CELEX: 51998PC0142
Language: it
Date: 1998-03-12
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di carburo di tungsteno e carburo di tungsteno fuso originarie della Repubblica popolare cinese

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ" EUROPEE
                                           Bruxelles, 12.03.1998
                                           COM(1998)142def.
                               Proposta di
                 REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
    CHE ISTITUISCE UN DAZIO ANTIDUMPING DEFINITIVO SULLE
     IMPORTAZIONI DI CARBURO DI TUNGSTENO E CARBURO DI
TUNGSTENO FUSO ORIGINARIE DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE
                     (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                      RELAZIONE
1. Nel settembre 1990, con regolamento (CEE) n. 2737/90, il Consiglio ha istituito un
   dazio antidumping definitivo sulle importazioni di carburo di tungsteno e carburo di
   tungsteno fuso originarie della Repubblica popolare cinese. Con decisione
   90/480/CEE, la Commissione ha accettato gli impegni offerti da due esportatori
   principali in merito al prodotto oggetto delle misure in questione.
2. In seguito al ritiro degli impegni da parte dei due esportatori cinesi interessati, il
   Consiglio, con regolamento (CE) n. 610/95 del 22 marzo 1995, ha modificato il
   regolamento (CEE) n. 2737/90 e ha istituito un dazio definitivo del 33% sulle
   importazioni di carburo di tungsteno e carburo di tungsteno fuso.
3. Nel giugno 1995 Eurométaux ha presentato una domanda di riesame, a norma
   dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio, per
   conto di produttori comunitari che rappresentavano una proporzione maggioritaria
   della produzione di carburo di tungsteno e carburo di tungsteno fuso nella Comunità.
   La domanda di riesame era stata presentata motivandola con il persistere delle
   pratiche di dumping, nonché con il rischio che la scadenza del dazio antidumping in
   vigore sulle importazioni di carburo di tungsteno e carburo di tungsteno fuso
   originarie della Repubblica popolare cinese avrebbe comportato la reiterazione di un
   grave pregiudizio.
4. Il 21 settembre 1995, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle
   Comunità europee, la Commissione ha annunciato l'apertura di un riesame del
   regolamento (CEE) n. 2737/90.
                                           Lù
 ---pagebreak--- 5. Il presente riesame ha superato il periodo di un anno, entro il quale avrebbe dovuto
   di norma essere concluso, a causa della complessità dell'inchiesta e in particolare
   delle difficoltà incontrate nelP ottenere dati attendibili su un paese di riferimento
   adeguato. Inoltre, contemporaneamente al presente sono stati avviati altri due
   riesami relativi a prodotti del tungsteno, vale a dire i minerali e concentrati di
   tungsteno da un lato e l'ossido e l'acido tungstici dall'altro. Detti riesami sono stati
   effettuati parallelamente data la correlazione fra i suddetti prodotti nella catena di
   produzione del tungsteno.
6. L'inchiesta ha dimostrato che il carburo di tungsteno e il carburo di tungsteno fuso
   originari della Repubblica popolare cinese venivano esportati nella Comunità con un
   margine di dumping del 30,6%, e che l'eventuale scadenza delle misure
   comporterebbe la reiterazione di un grave pregiudizio a danno dell'industria
   comunitaria, in particolare sotto forma di perdite finanziarie e di una costante e
   persino crescente diminuzione della sua quota di mercato.
7. L'industria utilizzatrice comunitaria ha comunicato le sue osservazioni. Dopo aver
   esaminato tutti gli argomenti avanzati dalle parti interessate, si è concluso che non
   esistono motivi validi per non mantenere in vigore le misure nel caso in questione. Il
   mantenimento di tali misure appare pertanto giustificato.
8. Si propone perciò al Consiglio, sentito il parere del comitato consultivo, l'adozione
   del progetto di regolamento in allegato, che impone un dazio antidumping definitivo
   sulle importazioni di carburo di tungsteno e carburo di tungsteno fuso originarie della
   Repubblica popolare cinese.
                                             l(h
 ---pagebreak---                                             Proposta di
                     REGOLAMENTO (CE) N. .../98 DEL CONSIGLIO
                                              DEL...
         CHE ISTITUISCE UN DAZIO ANTIDUMPING DEFINITIVO SULLE
           IMPORTAZIONI DI CARBURO DI TUNGSTENO E CARBURO DI
 TUNGSTENO FUSO ORIGINARIE DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE
 IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
 visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
 difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, modificato dal regolamento (CE) n. 2331/962, in particolare gli
articoli 9, paragrafo 4 e 11, paragrafo 6,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato
consultivo,
considerando quanto segue:
1
     GU L 56 del 6.3 1996, pag. 1.
2
     GUL 317 del 6.12.1996, pag. 1.
 ---pagebreak---                                    A.     PROCEDURA
1.      Misure in vigore
(1)     Con regolamento (CEE) n. 2737/903, il Consiglio ha istituito un dazio antidumping
        definitivo sulle importazioni di carburo di tungsteno e carburo di tungsteno fuso
        originarie della Repubblica popolare cinese. Con decisione 90/480/CEE4, la
        Commissione ha accettato gli impegni offerti da due esportatori principali in
        merito al prodotto oggetto delle misure in questione.
        In seguito al ritiro degli impegni da parte dei due esportatori cinesi, la
        Commissione, con regolamento (CE) n. 2286/94 del 23 settembre 19945, ha
        istituito un dazio antidumping provvisorio sul prodotto in causa.
        Con regolamento (CE) n. 610/95 del 22 marzo 19956, il Consiglio ha modificato il
        regolamento (CEE) n. 2737/90 e ha istituito un dazio definitivo del 33% sulle
        importazioni di carburo di tungsteno e carburo di tungsteno fuso.
3
    G U L 264 del 27,9.1990, pag. 7.
4
    G U L 264 del 27.9.1990, pag. 59.
5
    G U L 248 del 23.9.1994, pag. 8.
