CELEX: C2006/237/24
Language: it
Date: 2006-09-30 00:00:00
Title: Causa T-221/06: Ricorso presentato il 18 agosto 2006 — Hipp & Co/UAMI — Laboratorios Ordesa (BEBIMIL)

30.9.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 237/13
            
         Ricorso presentato il 18 agosto 2006 — Hipp & Co/UAMI — Laboratorios Ordesa (BEBIMIL)
   (Causa T-221/06)
   (2006/C 237/24)
   Lingua in cui è stato redatto il ricorso: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrente: Hipp & Co (Kommanditgesellschaft) (Sachseln, Svizzera) (rappresentate: avv., Kinkeldey)
   
      Convenuto: Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno (marchi, disegni e modelli)
   
      Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: Laboratorios Ordesa S.L. (Sant Boi de Llobregat, Spagna)
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Annullamento della decisione della Prima commissione di ricorso dell'UAMI 2 giugno 2006 (causa n. R571/2005-1);
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto alle spese del procedimento.
            
         Motivi e principali argomenti
   
      Richiedente il marchio comunitario: la ricorrente.
   
      Marchio comunitario interessato: Il marchio denominativo «BEBIMIL» per prodotti delle classi 5, 29, 30 e 32.
   
      Titolare del marchio o del segno fatto valere nel procedimento di opposizione: Laboratorios Ordesa S.L.
   
      Marchio o segno fatto valere: I marchi denominativi comunitari e nazionali «BLEMIL» per prodotti delle classi, rispettivamente, 5 e 29, 6 e 32.
   
      Decisione della divisione di opposizione:accoglimento parziale dell'opposizione.
   
      Decisione della commissione di ricorso: rigetto del ricorso.
   
      Motivi dedotti: Violazione dell'art. 8, n. 1, lett. b) del regolamento (CE) del Consiglio 40/94. A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce la diversità dei due marchi rispetto al rilevante gruppo dei consumatori, nonché le differenze fonetiche, visive e concettuali tra il marchio precedente e quello contestato.