CELEX: C2005/019/05
Language: it
Date: 2005-01-22 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione), 2 dicembre 2004, nella causa C-42/03: Commissione delle Comunità europee contro Regno di Spagna (Inadempimento di uno Stato — Pesca — Conservazione e gestione delle ricorse — Misure di controllo delle attività di pesca)

22.1.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 19/3
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Terza Sezione)
   2 dicembre 2004
   nella causa C-42/03: Commissione delle Comunità europee contro Regno di Spagna (1)
   
   (Inadempimento di uno Stato - Pesca - Conservazione e gestione delle ricorse - Misure di controllo delle attività di pesca)
   (2005/C 19/05)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   Nella causa C-42/03, avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell'art. 226 CE, proposto il 4 febbraio 2003, Commissione delle Comunità europee (agenti: sig. T. van Rijn e sig.ra S. Pardo Quintillán) contro Regno di Spagna (agente: sig.ra N. Díaz Abad) la Corte (Terza Sezione), composta dal sig. M. A. Rosas, presidente di sezione, dai sigg. J.–P. Puissochet (relatore), S. von Bahr, J. Malenovský e U. Lõhmus, giudici; avvocato generale: sig.ra C. Stix-Hackl; cancelliere: sig. R. Grass, ha pronunciato il 2 dicembre 2004 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               Per ciascuna delle campagne di pesca 1990-1997, il Regno di Spagna:
               
                           —
                        
                        
                           non avendo stabilito i criteri adeguati di utilizzazione dei contingenti ad esso attribuiti e non avendo effettuato le ispezioni e gli altri controlli richiesti dai regolamenti comunitari applicabili,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           non avendo vietato provvisoriamente la pesca all'esaurimento dei contingenti,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           e non avendo intentato tutte le azioni penali o amministrative che era tenuto ad applicare nei confronti dei capitani delle navi che avevano violato i detti regolamenti o nei confronti di qualsiasi altra persona responsabile di una tale violazione,
                        
                     è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza dell'art. 5, n. 2, del regolamento (CEE) del Consiglio 25 gennaio 1983, n. 170, che istituisce un regime comunitario di conservazione e di gestione delle risorse della pesca, dell'art. 9, n. 2, del regolamento (CEE) del Consiglio 20 dicembre 1992, n. 3760, che istituisce un regime comunitario della pesca e dell'acquicoltura, degli artt. 1 e 11, nn. 1 e 2, del regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2241, che istituisce alcune misure di controllo delle attività di pesca, nonché degli artt. 2, 21, nn. 1 e 2, e 31 del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1993, n. 2847, che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca.
            
         
               2)
            
            
               Il Regno di Spagna è condannato alle spese.
            
         
      (1)   GU C 101 del 26.4.2002.