6
    G U L 64 del 22.3.1995, pag. 1.
 ---pagebreak---        2.       Domanda di riesame
(2)    In seguito alla pubblicazione, nel febbraio 1995, di un avviso7 di imminente
       scadenza delle misure in vigore, la Commissione ha ricevuto una domanda di
       riesame delle suddette misure presentata da Eurométaux per conto di tre
       produttori comunitari che rappresentavano, fatta eccezione per un piccolo
       produttore, la totalità dei produttori del prodotto in questione nella Comunità. La
       domanda conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping
       nei confronti del prodotto originario della Repubblica popolare cinese, nonché al
       rischio della reiterazione di un grave pregiudizio alla scadenza delle misure in
       vigore. Tali elementi di prova sono stati ritenuti sufficienti per giustificare
       l'apertura dell'inchiesta relativa al riesame.
(3)    Il 21 settembre 1995, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle
       Comunità europee8^ la Commissione ha annunciato l'apertura di un riesame del
       regolamento (CEE) n. 2737/90 del Consiglio. Il riesame è stato avviato a norma
       dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 3283/949 del Consiglio,
       sostituito nel corso dell'inchiesta dal regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso
       denominato "regolamento di base").
7
    GU C 48 del 25.2.1995, pag. 3.
8
    GUC 244 del 21.9.1995, pagg. 3, 4 e 5.
9
    GUL 349 del 31.12.1994, pag. 1.
                                                  3-
 ---pagebreak---     3.      Inchiesta
(4) La Commissione ha notificato ufficialmente               l'apertura del riesame ai
    produttori/esportatori e agli importatori notoriamente interessati, ai rappresentanti
    del paese esportatore e ai produttori comunitari all'origine della denuncia.
(5) Alle parti direttamente interessate è stata offerta la possibilità di comunicare le loro
    osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine stabilito
    nell'avviso di apertura.
(6) La Commissione ha inviato questionari a tutte le parti notoriamente interessate e
    ha ricevuto risposte dai tre produttori comunitari all'origine della denuncia, da tre
    importatori/utilizzatori del prodotto in causa e da due produttori/esportatori
    nonché da un importatore nella Comunità collegato ai produttori/esportatori. I
    produttori comunitari, i produttori/esportatori e alcuni importatori/utilizzatori
    hanno presentato le loro osservazioni per iscritto e sono stati sentiti.
(7) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai
    fini dell'inchiesta e ha svolto visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:
                                               4-
 ---pagebreak---     , (a)     Produttori comunitari:
      - Wolfram Bergbau und Huttengesellschaft m.b.H., St Peter, Austria
      - H.C. Starck GmbH & Co KG, Goslar, Germania
      - Eurotungstène Poudres, Grenoble, Francia
      (b)    Importatori/utilizzatori nella Comunità
      - AB Sandvik Hard Materials, Svezia
      - Seco Tools AB, Svezia
      (e)    Importatore collegato
      - Minmetals North-Europe AB, Svezia
      (d)    Produttore del paese di riferimento
      - Teledyne Advanced Materials, Stati Uniti
(8)  L'inchiesta relativa al dumping hariguardatoil periodo compreso tra; il 1° ottobre
      1994 e il 30 settembre 1995 (in appresso denominato "periodo dell'inchiesta").
     L'esame del pregiudizio hariguardatoil periodo compreso tra il 1991 e lafinedel
      periodo dell'inchiesta.
                                           -5-
 ---pagebreak--- (9)   Il presente riesame ha superato il periodo di un anno entro il quale avrebbe dovuto
      essere concluso ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 5 del regolamento di base, a
      causa della complessità dell'inchiesta e in particolare delle difficoltà incontrate
     nelPottenere dati attendibili su un paese di riferimento adeguato. Inoltre,
     contemporaneamente al presente sono stati avviati altri due riesami relativi a
     prodotti del tungsteno, vale a dire i minerali e concentrati di tungsteno da un lato e
     l'ossido e l'acido tungstici dall'altro. Detti riesami sono stati effettuati
     parallelamente data la correlazione fra i suddetti prodotti nella catena di
     produzione del tungsteno.
                 B.       PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
      1.      Prodotto in esame
(10) Il prodotto di cui al presente riesame è lo stesso di cui al regolamento (CE) n.
     2737/90 del Consiglio ed è attualmente classificabile al codice NC 2849 90 30.
     Il carburo di tungsteno e il carburo di tungsteno fuso sono composti di tungsteno e
     di carbonio prodotti mediante trattamento termico (rispettivamente mediante
     carburazione e mediante fusione). In entrambi i casi si tratta di prodotti intermedi
     utilizzati per la fabbricazione di pezzi in metalli duri: utensili da taglio in carburo
     cementato e pezzi di usura, rivestimenti resistenti all'abrasione, punte per la
     trivellazione petrolifera e l'estrazione di minerali, cuscinetti e punte per la
     trafilatura e la fucinatura dei metalli.
                                              -6
 ---pagebreak--- (11) Un importatore ha affermato - basandosi sulla diversità dei relativi processi di
     fabbricazione e asserendo che i due prodotti hanno caratteristiche chimiche
     diverse, - che il carburo di tungsteno e il carburo di tungsteno fuso sono prodotti
     differenti.
     L'inchiesta ha tuttavia accertato che, sebbene i rispettivi processi di fabbricazione
     siano diversi, il carburo di tungsteno e il carburo di tungsteno fuso presentano la
     stessa composizione chimica (entrambi sono composti in percentuale compresa tra
     il 92 e il 94% di tungsteno metallico e tra il 4 e il 6% di carbonio) e appartengono
     allo stesso stadio della catena di produzione del tungsteno, situato tra il tungsteno
     metallico in polvere e gli utensili in carburo e i materiali resistenti all'usura. Va
     inoltre osservato che questi prodotti sono destinati ad utilizzazioni finali industriali
     simili, vale a dire quali componenti per la tempra delle superfici. Sebbene per
     talune applicazioni specifiche e ristrette, che richiedono un'elevata resistenza
     all'usura e all'abrasione, si utilizzi esclusivamente il carburo di tungsteno fuso,
     quest'ultimo e il carburo di tungsteno sono generalmente intercambiabili. Pertanto,
     come per l'inchiesta iniziale, si è concluso che ai fini della presente inchiesta il
     carburo di tungsteno e il carburo di tungsteno fuso costituiscono un unico
     prodotto (in appresso denominato "carburo").
