CELEX: 62021CN0423
Language: it
Date: 2021-07-12 00:00:00
Title: Causa C-423/21: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberster Gerichtshof (Austria) il 12 luglio 2021 — Grand Production d.o.o. / GO4YU GmbH e a.

18.10.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 422/3
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Oberster Gerichtshof (Austria) il 12 luglio 2021 — Grand Production d.o.o. / GO4YU GmbH e a.
      (Causa C-423/21)
      (2021/C 422/04)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Giudice del rinvio
      
      Oberster Gerichtshof
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Grand Production d.o.o.
      
         Resistenti: GO4YU GmbH, DH, GO4YU d.o.o., MTEL Austria GmbH
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  I.
               
               
                  Se la nozione di «comunicazione al pubblico» di cui all’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29/CE (1), debba essere interpretata nel senso che la realizza un gestore diretto (nel caso di specie non stabilito nell’Unione) di una piattaforma di streaming, il quale
                  
                              —
                           
                           
                              decide autonomamente in ordine al contenuto e all’oscuramento delle trasmissioni televisive dallo stesso diffuse, eseguendole dal punto di vista tecnico;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              dispone in esclusiva dei diritti di amministratore per la piattaforma di streaming;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              è in grado di incidere sulla determinazione dei programmi televisivi che possono essere ricevuti dall’utente finale tramite il servizio, ma non sul contenuto dei programmi;
                           
                        
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                              e rappresenta l’unico punto di controllo per stabilire quali programmi e contenuti possano essere visti in quale momento e su quali territori,
                           
                        qualora al riguardo, nello specifico,
                  
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                              all’utente venga fornito l’accesso non solo ai contenuti della trasmissione alla cui fruizione online i rispettivi titolari dei diritti abbiano acconsentito, ma anche a contenuti protetti rispetto ai quali non sussista un’analoga dichiarazione, e
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il gestore diretto della piattaforma di streaming sia a conoscenza del fatto che il proprio servizio consente anche la ricezione di contenuti protetti della trasmissione senza il consenso dei titolari dei diritti, dato che i clienti finali utilizzano servizi VPN, i quali simulano la presenza dell’indirizzo IP e del dispositivo del cliente finale in territori per i quali sussiste un consenso del titolare dei diritti, ma
                           
                        
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                              la ricezione di contenuti protetti della trasmissione era effettivamente possibile per diverse settimane tramite la piattaforma di streaming senza il consenso dei titolari dei diritti anche non avvalendosi di tunnel VPN.
                           
                        
            
                  II.
               
               
                  In caso di risposta affermativa alla prima questione:
                  Se la nozione di «comunicazione al pubblico» di cui all’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29/CE debba essere interpretata nel senso che essa si realizza anche ad opera di terzi (nel caso di specie, con sede nell’Unione) collegati con il gestore di una piattaforma descritto nella prima questione sul piano contrattuale e/o del diritto delle società, i quali, pur non esercitando alcuna influenza sugli oscuramenti o sui programmi e contenuti delle trasmissioni diffuse tramite la piattaforma di streaming,
                  
                              —
                           
                           
                              promuovono la piattaforma di streaming del gestore e i suoi servizi e/o
                           
                        
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                              sottoscrivono con i clienti abbonamenti di prova a cessazione automatica decorsi 15 giorni, e/o
                           
                        
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                              forniscono supporto ai clienti della piattaforma di streaming a titolo di assistenza clienti, e/o
                           
                        
                              —
                           
                           
                              offrono sulla loro pagina Internet abbonamenti a titolo oneroso per la piattaforma di streaming del gestore diretto e quindi operano quali controparti contrattuali dei clienti e destinatari dei pagamenti, per cui detti abbonamenti a pagamento vengono predisposti in maniera tale che venga fatto un esplicito riferimento all’indisponibilità di certi programmi solo nel caso in cui un cliente, all’atto della conclusione del contratto, dichiari espressamente la sua intenzione di vedere tali programmi, mentre, in assenza di pertinenti indicazioni o di specifica richiesta da parte del cliente, quest’ultimo non ne viene informato in anticipo.
                           
                        
            
                  III.
               
               
                  Se l’articolo 2, lettere a), ed e), nonché l’articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2001/29/CE, in combinato disposto con l’articolo 7, punto 2 del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351, pag. 1) debbano essere interpretati nel senso che, in caso di asserita violazione del diritto d’autore e dei diritti connessi, protetti dallo Stato membro del giudice adito, questo Collegio — dato che il principio di territorialità osta al potere di cognizione dei giudici nazionali in merito a violazioni commesse all’estero — sia competente a conoscere dei soli danni cagionati nel territorio dello Stato membro di detto giudice o se esso possa oppure debba pronunciarsi anche sulle azioni commesse, in base alla prospettazione dell’autore vittima della violazione, al di fuori di detto territorio (in tutto il mondo).
               
            
         (1)  Direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione (GU 2001, L 167, pag. 10).
      
         (2)  Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 2012, L 351, pag. 1).