CELEX: 52004PC0486(01)
Language: it
Date: 2004-07-14
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio (rifusa) {SEC(2004) 921}

IT
IT    IT
 ---pagebreak---                      COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                       Bruxelles, 14.7.2004
                                                       COM(2004) 486 definitivo
                                                       2004/0155 (COD)
                                                       2004/0159 (COD)
                                                       Volume I
                                           Proposta di
            DIRETTIVE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
       Rifusione della direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
   20 marzo 2000, relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi e al suo esercizio e della
        direttiva 93/6/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa all'adeguatezza
                patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi
                                 (presentata dalla Commissione)
                                        {SEC(2004) 921}
IT                                                                                                  IT
 ---pagebreak---                                                    RELAZIONE
   1.         CONSIDERAZIONI GENERALI
   Il mercato finanziario unico nell'Unione europea sarà un fattore determinante per promuovere
   la competitività dell'economia europea e ridurre il costo del capitale per le imprese. Il Piano di
   azione per i servizi finanziari preannuncia per il 2004 una direttiva recante nuove disposizioni
   in materia di adeguatezza patrimoniale degli enti creditizi e delle imprese di investimento, in
   parallelo con gli sviluppi al livello del G-10 in seno al Comitato di Basilea per la vigilanza
   bancaria1.
   L'accordo raggiunto in seno al Comitato di Basilea, il cosiddetto Accordo di Basilea del 1988
   (Basilea I), ha portato all'adozione di requisiti patrimoniali minimi in più di 100 paesi2.
   All'incirca nello stesso periodo sono state adottate alcune direttive comunitarie di
   fondamentale importanza (direttiva 89/299/CEE del 17 aprile 1989 sui fondi propri e
   direttiva 89/647/CEE del 18 dicembre 1989 sul coefficiente di solvibilità, consolidate nella
   direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa
   all'accesso all'attività degli enti creditizi e al suo esercizio).
   Queste direttive hanno disciplinato i rischi in cui incorrono gli enti creditizi nella loro attività
   di concessione di crediti. La direttiva 93/6/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa
   all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi ha esteso le
   disposizioni in materia di rischio di credito e di rischio di mercato anche alle imprese di
   investimento.
   1) L'esigenza di migliorare i requisiti europei
   Le disposizioni in vigore hanno fornito un notevole contributo al mercato unico e
   all'attuazione di elevati requisiti prudenziali. Sono state tuttavia individuate importanti
   carenze.
   1. Stime approssimative del rischio di credito portano ad un calcolo estremamente
   approssimativo dei rischi, con una possibile perdita di credibilità.
   2. Possibilità di arbitraggi sul capitale: le innovazioni intervenute sui mercati hanno
   consentito agli enti finanziari di procedere efficacemente ad arbitraggi tra l'allocazione del
   capitale a copertura dei rischi e i requisiti patrimoniali minimi.
   3. Mancato riconoscimento di efficaci meccanismi di attenuazione del rischio: le vigenti
   direttive non prevedono un adeguato riconoscimento delle tecniche di attenuazione del
   rischio.
   1
            Il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria è stato istituito dai governatori delle banche centrali dei
            paesi del Gruppo dei Dieci (G-10). È composto dai rappresentanti delle autorità di vigilanza bancaria
            dei seguenti paesi: Belgio, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi,
            Regno Unito, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera. La Commissione europea e la Banca centrale
            europea partecipano come osservatori.
   2
            Sebbene concluso formalmente dalle autorità dei paesi industrializzati del gruppo del G-10 per essere
            applicato alle banche attive a livello internazionale, l'accordo del 1988 è stato applicato in tutto il
            mondo a banche di tutte le dimensioni e di tutti i livelli di complessità.
IT                                                          2                                                            IT
 ---pagebreak---    4. Incompleta copertura dei rischi: ai sensi delle vigenti direttive taluni rischi, ivi compreso il
   rischio operativo, non sono soggetti ad alcun requisito patrimoniale.
   5. Assenza di obblighi a carico delle autorità di vigilanza di valutare il profilo di rischio reale
   degli enti creditizi per accertare il possesso di un capitale adeguato al loro profilo di rischio.
   6. Assenza di obblighi di cooperazione in materia di vigilanza: in un mercato sempre più
   transfrontaliero è necessario che le autorità cooperino efficacemente tra di loro nella vigilanza
   dei gruppi transfrontalieri, in modo da ridurre l'onere derivante dalla regolamentazione.
   7. Assenza di procedure corrette di comunicazione al mercato: le vigenti direttive non
   promuovono un'efficace disciplina di mercato che consenta di fornire ai partecipanti al
   mercato informazioni attendibili sulla base delle quali giungere a valutazioni ben fondate.
   8. Mancanza di flessibilità del quadro regolamentare: il sistema attualmente in vigore nell'UE
   manca della flessibilità necessaria per tenere il passo con i repentini cambiamenti che
   intervengono sui mercati finanziari, con il rapido evolversi delle pratiche di gestione del
   rischio, con il miglioramento degli strumenti di regolamentazione e di vigilanza.
   Cosa accadrebbe se l'attuale situazione rimanesse invariata?
   E' forte il consenso nel ritenere insostenibile l'attuale situazione. I requisiti patrimoniali
   continuerebbero a non corrispondere ai rischi; ne risulterebbe limitata l'efficacia delle norme
   prudenziali e accresciuti i rischi per i consumatori e per la stabilità finanziaria. I rischi assunti
   da alcuni enti finanziari continuerebbero a non essere coperti nella loro interezza. Inoltre, non
   verrebbero attivamente incoraggiate o riconosciute le più recenti ed efficienti tecniche di
   gestione del rischio, e i gruppi che offrono servizi finanziari in più di uno Stato membro, a
   causa della presenza di molteplici livelli di regolamentazione e di vigilanza, continuerebbero
   ad essere assoggettati ad oneri sproporzionati. Infine, date le difficoltà di procedere in tempi
   rapidi all'aggiornamento del quadro regolamentare in vigore, l'UE non sarebbe in grado di
   trarre tutti i vantaggi da eventuali innovazioni future. Data la prevista applicazione a livello
   internazionale del nuovo Accordo di Basilea, il settore dei servizi finanziari dell'UE verrebbe
   a trovarsi in una posizione di notevole svantaggio rispetto ai concorrenti internazionali.
   2) L'impostazione della direttiva
   Nel Piano di azione per i servizi finanziari adottato dalla Commissione nel 1998 si afferma
   che l'UE ha bisogno di norme prudenziali precise, aggiornate e conformi agli standard
   internazionali. Esse dovrebbero inoltre essere proporzionate, ossia dovrebbero tener conto
   della riduzione dei rischi dovuta al contesto in cui le esposizioni vengono contratte, in
   particolare nel settore dei crediti al consumo e dei crediti alle piccole e medie imprese. Le
   norme dovrebbero applicarsi sia agli enti creditizi che alle imprese di investimento (parità di
   trattamento), ma anche in questo caso dovrebbero essere proporzionate e tenere pienamente
   conto della diversità degli enti finanziari europei.
   2.        CONSULTAZIONE E VALUTAZIONE D'IMPATTO
   a) Consultazione delle parti in causa e dei terzi interessati
   La Commissione ha condotto consultazioni con le parti in causa e con i terzi interessati dal
   novembre 1999. Sono stati pubblicati tre documenti di consultazione molto esaurienti,
   rispettivamente il 22.11.1999, il 5.2.2001 e l'1.7.2003. Il 18.11.2002 si è svolto un dialogo
IT                                                   3                                                   IT
 ---pagebreak---    ampio e strutturato con le parti in causa. Sono stati inoltre pubblicati documenti di
   consultazione su specifiche questioni tecniche: beni immobili e obbligazioni coperte, il
   7.4.2003; perdite attese e perdite inattese, il 26.11.2003; organismi di investimento collettivo,
   il 3.2.2004.
   In generale i commentatori hanno fortemente appoggiato gli obiettivi principali del progetto.
   Trova sostegno l'idea di una maggiore sensibilità al rischio, che contribuisca ad una maggiore
   stabilità finanziaria; si avverte ora l'esigenza pressante di adeguare le disposizioni per tener
   conto dei notevoli progressi nelle tecniche di misurazione e di gestione dei rischi nel settore
   dei servizi finanziari e per riflettere il maggior grado di sofisticatezza sotto il profilo della
   regolamentazione e della vigilanza. Si riscontra un forte sostegno all'approccio seguito dalla
   Commissione, la quale ritiene che il quadro normativo UE in materia di requisiti patrimoniali
   andrebbe rivisto coerentemente con il nuovo quadro regolamentare internazionale,
   differenziandolo tuttavia, se necessario, per tener conto delle specificità in ambito UE.
   Enti meno complessi
   Si riscontra un ampio e convinto sostegno all'applicazione in Europa delle nuove norme a tutti
   gli enti creditizi e a tutti i fornitori di servizi di investimento, a prescindere dalla forma
   giuridica e dalla complessità dell'ente, anche al fine di evitare che, con l'esclusione di alcuni
   di essi, si crei una categoria di enti di "seconda classe". Ciò dimostra che il nuovo quadro
   proposto viene considerato adeguato per un'applicazione generalizzata.
   Flessibilità della nuova direttiva
   Si riscontra un sostegno ampio e forte, continuamente riaffermato, all'approccio proposto,
   mirante ad assicurare che il nuovo quadro sia reattivo alle innovazioni che intervengono sui
   mercati e nelle prassi di vigilanza, affinché il settore UE dei servizi finanziari possa restare
   quanto più possibile efficiente e competitivo. Le parti in causa sono favorevoli all'idea che
   nell'articolato della direttiva vengano enunciati i principi e gli obiettivi fondamentali e venga
   conferito il mandato per l'adozione delle disposizioni di carattere più tecnico e specifico
   contenute negli allegati. La procedura di modificazione degli allegati deve consentire una
   consultazione ampia ed efficace delle parti interessate.
   Le imprese di investimento
   Sono state introdotte importanti modifiche per tener conto delle preoccupazioni espresse da
   alcune imprese di investimento che avevano lamentato il fatto che sarebbero state assoggettate
   a requisiti patrimoniali da esse ritenuti più adatti agli enti creditizi.
   Complessità
   Alcuni dei partecipanti alla consultazione hanno chiesto norme più semplici e meno
   prescrittive. La Commissione ha reso il testo più chiaro e più funzionale. L'impianto del testo
   soddisferà gli enti che vogliono norme semplici da applicare o che desiderano passare
   gradualmente a norme più complesse in materia patrimoniale. Il nuovo quadro proposto
   contiene una gamma di opzioni e di metodi che presentano gradi diversi di sofisticatezza.
   Dal 1999 si sono tenute anche diverse consultazioni su aspetti più puntuali. La proposta ha
   tenuto conto dei commenti, utili e molto dettagliati, formulati dalle parti interessate, in
   particolare da parte delle banche e delle imprese di investimento.
   b) Valutazione d'impatto
IT                                                  4                                                IT
 ---pagebreak---    E' stata effettuata una valutazione d'impatto estesa per accertare se fosse necessaria un'azione
   a livello UE e, in caso affermativo, quale.
   Il Comitato di Basilea ha pubblicato uno studio di impatto quantitativo (QIS3), cui hanno
   partecipato enti creditizi di 40 paesi, inteso a valutare l'impatto delle nuove proposte del
   Comitato in materia di requisiti patrimoniali minimi delle banche. La Commissione ha fornito
   il suo ausilio, estendendo lo studio agli Stati membri dell'UE non rappresentati a Basilea. La
   principale conclusione è che in generale le nuove regole consentiranno di ridurre i requisiti
   patrimoniali a carico degli enti creditizi dell'UE di circa il 5% rispetto ai livelli attuali. Inoltre,
   i risultati relativi ai diversi metodi sarebbero in linea con gli obiettivi, combinando in
   particolare neutralità sotto il profilo dei requisiti patrimoniali e incentivi adeguati agli enti per
   incoraggiarli ad adottare metodi più sofisticati. Infine, gli enti creditizi nazionali di minori
   dimensioni che adotteranno il metodo semplificato saranno soggetti a requisiti patrimoniali
   leggermente ridotti; gli enti creditizi di maggiori dimensioni attivi a livello internazionale che
   adotteranno il metodo più avanzato dovranno far fronte a requisiti patrimoniali
   sostanzialmente invariati; gli enti creditizi dell'UE di minori dimensioni, ma che prestano
   servizi specializzati e che presentano un maggior grado di sofisticatezza, che adotteranno il
   metodo avanzato potrebbero essere soggetti a requisiti patrimoniali notevolmente ridotti
   rispetto a quanto avviene con l'attuale regime. E' importante sottolineare che la principale
   fonte della diminuzione dei requisiti patrimoniali è il portafoglio al dettaglio, composto
   principalmente di prestiti alle piccole e medie imprese (PMI) per importi inferiori a 1 milione
   di EUR e di mutui ipotecari su immobili residenziali. Il nuovo requisito patrimoniale relativo
   al rischio operativo costituisce il principale elemento in controtendenza rispetto alla
   diminuzione dei requisiti patrimoniali a carico degli enti creditizi.
   Inoltre, su richiesta del Consiglio europeo di Barcellona, la Commissione ha commissionato
   uno studio sulle conseguenze per gli enti creditizi e per le imprese di investimento dell'UE
   della proposta di nuovi requisiti patrimoniali3. La relazione finale di PricewaterhouseCoopers
   giunge a conclusioni positive (vengono evidenziate solo due aree critiche – le imprese di
   investimento e il venture capital – di cui si è tenuto conto nelle proposte della Commissione)4.
   La principale conclusione è che il nuovo quadro in materia di requisiti patrimoniali dovrebbe
   essere positivo per l'UE, in particolare per quanto riguarda la regolamentazione prudenziale. I
   requisiti patrimoniali a carico degli enti creditizi dell'UE dovrebbero diminuire di ± 5%
   (90 miliardi di EUR), il che dovrebbe tradursi in un aumento annuo degli utili di ± 10-12
   miliardi di EUR. Gli enti creditizi di minori dimensioni non saranno penalizzati, né vi sono
   indicazioni che il nuovo regime porterà a fusioni o a concentrazioni. La decisione di estendere
   il campo di applicazione della direttiva a tutti gli enti creditizi non porrà le imprese dell'UE in
   una posizione di svantaggio competitivo, né costituisce un fattore significativo sotto il profilo
   della concorrenza la decisione degli Stati Uniti di applicare a circa 20 grandi enti creditizi
   esclusivamente i metodi avanzati. Per gli enti creditizi dell'UE i costi di attuazione della
   normativa non sono legati esclusivamente all'Accordo di Basilea II, dato che gran parte dei
   relativi investimenti (per una percentuale forse dell'80%) avrebbe dovuto essere realizzata in
   ogni caso, sebbene su un periodo più lungo. Elemento importante da segnalare: nella maggior
   parte degli Stati membri dell'UE non si avranno ripercussioni negative sulla disponibilità e sul
   costo dei finanziamenti per le PMI (gli effetti "prociclici" sono inferiori – e meno dannosi –
   rispetto a quanto avviene con l'attuale regolamentazione). I timori delle PMI sono da imputare
   ad un'insufficiente conoscenza di Basilea II. Gli effetti macroeconomici di Basilea II
   3
            GU S 167 del 29.8.2002.
   4
            Disponibile            sul          sito          della          Commissione      all'indirizzo:
            http://europa.eu.int/comm/internal_market/regcapital/index_en.htm.
IT                                                       5                                                   IT
 ---pagebreak---    sull'economia dell'UE saranno limitati: potrebbe verificarsi uno shock economico benigno sul
   lato dell'offerta, che porterebbe ad una riduzione del costo del capitale per le imprese e
   genererebbe un aumento dello 0,07% del PIL dell'UE. In generale il nuovo quadro in materia
   di requisiti patrimoniali ridurrà la vulnerabilità del sistema bancario, favorendo una maggiore
   consapevolezza dei rischi e una loro migliore gestione. Una più efficiente allocazione del
   capitale dovrebbe avere, nel lungo periodo, effetti positivi sull'economia dell'UE.
   3.        BASE GIURIDICA
   Le proposte si basano sull'articolo 47, paragrafo 2, del trattato CE, che costituisce la base
   giuridica per l'adozione delle misure comunitarie dirette al completamento del mercato
   interno nel settore dei servizi. Lo strumento scelto, la direttiva, è il più idoneo a conseguire gli
   obiettivi perseguiti. Essa modifica le direttive in vigore che disciplinano le stesse materie
   tecniche. Le sue disposizioni non vanno al di là di quanto necessario per il conseguimento
   degli obiettivi perseguiti.
   4.        COMMENTO AGLI ARTICOLI
   Le proposte applicano la "tecnica della rifusione" (accordo interistituzionale 2002/C 77/01)
   che consente di introdurre modificazioni sostanziali alla normativa in vigore senza il ricorso
   ad un'autonoma direttiva di modifica. Ciò riduce la complessità e rende la legislazione dell'UE
   più accessibile e comprensibile.
   Per migliorare la struttura, la formulazione e la leggibilità delle direttive, sono state inoltre
   introdotte modificazioni non sostanziali a molte disposizioni.
   A.        LA DIRETTIVA 2000/12/CEE
   Articolo 4 – Definizioni
   L'articolo 4 contiene una serie di nuove definizioni per chiarire il significato di alcuni concetti
   essenziali e permettere una migliore comprensione.
   Articolo 22
   La vigente formulazione è stata modificata per chiarire e per estendere l'obbligo a carico degli
   enti creditizi di dotarsi di sistemi interni efficaci di gestione del rischio. Data la diversità degli
   enti creditizi rientranti nel campo di applicazione della direttiva, tali requisiti dovranno essere
   rispettati in maniera proporzionata. Le relative disposizioni tecniche sono riportate all'allegato
   V.
   Articoli 56-67
   Sono state introdotte alcune modificazioni. Sebbene non si intenda in questa sede rivedere la
   definizione di "fondi propri", le poche modificazioni introdotte sono necessarie in seguito alla
   nuova impostazione seguita in seno al Comitato di Basilea ("decisione di Madrid") in merito
   alle perdite attese.
   Articoli 68-75
IT                                                    6                                                   IT
 ---pagebreak---    Gli enti creditizi devono detenere su base continuativa fondi propri in misura adeguata e
   dichiararne il livello minimo. Le disposizioni specificano le modalità secondo le quali i
   requisiti devono essere rispettati qualora l'ente creditizio faccia parte di un gruppo (si è
   mantenuta, precisandola, l'attuale facoltà concessa alle autorità degli Stati membri di non
   applicare alcuni requisiti). Il calcolo di detti requisiti è stato chiarito alla luce del regolamento
   (CE) n. 1606/2002 relativo all'applicazione di principi contabili internazionali.
   Articoli 76-101
   Queste disposizioni sostituiscono i vigenti requisiti in materia di coefficiente di solvibilità per
   il rischio di credito e introducono due metodi per il calcolo degli importi delle esposizioni
   ponderati per il rischio.
   Il metodo standardizzato (artt. 78-83) si basa sul regime vigente; i fattori di ponderazione del
   rischio sono determinati in funzione della ripartizione delle attività e delle voci fuori bilancio
   in un numero limitato di classi di rischio. E' stata accresciuta la sensibilità al rischio tramite il
   numero di classi di esposizioni e di classi di rischio (art. 79). Sono stati ridotti i fattori di
   ponderazione del rischio per le operazioni al dettaglio diverse dai mutui ipotecari (75%) e per
   i mutui ipotecari su immobili residenziali (35%). E' stato introdotto un fattore di ponderazione
   del rischio del 150% per le attività scadute da 90 giorni (100% per i mutui ipotecari su
   immobili residenziali). Per l'attribuzione dei fattori di ponderazione del rischio è consentito il
   ricorso ai rating delle agenzie di rating ("rating esterni"), se disponibili (artt. 81-83). Le
   relative disposizioni tecniche sono riportate all'allegato VI.
   Il metodo basato sui rating interni (artt. 84-89) consente agli enti creditizi di utilizzare le stime
   interne dei parametri di rischio inerenti alle loro diverse esposizioni creditizie. I parametri
   devono essere inseriti in una formula prestabilita, intesa a garantire un livello di solidità del
   99,9%. Il metodo di base consente agli enti creditizi di utilizzare le stime interne della
   probabilità di inadempimento e di ricorrere per le altre componenti del rischio ai valori
   prescritti dalla regolamentazione. Con il metodo avanzato, gli enti creditizi possono utilizzare
   le stime interne delle perdite in caso di inadempimento e dell'esposizione al momento
   dell'inadempimento. Per la stima dei valori dei parametri di rischio gli enti creditizi sono
   autorizzati ad utilizzare dati aggregati con altri enti creditizi, il che consente agli enti creditizi
   di minori dimensioni di applicare un metodo più sensibile al rischio per il calcolo dei requisiti
   patrimoniali.
   Le norme transitorie (art. 85) proposte per il metodo basato sui rating interni prevedono una
   certa flessibilità per consentire agli enti creditizi di trasferire entro un lasso di tempo
   ragionevole diverse aree di attività e diverse classi di esposizioni al metodo basato sui rating
   interni di base o a quello avanzato. Un utilizzo "parziale" è consentito per le classi di
   esposizioni e per le aree di attività non significative (in tal caso i requisiti patrimoniali
   possono essere calcolati con il metodo standardizzato anche qualora l'ente creditizio utilizzi il
   metodo basato sui rating interni per altre classi di esposizioni). Il proposto quadro UE
   riconosce che per gli enti creditizi di piccole dimensioni l'obbligo di sviluppare un sistema di
   rating per determinate controparti potrebbe risultare molto oneroso. Viene perciò proposto,
   per queste classi di esposizioni, l'utilizzo parziale permanente nei casi in cui le esposizioni
   degli enti creditizi nei confronti di dette controparti siano significative (art. 89).
   Le disposizioni tecniche relative al metodo basato sui rating interni sono riportate all'allegato
   VI.
IT                                                    7                                                   IT
 ---pagebreak---    Articoli 90-93
   Le disposizioni individuano aspetti comuni in materia di tecniche di attenuazione dei rischi e
   disciplinano in maniera coerente i rischi sottostanti e gli effetti economici comuni. Rispetto al
   regime attuale viene tra l'altro riconosciuta una gamma più ampia di fornitori di garanzie reali
   e personali/di strumenti derivati su crediti. Il metodo basato sui rating interni di base accorda
   un livello di riconoscimento adeguato, da un punto di vista prudenziale, ai crediti finanziari e
   alle garanzie reali materiale. Gli enti creditizi hanno a disposizione metodologie alternative
   che consentono loro di scegliere tra metodi che presentano livelli diversi di complessità
   (metodo semplificato – facilmente applicabile, basato sulla "sostituzione del fattore di
   ponderazione del rischio" –, o metodo integrale – che comporta rettifiche per volatilità al
   valore della garanzia reale ricevuta). Per il calcolo delle rettifiche per volatilità vengono messi
   a disposizione metodi più o meno complessi (un semplice metodo "di vigilanza", in cui i
   valori di riferimento delle rettifiche per volatilità sono riportati in una tabella, o un approccio
   più sensibile al rischio, basato sulle stime interne dell'ente interessato). Le relative
   disposizioni tecniche sono riportate all'allegato VIII.
   Articoli 94-101
   Questi articoli introducono per la prima volta un insieme armonizzato di norme in materia di
   requisiti patrimoniali per le attività di cartolarizzazione e per gli investimenti in attività
   cartolarizzate. Esse consentono di migliorare in maniera significativa il quadro in materia di
   requisiti patrimoniali, permettendo agli enti creditizi di beneficiare di tutti i vantaggi che tali
   operazioni possono apportare, ad esempio in termini di finanziamento, di gestione del
   bilancio, ecc. Le nuove norme contribuiranno inoltre a far sì che la cartolarizzazione non
   venga più considerata esclusivamente come strumento di arbitraggio sul capitale. Le relative
   disposizioni tecniche sono riportate all'allegato IX.
   Articoli 102-105
   Queste disposizioni introducono requisiti a fronte del rischio operativo in cui possono
   incorrere gli enti creditizi. Sono disponibili tre metodi diversi: un metodo semplice ("metodo
   base dell'indicatore" – art. 103) basato su un indicatore unico del reddito, che consentirà agli
   enti creditizi di disporre della copertura patrimoniale a fronte del rischio operativo senza
   dovere sviluppare sistemi informativi sofisticati e costosi per valutare la loro esposizione al
   rischio; un metodo più preciso basato sulle aree di attività ("metodo standardizzato", art. 104),
   più sensibile al rischio, in quanto il requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo viene
   differenziato in funzione dei rischi relativi propri di ogni area di attività; questo metodo
   dovrebbe attirare un gran numero di enti creditizi di minori dimensioni e di minore
   complessità; i metodi più sofisticati ("metodi avanzati di misurazione", art. 105), i quali
   generano una misurazione propria del rischio operativo conformemente a criteri più rigorosi
   di gestione del rischio. Si prevede che i metodi avanzati di misurazione vengano
   gradualmente adottati soprattutto dai grandi enti creditizi attivi a livello internazionale e dagli
   enti creditizi specializzati di minori dimensioni che abbiano sviluppato sistemi avanzati di
   controllo del rischio per le loro attività principali. Le relative disposizioni tecniche sono
   riportate all'allegato X.
   Articoli 106-119
   Le poche modificazioni introdotte mirano ad armonizzare le norme relative ai requisiti
   patrimoniali e quelle in materia di grandi fidi, in particolare per tener conto del più diffuso
   riconoscimento delle tecniche di attenuazione del rischio di credito.
IT                                                   8                                                 IT
 ---pagebreak---    Articolo 123-124
   Questi articoli traggono ispirazione dal secondo "pilastro" del nuovo Accordo di Basilea sui
   requisiti patrimoniali. L'articolo 51bis impone agli enti creditizi di dotarsi di procedure interne
   di misurazione e di gestione dei rischi e dell'importo del capitale "interno" che essi stessi
   reputano adeguato per la copertura di detti rischi. L'articolo 124 dispone che le autorità
   competenti riesaminino il rispetto da parte degli enti creditizi dei vari obblighi in materia di
   gestione e di controllo dei rischi cui gli enti creditizi sono tenuti a norma di legge e valutino i
   rischi da essi assunti. La valutazione deve consentire alle autorità di vigilanza di determinare
   se esistono punti deboli nei meccanismi di controllo e nel capitale detenuto. Le relative
   disposizioni tecniche sono riportate all'allegato XIII.
   Articoli 125-143
   E' in aumento nell'UE il livello delle attività transfrontaliere, e i gruppi transfrontalieri
   tendono sempre di più a centralizzare la gestione dei rischi. Questi sviluppi impongono un
   migliore coordinamento e una più stretta cooperazione tra le autorità di vigilanza nazionali
   nell'UE. E' per questo che la funzione già esistente e ormai consolidata dell'autorità di
   vigilanza su base consolidata è stata ulteriormente sviluppata. Secondo il disposto dell'articolo
   136, le autorità di vigilanza verranno dotate di un insieme minimo armonizzato di poteri che
   consentano loro di imporre agli enti creditizi di porre rimedio ad ogni eventuale insufficiente
   osservanza dei requisiti fissati dalla direttiva.
   Articolo 144
   Viene fissato un insieme minimo di requisiti in materia di informativa a carico delle autorità
   degli Stati membri al fine di accrescere la convergenza nell'attuazione della direttiva e di
   garantirne la trasparenza.
   Articoli 145-149
   Le disposizioni di questi articoli traggono ispirazione dal terzo "pilastro" del nuovo Accordo
   di Basilea sui requisiti patrimoniali. L'informativa da parte degli enti creditizi rivolta ai
   partecipanti al mercato contribuirà ad accrescere la solidità e la stabilità finanziarie, assicurerà
   parità di condizioni e consentirà di tutelare la riservatezza di determinate informazioni.
   L'articolo 147 impone alla maggior parte degli enti creditizi una comunicazione su base
   almeno annuale; comunicazioni più frequenti potrebbero essere necessarie alla luce di criteri
   specifici. Le relative disposizioni tecniche sono riportate all'allegato XII.
   Articolo 150
   È indispensabile che la direttiva rimanga al passo con gli sviluppi del mercato. Il necessario
   grado di flessibilità viene assicurato distinguendo tra disposizioni fondamentali e disposizioni
   tecniche (raccolte in particolare negli allegati alla direttiva), che potrebbero necessitare di
   adeguamenti nel breve e medio periodo. L'articolo 150 aggiunge nuove materie tecniche
   all'elenco della direttiva 2000/12/CE (introdotto nel 1989) e prevede che gli allegati tecnici
   vengano modificati seguendo la stessa procedura rapida.
IT                                                   9                                                  IT
 ---pagebreak---    B.        DIRETTIVA 93/6/CEE DEL CONSIGLIO,                DEL 15 MARZO 1993, RELATIVA
             ALL'ADEGUATEZZA PATRIMONIALE DELLE              IMPRESE DI INVESTIMENTO E DEGLI
             ENTI CREDITIZI
   Articolo 2 – Campo di applicazione
   L'articolo 2 specifica le modalità di applicazione dei requisiti a singole imprese di
   investimento, a gruppi di imprese di investimento e a gruppi misti.
   Articolo 3 – Definizioni
   L'articolo contiene definizioni nuove e definizioni modificate di concetti essenziali, che
   mirano a chiarirne il significato e a contribuire ad una migliore comprensione.
   Articolo 11 – Trattamento patrimoniale del portafoglio di negoziazione
   Viene introdotta una migliore definizione di "portafoglio di negoziazione" per accrescere la
   certezza relativamente ai requisiti patrimoniali da applicare e per limitare possibili arbitraggi
   tra "portafoglio bancario" e "portafoglio di negoziazione". Le relative disposizioni tecniche
   sono riportate all'allegato VII.
   Articoli 18 e 20
   L'articolo 18 fissa i requisiti patrimoniali minimi a fronte del rischio di mercato per gli enti
   creditizi e le imprese di investimento. Un elemento di novità è costituito dal trattamento delle
   posizioni detenute in organismi di investimento collettivo e dei derivati su crediti e da una
   serie di altre modificazioni miranti ad accrescere la sensibilità al rischio. Le relative
   disposizioni tecniche sono riportate agli allegati da I a VII. L'articolo 20 estende alle imprese
   di investimento le norme in materia di requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito e
   del rischio operativo di cui al testo modificato della direttiva 2000/12. Tra i nuovi elementi
   relativi al rischio di credito figurano le disposizioni sul trattamento dei derivati su crediti e la
   modificazione dell'esposizione per operazioni di vendita con patto di riacquisto e per
   operazioni di finanziamento tramite titoli o merci. Per quanto riguarda il rischio operativo,
   sono state introdotte importanti modificazioni, per tener conto delle specifiche caratteristiche
   del settore delle imprese di investimento. Viene comunque lasciata la facoltà alle imprese di
   investimento rientranti nelle categorie a rischio basso, medio o medio/alto di continuare ad
   applicare il requisito basato sulle spese generali.
   Articolo 28 – Grandi fidi
   Fatta salve le modificazioni in materia di grandi fidi per il portafoglio di negoziazione, resta
   invariata la situazione attuale che vede gli enti creditizi e le imprese di investimento soggetti
   alle stesse norme. Un elemento di novità è rappresentato dalla modificazione dell'esposizione
   per operazioni di vendita con patto di riacquisto e per operazioni di finanziamento tramite
   titoli o merci. Le relative disposizioni tecniche sono riportate all'allegato VI.
   Articolo 33 – Valutazione delle posizioni a fini di notifica
   Al fine di garantire la solidità prudenziale, vengono rafforzati i requisiti in materia di
   valutazione delle posizioni del portafoglio di negoziazione, tramite norme che impongono la
   determinazione giornaliera del valore di dette posizioni. Le relative disposizioni tecniche sono
   riportate all'allegato VII.
IT                                                  10                                                  IT
 ---pagebreak---    Articolo 22 – Requisiti patrimoniali su base consolidata
   Viene mantenuta la facoltà attualmente accordata alle autorità competenti di derogare
   all’applicazione dei requisiti patrimoniali su base consolidata per i gruppi di imprese di
   investimento, nel rispetto di condizioni rafforzate di solidità prudenziale.
   Articolo 34 – Gestione del rischio e valutazione dell'adeguatezza patrimoniale
   L'articolo 34 estende alle imprese di investimento l'obbligo cui sono soggetti gli enti creditizi
   (ai sensi dell'articolo 17 della direttiva 2000/12/CE) di disporre di efficaci sistemi interni di
   gestione del rischio. Data la diversità degli enti rientranti nel campo di applicazione della
   direttiva, questi requisiti dovranno essere rispettati su base proporzionale. L'articolo estende
   alle imprese di investimento anche l'obbligo di cui all'articolo 51bis della direttiva
   2000/12/CE di dotarsi di sistemi interni di misurazione e di gestione dei rischi cui sono
   esposti e dell'importo del capitale (capitale "interno") che essi reputano adeguato per la
   copertura di detti rischi. Questi requisiti si aggiungono ai requisiti in materia di gestione del
   rischio cui le imprese di investimento sono soggette ai sensi della direttiva 2004/39/CE.
   Articolo 37 – Vigilanza
   Il presente articolo applica mutatis mutandis alle imprese di investimento le disposizioni della
   direttiva 2000/12/CE.
   Articolo 42
   Analogamente alla direttiva 2000/12/CE, anche la direttiva 93/6/CEE deve rimanere al passo
   con gli sviluppi del mercato. Il necessario grado di flessibilità viene assicurato distinguendo
   tra disposizioni fondamentali e disposizioni tecniche (raccolte in particolare negli allegati alla
   direttiva), che potrebbero necessitare di adeguamenti nel breve e medio periodo. E' necessario
   che gli allegati tecnici possano essere modificati seguendo una procedura rapida. Per tener
   conto di ulteriori importanti sviluppi attesi nei prossimi anni nella prassi di vigilanza, è stata
   inclusa una clausola di revisione relativa al trattamento del rischio di controparte.
IT                                                  11                                                IT
 ---pagebreak---                                                                             2000/12/CE
                                                                   2004/0155 (COD)
                                                      Proposta di
               DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
            relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio (rifusa)
                                                                           nuovo
                                         (Testo rilevante ai fini del SEE)
                                                                            2000/12/CE (adattato)
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 47, paragrafo 2,
   prima e terza frase,
   vista la proposta della Commissione,
   visto il parere del Comitato economico e sociale5,
   deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato6,
   considerando quanto segue:
                                                                            2000/12/CE considerando 1
                                                                         (adattato)
   (1)      La direttiva 73/183/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1973, relativa alla soppressione
            delle restrizioni alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi nel
            campo delle attività non salariate delle banche e di altri istituti finanziari7, la prima
            direttiva (77/780/CEE) del Consiglio, del 12 dicembre 1977, relativa al coordinamento
            delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'accesso
            all'attività degli enti creditizi e il suo esercizio8, la direttiva 89/299/CEE del Consiglio,
            del 17 aprile 1989, concernente i fondi propri degli enti creditizi9, la seconda direttiva
            (89/646/CEE) del Consiglio, del 15 dicembre 1989, relativa al coordinamento delle
   5
            GU C 157 del 25.5.1998, pag. 13 ⌦ […] ⌫ .
   6
            Parere del Parlamento europeo del 18 febbraio 2000 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale
            delle Comunità europee) ⌦ […] ⌫ e decisione del Consiglio del 13 marzo 2000 (non ancora
            pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee) ⌦ […] ⌫ .
   7
            GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1, modificata da ultimo dall'Atto di adesione 2003.
   8
            GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1, modificata da ultimo dall'Atto di adesione 2003.
   9
            GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1, modificata da ultimo dall'Atto di adesione 2003.
IT                                                        12                                                   IT
 ---pagebreak---             disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'accesso all'attività
            degli enti creditizi e il suo esercizio10, la direttiva 89/647/CEE del Consiglio, del 18
            dicembre 1989, relativa al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi11, la direttiva
            92/30/CEE del Consiglio, del 6 aprile 1992, relativa alla vigilanza su base consolidata
            degli enti creditizi12, la direttiva 92/121/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1992,
            sulla vigilanza ed il controllo dei grandi fidi degli enti creditizi13, hanno subito diverse
            e sostanziali modifiche. Ai fini di razionalità e chiarezza, occorre pertanto procedere
            alla codificazione di dette direttive raggruppandole in un testo unico. ⌦ La Direttiva
            2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa
            all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio14 ha subito diverse e
            sostanziali modificazioni. Essa deve ora essere nuovamente modificata ed è quindi
            opportuno provvedere, per ragioni di chiarezza, alla sua rifusione. ⌫
                                                                            2000/12/CE considerando 2
                                                                         (adattato)
   In applicazione del trattato, è vietata qualsiasi discriminazione in materia di stabilimento e di
   prestazione di servizi, fondata rispettivamente sulla nazionalità o sul fatto che l'impresa non è
   stabilita nello Stato membro in cui la prestazione è eseguita.
                                                                            2000/12/CE considerando 3
   (2)      Al fine di facilitare l'accesso all'attività degli enti creditizi ed il suo esercizio, è
            necessario eliminare le differenze più rilevanti tra le legislazioni degli Stati membri
            per quanto riguarda il regime al quale detti enti sono sottoposti.
                                                                            2000/12/CE considerando 4
                                                                         (adattato)
   (3)      La presente direttiva costituisce lo strumento essenziale per la realizzazione del
            mercato interno decisa con l'atto unico europeo e programmata nel Libro bianco della
            Commissione, sotto il duplice profilo della libertà di stabilimento e della libera
            prestazione dei servizi nel settore degli enti creditizi.
                                                                            2000/12/CE considerando 5
                                                                         (adattato)
   (4)      I lavori di coordinamento in materia di enti creditizi devono applicarsi a tutti questi
            enti, sia per proteggere il risparmio che per creare le condizioni di uguaglianza nella
            concorrenza tra gli enti medesimi. Tuttavia, occorre tener conto, se necessario, delle
            differenze obiettive dei loro statuti e dei loro compiti peculiari previsti dalle
            legislazioni nazionali.
   10
            GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1, modificata da ultimo dall'Atto di adesione 2003.
   11
            GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1, modificata da ultimo dall'Atto di adesione 2003.
   12
            GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1, modificata da ultimo dall'Atto di adesione 2003.
   13
            GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1, modificata da ultimo dall'Atto di adesione 2003.
   14
            GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1, come modificata dalla direttiva 2004/xx/CE (GU L del […]).
IT                                                       13                                              IT
 ---pagebreak---                                                                    2000/12/CE considerando 6
                                                               (adattato)
   (5) È quindi necessario che il campo d'applicazione dei lavori di coordinamento sia il più
       ampio possibile e comprenda tutti gli enti la cui attività consiste nel raccogliere fondi
       rimborsabili presso il pubblico sia sotto forma di depositi che sotto altre forme, quali
       l'emissione continua di obbligazioni e di altri titoli comparabili, e nel concedere crediti
       per proprio conto. Debbono essere previste eccezioni per taluni enti creditizi a cui la
       presente direttiva non si applica. La presente direttiva non pregiudica ⌦ deve
       pregiudicare ⌫ l'applicazione delle legislazioni nazionali nei casi in cui esse
       prevedono autorizzazioni speciali complementari che consentono agli enti creditizi di
       esercitare attività specifiche o di effettuare particolari tipi di operazioni.
                                                                   2000/12/CE considerando 7
                                                               (adattato)
   (6) L'impostazione adottata consiste nella realizzazione dell'armonizzazione ⌦ E'
       opportuno realizzare solo l'armonizzazione ⌫ essenziale, necessaria e sufficiente per
       pervenire ad un reciproco riconoscimento delle autorizzazioni e dei sistemi di
       controllo ⌦ vigilanza ⌫ prudenziale che consenta il rilascio di un'unica
       autorizzazione valida in tutta la Comunità e l'applicazione del principio del controllo
       ⌦ della vigilanza ⌫ da parte dello Stato membro d'origine. In questa prospettiva,
       l'esigenza di un programma di attività può soltanto essere considerata un elemento che
       consente alle autorità competenti di decidere sulla base di un'informazione più
       accurata, nel quadro di criteri oggettivi. È ⌦ Deve essere ⌫ peraltro possibile una
       certa elasticità per quanto riguarda i requisiti relativi alle forme giuridiche degli enti
       creditizi e la ⌦ in materia di ⌫ tutela delle denominazioni.
                                                                 nuovo
   (7) Poiché lo scopo dell'azione proposta non può essere realizzato in misura sufficiente
       dagli Stati membri e può dunque, a causa delle dimensioni e degli effetti dell'azione in
       questione, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire
       in base al principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato. In ottemperanza al
       principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo, la presente direttiva si
       limita al minimo richiesto per il raggiungimento degli obiettivi e non va al di là di
       quanto è necessario a tale scopo.
                                                                   2000/12/CE considerando 8
                                                               (adattato)
   (8) Per assicurare identica tutela ai risparmiatori ed eque condizioni concorrenziali tra gli
       enti creditizi della stessa categoria, si rendono necessarie delle condizioni finanziarie
       ⌦ necessari requisiti finanziari ⌫ equivalenti in riferimento a detti enti creditizi. In
       attesa di un miglior coordinamento, debbono essere messi a punto adeguati rapporti
       strutturali che consentano, nell'ambito della cooperazione tra autorità nazionali, di
       controllare in base a metodi unificati la situazione delle categorie di enti creditizi
       comparabili. Questo tipo di procedura potrebbe facilitare il ravvicinamento
       progressivo dei sistemi di coefficienti definiti e applicati dagli Stati membri. È tuttavia
IT                                               14                                                 IT
 ---pagebreak---         necessario operare una distinzione tra coefficienti intesi ad assicurare la solidità della
        gestione degli enti creditizi e quelli aventi finalità di politica economica e monetaria.
                                                                    2000/12/CE considerando 9
                                                                (adattato)
   (9)  I principi del mutuo riconoscimento e del controllo esercitato ⌦ della vigilanza
        esercitata ⌫ dallo Stato membro d'origine esigono che le autorità competenti di ogni
        Stato membro non concedano o revochino l'autorizzazione qualora elementi come il
        programma d'attività, l'ubicazione ⌦ delle attività ⌫ o le attività effettivamente
        svolte indichino in modo evidente che l'ente creditizio ha scelto il sistema giuridico di
        uno Stato membro al fine di sottrarsi ai criteri più rigidi in vigore in un altro Stato
        membro sul cui territorio ⌦ svolge o ⌫ intende svolgere la maggior parte delle
        proprie attività. Un ente creditizio che sia persona giuridica deve essere autorizzato
        nello Stato membro in cui si trova la sua sede statutaria. Un ente creditizio che non sia
        persona giuridica deve avere l'amministrazione centrale nello Stato membro in cui ha
        ricevuto l'autorizzazione. D'altra parte, gli Stati membri devono esigere che
        l'amministrazione centrale di un ente creditizio sia sempre situata nello Stato membro
        d'origine e che essa vi operi effettivamente.
                                                                    2000/12/CE considerando 10
                                                                (adattato)
   (10) Le autorità competenti non dovrebbero ⌦ devono ⌫ accordare o mantenere
        l'autorizzazione di un ente creditizio qualora gli stretti legami che lo uniscono ad altre
        persone fisiche o giuridiche siano tali da ostacolare l'effettivo esercizio del loro
        compito di vigilanza. Anche gli enti creditizi già autorizzati devono dare soddisfazione
        ⌦ fornire assicurazioni ⌫ alle autorità competenti in questo senso. La definizione di
        «stretti legami» data nella presente direttiva è costituita da criteri minimi e ciò non
        osta a che gli Stati membri possano fare riferimento anche a situazioni diverse da
        quelle che rientrano nella definizione in questione. Il solo fatto di acquisire una
        percentuale significativa del capitale di una società non costituisce una partecipazione
        da prendere in considerazione ai sensi della nozione di «stretti legami», se tale
        acquisizione viene effettuata solo in quanto investimento temporaneo e non consente
        di esercitare un'influenza sulla struttura e la politica finanziaria dell'impresa.
                                                                    2000/12/CE considerando 11
                                                                (adattato)
   (11) Il riferimento all'effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza da parte delle autorità di
        controllo ⌦ vigilanza ⌫ comprende la vigilanza su base consolidata che occorre
        esercitare su un ente creditizio allorché le disposizioni del diritto comunitario
        prevedono tale tipo di vigilanza. In tale caso le autorità alle quali è chiesta
        l'autorizzazione devono poter individuare le autorità competenti della ⌦ per la ⌫
        vigilanza su base consolidata nei confronti di tale ente creditizio.
IT                                                15                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                      2000/12/CE considerando 12
                                                                 (adattato)
   Lo Stato membro d'origine può emanare disposizioni più severe di quelle fissate all'articolo 5,
   paragrafo 1, primo comma, e paragrafo 2, ed agli articoli 7, 16, 30, 51 e 65 per quel che
   riguarda gli enti autorizzati dalle proprie autorità competenti.
                                                                     2000/12/CE considerando 13
                                                                 (adattato)
   La soppressione dell'obbligo dell'autorizzazione per le succursali degli enti creditizi
   comunitari comporta necessariamente la soppressione del fondo di dotazione.
                                                                     2000/12/CE considerando 14
                                                                 (adattato)
   (12)   L'impostazione adottata consiste, grazie al riconoscimento reciproco, nel permettere ag
          Gli enti creditizi autorizzati in uno ⌦ nel loro ⌫ Stato membro d'origine di
          ⌦ devono poter ⌫ esercitare in tutta la Comunità tutte o parte delle attività previste
          nell'elenco dell'allegato I, tramite lo stabilimento di una succursale o mediante
          prestazioni di servizi. L'esercizio delle attività non figuranti nell'elenco beneficia delle
          libertà di stabilimento e di prestazione di servizi secondo le disposizioni generali del
          trattato.
                                                                     2000/12/CE considerando 15
                                                                 (adattato)
   (13)   Conviene nel contempo estendere il beneficio del riconoscimento reciproco alle
          attività figuranti nell'elenco suddetto ⌦ di cui all'allegato I ⌫, allorché sono
          esercitate da un ente finanziario filiazione di un ente creditizio, purché tale filiazione
          sia inclusa nella vigilanza su base consolidata cui è sottoposta l'impresa madre e
          soddisfi alcune rigorose condizioni.
                                                                     2000/12/CE considerando 16
                                                                 (adattato)
   (14)   Lo Stato membro ospitante può ⌦ deve poter ⌫ imporre, per l'esercizio del diritto di
          stabilimento e della libera prestazione di servizi, l'osservanza delle disposizioni
          specifiche del proprio sistema nazionale legislativo o regolamentare agli enti che non
          sono autorizzati come enti creditizi nello Stato membro d'origine o alle attività che non
          figurano nel suddetto elenco ⌦ nell'elenco di cui all'allegato I ⌫, purché, da un lato,
          queste disposizioni siano compatibili con il diritto comunitario e motivate da ragioni di
          interesse generale e, dall'altro, detti enti o dette attività non siano sottoposti a regole
          equivalenti nel sistema legislativo o regolamentare dello Stato membro d'origine.
IT                                                  16                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                     2000/12/CE considerando 17
                                                                (adattato)
   (15)    Gli Stati membri devono vigilare affinché non vi sia alcun ostacolo a che le attività
           ammesse a beneficiare del riconoscimento reciproco possano essere esercitate allo
           stesso modo che nello Stato membro d'origine, purché non siano incompatibili con le
           disposizioni legali ⌦ di legge ⌫ di interesse generale in vigore nello Stato membro
           ospitante.
                                                                    2000/12/CE considerando 18
                                                                (adattato)
   Esiste una connessione necessaria tra l'obiettivo della presente direttiva e la liberalizzazione
   dei movimenti di capitale in corso di realizzazione mediante altri atti legislativi comunitari. In
   ogni caso le misure di liberalizzazione dei servizi bancari devono essere coerenti con le
   misure di liberalizzazione dei movimenti di capitale.
                                                                    2000/12/CE considerando 19
                                                                (adattato)
   (16)    Il regime applicato alle succursali degli enti creditizi aventi la loro sede fuori della
           Comunità dovrebbe ⌦ deve ⌫ essere analogo in tutti gli Stati membri. Occorre
           prevedere che questo regime non possa essere più favorevole di quello delle succursali
           degli enti provenienti da ⌦ originari di ⌫ uno Stato membro. Occorre precisare che
           l La Comunità può ⌦ deve poter ⌫ concludere accordi con paesi terzi che
           prevedono l'applicazione di disposizioni che accordano a tali succursali un trattamento
           identico nell'intero ⌦ in tutto il suo ⌫ territorio tenendo conto del principio della
           reciprocità. Le succursali degli enti creditizi aventi la loro sede fuori della Comunità
           non beneficiano ⌦ devono beneficiare ⌫ della libera prestazione di servizi ai sensi
           dell'articolo 49, secondo comma, del trattato né della libertà di stabilimento in Stati
           membri diversi da quello in cui sono stabilite. Che, comunque, le domande di
           autorizzazione di una filiazione o di acquisizione di una partecipazione da parte di
           un'impresa disciplinata dalla normativa in un paese terzo sono assoggettate ad una
           procedura mirante a garantire un regime di reciprocità agli enti creditizi della
           Comunità nei paesi terzi in questione.
                                                                    2000/12/CE considerando 20
                                                                (adattato)
   Le autorizzazioni di enti creditizi che saranno rilasciate dalle autorità nazionali competenti
   avranno portata comunitaria, conformemente alle disposizioni della presente direttiva, e non
   più soltanto nazionale. Conseguentemente, decadranno le attuali clausole di reciprocità.
   Occorre dunque una procedura elastica che consenta di valutare la reciprocità su una base
   comunitaria. Tale procedura non ha lo scopo di chiudere i mercati finanziari della Comunità,
   ma, poiché la Comunità si propone di conservare i suoi mercati finanziari aperti al resto del
   mondo, di migliorare la liberalizzazione dei mercati finanziari globali in altri paesi terzi.
   Pertanto, la presente direttiva prevede procedure di negoziazione con paesi terzi o, in ultima
   istanza, la possibilità di prendere misure consistenti nella sospensione di nuove richieste di
   autorizzazione o nella limitazione di nuove autorizzazioni.
IT                                                 17                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                   2000/12/CE considerando 21
                                                               (adattato)
   (17) È opportuno che vengano stipulati, su base di reciprocità, a Accordi tra la Comunità ed
        i paesi terzi ⌦ devono essere stipulati, su base di reciprocità, ⌫ onde permettere che
        la vigilanza su base consolidata venga esercitata concretamente sulla base geografica
        la più ampia possibile.
                                                                  2000/12/CE considerando 22
                                                               (adattato)
   (18) La responsabilità in materia di vigilanza sulla solidità finanziaria, e in particolare sulla
        solvibilità, di un ente creditizio ⌦ deve incombere allo Stato ⌫ incombe ormai
        all'autorità competente dello Stato membro d'origine dell'ente in questione. L'autorità
        dello Stato membro ospitante mantiene le sue responsabilità in materia di ⌦ deve
        essere responsabile della ⌫ vigilanza sulla liquidità ⌦ delle succursali ⌫ e di
        politica monetaria ⌦ delle politiche monetarie ⌫. La vigilanza sul rischio di mercato
        deve formare oggetto di una stretta cooperazione tra le autorità competenti dello Stato
        membro d'origine e quelle dello Stato membro ospitante.
                                                                  2000/12/CE considerando 23 e
                                                               24 (adattato)
                                                                 nuovo
   (19) Il funzionamento armonioso del mercato interno bancario necessiterà, al di là delle
        norme giuridiche, di una stretta e regolare cooperazione tra le autorità competenti degli
        Stati membri       , nonché di una convergenza notevolmente rafforzata delle prassi
        regolamentari e di vigilanza . Per quel che riguarda ⌦ A questo scopo, in
        particolare ⌫ l'esame dei problemi concernenti un singolo ente creditizio              e lo
        scambio reciproco di informazioni devono svolgersi nell'ambito del  , il "groupe de
        contact" (gruppo di contatto) creato tra le autorità di controllo delle banche rimane la
        sede più appropriata comitato delle autorità europee di vigilanza bancaria, istituito
        con la decisione 2004/5/CE della Commissione15 . Tale gruppo costituisce un
        contesto adeguato per l'informazione reciproca di cui all'articolo 28. In ogni caso tale
        procedura d'informazione reciproca non sostituisce la collaborazione ⌦ deve
        sostituire la cooperazione ⌫ bilaterale prevista all'articolo 28. L'autorità competente
        dello Stato membro ospitante, f Fatte salve le sue competenze di controllo,
        ⌦ l'autorità competente dello Stato membro ospitante deve potere ⌫ può continuare,
        sia di propria iniziativa in caso d'urgenza, sia su iniziativa dell'autorità competente
        dello Stato membro d'origine, a verificare che l'attività di un ente creditizio sul proprio
        territorio sia conforme alle leggi, ai principi di una sana organizzazione amministrativa
        e contabile e di un controllo interno adeguato.
   15
        GU L 3 del 7.1.2004, pag. 28.
IT                                                18                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                   2000/12/CE considerando 25
   (20) È opportuno rendere possibili gli scambi di informazione tra le autorità competenti e le
        autorità o gli organismi che, grazie alle loro funzioni, contribuiscono a rafforzare la
        stabilità del sistema finanziario. Per preservare la riservatezza delle informazioni
        trasmesse, l'elenco dei relativi destinatari deve restare rigorosamente limitato.
                                                                  2000/12/CE considerando 26 e
                                                               27 (adattato)
   (21) Taluni comportamenti, quali ad esempio la frode e l'insider trading, anche quando
        riguardano imprese diverse dagli enti creditizi, sono tali da pregiudicare la stabilità
        nonché l'integrità del sistema finanziario. È necessario prevedere a quali condizioni
        autorizzare tali scambi ⌦ in tali casi lo scambio ⌫ di informazioni.
                                                                  2000/12/CE considerando 28
                                                               (adattato)
   (22) Qualora sia prevista la possibilità di divulgare le informazioni soltanto previo assenso
        esplicito delle autorità competenti, queste possono ⌦ devono potere ⌫, se del caso,
        subordinare tale assenso a condizioni rigorose.
                                                                  2000/12/CE considerando 29
                                                               (adattato)
   (23) Occorre inoltre autorizzare gli scambi di informazioni tra le autorità competenti, da un
        lato, e le banche centrali ed altri organismi con responsabilità analoghe in quanto
        autorità monetarie, dall'altro, e, all'occorrenza, altre autorità pubbliche incaricate del
        controllo dei ⌦ della vigilanza sui ⌫ sistemi di pagamento.
                                                                  2000/12/CE considerando 30
                                                               (adattato)
   (24) Al fine di rafforzare la vigilanza prudenziale sugli enti creditizi nonché la tutela dei
        clienti degli enti creditizi, è necessario prevedere che un revisore debba ⌦ i revisori
        devono ⌫ informare tempestivamente le autorità competenti quando, nei casi previsti
        dalla presente direttiva, nell'esercizio delle sue ⌦ loro ⌫ funzioni venga
        ⌦ vengano ⌫ a conoscenza di taluni fatti tali da pregiudicare gravemente la
        situazione finanziaria o l'organizzazione amministrativa e contabile dell'ente creditizio.
        In base all'obiettivo perseguito, è auspicabile che ⌦ Per la stessa ragione, ⌫ gli Stati
        membri prevedano ⌦ devono anche prevedere ⌫ che tale obbligo si applichi in ogni
        caso quando tali fatti siano rilevati da un revisore nell'esercizio delle sue funzioni
        presso un'impresa che ha stretti legami con un ente creditizio. L'obbligo imposto ai
        revisori di comunicare all'occorrenza alle autorità competenti taluni fatti o decisioni
        riguardanti un ente creditizio acquisiti nell'esercizio delle loro funzioni presso
        un'impresa non finanziaria non ⌦ deve modificare ⌫ modifica di per sé la natura del
        loro incarico presso tale impresa né il modo in cui devono adempiere le loro funzioni
        presso tale impresa.
IT                                               19                                                IT
 ---pagebreak---                                                                      2000/12/CE considerando da 31
                                                                 a 35 (adattato)
   Le norme di base comuni per i fondi propri degli enti creditizi costituiscono uno strumento
   importante per la messa in opera di un mercato interno nel settore creditizio, dato che i fondi
   propri consentono di assicurare la continuità dell'attività di detti enti e di proteggere il
   risparmio. Tale armonizzazione rafforzerà la vigilanza esercitata sugli enti creditizi e favorirà
   l'opera di coordinamento nel settore bancario.
   Le norme comuni devono essere applicate a tutti gli enti creditizi autorizzati nella Comunità.
   I fondi propri di un ente creditizio possono servire ad assorbire le perdite che non possono
   essere compensate da profitti sufficienti. I fondi propri costituiscono inoltre un importante
   criterio cui le autorità competenti possono ricorrere per valutare, segnatamente, la solvibilità
   degli enti creditizi nonché per altri fini di vigilanza.
   Gli enti creditizi in un mercato interno nel settore bancario sono in diretta concorrenza tra di
   loro e pertanto le definizioni e le norme relative ai fondi propri devono essere equivalenti. A
   tal fine, i criteri utilizzati per determinare la composizione dei fondi propri non devono essere
   lasciati unicamente alla valutazione degli Stati membri. Con l'adozione di norme di base
   comuni verrà dunque favorito al massimo l'interesse della Comunità poiché si eviteranno
   distorsioni della concorrenza e si consoliderà il sistema bancario della Comunità.
   La definizione dei fondi propri contenuta nella presente direttiva offre il massimo di elementi
   e di importi limite, lasciando ad ogni Stato membro il potere discrezionale di utilizzare tutti o
   parte di tali elementi o di adottare massimali inferiori per gli importi limite.
                                                                     2000/12/CE considerando 36
                                                                 (adattato)
   (25)    La presente direttiva ⌦ dispone che vengano precisati ⌫ i criteri per taluni elementi
           dei fondi propri, lasciando ⌦ fatta salva la possibilità per ⌫ gli Stati membri liberi
           di applicare disposizioni più rigorose.
