CELEX: 52014PC0749
Language: it
Date: 2015-01-09
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa all’accettazione degli emendamenti al protocollo del 1998 della convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti organici persistenti

COMMISSIONE
                              EUROPEA
                                                      Bruxelles, 9.1.2015
                                                      COM(2014) 749 final
                                                      ANNEX 1
                                         ALLEGATO
                                       documento accluso
                                        alla proposta di
                                     Decisione del Consiglio
   relativa all’accettazione degli emendamenti del protocollo del 1998 della convenzione del
    1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli
                                 inquinanti organici persistenti,
IT                                                                                           IT
 ---pagebreak---                                                  ALLEGATO
                                              documento accluso
                                                alla proposta di
                                           Decisione del Consiglio
   relativa all’accettazione degli emendamenti del protocollo del 1998 della convenzione del
    1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli
                                       inquinanti organici persistenti,
                                                Decisione 2009/1
       Emendamento del testo e degli allegati I, II, III, IV, VI e VIII del protocollo del 1998 sugli
                   inquinanti organici persistenti (Persistent Organic Pollutants, POP)
           Le parti del protocollo del 1998 sugli inquinanti organici persistenti, riunite in occasione
   della ventisettesima seduta dell’organo esecutivo,
           decidono di emendare il protocollo del 1998 sugli inquinanti organici persistenti della
   convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza, come segue:
   ARTICOLO 1: EMENDAMENTO
   A.      Articolo 1
           Il paragrafo 12 è sostituito dal seguente:
           per “fonte fissa nuova” s’intende qualsiasi fonte fissa la cui costruzione o modifica sostanziale
           sia iniziata trascorsi due anni dall’entrata in vigore per una parte:
           a)       del presente protocollo; oppure
           b)       di un emendamento del presente protocollo che, per quanto riguarda una fonte fissa,
           introduce nuovi valori limite nella parte II dell’allegato IV, oppure introduce nell’allegato VIII
           la categoria nella quale tale fonte rientra.
           Spetta alle autorità nazionali competenti stabilire se una modifica sia sostanziale o meno,
           tenendo conto di fattori quali i benefici ambientali derivanti da tale modifica.
   B.      Articolo 3
   1.      All’articolo 3, paragrafo 5, lettera b), punto i) e punto iii), del protocollo sugli
   inquinanti organici persistenti, il testo:
                    “per le quali l’allegato V individua le migliori tecniche disponibili”
IT                                                       2                                                    IT
 ---pagebreak---            è sostituito dal seguente:
           “per i quali le linee guida adottate dalle parti in occasione di una sessione dell’organo
           esecutivo individuano le migliori tecniche disponibili”.
   2.      Il punto e virgola alla fine del paragrafo 5, lettera b), punto iv), è sostituito da un
   punto.
   3.      Il paragrafo 5, lettera b), punto v), è soppresso.
   C.      Articolo 13
           Il testo “Gli allegati V e VII hanno” è sostituito da “L’allegato V ha”
   D.      Articolo 14
   1.      Il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
           “3. Gli emendamenti al presente protocollo e agli allegati da I a IV, VI e VIII vengono
           adottati per consenso delle parti rappresentate in una sessione dell’organo esecutivo ed
           entrano in vigore per le parti che li hanno accettati il novantesimo giorno successivo alla data
           in cui i due terzi delle parti presenti al momento della loro adozione hanno depositato i loro
           strumenti di accettazione di tali emendamenti presso il depositario. Per tutte le altre parti, gli
           emendamenti entrano in vigore il novantesimo giorno successivo alla data in cui esse hanno
           depositato i loro strumenti di accettazione. Al presente paragrafo si applicano i paragrafi 5 bis
           e 5 ter.”
   2.      Al paragrafo 4, il testo “agli allegati V e VII” è sostituito da “all’allegato V” e il testo
   “ai suddetti allegati” è sostituito da “all’allegato V”.
   3.      Al paragrafo 5, il testo “agli allegati V e VII” è soppresso e il testo “ai suddetti
   allegati” è sostituito da “all’allegato V”.
   4.      Dopo il paragrafo 5 sono aggiunti i seguenti paragrafi:
           “5 bis. Per le parti che l’hanno accettata, la procedura di cui al paragrafo 5 ter sostituisce
           quella di cui al paragrafo 3 per quanto riguarda gli emendamenti degli allegati da I a IV, VI e
           VIII.
           “5 ter.
                     a)       Gli emendamenti agli allegati da I a IV, VI e VIII vengono adottati per
                     consenso delle parti presenti a una seduta dell’organo esecutivo. Allo scadere
                     di un anno dalla data in cui essa viene comunicato dal segretario esecutivo
                     della Commissione a tutte le parti, l’emendamento ai suddetti allegati entra in
                     vigore per le parti che non hanno fatto pervenire al depositario una notifica
                     secondo le disposizioni di cui alla sottostante lettera b);
                     b)       Le parti che non sono in grado di approvare un emendamento agli
                     allegati da I a IV, VI e VIII lo notificano per iscritto al depositario entro un
                     anno a decorrere dalla data di comunicazione della sua adozione. Il depositario
                     comunica immediatamente a tutte le parti di aver ricevuto tale notifica. Una
                     parte può sostituire in qualsiasi momento una sua precedente notifica con
                     un’accettazione e, dopo aver depositato lo strumento di accettazione presso il
                     depositario, l’emendamento ai suddetti allegati avrà effetto per tale parte;
                     c)       Qualsiasi emendamento degli allegati da I a IV, VI e VIII non entra in
                     vigore se un numero complessivo di sedici o più parti:
IT                                                       3                                                    IT
 ---pagebreak---                             i) ha fatto pervenire una notifica secondo le disposizioni di cui alla
                            lettera b); oppure
                            ii) ha respinto la procedura di cui al presente paragrafo e non ha ancora
                            depositato uno strumento di accettazione in conformità delle disposizioni
                            del paragrafo 3”.
