CELEX: 62018CA0419
Language: it
Date: 2019-11-07 00:00:00
Title: Cause riunite C-419/18 e C-483/18: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 7 novembre 2019 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Sąd Rejonowy dla Warszawy Pragi-Południe w Warszawie, Sąd Okręgowy w Opolu, II Wydział Cywilny Odwoławczy - Polonia) – Profi Credit Polska S.A./Bogumiła Włostowska e a. (C-419/18), Profi Credit Polska S.A./OH (Causa C-483/18) (Rinvio pregiudiziale – Tutela dei consumatori – Direttiva 93/13/CEE – Articolo 3, paragrafo 1 – Articolo 6, paragrafo 1 – Articolo 7, paragrafo 1 – Direttiva 2008/48/CE – Articolo 10, paragrafo 2 – Contratti di credito al consumo – Liceità della garanzia del credito derivante da tale contratto mediante un pagherò cambiario emesso in bianco – Domanda di pagamento del debito cambiario – Portata del potere del giudice)

13.1.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 10/14
            
         
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 7 novembre 2019 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Sąd Rejonowy dla Warszawy Pragi-Południe w Warszawie, Sąd Okręgowy w Opolu, II Wydział Cywilny Odwoławczy - Polonia) – Profi Credit Polska S.A./Bogumiła Włostowska e a. (C-419/18), Profi Credit Polska S.A./OH (Causa C-483/18)
      (Cause riunite C-419/18 e C-483/18) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Tutela dei consumatori - Direttiva 93/13/CEE - Articolo 3, paragrafo 1 - Articolo 6, paragrafo 1 - Articolo 7, paragrafo 1 - Direttiva 2008/48/CE - Articolo 10, paragrafo 2 - Contratti di credito al consumo - Liceità della garanzia del credito derivante da tale contratto mediante un pagherò cambiario emesso in bianco - Domanda di pagamento del debito cambiario - Portata del potere del giudice)
      (2020/C 10/16)
      Lingua processuale: il polacco
      
         Giudice del rinvio
      
      Sąd Rejonowy dla Warszawy Pragi-Południe w Warszawie, Sąd Okręgowy w Opolu, II Wydział Cywilny Odwoławczy
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Profi Credit Polska S.A. (C-419/18 e C-483/18)
      
         Convenuti: Bogumiła Włostowska, Mariusz Kurpiewski, Kamil Wójcik, Michał Konarzewski, Elżbieta Kondracka-Kłębecka, Monika Karwowska, Stanisław Kowalski, Anna Trusik, Adam Lizoń, Włodzimierz Lisowski (C-419/18), OH (C-483/18)
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 1, paragrafo 1, l’articolo 3, paragrafo 1, l’articolo 6, paragrafo 1, e l’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che, al fine di garantire il pagamento del credito derivante da un contratto di credito al consumo, stipulato tra un professionista e un consumatore, consente di prevedere in tale contratto l’obbligo in capo al mutuatario di emettere un pagherò bancario in bianco, e che subordina la liceità dell’emissione di tale pagherò alla previa stipulazione di un accordo cambiario che stabilisca le modalità secondo le quali tale pagherò può essere completato, a condizione che – circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare – detta clausola e detto accordo rispettino gli articoli 3 e 5 di tale direttiva, nonché l’articolo 10 della direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE del Consiglio.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 6, paragrafo 1, e l’articolo 7, paragrafo 1, della direttiva 93/13, nonché l’articolo 10, paragrafo 2, della direttiva 2008/48 devono essere interpretati nel senso che qualora, in circostanze come quelle di cui ai procedimenti principali, un giudice nazionale nutra seri dubbi sulla fondatezza di una domanda basata su un pagherò cambiario volto a garantire il credito derivante da un contratto di credito al consumo, e tale pagherò sia stato inizialmente emesso in bianco dal sottoscrittore e completato successivamente dal beneficiario, detto giudice deve esaminare d’ufficio se le clausole convenute tra le parti presentino un carattere abusivo e, a tal riguardo, può chiedere al professionista di produrre l’atto scritto che accerta tali clausole, di modo che detto giudice sia in grado di sincerarsi del rispetto dei diritti conferiti ai consumatori da tali direttive.
               
            
         (1)  GU C 427 del 26.11.2018.