CELEX: C2003/239/46
Language: it
Date: 2003-10-04 00:00:00
Title: Causa T-276/03: Ricorso dell'Azienda Agricola "Le Canne" srl contro la Commissione delle Comunità europee proposto il 7 agosto 2003

4.10.2003                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         C 239/25
Il presente ricorso si rivolge contro il regolamento (CE)                    Ricorso dell’Azienda Agricola «Le Canne» srl contro la
n. 1065/97 della Commissione del 12 giugno 1997 che                          Commissione delle Comunità europee proposto il
completa l’allegato del regolamento (CE) n. 1170/96 relativo                                            7 agosto 2003
alla registrazione delle indicazioni geografiche e delle denomi-
nazioni di origine nel quadro della procedura di cui all’artico-
lo 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio ( 1), nella                                      (Causa T-276/03)
misura in cui concerne la disciplina della IGP «Prosciutto di
Norcia» adottata dalla Commissione per l’IPG in questione.
                                                                                                       (2003/C 239/46)
                                                                                                 (Lingua processuale : l’italiano)
Viene inanzittutto ritenuto che detto regolamento non contie-
ne alcun riferimento al contenuto del disciplinare che regola-
menta la produzione dell’IGP «prosciuto di Norcia» che, per
quanto riguarda le materie prime, si limita a disporre con
                                                                             Il 7 agosto 2003, l’Azienda Agricola «Le Canne» srl, rappresen-
l’art. 3 la provenienza da allevamenti di suini di razze bianche
incrociate e selezionate, senza alcun riferimento di tipo                    tata e difesa dagli avvocati Giuseppe Carraro e Francesca
                                                                             Mazzonetto, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado
territoriale circa l’ubicazione degli allevamenti. Questo discipli-
nare è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica            delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione
                                                                             europea
italiana.
                                                                             La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
L’autorità nazionale avente competenza in materia, però,
ha intimato all’impresa che provvedeva alla lavorazione e                    —      dichiarare, conformemente all’art. 232 del Trattato, che
stagionatura dei prosciutti d’interrompere qualsiasi attività                       la Commissione, avendo omesso di adottare le misure ed
riguardante carni provenienti da allevamenti diversi da quelli                      i comportamenti necessari a dare esecuzione alla sentenza
italiani. Ciò in quanto il testo del regime approvato dalla                         5 marzo 2002 (causa T-241/00) del Tribunale di primo
Commissione per l’IPG in questione prevede una simile                               grado, è venuta meno agli obblighi incombentile ai sensi
prescrizione.                                                                       del diritto comunitario;
                                                                             —      condannare la Commissione al risarcimento del danno,
                                                                                    che si allega patito in misura non inferiore all’importo
A sostegno delle sue conclusioni, la ricorrente fa valere:                          delle frazioni di sovvenzione non erogate, aumentate del
                                                                                    tasso d’interesse passivo praticato alla ricorrente dal
                                                                                    sistema bancario, decorrente dalla data del precedente
—      La violazione del regolamento (CEE) n. 2081/92 del                           ultimo pagamento parziale al saldo del contributo dovuto;
       Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione
       delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’ori-
                                                                             —      condannare la Commissione alle spese di giudizio.
       gine dei prodotti agricoli ed alimentari ( 2).
—      La violazione degli articoli 28 e 29 del Trattato CE
       sulla libertà d’importazione e delle norme di tutela di               Motivi e principali argomenti
       funzionamento del mercato interno (artt. 3 e 4 del
       Trattato).
                                                                             All’origine del presente ricorso c’è una riduzione di contributo
                                                                             comunitario in co-finanziamento riguardante diversi lavori
—      La violazione dei principi sulla libera concorrenza,                  di ammodernamento e sistemazione dei propri impianti
       nonché del divieto d’introduzione di misure a favore di               d’itticoltura della società ricorrente, riduzione che é stata
       imprese nazionali.                                                    annullata con sentenza della Corte di Giustizia nella causa
                                                                             T-10/98 P (1). Con sentenza del 5 marzo 2002 (2), una
                                                                             nuova decisione di riduzione del medesimo contributo è stata
—      L’esistenza nella fattispecie di vizi e carenze dell’istruttoria
                                                                             annullata perché la Commissione ha omesso di valutare se il
       che hanno portato all’ approvazione del disciplinare da
                                                                             progetto effettivamente realizzato potesse essere considerato
       parte della Commissione.
                                                                             produttivo e conforme ai piani iniziali.
( 1) GU L 156 del 13.6.1997, p. 5.                                           Afferma la ricorrente che dopo il passaggio in giudicato della
( 2) GU L 208 del 24.7.1992, p. 1.                                           seconda sentenza, la Convenuta si era impegnata a compiere
                                                                             la richiesta valutazione anche mediante una verifica in loco.
                                                                             Tuttavia, effettuata tale verifica il 16-17 settembre 2002, la
                                                                             Commissione non avrebbe preso posizione dilazionando sine
                                                                             die il saldo del contributo.
 ---pagebreak--- C 239/26                 IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             4.10.2003
Si fa valere a questo riguardo che, nella specie, le circostanze              A questo proposito, viene precisato che la decisione impugnata
della vertenza, a partire dal 1995, ritornano ora per la terza                sostituisce una precedente decisione annullata dal Tribunale di
volta davanti alla giurisdizione comunitaria, senza che la                    primo grado delle Comunità europee con sentenza 20 set-
Commissione abbia a tutt’oggi correttamente compiuto ciò                      tembre 2001 (1).
che ancora in quella data avrebbe dovuto effettuare, ossia la
valutazione di conformità delle accertate variazioni rispetto
all’oggetto, all’economia e alla finalità del progetto originario             A sostegno delle sue pretese, la ricorrente deduce i seguenti
ammesso a contributo.                                                         motivi:
( 1) Raccolta P. I-6831.                                                      —      violazione dei diritti della difesa, a motivo dell’assenza di
( 2) Causa T-241/00 (Raccolta p. II-1251).                                           un’istruttoria completa;
                                                                              —      errore manifesto nella valutazione dei fatti e, in particola-
                                                                                     re, nella valutazione del luogo di attività principale o di
                                                                                     residenza abituale durante il periodo di riferimento. In
                                                                                     subordine, alla Commissione viene addebitato di aver
                                                                                     misconosciuto il fatto che la permanenza della ricorrente
                                                                                     a Bruxelles non ha in alcun modo superato il periodo di
Ricorso della sig.ra Lucía Recalde Langarica contro la                               riferimento, e, in ulteriore subordine, di non aver applica-
Commissione delle Comunità europee, presentato                                       to l’eccezione relativa ai «servizi effettuati per un altro
                            l’8 agosto 2003                                          Stato», prevista dall’art. 4 dell’allegato VII dello Statuto.
                          (Causa T-283/03)
                                                                              (1 ) Causa T-344/99, Recalde Langarica/Commissione (Racc. PI
                                                                                   pagg. I-A-183 e II-833).
                           (2003/C 239/47)
                    (Lingua processuale: lo spagnolo)
L’8 agosto 2003, la sig.ra Lucía Recalde Langarica, con
domicilio in Bruxelles, rappresentata dagli avv.ti Ramón Gar-
cía-Gallardo e M. Dolores Domínguez Pérez, ha proposto                        Ricorso della S.I.M.SA. srl contro la Commissione delle
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee                            Comunità europee proposto il 18 agosto 2003
un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
                                                                                                        (Causa T-287/03)
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—      annullare la decisione 8 maggio 2003, che ha respinto                                             (2003/C 239/48)
       il reclamo con il quale la ricorrente aveva chiesto
       l’annullamento, in via formale e definitiva, della decisione
       di revocare il suo diritto, statutariamente previsto, all’in-                              (Lingua processuale : l’italiano)
       dennità di dislocazione, e la conferma del suo diritto a
       percepire tale indennità, nonché altre indennità supple-
       mentari;
                                                                              Il 18 agosto 2003, la S.I.M.SA. srl, rappresentata e difesa
—      condannare la convenuta a tutte le spese.                              dall’avvocato Michele Arcangelo Calabrese, ha proposto dinan-
                                                                              zi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un
                                                                              ricorso contro la Commissione europea
Motivi e principali argomenti
                                                                              La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
Il presente ricorso è diretto contro la decisione dell’Autorità
che ha il potere di nomina che ha respinto il reclamo con il                  —      annullare la lettera della Commissione datata 30 aprile
quale la ricorrente aveva chiesto l’annullamento, in via formale                     2002 D/52107, COMP/G1/D(02)400 PI/cpb, sconosciuta
e definitiva, della decisione negatoria del suo diritto, statutaria-                 alla ricorrente, con la quale la Commissione ha consultato
mente previsto, all’indennità di dislocazione, e la conferma del                     le Autorità italiane, invitandole ad esprimere il loro
suo diritto a percepire tale indennità, unitamente ad altre                          assenso o meno circa il rilascio ad una richiedente diversa
indennità connesse a quest’ultima, quale, in particolare, l’inden-                   dalla ricorrente dei medesimi documenti richiesti in copia
nità di prima sistemazione nel suo attuale luogo di lavoro.                          dalla ricorrente;