CELEX: 62021CN0335
Language: it
Date: 2021-05-27 00:00:00
Title: Causa C-335/21: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Juzgado de Primera Instancia n° 10 Bis de Sevilla (Spagna) il 27 maggio 2021 — Vicente / Delia

20.9.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 382/12
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Juzgado de Primera Instancia no 10 Bis de Sevilla (Spagna) il 27 maggio 2021 — Vicente / Delia
      (Causa C-335/21)
      (2021/C 382/15)
      Lingua processuale: lo spagnolo
      
         Giudice del rinvio
      
      Juzgado de Primera Instancia no 10 Bis de Sevilla
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Vicente
      
         Convenuta: Delia
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se sia conforme alla direttiva 93/13 (1) e al principio di effettività della stessa, in relazione al diritto a un ricorso effettivo ai sensi dell’articolo 47 della Carta, un procedimento sommario d’ingiunzione di pagamento degli onorari, esperito da un avvocato, che non consente al giudice di valutare d’ufficio l’eventuale carattere abusivo delle clausole contenute nel contratto stipulato con un consumatore, considerato che tale procedimento non prevede l’intervento del giudice in alcuna fase del suo svolgimento, tranne nel caso in cui il cliente si opponga a tale ingiunzione e successivamente una delle parti presenti un ricorso avverso la decisione definitiva del cancelliere.
               
            
                  2)
               
               
                  Se sia conforme alla direttiva 93/13 e al principio di effettività della stessa, in relazione al diritto a un ricorso effettivo ai sensi dell’articolo 47 della Carta, che l’eventuale controllo in merito al carattere abusivo operato dal giudice, d’ufficio o su istanza di parte, in questo tipo di procedimento, di natura sommaria, sia effettuato nell’ambito di un ricorso facoltativo per revisione avverso la decisione emanata da un organo non giurisdizionale, quale il cancelliere, che deve limitarsi, in linea di principio, esclusivamente a ciò che è stato oggetto della decisione e che non consente l’acquisizione di prove che non siano documenti già prodotti dalle parti.
               
            
                  3)
               
               
                  Se una clausola contenuta in un contratto tra un avvocato e un consumatore, come quella di cui trattasi, che prevede il pagamento di onorari nel caso specifico in cui il cliente rinunci agli atti del procedimento giurisdizionale prima della sua conclusione o raggiunga un accordo con l’istituto di credito, all’insaputa o contro il parere dello studio legale, debba essere considerata come rientrante nell’ambito di applicazione dell’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13, trattandosi di una clausola principale relativa all’oggetto del contratto, nella fattispecie il prezzo.
               
            
                  4)
               
               
                  In caso di risposta affermativa alla questione precedente, se tale clausola, che fissa gli onorari mediante il rinvio al tariffario di un ordine forense, che stabilisce norme diverse da applicare a seconda di ciascun caso specifico e di cui non è stata fatta alcuna menzione nelle informazioni preliminari, possa essere considerata chiara e comprensibile ai sensi del summenzionato articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13.
               
            
                  5)
               
               
                  In caso di risposta negativa alla precedente questione, se si possa considerare una pratica commerciale sleale, ai sensi della direttiva 2005/29 (2), l’inserzione di una clausola come quella controversa in un contratto concluso tra un avvocato e un consumatore, che fissa gli onorari dell’avvocato mediante il semplice rinvio a un tariffario di un ordine forense, che stabilisce norme diverse da applicare a seconda di ciascun caso specifico e di cui non è stata fatta alcuna menzione né nell’offerta commerciale, né nelle informazioni preliminari.
               
            
         (1)  Direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (GU 1993, L 95, pag. 29).
      
         (2)  Direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno (GU 2005, L 149, pag. 22).