CELEX: 31994D0814
Language: it
Date: 1994-09-14 00:00:00
Title: 94/814/CE: Decisione della Commissione, del 14 settembre 1994, relativa ad un aiuto all'esportazione di funghi concesso in Irlanda in base alle risorse del «Market Development Fund» (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)

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31994D0814

94/814/CE: Decisione della Commissione, del 14 settembre 1994, relativa ad un aiuto all'esportazione di funghi concesso in Irlanda in base alle risorse del «Market Development Fund» (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 335 del 23/12/1994 pag. 0090 - 0096

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 14 settembre 1994 relativa ad un aiuto all'esportazione di funghi concesso in Irlanda in base alle risorse del « Market Development Fund » (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede) (94/814/CE)LA  COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  visto il regolamento (CEE) n. 1035/72 del Consiglio, del 18 maggio 1972, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli (1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3669/93 (2), in particolare l'articolo 31,  dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni a norma dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato (3), e viste tali osservazioni,  considerando quanto segue:   I  1. La Commissione era stata informata del fatto che ai micocoltori irlandesi veniva concesso un aiuto di Stato, sotto forma di contributo proporzionale alla quantità di funghi esportata; secondo le stesse informazioni, questo aiuto proveniva dalla  dotazione finanziaria del « Market Development Fund » (MDF). Con lettera del 17 dicembre 1992, la Commissione aveva invitato la rappresentanza permanente d'Irlanda a spiegare come siffatto aiuto, qualora fosse esistito veramente, potesse conciliarsi con  il MDF, regime nei confronti del quale la Commissione non aveva formulato obiezioni nel novembre 1992 (aiuto n. 644/92). L'assistenza accordata nel quadro del MDF alle imprese produttrici di prodotti agricoli inclusi in un'organizzazione comune di  mercato doveva limitarsi alla formazione, allo sviluppo del mercato e alla pubblicità, come pure alla concessione di aiuti per determinati investimenti e/o di prestiti a breve termine. Poiché il 1o aprile 1993 le autorità irlandesi avevano inviato una  risposta scritta poco particolareggiata, il 7 aprile 1993 la Commissione chiese precisazioni supplementari, onde evitare malintesi circa l'impiego delle risorse del MDF a favore della micocoltura.  Con telex del 14 aprile 1993, la Commissione sollecitò una risposta al telex spedito in data 23 febbraio, che era rimasto inevaso e con cui essa domandava maggiori ragguagli sulle condizioni alle quali era subordinato l'aiuto in oggetto.  Le autorità irlandesi risposero con telex del 7 maggio 1993 alla richiesta formulata dalla Commissione il 7 aprile; esse replicarono inoltre al telex del 23 febbraio 1993 con un telex del 12 maggio; quest'ultimo indusse la Commissione a chiedere  ulteriori chiarimenti con telex del 17 maggio 1993.  Le autorità irlandesi risposero a questo telex della Commissione datato 17 maggio con telex del 23 giugno. Poiché però, malgrado questa risposta, la Commissione continuava a nutrire dubbi tutt'altro che ingiustificati, il 29 giugno 1993 essa tenne una  riunione con le autorità irlandesi, le quali non riuscirono tuttavia a rassicurarla circa l'applicazione del MDF nel settore dei funghi.  2. Secondo informazioni pervenute alla Commissione - basate soprattuto su un documento di cui la Commissione possiede una copia e che è risultato essere una circolare dell'« Irish Trade Board » - i beneficiari dell'aiuto sono i micocoltori singoli,  esportatori di funghi freschi, che acquistano il terricciato necessario presso una o più delle cinque imprese irlandesi specializzate nella vendita di questo prodotto; l'importo dell'aiuto è calcolato in base alla quantità di funghi esportata. Secondo  un reclamo presentato alla Commissione, esso oscilla tra 3,5 e 6,5 pence per libbra (pound), per un totale di 1,2 Mio di IRL.  