CELEX: 31989R1786
Language: it
Date: 1989-06-19 00:00:00
Title: REGOLAMENTO (CEE) N. 1786/89 DEL CONSIGLIO del 19 giugno 1989 che chiude la procedura di riesame di misure antidumping relative alle importazioni di pannelli di fibre (pannelli duri) originari della Cecoslovacchia, della Polonia e dell' URSS, che conferma la scadenza dei dazi antidumping definitivi istituiti sulle importazioni dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia e che abroga il dazio antidumping definitivo istituito sulle importazioni dall' URSS #

Avis juridique important

|

31989R1786

REGOLAMENTO (CEE) N. 1786/89 DEL CONSIGLIO del 19 giugno 1989 che chiude la procedura di riesame di misure antidumping relative alle importazioni di pannelli di fibre (pannelli duri) originari della Cecoslovacchia, della Polonia e dell' URSS, che conferma la scadenza dei dazi antidumping definitivi istituiti sulle importazioni dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia e che abroga il dazio antidumping definitivo istituito sulle importazioni dall' URSS  -   

Gazzetta ufficiale n. L 176 del 23/06/1989 pag. 0001 - 0004

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 1786/89 DEL CONSIGLIO  del 19 giugno 1989  che chiude la procedura di riesame di misure antidumping relative alle importazioni di pannelli di fibre (pannelli duri) originari della Cecoslovacchia, della Polonia e dell'URSS, che conferma la scadenza dei dazi antidumping definitivi istituiti sulle importazioni dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia e che abroga il dazio antidumping definitivo istituito sulle importazioni dall'URSS  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare gli articoli 14 e 15,  vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione in sede di comitato consultivo istituito a norma del regolamento precitato,  considerando quanto segue:  A. Prodotti  (1) I prodotti in questione sono i pannelli di fibre (pannelli duri) con massa volumica superiore a 0,8 g/cm3, di cui ai codici NC 4411 11 00 e 4411 19 00.  B. Procedura  (2) La Commissione ha ricevuto due domande di riesame di misure antidumping, presentate dalla Confederazione europea delle industrie del legno a nome dei produttori comunitari che rappresentano la maggior parte della produzione comunitaria di pannelli duri. Nella domanda presentata in virtù dell'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 2176/84, riguardo agli impegni accettati dalla Commissione in merito alle importazioni dalla Romania (2), dal Brasile (3) e da alcuni esportatori svedesi (4) il ricorrente affermava che la scadenza delle misure in vigore avrebbe provocato di nuovo un pregiudizio o una minaccia di pregiudizio. Nella seconda domanda, presentata in virtù dell'articolo 14 del regolamento suddetto e relativa ai dazi antidumping definitivi imposti dal Consiglio sulle importazioni dalla Cecoslovacchia, dalla Polonia (5) e dall'URSS (6), nonché agli impegni assunti dalla Commissione sulle importazioni effettuate da taluni (tre) esportatori svedesi (7) (8), sono stati presentati elementi di prova di una modifica delle circostanze sufficienti a giustificare la necessità del riesame.  (3) Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (9), la Commissione ha annunciato l'apertura di un riesame delle misure antidumping relative alle importazioni nella Comunità di pannelli di fibre (pannelli duri) originari della Cecoslovacchia, dell'URSS, della Polonia, della Romania, della Svezia e del Brasile ed ha avviato un'inchiesta relativa al periodo 1o luglio 1987 - 31 maggio 1988.  (4) La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e i ricorrenti ed ha offerto alle parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere intese. Quasi tutti i produttori e gli esportatori noti e alcuni importatori hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Quasi tutti gli esportatori interessati ed alcuni produttori e importatori hanno chiesto ed ottenuto di essere intesi.  (5) Nel dicembre 1988 la Commissione ha annunciato (1) che, conformemente all'articolo 15, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, le misure antidumping relative alle importazioni di cartone di fibra compresso dalla Cecoslovacchia, dalla Polonia e da due esportatori svedesi (Swedeboard Vrena AB e Royal Board AB) sarebbero rimaste in vigore dopo il termine del relativo periodo di cinque anni, in attesa dei risultati del riesame in corso in conformità dell'articolo 14 del regolamento stesso. Il corrispondente periodo di cinque anni non era ancora scaduto per quanto riguarda gli impegni assunti dal terzo esportatore svedese, Karlit AB, e i dazi antidumping sulle importazioni dall'URSS.  (6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni da essa ritenute necessarie per una conclusione preliminare ed ha svolto inchieste in loco presso le seguenti società:  a) Produttori comunitari  - Isorel (Boulogne), Francia,  - ICL SPA (Mondovì), Italia,  - Legnochimica SPA (Mondovì), Italia,  - Tafisa (Madrid), Spagna,  - Renitex GmbH (Losheim), Repubblica federale di Germania,  - Atex Werke GmbH e Co. KG (Grafenau), Repubblica federale di Germania,  - Tafinsa Ltd (agente della Tafisa) (Maidenhead), Regno Unito.  b) Importatori  - Portes Simon SA (Durtal), Francia,  - ETS Jean Huet et Fils SA (Challans), Francia,  - Sadepan SPA (Viadana), Italia,  - Homanit GmbH e Co. KG (Loehne), Repubblica federale di Germania,  - Streinbruegge and Berninghausen GmbH e Co. (Brema), Repubblica federale di Germania,  - Svedex BV (Varsseveld), Paesi Bassi,  - Beyleveld BV (Rotterdam), Paesi Bassi,  - Tribomij BV (Amsterdam), Paesi Bassi.  C. Pregiudizio o minaccia di pregiudizio  (7) Le misure di difesa in questione sono state introdotte dal Consiglio unicamente riguardo alle importazioni dalla Cecoslovacchia, dalla Polonia e dall'URSS. Tuttavia, ai fini della valutazione del pregiudizio o della minaccia di pregiudizio, appare opportuno prendere in considerazione anche le importazioni dalla Romania, dalla Svezia e dal Brasile, per le quali la Commissione ha accettato impegni. Il cumulo delle importazioni è conforme alla prassi normalmente seguita dalle istituzioni comunitarie.  (8) Per quanto riguarda il pregiudizio che, secondo la denuncia, l'industria comunitaria tuttora subisce, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che le importazioni di pannelli duri originari dei sei paesi interessati sono passate da 208 000 tonnellate a 263 000 tonnellate tra il 1985 e il 1987 ed hanno raggiunto 112 500 tonnellate nei primi cinque mesi del 1988. L'andamento di queste importazioni, valutato alla luce dell'aumento del consumo comunitario di pannelli duri registrato nello stesso periodo, conduce ad una quota di mercato complessiva delle importazioni dai paesi suddetti la quale è rimasta stabile al 21 % circa.  (9) In particolare, nei primi cinque mesi del 1988 la quota di mercato complessiva delle importazioni dalla Svezia e dal Brasile era di 13 %, con una flessione rispetto al 14,3 % del 1985. Nello stesso periodo in termini di volume tali importazioni sono aumentate del 15 %, in misura sensibilmente inferiore all'incremento del consumo comunitario.  (10) Nello stesso periodo le importazioni originarie dei paesi a commercio di Stato hanno avuto un incremento superiore a quello del consumo comunitario e la loro quota di mercato complessiva è passata dal 6,1 % all'8,3 %. È stato tuttavia accertato che almeno un terzo dei prodotti in questione era costituito da pannelli destinati esclusivamente all'industria dell'imballaggio nei Paesi Bassi. Dato che non esiste una produzione significativa di tale prodotto nella Comunità, le importazioni in questione non erano in concorrenza con i prodotti comunitari. Gli altri prodotti importati erano principalmente pannelli destinati ai segmenti più bassi del mercato per i quali l'industria comunitaria, nell'attuale situazione di elevato indice di sfruttamento degli impianti, produce quantitativi insignificanti. L'incidenza di tali importazioni sull'industria comunitaria è quindi limitata dalla loro scarsa capacità concorrenziale.  (11) Dal confronto tra i prezzi dei prodotti importati dai sei paesi interessati e i prezzi dei prodotti simili fabbricati nella Comunità, in vigore nel periodo dell'inchiesta, non sono emersi margini di sottoquotazione per la Svezia ed è stato accertato che i margini per il Brasile non erano significativi.  Per quanto riguarda i prezzi dei prodotti dai paesi a commercio di Stato è stato accertato che, tenendo conto dell'applicazione dei dazi antidumping in vigore, nonché degli adeguamenti giustificati da differenze di qualità e di rifinitura del prodotto importato, i margini di sottoquotazione per la Cecoslovacchia e la Polonia non erano significativi. I margini di sottoquotazione accertati nei confronti dell'URSS e della Romania non hanno inciso in misura rilevante sui prezzi della Comunità dato che le importazioni dai due paesi in questione hanno una limitata quota di mercato e si concentrano in alcuni segmenti a basso prezzo del mercato comunitario.  (12) Per valutare l'eventuale incidenza di tali importazioni sulla situazione dell'industria comunitaria, occorre tener conto di diversi elementi:  a) La produzione comunitaria complessiva di pannelli duri nei primi cinque mesi del 1988, estrapolata su base annua, è pari a 789 000 tonnellate contro 651 000 tonnellate del 1985, con un incremento del 21 %. Nello stesso periodo la capacità di produzione dell'industria comunitaria nel suo complesso, espressa in tonnellate, è aumentata del 5 % e lo sfruttamento degli impianti ha avuto un incremento del 16 % circa. L'indice di utilizzazione degli impianti dell'industria comunitaria ha quindi raggiunto una media del 93 %.  b) Alla fine del mese di maggio 1988 le scorte dei produttori comunitari, in tonnellate, erano inferiori del 9 % circa rispetto alla fine del 1985.  c) Tra il 1985 e i primi cinque mesi del 1988 le vendite dei produttori comunitari di pannelli duri nella Comunità hanno avuto un andamento conforme all'incremento della produzione.  d) Dal confronto tra l'andamento della produzione e delle vendite dell'industria comunitaria e il consumo di pannelli duri nella Comunità si rileva che la quota di mercato dei produttori comunitari è rimasta stabile al 61 % circa. L'industria comunitaria ha quindi potuto approfittare dell'espansione della domanda.  e) In termini di redditività negli ultimi tre anni la situazione dell'industria comunitaria è nettamente migliorata. Le imprese comunitarie hanno infatti ridotto progressivamente le perdite e dalla fine del 1986 quasi tutti i produttori hanno nuovamente realizzato adeguati margini di utile.  (13) Alla luce delle tendenze degli indicatori economici esaminati nei paragrafi precedenti, la situazione dell'industria comunitaria appare sostanzialmente migliorata. Tale conclusione è giustificata, tra l'altro, dai buoni risultati finanziari e dall'elevato indice di sfruttamento degli impianti riscontrati presso la maggior parte delle aziende. Si può pertanto concludere che l'industria comunitaria non subisce un pregiudizio sostanziale a causa delle importazioni in questione.  (14) Per valutare se la scadenza delle misure antidumping in vigore possa provocare un pregiudizio sostanziale o una minaccia di pregiudizio all'industria comunitaria, la Commissione ha preso in esame l'evoluzione prevista dei volumi e dei prezzi dei prodotti importati.  (15) Come è stato precedentemente affermato, negli ultimi quattro anni le importazioni dai sei paesi interessati non sono aumentate in volume in modo chiaramente più veloce del tasso di incremento del consumo comunitario e pertanto la corrispondente quota di mercato è rimasta stabile durante questo periodo.  (16) Negli ultimi tempi la capacità di produzione della Svezia è diminuita in seguito alla sospensione dell'attività di uno dei principali produttori ed esportatori del paese. Per quanto riguarda il Brasile e i paesi a commercio di Stato interessati non risulta che negli ultimi anni siano stati installati nuovi impianti.  (17) Per valutare se le attuali capacità di riserva possano essere impiegate per incrementare le esportazioni nella Comunità devono essere presi in esame due fattori. In primo luogo, anche se detti paesi volessero incrementare la produzione, essi avrebbero un margine limitato, almeno nel prossimo futuro, dato l'indice già relativamente elevato di sfruttamento degli impianti. In secondo luogo, data la normale distribuzione delle esportazioni da tali paesi tra la Comunità e le altre regioni, un eventuale incremento della produzione non dovrebbe implicare un aumento significativo delle esportazioni nella Comunità rispetto al consumo.  (18) Dopo lo scadere delle misure di difesa le importazioni in questione non dovrebbero pertanto incidere in misura significativa sull'industria comunitaria.  (19) In merito ai prezzi dei prodotti importati dalla Svezia e dal Brasile è stato accertato che gli esportatori hanno venduto i loro prodotti nella Comunità a prezzi analoghi a quelli chiesti dai produttori comunitari e che hanno rispettato, e in alcuni casi addirittura superato, i prezzi minimi degli impegni in vigore. In base a tali considerazioni e tenendo conto dell'elevata qualità dei pannelli di legno di origine svedese e brasiliana, la Commissione ritiene che non sussistano elementi sufficienti per concludere che dopo lo scadere degli impegni i prezzi dei pannelli duri importati dai due paesi in questione potrebbero diminuire rispetto ai prezzi dei produttori comunitari di un margine tale da provocare un pregiudizio sostanziale.  (20) Per quanto riguarda i prezzi delle importazioni dai paesi a commercio di Stato, lo scadere delle misure di difesa offrirebbe agli esportatori l'opportunità di adeguare i propri mezzi a livelli prevalenti nel mercato della Comunità. Anche se gli esportatori non trarranno pienamente vantaggio di tale possibilità, un'eventuale sottoquotazione nelle attuali circostanze avrebbe un'incidenza limitata sui prezzi dei produttori comunitari. Le importazioni originarie di tali paesi non dovrebbero infatti aumentare in misura sensibile e quasi tutti i prodotti importati non sono in concorrenza diretta con la produzione comunitaria. (21) Alla luce delle precedenti osservazioni si può ritenere che dopo lo scadere delle misure antidumping in vigore le importazioni in questione non provocheranno un pregiudizio sostanziale oppure una minaccia di pregiudizio all'industria comunitaria.  D. Dumping  (22) Date le conclusioni relative al pregiudizio e alla minaccia di pregiudizio, la Commissione non ritiene necessario continuare l'inchiesta sul dumping per quanto riguarda le importazioni in questione.  E. Conclusione della procedura di riesame  (23) Di conseguenza, la procedura di riesame relativa alle importazioni di pannelli duri originari della Cecoslovacchia, della Polonia e dell'URSS deve essere conclusa senza l'istituzione di nuove misure di salvaguardia. Il dazio antidumping sulle importazioni originarie dell'Unione Sovietica è abrogato ed è confermata la scadenza del dazio antidumping definitivo attualmente in vigore sulle importazioni originarie della Cecoslovacchia e della Polonia.  (24) Non sono state formulate obiezioni in sede di comitato consultivo.  (25) I ricorrenti sono stati informati in merito ai principali fatti e alle considerazioni in base ai quali la Commissione intende chiudere la procedura.  (26) La Commissione ha chiuso, con la decisione 89/377/CEE (1), la procedura di riesame relativa alle importazioni di pannelli duri originari della Romania, del Brasile e della Svezia,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È chiusa la procedura di riesame delle misure antidumping relative alle importazioni di pannelli di fibre (pannelli duri) di cui ai codici NC 4411 11 00 e 4411 19 00, originari della Cecoslovacchia, della Polonia e dell'URSS.  2. I dazi antidumping definitivi attualmente in vigore sulle importazioni di pannelli di fibre originari della Cecoslovacchia e della Polonia scadono.  3. Il dazio antidumping definitivo attualmente in vigore sulle importazioni di pannelli di fibre originari dell'URSS è abrogato.  Articolo 2  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Lussemburgo, addì 19 giugno 1989.  Per il Consiglio  Il Presidente  C. SOLCHAGA CATALAN  (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.  (2) GU n. L 49 del 22. 2. 1983, pag. 6.  (3) GU n. L 47 del 19. 2. 1983, pag. 30.  (4) GU n. L 181 del 25. 6. 1982, pag. 19.  (5) GU n. L 361 del 24. 12. 1983, pag. 6.  (6) GU n. L 170 del 29. 6. 1984, pag. 68.  (7) GU n. L 46 del 25. 2. 1986, pag. 23.  (8) GU n. L 361 del 24. 12. 1983, pag. 47.  (9) GU n. C 165 del 24. 6. 1988, pag. 2.  (1) GU n. C 327 del 20. 12. 1988, pag. 8.  (1) Vedi pagina 51 della presente Gazzetta ufficiale.