CELEX: 51993PC0510
Language: it
Date: 1993-10-21
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che fissa i principi relativi all' organizzazione dei controlli ufficiali nel settore della nutrizione animale

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                      C0M(93) 510 def.
                                      Bruxelles, 21 ottobre 1993
                         Proposta di
                   DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
     che fissa i prìncipi relativi all'organizzazione
            dei controlli ufficiali nel settore
                  della nutrizione animale
               (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                       -A-
                                    RELAZIONE
Con la presente proposta ci si prefigge di fissare, a livello comunitario, i
principi    relativi all'organizzazione dei controlli nel settore della
nutr izione animale.
Dall'esperienza acquisita in seguito all'adozione delle principali direttive
di base nel settore è risultato           imperativo     instaurare una stretta
collaborazione tra gli Stati membri in materia di controllo allo scopo di
garantire    un   funzionamento   coordinato   del     mercato   interno.   Quello
dell'alimentazione animale è infatti il settore predominante per qualsiasi
produzione animale, settore che contribuisce per oltre il 6 0 % al reddito
agricolo nella Comunità.
E' evidente che il peso economico non trascurabile degli alimenti per
animali, l'importanza dei problemi scientifici, tecnici ed amministrativi,
le esigenze della libera circolazione delle merci e l'attenzione per i
problemi di protezione delia salute umana e animale depongono a favore della
creazione    di una normativa      quadro a    livello comunitario,       relativa
all'organizzazione dei controlli ufficiali.
Data la situazione particolare esistente nel campo della nutrizione animale,
appare opportuno regolamentare l'attuazione dei controlli ufficiali sugli
alimenti per animali in maniera più dettagliata rispetto al controllo
ufficiale sui prodotti alimentari a norma della direttiva 89/397/CEE del
Consiglio. In tale contesto occorre tener conto, in particolare, dei rischi
potenziali per la salute dei consumatori di prodotti di origine animale (per
esempio i rischi connessi sia all'utilizzazione di materie prime contenenti
sostanze    indesiderate, quali metalli pesanti, sia agli usi             illeciti
nel I'al levamento degli animali).
In tale ottica, il progetto di direttiva si prefigge innanzitutto di
instaurare un clima di fiducia reciproca tra gli Stati membri in modo da
ridurre al minimo necessario i controlli ritenuti indispensabili sul piano
sanitar io.
La proposta si basa sui seguenti principi:
1.   inclusione di tutti   i prodotti e sostenze utilizzati nell'alimentazione
     degli animali;
2.   introduzione di alcuni principi generali (equivalenza,         periodicità  e
     proporzionalità del controllo) (articoli 3 - 4 ) ;
3.   controllo sistematico documentale e d'identità e controllo fisico per
     sondaggio delle importazioni provenienti da paesi terzi (articoli 5 - 7 ) ;
4.   controllo rafforzato all'origine e organizzazione dei controlli          alla
     destinazione, nel quadro del mercato interno (artìcoli 8 - 1 1 ) ;
5.   instaurazione di una cooperazione tra Stati membri              in caso    di
     constatazione di infrazioni (articoli 12-13) e introduzione di             un
     controllo sui luoghi di produzione agricola (articolo 1 4 ) ;
6.   considerazione delle procedure applicabili a seguito di un controllo,
     composizione delle controversie e regime di salvaguardia (articoli 6,
     11, 15-19);
 ---pagebreak---                                     - /)cx. -
7.  raccomandazione di    programmi   di  controllo coordinati   a   livello
    comunitario,   libertà degli Stati membri per quanto concerne gli
    strumenti pratici di attuazione (articoli 21-22).
Si noti che è stata attribuita un'importanza considerevole alle misure da
prendere a livello nazionale. In tal modo rimane rispettato il principio
della sussidiarietà, poiché la normativa costituisce innanzitutto un quadro
all'interno del quale gli Stati membri mantengono la loro libertà d'azione
per quanto concerne gli strumenti pratici di esecuzione dei controlli.
 ---pagebreak---                                     Proposta di
                            DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                     del ...
               che fissa i principi relativi all'organizzazione
                      dei controlli ufficiali nel settore
                            della nutrizione animale
  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
  visto il trattato che istituisce        la Comunità economica europea, in
  particolare l'articolo 43,
  vista la proposta della Commissione^1),
  visto il parere del Parlamento europeo^2),
  visto il parere del Comitato economico e sociale^) t
  considerando che la nutrizione animale           ha  assunto  un'importanza
  considerevole nell'agricoltura comunitaria;
  considerando che la fissazione,       a livello comunitario, dei principi
  relativi ali'organi zzai zone dei    controlli ufficiali nel settore della
  nutrizione animale contribuisce      a prevenire i rischi per la salute
  animale e umana nonché a tutelare    gli interessi dei consumatori;
  considerando che è necessario regolamentare           in modo dettagliato
  l'organizzazione dei controlli ufficiali sugli alimenti per animali,
  data la natura molto diversa dei prodotti utilizzati, l'ingente volume
  delle merci oggetto di scambi commerciali, la struttura integrata del
  settore e, in particolare la necessità di garantire nel contempo la
  salubrità del mangime che sarà consumato dagli animali e la qualità del
  prodotto alimentare;
  considerando che le norme introdotte dalla presente direttiva, per
  conseguire l'obiettivo ricercato, devono riguardare tutti i prodotti e
  sostanze utilizzati nell'alimentazione degli animali della Comunità; che
  pertanto occorre organizzare congiuntamente i controlli dei prodotti
  importati o commercializzati nella Comunità;
  considerando che, per essere efficaci, i controlli devono essere
  periodici; che essi non devono essere soggetti a limitazioni per quanto
  riguarda l'oggetto, la fase o il momento in cui conviene effettuarli e
  che essi devono assumere le forme più appropriate per garantirne
  I 'eff icacia;
  considerando che, al fine di garantire che le procedure di controllo non
  siano eluse, è necessario prevedere che gli Stati membri non escludano
  un prodotto da un adeguato controllo per il fatto che esso è destinato
  all'esportazione al di fuori della Comunità;
  considerando che occorre che i prodotti provenineti dai paesi terzi
  siano sottoposti ad un controllo documentale e d'identità fin dalla loro
  introduzione nel territorio della Comunità;
  considerando che occorre fissare principi relativi all'organizzazione
  dei controlli fisici che le autorità competenti devono effettuare nonché
  alle procedure successive; che in tale contesto è opportuno prevedere
  il rilascio di un certificato dei controlli effettuati;
(1)   GU n.
(2)   GU n.
(3)   GU n.
 ---pagebreak---                                    - 3 -
considerando che per quanto riguarda gli scambi        intracomunitari è
opportuno attribuire particolare importanza ai controlli all'origine e
eliminare i controlli che possono essere effettuati alla destinazione
allo scopo di eliminare i controlli alle frontiere         interne della
Comunità;
considerando che tale soluzione     implica una maggiore fiducia nei
controlli effettuati dallo Stato membro di spedizione; che occorre che
lo Stato membro di spedizione garantisca un'adeguata effettuazione di
tali control Ii;
considerando che nello Stato membro di destinazione i controlli possono
essere effettuati per sondaggio nel luogo di destinazione; che tuttavia
in caso di presunzione di irregolarità e a titolo eccezionale il
controllo può essere effettuato durante il trasporto dei prodotti;
considerando che occorre prevedere le azioni da intraprendere a seguito
di un controllo da cui risulti che la spedizione è irregolare;
considerando che occorre prevedere una procedura di composizione delle
eventuali controversie circa le spedizioni;
considerando che occorre prevedere un regime di salvaguardia; che la
responsbaiIità in tale materia, in particolare per motivi d'efficacia,
deve incombere innanzitutto allo Stato di spedizione; che la Commissione
deve poter agire, in particolare, rendendosi in loco e adottando le
misure adeguate alla situazione;
considerando che pur non essendo opportuno, da un lato, riconoscere agli
interessati il diritto di opporsi ai controlli, occorre salvaguardare,
dall'altro, i loro diritti legittimi e, in particolare, il diritto al
segreto di produzione e quello della possibilità di ricorso-,
considerando che le autorità preposte ai controlli possono essere
differenti da uno Stato membro all'altro-, che pertanto è opportuno
pubblicare un elenco delle autorità competenti in materia in ciascuno
Stato membro con l'indicazione dei territori di loro competenza e dei
laboratori autorizzati ad effettuare analisi nell'ambito dei suddetti
control Ii;
considerando che pur competendo     innanzitutto agli Stati membri la
definizione dei loro programmi di controllo, occorre peraltro, nella
prospettiva del funzionamento del mercato interno, disporre anche di
programmi coordinati a livello comunitario;
considerando che è opportuno affidare alla Commissione l'incarico di
prendere le disposizioni d'applicazione della presente direttiva,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
 ---pagebreak---                                         - 4 -
                                   Art ico lo 1
1. La presenta direttiva fissa i principi relativi all'organizzazione
   dei controlli ufficiali nel settore della nutrizione animale.
