CELEX: 51997PC0392
Language: it
Date: 1997-07-23
Title: Proposta di direttiva del Consiglio relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
•ir ir
                                      Bruxelles, 23.07.1997
                                      COM(97) 392 def.
                                      97/0221 (PRT)
                          Proposta di
              DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
           RELATIVA ALL'ACCORDO QUADRO
       SUL LAVORO A TEMPO PARZIALE CONCLUSO
          DALL'UNICE, DAL CEEP E DALLA CES
               (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                            RELAZIONE
 Introduzione
  1.   Nel corso degli ultimi anni è notevolmente aumentata l'importanza delle nuove forme
       di lavoro flessibile, in particolare del tempo parziale, e la tendenza persiste nei
       mercati del lavoro a livello nazionale.
 2.    Il 29 giugno 1990 la Commissione aveva presentato tre proposte di direttiva del
       Consiglio relative a determinati rapporti di lavoro (a tempo panale e temporanei)1.
 3.    Il Comitato economico e sociale ha espresso i propri pareri il 20.9.19902. U
       Parlamento europeo ha comunicato i propri pareri il 24.10.19903. Conformemente
        all'articolo 149 del Trattato, il 7.11.1990 la Commissione ha sottoposto al Consiglio
       una proposta modificata4 contenente alcuni emendamenti auspicati dal Parlamento.
 4.    Tali proposte sono state discusse in serio al Consiglio in varie occasioni tra il 1990 e
       il 1994, Di queste proposte solo la direttiva del Consiglio 91/383/CEE "che completa
       le misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute durante il
       lavoro dei lavoratori aventi un rapporto di lavoro a durata determinata o un rapporto
       di lavoro interinale"5 ha potuto essere adottata dal Consiglio.
 5.    Nel luglio 1994 la Commissione ha pubblicato il Libro bianco sulla politica sociale
       europea. In tale documento la Commissione ribadisce la propria volontà di compiere
       progressi in questo campo e al capitolo 3 afferma "di volere dare la massima priorità
       all'adozione da parte del Consiglio delle proposte relative ai lavori atipici. Le misure
       adottate dovranno tenere conto dei principi della convenzione OIL sul lavoro a
       tempo parziale adottata nel giugno del 1994. Se non sarà possibile compiere
       progressi in seno al Consiglio sulla base delle attuali proposte entro la fine del 1994,
       la Commissione awierà, in virtù dell'accordo sulla politica sociale, consultazioni con
       le parti sociali".                           ' ' ',
6.     Le conclusioni del Consiglio di Essen hanno sottolineato la necessità di
       provvedimenti atti a promuovere l'occupazione e la parità di opportunità tra donne e
       uomini e hanno richiamato l'esigenza di adottare misure volte ad "incrementare
       l'intensità occupazionale della crescita, in particolare mediante un'organizzazione più
       flessibile del lavoro, che risponda sia ai desideri dei lavoratori che alle esigenze della
       compétititivà".
1
     COM(90) 228 def. del 29.6.1990, GU C 224 dell'8.9.199Ó, pag. 8
2
     G U C 332 del 31.12.1990, G U C 332 del 31.12,90, pag. 167
3
     G U C 295 del 26.11.1990, pag. 112
4    COM(90) 533 def., G U C 305 del 05.12.90, pag. 12
5
     G U L 206 del 29.7.1991, pag. 19
 ---pagebreak--- 7.   Constatata l'assenza di progressi in seno al Consiglio, la Commissione ha deciso di
     avviare la procedura prevista all'articolo 3 dell'accordo sulla politica sociale. Il 27
     settembre 1995 essa ha perciò approvato l'avvio di una consultazione delle parti
     sociali ai sensi dell'articolo 3.2. di detto accordo. Al termine di un periodo di
     consultazione di sei settimane la Commissione ha ricevuto 22 risposte.
8.   Dalle risposte delle parti sociali è emerso un ampio sostegno al fondamentale
     principio guida della non discriminazione dei lavoratori impegnati nelle nuove forme
     flessibili di lavoro, che garantisca loro un trattamento paragonabile a quello dei
    dipendenti con contratto a tempo pieno e indeterminato. Anche se i pareri riguardanti
    la forma e il livello appropriati dell'azione da intraprendere in questo campo variano
    notevolmente, la maggioranza delle parti sociali ha dichiarato la propria disponibilità
    a svolgere Un ruolo attivo nella definizione e realizzazione di detti principi,
    soprattutto mediante la contrattazione collettiva al livello appropriato.
9.  Dopo aver analizzato tali reazioni, il 9 aprile 1996 la Commissione ha ritenuto
    auspicabile un'azione comunitaria e deciso di avviare la seconda consultazione delle
    parti sociali prevista dall'articolo 3.3. dell'accordo sulla politica sociale. Il 19 giugno
     1996 tre organizzazioni (UNICE, CEEP e CES) hanno annunciato la loro intenzione
    di iniziare le trattative alriguardo,in una prima fase più specificamente sul lavoro a
    tempo parziale. Il 12 marzo 1997, in virtù dell'articolo 3, paragrafo 4 dell'Accordo
    sulla politica sociale, esse hanno chiesto alla Commissione un periodo di tempo
    supplementare di tre mesi che la Commissione ha loro accordato. A seguito di tali
    trattative il 6 giugno 1997 le tre organizzazioni hanno stipulato un accordo quadro e
    lo hanno trasmesso alla Commissione, chiedendo, conformemente all'articolo 4.2.,
    che esso venga messo in atto con decisione del Consiglio su proposta della
    Commissione.
10. Le parti sociali hanno anche domandato che nella sua proposta volta a mettere in atto
    l'accordo la Commissione:
    chieda agli Stati membri di adottare le relative disposizioni legislative, regolamentari
    ed amministrative al più tardi nei due anni successivi all'adozione della decisione, o
    garantisca, ai sensi dell'articolo 2.4. dell'accordo sulla politica sociale allegato al
    Trattato che istituisce la Comunità europea, che le parti sociali mettano in atto
    mediante accordo le necessarie disposizioni prima della scadenza di tale perìodo, e
    preveda che, qualora occorra tener conto di particolari difficoltà o di una messa in
    atto mediante contratto collettivo, gli Stati membri possano disporre di un ulteriore
    periodo massimo di un anno per conformarsi alla decisione.
11. Anche se il documento della seconda consultazione riguardava "la flessibilità
    dell'orario di lavoro e la sicurezza dei lavoratori" (forme di lavoro diverse dal tempo
    pieno e dalla durata indeterminata), le parti sociali hanno voluto accordare
    particolare attenzione al lavoro a tempo parziale, pur dichiarando le proprie
    intenzioni di esaminare l'esigenza di accordi analoghi per altre forme di lavoro.
 ---pagebreak---  Analisi dell'accordo
  12. Nella sua comunicazione sull'attuazione del protocollo sulla politica sociale6 la
      Commissione sottolineava che "nella sua qualità di custode dei trattati, la
      Commissione elaborerà le proposte di decisione che essa presenterà al Consiglio
      tenendo conto del carattere rappresentativo delle parti contraenti, del loro mandato e
      della "legalità di ciascuna clausola della convenzione collettiva riguardo al diritto
      comunitario come anche airispettodelle disposizioniriguardantile piccole e medie
      imprese di cui all'articolò 2.2. In ogni caso essa ha l'intenzione di corredare tutte le
      proposte che essa presenta al Consiglio in questo campo di una relazione nonché di
      osservazioni e di una valutazione dell'accordo concluso dalle parti sociali".
 i.      Rappresentatività della parti contraenti e loro mandato
 13. Le organizzazioni che hanno stipulato l'accordo sono PUNICE, il CEEP e la CES.
      Queste tre organizzazioni si sono impegnate, a partire dal 1985, in un processo
      autonomo e volontario di dialogo sociale detto di "Val Duchesse". Da tale dialogo
      sono emersi 14 pareri comuni, 2 raccomandazioni e 2 accordi. In particolare essi
      hanno concluso un accordo significativo nell'ottobre 1991 volto a definire il ruolo e
      lo spazio del dialogo sociale nel nuovo contesto comunitario. Gli articoli 3 e 4
      dell'accordo sulla politica sociale si ispirano ampiamente a tale accordo.
 14. Tutte e tre le organizzazioni rispondono ai seguenti criteri definiti nella
      comunicazione della Commissione (punto 24):
      - sono intercategoriali e organizzate a livello europeo;
      - si compongono di organizzazioni esse stesse riconosciute quali facenti parte
         integrante di strutture della parti sociali degli Stati membri, hanno la capacità di
         negoziare accordi e sono rappresentative in tutti gli Stati membri.
      - dispongono di strutture adeguate che consentono loro di partecipare in modo
         efficace all'attuazione dell'accordo sulla politica sociale. '
 15. Queste tre sono le uniche organizzazioni intercategoriali a vocazione generale ai
      sensi dell'allegato II della comunicazione della Commissione. D'altro canto, lo studio
      sulle parti sociali perviene a un certo numero di conclusioni (allegate alla
      comunicazione) per quanto concerne la rappresentatività delle organizzazioni
      padronali e sindacali: Nella propria comunicazione sull'andamento e sul futuro del
      dialogo sociale a livello comunitario7, capitolo D.n, la Commissione ha espresso la
      propria intenzione "di incoraggiare le parti sociali europee a cooperare più
      strettamente allaricercadi una soluzione al problema della rappresentatività".
6
     COM(93) 600 del 14 dicembre 1993
7
     COM(96) 448 def. del 18.9.1996
                                                3
 ---pagebreak---  Organizzazioni del padronato
 16. La federazione del padronato più rappresentativa dell'insieme dei settori industriali e
      delle categorie di impresa è PUNICE. In tutti gli Stati membri, quelle affiliate
     all'UNICE sono di gran lunga le federazioni intersettoriali del padronato più
     rappresentative. Tutti i suoi affiliati a livello nazionale svòlgono, direttamente o
     indirettamente, un ruolo nelle contrattazione collettiva e partecipano alla Conferenza
     intemazionale del lavoro. Il CEEP reca una rappresentazione significativa da parte
  , delle imprese pubbliche o a partecipazione pubblica negli Stati membri.
Organizzazioni sindacali
 17. La confederazione sindacale intersettoriale di gran lunga più rappresentativa è la
     CES. In tutti gli Stati membri, sono sue affiliate le confederazióni sindacali
     intersettoriali più rappresentative. Tutti i suoi affiliati a livello nazionale svolgono,
     direttamente o indirettamente, un ruolo nella contrattazione collettiva e partecipano
     alla conferenza internazionale del lavoro.
Çonçtmoni
18. La Commissione constata che queste tre organizzazioni hanno ricevuto un mandato
     specifico dai loro affiliati a livello nazionale per le trattative sul lavoro a tèmpo
     parziale e hanno stipulato l'accordo quadro a loro nome. Questi stessi affiliati hanno
     quindi ratificato l'accordo quadro.
19 La Commissione deduce da tale esame che in rapporto ai destinatari e all'oggetto
     dell'accordo, queste tre organizzazioni soddisfano la condizione di rappresentatività
     che essa si era impegnata a verificare prima di trasmettere la propria proposta.
ii.     "Legittimità" delle clausole riguardanti il ruolo delle parti sociali che non
        hanno firmato e dei loro membri.
20. Altre parti sociali, consultate dalla Commissione, hanno dichiarato di. voler
     partecipare alle trattative. La Commissione è stata informata dello scambio di lettere
     e delle discussioni tra le parti sociali che hannofirmatol'accordo e le altre. Essa è
     stata anche informata della partecipazione alle trattative nell'ambito della delegazione
     TJNICE di esperti di tre organizzazioni di settore delle parti sociali.
21. La Commissione ha comunque trasmesso l'accordo quadro a tutte le organizzazioni
     sindacali e padronali da essa consultate o informate preventivamente e ha
     organizzato unariunionedi informazione e di dialogo con esse.
22. Alcune organizzazioni hanno contestato il carattere rappresentativo delle parti
     firmatarie e hanno affermato che l'accordo non prende in considerazione gli interessi
     di certi settori o categorie d'imprese. Altre viceversa hanno sottolineato il carattere
     flessibile delle disposizioni dell'accòrdo, che consentirà, una volta recepito nel diritto
     nazionale, di tener conto dei bisogni specifici di certi settori o sottosettori.
23. Verificate le clausole interessate, la Commissioneritieneche l'accordo quadro operi
     ripetutirinvìialle parti sociali "al livello appropriato", alla legislazione, "a contratti
     collettivi o prassi nazionali" e salvaguardi ampiamente il ruolo delle parti sociali che
     non hannofirmatol'accordo e dei loro membri a livello nazionale.
 ---pagebreak--- iii    Osservanza delle disposizioni concernenti le piccole e medie imprese
24. L'articolo 2.2. dell'Accordo sulla politica sociale prevede che la legislazione in
    materia sociale "eviti di imporre vincoli amministrativi,finanziarie giuridici di natura
    tale da ostacolare la creazione e io sviluppo di piccole e medie imprese".
25. La situazione specifica delle PMI è stata oggetto di un'attenzione particolare
    nell'elaborazione del testo dell'accordo quadro. Per tale motivo vi figura un
    riferimento esplicito: considerando 7: "considerando che il presente accordo prende
    in considerazione la necessità di migliorare i requisiti della politica sociale, di favorire
    la competitività dell'economia della Comunità e di evitare di imporre vincoli
    amministrativi, finanziari e giuridici di natura tale da ostacolare la creazione e lo
    sviluppo delle piccole e medie imprese".
26. Evidentemente l'accordo non contiene deroghe al fondamentale principio giuridico
    della non discriminazione a favore delle PMI. La clausola 1 (b) comunquefissacome
    obiettivo fondamentale dell'accordo lo sviluppo del lavoro a tempo parziale e
    l'organizzazione flessibile dell'orario di lavoro. In questo quadro le clausole 5 (1) e
    (2) stabiliscono l'eliminazione per via legislativa o contrattuale degli ostacoli giuridici
    e amministrativi che possono ostacolare le possibilità di lavoro a tempo parziale.
    Anche se il principio dello. sviluppo del lavoro a tempo parziale si riferisce
    globalmente a tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni e dall'organico, le
    PME dovrebbero certamentericavarei maggiori vantaggi da tale disposizione.
27. Varie clausole (2.2, 3.3, 4.3, 4.4 e 6.2), facendo riferimento alla legislazione, ai
    contratti collettivi o alle prassi nazionali, e/o alle parti sociali al livello appropriato,
    lasciano un ampio margine di manovra a livello d'impresa. Pur non menzionando
    espressamente le PMI, queste disposizioni consentiranno di prendere disposizioni
    nazionali di applicazione che tengano conto della loro situazione specifica.
28. Queste disposizioni indicano la volontà delle parti sociali di incoraggiare
    l'introduzione di nuovi modi flessibili di organizzazione del lavoro e dell'orario, più
    adattati ai mutati bisogni della società, che nel contempo dovrebbero tener conto
    delle esigenze sia delle imprese che dei lavoratori (considerando 4 e 5).
29. Di conseguenza, la Commissioneritieneche le disposizioni concernenti le piccole e
    medie imprese siano staterispettate.All'atto di redigere l'accordo quadro le parti
    sociali hanno predisposto degli spazi che consentissero di tener conto delle
    circostanze particolari delle PMI, in particolare all'atto del recepimento nelle
    legislazioni nazionali.
 ---pagebreak--- iv.      "Legalità" delle clausole dell'accordo
30. La Commissione ha esaminato attentamente ciascuna delle clausole dell'accordo
      quadro e non hariscontratodisposizioni contrarie al diritto comunitario. H fatto che
      l'accordo preveda obblighi per gli Stati membri non ne mette in causa la legalità.
      Infatti, dalla seconda dichiarazione allegata all'Accordo sulla politica sociale8 deriva,
      a contrario, che la seconda modalità di attuazione degli accordi tra le parti sociali a
      livello comunitario è suscettibile di creare obblighi per gli Stati membri. Gli obblighi
      imposti agli Stati membri non derivano direttamente dall'accordo tra le parti sociali,
      bensì dalla modalità di attuazione di tale accordo. Per quanto concerne il contenuto
      stesso dell'accordo, il punto V è dedicato alla valutazione che la Commissione ne fa.
v.       Valutazione dell'accordo
31. Alla luce delle conclusioni del Consiglio europeo di Essen e dei successivi Consigli
      europei, la Commissione ritiene che il lavoro a tempo parziale sia un fattore
      importante per promuovere l'occupazione, la parità di opportunità tra donne e
     uomini e in certi casi anche un più facile accesso alla formazione continua. Esso
      contribuisce anche ad incrementare l'intensità occupazionale della crescita, in
     particolare mediante un'organizzazione più flessibile del lavoro, che dovrebbe
     rispondere sia ai desideri dei lavoratori che alle esigenze della competitività. La
     Commissione ha quindi consultato le parti sociali nel contesto di questa impostazione
     più ampia. Il contributo delle parti sociali è di per sé positivo, perché garantisce che
      si considerino nel contempo la concorrenzialità delle imprese e gli interessi dei
     lavoratori.
32. La Commissione sottoscrive pienamente gli obiettivi dell'accordo quadro delle parti
      sociali. Essa loritieneimportante sotto due aspetti.
33. Da un lato, il varo di norme minime nel campo del lavoro a tempo parziale
      costituisce un importante passo verso la realizzazione di una base minima di diritti
      fondamentali dei lavoratori. Ciò favorisce la promozione della parità di opportunità
      tra donne e uomini. La condivisione delle responsabilità familiari tra i genitori
      costituisce un elemento essenziale delle strategie volte a migliorare la parità sul
      mercato del lavoro.
34. D'altro canto, questo accordo contribuisce anche alla realizzazione delle conclusioni
      del Consiglio europeo di Essen in materia di introduzione di nuovi modiflessibilidi
      organizzazione del lavoro. Questaflessibilitàdeverispondereai bisogni delle imprese
      che, innanzi alla concorrenza internazionale, devono aumentare la loro competitività.
      Essa deve inoltre tener conto degli interessi dei lavoratori, consentendo lóro di
      meglio adattare l'orario di lavoro alle loro esigenze soprattutto in materia di
      formazione, per difendere o accrescere le loro possibilità di occupazione. Un accordo
      tra le parti sociali su tale materia, flutto della trattativa tra datori di lavoro e
      lavoratori,risultaessere lo strumento più appropriato per conciliare gli interessi delle
      due parti.
    "Le undici Alte Parti Contraenti dichiarano che la prima delle modalità d'applicazione degli accordi
    tra le parti sociali a livello comunitario, cui l'articolo 4, paragrafo 2 fa riferimento, consisterà nello
    sviluppare, attraverso un negoziato collettivo e secondo le norme di ciascuno Stato membro, il
    contenuto di detti accordi e che pertanto tale modalità non implica l'obbligo per gli Stati membri di
    applicare direttamente detti accordi o di elaborare norme per il loro recepimento né l'obbligo di
    modificare le disposizioni interne in vigore per facilitarne l'attuazione".
 ---pagebreak--- 35 La Commissioneritieneche si diano tutte le condizioni per trasmettere una proposta
    mirante ad attuare l'accordo quadro tra le parti sociali per il tramite di una decisione
    del Consiglio.
La proposta della Commissione
36. Nella sua Comunicazione del 14 dicembre, la Commissione ha segnalato che
    "qualora l'attuazione di un accordo concluso a livello comunitario avvenga, su
    richiesta congiunta delle parti sociali, tramite una decisione del Consiglio su proposta
    della Commissione, il Consiglio non ha la possibilità di modificare l'accordo. Per
    questo motivo la Commissione si limiterà a proporre in ogni caso, previo esame
    dell'accordo concluso tra le parti sociali, l'adozione di una decisione riguardante
    l'accordo così com'è stato concluso".
37. D'altro canto essa ha inoltreritenutoche "la decisione del Consiglio deve limitarsi a
    rendere vincolanti le disposizioni dell'accòrdo stipulato tra le parti sociali in modo
    che il testo dell'accordo non faccia parte della decisione, ma vi sia allegato".
38. Infine la Commissione ha annunciato che "qualora il Consiglio decida, in conformità
    delle procedure previste all'ultimo capoverso dell'articolo 4.2., di non attuare
    l'accordo concluso dalle parti sociali, la Commissione ritirerà la sua proposta di
    decisione ed esaminerà l'opportunità di proporre, alla luce dei lavoro svolti, un testo
    legislativo nel settore interessato".
39. La Commissione non ha quindiripresoil testo dell'accordo nella sua proposta, ma lo
    ha semplicemente allegato alla stesso. Essaribadisced'altronde che, se il Consiglio
    dovesse modificare l'accordo quadro concluso tra le parti sociali, essa ritirerà la
    propria proposta.
i.     Fondamento giuridico
40. L'articolo 4.2. dell'Accordo sulla politica sociale, prevede che "gli accordi conclusi a
    livello comunitario sono attuati nell'ambito dei settori contemplati dall'articolo 2, e a
    richiesta congiunta delle partifirmatarie,in base ad una decisione del Consiglio su
    proposta della Commissione". L'accordo sul lavoro a tempo parziale rientra nella
    sfera delle condizioni di lavoro previste all'articolo 2.1. dell'Accordo sulla politica
    sociale. La materia rientra tra gli ambiti in cui il Consiglio può deliberare a
    maggioranza qualificata. Conseguentemente, l'articolo 2.2. costituisce il fondamento
    giuridico appropriato su cui basare la proposta della Commissione.
41. Questo articolo non prevede la consultazione del Parlamento europeo in merito alle
    domande indirizzate alla Commissione dalle parti sociali. Conformemente
    all'impegno da essa assunto nella sua comunicazione, la Commissione ha informato il
    Parlamento sulle diverse fasi di consultazione con le parti sociali. Essa gli ha inoltre
    trasmesso tale proposta affinché esso possa, se lo ritiene opportuno, comunicare il
    proprio parere alla Commissione e al Consiglio. Lo stesso dicasi per il Comitato
    economico e sociale.
 ---pagebreak---   ii.      Forma dell'atto
  42. Il termine "decisione" ai sensi dell'articolo 4.2. dell'Accordo sulla politica sociale si
          riferisce ad uno degli atti legislativi vincolanti di cui all'articolo 139 del trattato.
          Spetta alla Commissione proporre al Consiglio quello dei tre strumenti vincolanti
          previsti da detto articolo (regolamento, direttiva o decisione) che appaia più
          appropriato. Nella fattispecie, considerata la natura (accordo quadro) e il contenuto
          del testo delle parti sociali,risultachiaro che tale accordo quadro appare destinato ad
          essere applicato indirettamente per il tramite di disposizioni che dovranno essere
          recepite, ad opera degli Stati membri e/o delle parti sociali, nella legislazione
         nazionale degli Stati mèmbri. In tale caso quindi lo strumento più appropriato per la
         sua attuazione è costituito da una direttiva del Consiglio. D'altronde, conformemente
         agli impegni presi; la Commissione ritiene che il testo dell'accordo non debba far
         parte della direttiva, ma esservi allegato.
 43. Per quanto concerne gli articoli della sua proposta, la Commissione formula le
         seguenti osservazioni:
        artìcolo 1
        Questo articolo si limita a conferire carattere obbligatorio all'accordo quadro tra le
        parti sociali onde consentire la sua attuazione mediante una decisione del Consiglio,
        ai sensi dell'articolo 4.2. dell'Accordo sulla politica sociale.
       articoli dal a 6
       L'articolo.2.1. indica che le disposizioni della direttiva prevedono soltanto requisiti
       minimi, lasciando agli Stati membri la possibilità di adottare misure più rigorose nel
       settore in questione.
       L'articolo 2.2. consiste in una clausola di "non regressione" standard che interessa
       quegli Stati membri che, al momento dell'adozione della direttiva, dispongono di un
       livello di protezione più elevato di quello assicurato dall'accordo quadro allegato a
       detta direttiva. La clausola in questione riguarda la non regressione del livello
       generale di protezione dei lavoratori in seguito all'adozione della direttiva
       comunitaria, pur lasciando la possibilità agli Stati membri di adottale misure diverse
       dettate dalla loro politica socioeconomica e questo nel rispetto dei requisiti minimi
       previsti dall'accordo quadro. È comunque chiaro che il margine di manovra degli
       Stati membri si limita esclusivamente al livello di protezione al di sopra della base
       della direttiva.
       L'articolo 3 consiste in una clausola di non discriminazione, conformemente
       all'impegno preso dalla Commissione nella sua Comunicazione9 sul razzismo, la
       xenofobia e l'antisemitismo. È inoltre il caso di ricordare a tale proposito la
       dichiarazione solenne adottata dalle parti sociali a Firenze nell'ottobre del 1995 sulla
       prevenzione della discriminazione razziale e della xenofobia e sulla promozione della
        parità di opportunità sul luogo di lavoro.
9
      COM(95) 653 def. del 13 dicembre 1995
 ---pagebreak---     L'artìcolo 4 impone agli Stati membri l'obbligo di prevedere sanzioni aventi carattere
    effettivo, proporzionato e dissuasivo. Di fatto, come in ogni ordinamento giuridico,
    per applicare il diritto comunitario occorre da un lato dissuadere dalle violazioni tutti
    coloro su cui incombono obblighi derivanti da tale diritto e, dall'altro, comminare
    opportune sanzioni a coloro che trasgrediscono.
    Gli articoli 5 e 6 contengono le consuete disposizioni di recepimento nella
    legislazione nazionale degli Stati membri.
Giustificazione della direttiva rispetto al principio di sussidiarietà
44. La proposta di direttiva del Consiglio relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo
    parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES è conforme al principio di
    sussidiarietà, segnatamente ai due criteri della necessità e della proporzionalità,
    formulati all'articolo 3B del Trattato di Maastricht.
45. Quanto al primo criterio, cioè alla necessità dell'azione comunitaria, questa è
    giustificata dal fatto che le parti sociali, nell'ambito della procedura prevista
    dall'articolo 3 dell'Accordo sulla politica sociale, sono concordi sulla necessità di
    un'azione comunitaria in materia e hanno chiesto che venga data attuazione al loro
    accordo, concluso a livello comunitario, tramite una decisione del ConsigUo su
    proposta della Commissione ai sensi dell'articolo 4.2. di detto accordo. Si noti inoltre
    che tale iniziativa risponde alle conclusioni del Consiglio europeo di Essen del
    dicembre 1994, e successivi sviluppi.
46. Per quanto concerne la proporzionalità, la direttiva del Consiglio risponde a tale
    esigenza nella misura in cui essa si limita afissarei grandi obiettivi da raggiungere a
    cura degli Stati membri, mentre il contenuto stesso della direttiva è fissato non dalla
    Comunità ma dalle parti sociali.
Conclusione
47. Il ConsigUo è invitato ad adottare la proposta di direttiva relativa all'accordo quadro
     sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES.
 ---pagebreak---                      PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                 relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale
                        concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
Visto l'Accordo sulla poUtica sociale allegato al Protocollo sulla poUtica sociale n. 14 del
Trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 4.2.,
vista la proposta della Commissione10,
considerando che, sulla base del Protocollo sulla poUtica sociale allegato al Trattato che
istituisce la Comunità europea, gli Stati membri, ad eccezione del Regno Unito di Gran
Bretagna e Irlanda del Nord (qui di seguito denominati "Stati membri"), desiderosi di
attuare la Carta sociale del 1989 hanno convenuto un accordo sulla politica sociale;
considerando che le parti sociali, in forza dell'articolo 4.2. dell'accordo sulla politica
sociale possono richiedere congiuntamente che gli accordi a liveUo comunitario siano
attuati in base a una decisione del Consiglio, su proposta della Commissione;
considerando che il punto 7 della Carta comunitaria dei diritti sociaU fondamentali dei
lavoratori, stabilisce tra l'altro che: "la realizzazione del mercato intemo deve portare ad
un migUoramento delle condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori nella Comunità
europea. Tale processo avverrà mediante il ravvicinamento di tali condizioni, soprattutto
per quanto riguarda (...) le forme di lavoro diverse dal lavoro a tempo indeterminato,
come i lavoro a tempo determinato, il lavoro a tempo parziale, il lavoro temporaneo*e il
lavoro stagionale";
considerando che il Consiglio non è stato in grado di deUberare suUa proposta di direttiva
relativa a determinati rapporti di lavoro per quanto riguarda le distorsioni di
concorrenza11, né sulla modifica a tale proposta12, né suUa proposta di direttiva relativa a
determinati rapporti di lavoro per quanto riguarda le condizioni di lavoro13;
10
     GUC
11
     GU C 224 dell'8.9.1990, pag. 6
                                                 10
 ---pagebreak--- considerando che le conclusioni del ConsigUo europeo di Essen hanno sottolineato la
necessità di provvedimenti per promuovere l'occupazione e la parità di opportunità tra
donne e uomini e hannorichiamatol'esigenza di adottare misure volte ad "incrementare
l'intensità occupazionale della crescita, in particolare mediante un'organizzazione più
flessibile del lavoro, che risponda sia ai desideri dei lavoratori che alle esigenze deUa
competitività";
considerando che la Commissione, in ottemperanza all'articolo 3.2. dell'Accordo suUa
poUtica sociale, ha consultato le parti sociali sul possibile orientamento di un'azione
comunitaria relativa allaflessibilitàdeU'orario di lavoro e alla sicurezza dei lavoratori;
considerando che la Commissione, convinta a seguito di tale consultazione che un'azione
comunitaria era opportuna, ha nuovamente consultato le parti sociali sul contenuto deUa
proposta in questione, ai sensi dell'articolo 3.3. di detto accordo; .
considerando che le organizzazioni intercategoriali a carattere generale [(UNICE) Unione
 deUe Confederazioni dell'Industria della Comunità europea, (CCEP) Centro europeo
 dell'impresa pubbUca, (CES) Confederazione europea dei sindacati] hanno informato la
 Commissione, con lettera congiunta del 19 giugno 1996, che intendevano avviare il
 procedimento previsto all'articolo 4 di detto accordo; che esse hanno chiesto aUa
 Commissione, con lettera congiunta del 12 marzo 1997, un periodo supplementare di tre
 mesi; che la Commissione ha concesso tale periodo;
 considerando che il 6 giugno 1997 dette organizzazioni intercategoriaU hanno concluso un
 accordo quadro sul lavoro a tempo parziale e che esse hanno trasmesso aUa Commissione
 la loro domanda congiunta affinché sia data attuazione a tale accordo quadro tramite
 decisione del Consiglio su proposta della Commissione, conformemente all'articolo 4.2. di
 detto accordo;
 considerando che il Consiglio, nella suarisoluzionedel 6 dicembre 1994 relativa ad alcune
 prospettive di una poUtica sociale deU'Unione europea: contributo aUa convergenza
 economica e sociale dell'Unione14, ha invitato le parti sociaU a sfruttare le possibiUtà di
 concludere convenzioni, in quanto sono di norma più vicine alla realtà sociale e ai
 problemi sociaU;                                                      \.
 considerando che le parti sociaU hanno inteso concludere un accordo quadro sul lavoro a
 tempo parziale enunciarne i principi generali e le prescrizioni minime in materia di lavoro a
 tempo parziale; che esse hanno espresso la volontà di stabilire un quadro generale per
 l'eUminazione deUe discriminazioni verso i lavoratori a tempo parziale, e. di contribuire
 allo sviluppo deUe possibilità di lavoro a tempo parziale su basi accettabili sia ai datori di
 lavoro che ai lavoratori; che U loro accordo verte suUe condizioni di lavoro dei lavoratori
 a tempo parziale; che esse hanno dichiarato le proprie intenzioni di esaminare l'esigenza di
 accordi analoghi per altre formeflessibiUdi lavoro;
 12
     COM(90) 533 def, GU C 305 del 5.12.1990, pag. 8
 13
     GU C 224 deU'8.9.1990, pag. 4
 14
      GU C 368 del 23.12.1994, pag. 16
                                                11
 ---pagebreak--- considerando che le parti sociaU hanno voluto attribuire particolare attenzione al lavoro a
tempo parziale, pur dichiarando le proprie intenzioni di esaminare l'esigenza di accordi
analoghi per altre forme di lavoro;
considerando che neUe conclusioni del ConsigUo di Amsterdam i capi di Stato e di
Governo dell'Unione europea si sono vivamente raUegrati deU'accordo concluso dalle
parti sociaU ih materia di lavoro a tempo parziale;
considerando che l'atto appropriato per l'attuazione deU'accordo quadro è costituito dalla
direttiva del ConsigUo ai sensi deU'articolo 189 del trattato; che tale atto vincola gli Stati
membri per quantoriguardail risultato da raggiungere, ma lascia ad essi la scelta della
forma e dei mezzi;
considerando che gli obiettivi deUa presente direttiva non possono essere realizzati in
misura sufficiente dagli Stati membri e possono quindi essere meglio realizzati a livello
comunitario, ai sensi dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità enunciati
nell'alticcio 3fì del Trattato; che la presente direttiva si limita al minimo indispensabile per
raggiungere tali obiettivi e non eccede quanto è necessario a tale fine;
considerando che la Commissione ha elaborato la sua proposta di direttiva del ConsigUo,
conformemente aUe proprie comunicazioni del 14 dicembre 199315 suH'attuazione del
protocollo suUa politica sociale e del 18 settembre 199616 sull'andaménto e sul futuro del
dialogo sociale a Uvello comunitario, tenendo conto del carattere rappresentativo deUe
parti contraenti, del loro mandato e deUa legalità di ciascuna clausola dell'accordo quadro;
considerando che la Commissione ha elaborato la propria proposta di direttiva in
 ottemperanza all'articolo 2, paragrafo 2 dell'Accordo sulla politica sociale, il quale
 prevede che la legislazione in campo sociale "evita d'imporre obblighi amministrativi,
 finanziari e giuridici tali da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e medie
 imprese;
 considerando che la Commissione, in linea con la sua comunicazione del 14 dicembre
 1993 riguardante l'attuazione dei protocoUo suUa poUtica sociale, ha informato il
 Parlamento europeo sottoponendogU U testo dell'accordo quadro corredato deUa sua
 proposta di direttiva e dellarispettivarelazione;
 considerando che la Commissione ha inoltre informato il Comitato economico e sociale
 trasmettendogli il testo deU'accordo corredato deUa sua proposta di direttiva e della
 relazione;
 considerando che le disposizioni deUa presente direttiva devono prevedere requisiti
 minimi, che lascino agli Stati membri e/o alle parti sociaU la possibilità di introdurre
 disposizioni più favorevoh;
 considerando che l'attuazione deUa presente direttiva non può giustificare alcun regresso
 rispetto alla situazione attualmente vigente in ciascuno Stato membro;
  15
     COM (93) 600 del 14 dicembre 1993
  16
     COM (96) 448 del 18 settembre 1996
                                                12
 ---pagebreak--- considerando che la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori
riconosce l'importanza deUa lotta contro tutte le forme di discriminazione, in particolare
quelle basate sul sesso, sul colore, sulla razza, sulle opinioni e sulle credenze;
considerando che l'articolo F.2. del Trattato sull'Unione europea afferma che "l'Unione
rispetta i diritti fondamentaU quali sono garantiti dalla convenzione europea per la
salvaguardia dei diritti deU'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4
novembre 1950, e qualirisultanodalle tradizioni costituzionaU comuni degU Stati membri,
in quanto principi generali' del diritto comunitario";
considerando che gU Stati membri possono affidare alle parti sociaU, su loro richiesta
congiunta, l'attuazione della presente direttiva a condizione che* essi prendano tutte le
disposizioni necessarie per essere sempre in grado di garantire irisultatiprestabili daUa
stessa;
considerando che l'attuazione deU'accordo quadro concorre alla realizzazione degU
obiettivi di cui aU'articolo 1 deU'accordo suUa politica sociale;
                       HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                           Articolo 1
                                Attuazione dell'accordo quadro
L'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso U 6 giugno 1997 tra le
organizzazioni intercategoriali a carattere generale (UNICE, CEEP e CES) allegato alla
"presente direttiva è reso obbUgatorio.
                                           Articolo 2
                                      Prescrizioni minime
 1.      GU Stati membri possono mantenere o introdurre disposizioni più favorevoU di
queUe previste neUa presente direttiva.
2.      L'attuazione della presente direttiva non costituisce in alcun caso un motivo
sufficiente per giustificare unariduzionedel livello generale di protezione dei lavoratori
nei settore contemplato dalla direttiva stessa, restando impregiudicati:
        il diritto degli Stati membri e/o delle parti sociaU di stabilire, alla luce dell'evolversi
         deUa situazione, disposizioni legislative, regolamentari o contrattuali diverse da
        queUe vigenti al momento dell'adozione deUa presente direttiva,
        l'appUcazione deUa clausola 5.1 deU'accordo aUegato, a condizione che venga
        rispettato il principio deUa non discriminazione di cui alla clausola 4.1;
purché sianorispettatele prescrizioni minime previste daUa presente direttiva.
                                                13
 ---pagebreak---                                            Articolo 3
                                    Non discriminazione
Le disposizioni adottate dagli Stati membri per l'attuazione della presente direttiva vietano
qualsiasi discriminazione fondata suUa razza, il sesso, l'origine etnica, la reUgione, le
credenze, eventuali handicap o l'orientamento sessuale.
                                           Articolo 4
                                            Sanzioni
Gli Stati membri determinano il sistema di sanzioni per le violazioni deUe disposizioni
nazionali adottate in applicazione della presente direttiva e prendono tutte le misure
necessarie per la loro attuazione. Le sanzioni così previste devono essere effettive,
proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano taU disposizioni alla Commissione
entro la data menzionata all'articolo. 5 e comunicano quanto prima tutte le successive
modifiche al riguardo.
                                           Articolo 5
                                         Recepimento
Gli Stati membri mettono in atto le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
necessarie per conformarsi alla presente direttiva al più tardi entro i due anni successivi
aUa sua adozione, o procurano che entro tale data le parti sociali mettano in atto le
disposizioni necessarie mediante accordi. GU Stati membri devono prendere tutte le
disposizioni necessarie per essere sempre in grado di garantire i risultati prescritti daUa
presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Gli Stati membri possono fruire di un periodo supplementare non superiore ad un anno,
ove sia necessario in considerazione di difficoltà particolari o della messa in atto mediante
contratto collettivo.
Èssi devono informare immediatamente la Commissione di tali circostanze.
Quando gli Stati membri adottano le disposizioni di cui al primo comma, queste
contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da tale riferimento
all'atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono fissate dagli
Stati membri.
                                           Articolo 6
                                          Destinatari
GU Stati membri sono destinatari deUa presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addi
                                                       Per il ConsigUo
                                                        Il Presidente
                                               14
 ---pagebreak---      ACCORDO-QUADRO EUROPEO SUL LAVORO A TEMPO PARZIALE
 Preambolo
          Questo accordo-quadro è un contributo alla strategia globale europea per
 l'occupazione. Il lavoro a tempo parziale ha avuto, negli ultimi anni, importanti effetti
  sull'occupazione. Pertanto, le parti firmatarie del presente accordo hanno dedicato
 un'attenzione particolare a questa forma di lavoro. Le parti hanno intenzione di
  prendere il considerazione la necessità di ricercare accordi analoghi per altre forme di
  lavoro flessibile.
          Riconoscendo la diversità delle situazioni nei diversi Stati membri e
  riconoscendo che il lavoro a tempo parziale è caratteristico dell'occupazione in certi
  settori ed attività, il presente accordo enuncia principi generali e prescrizioni minime
 relative al part-time. Esso rappresenta la volontà delle parti sociali di definire un
 quadro generale per l'eliminazione delle discriminazioni nei confronti dei lavoratori a
 tempo parziale e per contribuire allo sviluppo delle possibilità di lavoro a tempo
 parziale, su basi che siano accettabili sia per i datori di lavoro, sia per i lavoratori.
          Il presente accordo riguarda le condizioni di lavoro dei lavoratori a tempo
 parziale, riconoscendo che le questioni relative ai regimi legali di sicurezza sociale
 rinviano alle decisioni degli Stati membri. Nel quadro del principio di non-
 discriminazione, le parti firmatarie hanno tenuto conto della dichiarazione
 sull'occupazione del Consiglio europeo di Dublino del dicembre 1996, dichiarazione
 nella quale il Consiglio sottolineava, tra l'altro, la necessità di rendere i sistemi di
 sicurezza sociale più favorevoli all'occupazione, sviluppando "sistemi di protezione
 sociale capaci di adattarsi ai nuovi modelli di lavoro e di offrire una tutela sociale
 appropriata alle persone assunte nel quadro di queste nuove forme di lavoro". Le parti
 firmatarieritengonoche tale dichiarazione debba essere resa operativa.
          La CES, l'UNICE e il CEEP chiedono alla Commissione di sottomettere il
 presente accordo-quadro al Consiglio, affinchè questi, attraverso una decisione, renda
vincolanti queste prescrizioni negli Stati membri che hanno aderito all'accordo sulla
politica sociale annesso al protocollo sulla politica sociale annesso al Trattato che
istituisce la Comunità europea.
         Le parti firmatarie del presente accordo domandano che la Commissione, nella
sua proposta finalizzata all'attuazione del presente accordo, chieda agli Stati membri
che adottino le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
conformarsi alla decisione del Consiglio al più tardi due anni dopo l'adozione della
decisione o di assicurarsi • che le parti sociali mettano in essere le disposizioni
necessarie attraverso un accordo prima della fine del periodo indicato. Gli Stati membri
possono, per tener conto, se necessario, di difficoltà particolari o di un'attuazione per
via contrattuale, disporre al massimo di un anno supplementare per conformarsi alla
presente disposizione.
                                                                                           /f
 ---pagebreak---          Senza pregiudizio per il ruolo dei tribunali nazionali e della Corte di giustizia, le
parti firmatarie del presente accordo chiedono che ogni questione relativa
all'interpretazione del presente accordo a livello europeo venga rimessa a loro in prima
istanza da parte della Commissione perché possano fornire il loro parere.
Considerazioni generali.
 1.      Visto l'accordo sulla politica sociale annesso al protocollo sulla politica sociale
annesso al Trattato che istituisce la Comunità europea e, in particolare, gli articoli 3.4
e 4.2.;
2.       considerando che l'articolo 4.2 dell'accordo sulla politica sociale prevede che
gli accordi conclusi a livello comunitario siano messi in atto, su richiesta congiunta
delle parti firmatarie, attraverso una decisione del Consiglio su proposta della
Commissione;
3.       considerando che la Commissione, nel suo secondo documento di
consultazione sulla flessibilità dell'orario di lavoro e la sicurezza dei lavoratori ha
annunciato la sua intenzione di proporre una misura comunitaria giuridicamente
vincolante;
4.       considerando che le conclusioni del Consiglio europeo di Essen hanno
sottolineato la necessità di promuovere l'occupazione e le pari opportunità tra uomini
e donne e hanno auspicato l'assunzione di misure che abbiano come obiettivo un
"aumento dell'intensità occupazionale della crescita, in particolare attraverso
un'organizzazione del lavoro piùflessibileche risponda tanto agli auspici dei lavoratori
quanto alle esigenze della concorrenza";
5.       considerando che le parti firmatarie del presente accordo attribuiscono
importanza alle misure che facilitino l'accesso al tempo parziale per uomini e donne
che si preparano alla pensione, che vogliono conciliare vita professionale e familiare e
approfittare delle possibilità di istruzione e formazione per migliorare le loro
competenze e le loro carriere, nell'interesse reciproco di datori e lavoratori e secondo
modalità che favoriscano lo sviluppo delle imprese;
6.       considerando che il presente accordo rinvia agli Stati membri e alle parti sociali
la definizione delle modalità di applicazione di tali principi generali, delle prescrizioni
minime e delle disposizioni ivi contenute, al fine di tener conto della situazione in ogni
Stato membro;
7.       considerando che il presente accordo prende in conto la necessità di rispondere
alle esigenze della politica sociale, di favorire la competitività dell'economia della
Comunità e di evitare l'imposizione di vincoli amministrativi, finanziari e giuridici che
impediscano la creazione e lo sviluppo delle piccole e medie imprese;
8.       considerando che le parti sociali si trovano nella posizione migliore per trovare
soluzioni corrispondenti ai bisogni dei datori e dei lavoratori e che, di conseguenza,
                                                                                               IG
 ---pagebreak---  deve essere loro assegnato un ruolo centrale nella messa in atto e nell'applicazione del
 presente accordo.
 Clausola 1 : Oggetto
 Il presente accordo ha per oggetto :
 a)       di assicurare la soppressione delle discriminazioni nei confronti dei lavoratori a
 tempo parziale e di migliorare la qualità del lavoro a tempo parziale;
 b)       di facilitare lo sviluppo del lavoro a tempo parziale su base volontaria e di
  contribuire all'organizzazione flessibile dell'orario di lavoro in modo da tener conto dei
 bisogni degli imprenditori e dei lavoratori.
  Clausola 2 : campo di applicazione
  1.      Il presente accordo si applica ai lavoratori a tempo parziale che hanno un
 contratto o un rapporto di lavoro definito per legge, contratto collettivo o in base alle
 prassi in vigore in ogni Stato membro.
 2.       Gli Stati membri, dopo aver consultato le parti sociali conformemente alla
 legge, ai contratti collettivi o alle prassi nazionali, e/o le parti socaili a livello
 appropriato conformemente alle prassi nazionali relative alle relazioni industriali,
 possono, per ragioni obiettive, escludere totalmente o parzialmente dalle disposizioni
 del presente accordo i lavoratori a tempo parziale che lavorano su base occasionale.
 Queste esclusioni dovrebbero essere riesaminate periodicamente al fine di stabilire se le
 ragioni obiettive che le hanno determinate rimangono valide.
 Clausola 3 : definizioni
 Ai fini del presente accordo, si intende per :
 1.      "lavoratore a tempo parziale", un salariato il cui orario di lavoro normale,
 calcolato su base settimanale o in media su un periodo di impiego che può andare fino
 ad un anno, è inferiore a quello di un lavoratore a tempo pieno comparabile.
2.       "lavoratore a tempo pieno comparabile", un salariato a tempo pieno dello
 stesso stabilimento, che ha lo stesso tipo di contratto o di rapporto di lavoro e un
lavoro/occupazione identico o simile, tenendo conto di altre considerazioni che
possono includere l'anzianità e le qualifiche/competenze;
3.       qualora non esistesse nessun lavoratore comparabile a tempo pieno nello stesso
stabilimento, il paragone si effettua con riferimento al contratto collettivo applicabile o,
in assenza di contratto collettivo applicabile, conformemente alla legge, ai contratti
collettivi o alle prassi nazionali.
                                                                                             fì
 ---pagebreak--- Clausola 4 '.principio di non-discriminazione,
 1.      Per quanto attiene alle condizioni di impiego, i lavoratori a tempo parziale non
devono essere trattati in modo meno favorevole rispetto ai lavoratori comparabili a
tempo pieno per il solo motivo di lavorare a tempo parziale a meno che un trattamento
differente sia giustificato da ragioni obiettive.
2.        Dove opportuno, si applica il principio "pro rata temporis".
3.       Le modalità di applicazione della presente clausola sono definite dagli Stati
membri e/o dalle parti sociali, tenuto conto della legislazione europea e delle leggi, dei
contratti collettivi e delle prassi nazionali.
4.       Quando ragioni obiettive lo giustificano, gli Stati membri, dopo aver consultato
le parti sociali conformemente alla legge, ai contratti collettivi o alle prassi nazionali,
e/o le parti sociali possono, se del caso, subordinare l'accesso a condizioni di impiego
particolari ad un periodo di anzianità, ad una durata del lavoro o a condizioni salariali.
I criteri di accesso dei lavoratori a tempo parziale a condizioni di impiego particolari
dovrebbero essere riesaminati periodicamente tenendo conto del principio di non-
discriminazione previsto alla clausola 4.1.
Clausola 5 .'possibilità di lavoro a tempo parziale.
1.       Nel quadro della clausola 1 del presente accordo e del principio di non-
discriminazione tra lavoratori a tempo parziale e lavoratori a tempo pieno,
a)       gli Stati membri dopo aver consultato le parti sociali conformemente alla legge
o alle prassi nazionali, dovrebbero identificare ed esaminare gli ostacoli di natura
giuridica o amministrativa che possono limitare le possibilità di lavoro a tempo parziale
e, se del caso, eliminarli;
b)       le parti sociali, agendo nel quadro delle loro competenze e delle procedure
previste nei contratti collettivi, dovrebbero identificare ed esaminare gli ostacoli che
possono limitare le possibilità di lavoro a tempo parziale e, se del caso, eliminarli.
2.       Il rifiuto di un lavoratore di essere trasferito da un lavoro a tempo pieno ad uno
a tempo parziale, o viceversa, non dovrebbe, in quanto tale, costituire motivo valido
per il licenziamento, senza pregiudizio per la possibilità di procedere, conformemente
alle leggi, ai contratti collettivi e alle prassi nazionali, a licenziamenti per altre ragioni,
come quelle che possono risultare da necessità di funzionamento dello stabilimento
considerato.
3.       Per quanto possibile, i datori di lavoro dovrebbero prendere in considerazione :
a)       le domande di trasferimento dei lavoratori a tempo pieno ad un lavoro e tempo
parziale che si renda disponibile nello stabilimento;
                                                                                                /f
 ---pagebreak--- b)       le domande di trasferimento dei lavoratori a tempo parziale ad un lavoro a
tempo pieno o di aumento dell'orario, se tale opportunità si presenta;
e)       la diffusione in tempo utile informazioni sui posti a tempo parziale e a tempo
pieno disponibili nello stabilimento in modo da facilitare il trasferimento da un lavoro a
tempo pieno ad uno a tempo parziale e viceversa;
d)       le misure finalizzate a facilitare l'accesso al tempo parziale a tutti i livelli
dell'impresa, ivi comprese le posizioni qualificate e con responsabilità direzionali, nei
casi appropriati, le misure finalizzate a facilitare l'accesso dei lavoratori a tempo
parziale alla formazione professionale per favorire carriera e la mobilità professionale;
e)        la diffusione, agli organismi esistenti rappresentanti i lavoratori, di informazioni
opportune sul lavoro a tempo parziale nell'impresa.
 Clausola 6 : disposizioni per l'attuazione.
 1.       Gli Stati membri e/o le parti sociali possono mantenere o introdurre
 disposizioni più favorevoli rispetto a quelle previste nel presente accordo.
 2.       L'attuazione delle disposizioni del presente accordo non costituisce
giustificazione valida per ridurre il livello generale di protezione dei lavoratori
 nell'ambito coperto dal presente accordo e ciò senza pregiudizio per il diritto degli
 Stati membri e/o le parti sociali di sviluppare, tenuto conto dell'evoluzione della
 situazione, disposizioni legislative, normative o contrattuali differenti, e senza
pregiudizio per l'applicazione della clausola 5.1 purché il principio di non-
discriminazione contemplato alla clausola 4.1. sia rispettato.
3.        Il presente accordo non reca pregiudizio al diritto delle parti sociali di
concludere, a livello appropriato, ivi compreso il livello europeo, contratti che
adattino e/o integrino le sue disposizioni in modo da tener conto dei bisogni specifici
delle parti sociali interessate.
4.        Il presente accordo non reca pregiudizio alle disposizioni comunitarie più
specifiche, in particolare a quelle relative alla parità di trattamento o alle pari
opportunità uomo/donna.
5.       La prevenzione e la composizione di controversie e ricorsi che derivino dal
l'applicazione del presente accordo saranno affrontati conformemente alla legge, ai
contratti collettivi e alle prassi nazionali.
6.        Se una delle parti ne fa richiesta, le parti firmatarie rivedranno il presente
accordo a far tempo 5 anni dalla data della decisione del Consiglio.
Bruxelles, 6 giugno 1997
 • ai sensi dell'art. 2.4. dell'accordo sulla politica sociale del Trattato dell'UE.
                                                                                               /•?
 ---pagebreak---                       SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL,IMPATTO
       L'IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE E, IN PARTICOLARE,
                         SULLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)
 Titolo della proposta:
 Proposta di direttiva del Consiglio relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale
 stipulato dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES
 La proposta
 1.      Alla luce del principio di sussidiarietà, per quale motivo è necessario uno
         strumento comunitario in tale campo e quali sono i suoi principali obiettivi?
          Scopo della presente direttiva è di porre in atto, ai sensi dell'articolo 4.2.
         dell'Accordo sulla politica sociale allegato al trattato, l'accordo quadro sul lavoro
         a tempo parziale. Tale articolo prevede la possibilità di attuare gli accordi conclusi
         dalle parti sociali tramite una decisione del Consiglio su proposta della
         Commissione. Le parti firmatarie hanno chiesto congiuntamente alla Commissione
         di presentare una proposta al Consiglio. La Commissione, conformemente alla sua
         Comunicazione17 riguardante l'attuazione del protocollo sulla politica sociale, ha
         proceduto ad una triplice analisi dell'accordo. La Commissione ritiene che tutte le
         condizioni siano soddisfatte (carattere rappresentativo delle parti firmatarie,
         legalità delle clausole dell'accordo e rispetto delle disposizioni specifiche in merito
         alle PMI) e che sia quindi il caso di adottare la sua proposta di direttiva del
         Consiglio. D'altro canto il Consiglio europeo di Amsterdam si è felicitato per la
         conclusione di tale accordo.
L'impatto sulle imprese
2.       Chi sarà interessato dalla proposta?
         Tutte le imprese e tutti i lavoratori sono suscettibili di essere interessati
         dall'accordo quadro, indipendentemente dal settore d'attività e dalle dimensioni
         dell'impresa.
3.       Quali misure dovranno prendere le imprese per conformarsi alla proposta?
         Come prevede la clausola 1 dell'accordo quadro, le imprese devono:
      - garantire l'eliminazione delle discriminazioni verso i lavoratori a tempo parziale;
17
    COM (93) 600 def.
                                               15
                                                                                                20
 ---pagebreak---     - agevolare lo sviluppo del lavoro a tempo parziale su basi volontarie e contribuire
       all'organizzazione flessibile dell'orario di lavoro, in modo da tener conto delle
       esigenze sia dei datori di lavoro che dei lavoratori.
       Varie clausole fanno riferimento alla legislazione, ai contratti collettivi o alle prassi
       nazionali e/o alle parti sociali al livello appropriato, lasciando un ampio margine di
       manovra a livello d'impresa. Dell'osservanza delle disposizioni concernenti le PMI
       si è ampiamente trattato ai punti 24-31 della relazione.
4.     Quali effetti economici potrà avere la proposta?
       L'attuazione dell'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale contribuisce anche
       alla realizzazione della seconda priorità fissata a Essen dal Consiglio europeo:
       l'introduzione di nuovi modiflessibilidi organizzazione del lavoro. Tale flessibilità
       deve rispondere ai bisogni delle imprese, che devono accrescere la loro
       competitività di fronte alla concorrenza internazionale. Essa deve inoltre tener
       conto degli interessi dei lavoratori, consentendo loro di meglio adattare l'orario di
       lavoro alle loro esigenze. Un accordo tra parti sociali sulla materia, frutto della
       trattativa tra datori di lavoro e lavoratori, appare lo strumento più appropriato per
       conciliare gli interessi delle due parti.
       Gli Stati membri e le parti sociali devono individuare ed esaminare gli ostacoli che
       limitano le possibilità di lavoro a tempo parziale, ed eventualmente eliminarli. Così
       si contribuisce ad un'organizzazione piùflessibiledel mercato del lavoro e ad un
       aumento dell'intensità occupazionale della crescita.
5.     La proposta contiene misure volte a tener conto della situazione specifica delle
       piccole e medie imprese (esigenze ridotte o diverse, ecc.)?
       Si vedano i paragrafi da 24 a 31 della relazione annessa alla proposta.
Consultazione
6.     Elenco delle organizzazioni che sono state consultate in merito alla proposta e
       indicazione di punti essenziali della loro posizione.
       In occasione della prima consultazione tutte le organizzazioni rappresentative18
       hanno potuto esprimere il proprio parere. Esse sono anche state invitate dalla
       Commissione ad unariunioneconsultiva sull'accordo quadro. Per quanto concerne
       la loro posizione, si vedano i punti 20-23 della relazione.
18
   conformemente alla Comunicazione sull'attuazione del Protocollo sulla politica sociale - COM (93)
   600 del 14 dicembre 1993
                                                 16
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 392 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 04 05 06
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-430-IT-C
                                                              ISBN 92-78-23812-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                                               2X