CELEX: 52003PC0357
Language: it
Date: 2003-06-10
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo a talune specifiche restrizioni alle relazioni economiche e finanziarie con l'Iraq e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 2465/1996

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52003PC0357

Proposta di regolamento del Consiglio relativo a talune specifiche restrizioni alle relazioni economiche e finanziarie con l'Iraq e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 2465/1996  /* COM/2003/0357 def. */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo a talune specifiche restrizioni alle relazioni economiche e finanziarie con l'Iraq e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 2465/1996(presentata dalla Commissione)RELAZIONE(1) Con la risoluzione 1483 (2003) del 22 maggio 2003 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso che le sanzioni commerciali generali imposte in conformità alla risoluzione 661 (1990) e alle risoluzioni successive devono essere abrogate e sostituite da talune restrizioni specifiche.(2) Le restrizioni restanti comprendono il divieto di esportare verso l'Iraq armi e materiale connesso, che può essere attuato sulla base del regolamento (CE) n. 1334/2000 e della legislazione degli Stati membri relativa alle esportazioni di armi, restrizioni all'importazione dall'Iraq di petrolio, prodotti petroliferi e gas naturale e il divieto di commercializzazione o trasferimento del patrimonio culturale iracheno. Inoltre, la risoluzione prevede il congelamento dei fondi e delle risorse economiche degli alti funzionari dell'ex regime iracheno, nonché dei fondi e delle risorse economiche esteri del governo iracheno. Il regolamento proposto è inteso ad attuare tali restrizioni.(3) Per quanto riguarda i beni che fanno parte del patrimonio culturale iracheno, la risoluzione sollecita gli Stati a prendere le misure necessarie per facilitarne la sicura restituzione alle competenti istituzioni irachene. Le disposizioni del regolamento proposto integrano quelle del regolamento (CEE) n. 3911/1992, il quale fornisce la base per una politica volta a subordinare l'esportazione di beni culturali alla presentazione di licenze di esportazione e si applica soltanto al territorio doganale della Comunità. Occorre inoltre notare che la direttiva 93/7/CEE stabilisce una procedura per la restituzione dei beni culturali che gli Stati membri hanno classificato come beni del patrimonio nazionale aventi un valore artistico, storico o archeologico. Tuttavia, tale procedura è applicabile soltanto tra Stati membri e riguarda beni illecitamente usciti dal territorio di uno Stato membro. Il regolamento proposto non riguarda la questione delle procedure che devono essere seguite da uno Stato membro ai fini della legittima restituzione dei beni culturali all'Iraq.(4) La risoluzione presenta il congelamento dei fondi e delle risorse economiche come la prima fase di un processo che porta al trasferimento dei fondi e delle risorse economiche al Fondo di sviluppo per l'Iraq recentemente istituito. Il regolamento proposto non riguarda la questione delle procedure che devono essere seguite da uno Stato membro ai fini del legittimo trasferimento dei fondi e delle risorse economiche a tale Fondo.(5) Infine, il regolamento proposto impone talune restrizioni provvisorie al diritto dei creditori di far valere i loro crediti nei confronti dell'Iraq, in quanto prevede che il petrolio, i prodotti petroliferi e il gas naturale esportati dall'Iraq, i pagamenti relativi a tali beni, il Fondo di sviluppo per l'Iraq e i fondi e le risorse economiche congelati in conformità al regolamento stesso siano esenti da procedimenti legali, sequestro, sequestro conservativo presso terzi e esecuzione.Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo a talune specifiche restrizioni alle relazioni economiche e finanziarie con l'Iraq e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 2465/1996IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 60 e 301,vista la posizione comune 2003/.../PESC relativa all'Iraq e recante abrogazione delle posizioni comuni 1996/741/PESC e 2002/599/PESC [1],[1]  GU L del , pag. .vista la proposta della Commissione [2],[2]  GU C del , pag. .considerando quanto segue:(1) A seguito della risoluzione 661 (1990) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle successive risoluzioni pertinenti, in particolare la risoluzione 986 (1995), il Consiglio ha imposto un embargo generale sul commercio con l'Iraq. Tale embargo è attualmente oggetto del regolamento (CE) n. 2465/96 del Consiglio del 17 dicembre 1996 relativo all'interruzione delle relazioni economiche e finanziarie tra la Comunità europea e l'Iraq  [3], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 208/2003 della Commissione  [4].[3]  GU L 337 del 27.12.1996, pag. 1.[4]  GU L 28 del 4.2.2003, pag. 26.(2) Con la risoluzione 1483 (2003) del 22 maggio 2003 il Consiglio di sicurezza ha deciso che, salvo alcune eccezioni, tutti i divieti relativi al commercio con l'Iraq e alla messa a disposizione dell'Iraq di risorse finanziarie o economiche non sono più applicabili.(3) Fatta eccezione per il divieto di esportare verso l'Iraq armi e materiale connesso, la risoluzione prevede che le restrizioni generali relative al commercio siano abrogate e sostituite da restrizioni specifiche relative alle importazioni dall'Iraq di petrolio, prodotti petroliferi e gas naturale e al commercio dei beni appartenenti al patrimonio culturale iracheno.(4) La risoluzione stabilisce inoltre che è opportuno congelare alcuni fondi e risorse economiche, in particolare quelli appartenenti all'ex presidente iracheno Saddam Hussein e agli alti funzionari del suo regime, secondo la designazione del comitato del Consiglio di sicurezza istituito ai sensi del paragrafo 6 della risoluzione 661 (1990).(5) La risoluzione stabilisce che il petrolio, i prodotti petroliferi e il gas naturale esportati dall'Iraq, nonché i pagamenti relativi a tali beni, devono essere esenti da procedimenti legali, sequestro, sequestro conservativo presso terzi e esecuzione da parte di quanti vantano diritti nei confronti dell'Iraq. Questa misura provvisoria è necessaria per promuovere la ricostruzione economica dell'Iraq e la ristrutturazione del suo debito, e contribuire in tal modo, nell'interesse generale della comunità internazionale e in particolare della Comunità e dei suoi Stati membri, ad eliminare la minaccia che l'attuale situazione irachena rappresenta per la pace e la sicurezza internazionale.(6) La posizione comune 2003/.../PESC prevede una modificazione dell'attuale regime comunitario ai fini del suo adeguamento alla risoluzione 1483 (2003).(7) Queste misure rientrano nel campo d'applicazione del trattato e pertanto, in particolare al fine di evitare distorsioni di concorrenza, occorre una normativa comunitaria per attuare le pertinenti decisioni del Consiglio di sicurezza per quanto riguarda il territorio della Comunità. Ai fini del presente regolamento, per territorio della Comunità si intendono i territori degli Stati membri cui si applica il trattato, alle condizioni ivi precisate.(8) Per assicurare la massima certezza del diritto nell'ambito della Comunità, è opportuno pubblicare i nomi e gli altri dati pertinenti relativi alle persone fisiche o giuridiche, ai gruppi o alle entità identificati dalle autorità delle Nazioni Unite i fondi e le risorse economiche dei quali devono essere congelati e occorre istituire nell'ambito della Comunità una procedura per modificare tali elenchi.(9) Per ragioni di opportunità, la Commissione dovrebbe essere autorizzata a modificare gli allegati del presente regolamento nei quali figurano gli elenchi delle persone, degli organismi e delle entità i cui fondi e le cui risorse economiche devono essere congelati, nonché l'elenco delle autorità competenti.(10) Le autorità competenti degli Stati membri dovrebbero essere autorizzate, all'occorrenza, a far rispettare le disposizioni del presente regolamento.(11) La Commissione e gli Stati membri dovrebbero informarsi reciprocamente delle misure prese nel quadro del presente regolamento e scambiarsi le altre informazioni pertinenti di cui dispongono in relazione al presente regolamento, e dovrebbero collaborare con il comitato istituito dalla risoluzione 661 (1990), in particolare fornendogli informazioni.(12) Gli Stati membri dovrebbero fissare norme relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e garantirne l'attuazione. Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.(13) Dato che le misure commerciali generali del regolamento (CE) n. 2465/1996 vengono sostituite dalle restrizioni commerciali specifiche previste dal presente regolamento e quest'ultimo impone misure di congelamento che richiedono un'immediata applicazione da parte degli operatori economici, occorre far sì che le sanzioni per le violazioni del presente regolamento possano essere imposte non appena esso entra in vigore.(14) A fini di chiarezza è opportuno che il regolamento (CE) n. 2465/1996 venga abrogato nella sua totalità. Le restrizioni commerciali non mantenute dal presente regolamento dovrebbero cessare di essere applicabili con effetto dal 23 maggio 2003,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Ai fini del presente regolamento valgono le seguenti definizioni:(1) per "comitato per le sanzioni" si intende il comitato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite istituito ai sensi del paragrafo 6 della risoluzione 661 (1990);(2). per "fondi" si intendono:(a) le disponibilità finanziarie e i proventi economici di qualsiasi tipo, compresi tra l'altro contanti, assegni, crediti monetari, tratte, ordini di pagamento e altri strumenti di pagamento;(b) i depositi presso istituti finanziari o altri enti, i saldi di conti, i debiti e i titoli di debito;(c) titoli negoziati a livello pubblico e privato e titoli di credito, compresi titoli e azioni, certificati di titoli, obbligazioni, pagherò, mandati di pagamento, contratti derivativi;(d) gli interessi, i dividendi o altri redditi da capitale o ratei attivi; i crediti, i diritti di compensazione, le garanzie, le fideiussioni o altri impegni finanziari;(e) le lettere di credito, le polizze di carico, gli atti di cessione;(f) i documenti comprovanti partecipazioni in fondi o risorse finanziarie;(g) qualsiasi altro strumento di finanziamento all'esportazione;(3) per "risorse economiche" si intendono le disponibilità di qualsiasi tipo, tangibili o intangibili, mobili o immobili, che non siano fondi ma che possano essere utilizzate per ottenere fondi, beni o servizi;(4) per "congelamento dei fondi" si intende il blocco preventivo di qualsiasi movimento, trasferimento, alterazione, utilizzo o operazione attinente ai fondi, che possa portare in qualsiasi modo a modificarne il volume, l'ammontare, la collocazione, la proprietà, il possesso, la natura, la destinazione o qualsiasi altro cambiamento che permetta l'utilizzo dei fondi, compresa la gestione di portafoglio;(5) per "congelamento delle risorse economiche" si intende il blocco preventivo della loro utilizzazione al fine di ottenere fondi, beni o servizi in qualsiasi modo, compresi tra l'altro la vendita, l'affitto e le ipoteche.Articolo 2È vietato quanto segue:(1) l'introduzione nel territorio della Comunità di petrolio, prodotti petroliferi e gas naturale originari dell'Iraq, quali elencati nell'allegato I, se i pagamenti relativi a tali prodotti non sono depositati nel Fondo di sviluppo per l'Iraq detenuto dalla Banca centrale irachena;(2) l'introduzione nel territorio della Comunità di beni culturali provenienti dall'Iraq, quali elencati nell'allegato II, di qualsiasi origine, o di beni culturali appartenenti al patrimonio culturale dell'Iraq, quali elencati nell'allegato II, quando non vi sono prove dell'esportazione di tali beni dall'Iraq prima del 2 agosto 1990, se(a) i beni costituiscono parte integrante delle collezioni pubbliche figuranti negli inventari dei musei, degli archivi e dei fondi di conservazione delle biblioteche iracheni, o degli inventari delle istituzioni ecclesiastiche irachene, o(b) si può ragionevolmente sospettare che i beni siano usciti dall'Iraq senza il consenso del legittimo proprietario o in violazione delle disposizioni legislative e regolamentari irachene;(3) l'esportazione o l'uscita dal territorio della Comunità di beni culturali appartenenti al patrimonio culturale dell'Iraq o provenienti dall'Iraq, quali elencati nell'allegato II, se(a) i beni costituiscono parte integrante delle collezioni pubbliche figuranti negli inventari dei musei, degli archivi e dei fondi di conservazione delle biblioteche iracheni, o degli inventari delle istituzioni ecclesiastiche irachene, o(b) si può ragionevolmente sospettare che i beni siano usciti dall'Iraq senza il consenso del legittimo proprietario o in violazione delle disposizioni legislative e regolamentari irachene.Tale divieto non si applica se viene dimostrato che(a) i beni culturali sono stati esportati dall'Iraq prima del 2 agosto 1990, o(b) i beni culturali vengono restituiti al legittimo proprietario in Iraq.Articolo 31. Tutti i fondi e le risorse economiche situati fuori dell'Iraq il 22 maggio 2003 o dopo tale data e appartenenti alla Repubblica dell'Iraq, o ad organismi, aziende, comprese società di diritto privato con partecipazione maggioritaria delle autorità pubbliche, e agenzie statali di tale Repubblica identificati dal comitato per le sanzioni ed elencati nell'allegato III, sono congelati.2. Sono congelati tutti i fondi e le risorse economiche di proprietà o in possesso delle seguenti persone, identificate dal comitato per le sanzioni ed elencate nell'allegato IV:(a) ex presidente Saddam Hussein,(b) alti funzionari del suo regime,(c) persone loro legate da stretti vincoli di parentela, o(d) persone giuridiche, organismi o entità posseduti o controllati dalle suddette persone fisiche o da qualsiasi altra persona fisica o giuridica che agisce per loro conto o sotto la loro direzione.3. È vietato mettere direttamente o indirettamente fondi a disposizione di persone fisiche o giuridiche, organismi o entità figuranti nell'allegato IV, o destinarli a loro vantaggio.4. È vietato mettere direttamente o indirettamente risorse economiche a disposizione di persone fisiche o giuridiche, organismi o entità figuranti nell'allegato IV, o destinarle a loro vantaggio, in modo da consentire che la persona, l'organismo o l'entità in questione possa ottenere fondi, beni o servizi.Articolo 41. Fatta salva la legislazione applicabile in materia di confisca ed esproprio, i tribunali e le autorità competenti degli Stati membri possono disporre il trasferimento di fondi, risorse economiche e proventi di risorse economiche congelati a norma dell'articolo 3 al Fondo di sviluppo per l'Iraq detenuto dalla Banca centrale irachena.2. Il presente regolamento non limita la validità e l'uso delle garanzie e delle lettere di credito emesse da banche irachene rispondenti alle condizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, su richiesta di loro clienti, ai fini del pagamento di beni o servizi che i clienti in questione hanno ordinato nella Comunità. Esso non richiede il congelamento di un trasferimento di fondi ad un beneficiario nella Comunità da parte o per il tramite di una banca irachena rispondente alle condizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, se detto trasferimento costituisce un pagamento di beni e servizi ordinati da clienti di tale banca.Articolo 51. È vietato partecipare, consapevolmente e deliberatamente, ad attività aventi l'obiettivo o il risultato, diretto o indiretto, di aggirare l'articolo 3 o di promuovere le operazioni di cui all'articolo 2.2. Qualsiasi informazione in base alla quale le disposizioni del presente regolamento sono o sono state aggirate deve essere comunicata alle autorità competenti degli Stati membri, quali elencate nell'allegato V, e, direttamente o attraverso dette autorità, alla Commissione.Articolo 61. Fatte salve le norme applicabili in materia di relazioni, riservatezza e segreto professionale e le disposizioni dell'articolo 284 del trattato, le persone fisiche e giuridiche, le entità e gli organismi sono tenuti a:(a) fornire immediatamente qualsiasi informazione atta a facilitare il rispetto del presente regolamento, quali i dati relativi ai conti e agli importi congelati a norma dell'articolo 