CELEX: 51998PC0461(01)
Language: it
Date: 1998-09-21
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica

Avis juridique important

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51998PC0461(01)

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica  /* COM/98/0461 def. - COD 98/0252 */  

Gazzetta ufficiale n. C 317 del 15/10/1998 pag. 0007

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica (98/C 317/06) COM(1998) 461 def. - 98/0252(COD)(Presentata dalla Commissione il 21 settembre 1998)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2, primo e terzo comma,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 B del trattato,considerando che le attività degli enti creditizi di cui all'articolo 1, primo trattino, lettera b), della direttiva 77/780/CEE del Consiglio (1), modificata da ultimo dalla direttiva 98/. . ./CE del Parlamento europeo e del Consiglio, sono limitate nella loro portata;considerando che è necessario tener conto delle caratteristiche specifiche di tali enti e prevedere le opportune misure necessarie al coordinamento e all'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica;considerando che il metodo seguito permette di realizzare unicamente l'armonizzazione essenziale necessaria e sufficiente ai fini del mutuo riconoscimento dell'autorizzazione e della vigilanza prudenziale degli istituti di moneta elettronica, in modo da rendere possibile il rilascio di un'autorizzazione unica riconosciuta nell'intera Comunità nonché l'applicazione del principio della vigilanza prudenziale dello Stato membro di origine;considerando che nel contesto più ampio del commercio elettronico, in rapida evoluzione, è auspicabile prevedere un quadro giuridico che favorisca lo sviluppo di tutte le potenzialità positive della moneta elettronica e che non ostacoli, in particolare, l'innovazione tecnologica; che la presente direttiva introduce pertanto un quadro giuridico neutro dal punto di vista tecnologico che armonizza la vigilanza prudenziale degli istituti di moneta elettronica nella misura necessaria ad assicurarne la corretta e prudente operatività e, in particolare, l'integrità finanziaria;considerando che gli enti creditizi, in forza del punto 5 dell'allegato della direttiva 89/646/CEE del Consiglio (2), modificata da ultimo dalla direttiva 92/30/CEE (3), sono già autorizzati ad emettere e gestire mezzi di pagamento ed in particolare moneta elettronica, nonché a svolgere tali attività a livello comunitario in base al mutuo riconoscimento e al sistema globale di vigilanza prudenziale a norma delle direttive bancarie europee;considerando che l'introduzione di un sistema di vigilanza prudenziale separato per gli istituti di moneta elettronica, distinto dal sistema di vigilanza prudenziale applicato per gli enti creditizi, pur se calibrato sul medesimo e, in particolare, sulle direttive 77/780/CEE e 89/646/CEE, appare giustificata e auspicabile in quanto l'emissione di moneta elettronica, per la sua particolare natura di surrogato elettronico di monete metalliche o banconote, non può essere equiparata alle attività di raccolta di depositi consentite unicamente agli enti creditizi a norma dell'articolo 3 della direttiva 89/646/CEE;considerando che, onde ovviare ai rischi specifici connessi all'emissione di moneta elettronica, questo regime di vigilanza prudenziale deve essere più specifico e, di conseguenza, meno oneroso rispetto a quello applicato agli enti creditizi, in particolare per quanto riguarda i requisiti patrimoniali iniziali ridotti e la mancata applicazione delle direttive 89/647/CEE (4), 92/121/CEE (5) e 93/6/CEE (6);considerando, tuttavia, che è necessario mantenere parità di condizioni tra gli enti creditizi che emettono moneta elettronica e gli istituti di moneta elettronica e, quindi, garantire una concorrenza leale tra un'ampia serie di istituti a vantaggio degli utenti; che questo obiettivo è raggiunto dal momento che le succitate caratteristiche, meno onerose, del regime di vigilanza prudenziale applicabile agli istituti di moneta elettronica sono compensate da altre disposizioni, più severe rispetto a quelle che si applicano agli enti creditizi, riguardanti in particolare le restrizioni delle attività che gli istituti di moneta elettronica possono svolgere e, specificatamente, le limitazioni prudenziali dei loro investimenti allo scopo di assicurare che le passività relative alla massa di moneta elettronica siano sempre garantite da attività ad alta liquidità e a basso rischio;considerando che, vista la possibilità che le funzioni operative e le altre funzioni accessorie connesse all'emissione di moneta elettronica siano svolte da imprese non soggette a vigilanza prudenziale, è