CELEX: 32001S1357
Language: it
Date: 2001-07-04 00:00:00
Title: Decisione n. 1357/2001/CECA della Commissione, del 4 luglio 2001, recante modifica della decisione n. 283/2000/CECA che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, di larghezza uguale o superiore a 600 mm, non placcati né rivestiti, arrotolati, semplicemente laminati a caldo, originari, tra l'altro, dell'India

5.7.2001           IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     L 182/27
                                  DECISIONE N. 1357/2001/CECA DELLA COMMISSIONE
                                                           del 4 luglio 2001
         recante modifica della decisione n. 283/2000/CECA che istituisce un dazio antidumping definitivo
         sulle importazioni di alcuni tipi di prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati, di
         larghezza uguale o superiore a 600 mm, non placcati né rivestiti, arrotolati, semplicemente
                                        laminati a caldo, originari, tra l'altro, dell'India
         LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
         visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,
         vista la decisione n. 2277/96/CECA della Commissione, del 28 novembre 1996, relativa alla difesa contro
         le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e
         dell'acciaio (1) (di seguito denominata «la decisione di base»), modificata da ultimo dalla decisione
         n. 435/2001/CECA (2), in particolare l'articolo 11, paragrafo 4,
         sentito il comitato consultivo,
         considerando quanto segue:
                                                A. FASI PRECEDENTI DEL PROCEDIMENTO
         (1)     Con decisione n. 283/2000/CECA della Commissione (3), modificata da ultimo dalla decisione n.
                 2113/2000/CECA (4) (di seguito denominata «la decisione definitiva»), il Consiglio ha istituito, tra
                 l'altro, un dazio antidumping definitivo del 10,7 % sulle importazioni di bobine laminate a caldo (di
                 seguito denominate «il prodotto in esame») originarie dell'India, fatta eccezione per le importazioni di
                 alcune società indiane specificamente menzionate a cui si applicava un'aliquota inferiore del dazio o
                 che non erano oggetto di alcun dazio.
                                                        B. PROCEDIMENTO IN CORSO
         (2)     In seguito, la Commissione ha ricevuto una richiesta di avviare un riesame della decisione definitiva
                 relativo ai «nuovi esportatori», ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4, della decisione di base, da parte
                 del produttore esportatore indiano Ispat Industries Ltd (di seguito denominato «la società interes-
                 sata»). Questa società ha affermato di non essere collegata a nessuno dei produttori esportatori
                 indiani oggetto delle misure antidumping in vigore per quanto riguarda il prodotto in esame. Ha
                 inoltre dichiarato di non avere esportato il prodotto in esame nella Comunità durante il periodo
                 iniziale dell'inchiesta (dal 1o gennaio 1998 al 31 dicembre 1998), ma di averlo fatto successivamente.
         (3)     Il prodotto oggetto del presente riesame è lo stesso preso in considerazione nella decisione definitiva.
         (4)     La Commissione ha esaminato le prove presentate dalla società interessata e le ha ritenute sufficienti
                 per giustificare l'avvio di un riesame conformemente alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 4,
                 della decisione di base. Sentito il comitato consultivo e dopo aver dato all'industria comunitaria
                 interessata la possibilità di comunicare le proprie osservazioni, la Commissione ha avviato, con
                 decisione n. 2113/2000/CECA, un riesame della decisione definitiva ai sensi dell'articolo 11, para-
                 grafo 4, della decisione di base per quanto riguarda la società interessata, e ha aperto un'inchiesta.
         (5)     Con la decisione che avvia il riesame, la Commissione ha altresì abrogato il dazio antidumping
                 imposto dalla decisione definitiva per quanto riguarda le importazioni del prodotto in esame
                 prodotto ed esportato nella Comunità dalla società interessata e ha chiesto alle autorità doganali,
                 conformemente all'articolo 14, paragrafo 5, della decisione di base, di adottare misure adeguate per
                 assicurare la registrazione di tali importazioni.
         (6)     La Commissione ha informato la società interessata e i rappresentanti del paese esportatore. Ha
                 inoltre fornito alle altre parti direttamente interessate la possibilità di comunicare le loro osservazioni
                 per iscritto e di chiedere di essere sentite. Nessuna richiesta in tal senso è stata però presentata alla
                 Commissione.
