CELEX: 61962CJ0018
Language: it
Date: 1963-12-16
Title: Sentenza della Corte del 16 dicembre 1963. # Emilia Barge, vedova Leone contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Causa 18-62.

Avis juridique important

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61962J0018

SENTENZA DELLA CORTE DEL 16 DICEMBRE 1963.  -  EMILIA BARGE VEDOVA LEONE CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSA 18/62.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00531 edizione olandese pagina 00553 edizione tedesca pagina 00563 edizione italiana pagina 00523 edizione speciale inglese pagina 00259 edizione speciale danese pagina 00443 edizione speciale greca pagina 01005 edizione speciale portoghese pagina 00349

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . ATTI DI UN' ISTITUZIONE - DECISIONI FONDATE SU INFORMAZIONI ORALI - LEGITTIMITA CONDIZIONATA  ( TRATTATO CECA, ARTT . 15 E 47 )  2 . ATTI DI UN' ISTITUZIONE - MOTIVAZIONE - REQUISITI - DIFFERENZA A SECONDA DELLA NATURA DEGLI ATTI  ( TRATTATO CECA, ART . 15 )  3 . ATTI DI UN' ISTITUZIONE - DECISIONE GENERALE - MOTIVAZIONE  ( TRATTATO CECA, ART . 15 )  4 . INFORMAZIONI - VERIFICHE - L' ARTICOLO 86, QUARTO COMMA - SUO OGGETTO PARTICOLARE  ( TRATTATO CECA, ARTT . 47 E 86 )  5 . INFORMAZIONI - VERIFICHE - ESECUZIONE DELLE VERIFICHE - MANDATO D' ESECUZIONE SENZA DELEGA - LA PERSONA DEL MANDATARIO - LIBERTA DI SCELTA DELL' ALTA AUTORITA  ( TRATTATO CECA, ART . 47 )  6 . INFORMAZIONI - VERIFICHE - ELEMENTI IMPUGNABILI  ( TRATTATO CECA, ART . 47 )  7 . INFORMAZIONI - OBBLIGHI DELLE IMPRESE  ( TRATTATO CECA, ART . 47 )  8 . TRIBUTI - ACCERTAMENTO D' UFFICIO - ESTRAPOLAZIONE - AMMISSIBILITA CONDIZIONATA  9 . TRIBUTI - ACCERTAMENTO D' UFFICIO - AMMISSIBILITA DELLA PROVA CONTRARIA  10 . RELAZIONE GENERALE DELL' ALTA AUTORITA - RELAZIONE DEL REVISORE DEI CONTI - CONTENUTO - SINDACATO GIURISDIZIONALE - RICORSO DEI SINGOLI - INAMMISSIBILITA  ( TRATTATO CECA, ARTT . 17 E 78 )  11 . SPESE - SPESE SUPERFLUE  ( REGOLAMENTO DI PROCEDURA, ART . 69, PARAGRAFO 3 )  

Massima

1 . IN MANCANZA DI DOCUMENTI SCRITTI, L' ALTA AUTORITA PUO' PORRE A FONDAMENTO DELLE SUE DECISIONI, E QUINDI DELLA MOTIVAZIONE DI QUESTE, DELLE INFORMAZIONI ORALI .  2 . I REQUISITI DELLA MOTIVAZIONE NON SONO GLI STESSI PER LE DECISIONI GENERALI AVENTI CARATTERE DI REGOLAMENTI E PER LE ALTRE DECISIONI .  3 . NON E NECESSARIO CHE LE SINGOLE DISPOSIZIONI DI UNA DECISIONE GENERALE SIANO PARTITAMENTE MOTIVATE, PURCHE SIANO CHIARE E COERENTI CON LA STRUTTURA GENERALE DEL PROVVEDIMENTO .  4 . V . LA MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 31-59, RACC . VOL . VI, P . 152 .  PER DEFINIRE IL SISTEMA DELL' ART . 47 E LA SUA ESATTA PORTATA NON VI E BISOGNO DI RICORRERE A QUANTO PREVISTO DALL' ART . 86, 4 ) COMMA, DEL TRATTATO, IL CUI OGGETTO NON E GIA DI DEFINIRE L' AMPIEZZA DEL POTERE D' INFORMAZIONE E VERIFICA BENSI' SOLTANTO DI METTERE A DISPOSIZIONE DELL' ALTA AUTORITA I MEZZI COERCITIVI CHE GLI ORDINAMENTI NAZIONALI PREVEDONO, IN MATERIA FISCALE, PER L' ESECUZIONE DIRETTA E FORZOSA, DA PARTE DEI SUOI AGENTI, DI MISSIONI DI CONTROLLO SUSCETTIBILI DI INCIDERE SULLA SFERA DELLE LIBERTA INDIVIDUALI E DI DEROGARE AL PRINCIPIO DELL' INVIOLABILITA DEL DOMICILIO .  */ 659J0031 /*.  5 . L' ARTICOLO 47 ATTRIBUISCE ALL' ALTA AUTORITA IL POTERE DI FAR COMPIERE DELLE VERIFICHE : NEL DARE MANDATO DI EFFETTUARE DELLE VERIFICHE, QUINDI, ESSA ESERCITA, NON DELEGA, I SUOI POTERI . SONO PERCIO' SUPERFLUE LE FORME E LA PUBBLICITA PRESCRITTE PER LA DELEGA .  L' ESPRESSIONE " FAR COMPIERE " INDICA CHIARAMENTE CHE L' ALTA AUTORITA NON E TENUTA AD EFFETTUARE LE VERIFICHE ESCLUSIVAMENTE PER MEZZO DEI SUOI AGENTI, MA PUO' FARLE ESEGUIRE DA CHIUNQUE RITENGA IDONEO ALL' UOPO .  6 . QUANDO VENGANO COMPIUTE DELLE VERIFICHE ED OVE NULLA VI SIA DA ECCEPIRE CIRCA LA COMPETENZA O L' OBIETTIVITA DELLA PERSONA CHE NE FU INCARICATA, SI POSSONO TRARRE DA SIFFATTE OPERAZIONI SOLTANTO I MERI ELEMENTI MATERIALI D' INFORMAZIONE, E RIGUARDO AD ESSI L' IMPRESA INTERESSATA HA FACOLTA DI FORNIRE LA PROVA CONTRARIA .  7 . SPETTA ALLE IMPRESE DI PORRE L' ALTA AUTORITA IN GRADO DI ADEMPIERE AI SUOI COMPITI FORNENDOLE SPONTANEAMENTE I NECESSARI ELEMENTI .  8 . IL METODO CHE SI VALE DELL' ESTRAPOLAZIONE E ATTO A MOTIVARE IN MODO GIURIDICAMENTE IDONEO LA VALUTAZIONE D' UFFICIO SOLO NELLA TOTALE ASSENZA DI ALTRE INFORMAZIONI .  9 . LA PROVA CONTRARIA E AMMESSA AVVERSO LA VALUTAZIONE D' UFFICIO E QUESTA VA ANNULLATA QUALORA SI ACCERTI CHE E INESATTA .  10 . IL CONTENUTO DELLA RELAZIONE GENERALE DELL' ALTA AUTORITA DI CUI ALL' ARTICOLO 17 DEL TRATTATO CECA E DELLA RELAZIONE DEL REVISORE DEI CONTI DI CUI ALL' ARTICOLO 78 DELLO STESSO TRATTATO NON PUO' ESSERE SOTTOPOSTO AL CONTROLLO GIURISDIZIONALE SU RICORSO DI PRIVATE IMPRESE .  11 . VANNO CONSIDERATE SUPERFLUE LE SPESE RELATIVE AD UN RICORSO QUALORA LA PARTE CHE LO HA PROPOSTO, PUR AVENDO OTTENUTO VITTORIA IN CAUSA, AVREBBE POTUTO EVITARE OGNI CONTESTAZIONE IN GIUDIZIO FORNENDO LE OPPORTUNE INFORMAZIONI PRIMA DELLA EMANAZIONE DELLE DECISIONI INDIVIDUALI IMPUGNATE O, PER LO MENO, PRIMA DI PROPORRE RICORSO .  

Parti

NELLA CAUSA PROMOSSA DA  EMILIA BARGE VEDOVA LEONE IN GUALCO, ASSISTITA DALL' AVV . ARTURO COTTRAU, DEL FORO DI TORINO E PATROCINANTE IN CASSAZIONE,  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . GEORGES MARGUE, RUE PHILIPPE II, N . 20, RICORRENTE,  CONTRO  L' ALTA AUTORITA DELLA COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO PROF . GIULIO PASETTI, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DAL PROF . AVV . LUIGI CARRARO, DEL FORO DI PADOVA E PATROCINANTE IN CASSAZIONE,  CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, PLACE DE METZ 2, LUSSEMBURGO, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO  L' ANNULLAMENTO DI DUE DECISIONI INDIVIDUALI ADOTTATE DALL' ALTA AUTORITA IL 23 MAGGIO 1962, NOTIFICATE ALLA RICORRENTE, QUALE RAPPRESENTANTE DELL' IMPRESA " ACCIAIERIA ING . ANTONIO LEONE ", IL 29 MAGGIO 1962, DI CUI UNA DETERMINAVA L' IMPONIBILE DI ROTTAME AGLI EFFETTI DELLA PEREQUAZIONE DEL ROTTAME IMPORTATO, E L' ALTRA FISSAVA L' IMPORTO DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE,  

Motivazione della sentenza

SULLA RICEVIBILITA  IL RICORSO E STATO PRESENTATO NELLE FORME E NEI TERMINI PRESCRITTI .  LA CONVENUTA NON ECCEPISCE L' IRRICEVIBILITA DEL RICORSO IN QUANTO DIRETTO CONTRO LE DECISIONI INDIVIDUALI DEL 23 MAGGIO 1962, MA CONTESTA L' AMMISSIBILITA DELL' IMPUGNAZIONE, PROPOSTA IN VIA DI ECCEZIONE, AVVERSO LE DECISIONI GENERALI 2-57, 16-58, 18-60, 19-60 E 20-60 E DEDUCE A SOSTEGNO CHE LA RICORRENTE, COL SUO COMPORTAMENTO STRAGIUDIZIALE E CON L' AZIONE DI DANNI INTRODOTTA IL 4 APRILE 1961 ( CAUSA 8-61 ) AVREBBE RICONOSCIUTO IL SUO OBBLIGO DI CORRISPONDERE I CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE, PER CUI LE SAREBBE PRECLUSO DI DENUNCIARE L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI DI BASE .  AD AVVISO DELLA CORTE, NE IL COMPORTAMENTO DELLA RICORRENTE DI FRONTE AI TERZI, NE LA SUA AZIONE DI DANNI - DALLA QUALE ESSA HA DEL RESTO DESISTITO - RISPONDONO AI REQUISITI DEL RICONOSCIMENTO GIUDIZIALE DI UN DEBITO . LA TESI DELLA CONVENUTA VA PERTANTO DISATTESA ED IL RICORSO DICHIARATO RICEVIBILE .  NEL MERITO  LA RICORRENTE RILEVA PREGIUDIZIALMENTE CH' ESSA NON E " LA VEDOVA DELL' ING . A . LEONE ", COME E ERRONEAMENTE INDICATO NELLE DECISIONI IMPUGNATE, BENSI' LA VEDOVA DELL' ING . VITTORIO LEONE, FIGLIO E SUCCESSORE DEL PREDETTO; ESSA AGGIUNGE DI AVERE UNA FIGLIA MINORE, NATA DAL SUO MATRIMONIO CON VITTORIO LEONE, LA QUALE E SUA COEREDE NELLA SUCCESSIONE DI QUEST' ULTIMO IN FORZA DEL TESTAMENTO PUBBLICO DI DATA 26 GENNAIO 1956 . STANTI I LAMENTATI ERRORI, ESSA NON PUO' RITENERE REGOLARE UNA SITUAZIONE PROCESSUALE NELLA QUALE LA SI CONSIDERI COME L' UNICA RAPPRESENTANTE DELL' IMPRESA " ACCIAIERIA ING . A . LEONE ".  LE DECISIONI IMPUGNATE FURONO ADOTTATE NEI CONFRONTI DELL' " ACCIAIERIA ING . A . LEONE DI BORGARO TORINESE, RAPPRESENTATA DALLA SIGNORA EMILIA BARGE IN GUALCO, VEDOVA DELL' ING . A . LEONE ".  LA CORTE RILEVA CHE LA RICORRENTE NON HA ELEVATO FORMALI ECCEZIONI A TAL RIGUARDO E CHE IL FATTO DI ESSERVI UNA COEREDE E INCONFERENTE NELLA SPECIE .  LA RICORRENTE DEDUCE CHE LE DECISIONI DEL 23 MAGGIO 1962 SONO INFICIATE DA INCOMPETENZA, DA VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI E DA VIOLAZIONE DEL TRATTATO IN QUANTO SI BASANO SU CONTROLLI EFFETTUATI DALLA S.A . FIDUCIAIRE SUISSE . ESSA CONTESTA LA VALIDITA DI TALI CONTROLLI, ASSERENDO CHE ALLA PREDETTA SOCIETA MANCA UNA DELEGA DI POTERI FORMALE E PUBBLICA DA PARTE DELL' ALTA AUTORITA E, SUBORDINAMENTE, CHE NON VI E TRACCIA DELLA NOTIFICA DI TALE DELEGA ALLO STATO MEMBRO INTERESSATO, NOTIFICA PRESCRITTA DALL' ARTICOLO 86, QUARTO COMMA, DEL TRATTATO; ESSA DEDUCE POI CHE GLI AGENTI DELLA S.A . FIDUCIAIRE SUISSE NON AVEVANO LA QUALITA DI PUBBLICI UFFICIALI, NECESSARIA PER PROCEDERE AI CONTROLLI CONTEMPLATI DAL TRATTATO; ESSA RILEVA INFINE CHE NESSUN PROCESSO VERBALE DEL CONTROLLO EFFETTUATO E STATO REDATTO NE SUCCESSIVAMENTE SOTTOPOSTO ALLA FIRMA DEI RAPPRESENTANTI DELL' IMPRESA .  DAGLI ATTI DI CAUSA EMERGE TUTTAVIA CHE, NELLA SPECIE, PER L' ALTA AUTORITA SI TRATTAVA SOLTANTO DI RACCOGLIERE INFORMAZIONI E DI PROCEDERE A VERIFICHE AI SENSI DELL' ARTICOLO 47 DEL TRATTATO; DETTA NORMA CONFERISCE AD ESSA IL POTERE DI RACCOGLIERE LE INFORMAZIONI NECESSARIE ALL' ADEMPIMENTO DEI SUOI COMPITI E DI FAR COMPIERE LE OPPORTUNE VERIFICHE . NULLA DI QUANTO LA RICORRENTE ASSUME INDUCE LA CORTE A RITENERE CHE I CONTROLLI IN CONTESTO NON FOSSERO DELLE VERIFICHE AI SENSI DELL' ARTICOLO 47; PERTANTO L' ARTICOLO 86 NON E APPLICABILE, E NON VI ERA LUOGO DI FARE ALLO STATO MEMBRO INTERESSATO LA NOTIFICA CONTEMPLATA NEL 4 ) COMMA DEL PREDETTO ARTICOLO .  POSTO CHE L' ARTICOLO 47 CONFERISCE ALL' ALTA AUTORITA IL POTERE DI FAR COMPIERE DELLE VERIFICHE, IL MANDATO MEDIANTE IL QUALE ESSA NE AFFIDA A QUALCUNO L' INCARICO COSTITUISCE ESERCIZIO DEI SUOI PROPRI POTERI E NON DELEGA DI QUESTI; NE CONSEGUE CHE LE FORME E LA PUBBLICITA RICHISTE PER UNA DELEGA DI POTERI NON TROVANO APPLICAZIONE NELLA FATTISPECIE . D' ALTRONDE L' ESPRESSIONE " FAR COMPIERE " RENDE MANIFESTO CHE L' ALTA AUTORITA NON E TENUTA A COMPIERE LE VERIFICHE DI CUI TRATTASI ESCLUISVAMENTE PER MEZZO DI PROPRI AGENTI, MA CHE PUO' AFFIDARNE L' INCARICO A QUALSIASI PERSONA RITENUTA IDONEA . L' IMPRESA NULLA HA ECCEPITO SULLA COMPETENZA O L' OBIETTIVITA DELLA PERSONA INCARICATA DELLE VERIFICHE, ED ESSA, DEL RESTO, NON VI SI E OPPOSTA . INFINE, DA SIFFATTE OPERAZIONI SI POSSONO TRARRE SOLTANTO I MERI ELEMENTI MATERIALI D' INFORMAZIONE, E RIGUARDO AD ESSI L' IMPRESA INTERESSATA HA FACOLTA DI FORNIRE LA PROVA CONTRARIA .  STANTI LE CONSIDERAZIONI SOVRASVOLTE, LE CENSURE SIN QUI ESAMINATE VANNO DISATTESE .  LA RICORRENTE SOSTIENE CHE LE VALUTAZIONI E LE RETTIFICHE D' UFFICIO, PREVISTE DALLA DECISIONE 13-58, ARTICOLO 2, E 16-58, ARTICOLO 15, COSTITUISCONO SANZIONI PECUNIARIE PER CUI, NELLA SPECIE, TROVA APPLICAZIONE L' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO, ED ASSUME CHE PER NON AVERLA MESSA IN GRADO DI PRESENTARE PREVENTIVAMENTE LE SUE OSSERVAZIONI, L' ALTA AUTORITA HA VIOLATO IL CITATO ARTICOLO .  PER QUANTO ATTIENE A TALE CENSURA, LA CORTE RILEVA CHE LE VALUTAZIONI D' UFFICIO, AI SENSI DELLE DECISIONI 13-58 E 16-58, SONO INTESE SOLTANTO A STABILIRE IL PIU ESATTAMENTE POSSIBILE GLI IMPORTI DOVUTI DALLE IMPRESE QUALE CONTRIBUTO DI PEREQUAZIONE, MA CHE LE IMPRESE INTERESSATE HANNO FACOLTA DI CONTESTARE, FORNENDO EVENTUALI PROVE, TANTO IN SEDE AMMINISTRATIVA QUANTO IN SEDE GIURISDIZIONALE, L' ESATTEZZA DELLE VALUTAZIONI; QUESTE NON PRESENTANO ALCUN ELEMENTO CHE LE ASSIMILI A DELLE SANZIONI PECUNIARIE, E PERTANTO L' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO NON PUO' AD ESSE APPLICARSI .  LA RICORRENTE CONTESTA LE CIFRE DEL CONSUMO D' ENERGIA ELETTRICA PER IL PERIODO 1 ) FEBBRAIO 1957-31 GENNAIO 1958 LE QUALI, SECONDO LE DECISIONI IMPUGNATE, SAREBBERO STATE RICAVATE DALLE FATTURE DELL' AZIENDA EROGATRICE, E CHIEDE ALLA CORTE DI DISPORRE PROVE SU TALE CIRCOSTANZA . ESSA CONTESTA INOLTRE L' ESATTEZZA DEL CRITERIO DI CALCOLO SUL QUALE L' ALTA AUTORITA HA BASATO LE DUE DECISIONI INDIVIDUALI IMPUGNATE, OSSIA CHE PER I FORNI ELETTRICI DA 5 TONNELLATE, DEL MODELLO IN USO PRESSO LA RICORRENTE, IL CONSUMO MASSIMO DI ELETTRICITA PER OGNI TONNELLATA D' ACCIAIO LIQUIDO PRODOTTO SAREBBE DI 900 KWH . LA RICORRENTE CONTESTA PURE L' ESATTEZZA DELLA VALUTAZIONE DEI QUANTITATIVI DI ROTTAME IMPIEGATI DURANTE IL PERIODO 1 ) OTTOBRE 1955 - 31 GENNAIO 1957, VALUTAZIONE OTTENUTA MEDIANTE ESTRAPOLAZIONE DEL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA NEL PERIODO 1 ) FEBBRAIO 1957-31 GENNAIO 1958 . INFINE, PER DIMOSTRARE IL CARATTERE ALEATORIO DEI PROCEDIMENTI SUI QUALI L' ALTA AUTORITA SI E BASATA, ESSA FA RILEVARE LE DIFFERENZE TRA I CALCOLI CHE FIGURANO NELLA LETTERA INVIATALE DALL' ALTA AUTORITA IL 17 GENNAIO 1962 E QUELLI CHE FIGURANO NELLE DECISIONI IMPUGNATE .  PER QUANTO RIGUARDA LE CRITICHE AL RAPPORTO FRA IL CONSUMO D' ENERGIA ELETTRICA E LA PRODUZIONE D' ACCIAIO, ADOTTATO DALL' ALTA AUTORITA ONDE STABILIRE LA QUANTITA DI ROTTAME IMPIEGATO, E VERO CHE IL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA NEI FORNI COSTITUISCE UNO SOLO DEGLI ELEMENTI ATTI A RICAVARE I QUANTITATIVI DI ROTTAME IMPIEGATI, TUTTAVIA, L' ESCLUSIVO IMPIEGO DI TALE METODO E GIUSTIFICATO NELLA SPECIE DALLA TOTALE MANCANZA DI ALTRI ELEMENTI, STANTE LA DISTRUZIONE, ASSERITA DAGLI ATTUALI PROPRIETARI, DEI DOCUMENTI CONTABILI DELL' IMPRESA; IL COEFFICIENTE DI 900 KWH PER TONNELLATA DI ACCIAIO LIQUIDO PRODOTTO E GIUSTIFICATO DAL PARERE DELLA COMMISSIONE DI ESPERTI; NE LA CIRCOSTANZA CHE I PREDETTI SIANO STATI SCELTI PRESSO LE GRANDI IMPRESE, NE IL FATTO CHE ESSI NON ABBIANO RAGGIUNTO UN COMPLETO ACCORDO, POSSONO INFIRMARE IL LORO PARERE, IN QUANTO E PACIFICO CHE SOPRATTUTTO LE IMPRESE DI MAGGIOR IMPORTANZA DISPONGONO DI TECNICI FORNITI DI UNA SPECIALIZZAZIONE SUFFICIENTE PER POTERSI PRONUNCIARE SULLA QUESTIONE DI CUI TRATTASI .  LA RICORRENTE HA PRODOTTO UN PARERE TECNICO, REDATTO DA ALTRI ESPERTI, NEL QUALE SI AFFERMA CHE IL RAPPORTO TRA CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA E PRODUZIONE MEDIA DEI FORNI SOTTOSTA AD INNUMEREVOLI ALEE, PER CUI NON E POSSIBILE STABILIRE ESATTAMENTE QUALE SIA LA QUANTITA DI ACCIAIO EFFETTIVAMENTE PRODOTTO . TALI OSSERVAZIONI PERO', ANCHE A RITENERLE ESATTE, NON SONO CONFERENTI AL FINE DI STABILIRE SE IL METODO INDUTTIVO DI CUI L' ALTA AUTORITA SI E VALSA RAPPRESENTI UN MEZZO GLOBALE ATTO A SUPPLIRE ALL' INSUFFICIENZA DI ALTRI DATI; NON E QUINDI IL CASO CHE LA CORTE DISPONGA, COME CHIESTO DALLA RICORRENTE, UNA PERIZIA PER " STABILIRE SE E RAGIONEVOLE E GIUSTIFICATO L' ACCERTAMENTO INDUTTIVO DEL CONSUMO DI ROTTAME NEI FORNI ELETTRICI DI PICCOLA CAPACITA, ESCLUSIVAMENTE MEDIANTE IL CALCOLO PROPOSTO DALL' ALTA AUTORITA ( KWH/T ) PER POI DEDURNE GLI ESATTI IMPORTI DOVUTI DALLA RICORRENTE ".  DA QUANTO LA CONVENUTA HA ESPOSTO RISULTA CHE ESSA NON HA MAI PRETESO POTER PERVENIRE ALL' ACCERTAMENTO DEI QUANTITATIVI ESATTI, E CHE IL METODO ADOTTATO COSTITUISCE SOLTANTO UN MEZZO GLOBALE .  D' ALTRONDE, LE IMPRESE POSSONO SEMPRE EVITARE CHE SI RICORRA A TALE METODO GLOBALE FORNENDO I DATI ESATTI DI CUI DISPONGONO . INFINE, LA RICORRENTE HA SOLO SOMMARIAMENTE ACCENNATO CHE LE CIRCOSTANZE ECCEZIONALI, SUSCETTIBILI - SECONDO GLI ESPERTI DA ESSA CITATI - DI FALSARE IL RAPPORTO KWH/ACCIAIO ADOTTATO DALL' ALTA AUTORITA, SI SAREBBERO REALMENTE AVVERATE NELLA SPECIE; LE SUE AFFERMAZIONI A TAL PROPOSITO SONO TROPPO IMPRECISE PER VENIRE PRESE IN CONSIDERAZIONE .  SPETTA ALL' IMPRESA DI PORRE L' ALTA AUTORITA IN GRADO DI ADEMPIERE AI SUOI COMPITI FORNENDOLE SPONTANEAMENTE I NECESSARI ELEMENTI; ESSA HA NON SOLO OMESSO DI FORNIRLI, MA DICHIARA DI AVER DISTRUTTO I RELATIVI DOCUMENTI E PER DI PIU, SINO A POCO TEMPO PRIMA DELL' UDIENZA, NON SI E AFFATTO ADOPERATA PER OTTENERE NUOVI DOCUMENTI DALLE AZIENDE EROGATRICI . IMPUTET SIBI, DUNQUE, SE L' ALTA AUTORITA E STATA COSTRETTA A PROCEDERE PER VIA INDUTTIVA, E NE SOPPORTI LE CONSEGUENZE .  IN RISPOSTA ALLE DOMANDE RIVOLTELE DALLA CORTE, LA CONVENUTA HA AMMESSO CHE PER IL PERIODO 1 ) FEBBRAIO 1957-31 GENNAIO 1958 ESSA NON DISPONE DELLE " FATTURE DELL' IMPRESA ELETTRICA ", COME INDICATO NELLE DECISIONI IMPUGNATE, AVENDO DOVUTO BASARSI SULLE INFORMAZIONI ORALMENTE FORNITE DA UN FUNZIONARIO DELL' AZIENDA ELETTRICA MUNICIPALE DI TORINO ALL' ISPETTORE DELLA S.A . FIDUCIAIRE SUISSE INCARICATO DELLE VERIFICHE PRESSO L' IMPRESA RICORRENTE .  LA CIRCOSTANZA CHE LA CONVENUTA SI SIA BASATA SU INFORMAZIONI ORALI NON E NECESSARIAMENTE ED IN SE UN MOTIVO SUFFICIENTE PER ANNULLARE LA DECISIONE IMPUGNATA O PER RITENERE NON VALIDA LA MOTIVAZIONE . IN MANCANZA DI OGNI DOCUMENTO, L' ALTA AUTORITA AVEVA UN LEGITTIMO MOTIVO DI FONDARE LA SUA DECISIONE SUGLI ELEMENTI DI CUI DISPONEVA; NE QUANTO ASSUME LA RICORRENTE, NE LA LETTERA PERVENUTALE IL 22 APRILE 1963 DALL' AZIENDA ELETTRICA MUNICIPALE, CHE ESSA HA PRODOTTO, SONO ATTE A SCALZARE L' ESATTEZZA DELLE INFORMAZIONI .  LA CITATA LETTERA DEL 22 APRILE 1963 COSTITUISCE LA RISPOSTA AD ANALOGA DOMANDA CHE LA RICORRENTE HA RIVOLTO ALL' AZIENDA IN OSSEQUIO ALLA RICHIESTA DELLA CORTE DI PRODURRE LE FATTURE DELL' ENERGIA ELETTRICA CONSUMATA NEI PERIODI 1 ) OTTOBRE 1955-31 GENNAIO 1957 E 1 ) FEBBRAIO 1957-31 GENNAIO 1958; IN BASE ALLA LETTERA, IL CONSUMO TOTALE FATTURATO ALL' ACCIAIERIA ING . A . LEONE RELATIVAMENTE ALL' IMPIEGO DEI FORNI ELETTRICI ASCENDE A 13.475.200 KWH, PER IL PERIODO SOPRADDETTO . TALE INFORMAZIONE, QUAND' ANCHE SI CONSIDERI CONFERENTE CIO' CHE LA CONVENUTA AFFERMA - OSSIA CHE IL CONSUMO INDICATO PUO' RIFERIRSI SOLTANTO AL PERIODO 1 ) OTTOBRE 1955-30 APRILE 1957, GIACCHE DOPO TALE DATA IL CONTRATTO DI FORNITURA VENNE INTESTATO ALLE FERRIERE DI BORGARO - E ATTA AD INFIRMARE LA VALIDITA DELLA MOTIVAZIONE E DELLA VALUTAZIONE DEL CONSUMO DI ROTTAME DELL' IMPRESA NEL PERIODO 1 ) OTTOBRE 1955-31 GENNAIO 1957; INFATTI, ANCHE TENENDO CONTO DI QUANTO AFFERMA L' ALTA AUTORITA, IL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA NEL PREDETTO PERIODO SAREBBE DI 13.475.200 KWH, DAI QUALI SI DEVONO DEDURRE 2.358.000 KWH CHE, SECONDO LE INFORMAZIONI FORNITE ALLA S.A . FIDUCIAIRE SUISSE, SAREBBERO STATI CONSUMATI NEL PERIODO 1 ) FEBBRAIO-30 APRILE 1957, E CON CIO' IL CONSUMO SI RIDUCE A 11.117.200 KWH .  IN BASE AL CRITERIO ADOTTATO DALLA STESSA ALTA AUTORITA - OSSIA UN CONSUMO MASSIMO DI 900 KWH PER OGNI TONNELLATA D' ACCIAIO LIQUIDO PRODOTTA E UN RAPPORTO TRA LA MESSA AL MILLE DI ROTTAME E D' ACCIAIO LIQUIDO STIMATO A KG 1.080, AL CONSUMO DI 11.117.200 KWH NON CORRISPONDE UN CONSUMO DI ROTTAME PARI A 16.220 TONNELLATE, CIFRA NELLA QUALE L' ALTA AUTORITA LO HA VALUTATO PER IL PERIODO DI CUI TRATTASI .  IL METODO CHE SI VALE DELL' ESTRAPOLAZIONE COMPORTA VARI ELEMENTI IPOTETICI PER MODO CHE ESSO E ATTO A MOTIVARE IN MODO GIURIDICAMENTE IDONEO UNA VALUTAZIONE D' UFFICIO SOLO NELLA TOTALE ASSENZA DI ALTRE INFORMAZIONI . DAVANTI AL GIUDICE INVESTITO DEL RICORSO E AMMESSA LA PROVA PER CONTRASTARE IL RISULTATO DELL' ESTRAPOLAZIONE, E PERTANTO LA GIUSTIFICAZIONE DELLA VALUTAZIONE D' UFFICIO PER IL PERIODO 1 ) OTTOBRE 1955-31 GENNAIO 1957 DEV' ESSERE CONSIDERATA INSUFFICIENTE .  LA CONVENUTA ASSUME CHE QUANDO ADOTTO' LE DECISIONI IMPUGNATE NON ERA ANCORA IN POSSESSO DELLE INFORMAZIONI LE QUALI, IN DEFINITIVA, VENNERO FORNITE DALLA RICORRENTE SOLTANTO SU ORDINE DELLA CORTE . TALE RILIEVO, QUAND' ANCHE FOSSE ESATTO, NON PUO' TUTTAVIA RIMEDIARE ALL' INSUFFICIENZA DEI DATI SUI QUALI L' ALTA AUTORITA SI E BASATA .  COME SI E DETTO DIANZI, LA PROVA CONTRARIA E AMMESSA AVVERSO LA VALUTAZIONE D' UFFICIO, E QUESTA VA PERTANTO ANNULLATA QUALORA, SI ACCERTI CHE E INESATTA . DALLE CONSIDERAZIONI SOVRASVOLTE DISCENDE CHE LE DECISIONI RELATIVE ALLA VALUTAZIONE D' UFFICIO ATTUALMENTE IMPUGNATE DEVONO ANNULLARSI PER QUANTO RIGUARDA IL PERIODO 1 ) OTTOBRE 1955-31 GENNAIO 1957 .  SULL' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA' SOLLEVATA CONTRO L' ARTICOLO 10, LETTERE B E D DELLE DECISIONI GENERALI 2-57 E 16-58  E' PACIFICO CHE IN UN RICORSO PER L' ANNULLAMENTO DI UNA DECISIONE INDIVIDUALE SI POSSONO DENUNCIARE VIZI DELLE DECISIONI GENERALI DI CUI LA DECISIONE IMPUGNATA RAPPRESENTA L' APPLICAZIONE DEDUCENDO CHE QUEST' ULTIMA, PUR NON ESSENDO IN SE VIZIATA, VIOLA TUTTAVIA IL TRATTATO IN QUANTO SI BASA SU DELLE NORME ILLEGITTIME; NELLA SPECIE, LE DECISIONI INDIVIDUALI IMPUGNATE COSTITUISCONO CASI D' APPLICAZIONE DELLE DECISIONI GENERALI 2-57 E 16-58 RELATIVE ENTRAMBE ALL' ISTITUZIONE DI UN MECCANISMO FINANZIARIO PER GARANTIRE IL REGOLARE RIFORNIMENTO DI ROTTAME NEL MERCATO COMUNE . TUTTAVIA, LE DECISIONI IMPUGNATE NON COSTITUISCONO UN' APPLICAZIONE DIRETTA ED IMMEDIATA DEGLI ARTICOLI 10, LETTERE B E D, E QUINDI L' ECCEZIONE SOLLEVATA DALLA RICORRENTE POTREBBE AMMETTERSI SOLO OVE LE DISPOSIZIONI DI CUI TRATTASI AVESSERO IN VIA GENERALE INTRALCIATO IL NORMALE FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE .  LE MENZIONATE DISPOSIZIONI ESENTANO DAI CONTRIBUTI ED ESCLUDONO DALLE SOVVENZIONI DI PEREQUAZIONE IL ROTTAME D' ACQUISTO QUANDO TRATTASI DI ROTTAME D' ACCIAI LEGATI E, PER LE IMPRESE CHE ABBIANO UNA FONDERIA D' ACCIAIO, LA PARTE DI ROTTAME D' ACQUISTO CHE PROPORZIONALMENTE CORRISPONDE ALLA PRODUZIONE D' ACCIAIO COLATO PER GETTI .  LA RICORRENTE LAMENTA CHE LE PREDETTE DECISIONI GENERALI NON CONTENGONO LA MOTIVAZIONE DI TALI DISPOSIZIONI ED ASSUME INOLTRE CHE L' ALTA AUTORITA AVREBBE TOLLERATO CHE " GLI ORGANISMI DI BRUXELLES " ESTENDESSERO RETROATTIVAMENTE TALI " DEROGHE " AL PERIODO 1 ) APRILE 1954-31 GENNAIO 1957; CHE TALI DISPOSIZIONI VIOLEREBBERO POI LE LETTERE B E C DELL' ARTICOLO 3, LA LETTERA B DELL' ARTICOLO 4 E LA LETTERA C DELL' ARTICOLO 5 DEL TRATTATO, IN QUANTO SAREBBERO DISCRIMINATORIE E FALSEREBBERO NEL MERCATO COMUNE LA NORMALE CONCORRENZA . ESSA RAVVISA POI, NELLE DISPOSIZIONI DI CUI TRATTASI, UNO SVIAMENTO DI POTERE IN QUANTO L' ALTA AUTORITA AVREBBE ARBITRARIAMENTE ADOTTATO CRITERI DIVERSI CIRCA L' INCLUSIONE DELLE IMPRESE NEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE E LA LORO ESCLUSIONE DA ESSO . LE DUE PRIME CENSURE NON POSSONO TROVARE ACCOGLIMENTO; INFATTI, LA NECESSITA DI MOTIVARE VARIA A SECONDA CHE SI TRATTI DI DECISIONI GENERALI DI CARATTERE NORMATIVO O DI DECISIONI CUI MANCHI TALE CARATTERE . PER QUANTO HA TRATTO ALLE DECISIONI 2-57 E 16-58 NON VI ERA NECESSITA DI MOTIVARE LE VARIE DISPOSIZIONI DEL PROVVEDIMENTO DAL MOMENTO CHE ERANO CHIARE E SI INSERIVANO NORMALMENTE NEL COMPLESSO DEL SISTEMA INSTAURATO . LA SECONDA CENSURA NON CRITICA LE DECISIONI 2-57 E 16-58 IN SE, MA NELL' APPLICAZIONE CHE AD ESSE E STATA DATA DAGLI " ORGANISMI DI BRUXELLES "; TALE CENSURA, PERTANTO, ESULA DALL' AMBITO DELL' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA .  I MEZZI DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO E DI SVIAMENTO DI POTERE NON APPAIONO FONDATI . LA CONVENUTA HA INFATTI RIBATTUTO CHE L' ESENZIONE DEL ROTTAME DI ACCIAI LEGATI E GIUSTIFICATA DALLA DIVERSITA FRA IL MERCATO DEL ROTTAME LEGATO E QUELLO DEL ROTTAME ORDINARIO, PERCHE IL PREZZO DEL ROTTAME LEGATO, PIU CHE DAL COSTO DEL ROTTAME ORDINARIO, DIPENDE DA QUELLO DEGLI ELEMENTI NOBILI CHE VI SONO CONTENUTI; ESSA RILEVA ANCORA CHE COMPRENDERE IL ROTTAME LEGATO NELLA PEREQUAZIONE AVREBBE SICURAMENTE INCISO SUL MERCATO DEI METALLI NOBILI NON FERROSI, I QUALI SFUGGONO ALLE NORME DEL TRATTATO CECA . LA CONVENUTA HA INDICATO QUALE MOTIVO DELL' ESCLUSIONE DEL ROTTAME DESTINATO ALLE FONDERIE INTEGRATE LA NECESSITA DI NON MODIFICARE LE CONDIZIONI NORMALI DELLA CONCORRENZA FRA QUESTE ULTIME E LE FONDERIE INDIPENDENTI .  LE PREDETTE SPIEGAZIONI, DI CUI LA RICORRENTE HA CONTESTATO SOLO ALCUNI DETTAGLI, APPAIONO PERTINENTI . ADOTTANDO GLI ARTICOLI 10, LETTERE B E D, DELLE DECISIONI 2-57 E 16-58, L' ALTA AUTORITA HA POTUTO RAGIONEVOLMENTE PRESUMERE CHE UNA RETTA APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 3, 4, E 5 DEL TRATTATO RICHIEDEVA DI ESCLUDERE DETTO ROTTAME DALLA PEREQUAZIONE, E NULLA PUO' FAR RITENERE CHE COSI' FACENDO ESSA ABBIA FALSATO IL SISTEMA DI PEREQUAZIONE . CIO' POSTO, SENZA BISOGNO DI APPROFONDIRNE L' ESAME, IL MEZZO DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO DEV' ESSERE DISATTESO; PER ANALOGHE RAGIONI VA PURE DISATTESO IL MEZZO DI SVIAMENTO DI POTERE .  SULL' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA' SOLLEVATA CONTRO LE DECISIONI GENERALI 18-60, 19-60 E 20-60  LA RICORRENTE DEDUCE CHE LE DECISIONI 18-60, 19-60 E 20-60 SONO ILLEGITTIME E PRECISA IL SUO ASSUNTO DENUNCIANDO I SETTE MEZZI DI CUI SI E FATTA MENZIONE PIU SOPRA .  LA CONVENUTA RILEVA CON RAGIONE CHE I MEZZI DENUNCIATI SUB B, D E G SONO IDENTICI A QUELLI FATTI VALERE CONTRO LE DECISIONI 2-57 E 16-58, ED ESSI VANNO RESPINTI PER LE RAGIONI DIANZI SVOLTE .  