CELEX: 51993PC0155
Language: it
Date: 1993-05-14
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ* EUROPEE
                                      COM(93) 155 def. - SYN 459
                                      Bruxelles 14 maggio 1993
                             Proposta di
                      DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
          sulla protezione della salute e della sicurezza
        dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti
                     chimici durante il lavoro
                   (Presentata dalla Commissione)
IT
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                                          RELAZIONE
¥
   Base giuridica
   1.     La presente proposta si basa sull'articolo 118A del Trattato CEE ed è
   presentata sotto forma di direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16 della Direttiva
   del Consiglio 89/391 /CEE concernente "l'attuazione di misure volte a promuovere il
   miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro" W.
  Giustificazione della proposta
  a)      Motivi per un'azione a livello comunitario
  2.      L'esposizione agli agenti chimici si verifica in ogni momento della vita
  quotidiana. Più di 100.000 agenti chimici sono compresi nell'Inventario Europeo delle
  sostanze chimiche esistenti (EINECS). Molte di queste sostanze chimiche hanno
  proprietà pericolose che possono minacciare la salute e la sicurezza dei lavoratori
  durante il lavoro. E' stato stimato che gli incidenti e le malattie professionali sono
  responsabili di circa il 7% dell'intera spesa relativa alla sicurezza sociale nella
  Comunità europea: ogni anno sono colpiti 10 milioni di lavoratori per un costo
  globale di 20 miliardi di ECU. Risulta evidente, dalle informazioni fornite dagli Stati
  membri, che una proporzione significativa delle malattie professionali contratte
  durante le attività   lavorative è provocata dalla esposizione ad agenti chimici. E'
  (1)     GU L183 del 29.06.1989, pag. 1
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 quindi importante che adeguate precauzioni siano adottate sul luogo di lavoro per
prevenire tali problemi.
3.       Negli Stati membri, le disposizioni giuridiche sulla protezione dei lavoratori
contro i rischi derivanti da agenti chimici hanno contenuti divergenti. In alcuni casi si
tratta di norme estremamente rudimentali, in altri hanno carattere globale; alcune sono
più severe della seguente proposta, volta a garantire che tutti gli Stati membri
pervengano ad un livello minimo considerato necessario. In conformità con l'articolo
 118A del Trattato CEE, la proposta è formulata in termini generali, con principi
altrettanto generali cheriguardanotutti gli agenti chimici. Tale scelta è stata effettuata
poiché si è ritenuto più efficace fornire un quadro generale, che renderà superfluo
ricorrere a più specifiche disposizioni comunitarie per singoli agenti chimici e singoli
casi concreti.
b)      Sussidiarietà.
4.      La proposta non infrange il principio di sussidiarietà, poiché solo tramite
l'azione comunitaria è possibile garantire in tutti gli Stati membri un livello minimo di
protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione agli agenti chimici. Tale
azione eviterà eventuali distorsioni nel settore della concorrenza, prevenendo
un'applicazione diversificata degli standard minimi per la protezione dei lavoratori nei
vari Stati membri.
5.      La presente proposta favorirà inoltre la flessibilità dell'occupazione al di là
delle frontiere, poiché i lavoratori potranno contare su un livello minimo di protezione
della salute e della sicurezza in tutti gli Stati membri. Anche i datori di lavoro
potranno essere certi che i costi di produzione non saranno indebitamente influenzati
dalle differenze nel livello di protezione della salute e della sicurezza sul lavoro.
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 6.      L'attuale proposta è conforme alle esigenze sopra indicate. Essa costituisce
 inoltre una delle azioni volte ad attuare la dimensione sociale del mercato interno. Il
 testo comprende misure sull'informazione da fornire in materia di agenti chimici
 pericolosi, cui si fa specifico riferimento nel programma sulla Carta Comunitaria dei
diritti sociali fondamentali dei lavoratori. L'informazione costituisce uno dei pilastri
sui quali può' essere edificato un efficace sistema di protezione della salute e della
sicurezza; essa costituisce inoltre parte integrante del presente testo, in cui i requisiti
per l'etichettatura dei contenitori di agenti chimici sul lavoro vengono affiancati agli
esistenti requisiti di etichettatura vigenti per l'immissione sul mercato degli agenti
chimici.
7.       Gli obiettivi sopra indicati comprendono vari settori della politica comunitaria.
E' improbabile che essi possano essere raggiunti individualmente da ciascuno Stato
membro ed è quindi necessario un coordinamento a livello comunitario.
e)       Proporzionalità
8.       I provvedimenti comunitari debbono essere strutturati in modo tale da risultare
conformi ai requisiti di standard minimi accettabili di salute e di sicurezza senza
imporre eccessive limitazioni ai datori di lavoro; occorre in particolare evitare vincoli
che possano ostacolare la creazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese. Si
ritiene che la presente proposta sia conforme ad entrambe le esigenze.
9.       La proposta è in primo luogo un ampliamento dei requisiti posti dalla direttiva
quadro 89/391 /CEE sull'attuazione dei misure volte a promuovere il miglioramento
della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro, e non intende quindi
imporre nuovi provvedimenti non coordinati con tale testo normativo. I requisiti
previsti per i datori di lavoro in base alla presente proposta si basano quindi su una
valutazione dei rischi effettuata dallo stesso imprenditore ai sensi dell'articolo 6 (3)
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 della Direttiva 89/391/CEE. Le misure da adottare sono quindi proporzionali ai rischi
 derivanti dagli agenti chimici utilizzati durante il lavoro. Nel costituire un
 ampliamento della direttiva 89/391/CEE, i requisiti specifici del presente testo
 rendono di fatto la direttiva quadro 89/391/CEE meno onerosa grazie agli
orientamenti stabiliti per la sua applicazione.
 10.      La proposta, nella sua attuale formulazione, comprende tutti gli agenti chimici
senza distinzione di pericolosità. Ciò' è particolarmente importante poiché anche le
sostanze chimiche considerate innocue possono creare o aggravare rischi interagendo
con altre. Gli agenti chimici considerati normalmente non pericolosi nella vita
quotidiana possono diventarlo se utilizzati in maggiore quantità sul luogo di lavoro.
La sabbia, ad esempio, non è pericolosa ma, trasformata in polvere fine, può'
provocare malattie polmonari, come già è avvenuto nelle fonderie e nelle fabbriche di
ceramiche. L'interazione pericolosa può' avvenire tra agenti chimici che sono di per
sé innocui. L'acqua, ad esempio, può' reagire violentemente con altre sostanze
chimiche come gli acidi o i metalli, ed è solo quando vi è combinazione tra l'acqua e
l'altro agente che il rischio sussiste.
Solamente tenendo conto dell'azione combinata di tutti gli agenti chimici è possibile
effettuare un'adeguata valutazione e adottare i necessari provvedimenti protettivi.
Se può' essere dimostrato che per singoli agenti chimici, anche interagenti fra di loro,
non vi sono rischi prevedibili per la sicurezza, non sono necessarie azioni ulteriori una
volta che sia stata completata la valutazione.
11.      Neil'amplificare i requisiti posti dalla direttiva 89/391/CEE, si è scelto di
formulare le varie proposte in termini di obiettivi da raggiungere piuttosto che di
requisiti particolareggiati e prescrittivi. Il datore di lavoro gode della massima
flessibilità nel decidere il modo migliore per raggiungere gli obiettivi per ciascuno dei
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  100.000 o più       agenti chimici industriali presenti nelle particolari circostanze
 produttive. Solo nei casi in cui sono coinvolti agenti chimici particolarmente
 pericolosi - ad esempio sostanze cancerogene, mutageniche o tossiche per la
 riproduzione - la libertà è limitata da provvedimenti di tipo prioritario. Altre misure
 specifiche, come ad esempio i valori limite, dovranno essere adottate solo quando ciò'
 sarà necessario.
 12.     Come ulteriore prova che i provvedimenti contenuti nella proposta sono in
ragionevole rapporto con il rischio, è opportuno rilevare che essi sono strettamente
conformi a quelli stabiliti dalla convenzione sugli agenti chimici adottata dalla
Organizzazione internazionale del lavoro nel 1990, e che pertanto sono già
ampliamente accettati in tutto il mondo.
d)       Il caso del consolidamento delle disposizioni esistenti.
 13.     La Risoluzione del Consiglio del 21.12.1987® sul programma della
Commissione relativo alla sicurezza, all'igiene e alla salute sul lavoro^) ha
appoggiato l'intenzione di presentare ulteriori proposte sugli agenti pericolosi. Inoltre,
al momento dell'adozione della direttiva quadro 89/391/CEE, il Consiglio invitava in
una sua dichiarazione la Commissione ad esaminare la coerenza tra la nuova direttiva
e la direttiva 80/1107/CEE sugli agenti chimici, fisici e biologici^). Ciò' è
indispensabile per rendere conformi alla direttiva 89/391/CEE le direttive particolari
esistenti relative a specifici agenti chimici, in particolare al fine di rimuovere le
ambiguità dei requisti da esse previsti.
 14.     L'ulteriore esigenza di consolidare i requisiti relativi agli agenti chimici e di
armonizzare i contenuti e le strategie in rapporto alla nuova direttiva quadro
(2)      GU C 28 del 03.02.1988, pag. 1
(3)      GU C 28 del 03.02.1988, pag. 4
(4)      GU L 327 del 03.12.1980, pag. 8
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 89/391/CEE è stata sottolineata dal Consiglio al            momento dell'adozione della
direttiva del Consiglio 90/394/CEE sulla "protezione dei lavoratori contro i rischi
derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni durante il lavoro"^).
 15.    L'attuale proposta risponde a questi inviti. Si propone tuttavia che gli agenti
cancerogeni continuino ad essere considerati da un testo separato e distinto.         Tale
eccezione comprende inoltre l'amianto e il cloruro di vinile monomero, entrambi i
quali sono già classificati nella categoria degli agenti cancerogeni umani (R 45) e che,
in quanto tali, ricadono nella disciplina della direttiva 90/394/CEE. Nel caso
dell'amianto e del cloruro di vinile monomero, i requisiti particolareggiati contenuti
nelle direttive 83/477/CEE, modificata dalla direttiva 91/3823/CEE e dalla direttiva
78/610/CEE, saranno sottoposti a revisione separatamente, tenendo conto della più
recente direttiva sugli agenti cancerogeni comprendente tutte le sostanze classificate R
45.
 16.    Da notare inoltre che gli agenti biologici, disciplinati dalla direttiva
80/11O7/CEE che comprende gli agenti fisici, chimici e biologici, sono ora soggetti
alla direttiva specifica 90/679/CEE per la protezione dei lavoratori contro i rischi
derivanti dall'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro'"'. Una proposta
separata è inoltre in preparazione per quanto riguarda gli agenti fisici. L'adozione
delle direttive sugli agenti biologici e sugli agenti chimici renderà quindi obsoleta la
direttiva 80/1107/CEE per quantoriguardatali agenti. La presente proposta riguarda
quindi solo gli agenti chimici. Al tempo stesso, al momento dell'entrata in vigore
della direttiva sugli agenti chimici, le altre direttive in materia saranno abrogate.
