CELEX: 51998PC0717
Language: it
Date: 1998-12-01
Title: Proposta di regolamento (CE, Euratom) del Consiglio relativo all'istituzione di un Ufficio europeo per le indagini contro le frodi

Avis juridique important

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51998PC0717

Proposta di regolamento (CE, Euratom) del Consiglio relativo all'istituzione di un Ufficio europeo per le indagini contro le frodi  /* COM/98/0717 def. - CNS 98/0329 */  

Gazzetta ufficiale n. C 021 del 26/01/1999 pag. 0010

Proposta di regolamento (CE, Euratom) del Consiglio relativo all'istituzione di un Ufficio europeo per le indagini contro le frodi (1999/C 21/06) COM(1998) 717 def. - 98/0329(CNS)(Presentata dalla Commissione il 4 dicembre 1998)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 235,visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 203,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere della Corte dei conti,(1) considerando che le istituzioni e gli Stati membri attribuiscono grande importanza alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità e alla lotta contro le frodi e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari comunitari; che l'importanza di una simile azione è confermata dall'articolo 209 A del trattato CE e all'articolo 183 A del trattato CEEA;(2) considerando che è necessario dispiegare tutti i mezzi disponibili per conseguire tali obiettivi, tenuto conto in particolare del compito di svolgere indagini conferito a livello comunitario, pur conservando la ripartizione e l'equilibrio delle responsabilità attualmente esistenti tra il livello nazionale e il livello comunitario;(3) considerando che la realizzazione di tali obiettivi deve essere effettiva, assicurando nel contempo l'autonomia necessaria per svolgere i compiti d'indagine; che, per potenziare i mezzi di lotta, è opportuno istituire un organismo dotato di autonomia giuridica, amministrativa e finanziaria sufficiente per consentirgli di esercitare in piena indipendenza compiti di controllo e di verifica in loco nell'ambito del diritto comunitario, nel rispetto delle responsabilità e competenze esercitate dalle istituzioni a norma dei trattati;(4) considerando che è quindi necessario istituire un organismo dotato di personalità giuridica, denominato «Ufficio europeo per le indagini contro le frodi» (in prosieguo: «l'Ufficio»), con il compito di svolgere indagini amministrative contro le frodi negli Stati membri e nelle istituzioni ed organismi istituiti dai trattati o in base ad essi;(5) considerando che, per potenziare l'efficacia della lotta contro le frodi e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari delle Comunità, è necessario che l'Ufficio assista la Commissione ed eventualmente le altre istituzioni od organismi istituiti dai trattati o dal diritto derivato; che, nell'ambito di una simile assistenza, è necessario che l'Ufficio possa svolgere indagini nel rispetto della responsabilità e del ruolo della Commissione nell'esecuzione del bilancio, nel controllo della corretta applicazione del diritto comunitario e nel coordinamento della lotta contro le frodi negli Stati membri, nonché della responsabilità della Corte dei conti nel controllo della legittimità e della regolarità delle entrate e delle uscite delle Comunità;(6) considerando che la Commissione deve avere la facoltà di affidare all'Ufficio il compito di effettuare o di partecipare a controlli e verifiche in loco negli Stati membri, in particolare per riscontrare irregolarità come previsto dal regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee (1) e dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell'11 novembre 1996 relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (2) oppure secondo le modalità previste dalle normative settoriali; che a tale scopo è opportuno disciplinare separatamente le condizioni e le modalità particolari di dette indagini, così da definire l'articolazione dei compiti e l'adeguato funzionamento della cooperazione tra la Commissione e l'Ufficio, in particolare al momento della preparazione delle indagini in collaborazione con gli Stati membri e dopo la loro chiusura;(7) considerando che, tenuto conto della necessità di potenziare le indagini interne nelle istituzioni od organismi istituiti dai trattati o dal diritto derivato, si deve conferire all'Ufficio l'autorità necessaria per svolgere tali indagini in piena autonomia;(8) considerando che è opportuno determinare le modalità secondo le quali gli agenti dell'Ufficio assolveranno al loro compito e il direttore eserciterà la sua responsabilità per quanto riguarda lo svolgimento delle indagini da parte degli agenti dell'Ufficio;(9) considerando che, per il successo della cooperazione tra la Commissione e l'Ufficio e tra l'Ufficio e gli Stati membri nonché con le istituzioni od organismi interessati, è necessario agevolare lo scambio d'informazioni nel rispetto del carattere riservato delle informazioni coperte dal segreto d'ufficio, provvedendo perché fruiscano della tutela prevista per i dati di questo tipo;(10) considerando che, per assicurare che si tenga conto dei risultati delle indagini svolte dagli agenti dell'Ufficio e per consentire alla Commissione di dare loro il necessario seguito, si deve prevedere che le relazioni riguardanti tali risultati possano costituire elementi di prova nei procedimenti amministrativi e giudiziari; che, a tale scopo, queste relazioni vanno redatte tenendo conto dei criteri di elaborazione delle relazioni amministrative nazionali;(11) considerando che l'Ufficio deve godere della massima autonomia per assolvere i suoi compiti; che il consiglio di amministrazione deve quindi comprendere, oltre a rappresentanti delle istituzioni direttamente incaricate di tutelare gli interessi finanziari delle Comunità, personalità indipendenti, esperte nel settore di competenza dell'Ufficio;(12) considerando che le indagini amministrative devono svolgersi sotto la responsabilità esclusiva del direttore dell'Ufficio, in completa autonomia rispetto alle istituzioni ed organismi comunitari e rispetto al consiglio di amministrazione;(13) considerando che affidare all'esterno il compito di svolgere indagini amministrative per tutelare gli interessi finanziari delle Comunità non può avere l'effetto di ridurre la tutela giuridica delle persone interessate, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei dati personali e il rispetto della riservatezza delle informazioni raccolte mediante tali indagini; che è quindi necessario prevedere la competenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, in particolare per controllare la legittimità degli atti dell'Ufficio e per pronunciarsi in caso di responsabilità extracontrattuale dell'Ufficio stesso; che si deve inoltre garantire ai funzionari e altri agenti delle Comunità una tutela giuridica equivalente a quella prevista dagli articoli 90 e 91 dello statuto dei funzionari delle Comunità europee dal regime applicabile agli agenti di dette Comunità;(14) considerando che, dopo un periodo di tre anni, è opportuno procedere ad una valutazione delle attività dell'Ufficio;(15) considerando che il presente regolamento lascia immutate le competenze e responsabilità degli Stati membri di adottare i provvedimenti necessari per combattere le frodi che ledono gli interessi finanziari della Comunità; che quindi l'istituzione di un Ufficio indipendente incaricato di svolgere indagini amministrative esterne, sinora eseguite dalla Commissione, rispetta appieno il principio di sussidiarietà di cui all'articolo 3 B, secondo comma del trattato CE; che istituendo un simile Ufficio si potrà rendere più efficace la lotta contro le frodi e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari della Comunità e che in tal modo si rispetta quindi anche il principio di proporzionalità;(16) considerando che, ai fini dell'adozione del presente regolamento, i soli poteri d'azione previsti dal trattato CE sono quelli dell'articolo 235 e che i soli poteri d'azione previsti dal trattato CEEA sono quelli dell'articolo 203,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 Istituzione dell'UfficioÈ istituito l'Ufficio europeo per le indagini contro le frodi (in prosieguo: «l'Ufficio»).Articolo 2 Scopo e funzioniAl fine di potenziare la lotta contro le frodi e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari della Comunità europea e della Comunità europea dell'energia atomica, l'Ufficio coadiuva la Commissione e le altre istituzioni e organismi istituiti dai trattati CE e CEEA o in forza di tali trattati (in prosieguo: «le istituzioni e gli organismi»), svolgendo indagini amministrative negli Stati membri e nelle istituzioni ed organismi.Inoltre, l'Ufficio può svolgere in particolare le seguenti funzioni:a) assistere la Commissione nell'elaborazione concettuale della lotta contro le frodi e contro le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari delle Comunità;b) partecipare allo sviluppo delle infrastrutture necessarie;c) partecipare alla raccolta e all'uso delle informazioni;d) partecipare alle cooperazione della Commissione con gli Stati membri;e) apportare un ausilio tecnico alla Commissione, alle altre istituzioni e organismi e alle autorità nazionali competenti.Articolo 3 Indagini1. Di propria iniziativa oppure a richiesta di uno Stato membro o dell'Ufficio, la Commissione può incaricare l'Ufficio di quanto segue:a) eseguire controlli e verifiche in loco negli Stati membri previsti dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96;b) eseguire controlli e verifiche in loco previsti nelle normative settoriali di cui all'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (Euratom, CE) n. 2988/95;c) partecipare a controlli e verifiche in loco effettuati dalla Commissione negli Stati membri, a norma dell'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95.Questi controlli e verifiche, nonché la partecipazione ad essi (in prosieguo: «le indagini esterne»), sono eseguiti secondo le condizioni e modalità previste negli atti che conferiscono all'Ufficio la competenza ad eseguire indagini esterne.2. Ogni istituzione e organismo può conferire all'Ufficio la funzione di svolgere indagini al proprio interno (in prosieguo: «indagini interne»), mediante decisione che regola le condizioni e le modalità di esecuzione delle medesime.Le istituzioni si consultano sul contenuto di tale decisione.3. Possono essere affidati all'Ufficio compiti d'indagine anche in altri settori.Articolo 4 Esecuzione delle indagini1. Il direttore dell'Ufficio è responsabile dell'esecuzione delle indagini affidate all'Ufficio.2. Per eseguire i loro compiti, gli agenti dell'Ufficio presentano una procedura scritta, indicante la loro identità e qualifica.3. Gli agenti dell'Ufficio incaricati di un'indagine devono essere muniti, per ogni loro intervento, di un mandato scritto del direttore, indicante l'oggetto e lo scopo della medesima.4. Nel corso dei controlli e delle verifiche in loco, il comportamento degli agenti mandatari è conforme alle regole e agli usi vigenti per i funzionari dello Stato membro interessato.5. Gli Stati membri provvedono affinché le loro autorità competenti cooperino con gli agenti mandatari per quanto necessario all'esecuzione dei loro compiti.Articolo 5 Informazione reciproca1. La Commissione, ed eventualmente le altre istituzioni e organismi, trasmettono all'Ufficio, a sua richiesta o di propria iniziativa, ogni documento e informazione di cui dispongono, necessari per le indagini in corso.2. La Commissione può trasmettere all'Ufficio ogni documento e informazione di cui dispone, utili, in linea generale, per la lotta contro le frodi e altre attività illecite a danno degli interessi finanziari delle Comunità.3. Gli Stati membri trasmettono all'Ufficio i documenti e le informazioni che ritengano utili per lo svolgimento di un indagine in corso. Essi possono inoltre trasmettere all'Ufficio ogni documento e informazione che ritengano utili, in linea generale, per la lotta contro le frodi e altre attività illecite a danno degli interessi finanziari delle Comunità.4. Salvo il disposto degli articoli 6 e 7, qualora lo ritenga opportuno l'Ufficio può trasmettere in qualsiasi momento le informazioni ottenute nel corso d'indagini esterne od interne, rispettivamente alla Commissione e alle autorità competenti degli Stati membri interessati o all'istituzione o all'organismo che ha sollecitato l'indagine. In quest'ultimo caso, l'Ufficio può anche informare direttamente le autorità giudiziarie dello Stato membro interessato, qualora lo ritenga necessario vista la gravità delle informazioni ottenute.Articolo 6 Riservatezza e tutela dei dati1. Le informazioni ottenute in qualsiasi forma nell'ambito d'indagini esterne ed interne sono coperte dal segreto d'ufficio e godono della tutela prevista per le informazioni analoghe dal diritto nazionale dello Stato membro nel quale tali informazioni sono state raccolte e dall'omologa normativa vigente per le istituzioni comunitarie.In particolare, tali informazioni possono essere comunicate solo a coloro che, nelle istituzioni comunitarie o negli Stati membri, sono tenuti a conoscerle a motivo delle loro funzioni e possono essere utilizzate per fini diversi dalla lotta contro le frodi e le altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari delle Comunità soltanto previo consenso dello Stato membro in cui sono state raccolte oppure dell'istituzione od organismo interessato.2. Il direttore provvede affinché gli agenti mandatari e tutti coloro che agiscono sotto la sua autorità rispettino le disposizioni comunitarie e nazionali sulla tutela dei dati personali, in particolare quelle di cui alla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (3).Articolo 7 Relazioni sulle indagini1. Al termine di un'indagine, l'Ufficio redige sotto l'autorità del direttore una relazione finale, che contiene in particolare i fatti constatati, l'eventuale indicazione del danno finanziario e le conclusioni dell'indagine.2. Le relazioni finali sono redatte tenendo conto delle modalità procedurali previste nella legislazione nazionale dello Stato membro interessato. Al medesimo titolo e alle medesime condizioni delle relazioni amministrative redatte dagli ispettori amministrativi nazionali, le relazioni in oggetto costituiscono elementi di prova nei procedimenti amministrativi o giudiziari dello Stato membro nel quale risulti necessario avvalersene. Le relazioni sono soggette alle medesime regole di valutazione riguardanti le relazioni amministrative redatte dagli ispettori amministrativi nazionali e hanno valore identico rispetto ad esse.3. La relazione redatta in seguito a un'indagine esterna ed ogni documento utile ad essa pertinente vengono trasmessi alla Commissione.4. La relazione redatta in seguito a un'indagine interna ed ogni documento utile ad essa pertinente vengono trasmessi all'istituzione o all'organismo che aveva sollecitato l'indagine.5. In base alla relazione redatta dall'Ufficio, la Commissione o eventualmente l'istituzione od organismo interessato decidono quale seguito dare all'indagine.Articolo 8 Personalità giuridica1. L'Ufficio è dotato di personalità giuridica.2. In tutti gli Stati membri, l'Ufficio gode della più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone giuridiche dalla legislazione di tali Stati.Articolo 9 Consiglio di amministrazione1. L'Ufficio è dotato di un consiglio di amministrazione costituito da nove membri, così ripartiti:a) tre personalità indipendenti esperte nel settore di competenza dell'Ufficio, nominate dal Parlamento europeo;b) tre personalità indipendenti esperte nel settore di competenza dell'Ufficio, nominate dal Consiglio;c) due rappresentanti della Commissione;d) un rappresentante della Corte dei conti.2. Il mandato dei membri di cui al paragrafo 1, lettere a) e b) ha una durata di tre anni. Esso e rinnovabile.Allo scadere del loro mandato, essi restano in funzione finché non si sia provveduto al rinnovo del loro mandato oppure alla loro sostituzione.3. Il consiglio di amministrazione decide alla maggioranza dei due terzi dei suoi componenti.4. Il consiglio di amministrazione elegge il suo presidente tra i membri di cui al paragrafo 1, lettere a) e b).5. Il consiglio di amministrazione adotta il proprio regolamento interno.6. Su domanda del direttore o di propria iniziativa, il consiglio di amministrazione trasmette al direttore pareri sulle attività dell'Ufficio, senza interferire sulle indagini in corso.7. Il consiglio di amministrazione adotta ogni anno un rapporto di attività, che trasmette alle istituzioni.Articolo 10 Il direttore1. L'Ufficio è posto sotto la direzione di un direttore nominato dal consiglio di amministrazione, su proposta della Commissione, per un periodo di cinque anni rinnovabile.2. Il direttore è il rappresentante legale dell'Ufficio.Articolo 11 Il personale1. Il personale dell'Ufficio è soggetto ai regolamenti e alle normative che si applicano ai funzionari ed altri agenti delle Comunità europee.2. Il direttore esercita nei confronti del personale i poteri attribuiti all'autorità investita del potere di nomina.Il consiglio di amministrazione è titolare del potere disciplinare nei confronti del direttore.3. Di concerto con la Commissione, il consiglio di amministrazione decide le opportune modalità di applicazione dei paragrafi 1 e 2.Articolo 12 Privilegi e immunitàAll'Ufficio si applica il protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee.Articolo 13 Bilancio1. Tutte le entrate e le spese dell'Ufficio formano oggetto di previsione per ogni esercizio di bilancio, che coincide con l'anno civile, e vengono iscritte nel bilancio dell'Ufficio.2. Entro il 15 febbraio di ogni anno, il direttore redige il progetto preliminare di bilancio per l'esercizio successivo, a copertura delle spese di funzionamento previste per tale esercizio. Il direttore presenta il progetto preliminare, corredato dalla tabella dell'organico, al consiglio di amministrazione.3. Le entrate e le spese di bilancio devono essere in pareggio.4. Salvo altre possibili risorse, l'Ufficio è finanziato dal bilancio generale delle Comunità europee.5. Le spese dell'Ufficio comprendono in particolare la retribuzione del personale, le spese amministrative e per le infrastrutture e le spese d'esercizio.6. Il consiglio di amministrazione adotta il progetto di bilancio e lo trasmette alla Commissione, la quale elabora su tale base le corrispondenti previsioni nel progetto preliminare di bilancio generale delle Comunità europee, che essa sottopone al Consiglio a norma dell'articolo 203 del trattato CE e dell'articolo 177 del trattato CEEA.7. Il consiglio di amministrazione approva il bilancio definitivo dell'Ufficio prima che abbia inizio l'esercizio di bilancio, modificandolo se necessario tenendo conto del finanziamento comunitario e delle altre risorse dell'Ufficio.8. Il direttore dà esecuzione al bilancio dell'Ufficio.9. I controlli relativi all'impegno e al pagamento di tutte le spese dell'Ufficio nonché all'accertamento e alla riscossione di tutte le entrate sono di competenza del controllore finanziario della Commissione.10. Entro il 31 marzo di ogni anno, il direttore trasmette al consiglio di amministrazione e alla Corte dei conti la contabilità di tutte le entrate e le spese dell'Ufficio per l'esercizio giunto a termine.La Corte dei conti esamina tale contabilità a norma dell'articolo 188 C del trattato CE e dell'articolo 160 C del trattato CEEA.11. Il consiglio di amministrazione dà atto al direttore dell'esecuzione del bilancio.12. Previa consultazione della Commissione e della Corte dei conti, il consiglio di amministrazione approva le disposizioni finanziarie interne riguardanti, tra l'altro, le modalità relative all'elaborazione e all'esecuzione del bilancio dell'Ufficio.Articolo 14 Controllo di legittimità1. Salvo il disposto del paragrafo 2, la Corte di giustizia delle Comunità europee è competente a pronunciarsi sui ricorsi proposti contro l'Ufficio, secondo le modalità previste dagli articoli 173 e 175 del trattato CE.L'Ufficio è tenuto a prendere i provvedimenti che l'esecuzione della sentenza della Corte di giustizia comporta.2. Ogni funzionario e altro agente delle Comunità europee può presentare al consiglio di amministrazione un reclamo contro un atto che gli arrechi pregiudizio, eseguito dall'Ufficio nell'ambito di un'indagine interna. Il reclamo va presentato entro tre mesi dalla data in cui l'interessato è venuto a conoscenza dell'atto in oggetto.Entro un mese, il consiglio di amministrazione decide sulla fondatezza del reclamo. Scaduto il suddetto termine, l'assenza di risposta equivale ad una decisione implicita di rigetto.Contro ogni decisione esplicita e implicita del consiglio di amministrazione è possibile presentare il ricorso previsto all'articolo 91 dello Statuto dei funzionari delle Comunità europee.Articolo 15 Responsabilità1. La responsabilità contrattuale dell'Ufficio è regolata dalla legge applicabile al contratto in oggetto.La Corte di giustizia è competente a decidere in virtù di una clausola compromissoria contenuta nei contratti stipulati dall'Ufficio.2. In materia di responsabilità extracontrattuale, l'Ufficio deve risarcire secondo i principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, i danni cagionati da esso o dai suoi agenti nell'esercizio dello loro funzioni.La Corte di giustizia è competente a conoscere delle controversie in materia di risarcimento del danno.3. La responsabilità personale degli agenti nei confronti dell'Ufficio è disciplinata dalle disposizioni che si applicano al personale del medesimo.Articolo 16 Relazione di valutazioneNel corso del terzo anno successivo all'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione di valutazione delle attività dell'Ufficio, corredata eventualmente di proposte intese a modificarne o ampliarne i compiti.Articolo 17 Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello in cui le autorità competenti avranno fissato la sede dell'Ufficio.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.(2) GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.(3) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.