CELEX: 52012DC0320
Language: it
Date: 2012-05-30 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Lettonia 2012-2015

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		52012DC0320
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Lettonia 2012-2015 /* COM/2012/0320 final - 2012/ () */
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2012 della
Lettonia 
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della
Lettonia 2012-2015
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo
148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per
l’occupazione,
sentito il comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione europea di avviare
“Europa 2020”, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata
su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui
settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di
crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
(2)       Il Consiglio ha adottato, il
13 luglio 2010, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le
politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21
ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati
membri a favore dell’occupazione[4],
che insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati
invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali
in materia economica e occupazionale.
(3)       Il 12 luglio 2011 il
Consiglio ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma
2011 della Lettonia e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza
aggiornato della Lettonia 2011-2014.
(4)       Il 23 novembre 2011 la
Commissione ha adottato la seconda Analisi annuale della crescita, segnando
l’inizio del secondo semestre europeo di coordinamento integrato ed ex-ante
delle politiche, che è parte integrante della strategia Europa 2020. Sulla
base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la Commissione ha adottato, il 14 febbraio 2012,
la relazione sul meccanismo di allerta[5],
in cui non annovera la Lettonia tra gli Stati membri che avrebbero fatto
oggetto di un ulteriore esame approfondito.
(5)       La Lettonia nel 2011 ha
soddisfatto la maggior parte delle condizioni relative al programma di
assistenza finanziaria. Il 21 dicembre 2011 la Commissione ha completato il
quinto e ultimo esame nel quadro del programma di sostegno alla bilancia dei
pagamenti della Lettonia e ha giudicato globalmente positivi i progressi del
governo nelle riforme finanziarie, strutturali e di bilancio. Il programma si è
concluso nel gennaio 2012 e la Lettonia è adesso soggetta a una sorveglianza
post‑programma. Tale sorveglianza è parte integrante delle procedure e
dei meccanismi di sorveglianza esistenti e ha lo scopo di seguire da vicino i
rischi che potrebbero compromettere la stabilità macroeconomica e quindi
incidere sulla capacità di rimborso. La sorveglianza post-programma continuerà
fino al rimborso di un'ampia quota dei prestiti (circa il 70%). 
(6)       Il 2 marzo 2012 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni volte a promuovere la crescita. Esso ha
sottolineato la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato
e favorevole alla crescita, ripristinare la normale erogazione di prestiti
all'economia, promuovere la crescita e la competitività, lottare contro la
disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e modernizzare la pubblica
amministrazione. 
(7)       Il 2 marzo 2012 il Consiglio
europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus
a presentare i loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei
rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di
riforma.
(8)       Il 30 aprile 2012 la Lettonia
ha presentato il suo programma di convergenza 2012, relativo al periodo
2012-2015, e il suo programma nazionale di riforma 2012. I due programmi sono
stati valutati contemporaneamente onde tener conto dei reciproci collegamenti
interni.
(9)       Sulla base della valutazione
del programma di convergenza 2012 a norma del regolamento (CE) n. 1466/97,
il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico su cui si fondano le
proiezioni di bilancio sia prudente per il 2012, tenendo conto delle ultime
informazioni disponibili, e plausibile per il 2013. Sebbene le proiezioni
macroeconomiche per il 2012 alla base dello scenario del programma siano molto
simili a quelle delle previsioni di primavera del 2012 elaborate dalla
Commissione (proiezioni di crescita del PIL del 2,0% e del 2,2%
rispettivamente), dati economici recenti indicano che il risultato potrebbe
essere migliore. L'obiettivo della strategia di bilancio definita nel programma
è correggere il disavanzo eccessivo entro il 2012 e avvicinarsi all'obiettivo
di bilancio a medio termine entro la fine del periodo di riferimento del