3, alle autorità competenti degli Stati membri in cui risiedono o sono situati, elencate nell'allegato V, e, direttamente o attraverso dette autorità, alla Commissione;(b) collaborare con le autorità competenti elencate nell'allegato V per qualsiasi verifica di tali informazioni.2. Tutte le informazioni fornite o ricevute a norma del presente articolo sono usate unicamente per i fini per i quali sono state fornite o ricevute.3. Tutte le informazioni supplementari ricevute direttamente dalla Commissione sono messe a disposizione delle autorità competenti degli Stati membri interessati.Articolo 7Il congelamento di fondi e risorse economiche effettuato ritenendo in buona fede che tale azione sia conforme al presente regolamento non comporta alcun genere di responsabilità per la persona fisica o giuridica, il gruppo o l'entità che lo attua, né per i suoi direttori o dipendenti, a meno che si dimostri che i fondi e le risorse economiche sono stati congelati in seguito a negligenza.Articolo 81. Fatto salvo il diritto di adire vie legali spettante alle persone che vantano diritti nei confronti della Repubblica dell'Iraq, compresi i suoi organismi pubblici, le aziende, di diritto pubblico o privato, di proprietà dello Stato e le sue agenzie, i beni sotto indicati sono immuni da procedimenti legali e non sono soggetti ad alcuna forma di sequestro, sequestro conservativo presso terzi o esecuzione:(a) petrolio, prodotti petroliferi e gas naturale originari dell'Iraq, finché il diritto di proprietà su tali beni non viene trasferito ad un acquirente;(b) proventi e obbligazioni derivanti dalla vendita di petrolio, prodotti petroliferi e gas naturale originari dell'Iraq, compresi i pagamenti relativi a tali beni depositati nel Fondo di sviluppo per l'Iraq detenuto dalla Banca centrale irachena;(c) fondi e risorse economiche congelati a norma dell'articolo 3;(d) il Fondo di sviluppo per l'Iraq detenuto dalla Banca centrale irachena.2. In deroga al paragrafo 1, i proventi e le obbligazioni derivanti dalla vendita di petrolio, prodotti petroliferi e gas naturale originari dell'Iraq e il Fondo di sviluppo per l'Iraq non sono immuni da reclami avanzati sulla base della responsabilità dell'Iraq per danni connessi a eventuali incidenti ecologici verificatisi dopo il 22 maggio 2003.Articolo 9La Commissione è autorizzata:(a) a modificare o integrare gli allegati III e IV sulla base delle conclusioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o del comitato per le sanzioni, e(b) a modificare l'allegato V sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri.Articolo 10Fatti salvi i diritti e gli obblighi degli Stati membri sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, la Commissione mantiene tutti i contatti necessari con il comitato per le sanzioni ai fini dell'effettiva attuazione del presente regolamento.Articolo 11La Commissione e gli Stati membri si informano reciprocamente e immediatamente delle eventuali misure adottate a norma del presente regolamento. Essi si scambiano le informazioni pertinenti di cui dispongono in relazione al presente regolamento, in particolare quelle ricevute a norma dell'articolo 6 e quelle relative a violazioni delle disposizioni del presente regolamento, a problemi di applicazione delle norme o a sentenze pronunciate dai tribunali nazionali.Articolo 12Il presente regolamento si applica a prescindere dagli eventuali diritti conferiti o obblighi imposti da qualsiasi accordo internazionale firmato o contratto stipulato o licenza o permesso concessi prima dell'entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 131. Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e prendono tutte le misure necessarie per garantirne l'attuazione. Le sanzioni previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri comunicano tali norme alla Commissione al più tardi il 30 luglio 2003 e la informano senza indugio di ogni eventuale successiva modificazione delle stesse.2. In attesa che sia adottata la legislazione necessaria a tal fine, le sanzioni da imporre sono quelle stabilite dagli Stati membri ai fini dell'attuazione dell'articolo 7, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2465/1996.3. Ciascuno Stato membro è responsabile dell'avvio di procedimenti nei confronti di qualsiasi persona fisica o giuridica, gruppo o entità sotto la sua giurisdizione, in caso di violazione di una qualsiasi delle misure restrittive stabilite dal presente regolamento da parte di tali persone, gruppi o entità.Articolo 14Il presente regolamento si applica(a) nel territorio della Comunità, compreso il suo spazio aereo,(b) a bordo di tutti gli aeromobili e di tutti i natanti sotto la giurisdizione di uno Stato membro,(c) a tutti i cittadini di uno Stato membro che si trovano altrove,(d) a tutte le persone giuridiche, i gruppi o le entità registrati o costituiti conformemente alla legislazione di uno Stato membro,(e) a tutte le persone giuridiche, i gruppi o le entità operanti all'interno della Comunità.Articolo 15Il regolamento (CE) n. 2465/1996 è abrogato.Articolo 161. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.2. Fatta eccezione per gli articoli 3 e 4, esso si applica a decorrere dal 23 maggio 2003.3. L'articolo 8 si applica fino al 31 dicembre 2007.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IElenco dei beni di cui all'articolo 2, punto 1Codice NC  //  Designazione dei prodotti2709 00  //  Oli greggi di petrolio o di minerali bituminosi2710  //  Oli di petrolio o di minerali bituminosi, diversi dagli oli greggi; preparazioni non nominate né comprese altrove, contenenti, in peso, 70 % o più di oli di petrolio o di minerali bituminosi e delle quali tali oli costituiscono il componente base2711  //  Gas di petrolio ed altri idrocarburi gassosi2712 10  //  Vaselina2712 20 00  //  Paraffina contenente, in peso, meno di 0,75 % di olioex 2712 90  //  "Slack wax", "scale wax"2713  //  Coke di petrolio, bitume di petrolio ed altri residui degli oli di petrolio o di minerali bituminosi2714  //  Bitumi ed asfalti, naturali; scisti e sabbie bituminosi; asfaltiti e rocce asfaltiche2715 00 00  //  Miscele bituminose a base di asfalto o di bitume naturali, di bitume di petrolio, di catrame minerale o di pece di catrame minerale (per esempio: mastici bituminosi, «cut-backs»)2901  //  Idrocarburi aciclici2902 11 00  //  Cicloesano2902 20 00  //  Benzene2902 30 00  //  Toluene2902 41 00  //  o-Xilene2902 42 00  //  m-Xilene2902 43 00  //  p-Xilene2902 44  //  Miscele di isomeri dello xilene2902 50 00  //  Stirene2902 60 00  //  Etilbenzene2902 70 00  //  Cumene2905 11 00  //  Metanolo (alcole metilico)3403 19 10  //  Preparazioni lubrificanti (compresi gli oli da taglio, le preparazioni per eliminare il grippaggio dei dadi, le preparazioni antiruggine o anticorrosione e le preparazioni per la sformatura, a base di lubrificanti) e preparazioni contenenti come costituenti di base 70 % o più, in peso, di oli di petrolio o di minerali bituminosi, non considerati come costituenti di base3811 21 00  //  Additivi per oli lubrificanti contenenti oli di petrolio o di minerali bituminosi3824 90 10  //  Solfonati di petrolio, esclusi i solfonati di petrolio di metalli alcalini, d'ammonio o d'etanolammine; acidi solfonici di oli di minerali bituminosi, tiofenici, e loro saliALLEGATO IIElenco dei beni di cui all'articolo 2, punti 2 e 3>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIIElenco degli organismi, aziende e agenzie statali della Repubblica dell'Iraq, di cui all'articolo 3, paragrafo 1ALLEGATO IVElenco delle persone fisiche e giuridiche, degli organismi e delle entità associati al regime dell'ex presidente Saddam Hussein, di cui all'articolo 3, paragrafi 2, 3 e 4ALLEGATO VElenco delle autorità competenti di cui agli articoli 5 e 6(compilazione a cura degli Stati membri)BELGIODANIMARCAGERMANIAGRECIASPAGNAIRLANDAITALIALUSSEMBURGOPAESI BASSIAUSTRIAPORTOGALLOFINLANDIASVEZIAREGNO UNITOCOMUNITÀ EUROPEACommissione delle Comunità europeeDirezione generale delle Relazioni esterneDirezione PESCUnità A.2: Questioni giuridiche e istituzionali per le relazioni esterne; sanzioniCHAR 12/163B - 1049 Bruxelles/BrusselTel. 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