2. La presente direttiva è d'applicazione fatte salve
       la normativa comunitaria in materia doganale,
       la normativa comunitaria relativa al regime di salvaguardia.
                                   Art ico lo 2
1. Ai sensi della presente direttiva si          intende per
   a)  "controllo ufficiale nel settore della nutrizione animale" (in
       appresso denominato "controllo") il controllo, da parte delle
       autorità competenti, in merito alla conformità, in particolare,
       di
            mater ie pr ime,
            alimenti semplici per animali,
            alimenti composti per animali,
            alimenti       per    animali,        con    particolari     obiettivi
            nutr iz ionaIi,
            additivi utilizzati nell'alimentazione degli animali,
            agenti per    insilamento,
            determinati      prodotti   utilizzati     nell'alimentazione    degli
            animali
       alle disposizioni comunitarie volte a prevenire rischi per la
       salute    animale      e  umana,      garantire    la   correttezza   delle
       transazioni      commerciali      o    proteggere     gli   interessi   dei
       consumatori e garantirne l'informazione;
   b)  "controllo      documentale",       la   verifica     dei   documenti   che
       accompagnano iI prodotto;
   e)  "controllo d'identità", la verifica, mediante semplice ispezione
       visiva, della concordanza            tra    i documenti,    i marchi   e i
       prodott i;
   d)  "controllo fisico", il controllo del prodotto stesso, con la
       possibilità     di    prelevare campioni        ed effettuare esami      di
        laboratorio dei medesimi;
   e)  "importazione", l'introduzione di prodotti provenienti da paesi
       terzi nel territorio doganale della Comunità;
   f)  "importatore", la persona fisica o giuridica che presenta i
       prodotti a scopo di importazione nella Comunità;
   g)  "prodotto", alimento per animali o qualsiasi sostanza utilizzata
       ne II'a Iiment azi one degli an i ma Ii;
 ---pagebreak---                                       - 5 -
    h)   "autorità competente", l'autorità centrale di uno Stato membro,
         competente ad effettuare i controlli o l'autorità a tal fine
         designata;
    i) "stabilimento", qualsiasi impresa che procede alla produzione,
         alla fabbricazione, all'immagazzinamento, alla lavorazione o al
         condizionamento dei prodotti.
2.  Valgono inoltre, ove necessario, le definizioni inerenti al settore
    della nutrizione animale che compaiono nella normativa comunitaria.
                                 Articolo 3
1.  Gli Stati membri prendono tutti i provvedimenti utili affinché i
    controlli siano effettuati conformemente alle disposizioni della
    presente direttiva.
2.  Gli Stati membri non escludono un prodotto da un adeguato controllo,
    per il fatto che esso sia destinato ad essere esportato al di fuori
    del la Comunità.
                                 ArtIcolo 4
1.  I controlli sono effettuati
    a)   periodicamente,
    b)   in caso di sospetto di non conformità.
2.  I controlli sono commisurati all'obiettivo perseguito e sono
    effettuati, in particolare, attraverso un sistema di revisione
    contabile in base ad una analisi del livello di rischio.
3.  Essi riguardano tutte le fasi della produzione, della fabbricazione,
    dell'importazione, del      trattamento, dell'immagazzinamento, del
    trasporto, della distribuzione e della commercializzazione dei
    prodott i.
