CELEX: 52004PC0785
Language: it
Date: 2004-12-08
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce, per il 2005, le possibilità di pesca e le condizioni a esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura

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52004PC0785

Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce, per il 2005, le possibilità di pesca e le condizioni a esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura  /* COM/2004/0785 def. */  

	Bruxelles, 08.12.2004COM(2004) 785 definitivoProposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche stabilisce, per il 2005, le possibilità di pesca e le condizioni a esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura(presentata dalla Commissione)RELAZIONELa presente proposta di regolamento del Consiglio stabilisce per il 2005 le possibilità di pesca per le navi comunitarie in numerose zone di pesca e quelle per le navi dei paesi terzi nelle acque della Comunità, nonché le condizioni di utilizzo di tali possibilità. Essa propone inoltre di mantenere la misure di limitazione dello sforzo di pesca negli stock ittici gravemente depauperati. Nella proposta sono inserite inoltre misure tecniche provvisorie per il 2005.I. CONTESTO POLITICO DELLA PROPOSTALa relazione più recente del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM), approvata dal Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca della CE (CSTEP), conferma il permanere della situazione individuata negli anni precedenti. La maggior parte degli stock di pesci demersali e alcuni stock di pesci pelagici sono soggetti a uno sfruttamento eccessivo e risultano al di sotto dei limiti biologici di sicurezza.Per alcuni stock ittici gravemente depauperati, il CIEM ha raccomandato di sospendere la pesca o di imporre totali ammissibili di catture (TAC) molto restrittivi in attesa di adottare un piano di ricostituzione. L’attuazione di tale raccomandazione deve essere considerata alla luce delle decisioni prese dal Consiglio negli ultimi tre anni. Tali decisioni hanno fissato riduzioni significative dei contingenti di pesca per gli stock a rischio e l’introduzione a partire dal 2003, per alcuni tipi di pesca, di misure di controllo provvisorie in materia di sforzo di pesca. Alle misure in questione sono stati affiancati programmi di disarmo che hanno determinato una riduzione della capacità di pesca in alcuni Stati membri. La Commissione ritiene pertanto che la sua politica attuale, che prevede una prosecuzione delle attività di pesca ma a livelli meno sostenuti, darà i suoi frutti purché sia applicata coerentemente.Recenti stime del CIEM indicano tuttavia che la mortalità per pesca constatata nel 2003 è risultata inferiore agli obiettivi indicati dal Consiglio nel 2002. La Commissione ritiene necessario attuare misure di conservazione più rigorose laddove le attività di pesca non rispettino gli obiettivi fissati sulla base dei pareri scientifici.Per molti stock le stime del CIEM relative agli sbarchi recenti sono molto superiori a quelle riportate nelle statistiche ufficiali. Ciò indica che i contingenti non hanno limitato le attività di pesca nella misura auspicata. Il CIEM ha ribadito pertanto che la necessaria riduzione della mortalità per pesca può essere conseguita solo se vengono realizzate significative riduzioni dello sforzo di pesca. Sulla base di questo parere, la Commissione insiste anche per il 2005 sulla necessità di attuare una gestione diretta dello sforzo di pesca come strumento fondamentale di gestione e conservazione.I piani di gestione pluriennali sono necessari per garantire la sostenibilità a lungo termine degli stock e per migliorare la stabilità delle attività di pesca. Le decisioni annuali sui TAC e i contingenti devono essere adottate nell’ambito di piani di ricostituzione e strategie di gestione di lungo termine. La proposta della Commissione tiene conto di consultazioni recenti con gli Stati membri e gli operatori del settore sulla gestione di lungo termine e anticipa ulteriori consultazioni che si terranno nel 2005.Nel corso delle consultazioni gli operatori del settore si sono espressi con decisione a favore di un mantenimento della stabilità nei TAC. A tal fine, tuttavia, è necessaria una maggiore stabilità degli stock ittici nonché una riduzione nello sfruttamento della maggior parte degli stock a un livello stabile e sostenibile.In recenti pareri, gli scienziati hanno raccomandato una gestione che tenga conto dell’intero settore, perché una gestione mirata su un singolo stock non può riflettere adeguatamente la complessità della pesca multispecifica in cui più stock sono catturati insieme. Una gestione quale raccomandata dagli scienziati impone di tenere conto della presenza di stock differenti in uno stesso tipo di pesca. Ciò costituisce inoltre un motivo in più per adottare un regime di gestione diretta dello sforzo. In caso contrario un’errata combinazione delle opportunità di pesca a disposizione delle flotte e delle speci catturate durante le attività di pesca potrebbe determinare un obbligo di rigetto in mare.Il CIEM ritiene che l’eccesso di catture rispetto ai TAC e l’incapacità di frenare la mortalità per pesca mediante i TAC e i contingenti dimostrano che, per la conservazione degli stock ittici, è necessario migliorare radicalmente i controlli e l’applicazione della normativa. Di conseguenza la Commissione propone diverse misure per migliorare l’attuazione degli interventi di conservazione e gestione.II. FISSAZIONE DEI TOTALI AMMISSIBILI DI CATTURE (TAC)A. Stock nelle acque della ComunitàLe proposte della Commissione in materia di TAC si basano sui pareri scientifici più recenti, modificati in alcuni casi al fine di assicurare la continuità dell’attività economica nei settori di pesca interessati e di attuare un approccio basato su piani di gestione pluriennali, come delineato in precedenza. Le modifiche in questione verranno adottate solo se compatibili con una riduzione significativa dei rischi per gli stock ittici più vulnerabili.Per preparare le proposte di quest’anno, la Commissione ha consultato gli operatori del settore. Sulla base di tali consultazioni, la Commissione riconosce la necessità di adottare un approccio graduale per gli stock al di fuori dei limiti biologici di sicurezza che persegua un equilibrio ragionevole tra la necessità di ricostituire gli stock entro limiti biologici di sicurezza quanto prima possibile e la necessità di garantire una certa continuità dell’attività economica. La Commissione riconosce inoltre la necessità di utilizzare pienamente le possibilità di pesca nel caso degli stock che rientrano nei limiti biologici di sicurezza, fino a quando ciò non implichi un aumento della mortalità per pesca che, nel lungo termine, si traduca in una diminuzione della resa.Adottando un approccio più mirato alla fissazione dei TAC nelle acque comunitarie, la Commissione utilizza per le seguenti categorie di stock i criteri sottoelencati.1. Stock per i quali il Consiglio ha adottato un piano di ricostituzioneGli stock in questione sono i seguenti:-  merluzzo bianco nel Kattegat-  merluzzo bianco nello Skagerrak, nel Mare del Nord e nella Manica orientale-  merluzzo bianco nelle acque della Scozia occidentale-  merluzzo bianco nel mare d’Irlanda-  stock settentrionale di naselloPer tali stock la Commissione propone adeguamenti dei TAC conformemente agli articoli 6 e 7 del piano di ricostituzione del merluzzo bianco[1] e agli articoli 5 e 6 del piano di ricostituzione del nasello settentrionale[2]. Per alcuni stock permangono sostanziali incertezze di valutazione in mancanza di dati precisi sui quantitativi di pesce sbarcati. In questi casi gli articoli 6 e 7 non sono direttamente applicabili e la Commissione propone di mantenere TAC ridotti.Poiché la situazione degli stock di merluzzo bianco permane preoccupante, al punto da rendere necessaria l’adozione di ulteriori misure di conservazione, la Commissione propone ulteriori adeguamenti dello sforzo di pesca per migliorare la protezione del merluzzo bianco conformemente all’articolo 8 del piano di ricostituzione di tale specie.2. Stock per i quali un piano di ricostituzione è in via di definizioneGli stock in questione sono i seguenti:stock di nasello meridionale (divisioni VIIIc e IXa)scampo iberico-atlantico (divisioni VIIIc e IXa)sogliola nel golfo di Biscaglia (divisioni VIIIab)sogliola nella Manica occidentale (divisioni VIIe)merluzzo bianco del Baltico orientale (sottodivisioni 25-32)passera di mare nel Mare del Nord (sottozona IV)Nei casi in cui persiste, secondo il CIEM, la necessità di mantenere un piano di ricostituzione, la Commissione propone adeguamenti dei TAC e misure di gestione dello sforzo di pesca che tengano conto delle consultazioni con gli Stati membri e gli operatori del settore. Laddove, invece, il CIEM non ha raccomandato il mantenimento di un piano di ricostituzione la Commissione propone adeguamenti dei TAC e, se opportuno, limitazioni dello sforzo di pesca coerenti con i pareri scientifici che tengono conto della situazione attuale degli stock, con la necessità di un approccio pluriennale e con l’auspicio, formulato da Stati membri e operatori del settore, di una stabilità dei TAC. La Commissione intende proseguire le consultazioni con il Consiglio, gli operatori del settore e gli Stati membri interessati sulla gestione di lungo termine degli stock in questione per garantire che essi non vengano nuovamente a trovarsi in una situazione di rischio elevato.3. Stock associati a uno stock per il quale sono stati adottati o sono in via di adozione piani di ricostituzione o per i quali il CIEM e il CSTEP hanno consigliato un fermo della pesca o una sua riduzione al più basso livello possibileQualora l’attuazione di piani di ricostituzione comporti significativi mutamenti nella mortalità per pesca di speci vulnerabili nell’ambito della pesca multispecifica, la Commissione, sulla base delle informazioni e dei pareri del CIEM e del CSTEP, propone di attuare misure compatibili per evitare di istituire l’obbligo di rigetto in mare nei casi di pesca multispecifica in cui le speci sono inestricabilmente mescolate. Esempi ne sono gli stock di eglefino e merlano nel Mare del Nord e nelle acque occidentali della Scozia e gli stock di sogliola nel Kattegat, nello Skagerrak e nel Mare del Nord.4. Stock che il CIEM e il CSTEP hanno dichiarato al di sotto dei limiti biologici di sicurezza e per i quali hanno consigliato una decisa riduzione della mortalità per pescaPer gli stock che risultano al di sotto dei limiti biologici di sicurezza, ma che non rientrano in nessuna delle categorie sopramenzionate, la Commissione propone un TAC corrispondente all’opzione di cattura a breve termine consigliata dal CIEM, dal CSTEP o da entrambi, ma al fine di mitigare gli effetti dovuti all’incertezza nelle valutazioni e di offrire una maggiore stabilità dei mercati e delle operazioni di pesca, la Commissione propone anche di limitare le modifiche dei TAC a un massimo del 20% rispetto ai TAC del 2003, laddove ciò sia possibile senza superare il valore Fpa (tasso precauzionale di mortalità per pesca).Nell’ambito di tale approccio graduale la Commissione proporrà al Consiglio di adoperarsi per fissare per gli anni a venire TAC coerenti con l’obiettivo di un’ulteriore riduzione graduale della mortalità per pesca.5. Stock che rientrano nei limiti biologici di sicurezza e che non sono associati a uno stock oggetto di un piano di ricostituzioneQuando la valutazione indica che lo stock considerato rientra nei limiti biologici di sicurezza, la Commissione propone un TAC che, sulla base di proiezioni scientifiche, non dovrebbe comportare un superamento di tali limiti (ovvero, lo stock resterà al di sotto del tasso di biomassa precauzionale, Bpa, o al di sopra del tasso precauzionale di mortalità per pesca, Fpa).Quando la valutazione di uno stock indica che un aumento della mortalità per pesca non comporta, nel lungo termine, un aumento della resa o che è possibile aumentare la resa riducendo la mortalità per pesca, la Commissione propone un TAC coerente con l’obiettivo di non aumentare la mortalità per pesca.Tuttavia, per mitigare gli effetti dovuti all’incertezza dei pareri scientifici e migliorare la stabilità del settore alieutico, la Commissione limiterà gli aumenti o le riduzioni dei TAC a un massimo del 20% rispetto ai valori del 2002, laddove ciò sia possibile senza superare il valore Fpa.6. Stock per i quali non esistono valutazioni e non sono forniti pareri scientificiLa Commissione ha basato le sue proposte sul parere del CIEM o del CSTEP ogniqualvolta tali organismi hanno fornito valori espliciti per il TAC.Nei casi in cui non siano disponibili né valutazioni né pareri, la Commissione propone in generale per il 2005 lo stesso TAC adottato nel 2004, se gli sbarchi registrati indicano un elevato utilizzo del contingente. Qualora l’utilizzo del contingente risulti basso, la Commissione valuta se ciò sia dipeso da una mancanza di reali possibilità di pesca (ossia dall’esistenza di “pesce virtuale”). In questi casi, la Commissione propone una riduzione del TAC tale che quest’ultimo possa meglio rispecchiare (e dunque proteggere nel lungo termine) le reali possibilità di pesca. La Commissione propone in questi casi una riduzione del 20% dei TAC, così da ricondurre progressivamente le possibilità di pesca ai livelli degli sbarchi registrati negli ultimi anni.B. Stock vengono gestiti nell’ambito di organizzazioni regionali per la pesca o sulla base di consultazioni bilaterali con paesi terzi.Alcuni stock vengono gestiti nell’ambito di organizzazioni regionali per la pesca o sulla base di consultazioni bilaterali con i paesi terzi. Per questi stock la proposta riprende le decisioni adottate in tali sedi. Tuttavia, per quanto riguarda gli stock cogestiti con paesi terzi, non sono ancora state adottate decisioni (il loro numero è peraltro ridotto). Ritardare la presentazione della presente proposta fino all’adozione di tali decisioni, renderebbe impossibile presentarla al Consiglio in tempo utile perché quest’ultimo la esamini prima della sua adozione in dicembre.III. RESTRIZIONI DELLO SFORZO DI PESCATenendo conto del parere del CIEM, per il quale i TAC sono inefficaci per arginare la mortalità per pesca, e della necessità di gestire lo sforzo di pesca per centrare gli obiettivi di sostenibilità, la Commissione continua a ritenere la gestione dello sforzo di pesca uno strumento essenziale. A partire dal dicembre 2002 il Consiglio ha adottato misure di gestione dello sforzo di pesca in relazione a taluni tipi di pesca del merluzzo bianco.La Commissione ha proposto inoltre ulteriori piani di ricostituzione che prevedono la gestione diretta dello sforzo di pesca per gli stock oggetto di uno sfruttamento non sostenibile.La Commissione propone norme provvisorie di gestione dello sforzo di pesca analoghe a quelle attuate nel 2004 (allegato V del regolamento 2287/2003), da applicare a tutti gli stock al di sotto dei limiti biologici di sicurezza e per i quali CIEM ha raccomandato una forte riduzione della mortalità per pesca. La proposta in questione contempla limitazioni del numero di giorni di pesca per categoria di attrezzi, per la pesca del merluzzo bianco nello Skagerrak, nel Kattegat, nel mare del Nord, nel Mare d’Irlanda, nella Manica orientale e a ovest della Scozia, per la pesca della passera di mare nel Mare del Nord, per la pesca della sogliola nella Manica occidentale e per il nasello, la rana pescatrice e gli scampi al largo della penisola iberica occidentale.Per gli stock di merluzzo bianco nel Mare d’Irlanda, nel Kattegat, nello Skagerrak, nel Mare del Nord e a ovest della Scozia sono necessarie ulteriori riduzioni dello sforzo di pesca rispetto a quelle decise nel 2003. Tuttavia, tra il 2003 e il 2004 le misure di limitazione dello sforzo di pesca sono state oggetto di modifiche di grande portata che ne hanno migliorato significativamente l’incidenza. È pertanto probabile che lo sforzo di pesca messo in atto nel 2004 sarà notevolmente inferiore a quello del 2003, anche a parità di giorni in mare. Per gli stock in questione il parere del CIEM raccomanda di ridurre la mortalità per pesca in rapporto al 2003 o alla media della mortalità per pesca rilevata nel periodo 2001-2003. Rispetto al 2004, la riduzione dei giorni in mare necessaria per conformarsi ai pareri scientifici potrebbe pertanto essere inferiore a quella raccomandata dal CIEM.Riduzioni dello sforzo di pesca realizzate mediante la diminuzione dei giorni in mare per le flotte interessate potrebbero compromettere la piena utilizzazione delle possibilità di pesca per una serie di altri stock. La Commissione propone pertanto che le riduzioni di sforzo nella pesca del merluzzo bianco siano realizzate vietando la pesca in alcune zona di pesca e/o nelle stagioni di pesca del merluzzo bianco.Il numero di giorni in mare proposto per la pesca della passera di mare nel Mare del Nord, della sogliola nella Manica occidentale e del nasello, della rana pescatrice e degli scampi al largo della penisola iberica sono stati fissati coerentemente con i TAC proposti e illustrati in precedenza.Dal più recente parere del CIEM emerge con chiarezza la necessità di adottare un regime di riduzione dello sforzo di pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico. Coerentemente con il parere scientifico e allo scopo di garantire nel 2005 una riduzione significativa della mortalità per pesca negli stock di merluzzo bianco del Baltico orientale, la Commissione propone una riduzione dello sforzo di pesca da realizzarsi mediante la chiusura di due zone di pesca.Per gli stock sopramenzionati la Commissione propone di fissare TAC a un livello che si discosta dalle raccomandazioni del CIEM (ovvero TAC zero). Una siffatta proposta implica un livello di rischio superiore rispetto a una rigorosa aderenza ai pareri scientifici. Perché i livelli dei TAC risultino efficaci per garantire la ricostituzione degli stock, essi devono essere accompagnati da una limitazione dello sforzo di pesca e da misure per migliorare il controllo e l’applicazione della normativa. Le misure di riduzione dello sforzo di pesca proposte sono riportate negli allegati III (l’istituzione di zone vietate e il ricorso a fermi stagionali) e IV (regime giorni in mare e misure di attuazione e di controllo).Le modifiche principali proposte in relazione alle misure attualmente in vigore sono:-  L’aggiunta di un sistema di permessi di pesca speciali per le navi oggetto delle misure e la riduzione delle possibilità di pesca per le navi che infrangono le norme di conservazione.-  L’adozione dell’obbligo di comunicazione in materia di sforzo di pesca per gli Stati membri.Per quanto riguarda la pesca dei cicerelli nel mare del Nord, il CIEM ha inoltre raccomandato di adottare un piano specifico di gestione dello sforzo. L’allegato V propone un sistema di gestione che tiene conto di tale raccomandazione.IV. MISURE TECNICHE TRANSITORIELe misure tecniche transitorie da attuare nel 2005 sono riportate nell’allegato III della proposta. Come illustrato nelle sezioni II e III, la proposta contiene ulteriori riduzioni di sforzo nella pesca del merluzzo bianco, da realizzarsi mediante la chiusura di zone di pesca o il fermo stagionale. Per ciascuno degli stock di merluzzo bianco nel Mare del Nord e nel Baltico orientale si propone di vietare alla pesca demersale due zone di pesca principali del merluzzo bianco. Per quanto riguarda il merluzzo bianco del Kattegat la proposta prevede un divieto di pesca nel primo trimestre del 2005, periodo nel quale tradizionalmente si realizza più di un terzo delle catture annue di merluzzo bianco. Per gli stock di merluzzo bianco nelle acque occidentali della Scozia e nel mare d’Irlanda non vengono proposte ulteriori chiusure delle zone di pesca.V. CONDIZIONI PER LO SBARCO DELLE CATTURE E DELLE CATTURE ACCESSORIE E MISURE SPECIALI RELATIVE ALLE ARINGHEConformemente alla legislazione in vigore, le catture accessorie di aringhe effettuate nella pesca industriale utilizzando reti a maglie piccole non vengono imputate ad alcun contingente. Ciò vale anche per le catture accessorie di aringhe nella pesca industriale nel Mare del Nord, nello Skagerrak e nel Kattegat, anche quando per tali zone siano stati concordati con la Norvegia contingenti di catture accessorie. Per garantire che le catture di aringhe siano imputate ai contingenti corretti, sono state apportate modifiche all’articolo 8 e all’allegato II della proposta. La disposizione secondo cui sono necessari programmi adeguati di campionamento che consentano un controllo efficace di tutti gli sbarchi di catture accessorie di aringhe è stata ampliata per includervi la pesca con reti a maglia piccola nel Mar Baltico. A seguito dell’inasprimento delle misure per limitare le catture accessorie totali di aringhe sono state abrogate le norme speciali in materia di catture accessorie introdotte nel 1998[3].Ancora una volta per un certo numero di stock gli studiosi hanno raccomandato di operare nel 2005 forti riduzioni dei livelli delle catture. La Commissione è consapevole del fatto che in alcuni casi tali riduzioni comportano nel breve termine notevoli difficoltà economiche per l’industria della pesca interessata. Inoltre, in molti casi, i limiti di cattura hanno un impatto ridotto sulla conservazione a causa dello scarso rispetto degli stessi. Per le ragioni suesposte, nel 2005 la Commissione può accettare per un certo numero di stock riduzioni dei livelli di cattura inferiori a quanto raccomandato dagli studiosi, ma solo a condizione che gli Stati membri accettino di impegnarsi a adottare per tali stock piani di ricostituzione e/o di gestione per il lungo termine nonché, se necessario, i relativi strumenti di gestione per assicurarne l’efficacia.Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche stabilisce, per il 2005, le possibilità di pesca e le condizioni a esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono imposti limiti di catturaIL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel quadro della politica comune della pesca[4], in particolare l’articolo 20,visto il regolamento (CE) n. 423/2004 del Consiglio, del 26 febbraio 2004, che istituisce misure per la ricostituzione degli stock di merluzzo bianco[5], in particolare gli articoli 6 e 8,visto il regolamento (CE) n. 811/2004 del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce misure per la ricostituzione dello stock di nasello settentrionale[6], in particolare l’articolo 5,vista la proposta della Commissione,[7]considerando quanto segue:A norma dell’articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2371/2002, il Consiglio provvede ad adottare le misure necessarie per assicurare l’accesso alle acque e alle risorse e l’esercizio sostenibile delle attività di pesca, tenendo conto dei pareri scientifici disponibili e in particolare della relazione redatta dal comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca.A norma dell’articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002, spetta al Consiglio fissare il totale ammissibile di catture (TAC) per ogni tipo di pesca o gruppo di tipi di pesca. Le possibilità di pesca dovrebbero essere assegnate agli Stati membri e ai paesi terzi secondo i criteri di cui all’articolo 20 di detto regolamento.Ai fini di un’efficace gestione dei TAC e dei contingenti, occorre stabilire le condizioni specifiche cui sono soggette le operazioni di pesca.Occorre stabilire i principi e talune procedure di gestione della pesca a livello comunitario, in modo che i singoli Stati membri possano provvedere alla gestione delle navi battenti la loro bandiera.Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 847/96 del Consiglio, del 6 maggio 1996, che introduce condizioni complementari per la gestione annuale dei TAC e dei contingenti[8], è necessario individuare gli stock che sono soggetti alle varie misure ivi menzionate.Secondo la procedura prevista negli accordi e nei protocolli in materia di pesca, la Comunità ha tenuto consultazioni sui diritti di pesca con la Norvegia[9], le isole Faerøer [10], la Groenlandia [11] e l’Islandaand Iceland [12].A norma dell’articolo 6 dell’atto di adesione del 2003, gli accordi di pesca conclusi dalla Lettonia e dalla Lituania con paesi terzi sono gestiti dalla Comunità. Conformemente a tali accordi, la Comunità ha tenuto consultazioni con la Federazione russa.La Comunità è parte contraente di numerose organizzazioni regionali per la pesca. Tali organizzazioni hanno raccomandato per determinate specie la fissazione di limiti di cattura e altre norme di conservazione. È quindi opportuno che la Comunità dia attuazione a tali raccomandazioni.Nella sua riunione annuale, tenuta nel giugno 2004, la Commissione interamericana per il tonno tropicale (IATTC) ha adottato limiti di cattura per il tonno albacora, il tonno obeso e il tonnetto striato e misure tecniche in materia di trattamento delle catture accessorie. Benché la Comunità non faccia parte della IATTC, è necessario dare attuazione a tali misure per garantire una gestione sostenibile delle risorse che rientrano nella giurisdizione del citato organismo.Nella sua riunione annuale del 2004, la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT) ha adottato delle tabelle che indicano la sottoutilizzazione e la sovrautilizzazione delle possibilità di pesca delle parti contraenti della ICCAT. In tale contesto la ICCAT ha adottato una decisione in cui ha rilevato che nel 2003 la Comunità europea ha sottoutilizzato il suo contingente per vari stock.Per conformarsi agli adeguamenti dei contingenti comunitari stabiliti dalla ICCAT, è necessario che la sottoutilizzazione delle possibilità di pesca sia ripartita sulla base del contributo rispettivo di ciascuno Stato membro alla medesima, senza modificare i criteri di ripartizione fissati nel presente regolamento in merito all’assegnazione annua dei TAC.Come misura temporanea in attesa della rapida adozione di un regolamento che modifica il regolamento (CE) n. 1434/98 del 29 giugno che precisa le condizioni alle quali è ammesso lo sbarco di aringhe destinate a fini industriali diversi dal consumo umano diretto[13], le catture di aringhe nell’ambito della pesca multispecifica, di cui all’articolo 2 di tale regolamento, sono imputate ai relativi contingenti per le aringhe.L’utilizzazione delle possibilità di pesca dovrebbe essere conforme alla normativa comunitaria in materia, in particolare al regolamento (CEE) n. 1381/87 della Commissione, del 20 maggio 1987, che stabilisce le modalità di applicazione relative alla marcatura ed alla documentazione delle navi da pesca[14], al regolamento (CEE) n. 2807/83 della Commissione del 22 settembre 1983 che stabilisce le modalità di registrazione delle informazioni fornite sulle catture di pesci da parte degli Stati membri[15], al regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell’ambito della politica comune della pesca[16], al regolamento (CE) n. 1954/2003 del Consiglio, del 4 novembre 2003, relativo alla gestione dello sforzo di pesca per talune zone e risorse di pesca comunitarie che modifica il regolamento (CE) n. 2847/93 e che abroga i regolamenti (CE) n. 685/95 e (CE) n. 2027/95[17], al regolamento (CE) n. 1626/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo[18], al regolamento (CE) n. 1627/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, che stabilisce le disposizioni generali relative ai permessi di pesca speciali[19], al regolamento (CE) n. 601/2004 del Consiglio, del 22 marzo 2004, che stabilisce talune misure di controllo applicabili alle attività di pesca nella zona della convenzione sulla conservazione delle risorse biologiche dell’Antartico e che abroga i regolamenti (CEE) n. 3943/90, (CE) n. 66/1998 e (CE) n. 1721/1999[20], al Regolamento (CE) n. 88/98 del Consiglio del 18 dicembre 1997 che istituisce misure tecniche per la conservazione delle risorse della pesca nelle acque del mar Baltico, dei Belt e dell’Øresund[21], al Regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio del 30 marzo 1998 per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame[22], al regolamento (CE) n. 1434/98 del Consiglio, al regolamento (CE) n. 423/2004 del Consiglio, del 26 febbraio 2004, che istituisce misure per la ricostituzione degli stock di merluzzo bianco[23], Regolamento (CE) n. 2244/2003 della Commissione, del 18 dicembre 2003, che stabilisce disposizioni dettagliate per quanto concerne i sistemi di controllo dei pescherecci via satellite[24], al regolamento (CEE) n. 2930/86 del Consiglio del 22 settembre 1986 che definisce le caratteristiche dei pescherecci[25] e al regolamento (CE) n. 973/2001 del Consiglio, del 14 maggio 2001, che stabilisce alcune misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori[26].Per contribuire alla conservazione degli stock ittici è necessario che nel 2005 vengano attuate talune misure complementari relative al controllo e alle condizioni tecniche delle attività di pesca.Per la maggior parte degli stock a rischio, per i quali sono stati adottati piani di ricostituzione e relativi regimi di gestione dello sforzo di pesca, è necessario attuare regimi provvisori di gestione dello sforzo.Sulla base delle raccomandazioni del CIEM, è necessario applicare un sistema temporaneo di gestione dello sforzo della pesca industriale dei cicerelli nella sottozona IV e nella divisione IIIa nord del CIEM.Conformemente al regolamento (CE) n. 423/2004 del Consiglio, del 26 febbraio 2004, che istituisce misure per la ricostituzione degli stock di merluzzo bianco[27], sono proposte soluzioni alternative per adeguare i limiti di sforzo nella pesca del merluzzo bianco e gestirli coerentemente con i TAC fissati, come sancito dall’articolo 8, paragrafo 3 del citato regolamento.Nel corso della sua 25ma riunione annuale tenuta dal 15 al 19 settembre 2003, l’organizzazione della pesca nell’Atlantico nordoccidentale (NAFO) ha adottato un piano di ricostituzione per l’ippoglosso nero nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO della NAFO. Il piano di ricostituzione prevede una riduzione dei TAC fino al 2007, come pure misure aggiuntive per assicurarne l’efficacia. È necessario attuare questo piano nel 2005 in attesa dell’adozione del regolamento del Consiglio che attua le misure pluriennali per la ricostituzione dello stock di ippoglosso nero.Nella sua 26ma riunione annuale tenuta dal 13 al 17 settembre 2004, la NAFO ha adottato misure di gestione per una serie di stock che non erano soggetti a regolamentazione, ovvero gli stock di razza nella divisione 3LNO, di scorfano nella divisione 3O e di musdea americana nella divisione 3NO. È necessario pertanto dare attuazione a tali misure e di definire una ripartizione tra gli Stati membri.Per ottemperare agli obblighi internazionali che incombono alla Comunità quale parte contraente della convenzione sulla conservazione delle risorse marine biologiche dell’Antartico (CCAMLR) e all’obbligo di applicare le misure adottate dalla commissione CCAMLR, dovrebbero essere applicati i TAC adottati da quest’ultima per la campagna 2004-2005 e i corrispondenti limiti temporali.Alla sua XXIII riunione annuale nel 2004, la CCAMLR ha adottato limiti di cattura per gli stock aperti a tipi di pesca consolidati da qualsiasi membro CCAMLR. La CCAMLR ha inoltre approvato la partecipazione delle navi comunitarie alla pesca sperimentale di Dissostichus spp. nelle sottozone FAO 88.1 e nelle divisioni FAO 58.4.1, 58.4.2, 58.4.3a) e 58.4.3b) e ha fissato i limiti delle catture e catture accessorie per le relative attività di pesca, oltre ad alcune misure tecniche specifiche. Tali limiti e tali misure tecniche dovrebbero parimenti essere applicati.Per garantire il sostentamento dei pescatori della Comunità è importante che le zone di pesca vengano aperte il 1° gennaio 2005. Data l’urgenza della questione, è opportuno concedere una deroga al periodo di sei settimane di cui al punto I(3) del protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell’Unione europea allegato al trattato sull’Unione europea e ai trattati che istituiscono le Comunità europee,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPITOLO ICampo di applicazione e definizioniArticolo 1OggettoIl presente regolamento fissa, per alcuni stock o gruppi di stock ittici, le possibilità di pesca per l’anno 2005 e le condizioni specifiche in cui tali possibilità di pesca possono essere utilizzate.Tuttavia, nel caso di taluni stock antartici, esso fissa le possibilità di pesca e le condizioni specifiche per il periodo indicato all’allegato IF.Articolo 2Campo di applicazioneLe disposizioni del presente regolamento si applicano:a) alle navi da pesca comunitarie (“navi comunitarie”); eb) alle navi battenti bandiera dei paesi terzi e registrate in tali paesi (“navi di paesi terzi”) in acque soggette alla sovranità o alla giurisdizione degli Stati membri (“acque comunitarie”).Articolo 3DefinizioniAi fini del presente regolamento si intende per:a) “possibilità di pesca”:i) il totale ammissibile di catture (“TAC”) o il numero di navi autorizzate a pescare e/o la durata di tali autorizzazioni;ii) le quote dei TAC disponibili per la Comunità;(iii) i contingenti assegnati alla Comunità nelle acque dei paesi terzi;iv) l’attribuzione agli Stati membri delle possibilità di pesca comunitarie di cui ai punti (ii) e (iii) sotto forma di contingenti;v) l’attribuzione ai paesi terzi di contingenti di pesca nelle acque comunitarie.b) “acque internazionali”, le acque non soggette alla sovranità o giurisdizione di un qualsiasi Stato;c) “zona di regolamentazione NAFO”, la parte della zona della convenzione dell’Organizzazione della pesca nell’Atlantico nordoccidentale (NAFO) non soggetta alla sovranità o alla giurisdizione degli Stati costieri;d) "Skagerrak", la zona limitata, a ovest, da una linea tracciata dal faro di Hanstholm al faro di Lindesnes e, a sud, da una linea tracciata dal faro di Skagen al faro di Tistlarna, e da qui fino al punto più vicino alla costa svedese;e) "Kattegat", la zona limitata, a nord, da una linea tracciata dal faro di Skagen al faro di Tistlarna, indi fino al punto più vicino della costa svedese e, a sud, da una linea tracciata da Capo Hasenøre a Capo Gnibens Spids, da Korshage a Spodsbjerg e da Capo Gilbjerg a Kullen;(f) "mare del Nord", la zona comprendente la sottozona CIEM IV e la parte della divisione CIEM IIIa non inclusa nella definizione dello Skagerrak di cui alla lettera c);(g) "Golfo di Riga", la zona delimitata a ovest dalla linea che collega il faro di Ovisi (57° 34.1234’ N, 21° 42.9574’ E) sulla costa occidentale della Lettonia alla punta meridionale di Capo Loode (57° 57.4760’ N, 21° 58.2789’ E) sull’isola di Saaremaa, proseguendo a sud fino al punto più meridionale della penisola di Sõrve, a nord-est lungo la costa orientale dell’isola di Saaremaa e a nord dalla linea che va dal punto 58°30.0’ N 23°13.2’E al punto 58°30.0’N 23°41’1E.Articolo 4Zone di pescaAi sensi del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni delle zone:a) zone CIEM (Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare) quali definite nel regolamento (CEE) n. 3880/91del Consiglio[28];b) zone COPACE (Atlantico centro-orientale o zona principale di pesca FAO 34) quali definite nel regolamento (CE) n. 2597/95 del Consiglio[29];c) zone NAFO (Organizzazione della pesca nell’Atlantico nordoccidentale) quali definite nel regolamento (CEE) n. 2018/93 del Consiglio[30];d) zone CCAMLR (Convenzione sulla conservazione delle risorse marine biologiche dell’Antartico) quali definite nel regolamento (CE) n. 601/2004.CAPITOLO IIPossibilità di pesca e condizioni a esse associate per le navi comunitarieArticolo 5Possibilità di pesca e attribuzioni1. Le possibilità di pesca per le navi comunitarie nelle acque comunitarie o in alcune acque non comunitarie e la ripartizione di tali possibilità tra gli Stati membri sono fissate nell’allegato I.2. Le navi comunitarie sono autorizzate a effettuare catture, nei limiti dei contingenti fissati all’allegato I, nelle acque soggette, in materia di pesca, alla giurisdizione delle Isole Faerøer, della Groenlandia, dell’Islanda, della Norvegia, e nella zona di pesca intorno a Jan Mayen, e della Federazione russa, nel rispetto delle condizioni stabilite agli articoli 9, 16 e 17.3 La Commissione fissa le possibilità di pesca per il capelin nelle zone V, XIV (acque groenlandesi), a disposizione della Comunità, nella misura del 7,7% della quota del TAC di capelin, non appena quest’ultimo sia stato adottato. Dopo il trasferimento di pm t all’Islanda, di pm t alle Isole Faerøer e pm t alla Norvegia, i quantitativi restanti sono messi a disposizione di tutti gli Stati membri.4. Le possibilità di pesca per gli stock di melù nelle zone I-XIV (acque comunitarie e acque internazionali) e di aringa nelle zone I e II (acque comunitarie e acque internazionali) possono essere aumentate dalla Commissione conformemente alla procedura di cui all’articolo 30, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 2371/2002 qualora i paesi terzi non si attengano a una gestione responsabile di tali stock.Articolo 6Disposizioni speciali e attribuzioneLa ripartizione tra gli Stati membri delle possibilità di pesca di cui all’allegato I non pregiudica:a) gli scambi a norma dell’articolo 20, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 2371/2002;b) le riassegnazioni effettuate a norma dell’articolo 21, paragrafo 4, dell’articolo 23, paragrafo 1 e dell’articolo 32, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2847/93;c) gli sbarchi supplementari consentiti a norma dell’articolo 3 del regolamento (CE) n. 847/96;d) i quantitativi riportati a norma dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 847/96;e) le detrazioni effettuate a norma dell’articolo 5 del regolamento (CE) n. 847/96.Articolo 7Flessibilità dei contingentiPer i 2005 i seguenti stock sono fissati nell’allegato I del presente regolamento:(a) gli stock soggetti a TAC precauzionali o analitici;(b) gli stock cui non si applicano le condizioni di flessibilità interannuale di cui agli articoli 3 e 4 del regolamento (CE) n. 847/96;(c) gli stock ai quali si applicano i coefficienti di penalizzazione di cui all’articolo 5, paragrafo 2, dello stesso regolamento.Articolo 8Condizioni per lo sbarco delle catture normali e accessorie1. È vietato conservare a bordo o sbarcare pesci provenienti da stock per i quali siano state stabilite possibilità di pesca, salvo nei seguenti casi:a) se le catture sono state effettuate dalle navi di uno Stato membro che dispone di un contingente non ancora esaurito, oppureb) quando le catture rientrano in una quota a disposizione della Comunità che non è stata ripartita tra gli Stati membri per mezzo di contingenti e se detta quota non è ancora esaurita, oppurec) per tutte le specie, aringhe e sgombri esclusi, se le catture sono mischiate ad altre specie e sono state effettuate con reti aventi maglie di dimensioni inferiori a 32 mm, a norma dell’articolo 4 del regolamento (CE) n. 850/98, e se non sono sottoposte a cernita a bordo o allo sbarco, oppured) per le aringhe quando le catture sono conformi alle misure di cui al punto 12 dell’allegato III; oppuree) per gli sgombri, quando le catture sono mischiate a catture di sugarelli o sardine, se gli sgombri non superano il 10% del peso totale di sgombri, sugarelli e sardine a bordo, e se le catture non sono suddivise a bordo o al momento dello sbarco; oppure;(f) quando le catture sono state effettuate nel corso di ricerche scientifiche eseguite in virtù del regolamento (CE) n. 850/98 o del regolamento (CE) n. 88/98.2. Tutti gli sbarchi sono dedotti dal contingente oppure dalla quota della Comunità, ove questa non sia stata ripartita tra gli Stati membri tramite contingenti, salvo il caso di catture effettuate in virtù delle disposizioni del paragrafo 1, lettere (c), (e) e (f).3. In deroga al paragrafo 1, quando uno Stato membro ha esaurito le possibilità di pesca all’aringa nelle sottozone II (acque CE), III e IV e nella sottodivisione VIId, alle navi che battono bandiera di uno degli Stati membri, che sono registrate nella Comunità e che operano in zone di pesca cui si applicano i pertinenti limiti di cattura, è fatto divieto di sbarcare catture non cernite e che contengono aringhe.4. Per determinare la percentuale delle catture accessorie e per procedere alla loro assegnazione si applicano gli articoli 4 e 11 del regolamento (CE) n. 850/98 e gli articoli 2 e 3 del regolamento (CE) n. 88/98.Articolo 9Limiti di accesso1. Nessuna attività di pesca è consentita alle navi comunitarie nello Skagerrak entro il limite di 12 miglia nautiche dalle linee di base della Norvegia. Tuttavia, le navi battenti bandiera della Danimarca o della Svezia sono autorizzate a pescare fino a 4 miglia dalle linee di base della Norvegia.2. Le attività di pesca che le navi comunitarie sono autorizzate a svolgere nelle acque soggette alla giurisdizione dell’Islanda sono limitate alla zona definita dalle linee che congiungono i seguenti punti:Area sud occidentale1. 63°12’N e 23°05’O attraverso 62°00’N e 26°00’O2. 62°58’N e 22°25’O3. 63°06’N e 21°30’O,4. 63°03’N e 21°00’O di lì 180°00’S;Zona sud-orientale1. 63°14’N e 10°40’O,2. 63°14’N e 11°23’O,3. 63°35’N e 12°21’O,4. 64°00’N e 12°30’O,5. 63°53’N e 13°30’O,6. 63°36’N e 14°30’O,7. 63°10’N e 17°00’O di lì 180°00’S.Articolo 10Condizioni speciali relative alle aringhe nelle sottozone III e IVLe misure di cui all’allegato II si applicano alla cattura, alla cernita e allo sbarco di aringhe catturate nelle sottozone III e IV.Articolo 11Altre misure tecniche e di controlloLe misure tecniche di cui all’allegato III si applicano nel 2005 in aggiunta a quelle stabilite nei regolamenti (CE) n. 850/98, (CE) n. 88/98, (CE) n. 1626/94 e (CE) n. 973/2001.Dettagliate modalità di applicazione del punto 10 dell’allegato III possono essere adottate secondo la procedura di cui all’articolo 30, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 2371/2002.Articolo 12Limitazioni dello sforzo e condizioni a esse associate per la gestione degli stock1. Le limitazioni dello sforzo di pesca e le condizioni a esse associate, di cui all’allegato IVbis, si applicano alla gestione delle attività di pesca nello Skagerrak, nel Kattegat, nel Mare del Nord e nella Manica, nel mare d’Irlanda e a ovest della Scozia.1.bis. Nel periodo dal 1° febbraio al 31 dicembre 2005, le limitazioni dello sforzo di pesca e le condizioni a esse associate, di cui all’allegato IVter, si applicano alla gestione delle attività di pesca nel mare Cantabrico e a ovest della penisola iberica.2. Le limitazioni dello sforzo di pesca e le condizioni a esse associate, di cui all’allegato V, si applicano alla gestione degli stock di cicerelli nello Skagerrak e nel Mare del Nord.3. La Commissione fisserà lo sforzo di pesca definitivo per gli stock di cicerelli nel 2005 nelle zone IIa, IIIa, IV sulla base delle norme di cui al punto 6 dell’allegato V.CAPITOLO IIIPossibilità di pesca e condizioni a esse associate per le navi dei paesi terziArticolo 13AutorizzazioneLe navi battenti bandiera di Barbados, della Guiana, del Giappone, della Corea del Sud, della Norvegia, della Federazione russa, del Suriname, di Trinidad e Tobago e del Venezuela, nonché le navi registrate nelle Isole Færøer, sono autorizzate a effettuare catture nelle acque comunitarie entro i limiti dei contingenti fissati nell’allegato I e nel rispetto delle condizioni previste agli articoli 14, 15, 18, 19, 20, 21, 22, 23 e 24.Articolo 14Restrizioni geograficheLe attività di pesca delle navi battenti bandiera:a) della Norvegia, o registrate nelle Isole Faerøer, sono limitate alle parti della zona di 200 miglia nautiche situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base degli Stati membri nel mare del Nord, nel Kattegat, nel mar Baltico e nell’oceano Atlantico a nord di 43°00’ di latitudine nord, fatta eccezione per la zona di cui all’articolo 18 del regolamento (CE) n. 2371/2002; le attività di pesca nello Skagerrak da parte delle navi battenti bandiera della Norvegia sono autorizzate al largo di 4 miglia nautiche dalle linee di base della Danimarca e della Svezia;b) di Barbados, della Guiana, del Giappone, della Corea del Sud, di Suriname, di Trinidad e Tobago e del Venezuela sono limitate alle parti della zona di 200 miglia nautiche situate oltre 12 miglia nautiche dalle linee di base del dipartimento francese della Guiana.Articolo 15Condizioni per lo sbarco delle catture e delle catture accessorieÈ vietato conservare a bordo o sbarcare pesci provenienti da stock per i quali siano state stabilite possibilità di pesca, a meno che le catture siano state effettuate dalle navi di un paese terzo che dispone di un contingente non ancora esaurito.CAPITOLO IVRegime delle licenze per le navi comunitarieArticolo 16Licenze e condizioni associate1. Fatte salve le norme generali sulle licenze di pesca e sui permessi di pesca speciali di cui al regolamento (CE) n. 1627/94, la pesca nelle acque dei paesi terzi è subordinata al possesso di una licenza rilasciata dalle autorità del paese terzo interessato.Tuttavia, il primo comma non si applica alle attività di pesca effettuate dalle seguenti navi comunitarie nelle acque norvegesi del Mare del Nord:a) navi di stazza pari o inferiore a 200 GT,b) navi che pescano specie destinate al consumo umano diverse dallo sgombro,c) navi battenti bandiera svedese secondo la prassi abituale.2. Il numero massimo di licenze e le altre condizioni ad esse associate sono fissati con le modalità di cui alla parte I dell’allegato VI. Le domande di licenza devono indicare i tipi di pesca praticati, nonché il nome e le caratteristiche delle navi per le quali si richiede il rilascio delle licenze e devono essere indirizzate dalle autorità degli Stati membri alla Commissione. La Commissione trasmette tali domande alle autorità del paese terzo interessato.Se uno Stato membro trasferisce contingenti a un altro Stato membro (swap) nelle zone di pesca di cui alla parte I dell’allegato VI, tale operazione deve prevedere anche il necessario trasferimento di licenze e deve essere notificata alla Commissione. Tuttavia non potrà essere superato il numero totale di licenze previsto per ciascuna zona di pesca, quale indicato nella parte I dell’allegato VI.3. Le navi comunitarie rispettano le misure di conservazione e controllo nonché tutte le altre disposizioni vigenti nella zona in cui effettuano la loro attività.Articolo 17Isole FærøerLe navi comunitarie provviste di licenza per la pesca diretta di una determinata specie nelle acque delle Færøer possono praticare la pesca diretta di un’altra specie previa notifica del cambiamento alle autorità delle Færøer.CAPITOLO VRegime delle licenze per le navi dei paesi terziArticolo 18Obbligo di possedere una licenza e un permesso speciale di pesca1. In deroga all’articolo 28 ter del regolamento (CE) n. 2847/93, le navi battenti bandiera norvegese di stazza inferiore a 200 GT sono esentate dall’obbligo di possedere una licenza e un permesso di pesca.2. Le licenze e i permessi di pesca speciali devono essere tenuti a bordo. Tuttavia, le navi registrate nelle Isole Faerøer o in Norvegia sono esentate da tale obbligo.3. Le navi dei paesi terzi autorizzate a pescare alla data del 31 dicembre 2004 possono continuare le loro operazioni dal 1° gennaio 2005, fino a quando non sia presentato alla Commissione, e da essa approvato, l’elenco delle navi autorizzate a pescare.Articolo 19Domanda di licenza o di permesso di pesca specialeLa domanda di licenza o di permesso di pesca speciale presentata dall’autorità di un paese terzo alla Commissione deve essere corredata dei seguenti dati:a) nome della nave;b) numero di registrazione;c) lettere e cifre esterne di identificazione,d) porto di registrazione;e) nome e indirizzo del proprietario o del noleggiatore;(f) stazza lorda e lunghezza fuori tutto;(g) potenza del motore;(h) indicativo di chiamata e frequenza radio;i) metodo di pesca previsto;(j) zona di pesca prevista;(k) specie di pesci che si intendono catturare;(l) periodo per il quale è richiesta la licenza.Articolo 20Numero di licenzeIl numero di licenze e le condizioni particolari a esse associate sono fissati nell’allegato VI, parte II.Articolo 21Annullamento e ritiro1. Le licenze e i permessi di pesca speciali possono essere annullati ai fini del rilascio di nuove licenze e dei nuovi permessi di pesca speciali. L’annullamento ha effetto il giorno precedente la data del rilascio delle nuove licenze e dei nuovi permessi di pesca speciali da parte della Commissione. La validità delle nuove licenze e dei nuovi permessi di pesca speciali decorre dal giorno in cui sono rilasciati.2. Le licenze e i permessi di pesca speciali sono ritirati, in tutto o in parte, prima della scadenza in caso di esaurimento del contingente di cui all’allegato I per lo stock in questione.3. Le licenze e i permessi di pesca speciali sono ritirati in caso di mancato adempimento agli obblighi previsti dal presente regolamento.Articolo 22Mancato rispetto delle norme pertinenti1. Per un periodo massimo di 12 mesi non possono essere rilasciati licenze e permessi di pesca speciali alle navi per le quali non siano stati adempiuti gli obblighi previsti dal presente regolamento.2. La Commissione comunica alle autorità del paese terzo interessato i nomi e le caratteristiche delle navi che nel mese o nei mesi successivi