CELEX: 21992A0430(01)
Language: it
Date: 1992-02-27 00:00:00
Title: Accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica di Polonia, dall'altra - Protocollo n. 1 sui tessili e sui capi di abbigliamento - Protocollo n. 2 sui prodotti CECA - Protocollo n. 3 sugli scambi tra la Repubblica di Polonia e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del Trattato CEE - Protocollo n. 4 sulla definizione della nozione di «prodotti originari» e sui metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 dell'accordo interinale - Protocollo n. 6 sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Scambi di lettere- Dichiarazioni unilaterali

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21992A0430(01)

Accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica di Polonia, dall'altra - Protocollo n. 1 sui tessili e sui capi di abbigliamento - Protocollo n. 2 sui prodotti CECA - Protocollo n. 3 sugli scambi tra la Repubblica di Polonia e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del Trattato CEE - Protocollo n. 4 sulla definizione della nozione di «prodotti originari» e sui metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 dell'accordo interinale - Protocollo n. 6 sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Scambi di lettere- Dichiarazioni unilaterali  

Gazzetta ufficiale n. L 114 del 30/04/1992 pag. 0002 - 0044

ACCORDO INTERINALE sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la  Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la  Repubblica di Polonia, dall'altraLa COMUNITÀ ECONOMICA e la COMUNITÀ EUROPEA DEL  CARBONE E DELL'ACCIAIO, qui di seguito denominate «Comunità», da una partee la REPUBBLICA DI POLONIA, qui di seguito denominata «Polonia», dall'altra, CONSIDERANDO che il 16 dicembre 1991 è stato firmato a Bruxelles l'accordo europeo che istituisce  un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di  Polonia, dall'altra; CONSIDERANDO che l'accordo europeo mira a costituire un ambito adeguato di dialogo politico e a  disciplinare le relazioni economiche e commerciali tra le parti e comprende disposizioni relative  all'assistenza e alla cooperazione finanziaria e alla promozione della cooperazione in campo  culturale; CONSIDERANDO che l'accordo europeo intende consolidare e ampliare le relazioni già instaurate, in  particolare con l'accordo sugli scambi e sulla cooperazione commerciale ed economica tra la  Comunità economica europea e la Polonia firmato il 19 settembre 1989 e con il protocollo sugli  scambi e sulla cooperazione commerciale ed economica tra la Comunità europea del carbone e  dell'acciaio e la Polonia firmato il 16 ottobre 1991; CONSIDERANDO che è necessario garantire lo sviluppo delle relazioni commerciali nel passaggio  dall'applicazione degli accordi sugli scambi e sulla cooperazione commerciale ed economica  all'applicazione dell'accordo europeo; CONSIDERANDO che a tal fine è necessario applicare il più rapidamente possibile, attraverso un  accordo interinale, le disposizioni dell'accordo europeo sugli scambi e sulle questioni  commerciali; CONSIDERANDO che occorre garantire che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo e  della costituzione del consiglio di associazione, la commissione mista istituita dall'accordo sugli  scambi e sulla cooperazione commerciale ed economica possa esercitare i poteri assegnati  dall'accordo europeo al consiglio di associazione e necessari per applicare l'accordo interinale, HANNO DECISO di concludere il presente accordo e a tal fine hanno designato come plenipotenziari: LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA:      Hans van den BROEK, ministro degli affari esteri del Regno dei Paesi Bassi, presidente in carica del Consiglio delle  Comunità europee; Frans ANDRIESSEN, vicepresidente della Commissione delle Comunità europee; LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO:  Frans ANDRIESSEN, vicepresidente della Commissione delle Comunità europee; LA REPUBBLICA DI POLONIA:  Krzysztof SKUBISZEWSKI, ministro degli affari esteri della Repubblica di Polonia; I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma, HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE: TITOLO ILIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCIArticolo 1 (AE 7)1.    Nel corso di  un periodo transitorio della durata massima di dieci anni a partire dall'entrata in vigore del  presente accordo (qui di seguito denominato «accordo»), la Comunità e la Polonia istituiscono  progressivamente una zona di libero scambio secondo le modalità previste dalle disposizioni del  presente accordo e in conformità con le disposizioni dell'accordo generale sulle tariffe doganali e  sul commercio. 2.    Per classificare le merci negli scambi tra le parti si applica la nomenclatura combinata  delle merci. 3.    Il dazio di base di ogni prodotto cui si applicano le progressive riduzioni previste dal  presente accordo è quello effettivamente applicato erga omnes il giorno precedente alla data di  entrata in vigore dell'accordo. 4.    Qualora, successivamente all'entrata in vigore dell'accordo, venga applicata una riduzione  tariffaria erga omnes, in particolare una riduzione derivante dall'accordo tariffario concluso a  seguito dell'Uruguay Round del GATT, il suddetto dazio ridotto sostituisce il dazio di base di cui  al paragrafo 3 a partire dalla data di applicazione della riduzione. 