         (1) GU  L  308 del 29.11.1996, pag. 11.
         (2) GU  L  63 del 3.3.2001, pag. 14.
         (3) GU  L  31 del 5.2.2000, pag. 15.
         (4) GU  L  252 del 6.10.2000, pag. 3.
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         (7)  La Commissione ha inviato un questionario alla società interessata e ne ha ricevuto risposta entro il
              termine stabilito. La Commissione ha inoltre raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute
              necessarie ai fini della determinazione del dumping. È stata effettuata una visita di verifica presso la
              sede della società interessata.
         (8)  L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguarda il periodo compreso tra il 1o luglio 1999 e il 30
              giugno 2000 (di seguito denominato «il periodo dell'inchiesta»).
                                                    C. RISULTATI DELL'INCHIESTA
                                                 1. Qualifica di nuovo esportatore
         (9)  L'inchiesta ha confermato che la società interessata non aveva esportato il prodotto in esame durante
              il periodo iniziale dell'inchiesta e che le sue esportazioni nella Comunità erano iniziate in un
              momento successivo a tale periodo.
         (10) Inoltre, la società ha potuto fornire ampia prova del fatto che non era collegata, né direttamente né
              indirettamente, a nessuno dei produttori esportatori indiani soggetti alle misure antidumping in
              vigore per quanto riguarda il prodotto in esame.
         (11) È confermato quindi che la società interessata deve essere considerata un nuovo esportatore ai sensi
              dell'articolo 11, paragrafo 4, della decisione di base e che occorre di conseguenza determinarne il
              margine di dumping individuale.
                                                              2. Dumping
              Valore normale
         (12) Per quanto riguarda il calcolo del valore normale, la Commissione ha determinato in primo luogo,
              per la società interessata, se le sue vendite complessive di bobine laminate a caldo sul mercato
              interno fossero rappresentative rispetto alle sue vendite complessive per l'esportazione nella Comu-
              nità. In conformità dell'articolo 2, paragrafo 2, della decisione di base, le vendite sul mercato interno
              sono state considerate rappresentative in quanto il volume totale di tali vendite realizzate dal
              produttore esportatore corrispondeva ad almeno il 5 % del volume totale delle sue vendite per
              l'esportazione nella Comunità.
         (13) La Commissione ha quindi identificato quei tipi di bobine laminate a caldo venduti dalla società
              interessata sul mercato interno che erano identici o direttamente comparabili ai modelli venduti per
              l'esportazione nella Comunità. L'inchiesta ha dimostrato inoltre che i tipi e le dimensioni del
              prodotto in esame esportato nella Comunità dalla società interessata sono identici o comparabili a
              quelli dei prodotti venduti sul suo mercato interno.
         (14) Per ciascuno dei tipi di prodotto esportati nella Comunità dal produttore esportatore e considerati
              direttamente comparabili ai tipi venduti sul suo mercato interno, si è esaminato se le vendite sul
              mercato interno fossero sufficientemente rappresentative, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2, della
              decisione di base. Le vendite realizzate sul mercato interno di tutti i tipi di prodotto sono state
              considerate sufficientemente rappresentative.
         (15) Si è infine esaminato se le vendite interne di ciascun tipo fossero state realizzate nel corso di normali
              operazioni commerciali, verificando la percentuale di vendite remunerative del tipo di prodotto in
              questione effettuate ad acquirenti indipendenti. Allorché il volume delle vendite del prodotto in
              esame effettuate a prezzi netti pari o superiori al costo di produzione calcolato (di seguito denomi-
              nate «vendite remunerative») rappresentava l'80 % o più del volume complessivo delle vendite e la
              media ponderata del prezzo di quel tipo di prodotto era pari o superiore al costo di produzione, il
              valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivamente applicato sul mercato interno,
              calcolato come media ponderata dei prezzi di tutte le vendite sul mercato interno realizzate nel
              periodo dell'inchiesta, remunerative o no. Quando il volume delle vendite remunerative del prodotto
              in esame rappresentava meno dell'80 % ma almeno il 10 % o più del volume complessivo delle
              vendite, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivo sul mercato interno,
              calcolato come media ponderata dei prezzi applicati alle sole vendite remunerative.
