CELEX: 62019TN0074
Language: it
Date: 2019-02-07 00:00:00
Title: Causa T-74/19: Ricorso proposto il 7 febbraio 2019 — DK Company / EUIPO — Hunter Boot (DENIM HUNTER)

25.3.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 112/47
            
         
      Ricorso proposto il 7 febbraio 2019 — DK Company / EUIPO — Hunter Boot (DENIM HUNTER)
      (Causa T-74/19)
      (2019/C 112/58)
      Lingua in cui è redatto il ricorso: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: DK Company A/S (Ikast, Danimarca) (rappresentante: S. Hansen, avvocato)
      
         Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)
      
         Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: Hunter Boot Limited (Edinburgo, Regno Unito)
      
         Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO
      
      
         Richiedente il marchio controverso: Ricorrente dinanzi al Tribunale
      
         Marchio controverso interessato: Domanda di marchio dell’Unione europea figurativo DENIM HUNTER — Domanda di registrazione n. 14 649 891
      
         Procedimento dinanzi all’EUIPO: Opposizione
      
         Decisione impugnata: Decisione della seconda commissione di ricorso dell’EUIPO del 16 novembre 2018 nel procedimento R 849/2018-2
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione impugnata;
               
            
                  —
               
               
                  riformare la decisione impugnata;
               
            
                  —
               
               
                  condannare l’EUIPO alle spese, incluse quelle sostenute dalla ricorrente.
               
            
         Motivo invocato
      
      
                  —
               
               
                  La commissione di ricorso ha errato nel ritenere che sussista un rischio di confusione tra i marchi.