     2.       Prodotto cimile
(12) Come già stabilito nell'inchiesta iniziale, l'inchiesta relativa al riesame ha
     confermato che i prodotti esportati dalla Repubblica popolare cinese e quelli
     fabbricati e venduti dai produttori comunitari e dai produttori del paese di
     riferimento sono prodotti simili, al sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del
     regolamento di base, in quanto hanno essenzialmente le stesse caratteristiche
     fisiche e utilizzazioni finali.
 ---pagebreak---      C.      PERSISTERE         E PROBABILITÀ DI REITERAZIONE DEL
     DUMPING
      1.     Osservazioni preliminari
(13) In conformità dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, lo scopo del
     presente riesame consiste nello stabilire se la scadenza delle misure antidumping
     implichi o meno il rischio del persistere o della reiterazione del dumping, e in
     particolare se il dumping abbia continuato a sussistere dopo l'adozione delle
     misure suddette.
     2.      Paese di riferimento
(14) Poiché la Repubblica popolare cinese non è un paese ad economia di mercato, per
     la determinazione del valore normale si è dovuto far ricorso ad informazioni
     ottenute in un paese terzo ad economia di mercato (in appresso denominato "paese
     di riferimento").
     A tal fine, i denunziane hanno suggerito la Corea del Sud. L'avviso di apertura
     prevedeva quindi l'uso di questo paese quale paese di riferimento. Malgrado il
     notevole impegno della Commissione per cercare di assicurarsi la collaborazione
     dei produttori sudcoreani del prodotto in questione, costoro non hanno accettato
     di collaborare al riesame.
                                             -8-
 ---pagebreak--- (15)   In alternativa, i denunzianti hanno suggerito gli Stati Uniti d'America come paese
      di riferimento. Si è inoltre considerato a tale fine l'uso di Israele, data la
      disponibilità dimostrata dal produttore israeliano Metek Metal Technology Ltd. nel
      collaborare non soltanto al presenteriesame,ma anche a quello relativo all'ossido
      e acido tungstici10. Tuttavia, nelPesaminare i dati presentati da tale produttore, si è
      constatato che la società israeliana non commercializzava il prodotto in esame sul
      mercato interno.
      Nella fattispecie, si è ritenuto che il solo mercato statunitense disponesse di vendite
      sufficienti, effettuate nel corso di normali operazioni commerciali, di carburo
      prodotto all'interno del paese. Un importante produttore statunitense di carburo,
      la ditta Teledyne Advanced Materials (in appresso denominata "Teledyne"), ha
      accettato di collaborare.
      Per la scelta degli Stati Uniti quale paese di riferimento adeguato sono risultati
      decisivi i seguenti fatti e considerazioni:
      - il carburo prodotto negli Stati Uniti aveva le stesse caratteristiche di quello
      prodotto nella Repubblica popolare cinese ed esportato nella Comunità;
io GU L , pag.
                                                 -9
 ---pagebreak--- - il processo di produzione del carburo utilizzato dal produttore statunitense che
ha collaborato si basava sulla trasformazione mediante calcinazione di
paratungstato di ammonio importato o prodotto negli Stati Uniti in ossido
tungstico, in seguito sottoposto a ulteriore processo di carburazione per
trasformarlo in carburo di tungsteno, oppure sulla carburazione diretta di ossido
tungstico importato nonché sul riciclaggio di vari rottami contenenti tungsteno. Il
processo     di produzione statunitense, a giudicare           dai dati forniti     dai
produttori/esportatori cinesi che hanno collaborato, è simile a quello utilizzato dai
produttori cinesi. Si tratta di un procedimento moderno ed efficace, che si è inoltre
rivelato remunerativo nel corso del periodo dell'inchiesta.
- in termini di approvvigionamento, Teledyne aveva facile accesso alle materie
prime per la produzione di carburo, cioè al paratungstato di ammonio e all'ossido
tungstico, che, nel periodo dell'inchiesta, sono stati acquistati ai prezzi del mercato
mondiale da diversi fornitori.
- il produttore statunitense ha venduto circa l'85% della sua produzione sul
mercato USA, un mercato interno aperto e rappresentativo con un numero
considerevole di utilizzatori finali, nel quale Teledyne era in concorrenza con altri
sei produttori locali di carburo. Nel mercato statunitense i rapporti tra la domanda
e l'offerta erano dunque determinati dalla concorrenza, rafforzata inoltre da
significativi volumi di importazioni di carburo provenienti da diversi paesi (la
Repubblica popolare cinese, la Corea del Sud, Israele, ecc.). Non si è quindi
riscontrato nulla che indicasse che i costi e i prezzi non fossero determinati dalle
forze economiche di un sistema di mercato libero e non ' regolamentato.
                                           10
 ---pagebreak--- (16) In base a questi fattori e conformemente all'articolo 2, paragrafo 7 del
     regolamento di base, la scelta degli Stati Uniti quale paese diriferimentoè stata
     considerata adeguata per stabilire il valore normale del prodotto oggetto
     dell'inchiesta.
     Sulla scelta degli Stati Uniti quale paese di riferimento non sono state sollevate
     obiezioni né dagli esportatori/produttori, né dalle autorità cinesi, né da alcuna altra
     parte interessata.
     3.      Valore normale basato sulle vendite interne
(17) In conformità dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base, si è esaminato
     se il volume delle vendite di carburo effettuate da Teledyne sul mercato interno
     equivalesse ad almeno il 5% del volume del prodotto in esame esportato nella
     Comunità dalla Repubblica popolare cinese. Si è accertato che le vendite interne
     del prodotto simile effettuate da Teledyne rappresentavano un multiplo del volume
     delle   esportazioni   effettuate   dagli    esportatori   cinesi   nella   Comunità.
                                               il
 ---pagebreak--- (18) Si è esaminato in seguito se le vendite interne di Teledyne ad acquirenti
     indipendenti potessero considerarsi realizzate nel corso di normali operazioni
     commerciali.
     Se tali vendite interne fossero state effettuate o meno nel corso di normali
     operazioni commerciali è stato stabilito a norma dell'articolo 2, paragrafo 4 del
     regolamento di base. Si è accertato che la media ponderata del prezzo di vendita
     delle vendite complessive effettuate durante il periodo dell'inchiesta era
     equivalente o superiore alla media ponderata del costo unitario di produzione, e
     che il volume delle singole operazioni di vendita realizzate al di sotto del costo
     unitario di produzione rappresentava meno del 20% delle vendite utilizzate per
     determinare il valore normale; pertanto, si è ritenuto che tutte le vendite interne
     siano state realizzate nel corso di normali operazioni commerciali.
(19) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento di base, la determinazione del
     valore normale si è basata quindi sui prezzi pagati o pagabili delle vendite interne
     complessive di carburo realizzate sul mercato USA da Teledyne ad acquirenti
     indipendenti durante il periodo dell'inchiesta.
     4.      Prezzi all'esportazione
(20) La Commissione ha ricevuto dati esaurienti sui prezzi all'esportazione da due
     produttori/esportatori cinesi e da quattro importatori. Come confermato da cifre
     Eurostat, i dati ricevuti coprivano quasi per intero il volume di esportazioni cinesi
     di carburo nella Comunità nel periodo dell'inchiesta.
                                               12-
 ---pagebreak---      Per le esportazioni cinesi vendute direttamente per l'esportazione ad acquirenti
     indipendenti nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla
     base dei prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto in esame,
     conformemente all'articolo 2, paragrafo 8 del regolamento di base. Per una quota
     significativa delle esportazioni cinesi effettuate tramite una società collegata
     (Minmetals North-Europe AB), i prezzi all'esportazione sono stati costruiti sulla
     base dei prezzi di rivendita ai primi acquirenti indipendenti nella Comunità,
     conformemente all'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base. Un
     adeguamento è stato apportato a tutti i costi, per tener conto delle imposte e dei
     dazi pagati tra l'importazione e la rivendita e del profitto. Il margine di profitto è
     stato calcolato in base ai dati ottenuti dagli importatori non collegati appartenenti
     allo stesso settore commerciale.
     5.       Confronto
(21) Conformemente all'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base, la media
     ponderata del normale valore, su base FOB frontiera statunitense, è stata
     confrontata alla media ponderata del prezzo all'esportazione su base FOB frontiera
     cinese, allo stesso stadio commerciale.
     Ai fini di un confronto equo, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10 del
     regolamento di base, sono state praticate le dovute detrazioni, in forma di
     adeguamenti, per le differenze relative ai costi di trasporto e di assicurazione, al
     costo dei crediti, ai costi di movimentazione e ai costi accessori, per le quali si è
     dichiarato e dimostrato che incidevano sulla comparabilità dei prezzi.
                                               13
 ---pagebreak---      6       Margine di dumping
     Il suddetto confronto ha rivelato l'esistenza di dumping, con un margine pari
     all'importo di cui il valore normale superava il prezzo all'esportazione.
     Espresso in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non
     corrisposto, il margine di dumping medio ponderato unico è pari al 30,6%.
                            D.      INDUSTRIA COMUNITARIA
(22) Numerose obiezioni sono state sollevate dai produttori/esportatori cinesi e da
     alcuni utilizzatori a proposito della definizione dell'industria comunitaria e della
     posizione dei produttori che sostenevano la domanda di riesame.
(23) Gli esportatori/produttori cinesi hanno affermato che una delle società produttrici
     che sostenevano la domanda di riesame era collegata ad un importatore di carburo
     dalla Cina e quindi, a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera a) e dell'articolo 4,
     paragrafo 2 del regolamento di base, doveva essere esclusa dalla definizione di
     industria comunitaria.
                                               14-
 ---pagebreak---                                                                                     WÊwm
                                                                                    afe
     L'inchiesta ha stabilito che le due società interessate, sebbene collegate, non
     avevano alcun controllo l'una sull'altra ed anzi avevano interessi contrastanti
     riguardo all'imposizione delle misure antidumping. Una delle due società
     produceva carburo, mentre l'altra lo importava. È emerso che le due società
     definivano e perseguivano le rispettive strategie commerciali in maniera autonoma.
     Nel complesso, si è concluso che, per quanto riguardava il prodotto in esame, la
     loro relazione non influenzava il comportamento del produttore comunitario in
     questione né falsava l'analisi della sua situazione economica; di conseguenza, non
     vi era motivo di escludere tale produttore dalla definizione di industria comunitaria
(24) Come menzionato al considerando (2), i produttori che sostenevano la domanda di
     riesame rappresentavano la quasi totalità della produzione di carburo destinato alla
     vendita sul mercato aperto e costituivano perciò l'intera industria comunitaria.
     Questa affermazione è stata contestata da diversi produttori integrati di prodotti
     finiti di tungsteno nella Comunità (produttori di utensili e di metalli duri) che
     producevano piccole quantità di carburo esclusivamente per consumo interno. Più
     in particolare, essi affermavano che la rappresentatività dei produttori che
     sostenevano il riesame avrebbe dovuto essere valutata in relazione alla totalità
     della produzione comunitaria del prodotto in esame (compresa la loro produzione
     vincolata) e che, su queste basi, i produttori che sostenevano ilriesamenon erano
     rappresentativi dell'industria comunitaria.