5.    La Comunità e la Polonia si comunicano a vicenda i rispettivi dazi di base. Capitolo IProdotti industrialiArticolo 2 (AE 8)1.    Le disposizioni del presente capitolo si  applicano ai prodotti originari della Comunità e della Polonia elencati nei capitoli 25-97 della  nomenclatura combinata, fatta eccezione per i prodotti elencati nell'allgato I. 2.    Le disposizioni degli articoli da 3 a 7 non si applicano ai prodotti citati negli articoli 9  e 10. Articolo 3 (AE 9)1.    I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a  prodotti originari della Polonia diversi da quelli elencati negli allegati IIa, IIb e III sono  aboliti all'entrata in vigore dell'accordo. 2.    I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti originari della  Polonia elencati nell'allegato IIa sono progressivamente aboliti in base al seguente calendario: -   alla data di entrata in vigore del presente accordo ogni dazio è ridotto al 50  % del dazio di  base; - un anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi rimanenti sono aboliti. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti originari della Polonia  elencati nell'allegato IIb sono progressivamente ridotti, a partire dalla data di entrata in vigore  del presente accordo, di una quota annuale del 20  % del dazio di base, in modo da giungere a una  completa abolizione alla fine del quarto anno dalla data di entrata in vigore dell'accordo. 3.    I prodotti di origine polacca elencati nell'allegato III beneficiano di una sospensione dei  dazi doganali sulle importazioni entro i limiti di massimali o contingenti tariffari annui  comunitari che aumentano progressivamente alle condizioni specificate nell'allegato, in modo da  giungere a una totale abolizione dei dazi doganali sulle importazioni dei prodotti in questione  entro la fine del quinto anno. Contemporaneamente, i dazi doganali sulle importazioni applicabili ai quantitativi importati in  eccesso ai suddetti contingenti o massimali sono progressivamente aboliti, a decorrere dall'entrata  in vigore dell'accordo, mediante riduzioni annuali del 15  %. I dazi residui sono aboliti entro la  fine del quinto anno. 4.    Le restrizioni quantitative sulle importazioni nella Comunità e le misure d'effetto  equivalente relative ai prodotti originari della Polonia sono abolite alla data di entrata in  vigore dell'accordo. Articolo 4 (AE 10)1.    I dazi doganali sulle importazioni applicabili in  Polonia ai prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato IVa sono aboliti all'entrata in  vigore dell'accordo. 2.    I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti originari della  Comunità elencati nell'allegato IVb sono progressivamente ridotti come specificato in detto  allegato. La Polonia apre contingenti a dazio nullo per i prodotti originari della Comunità di cui a detto  allegato, secondo le modalità ivi specificate. 3.    I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti originari della  Comunità diversi da quelli elencati negli allegati IVa e IVb sono progressivamente ridotti e  aboliti entro la fine del settimo anno dall'entrata in vigore dell'accordo, secondo il seguente  calendario: -   dopo tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto all'80  % del dazio  di base; - dopo quattro anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 60  % del dazio  di base; - dopo cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 40  % del dazio  di base; - dopo sei anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 20  % del dazio di  base; - dopo sette anni dall'entrata in vigore dell'accordo, i dazi residui sono aboliti. 4.    Le restrizioni quantitative sulle importazioni in Polonia di prodotti originari della  Comunità e le misure di effetto equivalente sono abolite all'entrata in vigore dell'accordo, fatta  eccezione per quelle elencate nell'allegato V, che sono abolite secondo il calendario specificato  in detto allegato. Articolo 5 (AE 11)Le disposizioni relative all'abolizione dei dazi doganali  sulle importazioni si applicano anche ai dazi doganali di carattere fiscale.  Articolo 6 (AE  12)All'entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e la Polonia aboliscono, nei loro  scambi, tutte le tasse di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni. Articolo 7 (AE  13)1.    La Comunità e la Polonia aboliscono progressivamente, entro la fine del quinto anno dopo  l'entrata in vigore dell'accordo, tutti i dazi doganali sulle reciproche esportazioni e le tasse di  effetto equivalente. 2.    Le restrizioni quantitative sulle esportazioni e tutte le misure di effetto equivalente sono  abolite dalla Comunità e dalla Polonia all'entrata in vigore dell'accordo, fatta eccezione per  quelle applicate ai prodotti elencati nell'allegato VI, che sono abolite secondo le modalità ivi  specificate. Articolo 8 (AE 14)Ciascuna delle parti si dichiara disposta a ridurre i suoi dazi  doganali sugli scambi con la controparte più rapidamente di quanto previsto agli articoli 3 e 4  qualora lo permettano le sue condizioni economiche generali e la situazione del settore economico  interessato. La commissione mista di cui all'articolo 37 (qui di seguito denominata «commissione mista») può  formulare raccomandazioni in tal senso. Articolo 9 (AE 15)Il protocollo n. 1 specifica le  condizioni applicabili ai prodotti tessili indicati nel protocollo stesso. Articolo 10 (AE 16)Il  protocollo n. 2 specifica le condizioni applicabili ai prodotti coperti dal trattato che istituisce  la Comunità europea del carbone e dell'acciaio. Articolo 11 (AE 17)Le disposizioni del presente  capitolo non ostano al mantenimento di una componente agricola nei dazi applicabili ai prodotti  elencati nell'allegato VII. Capitolo IIAgricolturaArticolo 12 (AE 18)1.    Le disposizioni del presente capitolo si  applicano ai prodotti agricoli originari della Comunità e della Polonia. 2.    Per «prodotti agricoli» si intendono i prodotti elencati nei capitoli 1-24 della nomenclatura  combinata e i prodotti elencati nell'allegato I, fatta eccezione per i prodotti della pesca,  definiti ai sensi del regolamento (CEE) n. 3687/91. Articolo 13 (AE 19)Il protocollo n. 3  specifica le condizioni applicabili agli scambi dei prodotti agricoli trasformati elencati nel  suddetto protocollo. Articolo 14 (AE 20)1.    Alla data di entrata in vigore dell'accordo, la  Comunità abolisce le restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti agricoli originari  della Polonia mantenute ai sensi del regolamento (CEE) n. 3420/83 del Consiglio nella forma  esistente alla data della firma dell'accordo. 2.    Alla data di entrata in vigore dell'accordo, i prodotti agricoli originari della Polonia  elencati nell'allegato VIIIa o VIIIb beneficiano della riduzione dei prelievi entro i limiti dei  contingenti comunitari e della riduzione dei dazi doganali, alle condizioni specificate nel  suddetto allegato. 3.    La Polonia abolisce gradualmente le restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti  agricoli originari della Comunità elencati nell'allegato IX, secondo le condizioni ivi  specificate. 4.    La Comunità e la Polonia si accordano a vicenda le concessioni di cui agli allegati Xa, Xb,  Xc e XI, in modo reciproco ed equilibrato, alle condizioni specificate negli allegati stessi. 5.    Tenendo conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli, della loro appartenenza a  settori particolarmente sensibili, delle regole della politica agricola comune della Comunità e del  ruolo dell'agricoltura nell'economia della Polonia, nonché delle conseguenze dei negoziati  commerciali multilaterali nell'ambito dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio,  la Comunità e la Polonia esaminano in sede di commissione mista, prodotto per prodotto e in modo  equilibrato e reciproco, le possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni. In questo  contesto una particolare attenzione sarà fatta alla produzione agricola con tecniche naturali. 6.    Vista la necessità di una maggiore armonia tra le politiche agricole della Comunità e della  Polonia, non ché l'intenzione della Polonia di diventare membro della Comunità, le parti si  consulteranno regolarmente in sede di commissione mista sulla strategia e sulle modalità pratiche  delle rispettive politiche. Articolo 15 (AE 21)Fatte salve le altre disposizioni dell'accordo e  in particolare dell'articolo 24, qualora, dato il carattere particolarmente sensibile dei mercati  agricoli, le importazioni di prodotti originari di una delle parti, soggette alle concessioni  riconosciute ai sensi dell'articolo 14, provochino gravi perturbazioni ai mercati della  controparte, le due parti avviano immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata.  In attesa di tale soluzione, la parte interessata può adottare le misure che ritiene necessarie. Capitolo IIIProdotti della pescaArticolo 16 (AE 22)Le disposizioni del presente capitolo si  applicano ai prodotti della pesca originari della Comunità e della Polonia coperti dal regolamento  (CEE) n. 3687/91 sull'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca.  Articolo 17 (AE 23)Le parti concludono appena possibile i negoziati di un accordo sui prodotti  della pesca. In seguito, ai prodotti della pesca si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni dell'articolo  14, paragrafo 5. Capitolo IVDisposizioni comuniArticolo 18 (AE 24)Le disposizioni del presente capitolo si  applicano agli scambi di tutti i prodotti, salvo quanto altrimenti disposto nel presente capitolo o  nei protocolli nn. 1, 2 o 3. Articolo 19 (AE 25)1.    A partire dalla data di entrata in vigore  dell'accordo non vengono introdotti nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni, né  tasse di effetto equivalente, negli scambi tra la Comunità e la Polonia, né vengono aumentati  quelli già applicati. 2.    A partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo non vengono introdotte nuove  restrizioni quantitative sulle importazioni o sulle esportazioni, né misure d'effetto equivalente,  negli scambi tra la Comunità e la Polonia, né vengono rese più restrittive quelle esistenti. 3.    Fatte salve le concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 14, le disposizioni dei  paragrafi 1 e 2 del presente articolo non limitano in alcun modo il perseguimento delle rispettive  politiche agricole della Polonia e della Comunità o l'adozione di misure nel quadro di tali  politiche. Articolo 20 (AE 26)1.    Le due parti si astengono dall'introdurre qualsiasi misura o  prassi di natura fiscale interna che istituisca, direttamente o indirettamente, discriminazioni tra  i prodotti di una parte e i prodotti analoghi originari del territorio della controparte. 2.    I prodotti esportati nel territorio di una delle due parti non possono beneficiare di un  rimborso delle imposte interne eccedente l'ammontare delle imposte dirette cui sono stati  soggetti. Articolo 21 (AE 27)1.    Il presente accordo non osta al mantenimento o  all'istituzione di unioni doganali, zone di libero scambio o accordi sugli scambi transfrontalieri  se non nella misura in cui essi alterano le condizioni commerciali previste dall'accordo. 2.    Nell'ambito della commissione mista si tengono consultazioni tra le parti in merito agli  accordi istitutivi delle suddette unioni doganali o zone di libero scambio e, se del caso, in  merito ad altre importanti questioni relative alla loro rispettiva politica commerciale con i paesi  terzi. Nel caso in cui un paese terzo entri a far parte della Comunità, in particolare, si tengono  consultazioni di questo tipo per garantire che si possa tener conto dei reciproci interessi della  Comunità e della Polonia sanciti nel presente accordo. Articolo 22 (AE 28)La Polonia può  adottare misure eccezionali di durata limitata in deroga alle disposizioni dell'articolo 4 e  dell'articolo 19, paragrafo 1, sotto forma di dazi doganali maggiorati. Tali misure possono riguardare unicamente le nuove industrie, o determinati settori in corso di  ristrutturazione o in gravi difficoltà, in particolare qualora dette difficoltà producano gravi  problemi sociali. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Polonia ai prodotti originari della Comunità  introdotti dalle suddette misure non possono superare il 25  % ad valorem e mantengono un elemento  di preferenza per i prodotti originari della Comunità. Il valore complessivo delle importazioni dei  prodotti soggetti a tali misure non può superare il 15  % del totale delle importazioni dalla  Comunità di prodotti industriali, definiti ai sensi del capitolo I, nel corso dell'ultimo anno per  il quale siano disponibili dati statistici. Le suddette misure sono applicate per un periodo non superiore a cinque anni, a meno che la  commissione mista non autorizzi una durata superiore. Esse cessano di applicarsi al più tardi allo  scadere del periodo di transizione. Nessun prodotto può essere assoggettato a una misura di questo tipo qualora siano trascorsi più di  tre anni dall'eliminazione di tutti i dazi e di tutte le restrizioni quantitative e delle tasse o  misure d'effetto equivalente relativi a quel prodotto. La Polonia informa la commissione mista di ogni misura eccezionale che intenda adottare e, a  richiesta della Comunità, si tengono consultazioni nell'ambito della commissione mista sulle  suddette misure e sui settori di applicazione prima di attuarle. In occasione dell'adozione di tali  misure, la Polonia fornisce alla commissione mista un calendario con le date di eliminazione dei  dazi doganali introdotti ai sensi del presente articolo. Detto calendario prevede la graduale  eliminazione di tali dazi a partire da due anni al massimo dopo la loro introduzione, a tassi  annuali uniformi. La commissione mista può decidere un calendario diverso. Articolo 23 (AE  29)Qualora una delle parti ritenga che negli scambi con la controparte stiano verificandosi  pratiche di dumping, nell'accezione dell'articolo VI dell'accordo generale sulle tariffe doganali e  sul commercio, essa può adottare le misure adeguate nei confronti di tali pratiche in conformità  dell'accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'accordo generale sulle tariffe  doganali e sul commercio, della relativa legislazione interna e delle condizioni e procedure di cui  all'articolo 27. Articolo 24 (AE 30)Qualora un prodotto venga importato in quantità maggiorate  tali o in condizioni tali da provocare o minacciare di provocare: -   pregiudizio grave ai fabbricanti nazionali di prodotti analoghi o direttamente concorrenziali  nel territorio di una delle parti, o- gravi perturbazioni in qualsiasi settore dell'economia o  difficoltà che potrebbero causare un grave deterioramento della situazione economica di una  regione, la parte interessata, sia essa la Comunità o la Polonia, può adottare le adeguate misure alle  condizioni e secondo le procedure previste all'articolo 27. Articolo 25 (AE 31)Qualora  l'osservanza delle disposizioni degli articoli 7 e 19 porti ai)   una riesportazione verso un  paese terzo nei confronti del quale la parte esportatrice applichi, per il prodotto in questione,  restrizioni quantitative sulle esportazioni, dazi all'esportazione o misure d'effetto equivalente,  oii) una penuria grave, o la minaccia di penuria grave, di un prodotto essenziale per la parte  esportatrice, e qualora le circostanze di cui sopra diano luogo, o possano dar luogo a gravi difficoltà per la  parte esportatrice, quest'ultima può adottare le adeguate misure alle condizioni e secondo le  procedure previste all'articolo 27. Dette misure hanno carattere non discriminatorio e sono  eliminate quando la situazione non ne giustificherà più il mantenimento. Articolo 26 (AE 32)Gli  Stati membri e la Polonia adeguano progressivamente gli eventuali monopoli di Stato di natura  commerciale per garantire che, alla scadenza del quinto anno successivo all'entrata in vigore  dell'accordo, non esistano discriminazioni tra cittadini degli Stati membri e della Polonia  rispetto alle condizioni alle quali le merci vengono acquistate e commercializzate. La commissione  mista viene informata delle misure adottate a tal fine. Articolo 27 (AE 33)1.    Nel caso in cui  la Comunità o la Polonia assoggettino le importazioni di prodotti suscettibili di creare le  difficoltà di cui all'articolo 24 a una procedura amministrativa finalizzata a fornire tempestive  informazioni sull'andamento dei flussi commerciali, esse ne informano la controparte. 2.    Nei casi specificati negli articoli 23, 24 e 25, prima di adottare le misure previste in tali  articoli o, nei casi in cui si applica il paragrafo 3, lettera d), il più rapidamente possibile, la  parte interessata, sia essa la Comunità o la Polonia, fornisce alla commissione mista tutte le  opportune informazioni al fine di cercare una soluzione accettabile per entrambe le parti. Nella scelta delle misure si deve dare la priorità a quelle che perturbano meno il funzionamento  dell'accordo. Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate alla commissione mista e sono oggetto di  consultazioni periodiche nell'ambito di tale organismo, in particolare al fine di determinare un  calendario per la loro abolizione non appena lo consentano le circostanze. 3.    Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, si applicano le seguenti disposizioni. a)   Per quanto riguarda l'articolo 24, le difficoltà generate dalla situazione di cui a detto  articolo vengono sottoposte all'esame della commissione mista, che può decidere tutte le misure  necessarie per porvi fine. Qualora la commissione mista o la parte esportatrice non abbia preso una decisione che ponga fine  alle difficoltà o non sia stata raggiunta altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da  quando è stata sollevata la questione, la parte importatrice può adottare le misure adeguate per  risolvere il problema. La portata di dette misure non deve eccedere quanto è necessario per porre  riparo alle difficoltà insorte. b) Per quanto riguarda l'articolo 23, la commissione mista viene informata del caso di dumping non  appena le autorità della parte importatrice abbiano aperto l'inchiesta. Qualora non si sia posta  fine al dumping o non si sia trovata altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da quando la  questione è stata sottoposta alla commissione mista, la parte importatrice può adottare le misure  adeguate. c) Per quanto riguarda l'articolo 25, le difficoltà generate dalle situazioni specificate in detto  articolo vengono sottoposte all'esame della commissione mista. La commissione mista può adottare qualsiasi decisione necessaria per porre fine alle difficoltà.  Qualora essa non abbia preso tale decisione entro trenta giorni da quando le è stata sottoposta la  questione, la parte esportatrice può applicare le misure adeguate alle esportazioni del prodotto  interessato. d) Qualora circostanze eccezionali che richiedono un intervento immediato rendano impossibile  un'informazione o, a seconda dei casi, un esame preventivo, la parte interessata, sia essa la  Comunità o la Polonia, può applicare immediatamente, nelle situazioni specificate negli articoli  23, 24 e 25, le misure di salvaguardia strettamente necessarie per far fronte alla situazione.  Articolo 28 (AE 34)Il protocollo n. 4 stabilisce le norme di origine per l'applicazione delle  preferenze tariffarie previste nel presente accordo.Articolo 29 (AE 35)L'accordo non preclude  l'applicazione di divieti o restrizioni sulle esportazioni, sulle importazioni o sul transito di  merci giustificate da motivi di pubblica moralità, da considerazioni di ordine pubblico o di  pubblica sicurezza, da motivi legati alla tutela della salute e della vita umana, animale o  vegetale, alla protezione dei tesori nazionali di valore artistico, storico o archeologico o alla  protezione della proprietà intellettuale, industriale e commerciale, o alle norme relative all'oro  e all'argento. I suddetti divieti o restrizioni non devono costituire tuttavia un mezzo di  discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata al commercio tra le parti. Articolo 30  (AE 36)Il protocollo n. 5 riporta le specifiche disposizioni da applicarsi agli scambi tra la  Polonia, da una parte, e la Spagna e il Portogallo, dall'altra. TITOLO IIPAGAMENTI, CONCORRENZA E ALTRE DISPOSIZIONI DI CARATTERE ECONOMICOArticolo 31 (AE  59)Le parti si impegnano ad autorizzare, in moneta liberamente convertibile, qualsiasi pagamento  sul conto corrente della bilancia dei pagamenti nella misura in cui le transazioni sottostanti ai  pagamenti riguardino movimenti di merci tra le parti, liberalizzati in conformità del presente  accordo. Articolo 32 (AE 62)In relazione alle disposizioni del presente capitolo, fatte salve le  disposizioni dell'articolo 34, fino all'introduzione della totale convertibilità della valuta  polacca ai sensi dell'articolo VIII del Fondo monetario internazionale, la Polonia può in casi  eccezionali applicare restrizioni valutarie connesse alla concessione o all'assunzione di crediti a  breve e medio termine, nella misura in cui tali restrizioni siano imposte alla Polonia per la  concessione di detti crediti e siano autorizzate in base allo status della Polonia nell'ambito del  FMI. La Polonia applica le suddette restrizioni in modo non discriminatorio. Le restrizioni vengono  applicate in modo da arrecare la minima perturbazione possibile al presente accordo. La Polonia  informa senza indugio la commissione mista dell'introduzione delle misure in questione nonché di  qualsiasi modifica delle stesse.  Articolo 33 (AE 63)1.    Sono incompatibili con il corretto  funzionamento dell'accordo, nella misura in cui possano essere pregiudizievoli al commercio tra la  Comunità e la Polonia: i)   tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le  pratiche concordate tra imprese che abbiano per oggetto e per effetto di impedire, restringere o  falsare il gioco della concorrenza; ii) lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante nell'intero  territorio della Comunità o della Polonia, o in una sua parte sostanziale; iii) qualsiasi aiuto statale che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsi o minacci di  falsare la concorrenza. 2.    Le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo i criteri derivanti  dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato che istituisce la Comunità economica  europea. 3.    Entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, la commissione mista adotta mediante  decisione le norme necessarie per l'attuazione dei paragrafi 1 e 2. Fino all'adozione delle suddette norme, si applicano quali norme di attuazione del paragrafo 1,  punto iii) e delle attinenti parti del paragrafo 2 le disposizioni dell'accordo  sull'interpretazione e l'applicazione degli articoli VI, XVI e XXIII dell'accordo generale sulle  tariffe e il commercio. 4.   a)   Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, punto iii) le parti accettano che durante i  primi cinque anni successivi all'entrata in vigore dell'accordo qualsiasi aiuto statale concesso  dalla Polonia venga valutato tenendo conto del fatto che la Polonia è assimilata alle regioni della  Comunità di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato che istituisce la Comunità  economica europea. La commissione mista, tenendo conto della situazione economica della Polonia,  decide se detto periodo debba essere prorogato per ulteriori periodi di cinque anni.  b) Ciascuna delle parti garantisce la trasparenza nel campo degli aiuti statali, tra l'altro  riferendo ogni anno all'altra parte sull'importo totale e sulla distribuzione dell'aiuto concesso e  fornendo, su richiesta, informazioni sui piani di aiuto. Su richiesta di una delle parti, l'altra  fornisce informazioni su particolari singoli casi di aiuto statale. 5.    Per quanto riguarda i prodotti di cui ai capitoli II e III del titolo I: -   la disposizione del paragrafo 1, punto iii) non si applica; - le pratiche contrarie al paragrafo 1, punto i) dovrebbero essere valutate secondo i criteri  stabiliti dalla Comunità in base agli articoli 42 e 43 del trattato che istituisce la Comunità  economica europea, in particolare quelli fissati nel regolamento n. 26/1962 del Consiglio. 6.    Se la Comunità o la Polonia ritengono che una particolare pratica sia incompatibile ai sensi  del paragrafo 1 del presente articolo, e-   non sia adeguatamente affrontata nel quadro delle  norme di attuazione di cui al paragrafo 3, o- in assenza di tali norme, e se tale pratica arreca o  minaccia di arrecare grave danno all'interesse dell'altra parte o un pregiudizio sostanziale alla  sua industria nazionale, ivi compresa l'industria dei servizi, esse possono prendere misure opportune previa consultazione nell'ambito della commissione mista o  dopo 30 giorni lavorativi dalla richiesta di consultazione. Nel caso di pratiche incompatibili ai sensi del paragrafo 1, punto iii) del presente articolo, tali  misure appropriate possono, qualora si applichi in materia l'accordo generale sulle tariffe e sul  commercio, essere adottate soltanto in conformità delle procedure e alle condizioni fissate da  detto accordo e da qualsiasi altro strumento pertinente negoziato sotto i suoi auspici, applicabile  tra le parti. 7.    In deroga ad eventuali disposizioni contrarie adottate in conformità del paragrafo 3, le  parti si scambiano informazioni tenendo conto delle limitazioni imposte dal rispetto del segreto  professionale. 8.    Il presente articolo non si applica ai prodotti contemplati dal trattato che istituisce la  Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ai quali si applica il protocollo n. 2. Articolo 34  (AE 64)1.    Le parti cercano di evitare l'imposizione di misure restrittive, ivi comprese misure  relative alle importazioni, a fini di bilancia dei pagamenti. In caso di imposizione di tali  misure, la parte che le ha introdotte presenta all'altra  parte quanto prima possibile il  calendario relativo alla loro abolizione. 2.    Qualora uno o più Stati membri della Comunità o la Polonia abbiano, o corrano un imminente  rischio di avere, gravi difficoltà di bilancia dei pagamenti, la Comunità o la Polonia, secondo il  caso, possono, in conformità delle condizioni stabilite nel quadro dell'accordo generale sulle  tariffe e sul commercio, adottare misure restrittive, ivi comprese misure relative alle  importazioni, di durata limitata e la cui portata non può essere più ampia di quanto sia necessario  per ovviare alla situazione della bilancia dei pagamenti. La Comunità o la Polonia, secondo il  caso, informano senza indugio l'altra parte. Articolo 35 (AE 65)Per quanto riguarda le imprese  pubbliche e le imprese cui sono stati reconosciuti diritti speciali o esclusivi, la commissione  mista garantisce che, dal terzo anno a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo,  siano rispettati i principi del trattato che istituisce la Comunità economica europea, in  particolare l'articolo 90, e i principi del documento conclusivo della riunione di Bonn,  dell'aprile 1990, della conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa, in particolare la  libertà di decisione degli imprenditori. Articolo 36 (AE 66)1.    La Polonia continua a  migliorare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale al fine di  fornire, entro la fine del quinto anno a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, un livello  di protezione simile a quello garantito nella Comunità dagli atti comunitari, in particolare quelli  di cui all'allegato XIII, ivi compresi comparabili mezzi di esercizio di tali diritti. 2.    Le autorità amministrative delle parti si prestano assistenza in campo doganale conformemente  alle disposizioni del protocollo n. 6. TITOLO IIIDISPOSIZIONI ISTITUZIONALI, GENERALI E FINALIArticolo 37 (AE 102)La commissione  mista istituita dall'accordo sul commercio e la cooperazione economica e commerciale firmato tra la  Comunità economica europea e la Polonia il 19 settembre 1989 svolge le funzioni attribuitele da  tale accordo fino al momento dell'istituzione del consiglio di associazione previsto dall'articolo  102 dell'accordo europeo.Articolo 38 (AE 104)Ai fini della realizzazione degli obiettivi  dell'accordo, la commissione mista ha il potere di prendere decisioni nei casi contemplati  dall'accordo stesso. Tali decisioni sono obbligatorie per le parti, che adottano le misure  necessarie per la loro attuazione. La commissione mista può altresì formulare adeguate  raccomandazioni. Le decisioni e raccomandazioni sono elaborate previo accordo tra le due parti. Articolo 39 (AE  105)1.    Ciascuna delle parti può deferire alla commissione mista qualsiasi controversia  relativa all'applicazione o all'interpretazione dell'accordo. 2.    La commissione mista può comporre la controversia mediante una decisione. 3.    Ciascuna delle parti è tenuta a prendere i provvedimenti necessari ai fini dell'attuazione  della decisione di cui al paragrafo 2. 4.    Nel caso che non sia possibile comporre la controversia conformemente al paragrafo 2 del  presente articolo, ciascuna delle parti può designare un arbitro e darne notifica all'altra;  l'altra parte deve designare un secondo arbitro entro due mesi. La commissione mista designa un terzo arbitro. Le decisioni arbitrali sono pronunciate a maggioranza. Ciascuna delle parti in causa deve adottare le misure necessarie all'attuazione del lodo  arbitrale. Articolo 40 (AE 111)Nell'ambito del presente accordo, ciascuna delle parti si impegna  a garantire che le persone fisiche o giuridiche dell'altra parte possano adire, senza  discriminazione rispetto ai propri cittadini, i competenti organi giurisdizionali e amministrativi  della Comunità e della Polonia per tutelare i loro diritti individuali e di proprietà, inclusi  quelli riguardanti la proprietà intellettuale, industriale e commerciale.Articolo 41 (AE  112)L'accordo non impedisce ad una parte contraente di adottare qualsiasi misura: a)   ritenuta necessaria a precludere l'accesso a informazioni contrarie ai suoi interessi  essenziali in materia di sicurezza; b) inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale bellico o alla ricerca,  allo sviluppo o alla produzione indispensabili in materia di difesa, a condizione che tali misure  non alterino le condizioni di concorrenza rispetto a prodotti non destinati ad uso specificamente  militare; c) ritenuta essenziale per la propria sicurezza nel caso di gravi disordini interni che  compromettano il mantenimento della legge e dell'ordine, in tempo di guerra o in occasione di gravi  tensioni internazionali che possano sfociare in una guerra o ai fini del rispetto di impegni  assunti per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Articolo 42 (AE 113)Nei  settori coperti dal presente accordo e fatta salva qualsiasi disposizione speciale ivi contenuta: -   le misure applicate dalla Polonia nei confronti della Comunità non devono dare origine ad  alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro cittadini o le loro aziende o imprese; - le misure applicate dalla Comunità nei confronti della Polonia non devono dare origine ad alcuna  discriminazione tra i cittadini polacchi o le loro aziende o imprese. Articolo 43 (AE 114)Quando  sono importati nella Comunità, i prodotti originari della Polonia non beneficiano di un trattamento  più favorevole rispetto a quello applicato dagli Stati membri tra loro. Articolo 44 (AE 115)1.     Le parti adottano qualsiasi provvedimento generale o specifico necessario per l'adempimento degli  obblighi che loro incombono nel quadro dell'accordo. Esse si adoperano per la realizzazione degli  obiettivi fissati nell'accordo. 2.    Qualora una delle parti ritenga che l'altra parte non abbia ottemperato ad un obbligo  previsto dall'accordo, può adottare le misure appropriate. Prima di procedere, essa fornisce alla  commissione mista tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esauriente esame della  situazione ai fini della ricerca di una soluzione accettabile per le parti. Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il funzionamento dell'accordo. Le  misure decise sono comunicate senza indugio alla commissione mista e, qualora l'altra parte ne  faccia richiesta, sono oggetto di consultazioni in seno alla commissione mista. Articolo 45 (AE  117)I protocolli nn. 1-7 e gli allegati I-XI e XIII sono parte integrante dell'accordo. Articolo  46 (AE 118)1.    Il presente accordo è applicabile fino all'entrata in vigore dell'accordo  europeo firmato il 16 dicembre 1991 e comunque non oltre il 31 dicembre 1992. 2.    Ciascuna delle parti può denunciare l'accordo dandone notifica all'altra parte. L'accordo  cessa di essere applicabile sei mesi dopo la data di tale notifica. Articolo 47 (AE 119)Il  presente accordo si applica, da una parte, ai territori in cui si applicano i trattati che  istituiscono la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, alle  condizioni in essi indicate, e, dall'altra, al territorio della Repubblica di Polonia. Articolo 48  (AE 120)Il presente accordo è redatto in due esemplari in lingua danese, francese, greca,  inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, tedesca e polacca, ciascun testo facente  ugualmente fede. Articolo 49 (AE 121)Il presente accordo è approvato dalle parti contraenti  conformemente alle rispettive procedure. L'accordo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla data in cui le parti contraenti  si comunicano reciprocamente che le procedure di cui al comma precedente sono state espletate. A decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, sono sospesi l'articolo 2 e l'articolo 3,  paragrafi 2-17 dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica di Polonia sul  commercio e la cooperazione economica e commerciale, firmato a Bruxelles il 19 settembre 1989,  nonché le corrispondenti disposizioni del protocollo tra la Comunità europea del carbone e  dell'acciaio e la Repubblica di Polonia, firmato a Bruxelles il 16 ottobre 1991. Articolo 50 (AE  122)1.    In caso di entrata in vigore dell'accordo dopo il 1° gennaio ma prima del 30 giugno  1992, ai fini del disposto dei titoli I e II dell'accordo stesso e dei protocolli nn. 1-7, per  «data di entrata in vigore dell'accordo» si intende: -   la data di entrata in vigore, per quanto riguarda gli obblighi da attuare a decorrere da tale  data e- il 1° gennaio 1992, per quanto riguarda gli obblighi da attuare successivamente con  riferimento alla data di entrata in vigore. 2.    In caso di entrata in vigore dell'accordo dopo il 1° gennaio, si applicano le disposizioni  del protocollo n. 7.   En fe de lo cual, los plenipotenciarios abajo firmantes suscriben el presente  acuerdo. Til bekraeftelse heraf har undertegnede befuldmaegtigede underskrevet denne aftale. Zu Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmaechtigten ihre Unterschriften unter dieses  Abkommen gesetzt. AAéò ðssóôùóç ôùí áíùôÝñù, ïé õðïãaaãñáììÝíïé ðëçñaaîïýóéïé Ýèaaóáí ôéò õðïãñáoeÝò ôïõò óôçí ðáñïýóá  óõìoeùíssá. In witness whereof the undersigned plenipotentiaries have signed this Agreement. En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés ont apposé leurs signatures au bas du présent  accord. In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente  accordo. Ten blijke waarvan de ondergetekende gevolmachtigden hun handtekening onder deze Overeenkomst  hebben gesteld. Em fé do que, os plenipotenciários abaixo assinados apuseram as suas assinaturas no final do  presente acordo. Na dowod czego pe xnomocnicy z xo Gzyli swoje podpisy pod niniejsz Na umow Na. Hecho en Bruselas, el dieciséis de diciembre de mil novecientos noventa y uno. Udfaerdiget i Bruxelles, den sekstende december nitten hundrede og enoghalvfems. Geschehen zu Bruessel am sechzehnten Dezember neunzehnhunderteinundneunzig. ¸ãéíaa óôéò ÂñõîÝëëaaò, óôéò aeÝêá Ýîé AEaaêaaìâñssïõ ÷ssëéá aaííéáêueóéá aaíaaíÞíôá Ýíá. Done at Brussels on the sixteenth day of December in the year one thousand nine hundred and  ninety-one. Fait à Bruxelles, le seize décembre mil neuf cent quatre-vingt-onze. Fatto a Bruxelles, addì sedici dicembre millenovecentonovantuno. Gedaan te Brussel, de zestiende december negentienhonderdeenennegentig. Feito em Bruxelas, em dezasseis de Dezembro de mil novecentos e noventa e um. Sporz Nadzono w Brukseli dnia szesnastego grudnia roku tysi Nac dziewi Ne´cset dziewi Ne´cdziesi  Natego pierwszego. Por el Consejo y la Comisión de las Comunidades EuropeasFor Raadet og Kommissionen for De  Europaeiske FaellesskaberFuer den Rat und die Kommission der Europaeischen GemeinschaftenÃéá ôï  Óõìâïýëéï êáé ôçí AAðéôñïðÞ ôùí AAõñùðáúêþí ÊïéíïôÞôùíFor the Council and the Commission of the  European CommunitiesPour le Conseil et la Commission des Communautés européennesPer il Consiglio  e la Commissione delle Comunità europeeVoor de Raad en de Commissie van de Europese  GemeenschappenPelo Conselho e pela Comissão das Comunidades EuropeiasZa Rad Ne i Komisj Ne  Wspólnot Europejskich>RIFERIMENTO A UN FILM>Por la República de PoloniaFor Republikken PolenFuer  die Republik PolenÃéá ôç AEçìïêñáôssá ôçò ÐïëùíssáòFor the Republic of PolandPour la république de  PolognePer la Repubblica di PoloniaVoor de Republiek PolenPela República da PolóniaZa  Rzeczpospolit Na Polsk Na>RIFERIMENTO A UN FILM>