CELEX: 51966PC0006
Language: it
Date: 1966-01-12
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativa alla graduale attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti orticoli non commestibili (Presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (66) 6
Vol. 1966/0001
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMUNITA TA "          ECO NOM ICA                        EUROPE A
                  COMMISSIONE
                                   COM(66)6 def.
                                   Bruxelles , 12 gennaio 1966
                           Proposta di
                      REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
       relativa alla graduale attuazione di un' organizzazione
       comune dei mercati nel settore dei prodotti orticoli
                        non commestibili
            (Presentata dalla Commissione al Consiglio )
     COM(66 ) 6 def
 ---pagebreak---                             RELAZIONE
I. INTRODUZIONE
1.     Il presente progetto di regolamento contiene le prime disposizioni per la
progressiva attuazione di una politica comune nel settore dei prodotti orticoli
non commestibili . Tale settore comprende la maggior parte del capitolo 06 della
tariffa doganale comune , vale a dire le piante vive e i prodotti della floricol­
tura . In particolare sono escluse dal campo di applicazione del presente progetto
le sottovoci 06.02 Ale 06.02 B ; talee e marze di viti e talee innestate e "barbateli'
di viti , data la loro posizione speciale nall 1 ambito della regolamentazione viti-
vinicola .
2.     Il settore dei prodotti orticoli non commestibili è oggi in piena espansione
e rappresenta per l' insieme della Comunità un valore di produzione di oltre
600 milioni di unità di conto all' anno . Tale cifra ammonta a un terzo del valore
della produzione del settore uova e pollame e al 20 ^ del valore della produ­
zione del settore cereali .                                                          <
 ^     La produzione è diffusa in tutti gli Stati membri ed è sovente concentrata
in regioni determinate . La col-tura è una delle più 1 intensive del settore agri­
colo ed esige una manodopera importante e specializzata . La stabilità, del mercato
e le buone condizioni di smaltimento della produzione sono pertanto , elementi
importanti della politicadal punto di vista sia economico che sociale .
3.     I prodotti del settore di cui trattasi formano oggetto di un commercio
internazionale considerevole . Gli scambi tra gli Stati membri raggiungono at­
tualmente un livello di 90 milioni di unità di conto , mentre le esportazioni verso
i Paesi terzi ammontano a 80 milioni di unità di conto all' anno . Poiché le
importazioni dai Paesi terzi raggiungono soltanto 10 milioni di unità di conto ,
questo settore registra un' eccedenza notevole di esportazioni .
       Rispetto al totale delle esportazioni 'degli Stati membri , che corrispondono
a 170 milioni di unità di conto , le importazioni in provenienza dai Paesi terzi
rappresentano infatti il 6 % circa ed equivalgono attualmente a meno del 2 ^
del valore della produzione comunitaria del settore .
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       Nell' insieme del commercio intra ed extra comunitario , i Paesi Bassi occupano
una posizione importante . Infatti , la loro percentuale in questi scambi ammonta
al 68 % contro il 16 % per l' Italia e l' il % per l' UEBL .
       Tale situazione particolare è legata al fatto che nei Paesi Bassi già da
tempo esistono misure specifiche relative alla produzione e alla vendita dei
prodotti orticoli non commestibili intese in particolare a mantenere un equi­
librio tra la produzione e gli sbocchi per i principali prodotti , contribuendo
al tempo stesso a creare condizioni favorevoli per la vendita dei prodotti
sui vari mercati .
       Un certo numero di tali misure , e più' particolarmente alcune riguardanti
il settore dei bulbi da fiore , sono state assunte sotto forma comunitaria nel pre­
sente progetto di regolamento , mentre per le altre si adotteranno delle decisioni
sul piano comunitario in una fase successiva .
II . MISURE DI ORGANIZZAZIONE DEL MERCATO
A. Normalizzazione
4.     La normalizzazione dei prodotti è stata considerata come base principale
per la futura evoluzione del settore . Per i prodotti per i quali ciò 1 è ormai tec­
nicamente possibile , entreranno in vigore , con l' applicazione del regolamento ,
delle norme di qualità ( articolo 2 ).
       Tali norme non hanno soltanto lo scopo di facilitare gli scambi internazio­
nali , ma altresì' di impedire che prodotti di qualità insufficiente vengano
offerti all' acquirente finale o immessi nel commercio con i Paesi terzi , per
assicurare l' osservanza delle norme , sono previsti controlli di qualità nella fase
del commercio al minuto t il 'interno della Comunità , da un lato , e negli scambi
con i Paesi terzi , dall' altro ( articolo 3 ).
5.     Tali previsioni tengono conto del fenomeno particolare di questo settore
consistente nel fatto che qualità o calibri di alcuni prodotti che risultano ;
insufficienti per soddisfare l' utilizzatore privato finale , sono invece perfettament"
atti all' utilizzazione professionale , ad esempio come materiale di base per la
riproduzione . Per xonsentire la libera circolazione di tali qualità e calibri tra
i professionisti degli Stati membri , non è previsto alcun controllo nella fase
della produzione o del commercio all' ingrosso all' interno della Comunità . Inoltre ,
la liberalizzazione degli scambi intracomunitari dei prodotti a decorrere dalla
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entrata in vigore del regolamento ( articolo 9 ) risolve il problema delle restrizio­
ni all' esportazione dai Paesi Bassi di alcuni calibri di bulbi da fiore . L' applica*-
zione comunitaria della norma inpedisce infatti l' immissione nel commercio al
minuto o l' esportazione verso i Paesi terzi di calibri inferiori a quelli consenti­
ti dalla norma .
B. Interventi
6.       Nei Paesi Bassi esistono sul piano nazionale , per i principali prodotti orticoli
non commestibili , altre misure di organizzazione del mercato oltre alla norma­
lizzazione . Tali misure riguardano , tra l' altro , la determinazione dei prezzi mi­
nimi di vendita all' interno del paese e all' esportazione , il ritiro dal mercato
di quantitativi invenduti , la pubblicità anonima in favore della vendita dei
prodotti . Le organizzazioni professionali dei sei Stati membri si sono pronun­
ciate in favore dell' introduzione di misure analoghe nel quadro della politica
comune .                                                                              '
         Sembra opportuno adottare in una fase successiva eventuali decisioni in
questo campo e prevedere nell' attuale regolamento soltanto disposizioni che con­
sentano per principio l' adozione di misure provvisorie sul piano nazionale ( arti­
colo 6 , paragrafi 1 e 2 ).
C. Scambi con i Paesi terzi
7.       Il regime commerciale nei confronti dei Paesi terzi deve essere stabilito
in funzione delle decisioni da adottare sul piano comunitario per l' organizzazione
definitiva del mercato . Ne consegue- che tale regime sarà deciso solo in seguito
e tenendo conto delle misure di organizzazione del mercato che saranno adottate .
D. Disposizioni generali
8.       Il progetto di regolamento prevede l' applicazione al settore dei prodotti
orticoli non commestibili delle regole comuni di concorrenza ( articolo 7 )» nonché
l' abolizione accelerata dei dazi doganali intracomuni tari e l' installazione al­
trettanto rapida della tariffa doganale comune ( articolo 8 ).
                                                                    • t •/• l •
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      E 1 prevista l' istituzione di un Comitato di gestione dei prodotti or­
ticoli non commestibili ; il testo proposto in tal senso è conforme a quelli
utilizzati in altri regolamenti relativi a organizzazioni comuni di mercato
( articoli da 11 a 14 )«
III . CONCLUSIONE
9.    Il presente regolamento costituisce una prima tappa nell' attuazione di
una organizzazione comune del mercato dei prodotti orticoli non commestibili .
In generale , non si allontana molto dalla regolamentazione di base adottata
per il settore degli ortofrutticoli , senza peraltro tra.scura,re le differenze
tipiche e fondamentali esistenti tra i due settori .
      Queste prime disposizioni , completate in una fase successiva da misure
complementari , dovrebbero costituire un quadro valido per lo sviluppo
stabile e armonico del settore considerato .
 ---pagebreak---                                  PROPOSTA DI
                       REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
           RELATIVO ALLA GRADUALE ATTUAZIONE DI UN' ORGANIZZAZIONE
           COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI PRODOTTI ORTICOLI
           NON COMMESTIBILI
                    ( presentala, dalla Commissione al Consiglio )
IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ » ECONOMICA EUROPEA,
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in particolare
gli articoli 42 e 43 »
Vista la proposta della Commissione ,
Visto il parere del parlamento Europeo ,
Considerando che al funzionamento e allo sviluppo del mercato comune dei pro­
dotti agricoli deve accompagnarsi l' instaurazione di -una politica/graria comune
e che tale politica deve in particolarmodo comportare un' organizzazione comune
dei mercati agricoli , istituita per prodotti ;
Considerando che la produzione dei prodotti orticoli non commestibili ha im­
portanza particolare nell' economia agricola di alcune regioni della Comunità ;
che per gli agricoltori di tali regioni questa produzione rappresenta una parte
preponderante del loro reddito ; che è pertanto opportuno , mediante misure
appropriate , favorire la vendita nazionale di tale produzione e assicurare
la stabilità del mercato 5
Considerando che , nell' ambito degli obiettivi da raggiungere , una delle misure
da adottare per la graduale attuazione dell' organizzazione comune dèi mercati
è l' applicazione di norme comuni di qualità ai prodotti di cui trattasi ; che
l' applicazione di tali norme ai prodotti di origine comunitaria e a quelli
importati dai Paesi terzi dovrebbe avere l' effetto di eliminare dal aercato i
prodotti di qualità non soddisfacente e di facilitare le . relazioni commerciali
sulla base di una concorrenza leale , contribuendo in tal modo a migliorare la
redditività della produzione ;
Considerando che , in attesa di disposizioni complementari , e in particolare
di misure adeguate sul mercato dei prodotti in causa , per assicurare la sta-
bilizzazione dei corsi . gli Stati membri possono adottare , secondo una proce­
dura comunitaria , misure , in particolare all' esportazione , per far fronte
alle difficoltà che potrebbero manifestarsi sui loro mercati ;
 ---pagebreak--- Considerando che e necessario evitare che la concorrenza tra le imprese
della Comunità venga falsata su mercati di destinazione diversi dal mercato
comunitario ; che occorre pertanto estendere l' applicazione delle normi co­
muni di qualità ai prodotti esportati verso i Paesi terzi ;
Considerando che il regime da instaurare deve consentire di mantenere a favore
degli Stati membri la preferenza derivante dall' applicazione del Trattato ;-
che , tenuto conto dell' attuazione dell' organizzazione comune , tale necessità
può' essere soddisfatta eliminando i dazi doganali negli scambi intracomunitari
e instaurando la tariffa doganale comune ; che conviene inoltre poter adottare
misure di salvaguardia nei confronti delle importazioni effettuate a condi­
zioni anormali in provenienza dai Paesi terzi ;
Considerando che l' attuazione di un' organizzazione comune dei mercati esige
che i regimi di aiuti esistenti negli Stati membri simo esaminati al fine
di sopprimere ogni aiuto atto a falsare le condizioni di concorrenza e a
pregiudicare gli scambi tra gli Stati membri ,    che a tale scopo é necessario
rendere applicabili al settore dei prodotti orticoli non commestibili gli
articoli 92 , 93 e 94 del Trattato ;
Considerando che l' attuazione delle suddette misure di organizzazione dei
mercati giustifica   l' eliminazione delle restrizioni quantitative e misure di effetr
equivalente negli scambi intracomunitari ;
Considerando che , per facilitare l' attuazione delle disposizioni previste ,
occorre prevedere una procedura che instauri una stretta cooperazione tra
gli Stati membri e la Commissione , nell' ambito di un Comitato di gestione ;
Considerando che l' organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti
orticoli non commestibili deve ter^r conto parallelamente e in modo adeguato
degli obiettivi di cui agli articoli ^9 e 110 del Trattato ;
Considerando che è necessario che l' organizzazione comune dei mercati nel
settore dei prodotti orticoli non commestibili sia completamente realizzata
alla fine del periodo transitorio ,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
 ---pagebreak--- Articolo 1
1.        Allo scopo di assicurare il progressivo sviluppo del mercato comune e
della politica agraria comune , è gradualmente istituita un' organizzazione comune
dei mercati nel settore dei prodotti orticoli non commestibili .
                                 »                                                ,
2.        Tale organizzazione comprende i seguenti prodotti :
  Numero della
  tariffa doganale                      Designazione delle merci
  comune
  06.01                  Bulbi , tuberi , radici tuberose , zampe e rizomi , allo
                         stato di riposo vegetativo , in vegetazione o fioriti
  ex 06.02               Altre piante e radici vive , comprese le talee e le marze I
  ex 06,02 A             Talee e marze :
                II       altre (non di viti )
              C          altre (non dì viti )                                             I
     06.03 ■             Fiori e boccioli di fiori , recisi , per mazzi o per orna­
                         menti , freschi, disseccati , imbianchiti , tinti ,, impregnati
                         o altrimenti preparati -
I    06,04               Fogliame , foglie , rami ed altre parti di piante , erbe ,
                         muschi e licheni , per mazzi o per ornamenti , freschi ,
                         disseccati , imbianchiti , tinti , impregnati o/ altrimenti
                         preparati,,, ad esclusione dei fiori e dei boccioli della
                         vooe n . 06.03 .            '
Articolo 2
        ■   •               »
1.        Soiio fissate norme comuni di qualità, di calibrazione e di condiziona­
mento, in appresso denominate "norme di qualità", per prodotti o gruppo di
prodotti elencati nell' allegato I.
          Le norme per i prodotti elencati nell' allegato I figurano nell' allgato II .
2.        A decorrere dall° luglio 1966,.i prodotti ai quali si applicano le norme
di qualità » :
- possono essere esposti per. la_ vendita, messi in vendita o venduti , nella fase
   del commercio ,, al minuto, dai commercianti o direttamente dai produttori ,
- sono ammessi all' importazione in provenienza dai Paesi terzi o all' esporta­
   zione a destinazione dei Paesr terzi , ;                                  -. r
solo se rispondenti a dette norme di, qualità »
                                                               I                  •••/••♦
 ---pagebreak---                                  -■4®L
Articolo 3
1.          Gli Stati membri sottopongono .- ad un controllo di qualità
i prodotti ai quali sono applicabili le norme di qualità , quando sia­
no esposti per la vendita , messi in vendita o venduti nella fase del
commercio al minuto , destinati all' esportazione verso i Paesi terzi
o importati in provenienza dai Paesi terzi .
2.          Il controllo è effettuato sistematicamente all' esportazio­
ne verso i Paesi terzi e all' importazione in provenienza dai Paesi
terzi .
3.          Gli Stati membri notificano alla Commissione , al più tardi
il 1° maggio 1966 , i nomi degli organismi incaricati del controllo .
Articolo k
            Le modalità di applicazione dell' articolo 3 sono adottate
secondo la procedura di cui all' articolo 12 . Tali modalità devono
tener conto della necessità di garantire il coordinamento delle at­
tività degli organismi di controllo e l' uniforme interpretazione e
applicazione delle norme di qualità .
Articolo 3
1»          Il Consiglio , deliberando a oeggioranza " qualificata su pro­
posta della Commissione » decide quali prodotti devono essere aggiunti
ali '.elenco dell' allegato I , adotta per tali prodotti 10 norme di qua~
lità e ne stabilisce le date di applicazione ,
2.          Eventuali adattamenti delle norme di qualità per tener con­
to delle esigenze delle tecniche commerciali , sono decisi secondo la
procedura prevista all' articolo 12 .
Articolo 6
1.         Fino al 1° luglio 1967 t gli Stati membri possono adottare ,
per i prodotti di cui all' articolo 1 , misure d' intervBnto sui rispetti­
vi mercati atte ad evitare forti flessioni dei prezzi , purché tali mi­
sure non ostacolino l' applicazione del presente regolamento .
           Lo Stato membro che intende adottare tali misure deve comuni­
carle preventivamente agli altri Stati membri e alla Commissione . La
Commissione può' rivolgere allo Stato membro qualsiasi osservazione uti­
le in merito , dopo consultazione degli Stati membri in seno al Comitato
di gestione istituito a norma dell' articolo 11 .
 ---pagebreak---         Gli Stati membri possono applicare , per lo stesso periodo e in de­
roga alle disposizióni dell' articolo 9 » un sistema di prezzi minimi al­
l' esportazione ! ai prodotti che presentano le stesse qulità e gli stessi
calibri di quelli per i quali tale sistema è stato applicato durante il
1965 .
        Lo Stato membro che intende applicare tale sistema deve comunicar­
lo preventivamente agli altri Stati membri e alla Commissione . La Com­
missione , dopo consultazione degli Stati membri in seno al Comitato di
gestione istituito a norma dell' articolo 11 , decide se il sistema può'
essere applicato e vi apporta eventuali modifiche .
2,      Al più tardi il 1° luglio 19&7 il Consiglio determina , secondo la
procedura di cui all' articolo 43 del Trattato , l' opportunità di misure co«
munitarie e le modalità della loro applicazione nella fase del mercato
unico .
3»      Il Consiglio decide , secondo la procedura di cui all' articolo k3
del Trattato 1
- in merito all' unificazione dei regimi di importazione e di esportazio­
   ne applicati da ciascuno Stato membro nei confronti dei Paesi terzi ,
- in merito alle clausole di salvaguardia da prevedere qualora i mercati
   della Comunità subiscano o rischino di subire perturbazioni gravi a
   causa di importazioni in provenienza dai Paesi terzi effettuate a condi­
   zioni anormali .
Articolo 7
        Fatte salve le disposizioni dell' articolo 6 , gli articoli 92 j 93
e 94 del Trattato sono applicabili alla produzione e al commercio dei
prodotti di cui all' articolo 1 del presente regolamento .
Articolo 8
1;      Gli Stati - membri aboliscono i dazi doganali intracomunitari che
sussistono tra.di loro per, i prqdotti di cui all' articolo 1 , applicando
il 1° gennaio 19&7 una ; riduzione che porti la riduzione totale per tali
dazi all' 80# del dazio di base , e sopprimendo tali dazi il'1° lùglio 19&7 »
 ---pagebreak---                                    - 6 -
2.      Per glx stessi prodotti , ciascuno Stato membro applica , all' impor­
tazione dai Paesi terzi e fatte salve le disposizioni dell' articolo 2k
del Trattato :
- fino al JO giugno 19&7 1 il dazio doganale stabilito conformemente al­
   le disposizioni dell' articolo 23 » paragrafo 1 , lettere a ), b ) e c ) del
   Trattato ;
- a decorrere dal 1° luglio 19&7 , il dazio della tariffa doganale comune .
Articolo 9
1.      Negli scambi tra gli Stati membri , tanto all' importazione quanto
all' esportazione , sono incompatibili con l' applicazione del presente
regolamento :
- l' applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa o misura di effet­
   to equivalente ,
- il ricorso all' articolo kk del Trattato ,
- la riscossione di qualsiasi tassa di effetto equivalente a dazi doganal
   fatte salve le disposizioni del paragrafo seguente .
2.      Se le misure adottate da uno Stato membro per un prodotto durante
il periodo transitorio , conformemente alle disposizioni del presente rego
lamento , pregiudicano la situazione concorrenziale di una produzione in
un altro Stato membro , gli Stati membri applicano una tassa di compensa­
zione all' entrata di tale prodotto in provenienza dallo Stato membro in
causa , a meno che quest' ultimo non applichi una tassa di compensazione
ali 'mscita .
        La Commissione fissa l' ammontare di tali tasse nella misura neces­
saria per ristabilire l' equilibrio .
Articolo 10
        Il Consiglio , deliberando su proposta della Commissione , all' unani
mità durante la seconda tappa e a maggioranza qualificata in seguito , può
adottare , per ciascuno dei prodotti di cui all' articolo 1 , misure di dero
ga alle disposizioni del presente regolamento , per tener conto delle con­
dizioni particolari in cui tali prodotti potrebbero trovarsi .
Articolo 11
1.      E' istituito un Comitato di gestione dei prodotti agricoli non com
mestibili , in appresso denominato " Comitato ", composto di rappresentanti
degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione .
                                                                • • •/ • • •
 ---pagebreak--- 2m     Nel Comitato è attributa ai voti degli Stati membri la ponderazione
di cui all' articolo 1^8 , paragrafo 2 del Trattato . Il Presidente non par­
tecipa al «voto »
Articolo 12
                                                                               {
1.     Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel pre­
sente articolo , il Comitato è chiamato a pronunciarsi dal suo Presidente ,
sia. su iniziativa di quest' ultimo , sia a richiesta del rappresentante di
uno Stato membro .
2.     Il rappresentante della Commissione presenta un progetto delle mi­
sure da adottare , Il Comitato formula il suo parere in merito a tali mi­
sure nel termine che il Presidente può stabilire in relazione all' urgen­
za dei problemi in esame . Il Comitato si pronuncia a maggioranza di 12
voti .
3.     La Commissione adotta misure che sono di immediata applicazione .
Qualora , tuttavia , esse non siano conformi al parere formulato dal Comi»
tato , sono immediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio } in
tal caso , la Commissione può rinviare l' applicazione delle misure da es­
sa decise di un mese al massimo a decorrere da tale comunicazione .
       Il Consiglio , deliberando a maggioranza qualificata , può prendere
una decisione diversa nel termine di un mese .
Articolo 13
       Il Comitato può prendere in esame ogni altro problema sollevato dal
Presidente , sia su iniziativa di quest' ultimo , sia a richiesta del rappre­
sentante di uno Stato membro »
Articolo 1*f                                             1
       Alla fine del periodo transitorio , il Consiglio , deliberando a mag­
gioranza qualificata su proposta della Commissione e tenendo conto del­
l' esperienza acquisita , decide in merito alla conferma o alla modifica del»
le disposizioni dell' articolo 12 .                        *
Articolo 15
       Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per adettare
le loro disposizioni legislative , regolamentari e amministrative in modo
da consentire l' effettiva applicazione delle disposizioni del presente re­
golamento a decorrere dal 1° luglio 1966 .
                                                                  • • •/ • • •
 ---pagebreak--- Articolo 16
         Nell' applicazione del presente regolamento deve essere tenuto cont
parallelamente e in modo adeguato , degli obiettivi previsti negli articoli
e 110 del Trattato .
Articolo 17
         Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee .
         Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabilie in ciascuno degli Stati membri .
                                       Fatto a Bruxelles , il
                                       Per il Consiglio
                                       Il Presidente
 ---pagebreak---                                                      ALLEGATO I
         Elenco dei prodotti di cui all' articolo 2
N. della tariffa                     Designazione delle merci       j
doganale comune  !
                 !
 ex 06.01 A             Bulbi , tuberi , allo stato di riposo vege-
                   i    tativo . delle seguenti speci :             I
                        Begonia L. tuberhybrida                     I
                        Gladiolus L. spec .                         I
                        Hyacinthus orientalis L.                    I
                        Narcissus L. spec .                         i
                   |    Tulipa L. spec .
                   |
 ---pagebreak---                                                                ALLEGATO II
                     NORME COMUNI- DI QUALITÀ' PER BIJLBI DA FIORE
  I. DEFINIZIONE' DEI PRODOTTI-     . ■
      La presente norma si applica ai bulbi delle specie Begonia L. tuberhybrida ,
      Gladiolus Lr spec ,,. Byacinthus orientalis L. , Narcissus L , spec ., Tulipa L,
      spec.j destinati al consumatore privato come bulbi da impianto o all' espor­
      tazione verso i Paesi terzi .
 II . CARATTERISTICHE QUALITATIVE
      Ac Generalità
          La norma ha lo scopo di definire le caratteristiche che i bulbi da fiore
          devono presentare nella fase del commercio al minuto , dell' esportazione
          a destinazione dei Paesi terzj. e dell' importazione in provenienza dai
          Paesi terzi ,
      B , Caratteristiche
          I bulbi da fiore devono essere :
          - interi ,
          - sani ,
          - completamente ricoperti dalla tunica esterna ,,
          - puliti
          - privi di umidità esterna anormale ,
      C. Classificazione
          E' ammessa una sola categoria ,
Ili , CALIBRAZIONE                    /
      La calibrazione è obbligatoria , I calibri minimi indicati nella tabella
      seguente devono essere rispettati , I calibri devono essere conformi alle
      scale riportate nella tabella seguente .                        ■ -   . .     ;•
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 Genere Specie           Metodo di ca­      Calabro minimo                  Scala
                         librazione
 Begonia L.
 tuberhybrida            diametro                 2,5 cm             2,5/3,5 - 3,5/4,5
                                                                     4,5/5,5 - 5,5/6,5
Gladiolus L.             perimetro                8    cm            8/l0 -10/12 - 12/14
spec .                   vaglio                                     14/16 - 16/18
                         cernita normale
Ilyacinthus              périmé tro              13    cm           13/14 - 14/15 -■ 15/16
orientalis L             vaglio                                     16/17 - 17 /18 -■ 18/19
                         cernita normale                            19/20 - 20/21
liarcissus L. spec .     calibrazione a     2oo  unità/50  litri    double nez I
                         mano               275 unità/50   litri    double nez II
                                            375 unità/50   litri    double nez III
                                            375 unità/50   litri    Tondo I
Tulipa L. spec .;        penraetro               10    cm           10/ll - 11/12 -■ 12/13
esclusi i tulipani       vaglio                                     13/14
botanici                 cernita normale
IV . TOLLERANZE
     Per i prodotti non rispondenti alle norme sono ammesse tolleranze di qualità
     e di calibro riferite al contenuto di ciascun imballaggio .
     A. Tolleranze di qualità
          Il 10 io di bulbi da fiore non rispondenti alle caratteristiche di cui al
          capitolo II B, ma adatti alla destinazione prevista .
     B. Tolleranze di calibro
          Il 10 io di bulbi di begonie , gladioli, giacinti , tulipani non rispondenti
          al calibro indicato , ma con una differenza non superiore a 5 mm .
          Il 10 io di bulbi di narcisi che si scostino più del 20 Ì<> dal peso medio
          dei bulbi contenuti nell 'imballaggio ^ - senza tattavia superare il 40
     C. . Cumolo -delle tolleranze -
          L' insieme delle tolleranze di qualità e di calibro non pu5 comunque superare
          il 15 i°.-
                                                                                  • m •/• * •
 ---pagebreak---                                         - 3 -
 V. IMBALLAGGIO E PRESENTAZIONE
     A. Omogeneità
         Il contenuto di ciascun imballaggio deve essere omogeneo ; ciascun im­
         ballaggio deve contenere esclusivamente "bulbi di uguale origine , varietà
         e calibro .
     B. Condizionamento
         Al condizionamento , i prodotti devono essere privi di qualsiasi corpo
         estraneo »
VI . INDICAZIONI ESTEME
     All' esterno di ciascun imballaggio o su un' etichetta all' interno devono
     essere apposte , in caratteri leggibili ed indelebili , le indicazioni
     seguenti :
     A. Identifxcazione
         Imbaliatore     )
         -,  ,. .        \ Nome e indirizzo o simbolo di identificazione
         Speditore       )
     B. Natura del' prodotto
         - genere e specie
         - denominazione della varietà
     C , Origine del prodotto
         Zona di produzione o denominazione nazionale , regionale o looale
     D. Caratteristiche commerciali
         - preparazione , se del caso
         - calicro
         – l' espressione «"Ammesso all' esportazione e alla vendita al commercio
            al minuto ".