CELEX: 52000PC0732
Language: it
Date: 2000-11-15
Title: Proposta di decisione del Consiglio  relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare con la Comunità europea ("Oltremare")

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52000PC0732

Proposta di Decisione del Consiglio  relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare con la Comunità europea ("Oltremare")  /* COM/2000/0732 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO  relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare con la Comunità europea ("Oltremare")(presentata dalla Commissione)IndicePARTE PRIMA: DISPOSIZIONI GENERALI DELL'ASSOCIAZIONEDEI PTOM ALLA CECapitolo 1: OrientamentiArticolo 1 Finalità, obiettivi e principiArticolo 2 Elementi di baseArticolo 3 I PTOM meno sviluppatiCapitolo 2: Quadro istituzionale: partenariato trilaterale e gestione bilateraleArticolo 4 Partenariato trilateraleArticolo 5 Assemblea parlamentare ACP-UEArticolo 6 Gestione bilateraleCapitolo 3: Organi competentiArticolo 7 PrincipiArticolo 8 Le diverse parti in causaArticolo 9 Compiti dei vari interlocutoriPARTE SECONDA: SETTORI DELLA COOPERAZIONE PTOM-CEArticolo 10 SettoriArticolo 11 Settori produttiviArticolo 12 Sviluppo del commercioArticolo 13 Scambi di serviziArticolo 14 Settori legati al commercioArticolo 15 Settori socialiArticolo 16 Cooperazione e integrazione regionaliArticolo 17 Cooperazione culturale e socialePARTE TERZA: STRUMENTI DELLA COOPERAZIONE CE-PTOMTitolo I. Cooperazione per il finanziamento dello sviluppoCapitolo 1: Disposizioni generaliArticolo 18 ObiettiviArticolo 19 PrincipiArticolo 20 Linee guidaArticolo 21 Campo di applicazioneArticolo 22 Ammissibilità al finanziamentoArticolo 23 Programmazione e attuazioneArticolo 24 Comitato FES-PTOMCapitolo 2: Risorse messe a disposizione dei PTOMArticolo 25 Contributi finanziariCapitolo 3: Sostegno agli investimenti del settore privatoArticolo 26 Promozione degli investimentiArticolo 27 Sostegno e finanziamento degli investimentiCapitolo 4: Sostegno supplementare in caso di fluttuazioni dei proventi da esportazioneArticolo 28 Il sostegno supplementareCapitolo 5: Sostegno agli altri partner della cooperazioneArticolo 29 Obiettivi et finanziamentoCapitolo 6: Sostegno agli aiuti umanitari e d'urgenzaArticolo 30 Obiettivi e mezziCapitolo 7: Procedure di esecuzioneArticolo 31 Assistenza tecnicaArticolo 32 Controllo finanziarioCapitolo 8: Transizione dai FES precedenti al 9° FESArticolo 33 Esecuzione dei FES precedenti e fase di transizioneTitolo II: Cooperazione economica e commercialeArticolo 34 ObiettivoCapitolo 1: Regime degli scambi di prodottiArticolo 35 Libero accesso dei prodotti originariArticolo 36 Trasbordo di prodotti non originari in libera pratica in  un PTOMArticolo 37 Restrizioni quantitative e misure di effetto equivalente,  divietiArticolo 38 Rifiuti pericolosi, non pericolosi e radioattiviArticolo 39 Misure prese dai PTOMArticolo 40 Clausola di sorveglianzaArticolo 41 Misure di salvaguardiaCapitolo 2: Scambi di serviziArticolo 42 ObiettivoArticolo 43 Principi generali in materia di stabilimento e di  prestazione di serviziArticolo 44 Modifiche successiveArticolo 45 Trasporti marittimiCapitolo 3: Settori legati al commercioArticolo 46 Pagamenti correnti e movimenti di capitaliArticolo 47 Politiche di concorrenzaArticolo 48 Tutela dei diritti di proprietà intellettualeArticolo 49 Standardizzazione e certificazioneArticolo 50 Commercio e ambienteArticolo 51 Commercio e norme di lavoroArticolo 52 Politica dei consumatori e tutela della loro saluteCapitolo 4: Questioni monetarie e fiscaliArticolo 53 Clausola sull'esenzione fiscaleArticolo 54 Regime fiscale e doganale degli appalti finanziati dalla CEArticolo 55 Imposizione del risparmioPARTE QUARTA: REGIME APPLICABILE ALLE PERSONEArticolo 56 Qualifiche professionaliArticolo 57 Formazione professionaleArticolo 58 Programmi aperti ai PTOMArticolo 59 Euro-Info-Centri di corrispondenza (EICC)Articolo 60 Cittadinanza dell'UnionePARTE QUINTA: DISPOSIZIONI FINALIArticolo 61 Cambiamento di statusArticolo 62 RevisioneArticolo 63 Entrata in vigoreArticolo 64 PubblicazioneAllegatiAllegato IA  //  Elenco PTOMAllegato IB  //  Elenco dei PTOM considerati meno sviluppatiAllegato II A  //  Contributi finanziari della Comunità: ripartizione tra i diversi strumentiAllegato II B  //  Contributi finanziari della Comunità: la Banca europea per gli investimenti - BEI. Prestiti sulle risorse proprieAllegato II C  //  Contributi finanziari della Comunità: linea di credito per gli investimenti gestita dalla BEIAllegato II D   //  Contributi finanziari della Comunità: sostegno supplementare in caso di fluttuazioni dei proventi da esportazioneAllegato II E  //  Contributi finanziari della Comunità: aiuto al bilancio dei paesi in via di sviluppoAllegato II F  //  Contributi finanziari della Comunità: Programmi comunitari aperti ai PTOMAllegato III   //  Nozione di « prodotti originari » et metodi di cooperazione amministrativaAllegato 1 dell'ALLEGATO III  //  Note introduttive all'elenco contenuto nell'allegato 2 dell'allegato IIIAllegato 2 dell'ALLEGATO III  //  Elenco delle lavorazioni o trasformazioni a cui devono essere sottoposti i materiali non originari affinché il prodotto trasformato possa avere il carattere di prodotto originarioAllegato 3 dell'ALLEGATO III  //  Formulario dei certificati di circolazioneAllegato 4 dell'ALLEGATO III  //  Dichiarazione di fatturaAllegato 5A dell'ALLEGATO III  //  Dichiarazione del fornitore per prodotti aventi carattere originario nell'ambito di un regime preferenzialeAllegato 5B dell'ALLEGATO III  //  Dichiarazione del fornitore per prodotti che non hanno carattere originario nell'ambito di un regime preferenzialeAllegato 6 dell'ALLEGATO III  //  Scheda d'informazioneAllegato 7 dell'ALLEGATO III  //  Formulario della richiesta di derogaAllegato IV  //  Condizioni di ammissione nella Comunità dei prodotti non originari dei PTOM immessi in libera pratica nei PTOM e metodi di cooperazione amministrativaAllegato 1 dell'ALLEGATO IV  //  Formulario dei certificati di trasbordo EXP.1Allegato V  //  Movimenti di rifiuti pericolosi e radioattiviAllegato VI  //  Euro-Info-Centri di corrispondenza (EICC)RELAZIONEPTOM 2000Proposta di decisione del Consiglio "Oltremare"(1) ContestoLa decisione 91/482/CEE del Consiglio del 25 luglio 1991, relativa all'associazione dei PTOM alla CE [1], modificata con decisione 97/803/CE del 24 novembre 1997 [2] e prorogata con decisione 2000/169/CE del 25 febbraio 2000 [3], si applica fino al 28 febbraio 2001.[1] GU L 263 del 19.9.1991, pag. 1.[2] GU L 329 del 29.11.1997, pag. 50.[3] GU L 55 del 29.2.2000, pag. 67.La proposta di decisione allegata dovrebbe sostituirla a decorrere dal 1° marzo 2001.Gli orientamenti generali necessari a tale scopo sono già stati delineati dalla dichiarazione n. 36 relativa ai paesi e ai territori d'oltremare allegata all'atto finale del trattato di Amsterdam: la Conferenza intergovernativa, infatti, ha inserito nell'atto finale una "Dichiarazione sui paesi e territori d'oltremare" in cui metteva a confronto l'evoluzione della Comunità e quella dei PTOM dal 1957 in poi e "invitava il Consiglio a procedere, a norma dell'articolo 136 del trattato, a un riesame del regime di associazione dei PTOM entro il febbraio del 2000, con un quadruplice obiettivo:- promuovere in modo più efficace lo sviluppo economico e sociale dei PTOM;- sviluppare le relazioni economiche tra i PTOM e l'Unione europea;- prendere in maggiore considerazione la diversità e le caratteristiche specifiche dei singoli PTOM, anche per quanto riguarda la libertà di stabilimento;- provvedere a migliorare l'efficacia dello strumento finanziario".La presente proposta, che fa seguito alla decisione succitata, si basa anzitutto sui testi e sui lavori seguenti:risoluzione parlamentare adottata all'unanimità l'11 febbraio 1999 in base ad una relazione d'iniziativa della Commissione per lo sviluppo e la cooperazione;comunicazione della Commissione COM (1999) 163 def., del 20 maggio 1999, intitolata "Riflessioni sullo statuto dei PTOM associati alla CE e        orientamenti su PTOM 2000", in cui la Commissione descriveva i PTOM e il loro status nei confronti del diritto comunitario, sollevava la questione fondamentale dell'associazione dei PTOM alla CE e indicava gli orientamenti per il 2000;consultazioni con i quattro Stati membri da cui dipendono i venti PTOM;infine, e soprattutto, la vasta consultazione svoltasi a Bruxelles nei giorni 29 e 30 aprile 1999 nel quadro del partenariato Commissione/Stato membro/PTOM con le massime autorità dei venti PTOM.(2) PresentazioneLa proposta riprende concetti e termini utilizzati nell'accordo CE-Sudafrica e nell'accordo di Cotonou con gli Stati ACP.Come per l'accordo di Cotonou, si è optato per un testo più conciso (67 articoli contro i 242 della precedente decisione del Consiglio), trasferendo negli allegati buona parte degli sviluppi.(3) Struttura della decisioneIl testo è strutturato in cinque parti:I. Parte prima: Disposizioni generaliDopo aver passato un rassegna i principi e gli obiettivi di cui alla parte quarta del trattato (articoli 182-187), si pone l'accento sulla diversità dei PTOM, in particolare quelli meno sviluppati.Si citano inoltre le istituzioni del partenariato triangolare, a cui i PTOM attribuiscono grande importanza.II. Parte seconda: Settori di cooperazioneLa cooperazione per il finanziamento dello sviluppo, elemento nuovo della convenzione post-Lomé, viene estesa anche agli scambi di servizi e ai settori connessi al commercio, onde aiutare i PTOM ad adeguarsi ai cambiamenti dell'economia mondiale.III. Parte terza: Strumenti della cooperazioneA. - Titolo I. Cooperazione per il finanziamento dello sviluppoGli importi globali sono stati fissati, contemporaneamente alle risorse FES ACP, dall'accordo interno relativo al 9° FES.Quattro tipi di risorse:dotazione programmabile (per i PTOM e la cooperazione regionale)linea di credito per gli investimenti (=Cotonou)sostegno supplementare in caso di fluttuazioni dei proventi da esportazione, aiuti d'urgenza e ai profughi, stanziamenti complementari per i PTOM più dinamici (=Cotonou)prestiti sulle risorse proprie della BEIInfine, viene indicata esplicitamente una quinta risorsa (di bilancio): l'ammissibilità a beneficiare delle normative generali finanziate dalle linee di bilancio aperte ai PVS (aiuti d'urgenza, AIDS, ecc.).Il Parlamento europeo (11.2.1999) e i PTOM, appoggiati dai rispettivi Stati membri, (30.4.1999) auspicavano:l'iscrizione in bilancio di un Fondo speciale PTOM euna gestione di tipo FESR.Dato che le prospettive finanziarie 2000-2006 sono già state fissate, l'applicazione del Fondo speciale PTOM inizierebbe solo nel 2007.Si propone invece di utilizzare la procedura di tipo FESR per la dotazione programmabile ("9° FES"), il che costituisce una notevole innovazione.1. Tale innovazione è giustificata prevalentemente dalle numerose critiche formulate nella riunione di partenariato dell'aprile 1999 in merito all'attuazione delle precedenti decisioni di associazione. Queste prassi, che ricalcano le procedure del FESR, sarebbero oggetto di misure specifiche di attuazione della decisione "Oltremare" di cui la presente proposta stabilisce gli orientamenti di massima. Dette misure di attuazione dovranno tener conto, in particolare, della ristrutturazione dei servizi RELEX della Commissione, attualmente in corso.Questa impostazione, improntata ai principi del partenariato, della complementarità e della sussidiarietà:tiene conto degli obiettivi, delle strategie e delle priorità di sviluppo stabiliti dalle autorità competenti dei PTOM;è flessibile e consona alla situazione di ciascun PTOM.Le autorità competenti dei PTOM elaborano e presentano alla Commissione un progetto di documento unico di programmazione (DOCUP) che viene adottato mediante un'unica decisione di finanziamento dal comitato ad hoc FES/PTOM una volta terminate le consultazioni.L'attuazione è di competenza del PTOM interessato; le regole generali delle disposizioni di applicazione vengono stabilite dalla Commissione e allegate a ciascun DOCUP.È prevista tutta una serie di revisioni dei conti e di valutazioni ex-ante, intermedie e ex-post per verificare l'efficacia dell'intervento comunitario. Il controllo finanziario dell'intervento spetta in primo luogo al PTOM, ma la Commissione dispone di strumenti coercitivi da utilizzare in caso di inadempienza.2. L'impostazione metodologica proposta introduce inoltre due innovazioni:un aiuto rimborsabile, "la linea di credito per gli investimenti", per promuovere le imprese commercialmente efficienti, specie nel settore privato, o quelle del settore pubblico che favoriscono lo sviluppo del settore privato;un sostegno supplementare in caso di fluttuazioni dei proventi da esportazione, che viene concesso a determinate condizioni.B. - Titolo II. Cooperazione economica e commercialeScambi di prodotti e di servizi, settori legati al commercio1. Proposte più salienti per quanto riguarda i prodotti:a) Come avviene dal 1991, libero accesso totale al mercato CE (contrariamente agli Stati ACP) per i prodotti originari dei PTOM, fatte salve le disposizioni specifiche per due settori particolarmente sensibili della PAC (riso e zucchero).Il fatto che si tratti dell'unico caso fra tutti gli accordi comunitari spiega l'importanza del cumulo dell'origine ACP/PTOM, che riguarda due regimi d'accesso diversi e comporta quindi il passaggio di prodotti ACP attraverso i PTOM: si manterranno pertanto le limitazioni del cumulo laboriosamente definite dal Consiglio alla fine del 1997 per i due prodotti sensibili (riso e zucchero). Si propone inoltre di riservare un contingente ai PTOM meno sviluppati entro il limite quantitativo per il riso (160.000 t) e di aprire un contingente tariffario per il burro.Queste modifiche tengono debitamente conto dell'esperienza acquisita dopo l'adozione della decisione 91/482/CEE, specie delle difficoltà incontrate per conciliare il principio del libero accesso al mercato comunitario per i prodotti dei PTOM con gli obiettivi della politica agricola comune. In alcuni casi, la Commissione e il Consiglio si sono visti costretti a prendere misure di salvaguardia, il che ha provocato un altissimo numero di ricorsi (oltre 30 a tutt'oggi) davanti alla Corte di giustizia o al tribunale di primo grado.La Commissione ritiene che il problema possa essere risolto, a lungo termine, concedendo l'accesso al mercato a determinate condizioni stabilite in precedenza, anziché mantenere in vigore un regime a priori totalmente libero, ma che in realtà è soggetto all'eventuale ricorso a misure eccezionali di salvaguardia. In tal modo, si garantirebbero agli operatori la stabilità e la prevedibilità delle condizioni di accesso al mercato.Per il momento, i PTOM sono autorizzati a mantenere in vigore determinati dazi doganali (non discriminatori e clausola della nazione più favorita - NPF, ma non nei confronti degli altri paesi in via di sviluppo). Questa situazione potrebbe essere riesaminata in occasione dei negoziati per la conclusione degli accordi regionali di libero scambio previsti dall'accordo di Cotonou, specie per quanto concerne le relazioni tra i PTOM e altre regioni ultraperiferiche della Comunità.b) Fatta eccezione per le limitazioni del cumulo decise nel 1997, le norme di origine non erano più state modificate dal 1985. A seguito del Consiglio europeo di Essen, esse rientrano nell'armonizzazione generale delle norme di origine preferenziali; si tratta sostanzialmente di una nuova presentazione, semplificata e modernizzata in funzione degli sviluppi tecnologici.In alcuni casi, le modifiche proposte comportano agevolazioni supplementari (dichiarazioni su fattura come prova dell'origine), ma  anche delle aggiunte (operazioni minime) volte a favorire gli operatori che contribuiscono effettivamente allo sviluppo locale.Oltre a non conferire l'origine PTOM, infatti, le operazioni minime sono escluse anche dal cumulo. L'elenco delle operazioni minime viene aggiornato e completato in funzione degli obiettivi di sviluppo locale e dell'armonizzazione delle norme di origine.Si propone infine di allineare la procedura di aggiornamento tecnico delle norme di origine a quella prevista dal codice doganale per altri regimi preferenziali.c) Libero accesso al mercato CE per i prodotti non originari immessi in libera pratica nei PTOM, previa riscossione in loco del dazio doganale CE (denominato  trasbordo o "transhipment" dal 1991).Questa forma di sviluppo, creata nel 1991 ad uso e consumo dei PTOM, viene attuata mediante uno storno verso il bilancio dei PTOM (perdita di entrate per il bilancio CE). Dato però che si sospettano alcuni PTOM di aver restituito una parte del dazio doganale all'operatore o di far beneficiare quest'ultimo di facilitazioni di trasporto per ovviare alla loro esclusione dal mercato CE, è stata aggiunta una clausola del tipo "aiuti di Stato" che consente alla Commissione di autorizzare in via eccezionale, previo parere di un comitato, la concessione ai PTOM di aiuti di Stato o del PTOM.2. Per quanto riguarda gli scambi di servizi, già contemplati dal titolo sulla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo, va segnalato in particolar modo il regime di stabilimento e di prestazione dei servizi secondo il quale:la Comunità non può fare discriminazioni fra i PTOM;i PTOM non possono fare discriminazioni fra gli Stati membri;i PTOM possono dare la preferenza ai loro abitanti; la tanto auspicata soppressione della clausola che imponeva l'autorizzazione preliminare della Commissione va interpretata come un corollario alla possibilità per i PTOM di continuare ad applicare dazi doganali ai prodotti CE.Si mantiene il divieto per la Comunità di discriminare sul suo mercato le società, i cittadini e le imprese dei PTOM, aggiungendo però che questo "trattamento nazionale" viene concesso loro solo nel quadro degli impegni assunti in sede di GATS onde evitare che la Comunità si veda costretta ad estendere questo trattamento alquanto favorevole a tutti i settori e a tutti i membri dell'OMC. Per tutelare analogamente i PTOM che hanno assunto impegni GATS, si specifica inoltre che la non discriminazione delle società, dei cittadini e delle imprese CE sui mercati dei PTOM lascia impregiudicati gli impegni in questione.I nuovi riferimenti al GATS renderebbero la decisione compatibile con le norme OMC sugli scambi di servizi (articolo 183, paragrafo 5). A norma di detto articolo, l'applicazione di tale principio è subordinata all'adozione di disposizioni particolari da parte del Consiglio. Il Consiglio, però, ha già concesso deroghe al principio della non discriminazione a favore dei PTOM, che ha autorizzato a favorire i loro abitanti (cfr. terzo trattino più sopra).Il trattato prevede l'abolizione dei dazi doganali per gli scambi di prodotti tra PTOM e CE,  ma autorizza al tempo stesso i PTOM a riscuotere dazi doganali conformi alle loro esigenze di sviluppo/industrializzazione o di natura fiscale, per alimentare il bilancio.Il particolare interesse che riveste la questione della compatibilità dell'associazione con le norme dell'OMC nasce dal fatto che la Comunità ha ribadito al tempo stesso la sua solidarietà con i PTOM e l'importanza che attribuisce agli impegni assunti in sede di OMC. La questione, pertanto, dovrà essere esaminata in questa duplice prospettiva.Anche se i PTOM potrebbero rinunciare a riscuotere i dazi doganali autorizzati dal trattato, non è comunque opportuno introdurre di punto in bianco la reciprocità nell'ambito della presente proposta. Da un punto di vista politico o addirittura giuridico (cfr. sentenze della Corte), i PTOM possono pretendere un trattamento non meno favorevole di quello riservato agli Stati ACP. Per di più, trattandosi di isolette vulnerabili, è preferibile aspettare la fine del periodo preparatorio "Cotonou" per esaminate la questione della reciprocità nelle relazioni commerciali PTOM-CE.La revisione terrà conto anche dell'andamento del regime commerciale tra la CE e gli ACP. L'eventuale inserimento di alcuni PTOM (l'opzione non si applica a tutti) nei futuri accordi di partenariato economico tra gli Stati ACP e la CE potrebbe richiedere anch'esso un riesame della decisione.IV. Parte quarta: Diritto delle personeSi tratta di elementi propri dei PTOM, inerenti a casi giuridici precedenti o a settori "interni" già aperti ai cittadini dei PTOM dal 1991: determinati programmi comunitari (Erasmus, Socrates, ecc.), Euro-Info-Centri di corrispondenza, cittadinanza dell'Unione per i cittadini che hanno la nazionalità di uno Stato membro, ecc.V. Parte quinta: Disposizioni finaliConsiderata l'entità dei cambiamenti che il regime di associazione subirà dal 2006 in poi a causa del passaggio ad un finanziamento di bilancio e ai negoziati sugli accordi di libero scambio CE-ACP, previsti più o meno nello stesso periodo, si propone di applicare la decisione fino al 31 dicembre 2007, data di scadenza del 9° FES.È stata infine aggiunta una clausola di revisione per stipulare la necessità di rendere conformi all'OMC le norme sul commercio e sui servizi (cfr. sezione III).Per queste ragioni, la Commissione propone al Consiglio di adottare l'allegata decisione.Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOrelativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare con la Comunità europea  ("Oltremare")IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in appresso denominato « trattato », in particolare l'articolo 187,vista la proposta della Commissione [4],[4] ...considerando quanto segue:(1) La decisione 91/482/CEE del Consiglio del 25 luglio 1991 relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare, in appresso denominati "PTOM", alla CE [5], modificata con decisione 97/803/CE del 24 novembre 1997 e prorogata con decisione 2000/169/CE del 25 febbraio 2000 [6], si applica fino al 28 febbraio 2001; a norma del suo articolo 240, paragrafo 4 il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, decide le disposizioni necessarie per la successiva attuazione dei principi enunciati negli articoli 182-186 del trattato.[5] GU L 263 del 19.9.1991, pag. 1.[6] GU L 55 del 29.2.2000, pag. 67. (2) La dichiarazione n. 36 sui PTOM, allegata all'atto finale della conferenza di Amsterdam invita il Consiglio a procedere, a norma dell'articolo 187 del trattato, a un riesame del regime di associazione dei PTOM entro il febbraio del 2000, con un quadruplice obiettivo:promuovere in modo più efficace lo sviluppo economico e sociale dei PTOM;sviluppare le relazioni economiche tra i PTOM e l'Unione europea;prendere in maggiore considerazione la diversità e le caratteristiche specifiche dei singoli PTOM, anche per quanto riguarda la libertà di stabilimento;migliorare l'efficacia dello strumento finanziario.(3) L'11 febbraio 1999, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sulle relazioni con i PTOM, gli ACP e le regioni ultraperiferiche dell'Unione europea [7] in base alla relazione della Commissione per lo sviluppo e la cooperazione [8].[7] PE 276.723 [8] PE 228.210 dell'1. 12. 1998.(4) Nella comunicazione del 20 maggio 1999 intitolata « Riflessioni sullo statuto dei PTOM associati alla CE e orientamenti su PTOM 2000 » [9], la Commissione ha analizzato le caratteristiche e l'evoluzione dell'associazione dei PTOM alla CE dal 1957 in poi, ha ricordato i principi fondamentali e il contesto attuale dell'associazione e ha indicato orientamenti alternativi per il periodo che avrà inizio il 1° marzo 2000.[9] COM(1999) 163 def. del 20.5.1999, volumi I e II(5) A norma dell'articolo 10 della decisione 91/482/CEE, le autorità competenti dei PTOM hanno informato la Commissione delle modifiche o delle aggiunte di cui auspicano l'introduzione, segnatamente in occasione di una riunione di partenariato tenutasi nei giorni 29 e 30 aprile 1999 tra la Commissione, i quattro Stati membri da cui dipendono i PTOM e i 20 PTOM interessati;(6) L'articolo 182, secondo comma, del trattato indica i due obiettivi dell'associazione dei PTOM alla Comunità, che sono "la promozione del loro sviluppo economico e sociale e "l'instaurazione di strette relazioni economiche tra essi e la Comunità nel suo insieme".(7) A norma dell'articolo 182, terzo comma, del trattato "l'associazione deve in primo luogo permettere di favorire gli interessi degli abitanti di questi paesi e territori e la loro prosperità, in modo da condurli allo sviluppo economico, sociale e culturale che essi attendono.(8) L'articolo 183 elenca gli obiettivi dell'associazione, riferendosi specificamente agli scambi commerciali, al contributo finanziario degli Stati membri allo sviluppo dei PTOM e al diritto delle persone.(9) I PTOM, che non sono paesi terzi né fanno parte del mercato interno, devono adempiere gli obblighi commerciali assunti nei confronti dei paesi terzi, specie per quanto riguarda le norme di origine, il rispetto delle norme sanitarie e fitosanitarie o le misure di salvaguardia, come ha confermato la Corte di giustizia delle Comunità europee.(10) In linea di principio, il Consiglio, al momento dell'adozione di misure a titolo dell'articolo 187 del trattato, tiene conto tanto dei principi esposti nella parte quarta del trattato stesso quanto degli altri principi del diritto comunitario [10]. È inoltre necessario tenere conto dell'esperienza acquisita nell'applicazione del regime commerciale della decisione 91/482/CEE.[10] Sentenza della Corte dell'8.2.2000, causa C-17/98, punto 38(11) Tale regime, che prevede al tempo stesso il libero accesso in esenzione da dazi doganali per i prodotti originari dei PTOM e norme d'origine che consentono il cumulo con prodotti originari degli Stati ACP, che beneficiano di un regime diverso, e della Comunità, provoca, o rischia di provocare gravi perturbazioni al funzionamento di alcune organizzazioni comuni di mercato della politica agricola comune, in particolare a quella del settore del riso e dello zucchero. Tali perturbazioni hanno spinto in diverse occasioni la Commissione e il Consiglio ad adottare misure di salvaguardia.(12) Per quanto attiene al riso, le modifiche introdotte in occasione del riesame intermedio della decisione [11], limitando la possibilità di ricorso al cumulo dell'origine, hanno consentito di mantenere per prodotti dei PTOM un accesso al mercato comunitario compatibile con l'equilibrio del mercato stesso.[11] Decisione del Consiglio 97/803/CE, GU L 329 del 29.11.1997, pag. 50.(13) Nel caso dello zucchero, invece, esportazioni dai PTOM di zucchero originario degli Stati ACP e della Comunità si sono sviluppate verso un mercato comunitario largamente eccedentario, imponendo una più consistente riduzione delle quote dei produttori comunitari con una conseguente maggiore perdita di garanzia di reddito.(14) La situazione eccedentaria del mercato implica che tutti gli ulteriori quantitativi importati costituiscono di fatto una perturbazione del mercato che si ripercuote sui produttori e sul bilancio comunitario. D'altra parte, non è possibile prevedere quando si verificherà un miglioramento della situazione e sarà possibile effettuare importazioni ulteriori senza rischio di perturbazioni.(15) Inoltre, in considerazione del fatto che attualmente, nel settore dello zucchero, sono sufficienti operazioni minime, che comportano un valore aggiunto ridotto, per ottenere lo status di prodotto originario dei PTOM, il contributo che tali esportazioni possono fornire allo sviluppo di questi territori è estremamente limitato e del tutto sproporzionato alle perturbazioni provocate nei settori comunitari interessati.(16) Per tali motivi, è necessario adottare norme d'origine che escludano , per lo zucchero, la possibilità del cumulo dell'origine ACP/PTOM/CE.(17) È poi opportuno prevedere che prodotti comunitari, che abbiano beneficiato di vantaggi finanziari per l'esportazione dalla Comunità, non possano rientrarvi mediante la procedura del cumulo.(18) È anche opportuno che l'insieme delle norme d'origine PTOM venga aggiornato per tenere conto dei progressi tecnici e della politica di armonizzazione di tali norme adottata dalla Comunità nell'interesse degli operatori e delle amministrazioni interessate. Con la stessa finalità, è necessario semplificare la procedura in modo che in futuro sia più agevole apportare a tali norme le necessarie modifiche tecniche.(19) Dato che i PTOM non fanno parte del territorio comunitario, il diritto derivato dal trattato non si applica loro, salvo esplicite disposizioni contrarie; all'interno della Comunità, tuttavia, i cittadini e i prodotti dei PTOM devono rispettare le norme comuni in vigore.(20) I cittadini dei PTOM, che sono in genere cittadini dell'Unione, devono quindi beneficiare dei vantaggi e rispettare gli obblighi che comporta detta cittadinanza, salvo disposizioni specifiche prese nei loro confronti.(21) A fini di efficienza, di semplificazione e di riconoscimento delle capacità di gestione delle autorità dei PTOM, conviene optare per una gestione più compartecipativa delle risorse finanziarie concesse ai PTOM applicando loro procedure calcate sulle normative in vigore nel settore dei Fondi strutturali.(22) Per questo, le procedure affidano ai PTOM la responsabilità principale della programmazione e dell'attuazione della cooperazione, da realizzarsi essenzialmente in conformità delle disposizioni territoriali dei PTOM, pur confermando il sostegno della Comunità e più in particolare della Commissione in materia di verifica, di valutazione e di revisione finanziaria delle azioni programmate.(23) Del resto, l'evoluzione del contesto mondiale, che si traduce in una liberalizzazione ininterrotta degli scambi, tocca da vicino sia la Comunità, primo partner commerciale dei PTOM, che gli Stati ACP situati nelle vicinanze dei PTOM e gli altri partner economici di questi paesi; il livello dei dazi ha un'incidenza sempre più limitata sulle condizioni di accesso al mercato, mentre aumenta l'importanza degli scambi di servizi e dei settori connessi al commercio nelle relazioni fra i PTOM e i loro partner economici. Pur mantenendo sostanzialmente invariati gli orientamenti di base del regime commerciale in vigore, occorre quindi favorire dette relazioni e agevolare la progressiva integrazione nell'economia regionale e mondiale dei PTOM che lo desiderino aiutandoli a trattare in modo più efficace tutti questi settori.(24) La presente decisione deve lasciare impregiudicati gli eventuali obblighi assunti da determinati PTOM, o per loro conto, in sede di OMC. Si deve inoltre tener conto della grande importanza attribuita dal Consiglio agli impegni assunti nel quadro dell'OMC e della necessaria coerenza fra detti impegni e la presente decisione.(25) In conformità dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione, è opportuno che le misure necessarie per l'attuazione della presente decisione siano adottate secondo la procedura di gestione prevista all'articolo 4 della decisione di cui sopra. Tuttavia, trattandosi in questo caso dell'attuazione del 9° FES, i voti e la maggioranza dovrebbero essere quelli previsti all'articolo 21 dell'accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, sul finanziamento e la gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000 nonché sulla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE [12], in appresso denominato l' "accordo interno".[12] Doc. 10688/00 ACP 114 FIN 313 PTOM 21 - GU L....del....pag......(26) Le misure necessarie per l'attuazione dell'articolo 27, paragrafo 2, sono adottate secondo la procedura consultiva prevista all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE sopramenzionata.(27) Le misure necessarie per l'attuazione dell'ALLEGATO III sono adottate mediante la procedura prevista all'articolo 249 del regolamento n. 2913/92, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario [13].[13] GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.(28) Conformemente alla decisione n. 1999/95/CE del Consiglio, del 31 dicembre 1998 [14], la moneta di Saint-Pierre-et-Miquelon e di Mayotte è l'euro.[14] GU L 30 del 4.2.1999.(29) In considerazione di quanto precede, il Consiglio è chiamato ad innovare, rispondendo in modo coerente e consono alle diverse situazioni. La soluzione potrebbe consistere nel dare all'associazione un nuovo statuto denominato Oltremare,DECIDE:PARTE PRIMADISPOSIZIONI GENERALI DELL'ASSOCIAZIONEDEI PTOM ALLA CECapitolo 1OrientamentiArticolo 1Finalità, obiettivi e principi1. L'associazione dei PTOM alla CE si basa sull'obiettivo di cui all'articolo 182 del trattato, vale a dire la promozione dello sviluppo economico e sociale dei PTOM e l'instaurazione di strette relazioni economiche tra essi e la Comunità nel suo insieme.A norma dell'articolo 183 del trattato, e nel rispetto dei principi di cui agli articoli 184-188, essa si concentra sulla riduzione nonché, a termine, sull'eliminazione della povertà, sullo sviluppo sostenibile e sulla progressiva integrazione nell'economia regionale e mondiale.2. L'associazione riguarda i PTOM elencati nell'Allegato IA.3. Conformemente all'articolo 188 del trattato, la presente decisione si applica alla Groenlandia fatte salve le disposizioni specifiche che figurano nel protocollo concernente il regime particolare applicabile alla Groenlandia, allegato al trattato.Articolo 2Elementi di base1. L'associazione dei PTOM alla CE è improntata ai seguenti principi: libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e Stato di diritto. Si tratta in realtà dei principi alla base dell'Unione (articolo 6 del trattato sull'Unione europea), comuni agli Stati membri e ai PTOM che da loro dipendono.3. Nei limiti delle competenze che il trattato conferisce alla Comunità, le misure decise dal Consiglio a norma dell'articolo 13 del trattato per combattere tutte le forme di discriminazione derivanti dal sesso, dalla razza o dall'origine etnica, dalla religione o dalle convinzioni personali, da un handicap, dall'età o dalle tendenze sessuali si applicano, mutatis mutandis, ai PTOM nei settori di cooperazione menzionati nella presente decisione.4. Gli Stati membri da cui dipendono i PTOM hanno il dovere di far rispettare sui loro territori i principi di cui ai paragrafi 1-3.5. Gli Stati membri cooperano inoltre con la Commissione affinché l'utilizzazione dei fondi comunitari sia conforme al principio della buona gestione finanziaria.Articolo 3I PTOM meno sviluppati1. La Comunità riserva un trattamento particolare ai PTOM meno sviluppati e a quelli che non possono beneficiare della cooperazione e dell'integrazione regionali di cui all'articolo 16.2. In considerazione di queste difficoltà, la cooperazione per il finanziamento dello sviluppo segue modalità particolari nel determinare il volume delle risorse finanziarie e le condizioni legate a tali risorse per consentire ai PTOM meno sviluppati di sormontare gli ostacoli allo sviluppo, siano essi strutturali o di altra natura. La cooperazione privilegia, nel quadro della lotta contro la povertà, il miglioramento delle condizioni di vita delle fasce più sfavorite della popolazione.3. L'elenco dei PTOM considerati meno sviluppati ai sensi della presente decisione, che figura nell'allegato IB, viene modificato con decisione del Consiglio, deliberante all'unanimità su proposta della Commissione, quando la situazione economica di un PTOM cambi in maniera sostanziale e duratura, giustificandone l'inclusione nella categoria dei PTOM meno sviluppati, oppure quando, al contrario, detta inclusione non sia più giustificata.Capitolo 2Quadro istituzionalePartenariato trilaterale e gestione bilateraleArticolo 4Partenariato trilaterale1. Per consentire alle autorità dei PTOM di partecipare pienamente all'applicazione dei principi dell'associazione dei PTOM alla CE, nel rispetto delle competenze dei pubblici poteri degli Stati membri interessati, l'associazione prevede una procedura di concertazione basata sul principio del partenariato tra Commissione, Stato membro e  PTOM.Detta concertazione trilaterale è denominata, in appresso, "partenariato".2. Il partenariato riguarda tutte le questioni di principio che si pongono nelle relazioni fra i PTOM e la Comunità.3. A tal fine, vengono istituiti:a) gruppi di lavoro per l'associazione dei PTOM, di natura consultiva e composti dai tre partner suddetti, che possono essere riuniti su richiesta di uno dei tre partner, in funzione della zona geografica del PTOM o del gruppo di PTOM che dipendono da uno stesso Stato membro.I gruppi possono inoltre essere costituiti ad hoc secondo la composizione più adatta per discutere al meglio di problemi specifici.b) Un forum di dialogo PTOM-UE, in appresso denominato "Forum PTOM", che riunisce una volta all'anno le autorità dei PTOM, i rappresentanti degli Stati membri da cui dipendono e la Commissione.Gli altri Stati membri vengono informati dei lavori svolti durante la riunione annuale del Forum PTOMprima della riunione, con l'invio dell'ordine del giorno da parte della Commissione,a posteriori mediante una relazione della Commissione.Gli Stati membri possono essere rappresentati nelle riunioni nel cui ordine del giorno figura un punto di particolare interesse per loro.4. La Commissione assume la presidenza e il segretariato dei gruppi di lavoro e del Forum PTOM.Un rappresentante della Banca europea per gli investimenti, in appresso denominata "la Banca", presenzia alle riunioni nel cui ordine del giorno figurano questioni di competenza della Banca.5. Se del caso, i pareri dei gruppi di lavoro e del Forum PTOM danno luogo a decisioni della Commissione, nei limiti delle sue competenze, o a proposte della Commissione al Consiglio necessarie per applicare, a norma dell'articolo 187 del trattato, i nuovi elementi costitutivi dell'associazione dei PTOM alla CE o per modificare quest'ultima.Articolo 5Assemblea parlamentare ACP-CELe autorità competenti dei PTOM vengono informate dell'ordine del giorno e delle risoluzioni o raccomandazioni dell'assemblea parlamentare ACP-CE.Su richiesta di dette autorità, può essere autorizzata la partecipazione, a titolo di osservatori, di parlamentari dei PTOM alle sessioni plenarie biennali dell'assemblea parlamentare.Articolo 6Gestione bilateraleAlla gestione corrente della presente decisione provvedono, su base bilaterale, la Commissione e le autorità competenti dei PTOM, segnatamente per quanto riguarda la cooperazione per il finanziamento dello sviluppo e la cooperazione nei settori del commercio e dei servizi.Gli Stati membri  da cui dipendono i PTOM comunicano alla Commissione, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente decisione, le autorità competenti - nazionali o locali - menzionati nei diversi articoli della decisione stessa.Capitolo 3Organi competentiArticolo 7Principi1. Il compito di definire le strategie di sviluppo e di stabilire, insieme alla Comunità e allo Stato membro da cui dipendono, i programmi de cooperazione spetta in primo luogo alle autorità dei PTOM.2. La Comunità riconosce che gli organi decentrati pubblici e privati danno un contributo determinante al conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 183 del trattato.3. Le parti mettono in pratica i suddetti orientamenti secondo principi di trasparenza, sussidiarietà e ricerca dell'efficacia.Articolo 8Le diverse parti in causa1. Il processo di sviluppo coinvolge:le autorità del PTOM;gli enti pubblici locali distribuiti nel PTOM;la società civile, le organizzazioni socioprofessionali e sindacali, i prestatori di servizi pubblici e le organizzazioni non governative locali, nazionali o internazionali.2. Il riconoscimento degli interlocutori non governativi si basa sulla loro legittimità rispetto alle esigenza della popolazione, sulle loro competenze specifiche e sul carattere democratico e trasparente della loro organizzazione e gestione.3. Gli interlocutori non governativi vengono individuati di comune accordo tra le autorità competenti dei PTOM e la Comunità, a seconda delle questioni trattate, delle loro competenze e dei loro settori di attività. A tal fine, si procede nel quadro dell'elaborazione e dell'attuazione delle strategie di cooperazione per i singoli PTOM.Articolo 9Compiti dei vari interlocutoriNel perseguire gli obiettivi di cui all'articolo 183 del trattato e sulla base dell'identificazione di cui all'articolo 8, paragrafo 3, gli interlocutori non governativi possonoessere informati e consultati;partecipare all'elaborazione e all'attuazione dei programmi di cooperazione;partecipare alla cooperazione decentrata in base alle competenze trasferite onde favorire le dinamiche locali di sviluppo.PARTE SECONDA  SETTORI DELLA COOPERAZIONE PTOM-CEArticolo 10SettoriLa Comunità contribuisce allo sviluppo dei PTOM nei diversi settori di cui al presente titolo, conformemente alle priorità stabilite nelle strategie di sviluppo di ciascun PTOM oppure, se del caso, sotto forma di azioni regionali.Articolo  11Settori produttiviLa cooperazione sostiene le politiche e le strategie settoriali tali da agevolare l'accesso alle attività e alle risorse produttive, in particolare nei seguenti settori:a) agricoltura: politica agricola e creazione di istituzioni, diversificazione, irrigazione, moltiplicazione delle sementi, misure di protezione delle colture, produzione di concimi, attrezzature, trasformazione dei prodotti agricoli, allevamento di bovini e di bestiame minuto, zootecnia, divulgazione e ricerca, commercializzazione, stoccaggio e trasporto, sicurezza alimentare, credito agricolo, insediamento rurale e riforma agraria, politica di utilizzazione e di registrazione fondiaria, trasferimenti di tecnologia, infrastrutture di irrigazione e di drenaggio e altri servizi di sostegno.b) Foreste: politica forestale e creazione di istituzioni, compresa l'utilizzazione degli alberi per tutelare l'ambiente mediante la lotta contro l'erosione e la desertificazione; imboschimento; gestione forestale, comprese l'utilizzazione e la gestione razionali delle esportazioni di legname; questioni inerenti alle foreste umide tropicali; ricerca e formazione.c) Pesca: politica della pesca e creazione di istituzioni, salvaguardia e gestione regionale delle risorse ittiche, acquacoltura e piscicoltura artigianale, trasporto dei prodotti della pesca, magazzinaggio in celle frigorifere, commercializzazione e conservazione del pesce.d) Sviluppo rurale: politica rurale e creazione di istituzioni, progetti/programmi di sviluppo rurale integrato; assistenza e progetti imperniati sulla popolazione, sulla produzione e sulla commercializzazione nelle zone rurali; infrastrutture rurali.e) Industria: politica settoriale e creazione di istituzioni; artigianato; industrie agroalimentari e altri settori manifatturieri, industria del materiale da trasporto; ricerca e sviluppo tecnologico; controllo della qualità; sviluppo ed espansione delle piccole e medie imprese e delle microimprese.f) Miniere: politica settoriale e creazione di istituzioni; ricerca e sviluppo tecnologico; sfruttamento su scala ridotta, ecc.g) Energia: politica dell'energia e creazione di istituzioni; produzione di elettricità (non rinnovabile e rinnovabile); uso efficace delle risorse energetiche; ricerca e formazione nel campo energetico; promozione della produzione e della distribuzione di elettricità ad opera del settore privato.h) Trasporti: politica dei trasporti e creazione di istituzioni; trasporto stradale e ferroviario, trasporto aereo e marittimo, trasporto lungo le vie navigabili interne, attrezzature di magazzinaggio.i) Comunicazione: politica della comunicazione e creazione di istituzioni; telecomunicazioni e mass media.j) Risorse idriche: politica delle risorse idriche e creazione di istituzioni; tutela delle risorse idriche, gestione dei rifiuti, approvvigionamento idrico nelle zone rurali e urbane per scopi domestici, industriali e agricoli; stoccaggio e distribuzione; gestione delle risorse idriche.k) Servizi bancari e finanziari e i servizi alle imprese: politica del settore finanziario e creazione di istituzioni, servizi alle imprese; privatizzazione, assunzione di partecipazioni e commercializzazione; aiuto alle associazioni commerciali e professionali (comprese le agenzie di promozione delle esportazioni); istituzioni finanziarie e bancarie.l) Sviluppo e applicazione delle tecnologie; politica e creazione di istituzioni; azione concertata a livello territoriale, nazionale e/o regionale per promuovere le attività scientifiche e tecnologiche e la loro applicazione alla produzione nonché diffondere la cultura informatica nei settori pubblico e privato.Articolo  12Sviluppo del commercio1. La Comunità attua interventi volti a sviluppare il commercio, che vanno dalla concezione iniziale allo stadio finale della distribuzione dei prodotti.Detti interventi devono permettere ai PTOM di sfruttare appieno le disposizioni della presente decisione e di accedere, alle condizioni più favorevoli, ai mercati della Comunità e ai mercati interni, subregionali, regionali e internazionali, diversificando la gamma dei prodotti e aumentando il valore e il volume degli scambi di beni e di servizi.2. Oltre a sviluppare gli scambi tra PTOM e Comunità, si rivolgerà particolare attenzione alle iniziative volte ad aumentare l'autonomia dei PTOM e a sviluppare la cooperazione regionale per il commercio e i servizi.3. Nel quadro degli strumenti previsti dalla presente decisione e conformemente alle disposizioni pertinenti, le azioni intraprese su richiesta delle autorità competenti dei PTOM mirano prevalentemente a:a) agevolare la definizione delle politiche macroeconomiche necessarie allo sviluppo del commercio;b) promuovere la creazione o la riforma di quadri legislativi e normativi appropriati nonché la riforma delle procedure amministrative;c) definire strategie commerciali coerenti;d) aiutare i PTOM a sviluppare le capacità interne, i sistemi d'informazione e la consapevolezza del ruolo e dell'importanza del commercio nello sviluppo economico;e) potenziare le infrastrutture connesse al commercio  appoggiando, in particolare, le iniziative prese dai PTOM per sviluppare e migliorare le infrastrutture dei servizi di sostegno, comprese quelle di trasporto e di magazzinaggio, per garantirne una partecipazione efficace alla distribuzione dei beni e dei servizi e intensificare il flusso delle esportazioni dei PTOM;f) valorizzare le risorse umane e migliorare le competenze professionali in materia di commercio e di servizi, segnatamente per quanto riguarda la trasformazione, la commercializzazione, la distribuzione e il trasporto sui mercati comunitario, regionale e internazionale;g) favorire lo sviluppo del settore privato, segnatamente le piccole e medie imprese, onde individuare e sviluppare i prodotti, gli sbocchi commerciali e le joint venture create a scopo di esportazione;h) appoggiare le misure prese dai PTOM per favorire gli investimenti privati e l'attività delle joint venture;i) creare, adeguare e potenziare nei PTOM organismi incaricati di sviluppare il commercio e i servizi, ponendo l'accento sulle necessità specifiche degli organismi presenti nei PTOM meno sviluppati;j) aiutare i PTOM a migliorare la qualità dei prodotti, ad adeguarli alle esigenze del mercato e a diversificare gli sbocchi commerciali;k) favorire la penetrazione dei PTOM sui mercati dei paesi terzi;l) prendere misure volte a sviluppare gli scambi, intensificando in particolare i contatti e gli scambi di informazioni tra operatori economici dei PTOM; degli Stati ACP, degli Stati membri e dei paesi terzi;m) aiutare i PTOM ad applicare le moderne tecniche di marketing nei settori e nei programmi imperniati sulla produzione (sviluppo rurale, agricoltura, ecc.);n) creare e sviluppare istituti assicurativi e creditizi in relazione allo sviluppo del commercio.4. L'assistenza fornita ai PTOM per la partecipazione a fiere, esposizioni e missioni commerciali è limitata alle manifestazioni che fanno parte integrante di programmi globali di sviluppo commerciale.5. La partecipazione dei PTOM meno sviluppati a diverse attività commerciali viene favorita mediante disposizioni speciali, segnatamente la copertura delle spese di trasferimento del personale e di trasporto degli oggetti e delle merci da esporre in occasione della partecipazione a fiere, esposizioni e missioni commerciali locali, regionali e nei paesi terzi, compreso il costo della costruzione temporanea e/o dell'affitto degli stand. Viene concesso un aiuto speciale ai PTOM meno sviluppati per la preparazione e/o l'acquisto del materiale promozionale.Articolo  13Scambi di servizi1. La Comunità accetta di potenziare e di finanziare le infrastrutture e le risorse umane secondo le priorità stabilite nelle strategie di sviluppo di ciascun PTOM.2. La Comunità contribuisce a sviluppare e a promuovere servizi di trasporto marittimo efficienti non troppo onerosi in ciascun PTOM promuovendo, fra l'altro:a) il trasporto efficiente dei carichi a tassi convenienti dal punto di vista economico e commerciale;b) l'attuazione di valide politiche e regole di concorrenza;c) la maggiore partecipazione dei PTOM ai servizi internazionali di trasporto marittimo;d) l'avvio di programmi regionali di trasporto marittimo e di sviluppo degli scambi;e) la maggiore partecipazione del settore privato locale alle attività marittime.La Comunità e i PTOM si impegnano a promuovere la sicurezza marittima, la sicurezza degli equipaggi e le azioni antiinquinamento.3. La Comunità intensifica la cooperazione con i PTOM onde promuovere il miglioramento e l'espansione costanti del traffico aereo, il commercio, il turismo e le esportazioni di prodotti ad alto valore economico verso il mercato europeo.A tal fine, è opportunoa) esaminare i vari modi di ristrutturare e modernizzare le industrie di trasporto aereo dei PTOM;b) promuovere la vitalità commerciale e la competitività di dette industrie;c) favorire l'aumento dei livelli d'investimento e di partecipazione del settore privato nonché gli scambi di know-how e di buone pratiche commerciali;d) assicurare ai passeggeri e agli esportatori di tutti i paesi l'accesso alle reti mondiali di trasporto aereo.4. Si dovrà inoltre garantire la sicurezza nel settore dei trasporti aerei introducendo e applicando le norme internazionali vigenti.  A tal fine, conformemente alle disposizioni della presente decisione, la Comunità aiuterà i PTOM aa) instaurare sistemi per la sicurezza della navigazione aerea, compreso il sistema SNC/ATM;b) garantire la sicurezza negli aeroporti e migliorare la capacità delle autorità dell'aviazione civile di gestire tutti gli aspetti della sicurezza operativa di loro competenza;c) sviluppare le infrastrutture e le risorse umane;d) accertarsi che tutte le misure prese in questo settore siano conformi alle raccomandazioni delle organizzazioni internazionali competenti, efficaci e applicabili a lungo termine.5. Occorrerà inoltre ridurre al massimo le ripercussioni ambientali dei trasporti aerei, ricorrendo ad adeguati studi d'impatto ambientale.6. I collegamenti aerei regionali costituiscono spesso soluzioni migliori in termini di efficacia economica e di economie di scala. Se del caso, pertanto, la Comunità s'impegna a sostenere e a promuovere le azioni su scala regionale.7. Posto che le telecomunicazioni e un'attiva partecipazione alla società dell'informazione sono una conditio sine qua non per un'integrazione riuscita dei PTOM nell'economia mondiale, la Comunità e, se del caso, i PTOM confermano gli impegni assunti nel quadro di accordi multilaterali esistenti, segnatamente l'accordo dell'OMC sulle telecomunicazioni di base.8. Conformemente al disposto della presente decisione, la Comunità aiuterà i PTOM a migliorare le loro capacità in materia. La cooperazione mirerà in particolare a:a) intensificare le consultazioni tra gli organismi dei PTOM e della Comunità competenti in materia di telecomunicazioni per sviluppare un contesto concorrenziale e ravvicinare i costi;b) avviare un dialogo sui vari aspetti della società dell'informazione, compresi gli aspetti normativi e la politica delle comunicazioni;c) scambiare informazioni e, eventualmente, fornire assistenza tecnica in materia di normative, standardizzazione, prove di conformità, certificazione delle tecnologie d'informazione e di comunicazione e utilizzazione delle frequenze;d) diffondere le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione e sviluppare nuove apparecchiature, specie per quanto riguarda l'interconnessione delle reti e l'interoperabilità delle loro applicazioni;e) promuovere e applicare le ricerche comuni sulle nuove tecnologie connesse alla società dell'informazione;f) ideare e attuare programmi e politiche d'informazione sui vantaggi economici e sociali che può procurare la società dell'informazione.9. La cooperazione cercherà in particolare di aumentare la complementarità e l'armonizzazione dei sistemi di comunicazione a livello territoriale, nazionale, regionale, interregionale e internazionale adeguandoli alle nuove tecnologie.10. La Comunità sostiene le misure e le azioni volte a sviluppare il settore turistico. Essa può intervenire in tutte le fasi del processo, dall'identificazione del prodotto turistico alla commercializzazione e alla promozione.Si tratta infatti di aiutare le autorità competenti dei PTOM a sfruttare appieno il potenziale turistico locale, regionale e internazionale in considerazione dell'impatto del turismo sullo sviluppo economico e di incentivare i flussi finanziari provenienti dai settori privati della Comunità o da altre fonti a sostegno dello sviluppo del turismo nei PTOM. Si rivolgerà particolare attenzione alla necessità d'integrare il turismo nella vita sociale, culturale ed economica delle popolazioni e alla tutela dell'ambiente.Lo sviluppo del turismo richiede specificamente la definizione, l'adeguamento e l'attuazione di politiche appropriate a livello locale, regionale, subregionale e internazionale. I programmi e i progetti di sviluppo del turismo, che si basano su dette politiche, sono incentrati su quattro aspetti principali.a) Valorizzazione delle risorse umane e potenziamento delle istituzioni, in cui rientrano:il perfezionamento dei quadri nei settori specifici di competenza e la formazione permanente ai livelli appropriati dei settori pubblico e privato per garantire una programmazione e uno sviluppo soddisfacenti;la creazione e il potenziamento dei centri di promozione del turismo;l'istruzione e la formazione di categorie specifiche e delle organizzazioni pubbliche e private attive nel settore turistico, compresi coloro che lavorano nei settori connessi;la cooperazione e gli scambi tra i PTOM o fra questi ultimi e gli Stati ACP in materia di formazione, assistenza tecnica e potenziamento istituzionale.b) Sviluppo dei prodotti, anche attraverso:l'identificazione del prodotto turistico, lo sviluppo di prodotti non tradizionali e di nuovi prodotti turistici, l'adeguamento dei prodotti esistenti, comprese la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e degli aspetti ecologici e ambientali, la gestione, la tutela e la conservazione della fauna e della flora, dei beni storici e sociali e di altri beni naturali, lo sviluppo dei servizi ausiliari;la promozione degli investimenti privati nel settore turistico dei PTOM, segnatamente a livello delle imprese;la fornitura di oggetti artigianali a carattere culturale destinati al mercato del turismo.c) Sviluppo del mercato, anche attraverso:un aiuto per la definizione e il conseguimento di obiettivi e piani di sviluppo del mercato a livello locale, subregionale, regionale e internazionale;il sostegno alle iniziative prese dai PTOM per accedere ai servizi offerti al settore turistico quali i sistemi di prenotazione centralizzati o i sistemi di controllo e di sicurezza del traffico aereo;misure e strumenti di commercializzazione e di promozione nel quadro di progetti e programmi integrati di sviluppo del mercato e nell'intento di migliorare l'accesso, concentrandosi sulle principali fonti di flussi turistici dei mercati tradizionali e non tradizionali, nonché attività specifiche quali la partecipazione a manifestazioni commerciali specializzate (fiere) o la produzione di documentazione di qualità, di film e di materiale promozionale.d) Ricerca e informazione, anche attraverso:il miglioramento dei sistemi d'informazione sul turismo nonché la raccolta, l'analisi, la diffusione e l'elaborazione dei dati statistici;la valutazione dell'impatto socioeconomico del turismo sulle economie dei PTOM insistendo sulla ricerca di complementarità con altri settori quali l'industria alimentare, l'edilizia, la tecnologia e la gestione nei PTOM e nelle regioni interessati.Articolo  14Settori legati al commercio1. La Comunità contribuisce a migliorare, nel quadro delle strategie di sviluppo di ciascun PTOM, la capacità dei PTOM di occuparsi di tutti i settori legati al commercio potenziandone, se del caso, il quadro istituzionale.2. La Comunità collabora con i PTOM affinché siano messi in pratica i principi generali inerenti alla tutela e alla promozione degli investimenti.3. La Comunità contribuisce ad intensificare la cooperazione con i PTOM per definire e sostenere, insieme agli organismi competenti, politiche di concorrenza efficaci che garantiscano progressivamente la corretta applicazione delle regole di concorrenza da parte delle imprese private e dello Stato. La cooperazione in questo settore prevede in particolare la creazione di un quadro giuridico appropriato e la sua attuazione a livello amministrativo, tenendo nella debita considerazione i PTOM meno sviluppati.4. La Comunità continua a sviluppare la cooperazione con i PTOM, specie per quanto riguarda:a) l'elaborazione di leggi e normative volte a tutelare e a far rispettare i diritti di proprietà intellettuale, ad impedire gli abusi da parte dei titolari di questi diritti e le violazioni ad opera dei concorrenti, a creare e potenziare gli uffici territoriali, nazionali e regionali e gli altri organismi, sostenendo anche le associazioni regionali di intellettuali incaricate dell'applicazione e della tutela dei diritti, compresa la formazione del personale;b) la conclusione di accordi volti a tutelare i marchi e le indicazioni geografiche per i prodotti di particolare interesse.5. La Comunità contribuisce alle iniziative prese dai PTOM a livello di standardizzazione e di certificazione onde promuovere sistemi compatibili tra la Comunità e i PTOM. La cooperazione comprende in particolare:a) misure a favore di una maggiore utilizzazione delle normative e delle norme tecniche internazionali e delle procedure di valutazione della conformità, comprese le misure settoriali specifiche, tenendo conto del livello di sviluppo economico dei PTOM;b) une cooperazione per quanto riguarda la gestione e la garanzia della qualità in settori importanti per i PTOM;c) un sostegno alle iniziative prese dai PTOM per migliorare le capacità in materia di valutazione della conformità, metrologia e standardizzazione;d) contatti tra le istituzioni della Comunità e dei PTOM in materia di standardizzazione, valutazione della conformità e certificazione.6. La Comunità contribuisce ad intensificare la cooperazione con i PTOM nel settore delle misure sanitarie e fitosanitarie onde sviluppare le capacità dei settori pubblico e privato.7. Conformemente ai principi di Rio, la Comunità contribuisce a rafforzare la cooperazione con i PTOM onde rendere complementari le politiche commerciali e ambientali. La cooperazione mira in particolare aa) attuare politiche coerenti a livello territoriale, nazionale, regionale e internazionale;b) intensificare i controlli di qualità per i beni e i servizi nell'ottica della tutela ambientale;c) promuovere metodi produttivi che rispettino l'ambiente nei settori appropriati.8. La Comunità collabora con i PTOM per quanto riguarda le norme occupazionali, in particolare mediante:a) scambi di informazioni sulle legislazioni e sulle normative rispettive nel campo del lavoro;b) un sostegno per l'elaborazione del diritto del lavoro e il miglioramento della legislazione vigente;c) programmi scolastici e di sensibilizzazione (contro il lavoro minorile);d) l'applicazione delle legislazioni e delle normative sul lavoro.9. Per quanto riguarda la politica dei consumatori e la tutela della loro salute, la Comunità collabora con i PTOM al fine di:a) migliorare la capacità istituzionale e tecnica;b) creare sistemi di allarme rapido e di reciproca informazione sui prodotti pericolosi;c) scambiare informazioni ed esperienze sull'instaurazione e sul funzionamento di sistemi di sorveglianza dei prodotti immessi sul mercato e sulla sicurezza dei prodotti;d) informare meglio i consumatori sui prezzi e sulle caratteristiche dei prezzi e dei servizi offerti;e) favorire lo sviluppo delle associazioni di consumatori e i contatti tra i loro rappresentanti;f) migliorare la compatibilità delle politiche dei sistemi a favore dei consumatori;g) far notificare l'attuazione della legislazione e promuovere la cooperazione nelle inchieste sulle pratiche commerciali pericolose o sleali;h) applicare i divieti di esportare beni e servizi la cui commercializzazione è stata proibita nel paese di produzione.Articolo  15Settori sociali1. La Comunità contribuisce ad azioni di sviluppo umano e sociale nel quadro delle strategie di sviluppo di ciascun PTOM. La cooperazione potrebbe sostenere, in particolare, i programmi nei settori elencati in appresso.2. Potenziamento della politica e degli istituti d'insegnamento (edifici e materiale); formazione linguistica e formazione degli insegnanti, scuola elementare, scuola secondaria e formazione professionale, istruzione superiore (comprese le attività in settori specifici quali la formazione agricola) nel settore corrispondente.Nel settore dell'insegnamento, si dovrebbero migliorare in via prioritaria l'accesso all'istruzione di base e la sua qualità mediante la costruzione di altre scuole, il rifacimento delle aule esistenti, la fornitura di materiale didattico, la formazione degli insegnanti e la concessione di borse di studio agli allievi poveri.3. Attività di riforma nel settore sanitario, potenziamento della politica e delle istituzioni sanitarie; istruzione, formazione e ricerca medica; infrastrutture sanitarie; HIV/AIDS, ecc.I progetti in questo settore dovrebbero potenziare l'assistenza e la prevenzione sanitaria, segnatamente i servizi di pianificazione familiare e di assistenza sanitaria per le madri e i bambini.4. Politica demografica e di pianificazione familiare, assistenza sanitaria per le madri e i bambini, compreso il sostegno ai progetti di formazione e di inquadramento della prossima generazione, vale a dire i bambini.5. Miglioramento delle politiche di prevenzione per quanto riguarda la produzione, la distribuzione e il traffico di tutti i tipi di droga, stupefacenti e sostanze psicotrope; prevenzione e lotta contro la tossicomania tenendo conto dei lavori svolti dagli organismi internazionali competenti in materia.La cooperazione riguarda i seguenti aspetti:a) formazione, istruzione, politica di assistenza sanitaria e di riabilitazione dei tossicodipendenti, compresi i progetti volti a reinserirli nel mondo del lavoro e nella società;b) misure volte a promuovere le attività economiche di sostituzione, come i programmi di riconversione delle regioni dove si pratica la produzione illegale di piante da cui si estraggono stupefacenti, associate a misure repressive efficaci;c) assistenza tecnica, finanziaria e amministrativa per il controllo del commercio dei precursori e la fissazione di norme equivalenti a quelle adottate dalla Comunità e dagli organismi internazionali competenti, in particolare dall'ex gruppo d'azione sui prodotti chimici;d) assistenza tecnica, finanziaria e amministrativa per la prevenzione, il trattamento e la lotta contro la tossicomania;e) assistenza tecnica e formazione; fissazione di norme contro il riciclaggio del denaro equivalenti a quelle adottate dalla Comunità e dagli altri organismi internazionali competenti, segnatamente dall'ex gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali (GAFI);f) scambi di informazioni utili sull'applicazione dei paragrafi 1-5.6. Politica in materia di risorse idriche e potenziamento delle istituzioni; tutela delle risorse idriche; gestione dei rifiuti (l'acqua destinata all'agricoltura e all'energia sarà trattata nel settore pertinente) ecc.Per quanto riguarda il settore della distribuzione e della depurazione dell'acqua, si dovrebbe puntare a fornire servizi nelle zone insufficientemente servite. I finanziamenti volti a promuovere l'accesso ai servizi di distribuzione e di depurazione per procurarsi acqua potabile contribuiscono direttamente allo sviluppo delle risorse umane in quanto migliorano lo stato di salute e, pertanto, la produttività delle persone che finora non hanno avuto accesso a questi servizi; sussiste la necessità di estendere i servizi di base in materia risorse idriche, di depurazione e di trasporto alle popolazioni urbane e rurali, che deve essere esaminata dal punto di vista della sostenibilità ambientale.7. La Comunità collabora con i PTOM per uno sfruttamento e una gestione sostenibili delle loro risorse in termini di biodiversità.La cooperazione in questo settore consisterà nel:a) favorire l'elaborazione e l'aggiornamento di strategie e piani d'azione relativi alla biodiversità;b) agevolare l'instaurazione di meccanismi territoriali, regionali e subregionali per gli scambi di informazioni nonché il controllo e la valutazione dei progressi fatti nell'applicazione della convenzione sulla diversità biologica (CDB);c) sviluppare e aggiornare le basi di dati sulle risorse della biodiversità del PTOM;d) prendere opportune misure riguardanti l'accesso alle risorse della biodiversità o alle risorse genetiche;e) promuovere la conclusione di accordi con il settore privato a condizione le popolazioni locali possano realmente beneficiare delle ripercussioni economiche di questi accordi e che l'utilizzazione delle risorse genetiche non metta a repentaglio la tutela e la conservazione della biodiversità;f) aiutare i PTOM a partecipare attivamente al processo di elaborazione delle politiche e, se necessario, ai negoziati nel quadro della CDB.8. Progetti e programmi di edilizia abitativa e di sviluppo urbano integrato, ecc.Nel settore dello sviluppo urbano, ci si dovrebbe concentrare sulla costruzione e sul rifacimento delle strade e di altre infrastrutture di base, in particolare le case popolari.Articolo 16Cooperazione e integrazione regionaliLa cooperazione dà un utile contributo al conseguimento degli obiettivi e delle priorità stabiliti dalle autorità competenti dei PTOM nel quadro della cooperazione e dell'integrazione regionale e subregionale.1. La cooperazione regionale comprende azioni concordate fraalmeno due PTOM, o anche tutti;uno o più PTOM con uno o più Stati limitrofi, ACP o non ACP;uno o più PTOM con uno o più Stati ACP, nonché con una o più regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 299, paragrafo 2 del trattato (Guadalupa, Guyana, Martinica, Riunione, Canarie, Azzorre e Madera);i vari organismi regionali di cui fanno parte i PTOM;uno o più PTOM e i vari organismi regionali di cui fanno parte, gli Stati ACP o i dipartimenti d'oltremare.2. La cooperazione in questo settore deve mirare a:favorire la progressiva integrazione dei PTOM nell'economia mondiale e regionale;accelerare la cooperazione e lo sviluppo economici, sia all'interno dei PTOM che fra le regioni dei PTOM e degli Stati ACP;promuovere la libera circolazione delle popolazioni, dei beni, dei servizi, dei capitali, della manodopera e della tecnologia;accelerare la diversificazione delle economie nonché il coordinamento e l'armonizzazione delle politiche regionali e subregionali di cooperazione;promuovere e sviluppare il commercio inter e intra-PTOM nonché quello con le regioni ultraperiferiche, gli Stati ACP e i paesi terzi.3. La cooperazione finalizzata all'integrazione regionale si prefigge di:sviluppare e migliorare le capacità delle istituzioni e delle organizzazioni di cooperazione e di integrazione regionali a beneficio di queste due attività;incoraggiare i PTOM meno sviluppati a partecipare alla creazione dei mercati regionali traendone i debiti vantaggi;attuare le politiche di riforma settoriale a livello regionale;liberalizzare gli scambi e i pagamenti;incentivare gli investimenti transfrontalieri stranieri e nazionali e le altre iniziative di integrazione economica regionale o subregionale;tener conto dell'incidenza dei costi transitori netti dell'integrazione regionale sulle risorse di bilancio e sulla bilancia dei pagamenti.4. La cooperazione regionale ingloba tutta una serie di funzioni e di aspetti che pongono problemi comuni e consentono di realizzare economie di scala, in particolare per quanto concerne:le infrastrutture (segnatamente nei settori dei trasporti e delle comunicazioni, comprese i problemi di sicurezza connessi), e l'energia;l'ambiente e la gestione delle risorse idriche;la sanità, l'istruzione e la formazione;la ricerca e la cooperazione scientifica e tecnica;le iniziative regionali volte a prepararsi alle catastrofi e ad attenuarne le ripercussioni, a limitare gli armamenti o a combattere la droga, la criminalità organizzata, il riciclaggio dei capitali, le frodi e la corruzione.5. La cooperazione sostiene inoltre progetti e iniziative di cooperazione interregionale, intra-PTOM e intra-ACP.Articolo17Cooperazione culturale e socialeLa cooperazione contribuisce ad uno sviluppo autonomo dei PTOM incentrato sull'essere umano e radicato nella cultura di ciascun popolo. La dimensione umana e culturale deve essere integrata in tutti i settori e riflettersi in tutti i progetti e programmi di sviluppo. La cooperazione sostiene le politiche e le misure attuate dalle autorità competenti dei PTOM per valorizzare le risorse umane, migliorarne le capacità creative e promuoverne l'identità culturale. Essa favorisce la partecipazione delle popolazioni al processo di sviluppo.La cooperazione in questo settore consiste in particolare:nel tener conto della dimensione culturale e sociale;nel promuovere le identità culturali e il dialogo interculturale, specie per quanto concerne la salvaguardia del patrimonio culturale, la produzione e la diffusione dei beni culturali, le manifestazioni culturali, l'informazione e la comunicazione;nell'attuare interventi volti a valorizzare le risorse umane, segnatamente in materia di istruzione e formazione, cooperazione scientifica e tecnica, ruolo delle donne nello sviluppo, sanità e lotta contro la tossicomania, popolazione e demografia.PARTE TERZASTRUMENTI DELLA COOPERAZIONE CE-PTOMTITOLO ICOOPERAZIONE PER IL FINANZIAMENTO DELLO SVILUPPOCapitolo 1Disposizioni generaliArticolo 18ObiettiviLa cooperazione per il finanziamento dello sviluppo si prefigge, attraverso la concessione di mezzi di finanziamento sufficienti nonché, eventualmente, un'assistenza tecnica adeguata:a) di sostenere e favorire le iniziative dei PTOM volte a garantire il loro sviluppo economico, sociale e culturale sostenibile sulla base dell'interesse reciproco e in uno spirito d'interdipendenza;b) di contribuire a migliorare il tenore di vita delle popolazioni dei PTOM;c) di promuovere le misure atte a mobilitare la capacità di iniziativa degli enti, dei gruppi, delle associazioni e delle persone favorendo nel contempo la loro partecipazione alla concezione e all'esecuzione dei programmi di sviluppo;d) di contribuire, nel quadro della lotta contro la povertà, a far beneficiare per quanto possibile la popolazione dei vantaggi che comporta lo sviluppo;e) di contribuire a sviluppare la capacità dei PTOM di innovare, adattare e trasformare le tecnologie locali nonché di utilizzare le nuove tecnologie;f) di contribuire alla prospezione, alla conservazione, alla trasformazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali dei PTOM per sostenerne i processi di industrializzazione e di diversificazione economica;g) di sostenere e promuovere lo sviluppo ottimale delle risorse umane nei PTOM;h) di favorire l'aumento dei flussi finanziari verso i PTOM per soddisfarne le necessità evolutive e di aiutare i PTOM ad armonizzare la cooperazione internazionale a favore del loro sviluppo mediante operazioni di cofinanziamento con altre istituzioni di finanziamento o terzi;i) di incentivare gli investimenti privati diretti nei PTOM, sostenere lo sviluppo di un settore privato PTOM sano, prospero e dinamico e incoraggiare i flussi d'investimenti privati, locali, nazionali e stranieri nei settori produttivi dei PTOM;j) di favorire la cooperazione, la solidarietà e l'integrazione regionali tra PTOM nonché tra PTOM e Stati ACP;k) di instaurare relazioni economiche e sociali più equilibrate e arrivare a una migliore intesa tra i PTOM, gli Stati ACP, gli Stati membri della Comunità e il resto del mondo ai fini di un migliore inserimento dei PTOM nell'economia mondiale;l) di concedere aiuti d'urgenza ai PTOM che versano in gravi difficoltà economiche e sociali, di natura eccezionale, a seguito di calamità naturali o di circostanze straordinarie che producono effetti analoghi;m) di aiutare i PTOM meno sviluppati a sormontare gli ostacoli specifici che ne frenano lo sviluppo.Articolo 19PrincipiLa cooperazione per il finanziamento dello sviluppo si basa su tre principi: partenariato, complementarità e sussidiarietà.a) La cooperazione si svolge sulla base degli obiettivi, delle strategie e delle priorità di sviluppo stabiliti dalle autorità competenti dei PTOM in conformità della presente decisione, e in particolare dell'articolo 1, tenendo debitamente conto delle caratteristiche geografiche, sociali e culturali dei PTOM, come pure delle loro potenzialità particolari;b) è soggetta a condizioni alquanto agevolate;c) garantisce un apporto di risorse su base prevedibile;d) è flessibile e adeguata secondo la situazione di ciascun PTOM;e) in applicazione del principio di partenariato, le azioni comunitarie sono approvate nel quadro di una stretta concertazione tra la Commissione, il PTOM interessato e lo Stato da cui dipende; questo partenariato si svolge nel pieno rispetto delle competenze istituzionali, giuridiche e finanziarie di ogni partner;f) in applicazione del principio di complementarità, l'assegnazione delle risorse comunitarie integra gli stanziamenti di bilancio del PTOM interessato e dello Stato membro da cui dipende o rappresenta un contributo alle loro azioni;g) in applicazione del principio di sussidiarietà, l'attuazione degli interventi è affidata alle autorità del PTOM interessato, fatte salve le competenze della Commissione sull'uso dei fondi comunitari secondo il principio della buona gestione finanziaria.Articolo 20Linee guida1. Le autorità competenti dei PTOM hanno il compito di:a) definire la strategia e gli elementi prioritari alla base del documento unico di programmazione, in appresso denominato "DOCUP";b) individuare, nell'ambito di una programmazione settoriale, progetti e programmi e definire le misure d'accompagnamento necessarie per garantire la sostenibilità delle azioni da intraprendere;c) preparare i fascicoli dei progetti e programmi;d) preparare, negoziare e stipulare i contratti;e) eseguire e gestire progetti e programmi;f) garantire il mantenimento e la sostenibilità di progetti e programmi.2. Le autorità competenti dei PTOM e la Comunità provvedono congiuntamente a:a) definire, eventualmente nel quadro del partenariato, le linee guida della cooperazione per il finanziamento dello sviluppo;b) elaborare il DOCUP;c) verificare la parità delle condizioni di partecipazione alle gare e agli appalti;d) tenere sotto controllo e valutare gli effetti e i risultati dei progetti e dei programmi;e) accertarsi che progetti e programmi vengano eseguiti in modo adeguato, rapido ed efficace.3. La Commissione prende la decisione di finanziamento relativa all'assegnazione globale corrispondente al DOCUP secondo la procedura di cui all'articolo 24.4. Salvo disposizioni contrarie della presente decisione, tutte le decisioni che richiedono l'approvazione di una delle parti dell'associazione sono approvate o considerate approvate entro sei mesi dalla notifica dell'altra parte.Articolo 21Campo di applicazioneNel quadro della strategia e dei temi prioritari stabiliti dal PTOM interessato a livello territoriale e regionale, si potranno sostenere le azioni che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi definiti nella presente decisione.Detto sostegno riguarderà, in particolare, gli interventi nei seguenti settori:a) politiche e riforme settorialib) sviluppo delle istituzioni e delle capacità, integrazione degli aspetti ambientali;c) programmi di cooperazione tecnica;d) aiuti umanitari e azioni d'urgenza;e) sostegno supplementare in caso di fluttuazioni delle entrate di bilancio provenienti dai prodotti e dai servizi d'esportazione.Articolo 22Ammissibilità al finanziamento1. Beneficiano di un sostegno finanziario a titolo della presente decisione le entità o gli organismi seguenti:a) PTOM;b) organismi regionali o interstatali di cui fanno parte uno o più PTOM e che sono abilitati dalle autorità competenti dei PTOM;c) organismi misti istituiti dalla Comunità e dai PTOM per realizzare alcuni obiettivi specifici.2. Possono beneficiare di un sostegno, con l'accordo delle autorità competenti del/dei PTOM interessato/i anche:a) gli organismi pubblici o parastatali locali, nazionali e/o regionali, gli enti locali dei PTOM e, in particolare, le istituzioni finanziarie e le banche di sviluppo;b) le società e le imprese dei PTOM;c) le imprese di uno Stato membro della Comunità affinché possano intraprendere progetti produttivi sul territorio di un PTOM oltre al loro contributo specifico;d) gli intermediari finanziari dei PTOM o della Comunità che promuovono e finanziano investimenti privati nei PTOM;e) gli organi della cooperazione decentrata e gli altri interlocutori non pubblici dei PTOM e della Comunità affinché possano intraprendere progetti e programmi economici, culturali, sociali e didattici nei PTOM nell'ambito di detta cooperazione decentrata, di cui all'articolo 30.Articolo 23Programmazione e attuazioneEntro dodici mesi dall'entrata in vigore della presente decisione, la Commissione adotta, previa consultazione dei PTOM nell'ambito della procedura di partenariato e secondo la procedura di cui all'articolo 24, le misure necessarie per attuare questa parte della decisione, nonché gli allegati da II A a II D.Dette misure comprendono:le modalità di stesura del DOCUP e i suoi elementi fondamentali;le modalità e i criteri per il controllo, la revisione dei conti, le valutazioni ex-ante, intermedie e ex-post e la revisione del DOCUP e della sua applicazione, anche per quanto concerne la partecipazione della Commissione a queste attività;la stesura delle relazioni periodiche o di altre eventuali relazioni;Le procedure finanziarie e contabili saranno definite nel regolamento finanziario del 9° FES.Articolo24Comitato FES-PTOM1. La Commissione è assistita, se del caso, dal comitato istituito dall'accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti comunitari nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, e all'assegnazione dei contributi finanziari destinati ai paesi e territori d'oltremare a cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE [16], in appresso denominato l' "accordo interno".[16] Doc.10688/00 ACP 114 FIN 313 PTOM 21 - GU L....del....pag......2. Quando il comitato esercita le competenze che gli sono attribuite dalla presente decisione, esso è denominato "comitato FES-PTOM". Al comitato FES-PTOM si applica il regolamento interno del comitato istituito dall'accordo interno di cui al paragrafo 1.3. Il comitato FES-PTOM concentra i propri lavori sulle questioni di fondo della cooperazione allo sviluppo organizzata a livello dei PTOM e delle regioni. A fini di coerenza, coordinamento e complementarità, esso esamina l'attuazione dei DOCUP.4. Il comitato FES-PTOM fornisce il proprio parere su:(a) i progetti di DOCUP e loro eventuali modifiche.(b) le misure necessarie per applicare questa parte della decisione, nonché gli allegati da II A a II D.5. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il proprio parere su tale progetto entro i termini fissati dal presidente. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 21, paragrafo 4, dell'accordo interno. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata all'articolo precitato, paragrafo 3. Il presidente non partecipa al voto.6. La Commissione adotta misure immediatamente applicabili. Se tuttavia esse non sono conformi al parere emesso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tal caso la Commissione può rimandare l'applicazione di misure che ha adottato per un periodo da stabilire in ciascun atto di base, ma che in nessun caso è superiore a tre mesi a partire dalla data della comunicazione.7. Il Consiglio, deliberando alla maggioranza e conformemente alla ponderazione previste al paragrafo 5, può adottare una decisione diversa entro i termini previsti al paragrafo 6.8. La Commissione informa il comitato in merito alla verifica, alla valutazione e alla revisione dei conti dei DOCUP.Capitolo 2Risorse messe a disposizione dei PTOMArticolo 25Contributi finanziari1. Negli allegati da II A a II D e al capitolo 3 figurano l'importo globale dei contributi finanziari della Comunità per gli scopi di cui al presente titolo, capitolo 1, la sua ripartizione, nonché le modalità e le condizioni di finanziamento per il periodo che va dal 1° marzo 2001 al 31.12.2007, fatte salve le misure che la Commissione adotterà ai sensi dell'articolo 24.Gli aiuti finanziari erogati a titolo della decisione possono coprire la totalità delle spese locali ed esterne dei progetti e dei programmi, compreso il finanziamento delle spese ricorrenti.2. I PTOM possono inoltre beneficiare dei finanziamenti previsti dai regolamenti in vigore a favore dei paesi in via di sviluppo elencati nell'allegato II E e dei programmi comunitari elencati nell'allegato II F.Capitolo 3Sostegno agli investimenti del settore privatoArticolo 26Promozione degli investimentiRiconoscendo l'importanza degli investimenti privati per la promozione della loro cooperazione allo sviluppo e la necessità di adottare misure per stimolare e tutelare questi investimenti, le autorità competenti dei PTOM e la Comunità:a) prendono misure per incoraggiare gli investitori privati che si attengono agli obiettivi e alle priorità della cooperazione allo sviluppo PTOM-CE, nonché alle leggi e ai regolamenti applicabili, a partecipare alle loro azioni a favore dello sviluppo;b) riservano un trattamento equo a detti investitori;c) prendono misure e disposizioni atte a creare e a mantenere un clima d'investimento prevedibile e sicuro e negoziano accordi volti a migliorare questo clima;d) favoriscono una cooperazione efficace tra gli operatori economici dei PTOM nonché tra questi e gli operatori della Comunità per aumentare i flussi di capitali e migliorare le competenze di gestione, le tecnologie e le altre forme di "know-how";e) si adoperano per favorire l'incremento dei flussi finanziari privati tra la Comunità e i PTOM contribuendo, in particolare, ad eliminare gli ostacoli che impediscono l'accesso degli operatori dei PTOM ai mercati finanziari internazionali, compresi quelli della Comunità;f) creano condizioni favorevoli allo sviluppo delle istituzioni finanziarie e alla mobilitazione delle risorse indispensabili alla formazione del capitale e lo sviluppo dello spirito imprenditoriale;g) promuovono lo sviluppo delle imprese adottando le misure necessarie per migliorare l'ambiente in cui operano, e in particolare per creare un quadro giuridico, amministrativo e finanziario atto a favorire la comparsa e lo sviluppo di un settore privato dinamico, comprendente anche le imprese di base;h) migliorano la capacità delle istituzioni locali dei PTOM di offrire una gamma di servizi tali da promuovere la partecipazione locale all'attività industriale e commerciale.Articolo 27Sostegno e finanziamento degli investimentiLa cooperazione fornirà risorse finanziarie a lungo termine per contribuire a promuovere la crescita del settore privato e mobilitare capitali nazionali e stranieri a questo scopo. A tal fine, la cooperazione fornirà in particolare:a) aiuti non rimborsabili per l'assistenza finanziaria e tecnica volta a sostenere lo sviluppo delle risorse umane, lo sviluppo delle capacità istituzionali o di altre forme di sostegno istituzionale legate ad un investimento preciso; misure volte ad aumentare la competitività delle imprese e a migliorare le capacità degli intermediari finanziari e non finanziari privati; l'agevolazione e la promozione degli investimenti, le attività volte a migliorare la competitività;b) i servizi di consulenza necessari per contribuire a creare un clima favorevole agli investimenti nonché una base di informazioni che possano orientare e incentivare i flussi di capitali;c) aiuti rimborsabili finanziati dalla linea di credito per gli investimenti;d) prestiti sulle risorse proprie della Banca europea per gli investimenti.Le condizioni applicabili alla linea di credito per gli investimenti e ai prestiti suddetti sono specificate rispettivamente negli allegati II B e C della presente decisione.Capitolo 4Sostegno supplementare in caso di fluttuazioni  dei proventi da esportazioneArticolo 28Il sostegno supplementare1. Nel quadro della dotazione finanziaria, si è previsto un sostegno supplementare per attenuare gli effetti deleteri dell'instabilità dei proventi da esportazione, specie nei settori agricolo e minerario, tali da compromettere il conseguimento degli obiettivi di sviluppo dei PTOM.2. In caso di fluttuazioni a breve termine dei proventi da esportazione, il sostegno viene concesso per tutelare le riforme e le politiche macroeconomiche e settoriali che rischiano di essere compromesse da una diminuzione dei proventi, nonché per ovviare agli effetti deleteri dell'instabilità dei proventi dell'esportazione di prodotti agricoli e minerari.3. Nell'assegnare le risorse per l'anno di applicazione si terrà conto della dipendenza dei PTOM dalle esportazioni, specie nei settori agricolo e minerario, riservando un trattamento più favorevole ai paesi meno progrediti.4. Le risorse supplementari saranno messe a disposizione secondo le disposizioni specifiche del sistema di sostegno di cui all'allegato II D relative alle modalità e alle condizioni dei finanziamenti.5. La Comunità sosterrà altresì i regimi di assicurazione commerciale istituiti per i PTOM che cercano di cautelarsi contro le fluttuazioni dei proventi da esportazione.Capitolo 5Sostegno agli altri partner della cooperazioneArticolo 29Obiettivi e finanziamentoPer soddisfare le necessità degli enti locali in materia di sviluppo e incoraggiare tutti i partner della cooperazione decentrata in grado di contribuire allo sviluppo autonomo dei PTOM a proporre e attuare iniziative, la cooperazione CE-PTOM sostiene queste azioni di sviluppo entro i limiti fissati dai PTOM interessati e dagli Stati membri da cui dipendono e nel quadro delle disposizioni del DOCUP.1. La cooperazione sostiene:a) il finanziamento di microprogetti a livello locale che hanno un impatto economico e sociale sulla vita delle popolazioni, rispondono ad un'esigenza prioritaria espressa e constatata e sono attuati su iniziativa e con l'attiva partecipazione dell'ente locale beneficiario;b) il finanziamento della cooperazione decentrata, in particolare quando combina gli interventi e i mezzi delle organizzazioni dei PTOM e di quelle della Comunità. Questa forma di cooperazione permette di mobilitare competenze, modalità d'intervento innovative e risorse dei partner della cooperazione decentrata a favore dello sviluppo dei PTOM.2. I microprogetti e le azioni di cooperazione decentrata possono essere finanziati sulle risorse finanziarie della presente decisione. I progetti e i programmi che rientrano in questa forma di cooperazione possono contribuire al conseguimento degli obiettivi specifici iscritti nel DOCUP o quelli risultanti da iniziative degli enti locali o di partner della cooperazione decentrata.I microprogetti e la cooperazione decentrata sono finanziati in parte dall'aiuto non rimborsabile, il cui contributo non può superare di norma tre quarti del costo totale di ogni progetto. Il resto viene finanziato:a) nel caso dei microprogetti, dall'ente locale interessato sotto forma di contributi in natura, di prestazioni di servizi o in contanti, a seconda delle sue possibilità;b) nel caso della cooperazione decentrata, dai partner di questa cooperazione, a condizione che le risorse finanziarie, tecniche, materiali o di altro genere messe a disposizione da detti partner non siano, di norma, inferiori al 25% del costo stimato del progetto o del programma;c) per quanto riguarda i microprogetti e la cooperazione decentrata, dal PTOM interessato che fornisce, a titolo eccezionale, un contributo finanziario oppure mette a disposizione attrezzature pubbliche o servizi.Le procedure applicabili ai progetti e ai programmi finanziati nel quadro dei microprogetti o della cooperazione decentrata sono definite nella presente decisione, in particolare nel quadro delle disposizioni di attuazione del DOCUP.Capitolo 6Sostegno agli aiuti umanitari e d'urgenzaArticolo 30Obiettivi e mezziGli aiuti umanitari e gli aiuti di urgenza sono destinati alle popolazioni dei PTOM che versano in gravi difficoltà economiche e sociali, di natura eccezionale, a seguito di calamità naturali o di circostanze straordinarie che producono effetti analoghi. Gli aiuti vengono forniti per tutto il tempo necessario a risolvere i problemi più urgenti derivanti da queste situazioni.Gli aiuti umanitari e gli aiuti di urgenza vengono concessi esclusivamente in funzione del fabbisogno e degli interessi delle vittime di catastrofi.1. Gli aiuti umanitari e gli aiuti di urgenza mirano a:a) tutelare la vita umana nelle situazioni di crisi e di postcrisi provocate da calamità naturali o da circostanze eccezionali con effetti analoghi;b) contribuire al finanziamento e all'inoltro degli aiuti umanitari e all'accesso diretto dei destinatari utilizzando tutti i mezzi logistici disponibili;c) attuare misure di riabilitazione a breve termine e di ricostruzione per creare con la massima rapidità le condizioni necessarie all'integrazione o al reinserimento di queste popolazioni;d) soddisfare le esigenze provocate dagli spostamenti di persone (profughi, sfollati e rimpatriati) a seguito di catastrofi di origine naturale o antropica onde soddisfare, per tutto il tempo necessario, le necessità dei profughi e degli sfollati (dovunque si trovino) e agevolarne il reinsediamento volontario;e) aiutare i PTOM a mettere a punto o a perfezionare meccanismi di prevenzione e di preparazione alle calamità naturali, tra cui sistemi di previsione e d'allarme rapido, per attenuare le conseguenze di queste calamità.2. È prevista anche la possibilità di concedere aiuti analoghi a quelli di cui sopra ai PTOM che accolgono profughi o rimpatriati per rispondere alle necessità impellenti non soddisfatte dagli aiuti d'urgenza.3. Gli aiuti di cui al presente articolo vengono finanziati a norma del regolamento (CE) n. 1257/96 del Consiglio, del 20 giugno 1996, relativo all'aiuto umanitario [17]. Su richiesta del PTOM, per integrare la linea di bilancio corrispondente si possono utilizzare, in via eccezionale, anche gli stanziamenti dell'assegnazione globale non rimborsabile (DOCUP).[17] GU L 163 del 2.7.1996, pag. 1.4. Gli aiuti umanitari e d'urgenza sono concessi, su richiesta del PTOM in situazione di crisi, dalla Commissione o da organizzazioni non governative locali e internazionali. Questi aiuti sono gestiti ed erogati secondo procedure che permettono interventi rapidi, flessibili e efficaci. La Commissione prende le disposizioni necessarie all'applicazione di questi principi.capitolo 7Procedure di esecuzioneArticolo 31Assistenza tecnica1. Su iniziativa o per conto della Commissione, possono essere finanziati studi o assistenza tecnica relativi alle fasi di preparazione, di controllo e di valutazione necessarie all'attuazione della presente decisione.Gli studi e l'assistenza tecnica sono finanziati mediante l'assegnazione globale non rimborsabile.2. Su iniziativa del PTOM, possono essere finanziati, previo parere della Commissione, studi o assistenza tecnica riguardanti le azioni comprese nel DOCUP.Articolo 32Controllo finanziario1. Il PTOM interessato è il principale responsabile del controllo finanziario dell'intervento, che esercita in coordinamento con lo Stato membro da cui dipende in conformità delle disposizioni nazionali vigenti.2. La Commissione provvede:a) a garantire l'esistenza e il buon funzionamento, nel PTOM interessato, dei sistemi di gestione e di controllo affinché i fondi comunitari siano utilizzati regolarmente e oculatamente;b) in caso di irregolarità, a inviare raccomandazioni o domande di misure correttive per ovviare alle carenze di gestione o per rettificare le irregolarità.3. La Commissione, il PTOM e, eventualmente, lo Stato membro da cui dipende, cooperano sulla base di accordi amministrativi in occasione di riunioni annuali o biennali per coordinare i programmi, la metodologia e l'attuazione dei controlli effettuati.4. Per quanto riguarda le rettifiche finanziarie:a) spetta in primo luogo al PTOM interessato prendere provvedimenti in caso di irregolarità e operare le necessarie rettifiche finanziarie;b) in caso di inadempienza del PTOM e di fallimento della riunione di conciliazione, la Commissione interviene tuttavia per ridurre o sopprimere, integralmente o in parte, la rimanenza dell'assegnazione globale che corrisponde alla decisione di finanziamento del DOCUP.Capitolo 8Transizione dai FES precedenti al 9° FESArticolo 33Esecuzione dei FES precedenti e fase di transizione1. Gli impegni del 6°, 7° e 8° FES che precedono l'entrata in vigore della presente decisione e dell'accordo interno relativo al 9° FES continuano ad essere eseguiti secondo le regole applicabili ai FES corrispondenti.Durante un periodo transitorio che va fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello dell'entrata in vigore della presente decisione o, se posteriore, dell'accordo interno, gli agenti incaricati della gestione e dell'esecuzione delle risorse del Fondo europeo di sviluppo (FES), vale a dire l'ordinatore principale del FES, l'ordinatore del PTOM e il capo della delegazione della Commissione conservano, per un periodo transitorio che va fino al 30 novembre 2002, i compiti di gestione e di esecuzione affidati loro dalla decisione 91/482/CE del Consiglio, riveduta con decisione 97/803/CE.Entro questa data la Commissione adotta, previa consultazione dei PTOM e degli Stati membri da cui dipendono, misure volte ad agevolare la transizione tra dette disposizioni e le nuove procedure di attuazione della cooperazione per il finanziamento dello sviluppo che figurano nel presente titolo.2. Tutte le rimanenze dei FES anteriori alla data di entrata in vigore della presente decisione e dell'accordo interno vengono trasferite al 9° FES, insieme a tutti gli importi liberati dopo queste date per progetti in corso a titolo di detti fondi, e utilizzate alle condizioni fissate nella presente decisione.Tutte le risorse trasferite al 9° FES, ma che in precedenza erano state attribuite al programma indicativo di un PTOM o di una regione, continuano a far parte dell'assegnazione di questo PTOM o della cooperazione regionale.Tutte le altre rimanenze non attribuite a un programma indicativo vengono attribuite all'importo non assegnato del 9° FES. L'importo globale della presente decisione, integrato dalle rimanenze trasferite dai FES precedenti, copre il periodo 2001-2007. Questa disposizione si applica in particolare a tutte le eventuali rimanenze degli importi globali di cui agli articoli 118 e 142 della decisione 91/482/CEE riguardanti, rispettivamente, la stabilizzazione dei proventi da esportazione dei prodotti di base agricoli (Stabex) e il sistema speciale di finanziamento (Sysmin).TITOLO II  COOPERAZIONE ECONOMICA E COMMERCIALEArticolo 34ObiettivoLa cooperazione economica e commerciale si prefigge lo sviluppo economico e sociale dei PTOM, in particolare  mediante l'instaurazione di strette relazioni economiche tra di essi e la Comunità nel suo insieme.Detta cooperazione deve essere attuata in modo coerente con gli obiettivi delle altre politiche comuni.Capitolo 1Regime degli scambi di prodottiArticolo 35Libero accesso dei prodotti originari1. I prodotti originari dei PTOM sono ammessi all'importazione nella Comunità in esenzione dai dazi all'importazione.2. La nozione di prodotti originari e i metodi di cooperazione amministrativa corrispondenti sono definiti all'allegato III.Articolo 36Trasbordo di prodotti non originari in libera pratica in un PTOM1. I prodotti non originari dei PTOM immessi in libera pratica in un PTOM e riesportati tali e quali verso la Comunità sono ammessi all'importazione nella Comunità in esenzione dai dazi doganali e dagli oneri di effetto equivalente a condizione che:siano stati corrisposti, nel PTOM interessato, dazi doganali o oneri di effetto equivalente di un livello uguale o superiore ai dazi doganali applicabili nella Comunità all'importazione di questi stessi prodotti originari di paesi terzi che beneficiano della clausola della nazione più favorita;non siano stati oggetto di esenzione o di restituzione, totale o parziale, di dazi doganali o di oneri di effetto equivalente, fatto salvo il paragrafo 2;siano corredati di un certificato di esportazione.2. La Commissione può autorizzare in via eccezionale, su richiesta debitamente motivata delle autorità competenti del PTOM in questione, qualsiasi misura di aiuto finanziario pubblico dei PTOM agli operatori che utilizzano la procedura del trasbordo, che lasci impregiudicato il paragrafo 1.La Commissione prende una decisione in funzione degli obiettivi di cui al presente titolo. Essa è assistita da un comitato consultivo composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione. Si applica la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [18], nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 7, paragrafo 3, della decisione stessa.[18] GU L 184 del 17.07.1999, pag. 23.3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 non si applicano:né ai prodotti agricoli elencati nell'allegato II del trattato né ai prodotti contemplati dal regolamento (CEE) n. 3448/93 del Consiglio, del 6 dicembre 1993, sul regime di scambi per talune merci ottenute dalla trasformazione di prodotti agricoli [19];[19] GU L 318 del 20.12.1993, pag. 18.ai prodotti soggetti a restrizioni o limitazioni quantitative all'importazione nella Comunità;ai prodotti soggetti a dazi antidumping all'importazione nella Comunità.4. Nell'allegato IV figurano le condizioni di ammissione nella Comunità dei prodotti non originari dei PTOM immessi in libera pratica in un PTOM e i metodi di cooperazione amministrativa corrispondenti.Articolo 37Restrizioni quantitative e misure di effetto equivalente, divieti1. La Comunità non applica né restrizioni quantitative né misure di effetto equivalente all'importazione dei prodotti originari dei PTOM.2. Le disposizioni del paragrafo 1 lasciano impregiudicati i divieti o le restrizioni all'importazione, all'esportazione o al transito giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, dalla tutela  della vita e della salute delle persone, degli animali o delle piante, dalla protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale, dalla tutela della proprietà intellettuale, industriale o commerciale, dalla tutela delle risorse naturali esauribili o dalla tutela della proprietà intellettuale e commerciale.Tuttavia, tali divieti e restrizioni non devono costituire in nessun caso un mezzo di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata al commercio in generale.Articolo 38Rifiuti pericolosi, non pericolosi e radioattiviNei limiti delle sue competenze, la Comunità s'impegna a fare quanto in suo potere per assoggettare a controllo i movimenti internazionali di rifiuti pericolosi e non pericolosi e di rifiuti radioattivi e sottolinea l'importanza di una cooperazione internazionale efficace in materia.In tale contesto, la Comunità vieta tutte le esportazioni, dirette o indirette, di questi rifiuti verso i PTOM, fatta eccezione per le esportazioni di rifiuti non pericolosi destinati ad operazioni di valorizzazione. Al tempo stesso, le autorità competenti dei PTOM vietano l'importazione, diretta o indiretta, sul loro territorio di questi stessi rifiuti in provenienza dalla Comunità o da qualsiasi altro paese, fatti salvi gli impegni internazionali già esistenti o che saranno assunti in futuro in questi due settori nei consessi internazionali competenti.Le autorità competenti dei PTOM procedono a verifiche rigorose dell'applicazione dei suddetti divieti.1. Le disposizioni di cui sopra non impediscono a uno Stato membro nel quale un PTOM abbia deciso di esportare dei rifiuti a fini di trattamento di riesportare i rifiuti trattati nel PTOM di origine. In caso di riesportazione verso un PTOM, ogni trasferimento deve essere accompagnato da un esemplare del documento di verifica, recante il timbro di autorizzazione.2. Per quanto riguarda la Comunità, fatto salvo il paragrafo 1 si applica il regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, del 1° febbraio 1993, relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea [20], nonché in entrata e in uscita dal suo territorio.[20] GU L 30 del 6.2.1993, pag. 1.Le autorità competenti dei PTOM che per motivi costituzionali non hanno aderito alla convenzione di Basilea devono prendere tempestivamente le misure giuridiche e amministrative necessarie per esercitare detto controllo.3. Per quanto riguarda l'importazione nella Comunità di rifiuti pericolosi provenienti dai PTOM e di rifiuti non pericolosi destinati ad essere eliminati si applicano gli articoli 1-12 e 25-39 del regolamento (CEE) n. 259/93.4. Nel quadro del presente articolo, per "rifiuti pericolosi" si intendono le categorie di rifiuti di cui agli allegati 1 e 2 della convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento.Per quanto riguarda i rifiuti radioattivi, si applicheranno le definizioni e le soglie stabilite dall'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA). Nel frattempo, ci si atterrà alle definizioni e alle soglie di cui all'allegato VII.Articolo 39Misure prese dai PTOM1. Considerate le attuali necessità di sviluppo dei PTOM, le autorità competenti dei PTOM possono mantenere o stabilire, per quanto riguarda l'importazione di prodotti originari della Comunità, i dazi doganali o le restrizioni quantitative che ritengono necessari.2. a) Il regime degli scambi applicato alla Comunità dai PTOM non può dare luogo ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri né essere meno favorevole del trattamento della nazione più favorita.b) Fatte salve le disposizioni specifiche della presente decisione, la Comunità non fa discriminazioni tra i PTOM nel settore commerciale.c) La lettera a) non osta alla concessione, da parte di un PTOM, di un regime più favorevole di quello concesso alla Comunità ad altri PTOM o ad altri paesi in via di sviluppo.3. Le autorità competenti dei PTOM comunicano alla Commissione le tariffe doganali e le restrizioni quantitative applicate entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente decisione.Esse comunicano altresì alla Commissione le successive modifiche a mano a mano che vengono introdotte.Articolo 40Clausola di sorveglianza1. I prodotti originari dei PTOM di cui all'articolo 35 e i prodotti non originari dei PTOM di cui all'articolo 36 possono essere oggetto di una sorveglianza particolare. La Commissione decide, in consultazione con le autorità del PTOM e dello Stato membro da cui dipende nel quadro del partenariato, i prodotti cui si applica detta sorveglianza.2. Si applica l'articolo 308 quinquies del regolamento (CEE) n. 2454/93 del Consiglio, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario [21].[21] GU L 30 del 6.2.1993, pag. 1.3. La Commissione e le autorità competenti dei PTOM si accertano dell'efficacia di detta sorveglianza utilizzando i metodi di cooperazione amministrativa di cui agli allegati III e IV.Articolo 41Misure di salvaguardia1. Qualora l'applicazione della presente decisione sia causa di gravi perturbazioni in un settore di attività economica della Comunità o di uno o più Stati membri o comprometta la loro stabilità finanziaria esterna, oppure in caso di gravi difficoltà tali da provocare il deterioramento di un settore di attività della Comunità o di una sua regione, su richiesta di uno o più Stati membri o di sua iniziativa la Commissione può prendere o autorizzare gli Stati membri in questione a prendere opportune misure di salvaguardia, in conformità di quanto riportato nei seguenti paragrafi.2. Per l'applicazione del paragrafo 1 si privilegeranno le misure che perturbano meno il funzionamento dell'associazione e della Comunità. La portata di dette misure non deve superare quanto è strettamente necessario per ovviare alle difficoltà insorte né oltrepassare il ritiro delle preferenze concesse dalla presente decisione.3. In caso di adozione o di modifica delle misure di salvaguardia si terrà debitamente conto degli interessi dei PTOM meno sviluppati.4. Le disposizioni del presente articolo lasciano impregiudicati i diritti e gli obblighi della Comunità derivanti dalle norme dell'OMC, compreso l'accordo OMC sulle misure di salvaguardia. Esse non ostano all'applicazione dei regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli e delle disposizioni amministrative comunitarie o nazionali che ne derivano, nonché delle normative specifiche adottate a norma dell'articolo 235 del trattato applicabili alle merci ottenute mediante trasformazione di prodotti agricoli.5. Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di salvaguardia, la Commissione ne informa il Consiglio, gli Stati membri e le autorità competenti dei PTOM entro tre giorni lavorativi dalla data in cui è pervenuta la domanda dello Stato membro, invitando contemporaneamente gli Stati membri ad una riunione del comitato consultivo di cui al paragrafo 6.Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per giustificare le loro richieste di applicazione delle misure di salvaguardia.6. Qualora riceva da uno Stato membro una richiesta di applicazione di misure di salvaguardia, o di sua iniziativa, la Commissione consulta un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione. Essa fornisce al comitato le informazioni di cui dispone sul caso in esame.7. Previa consultazione del comitato di cui al paragrafo 6, la Commissione può prendere o autorizzare gli Stati membri a prendere le misure del caso.La decisione viene comunicata immediatamente al Consiglio, agli Stati membri e alle autorità competenti dei PTOM. Essa è di applicazione immediata.8. Qualsiasi Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di cui al paragrafo 7 entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione di tale decisione.9. Se la Commissione non prende una decisione entro ventun giorni lavorativi o se la Commissione decide che l'applicazione delle misure di salvaguardia non è giustificata, uno qualsiasi degli Stati membri che si sono rivolti alla Commissione può adire il Consiglio.10. Nei casi di cui ai paragrafi 8 e 9, il Consiglio può prendere una decisione diversa, deliberando a maggioranza qualificata, entro ventun giorni lavorativi.Capitolo 2Scambi di serviziArticolo 42ObiettivoL'obiettivo a lungo termine da raggiungere in questo settore è la liberalizzazione progressiva degli scambi di servizi, in considerazione degli obiettivi delle politiche locali dei PTOM, del loro livello di sviluppo dei PTOM e degli obblighi assunti nel quadro dell'OMC dalla Comunità, dai suoi Stati membri e, se del caso, dai PTOM.Articolo 43Principi generali in materia di stabilimento e di prestazione di servizi1. Per quanto riguarda il regime applicabile in materia di stabilimento e di prestazione di servizi, ai sensi dell'articolo 183, paragrafo 5, del trattato e fatto salvo il paragrafo 2:a) la Comunità applica ai PTOM gli impegni assunti nel quadro dell'Accordo generale sugli scambi di servizi (GATS) alle condizioni previste nel suddetto accordo e in conformità della presente decisione; in applicazione dei suddetti impegni, gli Stati membri non operano discriminazioni nei confronti di cittadini, società e imprese dei PTOM.b) le autorità competenti dei PTOM applicano alle società, ai cittadini e alle imprese degli Stati membri un trattamento non meno favorevole di quello applicato alle società, ai cittadini e alle imprese di un paese terzo e non operano discriminazioni nei confronti di cittadini, società e imprese degli Stati membri.2.  Per promuovere o sostenere l'occupazione locale, le autorità competenti di un PTOM possono, fatti salvi gli impegni assunti nel quadro del GATS, adottare normative che derogano, a favore dei loro abitanti e delle attività locali, alle regole normalmente applicabili ai cittadini, alle società e alle imprese di tutti gli Stati membri.In questo caso, le autorità competenti del PTOM notificano le normative adottate alla Commissione, che ne informa gli Stati membri.3. Per società o imprese, si intendono, ai sensi della presente decisione, le società o imprese di diritto civile o commerciale, comprese le società pubbliche o di altro genere, le società cooperative e tutte le altre persone giuridiche e associazioni disciplinate dal diritto pubblico o privato, tranne le società senza scopo di lucro.Le società o imprese degli Stati membri sono quelle costituite in conformità della legislazione di uno Stato membro che abbiano la sede sociale, l'amministrazione centrale o il principale centro di attività in uno Stato membro. Qualora esse abbiano solo la sede sociale nello Stato membro, tuttavia, la loro attività deve essere effettivamente e permanentemente collegata all'economia dello Stato membro in questione.Le società o imprese dei PTOM sono quelle costituite in conformità della legislazione applicabile nel PTOM in questione che abbiano la sede sociale, l'amministrazione centrale o il principale centro di attività sul suo territorio. Qualora esse abbiano solo la sede sociale nello Stato membro, tuttavia, la loro attività deve essere effettivamente e permanentemente collegata all'economia del PTOM in questione.Articolo 44Modifiche successiveIl Consiglio può adottare, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, modifiche o aggiunte alla presente decisione per tener conto dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali in corso nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e trarne i debiti vantaggi.Articolo 45Trasporti marittimi1. Le relazioni tra la Comunità e i PTOM nel settore dei trasporti marittimi sono disciplinate dall'applicazione effettiva del principio dell'accesso illimitato al mercato e al traffico marittimi internazionali, su basi di concorrenza leale e a condizioni commerciali.2. La Comunità e i PTOM si impegnano a concedere ai loro cittadini e alle navi registrate sul territorio dell'una o dell'altra Parte un trattamento non meno favorevole di quello accordato alla nazione più favorita per quanto riguarda il trasporto marittimo di merci, di passeggeri o di entrambi, l'accesso ai porti, l'uso delle infrastrutture e dei servizi marittimi ausiliari dei porti e le relative spese e imposte, le strutture doganali e l'assegnazione di attracchi e strutture per il carico e lo scarico, su basi di concorrenza leale e a condizioni commerciali.Capitolo 3Settori legati al commercioArticolo 46Pagamenti correnti e movimenti di capitali1. Fatto salvo il paragrafo 3, gli Stati membri e le autorità competenti dei PTOM si impegnano a non imporre restrizioni ai pagamenti in moneta liberamente convertibile riguardanti la bilancia delle partite correnti tra cittadini della Comunità e dei PTOM.2. Per quanto riguarda le operazioni in capitale della bilancia dei pagamenti, gli Stati membri e le autorità competenti dei PTOM si impegnano a non imporre restrizioni alla libera circolazione dei capitali per quanto riguarda gli investimenti diretti in società costituite in conformità della legislazione del paese o del territorio di accoglienza e gli investimenti realizzati a norma della presenta decisione, nonché alla liquidazione o al rimpatrio di questi investimenti e di tutti gli utili che ne derivano.3. Qualora uno o più PTOM/Stati membri si trovino o rischino di trovarsi in gravi difficoltà a livello della bilancia dei pagamenti, le autorità competenti del PTOM, lo Stato membro o la Comunità possono, conformemente alle condizioni stabilite nel quadro dell'accordo generale sulle tariffe doganali e dell'accordo generale sugli scambi di servizi e agli articoli VIII e XIV dello statuto del Fondo monetario internazionale, applicare restrizioni alle transazioni correnti, di durata limitata a quanto strettamente necessario per riequilibrare la bilancia dei pagamenti. Le autorità competenti del PTOM, lo Stato membro o la Comunità che adottano queste misure si informano senza indugio e presentano con la massima rapidità un calendario in previsione dell'eliminazione delle misure in questione.Articolo 47Politiche di concorrenza1. L'introduzione e l'attuazione di politiche e di regole di concorrenza valide ed efficaci sono indispensabili per favorire e garantire un clima propizio agli investimenti, un processo d'industrializzazione sostenibile e la trasparenza dell'accesso ai mercati.2. Per eliminare le distorsioni di concorrenza tenendo debitamente conto dei diversi livelli di sviluppo e del fabbisogno economico di ciascun PTOM, la Comunità e i PTOM attuano norme e politiche nazionali, territoriali o regionali comprendenti la sorveglianza e, in determinate circostanze, il divieto degli accordi tra imprese, delle decisioni di associazioni di imprese e delle pratiche concertate tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, limitare o falsare il gioco della concorrenza. Tale divieto riguarda anche gli abusi di posizione dominante, ad opera di una o più imprese, sul territorio della Comunità o del PTOM.Articolo 48Tutela dei diritti di proprietà intellettuale1. Al fine di ridurre le distorsioni e gli ostacoli agli scambi bilaterali, è opportuno garantire un'adeguata ed efficace tutela dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale nonché i mezzi necessari a far rispettare tali diritti, conformemente ai massimi standard internazionali.2. I diritti di proprietà intellettuale comprendono, in particolare, i diritti d'autore, ivi compresi i diritti d'autore per i programmi informatici, e i diritti connessi, i modelli di utilità, i brevetti, ivi comprese le invenzioni biotecnologiche, i disegni e i modelli industriali, le indicazioni geografiche, ivi comprese le denominazioni d'origine, i marchi commerciali e di servizio, le topografie di circuiti integrati, la tutela giuridica delle basi di dati, nonché la protezione contro la concorrenza sleale, di cui all'articolo 10 bis della convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale e delle informazioni riservate sul know-how.Articolo 49Standardizzazione e certificazioneÈ opportuno intensificare la cooperazione nel settore della standardizzazione, della certificazione e dell'assicurazione della qualità per eliminare gli ostacoli tecnici inutili e ridurre le differenze esistenti in questo campo, al fine di facilitare gli scambi.Articolo 50Commercio e ambienteÈ necessario promuovere lo sviluppo del commercio internazionale in modo da garantire una gestione sostenibile e sana dell'ambiente, conformemente alle convenzioni e impegni internazionali in materia, tenendo debitamente conto dei livelli rispettivi di sviluppo dei PTOM. Le esigenze e le necessità particolari dei PTOM dovranno essere prese in considerazione nell'elaborazione e nell'applicazione delle misure ambientali.In considerazione dei principi di Rio, la cooperazione tenderà a far sì che le politiche commerciali e ambientali si completino reciprocamente mediante il potenziamento dei controlli qualitativi delle merci e dei servizi nell'ottica della tutela dell'ambiente e del miglioramento dei metodi di produzione che rispettano l'ambiente.Articolo 51Commercio e norme di lavoroOccorre rispettare le norme di lavoro fondamentali riconosciute a livello nazionale e internazionale, specie per quanto riguarda la libertà sindacale e la tutela del diritto sindacale, il diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva, l'abolizione del lavoro forzato, le forme più dure di lavoro minorile, l'età minima di ammissione dei bambini al lavoro e la non discriminazione in materia di occupazione. Tali norme non devono essere utilizzate a scopo di protezionismo commerciale.Articolo 52Politica dei consumatori e tutela della loro saluteOccorre cooperare nel settore della politica dei consumatori e della tutela della loro salute nel rispetto delle legislazioni in vigore per prevenire eventuali ostacoli agli scambi.Capitolo 4Questioni monetarie e fiscaliArticolo 53Clausola sull'esenzione fiscale1. Fatto salvo l'articolo 64, il trattamento della nazione più favorita concesso a norma della presente decisione non si applica alle agevolazioni fiscali che gli Stati membri o le autorità competenti dei PTOM concedono o potranno concedere in futuro in applicazione di accordi volti ad evitare la duplice imposizione, di altre intese fiscali o del diritto tributario in vigore.2. Nessuna disposizione della presente decisione può essere interpretata come un impedimento all'adozione o all'applicazione di misure destinate a prevenire l'evasione o la frode fiscale ai sensi delle disposizioni fiscali di accordi o di intese volti ad evitare la duplice imposizione, di altre intese fiscali o del diritto tributario in vigore.3. Nessuna disposizione della presente decisione può essere interpretata come un impedimento per le rispettive autorità competenti a fare una distinzione quando applicano le disposizioni pertinenti della loro legislazione fiscale tra contribuenti che non sono nella stessa situazione, in particolare per quanto riguarda il luogo di residenza o il luogo in cui sono investiti i loro capitali.Articolo 54Regime fiscale e doganale degli appalti finanziati dalla CE1. I PTOM applicano agli appalti finanziati dalla Comunità un regime fiscale e doganale non meno favorevole di quello applicato alla nazione più favorita o alle organizzazioni internazionali competenti per lo sviluppo con cui intrattengono relazioni. Il regime applicabile alla nazione più favorita viene stabilito senza tener conto dei regimi applicati dalle autorità competenti del PTOM interessato agli altri paesi in via di sviluppo.2. Fatto salvo il paragrafo 1, agli appalti finanziati dalla Comunità si applica il seguente regime:a) gli appalti non sono soggetti né all'imposta di bollo e agli altri diritti né ai prelievi fiscali di effetto equivalente, già esistenti o da istituire nel PTOM beneficiario; detti appalti, tuttavia, vengono registrati conformemente alle leggi in vigore nel PTOM, eventualmente dietro pagamento di una tassa corrispondente alla prestazione del servizio;b) i profitti e/o gli introiti derivanti dall'esecuzione dei contratti sono imponibili in conformità del regime fiscale interno del PTOM, sempreché le persone fisiche e giuridiche che hanno realizzato detti profitti e/o introiti abbiano una sede permanente nel PTOM o che la durata di esecuzione del contratto sia superiore a sei mesi;c) le imprese che devono importare materiali per l'esecuzione dei contratti di opere possono beneficiare, su richiesta, del regime di ammissione temporanea definito dalla legislazione del PTOM in questione per quanto riguarda detti materiali;d) i materiali professionali necessari per l'espletamento delle mansioni definite nei contratti di servizi sono ammessi temporaneamente nel o nei PTOM beneficiario, conformemente alla loro legislazione, in esenzione dagli oneri fiscali, dai diritti di entrata, dai dazi doganali e dagli altri oneri di effetto equivalente, sempreché detti oneri non costituiscano la retribuzione di una prestazione di servizi;e) le importazioni nel quadro dell'esecuzione di un contratto di forniture sono ammesse nel PTOM beneficiario in esenzione dai dazi doganali, dai diritti d'entrata e dagli oneri fiscali d'effetto equivalente. Il contratto di forniture originarie del PTOM è stipulato sulla base del prezzo franco fabbrica, maggiorato degli oneri fiscali eventualmente applicabili nel PTOM a queste forniture;f) gli acquisti di combustibili, lubrificanti e leganti idrocarbonati nonché, in linea generale, di tutti i prodotti incorporati in un contratto di opere sono considerati eseguiti sul mercato locale e assoggettati al regime fiscale applicabile ai sensi della legislazione in vigore nel PTOM beneficiario;g) l'importazione di effetti personali, per uso personale e domestico, da parte delle persone fisiche diverse da quelle assunte localmente, incaricate dell'esecuzione dei compiti definiti in un contratto di servizi, e dai membri della loro famiglia, viene effettuata, conformemente alla legislazione in vigore nel PTOM beneficiario, in esenzione dai dazi doganali o dai diritti di entrata, dalle tasse e dagli altri oneri fiscali di effetto equivalente.3. La legislazione del PTOM interessato continua ad applicarsi a tutte le questioni non contemplate dai paragrafi 1 e 2.4.Il regime fiscale applicato ai capi e al personale delle delegazioni della Commissione è definito agli articoli 215, lettera g) e 222, paragrafo 3 della decisione 91/482/CE del Consiglio modificata con decisione 97/803/CE.Articolo 55Imposizione del risparmioGli Stati membri che hanno territori dipendenti o associati, responsabilità particolari o prerogative fiscali relativamente ad altri territori si impegnano a prendere le misure necessarie, eventualmente nel quadro delle loro disposizioni costituzionali, per consentire nei PTOM l'applicazione di disposizioni in materia di pagamenti degli interessi alle persone residenti nella Comunità, equivalenti a quelle contenute in una direttiva di eventuale adozione.PARTE QUARTA  REGIME APPLICABILE ALLE PERSONEArticolo 56Qualifiche professionaliPer le professioni di medico, dentista, levatrice, infermiera responsabile dell'assistenza generale, farmacista e veterinario, il Consiglio stabilisce, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, l'elenco delle qualifiche professionali proprie dei PTOM che saranno riconosciute a termine negli Stati membri.Articolo 57Formazione professionaleI cittadini dei PTOM hanno accesso alla formazione professionale nella Comunità alle stesse condizioni dei cittadini degli Stati membri.Articolo 58Programmi aperti ai PTOMI cittadini dei PTOM beneficiano, nel quadro del contingente dello Stato membro da cui dipendono, dei programmi comunitari elencati all'allegato II F e di quelli che ad essi succederanno.Quest'elenco può essere modificato dalla Commissione su richiesta dei PTOM, di uno Stato membro o di sua iniziativa.Articolo 59Euro-Info-Centri di corrispondenza (EICC)Su richiesta delle autorità competenti di un PTOM, conformemente alle procedure previste alla parte terza, titolo I della presente decisione, può essere aperto in un PTOM un Euro-Info-Centro di corrispondenza, in appresso denominato EICC. Può essere messo a disposizione della struttura che accoglie l'EICC un finanziamento parziale nel quadro delle sovvenzioni assegnate a titolo del DOCUP o della cooperazione regionale.Nell'allegato X vengono definiti le missioni dell'EICC, le attrezzature e i servizi messi a loro disposizione, le modalità d'insediamento e i criteri di selezione della struttura ospitante.Articolo 60Cittadinanza dell'UnioneGli articoli 66-69 si applicano a tutti i cittadini dei PTOM fatti salvi i diritti supplementari derivanti dalla cittadinanza dell'Unione, ai sensi degli articoli 17 e seguenti del trattato, per coloro che sono cittadini a tutti gli effetti dello Stato membro da cui dipendono.PARTE QUINTA  DISPOSIZIONI FINALIArticolo 61Cambiamento di statusQualora un PTOM diventi indipendente:a) il regime previsto dalla presente decisione può continuare ad applicarsi provvisoriamente a quest'ultimo alle condizioni stabilite dal Consiglio;b) il Consiglio decide, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, gli adeguamenti necessari alla presente decisione, in particolare la revisione degli importi di cui all'articolo 24.Articolo 62RevisioneEntro il 31.12.2007, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, stabilisce le disposizioni da prevedere in vista dell'ulteriore applicazione dei principi di cui agli articoli 182-186 del trattato. In questa occasione, il Consiglio adotterà le misure necessarie nel caso in cui un PTOM si assoggetti, in funzione della sua forma costituzionale, a intese preferenziali speciali tra la Comunità e vari partner della regione a cui appartiene. In tale contesto, il Consiglio tiene conto in particolare degli obblighi internazionali assunti dalla Comunità, dai suoi Stati membri e, se del caso, dai PTOM, anche in sede di OMCArticolo 63Entrata in vigoreLa presente decisione entra in vigore il 1° marzo 2001. Essa si applica fino al 31 dicembre 2007.Articolo 64PubblicazioneLa presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Bruxelles, ...Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO I AELENCO DEI PAESI E TERRITORI DI CUI ALL'ARTICOLO 1(Questo elenco non pregiudica lo status di questi paesi e territori né la sua evoluzione)1. Paesi che mantengono relazioni particolari con il Regno di Danimarca: Groenlandia.2. Territori d'oltremare della Repubblica francese:- Nuova Caledonia,- Polinesia francese,- Terre australi e antartiche francesi,- Isole Wallis e Futuna.3. Collettività territoriali della Repubblica francese:- Mayotte,- Saint-Pierre e Miquelon.4. Paesi non europei del Regno dei Paesi Bassi:- Aruba,- Antille olandesi:. Bonaire,. Curaçao,. Saba,. Sint Eustatius,. Sint Maarten.5. Territori d'oltremare britannici:- Anguilla,- Isole Cayman,- Isole Falkland,- Georgia del Sud e Isole Sandwich del Sud,- Montserrat,- Pitcairn,- Sant'Elena, Isola Ascensione, Tristan da Cunha- Territori dell'Antartico britannico,- Territorio britannico dell'Oceano Indiano,- Isole Turks e Caicos,- Isole Vergini britanniche.ALLEGATO I BELENCO DEI PTOM RITENUTI MENO SVILUPPATIDI CUI ALL'ARTICOLO 6, PARAGRAFO 2- Anguilla,- Mayotte,- Montserrat,- Sant'Elena, Isola Ascensione, Tristan da Cunha,- Isole Turks e Caicos,- Wallis e Futuna,- Saint-Pierre e Miquelon. ALLEGATO II ACONTRIBUTI FINANZIARI DELLA COMUNITÀ: 9° FESArticolo 1Ripartizione tra i diversi strumenti1. Ai fini della presente decisione, per i periodo che va dal  1° marzo 2001 al 31 dicembre 2007, l'importo globale di 175 milioni di euro dei contributi finanziari della Comunità a titolo del 9° Fondo europeo di sviluppo (FES), fissato dall'accordo interno [22], è ripartito come segue:[22] ACCORDO INTERNO tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti comunitari nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un'assistenza finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE.(30) 153 milioni di euro sotto forma di aiuti non rimborsabili, di cui:145 milioni di euro per il sostegno programmabile allo sviluppo a lungo termine, gli aiuti umanitari, gli aiuti d'urgenza, gli aiuti ai profughi e il sostegno supplementare in caso di fluttuazioni dei proventi da esportazione. Tale importo viene utilizzato per finanziare, in particolare, le azioni contemplate dai documenti unici di programmazione (DOCUP).8 milioni di euro per finanziare il sostegno alla cooperazione e all'integrazione regionale.(31) 20 milioni di euro servono a finanziare il Fondo investimenti.(32) 2 milioni di euro servono a finanziare studi o interventi di assistenza tecnica attuati su iniziativa o per conto della Commissione, in particolare una valutazione globale della decisione, che verrà effettuata al più tardi due anni prima della scadenza della decisione stessa.Articolo 2Gestione delle risorseLa BEI gestisce i prestiti concessi sulle sue risorse proprie e le operazioni finanziate nel quadro del Fondo investimenti. Tutti gli altri strumenti di finanziamento a titolo della presente decisione vengono gestiti dalla Commissione.Articolo 3Ripartizione fra i PTOM1. L'importo di 145 milioni di euro di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a) del presente allegato viene assegnato in funzione del fabbisogno e dei risultati dei PTOM, in base ai seguenti principi.2. Un importo A di 55 milioni di euro viene ripartito tra i PTOM con il maggior ritardo in termini di sviluppo economico, cioè quelli il cui prodotto nazionale lordo (PNL) pro capite non supera il 75 % del PNL della Comunità in base ai dati statistici disponibili.3. Un importo B di 55 milioni di euro viene ripartito tra tutti i PTOM il cui PNL pro capite non supera quello della Comunità, onde finanziare azioni prioritarie per lo sviluppo sociale e la tutela dell'ambiente nell'ambito della lotta contro la povertà.4. La ripartizione degli importi A e B tiene conto del numero di abitanti, del livello del PNL, dell'utilizzazione dei FES precedenti, del rispetto dei principi di buona gestione finanziaria e fiscale internazionale, dei condizionamenti dovuti alle caratteristiche geografiche e della capacità di assorbimento stimata. Tutte le assegnazioni devono consentire un'utilizzazione efficace e conforme al principio della sussidiarietà.5. La possibilità di concedere un'assegnazione a favore della Groenlandia sarà vagliata in occasione del riesame di cui all'articolo 14 del protocollo sulle condizioni di pesca per il periodo 2001-2006.6. Viene costituita una riserva C non assegnata pari a 35 milioni di euro allo scopo di:finanziare, per tutti i PTOM, gli aiuti umanitari, gli aiuti d'urgenza e gli aiuti ai profughi nonché, all'occorrenza, il sostegno supplementare in caso di fluttuazioni dei proventi da esportazione conformemente all'allegato II D;concedere nuove assegnazioni a seconda delle esigenze e dei risultati dei PTOM.I risultati vengono valutati in modo obiettivo e trasparente, basandosi sul livello di utilizzazione delle risorse assegnate, sull'attuazione effettiva delle operazioni in corso, sull'attenuazione o sulla riduzione della povertà e sulle misure a favore dello sviluppo sostenibile.Se del caso, prendere le misure necessarie in seguito al riesame di cui al paragrafo 5.7. Gli importi indicativi assegnati a titolo del 9° FES, conformemente ai paragrafi precedenti e fatto salvo il trasferimento delle rimanenze dei FES precedenti, vengono stabiliti nel modo seguente: &gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;8. La Commissione può decidere, dopo la revisione intermedia, di destinare ad altri scopi le eventuali rimanenze non assegnate relative agli importi di cui al presente articolo.Le procedure di riesame e le decisioni relative alle nuove assegnazioni vengono adottate in conformità dell'articolo 25 della presente decisione.Articolo 41. Prima dello scadere del presente allegato, la Commissione, i PTOM e, se del caso, gli Stati membri da cui dipendono, conformemente alle disposizioni nazionali vigenti, eseguono, nel quadro della procedura di partenariato, una valutazione del grado di esecuzione degli impegni e degli esborsi, su cui il Consiglio si basa per riesaminare l'importo globale delle risorse e quantificare le nuove assegnazioni necessarie per sostenere la cooperazione finanziaria a titolo della presente decisione.2. Qualora i fondi previsti da uno degli strumenti della decisione, tranne il bilancio generale, risultino esauriti prima dello scadere del presente allegato, il Consiglio prende le misure del caso.ALLEGATO II B CONTRIBUTI FINANZIARI DELLA COMUNITÀ:  La Banca europea per gli investimenti (BEI)  PRESTITI SULLE RISORSE PROPRIEArticolo 1ImportoI prestiti di importo non superiore a 20 milioni di euro di cui all'articolo 5 dell'accordo interno possono essere concessi dalla Banca sulle sue risorse proprie alle condizioni previste dal suo statuto e dal presente allegato.Articolo 2La Banca europea per gli investimenti1.  La Banca:a) contribuisce, mediante le risorse da essa gestite, allo sviluppo industriale ed economico dei PTOM su base territoriale e regionale, finanziando in via prioritaria i progetti e i programmi produttivi e gli altri investimenti volti a promuovere il settore privato in tutti i comparti economici;b) instaura strette relazioni con le banche di sviluppo territoriali e regionali e con le istituzioni bancarie e finanziarie dei PTOM e dell'UE;c) in consultazione con le autorità competenti del PTOM interessato, adegua le modalità e le procedure di attuazione della cooperazione per il finanziamento dello sviluppo, definite dalla presente decisione, per tener conto della natura dei progetti e dei programmi e per agire in conformità degli obiettivi della presente decisione nell'ambito delle procedure fissate nel suo statuto.2.  