CELEX: C2001/212/34
Language: it
Date: 2001-07-28 00:00:00
Title: Causa C-227/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Spagna, presentato il 7 giugno 2001

28.7.2001                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 212/19
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                  Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                               tro il Regno di Spagna, presentato il 7 giugno 2001
—     dichiarare che il Regno di Danimarca non ha adempiuto,
      ai sensi dell’art. 226 CE, gli obblighi impostigli dall’art. 4,                              (Causa C-227/01)
      n. 1, e dall’art. 6, n. 1, della direttiva del Consiglio
      8 dicembre 1975, 76/160/CEE, relativa alla qualità delle
      acque di balneazione (1), non avendo adottato le misure                                       (2001/C 212/34)
      necessarie perché la qualità delle acque di balneazione sia
      conforme ai valori limite fissati dalla direttiva
      76/160/CEE, e non avendo effettuato le analisi con la                Il 7 giugno 2001 la Commissione delle Comunità europee,
      frequenza minima stabilita dalla direttiva;                          rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, con domicilio
                                                                           eletto in Lussemburgo presso il sig. Gérard Berscheid, Centre
                                                                           Wagner C 254, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia
—     condannare il Regno di Danimarca alle spese di causa.                delle Comunità europee un ricorso contro il Regno di Spagna.
                                                                           La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                           —     dichiarare che il Regno di Spagna, non avendo effettuato
Motivi e principali argomenti
                                                                                 uno studio di valutazione dell’impatto ambientale in
                                                                                 relazione al «proyecto de lı́nea Valencia Tarragona, tramo
                                                                                 Las Palmas-Oropesa, Plataforma», progetto compreso in
                                                                                 quello conosciuto come «Corredor del Meditarráneo», è
—     Art. 4, n. 1, in combinato disposto con l’art. 3 e con                     venuto meno agli obblighi ad esso incombenti ai sensi
      l’art. 5, n. 1: la direttiva obbliga gli Stati membri ad                   degli artt. 2, 3, 5, n. 2, e 6, n. 2, della direttiva del
      adottare misure per raggiungere un determinato risultato                   Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE (1) concernente
      entro il termine stabilito (10 dicembre 1985). Fatte salve                 la valutazione dell’impatto ambientale di determinati
      le deroghe stabilite dalla direttiva, uno Stato membro                     progetti pubblici e privati;
      non può addurre circostanze eccezionali per giustificare
      l’inadempimento di detto obbligo. Ne consegue che                    —     condannare il Regno di Spagna alle spese.
      il Regno di Danimarca non può sostenere che per
      l’adempimento della direttiva sia sufficiente aver adottato
      le relative misure. La Danimarca non può invocare l’art. 5,
      n. 2, per giustificare la correzione delle percentuali dei           Motivi e principali argomenti
      valori di conformità in conseguenza dei «superamenti
      eventuali», asseritamente dovuti ad inquinamento per
      animali o a forte pioggia, in quanto tali circostanze, in
                                                                           Mancato adempimento della direttiva 85/337/CEE nell’elabora-
      nessun modo documentate, non possono essere conside-
                                                                           zione del progetto della linea ferroviaria: il progetto non è
      rate come condizioni meteorologiche eccezionali.
                                                                           stato sottoposto al procedimento di valutazione dell’impatto
                                                                           ambientale ai sensi della direttiva, valutazione obbligatoria
—     Obbligo in base all’art. 6, n. 2: la Commissione ammette             nella specie, trattandosi di un progetto contenuto nell’allegato I,
      che la direttiva preveda la possibilità di ridurre il numero         punto 7, cui fa rinvio l’art. 4, n. 1, della direttiva. Il percorso
      di analisi. Tuttavia, riguardo a 11 specifiche aree di               ferroviario oggetto del presente ricorso implica la costruzione
      balneazione, per le quali la Commissione ha chiesto                  di una ferrovia per il traffico ferroviario a grande distanza,
      maggiori informazioni, la Danimarca ha dimostrato che                quantomeno in un doppio senso: raddoppio della via esistente
      soltanto in tre casi sono state rispettate le norme danesi,          e costruzione di un nuovo tracciato nel comune di Benicassim.
      secondo le quali, quando la qualità delle acque di                   La Commissione ritiene che il fatto che il piano generale di
      balneazione in due stagioni balneari successive è risultata          sistemazione urbanistica di Benicassim sia stato sottoposto a
      migliore di quella prevista dalla direttiva, si può diminuire       valutazione dell’impatto ambientale non esimerebbe il governo
      la frequenza dell’analisi in base al fattore 2, vale a dire, da      spagnolo dal l’assoggettare il progetto della via ferroviaria,
      10 a 5.                                                              oggetto del presente ricorso, al procedimento di valutazione
                                                                           ambientale. Considerato che il detto piano urbanistico fa
                                                                           riferimento sommario al tracciato della via ferroviaria Las
                                                                           Palmas-Oropesa e considerata l’inesistenza di studi in merito
                                                                           agli effetti del progetto sull’ambiente, sarebbe stato necessario
(1) GU L 31, pag. 1.                                                       procedere ad uno studio specifico dell’impatto ambientale
                                                                           al fine di rispondere agli obblighi derivanti dalla direttiva
                                                                           85/337/CEE.
                                                                           La Commissione ritiene, infine, che lo studio d’impatto
                                                                           ambientale redatto nel corso die lavori di redazione della
                                                                           modifica n. 3 del progetto di costruzione, oltre a riguardare
 ---pagebreak--- C 212/20                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        28.7.2001
unicamente una parte del progetto, non sarebbe stato realizza-             Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
to a termini della direttiva 85/337/CEE, atteso che non sarebbe             tro la Repubblica francese, presentato il 22 giugno 2001
stato rispettato il disposto degli artt. 5, n. 2, e 6, n. 2, della
medesima. Infatti, in primo luogo, nel procedimento seguito
ai fini dell’adozione dello studio, non sono state prese in
considerazione le informazioni cui fa riferimento l’art. 5,                                        (Causa C-244/01)
n. 2, della direttiva (tra cui una sintesi non tecnica delle
informazioni) e, in secondo luogo, non ha provveduto,
previamente all’emanazione dello studio, alla consultazione
del pubblico affinché gli interessati potessero esprimere la
                                                                                                    (2001/C 212/36)
propria opinione al riguardo.
(1) GU L 175 del 5.7.1985, pag. 40.
                                                                           Il 22 giugno 2001 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                           rappresentata dai sigg. D. Martin e M. França, in qualità di
                                                                           agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
                                                                           ricorso dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                           contro la Repubblica francese.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
tro il Granducato di Lussemburgo, presentato il 22 giugno                  La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
                                 2001                                      voglia:
                          (Causa C-242/01)
                                                                           —     accertare che la Repubblica francese, non trasponendo
                                                                                 integralmente l’art. 4, n. 2, della direttiva del Consiglio
                           (2001/C 212/35)                                       5 aprile 1993, 93/13/CEE, relativa alle clausole abusive
                                                                                 nei contratti stipulati con i consumatori (1), è venuta
Il 22 giugno 2001 la Commissione delle Comunità europee,                         meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della
rappresentata dai sigg. D. Martin e M. França, in qualità di                     direttiva medesima;
agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
ricorso dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee             —     condannare la Repubblica francese alle spese.
contro il Granducato di Lussemburgo.
La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
voglia:
—     accertare che il Granducato di Lussemburgo non avendo                Motivi e principali argomenti
      adottato tutte le misure necessarie per porre in essere in
      modo completo e corretto le disposizioni necessarie alla
      trasposizione nell’ordinamento giuridico lussemburghese
      dell’art. 4, n. 3, della direttiva del Consiglio 13 giugno
                                                                           La Commissione rileva che l’art. L-132-1, settimo comma, del
      1990, 90/314/CEE, relativa ai viaggi, vacanze e circuiti
                                                                           Codice francese del consumo non contiene la condizione in
      «tutto compreso» (1), è venuto meno agli obblighi ad esso
                                                                           virtù della quale le clausole essenziali, per essere escluse dalla
      incombenti in forza della direttiva medesima;
                                                                           valutazione dell’eventuale carattere abusivo, debbano essere
—     condannare il Granducato di Lussemburgo alle spese.                  «redatte in modo chiaro e comprensibile». Essa ritiene che il
                                                                           rinvio alla nozione stessa di clausola abusiva non costituisca
                                                                           una garanzia sufficiente per prescindere dall’applicazione di
Motivi e principali argomenti                                              talune clausole abusive che definiscono l’oggetto principale del
                                                                           contratto, ma che sono redatte in modo oscuro ovvero
                                                                           incomprensibile.
La Commissione ritiene che la direttiva non sia stata corretta-
mente trasposta dall’art. 4 del regolamento granducale
4 novembre 1997, per il fatto che quest’ultimo, nel prevedere
un termine di 21 giorni prima della partenza, pone dei limiti
ingiustificati al diritto di cessione previsto dall’art. 4, n. 3, della    (1) GU L 95 del 21.4.1993, pag. 29.
direttiva.
(1) GU L 158 del 23.4.1990, pag. 59.