CELEX: 62021TN0053
Language: it
Date: 2021-01-29 00:00:00
Title: Causa T-53/21: Ricorso proposto il 29 gennaio 2021 — EVH/Commissione

19.4.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 138/35
            
         
      Ricorso proposto il 29 gennaio 2021 — EVH/Commissione
      (Causa T-53/21)
      (2021/C 138/47)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: EVH GmbH (Halle [Saale], Germania) (rappresentanti: I. Zenke e T. Heymann, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione della convenuta del 17 settembre 2019 che dichiara la concentrazione E.ON/innogy compatibile con il mercato interno (Caso M.8870) (GU 2020 C 379, pag. 16);
               
            
                  —
               
               
                  ordinare alla convenuta l’esibizione dei fascicoli M.8870 e M.8871 relativi alle discussioni tra la convenuta e le parti della concentrazione prima e durante il procedimento relativo alla concentrazione, alla comunicazione separata delle singole operazioni della transazione e al mutamento di opinione della convenuta nel corso del procedimento;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese del procedimento, incluse le spese per onorari di avvocato e di viaggio sostenute dalla ricorrente a causa del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce i seguenti motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente su vizi di forma della decisione di autorizzazione.
                  
                              —
                           
                           
                              La fusione M.8870 autorizzata dalla convenuta, di cui si chiede l’annullamento, sarebbe stata erroneamente separata dall’unica complessiva operazione di concentrazione della E.ON SE (E.ON) e della RWE AG (RWE), che definisce i diversi livelli di creazione di valore nel mercato energetico. Quest’ultima sarebbe costituita da operazioni strettamente interconnesse e comprenderebbe accanto al trasferimento della controllata della RWE, la innogy SE (in prosieguo: la «innogy») alla E.ON anche l’acquisto delle attività di produzione della E.ON da parte della RWE, approvato separatamente dalla convenuta (Caso M.8871), e l’acquisto del 16,6 % di quote della E.ON da parte della RWE, approvato dal Bundeskartellamt (autorità tedesca garante della concorrenza). Inoltre la convenuta non avrebbe adeguatamente ascoltato la ricorrente e avrebbe motivato la propria decisione troppo tardi e in modo insufficiente.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente su un’insufficiente accertamento dei fatti.
                  
                              —
                           
                           
                              Nella definizione del mercato rilevante del prodotto con riferimento alla fornitura al dettaglio di energia elettrica a utenze domestiche e piccoli clienti commerciali, la convenuta non avrebbe esaminato come, dal punto di vista del cliente, l’omogeneità dei beni, l’uniformità della finalità d’uso ed altri importanti caratteristiche della fornitura a utenze domestiche e piccoli clienti commerciali, incidano sulla definizione dei mercati di prodotti. Essa avrebbe pertanto erroneamente considerato mercati separati per le forniture in forza di contratti di approvvigionamento di base e per le forniture in forza di contratti speciali.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              La convenuta non avrebbe chiarito, nella definizione di mercato geografico, come siano configurati a livello locale il lato dell’offerta e quello della domanda riguardo alla fornitura a utenze domestiche e piccoli clienti commerciali, senza considerare in tal modo l’effettiva struttura locale, quale differenziata in base ai codici di avviamento postale.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Riguardo alle configurazioni dei mercati locali delle utenze domestiche e dei piccoli clienti commerciali, non sarebbero state (correttamente) esaminate la messa in comune dei portafogli di clienti della E.ON e della innogy nelle loro stabilite aree di approvvigionamento, la presenza dominante della E.ON sui canali di distribuzione centrali di Google, Verivox e Check24 e la capacità di escludere fornitori terzi.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Sarebbero altresì insufficienti gli accertamenti relativi all’attività di rete. Ciò varrebbe sia riguardo all’elevata penetrazione di mercato della E.ON nell’ambito dell’acquisto di infrastruttura di rete, di servizi di rete e di tecnologia dell’informazione, e alla propria offerta di servizi connessi alla rete a terze parti nel contesto della gestione di reti di distribuzione, sia riguardo alla concorrenza concernente le reti di distribuzione stesse (cd. concorrenza sulle concessioni). Segnatamente, non sono state previste o sono state erroneamente calcolate le conseguenze future del venir meno della innogy come concorrente della E.ON nel contesto del rilascio di concessioni.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              L’attività innovativa di interfaccia tra l’attività di rete e l’attività di distribuzione dominata dalla E. On sarebbe stata sottoposta soltanto ad un’analisi selettiva, in particolare con riguardo all’importanza dell’attività di misurazione come apripista per soluzioni di prodotto innovative e al ruolo della E.ON in tale ambito. Rispetto alla E-mobility, in rapida crescita, sarebbe stata considerata soltanto la gestione delle colonnine di ricarica sulle autostrade, che costituisce tuttavia soltanto una parte del mercato. Gli importanti temi del futuro costituiti dai Big Data [metadati] e dai prodotti (Bundle) innovativi sarebbero stati trattati molto sommariamente.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              L’esame, nel complesso, si sarebbe inammissibilmente basato su considerazioni relative al passato. Le ripercussioni sugli anni successivi (ad esempio, per l’aggravarsi della situazione di carenza di personale specializzato nello sviluppo di reti, e la crescente importanza dei dati) non sarebbero state esaminate.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul manifesto errore sostanziale commesso dalla convenuta — anche in conseguenza degli insufficienti accertamenti — nel giudicare la fusione compatibile con la concorrenza.
                  
                              —
                           
                           
                              La convenuta avrebbe commesso un errore manifesto nella delimitazione del mercato delle forniture a utenze domestiche e piccoli clienti commerciali, in quanto non avrebbe definito come un unico mercato la fornitura di energia a utenze domestiche e piccoli clienti commerciali in base a contratti di approvvigionamento di base o a contratti separati.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              La convenuta valuterebbe in modo sistematicamente erroneo il potere di mercato della E.ON nella fornitura a utenze domestiche e piccoli clienti commerciali, poiché — avendola già erroneamente limitata alla fornitura in base a contratti speciali — la considererebbe come un mercato nazionale invece di riconoscere l’esistenza di molteplici mercati locali. Pertanto essa trascurerebbe le (crescenti) quote di mercati locali della E.ON, che spesso raggiungono o superano il 70 %.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              La convenuta inoltre qualificherebbe erroneamente come non preoccupanti l’estesa presenza e la posizione superiore della E.ON nella concorrenza in materia di concessioni di reti; al riguardo, sarebbero state erroneamente valutate le ripercussioni negative sulla concorrenza del venir meno della concorrenza con la innogy.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Attraverso l’errata differenziazione di diversi mercati di prodotti per la misurazione non viene riconosciuto il potere di mercato della E.ON, ed è quindi sottovalutato il danno concorrenziale per l’attività innovativa. Lo stesso vale per il settore della E-Mobility, dove sono state solo riscontrate conseguenze negative sporadiche per la gestione delle colonnine di ricarica sulle autostrade.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              La convenuta avrebbe inoltre trascurato, in modo manifestamente errato, gli effetti dannosi per la concorrenza che deriverebbero dal migliorato accesso della E.ON a quantità di dati ancora maggiori.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              La convenuta avrebbe trascurato il fatto che la ripartizione tra la E.ON e la RWE dei livelli di valore aggiunto del settore energetico, oggetto di un accordo materialmente collegato alla fusione complessiva, costituisce una restrizione della concorrenza incompatibile con l’articolo 101 TFUE.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Infine, le condizioni minime imposte dalla convenuta, limitate per il mercato tedesco ai settori di nicchia del riscaldamento elettrico e delle colonnine di ricarica sull’autostrada, non sono sufficienti a rimuovere le preoccupazioni esistenti riguardo alla concorrenza. Tali condizioni minime non riguarderebbero i mercati pregiudicati dalla fusione e non avrebbero rilevanza ai fini della salvaguardia della concorrenza.