                                               15
 ---pagebreak--- (25) La questione è stata riesaminata, ma si è arrivati alla conclusione che
     l'argomentazione era priva di fondamento. In effetti, anche tenendo conto della
     produzione vincolata delle società che avevano presentato detto esposto, i
     produttori che sostenevano la domanda di riesame rappresentavano ancora il 60%
     dell'intera produzione comunitaria di carburo, rispondendo così ai criteri stabiliti
     dall'articolo 5, paragrafo 4 del regolamento di base. Inoltre, nel corso
     dell'inchièsta è stato confermato che i produttori che sostenevano il riesame
     costituivano la quasi totalità della produzione comunitaria di carburo destinata alla
     vendita sul mercato aperto.
(26) In base a quanto sopra esposto, si è concluso che i produttori che sostenevano la
     domanda di riesame rappresentavano l'industria comunitaria ai sensi dell'articolo
     4, paragrafo 1 e dell'articolo 5, paragrafo 4 del regolamento di base. Per il seguito
     del presente regolamento, il termine "industria comunitaria" si riferisce pertanto
     alle società che sostengono la domanda di riesame.
     E.       PROBABILITÀ DEL PERSISTERE O DELLA REITERAZIONE
     DEL DUMPING
                                                                              i
      1.      Osservazioni preliminari
(27) Neil'analizzare il pregiudizio, è bene ricordare che il carburo fa parte di un'intera
     catena di produzione di prodotti del tungsteno e che, di conseguenza, qualunque
     sviluppo del mercato per il prodotto in esame deve essere visto nel quadro degli
     sviluppi degli altri prodotti della catena di produzione.
     Le conclusioni relative al pregiudizio si basavano su dati riferiti alla Comunità nella
     sua composizione all'inizio delriesame(15 Stati membri).
                                               -16
 ---pagebreak---        2.       Consumo nella Comunità
(28)   Ai fini dell'inchiesta, e poiché l'industria comunitaria aveva prodotto carburo
       esclusivamente per il mercato aperto, il consumo sul mercato comunitario è stato
       stabilito in base alla produzione dell'industria comunitaria, aggiungendo le
       importazioni, sottraendo le esportazioni, e aggiungendo o sottraendo le variazioni
       delle scorte. In questo modo, nella determinazione del consumo comunitario non si
       è tenuto conto della produzione destinata ad un uso vincolato dei produttori
       integrati a valle di prodotti finiti di tungsteno (ad es., pezzi in metalli duri),
       ritenendo che questa non fosse in concorrenza diretta con le importazioni in
     1
       dumping.
       Sulla base di tali premesse, il consumo nella Comunità è aumentato da 2801 t nel
       1991 a 2819 t nel 1992, è poi sceso a 2706 t nel 1993 e di nuovo aumentato a
       4236 t nel 1994 e sino a 4703 t nel periodo dell'inchiesta, con un aumento del
       68%) rispetto al 1991. Questo andamento dei consumi, che ha registrato un
       decremento sino alla fine del 1993 e una successiva ripresa, era in linea con gli
       sviluppi del mercato per i settori industriali che utilizzavano il prodotto in esame.
                                                17
 ---pagebreak---      3.      Volume e quota di mercato delle importazioni in dumping
(29) Le importazioni di carburo originario della Cina nella Comunità sono diminuite
     dalie 143 t del 1991 alle 68 t del 1992, quindi aumentate a 83 t nel 1993, 136 t nel
     1994 e 234 t nel periodo dell'inchiesta (con un aumento complessivo del 63,6%).
     La quota di mercato rappresentata da tali importazioni è scesa dal 5,1% nel 1991
     al 2,4% nel 1992, ma è poi costantemente aumentata sino ad arrivare al 5% nel
     periodo dell'inchiesta, nonostante l'introduzione di misure antidumping sotto
     forma di dazi ad valorem dopo il ritiro degli impegni da parte degli esportatori
     cinesi nel 1994.
     4.      Prezzi delle importazioni in dumping
     a)      Tendenza generale
(30) Secondo i dati disponibili relativi ai prezzi (Eurostat), i prezzi degli esportatori
     cinesi (CIF, dazi doganali e dazi antidumping non corrisposti) sono rimasti
     relativamente stabili tra il 1991 e il periodo dell'inchiesta (+2%).
     I prezzi relativamente stabili del carburo devono essere visti in relazione
     all'aumento dei prezzi dei prodotti di tungsteno a monte, ovvero paratungstato di
     ammonio e ossido e acido tungstici, che sono aumentati rispettivamente del 27% e
     del 25% nello stesso periodo.
                                                 18
 ---pagebreak---       b)      Sottoquotazione
(31) Per il periodo dell'inchiesta, la media ponderata mensile del prezzo di vendita del
     carburo dell'industria comunitaria è stato confrontato con la media ponderata
     mensile del prezzo del tungsteno esportato nella Comunità dalla Repubblica
     popolare cinese.
     I prezzi dell'industria comunitaria erano franco fabbrica mentre i prezzi degli
     esportatori erano franco frontiera comunitaria, dazi doganali e dazi antidumping
     corrisposti.
     Dal confronto è emerso un margine di sottoquotazione irrilevante. Si deve
     osservare, tuttavia, che nel periodo precedente l'istituzione del dazio ad valorem
     (settembre 1994) determinato dal ritiro degli impegni da parte degli esportatori
     cinesi, si è accertato che i prezzi cinesi erano costantemente inferiori a quelli dei
     produttori comunitari e che, apparentemente, gli impegni sui prezzi in vigore nello
     stesso periodo non sono sempre stati rispettati.
     5.       Situazione deU industria comunitaria
(32) In conformità dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, si è esaminato
     se la scadenza delle misure in vigore implichi o meno il rischio del persistere o
     della reiterazione del pregiudizio arrecato all'industria comunitaria.
                                             -19
 ---pagebreak---      a)        Produzione, capacità di produzione, livello dì utilizzazione degli impianti
     e scorte
(33) La produzione nella Comunità del prodotto in esame si è mantenuta stabile attorno
     alle 3300 t tra il 1991 e il 1993, ed è in seguito aumentata a 4375 t nel 1994 e a
     4641 t nel periodo dell'inchiesta, con un aumento del 40% rispetto al 1991.
     Questo aumento della produzione deve essere considerato alla luce dell'aumento
     del consumo nello stesso periodo (+68%).
(34) La capacità produttiva dell'industria comunitaria tra il 1991 e il 1993 si è
     mantenuta stabile a 4240 t, per poi aumentare a 4740 t nel 1994 e a 5095 t nel
     periodo dell'inchiesta (+20% rispetto al 1991).
(35) Il livello di utilizzazione degli impianti èrimastostabile, intorno al 78%, tra il 1991
     e il 1993, per poi aumentare sino a oltre il 90% nel 1994 e nel periodo
     dell'inchiesta.
(36) Le scorte sono complessivamente diminuite nel corso del periodo, in particolare
     nel 1994 e nel periodo dell'inchiesta.
     b)        Volume delle vendite e quota di mercato
(37) I quantitativi di carburo venduti dall'industria comunitaria sul mercato
     comunitario sono andati aumentando, in termini assoluti, da 1873 t nel 1991 a
     1993 t nel 1992, sono poi scesi a 1828 t nel 1993 e di nuovo risaliti a 2596 t nel
     1994 e a 29941 nel periodo dell'inchiesta (con un aumento complessivo del 60%).
     La quota di mercato detenuta dall'industria, dopo aver registrato un aumento nel
     1992, è andata poi costantemente diminuendo. L'andamento è stato quindi il
     seguente: 66,9% nel 1991, 70,7% nel 1992, 67,6% nel 1993, 61,3% nel 1994 e
     63,7% nel periodo dell'inchiesta.
                                               -20
 ---pagebreak---      e)      Andamento dei prezzi
(38) La media ponderata del prezzo di vendita del carburo ha registrato una netta
     diminuzione (-20%) tra il 1991 e il 1994, quindi un forte recupero nel periodo
     dell'inchiesta.
     Si è osservato che quest'ultima tendenza è coincisa con l'introduzione nel
     settembre 1994 di un dazio ad valorem del 33% sulle importazioni dalla Cina. Tale
     aumento dei prezzi ha inoltre seguito l'aumento dei prezzi dei prodotti intermedi di
     tungsteno a monte, ovvero paratungstato di ammonio e ossido (cfr. il
     considerando (31)), nonché l'aumento della domanda.
     d)      Redditività
(39) Tra il 1991 e il 1994 i produttori comunitari hanno subito gravi perdite fino ad una
     media percentuale del 20%, mentre durante il periodo dell'inchiesta, in
     conseguenza del forte recupero dei prezzi, si sono registrati utili sulle vendite
     (media del 13%).
     e)     Occupazione
(40) Dal momento che il personale interessato lavora in una catena di produzione
     integrata e che esistono stretti legami tra i vari prodotti del tungsteno, non è stato
     possibile definire con esattezza il numero di addetti per prodotto. L'occupazione
     nel settore del tungsteno è diminuita del 14% nell'arco dell'intero periodo. Nel
     periodo dell'inchiesta, la catena di produzione del tungsteno dell'industria
     comunitaria occupava 580 persone.
                                               21-
 ---pagebreak---      f)        Conclusioni in merito alla situazione dell 'industria comunitaria
(41)  L'analisi sopra riportata ha. rivelato che alcuni indicatori di pregiudizio quali
      produzione, vendite e livello di utilizzazione degli impianti mostravano, dopo un
      lungo periodo di tendenze negative, un andamento positivo in linea con quello
      registrato complessivamente sul mercato, e che ciò aveva coinciso con
      l'introduzione dei dazi antidumping ad valorem sulle importazioni di cui alla
     presente inchiesta dopo il 1994. Per quanto riguarda la situazione finanziaria
      dell'industria comunitaria, si deve osservare che sono stati realizzati profitti
      soltanto durante il periodo dell'inchiesta (1991-1994), mentre negli anni precedenti
      l'industria comunitaria ha continuato a subire un grave pregiudizio sotto forma di
     prezzi in diminuzione e di pesanti perdite sino ad una media percentuale del 20%.
      Si deve notare infine che la quota di mercato detenuta dall'industria comunitaria,
     dopo aver registrato un aumento nel 1992, è costantemente diminuita dal 1993 al
     periodo dell'inchiesta di quasi 10 punti percentuali. Va sottolineato a tale
     proposito che in passato le esportazioni cinesi erano rappresentate principalmente
     da paratungstato di ammonio e, in misura minore, da ossido tungstico. In assenza
     di misure relative al carburo, tuttavia, non è improbabile che dette esportazioni si
     concentrino gradualmente su quest'ultimo prodotto, dato che si tratta di un
     prodotto di maggior valore nella catena di produzione del tungsteno:
     6.       Sottoquotazione dei prezzi in caso di scadenza delle misure
(42) Si è proceduto ad un secondo calcolo della sottoquotazione per stabilire il livello
     di sottoquotazione che si raggiungerebbe in caso ài scadenza delle misure
     antidumping. Il metodo utilizzato è quejlo descritto al considerando (31), tranne
     per il fatto che al prezzo all'importazione non è stato aggiunto il dazio
     antidumping. In tal caso, la media dei margini di sottoquotazione, espressa in
     percentuale dei prezzi applicati dai produttori comunitari, è risultata del 23%.
