CELEX: 51993PC0441(02)
Language: it
Date: 1993-09-22
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO concernente le misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
                                                             COM(93) 441 def
                                                             Bruxelles, 22 settembre 1993
 - v»-
-"IPS"
                                          Proposta di
                        REGOLAMENTO (CHE) DEL CONSIGLIO
                  concernente il divieto d'utilizzazione di talune sostanze
                      ad azione ormonica, tireostatica e dei (5-agonisti
                                  nelle produzioni animali
                                          Proposta di
                        REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
           concernente le misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui
                            negli animali vivi e nei loro prodotti
                                          Proposta di
                        REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                       che modifica il regolamento (CEE) n. 805/68
                         recante organizzazione comune dei mercati
                                nel settore delle carni bovine
                               (Presentate dalla Commissione)
4'§.Lf'
 ---pagebreak---                                         RELAZIONE
Nella sua comunicazione (COM(93)167 def), del 21 aprile 1993, al Consiglio e al
Parlamento europeo sul controllo dei residui nelle carni (ormoni-beta-agonisti e altre
sostanze), la Commissione indicava l'intenzione di presentare delle proposte atte ad
ovviare alle principali deficienze dei meccanismi di controllo esistenti, eliminando così
il possibile rischio per la salute umana e le distorsioni di concorrenza derivanti dalla
mancata osservanza delle norme in materia. Nella comunicazione venivano citati i risultati
di un'indagine sulla situazione negli Stati membri e veniva sottolineata la dimensione dei
problemi a livello comunitario per quanto riguarda le utilizzazioni illecite di queste
sostanze. È ovvio che l'adozione di misure efficaci a livello comunitario è un presupposto
indispensabile per conseguire gli obiettivi della politica definita in questo settore.
Sulla linea delle conclusioni contenute nella succitata comunicazione della Commissione
vengono presentate le seguenti proposte:
a) proposta di regolamento del Consiglio concernente il divieto di utilizzazione di talune
     sostanze ad azione ormonica, tireostatica e di beta-agonisti nelle produzioni animali
     nonché recante abrogazione delle direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE;
b) proposta di regolamento del Consiglio concernente le misure di controllo da applicare
     nei confronti di talune sostanze e dei loro residui negli animali vivi e nella produzione
     animale nonché recante abrogazione delle direttive 85/3S8/CEE e 86/469/CEE;
e) proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CEE) n. 805/68
     del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni
     bovine.
L'obiettivo generale delle misure proposte consiste nel migliorare i controlli tecnici in
modo da rendere più efficaci le disposizioni attualmente in vigore sull'utilizzazione di certi
fattori di crescita ed altre sostanze nella produzione animale, far fronte alla crescente
utilizzazione illecita di beta-agonisti per fini di ingrasso, snellire e rendere massimamente
efficaci i metodi di controllo affinché le campagne condotte dalle competenti autorità
nazionali possano rivelare meglio i residui nonché creare le condizioni per sanzioni
amministrative più efficaci con la revoca dei premi a certi produttori.
a) La proposta di regolamento del Consiglio sul divieto di talune sostanze chiarisce e
     consolida le disposizioni previste dalle direttive in vigore e vieta l'utilizzazione di
     beta-agonisti per tutti i fini che non siano fini di trattamento terapeutico di cavalli ed
     animali da compagnia.
b) La proposta di regolamento del Consiglio sulle misure di controllo chiarisce e
     migliora i metodi esistenti per la rivelazione di residui. Essa prevede che i controlli
     siano basati essenzialmente su ispezioni mirate e senza preavviso, senza insistere
     eccessivamente su un sistema di prelievo casuale di campioni. L'aspetto centrale di
     questa metodologia continua ad essere quello dell'approntamento di piani annuali, da
     parte degli Stati membri, per la rivelazione dei residui. Questi piani devono prevedere
 ---pagebreak---     un livello minimo di prelievo di campioni, ma viene lasciata una certa flessibilità in
    modo da tener conto delle condizioni e delle esperienze locali. La proposta prevede
    le procedure da applicare nei casi di ricerca e di conferma di frode sospetta, ivi
    inclusa la distruzione del gruppo di animali in questione qualora nel 10%, al minimo,
    di questi animali vengano rinvenuti residui di sostanze illecite. Gli Stati membri sono
    inoltre tenuti a prendere le misure necessarie atte a garantire che i mattatoi cooperino
    nell'investigazione di casi di sospetta infrazione dei regolamenti. Questa proposta
    prevede anche le decisioni del Consiglio circa le competenze e la designazione dei
    laboratori comunitari di riferimento per i residui, designazione che sarà modificata in
    futuro per tener conto dell'inclusione di sostanze o residui non ancora contemplati.
e) La proposta di modificazione del regolamento relativo all'organizzazione dei mercati
    nel settore delle carni bovine sopprime la disposizione attualmente in vigore - ritenuta
    insufficiente dalla Commissione - secondo cui gli animali che risultino trattati con
    sostanze proibite sono esclusi dal beneficio dei premi per le carni bovine. La
    soppressione di questa disposizione consentirà alla Commissione - nel pieno esercizio
    delle proprie competenze (come recentemente confermato dalla Corte di giustizia nella
    sentenza relativa alla causa C-240/90) di disporre la revoca degli aiuti nei settori di
    produzione interessati (carni bovine ed ovine), nel caso di produttori che non abbiano
    osservato i regolamenti o che abbiano ostacolato le ispezioni. La Commissione
    intenderebbe proporre al Comitato di gestione l'esclusione dagli aiuti per l'anno in cui
    è stata riscontrata per la prima volta l'infrazione e per un periodo più lungo, ad
    esempio per un totale di cinque anni, nel caso di recidiva.
Le proposte non hanno alcuna incidenza sul bilancio comunitario né sulle piccole e medie
imprese.
 ---pagebreak---                                             Proposta di
                           REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                     concernente il divieto d'utilizzazione di talune sostanze
                         ad azione ormonica, ti reostati ca e dei p-agon isti
                                     nelle produzioni animali
Il Consiglio delle Comunità europee,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che la direttiva 81/602/CEE del Consiglio0] vieta talune sostanze ad azione
ormonica e le sostanze ad azione ti reostati ca e che la direttiva 88/146/CEE del Consiglio*2*
vieta l'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica nelle produzioni animali,
ammettendo tuttavia certe deroghe;
considerando che la direttiva 88/299/CEE del Consiglio0' fissa le condizioni di applicazione
delle deroghe al divieto degli scambi di certe categorie di animali di cui all'articolo 7 della
direttiva 88/146/CEE nonché delle loro carni;
considerando che talune sostanze ad effetto tireostatico e ad effetto estrogeno, androgeno o
gestageno, a causa dei loro residui che permangono nelle carni e in altri prodotti di origine
animale, possono essere pericolose per i consumatori e possono anche compromettere la
qualità dei prodotti alimentari di origine animale;
considerando che nuove sostanze ad azione anabolizzante quali i p agonisti sono utilizzate
in modo illecito nell'allevamento allo scopo di stimolare la crescita e la produttività degli
animali;
considerando che dai risultati dell'indagine condotta dalla Commissione dal 1990 al 1992 negli
Stati membri risulta che i (3 agonisti sono ampiamente disponibili negli ambienti
dell'allevamento, favorendo così loro usi illeciti;
{,)
      GU n. L 222 del 7.8.1981, pag. 32.
(2)
      GU n. L 70 del 16.3.1988, pag. 16.
(3)
      GU L 128 del 21.5.1988, pag. 36
 ---pagebreak---  considerando che l'uso improprio dei p agonisti può presentare un grave pericolo per la salute
 umana; che nell'interesse dei consumatori occorre vietare la detenzione, la somministrazione
 a tutti gli animali e la commercializzazione a tal fine degli stilbeni, dei tireostatici e dei P
agonisti nonché disciplinare l'uso delle altre sostanze;
considerando che tuttavia può essere autorizzata la somministrazione per scopi terapeutici di
P agonisti agli equi di e ai carnivori domestici;
considerando d'altronde che è necessario garantire a tutti i consumatori le stesse condizioni
di approvvigionamento di carni e di prodotti alimentari derivati, pur offrendo loro prodotti più
rispondenti alle loro preoccupazioni e alle loro attese; che, tenuto conto delle sensibilità dei
consumatori, le possibilità di smercio dei prodotti di cui trattasi potranno soltanto essere
migliorate;
considerando che occorre mantenere il divieto dell'utilizzazione delle sostanze ad azione
ormonica per fini di ingrasso; che la somministrazione di talune sostanze, pur potendo essere
autorizzata per scopi terapeutici o zootecnici, deve essere strettamente controllata al fine di
evitare usi per altri fini;
considerando che, data la situazione attuale delle conoscenze scientifiche per cui non è
possibile determinare le concentrazionifisiologichenormali degli ormoni endogeni, né definire
i periodi di sospensione per i prodotti contenenti tali sostanze ormonali, non è stato possibile
fissare un elenco dei prodotti che possono essere utilizzati per scopi terapeutici o zootecnici
rispondenti ai requisiti posti dalla normativa;
considerando inoltre che gli animali vivi trattati per scopi terapeutici o zootecnici con tali
sostanze nonché le carni da essi provenienti non possono, in linea di massima, essere oggetto
di scambi, dati i rischi che ne risulterebbero per l'efficacia del controllo dell'intero regime; che
tuttavia si potranno prevedere deroghe, sotto certe condizioni, a tale divieto per quanto
concerne gli scambi intracomunitari e l'importazione da paesi terzi di animali destinati alla
riproduzione e di animali riproduttori a fine carriera;
considerando che tali deroghe possone essere autorizzate qualora vengano fornite garanzie
sufficienti per evitare distorsioni degli scambi; che tali garanzie devono riguardare i prodotti
utilizzabili, le condizioni d'uso degli stessi ed il controllo di dette condizioni, in particolare
l'osservanza del periodo di sospensione necessario;
considerando che devono essere ammesse garanzie equivalenti per le importazioni in
provenienza dai paesi terzi conformemente ad una procedura comunitaria, tenendo conto delle
garanzie fornite dai paesi terzi in oggetto;
considerando che occorre garantire il controllo efficace dell'applicazione delle disposizioni
derivanti dal presente regolamento;
considerando che per lottare efficacemente in tutti gli Stati membri contro l'uso illecito dei
fattori di crescita e di produttività nell'allevamento, l'azione da svolgere al riguardo deve
essere organizzata a livello comunitario,
 ---pagebreak---  considerando che, allo scopo di garantire un'applicazione immediata ed uniforme dei divieti
 e degli obblighi previsti, occorre fare ricorso allo strumento del regolamento, che vanno
 quindi abrogate le direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE;
 HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                              Articolo 1
 Ai fini del presente regolamento valgono le definizioni di carni e prodotti a base di carni di
 cui alle direttive 64/433/CEE(4), 71/118/CEE(5) e 77/99/CEE del Consiglio(6).
