CELEX: 51989PC0503(02)
Language: it
Date: 1989-10-18
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLE NORME ZOOTECNICHE E GENEALOGICHE CHE DISCIPLINANO GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI DI EQUINI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                           C0MC89) 503 def.
                                           Bruxelles, 18 ottobre 1989
                               Proposta di
                    REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
relativo alle norme di polizia sanitaria che disciplinano gli scambi
    intracomunitari e le importazioni da paesi terzi di equini
                               Proposta di
                    REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
  relativo allé norme zootecniche e genealogiche che disciplinano
                 gli scambi intracomunitari di equini
                               Proposta di
                    REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
relativo agli scambi intracomunitari di equini destinati a concorsi
                     (presentate dalla Commissione)
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 L'allevamento equino costituisce una fonte di reddito per una parte della popolazione
 agricola. Per favorire lo sviluppo razionale della produzione di equini, incrementare la
produttività di questo settore e permettere la realizzazione del mercato interno, è
necessario fissare a livello comunitario norme sanitarie, zootecniche e genealogiche p T
 la commercializzazione degli equini nella Comunità.
1.    La prima proposta riguarda 1*armonizzazione da parte degli Stati membri delle norme
      di polizia sanitaria. L'eliminazione delle disparità esistenti favorirà gli scambi
      intracominitari di equini e risponderà al tempo stesso a talune norme di polizir
      sanitaria intese ad evitare la diffusione di malattie. La proposta suddetta prevede
      Inoltre l'istituzione di un regime comunitario applicabile alle importazioni in
      provenienza dai paesi terzi. Essa definisce i criteri sanitari di ordine generale
      concernenti i paesi terzi dai quali potranno essere importati gli equini. Tali
      criteri mirano a tutelare la salute dell'uomo e degli animali nella Comunità.
2.    Il conseguimento di risultati soddisfacenti nel settore dell'allevamento equino
      dipende in ampia misura dall'impiego di equini riproduttori registrati. Le
      disparità esistenti attualmente negli Stati membri sono la conseguenza delle
      diverse politiche seguite in materia di allevamento. Negli scambi di equini
      registrati si incontrano quindi ostacoli che devono essere rimossi.
      Per favorire la realizzazione del mercato interno e l'incremento della
      produttività, occorre pertanto liberalizzare gli scambi intracomunitari di
      equini.
      Inoltre, per evitare pratiche sleali, si è ritenuto opportuno disciplinare il
      cambiamento di nome degli equini.
      La seconda proposta stabilisce le norme fondamentali che consentono di
      realizzare gli obiettivi suindicati.
3.    Gli scambi intracomunitari di equini possono essere ostacolati anche dalle nornu.-
      per i concorsi. Le disparità ancora esistenti al riguardo vanno eliminate. Le
      tre proposte, che disciplinano l'intero settore degli equini sotto il profilo
      veterinario e zootecnico, si prefiggono di garantire lo sviluppo razionale di
      questa attività agricola nel territorio comunitario e di permettere la
      realizzazione del mercato interno.
Tale scelta è dettata nella fattispecie dalla preoccupazione di non sconvolgere i
meccanismi di gestione nel settore veterinario e non pregiudica quindi la preferenza
della Commissione per la formula del comitato consultivo.
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                                     Proposta di
                         REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
     relativo alle norme di polizia sanitaria che disciplinano gli scambi
          intracomunitari e le importazioni da     paesi terzi di equini
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che,   gli equini figurano, in quanto animali vivi, nell'elenco
dei prodotti compresi nell'allegato II del trattato ;
considerando che, per favorire uno sviluppo razionale della produzione di
equini e l'aumento della produttività del settore, occorre stabilire, a
livello comunitario,         norme in materia di commercializzazione degli
equini negli scambi intracomunitari;
considerando che l'allevamento degli equini e, in particolare, dei
cavalli, rientra generalmente nell'ambito delle attività agrìcole; che
esso costituisce una fonte dì reddito per una parte della popolazione
agricola;
considerando che è opportuno eliminare le disparità,esistenti tra i
diversi Stati membri in materia di polizia sanitaria, per promuovere gli
scambi intracomunitari di equini;
considerando che, per consentire uno    sviluppo armonioso degli scambi
intracomunitari,   è necessario definire una normativa comunitaria sulle
importazioni da paesi terzi;
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 considerando che,    è opportuno escludere, in linea di massima, dal campo
 d'applicazione del presente regolamento gli scambi specìfici a vocazione locale:
 considerando che    per poter essere ammessi agli scambi intracomunitari    gli equini
 debbono soddisfare a talune norme di polizia sanitaria, affinché non si diffondano
malattie contagiose;
 considerando che occorre altresì', nella stessa ottica, stabilire norme sul
trasporto degli equini;
 considerando che, è necessario, per garantire l'osservanza delle norme,
 prescrivere il rilascio    da parte di    veterinari   ufficiali   di un certificato
 sanitario che accompagni gli equini fino al luogo di destinazione;
 considerando che, per l'organizzazione e le conseguenze        dei   controlli
 incombenti   allo Stato membro detinatario di           tali
 controlli, nonché per      le misure di salvaguardia, è opportuno
 far riferimento       alle norme generali previste dal regolamento (CEE) n.      del Consi-
glio del         (relativo ai controlli veterinari negli scambi intracomunitari nella
 prospettiva della realizzazione del mercato interno ) (1);
 considerando che occorre prevedere la possibilità di controlli autonomi
da parte della Commissione;
 considerando  che la definizione di una normativa comunitaria sulle
 importazioni  da paesi     terzi  presuppone    l'adozione     di un elenco dei
paesi terzi o di parti di paesi terzi       dai quali   possono    essere
 importati gli equini;
 considerando che la scelta di tali paesi deve essere basata su criteri di ordine
 generale, come lo stato sanitario del patrimonio zootecnico, l'organizzazione ed i
 poteri dei servizi veterinari, nonché le disposizioni sanitarie vigenti;
considerando, inoltre, che non possono essere autorizzate le importazioni di
equini                   da paesi colpiti, o esenti soltanto da poco tempo, da
malattie contagiose degli animali che costituiscono un pericolo per il patrimonio
 zootecnico della Comunità; che le medesime considerazioni valgono por le
 importazioni                  da  paesi terzi in cui vengono effettuate vaccinazioni
 contro tali malattie;
(1) GU n. L
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 considerando che le         norme     di carattere generale     sulle         *»nportazioni
  'ti:-, paesi     terzi  debbono    essere    integrate da norme      particolari
 r Mellite tenendo conto della situazione sanitaria di ciascuno di essi; che,
   T      la definizione di tali norme particolari dato il loro carattere tecnico
       \.b di ve-s..i tà dei  criteri    su cui   si  fondano,    è necessaria
 ' i procedura comunitaria elastica e rapida nel cui ambito collaborino
 strettamente la Commissione e gli Stnti membri;
 e.jncìderande che, la presentazione al 'at"o dell'importazione degli equini, di un.
