CELEX: 52005SC0229
Language: it
Date: 2005-02-16 00:00:00
Title: Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza aggiornato dell'Ungheria, 2004-2008

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52005SC0229

Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza aggiornato dell'Ungheria, 2004-2008  /* SEC/2005/0229 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 16.2.2005SEC(2005) 229 definitivoRaccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza aggiornato dell'Ungheria, 2004-2008(presentata dalla Commissione)  RELAZIONEIl regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1] stabilisce che gli Stati membri non partecipanti, ossia gli Stati membri che non hanno adottato la moneta unica, presentino al Consiglio e alla Commissione un programma di convergenza. Ai sensi dell’articolo 9 del regolamento, il Consiglio esamina i programmi di convergenza sulla base delle valutazioni della Commissione e del comitato di cui all’articolo 114 del trattato (il comitato economico e finanziario). Sulla base di una raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario, il Consiglio procede all'esame del programma e formula un parere. A norma del regolamento, gli Stati membri devono presentare aggiornamenti annuali del proprio programma di convergenza, che possono essere esaminati dal Consiglio secondo le medesime procedure.Gli Stati membri che hanno aderito all'UE il 1° maggio 2004 non partecipano alla moneta unica, ma per poter adottare l'euro sono tenuti a rispettare, entro i termini fissati, i criteri di convergenza, compreso il criterio relativo alla sostenibilità delle finanze pubbliche. In presenza del disavanzo delle amministrazioni pubbliche del 5,9% del PIL[2] registrato nel 2004, il Consiglio ha deciso, il 5 luglio 2004, che in Ungheria esisteva un disavanzo eccessivo ed ha raccomandato che tale disavanzo eccessivo fosse corretto entro il 2008, in linea con il programma di convergenza del maggio 2004. All'Ungheria è stato in particolare raccomandato di adottare misure efficaci in relazione ai provvedimenti previsti per raggiungere l’obiettivo di disavanzo per il 2005 e di procedere con determinazione all'attuazione delle misure previste nel programma di convergenza del maggio 2004, ed in particolare di essere pronta, se necessario, ad introdurre ulteriori misure, al fine di raggiungere l'obiettivo per il disavanzo delle amministrazioni pubbliche fissato per il 2004. La Commissione, pur riconoscendo che le autorità ungheresi avevano adottato una serie di provvedimenti tra il luglio e il novembre 2004, ha ritenuto che essi non erano sufficienti ad evitare una significativa deviazione dagli obiettivi fissati per il 2004 ed il 2005 e, più in generale, dal percorso di risanamento pluriennale previsto fino al 2008. Il 22 dicembre 2004, essa ha pertanto adottato una raccomandazione di decisione del Consiglio ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 8, che stabilisce che l’Ungheria non ha dato seguito effettivo alle raccomandazioni formulate dal Consiglio il 5 luglio 2004. Il Consiglio ha adottato la decisione in questione il 18 gennaio 2005.Il primo programma di convergenza dell'Ungheria, relativo al periodo 2004-2008, è stato presentato il 13 maggio 2004 ed esaminato dal Consiglio il 5 luglio 2004. L'aggiornamento è stato presentato il 1° dicembre 2004. I servizi della Commissione hanno proceduto ad una valutazione tecnica del programma aggiornato, tenendo conto delle previsioni economiche dei servizi della Commissione dell'autunno 2004 e sulla scorta del codice di condotta[3], della metodologia concordata per la stima del prodotto potenziale, delle raccomandazioni contenute negli indirizzi di massima per le politiche economiche per il periodo 2003-2005 e dei principi stabiliti nella comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 27 novembre 2002, sul rafforzamento del coordinamento delle politiche di bilancio[4]. Tale analisi porta alla valutazione che segue.-  L'aggiornamento del programma di convergenza dell'Ungheria relativo al periodo 2004-2008 è stato presentato il 1° dicembre 2004. Nel complesso, esso è conforme ai requisiti in materia di dati stabiliti nel "codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza". Esso contiene tutti i dati obbligatori, ma il saldo primario non è calcolato conformemente alla definizione convenzionale. Mancano inoltre taluni dati facoltativi, come quelli relativi alla spesa sanitaria a lungo termine.