CELEX: C2003/264/54
Language: it
Date: 2003-11-01 00:00:00
Title: Causa T-278/03: Ricorso della Van Mannekus & Co. B.V. contro il Consiglio dell'Unione europea, proposto l'8 agosto 2003

1.11.2003                IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         C 264/31
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                             Ricorso della Van Mannekus & Co. B.V. contro il Consiglio
                                                                                 dell’Unione europea, proposto l’8 agosto 2003
—     annullare o altrimenti riformare la decisione della Com-                                     (Causa T-278/03)
      missione delle Comunità europee 25 marzo 2003,
      E(2003) 738 def., impugnata, relativa alla «ripetizione
      degli stipendi illegittimamente versati alla sig.ra Dionissia                                 (2003/C 264/54)
      Vlachakis, ex agente ausiliario», sopprimendo da tale
      decisione il secondo comma dell’art. 1, in modo da                                      (Lingua processuale: il tedesco)
      non obbligarla a versare alla controparte alcuna delle
      maggiorazioni del capitale ivi previste e, in particolare,
      gli interessi di mora, che ammontano complessivamente,
      al 23 luglio 2003, a EUR 2 847,32, di cui, come risulta             L’8 agosto 2003 la Van Mannekus & Co. B.V., con sede
      dall’art. 1 della decisione impugnata, EUR 1 344,04 per il          in Schiedam (Olanda), rappresentata dall’avv. H. Bleier, ha
      periodo fino al 10 aprile 2001, EUR 1 023,88 per il                 proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
      periodo dall’11 aprile 2001 al 31 dicembre 2002,                    europee, un ricorso contro il Consiglio dell’Unione europea.
      EUR 479,40 per il periodo dal 1 gennaio 2003 al
      23 luglio 2003 (204 giorni × EUR 2,35 al giorno =
      EUR 479,40);                                                        La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                                                                          —     annullare il regolamento (CE) del Consiglio 5 giugno
—     in subordine, annullare o altrimenti riformare la decisione               2003, n. 985, che modifica le misure antidumping
      della Commissione delle Comunità europee 25 marzo                         istituite dal regolamento (CE) n. 1334/1999 sulle impor-
      2003, E(2003) 738 def., impugnata, relativa alla «ripeti-                 tazioni di ossido di magnesio originario della Repubblica
      zione degli stipendi illegittimamente versati alla sig.ra                 popolare cinese (1);
      Dionissia Vlachakis, ex agente ausiliario», sopprimendo il
      secondo comma, primo trattino, dell’art. 1, in modo da              —     condannare il Consiglio dell’Unione europea a tutti i costi
      non obbligarla a versare alla controparte la maggiorazione
                                                                                del procedimento.
      richiesta di EUR 1 344,03;
—     condannare la convenuta alle spese.                                 Motivi e principali argomenti
                                                                          Con il regolamento impugnato il Consiglio ha modificato sulla
                                                                          base di un riesame intermedio parziale il tipo di dazio
                                                                          antidumping sulle importazioni di ossido di magnesio origina-
                                                                          rio della Repubblica Popolare Cinese. La ricorrente ha parteci-
Motivi e principali argomenti                                             pato come importatrice al procedimento di riesame previsto
                                                                          nel regolamento impugnato. Essa fa valere che il regolamento
                                                                          è in contrasto con il diritto comunitario materiale, perché il
                                                                          regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio (2) sarebbe stato
Con la decisione impugnata è stato imposto alla ricorrente di             erroneamente applicato in misura rilevante.
restituire alla controparte l’importo, in linea capitale, di
EUR 13 182,18 a titolo di stipendi che erano stati erroneamen-
te versati alla ricorrente dopo la scadenza del suo contratto             La ricorrente sostiene che sarebbe stato errato avviare d’ufficio
con la Commissione, oltre agli interessi di mora. La ricorrente           un riesame parziale. Le ragioni della Commissione esposte
impugna la parte della decisione relativa alla corresponsione             nella notifica non giustificano in alcun caso un riesame. La
degli interessi di mora. Essa afferma che erroneamente le è stato         Commissione avrebbe affermato che la mancanza di distinzio-
imposto di versare gli interessi, giacché la sua impossibilità di         ne tra vendite a parti collegate e a parti indipendenti, ovvero
restituire il capitale dovuto è riconducibile a gravi problemi            tra vendite dirette e indirette, potrebbe portare a «difficoltà
economici nonché a problemi di salute della sua famiglia,                 nell’applicazione delle disposizioni giuridiche». Ciò non è però
ragioni queste che integrano gli estremi della forza maggiore.            vero. Nell’applicazione delle disposizioni non possono sorgere
Essa afferma inoltre di non essere stata invitata a esporre               più difficoltà.
le proprie osservazioni prima dell’adozione della decisione
impugnata. Deduce yinfine che, in ogni caso, non dovrebbe
                                                                          Inoltre, la motivazione del regolamento impugnato sarebbe
essere condannata a versare gli interessi per il periodo fino al
                                                                          diversa da quella che era stata fornita nella notifica sull’avvio
10 aprile 2001 in quanto la Commissione avrebbe tacitamente
                                                                          del riesame intermedio parziale. Allora o vi sarebbe un difetto
rinunciato a pretendere gli interessi per tale periodo.
                                                                          formale di motivazione o mancherebbe per la modifica del
                                                                          tipo di dazio un motivo sufficiente dal punto di vista materiale.