         (16) Quando il volume delle vendite remunerative di qualsiasi tipo di prodotto in esame era inferiore al
              10 % del volume complessivo delle vendite, è stato considerato che il volume delle vendite di questo
              determinato tipo di prodotto era insufficiente per poterne utilizzare il prezzo sul mercato interno ai
              fini della determinazione del valore normale.
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         (17)   Quando non è stato possibile utilizzare i prezzi di un determinato tipo di prodotto venduto sul
                mercato interno dalla società interessata, si è deciso di utilizzare il valore normale costruito invece
                dei prezzi applicati da altri produttori esportatori sul mercato interno o dei prezzi sul mercato
                interno di altri tipi simili di prodotto. Dal momento che la presente inchiesta riguarda un'unica
                società, la prima delle due opzioni non era praticabile. Quanto al ricorso a tipi simili di prodotto, la
                varietà dei diversi tipi di prodotto e dei fattori che li caratterizzano avrebbe richiesto nella fattispecie
                l'applicazione di numerosi adeguamenti, molti dei quali avrebbero dovuto essere basati su stime. È
                stato pertanto considerato che il valore costruito della società interessata rappresentasse una base più
                idonea per la determinazione del valore normale.
         (18)   In seguito ai test di cui sopra, per 33 tipi di prodotto il calcolo del valore normale si è basato sui
                prezzi di vendita effettivi sul mercato interno delle bobine laminate a caldo, mentre per tutti gli altri
                tipi (1006) si è dovuto calcolare il valore normale in base a un valore normale costruito stabilito a
                partire dai costi di produzione dei tipi di prodotto esportati in questione, maggiorati di un congruo
                margine per le spese generali, amministrative e di vendita (di seguito denominate «SGAV») e per il
                profitto, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3, della decisione di base.
         (19)   A tal fine, la Commissione ha esaminato se le SGAV sostenute e i profitti realizzati dalla società
                interessata sul mercato interno costituissero dati attendibili. Le SGAV effettive sostenute sul mercato
                interno sono state considerate attendibili in quanto il volume delle vendite della società interessata
                sul mercato interno poteva essere considerato rappresentativo rispetto al volume delle vendite
                destinate all'esportazione nella Comunità. Il margine di profitto ottenuto sul mercato interno è stato
                determinato sulla base delle vendite interne realizzate nel corso di normali operazioni commerciali.
         (20)   La società interessata ha chiesto un adeguamento del costo di produzione per i costi di avviamento
                dovuti a un basso indice di utilizzazione delle capacità, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5, della
                decisione di base.
         (21)   Si è accertato che sui costi sostenuti dalla società interessata durante il periodo dell'inchiesta ha
                inciso l'uso di nuovi impianti di produzione che hanno richiesto investimenti molto elevati e che
                hanno registrato un basso indice di utilizzazione delle capacità. Si è inoltre stabilito che tale basso
                indice di utilizzazione delle capacità era dovuto in parte ad operazioni di avviamento. Di conse-
                guenza, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5, della decisione di base, la Commissione ha applicato un
                adeguamento per il costo di produzione della società interessata per l'intero periodo dell'inchiesta
                affinché riflettesse i costi effettivi sostenuti negli ultimi tre mesi di tale periodo, che corrispondono al
                momento in cui la società è stata considerata operativa dal punto di vista commerciale ai sensi della
                legislazione indiana applicabile.
                Prezzo all'esportazione
         (22)   Poiché tutte le vendite all'esportazione nella Comunità venivano effettuate ad acquirenti indipendenti
                nella Comunità, il prezzo all'esportazione è stato stabilito in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8,
                della decisione di base, vale a dire sulla base dei prezzi all'esportazione effettivamente pagati o
                pagabili.
                Confronto
         (23)   Ai fini di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, sono stati applicati
                adeguamenti per tener conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, in confor-
                mità dell'articolo 2, paragrafo 10, della decisione di base.
         (24)   Sono stati concessi tutti gli adeguamenti richiesti per le vendite all'esportazione, ad eccezione di
                quello per le commissioni che era stato registrato due volte. Gli adeguamenti si riferiscono ai costi
                per il trasporto interno, altre spese di trasporto, commissioni bancarie, altri oneri e imballaggio.
