CELEX: 51998PC0082
Language: it
Date: 1998-02-13
Title: Proposta modificata di regolamento (CE) del Consiglio relativo all'inserimento della tematica uomo/donna nella cooperazione allo sviluppo

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                Bruxelles, 13.02.1998
                                                COM(1998) 82 def.
                                                97/0151 (SYN)
                     PROPOSTA MODIFICATA DI
              REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
RELATIVO ALL'INSERIMENTO DELLA TEMATICA UOMO/DONNA
            NELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
    (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A,
                        paragrafo 2 del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                            RELAZIONE
 il regolamento proposto fissa gli obiettivi e le modalità delle azioni finanziate sulla base
della linea di bilancio B7-611, intitolata "Le donne nel processo di sviluppo"
 La proposta originaria del presente regolamento era stata presentata dalla Commissione i!
9 giugno 1997.
 In base a una relazione stilata dalla sig.ra Karin Junker, il 19 novembre 1997 il Parlamento
ha approvato all'unanimità la proposta della Commissione inserendovi 17 emendamenti.
 Nel corso dei dibattiti del Parlamento, la Commissione ha comunicato di poter accettare
 integralmente o parzialmente, in alcuni casi con modifiche del testo, 9 emendamenti; non è
però in grado di accettare gli altri 8 emendamenti.
 È pertanto opportuno che la Commissione stili una proposta modificata contenente gli
emendamenti che ha accettato (testo sottolineato), i quali sono essenzialmente di natura
tecnica.
Occorre rilevare che gli emendamenti non accettati dalla Commissione riguardavano sia le
disposizioni della "comitatologia" - emendamenti non accettati a fini di chiarezza e di
coerenza giuridiche per mantenere una certa uniformità rispetto alle disposizioni simili
contenute in altri regolamenti di natura paragonabile già in vigore e per non discostarsi
dalla clausole standard - che quelle relative alle risorse umane e istituzionali -
emendamenti non accettati in quanto riguardavano materie di competenza interna della
Commissione.
Il gruppo "Sviluppo" del Consiglio ha già discusso la proposta iniziale della Commissione
e il 6 novembre 1997 ha elaborato un progetto di posizione comune. Onde agevolare la
discussione, la proposta modificata prende in considerazione (in grassetto nel testo) anche
le modifiche proposte dal gruppo "Sviluppo" del Consiglio che la Commissione ha potuto
accettare. Tali modifiche sono compatibili con gli emendamenti proposti dal Parlamento e
accettati dalla Commissione.
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                         REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
      RELATIVO ALL'INSERIMENTO DELLA TEMATICA UOMO/DONNA
                      NELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 W,
vista la proposta della Commissione,
deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 C del trattato,
 ---pagebreak---    i        considerando che l'importanza del ruolo svolto dalle donne sul piano economico e
  sociale nei paesi in via di sviluppo ha determinato il riconoscimento sempre più diffuso a
  livello internazionale del fatto che la loro piena partecipazione senza discriminazioni è
  indispensabile a uno sviluppo reale e sostenibile;
  2.        considerando che attualmente le donne contribuiscono allo sviluppo nonostante i
  pesanti condizionamenti cui sono soggette proprio in quanto donne, che limitano
  l'efficacia del loro lavoro e riducono i benefici che ne potrebbero derivare alla società nel
  suo insieme;
  3.        considerando che tali condizionamenti comprendono persistenti e forti disparità tra
  uomini e donne per quanto riguarda l'accesso ai servizi di base, in particolare nei settori
  dell'istruzione, della formazione e della sanità, il processo decisionale politico ed
  economico sotto molti aspetti della vita sociale e familiare, nonché il controllo delle
  risorse economiche,
 4          considerando che gli interventi a favore dello sviluppo hanno raramente affrontato
 adeguatamente le differenze di situazione, ruolo, opportunità e priorità esistenti tra uomini
 e donne, limitando in tal modo il risultato complessivo dello sforzo compiuto;
 5.        considerando che la rimozione delle disparità tra uomini e donne e la
 valorizzazione del ruolo delle donne sono determinanti per la giustizia sociale e l'efficacia
 delle iniziative di sviluppo;
 6.        considerando che la cooperazione allo sviluppo deve favorire la necessaria e
 concomitante trasformazione dei comportamenti, delle strutture e dei meccanismi a livello
 politico, economico, giuridico, di comunità e di famiglia;
 7.        considerando che è ormai riconosciuto che, pur essendo tuttora necessarie
 iniziative specificamente intese a valorizzare il ruolo delle donne nello sviluppo, occorre
 considerare i ruoli, le responsabilità, le esigenze, l'accesso alle risorse e alle competenze
 decisionali degli uomini e delle donne nonché le relazioni fra loro, designate
 dall'espressione "tematica uomo/donna";
8.         considerando che ai fini di uno sviluppo efficace occorre inserire sistematicamente
la tematica uomo/donna nella concezione, attuazione e valutazione di tutti gli interventi e
le strategie in materia di sviluppo;
9.         considerando che quanto precede è esposto in modo più dettagliato nella
comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull'inserimento
degli aspetti relativi alla tematica uomo/donna nella cooperazione allo sviluppo, del 18
settembre 19951, ed è stato confermato dal Consiglio nellarisoluzionecitata più avanti;
 10.       considerando che in una serie di conclusioni dal 1982 al 1993 il Consiglio ha
sottolineato l'importanza che attribuisce al ruolo delle donne nello sviluppo;
 11.      considerando che la Comunità e gli Stati membri sono firmatari delle Strategie per
il futuro elaborate nel 1985 a Nairobi, nonché della dichiarazione finale e della piattaforma
d'azione della quarta Conferenza mondiale sulle donne svoltasi a Pechino nel 1995, in cui
      COM(95) 423
 ---pagebreak---   si sottolinea la necessità di agire contro gli ostacoli alla parità uomo/donna e di far sì che
  tutte le politiche e tutti i programmi contengano un approccio di questo tipo;
   12      considerando che la Convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le
  forme di discriminazione nei confronti delle donne ( 1979) considera tale discriminazione
  un ostacolo allo sviluppo che le parti hanno convenuto di eliminare con tutti i mezzi
  appropriati; che la dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto allo sviluppo (1986)
  sottolinea il diritto di tutte le persone a partecipare e contribuire allo sviluppo nonché la
  necessità di prendere misure efficaci per garantire che le donne abbiano un ruolo attivo nel
  processo di sviluppo;
   13.     considerando che il Parlamento europeo in numerose risoluzioni, in particolare la
  risoluzione del 14 maggio 19922 sulla situazione delle donne nei paesi in via di sviluppo e
  la risoluzione del 15 giugno 1995 sulla quarta Conferenza mondiale sulle donne di
  Pechino3, ha messo l'accento sulla necessità di prendere in debita considerazione il ruolo e
  le priorità delle donne nella politica comunitaria di cooperazione allo sviluppo e di
  prendere misure atte a garantire una concreta applicazione delle conclusioni della
  Conferenza di Pechino,
  14.      considerando che larisoluzionedel Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli
  Stati membri del 20 dicembre 1995 approva la comunicazione della Commissione sullo
  stesso tema, richiede il pieno inserimento della tematica uomo/donna nella cooperazione
  allo sviluppo e nel coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri in materia e
  contiene orientamenti che applicano al settore della cooperazione allo sviluppo gli impegni
  politici assunti a Pechino;
  15.      considerando che tale impostazione è ulteriormente confermata dalla risoluzione
  del Consiglio e degli Stati membri sullo sviluppo umano e sociale del 22 novembre 1996;
  16.      considerando che, data l'importanza riconosciuta della tematica uomo/donna ai fini
 di uno sviluppo efficace, è opportuno prevedere attività specificamente intese a garantire
 che essa sia adeguatamente presa in considerazione in tutti gli strumenti finanziari della
 Comunità, che dovrebbero sempre più farsi carico di questo aspetto fondamentale;
  17.      considerando che l'impostazione più efficace prevede per gli aiuti forniti ai sensi
 del presente regolamento iniziative strategiche di sensibilizzazione ben mirate, che
 possano avere un reale effetto moltiplicatore, anziché ilfinanziamentodi progetti operativi
 su piccola scala;
 17 bis. considerando che gli aiuti forniti ai sensi degli strumenti finanziari principali della
cooperazione allo sviluppo della Comunità dovrebbero essere assegnati più diffusamente
anche agli interventi specifici a favore delle donne:
 18.      considerando che l'importanza delle attività comunitarie nel campo della
cooperazione allo sviluppo richiede che la Comunità prenda iniziative, complementari a
quelle degli Stati membri, atte a garantire il rispetto degli impegni assunti a Pechino;
 19.      considerando che occorre prendere misure per finanziare le attività previste dal
presente regolamento;
2
      A3-0146/92
3
      A4-0142/95
 ---pagebreak---   20      considerando che occorre definire norme di attuazione dettagliate, in particolare la
  forma degli interventi, i beneficiari degli aiuti e le procedure decisionali,
  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                              Articolo 1
  1. La Comunità fornisce assistenza finanziaria e consulenza tecnica a sostegno
 dell'inserimento orizzontale [mainstreaming] di una sensibilità alla tematica uomo/donna
 in tutte le politiche e gli interventi di cooperazione allo sviluppo.