Le varie risposte e delucidazioni fornite dalle autorità irlandesi comprese le seguenti dichiarazioni: la quantità di funghi esportata è solo una condizione per l'ammissibilità all'aiuto, l'importo dell'aiuto non dipende dalla quantità di funghi  esportata e l'unico aiuto concesso ai produttori di funghi nel quadro del MDF è calcolato esclusivamente in funzione delle spese imputabili da essi sostenute per scopi di formazione, sviluppo del mercato e promozione - non corrispondono alle  informazioni contenute nel suddetto documento identificato come una circolare dell'« Irish Trade Board ».  Con lettera del 23 giugno 1993 le autorità irlandesi confermarono l'esistenza di tale circolare, facendo però presente che essa era stata inviata ad alcune imprese produttrici di terricciato prima di qualsiasi versamento e che la situazione era stata  successivamente rettificata. Dette autorità non fornivano peraltro alcuna prova precisa di siffatta rettifica per convalidare la loro asserzione. Neppure nella riunione del 29 giugno 1993 vennero addotte nuove prove per dissolvere i dubbi che  sussistevano quanto alla compatibilità dell'aiuto con il MDF.   II  1. Con lettera inviata il 29 luglio 1993 al governo irlandese, la Commissione annunciò di aver deciso di avviare la procedura descritta all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato nei confronti dell'aiuto in oggetto.  Con questa lettera la Commissione informava le autorità irlandesi che, sulla base delle informazioni contenute nel summenzionato documento, risultato essere una circolare dell'« Irish Trade Board », essa riteneva che l'aiuto in questione non  costituisse, in linea di massima, un'applicazione legittima del MDF alla funghicoltura. Infatti il contributo di cui trattasi, che stando alla circolare veniva calcolato in base ai quantitativi esportati, equivaleva ad un aiuto al funzionamento, avente  come effetto diretto quello di ridurre artificiosamente i costi di produzione dei beneficiari. Esso rischiava pertanto di falsare la concorrenza e di ripercuotersi negativamente sugli scambi intracomunitari, e di conseguenza presentava i requisiti di  cui all'articolo 92, paragrafo 1 del trattato, senza poter fruire di alcuna delle deroghe previste allo stesso articolo 92, paragrafi 2 e 3.  La misura in esame rappresentava altresì un'infrazione al regolamento (CEE) n. 1035/72. Le norme di questo regolamento sanciscono infatti un regime completo ed esaustivo, che esclude ogni possibilità per gli Stati membri di adottare misure di mercato  complementari.  Inoltre, una condizione stabilita per la concessione dell'aiuto - nella fattispecie, l'obbligo di acquistare il terricciato presso una o più delle cinque imprese irlandesi specializzate nella vendita di questo prodotto - costituiva una misura di effetto  equivalente ad una restrizione quantitativa degli scambi e, di conseguenza, contravveniva agli articoli 30 e seguenti del trattato. In linea di principio, la Commissione giudica incompatibile ai sensi dell'articolo 92 del trattato, in quanto da  considerarsi contrario all'interesse comune, qualsiasi aiuto la cui concessione sia subordinata a condizioni contrastanti con altre disposizioni della normativa comunitaria.  2. In virtù della summenzionata procedura, la Commissione invitava il governo irlandese, nonché gli altri Stati membri e tutti gli altri interessati a sottoporle le loro osservazioni (vedi nota 3 in calce).   III  Due Stati membri e vari interessati hanno sottoposto alla Commissione le loro osservazioni, le quali sono state rese note alle autorità irlandesi con lettera del 10 febbraio 1994.  Dette autorità, mediante lettera dell'11 ottobre 1993, avevano preannunciato una risposta per quanto possibile tempestiva alla lettera della Commissione del 29 luglio 1993 e successivamente, con lettera del 24 marzo 1994, si sono impegnate a rispondere  entro due settimane; in quest'ultima lettera, esse dichiaravano inoltre che stavano riconsiderando l'applicazione del MDF e chiedevano quindi che venisse loro accordato ancora un breve periodo per completare tale riesame relativamente alle piccole  imprese.  