 certificato conforme ad un mode]lo prestabilito costituisce un ìfezzo efficace per
 accertare l'applicazione della           normativa      comunitaria; che tale
  normativa può contenere               disposizioni particolarirche possono variare da
 pà.&X9. terzo a paese terzo e che i modelli dei certificati devono essere redatti
di conseguenza;
 considerando che è opportuno affidare agli esperti veterinari della Comunità
 l'incarico di verificare, segnatamente        nei paesi terzi, l'osservanza del presente
 regolamento;
 considerando che il controllo all'importazione deve avere ad oggetto anche l'origine e lo
    tito sanitario degli equini;
considerando che è opportuno allo scopo di tutelare la salute umana e degli animali,
concedere agli Stati membri la facoltà di adottare, sin dal momento dell'arrivo
degli animali nel territorio della Comunità e durante il loro trasporto verso il
 luogo di destinazione, qualsiasi misura da essi ritenuta appropriata, ivi comprese
 la -macellazione e La distruzione degli animali;
 considerando che i controlli degli equini sono effettuati nell'interesse generale
 della Comunità; che occorre, di conseguenza, prescrivere che essi siano effettuati
 in posti di controllo riconosciuti secondo procedure e criteri comunitari;
   ->r?5ideando che cgni Stato membro deve avere la facoltà di vi*tars immediatamente
 I-, importazioni . r-a    JN
                               determinato paese t«rzo, ove queste costituiscano un
 potenziale pericolo per la salute degli animali; che, in tal caso, e i*tta salva
 I<. possibilità di modifiche dell'elenco dei paesi autorizzati «<i esportare verso la
Comunità, occorre garantire un tempestilo coordinamento delia posizione degli
 Stati membri nei confronti di un tale paese te^zo;
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 considerando che le disposizioni del presente regolamento dovranno essere
 riesaminate nel quadro della realizzazione del mercato interno;
 considerando che è opportuno predisporre una procedura che instauri u n a collaborazione
stretta ed efficace tra g l i s t a t i membri e la Commissione nell'ambito del comitato
 veterinario permanente;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                CAPITOLO I
                                          DISPOSIZIONI GENERALI
                                                Articolo 1
1. Il presente regolamento definisce le norme di polizia sanitaria che
    disciplinano gli scambi intracomunìtari e le importazioni in provenienza dai
    paesi terzi di equini.
2. (a) Il presente regolamento non si applica agli scambi di equini:
         - montati o trasportati a scopo sportivo o ricreativo su strade che si
            trovano in prossimità delle frontiere interne della Comunità;
         - che partecipano a manifestazioni culturali o di tipo analogo o ad
            attività organizzate da circoli di equitazione locali situati in
            prossimità delle frontiere interne della Comunità;
         - destinati esclusivamente al pascolo temporaneo in prossimità delle
            frontiere interne della Comunità.
    (b) Se del caso, tuttavìa, la Commissione adotta, secondo la procedura
         stabilita nell'articolo 24, le norme particolari da applicarsi        a questi
         scambi.
                                                Articolo 2
Ai sensi del presente regolamento, si intende per:
(a) azienda:      l'azienda agricola o di addestramento, la stalla o, in generale,
     qualsiasi locale o impianto in cui sono tenuti o allevati abitualmente equini;
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 (b)  equini: gli animali della specie equina o asinina o gli animali
      dall'incrocio  di tali specie;
 (e)  equini da macello: gli equini destinati ad essere condotti direttamente
      al macello ed a esservi macellati;
(d)   equini da allevamento o da produzione: gli equini diversi da quelli
      menzionati alla lettera e), in particolare quelli destinati
      all'allevamento, alla produzione di carni, al lavoro, all'equitazione,
      all'esposizione a scopo dì vendita, al circo o mostre;
(e)   equini destinati ad attività sportive: equini da allevamento o da
      produzione registrati presso un'organizzazione o un'associazione dì
      allevatori ufficialmente riconosciuti, destinati, in particolare a
      concorsi;
(f)   malattìe soggette ad obbligo di denuncia: le malattie elencate
      all'allegato A, la cui manifestazione, effettiva o sospetta, deve essere
      comunicata all'autorità competente dello Stato membro;
(g>   veterinario ufficiale: il veterinario designato dalla competente autorità
       centrale  dello Stato membro o di un paese terzo;
 (h)  ammissione temporanea: condizione giuridica di un equine destinato ad attività
      sportive, proveniente da un paese terzo ed ammesso    sul
      territorio della Comunità per un periodo non superiore a 90 giorni.
                                   CAPITOLO II
                      NORME PER GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI
                                   Articolo 3
Gli Stati membri spediscono verso altri Stati membri soltanto equini che
soddisfano alle condizioni di cui all'artìcolo 4.
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                                        Articolo 4
1. Gli equini non devono presentare alcun segno clinico di malattìa al momento
    dell'ispezione. L'ispezione deve essere effettuata nelle 48 ore che
    precedono il carico.
2. Gli equini non devono aver avuto contatti con equini colpiti da
    un'infezione o da una malattia contagiosa nei 15 giorni immediatamente
    precedenti il carico.
3. Gli equini non devono essere animali da eliminare nel quadro di un programma di
    eradicazione di una malattia contagiosa in corso in uno Stato membro.
4. Gli equini devono essere identificati secondo un metodo ufficialmente
    riconosciuto.   I metodi di identificazione sono stabiliti se necessario
    secondo la procedura   prevista    dall'articolo 24.
5. Gli equini non devono essere stati acquistati in un'azienda ó essere
   stati in contatto con equini, relativamente alla quale o ai quali sussiste
   un divieto di vendita per motivi di polizia sanitaria.