 Inoltre, si intende per
 - animali da azienda : gli animali domestici delle specie bovina, suina, ovina e caprina nonché
 i solipedi e i volatili da cortile domestici, come pure gli animali selvatici delle specie citate
 e i ruminanti selvatici, qualora siano stati allevati in un'azienda;
 - trattamento terapeutico : la somministrazione ad un singolo animale da azienda di una delle
 sostanze autorizzate in applicazione dell'articolo 4, paragrafo 1, allo scopo di trattare una
 disfunzione della fecondità accertata da un veterinario con esame medico dell'animale in
 oggetto;
 - trattamento zootecnico : la somministrazione ad un singolo animale da azienda di una delle
 sostanze autorizzate in applicazione dell'articolo 4, paragrafo 2, ai fini della sincronizzazione
 del ciclo estrale, dell'interruzione di una gravidanza indesiderata, del miglioramento della
 fertilità e della preparazione delle donatrici e dellericettriciper l'impianto di embrioni, previo
 esame dell'animale in oggetto da parte di un veterinario.
                                             Articolo 2
 1. E' vietata l'immissione sul mercato di stilbeni, derivati di stilbeni, loro sali ed esteri nonché
 di tireostatici al fine di somministrarli ad animali di qualsiasi specie.
 2. E' vietata l'immissione sul mercato di p agonisti al fine di somministrarli ad animali di
qualsiasi specie, ad eccezione degli equidi e dei carnivori domestici.
                                             Articolo 3
Salvo il disposto dell'articolo 4, sono ugualmente vietate:
a) la somministrazione, mediante qualsiasi metodo, ad un animale d'azienda e agli animali
d'acquacoltura, di sostanze ad azione tireostatica, estrogena, androgena o gestagena e di P
agonisti;
w
       GU n. L 121 del 29.7.1964, pag. 2021/64.
<5)
       GU n. L 55 dell'8.3.1971, pag. 23.
(6)
       GU n. L 26 del 31.1.1977, pag. 85.
 ---pagebreak---  b) la detenzione, l'immissione sul mercato o la macellazione per il consumo, degli animali
 d'azienda e degli animali d'acquacoltura che contengono o hanno contenuto sostanze di cui
 alla lettera a);
 e) l'immissione sul mercato delle carni degli animali d'azienda o dei prodotti d'acquacoltura
 di cui alla lettera b);
 d) la trasformazione delle carni o dei prodotti di cui alla lettera e) e l'immissione sul mercato
 dei prodotti a base di carne preparati con tali carni o a partire da esse nonché l'immissione
 sul mercato di prodotti trasformati o preparati a partire da detti prodotti d'acquacoltura.
                                           Articolo 4
Salvo il disposto degli articoli 2 e 3, può essere autorizzata:
 1) la somministrazione ad animali d'azienda, a scopo terapeutico, di estradiolo 17 p,
testosterone, progesterone e derivati che si trasformano facilmente nel composto iniziale per
idrolisi, dopo assorbimento nel luogo d'applicazione; i prodotti utilizzati per fini terapeutici
possono essere somministrati solo da un veterinario mediante iniezione, ad eccezione degli
innesti, ad animali da azienda chiaramente individuati; il trattamento degli animali individuati
è registrato dal veterinario il quale annota su un registro, messogli a disposizione su sua
richiesta dall'autorità competente, almeno le seguenti informazioni :
- natura del trattamento,
• natura dei prodotti autorizzati,
- data del trattamento,
- identità degli animali trattati;
il trattamento terapeutico è comunque vietato agli animali destinati all'ingrasso, anche durante
il periodo di ingrasso di animali da riproduzione a fine carriera;
2) la somministrazione ad animali da azienda di sostanze ad azione estrogena, androgena o
gestagena diverse da quelle di cui all'articolo 2, per fini di trattamento zootecnico; tale
somministrazione deve essere effettuata da un veterinario ad un animale chiaramente
identificato; il trattamento deve essere registrato dal veterinario responsabile conformemente
al disposto del punto 1;
gli Stati membri possono tuttavia ammettere che la sincronizzazione del ciclo estrale e la
preparazione delle donatrici e delle ricettrici per l'impianto di embrioni non siano effettuate
dal veterinario, ma sotto sua diretta responsabilità. In tal caso, il veterinario compila una
prescrizione non rinnovabile in cui sono precisati il trattamento previsto e la quantità di
prodotto necessaria e procede alla registrazione dei prodotti prescritti;
il trattamento zootecnico è comunque vietato per gli animali destinati all'ingrasso, anche
durante il periodo di ingrasso di animali da riproduzione a fine carriera;
 ---pagebreak---       3) la somministrazione di p agonisti ad equidi, ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva
      90/426/CEE del Consiglio(7), per il trattamento di disfunzioni cardiorespiratorie; tale
      somministrazione deve essere effettuata da un veterinario o sotto sua diretta responsabilità;
      il trattamento deve essere registrato dal veterinario responsabile, il quale dovrà precisare
     almeno le informazioni di cui al punto 1.
                                                 Articolo 5
     La Commissione può decidere, secondo la procedura di cui all'articolo 12, l'inserimento di una
     nuova sostanza nel gruppo delle sostanze di cui all'articolo 4, punto 1. aventi, direttamente
     0 indirettamente, un'azione estrogena, androgena o gestagena. Per poter formare oggetto di
     tale decisione, le eventuali nuove sostanze devono essere conformi ai pertinenti principi e
     criteri fissati dalle direttive 81/851/CEE(8) e 81/852/CEE del ConsigIio(9).
                                                 Articolo 6
     1 prodotti ormonali o ad azione anabolizzante autorizzati ad essere somministrati ad animali
     da azienda secondo le disposizioni dell'articolo 4, devono altresì essere conformi alle
     disposizioni delle direttive 81/851/CEE e 81/852/CEE.
     Non possono inoltre essere autorizzati
     a) i prodotti a liberazione prolungata o i sali o gli esteri con lunga emivita qualora lo scopo
     terapeutico o zootecnico possa essere conseguito mediante prodotti con emivita più breve che,
     data la loro composizione, non agiscono come depositi;
     b) i prodotti il cui periodo di sospensione non è noto ed i prodotti il cui periodo di
     sospensione è superiore a 15 giorni dopo la fine del trattamento;
     e) i prodotti le cui condizioni d'uso non sono note;
     d) i prodotti per i quali non esistono reagenti né esiste il materiale necessario per i metodi
     d'analisi per l'individuazione dei residui eccedenti i limiti consentiti.
                                                Articolo 7
     1. Gli animali cui sono stati somministrati, per qualsiasi via o metodo, sostanze ad azione
    tireostatica, estrogena, androgena o gestagena e P agonisti nonché le carni o i prodotti
    provenienti da detti animali non possono essere trasferiti dal territorio in cui sono state
    somministrate dette sostanze verso il territorio di un altro Stato membro.
    2. In deroga al paragrafo 1, gli Stati membri possono autorizzare gli scambi di animali
    destinati allariproduzioneo di animali riproduttori afinecarriera che nel corso di quest'ultima
    (7)
           GU n. L 224 del 18.8.1990, pag. 42
    (8)
           GUn. L 317 del 6.11.1981, pag. 1.
    (9)
           GUn. L 317 del 6.11.1981, pag. 16.
(2)
 ---pagebreak---  sono stati oggetto di uno dei trattamenti di cui all'articolo 4, punti I e 2 nonché di equidi che
 sono stati oggetto di un trattamento di cui all'articolo 4, punto 3, ovvero possono autorizzare
 l'apposizione della stampigliatura comunitaria sulle carni provenienti da detti animali qualora
 siano state rispettate le condizioni di cui agli articoli 4 e 6, soprattutto per quanto concerne
 l'osservanza del periodo di sospensione.