Con lettera alla Commissione del 6 aprile 1994, le autorità irlandesi hanno fornito spiegazioni su alcuni aspetti fondamentali del regime da esse istituito. Per quanto riguarda anzittuto il problema della violazione dell'articolo 30 del trattato, esse  sostenevano che inizialmente il servizio competente per il pagamento dell'aiuto nel quadro del MDF aveva ritenuto che le imprese che importavano il terricciato non avessero diritto all'aiuto stesso, in quanto avevano beneficiato della svalutazione della  sterlina britannica. Tuttavia, in seguito alle rimostranze di alcune imprese e sulla scorta dell'esperienza acquisita nell'applicazione del MDF, si era deciso di concedere l'aiuto anche alle imprese richiedenti che avessero acquistato il terricciato  all'estero. A sostegno di tale argomento, le autorità irlandesi presentavano una lettera dell'Associazione nazionale dei produttori di funghi, datata 4 aprile 1994, in cui si confermava che l'esistenza del regime in questione era stata effettivamente  portata a conoscenza di tutti i suoi beneficiari potenziali e che le imprese utilizzatrici di terricciato importato erano state riconosciute come aventi diritto all'aiuto e lo avevano effettivamente ottenuto.  Quanto al problema del fatto generatore dell'aiuto, le autorità irlandesi comunicavano di aver accertato - in seguito ad indagini avviate sulle attività delle principali imprese sovvenzionate per mezzo del MDF - che le spese erano state effettivamente  sostenute per attività che rientravano nell'ambito del regime approvato dalla Commissione.  Le autorità irlandesi precisavano che le spese effettuate tra l'ottobre 1992 e la fine del 1993 dalle quattro maggiori imprese beneficiarie (le quali ricevevano quasi l'85 % dell'aiuto in questione) per le seguenti attività: ricerche di mercato,  assunzione di personale addetto alle vendite, creazione di imprese o filiali oltremare, fiere commerciali, viaggi su mercati oltremare, visite di clienti oltremare, indizione di gare, pubblicità e promozione commerciale, progettazione e sviluppo dei  prodotti, formazione, superavano l'importo dell'aiuto stesso. Quanto alle imprese minori, alle quali andava il restante 15 % dell'aiuto, le autorità irlandesi si dichiaravano sicure che il totale delle spese imputabili era almeno pari all'ammontare  ottenuto.  È evidente che gli elementi di prova forniti provenivano soltanto da un raffronto ex post tra gli aiuti concessi alle imprese principali e le spese da esse sostenute nel corso di un certo periodo, determinato anch'esso a posteriori. La Commissione ha  pertanto giudicato necessario ottenere chiarimenti supplementari e, a questo scopo, ha convocato una riunione con le autorità irlandesi per il 19 aprile 1994. A seguito di tale riunione, dette autorità si sono impegnate a trasmettere quanto prima alla  Commissione documenti ufficiali - a condizione che esistano - indicanti che erano state prese in tempo utile, cioè al più tardi anteriormente al primo versamento dell'aiuto, opportune disposizioni per collegare l'erogazione del medesimo alle spese  imputabili dei beneficiari, conformemente alle norme del MDF.  Le autorità irlandesi, pur avendo comunicato informazioni supplementi sulla concessione dell'aiuto, non hanno fornito né documenti né altre prove precise in merito alla sua applicazione. Le informazioni comunicate erano le seguenti:  a) Una lettera del 27 aprile 1994, di contenuto simile a quella del 6 aprile 1994, ma in cui erano riprodotte le istruzioni impartite per l'intervento del MDF e per la compilazione del formulario di domanda dell'aiuto (già in possesso della  Commissione), documenti normalmente inviati a tutte le imprese che presentano domanda di aiuto; la lettera conteneva altresì le copie di attestati emessi dagli uffici contabili delle cinque imprese in questione, con i quali si certificava che, nel  periodo compreso tra il settembre 1992 e il dicembre 1993, le imprese stesse avevano sostenuto spese per richerche di mercato, assunzione e formazione di personale addetto alle vendite, pubblicità e promozione, visite di clienti oltremare, creazione di  imprese oltremare, fiere, mostre ed esposizioni commerciali, viaggi su mercati oltremare, indizione di gare, progettazione e sviluppo dei prodotti, potenziamento degli impianti di produzione e d'imballaggio.  