 2. L'assistenza fornita in base al presente regolamento integra, rafforza e coordina
 quella fornita nel quadro di altri strumenti di cooperazione allo sviluppo, compresi quelli
 creati a livello intergovernativo e/o nazionale, per far sì che si tenga pienamente conto
 della tematica uomo/donna nelle politiche e negli interventi comunitari.
 3. Ai fini del presente regolamento si intendono per "tematica (o problematica)
 uomo/donna" i ruoli, le responsabilità e le opportunità diversi e interdipendenti delle
 donne e degli uomini per quanto riguarda lo sviluppo, che sono determinati dal contesto
 sociale e culturale e possono mutare col tempo, tra l'altro in seguito ad interventi sul
 piano strategico e politico.
                                             Articolo 2
 1. Gli obiettivi delle attività che saranno avviate in base al presente regolamento sono i
seguenti:
a) sostenere l'inserimento dell'analisi della tematica uomo/donna, in particolare dal
punto di vista dello status de jure e de facto delle donne e degli uomini, delle loro
ne.cegsM.C- del loro contributo alla vita sociale e alla famiglia, e sostenere, l'adozione di
un'impostazione che tenga conto delle disparità tra i sessi nell'elaborazione, concezione e
attuazione delle politiche e delle azioni comunitarie di sviluppo su grande, media e piccola
scala, nonché nella loro verifica e valutazione;
b) sostenere e facilitare l'inserimento, in tutti gli interventi della Comunità a favore dello
sviluppo, di azioni su scala sufficientemente vasta relative alle disuguaglianze fra i sessi, in
particolare per quanto riguarda l'accesso alle risorse e ai servizi nonché la partecipazione
ai processi decisionali della vita politica, economica e sociale:
b bis) portare progressivamente, entro il 2003, a una situazione in cui una parte
sensibilmente maggiore degli interventi comunitari saranno conformi ai criteri
deirOCSE/CAS4 relativi all'integrazione uomo/donna o all'azione positiva;
4
     Documenti DCD/DAC -TÀTY89) I e DCD/DAC/STAT(97) 1
                                                     6
 ---pagebreak---  e) sviluppare e incoraggiare nei paesi in via di sviluppo le capacità endogene pubbliche e
 private in grado di assumersi la responsabilità dell'inserimento della tematica uomo/donna
 nelle politiche di sviluppo,
 e bis) raggruppare le azioni nelI '.ambitojiel coordmamenlo con ^li Stati, membri voHe a
 inserire la tematica uomo/donna nella cooperazione allo sviluppo.
 2.    Potranno esserefinanziatein particolare le attività seguenti:
 - fornitura di consulenza tecnica e agevolazione dell'inserimento della tematica
    uomo/donna negli interventi a favore dello sviluppo;
 - attività intese a prendere in considerazione le implicazioni della tematica uomo/donna
     nelle analisi, nelle politiche e nelle strategie nazionali e settoriali;
     programmi volti a creare le capacità istituzionali e operative dei paesi in via di sviluppo
     in materia di tematica uomo/donna a livello nazionale, regionale e locale, in particolare
     per quanto riguarda gli atti legislativi e amministrativi intesi a garantire l'uguaglianza
     tra uomini e donne:
 - sostegno alla raccolta e alla diffusione di dati disaggregati per sesso;
 - elaborazione di metodologie, orientamenti, manuali, procedure, indicatori e altri
     strumenti operativi intesi a migliorare l'inserimento della tematica uomo/donna nelle
     attività di sviluppo;
 - verifiche e valutazioni tematiche;
 - formazione e sensibilizzazione dei principali responsabili in seno alla Commissione e nei
     paesi in via di sviluppo;
 - sostegno ai paesi in via di sviluppo per la formulazione, la verifica e il controllo dei
     piani nazionali volti ad attuare le raccomandazioni della piattaforma d'azione della
    Conferenza di Pechino;
- azioni che rientrano nel quadro del coordinamento con gli Stati membri per quanto
    riguarda l'inserimento della tematica uomo/donna nella cooperazione allo sviluppo.
3. Un'attenzione speciale sarà rivolta all'inserimento della tematica uomo/donna nelle
questioni emergenti della cooperazione allo sviluppo.
                                               Articolo 3
Possono beneficiare delle attività avviate nel quadro del presente regolamento
amministrazioni ed enti pubblici, amministrazioni decentrate, enti regionali, università e
centri diricerca,comunità tradizionali e locali, sindacati, cooperative, organizzazioni non
governative, associazioni di pubblica utilità (come i gruppi di consumatori d'acquai e
associazioni che rappresentano popolazioni locali, specialmente le donne, nonché
cooperative ed istituti di credito agrario e artigianale.
Un'attenzione particolare sarà rivolta alle strutture endogene che possono contribuire
attivamente a rafforzare le capacità locali in relazione alla tematica uomo/donna.
 ---pagebreak---                                            Articolo 4
  1 I mezzi da impiegare per le attività di cui all'articolo 2 comprendono studi, assistenza
 tecnica adeguata, compreso il ricorso a breve e a lungo termine a esperti, servizi di
 istruzione, formazione o altri, forniture e lavori, revisioni dei conti e missioni di
 valutazione e di controllo
 2. Il finanziamento comunitario può coprire sia spese d'investimento, escluso l'acquisto
di beni immobili, che spese correnti (comprese le spese di amministrazione, manutenzione
e funzionamento), in quanto il progetto deve avere come obiettivo, se possibile, essere
 vitale a medio termine.
Tuttavia, tranne che per i programmi di formazione, istruzione e ricerca, le spese di
funzionamento di norma possono essere coperte soltanto nella fase di avvio delle azioni e
in misura decrescente.
3. Sarà richiesto un contributo ai beneficiari di cui all'articolo 3. Tale contributo sarà in
funzione dei loro mezzi e delle caratteristiche dell'intervento in questione.
4. Possono essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altri donatori, in
particolare Stati membri e organizzazioni internazionali interessate.
5. Vengono prese le misure necessarie per evidenziare il carattere comunitario degli aiuti
forniti in base al presente regolamento
6. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e
garantire la massima efficacia di queste azioni nel loro insieme, la Commissione può
prendere tutte le misure di coordinamento necessarie, in particolare:
a) la messa a punto di un sistema di scambio sistematico e di analisi delle informazioni
      sulle operazioni finanziate o che potranno esserlo da parte della Comunità e degli
      Stati membri;
b) il coordinamento in loco delle azioni, nell'ambito di incontri periodici e scambi
      d'informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nei paesi
      beneficiari.
7. Per ottenere il maggiore impatto possibile a livello internazionale e nazionale, la
Commissione, di concerto con gli Stati membri, può prendere tutte le iniziative per
assicurare un buon coordinamento e una stretta collaborazione, in particolare per
quanto riguarda lo scambio di informazioni, con i paesi beneficiari e con i finanziatori
e altri organismi internazionali interessati, in particolare quelli che fanno parte del sistema
delle Nazioni Unite.
                                          Articolo 5
Il sostegno finanziario fornito in base al presente regolamento è costituito da aiuti non
rimborsabili.
                                          Articolo 6
I. La Commissione è responsabile della valutazione preventiva, della selezione e della
;estione deile azioni contemplate dal presente regolamento secondo le procedure di
                                                   8
 ---pagebreak---  bilancio e le altre procedure in vigore, in particolare quelle previste dal regolamento
 finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
 2 Le decisioni riguardanti aiuti non rimborsabili di oltre 2 milioni di ecu, assegnati ad
 operazioni particolari efinanziatiai sensi del presente regolamento, sono adottate secondo
 la procedura di cui all'articolo 7.
 3. La Commissione è autorizzata ad approvare, senza chiedere il parere del comitato di
 cui all'articolo 7, gli impegni supplementari necessari per coprire gli eventuali superamenti
 previsti o constatati a titolo delle operazioni, purché il superamento o il fabbisogno
 supplementare sia inferiore o uguale al 20% dell'impegno inizialmente fissato nella
 decisione di finanziamento.
 4. Ogni accordo o contratto difinanziamentoconcluso ai sensi del presente regolamento
 prevede che la Commissione e la Corte dei conti effettuino controlli in loco secondo le
 modalità consuete previste dalla Commissione nel quadro delle disposizioni in vigore, in
 particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle
 Comunità europee.
 5. Quando le operazioni sono oggetto di accordi di finanziamento tra la Comunità e il
 paese beneficiario, questi prevedono che il pagamento di tasse, dazi e altri eventuali oneri
 non sia a carico della Comunità.
 6. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni,
 a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario Può
 essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo e, in casi eccezionali debitamente
 giustificati, ad altri paesi terzi.
 7. Le forniture sono originarie degli Stati membri, dello Stato beneficiario o di altri
 paesi in via di sviluppo. In casi eccezionali, debitamente giustificati, le forniture possono
 essere originarie di altri paesi.
 8.   Occorre prestare un'attenzione particolare.
- alla ricerca della redditività e di un impatto durevole al momento della concezione del
    progetto;
- alla chiara definizione e al controllo degli obiettivi e degli indicatori di realizzazione per
    tutti i progetti;
- alla idoneità dei programmi e dei progetti a rispondere all'obiettivo
    d'inserimento orizzontale della tematica uomo/donna in tutti gli interventi
    comunitari.
                                           Articolo 7
1. La Commissione è assistita dal comitato geografico competente in materia di
sviluppo.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure
da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, eventualmente
procedendo a votazione.
                                                   9
 ---pagebreak---  I! parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la
 sua posizione figuri nel verbale.
 La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo
 informa del modo in cui ha tenuto conto di tale parere.
                                             Articolo 8
 Una volta l'anno si procede a una discussione sulla base degli orientamenti generali per le
 azioni da attuare nel corso dell'anno seguente, presentati dal rappresentante della
 Commissione nel quadro di una riunione congiunta dei comitati di cui all'articolo 7,
 paragrafo 1.
                                             Articolo 9
 1. Alla fine di ogni esercizio finanziario la Commissione sottopone al Parlamento
europeo e al Consiglio una relazione annuale che delinea le attività finanziate nel quadro
del presente regolamento in rapporto all'inserimento della tematica uomo/donna nella
cooperazione comunitaria allo sviluppo e i risultati ottenuti. La relazione contiene inoltre:
- l'elenco dei progetti con il nome dei partner e la percentuale del costo operativo
    finanziata dalla Comunità;
- una valutazione, corredata di cifre, dell'esecuzione del presente regolamento nello
    stesso periodo.
2. La Commissione effettua una valutazione periodica delle operazioni finanziate dalla
Comunità per stabilire se siano stati raggiunti gli obiettivi e fornire linee direttrici per
migliorare l'efficacia delle operazioni future. La Commissione presenta una sintesi delle
valutazioni effettuate al comitato di cui all'articolo 7, che può eventualmente esaminarle. I
rapporti di valutazione sono a disposizione degli Stati membri che desiderano consultarli.
2 bis. La Commissione informa ogni mese gli Stati membri sulle azioni e i progetti
approvati, indicandone l'importo, la natura, il paese beneficiario e i partner.
3. La guida delfinanziamentocontenente gli orientamenti e i criteri per la selezione dei
progetti viene pubblicata e distribuita alle parti interessate dai servizi della Commissione,
comprese le delegazioni della Commissione nei paesi beneficiari.
                                            Articolo 10
1.       Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
2.       Tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione
presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione d'insieme delle azioni
finanziate dalla Comunità nel quadro del presente regolamento, la quale può
contenere suggerimenti relativi al futuro del presente regolamento.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
                                                                                Per il Consiglio
  ratto a ....,
                                                    10
                                                                                    II Presidente
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM (98) 82 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                             11 01   05   16
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-087-IT-C
                                                             ISBN 92-78-31110-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                11