CELEX: C2003/135/32
Language: it
Date: 2003-06-07 00:00:00
Title: Causa C-182/03: Ricorso del Regno del Belgio contro la Commissione delle Comunità europee presentato il 28 aprile 2003

7.6.2003                  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 135/21
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                         e 3 della decisione quadro prescrivono agli Stati membri di
tro il Consiglio dell’Unione europea presentato il 15 aprile                  considerare come casi di illeciti ambientali fa rinvio per la
                                  2003                                        maggior parte di tali casi, a azioni rientranti nel diritto
                                                                              comunitario.
                           (Causa C-176/03)
                                                                              L’art. 47 del Trattato sull’Unione sancisce il primato delle
                                                                              norme di diritto comunitario e non è così giuridicamente
                            (2003/C 135/31)                                   possibile adottare atti sulla base di tale trattato, quando esiste
                                                                              una competenza delle Comunità per la loro adozione.
Il 15 aprile 2003, la Commissione delle Comunità europee,                     La Commissione sostiene inoltre che le Comunità sono
rappresentata dai sigg. J.-F. Pasquier e W. Bogensberger, in                  competenti a porre agli Stati membri obblighi di istituire
qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha                    sanzioni penali, quando ciò si riveli necessario per garantire
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                  l’efficacia e l’operatività del diritto comunitario.
ricorso contro il Consiglio dell’Unione europea.
                                                                              La Commissione rileva a questo proposito, innanzitutto che,
                                                                              secondo la costante giurisprudenza della Corte, quale per
La Commissione delle Comunità europee conclude che la
                                                                              esempio risulta nella sentenza 21 settembre 1989, causa 68/
Corte voglia:                                                                 88, Commissione/Grecia (Racc. pag. 2966), gli Stati membri
                                                                              hanno l’obbligo di vigilare a che le infrazioni del diritto
—      Constatare che la decisione quadro del Consiglio 17 gen-               comunitario siano punite in condizioni di merito e di procedu-
       naio 2003 relativa alla protezione dell’ambiente attraver-             ra analoghe a quelle previste per le infrazioni del diritto
       so il diritto penale (1) è illegittima;                                nazionale di analoga natura e importanza e che conferiscano
                                                                              alla sanzione un carattere effettivo, proporzionato e dissuasivo.
—      annullare la detta decisione quadro;                                   Gli Stati membri possono così essere tenuti a prevedere
                                                                              sanzioni penali per infrazioni al diritto comunitario. Può
—      condannare il Consiglio dell’Unione europea alle spese.                verificarsi che l’atto di diritto comunitario definisca esso stesso
                                                                              i tipi di sanzioni che gli Stati membri possono istituire, come
                                                                              ad esempio ne ricorre il caso a proposito dell’art. 31 del
                                                                              regolamento CEE del Consiglio 12 ottobre 1993, n. 2847, che
Motivi e principali argomenti                                                 istituisce un regime di controllo applicabile nell’ambito della
                                                                              politica comune della pesca ( 2).
Il ricorso si fonda sull’art. 35, n. 6, del Trattato sull’Unione.             La Commissione rileva poi, che allo stato attuale del diritto
                                                                              comunitario, il legislatore comunitario, qualora ritenga che il
                                                                              rispetto delle norme da lui fissate possa essere garantito solo
La Commissione sostiene senza riserve gli obiettivi della                     mediante l’imposizione di sanzioni penali, dispone del potere
decisione quadro, ma contesta la base giuridica assunta per                   di imporre agli Stati membri di prevedere siffatte sanzioni.
emanare i provvedimenti di cui trattasi e cioè il trattato
sull’Unione e in particolare, gli artt. 29, 31, lett. e), e 34, n. 2,
lett. b), di tale trattato. Le misure di cui trattasi rientrano infatti       (1 ) Decisione quadro 2003/80/JAI, GU L 29 del 5.2.2003, pag. 55.
chiaramente nell’ambito delle competenze comunitarie. La                      (2 ) GU L 261, del 20.10.1993.
scelta della base giuridica è nella specie importante in ragione
delle peculiarità istituzionali del titolo VI del Trattato sull’Unio-
ne, che, tra altro, non conosce un equivalente al procedimento
di infrazione.
Conformemente alla giurisprudenza, la scelta della base giuridi-              Ricorso del Regno del Belgio contro la Commissione delle
ca di un atto, deve fondarsi su criteri obiettivi, suscettibili di                   Comunità europee presentato il 28 aprile 2003
sindacato giurisdizionale, riferentesi, in particolare, allo scopo
e al contenuto dell’atto.                                                                               (Causa C-182/03)
                                                                                                         (2003/C 135/32)
Nella specie, sia lo scopo come pure il contenuto della
decisione quadro rientrano chiaramente nelle competenze
comunitarie. Lo scopo della decisione quadro è la protezione
dell’ambiente ricollegando sanzioni alle infrazioni commesse a                Il 28 aprile 2003, Il Regno del Belgio, rappresentato dalla
suo danno, il che corrisponde a competenze comunitarie quali,                 sig.ra A. Snoecx, in qualità di agente, assistito dalla sig.ra
in particolare previste dal titolo XIX del Trattato CE (artt. 174-            P. Kelley, B. van der Walle de Ghelcke e J. Wouters, avocats, ha
176) e dall’art. 6 del detto Trattato. Altrettanto vale per quanto            presentato ricorso contro la Commissione delle Comunità
riguarda il contenuto della decisione quadro. Ciò che gli artt. 2             europee.
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Il Regno del Belgio conclude che la Corte voglia:                          Secondo motivo: violazione dell’art. 88, n. 2, del Trattato CE e
                                                                           violazione del principio del legittimo affidamento risultante da
—      annullare la decisione della Commissione delle Comunità             una decisione del Consiglio relativa al codice di comporta-
       europee C(2003) def., del 17 febbraio 2003, avente ad               mento.
       oggetto il regime di aiuti posto in essere dal Regno del
       Belgio a favore dei centri di coordinamento istituiti in            Un codice di comportamento nel settore della fiscalità delle
       Belgio, nella parte in cui non autorizza il Belgio a                imprese veniva adottato mediante risoluzione del Consiglio e
       concedere, neppure temporaneamente, il rinnovo dello                dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in
       status di Centro di coordinamento a quei centri che al              seno al Consiglio il 1o dicembre 1997. Per quanto riguarda le
       31 dicembre 2000 beneficiavano del detto regime.                    66 misure fiscali contemplate dal codice di comportamento,
                                                                           tra cui il regime dei centri di coordinamento, il consiglio
—      condannare la Commissione alle spese.                               ECOFIN del 26 e 27 novembre 2000 ha deciso che per le
                                                                           imprese che al 31 dicembre 2000 beneficiano di un regime
                                                                           dannoso, gli effetti di tali regimi cessano al più tardi il
Motivi e principali argomenti                                              31 dicembre 2005, sia che si tratti di regimi concessi per un
                                                                           periodo determinato o no. Infine, il 21 gennaio 2003 è
                                                                           intervenuto un accordo di principio in seno al Consiglio
Primo motivo: violazione dell’art. 88, n. 2, del Trattato CE,              relativo all’applicazione del codice di comportamento, il quale
violazione del principio della certezza del diritto, della tutela          prevede, in particolare, che i centri di coordinamento che
del legittimo affidamento, come pure di proporzionalità, nella             al 31 dicembre 2000 beneficiano del regime potrebbero
misura in cui la Commissione non ha concesso termini                       continuare a beneficiare pienamente delle loro autorizzazioni
ragionevoli allo Stato belga e ai centri di coordinamento, la cui          per il decennio in corso, fino al 31 dicembre 2010 al più tardi.
autorizzazione individuale scade prima del 31 dicembre 2000;
più esattamente nei mesi successivi alla notifica della decisione.         La decisione impugnata vieta il rinnovo delle autorizzazioni
                                                                           che scadano dopo la notifica della decisione e viola così il
L’art. 2 della decisione fa obbligo allo Stato Belga di sopprimere         legittimo affidamento, sia dello Stato belga, come pure dei
il regime fiscale dei centri di coordinamento o di modificarlo             centri di coordinamento circa la proroga delle autorizzazioni
per renderlo compatibile con il mercato comune e l’art. 3 della            in essere fino al 31 dicembre 2010.
decisione fissa un termine di due mesi per adottare le misure
necessarie per conformarsi a tale obbligo. Tale termine è
palesemente insufficiente poiché il regime di cui trattasi può             Terzo motivo: violazione del principio di parità.
essere modificato solo con una legge formale votata dal
Parlamento. La Commissione viola così l’art. 88, n. 2 del                  Il sistema adottato dalla Commissione introduce una discrimi-
Trattato CE, che, secondo la giurisprudenza, si basa sull’idea di          nazione ingiustificabile tra la situazione dei centri, la cui
una cooperazione tra lo Stato membro e la Commissione. Il                  autorizzazione è stata rinnovata poco prima del 31 dicembre
requisito di un termine ragionevole vale a maggior ragione nel             2000 e che fruiscano del regime fino al 2010, da un lato, e i
caso di specie, dove il regime riguardato, notificato negli anni           centri la cui autorizzazione scade nel 2003, e che perdono il
’80 non era stato considerato dalla Commissione costitutivo di             beneficio del regime unicamente in ragione di un termine di
un aiuto.                                                                  scadenza di solo qualche mese, dall’altro.
Neppure per i centri di coordinamento il termine impartito è
ragionevole. Le autorizzazioni hanno una durata di 10 anni e               Quarto motivo: violazione dell’obbligo di motivazione.
sono rinnovabili alla sola condizione che il centro continui a
rispettare le condizioni poste dalle norme di regolamento. I               La Commissione non motiva a sufficienza la ragione per la
considerando della decisione riconoscono che si deve tutelare              quale non prevede periodi transitori per quanto riguarda i
il legittimo affidamento dei centri di coordinamento esistenti,            centri, la cui autorizzazione scade poco dopo la data della
ma la decisione vieta qualsiasi rinnovo di autorizzazione anche            decisione di cui trattasi. La detta decisione è infine del
per le autorizzazioni che scadono nel mese successivo alla                 tutto lacunosa per quanto riguarda la mancata presa in
notifica della decisione. Per numerosi centri, così riguardati, la         considerazione, ai fini dell’istituzione di misure transitorie, del
decisione implica la cessazione immediata delle attività.                  periodo 1o gennaio 2001-16 febbraio 2003.