Alla lettera del 27 aprile 1994 era acclusa copia di una lettera della stessa data, inviata dalle autorità irlandesi al presidente dell'Associazione nazionale dei produttori di funghi in merito alla condizione formulata nella circolare del 20 novembre  1992 (vedi punto II.1), che riservava la concessione dell'aiuto unicamente ai produttori di funghi che avessero acquistato in Irlanda il terricciato occorrente. Il testo di detta lettera è riportato qui di seguito:  « Mi riferisoco ai contributi concessi sulle risorse del MDF durante la crisi monetaria del 1992/93.  All'epoca dell'entrata in vigore di questo regime, e precisamente in data 20 novembre 1992, è stata diramata una circolare secondo cui detti contributi erano limitati ai produttori di funghi che avessero acquistato il loro terricciato in Irlanda.  Come vi è noto, non si è potuto mantenere quest'ultima condizione, che non concordava con termini dell'approvazione rilasciata dalla Commissione europea. (. . .) Inoltre, per nessun altro regime di aiuti statali, attuale o futuro, l'acquisto di  terricciato irlandese può essere una condizione di amissibilità.  Nell'eventualità che la suddetta circolare del 20 novembre 1992 abbia potuto far credere a torto a dei coltivatori di funghi che, in futuro, l'intervento dello Stato protrebbe essere collegato o direttamente subordinato all'acquisto di terricciato  irlandese da parte dei potenziali beneficiari, vi prego d'inviare copia della presente a tutti i vostri membri e di darmene conferma. » b) Una lettera del 29 aprile 1994 che ribadiva gli argomenti addotti dalle autorità irlandesi nelle lettere precedenti, aggiungendo però alcuni nuovi punti del seguente tenore:  i) le disposizioni contenute nella circolare del 20 novembre 1992 erano state elaborate e comunicate ai servizi incaricati di applicare il MDF prima che la Commissione approvasse questo regime; i primi versamenti dell'aiuto in parola hanno avuto luogo  soltanto all'inizio del dicembre 1992; a quell'epoca, le disposizioni contenute nella circolare del 20 novembre 1992 erano state sostituite e non venivano più applicate; le autorità versavano l'aiuto a ditte esportatrici di funghi senza porre condizioni  per riservarlo ai produttori di funghi;  ii) le condizioni riguardanti l'utilizzazione dell'aiuto erano state portate a conoscenza dei beneficiari mediante:  - le istruzioni per l'applicazione del regime e per la compilazione del formulario di domanda [vedi punto a)];  - le lettere ufficiali di approvazione, inviate dall'« Irish Trade Board » a tutte le imprese sovvenzionate attraverso il MDF; nessuna di queste lettere menzionava una qualsiasi condizione secondo cui i fondi ottenuti dovessero essere trasferiti ai  produttori di funghi, ed infatti non era stata posta alcuna condizione di questo tipo;  - il documento ufficiale di trasferimento di fondi, nonché un documento ufficiale da compilarsi dalle imprese, con cui queste riconoscevano:  i) che non era stato loro imposto alcun obbligo di trasferire ai produttori i fondi ottenuti;  ii) che l'ammontare dell'aiuto era stato calcolato in rapporto al numero di dipendenti dell'impresa e non già in rapporto alla quantità di funghi esportata.  A sostegno dei loro argomenti, le autorità irlandesi allegavano una copia dei documenti seguenti: le istruzioni sopra menzionate, una lettera di approvazione dell'aiuto da parte dell'« Irish Trade Board », il documento amministrativo riguardante il  versamento dell'aiuto e la dichiarazione di ricevuta da compilarsi dall'impresa.  Infine, nella medesima lettera, le autorità irlandesi esprimevano la certezza che tutti gli argomenti sopra riportati fossero sufficienti per convincere la Commissione che:  i) anche le ditte esportatrici di funghi fruivano dell'aiuto in oggetto;  ii) l'importo dell'aiuto non era calcolato in base alla quantità di funghi esportata da tali ditte;  iii) non esistevano condizioni che imponessero a tali ditte di trasferire ai produttori le somme ricevute;  iv) l'utilizzo di terricciato irlandese come condizione di ammissibilità era stato escluso prima che venisse presa una decisione in merito al problema della sovvenzionabilità delle imprese;  v) nessun beneficiario potenziale era stato privato dell'aiuto in seguito all'adozione iniziale della condizione in causa;  vi) qualunque fosse l'influenza che la condizione inizialmente adottata aveva potuto esercitare sulle decisioni prese dalle ditte quanto all'origine del terricciato, essa era stata neutralizzata.   