CELEX: C2002/044/15
Language: it
Date: 2002-02-16 00:00:00
Title: Causa C-492/01 P: Ricorso della Dieckmann & Hansen GmbH avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) pronunciata il 23 ottobre 2001 nella causa T-155/99, Dieckmann & Hansen GmbH contro Commissione delle Comunità europee, presentato il 19 dicembre 2001

C 44/8                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         16.2.2002
1.    Se gli artt. 20, n. 2, e 17, della sesta direttiva(1), ovvero i       La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      principi generali sanciti dal diritto europeo del legittimo
      affidamento e della certezza del diritto ostino a che, in un
      caso in cui non ricorra frode o abuso né variazione                   1)    Annullare la sentenza del Tribunale di primo grado delle
      dell’utilizzo previsto — come indicato nei punti 50 e                       Comunità europee 23 ottobre 2001.
      51 della sentenza della Corte di giustizia nella causa
      Schloßstraße (2) — l’IVA portata a deduzione da un
      soggetto passivo e da lui versata in ragione di un bene               2)    Condannare la convenuta a pagare alla ricorrente
      immobile fornitogli per essere concesso in locazione                        DEM 8 725 320,45, cui si aggiungono gli interessi annui
      (soggetta ad IVA) venga rettificata per il solo motivo che                  dell’8 % dal giorno della pendenza della lite.
      il soggetto passivo d’imposta, a seguito di una modifica
      normativa, non ha più il diritto di rinunciare alla esenzio-
      ne per la detta locazione per gli anni del periodo di
                                                                            3)    Dichiarare che la convenuta è tenuta a risarcire ogni
      rettifica che decorrono dal momento del venir meno di
                                                                                  ulteriore danno che la ricorrente abbia subito per il fatto
      tale possibilità di scelta (nella specie 1o gennaio 1996) e
                                                                                  di aver licenziato i suoi dipendenti e sospeso l’attività a
      non ancora decorsi ai sensi del menzionato art. 20, n. 2.
                                                                                  seguito del divieto di importazione di caviale dal Kazaki-
                                                                                  stan a far data dal 31.12.1999.
2.    In caso di soluzione affermativa della prima questione, se
      la modifica normativa resti disapplicata solo nei riguardi
      dell’imposta portata a deduzione di cui alla menzionata               4)    Condannare la Commissione alle spese del procedimento.
      questione 1, ovvero anche per quanto riguarda il fatto
      che in applicazione del disposto dell’art. 13 C della sesta
      direttiva, sono assoggettate ad imposta anche le locazioni
      menzionate nella questione 1 — fintantoché non sia
      decorso il periodo di rettifica.
                                                                            Motivi e principali argomenti
(1) Sesta direttiva del Consiglio, 17 maggio 1977, 388/CEE, in
    materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri         —     Il Tribunale di primo grado ha ritenuto erroneamente che
    relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di               la Commissione fruisse di un’ampia discrezionalità in
    imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme. (GU                    sede di adozione della decisione 1999/244/CE (1), con la
    L 145, pag. 1).                                                               quale il Kazakistan è stato tolto dalla lista dei paesi terzi,
(2) Sentenza 8 giugno 2000, causa C-396/98.                                       e che di conseguenza solo una violazione grave e
                                                                                  manifesta del principio di buona amministrazione posto
                                                                                  a tutela della ricorrente potesse giustificare un obbligo
                                                                                  di risarcimento da parte della Commissione. La detta
                                                                                  decisione si fonda sull’autorizzazione contenuta nel-
                                                                                  l’art. 2, n. 3, della decisione del Consiglio 95/408/CE, il
                                                                                  quale, con riferimento alle condizioni e al contenuto
                                                                                  richiamati al n. 2, prevede i criteri precisi e rigidi che la
                                                                                  Commissione deve osservare. Essa deve accertare se le
Ricorso della Dieckmann & Hansen GmbH avverso la                                  autorità di uno Stato terzo abbiano fornito garanzie che
sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità                              siano almeno equivalenti a quelle previste nella direttiva
europee (Quinta Sezione) pronunciata il 23 ottobre 2001                           del Consiglio 91/493/CEE o se tali garanzie persistano.
