CELEX: 62019CA0402
Language: it
Date: 2020-09-30 00:00:00
Title: Causa C-402/19: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 30 settembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour du travail de Liège — Belgio) — LM / Centre public d’action sociale de Seraing (Rinvio pregiudiziale – Spazio di libertà, sicurezza e giustizia – Direttiva 2008/115/CE – Rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare – Genitore di un figlio maggiorenne affetto da una grave malattia – Decisione di rimpatrio – Ricorso giurisdizionale – Effetto sospensivo automatico – Garanzie in attesa del rimpatrio – Necessità primarie – Articoli 7, 19 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea)

23.11.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 399/17
            
         
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 30 settembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour du travail de Liège — Belgio) — LM / Centre public d’action sociale de Seraing
      (Causa C-402/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Spazio di libertà, sicurezza e giustizia - Direttiva 2008/115/CE - Rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare - Genitore di un figlio maggiorenne affetto da una grave malattia - Decisione di rimpatrio - Ricorso giurisdizionale - Effetto sospensivo automatico - Garanzie in attesa del rimpatrio - Necessità primarie - Articoli 7, 19 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea)
      (2020/C 399/24)
      Lingua processuale: il francese
      
         Giudice del rinvio
      
      Cour du travail de Liège
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: LM
      
         Convenuto: Centre public d'action sociale de Seraing
      
         Dispositivo
      
      Gli articoli 5, 13 e 14 della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, letti alla luce dell’articolo 7, dell’articolo 19, paragrafo 2, nonché degli articoli 21 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a una legislazione nazionale che non prevede la presa in carico, per quanto possibile, delle necessità primarie di un cittadino di un paese terzo qualora:
      
                  —
               
               
                  quest’ultimo abbia esercitato un ricorso avverso una decisione di rimpatrio adottata nei suoi confronti;
               
            
                  —
               
               
                  il figlio maggiorenne di tale cittadino di un paese terzo sia affetto da una grave malattia;
               
            
                  —
               
               
                  la presenza di detto cittadino di un paese terzo accanto al figlio maggiorenne sia indispensabile;
               
            
                  —
               
               
                  un ricorso sia stato proposto per conto di detto figlio maggiorenne avverso una decisione di rimpatrio adottata nei suoi confronti e la cui esecuzione potrebbe esporre quest’ultimo a un serio rischio di deterioramento grave e irreversibile delle sue condizioni di salute, e
               
            
                  —
               
               
                  il medesimo cittadino di uno paese terzo sia privo dei mezzi che gli consentono di provvedere egli stesso alle proprie necessità.
               
            
         (1)  GU C 255 del 29.7.2019.