CON I MEZZI SUB A E C SI LAMENTA UN DIFETTO DI MOTIVAZIONE E L' ASSENZA DI PUBBLICITA; ESSI MIRANO AD OBBLIGARE L' ALTA AUTORITA DI ESIBIRE TUTTI I DOCUMENTI CONTABILI . NELLA REPLICA LA RICORRENTE HA PRECISATO TALI CENSURE CHIEDENDO CHE LA CONVENUTA ESIBISCA I LIBRI CONTABILI RELATIVI AL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE E LI SOTTOPONGA AL REVISORE DEI CONTI O AD ALTRO CONTROLLORE E CHE PUBBLICHI LA RELAZIONE LA QUALE POTRA APPROVARNE O CRITICARNE LA GESTIONE .  COSI' PRECISATE, TALI CENSURE SI RIVELANO IDENTICHE A QUELLE RUBRICATE SUB E E F, RELATIVE ALLA MANCANZA DELLA RELAZIONE GENERALE CONTEMPLATA ALL' ARTICOLO 17 E DELLA RELAZIONE DEL REVISORE DEI CONTI PREVISTA ALL' ARTICOLO 78 DEL TRATTATO .  LA CONVENUTA, PUR NEGANDO CHE LE RICHIAMATE NORME POSSANO APPLICARSI AI MECCANISMI CONTEMPLATI ALL' ARTICOLO 53 DEL TRATTATO, RILEVA CHE LA RELAZIONE GENERALE DI CUI ALL' ARTICOLO 17 HA REGOLARMENTE DATO ATTO DEL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE; CHE COMUNQUE LE DUE RELAZIONI IN PAROLA SONO DESTINATE AL PARLAMENTO EUROPEO E, RISPETTIVAMENTE, ALLA COMMISSIONE DEI PRESIDENTI PER CUI SPETTA SOLTANTO A TALI ORGANI DI GIUDICARE SE ESSE SONO COMPLETE O MENO E NON E AMMISSIBILE IL CONTROLLO GIURISDIZIONALE SUL CONTENUTO DI TALI DOCUMENTI IN ESITO A RICORSO DI PRIVATE IMPRESE .  NELLA REPLICA LA RICORRENTE HA DATO ANCOR MAGGIORE SVILUPPO AL SUO ASSUNTO ELEVANDO UNA SERIE DI CRITICHE SUL FUNZIONAMENTO DELLA PEREQUAZIONE E RIVOLGENDO, IN CONCLUSIONE, SEI DOMANDE ALLA CONVENUTA; TALI CRITICHE HA TRATTO ALL' OPPORTUNITA E ALL' EFFICACIA DELLA GESTIONE DELLA PEREQUAZIONE BEN PIU CHE ALLA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI DI BASE .  LA CORTE RITIENE CHE NE TALI RILIEVI NE LE RISPOSTE DATE DALLA CONVENUTA FANNO SORGERE MOTIVI ATTI A PORRE IN DUBBIO LA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI GENERALI 18-60, 19-60 E 20-60 . NE CONSEGUE CHE L' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA SOLLEVATA CONTRO DETTE DECISIONI E INFONDATA; ESSA VA PERTANTO RESPINTA .  

Decisione relativa alle spese

ESSENDO STATO ACCOLTO IL RICORSO PER QUANTO ATTIENE ALLE VALUTAZIONI D' UFFICIO RELATIVE AL PERIODO 1 ) OTTOBRE 1955-31 GENNAIO 1957, POTREBBE ESSERVI LUOGO DI COMPENSARE LE SPESE; TUTTAVIA, LA RICORRENTE HA OTTENUTO PARZIALE VITTORIA SOLO PERCHE, SU PRECISA RICHIESTA DELLA CORTE STESSA, HA PRODOTTO LE FATTURE DELL' AZIENDA EROGATRICE DI CORRENTE ELETTRICA .  USANDO MAGGIOR DILIGENZA, LA PARTE RICORRENTE AVREBBE POTUTO FORNIRE ANALOGHE INFORMAZIONI GIA PRIMA DELL' EMANAZIONE DELLE DECISIONI INDIVIDUALI IMPUGNATE O, PER LO MENO, PRIMA DI PROPORRE RICORSO, E SI SAREBBE POTUTO EVITARE OGNI CONTESTAZIONE IN GIUDIZIO RELATIVAMENTE AL PERIODO PREDETTO . IN TAL MODO, LE SPESE RELATIVE A QUESTA PARTE DEL RICORSO NON SAREBBERO SORTE; ESSE VANNO CONSIDERATE SUPERFLUE AI SENSI DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 3, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, E LA RICORRENTE DEVE PERTANTO INTERAMENTE SOPPORTARE LE SPESE DI CAUSA .  

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA RICEVIBILE IL PRESENTE RICORSO E STATUISCE :  1 . LE DUE DECISIONI INDIVIDUALI DELL' ALTA AUTORITA IN DATA 23 MAGGIO 1962, CHE HANNO FISSATO L' IMPONIBILE DI PEREQUAZIONE E RISPETTIVAMENTE L' IMPORTO DEL CONTRIBUTO DI PEREQUAZIONE, SONO ANNULLATE PER LA PARTE CHE RIGUARDA LA VALUTAZIONE D' UFFICIO DEL CONSUMO DI ROTTAME NEL PERIODO 1 ) OTTOBRE 1955-31 GENNAIO 1957 .  2 . LE SPESE DI CAUSA SONO POSTE A CARICO DELLA PARTE RICORRENTE .