CELEX: 52003XG0131(01)
Language: it
Date: 2002-12-19 00:00:00
Title: Atto del Consiglio del 19 dicembre 2002 che modifica lo statuto del personale applicabile ai dipendenti dell'Europol

Avis juridique important

|

52003XG0131(01)

Atto del Consiglio del 19 dicembre 2002 che modifica lo statuto del personale applicabile ai dipendenti dell'Europol  

Gazzetta ufficiale n. C 024 del 31/01/2003 pag. 0001 - 0008

Atto del Consigliodel 19 dicembre 2002che modifica lo statuto del personale applicabile ai dipendenti dell'Europol(2003/C 24/01)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,vista la convenzione che istituisce un ufficio europeo di polizia (convenzione Europol)(1), in particolare l'articolo 30, paragrafo 3,vista l'iniziativa del Regno del Belgio, del Granducato di Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere del consiglio di amministrazione dell'Europol,considerando quanto segue:(1) È opportuno modificare lo statuto del personale applicabile ai dipendenti dell'Europol, quale figura nell'atto del Consiglio del 3 dicembre 1998(2), in seguito denominato "lo statuto del personale", in particolare al fine di stabilire le procedure per la nomina del direttore e dei vicedirettori e per l'esercizio di altri poteri nei loro confronti da parte dell'autorità che ha il potere di nomina.(2) Spetta al Consiglio stabilire all'unanimità le norme dettagliate applicabili ai dipendenti dell'Europol e le successive modifiche,HA ADOTTATO IL PRESENTE ATTO:Articolo 1Lo statuto del personale è modificato come segue:1) l'articolo 1, paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"2. Il presente statuto si applica altresì al direttore e ai vicedirettori dell'Europol, fatte salve le disposizioni della convenzione Europol e se non diversamente previsto nell'allegato 8, che stabilisce disposizioni particolari riguardanti il direttore e i vicedirettori.";2) l'allegato 8 è sostituito(3) dal seguente:"ALLEGATO 8Disposizioni particolari riguardanti il direttore e i vicedirettoriINDICE>SPAZIO PER TABELLA>CAPITOLO 1PROCEDURE DI SELEZIONEArticolo 1Il parere del consiglio di amministrazione sulla nomina del direttore o di un vicedirettore, che deve essere presentato al Consiglio a norma dell'articolo 29, paragrafo 1, della convenzione Europol, è elaborato ai sensi delle disposizioni del presente capitolo.Articolo 21. La selezione per il posto di direttore o vicedirettore dell'Europol persegue l'obiettivo di assicurare all'Europol la collaborazione di persone dotate delle più alte qualità di competenza, rendimento e integrità.2. La procedura di selezione rispetta pienamente i principi sanciti all'articolo 24, paragrafo 1, dello statuto del personale.Articolo 31. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del presente capitolo, il posto di direttore o vicedirettore dell'Europol è ritenuto vacante:- a decorrere dal nono mese precedente la fine del mandato del direttore o vicedirettore,- in seguito alla ricezione da parte del Consiglio di una lettera di dimissioni del direttore o vicedirettore, a norma dell'articolo 14,- in seguito a una decisione del Consiglio relativa alle dimissioni d'ufficio, a norma dell'articolo 15,- in seguito a una decisione del Consiglio relativa alla dispensa dall'impiego nell'interesse del servizio, a norma dell'articolo 16,- in seguito a una decisione del Consiglio relativa al licenziamento, a norma dell'articolo 17,- a decorrere dal nono mese precedente la data in cui il direttore o vicedirettore compie 65 anni,- in seguito al decesso del direttore o vicedirettore.2. Per ciascun posto vacante viene pubblicato dal consiglio di amministrazione un avviso con la descrizione dettagliata della natura del posto, compresa la retribuzione, dei compiti da espletare e delle qualifiche, delle competenze e delle esperienze richieste.Nell'avviso è specificato che i candidati devono presentare al presidente del consiglio di amministrazione una domanda scritta, corredata di un curriculum vitae, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee dell'avviso di cui al primo comma, come precisato nell'avviso stesso.L'avviso contiene inoltre informazioni sulle indagini di sicurezza che devono essere effettuate sul candidato prescelto, ai sensi delle norme in materia di riservatezza adottate a norma dell'articolo 31 della convenzione Europol.Articolo 41. Il consiglio di amministrazione provvede affinché l'avviso di cui all'articolo 3, paragrafo 2, sia pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e in altri mezzi di informazione, compresi i quotidiani e le riviste specializzate nazionali, in modo da assicurare la massima pubblicità in tutti gli Stati membri.2. L'Europol informa le unità nazionali Europol in merito ai posti vacanti di direttore o vicedirettore. Le unità nazionali informano del posto vacante le rispettive agenzie dei loro Stati membri. Le autorità nazionali competenti assicurano che le agenzie e tutto il personale interessato siano informati del posto vacante.3. Per tutti i posti vacanti sono prese in considerazione domande sia interne che esterne.4. L'Europol invia ai candidati un avviso di ricevimento.5. L'Europol informa le unità nazionali Europol delle domande ricevute affinché gli Stati membri possano, per il tramite delle unità nazionali o secondo altre modalità, trasmettere al consiglio di amministrazione un parere sui candidati. Le autorità degli Stati membri che intervengono nella procedura mantengono la massima riservatezza sulle informazioni ricevute.6. Nell'ambito della procedura di ammissibilità, è necessario comprovare, con documentazione rilasciata dallo Stato membro interessato, che un candidato offre le garanzie di moralità richieste per le funzioni inerenti al posto vacante.Articolo 51. Il consiglio di amministrazione nomina una commissione (in seguito denominata: "la commissione"), incaricata di elaborare il parere del consiglio di amministrazione da sottoporre al Consiglio a norma dell'articolo 29, paragrafo 1, della convenzione Europol. La commissione effettua una valutazione iniziale dei candidati.2. Per il posto di vicedirettore, uno dei membri della commissione è il direttore o un suo rappresentante. Inoltre, quattro Stati membri, indicati a tal fine mediante sorteggio dal consiglio di amministrazione, designano un rappresentante quale membro della commissione.3. Per il posto di direttore, cinque Stati membri, indicati a tal fine mediante sorteggio dal consiglio di amministrazione, designano un rappresentante quale membro della commissione.4. I membri della commissione designati a norma dei paragrafi 2 e 3 esercitano le loro funzioni fino al termine della procedura di selezione.5. Qualora vi sia motivo di ritenere che un membro della commissione sia legato da relazioni personali con uno dei candidati al posto, detto membro non partecipa alla procedura di selezione. In tali casi, lo Stato che lo ha presentato propone al consiglio di amministrazione che sia sostituito e designa un altro rappresentante quale membro della commissione.6. Il segretariato del consiglio di amministrazione fornisce il segretariato della commissione.Articolo 61. Nella prima riunione della commissione i membri eleggono al proprio interno un presidente.2. La commissione può richiedere l'assistenza di uno o più consulenti per l'adempimento delle sue mansioni. Tale richiesta è rivolta al presidente del consiglio di amministrazione che decide in materia. I consulenti non hanno lo status di membri della commissione.3. Le mansioni della commissione sono le seguenti:a) procedere a una valutazione iniziale dei candidati, tenendo conto delle loro qualifiche, competenze ed esperienze professionali;b) effettuare colloqui con i candidati;c) riferire al consiglio di amministrazione.Articolo 71. Qualora sia ritenuto necessario, il consiglio di amministrazione può decidere di organizzare una procedura di valutazione specifica per il posto. Il consiglio di amministrazione decide in merito alle necessità specifiche.In tal caso la procedura di valutazione è condotta dalla commissione al fine di valutare le qualifiche e le competenze specifiche dei candidati per il posto in questione.2. La commissione procede a un colloquio con tutti i candidati la cui domanda è ammissibile e che soddisfano i requisiti indicati nell'avviso, al fine di valutare le qualifiche, le competenze e le esperienze richieste e la loro capacità di svolgere le funzioni inerenti al posto vacante. Tali colloqui servono altresì a verificare la conoscenza da parte dei candidati delle lingue ufficiali delle istituzioni dell'Unione europea, in riferimento all'articolo 30, paragrafo 2, della convenzione Europol e all'articolo 1 del presente allegato.3. Qualora la commissione lo ritenga necessario, può aver luogo una seconda serie di colloqui per tutti o alcuni candidati.Articolo 8Le prove e i colloqui si svolgono all'Aia. Le spese di viaggio nonché di vitto ed alloggio sono rimborsate ai candidati, ai membri della commissione e ai consulenti ai sensi delle norme di cui all'allegato 5.Articolo 9Dopo aver completato i colloqui, la commissione redige una relazione debitamente motivata sulle domande ricevute e sulla procedura da essa seguita. La decisione della commissione sulla relazione è presa a maggioranza semplice. Detta relazione è trasmessa al consiglio di amministrazione al più presto dopo i colloqui, unitamente ai curriculum vitae dei candidati la cui domanda è ammissibile e che soddisfano i requisiti indicati nell'avviso.Articolo 101. Il consiglio di amministrazione, basandosi sulla relazione della commissione e sulle eventuali altre informazioni da esso richieste alla stessa, redige un parere da sottoporre al Consiglio.2. Ove lo ritenga necessario, il consiglio di amministrazione può sentire alcuni o tutti i candidati prima di formulare il parere. Qualora nell'elenco dei candidati figuri anche un membro del consiglio di amministrazione, egli non può essere presente al momento della formulazione del parere del consiglio di amministrazione.3. Nel parere il consiglio di amministrazione presenta l'elenco completo dei candidati unitamente ad un elenco ristretto di candidati idonei, corredato del fascicolo completo di ciascuno di detti candidati.4. Il consiglio di amministrazione assicura che i candidati figuranti nell'elenco ristretto soddisfano le condizioni di assunzione previste dall'articolo 24, paragrafo 2, lettera d), e paragrafo 3 dello statuto del personale.5. Il presidente del consiglio di amministrazione trasmette il parere del consiglio di amministrazione al Consiglio affinché quest'ultimo adotti la propria decisione, come previsto all'articolo 29, paragrafo 1, della convenzione Europol, sulla base di tutte le informazioni pertinenti.Articolo 11I membri della commissione, i consulenti nonché i membri del consiglio di amministrazione e gli agenti Europol interessati mantengono la massima riservatezza per quanto riguarda i candidati e i risultati della procedura di selezione.Articolo 12Qualora il mandato del direttore o di un vicedirettore possa essere prorogato a norma dell'articolo 29, paragrafo 1 o paragrafo 2, della convenzione Europol, il consiglio di amministrazione può decidere a maggioranza di derogare alla procedura stabilita dal presente capitolo. In tal caso il consiglio di amministrazione redige, almeno dodici mesi prima della fine del mandato, un parere che invita il Consiglio a rinnovare il mandato. La procedura prevista dal presente capitolo è seguita quando il Consiglio decide di non rinnovare il mandato o non adotta una decisione al riguardo entro tre mesi dalla ricezione del parere del consiglio di amministrazione.CAPITOLO 2CESSAZIONE DAL SERVIZIOArticolo 13La cessazione dal servizio del direttore o di un vicedirettore dell'Europol è determinata:a) dalle dimissioni;b) dalle dimissioni d'ufficio;c) dalla dispensa dall'impiego nell'interesse dell'Europol;d) dal licenziamento in seguito ad un procedimento disciplinare;e) dal collocamento a riposo; oppuref) dal decesso.Sezione 1DimissioniArticolo 141. Il direttore o vicedirettore che desideri dimettersi prima della fine del mandato dichiara in modo inequivocabile per iscritto l'intenzione di porre fine al servizio presso l'Europol proponendo la data dalla quale le sue dimissioni dovrebbero decorrere. La lettera di dimissioni è indirizzata al presidente del Consiglio e una copia al presidente del consiglio di amministrazione.2. Il Consiglio adotta la decisione di conferma delle dimissioni entro due mesi dalla ricezione della lettera di dimissioni. Il Consiglio può tuttavia respingere le dimissioni se alla data di ricezione della lettera è in corso un procedimento disciplinare avverso la persona interessata oppure un siffatto procedimento viene iniziato nei sessanta giorni seguenti.3. Le dimissioni decorrono dalla data fissata dal Consiglio. Questa data non può essere posteriore di oltre tre mesi a quella proposta dall'interessato nella lettera di dimissioni. Tuttavia, il Consiglio può stabilire, se necessario per il buon funzionamento dell'Europol, che le dimissioni non abbiano effetto fino a che il successore abbia assunto il mandato.Sezione 2Dimissioni d'ufficioArticolo 15Il direttore o un vicedirettore può essere dimesso d'ufficio dal Consiglio su richiesta del consiglio di amministrazione, senza preavviso, qualora ricorrano le condizioni di cui all'articolo 95, lettera b) o lettera c), dello statuto del personale.Sezione 3Dispensa dall'impiego nell'interesse dell'EuropolArticolo 161. Il direttore o un vicedirettore può essere dispensato dall'impiego nell'interesse dell'Europol mediante decisione del Consiglio. Il Consiglio prende una siffatta decisione previo parere del consiglio di amministrazione, sentito l'interessato, a maggioranza dei due terzi. La dispensa dall'impiego nell'interesse dell'Europol non ha carattere di provvedimento disciplinare.2. Il direttore o vicedirettore in tal modo dispensato dall'impiego gode, fino alla data prevista per la fine del mandato, delle indennità seguenti:a) per tre mesi, indennità mensile pari allo stipendio base;b) dal quarto al sesto mese, indennità mensile pari all'85 % dello stipendio base;c) per il periodo successivo, indennità mensile pari al 70 % del suo stipendio base.3. Durante il periodo in cui esiste il diritto all'indennità il direttore o vicedirettore non ha diritto all'indennità mensile di disoccupazione di cui all'articolo 59 dello statuto del personale. Qualora il direttore o vicedirettore abbia diritto, dopo tale periodo, all'indennità di disoccupazione a norma dell'articolo 59 dello statuto del personale, il periodo in cui ha diritto all'indennità di cui al paragrafo 2 viene dedotto da quello in cui ha diritto all'indennità di disoccupazione.4. I redditi percepiti dall'interessato, in base ad eventuali nuove funzioni o a una pensione di anzianità a norma dell'articolo 72 dello statuto del personale, durante il periodo in cui riceve un'indennità a norma del paragrafo 2 vengono dedotti dall'indennità prevista al paragrafo 2 nella misura in cui tali redditi, cumulati con detta indennità, superino l'ultima retribuzione complessiva del funzionario, stabilita in base alla tabella degli stipendi in vigore nel primo giorno del mese per il quale deve essere liquidata l'indennità. L'interessato fornisce le prove scritte richieste e informa l'Europol di tutti i fatti che possano incidere sul suo diritto.5. Durante il periodo in cui esiste il diritto all'indennità, l'interessato ha diritto, per se stesso e per le persone coperte dalla sua assicurazione, ai benefici previsti dal regime di assicurazione malattia di cui all'articolo 56, paragrafo 1, dello statuto del personale, a condizione che versi un congruo contributo calcolato in riferimento all'indennità indicata al paragrafo 2 del presente articolo e che non possa essere coperto da un altro regime pubblico contro gli stessi rischi.6. Al termine del periodo di cui al paragrafo 5 si applica, mutatis mutandis, l'articolo 56, paragrafo 2, dello statuto del personale.Sezione 4Licenziamento in seguito ad un procedimento disciplinareArticolo 17Previo espletamento dei procedimenti disciplinari previsti nel capitolo 3, il Consiglio può porre termine al servizio a norma dell'articolo 29, paragrafo 6, della convenzione Europol per motivi disciplinari in caso di grave mancanza agli obblighi ai quali è tenuto il direttore o un vicedirettore, commessa volontariamente o per negligenza.Sezione 5Collocamento a riposoArticolo 18Il direttore o un vicedirettore è collocato a riposo l'ultimo giorno del mese in cui compie il sessantacinquesimo anno di età.CAPITOLO 3PROCEDIMENTI DISCIPLINARISezione 1Sanzioni disciplinariArticolo 191. Qualsiasi mancanza agli obblighi cui il direttore o un vicedirettore è soggetto ai sensi dello statuto del personale o della convenzione Europol, commessa volontariamente o per negligenza, lo espone a una sanzione disciplinare.Tra tali mancanze rientra, fra l'altro, il fatto comprovato di fornire deliberatamente false informazioni circa la sua capacità professionale o circa i requisiti di cui all'articolo 24, paragrafo 2, dello statuto del personale, qualora l'informazione falsa sia stata un fattore determinante per l'assunzione.2. Le sanzioni disciplinari sono le seguenti:a) ammonimento scritto;b) nota di biasimo;c) riduzione dello stipendio base mensile fino al 25 % per un periodo non superiore a sei mesi;d) destituzione con eventuale riduzione o soppressione del diritto alla pensione di anzianità senza tuttavia che tale sanzione produca effetti per le persone a carico del direttore o del vicedirettore.3. In caso di procedimenti disciplinari nei confronti del direttore o di un vicedirettore si applica l'articolo 88, paragrafi da 3 a 6, dello statuto del personale.Articolo 201. Il direttore ha il diritto di emettere un ammonimento scritto o una nota di biasimo nei confronti di un vicedirettore di propria iniziativa senza consultare una commissione di disciplina. L'interessato ne è informato per iscritto ed è sentito dal direttore prima che sia sottoposto a tale sanzione.2. Il consiglio di amministrazione ha il diritto di emettere un ammonimento scritto o una nota di biasimo nei confronti del direttore di propria iniziativa senza consultare una commissione di disciplina. L'interessato ne è informato per iscritto ed è sentito dal consiglio di amministrazione prima che sia sottoposto a tale sanzione.Articolo 21In caso di colpa grave addebitata al direttore o a un vicedirettore, sia che si tratti di una mancanza ai suoi obblighi professionali o di una infrazione delle norme di diritto comune, il consiglio di amministrazione, deliberando alla maggioranza dei due terzi e dopo aver dato all'interessato la possibilità di far valere il suo punto di vista, può sospenderlo immediatamente, alle condizioni stabilite dall'articolo 90 dello statuto del personale. La decisione deve essere scritta e debitamente motivata.Sezione 2Disposizioni particolari per il caso previsto all'articolo 29, paragrafo 6, della convenzione EuropolArticolo 221. Fatto salvo l'articolo 20, il Consiglio può decidere di comminare una delle sanzioni disciplinari di cui all'articolo 19, paragrafo 2, previo espletamento dei procedimenti disciplinari previsti dalla presente sezione.2. I procedimenti disciplinari sono avviati con decisione del consiglio di amministrazione di propria iniziativa dopo aver sentito l'interessato.3. Il consiglio di amministrazione istituisce una commissione di disciplina incaricata di preparare il parere del consiglio di amministrazione circa la necessità di comminare le sanzioni disciplinari di cui all'articolo 19, paragrafo 2, parere che deve essere sottoposto al Consiglio a norma dell'articolo 29, paragrafo 6, della convenzione Europol.4. La commissione di disciplina è composta dai seguenti membri: un rappresentante dello Stato membro che esercitava la presidenza del consiglio di amministrazione alla data in cui il consiglio di amministrazione ha preso la decisione di cui al paragrafo 2, un rappresentante dello Stato membro che esercitava la presidenza immediatamente precedente, un rappresentante dello Stato membro che eserciterà la presidenza immediatamente successiva e i rappresentanti di altri due Stati membri da determinare mediante sorteggio. I rappresentanti sono di grado o anzianità di servizio pari o superiore a quello del direttore o vicedirettore interessati, e non sono nel contempo membri del consiglio di amministrazione. Se possibile, hanno un'esperienza nel condurre procedimenti disciplinari.5. Anche il presidente della commissione di disciplina è determinato mediante sorteggio dal consiglio di amministrazione, ma non può essere il rappresentante dello Stato membro che esercita la presidenza.6. Nei cinque giorni successivi alla costituzione della commissione di disciplina, il direttore o vicedirettore sottoposto a procedimento disciplinare può ricusare uno dei membri della commissione.Entro lo stesso termine i membri della commissione di disciplina possono far valere cause legittime di astensione.Il consiglio di amministrazione procede, qualora decida di accogliere la richiesta di ricusazione o di astensione, a una nuova estrazione a sorte per coprire i posti vacanti, provvedendo affinché non ci sia più di un rappresentante per Stato membro nella commissione di disciplina.7. I membri della commissione di disciplina designati a norma de paragrafi 4 o 6 esercitano tale funzione fino a che la commissione di disciplina ha esaurito le sue funzioni per quanto riguarda il procedimento disciplinare.8. Tuttavia, qualora nel corso del procedimento disciplinare vi sia motivo di ritenere che un membro della commissione di disciplina sia legato da relazioni personali con il direttore o il vicedirettore sottoposto a procedimento o sia fisicamente inidoneo a svolgere le sue funzioni, tale membro non partecipa ai lavori della commissione di disciplina. In tali casi, lo Stato membro che ha proposto il membro propone al consiglio di amministrazione che sia sostituito e designa un altro rappresentante quale membro della commissione di disciplina.9. I membri della commissione di disciplina esercitano il loro mandato in tutta indipendenza. I lavori della commissione di disciplina sono segreti.10. Il segretariato del consiglio di amministrazione fornisce il segretariato della commissione di disciplina.Articolo 231. Alla commissione di disciplina viene sottoposto il rapporto del consiglio di amministrazione in cui devono essere chiaramente specificati i fatti addebitati ed eventualmente le circostanze nelle quali sono stati commessi.2. Il consiglio di amministrazione nomina un rappresentante per il procedimento disciplinare. Tale rappresentante non è membro della commissione di disciplina.3. Il rapporto di cui al paragrafo 1 è trasmesso al presidente della commissione di disciplina che lo porta a conoscenza dei membri di detta commissione e del direttore o vicedirettore sottoposto a procedimento disciplinare.4. Non appena ricevuto detto rapporto, il direttore o vicedirettore sottoposto a procedimento disciplinare ha diritto di ottenere la comunicazione integrale del suo fascicolo personale e di estrarre copia di tutti i documenti pertinenti del procedimento.Articolo 24Alla prima riunione della commissione di disciplina i membri incaricano uno dei membri di svolgere una relazione generale sul caso in questione.Articolo 251. Il direttore o vicedirettore sottoposto a procedimento disciplinare dispone, per preparare la difesa, di un termine di almeno quindici giorni a decorrere dalla data della ricezione della relazione che apre il procedimento disciplinare.2. Dinanzi alla commissione di disciplina il direttore o vicedirettore può presentare osservazioni scritte o orali, citare testimoni e farsi assistere da un difensore di propria scelta.Articolo 26Anche il consiglio di amministrazione ha il diritto di citare testi.Articolo 271. La commissione di disciplina, ove non si ritenga sufficientemente informata sui fatti contestati all'interessato o sulle circostanze nelle quali tali fatti sono stati commessi, può ordinare un'inchiesta in contraddittorio.2. L'inchiesta in contraddittorio è svolta dal relatore. Ai fini dell'inchiesta, la commissione di disciplina può chiedere la trasmissione di ogni documento relativo al caso che le è sottoposto.Articolo 28Sulla base dei documenti presentati e tenuto conto all'occorrenza delle dichiarazioni scritte o orali del direttore o vicedirettore interessato e dei testi, nonché delle risultanze dell'inchiesta eventualmente svolta, la commissione di disciplina formula a maggioranza un parere debitamente motivato sulla sanzione disciplinare che a suo giudizio i fatti addebitati dovrebbero comportare e trasmette il parere al consiglio di amministrazione e al direttore o vicedirettore interessato, entro un mese a decorrere dal giorno in cui il caso è stato sottoposto alla commissione di disciplina. Il termine è prorogato a tre mesi, qualora la commissione di disciplina abbia ordinato un'inchiesta.Articolo 291. Il segretario redige un processo verbale delle riunioni della commissione di disciplina.2. I testi appongono la loro firma al verbale delle loro deposizioni.3. Il parere debitamente motivato di cui all'articolo 28 è firmato da tutti i membri della commissione di disciplina.Articolo 30Le spese cui l'iniziativa del direttore o vicedirettore interessato ha dato luogo nel corso del procedimento disciplinare e, in particolare, gli onorari dovuti al difensore rimangono a carico del direttore o vicedirettore interessato qualora il procedimento disciplinare si concluda con l'irrogazione di una delle sanzioni previste dall'articolo 19, paragrafo 2, lettera c) o d).Articolo 311. Non appena ricevuta la relazione della commissione di disciplina, il consiglio di amministrazione decide se occorra presentare al Consiglio un parere a norma dell'articolo 29, paragrafo 6, della convenzione Europol e, in caso affermativo, formula un parere debitamente motivato sulla sanzione disciplinare, indicata all'articolo 19, paragrafo 2, ritenuta adeguata ai fatti contestati.2. Il consiglio di amministrazione adotta quanto prima possibile la decisione di cui al paragrafo 1. Prima di formulare il parere offre al direttore o vicedirettore interessato la possibilità di essere sentito.3. Il presidente del consiglio di amministrazione trasmette al Consiglio il parere del consiglio di amministrazione, come previsto dall'articolo 29, paragrafo 6, della convenzione Europol, e una copia al direttore o vicedirettore sottoposto a procedimento disciplinare.4. Il consiglio di amministrazione, qualora decida che non occorre presentare al Consiglio un parere a norma dell'articolo 29, paragrafo 6 della convenzione Europol, ha il diritto di emettere un ammonimento scritto o una nota di biasimo a norma dell'articolo 20.Articolo 321. Non appena ricevuto il parere del consiglio di amministrazione il Consiglio decide, a norma dell'articolo 29, paragrafo 6, della convenzione Europol, dopo aver offerto al direttore o vicedirettore interessato la possibilità di far valere il proprio punto di vista, se occorra comminare una sanzione disciplinare.2. Qualora decida che occorre comminare una sanzione disciplinare di cui all'articolo 19, paragrafo 2, nella decisione il Consiglio indica la natura esatta della sanzione, nonché la data dalla quale essa deve essere comminata. La decisione è debitamente motivata e notificata all'interessato e all'Europol.3. Il Consiglio commina la sanzione di cui al paragrafo 1 senza indebito ritardo.Articolo 331. Il procedimento disciplinare può essere riaperto a richiesta del direttore o vicedirettore interessato, in base a fatti nuovi fondati su mezzi di prova pertinenti.2. Qualora la sanzione disciplinare definitiva sia stata comminata dal direttore, la richiesta è rivolta a quest'ultimo. Il direttore decide se accogliere la richiesta del vicedirettore.3. Qualora la sanzione disciplinare definitiva sia stata comminata dal consiglio di amministrazione, la richiesta è rivolta a quest'ultimo. Il consiglio di amministrazione decide se accogliere la richiesta del direttore o vicedirettore.4. Qualora la sanzione disciplinare definitiva sia comminata dal Consiglio, la richiesta è rivolta al consiglio di amministrazione. Quest'ultimo decide se presentare un parere al Consiglio per invitare quest'ultimo ad accogliere la richiesta del direttore o del vicedirettore.CAPITOLO 4MEZZI DI RICORSOArticolo 341. I reclami del direttore o di un vicedirettore ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 2, dello statuto del personale sono presentati all'autorità che ha adottato la decisione definitiva al riguardo e trattati da quest'ultima.2. I ricorsi del direttore o di un vicedirettore dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee ai sensi dell'articolo 93 dello statuto del personale sono ricevibili solo se l'autorità che ha adottato la decisione definitiva al riguardo ha ricevuto un reclamo ai sensi del paragrafo 1 e tale reclamo è stato oggetto di una decisione esplicita o implicita di rigetto. Tuttavia l'interessato, dopo aver presentato un reclamo ai sensi del paragrafo 1, può presentare immediatamente ricorso alla Corte di giustizia delle Comunità europee, alle condizioni di cui all'articolo 93, paragrafo 4, dello statuto del personale.CAPITOLO 5DISPOSIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI IL DIRETTOREArticolo 351. Qualora il direttore desideri esercitare un diritto conferitogli in virtù dello statuto del personale riguardante la sua persona, e il potere di adottare una decisione al riguardo ai sensi dello statuto del personale sia conferito al direttore stesso, egli ne informa il presidente del consiglio di amministrazione. In tal caso il presidente può decidere di sottoporre il caso al consiglio di amministrazione affinché adotti una decisione definitiva.2. Ove il direttore si trovi temporaneamente nell'impossibilità di esercitare le sue funzioni per un periodo superiore a un mese, o il posto del direttore sia vacante, le sue funzioni sono esercitate da un vicedirettore. A tal fine il consiglio di amministrazione indica l'ordine della sostituzione in occasione di ogni nomina di un vicedirettore."Articolo 2Il presente atto entra in vigore il giorno successivo alla sua adozione.Articolo 3Il presente atto è pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Bruxelles, addì 19 dicembre 2002.Per il ConsiglioIl PresidenteL. Espersen(1) GU C 316 del 27.11.1995, pag. 2.(2) GU C 26 del 30.1.1999, pag. 23. Statuto del personale, modificato da ultimo dalla decisione del Consiglio del 13 giugno 2002 (GU C 150 del 22.6.2002, pag. 2).(3) Le disposizioni in materia fiscale della versione originaria dell'allegato 8 dell'atto del Consiglio del 3 dicembre 1998 sono contenute nella decisione del Consiglio di amministrazione dell'Europol del 16 dicembre 1999 (GU C 65 del 28.2.2001, pag. 6).