    Essi riguardano anche utilizzazioni vietate nell'alimentazione degli
    animali.
4.  Di norma, i controlli sono effettuati senza preavviso.
5.  In ciascun caso, l'autorità competente è tenuta a scegliere tra le
    fasi elencate al paragrafo 3 quella o quelle più adeguate ai fini
    della ricerca prospettata.
                                 CAPITOLO I
                  IMPORTAZIONI PROVENIENTI DA PAESI TERZI
                                 Ar t i co Io 5
In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, gli Stati membri prendono tutte
le misure utili affinché al momento dell'importazione di prodotti le
autorità competenti effettuino un controllo documentale e d'identità per
accertarne
         la natura,
         l'origine,
         la destinazione geografica.
 ---pagebreak---                                      - 6 -
                                Art ico lo 6
1. Gli Stati membri verificano la conformità       dei  prodotti   mediante un
   controllo fisico per sondaggio.
2. Qualora dai controlli risulti che i prodotti non sono conformi alle
   condizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 2, gli Stati membri ne
   vietano l'importazione e ne ordinano la spedizione al di fuori del
   territorio comunitario.
3. Tuttavia, prima di ricorrere a tale possibilità,                le autorità
   competenti     possono    concedere      all'importatore      o    al    suo
   rappresentante, se le condizioni lo consentono, la possibilità di
   procedere
   a)   in caso di  irregolarità gravi
        alla distruzione dei prodotti sul territorio dello Stato membro
        in cui sono effettuati i controlli,
        alla loro utilizzazione per altri fini oppure
        alla loro eventuale decontaminazione;
   b)   in caso di  irregolarità non gravi
        alla loro regolarizzazione entro un termine da stabilirsi.
4. Le   spese   relative   alla   rispedizione,    alla    distruzione,    alla
   decontaminazione o all'utilizzazione per altri fini dei prodotti
   sono a carico dell'importatore o del suo rappresentante.
                                Art ico lo 7
1.  in caso di respinta dei prodotti da parte dell'autorità competente,
   quest'ultima ne informa la Commissione e gli altri Stati membri
    indicando le infrazioni constatate.
2. Se i prodotti non sono destinati ad essere immessi in commercio nel
   territorio dello Stato membro in cui sono effettuati i controlli,
    l'autorità competente che ha effettuato i controlli fisici fornisce
   all'interessato dei certificati circa la natura e i risultati dei
   controlli effettuati al fine di evitare la ripetizione dei controlli
   da parte dello Stato membro di destinazione. I documenti commerciali
   recano un riferimento a tali certificati.
   Lo Stato membro di destinazione può         sempre  comunque    procedere  a
   controlli a campione dei prodotti.
3. Ai fini di cui al paragrafo 2 e secondo la procedura prevista
   all'articolo 24, un modello di certificato è adottato prima del
   1'.01.1995.
 ---pagebreak---                                        - 7 -
                                 CAPITOLO II
                           SCAMBI INTRACOMUNITARi
                                  Art ico lo 8
Gli Stati membri prendono tutte le misure utili affinché i prodotti
destinati ad essere spediti in un altro Stato membro siano controllati
con    la   stessa    scrupolosità     di    quelli     destinati    ad    essere
commercializzati nel proprio territorio.
                                   SEZIONE I
                            CONTROLLO ALL'ORIGINE
                                  Art ico lo 9
1.  Gli   Stati   membri   di spedizione       si accertano che        l'autorità
    competente proceda ad un controllo degli stabilimenti per garantire
    che essi adempiono gli obblighi loro incombenti in virtù della
    normativa comunitaria e che          i prodotti destinati agli scambi
    rispondono ai requisiti comunitari.
2.  In caso di       fondato sospetto di         inadempienza   dei    requisiti,
    l'autorità competente procede alle opportune verifiche e, in caso di
    inadempienza confermata, prende le misure adeguate.
                                  SEZIONE II
                         CONTROLLO ALLA DESTINAZIONE
                                 Articolo 10
1.  L'autorità    competente dello Stato membro di destinazione può
    verificare, nei luoghi di destinazione, la conformità dei prodotti
    mediante controlli per sondaggio e di tipo non discriminatorio.
