CELEX: 31982R0084
Language: it
Date: 1982-01-14 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 84/82 della Commissione, del 14 gennaio 1982, che impone un dazio antidumping provvisorio sugli orologi da polso meccanici originari dell' Unione Sovietica

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31982R0084

Regolamento (CEE) n. 84/82 della Commissione, del 14 gennaio 1982, che impone un dazio antidumping provvisorio sugli orologi da polso meccanici originari dell' Unione Sovietica  

Gazzetta ufficiale n. L 011 del 16/01/1982 pag. 0014 - 0017

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 84/82 DELLA COMMISSIONE  del 14 gennaio 1982  che impone un dazio antidumping provvisorio sugli orologi da polso meccanici originari dell'Unione Sovietica  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,  previe consultazioni in sede di comitato consultivo istituito dal regolamento suddetto,  considerando che, nel giugno 1980, la Commissione ha ricevuto un ricorso presentato dalla « British Clock and Watch Manufacturers Association Ltd » (Associazione britannica dei fabbricanti di orologeria) a nome dei produttori britannici e francesi che forniscono la maggior parte della produzione comunitaria di orologi da polso meccanici; che la denuncia conteneva elementi di prova riguardo all'esistenza di pratiche di dumping per prodotti analoghi originari dell'Unione Sovietica, nonché ad un notevole pregiudizio da esse derivante;  considerando che, essendo detti elementi di prova sufficienti per giustificare l'apertura di una procedura, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura relativa alle importazioni di orologi meccanici e di movimenti di orologi meccanici originari dell'Unione Sovietica ed ha avviato l'indagine a livello comunitario;  considerando che la Commissione ha informato ufficialmente gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, nonché il paese esportatore;  considerando che la Commissione ha fornito alle parti direttamente interessate l'occasione di rendere noto il loro punto di vista per iscritto e di esprimersi verbalmente, nonché di incontrarsi per un confronto delle tesi e degli argomenti di contestazione;  considerando che gli importatori si sono avvalsi di questa possibilità ed hanno presentato una documentazione scritta particolareggiata nella quale viene contestato il caso presentato nel ricorso; che, inoltre, su richiesta degli importatori e di uno dei ricorrenti, la Commissione ha organizzato un incontro in modo che ciascuna delle parti potesse confrontare le proprie tesi e i propri argomenti di contestazione;  considerando che, ai fini di una valutazione preliminare del margine di dumping e del pregiudizio, la Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie;  considerando che, allo scopo di verificare i prezzi all'esportazione nella Comunità del prodotto in causa e la portata del pregiudizio causato all'industria comunitaria, la Commissione ha effettuato controlli in loco presso i due principali importatori interessati, segnatamente la Elco Clocks & Watches Ltd (società consociata interamente di proprietà della Time Products Limited, di Londra) e la Slava SA, di Besançon, nonché presso il principale produttore comunitario di orologi meccanici, segnatamente la Timex Corporation di Dundee; che la Commissione ha inoltre preso contatto con la maggior parte degli altri produttori comunitari, con sede in Francia, ed ha chiesto loro informazioni scritte particolareggiate;  considerando che, per determinare il valore normale del prodotto in causa, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che l'Unione Sovietica non ha una economia di mercato; che, di conseguenza, il valore normale del prodotto in questione dovrebbe, di norma, essere stabilito sulla base dei prezzi praticati, o del valore costruito, per prodotti analoghi in un paese terzo ad economia di mercato;  considerando che, a questo proposito, il ricorso si riferisce ai prezzi praticati sul mercato comunitario per gli orologi originari della Svizzera e di Hong Kong; che la legislazione svizzera non consente ai funzionari della Commissione di effettuare controlli in loco presso i produttori svizzeri di orologeria; che, di conseguenza, nel novembre 1980 sono state effettuate indagini in loco presso quattro ditte di Hong Kong, tra cui la Remex International Time Ltd (società consociata della ditta britannica importatrice di orologi sovietici) e la Swiss Chinese Watch Trading Centre;  considerando che uno dei ricorrenti, la Timex Corporation, ha in seguito espresso il proprio disaccordo sulla scelta di Hong Kong quale base per determinare il valore normale ed ha chiesto di poter presentare una documentazione scritta in merito; che tale documentazione è pervenuta soltanto in data 21 maggio 1981, seguita da un'altra documentazione scritta in data 14 luglio 1981; che la Commissione ha perciò rinviato la valutazione preliminare per tener conto degli argomenti presentati e per dare agli importatori la possibilità di esprimere le proprie osservazioni sugli argomenti presentati dalla Timex Corporation; che la Commissione non è stata perciò in grado di concludere la procedura entro un anno dalla sua apertura, com'è generalmente il caso;  considerando che, nelle informazioni scritte, la Timex Corporation sostiene che, tenendo conto del livello di sviluppo economico e della struttura produttiva di ciascun paese nel settore dell'orologeria, Hong Kong non costituisce una base « idonea e ragionevole » per determinare il valore normale relativo all'Unione Sovietica, e che, in mancanza di siffatta base in un paese terzo qualsiasi diverso dalla Svizzera (paese in cui la Commissione asserisce di non poter effettuare le necessarie indagini), il valore normale dovrebbe essere determinato sulla base dei prezzi praticati nella Comunità, e segnatamente in Francia;  considerando che la Commissione, dopo aver sentito le tesi di entrambe le parti, mantiene la propria opinione secondo la quale, ai fini di una valutazione preliminare del margine di dumping, Hong Kong costituisce una base « idonea e razionale » per determinare il valore normale;  considerando che, per giungere a questa conclusione, la Commissione si è basata sui seguenti fattori essenziali:  - le parti concordano che, se si esclude la Svizzera, l'unico paese terzo che possa fungere da base è Hong Kong;  - non è stato dimostrato, senza possibilità di dubbio, che il fatto di comperare eventuali elementi o sottoparti da ditte esterne (come nel caso di Hong Kong) invece di produrle all'interno (come sembra essere il caso dell'Unione Sovietica), incida notevolmente sui costi di produzione o sul prezzo di vendita finale;  - le industrie svizzere e francesi proposte dal ricorrente in quanto base più idonea per determinare il valore normale svolgono comunque le loro attività (come Hong Kong) basandosi su scorte di elementi e sottoparti acquistati;  - se la tesi del ricorrente, secondo la quale tutte le scorte di elementi e di sottoparti acquistati dovrebbero essere prodotti nel paese scelto come base per determinare il valore normale, venisse applicata come norma generale, restringerebbe eccessivamente la facoltà della Commissione di scegliere una base idonea per determinare il valore normale, dato che quasi tutte, per non dire tutte, le industrie dei paesi ad economia di mercato dipendono in una certa misura dalle importazioni;  - nessuno dei dati economici disponibili, anche se sono stati interpretati con la massima cautela, dimostra in modo conclusivo che Hong Kong sia una base non idonea o irragionevole ai fini della determinazione del valore normale degli orologi esportati dall'Unione Sovietica;  - anche escludendo Hong Kong, non è giuridicamente possibile assumere i prezzi comunitari quale base per determinare il valore normale;  considerando che, non essendo gli orologi meccanici un prodotto omogeneo, è stato necessario determinare il valore normale in modo da poter stabilire un adeguato valore per ciascuno dei principali tipi di orologi o di movimenti esportati dall'Unione Sovietica nella Comunità; che la Commissione ha di conseguenza determinato il valore normale calcolando, per ciascuno dei principali tipi, il valore costruito per un prodotto analogo fabbricato ad Hong Kong;  considerando che, per quanto riguarda il prezzo all'esportazione degli orologi, la Commissione si è basata sul prezzo effettivamente praticato dall'esportatore sovietico per le vendite nella Comunità; che, per quanto riguarda i movimenti, l'importatore francese non è disposto a fornire dettagli sui prezzi praticati dall'esportatore; che la Commissione si è pertanto basata sui migliori elementi di prova altrimenti disponibili, e segnatamente i valori dichiarati alle autorità francesi tramite le licenze di importazione;  considerando che l'importatore di orologi sovietici nel Regno Unito ha dichiarato che gli orologi placcati in oro da esso importati, la cui placcatura aveva in precedenza uno spessore di 10 micron, hanno da quest'anno una placcatura con spessore di soli 5 micron; che la Commissione, non essendo finora stata in grado di verificare questo dato, nella valutazione preliminare si è basata sulla supposizione che attualmente vengono importati orologi con placcatura di entrambi questi spessori;  considerando che, per gli orologi, da un raffronto effettuato durante il primo semestre 1981 tra il valore normale ed il prezzo all'esportazione nel Regno Unito, il cui mercato assorbiva nel 1980 il 94 % delle importazioni comunitarie di orologi originari dell'Unione Sovietica, risultano margini di dumping oscillanti tra 0 e 43 % del prezzo all'esportazione; che, supponendo che lo spessore della placcatura in oro di questi orologi sia di 5 micron, il margine medio ponderato del dumping per tutti gli orologi è pari al 9,9 % del prezzo all'esportazione; che, supponendo che lo spessore della placcatura in oro sia di 10 micron, il margine medio ponderato del dumping unicamente per gli orologi placcati in oro è pari al 23,6 % del prezzo all'esportazione;  considerando che, per i movimenti, i migliori elementi di cui dispone la Commissione comprovano che nel 1980 esisteva in Francia un margine di dumping pari ad almeno il 53,5 %, del prezzo all'esportazione;  considerando che, in merito al pregiudizio provocato all'industria comunitaria dalle importazioni in regime di dumping, in base alle informazioni fornite alla Commissione durante l'indagine, risulta che le importazioni di orologi meccanici e di movimenti di orologi meccanici originari dell'Unione Sovietica sono passate da 1,19 a 2,38 milioni di pezzi nel periodo 1978-1980; che, nel 1980, due Stati membri, la Francia e il Regno Unito, rappresentavano l'87 % di queste importazioni, tra cui la percentuale raggiunta dal solo Regno Unito era del 76 %; considerando che nel Regno Unito le importazioni, formate esclusivamente da orologi finiti, sono passate da 0,81 a 1,82 milioni di pezzi nel periodo 1978-1980; che la Commissione ritiene che questi dati rappresentino, rispettivamente, il 10,4 % e il 22,1 % del consumo totale di orologi meccanici del Regno Unito nell'anno in oggetto; che, per vendere queste importazioni decisamente aumentate di orologi di fronte al ristagno della domanda globale di orologi meccanici nel Regno Unito, l'importatore ha diminuito nettamente i suoi prezzi netti ed attualmente vende a prezzi inferiori a quelli praticati per orologi analoghi dall'unico produttore britannico, la Timex Corporation;  considerando che, in Francia, le importazioni di orologi meccanici e di movimenti di orologi da polso originari dell'Unione Sovietica sono, conformemente alla legislazione comunitaria, soggetti a contingente, con il risultato che tali importazioni sono state nettamente inferiori a quelle britanniche; che, se si detraggono le importazioni di orologi tascabili, non compresi nella procedura, e le riesportazioni, si calcola che le importazioni di orologi da polso meccanici e di movimenti di orologi da polso meccanici destinati al consumo in Francia sono state di 214 000 pezzi nel 1978, 315 000 pezzi nel 1979 e 184 000 pezzi nel 1980, ed hanno rappresentato per ciascun anno una percentuale oscillante tra l'1,7 e l'1,9 % del consumo francese stimato;  considerando che, per determinare gli effetti delle importazioni in regime di dumping sull'industria comunitaria, la Commissione ha preso in esame unicamente la situazione della Timex Corporation poiché questa ditta rappresenta da sola una considerevole percentuale della produzione comunitaria totale di orologi meccanici e poiché le esportazioni nella Comunità del prodotto oggetto dell'indagine sono concentrate soprattutto sul mercato britannico, dove altri produttori comunitari vendono soltanto una minima parte della loro produzione e, di conseguenza, sono colpiti dalla penetrazione del prodotto oggetto del dumping meno direttamente della Timex, per la quale il Regno Unito costituisce il principale mercato comunitario;  considerando che dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che la produzione di orologi da polso meccanici della Timex Corporation nel Regno Unito ha registrato un calo del 13 % tra il 1978 e il 1980 e che si prevede un ulteriore calo del 10 % circa nel 1981; che quest'ultimo calo riflette in particolare un grave ribasso delle vendite di orologi meccanici della Timex sul mercato britannico, il quale costituisce potenzialmente l'unico mercato comunitario per gli orologi meccanici prodotti da questa ditta;  considerando che, in base agli elementi di prova di cui dispone la Commissione, la quota del mercato britannico detenuta dalla Timex per gli orologi da polso meccanici è passata dal 31 al 25 % nel periodo 1978-1980, pur essendo ancora notevolmente superiore a quella del 12 % detenuta dalle vendite di orologi originari dell'Unione Sovietica; che, nel 1981, è comprovato che la Timex non è stata in grado di mantenere la sua posizione sul mercato di fronte alle diminuzioni di prezzo praticate dall'importatore, la Time Products, tramite la propria filiale di distribuzione, Global Watches Ltd, allo scopo di vendere i quantitativi nettamente maggiori da essa importati;  considerando che la redditivtà delle vendite di orologi meccanici effettuate dalla Timex nel Regno Unito è diminuita nettamente e gradualmente dal 1978 in quanto la Timex non è stata in grado di far pienamente fronte agli aumentati costi di produzione; che questa situazione è ora seriamente aggravata dalle pressioni sui prezzi praticati dalla Timex attualmente esercitate dalla Time Products mediante le vendite di orologi originari dell'Unione Sovietica;  considerando che, quanto agli altri produttori comunitari, la maggior parte di essi si trova in Francia; che, inoltre, una percentuale inferiore all'1 % della produzione francese di orologi meccanici è venduta nel Regno Unito, il quale costituisce l'unica regione della Comunità che registra una considerevole penetrazione sul mercato da parte dei prodotti oggetto di dumping;  considerando che la Commissione ha preso in considerazione il pregiudizio causato da altri fattori che, singolarmente o combinati, esercitano effetti negativi sulla Timex Corporation; che, a questo proposito, la Commissione ha esaminato in particolare il livello della domanda di orologi meccanici, nonché l'impatto esercitato sul mercato dagli orologi a quarzo e da altri orologi elettronici;  considerando che, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione, risulta che dal 1978 al 1980 la domanda di orologi meccanici nel Regno Unito si è mantenuta relativamente stabile ad un livello oscillante tra 7,2 e 7,8 milioni di pezzi;  considerando che, in base agli elementi di prova in suo possesso, la Commissione ha concluso che la disponibilità di orologi digitali a quarzo a prezzi concorrenziali ha probabilmente avuto effetti depressivi sul mercato degli orologi meccanici; che, tuttavia, la Commissione ha concluso che questo fattore rappresenta soltanto una parte delle difficoltà attualmente incontrate dalla Timex Corporation, le quali nel 1981 sono state, perlomeno in larga misura, il risultato delle vendite di notevoli scorte di orologi importati in regime di dumping dall'Unione Sovietica effettuate dalla Time Products;  considerando che la Commissione ha pertanto stabilito che il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping di orologi meccanici originari dell'Unione Sovietica, considerato separatamente da quello dovuto ad altri fattori, debba essere ritenuto notevole;  considerando che, per quanto riguarda i movimenti di orologi meccanici, la Commissione ha stabilito che, pur in presenza di un notevole margine di dumping, il basso livello della penetrazione sul mercato e l'effetto delle restrizioni quantitative applicate in Francia sono tali che non viene causato un pregiudizio notevole, né esiste un pericolo in tal senso;  considerando che, di conseguenza, al fine di evitare un pregiudizio durante la procedura, gli interessi della Comunità richiedono un'azione immediata mediante l'imposizione di un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di orologi da polso meccanici originari dell'Unione Sovietica, ad un tasso che, in considerazione dell'entità del pregiudizio provocato, corrisponda ai margini di dumping accertati in via provvisoria;  considerando che è opportuno stabilire il termine entro il quale le parti interessate possono, previa istituzione del dazio provvisorio, esprimere il loro punto di vista e chiedere alla Commissione la possibilità di una spiegazione verbale,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È imposto un dazio provvisorio antidumping sugli orologi da polso meccanici, originari dell'Unione Sovietica, della voce ex 91.01 della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe ex 91.01-37 e 57.  2. L'importo del dazio antidumping provvisorio è il seguente:  a) per gli orologi non placcati in oro o la cui placcatura in oro è di spessore uguale o inferiore a 5 micron: 9,9 % del valore franco frontiera comunitaria, dazio non riscosso;  b) per gli orologi la cui placcatura in oro è di spessore superiore a 5 micron: 23,6 % del valore franco frontiera comunitaria, dazio non riscosso.  3. L'aliquota inferiore del dazio è applicata soltanto nel caso in cui l'importatore fornisca sufficienti prove documentarie o di altro tipo secondo le quali la partita in questione rientra nella categoria definita nel precedente paragrafo 2, lettera a).  4. La messa in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia equivalente all'importo del dazio provvisorio.  5. Le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali si applicano al dazio suddetto.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 3017/79, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento, le parti interessate possono comunicare il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 3017/79, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi oppure sino all'adozione di misure definitive da parte del Consiglio.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 14 gennaio 1982.  Per la Commissione  Étienne DAVIGNON  Vicepresidente  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. C 181 del 19. 7. 1980, pag. 3.