CELEX: 62020TN0490
Language: it
Date: 2018-08-02 00:00:00
Title: Causa T-490/20: Ricorso proposto il 2 agosto 2020 — CH e CN / Parlamento

5.10.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 329/18
            
         
      Ricorso proposto il 2 agosto 2020 — CH e CN / Parlamento
      (Causa T-490/20)
      (2020/C 329/36)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: CH e CN (rappresentante: C. Bernard-Glanz, avocat)
      
         Convenuto: Parlamento europeo
      
         Conclusioni
      
      I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare il loro ricorso ricevibile;
               
            
                  —
               
               
                  annullare le decisioni impugnate nella parte in cui non prendono una posizione definitiva sulla veridicità degli atti di molestia psicologica denunciati;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto al pagamento della somma di EUR 5 000 in favore di ciascuno, ex aequo et bono, a titolo di risarcimento del danno morale causato dal superamento del termine ragionevole, oltre agli interessi di mora fino al completo pagamento;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto al pagamento della somma di EUR 100 000 in favore di ciascuno, ex aequo et bono, a titolo di risarcimento del danno morale causato dalla mancata presa di posizione definitiva sulla veridicità degli atti di molestia psicologica denunciati, oltre agli interessi di mora fino al completo pagamento;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del loro ricorso contro le decisioni del Parlamento del 13 settembre 2019, con le quali l'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione di tale istituzione, in risposta alle loro richieste di assistenza, non ha preso posizione in modo definitivo sulla veridicità degli atti di molestia psicologica denunciati, i ricorrenti deducono due motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione del dovere di assistenza e dell'articolo 24 dello Statuto dei funzionari dell'Unione europea (in prosieguo: lo «Statuto»), in quanto, non avendo preso una posizione definitiva sull'esistenza degli atti di molestia psicologica denunciati, l'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione del Parlamento è venuta meno al dovere di assistenza che le è proprio.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione del dovere di sollecitudine e del principio di buona amministrazione, nonché sulla violazione del diritto alla dignità, e degli articoli 1 e 31 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in quanto, non avendo preso una posizione definitiva sull'esistenza degli atti di molestia psicologica denunciati, l'autorità abilitata a concludere i contratti di assunzione del Parlamento ha violato il principio di buona amministrazione e il suo dovere di sollecitudine, violando così il diritto alla dignità umana dei ricorrenti.