CELEX: 61965CJ0032
Language: it
Date: 1966-07-13 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 13 luglio 1966. # Repubblica italiana contro Consiglio della Comunità economica europea e Commissione della Comunità economica europea. # Causa 32-65.

Avis juridique important

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61965J0032

SENTENZA DELLA CORTE DEL 13 LUGLIO 1966.  -  GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA CONTRO IL CONSIGLIO DELLA CEE E LA COMMISSIONE DELLA CEE.  -  CAUSA 32/65.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00563 edizione olandese pagina 00580 edizione tedesca pagina 00458 edizione italiana pagina 00296 edizione speciale inglese pagina 00389 edizione speciale danese pagina 00293 edizione speciale greca pagina 00429 edizione speciale portoghese pagina 00483 edizione speciale spagnola pagina 00487 edizione speciale svedese pagina 00303 edizione speciale finlandese pagina 00299

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - REGOLAMENTI DA ADOTTARSI DA PARTE DEL CONSIGLIO - SUOI POTERI DISCREZIONALI - ESTENSIONE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 87 )  2 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - INTESE - DIVIETO - ESENZIONE PER CATEGORIE DI ACCORDI - INSUSSISTENZA DI PREGIUDIZIO NEI CONFRONTI DI TALI ACCORDI  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 85 )  3 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - ARTICOLI 85 E 86 DEL TRATTATO CEE - DISTINZIONE FRA I RISPETTIVI AMBITI DI APPLICAZIONE A SECONDA DELLO STADIO AL QUALE LE IMPRESE OPERANO  4 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - CONCORRENZA - NOZIONE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 85 )  5 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - CONTRATTI DI ESCLUSIVA - POSSONO ESSERE VIETATI DALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CEE  6 . REGOLAMENTI DELLA CEE - ECCEZIONE D' INAPPLICABILITA - LIMITATAMENTE AI CASI D' APPLICABILITA DEL REGOLAMENTO IN QUESTIONE ALLA FATTISPECIE OGGETTO DEL RICORSO  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 184 )  

Massima

1 . IL CONSIGLIO DELLA CEE PUO' VALUTARE L' UTILITA DI UN EVENTUALE REGOLAMENTO IN MATERIA DI CONCORRENZA ED ADOTTARLO IN BASE AD UN DETERMINATO PRINCIPIO STABILITO DAGLI ARTICOLI 85 E 86 DEL TRATTATO CEE; NON E TENUTO AD OCCUPARSI INTERAMENTE DEI PRINCIPI SANCITI DA DETTI ARTICOLI O A DISCIPLINARE SIMULTANEAMENTE L' APPLICAZIONE DI ALTRE DISPOSIZIONI DI DETTI ARTICOLI .  2 . POICHE LA DEFINIZIONE DI UNA CATEGORIA DI ACCORDI COSTITUISCE SEMPLICEMENTE UN LIMITE E STABILISCE SOLTANTO CHE GLI ACCORDI CONTEMPLATI CADONO EVENTUALMENTE SOTTO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, LA CONCESSIONE DELL' ESENZIONE PER CATEGORIE DI ACCORDI AI SENSI DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, NON PUO' ARRECARE, RISPETTO A DETTO DIVIETO, UN QUALSIVOGLIA PREGIUDIZIO, ANCHE IMPLICITO, NEI CONFRONTI DI UN ACCORDO CONSIDERATO INDIVIDUALMENTE .  3 . NE IL TENORE DELL' ARTICOLO 85, NE QUELLO DELL' ARTICOLO 86 GIUSTIFICANO UNA DISTINZIONE FRA GLI AMBITI DI APPLICAZIONE RISPETTIVI DI DETTI DUE ARTICOLI A SECONDA DELLO STADIO ECONOMICO AL QUALE LE IMPRESE OPERANO .  4 . CONCORRENZA AI SENSI DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CEE NON E SOLTANTO QUELLA CHE POSSONO FARSI I CONTRAENTI VINCOLATI DA UN ACCORDO, MA ANCHE QUELLA POSSIBILE FRA UNA SOLA PARTE E I TERZI .  5 . UN CONTRATTO D' ESCLUSIVA PUO', SENZA IMPLICARE ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE, ESSERE ATTO A PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA GLI STATI MEMBRI E, NEL CONTEMPO PER OGGETTO O PER EFFETTO DI IMPEDIRE, RESTRINGERE O FALSARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA, RICADENDO COSI' SOTTO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CEE .  6 . L' ARTICOLO 184 DEL TRATTATO CEE NON HA LO SCOPO DI CONSENTIRE AD UNA DELLE PARTI DI CONTESTARE L' APPLICABILITA DI QUALSIASI REGOLAMENTO A SOSTEGNO DI UN RICORSO QUALSIASI; IL REGOLAMENTO DI CUI SI ECCEPISCE L' ILLEGITTIMITA DEV' ESSERE DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE APPLICABILE ALLA FATTISPECIE CONTROVERSA .  

Parti

NELLA CAUSA 32-65 PROMOSSA DAL  GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA,  RAPPRESENTATO DAL MINISTRO PLENIPOTENZIARIO ADOLFO MARESCA, VICE-CAPO DEL CONTENZIOSO DIPLOMATICO DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, IN QUALITA DI AGENTE,  ASSISTITO DAL SOSTITUTO AVVOCATO GENERALE DELLO STATO, PIETRO PERONACI,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO LA SEDE DELL' AMBASCIATA D' ITALIA, RICORRENTE,  CONTRO  1 ) IL CONSIGLIO DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA,  RAPPRESENTATO DAL DOTT . RAFFAELLO FORNASIER, CONSIGLIERE GIURIDICO, IN QUALITA DI AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . JACQUES LECLERC, SEGRETARIO DEI CONSIGLI DELLE COMUNITA EUROPEE,  2 ) LA COMMISSIONE DELLA CEE,  RAPPRESENTATA DAL DOTT . ALBERTO SCIOLLA-LAGRANGE, CONSIGLIERE GIURIDICO, IN QUALITA DI AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, CONVENUTI,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO :  1 ) L' ANNULLAMENTO DELL' ARTICOLO 1 E SEGUENTI DEL REGOLAMENTO N . 19-65 CEE DEL CONSIGLIO DELLA CEE IN DATA 2 MARZO 1965 ( G.U . DELLE COMUNITA EUROPEE N . 36 DEL 6 MARZO 1965, PAG . 533-65 ) RELATIVO ALL' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, DEL TRATTATO, A CATEGORIE DI ACCORDI E PRATICHE CONCORDATE;  2 ) NONCHE LA DECLARATORIA D' INAPPLICABILITA ( A NORMA DELL' ARTICOLO 184 DEL TRATTATO CEE ) DELL' ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, N . 2, LETTERE A ) E B ), E DELL' ARTICOLO 5, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO N . 17-62 DEL CONSIGLIO DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA, IN DATA 6 FEBBRAIO 1962 ( G.U . DELLE COMUNITA EUROPEE N . 13 DEL 21 FEBBRAIO 1962, PAG . 204-62 );  3 ) ED INOLTRE LA DECLARATORIA D' INAPPLICABILITA ( A NORMA DELL' ARTICOLO 184 DEL TRATTATO CEE ) DEL REGOLAMENTO N . 153-62 DELLA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA IN DATA 21 DICEMBRE 1962 ( G.U . DELLE COMUNITA EUROPEE N . 139 DEL 24 DICEMBRE 1962, PAG . 2918-62 ),  

Motivazione della sentenza

IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA HA PROPOSTO CONTRO IL CONSIGLIO DELLA CEE E, IN QUANTO OCCORRA, CONTRO LA COMMISSIONE, UN RICORSO DIRETTO IN VIA PRINCIPALE ALL' ANNULLAMENTO DEL REGOLAMENTO 19-65 DEL CONSIGLIO, DATATO 2 MARZO 1965, RELATIVO ALL' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, DEL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA CEE A CATEGORIE DI ACCORDI E DI PRATICHE CONCORDATE . IL RICORSO MIRA INOLTRE, A NORMA DELL' ARTICOLO 184 DELLO STESSO TRATTATO, A FAR DICHIARARE INAPPLICABILE L' ARTICOLO 4, PARAGRAFO 2, N . 2, LETTERE A ) E B ) E L' ARTICOLO 5, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO 17-62 DEL CONSIGLIO, DATATO 6 FEBBRAIO 1962, IL QUALE PRESCRIVE LA NOTIFICA DEGLI ACCORDI PER I QUALI LE IMPRESE INTERESSATE INTENDONO VALERSI DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3 . INFINE ESSO TENDE, A NORMA DELLO STESSO ARTICOLO, A FAR DICHIARARE L' INAPPLICABILITA DEL REGOLAMENTO 153-62 DELLA COMMISSIONE, DATATO 20 DICEMBRE 1962, IL QUALE STABILISCE FORMALITA SEMPLIFICATE DI NOTIFICA PER DETERMINATI ACCORDI DETTI DI CONCESSIONE ESCLUSIVA .  SULLA DOMANDA PRINCIPALE DEL RICORSO, DIRETTA ALL' ANNULLAMENTO DEL REGOLAMENTO 19-65 DEL CONSIGLIO  CON LE NORME DEL REGOLAMENTO 19-65, ADOTTATO IN FORZA DELL' ARTICOLO 87 DEL TRATTATO, IL CONSIGLIO HA CONFERITO ALLA COMMISSIONE LA FACOLTA DI CONCEDERE, MEDIANTE REGOLAMENTO, LE ESENZIONI DI CUI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, A CATEGORIE DI ACCORDI AI QUALI PARTECIPANO SOLTANTO DUE IMPRESE, QUALORA RICORRANO DETERMINATI PRESUPPOSTI . NEL RICORSO DI ANNULLAMENTO, REGOLARMENTE PROPOSTO, SI SOSTIENE CHE DETTO REGOLAMENTO E STATO ADOTTATO IN VIOLAZIONE DEGLI ARTICOLI 2, 3 F ), 85, 86, 87 E 222 DEL TRATTATO E COSTITUISCE UNO SVIAMENTO DI POTERE .  IL PRIMO MOTIVO : VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 87  IN PRIMO LUOGO, IL RICORRENTE ASSUME CHE IL REGOLAMENTO 19-65 HA STATUITO SULLE ESENZIONI DI CUI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, SENZA AVER PREVIAMENTE PRECISATO LA PORTATA DEL DIVIETO SANCITO DALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, DI GUISA CHE, AVENDO DEFINITO L' ECCEZIONE PRIMA DI AVER SPECIFICATO LA REGOLA CUI L' ECCEZIONE DEROGA, DETTO REGOLAMENTO AVREBBE VIOLATO L' ARTICOLO 87 NONCHE IL PRINCIPIO SECONDO IL QUALE E PERMESSO TUTTO CIO' CHE NON E VIETATO, SOSTITUENDOVI IL PRINCIPIO CONTRARIO SECONDO IL QUALE E VIETATO TUTTO CIO' CHE NON E PERMESSO .  LA CORTE RILEVA CHE, A NORMA DELL' ARTICOLO 87 DEL TRATTATO, IL CONSIGLIO " STABILISCE TUTTI I REGOLAMENTI O LE DIRETTIVE UTILI AI FINI DELL' APPLICAZIONE DEI PRINCIPI CONTEMPLATI DAGLI ARTICOLI 85 E 86 ". SPETTA AL CONSIGLIO STABILIRE SE UN REGOLAMENTO SIA " UTILE ". L' UTILITA PUO' RIGUARDARE UN PUNTO DETERMINATO, SENZA CHE IL CONSIGLIO SIA TENUTO AD OCCUPARSI INTERAMENTE DEGLI ARTICOLI 85 E 86 NEL LORO COMPLESSO . OVE LO RITENGA OPPORTUNO, IL CONSIGLIO PUO' QUINDI DARE APPLICAZIONE MEDIANTE REGOLAMENTO ALL' ESENZIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, SENZA CHE CIO' SIGNIFICHI CHE SI DEBBA RITENERE VIETATO TUTTO CIO' CHE NON E STATO ESENTATO .  D' ALTRO LATO, SI DEVE OSSERVARE CHE L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, DEL TRATTATO PREVEDE CHE L' ESENZIONE DI CUI TRATTASI PUO' ESSERE CONCESSA ANCHE A CATEGORIE DI ACCORDI . L' INTERESSE CHE LE IMPRESE HANNO ALLA CERTEZZA DEL DIRITTO E TALE DA GIUSTIFICARE LA PRECEDENZA DATA A QUESTA FACOLTA, DI CUI IL CONSIGLIO PUO' VALERSI SENZA DOVER DISCIPLINARE SIMULTANEAMENTE L' APPLICAZIONE DELLE RESTANTI DISPOSIZIONI DI DETTO ARTICOLO . IL CONSIGLIO HA QUINDI POTUTO, SENZA VIOLARE L' ARTICOLO 87, RICAVARE DALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, IL POTERE PER EMANARE UN REGOLAMENTO RIGUARDANTE L' ESENZIONE DI CATEGORIE DI ACCORDI, SENZA CON CIO' ALTERARE I PRINCIPI DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, NE RINUNCIARE ALL' ADOZIONE DI ULTERIORI REGOLAMENTI INTESI AD APPLICARE LE VARIE DISPOSIZIONI DI QUESTO STESSO ARTICOLO 85 AGLI ACCORDI NON CONTEMPLATI DAL REGOLAMENTO IMPUGNATO .  IL SECONDO MOTIVO :  VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 85 E SVIAMENTO DI POTERE  IL RICORRENTE SI DUOLE CHE IL REGOLAMENTO 19-65, DA UN LATO ABBIA VIOLATO L' ARTICOLO 85, PARAGRAFI 1 E 3, IN RELAZIONE AGLI ARTICOLI 2 E 3 F ) DEL TRATTATO, E, D' ALTRO LATO, COSTITUISCA UNO SVIAMENTO DI POTERE AVENDO SUPPOSTO VIETATI IPSO JURE IN FORZA DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, GLI ACCORDI DELLE CATEGORIE ESENTATE ED AVENDO QUINDI CONSIDERATO COME SOGGETTE IPSO JURE AL DETTO PARAGRAFO 1 NON SOLO LE CATEGORIE DA ESSO ESENTATE, MA ANCHE TUTTI GLI ACCORDI DI DETTE CATEGORIE CUI PARTECIPINO PIU DI DUE IMPRESE, OPPURE INTERVENUTI FRA DUE IMPRESE MA CHE NON SODDISFINO LE CONDIZIONI POSTE DALL' ARTICOLO 1 DI DETTO REGOLAMENTO .  LA CORTE OSSERVA CHE, CON LO STABILIRE LE REGOLE DI CONCORRENZA DA APPLICARSI ALLE IMPRESE, NELLA TERZA PARTE DEL TRATTATO DEDICATA ALLA " POLITICA DELLA COMUNITA ", L' ARTICOLO 85 SI PROPONE DI ATTUARE I MEZZI DELL' " AZIONE DELLA COMUNITA " INDICATI ALL' ARTICOLO 3, IN ISPECIE " LA CREAZIONE DI UN REGIME INTESO A GARANTIRE CHE LA CONCORRENZA NON SIA FALSATA " E CIO' ONDE PERVENIRE ALL' " INSTAURAZIONE DI UN MERCATO COMUNE ", LA QUALE COSTITUISCE UNO DEGLI OBIETTIVI FONDAMENTALI SANCITI DALL' ARTICOLO 2 . L' ARTICOLO 85, NEL SUO COMPLESSO, VA QUINDI INTERPRETATO ALLA LUCE DELLE DICHIARAZIONI CONTENUTE NEL PREAMBOLO DEL TRATTATO, IN ISPECIE DI QUELLE RELATIVE ALL' " ELIMINAZIONE DEGLI OSTACOLI " E ALLA " LEALTA NELLA CONCORRENZA ", INDISPENSABILI PER LA REALIZZAZIONE DELL' UNITA DI MERCATO .  IL TESTO DELL' ARTICOLO 85 E CARATTERIZZATO DALLA ENUNCIAZIONE DI UNA NORMA DI DIVIETO ( PARAGRAFO 1 ) E DEI SUOI EFFETTI ( PARAGRAFO 2 ), TEMPERATA DALLA PREVISIONE DI DEROGHE CHE POSSONO ESSERE EVENTUALMENTE CONCESSE ANCHE PER CATEGORIE ( PARAGRAFO 3 ). IL FATTO CHE UN ACCORDO NON RICADA SOTTO L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, NON DIPENDE DAGLI STESSI PRESUPPOSTI E PUO' NON AVERE LE STESSE CONSEGUENZE DEL FATTO DI FRUIRE DELLA DEROGA DI CUI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3 . PERTANTO LE IMPRESE HANNO INDUBBIAMENTE INTERESSE A CHE I REGOLAMENTI DI ESECUZIONE FACCIANO SALVA LA RISPETTIVA PORTATA DI DETTE DUE DISPOSIZIONI .  MENTRE LA CONCESSIONE DEL BENEFICIO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, A UN DETERMINATO ACCORDO PRESUPPONE CHE QUESTO SIA STATO PREVIAMENTE RICONOSCIUTO SOGGETTO AL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, LA POSSIBILITA PREVISTA DAL PARAGRAFO 3 DI CONCEDERE LO STESSO BENEFICIO PER CATEGORIE NON IMPLICA CHE UN ACCORDO DETERMINATO APPARTENENTE AD UNA DI QUESTE CATEGORIE ABBIA NECESSARIAMENTE I PRESUPPOSTI PER RICADERE NELLA PREVISIONE DEL PARAGRAFO 1 . ATTRIBUENDO AL CONSIGLIO IL POTERE DI AUTORIZZARE ESENZIONI PER CATEGORIA, L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, GLI HA IMPOSTO DI ESERCITARE DETTO POTERE SOLO NEI CONFRONTI DELLE CATEGORIE DI ACCORDI CHE POSSONO RIENTRARE NELLE PREVISIONI DEL PARAGRAFO 1 . IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO SAREBBE INFATTI INUTILE SE GLI ACCORDI DELLE CATEGORIE IN ESSO INDICATE NON POTESSERO SODDISFARE DETTE CONDIZIONI .  TUTTAVIA LA DEFINIZIONE DI UNA CATEGORIA DELIMITA SOLTANTO UN CERTO AMBITO E NON SIGNIFICA AFFATTO CHE GLI ACCORDI IN ESSO COMPRESI SIANO TUTTI SOGGETTI AL DIVIETO . NON E DETTO NEMMENO CHE UN ACCORDO COMPRESO NELLA CATEGORIA ESENTATA, MA CHE NON RISPONDA A TUTTE LE PREVISIONI DI DETTA DEFINIZIONE, RICADA NECESSARIAMENTE SOTTO IL DIVIETO . LA CONCESSIONE DI UN' ESENZIONE PER CATEGORIE NON PUO' QUINDI AFFATTO PREGIUDICARE, NEMMENO IMPLICITAMENTE, UN ACCORDO INDIVIDUALMENTE CONSIDERATO .  IL REGOLAMENTO 19-65 NON CONTRAVVIENE A QUESTI PRINCIPI . L' ARTICOLO 1, PARAGRAFO 1, DI DETTO REGOLAMENTO AUTORIZZA LA COMMISSIONE A " DICHIARARE, MEDIANTE REGOLAMENTO E IN CONFORMITA ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, DEL TRATTATO, CHE L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, NON E APPLICABILE A CATEGORIE DI ACCORDI CUI PARTECIPANO SOLTANTO DUE IMPRESE " E CHE RISPONDANO A DETERMINATE PREVISIONI NELL' AMBITO DEI CONTRATTI DI RAPPRESENTANZA ESCLUSIVA .  A NORMA DEL SECONDO PARAGRAFO DELLO STESSO ARTICOLO, IL REGOLAMENTO DA ADOTTARSI DALLA COMMISSIONE " DEVE COMPRENDERE UNA DEFINIZIONE DELLE CATEGORIE DI ACCORDI AI QUALI SI APPLICA E PRECISARE IN PARTICOLARE :  A ) LE RESTRIZIONI O LE CLAUSOLE CHE NON POSSONO FIGURARE NEGLI ACCORDI;  B ) LE CLAUSOLE CHE DEVONO FIGURARE NEGLI ACCORDI O LE ALTRE CONDIZIONI CHE DEVONO ESSERE SODDISFATTE ".  DETTO REGOLAMENTO SI LIMITA QUINDI A FISSARE UN AMBITO PER L' AZIONE DELLA COMMISSIONE, PUR LASCIANDO A QUESTA IL COMPITO DI PRECISARE LE CONDIZIONI CHE UN ACCORDO DEVE SODDISFARE PER FRUIRE DELL' ESENZIONE PER CATEGORIE .  ADOTTATO IN APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, E NON DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, COME RISULTA DAL TITOLO E DALLA MOTIVAZIONE, IL REGOLAMENTO DI CUI TRATTASI NON CREA ALCUNA PRESUNZIONE DI DIRITTO CIRCA L' INTERPRETAZIONE DA DARSI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 . ESSENDO DESTINATO AD ESENTARE DAL DIVIETO, PER CATEGORIE, ACCORDI E PRATICHE CONCERTATE, ESSO NON PUO' AVERE LA CONSEGUENZA DI FAR RICADERE IN PRIMO LUOGO, ANCHE SOLO IMPLICITAMENTE, SOTTO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, LE CATEGORIE CHE ESSO INTENDE FAVORITE, NE DI FAR PRESUMERE REALIZZATI IPSO JURE A DANNO DI UN ACCORDO QUALSIASI I PRESUPPOSTI DI DETTO ARTICOLO .  IL REGOLAMENTO IMPUGNATO NON POTEVA QUINDI MODIFICARE I PRESUPPOSTI PER LA CONSTATAZIONE, IN CIASCUN CASO CONCRETO, DEI REQUISITI OCCORRENTI PER L' APPLICAZIONE DEL DIVIETO DI CUI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 . I DUBBI CUI, SECONDO IL RICORRENTE, POTREBBE DAR ADITO IL TESTO DEL REGOLAMENTO 19-65 NON SONO PERCIO' SUFFICIENTEMENTE FONDATI PER AFFERMARE CHE SIA STATO ALTERATO IL SISTEMA DELL' ARTICOLO 85 . LIMITANDOSI AD AUTORIZZARE LA COMMISSIONE AD ESENTARE DAL DIVIETO, A PRIORI E PER CATEGORIE, GLI ACCORDI IN ESSO INDICATI - UNICAMENTE PER IL CASO IN CUI RICADESSERO SOTTO L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 - IL REGOLAMENTO 19-65 NON HA VIOLATO L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 2, O L' ARTICOLO 3 F ) DEL TRATTATO, NE POSTO IN ESSERE UNO SVIAMENTO DI POTERE .  IL TERZO MOTIVO : VIOLAZIONE DEGLI ARTICOLI 86 E 222 DEL TRATTATO  IN UNA PRIMA SERIE DI CENSURE, IL RICORRENTE RILEVA CHE IL REGOLAMENTO IMPUGNATO ALL' ARTICOLO 1, PARAGRAFO 1 A ) CONSIDERA GLI ACCORDI DI CONCESSIONE ESCLUSIVA COME SOGGETTI, NON ALL' ARTICOLO 86 RELATIVO ALL' ABUSO DI POSIZIONI DOMINANTI, MA ALL' ARTICOLO 85 : ORA, QUEST' ULTIMO RIGUARDEREBBE SOLTANTO GLI ACCORDI FRA OPERATORI ECONOMICI CHE AGISCONO ALLO STESSO STADIO (" ORIZZONTALI "), MENTRE GLI ACCORDI FRA OPERATORI CHE AGISCONO IN FASI SUCCESSIVE (" VERTICALI ") RICADREBBERO UNICAMENTE SOTTO L' ARTICOLO 86, IL QUALE SAREBBE STATO QUINDI VIOLATO, UNITAMENTE ALL' ARTICOLO 85 .  LA CORTE RILEVA CHE NE IL TENORE DELL' ARTICOLO 85 NE QUELLO DELL' ARTICOLO 86 GIUSTIFICANO UNA SIFFATTA DELIMITAZIONE DELLA SFERA D' APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI STESSI IN BASE ALLA POSIZIONE DELLE IMPRESE NEI VARI STADI ECONOMICI . NE L' UNO NE L' ALTRO ARTICOLO FA DISTINZIONE TRA OPERATORI CONCORRENTI ALLO STESSO STADIO E OPERATORI NON CONCORRENTI CHE AGISCONO IN FASI DIVERSE . NON SI DEVONO INTRODURRE DISTINZIONI NON PREVISTE DAL TRATTATO .  INOLTRE NON SI POTREBBE CONTESTARE L' APPLICABILITA DELL' ARTICOLO 85 A UN CONTRATTO DI CONCESSIONE ESCLUSIVA, SOSTENENDO CHE CONCEDENTE E CONCESSIONARIO NON SONO IN CONCORRENZA FRA LORO . LA CONCORRENZA DI CUI PARLA L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, NON E INFATTI SOLO QUELLA CHE POTREBBERO FARSI I CONTRAENTI DELL' ACCORDO, MA ANCHE QUELLA CHE SI PUO' SVOLGERE FRA UNO DI ESSI E I TERZI . CIO' RISULTA DAL FATTO CHE, CON UN ACCORDO DEL GENERE, LE PARTI POTREBBERO MIRARE, OSTACOLANDO O LIMITANDO LA CONCORRENZA FATTA DA TERZI AL PRODOTTO, A CREARE O GARANTIRE A PROPRIO PROFITTO UN VANTAGGIO INGIUSTIFICATO, A DANNO DEL CONSUMATORE O DELL' UTENTE, CONTRARIO AGLI OBIETTIVI GENERALI DELL' ARTICOLO 85 .  E' QUINDI POSSIBILE CHE, SENZA IMPLICARE UN ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE, UN ACCORDO TRA OPERATORI ECONOMICI CHE AGISCONO IN FASI DIVERSE SIA SUSCETTIBILE DI PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI ED ABBIA AL TEMPO STESSO LO SCOPO O L' EFFETTO DI IMPEDIRE, RESTRINGERE O FALSARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA, SI' DA RICADERE SOTTO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 . GLI ARTICOLI 85 E 86 HANNO CIASCUNO UNA PROPRIA FUNZIONE E SONO QUINDI INDIFFERENTEMENTE APPLICABILI A VARI TIPI DI ACCORDI, QUALORA RICORRANO I RISPETTIVI PRESUPPOSTI .  APPARE POI VANO IL CONFRONTO TRA LA FATTISPECIE, REGOLATA DALL' ARTICOLO 85, DEL PRODUTTORE LEGATO DA UN CONTRATTO DI ESCLUSIVA AL DISTRIBUTORE DEI SUOI PRODOTTI E QUELLA DEL PRODUTTORE CHE PROVVEDE DIRETTAMENTE ALLA DISTRIBUZIONE IN UN MODO QUALSIASI, AD ESEMPIO MEDIANTE RAPPRESENTANTI : SITUAZIONE QUESTA NON SOGGETTA ALL' ARTICOLO 85 . LE DUE SITUAZIONI SONO GIURIDICAMENTE DISTINTE . ESSE PRESENTANO D' ALTRONDE DIVERSO INTERESSE : DUE CIRCUITI ECONOMICI, DI CUI UNO INTEGRATO E L' ALTRO NO, POSSONO INFATTI AVERE UNA DIVERSA EFFICIENZA .  IL TENORE DELL' ARTICOLO 85 RENDE IL DIVIETO APPLICABILE, OVE SIANO PRESENTI LE ALTRE CONDIZIONI PREVISTE, A QUALSIASI ACCORDO INTERVENUTO FRA IMPRESE DIVERSE ED ESCLUDE QUINDI IL CASO DELL' IMPRESA UNITARIAMENTE STRUTTURATA CHE PROVVEDE DIRETTAMENTE ALLA DISTRIBUZIONE . NON NE CONSEGUE TUTTAVIA CHE DEBBA ESSERE CONSIDERATA LEGITTIMA, PER SEMPLICE ANALOGIA ECONOMICA - DEL RESTO INCOMPLETA E IN CONTRASTO CON DETTO ARTICOLO - LA SITUAZIONE CONTRATTUALE NASCENTE DALL' ACCORDO FRA UN' IMPRESA DI PRODUZIONE E UN' IMPRESA DI DISTRIBUZIONE .  IL TRATTATO, CON L' ARTICOLO 85, INTENDE RISPETTARE L' ORGANIZZAZIONE INTERNA DELL' IMPRESA MENTRE SI RISERVA DI INTERVENIRE, MEDIANTE L' ARTICOLO 86, SOLTANTO IN CASO DI ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE . MA NON ERA NECESSARIA LA STESSA MISURA NELL' IPOTESI IN CUI GLI OSTACOLI PER LA CONCORRENZA DERIVANO DA UN ACCORDO INTERVENUTO TRA DUE IMPRESE DIVERSE, ACCORDO CHE GENERALMENTE E SUFFICIENTE VIETARE . NON SI PUO' D' ALTRONDE CONTESTARE CHE UN ACCORDO INTERVENUTO FRA UN' IMPRESA DI PRODUZIONE E UN' IMPRESA DI DISTRIBUZIONE ABBIA IL CARATTERE DI " ACCORDO FRA IMPRESE ".  INFINE UN ACCORDO FRA PRODUTTORE E DISTRIBUTORE INTESO A RICOSTITUIRE LE BARRIERE NAZIONALI NEL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI POTREBBE ESSERE IN CONTRASTO CON GLI OBIETTIVI ESSENZIALI DELLA STESSA COMUNITA . IL TRATTATO, CHE NEL PREAMBOLO E NELL' INSIEME DEL SUO TESTO MIRA A SOPPRIMERE LE BARRIERE FRA STATI E CHE, IN NUMEROSE DISPOSIZIONI, REPRIME SEVERAMENTE LA LORO RICOSTITUZIONE, NON POTEVA PERMETTERE ALLE IMPRESE DI ELEVARE NUOVAMENTE TALI BARRIERE . L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, RISPONDE A QUESTO SCOPO, QUAND' ANCHE SI TRATTI DI ACCORDI FRA IMPRESE CHE OPERANO IN FASI DIVERSE DEL PROCESSO ECONOMICO . NE RISULTA CHE NON E STATA VIOLATA ALCUNA DELLE NORME INVOCATE IN QUESTA PRIMA CATEGORIA DI CENSURE .  IN UNA SECONDA CATEGORIA DI CENSURE, IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA LAMENTA CHE IL REGOLAMENTO IMPUGNATO ABBIA, ALL' ARTICOLO 1, PARAGRAFO 1 B ), VIOLATO L' ARTICOLO 222 DEL TRATTATO IN QUANTO INTERFERISCE INDEBITAMENTE NELL' ESERCIZIO DEI DIRITTI DI PROPRIETA INDUSTRIALE .  LA CORTE OSSERVA CHE L' ARTICOLO 222 SI LIMITA A PRECISARE CHE IL " TRATTATO LASCIA DEL TUTTO IMPREGIUDICATO IL REGIME DI PROPRIETA ESISTENTE NEGLI STATI MEMBRI ". L' ARTICOLO 1, PARAGRAFO 1 B ) DEL REGOLAMENTO 19-65 AUTORIZZA LA COMMISSIONE A CONCEDERE, PER CATEGORIE, L' ESENZIONE DAL DIVIETO AGLI ACCORDI COMPRESI IN DETTE CATEGORIE E " CHE COMPORTANO LIMITAZIONI IMPOSTE IN RAPPORTO ALL' ACQUISTO O ALL' UTILIZZAZIONE DI DIRITTI RELATIVI ALLA PROPRIETA INDUSTRIALE ".  CIO' FACENDO, E PER QUANTO RIGUARDA L' ARTICOLO 222, IL REGOLAMENTO NON HA AFFATTO PREGIUDICATO IL REGIME DELLA PROPRIETA NEGLI STATI MEMBRI . LA DISPOSIZIONE DI CUI TRATTASI, SENZA VIOLARE L' ARTICOLO 222, HA VALIDAMENTE TRATTO DALLA FORMULA GENERALE DELL' ARTICOLO 85 CHE CONTEMPLA " TUTTI GLI ACCORDI FRA IMPRESE ", LA POSSIBILITA DI ESENTARE DAL DIVIETO GLI ACCORDI CHE IMPLICANO LIMITAZIONI NELL' ESERCIZIO DEI DIRITTI DI PROPRIETA INDUSTRIALE .  DAL COMPLESSO DI QUESTE CONSIDERAZIONI SI DESUME CHE LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DEL REGOLAMENTO 19-65 DEV' ESSERE RESPINTA .  SULLE DOMANDE ACCESSORIE RELATIVE ALLA DICHIARAZIONE D' INAPPLICABILITA DEI REGOLAMENTI 17-62 DEL CONSIGLIO E 153-62 DELLA COMMISSIONE  IN VIRTU DELL' ARTICOLO 184 DEL TRATTATO, IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA HA INOLTRE CHIESTO CHE SIANO DICHIARATE INAPPLICABILI DETERMINATE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO 17-62 DEL CONSIGLIO E DEL REGOLAMENTO 153-62 DELLA COMMISSIONE .  IL CONSIGLIO E LA COMMISSIONE HANNO ECCEPITO L' IRRICEVIBILITA DI QUESTE DOMANDE, SOSTENENDO IN PARTICOLARE CHE DETTI REGOLAMENTI NON COSTITUISCONO IL FONDAMENTO GIURIDICO DEL REGOLAMENTO 19-65 IMPUGNATO IN VIA PRINCIPALE E NON POSSONO QUINDI ESSERE CENSURATI IN BASE AL PROCEDIMENTO DI CUI ALL' ARTICOLO 184 DEL TRATTATO .  LA CORTE RILEVA CHE, A NORMA DI DETTO ARTICOLO, NEL CASO DI UNA CONTROVERSIA CHE METTA IN CAUSA UN REGOLAMENTO, CIASCUNA PARTE PUO' VALERSI DEI MOTIVI PREVISTI DALL' ARTICOLO 173, 1 ) COMMA, PER CHIEDERE CHE IL REGOLAMENTO STESSO SIA DICHIARATO INAPPLICABILE . DETTA DISPOSIZIONE NON HA LO SCOPO DI CONSENTIRE A UNA PARTE DI CONTESTARE L' APPLICABILITA DI QUALSIASI REGOLAMENTO A SOSTEGNO DI QUALSIASI RICORSO; IL REGOLAMENTO DI CUI SI ECCEPISCE L' ILLEGITTIMITA DEV' ESSERE INFATTI APPLICABILE, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, ALLA FATTISPECIE CONTROVERSA .  ORA, IL REGOLAMENTO 19-65 NON HA ALCUN RAPPORTO CON LE DISPOSIZIONI CRITICATE DEI DUE REGOLAMENTI DI CUI VIENE CHIESTA LA DICHIARAZIONE D' INAPPLICABILITA : ESSO HA INFATTI AD OGGETTO L' ESENZIONE DAL DIVIETO DI CUI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, DI DETERMINATE CATEGORIE DI ACCORDI, MENTRE I REGOLAMENTI 17-62 E 153-62 PREVEDONO, L' UNO UN OBBLIGO DI NOTIFICA, E L' ALTRO LA POSSIBILITA DI UNA NOTIFICA SEMPLIFICATA . LA MANCANZA DI NESSO TRA QUESTI DUE ULTIMI E IL REGOLAMENTO 19-65 E TALE, NELL' AMBITO DELLA PRESENTE CONTROVERSIA, CHE LA DICHIARAZIONE D' INAPPLICABILITA DEGLI UNI NON INTACCHEREBBE LA LEGITTIMITA DELL' ALTRO E CHE L' ANNULLAMENTO DEL REGOLAMENTO IMPUGNATO IN VIA PRINCIPALE NON IMPLICHEREBBE AFFATTO L' INAPPLICABILITA DEGLI ALTRI . INFINE, ESSENDOSI RIVELATA INFONDATA LA DOMANDA PRINCIPALE, LE DOMANDE DI DICHIARAZIONE D' INAPPLICABILITA DI CUI ESSA COSTITUISCE IL FONDAMENTO APPAIONO PRIVE DI OGGETTO .  DETTE DOMANDE SONO PERTANTO IRRICEVIBILI .  

Decisione relativa alle spese

IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE . A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE . 

Dispositivo

LA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . IL RICORSO 32-65 E RESPINTO .  2 . IL RICORRENTE E CONDANNATO ALLE SPESE DEL GIUDIZIO .