non saranno autorizzate a pescare nella zona di pesca comunitaria a seguito di un’infrazione alle norme pertinenti.Articolo 23Obblighi del detentore della licenza1. Le navi dei paesi terzi rispettano le misure di conservazione e di controllo, nonché le altre disposizioni che disciplinano le attività di pesca delle navi comunitarie nella zona in cui esse operano, in particolare i regolamenti (CE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94, (CE) n. 88/98, (CE) n. 850/98, (CE) n. 1434/98 e (CEE) n. 1381/87.2. Le navi di cui al paragrafo 1 devono tenere un giornale di bordo nel quale sono registrati i dati di cui all’allegato VII, parte I.3. Le navi dei paesi terzi, eccettuate le navi battenti bandiera norvegese che svolgono attività di pesca nella divisione CIEM IIIa, trasmettono alla Commissione le informazioni di cui all’allegato VIII, secondo le disposizioni previste in detto allegato.Articolo 24Disposizioni specifiche concernenti il dipartimento francese della Guiana1. Il rilascio delle licenze di pesca nelle acque del dipartimento francese della Guiana è subordinato all’obbligo per l’armatore di permettere, su richiesta della Commissione, l’imbarco di un osservatore a bordo.2. Al momento dello sbarco dopo ogni bordata, il comandante di una nave in possesso di una licenza per pesce a pinne o per tonni, che esercita l’attività di pesca nelle acque del dipartimento francese della Guiana, presenta alle autorità francesi una dichiarazione nella quale sono indicati i quantitativi di mazzancolle catturati e detenuti a bordo dopo l’ultima dichiarazione. Tale autorizzazione deve essere conforme al modello di cui all’allegato VI, parte III. Il comandante è responsabile dell’accuratezza della dichiarazione. Le autorità francesi prendono tutti i provvedimenti appropriati per controllare la veridicità della dichiarazione confrontandola in particolare con il giornale di bordo di cui all’articolo 23, paragrafo 2. Dopo il controllo la dichiarazione è firmata dal funzionario competente. Entro la fine di ogni mese le autorità francesi notificano alla Commissione tutte le dichiarazioni relative al mese precedente.3. Le navi che effettuano attività di pesca nelle acque del dipartimento francese della Guiana tengono un giornale di bordo conforme al modello che figura nell’allegato VII, parte II. Una copia di detto giornale di bordo è trasmessa alla Commissione tramite le autorità francesi entro 30 giorni a decorrere dall’ultimo giorno di ciascuna bordata.4. Se per un mese la Commissione non riceve comunicazioni relative a una nave in possesso di una licenza di pesca nelle acque del dipartimento francese della Guiana, tale licenza è ritirata.CAPITOLO VIDisposizioni speciali per le navi della Comunità che pescano nella zona di regolamentazione NAFOSezione 1Partecipazione comunitariaARTICOLO 25 ELENCO DELLE NAVI1. Soltanto le navi comunitarie di stazza lorda superiore 50 tonnellate, in possesso di un permesso di pesca speciale rilasciato dallo Stato membro di bandiera e inserite nello schedario NAFO della flotta, sono autorizzate, alle condizioni specificate nel permesso, a pescare, tenere a bordo, effettuare operazioni di trasbordo e a sbarcare risorse di pesca provenienti dalla zona di regolamentazione NAFO.2. Gli Stati membri informano la Commissione, su supporto informatico e almeno 15 giorni prima che una nuova nave entri nella zona di regolamentazione della NAFO, in merito a ogni modifica dell’elenco di navi battenti la loro bandiera, registrate nella Comunità e autorizzate a svolgere attività di pesca nella zona di regolamentazione NAFO. La Commissione trasmette sollecitamente tali informazioni al segretariato della NAFO.3. La comunicazione di cui al paragrafo 2 comprende in particolare le seguenti informazioni:a) il numero interno della nave, di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 26/2004 della Commissione, del 30 dicembre 2003, relativo al registro della flotta peschereccia comunitaria[31];b) l’indicativo internazionale di chiamata;c) il noleggiatore della nave, se del caso;d) il tipo di nave.4. Per le navi che battono temporaneamente la bandiera di uno Stato membro (locazione a scafo nudo), tale informazione comprende le seguenti indicazioni:a) data a partire dalla quale la nave è stata autorizzata a battere la bandiera dello Stato membro;b) data a partire dalla quale la nave è stata autorizzata dallo Stato membro a esercitare l’attività di pesca nella zona di regolamentazione NAFO;c) Stato nel quale la nave è registrata, o era precedentemente registrata, e data a partire dalla quale non batte più bandiera di tale Stato;d) nome della nave;e) numero di iscrizione ufficiale attribuito dalle autorità nazionali competenti;(f) porto di origine della nave dopo il trasferimento;(g) nome dell’armatore o del noleggiatore;(h) dichiarazione secondo cui il comandante ha ricevuto un esemplare delle norme vigenti nella zona di regolamentazione NAFO;i) principali specie che la nave intende catturare nella zona di regolamentazione NAFO;(j) sottozone in cui la nave intende operare.Sezione 2Misure tecnicheARTICOLO 26 DIMENSIONE DELLE MAGLIE DELLE RETI1. È vietato l’uso di reti da traino aventi in qualsiasi loro parte maglie di dimensione inferiore a 130 mm per la pesca diretta alle specie demersali elencate nell’allegato IX. Tale dimensione può essere portata a un minimo di 60 mm per la pesca diretta al totano ( Illex illecebrosus ). Per la pesca diretta delle razze ( Rajidae ), tale dimensione può essere portata a un minimo di 280 mm nel sacco e a 220 mm in tutte le altre parti della rete.2. Le navi che pescano i gamberelli boreali ( Pandalus borealis ) utilizzano reti con maglia minima di 40 mm.Articolo 27Attacco di dispositivi alle reti1. È vietato l’uso di mezzi o dispositivi diversi da quelli descritti nel presente articolo che ostruiscano le maglie di una rete o ne riducano la dimensione.2. Teli, reti o altri materiali possono essere fissati al letto del sacco per ridurne o impedirne l’usura.3. Dispositivi speciali possono essere fissati al cielo del sacco, a condizione che non ne ostruiscano le maglie. L’uso di foderoni è limitato a quelli elencati nell’allegato X.4. Le navi che pescano i gamberelli boreali ( Pandalus borealis ) utilizzano griglie di selezione aventi uno spazio massimo tra le sbarre di 22 mm. Le navi che pescano gamberelli nella divisione 3L sono munite inoltre di catenelle distanziatrici di lunghezza non inferiore a 72 cm, come indicato nell’appendice 4 dell’allegato III.Articolo 28Catture accessorie1. I comandanti delle navi non possono praticare la pesca diretta di specie soggette a limiti per le catture accessorie. Si considera pesca diretta di una specie quella in cui tale specie costituisce la più alta percentuale in peso delle specie catturate in una retata.2. Le catture accessorie delle specie elencate nell’allegato ID per le quali la Comunità non abbia fissato alcun contingente in una parte della zona di regolamentazione NAFO, ed effettuate nella parte suddetta nel corso della pesca diretta a qualsiasi specie, non devono superare, per ciascuna specie a bordo, 2 500 kg oppure il 10% in peso di tutto il pescato a bordo, se quest’ultimo quantitativo è superiore. Tuttavia, in una parte della zona di regolamentazione NAFO in cui sia vietata la pesca diretta di talune specie, le catture accessorie di ciascuna delle specie elencate nell’allegato ID non devono superare rispettivamente 1 250 kg o il 5%.3. Se nel corso di un’operazione di pesca i quantitativi totali catturati di una specie soggetta a limiti per le catture accessorie superano i limiti di cui al paragrafo 2 applicabili alla specie in questione, le navi si spostano immediatamente di almeno di 5 miglia nautiche dal luogo della precedente cala. Se nelle successive operazioni di pesca i quantitativi totali catturati di una specie soggetta a limiti per le catture accessorie supera i suddetti limiti, ancora una volta le navi cambiano immediatamente zona di pesca e si spostano almeno di 5 miglia nautiche dal luogo della precedente cala per almeno 48 ore.4. Le navi che pescano i gamberelli boreali ( Pandalus borealis ), nel caso in cui la totalità delle catture accessorie di tutte le specie elencate nell’allegato ID superi, in una delle cale, il 5% del peso nella divisione 3M e il 2,5% nella divisione 3L, devono spostarsi immediatamente di almeno 5 miglia nautiche dal luogo della precedente cala.5. Le catture di gamberelli non sono prese in considerazione nel calcolo del tasso delle catture accessorie di specie demersali.Articolo 29Taglia minima dei pesciI pesci provenienti dalla zona di regolamentazione NAFO, la cui taglia sia inferiore alle dimensioni prescritte nell’allegato XI, non possono essere trasformati, tenuti a bordo, trasbordati, sbarcati, trasportati, immagazzinati, venduti, esposti o messi in vendita, ma devono essere immediatamente rigettati in mare. Se le catture di pesci sotto misura superano in talune zone di pesca il 10% del quantitativo totale, la nave si sposta di almeno 5 miglia nautiche dal luogo della cala prima di continuare la pesca. Ogni pesce trasformato appartenente a una specie per la quale si applicano le disposizioni in materia di taglia minima, e che non raggiunge la taglia corrispondente stabilita nell’allegato XI, è considerato proveniente da un pesce sotto misura.Sezione 3Misure di controlloARTICOLO 29 BIS ETICHETTATURA DEL PRODOTTO E STIVAGGIO SEPARATO1. Tutti i pesci trasformati, catturati nella zona di regolamentazione NAFO, devono essere etichettati in modo tale che ciascuna specie e categoria di prodotto siano identificabili. La marcatura deve inoltre indicare che la cattura è avvenuta nella zona di regolamentazione NAFO.2. La marcatura delle mazzancolle catturate nella divisione 3L e degli ippoglossi neri catturati nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO devono indicare che la cattura è avvenuta in tali zone.3. Le catture di una stessa specie devono essere stivate in modo da essere chiaramente distinte dalle catture di altre speci. Tutte le catture effettuate nella zona di regolamentazione NAFO devono essere stivate separatamente dalle catture effettuate al di fuori della stessa.Le catture possono essere collocate in una o più parti della stiva, ma devono essere stivate in modo tale da essere chiaramente distinte dalle catture di altre specie, utilizzando plastica, compensato reti o altro materiale.Articolo 30Registro di produzione e piano di stivaggio1. I comandanti delle navi si conformano agli articoli 6, 8, 11 e 12 del regolamento (CEE) n. 2847/93 e annotano nel giornale di bordo le informazioni elencate nell’allegato XII del presente regolamento.2. Entro il giorno 15 di ogni mese, gli Stati membri notificano alla Commissione su supporto informatico i quantitativi di stock di cui all’allegato XIII sbarcati nel corso del mese precedente e comunicano tutte le informazioni ricevute ai sensi degli articoli 11 e 12 del regolamento (CEE) n. 2847/93.3. Il comandante di una nave comunitaria tiene, per le catture delle specie elencate nell’allegato ID:a) un registro di produzione attestante la produzione complessiva, ripartita per speci;b) un piano di stivaggio che indichi la collocazione delle diverse speci nella stiva e i quantitativi di tali speci presenti a bordo espressi in peso per prodotto (in chilogrammi).4. Il registro di produzione e piano di stivaggio di cui al paragrafo 3 sono aggiornati quotidianamente con i dati del giorno precedente relativi al periodo compreso tra le ore 00.00 (UTC) e le ore 24.00 (UTC) e devono essere tenuti a bordo fino al completamento dello sbarco.5. I comandanti devono prestare l’assistenza necessaria per consentire la verifica dei quantitativi dichiarati nel giornale di bordo e dei prodotti trasformati conservati a bordo.Articolo 31RetiDurante la pesca selettiva di una o più delle speci elencate nell’allegato IX, non possono essere tenute a bordo reti le cui maglie siano di dimensioni inferiori a quelle indicate all’articolo 26. Tuttavia, le navi che nel corso della stessa bordata pescano in zone diverse dalla zona di regolamentazione NAFO possono tenere a bordo tali reti, purché queste siano correttamente fissate e non siano disponibili per un impiego immediato, ovvero:a) le reti devono essere staccate dai rispettivi pannelli, cavi e corde da salpamento o da strascico;b) le reti che si trovano sul ponte o sopra il ponte devono essere fissate saldamente a una parte della sovrastruttura.Articolo 32TrasbordiLe navi comunitarie non effettuano operazioni di trasbordo nella zona di regolamentazione NAFO senza previa autorizzazione delle proprie autorità competenti.Articolo 33 Controllo dello sforzo di pesca1. Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie per assicurare che lo sforzo di pesca delle sue navi di cui all’articolo 25 sia commisurato alle possibilità di pesca disponibili per tale Stato membro nella zona di regolamentazione NAFO.2. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione il piano di pesca delle loro navi che effettuano la pesca di specie della zona di regolamentazione NAFO al più tardi entro il 31 gennaio 2005 o, successivamente, almeno 30 giorni prima della data in cui prevedono di iniziare detta attività. Il piano di pesca identifica, tra l’altro, la nave o le navi che effettueranno questa attività e i giorni di pesca previsti all’interno della zona di regolamentazione NAFO e di altre zone in cui le navi intendono effettuare attività di pesca. Detto piano indica lo sforzo di pesca totale che verrà messo in atto per le varie specie in rapporto alle possibilità di pesca di cui dispone lo Stato membro che effettua la comunicazione.Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, entro il 31 dicembre 2005, una relazione sull’attuazione dei rispettivi piani di pesca, nella quale vanno indicati il numero di navi che hanno effettuato questo tipo di pesca e il numero totale dei giorni di pesca.Sezione 4Disposizioni speciali per la pesca del gamberello borealeARTICOLO 34 PESCA DEL GAMBERELLO BOREALEOgni Stato membro comunica giornalmente alla Commissione i quantitativi di gamberelli boreali ( Pandalus borealis ) catturati nella divisione 3L della zona di regolamentazione NAFO da navi battenti la sua bandiera e registrate nella Comunità. Tutte le attività di pesca sono effettuate a una profondità superiore a 200 metri e sono limitate a una nave per Stato membro alla volta.Sezione 5Disposizioni speciali per la pesca dell’ippoglosso neroARTICOLO 35 DIVIETO DI PESCA DELL’IPPOGLOSSO NEROAlle navi comunitarie è fatto divieto di pescare l’ippoglosso nero nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO della NAFO oltre che tenere a bordo, trasbordare o scaricare tale specie catturata nelle zone in questione se:a) se non hanno a bordo il permesso di pesca speciale rilasciato dal loro Stato membro di bandiera, e;b) se non figurano nello schedario NAFO della flotta.Articolo 35bisElenco delle navi1. Gli Stati membri garantiscono che le navi alle quali è stato rilasciato il permesso di pesca speciale di cui all’articolo 35 siano inserite in un elenco contenente il loro nome e numero di immatricolazione internazionale, quali definiti nell’allegato I del regolamento (CE) n. 26/2004.2. Ogni Stato membro trasmette alla Commissione, su supporto informatico, l’elenco di cui al paragrafo 1 e tutte le successive modifiche.3. Le modifiche dell’elenco di cui al paragrafo 1 sono trasmesse alla Commissione almeno cinque giorni prima dell’ingresso nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO delle navi recentemente inserite nell’elenco. La Commissione trasmette sollecitamente le modifiche al segretariato della NAFO.4. Gli Stati membri assegnano il rispettivo contingente di ippoglosso nero alle proprie navi comprese nell’elenco di cui al paragrafo 1. Gli Stati membri comunicano le informazioni relative alla ripartizione delle quote alla Commissione entro 15 giorni dalla data d’entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 36Relazioni1. I comandanti delle navi di cui all’articolo 35, paragrafo 2 comunicano le seguenti informazioni al proprio Stato membro di bandiera:a) i quantitativi di ippoglosso nero presenti a bordo nel momento in cui la nave comunitaria entra nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO. Tali informazioni devono essere comunicate tra le 12 e le 6 ore che precedono ciascun ingresso della nave nelle zone in questione.b) Catture settimanali di ippoglosso nero. Tali informazioni sono comunicate per la prima volta entro la fine del settimo giorno successivo all’entrata nella sottozona 2 e nelle divisioni 3 KLMNO o, qualora la campagna di pesca duri più di sette giorni, entro il lunedì per le catture realizzate nella sottozona 2 e nelle divisioni 3 KLMNO nella settimana precedente che si è conclusa la domenica alle ore 24.c) I quantitativi di ippoglosso nero presenti a bordo nel momento in cui la nave comunitaria esce dalla sottozona 2 e dalle divisioni 3KLMNO. Tali informazioni devono essere comunicate tra le 12 e le 6 ore che precedono ciascuna uscita della nave dalla zona in questione e devono comprendere il numero di giorni di pesca e il totale delle catture effettuate nella zona in questione.d) i quantitativi caricati e scaricati per ciascun trasbordo di ippoglosso nero durante la permanenza della nave nella sottozona 2 e nelle divisioni 3KLMNO; Tali informazioni sono comunicate entro 24 ore dal completamento del trasbordo.2. Una volta ricevute le informazioni di cui al paragrafo 1, lettere a), c) e d), gli Stati membri le trasmettono alla Commissione.3. Qualora si ritenga che le catture di ippoglosso nero comunicate in conformità del paragrafo 2, abbiano raggiunto il 70% del contingente assegnato agli Stati membri, i comandanti trasmettono giornalmente le informazioni di cui al punto 1, lettera b).Articolo 37Porti designati1. È vietato sbarcare qualsiasi quantitativo di ippoglosso nero in un luogo che non sia uno dei porti a tal fine designati dalle parti contraenti della NAFO. È proibito altresì lo sbarco di ippoglosso nero in porti di paesi che non sono parti contraenti.2. Gli Stati membri designano i porti nei quali possono essere sbarcate le catture di ippoglosso nero e stabiliscono le relative procedure d’ispezione e sorveglianza, comprese le modalità e le condizioni per la registrazione e la dichiarazione dei quantitativi di ippoglosso nero presenti in ogni singolo sbarco.3. Ogni Stato membro trasmette alla Commissione, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, l’elenco dei porti designati e, entro i 15 giorni successivi, le relative procedure d’ispezione e di sorveglianza di cui al paragrafo 2. La Commissione trasmette sollecitamente tali informazioni al segretariato della NAFO.4. La Commissione trasmette sollecitamente a tutti gli Stati membri un elenco dei porti designati, di cui al paragrafo 2, come pure dei porti designati da altre parti contraenti della NAFO.Articolo 38Ispezioni nei porti1. Gli Stati membri assicurano che tutte le navi che entrano in un porto designato per sbarcare e/o trasbordare catture di ippoglosso nero realizzate nella sottozona 2 e nelle divisioni 3 KLMNO della NAFO siano sottoposte a un’ispezione in porto in conformità del regime di ispezione nei porti della NAFO.2. Le catture non possono essere sbarcate e/o trasbordate dalle navi di cui al paragrafo 1, se non alla presenza degli ispettori.3. Tutti i quantitativi sbarcati sono pesati specie per specie prima di essere trasportati nei depositi frigoriferi o verso altra destinazione.4. Gli Stati membri trasmettono la relazione relativa all’ispezione in porto al segretariato della NAFO, con copia alla Commissione, entro sette giorni lavorativi dalla data in cui è stata effettuata l’ispezione.Articolo 39Divieto di sbarco e trasbordo per le navi di paesi che non sono parti contraentiGli Stati membri assicurano che lo sbarco e il trasbordo di ippoglosso nero fatto dalle navi di paesi che non sono parti contraenti della NAFO ma che hanno svolto attività di pesca nella sua zona di regolamentazione siano vietati.Articolo 40Follow up delle attività di pescaEntro il 31 dicembre 2005, gli Stati membri presentano una relazione alla Commissione sull’attuazione delle misure di cui agli articoli da 35 a 39, incluso il numero totale di giorni di pesca.Sezione 6Disposizioni speciali per la pesca dello scorfanoARTICOLO 41 PESCA DELLO SCORFANO1. Un lunedì su due il comandante di una nave comunitaria che pesca lo scorfano nella sottozona 2 e nelle divisioni IF, 3K e 3M della zona di regolamentazione NAFO, notifica alle autorità competenti dello Stato membro di cui la nave batte la bandiera o nel quale essa è registrata, i quantitativi di scorfano pescati nelle zone in questione nel periodo di 2 settimane che si conclude alle ore 12.00 (mezzanotte) della domenica precedente.Quando le catture accumulate ammontano al 50% del TAC, la notifica è effettuata ogni settimana di lunedì.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, entro le ore 12.00 (mezzogiorno) di un martedì su due per la quindicina che si è conclusa alle ore 12.00 (mezzanotte) della domenica precedente, i quantitativi di scorfano catturati nella sottozona 2 e nelle divisioni IF, 3K e 3M della zona di regolamentazione NAFO dalle navi battenti la loro bandiera e registrate sul loro territorio.Quando le catture accumulate ammontano al 50% del TAC, la notifica dovrà avvenire una volta alla settimana.CAPITOLO VIIDisposizioni speciali per le navi della Comunità che pescano nella zona CCAMLRSezione 1Restrizioni e informazioni relative alle naviARTICOLO 42 DIVIETI E LIMITI DI CATTURA1. La pesca diretta alle specie elencate nell’allegato XIV è vietata nelle zone e durante i periodi ivi indicati.2. Per le attività di pesca nuove e sperimentali, si applicano i limiti delle catture e delle catture accessorie di cui all’allegato XV nelle sottozone in esso indicate.Articolo 42 bisInformazioni relative alle navi autorizzate a pescare nella zona della CCAMLR1. Oltre alle informazioni relative alle navi autorizzate di cui all’articolo 3, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 601/2004, gli Stati membri, a decorrere dal 1° agosto 2005, comunicano alla Commissione anche le seguenti informazioni in relazione alle navi di cui trattasi:a) Numero IMO (se assegnato)b) precedente bandiera (se del caso);c) indicativo internazionale di chiamata;d) nome e indirizzo dell’armatore o degli armatori della nave ed eventuali beneficiari effettivi, se conosciuti;e) tipo di nave;(f) luogo e data di costruzione;(g) lunghezza;(h) fotografia a colori della nave consistente di:i) una fotografia di dimensioni non inferiori a 12 x 7 cm del lato di tribordo della nave che mostri la lunghezza fuori tutto della nave comprensiva delle caratteristiche strutturali;ii) una fotografia di dimensioni non inferiori a 12 x 7 cm del lato di babordo della nave che mostri la lunghezza fuori tutto della nave comprensiva delle caratteristiche strutturali;(iii) una fotografia di dimensioni non inferiori a 12 x 7 cm della poppa presa direttamente da poppa;i) le misure adottate per garantire il funzionamento a prova di manomissione delle apparecchiature per il controllo via satellite montate a bordo.2. A decorrere dalla data di cui al paragrafo 1, gli Stati membri, nella misura del possibile, comunicano inoltre alla Commissione le seguenti informazioni relative alle navi autorizzate a svolgere attività di pesca nella zona della CCAMLR:a) nome e indirizzo dell’operatore, se differente dall’armatore;b) nome e nazionalità del capitano e, se del caso, del capopesca;c) metodo o metodi di pesca;d) larghezza (m);e) stazza lorda (t);(f) sistema di comunicazione utilizzato dalla nave e relativi numeri (numeri INMARSAT A, B e C);(g) equipaggio normalmente presente a bordo;(h) potenza del motore o dei motori principali (kW);i) capacità di carico (tonnellate), numero di stive per pesci e relativa capacità (m3);(j) qualsiasi altra informazione ritenuta appropriata (ad es., classificazione del ghiaccio).Sezione 2Pesca sperimentaleARTICOLO 43 PARTECIPAZIONE ALLA PESCA SPERIMENTALE1. Le navi battenti bandiera spagnola e registrate in Spagna e notificate alla CCAMLR ai sensi dell’articolo 7 del regolamento (CE) n. 601/2004, possono partecipare alla pesca sperimentale con palangari di Dissostichus spp . nella sottozona 88.1 della FAO e nelle divisioni 58.4.1, 58.4.2, 58.4.3a) al di fuori delle zone di giurisdizione nazionale e 58.4.3b) al di fuori delle zone di giurisdizione nazionale.2. Nelle divisioni 58.4.3a) e 58.4.3b), le attività di pesca sono consentite a una sola nave per volta.3. Per quanto riguarda la sottozona 88.1 e le divisioni 58.4.1 e 58.4.2, i limiti totali delle catture e delle catture accessorie e la loro ripartizione per piccole unità di ricerca (SSRU) sono indicati nell’allegato XV. La pesca praticata in una qualsiasi SSRU è interrotta quando le catture riportate raggiungono il limite fissato e la SSRU in questione è chiusa alla pesca per il resto della campagna.4. Le operazioni di pesca devono svolgersi in una zona geografica e batimetrica più ampia possibile per consentire la raccolta dei dati necessari a determinare il potenziale di pesca nonché a evitare una concentrazione eccessiva in termini di catture e di sforzo di pesca. Tuttavia, nelle divisioni 58.4.1 e 58.4.2 la pesca sarà proibita a profondità inferiori a 550 metri.Articolo 44Sistemi di notificaLe navi che partecipano alla pesca sperimentale di cui all’articolo 43 sono soggette ai seguenti sistemi di notifica delle catture e dello sforzo di pesca:a) il sistema di dichiarazione delle catture e dello sforzo per periodo di 5 giorni, di cui all’articolo 12 del regolamento (CE) n. 601/2004, con l’eccezione che gli Stati membri comunicano alla Commissione le informazioni sulle catture e lo sforzo di pesca entro due giorni lavorativi dopo il termine di ciascun periodo perché siano immediatamente trasmessi alla CCAMLR. Nella sottozona 88.1 e nelle divisioni 58.4.1 e 58.42, le comunicazioni saranno effettuate dalle piccole unità di ricerca.b) il sistema dichiarazione mensile dei dati biologici e dei dati di sforzo, di cui all’articolo 13 del regolamento (CE) n. 601/2004;c) il numero totale e il peso di esemplari di Dissostichus eleginoides e Dissostichus mawsoni rigettati, compresi gli esemplari con carne di aspetto gelatinoso.Articolo 45Disposizioni speciali1. Le attività di pesca sperimentale di cui all’articolo 43 devono svolgersi in conformità con le disposizioni dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 600/2004 per quanto riguarda le misure applicabili per ridurre la mortalità accidentale degli uccelli marini dovuta alla pesca con palangari. Nelle attività di pesca in questione, oltre alle misure citate, è inoltre vietato il rigetto in mare delle frattaglie.a) il rigetto in mare delle frattaglie è vietato nelle attività di pesca in questione;b) le navi partecipanti alla pesca sperimentale nelle divisioni 58.4.1 e 58.4.2 e conformi ai protocolli della CCAMLR (A, B o C) sul peso dei palangari sono dispensate dall’obbligo di calare i palangari durante le ore notturne; tuttavia, le navi che catturino in totale tre (3) uccelli marini sono immediatamente riassoggettate al divieto di pesca diurna, conformemente all’articolo 8 del regolamento (CE) n. 600/2004;c) le navi che praticano la pesca sperimentale nella sottozona 88.1 e nelle divisioni 58.4.3a), e 58.4.3b) e che catturino in totale tre (3) uccelli marini, cessano immediatamente le attività di pesca e non possono praticare la pesca al di fuori della normale campagna di pesca per il periodo restante della campagna 2004/2005.2. Le navi che praticano la pesca sperimentale nella sottozona 88.1 della FAO sono inoltre soggette ai seguenti requisiti supplementari:a) le navi hanno il divieto di scaricare in mare:i) olio o prodotti combustibili o residui di oli, fatta eccezione per quanto consentito dall’allegato I della convenzione MARPOL 73/78 (Convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi);ii) immondizie;(iii) residui alimentari che non riescano a passare per un apertura non superiore a 25 mm;iv) pollame intero o in pezzi (compresi i gusci d’uovo);v) acque reflue a meno di 12 miglia nautiche dalla costa o dalle banchise o quando la nave viaggia a una velocità inferiore a 4 nodi; oppure(vi) ceneri di incenerimento;b) nessun tipo di pollame o di uccelli vivi può essere introdotto nella sottozona 88.1 e il pollame pronto per il consumo non utilizzato non può essere scaricato in mare nella stessa sottozona;c) la pesca di Dissostichus spp . nella sottozona 88.1 è proibita nel raggio di 10 miglia nautiche dalla costa delle isole Balleny.Articolo 46Definizione di cala1. Ai fini della presente sezione, si intende per cala la posa di uno o più palangari in uno stesso punto. Ai fini delle relazioni sulle catture e lo sforzo di pesca, la precisa collocazione geografica della cala è data dal centro del palangaro o dei palangari utilizzati.2. Per essere designate come cale di ricerca:a) ciascuna cala deve essere separata di almeno 5 miglia nautiche da un’altra cala di ricerca e tale distanza deve essere misurata dal punto di equidistanza geografico di ciascuna cala di ricerca;b) ciascuna cala deve comprendere tra 3 500 e 10 000 ami; ciò può essere realizzato con un numero di palangari separati collocati nel medesimo punto;c) per ciascuna cala di palangaro, il tempo di immersione non deve essere inferiore a 6 ore, misurate dal completamento della cala dei palangari fino all’inizio del recupero dei medesimi.Articolo 47Piani di ricercaLe navi che partecipano alla pesca sperimentale di cui all’articolo 43 attuano piani di ricerca in ciascuna delle SSRU in cui sono suddivise la sottozona FAO 88.1 e le divisioni 58.4.1 e 58.4.2. Il piano di ricerca deve essere attuato con le modalità seguenti:a) al primo ingresso nella SSRU, le prime 10 cale, designate come ‘prima serie’, sono considerate ‘cale di ricerca’ e devono soddisfare i criteri di cui all’articolo 46, paragrafo 2;b) le successive 10 cale, o 10 tonnellate di catture, se ciò avviene prima di portare a termine le 10 cale, sono designate come ‘seconda serie’. Le cale della seconda serie possono, a discrezione del comandante, essere realizzate come parte delle normali attività di pesca sperimentale; tuttavia, se soddisfano i requisiti dell’articolo 46, paragrafo 2, anche le cale in questione possono essere designate come cale di ricerca;c) una volta completate la prima e la seconda serie di cale, se il comandante vuole continuare a pescare all’interno della SSRU, la nave deve effettuare una ‘terza serie’ che darà come risultato un totale di 20 cale di ricerca sulle tre serie. La terza serie di cale deve avvenire nel corso della stessa permanenza all’interno della SSRU in cui sono state effettuate la prima e la seconda serie di cale;d) una volta concluse le 20 cale di ricerca della terza serie, la nave può continuare a pescare all’interno della SSRU;e) nelle SSRU A, B, C, E e G nella sottozona 88.1, in cui la superficie dei fondali marini adatta alla pesca è inferiore a 15 000 km², non si applicano le lettere b), c) e d) e, una volta concluse le 10 cale di ricerca, la nave può continuare a pescare all’interno della SSRU.Articolo 48Piani di raccolta dei dati1. Le navi che partecipano alla pesca sperimentale di cui all’articolo 43 attuano piani di raccolta dei dati in ciascuna delle SSRU in cui sono suddivise la sottozona 88.1 e le divisioni 58.4.1 e 58.4.2 della FAO. Il piano di raccolta dei dati deve comprendere i seguenti dati:a) posizione e profondità del fondale a ciascuna estremità del palangaro;b) i tempi di innesco, di immersione e di salpamento;c) il numero e specie di pesci persi in superficie;d) il numero di ami innescati;e) il tipo di esca;(f) il tasso di adescamento (in percentuale);(g) il tipo di amo; e(h) condizioni del mare, nuvolosità e fase lunare al momento della cala.2. Tutti i dati indicati al paragrafo 1 sono raccolti per ogni cala di ricerca; in particolare, devono essere misurati tutti i pesci di una cala di ricerca fino a un massimo di 100 pesci e almeno 30 devono essere selezionati come campioni per ricerche biologiche. Qualora siano pescati più di 100 pesci, deve essere applicato un metodo di sottocampionamento casuale.Articolo 49Programma di marcaturaCiascuna nave partecipante alla pesca sperimentale secondo le modalità di cui all’articolo 43 attua un programma di marcatura secondo le seguenti modalità:a) per quanto riguarda il Dissostichus spp . deve essere marchiato e liberato un esemplare per tonnellata di pesce vivo per tutta la durata della campagna, conformemente al protocollo di marcatura della CCAMLR. Le navi possono interrompere la marcatura solo dopo aver marchiato almeno 500 esemplari o, se interrompono la pesca, un esemplare per tonnellata di pesce vivo catturato.b) il programma deve indirizzarsi agli esemplari di tutte le taglie per rispettare le disposizioni in materia di marcatura che prevedono un esemplare per tonnellata di pesce vivo catturato. Tutti gli esemplari rilasciati in mare devono recare una doppia marcatura e essere liberati in una zona geografica più ampia possibile;c) tutti i marchi devono essere chiaramente impressi con un unico numero di serie e un indirizzo di riferimento, in modo da poter risalire alle origini del marchio nel caso in cui l’esemplare marchiato venga nuovamente catturato;d) tutti gli esemplari marchiati che vengono ricatturati (ad esempio, un pesce catturato che presenti una marcatura apposta in precedenza) non devono essere rilasciati anche quando sono stati in libertà soltanto per un periodo breve;e) tutti gli esemplari marchiati ricatturati devono essere oggetto di campionamento biologico (lunghezza, peso, sesso, maturazione delle gonadi), ne deve essere fatta, se possibile, una fotografia digitale, ne devono essere ricuperati gli otoliti e rimossa la marchiatura;(f) tutti i dati attinenti alla marcatura e quelli attinenti agli esemplari marcati ricatturati sono trasmessi su supporto informatico alla CCAMLR (nel formato della CCAMLR) entro tre mesi dal termine delle attività di pesca della nave;(g) tutti i dati attinenti alla marcatura e quelli attinenti agli esemplari marcati ricatturati, nonché campioni degli esemplari ricatturati, sono trasmessi su supporto informatico nel formato della CCAMLR al pertinente archivio regionale di raccolta dei dati sulla marcatura, come specificato nel protocollo di marcatura della CCAMLR.Articolo 50Osservatori scientificiOgni nave che partecipa alle attività di pesca sperimentali di cui all’articolo 43 ha a bordo almeno due osservatori scientifici, uno dei quali è designato secondo il programma di osservazione scientifica internazionale della CCAMLR, per l’intera durata delle attività di pesca della campagna.CAPITOLO VIIIDisposizioni finaliArticolo 51Sorveglianza scientificaa) il presente regolamento non si applica alle operazioni di pesca effettuate esclusivamente per motivi di ricerca scientifica con il permesso e sotto l’egida di uno Stato membro, di cui la Commissione e lo Stato membro nelle cui acque ha luogo la ricerca in questione siano stati previamente informati.b) gli organismi marini catturati per le finalità di cui alla lettera a) possono essere venduti, immagazzinati, esposti o messi in vendita a condizione che:-  rispondano ai requisiti di cui all’allegato XII del regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio e ai requisiti di commercializzazione adottati in forza dell’articolo 2 del regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio, del 17 dicembre 1999, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura[32], oppure-  siano venduti direttamente per scopi diversi dal consumo umano.Articolo 52Trasmissione dei datiAi sensi del regolamento (CEE) n. 2847/93, i dati relativi agli sbarchi dei quantitativi di stock catturati devono essere trasmessi dagli Stati membri alla Commissione su supporto informatico utilizzando i codici indicati in ciascuna tabella degli stock.Articolo 53Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2005.Qualora i TAC relativi alla zona CCAMLR siano fissati per periodi anteriori al 1° gennaio 2005, l’articolo 42 si applica a decorrere dall’inizio di ciascuno dei rispettivi periodi di applicazione dei TAC.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl Presidente[…]ALLEGATO I Possibilità di pesca per le navi comunitarie in zone dove sono imposti limiti di cattura e per le navi di paesi terzi che operano nelle acque comunitarie, secondo la specie e la zona (in tonnellate di peso vivo, salvo indicazione contraria)Tutte le limitazioni di cattura fissate nel presente allegato si considerano contingenti ai fini dell’articolo 9 del presente regolamento e sono pertanto soggette alle norme fissate dal regolamento (CE) n. 2847/93, in particolare agli articoli 14 e 15.All’interno di ogni zona, gli stock ittici figurano secondo l’ordine alfabetico dei nomi latini delle specie. In appresso è riportata una tavola di corrispondenza dei nomi comuni e dei nomi latini utilizzati ai fini del presente regolamento.+++++ TABLE +++++ALLEGATO IA MAR BALTICOTutti i TAC in questa zona, tranne che per la passera di mare e il merluzzo bianco nelle sottodivisioni 25-32, sono adottati nell’ambito della Commissione internazionale per la pesca nel mar Baltico (IBSFC).+++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++ALLEGATO I B SKAGERRAK, KATTEGAT, MARE DEL NORD E ACQUE COMUNITARIE OCCIDENTALI, zone CIEM Vb (acque CE), VI, VII, VIII, IX, X, COPACE (acque CE) e Guiana francese+++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++ALLEGATO IC ATLANTICO NORDORIENTALE E GROENLANDIA zone CIEM I, II, IIIa, IV, V, XII, XIV e NAFO 0, 1 (acque della Groenlandia+++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++ALLEGATO I D Zona NAFO dell’ATLANTICO NORDOCCIDENTALETutti i TAC e le condizioni associate sono adottati nell’ambito della NAFO.+++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++ALLEGATO IE SPECIE ALTAMENTE MIGRATORIE ─ Tutte le zoneI TAC per la zona in questione sono adottati nell’ambito di organizzazioni internazionali per la pesca del tonno, quali l’ICCAT e la IATTC.+++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++ALLEGATO I F ANTARTICO ─ Zona della CCAMLRQuesti TAC, adottati dalla CCAMLR, non sono assegnati ai membri della CCAMLR e quindi la parte spettante alla Comunità non è definita. Le catture sono soggette al controllo del segretariato della CCAMLR, che comunica la cessazione delle attività di pesca in seguito all’esaurimento del TAC.+++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++ALLEGATO II MISURE SPECIALI RELATIVE ALLE ARINGHE NELLE SOTTOZONE III E IV1. Gli Stati membri adottano misure speciali in materia di cattura, cernita e sbarco di aringhe del mare del Nord o dello Skagerrak e del Kattegat al fine di garantire il rispetto dei limiti di cattura, in particolare di quelli di cui all’allegato IB. Tali misure comprendono segnatamente:a) programmi speciali di controllo e di ispezione,b) piani dello sforzo di pesca, con gli elenchi delle navi autorizzate e, se necessario quando il contingente è stato utilizzato oltre il 70%, limitazioni delle attività delle navi autorizzate;c) controlli sui trasbordi e sulle pratiche che comportano rigetti in mare,d) se possibile, il divieto temporaneo di pescare nelle zone per le quali si è a conoscenza di forti percentuali di catture accessorie di aringhe, e in particolare di novellame.2. Nel caso in cui vengano sbarcate aringhe non separate dal resto delle catture, gli Stati membri provvedono ad istituire programmi adeguati di campionamento che consentano un controllo efficace di tutti gli sbarchi di catture accessorie di aringhe. È proibito sbarcare catture contenenti aringhe non separate dagli altri pesci in porti che non dispongono di programmi di campionamento.3. Ispettori della Commissione effettuano, a norma dell’articolo 29 del regolamento (CE) n. 2847/93 e se la Commissione lo ritiene necessario ai fini di cui al paragrafo 1, ispezioni indipendenti per verificare l’applicazione di programmi di campionamento e delle misure particolareggiate di cui al paragrafo 1 da parte delle autorità competenti.4. La Commissione vieta gli sbarchi di aringhe qualora ritenga che l’attuazione delle misure speciali di cui al paragrafo 1 non consente di garantire un rigoroso controllo sulla mortalità per pesca delle aringhe in tutti i tipi di pesca.ALLEGATO III MISURE TECNICHE TRANSITORIEParte AMar BalticoSEZIONE 1 PESCA DEL MERLUZZO BIANCO1. TIPO DI ATTREZZI AUTORIZZATI PER LA PESCA DEL MERLUZZO BIANCO NEL MAR BALTICO1.1. Reti da traino1.1.1. Senza finestre di fugaSono vietate le reti da traino senza finestra di fuga.1.1.2. Con finestre di fugaIn deroga alle disposizioni sui dispositivi speciali di selettività di cui all’allegato V del regolamento (CE) n. 88/98, si applicano le disposizioni di cui all’appendice 1 del presente allegato.1.1.3. Norma della rete unicaOve venga utilizzata una rete da traino con finestre di fuga, non possono essere tenuti a bordo attrezzi di altro tipo.1.2. Reti da imbroccoIn deroga alle disposizioni di cui all’allegato IV del regolamento (CE) n. 88/98, la dimensione minima delle maglie è di 110 mm.Le reti non devono superare la lunghezza massima di 12 km per le navi di lunghezza complessiva fino a 12 metri.Le reti non devono superare la lunghezza massima di 24 km per le navi di lunghezza complessiva superiore a 12 metri.Il tempo di immersione delle reti non deve superare le 48 ore a decorrere dal momento in cui esse vengono immesse per la prima volta nell’acqua fino al momento in cui vengono completamente issate a bordo della nave.2. Catture accessorie di merluzzo bianco nel mar Baltico2.1 In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 4 del regolamento (CE) n. 88/98 non può essere tenuto a bordo merluzzo bianco di dimensione inferiore a quella richiesta per tale specie, fatta eccezione nel caso di cui al punto 2.2.2.2 Tuttavia, in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 88/98 del Consiglio, nella pesca delle aringhe e degli spratti con reti aventi maglie di dimensioni non superiori a 32 mm, la percentuale delle catture accessorie di merluzzo bianco non può superare il 3% in peso. Di tale percentuale di catture accessorie può essere tenuto a bordo non più del 5% di merluzzo bianco di dimensione inferiore a quella richiesta per tale specie.2.3 Le catture accessorie di merluzzo bianco non possono superare il 10 % qualora la pesca interessi specie diverse dall’aringa e dallo spratto e sia effettuata con reti da traino e sciabiche danesi diverse da quelle di cui al punto 1.1.2.3. Dimensioni minime per la pesca del merluzzo bianco nel Mar BalticoIn deroga alle disposizioni di cui all’allegato III del regolamento (CE) n. 88/98, la dimensione minima delle maglie è di 38 cm.4. Divieto di pesca estivo per il merluzzo bianco del Mar BalticoLa pesca del merluzzo bianco è proibita nel Baltico, nei Belts e nel Sound dal 15 giugno 2005 al 15 agosto 2005 incluso.5. Restrizioni alla pesca del merluzzo bianco nel Mar Balticoa) È proibita ogni attività di pesca nella zona ottenuta congiungendo successivamente con lossodromie le seguenti coordinate geografiche, misurate conformemente al sistema di coordinate WGS84:Zona 1:-  56°00’N, 15°00’E-  56°00’N, 16°30’E-  54°30’N, 16°30’E-  54°30’N, 15°00’E-  56°30’N, 15°00’EZona 2:-  56°00’N, 19°00’E-  54°30’N, 19°30’E-  54°30’N, 18°40’E-  55°30’N, 18°00’E-  56°00’N, 18°00’E-  56°00’N, 19°00’Eb) In deroga alla lettera a), è permesso effettuare attività di pesca nelle zone ivi definite utilizzando attrezzi trainati e fissi aventi maglie di dimensioni inferiori a 100 mm.6. Condizioni provvisorie e supplementari di controllo, ispezione e sorveglianza nell’ambito della ricostituzione degli stock di merluzzo bianco nel Mar Baltico6.1. Disposizioni generali6.1.1. Il programma di controllo, ispezione e sorveglianza per gli stock di merluzzo bianco nel Mar Baltico consta dei seguenti elementi:Condizioni speciali per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico.Programmi nazionali di controllo da definire in Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia e Svezia.Misure supplementari di controllo, ispezione e sorveglianza.Sorveglianza congiunta e scambio di ispettori.6.1.2. Il programma di azione nazionale per il controllo degli stock di merluzzo bianco può essere riesaminato su iniziativa della Commissione o dietro richiesta di uno Stato membro.6.2. Condizioni speciali per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico6.2.1. Tutte le navi che intendono praticare la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico devono essere provviste di un permesso speciale.6.2.2. Gli Stati membri redigono l’elenco delle navi in possesso del permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico.6.2.3. Il comandante della nave, o un suo rappresentante, al quale uno Stato membro ha rilasciato un permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico deve rispettare le condizioni di cui all’appendice 2.6.3. Programmi nazionali di controllo6.3.1. Tutti gli Stati membri interessati devono mettere a punto un programma nazionale di controllo.6.3.2. Nel 2005 la Commissione intende convocare almeno una volta il comitato di gestione per la pesca e l’acquacoltura al fine di valutare il rispetto e i risultati del programma di azione nazionale per il controllo degli stock di merluzzo bianco nel Mar Baltico.6.4. Programmi di controllo, ispezione e sorveglianza che devono essere adottati dagli Stati membri6.4.1. Ogni Stato membro interessato trasmette alla Commissione, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, l’elenco dei porti designati e, entro i 15 giorni successivi, un piano nazionale di controllo con il relativo calendario di attuazione. La Commissione trasmette tali informazioni a tutti gli altri Stati membri interessati.6.4.2. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 6 del regolamento (CEE) n. 2847/93, i capitani di tutte le navi comunitarie, che detengono a bordo o sbarcano quantitativi superiori a 50 kg in equivalente di peso vivo di merluzzo bianco, tengono un giornale di bordo nel quale indicano in particolare i quantitativi di ogni specie catturati e presenti a bordo, la data e il luogo (rettangolo statistico del CIEM) di tali catture nonché il tipo di attrezzi da pesca utilizzati.6.4.3. In deroga all’articolo 5 del regolamento (CEE) n. 2807/83, il margine di tolleranza permesso nella stima del quantitativo di pesce soggetto ai TAC detenuto a bordo, espressa in kg, è pari all’8 % .6.4.4. Le autorità competenti di uno Stato membro possono chiedere che i quantitativi di merluzzo bianco pescati e sbarcati per la prima volta in tale Stato membro siano pesati alla presenza di ispettori prima di essere trasportati fuori dal porto di primo sbarco. Campioni rappresentativi di merluzzo bianco sbarcato per la prima volta in un porto designato, pari almeno al 20 % degli sbarchi, sono pesati alla presenza di ispettori autorizzati dagli Stati membri prima di essere messi in vendita per la prima volta e venduti. A tal fine gli Stati membri presentano alla Commissione, entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, informazioni dettagliate sul regime di campionatura da impiegare.6.4.5. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 19 bis 1, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2847/93, gli articoli 19 sexies, septies, octies, nonies, decies, dello stesso regolamento si applicano al tutte le navi che praticano attività di pesca nel Mar Baltico.6.4.6. Conformemente alle disposizioni dell’articolo 13 del regolamento (CE) n. 2244/2003, gli Stati membri si accertano che i dati ricevuti a norma dell’articolo 8, dell’articolo 10, paragrafo 1, e dell’articolo 11, paragrafo 1 di tale regolamento, relativamente alle navi in possesso del permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico, siano utilizzati:a) per registrare, e conservare per un periodo di tre anni, in forma digitale ogni entrata e uscita dal porto;b) per registrare ogni entrata e uscita da zone di pesca vietate del Mar Baltico.6.4.7. Gli Stati membri possono attuare misure di controllo alternative per garantire la conformità con gli obblighi di comunicazione di cui al punto 4.5, purché esse garantiscano la medesima efficacia e trasparenza. Prima di essere attuate, tali misure alternative sono notificate alla Commissione.6.4.8. In deroga all’articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2847/93, i quantitativi di merluzzo bianco superiori a 50 chilogrammi trasportati in un luogo diverso da quello di sbarco o di importazione sono accompagnati da una copia di una delle dichiarazioni previste all’articolo 8, paragrafo 1 di detto regolamento, indicante i quantitativi merluzzo bianco trasportati. L’esenzione prevista dall’articolo 13, paragrafo 4, lettera b), dello stesso regolamento non si applica.6.4.9. In deroga all’articolo 34 quater, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2847/93, il programma di controllo specifico per il merluzzo bianco del Mar Baltico può avere una durata superiore a due anni a decorrere dalla sua entrata in vigore.6.5. Sorveglianza congiunta e scambio di ispettori6.5.1. Gli Stati membri interessati effettuano operazioni congiunte di ispezione e sorveglianza e a tal fine istituiscono procedure operative congiunte applicabili alle loro forze di sorveglianza.6.5.2 Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento deve essere indetta una riunione delle competenti autorità di ispezione nazionali per mettere a punto il programma comune di ispezione e sorveglianza.6.5.3. Gli Stati membri interessati garantiscono che gli ispettori di altri Stati membri siano invitati a partecipare quantomeno alle loro attività di ispezione congiunte.6.5.4. Gli ispettori della Commissione possono partecipare a tali scambi e alle ispezioni congiunte.Sezione 2Golfo di Riga7. DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER IL GOLFO DI RIGA7.1 Permesso speciale di pesca1. Per esercitare le attività di pesca nel golfo di Riga, le navi devono avere un permesso speciale di pesca rilasciato conformemente all’articolo 7 del regolamento (CE) n. 1627/94.2. Gli Stati membri garantiscono che le navi alle quali è stato rilasciato un permesso di pesca speciale conformemente al paragrafo 1 siano inserite in un elenco contenente il loro nome e il numero di immatricolazione internazionale che gli Stati membri forniscono alla Commissione.Le navi inserite in tale elenco devono soddisfare i seguenti requisiti:a) la potenza motrice totale (kW) delle navi comprese negli elenchi non deve superare quella constatata per ciascuno Stato membro nel periodo 2000-2001 nel golfo di Riga;b) la loro potenza motrice non deve superare, in alcun momento, 221 chilowatt (kW).7.2 Sostituzione di navi o di motori1. Una nave che figura nell’elenco di cui al punto 7.1.2, può essere sostituita da un’altra o da altre navi purché:a) la sostituzione non comporti un aumento della potenza motrice totale quale indicata al punto 7.1.2, lettera a) per tale Stato membro, eb) la potenza motrice di una nave di sostituzione non sia superiore, in alcun momento, a 221 kW.2. Un motore di un qualsiasi nave figurante nell’elenco di cui al punto 7.1.2 può essere sostituito purché:a) la potenza del motore di sostituzione non sia superiore in alcun momento a 221 kW, eb) la potenza del motore di sostituzione non sia tale che la sostituzione comporti un aumento della potenza motrice totale quale indicata al punto 7.1.2, lettera a) per tale Stato membro.Parte BSkagerrak e Kattegat8. MISURE TECNICHE DI CONSERVAZIONE NELLO SKAGERRAK E NEL KATTEGATIn deroga alle disposizioni di cui all’allegato IV del regolamento (CE) n. 850/98 si applicano le disposizioni di cui all’appendice 3 del presente allegato.9. Restrizioni alla pesca del merluzzo bianco nel Kattegata) Tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2005 è vietata nel Kattegat ogni attività di pesca.b) In deroga alla lettera a) sono consentite le attività di pesca con l’uso di attrezzi trainati e fissi nel periodo specificato, purché non sia tenuto a bordo merluzzo bianco.Parte CSottozone CIEM da I a VII10. PROCEDURE DI PESATURA PER LE ARINGHE, GLI SGOMBRI E I SUGARELLI10.1. Le seguenti procedure si applicano agli sbarchi effettuati nella Comunità europea da navi comunitarie e di paesi terzi, in quantitativi superiori a 10 tonnellate per sbarco di aringhe, sgombri e sugarelli, o a una combinazione degli stessi, catturati:a) per le aringhe, nelle sottozone CIEM I, II e nelle divisioni IIIa, IV, Vb, VI e VII;b) per gli sgombri e i sugarelli, nella sottozona CIEM IIa e nelle divisioni III a, b, d, IV, VI e VII.10.2 Gli sbarchi di cui al punto 10.1 sono consentiti solo nei porti designati.10.3 Ciascuno Stato membro interessato trasmette alla Commissione le modifiche all’elenco dei porti designati nei quali possono essere effettuati sbarchi di aringhe, sgombri e sugarelli e le procedure di ispezione e sorveglianza per tali porti, inclusi i termini e le condizioni per la registrazione e la notifica dei quantitativi delle specie e degli stock di cui al punto 10.1 nell’ambito di ciascuno sbarco. Le modifiche devono essere trasmesse almeno 15 giorni prima della loro entrata in vigore. La Commissione trasmette tali informazioni, nonché l’elenco dei porti designati da paesi terzi, a tutti gli Stati membri interessati.10.4 Il comandante di una nave di cui al punto 10.1, o il suo rappresentante, comunica alle autorità competenti dello Stato membro in cui deve essere effettuato lo sbarco, almeno 4 ore prima di entrare nel porto di sbarco dello Stato membro interessato, le informazioni seguenti:il porto in cui intende entrare, il nome della nave e il suo numero di registrazione,l’ora di arrivo prevista nel porto suddetto,i quantitativi delle specie detenute a bordo, in chilogrammi di peso vivo.Le autorità competenti dello Stato membro interessato richiedono che le operazioni di sbarco non inizino prima che sia stata data l’autorizzazione.10.5 In deroga alle disposizioni di cui al punto 4.2 dell’allegato IV del regolamento (CEE) n. 2807/83, il comandante di una nave presenta immediatamente, all’arrivo in porto, la pagina o le pagine pertinenti del giornale di bordo come richiesto dall’autorità competente presso il porto di sbarco.I quantitativi detenuti a bordo, notificati prima dello sbarco come indicato al punto 10.4, lettera c), corrispondono ai quantitativi registrati nel giornale di bordo una volta completato.In deroga alle disposizioni dell’articolo 5, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2807/83, il margine di tolleranza consentito nella stima del quantitativo di pesce detenuto a bordo, quale inserita nel giornale di bordo ed espressa in kg, è pari al 7%.10.6 Tutti gli acquirenti di pesce fresco devono assicurarsi che tutti i quantitativi ricevuti siano pesati. La pesatura deve avvenire prima che il pesce sia smistato, trasformato, immagazzinato, portato via dal porto di sbarco o rivenduto. I risultati della pesatura sono utilizzati per compilare le dichiarazioni di sbarco e le distinte di vendita.Nel determinare il peso, le eventuali detrazioni per il tenore in acqua non devono superare il 2%.In aggiunta agli obblighi di cui all’articolo 9, paragrafi 1 e 2 del regolamento (CEE) n. 2847/93, l’acquirente o l’impresa di trasformazione dei quantitativi sbarcati devono presentare alle autorità competenti dello Stato membro interessato una copia della ricevuta, o un documento equivalente, come indicato all’articolo 22, paragrafo 3 della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme[33]. Tale ricevuta o documento deve contenere tutte le informazioni di cui all’articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 2847/93 e deve essere presentata su richiesta o entro 48 ore dal completamento della pesatura.10.7 Tutti gli acquirenti o i detentori di pesce surgelato devono assicurarsi che i quantitativi sbarcati siano pesati prima che il pesce sia trasformato, immagazzinato, portato via dal porto di sbarco o rivenduto. La tara corrispondente al peso delle casse, dei contenitori di plastica o di altro tipo in cui è contenuto il pesce da pesare può essere detratta dal peso dei quantitativi sbarcati.In alternativa, il peso del pesce surgelato contenuto in casse può essere determinato moltiplicando il peso medio di un campione rappresentativo calcolato in base al peso del contenuto rimosso dalla cassa e senza imballaggio plastico, prima o dopo lo scioglimento del ghiaccio sulla superficie del pesce. Gli Stati membri comunicano alla Commissione, per approvazione, gli eventuali cambiamenti apportati alla loro metodologia di campionamento approvata dalla Commissione nel 2004. I cambiamenti sono approvati dalla Commissione. I risultati della pesatura sono utilizzati per compilare le dichiarazioni di sbarco e le distinte di vendita.10.8 Entro il 1° maggio 2005, tutti i sistemi di pesatura sono approvati, calibrati e sigillati dalle autorità competenti. Chi effettua la pesatura del pesce deve tenere un giornale di bordo impaginato indicante il peso totale e il peso di ciascuno sbarco. Il giornale di bordo deve essere tenuto per tre anni. Le autorità competenti devono avere pieno accesso ai sistemi di pesatura e al giornale di bordo.Fino all’introduzione dei sistemi di pesatura di cui al primo paragrafo, la pesatura avviene in presenza di un ispettore.10.9 Le autorità competenti di uno Stato membro garantiscono che almeno il 15% dei quantitativi di pesce sbarcato e almeno il 10 % degli sbarchi di pesce siano oggetto di un’ispezione completa, comprendente almeno quanto segue:a) controllo del peso delle catture prelevate dalla nave, suddivise per specie. Nel caso delle navi che pompano a riva le catture deve essere pesato l’intero carico delle navi selezionate per l’ispezione. Nel caso dei pescherecci da traino congelatori vengono contate tutte le casse. Viene pesato un campione rappresentativo di casse/palette al fine di determinare il peso medio delle stesse. Viene inoltre effettuato un campionamento delle casse secondo una metodologia approvata per determinare il peso netto medio dei pesci (senza imballaggi, ghiaccio);b) verifica incrociata tra i quantitativi registrati nel giornale di bordo e nella dichiarazione di sbarco o nella distinta di vendita come pure tra i quantitativi indicati nel preavviso di sbarco e i quantitativi sbarcati per specie;c) se lo sbarco viene interrotto, per poterlo riprendere deve essere chiesta l’autorizzazione;d) verifica che tutto il pesce sia stato scaricato dalla nave una volta concluse le operazioni di sbarco.11. Pesca dell’aringa nella zona IIa (acque CE)È proibito sbarcare o tenere a bordo aringhe catturate nella divisione IIa (acque CE) nei periodi dal 1° gennaio al 28 febbraio e dal 16 maggio al 31 dicembre.12. Condizioni per lo sbarco delle aringhe per fini industrialiIn deroga alle disposizioni dell’articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 1434/98 del Consiglio si applicano le seguenti disposizioni:Le aringhe catturate al di fuori delle sottozone CIEM III e IV con reti aventi dimensione minima delle maglie inferiore a 32 mm non possono essere tenute a bordo salvo se sono presenti mescolate ad altre specie, non sono state sottoposte a cernita e non rappresentano più del 10 % del peso complessivo delle aringhe e delle altre specie.13. Restrizioni per la pesca del merluzzo biancoa) Fine al 31 dicembre 2005 è proibita ogni attività di pesca nelle zone di cui ai punti i) e ii):(i) A ovest della Scozia: La parte della sottozona CIEM VI inclusa nei seguenti rettangoli CIEM situati a oltre 12 miglia dalle linee di base costiere: 47E3, 48E4, 47E4, 48E5, 47E5.(ii) Mare del Nord: La parte della sottozona CIEM IV inclusa nei seguenti rettangoli CIEM situati a oltre 12 miglia dalle linee di base costiere: 49E6, 50E7, 49E7, 48E7, 50F0, 49F0, 48F0, 47F0, 46F0, 45F0, 51F1,50F1, 49F1, 48F1, 47F1, 46F1, 50F2, 49F2, 48F2, 47F2, 46F2, 43F5, 43F6, 43F7, 42F7, 38E9, 37E9, 37F0, 31F1, 32F2, 31F2.b) Mare Celtico : Fino al 31 marzo 2005 è proibita ogni attività di pesca nella parte della divisione CIEM VII inclusa nei seguenti rettangoli CIEM: 30E4, 31E4, 32E3.c) In deroga alle lettere a) e b) sono permesse le attività di pesca utilizzando le nasse nelle zone e nei periodi specificati, purché:i) non siano tenuti a bordo attrezzi di pesca diversi dalle nasse, enon sia tenuto a bordo pesce diverso dai molluschi e dai crostacei.d) In deroga alle lettere a) e b) sono permesse le attività di pesca utilizzando nelle zone ivi indicate utilizzando reti con maglie inferiori a 55 mm, purché:i) non siano tenute a bordo reti avente maglie di dimensioni pari o superiori a 55 mm, eii) non siano tenuti a bordo pesci che non siano aringhe, sgombri, sardine, alacce, sugarelli, spratti, melù e argentine.14. Chiusura di una zona per le attività di pesca dei cicerelliÈ proibito sbarcare o tenere a bordo cicerelli catturati nella zona geografica delimitata dalla costa orientale dell’Inghilterra e della Scozia e dalle lossodromie che uniscono in sequenza le seguenti coordinate:– la costa orientale dell’Inghilterra alla latitudine 55° 30’ N,– latitudine 55° 30’ N, longitudine 1° 00’ O,– latitudine 58° 00’ N, longitudine 1° 00’ O,– latitudine 58° 00’ N, longitudine 2° 00’ O,– la costa orientale della Scozia alla longitudine 2° 00’ O,– la costa orientale della Scozia alla longitudine 2° 00’ O.Sarà tuttavia consentita una limitata attività di pesca ai fini del controllo dello stock di cicerelli nella zona e degli effetti della chiusura.15. Zona di protezione dell’eglefino di RockallTutti i tipi di pesca, eccetto quelli con palangari, sono proibiti nelle zone ottenute congiungendo successivamente con lossodromie le seguenti coordinate geografiche:Punto n. Latitudine Longitudine1 57°00’N 15°00’O2 57°00’N 14°00’O3 56°30’N 14°00’O4 56°30’N 15°00’O16. Misure tecniche di conservazione nel Mare d’IrlandaLe misure tecniche di conservazione di cui agli articoli 2, 3 e 4 del regolamento (CE) n. 254/2002 del Consiglio, del 12 febbraio 2002, che istituisce misure per la ricostituzione dello stock di merluzzo bianco nel mare d’Irlanda (divisione CIEM VIIa) applicabili nel 2002, si applicano temporaneamente nel 2005[34].Parte DSottozone CIEM VIII, IX e X17. RESTRIZIONI PER LA PESCA DELL’ACCIUGAa) Dal 1° gennaio 2005 fino al 30 giugno 2005 è proibita ogni attività di pesca nella zona ottenuta congiungendo successivamente con lossodromie le seguenti coordinate geografiche:La costa della Francia alla longitudine 1°35’O;44°45’N 1°35’O;44°45’N 1°45’O;46°00’N 1°45’O;La costa occidentale della Francia alla latitudine 46°00N.Tali posizioni sono misurate conformemente al sistema di coordinate WGS84.b) In deroga alla lettera a) sono permesse le attività di pesca nella zona ivi indicata utilizzando attrezzi da pesca diversi dalle reti da traino pelagiche e dalle reti da circuizione purché non siano tenute a bordo acciughe.18. Zona di divieto della pesca dello scampo nella penisola ibericaLa pesca con reti a strascico è proibita nelle zone ottenute congiungendo successivamente con lossodromie le seguenti coordinate geografiche:Zona 143°35’ latitudine nord e 4°45’ longitudine ovest43°45’ latitudine nord e 4°45’ longitudine ovest43°37’ latitudine nord e 5°20’ longitudine ovest43°55’ latitudine nord e 5°20’ longitudine ovest43°35’ latitudine nord e 4°45’ longitudine ovestZona 2:43°37’ latitudine nord e 6°15’ longitudine ovest43°50’ latitudine nord e 6°15’ longitudine ovest44°00’ latitudine nord e 6°45’ longitudine ovest43°34’ latitudine nord e 6°45’ longitudine ovest43°37’ latitudine nord e 6°15’ longitudine ovestZona 3:42°27’ latitudine nord e 9°00’ longitudine ovest42°00’ latitudine nord e 9°00’ longitudine ovest42°00’ latitudine nord e 9°14’ longitudine ovest42°04’ latitudine nord e 9°14’ longitudine ovest42°09’ latitudine nord e 9°09’ longitudine ovest42°12’ latitudine nord e 9°09’ longitudine ovest42°27’ latitudine nord e 9°15’ longitudine ovest42°27’ latitudine nord e 9°00’ longitudine ovestZona 4:37°45’ latitudine nord e 9°00’ longitudine ovest38°10’ latitudine nord e 9°00’ longitudine ovest38°10’ latitudine nord e 9°15’ longitudine ovest37°45’ latitudine nord e 9°20’ longitudine ovest37°45’ latitudine nord e 9°00’ longitudine ovestZona 5:36°50’ latitudine nord e 7° 50’ longitudine ovest36°47’ latitudine nord e 7° 30’ longitudine ovest36°17’ latitudine nord e 7° 30’ longitudine ovest36°25’ latitudine nord e 7° 50’ longitudine ovest36°50’ latitudine nord e 7° 50’ longitudine ovest19. Divieto di pesca a strascico nelle acque intorno alle Azzorre, alle isole Canarie e a MaderaAlle navi è vietato utilizzare reti a strascico o reti da traino di tipo analogo, operanti a contatto con il fondo marino, in acque soggette alla sovranità o alla giurisdizione degli Stati membri nelle zone delimitate dalla linea congiungente le seguenti coordinate:a) Azzorre36° 00’ latitudine nord e 23° 00’ longitudine ovest42° 00’ latitudine nord e 23° 00’ longitudine ovest42° 00’ latitudine nord e 34° 00’ longitudine ovest36° 00’ latitudine nord e 34° 00’ longitudine ovest36° 00’ latitudine nord e 23° 00’ longitudine ovestb) Isole Canarie e Madera27° 00’ latitudine nord e 19° 00’ longitudine ovest26° 00’ latitudine nord e 15° 00’ longitudine ovest29° 00’ latitudine nord e 13° 00’ longitudine ovest36° 00’ latitudine nord e 13° 00’ longitudine ovest36° 00’ latitudine nord e 19° 00’ longitudine ovest27° 00’ latitudine nord e 19° 00’ longitudine ovestPARTE EMediterraneo20. MISURE TECNICHE DI CONSERVAZIONE IN MEDITERRANEOLa pesca attualmente effettuata in virtù delle deroghe di cui all’articolo 3, paragrafi 1 e 1 bis e all’articolo 6, paragrafi 1 e 1 bis del regolamento (CE) n. 1626/94, può continuare temporaneamente nel 2005.Parte FOceano Pacifico orientale21. RETI DA CIRCUIZIONE NELL’OCEANO PACIFICO ORIENTALE (ZONA DI REGOLAMENTAZIONE DELLA COMMISSIONE INTERAMERICANA PER IL TONNO TROPICALE (IATTC))La pesca con navi dotate di reti da circuizione del tonno albacora (Thunnus albacora), del tonno obeso (Thunnus obesus) e del tonnetto striato (Katsuwonus pelamis) è proibita dal 1° agosto all’11 settembre 2005, o dal 20 novembre al 31 dicembre 2005, nella zona delimitata dalle seguenti coordinate:- le coste americane del Pacifico,- la longitudine 150° O,- la latitudine 40° N,- la latitudine 40° S.Gli Stati membri comunicano alla Commissione entro il 1° luglio 2005 il periodo di divieto della pesca per cui hanno optato. Nel periodo in cui vige il divieto, tutte le navi degli Stati membri munite di reti da circuizione devono interrompere la pesca praticata con tali reti nella zona in questione.A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, le navi con reti da circuizione per la pesca del tonno nella zona di regolamentazione della Commissione interamericana per il tonno tropicale devono tenere a bordo e quindi sbarcare tutti gli esemplari di tonno obeso, tonnetto striato e tonno albacora catturati, ad eccezione di quelli ritenuti inadatti al consumo umano per ragioni diverse dalla taglia. Sarà fatta eccezione unicamente per l’ultima retata di un’uscita, quando potrebbe non esserci più lo spazio sufficiente per sistemare tutto il tonno catturato in quella retata.Le navi con reti da circuizione rilasciano rapidamente e, per quanto possibile, senza arrecare danni tutte le tartarughe marine, gli squali, i pesci vela, le razze, i dorado e le altre specie non bersaglio. I pescatori sono invitati a elaborare e utilizzare tecniche e attrezzature che agevolino il rilascio rapido e sicuro di tutti questi animali.Le seguenti misure specifiche vanno applicate se una tartaruga marina è accerchiata o è rimasta impigliata:a) se una tartaruga marina è avvistata nella rete occorre fare il possibile per liberarla prima che rimanga impigliata ricorrendo, se necessario, all’impiego di un motoscafo;b) se una tartaruga è impigliata nella rete, il sollevamento della rete andrebbe interrotto non appena la tartaruga emerge dall’acqua e non dovrebbe essere ripreso finché la tartaruga non sia stata liberata e rimessa in acqua;c) se una tartaruga è issata a bordo della nave, occorre impiegare tutti i mezzi necessari per rianimarla prima di rimetterla in acqua;d) è necessario proibire alle tonniere di smaltire sacchi di sale o altri tipi di rifiuti di plastica in mare.e) è incoraggiato, laddove possibile, il rilascio delle tartarughe marine impigliate in dispositivi di concentrazione dei pesci e in altri dispositivi,f) è incoraggiato inoltre il recupero dei dispositivi di concentrazione dei pesci che non vengono utilizzati.Allegato III, appendice 1Caratteristiche del sacco con finestra di fuga superiore "BACOMA".Finestra a maglie quadrate di 110 mm (apertura del diametro interno), fissata su un sacco con dimensioni di maglia pari o superiori a 105 mm in reti da traino, sciabiche danesi o reti analoghe.La finestra consiste in una pezza di rete rettangolare fissata sul sacco. Essa deve essere unica e non può essere in alcun modo ostruita da dispositivi interni o esterni del sacco.Dimensioni del sacco, dell’avansacco e dell’estremità posteriore della rete da traino.Il sacco è composto da due pannelli di rete della stessa dimensione, congiunti da ralinghe su entrambi i lati.È proibito tenere a bordo una rete con più di 100 maglie a diamante aperte su una qualsiasi circonferenza del sacco, ad eccezione della giuntura o delle ralinghe.Il numero di maglie a diamante aperte, escluse quelle delle ralinghe, in qualsiasi punto di una circonferenza dell’avansacco non deve essere inferiore o superiore al numero massimo di maglie sulla circonferenza dell’estremità anteriore del sacco strictu sensu e sull’estremità posteriore della sezione conica della rete da traino, escluse quelle delle ralinghe (figura 1).Collocazione della finestraCollocazione della finestra e termina a non più di 4 maglie di distanza dalla sagola di chiusura, compresa la fila di maglie intrecciate a mano attraverso la quale passa la sagola (figura 2).Dimensioni della finestraLa larghezza della finestra, espressa in numero di lati di maglia, è pari al numero di maglie a diamante aperte del pannello superiore diviso per due. Se necessario, può essere autorizzato il mantenimento di un massimo del 20% del numero di maglie a diamante aperte sul pannello superiore, uniformemente ripartite sui due lati del pannello della finestra (figura 3).La finestra ha una lunghezza minima di 3,5 metri.Pezza di rete della finestraLe maglie della finestra hanno un’apertura minima di 110 millimetri. Si tratta di maglie quadrate, vale a dire che sui quattro lati della pezza di rete le maglie presentano un taglio obliquo. La pezza è fissata in modo che i lati di maglia siano paralleli e perpendicolari alla lunghezza del sacco. La pezza è a filo unico intrecciato senza nodi o presenta proprietà selettive analoghe comprovate. Il diametro di ciascun filo deve essere di almeno 4,9 millimetri. Altre caratteristicheLe caratteristiche di montaggio sono indicate nelle figure 4a-c.Le caratteristiche di montaggio sono indicate nelle figure 4a, 4b e 4c. La lunghezza dello strozzatoio non deve essere inferiore a 4 metri.[pic]Figura 1Una rete da traino può essere divisa in tre sezioni sulla base della loro forma e funzione.Il corpo della rete ha sempre forma conica e una lunghezza compresa tra 10 e 40 metri. L’avansacco è un elemento cilindrico, normalmente composto da una o due pezze di 49,5 maglie che, tirate, raggiungono una lunghezza compresa tra 6 e 12 metri. Il sacco è a sua volta un elemento cilindrico, spesso realizzato con filo doppio per offrire una maggiore resistenza all’usura. La lunghezza del sacco è in genere di 49,5 maglie, pari a circa 6 metri, benché in navi di piccole dimensioni esso possa essere più corto (2-4 metri). La parte situata sotto lo strozzatoio è chiamata sacco di salpamento.[pic]Figura 2La distanza tra il pannello della finestra e la sagola di chiusura è di 4 maglie. Il pannello superiore presenta 3,5 maglie a diamante e una fila intrecciata a mano di una profondità di 0,5 maglie all’altezza della sagola.[pic]Figura 3È possibile mantenere il 20 % di maglie a diamante nel pannello superiore lungo una fila perpendicolare che va da una ralinga all’altra. Ad esempio (come nella figura 3), in un pannello superiore avente larghezza di 30 maglie aperte, il 20% sarebbe costituito da 6 maglie. Si dovrebbero dunque ripartire tre maglie aperte su ciascun lato del pannello della finestra. La larghezza di tale pannello sarebbe quindi di 12 lati di maglia (30 - 6 = 24 maglie a diamante, diviso 2 è uguale a 12 lati di maglia).Pannello inferioreFigura 4a Struttura del pannello inferiore, formata da una pezza di rete con profondità di 49,5 magliePannello superiore(senza maglie a diamante tra la ralinga e il pannello a maglie quadrate)Figura 4b Struttura del pannello superiore, dimensioni e posizione del pannello della finestra nel caso in cui il dispositivo di fuga vada da ralinga a ralingaPannello superiore(con maglie a diamante tra la ralinga e il pannello a maglie quadrate)Figura 4c: Struttura del pannello superiore nel caso in cui il 20% di maglie a diamante venga mantenuto nel pannello suddetto, ripartito equamente su entrambi i lati della finestraAllegato III, appendice 2Condizioni speciali per la pesca del merluzzo bianco nel Mar BalticoIl comandante della nave, o un suo rappresentante, al quale uno Stato membro ha rilasciato permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico deve rispettare le seguenti condizioni:tenere a bordo della nave una copia del permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico;pescare esclusivamente nella zona del Mar Baltico;non trasbordare pesce in mare;non transitare all’interno della zona di protezione del merluzzo bianco a meno che gli attrezzi di pesca a bordo non siano correttamente fissati;utilizzare esclusivamente i tipi di attrezzi da pesca autorizzati per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico, quali specificati al punto 1 dell’allegato III e non tenere a bordo o utilizzare altri attrezzi;detenere a bordo, quale che sia il contenitore, quantitativi di merluzzo bianco mescolati con altre specie di organismi marini. Le casse contenenti merluzzo bianco devono essere conservate separate da altri contenitori;comunicare alle autorità competenti di uno Stato membro, prima di ogni ingresso in un porto dello stesso con a bordo un quantitativo di oltre 200 kg di merluzzo bianco in peso vivo:a) il luogo e l’ora in cui avverrà qualsiasi sbarco di pesce, eb) almeno [due] ore prima di ogni sbarco tranne nel caso in cui gli sbarchi siano effettuati entro i periodi specificati dallo Stato membro;effettuare tali sbarchi esclusivamente nei porti che saranno designati dallo Stato membro di bandiera;non sbarcare il pesce detenuto a bordo prima di avere ottenuto la relativa autorizzazione dalle autorità nazionali competenti;fatte salve le disposizioni dell’articolo 6 del regolamento (CEE) n. 2847/93, tenere un giornale di bordo nel quale siano indicati in particolare i quantitativi di ogni specie catturati e presenti a bordo, la data e il luogo di tali catture (rettangolo statistico del CIEM), nonché il tipo di attrezzi da pesca utilizzati;Fatte salve le disposizioni dell’articolo 5 del regolamento (CEE) n. 2807/83, il margine di tolleranza permesso nella stima del quantitativo di pesce soggetto ai TAC detenuto a bordo, espressa in kg, è pari all’8% .fatte salve le disposizioni dell’articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2847/93, presentare la/le pagina/e pertinente/i del giornale di bordo alle autorità nazionali prima di iniziare lo sbarco delle catture detenute a bordo;fatte salve le disposizioni dell’articolo 7 del regolamento (CE) n. 779/97 recante instaurazione di un regime di gestione dello sforzo di pesca nel Mar Baltico, applicare le disposizioni degli articoli 19 sexies, septies, octies, nonies, decies del regolamento (CEE) n. 2847/93.I permessi di pesca speciali non sono rilasciati per un periodo superiore a tre mesi.****Non sono rilasciati permessi di pesca speciali con validità nell’arco del mese successivo alla data di scadenza di un precedente permesso di pesca speciale detenuto dalla stessa nave se si è verificata una delle seguenti circostanze durante il periodo di validità del permesso:un servizio nazionale di ispezione della pesca constata che una nave ha praticato attività di pesca pur essendo priva di un permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico in corso di validità;un servizio nazionale di ispezione della pesca constata che una nave ha praticato attività di pesca al di fuori della zona del Mar Baltico;iv. un servizio nazionale di ispezione della pesca constata che una nave sta procedendo al trasbordo di pesce su un’altra nave in mare;un servizio nazionale di ispezione della pesca constata che la nave transita all’interno della zona di protezione del merluzzo bianco mentre i suoi attrezzi non sono legati e riposti;all’atto dell’ispezione da parte di un servizio nazionale di ispezione della pesca, è accertata l’inosservanza da parte della nave delle disposizioni del regolamento (CE) n. 88/98del Consiglio;all’atto dell’ispezione da parte del servizio nazionale di ispezione della pesca, è constatato che una nave contravviene alle disposizioni sul tipo di attrezzi autorizzati per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico;un servizio nazionale di ispezione della pesca constata che una nave sta sbarcando pesce senza aver ottenuto la relativa autorizzazione delle autorità nazionali di controllo;all’atto dell’ispezione da parte del servizio nazionale di ispezione della pesca, è constatata la presenza a bordo della nave di oltre il 10 % di catture accessorie di merluzzo bianco, misurato in peso vivo quale percentuale di tutto il pesce a bordo della nave, nel corso delle pesca di specie diverse dalle aringhe e dagli spratti con reti da traino e sciabiche danesi;all’atto dell’ispezione di uno sbarco da parte del servizio nazionale di ispezione della pesca, è accertato che la nave ha sbarcato o detenuto a bordo oltre l’8 % in più di pesce di qualsiasi specie (in peso vivo) rispetto al quantitativo della specie in questione dichiarato nella/nelle pagina/e del giornale di bordo;un servizio nazionale di ispezione della pesca constata che la nave sta sbarcando pesce senza avere precedentemente presentato la/le pagina/e del giornale di bordo;all’atto dell’ispezione da parte di un servizio nazionale di ispezione della pesca, è accertata l’inosservanza da parte della nave delle disposizioni dell’articolo 19, sexies del regolamento (CEE) n. 2847/93;la nave non fornisce un rapporto SCP o, in caso di mancato funzionamento del sistema SCP, un rapporto di posizione manuale, o fornisce un falso rapporto di posizione.Allegato III, appendice 3ATTREZZI TRAINATI: Skagerrak e KattegatLarghezze delle maglie, specie bersaglio e percentuali di cattureapplicabili all’uso di maglie di dimensioni uniche in attrezzi trainati+++++ TABLE +++++(1) Solamente all’interno di 4 miglia dalle linee di base.(2) 4 miglia al di fuori dalle linee di base.(3) Dal 1° marzo al 31 ottobre nello Skagerrak e dal 1° marzo al 31 luglio nel Kattegat.(4) Dal 1° novembre all’ultimo giorno di febbraio nello Skagerrak e dal 1° agosto all’ultimo giorno di febbraio nel Kattegat.(5) Quando si usano maglie di queste dimensioni, il sacco e l’avansacco devono essere costituiti da pezze a maglie quadrate.(6) Le catture detenute a bordo non devono superare il 10% di un qualsiasi miscuglio di merluzzo bianco, eglefino, nasello, passera di mare, passera lingua di cane, sogliola limanda, rombo chiodato, rombo liscio, passera pianuzza, sgombro, lepidorombi, merlano, limanda, merluzzo carbonaro, scampo, astice.(7) Le catture detenute a bordo non devono superare il 50% di un qualsiasi miscuglio di merluzzo bianco, eglefino, nasello, passera di mare, passera lingua di cane, sogliola limanda, rombo chiodato, rombo liscio, passera pianuzza, aringa, sgombro, lepidorombi, merlano, limanda, merluzzo carbonaro, scampo, astice.(8) Le catture detenute a bordo non devono superare il 60% di un qualsiasi miscuglio di merluzzo bianco, eglefino, nasello, passera di mare, passera lingua di cane, sogliola limanda, rombo chiodato, rombo liscio, passera pianuzza, lepidorombi, merlano, limanda, merluzzo carbonaro e astice.Allegato III, appendice 4CATENELLE DISTANZIATRICI PER RETI DA TRAINO PELAGICHE PER GAMBERETTI: zona NAFOLe catenelle distanziatrici sono catene o corde, o una combinazione delle due, che collegano la lima da piombo alla lima di armamento o alla lima di supporto a intervalli variabili. I termini “lima di armamento” o “lima di supporto” sono intercambiabili. Alcune navi usano esclusivamente una lima di armamento; altre utilizzano sia la lima di armamento che la lima di supporto, come mostrato nel disegno. La lunghezza della catenella distanziatrice si misura dal centro della catena o filo che passa attraverso la lima da piombo (centro della lima da piombo) alla parte inferiore della lima di armamento.Il disegno allegato mostra come misurare la lunghezza della catenella distanziatrice.[pic]ALLEGATO IVbis SFORZO DI PESCA PER LE NAVI NELL’AMBITO DEI PIANI DI RIPRISTINO DI TALUNI STOCK DI MERLUZZO BIANCO E SOGLIOLADISPOSIZIONI GENERALI1. Alle navi comunitarie di lunghezza complessiva pari o superiore a 10 metri si applicano le condizioni stabilite nel presente allegato.Tutte le navi che utilizzano i tipi di attrezzi di cui al punto 4 del presente allegato e che praticano attività di pesca nelle zone di cui al punto 2 del presente allegato devono essere in possesso di un permesso di pesca speciale. Gli Stati membri redigono l’elenco delle navi in possesso del permesso speciale per la pesca nella zona di cui al presente allegato. Il comandante della nave, o un suo rappresentante, al quale uno Stato membro ha rilasciato un permesso speciale di pesca deve rispettare le condizioni di cui al presente allegato.2. Ai fini del presente allegato valgono le seguenti definizioni di zone geografiche:a) Kattegat (divisione CIEM IIIa sud);b) Skagerrak e Mare del Nord (divisioni CIEM IV, a, b, c, IIIa nord e IIa CE);c) Scozia Occidentale (Divisione CIEM VIa);d) Manica orientale (divisione CIEM VIId) ee) Mare d’Irlanda (Divisione CIEM VIIa);f) Manica occidentale (divisione CIEM VIIe).Per le navi notificate alla Commissione come navi equipaggiate con sistemi di controllo satellitare, conformi alle disposizioni degli articoli 5 e 6 del regolamento (CE) n. 2244/2003, si applica la seguente definizione dell’area della Scozia occidentale:la divisione CIEM VIa esclusa la parte che si trova ad ovest di una linea tracciata unendo di seguito con linee rette le seguenti coordinate geografiche:60°00’N, 04°00’O59°45’N, 05°00’O59°30’N, 06°00’O59°00’N, 07°00’O58°30’N, 08°00’O58°00’N, 08°00’O58°00’N, 08°30’O56°00’N, 08°30’O56°00’N, 09°00’O55°00’N, 09°00’O55°00’N, 10°00’O54°30’N, 10°00’O.3. Ai fini del presente allegato si intende per "giornata all’ interno della zona e fuori dal porto":a) il periodo di 24 ore compreso tra le ore 00:00 di un giorno civile e le ore 24:00 del medesimo giorno di civile o una parte di detto periodo durante il quale una nave si trova in una delle zone di cui al punto 2 ed è fuori dal porto; oppureb) qualsiasi periodo continuo di 24 ore quale registrato nel giornale di bordo CE durante il quale una nave si trova in una delle zone di cui al punto 2 ed è fuori dal porto o qualsiasi parte di uno di questi periodi.Se uno Stato membro desidera avvalersi della definizione di "giornata all’interno della zona e fuori dal porto" di cui alla lettera b), esso notifica alla Commissione entro il 15 febbraio 2005 i mezzi di sorveglianza delle attività delle navi che intende utilizzare per garantire il rispetto delle disposizioni di cui alle lettera b).4. Ai fini del presente allegato si applicano i seguenti raggruppamenti di attrezzi da pesca:a) reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati, ad eccezione delle sfogliare, aventi maglie di dimensione pari o superiore a 100 mm per tutte le zone eccetto il Kattegat e lo Skagerrak, dove la dimensione delle maglie deve essere superiore a 90 mm;b) sfogliare aventi maglie di dimensione pari o superiore a 80 mm;c) reti fisse demersali, incluse le reti da posta derivanti, le tramaglie e le reti da posta impiglianti;d) palangari demersali;e) reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati, ad eccezione delle sfogliare aventi maglie di dimensioni tra 80 mm e 99 mm;(f) reti a strascico, sciabiche o analoghi attrezzi trainati aventi maglie di dimensioni tra 16 mm e 31 mm, ad eccezione delle sfogliare;SFORZO DI PESCA5. Ciascuno Stato membro provvede affinché le navi battenti la sua bandiera e immatricolate nella Comunità, allorché detengono a bordo uno degli attrezzi da pesca definiti al punto 4, si trovino nella zona e siano fuori dal porto per un numero di giornate non superiore a quello specificato al punto 6.6. a) Il numero massimo di giorni di qualsiasi mese civile in cui una nave può trovarsi nella zona ed essere fuori dal porto detenendo a bordo uno degli attrezzi da pesca di cui al punto 4 è indicato nella tabella I.Anche un giorno di assenza dal porto e di presenza in una data zona è dedotto dal totale dei giorni autorizzati in tutte le altre zone simultaneamente durante il periodo di gestione considerato.Quando una nave passa per due zone nel corso di un’uscita di pesca, il giorno è imputato alla zona in cui la nave ha trascorso la maggior parte del tempo nel giorno considerato.Tabella INumero massimo di giorni di presenza nella zona e di assenza dal porto per attrezzi da pesca+++++ TABLE +++++* La nave può trovarsi nella zona per il numero di giorni nel mese in questione.b) Uno Stato membro può cumulare i giorni dentro la zona e fuori dal porto di cui alla tabella I in periodi di gestione della durata massima di dodici mesi civili.c) La Commissione può assegnare agli Stati membri un numero aggiuntivo di giorni in cui una nave può trovarsi nella zona e essere fuori dal porto detenendo a bordo uno degli attrezzi da pesca di cui al punto 4, sulla base dei risultati acquisiti dei programmi di disarmo avviati a decorrere dal 1° gennaio 2002. Il numero aggiuntivo di giorni sarà direttamente proporzionale alla riduzione della capacità di pesca, espressa in chilowatt o GT, risultante dai programmi di disarmo rapportata a tutte le navi che pescavano in precedenza lo stock da ricostituire con arrotondamento al numero intero di giorni più vicino.Gli Stati membri che desiderano beneficiare di tale assegnazione devono presentare una richiesta in tal senso alla Commissione, allegando le informazioni relative ai programmi di disarmo da essi completati.Sulla base di tale domanda la Commissione può modificare il numero di giorni di cui alla lettera a) per lo Stato membro in questione secondo la procedura di cui all’articolo 30 del regolamento (CE) n. 2371/2002.d) Gli Stati membri possono concedere alle navi deroghe al numero di giorni in cui essi si trovano nella zona e sono fuori dal porto di cui alla tabella I alle condizioni di cui alla tabella II.Gli Stati membri che vogliano concedere un numero aggiuntivo di giorni notificano alla Commissione i dati delle navi che ne beneficeranno e i dettagli relativi alle loro attività comprovate almeno due settimane prima dell’assegnazione dei giorni aggiuntivi.Tabella IIDeroghe dai giorni di presenza nella zona e di assenzadal porto di cui alla tabella I e relative condizioni+++++ TABLE +++++* verificata in base agli sbarchi annuali medi in peso vivo registrati nel giornale di bordo CE.** La nave può trovarsi nella zona per il numero di giorni nel mese in questione.Qualora a una nave sia assegnato un numero superiore di giornate per via della bassa percentuale di catture di determinate specie da esso comprovata, detta nave non conserva in alcun momento a bordo un quantitativo di catture di dette specie superiore alla percentuale di cui alla tabella II, né trasborda pesce in mare verso altre navi. Se una nave non soddisfa una di tali condizioni, non ha più diritto, con effetto immediato, ai giorni aggiuntivi.7. Anteriormente al giorno d’inizio di ciascun periodo di gestione, il comandante di una nave o il suo rappresentante comunica alle autorità dello Stato membro di bandiera l’ attrezzo o gli attrezzi che intende utilizzare durante il successivo periodo di gestione. Fino a quando tale notifica non viene effettuata la nave non può esercitare attività di pesca nelle zone di cui al punto 2 con nessuno degli attrezzi di cui al punto 4.Quando il comandante di una nave o il suo rappresentante comunica l’uso di due dei raggruppamenti di attrezzi da pesca di cui al punto 4, il numero complessivo di giorni disponibili durante il successivo periodo di gestione non è superiore alla metà della somma dei giorni di cui la nave può fruire per ogni attrezzo, arrotondata al giorno intero più vicino. Non è consentito utilizzare alcuno degli attrezzi in questione per un numero di giorni superiore a quello stabilito per tale attrezzo nella tabella I.L’uso di due attrezzi è possibile solo se sono soddisfatte le seguenti disposizioni supplementari di sorveglianza:– Nel corso di una determinata uscita in mare la nave può detenere a bordo uno soltanto degli attrezzi da pesca di cui al punto 4;– prima di ogni uscita in mare il comandante di una nave o il suo rappresentante comunica preliminarmente alle autorità competenti il tipo di attrezzo da pesca che sarà detenuto a bordo, a meno che il tipo di attrezzo non sia cambiato rispetto a quello notificato per l’uscita precedente.Le autorità competenti effettuano ispezioni e sorveglianze in mare e nei porti per verificare l’osservanza delle due condizioni succitate. Se una nave non osserva tali condizioni, non sarà più autorizzata, con effetto immediato, a utilizzare due raggruppamenti di attrezzi da pesca.Nel caso di una nave che voglia combinare l’uso di uno o più degli attrezzi da pesca di cui al punto 4 (attrezzi regolamentati) con altri attrezzi non menzionati al punto 4 (attrezzi non regolamentati), l’uso di attrezzi non regolamentati non è oggetto di restrizioni. Le navi in questione devono notificare anticipatamente quando intendono notificare gli attrezzi regolamentati. Senza tale notifica nessuno degli attrezzi di cui al punto 4 può essere tenuto a bordo. Tali navi devono essere autorizzate ed equipaggiate per praticare l’attività di pesca alternativa.8. Una nave che si trova in una delle zone di cui al punto 2 e che detiene a bordo uno degli attrezzi da pesca di cui al punto 4 non può simultaneamente detenere a bordo un altro degli attrezzi menzionati al punto 4.9. a) In un qualsiasi periodo di gestione, una nave che abbia utilizzato il numero di giornate di presenza nella zona e di assenza dal porto cui ha diritto deve restare in porto, o comunque al di fuori delle zone di cui al punto 2, per i giorni restanti del periodo di gestione, a meno che non utilizzi esclusivamente attrezzi regolamentati come descritto al punto 7.b) In un qualsiasi periodo di gestione una nave può condurre attività diverse dalla pesca senza che il tempo per esse impiegato sia imputato ai giorni assegnatigli di cui al punto 6, purché detta nave notifichi preliminarmente allo Stato membro la sua intenzione in tal senso, la natura della sua attività e purché restituisca la licenza di pesca per il periodo di tempo in questione. In detto periodo la nave non tiene a bordo attrezzi da pesca o pesci.10. a) Uno Stato membro può consentire a qualsiasi sua nave di trasferire giornate di presenza nella zona e di assenza dal porto, alle quali è ammissibile, a un’altra delle sue navi per lo stesso periodo di gestione e nella stessa zona, a condizione che il prodotto del numero di giornate ricevute da una nave moltiplicato per la sua potenza motrice installata, espressa in chilowatt-giorni, sia pari o inferiore al prodotto del numero di giornate trasferite dalla nave cedente moltiplicato per la potenza motrice installata, in chilowatt, di tale nave. La potenza motrice installata in chilowatt della nave è quella registrata per ciascuna nave nello allo schedario comunitario delle navi da pesca.b) Il numero totale di giornate di presenza nella zona e di assenza dal porto trasferite in virtù della lettera a), moltiplicato per la potenza motrice installata, in chilowatt, della nave cedente, non può essere superiore alla media annua di giornate della nave cedente, verificata in base al giornale di bordo CE, negli anni 2001, 2002 e 2003, moltiplicata per la potenza motrice installata, in chilowatt, di tale nave.c) Il trasferimento di giornate di cui alla lettera a) è consentito solo tra navi che operano con lo stesso gruppo di attrezzi e nelle stesse zone di cui al punto 6, lettera a) e durante lo stesso periodo di gestione.d) Non è ammesso alcun trasferimento di giornate dalle navi che beneficiano dell’ assegnazione di cui ai punti 6, lettera d), 6, lettera e) e 7.e) Su richiesta della Commissione, gli Stati membri trasmettono informazioni sui trasferimenti di giornate effettuati.11. Una nave che non abbia un’attività comprovata di pesca in una delle zone di cui al punto 2 può transitare in dette zone purché abbia preliminarmente notificato alle sue autorità la sua intenzione in tal senso. Mentre detta nave si trova in una delle zone di cui al punto 2, qualsiasi attrezzo da pesca detenga a bordo deve essere fissato e riposto nella stiva secondo le condizioni di cui all’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2847/93.12. Uno Stato membro non può consentire la pesca con uno degli attrezzi di cui al punto 4 in una delle zone di cui al punto 2 a una sua nave che non abbia un’attività registrata in quel tipo di pesca nel 2001, 2002 o 2003 nella zona in questione, a meno che non assicuri che sia vietata la pesca nella zona regolamentata per una capacità equivalente, espressa in chilowatt.Tuttavia, una nave con un’attività comprovata di pesca utilizzando un attrezzo di cui al punto 4, può essere autorizzata a utilizzare un attrezzo differente definito al punto 4, purché il numero di giorni assegnati per la pesca con questo secondo attrezzo sia pari o superiore al numero di giorni assegnati per la pesca con il secondo attrezzo.13. Uno Stato membro non può imputare ai giorni assegnati a una sua nave ai sensi del presente allegato i giorni in cui la nave è stata fuori dal porto ma non è stata in grado di pescare perché impegnata ad aiutare un’altra nave in situazione di emergenza o a trasportare un membro dell’equipaggio ferito bisognoso di trattamento medico. Entro un mese dalle decisioni prese in merito, lo Stato membro interessato fornisce alla Commissione una giustificazione delle stesse nonché la prova dell’ emergenza quale risulta da una relazione delle autorità competenti.CONTROLLO, ISPEZIONE E SORVEGLIANZA14. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 19 bis del regolamento (CEE) n. 2847/93, gli articoli 19 ter, quater, quinquies, sexies e dodecies dello stesso regolamento si applicano alle navi che impiegano gli attrezzi da pesca specificati al punto 4 e operanti nelle zone specificate al punto 2. Le navi equipaggiate con sistemi di controllo satellitare, conformi alle disposizioni degli articoli 5 e 6 del regolamento (CE) n. 2244/2003 e quelle che operano secondo la definizione di giorno di cui al punto 3, lettera a) sono escluse dai requisiti di notifica del sistema hail.15. Gli Stati membri possono attuare misure di controllo alternative per garantire la conformità con gli obblighi di cui al punto 14 del presente allegato, purché esse garantiscano la medesima efficacia e trasparenza. Prima di essere attuate, tali misure alternative sono notificate alla Commissione.16. Il comandante di una nave o il suo rappresentante, prima di ogni ingresso nel porto di uno Stato membro e dopo essere stato presente in una delle zone di cui alla tabella III e con a bordo un quantitativo di una qualsiasi specie superiore a quello indicato nella stessa tabella, comunica, almeno quattro ore prima dell’ingresso nel porto, alle autorità competenti di tale Stato membro:a) il nome del porto o del luogo di sbarco,b) l’ora di arrivo prevista nel porto o nel luogo di sbarco suddetto,c) i quantitativi in chilogrammi di peso vivo per ciascuna specie per la quale sono presenti a bordo più di 50 kg.17. Le autorità competenti dello Stato membro in cui deve essere effettuato uno sbarco che richiede una notifica preliminare possono chiedere che le operazioni di sbarco non inizino prima che esse abbiano dato la loro autorizzazione.Tabella IIIVolumi degli sbarchi espressi in tonnellate per zona e specie soggette a condizioni speciali+++++ TABLE +++++PN - Previa notifica di cui al punto 16DP - Porto designato di cui al punto 19.18. Il comandante di una nave comunitaria o il suo rappresentante che intende trasbordare o rigettare in mare un quantitativo detenuto a bordo o sbarcarlo in un porto o luogo di sbarco di un paese terzo notifica alle autorità competenti dello Stato membro di bandiera le informazioni indicate al punto 16 con un preavviso di almeno 24 ore.19. Una nave che ha operato nella zona di cui alla tabella III al di fuori del porto designato non può sbarcare un quantitativo di qualsiasi specie superiore a quello indicato nella stessa tabella (sotto DP).Ciascuno Stato membro trasmette alla Commissione, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, l’elenco dei porti designati e comunica nei 30 giorni successivi le relative procedure di ispezione e sorveglianza, comprese le modalità e le condizioni per la registrazione e la notifica dei quantitativi di ciascuna delle specie o stock nelle zone di cui all’articolo 12 del presente regolamento per ogni singolo sbarco. La Commissione trasmette tali informazioni a tutti gli Stati membri.20. In deroga alle disposizioni dell’articolo 5, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2807/83 della Commissione, la tolleranza nella stima del quantitativo di pesce detenuto a bordo ed espresso in kg, di cui al punto 14, è pari a un margine massimo dell’8% del dato registrato nel giornale di bordo.21. Quando a bordo della nave sono stivati quantitativi superiori a 50 kg di merluzzo bianco, è vietato detenere a bordo della nave, quale che sia il contenitore, quantitativi di merluzzo bianco mescolati con altre specie di organismi marini. Le casse contenenti merluzzo bianco devono essere conservate separate da altri contenitori.22. Le autorità competenti di uno Stato membro possono chiedere che i quantitativi di merluzzo bianco pescati in una delle zone di cui al punto 2 e sbarcati per la prima volta in tale Stato membro siano pesati alla presenza di ispettori prima di essere trasportati fuori dal porto di primo sbarco. Campioni rappresentativi di merluzzo bianco sbarcato per la prima volta in un porto designato ai sensi del punto 19, pari almeno al 20% degli sbarchi, sono pesati alla presenza di ispettori autorizzati dagli Stati membri prima di essere messi in vendita per la prima volta e venduti. A tal fine gli Stati membri presentano alla Commissione, entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, informazioni dettagliate sul regime di campionatura da impiegare.23. In deroga alle condizioni di cui all’articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2847/93, i quantitativi superiori a 50 kg di una qualsiasi delle specie nelle zone di cui all’articolo 12 del presente regolamento trasportati in un luogo diverso da quello di sbarco o di importazione sono accompagnati da copia di una delle dichiarazioni previste all’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento precitato, indicante i quantitativi trasportati delle specie in questione. L’esenzione prevista dall’articolo 13, paragrafo 4, lettera b), dello stesso regolamento non si applica.24. In deroga all’articolo 34 quater, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2847/93, i programmi di controllo specifici per gli stock ittici nelle zone di cui all’articolo 12 possono avere una durata superiore a due anni dalla loro entrata in vigore.25. Se un servizio nazionale di ispezione della pesca constata che una nave pratica una qualsiasi delle attività di seguito indicate, alla nave in questione viene ritirato il permesso di pesca speciale, di cui al punto 1, per l’intero mese civile successivo e il numero di giornate di presenza nella zona e di assenza dal porto cui ha diritto nel 2005 viene ridotto di un numero di giorni pari a quello cui la nave ha diritto nel corso di un mese civile. Le attività in questione sono:A. Entrata di una nave in porto con più di una tonnellata di merluzzo bianco a bordo senza aver notificato preliminarmente l’entrata nel porto come previsto dal punto 16 del presente allegato e dall’articolo 11 del regolamento (CE) n. 423/2004;B. Sbarco di pesce a riva in un porto diverso da quello designato, quale definito al punto 19 del presente allegato e all’articolo 11 del regolamento (CE) n. 423/2004, quando la nave sia entrata in porto con più di due tonnellate di merluzzo bianco a bordo;C. Stivaggio di merluzzo bianco e di altre specie nello stesso contenitore, contravvenendo alle disposizioni del punto 21 del presente allegato e dell’articolo 14 del regolamento (CE) n. 423/2004;D. Il comandante della nave non cooperano facilitando le ispezioni, come previsto dall’articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2847/93;E. Assenza dal porto per un numero di giornate superiore a quello specificato al punto 6 del presente allegato avendo a bordo uno degli attrezzi di cui al punto 4 del presente allegato;F. La nave non fornisce un rapporto SCP o, in caso di mancato funzionamento del sistema SCP, un rapporto di posizione manuale, o fornisce un falso rapporto di posizione;G. Scarsa accuratezza nella registrazione dei dati nei giornali di bordo e nelle dichiarazioni di sbarco di cui agli articoli 13 e 15, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 423/2004;H. Pesca all’interno delle zone di cui al punto 2 del presente allegato con uno degli attrezzi di cui al punto 4 del presente allegato senza aver preventivamente notificato alle autorità dello Stato membro di bandiera il tipo di attrezzo da pesca da utilizzare, come previsto dal punto 7 del presente allegato;I. La nave detiene a bordo più di un tipo di attrezzo da pesca, contravvenendo alle disposizioni del punto 7 del presente allegato;J. La nave si trova in mare e svolge attività di pesca o detiene pesce a bordo senza aver preventivamente comunicato prima dell’uscita in mare quale tipo di attrezzo avrebbe avuto a bordo, come previsto dal punto 7 del presente allegato;K. La nave svolge attività diverse dalla pesca ma non ha restituito la licenza di pesca come previsto dal punto 9 del presente allegato;L. La nave sbarca pesce senza aver ottenuto la preventiva autorizzazione delle autorità nazionali, come previsto dal punto 16 del presente allegato;M. La nave sbarca o tiene a bordo un quantitativo di pesce di qualsiasi specie (in peso vivo) superiore di oltre l’8% al quantitativo di detta specie dichiarato nel giornale di bordo;N. La nave contravviene alle disposizioni del regolamento (CE) n. 850/98.OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE26. Gli Stati membri, sulla base delle informazioni utilizzate per la gestione delle giornate di assenza dal porto e di presenza nelle zone indicate al presente allegato, trasmettono alla Commissione per ciascun anno civile, entro un mese dal termine dello stesso, informazioni relative allo sforzo di pesca messo in atto da navi che utilizzano differenti tipi di attrezzi nelle zone di cui al presente allegato (cfr. tabella IV).27. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i dati di cui al punto 26 mediante fogli elettronici, inviandoli a uno specifico indirizzo di posta elettronica che la Commissione comunica agli Stati membri.Tabella IVModello di dichiarazione+++++ TABLE +++++ALLEGATO IVter SFORZO DI PESCA PER LE NAVI NELL’AMBITO DEI PIANI DI RIPRISTINO DI TALUNI STOCK DI NASELLO MERIDIONALE E DI SCAMPODISPOSIZIONI GENERALI1. Alle navi comunitarie di lunghezza complessiva pari o superiore a 10 metri si applicano le condizioni stabilite nel presente allegato.Tutte le navi che utilizzano i tipi di attrezzi di cui al punto 4 del presente allegato e che praticano attività di pesca nelle zone di cui al punto 2 del presente allegato devono essere in possesso di un permesso di pesca speciale. Gli Stati membri redigono l’elenco delle navi in possesso del permesso speciale per la pesca nella zona di cui al presente allegato. Il comandante della nave, o un suo rappresentante, al quale uno Stato membro ha rilasciato un permesso speciale di pesca deve rispettare le condizioni di cui al presente allegato.2. Ai fini del presente allegato valgono le seguenti definizioni di zone geografiche:Penisola iberica, costa atlantica (Divisioni CIEM VIIIc e IXa)3. Ai fini del presente allegato si intende per "giornata all’ interno della zona e fuori dal porto":a) il periodo di 24 ore compreso tra le ore 00:00 di un giorno civile e le ore 24:00 del medesimo giorno civile o una parte di detto periodo durante il quale una nave si trova in una delle zone di cui al punto 2 ed è fuori dal porto; oppureb) qualsiasi periodo continuo di 24 ore quale registrato nel giornale di bordo CE durante il quale una nave si trova in una delle zone di cui al punto 2 ed è fuori dal porto o qualsiasi parte di uno di questi periodi.Se uno Stato membro desidera avvalersi della definizione di "giornata all’interno della zona e fuori dal porto" di cui alla lettera b), esso notifica alla Commissione entro il 15 febbraio 2005 i mezzi di sorveglianza delle attività delle navi che intende utilizzare per garantire il rispetto delle disposizioni di cui alle lettera b).4. Ai fini del presente allegato si applicano i seguenti raggruppamenti di attrezzi da pesca:a) Reti a strascico con maglie di dimensioni < 55 mmb) Palangari di fondoc) Reti da posta derivanti con maglie di dimensioni < 60 mmd) Reti da posta derivanti con maglie di dimensione pari o superiore a 80 mme) Reti da traino con maglie di dimensione compresa tra 40 e 54 mm(f) Reti da posta impiglianteSFORZO DI PESCA5. Ciascuno Stato membro provvede affinché le navi battenti la sua bandiera e immatricolate nella Comunità, allorché detengono a bordo uno degli attrezzi da pesca definiti al punto 4, si trovino nella zona e siano fuori dal porto per un numero di giornate non superiore a quello specificato al punto 6.6. a) Il numero massimo di giorni di qualsiasi mese civile in cui una nave può trovarsi nella zona ed essere fuori dal porto detenendo a bordo uno degli attrezzi da pesca di cui al punto 4 è indicato nella tabella I.Tabella INumero massimo di giorni di presenza nella zona e di assenza dal porto per attrezzi da pesca+++++ TABLE +++++b) Uno Stato membro può cumulare i giorni dentro la zona e fuori dal porto di cui alla tabella I in periodi di gestione della durata massima di undici mesi civili.c) La Commissione può assegnare agli Stati membri un numero aggiuntivo di giorni in cui una nave può trovarsi nella zona e essere fuori dal porto detenendo a bordo uno degli attrezzi da pesca di cui al punto 4, sulla base dei risultati acquisiti dei programmi di disarmo avviati a decorrere dal 1° gennaio 2004. Il numero aggiuntivo di giorni sarà direttamente proporzionale alla riduzione della capacità di pesca, espressa in chilowatt o GT, risultante dai programmi di disarmo rapportata a tutte le navi che pescavano in precedenza lo stock da ricostituire con arrotondamento al numero intero di giorni più vicino.Gli Stati membri che desiderano beneficiare di tale assegnazione devono presentare una richiesta in tal senso alla Commissione, allegando le informazioni relative ai programmi di disarmo da essi completati.Sulla base di tale domanda la Commissione può modificare il numero di giorni di cui alla lettera a) per lo Stato membro in questione secondo la procedura di cui all’articolo 30 del regolamento (CE) n. 2371/2002.d) Gli Stati membri possono concedere alle navi deroghe al numero di giorni in cui esse si trovano nella zona e sono fuori dal porto di cui alla tabella I alle condizioni di cui alla tabella II.Gli Stati membri che vogliano concedere un numero aggiuntivo di giorni notificano alla Commissione i dati delle navi che ne beneficeranno e i dettagli relativi alle loro attività comprovate almeno due settimane prima dell’assegnazione dei giorni aggiuntivi.Tabella IIDeroghe dai giorni di presenza nella zona e di assenzadal porto di cui alla tabella I e relative condizioni+++++ TABLE +++++* verificata in base agli sbarchi annuali medi in peso vivo registrati nel giornale di bordo CE.** La nave può trovarsi nella zona per il numero di giorni nel mese in questione.Qualora a una nave sia assegnato un numero superiore di giornate per via della bassa percentuale di catture di determinate specie da esso comprovata, detta nave non conserva in alcun momento a bordo un quantitativo di catture di dette specie superiore alla percentuale di cui alla tabella II, né trasborda pesce in mare verso altre navi. Se una nave non soddisfa una di tali condizioni, non ha più diritto, con effetto immediato, ai giorni aggiuntivi.7. Anteriormente al giorno d’inizio di ciascun periodo di gestione, il comandante di una nave o il suo rappresentante comunica alle autorità dello Stato membro di bandiera l’ attrezzo o gli attrezzi che intende utilizzare durante il successivo periodo di gestione. Fino a quando tale notifica non sarà effettuata la nave non potrà esercitare attività di pesca nelle zone di cui al punto 2 con nessuno degli attrezzi di cui al punto 4.Quando il comandante di una nave o il suo rappresentante comunica l’uso di due dei raggruppamenti di attrezzi da pesca di cui al punto 4, il numero complessivo di giorni disponibili durante il successivo periodo di gestione non è superiore alla metà della somma dei giorni di cui la nave può fruire per ogni attrezzo, arrotondata al giorno intero più vicino. Non è consentito utilizzare alcuno degli attrezzi in questione per un numero di giorni superiore a quello stabilito per tale attrezzo nella tabella I.L’uso di due attrezzi è possibile solo se sono soddisfatte le seguenti disposizioni supplementari di sorveglianza:– Nel corso di una determinata uscita in mare la nave può detenere a bordo uno soltanto degli attrezzi da pesca di cui al punto 4;– prima di ogni uscita in mare il comandante di una nave o il suo rappresentante comunica preliminarmente alle autorità competenti il tipo di attrezzo da pesca che sarà detenuto a bordo, a meno che il tipo di attrezzo non sia cambiato rispetto a quello notificato per l’uscita precedente.Le autorità competenti effettuano ispezioni e sorveglianze in mare e nei porti per verificare l’osservanza delle due condizioni succitate. Se una nave non osserva tali condizioni, non sarà più autorizzato, con effetto immediato, a utilizzare due raggruppamenti di attrezzi da pesca.Nel caso di una nave che voglia combinare l’uso di uno o più degli attrezzi da pesca di cui al punto 4 (attrezzi regolamentati) con altri attrezzi non menzionati al punto 4 (attrezzi non regolamentati), l’uso di attrezzi non regolamentati non è oggetto di restrizioni. Le navi in questione devono notificare anticipatamente quando intendono notificare gli attrezzi regolamentati. Senza tale notifica nessuno degli attrezzi di cui al punto 4 può essere tenuto a bordo. Tali navi devono essere autorizzate ed equipaggiate per praticare l’attività di pesca alternativa.8. Una nave che si trova in una delle zone di cui al punto 2 e che detiene a bordo uno degli attrezzi da pesca di cui al punto 4 non può simultaneamente detenere a bordo un altro degli attrezzi menzionati al punto 4.9. a) In un qualsiasi periodo di gestione, una nave che abbia utilizzato il numero di giornate di presenza nella zona e di assenza dal porto cui ha diritto deve restare in porto, o comunque al di fuori delle zone di cui al punto 2, per i giorni restanti del periodo di gestione, a meno che non utilizzi gli attrezzi regolamentati come descritto al punto 7.(b) In un qualsiasi periodo di gestione una nave può condurre attività diverse dalla pesca senza che il tempo per esse impiegato sia imputato ai giorni assegnatigli di cui al punto 6, purché detta nave notifichi preliminarmente allo Stato membro la sua intenzione in tal senso, la natura della sua attività e purché rinunci alla sua licenza di pesca per il periodo di tempo in questione. In detto periodo la nave non tiene a bordo attrezzi da pesca o pesci.10. a) Uno Stato membro può consentire a qualsiasi sua nave di trasferire giornate di presenza nella zona e di assenza dal porto, alle quali è ammissibile, a un’altra delle sue navi per lo stesso periodo di gestione e nella stessa zona, a condizione che il prodotto del numero di giornate ricevute da una nave moltiplicato per la sua potenza motrice installata, espressa in chilowatt-giorni, sia pari o inferiore al prodotto del numero di giornate trasferite dalla nave cedente moltiplicato per la potenza motrice installata, in chilowatt, di tale nave. La potenza motrice installata in chilowatt della nave è quella registrata per ciascuna nave nello allo schedario comunitario delle navi da pesca.b) Il numero totale di giornate di presenza nella zona e di assenza dal porto trasferite in virtù della lettera a), moltiplicato per la potenza motrice installata, in chilowatt, della nave cedente, non può essere superiore alla media annua di giornate della nave cedente, verificata in base al giornale di bordo CE, negli anni 2001, 2002 e 2003, moltiplicata per la potenza motrice installata, in chilowatt, di tale peschereccio.c) Il trasferimento di giornate di cui alla lettera a) è consentito solo tra navi che operano con lo stesso gruppo di attrezzi e nelle stesse zone di cui al punto 6, lettera a) e durante lo stesso periodo di gestione.d) Non è ammesso alcun trasferimento di giornate dalle navi che beneficiano dell’assegnazione di cui ai punti 6d), 6e) e 7.e) Su richiesta della Commissione, gli Stati membri trasmettono informazioni sui trasferimenti di giornate effettuati.11. Una nave che non abbia un’ attività comprovata di pesca in una delle zone di cui al punto 2 può transitare in dette zone purché abbia preliminarmente notificato alle sue autorità la sua intenzione in tal senso. Mentre detta nave si trova in una delle zone di cui al punto 2, qualsiasi attrezzo da pesca detenga a bordo deve essere fissato e riposto nella stiva secondo le condizioni di cui all’ articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2847/93.12. Uno Stato membro non può consentire la pesca con uno degli attrezzi di cui al punto 4 in una delle zone di cui al punto 2 a una sua nave che non abbia un’attività registrata in quel tipo di pesca nel 2001, 2002 o 2003 nella zona in questione, a meno che non assicuri che sia vietata la pesca nella zona regolamentata per una capacità equivalente, espressa in chilowatt.Tuttavia, una nave con un’attività comprovata di pesca utilizzando un attrezzo di cui al punto 4, può essere autorizzata a utilizzare un attrezzo differente definito al punto 4, purché il numero di giorni assegnati per la pesca con questo secondo attrezzo sia pari o superiore al numero di giorni assegnati per la pesca con il secondo attrezzo.13. Uno Stato membro non può imputare ai giorni assegnati a una sua nave ai sensi del presente allegato i giorni in cui la nave è stata fuori dal porto ma non è stata in grado di pescare perché impegnata ad aiutare un’altra nave in situazione di emergenza o a trasportare un membro dell’equipaggio ferito bisognoso di trattamento medico. Entro un mese dalle decisioni prese in merito, lo Stato membro interessato fornisce alla Commissione una giustificazione delle stesse nonché la prova dell’ emergenza quale risulta da una relazione delle autorità competenti.CONTROLLO, ISPEZIONE E SORVEGLIANZA14. Fatte salve le disposizioni dell’articolo 19 bis del regolamento (CEE) n. 2847/93, gli articoli 19 ter, quater, quinquies, sexies e dodecies dello stesso regolamento si applicano alle navi che impiegano gli attrezzi da pesca specificati al punto 4 e operanti nelle zone specificate al punto 2. Le navi equipaggiate con sistemi di controllo satellitare, conformi alle disposizioni degli articoli 5 e 6 del regolamento (CE) n. 2244/2003 e quelle che operano secondo la definizione di giorno di cui al punto 3, lettera a) sono escluse dai requisiti di notifica del sistema hail.15. Gli Stati membri possono attuare misure di controllo alternative per garantire la conformità con gli obblighi di cui al punto 14 del presente allegato, purché esse garantiscano la medesima efficacia e trasparenza. Prima di essere attuate, tali misure alternative sono notificate alla Commissione16. Il comandante di una nave o il suo rappresentante, prima di ogni ingresso nel porto di uno Stato membro e dopo essere stato presente in una delle zone di cui alla tabella III e con a bordo un quantitativo di una qualsiasi specie superiore a quello indicato nella stessa tabella, comunica, almeno quattro ore prima dell’ingresso nel porto, alle autorità competenti di tale Stato membro:a) il nome del porto o del luogo di sbarco,b) l’ora di arrivo prevista nel porto o nel luogo di sbarco suddetto,c) i quantitativi in chilogrammi di peso vivo per ciascuna specie per la quale sono presenti a bordo più di 50 kg.17. Le autorità competenti dello Stato membro in cui deve essere effettuato uno sbarco che richiede una notifica preliminare possono chiedere che le operazioni di sbarco non inizino prima che esse abbiano dato la loro autorizzazione.Tabella IIIVolumi degli sbarchi espressi in tonnellate per zona e specie soggette a condizioni speciali+++++ TABLE +++++PN - Previa notifica di cui al punto 16DP - Porto designato di cui al punto 19.18. Il comandante di una nave comunitaria o il suo rappresentante che intende trasbordare o rigettare in mare un quantitativo detenuto a bordo o sbarcarlo in un porto o luogo di sbarco di un paese terzo notifica alle autorità competenti dello Stato membro di bandiera le informazioni indicate al paragrafo 16 con un preavviso di almeno 24 ore.19. Una nave che ha operato nella zona di cui alla tabella III al di fuori del porto designato non può sbarcare un quantitativo di qualsiasi specie superiore a quello indicato nella stessa tabella (sotto DP).Ciascuno Stato membro trasmette alla Commissione, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, l’elenco dei porti designati e comunica nei 30 giorni successivi le relative procedure di ispezione e sorveglianza, comprese le modalità e le condizioni per la registrazione e la notifica dei quantitativi di ciascuna delle specie o stock di cui all’articolo 12 del presente regolamento per ogni singolo sbarco. La Commissione trasmette tali informazioni a tutti gli Stati membri.20. In deroga alle disposizioni dell’articolo 5, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2807/83 della Commissione, la tolleranza nella stima del quantitativo di pesce detenuto a bordo ed espresso in kg, di cui al punto 14, è pari a un margine massimo dell’8% del dato registrato nel giornale di bordo. Qualora nella legislazione comunitaria non siano indicati fattori di conversione, si applicano i fattori di conversione adottati dagli Stati membri di cui la nave batte bandiera.21. Quando a bordo della nave sono stivati quantitativi superiori a 50 kg di nasello, è vietato detenere a bordo della nave, quale che sia il contenitore, quantitativi di nasello o scampo mescolati con altre specie di organismi marini. Le casse contenenti nasello o scampo devono essere adeguatamente marcate a fini di identificazione o devono essere stivate separatamente da altri contenitori.22. Le autorità competenti di uno Stato membro possono chiedere che i quantitativi di nasello o scampo pescati in una delle zone di cui al punto 2 e sbarcati per la prima volta in tale Stato membro siano pesati alla presenza di ispettori prima di essere trasportati fuori dal porto di primo sbarco. Campioni rappresentativi di nasello e scampo sbarcati per la prima volta in un porto designato ai sensi del punto 19, pari almeno al 20% degli sbarchi, sono pesati alla presenza di ispettori autorizzati dagli Stati membri prima di essere messi in vendita per la prima volta e venduti. A tal fine gli Stati membri presentano alla Commissione, entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, informazioni dettagliate sul regime di campionatura da impiegare.23. In deroga alle condizioni di cui all’articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2847/93, i quantitativi superiori a 50 kg di una qualsiasi delle specie nelle zone di cui all’articolo 12 del presente regolamento trasportati in un luogo diverso da quello di sbarco o di importazione sono accompagnati da copia di una delle dichiarazioni previste all’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento precitato, indicante i quantitativi trasportati delle specie in questione. L’esenzione prevista dall’articolo 13, paragrafo 4, lettera b), dello stesso regolamento non si applica.24. In deroga all’articolo 34 quater, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2847/93, i programmi di controllo specifici per gli stock ittici nelle zone di cui all’articolo 12 possono avere una durata superiore a due anni dalla loro entrata in vigore.25. Se un servizio nazionale di ispezione della pesca constata che una nave pratica una qualsiasi delle attività di seguito indicate, alla nave in questione viene ritirato il permesso di pesca speciale, di cui al punto 1, per l’intero mese civile successivo e il numero di giornate di presenza nella zona e di assenza dal porto cui ha diritto nel 2005 viene ridotto di un numero di giorni pari a quello cui la nave ha diritto nel corso di un mese civile. Le attività in questione sono:A. Entrata di una nave in porto con a bordo più di 150 kg di nasello o 75 kg di scampi a bordo senza aver notificato preliminarmente l’entrata nel porto come previsto dal punto 16 del presente allegato;B. Sbarco di pesce a riva in un porto diverso da quello designato, quale definito al punto 19 del presente allegato e all’articolo 11 del regolamento (CE) n. 423/2004, quando la nave sia entrata in porto con a bordo più di 300 kg di nasello o 150 kg di scampi;C. Stivaggio di nasello/scampi e altre specie nello stesso contenitore, contravvenendo alle disposizioni del punto 21 del presente allegato;D. Il comandante della nave non cooperano facilitando le ispezioni, come previsto dall’articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2847/93;E. Assenza dal porto per un numero di giornate superiore a quello specificato al punto 6 del presente allegato avendo a bordo uno degli attrezzi di cui al punto 4 del presente allegato;F. La nave non fornisce un rapporto SCP o, in caso di mancato funzionamento del sistema SCP, un rapporto di posizione manuale, o fornisce un falso rapporto di posizione;G. Falsificazione o mancata registrazione dei dati nei giornali di bordo, comprese le relazioni sullo sforzo di pesca e le dichiarazioni di sbarco;H. Pesca all’interno delle zone di cui al punto 2 del presente allegato con uno degli attrezzi di cui al punto 4 del presente allegato senza aver preventivamente notificato alle autorità dello Stato membro di bandiera il tipo di attrezzo da pesca da utilizzare, come previsto dal punto 7 del presente allegato;I. La nave detiene a bordo più di un tipo di attrezzo da pesca, contravvenendo alle disposizioni del punto 7 del presente allegato;J. La nave si trova in mare e svolge attività di pesca o detiene pesce a bordo senza aver preventivamente comunicato prima dell’uscita in mare quale tipo di attrezzo avrebbe avuto a bordo, come previsto dal punto 7 del presente allegato;K. La nave svolge attività diverse dalla pesca ma non ha restituito la licenza di pesca come previsto dal punto 9 del presente allegato;L. La nave sbarca pesce senza aver ottenuto la preventiva autorizzazione delle autorità nazionali, come previsto dal punto 16 del presente allegato;M. La nave sbarca o tiene a bordo un quantitativo di pesce di qualsiasi specie (in peso vivo) superiore di oltre l’8% al quantitativo di detta specie dichiarato nel giornale di bordo;N. La nave contravviene alle disposizioni del regolamento (CE) n. 850/98.OBBLIGHI DI COMUNICAZIONE26. Gli Stati membri, sulla base delle informazioni utilizzate per la gestione delle giornate di assenza dal porto e di presenza nelle zone indicate al presente allegato, trasmettono alla Commissione per ciascun anno civile, entro un mese dal termine dello stesso, informazioni relative allo sforzo di pesca messo in atto da navi che utilizzano differenti tipi di attrezzi nelle zone di cui al presente allegato (cfr. tabella IV).27. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i dati di cui al punto 26 mediante fogli elettronici, inviandoli a uno specifico indirizzo di posta elettronica che la Commissione comunica agli Stati membri.Tabella IVModello di dichiarazione+++++ TABLE +++++ALLEGATO V SFORZO DI PESCA PER LE NAVI CHE PRATICANO LA PESCA DEL CICERELLONEL MARE DEL NORD E NELLO SKAGERRAK1. Tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2005, le condizioni di cui al presente allegato si applicano alle navi della Comunità che pescano nel Mare del Nord e nello Skagerrak con reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati con maglie di dimensione inferiore a 16 mm.2. Ai fini del presente allegato si intende per "giornata fuori dal porto":a) il periodo di 24 ore compreso tra le ore 00:00 di un giorno civile e le ore 24:00 del medesimo giorno civile o una parte di detto periodo;b) qualsiasi periodo continuo di 24 ore quale registrato nel giornale di bordo CE tra la data e l’ora di partenza e la data e l’ora di arrivo e qualsiasi parte di uno di questi periodi.3. Entro il 1° marzo 2005, ogni Stato membro interessato istituisce una base dati contenente per quanto riguarda il Mare del Nord e lo Skagerrak negli anni 2002, 2003 e 2004 e per ogni nave battente la sua bandiera o immatricolata nella Comunità, che abbia svolto attività di pesca utilizzando reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati con maglie di dimensione inferiore a 16 mm le seguenti informazioni:a) il nome e il numero di immatricolazione internazionale del peschereccio;b) la potenza motrice installata della nave in chilowatt, misurata conformemente all’articolo 5 del regolamento (CEE) n. 2930/86 del Consiglio;c) il numero di giornate fuori dal porto in attività di pesca con reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati con maglie di dimensione inferiore a 16 mm;d) i chilowatt-giorni risultanti dal prodotto del numero di giorni fuori dal porto per la potenza motrice installata in chilowatt.4 Ogni Stato membro deve calcolare i seguenti aspetti:a) i chilowatt-giorni totali per ogni anno risultanti dalla somma dei chilowatt-giorno calcolati al punto 3, lettera d);b) la media dei chilowatt-giorno per il periodo 2002-2004.5. Ogni Stato membro deve garantire che il numero di chilowatt-giorni nel 2005 per le navi battenti la sua bandiera o immatricolati nella Comunità non superi del 40% quello del 2004, come calcolato al punto 4, lettera a).6. Il numero massimo di chilowatt-giorni di cui al punto 5 viene riesaminato dalla Commissione quanto prima e al più tardi entro il 15 giugno 2005, sulla base del parere del Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP) relativo alla consistenza dello stock di cicerello del Mare del Nord nel 2004, in conformità delle seguenti norme:a) se il CSTEP ritiene che la consistenza dello stock di cicerello del Mare del Nord nel 2004 sia pari o superiore a 500.000 milioni di esemplari a età 0, non sarà applicata nessuna limitazione di chilowatt-giorni per il resto del 2005;b) se il CSTEP ritiene che la consistenza dello stock di cicerello del Mare del Nord nel 2004 sia compresa tra 300000000 e 500000000 esemplari a età 0, il numero di chilowatt-giorni non potrà superare il livello del 2003, quale calcolato al punto 4, lettera a);c) se il CSTEP ritiene che la consistenza dello stock di cicerello del Mare del Nord nel 2004 sia inferiore a 300000000 esemplari a età 0, la pesca con reti a strascico, sciabiche o altri attrezzi trainati con maglie di dimensione inferiore a 16 mm sarà proibita per il resto del 2005. Sarà tuttavia consentita una limitata attività di pesca ai fini del controllo dello stock di cicerello nel Mare del Nord e nello Skagerrak e degli effetti della chiusura. A tal fine gli Stati membri interessati elaborano, in cooperazione con la Commissione, un piano per le attività di pesca a fini di controllo.ALLEGATO VIPARTE ILimitazioni quantitative delle licenze edei permessi di pesca per le navi comunitarie che operanoin acque di paesi terzi+++++ TABLE +++++PARTE IILimitazioni quantitative delle licenze e dei permessi di pescaper le navi di paesi terzi che operano in acque comunitarie+++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++PARTE IIIDichiarazione presentata a norma dell’articolo 15, paragrafo 2+++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++ALLEGATO VIIPARTE IInformazioni da registrare nel giornale di bordoQuando si effettua la pesca entro la zona di 200 miglia nautiche dalle coste degli Stati membri nella quale vigono le norme comunitarie in materia di pesca, si devono registrare nel giornale di bordo i seguenti dati, subito dopo ciascuna delle operazioni in appresso indicate.Dopo ogni operazione di pesca:1.1. quantitativi catturati, di ciascuna specie, espressi in chilogrammi di peso vivo;1.2. la data e l’ora dell’operazione di pesca;1.3. la posizione geografica in cui sono state effettuate le catture;1.4. il metodo di pesca utilizzato.Dopo ogni trasbordo da una nave ad un’altra:2.1. l’indicazione "ricevuto da" o "trasbordato su";2.2. i quantitativi trasbordati, di ciascuna specie, espressi in chilogrammi di peso vivo;2.3. il nome, le cifre e le lettere di identificazione esterna della nave dalla quale o verso la quale è stato effettuato il trasbordo;2.4. l’indicazione che è vietato il trasbordo di merluzzo bianco.Dopo ogni sbarco in un porto della Comunità:3.1. il nome del porto;3.2. i quantitativi sbarcati di ciascuna specie, espressi in chilogrammi-peso vivo.Dopo ogni trasmissione di informazioni alla Commissione delle Comunità europee:4.1. la data e l’ora della comunicazione;4.2. il tipo di messaggio: IN, OUT, ICES, WKL o 2 WKL;4.3. nel caso di una comunicazione radio: il nome della stazione radio.PARTE II[pic]ALLEGATO VIII CONTENUTO E MODALITÀ DI TRASMISSIONE DELLE INFORMAZIONI DESTINATE ALLA COMMISSIONELe informazioni da trasmettere alla Commissione delle Comunità europee e lo scadenzario per la loro trasmissione sono i seguenti:1.1. Ad ogni entrata della nave nella zona delle 200 miglia nautiche dalle coste degli Stati membri della Comunità, soggette a norme comunitarie in materia di pesca:a) gli elementi indicati al punto 1.5;b) i quantitativi che si trovano nelle stive, espressi in chilogrammi e ripartiti per specie;c) la data e la divisione CIEM all’interno della quale il comandante prevede di iniziare la pesca.Quando le operazioni di pesca richiedono che la nave entri più di una volta in una zona di cui al punto 1.1 in un dato giorno, è sufficiente una sola comunicazione alla prima entrata.1.2. Ad ogni uscita della nave da una zona di cui al punto 1.1:a) gli elementi indicati al punto 1.5;b) i quantitativi che si trovano nelle stive, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie;c) i quantitativi catturati dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie;d) la divisione CIEM in cui sono state effettuate le catture;e) i quantitativi di ciascuna specie, espressi in chilogrammi-peso vivo, trasbordati su e/o da altre navi da quando la nave è entrata nella zona e l’identificazione della nave sulla quale è stato effettuato il trasbordo;(f) i quantitativi, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie, sbarcati in un porto della Comunità da quando la nave è entrata nella zona.Quando le operazioni di pesca richiedono che la nave esca più di una volta da una zona di cui al punto 1.1 in un dato giorno, è sufficiente una sola comunicazione all’ultima uscita.1.3. Ogni tre giorni a partire dal terzo giorno da quando la nave è entrata per la prima volta nella zona di cui al punto 1.1, nel caso della pesca dell’aringa e dello sgombro, e ogni settimana, a partire dal settimo giorno da quando la nave è entrata per la prima volta nella zona di cui al punto 1.1, nel caso della pesca di tutte le altre specie:a) gli elementi indicati al punto 1.5;b) i quantitativi catturati dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie;c) la divisione CIEM in cui sono state effettuate le catture.1.4. Ogniqualvolta la nave passa da una divisione CIEM ad un’altra:a) gli elementi indicati al punto 1.5;b) i quantitativi catturati dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie;c) la divisione CIEM in cui sono state effettuate le catture.1.5. a) Il nome, l’indicativo di chiamata, le cifre e le lettere di identificazione esterna della nave e il nome del comandante;b) il numero della licenza se la nave pesca con licenza;c) il numero di serie del messaggio per la bordata di cui trattasi;d) l’identificazione del tipo di messaggio;e) la data, l’ora e la posizione geografica della nave.2.1. Le informazioni di cui al punto 1 debbono essere trasmesse alla Commissione delle Comunità europee a Bruxelles (indirizzo telex: 24189 FISEU-B), tramite una delle stazioni radio elencate al punto 3 e nella forma indicata al punto 4.2.2. Se, per motivi di forza maggiore, le informazioni in oggetto non possono essere trasmesse dalla nave, il messaggio può essere comunicato da un’altra nave per conto della prima.3. Nome della stazione radio Indicativo di chiamata della stazione radio+++++ TABLE +++++4. Forma delle comunicazioniLe informazioni indicate al punto 1 devono comprendere i seguenti elementi ed essere fornite nel seguente ordine:– nome della nave– indicativo di chiamata,– lettere e cifre esterne di identificazione,– numero di serie del messaggio per la bordata di cui trattasi;– l’indicazione del tipo del messaggio conformemente al seguente codice:– messaggio all’entrata in una zona di cui al punto 1.1: "IN",– messaggio all’uscita da una zona di cui al punto 1.1: "OUT",– messaggio di passaggio da una divisione CIEM ad un’altra: "ICES",– messaggio settimanale: "WKL",– messaggio ogni tre giorni: "2 WKL";– la data, l’ora e la posizione geografica;– divisione/sottodivisione CIEM in cui si prevede di cominciare la pesca;– data in cui si prevede di cominciare la pesca;– quantitativi di pesce che si trovano nelle stive, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie, usando il codice di cui al punto 5;– quantitativi catturati dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie, usando il codice di cui al punto 5;– divisione/sottodivisione CIEM in cui sono state effettuate le catture;– quantitativi trasbordati su e/o da altre navi dopo la precedente comunicazione, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie; vessels since the previous transmission;– nome e indicativo di chiamata della nave su e/o da cui è stato effettuato il trasbordo;– i quantitativi sbarcati in un porto della Comunità dopo la comunicazione precedente, espressi in chilogrammi-peso vivo e ripartiti per specie;– nome del comandante.5. Codice per la comunicazione di specie che si trovano a bordo, di cui al punto 1.4:+++++ TABLE +++++ALLEGATO IX Elenco di specie+++++ TABLE ++++++++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++* Conformemente alla raccomandazione adottata dal comitato permanente per la ricerca e le statistiche (SCRS) nella sua riunione annuale del 1970 (ICNAF Redbook 1970, parte I, pag. 67), i naselli del genere Urophycis ai fini delle relazioni statistiche sono designati come segue: a) quando si fa riferimento alle sottozone 1, 2 e 3 e alle divisioni 4R, S, T e V, come Musdea americana, Urophycis tenuis ; b) quando sono catturati con palangari o hanno lunghezza superiore a quella standard di 55 cm, a prescindere dalle modalità di cattura, e la cattura avviene nelle divisioni 4W e X, nella sottozona 5 e nella zona statistica 6, come Musdea americana, Urophycis tenuis ; c) fatta eccezione per quanto indicato alla lettera b), altri naselli del genere Urophycis catturati nelle divisioni 4W e X, nella sottozona 5 e nella zona statistica 6 sono designati come Musdea atlantica, Urophycis chuss .ALLEGATO X Foderoni autorizzati1. Foderone superiore tipo ICNAFIl foderone superiore di tipo ICNAF è una pezza di rete rettangolare da fissare al cielo del sacco di una rete da traino per ridurne o impedirne l’usura, purché risponda ai requisiti seguenti:le maglie della pezza devono avere dimensioni non inferiori a quelle prescritte per il sacco all’articolo 10;la pezza deve essere fissata al sacco esclusivamente lungo il bordo anteriore e i bordi laterali, in modo che la pezza stessa non si estenda più di 4 maglie oltre la corda divisoria di fondo e termini non meno di 4 maglie prima della maglia iniziale del sacco; in mancanza di corda divisoria di fondo, la pezza non deve occupare più di un terzo della superficie del sacco della rete, misurata a partire da almeno 4 maglie dalla maglia iniziale del sacco;c) la larghezza della pezza deve essere pari ad almeno una volta e mezza la larghezza coperta del sacco, misurata ad angoli retti rispetto all’asse longitudinale del sacco.2. Foderone superiore a fascia multiplaIl foderone superiore a fascia multipla è definito come le pezze di rete le cui maglie, indipendentemente dal fatto che le pezze siano bagnate o asciutte, hanno dimensioni non inferiori a quelle del sacco, a condizione che:i) ogni pezza:a) sia fissata al sacco esclusivamente lungo il bordo anteriore, ad angoli retti rispetto all’asse longitudinale del sacco;b) abbia una larghezza almeno pari a quella del sacco (misurata ad angoli retti rispetto all’asse longitudinale del sacco, nel punto d’attacco); ec) non sia più lunga di dieci maglie; eii) la lunghezza complessiva di tutte le pezze fissate al sacco non superi i due terzi della lunghezza del sacco stesso.FODERONE DI TIPO POLACCO3. Foderone superiore a maglie larghe (tipo polacco modificato)Il foderone superiore a maglie larghe consiste di una pezza di rete rettangolare fatta dello stesso filo ritorto del sacco o di un filo ritorto semplice, spesso, senza nodi, fissata alla parte posteriore del cielo del sacco, che ricopre totalmente o parzialmente il cielo stesso e le cui maglie hanno dimensioni doppie di quelle del sacco se misurate bagnate. La pezza è fissata al sacco soltanto lungo il bordo anteriore, laterale e posteriore, in modo da far coincidere esattamente ogni maglia della pezza stessa con 4 maglie del sacco.ALLEGATO XITaglia minima dei pesci*+++++ TABLE +++++* Per il merluzzo bianco la taglia fa riferimento alla lunghezza della pinna; per le altre specie alla lunghezza totale.** Taglia inferiore per i pesci freschi salati.ALLEGATO XII Registrazione delle catture (annotazioni nel giornale di bordo)ANNOTAZIONI NEL GIORNALE DI PESCATipo di informazione Codice standardNome della nave 01Nazionalità della nave 02Numero di registrazione della nave 03Porto di registrazione 04Tipi di attrezzi utilizzati (annotazioni distinte per tipi differenti di attrezzi) 10Tipo di attrezzoData - giorno 20- mese 21- anno 22Posizione - latitudine 31- longitudine 32- zona statistica 33*1N. di cale nel periodo di 24 ore 40*2N. di ore di utilizzo degli attrezzi nel periodo di 24 ore 41Nomi delle specie (Allegato II)Catture giornaliere di ciascuna specie (in tonnellate di peso vivo) 50Catture quotidiane per specie destinate al consumo umanoin forma di pesce 61Catture quotidiane di ciascuna specie destinata alla trasformazione 62Rigetti quotidiani di ciascuna specie 63Luogo di trasbordo 70Data o date di trasbordo 71Firma del comandante 80Istruzioni : *1 Qualora due o più tipi di attrezzi vengano usati nello stesso periodo di 24 ore, le annotazioni dovranno essere distinte per tipo di attrezzo.Codici degli attrezzi+++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++1 / Le agenzie della pesca possono indicare se si tratta di rete da traino laterale o a poppiera o di rete da traino pelagica laterale o poppiera utilizzando rispettivamente i codici OTB-1 e OTB-2 e OTM-1 e OTM-2.2 / Inclusa la tecnica detta "jigging".3 / Il codice LDV per i palangari manovrati dai dory è mantenuto per la registrazione dei dati storici.4/ Questo punto comprende: guadini, reti a mano, reti drive-in, la raccolta a mano senza uso di attrezzi e senza equipaggiamento da immersione, veleni ed esplosivi, animali addestrati, pesca elettrica.Codici delle naviA. Tipi principali di navi+++++ TABLE +++++n.s.a. = non specificato altroveB. Principali attività delle navi+++++ TABLE +++++ALLEGATO XIII Zona NAFO+++++ TABLE +++++ALLEGATO XIV Divieto di pesca selettiva nella zona della CCAMLR+++++ TABLE +++++ALLEGATO XVLimiti delle catture e delle catture accessorie per le attività di pesca nuove e sperimentali nella zona della CCAMLR nel 2004/2005+++++ TABLE +++++(1) Norme relative ai limiti di cattura delle specie accessorie per SSRU applicabili entro i limiti totali catture accessorie per sottozona:– Razze: 5% dei limiti di cattura di Dissostichus spp. o 50 tonnellate, a seconda di quale dato è superiore– Macrourus spp.: 16% dei limiti di cattura di Dissostichus spp.– Altre specie: 20 tonnellate per SSRU [1] Regolamento (CE) n. 423/2004 del Consiglio, del 26 febbraio 2004, che istituisce misure per la ricostituzione degli stock di merluzzo bianco.[2] Regolamento (CE) n. 811/2004 del Consiglio, del 21.4.2004, che istituisce misure per la ricostituzione dello stock di nasello settentrionale[3] Regolamento (CE) n. 1434/98 del Consiglio, del 29 giugno 1998, che precisa le condizioni alle quali è ammesso lo sbarco di aringhe destinate a fini industriali diversi dal consumo umano diretto.[4] GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.[5] GU L 70 del 9.3.2004, pag. 8.[6] GU L 150 del 30.4.2004, pag. 1.[7] GU C […] del […], pag. […][8] GU L 115 del 9.5.1996, pag. 3.[9] GU L 226 del 29.08.1980, pag. 48.[10] GU L 226 del 29.8.1980, pag. 12.[11] GU L 29 dell’1.2.1985, pag. 9.[12] GU L 161 del 2.7.1993, pag. 1.[13] GU L 191 del 7.7.1998, pag. 10.[14] GU L 132 del 21.5.1987, pag. 9.[15] GU L 276 del 10.10.1983 pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1965/2001 (GU L 268 del 9.10.2001, pag. 23).[16] GU L 261 del 20.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1954/2003 (GU L 289 del 7.11.2003, pag. 1).[17] GU L 289 del 7.11.2003, pag. 1.[18] GU L 171 del 6.7.1994, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 813/2004 (GU L 150 del 30.4.2004, pag. 32).[19] GU L 171 del 6.7.1994, pag. 7.[20] GU L 97 dell’1.4.2004, pag. 16.[21] GU L 9 del 15.1.1998, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 812/2004 (GU L 150 del 30.4.2004, pag. 12).[22] GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 602/2004 (GU L 97 dell’1.4.2004, pag. 30).[23] GU L 70 del 9.3.2004, pag. 8.[24] GU L 333 del 20.12.2003, pag. 17.[25] GU L 274 del 28.9.1986, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3259/94 (GU L 339 del 29.12.1994, pag. 11).[26] GU L 137 del 19.5.2001 pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 831/2004 (GU L 127 del 29.4.2004, pag. 33).[27] GU L 70 del 9.3.2004, pag. 8.[28] GU L 365 del 31.12.1991, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 13).[29] GU L 270 del 13.11.1995, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003.[30] GU L 186 del 28.7.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003.[31] GU L 5 del 9.1.2004, pagg. 25-35[32] GU L 388 del 31.12.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3318/94 (GU L 350 del 31.12.1994, pag. 15).[33] GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.[34] GU L 41 del 13.2.2002, pag. 1.[35] Questa ripartizione vale per la pesca con reti da traino e circuizione.[36] Da scegliere tra le 11 licenze per la pesca allo sgombro con ciancioli a sud di 62°00’N[37] Sulla base del verbale concordato 1999 i dati relativi alla pesca diretta di merluzzo bianco ed eglefino sono inseriti tra i dati della voce “Tutte le attività di pesca con reti da traino effettuate da navi fino a 180 piedi nella zona compresa tra 12 e 21 miglia dalle linee di base delle isole Færøer”.[38] Questi dati si riferiscono al numero massimo di navi presenti allo stesso momento.[39] Questi dati sono inseriti tra i dati della voce “Pesca al traino al di là delle 21 miglia dalle linee di base delle isole Færøer”.[40] Si applica esclusivamente alle navi battenti bandiera lettone.[41] In attesa dei risultati dell consultazioni in materia di pesca per il 2005 con la Norvegia.[42] Si applica esclusivamente alla zona lettone delle acque CE.[43] Le licenze per la pesca delle mazzancolle nelle acque del dipartimento francese della Guiana sono rilasciate sulla base di un piano di pesca presentato dalle autorità del paese terzo interessato, approvato dalla Commissione. Il periodo di validità delle licenze è limitato al periodo di pesca previsto nel piano di pesca sulla base del quale è stata rilasciata la licenza.[44] Il numero annuo di giorni in mare è limitato a 200.[45] Da pescare esclusivamente con palangari o trappole (lutiani) o con palangari o reti con maglie di dimensione minima di 100 mm, a una profondità superiore a 30 m (squali). Per il rilascio di queste licenze è necessario fornire le prove dell’esistenza di un contratto che vincoli l’armatore che richiede la licenza ad un’impresa di trasformazione, installata nel dipartimento francese della Guiana, con l’obbligo di sbarcare rispettivamente almeno il 75% delle catture di lutiani o il 50% delle catture di squali effettuate dalla nave in questione in tale dipartimento ai fini della loro trasformazione negli impianti di tale impresa.Il contratto summenzionato deve recare il visto delle autorità francesi, le quali controllano che esso corrisponda alle effettive capacità dell’impresa di trasformazione contraente, nonché agli obiettivi dello sviluppo dell’economia della Guiana. Copia di questo contratto deve essere aggiunta alla domanda di licenza.Qualora la vidimazione di cui sopra venga rifiutata, le autorità francesi notificano tale rifiuto e ne spiegano i motivi alla parte interessata e alla Commissione.[46] Il numero annuo di giorni in mare è limitato a pm.[47] Il numero annuo di giorni in mare è limitato a 350.[48] Da catturarsi esclusivamente con palangari.8In attesa dei risultati dell consultazioni in materia di pesca per il 2005 con la Norvegia.[49] Una copia è conservata dal comandante, una seconda copia dal funzionario incaricato del controllo e una terza è inviata alla Commissione europea.Corpo della rete da traino(= cono di rete)Corpo della rete da traino(= cono di rete)Sezione conicaAvansaccoSezione cilindricaSaccoSezione cilindricaVista lateraleVistadall’altoSacco disalpamento1 maglia1 maglia0,5 maglie1234Sezione delpannellosuperioreProfondità:3,5 maglieFila intrecciataa mano1 maglia0,5 maglie½ 49 ½50(Numero massimo di maglie aperte)Pannello con maglie a diamante49 ½ md 105 mm all’internoAN[50]5YZxyz{¢– ´ µ ÉÊEF³ ´ jk?@ÁÂ¨©@A |¥¦Þß;´TUŒ°±çèÙ-Ú-V W óêæÛÔæÛÔÛÔÛæÉÔÂ»°»°»°»°»°»°»°»°»°»°»°»°»°»°»°»ŸŠ»°»°»°)hÀøh25?6?B*[pic]CJ\?]?aJph hÀøh25?6?CJ\?]?aJhÀøh2B*[pic]ph hÀøh2hî[ßh2hî[ßhî[ßmHsH hî[ßhî[ßjhî[ßhî[ßU[pic]hî[ßhî1 fila di maglie per lasagola di chiusura½ 49 ½25 lati25 lati1 fial di maglie per la sagola di chiusuraGiuntura: 1 lato nel pannello quadrato/2 maglie a diamanteANANGiuntura: 2 maglie a diamante/1 lato nel pannello quadrato50(Numero massimo di maglie aperte)½ 49 ½105 mm all'interno 3 ½ md105 mm all'interno 16 ½ md(29 ½ md) 3,54 met.50½ 49 ½[pic][pic]Giuntura: 2 maglie a diamante/ 1 lato nel pannello quadrato2 nodi nel pannello quadrato di giuntura fino a un massimo di 5 maglie a diamante aperte su entrambi i lati del pannello quadratoANGiuntura: 1 lato nel pannello quadrato/ 2 maglie a diamante105 mm all’interno 3 ½ md(29 ½ md) 3,54 met50(numero massimo di maglie aperte)½ 49 ½19 lati19 lati50½ 49 ½105 mm all’interno16 ½ md1 fila di maglie per la sagola di chiusura5555