CELEX: C2001/150/08
Language: it
Date: 2001-05-19 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 18 gennaio 2001 nella causa C-113/99: Herta Schmid contro Finanzlandesdirektion für Wien, Niederösterreich und Burgenland ("Direttiva 69/335/CEE — Imposte indirette sulla raccolta di capitali — Imposta minima sulle società di capitali")

19.5.2001                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 150/5
                   SENTENZA DELLA CORTE                                                           SENTENZA DELLA CORTE
                                                                                                         (Quinta Sezione)
                         (Seconda Sezione)
                                                                                                         18 gennaio 2001
                           18 gennaio 2001
                                                                              nella causa C-150/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale
                                                                              proposta dallo Svea hovrätt): Svenska staten contro
nella causa C-113/99: Herta Schmid contro Finanzlandes-                       Stockholm Lindöpark AB e Stockholm Lindöpark AB
  direktion für Wien, Niederösterreich und Burgenland (1)                                           contro Svenska staten (1)
(«Direttiva 69/335/CEE — Imposte indirette sulla raccolta                     («Disposizioni fiscali — Armonizzazione delle legislazioni
    di capitali — Imposta minima sulle società di capitali»)                  — Imposte sulla cifra di affari — Sistema comune dell’impo-
                                                                              sta sul valore aggiunto — Sesta direttiva — Esoneri —
                                                                              Locazione di beni immobili — Pratrica dello sport o dell’edu-
                           (2001/C 150/08)                                                                 cazione fisica»)
                                                                                                          (2001/C 150/09)
                     (Lingua processuale: il tedesco)
                                                                                                   (Lingua processuale: lo svedese)
(Traduzione provvisoria: la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                   (Traduzione provvisoria: la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                             «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Nella causa C-113/99, avente ad oggetto la domanda di                         Nella causa C-150/99, Svenska staten contro Stockholm
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-                     Lindöpark AB e Stockholm Lindöpark AB contro Skenska
l’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Verwalting-            staten, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudizia-
sgerichtshof (Austria) nella causa dinanzi ad esso pendente tra               le proposta alla Corte, a norma dell’art. 177 del Trattato CE
Herta Schmid, in qualità di curatore del fallimento della                     (divenuto art. 234 CE), dallo Svea hovrätt (Svezia), nella causa
P.P. Handels GmbH, in liquidazione, e Finanzlandesdirektion                   dinanzi ad esso pendente e vertente sull’interpretazione degli
für Wien, Niederösterreich und Burgenland, domanda vertente                   artt. 13, parte A, n. 1, lett. m), e 13, parte B, lett. b), della sesta
sull’interpretazione dell’art. 10 della direttiva del Consiglio               direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in
17 luglio 1969, 69/335/CEE, concernente le imposte indirette                  materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
sulla raccolta di capitali (GU L 249, pag. 25), come modificata               relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di
dalla direttiva del Consiglio 10 giugno 1985, 85/303/CEE (GU                  imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU
L 156, pag. 23), la Corte (Seconda Sezione), composta dai sigg.               L 145, pag. 1), la Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg.
M. Skouris, presidente di sezione, R. Schintgen (relatore) e                  D.A.O. Edward, facente funzioni di presidente di sezione,
sig.ra N. Colneric, giudici, avvocato generale: N. Fennelly,                  P. Jann (relatore) e L. Sevón, giudici, avvocato generale:
cancelliere: R. Grass, ha pronunciato, il 18 gennaio 2001, una                F.G. Jacobs, cancelliere: H. von Holstein, cancelliere aggiunto,
sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:                            ha pronunciato, il 18 gennaio 2001, una sentenza il cui
                                                                              dispositivo è del seguente tenore:
L’art. 10 della direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335/CEE,           1)    Gli artt. 13, parte A, n. 1, lett. m), e 13, parte B, lett. b), della
concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, come                   sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE,
modificata dalla direttiva del Consiglio 10 giugno 1985,                            in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati
85/303/CEE, deve essere interpretato nel senso che non si oppone                    Membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema
alla riscossione, a carico delle società di capitali che, trovandosi in             comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile
stato di fallimento o di liquidazione, non dispongono di alcun reddito              uniforme, ostano a norme nazionali le quali prevedano un’esen-
o il cui reddito annuo non supera un certo importo, di un’imposta                   zione generale dall’imposta sul valore aggiunto per le cessioni
minima, quale quella di cui trattasi nella causa principale, dovuta per             in uso di locali ed altri impianti nonché per la messa a
ogni trimestre di assoggettamento illimitato di tali società all’imposta            disposizione di strumenti accessori o altre apparecchiature ai
sulle società.                                                                      fini dell’effettuazione dell’attività sportiva e dell’educazione
                                                                                    fisica, compresi i servizi forniti da organismi aventi fini di lucro.
                                                                              2)    Le disposizioni dell’art. 17, nn. 1 e 2, della sesta direttiva
(1) GU C 160 del 5.6.1999.                                                          77/388, lette in combinato disposto con quelle degli artt. 2, 6,
                                                                                    n. 1, e 13, parte B, lett. b), della stessa sono sufficientemente
                                                                                    chiare, precise ed incondizionate per poter essere fatte valere dai
                                                                                    singoli dinanzi al giudice nazionale nei confronti di uno Stato
                                                                                    membro.