IV  1. Conformemente all'articolo 31 del regolamento (CEE) n. 1035/72, si applicano al prodotto in questione gli articoli 92, 93 e 94 del trattato CEE.  In linea di massima, l'aiuto oggetto della presente decisione può essere considerato come un'applicazione del MDF soltanto se i beneficiari lo hanno ottenuto alle condizioni stabilite per detto fondo. In realtà, il MDF - nei confronti del quale la  Commissione non aveva formulato obiezioni il 12 novembre 1992 - era un regime temporaneo destinato a restare in vigore sino a fine marzo 1993 al più tardi ed inteso ad aiutare le piccole e medie imprese a far fronte alle loro difficoltà finanziarie, in  seguito alla svalutazione della sterlina britannica. L'aiuto in oggetto, concepito più particolarmente per le imprese la cui produzione comprendesse prodotti agricoli che rientravano in un'organizzazione comune di mercato (come precisamente i funghi),  era limitato - diversamente dall'aiuto previsto per le imprese che non producono prodotti agricoli - unicamente alle spese imputabili effettuate per attività quali la formazione, lo sviluppo del mercato, la pubblicità, nonché per taluni investimenti e/o  per crediti d'esercizio a breve termine.  Una delle condizioni di ammissibilità al beneficio del regime era la dipendenza dal mercato britannico. Nel caso in esame, però, non soltanto va considerato che la quantità di funghi esportata era una condizione di ammissibilità come dichiarato dalle  autorità irlandesi (vedi punto I.2), ma dalle circolare in possesso della Commissione, la cui esistenza è stata confermata dalle autorità irlandesi, risulta inoltre che l'importo dell'aiuto concesso ai produttori era calcolato in base ai quantitativi di  funghi esportati e non in base alle spese imputabili dei produttori stessi.  Secondo quanto comunicato dalle autorità irlandesi, la circolare è stata poi rettificata prima del versamento iniziale dell'aiuto, ma né nella riunione bilaterale del 29 giugno 1993, né nelle lettere dell'11 ottobre 1993 e del 24 marzo 1994, né nella  lettera del 6 aprile 1994, consecutiva all'avvio della procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato, né nella riunione del 19 aprile 1994, né nelle lettere del 27 e del 29 aprile 1994, le suddette autorità hanno presentato un qualsiasi  documento od altra prova precisa che dimostrasse l'esistenza della rettifica o ne illustrasse le modalità di esecuzione.  Quanto alle risposte trasmesse dalle autorità irlandesi in data 24 marzo e 6 aprile 1994, esse non contengono elementi nuovi in merito al fatto generatore dell'aiuto.  Il controllo ex post operato dalle autorità irlandesi e inteso a dimostrare che l'aiuto veniva effettivamente corrisposto nel pieno rispetto delle norme del MDF - come dichiarato nelle risposte del 24 marzo, nonché del 6, del 27 e del 29 aprile 1994 -  non permette alla Commissione di modificare la propria valutazione di non conformità dell'aiuto stesso. Infatti, l'esame a posteriori delle spese cui hanno proceduto le autorità irlandesi non dimostra che l'aiuto venisse concesso soltanto per spese  autorizzate nel quadro del MDF e sostenute da operatori esercenti la produzione o la commercializzazione di prodotti compresi nell'allegato II del trattato. Siffatte spese imputabili avrebbero dovuto essere determinate al più tardi al momento della  concessione iniziale dell'aiuto.  Inoltre, i controlli eseguiti dalle autorità irlandesi, anche se in teoria avrebbero dovuto investire i beneficiari dell'aiuto, in realtà si sono concentrati sulle imprese che, stando alla circolare del 20 novembre 1992, erano incaricate di trasferire  l'aiuto stesso direttamente ai produttori di funghi, senza alcuna detrazione.  Per quanto concerne i documenti amministrativi che - sempreché esistessero - le autorità irlandesi si erano impegnate, nella riunione del 19 aprile 1994, a fornire quanto prima alla Commissione onde consentirle di accertare che erano state prese in  tempo utile le opportune disposizioni per collegare la concessione dell'aiuto alle spese imputabili dei beneficiari, conformemente alle norme del MDF, non è ancora pervenuto alcuno di essi. La precitata lettera del 27 aprile all'Associazione dei  micocoltori irlandesi menziona unicamente l'utilizzo di terricciato da parte dei coltivatori di funghi.  Quanto alla lettera del 29 aprile 1994 e ai documenti allegati, essi non dimostrano in alcun modo che fossero state prese disposizioni, prima della concessione dell'aiuto a fine 1992, per collegare detta concessione ai tipi di spese indicati nella  lettera della Commissione del 16 novembre 1992 (vedi punto I.1.). Inoltre:  - benché tale lettera precisasse che le disposizioni della circolare del 20 novembre 1992 erano state sostituite e non venivano applicate, non si è provveduto a fornire alcun documento od altra prova precisa dell'abrogazione e della sostituzione di  esse;  - il fatto che la lettera amministrativa inviata dall'« Irish Trade Board » alle imprese a fini di approvazione dell'aiuto (esempio di lettera del 15 dicembre 1992) non rechi traccia di un qualsiasi obbligo per le imprese di trasferire l'aiuto ai  produttori di funghi non dimostra che si sia effettivamente rinunciato all'adempimento di detto obbligo, imposto dalla circolare del 20 novembre 1992;  - la stessa conclusione vale per il documento amministrativo riguardante il trasferimento dell'aiuto alle imprese;  - il fatto che il punto 3 della suddetta lettera dell'« Irish Trade Board » ribadisca che la concessione dell'aiuto è subordinata all'acquisto di terricciato presso un'impresa irlandese (« origine nazionale ») corrobora la supposizione che la circolare  del 20 novembre 1992, in cui era già formulata questa condizione, non sia in realtà mai stata sostituita.  2. È pure evidente che, indipendentemente del fatto che esistesse o non esistesse, a carico delle imprese beneficiarie, un obbligo di trasferimento ai produttori dell'aiuto, quest'ultimo deve ugualmente essere considerato come un aiuto al funzionamento  incompatibile con il mercato comune, poiché, come risulta dai dati disponibili, la concessione del medesimo non era collegata ai tipi di spese indicati nella lettera della Commissione del 16 novembre 1992.  3. Il fatto che, come sostenuto nella lettera irlandese del 29 aprile 1994, l'aiuto venisse calcolato in rapporto al numero di dipendenti dell'impresa beneficiaria e non in rapporto alla quantità di funghi esportata, non modificata la sua natura di  aiuto al funzionamento in favore di imprese esportatrici di funghi.  L'aiuto ha come effetto che i suoi beneficiari vengono a trovarsi in una situazione più favorevole di quella in cui si trovano gli operatori dello stesso settore nel resto della Comunità.  Risulta così falsata la concorrenza tra gli operatori irlandesi beneficiari dell'aiuto (produttori e/o esportatori) e gli operatori corrispondenti degli altri Stati membri.  Va pure considerato che dal 1981 l'Irlanda ha rafforzato la propria presenza sul mercato dei funghi, diventando in assoluto il massimo esportatore di funghi freschi verso il resto della Comunità (quasi esclusivamente il Regno Unio): nel 1980 essa  produceva soltanto 6 000 t di funghi contro 37 000 t nel 1991: su queste 37 000 t, ne ha esportate 24 193 verso gli altri paesi della Comunità, di cui 24 172 verso il Regno Unito. Nel 1991, gli scambi intracomunitari complessivi ammontavano a 70 448 t.   L'aiuto in questione rischia perciò di ripercuotersi negativamente sugli scambi tra gli Stati membri, tanto più che oltre il 50 % della produzione irlandese viene esportato in questi ultimi.  Il provvedimento di cui trattasi rientra quindi nel campo d'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato.  4. Detto articolo 92, paragrafo 1 dichiara incompatibili, in linea di massima, con il mercato comune i regimi di aiuti che rispondono alle condizioni ivi definite.  Le deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 2 non si applicano manifestamente all'aiuto in oggetto, né del resto le autorità irlandesi ne hanno fatto domanda.  Quanto alle deroghe previste all'articolo 92, paragrafo 3, esse sono applicabili ad aiuti i cui obiettivi rispondano all'interesse comunitario, e non soltanto agli interessi di singoli settori delle economie nazionali. È necessario che, in sede d'esame  di qualsiasi programma di aiuti regionali o settoriali o di qualsiasi caso individuale d'applicazione di un regime di aiuti generale, tali deroghe vengano interpretate con rigore.  