2.  Inoltre, qualora      l'autorità    competente dello Stato membro di
    transito    o   dello Stato membro        di    destinazione    disponga   di
    informazioni tali da far presumere un'infrazione, altri controlli
    possono ugualmente essere effettuati durante              il trasporto dei
    prodotti sul proprio territorio.
 ---pagebreak---                                      - 8 -
                                Art ico lo 11
1.  Se in occasione di un controllo effettuato nel luogo di destinazione
    o durante il trasporto le autorità competenti di uno Stato membro
    constatano la non conformità dei prodotti, esse concedono, se le
    condizioni lo consentono, allo speditore, al destinatario o ad ogni
    altro avente diritto la possibilità di procedere
    a)   in caso di irregolarità gravi
         alla distruzione dei prodotti,
         alla loro utilizzazione per altri fini, ivi inclusa la loro
         rispedizione con autorizzazione dell'autorità competente del
         paese dello stabilimento d'origine
    oppure
         alla loro eventuale decontaminazione;
    b)   in caso di irregolarità meno gravi
         alla loro regolarizzazione entro un termine da definirsi.
2.  Le spese     relative alla    rispedizione, alla distruzione, alla
    decontaminazione o all'utilizzazione per altri fini dei prodotti
    sono a carico dello speditore, del destinatario o di ogni altro
    avente dir itto.
                                SEZIONE M I
            COOPERAZIONE IN CASO DI COSTATAZIONE DI INFRAZIONI
                                Articolo 12
Nei casi previsti all'articolo 11, l'autorità competente di uno Stato
membro destinatario si mette immediatamente in contatto con le autorità
competenti dello Stato membro di spedizione. Queste ultime prendono
tutte le misure necessarie e comunicano all'autorità competente del
primo Stato membro la natura dei controlli effettuati, le decisioni
prese e le relative motivazioni.
Qualora l'autorità competente dello Stato membro destinatario ritenga
che dette misure non siano sufficienti, essa esamina, congiuntamente con
l'autorità competente dello Stato membro speditore, le vie e i mezzi per
ovviare alla situazione, se del caso con una visita in loco.
Qualora dai controlli previsti all'articolo 11 risulti un'irregolarità
ripetuta, l'autorità competente dello Stato membro destinatario ne
informa la Commissione e le autorità competenti degli altri Stati
membr i.
 ---pagebreak---                                       - 9 -
                                 Art ico lo 13
1.  Su    richiesta    dell'autorità     competente    dello     Stato   membro
    destinatario o di propria iniziativa, la Commissione, tenuto conto
    della natura delle infrazioni constatate, può
         inviare suoi rappresentanti in loco, dopo averne informato le
 J      autorità dello Stato membro interessato ed aver invitato le
        autorità competenti di detto Stato membro ad accompagnarli o
        aver ricevuto relativo invito da parte di dette autorità,
        chiedere all'autorità competente di intensificare i controlli
        sulla produzione dello stabilimento interessato.
2.  Essa informa gli Stati membri delle sue conclusioni.
    in attesa delle conclusioni della Commissione, lo Stato membro
    speditore deve, su richiesta dello Stato membro destinatario»
    rafforzare i controlli sui prodotti provenienti dallo stabilimento
    in causa.
    Lo Stato membro destinatario può, da parte sua, intensificare i
    controlli sui prodotti provenienti dallo stesso stabilimento.
3.  La Commissione può procedere, in seno al comitato di cui
    all'articolo 23, ad un esame della situazione. Essa può adottare,
    secondo    la procedura di cui all'articolo 25, le decisioni
    necessarie,     comprese      quelle     relative     alla     circolazione
    intracomunitaria dei prodotti.
                                  SEZIONE IV
                CONTROLLO NEI LUOGHI DI PRODUZIONE AGRICOLA
                                 Articolo 14
Gii Stati membri si adoperano affinché l'autorità competente possa
accedere ai luoghi destinati alla produzione agricola per procedere al
controllo delle condizioni di produzione e di utilizzazione di prodotti.
                                 CAPITOLO M I
                            DISPOSIZIONI GENERALI
                                 Art ico lo 15
1.  Gli Stati membri garantiscono che i controlli siano effettuati in
    modo tale che i ritardi nella spedizione dei prodotti risultino
    limitati    e che non comportino ostacoli            ingiustificati    alla
    commercializzazione dei medesimi.
2.  Essi prescrivono che gli agenti         incaricati   del   controlio  siano
    tenuti al segreto professionale.
 ---pagebreak---                                         - 1U -
                                  Articolo 16
1.   A fini d'analisi, possono essere prelevati campioni del prodotto.
     Gli Stati membri prendono le disposizioni necessarie al fine di :
          garantire agli interessati la possibilità         di  ricorrere    ad  una
          controper i z i a ;
          procedere alla conservazione dei campioni.
2.   Le analisi sono effettuate da laboratori ufficiali.
     Gli Stati membri possono       inoltre    abilitare   altri   laboratori     ad
     effettuare dette analisi.
3.   Gli Stati membri garantiscono che il prelievo di campioni e le
     analisi siano effettuati conformemente alla normativa comunitaria.
     Tuttavia,    in mancanza di metodi         comunitari, gli Stati         membri
     prendono le misure necessarie per garantire che i controlli
          siano   effettuati   secondo     norme    riconosciute    da    organismi
          internazionali oppure,
          in mancanza delle suddette norme, siano effettuati applicando
          norme nazionali conformi ai principi generali del trattato.
4.   Le modalità d'applicazione del presente articolo              sono    adottate
     secondo la procedura prevista all'articolo 24.
                                  Art ico lo 17
Gli Stati membri prendono le opportune misure di diritto amministrativo
o penale per punire le persone fisiche o giuridiche che hanno commesso
le infrazioni constatate della normativa comunitaria.
                                  Ar t i co Io 18
La presente direttiva non        pregiudica     le vie di ricorso contro le
decisioni     delle   autorità   competenti      previste    dalle     legislazioni
nazionali.
Le decisioni prese dalle autorità competenti e le relative motivazioni
devono essere comunicate ai rispettivi interessati o ai loro aventi
dir itto.
Qualora l'interessato o il suo avente diritto lo richieda, le decisioni
motivate devono essergli comunicate per iscritto con indicazione delle
vie di ricorso previste dalla legislazione in vigore nello Stato membro
di controllo, nonché della forma e dei termini in cui detti ricorsi
devono essere introdotti.
 ---pagebreak---                                     - 11 -
                               Articolo 19
1.  Un'eventuale controversia tra due Stati membri o tra uno Stato
    membro e un operatore stabilito in un altro Stato membro e se le due
    parti in causa sono d'accordo, può essere sottoposta, entro un
    termine massimo di un mese, al giudizio di un esperto il cui
    nominativo compare in un elenco di esperti della Comunità che sarà
    definito dalla Commissione.
2.  Le modalità d'applicazione del presente articolo         sono  adottate
    secondo la procedura prevista all'articolo 24.
                               Articolo 20
Ogni Stato membro comunica alla Commissione
     l'elenco delle autorità competenti con relativa          giurisdizione
    territoriale e funzionale,
     l'elenco dei laboratori autorizzati dalle autorità      competenti  ad
    effettuare analisi nell'ambito del controllo.
Tali elenchi sono pubblicati    nella Gazzetta ufficiale    delle  Comunità
europee, serie C.
                               Articolo 21
Gli Stati membri affidano ad un servizio o ad un organismo centrale il
compito di coordinare l'esecuzione dei controlli previsti dalla presente
direttiva. In particolare, tale servizio od organismo sarà incaricato di
    elaborare i piani che consentono ai servizi competenti di effettuare
     i controlli previsti,                                «
    coordinare    le attività   dei   servizi   regionali   incaricati   di
    effettuare controlli,
    raccogliere i risultati dei controlli e le informazioni che dovranno
    essere trasmessi alla Commissione.
                               Articolo 22
1.  Gli Stati membri definiscono dei      piani in cui sono indicate le
    misure nazionali da adottare per     conseguire l'obiettivo previsto
    dalla presente direttiva.
