CELEX: C2000/122/11
Language: it
Date: 2000-04-29 00:00:00
Title: Causa C-3/00: Ricorso del governo del Regno di Danimarca contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 6 gennaio 2000

C 122/6                  IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           29.4.2000
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sozial-                   Ricorso del governo del Regno di Danimarca contro
gericht Nürnberg, con ordinanza 22 novembre 1999, nella                   la Commissione delle Comunità europee, proposto il
causa 1) Alfredo Martinez Dominguez, 2) Joaquin Benitez                                             6 gennaio 2000
Urbano, 3) Agapito Mateos Cruz, 4) Carmen Dolores
Calvo Fernandez contro Bundesanstalt für Arbeit, Kinder-                                             (Causa C-3/00)
                              geldkasse
                                                                                                    (2000/C 122/11)
                          (Causa C-471/99)
                                                                          Il 6 gennaio 2000, il governo del Regno di Danimarca,
                                                                          rappresentato dal signor Jørgen Molde, capoufficio presso il
                           (2000/C 122/10)                                ministero degli Esteri, in qualità di agente, con domicilio
                                                                          eletto in Lussemburgo, presso la regia ambasciata danese, 4,
Con ordinanza 22 novembre 1999, pervenuta nella cancelleria               boulevard Royal, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia
della Corte il 9 dicembre 1999, nella causa 1) Alfredo Martinez           delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione
Dominguez, 2) Joaquin Benitez Urbano, 3) Agapito Mateos                   delle Comunità europee.
Cruz, 4) Carmen Dolores Calvo Fernandez contro Bundesan-
stalt für Arbeit, Kindergeldkasse, il Sozialgericht Nürnberg ha           Il ricorrente ha chiesto che la Corte voglia:
sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
seguenti questioni pregiudiziali:                                         — annullare la decisione della Commissione 26 ottobre 1999
                                                                               sulle disposizioni nazionali — notificate dal Regno di
                                                                               Danimarca — relative all’impiego di solfiti, nitriti e nitrati
1) Se l’art. 77, n. 2, lett. b), nel combinato disposto del-                   nei prodotti alimentari;
     l’art. 79, n. 1, del regolamento (CEE) n. 1408/71 (1) debba
     essere interpretato ne senso che i sussidi familiari per figli       — condannare la Commissione alle spese.
     a carico di pensionati, che abbiano acquisito il diritto alla
     pensione in uno Stato membro non solo in base alla
     normativa del medesimo Stato membro, bensı̀ per effetto              Motivi e principali argomenti
     delle disposizioni di coordinamento della normativa euro-
     pea in materia di previdenza sociale, debbano essere                 — Vizi di forme sostanziali
     corrisposti interamente quando il diritto alla pensione nei
     confronti dello Stato diverso da quello di residenza sussista             — Mancata audizione della Danimarca prima dell’adozio-
     per periodi — ovvero a decorrere da un periodo — con                          ne della decisione impugnata.
     riguardo ai quali il diritto ai sussidi familiari, previsti per
     legge nello Stato di residenza, sia venuto meno o non                         E’ stato violato il principio del diritto al contraddittorio
     sussista in conseguenza del superamento di un determinato                     in quanto non è stata data al governo danese la
     limite di età o di una determinata soglia di reddito ovvero                   possibilità di esprimersi in ordine al contenuto o al
     per mancata proposizione della relativa domanda.                              risultato della decisione della Commissione prima della
                                                                                   sua adozione.
2) Se l’art. 78, n. 2, lett. b), nel combinato disposto con                    — Mancata audizione della Danimarca in ordine ad
     l’art. 79, n. 1, del regolamento (CEE) n. 1408/71 debba                       osservazioni di altri paesi.
     essere interpretato nel senso che i sussidi familiari per gli
     orfani di un lavoratore, dipendente o autonomo, deceduto,                     Deve presumersi che tali osservazioni abbiano influito
     soggetto alle normative di più Stati membri, debbano                          sulla decisione della Commissione e la Commissione
     essere interamente corrisposti, qualora il diritto alle pensio-               stessa avrebbe dovuto dare alla Danimarca la possibilità
     ne per orfani in uno di tali Stati membri — alla cui                          di presentare commenti su tali osservazioni che, in una
     normativa il lavoratore sia stato soggetto — non sussista                     certa misura, si fondano su incomprensioni delle
     unicamente in base alla sola normativa dello Stato membro                     norme danesi.