In particolare, esse possono essere accordate solo qualora la Commissione accerti che si tratta di un aiuto necessario per realizzare uno degli obiettivi prefissi. Accordare il beneficio di una delle deroghe in questione senza questo corrispettivo  equivarrebbe ad autorizzare ostacoli agli scambi intracomunitari e distorsioni della concorrenza ingiustificabili dal punto di vista dell'interesse comunitario e, correlativamente, indebiti vantaggi per gli operatori di determinati Stati membri.  L'aiuto oggetto della presente decisione non implica alcun corrispettivo del genere; il governo irlandese non ha fornito - e la Commissione non ha trovato - alcuna prova che a detto regime possa applicarsi una delle deroghe previste all'articolo 92,  paragrafo 3.  L'aiuto in oggetto non è destinato a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera b); anzi, date le conseguenze che può avere per gli scambi, esso è contrario  all'interesse comune. Né d'altra parte si tratta di una misura destinata a porre rimedio, ai sensi della stessa disposizione, ad un grave turbamento dell'economia dello Stato membro in causa.  Per quanto attiene alle deroghe contemplate all'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), applicabili agli aiuti destinati a favorire o ad agevolare lo sviluppo economico delle regioni o lo sviluppo di talune attività precisate alla suddetta lettera  c), va notato che il provvedimento irlandese, in quanto aiuto al funzionamento, non è idoneo a migliorare durevolmente la situazione dei produttori beneficiari, i quali verrebbero a ritrovarsi nella situazione preesistente all'aiuto, quando il medesimo  non venisse più concesso.  5. Va altresì tenuto presente che la misura in esame riguarda un prodotto compreso in un'organizzazione comune di mercato e che è stato posto un limite alla facoltà degli Stati membri d'intervenire autonomamente nel funzionamento di siffatto meccanismo  comportante un regime di sostegno comune, materia che è ormai di esclusiva competenza della Comunità.  Il versamento dell'aiuto in questione nel settore dei funghi contravviene al principio secondo cui gli Stati membri non sono più autorizzati, accordando sussidi di questo tipo, a prendere decisioni unilaterali in materia di redditi agricoli nel quadro  di un'organizzazione comune di mercato. Anche se per i produttori in questione fosse possible una deroga ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato, il regime in parola costituirebbe pur sempre un'infrazione all'organizzazione comune dei  mercati e sarebbe quindi escluso dal beneficio della deroga stessa (si veda la sentenza della Corte di giustizia del 26 giugno 1979 nella causa 177/78 Pigs and Bacon Commission contro Mc Carren Company Ltd) (4).  Di conseguenza, il regime di cui trattasi deve essere considerato come un aiuto al quale non può applicarsi alcuna della deroghe previste all'articolo 92, paragrafo 3.  6. Inoltre, poiché la circolare del 20 novembre 1992 limitava la concessione del contributo ai produttori che avessero acquistato il terricciato necessario presso una o più delle cinque imprese specializzate nella vendita di terricciato prodotto in  Irlanda, l'aiuto in oggetto deve essere considerato come una misura di effetto equivalente ad una restrizione quantitativa ai sensi dell'articolo 30 del trattato. Detto aiuto, in quanto incita i produttori di funghi a rifornirsi in terricciato soltanto  presso produttori nazionali, costituisce una misura di effetto equivalente ad una restrizione quantitativa che non può essere giustificata in virtù dell'articolo 36 del trattato, poiché si tratta di una misura meramente economica; le stesse autorità  irlandesi hanno del resto riconosciuto, segnatamente nelle loro risposte del 23 giugno 1993 e del 29 aprile 1994, che la circolare sopra menzionata era stata effettivamente inviata ad alcune delle imprese in causa - sebbene, secondo le stesse autorità,  ciò fosse avvenuto anteriormente al primo versamento e la situazione fosse stata successivamente rettificata.  In linea di massima, la Commissione considera un regime di aiuti incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato, se le condizioni stabilite per la sua concessione contravvengono a un'altra disposizione della normativa  comunitaria.  