 Tuttavia, gli scambi di cavalli di gran pregio, in particolare i cavalli da corsa, da
 competizione, da circo o i cavalli destinati alla monta o ad esposizioni, ivi inclusi i cavalli
 di dette categorie cui sono stati somministrati per via orale preparati contenenti trenbolone
 allile o p agonisti per i fini di cui all'articolo 4, possono aver luogo prima della fine del
 periodo di sospensione purché siano soddisfatte le condizioni di somministrazione e purché
 la natura e la data del trattamento siano indicate sui certificato che accompagna detti animali.
                                              Articolo 8
 1. E' vietata l'importazione da paesi terzi di animali da azienda o d'acquacoltura cui siano state
 sommministrate, per qualsiasi via o metodo, sostanze ad azione tireostatica, estrogena,
 androgena o gestagena, nonché l'importazione di carni, di prodotti a base di carni e di prodotti
 preparati o trasformati provenienti da detti animali.
 2. Tuttavia, gli animali destinati alla riproduzione, gli animali riproduttori a fine carriera, o
 le loro carni, in provenienza da paesi terzi possono essere importati purché soddisfino a
condizioni almeno equivalenti a quelle fissate dal presente regolamento e definite secondo la
procedura di cui all'articolo 12, e ciò ai fini dell'applicazione dell'articolo 30 del regolamento
(CEE) ..../93 del Consiglio00* [relativo alle misure di controllo da attuare su talune sostanze
e sui loro residui negli animali vivi e loro prodotti].
3. Le importazioni provenienti da paesi terzi sono soggette ai controlli previsti dall'articolo 4,
paragrafo 2, lettera e) della direttiva 91/496/CEE del Consiglio 00 , e all'articolo 8, paragrafo 2,
della direttiva 90/675/CEE del Consiglio02*.
                                              Articolo 9
Le imprese produttrici di sostanze ad azione tireostatica, estrogena, androgena, gestagena e
di P agonisti e quelle autorizzate a qualsiasi titolo a smerciare dette sostanze, nonché le
imprese che fabbricano prodotti farmaceutici e medicinali veterinari a partire da dette sostanze
devono conservare un registro su cui sono annotate, in ordine cronologico, le quantità prodotte
o acquisite e quelle cedute o utilizzate per la produzione di prodotti farmaceutici e di
medicinali veterinari.
                                             Articolo 10
Gli animali da azienda, i loro alimenti, le loro carni, i prodotti a base di carne elaborati a
partire da dette carni nonché qualsiasi altro prodotto di origine animale sono soggetti a
<l0)   GUn.
(,1)
       GU n. L 268 del 24.9.1991, pag. 56.
02)
       GU n. L 373 del 31.12.1990, pag. 1.
 ---pagebreak--- controllo secondo le disposizioni del regolamento (CEE) ...793 [relativo alle misure di
controllo da attuare su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e loro prodotti].
                                           Articolo 11
Le modalità d'applicazione del presente regolamento sono adottate conformemente alla
procedura di cui all'articolo 12.
                                           Articolo 12
La Commissione è assistita dal comitato permanente veterinario, (in prosieguo "il comitato").
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da
adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può
fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla
maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni
che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni al comitato,
viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita
all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la
Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da
prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro tre mesi dalla data in cui gli è stata sottoposta la
proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
                                           Articolo 13
Le direttive del Consiglio 81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE sono abrogate.
                                           Articolo 14
Gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni di diritto interno d'esecuzione
del presente regolamento.
                                           Articolo 15
Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1994.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,                                                   Per il Consiglio
                                                                     Il Presidente
                                                10
 ---pagebreak---                                             Proposta di
                           REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
            concernente le misure di controllo su talune sostanze e sui loro residui
                               negli animali vivi e nei loro prodotti
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ* EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che con la direttiva 85/358/CEE(,), modificata da ultimo dalla direttiva
 88/146/CEE(2) il Consiglio ha adottato certe regole relative all'individuazione e al controllo
di sostanze ad azione ormonica e tireostatica; che occorre estendere tali regole ad altre
sostanze utilizzate nell'allevamento per stimolare la crescita e la produttività degli animali o
 a scopo terapeutico, sostanze che possono rivelarsi pericolose per il consumatore a causa dei
 loro residui;
considerando che con la direttiva 86/469/CEE °\ modificata dalla decisione 89/187/CEE(4) il
Consiglio ha adottato certe regole relative al controllo su alcuni residui di sostanze
farmacologiche o contaminanti dell'ambiente naturale negli animali d'azienda e nelle carni
fresche provenienti da detti animali; che occorre estendere tale controllo ad altre specie
animali e a tutti i prodotti di origine animale destinati al consumo umano;
considerando che la normativa comunitaria sui controlli dei residui nelle carni manca di
chiarezza, con conseguenti diverse interpretazioni negli Stati membri;
considerando la necessità di rafforzare i controlli praticati dagli e negli Stati membri;
considerando che occorre in futuro rendere maggiormente responsabili i produttori e tutti gli
operatori del settore dell'allevamento per quantoriguardala qualità e l'innocuità delle carni
destinate al consumo umano;
O)    GU n. L 191 del 23.7.1985, pag. 46
(2)   GU n. L 70 del 16.3.1988, pag. 16
(3)   GU n. L 275 del 26.9.1986, pag. 36
(4)
      GU n. L 66 del 10.3.1989, pag. 37
                                                 11
 ---pagebreak---  considerando che nella normativa specifica settoriale saranno previste le sanzioni nei confronti
 degli allevatori che infrangono la relativa legislazione comunitaria relativa, in particolare, al
 divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica od anabolizzante
nell'allevamento;
 considerando che, ai sensi dell'articolo 4 della direttiva 71/118/CEE del Consiglio(S>,
 modificata da ultimo dalla direttiva 92/116/CEE(6>, gli Stati membri devono vegliare
 all'individuazione di residui di sostanze ad azione farmacologica e loro derivati nonché di altre
sostanze trasmissibili alle carni di volatili da cortile che possono eventualmente rendere
pericoloso o nocivo per la salute umana il consumo di carni fresche di volatili da cortile;
considerando che la direttiva 91/493/CEE del Consiglio(7) prevede che gli Stati membri
definiscano un piano di sorveglianza ai fini dell'individuazione degli agenti contaminanti
presenti in ambiente acquatico;
considerando che la direttiva 92/46/CEE del Consiglio(8>, modificata dlla direttiva
92/ll8/CEE(9) prevede che entro il 30 giugno 1993 gli Stati membri trasmettano alla
Commissione le misure nazionali da attuare per l'individuazione di residui nel latte crudo, nel
latte trattato termicamente e nei prodotti a base di latte i residui da individuare quelli indicati
nelle categorie A III e B II dell'allegato I della direttiva 86/469/CEE;
considerando che la direttiva 89/437/CEE°0) del Consiglio, modificata da ultimo dalla direttiva
91/684/CEE00 prevede che gli Stati membri curino che vengano effettuati controlli per la
ricerca, negli ovoprodotti, di residui di sostanze ad azione farmacologica od ormonica, di
antibiotici, di antiparassitari, di detergenti e di altre sostanze nocive o eventualmente atte ad
alterare le caratteristiche organolettiche o a rendere pericoloso o nocivo per la salute umana
il consumo di ovoprodotti;
considerando che la- direttiva 92/45/CEE(l2) del Consiglio, modificata dalla direttiva
92/116/CEE prevede che gli Stati membri integrino i piani nazionali di ricerca di residui al
fine di sottoporre, nella misura necessaria, le carni di selvaggina ai controlli per rilevare
mediante sondaggio se sono presenti agenti contaminanti nell'ambiente;
considerando che la direttiva 91 /495/CEE(U) del Consiglio, modificata da ultimo dalla direttiva
92/116/CEE, prevede che gli Stati membri integrino i piani nazionali di ricerca di residui al
fine di sottoporre i conigli e la selvaggina d'allevamento a controlli sui residui;
considerando che ai fini di un'applicazione efficace dei controlli e delle ricerche di residui
(5)
       GU n. L 55 dell'8.3.1971, pag. 23
(6)
       GUn. L 62 del 15.3.1993, pag. I
(7)
       GU n. L 268 del 24.9.1991, pag. 15
(8)
       GU n. L 268 del 14.9.1992, pag. 1
       GU n. L 62 del 15.3,1992, pag. 49.
(IO)
       GU n. L 212 del 22.7.1989, pag. 87.
(,,)
       GU n. L 376 del 31.12.1991, pag. 38
(,2)
       GU n. L 268 del 14.9.1992, pag. 35
(,3)
       GU n. L 268 del 24.9.1991, pag. 41
                                                  12
 ---pagebreak---  nella Comunità è necessario chiarire e modificare alcune disposizioni previste dalle direttive
 86/469/CEE e 85/358/CEE e delle decisioni 89/187/CEE°4) e 91/664/CEE(,5) del Consiglio,
 e che per l'applicazione immediata ed uniforme dei controlli previsti occorre fondere in un
 testo unico, sotto forma di regolamento, le disposizioni in vigore e le opportune modificazioni,
 abrogando pertanto gli atti citati;
 considerando che per lottare efficacemente in tutti gli Stati membri contro l'uso illecito dei
 fattori di crescita e di produttività nell'allevamento, l'azione da svolgere al riguardo deve
 essere organizzata a livello comunitario,
 HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
                                                CAPO I
                                Campo d'applicazione e definizioni
                                               Articolo 1
 Il presente regolamento stabilisce le misure di controllo relative
       alle sostanze di cui all'allegato I, parte A e parte B, categoria I;
       alle categorie di residui previsti all'allegato I.