nella causa T-155/99, Dieckmann & Hansen GmbH contro
Commissione delle Comunità europee, presentato il                                 Gli accertamenti da svolgere in relazione a tali garanzie
                         19 dicembre 2001                                         riguardano circostanze concrete, precisate nella direttiva
                                                                                  del Consiglio 91/493, e presupposti di produzione e di
                        (Causa C-492/01 P)                                        messa in commercio dei prodotti da importare dal paese
                                                                                  terzo, in particolare l’osservanza di regole di igiene
                                                                                  durante la produzione, che servono alla tutela della salute
                          (2002/C 44/15)                                          dei consumatori. Tali condizioni devono essere accertate
                                                                                  in concreto. Considerazioni di politica agricola o econo-
                                                                                  mica restano estranee all’accertamento.
Il 19 dicembre 2001 la Dieckmann & Hansen GmbH, rappre-
sentata dall’avv. prof. dott. H.-J. Rabe, Sozietät Latham &                 —     Il Tribunale ha comunque rifiutato di riconoscere che la
Watkins Schön Nolte, Warburgstrasse 50, D-20354 Amburgo                           Commissione ha manifestamente e notevolmente supera-
ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità                       to il suo limite di discrezionalità: infatti, benché gli
europee, un ricorso avverso la sentenza del Tribunale di primo                    ispettori veterinari incaricati dalla Commissione abbiano
grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) pronunciata il                      dichiarato nella loro relazione che le loro valutazioni
23 ottobre 2001 nella causa T-155/99, Dieckmann & Hansen                          della «situazione generale nel Kazakistan riguardanti le
GmbH contro Commissione delle Comunità europee.                                   disposizioni veterinarie in vigore, la politica in materia di
 ---pagebreak--- 16.2.2002                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 44/9
      igiene ed i controlli sugli animali» valgono anche per il                    —     avendo imposto ai laboratori di analisi di biologia
      caviale, i loro accertamenti hanno riguardato in realtà                            medica stabiliti in altri Stati membri la condizione
      esclusivamente la produzione di carne equina ed i filetti                          di avere la loro sede di attività nel territorio francese
      di lucioperca. La Commissione ha presentato una propo-                             ai fini di ottenere il rilascio della necessaria autoriz-
      sta al comitato veterinario senza un proprio esame o una                           zazione;
      propria valutazione e senza produrre la relazione degli
      ispettori.                                                                   —     avendo escluso ogni forma di rimborso delle spese
                                                                                         relative ad analisi di biologia medica effettuate in
                                                                                         laboratori di analisi di biologia medica stabiliti in
—     Il Tribunale ha inoltre rifiutato di riconoscere che la                            altri Stati membri,
      Commissione ha manifestamente violato a danno della
      ricorrente il principio della tutela dell’affidamento. Ai                    è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza
      sensi della decisione della Commissione 28 gennaio                           degli artt. 43 e 49 del Trattato CE;
      1999, 1999/136, pubblicata nella Gazzetta ufficiale del
      18.2.1999, l’importazione di caviale dal Kazakistan era                2.    condannare la Repubblica francese alle spese.
      ancora consentita (elenco II). Di conseguenza ad inizio
      marzo 1999 la ricorrente concluse i contratti per la
      fornitura di caviale proveniente dal Kazakistan per l’anna-            Motivi e principali argomenti
      ta 1999. Nel gennaio 1999, e comunque prima del
      18 febbraio 1999, la Commissione era però già a
      conoscenza dei risultati dell’ispezione risultanti dalla               —     Restrizione alla libertà di stabilimento di cui all’art. 43 CE
      relazione, che le consentirono di presentare alla riunione                   per il fatto che l’autorizzazione amministrativa prescritta
      del comitato veterinario del 23 febbraio 1999 una                            per le attività di un laboratorio di biologia medica
      proposta che prevedeva l’esclusione dall’elenco II. In                       (art. L 757 del Code de la Santé Publique) può venire
      considerazione del piccolo numero di importatori interes-                    rilasciata unicamente dal prefetto del dipartimento nel
      sati sarebbe stato facile per la Commissione informare                       quale il laboratorio deve essere gestito (art. 15 del decreto
      tali ditte dei risultati dell’ispezione di controllo di cui essa             n. 76-1004). Tale disposizione impedisce l’apertura di
      disponeva in gennaio e delle conseguenze che si sarebbero                    uno stabilimento sotto forma di ufficio o agenzia. La
      prodotte in base agli stessi sull’importazione di caviale.                   Commissione non contesta la possibilità che uno Stato
                                                                                   membro preveda un regime di autorizzazione per le
                                                                                   attività di un laboratorio di analisi. Un tale regime deve
                                                                                   tuttavia tenere conto delle prescrizioni e delle garanzie
(1) Decisione 1999/244/CE, recante modifica della decisione                        che vengono già rispettate nell’altro Stato membro di
    97/296/CE, che stabilisce l’elenco dei paesi terzi dai quali è                 stabilimento, fermo restando che nel primo Stato mem-
    autorizzata l’importazione dei prodotti della pesca destinati all’ali-         bro puo’ esistere un livello di tutela della salute piu’
    mentazione umana (GU L 91, pag. 37).
                                                                                   elevato. Nell’ipotesi contraria, il fatto di non prendere in
                                                                                   considerazione le garanzie già fornite in un altro Stato
                                                                                   membro condurrebbe ad una situazione in cui l’iter da
                                                                                   effettuare per una domanda di autorizzazione costituireb-
                                                                                   be una ripetizione rispetto al rilascio dell’autorizzazione
                                                                                   che il laboratorio straniero ha già ottenuto nel proprio
                                                                                   Stato membro di stabilimento. Una tale situazione è
                                                                                   incompatibile con il principio di proporzionalità in base
                                                                                   al quale gli obiettivi perseguiti devono essere raggiunti
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                              mediante l’applicazione di misure meno restrittive.
tro la Repubblica francese, proposto il 21 dicembre 2001
                                                                             —     Restrizione all’esercizio della libertà di stabilimento e
                                                                                   della libera prestazione dei servizi sancite dagli artt. 43 e
                          (Causa C-496/01)                                         49 CE, poiché la normativa francese (art. R 332 — 3 del
                                                                                   Code de la Sécurité Sociale) limita la partecipazione
                            (2002/C 44/16)                                         finanziaria delle casse di assicurazione-malattia unica-
                                                                                   mente ai casi eccezionali, vale a dire, qualora l’assicurato
                                                                                   abbia provato di non essere stato in grado di ricevere cure
                                                                                   appropriate nel territorio francese, ipotesi d’altronde
                                                                                   inesistente per quanto riguarda i laboratori di biologia
Il 21 dicembre 2001 la Commissione delle Comunità europee,                         medica. Questa limitazione costituisce un ostacolo all’e-
rappresentata dalla sig.ra Maria Patakia, in qualità di agente,                    sercizio tanto della libera prestazione dei servizi (per il
con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla                      caso in cui il laboratorio straniero non disponga di una
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la                     sede in Francia), quanto del diritto di aprire stabilimenti
Repubblica francese.                                                               secondari (nel caso in cui un laboratorio disponga di
                                                                                   uno stabilimento secondario nel quale tuttavia non si
                                                                                   effettuano analisi).
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                             La Commissione ritiene che tali restrizioni non siano giustifica-
1.    dichiarare che la Repubblica francese,                                 te, in particolare, da motivi di sanità pubblica. Le garanzie