CELEX: E2011J0015
Language: it
Date: 2012-10-03 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 3 ottobre 2012 , nella causa E-15/11 — Arcade Drilling AS/Stato norvegese, rappresentato dalla Regione fiscale occidentale (Libertà di stabilimento — Articoli 31 e 34 dell‘accordo SEE — Fiscalità — Principi di lotta contro l'evasione fiscale — Proporzionalità)

31.1.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 29/7
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 3 ottobre 2012
   nella causa E-15/11
   Arcade Drilling AS/Stato norvegese, rappresentato dalla Regione fiscale occidentale
   (Libertà di stabilimento — Articoli 31 e 34 dell‘accordo SEE — Fiscalità — Principi di lotta contro l'evasione fiscale — Proporzionalità)
   2013/C 29/08
   Nella causa E-15/11 Arcade Drilling AS/Stato norvegese, rappresentato dalla Regione fiscale occidentale — ISTANZA alla Corte, ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo fra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, presentata dal tribunale distrettuale di Oslo (Oslo tingrett), riguardo all’interpretazione degli articoli 31 e 34 dell’accordo sullo Spazio economico europeo, la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente, Per Christiansen e Páll Hreinsson (giudice relatore), giudici, ha emesso il 3 ottobre 2012 la sua sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1)
            
            
               in mancanza di disposizioni chiare e precise di diritto nazionale secondo cui una società che trasferisce la propria sede in uno Stato diverso da quello in cui si è costituita deve essere liquidata e in mancanza di qualsiasi decisione delle autorità e dei giudici competenti riguardante l’esecuzione della liquidazione, il trasferimento della sede in un altro Stato SEE non pregiudica il diritto della società di invocare l’articolo 31 dell’accordo SEE. In siffatte circostanze, la società può avvalersi dell’articolo 31 dell’accordo SEE per contestare la legittimità dell’imposta reclamata dallo Stato in cui essa si è costituita in occasione del trasferimento della sede in un altro Stato SEE.
               La determinazione definitiva dell’importo dell'imposta dovuta da una società che trasferisce la propria sede al di fuori della Norvegia, basata sulla valutazione delle autorità fiscali secondo cui tale società ha evaso le imposte venendo meno all’obbligo di liquidazione conformemente al diritto societario nazionale, costituisce una restrizione ai sensi degli articoli 31 e 34 dell’accordo SEE, se le società ritenute inadempienti nei confronti di tale obbligo, ma che non chiedono il trasferimento, non sono soggette all’imposta di liquidazione.
            
         
               2)
            
            
               La determinazione definitiva dell’importo dell'imposta dovuta da una società, basata sulla valutazione delle autorità fiscali secondo cui tale società ha evaso le imposte venendo meno all’obbligo di liquidazione conformemente al diritto societario nazionale, può essere giustificata in nome della necessità di mantenere una ripartizione equilibrata delle competenze fiscali tra Stati SEE e di lottare contro l’evasione fiscale. Si tratta in questo caso di obiettivi di interesse pubblico prevalente. Inoltre, la determinazione definitiva dell’importo dell’imposta dovuta da una società è una misura opportuna, se si vuole assicurare il raggiungimento di questi obiettivi.
               Si deve ritenere che la determinazione definitiva dell’importo dell'imposta dovuta da una società, basata sulla valutazione delle autorità fiscali dello Stato SEE in cui essa si è costituita, secondo cui tale società ha evaso le imposte venendo meno all’obbligo di liquidazione conformemente al diritto societario nazionale, non vada al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi di ripartizione equilibrata delle competenze fiscali tra Stati SEE e di lotta all’evasione fiscale, nella misura in cui prevede l’esame di elementi obiettivi e verificabili per stabilire se il trasferimento della sede rappresenti una decisione incompatibile con le norme del diritto societario nazionale.
               Se l’esame degli elementi obiettivi e verificabili porta alla conclusione che la società non rispetta le norme del diritto societario nazionale e deve pertanto essere liquidata, la determinazione definitiva dell’importo dell’imposta dovuta deve essere limitata alle conseguenze della liquidazione per restare compatibile con il principio di proporzionalità. Spetta al giudice nazionale verificare se la decisione di cui trattasi nella causa principale vada al di là di quanto necessario per raggiungere gli obiettivi fissati dalla legislazione.
               Una misura nazionale che impone il recupero immediato di un’imposta sugli attivi non realizzati e sulle situazioni tributarie esistenti al momento in cui le autorità fiscali valutano che la società ha perso il suo status di entità giuridica separata in virtù del diritto nazionale, ma non accompagnata da una decisione delle autorità o dei giudici competenti che stabilisca che la società ha perso tale status, non è compatibile con l’articolo 31 dell’accordo SEE.