-  Lo scenario macroeconomico presentato nell'aggiornamento è piuttosto favorevole. Esso prevede un proseguimento della ripresa dell'attività economica, con una progressiva crescita del PIL reale dal 3,9% nel 2004 al 4,6% nel 2008. Per il 2005 e il 2006, le proiezioni dell'aggiornamento sono leggermente superiori a quelle dei servizi della Commissione nelle previsioni d'autunno 2004, con una crescita del PIL reale stimata pari al 4,0% nel 2005 e al 4,2% nel 2006 rispetto al 3,7% e al 3,8% rispettivamente. Analogamente, per gli anni seguenti, per i quali non sono disponibili previsioni della Commissione, le proiezioni relative alla crescita contenute nell'aggiornamento sembrano alquanto ottimistiche. Secondo i calcoli dei servizi della Commissione, effettuati applicando la metodologia concordata alle cifre indicate nel programma, la crescita del PIL reale sarebbe superiore al tasso potenziale nell’arco del periodo 2007-2008. Il corrispondente divario tra prodotto effettivo e potenziale scende leggermente da poco più di -1% a poco meno di -1% tra il 2004 e il 2006, prima di ridursi bruscamente a quasi zero negli anni 2007 e 2008.-  Il processo di disinflazione che è ripreso nel secondo semestre 2004 dovrebbe proseguire per tutta la durata del programma e l'inflazione dovrebbe ridursi al 3% entro il 2008. Le proiezioni relative al tasso d'interesse contenute nel programma sono piuttosto favorevoli. La loro realizzazione richiederebbe un netto miglioramento del clima di fiducia, il che presuppone un'inflazione notevolmente inferiore al livello attuale, un miglioramento dei saldi di bilancio e delle partite correnti ed una rinnovata fiducia degli operatori di mercato nella strategia per l'adozione dell'euro. L'aggiornamento mantiene invariato l'obiettivo del 2010 per l'adozione dell'euro.-  La decisione di Eurostat del 23 settembre 2004 consente, fino alla comunicazione dei dati di bilancio del marzo 2007, di considerare temporaneamente come parte del settore delle pubbliche amministrazioni i fondi pensione del secondo pilastro. Le autorità ungheresi hanno deciso di avvalersi di questa facoltà e nel presentare i dati relativi al disavanzo delle pubbliche amministrazioni hanno escluso gli oneri relativi al secondo pilastro determinati dalla riforma pensionistica del 1998. Rispetto al programma di convergenza del maggio 2004, questa riclassificazione determina una riduzione di 0,8-1 punti percentuali dei dati annuali relativi al disavanzo tra il 2004 e il 2008. Ai fini del raffronto con il precedente programma e con le previsioni d'autunno 2004 dei servizi della Commissione e considerato che l'obiettivo finale del 2008 non beneficerà di questa riclassificazione, i dati utilizzati nella valutazione sono indicati sia al lordo che al netto degli oneri determinati dalla riforma pensionistica.-  L'aggiornamento prevede il seguente andamento del disavanzo delle amministrazioni pubbliche: 4,5% del PIL nel 2004, 3,8% del PIL nel 2005, 3,1% del PIL nel 2006, 2,4% del PIL nel 2007 e 1,8% del PIL nel 2008; (se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica, il percorso previsto per il risanamento del disavanzo delle pubbliche amministrazioni sarebbe il seguente: 5,3%, 4,7%, 4,1%, 3,4% e 2,8% del PIL tra il 2004 e il 2008; l'aggiornamento mantiene pertanto invariato il termine per la correzione del disavanzo eccessivo). Tenuto conto del sensibile scostamento rispetto all'obiettivo fissato nel programma di convergenza di maggio di un disavanzo del 4,6% del PIL per il 2004 inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica − nell'aggiornamento il risultato è stimato pari al 4,5% del PIL (5,3% del PIL se si includono gli oneri legati alla riforma pensionistica) −, in linea quindi con l'obiettivo modificato, l'aggiornamento trasforma il percorso di risanamento del programma del maggio 2004, concentrato nella prima parte del periodo, in un percorso di risanamento più lineare fino alla fine del periodo di riferimento del programma. Dopo un miglioramento stimato pari a 0,9 punti percentuali del PIL nel 2004, esso prevede ora un aggiustamento annuale di circa 0,6-0,7 punti percentuali per gli anni restanti, rispetto all'aggiustamento annuale di ½ punto percentuale previsto inizialmente. L'aggiornamento mantiene una strategia di risanamento basata sulla riduzione del rapporto spesa/PIL (dal 44,8% del PIL nel 2004 al 43,4% nel 2008), che dovrebbe essere sostenuta da