CELEX: 62000TO0045
Language: it
Date: 2000-07-12
Title: Ordinanza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione) del 12 luglio 2000. # Conseil national des professions de l'automobile, Fédération nationale des distributeurs, loueurs et rèparateurs de matériels de bâtiment de travaux publics et de manutention, Auto Contrôle 31 SA, Yam 31 SARL, Roux SA, Marc Foucher-Creteau e Verdier distribution SARL contro Commissione delle Comunità europee. # Ricorso di annullamento - Regolamento (CE) della Commissione n. 2790/1999 - Irricevibilità. # Causa T-45/00.

Avis juridique important

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62000B0045

Ordinanza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione) del 12 luglio 2000.  -  Conseil national des professions de l'automobile, Fédération nationale des distributeurs, loueurs et rèparateurs de matériels de bâtiment de travaux publics et de manutention, Auto Contrôle 31 SA, Yam 31 SARL, Roux SA, Marc Foucher-Creteau e Verdier distribution SARL contro Commissione delle Comunità europee.  -  Ricorso di annullamento - Regolamento (CE) della Commissione n. 2790/1999 - Irricevibilità.  -  Causa T-45/00.  

raccolta della giurisprudenza 2000 pagina II-02927

Massima
Parole chiave

Ricorso di annullamento - Persone fisiche o giuridiche - Atti che le riguardano direttamente ed individualmente - Regolamento della Commissione relativo all'applicazione dell'art. 81, n. 3, CE a categorie di accordi verticali e pratiche concordate - Ricorso proposto da imprese distributrici legate da siffatti accordi verticali e da associazioni che rappresentano gli interessi di tali imprese - Irricevibilità (Artt. 230, quarto comma, CE e 249 CE; regolamento della Commissione n. 2790/1999) 

Massima

 $$E' irricevibile il ricorso di annullamento diretto contro il regolamento della Commissione n. 2790/1999, relativo all'applicazione dell'art. 81, n. 3, CE a categorie di accordi verticali e pratiche concordate, proposto da talune piccole e medie imprese distributrici legate da accordi di questo tipo e da due associazioni che rappresentano gli interessi di tali imprese. Da un lato, il detto regolamento riveste, per la sua portata, carattere normativo e non costituisce una decisione ai sensi dell'art. 249 CE. Esso dichiara l'art. 81, n. 1, CE inapplicabile - a determinate condizioni - agli accordi verticali e, definendo il proprio campo di applicazione in maniera astratta, si indirizza alla generalità delle imprese interessate da intese a carattere verticale. D'altro lato, i ricorrenti non subiscono pregiudizio per effetto del regolamento impugnato a motivo di determinate qualità che sono ad essi peculiari ovvero di una situazione di fatto che li caratterizza rispetto a qualsiasi altro soggetto e non possono quindi ritenersi individualmente colpiti da un atto di portata generale. Infatti, l'esenzione concessa dal regolamento in questione - la quale comporta la non applicabilità dell'art. 81, n. 1, CE agli accordi verticali e, di conseguenza, della sanzione di nullità prevista dall'art. 81, n. 2, CE - riguarda i ricorrenti a motivo della loro obiettiva qualità di operatori economici legati da intese a carattere verticale, allo stesso modo di qualsiasi altro operatore che partecipi ad accordi di questo tipo. La circostanza relativa alla dipendenza economica dai grandi fornitori non è sufficiente per caratterizzare i detti ricorrenti rispetto a qualsiasi altro operatore economico, dal momento che in tali condizioni si trovano, in Europa, parecchie decine di migliaia di piccole e medie imprese. Inoltre, la ricevibilità del ricorso proposto dalle associazioni che rappresentano gli interessi dei loro membri non può essere ammessa qualora tali membri non siano per parte loro legittimati a proporre un ricorso. (v. punti 17-18, 20, 22-23, 25)