CELEX: C2003/019/40
Language: it
Date: 2003-01-25 00:00:00
Title: Causa C-433/02: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno del Belgio, proposto il 29 novembre 2002

25.1.2003                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 19/23
     con norme o prassi amministrative dell’ordinamento                                  dei titoli rilasciati sulla base dei periodi di studio
     nazionale quali quelle descritte ai punti C e D dell’ordinan-                       svolti presso istituzioni estere operanti in Italia,
     za [articoli 170 e 332 del R.D. 31.8.1933 n. 1592                                   ancorché autorizzate ed accreditate dalle Pubbliche
     (G.U.R.I. 7.12.1933, n. 283) — decreto legislativo                                  Autorità a ciò deputate dello Stato membro di
     27.1.1992, n. 115 (G.U.R.I. 18.2.1992, n. 40)], ed in                               appartenenza;
     particolare, con norme e/o prassi amministrative naziona-
     li le quali:
                                                                                   —     impongano la presentazione di una attestazione
                                                                                         della rappresentanza diplomatico-consolare italiana
                                                                                         nel Paese estero in cui è stato rilasciato il titolo che
     —      ostacolino lo stabilimento italiano di una società di                        comprovi l’effettivo soggiorno in loco dell’interessa-
            capitali, il cui centro di attività principale è nel                         to per tutto il periodo degli studi universitari;
            Regno Unito, all’esercizio nello Stato ospitante di
            una attività consistente nell’organizzazione e nella
            gestione di corsi di studio per la preparazione ad                     —     limitino il riconoscimento dei diplomi «esclusiva-
            esami universitari, attività per il cui esercizio la                         mente» allo svolgimento di una professione già
            società è regolarmente abilitata e accreditata da parte                      svolta nel Paese di provenienza, escludendo quindi
            delle istituzioni statali britanniche;                                       qualsiasi riconoscimento ai fini dell’accesso ad una
                                                                                         professione regolamentata ancorché non in prece-
                                                                                         denza esercitata;
     —      comportino effetti discriminatori rispetto ai soggetti
            nazionali che svolgono analoghe attività;
                                                                             3)    quale sia il significato e la portata di «pregniudizievole
                                                                                   interruzione della formazione professionale» nell’interpre-
                                                                                   tazione della decisione del Consiglio del 2.4.1963, n. 63/
     —      vietino e/o gravemente ostacolino lo stabilimento                      266/CEE (3) e se in tale accezione possa rientrare l’istitu-
            italiano della società stessa nell’acquisto, in altro                  zione, sul piano nazionale, da parte della Pubblica
            Stato membro e a titolo oneroso, dei servizi prope-                    Amministrazione di un sistema permanente d’informa-
            deutici all’esercizio dell’attività sopra indicata;                    zione il quale evidenzia che i titoli di studio rilasciati da
                                                                                   una Università, ancorché legalmente riconosciuta in Gran
                                                                                   Bretagna, non possono essere riconosciuti dall’ordina-
     —      disincentivino gli studenti a iscriversi a questi corsi                mento nazionale se conseguiti sulla base di periodi di
            di studio;                                                             studi svolti sul territorio nazionale.
     —      ostacolino la formazione professionale degli studenti            (1 ) GU L 19 del 24.1.1989, pag. 16.
            iscritti, nonché il conseguimento di un titolo che può           (2 ) GU C 109 del 4.5.2002, pag. 2.
            attribuire al suo titolare sia vantaggi per accedere ad          (3 ) GU n. 63 del 20.4.1963, pag. 1338.
            una attività professionale, sia vantaggi per esercitarla
            con maggior profitto anche in altri Stati membri;
2)   se la direttiva del Consiglio del 21.12.1988 n. 89/48/
     CEE (1) nell’interpretazione del suo art. 2, che qui viene
     richiesta alla Corte di Giustizia, attribuisca diritti, che
     possono essere invocati anche anteriormente al consegui-
     mento del diploma di cui all’art. 1 della direttiva stessa e,
     in caso di risposta positiva al presente quesito, se la
     direttiva stessa, anche alla luce di quanto già statuito dalla          Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     Corte con sentenza 7 marzo 2001 in causa C-145/99                          tro il Regno del Belgio, proposto il 29 novembre 2002
     — Commissione contro Repubblica italiana (2) — sia
     compatibile con norme o prassi amministrative dell’ordi-
     namento nazionale le quali:                                                                      (Causa C-433/02)
     —      demandino il riconoscimento dei diplomi d’istruzio-                                         (2003/C 19/40)
            ne superiore che sanzionano formazioni professio-
            nali di una durata minima di tre anni alla mera
            discrezionalità della Pubblica Amministrazione;
                                                                             Il 29 novembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,
     —      ammettano al riconoscimento i titoli rilasciati da               rappresentata dalla sig.ra K. Banks, in qualità di agente, con
            Università riconosciute in Gran Bretagna solo se                 domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla
            conseguiti dopo regolare frequenza dell’intero corso             Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro il
            di studi in territorio estero, con l’esclusione quindi           Regno del Belgio.
 ---pagebreak--- C 19/24                 IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             25.1.2003
La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte                          durante gli anni 1999 e 2000, è venuta meno agli
voglia:                                                                            obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 5, n. 1, della
                                                                                   direttiva 19 giugno 1995, 95/21/CE, sul controllo dello
—      dichiarare che il Regno del Belgio, non avendo applicato                    Stato di approdo delle navi ( 1);
       le disposizioni relative al diritto di prestito pubblico
       previste dalla direttiva del Consiglio 19 novembre 1992,            2)      condannare l’Irlanda alle spese.
       92/100/CEE, concernente il diritto di noleggio, il diritto
       di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in
       materia di proprietà intellettuale (1), è venuto meno agli
       obblighi ad esso incombenti in forza degli artt. 1 e 5 della        Motivi e principali argomenti
       suddetta direttiva, e
—      condannare il Regno del Belgio alle spese.                          L’art. 5, n. 1, della direttiva 95/21/CE, secondo il disposto del
                                                                           periodo di cui alla fattispecie, impone a ogni Stato membro
                                                                           l’obbligo di ispezionare almeno il 25 % del numero di singole
                                                                           navi straniere che approdano nei suoi porti in un determinato
Motivi e principali argomenti                                              anno. Dai fatti emerge in modo evidente che l’Irlanda è venuta
                                                                           meno a tale obbligo per gli anni 1999 e 2000 perché nel corso
                                                                           degli stessi ispezionava, rispettivamente, il 7,5 % e il 14,6 %
Sebbene il Belgio abbia previsto un diritto ad una remunerazio-            del numero di navi approdate nei suoi porti.
ne dell’autore nei casi in cui quest’ultimo non possa vietare il
prestito, non è stata adottata alcuna delle misure di esecuzione
previste dall’art. 63 della legge 30 giugno 1994 relativa                  (1 ) Direttiva del Consiglio 19 giugno 1995, 95/21/CE, relativa
al diritto d’autore a ai diritti connessi e l’importo della                     all’attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle navi,
remunerazione non è stato pertanto mai quantificato.                            la prevenzione dell’inquinamento e le condizioni di vita e di
                                                                                lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti comunitari e
                                                                                che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri
Le autorità belghe si riferiscono erroneamente alla difficoltà di               (controllo dello Stato di approdo) (GU L 157 del 7 luglio 1995,
distinguere le categorie di istituzioni che possono essere                      pag. 1).
esonerate in forza dell’art. 5, n. 3, della direttiva. Se le
circostanze esistenti nello Stato membro di cui trattasi non
consentono di effettuare una valida distinzione tra categorie di
istituzioni, la soluzione consiste nell’imporre a tutte le istituzio-
ni interessate l’obbligo di pagare la remunerazione del caso.
( 1) GU L 346 del 27.11.1992, pag. 61.                                     Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                             tro la Repubblica francese, proposto il 4 dicembre 2002
                                                                                                     (Causa C-439/02)
                                                                                                       (2003/C 19/42)
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
           tro l’Irlanda, proposto il 2 dicembre 2002
                                                                           Il 4 dicembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,
                         (Causa C-436/02)                                  rappresentata dai sigg. K. Simonsson e W. Wils, in qualità di
                                                                           agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
                           (2003/C 19/41)                                  dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                           ricorso contro la Repubblica francese.
Il 2 dicembre 2002, la Commissione delle Comunità europee,                 La Commissione delle Comunità europee conclude che la
rappresentata dal sig. Knut Simonsson, in qualità di agente,               Corte voglia:
con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla
Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro               1.      dichiarare che, non avendo eseguito, ogni anno, un
l’Irlanda.                                                                         numero complessivo di ispezioni pari almeno al 25 %
                                                                                   delle singole navi approdate nei suoi porti nel 1999 e
                                                                                   2000, la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                          che le incombono in forza dell’art. 5, n. 1, della direttiva
                                                                                   del Consiglio 95/21/CE ( 1) relativa al controllo delle navi
1)     dichiarare che l’Irlanda, non avendo eseguito un numero                     da parte dello Stato di approdo;
       annuale complessivo di ispezioni pari ad almeno il 25 %
       del numero di singole navi approdate nei suoi porti                 2.      condannare la Repubblica francese alle spese.