   E.      Articolo 16
            Dopo il paragrafo 2, è aggiunto il seguente nuovo paragrafo:
                   “3. Uno Stato o un’organizzazione regionale d’integrazione economica dichiara,
                   nel rispettivo strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione,
                   se non intende essere vincolato dalle procedure di cui all’articolo 14, paragrafo 5
                   ter, per quanto riguarda gli emendamenti degli allegati da I a IV, VI e VIII.”
   F.      Allegato I
   1.      Nell’elenco, per la sostanza DDT le condizioni (numeri 1 e 2) sull’eliminazione della
   produzione sono soppresse e sostituite dal termine «Nessuna»; viene inoltre soppresso il testo
   «salvo quanto precisato nell’allegato II» nelle condizioni di impiego.
   2.      Nell’elenco, per la sostanza Eptacloro, le condizioni d’uso sono soppresse e sostituite
   dal termine «Nessuna».
   3.      Nell’elenco, per la sostanza Esaclorobenzene, le condizioni di produzione e d’uso
   sono soppresse e sostituite in entrambi i casi dal termine «Nessuna».
   4.      Nell’elenco sono aggiunte le seguenti sostanze, in ordine alfabetico appropriato,
   inserendo le seguenti righe:
   Esaclorobutadiene            Produzione          Nessuna
   CAS: 87-68-3
                                Uso                 Nessuna
   Esaclorocicloesani (HCH) Produzione            Nessuna
   (CAS: 608-73-1), tra cui
   lindano (CAS: 58-89-9           Uso            Nessuna condizione, eccetto per l’isomero gamma
                                                  dell’HCH (lindano), utilizzato come insetticida topico a
                                                  fini di sanità pubblica. Questi usi sono oggetto di una
                                                  nuova valutazione a norma del presente protocollo nel
                                                  2012, oppure un anno dopo l’entrata in vigore
                                                  dell’emendamento se quest’ultima data è posteriore.
   Esabromodifenil eterea/ e            Produzione     Nessuna
   Eptabromodifeniletere eterea/
                                        Uso            1. Una parte può consentire il riciclaggio di articoli
                                                       che contengono o possono contenere una di tali
                                                       sostanze, e l’utilizzo e lo smaltimento finale degli
                                                       articoli fabbricati a partire da materiali riciclati che
                                                       contengono o possono contenere una di tali sostanze,
                                                       a condizione che il riciclaggio e lo smaltimento
IT                                                      4                                                       IT
 ---pagebreak---                                                finale sia effettuato senza rischi per l’ambiente e non
                                               comporti il recupero di una di tali sostanze ai fini del
                                               loro riutilizzo.
                                               2. Ogni quattro anni a decorrere dal 2013 e
                                               successivamente fino a quando la condizione di cui
                                               sopra viene rimossa o espiri, l’organo esecutivo
                                               valuta i progressi che le parti hanno compiuto per
                                               conseguire il loro obiettivo ultimo di eliminare tali
                                               sostanze contenute in articoli e riesamina la necessità
                                               di mantenere la condizione, che, in ogni caso, scade
                                               al più tardi nel 2030.
   Tetrabromodifeniletere etereb/ e Produzione Nessuna
   Pentabromodifeniletere etereb/
                                    Uso        1. Una parte può consentire il riciclaggio di articoli
                                               che contengono o possono contenere una di tali
                                               sostanze, e l’utilizzo e lo smaltimento finale degli
                                               articoli fabbricati a partire da materiali riciclati che
                                               contengono o possono contenere una di tali sostanze,
                                               a condizione che il riciclaggio e lo smaltimento
                                               finale sia effettuato senza rischi per l’ambiente e non
                                               comporti il recupero di una di tali sostanze ai fini del
                                               loro riutilizzo.
                                               2. Ogni quattro anni a decorrere dal 2013 e
                                               successivamente fino a quando la condizione di cui
                                               sopra viene rimossa o espiri, l’organo esecutivo
                                               valuta i progressi che le parti hanno compiuto per
                                               conseguire il loro obiettivo ultimo di eliminare tali
                                               sostanze contenute in articoli e riesamina la necessità
                                               di mantenere la condizione, che, in ogni caso, scade
                                               al più tardi nel 2030.
   Pentaclorobenzene                Produzione   Nessuna
   CAS: 608-93-5
                                    Uso          Nessuna
IT                                               5                                                      IT
 ---pagebreak---    Perfluorottano sulfonato Produzione Nessuna, salvo per la produzione per gli impieghi da
   (PFOS)c/                            a) a c) sottoindicati, e da a) a e) nell’allegato II.
                            Uso        Nessuna, tranne per i seguenti usi e gli usi da a) a e)
                                       nell’allegato II:
                                       (a) elettroplaccatura al cromo, anodizzazione al
                                       cromo e attacco anodico, fino al 2014;
                                       b)       nichelatura       chimica        con       nichel-
                                       politetrafluoretilene, fino al 2014;
                                       c) incisione di substrati di plastica prima della loro
                                       metallizzazione, fino al 2014;
                                       d) schiume antincendio, ma solo se fabbricate o in
                                       uso prima del 18 dicembre 2009.
                                       Per quanto riguarda le schiume antincendio:
                                       i) le parti si adoperano per eliminare entro il 2014 le
                                       schiume antincendio contenenti PFOS fabbricate o in
                                       uso prima del 18 dicembre 2009 e riferiscono sui
                                       loro progressi in merito all’organo esecutivo nel
                                       2014;
                                       ii) sulla base di quanto riferito dalle parti e del punto
                                       i), nel 2015 l’organo esecutivo valuta se l’uso di
                                       schiume antincendio contenenti PFOS fabbricate o in
                                       uso prima del 18 dicembre 2009 dovrà essere
                                       assoggettato a restrizioni supplementari.
IT                                       6                                                         IT
 ---pagebreak---    5.       Nell’elenco, la sostanza PCB è soppressa e sostituita da:
   Bifenili policlorurati      Produzione     Nessuna
   (PCB)d/
                               Uso            Nessuna Per quanto riguarda i PCB in uso entro la data
                                              di attuazione, ciascuna parte deve:
                                              1. impegnarsi con più forza per:
                                                a) l’eliminazione dell’uso dei PCB individuabili nelle
                                              apparecchiature (ad es. trasformatori, condensatori o
                                              altri recipienti contenenti liquidi residui) che
                                              contengono volumi di PCB superiori a 5 dm³ e in
                                              concentrazione uguale o superiore allo 0,05%, quanto
                                              prima ma non oltre il 31 dicembre 2010 (o il 31
                                              dicembre 2015 per i paesi con economie in transizione);
                                                b) la distruzione o la decontaminazione attraverso
                                              metodi che non comportano rischi per l’ambiente:
                                                - di tutti i PCB liquidi di cui alla lettera a) e degli altri
                                              PCB liquidi non contenenti più dello 0,005% in peso di
                                              PCB e non in apparecchiature, quanto prima ma non
                                              oltre il 31 dicembre 2015 (o il 31 dicembre 2020 per i
                                              paesi con economie in transizione);
                                                - tutti i PCB liquidi di cui al punto 2, lettera a), entro il
                                              31 dicembre 2029;
                                                c) la decontaminazione o lo smaltimento delle
                                              apparecchiature di cui ai punti 1, lettera a) e 2, lettera a),
                                              attraverso metodi che non comportano rischi per
                                              l’ambiente.
                                              2. adoperarsi per:
                                                a) individuare e rimuovere dalla circolazione
                                              apparecchiature (ad es. trasformatori, condensatori o
                                              altri recipienti contenenti liquidi) contenenti più dello
                                              0,005% di PCB e volumi superiori a 0,05 dm³, nel più
                                              breve tempo possibile e comunque non oltre il 31
                                              dicembre 2025;
                                                b) individuare altri articoli contenenti più dello
                                              0,005% di PCB (ad es. guaine per cavi, materiali di
                                              calafataggio e oggetti verniciati) e gestirli
                                              conformemente al paragrafo 3 dell’articolo 3.
                                              3. assicurare che le apparecchiature di cui ai punti 1,
                                              lettera a), e 2, lettera a), non siano esportate o importate
                                              per fini diversi da quello di una gestione dei rifiuti senza
                                              rischi per l’ambiente.
                                              4. Promuovere le seguenti iniziative per controllare
                                              l’uso dei PCB e ridurre le esposizioni e i rischi:
                                                a) limitare l’uso dei PCB alle apparecchiature intatte
                                              ed ermetiche e alle zone in cui è possibile ridurre al
                                              minimo il rischio di emissione nell’ambiente e porvi
                                              rapidamente rimedio;
                                                b) evitare l’uso di PCB in apparecchiature situate in
IT                                                 7                                                          IT
 ---pagebreak---                                              zone destinate alla produzione o alla trasformazione di
                                             alimenti e mangimi;
                                             in caso di uso di PCB in zone popolate, compresi gli
                                             ospedali e le scuole, adottare tutte le misure ragionevoli
                                             per prevenire i guasti elettrici che possano provocare
                                             incendi, e compiere regolarmente ispezioni delle
                                             apparecchiature per individuare eventuali perdite.
   6. La nota a/ in calce all’allegato I è soppressa.
   7. Alla fine dell’allegato I sono aggiunte le seguenti note in calce:
      “a/
          Per “Esabromodifeniletere e eptabromodifeniletere” si intende 2,2’,4,4’,5,5’-
      esabromodifeniletere (BDE-153, n. CAS: 68631-49-2), 2,2’,4,4’,5,6’-
      esabromodifeniletere (BDE-154, n. CAS: 207122-15-4), 2,2’,3,3’,4,5’,6
      eptabromodifeniletere (BDE-175, n. CAS: 446255-22-7), 2,2’,3,4,4’,5’,6-
      eptabromodifeniletere (BDE-183, n. CAS: 207122-16-5) ed altri esa- ed
      eptabromodifenileteri presenti nelle forme commerciali di ottabromodifeniletere.”
      “b/ Per “Tetrabromodifeniletere e pentabromodifeniletere” si intende 2,2’,4,4’-
      tetrabromodifeniletere (BDE-47, n. CAS: 40088-47-9) e 2,2’,4,4’,5-
      pentabromodifeniletere (BDE-99, n. CAS: 32534-81-9) ed altri tetra- e pentabromodifenileteri
      presenti nelle forme commerciali di pentabromodifeniletere.”
IT                                               8                                                      IT
 ---pagebreak---                “с/ Per perfluorottano sulfonato (PFOS) si intendono le sostanze definite dalla formula
               molecolare C8F17S02X, dove X = OH, sale metallico, alogenuro, ammide o altri derivati
               compresi i polimeri.”
               “d/
                   “Per “bifenili policlorurati” si intendono i composti aromatici strutturati in modo tale che
               gli atomi di idrogeno della molecola di bifenile (due anelli benzenici legati da un unico
               legame carbonio-carbonio) possono essere sostituiti da un numero di atomi di cloro da uno
               a dieci.”
   G           Allegato II
   1.          Nell’elenco, sono soppresse le sostanze DDT, HCH e PCB nella tabella che figura
   dopo il primo paragrafo dell’allegato II.
   2.          Nell’elenco è aggiunta la seguente sostanza, nell’ordine alfabetico appropriato:
                  Sostanza                                                        Dispositivi di attuazione
     Perfluorottano sulfonato                              Usi limitati                                        Condizioni
     (PFOS)a/
                                             a) Rivestimenti fotoresistenti o Le parti si adoperano per eliminare questi
                                             antiriflesso         utilizzati          per usi non appena siano disponibili
                                             processi fotolitografici;                       alternative adeguate.
                                             b)      rivestimenti           fotografici Entro il 2015, e in seguito almeno ogni
                                             applicati su pellicole, carta o quattro anni, le parti che fanno uso di
                                             lastre di stampa;                               queste sostanze forniscono una relazione
                                                                                             sui progressi compiuti per eliminarle e
                                             c) trattamenti antiappannanti per
                                                                                             informazioni        sui     progressi          stessi
                                             cromatura dura a carattere non
                                                                                             all’organo esecutivo. Sulla base di queste
                                             decorativo;
                                                                                             relazioni, gli usi limitati di cui sopra
                                             VI) agenti imbibenti utilizzati in vengono nuovamente sottoposti a
                                             sistemi            controllati            di valutazione.
                                             elettroplaccatura;
                                             d)       fluidi       idraulici          per
                                             l’aviazione;
                                             e) determinati dispositivi medici
                                             (ad esempio produzione di
                                             copolimero             di          etilene-
                                             tetrafluoretilene (ETFE) a strati
                                             e      radio-opaco,            dispositivi
                                             medico-diagnostici in vitro, filtri
                                             colorati CCD).
   a/ Per perfluorottano sulfonato (PFOS) si intendono le sostanze definite dalla formula molecolare C8F17SO2X, dove X = OH, sale metallico,
   alogenuro, ammide o altri derivati compresi i polimeri.
IT                                                                       9                                                                       IT
 ---pagebreak---    H.      Allegato III
   1.      Il testo sotto il titolo “Anno di riferimento” per ciascuna delle sostanze elencate
   nell’allegato III è soppresso e sostituito dal seguente:
           “1990; oppure un altro anno a scelta, dal 1985 al 1995 compreso; oppure, per i paesi con
           economie in transizione, un altro anno, tra il 1985 e l’anno dell’entrata in vigore del
           protocollo per una parte, e come specificato da tale parte all’atto della ratifica,
           accettazione, approvazione o adesione”
   2.      Nell’elenco, per la sostanza esaclorobenzene, sotto il nome della sostanza è aggiunto il
   seguente testo: “CAS: 118-74-1”
   3.      Nell’elenco è aggiunta la sostanza PCB attraverso l’inserimento di una riga alla fine
   della tabella:
   PCBc/                            2005; oppure un altro anno a scelta, dal 1995 al 2010 compreso; oppure,
                                    per i paesi con economie in transizione, un altro anno a scelta, tra il
                                    1995 e l’anno dell’entrata in vigore del protocollo per una parte, e come
                                    specificato da tale parte all’atto della ratifica, accettazione, approvazione
                                    o adesione.
   4.      Dopo la nota in calce b/ è aggiunta un’altra nota, come segue:
           “c/ Bifenili policlorurati (PCB), quali definiti nell’allegato I, se prodotti ed emessi
           non intenzionalmente da fonti antropiche.”
   I.      Allegato IV
   1.      Al punto 2, all’interno della parentesi, il termine “e” è soppresso e il testo “, e per un
   determinato tenore di ossigeno” è aggiunto alla fine.
   2.      Il paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:
           “3.      I valori limite si riferiscono alle normali condizioni di funzionamento. Per le
           operazioni a processo discontinuo, i valori limite si riferiscono a livelli medi registrati nel
           corso dell’intero processo discontinuo — tra cui, ad esempio, il preriscaldamento,
           riscaldamento e raffreddamento.»
   3.      Al paragrafo 4, dopo il termine “norme” è aggiunto “applicabili”, e prima dei termini
   “dal Comitato” è inserito “, ad esempio,”
   4.      Il paragrafo 6 è sostituito dai seguenti testo e nota in calce:
           “6.      Le emissioni di PCDD/F sono indicate in equivalenti tossici totali (TEQ)1/. I
           valori del fattore di equivalenza tossica da utilizzare ai fini del presente protocollo sono
           conformi alle norme internazionali applicabili, a cominciare dai fattori tossici equivalenti
           per PCDD/F per i mammiferi, adottati nel 2005 dall’Organizzazione mondiale della
           sanità.”
IT                                                       10                                                       IT
 ---pagebreak---                “1/
                     L’equivalente tossico totale (TEQ) è definito sul piano operativo dalla
               somma dei prodotti della moltiplicazione della concentrazione di ogni
               composto per il valore del fattore di equivalenza tossica (TEF), ed è una stima
               dell’attività totaledella miscela simile a quella di 2,3,7,8-TCDD.
               Precedentemente, l’abbreviazione per “equivalente tossico totale” era “TE”.”
   5. Il paragrafo 7 è sostituito dai seguenti testo e nota in calce:
      “7. I valori limite seguenti, che si riferiscono ad una concentrazione dell’11% di O2
      nei gas di scarico, si applicano ai seguenti tipi di inceneritore:
              rifiuti solidi urbani (fonte fissa esistente nella quale viene effettuata la
              combustione di più di3 3 t/ora, nonché ogni fonte fissa nuova)
                        0,1 ngTEQ/m
              rifiuti solidi sanitari (fonte fissa esistente nella quale viene effettuata la
              combustione di più di 1 t/ora, nonché ogni fonte fissa nuova)
                        fonte fissa nuova: 0,1 ngTEQ/m3
                        fonte fissa esistente: 0,5 ng TEQ/m3
              rifiuti pericolosi (fonte fissa esistente nella quale viene effettuata la
              combustione di più di 1 t/ora, nonché ogni fonte fissa nuova)
                        fonte fissa nuova: 0,1 ng TEQ/m3
                        fonte fissa esistente: 0,2 ng TEQ/m3
              rifiuti industriali non pericolosi1/2/
                        fonte fissa nuova: 0,1 ngTEQ/m3
                        fonte fissa esistente: 0,5 ng TEQ/m3”
               “1/
                   Incluso gli inceneritori per il trattamento dei rifiuti da biomassa (che
               possono contenere composti organici alogenati o metalli pesanti a seguito
               di un trattamento protettivo o di rivestimento del legno e che comprendono
               in particolare i rifiuti di biomassa derivanti dall’attività di costruzione e
               demolizione), ma esclusi gli inceneritori che trattano solo altri rifiuti di
               biomassa.”
              “2/
                   I paesi con economie in transizione possono escludere la co-combustione
              di rifiuti industriali non pericolosi nei processi industriali in cui tali rifiuti
              sono utilizzati come combustibile aggiuntivo che contribuisce fino al 10%
              dell’energia,”
   6. Dopo il punto 7 sono aggiunti i seguenti punti:
      8.      Il valore limite seguente, che si riferisce ad una concentrazione del 16%
              di O2 nei gas di scarico, si applica ai seguenti tipi di impianti di
              agglomerazione:
                         0,5 ng TEQ/m3
      9.     Il valore limite seguente, che si riferisce ad alla concentrazione effettiva di O2
             nei gas di scarico, si applica ai seguenti tipi di fonti:
IT                                                 11                                            IT
 ---pagebreak---                   produzione secondaria di acciaio - forno ad arco elettrico con una capacità di
                  produzione superiore a 2,5 t/ora di acciaio fuso per ulteriori
                  lavorazioni:
                           0,5 ng TEQ/m3
   J.     Allegato VI
   1.     Il testo esistente dell’allegato diventa punto 1.
   2.     Alla lettera a), dopo i termini “del presente protocollo” è aggiunto “per una parte”.
   3.     Il testo della lettera b) è sostituito dal seguente:
          “per le fonti fisse esistenti:
            i)     otto anni a decorrere dalla data di entrata in vigore degli emendamenti rilevanti
            per una parte; se necessario tale periodo può essere esteso per fonti fisse esistenti
            specifiche conformemente al periodo di ammortamento previsto dalla normativa
            nazionale; oppure
            ii)    fino a quindici anni a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
            protocollo per una parte, se questa è un paese con un’economia in transizione”.
   4.     Alla fine dell’allegato è aggiunto un nuovo paragrafo 2, con il seguente testo:
          “2. Le scadenze per l’applicazione dei valori limite e delle migliori tecniche
          disponibili che sono stati aggiornati o introdotti a seguito dell’emendamento del
          presente protocollo sono le seguenti:
                   (a)    per fonti fisse nuove, due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore
                          degli emendamenti rilevanti per la parte interessata;
                   b)        per le fonti fisse esistenti:
                          i) otto anni a decorrere dalla data di entrata in vigore degli emendamenti
                          rilevanti per una parte; oppure
                          ii) fino a quindici anni a decorrere dalla data di entrata in vigore
                          dell’emendamento rilevante per una parte, se questa è un paese con
                          un’economia in transizione”.
   K.     Allegato VIII
   1.     Nella seconda frase della parte I, prima dei termini “all’allegato V” è inserito «ai
   documenti di orientamento di cui”.
   2.     La descrizione della categoria 1 nella tabella della parte II è soppressa e sostituita
   dal seguente testo: “Incenerimento di rifiuti (compreso il coincenerimento): rifiuti urbani,
   pericolosi, non pericolosi e sanitari, e fanghi di depurazione.”
   3.     Le seguenti nuove categorie sono aggiunte nella tabella della parte II:
IT                                                     12                                             IT
 ---pagebreak---     13           Processi specifici di produzione di sostanze chimiche con formazione ed emissione non
                 intenzionale di inquinanti organici persistenti, e in particolare la produzione di
                 clorofenoli e cloranile.
    14           Processi termici nell’industria metallurgica, metodi a base di cloro.
      ARTICOLO 2: RAPPORTO CON IL PROTOCOLLO SUGLI INQUINANTI ORGANICI
      PERSISTENTI
    Nessuno Stato o organizzazione regionale di integrazione economica può depositare uno
    strumento di accettazione del presente emendamento senza aver precedentemente, o
    simultaneamente, depositato uno strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o
    di adesione al protocollo sugli inquinanti organici persistenti.
    ARTICOLO 3: ENTRATA IN VIGORE
   1.      A norma dell’articolo 14, paragrafo 3, del protocollo sugli inquinanti organici
   persistenti, il presente emendamento entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla
   data in cui i due terzi delle parti del protocollo hanno depositato i loro strumenti di
   accettazione presso il depositario.
   2.      Dopo l’entrata in vigore del presente emendamento, come indicato al paragrafo 1, esso
   entra in vigore per tutte le altre parti contraenti il protocollo il novantesimo giorno successivo
   alla data del deposito del loro strumento di accettazione.
IT                                                    13                                               IT
 ---documentbreak---                               COMMISSIONE
                              EUROPEA
                                                      Bruxelles, 9.1.2015
                                                      COM(2014) 749 final
                                                      2014/0358 (NLE)
                                          Proposta di
                               DECISIONE DEL CONSIGLIO
   relativa all’accettazione degli emendamenti al protocollo del 1998 della convenzione del
   1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli
                                 inquinanti organici persistenti
IT                                                                                          IT
 ---pagebreak---                                                  RELAZIONE
   La convenzione del 1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza
   conclusa sotto gli auspici della Commissione economica delle Nazioni Unite per l’Europa
   (UNECE) costituisce il principale quadro giuridico internazionale per la cooperazione e per le
   misure volte a limitare e ridurre gradualmente e a prevenire l’inquinamento atmosferico e i
   suoi effetti negativi sulla salute umana e sull’ambiente nei paesi dell’UNECE, con una
   particolare attenzione all’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza.
   La convenzione è stata firmata a nome della Comunità economica europea a Helsinki
   il 14 novembre 1979 ed è stata approvata con la decisione 81/462/CEE del Consiglio,
   dell’11 giugno 19811.