I prestiti concessi dalla Banca sulle risorse proprie vengono erogati secondo le modalità e alle condizioni seguenti:a) il tasso d'interesse di riferimento è il tasso applicato dalla Banca per un prestito concesso alle stesse condizioni, per quanto concerne la valuta e il periodo di rimborso, alla data della firma del contratto oppure alla data dell'esborso;b) tuttavia:i) in linea di massima, i progetti del settore pubblico possono fruire di un abbuono d'interesse del 3%;ii) i progetti del settore privato che rientrano nelle categorie specificate all'articolo 2, paragrafo 7, lettera b) del presente allegato possono fruire di abbuoni d'interesse alle stesse condizioni specificate all'articolo 2, paragrafo 7, lettera b).In ogni caso il tasso d'interesse definitivo non è mai inferiore al 50% del tasso di riferimento;c) l'importo degli abbuoni d'interesse, attualizzato al valore del momento dei versamenti del prestito, è imputato all'importo della dotazione in abbuoni d'interesse del Fondo investimenti, come indicato all'articolo 2, paragrafi 8 e 9, ed è versato direttamente alla Banca;d) il periodo di rimborso dei prestiti concessi dalla Banca sulle sue risorse proprie è stabilito in base al profilo economico e finanziario del progetto, ma non può essere superiore a 25 anni. Di norma questi prestiti prevedono un periodo di tolleranza fissato in riferimento al periodo di costruzione e al fabbisogno di liquidità del progetto.3. Per gli investimenti finanziati dalla Banca sulle risorse proprie in società del settore pubblico, potranno essere richiesti ai PTOM interessati impegni o garanzie legati a progetti specifici.Articolo 3Condizioni relative ai rischi del cambioPer contenere il più possibile gli effetti delle fluttuazioni dei cambi, il problema dei rischi viene affrontato nel modo seguente:a) in caso di partecipazione azionaria intesa a rafforzare il capitale di un'impresa, i rischi vengono assunti di norma dal Fondo investimenti;b) in caso di finanziamento su capitale di rischio per piccole e medie imprese, i rischi di cambio sono di norma condivisi tra la Comunità, da un lato, e le altre parti coinvolte, dall'altro. In media, i rischi del cambio sono condivisi equamente;c) qualora sia possibile e opportuno, soprattutto in paesi che godono di una stabilità macroeconomica e finanziaria, la linea di credito cerca di concedere i prestiti in valuta PTOM, assumendosi di fatto i rischi del cambio.Articolo 4Condizioni per il trasferimento di valuta esteraPer quanto attiene agli interventi a titolo dell'accordo e agli impegni scritti assunti nell'ambito dello stesso, i PTOM interessati:a) concedono l'esonero da qualsiasi imposta o prelievo fiscale, nazionale e locale, sugli interessi, sulle commissioni e sugli ammortamenti dei prestiti, dovuti ai sensi della normativa vigente nel PTOM o nei PTOM interessati;b) mettono a disposizione dei beneficiari le valute necessarie al pagamento degli interessi, delle commissioni e degli ammortamenti dei prestiti, dovuti a norma dei contratti di finanziamento conclusi per l'attuazione dei progetti e programmi sul loro territorio ec) mettono a disposizione della Banca le valute necessarie al trasferimento di tutte le somme che essa ha ricevuto in moneta nazionale al tasso di cambio vigente tra l'euro, o altre monete di riferimento, e la moneta nazionale alla data del trasferimento. Sono comprese tutte le forme di introiti quali, tra l'altro, interessi, dividendi, commissioni e onorari, nonché gli ammortamenti dei prestiti e il ricavato della vendita di azioni, dovuti a norma dei contratti di finanziamento conclusi per l'attuazione dei progetti e programmi sul loro territorio.ALLEGATO II C CONTRIBUTI FINANZIARI DELLA COMUNITÀ:  FONDO INVESTIMENTI GESTITO DALLA BEIArticolo 1ObiettivoÈ istituito un Fondo investimenti per promuovere le imprese commercialmente efficienti, specie nel settore privato, o quelle del settore pubblico che favoriscono lo sviluppo del settore privato.Le modalità e le condizioni di finanziamento per quanto riguarda i capitali di rischio e i prestiti finanziati dal Fondo investimenti e dalla Banca europea per gli investimenti sulle risorse proprie sono stabilite nel presente allegato e agli articoli 29 e 30 dell'accordo interno del 9° FES. Le risorse possono essere erogate, direttamente o indirettamente, a imprese aventi i necessari requisiti tramite adeguati fondi d'investimento e/o intermediari finanziari.Articolo 2Risorse del Fondo investimenti1. Le risorse del Fondo possono essere utilizzate, tra l'altro, per:a) fornire capitali di rischio in forma di:i) partecipazioni azionarie in imprese PTOM, comprese le istituzioni finanziarie;ii) assistenza quasi capitale a imprese PTOM, comprese le istituzioni finanziarie;iii) garanzie e altri strumenti cautelativi che possano essere usati per coprire rischi politici e altri rischi connessi all'investimento, a favore di investitori o finanziatori sia stranieri che locali;b) concedere prestiti ordinari.2. La partecipazione azionaria consente di norma di acquisire quote di minoranza e viene rimunerata in base ai risultati del progetto interessato.3. L'assistenza quasi capitale può comprendere anticipi da parte degli azionisti, obbligazioni convertibili, prestiti condizionali, prestiti subordinati e prestiti con diritto di partecipazione o altre simili forme di assistenza. Detta assistenza può comportare in particolare:a) prestiti condizionali, il cui servizio e/o la cui durata dipendono dall'adempimento di determinate condizioni relative ai risultati del progetto finanziato; nel caso specifico di prestiti condizionali per studi di preinvestimento o per altri tipi di assistenza tecnica connessa al progetto, il servizio può essere cancellato se l'investimento non ha luogo;b) prestiti con diritto di partecipazione, il cui servizio e/o la cui durata sono legati ai profitti ricavati dal progetto;c) prestiti subordinati che vengono rimborsati soltanto dopo l'estinzione di altri debiti.4. La remunerazione di ciascuna operazione viene specificata al momento della concessione del prestito. Tuttavia:a) nel caso di prestiti condizionali o con diritto di partecipazione, la remunerazione comprende di norma un tasso d'interesse fissato a non oltre il 3% e una componente variabile legata al rendimento del progetto;b)  nel caso di prestiti subordinati, il tasso d'interesse dipende dall'andamento del mercato.5. L'importo delle garanzie viene fissato in funzione dei rischi assicurati e delle caratteristiche specifiche dell'operazione.6. Il tasso d'interesse dei prestiti ordinari comprende un tasso di riferimento applicato dalla Banca su prestiti analoghi alle medesime condizioni, per quanto concerne il periodo di tolleranza e di rimborso, nonché una maggiorazione stabilita dalla Banca stessa.7. I prestiti ordinari possono essere prorogati a condizioni privilegiate nei seguenti casi:a) per progetti d'infrastruttura nei paesi meno sviluppati o in paesi che escono da un conflitto, come presupposto per lo sviluppo del settore privato. In tali casi il tasso d'interesse del prestito viene ridotto del 3%;b) per progetti che comportano attività di ristrutturazione nel quadro della privatizzazione oppure per progetti che presentano vantaggi sociali o ambientali sostanziali e chiaramente dimostrabili. In tali casi i prestiti possono essere prorogati con un abbuono d'interesse, il cui importo e la cui forma vengono decisi in funzione delle caratteristiche specifiche del progetto. Il tasso di abbuono non deve tuttavia essere superiore al 3%.In ogni caso il tasso d'interesse finale non è mai inferiore al 50% del tasso di riferimento.8. Le risorse necessarie per queste agevolazioni vengono prelevate dal Fondo investimenti e non devono superare il 5% della dotazione riservata al finanziamento degli investimenti da parte del Fondo stesso e dalla Banca sulle risorse proprie.9. Gli abbuoni di interesse possono essere capitalizzati o utilizzati in forma di aiuti non rimborsabili per finanziare l'assistenza tecnica necessaria ai progetti, in particolare a favore di istituzioni finanziarie dei PTOM.Articolo 3Interventi del Fondo investimenti1. Il Fondo interviene in tutti i settori economici e sostiene gli investimenti di imprese private e di imprese pubbliche gestite secondo criteri commerciali, nonché infrastrutture economiche e tecnologiche produttrici di reddito, essenziali per il settore privato. Il Fondo:a) è gestito come un fondo rotativo finanziariamente sostenibile. I suoi interventi avvengono a condizioni di mercato, evitando di provocare distorsioni sui mercati locali e di sostituirsi ai finanziamenti privati;b) cerca di produrre un effetto catalizzatore, incoraggiando la mobilitazione di risorse locali a lungo termine e risvegliando l'interesse di investitori e finanziatori privati stranieri per progetti nei PTOM.2. Allo scadere del protocollo finanziario, e in mancanza di una specifica decisione da parte del Consiglio dei ministri, i rimborsi netti cumulativi versati sul Fondo investimenti verranno trasferiti al nuovo protocollo.ALLEGATO II D CONTRIBUTI FINANZIARI DELLA COMUNITÀ:  SOSTEGNO SUPPLEMENTARE IN CASO DI FLUTTUAZIONI A BREVE TERMINE DEI PROVENTI DA ESPORTAZIONE(ex accordo di Cotonou, allegato II, capitolo 3)Articolo 1Principi1. Il grado di dipendenza dell'economia di un PTOM dall'esportazione di prodotti, soprattutto agricoli e minerari, costituisce un criterio per stabilire l'entità degli stanziamenti da destinare allo sviluppo a lungo termine.2. Per ovviare agli effetti nefasti dell'instabilità dei proventi da esportazione e tutelare il programma di sviluppo compromesso dalla diminuzione degli introiti, è previsto un sostegno finanziario supplementare da prelevare sulle risorse programmabili destinate allo sviluppo a lungo termine del paese, ai sensi degli articoli 2 e 3.Articolo 2Criteri di idoneità1. L'idoneità a fruire di risorse supplementari è determinata da:a)  una perdita del 10% (del 2% per i paesi meno sviluppati) di proventi da esportazione rispetto alla media aritmetica dei proventi ottenuti nei primi tre dei primi quattro anni che precedono l'anno di applicazione, oppureuna perdita del 10% (del 2% per i paesi meno sviluppati) di proventi ricavati dall'esportazione di tutta la produzione agricola o mineraria rispetto alla media aritmetica dei proventi ottenuti nei primi tre dei primi quattro anni che precedono l'anno di applicazione per i paesi le cui esportazioni agricole o minerarie rappresentano oltre il 40% del totale dei proventi da esportazione di merci;b)  un peggioramento del 10% del disavanzo pubblico programmato in bilancio per l'anno in questione o previsto per l'anno successivo.2. La possibilità di usufruire di un sostegno supplementare è limitata a quattro anni consecutivi.3. Le risorse supplementari devono figurare nei conti pubblici del paese interessato. Esse sono utilizzate conformemente alle norme e ai metodi di programmazione, nonché alle specifiche disposizioni relative alle procedure di attuazione e di gestione, sulla base di accordi precedentemente stipulati tra la Comunità e il PTOM interessato nell'anno successivo a quello d'applicazione. Con il consenso di entrambe le Parti, le risorse possono essere impiegate per finanziare programmi iscritti nel bilancio nazionale. Tuttavia, una parte delle risorse supplementari può essere accantonata per settori specifici.Articolo 3AnticipiIl sistema d'assegnazione di risorse supplementari permette di versare anticipi per coprire eventuali ritardi nell'elaborazione di statistiche commerciali consolidate e permette di  includere le risorse in questione nel bilancio dell'anno successivo a quello di applicazione. Gli anticipi vengono erogati in base a statistiche provvisorie sulle esportazioni, elaborate dal governo e presentate alla Commissione prima delle statistiche ufficiali consolidate e definitive. L'anticipo massimo è pari all'80% dell'importo delle risorse supplementari stimato per l'anno d'applicazione. Le somme erogate vengono concordate di comune accordo tra la Commissione e il governo in base alle statistiche definitive e consolidate sulle esportazioni e ai dati definitivi sul debito pubblico.Articolo 4RevisioneLe disposizioni del presente capitolo sono soggette a revisione, al più tardi dopo due anni di applicazione e su richiesta della Commissione, di uno Stato membro o di un PTOM.ALLEGATO II ECONTRIBUTI FINANZIARI DELLA COMUNITÀ:  AIUTO AL BILANCIO DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPOFatte salve le eventuali modifiche delle disposizioni inerenti al bilancio, i PTOM usufruiscono delle linee di bilancio elencate in appresso, destinate ai paesi in via di sviluppo dal bilancio generale delle Comunità europee. Salvo esplicite disposizioni contrarie, i PTOM possono usufruire degli stanziamenti del bilancio generale a favore dei paesi in via di sviluppo.1. Aiuto alimentare e umanitario (Titolo B7.2)Decisione 96/88/CE del Consiglio, del 19 dicembre 1995, relativa all'approvazione da parte della Comunità europea della convenzione sul commercio e della convenzione relativa all'aiuto alimentare, che costituiscono l'accordo internazionale sui cereali del 1995 (GU L 21 del 21.7.1996, pag. 47).Regolamento (CE) n. 1292/96 del Consiglio del 27 giugno 1996 relativo alla politica e alla gestione dell'aiuto alimentare e ad azioni specifiche di sostegno alla sicurezza alimentare (GU L 166 del 5.7.1996, pag. 1).Regolamento (CE) n. 1257/96 del Consiglio del 20 giugno 1996 relativo all'aiuto umanitario (GU L 163 del 2.7.1996, pag. 1).2. Azioni comunitarie a favore delle organizzazioni non governative (Capitolo B7.60)Risoluzione del Parlamento europeo, del 14 maggio 1992, sul ruolo delle organizzazioni non governative nella cooperazione allo sviluppo (GU C 150 del 15.6.1992, pag. 273).Regolamento (CE) n. 1658/98 del Consiglio del 17 luglio 1998 relativo al cofinanziamento con le organizzazioni non governative di sviluppo (ONG) europee di azioni nei settori che interessano i paesi in via di sviluppo (PVS) (GU L 213 del 30.7.1998, pag. 1).3. Formazione e sensibilizzazione nel settore dello sviluppo (Capitolo B7.61)Regolamento (CE) n. 2836/98 del Consiglio del 22 dicembre 1998 relativo all'integrazione delle questioni "di genere" nella cooperazione allo sviluppo (GU L 354 del 30.12.1998, pag. 5).4. Ambiente, sanità e lotta contro la droga nei paesi in via di sviluppo (Capitolo B7.62)Regolamento (CE) n. 722/97 del Consiglio del 22 aprile 1997 concernente talune azioni realizzate nel settore dell'ambiente nel contesto dello sviluppo sostenibile (GU L 108 del 25.4.1997, pag. 1). (Questo regolamento scade il 31 dicembre 1999).Proposta di regolamento del Consiglio, presentata dalla Commissione il 28 gennaio 1999, concernente azioni intese a promuovere la totale integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo dei paesi in via di sviluppo [COM (1999) 36 def.].Regolamento (CE) n. 2046/97 del Consiglio del 13 ottobre 1997 relativo alla cooperazione nord-sud nel campo della lotta contro la droga e la tossicomania (GU L 287 del 21.10.1997, pag. 1).Regolamento (CE) n. 550/97 del Consiglio del 24 marzo 1997 relativo alle azioni nel settore dell'HIV/AIDS nei paesi in sviluppo (GU L 85 del 27.3.1997, pag. 1).5. Popolazione e demografia nei paesi in via di sviluppo (Capitolo B7.63)Regolamento (CE) n. 1484/97 del Consiglio del 22 luglio 1997 riguardante gli aiuti alle politiche e ai programmi demografici nei paesi in via di sviluppo (GU L 202 del 30.7.1997, pag. 1).6. Aiuti specifici nel settore dello sviluppo (Capitolo B7.64)Regolamento (CE) n. 2258/96 del Consiglio del 22 novembre 1996 relativo ad azioni di risanamento e di ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo (GU L 306 del 28.11.1996, pag. 1).Regolamento (CE) n. 1659/98 del Consiglio del 17 luglio 1998 relativo alla cooperazione decentralizzata (GU L 213 del 30.7.1998, pag. 6).7. Lotta contro il turismo sessuale nei paesi terzi (Capitolo B7.663)L'attuazione delle azioni previste nell'ambito della lotta al turismo sessuale che coinvolge l'infanzia sarà proseguita sulla base della comunicazione della Commissione del 27 novembre 1996, accolta favorevolmente tanto dal Parlamento europeo (risoluzione del 6 novembre 1997) quanto dal Consiglio (dichiarazione del 26 novembre 1997).ALLEGATO II FCONTRIBUTI FINANZIARI DELLA COMUNITÀ:  PROGRAMMI COMUNITARI APERTI AI PTOMI seguenti programmi e quelli che faranno loro seguito sono applicabili ai cittadini dei PTOM nell'ambito della quota spettante allo Stato membro a cui fanno riferimento :1. i programmi di istruzione-formazione:a) Leonardo da Vinci, seconda fase del programma d'azione comunitaria in materia di formazione professionale, istituito con la decisione n. 1999/382/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999 [23],[23] GU L 146 dell'11.6.1999, pag. 33.b) Promozione di percorsi europei di formazione integrata dal lavoro, ivi compreso l'apprendistato, istituito con la decisione n. 1999/51/CE del Consiglio, del 21.12.1998 [24],[24] GU L 17 del 22.1.1999, pag. 45.c) Socrate, seconda fase del programma d'azione comunitaria in materia di istruzione, istituito con la decisione n. 253/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 gennaio 2000 [25][25] GU L 28 del 3.2.2000, pag. 1.d) Programma d'azione comunitaria "Gioventù", istituito con la decisione n. 1031/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 aprile 2000 [26][26] GU L 117 del 18.5.2000, pag. 1.2. I programmi a favore delle imprese :a) Programma pluriennale per le imprese e lo spirito imprenditoriale (COM(2000)256 dell'11.5.2000)b) Artigianatoc) Euromanagement,d) Seed Capital (capitale d'avviamento), istituito con la decisione n. 97/15/CE del Consiglio, del 9 dicembre 1996[27],[27] GU L 6 del 10.1.1997, pag. 25.3. I programmi di ricerca-sviluppo-innovazione del 5° programma quadro:3.1. Programmi tematiciQualità della vita e gestione delle risorse biologiche (1998-2002), istituito con la decisione n. 1999/167/CE del Consiglio del 25 febbraio 1999 (GU L64 del 12.3.1999, pag. 1)La società dell'informazione di facile uso, istituito con la decisione n. 1999/168/CE del Consiglio del 25 gennaio 1999 (GU L 64 del 12.3.1999, pag. 20)Crescita competitiva e sostenibile, istituito con la decisione No. 1999/169/CE del Consiglio del 25 gennaio 1999 (GU L64 del 12.3.1999, pag.4)Energia, ambiente e sviluppo sostenibile, istituito con la decisione n. 1999/170/CE del Consiglio del 25 gennaio 1999 (GU L 64 del 12.3.1999, pag. 58)3.2 Programmi orizzontaliConfermare il ruolo internazionale della ricerca comunitaria, istituito con la decisione n. 1999/171/CE del Consiglio del 25 gennaio 1999 (GU L 64 del 12.3.1999, pag.78)Promuovere l'innovazione e incoraggiare la partecipazione delle PMI, istituito con la decisione n. 1999/172/CE del Consiglio del 25 gennaio 1999 (GU L 64 del 12.3.1999, pag. 91)Accrescere il potenziale umano di ricerca e la base di conoscenze socioeconomiche, istituito con la decisione n. 1999/173/CE del Consiglio del 25 gennaio 1999 (GU L64 del 12.3.1999, pag. 105)4) I programmi cultura-audiovisivo :a) Proposta di decisione del Consiglio relativa all'attuazione di un programma di sostegno allo sviluppo, alla distribuzione e alla promozione delle opere audiovisive (MEDIA Plus - Sviluppo, distribuzione e promozione) (2001-2005)b) Cultura 2000 (2000-2004), istituito con la decisione n. 508/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 febbraio 2000[28][28] GU L 63 del 10.3.2000, pag. 1.5. I programmi HRTP Japan (programma di formazione risorse umane in Giappone) e Missioni d'attualità, istituiti con la decisione n. 92/278/CEE del Consiglio, del 18 maggio 1992 [29][29] GU L 144 del 26.5.1992, pag. 19.ALLEGATO IIIRELATIVO ALLA DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI"PRODOTTI ORIGINARI" E AIMETODI DI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVAINDICETITOLO I DISPOSIZIONI GENERALIArticolo 1 DefinizioniTITOLO II DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI "PRODOTTI ORIGINARI"Articolo 2 Requisiti di carattere generaleArticolo 3 Prodotti interamente ottenutiArticolo 4 Prodotti sufficientemente lavorati o trasformatiArticolo 5 Lavorazioni o trasformazioni insufficientiArticolo 6 Cumulo dell'origineArticolo 7 Unità da prendere in considerazioneArticolo 8 Accessori, pezzi di ricambio e utensiliArticolo 9 AssortimentiArticolo 10 Elementi neutriTITOLO III REQUISITI TERRITORIALIArticolo 11 Principio di territorialitàArticolo 12 Trasporto direttoArticolo 13 EsposizioniTITOLO IV PROVA DELL'ORIGINEArticolo 14 Requisiti di carattere generaleArticolo 15 Procedura di rilascio dei certificati di circolazione EUR.1Articolo 16 Rilascio a posteriori dei certificati di circolazione EUR.1Articolo 17 Rilascio di duplicati del certificato di circolazione EUR.1Articolo 18 Rilascio dei certificati di circolazione EUR.1 sulla base di una prova dell'origine rilasciata o compilata in precedenzaArticolo 19 Condizioni per la compilazione di una dichiarazione su fatturaArticolo 20 Esportatore autorizzatoArticolo 21 Validità della prova dell'origineArticolo 22 Procedura di transitoArticolo 23 Presentazione della prova dell'origineArticolo 24 Importazioni con spedizioni scaglionateArticolo 25 Esonero dalla prova dell'origineArticolo 26 Procedura d'informazione ai fini del cumuloArticolo 27 Documenti giustificativiArticolo 28 Conservazione delle prove dell'origine e dei documenti giustificativiArticolo 29 Discordanze ed errori formaliArticolo 30 Importi espressi in EURTITOLO V MISURE DI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVAArticolo 31 Assistenza reciprocaArticolo 32 Verifica delle prove dell'origineArticolo 33 Controllo delle dichiarazioni dei fornitoriArticolo 34 Composizione delle controversieArticolo 35 SanzioniArticolo 36 Zone francheArticolo 37 DerogheTITOLO VI CEUTA E MELILLAArticolo 38 Condizioni particolariTITOLO VII DISPOSIZIONI FINALIArticolo 39 Revisione delle norme d'origineArticolo 40 AllegatiArticolo 41 Attuazione dell'AllegatoALLEGATIAllegato 1: Note introduttiveAllegato 2: Elenco delle lavorazioni o trasformazioni cui devono essere sottoposti i materiali non originari affinché il prodotto ottenuto possa acquisire il carattere di prodotto originarioAllegato 3: Modulo del certificato di circolazione EUR.1Allegato 4: Dichiarazione su fatturaAllegato 5 A: Dichiarazione del fornitore per i prodotti che hanno statuto di origine preferenzialeAllegato 5 B: Dichiarazione del fornitore per i prodotti che non hanno statuto di origine preferenzialeAllegato 6: Scheda di informazioneAllegato 7: Modulo per le richieste di derogaTITOLO IDISPOSIZIONI GENERALIArticolo 1DefinizioniAi sensi del presente allegato,a) per "produzione" si intende qualsiasi tipo di lavorazione o trasformazione, compresi il montaggio e le operazioni specifiche;b) per "materiale" si intende qualsiasi ingrediente, materia prima, componente o parte ecc., impiegato nella produzione del prodotto;c) per "prodotto" si intende il prodotto oggetto della produzione, anche se esso è destinato ad essere successivamente impiegato in un'altra operazione di produzione;d) per "merci" si intendono sia i materiali, sia i prodotti;e) per "valore in dogana" si intende il valore determinato conformemente all'accordo del 1994 relativo all'applicazione dell'articolo VII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (Accordo OMC sul valore in dogana);f) per "prezzo franco fabbrica" si intende quello pagato per il prodotto al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, purché sia compreso il valore di tutti i materiali utilizzati, previa detrazione di eventuali imposte interne che vengano o possano essere rimborsate al momento dell'esportazione del prodotto ottenuto;g) per "valore dei materiali" si intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari impiegati o, qualora tale valore non sia noto né verificabile, il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in questione;h) per "valore dei materiali originari" si intende il valore di detti materiali definito in applicazione, mutatis mutandis, della lettera g);i) per "valore aggiunto" si intende il prezzo franco fabbrica al netto del valore in dogana dei materiali di paesi terzi importati nella Comunità, negli Stati ACP o nei PTOM;j) per "capitoli" e "voci" si intendono i capitoli e le voci (codici a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce il sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci, denominato nel presente allegato "sistema armonizzato" o "SA";k) il termine "classificato" si riferisce alla classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce;l) con il termine "spedizione" si intendono i prodotti spediti contemporaneamente da un esportatore a un destinatario ovvero contemplati da un unico titolo di trasporto che copra il loro invio dall'esportatore al destinatario o, in mancanza di tale documento, da un'unica fattura;m) il termine "territori" comprende le acque territoriali.TITOLO IIDEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI "PRODOTTI ORIGINARI"Articolo 2Requisiti di carattere generale1. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni della decisione relative alla cooperazione commerciale, si considerano originari dei PTOM i seguenti prodotti:a) i prodotti interamente ottenuti nei PTOM ai sensi dell'articolo 3 del presente allegato;b) i prodotti ottenuti nei PTOM in cui sono incorporati materiali non interamente ottenuti sui loro territori, a condizione che detti materiali siano stati oggetto nei PTOM di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4 del presente allegato.2. Ai fini dell'attuazione del paragrafo 1, i territori dei PTOM si considerano un unico territorio.I prodotti originari composti di materiali interamente ottenuti o sufficientemente lavorati o trasformati in due o più PTOM si considerano prodotti originari del PTOM nel quale è avvenuta l'ultima lavorazione o trasformazione, a condizione che tale lavorazione o trasformazione ecceda quella di cui all'articolo 5 del presente allegato.Articolo 3Prodotti interamente ottenuti1. Si considerano interamente ottenuti nei PTOM, nella Comunità o negli Stati ACP i seguenti prodotti:a) i prodotti minerari estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino;b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;c) gli animali vivi, ivi nati ed allevati;d) i prodotti ottenuti da animali vivi ivi allevati;e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;f) i prodotti della pesca marittima ed altri prodotti estratti dal mare, con le loro navi, al di fuori delle loro acque territoriali;g) i prodotti ottenuti a bordo delle loro navi officina, esclusivamente a partire dai prodotti di cui alla lettera f);h) gli articoli usati, a condizione che siano ivi raccolti e possano servire soltanto al recupero delle materie prime, compresi i pneumatici usati che possono servire solo per la rigenerazione o essere utilizzati come cascami;i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate;j) i prodotti estratti dal suolo o dal sottosuolo marino al di fuori delle loro acque territoriali, purché essi abbiano diritti esclusivi per lo sfruttamento di detto suolo o sottosuolo;k) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti di cui alle lettere da a) a j).2. Le espressioni "le loro navi" e "le loro navi officina" di cui al paragrafo 1, lettere f) e g), si riferiscono unicamente alle navi e alle navi officina:a) registrate o iscritte in un PTOM, in uno Stato membro della CE o in uno Stato ACP;b) battenti bandiera di un PTOM, di uno Stato membro della CE o di uno Stato ACP;c) che appartengono, in misura non inferiore al 50 per cento, a cittadini dei PTOM, degli Stati membri della CE o degli Stati ACP, o ad una società la cui sede principale è situata in uno di tali Stati o PTOM, di cui il presidente del consiglio di amministrazione o di vigilanza e la maggioranza dei membri di tali consigli sono cittadini dei PTOM, degli Stati membri della CE o degli Stati ACP e di cui, inoltre, per quanto riguarda la società di persone o le società a responsabilità limitata, almeno metà del capitale appartiene agli Stati membri della CE o agli Stati ACP o ad organismi pubblici o a cittadini di tali Stati, o di un PTOM;d) il cui equipaggio, compresi il capitano e gli ufficiali, è composto almeno per il 50% da cittadini dei PTOM, degli Stati membri della CE o degli Stati ACP.3. In deroga alle disposizioni del paragrafo 2, laddove un PTOM offra alla Comunità la possibilità di negoziare un accordo di pesca e la Comunità non accetti tale offerta, il PTOM interessato può noleggiare o prendere in locazione navi di paesi terzi per intraprendere attività di pesca nella sua zona economica esclusiva e chiedere che dette navi siano trattate come "sue navi" a condizione che:- il PTOM abbia offerto alla Comunità la possibilità di negoziare un accordo di pesca e la Comunità non si sia avvalsa di tale possibilità;- il loro equipaggio, compresi il capitano e gli ufficiali, sia composto almeno per il 50% da cittadini dei PTOM, degli Stati membri della CE o degli Stati ACP;- il contratto di nolo o di locazione sia stato accettato dalla Commissione in quanto atto a garantire adeguate possibilità di sviluppo della capacità del PTOM in questione di svolgere in proprio attività di pesca, segnatamente in virtù del conferimento al PTOM in questione della responsabilità della gestione nautica e commerciale della nave messa a sua disposizione per un periodo rilevante.Articolo 4Prodotti sufficientemente lavorati o trasformati1. Ai fini del presente allegato, i prodotti non interamente ottenuti si considerano sufficientemente lavorati o trasformati nei PTOM, nella Comunità o negli Stati ACP quando sono soddisfatte le condizioni elencate nell'allegato 2.Dette condizioni stabiliscono, per tutti i prodotti contemplati dal presente Accordo, la lavorazione o la trasformazione cui devono essere sottoposti i materiali non originari impiegati nella produzione, e si applicano unicamente a detti materiali. Ne consegue pertanto che, se un prodotto che ha acquisito il carattere originario perché soddisfa le condizioni indicate nell'elenco è impiegato nella produzione di un altro prodotto, le condizioni applicabili al prodotto in cui esso è incorporato non gli si applicano, e non si tiene alcun conto dei materiali non originari eventualmente impiegati nella sua produzione.2. In deroga al paragrafo 1, i materiali non originari che, in base alle condizioni indicate nell'elenco, non dovrebbero essere utilizzati nella produzione di un determinato prodotto, possono essere ugualmente utilizzati a condizione che:a) il loro valore totale non superi il 15 per cento del prezzo franco fabbrica del prodotto;b) l'applicazione del presente paragrafo non comporti il superamento di una qualsiasi delle percentuali indicate nell'elenco relative al valore massimo dei materiali non originari.3. I paragrafi 1 e 2 si applicano fatte salve le disposizioni dell'articolo 5.Articolo 5Lavorazioni o trasformazioni insufficienti1. Fatto salvo il disposto del paragrafo 2, si considerano insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal rispetto o meno dei requisiti dell'articolo 4, le seguenti lavorazioni o trasformazioni:a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione come tali dei prodotti durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, surgelazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze, affumicamento, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);b) le semplici operazioni di spolveratura, sgusciamento, imbianchimento parziale o totale, pulitura, brillatura (per i cereali e per il riso), vagliatura, molitura o formazione di zollette di zucchero, polverizzazione, colorazione, cernita, classificazione, assortimento (ivi compresa la costituzione di assortimenti di articoli), lavaggio, pittura, taglio; sgusciatura, snocciolatura e sbucciatura di frutta, frutta a guscio e verdura;c) i) il cambiamento di imballaggio e la suddivisione e riunione di spedizioni;ii) le semplici operazioni di inserimento in bottiglie, boccette, borse, casse o scatole, o di fissaggio a supporti di cartone, su tavolette ecc., e ogni altra semplice operazione di condizionamento;d) l'apposizione di marchi, etichette o altri analoghi segni distintivi sui prodotti o sui loro imballaggi;e) la semplice miscela di prodotti, anche di specie diverse, quando uno o più componenti di tali miscele non rispondano alle condizioni fissate nel presente allegato per poter essere considerati originari dei PTOM, della Comunità o di uno Stato ACP; il semplice assemblaggio di parti allo scopo di formare un prodotto completo;g) il cumulo di due o più operazioni di cui alle lettere da a) a f);h) la macellazione degli animali.2. Nel determinare se la lavorazione o trasformazione cui è stato sottoposto un determinato prodotto debba essere considerata insufficiente ai sensi del paragrafo 1, si tiene complessivamente conto di tutte le operazioni eseguite nei PTOM, nella Comunità o negli Stati ACP su quel prodotto.Articolo 6Cumulo dell'origine1. I materiali originari della Comunità o degli Stati ACP incorporati in un prodotto ottenuto nei PTOM si considerano materiali originari dei PTOM. Non è necessario a tal fine che detti materiali siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti, a condizione che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni che eccedono quelle indicate all'articolo 5.2. Le lavorazioni e le trasformazioni effettuate nella Comunità o negli Stati ACP si considerano effettuate nei PTOM se i materiali sono sottoposti a ulteriore lavorazione o trasformazione nei PTOM.3. I prodotti cui è stato riconosciuto il carattere di prodotti originari ai sensi del paragrafo 2 si continuano a considerare prodotti originari dei PTOM solo se le lavorazioni o trasformazioni effettuate nei PTOM eccedono quelle di cui all'articolo 5.4. I paragrafi 1 e 2 non si applicano ai prodotti di cui ai capitoli 1-24 del Sistema armonizzato se i prodotti sono originari della Comunità e beneficiano di vantaggi finanziari quando sono esportati.I paragrafi 1 e 2 non si applicano ai prodotti di cui al capitolo 17 e alle voci tariffarie 1806 10 30 e 1806 10 90 del sistema.5. Per quanto riguarda i prodotti contemplati dal codice SA 1006, e fatti salvi i possibili incrementi di cui al quarto e al quinto comma, il cumulo dell'origine ACP/PTOM è consentito sino a un quantitativo annuo complessivo di 160.000 t, espresse in termini di equivalente di riso semigreggio, che comprende il contingente tariffario per il riso originario degli Stati ACP previsto dall'accordo di Cotonou.A tal fine, il rilascio delle licenze all'importazione viene ripartito nell'arco dell'anno in una serie di periodi stabiliti per assicurare una gestione equilibrata del mercato.Nel gennaio di ogni anno si procede a un primo rilascio di licenze all'importazione, a favore dei PTOM, per un quantitativo di 35.000 t, espresse in termini di equivalente di riso semigreggio e, nell'ambito di tale quantitativo, si rilasciano licenze all'importazione per un quantitativo di 10.000 t ai PTOM meno sviluppati elencati nell'allegato Ib. Le importazioni dai PTOM possono raggiungere il livello di 160.000 t di cui al primo comma, ivi comprese le suddette 35.000 t, fatti salvi gli eventuali incrementi di cui ai commi 4 e 5, sempreché gli Stati ACP non utilizzino concretamente le loro possibilità di esportazione diretta nel quadro del contingente di cui al primo comma.Conformemente alla procedura di cui all'articolo 22 del regolamento (CE) n. 3072/95, la Commissione può aumentare il quantitativo di cui al primo comma di un massimo di 20.000 t, espresse in termini di equivalente di riso semigreggio, se, nel corso del mese di aprile e una volta che si è fatta un quadro abbastanza chiaro dell'anno di commercializzazione in corso nella Comunità, ritiene che tale incremento non provocherà ripercussioni negative sul mercato comunitario.Qualora, a decorrere dal 1° agosto, riscontri che c'è un rischio accertato di penuria di riso "Indica" sul mercato comunitario,  la Commissione può, in deroga a quanto previsto ai commi 1-4 e conformemente alle normali procedure di gestione, incrementare i suddetti quantitativi.Ai fini dell'applicazione del presente paragrafo, le operazioni di imbianchimento parziale o totale si considerano sufficienti a conferire la caratteristica di prodotti originari dei PTOM.La Commissione adotta le disposizioni di applicazione tramite le stessa procedura.I quantitativi di cui al presente paragrafo non possono essere riportati all'anno successivo.Articolo 7Unità da prendere in considerazione1. L'unità da prendere in considerazione per l'applicazione delle disposizioni del presente allegato è lo specifico prodotto adottato come unità di base per determinare la classificazione secondo la nomenclatura del sistema armonizzato.Ne consegue che:a) quando un prodotto composto da un gruppo o da un insieme di articoli è classificato, secondo il sistema armonizzato, in un'unica voce, l'intero complesso costituisce l'unità da prendere in considerazione;b) quando una spedizione consiste in un certo numero di prodotti fra loro identici, classificati nella medesima voce del sistema armonizzato, nell'applicare le disposizioni del presente allegato ogni prodotto va considerato singolarmente.2. Ogniqualvolta, in base alla regola generale 5 del sistema armonizzato, si considera che l'imballaggio formi un tutto unico con il prodotto ai fini della classificazione, detto imballaggio viene preso in considerazione anche per la determinazione dell'origine.Articolo 8Accessori, pezzi di ricambio e utensiliGli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili che vengono consegnati con un'attrezzatura, una macchina, un apparecchio o un veicolo, che fanno parte del suo normale equipaggiamento e il cui prezzo è compreso nel suo o per i quali non viene emessa una fattura distinta si considerano un tutto unico con l'attrezzatura, la macchina, l'apparecchio o il veicolo in questione.Articolo 9AssortimentiGli assortimenti, definiti ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato, si considerano originari a condizione che tutti i prodotti che li compongono siano originari. Tuttavia, un assortimento composto di prodotti originari e non originari è considerato originario nel suo insieme a condizione che il valore dei prodotti non originari non superi il 15 per cento del prezzo franco fabbrica dell'assortimento.Articolo 10Elementi neutriPer determinare se un prodotto è originario, non occorre determinare l'origine dei seguenti elementi eventualmente utilizzati per la sua produzione:a) energia e combustibile;b) impianti e attrezzature;c) macchine e utensili;d) merci che non entrano, né sono destinate a entrare, nella composizione finale dello stesso.TITOLO IIIREQUISITI TERRITORIALIArticolo 11Principio di territorialità1. Le condizioni relative all'acquisizione del carattere di prodotto originario stabilite nel titolo II devono essere rispettate senza interruzione nei PTOM, fatte salve le disposizioni previste all'articolo 6.2. Le merci originarie esportate dai PTOM, dalla Comunità o dagli Stati ACP verso un altro paese e successivamente reimportate sono considerate non originarie, a meno che si fornisca alle autorità doganali la prova soddisfacente:a) che le merci reimportate sono le stesse merci che erano state esportate, eb) che esse non sono state sottoposte ad alcuna operazione, oltre a quelle necessarie per conservarle in buono stato durante la loro permanenza nel paese in questione o nel corso dell'esportazione.Articolo 12Trasporto diretto1. Il trattamento preferenziale previsto ai sensi delle disposizioni relative alla cooperazione commerciale della decisione si applica unicamente ai prodotti che soddisfano i requisiti del presente allegato e che sono trasportati direttamente tra i territori dei PTOM e della Comunità o degli Stati ACP senza entrare in nessun altro territorio. Tuttavia, il trasporto dei prodotti in una sola spedizione non frazionata può effettuarsi con attraversamento di altri territori, all'occorrenza con trasbordo o deposito temporaneo in tali territori, a condizione che i prodotti rimangano sotto la sorveglianza delle autorità doganali dello Stato di transito o di deposito e non vi subiscano altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico o le operazioni destinate a garantirne la conservazione in buono stato.I prodotti originari possono essere trasportati mediante tubazioni attraverso territori diversi da quelli di un PTOM, della Comunità o di uno Stato ACP.2. La prova che sono state soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo 1 viene fornita alle autorità doganali del paese importatore presentando:a) un titolo di trasporto unico per il passaggio dal paese o territorio esportatore fino all'uscita dal paese di transito; oppureb) un certificato rilasciato dalle autorità doganali del paese di transito contenente:i) una descrizione esatta dei prodotti,ii) la data di scarico e ricarico dei prodotti e, se del caso, il nome delle navi o degli altri mezzi di trasporto utilizzati, eiii) la certificazione delle condizioni in cui è avvenuta la sosta delle merci nel paese di transito; oppurec) in mancanza di questi documenti, qualsiasi documento probatorio.Articolo 13Esposizioni1. I prodotti originari spediti per un'esposizione da un PTOM in un paese diverso da un PTOM, uno Stato ACP o uno Stato membro della CE e venduti, dopo l'esposizione, per essere importati nella Comunità beneficiano, all'importazione, delle disposizioni della decisione, purché sia fornita alle autorità doganali la prova soddisfacente che:a) un esportatore ha spedito detti prodotti da un PTOM nel paese dell'esposizione e ve li ha esposti;b) detto esportatore ha venduto i prodotti o li ha ceduti a un destinatario nella Comunità;c) i prodotti sono stati consegnati nel corso dell'esposizione o subito dopo, nello stato in cui erano stati inviati all'esposizione; ed) dal momento in cui sono stati inviati all'esposizione, i prodotti non sono stati utilizzati per scopi diversi dalla presentazione all'esposizione stessa.2. Alle autorità doganali del paese d'importazione deve essere presentata, secondo le normali procedure, una prova dell'origine rilasciata o compilata conformemente alle disposizioni del titolo IV, con l'indicazione della denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza, possono essere richieste ulteriori prove documentali delle condizioni in cui sono stati esposti i prodotti.3. Il paragrafo 1 si applica a tutte le esposizioni, fiere o manifestazioni pubbliche analoghe di natura commerciale, industriale, agricola o artigianale, diverse da quelle organizzate a fini privati in negozi o locali commerciali per la vendita di prodotti stranieri, durante le quali i prodotti rimangono sotto il controllo della dogana.TITOLO IVPROVA DELL'ORIGINEArticolo 14Requisiti di carattere generale1. Perché i prodotti originari dei PTOM importati nella Comunità possano beneficiare della presente decisione, si devono presentare i seguenti documenti:a) un certificato di circolazione EUR.1, il cui modello figura nell'allegato 3 del presente allegato; oppureb) nei casi di cui all'articolo 19, paragrafo 1, una dichiarazione, il cui testo è riportato nell'allegato 4 del presente allegato, rilasciata dall'esportatore su una fattura, una bolla di consegna o qualsiasi altro documento commerciale (in appresso denominata "dichiarazione su fattura") che descriva i prodotti in questione in maniera sufficientemente dettagliata da consentirne l'identificazione.2. In deroga al paragrafo 1, nei casi di cui all'articolo 25 i prodotti originari ai sensi del presente allegato beneficiano delle disposizioni della presente decisione senza che sia necessario presentare i documenti di cui sopra.Articolo 15Procedura di rilascio dei certificati di circolazione EUR.11. Il certificato EUR.1 viene rilasciato dalle autorità doganali del PTOM esportatore su richiesta scritta compilata dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato.2. A tale scopo, l'esportatore o il suo rappresentante autorizzato compila il formulario del certificato di circolazione EUR.1 e il formulario di domanda, i cui modelli figurano nell'allegato 3 del presente allegato. Detti formulari sono compilati conformemente alle disposizioni del presente allegato. Se vengono compilati a mano, devono essere scritti con inchiostro e in stampatello. La descrizione dei prodotti dev'essere redatta nell'apposita casella senza spaziature. Qualora lo spazio della casella non sia completamente utilizzato, si deve tracciare una linea orizzontale sotto l'ultima riga e si deve sbarrare la parte non riempita.3. L'esportatore che richiede il rilascio di un certificato di circolazione EUR.1 deve essere pronto a presentare in qualsiasi momento, su richiesta delle autorità doganali del PTOM di esportazione in cui è rilasciato il certificato di circolazione EUR.1, tutti i documenti atti a comprovare il carattere originario dei prodotti in questione e l'adempimento degli altri requisiti di cui al presente allegato.4. Il certificato di circolazione EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali del PTOM esportatore se i prodotti in questione possono essere considerati prodotti originari dei PTOM, degli Stati ACP o della Comunità e soddisfano gli altri requisiti del presente allegato.5. Le autorità doganali che rilasciano il certificato prendono tutte le misure necessarie per verificare il carattere originario dei prodotti e l'osservanza degli altri requisiti di cui al presente allegato. A tal fine, esse hanno la facoltà di richiedere qualsiasi prova e di procedere a qualsiasi controllo dei conti dell'esportatore, nonché a tutte le altre verifiche che ritengano opportune. Le autorità doganali che rilasciano il certificato devono inoltre accertarsi che i formulari di cui al paragrafo 2 siano debitamente compilati. Esse verificano in particolare che la parte riservata alla descrizione dei prodotti sia stata compilata in modo da rendere impossibile qualsiasi aggiunta fraudolenta.6. La data di rilascio del certificato di circolazione delle merci EUR.1 dev'essere indicata nella casella 11 del certificato.7. Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali e tenuto a disposizione dell'esportatore dal momento in cui l'esportazione ha effettivamente luogo o è assicurata.Articolo 16Rilascio a posteriori dei certificati di circolazione EUR.11. In deroga all'articolo 15, paragrafo 7, il certificato di circolazione EUR.1 può essere rilasciato, in via eccezionale, dopo l'esportazione dei prodotti cui si riferisce se:a) non è stato rilasciato al momento dell'esportazione a causa di errori, omissioni involontarie o circostanze particolari; oppureb) viene fornita alle autorità doganali la prova soddisfacente che un certificato di circolazione EUR.1 è stato rilasciato ma non è stato accettato all'importazione per motivi tecnici.2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, l'esportatore deve indicare nella sua domanda il luogo e la data di esportazione dei prodotti cui si riferisce il certificato di circolazione EUR.1, nonché i motivi della sua richiesta.3. Le autorità doganali possono rilasciare a posteriori un certificato EUR.1 solo dopo aver verificato che le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della pratica corrispondente.4. I certificati di circolazione EUR.1 rilasciati a posteriori devono recare una delle seguenti diciture:"NACHTRÄGLICH AUSGESTELLT", "DÉLIVRÉ A POSTERIORI","RILASCIATO A POSTERIORI", "AFGEGEVEN A POSTERIORI","ISSUED RETROSPECTIVELY", "UDSTEDT EFTERFØLGENDE","ÅÊÄÏÈÅÍ ÅÊ ÔÙÍ ÕÓÔÅÑÙÍ", "EXPEDIDO A POSTERIORI","EMITIDO A POSTERIORI", "ANNETTU JÄLKIKÄTEEN","UTFÄRDAT I EFTERHAND".5. Le diciture di cui al paragrafo 4 devono figurare nella casella "Osservazioni" del certificato EUR.1.Articolo 17Rilascio di duplicati del certificato di circolazione EUR.11. In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato EUR.1, l'esportatore può richiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato, compilato sulla base dei documenti d'esportazione in loro possesso.2. I duplicati così rilasciati devono recare una delle seguenti diciture:"DUPLIKAT", "DUPLICATA", "DUPLICATO", "DUPLICAAT", "DUPLICATE", "ÁÍÔÉÃÑÁÖÏ", "DUPLICADO", "SEGUNDA VIA", "KAKSOISKAPPALE".3. Le diciture di cui al paragrafo 2 devono figurare nella casella "Osservazioni" del certificato EUR.1 duplicato.4. Il duplicato, sul quale deve figurare la data di rilascio del certificato di circolazione EUR.1 originale, è valido a decorrere da tale data.Articolo 18Rilascio dei certificati di circolazione EUR.1 sulla base di unaprova dell'origine rilasciata o compilata in precedenzaSe i prodotti originari sono posti sotto il controllo di un ufficio doganale nella Comunità o in un PTOM, si può sostituire l'originale della prova dell'origine con uno o più certificati di circolazione EUR.1 al fine di inviare tutti i prodotti, o parte di essi, altrove nella Comunità o nei PTOM. I certificati di circolazione EUR.1 sostitutivi sono rilasciati dall'ufficio doganale sotto il cui controllo sono posti i prodotti.Articolo 19Condizioni per la compilazione di una dichiarazione su fattura1. La dichiarazione su fattura di cui all'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), può essere compilata:a) da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20, oppureb) da qualsiasi esportatore per qualsiasi spedizione consistente in uno o più colli contenenti prodotti originari il cui valore totale non superi i 6 000 EUR.2. La dichiarazione su fattura può essere compilata se i prodotti in questione possono essere considerati prodotti originari dei PTOM, degli Stati ACP o della Comunità e sono soddisfatti gli altri requisiti del presente allegato.3. L'esportatore che compila una dichiarazione su fattura dovrà essere pronto a presentare in qualsiasi momento, su richiesta dell'autorità doganale del paese o territorio d'esportazione, tutti i documenti atti a comprovare il carattere originario dei prodotti in questione e l'osservanza degli altri requisiti di cui al presente allegato.4. La dichiarazione su fattura dev'essere compilata dall'esportatore a macchina, stampigliando o stampando sulla fattura, sulla bolla di consegna o su altro documento commerciale la dichiarazione il cui testo figura nell'allegato 4 del presente allegato, utilizzando una delle versioni linguistiche stabilite in tale allegato e conformemente alle disposizioni di diritto interno del paese o territorio d'esportazione. Se compilata a mano, la dichiarazione deve essere scritta con inchiostro e in stampatello.5. Le dichiarazioni su fattura recano la firma manoscritta originale dell'esportatore. Un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20, tuttavia, non è tenuto a firmare tali dichiarazioni, purché egli consegni all'autorità doganale del paese d'esportazione un impegno scritto in cui accetta la piena responsabilità di qualsiasi dichiarazione su fattura che lo identifichi come se questa recasse effettivamente la sua firma manoscritta.6. La dichiarazione su fattura può essere compilata dall'esportatore al momento dell'esportazione dei prodotti cui si riferisce o successivamente, purché sia presentata nel paese d'importazione non più tardi di due anni dall'importazione dei prodotti cui si riferisce.Articolo 20Esportatore autorizzato1. Le autorità doganali del PTOM d'esportazione possono autorizzare qualsiasi esportatore che effettui frequenti esportazioni di prodotti ai sensi delle disposizioni relative alla cooperazione commerciale della presente decisione a compilare dichiarazioni su fattura indipendentemente dal valore dei prodotti in questione. L'esportatore che richiede tale autorizzazione deve offrire alle autorità doganali tutte le garanzie giudicate necessarie per l'accertamento del carattere originario dei prodotti e dell'osservanza degli altri requisiti del presente allegato.2. Le autorità doganali possono conferire lo status di esportatore autorizzato alle condizioni che considerano appropriate.3. Le autorità doganali attribuiscono all'esportatore autorizzato un numero di autorizzazione doganale da riportare sulla dichiarazione su fattura.4. Le autorità doganali controllano l'uso dell'autorizzazione da parte dell'esportatore autorizzato.5. Le autorità doganali possono ritirare l'autorizzazione in qualsiasi momento. Se l'esportatore autorizzato non offre più le garanzie di cui al paragrafo 1, non soddisfa le condizioni di cui al paragrafo 2 o fa comunque un uso scorretto dell'autorizzazione, le autorità doganali procedono al suo ritiro.Articolo 21Validità della prova dell'origine1. La prova dell'origine ha una validità di dieci mesi dalla data di rilascio nel PTOM di esportazione e dev'essere presentata entro tale termine alle autorità doganali del paese d'importazione.2. Le prove dell'origine presentate alle autorità doganali del paese d'importazione dopo la scadenza del termine di presentazione di cui al paragrafo 1 possono essere accettate, ai fini dell'applicazione del trattamento preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a circostanze eccezionali.3. Negli altri casi di presentazione tardiva, le autorità doganali del paese d'importazione possono accettare le prove dell'origine se i prodotti sono stati presentati prima della scadenza di tale termine.Articolo 22Procedura di transitoQuando i prodotti entrano in un PTOM o in uno Stato ACP diverso dal paese di origine, un nuovo termine di validità di 4 mesi inizia a decorrere dalla data in cui le autorità doganali del paese di transito hanno apposto nella casella 7 del certificato EUR. 1 i seguenti dati:la dicitura "transito";il nome del paese di transito;il timbro ufficiale, la cui impronta è stata preventivamente trasmessa alla Commissione ai sensi dell'articolo 31;la data di tali attestazioni.Articolo 23Presentazione della prova dell'origineLe prove dell'origine sono presentate alle autorità doganali del paese d'importazione conformemente alle procedure applicabili in tale paese. Dette autorità possono richiedere che la prova dell'origine sia tradotta e che la dichiarazione di importazione sia accompagnata da una dichiarazione dell'importatore secondo la quale i prodotti soddisfano le condizioni previste per l'applicazione della presente decisione.Articolo 24Importazioni con spedizioni scaglionateQuando, su richiesta dell'importatore e alle condizioni stabilite dalle autorità doganali del paese d'importazione, vengono importati con spedizioni scaglionate prodotti smontati o non assemblati, ai sensi della regola generale 2, lettera a), del sistema armonizzato, di cui alle sezioni XVI e XVII o ai capi nn. 7308 e 9406 del sistema armonizzato, per tali prodotti viene presentata alle autorità doganali un'unica prova dell'origine al momento dell'importazione della prima spedizione parziale.Articolo 25Esonero dalla prova dell'origine1. Sono ammessi come prodotti originari, senza che occorra presentare una prova dell'origine, i prodotti oggetto di piccole spedizioni da privati a privati o contenuti nei bagagli personali dei viaggiatori, purché si tratti di importazioni prive di qualsiasi carattere commerciale e i prodotti siano stati dichiarati rispondenti ai requisiti del presente allegato e laddove non sussistano dubbi circa la veridicità di tale dichiarazione. Nel caso di prodotti spediti per posta, detta dichiarazione può essere effettuata sulla dichiarazione in dogana CN22/CN23 o su un foglio ad essa allegato.2. Si considerano prive di qualsiasi carattere commerciale le importazioni che presentano un carattere occasionale e riguardano esclusivamente prodotti riservati all'uso personale dei destinatari, dei viaggiatori o dei loro familiari quando, per loro natura e quantità, consentano di escludere ogni fine commerciale.3. Inoltre, il valore complessivo dei prodotti non deve superare i 500 EUR se si tratta di piccole spedizioni, oppure i 1 200 EUR se si tratta del contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.Articolo 26Procedura d'informazione ai fini del cumulo1. Qualora si applichino l'articolo 2, paragrafo 2, o l'articolo 6, paragrafo 1, la prova del carattere originario ai sensi del presente allegato dei materiali provenienti da altri PTOM, dalla Comunità o dagli Stati ACP consiste in un certificato di circolazione EUR.1 o in una dichiarazione del fornitore, il cui modello figura nell'allegato 5 A del presente allegato, fornita dall'esportatore nel paese di provenienza.2. Qualora si applichino l'articolo 2, paragrafo 2, o l'articolo 6, paragrafo 2, la prova della lavorazione o trasformazione effettuate in altri PTOM, nella Comunità o negli Stati ACP consiste nella dichiarazione del fornitore, il cui modello figura nell'allegato 5 B del presente allegato, fornita dall'esportatore nel paese di provenienza dei materiali.3. Per ciascuna spedizione di materiale il fornitore redige una dichiarazione distinta sulla fattura commerciale relativa a tale spedizione o su un suo allegato oppure sulla bolla di consegna o su ogni altro documento commerciale relativo alla spedizione in cui figuri una descrizione dei materiali in questione sufficientemente particolareggiata per consentirne l'identificazione.4. La dichiarazione del fornitore può essere redatta su un formulario prestampato.5. Le firme sulle dichiarazioni dei fornitori devono essere manoscritte. Tuttavia, se la fattura e la dichiarazione del fornitore sono compilate utilizzando metodi di elaborazione elettronica dei dati, non occorre che la firma sulla dichiarazione del fornitore sia manoscritta, purché l'identificazione del responsabile della ditta fornitrice sia riconosciuta esauriente dalle autorità doganali del paese o territorio in cui le dichiarazioni dei fornitori sono redatte. Dette autorità doganali possono stabilire le condizioni per l'applicazione del presente paragrafo.6. Le dichiarazioni dei fornitori sono presentate all'ufficio doganale competente del PTOM di esportazione cui si chiede il rilascio del certificato di circolazione EUR.1.7. Le dichiarazioni dei fornitori e le schede di informazione rilasciate anteriormente alla data di entrata in vigore della presente decisione ai sensi dell'articolo 23 dell'allegato II della decisione 91/482/CEE restano valide.Articolo 27Documenti giustificativiI documenti di cui all'articolo 15, paragrafo 3, e all'articolo 19, paragrafo 3, utilizzati per provare che i prodotti coperti da un certificato di circolazione EUR.1 o da una dichiarazione su fattura possono essere considerati prodotti originari di un PTOM, di uno Stato ACP o della Comunità e soddisfano gli altri requisiti del presente allegato, possono consistere, tra l'altro, in:a) una prova diretta dei processi svolti dall'esportatore o dal fornitore per ottenere le merci in questione, contenuta per esempio nella sua contabilità interna;b) documenti comprovanti il carattere originario dei materiali utilizzati, rilasciati o compilati in un PTOM, in uno Stato ACP o nella Comunità, dove tali documenti sono utilizzati in base al diritto interno;c) documenti comprovanti la lavorazione o trasformazione dei materiali nei PTOM, nella Comunità o negli Stati ACP, rilasciati o compilati in un PTOM, nella Comunità o in uno Stato ACP, dove tali documenti sono utilizzati in base al diritto interno;d) certificati di circolazione EUR.1 o dichiarazioni su fattura comprovanti il carattere originario dei materiali utilizzati, rilasciati o compilati nei PTOM, negli Stati ACP o nella Comunità, e in conformità del presente allegato.Articolo 28Conservazione delle prove dell'origine e dei documenti giustificativi1. L'esportatore che richiede il rilascio di un certificato di circolazione EUR.1 deve conservare per almeno tre anni i documenti di cui all'articolo 15, paragrafo 3.2. L'esportatore che compila una dichiarazione su fattura deve conservare per almeno tre anni una copia di tale dichiarazione su fattura e i documenti di cui all'articolo 19, paragrafo 3.3. Le autorità doganali del PTOM d'esportazione che rilasciano un certificato di circolazione EUR.1 conservano per almeno tre anni il formulario di richiesta di cui all'articolo 15, paragrafo 2.4. Le autorità doganali del paese d'importazione devono conservare per almeno tre anni i certificati di circolazione EUR.1 e le dichiarazioni su fattura loro presentati.Articolo 29Discordanze ed errori formali1. La constatazione di lievi discordanze tra le diciture che figurano sulla prova dell'origine e quelle contenute nei documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità d'importazione dei prodotti non comporta di per sé l'invalidità della prova dell'origine se viene regolarmente accertato che tale documento corrisponde ai prodotti presentati.2. In caso di errori formali evidenti, come errori di battitura, sulla prova dell'origine, il documento non viene respinto se detti errori non sono tali da destare dubbi sulla correttezza delle indicazioni in esso riportate.Articolo 30Importi espressi in EUR1. Gli importi da utilizzare nella moneta nazionale di uno Stato membro sono il controvalore in questa moneta nazionale degli importi espressi in EUR al primo giorno lavorativo del mese di ottobre del 1999.2. Gli importi espressi in EUR e il loro controvalore nelle monete nazionali di alcuni Stati membri della Comunità europea e dei PTOM vengono riveduti dal comitato del codice doganale (sezione origine) su richiesta della Comunità o del PTOM. Nel procedere a detta revisione, il comitato garantisce che non si verifichino diminuzioni degli importi da utilizzare in una qualsiasi moneta nazionale e tiene conto altresì dell'opportunità di preservare gli effetti in termini reali dei valori limite stabiliti. A tal fine, detto comitato può decidere di modificare gli importi espressi in EUR.3. Quando i prodotti sono fatturati nella moneta di un altro Stato membro della Comunità, il paese d'importazione riconosce l'importo notificato dallo Stato membro in questione.TITOLO VMISURE DI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVAArticolo 31Assistenza reciproca1. I PTOM trasmettono alla Commissione le impronte dei timbri usati e gli indirizzi dei servizi doganali competenti per il rilascio dei certificati di circolazione delle merci EUR. 1 e per il controllo a posteriori dei certificati di circolazione EUR. 1 e delle dichiarazioni su fattura.I certificati di circolazione delle merci EUR.1 sono accettati ai fini dell'applicazione del regime preferenziale a decorrere dalla data in cui le informazioni pervengono alla Commissione.La Commissione trasmette queste informazioni alle autorità doganali degli Stati membri.2. Al fine di garantire la corretta applicazione del presente allegato, i PTOM, la Comunità e gli Stati ACP si prestano reciproca assistenza, mediante le amministrazioni doganali competenti, nel controllo dell'autenticità dei certificati di circolazione EUR.1 o delle dichiarazioni su fattura e della correttezza delle informazioni riportate in tali documenti.Le autorità consultate forniscono qualsiasi informazione utile sulle condizioni nelle quali il prodotto è stato ottenuto, indicando in particolare le condizioni in cui le norme di origine sono state osservate nei vari PTOM, Stati ACP o Stati membri interessati.Articolo 32Verifica delle prove dell'origine1. Il controllo a posteriori delle prove dell'origine è effettuato per sondaggio o ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato di importazione abbiano ragionevole motivo di dubitare dell'autenticità dei documenti, del carattere originario dei prodotti in questione o dell'osservanza degli altri requisiti del presente allegato.2. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, le autorità doganali del paese d'importazione rispediscono alle autorità doganali del PTOM di esportazione il certificato di circolazione EUR.1 e la fattura, se è stata presentata, la dichiarazione su fattura, ovvero una copia di questi documenti, indicando, se del caso, i motivi che giustificano un'inchiesta. A corredo della richiesta di controllo, devono essere inviati tutti i documenti e le informazioni ottenute che facciano sospettare la presenza di inesattezze nelle informazioni relative alla prova dell'origine.3. Il controllo viene effettuato dalle autorità doganali del PTOM di esportazione. A tal fine, esse hanno la facoltà di richiedere qualsiasi prova e di procedere a qualsiasi controllo dei conti dell'esportatore nonché a tutte le altre verifiche che ritengano opportune.4. Qualora decidano di sospendere la concessione del trattamento preferenziale ai prodotti in questione in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali del paese d'importazione offrono all'importatore la possibilità di ritirare i prodotti, riservandosi di applicare le misure cautelari ritenute necessarie.5. I risultati del controllo devono essere comunicati al più presto alle autorità doganali che lo hanno richiesto, indicando chiaramente se i documenti sono autentici, se i prodotti in questione possono essere considerati originari dei PTOM, degli Stati ACP o della Comunità e se soddisfano gli altri requisiti del presente allegato.6. Qualora, in caso di ragionevole dubbio, non sia pervenuta alcuna risposta entro dieci mesi dalla data della richiesta di controllo o qualora la risposta non contenga informazioni sufficienti per determinare l'autenticità del documento in questione o l'effettiva origine dei prodotti, le autorità doganali che hanno richiesto il controllo li escludono dal trattamento preferenziale, salvo circostanze eccezionali.7. Qualora dalla procedura di controllo o da qualsiasi altra informazione disponibile emergano indizi di possibili violazioni del presente allegato, il PTOM effettua, di propria iniziativa o a richiesta della Comunità, le inchieste necessarie o dispone affinché tali inchieste siano effettuate con la dovuta sollecitudine allo scopo di individuare e prevenire siffatte violazioni. La Commissione può partecipare alle inchieste.Articolo 33Controllo delle dichiarazioni dei fornitori1. Il controllo delle dichiarazioni dei fornitori può essere effettuato per sondaggio od ogniqualvolta le autorità doganali del paese d'importazione nutrano fondati dubbi sull'autenticità del documento o sull'esattezza e completezza delle informazioni riguardanti la reale origine dei materiali in questione.2. Le autorità doganali alle quali è presentata una dichiarazione del fornitore possono chiedere alle autorità doganali dello Stato in cui la dichiarazione è stata fatta di rilasciare una scheda di informazione, il cui modello figura nell'allegato 6 del presente allegato. In alternativa, le autorità doganali alle quali è stata presentata una dichiarazione del fornitore possono chiedere all'esportatore di produrre una scheda di informazione rilasciata dalle autorità doganali dello Stato in cui la dichiarazione è stata fatta.Il servizio che ha rilasciato la scheda di informazione ne conserva una copia per almeno tre anni.3. I risultati del controllo sono trasmessi al più presto alle autorità doganali che ne hanno fatto richiesta. Essi devono indicare con chiarezza se la dichiarazione relativa allo status dei materiali sia o meno veritiera.4. A fini di controllo i fornitori conservano per un periodo non inferiore a tre anni una copia del documento contenente la dichiarazione, unitamente ad ogni altro documento atto a comprovare il reale carattere dei materiali.5. Le autorità doganali dello Stato in cui la dichiarazione del fornitore è stata redatta hanno facoltà di richiedere qualsiasi prova e di procedere a qualsiasi controllo che ritengano utile allo scopo di accertare l'esattezza di tale dichiarazione.6. I certificati di circolazione delle merci EUR. 1 rilasciati o redatti in base ad una dichiarazione del fornitore inesatta sono considerati non validi.Articolo 34Composizione delle controversieIn caso di controversie sulle procedure di controllo di cui agli articoli 32 e 33 che non possano essere risolte tra le autorità doganali che richiedono il controllo e le autorità doganali responsabili della sua esecuzione, o qualora tali controversie sollevino una questione relativa all'interpretazione del presente allegato, esse sono sottoposte al comitato del codice doganale (sezione origine) istituito dal regolamento (CEE) n. 2913/92, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario[30].[30] GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.La composizione delle controversie tra l'importatore e le autorità doganali del paese d'importazione è comunque soggetta alla legislazione del suddetto paese.Articolo 35SanzioniChiunque compili o faccia compilare un documento contenente dati non rispondenti a verità allo scopo di ottenere un trattamento preferenziale per i prodotti è assoggettato a sanzioni.Articolo 36Zone franche1. I PTOM e gli Stati membri della Comunità europea adottano tutte le misure necessarie per evitare che i prodotti scambiati in virtù di una prova dell'origine o di una dichiarazione del fornitore e che sostano durante il trasporto in una zona franca situata nel loro territorio siano oggetto di sostituzioni o di trasformazioni diverse dalle normali operazioni destinate ad evitarne il deterioramento.2. In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, qualora prodotti originari importati in una zona franca sotto la scorta di una prova dell'origine siano oggetto di lavorazioni o trasformazioni, le autorità competenti rilasciano, su richiesta dell'esportatore, un nuovo certificato EUR.1 se la lavorazione o la trasformazione subita è conforme alle disposizioni del presente allegato.Articolo 37Deroghe1. Sono concesse deroghe al presente allegato quando esse siano giustificate dallo sviluppo di industrie esistenti o dalla creazione di nuove industrie.Lo Stato membro o, se del caso, le autorità competenti del PTOM interessato, notificano alla Comunità la richiesta di deroga indicandone le motivazioni conformemente al paragrafo 2.La Comunità accoglie tutte le richieste debitamente giustificate ai sensi del presente articolo e che non possano arrecare grave pregiudizio ad un'industria comunitaria già stabilita.2. Per facilitare l'esame delle richieste di deroga, lo Stato membro o il PTOM richiedente fornisce a corredo della sua richiesta, mediante il formulario che figura nell'allegato 7 del presente allegato, informazioni il più possibile complete riguardanti in particolare i seguenti punti:designazione del prodotto finito,natura e quantitativo dei materiali originari di paesi terzi,natura e quantitativo dei materiali originari degli Stati ACP, della Comunità o dei PTOM, o ivi trasformati,processi di fabbricazione,valore aggiunto,personale impiegato nell'impresa interessata,volume delle esportazioni previste nella Comunità,altre possibili fonti di approvvigionamento di materie prime,giustificazione della durata richiesta in base alle ricerche effettuate per trovare nuove fonti di approvvigionamento,altre osservazioni.Le stesse disposizioni si applicano per quanto riguarda eventuali proroghe.3. Nell'esame delle richieste si tiene conto in particolare:a) del livello di sviluppo o della situazione geografica del PTOM in questione;b) dei casi nei quali l'applicazione delle norme di origine vigenti comprometterebbe sensibilmente, per un'industria esistente nei PTOM, la possibilità di continuare le proprie esportazioni nella Comunità, e particolarmente dei casi in cui l'applicazione delle norme suddette potrebbe provocare la cessazione di tali attività;c) dei casi specifici nei quali è chiaramente dimostrabile che importanti investimenti in un dato settore industriale potrebbero essere disincentivati dalle norme di origine, e nei quali una deroga che favorisca l'attuazione di un programma di investimenti consentirebbe l'osservanza di dette norme per fasi successive.4. In ogni caso si dovrebbe accertare se le norme sul cumulo dell'origine non permettano di risolvere il problema.5. Inoltre, le richieste di deroga relative a un paese o territorio meno sviluppato sono esaminate con favorevole disposizione, tenendo particolarmente conto:a) dell'incidenza economica e sociale, specialmente in materia di occupazione, delle decisioni da prendere;b) della necessità di applicare la deroga per un periodo che tenga conto della particolare situazione del PTOM interessato e delle sue difficoltà.6. Nell'esame delle richieste, si tiene particolarmente conto, caso per caso, della possibilità di riconoscere il carattere originario a prodotti nella cui composizione rientrano materiali originari di paesi in via di sviluppo o di paesi meno sviluppati vicini, a condizione che si possa instaurare una cooperazione amministrativa soddisfacente.7. Fatti salvi i paragrafi da 1 a 6, la deroga viene concessa quando il valore aggiunto ai prodotti non originari utilizzati nel PTOM in questione equivale perlomeno al 45% del valore del prodotto finito, sempreché la deroga non sia tale da arrecare grave pregiudizio ad un settore economico della Comunità o di uno o più Stati membri.8. a) Il Consiglio e la Commissione prendono le misure necessarie per fare in modo che si raggiunga una decisione il più presto possibile, e comunque non oltre novanta giorni lavorativi dalla data in cui la richiesta è pervenuta al presidente del comitato del codice doganale (sezione origine). In tale contesto si applica, mutatis mutandis, la decisione 2000/399/CE [31].[31] GU L 151 del 24.6.2000, pag. 16.b) Qualora non si giunga a una decisione entro il termine di cui alla lettera a), la richiesta si considera accettata.9. a) La deroga è valida per un determinato periodo, generalmente di cinque anni.b) La decisione di deroga può prevedere rinnovi senza necessità di una nuova decisione della Commissione, a condizione che tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo lo Stato membro o il PTOM interessato dimostri di non aver ancora potuto conformarsi alle disposizioni del presente allegato oggetto della deroga.In caso di obiezioni alla proroga, la Commissione le esamina al più presto e decide se prorogare o meno la deroga. La Commissione procede come previsto al paragrafo 8. Si prendono tutte le misure utili al fine di evitare interruzioni nell'applicazione della deroga.c) Nel corso dei periodi di cui alle lettere a) e b), la Comunità può procedere ad un riesame delle condizioni di applicazione della deroga qualora riscontri un cambiamento importante degli elementi di fatto che ne hanno motivato l'adozione. Al termine di detto esame la Comunità può decidere di modificare i termini della sua decisione per quanto riguarda il campo d'applicazione della deroga o qualsiasi altra condizione fissata in precedenza.TITOLO VICEUTA E MELILLAArticolo 38Condizioni particolari1. Il termine "Comunità" utilizzato nel presente allegato non comprende Ceuta e Melilla. L'espressione "prodotti originari della Comunità" non comprende i prodotti originari di Ceuta e Melilla.2. Le disposizioni del presente allegato si applicano, mutatis mutandis, per determinare se i prodotti importati a Ceuta e Melilla possano essere considerati originari dei PTOM.3. Quando prodotti interamente ottenuti a Ceuta e Melilla, negli Stati ACP o nella Comunità costituiscono oggetto di lavorazione o di trasformazione nei PTOM, tali prodotti si considerano interamente ottenuti nei PTOM.4. Le lavorazioni o trasformazioni effettuate a Ceuta e Melilla, negli Stati ACP o nella Comunità sono considerate effettuate nei PTOM se i materiali sono sottoposti a ulteriore lavorazione o trasformazione nei PTOM.5. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 3 e 4, non si considerano lavorazioni o trasformazioni le operazioni insufficienti di cui all'articolo 35.6. Ceuta e Melilla sono considerate un unico territorio.TITOLO VIIDISPOSIZIONI FINALIArticolo 39Revisione delle norme d'origine1. Ogniqualvolta le autorità competenti di un paese o territorio o della Comunità ne fanno richiesta, il Consiglio esamina l'applicazione delle disposizioni del presente allegato e i loro effetti economici al fine di apportare gli emendamenti o adeguamenti eventualmente necessari.Il Consiglio tiene conto di vari elementi, fra cui l'incidenza delle evoluzioni tecnologiche sulle norme di origine.Le decisioni prese vengono attuate quanto prima.2.  Le eventuali modifiche tecniche del presente allegato sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 249, paragrafi 2 e 3, del regolamento n. 2913/92 del 12 ottobre 1992 che istituisce il codice doganale comunitario [32] .[32] GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.Articolo 40AllegatiGli allegati del presente allegato ne costituiscono parte integrante.Articolo 41Attuazione dell'allegatoLa Comunità e i PTOM, ciascuno per quanto lo riguarda, adottano le misure necessarie per l'esecuzione del presente allegato.Allegato 1 dell'allegato IIINote introduttive all'elenco contenuto nell'allegato 2 dell'allegato IIINota 1:L'elenco stabilisce, per tutti i prodotti, le condizioni richieste affinché si possa considerare che detti prodotti sono stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4 dell'allegato IIINota 2:2.1. Le prime due colonne dell'elenco descrivono il prodotto ottenuto.  La prima colonna indica la voce o il numero del capitolo del sistema armonizzato, mentre la seconda riporta la designazione delle merci usata in detto sistema per tale voce o capitolo.  Ad ogni prodotto menzionato nelle prime due colonne corrisponde una regola nelle colonne 3 o 4.  In alcuni casi, la voce che figura nella prima colonna è preceduta da "ex"; ciò significa che le regole delle colonne 3 o 4 si applicano soltanto alla parte di voce o di capitolo descritta nella colonna 2.2.2. Quando nella colonna 1 compaiono più voci raggruppate insieme, o il numero di un capitolo, e di conseguenza la designazione dei prodotti nella colonna 2 è espressa in termini generali, le corrispondenti regole delle colonne 3 o 4 si applicano a tutti i prodotti che nel sistema armonizzato sono classificati nelle voci del capitolo o in una delle voci raggruppate nella colonna 1.2.3. Quando nell'elenco compaiono più regole applicabili a diversi prodotti classificati nella stessa voce, ciascun trattino riporta la designazione della parte di voce cui si applicano le corrispondenti regole delle colonne 3 o 4.2.4. Se a un prodotto menzionato nelle prime due colonne corrisponde una regola sia nella colonna 3, sia nella colonna 4, l'esportatore può scegliere, in alternativa, di applicare la regola della colonna 3 o quella della colonna 4.  Se nella colonna 4 non è riportata alcuna regola d'origine, si deve applicare la regola della colonna 3.Nota 3:3.1. Le disposizioni dell'articolo 4 dell'allegato III relative ai prodotti che hanno acquisito il carattere di prodotto originario utilizzati nella fabbricazione di altri prodotti si applicano indipendentemente dal fatto che tale carattere sia stato acquisito nello stabilimento industriale ove sono utilizzati tali prodotti o in un altro stabilimento nella Comunità o nel PTOM.Ad esempio:Un motore della voce 8407, per il quale la regola d'origine impone che il valore dei materiali non originari incorporati non deve superare il 40 per cento del prezzo franco fabbrica, è ottenuto da "sbozzi di forgia di altri acciai legati" della voce ex 7224.Se la forgiatura è stata effettuata nel paese interessato a partire da un lingotto non originario, il pezzo forgiato ha già ottenuto il carattere di prodotto originario conformemente alla regola dell'elenco per la voce ex 7224.  Pertanto esso si può considerare originario nel calcolo del valore del motore, indipendentemente dal fatto che sia stato ottenuto nello stesso stabilimento industriale o in un altro stabilimento nella Comunità.  Nell'addizionare il valore dei materiali non originari utilizzati, quindi, non si tiene conto del valore del lingotto non originario.3.2. La regola dell'elenco specifica la lavorazione o trasformazione minima richiesta;  anche l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni più complesse, quindi, conferisce il carattere di prodotto originario, mentre l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni inferiori non può conferire tale carattere.   Pertanto, se una regola autorizza l'impiego di un materiale non originario a un certo stadio di lavorazione, l'impiego di tale materiale negli stadi di lavorazione precedenti è autorizzato, ma l'impiego del materiale in uno stadio successivo non lo è.3.3. Fermo restando quanto disposto alla nota 3.2, quando una regola autorizza l'impiego di "materiali di qualsiasi voce", si possono utilizzare anche materiali della stessa voce del prodotto, fatte salve le limitazioni specifiche eventualmente indicate nella regola stessa.  Tuttavia, l'espressione "fabbricazione a partire da materiali di qualsiasi voce, compresi gli altri materiali della voce ..." significa che si possono utilizzare materiali classificati nella stessa voce del prodotto solo se corrispondono a una designazione diversa dalla designazione del prodotto riportata nella colonna 2 dell'elenco.3.4. Quando una regola dell'elenco specifica che un prodotto può essere fabbricato a partire da più materiali, ciò significa che è ammesso l'uso di uno o più materiali,  e non che si devono utilizzare tutti i materiali.Ad esempio:La regola per i tessuti di cui alle voci 5208-5212 autorizza l'impiego di fibre naturali nonché tra l'altro, di sostanze chimiche. Ciò non significa che si devono utilizzare le une e le altre, bensì che si possono usare le une, le altre, oppure le une e le altre.3.5. Se una regola dell'elenco specifica che un prodotto dev'essere fabbricato a partire da un determinato materiale, tale condizione non vieta ovviamente l'impiego di altri materiali che, per loro natura, non possono rispettare questa regola  (cfr. anche la nota 6.2. per quanto riguarda i tessili).Ad esempio:La regola per le preparazioni alimentari della voce 1904, che esclude specificamente l'uso di cereali e loro derivati, non impedisce l'uso di sali minerali, sostanze chimiche e altri additivi che non sono prodotti a partire da cereali.Tuttavia, ciò non si applica ai prodotti che, pur non potendo essere ottenuti a partire dai particolari materiali specificati nell'elenco, possono essere prodotti a partire da un materiale della stessa natura ad uno stadio di lavorazione precedente.Ad esempio:Nel caso di un capo di abbigliamento dell'ex capitolo 62 fabbricato con materiali non tessuti, se la regola prescrive che per tale categoria l'unico materiale non originario autorizzato è il filato, non è permesso partire da "tessuti non tessuti", nemmeno se questi ultimi non possono essere normalmente ottenuti da filati.  In tal caso, il materiale di partenza dovrebbe normalmente trovarsi ad uno stadio precedente al filato, cioè allo stadio di fibra.3.6. Se una regola dell'elenco autorizza l'impiego di materiali non originari, indicando due percentuali del loro tenore massimo, tali percentuali non sono cumulabili.  In altri termini, il tenore massimo di tutti i materiali non originari impiegati non può mai eccedere la percentuale più elevata fra quelle indicate.  Inoltre, non devono essere superate le singole percentuali in relazione ai materiali cui si riferiscono.Nota 4:4.1. Nell'elenco, con l'espressione "fibre naturali" s'intendono le fibre diverse da quelle artificiali o sintetiche  che si trovano in uno stadio precedente alla filatura, compresi i cascami;  salvo diversa indicazione, inoltre, l'espressione "fibre naturali" comprende le fibre che sono state cardate, pettinate o altrimenti preparate, ma non filate.4.2. Il termine "fibre naturali" comprende i crini della voce 0503, la seta delle voci 5002 e 5003 nonché le fibre di lana, i peli fini o grossolani di animali delle voci 5101-5105, le fibre di cotone delle voci da 5201-5203 e le altre fibre vegetali delle voci 5301-5305.4.3. Nell'elenco, le espressioni "pasta tessile", "sostanze chimiche" e "materiali per la fabbricazione della carta" designano i materiali che non sono classificati nei capitoli 50-63 e che possono essere utilizzati per fabbricare fibre e filati sintetici o artificiali e filati o fibre di carta.4.4. Nell'elenco, per "fibre in fiocco sintetiche o artificiali" si intendono i fasci di filamenti, le fibre in fiocco o i cascami sintetici o artificiali delle voci 5501-5507.Nota 5:5.1. Se per un dato prodotto dell'elenco si fa riferimento alla presente nota, le condizioni indicate nella colonna 3 non si applicano ad alcun materiale tessile di base utilizzato nella fabbricazione di tale prodotto che rappresenti globalmente non più del 10 per cento del peso totale di tutti i materiali tessili di base usati  (cfr. anche le note 5.3 e 5.4).5.2. Tuttavia, la tolleranza di cui alla nota 5.1 si applica esclusivamente ai prodotti misti nella cui composizione entrano due o più materiali tessili di base.Per materiali tessili di base si intendono i seguenti:-  seta;-  lana;-  peli grossolani di animali;- peli fini di animali;- crine di cavallo;- cotone;- carta e materiali per la fabbricazione della carta;- lino;- canapa;- iuta ed altre fibre tessili liberiane;- sisal ed altre fibre tessili del genere Agave;- cocco, abaca, ramiè ed altre fibre tessili vegetali;- filamenti sintetici;- filamenti artificiali;- filamenti conduttori elettrici- fibre sintetiche in fiocco di polipropilene;- fibre sintetiche in fiocco di poliestere;- fibre sintetiche in fiocco di poliammide;- fibre sintetiche in fiocco di poliacrilonitrile;- fibre sintetiche in fiocco di poliimmide;- fibre sintetiche in fiocco di politetrafluoroetilene;- fibre sintetiche in fiocco di polisolfuro di fenilene;- fibre sintetiche in fiocco di cloruro di polivinile;- altre fibre sintetiche in fiocco;- fibre artificiali in fiocco di viscosa;- altre fibre artificiali in fiocco;- filati di poliuretano segmentato con segmenti flessibili di poliestere, anche rivestiti;- filati di poliuretano segmentato con segmenti flessibili di poliestere, anche rivestiti;- prodotti di cui alla voce 5605 (filati metallizzati) nella cui composizione entra un nastro consistente di un'anima di lamina di alluminio, oppure di un'anima di pellicola di materia plastica, anche ricoperta di polvere di alluminio, di larghezza non superiore a 5 mm, inserita mediante incollatura con adesivo trasparente o colorato tra due pellicole di plastica;- altri prodotti di cui alla voce 5605.Ad esempio:Un filato della voce 5205 ottenuto da fibre di cotone della voce 5203 e da fibre sintetiche in fiocco della voce 5506 è un filato misto.  La massima percentuale utilizzabile di fibre sintetiche in fiocco non originarie che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da sostanze chimiche o da pasta tessile) corrisponde pertanto al 10 per cento, in peso, del filato.Ad esempio:Un tessuto di lana della voce 5112 ottenuto da filati di lana della voce 5107 e da filati di fibre sintetiche in fiocco della voce 5509 è un tessuto misto.  Si possono quindi utilizzare filati sintetici che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da sostanze chimiche o da pasta tessile), o filati di lana che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da fibre naturali, non cardate né pettinate né altrimenti preparate per la filatura), o una combinazione di entrambi, purché il loro peso totale non superi il 10 per cento del peso del tessuto.Ad esempio:Una superficie tessile "tutfed" della voce 5802 ottenuta da filati di cotone della voce 5205 e da tessuti di cotone della voce 5210 è un prodotto misto solo se il tessuto di cotone è esso stesso un tessuto misto ottenuto da filati classificati in due voci separate, oppure se i filati di cotone usati sono essi stessi misti.Ad esempio:Ovviamente, se la stessa superficie tessile "tufted" fosse stata ottenuta da filati di cotone della voce 5205 e da tessuti sintetici della voce 5407, la superficie tessile "tufted" sarebbe un prodotto misto poiché si tratta di due materiali tessili di base diversi.5.3. Nel caso di prodotti nella cui composizione entrano "filati di poliuretano segmentato con segmenti flessibili di poliestere, anche rivestiti", la tolleranza è del 20 per cento per tali filati.5.4. Nel caso di prodotti nella cui composizione entra del "nastro consistente di un'anima di lamina di alluminio, oppure di un'anima di pellicola di materia plastica, anche ricoperta di polvere di alluminio, di larghezza non superiore a 5 mm, inserita mediante incollatura tra due pellicole di plastica," la tolleranza per tale nastro è del 30 per cento.Nota 6:6.1. Nel caso dei prodotti tessili in corrispondenza dei quali figura nell'elenco una nota a piè di pagina che rinvia alla presente nota introduttiva, si possono utilizzare guarnizioni e accessori tessili che non soddisfano la regola indicata nella colonna 3 per i prodotti finiti in questione, purché il loro peso non superi il 10% del peso complessivo di tutti i materiali tessili incorporati.Le guarnizioni e gli accessori tessili sono quelli classificati ai capitoli 50-63. Le fodere e le controfodere non sono considerate guarnizioni o accessori.6.2 Le guarnizioni e accessori non tessili o altri materiali utilizzati che contengano componenti tessili, non devono soddisfare le condizioni della colonna 3, anche se non rientrano nel campo di applicazione della nota 3.5.6.3 Conformemente alla nota 3.5, le guarnizioni e gli accessori non originari e non tessili o altri prodotti che non contengono componenti tessili, possono comunque essere utilizzati liberamente qualora non sia possibile produrli a partire dai materiali elencati nella colonna 3.Ad esempio se una regola dell'elenco richiede per un prodotto tessile specifico, come una blusa, l'utilizzazione di filati, ciò non vieta l'uso di articoli metallici come i bottoni, poiché questi non possono essere prodotti a partire da materiali tessili.6.4 Qualora si applichi una regola di percentuale, nel calcolo del valore dei materiali non originari incorporati si deve tener conto del valore delle guarnizioni ed accessori.Nota 7:7.1. I "trattamenti specifici" relativi alle voci ex 2707, 2713-2715, ex 2901, ex 2902 ed ex 3403 consistono nelle seguenti operazioni:a) distillazione sotto vuoto;b) ridistillazione mediante un processo di frazionamento molto spinto [1];[1]  Cfr. nota esplicativa complementare 4 b) del capitolo 27 della nomenclatura combinata.c) cracking;d) reforming;e) estrazione mediante solventi selettivi;f)  trattamento costituito da tutte le operazioni seguenti: trattamento all'acido solforico concentrato o all'oleum o all'anidride solforica, neutralizzazione mediante agenti alcalini, decolorazione e depurazione mediante terre attive per natura, terre attivate, carbone attivo o bauxite;g) polimerizzazione;h) alchilazione;i) isomerizzazione.7.2. I "trattamenti specifici" relativi alle voci 2710, 2711 e 2712 consistono nelle seguenti operazioni:a) distillazione sotto vuoto;b) ridistillazione mediante un processo di frazionamento molto spinto [2];[2]c) cracking;d) reforming;e) estrazione mediante solventi selettivi;f)  trattamento costituito da tutte le operazioni seguenti: trattamento all'acido solforico concentrato o all'oleum o all'anidride solforica, neutralizzazione mediante agenti alcalini, decolorazione e depurazione mediante terre attive per natura, terre attivate, carbone attivo o bauxite;g) polimerizzazione;h) alchilazione;ij) isomerizzazione;k)  solo per gli oli pesanti della voce ex 2710, desulfurazione con impiego di idrogeno che riduca almeno dell'85 per cento il tenore di zolfo dei prodotti trattati(metodo ASTM D 1266-59 T);l)  solo per i prodotti della voce 2710, deparaffinazione mediante un processo diverso dalla semplice filtrazione;m) solo per gli oli pesanti della voce ex 2710, trattamento all'idrogeno, diverso dalla desolforazione, in cui l'idrogeno partecipa attivamente ad una reazione chimica realizzata ad una pressione superiore a 20 bar e ad una temperatura superiore a 250° C in presenza di un catalizzatore.  Non sono invece considerati trattamenti specifici i trattamenti di rifinitura all'idrogeno di oli lubrificanti della voce ex 2710, aventi in particolare lo scopo di migliorare il colore o la stabilità (ad esempio l'"hydrofinishing" o la decolorazione);n) solo per gli oli combustibili della voce ex 2710, distillazione atmosferica, purché tali prodotti distillino in volume, comprese le perdite, meno di 30 per cento a 300° C, secondo il metodo ASTM D 86;o) solo per gli oli pesanti diversi dal gasolio e dagli oli combustibili della voce ex 2710, voltolizzazione ad alta frequenza.7.3. Ai sensi delle voci ex 2707, 2713-2715, ex 2901, ex 2902 e ex 3403, le operazioni semplici quali la pulitura, la decantazione, la desalificazione, la disidratazione, il filtraggio, la colorazione, la marcatura, l'ottenimento di un tenore di zolfo mescolando prodotti con tenori di zolfo diversi, qualsiasi combinazione di queste operazioni o di operazioni analoghe non conferiscono l'origine.Allegato II dell'allegato IIIElenco delle lavorazioni o trasformazioni a cui devono essere sottoposti i materiali non originari affinché il prodotto trasformato possa avere il carattere di prodotto originario&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO 3 dell'allegato III Formulario dei certificati di circolazione1 Il certificato di circolazione EUR.1 viene compilato sul formulario il cui modello figura nel presente allegato. Detto formulario è stampato in una o più lingue nelle quali è redatta la presente convenzione. Il certificato è redatto in una di queste lingue in conformità del diritto interno dello Stato di esportazione. Se compilato a mano, esso deve essere scritto con inchiostro e a stampatello.2. Il certificato deve avere un formato di 210 x 297 mm; è ammessa una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più sulla lunghezza. La carta da usare è carta collata bianca per scritture, non contente pasta meccanica, del peso minimo di 60g/m . Il certificato deve essere stampato con un fondo arabescato di colore verde, in modo da fare risaltare qualsiasi falsificazione eseguita con mezzi meccanici o chimici.3. Gli Stati di esportazione possono riservarsi la stampa dei certificati o affidare il compito a tipografie autorizzate. In quest'ultimo caso, su ciascun certificato devono essere indicati gli estremi dell'autorizzazione. Su ogni certificato deve figurare il nome e l'indirizzo della tipografia oppure un segno che ne consenta l'identificazione. Il certificato deve recare inoltre un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt; (1) Per le merci non imballate, indicare il numero degli oggetti o apporre la dicitura "alla rinfusa".(2) Da compilare solo se richiesto dalle norme in vigore nel paese o nel territorio di esportazione13. Domanda di controllo, da inviare a:  //  14. Risultato del controllo//  Il controllo effettuato ha permesso di constatare che il presente certificato (*)è stato effettivamente rilasciato dall'ufficio doganale indicato e che i dati ivi contenuti sono esatti.non risponde alle condizioni di autenticità e di regolarità richieste (si vedano le allegate osservazioni).È chiesto il controllo dell'autenticità e della regolarità del presente certificato (Luogo e data)Timbro (Firma)(Luogo e data)Timbro (Firma)________________________(*) Segnare con una X la menzione applicabile.NOTEIl certificato non deve presentare né raschiature né correzioni sovrapposte. Le modifiche apportatevi devono essere effettuate cancellando le indicazioni errate ed aggiungendo, se del caso, quelle volute. Ogni modifica così apportata deve essere siglata da chi ha compilato il certificato e vistata dalle autorità doganali del paese o territorio in cui il certificato è rilasciato.Fra gli articoli indicati nel certificato non devono essere lasciate linee in bianco ed ogni articolo deve essere preceduto da un numero d'ordine. Immediatamente dopo l'ultima trascrizione deve essere tracciata una linea orizzontale. Gli spazi non utilizzati devono essere sbarrati in modo da rendere impossibile ogni ulteriore aggiunta.Le merci devono essere descritte secondo gli usi commerciali e con sufficiente precisione per permetterne l'identificazione.DOMANDA PER OTTENERE UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) Per le merci non imballate, indicare il numero degli oggetti o apporre la dicitura "alla rinfusa".DICHIARAZIONE DELL'ESPORTATOREIo sottoscritto, esportatore delle merci descritte sul recto,DICHIARO che queste merci rispondono alle condizioni richieste per ottenere il certificato qui allegato;SPECIFICO di seguito le circostanze che hanno permesso a queste merci di soddisfare a queste condizioni:PRESENTO  i seguenti documenti giustificativi  [3][3]  Per esempio: documenti d'importazione, certificati di circolazione, dichiarazioni del produttore, ecc. relativi ai prodotti messi in opera o alle merci riesportate tal quali.M'IMPEGNO a presentare, su richiesta delle autorità competenti, qualsiasi altro documento giustificativo che dette autorità potranno ritenere necessario per il rilascio del certificato qui allegato; m'impegno inoltre a permettere alle suddette autorità qualsiasi ispezione contabile e qualsiasi controllo del processo produttivo delle merci di cui sopra;RICHIEDO il rilascio del certificato qui allegato per le merci in questione. (Luogo e data)(Firma)Allegato 4 dell'allegato III Dichiarazione su fatturaLa dichiarazione su fattura, il cui testo è riportato di seguito, deve essere compilata in base alle indicazioni contenute nelle note;  le note, tuttavia, non dovranno comparire.Versione ingleseThe exporter of the products covered by this document (customs authorization No ...  ( 12 11 10 9 8 7 6 5 [4] declares that, except where otherwise clearly indicated, these products are of ...  preferential origin  (2 21 20 19 18 17 16 15 14 [13][4] dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[5] dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[6]  dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[7] a dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[8] la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[9]  la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[10] e la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[11] Se la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[12]  Se la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[13] re l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[14] re l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[15] are l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[16] care l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[17] icare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[18] dicare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[19] ndicare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[20] Indicare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[21]  Indicare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".Versione spagnolaEl exportador de los productos incluidos en el presente documento (autorización aduanera n° ...  (1)) declara que, salvo indicación en sentido contrario, estos productos gozan de un origen preferencial ... (2).Versione daneseEksportøren af varer, der er omfattet af nærværende dokument, (toldmyndighedernes tilladelse nr. ... (1)), erklærer, at varerne, medmindre andet tydeligt er angivet, har præferenceoprindelse i ... (2).Versione tedescaDer Ausführer (Ermächtigter Ausführer; Bewilligungs-Nr. ...  (1), der Waren, auf die sich dieses Handelspapier bezieht, erklärt, dass diese Waren, soweit nicht anders angegeben, präferenzbegünstigte ... Ursprungswaren sind (2)Versione grecaÏ åîáãùãÝáò ôùí ðñïúüíôùí ðïõ êáëýðôïíôáé áðü ôï ðáñüí Ýããñáöï (Üäåéá ôåëùíåßïõ õð´áñéè. .... (1)) äçëþíåé üôé, åêôüò åÜí äçëþíåôáé óáöþò Üëëùò, ôá ðñïúüíôá áõôÜ åßíáé ðñïôéìçóéáêÞò êáôáãùãÞò .... (2).Versione franceseL'exportateur des produits couverts par le présent document (autorisation douanière n° ...  (1)), déclare que, sauf indication claire du contraire, ces produits ont l'origine préférentielle ...  (2).Versione italianaL'esportatore delle merci contemplate nel presente documento (autorizzazione doganale n. ...  (1)) dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di origine preferenziale ...  (2).Versione olandeseDe exporteur van de goederen waarop dit document van toepassing is (douanevergunning nr. ...  ( 30 29 28 27 26 25 24 23 [22] verklaart dat, behoudens uitdrukkelijke andersluidende vermelding, deze goederen van preferentiële ... oorsprong zijn  (2 39 38 37 36 35 34 33 32 [31][22] dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[23] dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[24]  dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[25] a dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[26] la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[27]  la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[28] e la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[29] Se la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[30]  Se la dichiarazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 20 del protocollo, nel presente spazio va inserito il numero di autorizzazione dell'esportatore. Se, invece, la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore autorizzato, le parole tra parentesi dovranno essere omesse o lo spazio dovrà rimanere bianco.[31] re l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[32] re l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[33] are l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[34] care l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[35] icare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[36] dicare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[37] ndicare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[38] Indicare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".[39]  Indicare l'origine dei prodotti. Se la dichiarazione su fattura si riferisce, integralmente o in parte, a prodotti originari di Ceuta o Melilla ai sensi dell'articolo 39 del protocollo, l'esportatore deve indicarne chiaramente l'origine sulla dichiarazione, apponendo la sigla CM".Versione portogheseO abaixo assinado, exportador dos produtos cobertos pelo presente documento (autorização aduaneira n° ... (1)), declara que, salvo expressamente indicado em contrário, estes produtos são de origem preferencial ...  (2).Versione finlandeseTässä asiakirjassa mainittujen tuotteiden viejä (tullin lupan:o ...  (1)) ilmoittaa, että nämä tuotteet ovat, ellei toisin ole selvästi merkitty, etuuskohteluun oikeutettuja ... alkuperätuotteita  (2).Versione svedeseExportören av de varor som omfattas av detta dokument (tullmyndighetens tillstånd nr. ...  (1)) försäkrar att dessa varor, om inte annat tydligt markerats, har förmånsberättigande ... ursprung  (2).................................................. [40][40]   Se l'informazione è contenuta nel documento stesso, le presenti indicazioni possono essere omesse.(Luogo e data)............................................/ [41][41]   Cfr. l'articolo 19, paragrafo 5 del protocollo. Nei casi in cui non è richiesta la firma dell'esportatore, l'esonero dalla firma implica anche l'esonero dall'indicazione del nome della persona che firma la dichiarazione.(Firma dell'esportatore; e nome e cognome, in forma leggibile, della persona che firma la dichiarazione)Allegato 5A dell'allegato III Dichiarazione del fornitore per prodotti aventi carattere originario nell'ambito di un regime preferenzialeIo sottoscritto dichiaro che le merci elencate nella presente fattura ....................................................(1)sono state prodotte in................................(2) e sono conformi alle norme in materia di origine che disciplinano gli scambi preferenziali tra i PTOM ela Comunità europea.M'impegno a presentare alle autorità doganali, su richiesta, la documentazione comprovante tale dichiarazione....................................................................(3)    ..........................................................................................(4)................................................(5)NotaIl testo all'interno del riquadro, opportunamente compilato in base alle indicazioni contenute nelle note a piè di pagina, costituisce una dichiarazione del fornitore.  Le note non devono essere riprodotte. (1) - Se le merci interessate sono solo alcune di quelle descritte nella fattura, esse devono essere chiaramente indicate o contrassegnate e tale precisazione deve essere inserita nella dichiarazione nel modo seguente:" ............................ descritte in questa fattura e contrassegnate....................sono state prodotte..............................."- Se si fa uso di un documento diverso dalla fattura o da un allegato alla fattura (cfr. articolo 3) il nome del documento utilizzato deve essere riportato al posto della parola "fattura".(2) Comunità, Stato membro o PTOM. Laddove si tratti di uno Stato ACP o di un PTOM, deve essere indicato anche l'ufficio doganale comunitario che detiene il (i) certificato (i) EUR.1 o EUR.2 in questione, fornendo il n. del (dei) certificato (i) o formulario (i) in questione ed eventualmente il relativo numero di registrazione doganale.(3) Luogo e data(4) Nome, cognome e posizione all'interno della società(5) FirmaAllegato 5B dell'allegato III Dichiarazione del fornitore per prodotti che non hanno carattere originario nell'ambito di un regime preferenzialeIo sottoscritto dichiaro che le merci elencate nella presente fattura ....................(1) sono state prodotte in......................(2) e incorporano i seguenti elementi o materiali che non hanno origine comunitaria, ACP o PTOM per gli scambi preferenziali:...................................................................(3)    .......................................................(4)    ................................................(5).......................................................  .................................................. .........................................................................................................  .................................................. ................................................................................................................................................................................................................................................(6)Mi impegno a presentare alle autorità doganali, su richiesta, la documentazione comprovante tale dichiarazione...............................................................................(7)    ...............................................................(8).................................................................(9)NotaIl testo all'interno del riquadro, opportunamente compilato in base alle indicazioni contenute nelle note a piè di pagina, costituisce una dichiarazione del fornitore.  Le note non devono essere riprodotte.(1) - Se le merci interessate sono solo alcune di quelle descritte nella fattura, esse devono essere chiaramente indicate o contrassegnate e tale precisazione deve essere inserita nella dichiarazione nel modo seguente:" ............................ descritte in questa fattura e contrassegnate....................sono state prodotte..............................."- Se si fa uso di un documento diverso dalla fattura o da un allegato alla fattura (cfr. articolo 3) il nome del documento utilizzato deve essere riportato al posto della parola "fattura".(2) Comunità, Stato membro o PTOM.(3) La descrizione deve essere fornita in tutti i casi. La descrizione deve essere adeguata e sufficientemente particolareggiata da permettere la classificazione tariffaria delle merci considerate.(4) Indicare i valori in dogana unicamente nei casi in cui sia richiesto.(5) Indicare il paese d'origine unicamente nei casi in cui sia richiesto. L'origine da fornire deve essere un'origine preferenziale, mentre in tutti gli altri casi deve essere indicata l'origine di "paese terzo".(6) Da aggiungere "e sono state sottoposte alle seguenti operazioni [nella Comunità] [Stato membro] [Stato ACP] [PTOM] ................................."; con una descrizione delle operazioni effettuate, qualora tale informazione sia richiesta.(7) Luogo e data(8) Nome, cognome e posizione all'interno della società(9) FirmaAllegato 6 dell'allegato III Scheda d'informazioneOccorre utilizzare il formulario di scheda d'informazione il cui modello figura nel presente allegato. Detto formulario è stampato in una o più lingue ufficiali nelle quali è redatta la presente convenzione in conformità del diritto interno dello Stato di esportazione.  Le schede d'informazione devono essere compilate in una di tali lingue; se compilate a mano, esse devono essere scritte con inchiostro e a stampatello.  Sulle schede deve figurare un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerle.La scheda d'informazione deve avere il formato A4 (210 x 297 mm), con una tolleranza massima di 8 mm in più e di 5 mm in meno nel senso della lunghezza.  La carta da usare è carta collata bianca per scritture, non contente pasta meccanica, del peso minimo di 65 g/m .Le amministrazioni nazionali possono riservarsi la stampa dei formulari o affidare il compito a tipografie da esse autorizzate.  In quest'ultimo caso, su ciascun formulario devono essere indicati gli estremi dell'autorizzazione.  Su ogni formulario deve figurare il nome e l'indirizzo della tipografia oppure un segno che ne consenta l'identificazione.Comunità europee&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) (2) (3) (4) (5) Per le note vedi a tergoRICHIESTA DI CONTROLLO  //  RISULTATO DEL CONTROLLOIl funzionario doganale sottoscritto chiede il controllo dell'autenticitàe dell'esattezza della presente scheda d'informazione  //  Il controllo effettuato dal funzionario doganale sottoscritto ha permesso di accertare che la presentescheda d'informazione://  a) è stata effettivamente rilasciata dall'ufficio doganale indicato e che le menzioni ivi contenute sono esatte (*)//  b) non risponde ai requisiti di autenticità e di esattezza prescritti (cfr. note accluse) (*)------------------------------------------------------------------------------------------  //  ------------------------------------------------------------------------------------------------(Luogo e data)  //  (Luogo e data)Timbroufficiale  //TimbroUfficiale--------------------------------------------------------------------------  //                           ----------------------------------------------------------------------------------------------------(Firma del funzionario)  //                                                                                (Firma del funzionario)//  (*) Depennare la menzione inutileNOTE(1)      Nome o ragione sociale e indirizzo completo.(2)      Menzione facoltativa.(3) Kg, hl, m3 o altra unità di misura.(4) Si considera che gli imballaggi formino un tutto unico con le merci in essi contenute. Questa disposizione, tuttavia, non si applica agli imballaggi che non sono di tipo abituale per il prodotto imballato e che hanno un proprio valore di utilizzazione a carattere durevole, indipendentemente dalla loro funzione di imballaggio.(5) Il valore deve essere indicato conformemente alle disposizioni riguardanti le norme di origine. &gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;Allegato 7 dell'allegato III Formulario della richiesta di deroga1. Denominazione commerciale del prodotto finito1.1 Classificazione doganale (codice SA)  //  2  Volume annuo previsto delle esportazioni nella Comunità (in peso, numero di pezzi, metri o altra unità)3. Denominazione commerciale dei materiali impiegati originari di paesi terziClassificazione doganale (codice SA).  //  4.  Volume annuo previsto dei materiali impiegati originari di paesi terzi5.  Valore dei materiali impiegati originari di paesi terzi  //  6.  Valore franco fabbrica del prodotto finito7.  Origine dei materiali provenienti da paesi terzi  //  8.  Motivi per i quali la norma d'origine non può essere soddisfatta per il prodotto finito9.  Denominazione commerciale dei materiali da impiegare originari degli Stati ACP, della CE o dei PTOM  //  10.  Volume annuo previsto dei materiali impiegati originari degli Stati ACP, della CE o dei PTOM11. Valore dei materiali da impiegare originari degli Stati ACP, della CE o dei PTOM  //  12.  Lavorazioni o trasformazioni effettuate (senza conseguimento dell'origine) nella CE o nei PTOM sui materiali provenienti da paesi terzi&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;13.  Durata della deroga richiestadal............................... al......................................  //14.  Descrizione dettagliata delle lavorazioni o trasformazioni effettuate nei paesi ACP:  //  15.  Struttura del capitale sociale dell'impresa interessata&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;//  16.  Valore degli investimenti realizzati/previsti//  17.  Personale in organico/previsto18.  Valore aggiunto a seguito delle lavorazioni o trasformazioni effettuate negli Stati ACP:18.1 Manodopera:18.2 Spese generali:18.3 Altre://  20.  Soluzioni previste per evitare in futuro la necessità di una deroga19.  Altre fonti d'approvvigionamento prevedibili per i materiali impiegati  //  21.  OsservazioniNOTE1) Se nelle caselle del formulario non vi è spazio a sufficienza per riportare tutte le informazioni necessarie, è possibile allegare fogli aggiuntivi. In tal caso, la dicitura "cfr. allegato" deve essere inserita nella casella corrispondente.2) Se possibile occorre unire al formulario campioni o illustrazioni (fotografie, disegni, schemi, cataloghi, ecc.) del prodotto finale e dei materiali impiegati.3) Per ogni prodotto oggetto della richiesta deve essere compilato un formulario.Caselle 3, 4, 5, 7: Per "paese terzo" si intende qualsiasi paese non compreso negli Stati ACP, nella Comunità o nei PTOM.Casella 12: Se materiali provenienti da paesi terzi hanno subito lavorazioni o trasformazioni nella Comunità o negli Stati ACP senza conseguire l'origine, prima che vengano sottoposti ad una nuova trasformazione nel PTOM che chiede la deroga occorre indicare il tipo di lavorazione o di trasformazione effettuato nella Comunità o negli Stati ACP.Casella 13: Le date da indicare sono quella di inizio e di fine del periodo nel quale i certificati EUR. 1 possono essere rilasciati nell'ambito della deroga.Casella 18: Indicare la percentuale del valore aggiunto rispetto al prezzo franco fabbrica del prodotto oppure l'importo del valore aggiunto per unità di prodotto.Casella 19: Se esistono fonti alternative di approvvigionamento in materiali, indicare quali e, se possibile, i motivi (costi o altri) per cui tali fonti non sono utilizzate.Casella 20: Indicare gli investimenti o la diversificazione delle fonti d'approvvigionamento previsti affinché la deroga sia necessaria solo per un periodo limitato.ALLEGATO IVRELATIVO ALLE CONDIZIONI DI AMMISSIONE NELLA COMUNITÀ DEI PRODOTTI NON ORIGINARI DEI PTOM CHE SI TROVANO IN LIBERA PRATICA NEI PTOM E AI METODI DI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVAArticolo 1Trasporto diretto1. Il regime preferenziale previsto dalle disposizioni dell'articolo 39 della decisione si applica soltanto ai prodotti, rispondenti ai requisiti del presente allegato, che sono trasportati direttamente tra il territorio dei PTOM e la Comunità senza attraversare altri territori. Tuttavia, il trasporto dei prodotti che costituiscono una sola spedizione non frazionata può effettuarsi attraverso territori diversi da quelli dei PTOM, all'occorrenza con trasbordo o deposito temporaneo in questi territori, a condizione che detti prodotti rimangano sotto la sorveglianza delle autorità doganali del paese di transito o di deposito e non vi subiscano operazioni diverse da quelle di scarico, ricarico o da qualsiasi altra operazione diretta a conservarli in buono stato.2. La prova che sussistono le condizioni di cui al paragrafo 1 è fornita con la presentazione alle competenti autorità doganali di:a) un titolo di trasporto unico per il passaggio dal paese o territorio esportatore fino all'uscita dal paese di transito; oppureb) un certificato rilasciato dalle autorità doganali del paese di transito:i) che fornisca un'esatta descrizione dei prodotti;ii) che indichi le date dello scarico e del ricarico dei prodotti e, se del caso, il nome delle navi o degli altri mezzi di trasporto utilizzati; eiii) che certifichi le condizioni in cui è avvenuta la sosta delle merci nel paese di transito; oppurec) in mancanza dei documenti di cui sopra, qualsiasi documento probatorio.Articolo 2Certificato d'esportazione EXP1. La prova dell'osservanza delle disposizioni dell'articolo 39 della decisione è fornita da un certificato d'esportazione EXP, il cui modello si trova nell'allegato 1 del presente allegato.2. Il certificato d'esportazione EXP viene rilasciato dalle autorità doganali del PTOM esportatore su domanda scritta dell'esportatore o, sotto la responsabilità di quest'ultimo, dal suo rappresentante autorizzato.3. A tal fine, l'esportatore, o il suo rappresentante autorizzato, compila il certificato d'esportazione EXP, il cui modello è riportato all'allegato 1. I formulari devono essere compilati conformemente alle disposizioni del presente allegato. Se vengono compilati a mano, devono essere scritti con inchiostro e in stampatello. La descrizione dei prodotti dev'essere redatta nell'apposita casella senza spaziature. Qualora lo spazio della casella non sia completamente utilizzato, si deve tracciare una linea orizzontale sotto l'ultima riga e si deve sbarrare la parte non riempita.Le domande di certificati d'esportazione EXP devono essere conservate per almeno tre anni dalle autorità doganali del paese o territorio di esportazione.4. L'esportatore che richiede il rilascio di un certificato d'esportazione EXP deve essere pronto a presentare in qualsiasi momento, su richiesta delle autorità doganali del PTOM di esportazione in cui il certificato d'esportazione EXP viene rilasciato, tutti i documenti atti a comprovare che i prodotti da esportare rispondono ai requisiti richiesti per l'emissione di un certificato d'esportazione EXP.Gli esportatori sono tenuti a conservare i documenti giustificativi di cui al presente paragrafo per almeno tre anni.5. Le autorità doganali del PTOM esportatore rilasciano il certificato d'esportazione EXP a condizione che si possa ritenere che i prodotti interessati siano stati immessi in libera pratica e soddisfino le altre condizioni dell'articolo 39 della decisione.6. Le autorità doganali che rilasciano il certificato devono fare tutto il necessario per verificare l'esattezza della domanda. A tal fine, esse hanno la facoltà di richiedere qualsiasi prova e di procedere a qualsiasi controllo dei conti dell'esportatore nonché a tutte le altre verifiche che ritengano opportune. Le autorità doganali che rilasciano il certificato devono inoltre accertarsi che il formulario di cui al paragrafo 3 sia debitamente compilato. Esse verificano in particolare che la parte riservata alla descrizione dei prodotti sia stata compilata in modo da rendere impossibile qualsiasi aggiunta fraudolenta.7. La data di rilascio del certificato d'esportazione EXP dev'essere indicata nella casella 11 del certificato.8. Il certificato d'esportazione EXP è rilasciato dalle autorità doganali e tenuto a disposizione dell'esportatore dal momento in cui l'esportazione ha effettivamente luogo o è assicurata.Articolo 3Rilascio di un duplicato del certificato d'esportazione EXP1. In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato d'esportazione EXP, l'esportatore può richiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato, redatto in base ai documenti d'esportazione in loro possesso.2. Il duplicato così rilasciato deve recare una delle seguenti diciture:"DUPLIKAT", "DUPLICATA", "DUPLICATO", "DUPLICAAT", "DUPLICATE", "ÁÍÔÉÃÑÁÖÏ", "DUPLICADO", "SEGUNDA VIA", "KAKSOISKAPPALE",.3. Le diciture di cui al paragrafo 2 devono figurare nella casella 7, "Osservazioni", del certificato d'esportazione EXP duplicato.4. Il duplicato, sul quale deve figurare la data di rilascio del certificato d'esportazione EXP originale, è valido a decorrere da tale data.Articolo 4Validità dei certificati d'esportazione EXP1. Il certificato d'esportazione EXP ha una validità di quattro mesi dalla data di rilascio nel PTOM di esportazione e deve essere presentato entro detto termine alle autorità doganali del paese d'importazione.2. I certificati d'esportazione EXP presentati alle autorità doganali del paese d'importazione dopo la scadenza del termine di presentazione di cui al paragrafo 1 possono essere accettati, ai fini dell'applicazione del regime, quando l'inosservanza del termine è dovuta a circostanze eccezionali.3. Negli altri casi di presentazione tardiva, le autorità doganali del paese d'importazione possono accettare i certificati d'esportazione EXP se i prodotti sono stati presentati prima della scadenza di tale termine.Articolo 5Presentazione dei certificati d'esportazione EXPI certificati d'esportazione EXP sono presentati alle autorità doganali del paese d'importazione secondo le modalità previste dalle norme vigenti in tale paese. Dette autorità possono richiedere che i certificati d'origine EXP siano tradotti e che la dichiarazione di importazione sia accompagnata da una dichiarazione dell'importatore certificante che i prodotti soddisfano le condizioni previste per l'applicazione della decisione.  MISURE DI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVAArticolo 6Assistenza reciproca1. Il PTOM invia alla Commissione le impronte dei timbri usati e gli indirizzi delle autorità doganali competenti per il rilascio dei certificati d'esportazione EXP, se questi sono diversi da quelli di cui all'articolo 31 dell'allegato VI. Il PTOM effettua il controllo a posteriori dei certificati d'esportazione EXP.A decorrere dalla data in cui le informazioni pervengono alla Commissione i certificati di d'esportazione EXP sono accettati ai fini dell'applicazione del regime previsto.La Commissione trasmette queste informazioni alle autorità doganali degli Stati membri.2. Al fine di garantire la corretta applicazione del presente allegato, i PTOM e la Comunità si prestano reciproca assistenza, tramite le amministrazioni doganali competenti, nel controllo dell'autenticità dei certificati d'esportazione EXP nonché dell'esattezza delle informazioni riportate in tali documenti.Articolo 7Controllo dei certificati d'esportazione EXP1. Il controllo a posteriori del certificato d'esportazione EXP viene effettuato per sondaggio ed ogniqualvolta le autorità doganali del paese importatore nutrano fondati dubbi sull'autenticità del documento o sulla sua conformità alle disposizioni dell'articolo 39 della decisione.2. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, le autorità doganali del paese d'importazione rispediscono alle autorità doganali del PTOM di esportazione il certificato d'esportazione EXP e tutti i documenti commerciali utili, ovvero una copia di questi documenti, indicando, se del caso, i motivi che giustificano un'inchiesta. A corredo della richiesta di controllo, devono essere inviati tutti i documenti e le informazioni ottenute che facciano sospettare che informazioni fornite nel certificato d'esportazione EXP siano inesatte.3. Il controllo viene effettuato dalle autorità doganali del PTOM esportatore. A tal fine, esse hanno la facoltà di richiedere qualsiasi prova e di procedere a qualsiasi controllo dei conti dell'esportatore nonché a tutte le altre verifiche che ritengano opportune.4. Qualora le autorità doganali del paese d'importazione decidano di sospendere l'applicazione del regime ai prodotti in questione in attesa dei risultati del controllo, esse offrono all'importatore la possibilità di svincolare i prodotti, riservandosi di applicare le misure cautelari ritenute necessarie.5. I risultati del controllo devono essere comunicati al più presto alle autorità doganali che lo hanno richiesto. Tali risultati devono indicare chiaramente se i documenti sono autentici e se si possa ritenere che i prodotti in questione soddisfino le disposizioni dell'articolo 39 della decisione.6. Qualora, in caso di ragionevole dubbio, non sia pervenuta alcuna risposta entro dieci mesi dalla data della richiesta di controllo o qualora la risposta non contenga informazioni sufficienti per determinare l'autenticità del documento in questione o il fatto che i prodotti da esportare rispondono ai requisiti richiesti per l'emissione di un certificato d'esportazione EXP, le autorità doganali che hanno richiesto il controllo negano l'applicazione del regime, salvo circostanze eccezionali.7. Qualora dalla procedura di controllo o da qualsiasi altra informazione disponibile emergano indizi di violazioni delle disposizioni del presente allegato, il PTOM effettua, di propria iniziativa o su richiesta della Comunità, le inchieste necessarie o dispone affinché tali inchieste siano effettuate con la dovuta sollecitudine allo scopo di individuare e prevenire siffatte violazioni. La Commissione può partecipare a dette inchieste.8. Le controversie che non sia possibile dirimere tra le autorità doganali che richiedono il controllo e le autorità doganali incaricate di effettuarlo, o che creino un problema di interpretazione del presente allegato, vengono sottoposte al comitato del codice doganale, istituito dal regolamento (CEE) n. 2454/93 del Consiglio (modificato da ultimo dal regolamento (CE) 1662/1999).9. La composizione delle controversie tra l'importatore e le autorità doganali del paese d'importazione è comunque soggetta alla legislazione di tale paese.Articolo 8SanzioniVengono applicate sanzioni nei confronti di coloro che, per fare ammettere determinati prodotti al beneficio del regime previsto, redigano o facciano redigere un documento contenente informazioni inesatte.Articolo 9Zone franche1. I PTOM e gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per evitare che i prodotti oggetto di una transazione in base ad un certificato d'esportazione EXP che, durante il trasporto, sostino in una zona franca situata nel loro territorio siano sostituiti con altre merci o vengano sottoposti a manipolazioni diverse dalle normali operazioni destinate ad evitarne il deterioramento.Articolo 10AllegatiGli allegati del presente allegato costituiscono parte integrante dello stesso.Allegato 1 dell'allegato IVFormulario dei certificati di trasbordo EXP.1Il certificato di trasbordo EXP.1 viene compilato sul formulario il cui modello figura nel presente allegato. Detto formulario è stampato in una o più lingue nelle quali è redatta la presente convenzione. Il certificato è redatto in una di queste lingue in conformità del diritto interno dello Stato di esportazione. Se compilato a mano, esso deve essere scritto con inchiostro e a stampatello.Il certificato deve avere un formato di 210 x 297 mm; è ammessa una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più sulla lunghezza. La carta da usare è carta collata bianca per scritture, non contente pasta meccanica, del peso minimo di 60g/m . Il certificato deve essere stampato con un fondo arabescato di colore verde, in modo da fare risaltare qualsiasi falsificazione eseguita con mezzi meccanici o chimici.Le autorità competenti del PTOM di esportazione possono riservarsi la stampa dei certificati o affidare il compito a tipografie autorizzate. In quest'ultimo caso, su ciascun certificato devono essere indicati gli estremi dell'autorizzazione. Su ogni certificato deve figurare il nome e l'indirizzo della tipografia oppure un segno che ne consenta l'identificazione. Il certificato deve recare inoltre un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.CERTIFICATO DI TRASBORDO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt; (1) Per le merci non imballate, indicare il numero degli oggetti o apporre la dicitura "alla rinfusa".(2) Da compilare solo se richiesto dalle norme in vigore nel paese o nel territorio di esportazione13. Domanda di controllo, da inviare a:  //  14. Risultato del controllo//  Il controllo effettuato ha permesso di constatare che il presente certificato (*)è stato effettivamente rilasciato dall'ufficio doganale indicato e che i dati ivi contenuti sono esatti.non risponde alle condizioni di autenticità e di regolarità richieste (si vedano le allegate osservazioni).È chiesto il controllo dell'autenticità e della regolarità del presente certificato (Luogo e data)Timbro (Firma)(Luogo e data)Timbro (Firma)________________________(*) Segnare con una X la menzione applicabile.NOTEIl certificato non deve presentare né raschiature né correzioni sovrapposte. Le modifiche apportatevi devono essere effettuate cancellando le indicazioni errate ed aggiungendo, se del caso, quelle volute. Ogni modifica così apportata deve essere siglata da chi ha compilato il certificato e vistata dalle autorità doganali del paese o territorio in cui il certificato è rilasciato.Fra gli articoli indicati nel certificato non devono essere lasciate linee in bianco ed ogni articolo deve essere preceduto da un numero d'ordine. Immediatamente dopo l'ultima trascrizione deve essere tracciata una linea orizzontale. Gli spazi non utilizzati devono essere sbarrati in modo da rendere impossibile ogni ulteriore aggiunta.Le merci devono essere descritte secondo gli usi commerciali e con sufficiente precisione per permetterne l'identificazione.DOMANDA PER OTTENERE UN CERTIFICATO DI TRASBORDO DELLE MERCI&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) Per le merci non imballate, indicare il numero degli oggetti o apporre la dicitura "alla rinfusa".DICHIARAZIONE DELL'ESPORTATOREIo sottoscritto, esportatore delle merci descritte sul recto,DICHIARO che queste merci rispondono alle condizioni richieste per ottenere il certificato qui allegato;SPECIFICO di seguito le circostanze che hanno permesso a queste merci di soddisfare a queste condizioni:PRESENTO  i seguenti documenti giustificativi  [42][42]  Per esempio: documenti d'importazione, certificati di circolazione, dichiarazioni del produttore, ecc. relativi ai prodotti messi in opera o alle merci riesportate tal quali.M'IMPEGNO a presentare, su richiesta delle autorità competenti, qualsiasi altro documento giustificativo che dette autorità potranno ritenere necessario per il rilascio del certificato qui allegato; m'impegno inoltre a permettere alle suddette autorità qualsiasi ispezione contabile e qualsiasi controllo del processo produttivo delle merci di cui sopra;RICHIEDO il rilascio del certificato qui allegato per le merci in questione. (Luogo e data)(Firma)ALLEGATO VMOVIMENTI DI RIFIUTI PERICOLOSI E DI RESIDUI RADIOATTIVIProfondamente consapevoli dei rischi specifici connessi con i residui radioattivi, gli Stati membri e le competenti autorità dei PTOM si astengono da qualsiasi pratica di scarico di siffatti residui che attenti alla sovranità di Stati o che costituisca una minaccia per l'ambiente o la salute pubblica in altri paesi. Essi attribuiscono la massima importanza ad un'intensificazione della cooperazione internazionale volta a proteggere l'ambiente e la salute pubblica da questo tipo di rischi. In questa ottica affermano la loro determinazione a contribuire attivamente ai lavori in corso in sede di AIEA ai fini dell'elaborazione di un codice di buona condotta approvato a livello internazionale.In attesa di una definizione più precisa elaborata in tale sede, per "residui radioattivi" si intende qualsiasi materia per la quale non siano previsti impieghi ulteriori e che contenga o sia contaminata da radionuclidi aventi livelli di radioattività o concentrazioni superiori ai limiti che la Comunità ha fissato per il proprio territorio ai fini della protezione della popolazione comunitaria a norma dell'articolo 4, lettere a) e b) della direttiva 80/836/Euratom [43], modificata da ultimo dalla direttiva 84/467/Euratom [44]. Per i livelli di radioattività i limiti vanno da 5x103 Bq per i nuclidi di radioattività elevata a 5x106 Bq per quelli di radioattività debole. Per le concentrazioni, i limiti sono fissati a 100 Bq/g e a 500 Bq/g per le sostanze radioattive naturali solide.[43]  GU L 246 del 17.9.1980, pag. 1.[44]  GU L 265 del 5.10.1984, pag. 4.ALLEGATO VIGLI EURO-INFO CENTRI DI CORRISPONDENZA (EICC)Missioni degli EICCGli EURO-INFO centri di corrispondenza (EICC) espletano le mansioni seguenti nei confronti dei PTOM :divulgare l'informazione comunitaria alle imprese del PTOM ;raccogliere e distribuire alla rete degli EURO-INFO Centri (EIC) le informazioni del PTOM che possono essere utili alle PMI europee ;rispondere alle domande di ordine generale, giuridico, amministrativo, statistico, rivolte dalle imprese del PTOM in merito all'Unione europea ;rispondere alle domande di ordine generale, giuridico, amministrativo, statistico, rivolte dalle imprese della Comunità europea in merito ai PTOM ;Per rispettare al massimo uno spirito di reciprocità in materia di informazione, la Commissione garantisce che le imprese comunitarie possano accedere a informazioni e servizi di assistenza e consulenza riguardanti i PTOM dello stesso tipo di quelli offerti dalla Comunità alle imprese dei PTOM.Strumenti e serviziPer svolgere adeguatamente le sue mansioni, il centro di corrispondenza dispone degli strumenti e dei servizi seguenti :a) documentazione: elenco dei documenti selezionati per una biblioteca di base (da acquisire) ; modalità e costi dell'acquisto ;b) un particolare software (da acquisire) che consenta di avviare e gestire singoli fascicoli per ciascuna questione e condurre ricerche utili su fascicoli precedenti, sulla documentazione esistente e sulle basi di dati ;c) banche dati : elenco delle banche dati accessibili (a pagamento) ; modalità e costi di allacciamento alla rete ;d) formazione: corsi "autoformazione" (da acquisire) ; calendario delle sessioni di formazione (materie comunitarie specifiche, funzionamento degli EIC) ; sessioni di formazione sull'impiego delle basi di dati a pagamento ; conferenza annuale che riunisca tutti gli EIC e gli EICC (per tutte queste attività, le spese di viaggio e soggiorno sono a carico dell'EICC) ;e) accesso ai funzionari dell'amministrazione centrale competenti per ottenere informazioni su materie relative ai settori comunitari ;f) accesso alla banca dati "capitalizzazione" mediante VANS: tale banca dati, alimentata dalla rete EIC, contiene domande/risposte relative a questioni essenzialmente comunitarie, il che prevede fra l'altro che il centro di corrispondenza sia dotato di risorse umane, materiali e finanziarie sufficienti.g) posta elettronica: l'EICC potrà accedere alla posta elettronica e soprattutto a quella della rete EIC.Modalità per la creazione di un EICC1. La richiesta di creazione di un centro di corrispondenza, nonché la scelta della struttura che accoglierà l'EICC è rivolta alla Commissione dalle autorità competenti del PTOM, attraverso i canali di cui all'articolo.2. È stabilita una convenzione tra l'EICC e la Commissione, che prevede fra l'altro che il centro di corrispondenza sia dotato di risorse umane, materiali e finanziarie sufficienti.Criteri di selezione della struttura di accoglienzaPer selezionare la struttura che propone di accogliere il centro di corrispondenza, possono essere adottati i criteri seguenti :l'esperienza della struttura candidata in materia di assistenza e consulenza alle imprese, e un'impostazione di tipo aziendale nei confronti delle PMI ;la rappresentatività presso le imprese del PTOM che richiede un EICC ;la conoscenza delle questioni europee ;la volontà e la capacità di garantire la reciprocità dei servizi forniti alle imprese del PTOM e alle imprese comunitarie ;le possibilità di autonomia finanziaria ;la volontà di integrare nel centro di corrispondenza persone con un'ottima conoscenza dell'inglese o del francese e con esperienza nel campo dell'informatica ;la fornitura di strumenti informatici e di comunicazione conformi alle specifiche fornite ;l'impegno a servire tutte le PMI, senza discriminazione riguardo a status o settore, eventualmente in collaborazione con gli altri EIC o EICC della rete .