                                              Articolo 2
 Ai fini del presente regolamento si intende per:
 a)    sostanze o prodotti vietati, sostanze o prodotti la cui somministrazione ad un animale è
       vietata dalla normativa comunitaria;
 b)    sostanze o prodotti autorizzati usati illecitamente, sostanze o prodotti autorizzati dalla
       normativa comunitaria, ma utilizzati per fini diversi da quelli previsti dalla normativa
       vigente;
e)     residuo, residuo di sostanze ad azione farmacologica, di loro prodotti di trasformazione
      nonché di altre sostanze che si trasmettono ai prodotti animali e che possono essere
      nocivi per la salute umana;
d)    autorità competente, l'autorità centrale di uno Stato membro, competente in materia
      veterinaria o qualsiasi altra autorità a cui essa ne ha delegato competenza;
e)    campione ufficiale, campione prelevato dall'autorità competente e che, ai fini dell'analisi
      del residuo in oggetto, deve essere accompagnato dall'indicazione della specie, della
      natura, della quantità e del metodo di prelievo nonché dall'individuazione dell'origine
      dell'animale o del prodotto animale;
(i4)
      GU n. L 66 del 10.3.1989, pag. 37
°5)   GUn. L 368 del 31.12.1991, pag 17
                                                   13
 ---pagebreak---  0     laboratorio riconosciuto, laboratorio riconosciuto dall'autorità competente di uno Stato
       membro al fine di eseguire l'analisi di un campione ufficiale che riveli la presenza di
       residui;
 g)    lotto di animali, un gruppo di animali della stessa specie, della stessa età, allevati nella
       stessa azienda e nello stesso tempo in condizioni uniformi di allevamento;
 h)    B-agonista. antagonista della stimolazione dei Beta adrenorecettori.
                                              CAPO II
                              Misure di controllo di talune sostanze
                                             Articolo 3
 1.   AI fine di garantire la corretta applicazione della normativa comunitaria riguardante
      talune sostanze, sono effettuati controlli ufficiali per sondaggio in loco nella fase di
      fabbricazione delle sostanze di cui all'allegato I, parti A e parte B, categoria I, nonché
      nelle fasi di manipolazione, di magazzinaggio, di trasporto, di distribuzione e di vendita
      delle stesse. In caso di frode sospetta, i controlli vertono su tutta la catena di produzione
      e di distribuzione.
2.    I controlli di cui al paragrafo 1 mirano segnatamente arivelarela presenza di sostanze
      o prodotti vietati che potrebbero essere somministrati ad animali per fini di ingrasso.
3.    I controlli di cui al paragrafo 1 sono eseguiti dalle autorità nazionali competenti senza
      preavviso.
                                             Articolo 4
La detenzione delle sostanze di cui all'allegato I, parti A e B, categoria I è limitata alle
persone autorizzate per quanto riguarda l'importazione, la fabbricazione, il magazzinaggio, la
distribuzione, la vendita e l'utilizzazione.
                                             Articolo 5
Salve le sanzioni penali o previste da norme deontologiche, il veterinario o il farmacista che
si sia reso responsabile della cessione o della somministrazione di sostanze o prodotti vietati
oppure della somministrazione di sostanze o prodotti autorizzati per fini diversi da quelli
previsti dalla normativa vigente è passibile di adeguate sanzioni amministrative.
                                             Articolo 6
Qualora i controlli previsti al presente capo rivelino la presenza di sostanze o prodotti vietati,
tali sostanze o prodotti sono posti sotto controllo ufficiale fino a quando siano prese le misure
necessarie.
                                                  14
 ---pagebreak---                                                    Articolo 7
    In caso di presunte infrazioni, l'autorità competente esegue o fa eseguire:
          controlli per sondaggio sugli animali nelle aziende di origine, in particolare al fine di
          rivelare tracce di impianti,
          controlli volti a rivelare la presenza delle sostanze il cui uso è vietato, nelle aziende
          agricole in cui gli animali sono allevati, detenuti o ingrassati,
          controlli per sondaggio sugli alimenti per gli animali nelle aziende di origine e sulla loro
          acqua di abbeveraggio.
    I controlli di cui al paragrafo 1 possono comprendere il prelievo di campioni ufficiali.
                                                   Articolo 8
    1.    Qualora dai risultati dei controlli eseguiti in uno Stato membro risulti la necessità di
          un'indagine in uno o più Stati membri o in uno o più paesi terzi, lo Stato membro
          interessato ne informa gli altri Stati membri e la Commissione. Questa prende le
          disposizioni necessarie ai fini di detta indagine.
    2.    Le modalità di esecuzione delle disposizioni del paragrafo 1 sono adottate, qualora
          necessario, secondo la procedura di cui all'articolo 34.
                                                   CAPO III
                              Piani di sorveglianza per la ricerca dei residui
                                                   Articolo 9
    La ricerca dei residui delle sostanze di cui all'allegato I negli animali vivi, nei loro escrementi
    e liquidi biologici, nei loro tessuti, nei prodotti animali, negli alimenti per animali e nell'acqua
    di abbeveraggio è effettuata secondo le disposizioni del presente capo.
                                                  Articolo 10
    1.    Gli Stati membri affidano ad un servizio o organismo centrale il coordinamento
          dell'esecuzione delle ricerche previste dal presente capitolo.
    2.    Il servizio o organismo di cui al paragrafo 1 ha i seguenti compiti:
         a)    elaborare il piano previsto all'articolo 11, in modo che i servizi competenti possano
               eseguire lericerchepreviste;
         b)    coordinare le attività dei servìzi centrali e regionali incaricati della sorveglianza sui
               vari residui. Tale coordinamento riguarda tutti i servizi che contribuiscono alla lotta
               contro l'uso fraudolento di sostanze o prodotti negli allevamenti;
         e)    raccogliere tutti i risultati e le informazioni da trasmettere alla Commissione entro
               il 1° marzo di ogni anno.
                                                       15
(3)
 ---pagebreak---                                               Articolo 11
 1.    Gli Stati membri sottopongono alla Commissione, entro il 31 gennaio di ogni anno, un
      piano che precisa i provvedimenti nazionali da attuare nell'anno in corso.
2.    Nel piano di cui al paragrafo 1 sono inoltre precisate le misure relative alla ricerca dei
       residui per quanto riguarda:
      a)    gli animali delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina nonché le loro carni
            e i loro alimenti;
      b) i volatili da cortile, le loro carni e i loro alimenti;
      e) gli animali e i prodotti d'acquacoltura e i loro alimenti;
      d) il latte e i prodotti a base di latte;
      e) gli ovoprodotti;
      f) le carni di coniglio, selvaggina selvatica e d'allevamento;
      g) il miele.
                                              Articolo 12
Il piano prevede la ricerca dei gruppi di residui secondo il tipo di animale, di alimenti e di
prodotti conformemente all'allegato II.
                                              Articolo 13
Il piano deve attenersi alle norme di campionamento di cui all'allegato III.
                                              Articolo 14
1.    Il piano deve attenersi ai livelli e alle frequenze di campionamento previsti
      all'allegato IV. Tuttavia, su richiesta di uno Stato membro e conformemente alla
      procedura di cui all'articolo 34, la Commissione può adeguare le esigenze di controllo
      minime fissate in detto allegato IV, purché risulti chiaramente che tale adeguamento
      potenzia l'efficacia generale del piano per Io Stato membro interessato e non riduce in
      alcun modo le sue possibilità di individuazione dei residui o dei casi di uso illecito di
      sostanze indicate nell'allegato I.
2.    I livelli e le frequenze del prelievo di campioni relativi agli animali e ai prodotti di cui
      all'articolo 11, paragrafo 2, lettere e), d), e), f). g)> sono determinati secondo la procedura
      di cui all'articolo 34; a tal fine sarà tenuto conto dell'esperienza acquisita
      nell'applicazione delle misure nazionali esistenti, nonché delle informazioni comunicate
      alla Commissione in virtù delle disposizioni comunitarie vigenti intese ad assoggetare
      tali settori specifici allaricercadi residui.
                                              Articolo 15
Il piano previsto tiene conto delle situazioni specifiche degli Stati membri e, in particolare,
precisa quanto segue:
                                                    16
 ---pagebreak---     la legislazione relativa all'uso di sostanze di cui all'allegato I, in particolare quella
    riguardante il divieto o l'autorizzazione, la distribuzione, l'immissione sul mercato e le
    regole di somministrazione di tali sostanze;
    l'infrastruttura dei servizi (in particolare la natura e le dimensioni dei servizi associati
    all'esecuzione dei piani);
    l'elenco dei laboratori riconosciuti e la loro capacità di trattamento dei prelievi;
    i limiti di tolleranza nazionali delle sostanze autorizzate, qualora non esistano limiti
    massimi comunitari per i residui,fissatiin conformità del regolamento (CEE) n° 2377/90
    del Consiglio06);
    l'elenco delle sostanze ricercate, i metodi di analisi, le norme di interpretazione dei
    risultati e, per le sostanze di cui all'allegato I, parte B, il numero di prelievi da eseguire,
    motivando tale numero;
    il numero di campioni ufficiali da prelevare in relazione al numero di animali macellati,
    per le specie in questione, durante gli anni precedenti, secondo livelli e frequenza previsti
    all'Allegato IV;
    i dettagli relativi alle regole seguite nella raccolta dei campioni ufficiali, in particolare
    quelliriguardantile indicazioni che devonofiguraresu detti campioni ufficiali;
    la natura delle misure previste dalle autorità competenti per i prodotti in cui è stata
    accertata la presenza di residui.
                                            Articolo 16
 1. La Commissione esamina il piano comunicato in conformità dell'articolo 11, paragrafo 1,
    per accertarne la sua conformità alle disposizioni del presente regolamento.
2.  La Commissione approva, secondo la procedura di cui all'articolo 34, il piano. Con la
    stessa procedura, la Commissione può decidere che lo Stato membro interessato
    modifichi o integri il piano sottopostole.
3.  Su richiesta dello Stato membro interessato e per tener conto dell'evoluzione della
    situazione in detto Stato membro o in una delle sue regioni, la Commissione può
    decidere, secondo la procedura di cui all'articolo 33, di approvare una modificazione o
    una integrazione di un piano già approvato in conformità del paragrafo 2.
4.  La Commissione può decidere, secondo la procedura di cui all'articolo 33, che uno Stato
    membro modifichi o integri un piano già approvato in conformità del paragrafo 2, per
    tener conto dell'evoluzione della situazione in detto Stato membro o delle constatazioni
    effettuate in forza degli articoli 25 e 26.
06)
    GU n. L 224 del 18.8.1990, pag. 1
                                                 17
 ---pagebreak---  5.   Gli Stati membri informano ogni sei mesi la Commissione e gli altri Stati membri riuniti
      in sede di Comitato permanente veterinario, circa l'esecuzione del piano approvato
      conformemente al paragrafo 2. Qualora necessario, sono d'applicazione le disposizioni
      del paragrafo 4. Essi comunicano alla Commissione, entro il 1° marzo di ogni anno, i
      risultati del piano di ricerca dei residui e le loro azioni di controllo.
6.   Periodicamente e comunque ogni volta che lo riterrà necessario per motivi di sanità
     pubblica, la Commissione informa gli Stati membri in sede di Comitato permanente
     veterinario circa l'evoluzione della situazione nelle varie regioni della Comunità.
7.   La Commissione informa annualmente gli Stati membri riuniti in sede di Comitato
     permanente veterinario circa
           l'esecuzione dei piani nazionali,
           l'andamento della situazione nelle varie regioni della Comunità.
8.   Gli Stati membri pubblicano ogni anno i risultati dei loro rispettivi piani nazionali di
     sorveglianza dei residui.
                                             CAPO IV
                              Norme relative ai controlli sui residui
                                            Articolo 17
In conformità degli allegati da I a IV sono prelevati campioni ufficiali su animali, loro
escrementi e liquidi biologici (ivi incluso il contenuto della fossa dei liquami), loro tessuti e
la loro acqua di abbeveraggio nonché sui prodotti di origine animale e sugli alimenti per
animali al fine di essere analizzati nei laboratori riconosciuti per rivelare la presenza di
residui.
                                            Articolo 18
1.   In ogni Stato membro è designato almeno un laboratorio nazionale di riferimento,
     secondo la procedura di cui all'articolo 34. Per ciascun residuo o gruppo di residui è
     designato un solo laboratorio nazionale di riferimento.
2.   I laboratori di cui al paragrafo 1 svolgono i seguenti compiti:
     -    coordinare le attività dei laboratori nazionali abitualmente incaricati delle analisi dei
          residui e, in particolare, di coordinare le norme e i metodi d'analisi per ciascun
          residuo o gruppo di residui di cui trattasi,
     -    assistere l'autorità competente nell'organizzazione del piano di sorveglianza dei
          residui,
     -    organizzare periodicamente prove comparative per ciascun residuo o gruppo di residui
          per i quali essi sono stati designati,
     -    garantire l'osservanza, da parte dei laboratori nazionali, dei limiti fìssati,
     -    garantire la diffusione delle informazioni fornite dai laboratori comunitari di
          riferimento.
                                                 18
 ---pagebreak---                                             Articolo 19
I laboratori comunitari di riferimento sono quelli indicati nell'allegato V, capitolo 1.
Le competenze e le condizioni di attività dei laboratori sono definite all'allegato V, capitolo 2.
                                           Articolo 20
 1.  L'analisi dei campioni ufficiali è eseguita secondo i metodi usuali fìssati secondo la
     procedura di cui all'articolo 34.
2.   Irisultatipositivi di analisi di cui al paragrafo 1 devono essere confermati, in caso di
     contestazione, dal laboratorio nazionale di riferimento designato, conformemente
     all'articolo 18, paragrafo 1, per la sostanza o i residui in causa, mediante metodi di
     riferimento fìssati secondo la procedura di cui all'articolo 34.
                                           Articolo Z\
Qualora l'analisi di un campione ufficiale riveli la presenza di residui di sostanze vietate o di
quantità di sostanze autorizzate ma utilizzate illecitamente oppure superiori ai livelli fìssati
dalla normativa comunitaria o, in attesa di quest'ultima, i livelli fìssati dalla legislazione
nazionale, si applicano le disposizioni degli articoli da 22 a 26.
                                           Articolo 22
1.   L'autorità competente deve ottenere senza indugio
     a)    tutti gli elementi necessari per individuare l'animale e l'azienda d'origine,
     b)    le necessarie precisazioni circa l'analisi e i suoi risultati.
     Se dai risultati dei controlli effettuati in uno Stato membro risulta la necessità di
     un'indagine o di un'azione in uno o più Stati membri o in uno o più paesi terzi, lo Stato
     membro interessato ne informa gli altri Stati membri e la Commissione. Quest'ultima
     coordina le misure opportune prese dagli Stati membri in cui si è rivelata necessaria
     un'indagine o un'azione.
2.   L'autorità competente effettua
     a)    un'indagine presso l'azienda d'origine al fine di determinare le cause della presenza
           di residui;
     b)    un'indagine sull'origine delle sostanze in oggetto a livello, a seconda del caso, della
           fabbricazione, della movimentazione, del magazzinaggio, del trasporto, della
           somministrazione, della distribuzione o della vendita;
     e)    qualsiasi altra indagine supplementare che essaritenganecessaria.
3.   L'autorità competente deve accertare che la mandria o gli animali nell'azienda d'origine
     nonché le mandrie in cui, a seguito delle indagini di cui al paragrafo 2, si sospetta la
     presenza dei residui in oggetto siano muniti di un contrassegno ufficiale e sottoposti a
     prelievi di campioni ufficiali. Tali prelievi devono essere effettuati su tutti gli animali
     presenti nell'azienda controllata e che possono essere sospetti. Qualora si tratti di
                                                19
 ---pagebreak---      allevamento di volatili o di pesci, i prelievi sono effettuati su un numero significativo
     di animali.
                                            Articolo 23
 1.  Se l'analisi dei prelievi effettuati secondo l'articolo 22 rivela la presenza di residui di
     sostanze vietate o di sostanze autorizzate ma utilizzate illecitamente, gli animali
     riconosciuti positivi sono immediatamente abbattuti in loco o nel mattatoio più vicino
     e le loro carogne o carcasse sono inviate ad uno stabilimento di trasformazione ad alto
     rischio definito all'articolo 2, punto 5, della direttiva 90/667/CEE del Consiglio0*>; salve
     le sanzioni previste dalle norme comunitarie settoriali.
     Qualora almeno il 10% degli animali controllati risulti positivo, l'intero lotto di animali
     considerato è abbattuto in conformità delle disposizioni del primo comma. Per un
     successivo periodo di almeno dodici mesi, qualsiasi animale proveniente dalla stessa
     azienda o dallo stesso proprietario o fornitore è sottoposto ad un controllo sistematico
     allo scopo di rivelare i residui considerati.
2.   Qualora l'analisi dei prelievi effettuati in applicazione dell'articolo 22 riveli la presenza
     di residui di sostanze autorizzate superiore ai livelli fissati dalla normativa comunitaria
     oppure, in attesa di questa, superiore a quelli fìssati dalla normativa nazionale, è vietata
     la macellazione degli animali destinati al consumo umano fino a che non venga accertato
     che la quantità di residui non sia più superiore ai livelli ammissibili.
     Tale periodo non potrà comunque essere inferiore al periodo di sospensione per le
     sostanze di cui trattasi.
     Tuttavia, qualora risulti che la presenza di residui di sostanze autorizzate è dovuta
     all'inosservanza delle norme sull'uso delle sostanze autorizzate, ad eccezione di quelle
     sul periodo di sospensione, gli animali e le loro carni sono distrutte conformemente alle
     disposizioni dell paragrafo 1.
3.   Durante il periodo di esame, gli animali possono essere ceduti a terzi solo sotto il
     controllo di un veterinario ufficiale.