   Ad oggi, la convenzione sull’inquinamento atmosferico a grande distanza è stata ampliata da
   otto protocolli, compreso il protocollo di Aarhus del 1998 relativo agli inquinanti organici
   persistenti (“il protocollo”). L’obiettivo del protocollo è di limitare, ridurre o eliminare gli
   scarichi, le emissioni e le fuoriuscite di inquinanti organici persistenti (persistent organic
   pollutants, POP). Essa prevede che le parti: i) eliminino la produzione e l’utilizzo delle
   sostanze, inclusi aldrina, dieldrina e toxafene, secondo gli specifici obblighi di attuazione; ii)
   limitino l’uso di diclorodifeniltricloroetano (DDT), esaclorocicloesani (HCH) e
   policlorobifenili (PCB); iii) riducano le emissioni annue totali di idrocarburi policiclici
   aromatici (IPA), diossine/furani (PCDD/PCDF) e di esaclorobenzene (HCB) a partire dal
   livello di emissioni rilevato nel 1990 (o in un altro anno, tra il 1985 e il 1995). A tale
   riguardo, le parti devono garantire: i) che gli operatori di grandi fonti fisse di emissioni di
   PCDD/PCDF, IPA e HCB (compresi gli impianti di combustione, impianti di produzione di
   coke, ferro e acciaio e alluminio, e impianti di conservazione del legno) utilizzino le migliori
   tecniche disponibili (BAT); ii) che taluni inceneritori di rifiuti siano conformi a determinati
   valori limite di emissione (VLE) applicabili ai PCDD/PCDF; iii) che siano prese misure
   efficaci per il controllo delle emissioni di inquinanti organici persistenti provenienti da fonti
   mobili; iv) che gli inquinanti organici persistenti, una volta diventati rifiuti, siano trasportati e
   smaltiti in modo compatibile con l’ambiente. Le parti devono inoltre sviluppare e conservare
   degli inventari delle emissioni di PCDD/PCDF, IPA e HCB e raccogliere informazioni sulla
   produzione e le vendite degli altri inquinanti organici persistenti contemplati dal protocollo.
   Al fine di pianificare azioni e iniziative per rispettare tutti gli obblighi imposti dal protocollo,
   le parti sono tenute a elaborare strategie, politiche e programmi.
   L’adesione della Comunità al protocollo è stata approvata a nome della Comunità con la
   decisione 2004/259/CE del Consiglio del 19 febbraio 20042. Il protocollo, entrato in vigore
   il 23 ottobre 2003, è stato recepito nel diritto dell’UE tramite diversi strumenti3. Essi
   includono, in particolare, il regolamento (CE) n. 850/2004 del Parlamento europeo e del
   Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo agli inquinanti organici persistenti e che modifica la
   direttiva 79/117/CEE4, la direttiva 2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
   del 4 dicembre 2000, sull’incenerimento dei rifiuti5, la direttiva 2008/1/CE del Parlamento
   1
            GU L 171 del 27.6.1981, pag. 11.
   2
            GU L 81 del 19.3.2004, pag. 35.
   3
            Gli obblighi specifici concernenti la comunicazione delle emissioni atmosferiche di IPA, HCB,
            diossine/furani e PCB sono contenuti in una decisione separata dell’organo esecutivo delle parti della
            convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza e sono contemplati dalla
            proposta della Commissione per una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la
            riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici e che modifica la
            direttiva 2003/35/CE, del 18 dicembre 2013, COM(2013) 920 final.
   4
            GU L 158 del 30.4.2004, pag. 7.
   5
            GU L 332 del 28.12.2000, pag. 91.
IT                                                       2                                                         IT
 ---pagebreak---    europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, sulla prevenzione e la riduzione integrate
   dell’inquinamento6, queste ultime oggi sostituite dalla direttiva 2010/75/UE del Parlamento
   europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (direttiva
   IED)7.
   Conformemente all’articolo 10, paragrafo 3, del protocollo, le parti hanno preso in
   considerazione l’adeguatezza e l’efficacia degli obblighi stabiliti dal protocollo. Basandosi in
   particolare sulle proposte dall’Unione europea, nel 20078 le parti hanno quindi concordato
   l’apertura di negoziati per la revisione del testo e degli allegati del protocollo. La revisione si
   è proposta di aggiornare l’elenco dei inquinanti organici persistenti contemplati dal
   protocollo, di rendere il protocollo più adattabile alle evoluzioni future delle migliori tecniche
   disponibili e di agevolare l’adesione delle parti la cui economia è in transizione al protocollo
   emendato. Di conseguenza, nel 2008 e 2009 la Commissione è stata autorizzata dal Consiglio
   dell’Unione europea a partecipare ai negoziati a nome dell’Unione europea.
   Il processo negoziale ha portato all’adozione per consenso delle parti presenti alla
   ventisettesima sessione dell’organo esecutivo della convenzione sull’inquinamento
   atmosferico transfrontaliero a grande distanza delle decisioni EB 2009/1, 2009/2 e 2009/3,
   che hanno emendato il testo del protocollo e dei suoi allegati9 e della decisione 2009/4 che
   aggiorna gli orientamenti sulle migliori tecniche disponibili10.
   La decisione EB 2009/3, che emenda l’allegato V del protocollo sull’identificazione delle
   migliori tecniche disponibili per il controllo delle emissioni di inquinanti organici persistenti
   provenienti dalle fonti elencate nell’allegato VIII del presente protocollo e che abroga
   l’allegato VII sulle misure di controllo raccomandate per la riduzione delle emissioni di
   inquinanti organici persistenti da fonti mobili, non richiede la ratifica delle parti.
   Conformemente all’articolo 14, paragrafo 4, del protocollo questo emendamento è stato
   comunicato a tutte le parti del protocollo il 14 settembre 2010 ed è entrato in vigore
   il 14 dicembre 2010. Quanto alla decisione EB 2009/4, in quanto intesa ad adottare un
   documento di orientamento sulle migliori tecniche disponibili per il controllo delle emissioni
   di inquinanti organici persistenti, non richiede la ratifica delle parti.
   In conformità dell’articolo 14, paragrafo 3, del protocollo, le decisioni EB 2009/1 e 2009/2,
   che hanno emendato il testo del protocollo e dei suoi allegati I, II, III, IV, VI e VIII, devono
   essere ratificate dalle parti. In particolare, il protocollo emendato comprende: i) nuove
   sostanze (esaclorobutadiene, eteri di tetra-, penta-, esa- e eptabromodifenile,
   pentaclorobenzene, acido perfluorottano sulfonato (PFOS), naftaleni policlorurati e paraffine
   clorurate a catena corta (SCCP)); ii) aggiorna gli obblighi di attuazione applicabili a DDT,
   eptacloro, esaclorobenzene e PCB e i VLE applicabili alle emissioni di PCDD/PCDF
   provenienti da alcuni inceneritori di rifiuti; iii) stabilisce nuovi VLE per le emissioni di
   PCDD/PCDF da impianti di agglomerazione e forni elettrici ad arco; iv) aggiunge i PCB
   all’elenco di sostanze le cui emissioni annuali devono rimanere al di sotto del livello di
   emissioni dell’anno di riferimento e devono essere comunicate. Per le parti la cui economia è
   in transizione e che aderiscono al protocollo emendato, quest’ultimo stabilisce anche una certa
   flessibilità per quanto riguarda i termini per l’applicazione dei VLE e delle BAT e la scelta
   6
           GU L 24 del 29.1.2008, pag. 8.
   7
           GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17.
   8
           Relazione dell’organo esecutivo sulla sua venticinquesima sessione (10-13 dicembre 2007),
           ECE/EB.AIR/91
   9
           Decisioni EB 2009/1, 2009/2 e 2009/3, ventisettesima sessione dell’organo esecutivo della
           convenzione, 14 – 18 dicembre 2009, ECE/EB.AIR/99/Add.1.
   10
           Decisione EB 2009/4, ventisettesima sessione dell’organo esecutivo della convenzione, 14 – 18
           dicembre 2009, ECE/EB.AIR/99/Add.1.
IT                                                   3                                                   IT
 ---pagebreak---    dell’anno di riferimento sulla base del quale le parti devono ridurre le loro emissioni annue
   totali di PCDD/PCDF, IPA, HCB e PCB.
   La normativa UE recepisce pienamente le prescrizioni degli emendamenti al protocollo, in
   particolare attraverso i regolamenti della Commissione (UE) n. 756/2010 e (CE) n. 757/2010,
   del 24 agosto 201011, e il regolamento n. 519/2012, del 19 giugno 201212, che modifica il
   regolamento (CE) n. 850/2004, nonché la summenzionata direttiva IED e le decisioni di
   esecuzione della Commissione adottate ai sensi dello stesso e che stabiliscono le conclusioni
   sulle BAT per diversi settori industriali, in particolare la produzione di ferro e acciaio13. La
   esenzioni, specifiche e condizionate, stabilite dalla legislazione dell’UE per la produzione,
   l’immissione sul mercato e l’uso di SCCP e PFOS sono in conformità con le esenzioni
   previste nel protocollo, come emendato.
   Questi emendamenti devono essere ulteriormente recepiti, in particolare attraverso una nuova
   direttiva che aggiorna i limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici e
   stabilisce inventari nazionali annuali delle emissioni che comprendono, tra l’altro, le
   emissioni di inquinanti organici persistenti, inclusi IPA, PCDD/PCDF, HCB e PCB14.
   Alla luce di quanto esposto, è opportuno che l’Unione europea accolga gli emendamenti al
   protocollo.
   Gli allegati alla presente decisione comprendono il testo emendato del protocollo, quale
   stabilito dalle decisioni EB 2009/1 e 2009/2.
   11
            GU L 223 del 25.8.2010, pag. 20 e pag. 29, rispettivamente.
   12
            GU L 159 del 20.6.2012, pag. 1.
   13
            Decisione di esecuzione 2012/135/UE della Commissione, del 28 febbraio 2012, che stabilisce le
            conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per la produzione di ferro e acciaio ai sensi della
            direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali
            (GU L 70 dell’8.3.2012, pag. 63).
   14
            Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la riduzione delle emissioni
            nazionali di determinati inquinanti atmosferici e che modifica la direttiva 2003/35/CE (COM(2013) 920
            del 18 dicembre 2013).
IT                                                          4                                                         IT
 ---pagebreak---                                                              2014/0358 (NLE)
                                                Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
    relativa all’accettazione degli emendamenti al protocollo del 1998 della convenzione del
     1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli
                                      inquinanti organici persistenti
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 192, in
   combinato disposto con l’articolo 218, paragrafo 6, lettera a),
   vista la proposta della Commissione europea,
   vista l'approvazione del Parlamento europeo,
   considerando quanto segue:
   (1)       L’Unione è parte della convenzione UNECE sull’inquinamento atmosferico
             transfrontaliero a grande distanza, a seguito della sua approvazione nel 198115.
   (2)       L’Unione è parte del protocollo del 1998 della convenzione sull’inquinamento
             atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti organici
             persistenti, a seguito della sua approvazione il 19 febbraio 200416.
   (3)       Le parti del protocollo della convenzione sull’inquinamento atmosferico
             transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti organici persistenti
             hanno avviato negoziati nel 2007 al fine di migliorare ulteriormente la protezione
             della salute umana e dell’ambiente, anche attraverso l’aggiornamento dell’elenco
             delle sostanze in questione e i valori limite di emissione applicabili a taluni
             inceneritori di rifiuti.
   (4)       Le parti presenti alla ventisettesima sessione dell’organo esecutivo della convenzione
             UNECE sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza hanno
             adottato per consenso le decisioni EB 2009/1, 2009/2, 2009/3 e 2009/4 che
             emendano il protocollo della convenzione sull’inquinamento atmosferico
             transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti organici persistenti.
   (5)       La decisione EB 2009/3 è entrata in vigore ed è divenuta effettiva sulla base della
             procedura accelerata di cui all’articolo 14, paragrafo 4, del protocollo.
   (6)       La decisione EB 2009/4, in quanto intesa ad adottare un documento di orientamento
             sulle migliori tecniche disponibili per il controllo delle emissioni di inquinanti
             organici persistenti, non richiede la ratifica delle parti.
   (7)       Le decisioni EB 2009/1 e 2009/2 richiedono la ratifica delle parti firmatarie del
             protocollo in conformità dell’articolo 14, paragrafo 3, del protocollo.
   15
            GU L 171 del 27.6.1981, pag. 11.
   16
            GU L 81 del 19.3.2004, pag. 35.
IT                                                   5                                              IT
 ---pagebreak---    (8)       Gli emendamenti al protocollo della convenzione sull’inquinamento atmosferico
             transfrontaliero a grande distanza riguardante gli inquinanti organici persistenti
             devono essere accettati a nome dell’Unione europea,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                               Articolo 1
   Con la presente decisione si accettano a nome dell’Unione europea gli emendamenti del
   protocollo della convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza
   riguardante gli inquinanti organici persistenti.
   Il testo degli emendamenti al protocollo è accluso alla presente decisione.
                                               Articolo 2
   Il presidente del Consiglio designa la persona abilitata a procedere, a nome dell’Unione
   europea, al deposito dello strumento di accettazione previsto all’articolo 14, paragrafo 3, del
   protocollo del 1998 della convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a
   grande distanza riguardante gli inquinanti organici persistenti, al fine di esprimere il consenso
   dell’Unione europea a essere vincolata dal presente protocollo emendato.
                                               Articolo 3
   La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                 Per il Consiglio
                                                 Il presidente
IT                                                  6                                                IT
 ---documentbreak--- NA ---documentbreak---                               COMMISSIONE
                              EUROPEA
                                                       Bruxelles, 9.1.2015
                                                       COM(2014) 749 final
                                                       ANNEX 2
                                          ALLEGATO
                                       documento accluso
                                         alla proposta di
                                     Decisione del Consiglio
   relativa all’accettazione degli emendamenti del protocollo del 1998 della convenzione del
    1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli
                                  inquinanti organici persistenti
IT                                                                                           IT
 ---pagebreak---                                                   ALLEGATO
                                              documento accluso
                                                alla proposta di
                                            Decisione del Consiglio
   relativa all’accettazione degli emendamenti del protocollo del 1998 della convenzione del
    1979 sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza riguardante gli
                                        inquinanti organici persistenti
                                                 Decisione 2009/2
      Elenco delle paraffine clorurate a catena corta e dei naftaleni policlorurati negli allegati I e II
                          del protocollo del 1998 sugli inquinanti organici persistenti
            Le parti del protocollo del 1998 sugli inquinanti organici persistenti, riunite in
   occasione della ventisettesima seduta dell’organo esecutivo,
           decidono di emendare il protocollo del 1998 sugli inquinanti organici persistenti
   (“protocollo POP”) della convenzione sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a
   grande distanza, come segue:
   ARTICOLO 1: EMENDAMENTO
   A.       Allegato I
   1.       Nell’elenco sono aggiunte le seguenti sostanze, in ordine alfabetico appropriato,
   inserendo le seguenti righe:
     Naftaleni             Produzione Nessuna
     policlorurati         Uso           Nessuna
     (PCN)
     Paraffine             Produzione Nessuna, salvo per la produzione per gli usi elencati nell’allegato
     clorurate a catena    Uso           II
                                         Nessuna, salvo per gli usi elencati nell’allegato II.
     cortad/
   2.       Alla fine dell’allegato I è aggiunta la seguente nota in calce:
            “d/Per paraffine clorurate a catena corta si intendono gli alcani clorurati con una catena
           di carbonio lunga da 10 a 13 atomi di carbonio e un grado di clorurazione superiore al
           48% in peso.”
   B:       Allegato II
            Nell’elenco è aggiunta la seguente sostanza, nell’ordine alfabetico appropriato:
   Paraffine          a) materiali ignifughi di Le parti si adoperano per eliminare questi usi
   clorurate      a gomma utilizzati in nastri non appena siano disponibili alternative
   catena cortab/     trasportatori nell’industria adeguate.
                      mineraria;
                                                      Entro il 2015, e in seguito almeno ogni quattro
IT                                                       2                                                IT
 ---pagebreak---                       b) materiali ignifughi nei anni, le parti che fanno uso di queste sostanze
                      sigillanti per dighe.             forniscono una relazione sui progressi compiuti
                                                        per eliminarle e informazioni sui progressi stessi
                                                        all’organo esecutivo. Sulla base di queste
                                                        relazioni, gli usi limitati di cui sopra vengono
                                                        nuovamente sottoposti a valutazione.
   2.       Alla fine dell’allegato II è aggiunta la seguente nota in calce:
   b/
      Per paraffine clorurate a catena corta si intendono gli alcani clorurati con una catena di
   carbonio lunga da 10 a 13 atomi di carbonio e un grado di clorurazione superiore al 48% in
   peso.
   ARTICOLO 2: RAPPORTO CON IL PROTOCOLLO SUGLI INQUINANTI
   ORGANICI PERSISTENTI
   Nessuno Stato o organizzazione regionale di integrazione economica può depositare uno strumento
   di accettazione del presente emendamento senza aver precedentemente, o simultaneamente,
   depositato uno strumento di ratifica, accettazione, approvazione o di adesione al protocollo sugli
   inquinanti organici persistenti.
   ARTICOLO 3: ENTRATA IN VIGORE
   1.       A norma dell’articolo 14, paragrafo 3, del protocollo sugli inquinanti organici persistenti,
   il presente emendamento entra in vigore il novantesimo giorno successivo alla data in cui i due
   terzi delle parti contraenti il protocollo sugli inquinanti organici persistenti hanno depositato i loro
   strumenti di accettazione presso il depositario.
   2.       Dopo l’entrata in vigore del presente emendamento, come indicato al paragrafo 1, esso
   entra in vigore per tutte le altre parti contraenti il protocollo il novantesimo giorno successivo alla
   data del deposito del loro strumento di accettazione.
IT                                                         3                                                IT