinfezione siano completate prima che altri animali detenuti delle
                       specie elencate siano tenuti o macellati in tali locali; e
                vi)    vigila che l'ottenimento di carni da tali animali soddisfi le condizioni di
                       cui all'articolo 33.
   3.     L'autorità competente può autorizzare i movimenti di animali detenuti delle specie
          elencate dagli stabilimenti situati al di fuori della zona di protezione verso un
          macello situato nella zona di protezione se:
          a)    gli animali sono tenuti separati da altri animali provenienti dalla zona di
                protezione e sono macellati separatamente da tali animali o in un momento
                diverso;
          b)    le carni fresche ottenute sono sezionate, trasportate e immagazzinate
                separatamente dalle carni fresche ottenute da animali provenienti dalla zona di
                protezione; e
IT                                                34                                                  IT
 ---pagebreak---         c)     la pulizia e la disinfezione dei mezzi di trasporto di cui all'articolo 24
               avvengono sotto supervisione ufficiale dopo lo scarico degli animali.
   4.   In deroga all'articolo 9 del regolamento (CE) n. 1069/2009, l'autorità competente può
        autorizzare la trasformazione e l'uso di sottoprodotti di origine animale ottenuti da
        animali macellati conformemente ai paragrafi 1, 2 e 3 come materiale di categoria 3
        in conformità del regolamento (CE) n. 1069/2009 in un impianto riconosciuto per la
        trasformazione o lo smaltimento di sottoprodotti di origine animale situato nel suo
        territorio oppure in un altro Stato membro, se non è possibile trasformare o smaltire
        tali sottoprodotti in un impianto riconosciuto nel territorio dello Stato membro in cui
        si è verificato il focolaio.
        Nel caso in cui i sottoprodotti di origine animale di cui al primo comma siano
        spostati in un impianto situato in un altro Stato membro, lo Stato membro di
        destinazione e gli Stati membri di passaggio autorizzano tale spedizione e l'autorità
        competente a destinazione autorizza la trasformazione e l'uso di tali sottoprodotti di
        origine animale come materiale di categoria 3 conformemente al regolamento (CE)
        n. 1069/2009.
                                             Articolo 30
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di determinati movimenti di pollame da
                            stabilimenti situati nella zona di protezione
   1.   L'autorità competente può autorizzare i movimenti di pulcini di un giorno da uno
        stabilimento situato nella zona di protezione a uno stabilimento situato nello stesso
        Stato membro ma, se possibile, al di fuori della zona soggetta a restrizioni, a
        condizione che:
        a)     nel caso di pulcini di un giorno nati da uova provenienti dalla zona soggetta a
               restrizioni:
               i)     al momento del carico il mezzo di trasporto sia sigillato dall'autorità
                      competente o sotto la sua supervisione;
               ii)    lo stabilimento di destinazione sia posto sotto la sorveglianza ufficiale
                      dei veterinari ufficiali dopo l'arrivo degli animali; e
               iii)   se spostato al di fuori della zona soggetta a restrizioni, il pollame resti
                      nello stabilimento di destinazione almeno per un periodo di 21 giorni;
        b)     nel caso di pulcini di un giorno nati da uova provenienti dall'esterno della zona
               soggetta a restrizioni, l'incubatoio di spedizione sia in grado di garantire che
               non ci sono stati contatti tra tali uova e qualsiasi altro uovo da cova o pulcino
               di un giorno provenienti della zona soggetta a restrizioni.
   2.   L'autorità competente può autorizzare i movimenti di pollastre da stabilimenti situati
        nella zona di protezione a stabilimenti situati nello stesso Stato membro e, se
        possibile, all'interno della zona soggetta a restrizioni, a condizione che:
        a)     nello stabilimento di destinazione non ci siano altri animali detenuti delle
               specie elencate;
        b)     al momento del carico il mezzo di trasporto sia sigillato dall'autorità
               competente o sotto la sua supervisione;
        c)     lo stabilimento di destinazione sia posto sotto la sorveglianza ufficiale dei
               veterinari ufficiali dopo l'arrivo degli animali; e
IT                                                35                                              IT
 ---pagebreak---              d)     se spostati al di fuori della zona soggetta a restrizioni, gli animali restino nello
                    stabilimento di destinazione almeno per un periodo di 21 giorni.
                                                 Articolo 31
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di determinati movimenti di uova da cova nella
                                             zona di protezione
   1.        L'autorità competente può autorizzare i movimenti delle uova da cova:
             a)     da uno stabilimento situato nella zona di protezione verso un incubatoio situato
                    nello stesso Stato membro; o
             b)     da uno stabilimento situato nello stesso Stato membro verso un incubatoio
                    situato nella zona di protezione.
   2.        L'autorizzazione di cui al paragrafo 1, lettera a), è soggetta alle seguenti condizioni:
             a)     i gruppi di polli riproduttori (parent) da cui provengono le uova da cova sono
                    stati sottoposti a un esame clinico e a campionamento per esami di laboratorio
                    con esito favorevole;
             b)     le uova da cova e i relativi imballaggi vengono disinfettati prima della
                    spedizione e può essere garantita la tracciabilità delle uova da cova; e
             c)     le uova da cova sono trasportate in mezzi di trasporto sigillati dall'autorità
                    competente.
   3.        L'autorità competente può autorizzare i movimenti di uova da cova da uno
             stabilimento situato nella zona di protezione a uno stabilimento per la schiusa delle
             uova da cova situato nello stesso Stato membro, se:
             a)     i gruppi di polli riproduttori (parent) da cui provengono le uova da cova sono
                    stati sottoposti a un esame clinico e a campionamento per esami di laboratorio
                    con esito favorevole;
             b)     lo stabilimento di destinazione è posto sotto supervisione ufficiale fino al
                    ventunesimo giorno successivo alla schiusa delle uova;
             c)     il pollame rimane nello stabilimento di destinazione durante il periodo di cui
                    alla lettera b); e
             d)     sono rispettate le prescrizioni di cui al paragrafo 2, lettere b) e c).
                                                 Articolo 32
   Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di sperma da stabilimenti riconosciuti
                          di materiale germinale situati nella zona di protezione
   L'autorità competente può autorizzare i movimenti di sperma raccolto da animali delle specie
   elencate detenuti in stabilimenti riconosciuti di materiale germinale, esclusi gli incubatoi,
   situati nella zona di protezione dopo la data stimata della prima infezione nello stabilimento
   colpito, alle seguenti condizioni:
   a)        tutte le misure di controllo delle malattie relative alla malattia di categoria A sono
             state revocate nella zona di protezione in conformità dell'articolo 39;
   b)        tutti gli animali detenuti delle specie elencate nel centro di raccolta dello sperma
             sono stati sottoposti a un esame clinico e a campionamento per esami di laboratorio
IT                                                   36                                                  IT
 ---pagebreak---             al fine di escludere la presenza della malattia di categoria A nel centro di raccolta
            dello sperma; e
   c)       l'animale donatore è stato sottoposto con esito favorevole a un esame di laboratorio
            su un campione prelevato almeno sette giorni dopo la fine del periodo di
            monitoraggio di cui all'allegato II per la pertinente malattia, calcolato a partire dalla
            data in cui lo sperma è stato raccolto.
                                               Articolo 33
    Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di carni fresche e latte crudo ottenuti
       da animali detenuti delle specie elencate da stabilimenti situati nella zona di protezione
   1.       L'autorità competente può autorizzare movimenti di carni fresche e latte crudo
            ottenuti da animali detenuti delle specie elencate in stabilimenti situati nella zona di
            protezione se:
            a)    sono spostati in uno stabilimento di trasformazione per essere sottoposti a uno
                  dei pertinenti trattamenti di riduzione dei rischi di cui all'allegato VII; o
            b)    nel caso di carni fresche di pollame:
                  i)     sono marcate conformemente all'allegato IX, punto 1, dal momento in cui
                         sono state ottenute nel macello; e
                  ii)    non sono destinate a un altro Stato membro.
   2.       L'autorità competente si assicura che i movimenti verso uno stabilimento di
            trasformazione di cui al paragrafo 1, lettera a), siano conformi alle seguenti
            condizioni:
            a)    le carni fresche sono marcate conformemente all'allegato IX, punto 2, nel
                  macello, dopo l'ispezione post mortem e recano tale marchio fino al
                  trattamento;
            b)    il movimento di carni fresche e di latte crudo dallo stabilimento di origine allo
                  stabilimento di trasformazione è effettuato in contenitori sigillati; e
            c)    lo stabilimento di trasformazione è situato nella stessa zona soggetta a
                  restrizioni o quanto più vicino possibile alla zona soggetta a restrizioni ed
                  opera sotto la supervisione di veterinari ufficiali.
                                               Articolo 34
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di uova per il consumo umano da
                              stabilimenti situati nella zona di protezione
   L'autorità competente può autorizzare i movimenti di uova per il consumo umano da
   stabilimenti situati nella zona di protezione verso le seguenti destinazioni all'interno dello
   stesso Stato membro:
   a)       un centro di imballaggio, purché siano imballate:
            i)    in un imballaggio a perdere; o
            ii)   in un imballaggio che può essere pulito e disinfettato in modo da distruggere
                  l'agente patogeno della pertinente malattia di categoria A;
   b)       uno stabilimento per la fabbricazione di ovoprodotti come previsto all'allegato III,
            sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004 per essere manipolate e
IT                                                  37                                                IT
 ---pagebreak---             trattate in conformità dell'allegato II, capitolo XI, del regolamento (CE) n.
            852/200414.
                                                   Articolo 35
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di letame, compresi le lettiere e il
   materiale da lettiera utilizzato, da stabilimenti situati nella zona di protezione a una discarica
   L'autorità competente può autorizzare i movimenti di letame, compresi le lettiere e il
   materiale da lettiera utilizzato, da stabilimenti situati nella zona di protezione ai fini del loro
   smaltimento in una discarica designata situata all'interno dello stesso Stato membro soltanto
   previa trasformazione in conformità dell'articolo 13, lettera c), del regolamento (UE) n.
   1069/2009.
                                                   Articolo 36
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di materie prime per mangimi di
                             origine vegetale e paglia dalla zona di protezione
   L'autorità competente può autorizzare i movimenti di materie prime per mangimi di origine
   vegetale e paglia prodotte nella zona di protezione a condizione che:
   a)       siano state prodotte in luoghi in cui non sono detenuti animali delle specie elencate;
   b)       siano state prodotte in stabilimenti di trasformazione dei mangimi che non detengono
            animali delle specie elencate e le materie prime vegetali provengano:
            i)     dai luoghi di cui alla lettera a); o
            ii)    dall'esterno della zona di protezione;
   c)       siano destinate a essere utilizzate all'interno della zona di protezione; o
   d)       siano state sottoposte ad almeno uno dei trattamenti di riduzione dei rischi
            conformemente all'allegato VIII.
                                                   Articolo 37
       Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di animali detenuti delle specie
       elencate e di prodotti verso un impianto riconosciuto che tratta sottoprodotti di origine
                                                     animale
   1.       L'autorità competente può autorizzare i movimenti di animali detenuti delle specie
            elencate da stabilimenti situati nella zona di protezione verso un impianto
            riconosciuto per la trasformazione o lo smaltimento di sottoprodotti di origine
            animale nel quale:
            a)     gli animali detenuti sono immediatamente abbattuti; e
            b)     i sottoprodotti di origine animale ottenuti sono smaltiti in conformità del
                   regolamento (CE) n. 1069/2009.
   2.       L'autorità competente può autorizzare i movimenti di prodotti provenienti da
            stabilimenti e luoghi situati nella zona di protezione verso un impianto riconosciuto
            per la trasformazione o lo smaltimento di sottoprodotti di origine animale, in cui i
            prodotti sono smaltiti o trasformati conformemente al regolamento (CE) n.
            1069/2009.
   14
           Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sull'igiene
           dei prodotti alimentari (GU L 139 del 30.4.2004, pag. 1).
IT                                                      38                                                      IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 38
    Misure da applicare nelle aziende alimentari e di mangimi, nei posti di controllo frontalieri,
      negli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro luogo
                pertinente situati nella zona di protezione, compresi i mezzi di trasporto
   1.        L'autorità competente applica le misure pertinenti di cui all'articolo 25 e agli articoli
             da 27 a 38 nelle aziende alimentari e di mangimi, nei posti di controllo frontalieri,
             negli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro
             luogo pertinente situati nella zona di protezione, compresi i mezzi di trasporto.
   2.        Negli stabilimenti e nei luoghi di cui al paragrafo 1, l'autorità competente può
             applicare misure supplementari adeguate alla situazione specifica al fine di prevenire
             la diffusione della malattia di categoria A dalla zona di protezione e al suo interno.
                                                 Articolo 39
                Durata delle misure di controllo delle malattie nella zona di protezione
   1.        L'autorità competente può revocare le misure di cui alle sezioni 1 e 2 del presente
             capo soltanto se è trascorso il periodo minimo di cui all'allegato X e se sono
             soddisfatte le seguenti condizioni:
             a)     la pulizia e la disinfezione preliminari e, se pertinente, il controllo preliminare
                    di insetti e roditori sono stati effettuati nello stabilimento colpito
                    conformemente all'articolo 15; e
             b)     in tutti gli stabilimenti che detengono animali delle specie elencate situati nella
                    zona di protezione, gli animali delle specie elencate sono stati sottoposti, con
                    esito favorevole, a esami clinici e, se necessario, a esami di laboratorio
                    conformemente all'articolo 26.
   2.        Se la pertinente malattia di categoria A è trasmessa da un vettore elencato, di cui al
             regolamento (UE) 2018/1882, l'autorità competente può:
             a)     stabilire la durata delle misure nella zona di protezione caso per caso, tenendo
                    conto di qualsiasi fattore che influenzi il rischio di diffusione della malattia; e
             b)     prevedere l'introduzione di animali sentinella.
   3.        Dopo la revoca delle misure di cui al paragrafo 1, le misure di cui alla sezione 3 del
             presente capo si applicano nella zona di protezione almeno per il periodo
             supplementare di cui all'allegato X.
                                                 SEZIONE 3
        MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE NELLA ZONA DI
                                          SORVEGLIANZA
                                                 Articolo 40
                Misure da applicare negli stabilimenti situati nella zona di sorveglianza
   L'autorità competente dispone l'applicazione senza indugio delle misure di cui all'articolo 25
   in tutti gli stabilimenti situati nella zona di sorveglianza che detengono animali delle specie
   elencate.
IT                                                    39                                                IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 41
        Visite dei veterinari ufficiali presso gli stabilimenti situati nella zona di sorveglianza
   L'autorità competente si assicura che i veterinari ufficiali effettuino visite a un campione di
   stabilimenti situati nella zona di sorveglianza che detengono animali delle specie elencate
   conformemente all'articolo 26 e all'allegato I, sezione A.3.
                                                  Articolo 42
      Divieti in relazione ad attività, compresi i movimenti, riguardanti animali, prodotti e altro
                      materiale da o verso la zona di sorveglianza o al suo interno
   L'autorità competente applica divieti, esenzioni e deroghe alle attività, compresi i movimenti
   riguardanti animali delle specie elencate, i loro prodotti e altro materiale, da e verso la zona di
   sorveglianza conformemente all'articolo 27.
                                                  Articolo 43
          Condizioni generali per la concessione di deroghe ai divieti di cui all'articolo 42
   1.        In deroga all'articolo 42, l'autorità competente può autorizzare i movimenti di animali
             e prodotti solo nei casi di cui agli articoli da 44 a 52, alle condizioni specifiche di cui
             agli stessi articoli e alle condizioni generali di cui ai paragrafi da 2 a 7 del presente
             articolo.
             Prima di concedere l'autorizzazione, l'autorità competente valuta i rischi da essa
             derivanti. La valutazione deve indicare che il rischio di diffusione della malattia di
             categoria A è trascurabile.
   2.        Tutti i movimenti autorizzati sono effettuati:
             a)     privilegiando le principali vie di comunicazione stradale o ferroviaria;
             b)     evitando le vicinanze di stabilimenti che detengono animali delle specie
                    elencate; e
             c)     senza operazioni di scarico o soste, fino allo scarico nello stabilimento di
                    destinazione.
   3.        L'autorità competente per lo stabilimento di origine designa lo stabilimento di
             destinazione per i movimenti dalla zona di sorveglianza o verso di essa. Se non è la
             stessa per lo stabilimento di destinazione, tale autorità competente informa l'autorità
             competente per lo stabilimento di destinazione in merito a tale designazione.
   4.        L'autorità competente per lo stabilimento di origine verifica che lo stabilimento di
             destinazione accetti di essere designato e di ricevere ciascuna partita di animali o
             prodotti.
   5.        Nell'autorizzare i movimenti di animali dalla zona di sorveglianza, l'autorità
             competente si assicura che tali movimenti non comportino un rischio di diffusione
             della malattia di categoria A sulla base:
             a)     di un esame clinico, con esito favorevole, di animali detenuti nello
                    stabilimento, compresi quelli destinati a essere spostati;
             b)     se necessario, di un esame di laboratorio, con esito favorevole, di animali
                    detenuti nello stabilimento, compresi quelli destinati a essere spostati; e
             c)     dell'esito delle visite di cui all'articolo 41, se disponibile.
IT                                                      40                                               IT
 ---pagebreak---    6.     Quando autorizza il trasporto di prodotti dalla zona di sorveglianza, l'autorità
          competente si assicura che:
          a)     durante l'intero processo di produzione e lo stoccaggio, i prodotti siano stati
                 nettamente separati dai prodotti di cui non è autorizzata la spedizione al di
                 fuori della zona soggetta a restrizioni a norma del presente regolamento;
          b)     i prodotti non siano trasportati con prodotti di cui non è autorizzata la
                 spedizione al di fuori della zona soggetta a restrizioni a norma del presente
                 regolamento.
   7.     Nel concedere le deroghe di cui al paragrafo 1, l'autorità competente si assicura che
          siano applicate misure di biosicurezza supplementari a decorrere dal momento del
          carico, durante tutte le operazioni di trasporto e fino allo scarico nello stabilimento di
          destinazione designato conformemente alle sue istruzioni.
                                             Articolo 44
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti per la macellazione di animali
        detenuti delle specie elencate da e verso la zona di sorveglianza e al suo interno
   1.     L'autorità competente può autorizzare i movimenti di animali detenuti delle specie
          elencate provenienti dalla zona di sorveglianza verso un macello situato:
          a)     quanto più vicino possibile allo stabilimento di origine, all'interno della zona
                 soggetta a restrizioni; o
          b)     al di fuori della zona soggetta a restrizioni, quanto più vicino possibile alla
                 zona di sorveglianza, quando non è possibile macellare gli animali nella zona
                 soggetta a restrizioni, e dopo avere eseguito una valutazione del rischio.
   2.     Le carni ottenute dagli animali di cui al paragrafo 1 sono soggette alle misure di cui
          all'articolo 49.
   3.     L'autorità competente può autorizzare i movimenti di animali detenuti delle specie
          elencate provenienti dall'esterno della zona di sorveglianza verso un macello situato
          nella zona di sorveglianza.
   4.     L'autorità competente può autorizzare la trasformazione e l'uso di sottoprodotti di
          origine animale ottenuti da animali macellati conformemente ai paragrafi 1, 2 e 3
          come materiale di categoria 3 in conformità del regolamento (CE) n. 1069/2009 in un
          impianto riconosciuto per la trasformazione o lo smaltimento di sottoprodotti di
          origine animale situato nel suo territorio oppure in un altro Stato membro, se non è
          possibile trasformare o smaltire tali sottoprodotti in un impianto riconosciuto nel
          territorio dello Stato membro in cui si è verificato il focolaio.
          Nel caso in cui i sottoprodotti di origine animale di cui al primo comma siano
          spostati in un impianto situato in un altro Stato membro, lo Stato membro di
          destinazione e gli Stati membri di passaggio autorizzano tale spedizione e l'autorità
          competente a destinazione autorizza la trasformazione e l'uso di tali sottoprodotti di
          origine animale come materiale di categoria 3 conformemente al regolamento (CE)
          n. 1069/2009.
IT                                                41                                                 IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 45
   Condizioni specifiche per l'autorizzazione di determinati movimenti di ungulati detenuti delle
                  specie elencate da stabilimenti situati nella zona di sorveglianza
   1.     L'autorità competente può autorizzare i movimenti di ungulati detenuti delle specie
          elencate verso pascoli situati all'interno della zona di sorveglianza, a condizione che:
          a)     sia trascorso un periodo di 15 giorni dal completamento e dall'approvazione
                 della pulizia e della disinfezione preliminari di cui all'articolo 15; e
          b)     gli animali non entrino in contatto con animali delle specie elencate provenienti
                 da altri stabilimenti.
   2.     Dopo avere eseguito una valutazione del rischio, l'autorità competente può
          autorizzare i movimenti di animali detenuti delle specie elencate di ungulati verso
          uno stabilimento appartenente alla stessa filiera di approvvigionamento, situato
          all'interno o all'esterno della zona di sorveglianza, al fine di completare il ciclo
          produttivo prima della macellazione. Se lo stabilimento di destinazione è situato al di
          fuori della zona di sorveglianza, l'autorità competente applica in tale stabilimento le
          misure di cui agli articoli 40, 41 e 42, a condizione che le misure di controllo delle
          malattie nella zona di sorveglianza di origine siano mantenute come previsto
          all'articolo 55.
                                               Articolo 46
       Condizioni specifiche per l'autorizzazione di determinati movimenti di pollame da
                            stabilimenti situati nella zona di sorveglianza
   1.     L'autorità competente può autorizzare i movimenti di pulcini di un giorno provenienti
          dalla zona di sorveglianza:
          a)     verso stabilimenti situati nello stesso Stato membro in cui sono nati da uova
                 provenienti da stabilimenti situati all'interno della zona di sorveglianza, a
                 condizione che:
                 i)     lo stabilimento di destinazione sia posto sotto sorveglianza ufficiale in
                        seguito all'arrivo degli animali; e
                 ii)    nel caso in cui siano spostati al di fuori della zona soggetta a restrizioni,
                        gli animali restino negli stabilimenti di destinazione per almeno 21
                        giorni;
          b)     verso stabilimenti situati nello stesso Stato membro in cui sono nati da uova
                 provenienti dall'esterno della zona soggetta a restrizioni, se l'incubatoio di
                 spedizione è in grado di garantire che non ci sono stati contatti tra tali uova e
                 qualsiasi altro uovo da cova o pulcino di un giorno ottenuto da animali detenuti
                 all'interno della zona soggetta a restrizioni.
   2.     L'autorità competente può autorizzare i movimenti di pollastre da stabilimenti situati
          nella zona di sorveglianza a stabilimenti situati nello stesso Stato membro, a
          condizione che:
          a)     nello stabilimento di destinazione non ci siano altri animali detenuti delle
                 specie elencate;
          b)     lo stabilimento di destinazione sia sottoposto a sorveglianza ufficiale in seguito
                 all'arrivo delle pollastre; e
          c)     il pollame resti nello stabilimento di destinazione per almeno 21 giorni.
IT                                                 42                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 47
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di determinati movimenti di uova da cova da e
                            verso stabilimenti situati nella zona di sorveglianza
   1.        L'autorità competente può autorizzare i movimenti di uova da cova da uno
             stabilimento situato nello stesso Stato membro verso:
             a)     un incubatoio situato nella zona di sorveglianza; o
             b)     uno stabilimento per la schiusa delle uova da cova situato nella zona di
                    sorveglianza.
   2.        L'autorità competente può autorizzare i movimenti di uova da cova da uno
             stabilimento situato nella zona di sorveglianza verso un incubatoio situato nello
             stesso Stato membro o verso uno stabilimento per la schiusa delle uova da cova
             all'interno dello stesso Stato membro solo se le uova da cova e il loro imballaggio
             sono disinfettati prima della spedizione e può essere garantita la tracciabilità di tali
             uova.
                                                 Articolo 48
   Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di sperma da stabilimenti riconosciuti
                         di materiale germinale situati nella zona di sorveglianza
   L'autorità competente può autorizzare i movimenti di sperma raccolto da animali delle specie
   elencate detenuti in stabilimenti riconosciuti di materiale germinale, esclusi gli incubatoi,
   situati nella zona di sorveglianza dopo la data stimata della prima infezione nello stabilimento
   colpito, a condizione che:
   a)        tutte le misure di controllo delle malattie relative alla pertinente malattia di categoria
             A siano state revocate nella zona di sorveglianza in conformità dell'articolo 55;
   b)        tutti gli animali detenuti delle specie elencate nel centro di raccolta dello sperma
             siano stati sottoposti a un esame clinico e a campionamento per esami di laboratorio
             al fine di escludere la presenza della malattia di categoria A nel centro di raccolta
             dello sperma;
   c)        l'animale donatore sia stato sottoposto con esito favorevole a un esame di laboratorio
             su un campione prelevato non prima di sette giorni dalla fine del periodo di
             monitoraggio di cui all'allegato II per la pertinente malattia, calcolato a partire dalla
             data in cui lo sperma è stato raccolto.
                                                 Articolo 49
    Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di carni fresche e latte crudo ottenuti
      da animali detenuti delle specie elencate in stabilimenti situati nella zona di sorveglianza
   1.        L'autorità competente può autorizzare movimenti di carni fresche e latte crudo
             ottenuti da animali detenuti delle specie elencate in stabilimenti situati nella zona di
             sorveglianza se:
             a)     le carni fresche o il latte crudo sono spostati in uno stabilimento di
                    trasformazione per essere sottoposti a uno dei trattamenti di riduzione dei rischi
                    di cui all'allegato VII; o
             b)     le carni fresche sono ottenute da pollame.
   2.        L'autorità competente si assicura che le carni fresche e il latte crudo spostati a norma
             del paragrafo 1, lettera a), siano conformi alle seguenti condizioni:
IT                                                    43                                                IT
 ---pagebreak---             a)     le carni fresche sono marcate conformemente all'allegato IX qualora siano
                   ottenute nel macello e conservano detto marchio fino a quando vengono
                   trattate; e
            b)     il trattamento è eseguito in uno stabilimento che opera sotto la supervisione di
                   veterinari ufficiali situato nella stessa zona soggetta a restrizioni o quanto più
                   vicino possibile alla zona soggetta a restrizioni.
                                                 Articolo 50
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di uova per il consumo umano da
                               stabilimenti situati nella zona di sorveglianza
   1.       L'autorità competente può autorizzare i movimenti di uova per il consumo umano da
            stabilimenti situati nella zona di sorveglianza a un centro di imballaggio situato nello
            stesso Stato membro purché le uova siano imballate:
            a)     in un imballaggio a perdere; o
            b)     in un imballaggio che può essere pulito e disinfettato in modo da distruggere
                   l'agente patogeno della malattia di categoria A.
   2.       L'autorità competente può autorizzare i movimenti di uova per il consumo umano da
            stabilimenti situati nella zona di sorveglianza a uno stabilimento per la fabbricazione
            di ovoprodotti situato nello stesso Stato membro, se:
            a)     lo stabilimento per la fabbricazione di ovoprodotti è conforme all'allegato III,
                   sezione X, capitolo II, del regolamento (CE) n. 853/2004; e
            b)     le uova sono spostate nello stabilimento per la fabbricazione di ovoprodotti per
                   essere manipolate e trattate conformemente all'allegato II, capitolo XI, del
                   regolamento (CE) n. 852/2004.
                                                 Articolo 51
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di letame, compresi le lettiere e il
          materiale da lettiera utilizzato, da stabilimenti situati nella zona di sorveglianza
   L'autorità competente può autorizzare i movimenti di letame, compresi le lettiere e il
   materiale da lettiera utilizzato, da stabilimenti situati nella zona di sorveglianza:
   a)       senza trasformazione, verso una discarica, previamente autorizzata a tal fine
            dall'autorità competente, situata nella stessa zona di sorveglianza; o
   b)       in seguito a trasformazione, verso una discarica, previamente autorizzata a tal fine
            dall'autorità competente, situata nel territorio dello Stato membro.
                                                 Articolo 52
      Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di materie prime per mangimi di
                           origine vegetale e paglia dalla zona di sorveglianza
   L'autorità competente può autorizzare i movimenti di materie prime per mangimi di origine
   vegetale o paglia prodotte nella zona di sorveglianza a condizione che queste:
   a)       siano state prodotte in luoghi che non detengono animali delle specie elencate,
            diversi dagli stabilimenti di trasformazione dei mangimi;
   b)       siano state prodotte in stabilimenti di trasformazione dei mangimi che non detengono
            animali delle specie elencate e le materie prime vegetali provengano:
IT                                                    44                                              IT
 ---pagebreak---             i)     dai luoghi di cui alla lettera a); o
            ii)    dall'esterno della zona di sorveglianza;
   c)       siano destinate a essere utilizzate all'interno della zona di sorveglianza;
   d)       siano state sottoposte ad almeno uno dei trattamenti di riduzione dei rischi di cui
            all'allegato VIII.
                                                Articolo 53
       Condizioni specifiche per l'autorizzazione di movimenti di animali detenuti delle specie
                          elencate e di prodotti verso un impianto riconosciuto
   1.       L'autorità competente può autorizzare i movimenti di animali detenuti delle specie
            elencate da stabilimenti situati nella zona di sorveglianza verso un impianto
            riconosciuto per la trasformazione o lo smaltimento di sottoprodotti di origine
            animale nel quale:
            a)     gli animali detenuti sono immediatamente abbattuti; e
            b)     i sottoprodotti di origine animale ottenuti sono smaltiti in conformità del
                   regolamento (CE) n. 1069/2009.
   2.       L'autorità competente può autorizzare i movimenti di prodotti provenienti da
            stabilimenti e altri luoghi situati nella zona di sorveglianza verso un impianto
            riconosciuto per la trasformazione o lo smaltimento di sottoprodotti di origine
            animale, in cui vengono smaltiti o trasformati conformemente al regolamento (CE) n.
            1069/2009.
                                                Articolo 54
    Misure da applicare nelle aziende alimentari e di mangimi, nei posti di controllo frontalieri,
      negli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro luogo
              pertinente situati nella zona di sorveglianza, compresi i mezzi di trasporto
   1.       L'autorità competente applica le misure pertinenti di cui all'articolo 40 e agli articoli
            da 42 a 53 nelle aziende alimentari e di mangimi, nei posti di controllo frontalieri,
            negli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro
            luogo pertinente situati nella zona di sorveglianza, compresi i mezzi di trasporto.
   2.       Negli stabilimenti e nei luoghi di cui al paragrafo 1, l'autorità competente può
            applicare misure supplementari adeguate alla situazione specifica al fine di prevenire
            la diffusione della malattia di categoria A dalla zona di sorveglianza e al suo interno.
                                                Articolo 55
              Durata delle misure di controllo delle malattie nella zona di sorveglianza
   1.       L'autorità competente può revocare le misure di controllo delle malattie applicate
            nella zona di sorveglianza a norma delle sezioni 1 e 3 del presente capo soltanto se è
            trascorso il periodo di cui all'allegato XI e se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
            a)     nella zona di protezione sono soddisfatte le prescrizioni di cui all'articolo 39; e
            b)     un numero rappresentativo di stabilimenti che detengono animali delle specie
                   elencate sono stati sottoposti, con esito favorevole, a visite effettuate da
                   veterinari ufficiali, conformemente all'articolo 41.
IT                                                    45                                               IT
 ---pagebreak---    2.     Se la pertinente malattia di categoria A è trasmessa da un vettore elencato,
          conformemente al regolamento (UE) 2018/1882, l'autorità competente può:
          a)     stabilire la durata delle misure nella zona di sorveglianza caso per caso,
                 tenendo conto dei fattori che influenzano il rischio di diffusione della malattia;
                 e
          b)     prevedere l'introduzione di animali sentinella.
                                             SEZIONE 4
      DEROGHE APPLICABILI NELLA ZONA SOGGETTA A RESTRIZIONI IN CASO DI
                               ULTERIORI FOCOLAI DI MALATTIA
                                              Articolo 56
   Deroghe ai divieti di movimenti di animali all'interno delle zone soggette a restrizioni quando
                               le misure di restrizione sono mantenute
   1.     Se i divieti di movimenti di animali di cui agli articoli 27 e 42 sono mantenuti oltre il
          periodo di cui all'allegato XI a causa della conferma ufficiale di ulteriori focolai della
          malattia di categoria A, l'autorità competente può, in circostanze eccezionali,
          autorizzare i movimenti di animali detenuti delle specie elencate da uno stabilimento
          situato all'interno della zona soggetta a restrizioni nei casi non contemplati dalle
          deroghe di cui agli articoli 27 e 42, se:
          a)     l'operatore ha      presentato   una    richiesta  motivata     per    ottenere   tale
                 autorizzazione;
          b)     i rischi derivanti dall'autorizzazione di tali movimenti sono stati valutati prima
                 di concedere l'autorizzazione e la valutazione indica che il rischio di diffusione
                 della malattia di categoria A è trascurabile;
          c)     i veterinari ufficiali hanno effettuato esami clinici e hanno prelevato campioni
                 per esami di laboratorio dagli animali delle specie elencate, compresi quelli da
                 spostare, e tali esami hanno dato esiti favorevoli.
   2.     Qualora i movimenti di animali siano autorizzati a norma del paragrafo 1, l'autorità
          competente si assicura che il trasporto sia conforme alle prescrizioni di cui
          all'articolo 24.
                                             CAPO III
         RIPOPOLAMENTO CON ANIMALI TERRESTRI DI
          STABILIMENTI SITUATI IN ZONE SOGGETTE A
                                         RESTRIZIONI
                                              Articolo 57
              Condizioni per autorizzare il ripopolamento dello stabilimento colpito
   1.     L'autorità competente autorizza il ripopolamento dello stabilimento colpito solo se
          sono soddisfatte le seguenti condizioni:
          a)     la pulizia e la disinfezione finali e, ove pertinente, il controllo finale di insetti e
                 roditori sono stati:
IT                                                 46                                                    IT
 ---pagebreak---                    i)     effettuati conformemente alle procedure di cui all'allegato IV, parti A e
                          C, utilizzando i biocidi adeguati per garantire la distruzione dell'agente
                          patogeno della pertinente malattia di categoria A; e
                   ii)    adeguatamente documentati;
            b)     è trascorso il periodo di monitoraggio di cui all'allegato II per la pertinente
                   malattia, calcolato a partire dalla data in cui sono state effettuate la pulizia e la
                   disinfezione finali di cui alla lettera a).
   2.       L'autorità competente supervisiona che la pulizia e la disinfezione finali e, ove
            pertinente, il controllo finale di insetti e roditori nello stabilimento colpito siano
            effettuati conformemente alle prescrizioni di cui al paragrafo 1, lettera a).
   3.       L'autorità competente non consente l'accesso al pascolo di animali detenuti delle
            specie elencate durante il periodo in cui è considerato contaminato; tale periodo è
            stabilito dopo avere eseguito una valutazione del rischio.
   4.       Se, per motivi debitamente giustificati, la pulizia e la disinfezione finali e, ove
            pertinente, il controllo finale di insetti e roditori di cui al paragrafo 1 non sono stati
            interamente effettuati nello stabilimento colpito, l'autorità competente può
            autorizzare il ripopolamento in deroga al paragrafo 1, a condizione che:
            a)     sia trascorso un periodo di almeno 3 mesi dalla data di esecuzione della pulizia
                   e della disinfezione preliminari di cui all'articolo 15; e
            b)     prima di concedere l'autorizzazione, l'autorità competente abbia valutato i
                   rischi derivanti da tale autorizzazione e la valutazione indichi che il rischio di
                   diffusione della malattia di categoria A è trascurabile.
                                                Articolo 58
                Deroga alla prescrizione di cui all'articolo 55, paragrafo 1, lettera b)
   In caso di conferma ufficiale della presenza di un focolaio di una malattia di categoria A in
   aziende alimentari e di mangimi, centri di raccolta, posti di controllo frontalieri, stabilimenti
   che trattano sottoprodotti di origine animale o qualsiasi altro luogo pertinente, compresi i
   mezzi di trasporto, l'autorità competente può autorizzare la reintroduzione di animali detenuti
   delle specie elencate a fini di macellazione, operazioni di raccolta, ispezione o trasporto, 24
   ore dopo il completamento:
   a)       delle misure di cui agli articoli 12, 14, 15, 17, 18 e all'articolo 57, paragrafo 1, lettera
            a); e
   b)       di qualsiasi misura supplementare applicata dall'autorità competente adeguata alla
            situazione specifica.
                                                Articolo 59
    Prescrizioni per il ripopolamento dello stabilimento colpito con animali detenuti delle specie
                                                  elencate
   1.       L'autorità competente supervisiona che il ripopolamento dello stabilimento colpito
            con animali detenuti delle specie elencate sia conforme alle disposizioni del presente
            articolo.
   2.       Gli animali detenuti delle specie elencate destinati al ripopolamento:
IT                                                   47                                                  IT
 ---pagebreak---       a)     non provengono da uno stabilimento soggetto alle restrizioni di cui al capo III;
             e
      b)     prima dell'introduzione nello stabilimento sono sottoposti a campionamento per
             esami di laboratorio per escludere la presenza della malattia con esito
             favorevole.
   3. Ai fini del paragrafo 2, lettera b), sono prelevati campioni da:
      a)     un numero rappresentativo di tutti gli animali da introdurre nello stabilimento,
             se sono tutti introdotti contemporaneamente e provengono dallo stesso
             stabilimento di origine; o
      b)     un numero rappresentativo di animali di ciascuna partita, se gli animali saranno
             tutti introdotti in momenti diversi o da stabilimenti di origine diversi.
             Nel caso dei pulcini di un giorno, l'autorità competente può decidere di non
             effettuare il campionamento per esami di laboratorio di cui al paragrafo 2,
             lettera b).
   4. Gli animali detenuti delle specie elencate destinati al ripopolamento sono introdotti
      negli stabilimenti come segue:
      a)     in tutte le unità epidemiologiche e in tutti gli edifici dello stabilimento colpito;
      b)     di preferenza contemporaneamente o durante il periodo di monitoraggio di cui
             all'allegato II per la pertinente malattia, calcolato a partire dalla data di
             introduzione del primo animale; o
      c)     nel caso di stabilimenti di allevamento all'aria aperta o quando la disposizione
             di cui alla lettera a) è impraticabile, utilizzando animali sentinella che sono
             stati sottoposti a campionamento per esami di laboratorio con esito favorevole
             per la pertinente malattia di categoria A prima di essere introdotti nello
             stabilimento.
   5. I veterinari ufficiali effettuano almeno una visita presso lo stabilimento colpito
      l'ultimo giorno del periodo di monitoraggio di cui all'allegato II per la pertinente
      malattia, calcolato a partire dalla data in cui gli animali sono stati introdotti nello
      stabilimento e in ogni caso prima che siano trascorsi 30 giorni da detto giorno, ed
      eseguono almeno:
      a)     controlli documentari, compresa l'analisi della documentazione relativa a
             produzione, salute e tracciabilità;
      b)     un esame clinico degli animali detenuti delle specie elencate; e
      c)     un prelievo di campioni da animali per esami di laboratorio al fine di
             confermare o escludere la presenza della pertinente malattia di categoria A.
   6. Chiunque entri o esca dallo stabilimento rispetta appropriate misure di biosicurezza
      volte a prevenire la diffusione della pertinente malattia di categoria A.
   7. Gli animali detenuti delle specie elencate lasciano lo stabilimento soltanto su
      autorizzazione dell'autorità competente e solo se gli esami di laboratorio di cui al
      paragrafo 5, lettera c), hanno dato esito favorevole.
   8. A decorrere dalla data in cui gli animali sono stati introdotti nello stabilimento e fino
      alla conclusione del ripopolamento, conformemente all'articolo 61, l'operatore:
IT                                            48                                                  IT
 ---pagebreak---            a)     tiene aggiornata la documentazione riguardante la salute e i dati di produzione
                  degli animali detenuti delle specie elencate; e
           b)     notifica immediatamente all'autorità competente qualsiasi                modifica
                  significativa dei dati di produzione e qualsiasi altra anomalia.
   9.      Se durante il periodo di cui al paragrafo 8 vengono notificati all'autorità competente
           mortalità insolite o segni clinici della pertinente malattia di categoria A, i veterinari
           ufficiali prelevano senza indugio campioni per esami di laboratorio al fine di
           escludere la presenza della pertinente malattia di categoria A.
   10.     L'autorità competente può esentare gli stabilimenti confinati da una o più delle
           disposizioni di cui ai paragrafi da 1 a 9 dopo aver valutato i rischi derivanti da tale
           esenzione e se la valutazione indica che il rischio di diffusione della malattia di
           categoria A è trascurabile.
                                               Articolo 60
                Ulteriori prescrizioni per il ripopolamento dello stabilimento colpito
   1.      L'autorità competente autorizza il ripopolamento dello stabilimento colpito con
           animali diversi dagli animali detenuti dalle specie elencate tenendo conto del rischio
           di diffusione della pertinente malattia di categoria A e del rischio di persistenza dei
           vettori.
   2.      L'autorità competente può applicare alcune o tutte le disposizioni di cui agli articoli
           57 e 59 se si applica l'abbattimento preventivo di cui all'articolo 7, paragrafo 4, e
           all'articolo 9, paragrafo 4.
                                               Articolo 61
    Conclusione del ripopolamento dello stabilimento colpito e revoca delle misure di controllo
                               delle malattie nello stabilimento colpito
   1.      Il ripopolamento dello stabilimento colpito si considera concluso quando sono state
           concluse con successo le misure di cui agli articoli 57 e 59 e, ove pertinente,
           all'articolo 60.
   2.      L'autorità competente revoca tutte le misure di controllo delle malattie applicate nello
           stabilimento colpito conformemente al presente regolamento quando il
           ripopolamento si considera concluso come previsto al paragrafo 1.
                                              CAPO IV
    MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE IN ANIMALI
                    SELVATICI DELLE SPECIE ELENCATE
                                               Articolo 62
    Misure in caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in animali selvatici
                                          delle specie elencate
   1.      In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in animali selvatici
           delle specie elencate conformemente all'articolo 9, paragrafi 1, 3 e 4, del regolamento
           (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
           programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate
           malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056], l'autorità competente
IT                                                 49                                                IT
 ---pagebreak---            conduce immediatamente un'indagine per confermare o escludere la presenza della
           malattia elencata sospettata.
   2.      Nel corso dell'indagine di cui al paragrafo 1, l'autorità competente organizza almeno
           l'esame post mortem e la raccolta di campioni per l'esame di laboratorio degli animali
           selvatici delle specie elencate abbattuti con arma da fuoco o trovati morti al fine di
           confermare o escludere la presenza della malattia di categoria A.
   3.      Per quanto riguarda i corpi di animali selvatici morti sospettati di essere colpiti dalla
           pertinente malattia di categoria A, indipendentemente dal fatto che tali animali siano
           stati abbattuti o trovati morti, l'autorità competente si assicura che:
           a)     i corpi interi degli animali selvatici morti o le loro parti siano smaltiti o
                  trasformati conformemente al regolamento (CE) n. 1069/2009; e
           b)     ove possibile, i materiali o le sostanze che potrebbero essere contaminati dal
                  contatto con i corpi degli animali selvatici morti o i sottoprodotti di origine
                  animale ottenuti da tali corpi sono sottoposti a pulizia e disinfezione o smaltiti
                  secondo le istruzioni e sotto la supervisione di veterinari ufficiali.
                                                Articolo 63
    Misure in caso di presenza di un focolaio di una malattia di categoria A in animali selvatici
                                           delle specie elencate
   1.      In caso di conferma ufficiale di un focolaio di una malattia di categoria A in animali
           selvatici delle specie elencate conformemente all'articolo 9, paragrafi 2, 3 e 4, del
           regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla
           sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per
           determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056], l'autorità
           competente può stabilire una zona infetta al fine di prevenire l'ulteriore diffusione
           della malattia in base:
           a)     al profilo della malattia;
           b)     alla stima della popolazione di animali selvatici delle specie elencate;
           c)     ai fattori di rischio che contribuiscono alla diffusione della pertinente malattia
                  di categoria A, in particolare il rischio di introduzione di una malattia di
                  categoria A in stabilimenti che detengono animali delle specie elencate;
           d)     ai risultati del campionamento; e
           e)     ad altri fattori pertinenti.
   2.      Per quanto riguarda i corpi di animali selvatici in cui è stata confermata la presenza
           della pertinente malattia di categoria A, indipendentemente dal fatto che tali animali
           siano stati abbattuti o trovati morti, l'autorità competente si assicura che:
           a)     i corpi interi degli animali selvatici morti o le loro parti siano smaltiti o
                  trasformati conformemente al regolamento (CE) n. 1069/2009; e
           b)     ove possibile, i materiali o le sostanze che potrebbero essere contaminati dal
                  contatto con i corpi degli animali selvatici morti o con i sottoprodotti di origine
                  animale ottenuti da tali corpi sono sottoposti a pulizia e disinfezione o smaltiti
                  secondo le istruzioni e sotto la supervisione di veterinari ufficiali.
   3.      L'autorità competente può modificare i confini della zona infetta iniziale:
IT                                                   50                                               IT
 ---pagebreak---             a)    al fine di controllare l'ulteriore diffusione della pertinente malattia di categoria
                  A; e
            b)    in caso di conferma di ulteriori focolai della malattia di categoria A in animali
                  selvatici.
   4.       L'autorità competente informa immediatamente gli operatori, i veterinari clinici, i
            cacciatori, le altre autorità competenti interessate e ogni altra persona fisica o
            giuridica interessata circa il focolaio della malattia e le misure di controllo adottate.
                                                Articolo 64
                                 Misure da applicare nella zona infetta
   1.       Nella zona infetta stabilita conformemente all'articolo 63, l'autorità competente
            organizza l'esame post mortem degli animali selvatici delle specie elencate che sono
            stati abbattuti con arma da fuoco o trovati morti, compreso, se necessario, un
            campionamento per esami di laboratorio.
   2.       Nella zona infetta l'autorità competente provvede almeno:
            a)    ad attuare misure di riduzione dei rischi e misure di biosicurezza rafforzate al
                  fine di prevenire la diffusione della malattia di categoria A dagli animali colpiti
                  e dalla zona infetta ad animali non infetti o agli esseri umani;
            b)    a vietare i movimenti di animali selvatici delle specie elencate e dei relativi
                  prodotti di origine animale di cui al regolamento (UE) n. 2019/xxx che integra
                  il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per
                  quanto riguarda le prescrizioni in materia di sanità animale per i movimenti
                  all'interno dell'Unione di animali terrestri e di uova da cova [documento
                  C(2019) 4058]; e
            c)    a garantire che tutti i corpi di animali selvatici morti delle specie elencate o le
                  loro parti siano smaltiti o trasformati conformemente al regolamento (CE) n.
                  1069/2009, indipendentemente dal fatto che gli animali siano stati abbattuti o
                  trovati morti.
                                                Articolo 65
                         Misure supplementari da applicare nella zona infetta
   Al fine di evitare la diffusione della malattia di categoria A, nella zona infetta l'autorità
   competente può:
   a)       regolamentare i movimenti degli animali detenuti delle specie elencate;
   b)       regolamentare le attività venatorie e altre attività all'aperto;
   c)       sottoporre a restrizioni l'alimentazione di animali selvatici delle specie elencate; e
   d)       sviluppare e attuare un piano di eradicazione per la malattia di categoria A in animali
            selvatici delle specie elencate, qualora la situazione epidemiologica lo richieda.
                                                Articolo 66
                                       Gruppo operativo di esperti
   In caso di conferma ufficiale della presenza di un focolaio di una malattia di categoria A in
   animali selvatici delle specie elencate e se stabilisce una zona infetta in conformità
IT                                                  51                                                 IT
 ---pagebreak---    dell'articolo 63, l'autorità competente istituisce un gruppo operativo di esperti a norma
   dell'articolo 43 del regolamento (UE) 2016/429 che la assista:
   a)        nel valutare la situazione epidemiologica e la sua evoluzione;
   b)        nel definire la zona infetta;
   c)        nello stabilire le misure appropriate da applicare nella zona infetta conformemente al
             presente capo e la loro durata; e
   d)        nell'elaborare un piano di eradicazione, ove pertinente.
                                                Articolo 67
                                   Durata delle misure nella zona infetta
   L'autorità competente mantiene le misure applicate nella zona infetta in conformità del
   presente capo fino a quando le informazioni epidemiologiche non indicano che la popolazione
   selvatica pertinente non comporta più un rischio di introduzione di una malattia di categoria A
   negli stabilimenti che detengono animali delle specie elencate e il gruppo operativo non
   raccomanda di revocare le misure.
                                               CAPO VI
         MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE PER LE
           MALATTIE DI CATEGORIA B E C DEGLI ANIMALI
                                            TERRESTRI
                                                Articolo 68
    Misure preliminari di controllo delle malattie da applicare in caso di sospetto della presenza
     di una malattia di categoria B o C da parte dell'autorità competente in Stati membri o zone
                         cui è stato riconosciuto lo status di indenne da malattia
   In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria B o C in conformità dell'articolo
   9, paragrafo 1, 3 o 4, del regolamento (UE) n. 2019/XXX per quanto riguarda le norme
   relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia
   per determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056], negli Stati
   membri o nelle zone cui è stato riconosciuto lo status di indenne da malattia a norma
   dell'articolo 36, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2016/429 o dell'articolo 84, paragrafo 1,
   del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
   programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie
   elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056], l'autorità competente applica le misure
   previste:
   a)        agli articoli 21, 22 e 23 del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le
             norme relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di
             indenne da malattia per determinate malattie elencate ed emergenti [documento
             C(2019) 4056] per le infezioni da Brucella abortus, B. melitensis, B. suis,
             Mycobacterium tuberculosis complex, leucosi bovina enzootica, rinotracheite
             infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa infettiva, virus della malattia di Aujeszky e
             diarrea virale bovina;
   b)        all'articolo 35 del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative
             alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia
             per determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056] per
             l'infezione da virus della rabbia; e
IT                                                   52                                              IT
 ---pagebreak---    c)        all'articolo 41 del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative
             alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia
             per determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056] per
             l'infezione da virus della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-24).
                                                Articolo 69
      Misure di controllo delle malattie da applicare in caso di conferma della presenza di una
                                       malattia di categoria B o C
   In caso di conferma della presenza di una malattia di categoria B o C in conformità
   dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme
   relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia
   per determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056], negli Stati
   membri o nelle zone cui è stato riconosciuto lo status di indenne da malattia a norma
   dell'articolo 36, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2016/429 o dell'articolo 84, paragrafo 1,
   del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
   programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie
   elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056], l'autorità competente applica le misure
   previste:
   a)        agli articoli da 24 a 31 del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le
             norme relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di
             indenne da malattia per determinate malattie elencate ed emergenti [documento
             C(2019) 4056] per le infezioni da Brucella abortus, B. melitensis, B. suis,
             Mycobacterium tuberculosis complex, leucosi bovina enzootica, rinotracheite
             infettiva bovina/vulvovaginite pustolosa infettiva, virus della malattia di Aujeszky e
             diarrea virale bovina;
   b)        all'articolo 36 del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative
             alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia
             per determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056] per
             l'infezione da virus della rabbia; e
   c)        all'articolo 42 del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative
             alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia
             per determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056] per
             l'infezione da virus della febbre catarrale degli ovini (sierotipi 1-24).
IT                                                  53                                              IT
 ---pagebreak---                                            PARTE III
                               ANIMALI ACQUATICI
                                              CAPO I
         MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE PER LE
               MALATTIE DI CATEGORIA A IN ANIMALI DI
                                      ACQUACOLTURA
                                              SEZIONE 1
    MISURE PRELIMINARI DI CONTROLLO DELLE MALATTIE IN CASO DI SOSPETTO
           DELLA PRESENZA DI UNA MALATTIA DI CATEGORIA A IN ANIMALI DI
                                          ACQUACOLTURA
                                              Articolo 70
   Obblighi per gli operatori in caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in
                               animali di acquacoltura in stabilimenti
   In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in animali di acquacoltura
   delle specie elencate, fino all'esclusione della presenza della malattia di categoria A da parte
   dell'autorità competente, gli operatori, al fine di prevenire la diffusione della malattia di
   categoria A dagli animali e dagli stabilimenti di acquacoltura colpiti sotto la loro
   responsabilità ad altri animali acquatici non infetti, adottano le seguenti misure di controllo
   delle malattie:
   a)       isolano, ove tecnicamente possibile, tutti gli animali di acquacoltura presenti nello
            stabilimento sospettato di essere infetto dalla malattia di categoria A;
   b)       impediscono i movimenti di animali di acquacoltura in entrata e in uscita dallo
            stabilimento;
   c)       conservano una documentazione relativa a tutte le visite e a tutti i movimenti da e
            verso lo stabilimento;
   d)       mantengono i prodotti, le attrezzature, i materiali o le sostanze che potrebbero essere
            contaminati da malattie di categoria A e che potrebbero trasmetterle isolati e, per
            quanto possibile, protetti da vettori e altri animali acquatici;
   e)       attuano le opportune misure di biosicurezza per evitare la diffusione della malattia di
            categoria A;
   f)       forniscono all'autorità competente, su richiesta, tutte le informazioni pertinenti
            riguardanti la malattia di categoria A; e
   g)       seguono le istruzioni impartite dall'autorità competente per quanto riguarda il
            controllo della malattia di categoria A, conformemente al regolamento (UE)
            2016/429 e al presente regolamento.
IT                                                  54                                              IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 71
    Indagini condotte dall'autorità competente in caso di sospetto della presenza di una malattia
                     di categoria A in animali di acquacoltura in uno stabilimento
   1.       In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in animali di
            acquacoltura in uno stabilimento, conformemente all'articolo 9, paragrafi 1, 3 e 4, del
            regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla
            sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per
            determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056], l'autorità
            competente conduce immediatamente un'indagine per confermare o escludere la
            presenza della malattia elencata sospettata.
   2.       Nel corso dell'indagine di cui al paragrafo 1, l'autorità competente provvede affinché
            i veterinari ufficiali effettuino almeno:
            a)     esami clinici degli animali di acquacoltura; e
            b)     il prelievo di campioni per gli esami di laboratorio.
                                                Articolo 72
       Misure di restrizione e biosicurezza preliminari da applicare in caso di sospetto della
                  presenza di una malattia di categoria A in animali di acquacoltura
   1.       In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A in uno stabilimento,
            l'autorità competente sottopone lo stabilimento a sorveglianza ufficiale e impone
            immediatamente le seguenti misure di restrizione e biosicurezza preliminari, al fine
            di prevenire la diffusione della malattia di categoria A dagli animali di acquacoltura e
            dallo stabilimento colpiti ad animali acquatici non infetti:
            a)     vieta i movimenti di animali di acquacoltura in entrata e in uscita dallo
                   stabilimento;
            b)     vieta i movimenti non essenziali di mezzi di trasporto e di attrezzature dallo
                   stabilimento;
            c)     vieta la macellazione di animali di acquacoltura per il consumo umano;
            d)     ove tecnicamente fattibile e considerato necessario, dispone l'isolamento di tutti
                   gli animali di acquacoltura; e
            e)     se possibile, attua mezzi e misure adeguati per controllare gli uccelli e altri
                   predatori.
   2.       L'autorità competente può disporre l'abbattimento preventivo delle specie elencate
            presso lo stabilimento colpito in cui si sospetta la presenza di una malattia di
            categoria A, a condizione che siano applicate tutte le misure di biosicurezza e di
            riduzione dei rischi necessarie per prevenire la diffusione della malattia di categoria
            A dallo stabilimento.
   3.       In deroga all'articolo 10, lettera i), del regolamento (CE) n. 1069/2009 e dopo avere
            eseguito una valutazione del rischio, l'autorità competente autorizza i movimenti di
            animali di acquacoltura al solo fine dell'abbattimento immediato in un stabilimento di
            alimenti di origine acquatica autorizzato a lottare contro le malattie o in un impianto
            riconosciuto per la trasformazione o lo smaltimento di sottoprodotti di origine
            animale di categoria 1 o di categoria 2 conformemente a detto regolamento.
            L'autorizzazione può essere concessa solo se sono applicate le misure di biosicurezza
IT                                                  55                                                IT
 ---pagebreak---             e le altre misure di riduzione dei rischi necessarie per prevenire la diffusione della
            malattia di categoria A.
   4.       Tutti i sottoprodotti di origine animale ottenuti da animali di acquacoltura morti o
            abbattuti a norma del presente articolo, compresi gusci e conchiglie con carni di
            molluschi, in deroga all'articolo 10, lettera i), del regolamento (CE) n. 1069/2009,
            sono trasformati o smaltiti come materiale di categoria 1 o di categoria 2
            conformemente a detto regolamento per garantire che il pertinente agente patogeno
            sia inattivato e per prevenire la trasmissione della malattia ad altri animali acquatici.
                                                Articolo 73
    Inventario e analisi della documentazione in caso di sospetto della presenza di una malattia
                                di categoria A in animali di acquacoltura
   1.       In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A, l'autorità
            competente dispone e verifica che gli operatori degli stabilimenti in cui si sospetta la
            presenza di una malattia di categoria A compilino e mantengano aggiornato senza
            indugio un inventario di quanto segue:
            a)     le specie, le categorie e le quantità (numero, volume o peso) di tutti gli animali
                   di acquacoltura detenuti nello stabilimento;
            b)     i prodotti, i materiali o le sostanze che potrebbero essere contaminati dalla
                   malattia di categoria A o che potrebbero trasmetterla; e
            c)     la mortalità in ciascuna unità epidemiologica all'interno dello stabilimento,
                   registrata su base giornaliera.
   2.       Nel quadro dell'indagine epidemiologica di cui all'articolo 57 del regolamento (UE)
            2016/429 effettuata in stabilimenti in cui si sospetta la presenza della malattia, i
            veterinari ufficiali analizzano almeno la documentazione di cui all'articolo 186,
            paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/429.
                                                Articolo 74
      Estensione delle misure di controllo delle malattie ad altri stabilimenti in caso di sospetto
                              della presenza di una malattia di categoria A
   Al fine di prevenire la diffusione di una malattia di categoria A, l'autorità competente conduce
   un'indagine a norma dell'articolo 71 e, dopo avere eseguito una valutazione del rischio,
   estende le misure pertinenti di cui agli articoli 72 e 73:
   a)       agli stabilimenti che appartengono allo stesso compartimento dello stabilimento in
            cui si sospetta la presenza della malattia o che, a causa della distanza, delle
            condizioni idrodinamiche o delle condizioni topografiche, presentano un maggiore
            rischio di contrarre l'agente patogeno pertinente dallo stabilimento in cui si sospetta
            la presenza della malattia;
   b)       a qualsiasi stabilimento diverso da quelli di cui alla lettera a) che presenta una
            connessione epidemiologica diretta con lo stabilimento in cui si sospetta la presenza
            della malattia.
IT                                                  56                                                IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 75
                    Zone soggette a restrizioni temporanee intorno allo stabilimento
   L'autorità competente può istituire una zona soggetta a restrizioni temporanee attorno allo
   stabilimento in cui si sospetta la presenza di una malattia di categoria A e in cui si applicano
   misure preliminari di controllo delle malattie a norma degli articoli 72 e 73, tenendo conto
   delle seguenti circostanze:
   a)       l'ubicazione dello stabilimento in un'area in cui si trovano altri stabilimenti che
            detengono animali di acquacoltura delle specie elencate nei quali si sospetta la
            presenza di una malattia di categoria A;
   b)       movimenti di animali in prossimità dello stabilimento in cui si sospetta la presenza
            della malattia;
   c)       il ritardo nella conferma della presenza della malattia di categoria A a norma
            dell'articolo 77;
   d)       l'insufficienza di informazioni sulle possibili origini e vie di introduzione della
            malattia di categoria A di cui si sospetta la presenza; e
   e)       il profilo della malattia, in particolare le vie e la velocità di trasmissione della
            malattia e la sua persistenza nella pertinente popolazione di animali di acquacoltura
            delle specie elencate.
                                                Articolo 76
     Misure da applicare in caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A nelle
    aziende alimentari e di mangimi, nei centri di depurazione, nei centri di spedizione, nei posti
     di controllo frontalieri, negli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale o in
                     qualsiasi altro luogo pertinente, compresi i mezzi di trasporto
   1.       In caso di sospetto della presenza di una malattia di categoria A conformemente
            all'articolo 9, paragrafi 1, 3 e 4, del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto
            riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo
            status di indenne da malattia per determinate malattie elencate ed emergenti
            [documento C(2019) 4056], nelle aziende alimentari e di mangimi, nei centri di
            depurazione, nei centri di spedizione, nei posti di controllo frontalieri, negli
            stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro luogo
            pertinente, compresi i mezzi di trasporto, l'autorità competente applica:
            a)     le misure di cui agli articoli da 71 a 75; e
            b)     se necessario, misure supplementari adeguate alla situazione specifica al fine di
                   prevenire la diffusione della malattia di categoria A dagli animali e dagli
                   stabilimenti o luoghi in cui si sospetta la presenza della malattia ad animali non
                   infetti.
   2.       L'autorità competente applica le disposizioni di cui agli articoli da 71 a 75 anche
            negli stabilimenti di origine degli animali o dei prodotti presenti negli stabilimenti e
            nei luoghi di cui al paragrafo 1.
IT                                                   57                                               IT
 ---pagebreak---                                                  SEZIONE 2
      MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE IN CASO DI CONFERMA UFFICIALE
          DELLA PRESENZA DI UNA MALATTIA DI CATEGORIA A IN ANIMALI DI
                                             ACQUACOLTURA
                                                 Articolo 77
    Conferma ufficiale della presenza di una malattia di categoria A in animali di acquacoltura
   L'autorità competente conferma ufficialmente la presenza di un focolaio di una malattia di
   categoria A in animali di acquacoltura quando sono soddisfatte le condizioni di cui all'articolo
   9, paragrafi 2, 3 e 4, del regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative
   alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per
   determinate malattie elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056].
                                                 Articolo 78
    Misure di controllo delle malattie in caso di conferma ufficiale della presenza di un focolaio
                             di una malattia di categoria A in uno stabilimento
   1.       In seguito alla conferma ufficiale della presenza di un focolaio di una malattia di
            categoria A conformemente all'articolo 77, l'autorità competente, oltre alle misure di
            cui agli articoli 72 e 73, dispone che le seguenti misure di controllo delle malattie
            siano immediatamente applicate sotto la supervisione dei veterinari ufficiali nello
            stabilimento in cui è stata confermata ufficialmente la presenza di un focolaio di una
            malattia di categoria A:
            a)     i pesci e i crostacei delle specie elencate sono abbattuti quanto prima e i
                   molluschi delle specie elencate sono rimossi dall'acqua quanto prima;
            b)     gli animali di cui alla lettera a) sono smaltiti, in deroga all'articolo 10, lettera i),
                   del regolamento (CE) n. 1069/2009, come materiale di categoria 1 o di
                   categoria 2 conformemente a tale regolamento;
            c)     le misure di cui alle lettere a) e b) sono attuate:
                   i)      nello stabilimento in cui è stata confermata ufficialmente la presenza di
                           un focolaio di una malattia di categoria A con successiva trasformazione
                           in loco; o
                   ii)     in uno stabilimento di alimenti di origine acquatica autorizzato a lottare
                           contro le malattie o in un impianto riconosciuto a norma del regolamento
                           (CE) n. 1069/2009 per la trasformazione o lo smaltimento in modo da
                           prevenire il rischio di diffusione della malattia di categoria A;
            d)     gli animali di acquacoltura di specie non elencate sono quanto prima abbattuti
                   o macellati per il consumo umano o, nel caso dei molluschi, rimossi dall'acqua
                   in conformità del paragrafo 1, lettera b);
            e)     si applicano misure appropriate per limitare la possibile diffusione della
                   malattia di categoria A dagli e agli animali acquatici selvatici che potrebbero
                   essere in contatto epidemiologico con lo stabilimento;
            f)     tutti i prodotti, i materiali o le sostanze potenzialmente contaminati sono isolati
                   finché:
IT                                                     58                                                   IT
 ---pagebreak---                    i)     nel caso di sottoprodotti di origine animale, sono smaltiti a norma del
                          regolamento (CE) n. 1069/2009;
                   ii)    nel caso di prodotti di origine animale, in deroga all'articolo 10, lettera i),
                          del regolamento (CE) n. 1069/2009, sono smaltiti o trasformati come
                          materiale di categoria 1 o di categoria 2 a norma di tale regolamento;
                   iii)   nel caso di materiali e sostanze che possono essere sottoposti a pulizia e
                          disinfezione, le misure di pulizia e disinfezione sono completate
                          conformemente alle disposizioni di cui all'articolo 80; e
                   iv)    nel caso di mangimi e di altri materiali che non possono essere sottoposti
                          a pulizia e disinfezione, sono allontanati dallo stabilimento e smaltiti
                          sotto la supervisione di veterinari ufficiali.
   2.       L'autorità competente dispone e supervisiona:
            a)     che il trasporto dallo stabilimento colpito dei sottoprodotti di origine animale di
                   cui al paragrafo 1, lettera f), punto i), e dei prodotti di origine animale di cui al
                   paragrafo 1, lettera f), punto ii), sia conforme alle disposizioni del regolamento
                   (CE) n. 1069/2009; e
            b)     che il trasporto dallo stabilimento colpito dei materiali o delle sostanze di cui al
                   paragrafo 1, lettera f), punto iv), sia conforme alle sue istruzioni in materia di
                   biosicurezza e bioprotezione per prevenire la diffusione di agenti patogeni della
                   malattia di categoria A.
   3.       In deroga al paragrafo 1, lettera a), l'autorità competente, dopo avere eseguito una
            valutazione del rischio, può consentire la macellazione di pesci o crostacei o, nel
            caso dei molluschi, la rimozione dall'acqua, per il consumo umano, presso lo
            stabilimento o in uno stabilimento di alimenti di origine acquatica autorizzato a
            lottare contro le malattie, a condizione che siano adottate le appropriate misure di
            biosicurezza e le altre misure di riduzione dei rischi necessarie per prevenire la
            diffusione della malattia di categoria A. Tutti i sottoprodotti di origine animale
            risultanti da detta deroga sono smaltiti o trasformati, in deroga all'articolo 10, lettera
            i), del regolamento (CE) n. 1069/2009, come materiale di categoria 1 o di categoria 2
            conformemente a tale regolamento.
   4.       In deroga al paragrafo 1, lettera d), l'autorità competente, dopo avere eseguito una
            valutazione del rischio, può decidere di non abbattere, macellare o rimuovere
            dall'acqua gli animali di acquacoltura di specie non elencate, a condizione che siano
            applicate misure appropriate di riduzione dei rischi per prevenire qualsiasi rischio di
            diffusione della pertinente malattia di categoria A dallo stabilimento.
   5.       In deroga al paragrafo 1, lettera f), punto ii), l'autorità competente, dopo avere
            eseguito una valutazione del rischio, può consentire l'immissione sul mercato di
            prodotti di origine animale conformemente all'articolo 83.
                                                Articolo 79
     Deroghe specifiche alle misure di controllo negli stabilimenti in cui le specie elencate sono
    detenute a fini scientifici o a fini connessi alla conservazione di specie a rischio di estinzione
   1.       L'autorità competente può concedere deroghe alle misure di cui all'articolo 78,
            paragrafo 1, lettere a) e c), nel caso di conferma ufficiale della presenza di una
            malattia di categoria A in uno stabilimento in cui sono detenute specie elencate a fini
IT                                                   59                                                   IT
 ---pagebreak---              scientifici o a fini connessi alla conservazione di specie a rischio di estinzione, a
             condizione che:
             a)     non venga compromesso lo stato sanitario degli animali nello Stato membro
                    interessato o in altri Stati membri; e
             b)     siano adottate tutte le appropriate misure di biosicurezza di cui all'articolo 78
                    per prevenire il rischio di diffusione dell'agente patogeno della malattia di
                    categoria A.
   2.        Se è concessa una deroga a norma del paragrafo 1, l'autorità competente si assicura
             che gli animali di acquacoltura delle specie elencate oggetto della deroga:
             a)     siano detenuti in locali in cui sono attuate le opportune misure di biosicurezza
                    per evitare la diffusione della pertinente malattia di categoria A; e
             b)     siano sottoposti a ulteriore sorveglianza e a ulteriori esami di laboratorio e non
                    vengano spostati dallo stabilimento fino a quando gli esami di laboratorio non
                    abbiano indicato che non comportano un rischio di ulteriore diffusione della
                    pertinente malattia di categoria A.
                                                    Articolo 80
                                              Pulizia e disinfezione
   1.        L'autorità competente dispone che gli operatori, immediatamente dopo il
             completamento delle misure di controllo delle malattie di cui all'articolo 78,
             effettuino la pulizia e la disinfezione:
             a)     dello stabilimento, per quanto ritenuto tecnicamente possibile dall'autorità
                    competente;
             b)     delle attrezzature connesse all'allevamento, comprese, ma non esclusivamente,
                    le attrezzature per l'alimentazione, la calibratura, il trattamento, la vaccinazione
                    e le imbarcazioni da lavoro;
             c)     delle attrezzature connesse alla produzione, compresi, ma non esclusivamente,
                    le gabbie, le reti, i tralicci, le sacche e i filari (long-lines);
             d)     degli indumenti protettivi o delle attrezzature di sicurezza utilizzati dagli
                    operatori e dai visitatori; e
             e)     di tutti i mezzi di trasporto, comprese le vasche e le altre attrezzature utilizzate
                    per spostare gli animali infetti o il personale entrato in contatto con animali
                    infetti.
   2.        La pulizia e la disinfezione di cui al paragrafo 1 sono effettuate:
             a)     conformemente a un protocollo precedentemente concordato tra l'autorità
                    competente e l'operatore; e
             b)     sotto la supervisione di veterinari ufficiali.
                                                    Articolo 81
                                      Fermo dello stabilimento colpito
   L'autorità competente dispone che gli operatori, una volta completate la pulizia e la
   disinfezione di cui all'articolo 80, eseguano il fermo dello stabilimento colpito per il periodo
   stabilito nell'allegato XIII.
IT                                                       60                                              IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 82
    Estensione delle misure di controllo delle malattie in caso di conferma della presenza di una
                                         malattia di categoria A
   Al fine di prevenire la diffusione di una malattia di categoria A, l'autorità competente conduce
   un'indagine a norma dell'articolo 71 e, dopo avere eseguito una valutazione del rischio,
   estende alcune o tutte le misure di cui agli articoli 78, 80 e 81:
   a)       agli stabilimenti che fanno parte dello stesso compartimento o che, a causa della
            distanza, delle condizioni idrodinamiche o delle condizioni topografiche, presentano
            un rischio maggiore di contrarre l'agente patogeno pertinente dallo stabilimento
            sospetto in cui è confermata la presenza della malattia;
   b)       a qualsiasi stabilimento che, in seguito all'indagine di cui all'articolo 57 del
            regolamento (UE) 2016/429, abbia dimostrato una connessione epidemiologica
            diretta con lo stabilimento in cui è confermata la presenza della malattia.
                                                Articolo 83
      Immissione sul mercato di prodotti di origine animale ottenuti da animali di acquacoltura
                           delle specie elencate prodotti in stabilimenti infetti
   1.       Nel concedere una deroga a norma dell'articolo 78, paragrafo 5, l'autorità competente
            può consentire l'immissione sul mercato di prodotti di origine animale solo se sono
            soddisfatte le seguenti condizioni:
            a)     i pesci sono macellati ed eviscerati prima della spedizione;
            b)     prima della spedizione i molluschi e i crostacei sono completamente tracciabili
                   e sono trasformati in prodotti non vitali che non sono in grado di sopravvivere
                   se rimessi in acqua.
            Se prima della trasformazione e dell'immissione sul mercato è necessaria la
            depurazione, questa è eseguita presso uno stabilimento di alimenti di origine
            acquatica autorizzato a lottare contro le malattie o in un centro di depurazione
            biosicuro.
   2.       I prodotti di origine animale di cui al paragrafo 1 sono destinati:
            a)     direttamente al consumatore finale; o
            b)     a essere ulteriormente trasformati in uno stabilimento di alimenti di origine
                   acquatica autorizzato a lottare contro le malattie.
                                                Articolo 84
    Misure da applicare in caso di conferma della presenza di una malattia di categoria A nelle
    aziende alimentari e di mangimi, nei centri di depurazione, nei centri di spedizione, nei posti
      di controllo frontalieri o in qualsiasi altro luogo pertinente, compresi i mezzi di trasporto
   1.       In caso di conferma della presenza di una malattia di categoria A nelle aziende
            alimentari e di mangimi, nei centri di depurazione, nei centri di spedizione, nei posti
            di controllo frontalieri o in qualsiasi altro luogo pertinente, compresi i mezzi di
            trasporto, conformemente all'articolo 77, l'autorità competente applica:
            a)     le misure di cui agli articoli 78, 80 e 81; e
IT                                                   61                                             IT
 ---pagebreak---          b)     se necessario, misure supplementari adeguate alla situazione specifica al fine di
                prevenire la diffusione della malattia di categoria A dagli animali e dagli
                stabilimenti o luoghi colpiti ad animali non infetti.
   2.    L'autorità competente applica le disposizioni di cui agli articoli 78, 80 e 81 anche
         negli stabilimenti di origine degli animali o dei prodotti presenti negli stabilimenti e
         nei luoghi di cui al paragrafo 1.
                                               CAPO II
    Misure di controllo delle malattie per le malattie di categoria A di
        animali di acquacoltura nella zona soggetta a restrizioni
                                               SEZIONE 1
      MISURE GENERALI DI CONTROLLO DELLE MALATTIE NELLA
                          ZONA SOGGETTA A RESTRIZIONI
                                               Articolo 85
                             Istituzione di una zona soggetta a restrizioni
   1.    In caso di conferma ufficiale della presenza di un focolaio di una malattia di
         categoria A in uno stabilimento, in aziende alimentari o di mangimi, in uno
         stabilimento che tratta sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro luogo
         pertinente, compresi i mezzi di trasporto, l'autorità competente istituisce
         immediatamente attorno allo stabilimento o al luogo colpiti una zona soggetta a
         restrizioni, comprendente:
         a)     una zona di protezione attorno allo stabilimento o al luogo in cui è confermata
                la presenza della malattia di categoria A;
         b)     una zona di sorveglianza attorno alla zona di protezione; e
         c)     se necessario, in base ai criteri di cui all'articolo 64, paragrafo 1, del
                regolamento (UE) 2016/429, ulteriori zone soggette a restrizioni attorno o
                adiacenti alle zone di protezione e di sorveglianza.
   2.    L'estensione delle zone è stabilita caso per caso, tenendo conto dei fattori che
         influenzano il rischio di diffusione della malattia. A tal fine, l'autorità competente
         tiene conto dei dati e dei criteri seguenti:
         a)     i dati risultanti dall'indagine epidemiologica conformemente all'articolo 57 del
                regolamento (UE) 2016/429;
         b)     i dati idrodinamici pertinenti;
         c)     i criteri di cui all'articolo 64, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/429; e
         d)     i criteri di cui all'allegato XIV del presente regolamento.
   3.    L'autorità competente modifica i confini della zona soggetta a restrizioni iniziale,
         compresi i confini delle zone di protezione, delle zone di sorveglianza e delle
         ulteriori zone soggette a restrizioni, in caso di sovrapposizione di due o più zone
         soggette a restrizioni a causa di ulteriori focolai della malattia di categoria A.
   4.    In deroga al paragrafo 1, l'autorità competente, a causa di specifiche circostanze
         geografiche, idrodinamiche ed epidemiologiche e dopo avere eseguito una
         valutazione del rischio che tenga conto del profilo della malattia, può:
IT                                                  62                                            IT
 ---pagebreak---            a)     non istituire la zona soggetta a restrizioni di cui al paragrafo 1 attorno allo
                  stabilimento o al luogo infetti;
           b)     istituire una zona soggetta a restrizioni consistente in una zona di protezione
                  senza alcuna zona di sorveglianza adiacente; e
           c)     non istituire una zona soggetta a restrizioni quando la presenza di una malattia
                  di categoria A è confermata in aziende alimentari e di mangimi, centri di
                  depurazione, centri di spedizione, posti di controllo frontalieri, stabilimenti che
                  trattano sottoprodotti di origine animale o qualsiasi altro luogo pertinente,
                  compresi i mezzi di trasporto.
   5.      Per quanto necessario e dopo avere eseguito una valutazione del rischio che tenga
           conto delle circostanze geografiche, idrodinamiche ed epidemiologiche e del profilo
           della malattia, l'autorità competente può derogare alle disposizioni del presente capo:
           a)     nelle ulteriori zone soggette a restrizioni; e
           b)     qualora decida di istituire una zona soggetta a restrizioni in caso di insorgenza
                  di un focolaio di una malattia di categoria A in stabilimenti o in qualsiasi altro
                  luogo pertinente di cui al paragrafo 4, lettera c).
                                                Articolo 86
                         Misure da applicare nella zona soggetta a restrizioni
   1.      L'autorità competente compila senza indugio e mantiene un inventario aggiornato di
           tutti gli stabilimenti che detengono animali di acquacoltura delle specie elencate
           situati nella zona soggetta a restrizioni, compresi le specie, le categorie e il numero
           stimato di animali in ciascuno stabilimento.
   2.      Negli stabilimenti situati all'interno della zona soggetta a restrizioni, sulla base di
           informazioni epidemiologiche o di altri dati pertinenti e dopo avere eseguito una
           valutazione del rischio, l'autorità competente può attuare l'abbattimento preventivo o
           la macellazione per il consumo umano o, nel caso dei molluschi, la rimozione
           dall'acqua di animali di acquacoltura delle specie elencate a norma dell'articolo 78,
           paragrafo 1, lettera a), e dell'articolo 78, paragrafo 2.
   3.      Qualsiasi prelievo di campioni negli stabilimenti situati nella zona soggetta a
           restrizioni che detengono animali di acquacoltura delle specie elencate per fini
           diversi dalla conferma o dall'esclusione della presenza della pertinente malattia di
           categoria A è soggetto all'autorizzazione dell'autorità competente.
                                               SEZIONE 2
       MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE NELLA ZONA DI
                                           PROTEZIONE
                                                Articolo 87
     Misure da applicare negli stabilimenti che detengono animali di acquacoltura situati nella
                                           zona di protezione
   1.      L'autorità competente dispone che gli operatori degli stabilimenti che detengono
           animali di acquacoltura di qualsiasi specie situati nella zona di protezione, diversi
           dallo stabilimento in cui è stata confermata la presenza della malattia di categoria A,
           applichino almeno le seguenti misure al fine di prevenire e controllare la diffusione
           della malattia:
IT                                                  63                                                IT
 ---pagebreak---          a)     aggiornino senza indugio la documentazione dell'inventario di cui all'articolo
                73, paragrafo 1;
         b)     se possibile, attuino misure appropriate per limitare la possibile diffusione della
                malattia di categoria A dagli e agli animali acquatici selvatici che potrebbero
                essere in contatto epidemiologico con lo stabilimento;
         c)     impediscano che gli animali di acquacoltura siano allontanati dallo
                stabilimento in cui sono detenuti, salvo autorizzazione dell'autorità competente;
         d)     applichino appropriate misure di biosicurezza ai prodotti, alle attrezzature, ai
                materiali o alle sostanze che potrebbero diffondere la pertinente malattia di
                categoria A;
         e)     riducano il numero di visitatori allo stretto necessario per il corretto
                funzionamento dello stabilimento; e
         f)     se possibile, utilizzino adeguati mezzi di pulizia e disinfezione agli ingressi e
                alle uscite dello stabilimento.
   2.    L'autorità competente dispone e supervisiona che l'operatore trasformi o smaltisca
         come materiale della categoria pertinente a norma del regolamento (CE) n.
         1069/2009 i sottoprodotti di origine animale ottenuti da animali di acquacoltura delle
         specie elencate che sono morti o sono stati abbattuti, compresi gusci e conchiglie con
         carni di molluschi, in stabilimenti che detengono specie elencate situati all'interno
         della zona di protezione.
   3.    L'autorità competente può decidere dopo avere eseguito una valutazione del rischio
         che gli articoli 87 e 88 si applichino soltanto agli animali di acquacoltura delle specie
         elencate.
                                              Articolo 88
      Visite dei veterinari ufficiali presso gli stabilimenti situati nella zona di protezione
   1.    L'autorità competente si assicura che, dopo la conferma ufficiale della presenza di un
         focolaio di una malattia di categoria A, i veterinari ufficiali effettuino almeno una
         visita presso tutti gli stabilimenti di cui all'articolo 87, il più presto possibile e senza
         indugio, dando la priorità agli stabilimenti che in base alla valutazione dell'autorità
         competente comportano un rischio elevato di contrarre o diffondere della malattia.
   2.    Nell'effettuare le visite di cui al paragrafo 1, i veterinari ufficiali eseguono almeno le
         seguenti attività:
         a)     controlli documentari e analisi della documentazione;
         b)     verifica dell'attuazione delle misure volte a impedire l'introduzione o la
                diffusione della pertinente malattia di categoria A in conformità dell'articolo
                87;
         c)     esame clinico degli animali di acquacoltura delle specie elencate; e
         d)     se necessario, prelievo di campioni per esami di laboratorio al fine di
                confermare o escludere la presenza della pertinente malattia di categoria A.
   3.    L'autorità competente può richiedere ulteriori visite veterinarie presso gli stabilimenti
         per seguire l'evoluzione della situazione.
   4.    L'autorità competente conserva la documentazione relativa alle attività e visite di cui
         ai paragrafi 1, 2 e 3 e ai relativi risultati.
IT                                                 64                                                 IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 89
    Divieti in relazione ai movimenti di animali di acquacoltura, prodotti ottenuti da animali di
      acquacoltura, altre sostanze e altro materiale da o verso la zona di protezione o al suo
                                                  interno
   1.       L'autorità competente vieta i seguenti movimenti all'interno della zona di protezione:
            a)     i movimenti di animali di acquacoltura delle specie elencate tra stabilimenti
                   situati nella zona di protezione;
            b)     i movimenti di animali di acquacoltura delle specie elencate da o verso la zona
                   di protezione;
            c)     eventuali movimenti dagli stabilimenti situati all'interno della zona di
                   protezione di mezzi di trasporto e attrezzature, prodotti, materiali o sostanze
                   che potrebbero trasmettere la pertinente malattia di categoria A;
            d)     il trasporto di animali di acquacoltura mediante barche vivaio attraverso la
                   zona di protezione; e
            e)     la spedizione di sottoprodotti di origine animale non trasformati ottenuti da
                   animali di acquacoltura di tutte le specie provenienti da stabilimenti situati
                   nella zona di protezione.
   2.       Dopo avere eseguito una valutazione del rischio, l'autorità competente può estendere
            i divieti di cui al paragrafo 1, lettere da a) a d), agli animali di specie non elencate e
            ai loro prodotti.
                                                Articolo 90
       Condizioni generali per la concessione di deroghe ai divieti di movimento e trasporto
                   riguardanti animali e prodotti acquatici nella zona di protezione
   1.       In deroga ai divieti di cui all'articolo 89, paragrafo 1, l'autorità competente può
            autorizzare i movimenti e il trasporto di animali e prodotti acquatici nei casi di cui
            agli articoli da 91 a 94 alle condizioni specifiche di cui agli stessi articoli e alle
            condizioni generali di cui al paragrafo 2 del presente articolo.
   2.       Nel concedere le autorizzazioni di cui al paragrafo 1, l'autorità competente si assicura
            che siano soddisfatte le seguenti condizioni:
            a)     tutti i movimenti sono effettuati esclusivamente attraverso gli itinerari
                   prestabiliti, concordati con l'autorità competente, senza operazioni di scarico o
                   soste;
            b)     qualsiasi ricambio o scarico di acqua durante il trasporto viene effettuato in
                   aree, stabilimenti o punti di ricambio dell'acqua approvati dall'autorità
                   competente;
            c)     i mezzi di trasporto sono costruiti e mantenuti in modo da poter essere puliti e
                   disinfettati correttamente;
            d)     i mezzi di trasporto sono puliti e disinfettati:
                   i)     prima delle operazioni di trasporto; e
                   ii)    dopo le operazioni di trasporto sotto la supervisione del veterinario
                          ufficiale;
IT                                                   65                                                IT
 ---pagebreak---            e)     è adottata qualsiasi altra misura di biosicurezza supplementare ritenuta
                  necessaria dall'autorità competente in relazione alle operazioni di trasporto.
                                               Articolo 91
          Condizioni specifiche per la macellazione e i movimenti per la macellazione o la
    trasformazione di animali di acquacoltura delle specie elencate da stabilimenti situati nella
                                            zona di protezione
   1.      Gli animali di acquacoltura provenienti da stabilimenti che detengono specie elencate
           situati nella zona di protezione possono essere:
           a)     macellati nello stabilimento conformemente alle misure di biosicurezza
                  previste dall'autorità competente; o
           b)     spostati per essere immediatamente macellati per il consumo umano in uno
                  stabilimento di alimenti di origine acquatica autorizzato a lottare contro le
                  malattie; o
           c)     nel caso di molluschi, rimossi dall'acqua e spostati in uno stabilimento di
                  alimenti di origine acquatica autorizzato a lottare contro le malattie per essere
                  depurati, se necessario, e ulteriormente trasformati.
   2.      Dopo avere eseguito una valutazione del rischio basata su dati epidemiologici
           pertinenti, l'autorità competente può limitare l'applicazione delle misure di cui al
           paragrafo 1 agli stabilimenti che detengono esclusivamente animali di acquacoltura
           delle specie elencate nella terza colonna dell'allegato del regolamento di esecuzione
           (UE) 2018/1882 della Commissione.
   3.      Nell'autorizzare i movimenti di animali di acquacoltura di cui al paragrafo 1, lettera
           b), l'autorità competente responsabile dello stabilimento di alimenti di origine
           acquatica autorizzato a lottare contro le malattie:
           a)     è informata dell'intenzione di inviare animali di acquacoltura delle specie
                  elencate allo stabilimento di alimenti di origine acquatica autorizzato a lottare
                  contro le malattie;
           b)     accetta di ricevere gli animali di acquacoltura in questione;
           c)     supervisiona la macellazione degli animali e ne dà conferma all'autorità
                  competente per la spedizione;
           e)     si assicura che gli animali di acquacoltura delle specie elencate provenienti
                  dalla zona di protezione siano tenuti separati dagli animali di acquacoltura
                  delle specie elencate provenienti dall'esterno della zona di protezione e
                  vengano macellati o trasformati separatamente da tali animali;
           f)     monitora la macellazione o la trasformazione;
           g)     si assicura che la pulizia e la disinfezione dei locali siano completate prima che
                  vengano macellati o trasformati animali di acquacoltura provenienti da
                  stabilimenti situati al di fuori della zona di protezione;
           i)     si assicura che i prodotti di origine animale ottenuti dagli animali di
                  acquacoltura soddisfino le condizioni specifiche per l'immissione sul mercato
                  di cui all'articolo 92; e
IT                                                  66                                               IT
 ---pagebreak---             j)     si assicura che i sottoprodotti di origine animale ottenuti dalla macellazione o
                   da altri processi di cui al paragrafo 1 siano trasformati o smaltiti
                   conformemente al regolamento (CE) n. 1069/2009.
                                                 Articolo 92
    Condizioni specifiche per l'immissione sul mercato di prodotti di origine animale ottenuti da
    animali di acquacoltura delle specie elencate prodotti in stabilimenti non infetti situati nella
                                             zona di protezione
   1.       L'autorità competente può autorizzare l'immissione sul mercato di prodotti di origine
            animale ottenuti da animali di acquacoltura delle specie elencate in stabilimenti non
            infetti situati nella zona di protezione, purché siano soddisfatte le seguenti
            condizioni:
            a)     i pesci sono macellati ed eviscerati prima della spedizione; e
            b)     prima della spedizione i molluschi e i crostacei sono completamente tracciabili
                   e sono trasformati in prodotti non vitali che non sono in grado di sopravvivere
                   se rimessi in acqua.
   2.       I prodotti di origine animale di cui al paragrafo 1 sono destinati:
            a)     alla fornitura diretta al consumatore finale; o
            b)     a essere ulteriormente trasformati in uno stabilimento di alimenti di origine
                   acquatica autorizzato a lottare contro le malattie.
                                                 Articolo 93
    Condizioni speciali per l'autorizzazione del trasporto di sottoprodotti di origine animale non
                        trasformati da stabilimenti situati nella zona di protezione
   L'autorità competente può autorizzare il trasporto di sottoprodotti di origine animale non
   trasformati ottenuti da animali di acquacoltura delle specie elencate da stabilimenti situati
   nella zona di protezione a un impianto per l'ulteriore trasformazione in conformità del
   regolamento (CE) n. 1069/2009.
                                                 Articolo 94
   Misure di riduzione dei rischi riguardanti determinate attività connesse agli animali acquatici
                                    all'interno della zona di protezione
   1.       Dopo avere eseguito una valutazione del rischio, l'autorità competente può attuare
            misure di riduzione dei rischi per quanto riguarda:
            a)     attività di pesca commerciale e ricreativa nella zona di protezione;
            b)     altre attività connesse agli animali acquatici nella zona di protezione che
                   potrebbero comportare un rischio di diffusione della malattia; e
            c)     il trasporto di imbarcazioni di servizio impiegate per attività di manutenzione e
                   il trattamento di animali acquatici nella zona di protezione.
   2.       Nell'ambito delle misure di cui al paragrafo 1, l'autorità competente può disporre, se
            pertinente, la pulizia e la disinfezione delle attrezzature usate nelle acque all'interno
            della zona di protezione.
IT                                                   67                                               IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 95
      Misure da applicare nelle aziende alimentari e di mangimi, nei centri di depurazione, nei
        centri di spedizione, nei posti di controllo frontalieri, negli stabilimenti che trattano
      sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro luogo pertinente situati nella zona di
                                 protezione, compresi i mezzi di trasporto
   1.       L'autorità competente applica le misure di cui agli articoli da 87 a 93 nelle aziende
            alimentari e di mangimi, nei centri di depurazione, nei centri di spedizione, nei posti
            di controllo frontalieri, negli stabilimenti che trattano sottoprodotti di origine animale
            o in qualsiasi altro luogo pertinente situati nella zona di protezione, compresi i mezzi
            di trasporto.
   2.       Negli stabilimenti e nei luoghi di cui al paragrafo 1, l'autorità competente può
            applicare misure supplementari adeguate alla situazione specifica al fine di prevenire
            la diffusione della malattia di categoria A dalla zona di protezione e al suo interno.
                                                 Articolo 96
   Allontanamento degli animali di acquacoltura dagli stabilimenti colpiti e successive misure di
                                             riduzione dei rischi
   1.       L'autorità competente fissa un termine entro il quale gli animali di acquacoltura di
            tutti gli stabilimenti infetti sono allontanati.
   2.       L'autorità competente può decidere, dopo avere eseguito una valutazione del rischio,
            che il paragrafo 1 si applichi anche agli stabilimenti situati all'interno della zona di
            protezione nei quali la presenza della malattia di categoria A non è stata confermata
            al fine di controllare e prevenire la possibile diffusione delle malattie.
   3.       Dopo l'allontanamento degli animali di acquacoltura di cui al paragrafo 1, la pulizia,
            la disinfezione e il fermo sono effettuati conformemente agli articoli 80 e 81.
   4.       L'autorità competente dispone il fermo simultaneo degli stabilimenti colpiti e degli
            stabilimenti selezionati in conformità del paragrafo 2.
   5.       Il fermo simultaneo di cui al paragrafo 4 dura per il periodo indicato nell'allegato
            XIII.
                                                 Articolo 97
   Durata delle misure di controllo delle malattie nella zona di protezione e ripopolamento degli
                              stabilimenti compresi nella zona di protezione
   1.       L'autorità competente mantiene nella zona di protezione le misure di controllo delle
            malattie di cui alla sezione 2 del presente capo fino a quando:
            a)     non siano attuate e completate le misure di cui all'articolo 96; e
            b)     l'autorità competente, sulla base dei risultati delle indagini condotte a norma
                   dell'articolo 88, non abbia escluso la presenza della pertinente malattia di
                   categoria A negli altri stabilimenti situati all'interno della zona di protezione.
   2.       Quando le condizioni stabilite al paragrafo 1 sono soddisfatte:
            a)     l'autorità competente applica le misure di cui alla sezione 3 del presente capo
                   nella zona di protezione per il periodo di cui all'articolo 101; e
            b)     gli stabilimenti di cui all'articolo 96, paragrafi 1 e 2, e precedentemente
                   compresi nella zona di protezione possono essere ripopolati.
IT                                                   68                                                IT
 ---pagebreak---                                                 SEZIONE 3
        MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE NELLA ZONA DI
                                           SORVEGLIANZA
                                                 Articolo 98
               Misure da applicare negli stabilimenti situati nella zona di sorveglianza
   1.       Nella zona di sorveglianza l'autorità competente dispone che le misure di cui
            all'articolo 87 siano applicate in tutti gli stabilimenti che detengono animali di
            acquacoltura delle specie elencate.
   2.       I veterinari ufficiali visitano gli stabilimenti di cui al paragrafo 1 e svolgono le
            attività di cui all'articolo 88, paragrafo 2, come opportuno.
   3.       Gli stabilimenti situati all'interno della zona di sorveglianza sono sottoposti a
            sorveglianza comprendente visite e campionamenti come descritto nell'allegato XV,
            punto 1.
   4.       La sorveglianza di cui al paragrafo 3 è effettuata dall'autorità competente.
                                                 Articolo 99
    Misure relative ai movimenti e al trasporto di animali di acquacoltura da o verso la zona di
                                        sorveglianza o al suo interno
   1.       L'autorità competente vieta i movimenti di animali di acquacoltura provenienti da
            stabilimenti situati all'interno della zona di sorveglianza a fini di macellazione,
            ulteriore allevamento o rilascio in natura al di fuori della zona di sorveglianza.
   2.       L'autorità competente si assicura che qualsiasi trasporto di animali di acquacoltura
            delle specie elencate verso la zona di sorveglianza o al suo interno sia effettuato alle
            condizioni di cui all'articolo 90, lettere da a) a e), e all'articolo 91.
   3.       L'autorità competente può disporre appropriate misure di biosicurezza supplementari
            da applicare alle operazioni di trasporto, compreso lo scarico nello stabilimento di
            destinazione designato, al fine di controllare e prevenire la possibile diffusione delle
            malattie.
   4.       In deroga al paragrafo 1 e d'intesa con l'autorità competente del luogo di
            destinazione, l'autorità competente può autorizzare i movimenti di animali di
            acquacoltura a condizione che vengano applicate appropriate misure di biosicurezza
            per prevenire la diffusione della malattia di categoria A.
                                                Articolo 100
      Misure da applicare nelle aziende alimentari e di mangimi, nei centri di depurazione, nei
        centri di spedizione, nei posti di controllo frontalieri, negli stabilimenti che trattano
      sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro luogo pertinente situati nella zona di
                                sorveglianza, compresi i mezzi di trasporto
   1.       L'autorità competente dispone senza indugio che le misure di cui agli articoli 98 e 99
            siano applicate nelle aziende alimentari e di mangimi, nei centri di depurazione, nei
            centri di spedizione, nei posti di controllo frontalieri, negli stabilimenti che trattano
            sottoprodotti di origine animale o in qualsiasi altro luogo pertinente situati nella zona
            di sorveglianza, compresi i mezzi di trasporto.
IT                                                   69                                               IT
 ---pagebreak---    2.       Nei luoghi di cui al paragrafo 1, l'autorità competente può applicare misure
            supplementari adeguate alla situazione specifica al fine di prevenire la diffusione
            della malattia di categoria A dalla zona di sorveglianza e al suo interno.
                                              Articolo 101
              Durata delle misure di controllo delle malattie nella zona di sorveglianza
   L'autorità competente revoca le misure di controllo delle malattie di cui alla presente sezione
   quando il periodo di sorveglianza di cui all'allegato XV, punto 2, per la pertinente malattia di
   categoria A è trascorso con esito favorevole.
                                             CAPO III
         MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE NEGLI
                        ANIMALI ACQUATICI SELVATICI
                                              Articolo 102
   Misure nell'eventualità di un caso sospetto di una malattia di categoria A in animali acquatici
                                     selvatici delle specie elencate
   Nell'eventualità di un caso sospetto di una malattia di categoria A in animali acquatici
   selvatici delle specie elencate conformemente all'articolo 9, paragrafi 1, 3 e 4, del
   regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
   programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie
   elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056], l'autorità competente:
   a)       conduce immediatamente un'indagine sugli animali acquatici selvatici delle specie
            elencate pescati, catturati, raccolti o trovati morti per confermare o escludere la
            presenza della malattia di categoria A conformemente all'articolo 71, paragrafo 2;
   b)       si assicura che tutti i sottoprodotti di origine animale ottenuti da animali acquatici
            selvatici delle specie elencate che si sospetta siano infetti, compresi gusci e
            conchiglie con carni di molluschi, siano trasformati o smaltiti come materiale di
            categoria 1 o materiale di categoria 2 conformemente al regolamento (CE) n.
            1069/2009;
   c)       si assicura che, ove possibile, i materiali o le sostanze che potrebbero essere
            contaminati da animali che si sospetta siano colpiti o da sottoprodotti di origine
            animale ottenuti da tali animali siano sottoposti a pulizia e disinfezione o siano
            smaltiti secondo le istruzioni e sotto la supervisione di veterinari ufficiali; e
   d)       fornisce informazioni pertinenti agli operatori o alle autorità responsabili della
            gestione della popolazione animale interessata.
                                              Articolo 103
    Misure in caso di presenza di un focolaio di una malattia di categoria A in animali acquatici
                                     selvatici delle specie elencate
   1.       Nell'eventualità di un caso ufficialmente confermato di una malattia di categoria A in
            animali acquatici selvatici delle specie elencate, l'autorità competente stabilisce una
            zona infetta sulla base:
            a)    delle pertinenti condizioni idrodinamiche, topografiche ed epidemiologiche;
IT                                                  70                                              IT
 ---pagebreak---       b)    del profilo della malattia e della popolazione stimata di animali acquatici delle
            specie elencate; e
      c)    dei fattori di rischio che contribuiscono alla diffusione della pertinente malattia
            di categoria A, in particolare quelli connessi al rischio di introdurre la malattia
            in stabilimenti che detengono animali acquatici delle specie elencate.
   2. L'autorità competente può modificare i confini della zona infetta iniziale:
      a)    al fine di controllare l'ulteriore diffusione della pertinente malattia di categoria
            A; e
      b)    in caso di conferma di ulteriori focolai della malattia di categoria A in animali
            selvatici.
   3. L'autorità competente informa immediatamente gli operatori, le altre autorità
      competenti interessate, i veterinari pertinenti e ogni altra persona fisica o giuridica
      interessata circa il focolaio della malattia e le misure di controllo adottate.
                                         Articolo 104
                            Misure da applicare nella zona infetta
   1. Nella zona infetta istituita in conformità dell'articolo 103, l'autorità competente:
      a)    attua misure di riduzione dei rischi e misure di biosicurezza rafforzate al fine di
            prevenire la diffusione della malattia di categoria A dagli animali colpiti e dalla
            zona infetta ad animali e zone non infetti;
      b)    vieta qualsiasi movimento ad opera di essere umani di animali acquatici
            selvatici delle specie elencate e di prodotti di origine animale ottenuti da detti
            animali dalla zona infetta;
      c)    in deroga all'articolo 10, lettera i), del regolamento (CE) n. 1069/2009, si
            assicura che tutti i sottoprodotti di origine animale ottenuti da animali acquatici
            selvatici delle specie elencate nella zona infetta, compresi gusci e conchiglie
            con carni di molluschi, siano trasformati o smaltiti come materiale di categoria
            1 o di categoria 2 conformemente a detto regolamento;
      d)    si assicura che, ove possibile, i materiali o le sostanze che potrebbero essere
            contaminati da animali acquatici selvatici delle specie elencate nella zona
            infetta o da sottoprodotti di origine animale ottenuti da tali animali siano
            sottoposti a pulizia e disinfezione o siano smaltiti secondo le istruzioni e sotto
            la supervisione di veterinari ufficiali; e
      e)    vieta di introdurre negli stabilimenti che detengono animali di acquacoltura
            delle specie elencate situati sia all'interno sia all'esterno della zona infetta o nei
            bacini idrografici o nelle aree costiere situati al di fuori della zona infetta
            qualsiasi parte di animali acquatici delle specie elencate indipendentemente dal
            fatto che siano stati pescati, catturati, raccolti o trovati morti nella zona infetta,
            nonché i prodotti, i materiali o le sostanze che potrebbero essere contaminati da
            una malattia di categoria A nella zona infetta.
   2. In deroga al paragrafo 1, lettera b), e al fine di preservare materiale genetico
      prezioso, l'autorità competente può autorizzare i movimenti di animali acquatici
      selvatici delle specie elencate dalla zona infetta a uno stabilimento da essa
      autorizzato a tal fine, a condizione che vengano applicate appropriate misure di
      biosicurezza per prevenire la diffusione della malattia di categoria A. Lo stabilimento
IT                                            71                                                   IT
 ---pagebreak---             di destinazione è considerato uno stabilimento situato nella zona infetta ai fini
            dell'articolo 108.
                                               Articolo 105
                         Misure supplementari da applicare nella zona infetta
   1.       Dopo avere eseguito una valutazione del rischio, l'autorità competente stabilisce le
            misure supplementari necessarie per controllare o eradicare la pertinente malattia di
            categoria A.
   2.       Nell'ambito del controllo o dell'eradicazione della pertinente malattia di categoria A,
            l'autorità competente può:
            a)     sospendere le attività di ripopolamento, pesca, raccolta e cattura;
            b)     disporre la pulizia e la disinfezione obbligatorie delle attrezzature e delle
                   imbarcazioni da pesca e delle altre attrezzature che potrebbero essere
                   contaminate; e
            c)     aumentare le attività di pesca, raccolta e cattura o attuare altre misure pertinenti
                   per eradicare la malattia.
   3.       Le misure di cui al paragrafo 1 sono attuate previa consultazione del gruppo
            operativo di esperti di cui all'articolo 107 e delle altre autorità e degli altri portatori di
            interessi e in cooperazione con essi.
                                               Articolo 106
                                         Estensione delle misure
   L'autorità competente può decidere che misure pertinenti di cui gli articoli da 102 a 105 si
   applichino anche agli animali acquatici di specie non elencate.
                                               Articolo 107
                                        Gruppo operativo di esperti
   1.       Nell'eventualità di un caso confermato di una malattia di categoria A in animali
            acquatici selvatici delle specie elencate, l'autorità competente istituisce un gruppo
            operativo di esperti di cui all'articolo 43, paragrafo 2, lettera d), punto iii), del
            regolamento (UE) 2016/429.
   2.       Il gruppo operativo di esperti assiste l'autorità competente:
            a)     nel valutare la situazione epidemiologica e la sua evoluzione;
            b)     nello stabilire la zona infetta; e
            c)     nello stabilire le misure appropriate da applicare nella zona infetta e la loro
                   durata.
                                               Articolo 108
              Misure da applicare negli stabilimenti situati all'interno della zona infetta
   4.       Negli stabilimenti che detengono animali di acquacoltura delle specie elencate situati
            nella zona infetta, l'autorità competente applica le misure di cui all'articolo 87.
   5.       Oltre alle misure di cui all'articolo 87, l'autorità competente vieta i movimenti di
            animali di acquacoltura detenuti in stabilimenti situati all'interno della zona infetta:
IT                                                    72                                                   IT
 ---pagebreak---              a)    in uscita dalla zona infetta; o
             b)    verso altri stabilimenti situati nella zona infetta.
   6.        Dopo avere eseguito una valutazione del rischio, l'autorità competente può limitare il
             divieto di cui al paragrafo 2 agli animali di acquacoltura delle specie elencate.
   7.        In deroga al paragrafo 2, dopo avere eseguito una valutazione del rischio e d'intesa
             con l'autorità competente del luogo di destinazione, l'autorità competente può
             autorizzare i movimenti di animali delle specie elencate in uscita dalla zona infetta o
             verso altri stabilimenti situati nella zona infetta.
                                                Articolo 109
                                  Durata delle misure nella zona infetta
   L'autorità competente mantiene le misure di cui al presente capo fino a quando le
   informazioni epidemiologiche non indicano che la popolazione selvatica pertinente non
   comporta più un rischio di diffusione della malattia e il gruppo operativo non raccomanda di
   revocare le misure.
                                               CAPO IV
         MISURE DI CONTROLLO DELLE MALATTIE PER LE
           MALATTIE DI CATEGORIA B E C DEGLI ANIMALI
                                            ACQUATICI
                                                Articolo 110
    Misure preliminari di controllo delle malattie da applicare in caso di sospetto della presenza
    di una malattia di categoria B o C da parte dell'autorità competente in Stati membri, zone o
                compartimenti cui è stato riconosciuto lo status di indenne da malattia
   L'autorità competente applica le misure di cui agli articoli 55, 56 e 57 del regolamento (UE)
   2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi di
   eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie elencate ed
   emergenti [documento C(2019) 4056] in caso di sospetto della presenza di una malattia di
   categoria B o C conformemente all'articolo 9, paragrafi 1, 3 o 4, del regolamento (UE)
   2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi di
   eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie elencate ed
   emergenti [documento C(2019) 4056], in Stati membri, zone o compartimenti cui è stato
   riconosciuto lo status di indenne da malattia a norma dell'articolo 36, paragrafo 4, e
   dell'articolo 37, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2016/429, o dell'articolo 83, dell'articolo
   84, paragrafo 1, lettere da h) a m), o dell'articolo 84, paragrafo 2, lettere da b) a g), del
   regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
   programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie
   elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056].
                                                Articolo 111
      Misure di controllo delle malattie da applicare in caso di conferma della presenza di una
                                        malattia di categoria B o C
   L'autorità competente applica le misure di cui agli articoli da 58 a 65 del regolamento (UE)
   2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi di
   eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie elencate ed
IT                                                    73                                             IT
 ---pagebreak---    emergenti [documento C(2019) 4056] in caso di conferma della presenza di una malattia di
   categoria B o C conformemente all'articolo 9, paragrafo 2, 3 o 4, del regolamento (UE)
   2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi di
   eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie elencate ed
   emergenti [documento C(2019) 4056], in Stati membri, zone o compartimenti cui è stato
   riconosciuto lo status di indenne da malattia a norma dell'articolo 36, paragrafo 4, e
   dell'articolo 37, paragrafo 4, del regolamento (UE) 2016/429, o dell'articolo 83, dell'articolo
   84, paragrafo 1, lettere da h) a m), o dell'articolo 84, paragrafo 2, lettere da b) a g), del
   regolamento (UE) 2019/XXX per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai
   programmi di eradicazione e allo status di indenne da malattia per determinate malattie
   elencate ed emergenti [documento C(2019) 4056].
IT                                               74                                                IT
 ---pagebreak---                                                   PARTE IV
                                    DISPOSIZIONI FINALI
                                                      Articolo 112
                                                      Abrogazioni
   Le direttive 92/66/CEE, 2001/89/CE, 2003/85/CE e 2005/9415, nonché gli atti adottati sulla
   base di queste, cessano di applicarsi a decorrere dal 21 aprile 2021.
                                                      Articolo 113
                                         Entrata in vigore e applicazione
   Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione
   nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
   Esso si applica a decorrere dal 21 aprile 2021.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles, il 17.12.2019
                                                          Per la Commissione
                                                          La presidente
                                                          Ursula von der LEYEN
   15
           Direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro
           l'influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE (GU L 10 del 14.1.2006, pag. 16).
IT                                                          75                                                     IT
 ---documentbreak---                             COMMISSIONE
                            EUROPEA
                                                    Bruxelles, 17.12.2019
                                                    C(2019) 4057 final
                                                    ANNEXES 1 to 15
                                         ALLEGATI
                                              del
            REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
    che integra il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio per
   quanto riguarda le norme relative alla prevenzione e al controllo di determinate malattie
                                           elencate
IT                                                                                           IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO I
    ESAMI CLINICI, PROCEDURE DI CAMPIONAMENTO, METODI DIAGNOSTICI
       DELLE MALATTIE DI CATEGORIA A E TRASPORTO DEI CAMPIONI
                           (di cui all'articolo 3 del presente regolamento)
   A.    Procedure di campionamento
   A.1   CAMPIONAMENTO DEGLI ANIMALI PER GLI ESAMI CLINICI
   1.    Gli esami clinici devono riguardare, se possibile:
         a)     gli animali che presentano segni clinici di malattie di categoria A;
         b)     gli animali che potrebbero essere recentemente morti della malattia
                sospettata/confermata;
         c)     gli animali con una connessione epidemiologica a un caso sospetto o
                confermato; e
         d)     gli animali per i quali i risultati di precedenti esami di laboratorio sono stati
                positivi o non conclusivi.
   2.    Gli animali da esaminare devono essere selezionati in maniera casuale, in numero
         sufficiente da consentire l'individuazione della malattia, se presente, in caso non vi
         siano segni evidenti di malattia o lesioni post mortem che suggeriscano la presenza di
         malattie di categoria A.
   3.    Gli animali da esaminare e il metodo di campionamento devono essere scelti
         conformemente alle istruzioni dell'autorità competente e al pertinente piano di
         emergenza di cui all'articolo 43 del regolamento (UE) 2016/429. Gli animali da
         esaminare e il metodo di campionamento devono tenere conto del profilo della
         malattia e:
         a)     della finalità del campionamento;
         b)     delle specie elencate detenute nello stabilimento;
         c)     del numero di animali delle specie elencate detenuti nello stabilimento;
         d)     della categoria degli animali detenuti;
         e)     della documentazione disponibile relativa alla produzione, alla salute e alla
                tracciabilità degli animali detenuti pertinente per l'indagine;
         f)     del tipo di stabilimento e delle pratiche di allevamento;
         g)     del livello del rischio di esposizione:
                i)     probabile esposizione all'agente patogeno o al vettore;
                ii)    assenza dell'immunizzazione degli animali indotta dalla vaccinazione o
                       dall'immunità materna; e
                iii)   storia della permanenza nello stabilimento;
         h)     di altri pertinenti fattori epidemiologici.
   4.    Il numero minimo degli animali da esaminare deve essere conforme alle istruzioni
         dell'autorità competente e al pertinente piano di emergenza di cui all'articolo 43 del
         regolamento (UE) 2016/429. Il numero minimo degli animali da esaminare deve
         tenere conto del profilo della malattia e, in particolare:
IT                                                  1                                             IT
 ---pagebreak---             a)     della prevalenza prevista nello stabilimento;
            b)     del livello di confidenza desiderato dei risultati dell'indagine, che ad ogni modo
                   non deve essere inferiore al 95 %; e
            c)     delle norme internazionali e dei dati scientifici disponibili.
   A.2      CAMPIONAMENTO DEGLI ANIMALI PER GLI ESAMI DI LABORATORIO
   1.       Il campionamento per gli esami di laboratorio deve tenere conto del risultato degli
            esami clinici di cui alla sezione A.1 e, se possibile, comprendere gli animali di cui
            alla sezione A.1, punto 1.
   2.       Se non vi sono segni evidenti di malattia o lesioni post mortem che suggeriscano la
            presenza di malattie di categoria A, i campioni devono essere prelevati in maniera
            casuale in ciascuna unità epidemiologica dello stabilimento e consentire
            l'individuazione della malattia, se presente.
   3.       Gli animali da sottoporre a campionamento, la natura dei campioni da prelevare e il
            metodo di campionamento devono essere conformi alle istruzioni dell'autorità
            competente e al pertinente piano di emergenza di cui all'articolo 43 del regolamento
            (UE) 2016/429. Gli animali da sottoporre a campionamento, la natura dei campioni
            da prelevare e il metodo di campionamento devono tenere conto del profilo della
            malattia e dei criteri di cui alla sezione A.1, punto 3.
   4.       Il numero minimo degli animali da sottoporre a campionamento deve essere
            conforme alle istruzioni dell'autorità competente e al pertinente piano di emergenza
            di cui all'articolo 43 del regolamento (UE) 2016/429. Il numero minimo degli animali
            da sottoporre a campionamento deve tenere conto dei criteri di cui alla sezione A.1,
            punto 4, e dell'efficienza delle prove utilizzate.
   5.       Nel caso degli animali selvatici, i campioni devono essere prelevati da animali
            abbattuti con arma da fuoco, trovati morti o appositamente catturati o devono essere
            ottenuti con metodi non invasivi quali i blocchi di sale pastorizio e le corde da
            masticare o le esche. Il numero minimo e la natura dei campioni devono tenere conto
            delle dimensioni stimate della popolazione selvatica e dei pertinenti criteri di cui alla
            sezione A.1, punti 3 e 4.
   A.3      CAMPIONAMENTO DEGLI STABILIMENTI DA VISITARE
   1.       La scelta degli stabilimenti da sottoporre a campionamento e il metodo di
            campionamento devono essere conformi alle istruzioni dell'autorità competente e al
            pertinente piano di emergenza di cui all'articolo 43 del regolamento (UE) 2016/429.
            La scelta degli stabilimenti da sottoporre a campionamento e il metodo di
            campionamento devono tenere conto del profilo della malattia e dei criteri di cui alla
            sezione A.1, punto 3.
   2.       Il numero minimo degli stabilimenti da visitare deve essere conforme alle istruzioni
            dell'autorità competente e al pertinente piano di emergenza di cui all'articolo 43 del
            regolamento (UE) 2016/429.
   B.       Metodi diagnostici
   Le tecniche, i materiali di riferimento, la loro normazione e l'interpretazione dei risultati delle
   prove effettuate utilizzando i metodi diagnostici pertinenti per le malattie di categoria A
   devono essere conformi all'articolo 6 e all'allegato VI, parte III, del Regolamento (UE) xx/xxx
   per quanto riguarda le norme relative alla sorveglianza, ai programmi di eradicazione e allo
IT                                                   2                                                 IT
 ---pagebreak---    status di indenne da malattia per determinate malattie elencate ed emergenti [documento
   C(2019)4056].
   La metodologia diagnostica deve mirare a massimizzare la sensibilità della sorveglianza. In
   determinate circostanze tale sorveglianza può comprendere l'uso di esami di laboratorio al
   fine di valutare la precedente esposizione alla malattia.
   C.       Trasporto dei campioni
   1.       Tutti i campioni prelevati per confermare o escludere la presenza di una malattia di
            categoria A devono essere adeguatamente etichettati e identificati e inviati a un
            laboratorio ufficiale che è stato informato del loro arrivo. I campioni devono essere
            accompagnati dai moduli appropriati, conformemente alle prescrizioni fissate
            dall'autorità competente e dal laboratorio destinatario dei campioni. Tali moduli
            devono includere almeno:
            a)     lo stabilimento di origine degli animali sottoposti a campionamento;
            b)     le informazioni relative alla specie, all'età e alla categoria degli animali
                   sottoposti a campionamento;
            c)     la storia clinica degli animali, se disponibile e pertinente;
            d)     i segni clinici e le rilevazioni post mortem; e
            e)     ogni altra informazione pertinente.
   2.       Tutti i campioni devono:
            a)     essere conservati in contenitori e imballaggi stagni             e infrangibili,
                   conformemente alle norme internazionali applicabili;
            b)     essere mantenuti alla temperatura e alle altre condizioni più adeguate durante il
                   trasporto, tenendo conto dei fattori che possono incidere sulla qualità del
                   campione.
   3.       Sull'esterno dell'imballaggio deve essere apposta un'etichetta su cui è indicato
            l'indirizzo del laboratorio destinatario e deve essere chiaramente visibile la seguente
            dicitura:
            "Materiale patologico di origine animale. Deperibile. Fragile. Non aprire fuori dal
            laboratorio di destinazione."
   4.       La persona responsabile nel laboratorio ufficiale destinatario dei campioni deve
            essere informata a tempo debito del loro arrivo.
IT                                                    3                                              IT
 ---pagebreak---                                  ALLEGATO II
                      PERIODO DI MONITORAGGIO
   (di cui agli articoli 8, 17, 27, 32, 48, 57 e 59 del presente regolamento)
         Malattie di categoria A               Periodo di monitoraggio
    Afta epizootica (Foot and mouth
                                                        21 giorni
    disease, FMD)
    Infezione da virus della peste
                                                        21 giorni
    bovina (Rinderpest, RP)
    Infezione da virus della febbre
                                                        30 giorni
    della Rift Valley (RVF)
    Infezione da virus della
    dermatite nodulare contagiosa                       28 giorni
    (LSD)
    Infezione da Mycoplasma
    mycoides sottospecie mycoides
                                                        45 giorni
    SC (pleuropolmonite contagiosa
    dei bovini) (CBPP)
    Vaiolo degli ovini e dei caprini
                                                        21 giorni
    (Sheep pox and goat pox, SPGP)
    Infezione da virus della peste dei
                                                        21 giorni
    piccoli ruminanti (PPR)
    Pleuropolmonite contagiosa
                                                        45 giorni
    caprina (CCPP)
    Peste equina (PE)                                   14 giorni
    Morva (infezione da
                                                         6 mesi
    Burkholderia mallei)
    Peste suina classica (PSC)                          15 giorni
    Peste suina africana (PSA)                          15 giorni
    Influenza aviaria ad alta
                                                        21 giorni
    patogenicità (HPAI)
    Infezione da virus della malattia
                                                        21 giorni
    di Newcastle (NCD)
IT                                       4                                    IT
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO III
      CONDIZIONI PER DETERMINATE DEROGHE ALL'ARTICOLO 12,
                              PARAGRAFO 1, LETTERA a),
                                      PER GLI EQUINI
                              (di cui all'articolo 13, paragrafo 4)
   1. In caso di focolaio di peste equina l'autorità competente può concedere una deroga
      all'articolo 12, paragrafo 1, lettera a), per gli animali colpiti e gli animali non infetti,
      a condizione che:
      a)     gli animali colpiti oggetto della deroga siano isolati in locali protetti dai vettori
             che evitano la trasmissione dell'agente patogeno dagli animali ai vettori
             pertinenti fino a quando non siano trascorsi 40 giorni, che corrispondono al
             periodo di infettività stabilito nel pertinente capitolo del Codice sanitario per
             gli animali terrestri dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE),
             dall'ingresso degli animali nei locali protetti dai vettori; e
      b)     la sorveglianza, compresi se necessario gli esami di laboratorio, effettuata
             dall'autorità competente indichi che nessuno degli animali presenti nei locali
             protetti dai vettori comporta rischi di trasmissione del virus.
   2. In caso di focolaio di morva (infezione da Burkholderia mallei) l'autorità competente
      può concedere una deroga all'articolo 12, paragrafo 1, lettera a), per gli animali non
      colpiti, a condizione che gli animali oggetto della deroga siano tenuti in quarantena
      fino a quando:
      a)     gli animali colpiti non siano stati abbattuti e distrutti;
      b)     dopo l'abbattimento, non siano state completate la pulizia e la disinfezione
             dello stabilimento conformemente all'articolo 15; e
      c)     gli animali restanti non siano stati sottoposti a una prova di fissazione del
             complemento con esito negativo, con diluizione del siero 1:5, effettuata su
             campioni prelevati almeno 6 mesi dopo la pulizia e la disinfezione di cui alla
             lettera b).
IT                                               5                                                 IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO IV
       PROCEDURE PER LA PULIZIA, LA DISINFEZIONE E, SE NECESSARIO, IL
                             CONTROLLO DI INSETTI E RODITORI
                 (di cui agli articoli 12, 15, 16, 39, 45 e 57 del presente regolamento)
   A.       Prescrizioni generali
   1.       La scelta dei biocidi e delle procedure per le operazioni di pulizia e disinfezione deve
            tenere conto:
            a)     dell'agente che ha causato l'infezione;
            b)     della natura degli stabilimenti, dei veicoli, degli oggetti e dei materiali che
                   devono essere trattati; e
            c)     della legislazione applicabile.
   2.       Le condizioni in cui vengono utilizzati i biocidi devono garantire che non ne sia
            compromessa l'efficacia. In particolare devono essere rispettati i parametri tecnici
            indicati dal fabbricante, quali la pressione, la temperatura, il tempo di contatto o le
            modalità di stoccaggio. L'attività del disinfettante non deve essere compromessa
            dall'interazione con altre sostanze.
   3.       Occorre evitare la ricontaminazione delle parti precedentemente pulite, in particolare
            se il lavaggio avviene con liquidi applicati in pressione.
   4.       L'acqua utilizzata per le operazioni di pulizia deve essere raccolta e smaltita in modo
            tale da evitare qualsiasi rischio di diffusione di agenti patogeni di malattie di
            categoria A.
   5.       I biocidi devono essere utilizzati in modo tale da ridurre al minimo qualsiasi
            possibile effetto negativo sull'ambiente e sulla sanità pubblica derivante dal loro
            utilizzo.
   B.       Pulizia e disinfezione preliminari
   Per la pulizia e la disinfezione preliminari a norma dell'articolo 15, al fine di evitare la
   diffusione della malattia di categoria A:
   a)       i corpi interi o le parti degli animali detenuti morti delle specie elencate devono
            essere irrorati con disinfettante e rimossi dallo stabilimento in veicoli o contenitori
            chiusi e a tenuta stagna per essere trasformati e smaltiti;
   a)       eventuali tessuti o sangue che possono essere fuoriusciti durante l'abbattimento, la
            macellazione o l'esame post mortem devono essere accuratamente raccolti e smaltiti;
   b)       non appena i corpi interi o le parti degli animali detenuti morti delle specie elencate
            sono stati rimossi per essere trasformati o smaltiti, le parti dello stabilimento in cui
            tali animali erano detenuti e eventuali parti di altri edifici, superfici o attrezzature
            contaminate durante l'abbattimento o l'esame post mortem devono essere irrorate con
            disinfettante;
   c)       il letame, compresi le lettiere e il materiale da lettiera utilizzato, deve essere
            completamente impregnato di disinfettante;
   d)       il disinfettante utilizzato deve rimanere sulla superficie trattata per almeno 24 ore;
IT                                                    6                                              IT
 ---pagebreak---    e)       le attrezzature, i contenitori, gli utensili per il consumo, le superfici o qualsiasi
            materiale che potrebbe essere contaminato dopo il lavaggio e la disinfezione devono
            essere distrutti.
   C.       Pulizia e disinfezione finali
   Per la pulizia e la disinfezione finali ai fini dell'articolo 57:
   1.       il letame, compresi le lettiere e il materiale da lettiera utilizzato, deve essere rimosso
            e trattato come segue:
            a)     il letame allo stato solido, comprese le lettiere e il materiale da lettiera
                   utilizzato devono:
                   i)     essere sottoposto a un trattamento a vapore ad una temperatura minima di
                          70 °C; o
                   ii)    essere distrutto mediante incenerimento; o
                   iii)   essere interrato ad una profondità tale da impedire agli animali di avervi
                          accesso; o
                   iv)    essere ammucchiato per produrre calore, irrorato con disinfettante e
                          lasciato in tali condizioni per almeno 42 giorni, durante i quali la catasta
                          deve essere coperta o ammucchiata nuovamente per garantire il
                          trattamento termico di tutti gli strati;
            b)     il letame allo stato liquido deve essere immagazzinato per almeno 42 giorni, o
                   60 giorni in caso di influenza aviaria ad alta patogenicità, dopo l'ultima
                   aggiunta di materiale infettante.
   2.       Gli edifici, le superfici e le attrezzature devono essere accuratamente lavati e puliti
            rimuovendo il grasso e lo sporco residui, e irrorati con disinfettanti.
   3.       Dopo 7 giorni gli stabilimenti devono essere nuovamente puliti e disinfettati.
IT                                                     7                                               IT
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO V
        RAGGIO MINIMO DELLE ZONE DI PROTEZIONE E DI SORVEGLIANZA
                              (di cui all'articolo 21 del presente regolamento)
   Indicato come raggio di un cerchio con centro lo stabilimento
      Malattie di categoria A                 Zona di protezione            Zona di sorveglianza
   Afta epizootica                                    3 km                         10 km
   Infezione da virus della peste
                                                      3 km                         10 km
   bovina
   Infezione da virus della febbre
                                                     20 km                         50 km
   della Rift Valley
   Infezione da virus della
                                                     20 km                         50 km
   dermatite nodulare contagiosa
   Infezione da Mycoplasma
   mycoides sottospecie mycoides
                                                  Stabilimento                      3 km
   SC (pleuropolmonite contagiosa
   dei bovini)
   Vaiolo degli ovini e dei caprini                   3 km                         10 km
   Infezione da virus della peste
                                                      3 km                         10 km
   dei piccoli ruminanti
   Pleuropolmonite contagiosa
                                                  Stabilimento                      3 km
   caprina
   Peste equina                                     100 km                        150 km
   Morva (infezione da
                                                  Stabilimento                  Stabilimento
   Burkholderia mallei)
   Peste suina classica                               3 km                         10 km
   Peste suina africana                               3 km                         10 km
   Influenza aviaria ad alta
                                                      3 km                         10 km
   patogenicità
   Infezione da virus della malattia
                                                      3 km                         10 km
   di Newcastle
IT                                                      8                                        IT
 ---pagebreak---                                                                                           ALLEGATO VI
                                                               DIVIETI NELLA ZONA SOGGETTA A RESTRIZIONI
                                                                           (di cui all'articolo 27 del presente regolamento)
     Tabella: divieti di attività riguardanti gli animali delle specie elencate e i prodotti ottenuti da tali animali
                                                                                                                                                                             MORVA
               DIVIETI DI ATTIVITÀ RIGUARDANTI ANIMALI E PRODOTTI
                                                                                                         FMD1   RP   RVF   LSD   CBPP   SPGP   PPR   CCPP   PSC   PSA   PE           HPAI   NCD
     Movimenti di animali detenuti delle specie elencate da stabilimenti situati nella zona               X     X    X     X     X      X      X     X      X     X     X    NA      X      X
     soggetta a restrizioni
     Movimenti di animali detenuti delle specie elencate verso stabilimenti situati nella                 X     X    X     X     X      X      X     X      X     X     X    NA      X      X
     zona soggetta a restrizioni
     Ripopolamento di selvaggina delle specie elencate                                                    X     X    X     X     X      X      X     X      X     X     X    NA      X      X
     Fiere, mercati, esposizioni e altre manifestazioni in cui si assembrino animali detenuti             X     X    X     X     X      X      X     X      X     X     X    NA      X      X
     delle specie elencate, compresi il raduno e la dispersione di tali specie
     Movimenti di sperma, ovociti ed embrioni ottenuti da animali detenuti delle specie                   X     X    X     X*    X      X      X     X      X     X     X    NA      NA     NA
     elencate da stabilimenti situati nella zona soggetta a restrizioni
     Raccolta di sperma, ovociti ed embrioni di animali detenuti delle specie elencate                    X     X    X     X     X      X      X     X      X     X     NV   NA      NA     NA
     Inseminazione artificiale itinerante di animali detenuti delle specie elencate                       X     X    X     X     X      X      X     X      X     X     X    NA      NA     NA
     1
             Abbreviazioni delle malattie conformemente all'allegato II.
     NA = non applicabile.
     X = divieto.
     NV = non vietato/a.
     * Esclusivamente ovociti e embrioni.
IT                                                                                                9                                                                                               IT
 ---pagebreak---                                                                                                                                                                     MORVA
               DIVIETI DI ATTIVITÀ RIGUARDANTI ANIMALI E PRODOTTI (cont.)
                                                                                                FMD2   RP   RVF   LSD   CBPP   SPGP   PPR   CCPP   PSC   PSA   PE           HPAI   NCD
     Monta naturale itinerante di animali detenuti delle specie elencate                        X      X    X     X     X      X      X     X      X     X     X    NA      NA     NA
     Movimenti di uova da cova da stabilimenti situati nella zona soggetta a restrizioni        NA     NA   NA    NA    NA     NA     NA    NA     NA    NA    NA   NA      X      X
     Movimenti di carni fresche, escluse le frattaglie, di animali detenuti e selvatici delle
     specie elencate da macelli o stabilimenti per la lavorazione della selvaggina situati      X      X    X     NV    NV     X      X     NV     X     X     NV   NA      X      X
     nella zona soggetta a restrizioni
     Movimenti di frattaglie di animali detenuti e selvatici delle specie elencate da macelli
     o stabilimenti per la lavorazione della selvaggina situati nella zona soggetta a           X      X    X     X     X      X      X     X      X     X     NV   NA      X      X
     restrizioni
     Movimenti di prodotti a base di carne ottenuti da carni fresche di specie elencate da      X      X    X     NV    NV     NV     X     NV     X     X     NV   NA      X      X
     stabilimenti situati nella zona soggetta a restrizioni
     Movimento di latte crudo e colostro ottenuti da animali detenuti delle specie elencate     X      X    X     X     NV     X      X     NV     NA    NA    NV   NA      NA     NA
     da stabilimenti situati nella zona soggetta a restrizioni
     Movimento di prodotti lattiero-caseari e prodotti ottenuti dal colostro da stabilimenti    X      X    X     X     NV     X      X     NV     NA    NA    NV   NA      NA     NA
     situati nella zona soggetta a restrizioni
     Movimento di uova per il consumo umano da stabilimenti situati nella zona soggetta a       NA     NA   NA    NA    NA     NA     NA    NA     NA    NA    NA   NA      X      X
     restrizioni
     Movimento di letame, compresi le lettiere e il materiale da lettiera utilizzato, di
     animali detenuti delle specie elencate da stabilimenti situati nella zona soggetta a       X      X    X     X     NV     X      X     NV     X     X     NV   NA      X      X
     restrizioni
     Movimento di pelli, lana, setole e piume di animali detenuti delle specie elencate da      X      X    X     X     NV     X      X     NV     X     X     NV   NA      X      X
     stabilimenti situati nella zona soggetta a restrizioni
     2
             Abbreviazioni delle malattie conformemente all'allegato II.
IT                                                                                     10                                                                                                IT
 ---pagebreak---    Movimento di materie prime per mangimi di origine vegetale e paglia ottenute nella X X NV NV NV NV NV NV NV NV NV NA NV NV
   zona di protezione*
IT                                                                              11                                            IT
 ---pagebreak---                                                                                                          ALLEGATO VII
     TRATTAMENTI DI RIDUZIONE DEI RISCHI PER I PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE PROVENIENTI DALLA ZONA SOGGETTA
                                                   A RESTRIZIONI
                                                                           (di cui agli articoli 27, 33 e 49 del presente regolamento)
                                                                                                                                       FMD3                            CBPP   SPGP            CCPP                           HPAI
                                                      Trattamento
                                                                                                                                                RP     RVF     LSD                    PPR            PSC     PSA     PE             NCD
     CARNI
                                                                                                                                  4
     Trattamento termico in contenitore sigillato ermeticamente, fino a raggiungere un valore F 0
     minimo pari a 3                                                                                                                    x                                             X              X       X              X       X
     Trattamento termico fino a raggiungere una temperatura al centro della massa di 80 °C                                              X                                             X              X       X              X       X
     Trattamento termico fino a raggiungere una temperatura al centro della massa di 70 °C                                              X                                             X              X                      X       X
     Trattamento termico (su carni precedentemente disossate e sgrassate) fino a raggiungere una
     temperatura al centro della massa di 70 °C per almeno 30 minuti
                                                                                                                                        X                                             X              X
     In un contenitore sigillato ermeticamente, applicazione di 60 °C per almeno 4 ore                                                  X                                             X              X       X
                                                                                                 5
     Temperatura al centro della massa di 73,9 °C per almeno 0,51 secondi                                                               X                                                                                   X       X
                                                                                             5
     Temperatura al centro della massa di 70,0 °C per almeno 3,5 secondi                                                                                                                                                    X       X
                                                                                          5
     Temperatura al centro della massa di 65,0 °C per almeno 42 secondi                                                                                                                                                     X       X
                                                                                         5
     Temperatura al centro della massa di 60 °C per almeno 507 secondi                                                                                                                                                      X       X
     Trattamento termico fino a ottenere l'essiccamento con valori massimi di Aw pari a 0,93 e di pH
     pari a 6
     Trattamento termico fino a ottenere una temperatura al centro della massa di 65 °C per un periodo
                                                                                                                                                                                      X
     di tempo che consenta di raggiungere un valore minimo di pastorizzazione pari a 40
     3
             Abbreviazioni delle malattie conformemente all'allegato II.
     4
             F0 è l'effetto letale calcolato sulle spore batteriche. Un valore di F0 pari a 3 significa che il punto più freddo del prodotto è stato sufficientemente riscaldato per ottenere lo stesso effetto letale di una temperatura di 121
             °C (250 °F) in tre minuti con riscaldamento e raffreddamento istantanei.
     5
             Solo per carni di pollame.
IT                                                                                                                    12                                                                                                                           IT
 ---pagebreak---                                                                                                                      FMD6                    CBPP   SPGP         CCPP                    HPAI
                                                      Trattamento                                                                RVF   LSD                 PPR          PSC   PSA               NCD
                                                                                                                            RP                                                      PE
     CARNI (cont.)
     Fermentazione naturale e maturazione delle carni non disossate: almeno 9 mesi, fino a raggiungere valori
                                                                                                                     X                                                  X
     massimi di Aw pari a 0,93 e di pH pari a 6
     Fermentazione naturale e maturazione delle carni disossate: almeno 9 mesi, fino a raggiungere valori massimi
                                                                                                                     X                                                  X     X
     di Aw pari a 0,93 e di pH pari a 6
     Fermentazione naturale delle lombate: almeno 140 giorni, fino a raggiungere valori massimi di Aw pari a 0,93
                      7                                                                                                                                                 X     X
     e di pH pari a 6
     Fermentazione naturale dei prosciutti: almeno 190 giorni, fino a raggiungere valori massimi di Aw pari a 0,93
                                                                                                                                                                        X     X
     e di pH pari a 6 7
     Essiccazione dopo la salatura di prosciutti non disossati all'italiana: almeno 313 giorni 7                                                                        X
     Essiccazione dopo la salatura di prosciutti non disossati e lombo alla spagnola 7:
           prosciutto iberico: almeno 252 giorni
           spalla iberica: almeno 140 giorni                                                                        X                                                  X     X
           lombo iberico: almeno 126 giorni
           prosciutto Serrano: almeno 140 giorni
     Maturazione delle carcasse a una temperatura minima di 2 °C per almeno 24 ore dopo la macellazione                          X
     Rimozione delle frattaglie                                                                                                        X     X                   X
     BUDELLI
     Salatura con cloruro di sodio (NaCl), secco o sotto forma di salamoia satura (Aw < 0,80), per un periodo
                                                                                                                     X                                     X            X     X
     continuativo di almeno 30 giorni a una temperatura ambiente di 20 °C o superiore
     Salatura con fosfato addizionato a sale contenente 86,5 % NaCl, 10,7 % Na2HPO4 e 2,8 % Na3PO4, secco o                            M
     sotto forma di salamoia satura (Aw < 0,80), per un periodo continuativo di almeno 30 giorni a una               X                 S8                  X            X     X
     temperatura ambiente di 20 °C o superiore
     Salatura con cloruro di sodio (NaCl) per almeno 30 giorni9
     6
               Abbreviazioni delle malattie conformemente all'allegato II.
     7
               Esclusivamente per i suini.
     8
               Merce sicura.
     9
               Ad esclusione dei budelli bovini, ovini, caprini e suini.
IT                                                                                                     13                                                                                             IT
 ---pagebreak---                                                      Trattamento
                                                                                                            FMD10   RP   RVF   LSD   CBPP   SPGP   PPR   CCPP   PSC   PSA   PE   HPAI   NCD
     BUDELLI (cont.)
     Decolorazione11
     Essiccatura11
     LATTE
     Trattamento termico (processo di sterilizzazione) fino a raggiungere un valore F0 minimo pari a 3      X
     Trattamento termico UHT (temperatura ultra alta): almeno 132 °C per almeno 1 secondo
                                                                                                            X                                      X
     Trattamento termico UHT (temperatura ultra alta): almeno 135 °C per un periodo di durata
     appropriata
                                                                                                            X
     Se il pH del latte è inferiore a 7, trattamento termico HTST (pastorizzazione rapida ad elevata                                 M
     temperatura) ad almeno 72 °C per almeno 15 secondi
                                                                                                            X                                      X     M
                                                                                                                                     S
                                                                                                                                     12                  S12
     Se il pH del latte è pari o superiore a 7, trattamento termico HTST (pastorizzazione rapida ad
     elevata temperatura) ad almeno 72 °C per almeno 15 secondi, applicato due volte
                                                                                                            X                                      X
     Trattamento termico HTST (pastorizzazione rapida ad elevata temperatura) combinato a un
     trattamento fisico fino a ottenere un valore di pH inferiore a 6 per almeno un'ora o fino a ottenere   X
     almeno 72 °C, in combinazione con l'essiccamento
     Pastorizzazione consistente in un unico trattamento termico con un effetto almeno equivalente a
     quello ottenuto applicando 72 °C per 15 secondi
                                                                                                            X            X     X
     10
              Abbreviazioni delle malattie conformemente all'allegato II.
     11
              Ad esclusione dei budelli bovini, ovini, caprini e suini.
     12
              Merce sicura.
IT                                                                                            14                                                                                              IT
 ---pagebreak---                                           Trattamento        HPAI   NCD
     UOVA
     Trattamento termico
        Uovo intero:
            o 60,0 °C - 188 sec.
            o cottura completa
        Miscele di uova intere:
            o 60 °C - 188 sec.
            o cottura completa
            o 61,1 °C - 94 sec.
        Albume liquido:
            o 55,6 °C - 870 sec.                             X
            o 56,7 °C - 232 sec.
        Tuorlo d'uovo semplice o puro:
            o 60 °C - 288 sec.
        Tuorlo salato al 10 %:
            o 62,2 °C - 138 sec.
        Albume essiccato:
            o 67 °C - 20 ore
            o 54,4 °C - 50,4 ore
            o 51,7 °C - 73,2 ore
IT                                                      15                IT
 ---pagebreak---    Trattamento termico
    Uovo intero:
          o 55 °C - 2 521 sec.
          o 57 °C - 1 596 sec.
          o 59 °C - 674 sec.
          o cottura completa
    Albume liquido:
                                  X
          o 55 °C - 2 278 sec.
          o 57 °C - 986 sec.
          o 59 °C - 301 sec.
    Tuorlo salato al 10 %:
          o 55 °C - 176 sec.
    Albume essiccato:
          o 57 °C - 54,0 ore
IT                             16   IT
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO VIII
      TRATTAMENTI DI RIDUZIONE DEI RISCHI PER I PRODOTTI DI ORIGINE NON
             ANIMALE PROVENIENTI DALLA ZONA DI PROTEZIONE
                            (di cui agli articoli 36 e 52 del presente regolamento)
                                             Trattamento
                                                                                          FMD13   RP
     Trattamento termico a una temperatura minima di 80 °C per almeno 10 minuti, vapore
                                                                                        X         X
     in un locale chiuso
     Stoccaggio sotto forma di pacchi o balle in fabbricati coperti situati ad almeno 2 km
     dal focolaio più vicino, da cui non è consentita l'uscita prima che siano trascorsi
                                                                                           X      X
     almeno tre mesi dal completamento della pulizia e della disinfezione conformemente
     all'articolo 15
      13
             Abbreviazioni delle malattie conformemente all'allegato II.
IT                                                         17                                          IT
 ---pagebreak---                                          ALLEGATO IX
      MARCATURA DELLE CARNI FRESCHE PROVENIENTI DALLA ZONA DI
                                          PROTEZIONE
                     (di cui agli articoli 33 e 49 del presente regolamento)
   1.   Il marchio da applicare sulle carni fresche di pollame provenienti dalla zona di
        protezione e non destinate ad un altro Stato membro a norma dell'articolo 33,
        paragrafo 1, lettera b), deve presentare le seguenti caratteristiche:
        a)     forma e contenuto:
               dove "XY" rappresenta il pertinente codice del paese di cui all'allegato II,
               sezione I, parte B, punto 6, del regolamento (CE) n. 853/2004, e "1234"
               rappresenta il numero di riconoscimento dello stabilimento di cui all'allegato II,
               sezione I, parte B, punto 7, del regolamento (CE) n. 853/2004;
        b)     dimensioni:
               –     larghezza di "XY" = 8 mm,
               –     larghezza di "1234" = 11 mm,
               –     diametro esterno del quadrato non inferiore a 30 mm,
               –     spessore della linea del quadrato = 3 mm.
   2.   Il marchio da applicare sulle carni fresche destinate ad essere trattate in un impianto
        di trasformazione a norma dell'articolo 33, paragrafo 2, lettera a), consiste:
        a)     nel marchio di identificazione di cui al regolamento (CE) n. 853/2004, con
               l'aggiunta di una croce diagonale formata da due linee rette che si intersecano
               al centro del timbro, disposta in modo tale che le informazioni in esso
               contenute restino leggibili, o
        b)     in un unico timbro ovale, largo 6,5 cm e alto 4,5 cm, in cui devono comparire
               le seguenti informazioni in caratteri perfettamente leggibili:
               –     nella parte superiore, il nome per esteso o il codice ISO dello Stato
                     membro in lettere maiuscole;
               –     al centro il numero di riconoscimento del macello,
               –     nella parte inferiore, uno dei seguenti gruppi di iniziali: CE, EC, EF, EG,
                     EK, EY, EO, ES, EU, EB, WE or EZ,
               –     due linee rette che si intersecano al centro del timbro, disposte in modo
                     tale che le informazioni non siano occultate,
               –     l'altezza delle lettere deve essere di almeno 0,8 cm e quella delle cifre di
                     almeno 1 cm.
IT                                               18                                               IT
 ---pagebreak---                                               ALLEGATO X
                 DURATA DELLE MISURE NELLA ZONA DI PROTEZIONE
                            (di cui all'articolo 39 del presente regolamento)
                                                                                         Periodo
                                                         Periodo minimo di         supplementare di
                                                        durata delle misure       durata delle misure
              Malattie di categoria A                        nella zona di          di sorveglianza
                                                              protezione              nella zona di
                                                                                        protezione
                                                       (articolo 39, paragrafo 1)
                                                                                  (articolo 39, paragrafo
                                                                                             3)
   Afta epizootica                                             15 giorni                 15 giorni
   Infezione da virus della peste bovina                       21 giorni                  9 giorni
   Infezione da virus della febbre della Rift
                                                               30 giorni                 15 giorni
   Valley
   Infezione da virus della dermatite nodulare
                                                               28 giorni                 17 giorni
   contagiosa
   Infezione da Mycoplasma mycoides
   sottospecie mycoides SC (pleuropolmonite                    45 giorni             Non pertinente
   contagiosa dei bovini)
   Vaiolo degli ovini e dei caprini                            21 giorni                  9 giorni
   Infezione da virus della peste dei piccoli
                                                               21 giorni                  9 giorni
   ruminanti
   Pleuropolmonite contagiosa caprina                          45 giorni             Non pertinente
   Peste equina                                                 12 mesi              Non pertinente
   Morva (infezione da Burkholderia mallei)                      6 mesi              Non pertinente
   Peste suina classica                                        15 giorni                 15 giorni
   Peste suina africana                                        15 giorni                 15 giorni
   Influenza aviaria ad alta patogenicità                      21 giorni                  9 giorni
   Infezione da virus della malattia di
                                                               21 giorni                  9 giorni
   Newcastle
IT                                                   19                                                   IT
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO XI
         DURATA DELLE MISURE NELLA ZONA DI SORVEGLIANZA
                   (di cui agli articoli 55 e 56 del presente regolamento)
                                                       Periodo minimo di durata delle
             Malattie di categoria A
                                                      misure nella zona di sorveglianza
   Afta epizootica                                                 30 giorni
   Infezione da virus della peste bovina                           30 giorni
   Infezione da virus della febbre della Rift
                                                                   45 giorni
   Valley
   Infezione da virus della dermatite nodulare
                                                                   45 giorni
   contagiosa
   Infezione da Mycoplasma mycoides
   sottospecie mycoides SC (pleuropolmonite                        45 giorni
   contagiosa dei bovini)
   Vaiolo degli ovini e dei caprini                                30 giorni
   Infezione da virus della peste dei piccoli
                                                                   30 giorni
   ruminanti
   Pleuropolmonite contagiosa caprina                              45 giorni
   Peste equina                                                     12 mesi
   Morva (infezione da Burkholderia mallei)                     Non pertinente
   Peste suina classica                                            30 giorni
   Peste suina africana                                            30 giorni
   Influenza aviaria ad alta patogenicità                          30 giorni
   Infezione da virus della malattia di
                                                                   30 giorni
   Newcastle
IT                                             20                                       IT
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO XII
      PROCEDURE DI CAMPIONAMENTO E METODI DIAGNOSTICI PER LE
           MALATTIE DI CATEGORIA A NEGLI ANIMALI ACQUATICI
   1.   L'esame clinico e il prelievo di campioni seguono le procedure seguenti:
        a)   l'esame clinico e il campionamento per gli esami di laboratorio devono
             riguardare:
             i)      animali di acquacoltura delle specie elencate che presentano segni clinici
                     della pertinente malattia di categoria A; e
             ii)     animali di acquacoltura che potrebbero essere morti recentemente della
                     malattia di categoria A sospettata/confermata; e
             iii) animali di acquacoltura con una connessione epidemiologica a un caso
                     sospetto o confermato di malattia di categoria A;
        b)   il numero minimo di campioni da prelevare è:
                                                               Scenario
                                   Segnalazion
                                     e di un     Introduzione                        Sospetto basato
                                                               Osservazione di segni
                 Tipo di animale    aumento       di animali                             su altre
                                                               clinici o post mortem
                                      della          infetti                           circostanze
                                    mortalità
                    Molluschi
                                       30              30                  -               150
                 (animale intero)
                    Crostacei          10                                 10               150
                       Pesci            -               -                 10                30
        c)   campionamento dei molluschi si applicano i seguenti criteri supplementari:
             i)      gli animali di cui si sospetta l'infezione devono essere selezionati per il
                     campionamento. Se nella popolazione di animali di cui si sospetta
                     l'infezione sono presenti specie elencate, tali specie devono essere
                     selezionate per il campionamento;
             ii)     se sono presenti molluschi deboli, dalle valve schiuse o morti
                     recentemente ma non in stato di decomposizione, devono essere
                     selezionati innanzitutto tali soggetti. Se tali molluschi non sono presenti,
                     i molluschi selezionati devono comprendere i molluschi sani di età più
                     avanzata;
             iii)    se lo stabilimento utilizza acqua proveniente da diverse fonti per la
                     produzione dei molluschi, il campione deve comprendere molluschi che
                     rappresentino tutte le fonti idriche, al fine di garantire che tutte le parti
                     dello stabilimento siano proporzionalmente rappresentate;
             iv)     se il campionamento è effettuato in un gruppo di stabilimenti di
                     allevamento di molluschi che all'apparenza hanno uno stato
                     epidemiologico identico, il campione deve comprendere molluschi
                     provenienti da un numero rappresentativo di punti di campionamento.
IT                                              21                                                   IT
 ---pagebreak---             I fattori principali da tenere in considerazione nella selezione di tali punti
            di campionamento devono essere la densità di allevamento, le correnti
            d'acqua, la presenza di specie elencate, le specie sensibili e quelle
            vettrici, la batimetria e le pratiche di gestione. Devono essere inclusi nel
            campione i banchi naturali contenuti negli stabilimenti di allevamento
            dei molluschi o ad essi adiacenti;
   d) al campionamento dei crostacei si applicano i seguenti criteri supplementari:
      i)    se nelle unità di produzione sono presenti crostacei deboli o morenti
            delle specie elencate, la selezione deve comprendere innanzitutto tali
            soggetti. Se tali animali non sono presenti, i crostacei selezionati devono
            comprendere crostacei appartenenti a diverse classi di età, rappresentati
            in modo proporzionale nel campione;
      ii)   se per la produzione dei crostacei viene utilizzata acqua proveniente da
            diverse fonti, il campione deve comprendere crostacei delle specie
            elencate che rappresentino tutte le fonti idriche, al fine di garantire che
            tutte le parti dello stabilimento siano proporzionalmente rappresentate;
      iii)  se è prescritto il prelievo di campioni da popolazioni selvatiche delle
            specie elencate a norma dell'articolo 102, lettera a), del presente
            regolamento, il numero e la distribuzione geografica dei punti di
            campionamento devono essere determinati in modo tale da garantire una
            copertura ragionevole dell'area di cui si sospetta l'infezione.
            I punti di campionamento devono essere rappresentativi dei diversi
            ecosistemi nei quali vivono le popolazioni selvatiche delle specie
            sensibili, quali sistemi marini, estuari, sistemi fluviali e lacustri;
   e) al campionamento dei pesci si applicano i seguenti criteri supplementari:
      i)    se sono presenti pesci deboli, dal comportamento anomalo o morti
            recentemente ma non in stato di decomposizione, devono essere
            selezionati tali soggetti; se tali animali non sono presenti, i pesci
            selezionati devono comprendere pesci delle specie elencate, appartenenti
            a diverse classi di età, rappresentati in modo proporzionale nel
            campione;
      ii)   se per la produzione ittica viene utilizzata acqua proveniente da diverse
            fonti, il campione deve comprendere specie elencate che rappresentino
            tutte le fonti idriche, al fine di garantire che tutte le parti dello
            stabilimento siano proporzionalmente rappresentate;
      iii)  se sono presenti trote iridee (Onchorynchus mykiss) o pesci persici
            (Perca fluviatilis), solo esemplari di tali specie possono essere
            selezionati per il campionamento. Se non sono presenti trote iridee o
            pesci persici, il campione deve essere rappresentativo di tutte le altre
            specie elencate presenti, sulla base dei criteri di cui alle lettere da a) a d);
      iv)   se è prescritto il prelievo di campioni da popolazioni selvatiche delle
            specie elencate a norma dell'articolo 102, lettera a), del presente
            regolamento, il numero e la distribuzione geografica dei punti di
            campionamento devono essere determinati in modo tale da garantire una
            copertura ragionevole dell'area di cui si sospetta l'infezione.
IT                                      22                                                   IT
 ---pagebreak---                    I punti di campionamento devono anche essere rappresentativi dei
                   diversi ecosistemi nei quali vivono le popolazioni selvatiche sensibili,
                   quali sistemi marini, estuari, sistemi fluviali e lacustri;
      f)    la selezione degli organi da includere nel campionamento e la preparazione, lo
            stoccaggio e la spedizione dei campioni al laboratorio devono essere effettuate
            conformemente alle raccomandazioni del laboratorio di riferimento
            dell'Unione europea per la malattia pertinente.
   2. I campioni devono essere esaminati nel laboratorio utilizzando i metodi e le
      procedure diagnostici approvati dal laboratorio di riferimento dell'Unione europea
      per la malattia pertinente.
IT                                           23                                             IT
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO XIII
       PERIODI MINIMI DI FERMO DEGLI STABILIMENTI DI ACQUACOLTURA
                                                     COLPITI
   Periodi di fermo di cui all'articolo 81 e di fermo simultaneo di cui all'articolo 96, paragrafi 4
   e 5, del presente regolamento
                                                              Periodo minimo di fermo
                                Periodo minimo di fermo           simultaneo degli            Prescrizioni
     Malattia di categoria A
                                dello stabilimento colpito    stabilimenti colpiti nella     supplementari
                                                              stessa zona di protezione
                                                                                         Deve essere compreso il
    Infezione da Mikrocytos
                                           6 mesi                    4 settimane           periodo più freddo
             mackini
                                                                                                dell'anno
                                                                                         Deve essere compreso il
     Infezione da Perkinsus
                                           6 mesi                     4 settimane          periodo più caldo
             marinus
                                                                                                dell'anno
                                                                                         Deve essere compreso il
    Infezione da virus della
                                        6 settimane                  4 settimane           periodo più caldo
       sindrome di Taura
                                                                                                dell'anno
                                                                                         Deve essere compreso il
    Infezione da virus della
                                        6 settimane                  3 settimane           periodo più caldo
    malattia della testa gialla
                                                                                                dell'anno
                                                                                         Deve essere compreso il
     Necrosi ematopoietica
                                        8 settimane                  4 settimane           periodo più caldo
           epizootica
                                                                                                dell'anno
IT                                                         24                                                    IT
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO XIV
      CRITERI PER L'ISTITUZIONE DI ZONE SOGGETTE A RESTRIZIONI PER
      QUANTO RIGUARDA LE MALATTIE DI CATEGORIA A NEGLI ANIMALI
                                          ACQUATICI
   1.    Le zone soggette a restrizioni di cui all'articolo 85 devono essere definite caso per
         caso tenendo conto almeno dei seguenti fattori:
         a)    il numero cumulato, la percentuale cumulata e la distribuzione dei casi di
               mortalità dei molluschi/crostacei/pesci nello stabilimento o nel gruppo di
               stabilimenti di acquacoltura infetti da malattie di categoria A;
         b)    le pertinenti informazioni riguardanti i movimenti da e verso gli stabilimenti
               infetti;
         c)    la distanza dagli stabilimenti vicini e la loro densità;
         d)    la presenza di animali acquatici selvatici;
         e)    qualsiasi informazione relativa a decessi, casi sospetti o focolai in animali
               acquatici selvatici che sono o potrebbero essere collegati alla specifica malattia
               di categoria A;
         f)    la vicinanza a stabilimenti di trasformazione e le specie presenti in tali
               stabilimenti, in particolare per quanto riguarda le specie elencate;
         g)    le pratiche di allevamento applicate negli stabilimenti colpiti e in quelli vicini;
         h)    le condizioni idrodinamiche ed altri fattori di rilevanza epidemiologica
               individuati.
   2.    Per quanto riguarda la delimitazione geografica delle zone di protezione e di
         sorveglianza per le malattie di categoria A che colpiscono molluschi e crostacei, si
         applicano le seguenti prescrizioni minime:
         a)    la zona di protezione deve essere istituita nelle immediate vicinanze di uno
               stabilimento o gruppo di stabilimenti di acquacoltura ufficialmente confermati
               infetti da una malattia di categoria A e deve corrispondere a un'area
               determinata sulla base di adeguati dati di natura idrodinamica ed
               epidemiologica;
         b)    la zona di sorveglianza deve essere istituita all'esterno della zona di protezione
               e deve corrispondere ad un'area che circondi la zona di protezione, determinata
               sulla base di adeguati dati di natura idrodinamica o epidemiologica.
   3.    Per quanto riguarda la delimitazione geografica delle zone di protezione e di
         sorveglianza per le malattie di categoria A che colpiscono i pesci, si devono
         applicare le seguenti prescrizioni minime:
         a)    la zona di protezione deve essere istituita attorno ad uno stabilimento in cui è
               stata confermata l'infezione da virus della necrosi ematopoietica epizootica
               (EHN). La zona corrisponde:
               i)     nelle aree costiere: a un'area circolare di raggio pari almeno ad
                      un'escursione di marea o ad almeno 5 km se questa misura è superiore,
                      con centro lo stabilimento in cui la presenza del virus della necrosi
                      ematopoietica epizootica è stata ufficialmente confermata, oppure a
IT                                              25                                                 IT
 ---pagebreak---             un'area equivalente determinata sulla base di adeguati dati di natura
            idrodinamica o epidemiologica;
      ii)   nelle aree interne: all'intero bacino idrografico dello stabilimento in cui la
            presenza del virus della necrosi ematopoietica epizootica è stata
            ufficialmente confermata. L'autorità competente può limitare l'estensione
            della zona a parti del bacino idrografico o dell'area dello stabilimento a
            condizione che ciò non comprometta la prevenzione della diffusione
            della malattia;
   b) la zona di sorveglianza deve essere istituita dall'autorità competente all'esterno
      della zona di protezione e:
      i)    nelle aree costiere: deve corrispondere a un'area che circonda la zona di
            protezione e in cui le escursioni di marea si sovrappongono; oppure a
            un'area circolare, che circonda la zona di protezione, con raggio di 10 km
            dal centro della zona di protezione; oppure a un'area equivalente
            determinata sulla base di adeguati dati di natura idrodinamica o
            epidemiologica;
      ii)   nelle aree interne: deve essere un'area estesa al di fuori della zona di
            protezione istituita.
IT                                      26                                                 IT
 ---pagebreak---                                                ALLEGATO XV
             PROGRAMMA DI SORVEGLIANZA E DURATA DELLE MISURE DI
         CONTROLLO NELLA ZONA DI SORVEGLIANZA PER LE MALATTIE DI
                   CATEGORIA A NEGLI ANIMALI DI ACQUACOLTURA
                          (di cui agli articoli 98 e 101 del presente regolamento)
   1.         Programma di sorveglianza
   Gli stabilimenti e i gruppi di stabilimenti di acquacoltura che detengono specie elencate
   all'interno di una zona di sorveglianza devono essere sottoposti a sorveglianza come previsto
   dall'articolo 98 al fine di verificare l'eventuale presenza di infezione dalla pertinente malattia
   di categoria A. La sorveglianza deve comprendere visite sanitarie, incluso il campionamento
   delle unità di produzione. Tali visite devono essere effettuate dall'autorità competente
   conformemente alle tabelle 1 e 2.
   Al campionamento si applicano i criteri di cui all'allegato XII, punto 1, a seconda della specie.
   Tabella 1: programma di sorveglianza comprendente visite sanitarie e campionamenti in
   stabilimenti e gruppi di stabilimenti per malattie di categoria A negli animali acquatici, fatta
   eccezione per la necrosi ematopoietica epizootica
                                                                                             Periodo di
                    Numero di       Numero di
                                                   Numero di                             permanenza nello
      Malattia di      visite         esami di                  Periodo dell'anno per il
                                                   animali nel                           stabilimento degli
     categoria A     sanitarie      laboratorio                      campionamento
                                                    campione                             animali sottoposti
                     all'anno         all'anno
                                                                                         a campionamento
                                                                  Quando la prevalenza
                                                                      dell'infezione è
                                                                notoriamente massima o
    Infezione da
                                                                ad aprile-maggio, dopo
    Mikrocytos           1                1           150                                      4 mesi
                                                                un periodo di 3-4 mesi,
    mackini
                                                                 quando le temperature
                                                                dell'acqua di mare sono
                                                                     inferiori a 10 °C
                                                                  Quando la prevalenza
    Infezione da                                                      dell'infezione è
    Perkinsus            1                1           150       notoriamente massima o         4 mesi
    marinus                                                      nel mese di settembre,
                                                                   ottobre o novembre
                                                                Nel periodo dell'anno in
    Infezione da
                                                                  cui è probabile che la
    virus della
                         2                2           150        temperatura dell'acqua        2 mesi
    sindrome di
                                                                  raggiunga il massimo
    Taura
                                                                      livello annuale
    Infezione da                                                Nel periodo dell'anno in
    virus della                                                   cui è probabile che la
    malattia             2                2           150        temperatura dell'acqua        2 mesi
    della testa                                                   raggiunga il massimo
    gialla                                                            livello annuale
   Tabella 2: programma specifico di sorveglianza comprendente visite sanitarie e
   campionamenti negli stabilimenti per la necrosi ematopoietica epizootica negli animali
   acquatici(1)
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 ---pagebreak---                                         Numero di             Numero di
                                        ispezioni           campionamenti  Numero di pesci nel campione
                    Tipo di         sanitarie all'anno       all'anno (per
                 stabilimento         (per due anni)           due anni)
                                                                            Numero di pesci     Numero di pesci
                                                                                 in crescita    riproduttori (2)
                                                                               150 (prima e       150 (prima o
   a) Stabilimenti con
                                             2                 2                  seconda           seconda
   riproduttori
                                                                                 ispezione)        ispezione)
   b) Stabilimenti con soli                                                                     150 (2) (prima o
                                             2                 1                      0
   riproduttori                                                                                seconda ispezione)
                                                                              150 (prima e
   c) Stabilimenti senza
                                             2                 2                  seconda                 0
   riproduttori
                                                                                ispezione)
                                             Numero massimo di pesci per pool: 10
   (1)
              Il campionamento dei pesci per gli esami di laboratorio deve essere effettuato quando
              la temperatura dell'acqua è compresa tra gli 11 e i 20 °C. Il requisito relativo alla
              temperatura dell'acqua deve essere applicato anche per le ispezioni sanitarie. Negli
              stabilimenti in cui la temperatura dell'acqua non raggiunge gli 11 °C nel corso
              dell'anno, il campionamento e le visite sanitarie devono essere effettuati quando la
              temperatura dell'acqua raggiunge il livello massimo.
   (2)
              I campioni prelevati da riproduttori non devono comprendere fluidi gonadici, lattimi
              o ovuli in quanto non vi sono prove del fatto che il virus della necrosi ematopoietica
              epizootica causi l'infezione del tratto riproduttivo.
   2.         Durata delle misure di controllo nella zona di sorveglianza
                                                Periodi minimi di
               Malattia di categoria A
                                                   sorveglianza
                     Infezione da
                                                      3 anni
                 Mikrocytos mackini
               Infezione da Perkinsus
                                                      3 anni
                        marinus
              Infezione da virus della
                                                      2 anni
                  sindrome di Taura
              Infezione da virus della
                  malattia della testa                2 anni
                         gialla
               Necrosi ematopoietica
                                                      2 anni
                      epizootica
   Al termine del periodo di sorveglianza, se non è rilevata alcuna nuova infezione dalla
   pertinente malattia di categoria A, le misure nella zona di sorveglianza devono essere revocate
   come previsto all'articolo 101 del presente regolamento.
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