4.   In deroga al disposto del paragrafo 2, primo comma, gli animali di cui è vietata la
     macellazione possono essere macellati prima dello scadere del periodo di divieto solo
     previa autorizzazione dell'autorità competente che deve esserne stata informata prima
     della data prevista per la macellazione e che ne ha fissato il luogo di macellazione. Gli
     animali su cui è stato apposto un contrassegno ufficiale devono essere condotti al luogo
     di macellazione muniti di un certificato veterinario ufficiale contenente le informazioni
     prescritte all'articolo 22, paragrafo 1, lettera a).
     Le carni degli animali la cui macellazione è notificata in conformità del primo comma
     sono sottoposte al prelievo di un campione ufficiale per la ricerca del residuo di cui
     trattasi e sono sequestrate finché non siano noti irisultatidelle relative analisi.
{17)
     GU n. L 363 del 27.12.1990, pag. 51
                                                20
 ---pagebreak---      Le carni nelle quali viene confermata la presenza di residui sono consegnate ad uno
     stabilimento di trasformazione ad alto rischio ai sensi della direttiva 90/667/CEE.
 5.  I fornitori dell'azienda d'origine sono sottoposti ad un controllo supplementare al fine di
     rivelare la sostanza di cui trattasi. Lo stesso dicasi per tutte le aziende e imprese
     appartenenti, come l'azienda d'origine, alla stessa catena di rifornitoli di animali e di
     alimenti per animali.
                                           Articolo 24
 1.  Il costo delle indagini e dei controlli di cui all'articolo 22, paragrafo 2, è a carico del
     proprietario o del detentore degli animali.
     Il costo delle analisi dei campioni ufficiali prelevati ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 3,
     è a carico del proprietario o del detentore degli animali.
2.   Salve le sanzioni penali o amministrative, le spese per la distruzione degli animali
     risultati positivi o considerati tali ai sensi dell'articolo 23 sono a carico del proprietario
     degli animali e senza alcun indennizzo.
                                           Articolo 25
 1.  Esperti veterinari della Commissione possono effettuare, se necessario e in collaborazione
     con le autorità competenti degli Stati membri, controlli in loco per l'applicazione
     uniforme del presente regolamento.
     Lo Stato membro sul cui territorio viene effettuato un controllo offre agli esperti della
     Commissione l'assistenza necessaria al compimento della loro missione. La Commissione
     informa lo Stato membro interessato dell'esito dei controlli effettuati.
     Lo Stato membro interessato prende le misure necessarie per tener conto dell'esito di
     detto controllo. In caso contrario, la Commissione adotta le opportune misure
     conformemente alla procedura di cui all'articolo 34.
2.   Le disposizioni generali d'applicazione del presente articolo, in particolare per quanto
     concerne la frequenza e le modalità di esecuzione dei controlli di cui al paragrafo 1,
     primo comma, sono fissate secondo la procedura di cui all'articolo 34.
                                           Articolo 26
1.   Si applicano le disposizioni della direttiva 89/608/CEE del Consiglio, del
     21 novembre 1989, relativa alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati
     membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta
     applicazione delle legislazioni veterinaria e zootecnica0 X).
(,8)
     GU n. L 351 del 2.12.1989, pag. 34.
                                                21
 ---pagebreak---  2.   Qualora uno Stato membro ritenga che i controlli previsti dal presente regolamento non
      siano eseguiti in un altro Stato membro, ne informa l'autorità centrale competente di
      quest'ultimo. Detta autorità, dopo aver svolto un'indagine conformemente all'articolo 22,
      paragrafo 2, prende tutte le misure necessarie e comunica al più presto all'autorità
      centrale competente del primo Stato membro le decisioni prese assortite di motivazione.
      Ove il primo Stato membro tema che non verranno prese misure o che queste non siano
      sufficienti, ricerca con il secondo Stato membro i modi e gli strumenti atti ad ovviare
      alla situazione, eventualmente mediante visita in loco.
      Gli Stati membri interessati informano la Commissione circa le controversie e le
      soluzioni intervenute.
      Se detti Stati membri non pervengono ad un accordo, uno di essi adisce, entro un
      termine ragionevole, la Commissione la quale incarica uno o più esperti di emettere un
      parere in merito.
      In attesa di detto parere degli esperti, lo Stato membro di destinazione può controllare
      i prodotti provenienti dagli stabilimenti o dagli allevamenti di cui trattasi nella
      controversie; in caso di esito positivo prende misure analoghe a quelle previste
      all'articolo 10, paragrafo 4, della direttiva 64/433/CEE del Consiglio09*.
      Tenuto conto del parere degli esperti, misure appropriate possono essere prese secondo
      la procedura di cui all'articolo 34.
      Tali misure possono essereriesaminate,secondo la stessa procedura, sulla base di un
      nuovo parere espresso da esperti entro quindici giorni.
      Le modalità d'applicazione del presente articolo sono adottate secondo la procedura di
      cui all'articolo 34.
                                            Articolo 27
Il responsabile del mattatoio esige dal proprietario o dal detentore degli animali una
dichiarazione scritta relativa all'osservanza della normativa comunitaria sul divieto
d'utilizzazione di sostanze ad azione ormonica, tireostatica o di fì agonisti nonché
all'assunzione di tutta la responsabilità qualora vengano rivelate sostanze vietate negli animali
consegnati al mattatoio.
                                            Articolo 28
 1.   Qualsiasi forma di non cooperazione con l'autorità competente o qualsiasi forma di
      ostruzionismo da parte del personale o del responsabile di un mattatoio nonché del
      proprietario o del detentore degli animali nel corso delle ispezioni e dei prelievi necessari
      per l'esecuzione dei piani nazionali di sorveglianza dei residui nonché nel corso delle
      indagini e dei controlli previsti dal presente regolamento comporterà sanzioni penali e/o
      amministrative adeguate.
(19)
      GU n. 121 del 29.7.1964, pag. 2012/64
                                                 22
 ---pagebreak---  2.    Gli Stati membri si adoperano per garantire, nell'ambito del proprio diritto interno, che
       nelle pubblicazioni specializzate di agricoltura sia data adeguatamente notizia delle
       decisioni giurisdizionali concernenti condanne per detenzione od uso illegali di sostanze
       vietate nonché quelle per uso illecito di sostanze autorizzate.
                                              Articolo 29
 I contributi previsti dalla direttiva 85/73/CEE del Consiglio(20) sono utilizzati anche ai fini
 della sorveglianza sui residui e ai fini delle misure di controllo previste dal presente
 regolamento, ad eccezione di quelle di cui all'articolo 22, paragrafi 1 e 2.
 Gli Stati membri trasmettono ogni anno alla Commissione i dati relativi alla ripartizione e
 all'utilizzazione di tali contributi.
                                              Articolo 30
 1.    Un paese terzo può essere incluso o conservato nell'elenco di cui all'articolo 3 della
       direttiva 72/462/CEE del Consigiio(2,), solo previa presentazione di un piano annuale in
       cui siano indicate le garanzie offerte in materia di sorveglianza dei residui. Detto piano
       deve pervenire alla Commissione entro il 31 gennaio di ogni anno.
       Le garanzie devono essere almeno di effetto equivalente a quello derivante dalle garanzie
       previste dal presente regolamento.
       La Commissione approva detto piano secondo la procedura di cui all'articolo 34.
       Secondo la stessa procedura, possono essere ammesse garanzie alternative a quelle
       derivanti all'applicazione del presente regolamento.
2.     In caso di inosservanza del disposto di cui al paragrafo I, l'iscrizione di un paese terzo
       nell'elenco di cui all'articolo 3 della direttiva 72/462/CEE può essere sospesa, secondo
       la procedura di cui all'articolo 34.
3.     Il rispetto dei piani presentati dai paesi terzi interessati è verificata in occasione dei
       controlli di cui all'articolo 5 della direttiva 72/462/CEE.
4.     Gli Stati membri informano annualmente la Commissione circa i risultati dei controlli
       sui residui effettuati sugli animali e sui prodotti provenienti dai paesi terzi.
                                              Articolo 31
Gli allegati da I a V possono essere modificati o integrati, conformemente alla procedura di
cui all'articolo 34.
(20)
       GU n. L 32 del 5.2.1985, pag. 14
(2,)
       GU n. L 302 del 31.12.1972, pag. 28
                                                   23
 ---pagebreak---                                            Articolo 32
Le modalità d'applicazione del presente regolamento sono adottate, qualora necessario,
conformemente alla procedura di cui all'articolo 34.
                                            CAPO V
                                       Disposizioni generali
                                           Articolo 33
La Commissione è assistita dal comitato permanente veterinario ( in prosieguo: "il comitato").
Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto delle misure da
adottare. Il Comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può
fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla
maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni
che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al
Comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione definita
nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del Comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la
Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da
prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro quindici giorni dalla data in cui gli è stata sottoposta
la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
                                           Articolo 34
La Commissione è assistita dal comitato.
Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto delle misure da
adottare. Il Comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può
fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla
maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni
che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al
Comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione definita
all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del Comitato.
Se le misure previse non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la
Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da
prendere. 11 Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
                                                24
 ---pagebreak--- Se il Consiglio non ha deliberato entro tre mesi dalla data in cui gli è stata presentata la
proposta, la Commissione adotta le misure proposte.