    (a)  Tali        motivi sono connessi con il manifestarsi di una delle
         malattie soggette a denuncia obbligatoria;
    (b)  Qualora non siano stati macellati o abbattuti tutti gli animali delle
         specie sensibili alla malattìa, la durata del divieto          per
          l'azienda   deve essere pari ad almeno:
                                   cu    S1
         - sei mesi   nel caso i°     i      sospetti che gli equini siano colpiti da
           durina, a decorrere dalla data dell'ultimo contatto o del possibile
           contatto con un equino malato. Ove si tratti di uno stallone, il
           divieto vige fino alla sua castrazione;
         - sei mesi   in caso di morva e di encefalomielite equina, a decorrere
           dalla data in cui gli equini infetti sono stati eliminati;
         - tre mesi   in caso di anemia infettiva, a decorrere dalla data in cui
           gli equini infetti sono stati eliminati;
         - un mese   in caso di rabbia, a decorrere dall'ultimo caso
            di malattia accertato;
         - 15 giorni   in caso di carbonchio ematico, a decorrere dall'ultimo
            caso di malattia accertato;
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    (e) Qualora tutti gli animali delle specie sensibili siano stati abbattuti
        o macellati e i locali siano stati disinfettati, la durata del divieto
        è di 30 giorni a decorrere dalla data in cui gli animali sono stati
        eliminati ed i locali disinfettati, tranne quando si tratta del
        carbonchio ematico, nel qual caso la durata del divieto è di 15 giorni.
                                     Articolo 5
Gli equini debbono essere trasportati direttamente, entro il più breve tempo,
dall'azienda di provenienza       al    luogo di destinazione mediante mezzi di
trasporto e di contenzione previamente puliti e disinfettati con un
disinfettante ufficialmente   ammesso      dallo Stato membro speditore. I
veicoli adibiti al trasporto debbono essere concepiti in modo che le feci, lo
strame o il foraggio degli equini non possano colare o cascare dal veicolo
durante il trasporto. Le modalità del trasporto debbono consentire una
protezione efficace dello stato sanitario degli equini.
                                     Articolo 6
Gli equini debbono essere scortati durante il trasporto da un certificato di
polizia sanitaria conforme al modello contenuto nell'allegato B. Tale certificato deve
essere compilato nelle 48 ore che precedono il carico, almeno in una delle
lingue ufficiali dello Stato membro destinatario. La validità del certificato
è di 10 giorni. Il certificato deve constare di un solo foglio.
                                     Articolo 7
Le norme previste dal regolamento (CEE) n.                            (relativo ai
controlli veterinari negli scambi intracomunitari nella prospettiva della
realizzazione del mercato interno) si applicano in particolare per quanto
concerne l'organizzazione  e le conseguenze dei controlli       che competono allo Stato
membro destinatario, nonché per quanto riguarda le misure di salvaguardia da adottare
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                                        Articolo 8
Gli esperti veterinari della Commissione possono         procedere a controlli in loco
 nella misura in cui sia necessario per l'applicazione uniforme del regolamento.
 La Commissione informa gli Stati membri del risultato dei controlli effettuati.
Lo Stato membro sul cui territorio viene effettuato il controllo fornisce agli
esperti tutta l'assistenza necessaria per l'espletamento dei compiti loro assegnati.
Le norme generali di attuazione del presente articolo sono stabilite secondo la
procedura prevista dall'articolo 24. Viene istituito, secondo la medesima proce-
dura un codice delle norme da seguire per l'esecuzione dei controlli di cui al
presente articolo.
                                       CAPITOLO III
                       NORME PER LE.IMPORTAZIONI DA PAESI TERZI
                                        Articolo 9
Gli equini importati nella Comunità devono soddisfare alle condizioni              stabilite
negli articoli 10-14.
                                        Articolo 10
1. Gli equini devono provenire da paesi terzi o parti di paesi terzi che
    figurano in un elenco stabilito dalla Commissione         secondo la
    procedura di cui all'articolo 24. Tale elenco può essere modificato o
    completato  secondo la            medesima procedura.
2. Per decidere se un determinato paese terzo o una parte di paese terzo possano essere ri compresi
    nell'elenco di cui al paragrafo 1, si tiene conto, in particolare:
    a) dello stato sanitario del bestiame, degli altri animali domestici e
       degli animali selvatici presenti nel paese terzo, specialmente per
       quanto riguarda malattie esotiche atte a compromettere la salute della
       popolazione e del patrimonio zootecnico degli Stati membri;
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   b) dello stato sanitario generale del paese terzo;
   e) della regolarità e della rapidità delle informazioni fornite da tale
      paese in merito alla presenza sul suo territorio di malattie contagiose
      degli animali, segnatamente di quelle menzionate negli elenchi A e B
      dell'Ufficio Internazionale delle Epizoozie;
   d) della normativa dì tale paese terzo        relativa alla profilassi e alla
      lotta contro le malattie degli animali;
   e) della struttura dei servìzi veterinari di tale paese e dei poteri di cui
      tali servizi dispongono;
   f) dell'organizzazione e dell'attuazione          della profilassi e della lotta
      contro le malattie contagiose degli animali;
   g) delle garanzie che il paese può fornire in ordine alle norme previste dal
      presente regolamento.
                                       Articolo 11
1. Gli equini devono provenire da paesi terzi:
   a) indenni da 2 anni da peste equina africana e encefalomielìte equina
      (VEE);
   b) indenni da 6 mesi da durina e da morva;
   e) in cui non siano state effettuate nei due Anni precedenti    vaccinazioni
      contro le malattie di cui alla lettera a ) .
2. La Commissione può decìdere,       secondo     la      procedura di cui
   all'articolo 24, che le disposizioni del paragrafo 1 sia applichino
   soltanto ad una parte del territorio di un         determinato paese terzo.
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                                    Articolo 12
Prima del giorno in cui sono caricati per essere spediti nello Stato membro
destinatario, gli equini devono    essere   stat-i ininterrottamente      nel
territorio o in parte del territorio    del paese terzo per un periodo che
verrà fissato in sede dì adozione delle decisioni da prendere     a norma
dell'articolo 13.
                                    Articolo 13
Gli equini devono   rispondere alle norme sanitarie stabilite secondo la
procedura dì cui all'articolo 24. Tali    norme     possono essere diverse e
seconda delle specie e della destinazione degli equini.
                                    Articolo 14
1. Gli equini devono essere scortati da un certificato compilato da un
   veterinario ufficiale del paese terzo esportatore. Il certificato deve:
   a) essere rilasciato il giorno del carico degli equini per la spedizione
      verso lo Stato membro destinatario;
   b) essere redatto almeno in una delle lingue ufficiali dello Stato membro
      destinatario e in una dì quelle dello Stato membro nel quale viene
      effettuato il controllo all'importazione di cui all'articolo 17;
   e) accompagnare gli animali   nell'esemplare      originale;
   d) attestare che gli equini rispondano alle norme stabilite       dal
      presente regolamento e a quelle stabilite in applicazione dello stesso
      regolamento per le importazioni dal paese terzo;
   e) constare di un solo foglio;
   f) essere rilasciato per un solo destinatario.
2. Il certificato deve essere conforme ad un modello stabilito secondo la
   procedura di cui all'articolo 24.
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                                                          Articolo 15
Esperti veterinari degli Stati membri e della Commissione procedono a
controlli in loco per verificare se le disposizioni del presente regolamento,
in particolare quelle di cui all'articolo 10, paragrafo 2, sono effettivamente
applicate.
Gli esperti degli Stati membri incaricati di tali controlli sono designati
dalla Commissione su proposta degli Stati membri.
I controlli sono svolti per conto della Comunità che assume a proprio carico
le relative spese.
La periodicità e le modalità dei controlli sono determinate e secondala
procedura di cui all'articolo 24.
                                                         Articolo 16
1 . La Commissione può limitare applicando la procedura di cui a l l ' a r t i c o l o 24,
     le i m p o r t a z i o n i     da un p a e s e     terzo          o da una p a r t e di
    un paese t e r z o , a s p e c i e p a r t i c o l a r i , a equini da macello, a e q u i n i da
    allevamento e da produzione, a equini d e s t i n a t i ad a t t i v i t à s p o r t i v e , a
    equini ammessi temporaneamente o a equini d e s t i n a t i a usi                        particolari.
2 . La Commissione può decidere, secondo la procedura di cui all'articolò 24,
    d e c i d e r e , d i a p p l i c a r e , dopo l'importazione, q u a l s i a s i misura di p o l i z i a
    s a n i t a r i a essa r i t e n g a n e c e s s a r i a ;
                                                         A r t i c o l o 17
1. Gli equini che giungono nel territorio doganale della Comunità sono
    sottoposti ad un controllo di polizia sanitaria effettuato da un
    veterinario ufficiale prima di essere immessi in libera pratica o di essere
    assoggettati ad.un determinato regime doganale.
2. L'importazione di equini è vietata qualora si accerti                                  nel corso del
    controllo di cui al paragrafo 1, che:
 ---pagebreak---                                          - 13 -
    -   gli equini non provengono dal territorio o da una parte del territorio
       dì un paese terzo iscritto nell'elenco stabilito      a norma
       dell'articolo   10, paragrafo 1;
    -   gli equini sono affetti, o vi è sospetto che siano affetti o
       contaminati, da una malattìa contagiosa;
    -   le    norme     previste dal presente regolamento non sono state osservate
       dal paese terzo esportatore;
   -    il certificato che accompagna gli equini non risponde alle .norme previste
        dall'articolo 14.
3. Nel corso del controllo di cui al paragrafo 1 vengono applicate tutte le
   misure necessarie, in particolare:
    (a) -    la quarantena, se vìge il sospetto che gli equini siano affetti o
             contaminati da una malattia contagiosa;
         -   nel caso di cui al paragrafo 2, quarto trattino, su domanda
             dell'esportatore, del destinatario o del   mandatario degli stessi, il
             mantenimento sotto controllo in attesa della regolarizzazione del
             certificato;
   (b)     il respingimento degli equini che non possono essere importati, quando
          non vi ostino motivi di polizia sanitaria.
          Qualora non sia possibile respingerli, gli equini vengono macellati in
          uno stabilimento designato a tale fine dall'autorità competente;
   (e)    la macellazione e la distruzione dell'intera partita di equini,
          qualora il controllo   consenta di .accertare o di sospettare che gli
          animali sono affetti da una delle malattie epizootiche il cui elenco è
          stabilito   secondo la procedura prevista dall'articolo 24.
4. Sul certificato che accompagna gli equini alla loro importazione deve
   figurare, a seguito del controllo di polizia sanitaria, una menzione da cui
   risulti chiaramente se gli animali sono stati ammessi o respinti.
 ---pagebreak---                                       - 14 -
5. Durante l'inoltro degli animali attraverso il territorio della Comunità
   verso lo Stato membro destinatario, gli Stati membri possono applicare le
   misure di polizia sanitaria di cui al paragrafo 3 lettera a ) , primo
   trattino, e lettera e), se gli animali sono affetti, o si sospetta siano
   affetti o contaminati, da una malattia contagiosa.
6. Gli equini dei quali è stata autorizzata l'importazione e che non sono
   destinati allo Stato membro che ha effettuato il controllo di cui al
   paragrafo 1 devono essere avviati verso lo Stato membro destinatario sotto
   controllo doganale senza rottura di carico.
7. Gli equini che hanno superato favorevolmente il controllo di cui al
   paragrafo 1 sono sottoposti, nello Stato membro destinatario, ai controlli
   complementari necessari per accertare se sono state osservate le
   prescrizioni del presente regolamento, comprese le   norme      particolari
   definite in applicazione degli articoli 13 e 16.
8. Tutte le spese derivanti dall'applicazione del presente articolo, compresa
   la macellazione, l'abbattimento e la distruzione degli equini, sono a
   carico dello speditore, del destinatario o del mandatario degli stessi senza indennizzo
   da parte dello Stato  in questione.
                                   Articolo 18
Al loro arrivo nello Stato membro destinatario, gli equini da macello devono
essere condotti direttamente in un macello e, essere macellati a norma delle
prescrizioni di polizia sanitaria, entro un termine da fissare in sede
di adozione delle decisioni da prendere   a norma      * dell'articolo 13.
Fatte salve le   norme    particolari eventualmente stabilite    secondo
la   procedura di cui all'artìcolo 24, l'autorità competente dello Stato
membro destinatario può, per motivi di polizia sanitaria, designare il macello
al quale gli equini devono essere avviati.
 ---pagebreak---                                             - 15 -
                                         Articolo 19
   1. La Commissione, stabilisce, conformemente alla procedura di cui
       all'articolo 24, i requisiti generali che devono possedere i posti di
       frontiera di controllo all'importazione di equini.
   2. Gli Stati membri compilano e comunicano alla Commissione gli elenchi dei
       posti di frontiera di controllo all'importazione di equini in possesso dei
       requisiti di cui al paragrafo 1.
   3. Esperti veterinari verificano che gli impianti dei posti di controllo
      riconosciuti possiedano i requisiti stabiliti in applicazione del
      paragrafo 1 e che i controlli siano effettuati conformemente dal presente
      regolamento.
      Le modalità di applicazione del presente paragrafo sono stabilite
      conformemente alla procedura di cui all'artìcolo 24.
   4. La Comunità assume a proprio carico tutte le spese derivanti
      dall'applicazione del paragrafo 3.
                                         Articolo 20
   1. Qualora una malattia contagiosa degli animali in grado dì compromettere lo
      stato sanitario del patrimonio zootecnico dì uno degli Stati membri si
      manifesti o sì propaghi in un paese terzo, o qualora lo giustifichi
      qualsiasi altro motivo di polizia sanitaria, lo Stato membro interessato o
      la Commissione vieta l'importazione degli equini provenienti direttamente,
      o indirettamente attraverso un altro Stato membro, dall'intero territorio del
      paese terzo o da una parte del territorio di quest'ultimo.
   2. Le misure adottate dagli Stati membri in base al paragrafo 1 e la loro abroga-
      zione   devono essere comunicate immediatamente agli altri Stati membri e
      alla Commissione, con l'indicazione dei motivi.
   3. Con   la procedura.di     cui   all'articolo    25, le misure di cui al
       paragrafo 1 possono essere modificate, in particolare per garantire il
      coordinamento con le misure adottate dagli altri Stati membri, o essere
       soppresse.
3)
 ---pagebreak---                                        - 16 -
4. Qualora si verifichi la situazione prevista al paragrafo 1 e appaia
    necessario che anche altri Stati membri applichino le misure adottate in
    virtù di detto paragrafo, eventualmente modificate al paragrafo 3,
    vengono prese le disposizioni appropriate conformemente alla procedura di
    cui all'articolo 25.
5. La ripresa delle importazioni in provenienza del paese terzo interessato è
    autorizzata conformemente alla procedura di cui all'articolo 25.
                                     CAPITOLO Tv
                                DISPOSIZIONI FINALI
                                    Articolo 21
Ai fini dell'applicazione del presente regolamento, i paesi dell'Unione
economica BENELUX sono considerati come un unico Stato membro.
                                    Articolo 22
Le disposizioni del presente regolamento verranno riesaminate prima del
31 dicembre 1991, nel quadro delle proposte intese alla realizzazione del
mercato interno.
                                    Articolo 23
Gli allegati del presente regolamento sono modificati conformemente alla
procedura dì cui all'articolo 24.
                                    Articolo 24
1. La Commissione è assistita dal comitato veterinario permanente, istituto
   con decisione 68/361/CEE del Consiglio (1),      ; in appresso denominato "il
   comitato".
2. Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definitiva nel presente
   articolo, sì applicano le disposizioni seguenti.
(1) GU n. L 255 del 18.10.1968, pag. 23
 ---pagebreak---                                                             - 17 -
3. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
    misure da adottare. Il comitato formula il proprio parere sul progetto entro un
    termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione
    in esame. Il parere è formulato ali maggioranza prevista all'articolo 148,
    paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve
    prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai
    voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata
    nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
4. La Commissione adotta le misure previste se sono conformi al parere del comitato.
5. Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato o in
   mancanza di un parere, la Commissione presenta senza indugio al Consiglio
    una proposta relativa alle misure da adottare,                              il Consiglio delibera a maggio-
    ranza qualificata.
    Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi dalla data
    in cui è stato adito, la Commissione adotta le misure proposte.
                                                    Articolo 25
1. Nei c a s i in cui s i fa riferimento a l l a procedura d e f i n i t a nel presente
    a r t i c o l o , s i applicano l e d i s p o s i z i o n i  seguenti.
2. I l rappresentante d e l l a Commissione sottopone al comitato un progetto d e l l e
   misure da adottare. I l comitato formula i l proprio parere sul progetto entro un
   termine che i l presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. I l parere
   è formulato alla maggioranza prevista a l l ' a r t i c o l o 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione
   delle decisioni che i l Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno
   at comitato, ai v o t i dei rappresentanti d e g l i S t a t i membri è a t t r i b u i t a l a
    ponderazione f i s s a t a n e l l ' a r t i c o l o p r e c i t a t o . I l presidente non partecipa al voto,
3. La Commissione aodtta le misure previste se sono conformi al parere del comitato.
4. Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato o in
   mancanza di un parere, la Commissione presenta senza indugio al Consiglio
   una proposta relativa alle misure da adottare. Il Consiglio delibera a maggio-
   ranza qualificata.
   Se il Consiglio non ha deliberato entro il termine di 15 giorni dalla data
    in cui è stato adito, la Commissione adotta le misure proposte.
 ---pagebreak---                                      - 18 -
                                   Articolo 26
Il presente regolamento entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla
pubblicazione alla gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                          Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                      - 19 -
ALLEGATO A
Sono soggette a obbligo dì denuncia le seguenti malattie:
-  Durine
-  Morva
-  Encefalomielite equina (tutte le forme)
-  Anemia infettiva
-  Rabbia
-  Carbonchio ematico.
 ---pagebreak--- ALLEGATO B
                                     MODELLO
                               CERTIFICATO SANITARIO
                  per gli scambi tra gli Stati membri della CEE
                                                          n.
Stato membro speditore:
Ministero competente:
Servizio territoriale competente:
I.  NUMERO DI EQUINI:
II. IDENTIFICAZIONE DEGLI EQUINI
    : Numero di equini    :Giumenta, Stallone,: Metodo di identificazione e
                          :castrone, puledro : identificazione (1)
    :                     :                     : n. di passaporto           (1):
III.PROVENIENZA E DESTINAZIONE DEGLI EQUINI
    Gli equini sono spediti:
    da
                                                      (Luogo di spedizione)
                                         (Stato membro e luogo di destinazione)
(1) Al presente certificato può essere allegato un passaporto che identifichi
    l'equino, purché ne venga indicato il numero.
 ---pagebreak---                                        - 21 -
Nome e indirizzo dello speditore:
Nome e indirizzo del destinatario:
IV. INFORMAZIONI SANITARIE
    Il sottoscritto certifica che gli equini sopra indicati rispondono alle
    condizioni seguenti:
    (a) sono stati esaminati in data odierna e non presentano alcun segno
        clinico di malattia;
    (b) non devono essere eliminati nel quadro di un programma di eradicazione
        di una malattia contagiosa in applicazione nello Stato membro;
    (e) non provengono da un allevamento cui si applicano misure di divieto
        per motivi di polizia sanitaria o non hanno avuto contatti con gli
        animali di un'azienda cui si applica un divieto per motivi di polizia
        sanitaria per i periodi indicati nell'articolo 4, paragrafo 5,
        lettera b ) , del regolamento (CEE) n.    ;
    (d) non hanno, a quanto mi consta, avuto contatti con equini colpiti da
        malattia o da infezione contagiosa nel corso degli ultimi 15 giorni
        precedenti il carico.
 ---pagebreak---                                      - 22 -
1.  Il presente certificato ha una validità di 10 giorni
Fatto a                                     il
                   TIMBRO
                                             (Firma)
                                             (trascrivere il cognome in
                                             lettere maiuscole e indicare la
                                             qualifica del veterinario (2)
(2)   In Germania "Beamteter Tierarzt"; in Belgio "Inspecteur vétérinaire" o
      "Inspecteur Dierenarts"; in Francia "Directeur des services vétérinaires
      du département"; in Italia "Veterinario provinciale"; in Lussemburgo
      "Inspecteur vétérinaire"; nei Paesi Bassi "Inspecteur-Districthoofd"; in
      Danimarca "Autoriseret Drylaege"; in Irlanda "Veterinary Inspector"; nel
      Regno Unito "Veterinary Inspector"; in Grecia "               "; in
      Spagna "Inspector Veterinario"; in Portogallo "Inspector veterinario".
 ---pagebreak---                                                   - 2Z U*-
S C H E D A        F I N A N Z I A R I A         riguardante:
Progetto di proposta di regolamento del Consiglio del                                      relativa a ii* ™
polizia sanitaria che disciplinano gli sca.bi'intralunitari l I Ï Z P l                                      z ^ ^ I n '
provenienza dai paesi terzi di equini                                                                 imporxaziom in
1. Linea di bilancio :                   Voce :                 Denosinazìone :
      III B                               382                   Controlli nel settore agricolo
                                                                                                         v
2. Base giuridica : A r t i c o l o  43 d e l  trattato
3. Classificazione :                   SpftXiOvttMKttbQKto/Spesa non obbligatoria
4. Obiettivo del provveditene :
   Verifica dell'applicazione del regolamento
5. Metodo di calcolo
5i1 Natura della spesa : Spese p e r m i s s i o n i
5.2 Percentuale del f i nan zia* erto ««unitario :      100%
5.3  Calcolo:    200 g i o r n i    di missione a l l ' a n n o  a 170 E C U / g i o r n o = 3 4 . 0 0 0 ECU/anno
6.    Incidenze finanziarle sugli stanziasene operativi
6.1   Scadenziario degli stanzi aienti                              (in Bilioni di ECU)
                    Esercizlo
                    1991                                 0,034
                    19
                       92                                0,034
                    ig
                       93                                0,034
                    1
                      »*                                 o,034
                    1
                      *5                                 o,034.
                    eserclzi ulterlorl                 _ _ « — _
                    Totale                              Q.17Q
6.2   Finanziatene durante l'esercizio in corso :       NO
 7. Osservazioni :
 ---pagebreak---                                - «23-
                                 Proposta di
                      REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
         relativo alle norme zootecniche e genealogiche che disciplinano
                      gli scambi intracomunitari di equini
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
all'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che, gli equini figurano, in quanto animali vivi, nell'elenco dei
prodotti contenuto nell'allegato II del trattato;
considerando che per favorire uno sviluppo razionale della produzione di
equini e l'aumento della produttività del settore, occorre stabilire   s livello
comunitario, delle norme     per   la     commercializzazione degli equini negli
scambi intracomunitari;
considerando che l'allevamento degli equini e, in particolare, dei cavalli,
rientra generalmente nell'ambito delle attività agricole; che esso costituisce
una fonte di reddito per una parte della popolazione agricola e deve essere
pertanto incentivato;
considerando che il conseguimento di risultati soddisfacenti in questo settore
dipende in ampia misura dall'utilizzazione di equini iscritti in libri
genealogici tenuti da organizzazioni od associazioni ufficialmente
riconosciute;
considerando che esìstono disparità riguardo       l'iscrizione nei libri
genealogici; che tali disparità costituiscono un ostacolo     per  gli  scambi
intracomunitari; che la liberalizzazione completa degli scambi presuppone un
maggiore armonizzazione, in particolare per quanto riguarda l'iscrizione nei
libri genealogici;
 ---pagebreak---                                          - 24 -
 considerando che occorre liberalizzare progressivamente gli scambi
 intracomunitari degli equini registrati; che la liberalizzazione completa degli
 scambi presuppone una ulteriore armonizzazione complementare, soprattutto per
 quanto riguarda l'ammissione alla monta pubblica e all'impiego dello sperma e
 degli ovuli;
 considerando che è d'uopo    definire   secondo una procedura comunitaria, un
modello armonizzato per il certificatozootecnico d'origine e d'identificazione;
 considerando che il nome dell'animale è un elemento essenziale per la sua
 identificazione; che il cambiamento di nome effettuato su richiesta del nuovo
proprietario rende molto spesso impossìbile ricercare la filiazione
dell'animale e seguirne la carriera; che è necessario, segnatamente per prevenire
pratiche.sleali, armonizzare le disposizioni concernenti il nome degli equini;
considerando che è necessario disporre che le importazioni di equini
provenienti da paesi terzi non possano essere effettuate a condizioni meno
severe di quelle applicate nella Comunità;
considerando che è opportuno adottare .provvedimenti di attuazione in taluni settori
di carattere tecnico; che, per . l'adozione di tali provvedimenti, si deve
predisporre una procedura che instauri una cooperazione stretta ed efficace tra gli Stati
membri e la Commissione in seno al comitato zootecnico permanente,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                       CAPITOLO I
                                 DISPOSIZIONI GENERALI
                                       Articolo 1
1. Il presente regolamento definisce le norme zootecniche e genealogiche che
    disciplinano     gli scambi intracomunitari di equini nonché di sperma, ovuli
    e embrioni di equini.
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2. Fino all'entrata in vigore delle disposizioni comunitarie in materia, le norme di
    polizia sanitaria relative agli scambi intracomuniteri di equini, nonché di sperma,
    ovuli e embrioni di equini       sono di pertinenza del diritto interno degli Stati
     membri,   fatte salve le regole generali del trattato.
                                           Articolo 2
Ai sensi del presente regolamento, si intende per:
(a)    equino: l'animale domestico della specie equina o asinina o l'animale risultante
       dall'incrocio delle specie suddette;
(b)    equino registrato: l'equino, di razza pura o non di razza pura, i cui genitori
       siano iscritti in un libro genealogico e vi sia esso stesso iscritto oppure
       registrato e sia idoneo ad essere iscritto in un libro genealogico;
(e)    equino registrato riproduttore: l'equino registrato, di sesso maschile o
       femminile, destinato alla riproduzione;
(d)    libro genealogico: il libro, il registro, lo schedario o il supporto informatico:
       - tenuto da un'organizzazione o da un'associazione ufficialmente riconosciuta da
         almeno uno degli Stati membri o da un servizio ufficiale di uno Stato membro,
         e,
       - in cui siano iscritti o registrati gli equini, con l'indicazione di tutti i loro
         ascendenti noti.
(e)    certificato zootecnico di origine e di identificazione : il certificato di cui
       all'articolo 8, redatto dall'organizzazione o associazione ufficialmente
       riconosciuta o dal servizio ufficiale nel quale figurino in particolare, a seconda
       dei casi,l'identità e l'origine dell'equino registrato, la sua iscrizione in un
       libro genealogico o i dati analoghi relativi ad equini registrati da   cui sono
       derivati lo sperma, gli ovuli o gli embrioni.
                                           Articolo 3
 . Gli scambi intracomunitari dì equini, nonché dello sperma, degli ovuli e degli
   embrioni degli stessi, non possono essere vietati o limitati per motivi zootecnici o
   genealogici.
   Tuttavia, per quanto riguarda gli scambi intracomunitari di equini registrati e di
   sperma, ovuli ed embrioni degli stessi, gli Stati membri possono mantenere
    in vigore le disposizioni interne conformi alle norme generali del
   trattato,fino all'entrata in vigore delle decisioni comunitarie in materia, citate
   negli articoli 4, 7 e 8.
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                                    CAPITOLO II
               NORME GENEALOGICHE RELATIVE AGLI EQUINI REGISTRATI
                                    Articolo A
La Commissione stabilisce,    secondo       la procedura di cui all'articolo 11:
(a)   i criteri di identificazione degli equini registrati,
(b)   i criteri di riconoscimento delle organizzazioni e associazioni che
      tengono o istituiscono libri genealogici,
(e)   i criteri di iscrizione e di registrazione nei libri genealogici.
                                   Articolo 5
Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri gli estremi dei
riconoscimenti  concessi  alle organizzazioni e associazioni che tengono o
istituiscono libri genealogici e che rispondono ai criteri   stabiliti
a-norma dell'articolo 4, lettera b).
                                   Articolo 6
1. In caso di sambi ìntracomunitari, gli equini registrati nello Stato membro
   speditore devono essere registrati o iscritti con lo stesso nome dello
   Stato membro destinatario.
2. Se lo statuto delle organizzazioni o associazioni lo autorizza, potrà
   essere utilizzato il nome di un finanziatore, anche provvisorio, a
   condizione che il nome originario segua sempre, in parentesi, il nuovo nome
   per tutta la vita dell'equino e che sia indicato.il suo paese di nascita.
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                                                        CAPITOLO 3
                    NORME ZOOTECNICHE RELATIVE AGLI EQUINI REGISTRATI
                                                        Articolo 7
La Commissione s t a b i l i s c e ,           secondo             l a procedura di cui a l l ' a r t i c o l o 11:
(a)     i criteri generali per l'ammissione di equini registrati riproduttori
        alla monta pubblica;
(b)     i metodi di controllo dell'attitudine degli equini registrati
        riproduttori;
(e)     i criteri di ammissione per l'utilizzazione dello sperma, degli ovuli o
        degli embrioni di equini registrati riproduttori.
                                                        Articolo 8
All'atto della commercializzazione,               g l i equini r e g i s t r a t i , nonché l o sperma, g l i
ovuli e g l i embrioni d e g l i s t e s s i , sono accompagnati da un c e r t i f i c a t o
zootecnico d ' o r i g i n e e d ' i d e n t i f i c a z i o n e conforme a un modello s t a b i l i t o d a l l a
Commissione      secondo           la          procedura di cui a l l ' a r t i c o l o 11.
                                                        CAPITOLO 4
                                              DISPOSIZIONI FINALI
                                                        Articolo 9
Fino all'entrata in vigore di una                          normativa          comunitaria in materia, le
condizioni applicabili alle importazioni                           da paesi         terzi di
equini, nonché di sperma, ovuli e embrioni degli stessi, non devono essere più
favorevoli di quelle che disciplinano gli scambi intracomunitari.
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                                              A r t i c o l o 10
 La Commissione è a s s i s t i t a dal comitato zootecnico p e r m a n e n t e ,  istituito
con d e c i s i o n e 77/505/CEE del Consiglio (1), denominato in appresso " c o m i t a t o " .
                                              A r t i c o l o 11
 Ove si ricorra alla procedura di cui al presente articolo, si applicano le
 disposizioni che seguono.
 Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
misure da adottare.
Entro un termine che i l p r e s i d e n t e può f i s s a r e in  funzione
dell'urgenza d e l l a questione in esame, i l comitato emette un parere sul progetto
 eventualmente procedendo a votazione.
 Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto
di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal
 comitato.         Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
                                              Articolo 12
 Il presente regolamento entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
 applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,                                                Per il Consiglio
 (1) GU n. L 206, del 12.08.1977, pag. 11
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                                       Proposta di
                             REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
       relativo agli scambi intracomunitari di equini destinati a concorsi
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ* EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che,  gli equini figurano in quanto animali vivi nell'elenco di
prodotti contenuto nell'allegato II del trattato;
considerando che, per favorire uno sviluppo razionale della produzione di
equini e l'aumento della produttività del settore, occorre stabilire a livello
comunitario, delle norme in materia di scambi intracomunitari di equini
destinati a concorsi;
considerando che l'allevamento dei cavalli, e in particolare dei cavalli da
corsa, rientra generalmente nell'ambito delle attività agrìcole; che esso
costituisce una fonte di reddito per una parte della popolazione agricola;
considerando che nella Comunità esistono disparità tra le norme che disciplinano i concorsi;
che tali disparità costituiscono un ostacolo per gli scambi intracomunitari;
considerando che, per eliminare queste disparità e favorire l'incremento delle
produttività dell'agricoltura nel settore considerato, e necessario liberalizzare
gli scambi intracomunitari;
considerando che è opportuno adottare le misure dì attuazione      in taluni
                                     e
settori di carattere tecnico; che,      necessario, per l'adozione di tali misure
definire una procedura      che instauri una cooperazione stretta ed efficace fra gli
Stati membri e la Commissione in seno al comitato zootecnico permanente,
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   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                       Articolo 1
   Il presente regolamento concerne gli scambi intracomunitari di equini
   destinati a concorsi.
                                                       Articolo 2
  Ai fini del presente regolamento, sono applicabili,                            le definizioni contenute
  nell'allegato 2 del regolamento (CEE) n.                                       del Consiglio (relativo alle
  norme zootecniche e genealogiche per gli scambi intracomunitari di equini) (1);
   inoltre, si intende per concorso:
  concorso: qualsiasi competizione ippica, in particolare le corse, le prove, le gare
  di
      salto degli ostacoli (jumping), il dressage e il tiro.
                                                       Articolo 3
  1. Le norme dei concorsi              non devono contenere                discriminazioni fra           equini
      registrati nello Stato membro in cui è organizzato il concorso ed                                   equini
      registrati in un altro Stato membro.
  2. Le norme dei concorsi non devono contenere                             discriminazioni tra           equini
      originari dello Stato membro in cui è organizzato il concorso ed                                   equini
      originari di un altro Stato membro.
                                                       Articolo 4
  1. Il disposto dell'articolo 3 concerne, in particolare:
      a) i c r i t e r i e i n p a r t i c o l a r e i l i m i t i , minimi o massimi, per l'iscrizione al concorso,
      b) la valutazione durante il concorso,
      r) gli eventuali guadagni o proventi                          dal concorso
  2. Nel rispetto delle norme generali del trattato, il disposto dell'articolo 3
      lascia tuttavia impregiudicata la facoltà d'istituire concorsi :
      a) riservati agli equini iscritti in un libro genealogico, ai fini di un
         miglioramento della razza,
      b) regionali, a fini di selezione degli equini.
  Lo Stato membro che intende                  valersi di tali facoltà, informa
  ^>rovsntivamente la Commissione                   in proposito.
H ) GU n. L
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   3. Le modalità di applicazione del presente articolo, in particolare le
       norme      cui devono rispondere i concorsi previsti al paragrafo 2, sono
      stabilite secondo la procedura indicata all'articolo              7.
                                         Articolo 5
   1. In attesa delle decisioni da adottare a norma dell'articolo 4 del
      regolamento (CEE) n.       /    del Consiglio,   nell'ipotesi in cui            venga
      negata     l'iscrizione a un concorso di un equino registrato in uno Stato
      membro, i motivi del diniego devono essere comunicati per iscritto al
      proprietario o al suo mandatario.
   2. Nell'ipotesi contemplata dal paragrafo 1, il proprietario o il suo
      mandatario ha il diritto di ottenere il parere di un esperto. Quest'ultimo
      deve essere cittadino di uno Stato membro diverso sia da quello in cui ha
      luogo il concorso, sia da quello d'origine dell'equino registrato.
   3. La Commissione stabilisce,      secondo   la     procedura di cui
      all'artìcolo 6, l'elenco degli esperti e le modalità di applicazione del
      presente artìcolo.
                                         Articolo 6
  La Commissione è assistita dal comitato zootecnico permanente, istituito con
  decisione 77/505/CEE del Consiglio (1), denominato in appresso "comitato".
                                         Articolo 7
  Ove si debba seguire la procedura di cui al presente a r t ì c o l o , s i applicano l e
  disposizioni    seguenti.
  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
  misure da adottare.
  Entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della
  questione in esame, il comitato emette il suo parere sul progetto eventualmente
  procedendo a votazione.
(1) GU n. L 206 del 12.8.1977, pag. 11
 ---pagebreak---                                      - 32 -
Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto
di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal
comitato.  Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
                                   Articolo 8
IL presente regolamento entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,                               Per il Consiglio
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                              FICHE D'IMPACT SUR LA COMPETITIVITE ET L'EMPLOI
            I.    Quelle est la justification principale de la mesure ?
                   L'objectif de ces propositions de règlement du Consei I est de fixer au niveau
                   communautaire des règles sanitai.res zootechniques et généalogiques lors de la
                   commercialisation des équides dans la Communauté. Elles prévoient également
l'élimination      des dis.par.ites relatives aux règles des. concours.
                 Laractenstiques des entreprises concernées. En particulier :
                 (a)   Y a-t-il un grand nombre de PME ?
                                          Activité agricole
                 (b)   Note-t-on des concentrations dans des régions
                       i. éligibles aux aides régionales des Etats membres ?
                                          Néant
                      ii. éligibles au Feder ?
                                          Néant
            III. Quelles sont les obligations imposées directement aux entreprises ?
                                          Néant
            IV. Quelles sont les obligations suceptibles d'être imposées •indirectement
                 aux entreprises via les autorités locales ?
                                           Réglementation sanitaire
            V.   Y a-t-il des mesures spéciales pour les PME ?                Lequelles ?
                                           Néant
             VI. Quel est l'effet prévisible
                  a)  sur la compétitivité des entreprises ?
                                           Néant
                  b)   sur l'emploi ?
                                           Néant
             VII. Les partenaires sociaux ont-ils été consultés                Quels sont leurs
                   avis ?
                                           Néant
 ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                  .34-
                                                                       ISSN 0254-1505
                                                                COM(89) 503 def.
                                                             DOCUMENTI
 IT                                                                               03
                                           N. di catalogo : CB-CO-89-475-IT-C
                                                              ISBN 92-77-53908-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo