CELEX: C2001/275/26
Language: it
Date: 2001-09-29 00:00:00
Title: Causa T-155/01: Ricorso del sig. Robert Walton contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 10 luglio 2001

C 275/12                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          29.9.2001
—     risarcire il danno causato alla ricorrente stimato a titolo          Ricorso del sig. Robert Walton contro la Commissione
      provvisorio pari a 1 Euro;                                               delle Comunità europee, presentato il 10 luglio 2001
—     condannare la convenuta alle spese.                                                            (Causa T-155/01)
                                                                                                      (2001/C 275/26)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                 (Lingua processuale: l’inglese)
La ricorrente è un’interprete indipendente che ha lavorato                 Il 10 luglio 2001 il sig. Robert Walton, residente a Oxford
regolarmente per la Commissione sin dal 1986. Compiuti                     (RU), rappresentato dall’avv. Paul Harris dello studio Monck-
65 anni la ricorrente ha constatato che la Commissione non si              ton, Londra (RU), ha presentato dinanzi al Tribunale di
era più messa in contatto con lei per nuove offerte di lavoro.             primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
Successivamente la Commissione ha informato la ricorrente                  Commissione delle Comunità europee.
della sua decisione di non assumere più interpreti di conferenza
che avessero più di 65 anni e pertanto di non fare più ricorso
alle sue prestazioni per tale motivo. Secondo la Commissione,              Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
detta decisione faceva seguito all’adozione del regolamento
n. 628/2000 (1) recante modifica dell’art. 78 del regime                   1)     annullare la decisione della Commissione 3 ottobre 2000;
applicabile agli altri agenti (in prosieguo: il «RAA»).
                                                                           2)     dichiarare che la decisione e/o la lettera di risoluzione
                                                                                  [del contratto] della Commissione era illegittima e/o in
Secondo la ricorrente, la Commissione motiva la sua decisione                     violazione delle disposizioni sul preavviso di risoluzione
di assoggettare il termine del contratto degli interpreti indipen-                di cui all’art. 5 del contratto e/o dell’art. 47 del Regime
denti all’art. 74 del RAA — e dunque al limite d’età di                           applicabile agli altri agenti delle Comunità europee;
65 anni — facendo riferimento all’art. 78 del RAA. Orbene, la
ricorrente fa valere che l’art. 74 del RAA non potrebbe,                   3)     ingiungere alla Commissione di versare al ricorrente un
manifestamente, essere finalizzato a disciplinare la situazione                   indennizzo per violazione del contratto, e/o violazione
degli interpreti indipendenti. Non sarebbe concepibile che il                     dell’art. 47 del Regime, nell’ammontare indicato nel
contratto di un interprete termini, come prevede l’art. 74 «alla                  capitolo sull’indennizzo del ricorso stesso;
fine del mese in cui l’agente raggiunge l’età di 65 anni», dal
momento che detto contratto verrebbe limitato ad alcuni                    4)     condannare la Commissione alle spese; e
giorni. Un eventuale limite d’età per la prestazione di servizi
degli interpreti indipendenti può essere quindi solo considerato          5)     adottare gli ulteriori provvedimenti ed accordare il risarci-
una condizione operante nell’ambito dell’assunzione di detti                      mento supplementare, ai sensi del protocollo sullo Statuto
interpreti. Orbene, nessun testo prevederebbe un eventuale                        della Corte di giustizia e/o del regolamento di procedura
limite d’età per quanto riguarda le loro attività.                                del Tribunale di primo grado, che all’occorrenza si
                                                                                  rivelino giusti o equi.
La ricorrente rileva che assoggettare gli interpreti indipendenti
che lavorano per le istituzioni comunitarie a un limite d’età
costituirebbe una discriminazione anche nell’ambito della                  Motivi e principali argomenti
categoria degli interpreti indipendenti tra coloro che operano
e coloro che non operano presso le istituzioni comunitarie.
