CELEX: 62017CN0172
Language: it
Date: 2017-04-05 00:00:00
Title: Causa C-172/17 P: Impugnazione proposta il 5 aprile 2017 da ANKO A. E. Antiprosopeion, Emporiou kai Viomichanias avverso la sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) del 25 gennaio 2017, causa T-768/14, ANKO/Commissione europea

29.5.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 168/27
            
         Impugnazione proposta il 5 aprile 2017 da ANKO A. E. Antiprosopeion, Emporiou kai Viomichanias avverso la sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) del 25 gennaio 2017, causa T-768/14, ANKO/Commissione europea
   (Causa C-172/17 P)
   (2017/C 168/36)
   Lingua processuale: il greco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: ANKO A. E. Antiprosopeion, Emporiou kai Viomichanias (rappresentante: Stauroula Paliou, avvocato)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione europea
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   La ricorrente si pregia di chiedere alla Corte di giustizia dell’Unione europea:
   
               —
            
            
               di annullare la sentenza del Tribunale del 25 gennaio 2017 nella causa T-768/14 e di rinviare la causa al Tribunale affinché statuisca nel merito;
            
         
               —
            
            
               di condannare la Commissione alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La ricorrente fa valere che la sentenza del Tribunale del 25 gennaio 2017 nella causa T-768/14 contiene valutazioni in diritto che violano norme di diritto dell’Unione, e le impugna con il presente atto.
   Secondo la ricorrente, la sentenza impugnata deve essere annullata per i seguenti motivi:
   
               i.
            
            
               
                  Primo, travisamento degli elementi di fatto per quanto riguarda l’attendibilità del sistema di rilevazione del tempo di occupazione.
            
         
               ii.
            
            
               
                  Secondo, errore in diritto, per quanto riguarda l’azione, quanto alle regole relative all’oggetto e all’onere della prova.
            
         
               iii.
            
            
               
                  Terzo, errore in diritto, per quanto riguarda l’impugnazione, quanto alle regole relative alla ripartizione dell’onere della prova.
            
         
               iv.
            
            
               
                  Quarto, vizio sostanziale di procedura e, segnatamente, assenza di motivazione quanto al fatto che il credito della Commissione sia certo, liquido ed esigibile.