CELEX: 61983CJ0012
Language: it
Date: 1984-05-17 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 17 maggio 1984. # Paul Bähr contro Commissione delle Comunità europee. # Dipendenti: pensione d'invalidità. # Causa 12/83.

Avis juridique important

|

61983J0012

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 17 MAGGIO 1984.  -  PAUL BAEHR CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  DIPENDENTI : PENSIONE D'INVALIDITA'.  -  CAUSA 12/83.  

raccolta della giurisprudenza 1984 pagina 02155

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

DIPENDENTI - PREVIDENZA SOCIALE - ASSICURAZIONE INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI - INVALIDITA - AVVIO DEL PROCEDIMENTO D ' INVALIDITA - PRESUPPOSTI  ( STATUTO DEL PERSONALE , ART . 78 , ALLEGATO VIII , ART . 13 )    

Massima

A NORMA DELL ' ART . 13 DELL ' ALLEGATO VIII , IL QUALE STABILISCE IN BASE ALL ' ART . 78 DELLO STATUTO I CASI IN CUI IL DIPENDENTE HA DIRITTO ALLA PENSIONE D ' INVALIDITA , SOLO IL DIPENDENTE CHE E OBBLIGATO A SOSPENDERE LA PROPRIA ATTIVITA DALL ' IMPOSSIBILITA IN CUI SI TROVI DI CONTINUARE L ' ATTIVITA STESSA A CAUSA DEL PROPRIO STATO D ' INVALIDITA PUO COSTITUIRE OGGETTO DEL PROCEDIMENTO D ' INVALIDITA .    NE CONSEGUE CHE IL DIPENDENTE CHE ABBIA CESSATO DI PRESTARE SERVIZIO DA DIVERSI ANNI E SIA COLPITO DA UNA MALATTIA CHE LO RENDEREBBE INIDONEO AD ESPLETARE LE SUE MANSIONI SE FOSSE ANCORA IN SERVIZIO , NON PUO CHIEDERE , PER QUESTO SOLO MOTIVO , CHE VENGA AVVIATO IL PROCEDIMENTO D ' INVALIDITA .    

Parti

NELLA CAUSA 12/83 , PAUL BAHR , EX DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , RESIDENTE IN BRUXELLES , CON L ' AVV . DIETER ROGALLA , PATROCINANTE DINANZI ALL ' AMTS-  GERICHT DI STEINFURT E AL LANDGERICHT DI MUNSTER , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L ' AVV . TONY BIEVER , 83 , BOULEVARD GRANDE-DUCHESSE-CHARLOTTE ,   RICORRENTE ,        CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , RAPPRESENTATA DAL SIG . JORN PIPKORN , MEMBRO DEL SUO SERVIZIO GIURIDICO , IN QUALITA DI AGENTE , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . ORESTE MONTALTO , EDIFICIO JEAN MONNET , KIRCHBERG ,   CONVENUTA ,    

Oggetto della causa

AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA INTESA ALL ' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 19 OTTOBRE 1982 , CON CUI LA COMMISSIONE SI E RIFIUTATA DI INSTAURARE , NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE , IL PROCEDIMENTO D ' INVALIDITA AI FINI DELL ' ATTRIBUZIONE DELLA PENSIONE D ' INVALIDITA AI SENSI DELL ' ART . 78 DELLO STATUTO ,  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 21 GENNAIO 1983 , IL SIG . PAUL BAHR , EX DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , HA PROPOSTO UN RICORSO INTESO ALL ' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 19 OTTOBRE 1982 , CON LA QUALE LA COMMISSIONE GLI HA NEGATO LA PENSIONE D ' INVALIDITA , E ALLA CONDANNA DELLA COMMISSIONE AD ATTRIBUIRGLI DETTA PENSIONE DAL 1* LUGLIO 1973 O , IN SUBORDINE , DAL 10 FEBBRAIO 1980 .  2 IL RICORRENTE , ASSUNTO IN PIANTA STABILE DALLA COMMISSIONE IL 1* GENNAIO 1959 , PRESTAVA SERVIZIO FINO AL 30 GIUGNO 1973 , DA ULTIMO COME AMMINISTRATORE PRINCIPALE DI GRADO A 4 . CON EFFETTO DAL 1* LUGLIO 1973 , A DOMANDA DEL RICOR    RENTE , LA COMMISSIONE ADOTTAVA NEI SUOI CONFRONTI UN PROVVEDIMENTO DI CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO A NORMA DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 4 DICEMBRE 1972 , N . 2530 , CHE ISTITUISCE PROVVEDIMENTI SPECIALI E TEMPORANEI PER L ' ASSUNZIONE DI DIPENDENTI DELLE COMUNITA EUROPEE IN CONSEGUENZA DELL ' ADESIONE DI NUOVI STATI MEMBRI NONCHE PER LA CESSAZIONE DEFINITIVA DAL SERVIZIO PER TALUNI DIPENDENTI DI QUESTE COMUNITA ( GU L 272 , PAG . 1 ).    3 DOPO AVER CESSATO LA SUA ATTIVITA LAVORATIVA , IL RICORRENTE FRUIVA DELL ' INDENNITA CONTEMPLATA DAL REGOLAMENTO N . 2530/72 FINO AL 31 OTTOBRE 1982 . DAL SUCCESSIVO 12 NOVEMBRE PERCEPIVA LA PENSIONE DI VECCHIAIA . EGLI RITIENE PERO DI AVERE DIRITTO ALLA PENSIONE D ' INVALIDITA DALLA DATA DELLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO O COMUNQUE DAL 10 FEBBRAIO 1980 , DATA IN CUI E STATO COLPITO DA UN INFARTO CHE LO HA RESO INABILE AL LAVORO .    4 A QUESTO PROPOSITO IL RICORRENTE FA INNANZITUTTO PRESENTE DI ESSERE GIA STATO COLPITO , NEL 1967 , DA UN INFARTO DOVUTO , COME ATTESTA UN CERTIFICATO RILASCIATO IL 24 MARZO 1967 DAL MEDICO CURANTE , A SOVRAFFICAMENTO E CHE NON GLI CONSENTIVA PIU DI SVOLGERE UN ' ATTIVITA INTENSA . DI CONSEGUENZA , LA COMMISSIONE SAREBBE STATA OBBLIGATA A PRENDERE IN CONSIDERAZIONE , AL MOMENTO DELLE DISCUSSIONI RELATIVE ALL ' APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO N . 2530/72 , L ' OPPORTUNITA DI INSTAURARE IL PROCEDIMENTO PER L ' ACCERTAMENTO DELL ' INVALIDITA AI SENSI DELL ' ART . 78 DELLO STATUTO DEL PERSONALE . ORBENE , ESSA , NON AVENDO PRESO ALLORA ALCUNA INIZIATIVA IN TAL SENSO , SAREBBE VENUTA MENO ALL ' OBBLIGO DI ASSISTENZA NEI CONFRONTI DEI SUOI DIPENDENTI .    5 IL RICORRENTE SOSTIENE INOLTRE CHE UN SECONDO INFARTO , VERIFICATOSI NEL 1980 , HA GRAVEMENTE COMPROMESSO LA SUA SALUTE , RENDENDOLO INABILE AL LAVORO . DI CONSEGUENZA GLI SAREBBE INCONTESTABILMENTE SPETTATA , A NORMA DELL ' ART . 13 DELL ' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO , LA PENSIONE D ' INVALIDITA POICHE SI SAREBBE TROVATO NELLA SITUAZIONE DEL DIPENDENTE DI ETA INFERIORE AI 65 ANNI COLPITO DA INVALIDITA PERMANENTE CHE GLI IMPEDISCE DI SVOLGERE MANSIONI INERENTI A UN POSTO DELLA SUA CARRIERA NEL PERIODO IN CUI MATURA DIRITTI A PENSIONE . QUEST ' ULTIMO PRESUPPOSTO SAREBBE SUSSISTITO NEL CASO DEL RICORRENTE , IN QUANTO EGLI AVREBBE CONTINUATO , IN CONFORMITA ALL ' ART . 3 , N . 7 , DEL REGOLAMENTO N . 2530/72 , A VERSARE CONTRIBUTI PER LA PENSIONE DI VECCHIAIA .        6 POICHE LA COMMISSIONE SI RIFIUTAVA DI SOTTOPORRE IL CASO ALLA COMMISSIONE D ' INVALIDITA SU DOMANDA DEL RICORRENTE , QUESTI PRESENTAVA RECLAMO . DOPO IL RIGETTO DEL RECLAMO L ' INTERESSATO HA PROPOSTO RICORSO .    7 LA COMMISSIONE HA ECCEPITO L ' IRRICEVIBILITA DEL RICORSO IN QUANTO MIRA AD OTTENERE LA PENSIONE D ' INVALIDITA ; INFATTI , IL DIRITTO A QUESTA PENSIONE POTREBBE ESSERE RICONOSCIUTO SOLO DALLA COMMISSIONE D ' INVALIDITA , COME RISULTEREBBE DALL ' ART . 13 DELL ' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO . POICHE IL MEZZO RELATIVO ALL ' IRRICEVIBILITA SAREBBE PRIVO D ' OGGETTO SE LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO FOSSE DISATTESA , OCCORRE INNANZITUTTO ESAMINARE IL MERITO DEL RICORSO .    8 LA COMMISSIONE NON CONTESTA I FATTI DESCRITTI DAL RICORRENTE , MA CONSIDERA CHE GIA LA LETTERA DELLO STATUTO NON CONSENTE DI ATTRIBUIRGLI LA PENSIONE D ' INVALIDITA .    9 ESSA SOTTOLINEA IN PRIMO LUOGO CHE IL RICORRENTE NON CHIESE CHE VENISSE ADITA LA COMMISSIONE D ' INVALIDITA NE NEL 1967 , QUANDO VENNE COLPITO DAL PRIMO INFARTO , NE NEL 1973 , QUANDO CESSO DI SVOLGERE LE SUE MANSIONI ; EGLI RIPRESE ANZI A LAVORARE DOPO LA SUA INFERMITA DEL 1967 E RESTO IN SERVIZIO ATTIVO FINO AL MOMENTO IN CUI CHIESE , NEL 1973 , CHE VENISSE APPLICATO NEI SUOI CONFRONTI IL REGOLAMENTO N . 2530/72 . LA COMMISSIONE NON AVREBBE QUINDI AVUTO MOTIVO ALCUNO DI SOTTOPORRE IL CASO ALLA COMMISSIONE D ' INVALIDITA .    10 SECONDO LA CONVENUTA , POI , LE PERTINENTI DISPOSIZIONI DELLO STATUTO SONO BASATE SUL PRINCIPIO - ESPRESSO NELL ' ART . 53 - CHE IL DIPENDENTE IL QUALE , A GIUDIZIO DELLA COMMISSIONE D ' INVALIDITA , SIA COLPITO DA INVALIDITA TOTALE CESSA DI SVOLGERE LE PROPRIE MANSIONI ED E COLLOCATO A RIPOSO ; IL PROCEDIMENTO PER L ' ACCERTAMENTO DELL ' INVALIDITA NON SI PUO PERTANTO APPLICARE NEL CASO DEL DIPENDENTE CHE ABBIA GIA CESSATO DI PRESTARE SERVIZIO . LO STESSO PRINCIPIO SAREBBE ESPRESSO NELL ' ART . 13 DELL ' ALLEGATO VIII - SUL QUALE IL RICORRENTE BASA I SUOI ARGOMENTI - IN QUANTO LA PENSIONE IVI CONTEMPLATA SAREBBE ATTRIBUITA DALLA COMMISSIONE D ' INVALIDITA SOLO AL DIPENDENTE CHE SIA COLPITO DA INVALIDITA PERMANENTE CONSIDERATA TOTALE E CHE GLI IMPEDISCE DI SVOLGERE MANSIONI CORRISPONDENTI A UN POSTO DELLA SUA CARRIERA , E ' SIA PERTANTO COSTRETTO A SOSPENDERE IL SERVIZIO '  PRESSO LE COMUNITA .        11 PER L ' APPLICAZIONE DELL ' ART . 13 DELL ' ALLEGATO VIII NEL CASO DI SPECIE E NECESSARIO FARE UNA DISTINZIONE FRA LE DUE IPOTESI CONSIDERATE DAL RICORRENTE , E CIOE CHE SAREBBE STATO NECESSARIO SOTTOPORRE IL CASO ALLA COMMISSIONE D ' INVALIDITA AL MOMENTO DELLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO , NEL 1973 , O , RISPETTIVAMENTE , DOPO LA SECONDA CRISI CARDIACA DEL RICORRENTE NEL 1980 .    12 PER QUANTO CONCERNE QUEST ' ULTIMO CASO , L ' ARGOMENTO DELLA COMMISSIONE DEV ' ESSERE ACCOLTO . INFATTI DALLA CHIARA LETTERA DELL ' ART . 13 DELL ' ALLEGATO VIII - CHE , IN BASE ALL ' ART . 78 DELLO STATUTO , STABILISCE LE CONDIZIONI ALLE QUALI E SUBORDINATO IL DIRITTO DEL DIPENDENTE ALLA PENSIONE D ' INVALIDITA - RISULTA CHE IL PROCEDIMENTO PER L ' ACCERTAMENTO DELL ' INVALIDITA PUO APPLICARSI SOLTANTO NEI CONFRONTI DEL DIPENDENTE CHE SI TROVI NELL ' IMPOSSIBILITA DI CONTINUARE A SVOLGERE LE SUE MANSIONI PER INVALIDITA E SIA PERTANTO COSTRETTO A SOSPENDERE L ' ATTIVITA LAVORATIVA .    13 NE CONSEGUE CHE IL DIPENDENTE IL QUALE ABBIA CESSATO DI PRESTARE SERVIZIO DA DIVERSI ANNI E VENGA COLPITO DA UN ' INFERMITA CHE LO RENDEREBBE INIDONEO AD ESPLETARE LE SUE MANSIONI SE FOSSE ANCORA IN SERVIZIO NON HA IL DIRITTO DI CHIEDERE , PER QUESTO SOLO MOTIVO , CHE VENGA INSTAURATO IL PROCEDIMENTO PER L ' ACCERTAMENTO DELL ' INVALIDITA .    14 QUESTA CONSTATAZIONE NON CONSENTE TUTTAVIA DI RISOLVERE L ' ALTRO PROBLEMA SOLLEVATO NELLA PRESENTE CONTROVERSIA , CIOE SE LA COMMISSIONE SIA VENUTA MENO ALL ' OBBLIGO DI ASSISTENZA NEI CONFRONTI DI UN SUO EX DIPENDENTE COLPITO DA INVALIDITA PERMANENTE E TOTALE OMETTENDO DI SOTTOPORRE IL CASO ALLA COMMISSIONE D ' INVALIDITA QUANDO IL RICORRENTE MANIFESTO L ' INTENZIONE DI CESSARE IL SERVIZIO . E ASSODATO CHE ALLORA IL RICORRENTE ERA GIA STATO COLPITO DAL PRIMO INFARTO : ORBENE , L ' ESPERIENZA DIMOSTRA CHE DOPO UN EVENTO DEL GENERE I RISCHI DI UNA SECONDA CRISI CARDIACA SONO MOLTO MAGGIORI .    15 IN UNA SITUAZIONE SIFFATTA LA COMMISSIONE ERA TENUTA AD ACCERTARE SE AL MOMENTO IN CUI IL RICORRENTE MANIFESTO LA VOLONTA DI CESSARE IL SERVIZIO LE SUE CONDIZIONI DI SALUTE FOSSERO TALI DA CONSENTIRGLI DI CONTINUARE A SVOLGERE LE SUE MANSIONI QUALORA AVESSE DECISO DI NON METTERE FINE ALLA SUA ATTIVITA PRESSO LE COMUNITA .    16 TUTTAVIA , TALI CIRCOSTANZE POSSONO ESSERE PRESE IN CONSIDERAZIONE NELL ' ESAME DELLA LEGITTIMITA DELLA DECISIONE IMPUGNATA SOLTANTO QUANDO SIA DIMOSTRATO     CHE TRA L ' INVALIDITA DA CUI IL DIPENDENTE E STATO DA ULTIMO COLPITO E LE CONDIZIONI DI SALUTE DELLO STESSO AL MOMENTO DELLA CESSAZIONE DEL SERVIZIO VI E UN NESSO CAUSALE DIRETTO . QUESTO NESSO NON E ATTESTATO DAL SEMPLICE SUSSEGUIRSI DI DUE CRISI CARDIACHE , SOPRATTUTTO QUANDO , COME NELLA FATTISPECIE , ESSE SI VERIFICHINO A DISTANZA DI OLTRE DIECI ANNI L ' UNA DALL ' ALTRA .    17 IL RICORRENTE ERA TENUTO A PROVARE L ' ESISTENZA DEL SUDDETTO NESSO CAUSALE , MA NON L ' HA FATTO .    18 DI CONSEGUENZA , IL RICORSO DEV ' ESSERE RESPINTO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  19 A TENORE DELL ' ART . 69 , PAR  2 , DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA , IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . TUTTAVIA , A TERMINI DELL ' ART . 70 DELLO STESSO REGOLAMENTO , NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ( PRIMA SEZIONE )   DICHIARA E STATUISCE :   1* IL RICORSO E RESPINTO .   2*CIASCUNA PARTE SOPPORTERA LE PROPRIE SPESE .