Benché le autorità irlandesi abbiano dichiarato nella loro lettera del 29 aprile 1994 che la circolare del 20 novembre 1992 era stata abrogata e sostituita prima che iniziassero i pagamenti, la stessa lettera conteneva copia di un'altra lettera inviata  il 15 dicembre 1992 dall'« Irish Trade board » ad un beneficiario dell'aiuto, con cui si approvava la concessione del medesimo ma si rammentava al destinatario che detta concessione era subordinata all'acquisto di terricciato presso un'impresa  irlandese.  D'altro canto, la lettera spedita il 27 aprile 1994 dalle autorità irlandesi all'Associazione dei produttori di funghi - con preghiera di diffusione a tutti i membri - riconosceva che la condizione implicante l'acquisto di terricciato nazionale non  andava applicata, essendo in contrasto con il diritto comunitario. Ciò considerato, la Commissione ritiene che, con effetto dalla data sopra indicata, le conseguenze della disposizione contenuta nella circolare del 20 novembre 1992 siano state  rettificate.  7. L'aiuto in questione deve essere perciò giudicato incompatibile con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92 del trattato.  8. L'aiuto, essendo stato concesso senza notifica preliminare alla Commissione sotto forma di progetto, deve essere considerato illegale in virtù dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato.   V  Qualora un regime di aiuti risulti incompatibile con il mercato comune, la Commissione ha la facoltà - alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia e, più particolarmente, della sentenza emessa il 12 luglio 1973 nella causa 70/72 (5),  confermata dalle sentenze rese il 24 febbraio 1987 e il 20 settembre 1990 rispettivamente nella causa 310/85 (6) e nella causa C-5/89 (7) - di invitare gli Stati membri a recuperare presso i beneficiari tutte le somme versate indebitamente.  In base alle considerazioni sopra formulate, gli interessati devono procedere al rimborso dell'aiuto versato, di cui la Commissione ignora l'importo esatto ma che, sulla scorta di informazioni pervenutele, essa valuta a 1,2 Mio di IRL (circa 1,5 Mio di  ECU).  Il rimborso deve essere effettuato secondo le procedure e le disposizioni della legislazione irlandese ed in particolare secondo le disposizioni riguardanti gli interessi di mora sulle somme dovute allo Stato, da calcolarsi a partire dalla data di  concessione dell'aiuto.  Tale misura è necessaria per ripristinare la situazione precedente, sopprimendo tutti i vantaggi finanziari abusivi di cui i beneficiari dell'aiuto indebitamente versato hanno fruito a decorrere dalla data di versamento dell'aiuto.  La presente decisione non prefigura le conseguenze che potranno essere eventualmente tratte dalla Commissione, in relazione al finanziamento della politica agraria comune tramite il Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG),  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:   Articolo 1  L'aiuto ai produttori e/o agli esportatori di funghi, finanziato con le risorse del « Market Development Fund » e concesso dall'« An Bord Tráchtála » (The Irish Trade Board), è illegale. Esso è inoltre incompatibile con il mercato comune ai  sensi dell'articolo 92 del trattato CE.   Articolo 2  L'Irlanda è invitata a sopprimere l'aiuto di cui all'articolo 1 ed a procedere, entro il termine di due mesi dalla data di notifica della presente decisione, al recupero delle somme versate.  Il recupero è effettuato secondo le norme procedurali e sostanziali della legislazione nazionale e, in particolare, secondo le disposizioni riguardanti gli interessi di mora sulle somme dovute allo Stato. Le somme da recuperare producono interessi a  decorrere dalla data di concessione dell'aiuto.   Articolo 3  L'Irlanda comunica alla Commissione, entro il termine di due mesi dalla data di notifica della presente decisione, le misure da essa adottate per conformarsi al disposto dell'articolo 2.   Articolo 4  L'Irlanda è destinataria della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, il 14 settembre 1994.  Per la Commissione René STEICHEN Membro della Commissione  (1) GU n. L 118 del 20. 5. 1972, pag. 1.  (2) GU n. L 338 del 31. 12. 1993, pag. 26.  (3) GU n. C 251 del 15. 9. 1993, pag. 5.  (4) Raccolta 1979, pag. 2161.  (5) Commissione contro Germania - Racc. 1973, pag. 813.  (6) Deufil contro Commissione - Racc. 1987, pag. 901.  (7) Commissione contro Germania - Racc. 1990, pag. I-3437.