                                         Articolo 35
Le direttive 8S/358/CEE e 86/469/CEE nonché le decisioni 89/187/CEE e 91/664/CEE sono
abrogate.
                                         Articolo 36
Gli Stati membri informano la Commissione sulle misure nazionali adottate in esecuzione del
presente regolamento.
                                         Articolo 37
Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1994.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                          Per il Consiglio
                                                                           Il Presidente
                                             25
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO I
                         CATEGORIE PI RESIDUI E SOSTANZE
A. CATEGORIE GENERALI
   Categoria I
   a) Stilbeni, derivati degli stilbeni, loro sali ed esteri
   b) Sostanze tireostatiche
   e) Altre sostanze ad azione estrogena, androgena o gestagena ad eccezione di quelle
      della categoria II, lettera a)
   d) p agonisti, ad eccezione di quelli della categoria II, lettera b)
   Categoria II
   a) Sostanze autorizzate conformemente all'articolo 4, paragrafi I e 2 del regolamento
      (CEE) n°.../93 concernente il divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione
      ormonica, tireostatica e di P agonisti nelle produzioni animali.
   b) Sostanze della categoria dei p agonisti autorizzate conformemente all'articolo 4,
      paragrafo 3 del regolamento (CEE) n°.../93 concernente il divieto di utilizzazione di
      talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e di P agonisti nelle produzioni
      animali.
   Categoria 111
   a) Sostanze inibitrici
      Antibiotici, sulfamidici ed altre sostanze antimicrobiche analoghe
   b) Cloramfenicolo
B  CATEGORIE SPECIFICHE
   Categoria I - altri farmaci
   a) Sostanze impiegate contro endo- e ectoparassiti
   b) Tranquillanti e p-bloccanti
   e) Altri prodotti medicinali veterinari.
   Categoria II - altri residui
   a) Agenti contaminanti presenti negli alimenti per animali
   b) Agenti contaminanti presenti nell'ambiente
   e) Altre sostanze
                                             26
 ---pagebreak---                                                                   ALLEGATO II
                        Categoria di residui daricercarea seconda del tipo di animali, dei loro alimenti e dei prodotti
   Tipo di animali,      Animali e carni        Animali e carni      Animali e         Latte e      Ovoprodotti    Carmi di   Miele
   di alimenti o di    delle specie bovina,      di volatili da       prodotti        prodotti a                 coniglio, di
       prodotti           ovina, caprina,       cortile e loro     d'acquacoltura      base di                    selvaggina
                        suina ed equina e           alimenti      e loro alimenti        latte                    selvatica e
      Gruppo di            loro alimenti                                                                        d'allevamento
       sostanze
  Ala                  Ala                     Ala                Ala                               Ala         (**) A I a
  Alb                  Alb                     Alb                                                  Alb
  Ale                  AI e                    AI e                                                 Ale         (**) A I e
  Aid                  Aid                                        Aid
  A II a e b           A II a e b              A II a e b                                           Allaeb .
  Alila                Alila                   Alila              AHI a              A ID a         AHI a       A IH a (**)   AHI
                                                                                                                              a
  AlIIb                AlIIb                   Ainb               AlIIb              AlIIb          A III b     A III b (**)  AHI
                                                                                                                              b
  Bla                  Bla                     Bla                Verde                             Bla         (**) B l a    Bla
  BIb                  BIb                     BIb                 malachite                        BIb
  BIc                  BIc                     BIc                                                  BI e        (**) B I e    BIc
  Blla                 BII a                   BII a               Bllb              BII a          BII a       (**) B II a   Bllb
  Bllb                 Bllb                    Bllb                                  Bllb           Bllb        Bllb
  BII e                Bile                    BII e                                 Bile           Bile        Bile
(*) Volatili da cortile: polli, galline e ovaiole eriproduttrici,tacchini, galline faraone, anatre e oche.
(**) Selvaggina selvatica esclusa
                                               27
 ---pagebreak---                                        AHEÇATQ HI
                             NORME DI CAMPIONAMENTO
A  CONDIZIONI PER IL PRELIEVO DEI CAMPIONI
a) I campioni ufficiali devono essere prelevati conformemente allo schema di
   campionamento appropriato e sulla base dei principi seguenti :
    *   indipendentemente dal fatto che venga effettuato nell'azienda d'allevamento, nel
        mattatoio o in qualsiasi altro luogo, il prelievo di campioni deve essere imprevisto,
        inaspettato, in giorni e ore non fisse della settimana; gli Stati membri provvedono
        a prendere tutte le precauzioni affinché sia mantenuto permanentemente l'aspetto
        inatteso del controllo;
   *    per quanto concerne le sostanze di cui alle categorie A I e II dell'allegato I, il
        prelievo di campioni deve essere mirato tenendo conto degli elementi definiti alla
        lettera b) in appresso e soprattutto di quelli riguardanti il sesso, l'età, il sistema di
        ingrasso degli animali nonché dell'insieme delle informazioni in possesso dello Stato
        membro;
   *    per quanto concerne le altre sostanze di cui all'allegato I, i campioni ufficiali sono
        prelevati in modo casuale; gli Stati membri sono autorizzati a procedere al controllo
        di un gruppo di sostanze e a concentrare i loro controlli nelle regioni di produzione
        delle specie che possono essere poste in relazione con tali sostanze.
b) Elementi variabili da prendere in considerazione per il prelievo mirato di campioni
   i)      Legislazione in vigore sull'utilizzazione delle sostanze indicate nelle categorie di
           residui.
   ii)     Fattori che possono indurre a frodi o abusi.
   iii)    La popolazione animale interessata, in particolare
               le dimensioni della popolazione
               l'omogeneità dei gruppi della popolazione,
           -   l'età degli animali,
               il sesso degli animali.
   iv)     Le condizioni ambientali degli allevamenti, in particolare
               le differenze regionali,
               il rapporto con le attività industriali,
               il rapporto con l'agricoltura.
                                              28
 ---pagebreak---      v)      I sistemi di produzione agricola, ivi inclusi
                  le unità di produzione intensiva,
                  i sistemi di ingrasso,
                  i sistemi di allevamento, in particolare il regime di alimentazione e le misure
                  per la protezione della salute degli animali.
     vi)     I problemi che possono insorgere, tenuto conto dei precedenti noti e di altri indizi.
     vii)    Il livello necessario di tutela dei consumatori, secondo la natura e la tossicità
             della sostanza in causa.
     viii)   Qualora le disposizioni dell'allegato IV prevedano il prelievo di campioni presso
             l'azienda, questi possono essere prelevati non soltanto sugli animali ma anche sui
             loro alimenti e sull'acqua di abbeveraggio.
B    SCHEMA DI CAMPIONAMENTO
Per ciascun tipo di prodotti o di animali e in funzione del livello sanitario, degli elementi
variabili definiti più sopra nonché delle caratteristiche specifiche del loro territorio, gli Stati
membri applicano uno schema di prelievo e di analisi dei campioni conformemente alle
disposizioni degli allegati I, II e HI del presente regolamento.
                                                29
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO IV
                          Livelli e frequenza del campionamento
                                        CAPITOLO 1
                            Bovini, suini, ovini, caprini, equini
I. Requisiti di minima annuali
   A. Per i residui e le sostanze indicate all'allegato I, categorie A I, II.
   1. Nei seguenti bovini da ingrasso : vacche, vitelloni, manzi, giovenche, vitelli :
           il controllo da parte degli Stati membri deve riguardare un numero di campioni
           pari allo 0,5% dei bovini macellati l'anno precedente,
           per la ripartizione del numero di campioni deve essere applicata la regola
           seguente :
      a) i 3/5 devono essere prelevati presso l'azienda su animali vivi; almeno 1/3 di tali
           prelievi dovrà formare oggetto di ricerca di P agonisti; sugli alimenti e sull'acqua
           di abbeveraggio degli animali nonché sui liquami dell'azienda devono essere
           effettuati prelievi di campioni complementari;
      b) i 2/5 dei campioni devono essere prelevati presso il mattatoio.
   2. Per quanto riguarda gli ovini e i suini destinati all'ingrasso:
      il controllo da parte degli Stati membri deve riguardare un numero di campioni pari
      allo 0,05% degli animali macellati l'anno precedente per ciascuna delle specie
      interessate.
   3. Altre specie
      il numero di prelievi sarà determinato dagli Stati membri in funzione dei problemi
      individuati per ciascuna categoria di animali interessati.
   B. Per i residui e le sostanze indicati nell'allegato I, categoria A HI
   1. Categoria A III a)
      Il controllo viene effettuato su un numero di campioni pari allo 0,1 % degli animali
      macellati.
   2. Categoria A.III.b) (cloramfenicolo)
      Il controllo è effettuato su un numero di campioni pari allo 0,02% degli animali
      macellati.
                                             30
 ---pagebreak---       C. Per i residui indicati nell'allegato I, categorie B, I, II.
               Il controllo è effettuato su 700 campioni. Tuttavia, il Lussemburgo è autorizzato
               ad effettuare il controllo su un numero di campioni pari allo 0,2% degli animali
               macellati, invece che su 700 campioni.
               Nei risultati annuali, per quanto concerne gli agenti contaminanti dell'ambiente,
               (in particolare i metalli pesanti), deve essere inclusa una carta geografica
               rappresentativa della contaminazione.