                                                                     2000/12/CE considerando 37
                                                                 (adattato)
   Nella fase iniziale, le norme comuni di base sono definite in termini generici in modo da
   includere tutti gli elementi compresi nei fondi propri nei vari Stati membri.
                                                                     2000/12/CE considerando 38
   (26)    La presente direttiva distingue, in funzione della qualità degli elementi che
           compongono i fondi propri, tra elementi che costituiscono i fondi propri di base ed
           elementi che costituiscono i fondi propri supplementari.
IT                                                    20                                             IT
 ---pagebreak---                                                                        2000/12/CE considerando 39
                                                                    (adattato)
   (27) Per tener conto del fatto che gli elementi che costituiscono i fondi propri
        supplementari sono qualitativamente diversi da quelli che costituiscono i fondi propri
        di base, i primi non devono essere inclusi nei fondi propri per un importo superiore al
        100 % dei fondi propri di base. Per di più ⌦ Inoltre ⌫ l'inclusione di taluni elementi
        dei fondi propri supplementari deve essere limitata al 50 % dei fondi propri di base.
                                                                       2000/12/CE considerando 39
                                                                    (adattato)
   (28) Per evitare distorsioni di concorrenza, gli enti creditizi pubblici non devono prendere
        in considerazione ⌦ includere ⌫ le garanzie degli Stati membri o degli enti ⌦ delle
        autorità ⌫ locali nel calcolo dei fondi propri.
                                                                       2000/12/CE considerando 40
                                                                    (adattato)
   (29) Ogniqualvolta nell'esercizio della vigilanza occorra determinare l'insieme dei fondi
        propri consolidati di un gruppo di enti creditizi, tale calcolo verrà ⌦ deve essere ⌫
        fatto in conformità della presente direttiva.
                                                                       2000/12/CE considerando 41
                                                                    (adattato)
                                                                      nuovo
   (30) Il metodo contabile preciso da applicarsi per il calcolo dei fondi propri e del
        coefficiente di solvibilità della loro adeguatezza ai rischi ai quali l'ente creditizio è
        esposto,  nonché per la valutazione della concentrazione dei rischi ⌦ delle
        esposizioni ⌫ deve tener conto delle disposizioni della direttiva 86/635/CEE del
        Consiglio, dell'8 dicembre 1986, relativa ai conti annuali ed ai conti consolidati delle
        banche e degli altri istituti finanziari16, che contiene taluni adattamenti delle
        disposizioni della direttiva 83/349/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1983, basata
        sull'articolo 44, paragrafo 2, lettera g), del trattato e relativa ai conti consolidati
        ⌦ 17 ⌫ ovvero del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del
        Consiglio, del 19 luglio 2002, relativo all'applicazione di principi contabili
        internazionali18, qualora sia quest'ultimo a disciplinare la contabilità degli enti creditizi
        ai sensi del diritto nazionale .
   16
        GU L 372 del 31.12.1986, pag. 1.
   17
        GU L 193 del 18.7.1983, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva ⌦ 2003/51/CE (GU L
        178 del 17.7.2003, pag. 16). ⌫
   18
        GU L 243 dell'11.9.2002, pag. 1.
IT                                                 21                                                     IT
 ---pagebreak---                                                                      2000/12/CE considerando da 42
                                                                  a 47 (adattato)
   Le disposizioni relative ai fondi propri rientrano nello sforzo internazionale intrapreso su
   scala più vasta per giungere ad un ravvicinamento delle norme vigenti nei principali paesi in
   materia di allineamento dei fondi propri.
   Gli enti creditizi in un mercato interno nel settore bancario sono chiamati ad entrare in diretta
   concorrenza fra di loro e l'adozione di norme comuni di solvibilità sotto forma di un
   coefficiente minimo avrà come effetto di prevenire le distorsioni di concorrenza e di
   rafforzare il sistema bancario comunitario.
   La Commissione predisporrà una relazione e rivedrà periodicamente le disposizioni relative ai
   fondi propri al fine di renderle più rigorose e di realizzare pertanto una maggiore convergenza
   nella definizione comune di fondi propri. Tale convergenza potrà consentire un maggiore
   allineamento dei fondi propri degli enti creditizi della Comunità.
   Le disposizioni relative al coefficiente di solvibilità sono il risultato dell'opera svolta dal
   comitato consultivo bancario che ha la responsabilità di presentare alla Commissione
   suggerimenti per il coordinamento dei coefficienti applicabili negli Stati membri.
   Un coefficiente di solvibilità appropriato ha un ruolo di fondamentale importanza ai fini della
   vigilanza degli enti creditizi.
   Un coefficiente nel quale le attività e le operazioni fuori bilancio sono ponderate secondo il
   grado di rischio creditizio è una misura particolarmente utile di solvibilità.
                                                                    nuovo
   (31)    I requisiti patrimoniali minimi hanno un'importanza centrale ai fini della vigilanza
           degli enti creditizi e del riconoscimento reciproco delle tecniche di vigilanza
           prudenziale. A tal fine, le disposizioni relative ai requisiti patrimoniali minimi sono da
           porre in relazione con gli altri strumenti specifici miranti ad armonizzare le tecniche
           fondamentali di vigilanza sugli enti creditizi.
   (32)    Al fine di prevenire distorsioni della concorrenza e per rafforzare il sistema bancario
           nel mercato interno, occorre fissare requisiti patrimoniali minimi comuni.
   (33)    Per garantire un adeguato livello di solvibilità è importante fissare requisiti
           patrimoniali minimi in base ai quali le attività e le voci fuori bilancio siano ponderate
           in funzione del grado di rischio.
                                                                     2000/12/CE considerando da 48
                                                                  a 51 (adattato)
   L'adozione di norme comuni per la determinazione dell'adeguatezza dei fondi propri in
   funzione del rischio creditizio delle attività e delle operazioni fuori bilancio costituisce
   pertanto uno dei settori essenziali di armonizzazione necessaria a pervenire al reciproco
   riconoscimento delle tecniche di controllo prudenziale e quindi a completare il mercato
   interno nel settore bancario.
IT                                                 22                                                 IT
 ---pagebreak---    A tal fine, le disposizioni relative al coefficiente di solvibilità sono da porre in relazione ad
   altri strumenti specifici che armonizzano anch'essi le tecniche principali del controllo degli
   enti creditizi.
   Gli enti creditizi in un mercato interno nel settore bancario sono chiamati ad entrare in diretta
   concorrenza fra di loro e l'adozione di norme comuni di solvibilità sotto forma di un
   coefficiente minimo avrà come effetto di prevenire le distorsioni di concorrenza e di
   rafforzare il sistema bancario comunitario.
   La presente direttiva prevede ponderazioni differenziate per le garanzie prestate dagli istituti
   finanziari di varia natura. La Commissione si impegna quindi ad esaminare se la direttiva
   considerata nel suo insieme determini distorsioni significative nelle condizioni di concorrenza
   tra gli enti creditizi e le compagnie di assicurazione e, in base a tale esame, se sia giustificato
   adottare misure correttive.
                                                                      nuovo
   (34)     E' essenziale tener conto della diversità degli enti creditizi nella Comunità, prevedendo
            sistemi alternativi di calcolo dei requisiti patrimoniali minimi a fronte del rischio di
            credito che incorporino livelli diversi di sensibilità al rischio e che richiedano gradi
            diversi di sofisticatezza. L'utilizzo dei rating esterni e delle stime interne degli enti
            creditizi dei singoli parametri di rischio di credito rappresenta un progresso
            significativo in termini di sensibilità al rischio e di solidità prudenziale delle norme in
            materia di rischio di credito. Occorre prevedere adeguati incentivi per spingere gli enti
            creditizi ad adottare i metodi che presentano una maggiore sensibilità al rischio.
   (35)     I requisiti patrimoniali minimi devono essere proporzionati ai rischi cui si riferiscono.
            In particolare, i requisiti devono riflettere la riduzione del livello di rischio derivante
            dall'esistenza di un gran numero di esposizioni di dimensioni relativamente ridotte.
   (36)     Occorre accordare un maggiore riconoscimento alle tecniche di attenuazione del
            rischio di credito nel quadro di norme miranti ad assicurare che la solvibilità non
            venga compromessa da un indebito riconoscimento.
   (37)     Al fine di assicurare che i requisiti patrimoniali minimi degli enti creditizi riflettano
            adeguatamente i rischi e la riduzione dei rischi derivanti dalle attività di
            cartolarizzazione e dagli investimenti in attività cartolarizzate degli enti creditizi,
            occorre includere norme che prevedano un trattamento di tali attività e investimenti
            che sia sensibile al rischio e solido sotto il profilo prudenziale.
                                                                       2000/12/CE considerando 52
                                                                    (adattato)
   L'allegato III stabilisce il trattamento delle voci fuori bilancio nel contesto del calcolo del
   coefficiente di solvibilità degli enti creditizi. Ai fini del buon funzionamento del mercato
   interno e, in particolare, al fine di garantire la parità delle condizioni concorrenziali, gli Stati
   membri sono tenuti ad adoperarsi per pervenire ad una valutazione uniforme dei contratti di
   novazione e degli accordi di compensazione contrattuale da parte delle rispettive autorità
   competenti. L'allegato III è conforme ai risultati dei lavori di un consesso internazionale di
   cooperazione tra le autorità di vigilanza bancaria in merito al riconoscimento da parte delle
IT                                                    23                                                IT
 ---pagebreak---    autorità di vigilanza stesse delle compensazioni bilaterali, e in particolare della possibilità di
   calcolo degli obblighi di copertura patrimoniale per talune operazioni sulla base di un importo
   netto anziché lordo, purché esistano accordi giuridicamente vincolanti che garantiscano che il
   rischio di credito sia limitato all'importo netto. In moltissimi paesi terzi gli enti creditizi e i
   gruppi di enti creditizi che sono attivi a livello internazionale e che competono con gli enti
   creditizi comunitari beneficeranno delle regole adottate in un più ampio contesto
   internazionale, che daranno luogo ad un perfezionamento del trattamento prudenziale degli
   strumenti derivati OTC. Tale perfezionamento consente una copertura patrimoniale
   obbligatoria più appropriata in quanto tiene conto degli effetti di riduzione del rischio degli
   accordi di compensazione contrattuale riconosciuti sui rischi di credito potenziali futuri. La
   compensazione di strumenti derivati negoziati fuori borsa (OTC) effettuata dalle stanze di
   compensazione che agiscono quale controparte centrale ha un ruolo importante in alcuni Stati
   membri. È opportuno riconoscere i vantaggi di una siffatta compensazione in termini di
   riduzione del rischio di credito e del relativo rischio sistemico nel trattamento prudenziale del
   rischio di credito. È necessario che le esposizioni correnti e potenziali future risultanti da
   contratti derivati OTC che sono stati regolati siano pienamente garantite e che sia eliminato il
   rischio di un aumento delle esposizioni nei confronti della stanza di compensazione che
   oltrepassi il valore di mercato della garanzia fornita, affinché ai contratti derivati OTC sia
   garantito, per un periodo transitorio, lo stesso trattamento prudenziale riservato agli strumenti
   derivati negoziati in borsa. Le autorità competenti devono accertarsi che il livello dei margini
   iniziali e dei margini di variazione nonché la qualità della garanzia fornita e il livello di
   copertura da essa assicurato rispondano ai requisiti. L'allegato III offre agli enti creditizi
   costituiti negli Stati membri la possibilità di un analogo riconoscimento delle compensazioni
   bilaterali da parte delle autorità competenti e garantisce a detti enti condizioni eque di
   concorrenza. Le norme previste sono equilibrate ed atte a rafforzare ulteriormente le misure di
   vigilanza prudenziale applicate agli enti creditizi. Le autorità competenti negli Stati membri
   dovrebbero assicurare che il calcolo delle maggiorazioni sia basato sul capitale di riferimento
   effettivo anziché su quello apparente.
                                                                   nuovo
   (38)    Il rischio operativo rappresenta un rischio notevole per gli enti creditizi e pertanto deve
           essere coperto con fondi propri. E' essenziale tener conto delle diversità degli enti
           creditizi nella Comunità, prevedendo sistemi alternativi di calcolo dei requisiti
           patrimoniali a fronte del rischio operativo che incorporino livelli diversi di sensibilità
           al rischio e che richiedano gradi diversi di sofisticatezza. Occorre prevedere adeguati
           incentivi per spingere gli enti creditizi ad adottare i metodi che presentano una
           maggiore sensibilità al rischio. Dato che le tecniche di misurazione e di gestione del
           rischio operativo sono ancora in fase di evoluzione, le norme devono essere soggette a
           costante riesame e se del caso aggiornate, in particolare per quanto riguarda i requisiti
           patrimoniali applicabili alle diverse aree di attività e il riconoscimento delle tecniche
           di attenuazione del rischio.
   (39)    Per assicurare un adeguato livello di solvibilità degli enti creditizi appartenenti ad un
           gruppo, è essenziale calcolare i requisiti patrimoniali minimi sulla base della
           situazione finanziaria consolidata del gruppo. Per assicurare un'adeguata ripartizione
           dei fondi propri all'interno del gruppo e, se necessario, la loro disponibilità per la tutela
           del risparmio, occorre applicare i requisiti patrimoniali minimi ad ogni singolo ente
           creditizio del gruppo, a meno che il predetto obiettivo non possa essere efficacemente
           conseguito in altro modo.
IT                                                 24                                                    IT
 ---pagebreak---                                                                       2000/12/CE considerando 53
                                                                   (adattato)
   Il coefficiente minimo indicato nella presente direttiva rafforza il livello dei fondi propri degli
   enti creditizi nella Comunità. Il tasso dell'8% è stato adottato in seguito ad un'indagine
   statistica sul fabbisogno di capitale rilevato all'inizio del 1988.
                                                                      2000/12/CE considerando 54
                                                                   (adattato)
   (40)     È opportuno armonizzare le regole essenziali in materia di vigilanza
            ⌦ sorveglianza ⌫ dei grandi fidi degli enti creditizi. Occorre lasciare agli Stati
            membri la facoltà di adottare disposizioni più rigorose di quelle previste dalla presente
            direttiva.
                                                                      2000/12/CE considerando 55
                                                                   (adattato)
   (41)     La vigilanza ⌦ sorveglianza ⌫ e il controllo dei fidi degli enti creditizi ⌦ devono
            costituire ⌫ costituiscono parte integrante della vigilanza su questi ultimi.
            ⌦ Pertanto ⌫, Ll'eccessiva concentrazione di fidi a favore di un unico cliente o di un
            gruppo di clienti collegati può comportare il rischio di perdite di livello inaccettabile.
            Tale situazione può essere ritenuta pregiudizievole per la solvibilità dell'ente
            creditizio.
                                                                      2000/12/CE considerando 56
                                                                   (adattato)
   (42)     Infatti, su un ⌦ Poiché sul ⌫ mercato interno nel settore bancario gli enti creditizi si
            trovano in concorrenza diretta tra loro, è necessario che gli obblighi in materia di
            vigilanza ⌦ sorveglianza ⌫ applicabili in tutta la Comunità siano equivalenti ⌦ in
            tutta la Comunità ⌫. A tale scopo, i criteri applicati per determinare la
            concentrazione dei rischi devono essere disciplinati da norme giuridicamente
            vincolanti a livello comunitario e non possono essere lasciati alla piena discrezionalità
            degli Stati membri. L'adozione di norme comuni favorirà pertanto gli interessi della
            Comunità in quanto eviterà disparità nelle condizioni di concorrenza, rafforzando nel
            contempo il sistema bancario comunitario.
                                                                      2000/12/CE considerando 57
                                                                   (adattato)
                                                                     nuovo
   (43)     Le disposizioni relative al coefficiente di solvibilità degli enti creditizi contengono un
            elenco dei rischi di credito assunti dagli enti creditizi. È opportuno rinviare a tale
            elenco per la definizione dei rischi relativamente ai limiti dei grandi rischi. Non è
            invece      Sebbene ai fini della determinazione degli importi massimi dei grandi fidi
            sia opportuno basare la definizione di fido sulla definizione di esposizione fornita nelle
            disposizioni relative ai requisiti patrimoniali minimi a fronte del rischio di credito, non
            è invece  opportuno riferirsi in linea di principio alle ponderazioni né alle categorie
IT                                                   25                                                 IT
 ---pagebreak---         di rischio stabilite dalle suddette disposizioni. Infatti tali ponderazioni e categorie di
        rischio sono state concepite al fine di stabilire un criterio ⌦ requisito ⌫ di solvibilità
        generale per coprire il rischio di credito degli enti creditizi. Nell'ambito di una
        regolamentazione sui grandi fidi, l'obiettivo è ⌦ Al fine ⌫ di limitare il rischio
        massimo di perdite di un ente creditizio nei confronti di un cliente o di un gruppo di
        clienti collegati. Ooccorre dunque adottare un approccio prudente consistente nel
        registrare, in linea generale, i rischi al loro valore nominale, ⌦ norme per la
        determinazione dei grandi fidi che tengano conto del valore nominale del fido ⌫
        senza applicazione di ponderazioni o categorie di rischio.
                                                                  nuovo
   (44) Per quanto, in attesa di un ulteriore riesame delle disposizioni in materia di grandi fidi,
        sia auspicabile, al fine di limitare i requisiti in materia di calcolo, permettere il
        riconoscimento degli effetti dell'attenuazione del rischio di credito analogamente a
        quanto consentito in materia di requisiti patrimoniali minimi, occorre ricordare che le
        norme in materia di attenuazione del rischio di credito sono state elaborate per il
        rischio di credito generale e diversificato derivante dall'esposizione nei confronti di un
        gran numero di controparti. Di conseguenza, il riconoscimento degli effetti di tali
        tecniche ai fini della determinazione degli importi massimi dei grandi fidi, con
        l'obiettivo di limitare la perdita massima che può insorgere a causa di un unico cliente
        o gruppo di clienti collegati, deve essere soggetto a presidii prudenziali.
                                                                   2000/12/CE considerando 58
                                                               (adattato)
   (45) Quando un ente creditizio assume rischi ⌦ esposizioni ⌫ nei confronti della propria
        impresa madre o di altre imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ di tale impresa madre, si
        impone una prudenza particolare. La gestione dei rischi assunti ⌦ delle esposizioni
        assunte ⌫ dagli enti creditizi deve essere condotta in maniera totalmente autonoma
        nell'osservanza dei principi di una sana gestione bancaria, a prescindere da qualsiasi
        ⌦ altra ⌫ considerazione estranea a tali principi. Le disposizioni della presente
        direttiva prevedono, qQualora l'influenza esercitata dalle persone che detengono
        direttamente o indirettamente una partecipazione qualificata in un ente creditizio sia
        suscettibile di essere incompatibile con una sana e prudente gestione dell'ente, che le
        autorità competenti ⌦ devono prendere ⌫ prendano le misure appropriate per porre
        fine a tale situazione. In materia di grandi ⌦ fidi ⌫ rischi, occorre altresì prevedere
        norme specifiche per i rischi assunti ⌦ i fidi concessi ⌫ da un ente creditizio verso
        le ⌦ alle ⌫ imprese del proprio gruppo, ⌦ ivi comprese restrizioni più
        severe ⌫ossia norme più restrittive rispetto a quelle previste per gli altri rischi. Tale
        limitazione più rigorosa non deve tuttavia essere applicata ⌦ Tali norme non devono
        tuttavia essere applicate ⌫ quando l'impresa madre è un istituto finanziario ⌦ una
        società di partecipazione finanziaria ⌫ o un ente creditizio e ⌦ o ⌫ quando le altre
        imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ sono enti creditizi, istituti ⌦ enti ⌫ finanziari o
        imprese di servizi bancari ausiliari, purché tutte queste imprese siano ricomprese nella
        vigilanza su base consolidata dell'ente creditizio cui fanno capo. In questo caso la
        vigilanza su base consolidata sull'insieme così costituito permette infatti un controllo
        efficace, senza che sia indispensabile prevedere norme più severe per limitare i rischi.
        In tal modo i gruppi bancari saranno altresì incoraggiati ad organizzare le proprie
        strutture in maniera da permettere l'esercizio della vigilanza su base consolidata, il che
IT                                               26                                                 IT
 ---pagebreak---         costituisce un risultato auspicabile poiché consente di instaurare una vigilanza più
        completa.
                                                                  nuovo
   (46) Gli enti creditizi devono dotarsi di capitale interno che, in funzione dei rischi ai quali
        sono o potrebbero essere esposti, sia adeguato in termini di quantità, qualità e
        ripartizione. Di conseguenza, gli enti creditizi devono dotarsi di strategie e processi
        che consentano loro di valutare e di conservare l'adeguatezza del loro capitale interno.
   (47) Alle autorità competenti spetta il compito di accertare che gli enti creditizi possiedano
        una buona organizzazione e dispongano di fondi propri adeguati, tenendo conto dei
        rischi ai quali gli enti creditizi sono o potrebbero essere esposti.
   (48) Affinché il mercato interno nel settore bancario possa funzionare efficacemente, il
        comitato delle autorità europee di vigilanza bancaria deve contribuire all'applicazione
        uniforme della presente direttiva e alla convergenza delle prassi di vigilanza in tutta la
        Comunità.
   (49) Per la stessa ragione, per evitare che gli enti creditizi comunitari attivi in vari Stati
        membri debbano sopportare un onere sproporzionato a causa delle responsabilità in
        materia di autorizzazione e di vigilanza che continuano a incombere alle autorità
        competenti dei singoli Stati membri, è essenziale migliorare in maniera significativa la
        cooperazione tra le autorità competenti. A tal fine occorre rafforzare il ruolo
        dell'autorità di vigilanza su base consolidata. Il comitato delle autorità europee di
        vigilanza bancaria deve sostenere e rafforzare tale cooperazione.
                                                                   2000/12/CE considerando 65
                                                                (adattato)
   (50) La vigilanza su base consolidata degli enti creditizi deve avere ⌦ ha ⌫ lo scopo in
        particolare di tutelare gli interessi dei clienti degli enti creditizi e di assicurare la
        stabilità del sistema finanziario.
                                                                   2000/12/CE considerando 59
                                                                (adattato)
   (51) La vigilanza su una base consolidata, per essere effettiva, deve potersi applicare
        ⌦ pertanto applicarsi ⌫ a tutti i gruppi bancari, ivi compresi quei gruppi la cui
        impresa madre non sia un ente creditizio. Le autorità competenti devono disporre degli
        strumenti giuridici necessari all'esercizio di siffatta vigilanza.
                                                                   2000/12/CE considerando 60
                                                                (adattato)
   (52) Per quanto riguarda i gruppi le cui attività sono diversificate e la cui impresa madre
        controlla almeno un ente creditizio (impresa figlia ⌦ filiazione ⌫), le autorità
        competenti devono essere in grado di valutare la situazione finanziaria dell'ente
        creditizio nell'ambito di tali gruppi. In attesa di ulteriore coordinamento, gli Stati
        membri possono prescrivere congrue tecniche di consolidamento al fine di realizzare
IT                                                 27                                              IT
 ---pagebreak---             lo scopo della presente direttiva. Le autorità competenti devono disporre almeno dei
            mezzi che permettono di ottenere da tutte le imprese del gruppo le informazioni
            necessarie all'assolvimento dei loro compiti. È necessario instaurare una
            collaborazione tra le autorità responsabili della vigilanza dei vari settori finanziari, nel
            caso dei gruppi di imprese che esercitano varie attività finanziarie. ⌦ In attesa di
            ulteriore coordinamento, gli Stati membri devono poter prescrivere congrue tecniche
            di consolidamento al fine di realizzare lo scopo della presente direttiva. ⌫
                                                                      2000/12/CE considerando 61
                                                                   (adattato)
   (53)     Gli Stati membri possono altresì ⌦ devono poter ⌫ rifiutare o revocare
            l'autorizzazione in caso di strutture di gruppo a loro avviso inadeguate all'esercizio
            delle attività bancarie, in particolare perché queste ultime non potrebbero essere
            oggetto di una vigilanza soddisfacente. Le autorità competenti dispongono ⌦ devono
            disporre ⌫ al riguardo dei ⌦ necessari ⌫ poteri, di cui all'articolo 7, paragrafo 1,
            primo comma, e paragrafo 2, all'articolo 14, paragrafo 1, lettera c) ed all'articolo 16, al
            fine di garantire una gestione sana e prudente degli enti creditizi.
                                                                      2000/12/CE considerando da 62
                                                                   a 64 (adattato)
   Gli Stati membri possono anche instaurare la vigilanza, secondo tecniche idonee, di gruppi la
   cui struttura esulerebbe dall'ambito di applicazione della presente direttiva; sarà opportuno
   provvedere a completare le disposizioni della presente direttiva onde disciplinare tali strutture
   nell'ipotesi di una loro generalizzazione.
   La vigilanza su una base consolidata deve inglobare tutte le attività definite all'allegato I.
   Pertanto, tutte le imprese che esercitano tali attività devono essere incluse nella vigilanza su
   una base consolidata. Conseguentemente, la definizione di enti finanziari deve includere tali
   attività.
   La direttiva 86/635/CEE, unitamente alla direttiva 83/349/CEE, ha stabilito le regole di
   consolidamento in materia di conti consolidati pubblicati dagli enti creditizi. È ormai possibile
   precisare maggiormente i metodi da utilizzare nel quadro della vigilanza prudenziale
   esercitata su base consolidata.
                                                                     nuovo
   (54)     Affinché il mercato interno nel settore bancario possa funzionare con sempre maggiore
            efficacia, e per consentire ai cittadini della Comunità di beneficiare di un adeguato
            livello di trasparenza, è necessario che le autorità competenti comunichino al pubblico,
            secondo modalità che consentano raffronti significativi, le modalità di attuazione della
            presente direttiva.
   (55)     Per rafforzare la disciplina di mercato e incoraggiare gli enti creditizi a migliorare la
            loro strategia di mercato, il loro controllo del rischio e l'organizzazione interna della
            loro gestione, occorre prescrivere un'adeguata informativa al pubblico da parte degli
            enti creditizi.
IT                                                  28                                                   IT
 ---pagebreak---                                                                      2000/12/CE considerando 66
                                                                  (adattato)
   (56)    L'esame dei problemi che si pongono nelle materie trattate dalle direttive del Consiglio
           ⌦ dalla presente direttiva nonché da altre direttive ⌫ relative all'attività degli enti
           creditizi, in particolare in vista di un coordinamento più avanzato, esige che ⌦ la
           cooperazione tra ⌫ le autorità competenti e la Commissione cooperino in seno ad un
           comitato consultivo. Tale comitato consultivo bancario delle autorità competenti degli
           Stati membri non pregiudica altre forme di cooperazione tra autorità di controllo nel
           settore dell'accesso e della vigilanza degli enti creditizi e in particolare la cooperazione
           istituita all'interno del gruppo di contatto creato fra le autorità di controllo delle
           banche.
                                                                     2000/12/CE considerando 67
                                                                  (adattato)
   (57)    Di tanto in tanto potranno essere necessarie, per tener conto dei nuovi sviluppi nel
           settore bancario, modifiche tecniche delle disposizioni della presente direttiva. La
           Commissione, dopo aver consultato il comitato consultivo bancario effettuerà dette
           modifiche allorquando si renderanno necessarie, nell'esercizio dei poteri di esecuzione
           ad essa conferiti dalle disposizioni del trattato. Le misure necessarie per l'attuazione
           della presente direttiva sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio,
           del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione
           conferite alla Commissione ⌦ 19 ⌫ .
                                                                    nuovo
   (58)    Per evitare eventuali perturbazioni sui mercati e per assicurare il mantenimento del
           livello generale dei fondi propri è opportuno prevedere disposizioni transitorie
           specifiche.
   (59)    Data la loro sensibilità al rischio, è auspicabile sorvegliare costantemente se le norme
           in materia di requisiti patrimoniali minimi abbiano effetti significativi sul ciclo
           economico. La Commissione, tenendo conto del contributo della Banca centrale
           europea, deve riferire su questi aspetti al Parlamento europeo e al Consiglio.
                                                                     2000/12/CE considerando 68
                                                                  (adattato)
   L'articolo 36, paragrafo 1, della presente direttiva consente agli enti creditizi organizzati sotto
   forma di società cooperative o di fondi di includere gli impegni solidali dei mutuatari nei
   fondi propri di cui all'articolo 34, paragrafo 2, punto 7). Il governo danese ha espresso vivo
   interesse alla trasformazione in società per azioni dei propri istituti di credito ipotecario
   organizzati in forma di società cooperative o di fondi. Allo scopo di facilitare o di rendere
   possibile tale trasformazione è necessaria una deroga temporanea che consenta di includere
   19
           ⌦GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.⌫
IT                                                  29                                                  IT
 ---pagebreak---    parte degli impegni solidali dei mutuatari nei fondi propri. Tale deroga temporanea non deve
   falsare la concorrenza tra gli enti creditizi.
                                                                    2000/12/CE considerando da 69
                                                                 a 71
   (69) L'applicazione di una ponderazione del 20% alla detenzione di obbligazioni ipotecarie da
   parte di un ente creditizio può turbare un mercato finanziario nazionale in cui siffatti
   strumenti svolgono un ruolo preponderante. In tali casi vengono prese misure provvisorie per
   applicare una ponderazione dei rischi del 10%. Il mercato della titolarizzazione è in fase di
   rapida espansione. È pertanto auspicabile che la Commissione esamini con gli Stati membri il
   trattamento prudenziale dei valori assistiti da voci dell'attivo e presenti entro il 22 giugno
   1999 proposte volte ad adeguare la normativa esistente al fine di definire un appropriato
   trattamento prudenziale dei valori assistiti da voci dell'attivo. Le autorità competenti possono
   autorizzare una ponderazione del 50% alle voci dell'attivo garantite da ipoteche su locali per
   uffici o per il commercio di vario tipo sino al 31 dicembre 2006. I beni immobili ipotecati
   debbono essere soggetti a rigorosi criteri di valutazione e a regolare rivalutazione per tener
   conto degli sviluppi occorsi nel mercato dei beni immobili ad uso commerciale. Gli immobili
   devono essere occupati dal proprietario o da esso dati in locazione. I prestiti per lo sviluppo
   immobiliare sono esclusi da tale ponderazione del 50%.
   (70) Per garantire un'applicazione armoniosa delle disposizioni sui grandi rischi, occorre
   permettere agli Stati membri di prevedere un'applicazione in due fasi dei nuovi limiti. Per gli
   enti creditizi più piccoli può essere giustificato un periodo transitorio più lungo in quanto
   un'applicazione in tempi più ravvicinati della soglia del 25% ridurrebbe troppo bruscamente la
   loro attività creditizia.
   (71) Inoltre, l'armonizzazione delle condizioni di risanamento e liquidazione degli enti
   creditizi è attualmente in esame.
                                                                    2000/12/CE considerando 72
                                                                 (adattato)
   (60)    Dovrà essere ⌦ Verrà ⌫ intrapresa anche l'armonizzazione degli strumenti necessari
           al controllo dei ⌦ per la vigilanza sui ⌫ rischi di liquidità.
                                                                    2000/12/CE considerando 73
                                                                 (adattato)
   La presente direttiva non pregiudica gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di
   attuazione delle direttive previste nell'allegato V, parte B
                                                                   nuovo
   (61)    La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti
           segnatamente dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea quali principi
           generali del diritto comunitario.
   (62)    L'obbligo di attuare la presente direttiva nel diritto interno deve essere limitato alle
           disposizioni che costituiscono modificazioni sostanziali delle direttive precedenti.
IT                                                  30                                              IT
 ---pagebreak---           L'obbligo d'attuazione delle disposizioni rimaste immutate nella sostanza discende
          dalle direttive precedenti.
   (63)   La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini
          d'attuazione delle direttive nel diritto interno indicati nell'allegato XIII, parte B,
                                                                    2000/12/CE
   HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                                    nuovo
                                                 INDICE
   TITOLO I                  OGGETTO, CAMPO D'APPLICAZIONE E DEFINIZIONI
   TITOLO II                 CONDIZIONI DI ACCESSO ALL'ATTIVITÀ DEGLI ENTI
                             CREDITIZI E DI ESERCIZIO DI TALE ATTIVITÀ
   TITOLO III                DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA LIBERTÀ DI STABILIMENTO E
                             ALLA LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI
   Sezione 1                 Enti creditizi
   Sezione 2                 Enti finanziari
   Sezione 3                 Esercizio del diritto di stabilimento
   Sezione 4                 Esercizio della libera prestazione di servizi
   Sezione 5                 Potere delle autorità competenti dello Stato membro ospitante
   TITOLO IV                 RELAZIONI CON I PAESI TERZI
   Sezione 1                 Notificazione relativa alle imprese di paesi terzi e condizioni di
                             accesso ai mercati di tali paesi
   Sezione 2                 Cooperazione in materia di vigilanza su base consolidata con le
                             autorità competenti dei paesi terzi
   TITOLO V                  PRINCIPI E STRUMENTI TECNICI DI VIGILANZA
                             PRUDENZIALE E INFORMATIVA
   Capo 1                    Principi di vigilanza prudenziale
   Sezione 1                 Competenze dello Stato membro d'origine e dello Stato membro
                             ospitante
   Sezione 2                 Scambio di informazioni e segreto d'ufficio
   Sezione 3                 Obbligo delle persone incaricate della revisione legale dei conti
IT                                                  31                                             IT
 ---pagebreak---                   annuali e dei conti consolidati
   Sezione 4      Potere sanzionatorio e ricorso in sede giurisdizionale
   Capo 2         Strumenti tecnici di vigilanza prudenziale
   Sezione 1      Fondi propri
   Sezione 2      Copertura dei rischi
   Sottosezione 1 Livello di applicazione
   Sottosezione 2 Calcolo dei requisiti
   Sottosezione 3 Livello minimo dei fondi propri
   Sezione 3      Requisiti patrimoniali minimi a fronte del rischio di credito
   Sottosezione 1 Metodo standardizzato
   Sottosezione 2 Metodo basato sui rating interni
   Sottosezione 3 Attenuazione del rischio di credito
   Sottosezione 4 Cartolarizzazione
   Sezione 4      Requisiti patrimoniali minimi a fronte del rischio operativo
   Sezione 5      Grandi fidi
   Sezione 6      Partecipazioni qualificate al di fuori del campo finanziario
   Capo 3         Processo interno di valutazione degli enti creditizi
   Capo 4         Vigilanza e comunicazione da parte delle autorità competenti
   Sezione 1      Vigilanza
   Sezione 2      Comunicazione da parte delle autorità competenti
   Capo 5         Informativa da parte degli enti creditizi
   TITOLO VI      POTERI D’ATTUAZIONE
   TITOLO VII     DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
   Capo 1         Disposizioni transitorie
   Capo 2         Disposizioni finali
   ALLEGATO I     Elenco delle attività che beneficiano del mutuo riconoscimento
   ALLEGATO II    Classificazione delle voci fuori bilancio
IT                                      32                                       IT
 ---pagebreak---    ALLEGATO III       Trattamento degli strumenti derivati
   ALLEGATO IV        Tipo di derivati
   ALLEGATO V         Criteri tecnici relativi all’organizzazione e al trattamento dei rischi
   ALLEGATO VI        Metodo standardizzato
   ALLEGATO VI Parte  Fattori di ponderazione del rischio
   1
   ALLEGATO VI Parte  Riconoscimento delle ECAI e attribuzione delle valutazioni del
   2                  merito di credito alle classi di merito di credito
   ALLEGATO VI Parte  Impiego delle valutazioni del merito di credito delle ECAI ai fini
   3                  della determinazione dei fattori di ponderazione del rischio
   ALLEGATO VII       Metodo basato sui rating interni (metodo IRB)
   ALLEGATO VII Parte Importi delle esposizioni ponderati per il rischio e importi delle
   1                  perdite attese
   ALLEGATO VII Parte PD, LGD, e durata
   2
   ALLEGATO VII Parte Valore dell'esposizione
   3
   ALLEGATO VII Parte Requisiti minimi per il metodo IRB
   4
   ALLEGATO VIII      Attenuazione del rischio di credito
   ALLEGATO VIII      Ammissibilità
   Parte 1
   ALLEGATO VIII      Requisiti minimi
   Parte 2
   ALLEGATO VIII      Calcolo degli effetti dell'attenuazione del rischio di credito
   Parte 3
   ALLEGATO VIII      Disallineamenti di durata
   Parte 4
   ALLEGATO VIII      Combinazioni di strumenti di attenuazione del rischio di credito nel
   Parte 5            quadro del metodo standardizzato
   ALLEGATO VIII      Tecniche di attenuazione del rischio di credito per una pluralità di
   Parte 6            esposizioni (basket)
IT                                           33                                               IT
 ---pagebreak---    ALLEGATO IX        Cartolarizzazione
   ALLEGATO IX Parte  Definizioni ai fini dell'allegato IX
   1
   ALLEGATO IX Parte  Requisiti minimi per il riconoscimento di trasferimenti significativi
   2                  del rischio di credito e per il calcolo degli importi delle esposizioni
                      ponderati per il rischio e degli importi delle perdite attese per le
                      esposizioni cartolarizzate
   ALLEGATO IX Parte  Valutazioni esterne del merito di credito
   3
   ALLEGATO IX Parte  Calcolo
   4
   ALLEGATO X         Rischio operativo
   ALLEGATO X Parte 1 Metodo base dell'indicatore
   ALLEGATO X Parte 2 Metodo standardizzato
   ALLEGATO X Parte 3 Metodi avanzati di misurazione
   ALLEGATO X Parte 4 Uso congiunto di diverse metodologie
   ALLEGATO X Parte 5 Classificazione delle tipologie di eventi di perdita
   ALLEGATO XI        Criteri tecnici relativi alla revisione e valutazione delle autorità
                      competenti
   ALLEGATO XII       Criteri tecnici in materia di informativa
   ALLEGATO XII Parte Criteri generali
   1
   ALLEGATO XII Parte Obblighi generali
   2
   ALLEGATO XII Parte Requisiti di idoneità per l'impiego di particolari strumenti o
   3                  metodologie
   ALLEGATO XIII      Direttive abrogate e modifiche successive (di cui all’articolo 158)
   Parte A
   ALLEGATO XIII      Termini di attuazione nel diritto nazionale (di cui all’articolo 159)
   Parte B
   ALLEGATO XIV       Tavola di concordanza
IT                                           34                                               IT
 ---pagebreak---                                                                    2000/12/CE (adattato)
                                               TITOLO I
       ⌦OGGETTO, CAMPO D'APPLICAZIONE E ⌫ DEFINIZIONI E
                                  CAMPO D'APPLICAZIONE
                                                                   2000/12/CE articolo 2, paragrafi
                                                                1 e 2 (adattato)
                                                  Articolo 1
   1.      La presente direttiva riguarda ⌦ disciplina ⌫ l'accesso all'attività degli enti
           creditizi ed il suo esercizio ⌦, nonché la vigilanza prudenziale su detti enti. ⌫ Essa
           si applica a tutti gli enti creditizi.
   2.      L'articolo 25 ⌦ 39 ⌫ e gli articoli da 52 a 56 ⌦ il titolo V, capo 4, sezione 1 ⌫
           si applicano anche alle società di partecipazione finanziaria e alle società di
           partecipazione mista con sede nella Comunità.
   3.      Gli enti esclusi a titolo permanente a norma del successivo paragrafo 3
           ⌦ dell'articolo 5 ⌫, eccettuate, tuttavia, le banche centrali degli Stati membri, sono
           considerati enti finanziari ai fini dell'applicazione dell'articolo 25 e degli articoli da
           52 a 56 ⌦ 39 e del titolo V, capo 4, sezione 1 ⌫.
                                                                   2000/12/CE articolo 2,
                                                                paragrafo 3 (adattato)
                                                  Articolo 2
   Le disposizioni della presente direttiva non si applicano alle attività svolte:
   –       dalle banche centrali degli Stati membri;
   –       dagli uffici dei conti correnti postali;
   –       in Belgio: dall'«Institut de réescompte et de garantie/Herdiscontering- en
           Waarborgsinstituut»;
   –       in Danimarca: dal «Dansk Eksportfinansieringsfond», del ⌦ dal ⌫ «Danmarks
           Skibskreditfond» e dal «Dansk Landbrugs Realkreditfond»;
   –       in Germania: dalla «Kreditanstalt für Wiederaufbau», dagli organismi riconosciuti in
           virtù del «Wohnungsgemeinnützigkeitsgesetz» quali organi della politica nazionale
           in materia di alloggi e le cui operazioni bancarie non costituiscono l'attività
IT                                                    35                                              IT
 ---pagebreak---      principale, nonché dagli organismi riconosciuti in virtù della legge succitata quali
     organismi di interesse pubblico in materia di alloggi;
   – in Grecia: dalla «Ελληνική Τράπεζα Βιομηχανικής Αναπτύξεως» (Elliniki Trapeza
     Viomichanikis Anaptyxeos), dal «Ταμείο Παρακαταθηκών και Δανείων» (Tamio
     Parakatathikon kai Danion), e del ⌦ dal ⌫ «Ταχυδρομικό Ταμιευτήριο»
     (Tachidromiko Tamieftirio);
   – in Spagna: dall'«Instituto de Crédito Oficial»;
   – in Francia: dalla «Caisse des dépôts et consignations»;
   – in Irlanda: dalle «credit unions» e dalle «friendly societies»;
   – in Italia: dalla «Cassa depositi e prestiti»;
   – nei Paesi Bassi: dalla «Nederlandse Investeringsbank voor Ontwikkelingslanden
     NV», dalla «NV Noordelijke Ontwikkelingsmaatschappij», dalla «NV Industriebank
     Limburgs Instituut voor ontwikkeling en financiering» e dalla «Overijsselse
     Ontwikkelingsmaatschappij NV»;
   – in Austria: dalle imprese riconosciute come associazioni edilizie di interesse
     pubblico e dalla «Österreichische Kontrollbank AG»;
   – in Portogallo: dalle «Caixas Ecónomicas» esistenti al 1° gennaio 1986, ad eccezione
     sia di quelle che sono costituite in società per azioni che della «Caixa Económica
     Montepio Geral»;
   – in Finlandia: dalla «Teollisen yhteistyön rahasto Oy/Fonden för industriellt
     samarbete Ab», e dalla «Kera Oy/Kera Ab»;
   – in Svezia: dalla «Svenska Skeppshypotekskassan»;
   – nel Regno Unito: dalla «National Savings Bank», dalla «Commonwealth
     Development Finance Company Ltd», dalla «Agricultural Mortgage Corporation
     Ltd», dalla «Scottish Agricultural Securities Corporation Ltd», dai «Crown Agents
     for overseas governments and administrations», dalle «credit unions» e dalle
     «municipal banks»;
                                                            Atto di adesione 2003
   – in Lettonia: dalle «krājaizdevu sabiedrības», imprese riconosciute ai sensi della
     «krājaizdevu sabiedrību likums» come imprese cooperative che rendono servizi
     finanziari unicamente ai propri soci;
   – in Lituania: dalle «kredito unijos» diverse dalle «Centrinė kredito unija»;
   – in Ungheria: dalla «Magyar Fejlesztési Bank Rt.» e dalla «Magyar Export-Import
     Bank Rt.» ;
   – in Polonia: dalla «Spółdzielcze Kasy Oszczędnościowo – Kredytowe» e dalla «Bank
     Gospodarstwa Krajowego».
IT                                           36                                           IT
 ---pagebreak---                                                                      2004/xx/CE articolo 3, punto 1
                                                                  (adattato)
   4.       La Commissione, conformemente alla procedura stabilita dall'articolo 60, paragrafo 2,
   decide in merito alle modifiche da apportare all'elenco di cui al paragrafo 3.
                                                                     2000/12/CE articolo 2, paragrafi
                                                                  5 e 6 (adattato)
                                                  Articolo 3
   1.       ⌦ Uno o più ⌫ Gli enti creditizi esistenti in uno stesso Stato membro ⌦ che ⌫
   alla data del 15 dicembre 1977 e che a tale data erano collegati permanentemente ad un
   organismo centrale di controllo del ⌦ preposto al loro controllo, stabilito nel ⌫ medesimo
   Stato membro possono essere esentati dall'applicazione delle condizioni elencate agli articoli
   ⌦ 7 e 11, paragrafo 1 ⌫ 6, paragrafo 1, 8 e 59, purché ⌦ , entro il 15 dicembre 1979, ⌫
   la legge nazionale, entro il 15 dicembre 1979, abbia previsto che:
   a)        gli obblighi assunti dall'organismo centrale e dagli enti ad esso collegati siano
             garantiti in solido ovvero gli impegni degli enti collegati siano pienamente garantiti
             dall'organismo centrale,
   b)        la solvibilità e la liquidità dell'organismo centrale e di tutti gli enti ad esso collegati
             siano controllati, nel loro insieme, sulla base di conti consolidati,
   c)        la direzione dell'organismo centrale abbia il potere di dare istruzioni alla direzione
             degli enti ad esso collegati.
   Gli enti creditizi a raggio d'azione locale ⌦ , permanentemente ⌫ collegati ai sensi del
   comma precedente ad un organismo centrale successivamente al 15 dicembre 1977, possono
   beneficiare delle condizioni previste al comma precedente, qualora costituiscano
   un'estensione normale della rete dipendente da detto organismo centrale.
                                                                     2004/xx/CE articolo 3, punto 2
                                                                  (adattato)
   Ove si tratti di enti creditizi diversi da quelli costituiti in zone al mare ⌦ in zone
   recentemente sottratte al mare ⌫ o risultanti dalla fusione o scissione di enti esistenti
   dipendenti dall'organismo centrale, la Commissione può, conformemente alla procedura
   stabilita dall'articolo 60, paragrafo 2 ⌦ 150 ⌫, fissare norme supplementari per
   l'applicazione del secondo comma, ivi compresa l'abrogazione delle esenzioni previste al
   primo comma, quando ritiene che il collegamento di nuovi enti che beneficiano del regime
   previsto al secondo comma possa avere effetti negativi sulla concorrenza.
                                                                     2000/12/CE articolo 2, paragrafi
                                                                  5 e 6 (adattato)
   2.       L'esenzione dall'applicazione dell'articolo 5, ⌦ degli articoli 9 e 10 ⌫ degli articoli
   da 40 a 51 e dell'articolo 65 ⌦ del titolo V, capo 2, sezioni 2, 3, 4, 5 e 6 e del capo 3 ⌫ può
IT                                                    37                                                 IT
 ---pagebreak---    essere estesa agli enti creditizi che, secondo la definizione di cui al paragrafo 5 ⌦ 1 ⌫,
   primo comma, sono collegati a un organismo centrale di tale Stato membro, a condizione che,
   ferma restando l'applicazione delle sopracitate disposizioni nei confronti dell'organismo
   centrale, l'insieme costituito dall'organismo centrale e dagli enti ad esso collegati sia
   assoggettato alle sopracitate disposizioni su base consolidata.
   In caso d'esenzione, gli articoli ⌦ 16, 23, 24, 25, l'articolo 26, paragrafi da 1 a 3, l'articolo 28
   e gli articoli da 29 a 37 ⌫ 13, 18 e 19, l'articolo 20, paragrafi da 1 a 6 e gli articoli 21 e 22 si
   applicano all'insieme costituito dall'organismo centrale e dagli enti ad esso collegati.
                                                                         2000/12/CE articolo 1
                                                   Articolo 4
                                                  Definizioni
   Ai sensi della presente direttiva si intende per:
                                                                        2000/28/CE articolo 1, punti da
                                                                      1 a 5 (adattato)
   1)       «ente creditizio»:
             a)     un'impresa la cui attività consiste nel ricevere depositi o altri fondi rimborsabili
                    dal pubblico e nel concedere crediti per proprio conto;oppure
             b)     un istituto di moneta elettronica ai sensi della direttiva 2000/46/CE del
                    Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, riguardante
                    l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta
                    elettronica20.
            Ai fini dell'applicazione della vigilanza su base consolidata, sono considerati enti
   creditizi gli enti definiti al primo comma, nonché tutte le imprese private e pubbliche che
   rispondono a tale definizione e che sono state autorizzate in un paese terzo.
            Ai fini dell'applicazione della vigilanza e del controllo dei grandi rischi, sono
   considerati enti creditizi gli enti definiti al primo comma, comprese le succursali di tali enti in
   paesi terzi, nonché tutte le imprese private o pubbliche, comprese le loro succursali, che
   rispondono alla definizione del primo comma e che sono state autorizzate in un paese terzo;
   2)       «autorizzazione»: un atto emanante dalle autorità, sotto qualsiasi forma, dal quale
            deriva la facoltà di esercitare l'attività di ente creditizio;
   3)       «succursale»: una sede di attività che costituisce parte, sprovvista di personalità
            giuridica, di un ente creditizio e che effettua direttamente, in tutto o in parte, le
            operazioni inerenti all'attività di ente creditizio; più sedi di attività costituite nello
   20
            GU L 275 del 27.10.2000, pag. 39.
IT                                                     38                                                  IT
 ---pagebreak---        stesso Stato membro da un ente creditizio con sede sociale in un altro Stato membro
       sono considerate come una succursale unica;
   4)  «autorità competenti»: le autorità nazionali abilitate, in forza di legge o regolamento,
       all'esercizio del controllo ⌦ della vigilanza ⌫ sugli enti creditizi;
   5)  «ente finanziario»: un'impresa diversa da un ente creditizio la cui attività principale
       consiste nell'assunzione di partecipazioni o nell'esercizio di una o più delle attività di
       cui ai punti da 2 a 12 dell'elenco di cui all'allegato I;
                                                                 nuovo
   6)  «enti»: ai fini del titolo V, capo 2, sezioni 2 e 3, gli enti di cui alla definizione
       dell'[articolo 2, punto 3, della direttiva 96/3/CEE del Consiglio21];
                                                                  2000/12/CE articolo 1, punti da
                                                               6 a 8 (adattato)
   7)  «Stato membro d'origine»: lo Stato membro nel quale un ente creditizio ha ricevuto
       l'autorizzazione in conformità agli articoli da 4 a 11 ⌦ 6 a 9 e agli articoli da 11 a
       14 ⌫;
   8)  «Stato membro ospitante»: lo Stato membro nel quale un ente creditizio ha una
       succursale o presta servizi;
   9)  «controllo»: il legame esistente tra un'impresa madre ed un'impresa figlia ⌦ una
       filiazione ⌫ previsto all'articolo 1 della direttiva 83/349/CEE o una relazione della
       stessa natura tra una persona fisica o giuridica e un'impresa;
                                                                  2002/87/CE articolo 29, punto 1,
                                                               lettera a) (adattato)
   10) «partecipazione ai fini della vigilanza su base consolidata e ai fini dell'articolo 34,
       ⌦ 57, ⌫ paragrafo 2, punti 15 e 16 ⌦ lettere o) e p), degli articoli da 71 a 73 e del
       titolo V, capo 4 ⌫»: una partecipazione ai sensi dell'articolo 17, prima frase, della
       direttiva 78/660/CEE ⌦ del Consiglio22 ⌫, oppure il fatto di detenere direttamente o
       indirettamente almeno il 20% dei diritti di voto o del capitale di un'impresa;
                                                                  2000/12/CE articolo 1, punti da
                                                               10 a 13 (adattato)
   11) «partecipazione qualificata»: una partecipazione in un'impresa, diretta o indiretta, non
       inferiore al 10% del capitale sociale o dei diritti di voto oppure che comporta la
       possibilità di esercitare un'influenza notevole sulla gestione dell'impresa in cui è
       detenuta una partecipazione;
   21
       GU L 141 dell'11.6.1993, pag. 1.
   22
       GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11.
IT                                               39                                                IT
 ---pagebreak---    12) «capitale iniziale»: il capitale ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 2, punti 1) e 2);
   12)    «impresa madre»:
            a)     un'impresa madre ai sensi degli articoli 1 e 2 della direttiva 83/349/CEE;
            b)     Aai fini della vigilanza su base consolidata e del controllo dei grandi rischi, è
                   considerata ⌦ degli articoli da 71 a 73 e del titolo V, capo 2, sezione 5 e
                   capo 4, un' ⌫ impresa madre un'impresa ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1,
                   della direttiva 83/349/CEE, nonché ogni impresa che, a giudizio delle
                   ⌦ autorità ⌫ competenti, esercita effettivamente un'influenza dominante su
                   un'altra impresa;
   13)    «filiazione»:
            a)     un'impresa figlia ai sensi degli articoli 1 e 2 della direttiva 83/349/CEE;
            b)     Aai fini della vigilanza su base consolidata e del controllo dei grandi rischi: è
                   considerata ⌦ degli articoli da 71 a 73 e del titolo V, capo 2, sezione 5 e capo
                   4, un' ⌫ impresa figlia un'impresa ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, della
                   direttiva 83/349/CEE, nonché ogni impresa su cui un'impresa madre esercita
                   effettivamente, secondo le autorità competenti, un'influenza dominante.
            Ogni filiazione di un'impresa figlia è parimenti considerata come filiazione
            dell'impresa madre che è alla testa di tali imprese;
                                                                      nuovo
   14)    «ente creditizio impresa madre in uno Stato membro»: un ente creditizio avente come
          filiazione un ente creditizio o un ente finanziario o che detenga una partecipazione in
          detti enti, e che non sia a sua volta filiazione di un altro ente creditizio autorizzato
          nello stesso Stato membro o di una società di partecipazione finanziaria creata nello
          stesso Stato membro, e nel quale nessun altro ente creditizio autorizzato nello stesso
          Stato membro detenga una partecipazione;
   15)    «società di partecipazione finanziaria madre in uno Stato membro»: società di
          partecipazione finanziaria che non sia a sua volta filiazione di un ente creditizio
          autorizzato nello stesso Stato membro o di una società di partecipazione finanziaria
          creata nello stesso Stato membro;
   16)    «ente creditizio impresa madre nell'UE»: ente creditizio impresa madre in uno Stato
          membro che non sia filiazione di un altro ente creditizio autorizzato in uno qualsiasi
          degli Stati membri o di una società di partecipazione finanziaria creata in uno qualsiasi
          degli Stati membri e nel quale nessun altro ente creditizio autorizzato in uno qualsiasi
          degli Stati membri detenga una partecipazione;
   17)    «società di partecipazione finanziaria madre nell'UE»: una società di partecipazione
          finanziaria madre in uno Stato membro che non sia filiazione di un ente creditizio
          autorizzato in uno qualsiasi degli Stati membri;
IT                                                    40                                             IT
 ---pagebreak---                                                                       2000/12/CE articolo 1, punti da
                                                                    14 a 18 (adattato)
   14) «zona A»: tutti gli Stati membri e tutti gli altri paesi membri a pieno titolo
   dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e quelli che hanno
   concluso speciali accordi di prestito con il Fondo monetario internazionale (FMI) e sono
   associati agli accordi generali di prestito (GAB) dell'FMI. Qualsiasi paese che rinegozi il
   proprio debito pubblico estero è tuttavia escluso per un periodo di cinque anni dalla zona A;
   15) «zona B»: tutti gli altri paesi;
   16) «enti creditizi della zona A»:      tutti gli enti creditizi autorizzati negli Stati membri, ai
   sensi dell'articolo 4, incluse le loro succursali nei paesi terzi, e tutti gli enti creditizi, pubblici
   e privati, contemplati dalla definizione di cui al punto 1), primo comma, autorizzati in altri
   paesi della zona A, comprese le loro succursali;
   17) «enti creditizi della zona B»:      tutti gli enti creditizi, pubblici e privati autorizzati, al di
   fuori della zona A, che rispondono alla definizione di cui al punto 1), primo comma,
   comprese le loro succursali nella Comunità;
   18) «settore non bancario»: l'insieme dei debitori, fatta eccezione degli enti creditizi definiti
   ai punti 16) e 17), delle banche centrali, delle amministrazioni centrali, regionali e locali, delle
   Comunità europee, della Banca europea per gli investimenti e delle banche multilaterali di
   sviluppo quali definite al punto 19);
                                                                      2004/69/CE articolo 1 (adattato)
   «banche multilaterali di sviluppo» la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo
   e la Società finanziaria internazionale, la Banca interamericana di sviluppo, la Banca asiatica
   di sviluppo, la Banca africana di sviluppo, il Fondo di ristabilimento del Consiglio d'Europa,
   la «Nordic Investment Bank» e la Banca di sviluppo dei Caraibi, la Banca europea per la
   ricostruzione e lo sviluppo, il Fondo europeo per gli investimenti la Società interamericana di
   investimento e l'Agenzia multilaterale di garanzia degli investimenti;
                                                                      2000/12/CE articolo 1, punto 20
   20) «operazioni fuori bilancio a «rischio pieno», «rischio medio», «rischio medio/basso» e
   «rischio basso»» le operazioni descritte all'articolo 43, paragrafo 2, ed elencate nell'allegato
   II;
                                                                      nuovo
   18)     «enti del settore pubblico»: organismi amministrativi non commerciali dipendenti
           dalle amministrazioni centrali, dalle amministrazioni regionali o dalle autorità locali,
           oppure da autorità che a parere delle autorità competenti esercitino le stesse
           responsabilità attribuite alle amministrazioni regionali e alle autorità locali;
IT                                                   41                                                    IT
 ---pagebreak---                                                                        2002/87/CE articolo 29, punto 1,
                                                                    lettera b) (adattato)
   19)     «società di partecipazione finanziaria»: un ente finanziario le cui imprese figlie sono,
           esclusivamente o principalmente, enti creditizi o enti finanziari, quando almeno una di
           esse è un ente creditizio, e che non sia una società di partecipazione finanziaria mista
           ai sensi della direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16
           dicembre 2002, relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese
           di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato
           finanziario23;
   20)     «società di partecipazione mista»: un'impresa madre, diversa da una società di
           partecipazione finanziaria o da un ente creditizio o da una società di partecipazione
           finanziaria mista ai sensi della direttiva 2002/87/CE, avente come impresa figlia
           almeno un ente creditizio;
                                                                       2000/12/CE articolo 1, punto 23
                                                                    (adattato)
   21)     «impresa di servizi bancari ausiliari»: un'impresa la cui attività principale consiste
           nell'amministrazione ⌦ nella proprietà e nell'amministrazione ⌫ di immobili, nella
           gestione di servizi informatici, o in qualsivoglia altra attività affine di natura ausiliaria
           rispetto all'attività principale di uno o più enti creditizi;
                                                                      nuovo
   22)     «rischio operativo»: il rischio di perdite derivanti dalla inadeguatezza o dalla
           disfunzione di processi, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni, ivi
           compreso il rischio giuridico;
                                                                       2000/12/CE articolo 1, punto 24
                                                                    (adattato)
   «fidi ai fini dell'applicazione degli articoli 48, 49 e 50»: le voci dell'attivo e le voci fuori
   bilancio di cui all'articolo 43 o degli allegati II e IV senza le ponderazioni o le categorie di
   rischio ivi contemplate; i rischi previsti all'allegato IV sono calcolati secondo uno dei metodi
   descritti nell'allegato III, senza applicarvi le ponderazioni previste in funzione della
   controparte; previa approvazione delle autorità competenti, possono essere esclusi dalla
   definizione dei fidi tutti gli elementi coperti al 100% da fondi propri, purché non rientrino nel
   calcolo del coefficiente di solvibilità o degli altri coefficienti di vigilanza previsti dalla
   presente direttiva nonché da altri atti comunitari; i fidi non comprendono:
             –     nel caso delle operazioni in valuta, i rischi assunti nel corso ordinario del
                   regolamento nel periodo di 48 ore successivo all'effettuazione del pagamento;
                   oppure
   23
           GU L 35 dell'11.2.2003, pag. 1.
IT                                                   42                                                  IT
 ---pagebreak---          –      nel caso di operazioni riguardanti la vendita o l'acquisto di valori mobiliari, i
                rischi assunti nel corso ordinario del regolamento nel periodo di cinque giorni
                lavorativi a decorrere dalla data di effettuazione del pagamento o di consegna
                dei valori mobiliari, a seconda della data più prossima;
                                                                  nuovo
   23) «banche centrali»: ivi inclusa, se non altrimenti indicato, la Banca centrale europea;
   24) «rischio di diluizione»: il rischio che l'importo di un credito venga ridotto tramite la
       concessione di crediti, in contante o in altra forma, a favore del debitore;
   25) «probabilità di inadempimento»: la probabilità di inadempimento di una controparte
       nel corso di un periodo di un anno;
   26) «perdita»: perdita economica, compresi sconti significativi sul nominale, nonché i
       costi rilevanti diretti e indiretti collegati al recupero del credito;
   27) «perdita in caso di inadempimento»: il rapporto tra la perdita subita su un'esposizione
       a causa dell'inadempimento di una controparte e l'importo residuo al momento
       dell'inadempimento;
   28) «fattore di conversione»: il rapporto tra la parte non utilizzata di una linea di credito
       soggetta ad un limite prestabilito, che verrà utilizzata in caso di inadempimento e
       risulterà quindi in un'esposizione, e la parte attualmente non utilizzata di detta linea di
       credito;
   29) «perdita attesa»: il rapporto tra l'importo che si prevede andrà perso su un'esposizione
       a seguito del potenziale inadempimento di una controparte o in caso di diluizione nel
       corso di un periodo di un anno e l'importo dell'esposizione al momento
       dell'inadempimento;
   30) «attenuazione del rischio di credito»: tecnica utilizzata dagli enti creditizi per ridurre il
       rischio di credito associato alle esposizioni da essi detenute;
   31) «protezione del credito assistita»: tecnica di attenuazione del rischio di credito in base
       alla quale la riduzione del rischio di credito sull'esposizione di un ente creditizio
       deriva dal diritto dell'ente creditizio – nell'eventualità dell'inadempimento della
       controparte o del verificarsi di altri eventi specifici connessi con il credito che
       riguardano la controparte – di liquidare talune attività o taluni importi o di ottenerne il
       trasferimento o l'appropriazione o di conservarne il possesso o di ridurre l'importo
       dell'esposizione all'ammontare della differenza tra l'importo dell'esposizione e
       l'importo di un credito nei confronti dell'ente creditizio, ovvero di sostituirlo con tale
       ammontare;
   32) «protezione del credito non assistita»: tecnica di attenuazione del rischio di credito in
       base alla quale la riduzione del rischio di credito sull'esposizione di un ente creditizio
       deriva dall'impegno di un terzo di pagare un determinato importo nell'eventualità
       dell'inadempimento del debitore o del verificarsi di altri specifici eventi;
IT                                                43                                                 IT
 ---pagebreak---    33) «operazione di vendita con patto di riacquisto»: operazione disciplinata da un accordo
       rientrante nella definizione di "operazione di vendita con patto di riacquisto" di cui
       all'[articolo 3, lettera m), della direttiva 93/6/CEE];
   34) «concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito»: operazione rientrante nella
       definizione di "concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito" di cui
       all'[articolo 3, lettera n), della direttiva 93/6/CEE];
   35) «strumento assimilabile al contante»: certificato di deposito o altri strumenti analoghi
       emessi dall'ente creditizio che concede il prestito;
   36) «cartolarizzazione»: operazione o dispositivo mediante il quale il rischio di credito
       associato ad un'esposizione o ad un aggregato di esposizioni viene diviso in segmenti
       aventi le seguenti caratteristiche:
         a)     i pagamenti effettuati nell'ambito dell'operazione o del dispositivo dipendono
                dal comportamento dell'esposizione o dell'aggregato di esposizioni;
         b)     la subordinazione dei segmenti determina la distribuzione delle perdite nel
                corso della durata dell'operazione o del dispositivo;
   37) «cartolarizzazione tradizionale»: cartolarizzazione che comporta il trasferimento
       economico delle esposizioni da cartolarizzare ad un soggetto giuridico costituito ad
       hoc che emette valori mobiliari. Ciò viene realizzato tramite il trasferimento della
       proprietà delle esposizioni cartolarizzate dall'ente creditizio cedente ovvero tramite
       una sub-partecipazione. I valori mobiliari emessi non rappresentano obbligazioni di
       pagamento dell'ente creditizio cedente;
   38) «cartolarizzazione sintetica»: cartolarizzazione nella quale la divisione in segmenti
       viene realizzata mediante l'utilizzo di derivati su crediti o di garanzie personali e
       l'aggregato di esposizioni non viene eliminato dal bilancio dell'ente creditizio cedente;
   39) «segmento»: frazione contrattualmente definita del rischio di credito associato
       all'esposizione o ad un certo numero di esposizioni, in cui una posizione detenuta nella
       frazione comporta un rischio di perdita del credito maggiore o minore rispetto ad una
       posizione dello stesso importo in ciascuna delle altre frazioni, a prescindere dalla
       protezione del credito fornita da terzi direttamente ai titolari delle posizioni nella
       frazione o in altre frazioni;
   40) «posizione inerente a cartolarizzazione»: esposizione su una cartolarizzazione;
   41) «cedente»: uno dei due seguenti soggetti:
         a)     soggetto il quale in proprio o per il tramite di soggetti connessi, ha partecipato
                direttamente o indirettamente all'accordo originario da cui sono sorte le
                obbligazioni o le potenziali obbligazioni del debitore o del potenziale debitore
                che danno origine all'esposizione che viene cartolarizzata;
         b)     soggetto che acquista le esposizioni di un terzo, le iscrive a bilancio e procede
                successivamente alla loro cartolarizzazione;
IT                                                 44                                              IT
 ---pagebreak---    42) «promotore»: ente creditizio diverso dall'ente creditizio cedente il quale elabora e
       gestisce un programma di cambiali finanziarie garantite da attività o altri piani di
       cartolarizzazione nell'ambito del quale acquista esposizioni dai terzi;
   43) «rafforzamento del credito»: meccanismo contrattuale mediante il quale viene
       migliorata la qualità del credito di una posizione inerente a cartolarizzazione rispetto
       alla qualità di detta posizione in assenza di rafforzamento, ivi compreso il
       miglioramento fornito dalla presenza di un numero maggiore di segmenti di
       cartolarizzazione di rango subordinato e da altre forme di protezione del credito;
   44) «soggetto giuridico costituito ad hoc per la cartolarizzazione»: società, trust o altri
       soggetti giuridici, diversi dagli enti creditizi, costituiti allo scopo di effettuare una o
       più cartolarizzazioni, le cui attività si limitano alla realizzazione del predetto obiettivo,
       la cui struttura mira ad isolare le obbligazioni del soggetto giuridico costituito ad hoc
       per la cartolarizzazione da quelle dell'ente creditizio cedente, e i cui titolari dei relativi
       interessi economici possono liberamente impegnare o scambiare quegli interessi;
                                                                   2000/12/CE articolo 1, punti da
                                                                25 a 27 (adattato)
   45) «gruppo di clienti collegati»:
         a)    due o più persone fisiche o giuridiche le quali, salvo diversamente dimostrato,
               costituiscono un insieme sotto il profilo del rischio, in quanto una di esse ha
               direttamente o indirettamente un potere di controllo sull'altra o sulle altre;
               oppure
         b)    due o più persone fisiche o giuridiche tra le quali non vi sono legami in termini
               di controllo ai sensi del primo trattino, ma che sotto il profilo del rischio
               devono essere considerate un insieme in quanto esistono tra di loro legami tali
               che con tutta probabilità, se una di esse si trova in difficoltà finanziarie, l'altra o
               tutte le altre potrebbero incontrare difficoltà di rimborso;
   46) «stretti legami»: situazione nella quale due o più persone fisiche o giuridiche sono
       legate ⌦ secondo una delle due seguenti modalità ⌫ :
         a)    da una partecipazione, ossia dal fatto di detenere direttamente o tramite un
               legame di controllo, il 20% o più dei diritti di voto o del capitale di un'impresa,
               o;
         b)    da un legame di controllo;, ossia dal legame che esiste tra un'impresa madre e
               un'impresa figlia, in tutti i casi di cui all'articolo 1, paragrafi 1 e 2, della
               direttiva 83/349/CEE, o da una relazione della stessa natura tra una persona
               fisica o giuridica e un'impresa; l'impresa figlia di un'impresa figlia è parimenti
               considerata impresa figlia dell'impresa madre che è a capo di tali imprese.
         c)    Si ritiene che costituisca uno stretto legame tra due o più persone fisiche o
               giuridiche anche la situazione in cui esse siano legate in modo duraturo a
               ⌦ dal fatto che entrambe o tutte siano legate in modo duraturo ad ⌫ una
               stessa ⌦ terza ⌫ persona fisica o giuridica da un legame di controllo;
IT                                                45                                                   IT
 ---pagebreak---    47)     «mercati ufficiali»: i mercati riconosciuti ⌦ come tali ⌫ dalle autorità competenti
           ⌦ e ⌫ che ⌦ soddisfano le seguenti condizioni: ⌫
             a)    funzionano regolarmente,
             b)    sono disciplinati da regole, emesse o approvate dalle pertinenti autorità del
                   paese d'origine del mercato, che definiscono le condizioni dell'operare del
                   mercato, le condizioni di accesso a questo nonché le condizioni che un
                   contratto deve soddisfare per poter essere efficacemente trattato sul mercato,
             c)    hanno un meccanismo di compensazione il quale richiede che ⌦ secondo il
                   quale ⌫ i contratti elencati nell'allegato IV siano ⌦ sono ⌫ soggetti alla
                   costituzione di margini giornalieri che a giudizio delle autorità competenti
                   forniscono una protezione adeguata.
                                                                       2000/12/CE articolo 3 (adattato)
                                                  Articolo 5
     Divieto dell'attività di raccolta di depositi o di altri fondi rimborsabili dal pubblico ad
                              opera di imprese che non sono enti creditizi
   Gli Stati membri vietano alle persone o imprese che non sono enti creditizi di effettuare, a
   titolo professionale, l'attività di raccolta di depositi o altri fondi rimborsabili, dal pubblico.
   ⌦Il primo comma ⌫ Il divieto non si applica né alla raccolta di depositi o altri fondi
   rimborsabili da parte di uno Stato membro, di autorità regionali o locali di uno Stato membro
   o di organizzazioni pubbliche internazionali di cui siano membri uno o più Stati membri, né ai
   casi espressamente previsti da una legislazione nazionale o comunitaria, purché tali attività
   siano soggette a regolamentazione e a controlli diretti a proteggere depositanti e investitori e
   applicabili a questi casi.
                                                                       2000/12/CE
                                                TITOLO II
     CONDIZIONI DI ACCESSO ALL'ATTIVITÀ DEGLI ENTI CREDITIZI
                            E DI ESERCIZIO DI TALE ATTIVITÀ
                                                                       2000/12/CE articolo 4 (adattato)
                                                                       1 2004/xx/CE articolo 3
                                                  Articolo 6
                                               Autorizzazione
IT                                                    46                                                IT
 ---pagebreak---    Gli Stati membri prevedono che gli enti creditizi devono aver ricevuto un'autorizzazione
   prima di iniziare l'attività. ⌦Fatte salve le disposizioni degli articoli da 7 a 9 e degli articoli
   11 e 12 ⌫ Eessi ne fissano le condizioni, fatte salve le disposizioni di cui ai successivi
   articoli da 5 a 9, e le notificano alla 1 Commissione .
                                                                    2000/12/CE articolo 8 (adattato)
                                                Articolo 7
                        Programma di attività e struttura dell'organizzazione
   Gli Stati membri prevedono che la domanda di autorizzazione debba essere corredata di un
   programma di attività in cui saranno indicati in particolare il tipo delle operazioni previste e la
   struttura dell'organizzazione dell'ente.
                                                                     2000/12/CE articolo 9 (adattato)
                                                Articolo 8
                                          Esigenze economiche
   Gli Stati membri non possono stabilire che la domanda di autorizzazione venga esaminata in
   funzione delle esigenze economiche del mercato.
                                                                    2000/12/CE articolo 5, paragrafo
                                                                 1 (adattato)
                                                Articolo 9
                                             Capitale iniziale
   1.        Ferme restando le altre condizioni di applicazione generale fissate dalle
             regolamentazioni nazionali, le autorità competenti non concedono l'autorizzazione
             allorquando l'ente creditizio non dispone di fondi propri distinti o il capitale iniziale è
             inferiore a 5 milioni di EUR.
                                                                    2000/12/CE articolo 1, punto 11
                                                                 (adattato)
             Il «capitale iniziale»: ⌦ comprende ⌫ il capitale ⌦ e le riserve ⌫ ai sensi
             dell'articolo 34, paragrafo 2, punti 1) e 2); ⌦ 57, lettere a) e b). ⌫
                                                                     2000/12/CE articolo 5, paragrafi
                                                                 1 e 2 (adattato)
             Gli Stati membri possono prevedere il mantenimento in attività degli enti creditizi
             che non soddisfano alla condizione relativa ai fondi propri distinti e che esistevano
IT                                                   47                                                  IT
 ---pagebreak---               alla data del 15 dicembre 1979. Essi possono inoltre dispensare tali imprese
              dall'osservanza della condizione di cui all'articolo ⌦ 11 ⌫ 6, paragrafo 1, primo
              comma.
   2.         Tuttavia le autorità competenti degli ⌦ Subordinatamente alle condizioni indicate in
              appresso, gli ⌫ Stati membri hanno la facoltà di ⌦ possono ⌫ concedere
              l'autorizzazione a categorie particolari di enti creditizi il cui capitale iniziale è
              inferiore a quello ⌦ specificato al ⌫ richiesto dal paragrafo 1. In tal caso:
              a)     il capitale iniziale non ⌦ deve essere ⌫ sarà inferiore ad 1 milione di EUR;
              b)     gli Stati membri interessati devono notificare alla Commissione le ragioni per
                     cui si avvalgono della ⌦ di detta ⌫ facoltà prevista dal presente paragrafo;
              c)     all'atto della sua pubblicazione nell'elenco di cui all'articolo 11, ⌦ nell'elenco
                     di cui all'articolo 14, ⌫ la denominazione dell' ⌦ di ogni ⌫ ente creditizio
                     sarà seguita da un'annotazione indicante che esso non raggiunge il capitale
                     minimo ⌦ specificato al ⌫ richiesto dal paragrafo 1 ⌦ deve essere seguita
                     da un'annotazione in tal senso ⌫.
                                                                     2000/12/CE articolo 5, paragrafi
                                                                   da 3 a 7 (adattato)
                                                 Articolo 10
   1.       I fondi propri di un ente creditizio non possono divenire inferiori al capitale iniziale
   richiesto in virtù dei paragrafi 1 e 2 ⌦ ai sensi dell'articolo 9 ⌫ al momento
   dell'autorizzazione.
   2.       Gli Stati membri hanno la facoltà di decidere che gli enti creditizi già esistenti alla
   data del 1° gennaio 1993 e i cui fondi propri non raggiungevano i livelli fissati ⌦ all'articolo
   9 ⌫ ai paragrafi 1 e 2 per il capitale iniziale possano proseguire le loro attività. In questo
   caso i fondi propri non possono divenire inferiori all'importo massimo raggiunto a decorrere
   dal 22 dicembre 1989.
   3.       Se il controllo di un ente creditizio rientrante nella categoria di cui al paragrafo
   ⌦ 2 ⌫ 4 è affidato ad una persona fisica o giuridica diversa da quella che controllava l'ente
   precedentemente, i fondi propri ⌦ dell'ente creditizio ⌫ di tale ente devono almeno
   raggiungere il livello minimo ⌦ specificato all'articolo 9 ⌫ fissato ai paragrafi 1 e 2 per il
   capitale iniziale.
   4.       In alcune circostanze specifiche e con il consenso delle autorità competenti, nel caso
   di una fusione tra due o più enti creditizi rientranti nella categoria di cui al paragrafo 4
   ⌦ 2 ⌫, i fondi propri dell'ente ⌦ creditizio ⌫ risultante dalla fusione non possono
   divenire inferiori al totale dei fondi propri degli enti ⌦ creditizi ⌫ oggetto di fusione alla
   data della fusione, fintantoché non saranno raggiunti i livelli adeguati ⌦ specificati
   all'articolo 9 ⌫ di cui ai paragrafi 1 e 2.
   5.       Qualora nei casi di cui ai paragrafi ⌦ 1, 2 e 4 ⌫ 3, 4 e 6 i fondi propri dovessero
   diminuire, le autorità competenti possono, allorché le circostanze lo giustifichino, concedere
IT                                                   48                                                 IT
 ---pagebreak---    un termine limitato perché l'ente ⌦ creditizio ⌫ regolarizzi la propria situazione o cessi la
   sua attività.
                                                                          2000/12/CE articolo 6 (adattato)
                                                   Articolo 11
       Responsabili della direzione e ubicazione dell'amministrazione centrale degli enti
                                                     creditizi
   1.        Le autorità competenti concedono l'autorizzazione dell'ente creditizio solo quando
             sia assicurata la presenza di almeno due persone che determinino effettivamente
             l'orientamento dell'attività dell'ente creditizio.
             ⌦ Esse ⌫ Inoltre, tali autorità non concedono l'autorizzazione quando tali persone
             non possiedono l'onorabilità necessaria o l'esperienza adeguata per esercitare tali
             funzioni.
   2.        Gli Stati membri esigono:
             a)     che gli enti creditizi, i quali sono persone giuridiche e in conformità del diritto
                    nazionale hanno una sede statutaria, abbiano l'amministrazione centrale nello
                    stesso Stato membro in cui hanno la sede statutaria;
             b)     che gli altri enti creditizi abbiano l'amministrazione centrale nello Stato
                    membro che ha rilasciato l'autorizzazione ed in cui essi operano effettivamente.
                                                                          2000/12/CE articolo 7 (adattato)
                                                   Articolo 12
                                                Azionisti e soci
   1.        Le autorità competenti non concedono l'autorizzazione che permette ad un ente
             creditizio di accedere all'attività se prima non hanno ottenuto comunicazione
             dell'identità degli azionisti o dei soci, diretti o indiretti, persone fisiche o giuridiche,
             che vi detengono una partecipazione qualificata, nonché dell'ammontare di questa
             partecipazione.
             ⌦ Ai fini della determinazione della partecipazione qualificata ai sensi ⌫ Ai fini
             dell'applicazione del presente articolo, nella nozione di partecipazione qualificata
             sono presi in considerazione i diritti di voto di cui all'articolo 7 ⌦ 92 ⌫ della
             direttiva 88/627/CEE24 del Consiglio ⌦ 2001/34/CE del Parlamento europeo e del
             Consiglio25 ⌫.
   24
           Direttiva 88/627/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1988, relativa alle informazioni da pubblicare al
           momento dell'acquisto e della cessione di una partecipazione importante in una società quotata in borsa
           (GU L 348 del 17.12.1988, pag. 62).
   25
           GU L 184 del 6.7.2001, pag. 1.
IT                                                      49                                                         IT
 ---pagebreak---    2.        Le autorità competenti rifiutano l'autorizzazione se, per tener conto della necessità di
             garantire una gestione sana e prudente dell'ente creditizio, esse non sono soddisfatte
             della qualità di detti ⌦ degli ⌫ azionisti o soci.
   3.        Quando sussistono stretti legami tra l'ente creditizio e altre persone fisiche o
             giuridiche, le autorità competenti concedono l'autorizzazione solo se tali legami non
             ostacolano l'effettivo esercizio delle loro funzioni di vigilanza.
             Le autorità competenti negano inoltre l'autorizzazione se le disposizioni legislative,
             regolamentari e amministrative di un paese terzo da cui dipendono una o più persone
             fisiche o giuridiche con le quali l'ente creditizio ha stretti legami, ovvero difficoltà
             inerenti alla loro applicazione, ⌦ all'applicazione di dette disposizioni legislative,
             regolamentari e amministrative ⌫ ostacolano l'effettivo esercizio delle loro funzioni
             di vigilanza.
             Le autorità competenti esigono che gli enti creditizi forniscano loro le informazioni
             che esse richiedono per poter garantire il rispetto permanente delle condizioni
             previste al presente paragrafo.
                                                                     2000/12/CE articoli 8 e 9
                                                                  (adattato)
                                                Articolo 8
                       Programma di attività e struttura dell'organizzazione
   Gli Stati membri prevedono che la domanda di autorizzazione debba essere corredata di un
   programma di attività in cui saranno indicati in particolare il tipo delle operazioni previste e la
   struttura dell'organizzazione dell'ente.
                                                Articolo 9
                                          Esigenze economiche
   Gli Stati membri non possono stabilire che la domanda di autorizzazione venga esaminata in
   funzione delle esigenze economiche del mercato.
                                                                     2000/12/CE articolo 10
                                                                  (adattato)
                                               Articolo 13
                                       Diniego di autorizzazione
   Ogni diniego di autorizzazione è motivato e notificato al richiedente entro sei mesi dal
   ricevimento della domanda, ovvero, se questa è incompleta, entro sei mesi dalla trasmissione,
   da parte del richiedente, delle informazioni necessarie alla decisione. In ogni caso la decisione
   è presa entro dodici mesi dal ricevimento della domanda.
IT                                                   50                                                IT
 ---pagebreak---                                                                   2000/12/CE articolo 11
                                                               (adattato)
                                              Articolo 14
                           Notifica dell'autorizzazione alla Commissione
   Ogni autorizzazione viene notificata alla Commissione.
   ⌦ La ragione sociale di ogni ⌫ Ogni ente creditizio ⌦ a cui è stata concessa
   l'autorizzazione è iscritta ⌫ è iscritto in un elenco, del quale la ⌦ . La ⌫ Commissione
   cura la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale ⌦ dell'Unione europea dell'elenco e degli ⌫
   delle Comunità europee e gli aggiornamenti.
                                                                 2000/12/CE articolo 12
                                                               (adattato)
                                              Articolo 15
           Consultazione preventiva delle autorità competenti degli altri Stati membri
   1.      ⌦ Prima di concedere l'autorizzazione ad un ente creditizio, l'autorità competente
   consulta le ⌫ Deve formare oggetto di una consultazione preventiva delle autorità
   competenti dell'altro Stato membro l'autorizzazione ad un ente creditizio che sia
   ⌦ interessato nei seguenti casi ⌫:
             ⌦a) l'ente creditizio interessato è una ⌫ filiazione di un ente creditizio autorizzato
                  in un altro Stato membro;, o
             ⌦b) l'ente creditizio interessato è una ⌫ filiazione dell'impresa madre di un ente
                  creditizio autorizzato in un altro Stato membro;, o
             ⌦c) l'ente creditizio interessato è ⌫ controllato dalle stesse persone, fisiche o
                  giuridiche, che controllano un ente creditizio autorizzato in un altro Stato
                  membro.
                                                                 2002/87/CE articolo 29, punto 2
                                                               (adattato)
   2.      ⌦ Prima di concedere l'autorizzazione ad un ente creditizio, l' ⌫ L'autorità
   competente ⌦ consulta l'autorità competente ⌫ di uno Stato membro interessato preposta
   alla vigilanza delle imprese di assicurazione o delle imprese di investimento è consultata in
   via preliminare in merito alla concessione dell'autorizzazione a qualsiasi ente creditizio che
   sia ⌦ nei seguenti casi ⌫:
             a)   ⌦ l'ente creditizio interessato è ⌫ un'impresa figlia di un'impresa di
                  assicurazione o di un'impresa di investimento autorizzata nella Comunità;
                  ovvero
IT                                                 51                                               IT
 ---pagebreak---              b)     ⌦ l'ente creditizio interessato è ⌫ un'impresa figlia dell'impresa madre di
                    un'impresa di assicurazione o di un'impresa di investimento autorizzata nella
                    Comunità; ovvero
             c)     ⌦ l'ente creditizio interessato è controllato ⌫ controllata dalla stessa persona,
                    fisica o giuridica, che controlla un'impresa di assicurazione o un'impresa di
                    investimento autorizzata nella Comunità.
   3.      In particolare, le autorità competenti rilevanti, di cui ai commi ⌦ paragrafi ⌫ 1 e 2,
   si consultano reciprocamente al momento di valutare l'idoneità degli azionisti e la reputazione
   e l'esperienza dei dirigenti partecipanti alla gestione di un'altra impresa dello stesso gruppo.
   Esse si ⌦ scambiano ⌫ trasmettono reciprocamente tutte le informazioni in merito
   all'idoneità degli azionisti e alla reputazione e all'esperienza dei dirigenti che siano pertinenti
   per le altre autorità competenti interessate, sia ai fini della concessione di un'autorizzazione
   che per l'ordinaria valutazione del rispetto delle condizioni di esercizio.
                                                                     2000/12/CE articolo 13
                                                                  (adattato)
                                                 Articolo 16
                Succursali di enti creditizi già autorizzati in un altro Stato membro
   Gli Stati membri ospitanti non possono esigere l'autorizzazione né il fondo di dotazione per le
   succursali di enti creditizi già autorizzati in altri Stati membri. Lo stabilimento e la vigilanza
   di tali succursali sono sottoposti alle disposizioni contenute all'articolo 17, all'articolo 20,
   paragrafi da 1 a 6, ed agli articoli 22 e 26 ⌦ agli articoli 22 e 25, all'articolo 26, paragrafi da
   1 a 3, agli articoli da 29 a 37 e all'articolo 40 ⌫ .
                                                                    2000/12/CE articolo 14
                                                                  (adattato)
                                                 Articolo 17
                                       Revoca dell'autorizzazione
   1.        Le autorità competenti possono revocare l'autorizzazione ad un ente creditizio
             soltanto quando l'ente:
             a)     non si serve dell'autorizzazione entro dodici mesi, vi rinuncia espressamente o
                    ha cessato di esercitare la sua attività per un periodo superiore a sei mesi, a
                    meno che lo Stato membro interessato non preveda in tali casi che
                    l'autorizzazione sia scaduta;
             b)     ha ottenuto l'autorizzazione presentando false dichiarazioni o con qualsiasi
                    altro mezzo irregolare;
             c)     non soddisfa più le condizioni cui è vincolata l'autorizzazione;
IT                                                   52                                                IT
 ---pagebreak---            d)     non possiede più fondi propri sufficienti o non offre più la garanzia di poter
                  soddisfare agli obblighi nei confronti dei suoi creditori e, in particolare, non
                  garantisce più la sicurezza dei fondi ad esso affidati;
           e)     versa negli altri casi in cui la revoca è prevista dalla regolamentazione
                  nazionale.
   2.      La revoca dell'autorizzazione deve essere motivata e comunicata agli interessati;. lLa
           revoca è notificata alla Commissione.
                                                                   2000/12/CE articolo 15
                                                                (adattato)
                                               Articolo 18
                                            Denominazione
   Gli enti creditizi possono utilizzare per l'esercizio delle loro attività sul territorio della
   Comunità la stessa denominazione utilizzata nello Stato membro in cui hanno la sede sociale,
   nonostante le disposizioni ⌦ dello Stato membro ospitante ⌫ relative all'uso dei termini
   «banca», «cassa di risparmio» o di altre denominazioni simili che possono esistere nello Stato
   membro ospitante. Nel caso in cui vi fosse rischio di confusione, gli Stati membri ospitanti
   possono esigere, a fini di chiarezza, l'aggiunta di un termine esplicativo alla denominazione.
                                                                   2000/12/CE articolo 16,
                                                                paragrafo 1 (adattato)
                                               Articolo 19
                          Partecipazione qualificata in un ente creditizio
   1.      Gli Stati membri prevedono che tutte le persone fisiche o giuridiche che intendano
           detenere, direttamente o indirettamente, in un ente creditizio una partecipazione
           qualificata debbano informarne preventivamente le autorità competenti e comunicare
           l'ammontare di tale partecipazione.
           Le persone fisiche o giuridiche sono parimenti tenute a informare le autorità
           competenti quando intendano modificare l'ammontare della propria partecipazione
           qualificata in modo che la quota dei diritti di voto o del capitale da esse detenuta
           raggiunga o superi i limiti del 20%, 33% o 50% oppure l'ente creditizio divenga una
           loro filiazione.
           Fatto salvo il paragrafo 2, le autorità competenti dispongono di un termine massimo
           di tre mesi dalla data della comunicazione prevista al primo ⌦ e al secondo ⌫
           comma per opporsi a detto progetto se, per tener conto della necessità di garantire
           una gestione sana e prudente dell'ente creditizio, non sono soddisfatte della qualità
           delle persone ⌦ interessate ⌫ di cui al primo comma. In assenza di opposizione le
           autorità possono fissare un termine massimo per la realizzazione del progetto di cui
           al comma precedente.
IT                                                 53                                              IT
 ---pagebreak---                                                                    2002/87/CE articolo 29, punto 3
                                                                 (adattato)
   2.       Se ⌦ la persona che intende acquisire le ⌫ l'acquirente delle partecipazioni di cui
            al paragrafo 1 è un ente creditizio, un'impresa di assicurazione o un'impresa di
            investimento autorizzata in un altro Stato membro, o l'impresa madre di un ente
            creditizio, di un'impresa di assicurazione o di un'impresa di investimento autorizzata
            in un altro Stato membro, o una persona fisica o giuridica che controlla un ente
            creditizio, un'impresa di assicurazione, un'impresa di investimento autorizzati in un
            altro Stato membro, e se, in virtù dell'acquisizione, l'ente ⌦ creditizio ⌫ in cui
            l'acquirente intende detenere una partecipazione diventa un'impresa figlia o passa
            sotto il suo controllo, la valutazione dell'acquisizione deve formare oggetto della
            consultazione preliminare di cui all'articolo ⌦ 15 ⌫ 12.
                                                                    2000/12/CE articolo 16,
                                                                 paragrafo 3
                                                Articolo 20
   3. Gli Stati membri prevedono che tutte le persone fisiche o giuridiche che non intendano più
   detenere, direttamente o indirettamente, in un ente creditizio una partecipazione qualificata
   debbano informarne preventivamente le autorità competenti e comunicare l'ammontare della
   partecipazione prevista. Le persone fisiche o giuridiche devono parimenti informare le
   autorità competenti dell'intenzione di diminuire la loro partecipazione qualificata in modo che
   la quota dei diritti di voto o del capitale da esse detenuta scenda al di sotto dei limiti del 20%,
   33% o 50% oppure l'ente creditizio cessi di essere una loro filiazione.
                                                                   2000/12/CE articolo 16,
                                                                 paragrafi da 4 a 6 (adattato)
                                                Articolo 21
   14.      Gli enti creditizi comunicano alle autorità competenti, appena ne abbiano
            conoscenza, gli acquisiti o le cessioni di partecipazioni nel loro capitale che fanno
            superare, in aumento o in diminuzione, uno dei livelli di cui ⌦ all'articolo 19,
            paragrafo 1 e all'articolo 20 ⌫ ai paragrafi 1 e 3.
            Essi comunicano altresì almeno una volta all'anno ⌦ alle autorità competenti ⌫
            l'identità degli azionisti o dei soci che detengono partecipazioni qualificate, nonché
            l'entità di queste ultime, così come risultano soprattutto dai verbali dell'assemblea
            annuale degli azionisti o dei soci ovvero in base alle informazioni ricevute in
            ottemperanza agli obblighi relativi alle società quotate in una borsa valori.
   25.      Gli Stati membri prevedono che, qualora l'influenza esercitata dalle persone di cui al
            ⌦ all'articolo 19, ⌫ paragrafo 1 possa essere di ostacolo ad una gestione prudente e
            sana dell'ente, le autorità competenti adottino le opportune misure per porre termine a
            tale situazione. Le misure in questione possono segnatamente consistere in
            ingiunzioni, in sanzioni nei confronti dei dirigenti o nella sospensione dell'esercizio
IT                                                  54                                                 IT
 ---pagebreak---        dei diritti di voto inerenti alle azioni o quote detenute dagli azionisti o dai soci in
       questione.
       Misure simili saranno prese nei confronti delle persone fisiche o giuridiche che non
       ottemperino agli obblighi di informazione preventiva fissati al ⌦ all'articolo 19, ⌫
       paragrafo 1. In caso di acquisizione della partecipazione nonostante l'opposizione
       delle autorità competenti, gli Stati membri, indipendentemente da altre sanzioni che
       verranno adottate, prevedono la sospensione dall'esercizio dei relativi diritti di voto,
       la nullità o la possibilità di annullamento dei voti espressi.
   36. ⌦ Ai fini della determinazione della ⌫ Ai fini dell'applicazione della nozione di
       partecipazione qualificata e degli altri livelli di partecipazione di cui al presente
       articolo, sono presi in considerazione i diritti di voto di cui all'articolo 7 ⌦ 92 ⌫
       della direttiva 88/627/CEE ⌦ 2001/34/CE ⌫.
                                                                  2000/12/CE articolo 17
                                                              (adattato)
                                                                 nuovo
                                           Articolo 22
                      Organizzazione e procedure di controllo interno
   1.  Le autorità competenti dello Stato membro d'origine esigono che ciascun ente
       creditizio sia dotato di una buona organizzazione amministrativa e contabile e di
       adeguate procedure di controllo interno. sia dotato di solidi dispositivi di governo
       societario, ivi compresa una chiara struttura organizzativa con linee di responsabilità
       ben definite, trasparenti e coerenti, di processi efficaci per l'identificazione, la
       gestione, la sorveglianza e la segnalazione dei rischi ai quali è o potrebbe essere
       esposto e di adeguati meccanismi di controllo interno, ivi comprese valide procedure
       amministrative e contabili. 
   2.     I dispositivi, i processi e i meccanismi di cui al paragrafo 1 devono essere
       completi e proporzionati alla natura, all'ampiezza e alla complessità delle attività
       dell'ente creditizio. Si tiene conto dei criteri tecnici fissati all'allegato V. 
IT                                             55                                               IT
 ---pagebreak---                                                                     2000/12/CE
                                             TITOLO III
      DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA LIBERTÀ DI STABILIMENTO E
                       ALLA LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI
                                                                     2000/12/CE (adattato)
                                ⌦SEZIONE 1 ENTI CREDITIZI ⌫
                                                                    2000/12/CE articolo 18
                                                                 (adattato)
                                               Articolo 23
                                              Enti creditizi
   Gli Stati membri prevedono che le attività figuranti nell'elenco di cui all'allegato I possano
   essere esercitate nel loro territorio secondo le disposizioni dell'articolo ⌦ 25, dell'articolo 26,
   paragrafi da 1 a 3, dell'articolo 28, paragrafi 1 e 2 e degli articoli da 29 a 37 ⌫ 20, paragrafi
   da 1 a 6, dell'articolo 21, paragrafi 1 e 2, e dell'articolo 22, tramite lo stabilimento di una
   succursale o mediante prestazioni di servizi, da parte di tutti gli enti creditizi autorizzati e
   controllati dalle autorità competenti di un altro Stato membro, sempre che tali attività siano
   coperte dall'autorizzazione.
                                                                     2000/12/CE (adattato)
                               ⌦ SEZIONE 2 ENTI FINANZIARI ⌫
                                                                     2000/12/CE articolo 19, primo e
                                                                 terzo comma (adattato)
                                               Articolo 24
                                             Enti finanziari
   1.       Gli Stati membri prevedono anche che le attività figuranti nell'elenco di cui
            all'allegato I possano essere esercitate nel loro territorio, secondo le disposizioni
            dell'articolo ⌦ 25, dell'articolo 26, paragrafi da 1 a 3, dell'articolo 28, paragrafi 1 e 2
            e degli articoli da 29 a 37 ⌫ 20, paragrafi da 1 a 6, dell'articolo 21, paragrafi 1 e 2, e
            dell'articolo 22, tramite lo stabilimento di una succursale o mediante prestazioni di
            servizi, da parte di ogni ente finanziario di un altro Stato membro, filiazione di un
IT                                                  56                                                  IT
 ---pagebreak---       ente creditizio o filiazione comune di più enti creditizi, il cui statuto legale permetta
      l'esercizio di tali attività e che soddisfi ciascuna delle seguenti condizioni:
      a)     la o le imprese madri sono autorizzate come enti creditizi nello Stato membro
             dal cui diritto è ⌦ disciplinato l'ente finanziario ⌫ disciplinata la filiazione;
      b)     le attività in questione sono già effettivamente esercitate nel territorio dello
             Stato membro medesimo;
      c)     la o le imprese madri detengono almeno il 90% dei diritti di voto connessi con
             la detenzione di quote o azioni ⌦ dell'ente finanziario ⌫ della filiazione;
      d)     la o le imprese madri soddisfano le autorità competenti circa la prudente
             gestione ⌦ dell'ente finanziario ⌫ della filiazione e si sono dichiarate garanti
             in solido degli obblighi assunti ⌦ dall'ente finanziario ⌫ dalla filiazione, con
             l'assenso delle autorità competenti dello Stato membro di origine;
      e)     ⌦ l'ente finanziario è incluso ⌫ la filiazione è inclusa effettivamente, in
             particolare per le attività in questione, nella vigilanza su base consolidata alla
             quale è sottoposta l'impresa madre, o ciascuna delle imprese madri, in
             conformità ⌦ al titolo V, capo 4, sezione 1 ⌫ agli articoli da 52 a 56,
             segnatamente per il calcolo del coefficiente di solvibilità, per il controllo dei
             grandi fidi e per la limitazione delle partecipazioni prevista dall'articolo
             ⌦ 120 ⌫ 51.
      Queste condizioni devono essere ⌦ vengono ⌫ verificate dalle autorità competenti
      dello Stato membro d'origine che rilasciano quindi ⌦ all'ente finanziario ⌫
      all'impresa figlia un attestato da allegarsi alle notifiche di cui ⌦ agli articoli 25 e
      28 ⌫ all'articolo 20, paragrafi da 1 a 6, e all'articolo 21, paragrafi 1 e 2.
      Le autorità competenti dello Stato membro d'origine assicurano la vigilanza
      ⌦ sull'ente finanziario ⌫ sulla filiazione secondo le disposizioni ⌦ dell'articolo
      10, paragrafo 1, degli articoli da 19 a 22, dell'articolo 40, degli articoli da 42 a 52 e
      dell'articolo 54 ⌫ degli articoli 5, paragrafi 3, 16, 17, 26, 28, 29, 30 e 32.
                                                               2000/12/CE articolo 19, sesto
                                                             comma (adattato)
   2. Se l'ente finanziario ⌦ di cui al paragrafo 1, primo comma ⌫ che beneficia delle
      disposizioni del presente articolo non soddisfa più una delle condizioni sopra
      riportate, lo Stato membro d'origine ne informa l'autorità competente dello Stato
      membro ospitante e l'attività svolta da detto ente ⌦ finanziario ⌫ nello Stato
      membro ospitante diviene soggetta alla legislazione di quest'ultimo.
                                                               2000/12/CE articolo 19, quarto
                                                             comma (adattato)
   3. Le disposizioni ⌦ dei paragrafi 1 e 2 ⌫ del presente articolo si applicano
      ⌦ mutatis mutandis ⌫ alle filiazioni ⌦ degli enti finanziari di cui al paragrafo 1,
      primo comma ⌫, con i necessari adattamenti. In particolare, l'espressione «ente
IT                                             57                                               IT
 ---pagebreak---              creditizio» va intesa come «ente finanziario rispondente alle condizioni previste
             all'articolo 19» ed il termine «autorizzazione» va inteso come «statuto legale».
                                                                     2000/12/CE articolo 19, quinto e
                                                                   sesto comma (adattato)
   L'articolo 20, paragrafo 3, secondo comma, si legge come segue:
   «L'autorità competente dello Stato membro d'origine comunica altresì l'ammontare dei fondi
   propri dell'ente finanziario filiazione e del coefficiente di solvibilità consolidato dell'ente
   creditizio che ne è l'impresa madre.»
   Se l'ente finanziario che beneficia delle disposizioni del presente articolo non soddisfa più una
   delle condizioni sopra riportate, lo Stato membro d'origine ne informa l'autorità competente
   dello Stato membro ospitante e l'attività svolta da detto ente nello Stato membro ospitante
   diviene soggetta alla legislazione di quest'ultimo.
                                                                      2000/12/CE (adattato)
                ⌦SEZIONE 3 ESERCIZIO DEL DIRITTO DI STABILIMENTO ⌫
                                                                     2000/12/CE articolo 20,
                                                                   paragrafi 1 e 2 e paragrafo 3,
                                                                   primo e secondo comma (adattato)
                                               Articolo 25
                                   Esercizio del diritto di stabilimento
   1.        Ogni ente creditizio che intenda stabilire una succursale nel territorio di un altro
             Stato membro lo notifica all'autorità competente dello ⌦ del suo ⌫ Stato membro
             di origine.
   2.        Gli Stati membri esigono che l'ente creditizio che intende stabilire una succursale in
             un altro Stato membro alleghi alla notifica prevista al paragrafo 1 le seguenti
             informazioni:
             a)     lo Stato membro nel cui territorio intende stabilire una succursale;
             b)     un programma di attività nel quale siano in particolare indicati il tipo di
                    operazioni che si intendono effettuare e la struttura dell'organizzazione della
                    succursale;
             c)     il recapito nello Stato membro ospitante ove possono essergli richiesti i
                    documenti;
             d)     i nominativi dei dirigenti responsabili ⌦ delle persone che saranno
                    responsabili della direzione ⌫ della succursale.
IT                                                  58                                                IT
 ---pagebreak---    3.  A meno che l'autorità competente dello Stato membro d'origine abbia motivo di
       dubitare, con riferimento al progetto in questione, dell'adeguatezza delle strutture
       amministrative o della situazione finanziaria dell'ente creditizio, essa comunica le
       informazioni di cui al paragrafo 2 entro tre mesi a decorrere dal ricevimento di tutte
       queste informazioni, all'autorità competente dello Stato membro ospitante e ne
       informa l'ente ⌦ creditizio ⌫ in questione.
       L'autorità competente dello Stato membro d'origine comunica altresì l'ammontare dei
       fondi propri e del coefficiente di solvibilità dell'ente creditizio.
                                                                2000/12/CE articolo 19, quinto
                                                             comma (adattato)
       ⌦ In deroga al secondo comma, nei casi indicati all'articolo 24, ⌫ «Ll'autorità
       competente dello Stato membro d'origine comunica altresì l'ammontare dei fondi
       propri dell'ente finanziario filiazione e del coefficiente di solvibilità consolidato
       dell'ente creditizio che ne è l'impresa madre.»
                                                                2000/12/CE articolo 20,
                                                             paragrafo 3, terzo comma
                                                             (adattato)
   4.  Qualora l'autorità competente dello Stato membro d'origine rifiuti di comunicare le
       informazioni di cui al paragrafo 2 all'autorità competente dello Stato membro
       ospitante, essa comunica le ragioni di tale rifiuto all'ente ⌦ creditizio ⌫ interessato
       entro i tre mesi successivi al ricevimento di tutte le informazioni.
       Questo rifiuto o la mancata risposta può essere oggetto di ricorso giurisdizionale
       nello Stato membro d'origine.
                                                                2000/12/CE articolo 20,
                                                             paragrafi da 4 a 7 (adattato)
                                          Articolo 26
   14. Prima che la succursale dell'ente creditizio inizi ad operare ⌦ avvii le attività ⌫,
       l'autorità competente dello Stato membro ospitante dispone di un periodo di due mesi
       a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione di cui ⌦ all'articolo
       25 ⌫ al paragrafo 3 per predisporre la vigilanza sull'ente creditizio in conformità
       ⌦ alla sezione 5 ⌫ dell'articolo 22 e per indicare, se del caso, le condizioni alle
       quali, per motivi d'interesse generale, tali attività devono essere esercitate nello Stato
       membro ospitante.
   25. La succursale può stabilirsi e iniziare l'attività dal momento in cui riceve una
       comunicazione dell'autorità competente dello Stato membro ospitante o, in caso di
       silenzio da parte di detta autorità, dalla scadenza del termine di cui al paragrafo
       ⌦ 1 ⌫ 4.
IT                                            59                                                  IT
 ---pagebreak---    36.       In caso di modifica del contenuto di una delle informazioni notificate in conformità
             del ⌦ all'articolo 25, ⌫ paragrafo 2, lettere b), c) e d), l'ente creditizio notifica per
             iscritto la modifica in questione alle competenti autorità dello Stato membro d'origine
             e dello Stato membro ospitante almeno un mese prima di procedere al cambiamento
             affinché l'autorità competente dello Stato membro d'origine possa pronunciarsi ai
             sensi ⌦ dell'articolo 25 ⌫ del paragrafo 3 e l'autorità competente dello Stato
             membro ospitante possa pronunciarsi su detta modifica ai sensi del paragrafo ⌦ 1
             del presente articolo ⌫ 4.
   47.       Per le succursali che hanno iniziato l'attività, secondo le disposizioni dello Stato
             membro ospitante, prima del 1° gennaio 1993, si presume che esse siano già state
             oggetto della procedura di cui ai ⌦ all'articolo 25 e ai ⌫ paragrafi ⌦ 1 e 2 ⌫ da
             1 a 5 del presente articolo. Ad esse si applicano, a decorrere dalla predetta data, le
             disposizioni di cui al paragrafo 6 ⌦ 3 ⌫ del presente articolo e di quelle di cui
             ⌦ all'articolo 23, alle sezioni 2 e 5 e all'articolo 43 ⌫ agli articoli 18, 19, 22 e 29.
                                                                     2000/12/CE articolo 1, punto 3,
                                                                   ultima frase
                                                Articolo 27
   pPiù sedi di attività costituite nello stesso Stato membro da un ente creditizio con sede sociale
   in un altro Stato membro sono considerate come una succursale unica.;
                                                                      2000/12/CE (adattato)
          ⌦ SEZIONE 4 ESERCIZIO DELLA LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI ⌫
                                                                     2000/12/CE articolo 21
                                                                   (adattato)
                                                Articolo 28
                            Esercizio della libertà di prestazione di servizi
   1.        Ciascun ente creditizio che voglia esercitare per la prima volta la propria attività nel
             territorio di un altro Stato membro nel quadro della libera prestazione di servizi
             notifica all'autorità competente dello Stato membro d'origine quali delle attività
             comprese nell'elenco di cui all'allegato I intenda esercitare.
   2.        L'autorità competente dello Stato membro d'origine comunica all'autorità competente
             dello Stato membro ospitante la notifica prevista al paragrafo 1, entro il termine di un
             mese a decorrere dal ricevimento di detta notifica.
   3.        Il presente articolo non inficia i diritti acquisiti dagli enti creditizi che operano
             mediante prestazione di servizi anteriormente al 1° gennaio 1993.
IT                                                   60                                                IT
 ---pagebreak---                                                                       2000/12/CE (adattato)
    ⌦ SEZIONE 5 POTERE DELLE AUTORITÀ COMPETENTI DELLO STATO MEMBRO
                                              OSPITANTE ⌫
                                                                     2000/12/CE articolo 22,
                                                                   paragrafo 1 (adattato)
                                                Articolo 29
                   Potere delle autorità competenti dello Stato membro ospitante
   1. Lo Stato membro ospitante può esigere, a fini statistici, che tutti gli enti creditizi che
   dispongono di una succursale nel suo territorio presentino alle autorità competenti di questo
   Stato una relazione periodica sulle operazioni effettuate nel suo territorio.
   Per l'esercizio delle responsabilità derivanti dall'articolo ⌦ 41 ⌫ 27, lo Stato membro
   ospitante può esigere dalle succursali degli enti creditizi originari di altri Stati membri le
   stesse informazioni richieste a tal fine agli enti creditizi nazionali.
                                                                     2000/12/CE articolo 22,
                                                                   paragrafi da 2 a 4 (adattato)
                                                Articolo 30
   12.       Le autorità competenti di uno Stato membro ospitante, ove accertino che un ente
             ⌦ creditizio ⌫ che dispone di una succursale o che opera in regime di prestazione
             di servizi nel loro territorio non ottempera alle disposizioni legali ⌦ di legge ⌫
             adottate da detto Stato in applicazione delle disposizioni della presente direttiva che
             comportano la competenza delle autorità dello Stato membro ospitante, esigono che
             l'ente ⌦ creditizio ⌫ in questione ponga termine a tali irregolarità.
   23.       Se l'ente ⌦ creditizio ⌫ in questione non assume le iniziative del caso, le autorità
             competenti dello Stato membro ospitante ne informano le autorità competenti dello
             Stato membro d'origine.
             Queste adottano, nel più breve termine possibile, tutte le misure opportune affinché
             l'ente ⌦ creditizio ⌫ in questione ponga termine alle irregolarità. La natura di tali
             misure è comunicata alle autorità competenti dello Stato membro ospitante.
   34.       Se l'ente ⌦ creditizio ⌫ persiste nell'infrazione alle disposizioni legali ⌦ di
             legge ⌫ di cui al paragrafo ⌦ 1 ⌫ 2 vigenti nello Stato membro ospitante,
             nonostante le misure adottate dallo Stato membro d'origine o in quanto tali
             provvedimenti appaiono inadeguati ovvero mancano in questo Stato, lo Stato
             membro ospitante, dopo aver informato le autorità competenti dello Stato membro
             d'origine, può adottare opportuni provvedimenti per prevenire o reprimere ulteriori
             irregolarità e, qualora risulti necessario, può anche impedire all'ente ⌦ creditizio ⌫
             in questione di avviare nuove operazioni nel suo territorio. Gli Stati membri vigilano
IT                                                   61                                              IT
 ---pagebreak---              affinché nel loro territorio sia possibile procedere alla notifica agli enti creditizi dei
             documenti necessari per l'adozione di tali provvedimenti.
                                                                   2000/12/CE articolo 22,
                                                                 paragrafo 5 (adattato)
                                               Articolo 31
   5. Le disposizioni ⌦ degli articoli 29 e 30 ⌫ dei precedenti paragrafi da 1 a 4 lasciano
   impregiudicata la facoltà dello Stato membro ospitante di prendere le opportune misure per
   prevenire o reprimere le irregolarità commesse nel suo territorio, che sono contrarie alle
   disposizioni legali ⌦ di legge ⌫ da esso adottate per motivi di interesse generale. Ciò
   comporta la possibilità di impedire all'ente ⌦ creditizio ⌫ in questione di avviare nuove
   operazioni nel suo territorio.
                                                                   2000/12/CE articolo 22,
                                                                 paragrafo 6 (adattato)
                                               Articolo 32
   6. Qualsiasi provvedimento adottato in applicazione delle disposizioni dei paragrafi 3, 4 e 5 e
   ⌦ dell'articolo 30, paragrafi 2 e 3 o dell'articolo 31 ⌫ che comporti sanzioni e restrizioni
   per l'esercizio della ⌦ libera ⌫ prestazione di servizi deve essere debitamente motivato e
   comunicato all'ente ⌦ creditizio ⌫ interessato. Ciascuno di tali provvedimenti è
   impugnabile in sede giurisdizionale nello Stato membro in cui è stato preso.
                                                                   2000/12/CE articolo 22,
                                                                 paragrafo 7 (adattato)
                                               Articolo 33
   7. Prima di seguire la procedura prevista ⌦ all'articolo 30 ⌫ ai paragrafi 2, 3 e 4, le autorità
   competenti dello Stato membro ospitante possono, nei casi urgenti, prendere le misure
   cautelative indispensabili alla protezione degli interessi dei depositanti, degli investitori o
   delle altre persone cui sono prestati dei servizi. La Commissione e le autorità competenti degli
   altri Stati membri interessati devono essere informati dell'adozione di tali misure nel più breve
   tempo possibile.
   La Commissione, previa consultazione delle autorità competenti degli Stati membri
   interessati, può decidere che lo Stato membro in questione modifichi o abolisca dette misure.
IT                                                  62                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                   2000/12/CE articolo 22,
                                                                paragrafo 8 (adattato)
                                               Articolo 34
   8.      Lo Stato membro ospitante può prendere le misure adeguate per prevenire o reprimere
   le irregolarità nel suo territorio esercitando le competenze ad esso attribuite in virtù della
   presente direttiva. Ciò comporta la possibilità di impedire a un ente ⌦ creditizio ⌫ di
   avviare nuove operazioni nel suo territorio.
                                                                  2000/12/CE articolo 22,
                                                                paragrafo 9 (adattato)
                                               Articolo 35
   9.      In caso di revoca dell'autorizzazione le autorità competenti dello Stato membro
   ospitante ne sono informate e adottano gli opportuni provvedimenti per impedire all'ente
   ⌦ creditizio ⌫ in questione di avviare nuove operazioni nel territorio di questo Stato
   membro e per salvaguardare gli interessi dei depositanti.
                                                                  2000/12/CE articolo 22,
                                                                paragrafo 10 (adattato)
                                               Articolo 36
   10.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione il numero e la natura dei casi in cui si
   sono verificati rifiuti ai sensi ⌦ degli articoli 25 e 26 ⌫ dell'articolo 20, paragrafi da 1 a 6, o
   per i quali sono stati adottati dei provvedimenti in conformità delle disposizioni
   ⌦ dell'articolo 30, paragrafo 3 ⌫ del paragrafo 4 del presente articolo.
                                                                  2000/12/CE articolo 22,
                                                                paragrafo 11 (adattato)
                                               Articolo 37
   11.⌦La presente sezione ⌫ Il presente articolo non osta a che gli enti creditizi con sede in
   un altro Stato membro facciano pubblicità ai servizi da essi offerti con tutti i mezzi di
   comunicazione disponibili nello Stato membro ospitante, purché rispettino eventuali norme
   che regolino la forma e il contenuto di tale pubblicità per motivi di interesse generale.
IT                                                  63                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                     2000/12/CE
                                             TITOLO IV
                              RELAZIONI CON I PAESI TERZI
                                                                     2000/12/CE (adattato)
      ⌦ SEZIONE 1 NOTIFICAZIONE RELATIVA ALLE IMPRESE DI PAESI TERZI E
                   CONDIZIONI DI ACCESSO AI MERCATI DI TALI PAESI ⌫
                                                                    2000/12/CE articolo 23
                                                                  (adattato)
   Notifica delle filiazioni di imprese di paesi terzi e delle condizioni di accesso ai mercati di tali
                                                   paesi
   1.       Le autorità competenti degli Stati membri informano la Commissione:
            a) di ogni autorizzazione ad una filiazione diretta o indiretta la cui impresa madre o
            le cui imprese madri siano disciplinate dal diritto di un paese terzo.
            b) di ogni acquisizione, da parte di siffatta impresa madre, di una partecipazione in
            un ente creditizio della Comunità, in modo che quest'ultimo diventi una sua
            filiazione.
            Quando viene concessa l'autorizzazione ad una filiazione diretta o indiretta
            dell'impresa madre o delle imprese madri disciplinate dal diritto di un paese terzo, la
            struttura del gruppo deve essere specificata nella notifica che le autorità competenti
            inviano alla Commissione ai sensi dell'articolo 11.
   2.       Gli Stati membri informano la Commissione delle difficoltà di carattere generale
            incontrate dai propri enti creditizi nello stabilimento o nell'esercizio delle attività
            bancarie in un paese terzo.
   3.       La Commissione elabora periodicamente una relazione che esamina il trattamento
            riservato nei paesi terzi agli enti creditizi della Comunità, in conformità ai paragrafi 4
            e 5, in materia di stabilimento e di esercizio delle attività bancarie, nonché di
            acquisizione di partecipazioni in enti creditizi di paesi terzi. La Commissione
            presenta tali relazioni al Consiglio, accompagnandole, eventualmente, con adeguate
            proposte.
   4.       Qualora, sulla base delle relazioni di cui al paragrafo 3 o di altre informazioni, la
            Commissione accerti che un paese terzo non concede agli enti creditizi comunitari un
            effettivo accesso al mercato, paragonabile a quello concesso dalla Comunità agli enti
            creditizi di tale paese terzo, essa può presentare al Consiglio proposte al fine di
            ottenere adeguato mandato per negoziare delle possibilità di concorrenza
IT                                                  64                                                  IT
 ---pagebreak---             paragonabili per gli enti creditizi comunitari. Il Consiglio decide a maggioranza
            qualificata.
   5.       Se la Commissione constata, in base alle relazioni di cui al paragrafo 1 oppure in
            base ad altre informazioni, che in un paese terzo gli enti creditizi comunitari non
            fruiscono di un trattamento che offra loro le stesse possibilità di concorrenza offerte
            agli enti creditizi nazionali e che le condizioni per un effettivo accesso al mercato
            non sono soddisfatte, essa può aprire negoziati per porre rimedio a questa situazione.
   6.       Nei casi previsti al primo comma, si può anche decidere in qualsiasi momento, oltre
            l'avvio dei negoziati, secondo la procedura prevista nell'articolo 60, paragrafo 2, che
            le autorità competenti degli Stati membri limitino o sospendano le loro decisioni nei
            confronti di domande di autorizzazione, già presentate al momento della decisione o
            future, e di acquisizioni di partecipazioni da parte di imprese madri dirette o indirette,
            disciplinate dalla legislazione del paese terzo in questione. La durata dei
            provvedimenti in questione non può superare i tre mesi.
            Prima dello scadere del termine di tre mesi e in base all'esito dei negoziati, il
            Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione,
            può decidere se le misure continuano ad essere applicabili.
   6.       Allorché la Commissione abbia eseguito uno degli accertamenti di cui ai paragrafi 4
            e 5, gli Stati membri la informano a sua richiesta:
            a)     di ogni domanda di autorizzazione ad una filiazione diretta o indiretta la cui
            impresa madre o le cui imprese madri siano disciplinate dal diritto del paese terzo in
            questione;
            b)     di ogni progetto di acquisizione di partecipazione che sia stato loro sottoposto
            ai sensi dell'articolo 16 da parte di siffatta impresa in un ente creditizio della
            Comunità, per cui questo diventerebbe una sua filiazione.
            Quest'obbligo di informazione cessa appena sia concluso un accordo con il paese
            terzo di cui al paragrafo 4 o 5 o quando cessino di essere applicate le misure di cui al
            paragrafo 5, secondo e terzo comma.
   7.       Le misure adottate in forza del presente articolo devono essere conformi agli
            obblighi derivanti per la Comunità da eventuali accordi internazionali, bilaterali o
            multilaterali, applicabili all'esercizio delle attività degli enti creditizi.
                                                                    2000/12/EC articolo 24 (adattato)
                                                                      1 2004/xx/CE articolo 3, punto 7
                                                Articolo 38
        Succursali di enti creditizi aventi la loro sede sociale al di fuori della Comunità
   1.      Gli Stati membri non applicano alle succursali di enti creditizi aventi la loro sede
   sociale fuori della Comunità, per quanto riguarda l'accesso all'attività e per il suo esercizio,
IT                                                   65                                                IT
 ---pagebreak---    disposizioni da cui risulti un trattamento più favorevole di quello cui sono sottoposte le
   succursali di enti creditizi aventi la loro sede sociale nella Comunità.
   2.       Le autorità competenti notificano alla Comunità e al 1 comitato bancario europeo 
   le autorizzazioni per succursali accordate agli enti creditizi aventi la sede sociale fuori della
   Comunità.
   3.       Fatto salvo il paragrafo 1, la Comunità può, mediante accordi conclusi conformemente
   al trattato con uno o più paesi terzi, stabilire l'applicazione di disposizioni che, sulla base del
   principio di reciprocità, accordano alle succursali di un ente creditizio avente la sua sede
   sociale fuori della Comunità il medesimo trattamento su tutto il territorio di quest'ultima.
                                                                     nuovo
                                                 SEZIONE 2
       COOPERAZIONE IN MATERIA DI VIGILANZA SU BASE CONSOLIDATA CON LE
                             AUTORITÀ COMPETENTI DEI PAESI TERZI
                                                                     2000/12/CE articolo 25
                                                                   (adattato)
                                                 Articolo 39
   1.        La Commissione, su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, può
             presentare al Consiglio proposte per negoziare accordi con uno o più paesi terzi, in
             merito alle modalità di applicazione della vigilanza su base consolidata ⌦ dei
             seguenti enti ⌫ :
             a)    agli enti creditizi la cui impresa madre abbia sede in un paese terzo; e
             b)    agli enti creditizi situati in un paese terzo la cui impresa madre, che sia un ente
                   creditizio o una società di partecipazione, abbia sede nella Comunità.
   2.        Gli accordi di cui al paragrafo 1 sono volti, in particolare, a garantire la possibilità:
             a)    da un lato, per le autorità competenti degli Stati membri, di ottenere le
                   informazioni necessarie alla vigilanza, in base alla situazione finanziaria
                   consolidata, di un ente creditizio o di una società di partecipazione finanziaria
                   che sono situati nella Comunità e hanno come impresa figlia ⌦ filiazione ⌫
                   un ente creditizio o un ente finanziario situato al di fuori della Comunità, o
                   detengono una partecipazione in tali enti;
             b)    dall'altro, per le autorità competenti dei paesi terzi, di ottenere le informazioni
                   necessarie alla vigilanza delle imprese madri la cui sede si trova sul loro
                   territorio, che hanno come impresa figlia ⌦ filiazione ⌫ un ente creditizio o
                   un ente finanziario situato in uno o più Stati membri, o che detengono
                   partecipazioni in tali enti.
IT                                                    66                                               IT
 ---pagebreak---                                                                  2004/xx/CE articolo 3, punto 8
   3.     Fatto salvo l'articolo 300, paragrafi 1 e 2 del trattato che istituisce la Comunità
          europea, la Commissione esamina con il comitato bancario europeo il risultato dei
          negoziati di cui al paragrafo 1 e la situazione che ne deriva.
                                                                 2000/12/CE
                                            TITOLO V
                                                                 2000/12/CE
                                                                 nuovo
         PRINCIPI E STRUMENTI TECNICI DI VIGILANZA
                   PRUDENZIALE E INFORMATIVA 
                                                                 2000/12/CE
                                             CAPO 1
                PRINCIPI DI VIGILANZA PRUDENZIALE
                                                                 nuovo
                                             SEZIONE 1
      COMPETENZE DELLO STATO MEMBRO D'ORIGINE E DELLO STATO MEMBRO
                                            OSPITANTE
                                                                 2000/12/CE articolo 26
                                                               (adattato)
                                             Articolo 40
                             Controllo dello Stato membro d'origine
   1.     La vigilanza prudenziale sull'ente creditizio, compresa quella sulle attività che esso
          esercita in virtù degli articoli 18 e 19 ⌦ 23 e 24 ⌫, spetta alle autorità competenti
          dello Stato membro d'origine, fatte salve le disposizioni della presente direttiva che
          prevedono una competenza dell'autorità dello Stato membro ospitante.
   2.     Il paragrafo 1 non osta all'applicazione della vigilanza su base consolidata a norma
          della presente direttiva.
IT                                                67                                             IT
 ---pagebreak---                                                                       2000/12/CE articolo 27
                                                                    (adattato)
                                                 Articolo 41
                               Competenze dello Stato membro ospitante
   ⌦ In attesa di un coordinamento ulteriore, lo ⌫ Lo Stato membro ospitante rimane
   incaricato, in collaborazione con l'autorità competente dello Stato membro d'origine, della
   vigilanza sulla liquidità della succursale dell'ente creditizio fino a coordinamento ulteriore.
   Fatte salve le misure necessarie al rafforzamento del sistema monetario europeo, esso ⌦ lo
   Stato membro ospitante ⌫ resta altresì esclusivo responsabile per le misure d'attuazione della
   sua politica monetaria.
   Tali misure non possono comportare un trattamento discriminatorio o restrittivo fondato sul
   fatto che l'ente creditizio ha ricevuto l'autorizzazione in un altro Stato membro.
                                                                      2000/12/CE articolo 28
                                                                    (adattato)
                                                 Articolo 42
                                 Cooperazione in materia di vigilanza
   Per vigilare sull'attività degli enti creditizi che operano, segnatamente attraverso succursali, in
   uno o più Stati membri diversi da quello della loro sede sociale, le autorità competenti degli
   Stati membri interessati collaborano strettamente. Esse si comunicano tutte le informazioni
   concernenti la direzione, la gestione e la proprietà di tali enti creditizi che possano facilitarne
   la vigilanza ed agevolare l'esame delle condizioni per la relativa autorizzazione, nonché tutte
   le informazioni atte a facilitare il controllo di tali enti, in particolare in materia di liquidità, di
   solvibilità, di garanzia dei depositi, di limitazione dei grandi fidi, di organizzazione
   amministrativa e contabile e di controllo interno.
                                                                      2000/12/CE articolo 29
                                                                    (adattato)
                                                 Articolo 43
                Verifica sul posto delle succursali stabilite in un altro Stato membro
   1.        Gli Stati membri ospitanti prevedono che, allorquando un ente creditizio autorizzato
             in un altro Stato membro esercita la propria attività attraverso una succursale, le
             autorità competenti dello Stato membro d'origine, dopo averne preventivamente
             informato le autorità competenti dello Stato membro ospitante, possano procedere
             esse stesse, o tramite persone da esse incaricate a tal fine, alla verifica sul posto delle
             informazioni di cui all'articolo ⌦ 42 ⌫ 28.
IT                                                    68                                                   IT
 ---pagebreak---    2.      Le autorità competenti dello Stato membro d'origine possono ugualmente fare
           ricorso, per l'ispezione delle succursali, a una delle altre procedure di cui all'articolo
           ⌦ 141 ⌫ 56, paragrafo 7.
   3.      Il presente articolo non pregiudica ⌦ Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non
           pregiudicano ⌫ il diritto delle autorità competenti dello Stato membro ospitante di
           procedere ad ispezioni presso le succursali stabilite nel loro territorio per l'esercizio
           delle responsabilità derivanti dalla presente direttiva.
                                                                    2000/12/CE (adattato)
         ⌦ SEZIONE 2 SCAMBIO DI INFORMAZIONI E SEGRETO D'UFFICIO ⌫
                                                                   2000/12/CE articolo 30,
                                                                 paragrafi da 1 a 3 (adattato)
                                                Articolo 44
                            Scambio di informazioni e segreto d'ufficio
   1.      Gli Stati membri impongono a tutte le persone che esercitano o hanno esercitato
           un'attività per conto delle autorità competenti, nonché ai revisori o esperti incaricati
           dalle autorità competenti, l'obbligo di rispettare il segreto d'ufficio.
           ⌦ Nessuna ⌫ In virtù di tale obbligo, nessuna informazione riservata ricevuta da
           tali persone in ragione dell'ufficio ⌦ nell'esercizio delle loro funzioni ⌫ può in
           alcun modo essere divulgata ad altre persone o autorità, se non in forma sommaria o
           globale, cosicché non si possano individuare i singoli enti ⌦ creditizi, ⌫ salvo che
           nei casi rilevanti per il diritto penale.
           Tuttavia, nei casi concernenti un ente creditizio dichiarato fallito o soggetto a
           liquidazione coatta ordinata da un tribunale, le informazioni riservate che non
           riguardino i terzi implicati nei ⌦ partecipanti ai ⌫ tentativi di salvataggio possono
           essere divulgate nell'ambito di procedimenti civili o commerciali.
   2.      Il paragrafo 1 non osta al fatto che le autorità competenti dei vari Stati membri
           procedano agli scambi di informazioni previsti dalla presente direttiva nonché da
           altre direttive applicabili agli enti creditizi. Tali informazioni sono coperte dal
           segreto d'ufficio di cui al paragrafo 1.
                                                                   2000/12/CE articolo 30,
                                                                 paragrafo 4 (adattato)
                                                Articolo 45
   4.     L'autorità competente che, a norma ⌦ dell'articolo 44 ⌫ dei paragrafi 1 o 2, riceve
   informazioni riservate può servirsene soltanto nell'esercizio delle sue funzioni ⌦ e
   unicamente ai seguenti scopi ⌫:
IT                                                   69                                               IT
 ---pagebreak---    a)      per l'esame delle condizioni di accesso all'attività degli enti creditizi e per facilitare il
   controllo, su base individuale e su base consolidata, delle condizioni di esercizio dell'attività,
   in particolare in materia di vigilanza ⌦ sorveglianza ⌫ sulla liquidità, sulla solvibilità, sui
   grandi fidi, sull'organizzazione amministrativa e contabile e sul controllo interno;
   b)      per l'irrogazione di sanzioni;
   c)      nell'ambito di un ricorso amministrativo contro una decisione dell'autorità competente;
   d)      nell'ambito di procedimenti giurisdizionali instaurati a norma dell'articolo 33
   ⌦ 55 ⌫ o di disposizioni speciali previste dalla presente direttiva nonché da altre direttive
   adottate nel settore degli enti creditizi.
                                                                     2000/12/CE articolo 30,
                                                                  paragrafo 3 (adattato)
                                               Articolo 46
   3.      Gli Stati membri possono concludere con le autorità competenti di paesi terzi e con le
   autorità o organi di tali paesi ⌦ di cui all'articolo 47 e all'articolo 48, paragrafo 1 ⌫ definite
   al paragrafo 5 e al paragrafo 6 accordi di cooperazione che prevedano scambi d'informazioni
   solo a condizione che le informazioni comunicate beneficino di garanzie in ordine al segreto
   d'ufficio almeno equivalenti a quelle previste dal presente articolo. Questo scambio di
   informazioni deve avere lo scopo di contribuire all'esecuzione del compito di vigilanza da
   parte delle autorità o organi suddetti.
   Se le informazioni provengono da un altro Stato membro, esse non possono essere diffuse
   senza l'esplicito accordo delle autorità competenti che le hanno fornite e, nel caso, soltanto per
   gli scopi per i quali dette autorità hanno dato il loro accordo.
                                                                     2000/12/CE articolo 30,
                                                                  paragrafo 5 (adattato)
                                               Articolo 47
   5. Le disposizioni di cui ⌦ all'articolo 44, paragrafo 1 e all'articolo 45 ⌫ ai paragrafi 1 e 4
   non ostano allo scambio di informazioni, all'interno di uno stesso Stato membro, qualora vi
   siano più autorità competenti, ovvero, fra più Stati membri, tra le rispettive autorità
   competenti e ⌦ tra i seguenti soggetti ⌫:
   a)      le autorità investite della funzione pubblica di vigilanza su altre istituzioni finanziarie
   e sulle compagnie di assicurazione, nonché le autorità incaricate di vigilare sui mercati
   finanziari,
   b)      gli organi preposti alla liquidazione e al fallimento degli enti creditizi e altre procedure
   analoghe,
   c)      le persone incaricate del controllo ⌦ della revisione ⌫ legale dei conti dell'ente
   creditizio e degli altri enti finanziari,
IT                                                  70                                                   IT
 ---pagebreak---    affinché esse possano svolgere la loro funzione di vigilanza;.
   ⌦ Dette disposizioni ⌫ le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 4 non ostano neppure alla
   trasmissione delle informazioni necessarie per lo svolgimento della loro funzione agli
   organismi incaricati della gestione dei sistemi di garanzia dei depositi.
   ⌦ In entrambi i casi ⌫ Le le informazioni ricevute dalle autorità, dagli organismi e dalle
   persone di cui sopra sono coperte dal segreto d'ufficio previsto al paragrafo 1
   ⌦ all'articolo 44, paragrafo 1 ⌫ .
                                                                    2000/12/CE articolo 30,
                                                                  paragrafi 6 e 7 (adattato)
                                                Articolo 48
   16.      Ferme restando le ⌦ In deroga alle ⌫ disposizioni ⌦ degli articoli da 44 a 46 ⌫
            dei paragrafi da 1 a 4, gli Stati membri possono autorizzare scambi ⌦ lo
            scambio ⌫ di informazioni tra le autorità competenti e ⌦ i seguenti soggetti ⌫ :
            a)     le autorità preposte alla vigilanza nei confronti degli organi che intervengono
                   nella liquidazione e nel fallimento degli enti creditizi o in altri procedimenti
                   analoghi, o
            b)     le autorità incaricate della ⌦ responsabili della ⌫ vigilanza nei confronti
                   delle persone incaricate della revisione ufficiale ⌦ legale ⌫ dei conti delle
                   imprese di assicurazione, degli enti creditizi, delle imprese di investimento e di
                   altri enti finanziari.
            ⌦ In questi casi, ⌫ Gli gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al
            primo comma esigono che vengano soddisfatte almeno le seguenti condizioni:
            a)     le informazioni ⌦ devono essere ⌫ sono intese all'esercizio delle funzioni di
                   vigilanza previste al primo comma;
            b)     le informazioni ricevute in tale ambito ⌦ devono essere ⌫ sono coperte dal
                   segreto d'ufficio di cui al ⌦ all'articolo 44, ⌫ paragrafo 1;
            c)     quando le informazioni provengono da un altro Stato membro possono essere
                   comunicate solo con l'assenso esplicito delle autorità competenti che le hanno
                   trasmesse e, in tal caso, soltanto ai fini per i quali queste ultime hanno dato
                   l'autorizzazione.
            Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'identità
            delle autorità abilitate a ricevere informazioni in forza del presente paragrafo.
   27.      Ferme restando le ⌦ In deroga alle ⌫ disposizioni ⌦ degli articoli da 44 a 46 ⌫
            dei paragrafi da 1 a 4, gli Stati membri, per rafforzare la stabilità del sistema
            finanziario, compresa la sua integrità, possono autorizzare lo scambio di
            informazioni tra le autorità competenti e le autorità o gli organi incaricati per legge
            dell'individuazione delle violazioni del diritto societario e delle relative indagini.
IT                                                  71                                                IT
 ---pagebreak---             ⌦ In questi casi, ⌫ Gli gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al
            primo comma esigono che vengano soddisfatte almeno le seguenti condizioni:
            a)     le informazioni sono funzionali alla realizzazione delle finalità previste al
                   primo comma;
            b)     le informazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto d'ufficio di cui
                   al ⌦ all'articolo 44, ⌫ paragrafo 1;
            c)     quando le informazioni provengono da un altro Stato membro possono essere
                   comunicate solo con l'assenso esplicito delle autorità competenti che le hanno
                   trasmesse e, nel caso, soltanto ai fini per i quali queste ultime hanno dato
                   l'autorizzazione.
            Se in uno Stato membro le autorità o gli organi di cui al primo comma esercitano le
            loro funzioni di individuazione o di indagine ricorrendo, in base alla loro competenza
            specifica, a persone a tale scopo incaricate e non appartenenti alla funzione pubblica,
            la possibilità di scambio delle informazioni prevista al primo comma può essere
            estesa a tali persone alle condizioni ⌦ specificate ⌫ previste al secondo comma.
            Ai fini dell'applicazione del terzo trattino del secondo comma, le autorità o gli organi
            di cui al primo comma comunicano alle autorità competenti che hanno trasmesso le
            informazioni, l'identità e il mandato preciso delle persone alle quali saranno
            trasmesse tali informazioni.
            Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri l'identità
            delle autorità o degli organi abilitati a ricevere informazioni in forza del presente
            ⌦ articolo ⌫ paragrafo.
   La Commissione redige, entro il 31 dicembre 2000, una relazione sull'applicazione delle
   disposizioni del presente ⌦ articolo ⌫ paragrafo.
                                                                   2000/12/CE articolo 30,
                                                                 paragrafo 8 (adattato)
                                               Articolo 49
   8. Le disposizioni ⌦ della presente sezione ⌫ del presente articolo non ostano a che
   un'autorità competente trasmetta ⌦ informazioni ai seguenti soggetti ai fini dell'espletamento
   delle loro funzioni ⌫:
   a)      alle banche centrali o ad altri organismi con responsabilità analoghe in quanto autorità
   monetarie,
   b)      all'occorrenza, ad altre autorità pubbliche incaricate della vigilanza sui sistemi di
   pagamento,.
   informazioni intese all'esercizio delle loro funzioni, né che ⌦ Esse non ostano neanche a
   che ⌫ tali autorità o organismi comunichino alle autorità competenti le informazioni che
   sono loro necessarie ai fini delle disposizioni di cui ⌦ all'articolo 45 ⌫ al paragrafo 4.
IT                                                 72                                                IT
 ---pagebreak---    Le informazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto d'ufficio di cui al presente
   articolo ⌦ all'articolo 44, paragrafo 1 ⌫.
                                                                  2000/12/CE articolo 30,
                                                                paragrafo 9, primo e secondo
                                                                comma (adattato)
                                              Articolo 50
   9. Ferme restando le ⌦ In deroga alle ⌫ disposizioni di cui ⌦ all'articolo 44, paragrafo 1 e
   all'articolo 45 ⌫ ai paragrafi 1 e 4, gli Stati membri possono inoltre autorizzare, in base a
   disposizioni legislative, la comunicazione di alcune informazioni ad altri servizi delle loro
   amministrazioni centrali responsabili per la legislazione di vigilanza sugli enti creditizi, sugli
   enti finanziari, sui servizi di investimento e sulle compagnie di assicurazioni, nonché agli
   ispettori incaricati da detti servizi.
   Tuttavia tali comunicazioni possono essere fornite solo quando ciò risulti necessario per
   motivi di vigilanza prudenziale.
                                                                  2000/12/CE articolo 30,
                                                                paragrafo 9, terzo comma
                                                                (adattato)
                                              Articolo 51
   Ciò nondimeno gGli Stati membri prevedono che le informazioni ricevute in base
   ⌦ all'articolo 44, paragrafo 2 e all'articolo 47 ⌫ ai paragrafi 2 e 5 e ⌦ le informazioni ⌫
   quelle ottenute mediante le ispezioni di cui all'articolo ⌦ 43 ⌫ 29, paragrafi 1 e 2 non
   possano in alcun caso essere oggetto delle comunicazioni menzionate nel presente
   ⌦ articolo ⌫ paragrafo, salvo accordo esplicito dell'autorità competente che ha comunicato
   le informazioni o dell'autorità competente dello Stato membro in cui è stata effettuata
   l'ispezione.
                                                                  2000/12/CE articolo 30,
                                                                paragrafo 10 (adattato)
                                              Articolo 52
   10. Le disposizioni ⌦ della presente sezione ⌫ del presente articolo non ostano a che le
   autorità competenti ⌦ di uno Stato membro ⌫ comunichino le informazioni di cui ⌦ agli
   articoli da 44 a 46 ⌫ ai paragrafi da 1 a 4 ad un organismo di compensazione o altro
   organismo analogo riconosciuto dalla legislazione nazionale per effettuare servizi di
   compensazione o di regolamento dei contratti in un mercato del loro Stato membro, qualora
   ritengano necessarie tali informazioni per garantire il regolare funzionamento di tali organismi
   rispetto ad infrazioni, anche potenziali, di chi interviene in tale mercato. Le informazioni
   ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto d'ufficio di cui al ⌦ all'articolo 44, ⌫
   paragrafo 1.
IT                                                73                                                  IT
 ---pagebreak---    Tuttavia, gli Stati membri provvedono affinché le informazioni ricevute in virtù del
   ⌦ dell'articolo 44, ⌫ paragrafo 2 non possano essere rivelate, nel caso contemplato dal
   presente ⌦ articolo ⌫ paragrafo, senza esplicito consenso delle autorità competenti che
   hanno fornito le informazioni.
                                                                        nuovo
                                                SEZIONE 3
      OBBLIGO DELLE PERSONE INCARICATE DELLA REVISIONE LEGALE DEI CONTI
                                 ANNUALI E DEI CONTI CONSOLIDATI
                                                                        2000/12/CE articolo 31
                                                                      (adattato)
                                                 Articolo 53
        Obbligo delle persone incaricate del controllo legale dei conti annuali e dei conti
                                                 consolidati
   1.       Gli Stati membri dispongono almeno che: a) qualsiasi persona abilitata ai sensi della
            ⌦ dell'ottava ⌫ direttiva 84/253/CEE26 del Consiglio, ad esercitare presso un ente
            creditizio l'incarico di cui all'articolo 51 della ⌦ quarta ⌫ direttiva 78/660/CEE27
            del Consiglio, all'articolo 37 della direttiva 83/349/CEE ⌦ del Consiglio ⌫,
            all'articolo 31 della direttiva 85/611/CEE28 del Consiglio o qualsiasi altro incarico
            ufficiale, abbia l'obbligo di segnalare tempestivamente alle autorità competenti fatti o
            decisioni riguardanti detto ente ⌦ creditizio ⌫ di cui essa sia venuta a conoscenza
            nell'esercizio dell'incarico sopra citato, tali da:
            a)     costituire una violazione sostanziale delle disposizioni legislative,
                   regolamentari o amministrative che stabiliscono le condizioni per
                   l'autorizzazione o disciplinano in modo specifico l'esercizio dell'attività degli
                   enti creditizi, o
            b)     pregiudicare la continuità della gestione dell'ente creditizio, ovvero
            c)     comportare il rifiuto della certificazione dei bilanci o l'emissione di riserve;.
            ⌦ Gli Stati membri dispongono almeno che ⌫ b) lo stesso obbligo incomba a
            questa stessa persona per quanto riguarda fatti ⌦ o ⌫ e decisioni di cui venga a
            conoscenza nell'ambito di un incarico quale quello di cui ⌦ al primo comma ⌫ alla
            lettera a), esercitato presso un'impresa che abbia stretti legami, derivanti da un
   26
          GU L 126 del 12.5.1984, pag. 20.
   27
          GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 1999/60/CE (GU L 62
          del 26.6.1999, pag. 65).
   28
          GU L 375 del 31.12.1985, pag. 3. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 95/26/CE (GU L 168
          del 18.7.1995, pag. 7).
IT                                                    74                                                      IT
 ---pagebreak---              legame di controllo, con l'ente creditizio presso il quale detta persona svolge ⌦ tale
             incarico ⌫ l'incarico sopra citato.
   2.        La comunicazione in buona fede alle autorità competenti, da parte delle persone
             abilitate ai sensi della direttiva 84/253/CEE, di fatti o decisioni di cui al paragrafo 1
             non costituisce violazione di eventuali restrizioni alla comunicazione di informazioni
             imposte in sede contrattuale o in forma di disposizioni legislative, regolamentari o
             amministrative, ed essa non comporta per tali persone responsabilità di alcun tipo.
                                                                     2000/12/CE (adattato)
    ⌦ SEZIONE 4 POTERE SANZIONATORIO E RICORSO IN SEDE GIURISDIZIONALE
                                                     ⌫
                                                                    2000/12/CE articolo 32
                                                                  (adattato)
                                                 Articolo 54
                            Potere sanzionatorio delle autorità competenti
   Ferme restando le procedure per la revoca delle autorizzazioni e le disposizioni del diritto
   penale, gli Stati membri prevedono che le rispettive autorità competenti possano irrogare
   sanzioni nei confronti degli enti creditizi, o dei dirigenti responsabili, che si sono resi
   colpevoli di infrazioni alle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative in materia
   di controllo ⌦ vigilanza ⌫ o di esercizio dell'attività, o adottare a loro carico provvedimenti
   la cui applicazione è diretta a far cessare le infrazioni accertate o a rimuoverne le cause.
                                                                    2000/12/CE articolo 33
                                                                  (adattato)
                                                 Articolo 55
                                     Ricorso in sede giurisdizionale
   Gli Stati membri stabiliscono che, contro le decisioni prese nei riguardi di un ente creditizio in
   applicazione delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative adottate
   conformemente alla presente direttiva, sia possibile presentare ricorso in sede giurisdizionale;
   ciò vale anche nel caso in cui non si decida, entro sei mesi dalla sua presentazione, su una
   domanda di autorizzazione contenente tutti gli elementi richiesti dalle disposizioni vigenti.
IT                                                   75                                                IT
 ---pagebreak---                                                                      2000/28/CE articolo 1, punto 2
                                                                  (adattato)
                                              Articolo 33 bis
   L'articolo 3 della direttiva 2000/46/CE è applicabile agli enti creditizi.
                                                                    2000/12/CE
                                                CAPO 2
              STRUMENTI TECNICI DI VIGILANZA PRUDENZIALE
                                               SEZIONE 1
                                             FONDI PROPRI
                                                                    2000/12/CE articolo 34,
                                                                  paragrafo 1 (adattato)
                                                Articolo 56
                                             Principi generali
   1. Ogniqualvolta uno Stato membro adotti mediante legge, regolamento o atto amministrativo
   disposizioni, in applicazione della legislazione comunitaria sulla vigilanza prudenziale su enti
   creditizi in attività, nella quale è utilizzata l'espressione «fondi propri» o si fa riferimento a
   tale nozione, esso curerà che tale espressione e nozione concordino con la definizione di cui
   ⌦ agli articoli da 57 a 61 e agli articoli da 63 a 66 ⌫ ai successivi paragrafi 2, 3 e 4 del
   presente articolo ed agli articoli da 35 a 38.
                                                                    2000/12/CE articolo 34,
                                                                  paragrafo 2, primo comma
                                                                  (adattato)
                                                Articolo 57
   Fatte salve le restrizioni ⌦ limitazioni ⌫ di cui all'articolo 38 ⌦ 66 ⌫, i fondi propri non
   consolidati di un ente creditizio comprendono gli elementi seguenti:
             1a)   il capitale versato ai sensi dell'articolo 22 della direttiva 86/635/CEE, ⌦ se
                   versato, ⌫ nonché il sovrapprezzo di emissione escluse però le azioni
                   privilegiate cumulative;
IT                                                   76                                               IT
 ---pagebreak---    2b)   le riserve ai sensi dell'articolo 23 della direttiva 86/635/CEE, nonché gli utili
         portati a nuovo per destinazione del risultato finale d'esercizio. Gli Stati
         membri possono consentire che si tenga conto degli utili intermedi prima che
         sia stata adottata una decisione formale soltanto se sono stati verificati da
         persone incaricate del controllo dei conti e se sia stato provato in modo
         soddisfacente per le autorità competenti che il loro importo è stato valutato
         conformemente ai principi enunciati nella direttiva 86/635/CEE e che essi sono
         al netto di tutti gli oneri prevedibili e delle previsioni di dividendo;
   3c)   il fondo per i rischi bancari generali ai sensi dell'articolo 38 della direttiva
         86/635/CEE;
   4d)   le riserve di rivalutazione ai sensi dell'articolo 33 della direttiva 78/660/CEE;
   5e)   le rettifiche di valore ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 2, della direttiva
         86/635/CEE;
   6f)   gli altri elementi ai sensi dell'articolo 35 ⌦ 63 ⌫ ;
   7g)   gli impegni dei membri degli enti creditizi a forma cooperativa e gli impegni
         solidali dei mutuatari di taluni enti organizzati sotto forma di fondi di cui
         all'articolo 36 ⌦ 64 ⌫, paragrafo 1;
   8h)   le azioni privilegiate cumulative a scadenza fissa, nonché i prestiti subordinati
         di cui all'articolo 36 ⌦ 64 ⌫, paragrafo 3.
   Gli elementi seguenti vengono dedotti, conformemente all'articolo 38 ⌦ 66 ⌫:
   9i)   le azioni proprie in portafoglio al valore di libro;
   10j) le attività ⌦ i beni ⌫ immateriali di cui all'articolo 4 «Attivo», punto 9, della
         direttiva 86/635/CEE;
   11k) i risultati negativi di rilevanza apprezzabile dell'esercizio in corso;
                                                             2002/87/CE articolo 29, punto 4,
                                                          lettera a) (adattato)
   12l) le partecipazioni in altri enti creditizi e in enti finanziari d'importo superiore al
         10% del capitale di questi ultimi;
   13m) i crediti subordinati e gli strumenti di cui all'articolo 35 ⌦ 63 ⌫ e all'articolo
         36 ⌦ 64 ⌫, paragrafo 3, detenuti dall'ente creditizio in enti creditizi e
         finanziari, in cui la sua partecipazione sia in ciascun caso superiore al 10% del
         capitale;
   14n) le partecipazioni in altri enti creditizi e enti finanziari d'importo fino al 10% del
         capitale di questi ultimi, i crediti subordinati e gli strumenti di cui all'articolo
         35 ⌦ 63 ⌫ e all'articolo 36 ⌦ 64 ⌫, paragrafo 3, detenuti da un ente
         creditizio in enti creditizi e finanziari diversi da quelli di cui ai punti 12) e 13)
         del ⌦ al ⌫ presente comma per l'importo totale di tali partecipazioni, crediti
IT                                          77                                                 IT
 ---pagebreak---              subordinati e strumenti che supera il 10% dei fondi propri dell'ente creditizio,
             calcolati prima della deduzione degli elementi di cui ⌦ alle lettere da l) a
             p) ⌫ ai punti da 12) a 16) del presente comma;
       15o) le partecipazioni ai sensi dell'articolo ⌦ 4, punto 10 ⌫ 1, punto 9, detenute
             da un ente creditizio in:
             i)     imprese di assicurazione ai sensi dell'articolo 6 della ⌦ prima ⌫
                    direttiva 73/239/CEE ⌦ 29 del Consiglio ⌫, dell'articolo 6 della
                    ⌦ prima ⌫ direttiva 79/267/CEE ⌦ 30 del Consiglio ⌫ o dell'articolo
                    1, lettera b), della direttiva 98/78/CE del Parlamento europeo e del
                    Consiglio31,
             ii)    imprese di riassicurazione ai sensi dell'articolo 1, lettera c), della direttiva
                    98/78/CE,
             iii)   società di partecipazione assicurativa ai sensi dell'articolo 1, lettera i),
                    della direttiva 98/78/CE;
       (16p) ciascuno dei seguenti elementi detenuti da un ente creditizio nelle imprese di
             cui al punto 15 ⌦ alla lettera o) ⌫ in cui ha una partecipazione:
             i)     strumenti di cui all'articolo 16, paragrafo 3, della direttiva 73/239/CEE,
             ii)    strumenti di cui all'articolo 18, paragrafo 3, della direttiva 79/267/CEE;
                                                               nuovo
       q)    per gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il
             rischio conformemente alla sezione 3, sottosezione 2, gli importi negativi
             risultanti dal calcolo di cui all'allegato VII, parte 1, punto 34 e gli importi delle
             perdite attese calcolati conformemente all'allegato VII, parte 1, punti 30 e 31;
       r)    l'importo dell'esposizione associato a posizioni inerenti a cartolarizzazione alle
             quali viene attribuito un fattore di ponderazione del rischio pari al 1250% ai
             sensi dell'allegato IX, parte 4, calcolato secondo le modalità ivi specificate.
                                                               2000/12/CE articolo 34,
                                                             paragrafo 2, punto 2, ultima frase
                                                             (adattato)
                                                               nuovo
       ⌦ Ai fini della lettera b), gli ⌫ Gli Stati membri possono consentire che si tenga
       conto degli utili intermedi prima che sia stata adottata una decisione formale soltanto
       se sono stati verificati da persone incaricate del controllo dei conti e se sia stato
       provato in modo soddisfacente per le autorità competenti che il loro importo è stato
   29
      ⌦ GU L 228 del 16.8.1973, pag. 3.⌫
   30
      ⌦ GU L 63 del 13.3.1979, pag. 1.⌫
   31
      GU L 330 del 5.12.1998, pag. 1.
IT                                              78                                                   IT
 ---pagebreak---              valutato conformemente ai principi enunciati nella direttiva 86/635/CEE e che essi
             sono al netto di tutti gli oneri prevedibili e delle previsioni di dividendo;.
               Nel caso degli enti creditizi che siano i cedenti in una cartolarizzazione, sono
             esclusi dagli elementi di cui alla lettera b) i profitti netti derivanti dalla
             capitalizzazione dei redditi futuri delle attività cartolarizzate e che costituiscono il
             rafforzamento del credito per le posizioni della cartolarizzazione. 
                                                                       2002/87/CE articolo 29, punto 4,
                                                                    lettera b) (adattato)
                                                 Articolo 58
   In caso di possesso temporaneo di azioni di un altro ente creditizio, ente finanziario, impresa
   di assicurazione, impresa di riassicurazione o società di partecipazione assicurativa ai fini di
   un'operazione di assistenza finanziaria destinata al risanamento e al salvataggio di queste
   ultime, l'autorità competente può consentire deroghe alle disposizioni relative alle deduzioni
   di cui ⌦ alle lettere da l) a p) ⌫ ai punti da 12) a 16).
                                                 Articolo 59
   In alternativa alle deduzioni degli elementi di cui ⌦ alle lettere da o) a p) ⌫ ai punti 15 e
   16, gli Stati membri possono consentire ai loro enti creditizi di applicare, mutatis mutandis, i
   metodi 1, 2 o 3 dell'allegato I della direttiva 2002/87/CE. Il metodo 1 («consolidamento
   contabile») ⌦ può essere ⌫ è applicato soltanto qualora l'autorità competente ritenga che vi
   sia un livello soddisfacente di gestione integrata e di controllo interno delle imprese incluse
   nel consolidamento. Il metodo scelto è applicato coerentemente nel tempo.
                                                 Articolo 60
   Gli Stati membri possono stabilire che, per il calcolo dei fondi propri su base individuale, gli
   enti creditizi soggetti alla vigilanza su base consolidata conformemente alle disposizioni del
   capo ⌦ 4, sezione 1 ⌫ III o alla vigilanza supplementare ai sensi della suddetta direttiva
   2002/87/CE, non siano tenuti a dedurre gli elementi di cui ⌦ alle lettere da l) a p) ⌫ ai punti
   da 12 a 16 detenuti in enti creditizi, enti finanziari, imprese di assicurazione o di
   riassicurazione, società di partecipazione assicurativa, inclusi nel consolidamento o
   nell'ambito della vigilanza supplementare.
   La presente disposizione si applica a tutte le norme prudenziali armonizzate da atti
   comunitari.
IT                                                   79                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                    2000/12/CE articolo 34,
                                                                 paragrafo 3 (adattato)
                                               Articolo 61
   3. La nozione di fondi propri definita ⌦ all'articolo 57, lettere da a) a h) ⌫nel paragrafo 2,
   punti da 1) a 8), comprende un numero massimo di elementi e di importi. Ogni Stato membro
   avrà la facoltà di decidere autonomamente se utilizzare detti elementi o se fissare valori
   massimi inferiori e di detrarre ⌦ dedurre ⌫ elementi diversi da quelli elencati
   ⌦ all'articolo 57, lettere da i) a r) ⌫ al paragrafo 2, punti da 9) a 13). Tali Stati membri sono
   tuttavia tenuti a prevedere una maggiore convergenza ai fini di una definizione comune dei
   fondi propri.
   A tal fine entro il 1° gennaio 1996, la Commissione presenta al Parlamento europeo ed al
   Consiglio una relazione sull'applicazione del presente articolo nonché degli articoli da 35 a
   39, eventualmente corredata dalle proposte di modifica che essa ritiene necessarie. Al più
   tardi il 1° gennaio 1998, il Parlamento europeo ed il Consiglio, deliberando secondo la
   procedura di cui all'articolo 251 del trattato, previa consultazione del Comitato economico e
   sociale, rivedono la definizione dei fondi propri al fine di applicare in modo uniforme una
   definizione comune.
                                                                   2000/12/CE articolo 34,
                                                                 paragrafo 4 (adattato)
   4       Gli elementi elencati ⌦ all'articolo 57, lettere da a) a e) ⌫ nel paragrafo 2, punti da
   1) a 5), devono poter essere utilizzati senza restrizioni e senza indugi dall'ente creditizio per la
   copertura dei rischi o la partecipazione alle ⌦ delle ⌫ perdite nel momento in cui tali rischi
   o perdite si verificano. Il loro importo è esentato da qualunque tributo prevedibile al momento
   in cui è calcolato o deve essere adattato in conseguenza, nella misura in cui tali tributi
   riducano l'importo fino a concorrenza del quale questi elementi possono essere destinati alla
   copertura di rischi o perdite.
                                                                   nuovo
                                               Articolo 62
   Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione sui progressi realizzati nella
   convergenza mirante ad una definizione comune di fondi propri. Entro il 1° gennaio 2009,
   sulla base delle relazioni, la Commissione presenta, se del caso, al Parlamento europeo e al
   Consiglio una proposta di modifica del presente articolo e degli articoli da 35 a 39.
                                                                   2000/12/CE articolo 35
                                                                 (adattato)
                                               Articolo 63
                                             Altri elementi
IT                                                 80                                                   IT
 ---pagebreak---    1. La nozione di fondi propri utilizzata da uno Stato membro può comprendere altri
      elementi purché, indipendentemente dalla loro definizione legale ⌦ di legge ⌫ o
      contabile, presentino le seguenti caratteristiche:
      a)     siano a libera disposizione dell'ente creditizio per far fronte ai normali rischi
             dell'attività bancaria, quando le perdite o le minusvalenze non sono state ancora
             identificate;
      b)     la loro esistenza risulti dalla contabilità interna;
      c)     il loro importo sia fissato dalla direzione dell'ente creditizio, verificato da
             revisori indipendenti, comunicato alle autorità competenti e posto sotto la
             vigilanza di queste ultime.
   2. Possono altresì essere considerati altri elementi le obbligazioni irredimibili e altri
      strumenti che rispondono ai requisiti sottoindicati:
      a)     non possono essere rimborsati su iniziativa del portatore o senza il consenso
             preventivo dell'autorità competente;
      b)     il contratto di emissione prevede la possibilità per l'ente creditizio di differire il
             pagamento di interessi sul debito;
      c)     i crediti del mutuante nei confronti dell'ente creditizio debbono essere
             pienamente subordinati a quelli di tutti i creditori principali;
      d)     i documenti che disciplinano l'emissione delle obbligazioni debbono consentire
             l'uso del debito e degli interessi non pagati per far fronte alle perdite, mentre
             devono lasciare l'istituto di credito in grado di continuare l'attività;
      e)     si tiene conto solo degli importi effettivamente versati.
      Si aggiungono inoltre le azioni privilegiate cumulative diverse da quelle previste
      all'articolo 34, ⌦ 57 ⌫ paragrafo 2, ⌦ lettera h) ⌫, punto 8).
                                                                nuovo
   3. Per gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il
      rischio conformemente alla sezione 3, sottosezione 2, gli importi positivi risultanti
      dal calcolo di cui all'allegato VII, parte 1, punto 34 possono essere riconosciuti come
      altri elementi fino a concorrenza dello 0,6% degli importi delle esposizioni ponderati
      per il rischio calcolati conformemente alla sottosezione 2. Per detti enti creditizi le
      rettifiche di valore e gli accantonamenti inclusi nel calcolo di cui all'allegato VII,
      sezione 3, parte 1, punto 34 e le rettifiche di valore e gli accantonamenti per
      esposizioni di cui all'articolo 57, lettera e) non sono inclusi nei fondi propri se non
      conformemente alla presente disposizione. A questo fine, gli importi delle
      esposizioni ponderati per il rischio non comprendono gli importi calcolati in
      relazione alle posizioni inerenti a cartolarizzazione per le quali sia previsto un fattore
      di ponderazione del rischio pari al 1250%.
IT                                             81                                                   IT
 ---pagebreak---                                                              2000/12/CE articolo 36
                                                           (adattato)
                                          Articolo 64
                         Altre disposizioni relative ai fondi propri
   1. Gli obblighi dei membri degli enti creditizi a forma cooperativa di cui all'articolo
      ⌦ 57, lettera g) ⌫ 34, paragrafo 2, punto 7), sono costituiti dai multipli di garanzia
      delle società cooperative, nonché dagli obblighi statutari dei membri delle stesse di
      effettuare versamenti supplementari a fondo perduto in caso di perdite da parte
      dell'ente creditizio. In questo ⌦ , nel qual ⌫ caso i pagamenti debbono
      ⌦ poter ⌫ essere richiesti senza indugio.
      Sono equiparati agli elementi che precedono gli obblighi in solido dei mutuatari nel
      caso degli enti creditizi organizzati come fondi.
      L'insieme di questi elementi può figurare nei fondi propri se essi sono computati nei
      fondi propri degli enti creditizi di questo tipo conformemente alla legislazione
      nazionale.
   2. Gli Stati membri non possono includere ⌦ includono ⌫ nei fondi propri degli enti
      creditizi di diritto pubblico le garanzie concesse da essi o dai loro enti ⌦ dalle loro
      autorità ⌫ locali a tali enti creditizi.
   3. Gli Stati membri o le autorità competenti possono includere nei fondi propri le azioni
      preferenziali cumulative a scadenza fissa nonché i prestiti subordinati, di cui
      all'articolo ⌦ 57, lettera h) ⌫ 34, paragrafo 2, punto 8), qualora esistano accordi
      vincolanti in base ai quali, in caso di fallimento o liquidazione dell'ente creditizio,
      tali prestiti abbiano un rango inferiore rispetto ai crediti di tutti gli altri creditori e
      venga rimborsato solo dopo che siano stati liquidati tutti i debiti in essere di detto
      ente.
      I prestiti subordinati devono anche rispondere ai seguenti criteri addizionali:
      a)     si tiene conto solo dei fondi effettivamente versati;
      b)     i fondi devono avere una scadenza originaria non inferiore ai cinque anni, dopo
             i quali essi possono essere soggetti a rimborso; se la scadenza è indeterminata
             deve essere stabilito, per il loro rimborso, un preavviso di cinque anni, a meno
             che detti fondi non vengano più considerati come fondi propri o a meno che il
             previo accordo delle autorità competenti sia specificatamente richiesto per il
             loro rimborso anticipato. Le autorità competenti possono autorizzare il
             rimborso anticipato di tali fondi a condizione che la richiesta sia stata fatta su
             sollecitazione dell'emittente e che non venga intaccata la solvibilità dell'ente
             creditizio;
      c)     la loro capacità di essere considerati fondi propri è soggetta a graduale
             riduzione durante almeno cinque anni prima della data prevista per il rimborso;
IT                                             82                                                 IT
 ---pagebreak---       d)     il contratto di prestito non deve contemplare clausole che prevedano che, in
             determinati casi diversi dalla liquidazione dell'ente creditizio, il debito diventi
             rimborsabile prima della data convenuta per il rimborso.
                                                               2000/12/CE articolo 36,
                                                             paragrafo 3, lettera b), escluse le
                                                             prime 21 parole
                                                                nuovo
          Ai fini del secondo comma, lettera b),  se la scadenza è indeterminata deve
      essere stabilito, per il loro rimborso, un preavviso di cinque anni, a meno che detti
      fondi non vengano più considerati come fondi propri o a meno che il previo accordo
      delle autorità competenti sia specificatamente richiesto per il loro rimborso
      anticipato. Le autorità competenti possono autorizzare il rimborso anticipato di tali
      fondi a condizione che la richiesta sia stata fatta su sollecitazione dell'emittente e che
      non venga intaccata la solvibilità dell'ente creditizio.;
                                                               nuovo
   4. Gli enti creditizi non includono nei fondi propri né le riserve di valore equo relative
      ai profitti e alle perdite generati dalla copertura dei flussi finanziari degli strumenti
      finanziari valutati al costo ammortizzato, né i profitti o le perdite sulle loro passività
      valutati al valore equo dovuti all'evoluzione del loro proprio merito di credito.
                                                               2000/12/CE articolo 37
                                                             (adattato)
                                          Articolo 65
                        Calcolo dei fondi propri su base consolidata
   1. Quando il calcolo deve essere effettuato su base consolidata, gli elementi enunciati
      all'articolo 34 ⌦ 57 ⌫, paragrafo 2, sono presi in considerazione in base ai loro
      importi consolidati conformemente alle norme fissate ⌦ al capo 4, sezione 1 ⌫
      dagli articoli da 52 a 56. Inoltre possono essere assimilati alle riserve consolidate, per
      il calcolo dei fondi propri, i seguenti elementi quando sono creditori («negativi»):
      a)     gli interessi di minoranza ai sensi dell'articolo 21 della direttiva 83/349/CEE, in
             caso di utilizzazione del metodo dell'integrazione globale;
      b)     la differenza di primo consolidamento ai sensi degli articoli 19, 30 e 31 della
             direttiva 83/349/CEE;
      c)     le differenze di conversione incluse nelle riserve consolidate conformemente
             all'articolo 39, paragrafo 6, della direttiva 86/635/CEE;
      d)     la differenza risultante dalla inclusione di talune partecipazioni conformemente
             al metodo di cui all'articolo 33 della direttiva 83/349/CEE.
IT                                             83                                                IT
 ---pagebreak---    2.        Allorché gli elementi che precedono sono debitori («positivi») essi devono essere
             dedotti nel calcolo dei fondi propri consolidati ⌦ Qualora gli elementi di cui alle
             lettere da a) a d) del paragrafo 1 sono debitori («positivi»), essi sono dedotti nel
             calcolo dei fondi propri consolidati ⌫ .
                                                                      2000/12/CE articolo 38,
                                                                    paragrafo 1 (adattato)
                                                                      nuovo
                                                  Articolo 66
                                          Detrazioni e limitazioni
   1. Gli elementi di cui all'articolo ⌦ 57, lettere da d) a h) ⌫ 34, paragrafo 2, punti da 4) a 8),
             sono soggetti alle seguenti limitazioni:
             a)     il totale degli elementi di cui ⌦ alle lettere da d) a h) ⌫ ai punti 4) e 8) è
                    limitato al massimo al 100% degli elementi di cui ⌦ alla lettera a) ⌫ al punto
                    1) più gli elementi di cui ⌦ alle lettere b) e c) ⌫ ai punti 2) e 3) meno quelli
                    indicati ⌦ alle lettere da i) a k) ⌫ ai punti 9), 10) e 11)          e al 50% degli
                    importi di cui alla lettera q) ;
             b)     il totale degli elementi di cui ⌦ alle lettere da g) a h) ⌫ ai punti 7) e 8) è
                    limitato al massimo al 50% degli elementi di cui ⌦ alla lettera a) ⌫ al punto
                    1) più gli elementi di cui ⌦ alle lettere b) e c) ⌫ ai punti 2) e 3) meno quelli
                    indicati ⌦ alle lettere da i) a k) ⌫ ai punti 9), 10) e 11)          e al 50% degli
                    importi di cui alla lettera q)  ;
             c)     il totale degli elementi di cui ⌦ alla lettera l) ⌫ ai punti 12) e 13) viene
                    detratto ⌦ dedotto ⌫ dal totale degli elementi.
                                                                      nuovo
   2.        Gli elementi di cui all'articolo 57, lettera r) sono dedotti dal totale degli elementi di
             cui alle lettere da a) a h) dello stesso articolo, a meno che l'ente creditizio non includa
             i primi nel calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio ai fini
             dell'articolo 75 conformemente all'allegato IX, parte 4.
                                                                      2000/12/CE articolo 38,
                                                                    paragrafo 2
   23.       Le autorità competenti possono autorizzare gli enti creditizi a superare
             temporaneamente le limitazioni previste al paragrafo 1 in circostanze eccezionali.
IT                                                    84                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                      2000/12/CE articolo 39
                                                                   (adattato)
                                                Articolo 67
                                Prova da portare alle autorità competenti
   Il rispetto delle condizioni previste ⌦ alla presente sezione ⌫ all'articolo 34, paragrafi 2, 3 e
   4, ed agli articoli da 35 a 38 deve essere comprovato con soddisfazione delle ⌦ secondo
   modalità ritenute soddisfacenti dalle ⌫ autorità competenti.
                                                                     nuovo
                                               SEZIONE 2
                                       COPERTURA DEI RISCHI
                         SOTTOSEZIONE 1 – LIVELLO DI APPLICAZIONE
                                                Articolo 68
   1.        Gli enti creditizi si conformano su base individuale agli obblighi fissati agli articoli
             22 e 75 e alla sezione 5.
   2.        Ciascun ente creditizio che non sia né una filiazione nello Stato membro in cui è
             autorizzato o in cui è soggetto a vigilanza, né un'impresa madre, e ciascun ente
             creditizio non incluso nel consolidamento ai sensi dell'articolo 73 si conforma su
             base individuale agli obblighi fissati agli articoli 120 e 123.
   3.        Ciascun ente creditizio che non sia né un'impresa madre, né una filiazione, e ciascun
             ente creditizio non incluso nel consolidamento ai sensi dell'articolo 73 si conforma su
             base individuale agli obblighi fissati al capo 5.
                                                Articolo 69
   1.        Gli Stati membri hanno facoltà di non applicare l'articolo 68, paragrafo 1 alle
             filiazioni di un ente creditizio, qualora sia la filiazione che l'ente creditizio siano
             soggetti all'autorizzazione e alla vigilanza dello Stato membro interessato, la
             filiazione rientri nella vigilanza su base consolidata dell'ente creditizio impresa
             madre e siano soddisfatte tutte le condizioni elencate di seguito al fine di garantire
             una ripartizione adeguata dei fondi propri tra l'impresa madre e le filiazioni:
             a)     non ci sono impedimenti giuridici o sostanziali, attuali o previsti, che
                    ostacolino il rapido trasferimento dei fondi propri o il rimborso di passività da
                    parte dell'impresa madre;
IT                                                  85                                                IT
 ---pagebreak---              b)     l'impresa madre si assume l'obbligo incondizionato, esplicito e irrevocabile di
                    trasferire fondi propri alla filiazione e di coprirne le passività, ovvero i rischi
                    delle filiazioni sono di entità trascurabile;
             c)     le procedure di valutazione, misurazione e controllo del rischio dell'impresa
                    madre coprono anche la filiazione;
             d)     l'impresa madre ha il diritto di nominare e revocare la maggioranza dei membri
                    dell'organo di direzione della filiazione.
   2.        Gli Stati membri possono valersi della facoltà prevista al paragrafo 1 nel caso in cui
             l'impresa madre sia una società di partecipazione finanziaria avente sede nello stesso
             Stato membro dell'ente creditizio, a condizione che sia soggetta alla stessa vigilanza
             esercitata sugli enti creditizi e in particolare alle disposizioni dell'articolo 71,
             paragrafo 1.
                                                 Articolo 70
   Le autorità competenti possono autorizzare caso per caso gli enti creditizi imprese madri in
   uno Stato membro a includere nel calcolo dei requisiti ai sensi dell'articolo 68, paragrafo 1, le
   filiazioni aventi sede nella Comunità che soddisfino le condizioni di cui all'articolo 69,
   paragrafo 1, lettere a), c) e d) e le cui esposizioni o passività rilevanti siano detenute nei
   confronti di detto ente creditizio impresa madre in uno Stato membro.
                                                 Articolo 71
   1.        Fatti salvi gli articoli da 68 a 70, gli enti creditizi imprese madri in uno Stato membro
             rispettano, nella misura e secondo le modalità previste all'articolo 133, gli obblighi di
             cui agli articoli 75, 120, 123 e alla sezione 5 sulla base della loro situazione
             finanziaria consolidata.
   2.        Fatti salvi gli articoli da 68 a 70, gli enti creditizi controllati da una società di
             partecipazione finanziaria madre in uno Stato membro rispettano, nella misura e
             secondo le modalità previste all'articolo 133, gli obblighi di cui agli articoli 75, 120,
             123 e alla sezione 5 sulla base della situazione finanziaria consolidata della società di
             partecipazione finanziaria.
             Qualora la società di partecipazione finanziaria madre in uno Stato membro controlli
             più di un ente creditizio, il primo comma si applica solo all'ente creditizio soggetto
             alla vigilanza su base consolidata conformemente agli articoli 125 e 126.
                                                 Articolo 72
   1.        Gli enti creditizi imprese madri nell'UE rispettano gli obblighi di cui al capo 5 sulla
             base della loro situazione finanziaria consolidata.
             Tuttavia, per quanto riguarda le loro filiazioni più importanti, pubblicano le
             informazioni specificate all'allegato XII, parte 1, punto 5, su base individuale o
             subconsolidata.
IT                                                     86                                               IT
 ---pagebreak---    2.  Gli enti creditizi controllati da una società di partecipazione finanziaria madre
       nell'UE rispettano gli obblighi di cui al capo 5 sulla base della situazione finanziaria
       consolidata della società di partecipazione finanziaria.
       Tuttavia, per quanto riguarda le loro filiazioni più importanti, pubblicano le
       informazioni specificate all'allegato XII, parte 1, punto 5, su base individuale o
       subconsolidata.
   3.  Le autorità competenti preposte alla vigilanza su base consolidata in applicazione
       degli articoli da 125 a 131 possono decidere di non applicare, in tutto o in parte, i
       paragrafi 1 e 2 agli enti creditizi inclusi in un'informativa equivalente pubblicata su
       base consolidata da parte dell'impresa madre avente sede in un paese terzo.
                                                                2000/12/CE articolo 52,
                                                             paragrafo 3 (adattato)
                                           Articolo 73
   61. Gli Stati membri o le autorità competenti preposte alla vigilanza su base consolidata
       in applicazione ⌦ degli articoli da 125 a 131 ⌫ dell'articolo 53 possono rinunciare,
       in casi individuali, ⌦ nei casi indicati di seguito ⌫ ad includere nel
       consolidamento un ente creditizio, un ente finanziario o un'impresa di servizi bancari
       ausiliari, che è un'impresa figlia ⌦ una filiazione ⌫ o in cui è detenuta una
       partecipazione:
       a)     se l'impresa ⌦ interessata ⌫ da includere è situata in un paese terzo ove
              esistono ostacoli di natura giuridica al trasferimento delle informazioni
              necessarie;
       b)     se l'impresa ⌦ interessata ⌫ da includere nel consolidamento presenta,
              secondo le autorità competenti, un interesse trascurabile rispetto allo scopo
              della vigilanza ⌦ sorveglianza ⌫ degli enti creditizi e, in ogni caso, se il
              totale del bilancio dell'impresa ⌦ interessata ⌫ da includere è inferiore al più
              basso dei due importi seguenti;:
              i)     10 milioni di EUR,
              ii)    oppure 1% del totale del bilancio dell'impresa madre o dell'impresa che
                     detiene la partecipazione;
       più imprese che soddisfino i criteri sopra enunciati devono nondimeno essere incluse
       nel consolidamento qualora presentino globalmente un interesse non trascurabile
       rispetto allo scopo sopra descritto; oppure
       c)     se, a giudizio delle autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza su
              base consolidata, il consolidamento della situazione finanziaria dell'impresa
              ⌦ interessata ⌫ da includere sarebbe inopportuno o fuorviante sotto il
              profilo degli obiettivi della vigilanza degli enti creditizi.
IT                                              87                                               IT
 ---pagebreak---                                                                2000/12/CE articolo 52,
                                                            paragrafo 3, secondo trattino,
                                                            ultima frase (adattato)
      ⌦ Nei casi di cui al primo comma, lettera b), se ⌫ più imprese che soddisfino
      ⌦ soddisfano ⌫ i criteri sopra ⌦ ivi ⌫ enunciati, devono nondimeno essere
      incluse nel consolidamento qualora presentino globalmente un interesse non
      trascurabile rispetto allo scopo ⌦ specificato ⌫ sopra descritto; oppure.
                                                              nuovo
   2. Le autorità competenti impongono agli enti creditizi che sono filiazioni di soddisfare
      i requisiti di cui agli articoli 75, 120, 123 e alla sezione 5 su base subconsolidata
      qualora tali enti creditizi, ovvero l'impresa madre se si tratta di una società di
      partecipazione finanziaria, abbiano come filiazione in un paese terzo un ente
      creditizio o un ente finanziario o una società di gestione patrimoniale secondo la
      definizione dell'articolo 2, paragrafo 5, della direttiva 2002/87/CEE, oppure vi
      detengano una partecipazione.
   3. Le autorità competenti impongono alle imprese madri e alle filiazioni rientranti nel
      campo di applicazione della presente direttiva di assolvere agli obblighi di cui
      all'articolo 22 su base consolidata o subconsolidata, in modo da assicurare la
      coerenza e la corretta integrazione dei dispositivi, dei processi e dei meccanismi da
      essi adottati e in modo da produrre tutti i dati e tutte le informazioni pertinenti ai fini
      dell'attività di vigilanza.
                    SOTTOSEZIONE 2 – CALCOLO DEI REQUISITI
                                         Articolo 74
   1. Se non diversamente disposto, le attività e le voci fuori bilancio sono valutate
      conformemente al quadro contabile a cui l'ente creditizio è soggetto ai sensi del
      regolamento (CE) n. 1606/2002 e della direttiva 86/635/CEE.
   2. Nonostante i requisiti di cui agli articoli da 68 a 72, le autorità competenti vigilano
      affinché i calcoli per la verifica del rispetto da parte degli enti creditizi degli obblighi
      previsti all'articolo 75 vengano effettuati almeno due volte l'anno.
      I calcoli vengono effettuati o dagli stessi enti creditizi, nel qual caso essi notificano
      alle autorità competenti i risultati ottenuti e gli elementi di calcolo richiesti, o dalle
      autorità competenti sulla base dei dati forniti dagli enti creditizi.
IT                                             88                                                  IT
 ---pagebreak---                    SOTTOSEZIONE 3 – LIVELLO MINIMO DEI FONDI PROPRI
                                                 Articolo 75
   Fatto salvo l'articolo 136, gli Stati membri impongono agli enti creditizi di disporre di fondi
   propri che siano in ogni momento pari o superiori alla somma dei seguenti requisiti
   patrimoniali:
   a)       per il rischio di credito e per il rischio di diluizione relativi a tutte le attività, ad
   eccezione delle attività ricomprese nel portafoglio di negoziazione e delle attività non liquide
   se dedotte dai fondi propri ai sensi [dell'articolo 13, paragrafo 2, lettera d), della direttiva
   93/6/CEE], l'8 per cento del totale degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio,
   calcolati conformemente alla sezione 3;
   b)       relativamente alle attività ricomprese nel portafoglio di negoziazione, per il rischio di
   posizione, per il rischio di regolamento, per il rischio di controparte e, qualora sia possibile
   superare i limiti di cui agli articoli da 111 a 117, per i grandi fidi che superano tali limiti, i
   requisiti patrimoniali determinati conformemente alla [direttiva 93/6/CEE, capo V, sezione 4];
   c)       relativamente a tutte le attività, per il rischio di cambio e per il rischio di variazione
   del prezzo delle merci, i requisiti patrimoniali definiti conformemente all'[articolo 18 della
   direttiva 93/6/CEE];
   d)       relativamente a tutte le attività, per il rischio operativo, i requisiti patrimoniali definiti
   conformemente alla sezione 4.
                                                                      2000/12/CE (nuovo)
                                                SEZIONE 2
                                   COEFFICIENTE DI SOLVIBILITÀ
                                                 Articolo 40
                                             Principi generali
   1. Il coefficiente di solvibilità è costituito dal rapporto tra i fondi propri, definiti ai sensi
   dell'articolo 41, e le attività e le operazioni fuori bilancio ponderate in base al rischio
   conformemente all'articolo 42.
   2. Il coefficiente di solvibilità degli enti creditizi che non sono né imprese madri ai sensi
   dell'articolo 1 della direttiva 83/349/CEE, né imprese figlie di dette imprese, è calcolato su
   base individuale.
   3. Il coefficiente di solvibilità degli enti creditizi che sono imprese madri è calcolato su base
   consolidata conformemente ai metodi definiti nella presente direttiva e nella direttiva
   86/635/CEE.
IT                                                    89                                                   IT
 ---pagebreak---    4. Le autorità competenti responsabili dell'autorizzazione e della vigilanza dell'impresa madre,
   che è un ente creditizio, possono anche esigere il calcolo del coefficiente sottoconsolidato o
   non consolidato di quest'ultima nonché di ogni impresa figlia che sia stata da loro autorizzata
   e sottoposta alla loro vigilanza. Se tale controllo della ripartizione adeguata del capitale
   all'interno del gruppo bancario non viene effettuato, altre misure devono essere adottate per
   raggiungere tale scopo.
   5. Fatti salvi gli obblighi cui devono ottemperare gli enti creditizi ai sensi dei paragrafi 2, 3 e
   4 e dell'articolo 52, paragrafi 8 e 9, le autorità competenti provvedono a che i coefficienti
   siano calcolati non meno di due volte l'anno dallo stesso ente creditizio, che comunicherà alle
   autorità competenti i risultati ottenuti nonché tutti gli elementi di calcolo richiesti, ovvero
   dalle autorità competenti, sulla base dei dati forniti dagli enti creditizi.
   6. Le attività e le operazioni fuori bilancio sono valutate in conformità della direttiva
   86/635/CEE.
                                                 Articolo 41
                                        Numeratore: fondi propri
   I fondi propri come definiti dalla presente direttiva, costituiscono il numeratore del
   coefficiente di solvibilità.
                                                 Articolo 42
        Denominatore: elementi dell'attivo e operazioni fuori bilancio ponderati in base al
                                                   rischio
   1. Gradi di rischio di credito, espressi da ponderazioni percentuali, sono attribuiti agli
   elementi dell'attivo secondo le disposizioni degli articoli 43 e 44 ed in via eccezionale degli
   articoli 45, 62 e 63. Il valore di bilancio di ciascun elemento è quindi moltiplicato per la
   ponderazione appropriata al fine di ottenere il valore ponderato in base al rischio.
   2. Nel caso delle operazioni fuori bilancio elencate nell'allegato II, è utilizzato un
   procedimento a due stadi, in conformità delle regole riportate all'articolo 43, paragrafo 2.
   3. Nel caso delle operazioni fuori bilancio di cui all'articolo 43, paragrafo 3, il costo di
   sostituzione potenziale dei contratti in caso di insolvenza della controparte deve essere
   determinato secondo uno dei due metodi descritti nell'allegato III. Questo costo è moltiplicato
   per la ponderazione attribuita alla controparte all'articolo 43, paragrafo 1, ad eccezione della
   ponderazione del 100% ivi prevista che è ridotta al 50% per fornire valori più rispondenti al
   rischio.
   4. La somma dei valori ponderati degli elementi dell'attivo e delle operazioni fuori bilancio,
   indicati ai paragrafi 2 e 3, costituisce il denominatore del coefficiente di solvibilità.
                                                 Articolo 43
                                         Ponderazione dei rischi
IT                                                    90                                               IT
 ---pagebreak---    1. Alle voci dell'attivo di seguito indicate si applicano le ponderazioni seguenti, ma le autorità
   competenti possono stabilire, quando lo ritengano appropriato, ponderazioni più elevate.
   a)      Ponderazione 0
            1)    cassa e valori assimilati;
            2)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di governi centrali e di
                  banche centrali della zona A;
            3)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti delle Comunità europee;
            4)    voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia di
                  governi centrali e di banche centrali della zona A o delle Comunità europee;
            5)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di governi centrali e di
                  banche centrali della zona B, espressi nella moneta nazionale dei debitori e
                  finanziati con raccolta nella stessa valuta;
            6)    voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia di
                  governi centrali e di banche centrali della zona B, espressi nella comune valuta
                  nazionale del garante e del debitore e finanziati con raccolta nella stessa valuta;
            7)    voci dell'attivo garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
                  competenti, da valori emessi dalle amministrazioni centrali o dalle banche
                  centrali della zona A o dalle Comunità europee, o da depositi in contanti presso
                  l'ente che concede il prestito o da certificati di deposito o strumenti analoghi
                  emessi dallo stesso ente e depositati presso quest'ultimo.
   b)      Ponderazione 20%
            1)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti della BEI;
            2)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di banche multilaterali di
                  sviluppo;
            3)    voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia della
                  BEI;
            4)    voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia di
                  banche multilaterali di sviluppo;
            5)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di amministrazioni
                  regionali e di autorità locali della zona A, salve restando le disposizioni
                  dell'articolo 44;
            6)    voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia di
                  amministrazioni regionali e di autorità locali della zona A, salve restando le
                  disposizioni dell'articolo 44;
            7)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di enti creditizi della
                  zona A e non costituiscono fondi propri di detti enti;
IT                                                  91                                                IT
 ---pagebreak---        8)      voci dell'attivo che rappresentano crediti di durata non superiore ad un anno nei
               confronti di enti creditizi della zona B, ad eccezione dei titoli emessi da detti
               enti e riconosciuti come componenti dei fondi propri;
       9)      voci dell'attivo assistite da esplicita garanzia di enti creditizi della zona A;
       10)     voci dell'attivo che rappresentano crediti di durata non superiore ad un anno
               assistiti da garanzia esplicita di enti creditizi della zona B;
       11)     voci dell'attivo garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
               competenti, da una garanzia collaterale sotto forma di valori emessi dalla BEI o
               da banche multilaterali di sviluppo;
       12)     valori all'incasso.
   c) Ponderazione 50%
       1)      prestiti totalmente garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle
               autorità competenti, da ipoteche su proprietà immobiliari di tipo residenziale
               che sono o saranno occupate o date in locazione dal mutuatario e prestiti
               totalmente garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
               competenti, da quote di partecipazione in imprese finlandesi di edilizia
               residenziale che operano in base alla legge finlandese relativa alle imprese di
               edilizia abitativa del 1991 o ad una successiva legislazione equivalente,
               concessi su proprietà che sono o saranno occupate o affittate dal mutuatario;
               «valori assistiti da crediti ipotecari» che possono essere assimilati ai prestiti di
               cui al primo comma o di cui all'articolo 62, paragrafo 1, qualora, visto il quadro
               normativo vigente in ciascuno Stato membro, le autorità competenti li
               considerino equivalenti sotto il profilo del rischio di credito. Fatti salvi i tipi di
               valori che possono essere inclusi nel presente punto 1 e che sono tali da
               rispettare le condizioni qui poste, tra i «valori assistiti da crediti ipotecari» si
               possono annoverare strumenti che rientrino nella definizione della sezione B,
               punto 1, lettere a) e b), dell'allegato della direttiva 93/22/CEE del Consiglio32.
               Le autorità competenti devono in particolare accertare:
               i)     che detti valori siano completamente e direttamente assistiti da un
                      insieme di crediti ipotecari dello stesso tipo di quelli previsti al primo
                      comma o all'articolo 62, paragrafo 1, perfettamente sani al momento
                      dell'emissione dei valori mobiliari stessi;
               ii)    che direttamente gli investitori in valori assistiti da crediti ipotecari, o un
                      fiduciario o un rappresentante incaricato per loro conto, godano di diritti
                      aventi un grado di priorità sufficientemente elevato sulle voci dell'attivo
                      ipotecarie sottostanti, proporzionalmente alla loro quota nel totale dei
                      valori;
   32
      Direttiva 93/22/CEE del Consiglio, del 10 maggio 1993, relativa ai servizi di investimento nel settore
      dei valori mobiliari (GU L 141 dell'11.6.1993, pag. 27). Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva
      97/9/CE (GU L 84 del 26.3.1997, pag. 22).
IT                                                92                                                          IT
 ---pagebreak---              2)    ratei e risconti: queste voci dell'attivo sono soggette alla ponderazione della
                   controparte qualora l'ente creditizio sia in grado di determinarla
                   conformemente alla direttiva 86/635/CEE, altrimenti, qualora non possa
                   determinare la controparte, si applica una ponderazione forfettaria del 50%.
   d)       Ponderazione 100%
             1)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di governi centrali e di
                   banche centrali della zona B, salvo quelli espressi nella valuta nazionale dei
                   debitori e finanziati con provviste nella stessa valuta;
             2)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di governi regionali e di
                   amministrazioni locali della zona B;
             3)    voci dell'attivo che rappresentano crediti di durata superiore a un anno nei
                   confronti di enti creditizi della zona B;
             4)    voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti del settore non bancario
                   della zona A e della zona B;
             5)    attività materiali ai sensi dell'articolo 4 «attivo», punto 10, della direttiva
                   86/635/CEE;
             6)    azioni in portafoglio, partecipazioni e altri elementi costitutivi dei fondi propri
                   di altri enti creditizi, qualora non siano dedotti dai fondi propri dell'ente
                   concedente;
             7)    ogni altro attivo non dedotto dai fondi propri.
   2. Le operazioni fuori bilancio diverse da quelle di cui al paragrafo 3 sono trattate nel modo
   seguente. In una prima fase, sono classificate in base alle categorie di rischio che figurano
   nell'allegato II. Si considerano poi per l'intero ammontare le operazioni a rischio pieno, per il
   50% le operazioni a rischio medio e per il 20% quelle a rischio medio/basso; il valore delle
   operazioni a rischio basso è posto uguale a 0. Nella seconda fase, i valori così modificati delle
   operazioni fuori bilancio sono moltiplicati per le ponderazioni previste in funzione della
   natura della controparte, conformemente al procedimento indicato per le voci dell'attivo di cui
   al paragrafo 1 e all'articolo 44. Nel caso di contratti di riporto, di altre cessioni con patto di
   riacquisto a termine e di impegni di acquisto a termine secco, le ponderazioni attribuite sono
   quelle degli attivi oggetto del contratto e non quelle delle controparti delle transazioni. La
   quota non versata del capitale sottoscritto nel Fondo europeo per gli investimenti può essere
   ponderata al 20%.
   3. I metodi descritti nell'allegato III si applicano alle voci fuori bilancio di cui all'allegato IV
   eccettuati:
   –         i contratti negoziati su mercati ufficiali,
   –         i contratti sui cambi (tranne quelli connessi all'oro) di durata iniziale non superiore ai
             14 giorni di calendario.
   Fino al 31 dicembre 2006 le autorità competenti degli Stati membri possono esentare
   dall'applicazione dei metodi elencati nell'allegato III i contratti negoziati fuori borsa (OTC)
IT                                                   93                                                 IT
 ---pagebreak---    regolati da una stanza di compensazione per i quali la stanza di compensazione agisca come
   controparte legale e tutti i partecipanti garantiscono integralmente su base giornaliera
   l'esposizione che presentano nei confronti della stanza di compensazione, fornendo una
   copertura dell'esposizione corrente e di quella potenziale futura. Le autorità competenti
   devono accertarsi che la garanzia fornita assicuri lo stesso livello di copertura di quella di cui
   al paragrafo 1, lettera a), punto 7), e che sia eliminato il rischio di un aumento delle
   esposizioni nei confronti della stanza di compensazione che oltrepassi il valore di mercato
   della garanzia fornita. Gli Stati membri informano la Commissione dell'uso che essi fanno di
   tale facoltà.
   4. Quando le operazioni fuori bilancio sono assistite da garanzie esplicite, esse devono essere
   ponderate in base al garante e non alla controparte del contratto. Quando l'esposizione
   potenziale derivante dalle transazioni fuori bilancio è totalmente garantita, secondo modalità
   ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti, da una delle voci dell'attivo riconosciute
   come garanzie al punto 7) del paragrafo 1, lettera a), e al punto 11) della lettera b), si applica
   la ponderazione dello 0% o del 20% in base alla natura della garanzia in questione.
   Gli Stati membri possono applicare una ponderazione del 50% alle voci fuori bilancio che
   sono garanzie aventi carattere di sostituti del credito e che sono totalmente garantite, secondo
   modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti, da ipoteche che ottemperano ai
   requisiti del paragrafo 1, lettera c), punto 1), purché il garante benefici di un diritto diretto su
   tale garanzia.
   5. Se alle voci dell'attivo e alle operazioni fuori bilancio è attribuita una ponderazione più
   bassa per l'esistenza di una garanzia esplicita o accettabile dalle autorità competenti, la
   ponderazione più bassa si applica soltanto alla parte che è garantita o che è integralmente
   coperta dai valori in garanzia.
                                               Articolo 44
    Ponderazione dei crediti nei confronti delle amministrazioni regionali o locali degli Stati
                                                 membri
   1. Ferme restando le disposizioni dell'articolo 43, paragrafo 1, lettera b), gli Stati membri
   hanno la facoltà di attribuire una ponderazione dello 0% per le loro amministrazioni regionali
   e locali se non esiste alcuna differenza nel rischio tra crediti nei confronti di queste ultime e
   crediti nei confronti delle amministrazioni centrali a motivo dei poteri fiscali delle
   amministrazioni regionali e delle autorità locali così come dell'esistenza di specifiche
   disposizioni istituzionali volte a ridurre le possibilità di inadempienza di queste ultime. Una
   ponderazione dello 0 % fissata conformemente a detti criteri si applica ai crediti nei confronti
   delle amministrazioni regionali e delle autorità locali e alle operazioni fuori bilancio di
   pertinenza di queste amministrazioni, nonché ai crediti nei confronti di terzi e alle operazioni
   fuori bilancio di pertinenza di terzi e garantiti dalle amministrazioni regionali e dalle autorità
   locali di cui sopra o garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
   competenti, da valori emessi da dette amministrazioni regionali o autorità locali.
   2. Gli Stati membri notificano alla Commissione la ponderazione dello 0% che considerino
   giustificata conformemente ai criteri fissati al paragrafo 1. La Commissione diffonde le
   informazioni ricevute e altri Stati membri possono offrire agli enti creditizi, sotto il controllo
   delle loro autorità competenti, la possibilità di applicare una ponderazione dello 0 % quando
IT                                                  94                                                  IT
 ---pagebreak---    effettuino operazioni con le amministrazioni regionali e le autorità locali in questione o
   detengano crediti garantiti da queste amministrazioni o autorità, comprese garanzie in valori.
                                                 Articolo 45
                                            Altre ponderazioni
   1. Fatto salvo l'articolo 44, paragrafo 1, gli Stati membri possono applicare una ponderazione
   del 20% alle voci dell'attivo garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
   competenti, da valori emessi dalle amministrazioni regionali o dalle autorità locali della zona
   A, da depositi domiciliati presso enti creditizi della zona A diversi dall'ente che concede il
   prestito o da certificati di deposito o strumenti analoghi emessi da detti enti creditizi.
   2. Gli Stati membri possono applicare una ponderazione del 10% ai crediti sugli enti
   specializzati nei mercati interbancari e del debito pubblico nello Stato membro d'origine,
   sottoposti a stretta vigilanza dalle autorità competenti, qualora le suddette voci dell'attivo
   siano integralmente e totalmente garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle
   autorità competenti dello Stato membro di origine, da una combinazione di voci dell'attivo di
   cui all'articolo 43, paragrafo 1, lettere a) e b), riconosciute quali garanzie adeguate.
   3. Gli Stati membri notificano alla Commissione le disposizioni adottate in applicazione dei
   paragrafi 1 e 2 e le motivazioni che giustificano tali disposizioni. La Commissione trasmette
   le informazioni agli Stati membri. La Commissione riesamina periodicamente le conseguenze
   di tali disposizioni per assicurarsi che queste non comportino distorsioni di concorrenza.
                                                 Articolo 46
                      Organismi amministrativi e imprese senza scopo di lucro
   Ai fini dell'articolo 43, paragrafo 1, lettera b), le autorità competenti degli Stati membri
   possono includere nel concetto di «amministrazione regionale» e di «autorità locale» gli
   organismi amministrativi senza scopo di lucro responsabili nei confronti delle
   amministrazioni regionali o delle autorità locali, e le imprese senza scopo di lucro che
   appartengono alle amministrazioni centrali, alle amministrazioni regionali e alle autorità locali
   o agli organismi che, a giudizio delle autorità competenti, comportano un rischio equivalente
   a quello delle amministrazioni regionali e delle autorità locali.
   Le autorità competenti possono includere nel concetto di amministrazione regionale e di
   autorità locale le chiese e le comunità religiose, costituite in persone giuridiche di diritto
   pubblico, se riscuotono imposte secondo la legislazione che conferisce loro tale diritto. In
   questo caso, tuttavia, non si applica la facoltà di cui all'articolo 44.
                                                 Articolo 47
                                  Valore del coefficiente di solvibilità
   1. Gli enti creditizi devono mantenere costantemente a un livello pari almeno all'8%, il valore
   del coefficiente, definito all'articolo 40.
IT                                                    95                                             IT
 ---pagebreak---    2. Ferma restando la disposizione di cui al paragrafo 1, le autorità competenti possono fissare
   coefficienti minimi più elevati qualora lo ritengano opportuno.
   3. Qualora il coefficiente scenda al di sotto dell'8%, le autorità competenti provvedono
   affinché gli enti creditizi interessati adottino al più presto misure appropriate per riportare il
   coefficiente al valore minimo stabilito.
                                                                      nuovo
                                               SEZIONE 3
          REQUISITI PATRIMONIALI MINIMI A FRONTE DEL RISCHIO DI CREDITO
                                                 Articolo 76
   Per il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio ai fini dell'articolo 75,
   lettera a), gli enti creditizi applicano il metodo standardizzato di cui agli articoli da 78 a 83, o,
   se autorizzati dalle autorità competenti ai sensi dell'articolo 84, il metodo basato sui rating
   interni di cui agli articoli da 84 a 89.
                                                 Articolo 77
   Ai fini della presente sezione, per "esposizione" si intende una voce dell'attivo o una voce
   fuori bilancio.
                         SOTTOSEZIONE 1 – METODO STANDARDIZZATO
                                                 Articolo 78
   1.        Fatto salvo il paragrafo 2, il valore dell'esposizione di una voce dell'attivo è pari al
             suo valore di bilancio, il valore dell'esposizione di una voce fuori bilancio figurante
             nell'elenco di cui all'allegato II è pari alle seguenti percentuali del suo valore: 100%
             nel caso di voce a rischio pieno, 50% se a rischio medio, 20% se a rischio medio-
             basso, 0% se a rischio basso. Le voci fuori bilancio di cui alla prima frase del
             presente paragrafo vengono assegnate alle categorie di rischio indicate all'allegato II.
   2.        Il valore dell'esposizione degli strumenti derivati di cui all'elenco dell'allegato IV
             viene determinato conformemente ad uno dei due metodi illustrati nell'allegato III,
             tenendo conto degli effetti dei contratti di novazione e di altri accordi di
             compensazione ai fini dei predetti metodi conformemente all'allegato III.
   3.        Qualora l'esposizione sia soggetta a protezione del credito assistita, il valore
             dell'esposizione applicabile a detta voce può essere modificato conformemente alla
             sottosezione 3.
IT                                                   96                                                  IT
 ---pagebreak---    4. Nel caso degli enti creditizi che si avvalgono del metodo integrale per il trattamento
      delle garanzie reali finanziarie di cui all'allegato VIII, parte 3, qualora un'esposizione
      si presenti sotto forma di titoli o merci venduti, costituiti in garanzia o prestati sulla
      base di un'operazione di vendita con patto di riacquisto o di un'operazione di
      concessione o di assunzione di titoli o di merci in prestito, il valore dell'esposizione è
      pari al valore dei titoli o delle merci determinato conformemente all'articolo 74,
      paragrafo 1, maggiorato delle rettifiche per volatilità indicate per detti titoli o merci,
      come stabilito all'allegato VIII, parte 3, punti da 35 a 60.
                                           Articolo 79
   1. Ogni esposizione viene classificata in una delle seguenti classi di esposizioni:
      a)     crediti o crediti potenziali verso amministrazioni centrali o banche centrali;
      b)     crediti o crediti potenziali verso amministrazioni regionali o autorità locali;
      c)     crediti o crediti potenziali verso organismi amministrativi e imprese non
             commerciali;
      d)     crediti o crediti potenziali verso banche multilaterali di sviluppo;
      e)     crediti o crediti potenziali verso organizzazioni internazionali;
      f)     crediti o crediti potenziali verso enti;
      g)     crediti o crediti potenziali verso imprese;
      h)     crediti al dettaglio o crediti potenziali al dettaglio;
      i)     crediti o crediti potenziali garantiti da immobili;
      j)     posizioni scadute;
      k)     posizioni appartenenti a categorie ad alto rischio per fini regolamentari;
      l)     crediti sotto forma di obbligazioni coperte;
      m)     posizioni inerenti a cartolarizzazione;
      n)     crediti a breve termine verso enti e imprese;
      o)     crediti verso organismi di investimento collettivo (OIC);
      p)     altre posizioni.
   2. Per essere classificata nella classe delle esposizioni al dettaglio di cui al paragrafo 1,
      lettera h), un'esposizione deve soddisfare le seguenti condizioni:
      a)     deve trattarsi di esposizione nei confronti di singole persone o di piccole o
             medie imprese;
IT                                             97                                                IT
 ---pagebreak---       b)     l'esposizione deve essere inclusa in un numero significativo di esposizioni
             aventi caratteristiche analoghe, in modo che i rischi ad essa associati siano
             sostanzialmente ridotti;
      c)     l'importo totale, ivi comprese eventuali esposizioni scadute, dovuto all'ente
             creditizio o all'impresa madre e alle sue filiazioni dal cliente debitore o dal
             gruppo di clienti collegati debitori non deve superare, secondo le informazioni
             in possesso dell'ente creditizio, 1 milione di EUR. L'ente creditizio deve
             compiere ogni ragionevole passo per acquisire dette informazioni.
      I valori mobiliari non possono rientrare nella classe delle esposizioni al dettaglio.
                                         Articolo 80
   1. Per il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio, a tutte le
      esposizioni, a meno che non siano dedotte dai fondi propri, si applicano fattori di
      ponderazione del rischio conformemente alle disposizioni dell'allegato VI, parte 1.
      L'applicazione dei fattori di ponderazione del rischio è in funzione della classe in cui
      l'esposizione viene classificata e, conformemente a quanto specificato all'allegato VI,
      parte 1, del relativo merito di credito. Il merito di credito può essere determinato con
      riferimento alle valutazioni del merito di credito espresse dalle agenzie esterne di
      valutazione del merito di credito, conformemente alle disposizioni degli articoli da
      81 a 83, o alle valutazioni del merito di credito delle agenzie per il credito
      all'esportazione, conformemente all'allegato VI, parte 1.
   2. Ai fini dell'applicazione del fattore di ponderazione del rischio conformemente al
      paragrafo 1, il valore dell'esposizione viene moltiplicato per il fattore di
      ponderazione del rischio specificato o determinato conformemente alla presente
      sottosezione.
   3. Ai fini del calcolo degli importi ponderati per il rischio delle esposizioni verso enti,
      le autorità competenti decidono se adottare il metodo basato sul merito di credito
      dell'amministrazione centrale del territorio in cui l'ente creditizio è registrato ovvero
      il metodo basato sul merito di credito dell'ente controparte, conformemente
      all'allegato VI.
   4. In deroga al paragrafo 1, qualora un'esposizione sia soggetta a protezione del credito,
      il fattore di ponderazione del rischio applicabile può essere modificato
      conformemente alla sottosezione 3.
   5. Gli importi ponderati per il rischio delle esposizioni cartolarizzate vengono calcolati
      conformemente alla sottosezione 4.
   6. Per il calcolo degli importi ponderati per il rischio delle esposizioni per le quali la
      presente sottosezione non dispone diversamente si applica un fattore di ponderazione
      del rischio del 100%.
   7. Fatta eccezione per le esposizioni che danno luogo a passività aventi la forma degli
      elementi di cui all'articolo 57, paragrafo 1, punti da 1 a 8, le autorità competenti
      possono esentare dai requisiti di cui al paragrafo 1 del presente articolo le esposizioni
IT                                           98                                                 IT
 ---pagebreak---       di un ente creditizio verso una controparte che sia sua impresa madre, sua filiazione o
      filiazione della sua impresa madre, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
      a)     la controparte sia un ente, una società di partecipazione finanziaria, un ente
             finanziario, una società di gestione patrimoniale o un'impresa di servizi
             ausiliari cui si applicano opportuni requisiti prudenziali;
      b)     la controparte sia inclusa in forma integrale nello stesso consolidamento
             dell'ente creditizio;
      c)     la controparte sia soggetta alle stesse procedure di valutazione, misurazione e
             controllo del rischio dell'ente creditizio;
      d)     la controparte abbia sede nello stesso Stato membro dell'ente creditizio;
      e)     non ci siano impedimenti giuridici o sostanziali, attuali o previsti, che
             ostacolino il rapido trasferimento dei fondi propri o il rimborso di passività da
             parte della controparte all'ente creditizio;
      In tal caso si applica un fattore di ponderazione del rischio dello 0%.
                                          Articolo 81
   1. Per determinare il fattore di ponderazione del rischio di un'esposizione ai sensi
      dell'articolo 80, una valutazione esterna del merito di credito può essere utilizzata
      solo se l'agenzia esterna di valutazione del merito di credito che la fornisce è stata
      riconosciuta idonea a tal fine dalle autorità competenti (di seguito "agenzia esterna di
      valutazione del merito di credito idonea").
   2. Le autorità competenti riconoscono l'idoneità di un'agenzia esterna di valutazione del
      merito di credito ai fini dell'articolo 80 solo dopo aver accertato che la metodologia
      di valutazione da essa utilizzata soddisfi i requisiti di obiettività, indipendenza,
      revisione continua e trasparenza, e che le valutazioni del merito di credito che ne
      risultano soddisfino i requisiti di credibilità e di trasparenza. A tal fine, le autorità
      competenti tengono conto dei criteri tecnici stabiliti all'allegato VI, parte 2.
   3. Se un'agenzia esterna di valutazione del merito di credito è stata riconosciuta idonea
      dalle autorità competenti di uno Stato membro, le autorità competenti di altri Stati
      membri possono riconoscere l'idoneità dell'agenzia esterna senza procedere ad una
      propria valutazione.
   4. Le autorità competenti pubblicano una nota esplicativa relativa alla procedura di
      riconoscimento e l'elenco delle agenzie esterne di valutazione del merito di credito
      idonee.
                                          Articolo 82
   1. Le autorità competenti stabiliscono, tenendo conto dei criteri tecnici enunciati
      all'allegato VI, parte 2, a quali classi di merito di credito di cui alla parte 1 dello
      stesso allegato vadano associate le pertinenti valutazioni del merito di credito di
IT                                            99                                                IT
 ---pagebreak---       un'agenzia esterna di valutazione del merito di credito idonea. Le decisioni in
      questione sono obiettive e coerenti.
   2. Se le autorità competenti di uno Stato membro hanno adottato una decisione ai sensi
      del paragrafo 1, le autorità competenti di altri Stati membri possono riconoscere tale
      decisione senza procedere ad una propria valutazione.
                                          Articolo 83
   1. Le valutazioni del merito di credito di un'agenzia esterna di valutazione del merito di
      credito ai fini del calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio di un
      ente creditizio vengono utilizzate in maniera coerente e in conformità all'allegato VI,
      parte 3. Le valutazioni del merito di credito non vengono utilizzate in maniera
      selettiva.
   2. Gli enti creditizi utilizzano valutazioni del merito di credito che sono state richieste.
      Tuttavia, previa autorizzazione dell'autorità competente, possono utilizzare
      valutazioni che non sono state richieste.
          SOTTOSEZIONE 2 – METODO BASATO SUI RATING INTERNI
                                          Articolo 84
   1. Conformemente alla presente sottosezione, le autorità competenti possono
      autorizzare gli enti creditizi a calcolare gli importi delle esposizioni ponderati per il
      rischio utilizzando il metodo basato sui rating interni. Ciascun ente creditizio
      necessita di un'autorizzazione espressa.
   2. L'autorizzazione viene concessa solo dopo che l'autorità competente abbia accertato
      che i sistemi utilizzati dall'ente creditizio per la gestione e il rating delle esposizioni
      soggette a rischio di credito sono solidi e applicati correttamente e, in particolare,
      soddisfano i seguenti principi conformemente all'allegato VII, parte 4:
      a)     i sistemi di rating dell'ente creditizio forniscono una valutazione corretta delle
             caratteristiche del debitore e delle operazioni, un’idonea differenziazione e
             stime quantitative precise e coerenti del rischio;
      b)     i rating interni e le stime interne degli inadempimenti e delle perdite utilizzati
             per il calcolo dei requisiti patrimoniali, nonché i processi e i sistemi associati
             hanno una funzione essenziale nella gestione del rischio, nel processo
             decisionale, nell’autorizzazione dei crediti, nell’attribuzione interna del
             capitale e nelle funzioni di governo societario dell'ente creditizio;
      c)     l'ente creditizio dispone di un'unità di controllo del rischio di credito
             responsabile dei suoi sistemi di rating, adeguatamente indipendente e sottratta
             ad ogni indebita influenza;
IT                                            100                                                 IT
 ---pagebreak---       d)     l'ente creditizio raccoglie e archivia tutti i dati pertinenti che siano di ausilio
             efficace ai processi da esso applicati per la misurazione e la gestione del rischio
             di credito;
      e)     l'ente creditizio documenta i suoi sistemi di rating e la logica che ne sottende la
             struttura, e li convalida.
      Qualora un ente creditizio impresa madre nell'UE e le sue filiazioni ovvero un ente
      finanziario impresa madre nell'UE e le sue filiazioni utilizzino il metodo basato sui
      rating interni su base unificata per l'impresa madre e le sue filiazioni, le autorità
      competenti possono consentire che i requisiti minimi di cui all'allegato VII, parte 4,
      vengano rispettati dall'impresa madre e dalle sue filiazioni considerate
      congiuntamente.
   3. Un ente creditizio che chieda l'autorizzazione all'applicazione del metodo basato sui
      rating interni deve dimostrare di aver utilizzato, per le relative classi di esposizioni,
      sistemi di rating sostanzialmente in linea con i requisiti minimi previsti dal presente
      allegato ai fini della misurazione e della gestione interne del rischio almeno nel corso
      dei tre anni precedenti l'autorizzazione all'uso del metodo basato sui rating interni.
      Tale obbligo si applica a decorrere dal 31 dicembre 2010.
   4. Un ente creditizio che chieda l'autorizzazione all'utilizzo di stime interne delle
      perdite in caso di inadempimento e/o dei fattori di conversione deve dimostrare di
      aver elaborato e utilizzato stime interne delle perdite in caso di inadempimento e/o
      dei fattori di conversione secondo modalità sostanzialmente conformi con i requisiti
      minimi previsti nel presente allegato per l'utilizzo delle stime interne di detti
      parametri almeno nel corso dei tre anni precedenti l'autorizzazione all'uso delle stime
      interne delle perdite in caso di inadempimento e/o dei fattori di conversione. Tale
      obbligo si applica a decorrere dal 31 dicembre 2010.
   5. Qualora un ente creditizio non rispetti più i requisiti di cui alla presente sottosezione,
      presenta all'autorità competente un piano per tornare tempestivamente ad uniformarsi
      ai requisiti ovvero dimostra che gli effetti di tale mancato rispetto sono irrilevanti.
   6. Qualora il metodo basato sui rating interni debba essere utilizzato da un ente
      creditizio impresa madre nell'UE e dalle sue filiazioni ovvero da una società di
      partecipazione finanziaria madre nell'UE e dalle sue filiazioni, le autorità competenti
      preposte alla vigilanza dei diversi soggetti giuridici collaborano strettamente come
      disposto dagli articoli da 129 a 132.
                                          Articolo 85
   1. Fatto salvo l'articolo 89, gli enti creditizi, nonché ogni impresa madre e le loro
      filiazioni applicano il metodo basato sui rating interni per tutte le esposizioni.
      Previa autorizzazione delle autorità competenti, l'applicazione del metodo può essere
      realizzata in modo sequenziale per ciascuna delle classi di esposizioni di cui
      all'articolo 86, all'interno della stessa unità operativa, per le varie unità operative di
      uno stesso gruppo ovvero per l'utilizzazione delle stime interne delle perdite in caso
      di inadempimento o dei fattori di conversione ai fini del calcolo dei fattori di
IT                                            101                                                IT
 ---pagebreak---        ponderazione del rischio delle esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni
       centrali e banche centrali.
       Per la classe delle esposizioni al dettaglio di cui all'articolo 86, l'applicazione può
       essere realizzata in modo sequenziale in funzione delle categorie di esposizioni alle
       quali corrispondono le diverse correlazioni di cui all'allegato VII, parte 1, punti 9, 10
       e 11.
   2.  L'applicazione di cui al paragrafo 1 viene realizzata entro un periodo di tempo
       ragionevole da concordare con le autorità competenti. L'applicazione viene realizzata
       secondo condizioni rigorose fissate dalle autorità competenti. Tali condizioni sono
       stabilite in modo da assicurare che la flessibilità prevista al paragrafo 1 non venga
       utilizzata selettivamente allo scopo di ridurre i requisiti patrimoniali minimi per
       quanto riguarda le classi di esposizioni e le unità operative che devono ancora essere
       incluse nel metodo basato sui rating interni o nell'uso delle stime interne delle perdite
       in caso di inadempimento e dei fattori di conversione.
   3.  Gli enti creditizi che utilizzano il metodo basato sui rating interni per una qualsiasi
       classe di esposizioni applicano il metodo basato sui rating interni anche alla classe
       delle esposizioni in strumenti di capitale.
   4.  Fatti salvi i paragrafi da 1 a 3 e l'articolo 89, gli enti creditizi autorizzati, ai sensi
       dell'articolo 84, all'utilizzo del metodo basato sui rating interni non possono valersi
       nuovamente delle disposizioni della sottosezione 1 ai fini del calcolo degli importi
       delle esposizioni ponderati per il rischio, eccetto qualora sia dimostrato che vi è un
       legittimo motivo e previa approvazione delle autorità competenti.
   5.  Fatti salvi i paragrafi 1 e 2 e l'articolo 89, gli enti creditizi autorizzati, ai sensi
       dell'articolo 87, paragrafo 9, all'utilizzo delle stime interne delle perdite in caso di
       inadempimento e dei fattori di conversione non possono tornare ad utilizzare i valori
       delle perdite in caso di inadempimento e dei fattori di conversione di cui all'articolo
       87, paragrafo 8, eccetto qualora sia dimostrato che vi è un legittimo motivo e previa
       approvazione delle autorità competenti.
                                            Articolo 86
   1. Ogni esposizione viene classificata in una delle seguenti classi di esposizioni:
       a)     crediti o crediti potenziali verso amministrazioni centrali e banche centrali;
       b)     crediti o crediti potenziali verso enti;
       c)     crediti o crediti potenziali verso imprese;
       d)     crediti al dettaglio o crediti potenziali al dettaglio;
       e)     crediti in strumenti di capitale;
       f)     posizioni inerenti a cartolarizzazione;
       g)     altre attività diverse dai crediti.
IT                                              102                                               IT
 ---pagebreak---    2.       Le seguenti esposizioni sono trattate al pari di esposizioni verso amministrazioni
   centrali e banche centrali:
             a)     esposizioni verso governi regionali e autorità locali che sono trattate al pari di
                    esposizioni verso amministrazioni centrali ai sensi della sottosezione 1;
             b)     esposizioni verso banche multilaterali di sviluppo e organizzazioni
                    internazionali alle quali, ai sensi della sottosezione 1, si applica un fattore di
                    ponderazione del rischio pari allo 0%.
   3.       Le seguenti esposizioni sono trattate al pari di esposizioni verso enti:
             a)     esposizioni verso governi regionali e autorità locali che non sono trattate al pari
                    di esposizioni verso amministrazioni centrali ai sensi della sottosezione 1;
             b)     esposizioni verso enti del settore pubblico che sono trattate al pari di
                    esposizioni verso enti ai sensi della sottosezione 1;
             c)     esposizioni verso banche multilaterali di sviluppo alle quali non si applica un
                    fattore di ponderazione del rischio pari allo 0% ai sensi della sottosezione 1.
   4.       Per essere classificate nella classe delle esposizioni al dettaglio di cui al paragrafo 1,
   lettera d), le esposizioni devono soddisfare i seguenti criteri:
             a)     deve trattarsi di esposizioni nei confronti di individui o di una piccola o media
                    impresa, a condizione, in quest'ultimo caso, che l'importo totale dovuto all'ente
                    creditizio o all'impresa madre e alle sue filiazioni dal cliente debitore o dal
                    gruppo di clienti debitori collegati non superi 1 milione di EUR, secondo le
                    informazioni in possesso dell'ente creditizio, il quale deve aver adottato tutte le
                    misure ragionevoli per verificare tale situazione;
             b)     nella gestione del rischio l'ente creditizio tratta le esposizioni in maniera
                    analoga e coerente nel tempo;
             c)     le esposizioni non sono gestite su base individuale secondo modalità analoghe
                    alle esposizioni rientranti nella classe delle esposizioni verso imprese;
             d)     ogni esposizione è inclusa in un numero significativo di esposizioni gestite in
                    maniera analoga.
   5.       Le seguenti esposizioni sono classificate tra le esposizioni in strumenti di capitale:
             a)     esposizioni non debitorie che conferiscono un credito residuale subordinato
                    sulle attività o sul reddito dell'emittente;
             b)     esposizioni debitorie la cui sostanza economica è analoga a quella delle
                    esposizioni menzionate alla lettera a).
   6.       Nell'ambito della classe delle esposizioni verso imprese, gli enti creditizi individuano
   come esposizioni da finanziamenti specializzati le esposizioni che possiedono le seguenti
   caratteristiche:
IT                                                    103                                               IT
 ---pagebreak---              a)     si tratta di esposizioni verso un soggetto creato ad hoc per finanziare e/o
                    amministrare attività materiali;
             b)     le condizioni contrattuali conferiscono al prestatore un sostanziale controllo
                    sulle attività e sul reddito da esse prodotto;
             c)     la fonte primaria di rimborso dell’esposizione è rappresentata dal reddito
                    generato dalle attività finanziate piuttosto che dall’autonoma capacità di una
                    più ampia iniziativa imprenditoriale.
   7.       Tutte le obbligazioni creditorie non classificate nelle classi di esposizioni di cui al
   paragrafo 1, lettere a) e b) e lettere da d) a f) sono classificate nella classe di esposizioni di cui
   alla lettera c) dello stesso paragrafo.
   8.       La classe di esposizioni di cui al paragrafo 1, lettera g) include il valore residuale degli
   immobili dati in locazione, se non altrimenti disposto dalla presente direttiva.
   9.       La metodologia utilizzata dall'ente creditizio per la classificazione delle esposizioni
   nelle diverse classi deve essere adeguata e coerente nel tempo.
                                                  Articolo 87
   1.       Gli importi ponderati per il rischio di credito delle esposizioni incluse in una delle
   classi di esposizioni di cui all'articolo 86, paragrafo 1, lettere da a) a e) o lettera g), a meno
   che non siano dedotti dai fondi propri, vengono calcolati conformemente all'allegato VII,
   parte 1, punti da 1 a 25.
   2.       Gli importi ponderati per il rischio di diluizione dei crediti commerciali acquistati
   vengono calcolati conformemente all'allegato VII, parte 1, punto 26.
   3.       Gli importi ponderati per il rischio di credito e per il rischio di diluizione delle
   esposizioni vengono calcolati sulla base dei parametri pertinenti associati alle rispettive
   esposizioni. I parametri includono: la probabilità di inadempimento, la perdita in caso di
   inadempimento, la durata e il valore dell'esposizione. La probabilità di inadempimento e la
   perdita in caso di inadempimento possono essere considerate separatamente o
   congiuntamente, conformemente all'allegato VII, parte 2.
   4.       In deroga al paragrafo 3, gli importi ponderati per il rischio di credito di tutte le
   esposizioni appartenenti alla classe di esposizioni di cui all'articolo 86, paragrafo 1, lettera e)
   vengono calcolati conformemente all'allegato VII, parte 1, punti da 15 a 24, previa
   approvazione delle autorità competenti. Le autorità competenti autorizzano un ente creditizio
   ad utilizzare il metodo di cui all'allegato VII, parte 1, punti da 24 a 25 solo se l'ente creditizio
   soddisfa i requisiti minimi di cui all'allegato VII, parte 4, punti da 114 a 122.
   5.       In deroga al paragrafo 3, gli importi ponderati per il rischio di credito delle esposizioni
   da finanziamenti specializzati possono essere calcolati conformemente all'allegato VII, parte
   1, punto 5. Le autorità competenti emanano istruzioni sulle modalità a cui gli enti devono
   attenersi nell'attribuzione dei fattori di ponderazione del rischio alle esposizioni da
   finanziamenti specializzati ai sensi dell'allegato VII, parte 1, punto 5, e approvano le
   metodologie di attribuzione utilizzate dagli enti.
IT                                                    104                                                 IT
 ---pagebreak---    6.       Per le esposizioni appartenenti alle classi di cui all'articolo 86, paragrafo 1, lettere da
   a) a d), gli enti creditizi forniscono stime interne della probabilità di inadempimento
   conformemente all'articolo 84 e all'allegato VII, parte 4.
   7.       Per le esposizioni appartenenti alla classe di cui all'articolo 86, paragrafo 1, lettera d),
   gli enti creditizi forniscono stime interne delle perdite in caso di inadempimento e dei fattori
   di conversione conformemente all'articolo 84 e all'allegato VII, parte 4.
   8.       Per le esposizioni appartenenti alle classi di cui all'articolo 86, paragrafo 1, lettere da
   a) a c), gli enti creditizi applicano i valori delle perdite in caso di inadempimento di cui
   all'allegato VII, parte 2, punto 8 e i fattori di conversione di cui all'allegato VII, parte 3, punto
   11, lettere da a) a c).
   9.       In deroga al paragrafo 8, per tutte le esposizioni appartenenti alle classi di cui
   all'articolo 86, paragrafo 1, lettere da a) a c), le autorità competenti possono consentire agli
   enti creditizi di utilizzare stime interne delle perdite in caso di inadempimento e dei fattori di
   conversione conformemente all'articolo 84 e all'allegato VII, parte 4.
   10.      Gli importi ponderati per il rischio delle esposizioni cartolarizzate e di quelle che
   rientrano nella classe di esposizioni di cui all'articolo 86, paragrafo 1, lettera f) sono calcolati
   conformemente alle sottosezione 4.
   11.      Qualora le esposizioni verso un organismo di investimento collettivo soddisfino i
   criteri di cui all'allegato VI, parte 1, punti da 74 a 75 e l'ente creditizio sia a conoscenza di
   tutte le esposizioni sottostanti dell'organismo di investimento collettivo, l'ente creditizio tiene
   conto di dette esposizioni sottostanti ai fini del calcolo degli importi delle esposizioni
   ponderati per il rischio e degli importi delle perdite attese conformemente ai metodi di cui alla
   presente sottosezione.
   Qualora l'ente creditizio non soddisfi le condizioni per l'utilizzo dei metodi di cui alla presente
   sottosezione, gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e gli importi delle perdite
   attese sono calcolati conformemente ai seguenti metodi:
             a)     per le esposizioni appartenenti alla classe di cui all'articolo 86, paragrafo 1,
                    lettera e), il metodo di cui all'allegato VII, parte 1, punti da 17 a 19. Qualora
                    non sia in grado di differenziare tra esposizioni in strumenti di capitale privati,
                    esposizioni in strumenti di capitale negoziati in mercati e altre esposizioni in
                    strumenti di capitale, l'ente creditizio tratta le esposizioni in oggetto al pari di
                    altre esposizioni in strumenti di capitale;
             b)     per tutte le altre esposizioni sottostanti, il metodo di cui alla sottosezione 1,
                    subordinatamente alle seguenti modifiche;
                    i)     le esposizioni vengono assegnate alla pertinente classe di esposizioni e
                                  viene loro attribuito un fattore di ponderazione del rischio
                                  corrispondente alla classe di merito di credito immediatamente
                                  superiore alla classe a cui l'esposizione verrebbe di norma
                                  assegnata;
                    ii)    alle esposizioni assegnate alle classi di merito di credito più elevate, alle
                                  quali di norma viene attribuito un fattore di ponderazione del
IT                                                   105                                                 IT
 ---pagebreak---                                  rischio pari al 150%, viene attribuito un fattore di ponderazione del
                                 rischio del 200%.
   12.      Qualora le esposizioni verso un organismo di investimento collettivo non soddisfino i
   criteri di cui all'allegato VI, parte 1, punti da 74 a 75, o qualora l'ente creditizio non sia a
   conoscenza di tutte le esposizioni sottostanti dell'organismo di investimento collettivo, l'ente
   creditizio tiene conto delle esposizioni sottostanti e calcola gli importi delle esposizioni
   ponderati per il rischio e gli importi delle perdite attese conformemente al metodo di cui
   all'allegato VII, parte 1, punti da 17 a 19. Qualora non sia in grado di differenziare tra
   esposizioni in strumenti di capitale privati, esposizioni in strumenti di capitale negoziati in
   mercati e altre esposizioni in strumenti di capitale, l'ente creditizio tratta le esposizioni in
   oggetto al pari di altre esposizioni in strumenti di capitale. A tale scopo, le esposizioni in
   strumenti diversi dagli strumenti di capitale sono classificate in una delle classi (esposizioni in
   strumenti di capitale privati, esposizioni in strumenti di capitale negoziati in mercati o altre
   esposizioni in strumenti di capitale) di cui all'allegato VII, parte 1, paragrafo 17, e le
   esposizioni sconosciute sono classificate nella classe delle altre esposizioni in strumenti di
   capitale.
   In alternativa al metodo descritto sopra, a condizione che venga adeguatamente assicurata
   l'esattezza del calcolo e della segnalazione, gli enti creditizi possono incaricare un terzo di
   calcolare, sulla base delle esposizioni sottostanti degli organismi di investimento collettivo,
   gli importi medi delle esposizioni ponderati per il rischio conformemente ai metodi indicati di
   seguito, e di segnalarli:
              a)   per le esposizioni appartenenti alla classe di cui all'articolo 86, paragrafo 1,
                   lettera e), il metodo di cui all'allegato VII, parte 1, punti da 17 a 19. Qualora
                   non sia in grado di differenziare tra esposizioni in strumenti di capitale privati,
                   esposizioni in strumenti di capitale negoziati in mercati e altre esposizioni in
                   strumenti di capitale, l'ente creditizio tratta le esposizioni in oggetto al pari di
                   altre esposizioni in strumenti di capitale;
              b)   per tutte le altre esposizioni sottostanti, il metodo di cui alla sottosezione 1,
                   subordinatamente alle seguenti modifiche;
                   i)     le esposizioni vengono assegnate alla pertinente classe di esposizioni e
                          viene loro attribuito un fattore di ponderazione del rischio corrispondente
                          alla classe di merito di credito immediatamente superiore alla classe a cui
                          l'esposizione verrebbe di norma assegnata;
                   ii)    alle esposizioni assegnate alle classi di merito di credito più elevate, alle
                          quali di norma viene attribuito un fattore di ponderazione del rischio pari
                          al 150%, viene attribuito un fattore di ponderazione del rischio del 200%.
                                                 Articolo 88
   1.       Gli importi delle perdite attese per le esposizioni appartenenti ad una delle classi di cui
   all'articolo 86, paragrafo 1, lettere da a) a e) vengono calcolati conformemente ai metodi di
   cui all'allegato VII, parte 1, punti da 27 a 33.
IT                                                   106                                                IT
 ---pagebreak---    2.       Per il calcolo degli importi delle perdite attese conformemente all'allegato VII, parte 1,
   punti da 27 a 33 si utilizzano gli stessi dati relativi alla probabilità di inadempimento, alla
   perdita in caso di inadempimento e al valore dell'esposizione per ogni singola esposizione
   utilizzati per il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio conformemente
   all'articolo 87.
   3.       Gli importi delle perdite attese per le esposizioni cartolarizzate vengono calcolati
   conformemente alla sottosezione 4.
   4.       L'importo della perdita attesa per le esposizioni rientranti nella classe di esposizioni di
   cui all'articolo 86, paragrafo 1, lettera g) è pari a zero.
   5.       Gli importi delle perdite attese per il rischio di diluizione dei crediti commerciali
   acquistati vengono calcolati conformemente ai metodi di cui all'allegato VII, parte 1, punto
   33.
   6.       Gli importi delle perdite attese per le esposizioni di cui all'articolo 87, paragrafi 11 e
   12 vengono calcolati conformemente ai metodi di cui all'allegato VII, parte 1, punti da 27 a
   33.
                                                 Articolo 89
   1.       Previa approvazione delle autorità competenti, gli enti creditizi autorizzati ad
   utilizzare il metodo basato sui rating interni per il calcolo degli importi delle esposizioni
   ponderati per il rischio e degli importi delle perdite attese per una o più classi di esposizioni
   possono applicare la sottosezione 1 nei seguenti casi:
             a)     per la classe di esposizioni di cui all'articolo 86, paragrafo 1, lettera a), qualora,
                    dato il numero limitato di controparti importanti, risulti ingiustificatamente
                    oneroso per gli enti creditizi dotarsi di un sistema di rating per dette
                    controparti;
             b)     per la classe di esposizioni di cui all'articolo 86, paragrafo 1, lettera b), qualora,
                    dato il numero limitato di controparti importanti, risulti ingiustificatamente
                    oneroso per gli enti creditizi dotarsi di un sistema di rating per dette
                    controparti;
             c)     per le esposizioni riferite ad unità operative non importanti, nonché per le
                    classi di esposizioni non significative in termini di dimensioni e di rischiosità;
             d)     per le esposizioni verso l'amministrazione centrale dello Stato membro
                    d'origine e verso le relative amministrazioni regionali, le autorità locali o gli
                    organi amministrativi, purché:
                    i)     non vi sia alcuna differenza di rischio tra le esposizioni verso
                           l'amministrazione centrale e le altre esposizioni in ragione di specifici
                           assetti pubblici;
                    ii)    le esposizioni verso l'amministrazione centrale siano classificate nella
                           classe di merito di credito 1 ai sensi della sottosezione 1;
IT                                                   107                                                   IT
 ---pagebreak---              e)    per le esposizioni di un ente creditizio verso una controparte che sia sua
                   impresa madre, sua filiazione o una filiazione della sua impresa madre, purché
                   la controparte sia un ente o una società di partecipazione finanziaria, un ente
                   finanziario, una società di gestione patrimoniale o un'impresa di servizi
                   ausiliari soggetta ad opportuni requisiti prudenziali;
             f)    per le esposizioni in strumenti di capitale verso soggetti i cui crediti siano
                   idonei a ricevere un fattore di ponderazione del rischio pari a zero ai sensi della
                   sottosezione 1 (compresi i soggetti che beneficiano di sostegno pubblico, ai
                   quali è applicabile un fattore di ponderazione zero);
             g)    per le esposizioni in strumenti di capitale sorte nel quadro di programmi
                   previsti dalla legge allo scopo di promuovere determinati settori economici che
                   prevedono consistenti sovvenzioni per investimenti a favore dell'ente creditizio
                   e comportano una qualche forma di supervisione pubblica e restrizioni sugli
                   investimenti in strumenti di capitale. L'esclusione è limitata ad un totale del
                   10% dei fondi propri di base più i fondi propri supplementari.
             Il presente paragrafo non osta a che le autorità competenti di un altro Stato membro
             autorizzino l'applicazione delle disposizioni della sottosezione 1 alle esposizioni in
             strumenti di capitale per le quali in altri Stati membri sia stato autorizzato tale
             trattamento.
   2.      Ai fini della lettera c), la classe delle esposizioni in strumenti di capitale di un ente
   creditizio è considerata rilevante se il suo valore aggregato medio nel corso dell'anno
   precedente, escluse le esposizioni in strumenti di capitale sorte nel quadro di programmi
   previsti dalla legge di cui alla lettera g), è superiore al 10% dei fondi propri dell'ente
   creditizio. Se il numero delle esposizioni in strumenti di capitale è inferiore a 10
   partecipazioni individuali, la soglia è pari al 5% dei fondi propri dell'ente creditizio.
                SOTTOSEZIONE 3 – ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO
                                                 Articolo 90
   Ai fini della presente sottosezione, con l'espressione "ente creditizio che concede il prestito" si
   intende l'ente creditizio che detiene l'esposizione in oggetto, a prescindere dal fatto che
   l'esposizione derivi o no da un prestito.
                                                 Articolo 91
   Gli enti creditizi che utilizzano il metodo standardizzato di cui agli articoli da 78 a 83 o il
   metodo basato sui rating interni di cui agli articoli da 84 a 89, ma che non si avvalgono di
   stime interne delle perdite in caso di inadempimento e dei fattori di conversione ai sensi degli
   articoli 87 e 88, possono adottare strumenti di attenuazione del rischio di credito
   conformemente alla presente sottosezione per il calcolo degli importi delle esposizioni
   ponderati per il rischio ai fini dell'articolo 75, lettera a), o, se del caso, degli importi delle
   perdite attese ai fini del calcolo di cui all'articolo 57, lettera q) e all'articolo 63, paragrafo 3.