programma. Il programma di convergenza 2012 ha modificato l'obiettivo di medio
termine da ‑1,0% a -0,5% del PIL; il nuovo obiettivo di medio termine
riflette adeguatamente i requisiti del patto di stabilità e crescita. Il
disavanzo nominale previsto nel 2012 rispetta il termine per la correzione del
disavanzo eccessivo stabilito nella raccomandazione del Consiglio del 7 luglio
2009. Per il 2013 il programma ha un obiettivo di disavanzo nominale pari
all'1,4% del PIL, sebbene la riduzione prevista della spesa non sia ancora
pienamente sostenuta da misure. Sulla base del saldo strutturale di bilancio
(ricalcolato)[6],
la Lettonia si avvicinerà al suo obiettivo di medio termine entro la fine del
periodo di riferimento del programma nel 2015. Sebbene le informazioni
ricalcolate suggeriscano che negli ultimi anni del programma i progressi verso
l'obiettivo a medio termine sono inferiori allo 0,5% del PIL in termini
strutturali, la limitazione prevista della spesa assicurerebbe che il tasso di
crescita della spesa pubblica, tenendo conto delle misure discrezionali in
materia di entrate, sia in linea con il parametro di riferimento per la spesa
previsto dal patto di stabilità e crescita. Allo stesso tempo, eventuali
modifiche fiscali introdotte dal secondo semestre del 2012, che non sono ancora
considerate nello scenario alla base del programma ma di cui viene preso atto
nella lettera che accompagna la trasmissione del programma di convergenza 2012,
rappresentano un rischio per il raggiungimento degli obiettivi nel 2013 e negli
anni a seguire. Il rapporto debito pubblico/PIL è inferiore al 60% del PIL e
dovrebbe aumentare dal 42,6% del PIL nel 2011 al 46,7% del PIL nel 2014 poiché
le autorità prefinanziano rimborsi consistenti connessi al programma di
assistenza finanziaria internazionale che sono dovuti nel 2014-2015; una volta
effettuati questi rimborsi il rapporto debito pubblico/PIL diminuirà al 38,9%. 
(10)     La Lettonia deve proseguire la
strategia intesa a trasferire l'imposizione fiscale dal lavoro ai consumi, ai
beni immobili, e all'utilizzo di risorse naturali e di altro genere,
migliorando il saldo strutturale. Il carico fiscale relativamente elevato sui
lavoratori a basso reddito e l'elevato livello dell'occupazione sommersa sono
indici della necessità di adeguate politiche del mercato del lavoro, di una
revisione del sistema fiscale e previdenziale e di un maggiore impegno per
affrontare il problema dell'economia sommersa. Le imposte ambientali rimangono
relativamente poco sviluppate e sono fortemente dominate dalle imposte sui
carburanti, mentre la tassazione su altre fonti di energia, sull'inquinamento e
sull'uso di risorse naturali è inferiore alla media dell'UE. Un ulteriore
allargamento della base imponibile ad altre fonti di imposte ambientali, in
particolare l’inquinamento, e una più ampia base imponibile per la tassazione
delle fonti energetiche contribuirebbero a conseguire gli obiettivi ambientali
offrendo nel contempo la possibilità di alleggerire la tassazione del lavoro.
(11)     Nel contesto dell'attuale
processo di riforma della governance di bilancio, la Lettonia è invitata a
garantire l'adozione di una legge sulla disciplina di bilancio da parte del
Parlamento e a elaborare una legge quadro di bilancio a medio termine a favore
della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. L'adozione della
legge sulla disciplina di bilancio sarà in linea con gli impegni assunti dal
governo lettone nel quadro del programma di sostegno alla bilancia dei
pagamenti; anche il progetto di legge adottato dal governo cerca di attuare
nella legislazione lettone l'acquis in evoluzione dell'UE nel campo della governance
di bilancio. Una volta adottata e attuata, la nuova legge rafforzerebbe
notevolmente il quadro di bilancio in Lettonia, che attualmente manca di un
meccanismo efficace per limitare la crescita della spesa in periodi di
congiuntura economica favorevole.
(12)     Per garantire la continuità della
riforma pensionistica, la Lettonia nel 2013 dovrebbe riportare i contributi
obbligatori al regime pensionistico privato a capitalizzazione al livello del
6% dei salari lordi, dall'attuale livello ridotto del 2%.
(13)     La Lettonia deve potenziare e
riformare il sistema di assistenza sociale e affrontare uno dei tassi di
disoccupazione più elevati dell’UE. La sfida della disoccupazione giovanile è
emersa con particolare evidenza durante la crisi, rivelando anche inadeguatezze
acute nelle competenze. Sono state elaborate e attuate politiche attive del
mercato del lavoro, specialmente destinate ai giovani, comprendenti la
formazione professionale, le attività di volontariato e le integrazioni
salariali per i giovani. Tuttavia, vista l'entità del problema, queste attività
limitate hanno un impatto relativamente modesto. 
(14)     Nel 2011, il 40% della
popolazione lettone era a rischio di povertà, fatto che ha conseguenze
sull'occupabilità della forza lavoro e sulle prospettive di crescita futura. La
Lettonia ha adottato una strategia di rete di sicurezza sociale d'emergenza. Le
politiche pubbliche volte a ridurre la povertà sono incentrate sulla riduzione
delle disparità di reddito, sulla riduzione del carico fiscale per le famiglie
che lavorano e sul migliore accesso al mercato del lavoro. Ciò nonostante la
Lettonia spende relativamente poco per la protezione sociale e i trasferimenti
sociali hanno soltanto un impatto modesto sulla riduzione della povertà, poiché
gran parte di essi viene ridistribuita alle persone a reddito medio e alto. La
spesa in sussidi concessi in base al reddito è bassa, mentre impieghi pubblici
temporanei scarsamente retribuiti svolgono in parte il ruolo di rete di
sicurezza sociale. Per la loro concezione, le prestazioni di assistenza sociale
contengono inoltre trappole della disoccupazione e della povertà e sono
piuttosto frequenti abusi del sistema. Esistono grandi disparità nell'accesso
all'assistenza sociale nei vari governi locali e la scarsa trasparenza complica
il processo decisionale basato su dati fattuali. Le sfide della disoccupazione
di lungo termine e giovanile sono emerse con particolare evidenza durante la
crisi. La maggior parte dei giovani disoccupati non posseggono qualifiche
professionali. Il numero di giovani che non lavorano e che non seguono
un'istruzione o una formazione è relativamente elevato. Sarebbe opportuno
adottare misure conformi ai risultati del gruppo d'azione comune Lettonia -
Commissione sulla disoccupazione giovanile.
(15)     La Lettonia dovrebbe
migliorare ulteriormente l'efficienza energetica e promuovere la concorrenza
sulle principali reti energetiche, migliorando nel contempo la connettività con
le reti energetiche dell'UE. Il sistema fiscale non fornisce incentivi
sufficienti per ridurre i costi dell'energia e spostare il consumo e gli
investimenti verso prodotti efficienti sotto il profilo energetico (veicoli per
il trasporto, isolamento degli edifici, impianti di riscaldamento). I mercati
dell'energia in Lettonia rimangono dominati da monopoli. Per ragioni storiche,
i mercati del gas e dell’energia elettrica sono in gran parte separati dagli
altri Stati membri dell'UE. 
(16)     Le inefficienze del sistema
giudiziario civile hanno un impatto negativo sul contesto imprenditoriale ed
economico, in quanto aumentano i rischi e i costi relativi a un'attività
economica. Vi è un gran numero di procedimenti arretrati in primo e in secondo
grado in materia civile e commerciale, in particolare per quanto riguarda gli
obblighi contrattuali e le insolvenze. Sarebbe opportuno valutare le
prestazioni professionali dei giudici. Sono garantiti ulteriori miglioramenti
al diritto fallimentare. 
(17)     Nonostante il livello
d'istruzione relativamente alto, una quota significativa della forza lavoro non
possiede qualifiche professionali e ha un accesso limitato all'istruzione
superiore. Le università si collocano in una posizione bassa nella classifica
mondiale e sono caratterizzate da una limitata competitività internazionale e
da una governance inadeguata. La scarsa collaborazione tra università, istituti
di ricerca e imprese si riflette negli scarsi risultati in termini di
innovazione. Manca una strategia sistematica ed efficace in materia di ricerca
ed innovazione. Le imprese lettoni hanno inoltre il livello di spesa in R&S
più basso dell'UE. 
(18)     La Lettonia ha assunto una
serie di impegni nel quadro del patto Euro Plus. Tali impegni, così come
l'attuazione degli impegni assunti nel 2011, riguardano la promozione
dell'occupazione, il miglioramento della competitività, il consolidamento della
sostenibilità delle finanze pubbliche e il rafforzamento della stabilità
finanziaria. La Commissione ha valutato l'attuazione degli impegni assunti nel
quadro del patto Euro Plus. I risultati della valutazione sono stati tenuti in
debito conto nelle raccomandazioni.
(19)     Nel contesto del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica
economica della Lettonia e ha valutato il programma di convergenza e il
programma nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto
della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e
della politica socioeconomica della Lettonia, ma anche della loro conformità
alle norme e agli orientamenti UE, alla luce della necessità di rafforzare la
governance economica dell'Unione europea nel suo insieme, offrendo un
contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le raccomandazioni
che propone nell’ambito del semestre europeo sono riportate nei successivi
punti da 1 a 7. 
(20)     Alla luce della valutazione di
cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza della Lettonia
e il suo parere[7]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al seguente punto
1,
RACCOMANDA che la Lettonia adotti
provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:
1.           assicurare i progressi
previsti per la tempestiva correzione del disavanzo eccessivo; a tal fine,
eseguire il bilancio per l'esercizio 2012 come previsto e realizzare lo sforzo
di bilancio indicato nella raccomandazione del Consiglio formulata nell'ambito
della procedura per i disavanzi eccessivi; in seguito, attuare una strategia di
bilancio, sostenuta da misure strutturali sufficientemente specifiche, per
l'esercizio 2013 e seguenti, per compiere progressi sufficienti verso l'obiettivo
di bilancio a medio termine e per rispettare il parametro di riferimento per la
spesa; utilizzare le entrate legate al ciclo migliori del previsto per ridurre
il debito pubblico;
2.           attuare misure intese a
trasferire l'imposizione fiscale dal lavoro ai consumi, ai beni immobili e
all'utilizzo di risorse naturali e di altro genere, migliorando il saldo
strutturale; garantire l'adozione di una legge sulla disciplina di bilancio e
elaborare una legge quadro di bilancio a medio termine per favorire la sostenibilità
a lungo termine delle finanze pubbliche; ripristinare i contributi obbligatori
al regime pensionistico privato a capitalizzazione riportandoli al livello del
6% dei salari lordi a partire dal 2013; 
3.           adottare misure per ridurre
la disoccupazione di lungo periodo e giovanile contrastando l'abbandono
scolastico, promuovendo apprendistati e un'istruzione e formazione
professionale più efficienti, migliorando la qualità, la copertura e
l'efficacia delle politiche attive del mercato del lavoro e della loro
componente formazione e attuando un sistema efficace di integrazioni salariali;

4.           affrontare gli elevati tassi
di povertà e di esclusione sociale riformando il sistema di assistenza sociale
per renderlo più efficiente, proteggendo maggiormente i poveri; garantire
misure più mirate ed aumentare gli incentivi al lavoro;
5.           favorire ulteriormente
l'efficienza energetica incentivando la riduzione dei costi dell'energia e
spostando il consumo verso prodotti efficienti sotto il profilo energetico
compresi i veicoli, gli edifici e gli impianti di riscaldamento; promuovere la
concorrenza sulle principali reti energetiche (energia elettrica, gas naturale
e riscaldamento) e migliorare la connettività con le reti energetiche dell'UE;
6.           adottare misure per migliorare
la gestione e l'efficienza del potere giudiziario, in particolare per ridurre
il numero dei procedimenti arretrati e la lunghezza dei procedimenti; adottare
provvedimenti volti a migliorare il regime di insolvenza e il diritto della
mediazione; 
7.           proseguire le riforme
nell'istruzione superiore, tra l'altro, attuando un nuovo modello di
finanziamento che premia la qualità, rafforza le relazioni con le esigenze del
mercato e gli istituti di ricerca ed evita la frammentazione delle risorse di
bilancio; elaborare e attuare una politica efficace in materia di ricerca e
innovazione incentivando le imprese a innovare, anche attraverso incentivi
fiscali, modernizzando le infrastrutture e razionalizzando gli istituti di
ricerca.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               COM(2012) 320 final.
[3]               P7_TA(2012)0048 e P7_TA(2012)0047.
[4]               Decisione 2012/238/UE del Consiglio del 26 aprile 2012.
[5]               COM(2012) 68 final.
[6]               Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle
misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla
base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia
concordata.
[7]               A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.