opportuno conferire alle autorità competenti determinati poteri nei confronti di dette imprese;considerando che è opportuno conferire alle autorità competenti la possibilità di concedere deroghe a determinati requisiti previsti dalla presente direttiva per gli istituti di moneta elettronica che operino soltanto all'interno del territorio dei rispettivi Stati membri e le cui attività non superino determinate soglie;considerando che l'adozione della presente direttiva costituisce il mezzo più idoneo per conseguire gli obiettivi prefissi; che la presente direttiva si limita al minimo indispensabile per conseguire tali obiettivi e non va al di là di quanto è necessario a tal fine;considerando che il comitato consultivo bancario è stato consultato sull'adozione della presente direttiva,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 Campo di applicazione, definizioni e limitazione delle attività1. La presente direttiva si applica agli istituti di moneta elettronica.2. La presente direttiva non si applica agli istituti di cui all'articolo 2, paragrafo 2, della direttiva 77/780/CEE.3. Ai fini della presente direttiva si intende per:a) «istituto di moneta elettronica»: qualsiasi impresa, non rientrante nella categoria degli enti creditizi definita all'articolo 1, primo trattino, lettera a), della direttiva 77/780/CEE del Consiglio, che emetta mezzi di pagamento in forma di moneta elettronica o investa i proventi di tali attività senza essere soggetta alla direttiva 93/22/CEE del Consiglio (7);b) «moneta elettronica»: un importo monetarioi) caricato su un portafoglio elettronico quale una tessera magnetizzata o la memoria di un computer;ii) accettato come mezzo di pagamento da imprese diverse da quella di emissione;iii) generato per essere messo a disposizione degli utenti come surrogato elettronico di monete metalliche e banconote;iv) generato per effettuare trasferimenti elettronici per i piccoli pagamenti.4. Le attività degli istituti di moneta elettronica non consistenti nell'emissione di moneta elettronica sono limitate:a) alla prestazione di servizi finanziari strettamente correlati, come la gestione di moneta elettronica attraverso lo svolgimento di funzioni operative o altre funzioni accessorie connesse con l'emissione di moneta elettronica, nonché l'emissione e la gestione di altri mezzi di pagamento ai sensi del punto 5 dell'allegato della direttiva 89/646/CEE;b) alla prestazione di servizi non finanziari forniti attraverso il portafoglio elettronico.L'istituto di moneta elettronica non deve detenere partecipazioni in altre imprese, salvo che queste svolgano funzioni operative ed altre funzioni accessorie riguardanti la moneta elettronica da esso emessa.Articolo 2 Applicazione delle direttive bancarie1. Salvo espressa disposizione contraria, i riferimenti agli enti creditizi contenuti negli atti comunitari quali regolamenti o direttive - diverse dalle direttive 77/780/CEE e 89/646/CEE - raccomandazioni o pareri non si applicano agli istituti di moneta elettronica.2. Agli istituti di moneta elettronica non si applicano l'articolo 2, paragrafi 5 e 6, l'articolo 3, paragrafo 3, lettere b), c) e d), e paragrafo 7, l'articolo 4, l'articolo 6, l'articolo 7, paragrafi 2 e 3, l'articolo 8, paragrafi 2, 3 e 4, l'articolo 10 e l'articolo 14 della direttiva 77/780/CEE e gli articoli 4, 6, 10, 12, 18 (paragrafo 2), 23 e 24 della direttiva 89/646/CEE. La libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi di cui agli articoli da 18 a 21 della direttiva 89/646/CEE non si applicano alle attività degli istituti di moneta elettronica diverse dall'emissione di moneta elettronica.3. Agli istituti di moneta elettronica si applicano le direttive 91/308/CEE (8) e 92/30/CEE (9).4. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 3 della direttiva 89/646/CEE, i fondi percepiti in cambio di moneta elettronica non si considerano depositi ai sensi del medesimo articolo se il contratto sottostante:a) definisce chiaramente la moneta elettronica come mezzo di pagamento messo a disposizione degli utenti quale surrogato di monete metalliche e banconote per i piccoli pagamenti;b) non prevede la possibilità di anticipare fondi in previsione ed in cambio della futura percezione di moneta elettronica.La rimborsabilità della moneta elettronica non costituisce di per sé un motivo sufficiente per considerare come depositi i fondi anticipati dall'utente stesso a norma dell'articolo 3 della direttiva 89/646/CEE. Il contratto tra l'emittente e l'utente deve precisare se la moneta elettronica caricata è rimborsabile o meno, e, se necessario, le condizioni del rimborso, le formalità da rispettare e la durata del periodo durante il quale il rimborso può essere