CELEX: 51998PC0404
Language: it
Date: 1998-07-08
Title: Proposta riesaminata di regolamento (CE) del Consiglio relativo al cofinanziamento con le organizzazioni non governative di sviluppo (ONG) europee di azioni nei settori che interessano i paesi in via di sviluppo

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                  Bruxelles, 08.07.1998
                                                  COM(1998) 404 def.
                                                  95/0168 (SYN)
                           Propostariesaminatadi
                 REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
 RELATIVO AL COFINANZIAMENTO CON LE ORGANIZZAZIONI NON
GOVERNATIVE DI SVILUPPO (ONG) EUROPEE DI AZIONI NEI SETTORI
          CHE INTERESSANO I PAESI IN VIA DI SVILUPPO
      (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 C,
                          lettera d) del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                      RELAZIONE
(concernente gli emendamenti del Parlamento europeo in seconda lettura della procedura
di cooperazione - accettati dalla Commissione, e gli emendamenti che la stessa non ha
accettato).
In data 11 luglio 1995 la Commissione ha presentato al Consiglio e al Parlamento una
proposta di regolamento relativo al cofinanziamento con le organizzazioni non
governative di sviluppo (ONG) europee di azioni nei settori che interessano i paesi in via
di sviluppo.
Tale proposta di regolamento del Consiglio, basata sull'articolo 130W del trattato, è
soggetta alla procedura di cooperazione (articolo 189 C del trattato).
Conformemente a detta procedura di cooperazione, in data 15 dicembre 1995 il
Parlamento ha formulato un parere in prima lettura.
In data 7 luglio 1997 il Consiglio ha adottato una posizione comune alla quale la
Commissione si è allineata.
In data 18 dicembre 1997 il Parlamento ha formulato un parere in seconda lettura ed ha
adottato complessivamente 8 emendamenti (P.E. 167.183).
In conformità dell'articolo 189C, lettera d) la Commissione presenta una proposta
riesaminata che include gli emendamenti accettati.
La proposta riesaminata intende fissare le modalità di gestione delia linea di bilancio
destinata al cofinanziamento con le ONG di azioni nei settori che interessano i paesi in
via di sviluppo.
                                             1-3
 ---pagebreak--- OSSERVAZIONI SUGLI EMENDAMENTI ADOTTATI DAL PARLAMENTO IN 2A
LETTURA.
1. ANALISI DEGLI EMENDAMENTI ACCETTATI/RESPINTI
   Gli emendamenti adottati in 2a lettura possono essere raggruppati in tre categorie:
   1.1    Quelli che apportano una modifica accettabile e che la Commissione ha
          accettato integralmente:
          n. 1: da la priorità alle iniziative dei partner locali
          n. 2: pone l'accento sulla formazione e sui diritti dei bambini
         n. 6,2a e 3a parte: precisa la natura delle informazioni che la Commissione
         deve fornire nella relazione annuale al Parlamento
         n. 9, la e 2a parte: prevede che, di norma, la decisione di sostenere
         un'azione viene adottata entro sei mesi a decorrere dal ricevimento della
         domanda. Precisa che qualora, nel quadro dell'istruzione del documento, la
         domanda risultasse incompleta, il succitato termine decorrerà dal
         ricevimento delle informazioni richieste.
         Prevede che in caso di decisione negativa debbano essere fornite all'ONG
         interessata motivazioni verificabili.
   1.2   Quelli che apportano una modifica accettabile nella sostanza ma non nella
         formulazione adottata dal Parlamento:
         n. 3: ricorda la necessità di tener conto delle variazioni del tasso di cambio
         n. 4: autorizza accordi tra ONG europee e partner locali sui reinvestimenti di
         fondi
         In entrambi i casi la Commissione, pur accettando e condividendo
         pienamente il principio raccomandato dal Parlamento, ritiene che la
         formulazione adottata da quest'ultimo non sia abbastanza chiara ed esplicita
         e possa dare adito ad interpretazioni ambigue e non perfettamente trasparenti
         sul piano giuridico e finanziario. Essa propone pertanto una nuova
         formulazione più esplicita e più chiara.
   1.3   Quelli che non sono accettabili e che la Commissione non ha adottato, o
         perché impongono oneri eccessivi nella gestione o per motivi di opportunità:
         n. 6, la parte: fissa al 30 giugno di ogni anno il termine per la trasmissione
         al Parlamento della relazione annuale della Commissione relativa
         all'esercizio precedente.
         n. 7 - Comitologia: prevede che la Commissione sia assistita da un
         Comitato consultivo, in sostituzione del Comitato di gestione lib per i
         progetti e programmi di valore superiore a 2 MECU e del Comitato di
         gestione Ila per gli orientamenti annuali introdotti dal Consiglio nella
         posizione comune.
 ---pagebreak--- n. 7, seconda parte (Comitologia) : introduce alcune previsioni riguardanti
la trasparenza dei lavori del comitato.
n. 8: prevede che il regolamento verrà riesaminato cinque anni dopo l'entrata
in vigore.
n. 9, ultima parte: prevede che la composizione formale della pratica
(introdotta da una ONG) debba essere controllata entro un mese.
 ---pagebreak--- 2. POSIZIONE DELLA COMMISSIONE E GIUSTIFICAZIONE:
   Pur tenendo conto della posizione della Commissione proposta per il resto degli
   emendamenti, illustrata al punto 1, la Commissione respinge gli emendamenti del
   punto 1.3. per i seguenti motivi:
   Emendamento n. 6, la parte (articolo 7, paragrafo 1)
   Tenuto conto delle procedure interne della Commissione e delle procedure di
   trasmissione al Parlamento, il termine del 30 giugno di ogni anno per l'invio al
   Parlamento della relazione annuale sull'esercizio precedente risulta poco realistico
   (il 1° ottobre sarebbe più realistico).
   Emendamento n. 7 - Comitologia (articolo 8)
   Pur avvicinandosi alla posizione iniziale della Commissione, questo emendamento
   rimette in questione la soluzione di compromesso raggiunta infine in materia di
   comitologia nella posizione comune. Tale compromesso è stato l'unico che si è
   potuto raggiungere dopo discussioni protrattesi per quasi due anni tra le varie
   posizioni degli Stati membri e la proposta della Commissione. Rimetterlo in
   questione significherebbe riaprire il dibattito lasciando sempre la Commissione
   senza base giuridica, peraltro indispensabile.
   Emendamento n. 7, ultima parte, Comitologia (Articolo 8)
   Il sistema auspicato mediante .questo emendamento del Parlamento non è conforme
   alla decisione "Comitologia" del luglio 1987.
   Emendamento n. 8 (articolo 11, comma unico bis)
   L'emendamento prevede che il regolamento verrà riesaminato cinque anni dopo
   l'entrata in vigore. Questo periodo di cinque anni è troppo breve considerando che la
   discussione del progetto di regolamento con il Parlamento e il Consiglio è già durata
   due anni e mezzo (luglio 1995-gennaio 1998) e non si è ancora conclusa.
   Emendamento n. 9 (articolo 6, paragrafo 1)
   L'emendamento prevede che la composizione formale della pratica (presentata da
   una ONG) sia controllata entro un mese. Tale periodo è già compreso nel termine di
   sei mesi indicato nella prima parte dell'emendamento n. 9, ed è pertanto superfluo.
 ---pagebreak---                                 PROPOSTA RIESAMINATA DI
                     REGOLAMENTO (CE) N                  /98 DEL CONSIGLIO
                                                  del
              relativo al cofinanziamento con le organizzazioni non governative
                di sviluppo (ONG) europee di azioni nei settori che interessano
                                  i paesi in via di sviluppo (PVS)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130W,
vista la proposta della Commissione1,
deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189C del trattato2,
1
    GU n. C 251 del 27.9.1995, pag. 18.
2
    Parere del Parlamento europeo del 15 dicembre 1995 (GU n. C 17 del 22.1.1996, pag. 455), posizione
    comune del Consiglio del 7.7.1997 e decisione del Parlamento europeo del 18.12.1997.
 ---pagebreak---  considerando che nella comunicazione al Consiglio del 6 ottobre 1975 la Commissione
 ha presentato i suoi orientamenti in materia di relazioni con le organizzazioni non
 governative (ONG) che si occupano della cooperazione allo sviluppo, nonché i criteri
 generali e le modalità d'impiego degli stanziamenti destinati alle azioni di sviluppo delle
 ONG;
 considerando che nel 1976 l'autorità di bilancio ha istituito una voce destinata al
 cofinanziamento con le ONG e che da allora essa ha costantemente aumentato la
 dotazione di questa voce (da 2.5 MECU nel 1976 a 174 MECU nel 1995) in base alle
 relazioni sull'impiego degli stanziamenti presentate annualmente dalla Commissione;
considerando che nella sessione del 28 novembre 1977 il Consiglio ha approvato i criteri
generali e le modalità d'impiego proposti dalla Commissione;
considerando che il Parlamento europeo, nella risoluzione del 14 maggio 1992
riguardante il ruolo delle ONG nella cooperazione allo sviluppo3, ha ribadito il ruolo
specifico e insostituibile delle ONG e l'utilità e l'efficacia della loro azione a favore dello
sviluppo, sottolineando in particolare il loro ruolo privilegiato a favore degli emarginati
nei paesi in via di sviluppo, la necessità di preservare la loro autonomia d'azione,
l'importanza del loro ruolo per promuovere i diritti dell'uomo e il processo di
democratizzazione alla base;
considerando che il Consiglio, nella risoluzione del 27 maggio 1991 relativa alla
cooperazione con le ONG ha sottolineato l'importanza dell'autonomia e
dell'indipendenza delle ONG, che esso hariconosciutoaltresì che il sistema comunitario
di cooperazione con le ONG è necessariamente complementare alle iniziative analoghe
prese                                         a                                         livello
3
     GU n. C 150 del 15.6.1992, pag. 273.
 ---pagebreak---  nazionale e che è necessaria un'impostazione flessibile nelle procedure e nella loro
applicazione;
considerando che il Consiglio, nelle conclusioni del 18 novembre 1992, ha preso nota
con soddisfazione dei criteri applicati dalla Commissione per quanto riguarda la scelta
dei progetti di sviluppo e di formazione presentati ai fini del cofinanziamento, in
particolare nella prospettiva di rafforzare il tessuto democratico e il rispetto dei diritti
dell'uomo nei paesi in via di sviluppo, rallegrandosi in special modo perché la
Commissione ha chiaramente precisato che il più importante criterio di scelta rimane la
qualità del progetto e sostenendo senza riserve l'impostazione adottata dalla
Commissione;
considerando che è necessario stabilire le modalità di gestione applicabili al
cofinanziamento con le ONG europee di azioni nei settori che interessano i paesi in via di
sviluppo,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                          Articolo 1
1. La Comunità cofinanzia con organizzazioni non governative europee che operano nel
settore dello sviluppo (ONG), definite all'articolo 3, azioni sul campo volte a soddisfare
le esigenze fondamentali delle popolazioni svantaggiate nei paesi in via di sviluppo.
Viene data la priorità alle proposte di azione fondate su un'iniziativa dei partner nei paesi
in via di sviluppo. Tali azioni, proposte dalle ONG europee e svolte in collaborazione con
i loro partner nei paesi in via di sviluppo, hanno come obiettivo la lotto contro la povertà
e il miglioramento del tenore di vita e della capacità di sviluppo endogeno dei beneficiari.
 ---pagebreak---  2. La Comunità cofinanzia con ONG europee, definite nell'articolo 3, anche azioni di
 sensibilizzazione e d'informazione dell'opinione pubblica europea sui problemi dello
 sviluppo nei paesi in via di sviluppo e nelle relazioni tra questi ultimi e i paesi
 industrializzati. Tali azioni, proposte dalle ONG europee, hanno lo scopo di mobilitare
l'opinione pubblica europea a favore dello sviluppo e di strategie e azioni che abbiano un
impatto positivo sulle popolazione dei paesi in via di sviluppo.
3. La Comunità cofinanzia inoltre azioni intese a rafforzare la cooperazione e il
coordinamento tra le ONG degli Stati membri e tra queste e le istituzioni comunitarie.
                                           Articolo 2
 1. Le azioni cofìnanziate nei paesi in via di sviluppo, da attuare a norma dell'articolo 1,
paragrafo 1,riguardanosoprattutto lo sviluppo locale rurale e urbano nei settori sociali ed
economici, la valorizzazione delle risorse umane, particolarmente mediante la
formazione, e il sostegno istituzionale ai partner locali nei paesi in via di sviluppo.
Nell'ambito di questi diversi settori d'intervento, pur privilegiando il criterio della qualità
dell'azione, un'attenzione particolare viene prestata agli orientamenti riguardanti:
- il rafforzamento della società civile e dello sviluppo partecipativo, la promozione e la
    difesa dei diritti dell'uomo e della democrazia,
- il ruolo della donna nello sviluppo,
                                                  10
 ---pagebreak--- - lo sviluppo sostenibile.
È prestata anche attenzione particolare:
- alla difesa delle culture minacciate, in particolare alle culture indigene in pericolo,
- alla protezione e al miglioramento della situazione e dei diritti dei bambini nei paesi in
   via di sviluppo.
2. Le attività di sensibilizzazione e d'informazione dell'opinione pubblica in tutti gli Stati
membri, da attuare a norma dell'articolo 1, paragrafo 2, sirivolgonoa gruppi ben definiti,
hanno argomenti chiaramente definiti, si basano su un'analisi equilibrata e su una
adeguata conoscenza degli argomenti e dei destinatari e hanno una dimensione europea.
                                                 11
 ---pagebreak--- Pur privilegiando il criterio della qualità dell'azione si attribuisce particolare interesse
alle azioni di sensibilizzazione che:
- pongono l'accento sull'interdipendenza tra gli Stati membri e i paesi in via di
   sviluppo;
- mirano a trasmettere un messaggio atto a mobilitare l'opinione pubblica a favore di un
   migliore equilibrio Nord-Sud;
- incoraggiano la collaborazione tra ONG;
- permettono una partecipazione attiva dei partner dei paesi in via di sviluppo.
3. Le azioni intese a rafforzare il coordinamento tra le ONG degli Stati membri e tra
queste e le istituzioni comunitarie, di cui all'articolo 1, paragrafo 3 vertono tra l'altro sul
sostegno allo sviluppo di adeguate reti di scambi e di comunicazione.
4. Il criterio per determinare se un'azione proposta possa essere ammessa al
cofinanziamento comunitario deve essere l'impatto che ci si prefìgge sullo sviluppo nel
paese o nei paesi in via di sviluppo interessati, prestando attenzione:
- all'impatto sostenibile nella concezione del progetto;
- alla chiara definizione e al controllo degli obiettivi e degli indicatori dei risultati
   raggiunti per tutti i progetti;
- alla coerenza con altre azioni in materia di sviluppo da parte di agenti decentrati,
   evitando nello stesso tempo incoerenze con altri strumenti della cooperazione
   comunitaria.
                                                  12
 ---pagebreak---                                            Articolo 3
 1. Nell'ambito della cooperazione possono beneficiare di un cofinanziamento a norma
del presente regolamento le organizzazione non governative per le quali ricorrono i
seguenti presupposti:
- essere costituite in organizzazioni autonome senza scopo di lucro in uno Stato
    membro secondo la legislazione in vigore in tale Stato;
- avere la sede in uno Stato membro e di questa sede fare il centro principale delle
    decisioni relative alle azioni cofìnanziate;
- disporre di risorsefinanziariedi origine prevalentemente europea.
2. Per stabilire se una ONG può fruire di un cofinanziamento sono presi in
considerazione i seguenti elementi:
                                                  13
 ---pagebreak--- - la sua capacità di mobilitare la solidarietà effettiva dell'opinione pubblica europea per
    le sue attività nel settore dello sviluppo;
- la priorità che essa accorda allo sviluppo e la sua esperienza in materia;
- la sua capacità di gestione amministrativa e finanziaria;
- per quanto possibile, la sua conoscenza del settore e del paese interessati;
- la sua capacità di sostenere azioni in materia di sviluppo proposte dai partner nei paesi
    in via di sviluppo, oltreché la natura e la portata dei suoi legami con organizzazioni
    analoghe nei paesi in via di sviluppo.
                                            Articolo 4
 1. Il cofinanziamento comunitario delle azioni di cui all'articolo 1 può riguardare, in
    valuta o in moneta locale:
- spese d'investimento;
- spese di funzionamento legate agli investimenti, controllando che i progetti restino
    vitali dopo la cessazione dell'aiuto esterno;
                                                   14
 ---pagebreak---  - qualsiasi spesa necessaria alla buona esecuzione delle azioni cofinanziate, ivi
    comprese le spese amministrative dell'ONG o delle reti di ONG.