17.     Quando la direttiva 80/1107/CEE è stata modificata nel 1988 dalla direttiva
88/642/CEE® uno degli emendamenti è consistito nell'introduzione di un allegato
(5)     G U L 196 del 26.07.1990, pag. 1
(6)     G U L 374 del 31.12.1990, pag. 1
(7)     G U L 356 del 24.12.1988, pag. 74
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 particolareggiato relativo agli aspetti tecnici delle misurazioni della esposizione agli
agenti chimici. Questo allegato fa riferimento all'utilizzazione degli standard CEN.
 Da allora, numerose bozze di standard CEN sono state sviluppate quali parti della
politica di standardizzazione della Comunità europea. Tali standard avranno una
particolarerilevanzaper gli agenti chimici. Sono attualmente in corso di adozione tre
standard:
 1. Standard CEN sugli "orientamenti per la valutazione della esposizione ad agenti
     chimici nell'aria sul luogo di lavoro tramite confronto con valori limite". (Pr EN
     689)
2. Standard CEN sui "requisiti generali per la valutazione delle procedure di
     misurazione sul luogo di lavoro". (Pr EN 482)
3. Standard CEN sulle "Specifiche di convenzioni per la misurazione di materiale in
     sospensione nell'atmosfera nel luogo di lavoro". (Pr EN 481)
18.      Le bozze di standard CEN sopra indicate forniranno, dopo la loro adozione,
orientamenti globali per l'effettuazione di misurazioni dell'esposizione. Per tali motivi
l'Allegato al presente testo non comprende orientamenti particolareggiati sui metodi di
misurazione e sono stati omessi requisiti particolareggiati contenuti nella direttiva
82/605/CEE sul piombo, senza ridurre il livello di protezione.
Obiettivi della presente proposta
19.      La presente proposta intende raggiungere i seguenti obiettivi:
       (a) fissare i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per
            la salute e per la sicurezza derivanti dalla esposizione a tutti gli agenti
            chimici sul luogo di lavoro;
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(b) consolidare, aggiornare ed adeguare le disposizioni esistenti relative agli
     agenti chimici, alla luce delle attuali conoscenze, rendendole conformi ai
      provvedimenti fissati dalla direttiva 89/391/CEE;
(e) incorporare     nel    nuovo    testo  la   direttiva particolare  82/605/CEE
     sull'esposizione al piombo metallico e ai suoi composti e la direttiva
     88/364/CEE sul divieto di alcuni agenti e di alcune attività lavorative;
(d) fissare ulteriori requisiti per migliorare la protezione dei lavoratori contro i
     rischi derivanti dal attività che comportano l'uso di agenti chimici;
(e) eliminare le ambiguità nei requisiti posti dalle direttive esistenti e
     l'incertezza sulla loro applicazione;
(0 chiarire i provvedimenti comunitari in materia di protezione della salute e
    della sicurezza dei lavoratori esposti ad agenti chimici ed incrementare le
     informazioni per i lavoratori;
(g) garantire che tutte le misure precauzionali sul lavoro siano basate su
     un'adeguata valutazione dei rischi derivanti dai modi di utilizzazione degli
    agenti chimici e che le misure protettive tengano conto delle caratteristiche
    del posto di lavoro, delle attività, delle circostanze e degli eventuali rischi
    specifici. In tal modo, le misure adottate possono essere proporzionali ai
    rischi e alle dimensioni delle imprese senza imporre inutili vincoli ai datori
    di lavoro;
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         (h) rendere più esplicita la conformità dei provvedimenti comunitari con la
              Convenzione n. 170 dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro®                      e la
              relativa Raccomandazione n. 177 sugli agenti chimici sul luogo di lavoro;
         (i) garantire che la direttiva sugli agenti cancerogeni (90/394/CEE) rimanga in
              vigore, e sia esclusa dal presente testo, poiché contiene ulteriori requisti
              specifici per gli agenti chimici cancerogeni.
 Descrizione della presente proposta
20.        Questa proposta comprende un preambolo, tre parti e un Allegato
comprendente requisiti minimi sanitari e di sicurezza:
a)      Contenuti della proposta
        Proposta di direttiva del Consiglio sulla protezione della salute e della sicurezza
        dei lavoratori contro irischiderivanti da agenti chimici durante il lavoro
Preambolo
Sezione I: Disposizioni generali
Articolo 1          Oggetto
Articolo 2          Definizioni
Sezione II: Disposizioni rivolte ai datori di lavoro
Articolo 3         Obblighi generali
Articolo 4         Misure specifiche di protezione e di prevenzione
(8)       Convenzione n. 170 riguardante la sicurezza nell'utilizzazione degli agenti chimici sul lavoro,
    adottata dalla Conferenza Internazionale del Lavoro nel corso della 77a sessione, Ginevra, 25 giugno
    1990
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Articolo 5             Sistemi di comunicazione, di allertamento e di allarme
Articolo 6             Mantenere informati i lavoratori
Sezione III: Disposizioni varie
Articolo 7             Divieti e limitazioni
Articolo 8             Livelli di esposizione professionale
Articolo 9             Sorveglianza sanitaria
Articolo 10            Consultazione e partecipazione dei lavoratori
Articolo 11            Requisiti minimi sanitari e di sicurezza
Articolo 12            Modifiche all'allegato
Articolo 13            Comitato
Articolo 14            Abrogazione
Articolo 15            Disposizioni finali
Articolo 16            Destinatari
Allegato
Requisiti minimi sanitari e di sicurezza di cui all'articolo 11 della direttiva.
I»      Caratteristiche della presente proposta
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 1. Preambolo
2. Sezione I: Disposizioni generali
    Articolo 1
     Questo articolo definisce la Direttiva quale direttiva particolare ai sensi della
     direttiva quadro 89/391/CEE; i requisiti in essa contenuti sono pertanto requisiti
     minimi secondo quanto stabilito dall'articolo 118A del Trattato.
    Articolo 2
     La definizione di "agente chimico" adottata nel presente testo è estremamente
     ampia, al fine di fare rientrare nel suo ambito di applicazione tutti gli agenti
     chimici, garantendo al tempo stesso che i requisiti imposti siano proporzionali ai
     rischi. Il testo comprende tutte le forme di agenti chimici, compresi i fumi, i
     contaminanti e le scorie che possono prodursi nel corso di attività lavorative,
     oltre agli agenti chimici prodotti o utilizzati in modo intenzionale.
3. Sezione II: Disposizioni rivolte ai datori di lavoro
    Articolo 3
     Il presente articolo stabilisce l'obbligo, per il datore di lavoro, di garantire che i
     lavoratori possano effettuare le loro attività senza mettere in pericolo sé stessi o
     altri durante il lavoro.
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 Poiché la valutazione dei pericoli e dei rischi sul luogo di lavoro costituisce un
 contributo pratico importante alle azioni che il datore di lavoro deve
 intraprendere per proteggere la salute e la sicurezza, la presente direttiva adegua
 i requisiti posti dalla direttiva 89/391/CEE in modo tale da consentire di
 effettuare le valutazioni dei rischi affrontati dai lavoratori nelle attività che
 comportano l'utilizzazione di agenti chimici. La valutazione deve comprendere
 tutti gli agenti chimici utilzzati o suscettibili di esserlo.
 Per gli agenti chimici che sono stati oggetto di valutazione specifica a livello
comunitario nel contesto della procedura di autorizzazione dell'immissione sul
 mercato, per esempio per quantoriguardai prodotti di protezione degli impianti,
la presente valutazione e le eventuali relative istruzioni di etichettatura e di
sicurezza costituiranno sovente la base di buona parte del lavoro di valutazione
in forza della presente direttiva. Ciò che occorre inoltre effettuare è una
valutazione del modo in cui i rischi derivanti dagli agenti chimici interagiscono
con altri aspetti del luogo di lavoro e dei metodi di utilizzazione.
Il datore di lavoro deve inoltre garantire la supervisione del luogo di lavoro,
l'impiego di personale competente per mansioni importanti quali le valutazioni e
i lavori che comportano speciali rischi, l'adozione di misure relative alle
situazioni di emergenza - comprese quelle di pronto soccorso - ed infine la
comunicazione di chiare istruzioni ai lavoratori.
11 presente articolo stabilisce inoltre il principio della priorità delle misure di
protezione collettivarispettoalle individuali.
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   Articolo 4
    Questo articolo fissa i requisiti generali che gli impianti e le attrezzature devono
    possedere al fine di ridurre i rischi per la salute e per la sicurezza dei lavoratori
    durante il lavoro.
   Articolo 5
    Questo articolo stabilisce l'obbligo per il datore di lavoro di adottare misure di
    allerta nel caso di aumento dei rischi per la salute e per la sicurezza.
   Articolo ò
    L'articolo riguarda l'informazione dei lavoratori sugli agenti chimici e sulle
    precauzioni da adottare.
4. Sezione III: Disposizioni varie
   Articolo 7
    I divieti attualmente contenuti nella direttiva 88/364/CEE sul divieto di alcuni
    agenti specifici e/o attività di lavoro sono compresi nel presente articolo senza
    mutamenti. Altre disposizioni dell'articolo riguardano nuovi divieti o restrizioni
    che dovranno essere aggiunti dal Consiglio in base all'articolo 118A del Trattato,
    mentre gli emendamenti tecnici alle disposizioni esistenti dovranno essere effettuati
    dalla Commissione in base alla procedura di cui all'articolo 13.
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Articolo 8
 Esistono già strutture di collaborazione tra gli Stati membri per quanto riguarda
 i procedimenti scientifici per la determinazione dei livelli di esposizione
 professionale. Il testo delinea un quadro comunitario in modo tale che in futuro
 la collaborazione possa essere sviluppata in modo sistematico a livello
 comunitario.
 Si è scelto di determinare due diversi tipi di livelli di esposizione professionale,
 con diverso grado di vincolatività.
 I "valori limite" contenuti nella proposta comprendono i "valori limite
 vincolanti" ai sensi della direttiva 88/642/CEE e i valori limite esistenti per il
piombo ai sensi della direttiva 82/605/CEE. Gli Stati membri dovranno fissare
 un livello nazionale di esposizione professionale dopo che sarà stato determinato
il valore limite comunitario che non dovrà essere superato.
Gli Stati membri dovranno inoltre tenere conto dei "valori di riferimento
professionali" nelle revisioni del limite nazionale per un particolare agente
chimico.
Durante il periodo di cinque anni prima della revisione di un valore di
riferimento professionale, tutte le parti interessate avranno l'opportunità di
rendere note le informazioniricavatedalla esperienza pratica di applicazione.
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Articolo 9
  L'articolo riguarda le misure generali di sorveglianza sanitaria, con
 particolare riferimento alle attività che comportano l'utilizzazione di agenti
 chimici.
Articolo 10
 Questo articolo adegua le misure generali di consultazione e partecipazione
 dei lavoratori, determinate all'articolo 11 della direttiva 89/391/CEE, alle
 attività che comportano l'utilizzazione di agenti chimici.
 I datori di lavoro hanno l'obbligo di coinvolgere i lavoratori nella
 valutazione del luogo di lavoro e nell'attuazione delle precauzioni che si
 rendono necessarie quando un livello di esposizione professionale o un
 valore limite biologico è superato.
Articolo 11
 L'articolo determina i tempi entro i quali il datore di lavoro dovrà
 conformarsi ai requisiti minimi sanitari e di sicurezza determinati
 nell'allegato. Per quanto riguarda le nuove attività, il datore di lavoro
 dovrà conformarsi al momento dell'entrata in vigore della presente
 direttiva; per quanto riguarda le attività esistenti, vi è un periodo di
 transizione di cinque anni.
Articolo 12
 L'articolo determina le misure per gli adeguamenti tecnici dell'allegato e
 fornisce i necessari orientamenti.
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Articolo 14
  L'adozione della presente direttiva renderà obsolete alcune altre direttive che
  dovranno pertanto essere abrogate. Da rilevare che la direttiva 80/1107/CEE
 comprende agenti chimici, fisici e biologici. Questi ultimi sono già
 disciplinati dalla direttiva 90/679/CEE e gii agenti chimici sono oggetto di
  una proposta separata già in discussione.
  Le tre direttive particolari adottate sulla base delle direttiva 80/1107/CEE
 possono in linea di principio rimanere in vigore anche se la direttiva
 80/1107/CEE viene abrogala. Tuttavia la prima direttiva particolare sul
 piombo (82/605/CEE) è già integrata nella presente proposta e può' quindi a
 sua volta essere abrogata. La seconda, sull'amianto (83/477/CEE modificata
 della direttiva 91/382/CEE) sarà oggetto di una separata revisione da
 effettuare entro il 31 dicembre 1995, ai sensi dell'articolo 9 (1) della
direttiva 83/477/CEE modificata. La terza, sul rumore (86/188/CEE) sarà
 integrata nella proposta relativa agli agenti fisici di cui sopra. La quarta sul
divieto di alcuni agenti specifici e/o attività lavorative (88/364/CEE) è già
 integrata nell'attuale proposta e può' pertanto essere abrogata.
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                                  ALLEGATO
1. Nota preliminare
   L'allegato determina i requisiti minimi sanitari e di sicurezza che debbono nei
   vari casi essererispettatitenendo conto delle caratteristiche del luogo di lavoro,
   dell'attività, delle circostanze o dei rischi specifici.
2.   Obblighi di supervisione
   Il testo determina i requisiti di competenza dei soggetti incaricati di controllare il
   luogo di lavoro e le attività lavorative. Viene chiarito che il datore di lavoro
   può* svolgere personalmente tali funzioni nella misura in cui si conforma ai
   requisiti relativi alla competenza.
3. Provvedimenti protettivi
   Questo paragrafo riguarda la concentrazione nell'aria di agenti chimici che
   possono presentare un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Il datore
   di lavoro ha l'obbligo di garantire che l'esposizione dei lavoratori ad un agente
   chimico per il quale è stato determinato un valore limite non superi il limite di
   esposizione professionale. Vengono riassunte le misure per valutare e misurare
   l'esposizione dei lavoratori.
 ---pagebreak---                                          19
4.  Protezione darischianomali
    Questo paragrafo stabilisce che l'imprenditore attribuisca particolare attenzione
    alle attività, come la manutezione, in cui i rischi possono essere superiori alla
   norma poiché non possono essere applicati i normali procedimenti di controllo.
   Comprende inoltre situazioni come le emergenze e quelle in cui è necessario
   intraprendere azioni dopo infortuni o incidenti, stabilendo che il datore di lavoro
   adotti le misure necessarie per fronteggiare tali eventi, quando essi si verificano.
5. Informazioni sulle deroghe
   Questo paragrafo stabilisce le informazioni da fornire alle autorità competenti
   quando venganorichiestederoghe ai divieti.
6. Manutenzione delle attrezzature di sicurezza
   Vengono determinati i requisiti di carattere generale.
7. Misure di sorveglianza sanitaria
   Per alcuni agenti chimici, la Commissione ritiene che sia necessario adottare
   particolari provvedimenti di sorveglianza sanitaria. Tali agenti rientrano in due
   categorie:
          sensibilizzanti;
          altri specifici agenti chimici pericolosi indicati in questo paragrafo
          dell'Allegato.
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    Per tali agenti, dovrà esservi sorveglianza sanitaria.
   I valori limite biologici ed i requisiti connessi debbono essere osservati quali
   elementi della sorveglianza sanitaria.
8. Tenuta di registri
   II paragraforiguardale misure che il datore di lavoro deve adottare per la tenuta
   di registri sulla salute e sulla sicurezza. Stabilisce inoltre che gli Stati membri
   adottino provvedimenti per la tenuta di registri sanitari individuali.
9. Informazioni sugli agenti chimici
   Il paragrafo stabilice che il datore di lavoro fornisca ai lavoratori tutte le
   informazioni necessarie per garantire la sicurezza delle prassi lavorative. Nei
   casi in cui ciò' sia necessario, ed in conformità con altre direttive comunitarie,
   le informazioni debbono essere fornite attraverso segnali, etichette e stampati in
   materia di sicurezza.
   L'imprenditore ha l'obbligo di garantire che le condutture e i contenitori
   utilizzati per gli agenti chimici sul luogo di lavoro siano etichettati o marcati in
   conformità con la direttiva 92/58/CEE. In molti casi l'identità e il rischio dei
   prodotti acquistati dal datore di lavoro saranno già chiaramente indicati in
   conformità con altre normative. Nel caso in cui l'etichettatura originale non sia
   disponibile, ad es. quando l'agente chimico viene trasferito in un altro
   contenitore all'interno stesso dell'impianto, il datore di lavoro deve adottare le
   misure necessarie. Al momento dell'adozione del 7° emendamento alla direttiva
   67/548/CEE, il Consiglio ha specificamente invitato la Commissione ad
   effettuare proposte in materia per quantoriguardai prodotti semilavorati.
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     Il datore di lavoro ha inoltre l'obbligo di rendere disponibili per i lavoratori le
     schede dei dati sulla sicurezza approntate dai fornitori e, nel caso in cui ciò' non
     sia possibile, di preparare documenti equivalenti.
10.  Valori limite e valori limite biologici
    Il paragrafo comprende i valori limite e i valori limite biologici che sono stati
    determinati. Vi sono attualmente valori limite per il piombo nell'aria sul luogo
    di lavoro e valori limite biologici (che indicano l'assorbimento di piombo da
    parte del lavoratore). L'elenco dei valori può' eventualmente essere ampliato.
    Quando la direttiva 82/605/CEE sui rischi connessi con l'esposizione al piombo
    è stata adottata, è stata prevista la revisione del valore limite di esposizione al
    piombo e dei valori limite biologici al fine di ridurli. L'attuale proposta
    conferma il valore limite biologico nel sangue di 70M-g/100 mi quale requisito
    minimo; essa sopprime tuttavia la disposizione della direttiva 82/605/CEE che
    consentiva in talune circostanze un livello di piombo nel sangue tra i 70 e gli 80
    Mg Ph/100 mi.
11. Provvedimenti speciali per il piombo.
    Questo paragrafo determina altri strumenti di controllo biologico per il piombo.
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PARERE DEL COMITATO CONSULTIVO
   Il Comitato consultivo sulla sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo
   di lavoro ha espresso un parere sulla proposta. La Commissione ne ha tenuto
   debito conto nel preparare il testo ora presentato al Consiglio, in particolare per
   quanto riguarda la procedura di determinazione dei valori limite, i requisiti per
   la valutazione e per la tenuta dei registri, il potenziamento delle misure di
   sicurezza e il valore limite di piombo nell'aria, che rimane immutato rispetto
   alla direttiva 82/605/CEE sul piombo.
VALUTAZIONE D'IMPATTO
   E' stato effettuato uno studio d'impatto ed una copia del sommario di
   valutazione è parte dell'Allegato A alla presente nota esplicativa. Da notare che,
   come risultato di questo studio, l'elenco degli agenti chimici per i quali è
   richiesta la sorveglianza sanitaria, ai sensi dell'articolo 9, è stato ridotto di più
   della metàrispettoalla bozza sulla quale si basava lo studio.
 ---pagebreak---                                            23
 PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO SULLA PROTEZIONE DELLA
    SALUTE E DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI
           DERIVANTI DA AGENTI CHIMICI DURANTE IL LAVORO
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
 Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea, in particolare
l'articolo 118A,
vista la proposta della Commissione^ ), elaborata previa consultazione con il Comitato
consultivo per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro,
in cooperazione con il Parlamento europeo^),
visto il parere del Comitato economico e sociale™,
considerando che l'articolo 118A del Trattato prevede che il Consiglio adotti,
mediante direttiva, le prescrizioni minime al fine di promuovere i miglioramenti, in
particolare dell'ambiente di lavoro, per garantire un maggior livello di tutela della
salute e della sicurezza dei lavoratori;
considerando che. a norma dell'articolo precitato, tali direttive devono evitare di
(1)     GUn. ...
(2)      GUn....
(3)      GUn....
 ---pagebreak---                                                2(
                                                  *_
 imporre vincoli amministrativi, finanziari e giuridici tali da ostacolare la creazione e
 lo sviluppo di piccole e medie imprese;
 considerando che il miglioramento della sicurezza, dell'igiene e della salute dei
           «
 lavoratori durante il lavoro costituisce un obiettivo che non deve essere subordinato a
considerazioni puramente economiche;
considerando che il rispetto di requisiti minimi sulla protezione della salute e della
sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici non garantisce solo
 la protezione della salute e della sicurezza dei singoli lavoratori ma fornisce un livello
 minimo di protezione di tutti i lavoratori nella Comunità che evita eventuali possibili
distorsioni nell'area della concorrenza;
considerando che deve essere stabilito per l'intera Comunità un coerente livello di
protezione dai rischi derivanti da agenti chimici e che tale livello di protezione deve
essere determinato non tramite requisiti obbligatori particolareggiati ma attraverso un
quadro di principi generali tali da consentire agli Stati membri di applicare in modo
coerente requisiti minimi;
considerando che un'attività lavorativa comportante l'esposizione ad agenti chimici è
suscettibile di esporre i lavoratori a livelli di rischio particolarmente elevati;
considerando che la direttiva del Consiglio 80/1107/CEE del 22 novembre 1980 sulla
protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti chimici,
fisici e biologici durante il lavoro^), modificata da ultimo dalla direttiva
88/642/CEE<5), la direttiva 82/605/CEE del Consiglio del 28 luglio 1982 sulla
protezione dei lavoratori contro i rischi connessi ad un'esposizione al piombo
(4)      GU L 327 del 03.12.1980, pag. 8
(5)      GU L 356 del 24.12.1988, pag. 74
 ---pagebreak---                                               zs
  metallico e ai suoi composti ionici durante il lavoro (prima direttiva particolare ai
 sensi dell'articolo 8 della direttiva 80/1107/CEE)(6) e la direttiva del Consiglio
 83/364/CEE del 9 giugno 1988 sulla protezione dei lavoratori mediante il divieto di
 taluni agenti specifici e/o di talune attività (quarta direttiva particolare ai sensi
 dell'articolo 8 della direttiva 80/1107/CEE)^) devono, per motivi di coerenza e di
 chiarezza e per ragioni tecniche essere riviste e inserite in una direttiva unica che
 stabilisca i requisiti minimi per la protezione della salute e della sicurezza dei
 lavoratori durante attività lavorative che implicano l'utilizzazione di agenti chimici;
 considerando che tali direttive possono essere abrogate;
 considerando che la presente direttiva costituisce una direttiva particolare ai sensi
dell'articolo 16 (1) della direttiva 89/391/CEE del 12 giugno 1989 sull'attuazione di
 misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei
 lavoratori durante il lavoro^) ;
considerando che, pertanto, le disposizioni di detta direttiva si applicano interamente
ai lavoratori esposti agli agenti chimici, fatte salve le disposizioni più severe e/o
specifiche contenute nella presente direttiva;
considerando che la direttiva del Consiglio 67/548/CEE del 27 giugno 1967
concernente il ravvicinamento delle disposizioni             legislative,  regolamentari e
amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle
sostanze pericolose'"), modificata da ultimo dalla direttiva del Consiglio 92/32/CEE
del 30 aprile 1992<10), la direttiva del Consiglio del 26 giugno 1978 sul
ravvicinamento delle disposizioni legislative degli Stati membri rlative alla
classificazione,     all'imballaggio     e all'etichettatura    dei    preparati  pericolosi
(6)      G U L 247 del 23.08.1982, pag. 12
(7)      G U L 179 del 09.07.1988, pag. 44
(8)      G U L 183 del 26.09.1989, pag. 1
(9)      GU L 196 del 16.08.1967, pag. 1
( 10)    GU L 154 del 05.06.1992, pag. 1
 ---pagebreak---  (pesticidi)^1) e la direttiva del Consiglio 88/379/CEE dei 7 giugno 1988 sul
 ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli
 Stati membri relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura dei
 preparati pericolosi^),         modificata da ultimo dalla direttiva del Consiglio
 90/492/CEË(^),       definiscono un sistema di informazioni specifiche sulle sostanze e
 sui preparati pericolosi, sotto forma di schede dei dati di sicurezza,           destinate
 principalmente agli utilizzatori industriali al fine di consentire loro di adottare le
 misure necessarie per garantire la protezione della sicurezza e della salute dei
 lavoratori;
considerando che la direttiva del Consiglio 92/58/CEE del 24 giugno 1992
concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o salute sul luogo
di lavoro^14) stabilisce un sistema per contrassegnare le tubature e i contenitori
IN" '
 utilizzati per le sostanze o i preparati pericolosi sul luogo di lavoro;
considerando che la direttiva del Consiglio 82/501/CEE del 24 luglio 1982 sui rischi
di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali^5) ha come scopo
una limitazione delle conseguenze di tali incidenti sull'uomo e sull'ambiente e di
garantire alti livelli di protezione, limitandone le conseguenze nell'intera Comunità;
considerando che, al fine di completare le informazioni disponìbili per i lavoratori al
fine di garantire un migliore livello di protezione, è necessario che i lavoratori e i loro
rappresentanti siano informati sui rischi che taluni agenti chimici possono provocare
per la loro salute e la loro sicurezza e sui provvedimenti necessari per ridurre o
eliminare tali rischi, e che essi dovrebbero essere in grado di controllare che siano
state adottate le necessarie misure protettive;
(11)     GU L206 del 29.7.1978, p.*3
(12)     GU L 187 del 16.07.1988. pag. 14
(13)     OU L275 del 05.10.1990, pag. 35
(14)     G U L 245 del 26.08.1992. pag. 23
(15)     G U L 230 dd OS.08.1982, pag. 1
 ---pagebreak---                                             zi
considerando che i datori di lavoro devono tenersi al passo con i nuovi sviluppi della
tecnologia onde migliorare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori,
valutando regolarmente le implicazioni per la salute e la sicurezza dei lavoratori;
considerando che, nonostante il fatto che le attuali conoscenze scientifiche possano
non consentire di fissare un livello di esposizione ad un agente chimico al di sotto del
quale si possono escludere rischi per la salute, una limitazione all'esposizione ad
agenti chimici ridurrà nondimeno questi rischi;
considerando che la direttiva della Commissione 91/322/CEE del 29 maggio 1991
rissa valori limite indicativi, come previsto dalla direttiva del Consiglio 80/1107/CEE
sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione agli agenti
chimici, fisici e biologici sul luogo di lavoro e che la prima direttiva deve essere
mantenuta in vigore quale pane dell'attuale quadro giuridico;
considerando che le misure eli attuazione tecnica per l'applicazione della presente
direttiva devono essere poste in essere dalla Commissione in stretta cooperazione con
gli Stati membri, secondo la procedura di cui all'articolo 13:
considerando che la presente direttiva costituisce un contributo pratico alla creazione
della dimensione sociale del mercato interno.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
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                                   SEZIONE I
                         DISPOSIZIONI GENERALI
                                    Articolo 1
                                     Oggetto
1. La presente direttiva, che è la [ ] direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16,
   paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE determina i requisiti minimi per la
   protezione dei lavoratori contro i risenti che derivano, o possono derivare,
   dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o come risultato di
   attività lavorative che comportano l'utilizzazione di agenti chimici.
2. I requisiti della presente direttiva si applicano a tutti gli agenti chimici sul
   lavoro, fatte salve le altre disposizioni comunitarie contenute nella direttiva
   82/501/CEE, nella sua versione modificata, sui rischi di incidenti rilevanti
   connessi con talune attività industriali e le disposizioni relative agli agenti
   chimici per i quali valgono i provvedimenti di protezione radiologica previsti
   dalle direttive adottate in base al Trattato che crea la Comunità europea
   dell'energia atomica.
3. Per gli agenti cancerogeni sul lavoro, si applicano le disposizioni della
   direttiva 90/394/CEE quando esse siano più favorevoli per la salute e la
   sicurezza dei lavoratori sul lavoro.
4. Le disposizioni della direttiva 89/391/CEE si applicano integralmente al settore
   di cui al paragrafo 1, fatte salve le disposizioni più severe e/o specifiche
   contenute nella presente direttiva.
 ---pagebreak---                                           Z<2>
 5.  Le autorità competenti controllano regolarmente se i dipendenti hanno adottato
     i provvedimenti adeguati al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei
     lavoratori durante il lavoro e riesaminano la valutazione dei rischi ai sensi
     dell'articolo 3, paragrafo 2.
                                       Articolo 2
                                      Definizioni
     Ai fini della presente direttiva, si intende per:
(a)  "Agenti chimici", tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro
    miscugli, allo stato naturale o ottenuti mediante processi lavorativi, siano essi
    o no prodotti intenzionalmente e siano essi immessi o no sul mercato;
(b) "Attività comportante la presenza di agenti chimici", ogni attività lavorativa in
    cui sono utilizzati agenti chimici, o se ne prevede l'utilizzazione, in ogni tipo
    di     procedimento,       compresi      la    produzione,  la    manipolazione,
    l'immagazzinamento, e il trasporto o l'eliminazione e il trattamento, o che
    risultino da tale attività lavorativa.
(e) "Livello di esposizione professionale", se non specificato altrimenti, la
    concentrazione di un agente chimico nell'aria del luogo di lavoro entro la zona
    di respirazione di un lavoratore, e comprende il '"valore limite" e il "valore di
    riferimento professionale" ;
(d) "Valore limite biologico", il limite di concentrazione nell'adeguato mezzo
    biologico del relativo agente, di un suo metabolito, o di un indicatore di
    effetto;
 ---pagebreak---                                         3o
(e)   "Rischio potenziale", l'intrinseca potenzialità di provocare un danno propria di
      un agente chimico;
(f)   "Rischio" la probabilità che il potenziale danno sia realizzato alle condizioni di
      uso e/o di esposizione;
(g)   "Soggetto competente", qualunque soggetto che dispone delle necessarie
      conoscenze, dell'esperienza, dell'abilità pratica e delle tecniche adeguate per
      svolgere la mansione di cui si tratta;
(h)   "Prodotto di scarto", qualsiasi agente chimico rimanente al termine di un
      processo o qualsiasi oggetto o materiale contaminato da un agente chimico e
      destinato allo smaltimento;
(i)   "Sorveglianza sanitaria", la valutazione di un singolo lavoratore per
      determinarne le condizioni di salute.
                                     SEZIONE II
             DISPOSIZIONI RIVOLTE AI DATORI DI LAVORO
                                      Articolo 3
                                  Obblighi generali
 1. Per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori il datore di lavoro adotta
    le misure necessarie, compresa l'assegnazione di specifiche mansioni a un
    soggetto competente, per garantire che, per le attività che comportano la
    presenza di agenti chimici:
 ---pagebreak---                                          31
    a) i lavoratori possano svolgere le loro attività senza porre in pericolo la salute
        e la sicurezza propria e/o degli altri lavoratori;
    b) le operazioni sul luogo di lavoro in presenza dei lavoratori avvengano sotto
        la responsabilità di un soggetto incaricato;
   e) i lavori che comportano speciali rischi siano effettuati solo da personale
        competente e in conformità con le istruzioni fornite;
   d) siano previste misure efficaci per far fronte a incidenti ed emergenze,
        comprese le esercitazioni di sicurezza ad intervalli regolari;
   e)   le istruzioni in materia di sicurezza e di salute siano comprensibili ai
        lavoratori interessati;
   f)   siano fornite adeguate strutture di pronto soccorso.
2. Il datore di lavoro è in possesso di una valutazione dei rischi relativi alla salute e
   alla sicurezza contenuta in un documento, qui di seguito denominato
   "documento salute e sicurezza", che dovrà essere costantemente aggiornato.
   Tale documento dovrà in particolare registrare:
   - una valutazione dei rischi in cui siano incorsi lavoratori nelle attività che
      comportano la presenza di agenti chimici, e che la valutazione è stata eseguita
      da una persona competente; nel caso in cui un agenti chimico sia stato
      oggetto di una specifica valutazione relativa ai rischi per gli utilizzatori
      nell'ambito di un procedimento di autorizzazione all'immissione sul mercato,
 ---pagebreak---                                           3Z
       la valutazione del rischio terrà conto dei suoi risultati;
   - che saranno adottate adeguate misure per raggiungere gli obiettivi della
       direttiva ed in particolare le eventuali misure precauzionali volte a proteggere
       la salute e la sicurezza dei lavoratori previste da altri atti normativi
       comunitari;
   - che la progettazione, l'utilizzazione e la manutenzione del posto di lavoro e
       delle attrezzature che comportano la presenza di agenti chimici siano sicure;
   - che sia redatto un elenco aggiornato dei prodotti chimici utilizzati o che si
       intende utilizzare.
   Il documento salute e       sicurezza dovrà essere redatto prima dell'inizio delle
   attività lavorative e dovrà essere aggiornato in particolare se vi sono stati
   notevoli mutamenti che possono averlo reso obsoleto.
   Il datore di lavoro dovrà assicurare che il contenuto del documento salute e
   sicurezza sia comunicato ai lavoratori ogni volta in cui un importante
   cambiamento apportato al luogo di lavoro comporti una modifica del documento
   stesso.
3. Il datore di lavoro garantisce che il rischio derivante da un agente chimico per la
   salute e la sicurezza dei lavoratori sul lavoro sia eliminato o ridotto in
   particolare sopprimendo il rischio alla fonte o cercando di ottenere il massimo
   grado di riduzione del rischio attraverso misure di protezione collettiva, ed in
   particolare tecnologie più pulite, sulla base degli ultimi ritrovati della tecnica
   piuttosto che ricorrendo a misure di protezione individuale.
 ---pagebreak---                                             33
4.    Per talune speciali attività nell'ambito dell'impresa o della fabbrica, come ad es.
      la manutenzione, rispetto alle quali è prevedibile la possibilità di notevole
     esposizione, o che possono provocare effetti dannosi sulla salute e sulla
     sicurezza per altri motivi, anche dopo l'adozione di tutte le misure tecniche, il
     datore di lavoro determina, previa consultazione dei lavoratori o dei loro
     rappresentanti nell'impresa o nella fabbrica, i provvedimenti necessari per
     ridurre la durata dell'esposizione dei lavoratori al minimo possibile e per
     garantire la protezione dei lavoratori impegnati in tali attività.
     Il datore di lavoro garantisce che tali attività siano effettuate nelle sole aree
     chiaramente contrassegnate e indicate, o che ai soggetti non specificamente
     autorizzati sia impedito con altri mezzi l'accesso a tali aree.
5.   Le misure adottate dal datore di lavoro per conformarsi ai requisiti posti dalla
     presente direttiva dovranno essere coerenti con l'esigenza di proteggere la salute
     del pubblico e l'ambiente.
                                         Articolo 4
                   Misure specifiche di protezione e di prevenzione
L'imprenditore adotta le misure e le precauzioni adeguate alla natura del rischio:
    per fornire attrezzature e provvedimenti adeguati e sicuri;
    per limitare la quantità di agenti chimici pericolosi nel luogo di lavoro e per
    mantenere separati agenti chimici non compatibili;
 ---pagebreak---      per evitare, individuare e combattere il verificarsi e il diffondersi di incendi ed
     esplosioni, e
     per impedire la creazione di atmosfere esplosive e/o pericolose.
                                          Articolo 5
                Sistemi di comunicazione, di avvertimento e di allarme
Il datore di lavoro adotta le misure necessarie per approntare sistemi di avvertimento e
di comunicazione necessari per segnalare eventuali rischi importanti per la salute e per
la sicurezza, al fine di garantire l'immediato avvio delle operazioni di assistenza, di
evacuazione e di soccorso nei casi in cui ciòrisultinecessario.
                                          Articolo 6
                            Mantenere informati i lavoratori
1.    Fatte salve le disposizioni dell'articolo 10 della direttiva 89/391/CEE, i
      lavoratori e/o i loro rappresentanti potranno disporre di:
      - informazioni sugli agenti chimici, come indicato al paragrafo 9 dell'Allegato,
         in forma comprensibile e adeguata alle esigenze del singolo lavoratore;
      - informazioni su precauzioni ed azioni adeguate da intraprendere per
         proteggere sé stessi ed altri lavoratori sul luogo di lavoro;
      - informazioni scritte, regolarmente aggiornate, nei casi in cui la valutazione
         effettuata ai sensi dell'articolo 3.2 ne dimostri la necessità.
 ---pagebreak---                                        OS
2. Il datore di lavoro garantisce che i contenitori utilizzati per gli agenti chimici
   sul lavoro siano forniti dei necessari segnali di sicurezza o siano contrassegnati
   in modo tale da indicare l'identità e la natura dei contenuti ed i relativi rischi.
   Nel caso in cui la scheda dei dati di sicurezza non sia stata messa a
   disposizione al momento della fornitura, il datore di lavoro dovrà ottenere le
   relative informazioni dal fornitore o da altre fonti, e non dovrà utilizzare
   l'agente chimico sino a che tali informazioni non siano state ottenute e rese
   disponibili per i lavoratori.
 ---pagebreak---                                               36
                                        SEZIONE III
                                 DISPOSIZIONI VARIE
                                          Articolo 7
                                            Divieti
 1.    La produzione, la fabbricazione o l'utilizzazione durante il lavoro degli agenti
       chimici sottoindicati, nonché le attività lavorative elencate, sono proibite entro
       i limiti specificati. I divieti non si applicano se l'agente chimico è presente in
       un altro agente chimico, o quale componente di prodotti di scarto, purché la
       concentrazione individuale sia inferiore al limite specificato.
      Nr                 Nr.            Nome dell'agente       Limite di concentrazione
  EINECS (1)           CAS (2)                                     per l'esenzione
202-080-4         91-59-8              2-naftilamina         0,1% in peso
                                       e suoi sali
202-177-1         92-67-1              4-amminodifenile      0,1% in peso
                                       e suoi sali
202-199-1         92-87-5              Benzidina e suoi      0,1% in peso
                                       sali
202-204-7         92-93-3              4-nitrodifenile       0,1 % in peso
      (1) EINECS: European Invenory of Existing Chemical Subastaces
      (2) CAS: Chemical Abstract Service
 ---pagebreak---                                         3^
2. Su richiesta di un imprenditore, gli Stati membri possono concedere deroghe
   specifiche ai requisiti di cui al paragrafo 1 nei seguenti casi:
   - a fini esclusivi di ricerca e di sperimentazione scientifica, compresa l'analisi;
   - per attività volte ad eliminare gli agenti chimici vietati;
   - purché la produzione o l'utilizzazione avvenga in un sistema chiuso e l'agente
       chimico non sussista più alla fine del processo.
3. Le modifiche necessarie per gli agenti chimici e le attività già considerati nel
   presente articolo saranno fissate e adottate in conformità con la procedura di cui
   all'articolo 13.
                                      Articolo 8
                        Livelli di esposizione professionale
1. 1 livelli di esposizione professionale saranno determinati tenendo conto delle
   informazioni disponibili e in particolare dei dati tecnici e scientifici, in
   conformità con la procedura di cui all'articolo 13.
 ---pagebreak--- 2.  Per tutti gli agenti chimici in rapporto ai quali è stato determinato un valore
    limite nell'Allegato (paragrafo 10), gli Stati membri stabiliscono un livello di
    esposizione professionale che non dovrà essere superato.
3.  I livelli di esposizione professionale fissati come valori limite indicativi dalla
   direttiva 91/332/CEE saranno considerati valori di riferimento professionali ai
   fini della presente direttiva.
4. Gli Stati membri dovranno prendere in considerazione i valori di riferimento
   professionali in sede di fissazione dei limiti di esposizione professionele nei
   rispettivi territori.
5. Quando uno Stato membro introduce o modifica un livello di esposizione
   professionale relativo ad un agente chimico sulla base di nuovi dati, ne informa
   la Commissione e gli altri Stati membri fornendo i relativi dati scientifici e
   tecnici.
                                     Articolo 9
                              Sorveglianza sanitaria
   Gli Stati membri determinano le misure necessarie per garantire che i lavoratori
   siano sottoposti alla necessaria sorveglianza sanitaria in rapporto ai rischi di
   salute e di sicurezza che affrontano durante il lavoro, ai sensi dell'articolo 14
   della direttiva 89/391/CEE.
 ---pagebreak---                                             3<3
                                         Articolo 10
                      Consultazione e partecipazione dei lavoratori
La consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti avranno
luogo in conformità con l'articolo 11 della direttiva 89/391/CEE nelle materie
disciplinate dalla presente direttiva. In particolare il datore di lavoro adotterà le
misure atte ad agevolare la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti
alla valutazione del posto di lavoro e alla determinazione delle precauzioni da
prendere quando risulti che un livello di esposizione professionale o un valore limite
biologico siano stati superati.
                                        Articolo 11
                         Requisiti minimi sanitari e di sicurezza
1.      Una nuova attività comportante la presenza di agenti chimici avviata in un
        momento successivo all'entrata in vigore della presente direttiva, ai sensi
        dell'articolo 14, deve essere conforme ai requisiti minimi sanitari di sicurezza
        indicati nell'Allegato.
        Un'attività comportante la presenza di agenti chimici e già esistente al
        momento dell'entrata in vigore della presente direttiva, ai sensi dell'articolo
        14, deve conformarsi ai requisiti minimi sanitari e di sicurezza indicati
        nell'Allegato quanto prima possibile ed al più tardi entro cinque anni a
        decorrere dalla data di entrata in vigore.
 ---pagebreak---                                        qo
                                    Articolo 12
                            Adeguamenti dell'Allegato
   Gli adeguementi tecnici all'Allegato che siano conformi:
   alle direttive adottate nel settore dell'armonizzazione           tecnica e della
   standardizzazione relativa agli agenti chimici,
   e/o
   al progresso tecnico, ai mutamenti delle specifiche o dei regolamenti
   internazionali ed alle nuove scoperte relative agli agenti chimici,
   saranno adottati in conformità con la procedura di cui all'articolo 13.
2. Norme particolareggiate sugli orientamenti tecnici necessari per l'attuazione
   delle disposizioni contenute nella presente Direttiva saranno adottate in
   conformità con la procedura di cui all'articolo 13.
                                    Articolo 13
                                     Comitato
1. La Commissione è assistita dal Comitato creato all'articolo 17(1) della direttiva
   89/391/CEE.
 ---pagebreak---                                        M o <x_
Nei casi in cui sia fatto riferimento alla procedura stabilita nel presente articolo
la questione sarà sottoposta ai Comitato dal suo Presidente, di sua iniziativa o su
richiesta del rappresentante di uno Stato membro.
Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto delle
misure da adottare. Il Comitato formula il suo parere sul progetto entro un
termine che il Presidente può' fissare in funzione dell'urgenza della questione in
esame, il parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148,
paragrafo 2, del Trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve
prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al Comitato, ai
voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata
nell'articolo precitato. Il Presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del
Comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del Comitato, o in mancanza
di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in
merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi a decorrere dalla
data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure
proposte.
                                   Articolo 14
                                  Abrogazione
Al momento dell'entrata in vigore della presente direttiva, saranno abrogate le
seguenti direttive :
 ---pagebreak---                                          Ml
          direttiva 80/1107/CEE, modificata dalla direttiva 88/642/CEE, sulla
          protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dalla esposizione ad
          agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro;
          direttiva 82/605/CEE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi
          derivanti dall'esposizione al piombo metallico ed ai suoi composti ionici
          durante il lavoro:
          direttiva 88/364/CEE sulla protezione dei lavoratori mediante il divieto
          di taluni agenti specifici e/o talune attività.
Il riferimento nei seguenti articoli:
          articolo 15, paragrafo 1. della direttiva 83/477/CEE e articolo 1,
          paragrafo 5, della direttiva 91/382/CEE che modificano la direttiva
          83/477/CEE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con
          un'esposizione all'amianto durante il lavoro;
          articolo 12, paragrafo 2 della direttiva 86/188/CEE sulla protezione del
          lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione al rumore durante il
          lavoro;
          alla procedura di cui all'articolo IO della direttiva 80/1107/CEE dovrà
          essere indicato come ri feri memo alla procedura di cui all'articolo 13.
Qualunque altro riferimento presente nei seguenti atti:
          direttiva 83/477/CEE, modificata dalla direttiva 91/382/CEE, sulla
          protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con l'esposizione
          all'amianto durante il lavoro:
          direttiva 86/188/CEE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi
          derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro:
 ---pagebreak---                                              we,
              direttiva 91/322/CEE sulla determinazione di valori limite indicativi in
              attuazione della direttiva del Consiglio 80/1107/CEE sulla protezione
             dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti
             chimici, fisici e biologici durante il lavoro;
             alla direttiva 80/1107/CEE, modificata dalla direttiva 88/642/CEE,
             sono caducati.
                                      Articolo 15
                                  Disposizioni finali
   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
   amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30
   giugno 1996. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
*)   Nel momento in cui gli Stati membri adottano le misure di cui al paragrafo 1,
    esse dovranno contenere un riferimento alla presente direttiva o essere
    accompagnate da tale riferimento in occasione della loro pubblicazione
     ufficiale. I metodi di effettuazione eli tale riferimento saranno determinati dagli
     Stati membri.
     Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di
    diritto interno già adottate o che essi adottano nel settore disciplinato dalla
     presente direttiva.
4.   Gli Stati membri presentano ogni cinque anni alla Commissione una relazione
     sull'attuazione pratica della presente direttiva, comunicando i punti di vista dei
    datori di lavoro e dei lavoratori.
 ---pagebreak---                                                MJ
4.       Gli Stati membri presentano ogni cinque anni alla Commissione una relazione
         sull'attuazione pratica della presente direttiva, comunicando i punti di vista dei
         datori di lavoro e dei lavoratori.
      La Commissione informa in materia il Parlamento europeo, il Consiglio e il
      Comitato economico e sociale.
                                         Articolo 16
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto il                                Per il Consiglio
                                        Il Presidente
 ---pagebreak---                                      ALLEGATO
                       Requisiti minimi sanitari e di sicurezza
                         di cui all'articolo 11 della direttiva
 1.  Nota preliminare:
     Gli obblighi stabiliti nel presente Allegato vigono ogni volta che ciò1 sia reso
     necessario dalle caratteristiche del posto di lavoro, dal tipo di attività, dalle
     circostanze o da rischi specifici.
2.  Obblighi di supervisione
2.2 Soggetto incaricato
    Un soggetto responsabile e competente designato dal datore di lavoro, in
    conformità con le leggi e/o le prassi nazionali, deve essere stabilmente
    incaricato della supervisione di qualunque posto di lavoro in cui siano
    compresenti lavoratori e agenti chimici.
    Il datore di lavoro può' assumere personalmente la responsabilità del luogo di
    lavoro indicato al punto 1, se dispone delle capacità e delle competenze
    necessarie a tal fine ai sensi delle normative e/o prassi nazionali.
2.3 Supervisione
    Per garantire la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori
    nell'effettuazione di qualunque tipo di operazione, la necessaria supervisione
 ---pagebreak---                                          W3
    deve essere assicurata da soggetti competenti in possesso delle necessarie
    conoscenze, dell'esperienza e delle capacità tecniche in materia, in conformità
    con leggi e/o prassi nazionali, designati dal datore di lavoro e operanti per suo
    conto.
    Il datore di lavoro può' garantire personalmente la supervisione di cui al
    capoverso precedente se dispone delle capacità tecniche e della competenza
    necessarie a tal fine, ai sensi delle leggi e/o prassi nazionali.
3.  Misure protettive
3.1 Debbono essere adottate misure per valutare la presenza di sostanze pericolose
    e/o potenzialmente esplosive nell'atmosfera e per misurare la concentrazione di
    tali sostanze.
    Quando ciò' siarichiestodal documento sulla salute e sulla sicurezza, debbono
    essere installati dispositivi di monitoraggio per la misurazione della
    concentrazione di gas funzionanti in punti prestabiliti automaticamente e
    continuamente, allarmi automatici, dispositivi per escludere automaticamente
    la corrente dagli impianti elettrici e motori a combustione interna.
    Nel caso in cui siano installati impianti di misurazione automatica, i valori
    misurati debbono essere registrati e conservati secondo quanto stabilito nel
    documento sulla salute e sulla sicurezza.
3.2 II datore di lavoro garantisce che gli agenti chimici classificati, secondo i
    criteri dell'Allegato VI della direttiva 67/548/CEE nelle categorie 1 o 2
    cancerogeni, mutageni o agenti chimici tossici per la riproduzione, siano per
    quanto sia tecnicamente possibile eliminati o sostituiti da agenti chimici o
 ---pagebreak---                                          MG
      procedimenti che, nelle condizioni di utilizzazione, non siano affatto o siano
      meno pericolosi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Quando ciò' non sia
      tecnicamente possibile, il datore di lavoro dovrà ridurre i rischi, dando la
      preferenza alla fabbricazione e all'utilizzazione dell'agente chimico in un
      sistema chiuso.
3.3   II datore di lavoro garantisce che l'esposizione dei lavoratori ad un agente
      chimico durante il lavoro non superi il valore limite stabilito per quel
      determinato agente chimico, utilizzando la procedura di cui all'articolo 8.
3.4   Nei casi in cui si verifichi esposizione simultanea a più di un agente chimico
      per il quale sono stati determinati valori limite, gli effetti dell'esposizione
     dovranno essere considerati come cumulativi, a meno che non vi sia una più
     precisa valutazione del loro effetto combinato.
3.5  II datore di lavoro effettua misurazioni periodiche degli agenti chimici sul
     luogo di lavoro in particolare in rapporto ai valori limite, a meno che egli non
     possa dimostrare chiaramente con altri mezzi che è stato ottenuto un adeguato
     livello di protezione. Le misurazioni dovranno essere effettuate da un soggetto
     competente, che utilizzi una tecnica valida.
3.6. Le misurazioni debbono essere effettuate in modo tale da garantire che il
     risultato sia rappresentativo dell'esposizione del lavoratore all'agente o agli
     agenti in questione.
4.   Protezione da rischi anomali
4.1  Per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori dalle conseguenze di
     incidenti o di emergenze che possono provocare condizioni anomale dannose
 ---pagebreak---        per la salute e la sicurezza dei lavoratori, il datore di lavoro mette a punto
       procedure (piani di azione) che possono essere attuate al verificarsi di tali
      eventi, in modo tale da intraprendere azioni adeguate.
4.2   Nel caso in cui un tale evento di verifichi, il datore di lavoro informa
      immediatamente i lavoratori. Sino a quando la situazione non è stata portata a
      condizioni di normalità e la causa delle circostanze anomale non è stata
      eliminata:
           il datore di lavoro identifica immediatamente la causa e adotta le misure
           adeguate per porrerimedioalla situazione quanto prima possibile;
           solo i lavoratori che sono strettamente necessari all'effettuazione di
           riparazioni ed altre attività necessarie potranno operare nell'area colpita.
4.3   I lavoratori cui è consentito operare nell'area colpita dovranno essere forniti di
      adeguati indumenti protettivi, di attrezzature di protezione individuale, di
      attrezzature e apparecchiature speciali di sicurezza che debbono utilizzare sino
      a quando persiste la situazione anomala, che non deve comunque divenire
      permanente. Ai soggetti non protetti non deve essere consentito di rimanere
      nell'area colpita.
4.4.1 Nei casi in cui le sostanze dannose si accumulano o possono accumularsi
      nell'atmosfera, debbono essere adottati provvedimenti adeguati per garantirne
      la raccolta alla fonte e l'eliminazione.
      Fatte salve le disposizioni per la protezione della sanità pubblica e
      dell'ambiente, il sistema deve essere in grado di disperdere tali atmosfere
      pericolose in modo tale da eliminare il rischio per i lavoratori.
 ---pagebreak---                                               HZ
 4.4.2 Fatto salvo quanto stabilito dalla direttiva 89/656/CEE^16) adeguate e
        sufficienti attrezzature di respirazione e di rianimazione debbono essere
       disponibili nelle aree in cui i lavoratori possono essere esposti ad atmosfere
       dannose per la salute.
       In tali casi, un numero sufficiente di lavoratori addestrati all'uso di tali
       attrezzature deve essere presente sul luogo di lavoro.
       Le attrezzature debbono essere adeguatamente immagazzinate e sottoposte a
       manutenzione.
 4.4.3 Nel caso in cui gas tossici sono o possono essere presenti nell'atmosfera, deve
       risultare disponibile ed accessibile alle autorità competenti un piano di
       protezione comprendente l'elenco delle attrezzature protettive e delle misure di
       prevenzione.
4.5.   Su richiesta dei servizi competenti interni e esterni per gli incidenti e le
       emergenze, il datore di lavoro rende disponibili le informazioni sulle misure di
       emergenza     relative   agli    agenti chimici.  Le    informazioni     dovranno
       comprendere:
            notizie sulle attività pericolose, sulle misure per l'identificazione dei
            rischi, sulle precauzioni e sulle procedure, in modo tale che servizi
            competenti per le situazioni di emergenza possano mettere a punto le
            necessare procedure e precauzioni: e
            qualunque altra informazione disponibile sui rischi specifici derivanti o che
(16)   GU L 393 del 30.12.1989, pag. 18
 ---pagebreak---                                          ve
        possono derivare dal verificarsi di incidenti o situazioni di emergenza,
        comprese le informazioni sulle procedure elaborate in base al paragrafo
        4.1 di cui sopra.
 5. Informazioni relative alle deroghe
5.1 Neil'effettuare una richiesta di deroga ad un divieto o ad una limitazione in
    base all'articolo 7, paragrafo 2, il datore di lavoro presenta alle autorità
    competenti le seguenti informazioni:
        le quantità utilizzate annualmente;
        le attività, le reazioni o i processi da compiere;
        il numero di lavoratori suscettibile di subire l'esposizione;
        le precauzioni previste a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori
        interessati;
        le misure tecniche e organizzative da adottare per prevenire l'esposizione
        dei lavoratori.
6.  Manutenzione delle attrezzature di sicurezza
    Le adeguate attrezzature di sicurezza debbono costantemente essere mantenute
    pronte per l'uso e in buone condizioni di operatività.
    La manutenzione deve essere effettuata tenendo presenti le esigenze operative.
 ---pagebreak---                                           SO
7.  Speciali provvedimenti di sorveglianza sanitaria
    Il datore di lavoro garantisce che tutti i lavoratori esposti:
         ad agenti chimici di cui sono noti gli effetti sensibilizzanti;
         ai seguenti agenti chimici:
         arsenico e suoi composti;
         berillio;
         cadmio e suoi composti;
         disolfuro di carbonio;
         cromati (Cr6+);
        cobalto;
         piombo e suoi composti;
         mercurio e suoi composti;
        esteri organofosforici;
        tetracloroetano;
   vengano, qualora lo desiderano, sottoposti a sorveglianza sanitaria.
   Nel caso in cui sia effettuato il monitoraggio biologico, ciò' costituirà parte
   della sorveglianza sanitaria. Nei casi in cui ciò' sia reso necessario dalla natura
   del rischio, il monitoraggio biologico sarà utilizzato per rivelare effetti
   preclinici sullo stato di salute dei lavoratori, al fine di consentire un intervento
   volto a prevenire peggioramenti clinici. I risultati del monitoraggio biologico
   non potranno costituire la base per una discriminazione contro i lavoratori
   colpiti.
   I valori limite biologici ed i connessi requisti debbono essere osservati nel
   quadro della sorveglianza sanitaria.
 ---pagebreak---                                          SI
     Nel caso in cui la sorveglianza sanitaria evidenzi la circostanza che un
     lavoratore soffre di anomalie che debbono essere considerate come un risultato
    dell'esposizione ad un agente chimico, l'imprenditore deve:
    sottoporre a revisione il documento sulla salute e sulla sicurezza, elaborato in
    base all'articolo 3;
         tenere conto del parere del medico o dell'autorità sanitaria e attuare misure
         specifiche per eliminare oridurrel'esposizione, compresa la possibilità di
         assegnare il lavoratore ad attività alternative con minore rischio di
         esposizione;
         porre in atto una sorveglianza sanitaria continua e disporre una revisione
         dello stato di salute di qualsiasi altro lavoratore esposto in circostanze
         analoghe. In tali casi il medico competente o l'autorità sanitaria possono
         proporre che i soggetti esposti siano sottoposti ad esame medico.
    Il medico o l'autorità sanitaria informano il lavoratore sui risultati della
    sorveglianza sanitaria che lo riguardano personalmente,             comprese le
    informazioni e i pareri relativi all'eventuale sorveglianza sanitaria cui il
    lavoratore deve sottoporsi nel periodo successivo alla esposizione.
8.  Tenuta di registri
8.1 II datore di lavoro garantisce che il documento salute e sicurezza elaborato in
    forza dell'articolo 3 contenga dettagli sufficienti delle informazioni su cui si
    basa e sui metodi di valutazione del rischio utilizzati, affinchè le autorità
    competenti possano      controllare le valutazioni effettuate e le misurazioni
    adottate per eliminare o ridurre i rischi.
 ---pagebreak---      1 registri dovranno essere conservati per almeno 5 anni, a decorrere dalla data
     in cui sono stati redatti o modificati, e dovranno inoltre essere disponibili per i
     lavoratori o per i loro rappresentanti, e per le autorità competenti, su richiesta.
8.2 Gli Stati membri determinano le misure atte a garantire che per ciascun
    lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria ai sensi dell'articolo 9 siano
    effettuate e aggiornate registrazioni sanitarie individuali. Le registrazioni
    sanitarie comprenderanno un sommario dei risultati della sorveglianza sanitaria
    effettuata e di qualunque altro dato, risultato di monitoraggio, rappresentativo
    dell'esposizione del singolo lavoratore.
    La registrazione dei dati sanitari individuali deve essere effettuata in
    conformità con le leggi e le prassi nazionali,               tenendo conto della
    confidenzialità medica.
    Le registrazioni sanitarie dovranno essere conservate per almeno 40 anni dalla
    data dell'ultima annotazione. Una copia dovrà essere fornita su richiesta alle
    autorità sanitarie competenti. In conformità con le leggi e le prassi nazionali, il
    lavoratore individuale potrà, su sua richiesta, avere accesso alle registrazioni
    sanitarie che loriguardanopersonalmente.
    Nel caso in cui l'impresa cessi di operare, le registrazioni sanitarie saranno
    poste a disposizione dell'autorità competente, in conformità con le leggi e le
    prassi nazionali.
 ---pagebreak---                                           ^3
9.  Informazioni sugli agenti chimici
9.1 Le informazioni sugli agenti chimici da fornire al lavoratore dovranno
    comprendere i seguenti elementi:
         l'identità dell'agente o degli agenti per i quali può' verificarsi esposizione;
         i rischi per la salute o per la sicurezza derivanti dalle attività o dai
        procedimenti lavorativi o dalla possibile esposizione sul luogo di lavoro;
        le precauzioni adottate dal datore di lavoro per ridurre i rischi, comprese
        le informazioni sulle strutture di contenimento, di immagazzinamento e di
        manipolazione sicura, di trasporto e di eliminazione                 nell'ambito
        dell'impresa;
        Le precauzioni che il lavoratore deve adottare per ridurre l'esposizione,
        compresa l'utilizzazione di attrezzature protettive individuali;
        I relativi livelli di esposizione professionale;
        Le conseguenze di tutte le situazioni anomale prevedibili comportanti
        un'eccessiva esposizione, e le azioni da intraprendere;
        i piani di azione messi a punto;
        le misure di pronto soccorso;
        le misure antincendio;
 ---pagebreak---                                          à
          le azioni intraprese o da intraprendere in caso di diffusione o di incidente,
          infortunio o emergenza in cui siano presenti agenti chimici;
          eventuali limitazioni nell'utilizzazione degli agenti o nell'accesso a
          particolari aree, compresi i modi di identificazione di tali aree;
          informazioni     aggiornate    sui   risultati  delle  misurazioni    relative
         all'esposizione;
9.2  II datore di lavoro garantisce che i contenitori e le condutture degli agenti
    chimici sul lavoro:
         nel caso di agenti chimici che rientrano nella definizione di sostanze o
         preparati pericolosi ai sensi delle direttive 67/548/CEE e 88/379/CEE
         nella versione modificata, siano forniti di segnali di sicurezza ai sensi della
         direttiva 92/58/CEE. Attraverso etichettatura dei contenitori o altri mezzi
         adeguati, dovranno inoltre essere fornite informazioni sui contenuti ed i
         relativi rischi, sull'identità delle sostanze, con indicazione delle frasi sui
         rischio e sulla sicurezza in conformità con i criteri stabiliti nell'Allegato
         VI della direttiva 67/548/CEE e nella direttiva 88/379/CEE;
         nel caso di altri agenti chimici, siano contrassegnati o forniti di altre
         indicazioni sulla natura dei contenuti.
9.3 II datore di lavoro garantisce che i contenitori utilizzati per gli agenti chimici
    che sono stati etichettati al momento della fornitura mantengano l'etichetta sul
    luogo di lavoro finché permangono rischi derivanti da agenti chimici.
 ---pagebreak---                                                  ^JT
 9.4    II datore di lavoro rende disponibili per i lavoratori o per i loro rappresentanti,
        su loro richiesta, le schede sui dati di sicurezza messe a disposizione dal
        fornitore ai sensi dell'articolo 10 della direttiva 88/379/CEE e dell'articolo 27
        della direttiva 92/32/CEE ovvero, nei casi in cui non si applichino le
        disposizioni di tali direttive, schede sui dati di sicurezza di contenuto e formato
        analoghi.
9.5     Le autorità competenti garantiscono che i datori di lavoro ottengano le
        informazioni sugli agenti chimici, al fine di proteggere la salute e la sicurezza
        dei lavoratori durante il lavoro.
 10.    Valori limite e valori limite biologici
 10.1   Valori limite (3) per l'esposizione professionale
      Nr.               Nr.                Nome                  Valore limite (6)
                                       dell'agente
 EINECS (1)         CAS (2)
                                                         mg/m3 (4)         ppm (5)
                                    Piombo              0,15
                                    metallico e
                                    suoi composti
(1)   EINECS:      European Inventory of Existing Chemical Substances.
(2)   CAS:        Chemical Abstract Service Number
(3)               Salvo indicazione contraria, misurato o calcolato in funzione di un periodo di
                  riferimento di otto ore.
            3
(4)   mg/m        milligrammi per metro cubo
(5)   ppm         parti per milione nell'aria (ml/m )
(6)               a 20° C e 101,3 Kpa (pari ad una pressione di 760 mm di mercurio)
 ---pagebreak---   10.2 Valori limite biologici
       a)    Piombo
             Il monitoraggio biologico, a parte l'eccezione indicata al punto lib)
            comprende la misurazione del livello di piombo nel sangue (PbB); il
            valore limite biologico è il seguente:
                               70 ug Pb/100 mi di sangue
      Il metodo da utilizzare per le analisi è la spettroscopia ad assorbimento atomico.
11.   Misurazioni speciali per il piombo
      a)    Il monitoraggio biologico può' comprendere inoltre uno o più dei seguenti
            indicatori biologici:
            - acido delta-amminolevulinico nell'urina (ALAU);
            - zincoprotoporfirina (ZPP);
            - deidratasi dell'acido delta-amminolevulinico nel sangue (ALAD).
            I metodi da realizzare per l'analisi dei campioni sono i seguenti:
- ALAU:            Metodo Davis o equivalente
 - ZPP:            Ematofluorometria o metodo equivalente
 - ALAD:           Metodo standardizzato europeo o equivalente
 ---pagebreak---    b)    La misurazione del piombo nel sangue (PbB) può' essere sostituita dal test
         ALAU quando si tratti di lavoratori che sono stati soggetti per meno di un
         mese al rischio di elevata esposizione. In tal caso, dovranno essere applicati i
         seguenti valori limite per ALAU:
                                  20 mg/g di creatinina
e)    Il monitoraggio biologico dovrà essere effettuato almeno ogni sei mesi; tale
      frequenza potrà essere ridotta ad una volta all'anno quando si verifichino
      entrambe le seguenti condizioni :
            i risultati delle misurazioni per gli individui o per i gruppi di lavoratori
            hanno evidenziato, nelle prime due consecutive occasioni in cui il
            monitoraggio è stato effettuato, una concentrazione di piombo nell'aria
            superiore a 0,075 mg/m-* e inferiore a 0,1 mg/m**;
            il livello di PbB per ogni singolo lavoratore non supera i 50 ^g di Pb/100
            mi di sangue.
 ---pagebreak---                                       S8
                                                                             Allegato A
                          SCHEDA m IMPATTO
           IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE
     con particolare riferimento alle piccole e medie imprese (PMI)
Titolo della proposta:       Proposta di direttiva del Consiglio relativa alla tutela
                             della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi
                             derivanti da agenti chimici sul lavoro.
Estremi del documento:       HK/seh/consoli/100.6
La proposta
1.         Alla luce del principio di sussidiarietà, perché è necessaria una
           normativa comunitaria nel settore interessato e quali sono i suoi
           principali obiettivi?
           a) Ragioni per l'azione comunitaria
              In ogni aspetto della vita quotidiana di incontra l'esposizione agli agenti
           chimici. Nel repertorio europeo delle sostanze chimiche esistenti
           (EINECS) si contano più di 100.000 sostanze chimiche. Molte di queste
           presentano proprietà pericolose che possono pregiudicare la salute e la
           sicurezza dei lavoratori sul lavoro. Si è stimato che gli infortuni e le
           assenze per malattia rappresentano approssimativamente il 7% della spesa
 ---pagebreak---      complessiva per la sicurezza sociale nella CE, con il coinvolgimento di 10
     milioni di lavoratori ogni anno ed un costo complessivo di 20 miliardi di
     ECU. Risulta chiaramente dalle informazioni degli Stati membri che una
    percentuale significativa delle malattie causate da attività di lavoro è
    dovuta a esposizione ad agenti chimici. E' pertanto importante che
    vengano prese adeguate precauzioni sul posto di lavoro per prevenire
    questi problemi.
         La proposta non contravviene al principio di sussidiarietà poiché
    soltanto un'azione comunitaria basata sull'articolo 118A del Trattato può*
    garantire in tutti gli Stati membri un livello minimo di protezione dei
    lavoratori contro i rischi connessi all'esposizione ad agenti chimici. Una
    siffatta azione limiterà inoltre qualunque distorsione nel campo della
    concorrenza prevenendo una applicazione ineguale di standard minimi per
    la protezione dei lavoratori in uno o l'altro Stato membro.
         La    proposta    promuoverà       inoltre  una     maggiore     flessibilità
    nell'occupazione transfrontaliera poiché i lavoratori avranno la garanzia di
    trovare in tutti gli Stati membri almeno il livello minimo di protezione per
    la salute e la sicurezza. I datori di lavoro saranno inoltre certi che i costi di
    produzione non subiranno una indebita distorsione a seguito delle
    differenze nei livelli di protezione della salute e della sicurezza sul lavoro.
    b) Obiettivi della proposta
(a)     fissare requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi
        per la salute e la sicurezza derivanti da tutti gli agenti chimici sul
        lavoro;
 ---pagebreak---  (b)  rafforzare, aggiornare ed adeguare le disposizioni esistenti in relazione
      agli agenti chimici alla luce delle attuali conoscenze e conformarle ai
     provvedimenti contemplati nella direttiva 89/391/CEE;
 (e) integrare nel nuovo testo la direttiva individuale 82/605/CEE relativa
     all'esposizione al piombo metallico ed ai suoi composti e la direttiva
     88/364/CEE relativa al divieto di talune sostanze e di talune attività di
     lavoro;
(d)  definire ulteriori requisiti riguardo al miglioramento della protezione
     dei lavoratori contro i rischi derivanti da attività comportanti agenti
     chimici;
(e)  eliminare ambiguità nelle prescrizioni delle direttive esistenti e dubbi
     sui limiti del loro campo di applicazione;
(f)  chiarire le disposizioni comunitarieriguardantila salute e la sicurezza
     dei lavoratori esposti ad agenti chimici e fornire una migliore base per
     la diffusione delle informazioni ai lavoratori;
(g)  garantire che tutti i provvedimenti cautelativi sul lavoro si basino su una
     precisa valutazione dei rischi derivanti dal modo in cui gli agenti
     chimici vengono impiegati e che i provvedimenti di protezione tengano
     conto delle caratteristiche del posto di lavoro, dell'attività, delle
     circostanze e di ogni rischio specifico. In tal modo i provvedimenti
     adottati possonorispecchiarefedelmente il grado di gravità dei rischi, le
     adeguate precauzioni e la dimensione dell'impresa senza imporre inutili
     oneri sui datori di lavoro;
 ---pagebreak---                                             61
       (h)      rendere più esplicita l'attuale armonizzazione delle disposizioni
                comunitarie con la convenzione UIL n.W                 170 e la sua
                raccomandazione annessa n. 177 sugli agenti chimici sul lavoro;
       (i)     garantire che la direttiva sulle sostanze cancerogene (90/394/CEE) resti
               in vigore e sia esclusa da questo testo qualora esso contenga ulteriori
               prescrizioni specifiche per agenti chimici cancerogeni.
L'IMPATTO SULLE IMPRESE
2.          Chi sarà interessato dalla proposta?
    •       quali settori di attività
    •       quali dimensioni di imprese (qual'è la concentrazione di piccole e medie
           imprese)
    •       vi sono aree geografiche particolari della Comunità in cui queste imprese
           sono stabilite?
           La proposta riguarda tutte le imprese che producono o impiegano sostanze
           chimiche. Essa si applica ad imprese manifatturiere, edili, agricole e in un
           certo grado ai servizi pubblici.
           L'impatto sulle imprese dipenderà dal numero di sostanze chimiche
           impiegate e dal numero di lavoratori esposti.
(1)   Convenzione             n.      170      relativa         alla      sicurezza
      nell'impiego di agenti chimici sul lavoro, adottata
      dalla Conferenza Internazionale del Lavoro nella sua
      77° sessione, Ginevra, 25 giugno 1990
 ---pagebreak---                                      6£
     Delle imprese cherientranonel campo di applicazione della direttiva circa
    il 40-60% si ritiene siano PMI (meno di circa 75 addetti). Non è possibile
     fornire precisazioni circa il numero e le dimensioni delle PMI poiché non
    esistono dati riguardanti il loro impiego di sostanze chimiche. Non è
    possibile pertanto dire che l'impatto sia maggiore sulle PMI in generale
    rispetto ad aziende di maggiori dimensioni.
3.  Quali misure dovranno prendere le imprese per conformarsi alla
    proposta?
    Pochi nuovi obblighi supplementari graveranno sui datori di lavoro poiché
    la maggior parte delle prescrizioni sono già state stabilite da direttive
   precedentiriguardantila tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori
   sul lavoro. Il presente testo amplia queste disposizioni generali esistenti in
   quanto esse si applicano agli agenti chimici.
   Esempi di questo ampliamento della direttiva quadro 89/391/CEE si
   trovano in quelle parti della proposta che riguardano la valutazione del
   rischio, provvedimenti di protezione e di prevenzione,              controllo
   dell'esposizione, piano d'azione nel caso di situazioni di emergenza ed
   informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori.
   Anche le disposizioni sulla sorveglianza della salute che specificano gli
   agenti chimici in cui la sorveglianza sanitaria viene ritenuta necessaria
   rappresentano un ampliamento della direttiva quadro 89/391/CEE, nella
   fattispecie l'art. 14.
   Il testo consolida inoltre alcune prescrizioni specifiche anch'esse già in
 ---pagebreak---                                      S3
     vigore, ad esempio il divieto dell'impiego di taluni agenti chimici o attività
     di lavoro, prescrizioniriguardantiil piombo e la tenuta di registri.
     L'obbligo di redigere l'inventario degli agenti chimici impiegati sul lavoro
     può' essere considerato come un ampliamento della prescrizione
     contemplata dalla direttiva quadro 89/391/CEE relativa alla valutazione
     del rischio sul lavoro. Esso rappresenta un'estensione logica di questa
     prescrizione che consente alla Comunità di riferirsi alle prescrizioni della
     convenzione UIL n. 170 e della sua raccomandazione connessa n. 177
     sugli agenti chimici sul lavoro.
4.   Quali effetti economici può* avere la proposta?
   • sull'occupazione
   • sugli investimenti e sulla creazione di nuove attività
   • sulla competitività delle imprese
     Le disposizioniriguardantila sorveglianza della salute (art. 9 e paragrafo
     7 dell'allegato) sono supplementari agli attuali requisiti e presenteranno un
     certo impatto in tutti gli Stati membri, con la possibile eccezione della
     Francia. Si ritiene che l'impatto più significativo si avrà per le imprese in
     Danimarca, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi e Regno Unito, dove attualmente
     esistono poche disposizioni del genere.
     Calcoli finanziari sono stati possibili soltanto per l'art. 9 (sorveglianza
     della salute). In ciasun Stato membro è stata fatta una valutazione parziale,
     basata sui costi correnti per 8-30 agenti chimici ed hariguardatoil 31%
 ---pagebreak---  dei lavoratori occupati della Comunità (Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi,
 Regno Unito). In base ad essa risultano costi supplementari di almeno 100-
 120 milioni di ECU all'anno per 22 agenti originariamente elencati sulla
 base di dati provenienti da questi 5 Stati membri. Per gli agenti chimici
che richiedono la sorveglianza della salute, con la riduzione dell'elenco da
22 a 10, il costo complessivo per l'applicazione dell'art. 9 può' essere
ridotto a circa 50 milioni di ECU su base proporzionale.
I costi per gli esami medici variano notevolmente sia a seconda dell'agente
interessato sia del livello di costi negli Stati membri. Il costo minimo
registrato è di 20 ECU per esame mentre il costo massimo è di 130 ECU
(ambedue comprendenti il monitoraggio biologico).
E' probabile che il costo per lavoratore sia leggermente più elevato in
piccole imprese per il fatto che le imprese di grandi dimensioni sono in
grado di ottenere sconti su esami di laboratorio, ecc. Si ritiene che in
relazione alle dimensioni dell'impresa la variazione sia molto più limitata
rispetto allo scarto esistente nei livelli di prezzo degli Stati membri. I costi
aggregati     non    avranno     probabilmente      un    impatto   misurabile
sull'occupazione, sugli investimenti o sulla creazione di nuove attività.
La prescrizione dell'art. 3(2) che fa obbligo ai datori di lavoro di tenere un
elenco di agenti chimici impiegati si ritiene comporti soltanto un impatto
economico modesto.
 ---pagebreak---                                   GS
5. La proposta contiene misure per tener conto della situazione specifica
   di piccole e medie imprese (prescrizioni ridotte o differenti, ecc.)?
   L'intento sotteso alla proposta è quello di creare un livello minimo
   accettabile di protezione per tutti i lavoratori, a prescindere dalla
   dimensione dell'impresa del datore di lavoro.
   Per agenti chimici che sono stati oggetto di una valutazione specifica nella
   Comunità nell'ambito della procedura di autorizzazione per la
   commercializzazione, ad esempio per prodotti fitosanitari, questa
   valutazione e la relativa etichettatura o le istruzioni di sicurezza
   costituiranno spesso la base della maggior parte del lavoro di valutazione
   nel quadro della presente direttiva. Ciò' che in via supplementare deve
   essere fatto è una valutazione del modo in cui i rischi presentati dagli
   agenti chimici interagiscono con altri aspetti del posto di lavoro e dei
   metodi di impiego.
   Soltanto un articolo (sorveglianza sanitaria) fa obbligo al datore di lavoro
   di impiegare un metodo specifico. I restanti articoli definiscono gli
   obiettivi da raggiungere ma il datore di lavoro può' scegliere fra vari
   metodi per raggiungere questo obiettivo. Ciò' gli offre la massima
   possibilità di scegliere i metodi adatti al posto di lavoro, alla tecnologia o
   alle dimensioni dell'impresa.
 ---pagebreak---                                         G&
Consultazione
6.      Elenco delle organizzazioni che sono state consultate in merito alla
        proposta e sintesi dei loro pareri.
        Sulla proposta è stato ottenuto il parere del Comitato Consultivo per la
        Sicurezza, l'Igiene e la Tutela della salute sul lavoro. La Commissione ha
        tenuto in debito conto il parere del Comitato all'atto dell'elaborazione del
        testo ora presentato al Consiglio, con particolare riguardo alla procedura
        per stabilire valori limite, alle prescrizioni per la valutazione e per le
        registrazioni, al rafforzamento delle disposizioni relative alla sicurezza
        nonché al valore limite per il piombo nell'aria che resta quello previsto
        dalla direttiva 82/605/CEEriguardanteil piombo.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                 jQ^T.                ISSN 0254-1505
                                                               COM(93)155def.
                                                           DOCUMENTI
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                                          N. di catalogo : CB.CO-93-179-IT-C
                                                             ISBN 92-77-54603-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo