CELEX: 62022TN0101
Language: it
Date: 2022-02-21 00:00:00
Title: Causa T-101/22: Ricorso proposto il 21 febbraio 2022 — OG e a. / Commissione

19.4.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 165/39
            
         
      Ricorso proposto il 21 febbraio 2022 — OG e a. / Commissione
      (Causa T-101/22)
      (2022/C 165/47)
      Lingua processuale: lo spagnolo
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: OG, OH, OI e OJ (rappresentante: D. Gómez Fernández, avvocato)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  Annullare l’articolo 1 del regolamento delegato (UE) 2021/2288 (1) della Commissione del 21 dicembre 2021 che modifica l'allegato del regolamento (UE) 2021/953 (2) del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il periodo di accettazione dei certificati di vaccinazione rilasciati nel formato del certificato COVID digitale dell'UE comprovanti il completamento del ciclo di vaccinazione primario;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione europea alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, i ricorrenti deducono sette motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione delle regole di competenza e dell’articolo 290, paragrafo 1, TFUE.
                  
                              —
                           
                           
                              A tale proposito, i ricorrenti invocano il travalicamento del mandato di delega conferito dal Parlamento europeo ai sensi degli articoli 12 e 5, paragrafo 2, del regolamento 2021/953 e di questi stessi articoli in quanto non rispetterebbe gli elementi essenziali dell’atto di abilitazione e, in ogni caso, non rientrerebbe nel quadro normativo definito dall’atto legislativo di base, poiché tale modifica non sarebbe necessaria nel caso di progressi scientifici nel contenimento della pandemia di COVID-19.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione delle regole di competenza e dell’articolo 290, paragrafo 1, TFUE.
                  
                              —
                           
                           
                              A detto proposito, i ricorrenti invocano il travalicamento del mandato di delega conferito dal Parlamento europeo ai sensi degli articoli 13 e 5, paragrafo 4, del regolamento 2021/953 e di questi stessi articoli. L’applicazione di siffatta procedura di urgenza in assenza degli specifici presupposti previsti a tal fine, vale a dire la comparsa di nuovi dati scientifici e la sussistenza di motivi imperativi d’urgenza che lo richiedano, costituirebbe una violazione di una formalità sostanziale.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione del diritto fondamentale alla libera circolazione di cui all’articolo 21 TFUE, all’articolo 45 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo la «Carta») e all’articolo 2 del protocollo n. 4 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, all’articolo 27 della direttiva 2004/38/CE del 29 aprile e del principio di proporzionalità.
                  
                              —
                           
                           
                              A tale proposito, i ricorrenti rilevano che le limitazioni introdotte non sarebbero giustificate da motivi di sanità pubblica e non sarebbe stata accertata né la loro efficacia né la loro necessità.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sulla violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta all’uguaglianza di fronte alla legge (articolo 20) e alla non discriminazione (articolo 21) e dalle corrispondenti disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) poiché la Commissione avrebbe introdotto senza un adeguato fondamento scientifico una differenza di trattamento tra le persone con ciclo di vaccinazione completo e coloro che ricevono la dose di richiamo.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sul vizio di competenza ratione materiae.
                  
                              —
                           
                           
                              A tale proposito, i ricorrenti invocano la violazione del principio di attribuzione e degli articoli 5 e 168 TFUE poiché né la Commissione né l’UE sarebbero competenti ad adottare misure che prevedano un obbligo di vaccinazione, sia pure indirettamente per non perdere automaticamente il certificato di vaccinazione trascorsi 270 giorni dal completamento del ciclo di vaccinazione.
                           
                        
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sulla violazione dei diritti fondamentali sanciti dalla Carta alla libertà (articolo 6), alla vita privata e familiare (articolo 7), alla dignità umana (articolo 1) e all’integrità fisica (articolo 3) e dalle corrispondenti disposizioni della CEDU poiché la Commissione avrebbe reso indirettamente obbligatoria la vaccinazione con la dose di richiamo per non perdere il certificato di vaccinazione.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente sullo sviamento di potere.
                  
                              —
                           
                           
                              A tale proposito, i ricorrenti invocano la violazione dell’articolo 18 della CEDU poiché con il suddetto regolamento delegato la Commissione perseguirebbe uno scopo diverso da quello previsto[, vale dire l]’imposizione indiretta dell’inoculazione della dose di richiamo per non perdere automaticamente il certificato di vaccinazione.
                           
                        
            
         (1)  Regolamento delegato (UE) 2021/2288 della Commissione del 21 dicembre 2021 che modifica l'allegato del regolamento (UE) 2021/953 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il periodo di accettazione dei certificati di vaccinazione rilasciati nel formato del certificato COVID digitale dell'UE comprovanti il completamento del ciclo di vaccinazione primario (GU 2021, L 458, pag. 459).
      
         (2)  Regolamento (UE) 2021/953 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 giugno 2021 su un quadro per il rilascio, la verifica e l'accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione alla COVID-19 (certificato COVID digitale dell'UE) per agevolare la libera circolazione delle persone durante la pandemia di COVID-19, (GU 2021, L 211, pag. 1).