riforme strutturali ed accompagnarsi ad una riduzione più contenuta del rapporto entrate/PIL. La riduzione più sensibile delle spese dovrebbe intervenire nel 2005. Questa previsione si basa tuttavia principalmente su una diminuzione di 0,5 punti percentuali dell'onere per interessi e su una riduzione di 1,7 punti percentuali della spesa per investimenti pubblici. Questa ingente riduzione degli investimenti pubblici nel 2005 sarebbe parzialmente compensata da un aumento degli investimenti negli anni successivi, cosicché tra il 2004 e il 2008 la riduzione del rapporto investimenti pubblici/PIL ammonterebbe a 0,6 punti percentuali. La diminuzione della spesa per investimenti pubblici sarebbe compensata inoltre dall'aumento del ricorso a progetti di partenariato pubblico-privato. Il disavanzo primario, dopo un aumento di 1,2 punti percentuali nel 2004, farebbe registrare una riduzione annua di circa 0,3-0,4 punti percentuali negli anni restanti, per raggiungere, tenuto conto degli oneri derivanti dalla riforma pensionistica, un leggero avanzo nel 2008, una volta terminato il periodo transitorio per la contabilizzazione di tali voci accordato da Eurostat fino alla comunicazione dei dati del marzo 2007.-  Il percorso di risanamento descritto nel programma ed in particolare il nuovo obiettivo di un disavanzo del 3,8% del PIL nel 2005 (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica) può essere considerato adeguato per permettere la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2008, a condizione che sia sostenuto da misure sufficienti. Tuttavia, l'obiettivo finale di un disavanzo pari al 2,8% del PIL[5] lascia solo un minimo margine di sicurezza, che potrebbe ulteriormente ridursi a seguito di una modifica della situazione di partenza, considerato che permangono delle incertezze legate al risultato di bilancio 2004[6]. Inoltre, i risultati di bilancio per il periodo 2005-2008 potrebbero risultare peggiori di quanto previsto. (i) Lo scenario macroeconomico, alquanto favorevole, fa presumere che le entrate potrebbero risultare inferiori e le spese superiori alle previsioni. Come ipotizzato dalle previsioni d'autunno 2004 elaborate dai servizi della Commissione (che prevedono un disavanzo del 5,2% del PIL per il 2005 e del 4,7% del PIL per il 2006 inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica, ovvero rispettivamente del 4,3% e del 3,7% del PIL se si escludono tali oneri), il conseguimento degli obiettivi di bilancio per il 2005 e il 2006 non sembra esente da rischi. Per il 2005 questa proiezione tiene conto del fatto che il governo ha previsto una riserva “d'emergenza” pari allo 0,5% del PIL per l'eventualità del mancato raggiungimento dell'obiettivo fissato per il 2005. Pur apprezzando l'esistenza di tale riserva, si rileva che la sua entità sembra insufficiente dati i rischi che gravano sul bilancio del 2005. Si teme inoltre che queste riserve possano essere sbloccate troppo presto nel corso dell'anno, riducendo in tal modo gli incentivi a dare esecuzione al bilancio 2005 in maniera rigorosa. La mancata realizzazione degli obiettivi per il 2005 e il 2006 aumenterebbe l'ulteriore aggiustamento richiesto per gli anni 2007 e 2008. (i) Eventuali riduzioni delle aliquote IVA nel quadro delle riforme fiscali in corso, seppure compensate da un aumento di altre aliquote, potrebbero aumentare i rischi per le entrate; i tempi di tali riduzioni dovrebbero pertanto essere oggetto di un'attenta riflessione e la loro attuazione dovrebbe essere subordinata al pieno raggiungimento degli obiettivi relativi al disavanzo. (iii) L'adozione delle riforme previste, che dovrebbero costituire la base delle future riduzioni di spesa, è ancora incerta. Inoltre, la maggior parte delle misure di riduzione della spesa contenute nel bilancio 2005 non sono sostenute da riforme globali. (iv) Le ipotesi relative ai tassi d'interesse contenute nell'aggiornamento, che dipendono da un consolidamento della fiducia, potrebbero non concretizzarsi negli anni seguenti secondo un calendario altrettanto favorevole. (v) Sembrava inoltre che i rimborsi dell'IVA relativi ad attività economiche condotte nel 2004 potessero non essere erogati integralmente in tempo per evitare di gravare sul bilancio 2005 (in termini di competenza), ma le autorità si sono impegnate ad accelerare tali rimborsi cosicché il bilancio 2005 non dovrebbe risentirne. D'altro canto, questo rafforzamento del controllo sui rimborsi dell'IVA avviato alla fine del 2004 potrebbe contribuire ad attenuare la prevista diminuzione del gettito IVA, il che rappresenta un'eventualità positiva.-  Alla luce di questa valutazione, vi è il rischio che la situazione di bilancio possa risultare più sfavorevole di quanto ipotizzato nell'aggiornamento. Pertanto, sebbene il percorso di risanamento contenuto nel programma appaia adeguato, le misure delineate nel programma non sembrano in linea con tale percorso e pertanto non possono garantire una riduzione del disavanzo (inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica) al di sotto del 3% del PIL entro il 2008. Al fine di rispettare tale percorso di risanamento si rendono necessarie ulteriori misure. In particolare, appare fondamentale il conseguimento del nuovo obiettivo di bilancio per il 2005, il che, alla luce della valutazione precedente, renderebbe necessarie misure supplementari pari ad almeno ½ punto percentuale.-  Il rapporto debito/PIL, che nel 2004 era salito al 57,3% (59,9% inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica), dovrebbe ricominciare a ridursi gradualmente a partire dal 2005, sotto la spinta della costante riduzione del disavanzo delle amministrazioni pubbliche e quindi della spesa per interessi sullo stock del debito. Si prevede che esso scenda al di sotto del 50% del PIL nel 2008 (o che raggiunga un livello appena superiore al 53% del PIL inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica). Questa riduzione dovrebbe essere sostenuta da un cambiamento nella strategia di gestione del debito e determinare risparmi sulla spesa per interessi. I rischi relativi al rapporto debito/PIL corrispondono a quelli riguardanti le proiezioni del disavanzo.-  Il programma di convergenza del maggio 2004 annunciava riforme strutturali (principalmente nei settori dell'amministrazione pubblica, dell'istruzione e della sanità) a sostegno del contenimento della spesa alla base della sua strategia. Il bilancio 2005 contiene una serie di misure volte a migliorare l'efficienza nel settore dell'amministrazione centrale, che non sono tuttavia in linea con i piani ambiziosi del programma di convergenza di maggio. Sebbene l'aggiornamento fornisca maggiori dettagli sulle tappe specifiche delle riforme previste, esso non fornisce ancora una quantificazione degli effetti attesi da tali riforme, né precisazioni sullo stato di avanzamento della loro attuazione. Ciò induce ad ipotizzare che le riforme di portata più generale dei settori della sanità e dell'istruzione saranno effettivamente rinviate a dopo le elezioni del 2006, come recentemente lasciato intendere dal governo.-  Per quanto riguarda la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, sull'Ungheria pesano i rischi legati ai previsti costi a carico del bilancio dell'invecchiamento demografico. Tali rischi sono in parte legati all'incertezza relativa all'andamento del bilancio a lungo termine a causa della mancanza di informazioni sulle proiezioni della spesa sanitaria. Il sistema pensionistico uscito dalla riforma, con l'introduzione del secondo pilastro a capitalizzazione, contribuisce in maniera significativa alla riduzione dell'incidenza finanziaria dell'invecchiamento e alla riduzione del rischio di una non sostenibilità delle finanze pubbliche. È tuttavia imperativo portare avanti altre riforme, in particolare nel settore dell'assistenza sanitaria, nonché procedere con determinazione al previsto risanamento del bilancio a medio termine.-  Le politiche economiche delineate nel programma aggiornato sono in parte coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche specifici per il paese nel settore delle finanze pubbliche. Il disavanzo pubblico doveva essere ridotto in modo credibile e sostenibile, in un quadro pluriennale in linea con le decisioni che deve adottare il Consiglio nel contesto dell'esercizio di sorveglianza di bilancio. Come constatato dal Consiglio nella decisione del 18 gennaio 2005 a norma dell'articolo 104, paragrafo 8, del trattato, l'Ungheria non si è tuttavia conformata alle raccomandazioni formulate il 5 luglio 2004 dal Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi. L'aggiornamento mantiene invariato un quadro pluriennale per la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2008, sebbene vi sia il rischio che i risultati di bilancio siano peggiori rispetto alle previsioni.-  In base alla valutazione che precede e alla luce delle raccomandazioni formulate dal Consiglio ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7, sarebbe opportuno che l'Ungheria: (i) adotti provvedimenti a medio termine per portare il disavanzo (inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica) al di sotto del 3 % del PIL entro il 2008 in modo credibile e sostenibile, in particolare attraverso misure supplementari per rispettare il nuovo percorso di risanamento, compreso il nuovo obiettivo di un disavanzo del 3,8% del PIL (4,7% del PIL inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica) nel 2005, e utilizzando tutte le opportunità per accelerare il risanamento di bilancio; (ii) subordini i tempi e l'attuazione di eventuali riduzioni fiscali al conseguimento degli obiettivi relativi al disavanzo contenuti nel programma di convergenza presentato nel dicembre 2004; (iii) prosegua le previste riforme della pubblica amministrazione e dei sistemi di istruzione e sanitario secondo gli impegni assunti anche al fine di migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.Sulla base della valutazione che precede, la Commissione ha adottato l'allegata raccomandazione di parere del Consiglio sul programma di convergenza aggiornato dell'Ungheria e la trasmette al Consiglio stesso.Raccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza aggiornato dell'Ungheria, 2004-2008IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[7], in particolare l'articolo 9, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:1.  L'[8 marzo 2005] il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato dell'Ungheria, relativo al periodo 2004-2008. Nel complesso, il programma è conforme ai requisiti in materia di dati fissati nel "codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza". Esso contiene tutti i dati obbligatori, ma il saldo primario non è calcolato conformemente alla definizione convenzionale. Mancano inoltre taluni dati facoltativi, come quelli relativi alla spesa sanitaria a lungo termine. Di conseguenza l'Ungheria è invitata a conformarsi totalmente ai requisiti stabiliti in materia di dati.2.  Lo scenario macroeconomico che sottende l'aggiornamento prevede un graduale aumento della crescita del PIL reale, che passerà dal 3,9% nel 2004 al 4,6% entro la fine del periodo di riferimento del programma. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, tale scenario sembra rispecchiare ipotesi di crescita abbastanza favorevoli. Le previsioni sembrano essere ottimistiche sia per quanto riguarda la crescita per il 2005 e il 2006 che il suo andamento a medio termine. I tassi d'inflazione indicati nelle proiezioni appaiono sostanzialmente realistici.3.  Il 5 luglio 2004 il Consiglio ha constatato l'esistenza in Ungheria di un disavanzo eccessivo e ne ha raccomandato la correzione entro il 2008. L'aggiornamento prevede il seguente andamento per il disavanzo delle amministrazioni pubbliche: 4,5% del PIL nel 2004, 3,8% del PIL nel 2005, 3,1% del PIL nel 2006, 2,4% del PIL nel 2007 e 1,8% del PIL nel 2008. Questi dati rispecchiano la decisione di Eurostat del 23 settembre 2004, che consente una temporanea riclassificazione, fino alla comunicazione dei dati di bilancio del marzo 2007, dei fondi pensione del secondo pilastro all'interno del settore delle pubbliche amministrazioni. Le autorità ungheresi hanno deciso di avvalersi di questa facoltà e nel presentare i dati relativi al disavanzo delle pubbliche amministrazioni hanno escluso gli oneri relativi al secondo pilastro determinati dalla riforma pensionistica del 1998. Sulla base di tali dati l'andamento del disavanzo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe essere il seguente: 5,3%, 4,7%, 4,1%, 3,4% e 2,8% del PIL tra il 2004 e il 2008; l'aggiornamento mantiene pertanto invariato il termine per la correzione del disavanzo eccessivo. Ai fini del raffronto con il programma di convergenza di maggio e con le previsioni d'autunno 2004 dei servizi della Commissione, il presente parere fa riferimento oltre che ai dati corretti, anche a quelli al netto degli oneri determinati dalla riforma pensionistica. Dopo un miglioramento stimato pari a 0,9 punti percentuali del PIL nel 2004, l'aggiornamento prevede ora un aggiustamento annuale di circa 0,6-0,7 punti percentuali per gli anni restanti. L'aggiornamento basa la sua strategia di risanamento sulla riduzione del rapporto spesa/PIL, sostenuta da riforme strutturali ed accompagnata da una riduzione più contenuta del rapporto entrate/PIL. I tagli alla spesa più significativi dovrebbero intervenire nel 2005, sulla base principalmente di una diminuzione di 0,5 punti percentuali dell'onere per interessi e di una riduzione di 1,7 punti percentuali della spesa per investimenti pubblici. La diminuzione della spesa per investimenti pubblici sarebbe compensata dall'aumento del ricorso a progetti di partenariato pubblico-privato. Non sono precisati né i tempi, né la portata quantitativa delle misure di riduzione della spesa previste per gli ultimi anni del periodo. Il disavanzo primario dovrebbe seguire un percorso di risanamento simile a quello per la riduzione del disavanzo delle amministrazioni pubbliche e trasformarsi in un leggero avanzo nel 2008.4.  Il percorso di risanamento descritto nel programma ed in particolare i nuovi obiettivi di un disavanzo del 3,8% del PIL nel 2005 (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica) e del 2,8% del PIL nel 2008, inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica, può essere considerato adeguato per permettere la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2008, a condizione che sia sostenuto da misure sufficienti. Tuttavia, l'obiettivo finale di un disavanzo pari al 2,8% del PIL (inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica) lascia solo un minimo margine di sicurezza, che potrebbe ulteriormente ridursi a seguito di una modifica della situazione di partenza, considerato che sussistono ancora delle incertezze legate al risultato di bilancio 2004.[8] Le proiezioni di bilancio contenute nel programma sembrano ottimistiche: (i) lo scenario macroeconomico, alquanto favorevole, fa presumere che le entrate potrebbero risultare inferiori e le spese superiori alle previsioni. Come ipotizzato dalle previsioni d'autunno 2004 elaborate dai servizi della Commissione, gli obiettivi di disavanzo per il 2005 e il 2006 rischiano di dover essere rivisti al rialzo. Per il 2005 questa proiezione tiene conto del fatto che il governo ha previsto una riserva “d'emergenza” pari allo 0,5% del PIL a fronte di un eventuale sforamento dell'obiettivo fissato per 2005. Pur apprezzando l'esistenza di tale riserva, si rileva che la sua entità sembra insufficiente dati i rischi che gravano sul bilancio del 2005. Si teme inoltre che queste riserve possano essere sbloccate troppo presto nel corso dell'anno, riducendo in tal modo gli incentivi a dare esecuzione al bilancio 2005 in maniera rigorosa. La mancata realizzazione degli obiettivi per il 2005 e il 2006 richiederebbe un aggiustamento maggiore negli anni 2007 e 2008. (ii) I tagli alla spesa nel 2005 e negli anni successivi sono incerti, in quanto i provvedimenti di riforma inclusi nel bilancio 2005 potrebbero non essere attuati integralmente e soprattutto non sono integrati in una strategia di riforma globale. (iii) Le ipotesi favorevoli relative ai tassi d'interesse contenute nell'aggiornamento, che dipendono da un consolidamento della fiducia, costituiscono un ulteriore elemento di rischio per il bilancio. (iv) Anche la credibilità degli obiettivi relativi alla spesa e alle entrate suscita delle perplessità, in quanto gli obiettivi fissati negli anni scorsi sono stati ben lungi dall'essere realizzati. Inoltre, un'eventuale riduzione delle aliquote IVA nel quadro delle riforme fiscali in corso potrebbe aumentare il rischio per le entrate, nonostante vi sia l'intenzione di compensarla mediante un aumento di altre aliquote. I tempi di tali riduzioni dovrebbero pertanto essere oggetto di un'attenta riflessione e la loro attuazione dovrebbe essere subordinata al pieno raggiungimento degli obiettivi relativi al disavanzo. (v) Un ulteriore elemento di rischio potrebbe essere legato al rinvio dei rimborsi dell'IVA relativi ad attività economiche condotte nel 2004, ma le autorità si sono impegnate ad accelerare i pagamenti affinché non gravino sul bilancio 2005. D'altro canto, questo rafforzamento del controllo sui rimborsi dell'IVA avviato alla fine del 2004 potrebbe anche contribuire ad attenuare la prevista diminuzione del gettito IVA, il che rappresenta un'eventualità positiva.5.  Alla luce di questa valutazione, permane il rischio che la situazione di bilancio possa risultare più sfavorevole di quanto ipotizzato nell'aggiornamento. Per tale ragione, sebbene il percorso di risanamento contenuto nel programma ed in particolare il nuovo obiettivo di un disavanzo del 3,8% del PIL nel 2005 (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica) possa essere considerato adeguato per permettere la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2008, gli orientamenti di bilancio del programma non appaiono sufficienti per l'attuazione di tale percorso e non possono pertanto garantire la riduzione del disavanzo al di sotto del 3% del PIL entro il 2008. Perché il percorso di risanamento sia credibile sarebbero necessarie ulteriori misure. In particolare, appare fondamentale il conseguimento del nuovo obiettivo di bilancio per il 2005. Alla luce della valutazione precedente, sarebbe opportuno adottare misure supplementari pari ad almeno ½ punto percentuale.6.  Il rapporto debito/PIL è stimato pari al 57,3% nel 2004 (il 59,9% se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica, appena al di sotto quindi del valore di riferimento del 60% del PIL fissato dal trattato). Secondo le proiezioni del programma, nell'arco del suo periodo di riferimento il rapporto debito/PIL dovrebbe ridursi di circa 7 punti percentuali. I rischi relativi al rapporto debito/PIL corrispondono a quelli riguardanti le proiezioni del disavanzo.7.  Per quanto riguarda la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, sull'Ungheria pesano i rischi legati ai previsti costi a carico del bilancio dell'invecchiamento demografico. Tali rischi sono in parte legati all'incertezza relativa all'andamento del bilancio a lungo termine a causa della mancanza di informazioni sulle proiezioni della spesa sanitaria. La strategia delineata nel programma si basa essenzialmente sul di bilancio nei prossimi anni e su ulteriori riforme da attuare in futuro. Il sistema pensionistico uscito dalla riforma, con l'introduzione del secondo pilastro a capitalizzazione, contribuisce in maniera significativa alla riduzione dell'incidenza finanziaria dell'invecchiamento e alla riduzione del rischio di una non sostenibilità delle finanze pubbliche. È tuttavia importante portare avanti altre riforme, in particolare nel settore dell'assistenza sanitaria, nonché procedere con determinazione al previsto risanamento di bilancio a medio termine.8.  Le politiche economiche delineate nel programma sono in parte coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche specifici per il paese nel settore delle finanze pubbliche. Il disavanzo pubblico doveva essere ridotto in modo credibile e sostenibile, in un quadro pluriennale in linea con le decisioni che deve adottare il Consiglio nel contesto dell'esercizio di sorveglianza di bilancio. Come constatato dal Consiglio nella decisione del 18 gennaio 2005 a norma dell'articolo 104, paragrafo 8, del trattato, l'Ungheria non si è tuttavia conformata alle raccomandazioni formulate il 5 luglio 2004 dal Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi. L'aggiornamento mantiene un quadro pluriennale per la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2008, sebbene vi sia il rischio che i risultati di bilancio siano peggiori rispetto alle previsioni.* * *Sulla base della valutazione che precede e alla luce delle raccomandazioni formulate dal Consiglio ai sensi dell’articolo 104, paragrafo 7 l'[8 marzo 2005], il Consiglio reputa opportuno che l'Ungheria:(i) adotti provvedimenti a medio termine per portare il disavanzo, inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica, al di sotto del 3 % del PIL entro il 2008 in modo credibile e sostenibile, in particolare attraverso misure supplementari per rispettare il nuovo percorso di risanamento, compresi i nuovi obiettivi di un disavanzo del 3,8% del PIL nel 2005 (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica) e del 2,8% del PIL nel 2008, inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica, e utilizzando tutte le opportunità per accelerare il risanamento di bilancio;(ii) subordini i tempi e l'attuazione di eventuali riduzioni fiscali al conseguimento degli obiettivi relativi al disavanzo contenuti nel programma di convergenza presentato nel dicembre 2004;(iii) prosegua le previste riforme della pubblica amministrazione e dei sistemi di istruzione e sanitario secondo gli impegni assunti anche al fine di migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |PIL reale (variazione in %) | PC dicembre 2004 | 3,9 | 4,0 | 4,2 | 4,3 | 4,6 |COM | 3,9 | 3,7 | 3,8 | n.d. | n.d. |PC maggio 2004 | 3,3-3,5 | 3,5-4,0 | ca.4 | ca.3,5 | ca.3,5 |Inflazione (IAPC) (%) | PC dicembre 2004 | 6,8 | 4,5 | 4,0 | 3,5 | 3,0 |COM | 6,9 | 4,6 | 4,2 | n.d. | n.d. |PC maggio 2004 | ca.6,5 | ca.4,5 | ca.4 | ca.3,5 | ca.3 |Saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche (in % del PIL) | PC dicembre 2004 corretto1 | -4,5 | -3,8 | -3,1 | -2,4 | -1,8 |non corretto | -5,3 | -4,7 | -4,1 | -3,4 | -2,8 |COM | -5,5 | -5,2 | -4,7 | n.d. | n.d. |PC maggio 2004 | -4,6 | -4,1 | -3,6 | -3,1 | -2,7 |Saldo primario (in % del PIL) | PC dicembre 2004 corretto1 non corretto | -0,3 -1,1 | 0,0 -0,9 | 0,3 -0,7 | 0,7 -0,3 | 1,1 0,1 |COM | -1,1 | -1,2 | -1,1 | n.d. | n.d. |PC maggio 2004 | -0,5 | -0,2 | 0,1 | 0,3 | 0,4 |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | PC dicembre 2004 corretto1 | 57,3 | 55,3 | 53,0 | 50,6 | 48,3 |non corretto | 59,9 | 58,6 | 56,8 | 54,9 | 53,2 |COM | 59,7 | 59,5 | 58,9 | n.d. | n.d. |PC maggio 2004 | 59,4 | 57,9 | 56,8 | 55,6 | 53,7 |Nota: La decisione di Eurostat del 23 settembre 2004 consente, fino alla comunicazione dei dati di bilancio del marzo 2007, di considerare temporaneamente come parte del settore delle pubbliche amministrazioni i fondi pensione del secondo pilastro. Le autorità ungheresi hanno deciso di avvalersi di questa facoltà e nel presentare i dati relativi al disavanzo hanno dedotto dal disavanzo delle pubbliche amministrazioni gli oneri determinati dalla riforma pensionistica del 1998. Rispetto al programma di convergenza del maggio 2004, questo determina una riduzione di 0,8-1 punti percentuali dei dati annuali relativi al disavanzo tra il 2004 e il 2008. Ai fini del raffronto con il precedente programma e con le previsioni d'autunno 2004 dei servizi della Commissione e considerato che l'obiettivo finale del 2008 non beneficerà di questa riclassificazione, sono riportati sia i dati coretti che quelli non corretti. Fonti: Programma di convergenza (PC); Previsioni economiche dell'autunno 2004 elaborate dai servizi della Commissione (COM); Calcoli effettuati dai servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997. Tutti i documenti citati nel presente testo possono essere consultati all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.[2] Sulla base delle previsioni economiche di primavera 2004 della Commissione, che tenevano conto dei dati comunicati dall'Ungheria nel marzo 2004. Nella comunicazione del settembre 2004 il dato relativo al disavanzo delle amministrazioni pubbliche è stato ritoccato dal 5,9% al 6,2% del PIL per l'esercizio 2003.[3] Parere riveduto del comitato economico e finanziario sul contenuto e sulla presentazione dei programmi di stabilità e convergenza, approvato dal Consiglio Ecofin in data 10.7.2001.[4] COM(2002) 668 del 27.11.2002.[5] Questo dato include nuovamente gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica, in quanto l'esclusione di questa voce è possibile solo fino alla comunicazione dei dati di bilancio del marzo 2007.[6] Non si conosce ancora la differenza tra i dati basati sulla contabilità per cassa e quelli basati sulla contabilità per competenza. A causa di fattori legati all'adesione all'UE, in particolare i cambiamenti nel sistema di riscossione dell'IVA sulle importazioni intracomunitarie, per il 2004 è stata ipotizzata una differenza particolarmente elevata, pari a circa 1,2 – 1,4 punti percentuali. Tuttavia, permangono incertezze contabili legate al pagamento di sovvenzioni all'agricoltura ed al pagamento della tredicesima mensilità ai dipendenti del settore pubblico. Pertanto la differenza tra la contabilità per cassa e per competenza potrebbe risultare inferiore, con un conseguente aumento del disavanzo in termini di competenza per il 2004. Un'accelerazione dei rimborsi dell'IVA, quale annunciata dalle autorità ungheresi, potrebbe far aumentare il disavanzo (in termini di competenza) per il 2004 di quasi 0,7 punti percentuali.[7] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Tutti i documenti citati nel presente testo possono essere consultati all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.[8] Permangono incertezze contabili legate al pagamento di sovvenzioni all'agricoltura ed al pagamento della tredicesima mensilità ai dipendenti del settore pubblico che potrebbero ridurre la differenza tra il disavanzo in termini di cassa e in termini di competenza, determinando un aumento del disavanzo del 2004 in termini di competenza. L'accelerazione dei rimborsi dell'IVA, quale annunciata dalle autorità ungheresi, potrebbe far aumentare il disavanzo per il 2004 di quasi 0,7 punti percentuali.