                                                                           Il ricorrente nel presente caso è un ingegnere iscritto all’albo
                                                                           professionale, specializzato in progetti di centrali elettriche e
A sostegno del ricorso la ricorrente deduce, inoltre, una                  nucleari, il quale nell’ottobre 1999 è stato assunto dalla
violazione del principio di non-retroattività, dei diritti acquisiti,      Commissione per installare presso la direzione generale XII
del legittimo affidamento, della buona amministrazione e della             Ricerca un «help desk» (servizio di aiuto ed assistenza) alle
certezza del diritto. Oltre a chiedere l’annullamento, ella                piccole e medie imprese confrontate a problemi di innovazione
formula anche istanza di ristoro del danno materiale e morale              e ricerca.
che asserisce di aver subito a causa della decisione della
Commissione.
                                                                           Il ricorso è diretto ad ottenere l’annullamento della decisione
                                                                           contenuta in una lettera di risoluzione [del contratto], 3 ottobre
                                                                           2000 intesa a «risolvere il rapporto di lavoro [del ricorrente]»,
(1) Regolamento (CE, CECA, Euratom) del Consiglio 20 marzo 2000,
                                                                           «a decorrere dal 16.10.2000».
    n. 628, recante modifica del regolamento (CE, Euratom, CECA)
    n. 259/68 che definisce lo statuto dei funzionari delle Comunità
    europee nonché il regime applicabile agli altri agenti di tali
    Comunità (GU L 76, pag. 1).                                            Il ricorrente sostiene l’illegittimità del licenziamento ed afferma
                                                                           a tal fine che:
                                                                           —      la data di inizio del contratto era il 1o novembre 1999;
 ---pagebreak--- 29.9.2001                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 275/13
—     l’art. 34 dello Statuto del personale non è applicabile al            Motivi e principali argomenti
      suo rapporto di lavoro. Il suo periodo di prova era
      disciplinato dall’art. 14 del Regime applicabile agli altri
      agenti delle Comunità europee e dal contratto;                        Nel 1995 il ministro danese dei Trasporti fondava la società
                                                                            DSB Busser A/S con le Danske Statsbaner (ferrovie danesi, in
                                                                            prosieguo: le «DSB») come proprietarie. La società veniva in
—     ex artt. 5, lett. a), del contratto e 14 del Regime, il suo
                                                                            possesso di autobus e di altri beni patrimoniali provenienti
      periodo di prova era di sei mesi, che scadevano il 30 aprile
                                                                            dalle DSB e gestiva una serie di linee regionali e locali di
      2000;
                                                                            autobus in Danimarca. La società veniva successivamente
                                                                            ceduta al ministero danese dei Trasporti e modificava la
—     egli non è stato licenziato nel corso del periodo di prova
                                                                            denominazione in Combus A/S (in prosieguo: la «Combus»).
      di sei mesi;
—     la decisione di risoluzione [del contratto] non ha disposto           In relazione al trasferimento della gestione delle linee della
      nei suoi confronti il prescritto preavviso di tre mesi ed è           società, ai dipendenti provenienti dalla DSB, che venivano
      stata quindi presa in violazione dell’art. 5, lett. b) del            messi a disposizione della Combus, veniva offerto un compen-
      contratto e dell’art. 47 del Regime. Inoltre, in ulteriore            so per passare ad un impiego concordato, compenso che
      violazione dell’art. 47, non è stato versato alcun indenniz-          veniva pagato dalle DSB. Nel 1999 il ministero dei Trasporti
      zo o l’integralità del medesimo;                                      concedeva alla Combus un prestito garantito di DKK
                                                                            100 milioni e procedeva ad un conferimento di capitale di
—     in ogni caso il ricorrente non ha mai accettato il                    DKK 200 milioni all’espresso scopo di evitare che la Combus,
      prolungamento, come proposto o in qualsiasi altro modo,               che si trovava in una situazione finanziaria difficile, dovesse
      del suo periodo di prova. Al contrario ha respinto                    fallire.
      espressamente e ripetutamente ogni prolungamento di
      sorta.
                                                                            La ricorrente, che è un’organizzazione professionale di catego-
                                                                            ria per il settore dell’autotrasporto pubblico, presentava, nel
                                                                            novembre 1999, una denuncia alla Commissione in ordine
                                                                            alle misure di cui sopra.
                                                                            Nel novembre 2000 lo Stato danese comunicava alla Commis-
Ricorso della Danske Busvognmæd contro la Commis-                           sione che esso aveva l’intenzione di concedere un aiuto di
 sione delle Comunità europee, proposto l’11 luglio 2001                    Stato alla Combus in connessione con la vendita di tale
                                                                            società alla società inglese Arriva Danmark A/S. L’aiuto veniva
                                                                            quantificato in DKK 171,8 milioni. Con la decisione impugnata
                          (Causa T-157/01)                                  la Commissione approvava l’aiuto rispettivamente per DKK
                                                                            300 milioni e DKK 171,8 milioni.
                           (2001/C 275/27)
                                                                            La ricorrente fa valere che la Commissione ha approvato un
                    (Lingua processuale: il danese)                         aiuto di Stato illegittimo, dato che non ricorrono le condizioni
                                                                            previste all’art. 87, n. 3, lett. c), del Trattato CE. Anche se la
                                                                            Commissione in linea di massima può legittimamente applica-
L’11 luglio 2001, la Danske Busvognmæd, con sede in                         re decisioni quadro relative ad aiuti di Stato nei confronti di
Frederiksberg (Danimarca), rappresentata dall’avv. Per Dalskov,             settori di attività in crisi, le decisioni quadro non possono
ha proposto al Tribunale di primo grado delle Comunità                      derogare alle disposizioni dell’art. 87 del Trattato CE. L’aiuto
europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità                     alla Combus non è nell’interesse della Comunità e non ha la
europee.                                                                    finalità che può giustificare l’approvazione dell’aiuto come
                                                                            aiuto alla ristrutturazione. L’aiuto ha avuto il carattere di aiuto
La ricorrente ha formulato le seguenti domande:                             alla gestione o eventualmente di aiuto di salvataggio, il che
                                                                            però non è presentato dalla Commissione come rilevante nella
                                                                            controversia. L’aiuto ha inoltre un effetto distorsivo della
—     In via principale: che venga annullata la decisione della
                                                                            concorrenza.
      Commissione delle Comunità europee 28 marzo 2001,
      SG (2001) D/287297, relativa all’aiuto n. NN 127/2000
      (aiuto di Stato alla società Combus A/S), di modo che la              Viene inoltre fatto valere che la Commissione può aver
      decisione, in conformità dell’art. 231, primo comma, del              erroneamente trattato due delle tre parti dell’aiuto di Stato in
      Trattato CE, venga considerata nulla e non avvenuta;                  quanto non ha preso posizione sull’obbligo, assunto dalle DSB,
                                                                            di pagare un compenso ai dipendenti che fossero passati ad un
—     in via subordinata: che venga annullata l’approvazione                impiego concordato. La Commissione ha poi a torto trattato
      della parte dell’aiuto accordata alla Combus A/S il 31 mag-           l’aiuto di Stato come una misura di aiuto cumulativa malgrado
      gio 1999;                                                             il fatto che siano state concesse tre misure di aiuto indipendenti
                                                                            l’una dall’altra. Vi era forse un certo nesso causale tra i due
—     condannare la Commissione delle Comunità europee alle                 importi di aiuto di DKK 300 milioni e DKK 171,8 milioni, ma
      spese del procedimento dinanzi al Tribunale di primo                  essi erano separati sul piano temporale e avevano finalità
      grado.                                                                diverse.