         (25)   Sono ugualmente state accolte tutte le richieste di adeguamento presentate dalla società interessata
                per le vendite sul mercato interno, ad eccezione di quella per la restituzione dei dazi.
         (26)   L'adeguamento richiesto per la restituzione dei dazi è stato calcolato sulla base dei crediti ottenuti nel
                quadro dello strumento o regime DEPB descritto al considerando 40 della decisione n. 284/2000/
                CECA della Commissione (1) che ha istituito un dazio compensativo definitivo sulle importazioni del
                prodotto in esame originario dell'India. Tale programma dipende dai quantitativi di vendite per
                l'esportazione, a prescindere dal fatto che siano stati versati dazi all'importazione o che siano state
                effettivamente importate materie prime. Dal momento che la società interessata ha importato
                soltanto quantitativi trascurabili di materie prime, non ha potuto dimostrare che le materie importate
                erano state incorporate fisicamente nel prodotto finale venduto sul mercato interno del produttore
                esportatore. Pertanto, non si è potuto concedere questo adeguamento in quanto non sono soddisfatti
                i requisiti previsti dalla decisione di base.
         (1) GU L 31 del 5.2.2000, pag. 44.
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                Margine di dumping
         (27)   In conformità dell'articolo 2, paragrafo 11, della decisione di base, il margine di dumping è stato
                calcolato effettuando il confronto tra la media ponderata del valore normale per ciascun tipo di
                prodotto e la media ponderata del prezzo all'esportazione.
         (28)   Tale media ponderata del margine di dumping calcolato per la società interessata, espressa in
                percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, è pari al 46,5 %.
                                          D. MODIFICA DELLE MISURE OGGETTO DI RIESAME
         (29)   Tenuto conto di quanto precede, si è ritenuto che un dazio antidumping definitivo debba essere
                istituito al livello del margine di dumping accertato, ma che esso, in conformità dell'articolo 9,
                paragrafo 4, della decisione di base, non debba essere superiore al margine di pregiudizio unico a
                livello nazionale stabilito per l'India con la decisione definitiva nell'inchiesta antidumping iniziale.
         (30)   Non è possibile determinare alcun margine di pregiudizio individuale in un riesame relativo ai «nuovi
                esportatori», poiché la portata dell'inchiesta, ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 4, della decisione di
                base, è limitata all'esame del margine di dumping individuale.
         (31)   In conformità dell'articolo 24, paragrafo 1, della decisione n. 1889/98/CECA della Commissione (1) e
                dell'articolo 14, paragrafo 1, della decisione di base, nessun prodotto può essere soggetto nel
                contempo a dazi antidumping e a dazi compensativi al fine di porre rimedio ad una medesima
                situazione risultante da pratiche di dumping oppure dalla concessione di sovvenzioni all'esporta-
                zione. Considerando che devono essere imposti dazi antidumping sulle importazioni del prodotto in
                esame, occorre determinare se e in quale misura il margine di sovvenzione e il margine di dumping
                derivino dalla stessa situazione.
         (32)   Nella fattispecie, si è accertato che tutti gli strumenti o regimi esaminati dall'inchiesta in India
                costituiscono sovvenzioni all'esportazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), della
                suddetta decisione n. 1889/98/CECA. Le sovvenzioni possono in quanto tali incidere sui prezzi
                all'esportazione dei produttori esportatori indiani, dando luogo ad un aumento dei margini di
                dumping. In altri termini, il margine di dumping calcolato è interamente o in parte dovuto
                all'esistenza delle sovvenzioni all'esportazione. In tali circostanze, è necessario adeguare il dazio
                antidumping affinché corrisponda al margine di dumping effettivo rimanente dopo l'imposizione dei
                dazi compensativi volti a controbilanciare l'effetto delle sovvenzioni all'esportazione.
                E. ADEGUAMENTO DEL DAZIO ANTIDUMPING APPLICABILE ALLA JINDAL VIJAYANAGAR
                                                                   STEEL LTD
         (33)   La società Jindal Vijayanagar Steel Ltd ha presentato domanda per essere sottoposta a un riesame
                accelerato, conformemente all'articolo 20 della decisione n. 1889/98/CECA, senza tuttavia chiedere
                un riesame del dazio antidumping ad essa applicabile. In seguito all'apertura di un riesame (2), per
                tale impresa è stata stabilita un'aliquota individuale del dazio compensativo pari al 5,7 %. Dato che,
                ai sensi del considerando 255 della decisione n. 283/2000/CECA, il dazio antidumping viene
                calcolato come la differenza tra il margine di pregiudizio e la sovvenzione all'esportazione determi-
                nati, è necessario adeguare il dazio antidumping applicabile. Il margine di pregiudizio attribuito alla
                Jindal Vijayanagar Steel Ltd è il margine di pregiudizio residuo del 23,8 %. Di conseguenza, il dazio
                antidumping applicabile ai prodotti esportati nella Comunità da tale società deve essere fissato al
                18,1 %.
         (34)   Pertanto, l'aliquota del dazio applicabile al prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corri-
                sposto, tenuto conto inoltre delle conclusioni del parallelo procedimento antisovvenzioni, è la
                seguente:
                                                                                 Margine di       Dazio          Dazio
                                                Margine di       Margine di
                                                                                sovvenzione    compensativo   antidumping
                            Società              dumping         pregiudizio
                                                                              all'esportazione   proposto      da istituire
                                                    (%)              (%)
                                                                                     (%)            (%)            (%)
                Ispat Industries Ltd               46,5             23,8              8,8            8,8          15
                Jindal Vijayanagar Steel Ltd       56,3             23,8              5,7            5,7          18,1
         (1) GU L 245 del 7.9.1998, pag. 3.
         (2) GU C 201 del 14.7.2000, pag. 2.
 ---pagebreak--- 5.7.2001            IT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   L 182/31
                                        F. RISCOSSIONE RETROATTIVA DEL DAZIO ANTIDUMPING
         (35)     Poiché nell'ambito del riesame sono state accertate pratiche di dumping per quanto riguarda la Ispat
                  Industries Ltd, il dazio antidumping applicabile a detta società deve essere riscosso anche retroattiva-
                  mente a decorrere dalla data d'inizio del presente riesame delle importazioni che sono state registrate
                  a norma dell'articolo 3 della decisione n. 2113/2000/CECA.
                                                                    G. IMPEGNO
         (36)     La società interessata, Ispat Industries Ltd, ha offerto un impegno sui prezzi per quanto riguarda le
                  sue esportazioni del prodotto in esame nella Comunità, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1, della
                  decisione di base.
         (37)     Dopo aver esaminato l'offerta, la Commissione ha ritenuto che l'impegno sia accettabile in quanto
                  eliminerebbe gli effetti pregiudizievoli del dumping, in conformità dell'articolo 8, paragrafo 1, della
                  decisione di base. Inoltre, grazie alle dettagliate relazioni periodiche che la società si è impegnata a
                  presentare, la Commissione potrà esercitare un controllo efficace. Infine, la natura del prodotto e la
                  struttura delle vendite della società interessata sono tali che la Commissione ritiene molto limitato il
                  rischio di elusione dell'impegno.
         (38)     Al fine di garantire un effettivo rispetto ed un efficace controllo dell'impegno, al momento della
                  richiesta di immissione in libera pratica nel quadro di un impegno, l'esenzione dal dazio è subordi-
                  nata alla presentazione ai servizi doganali degli Stati membri interessati di una fattura commerciale
                  valida rilasciata dalla Ispat Industries Ltd e contenente le informazioni elencate in allegato. Nel caso
                  in cui non venga presentata una fattura di questo tipo o se questa non corrisponde al prodotto
                  presentato alle autorità doganali, viene riscossa l'appropriata aliquota del dazio antidumping onde
                  garantire l'efficace applicazione dell'impegno.
         (39)     In caso di violazione o di revoca dell'impegno, può essere imposto un dazio antidumping, in
                  conformità dell'articolo 8, paragrafi 9 e 10, della decisione di base.
                                                H. INFORMAZIONE E DURATA DELLE MISURE
         (40)     Alle società interessate sono stati comunicati i fatti e le considerazioni in base ai quali si intende
                  istituire un dazio antidumping definitivo modificato sulle loro esportazioni nella Comunità.
         (41)     Il presente riesame non incide sulla data in cui la decisione n. 283/2000/CECA scadrà a norma
                  dell'articolo 11, paragrafo 2, della decisione di base,
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                                                  Articolo 1
         1.     L'articolo 1, paragrafo 2, della decisione n. 283/2000/CECA della Commissione, è modificato aggiun-
         gendo alla fine della sezione «India» il testo seguente:
                                        Società                              Aliquota del dazio AD  Codice addizionale Taric
         «Ispat Industries Ltd, Park Plaza, 71 Park Street,                          15 %                   A204
         Calcta - 700 016, India
         Jindal Vijayanagar Steel Ltd, Jindal Mansion, 5-A. G.                      18,1 %                  A270»
         Deshmukh Marg, Bombay - 400 026, India
         2.     Il dazio istituito viene riscosso anche retroattivamente sulle importazioni del prodotto in esame
         registrate conformemente all'articolo 3 della decisione n. 2113/2000/CECA.
         3.     Salvo disposizione contraria, si applicano le norme del codice doganale comunitario e della relativa
         legislazione.
 ---pagebreak--- L 182/32          IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     5.7.2001
                                                            Articolo 2
         1.    Le importazioni del prodotto fabbricato ed esportato direttamente (cioè fatturato e spedito) a un
         primo acquirente indipendente operante come importatore nella Comunità dalla Ispat Industries Ltd, codice
         addizionale Taric A204, sono esenti dal dazio antidumping istituito all'articolo 1, a condizione che
         sussistano i requisiti di cui al paragrafo 2.
         2.    Al momento della richiesta di immissione in libera pratica, l'esenzione dal dazio è subordinata alla
         presentazione ai servizi doganali degli Stati membri interessati di una fattura commerciale valida rilasciata
         dalla Ispat Industries Ltd e contenente gli elementi fondamentali elencati in allegato alla presente decisione.
         Per poter beneficiare dell'esenzione dal dazio, inoltre, i prodotti dichiarati e presentati in dogana devono
         corrispondere esattamente alla descrizione della fattura commerciale.
                                                            Articolo 3
         La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
         Comunità europee.
                 La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
                 ciascuno degli Stati membri.
                 Fatto a Bruxelles, il 4 luglio 2001.
                                                                                Per la Commissione
                                                                                    Pascal LAMY
                                                                            Membro della Commissione
 ---pagebreak--- 5.7.2001           IT                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                L 182/33
                                                                   ALLEGATO
         Informazioni da fornire obbligatoriamente nelle fatture commerciali che accompagnano le vendite assoggettate
                                                                  ad impegni
         1. L'intestazione «Fattura commerciale che accompagna merci assoggettate a un impegno»
         2. Il nome della società che rilascia la fattura commerciale
         3. Il numero della fattura commerciale
         4. La data di rilascio della fattura commerciale
         5. Il codice addizionale TARIC con il quale le merci figuranti nella fattura vengono sdoganate alla frontiera comunitaria
            (come specificato nella decisione)
         6. L'esatta descrizione delle merci, compresi:
            — il numero di codice del prodotto della società (ove d'applicazione),
            — il numero di codice del prodotto (quale figura nell'impegno offerto dal produttore esportatore in questione),
            — le specifiche tecniche del numero di codice del prodotto,
            — il codice NC,
            — la quantità (in tonnellate).
         7. La  descrizione delle condizioni di vendita, compresi:
            —   il prezzo per tonnellata,
            —   le condizioni di pagamento applicabili,
            —   le condizioni di consegna applicabili,
            —   sconti e riduzioni complessivi.
         8. Il nome del primo acquirente indipendente operante come importatore al quale la società ha rilasciato direttamente la
            fattura.
         9. Il nome del responsabile della società che ha emesso la fattura commerciale, seguito dalla seguente dichiarazione
            firmata:
            «Il sottoscritto certifica che la vendita per l'esportazione diretta nella Comunità europea delle merci coperte dalla
            presente fattura è effettuata nell'ambito e alle condizioni dell'impegno offerto dalla Ispat Industries Ltd e accettato dalla
            Commissione europea con decisione n. 1357/2001/CECA. Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella
            presente fattura sono complete ed esatte.»