                                              -22
 ---pagebreak---                                                                  ÌPMWWMIMMI     i t minimum
      7.      Conclusioni
(43) La situazione dei produttori comunitari è migliorata nel corso del periodo
     dell'inchiesta. L'inchiesta ha tuttavia concluso che le importazioni cinesi, a causa
     dei loro prezzi assai ridotti, hanno aggravato le difficoltà incontrate dall'industria
     comunitaria precedentemente all'imposizione dei dazi ad valorem, quando gli
     impegni offerti dai produttori/esportatori cinesi non erano apparentemente
     rispettati. Questo ha impedito all'industria comunitaria di riprendersi pienamente
     dagli effetti causati dalle precedenti pratiche di dumping. Sembra molto probabile
     che, in assenza di misure antidumping, alle importazioni cinesi in dumping
     verrebbero applicati prezzi inferiori a quelli dell'industria comunitaria.
(44) In tale contesto, gli esportatori cinesi hanno presentato una serie di reclami volti a
     mettere in dubbio il legame causale tra le importazioni in dumping e la situazione
     dell'industria comunitaria.
     Si è affermato che la ripresa dell'industria comunitaria era dovuta esclusivamente
     al drastico aumento della domanda di carburo nel 1994 e nel periodo dell'inchiesta,
     e non all'introduzione del dazio ad valorem sulle importazioni dalla .Cina. Sebbene
     non si possa negare che la ripresa della domanda abbia influito sul livello dei
     prezzi, si deve però sottolineare che soltanto dopo il settembre 1994 (quando cioè
     è stato imposto il dazio ad valorem) i prezzi di vendita dell'industria comunitaria
     hanno registrato un aumento e la situazionefinanziariadei produttori comunitari è
     migliorata dopo anni di perdite.
                                               23
 ---pagebreak--- (45) Si è inoltre affermato che le importazioni cinesi avevano avuto un impatto minore
     sul mercato comunitario rispetto alle importazioni da altri paesi terzi quali Stati
     Uniti e Corea del Sud. Si deve osservare che, sebbene le importazioni originarie
     degli USA e della Corea del Sud abbiano contribuito all'aumento del consumo
     durante il periodo in esame, con un conseguente aumento delle rispettive quote di
     mercato, si è accertato che i loro prezzi erano di norma superiori a quelli cinesi e
     che non vi erano prove che si trattasse di prezzi in dumping. Inoltre, l'influenza
     eventualmente esercitata da altre importazioni sulla situazione dell'industria
     comunitaria nulla toglie all'impatto negativo che, in assenza di misure, le
     importazioni cinesi potrebbero seguitare ad avere su tale situazione, come
     dimostrato dalla probabilità del persistere della sottoquotazione dei prezzi (cfr.
     considerando (43)).
(46) L'esigenza di mantenere le misure in questione deve inoltre essere considerata alla
     luce della pressione che le importazioni di prodotti intermedi dalla Cina potrebbero
     determinare sui prezzi dei prodotti finiti dell'industria comunitaria. Si deve notare
     in proposito che l'industria comunitaria dipende in una certa misura dalla fornitura
     esterna di prodotti a monte (principalmente paratungstato di ammonio), poiché il
     processo di.riciclaggio dei rottami non è attualmente in grado di soddisfare le
     esigenze complessive dell'industria stessa. In assenza di misure antidumping
     relative al carburo, per via della pressione esercitata dalle importazioni cinesi del
     prodotto l'industria potrebbe essere costretta ad abbassare i prezzi del carburo, e,
     qualora dovesse contemporaneamente affrontare un aumento dei prezzi cinesi dei
     prodotti a monte, la sua vitalità verrebbe ad esserne compromessa.
                                             -24
 ---pagebreak--- (47) Si è pertanto giunti alla conclusione che, in assenza di misure, sussiste la
     probabilità di reiterazione del pregiudizio.
                         F.      INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(48) Occorre ricordare che nell'inchiesta precedente si è ritenuto che l'adozione delle
     misure non fosse contraria all'interesse della Comunità. Va inoltre osservato che la
     presente inchiesta è un riesame, che in quanto tale esamina una situazione in cui le
     misure antidumping sono già in vigore: di conseguenza, la natura e il calendario
     dell'inchiesta stessa permetterebbero eventualmente di valutare l'indebito effetto
     negativo esercitato dalle misure antidumping imposte sulle parti interessate.
     1.      L'industria comunitaria del carburo
(49) Nel corso del periodo dell'inchiesta, l'industria comunitaria era composta di tre
     società aventi sede in Stati membri diversi. Per ciascuna di tali società il carburo
     costituisce il prodotto più importante nella catena di produzione del tungsteno,
     poiché si tratta del prodotto finale di tale catena. In termini di fatturato, il carburo
     rappresenta più del 60% del valore delle vendite complessive dei prodotti di
     tungsteno. In passato sono stati costantemente effettuati investimenti nel settore,
     in particolare al fine di garantire che i metodi di produzione fossero in linea con le
     esigenze di tutela dell'ambiente e di elaborare nuovi metodi di fabbricazione,
     soprattutto riguardo alriciclaggiodi rottami contenenti tungsteno. Lo sviluppo di
     questa tecnologia si propone di conseguire un maggior grado di indipendenza dalle
     materie prime (concentrati) o dai prodotti intermedi (paratungstato di ammonio e
     ossido e acido tungstici).
                                               -25-
 ---pagebreak---      L'industria comunitaria non si è ancora del tutto ripresa, dopo la recente
     introduzione di un dazio antidumping ad valorem, da una situazione economica
     caratterizzata da perditefinanziariesostenute per un periodo di quattro anni.
(50) Come dimostrato dall'inchiesta, è probabile che, in assenza di misure di difesa
     relative al carburo, cioè allo stadio ultimo e più vulnerabile della catena di
     produzione del tungsteno, si avrebbe reiterazione del pregiudizio sotto forma di
     perdite subite dall'industria comunitaria e di una costante e persino crescente
     diminuzione della quota di mercato. Si devono pertanto mantenere condizioni di
     leale concorrenza per consentire all'industria comunitaria di conservare la sua
     vitalità.
     2.        L'industria utilizzatrice
(51) Si ricorda che i principali utilizzatori comunitari di carburo sono i fabbricanti di
     pezzi in metalli duri (utensili in carburo e pezzi dì usura). L'industria utilizzatrice è
     composta di un numero limitato di società di grosse dimensioni ("utilizzatori
     principali"), che dispongono in parte di una produzione integrata (cioè partono
     dallo stadio del paratungstato di ammonio o dell'ossido tungstico e trasformano
     tali prodotti sino allo stadio finale della catena); e da circa un centinaio di piccole
     imprese ("utilizzatori minori"), che avviano per lo più il processo produttivo allo
     stadio del carburo.
(52) Un utilizzatore principale ha affermato che il dazio antidumping sulle importazioni
     cinesi determinerebbe un aumento dei suoi costi di produzione complessivi e
     comprometterebbe la sua posizione sul mercato comunitario nei confronti dei suoi
     maggiori concorrenti statunitensi e giapponesi, i quali sono in grado di procurarsi
     carburo che non sia oggetto di misure antidumping. Egli sostiene quindi che
     verrebbe a subire una perdita di competitività.
                                               -26-
 ---pagebreak---                                                                                       tfWUMMH
     Si è appurato che detto utilizzatore, che è un produttore integrato di utensili in
     carburo e pezzi di usura, nel periodo in esame aveva avviato il processo di
     produzione principalmente partendo da prodotti intermedi a monte, quali
     paratungstato di ammonio e ossido tungstico, e aveva perciò esigenze limitate
     quanto all'approvvigionamento di carburo importato. Infatti, sebbene importasse
     quasi un quarto del quantitativo complessivo di carburo esportato dalla Repubblica
     popolare cinese nella Comunità, ciò rappresentava soltanto meno del 4% del suo
     consumo di tale prodotto. Si è calcolato che l'impatto massimo del dazio
     antidumping al 33% equivarrebbe a meno dell' 1% dei costi di produzione
     sostenuti dal suddetto utilizzatore per i prodotti collegati al tungsteno. L'eventuale
     impatto del dazio sulla catena di produzione del tungsteno di quest'impresa può
     quindi essere considerato irrilevante.
(53) Una dozzina di utilizzatori minori si sono espressi in favore del mantenimento delle
     misure relative al carburo, sostenendo in particolare che, qualora queste ultime
     venissero a scadere, ciò non farebbe altro che consolidare la già forte posizione
     degli utilizzatori principali sul mercato degli utensili in carburo. Tali utilizzatori
     dispongono infatti, nei confronti dei fornitori cinesi, di un potere contrattuale
     maggiore rispetto alle società minori e potrebbero perciò ottenere prezzi più
     vantaggiosi.
(54) Gli utilizzatori non hanno presentato altre argomentazioni sostenute da prove
     contro le misure in causa. Poiché queste ultime sono in vigore già da tempo, e
     verrebbero mantenute allo stesso livello, si può concludere che il loro
     mantenimento non comporterebbe alcun deterioramento della situazione
     complessiva degli utilizzatori.
                                              -27-
 ---pagebreak---        3.       Concorrenza effettiva
 (55)  Si è anche affermato che il mantenimento del dazio antidumping inciderebbe sul
       livello di concorrenza del mercato del carburo, in quanto verrebbe a crearsi un
       mercato oligopolistico nel quale tutti gli utilizzatori dovrebbero fare affidamento
      esclusivamente sui produttori comunitari.
(56)   Si deve osservare che, nonostante le misure antidumping, gli esportatori cinesi
      sono sempre stati presenti sul mercato comunitario e che nel periodo dell'inchiesta
      hanno registrato un aumento della loro quota di mercato. Va inoltre ricordato che
      esistono altri paesi terzi fornitori di carburo nella Comunità, il che garantisce la
      presenza di un certo numero di fonti alternative di approvvigionamento. Infine, è
      stato dimostrato che, per via della correlazione tra i diversi prodotti della catena di
      produzione del tungsteno, per ciascun prodotto della catena si crea una notevole
      pressione concorrenziale da parte dei concorrenti presenti sul mercato per gli altri
      prodotti.
      4.       Conclusioni relative all'interesse della Comunità
(57)  Sulla scorta di quanto precede, si è concluso che non esistono motivi validi per
      non mantenere le misure in vigore, al fine di garantire una situazione
      concorrenziale di determinazione di prezzi equi ed evitare qualsiasi rischio di
      reiterazione del pregiudizio a danno dell'industria comunitaria, il che certamente
      accadrebbe se si lasciassero scadere le suddette misure.
                                                 28
 ---pagebreak---                               G.        MISURE ANTIDUMPING
(58)  Tutte le parti interessate sono state informate dei fatti e delle considerazioni
      principali in base ai quali si intendeva raccomandare il mantenimento delle misure
      in vigore. È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano
      presentare le loro osservazioni sulle informazioni così comunicate. Le osservazioni
      delle parti sono state esaminate e, se del caso, la Commissione ha modificato le
      proprie conclusioni.
 (59)  Da quanto precede si conclude che, ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2 del
       regolamento di base, il dazio antidumping del 33% sulle importazioni di carburo
       di tungsteno e carburo di tungsteno fuso originarie della Repubblica popolare
       cinese istituito con regolamento (CEE) n. 2737/90 deve essere mantenuto. Il
       regolamento (CEE) n. 2737/90 è stato mantenuto in vigore in virtù del presente
       riesame e verrà a scadere con la sua conclusione. Il dazio antidumping imposto
       con tale regolamento deve pertanto essere nuovamente istituito.
                                               29-
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
                                         Articolo 1
 1. E' istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di carburo di tungsteno e
        carburo di tungsteno fuso, di cui al codice NC 2849 90 30, originarie della
        Repubblica popolare cinese.
2. L'aliquota del dazio equivale al 33% del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, del
        prodotto, dazio non corrisposto.
        3. Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi
        doganali.
                                         Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione
        nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
        ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                -30
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 142 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                             02 12 11 09
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-147-IT-C
                                                              ISBN 92-78-31911-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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