Nel caso specifico di una variazione eccezionale del tasso di cambio a scapito dei
 beneficiari finali del progetto nei paesi in via di sviluppo, la Commissione può, su
richiesta dell'ONG interessata, prendere le misure appropriate per neutralizzare gli effetti
di detta variazione.
2. L'ONG con la quale è concluso il contratto di cofinanziamento informa i partner del
    contributo comunitario all'azione.
3. L'ONG incoraggia sistematicamente gli interessati o i partner nei paesi in via di
    sviluppo, che costituiscono i beneficiari finali dell'azione, a fornire un contributo
    finanziario o in natura entro i limiti delle loro possibilità e in funzione delle
    caratteristiche di ciascuna azione.
                                          Articolo 5
Il cofinanziamento comunitario a norma del presente regolamento è concesso sotto forma
di aiuti nonrimborsabili,nonché di contributi a fondi di rotazione nel quadro di progetti
di microcredito.
Nel caso di progetti di microcredito, cofinanziati con ONG europee, che prevedano la
costituzione e gestione totale o parziale di un fondo di rotazione da parte del partner
locale nei paesi in via di sviluppo, gli importi dei miniprestiti rimborsati dai beneficiari
finali al fondo di rotazione possono essereriutilizzatiper nuovi miniprestiti a favore di
altri beneficiari finali.
                                          Articolo 6
1. La Commissione ha il compito di istruire, decidere e gestire il cofinanziamento delle
azioni di cui al presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure
in vigore, in particolare quelle previste dal regolamentofinanziarioapplicabile al bilancio
generale delle Comunità europee, tenendo contro delle caratteristiche e delle specificità
delle ONG e in special modo del loro contributofinanziarioa dette azioni.
Di norma, la decisione di sostenere un'azione viene adottata entro 6 mesi dal ricevimento
della domanda. Qualora, nel quadro dell'istruzione della pratica, la domanda risultasse
                                                  15
 ---pagebreak--- incompleta, il succitato termine decorrerà dalricevimentodelle informazionirichieste.In
caso di decisione negativa devono essere forniti all'ONG interessate motivi verificabili.
2. Ogni contratto di cofinanziamento concluso a norma del presente regolamento prevede
in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possano effettuare controlli in loco
secondo le consuete modalità stabilite dalla Commissione nell'ambito delle disposizioni
in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio
generale delle Comunità europee.
3. La percentuale di partecipazione comunitaria non supera normalmente il 50% dei costi
totali o il 75% dei contributifinanziaritotali, salvo casi eccezionali. Anche in questi casi,
l'ONG fornisce un contributo significativo al suo progetto e quello comunitario non può
superare l'85% dei contributifinanziaricomplessivi.
4. Le decisioni relative al cofinanziamento comunitario di progetti e programmi
(programmi pluriennali, azioni congiunte, doni globali (block grants)) per importi
superiori a 2 MECU sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 2.
5. La Commissione informa gli Stati membri ogni tre mesi e dei progetti e programmi di
cofinanziamento approvati, con indicazione dei relativi importi, della loro natura, del
paese beneficiario e del partner. Tali informazioni sono corredate di un allegato in cui
sono chiaramente illustrati i progetti o programmi che superano 1 MECU.
                                                 16
 ---pagebreak---                                              Articolo 7
     1. Durante il secondo semestre, alla fine di ogni eserciziofinanziario,la Commissione
    presenta una relazione annuale al Parlamento europeo e al Consiglio comprendente
    informazioni sulle ONG che beneficiano del cofinanziamento, la sintesi delle azioni
    finanziate nel corso dell'eserciziofinanziarioprecedente, una valutazione dell'esecuzione
    del presente regolamento nel corso dell'esercizio e gli orientamenti generali per l'anno
    successivo. Per quanto riguarda i doni globali, la relazione annuale fornisce l'elenco delle
    ONG beneficiarie e l'elenco dei progettifinanziaticon tali doni dovrà essere allegato alla
    relazione dell'anno successivo. La relazione espone le conclusioni delle valutazioni
    esterne effettuate.
    2. La Commissione, che agisce secondo la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 3,
    adotta le decisioni relative agli orientamenti generali per l'anno successivo e alla
    revisione delle condizioni generali.
                                             Articolo 8
    1. La Commissione è assistita da un comitato composto dei rappresentanti degli Stati
    membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
    2. Ove sia fatto riferimento alla procedura definita nel presente paragrafo, il
    rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da
    adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente
    può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla
    maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle
    decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni
    in
•,W
                                                    17
 ---pagebreak--- seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione
fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta le misure previste che sono immediatamente applicabili.
Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la
Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tal caso:
a)    la Commissione differisce l'applicazione delle misure da essa decise di un mese a
      decorrere dalla data della comunicazione;
b)    il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione
      diversa entro il termine previsto alla lettera a).
3. Ove sia fatto riferimento alla procedura definita nel presente paragrafo, il
rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da
adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente
può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla
maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle
decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni
in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la
ponderazionefissatanell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
La Commissione adotta le misure previste che sono immediatamente applicabili.
Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la
Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tal caso:
                                                  18
 ---pagebreak--- a)     la Commissione può differire di un mese, a decorrere da tale comunicazione,
       l'applicazióne delle misure da essa decise.
b)     il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione
       diversa entro il termine previsto alla lettera a).
                                          Articolo 9
La Commissione procede regolarmente a valutazioni di azioni cofinanziate dalla
Comunità per stabilire se gli obiettivi delle azioni sono stati raggiunti e per fornire linee
direttrici volte a rendere più efficaci le azioni future. La Commissione sottopone al
comitato di cui all'articolo 8 unriassuntodelle valutazioni effettuate, che questo potrebbe
eventualmente esaminare. Le relazioni valutative sono a disposizione degli Stati membri
che le richiedono.
                                          Articolo 10
La Commissione presenta, tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, al
Parlamento e al Consiglio una valutazione globale delle azionifinanziatedalla Comunità
nel quadro del presente regolamento, corredata di suggerimenti relativi all'avvenire del
regolamento e, se necessario, presenta delle proposte di modifiche da apportarvi.
                                                    19
 ---pagebreak---                                        Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Lussemburgo, addì
                                                              Per il Consiglio
                                                              Il presidente
                                                   20
 ---pagebreak---                                      SCHEDA FINANZIARIA
1.  LINEA DI BILANCIO E TITOLO:
    B7 - 6000:          Partecipazione comunitaria ad azioni in favore dei PVS realizzate da
    organizzazioni non governative
2.  CARATTERISTICHE FINANZIARIE
     Nature delta spesa          Nuova azione    EFTA            PECO        Rubrica PS
   SNO               SD                                                          4
3.  BASE GIURIDICA
   3.1     Situazione della linea in relazione all'obbligo di base giurìdica
          L'11 luglio 1995 la Commissione ha presentato al Consiglio e al Parlamento una
          proposta di regolamento relativo al cofìnanziamento, con le Organizzazioni non
          governative di sviluppo (ONG) europee, di azioni nei settori che interessano i paesi
          in via di sviluppo.
          Questa proposta di regolamento del Consiglio, basata sull'articolo 130 w del trattato,
          è soggetta alla procedura di cooperazione (189 C del trattato).
          Conformemente a questa procedura di cooperazione, il 15 dicembre 1995 il
          Parlamento ha espresso il suo parere in prima lettura.
          Il 7 luglio 1997 il Consiglio ha adottato una posizione comune alla quale la
          Commissione ha aderito.
          Il 18 dicembre 1997 il Parlamento ha espresso il suo parere in seconda lettura
          adottando complessivamente 8 emendamenti (PE 167.183).
          A norma dell'articolo 189 C, lettera d del trattato, la Commissione è tenuta a
          presentare una proposta riesaminata che tenga conto degli emendamenti da essa
          accettati.
          Il 20 gennaio 1998 il progetto di proposta riesaminata è stato presentato agli altri
          servizi della Commissione interessati, per accordo ed eventuali osservazioni.
          Alcuni di questi servizi hanno formulato delle osservazioni. La DG VIII ha proposto
          modifiche che sono state approvate dai servizi.
          La base giuridica definitiva dovrebbe poter essere approvata dal Consiglio nel corso
          del 1998.
                                                li
 ---pagebreak--- 4. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE
   4.1  Necessità di un intervento comunitario e obiettivi perseguiti
       Già nel 1975 nella sua prima comunicazione al Consiglio la Commissione aveva
       sottolineato l'opportunità di estendere, nel quadro della propria politica, l'attività
       delle ONG specializzate nella cooperazione allo sviluppo.
       Proponendo lo strumento di cofìnanziamento in oggetto, sufficientemente elastico
       per potersi adattare alla diversità e all'evolvere dei problemi e delle situazioni, la
       Commissione cercava di facilitare e di rafforzare l'azione delle ONG europee
       prefiggendosi alcuni obiettivi.
       A. Migliorare direttamente e durevolmente le condizioni di vita e le prospettive di
          sviluppo delle popolazioni beneficiarie sfavorite. In ciò si manifesta l'impegno e il
          sostegno che il pubblico europeo da anni riserva a quest'azione di solidarietà a
          livello non governativo.
       Si tratta di un atto di solidarietà nei confronti dei più indigenti inteso a soddisfare le
          loro esigenze fondamentali e a sostenerne l'autosviluppo. Questa azione si
          distingue per la mancanza di interesse economico o politico diretto che, di norma,
          hanno i donatori. La Commissione ha fiducia in questa impostazione e nella
          capacità delle ONG di realizzare efficacemente le operazioni in collaborazione
          con i partner locali.
       B. Sviluppare e consolidare la solidarietà tra i popoli d'Europa e quelli dei PVS. Si
          tratta di focalizzare l'attenzione dell'opinione pubblica europea sui problemi
          impliciti della crescente interdipendenza tra Nord e Sud, su una cooperazione
          pacifica e su un dialogo aperto tra i popoli.
       Numerose risoluzioni, tanto del Consiglio quanto del Parlamento europeo, hanno
       confermato che non esiste una vera politica dello sviluppo senza il sostegno alle
       azioni intraprese dalle ONG. Esse sottolineano la funzione specifica e insostituibile
       di queste ultime, l'utilità e l'efficacia della loro azione per l'autosviluppo, il loro
       ruolo preminente a favore dei gruppi marginali, dei diritti dell'uomo e del processo
       democratico (cfr. la risoluzione del Parlamento europeo del 14.5.92 e del Consiglio
       del 18.11.92).
       Il Consiglio appoggia senza riserve la Commissione per quanto riguarda i principi
       ispiratori di questa strategia.
       C. Rafforzare la cooperazione tra ONG europee e tra queste ultime e le istituzioni
          comunitarie tramite il comitato di collegamento ONG/CE.
   4.2  Attività previste e modalità degli interventi finanziari
       A. Obiettivi specifici
       Questa linea di bilancio è stata creata per sostenere le iniziative di sviluppo degli
       organismi rappresentativi della società civile europea, a complemento delle politiche
       gestite a livello ufficiale, rispettandone la spontaneità e l'autonomia. Si tratta di
       dimostrare che la Comunità riconosce la loro funzione originale e indispensabile, è
       aperta a idee nuove ed è sensibile alla dimensione dell'Europa dei cittadini nel settore
       dello sviluppo.
                                            12
 ---pagebreak--- Nella gestione di questa linea di bilancio non vengono imposti progetti alle ONG e
viene accettata la diversità delle loro iniziative, ma ciò non toglie che:
 - nei contatti stretti e continui tra la Commissione e le ONG le parti facciano
    presenti lerispettiverichiestee priorità e la Commissione incoraggi le ONG a
    interessarsi ai fondamenti della cooperazione dell'UE;
 - quando la richiesta di cofinanziamento supera di molto le risorse disponibili,
    nella selezione dei progetti si tenga conto, oltre al criterio essenziale della qualità,
    delle esigenze prioritarie di entrambe le parti.
I.       Azioni nei PVS (obiettivo specifico I)
Le azioni cofinanziate per il conseguimento dell'obiettivo generale riguardano lo
sviluppo rurale e urbano, i settori socioeconomici, la valorizzazione delle risorse
umane e il sostegno ai partner locali nei PVS.
Le azioni possono essere attuate in tutti i PVS, ma la Commissione incoraggia le
ONG a privilegiare i progetti:
 - nei paesi dove la cooperazione ufficiale è sospesa o impossibile per ragioni
    politiche;
 - nei paesi che attuano programmi di risanamento o che si trovano in fase di
    transizione democratica;
 - nei paesi più poveri.
A parità di qualità, la selezione dei progetti tiene conto dei criteri di cui sopra.
A titolo di esempio di azioni cofinanziate ricordiamo la formazione professionale, le
cure sanitarie primarie tanto nelle campagne quanto nelle città, le attività produttrici
di reddito, il microcredito, la sicurezza alimentare, la sensibilizzazione.
II.      Formazione allo sviluppo (obiettivo specifico II)
Agli obiettivi permanenti, come l'integrazione della formazione allo sviluppo nei
programmi delle strutture didattiche formali e informali e il rafforzamento della
sensibilizzazione attraverso una collaborazione inter-ONG, si aggiungono gli
obiettivi specifici seguenti:
 - coinvolgere nuovi addetti alla sensibilizzazione e allo sviluppo;
 - incoraggiare la partecipazione attiva dei partner dei PVS per creare legami di
    collaborazione Nord-Sud;
 - modificare le attuali immagini e percezioni negative dei PVS per formare
    un'opinione più favorevole allo sviluppo;
 - sensibilizzare maggiormente i consumatori attraverso operazioni commerciali
    eque.
A titolo di esempio di azioni cofinanziate ricordiamo il ruolo della donna nella
sviluppo, la promozione del commercio alternativo, il sostegno ad azioni di lobbying.
                                     *3
 ---pagebreak---   N.B.: Nella sua relazione annuale al Consiglio la Commissione fornisce un elenco
     dettagliato delle azioni cofinanziate per gli obiettivi specifici I e II.
 III.     Comitato di collegamento (obiettivo specifico III)
 Permettere al comitato di collegamento di svolgere il suo duplice ruolo:
 1) di rappresentanza delle ONG europee presso le istituzioni dell'UE;
 2) di sede di coordinamento tra le ONG stesse e queste ultime e l'UE.
 B. Popolazioni destinatarie
 Obiettivo specifico I (azioni nei PVS)
 I beneficiari finali sono le popolazioni povere dei PVS, in particolare i gruppi
 emarginati che non possono fruire della cooperazione ufficiale. Per raggiungere
queste popolazioni la Commissione cofinanzia interventi proposti dalle ONG
europee, avviati e attuati in collaborazione con i partner locali.
Obiettivo specifico II (formazione allo sviluppo)
II destinatario diretto di queste iniziative è il pubblico europeo attraverso azioni
riservate sia al vasto pubblico sia a gruppi specifici. Per raggiungere questo pubblico
la Commissione cofinanzia azioni proposte o avviate dalle ONG che svolgono anche
un ruolo di intermediarie tra l'opinione pubblica europea e i beneficiari indiretti,
ovvero le popolazioni dei PVS.
Obiettivo specifico HI
Sono destinatarie le ONG europee e i loro rappresentanti presso le istituzioni.
C. Contributo comunitario per il cofinanziamento con altri soggetti del settore
    pubblico o privato
Per gli obiettivi I e II: in linea di massima il contributo comunitario non può superare
il 50% del costo totale dell'azione.
In casi eccezionali debitamente giustificati il contributo può raggiungere il 75% del
costo totale.
Almeno il 15% del costo totale dell'azione proviene, di norma, da fondi privati
europei mobilitati dalle ONG (raccolta di fondi, doni, mecenati, ecc.).
L'eventuale saldo può provenire dal settore pubblico degli Stati membri, da partner
dei paesi beneficiari o da altra fonte.
Per l'obiettivo III: per il 1998 la Commissione cofinanzia circa il 90% del bilancio
    del comitato di collegamento, il saldo è a carico delle ONG.
Il bilancio copre tutte le spese attinenti alle attività e al funzionamento del comitato.
Esso contribuisce altresì alla copertura delle spese derivanti dall'applicazione della
normativa in vigore e alla costituzione di un fondo sociale le cui riserve potrebbero
servire, al momento opportuno, per le remunerazioni del personale. La Commissione
prevede di versare al fondo sociale un contributo di 170 000 a titolo del 1998. Il
contributo è aumentatorispettoal '97 per consentire al comitato:
                                      2-4
 ---pagebreak---               - di continuare a rafforzare le reti nazionali delle ONG (raccomandazione della
                 valutazione del comitato di collegamento)
              - di finanziare il CSP (Cofinancing Support Programme) creato nel novembre
                 1997.
             Le ONG possono ricorrere al CSP/PACO per chiedere informazioni, per introdurre
             una richiesta di cofinanziamento o quando ricevono un finanziamento della
             Commissione sulla linea B7-6000. Il servizio consiste nel fornire informazioni
            generali, nel rivedere, su richiesta della ONG e dal punto di vista formale e
            amministrativo, i documenti dei progetti e nell'offrire formazione. Il programma è
            accessibile a tutte le ONG europee senza essere obbligatorio. Non è necessario essere
            membro del comitato di collegamento per fruire del programma, che del resto è
            gratuito per tutte le ONG. Il personale del CSP/PACO è composto di consulenti del
            cofinanziamento che fanno capo alle reti nazionali e operano in ciascuno Stato
            membro dell'UE, eccettuata Austria, Belgio, Grecia e Lussemburgo e Paesi Bassi;
            questi paesi si valgono dei consulenti di Bruxelles che lavorano presso il segretariato
            del comitato di collegamento.
            La Commissione mantiene tutte le sue prerogative per quanto concerne le decisioni
            sull'ammissibilità delle ONG e sulla ricevibilità delle loro proposte d'azione, la
            valutazione qualitativa delle pratiche e delle relazioni, l'emissione dei contratti e dei
            pagamenti. Per le questioni di fondo viene mantenuto il rapporto diretto tra le singole
            ONG e la Commissione. Il CSP/PACO non può impedire ad una ONG di presentare
            una pratica direttamente alla Commissione.
5.  INCIDENZA FINANZIARIA
    5.1      Obiettivi specifici
                                         CE in MECU con approssimazione della 3a cifra decimale
          Ripartizione                   Bilancio 98                  PPB99            Var.
                                                                                       In%
 Obiettivo specifico I                       177,1                      141           -20,4
 Obiettivo specifico II                        20                        16            -20
 Obiettivo specifico III                        3                        3
Ecc.
TOTALE                                        200                      160              -20
    5.2      Calcolo dei costi per attività previste nel 1999
            Dato che questa linea serve a sostenere azioni iniziate e presentate da ONG europee,
            non è possibile fornire a priori una ripartizione delle spese.
            Le tabelle qui di seguito danno una ripartizione delle spese sostenute negli ultimi
            anni.
            I. Azioni nei PVS (obiettivo specifico I)
            I progetti nei PVS prendono in considerazione essenzialmente le esigenze
               fondamentali, come la sicurezza alimentare, la sanità, la formazione, e spesso in
               modo integrato; essi perseguono sempre più obiettivi economici a vantaggio delle
               popolazioni marginali (creazione di lavoro e di reddito).
                                                  3.5
 ---pagebreak---               Per zona geografica
                                     1995                      1996                   1997
                                    (in%)                     (in%)                  (in %)
Africa subsahariana                  31,4                      34,6                   36,2
Mediterraneo                          8,1                         6                    6,3
Asia                                  17,6                      18,6                  22,6
America latina                       35,5                      34,8                   32,8
Caraibi                               6,7                       4,7                    1,7
Pacifico                                -                       0,6                    0,4
Varie(l)                              0,7                       0,7                     -
TOTALE (2)                            100                       100                    100
                                 116,2MECU                 132,6 MECU            126,1 MECU
                                     1995                      1996                   1997
                                    (in%)                     (in%)                  (in%)
Agricoltura                          30,8                      32,3                   35,6
Formazione                           25,4                      24,4                   27,9
Sanita                               20,5                      24,1                    21
Attivita economiche                    9                        7,7                    6,8
Emigranti, rifugiati                  0,3                       0,5                    0,7
Settore sociale                        14                        11                     8
TOTALE (2)                            100                       100                    100
                                 116,2MECU                 132,6 MECU                 126,1
             (1) Diversi paesi di zone geografiche diverse
             (2) Le cifre non comprendono le donazioni globali, vale a dire le azioni per le quali il
                 contributo comunitario può variare da 1 000 a 15 000 ECU (nel 1997 sono stati
                 destinati alle donazioni globali 24,7 MECU e nel 1996 22,4 MECU)
             IL Formazione allo sviluppo (obiettivo specifico II)
             Per gruppo bersaglio
                                       I             1996              I 1 9 9 7
                                                    (in %)                       (in %)
Insegnamento                                          16_3                          16
Vasto pubblico                                        __8                           ]3
Giovani                                               1_2                           14
Responsabili delle                                    7,2                          7,2
decisioni/media
Agenzie di sviluppo                                   2J3                          2^
Lavoratori                                             1,6                         1,5
               \                                          —
Ambiente agricolo                                      1/7                          2
Associazioni                                          8/7                           9
Altri                                                 16/7                         __?
Enti locali                                             8                           6
Consumatori                                             9            |              11
                                                  16
 ---pagebreak---              Per tema
                                                    _                                  _ _ _
                                                   (in %)                              (in %)
Sviluppo in generate                                  30                                  30
Economia/commercio                                   18,8                                 23
Regioni specifiche                                   12,7                                12,7
Immagine/cultura                                     5$                                    6
Diritti/conflitti                                    _3                                    4
Agroalimentare                                       6/7                                   7
Ambiente                            *~"              2,4                                 2,4
Sanita/droga                                         3/7                                  3/7
Rifugiati                                            2,4                                 3$
Altri                                                9^2                                 2A
Cooperazione decentrata                              3_^                                 4^9
             IILComitato di collegamento (obiettivo specifico III)
             Non applicabile
      5.3     Calendario delle operazioni pluriennali
                                              CE in MECU, con approssimazione della 3a cifra decimale
                                                        Projgrammazione indicativa
 Situazione
  cumulata        Bilancio    PPB                                          2003
   alia fine      1998(X>     1999        2000      2001       2002      e esercizi     TOTALE
   del 1997                                                             successivi
                    200        160
6.    CONTROLLO E VALUTAZIONE
      6.1      Sistema di controllo
             Considerato il personale disponibile è stato compiuto uno sforzo notevole per
             migliorare la qualità delle relazioni che le ONG sono tenute a presentare. I risultati
              sono stati molto positivi e lo sforzo verrà proseguito (ad esempio nel 1997 il servizio
              gestione ha effettuato disimpegni per un importo di 4,075 MECU riguardanti progetti
              decisi o realizzati). Inoltre, entro i limiti delle disponibilità finanziarie e di personale,
              hanno potuto essere effettuate talune verifiche attraverso visite sul posto.
      6.2      Valutazione
              Dai risultati delle valutazioni risulta che l'effetto moltiplicatore dulie azioni
              cofinanziate è considerevole e che il loro successo è dovuto innanzitutto all'alto
              grado di motivazione e impegno delle ONG e dei loro partner del Sud, nonché alla
                                                     *7
 ---pagebreak---      loro indipendenza e alle loro dimensioni relativamente modeste che comportano
     autonomia ed elasticità di gestione. L'interazione di questi fattori positivi si traduce
     in genere, a livello di concezione ed esecuzione dei progetti nei PVS, in maggiore
    efficacia, rapidità e flessibilità.
    La Commissione dispone delle valutazioni finali di 20 progetti cofinanziati in 7 Stati
    membri nel settore della formazione allo sviluppo nelle scuole. Questa relazione e le
    relative raccomandazioni verranno discusse nel corso del 1° trimestre 1998.
    Considerazioni per la futura gestione dei programmi
    I miglioramenti apportati alla gestione sono ancora parziali e non risolvono tutti i
    problemi che anzi aumentano con l'aumentare e il diversificarsi dei compiti, in
    special modo per quanto concerne i nuovi orientamenti di fondo del sistema.
    Sono all'esame e in fase di preparazione i seguenti elementi:
     - la riproposta revisione delle condizioni generali di cofinanziamento (vedi qui di
        seguito)
     - le possibilità di migliorare e meglio programmare il lavoro delle ONG stesse
     - una maggiore responsabilizzazione delle ONG in relazione agli obiettivi.
    La revisione delle condizioni generali di cofinanziamento, che avviene nell'ambito di
    una consultazione interna e in contatto con le ONG, segue due orientamenti
    principali:
    a) favorire il sostegno ai programmi delle ONG europee rafforzando di conseguenza
       quelli delle ONG del Sud attraverso contratti pluriennali,
    b) migliorare il sistema di gestione dei cofinanziamenti ONG concentrandosi su
       elementi essenziali, quali l'efficacia del controllo e la valutazione dell'impatto
       duraturo ai fini dello sviluppo.
6.3  Misure antifrode
    Le condizioni generali che regolano la linea di bilancio comprendono metodi di
    controllo, ovvero:
     - presentazione e approvazione di relazioni sullo stato d'avanzamento delle attività,
        in base alle quali vengono versati i fondi comunitari, e relazioni finali sull'azione
        cofìnanziata.
           Dall'esame delle relazioni può risultare che la ONG è tenuta a rimborsare
           somme non utilizzate (senza che ciò implichi necessariamente una frode);
     - missioni di controllo da parte del serviziofinanziariodella Commissione o della
        Corte dei Conti, tanto presso la sede delle ONG quanto sul posto dove si svolge
        l'azione;
     - in caso di cattiva gestione di fondi comunitari, la Commissione può chiedere il
        rimborso parziale o totale del suo contributo.
                                        2.8
 ---pagebreak--- Inoltre il servizio responsabile della gestione e le delegazioni effettuano missioni sul
posto che permettono di verificare la buona esecuzione e la veridicità delle relazioni
fornite dalle ONG.
Nel 1997 è stato chiesto alla UCLAF di effettuare una missione di controllo presso
due ONG (una tedesca e una francese).
Disponiamo attualmente di una relazione dell'UCLAF in merito alla ONG tedesca.
Le conclusioni della relazione saranno discusse con il Controllo finanziario e con
l'UCLAF per stabilire le misure da prendere.
                                    *9
 ---pagebreak---                                                                                                      FORMULARIO 7
  LO SCADENZARIO PREVEDIBILE DEI PAGAMENTI IN RAPPORTO AGLI IMPEGNI E IL SEGUENTE:
                        IMPEGNI                                           PAGAMENTI
                                                     1998        1999          2000       2001     Esercizi
                                                                                                  successivi
  Impegni contratti prima del             (D
  1998 ancora da liquidare            226.183.744 100.000.000 53.000.000    21.000.000 13.400.000 38.783.744
O Stanziamenti d'impegno                   -           -           -             -          -          -
  riportati e/o ricostituiti dal 1997
  Stanziamenti 1998                   200.000.000 55.000.000  57.000.000    30.000.000 17.000.000 41.000.000
  Stanziamenti 1999                   160.000.000      -      40.000.000    32.000.000 17.600.000 70.400.000
  TOTALE                              586.183.744 155.000.000 150.000.000   83.000.000 48.000.000 150.183.744
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 404 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 11 09    01
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-415-IT-C
                                                              ISBN 92-78-37494-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                              3f