     medesimo né in base alle disposizioni di coordinamento
     della normativa comunitaria in materia sociale e qualora il          — Errori di diritto
     diritto alla pensione per orfani nei confronti dello Stato
     diverso da quello di residenza sussista per periodi —                     — La decisione della Commissione si fonda su un errore
     ovvero a decorrere da un periodo — con riguardo ai quali                      di diritto:
     il diritto alle prestazioni previdenziali previste per legge
     nello Stato di residenza non sussistano ovvero siano venute                   In relazione all’adozione di norme non si può separare
     meno in conseguenza del superamento di un determinato                         la valutazione di una determinata sostanza sul piano
     limite di età o di una determinata soglia di reddito ovvero                   sanitario dalla valutazione delle esigenze tecnologiche
     per mancata presentazione della relativa domanda.                             per la sua utilizzazione. L’utilizzazione di un dato
                                                                                   additivo comporta un rischio potenziale per la salute
                                                                                   delle persone, e la sua utilizzazione può cosı̀ essere
(1) GU L 149 del 5.7.1971, pag. 2.                                                 giustificata nella misura in cui vi sia un’esigenza
                                                                                   tecnologica in tal senso. Quello delle esigenze tecnolo-
                                                                                   giche è pertanto un criterio rilevante nella valutazione
                                                                                   dei motivi di tutela della salute delle persone di cui
                                                                                   all’art. 30 del Trattato e quindi anche all’art. 95, n. 4,
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       del Trattato. Si configura un errore di diritto quando la                nell’applicazione del principio di proporzionalità: il
       Commissione asserisce che tali esigenze tecnologiche                     margine di valutazione stabilito all’art. 95 CEE, implica
       non sono collegate allo scopo della tutela della salute                  un obbligo specifico per la Commissione di basare
       delle persone menzionato all’art. 30 del Trattato. Il                    la sua decisione su un fondamento scientificamente
       governo danese non concorda con il fatto che, quando                     corretto e pienamente chiaro. Ciò non è avvenuto nel
       l’istituzione comunitaria legislatrice ha proceduto ad                   caso di specie. Nella sua decisione, la Commissione si
       una valutazione dell’interesse rilevante ed emana un                     è limitata ad esprimere affermazioni assolutamente
       atto giuridico, gli Stati membri non possano più                         non documentate in ordine alle esigenze tecnologiche.
       legittimamente mettere in discussione la valutazione                     Le norme danesi sono, a differenza dei massimali della
       operata in quanto lo scopo delle disposizioni del-                       direttiva per l’utilizzazione di nitriti e nitrati nei
       l’art. 95, nn. 4 e 6, del Trattato è appunto quello di                   prodotti alimentari, pienamente conformi alle racco-
       dare agli Stati, se lo ritengono necessario, la possibilità              mandazioni del Comitato scientifico per l’alimentazio-
       di mantenere in essere disposizioni nazionali in base                    ne umana (pareri del Comitato del 1990 e del 1995).
       ad una valutazione diversa da quella operata dalle                       Tale circostanza determina una chiara presunzione
       istituzioni comunitarie.                                                 di conformità delle norme danesi al principio di
                                                                                proporzionalità.
   — La decisione della Commissione, per quanto riguarda i                  — La decisione della Commissione, per quanto riguarda i
       nitriti e i nitrati, si basa su un’applicazione errata del               solfiti, è fondata su un errore di diritto, in particolare su
       principio di proporzionalità.                                            un’errata applicazione del principio di proporzionalità.
                                                                                Le norme danesi fissate per prodotti nei quali sono
       Risulta dalla decisione impugnata, da una parte, che la                  permessi i solfiti non sono né arbitrarie né illogiche
       Commissione ritiene che le disposizioni danesi ecceda-                   come asserito della Commissione. La scelta dei prodotti
       no quanto necessario per la tutela della salute delle                    non è arbitraria, in quanto in questo caso si tratta solo
       persone, dall’altra, che le esigenze tecnologiche non                    di un mantenimento in vigore delle norme danesi
       hanno alcuna relazione con lo scopo della tutela della                   vigenti in conformità dell’art. 95, n. 4, del Trattato. Le
       salute delle persone di cui all’art. 30 del Trattato. La                 norme vigenti sono basate su un’accurato esame diretto
       Commissione sembra soltanto ritenere che le disposi-                     ad accertare, da una parte, fino a che punto basse
       zioni danesi costituiscano una non necessaria (super)                    quantità di solfiti soddisfino le esigenze tecnologiche
       tutela della salute delle persone. Pertanto la decisione                 dei diversi prodotti, e, dall’altra, i prodotti per i quali
       della Commissione si fonda su un’errata applicazione                     esistano metodi di conservazione alternativi.
       del principio di proporzionalità. Nella presente contro-
       versia non esiste una scientifica incertezza per quanto
       riguarda il fatto che con l’aggiunta di nitriti e nitrati
       a carni sono prodotte nitrosamine cancerogene. Il                        Le norme danesi sono inoltre proporzionali in quanto
       comitato scientifico dell’Unione europea per l’alimen-                   sono pienamente conformi alle raccomandazioni del
       tazione umana ha ritenuto che non possa essere fissato                   Comitato scientifico per l’alimentazione umana (parere
       un limite minimo, al di sotto del quale non sussistano                   del Comitato del 25 febbraio 1994).
       rischi di cancro con l’assunzione di nitrosamine e
       quindi gli Stati membri debbono avere a fortiori la
       possibilità, in conformità del principio di precauzione,             — La Commissione presuppone erroneamente una
       di adottare disposizioni per la tutela della salute delle                domanda sulla particolare situazione della Danimarca
       persone. Il principio di proporzionalità dev’essere cosı̀                a fondamento della sua decisione.
       interpretato nel senso che esso non osta a norme
       nazionali che, riguardo alla tutela della salute delle
       persone, fissino, per l’uso di nitriti e nitrati nei
                                                                                La questione se esista una situazione particolare in uno
       prodotti alimentari, massimali rispondenti alle esigenze                 Stato membro per giustificare l’applicazione del-
       tecnologiche strettamente necessarie per ottenere il                     l’art. 95, n. 4, del Trattato non rientra nei motivi
       necessario effetto conservante delle carni di cui trattasi
                                                                                indicati in tale norma. Il n. 4 di tale norma menziona
       e garantire l’assenza di rischi microbiologici per la                    soltanto «esigenze importanti di cui all’art. 30 o relative
       salute. Le norme danesi sono fissate in conformità a                     alla protezione dell’ambiente o dell’ambiente di
       tale requisito di proporzionalità e il massimale danese
                                                                                lavoro».
       consente la commercializzazione di prodotti qualora
       l’aggiunta di nitriti e nitrati sia dovuta ad reali esigenze
       tecnologiche.
                                                                            — La decisione della Commissione è basata su una serie
                                                                                di tesi errate e/o carenti in fatto.
       In subordine, esso fa valere che la decisione della
       Commissione si fonda su un palese superamento dei                    — Mancata presa di posizione, violazione dell’art. 95,
       limiti del margine di valutazione della Commissione                      n. 6, del Trattato
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          La Commissione non prende posizione, conformemen-                restrizioni allo stabilimento delle società, specie nel caso delle
          te al n. 6 di tale articolo, sul se le dette norme               filiali, agenzie o controllate delle società di altri Stati membri
          danesi costituiscano uno strumento di discriminazione            in cui le suddette restrizioni non esistono. Nel caso di società
          arbitraria o una restrizione dissimulata nel commercio           gestite da cittadini di paesi terzi, esse si vedrebbero obbligate a
          tra gli Stati membri o se rappresentino un ostacolo al           mutare la composizione dei rispettivi organi di amministrazio-
          funzionamento del mercato interno.                               ne nel caso in cui volessero iscrivere una nave nei registri e
                                                                           costituire una sede stabile in Francia. Pertanto, le condizioni
     — Assenza di motivazione.                                             prescritte dall’art. 3, paragrafo 2, lett. a), b) e c) violano il
                                                                           disposto dell’art. 48 in quanto impongono condizioni relative
                                                                           alla nazionalità ai detentori del capitale e agli organi ammini-
                                                                           strativi delle società che non sono in esse previste e, di
                                                                           conseguenza, non applicano alle società lo stesso trattamento
                                                                           previsto per le persone fisiche per quanto riguarda la libertà di
                                                                           stabilimento al momento dell’iscrizione di una nave nei
                                                                           registri. Benché tali disposizioni si applichino in modo indiscri-
                                                                           minato alle società francesi e a quelle degli altri Stati membri
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                      della CEE, esse violano le disposizioni degli artt. 43 e 48. Detti
  tro la Repubblica francese, proposto il 6 gennaio 2000                   articoli sono altresı̀ violati dai paragrafi 3 e 4 dell’art. 3, nonché
                                                                           dall’art. 3.1, paragrafi 1 e 2, in quanto facenti rinvio all’art. 3,
                                                                           paragrafo 2.
                           (Causa C-4/00)
                          (2000/C 122/12)
Il 6 gennaio 2000 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dai signori Frank Benyon, consigliere giuridico,
e Bernard Mongin, membro del servizio giuridico, in qualità di
agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor
Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, ha                     Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee            tro la Banca centrale europea, presentato il 14 gennaio
un ricorso contro la Repubblica francese.                                                                   2000
La Commissione delle Comunità europee conclude che la                                                (Causa C-11/00)
Corte voglia:
                                                                                                     (2000/C 122/13)
1. dichiarare che, mantenendo in vigore gli artt. 3 e 3.1 della
     legge n. 67-5 relativa alle navi e agli altri galleggianti
     marittimi e l’art. 219 del codice doganale, come modificati           Il 14 gennaio 2000, la Commissione delle Comunità europee,
     dalla legge n. 96-151 del 26 febbraio 1996 sui trasporti, la          rappresentata dai signori Christiaan Timmermanns, direttore
     Repubblica francese è venuta meno agli obblighi che le                generale aggiunto del servizio giuridico, Hans Peter Hartvig e
     incombono in forza degli artt. 43 e 48 del Trattato CE;               Ulrich Wölker, consiglieri giuridici, in qualità d’agenti, con
                                                                           domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez
2. condannare la Repubblica francese alle spese.                           de la Cruz, membro del servizio medesimo, Centre Wagner,
                                                                           Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
                                                                           Comunità europee un ricorso contro la Banca centrale europea.
Motivi e principali argomenti
                                                                           La Commissione delle Comunità europee conclude che la
                                                                           Corte voglia:
L’art. 3, paragrafo 2, terzo comma, lett. a), b) e c), della legge
n. 67-5 stabilisce che gli armatori organizzati in società
debbono soddisfare taluni requisiti di nazionalità per quanto              — annullare la decisione del consiglio dei governatori della
riguarda da un lato i membri degli organi amministrativi e di                   Banca centrale europea 7 ottobre 1999 concernente la
gestione delle società stesse [n. 2, lett. a), b) e c)] e, dall’altro           prevenzione delle frodi (1);
lato, i detentori del capitale [n. 2, lett. c)]. Gli Stati membri
devono applicare alle società che rispondano ai criteri di cui             — condannare la Banca centrale europea alle spese.
all’art. 48 del Trattato lo stesso trattamento previsto per le
persone fisiche cittadine degli altri Stati membri, anche quando
la maggior parte dei membri del consiglio di amministrazione               Motivi e principali argomenti
non sia cittadino di uno Stato membro della Comunità o la
società sia costituita da cittadini di uno Stato terzo o con
capitali provenienti da paesi terzi o ancora sia una controllata           Violazione del regolamento CE del Parlamento europeo e
di una società madre di uno Stato terzo. Le limitazioni citate             del Consiglio n. 1073/1999, relativo alle indagini effettuate
relative al controllo degli organi amministrativi costituiscono            dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF):