CELEX: 62016TN0193
Language: it
Date: 2016-04-22 00:00:00
Title: Causa T-193/16: Ricorso proposto il 22 aprile 2016 – NG/Consiglio europeo

27.6.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 232/26
            
         Ricorso proposto il 22 aprile 2016 – NG/Consiglio europeo
   (Causa T-193/16)
   (2016/C 232/34)
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: NG (Isola di Lesbo, Grecia) (rappresentante: B. Burns, solicitor)
   
      Convenuto: Consiglio europeo
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare l’accordo tra il Consiglio europeo e la Turchia del 18 marzo 2016, denominato «dichiarazione EU-Turchia, 18 marzo 2016»;
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce cinque motivi.
   
               1.
            
            
               Primo motivo, vertente sul fatto che l’accordo tra il Consiglio europeo e la Turchia del 18 marzo 2016, denominato «dichiarazione EU-Turchia, 18 marzo 2016», sarebbe incompatibile con i diritti fondamentali dell’UE, in particolare con gli articoli 1, 18 e 19 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
            
         
               2.
            
            
               Secondo motivo, vertente sul rilievo che la Turchia non sarebbe un paese terzo sicuro a norma dell’articolo 36 della direttiva 2005/85/CE del Consiglio, del 1o dicembre 2005, recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato (GU 2005, L 326, pag. 13).
            
         
               3.
            
            
               Terzo motivo, vertente sul fatto che la direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell’accoglienza degli stessi (GU 2001, L 212, pag. 12) avrebbe dovuto essere attuata.
            
         
               4.
            
            
               Quarto motivo, vertente sul fatto che l’accordo contestato sarebbe in realtà un trattato vincolante o un «atto» avente effetti giuridici per il ricorrente e che l’inosservanza dell’articolo 218 TFUE e/o dell’articolo 78, paragrafo 3, TFUE, congiuntamente o separatamente, rende l’accordo contestato invalido.
            
         
               5.
            
            
               Quinto motivo, vertente sulla violazione del divieto di espulsioni collettive di cui all’articolo 19, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.