CELEX: C2006/048/35
Language: it
Date: 2006-02-25 00:00:00
Title: Causa C-461/05: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Danimarca, proposto il  23 dicembre 2005

25.2.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 48/18
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Danimarca, proposto il 23 dicembre 2005
   (Causa C-461/05)
   (2006/C 48/35)
   Lingua processuale: il danese
   Il 23 dicembre 2005, la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. G. Wilms e H. C. Støvlbaek, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il Regno di Danimarca.
   La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               dichiarare che, rifiutando di calcolare e di versare risorse proprie che non sono state raccolte a causa dell'importazione in franchigia doganale di materiale di guerra, e rifiutando di pagare interessi di mora relativi alle risorse proprie che la Danimarca ha mancato di rendere disponibili alla Commissione, il Regno di Danimarca è venuto meno agli obblighi impostigli dagli artt. 2, 9, 10 e 11 del regolamento n. 1552/89 per il periodo fino al 31 maggio 2000 e dagli articoli del regolamento n. 1150/2000 rispetto al periodo successivo a detta data;
            
         
               2.
            
            
               condannare il convenuto alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   La Commissione ritiene che la Danimarca è venuta meno agli obblighi impostile dagli artt. 2, 9, 10 e 11 del regolamento (CE, Euratom), n. 1552/89 fino al 31 maggio 2000 e dagli artt. 2, 9, 10 e 11 del regolamento (CE Euratom) n. 1150/2000 dal 1o giugno 2000 fino al 31 dicembre 2002, per il fatto di non aver versato risorse proprie relative all'importazione di materiale di guerra.
   Detta violazione del Trattato è continuata fino a quando il regolamento (CE) n. 150/2003 è entrato in vigore, vale a dire fino al 1o gennaio 2003. In base a detto regolamento i dazi doganali sull'importazione di taluni tipi di materiale di guerra, al verificarsi di alcune determinate condizioni, possono essere sospesi a partire da detta data.
   Secondo la Commissione, uno Stato membro che non abbia rispettato le norme sui dazi doganali stabilite dal diritto comunitario, il che ha comportato la perdita di risorse proprie, è tenuto a versare alla Comunità un importo corrispondente a detta perdita. Interessi di mora possono anche essere aggiunti a detto importo in base all'art. 11 del regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89 e del regolamento (CEE, Euratom), n. 1150/2000.
   Le autorità doganali, in base agli artt. 2, 9, 10 e 11 del regolamento (CEE, Euratom), n. 1152/89 e del regolamento (CEE, Euratom), n. 1150/2000, avrebbero dovuto calcolare e inserire nella loro contabilità gli importi relativi alle importazioni in questione entro il termine prescritto, conformemente all'art. 217, n. 1, del codice doganale comunitario, e rendere detti importi disponibili per la Commissione.
   La Commissione considera che la Danimarca, nonostante che sia stata invitata in tal senso, non ha effettuato i calcoli necessari per stabilire i detti importi, che non sono stati versati come risorse proprie alla Comunità, a causa della violazione del Trattato in questione a partire dall'esercizio finanziario 1998.
   La Commissione considera anche che gli importi corrispondenti al debito doganale in questione non sono stati resi disponibili alla Commissione prima del 31 marzo 2002.
   La Commissione di conseguenza ritiene che, non avendo stabilito le risorse proprie in relazione alle importazioni di materiale di guerra e non avendo reso dette risorse disponibili alla Commissione, la Danimarca non ha adempiuto i suoi obblighi impostile dagli artt. 2, 9, 10 e 11 del regolamento (CEE, Euratom), n. 1552/89 e del regolamento (CEE, Euratom), n. 1150/2000.