CELEX: C2002/056/17
Language: it
Date: 2002-03-02 00:00:00
Title: Causa C-500/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Spagna, proposto il 21 dicembre 2001

2.3.2002                  IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 56/9
Motivi e principali argomenti                                              Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                              tro il Regno di Spagna, proposto il 21 dicembre 2001
—     violazione dell’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento del
      Consiglio n. 40/94 in relazione ai prodotti «bambole da
                                                                                                    (Causa C-500/01)
      gioco»: la sentenza impugnata non tiene in sufficiente
      considerazione la differenza che esiste tra le indicazioni
      atte a designare l’origine (marchi validi) e quelle aventi                                     (2002/C 56/17)
      carattere meramente informativo [indicazioni ricadenti
      nella previsione dell’art. 7, n. 1, lett. c)]. Il Tribunale ha
      commesso un errore di diritto interpretando l’art. 7, n. 1,
      lett. c), come riferito soltanto alla indicazione a carattere
      descrittivo del prodotto stesso («che il segno controverso           Il 21 dicembre 2001 la Commissione delle Comunità europee,
      è descrittivo delle bambole medesime») ed escludendo                 rappresentata dal sig. Stefan Rating, membro del servizio
      dall’ambito di applicazione della detta norma la descrizio-          giuridico, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il sig.
      ne delle caratteristiche delle bambole («descrittivo di              Luis Escobar Guerrero, anch’egli membro del servizio giuridico,
      quanto raffigurano tali bambole»). E’ altresı̀ errata in             Centre Wagner, Kirchberg, ha proposto alla Corte di giustizia
      diritto la pretesa del Tribunale che «il pubblico interessato,       delle Comunità europee un ricorso contro il Regno di Spagna.
      nel decidere in merito all’acquisto, assimil[i] la bambola
      in questione a quello che essa raffigura»; infatti, in tal
      modo viene richiesto un nesso di causalità tra l’indicazio-
      ne a carattere descrittivo e la decisione di acquisto che            La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      non è in alcun modo previsto dall’art. 7, n. 1, lett. c). Il
      Tribunale ha omesso di considerare che molte indicazioni
      a carattere descrittivo non designano il tipo di prodotto,           1.    dichiarare che il Regno di Spagna, non essendosi confor-
      bensı̀ ciò che il prodotto raffigura ovvero il contenuto del              mato alle disposizioni dell’art. 4 quater della Direttiva
      prodotto stesso; ciò vale, in via del tutto generale, per i               90/388/CEE (1), come modificata dalla direttiva
      giocattoli, ma anche per i libri o le riviste, i videogiochi,              96/19/CE (2), è venuto meno agli obblighi ad esso incom-
      ecc.;                                                                      benti in forza dell’art. 249 CE;
—     violazione dell’art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento del          2.    condannare il Regno di Spagna alle spese.
      Consiglio n. 40/94, per quanto riguarda gli «accessori
      per bambole da gioco»: il Tribunale ha fatto erronea
      applicazione del principio — di per sé corretto — vigente
      in materia di marchi in base al quale la tutelabilità di un
      marchio va verificata in rapporto ai prodotti ai quali esso
      si riferisce, avendo il detto giudice erroneamente preso in          Motivi e principali argomenti
      esame i prodotti «accessori per bambole da gioco»
      separatamente dal resto dei prodotti elencati. L’indicazio-
      ne «accessori per bambole da gioco» è riferita in modo               La Commissione sostiene che i canoni di abbonamento al
      talmente chiaro ai prodotti principali «bambole da gioco»            dettaglio praticati dalla Telefònica non potranno allinearsi ai
      da dover necessariamente condividere la sorte di questi              costi prima dell’inizio dell’anno 2003. Tale impedimento è
      ultimi sotto il profilo della tutela giuridica accordabile;          dovuto ai limiti automatici imposti dal sistema spagnolo di
                                                                           massimale dei prezzi, che impedisce alla Telefònica di procede-
—     violazione dell’art. 12 del regolamento del Consiglio                re rapidamente al riequilibrio della tariffa di abbonamento.
      n. 40/94 e della sentenza BMW/Denik (2), per quanto                  Essa aggiunge che è difficilmente accoglibile l’argomento
      riguarda gli «accessori per bambole da gioco»;                       secondo il quale un’operazione di riequilibrio distribuita
                                                                           nell’arco di circa sette anni risponde al criterio della massima
—     violazione dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento del          rapidità possibile stabilito dalla direttiva e che il riequilibrio
      Consiglio n. 40/94: posto che nella fattispecie il diniego           si è accompagnato all’apertura del mercato spagnolo delle
      di registrazione per mancanza del carattere distintivo ex            telecomunicazioni alla concorrenza.
      art. 7, n. 1, lett. b), è stato motivato sulla base dei
      medesimi argomenti addotti in riferimento all’art. 7, n. 1,
      lett. c), è logico che la soluzione del presente caso non
      possa che essere unitaria, e precisamente in senso opposto           (1) Direttiva della Commissione 28 giugno 1990, relativa alla concor-
      a quanto statuito nella sentenza impugnata.                              renza nei mercati dei servizi di telecomunicazione (GU L 192 del
                                                                               24.7.1990, pag. 10).
                                                                           (2) Direttiva della Commissione 13 marzo 1996, che modifica
                                                                               la direttiva 90/338/CEE al fine della completa apertura alla
(1) Non ancora pubblicata nella Raccolta della Giurisprudenza.                 concorrenza dei mercati delle telecomunicazioni (GU L 74 del
(2) Sentenza della Corte di giustizia 23 febbraio 1999, causa                  13.3.1996, pag. 13).
    C-63/1997, Racc. pag. I-925.