II.  Clausola derogatoria
     Qualora per due anni consecutivi, per quanto riguarda una specie animale o un tipo di
     produzione in una specie animale, non sia stato registrato alcun esito positivo
      relativamente ai controlli sui residui o sostanze della categoria AI, II o della categoria
     A III b) dell'allegato I, gli Stati membri sono autorizzati ad applicare un livello di
     controllo corrispondente a 300 campioni all'anno per il gruppo di residui interessato e
     per la specie animale interessata o il tipo di produzione interessata nella specie animale
     considerata.
                                            ÇA«TPM> 2
                        Polli, galline ovaiole e dariproduzione,tacchini,
                                    galline faraone, anatra e oche
                                     Requisiti di minima annuali
I prelievi devono essere effettuati sugli animali, sui loro alimenti o sulla loro acqua di
abbeveraggio.
A.   Per i residui indicati nell'allegato I, categorie AI, II, BI, II, ad eccezione delle sostanze
     anticoccidiche.
     Il numero dei prelievi di campioni deve essere almeno pari allo 0,1% dei lotti degli
     animali macellati nel corso dell'anno precedente nelle specie interessate.
B.   Per i residui indicati nell'allegato I, categoria A.HI.
1.   Categoria AHI a)
     Il controllo è effettuato su un numero di campioni pari almeno all'1% dei lotti, con un
     minimo di 100 campioni per i tacchini, le galline faraone, le anatre e le oche.
2.   Categoria A III b) (cloramfenicolo)
     Il controllo è effettuato su un numero di campioni pari all'1% dei lotti degli animali
     macellati nel corso dell'anno precedente nelle specie interessate.
C.   Per i residui indicati nell'allegato I, categoria B.I a) (unicamente sostanze anticoccidiche).
          Il controllo è effettuato su un numero di campioni pari almeno all'1% dei lotti, con
          un minimo di 100 campioni per i tacchini, le galline faraone, le anatre e le oche.
                                                  31
 ---pagebreak---                                            ALWATp y
                                            CAPITOLO 1
 I seguenti laboratori sono designati quali laboratori comunitari diriferimentoper la ricerca
 dei residui di talune sostanze.
 a)   Per i residui indicati nell'allegato I, categorie A I e A II del presente regolamento, ad
      eccezione dei fi agonisti:
      Rijksinstituut voor de Volksgezondheid en Milieuhygiene
      A. van Leeuwenhoooeklaan 9
      NL - 3720 BILTHOVEN
 b)   Per i residui indicati nell'allegato I, categoria A III a) del presente regolamento, ad
      eccezione dei sulfamidici:
      Laboratoires des Médicaments vétérinaires
      (CNEVA-LMV)
      Là Haute Marché, JAVENE
      F-35133 FOUGERES
 c)   Per i residui indicati nell'allegato I, categoria A in b) del presente regolamento e per i
      residui dei B agonisti e dei sulfamidici :
      Bundesgesundheitsamt
      Diedersdorfer Weg I
      D-12277 BERLINO 48
 d)   Per i residui indicati nell'allegato I, categorie B II a) e B II b) del presente regolamento:
      Istituto Superiore di Sanità
      via Regina Elena 299
      I - 00161 ROMA
                                            CAPITOLO 2
Le competenze e le condizioni di attività dei laboratori comunitari di riferimento per quanto
riguarda la ricerca di residui negli animali e nei prodotti alimentari di origine animale sono
definiti come segue.
 1.   I compiti dei laboratori comunitari di riferimento sono i seguenti :
      a. coordinare, nei vari laboratori nazionali diriferimento,l'applicazione di una buona
           prassi di laboratorio conformemente alle direttive 87/18/CEE(l) e 88/320/CEE(2);
(1)
      GU n. L 15 del 17.1.1987, pag. 29.
(2)
      GU n. L 145 dell'I 1.6.1988, pag. 35.
                                                  32
 ---pagebreak---     b.  fornire ai laboratori nazionali di riferimento informazioni sui metodi di analisi e sulle
        prove comparative da effettuare nonché comunicare loro i risultati di queste ultime;
    e.  fornire ai laboratori nazionali di riferimento, su loro richiesta, un parere tecnico
        sull'analisi delle sostanze per le quali sono stati designati come laboratori nazionali
        di riferimento ;
    d.  distribuire campioni anonimi titolati con e senza residui ai fini di prove comparative
        nei laboratori nazionali di riferimento ;
    e. organizzare prove comparative tra i vari laboratori di riferimento con frequenza che
        sarà fissata nei contratti da concludere tra la Commissione e tali laboratori nonché
       ogniqualvolta nella normativa comunitaria verranno introdotti nuovi metodi di
       riferimento ;
   f.  promuovere e coordinare la ricerca di nuovi metodi di analisi ed informare i
       laboratori nazionali di riferimento sui progressi compiuti nel settore dei metodi e dei
       materiali d'analisi ;
   g.  identificare e quantificare i residui nel caso in cui un risultato d'analisi dia luogo a
       contestazione tra Stati membri ;
   h. organizzare corsi di formazione e di perfezionamento per gli esperti dei laboratori
       nazionali ;
   i.  apportare assistenza tecnica e scientifica ai servizi della Commissione, ivi incluso
       l'Ufficio comunitario di riferimento ;
   j.  compilare ed inviare alla Commissione una relazione annuale sulle attività ;
   k. nel settore dei metodi e dei materiali d'analisi, collaborare con i laboratori nazionali
       di riferimento designati dai paesi terzi nel quadro dei piani che devono essere
       presentati conformemente all'articolo 34.
2. Per poter svolgere i compiti indicati al punto 1, i laboratori comunitari di riferimento
   devono soddisfare ai seguenti requisiti di minima :
   a.  disporre di un personale qualificato che possegga una conoscenza sufficiente delle
       tecniche applicate nell'analisi dei residui per i quali essi sono stati designati come
       laboratori comunitari di riferimento ;
   b.  disporre delle attrezzature e delle sostanze necessarie per effettuare te analisi di cui
       sono incaricati ;
   e.  disporre di un'adeguata infrastruttura amministrativa ;
   d.  disporre di una sufficiente capacità di apparecchiature informatiche per realizzare i
       lavori statistici derivanti dal trattamento dei risultati ed essere in grado di comunicare
       rapidamente questi dati ed altre informazioni ai laboratori di riferimento nazionali
       e alla Commissione ;
                                               33
 ---pagebreak--- e. garantire l'osservanza, da parte del proprio personale, del carattereriservatodi taluni
   argomenti,risultatio comunicazioni;
f. possedere una sufficiente conoscenza delle norme e delle prassi internazionali;
g. disporre di un elenco aggiornato delle sostanze diriferimentodetenute dall'Ufficio
   comunitario di riferimento nonché di un elenco aggiornato dei fabbricanti e dei
   venditori di tali sostanze.
                                         34
 ---pagebreak---                                               Proposta di
                            REGOLAMENTO fCEEÌ DEL CONSIGLIO
                            che modifica il regolamento (CEE) n. 805/68
                             recante organizzazione comune dei mercati
                                    nel settore delle carni bovine
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
 visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 43,
 vista la proposta della Commissione,
 visto il parere del Parlamento europeo,
 visto il parere del Comitato economico e sociale,
 considerando che la somministrazione di sostanze vietate dalla normativa comunitaria nei
 settore veterinario, in particolare di sostanze ad azione ormonica e di beta-agonisti, comporta
 considerevoli rischi per la salute umana; che dall'esperienza acquisitarisultache l'uso di tali
 sostanze, potendo ledere la reputazione, presso i consumatori, dei prodotti ottenuti a partire
 da animali bovini, può anche condurre a turbare l'equilibrio del mercato delle carni bovine;
 che, in considerazione dei loro effetti sulla resa di carne, l'uso illecito di tali sostanze potrebbe
 inoltre apportare ai produttori vantaggi economici che potrebbero causare distorsioni sul
 mercato; che, per tali motivi, l'articolo 4, j del regolamento (CEE) n. 805/68 del Consiglio,
 del 28 giugno 19680), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 747/93(2), dispone che
 la somministrazione di sostanze vietate comporti l'esclusione degli animali in questione dal
 beneficio dei premi previsti nel settore delle carni bovine; che da un esame approfondito
 della situazione attualerisultache tale disposizione non é sufficiente per garantire l'osservanza
 dei divieti in materia; che occorre dunque prevedere sanzioni più severe; che spetta alla
 Commissione di procedere in tal senso nell'ambito delle modalità d'applicazione relative ai
 premi nel settore delle carni bovine; che occorre pertanto sopprimere il succitato articolo 4, j ,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                              Articolo 1
L'articolo 4, j del regolamento (CEE) n. 805/68 è soppresso.
(,)
      GU n. L 148 del 28.6.1968, pag. 24.
(2>
      GU n. L 77 del 31.3.1993, pag. 15
                                                 35
 ---pagebreak---                                          Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
I) presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                           Per il Consiglio
                                             36
 ---pagebreak---                                                                       ISSN 0254-1505
                                                               COM(93) 441 def.
                                                            DOCUMENTI
rr                                                                              03
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-485-IT-C
                                                             ISBN 92-77-59411-X
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo
                                                    37