                                                                          Sarebbe errato differenziare, nel regolamento impugnato, tra
                                                                          una catena commerciale collegata ed una indipendente, ovvero
                                                                          tra vendite dirette e indirette all’interno della Comunità.
 ---pagebreak--- C 264/32                  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           1.11.2003
Inoltre la ricorrente fa valere che il regolamento impugnato                  Motivi e principali argomenti
contrasta con il regolamento (CE) n. 384/96, poiché il riesame
intermedio parziale non consentirebbe di modificare l’importo
del dazio. Secondo la notifica l’esame dovrebbe essere limitato
«alla forma del provvedimento in vigore», ma in realtà così                   Le ricorrenti offrono assicurazioni mediche private in Irlanda.
non è stato. In più l’importo del dazio ad valorem è stato                    Mediante la decisione impugnata la Commissione ha deciso di
determinato in modo assolutamente arbitrario. Il regolamento                  non sollevare obiezioni nei confronti del regime di mutualizza-
(CE) n. 384/96 non prevederebbe che possano essere usati                      zione dei rischi da istituire da parte delle autorità irlandesi nel
risultati di esame vecchi più di 12 anni. Esso non consente che               mercato irlandese delle assicurazioni mediche private. Secondo
si ricorra a risultati di esame vecchi più di cinque anni.                    le ricorrenti, tale regime avrebbe l’effetto di garantire una
                                                                              sovvenzione al maggior fornitore di assicurazioni mediche, il
                                                                              Voluntary Health Insurance Board. Tale sovvenzione sarebbe
Infine nell’ultima verifica non si è accertato alcun concreto                 finanziata a spese delle ricorrenti.
margine di dumping, e non è comprensibile come da ciò sia
stato calcolato un tasso di dazio di 27,1 %.
                                                                              A sostegno della loro domanda, le ricorrenti fanno valere,
(1) GU L 143, pag. 1.                                                         innanzi tutto, l’errata applicazione dell’art. 87, n. 1, CE. La
(2) Regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 1995, n. 384,                  Commissione avrebbe ritenuto che il regime di mutualizzazio-
    relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da         ne dei rischi presentasse, in linea di massima, le caratteristiche
    parte di paesi non membri della Comunità europea, da ultimo               di un aiuto ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE. Tuttavia, essa avrebbe
    modificato dal regolamento (CE) n. 1972/2002 (GU L 305,                   deciso che il regime compensava il Voluntary Health Insurance
    pag. 1).                                                                  Board per gli obblighi di servizio pubblico.
                                                                              Secondo le ricorrenti, la Commissione avrebbe erroneamente
                                                                              applicato la valutazione della compensazione di servizio
                                                                              pubblico come elaborata dalla giurisprudenza della Corte di
                                                                              giustizia (1). Gli obblighi indicati dalla Commissione sarebbero
                                                                              i presupposti richiesti per le assicurazioni mediche private in
Ricorso della British United Provident Association Limi-                      Irlanda: i principi di mancanza di restrizioni di adesione,
ted, della BUPA Insurance Limited e della BUPA Ireland                        tariffazione comune, prestazioni minime e copertura a vita.
Limited contro la Commissione delle Comunità europee,                         Questi, secondo le ricorrenti, non dovrebbero essere considera-
                     proposto il 19 agosto 2003                               ti obblighi di servizio pubblico né obblighi derivanti dalla
                                                                              gestione di servizi di interesse economico generale, ma indivi-
                                                                              duerebbero piuttosto la disciplina generale del mercato delle
                           (Causa T-289/03)                                   assicurazioni mediche private, applicabile a tutti gli assicurato-
                                                                              ri. La Commissione, inoltre, non avrebbe valutato se tali
                                                                              obblighi imponessero un onere finanziario per il Voluntary
                            (2003/C 264/55)                                   Health Insurance Board.
                      (Lingua processuale: l’inglese)
                                                                              L’alternativa della Commissione per fondare la decisione
                                                                              impugnata sarebbe stata che il regime di mutualizzazione dei
                                                                              rischi potesse essere approvato a norma dell’art. 86, n. 2, CE.
Il 19 agosto 2003 la British United Provident Association                     La Commissione non avrebbe accertato se fossero soddisfatti i
Limited, Londra (Regno Unito), la BUPA Insurance Limited,                     presupposti per ottenere l’approvazione ai sensi di tale articolo.
Londra (Regno Unito) e la BUPA Ireland Limited, Dublino                       Secondo le ricorrenti, i pertinenti obblighi dell’assicurazione
(Irlanda), tutte rappresentate dai sigg. N. Green, QC, K. Bacon,              medica privata non sarebbero servizi d’interesse economico
barrister, B. Amory, lawyer e J. Burke, barrister, hanno                      generale. Inoltre, gli argomenti della Commissione circa la
proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità                   necessità e la proporzionalità si fonderebbero su errori di
europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità                       motivazione nonché su manifesti errori di fatto. Le ricorrenti
europee.                                                                      fanno poi valere che la Commissione non avrebbe valutato se
                                                                              il regime compromettesse lo sviluppo degli scambi in misura
                                                                              contraria agli interessi della Comunità.
Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
—     annullare la decisione della Commissione 13 maggio                      Inoltre la Commissione a torto non avrebbe valutato se il
      2003 C(2003) 1322 def.;                                                 regime di mutualizzazione dei rischi violasse il combinato
                                                                              disposto dell’art. 82 CE e dell’art. 86, n. 1, CE, gli artt. 43 CE e
—     condannare la Commissione alle spese.                                   49 CE, nonché la direttiva del Consiglio (2).