chiesto.Articolo 3 Requisiti relativi al capitale iniziale e ai fondi propri1. Gli istituti di moneta elettronica devono avere un capitale iniziale non inferiore a 500 000 ECU. Nonostante i paragrafi 2 e 3, i loro fondi propri non devono mai scendere al di sotto di tale importo.2. Gli istituti di moneta elettronica devono disporre in qualsiasi momento di fondi propri pari o superiori al 2 % dell'importo corrente delle passività totali - o, se è superiore, della media annuale delle passività totali dei sei mesi precedenti - relative alla moneta elettronica circolante.3. L'istituto di moneta elettronica che non abbia completato sei mesi d'esercizio, ivi incluso il giorno d'inizio dell'attività, deve possedere fondi propri pari o superiori al 2 % dell'importo corrente delle passività totali - o, se è superiore, dell'importo previsto delle passività totali nei sei mesi - relative alla moneta elettronica circolante. L'importo previsto delle passività totali nei sei mesi relative alla moneta elettronica circolante verrà indicato nel programma di attività, fatto salvo l'eventuale adeguamento del programma stesso su richiesta delle autorità competenti.Articolo 4 Limitazione degli investimenti1. Gli istituti di moneta elettronica devono investire esclusivamente, e per un importo non inferiore alle proprie passività connesse alla moneta elettronica circolante, in:a) voci dell'attivo ad elevata liquidità cui, a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera a), punti 1, 2, 3 e 4, e dell'articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 89/647/CEE, è attribuita una ponderazione del rischio di credito pari a 0;b) depositi a vista presso enti creditizi appartenenti alla zona A e strumenti del debitoi) ad elevata liquidità;ii) non contemplati dal paragrafo 1, lettera a);iii) riconosciuti dalle autorità competenti come voci qualificate ai sensi dell'articolo 2, punto 12, della direttiva 93/6/CEE;iv) non emessi da imprese che abbiano partecipazioni dirette o indirette nell'istituto di moneta elettronica, da imprese che debbano essere incluse nei conti, consolidati di quest'ultima, o da imprese in cui l'istituto di moneta elettronica abbia una partecipazione diretta o indiretta.2. Gli investimenti di cui al paragrafo 1, lettera b), non possono essere superiori a venti volte l'importo dei fondi propri dell'istituto di moneta elettronica e sono soggetti a limitazioni non meno rigorose di quelle vigenti per gli enti creditizi in forza della direttiva 92/121/CEE.3. Per la copertura dei rischi di mercato derivanti dall'emissione di moneta elettronica e dagli investimenti di cui al paragrafo 1, gli istituti di moneta elettronica possono utilizzare voci fuori bilancio connesse ai tassi di interesse e di cambio ad elevata liquidità, aventi la forma di strumenti derivati negoziati sul mercato ufficiale, cui non si applica l'allegato II della direttiva 89/647/CEE. L'utilizzo di strumenti derivati a norma della prima frase è ammesso solo se è diretto a raggiungere, e per quanto possibile ad ottenere la completa eliminazione dei rischi di mercato.4. Gli Stati membri stabiliscono adeguati limiti ai rischi di mercato cui gli istituti di moneta elettronica possono esporsi a causa degli investimenti di cui al paragrafo 1.5. Ai fini del paragrafo 1 le voci dell'attivo sono valutate in base al minor valore fra quello di costo e quello di mercato.6. Qualora il valore delle attività di cui al paragrafo 1 sia inferiore alle passività relative alla moneta elettronica circolante, la autorità competenti provvedono affinché l'istituto di moneta elettronica in questione prenda le opportune misure per ovviare prontamente alla situazione. A questo scopo e solo in via temporanea, le autorità competenti possono consentire che le passività relative alla moneta elettronica circolante vengano garantite da attività diverse da quelle di cui al paragrafo 1 fino ad un importo non superiore al 5 % di dette passività o all'importo complessivo dei fondi propri dell'istituto, ove inferiori.Articolo 5 Verifica ad opera delle autorità competentiLe autorità competenti verificano l'osservanza degli articoli 3 e 4 almeno due volte all'anno in base ai dati forniti dagli istituti di moneta elettronica.Articolo 6 Gestione sana e prudente1. Gli istituti di moneta elettronica garantiscono l'applicazione di una gestione sana e prudente, di procedure amministrative e contabili sane e di adeguati meccanismi di controllo interno. Questi devono essere commisurati ai rischi finanziari e non finanziari ai quali l'organismo è esposto.2. Qualora un istituto di moneta elettronica eserciti le attività di cui all'articolo 1, paragrafo 3, lettera a), in cooperazione con un'altra impresa la quale svolga funzioni operative o altre funzioni accessorie connesse alle stesse attività e, per quanto riguarda i rischi correlati a tali funzioni, non sia soggetta a vigilanza prudenziale né ad alcuna altra forma adeguata di controllo, gli accordi contrattuali sui quali si fonda la cooperazione devono stabilire diritti contrattuali che consentano all'istituto di moneta elettronica di tenere sotto controllo e contenere detti rischi e di recedere immediatamente ed incondizionatamente dagli accordi contrattuali nel caso in cui l'esercizio effettivo dei diritti medesimi sia di fatto impedito, ovvero su richiesta delle autorità competenti ai sensi del paragrafo 3, ultimo trattino.3. Per assicurare l'effettiva vigilanza dell'istituto di moneta elettronica che cooperi con un'altra impresa ai sensi del paragrafo 2, gli Stati membri dispongono che le proprie autorità competenti possano:a) richiedere all'altra impresa di fornire ogni informazione pertinente ai fini della vigilanza dell'istituto di moneta elettronica;b) svolgere direttamente o attraverso ispettori esterni ispezioni in loco presso tale impresa al fine di verificare le informazioni ricevute;c) richiedere all'istituto di moneta elettronica di porre prontamente rimedio a qualsiasi inadempimento e se necessario di recedere immediatamente dagli accordi contrattuali su cui si fonda la cooperazione con l'altra impresa.Articolo 7 Deroghe1. Gli Stati membri possono dispensare un istituto di moneta elettronica dall'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 4, dell'articolo 3, paragrafo 1, dell'articolo 8 e dall'applicazione delle direttive 77/780/CEE e 89/646/CEE qualora tutte le attività commerciali del tipo indicato nell'articolo 1, paragrafo 3, lettera a), da esso svolte individualmente o in cooperazione con altri istituti di moneta elettronica, soddisfino le seguenti condizioni:a) generano un importo complessivo di passività connesse alla moneta elettronica circolante da esso emessa che di norma non superi 10 milioni di ECU e in nessun momento superi 12 milioni di ECU;b) riguardano moneta elettronica fondata su accordi contrattuali secondo i quali il portafoglio elettronico messo a disposizione dell'utente per l'effettuazione dei pagamenti è soggetto ad un limite massimo di 150 ECU.L'istituto di moneta elettronica dispensato dall'applicazione di uno o più articoli suindicati non fruisce della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi ai sensi della direttiva 89/647/CEE.2. Ai fini dell'applicazione della presente direttiva alle imprese che richiedano di beneficiare della deroga a norma del paragrafo 1 o per le quali siffatta deroga sia già stata approvata, s'intende per:a) autorità competenti: le autorità nazionali competenti per la vigilanza sugli istituti di moneta elettronica;b) fondi propri: i fondi propri definiti nella direttiva 89/299/CEE del Consiglio (10).Articolo 8 Diritti acquisiti1. Gli istituti di moneta elettronica soggetti alla presente direttiva che abbiano iniziato la propria attività, a norma delle disposizioni vigenti nello Stato membro in cui si trova la loro sede principale, prima dell'entrata in vigore delle disposizioni di attuazione si presumono autorizzati ai sensi della direttiva stessa. Gli Stati membri richiedono a tali organismi di fornire alle competenti autorità, entro un ragionevole lasso di tempo, tutte le informazioni atte a consentire a queste ultime di valutare se essi soddisfino i requisiti stabiliti dalla presente direttiva, quali misure debbano essere adottate per garantire il loro conformarsi a detti requisiti ovvero se sia opportuna una revoca dell'autorizzazione.2. La presunzione di cui al paragrafo 1, prima frase, non opera nei confronti degli istituti di moneta elettronica che fruiscono di una deroga ai sensi dell'articolo 7. Se la deroga è subordinata all'approvazione dell'autorità competente, la presunzione cessa all'atto dell'approvazione stessa.Articolo 9 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre [1999]. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Le disposizioni adottate dagli Stati membri devono contenere un riferimento alla presente direttiva o essere corredate da siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 10 La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 11 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU L 322 del 17.12.1977, pag. 30.(2) GU L 386 del 30.12.1989, pag. 1.(3) GU L 110 del 28.4.1992, pag. 52.(4) GU L 386 del 30.12.1989, pag. 14.(5) GU L 29 del 5.2.1993, pag. 1.(6) GU L 141 dell'11.6.1993, pag. 1.(7) GU L 141 dell'11.6.1993, pag. 27.(8) GU L 166 del 28.6.1991, pag. 77.(9) GU L 110 del 28.4.1992, pag. 52.(10) GU L 124 del 5.5.1989, pag. 16.