IT                                                    108                                                IT
 ---pagebreak---                                          Articolo 92
   1. La tecnica utilizzata per fornire la protezione del credito, nonché le azioni e le misure
      adottate e le procedure e le politiche attuate dall'ente creditizio che concede il prestito
      devono essere tali da risultare in meccanismi di protezione del credito che siano
      efficaci sul piano giuridico e applicabili in tutte le giurisdizioni pertinenti.
   2. L'ente creditizio che concede il prestito adotta tutte le misure opportune per
      assicurare l'efficacia dello strumento di protezione del credito e per scongiurare i
      rischi connessi.
   3. Nel caso di protezione del credito assistita, per avere titolo al riconoscimento le
      attività sulle quali si basa la protezione devono essere sufficientemente liquide e il
      loro valore nel tempo sufficientemente stabile da fornire un'idonea garanzia in merito
      alla protezione del credito conseguita, tenendo conto del metodo utilizzato per il
      calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e del grado di
      riconoscimento autorizzato. Hanno titolo al riconoscimento solo le attività di cui
      all'allegato VIII, parte 1.
   4. Nel caso di protezione del credito assistita, l'ente creditizio che concede il prestito ha
      il diritto di liquidare, a tempo debito, o di conservare le attività da cui deriva la
      protezione in caso di inadempimento, di insolvenza, di fallimento del debitore, e, se
      del caso, dell'ente depositario della garanzia reale, o in altre circostanze legate al
      credito previste nella documentazione relativa all'operazione. Il grado di correlazione
      tra il valore delle attività sulle quali si basa la protezione e il merito di credito del
      debitore non deve essere indebito.
   5. Nel caso di protezione del credito non assistita, per avere titolo al riconoscimento la
      parte che si assume l'impegno deve essere sufficientemente affidabile e il contratto di
      protezione deve avere efficacia giuridica nelle giurisdizioni pertinenti, in modo da
      fornire idonea garanzia in merito alla protezione del credito conseguita, tenendo
      conto del metodo utilizzato per il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati
      per il rischio e del grado di riconoscimento autorizzato. Hanno titolo al
      riconoscimento solo i fornitori di protezione e i tipi di contratti di protezione di cui
      all'allegato VIII, parte 1.
   6. Devono essere soddisfatti i requisiti minimi di cui all'allegato VIII, parte 2.
                                         Articolo 93
   1. Se sono soddisfatti i requisiti di cui all'articolo 92, il calcolo degli importi delle
      esposizioni ponderati per il rischio e, se del caso, degli importi delle perdite attese
      può essere modificato conformemente all'allegato VIII, parti da 3 a 6.
   2. In nessun caso un'esposizione per la quale sia stata ottenuta un'attenuazione del
      rischio di credito può produrre un importo ponderato per il rischio o un importo della
      perdita attesa superiore a quello di un'identica esposizione per la quale non vi sia
      attenuazione del rischio di credito.
IT                                           109                                                  IT
 ---pagebreak---    3.        Qualora l'importo ponderato per il rischio includa già la protezione del credito ai
             sensi degli articoli da 78 a 83 o, se del caso, degli articoli da 84 a 93, la protezione
             del credito non viene ulteriormente riconosciuta ai sensi della presente sottosezione.
                           SOTTOSEZIONE 4 - CARTOLARIZZAZIONE
                                               Articolo 94
   Quando un ente creditizio utilizza il metodo standardizzato di cui alla sottosezione 1 ai fini
   del calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio per la classe di esposizioni
   alla quale le esposizioni cartolarizzate sarebbero assegnate a norma dell'articolo 79, esso
   calcola l'importo dell'esposizione ponderato per il rischio per una posizione inerente a
   cartolarizzazione in conformità all'allegato IX, parte 4, punti da 6 a 35.
   In tutti gli altri casi, esso calcola l'importo dell'esposizione ponderato per il rischio in
   conformità all'allegato IX, parte 4, punti da 36 a 74.
                                               Articolo 95
   1.      Quando una parte significativa del rischio di credito associato ad esposizioni
   cartolarizzate è stata trasferita dall'ente creditizio cedente conformemente all'allegato IX,
   parte 2, detto ente creditizio può:
             a)    nel caso di una cartolarizzazione tradizionale, escludere dal calcolo degli
                   importi delle esposizioni ponderati per il rischio e, se del caso, da quello delle
                   perdite attese, le esposizioni cartolarizzate;
             b)    nel caso di una cartolarizzazione sintetica, calcolare gli importi delle
                   esposizioni ponderati per il rischio e, se del caso, le perdite attese, in relazione
                   alle esposizioni cartolarizzate conformemente all'allegato IX, parte 2.
   2.      Nei casi in cui si applica il paragrafo 1, l'ente creditizio cedente calcola gli importi
   delle esposizioni ponderati per il rischio previsti dall'allegato IX per le posizioni che può
   detenere nella cartolarizzazione.
   Quando l'ente creditizio cedente non riesce a trasferire una parte significativa del rischio di
   credito conformemente al paragrafo 1, esso non deve calcolare gli importi delle esposizioni
   ponderati per il rischio per tutte le posizioni che può detenere nella cartolarizzazione in
   questione.
                                               Articolo 96
   1.      Per calcolare l'importo dell'esposizione ponderato per il rischio di una posizione
   inerente a cartolarizzazione, al valore dell'esposizione della posizione si applicano i fattori di
   ponderazione del rischio di cui all'allegato IX, sulla base della qualità creditizia della
   posizione, che può essere determinata facendo riferimento alle valutazioni del merito di
   credito di un'agenzia esterna o secondo le modalità di cui all'allegato IX.
IT                                                  110                                                 IT
 ---pagebreak---    2.       Qualora un'esposizione riguardi segmenti diversi di una cartolarizzazione,
   l'esposizione relativa a ciascun segmento è considerata come una posizione inerente a
   cartolarizzazione distinta. I fornitori di protezione del credito in relazione a posizioni inerenti
   a cartolarizzazione sono considerati come detentori di posizioni nella cartolarizzazione. Le
   posizioni inerenti a cartolarizzazione includono le esposizioni connesse ad operazioni di
   cartolarizzazione legate a contratti derivati su tassi di interesse o su valute.
   3.       Qualora una posizione inerente a cartolarizzazione sia oggetto di una protezione del
   credito assistita o non assistita, il fattore di ponderazione del rischio da applicare a tale
   posizione può essere modificato conformemente agli articoli da 90 a 93, in combinato
   disposto con l'allegato IX.
   4.       Fatti salvi l'articolo 57, lettera r) e l'articolo 66, paragrafo 2, l'importo dell'esposizione
   ponderato per il rischio è incluso nel totale degli importi delle esposizioni ponderati per il
   rischio dell'ente creditizio ai fini dell'articolo 75, lettera a).
                                                   Articolo 97
   1.       Per determinare il fattore di ponderazione del rischio di una posizione inerente a
   cartolarizzazione ai sensi dell'articolo 96, una valutazione del merito di credito di un'agenzia
   esterna può essere utilizzata solo se l'agenzia esterna di valutazione del merito di credito è
   stata riconosciuta idonea a tal fine dalle autorità competenti, in appresso “agenzia esterna di
   valutazione del merito di credito idonea”.
   2.       Le autorità competenti riconoscono l'idoneità di un'agenzia esterna di valutazione del
   merito di credito ai fini del paragrafo 1 solo dopo aver accertato che essa rispetta in modo
   soddisfacente i requisiti dell'articolo 81, tenendo conto dei criteri tecnici di cui all'allegato VI,
   parte 2, e che essa possiede una comprovata esperienza nel campo delle cartolarizzazioni,
   desumibile dalla solida credibilità attribuitale dal mercato.
   3.       Se un'agenzia esterna di valutazione del merito di credito è stata riconosciuta idonea
   dalle autorità competenti di uno Stato membro ai fini del paragrafo 1, le autorità competenti di
   altri Stati membri possono riconoscere l'idoneità dell'agenzia esterna in questione per gli stessi
   fini senza procedere ad una propria valutazione.
   4.       Le autorità competenti pubblicano una nota esplicativa relativa alla procedura di
   riconoscimento ed un elenco delle agenzie esterne di valutazione del merito di credito idonee.
   5.       Per essere utilizzata a tal fine, la valutazione del merito di credito di un'agenzia esterna
   di valutazione del merito di credito idonea deve conformarsi ai principi di credibilità e di
   trasparenza, quali enunciati nell'allegato IX, parte 3.
                                                   Articolo 98
   1.       Ai fini dell'applicazione dei fattori di ponderazione del rischio alle posizioni inerenti a
   cartolarizzazione, le autorità competenti stabiliscono a quali classi di merito di credito definite
   nell'allegato IX vadano associate le valutazioni del merito di credito di un'agenzia esterna di
   valutazione del merito di credito idonea. Le decisioni in questione sono obiettive e coerenti.
IT                                                      111                                                IT
 ---pagebreak---    2.      Se le autorità competenti di uno Stato membro hanno adottato una decisione ai sensi
   del paragrafo 1, le autorità competenti di altri Stati membri possono riconoscere tale decisione
   senza procedere ad una propria valutazione.
                                                 Articolo 99
   Qualora ai fini del calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio di un ente
   creditizio ai sensi dell'articolo 96 si utilizzino le valutazioni del merito di credito di un'agenzia
   esterna, ciò deve avvenire in maniera coerente e in conformità all'allegato IX, parte 3. Le
   valutazioni del merito di credito non devono essere utilizzate in maniera selettiva.
                                                 Articolo 100
   1.        In caso di cartolarizzazioni di esposizioni rotative che prevedano una clausola di
             rimborso anticipato, l'ente creditizio cedente o promotore calcola, conformemente
             all'allegato IX, un ulteriore importo dell'esposizione ponderato per il rischio, in
             relazione al rischio di un aumento, a seguito dell'attivazione della clausola di
             rimborso anticipato, dei livelli di rischio di credito ai quali è esposto.
   2.        A tali fini, per "esposizione rotativa" si intende un'esposizione nella quale un cliente
             può variare l’ammontare utilizzato all’interno di un limite concordato e per clausola
             di rimborso anticipato si intende una clausola contrattuale che impone, al verificarsi
             di determinati eventi, il rimborso della posizione dell'investitore prima della scadenza
             originariamente stabilita per i titoli emessi.
   3.        Nel caso di cartolarizzazioni dotate di una clausola di rimborso anticipato di
             esposizioni al dettaglio senza impegno a fermo, revocabili incondizionatamente e
             senza preavviso, qualora il rimborso anticipato sia innescato da un valore
             quantitativo in relazione ad un elemento diverso dal margine positivo medio a tre
             mesi, le autorità competenti possono applicare un trattamento che si avvicini molto a
             quello prescritto nell'allegato IX, parte 4, punti da 27 a 30 per determinare il fattore
             di conversione indicato.
   4.        Qualora un'autorità competente intenda applicare ad una determinata
             cartolarizzazione un trattamento in conformità al paragrafo 3, essa ne informa
             innanzitutto le autorità competenti di tutti gli altri Stati membri. Prima che
             l'applicazione di un simile trattamento diventi parte integrante della politica generale
             dell'autorità competente in materia di cartolarizzazioni che prevedono clausole di
             rimborso anticipato del tipo considerato, l'autorità competente consulta le autorità
             competenti di tutti gli altri Stati membri e tiene conto delle opinioni da queste
             espresse. Le opinioni espresse nel corso di tale consultazione ed il trattamento
             adottato sono resi pubblici dall'autorità competente in questione.
                                                 Articolo 101
   1.      Un ente creditizio cedente o promotore non fornisce a un'operazione di
   cartolarizzazione un supporto superiore a quanto stabilito dalle sue obbligazioni contrattuali
   nel tentativo di ridurre le perdite effettive o potenziali per gli investitori.
IT                                                   112                                                 IT
 ---pagebreak---    2.      Se, in relazione ad una determinata cartolarizzazione, un ente creditizio cedente o
   promotore non si conforma al paragrafo 1, l'autorità competente gli impone quanto meno di
   detenere, a fronte di tutte le esposizioni cartolarizzate, la dotazione patrimoniale che sarebbe
   richiesta se non fossero state cartolarizzate. L'ente creditizio rende noto pubblicamente di aver
   fornito supporto extracontrattuale e l'impatto di tale supporto sul patrimonio di vigilanza.
                                                SEZIONE 4
          REQUISITI PATRIMONIALI MINIMI A FRONTE DEL RISCHIO OPERATIVO
                                                Articolo 102
   1.      Le autorità competenti impongono agli enti creditizi di detenere fondi propri a fronte
   del rischio operativo, conformemente ai metodi illustrati agli articoli 103, 104 e 105.
   2.      Fatto salvo il paragrafo 4, gli enti creditizi che utilizzano il metodo di cui all'articolo
   104 non possono tornare ad utilizzare il metodo di cui all'articolo 103, eccetto qualora sia
   dimostrato che vi è un legittimo motivo e previa approvazione delle autorità competenti.
   3.      Fatto salvo il paragrafo 4, gli enti creditizi che utilizzano il metodo di cui all'articolo
   105 non possono tornare ad utilizzare i metodi di cui agli articoli 103 o 104, eccetto qualora
   sia dimostrato che vi è un legittimo motivo e previa approvazione delle autorità competenti.
   4.      Le autorità competenti possono permettere agli enti creditizi di utilizzare una
   combinazione dei due metodi, in conformità all'allegato X, parte 4.
                                                Articolo 103
   Secondo il metodo base dell'indicatore, il requisito patrimoniale relativo al rischio operativo
   equivale ad una determinata percentuale di un indicatore rilevante, conformemente ai
   parametri stabiliti nell'allegato X, parte 1.
                                                Articolo 104
   1.        In base al metodo standardizzato, gli enti creditizi suddividono le loro attività in aree
             di attività, conformemente all'allegato X, parte 2.
   2.        Per ciascuna area di attività, gli enti creditizi calcolano un requisito patrimoniale
             relativo al rischio operativo espresso come una determinata percentuale di un
             indicatore rilevante, in conformità ai parametri stabiliti nell'allegato X, parte 2.
   3.        Per aree di attività definite, le autorità competenti possono, a determinate condizioni,
             autorizzare un ente creditizio ad utilizzare un indicatore alternativo per calcolare il
             suo requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo.
IT                                                   113                                               IT
 ---pagebreak---    4.        Nel metodo standardizzato, il requisito patrimoniale a fronte del rischio operativo è
             la somma dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio operativo di tutte le singole
             aree di attività.
   5.        I parametri del metodo standardizzato figurano nell'allegato X, parte 2.
   6.        Per poter utilizzare il metodo standardizzato, gli enti creditizi devono soddisfare i
             criteri di cui all'allegato X, parte 2.
                                                 Articolo 105
   1.      Gli enti creditizi possono utilizzare metodi avanzati di misurazione basati sui propri
   sistemi interni di misurazione del rischio, a condizione che l'autorità competente autorizzi
   esplicitamente l'utilizzo dei modelli di cui trattasi per il calcolo del requisito patrimoniale.
   2.      Gli enti creditizi devono dimostrare alle loro autorità competenti di soddisfare i criteri
   di idoneità di cui all'allegato X, parte 3.
   3.      Quando un metodo avanzato di misurazione è destinato ad essere utilizzato da un ente
   creditizio impresa madre nell'UE e dalle sue filiazioni ovvero dalle filiazioni di una società di
   partecipazione finanziaria madre nell'UE, le autorità competenti delle diverse entità giuridiche
   collaborano strettamente, conformemente a quanto disposto agli articoli da 128 a 132. La
   domanda di utilizzazione include gli elementi elencati nell'allegato X, parte 3.
   4.      Quando un ente creditizio impresa madre nell'UE e le sue filiazioni ovvero un ente
   finanziario impresa madre nell'UE e le sue filiazioni utilizzano un metodo avanzato di
   misurazione su base unificata per l'impresa madre e le sue filiazioni, le autorità competenti
   possono permettere che i criteri di idoneità definiti nell'allegato X, parte 3 siano soddisfatti
   dall'impresa madre e dalle sue filiazioni considerate congiuntamente.
                                                                     2000/12/CE
                                                SEZIONE 35
                                               GRANDI FIDI
                                                                     2000/12/CE articolo 1, punto 24
                                                                   (adattato)
                                                                      nuovo
                                                 Articolo 106
   1.        «fidi ai fini dell'applicazione degli articoli 48, 49 e 50»: le voci dell'attivo e le voci
             ⌦ Ai fini della presente sezione, per fidi si intende qualsiasi voce dell'attivo e
             qualsiasi voce ⌫ fuori bilancio di cui all'articolo 43 o degli allegati II e IV ⌦ alla
             sezione 3, sottosezione 1, ⌫ senza ⌦ i fattori di ponderazione del rischio ⌫ le
             ponderazioni o le categorie di rischio ivi contemplate;.
IT                                                   114                                                IT
 ---pagebreak---              i rischi previsti ⌦ I fidi derivanti dalle voci di cui ⌫ all'allegato IV sono calcolati
             secondo uno dei metodi descritti nell'allegato III,.
             senza applicarvi le ponderazioni previste in funzione della controparte; previa
             ⌦ Previa ⌫ approvazione delle autorità competenti, possono essere esclusi dalla
             definizione dei fidi tutti gli elementi coperti al 100% da fondi propri, purché ⌦ detti
             fondi propri ⌫ non rientrino nel calcolo del coefficiente di solvibilità nei fondi
             propri dell'ente creditizio ai fini dell'articolo 75  o        nel calcolo  degli altri
             coefficienti di vigilanza previsti dalla presente direttiva nonché da altri atti
             comunitari.;
   2.        iI fidi non comprendono:
             a)     nel caso delle operazioni in valuta, i rischi assunti ⌦ le esposizioni assunte ⌫
                    nel corso ordinario del regolamento nel periodo di 48 ore successivo
                    all'effettuazione del pagamento; oppure
             b)     nel caso di operazioni riguardanti la vendita o l'acquisto di valori mobiliari, i
                    rischi assunti ⌦ le esposizioni assunte ⌫ nel corso ordinario del regolamento
                    nel periodo di cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data di effettuazione
                    del pagamento o di consegna dei valori mobiliari, a seconda della data più
                    prossima;.
                                                                      2000/12/CE articolo 1, punto 1,
                                                                    terzo comma (adattato)
                                                  Articolo 107
   Ai fini dell'applicazione della vigilanza e del controllo dei grandi rischi, sono considerati
   ⌦ presente sezione, per ⌫ enti creditizi ⌦ si intendono: ⌫
   a)        gli enti ⌦ creditizi ⌫ definiti al primo comma, comprese le ⌦ loro ⌫ succursali
             di tali enti in paesi terzi;, nonché
   b)        tutte le imprese private o pubbliche, comprese le loro succursali, che rispondono alla
             definizione del primo comma ⌦ di ente creditizio ⌫ e che sono state autorizzate in
             un paese terzo;.
                                                                      2000/12/CE articolo 48,
                                                                    paragrafo 1 (adattato)
                                                                      nuovo
                                                  Articolo 108
                                            Notifica dei grandi fidi
   1.      L'esposizione ⌦ Il fido ⌫ di un ente creditizio verso un cliente o un gruppo di
   clienti collegati è considerato un grande fido quando il suo valore è pari o superiore al 10%
   dei fondi propri dell'ente creditizio.
IT                                                    115                                              IT
 ---pagebreak---       A tali fini, la sezione 1 può essere letta senza tenere conto dell'articolo 57, lettera q) e
   dell'articolo 63, paragrafo 3 e va letta senza tenere conto dell'articolo 66, paragrafo 2. 
                                                                      2000/12/CE articolo 48,
                                                                   paragrafo 4, primo comma
                                                                   (adattato)
                                                 Articolo 109
   Le autorità competenti prescrivono che ogni ente creditizio abbia sane procedure
   amministrative e contabili e adeguati meccanismi di controllo interno per l'individuazione e la
   contabilizzazione di tutti i grandi fidi e per le loro successive modifiche, conformemente alle
   definizioni ed ai requisiti della ⌦ alla ⌫ presente direttiva, nonché per la vigilanza su detti
   grandi fidi in relazione alla politica degli enti creditizi in materia di fidi.
                                                                      2000/12/CE articolo 48,
                                                                   paragrafo 2 (adattato)
                                                 Articolo 110
                                           Notifica dei grandi fidi
   21.      L'ente creditizio notifica alle autorità competenti i grandi fidi ai sensi del paragrafo 1.
   Gli Stati membri prevedono che la notifica venga effettuata a loro scelta secondo una delle
   due modalità seguenti:
   a)        notifica di tutti i grandi fidi almeno una volta all'anno con l'obbligo di comunicare
             nel corso dell'anno tutti i nuovi grandi fidi ed ogni aumento dei grandi fidi pari o
             superiore al 10% ⌦ 20% ⌫ rispetto all'ultima comunicazione;
   b)        notifica di tutti i grandi fidi almeno quattro volte all'anno.
                                                                      2000/12/CE articolo 48,
                                                                   paragrafo 3 (adattato)
                                                                      nuovo
   3.2     Fatta eccezione per il caso di enti creditizi che si avvalgono dell'articolo 114 per il
   riconoscimento delle garanzie reali nel calcolo del valore dei fidi ai fini dell'articolo 111,
   paragrafi 1, 2 e 3,  Possono tuttavia ⌦ possono ⌫ essere dispensati dall'obbligo della
   notifica ai sensi del paragrafo         1  2 i fidi esentati in virtù dell'articolo 49 ⌦ 111 ⌫,
   paragrafo 7      3  , lettere a), b), c), d), f), g) e h). La notifica prevista al paragrafo      1,
   lettera b)  2, secondo trattino, può avvenire due volte all'anno per i fidi di cui all'articolo 49
   ⌦ 111 ⌫ , paragrafo 7 3  , lettere e) e da i) a s) e paragrafi 8, 9 e 10 ed agli articoli
   115 e 116 .
IT                                                   116                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                      2000/12/CE articolo 48,
                                                                  paragrafo 4, secondo comma
                                                                  (adattato)
   L'ente creditizio che si avvalga del disposto del paragrafo ⌦ 2 ⌫ 3 conserva la
   documentazione relativa alle motivazioni addotte per un periodo di un anno a decorrere dal
   fatto generatore dell'esenzione, onde permettere alle autorità competenti di verificarne la
   fondatezza.
                                                                     nuovo
   3. Gli Stati membri possono esigere che vengano notificate le concentrazioni di fidi nei
   confronti dei datori di garanzie reali accettate dall'ente creditizio.
                                                                     2000/12/CE articolo 49,
                                                                  paragrafi da 1 a 5 (adattato)
                                                                      1 2004/xx/CE articolo 3,
                                                                  paragrafo 7
                                                                     nuovo
                                               Articolo 111
                                          Limiti dei grandi fidi
   1.       Un ente creditizio non può concedere ad un singolo cliente o a un gruppo di clienti
            collegati fidi il cui valore superi il 25% dei fondi propri dell'ente creditizio stesso.
                A tal fine e ai fini delle altre disposizioni del presente articolo, la sezione 1 può
            essere letta senza tenere conto dell'articolo 57, lettera q) e dell'articolo 63, paragrafo
            3 e va letta senza tenere conto dell'articolo 66, paragrafo 2. 
   2.       Il limite percentuale di cui al paragrafo 1 è ridotto al 20% quando il cliente o il
            gruppo di clienti collegati è l'impresa madre o l'impresa figlia ⌦ la filiazione ⌫
            dell'ente creditizio e/o una o più imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ dell'impresa madre.
            Tuttavia gli Stati membri possono non subordinare i fidi concessi a questi clienti al
            limite del 20% se prevedono un controllo speciale dei fidi in questione grazie ad altre
            misure o procedure. Essi informano la Commissione e il                1 comitato bancario
            europeo  del tenore di tali misure o procedure.
   3.       Un ente creditizio non può concedere grandi fidi per un valore cumulativo che superi
            l'800% dei fondi propri dell'ente creditizio stesso.
                                                                     2000/12/CE articolo 49,
                                                                  paragrafo 4 (adattato)
   4. Gli Stati membri possono prevedere limiti più restrittivi di quelli previsti ai paragrafi 1, 2 e
   3.
IT                                                  117                                                IT
 ---pagebreak---                                                                       2000/12/CE Articolo 49,
                                                                   paragrafi da 1 a 5
   54.       Per quanto riguarda i fidi concessi, un ente creditizio deve rispettare costantemente i
             limiti di cui ai paragrafi 1, 2 e 3. Se tuttavia, in casi eccezionali, i fidi concessi
             superano il limite previsto, si deve procedere ad immediata notifica alle autorità
             competenti che possono, qualora le circostanze lo giustifichino, fissare un termine
             determinato entro cui l'ente creditizio deve conformarsi ai limiti summenzionati.
                                                                     nuovo
                                                Articolo 112
   1.        Ai fini degli articoli da 113 a 117, il termine "garanzia" comprende i derivati su
             crediti riconosciuti ai sensi degli articoli da 90 a 93 diversi dagli strumenti collegati
             al merito di credito.
   2.        Fatto salvo il paragrafo 3, qualora, ai sensi degli articoli da 113 a 117, possa essere
             consentito il riconoscimento di una protezione del credito assistita o non assistita,
             questo è soggetto al rispetto dei requisiti di ammissibilità e di altri requisiti minimi,
             stabiliti dagli articoli da 90 a 93 ai fini del calcolo degli importi delle esposizioni
             ponderati per il rischio ai sensi degli articoli da 78 a 83.
   3.        Qualora un ente creditizio si avvalga dell'articolo 114, paragrafo 2, il riconoscimento
             della protezione del credito è soggetto ai requisiti pertinenti di cui agli articoli da 84
             a 89.
                                                                      2000/12/CE articolo 49,
                                                                   paragrafi 4 e 6 (adattato)
                                                Articolo 113
   1.      Gli Stati membri possono prevedere limiti più restrittivi di quelli previsti
   ⌦all'articolo 111 ⌫ ai paragrafi 1, 2 e 3.
   62.     Gli Stati membri possono esentare, in tutto o in parte, dall'applicazione
   ⌦ dell'articolo 111 ⌫ dei paragrafi 1, 2 e 3 i fidi concessi da un ente creditizio alla sua
   impresa madre, alle altre imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ dell'impresa ⌦ madre ⌫ e alle
   proprie imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫, purché tali imprese siano comprese nella vigilanza su
   base consolidata cui è soggetto il medesimo ente creditizio, conformemente alla presente
   direttiva o a norme equivalenti vigenti in un paese terzo.
                                                                      2000/12/CE articolo 49,
                                                                   paragrafo 7 (adattato)
                                                                      nuovo
   73. Gli Stati membri possono esentare in tutto o in parte dall'applicazione dei paragrafi 1, 2 e
   3 ⌦ dell'articolo 111 ⌫ i fidi seguenti:
IT                                                  118                                                 IT
 ---pagebreak---    (a) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di amministrazioni
       centrali o di banche centrali della zona A;         amministrazioni centrali o di
       banche centrali ai quali, se non garantiti, si applicherebbe un fattore di
       ponderazione del rischio dello 0% ai sensi degli articoli da 78 a 83; 
   (b) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti delle Comunità europee;
          di organizzazioni internazionali e banche multilaterali di sviluppo ai quali,
       se non garantiti, si applicherebbe un fattore di ponderazione del rischio dello
       0% ai sensi degli articoli da 78 a 83; 
   (c) voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia di
       amministrazioni centrali o di banche centrali della zona A o delle Comunità
       europee;        amministrazioni centrali, banche centrali, organizzazioni
       internazionali o banche multilaterali di sviluppo, laddove ai crediti non
       garantiti nei confronti del soggetto che presta la garanzia si applicherebbe un
       fattore di ponderazione del rischio dello 0% ai sensi degli articoli da 78 a
       83; 
   (d) altri fidi concessi ad amministrazioni centrali o banche centrali della zona A
       ovvero da questi garantiti o altri fidi concessi alle Comunità europee o da
       queste garantiti; ad amministrazioni centrali, banche centrali, organizzazioni
       internazionali o banche multilaterali di sviluppo o da queste garantiti, laddove
       ai crediti non garantiti nei confronti del soggetto ai quali il fido viene concesso
       o dal quale è garantito si applicherebbe un fattore di ponderazione del rischio
       dello 0% ai sensi degli articoli da 78 a 83; 
   (e) voci dell'attivo che rappresentano crediti ed altri fidi nei confronti di
       amministrazioni centrali o di banche centrali della zona B          non menzionati
       alla precedente lettera a)  , denominati o, se del caso, finanziati con raccolta
       nella valuta nazionale del debitore;
   (f) voci dell'attivo ed altri fidi garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti
       dalle autorità competenti, da pegno su ⌦ garanzie reali su ⌫ valori mobiliari
       emessi      titoli di debito emessi  dalle amministrazioni centrali o dalle
       banche centrali della zona A, dalle Comunità europee o dalle amministrazioni
       regionali o locali degli Stati membri per le quali è applicabile una ponderazione
       dello 0 % in materia di solvibilità conformemente all'articolo 44                da
       organizzazioni internazionali, da banche multilaterali di sviluppo o
       dalle amministrazioni regionali o dalle autorità locali degli Stati membri,
       laddove tali titoli rappresentano crediti nei confronti dell'emittente ai quali si
       applicherebbe un fattore di ponderazione del rischio dello 0% ai sensi degli
       articoli da 78 a 83 ;
   (g) voci dell'attivo ed altri fidi garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti
       dalle autorità competenti, da pegno su contanti ⌦ garanzie reali su depositi in
       contante ⌫ presso l'ente ⌦ creditizio ⌫ che concede il prestito o presso
       l'ente creditizio che è l'impresa madre o un'impresa figlia ⌦ una filiazione ⌫
       di quest'ultimo;
   (h) voci dell'attivo ed altri fidi garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti
       dalle autorità competenti, da pegno ⌦ garanzie reali ⌫ su valori mobiliari
IT                                     119                                                 IT
 ---pagebreak---        rappresentativi di depositi emessi dall'ente ⌦ creditizio ⌫ che concede il
       prestito, o da un ente creditizio che sia l'impresa madre o un'impresa figlia
       ⌦ una filiazione ⌫ di quest'ultimo e depositati presso uno qualsiasi di questi
       enti;
   (i) voci dell'attivo che rappresentano crediti e altri fidi nei confronti di enti
       creditizi di durata pari o inferiore ad un anno, e che non sono fondi propri di
       detti enti;
   (j) voci dell'attivo che rappresentano crediti ed altri fidi, di durata pari o inferiore
       ad un anno, garantiti in conformità dell'articolo 45, paragrafo 2 all'allegato
       VI, parte 1, punto 82 , nei confronti di enti che non sono enti creditizi ma
       soddisfano le condizioni di cui al paragrafo ⌦ punto ⌫ precitato;
   (k) effetti commerciali e altri effetti analoghi, di durata pari o inferiore all'anno,
       recanti la firma di un altro ente creditizio;
   (l) obbligazioni definite all'articolo 22, paragrafo 4, della direttiva 85/611/CEE;
          obbligazioni coperte definite agli articoli da 78 a 83; 
                                                          2000/12/CE (adattato)
   (m) fino a successivo coordinamento, la partecipazione in compagnie di
       assicurazione di cui all'articolo 51, paragrafo 3 ⌦ 122, paragrafo 1 ⌫, fino ad
       un massimo del 40% dei fondi propri dell'ente creditizio che assume la
       partecipazione;
   (n) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di enti creditizi regionali
       o centrali ai quali l'ente creditizio che concede il prestito è associato
       nell'ambito di una rete in virtù di disposizioni legali o clausole statutarie e ai
       quali spetta, in applicazione delle disposizioni citate, procedere alla
       compensazione delle attività liquide entro la rete medesima;
                                                         2000/12/CE (adattato)
   (o) fidi garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti,
       da pegno ⌦ garanzie reali ⌫ su valori mobiliari diversi da quelli di cui alla
       lettera f), a condizione che i valori mobiliari non siano emessi né dall'ente
       creditizio stesso o dalla sua impresa madre o da una delle loro imprese figlie,
       né dal cliente o gruppo di clienti collegati in questione. I valori mobiliari forniti
       come pegno devono essere valutati al prezzo di mercato, offrire un margine di
       garanzia rispetto ai fidi garantiti, essere quotati in borsa o essere effettivamente
       negoziabili e regolarmente quotati su un mercato che funzioni tramite operatori
       professionali riconosciuti e che assicuri, con modalità ritenute soddisfacenti
       dalle autorità competenti dello Stato membro d'origine dell'ente creditizio, la
       possibilità di determinare un prezzo oggettivo tale da consentire in ogni
       momento la verifica del margine di garanzia di tali valori mobiliari. Il margine
       di garanzia prescritto è pari al 100%; è tuttavia pari al 150% nel caso di azioni
       e al 50% nel caso di obbligazioni emesse da enti creditizi, da amministrazioni
       regionali o locali degli Stati membri diverse da quelle di cui all'articolo 44 e nel
       caso di obbligazioni emesse dalla Banca europea per gli investimenti e dalle
IT                                      120                                                  IT
 ---pagebreak---             banche multilaterali di sviluppo. I valori mobiliari dati in pegno non possono
            costituire fondi propri degli enti creditizi;
                                                             2000/12/CE (adattato)
   (p)      prestiti garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
            competenti, da ipoteca su un alloggio o da quote di partecipazione in imprese
            finlandesi di edilizia residenziale che operano in base alla legge finlandese
            relativa alle imprese di edilizia abitativa del 1991 o ad una successiva
            legislazione equivalente e operazioni di leasing in virtù delle quali il locatore
            mantiene la piena proprietà dell'abitazione locata fintanto che il locatario non si
            sia avvalso della sua opzione d'acquisto, in tutti i casi fino al 50% del valore
            dell'alloggio in questione;. Il valore dell'alloggio è calcolato secondo modalità
            ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti in base a parametri rigorosi di
            valutazione stabiliti con disposizioni legislative, regolamentari o
            amministrative. La stima è effettuata almeno una volta all'anno. Ai fini della
            presente lettera, si deve intendere per alloggio un alloggio occupato o dato in
            locazione dal debitore;
                                                             nuovo
   (q)      i seguenti crediti, laddove si applicherebbe loro un fattore di ponderazione del
            rischio del 50% ai sensi degli articoli da 78 a 83 e limitatamente al 50% del
            valore degli immobili in questione:
     i)     fidi garantiti da ipoteche su uffici o locali per il commercio o da quote di
            partecipazione in imprese finlandesi di edilizia che operano in base alla legge
            finlandese relativa alle imprese di edilizia abitativa del 1991 o ad una
            successiva legislazione equivalente concessi su uffici o locali per il commercio;
     ii)    fidi relativi ad operazioni di leasing immobiliare su uffici o locali per il
            commercio.
     Ai fini del punto ii), fino al 31 dicembre 2011, le autorità competenti di ciascuno
     Stato membro possono consentire agli enti creditizi di riconoscere il 100% del valore
     dell'immobile di cui trattasi. Al termine di tale periodo, il trattamento in questione è
     riesaminato. Gli Stati membri informano la Commissione dell'uso che essi fanno di
     tale trattamento preferenziale;
                                                              2000/12/CE (adattato)
     qr)    50% delle voci fuori bilancio a rischio medio/basso menzionate nell'allegato II;
     rs) previo accordo delle autorità competenti, le garanzie diverse dalle garanzie su
     crediti distribuiti fondate su una legge o un regolamento e fornite ai clienti soci di
     società di mutua garanzia con statuto di enti creditizi, fatta salva una ponderazione
     del 20% del loro importo.;
     Gli Stati membri informano la Commissione dell'uso fatto di questa facoltà in modo
     da garantire che essa non induca distorsioni della concorrenza;
IT                                          121                                                 IT
 ---pagebreak---    st) le voci fuori bilancio con basso rischio menzionate all'allegato II, purché sia
   stato concluso con il cliente o con un gruppo di clienti collegati un accordo in virtù
   del quale il rischio ⌦ l'esposizione ⌫ può essere assuntoa soltanto a condizione
   che sia stato verificato che non vengano superati i limiti applicabili in conformità
   ⌦ all'articolo 111, paragrafi da 1 a 3 ⌫ ai paragrafi 1, 2 e 3.
                                                           nuovo
   Rientrano nella lettera g) anche il contante ricevuto nell'ambito di uno strumento
   collegato al merito di credito emesso dall'ente creditizio e i prestiti e depositi di una
   controparte concessi all'ente creditizio o effettuati presso di esso, che siano oggetto di
   un accordo di compensazione in bilancio riconosciuto ai sensi degli articoli da 90 a
   93.
                                                           2000/12/CE articolo 49, lettera
                                                         o), seconda e terza frase (adattato)
                                                            nuovo
   ⌦ Ai fini della lettera o), i ⌫ I valori mobiliari forniti come pegno ⌦ costituiti in
   garanzia reale ⌫ devono essere valutati al prezzo di mercato, offrire un margine di
   garanzia rispetto ai fidi garantiti, essere quotati in borsa o essere effettivamente
   negoziabili e regolarmente quotati su un mercato che funzioni tramite operatori
   professionali riconosciuti e che assicuri, con modalità ritenute soddisfacenti dalle
   autorità competenti dello Stato membro d'origine dell'ente creditizio, la possibilità di
   determinare un prezzo oggettivo tale da consentire in ogni momento la verifica del
   margine di garanzia di tali valori mobiliari. Il margine di garanzia prescritto è pari al
   100%; è tuttavia pari al 150% nel caso di azioni e al 50% nel caso di obbligazioni
   emesse ⌦ titoli di debito emessi ⌫ da enti creditizi, da amministrazioni regionali o
   ⌦ autorità ⌫ locali degli Stati membri diversei da quellei di cui all'articolo 44 ⌦
   alla lettera f) ⌫ e nel caso di obbligazioni emesse ⌦ titoli di debito emessi ⌫
   dalla Banca europea per gli investimenti e dalle banche multilaterali di sviluppo.
       diverse da quelle alle quali si applica un fattore di ponderazione del rischio dello
   0% sulla base del metodo standardizzato. In caso di disallineamento tra la durata
   dell’esposizione e la durata della protezione, la garanzia reale non viene riconosciuta.
    I valori mobiliari dati in pegno ⌦ costituiti in garanzia reale ⌫ non possono
   costituire fondi propri degli enti creditizi;. ⌦ Ai fini della lettera p), il ⌫ Il valore
   dell'alloggio è calcolato secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
   competenti in base a parametri rigorosi di valutazione stabiliti con disposizioni
   legislative, regolamentari o amministrative. La stima è effettuata almeno una volta
   all'anno. Ai fini della presente lettera ⌦ p) ⌫, si deve intendere per alloggio un
   alloggio occupato o dato in locazione dal debitore;.
   Gli Stati membri informano la Commissione ⌦ di tutte le esenzioni concesse ai
   sensi della lettera s) ⌫ dell'uso fatto di questa facoltà in modo da garantire che essa
   non induca ⌦ esse non inducano ⌫ distorsioni della concorrenza;.
IT                                       122                                                  IT
 ---pagebreak---                                                                        nuovo
                                                 Articolo 114
   1.       Fatto salvo il paragrafo 3, per il calcolo del valore dei fidi ai fini dell'articolo 111,
   paragrafi da 1 a 3, gli Stati membri, in alternativa alla concessione delle esenzioni totali o
   parziali consentite dall'articolo 113, paragrafo 3, lettere f), g), h) e o), possono consentire agli
   enti creditizi che si avvalgono del metodo integrale per il trattamento delle garanzie reali
   finanziarie di cui agli articoli da 90 a 93, di utilizzare un valore inferiore a quello del fido,
   purché detto valore non sia inferiore al totale dei valori delle esposizioni verso il cliente o il
   gruppo di clienti collegati, corretti integralmente.
   A questi fini per "valore dell'esposizione corretto integralmente" si intende il valore calcolato
   ai sensi degli articoli da 90 a 93, tenendo conto dell'attenuazione del rischio di credito, delle
   rettifiche per volatilità e dei disallineamenti di durata (E*).
   Quando il presente paragrafo si applica ad un ente creditizio, l'articolo 113, paragrafo 3,
   lettere f), g), h) e o) non si applica all'ente creditizio in questione.
   2.       Fatto salvo il paragrafo 3, un ente creditizio che, ai sensi degli articoli da 84 a 89, sia
   autorizzato ad utilizzare stime interne delle perdite in caso di inadempimento e dei fattori di
   conversione per una classe di esposizioni, può essere autorizzato, qualora sia in grado, con
   modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti, di stimare gli effetti delle garanzie
   reali finanziarie sui suoi fidi separatamente da altri aspetti inerenti alle perdite in caso di
   inadempimento, a tenere conto di tali effetti nel calcolo del valore dei fidi ai fini dell'articolo
   113, paragrafo 3.
   Le autorità competenti accertano l'adeguatezza delle stime prodotte dall'ente creditizio al fine
   di ridurre il valore dei fidi per conformarsi alle disposizioni dell'articolo 111.
   Un ente creditizio autorizzato ad utilizzare le stime interne degli effetti delle garanzie reali
   finanziarie deve farlo con modalità ritenute coerenti dalle autorità competenti. In particolare,
   questo metodo deve essere utilizzato per tutti i grandi fidi.
   Un ente creditizio autorizzato a norma degli articoli da 84 a 89 ad utilizzare stime interne
   delle perdite in caso di inadempimento e dei fattori di conversione per una determinata classe
   di esposizioni, che non calcoli il valore dei suoi fidi utilizzando il metodo di cui al primo
   comma, può essere autorizzato ad utilizzare il metodo di cui al paragrafo 9(1) o il metodo di
   cui all'articolo 113, paragrafo 3, lettera o), per il calcolo del valore dei fidi. Un ente creditizio
   può utilizzare uno solo di questi due metodi.
   3.       Un ente creditizio autorizzato ad utilizzare i metodi illustrati ai paragrafi 1 e 2 per il
   calcolo del valore dei fidi ai fini dell'articolo 111, paragrafi da 1 a 3 effettua prove di stress
   periodiche sulle sue concentrazioni di rischio di credito, compreso per quanto riguarda il
   valore di realizzo di tutte le garanzie reali accettate.
   Le prove di stress devono riguardare i rischi derivanti dagli eventuali cambiamenti delle
   condizioni di mercato che potrebbero avere un impatto negativo sull'adeguatezza dei fondi
   propri dell'ente creditizio, nonché i rischi derivanti dal realizzo delle garanzie reali in
   situazioni di crisi.
IT                                                    123                                                IT
 ---pagebreak---    L'ente creditizio deve dimostrare alle autorità competenti che le prove di stress effettuate sono
   sufficienti e adeguate alla valutazione di tali rischi.
   Qualora da una simile prova di stress risulti che il valore di realizzo di una garanzia reale
   accettata è inferiore a quanto sarebbe consentito tenere in conto ai sensi dei paragrafi 2 o 3, il
   valore della garanzia che può essere riconosciuto per il calcolo del valore dei fidi ai fini
   dell'articolo 111, paragrafi da 1 a 3, è ridotto di conseguenza.
   Tali enti creditizi includono nelle loro strategie per la gestione del rischio di concentrazione i
   seguenti elementi:
   a)        politiche e procedure per far fronte ai rischi derivanti dai disallineamenti di durata tra
             i fidi e tutte le protezioni creditizie ad essi relative;
   b)        politiche e procedure relative al rischio di concentrazione derivante dall'applicazione
             di tecniche di attenuazione del rischio di credito, con particolare riferimento alle
             grandi esposizioni creditizie indirette (ad esempio nei confronti di un unico emittente
             di valori mobiliari accettati come garanzia reale).
   4.       Quando gli effetti delle garanzie reali sono riconosciuti ai sensi dei paragrafi 1 o 2, gli
   Stati membri possono trattare le parti garantite del fido come se fossero fidi nei confronti del
   datore delle garanzie anziché nei confronti del cliente.
                                                                       2000/12/CE articolo 49,
                                                                     paragrafi 8 e 9 (adattato)
                                                                       nuovo
                                                 Articolo 115
   81.      Ai fini dell'applicazione ⌦ dell'articolo 111, paragrafi da 1 a 3, ⌫ dei paragrafi 1, 2
   e 3 gli Stati membri possono applicare una ponderazione del 20% alle voci dell'attivo che
   rappresentano crediti nei confronti di amministrazioni regionali e ⌦ autorità ⌫ locali degli
   Stati membri, laddove a tali crediti si applicherebbe un fattore di ponderazione del rischio
   del 20% ai sensi degli articoli da 78 a 83, nonché agli altri fidi nei confronti delle medesime o
   da esse garantiti, ai quali si applicherebbe un fattore di ponderazione del rischio del 20% ai
   sensi degli articoli da 78 a 83.  nonché agli altri fidi nei confronti delle medesime o da esse
   garantiti; nell'osservanza delle condizioni previste dall'articolo 44 gli Stati membri possono
   tuttavia applicare una ponderazione dello 0%.
      Gli Stati membri possono tuttavia applicare un fattore di ponderazione del rischio dello 0%
   alle voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di amministrazioni regionali e di
   autorità locali degli Stati membri, laddove a tali crediti si applicherebbe un fattore di
   ponderazione del rischio dello 0% ai sensi degli articoli da 78 a 83, nonché agli altri fidi nei
   confronti delle medesime o da esse garantiti, ai quali si applicherebbe un fattore di
   ponderazione del rischio dello 0% ai sensi degli articoli da 78 a 83. 
   9.2.     Per le finalità di cui ⌦ all'articolo 111, paragrafi da 1 a 3, ⌫ ai paragrafi 1, 2 e 3 gli
   Stati membri possono applicare una ponderazione del 20% alle voci dell'attivo che
   rappresentano crediti e altri fidi nei confronti di enti creditizi di durata superiore ad un anno,
   ma inferiore o pari a tre, e una ponderazione del 50% alle voci dell'attivo che rappresentano
IT                                                    124                                               IT
 ---pagebreak---    crediti nei confronti di enti creditizi, di durata superiore a tre anni, a condizione che tali crediti
   siano rappresentati da strumenti di debito emessi da un ente creditizi e sempre che detti titoli
   ⌦ strumenti ⌫ di debito, a giudizio delle autorità competenti, siano effettivamente
   negoziabili in un mercato costituito da operatori professionali e siano soggetti a quotazione
   giornaliera su tale mercato, o la loro emissione sia stata autorizzata dalle autorità competenti
   dello Stato membro d'origine dell'ente creditizi emittente. In tutti i casi queste voci non
   possono rappresentare fondi propri.
                                                                      2000/12/CE articolo 49,
                                                                   paragrafo 10 (adattato)
                                                Articolo 116
   10. In deroga alle disposizioni del paragrafo 7, lettera i), e del paragrafo 9 ⌦ dell'articolo
   113, paragrafo 3, lettera i) e dell'articolo 115, paragrafo 2 ⌫, gli Stati membri possono
   attribuire una ponderazione del 20% alle voci dell'attivo che rappresentano crediti e altri fidi
   nei confronti di enti creditizi, indipendentemente dalla loro durata.
                                                                      2000/12/CE articolo 49,
                                                                   paragrafo 11 (adattato)
                                                Articolo 117
   111.      Quando un fido concesso a un cliente è garantito da un terzo o da un pegno sotto
             forma di ⌦ una garanzia reale su ⌫ valori emessi da un terzo alle condizioni
             definite al paragrafo 7, ⌦ all'articolo 113, paragrafo 3, ⌫ lettera o), gli Stati
             membri possono:
             a)    considerare il fido come concesso ⌦ al garante ⌫ a tale terzo e non al
                   cliente, se il fido è garantito direttamente e incondizionatamente da tale terzo,
                   secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti;
             b)    considerare il fido come concesso a tale terzo e non al cliente, se il fido definito
                   al paragrafo 7 ⌦ all'articolo 113, paragrafo 3 ⌫, lettera o), è garantito da un
                   pegno ⌦ una garanzia reale ⌫ alle condizioni ivi menzionate.
                                                                      nuovo
   2.        Nei casi in cui gli Stati membri applicano il trattamento di cui al paragrafo 1, lettera
             a):
             a)    qualora la garanzia sia denominata in una valuta diversa da quella del fido,
                   l'importo del fido che si presume garantito sarà calcolato conformemente alle
                   disposizioni sul trattamento del disallineamento di valuta per la protezione del
                   credito non assistita di cui all'allegato VIII;
             b)    un disallineamento tra la durata del fido e la durata della protezione sarà
                   trattato conformemente alle disposizioni sul trattamento dei disallineamenti di
                   durata di cui all'allegato VIII;
IT                                                   125                                                  IT
 ---pagebreak---              c)    la copertura parziale può essere ammessa conformemente al trattamento di cui
                   all'allegato VIII.
                                                                     2000/12/CE articolo 49,
                                                                   paragrafo 2 (adattato)
   12. Al più tardi il 1° gennaio 1999, il Consiglio sulla base di una relazione della Commissione
   esamina il trattamento dei fidi interbancari di cui al paragrafo 7, lettera i), e ai paragrafi 9 e
   10. Il Consiglio decide le eventuali modifiche da apportare, su proposta della Commissione, a
   detto trattamento.
                                                                     2000/12/CE articolo 50
                                                                   (adattato)
                                                                     nuovo
                                               Articolo 118
              Vigilanza dei grandi fidi su base consolidata e su base non consolidata
   1. Se l'ente creditizio non è né un'impresa madre né un'impresa figlia, l'osservanza degli
   obblighi stabiliti dagli articoli 48 e 49 o da qualsiasi altra disposizione comunitaria applicabile
   a questo settore forma oggetto di vigilanza su base non consolidata.
   2. Negli altri casi il rispetto degli obblighi stabiliti dagli articoli 48 e 49 o da qualsiasi altra
   disposizione comunitaria applicabile a questo settore è esercitato su base consolidata, in
   conformità agli articoli da 52 a 56.
   3. Per quanto riguarda il rispetto degli obblighi stabiliti dagli articoli 48 e 49 o da qualsiasi
   altra disposizione comunitaria applicabile a questo settore, gli Stati membri possono
   rinunciare alla vigilanza su base individuale o parzialmente consolidata nei confronti di un
   ente creditizio che, in quanto impresa madre, è soggetto alla vigilanza su base consolidata, e
   nei confronti di qualsiasi impresa figlia di detto ente che sia soggetta alla loro autorizzazione e
   vigilanza e sia compresa nella vigilanza su base consolidata.
   Essi possono anche rinunciare alla vigilanza qualora l'impresa madre sia una società di
   partecipazione finanziaria stabilita nello stesso Stato membro dell'ente creditizio, sempre che
   detta società sia soggetta alla medesima vigilanza esercitata sugli enti creditizi.
   Nei casi previsti al primo e secondo comma,
      Qualora in virtù dell'articolo 69, paragrafo 1, un ente creditizio sia esentato dal rispetto
   degli obblighi di cui alla presente sezione, su base individuale o subconsolidata, o qualora ad
   un ente creditizio impresa madre in uno Stato membro si applichino le disposizioni
   dell'articolo 70,  devono essere prese misure per garantire una suddivisione adeguata dei
   rischi nell'ambito del gruppo.
IT                                                  126                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                      nuovo
                                              Articolo 119
   Entro il 31 dicembre 2007 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una
   relazione sul funzionamento della presente sezione, accompagnandola eventualmente con
   adeguate proposte.
                                                                     2000/12/CE
                                              SEZIONE 6
          PARTECIPAZIONI QUALIFICATE AL DI FUORI DEL CAMPO FINANZIARIO
                                                                     2000/12/CE articolo 51,
                                                                  paragrafi 1 e 2 (adattato)
                                              Articolo 120
                        Limiti delle partecipazioni qualificate non finanziarie
   1.       Agli enti creditizi è fatto divieto di detenere una partecipazione qualificata il cui
   importo superi il 15% dei fondi propri in un'impresa che non sia né un ente creditizio, né un
   ente finanziario, né un'impresa la cui attività è menzionata nell'articolo 43, paragrafo 2, lettera
   f), della direttiva 86/635/CEE.
   2.       L'importo totale delle partecipazioni qualificate in imprese diverse dagli enti creditizi,
   dagli enti finanziari o dalle imprese la cui attività è menzionata all'articolo 43, paragrafo 2,
   lettera f), della direttiva 86/635/CEE non può essere superiore al 60% dei fondi propri
   dell'ente creditizio.
                                                                     2002/87/CE articolo 29, punto 5
                                                                  (adattato)
   5. Gli Stati membri hanno la facoltà di non applicare alle partecipazioni nelle imprese di
   assicurazione di cui alle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE o nelle imprese di
   riassicurazione di cui alla direttiva 98/78/CE i limiti di cui ai paragrafi 1 e 2.
                                                                     2000/12/CE articolo 51,
                                                                  paragrafo 4 (adattato)
   4. Le azioni o quote detenute in via temporanea, a causa di un'operazione di sostegno
   finanziario in vista del risanamento o del salvataggio di un'impresa o a causa della
   sottoscrizione di un'emissione di titoli durante la normale durata di tale sottoscrizione o in
   nome proprio ma per conto terzi, non sono comprese nelle partecipazioni qualificate ai fini del
IT                                                 127                                                 IT
 ---pagebreak---    calcolo dei limiti fissati dai paragrafi 1 e 2. Le azioni o quote non aventi il carattere
   d'immobilizzi finanziari ai sensi dell'articolo 35, paragrafo 2, della direttiva 86/635/CEE non
   sono incluse. Le azioni o quote non aventi il carattere d'immobilizzi finanziari ai sensi
   dell'articolo 35, paragrafo 2, della direttiva 86/635/CEE non sono incluse.
                                                                     2000/12/CE articolo 51,
                                                                 paragrafo 5
   53.      I limiti fissati nei paragrafi 1 e 2 possono essere superati soltanto in presenza di
   circostanze eccezionali. Tuttavia, in tal caso, le autorità competenti esigono che l'ente
   creditizio aumenti i fondi propri o adotti altre misure di effetto equivalente.
                                                                     2000/12/CE articolo 51,
                                                                 paragrafo 6 (adattato)
   6. Gli Stati membri possono prevedere che le autorità competenti non applichino i limiti
   fissati nei paragrafi 1 e 2 se prevedono che le eccedenze di partecipazione qualificata rispetto
   a detti limiti debbano essere coperte al 100% da fondi propri e che questi ultimi non rientrino
   nel calcolo del coefficiente di solvibilità. Se esistono eccedenze rispetto ai limiti fissati ai
   paragrafi 1 e 2, l'importo da coprire con fondi propri sarà l'eccedenza di importo più elevato.
                                                                     2000/12/CE articolo 51,
                                                                 paragrafo 4
                                                Articolo 121
   4. Le azioni o quote detenute in via temporanea, a causa di un'operazione di sostegno
   finanziario in vista del risanamento o del salvataggio di un'impresa o a causa della
   sottoscrizione di un'emissione di titoli durante la normale durata di tale sottoscrizione o in
   nome proprio ma per conto terzi, non sono comprese nelle partecipazioni qualificate ai fini del
   calcolo dei limiti fissati dai paragrafi 1 e 2. Le azioni o quote non aventi il carattere
   d'immobilizzi finanziari ai sensi dell'articolo 35, paragrafo 2, della direttiva 86/635/CEE non
   sono incluse.
                                                                     2002/87/CE articolo 29, punto 5
                                                Articolo 122
   31.       Gli Stati membri hanno la facoltà di non applicare alle partecipazioni nelle imprese
             di assicurazione di cui alle direttive 73/239/CEE e 79/267/CEE o nelle imprese di
             riassicurazione di cui alla direttiva 98/78/CE i limiti di cui ai paragrafi 1 e 2.
                                                                     2000/12/CE articolo 51,
                                                                 paragrafo 6 (adattato)
   62.       Gli Stati membri possono prevedere che le autorità competenti non applichino i limiti
             fissati ⌦ all'articolo 120, paragrafi 1 e 2 ⌫ nei paragrafi 1 e 2 se prevedono che le
             eccedenze di partecipazione qualificata rispetto a detti limiti debbano essere coperte
IT                                                  128                                              IT
 ---pagebreak---              al 100% da fondi propri e che questi ultimi non rientrino nel calcolo del coefficiente
             di solvibilità. Se esistono eccedenze rispetto ai limiti fissati ⌦ all'articolo 120,
             paragrafi 1 e 2 ⌫ ai paragrafi 1 e 2, l'importo da coprire con fondi propri sarà
             l'eccedenza di importo più elevato.
                                                                  nuovo
                                                   CAPO 3
      PROCESSO INTERNO DI VALUTAZIONE DEGLI ENTI CREDITIZI
                                                  Articolo 123
   Gli enti creditizi dispongono di strategie e processi validi, efficaci e completi per valutare e
   mantenere in permanenza l'importo, la composizione e la distribuzione del capitale interno
   che essi ritengono adeguati per coprire la natura e il livello dei rischi a cui sono o potrebbero
   essere esposti.
   Tali strategie e processi sono oggetto di periodiche revisioni interne al fine di assicurare che
   essi rimangano completi e proporzionati alla natura, all'ampiezza e alla complessità delle
   attività dell'ente creditizio di cui trattasi.
                                                                   2000/12/CE (adattato)
                                                  CAPO 34
    VIGILANZA ⌦ E COMUNICAZIONE DA PARTE DELLE AUTORITÀ
                       COMPETENTI ⌫ SU BASE CONSOLIDATA
                                                                   2000/12/CE (nuovo)
                                                                   1 2002/87/CE articolo 29, punto
                                                                6
                                                  Articolo 52
                           Vigilanza su base consolidata degli enti creditizi
   1. Ogni ente creditizio che ha come impresa figlia un ente creditizio o un ente finanziario o
   che detiene una partecipazione in detti enti è sottoposto a vigilanza, nella misura e secondo le
   modalità stabilite all'articolo 54, sulla base della propria situazione finanziaria consolidata.
   Detta vigilanza si effettua almeno nei casi contemplati nei paragrafi 5 e 6.
   2. Ogni ente creditizio, la cui impresa madre è una società di partecipazione finanziaria, è
   sottoposto, nella misura e secondo le modalità stabilite all'articolo 54, ad una vigilanza sulla
   base della situazione finanziaria consolidata della società di partecipazione finanziaria. Detta
IT                                                    129                                            IT
 ---pagebreak---    vigilanza si effettua almeno nei casi contemplati nei paragrafi 5 e 6. 1 Fatto salvo l'articolo
   54 bis, il consolidamento della situazione finanziaria della società di partecipazione
   finanziaria non implica in alcun modo che le autorità competenti siano tenute ad esercitare
   una funzione di vigilanza sulla società di partecipazione finanziaria individualmente
   considerata. 
                                                                     2000/12/CE articolo 52,
                                                                   paragrafo 3
   3. Gli Stati membri o le autorità competenti preposte alla vigilanza su base consolidata in
   applicazione dell'articolo 53 possono rinunciare, in casi individuali, ad includere nel
   consolidamento un ente creditizio, un ente finanziario o un'impresa di servizi bancari ausiliari,
   che è un'impresa figlia o in cui è detenuta una partecipazione:
   –         se l'impresa da includere è situata in un paese terzo ove esistono ostacoli di natura
             giuridica al trasferimento delle informazioni necessarie;
   –         se l'impresa da includere nel consolidamento presenta, secondo le autorità
             competenti, un interesse trascurabile rispetto allo scopo della vigilanza degli enti
             creditizi e, in ogni caso, se il totale del bilancio dell'impresa da includere è inferiore
             al più basso dei due importi seguenti: 10 milioni di EUR oppure 1% del totale del
             bilancio dell'impresa madre o dell'impresa che detiene la partecipazione; più imprese
             che soddisfino i criteri sopra enunciati devono nondimeno essere incluse nel
             consolidamento qualora presentino globalmente un interesse non trascurabile rispetto
             allo scopo sopra descritto; oppure
   –         se, a giudizio delle autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza su base
             consolidata, il consolidamento della situazione finanziaria dell'impresa da includere
             sarebbe inopportuno o fuorviante sotto il profilo degli obiettivi della vigilanza degli
             enti creditizi.
                                                                     2000/12/CE articolo 52,
                                                                   paragrafi da 5 a 8
   5. La vigilanza sulla solvibilità, sull'adeguatezza dei fondi propri ai rischi di mercato e il
   controllo dei grandi fidi, vengono esercitati su base consolidata conformemente al presente
   articolo ed agli articoli da 53 a 56. Gli Stati membri adottano i provvedimenti, se del caso,
   necessari per l'inclusione delle società di partecipazione finanziaria nella vigilanza su una
   base consolidata, conformemente al paragrafo 2.
   Il rispetto dei limiti di cui all'articolo 51, paragrafi 1 e 2, forma oggetto di vigilanza e
   controllo in base alla situazione finanziaria consolidata o subconsolidata dell'ente creditizio.
   6. Le autorità competenti prescrivono, nel complesso delle imprese incluse nella sfera di
   vigilanza su una base consolidata cui è soggetto un ente creditizio in applicazione dei
   paragrafi 1 e 2, l'istituzione di adeguati procedimenti di controllo interno per la produzione di
   informazioni utili per l'esercizio della vigilanza su una base consolidata.
   7. Fatte salve disposizioni specifiche contenute in altre direttive, gli Stati membri possono non
   applicare su una base subconsolidata o individuale le norme del paragrafo 5 agli enti creditizi
   che, in qualità di imprese madri, sono sottoposti ad una vigilanza su una base consolidata,
IT                                                   130                                                IT
 ---pagebreak---    nonché a ogni impresa figlia di tali enti creditizi che dipende dalla loro autorizzazione e
   vigilanza ed è inclusa nella vigilanza su una base consolidata dell'ente creditizio che è
   l'impresa madre. La stessa facoltà di esonero è ammessa allorché l'impresa madre è una
   società di partecipazione finanziaria con sede nello stesso Stato membro dell'ente creditizio, a
   condizione che sia soggetta alla stessa vigilanza esercitata sugli enti creditizi ed in particolare
   alle norme di cui al paragrafo 5.
   In entrambi i casi di cui al comma precedente devono essere adottati provvedimenti per
   garantire la ripartizione adeguata del capitale all'interno del gruppo bancario.
   Se le autorità competenti applicano tali norme su una base individuale, esse possono, per il
   calcolo dei fondi propri, avvalersi della disposizione di cui all'articolo 34, paragrafo 2, ultimo
   comma.
   8. Quando un ente creditizio, impresa figlia di un'impresa madre che sia un ente creditizio, è
   stato autorizzato ed è situato in un altro Stato membro, le autorità competenti che hanno
   rilasciato l'autorizzazione applicano a tale ente le norme del paragrafo 5 su base individuale o,
   se del caso, subconsolidata.
                                                                     2000/12/CE articolo 52,
                                                                  paragrafo 9 (adattato)
                                                                      1 2004/xx/CE articolo 3, punto 9
   9. Nonostante il disposto del paragrafo 8, le autorità competenti che hanno rilasciato
   l'autorizzazione ad un'impresa figlia di un'impresa madre che sia un ente creditizio, possono
   delegare, con un accordo bilaterale, la propria responsabilità di vigilanza alle autorità
   competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione all'impresa madre affinché esse si incarichino
   della vigilanza dell'impresa figlia conformemente alle disposizioni della presente direttiva. La
   Commissione deve essere informata dell'esistenza e del tenore di tali accordi.                1 Essa
   trasmette queste informazioni alle autorità competenti degli altri Stati membri. 
                                                                     nuovo
                                       SEZIONE 1 - VIGILANZA
                                                Articolo 124
   1.        Sulla base dei criteri tecnici stabiliti all'allegato XI, le autorità competenti
             riesaminano i dispositivi, le strategie, i processi e i meccanismi messi in atto dagli
             enti creditizi per conformarsi alla presente direttiva e valutano i rischi ai quali gli enti
             creditizi sono o potrebbero essere esposti.
   2.        Il riesame e la valutazione di cui al paragrafo 1 riguardano l'ambito dei requisiti
             previsti dalla presente direttiva.
   3.        Sulla base del riesame e della valutazione di cui al paragrafo 1, le autorità competenti
             determinano se i dispositivi, le strategie, i processi e i meccanismi messi in atto dagli
             enti creditizi e i fondi propri da essi detenuti assicurano una gestione ed una
             copertura adeguate dei loro rischi.
IT                                                  131                                                   IT
 ---pagebreak---    4.    Le autorità competenti stabiliscono la frequenza e l'intensità del riesame e della
         valutazione di cui al paragrafo 1 tenendo conto dell'importanza sistemica, della
         natura, dell'ampiezza e della complessità delle attività dell'ente creditizio di cui
         trattasi. Il riesame e la valutazione sono aggiornati almeno una volta l'anno.
   5.    Il riesame e la valutazione da parte delle autorità competenti includono l'esposizione
         degli enti creditizi al rischio di tasso di interesse derivante da attività diverse dalla
         negoziazione. Nel caso di enti il cui valore economico si riduca di più del 20% dei
         loro fondi propri a seguito di una variazione improvvisa e imprevista dei tassi di
         interesse, la cui entità è stabilita dalle autorità competenti e non deve variare da un
         ente creditizio all'altro, è richiesta l'adozione di misure.
                                                                  2000/12/CE articolo 53,
                                                                paragrafo 1 e paragrafo 2, primo
                                                                comma (adattato)
                                                                  nuovo
                                             Articolo 125
        Autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza su base consolidata
   1.    Se l'impresa madre è un ente creditizio impresa madre in uno Stato membro o un
         ente creditizio impresa madre nell'UE , la vigilanza su base consolidata è esercitata
         dalle autorità competenti che hanno rilasciato a tale ente creditizio l'autorizzazione di
         cui all'articolo 4 ⌦ 6 ⌫.
   2.    Se l'impresa madre di un ente creditizio è una società di partecipazione finanziaria
             madre in uno Stato membro o una società di partecipazione finanziaria madre
         nell'UE , la vigilanza su una base consolidata è esercitata dalle autorità competenti
         che hanno rilasciato a tale ente creditizio l'autorizzazione di cui all'articolo
         4⌦ 6 ⌫.
                                                                  2000/12/CE articolo 53,
                                                                paragrafo 2, secondo e terzo
                                                                comma e paragrafo 3 (adattato)
                                                                  nuovo
                                             Articolo 126
   3.1.  Tuttavia, quando la stessa società di partecipazione finanziaria è l'impresa madre di
         ⌦ Quando ⌫ enti creditizi autorizzati in più di uno Stato membro ⌦ hanno come
         impresa madre la stessa società di partecipazione finanziaria ⌫             madre in uno
         Stato membro o la stessa società di partecipazione finanziaria madre nell'UE , la
         vigilanza su una base consolidata è esercitata dalle autorità competenti dell'ente
         creditizio autorizzato nello Stato membro ove è stata costituita la società di
         partecipazione finanziaria.
         Qualora nello Stato membro ove è stata costituita la società di partecipazione
         finanziaria non vi sia un ente creditizio costituito da un'impresa figlia autorizzata, le
IT                                                 132                                             IT
 ---pagebreak---             autorità competenti degli Stati membri interessati (comprese quelle dello Stato
            membro ove è stata costituita la società di partecipazione finanziaria) si concertano
            allo scopo di designare, di comune accordo, le autorità che eserciteranno la vigilanza
            su base consolidata. In mancanza di accordo, la vigilanza su una base consolidata è
            esercitata dalle autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione all'ente
            creditizio con il totale di bilancio più elevato; a parità di totali di bilancio, la
            vigilanza su una base consolidata è esercitata dalle autorità competenti che per prime
            hanno rilasciato l'autorizzazione di cui all'articolo 4.
            3. Le autorità competenti interessate possono derogare, di comune accordo, alle
            regole di cui al paragrafo 2, primo e secondo comma.
                                                                     nuovo
            Quando enti creditizi autorizzati in più di uno Stato membro hanno come imprese
            madri più società di partecipazione finanziaria con sede in diversi Stati membri e vi è
            un ente creditizio in ciascuno di tali Stati, la vigilanza su base consolidata è esercitata
            dalle autorità competenti dell'ente creditizio con il totale di bilancio più elevato.
   2.       Quando più enti creditizi autorizzati nella Comunità hanno come impresa madre la
            stessa società di partecipazione finanziaria e nessuno di tali enti creditizi è stato
            autorizzato nello Stato membro nel quale è stata costituita la società di
            partecipazione finanziaria, la vigilanza su base consolidata è esercitata dalle autorità
            competenti che hanno autorizzato l'ente creditizio con il totale di bilancio più elevato,
            il quale è considerato, ai fini della presente direttiva, come l'ente creditizio
            controllato da una società di partecipazione finanziaria madre nell'UE.
                                                                     2000/12/CE articolo 53,
                                                                   paragrafo 4
   4. Gli accordi di cui al paragrafo 2, terzo comma, e al paragrafo 3 prevedono le misure
   concrete di cooperazione e di trasmissione delle informazioni idonee al conseguimento degli
   scopi della vigilanza su base consolidata.
                                                                     nuovo
   3.       In casi particolari, in cui l'applicazione dei criteri di cui ai paragrafi 1 e 2 risultasse
            inappropriata tenuto conto degli enti creditizi di cui trattasi e dell'importanza relativa
            delle loro attività nei vari paesi, le autorità competenti possono, di comune accordo,
            derogare a tali criteri e nominare un'altra autorità competente per l'esercizio della
            vigilanza su base consolidata. In tali casi, prima di prendere la loro decisione, le
            autorità competenti danno all'ente creditizio impresa madre nell'UE o, a seconda dei
            casi, alla società di partecipazione finanziaria madre nell'UE, o all'ente creditizio con
            il totale di bilancio più elevato, l'opportunità di pronunciarsi su tale decisione.
   4.       Le autorità competenti notificano alla Commissione qualsiasi accordo concluso ai
            sensi del paragrafo 3.
IT                                                  133                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                    2000/12/CE articolo 52,
                                                                 paragrafo 2, ultima frase
                                                                   nuovo
                                             Articolo 127
   1.           Gli Stati membri adottano i provvedimenti che si rendano necessari per includere
            le società di partecipazione finanziaria nella vigilanza su base consolidata. Fatto
            salvo l'articolo 135,  il consolidamento della situazione finanziaria della società di
            partecipazione finanziaria non implica in alcun modo che le autorità competenti
            siano tenute ad esercitare una funzione di vigilanza sulla società di partecipazione
            finanziaria individualmente considerata.
                                                                   2000/12/CE articolo 52,
                                                                 paragrafo 4 (adattato)
   42.      Se le autorità competenti di uno Stato membro non includono un ente creditizio, che
            è una impresa figlia ⌦ filiazione ⌫, nella vigilanza su una base consolidata in
            applicazione di uno dei casi previsti nel paragrafo 3, secondo e terzo trattino
            ⌦ all'articolo 73, paragrafo 1, lettere b) e c) ⌫, le autorità competenti dello Stato
            membro in cui ha sede questo ente creditizio (impresa figlia ⌦ filiazione ⌫)
            possono chiedere all'impresa madre le informazioni che possono facilitare l'esercizio
            della vigilanza del suddetto ente creditizio.
                                                                   2000/12/CE articolo 52,
                                                                 paragrafo 10 (adattato)
   103.     Gli Stati membri prevedono che le autorità competenti incaricate di esercitare la
            vigilanza su una base consolidata possano chiedere alle imprese figlie
            ⌦ filiazioni ⌫ di un ente creditizio o di una società di partecipazione finanziaria
            non compresi nella sfera della vigilanza su base consolidata le informazioni di cui
            all'articolo 55 ⌦ 137 ⌫. In tal caso si applicano le procedure di trasmissione e di
            verifica delle informazioni previste in tale articolo.
                                                                   2000/12/CE articolo 53,
                                                                 paragrafo 5
                                             Articolo 128
   5. Allorché negli Stati membri esistono più autorità competenti ad esercitare la vigilanza
   prudenziale degli enti creditizi e degli enti finanziari, gli Stati membri prendono i
   provvedimenti necessari allo scopo di organizzare il coordinamento tra tali autorità.
IT                                                134                                               IT
 ---pagebreak---                                                                  nuovo
                                           Articolo 129
   1. L'autorità competente preposta all'esercizio della vigilanza su base consolidata di enti
      creditizi imprese madri nell'UE e di enti creditizi controllati da società di
      partecipazione finanziaria madri nell'UE esegue i compiti seguenti:
      a)     la verifica sotto il profilo della vigilanza e la valutazione del rispetto dei
             requisiti stabiliti all'articolo 71, all'articolo 72, paragrafi 1 e 2 e all'articolo 73,
             paragrafo 3;
      b)     il coordinamento della raccolta e della diffusione delle informazioni rilevanti o
             essenziali in situazioni normali e in situazioni di emergenza;
      c)     la pianificazione e il coordinamento delle attività di vigilanza in situazioni
             normali e in situazioni di emergenza, compreso in relazione alle attività di cui
             all'articolo 124, in collaborazione con le autorità competenti interessate, ed in
             relazione agli articoli 43 e 141.
   2. Quando una domanda per l'ottenimento di un'autorizzazione di cui rispettivamente
      all'articolo 84, paragrafo 1, all'articolo 87, paragrafo 9 e all'articolo 105 è presentata
      da un ente creditizio impresa madre nell'UE e dalle sue filiazioni o congiuntamente
      dalle filiazioni di una società di partecipazione finanziaria madre nell'UE, le autorità
      competenti decidono di comune accordo, dopo essersi ampiamente consultate, se
      concedere l'autorizzazione richiesta e a quali condizioni subordinare eventualmente
      tale autorizzazione.
      Le domande di cui al primo comma sono presentate esclusivamente all'autorità
      competente di cui al paragrafo 1.
      Le autorità competenti decidono insieme, al massimo entro sei mesi e in un unico
      documento, in merito alla domanda. Tale documento è trasmesso al richiedente. In
      mancanza di una decisione entro il termine di sei mesi, è l'autorità competente di cui
      al paragrafo 1 a decidere in merito alla domanda.
                                           Articolo 130
   1. Qualora si verifichi una situazione di emergenza che possa compromettere la stabilità
      del sistema finanziario, compresa la sua integrità, le autorità competenti preposte
      all'esercizio della vigilanza su base consolidata, fatto salvo il titolo V, capo 1,
      sezione 2, avvertono non appena possibile le autorità di cui all'articolo 49, lettera a) e
      all'articolo 50. Tale obbligo si applica a tutte le autorità competenti responsabili per
      un determinato gruppo in base agli articoli 125 e 126 e alle autorità competenti di cui
      all'articolo 129, paragrafo 1.
   2. Qualora necessiti di informazioni già comunicate ad un'altra autorità competente,
      l'autorità competente incaricata della vigilanza su base consolidata contatta se
IT                                              135                                                   IT
 ---pagebreak---              possibile tale autorità, al fine di evitare una duplicazione delle notifiche alle varie
             autorità preposte all'esercizio della vigilanza.
                                               Articolo 131
   Al fine di agevolare e di rendere efficace la vigilanza, l'autorità competente incaricata della
   vigilanza su base consolidata e le altre autorità competenti concludono accordi scritti di
   coordinamento e di cooperazione.
   Tali accordi possono assegnare ulteriori compiti all'autorità competente incaricata della
   vigilanza su base consolidata e possono specificare le procedure per quanto riguarda il
   processo decisionale e la cooperazione con le altre autorità competenti.
                                                                    2000/12/CE articolo 52,
                                                                  paragrafo 9 (adattato)
   Nonostante il disposto del paragrafo 8, le ⌦ Le ⌫ autorità competenti che hanno rilasciato
   l'autorizzazione ad un'impresa figlia ⌦ una filiazione ⌫ di un'impresa madre che sia un ente
   creditizio, possono delegare, con un accordo bilaterale, la propria responsabilità di vigilanza
   alle autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione all'impresa madre affinché esse
   si incarichino della vigilanza dell'impresa figlia ⌦ della filiazione ⌫ conformemente alle
   disposizioni della presente direttiva. La Commissione deve essere informata dell'esistenza e
   del tenore di tali accordi. Essa trasmette queste informazioni alle autorità competenti degli
   altri Stati membri ed al comitato consultivo bancario.
                                                                    nuovo
                                               Articolo 132
   1.        Le autorità competenti collaborano strettamente          tra loro. Esse si scambiano
             reciprocamente tutte le informazioni essenziali o         rilevanti per l'esercizio delle
             funzioni di vigilanza attribuite loro dalla presente     direttiva. A tale proposito, le
             autorità competenti comunicano su richiesta tutte        le informazioni rilevanti e di
             propria iniziativa tutte le informazioni essenziali.
             In particolare, le autorità competenti incaricate della vigilanza consolidata di imprese
             dell'UE assicurano che le informazioni rilevanti vengano trasmesse alle autorità
             competenti di altri Stati membri incaricate della vigilanza delle filiazioni di tali
             imprese madri. Nel determinare la portata delle informazioni rilevanti si tiene conto
             dell'importanza di dette filiazioni all'interno del sistema finanziario di tali Stati
             membri.
             Le informazioni essenziali di cui al primo comma comprendono in particolare quanto
             segue:
             a)     identificazione della struttura di gruppo di tutti i principali enti creditizi
                    appartenenti a un gruppo e individuazione delle autorità competenti degli enti
                    creditizi del gruppo;
IT                                                  136                                                IT
 ---pagebreak---       b)     procedure per la raccolta di informazioni dagli enti creditizi appartenenti ad un
             gruppo e per la verifica di tali informazioni;
      c)     sviluppi negativi che interessano enti creditizi o altre imprese appartenenti ad
             un gruppo e che potrebbero avere serie ripercussioni sugli enti creditizi;
      d)     principali sanzioni e misure eccezionali adottate dalle autorità competenti in
             conformità alla presente direttiva, incluse l'imposizione di un requisito
             patrimoniale supplementare ai sensi dell'articolo 136 e qualsiasi limitazione
             all'utilizzo del metodo avanzato di misurazione per il calcolo dei requisiti
             patrimoniali ai sensi dell'articolo 105.
   2. Le autorità competenti incaricate della vigilanza di enti creditizi controllati da un
      ente creditizio impresa madre nell'UE contattano l'autorità competente di cui
      all'articolo 129, paragrafo 1, quando hanno bisogno di informazioni sull'attuazione
      dei metodi e delle metodologie menzionati nella presente direttiva che possono
      essere già a disposizione di tale autorità competente.
   3. Le autorità competenti interessate, prima di prendere una decisione che rivesta una
      certa importanza per le funzioni di vigilanza delle altre autorità competenti, si
      consultano tra loro in relazione ai punti seguenti:
      a)     modifiche nella struttura azionaria, organizzativa o gestionale di enti creditizi
             appartenenti a un gruppo, che richiedono l'approvazione o l'autorizzazione
             delle autorità competenti;
      b)     principali sanzioni e misure eccezionali adottate dalle autorità competenti,
             incluse l'imposizione di un requisito patrimoniale supplementare ai sensi
             dell'articolo 136 e qualsiasi limitazione all'utilizzo dei metodi avanzati di
             misurazione per il calcolo dei requisiti patrimoniali ai sensi dell'articolo 105.
      Ai fini della lettera b), l'autorità competente incaricata della vigilanza su base
      consolidata viene sempre consultata.
      Un'autorità competente può tuttavia decidere di non procedere alla consultazione in
      situazioni di emergenza o qualora tale consultazione possa compromettere l'efficacia
      delle decisioni. In tal caso, l'autorità competente informa senza indugio le altre
      autorità competenti.
                                                              2000/12/CE articolo 54,
                                                            paragrafo 1 (adattato)
                                         Articolo 133
                           Forma e portata del consolidamento
   1. Le autorità competenti preposte all'esercizio della ⌦ alla ⌫ vigilanza su una base
      consolidata devono esigere ⌦ esigono ⌫, ai fini della vigilanza, il consolidamento
      integrale degli enti creditizi e degli enti finanziari costituiti da imprese figlie
      ⌦ filiazioni ⌫ dell'impresea madre.
IT                                            137                                              IT
 ---pagebreak---             Tuttavia, può essere prescritto ⌦ le autorità competenti possono prescrivere
            semplicemente ⌫ il consolidamento proporzionale quando, secondo le autorità
            competenti ⌦ a loro avviso ⌫, la responsabilità dell'impresa madre che detiene una
            quota di capitale è limitata a tale quota, a motivo della ⌦ tenuto conto della ⌫
            responsabilità degli altri azionisti o soci e della soddisfacente solvibilità di questi
            ultimi. La responsabilità degli altri azionisti o soci deve essere chiaramente stabilita,
            ove necessario, a mezzo di impegni espressamente sottoscritti.
                                                                     2002/87/CE articolo 29, punto
                                                                 7, lettera a)
            Qualora le imprese siano legate da una relazione ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 1,
            della direttiva 83/349/CEE, le autorità competenti stabiliscono le modalità del
            consolidamento.
                                                                    2000/12/CE articolo 54,
                                                                 paragrafi 2 e 3 (adattato)
   2.       Le autorità competenti preposte all'esercizio della ⌦ alla ⌫ vigilanza su una base
            consolidata devono, ai fini della vigilanza, esigere ⌦ esigono ⌫ il consolidamento
            proporzionale delle partecipazioni detenute in enti creditizi o enti finanziari diretti
            congiuntamente da un'impresa inclusa nel consolidamento e da una o più imprese
            non incluse nel consolidamento, qualora ne risulti una limitazione della
            responsabilità di dette imprese in funzione della quota di capitale da queste detenuta.
   3.       In casi di partecipazione o di altri legami in capitale diversi da quelli di cui ai
            paragrafi 1 e 2, le autorità competenti stabiliscono se e in quale forma si debba
            effettuare il consolidamento. Esse possono in particolare consentire o esigere il
            ricorso al metodo dell'equivalenza. Tuttavia questo metodo non costituisce inclusione
            delle imprese in questione nella vigilanza su una base consolidata.
                                                                    2000/12/CE articolo 54,
                                                                 paragrafo 4, primo comma
                                                                 (adattato)
                                             Articolo 134
   41.    Fatte salve le disposizioni di cui ⌦ all'articolo 133 ⌫ ai paragrafi 1, 2 e 3, le autorità
   competenti stabiliscono se e in quale forma si debba effettuare il consolidamento nei casi
   seguenti:
            a)     quando un ente creditizio, a giudizio delle autorità competenti, esercita
                   un'influenza notevole su uno o più enti creditizi o enti finanziari, senza tuttavia
                   detenere una partecipazione o altri legami finanziari in tali enti;
            b)     quando due o più enti creditizi o enti finanziari sono posti sotto un'unica
                   direzione, senza che questa sia necessariamente stabilita per contratto o
                   clausole statutarie.
IT                                                 138                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                       2002/87/CE Articolo 29, punto
                                                                   7, lettera b)
   ---------
                                                                      2000/12/CE Articolo 54,
                                                                   paragrafo 4, secondo comma
   Le autorità competenti possono in particolare permettere o prescrivere l'applicazione del
   metodo di cui all'articolo 12 della direttiva 83/349/CEE. Tale metodo non costituisce tuttavia
   un'inclusione delle imprese in questione nella vigilanza su una base consolidata.
                                                                      2000/12/CE articolo 54,
                                                                   paragrafo 5 (adattato)
                                                                      nuovo
   52       Allorché la vigilanza su una base consolidata è prescritta in applicazione dell'articolo
   52, paragrafi 1 e 2 ⌦ degli articoli 125 e 126 ⌫, le imprese di servizi bancari ausiliari e
   le società di gestione patrimoniale quali definite nella direttiva 2002/87/CE  sono comprese
   nel consolidamento negli stessi casi e secondo le stesse modalità di cui ⌦ all'articolo 133 e al
   paragrafo 1 ⌫ ai paragrafi da 1 a 4 del presente articolo.
                                                                      2002/87/CE articolo 29, punto 8
                                                                   (adattato)
                                                Articolo 135
                          Dirigenza delle società di partecipazione finanziaria
   Gli Stati membri esigono che le persone che dirigono di fatto una società di partecipazione
   finanziaria possiedano l'onorabilità e l'esperienza sufficienti per esercitare tali funzioni.
                                                                     nuovo
                                                Articolo 136
   1.        Le autorità competenti esigono che ciascun ente creditizio che non soddisfa i requisiti
   della presente direttiva adotti tempestivamente le azioni o le misure richieste dalla situazione.
   A tali fini, tra le misure a disposizione delle autorità competenti figurano le seguenti:
   a)         obbligare gli enti creditizi a detenere fondi propri superiori al livello minimo fissato
              dall'articolo 75;
   b)         rafforzare i dispositivi e le strategie messi in atto per conformarsi agli articoli 22 e
              123;
IT                                                   139                                               IT
 ---pagebreak---    c)        esigere che gli enti creditizi applichino una politica di accantonamenti specifica o che
             riservino alle voci dell'attivo un trattamento specifico con riferimento ai requisiti
             patrimoniali;
   d)        restringere o limitare le attività, le operazioni o la rete degli enti creditizi;
   e)        ridurre il rischio connesso alle attività, ai prodotti e ai sistemi di enti creditizi.
   L'adozione di tali misure è soggetta al titolo V, capo 1, sezione 2.
   2.      Le autorità competenti impongono un requisito patrimoniale specifico, superiore al
   livello minimo fissato dall'articolo 75, almeno agli enti creditizi che hanno messo in atto
   dispositivi, processi, meccanismi e strategie inadeguati per la gestione e la copertura dei loro
   rischi, se la semplice applicazione di altre misure non appare sufficiente a rafforzare tali
   dispositivi entro un periodo di tempo adeguato.
                                                                       2000/12/CE articolo 55,
                                                                    paragrafo 1 (adattato)
                                                 Articolo 137
          Informazioni da parte di società di partecipazione miste e loro imprese figlie
   1.        In attesa dell'ulteriore coordinamento dei metodi di consolidamento, gli Stati membri
             stabiliscono che, se l'impresa madre di uno o più enti creditizi è una società di
             partecipazione mista, le autorità competenti responsabili dell'autorizzazione e della
             vigilanza di detti enti impongono alla società di partecipazione mista e alle sue
             imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫, rivolgendosi direttamente ad esse oppure tramite enti
             creditizi costituiti da imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫, di comunicare tutte le
             informazioni utili per l'esercizio della vigilanza sugli enti creditizi costituiti da
             imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫.
                                                                       2000/12/CE articolo 55,
                                                                    paragrafo 2 (adattato)
   2.        Gli Stati membri prevedono che le autorità competenti possono procedere, o far
             procedere mediante revisori esterni, alla verifica in loco delle informazioni ricevute
             dalle società di partecipazione miste e dalle loro imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫. Se
             la società di partecipazione mista o una delle imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ è
             un'impresa di assicurazione, ci si può avvalere anche della procedura di cui
             all'articolo 56, paragrafo 4 ⌦ 140, paragrafo 1 ⌫. Se la società di partecipazione
             mista o una delle imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ ha sede in uno Stato membro
             diverso da quello in cui ha sede l'ente creditizio costituito da un'impresa figlia
             ⌦ filiazione ⌫, la verifica in loco delle informazioni avviene con la procedura di
             cui all'articolo 56, paragrafo 7 ⌦ 140, paragrafo 1 ⌫.
IT                                                   140                                              IT
 ---pagebreak---                                                                    2002/87/CE articolo 29, punto 9
                                                                 (adattato)
                                              Articolo 138
                    Operazioni intragruppo con società di partecipazione mista
   1.       Fatte salve le disposizioni del ⌦ Fatto salvo il ⌫ titolo V, capo II, sezione ⌦ 5 ⌫
   3, della presente direttiva, gli Stati membri dispongono che qualora l'impresa madre di uno o
   più enti creditizi sia una società di partecipazione mista, le autorità competenti preposte alla
   vigilanza di detti enti creditizi esercitino una vigilanza generale sulle operazioni tra l'ente
   creditizio e la società di partecipazione mista e le sue imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫.
   2.       Le autorità competenti dispongono che gli enti creditizi mettano in atto adeguati
   meccanismi ⌦ processi ⌫ di gestione del rischio e di controllo interno, ivi comprese valide
   procedure di segnalazione e contabili, atti a consentire nei modi dovuti l'accertamento, la
   quantificazione, il monitoraggio ⌦ la sorveglianza ⌫ e il controllo delle operazioni con la
   società di partecipazione mista cui fanno capo e con le imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ di
   questa. Le autorità competenti dispongono che l'ente creditizio segnali ⌦ notifichi ⌫ ogni
   altra operazione significativa intercorrente con le predette imprese, diversa dall'operazione di
   cui all'articolo 48 ⌦ 110 ⌫. Tali procedure e operazioni significative sono sottoposte alla
   verifica delle autorità competenti.
             Qualora le operazioni intragruppo compromettano la posizione finanziaria di un ente
             creditizio, le autorità competenti preposte alla sua vigilanza adottano gli opportuni
             provvedimenti.
                                                                   2000/12/CE articolo 56,
                                                                 paragrafi da 1 a 3 (adattato)
                                              Articolo 139
               Provvedimenti destinati ad agevolare la vigilanza su base consolidata
   1.       Gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari affinché nessun ostacolo di
   natura giuridica impedisca alle imprese comprese nella sfera di vigilanza su una base
   consolidata, o alle società di partecipazione mista e alle loro imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫, o
   alle imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ contemplate all'articolo 52, paragrafo 10 ⌦ 127,
   paragrafo 3 ⌫, di scambiarsi le ⌦ lo scambio delle ⌫ informazioni utili all'esercizio della
   vigilanza conformemente agli articoli da 52 a 55 ⌦ 124 a 138 ⌫ ed al presente articolo.
   2.       Quando l'impresa madre e l'ente o gli enti creditizi sue imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫
   sono situati in Stati membri diversi, le autorità competenti di ciascuno Stato membro si
   comunicano tutte le informazioni atte a consentire od agevolare l'esercizio della vigilanza su
   una base consolidata.
             Quando le autorità competenti dello Stato membro ove è situata l'impresa madre non
             esercitano esse stesse la vigilanza su una base consolidata in forza dell'articolo 53
IT                                                 141                                              IT
 ---pagebreak---             ⌦ degli articoli 125 e 126 ⌫, esse possono essere invitate dalle autorità competenti
            incaricate di esercitare la vigilanza a chiedere a tale impresa madre le informazioni
            utili all'esercizio della vigilanza su una base consolidata e a trasmetterle alle suddette
            autorità.
   3.      Gli Stati membri autorizzano lo scambio tra le loro autorità competenti delle
   informazioni di cui al paragrafo 2, restando inteso che, nel caso di società di partecipazione
   finanziaria, di enti finanziari o di imprese di servizi bancari ausiliari, la raccolta o la
   detenzione di informazioni non implica in alcun modo che le autorità competenti siano tenute
   ad esercitare una funzione di vigilanza su tali enti o imprese individualmente considerati.
            Gli Stati membri autorizzano altresì lo scambio tra le autorità competenti delle
            informazioni di cui all'articolo 55 ⌦ 137 ⌫, restando inteso che la raccolta o la
            detenzione di informazioni non implica in alcun modo che le autorità competenti
            esercitino una funzione di vigilanza sulla società di partecipazione mista e le relative
            imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ che non sono enti creditizi, o sulle imprese figlie
            ⌦ filiazioni ⌫ contemplate all'articolo 52, paragrafo 10 ⌦ 127, paragrafo 3 ⌫.
                                                                    2000/12/CE articolo 56,
                                                                  paragrafi da 4 a 6 (adattato)
                                               Articolo 140
   41.     Qualora un ente creditizio, una società di partecipazione finanziaria o una società di
   partecipazione mista controlli una o più imprese figlie ⌦ filiazioni ⌫ che sono imprese di
   assicurazione o altre imprese che prestano servizi di investimento soggette a procedura
   autorizzativa, le autorità competenti e le autorità cui è demandata la pubblica funzione di
   vigilanza sulle imprese di assicurazione o sulle suddette altre imprese che offrono servizi di
   investimento collaborano strettamente fra loro. Fatte salve le rispettive competenze, tali
   autorità si comunicano tutte le informazioni atte ad agevolare l'assolvimento dei loro compiti
   e a garantire il controllo dell'attività e della situazione finanziaria complessiva delle imprese
   soggette alla loro vigilanza.
   52.     Le informazioni ricevute nell'ambito della sorveglianza ⌦ vigilanza ⌫ su base
   consolidata ed in particolare gli scambi di informazioni tra autorità competenti previsti dalla
   presente direttiva sono coperti dal segreto d'ufficio definito ⌦ al titolo V, capo 1, sezione
   2 ⌫ all'articolo 30.
   63.     Le autorità competenti incaricate della vigilanza su una base consolidata redigono un
   elenco delle società di partecipazione finanziaria di cui all'articolo 52, paragrafo 2 ⌦ 71,
   paragrafo 2 ⌫. L'elenco è comunicato alle autorità competenti degli altri Stati membri ed alla
   Commissione.
IT                                                  142                                                IT
 ---pagebreak---                                                                   2000/12/CE articolo 56,
                                                                paragrafo 7 (adattato)
                                                                   1 2002/87/CE articolo 29, punto
                                                                10
                                             Articolo 141
   7. Qualora, nell'ambito dell'applicazione della presente direttiva, le autorità competenti di uno
   Stato membro desiderino verificare, in determinati casi, le informazioni riguardanti un ente
   creditizio, una società di partecipazione finanziaria, un ente finanziario, un'impresa di servizi
   bancari ausiliari, una società di partecipazione mista, un'impresa figlia ⌦ una filiazione ⌫
   di cui all'articolo 55 ⌦ 137 ⌫ o un'impresa figlia ⌦ una filiazione ⌫ di cui all'articolo 52,
   paragrafo 10 ⌦ 127, paragrafo 3 ⌫, situati in un altro Stato membro, devono chiedere
   ⌦ dette autorità chiedono ⌫ alle autorità competenti dell'altro Stato membro che si proceda
   a tale verifica. Le autorità che hanno ricevuto la richiesta di verifica devono darvi seguito,
   nell'ambito della loro competenza, procedendovi esse stesse o consentendo di procedervi alle
   autorità che hanno presentato la richiesta ovvero ad un revisore o ad un esperto. 1 L'autorità
   competente richiedente, qualora non compia direttamente la verifica, può, se lo desidera,
   prendervi parte. 
                                                                  2000/12/CE articolo 56,
                                                                paragrafo 8 (adattato)
                                             Articolo 142
   8. Gli Stati membri prevedono che, fatte salve le norme di diritto penale, si possano irrogare a
   carico delle società di partecipazione finanziarie e delle società di partecipazione miste, o dei
   loro dirigenti responsabili, che violino le disposizioni legislative, regolamentari o
   amministrative adottate in applicazione degli articoli da 52 a 55 ⌦ 124 a 141 ⌫ e del
   presente articolo, sanzioni o provvedimenti intesi a far cessare le infrazioni constatate o le
   loro cause. In taluni casi detti provvedimenti possono richiedere l'intervento dell'autorità
   giudiziaria.
   Le autorità competenti collaborano strettamente fra di loro affinché ⌦ tali ⌫ le sanzioni o i
   provvedimenti menzionati permettano di conseguire gli effetti voluti, in particolare quando la
   sede sociale di una società di partecipazione finanziaria o di una società di partecipazione
   mista non è nel luogo ove si trova l'amministrazione centrale o lo stabilimento principale della
   medesima.
                                                                  2002/87/CE articolo 29, punto
                                                                11 (adattato)
                                                                   1 2004/xx/CE articolo 3, punto
                                                                10 (adattato)
                                             Articolo 143
                            Imprese madri aventi sede in un paese terzo
IT                                               143                                                 IT
 ---pagebreak---    1.       Qualora un ente creditizio, la cui impresa madre sia un ente creditizio o una società di
   partecipazione finanziaria con sede principale ⌦ in un paese terzo ⌫ al di fuori della
   Comunità, non sia soggetto a vigilanza su base consolidata ai sensi dell'articolo 52 ⌦ degli
   articoli 125 e 126 ⌫, le autorità competenti verificano se esso sia soggetto ad una vigilanza
   su base consolidata da parte di un'autorità competente di un paese terzo equivalente a quella
   retta dai principi fissati dall'articolo 52 ⌦ dalla presente direttiva ⌫.
             La verifica è effettuata dall'autorità competente cui, a norma del quarto comma
             ⌦ paragrafo 3 ⌫, spetterebbe l'esercizio della vigilanza su base consolidata, su
             richiesta dell'impresa madre o di qualsiasi impresa regolamentata autorizzata nella
             Comunità o di sua iniziativa. Tale autorità competente consulta le altre autorità
             competenti interessate.
   2.          1 ⌦ La Commissione può chiedere ⌫ al comitato bancario europeo ⌦ di ⌫ 
   fornire indicazioni generali per stabilire se i regimi di vigilanza su base consolidata delle
   autorità competenti dei paesi terzi siano in grado di raggiungere gli obiettivi della vigilanza su
   base consolidata definiti nel presente capo riguardo agli enti creditizi la cui impresa madre
   abbia la sede principale ⌦ in un paese terzo ⌫ al di fuori della Comunità. Il comitato
   riesamina regolarmente tali indicazioni e tiene conto di qualsiasi modifica ai regimi di
   vigilanza su base consolidata apportata dalle autorità competenti in questione.
             L'autorità competente che effettua la verifica di cui al secondo ⌦ paragrafo 1,
             primo ⌫ comma tiene conto di siffatte indicazioni. L'autorità competente consulta
             altresì il comitato prima di procedere a tale verifica ⌦ prima di prendere una
             decisione ⌫.
   3.       In mancanza di una vigilanza equivalente, gli Stati membri applicano per analogia al
   predetto ente creditizio le disposizioni di cui all'articolo 52 ⌦ alla presente direttiva o
   autorizzano le loro autorità competenti a far ricorso ad altre tecniche di vigilanza idonee a
   conseguire gli obiettivi di vigilanza su base consolidata sugli enti creditizi ⌫.
   In alternativa, gli Stati membri autorizzano le loro autorità competenti a far ricorso ad altre
   tecniche di vigilanza idonee a conseguire gli obiettivi di vigilanza su base consolidata sugli
   enti creditizi.
             Tali ⌦ tecnichedi vigilanza ⌫ metodi devono essere concordatei dall'autorità
             competente cui spetterebbe la vigilanza ⌦ su base ⌫ consolidata previa
             consultazione delle altre autorità competenti interessate.
             In particolare, le autorità competenti possono disporre la creazione di una società di
             partecipazione finanziaria con sede principale nella Comunità e applicare le
             disposizioni relative alla vigilanza su base consolidata alla posizione consolidata di
             tale società di partecipazione finanziaria.
             ⌦ Le tecniche di vigilanza ⌫ I metodi devono ⌦ essere concepite in modo tale
             da ⌫ consentire di conseguire gli obiettivi di vigilanza su base consolidata fissati
             nel presente capo e devono essere comunicatei alle altre autorità competenti
             interessate e alla Commissione.
IT                                                 144                                                IT
 ---pagebreak---                                                                      nuovo
                                                SEZIONE 2
                 COMUNICAZIONE DA PARTE DELLE AUTORITÀ COMPETENTI
                                                Articolo 144
   1.      Le autorità competenti comunicano le seguenti informazioni:
   a)        i testi delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative e degli
             orientamenti generali adottati nel loro Stato membro in materia di regolamentazione
             prudenziale;
   b)        le modalità di esercizio delle opzioni e facoltà previste dalla legislazione
             comunitaria;
   c)        i criteri generali e le metodologie che utilizzano per il riesame e la valutazione di cui
             all'articolo 124;
   d)        fatte salve le disposizioni del titolo V, capo 1, sezione 2, dati statistici aggregati sugli
             aspetti principali dell'attuazione del quadro prudenziale in ciascuno Stato membro.
   Le informazioni comunicate ai sensi del primo comma sono tali da consentire un raffronto
   significativo dei metodi adottati dalle autorità competenti dei vari Stati membri.
                                                 CAPO 5
                INFORMATIVA DA PARTE DEGLI ENTI CREDITIZI
                                                Articolo 145
   1.      Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 146, ai fini della presente direttiva, gli enti
   creditizi pubblicano le informazioni indicate nell'allegato XII, parte 2.
   2.      Il riconoscimento da parte delle autorità competenti, ai sensi del capo 2, sezione 3,
   sottosezioni 2 e 3 e dell'articolo 105, degli strumenti e delle metodologie di cui all'allegato
   XII, parte 3, è subordinato alla comunicazione da parte degli enti creditizi delle informazioni
   ivi indicate.
   3.      Gli enti creditizi adottano una politica formale per conformarsi ai requisiti in materia
   di informativa stabiliti dai paragrafi 1 e 2 e si dotano di politiche che permettano loro di
   valutare l'adeguatezza della loro informativa, per quanto riguarda anche la sua verifica e la sua
   frequenza.
IT                                                  145                                                    IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 146
   1.      In deroga all'articolo 145, le autorità competenti autorizzano un ente creditizio a non
   pubblicare una o più informazioni di cui all'allegato XII, parte 2, qualora esso ritenga che tali
   informazioni, alla luce del criterio specificato nell'allegato XII, parte 1, punto 1, non siano da
   considerarsi rilevanti.
   2.      In deroga all'articolo 145, le autorità competenti autorizzano un ente creditizio a non
   pubblicare una o più voci di cui all'allegato XII, parti 2 e 3, qualora esso ritenga che tali voci
   includerebbero informazioni che, alla luce dei criteri specificati nell'allegato XII, parte 1,
   punti 2 e 3, siano da considerarsi esclusive o confidenziali.
   3.      Nei casi eccezionali di cui al paragrafo 2, l'ente creditizio interessato precisa nelle sue
   comunicazioni il fatto che determinate voci non sono pubblicate, la ragione della mancata
   pubblicazione, oltre a pubblicare informazioni di carattere più generale sulla questione
   oggetto dell'obbligo di informativa.
                                              Articolo 147
   1.      Gli enti creditizi pubblicano le informazioni richieste ai sensi dell'articolo 145 almeno
   su base annua. Le informazioni sono pubblicate non appena possibile.
   2.      Gli enti creditizi stabiliscono inoltre se, alla luce dei criteri fissati nell'allegato XII,
   parte 1, punto 4, sia necessaria una pubblicazione più frequente di quella di cui al paragrafo 1.
                                              Articolo 148
   1.      Le autorità competenti permettono agli enti creditizi di determinare i mezzi e le sedi
   più appropriati per la diffusione delle informazioni e gli strumenti di verifica più adeguati per
   conformarsi effettivamente ai requisiti in materia di informativa stabiliti all'articolo 145. Nella
   misura del possibile, tutte le comunicazioni sono effettuate negli stessi mezzi o nelle stesse
   sedi.
   2.      Le comunicazioni equivalenti effettuate dagli enti creditizi per ottemperare a requisiti
   contabili, nonché per soddisfare i requisiti per l’ammissione alla quotazione in mercati o
   requisiti di altro genere possono essere prese in considerazione ai fini del rispetto dell'articolo
   145. Qualora tali comunicazioni non siano incluse nei documenti di bilancio, gli enti creditizi
   indicano dove trovarle.
                                              Articolo 149
   Nonostante gli articoli da 146 a 148, gli Stati membri abilitano le autorità competenti ad
   esigere dagli enti creditizi:
   a)        che pubblichino una o più informazioni di cui all'allegato XII, parti 2 e 3;
   b)        che pubblichino una o più informazioni con frequenza maggiore di quella annuale e
             che fissino termini per la pubblicazione;
IT                                                146                                                   IT
 ---pagebreak---    c)    che utilizzino per le comunicazioni mezzi e sedi specifici, diversi dai documenti di
         bilancio;
   d)    che ricorrano a strumenti di verifica specifici per le informazioni che non sono
         sottoposte alla revisione legale.
                                                                 2004/xx/CE articolo 3, punto 11
   -----
                                                                 2000/12/CE
                                          TITOLO VI
                                POTERI D'ATTUAZIONE
                                                                 2000/12/CE articolo 60
                                                               (adattato)
                                                                 nuovo
                                           Articolo 150
                                       Adattamenti tecnici
   1.    Fatta salva, per quanto riguarda i fondi propri, la relazione di cui all'articolo 34,
         paragrafo 3 secondo comma           la proposta che la Commissione può presentare ai
         sensi dell'articolo 62 , sono adottatie secondo la procedura prevista nel paragrafo 2
         ⌦ di cui all'articolo 151 ⌫ gli adattamenti tecnici le modifiche  da apportare
         alla presente direttiva per quanto riguarda i punti sottoelencati:
                a)    il chiarimento delle definizioni per tenere conto, nell'applicazione della
                      presente direttiva, dell'evoluzione dei mercati finanziari;
                b)    il chiarimento delle definizioni allo scopo di assicurare un'applicazione
                      uniforme della presente direttiva nella Comunità;
                c)    l'adeguamento della terminologia e delle definizioni a quelle degli atti
                      successivi concernenti gli enti creditizi e le materie connesse;
                la definizione della zona A di cui all'articolo 1, punto 14);
                la definizione delle banche multilaterali di sviluppo di cui all'articolo 1, punto
                      19);
                d)    le modifiche dell'elenco di cui all'articolo 2;
                e)    la modifica dell'ammontare del capitale iniziale richiesto all'articolo
                      ⌦ 9 ⌫ 5 per tener conto degli andamenti economici e monetari;
IT                                               147                                               IT
 ---pagebreak---              f)    l'ampliamento del contenuto dell'elenco menzionato agli articoli ⌦ 23 e
                   24 ⌫ 18 e 19 figurante nell'allegato I o l'adattamento della terminologia
                   dell'elenco per tener conto dell'evoluzione dei mercati finanziari;
             g)    le materie nelle quali le autorità competenti devono scambiarsi le
                   informazioni, elencate all'articolo ⌦ 42 ⌫ 28;
             h)        le modifiche degli articoli da 56 a 67, al fine di tenere conto degli
                   sviluppi in materia di principi contabili o di altri requisiti stabiliti dalla
                   legislazione comunitaria; 
             i)    la revisione della definizione delle attività ⌦ dell'elenco delle classi di
                   esposizioni ⌫ di cui all'articolo 43 ⌦ agli articoli 79 e 86 ⌫ per tener
                   conto dell'evoluzione dei mercati finanziari;
             j)        l'importo specificato all'articolo 79, paragrafo 2, lettera c) ed
                   all'articolo 86, paragrafo 4, lettera a), per tenere conto degli effetti
                   dell'inflazione; 
             k)    la lista ⌦ l'elenco ⌫ e la classificazione delle operazioni ⌦ voci ⌫
                   fuori bilancio figuranti negli allegati II e IV e le rispettive modalità di
                   calcolo del coefficiente descritto negli articoli 42, 43 e 44 e nell'allegato
                   III per determinare i valori delle esposizioni ai fini del titolo V, capo
                   2, sezione 3 ;
             l)       l'adeguamento delle disposizioni degli allegati da V a XII, al fine di
                   tenere conto dell'evoluzione dei mercati finanziari, con particolare
                   riferimento ai nuovi prodotti finanziari, o dei principi contabili o di altri
                   requisiti stabiliti dalla legislazione comunitaria. 
   ⌦ 2. La Commissione può adottare le seguenti misure di attuazione conformemente alla
        procedura di cui all'articolo 151: ⌫
             a)        precisazione dell'entità delle variazioni improvvise ed impreviste dei
                   tassi di interesse di cui all'articolo 124, paragrafo 5; 
             b)    una riduzione temporanea del coefficiente ⌦ livello ⌫ minimo ⌦ di
                   fondi propri fissato all'articolo 75 ⌫ di cui all'articolo 47 o delle
                   ponderazioni di cui all'articolo 43 ⌦ o dei fattori di ponderazione del
                   rischio di cui al titolo V, capo 2, sezione 3 ⌫, per tener conto di
                   circostanze specifiche;
             c)        fatta salva la relazione di cui all'articolo119,  il chiarimento delle
                   ipotesi di esenzione di cui all'articolo 49, paragrafi da 5 a 10. ⌦ 111,
                   paragrafo 4, ed agli articoli 113, 115 e 116; ⌫
             d)        precisazione degli aspetti principali in relazione ai quali devono essere
                   comunicati dati statistici aggregati ai sensi dell'articolo 144, paragrafo 1,
                   lettera d); 
             e)        precisazione del formato, della struttura, del contenuto e della data di
                   pubblicazione annuale della comunicazione di cui all'articolo 114. 
IT                                             148                                                IT
 ---pagebreak---                                                                      2004/xx/CE articolo 3, punto 12
                                                                   (adattato)
                                                Articolo 151
   1.        La Commissione è assistita dal comitato bancario europeo (in appresso "il comitato")
             istituito con decisione 2004/10/CE della Commissione, composto da rappresentanti
             degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
   2.        Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo ⌦ articolo ⌫, si applica la
             procedura di comitato di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE,
             conformemente all'articolo 7, paragrafo 3, e all'articolo 8 della stessa.
             Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a tre
             mesi.
                                                                     2000/12/CE
                                              TITOLO VII
                         DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
                                                 CAPO 1
                                DISPOSIZIONI TRANSITORIE
                                                                     2000/12/CE articolo 60,
                                                                   paragrafo 2 (adattato)
                                                 Articolo 61
                           (Disposizioni transitorie relative all'articolo 36)
   La Danimarca può autorizzare gli enti danesi di credito ipotecario, costituiti anteriormente al
   1° gennaio 1990 sotto forma di società cooperative o di fondi e trasformati in società per
   azioni, a continuare ad includere nei loro fondi propri gli impegni solidali dei loro membri o
   dei mutuatari di cui all'articolo 36, paragrafo 1, i cui crediti sono assimilati a tali impegni
   solidali, nell'osservanza dei limiti seguenti:
   a)      la base di calcolo della parte degli impegni solidali dei mutuatari è data dal totale degli
   elementi di cui all'articolo 34, paragrafo 2, punti 1) più 2) meno gli elementi di cui all'articolo
   34, paragrafo 2, punti 9), 10) e 11);
IT                                                   149                                               IT
 ---pagebreak---    b)      la base di calcolo è costituita dalla base massima di calcolo alla data del 1° gennaio
   1991 ovvero, qualora l'ente cambi la sua struttura a una data successiva, alla data della
   trasformazione. La base di calcolo non può mai superare la base massima di calcolo;
   c)      la base massima di calcolo a decorrere dal 1° gennaio 1997 è ridotta della metà degli
   utili delle emissioni di nuovo capitale, ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 2, punto 1),
   effettuate dopo tale data e
   d)      l'importo massimo degli impegni solidali dei mutuatari da includere nei fondi propri
   non deve mai superare i seguenti valori percentuali della base di calcolo:
           50% nel 1991 e 1992,
           45% nel 1993 e 1994,
           40% nel 1995 e 1996,
           35% nel 1997,
           30% nel 1998,
           20% nel 1999,
           10% nel 2000 e
           0% dopo il 1° gennaio 2001.
                                                                     2000/12/CE (nuovo)
                                                Articolo 62
                           (Disposizioni transitorie relative all'articolo 43)
   1. Fino al 31 dicembre 2006 le autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare i
   loro enti creditizi ad applicare una ponderazione del rischio del 50% ai prestiti che
   considerano totalmente garantiti da ipoteche su locali per uffici o per il commercio di vario
   tipo situati sul territorio degli Stati membri che autorizzano una ponderazione del 50%, alle
   seguenti condizioni:
   i) la ponderazione del rischio del 50% si applica alla parte del prestito che non supera un
   limite calcolato secondo le lettere a) o b) seguenti:
             a)    il 50% del valore di mercato dell'immobile in questione.
             Il valore di mercato dell'immobile deve essere calcolato da due periti indipendenti,
                   che elaborano valutazioni indipendenti, nel momento in cui il prestito è
                   contratto. Il prestito deve basarsi sulla più bassa delle due valutazioni.
             L'immobile è nuovamente valutato da un perito almeno una volta all'anno. Per
                   prestiti non superiori ad 1 milione di EUR e al 5% dei fondi propri dell'ente
                   creditizio, l'immobile è nuovamente valutato da un perito almeno ogni tre anni;
IT                                                  150                                            IT
 ---pagebreak---               b)     la minor somma tra il 50 % del valore di mercato dell'immobile o il 60% del
                     valore del credito ipotecario, negli Stati membri che hanno stabilito mediante
                     disposizioni legislative e regolamentari criteri rigorosi per la valutazione del
                     valore dei crediti ipotecari.
              Per valore del credito ipotecario si intende il valore dell'immobile determinato da un
                     perito in base ad un prudente apprezzamento della futura negoziabilità
                     dell'immobile stesso tenendo conto degli aspetti durevoli a lungo termine
                     dell'immobile, delle condizioni normali e locali del mercato, dell'uso corrente
                     dell'immobile e dei suoi appropriati usi alternativi. Nella stima del valore del
                     credito ipotecario non possono intervenire considerazioni di carattere
                     speculativo. Il valore del credito ipotecario deve essere documentato in modo
                     chiaro e trasparente.
              Il valore del credito ipotecario e, in particolare, le ipotesi sottostanti circa lo sviluppo
                     del mercato in questione, sono sottoposti a nuova valutazione almeno ogni tre
                     anni oppure nel caso in cui il valore di mercato faccia registrare un calo
                     superiore al 10%.
   In entrambe le lettere a) e b), per valore di mercato si intende il prezzo al quale il bene
   immobile potrebbe essere venduto alla data della stima mediante contratto privato tra un
   venditore consenziente e un acquirente indipendente, assumendo che l'immobile sia esposto
   pubblicamente sul mercato, che le condizioni del mercato ne consentano l'ordinata alienazione
   e che, tenuto conto della natura dell'immobile, sia disponibile un normale periodo di tempo
   per negoziare la vendita;
   ii) la ponderazione del rischio del 100% si applica alla parte del prestito che supera i limiti
   stabiliti nel punto i);
   iii) l'immobile deve essere utilizzato dal proprietario o da questi dato in locazione.
   Il primo comma non osta a che le autorità competenti di uno Stato membro che applica una
   ponderazione del rischio più elevata sul proprio territorio consentano di applicare, alle
   condizioni sopra stabilite, una ponderazione del rischio del 50% a questo tipo di prestiti sul
   territorio degli Stati membri che autorizzano una ponderazione del rischio del 50%.
   Le autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare i loro enti creditizi ad applicare
   una ponderazione del rischio del 50% ai prestiti in corso al 21 luglio 2000, purché siano
   soddisfatte le condizioni elencate nel presente paragrafo. In tal caso l'immobile è stimato
   secondo i criteri di valutazione di cui sopra non oltre il 21 luglio 2003.
   Per prestiti concessi anteriormente al 31 dicembre 2006, continua ad applicarsi la
   ponderazione del rischio del 50% fino alla loro scadenza nel caso in cui l'ente creditizio sia
   obbligato ad osservare i termini contrattuali.
   Fino al 31 dicembre 2006, le autorità competenti degli Stati membri possono altresì
   autorizzare i loro enti creditizi ad applicare la ponderazione del rischio del 50% alla parte dei
   prestiti che considerano totalmente garantiti da azioni di società finlandesi per l'edilizia
   abitativa che operano secondo la legge finlandese del 1991 relativa alle società per l'edilizia
   abitativa o successiva normativa equivalente, purché siano soddisfatte le condizioni stabilite
   nel presente paragrafo.
IT                                                   151                                                   IT
 ---pagebreak---    Gli Stati membri informano la Commissione del modo in cui si avvalgono del presente
   paragrafo.
   2. Gli Stati membri possono applicare una ponderazione del 50% alle operazioni di leasing
   immobiliare concluse prima del 31 dicembre 2006, relative a beni destinati ad uso
   professionale, situati nel paese della sede legale e disciplinati da disposizioni legali che
   garantiscono al cedente la proprietà integrale del bene affittato fino al momento dell'opzione
   di acquisto da parte del locatario. Gli Stati membri informano la Commissione del modo in
   cui si avvalgono del presente paragrafo.
   3. L'articolo 43, paragrafo 3, non pregiudica il riconoscimento da parte delle autorità
   competenti dei contratti bilaterali di novazione stipulati per quanto riguarda:
   –        il Belgio, prima del 23 aprile 1996,
   –        la Danimarca, prima del 1° giugno 1996,
   –        la Germania, prima del 30 ottobre 1996,
   –        la Grecia, prima del 27 marzo 1997,
   –        la Spagna, prima del 7 gennaio 1997,
   –        la Francia, prima del 30 maggio 1996,
   –        l'Irlanda, prima del 27 giugno 1996,
   –        l'Italia, prima del 30 luglio 1996,
   –        il Lussemburgo, prima del 29 maggio 1996,
   –        i Paesi Bassi, prima del 1° luglio 1996,
   –        l'Austria, prima del 30 dicembre 1996,
   –        il Portogallo, prima del 15 gennaio 1997,
   –        la Finlandia, prima del 21 agosto 1996,
   –        la Svezia, prima del 1° giugno 1996, e
   –        la Gran Bretagna, prima del 30 aprile 1996.
                                               Articolo 63
                           (Disposizioni transitorie relative all'articolo 47)
   1. Gli enti creditizi il cui coefficiente minimo previsto all'articolo 47, paragrafo 1, era
   inferiore, alla data del 1° gennaio 1991, all'8% devono garantire il raggiungimento per tappe
   successive della soglia minima. Finché non avranno raggiunto questa soglia, essi non
   potranno consentire che il livello del coefficiente scenda al di sotto del valore conseguito. Se
IT                                                 152                                              IT
 ---pagebreak---    tuttavia si dovesse registrare una siffatta fluttuazione, essa dovrebbe essere temporanea e il
   motivo della stessa dovrebbe essere comunicato alle autorità competenti.
                                                                    2000/12/CE articolo 62,
                                                                 paragrafi 2 e 3 (adattato)
   2. Per un periodo non superiore a cinque anni a partire dal 1° gennaio 1993, gli Stati membri
   possono fissare una ponderazione del 10% per le obbligazioni definite dall'articolo 22,
   paragrafo 4, della direttiva 85/611/CEE e mantenerla per gli enti creditizi, quando e se
   ritengono che sia necessario per evitare gravi perturbazioni nel funzionamento dei loro
   mercati. Tali deroghe sono notificate alla Commissione.
   3. Per un periodo non superiore a sette anni a decorrere dal 1° gennaio 1993, l'articolo 47,
   paragrafo 1, non si applica alla Banca agricola di Grecia. Tuttavia questa deve avvicinarsi alla
   soglia prescritta dall'articolo 47, paragrafo 1, per tappe successive, secondo il metodo
   descritto dal paragrafo 1 del presente articolo.
                                                                    2000/12/CE (adattato)
                                                                    1 2004/xx/CE articolo 3, punto
                                                                 13
                                                Articolo 64
                          (Disposizioni transitorie relative all'articolo 49)
   1. Qualora, al 5 febbraio 1993, un ente creditizio abbia già concesso uno o più fidi il cui
   valore supera i limiti stabiliti dall'articolo 49 per i singoli grandi fidi o per il cumulo dei
   grandi fidi, le autorità competenti impongono all'ente creditizio di prendere le misure
   necessarie affinché il fido o i fidi in questione vengano adeguati al livello prescritto
   dall'articolo 49.
   2. Il riadeguamento del fido o dei fidi al livello autorizzato è predisposto, deliberato, attuato o
   completato entro un termine che le autorità competenti ritengono congruo sotto il profilo della
   buona gestione e della concorrenza leale. Le autorità competenti informano la Commissione e
   il 1 comitato bancario europeo  del calendario da esse stabilito per il processo generale di
   riadeguamento.
   3. L'ente creditizio non può prendere misure che abbiano per effetto di aumentare i fidi di cui
   al paragrafo 1 rispetto al livello che essi raggiungono al 5 febbraio 1993.
   4. Il termine applicato ai sensi del paragrafo 2 scade, al più tardi, il 31 dicembre 2001. I fidi
   con scadenza più lunga, di cui l'ente che concede il prestito è tenuto a rispettare i termini
   contrattuali, possono essere mantenuti fino alla suddetta scadenza.
IT                                                  153                                                IT
 ---pagebreak---                                                                      2000/12/CE articolo 64,
                                                                   paragrafi da 5 a 7 (nuovo)
                                                                      1 2004/xx/CE articolo 3, punto
                                                                   13
   5. Fino al 31 dicembre 1998 gli Stati membri possono elevare il limite stabilito all'articolo 49,
   paragrafo 1, al 40% e il limite previsto all'articolo 49, paragrafo 2, al 30%. In tal caso e fatte
   salve le disposizioni dei paragrafi da 1 a 4, il termine per ricondurre i fidi esistenti alla fine di
   questo periodo ai livelli previsti all'articolo 49 scade il 31 dicembre 2001.
   6. Soltanto per gli enti creditizi i cui fondi propri non sono superiori a 7 milioni di EUR gli
   Stati membri possono prorogare di cinque anni i termini previsti al paragrafo 5. Gli Stati
   membri che ricorrono alle disposizioni del presente paragrafo prendono misure per impedire
   distorsioni di concorrenza e ne informano la Commissione e il 1 comitato bancario europeo
   .
   7. Nei casi di cui ai paragrafi 5 e 6, un fido può essere considerato un grande fido se il suo
   valore è uguale o superiore al 15% dei fondi propri.
                                                                     2000/12/CE articolo 64,
                                                                   paragrafo 8 (adattato)
   8. Fino al 31 dicembre 2001 gli Stati membri possono sostituire la frequenza di notifica dei
   grandi fidi prevista dall'articolo 48, paragrafo 2, secondo trattino, con una frequenza minima
   di due volte all'anno.
                                                                     2000/12/CE articolo 64,
                                                                   paragrafo 9
   9. Gli Stati membri possono esentare totalmente o parzialmente dall'applicazione dell'articolo
   49, paragrafi 1, 2 e 3, i fidi concessi da un ente creditizio, consistenti in prestiti ipotecari ai
   sensi dell'articolo 62, paragrafo 1, conclusi entro il 1° gennaio 2002, nonché le transazioni
   relative a leasing su beni immobiliari ai sensi dell'articolo 62, paragrafo 2, concluse entro il 1°
   gennaio 2002. In entrambi i casi l'esenzione può ammontare al massimo al 50% del valore dei
   beni in questione.
   Lo stesso trattamento si applica ai prestiti garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti
   dalle autorità competenti, da quote di partecipazione in imprese finlandesi di edilizia
   residenziale che operano in base alla legge finlandese relativa alle imprese di edilizia abitativa
   del 1991 o ad una successiva legislazione equivalente, aventi carattere simile ai prestiti
   ipotecari di cui al primo comma.
                                                                     2000/12/CE articolo 65
                                                                   (adattato)
                                                 Articolo 65
                            (Disposizioni transitorie relative all'articolo 51)
IT                                                   154                                                 IT
 ---pagebreak---    Gli enti creditizi che al 1° gennaio 1993 superavano i limiti fissati all'articolo 51, paragrafi 1 e
   2, hanno termine sino al 1° gennaio 2003 per conformarvisi.
                                                                      nuovo
                                                Articolo 152
   1.       Gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
   conformemente agli articoli da 84 a 89 o che applicano i metodi avanzati di misurazione di
   cui all'articolo 105 per il calcolo dei loro requisiti patrimoniali a fronte del rischio operativo
   detengono, durante il primo, il secondo e il terzo periodo di dodici mesi successivi alla data
   indicata all'articolo 157, fondi propri di importo sempre superiore o uguale agli importi
   indicati ai paragrafi 2, 3 e 4.
   2.       Per il primo periodo di dodici mesi di cui al paragrafo 1, l'importo dei fondi propri è
   pari al 95% dell'importo totale minimo dei fondi propri che l'ente creditizio dovrebbe detenere
   durante tale periodo ai sensi dell'articolo 4 della direttiva 93/6/CEE, conformemente a quanto
   disposto da tale direttiva e dalla direttiva 2000/12/CE prima della data indicata all'articolo 157
   della presente direttiva.
   3.       Per il secondo periodo di dodici mesi di cui al paragrafo 1, l'importo dei fondi propri è
   pari al 90% dell'importo totale minimo dei fondi propri che l'ente creditizio dovrebbe detenere
   durante tale periodo ai sensi dell'articolo 4 della direttiva 93/6/CEE, conformemente a quanto
   disposto da tale direttiva e dalla direttiva 2000/12/CE prima della data indicata all'articolo 157
   della presente direttiva.
   4.       Per il terzo periodo di dodici mesi di cui al paragrafo 1, l'importo dei fondi propri è
   pari all'80% dell'importo totale minimo dei fondi propri che l'ente creditizio dovrebbe
   detenere durante tale periodo ai sensi dell'articolo 4 della direttiva 93/6/CEE, conformemente
   a quanto disposto da tale direttiva e dalla direttiva 2000/12/CE prima della data indicata
   all'articolo 157 della presente direttiva.
   5.       Ai fini del rispetto dei requisiti di cui ai paragrafi da 1 a 4 si prendono in
   considerazione gli importi dei fondi propri corretti integralmente in modo da riflettere le
   differenze esistenti tra il calcolo dei fondi propri conformemente a quanto disposto dalla
   direttiva 2000/12/CE e dalla direttiva 93/6/CEE, prima della data indicata all'articolo 157
   della presente direttiva, e il calcolo dei fondi propri conformemente alla presente direttiva,
   differenze derivanti dal trattamento distinto, ai sensi degli articoli da 84 a 89 della presente
   direttiva, delle perdite attese e delle perdite inattese.
   6.       Ai fini dei paragrafi da 1 a 5 del presente articolo, si applicano gli articoli da 68 a 73.
   7.       Fino al 31 dicembre 2007 gli enti creditizi possono considerare che gli articoli del
   titolo V, capo 2, sezione 3, sottosezione 1, relativi al metodo standardizzato, sono sostituiti
   dagli articoli da 42 a 46 della direttiva 2000/12/CE nel testo in vigore prima della data
   menzionata all'articolo 157.
   8.       Qualora venga esercitata la facoltà di cui al paragrafo 7, in relazione alle disposizioni
   della direttiva 2000/12/CE vale quanto segue:
IT                                                   155                                                IT
 ---pagebreak---                    a)   si applicano le disposizioni degli articoli da 42 a 46 di detta direttiva nel
                        testo in vigore prima della data menzionata all'articolo 157;
                   b)   il "valore ponderato in base al rischio" di cui all'articolo 42, paragrafo 1,
                        di detta direttiva corrisponde all'"importo dell'esposizione ponderato per
                        il rischio";
                   c)   le cifre risultanti dall'applicazione dell'articolo 42, paragrafo 2, di detta
                        direttiva sono considerate come importi delle esposizioni ponderati per il
                        rischio;
                   d)   i "derivati su crediti" sono inclusi nell'elenco delle voci che presentano
                        un rischio pieno di cui all'allegato II di detta direttiva;
                   e)   il trattamento di cui all'articolo 43, paragrafo 3, di detta direttiva si
                        applica agli strumenti derivati figuranti all'allegato IV di detta direttiva,
                        che si tratti di voci di bilancio o di voci fuori bilancio e le cifre risultanti
                        dal trattamento previsto in tale allegato sono considerate come importi
                        delle esposizioni ponderati per il rischio;
   9.      Qualora venga esercitata la facoltà di cui al paragrafo 7, in relazione al trattamento
   delle esposizioni per le quali viene utilizzato il metodo standardizzato vale quanto segue:
                   a)   il titolo V, capo 2, sezione 3, sottosezione 3 relativo all'attenuazione del
                        rischio di credito non si applica;
                   b)   il titolo V, capo 2, sezione 3, sottosezione 4 relativo al trattamento della
                        cartolarizzazione può non essere applicato dalle autorità competenti;
                   b)   le seguenti disposizioni dell'allegato XII che stabiliscono i requisiti in
                        materia di informativa per gli enti creditizi non si applicano:
                        i)      parte 2, paragrafo 4, lettera b),
                        ii)     parte 2, paragrafo 6,
                        iii)    parte 2, paragrafo 10.
   10.     Qualora venga esercitata la facoltà di cui al paragrafo 7, il requisito patrimoniale
   relativo al rischio operativo di cui all'articolo 75, lettera e) è ridotto della percentuale
   corrispondente al rapporto tra il valore delle esposizioni dell'ente creditizio per il quale gli
   importi delle esposizioni ponderati per il rischio sono calcolati conformemente alla facoltà di
   cui al paragrafo 7 ed il valore totale delle sue esposizioni.
   11.     Qualora un ente creditizio calcoli gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
   avvalendosi della facoltà di cui al paragrafo 7 per tutte le sue esposizioni, si possono applicare
   gli articoli da 48 a 50 della direttiva 2000/12/CE relativi ai grandi fidi nel testo in vigore
   prima della data menzionata all'articolo 157.
   12.       Qualora venga esercitata la facoltà di cui al paragrafo 7, i riferimenti agli articoli da
             46 a 52 della presente direttiva vanno letti come riferimenti agli articoli da 42 a 46
IT                                                 156                                                   IT
 ---pagebreak---             della direttiva 2000/12/CE nel testo in vigore prima della data menzionata all'articolo
            157.
                                              Articolo 153
   Nel calcolare gli importi ponderati per il rischio delle esposizioni derivanti da operazioni di
   leasing immobiliare relative a uffici o locali per il commercio situati nel loro territorio e
   rispondenti ai criteri enunciati all'allegato VI, parte 1, punto 51, le autorità competenti
   possono, fino al 31 dicembre 2012, autorizzare l'applicazione di un fattore di ponderazione
   del rischio del 50% senza tuttavia che si applichi l'allegato VI, parte 1, punti 55 e 56.
   Fino al 31 dicembre 2010, le autorità competenti possono, per determinare la parte garantita
   di un prestito scaduto ai fini dell'allegato VI, riconoscere garanzie reali diverse da quelle
   ammissibili ai sensi degli articoli da 90 a 93.
                                              Articolo 154
   1.       I requisiti di cui all'articolo 84, paragrafi 3 e 4 si applicano a decorrere dal 31
            dicembre 2009.
   2.       Fino al 31 dicembre 2010 la perdita media in caso di inadempimento ponderata per le
            esposizioni per tutte le esposizioni al dettaglio che sono garantite da immobili
            residenziali e che non beneficiano di garanzie delle amministrazioni centrali non può
            essere inferiore al 10%.
   3.       Fino al 31 dicembre 2017, le autorità competenti degli Stati membri possono esentare
            dal trattamento secondo il metodo basato sui rating interni talune esposizioni in
            strumenti di capitale detenute al 31 dicembre 2007.
            La posizione soggetta a esenzione è calcolata come numero di azioni detenute a
            quella data ed eventuali ulteriori acquisizioni direttamente risultanti da tale
            portafoglio, a condizione che non aumentino la quota proporzionale di
            partecipazione.
            Se un’acquisizione aumenta la quota proporzionale di partecipazione in una data
            società, la parte eccedente non sarà ammessa all’esenzione. Quest’ultima non si
            applicherà neppure a quelle partecipazioni che, sebbene originariamente rientranti
            nell’esenzione, siano state cedute e successivamente riacquistate.
            Le esposizioni in strumenti di capitale cui si applicano le disposizioni transitorie
            sono assoggettate ai requisiti patrimoniali calcolati in conformità al titolo V, capo 2,
            sezione 3, sottosezione 1.
   4.       Fino al 31 dicembre 2011, nel caso delle esposizioni verso imprese, le autorità
            competenti di ciascuno Stato membro stabiliscono il numero preciso di giorni di
            arretrato che tutti gli enti creditizi situati sul proprio territorio devono rispettare ai
            fini della definizione di inadempimento di cui all'allegato VII, parte 4, punto 44, per
            le esposizioni verso le controparti situate in tale Stato membro. Il termine è compreso
            tra 90 e 180 giorni, qualora ciò appaia opportuno in base alle condizioni locali. Per le
            esposizioni verso controparti di questo tipo situate nei territori di altri Stati membri,
IT                                                 157                                                 IT
 ---pagebreak---              le autorità competenti fissano un numero di giorni di arretrato che non è più elevato
             di quello stabilito dall’autorità competente dello Stato membro in questione.
   5.        Per quanto concerne il periodo di osservazione di cui all'allegato VII, parte 4, punto
             66, gli Stati membri possono consentire agli enti creditizi che non sono autorizzati ad
             utilizzare stime interne delle perdite in caso di inadempimento o dei fattori di
             conversione, di utilizzare, quando applicano il metodo basato sui rating interni, ma al
             più tardi il 31 dicembre 2007, dati che coprono un periodo di due anni. Fino al 31
             dicembre 2010 il periodo in questione aumenterà di un anno ogni anno.
   6.        Per quanto concerne il periodo di osservazione di cui all'allegato VII, parte 4, punti
             71, 85 e 94, gli Stati membri possono consentire agli enti creditizi di utilizzare,
             quando applicano il metodo basato sui rating interni, ma al più tardi il 31 dicembre
             2007, dati che coprono un periodo di due anni. Fino al 31 dicembre 2010 il periodo
             in questione aumenterà di un anno ogni anno.
                                                Articolo 155
   Fino al 31 dicembre 2012, per gli enti creditizi il cui indicatore rilevante per l'area di attività
   "Negoziazione e vendite" rappresenti almeno il 50% del totale degli indicatori rilevanti per
   tutte le sue aree di attività, calcolati conformemente all'allegato X, parte 2, punti da 1 a 8, gli
   Stati membri possono applicare una percentuale del 15% all'area di attività “Negoziazione e
   vendite”.
                                                                    2000/12/CE
                                                 CAPO 2
                                      DISPOSIZIONI FINALI
                                                                   nuovo
                                                Articolo 156
   La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri e tenuto conto del contributo della
   Banca centrale europea, verifica periodicamente se la presente direttiva considerata nel suo
   insieme, determini, congiuntamente alla direttiva [93/6/CEE], effetti significativi sul ciclo
   economico e, in base a tale esame, stabilisce se si giustifichi l'adozione di misure correttive.
   Sulla base di tale analisi, e tenuto conto del contributo della Banca centrale europea, la
   Commissione elabora una relazione biennale e la presenta al Parlamento europeo e al
   Consiglio, accompagnandola, eventualmente, con adeguate proposte.
IT                                                  158                                                IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 157
   1.       Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro il 31 dicembre 2006, le disposizioni
   legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi agli articoli 4, 22, 57,
   61, 62, 63, 64, 66, da 68 a 106, 108, da 110 a 115, da 117 a 119, da 123 a 127, da 129 a 132,
   133, 136, da 144 a 149, da 152 a 155 e agli allegati II, III e da V a XII. Essi comunicano
   immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni, nonché una tavola di
   concordanza tra queste disposizioni e quelle della presente direttiva.
             Fatto salvo il paragrafo 2, essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 31 dicembre
             2006.
             Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento
             alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della
             pubblicazione ufficiale. Esse recano altresì l'indicazione che i riferimenti alle
             direttive abrogate dalla presente direttiva, contenuti nelle disposizioni legislative,
             regolamentari e amministrative vigenti, si intendono come riferimenti alla presente
             direttiva. Gli Stati membri determinano le modalità di detto riferimento e la
             formulazione di detta indicazione.
             Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali
             di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
   2.       Gli Stati membri applicano, entro il 31 dicembre 2007, e non prima, le disposizioni
   legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi all'articolo 87,
   paragrafo 9 e all'articolo 105.
                                                                     2000/12/CE articolo 66
                                                                   (adattato)
                                                Articolo 66
                                   Comunicazioni alla Commissione
   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni
   legislative, regolamentari e amministrative ⌦ essenziali di diritto interno ⌫ che essi
   adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                                                     2000/12/CE articolo 67
                                                                   (adattato)
                                               Articolo 158
   1. Le direttive 73/183/CEE, 77/780/CEE, 89/299/CEE, 89/646/CEE, 89/647/CEE, 92/30/CEE
   e 92/121/CEE, ⌦ La direttiva 2000/12/CE, ⌫ come modificatea dalle direttive che figurano
   all'allegato V ⌦ XV ⌫, parte A, sono ⌦ è ⌫ abrogatea, fatti salvi gli obblighi degli Stati
   membri relativi ai termini di attuazione delle stesse direttive, che figurano all'allegato V
   ⌦ XV ⌫, parte B.
IT                                                  159                                               IT
 ---pagebreak---    2. I riferimenti alle direttive abrogate si intendono fatti alla presente direttiva e vanno letti
   secondo la tavola di concordanza che figura all'allegato VI ⌦ XVI ⌫.
                                                                  2000/12/CE articolo 68
                                                                (adattato)
                                             Articolo 159
                                          Entrata in vigore
   La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello della sua
   pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee ⌦ dell'Unione europea ⌫.
                                                                  2000/12/CE articolo 69
                                                                (adattato)
                                             Articolo 160
                                              Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, […].
                                                 Per il Parlamento europeo
                                                 Il Presidente
                                                 Per il Consiglio
                                                 Il Presidente
IT                                                160                                                IT
 ---pagebreak---                                                                            2000/12/CE (adattato)
                                                  ALLEGATO I
               ELENCO DELLE ATTIVITÀ CHE BENEFICIANO DEL MUTUO
                                             RICONOSCIMENTO
   1. Raccolta di depositi o di altri fondi rimborsabili
   2. Operazioni di prestito, in particolare: credito al consumo, credito con garanzia ipotecaria,
   factoring, cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, credito commerciale (compreso il
   forfaiting)33
   3. Leasing finanziario
   4. Servizi di pagamento
   5. Emissione e gestione di mezzi di pagamento (carte di credito, travellers cheque, lettere di
   credito)
   6. Rilascio di garanzie e di impegni di firma
   7. Operazioni per proprio conto o per conto della clientela in:
   a)      strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, ecc.)
   b)      cambi
   c)      strumenti finanziari a termine e opzioni
   d)      contratti su tassi di cambio e tassi d'interesse
   e)      valori mobiliari
   8. Partecipazioni alle emissioni di titoli e prestazioni di servizi connessi
   9. Consulenza allea imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di
   questioni connesse e consulenza nonché servizi nel campo delle concentrazioni e dalla
   ⌦ della ⌫ rilevazione di imprese
   10. Servizi di intermediazione finanziaria del tipo money broking
   11. Gestione o consulenza nella gestione dei patrimoni
   12. Custodia e amministrazione di valori mobiliari
   13. Servizi di informazione commerciale
   14. Locazione di cassette di sicurezza.
   33
           Comprende in particolare: credito al consumo, credito con garanzia ipotecaria, factoring, cessioni di
           credito pro soluto e pro solvendo, credito commerciale (compreso il forfaiting).
IT                                                       161                                                     IT
 ---pagebreak---                                                                     2004/39/CE articolo 68
                                                                 (adattato)
   I servizi e le attività di cui all'allegato I, Ssezioni A e B, della direttiva 2004/39/CE del
   Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004 relativa ai mercati degli strumenti
   finanziari34, sono soggetti al mutuo riconoscimento ai sensi della presente direttiva quando
   hanno ad oggetto gli strumenti finanziari di cui all'allegato I, Ssezione C di tale direttiva.
                                                                    2000/12/CE
                                             ALLEGATO II
                                                                     2000/12/CE (adattato)
                                                                    nuovo
                    CLASSIFICAZIONE DELLE VOCI FUORI BILANCIO
   Rischio pieno
   –        Garanzie che assumono la forma di sostituti del credito
   –            Derivati su crediti 
   –        Accettazioni
   –        Girate su effetti non a nome di un altro ente creditizio
   –        Cessioni con diritto di rivalsa per il cessionario
   –        Lettere di credito standby irrevocabili che assumono la forma di sostituti del credito
   –        ⌦ Attività acquistate con ⌫ Iimpegni di acquisto a termine secco
   –        Depositi a termine contro termine (forward forward deposits)
   –        Parte non pagata di azioni e titoli sottoscritti
   –            Vendita di attività con opzioni di riscatto secondo la definizione dell'articolo 12,
            paragrafi 3 e 5, della direttiva 86/635/CEE 
   –        Altre operazioni a rischio pieno
   Rischio medio
   –        Crediti documentari accordati e confermati (vedi anche rischio medio/basso)
   34
           GU L 145 del 30.4.2004, pag. 1.
IT                                                  162                                              IT
 ---pagebreak---    –         Garanzie e garanzie di esenzione e indennizzo (comprese fideiussioni a garanzia di
             offerte e di buona esecuzione e fideiussioni per operazioni doganali e fiscali) e
             prestazioni di cauzioni che non assumono la forma di sostituti di credito
   –         Vendita di attività con opzioni di riscatto secondo la definizione dell'articolo 12,
             paragrafi 3 e 5, della direttiva 86/635/CEE
   –         Lettere di credito standby irrevocabili che non assumono il carattere di sostituti di
             credito
   –         Aperture di credito non utilizzate (impegni a prestare, acquistare titoli o fornire
             garanzie o aperture per accettazione) di durata iniziale superiore ad un anno
   –         Agevolazioni per l'emissione di effetti [Note issuance facilities (NIF)] e di credito
             rinnovabile [Revolving underwriting facilities (RUF)]
   –         Altre operazioni a rischio medio      quali notificate alla Commissione 
   Rischio medio/basso
   –         Crediti documentari, nei quali la merce ha funzione di garanzia, e altre transazioni
             autoliquidantisi
   –            Aperture di credito non utilizzate (impegni a prestare, acquistare titoli o fornire
             garanzie o aperture per accettazione) di durata iniziale al massimo pari a un anno,
             che non siano revocabili incondizionatamente in qualsiasi momento e senza
             preavviso e che non siano provviste di clausola di revoca automatica in seguito al
             deterioramento del merito di credito del debitore 
   –         Altre operazioni a rischio medio/basso      quali notificate alla Commissione 
   Rischio basso
   –         Aperture di credito non utilizzate (impegni a prestare, acquistare titoli o fornire
             garanzie o aperture per accettazione) di durata iniziale al massimo pari a un anno o
             annullabili in qualsiasi momento senza condizioni né preavviso             Aperture di
             credito non utilizzate (impegni a prestare, acquistare titoli o fornire garanzie o
             aperture per accettazione) revocabili incondizionatamente in qualsiasi momento e
             senza preavviso, o provviste di clausola di revoca automatica in seguito al
             deterioramento del merito di credito del debitore. Le linee di credito al dettaglio
             possono essere considerate revocabili incondizionatamente se le clausole contrattuali
             consentono all’ente creditizio di revocarle nella misura massima consentita dalla
             legislazione a tutela dei consumatori e dalla normativa collegata 
   –         Altre operazioni a rischio basso     quali notificate alla Commissione. 
   Gli Stati membri si impegnano ad informare la Commissione non appena abbiano accettato di
   introdurre una nuova voce fuori bilancio in uno degli ultimi trattini che figurano nell'ambito di
   ciascuna classe di rischio. Tale voce sarà definitivamente classificata, a livello comunitario,
   una volta conclusa la procedura di cui all'articolo 60.
IT                                                  163                                              IT
 ---pagebreak---                                                                           2000/12/CE
                                               ALLEGATO III
                                                                           2000/12/CE (adattato)
                                                                          nuovo
        TRATTAMENTO DELLE VOCI FUORI BILANCIO                                  DEGLI STRUMENTI
                                                DERIVATI 
   1. SCELTA DEL METODO
   Per misurare i rischi di credito connessi ai              determinare il valore delle esposizioni per
   quanto riguarda i  contratti di cui ai punti 1 e 2 dell'allegato IV gli enti creditizi possono
   scegliere, previo consenso delle autorità competenti, uno dei metodi indicati ⌦ nel presente
   allegato ⌫ in appresso. Gli enti creditizi soggetti all'articolo 6, paragrafo 1 ⌦ 33, paragrafi
   1 e 2 ⌫, della direttiva 93/6/CEE35 debbono utilizzare il metodo 1 ⌦ illustrato nel presente
   allegato ⌫. Per misurare i rischi di credito connessi ai                    determinare il valore delle
   esposizioni per quanto riguarda i  contratti di cui al punto 3 dell'allegato IV, tutti gli enti
   creditizi debbono utilizzare il metodo 1 ⌦ illustrato nel presente allegato ⌫.
                                                                         nuovo
   I contratti negoziati su mercati ufficiali e i contratti sui cambi (ad eccezione dei contratti
   connessi all’oro) di durata iniziale non superiore ai 14 giorni di calendario sono esenti
   dall’applicazione dei metodi di cui al presente allegato ed il valore della relativa esposizione è
   pari a zero.
   Le autorità competenti possono esentare dall'applicazione dei metodi di cui al presente
   allegato e attribuire valore zero all’esposizione in caso di contratti negoziati fuori borsa
   (OTC) regolati da una stanza di compensazione per i quali quest'ultima agisca come
   controparte legale e tutti i partecipanti garantiscano integralmente su base giornaliera – con
   garanzia reale – l'esposizione che presentano verso la stanza di compensazione, fornendo una
   copertura dell'esposizione corrente e di quella potenziale futura.
   La garanzia reale fornita
                    a)      o possiede i requisiti per ricevere una ponderazione dello 0%;
                    b)      o consiste in depositi in contante presso l’ente creditizio che concede il
                            prestito;
                    c)      o consiste in certificati di deposito o strumenti simili emessi dal predetto
                            ente creditizio e presso di esso depositati.
   35
           Direttiva 93/6/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle
           imprese di investimento o degli enti creditizi (GU L 141 dell'11.6.1993, pag. 1). Direttiva modificata
           dalla direttiva 98/33/CE (GU L 204 del 21.7.1998, pag. 29).
IT                                                      164                                                       IT
 ---pagebreak---    Le autorità competenti si accertano che sia eliminato il rischio di un'accumulazione delle
   esposizioni verso la stanza di compensazione che oltrepassi il valore di mercato della garanzia
   reale fornita.
                                                                                 2000/12/CE (adattato)
   2. METODI
   Metodo 1: metodo del valore di mercato (mark-to-market)
   Fase a):           in base ai valori correnti di mercato si ottiene il costo ⌦ corrente ⌫ di
   sostituzione di tutti i contratti con un valore intrinseco positivo.
   Fase b):           per tener conto del rischio di credito potenziale futuro36 ⌦ tranne nel caso di
   scambi di tassi di interesse floating/floating interest rate swaps nella stessa valuta, in cui è da
   calcolare solo il costo corrente di sostituzione ⌫ il capitale di riferimento ⌦ gli importi del
   capitale nozionale ⌫ o i valori sottostanti sono moltiplicati per le seguenti percentuali ⌦ di
   cui alla tabella 1 ⌫:
                                                     TABELLA 13738
       Durata          Contratti su         Contratti su       Contratti su         Contratti su        Contratti su
      residua39          tassi di              tassi di           azioni              metalli          merci diverse
                        interesse         scambio e oro                               preziosi           dai metalli
                                                                                   eccetto l'oro          preziosi
   Un anno o         0%                   1%                  6%                  7%                  10%
   meno
   Da oltre un       0,5%                 5%                  8%                  7%                  12%
   anno a
   cinque anni
   Oltre             1,5%                 7,5%                10%                 8%                  15%
   cinque anni
   36
            Tranne nel caso di scambi di tassi di interesse floating/floating interest rate swaps nella stessa valuta, in
            cui è da calcolare solo il costo di sostituzione.
   37
            I contratti che non rientrano in una delle cinque categorie indicate nella presente tabella sono
            considerati come contratti concernenti merci diverse dai metalli preziosi.
   38
            Per i contratti con scambi multipli del capitale, le percentuali devono essere moltiplicate per il numero
            di pagamenti che restano da effettuarsi in base al contratto.
   39
            Per i contratti strutturati in modo tale da estinguere l'esposizione in essere a specifiche date di
            pagamento e le cui condizioni vengono rifissate in modo tale che il valore di mercato del contratto sia
            pari a zero a tali date, la durata residua sarebbe pari al periodo intercorrente fino alla prossima data. In
            caso di contratti sui tassi d'interesse che soddisfino tali criteri ed aventi una durata residua di oltre un
            anno, la percentuale non deve essere inferiore allo 0,5%.
IT                                                          165                                                           IT
 ---pagebreak---             Per il calcolo dell'esposizione creditizia potenziale futura, conformemente alla fase
            b), le autorità competenti possono permettere agli enti creditizi sino al 31 dicembre
            2006 di applicare le percentuali specificate in appresso anziché quelle della tabella 1,
            purché gli enti in questione si avvalgano dell'opzione prevista all'articolo 11 bis della
            direttiva 93/6/CEE per i contratti di cui al punto 3, lettere b) e c), dell'allegato IV.
                                                   TABELLA 1 bis
      Durata residua          Metalli preziosi          Metalli          Prodotti agricoli        Altri, compresi i
                               (eccetto l'oro)          comuni              («SOFTS»)                   prodotti
                                                                                                       energetici
   Un anno o meno            2%                       2,5%            3%                         4%
   Da oltre un anno a        5%                       4%              5%                         6%
   cinque anni
   Oltre cinque anni         7,5%                     8%              9%                         10%
                                                                                2000/12/CE (adattato)
   Fase c):         la somma del costo ⌦ corrente ⌫ di sostituzione attuale e del rischio di
   credito potenziale futuro è moltiplicata per la ponderazione attribuita alle controparti
   dell'operazione di cui all'articolo 43 ⌦ corrisponde al valore dell'esposizione ⌫.
                                                                                2000/12/CE (adattato)
   Metodo 2: metodo dell'esposizione originaria
   Fase a):         il capitale di riferimento ⌦ l'importo del capitale nozionale ⌫ di ciascun
   contratto è moltiplicato per le seguenti percentuali ⌦ di cui alla tabella 2 ⌫:
                                                     TABELLA 2
           Durata originaria40                   Contratti su tassi           Contratti su tassi di cambio e oro
                                                     di interesse
   Un anno o meno                               0,5%                        2%
   Da più di un anno a non più di               1%                          5%
   due anni
   Incremento per ogni anno                     1%                          3%
   successivo
   40
           Nel caso di contratti relativi ai tassi di interesse, gli enti creditizi possono scegliere, previo consenso
           delle autorità competenti, tra la durata originaria e la durata residua.
IT                                                         166                                                         IT
 ---pagebreak---                                                                      2000/12/CE (adattato)
                                                                     nuovo
   Fase b):          l'esposizione così ottenuta è moltiplicata per la ponderazione attribuita alle
   controparti di cui all'articolo 43 corrisponde al valore dell'esposizione .
   Le autorità competenti devono garantire per i metodi 1 e 2 che il capitale di riferimento
   ⌦ l'importo nozionale ⌫ da prendere in considerazione sia un indice appropriato del rischio
   connesso al contratto. Ove il contratto preveda, ad esempio, una moltiplicazione dei flussi
   monetari, il capitale di riferimento ⌦ l'importo nozionale ⌫ deve essere adeguato al fine di
   prendere in considerazione gli effetti della moltiplicazione sulla struttura del rischio di tale
   contratto.
                                                                      2000/12/CE (adattato)
   3. CONTRATTI DI NOVAZIONE E ALTRI ACCORDI DI COMPENSAZIONE
             (COMPENSAZIONE CONTRATTUALE)
   a) Tipi di compensazione riconoscibili da parte delle autorità competenti
   Ai fini del presente punto 3 ⌦ della presente sezione ⌫, si intendono per «controparti» tutte
   le entità (incluse le persone fisiche) che hanno la facoltà di concludere contratti di novazione
   ed altri accordi di compensazione contrattuale.
   Le autorità competenti possono riconoscere un effetto di riduzione del rischio ai seguenti tipi
   di compensazione contrattuale:
   i)        contratti bilaterali di novazione tra un ente creditizio e la sua controparte, in base ai
             quali le reciproche posizioni creditorie e debitorie sono automaticamente compensate
             in modo tale che ogniqualvolta si applichi la novazione essa stabilisce un unico
             importo netto e dà quindi origine ad un unico nuovo contratto, giuridicamente
             vincolante, che si sostituisce ai contratti precedenti;
   ii)       altri accordi bilaterali di compensazione tra un ente creditizio e la sua controparte.
   b) Condizioni per il riconoscimento
   Le autorità competenti possono riconoscere ad una compensazione contrattuale un effetto di
   riduzione del rischio, unicamente a condizione che:
   i)        l'ente creditizio abbia stipulato con la controparte un accordo di compensazione
             contrattuale che crea un'unica obbligazione, che comprende tutte le operazioni
             incluse, di modo che nel caso di inadeguamento ⌦ inadempimento ⌫ della
             controparte per insolvenza, bancarotta, liquidazione o per qualsiasi altra circostanza
             simile, l'ente creditizio avrebbe il diritto di ricevere o l'obbligo di versare soltanto
             l'importo netto dei valori positivi e negativi ai prezzi correnti di mercato delle singole
             operazioni compensate;
   ii)       l'ente creditizio abbia messo a disposizione delle autorità competenti pareri giuridici
             scritti e motivati con il risultato che, nel caso di impugnazione in giudizio, le autorità
IT                                                   167                                                IT
 ---pagebreak---             giudiziarie ed amministrative competenti concluderebbero che nei casi indicati al
            punto i) i diritti e gli obblighi dell'ente creditizio sarebbero limitati all'importo netto
            di cui al punto i), in conformità:
            –      del diritto dello Stato nel quale la controparte è costituita e, qualora una delle
                   parti sia una succursale estera di un'impresa, il diritto dello Stato in cui la
                   succursale è situata;,
            –      del diritto che disciplina le singole operazioni compensate; , e
            –      del diritto che disciplina qualsiasi contratto o accordo necessario per applicare
                   la compensazione contrattuale;
   iii)     l'ente creditizio abbia istituito procedure per garantire che la validità legale della sua
            compensazione contrattuale sia periodicamente riesaminata alla luce delle possibili
            modifiche delle normative pertinenti.
   Le autorità competenti, dopo essersi consultate se necessario con le altre autorità competenti
   in materia, devono accertarsi che la compensazione contrattuale sia giuridicamente valida in
   base al diritto di ciascuna delle giurisdizioni competenti. Se una qualsiasi delle autorità
   competenti non è persuasa a tal riguardo, all'accordo di compensazione contrattuale non sarà
   riconosciuto un effetto di riduzione del rischio per alcuna delle controparti.
   Le autorità competenti possono accettare pareri legali motivati redatti per tipi di
   compensazione contrattuale.
   Ai contratti contenenti una disposizione che consente ad una controparte non inadempiente di
   effettuare soltanto pagamenti limitati, ovvero di non effettuare alcun pagamento a favore
   dell'inadempiente, anche se quest'ultimo risultasse un creditore netto (clausola di deroga o
   walkaway clause), non può essere riconosciuto alcun effetto di riduzione del rischio.
   Le autorità competenti possono riconoscere effetti di riduzione del rischio agli accordi di
   compensazione contrattuale concernenti contratti sui tassi di cambio di durata iniziale non
   superiore ai 14 giorni di calendario, opzioni ao analoghe voci vendute fuori borsa ⌦ voci
   fuori bilancio ⌫ alle quali il presente allegato non si applica in quanto soggette a rischio di
   credito trascurabile o del tutto prive di tale rischio. Se, a seconda del valore di mercato
   positivo o negativo di tali contratti, la loro inclusione in un altro accordo di compensazione
   può dar luogo ad un aumento o ad una diminuzione dei requisiti patrimoniali, le autorità
   competenti debbono obbligare i loro enti creditizi a trattarli in modo uniforme.
   c) Effetti del riconoscimento
   i) Contratti di novazione
   Si può procedere alla ponderazione dei singoli importi netti stabiliti dal contratto di novazione
   anziché degli importi lordi. Pertanto, in applicazione del metodo 1,
   –        per la fase a): il costo corrente di sostituzione e
   –        per la fase b): il capitale di riferimento ⌦ gli importi del capitale nozionale ⌫ o i
            valori sottostanti
IT                                                  168                                                 IT
 ---pagebreak---    possono essere ottenuti secondo il ⌦ tenendo conto del ⌫ contratto di novazione. In
   applicazione del metodo 2, per la fase a) il capitale di riferimento ⌦ l'importo del capitale
   nozionale ⌫ può essere calcolato tenendo conto del contratto di novazione; si applicano le
   percentuali di cui alla tabella 2.
   ii) Altri accordi di compensazione
   In applicazione del metodo 1:
   –          nella fase a) il costo corrente di sostituzione dei contratti inclusi in un accordo di
              compensazione può essere ottenuto tenendo conto del costo di sostituzione netto
              ipotetico attuale derivante dall'accordo; qualora la compensazione dia luogo ad
              un'obbligazione netta per l'ente creditizio che calcola il costo di sostituzione netto, il
              costo corrente di sostituzione viene quantificato a «0»,
   –          nella fase b) l'importo relativo alle esposizioni creditizie potenziali future per tutti i
              contratti inclusi in un accordo di compensazione può essere ridotto in base
              all'equazione seguente: PCEred = 0,4 * PCEgross + 0,6 * NGR * PCEgross
   laddove:
   —      PCEred         =      importo ridotto relativo all'esposizione creditizia potenziale futura
                                per tutti i contratti con una data controparte inclusia in un accordo di
                                compensazione bilaterale giuridicamente valido,
   —      PCEgross       =      somma degli importi relativi alle esposizioni creditizie potenziali
                                future per tutti i contratti con una data controparte che sono inclusi in
                                un accordo di compensazione bilaterale giuridicamente valido e che
                                sono calcolati moltiplicando i capitali di riferimento ⌦ gli importi
                                del capitale nozionale ⌫ per le percentuali di cui alla tabella 1,
   —      NGR            =      «proporzione netto-lordo»: a discrezione delle autorità competenti:
                                i)         calcolo separato: rapporto tra il costo di sostituzione netto
                                           per tutti i contratti inclusi in un accordo di compensazione
                                           bilaterale giuridicamente valido con una determinata
                                           controparte (numeratore) ed il costo di sostituzione lordo
                                           per tutti i contratti inclusi in un accordo di compensazione
                                           bilaterale giuridicamente valido con tale controparte
                                           (denominatore) o
                                ii)        calcolo aggregato: rapporto tra la somma dei costi netti di
                                           sostituzione calcolati su base bilaterale per tutte le
                                           controparti tenendo conto dei contratti inclusi in accordi di
                                           compensazione giuridicamente validi (numeratore) ed i
                                           costi lordi di sostituzione per tutti i contratti inclusi in
                                           accordi      di   compensazione       giuridicamente    validi
                                           (denominatore).
                                           Se gli Stati membri consentono agli enti creditizi di
                                           scegliere tra i metodi, il metodo prescelto deve essere
IT                                                      169                                               IT
 ---pagebreak---                                              applicato sistematicamente.
   Per il calcolo dell'esposizione creditizia potenziale futura in base alla formula predetta, i
   contratti perfettamente congruenti inclusi nell'accordo di compensazione possono essere
   considerati come un unico contratto con un capitale di riferimento ⌦ nozionale ⌫
   equivalente agli importi netti. Contratti perfettamente congruenti sono contratti a termine su
   tassi di cambio (forward foreign exchange contracts) o contratti analoghi nei quali il capitale
   di riferimento ⌦ nozionale ⌫ è equivalente ai flussi monetari se questi ultimi giungono a
   scadenza alla medesima data valuta e sono completamente o parzialmente nella medesima
   valuta.
   Ai fini del metodo 2, fase a):
   –         contratti perfettamente congruenti inclusi nell'accordo di compensazione possono
             essere considerati come un unico contratto con un capitale di riferimento
             ⌦ nozionale ⌫ equivalente agli importi netti; i capitali di riferimento ⌦ gli
             importi del capitale nozionale ⌫ sono moltiplicati per le percentuali indicate alla
             tabella 2,
   –         per tutti gli altri contratti inclusi in un accordo di compensazione, le percentuali da
             applicare possono essere ridotte come indicato nella tabella 3:
                                                     TABELLA 3
                Durata originaria41                        Contratti su tassi di           Contratti su tassi di
                                                                  interesse                       cambio
   Un anno o meno                                         0,35%                        1,50%
   Da più di un anno a non più di due anni                0,75%                        3,75%
   Incremento per ogni anno successivo                    0,75%                        2,25%
                                                                                2000/12/CE
                                                  ALLEGATO IV
                                                                                2000/12/CE
                                                                                nuovo
                         TIPO DI VOCI FUORI BILANCIO                           DERIVATI 
                                                                                 2000/12/CE
   1. Contratti su tassi di interesse:
   41
           Nel caso di contratti relativi ai tassi di interesse, gli enti creditizi possono scegliere, previo consenso
           delle autorità competenti, tra la durata originaria e la durata residua.
IT                                                         170                                                         IT
 ---pagebreak---    a)      Contratti swaps su tassi di interesse in una sola valuta
   b)      Operazioni basis swaps
   c)      Contratti sui tassi a termine del tipo Forward Rate Agreements
   d)      Contratti a termine sui tassi di interesse del tipo Futures
   e)      Opzioni su tassi di interesse acquistate
   f)      Altri contratti di natura analoga
   2. Contratti su tassi di cambio e contratti concernenti l'oro:
   a)      Contratti swaps su tassi di interesse in più valute
   b)      Operazioni a termine su valute estere
   c)      Contratti a termine su valute del tipo Futures
   d)     Opzioni su valute acquistate
   e)      Altri contratti di natura analoga
   f)      Contratti concernenti l'oro di natura analoga a quelli da a) ad e)
   3. Contratti di natura analoga a quelli di cui ai punti 1, lettere da a) ad e), e 2, lettere da a), a
   d), concernenti altre voci o indici di riferimento riguardanti:
   a)      Azioni
   b)      Metalli preziosi, eccetto l'oro
   c)      Merci diverse dai metalli preziosi
   d)     Altri contratti di natura analoga
                                                                    nuovo
                                       ALLEGATI DA V A XII
   [OMISSIS]
                                                                    nuovo
                                           ALLEGATO XIII
IT                                                  171                                                  IT
 ---pagebreak---    PARTE A
   DIRETTIVE ABROGATE E MODIFICHE SUCCESSIVE
   (di cui all'articolo 158)
   Direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 marzo 2000 relativa
   all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio
   Direttiva 2000/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, che
   modifica la direttiva 2000/12/CE relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo
   esercizio
   Direttiva 2002/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, relativa
   alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese
   di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario e che modifica le direttive
   73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e 93/22/CEE del Consiglio e le
   direttive 98/78/CE e 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
             Unicamente per quanto riguarda l'articolo 29, punto 1, lettere a) e b), l'articolo 29,
             punto 2, l'articolo 29, punto 4, lettere a) e b), l'articolo 29, punti 5 e 6, l'articolo 29,
             punto 7, lettere a) e b), l'articolo 29, punti da 8 a 11
   Direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai
   mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del
   Consiglio e direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la
   direttiva 93/22/CEE del Consiglio
             Unicamente per quanto riguarda l'articolo 68
   Direttiva 2004/69/CE della Commissione, del 27 aprile 2004, che modifica la direttiva
   2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne la definizione di
   "banche multilaterali di sviluppo" (Testo rilevante ai fini del SEE)
   Direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 che modifica
   le direttive 73/239/CEE, 85/611/CEE, 91/675/CEE, 92/49/CEE, 93/6/CEE e 94/19/CE del
   Consiglio e le direttive 98/78/CE, 2000/12/CE, 2001/34/CE, 2002/83/CE e 2002/87/CE del
   Parlamento europeo e del Consiglio al fine di istituire una nuova struttura organizzativa per i
   comitati del settore dei servizi finanziari
             Unicamente per quanto riguarda l'articolo 3
   MODIFICHE NON ABROGATE
             Atto di adesione 2003
IT                                                    172                                                 IT
 ---pagebreak---    PARTE B
   TERMINI DI ATTUAZIONE NEL DIRITTO NAZIONALE
   (di cui all'articolo 158)
                     Direttiva                 Termine di attuazione
    Direttiva 2000/12/CE                                -----
    Direttiva 2000/28/CE                             27.4.2002
    Direttiva 2002/87/CE                             11.8.2004
    Direttiva 2004/39/CE                       Non ancora disponibile
    Direttiva 2004/69/CE                             30.6.2004
    Direttiva 2004/xx/CE                       Non ancora disponibile
IT                                173                                 IT
 ---pagebreak---                                                     ALLEGATO XIV
                                          TAVOLA DI CONCORDANZA
   Presente direttiva      Direttiva           Direttiva          Direttiva      Direttiva     Direttiva
                         2000/12/CE          2000/28/CE          2001/87/CE     2004/69/CE   2004/xx/CE
   Articolo 1          Articolo        2,
                       paragrafi 1 e 2
   Articolo         2, Articolo        2,
   paragrafo 1         paragrafo 3
                       Atto di adesione
   Articolo         2, Articolo        2,
   paragrafo 2         paragrafo 4
   Articolo 3          Articolo        2,
                       paragrafi 5 e 6
   Articolo         3,                                                                     Articolo      3,
   paragrafo        1,                                                                     punto 2
   ultima frase
   Articolo         4, Articolo        1,
   paragrafo 1, punto  punto 1
   1
   Articolo         4,                     Articolo 1, punti
   paragrafo 1, punti                      da 2 a 5
   da 2 a 5
   Articolo         4,                     Articolo 1, punti
   paragrafo 1, punti                      da 6 a 8
   da 7 a 9
   Articolo         4,                                        Articolo      29,
   paragrafo 1, punto                                         punto 1, lettera
   10                                                         a)
   Articolo         4, Articolo 1, punti
   paragrafo 1, punti  10, 12 e 13
   da 11 a 14
   Articolo         4,                                        Articolo      29,
   paragrafo 1, punti                                         punto 1, lettera
   21 e 22                                                    b)
   Articolo         4, Articolo        1,
   paragrafo 1, punto  punto 23
   23
   Articolo         4, Articolo 1, punti
   paragrafo 1, punti  da 25 a 27
   da 45 a 47
   Articolo         4, Articolo        1,
   paragrafo 2         punto           1,
                       secondo comma
   Articolo 5          Articolo 3
IT                                                           174                                            IT
 ---pagebreak---    Articolo 6          Articolo 4
   Articolo 7          Articolo 8
   Articolo 8          Articolo 9
   Articolo         9, Articolo       5,
   paragrafo 1         paragrafo 1 e
                       articolo 1, punto
                       11
   Articolo         9, Articolo       5,
   paragrafo 2         paragrafo 2
   Articolo 10         Articolo       5,
                       paragrafi da 3 a
                       7
   Articolo 11         Articolo 6
   Articolo 12         Articolo 7
   Articolo 13         Articolo 10
   Articolo 14         Articolo 11
   Articolo        15, Articolo 12
   paragrafo 1
   Articolo        15,                    Articolo 29,
   paragrafi 2 e 3                        punto 2
   Articolo 16         Articolo 13
   Articolo 17         Articolo 14
   Articolo 18         Articolo 15
   Articolo        19, Articolo      16,
   paragrafo 1         paragrafo 1
   Articolo        19,                    Articolo 29,
   paragrafo 2                            punto 3
   Articolo 20         Articolo      16,
                       paragrafo 3
   Articolo 21         Articolo      16,
                       paragrafi da 4 a
                       6
   Articolo 22         Articolo 17
   Articolo 23         Articolo 18
   Articolo        24, Articolo      19,
   paragrafo 1         commi         dal
                       primo al terzo
   Articolo        24, Articolo      19,
   paragrafo 2         sesto comma
IT                                       175           IT
 ---pagebreak---    Articolo        24, Articolo     19,
   paragrafo 3         quarto comma
   Articolo        25, Articolo     20,
   paragrafi da 1 a 3  paragrafi 1, 2 e
                       paragrafo     3,
                       primo e secondo
                       comma
   Articolo        25, Articolo     19,
   paragrafo 3         quinto comma
   Articolo        25, Articolo     20,
   paragrafo 4         paragrafo     3,
                       terzo comma
   Articolo 26         Articolo     20,
                       paragrafi da 4 a
                       7
   Articolo 27         Articolo      1,
                       punto 3, ultima
                       frase
   Articolo 28         Articolo 21
   Articolo 29         Articolo 22
   Articolo 30         Articolo     22,
                       paragrafi da 2 a
                       4
   Articolo 31         Articolo     22,
                       paragrafo 5
   Articolo 32         Articolo     22,
                       paragrafo 6
   Articolo 33         Articolo     22,
                       paragrafo 7
   Articolo 34         Articolo     22,
                       paragrafo 8
   Articolo 35         Articolo     22,
                       paragrafo 9
   Articolo 36         Articolo     22,
                       paragrafo 10
   Articolo 37         Articolo     22,
                       paragrafo 11
   Articolo 38         Articolo 24
   Articolo        39, Articolo 25
   paragrafi 1 e 2
   Articolo        39,                      Articolo 3,
   paragrafo 2                              punto 8
   Articolo 40         Articolo 26
IT                                      176             IT
 ---pagebreak---    Articolo 41 Articolo 27
   Articolo 42 Articolo 28
   Articolo 43 Articolo 29
   Articolo 44 Articolo      30,
               paragrafi da 1 a
               3
   Articolo 45 Articolo      30,
               paragrafo 4
   Articolo 46 Articolo      30,
               paragrafo 3
   Articolo 47 Articolo      30,
               paragrafo 5
   Articolo 48 Articolo      30,
               paragrafi 6 e 7
   Articolo 49 Articolo      30,
               paragrafo 8
   Articolo 50 Articolo      30,
               paragrafo       9,
               primo e secondo
               comma
   Articolo 51 Articolo      30,
               paragrafo       9,
               terzo comma
   Articolo 52 Articolo      30,
               paragrafo 10
   Articolo 53 Articolo 31
   Articolo 54 Articolo 32
   Articolo 55 Articolo 33
   Articolo 56 Articolo      34,
               paragrafo 1
   Articolo 57 Articolo      34,   Articolo     29,
               paragrafo       2,  punto 4, lettera
               primo comma         a)
               Articolo      34,
               paragrafo       1,
               punto 2, ultima
               frase
   Articolo 58                     Articolo     29,
                                   punto 4, lettera
                                   b)
   Articolo 59                     Articolo     29,
                                   punto 4, lettera
                                   b)
IT                                177               IT
 ---pagebreak---    Articolo 60                             Articolo     29,
                                           punto 4, lettera
                                           b)
   Articolo 61         Articolo      34,
                       paragrafi 3 e 4
   Articolo 63         Articolo 35
   Articolo 64         Articolo 36
   Articolo 65         Articolo 37
   Articolo        66, Articolo      38,
   paragrafi 1 e 2     paragrafi 1 e 2
   Articolo 67         Articolo 39
   Articolo 73         Articolo      52,
                       paragrafo 3
   Articolo 106        Articolo        1,
                       punto 24
   Articolo 107        Articolo        1,
                       punto 1, terzo
                       comma
   Articolo 108        Articolo      48,
                       paragrafo 1
   Articolo 109        Articolo      48,
                       paragrafo       4,
                       primo comma
   Articolo 110        Articolo      48,
                       paragrafi 2 e 3 e
                       paragrafo       4,
                       primo e secondo
                       comma
   Articolo 111        Articolo      49,
                       paragrafi da 1 a
                       5
   Articolo       113, Articolo      49,
   paragrafi da 1 a 3  paragrafi 4, 6 e
                       7
   Articolo       115, Articolo      49,
   paragrafi 1 e 2     paragrafi 8 e 9
   Articolo 116        Articolo      49,
                       paragrafo 10
   Articolo 117        Articolo      49,
                       paragrafo 11
   Articolo 118        Articolo 50
   Articolo 120        Articolo      51,
                       paragrafi 1, 2 e
                       5
IT                                        178               IT
 ---pagebreak---    Articolo 121        Articolo      51,
                       paragrafo 4
   Articolo       122, Articolo      51,   Articolo     29,
   paragrafi 1 e 2     paragrafo 6         punto 5
   Articolo 125        Articolo      53,
                       paragrafi 1 e 2
   Articolo 126        Articolo      53,
                       paragrafo 3
   Articolo 128        Articolo      53,
                       paragrafo 5
   Articolo       133, Articolo      54,   Articolo     29,
   paragrafo 1         paragrafo 1         punto 7, lettera
                                           a)
   Articolo       133, Articolo      54,
   paragrafi 2 e 3     paragrafi 2 e 3
   Articolo       134, Articolo      54,
   paragrafo 1         paragrafo       4,
                       primo comma
   Articolo       134, Articolo      54,
   paragrafo 2         paragrafo       4,
                       secondo comma
   Articolo 135                            Articolo     29,
                                           punto 8
   Articolo 137        Articolo      55,
                       paragrafi 1 e 2
   Articolo 138                            Articolo     29,
                                           punto 9
   Articolo 139        Articolo      56,
                       paragrafi da 1 a
                       3
   Articolo 140        Articolo      56,
                       paragrafi da 4 a
                       6
   Articolo 141        Articolo      56,   Articolo     29,
                       paragrafo 7         punto 10
   Articolo 142        Articolo      56,
                       paragrafo 8
   Articolo 143                            Articolo     29, Articolo 3,
                                           punto 11         punto 10
   Articolo 150        Articolo      60,
                       paragrafo 1
   Articolo 151        Articolo      60,                    Articolo 3,
                       paragrafo 2                          punto 10
   Articolo 158        Articolo 67
IT                                        179                           IT
 ---pagebreak---    Articolo 159       Articolo 68
   Articolo 160       Articolo 69
   Allegato I         Allegato I
   Allegato I, ultima                  Articolo 68
   frase
   Allegato II        Allegato II
   Allegato III       Allegato III
   Allegato IV        Allegato IV
IT                                 180             IT
 ---pagebreak--- IT 181 IT