    Detti piani dovranno tener conto delle situazioni specifiche degli
    Stati membri e, in particolare, precisare la natura e la frequenza
    dei controlli che dovranno essere effettuati periodicamente.
 ---pagebreak---                                       - 12 -
2.  Prima del 30 novembre di ogni anno, gli Stati membri trasmettono
    alla Commissione     le informazioni utili relative all'esecuzione,
    durante   l'anno precedente, dei piani di cui al paragrafo 1,
    precisando
         i criteri di elaborazione di detti piani,
         il numero e la natura dei controlli effettuati,
         il numero e la natura delle infrazioni constatate.
3.  Prima del 30 novembre di ogni anno - e per la prima volta entro il
    30 novembre 1995 - la Commissione invia agli Stati membri, dopo
    averli consultati nel quadro del Comitato permanente degli alimenti
    per animali, una raccomandazione relativa ad un programma coordinato
    di controlli     per   l'anno successivo. Tale raccomandazione può
    costituire oggetto di successivi           adattamenti    resisi   necessari
    durante l'esecuzione del programma coordinato.
    Nel programma coordinato sono indicati, in particolare, i criteri da
    adottare in via prioritaria ai fini della sua esecuzione.
    Tra le informazioni di cui al paragrafo 2 deve figurare un capitolo
    distinto    e   specifico   concernente      l'esecuzione    del   programma
    coordinato.
                                 Art ico lo 23
La Commissione è assistita dal Comitato permanente degli alimenti per
animali, istituito dalla decisione 70/372/CEE del Consiglio, del 20
luglio 1970, in appresso denominato "Comitato".
                                 Art ico lo 24
Quando si fa riferimento alla procedura definita nel presente articolo,
si applicano le disposizioni seguenti.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto
delle misure da adottare. Il comitato formula il proprio parere su tali
misure entro un termine che il presidente può fissare in funzione
dell'urgenza    del   problema   in esame,       procedendo    eventualmente   a
votazione.
Il parere é iscritto a verbale; ciascuno Stato membro ha              inoltre il
diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
La Commissione tiene nella massima considerazione il parere formulato
dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo
parere.
                                 Art ico lo 25
Qualora sia fatto riferimento alla procedura           definita    nel  presente
articolo si applicano le seguenti disposizioni.
Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto
delle misure da adottare. Il comitato formula il proprio parere su tale
progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione
dell'urgenza del problema in esame.
 ---pagebreak---                                       - 13 -
Il parere é espresso alla maggioranza prevista all'articolo 148,
paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni che il
Consiglio deve prendere su proposta della Commissione . Nelle votazioni
in seno al comitato, ai voti dei raprresentanti degli Stati membri é
applicata la ponderazione definita al suddetto articolo. Il presidente
non partecipa alla votazione.
La Commissione adotta le misure previste, se sono conformi al parere del
comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato o se non
é formulato alcun parere, la Commissione sottopone immediatamente al
Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare. Il Consiglio si
pronuncia a maggioranza qualificata. Se, alla scadenza di un termine che
sarà fissato in ciascun atto che il Consiglio adotterà, ma che non può
in alcun caso superare tre mesi a decorrere dalla data della
comunicazione al Consiglio, quest'ultimo non ha liberato, le misure
proposte sono adottate dalia Commissione.
                                 Art ico lo 26
1.  Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari
    ed amministrative necessarie per conformarsi alle disposizioni della
    presente direttiva entro il 1' gennaio 1995. Essi ne informano
     immediatamente    la Commissione. Le disposizioni      adottate   sono
    applicabili del 1' gennaio 1995.
    Quando gli      Stati  membri    adottano  tali disposizioni,    queste
    contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate
    da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale.
    Le modalità del riferimento sono decise dalgi Stati membri.
2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione          il testo delle
    disposizioni di diritto interno da essi adottate riguardanti il
    settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                 Art ico lo 27
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a         addi                                 Per il Consiglio
                                                        II presidente
 ---pagebreak---                                             4H -
                                                                     ISSN 0254-1505
                                                              COM(93)510def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              03
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-544-IT-C
                                                             ISBN 92-77-59946-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo