CELEX: C2003/112/25
Language: it
Date: 2003-05-10 00:00:00
Title: Causa C-111/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Svezia, presentato il 12 marzo 2003

10.5.2003               IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          C 112/15
Motivi e principali argomenti                                            Il Regno del Belgio si chiede, infine, se il regolamento
                                                                         impugnato non debba essere annullato per violazione del
                                                                         Trattato, essendo il regolamento basato su un erroneo fonda-
                                                                         mento normativo. Infatti, il Trattato prevede un fondamento
—    Violazione del regolamento (CE) del Consiglio n. 994/98             normativo specifico per l’azione della Comunità nel settore
                                                                         dell’occupazione. Considerato che il regolamento di delega del
     (in prosieguo: il «regolamento di delega»). Infatti, il
     regolamento (CE) della Commissione n. 2204/2002 (in                 Consiglio consentiva di delegare alla Commissione il potere di
     prosieguo: il «regolamento impugnato»), non rispettereb-            attuare azioni nel settore dell’occupazione, tale regolamento
     be il regolamento di delega nella parte in cui non                  dovrebbe essere parimenti dichiarato illegittimo, ponendosi in
     realizzerebbe alcuno degli obiettivi di trasparenza e di            contraddizione con le disposizioni del Trattato di Amsterdam
     certezza del diritto perseguiti dal regolamento di delega.          che non consentono tale delega di poteri per mezzo di un
     Il regolamento impugnato non sarebbe anzitutto chiaro               regolamento del Consiglio.
     quanto alle fattispecie alle quali si applicherebbe, in
     considerazione dell’esistenza parallela di linee guida e di
     orientamenti che la Commissione potrebbe applicare
     simultaneamente agli aiuti all’occupazione. In secondo
     luogo, il regolamento impugnato non sarebbe nemmeno
     chiaro quanto alle norme stesse ivi contenute. Infine, la
     mancanza di chiarezza riguarderebbe anche i provvedi-
     menti rientranti nella sfera d’applicazione dell’art. 87,
     n. 1, del Trattato CE per i quali l’applicazione del
     regolamento costituisce necessario presupposto. Infatti, il
     regolamento impugnato sembra dover trovare applicazio-
     ne anche nei confronti di misure generali, vale a dire
     misure generali adottate a livello regionale, mentre misure
     di tal genere avrebbero dovuto essere escluse d’ufficio             Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     dalla sfera d’applicazione dell’art. 87, n. 1, del Trattato             tro il Regno di Svezia, presentato il 12 marzo 2003
     CE.
—    violazione del principio di sussidiarietà, in quanto non si                                  (Causa C-111/03)
     sarebbe tenuto conto della struttura costituzionale del
     Belgio, ragion per cui ogni singola azione di un’autorità
     regionale, esclusivamente competente nel settore dell’oc-
     cupazione, sarebbe stata considerata specifica e, conse-                                      (2003/C 112/25)
     guentemente, ricompresa nella sfera d’applicazione del
     regolamento impugnato.
—    violazione del principio di non discriminazione, in quanto
     sarebbero stati mantenuti i regimi di aiuti precedenti già
     autorizzati, introducendo peraltro al tempo stesso un               Il 12 marzo 2003 la Commissione delle Comunità europee,
     regime nettamente più severo per i nuovi aiuti; lasciando           rappresentata dalla sig.ra L. Ström e dal sig. A. Borders, in
     sussistere, in tal modo, due regimi in parallelo diametral-         qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
     mente diversi, operanti a seconda della data di attuazione          proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
     dell’aiuto, il regolamento impugnato produrrebbe pari-              un ricorso contro il Regno di Svezia.
     menti una violazione del principio di non discriminazio-
     ne, che costituirebbe un principio generale di diritto da
     rispettare, in linea generale, nell’attuazione della politica
     dell’amministrazione comunitaria e, in particolare, in
     materia di concorrenza e di aiuti di Stato. Lasciando               La ricorrente conclude che la Corte voglia:
     intatti i regimi di aiuti precedentemente autorizzati, il
     regolamento impugnato creerebbe pertanto una discrimi-
     nazione tra le imprese che beneficeranno degli aiuti                1.    dichiarare che il Regno di Svezia, mantenendo un sistema
     concessi sulla base dei regimi precedenti e le altre che, per             di previa dichiarazione e di controllo sanitario degli
     effetto del nuovo regime, riceveranno necessariamente                     importatori di taluni prodotti alimentari di origine anima-
     aiuti più esigui.                                                         le, è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti ai
                                                                               sensi dell’art. 5 della direttiva del Consiglio 11 dicembre
                                                                               1989, 89/662/CEE, relativa ai controlli veterinari applica-
—    violazione del principio di proporzionalità, in quanto tale               bili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della
     mancanza di trasparenza, di chiarezza e di coerenza                       realizzazione del mercato interno ( 1);
     del testo legislativo renderebbe difficile, per non dire
     impossibile agli Stati membri l’attuazione di una vera
     politica dell’occupazione.                                          2.    condannare il Regno di Svezia alle spese.
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Motivi e principali argomenti                                               industrielle du Peloux già «Sodequip Isolation» contro Société
                                                                            Axa Belgium già Axa Royale Belge e a, la Cour d’appel de
                                                                            Grenoble, sezione competente per le materie commerciali, ha
La normativa svedese in materia di previa dichiarazione                     sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee la
obbligatoria (Livsmedelsverkets kungörelse del 25 dicembre                  seguente questione pregiudiziale:
1998, SLV FS 1998:39) è in contrasto con l’obiettivo della
direttiva 89/662 nella parte in cui i controlli veterinari e di
altro genere effettuati in altri Stati membri non vengono                   Se l’assicurato beneficiario di un contratto d’assicurazione per
riconosciuti. È vero che la direttiva 89/662 consente di
                                                                            conto [di chi spetta], concluso tra un contraente dell’assicura-
effettuare controlli a campione, ma tale possibilità non può                zione (sottoscrittore) e un assicuratore aventi entrambi domici-
essere invocata da uno Stato membro per controllare l’effettiva             lio nello stesso Stato membro, possa essere vincolato dalla
applicazione di un’altra normativa da parte degli altri Stati
                                                                            clausola che attribuisce competenza alle autorità giurisdizionali
membri. L’art. 3 della direttiva 89/662 dispone che, oltre ai               di detto Stato, quando l’assicurato non abbia personalmente
controlli veterinari ufficiali degli stabilimenti di origine, le
                                                                            approvato tale clausola, il danno si sia verificato in un altro
autorità competenti possono procedere a regolari controlli                  Stato membro, e l’assicurato abbia altresì citato, dinanzi ad
degli stabilimenti al fine di verificare che i prodotti rispondano          un’autorità giurisdizionale di quest’ultimo Stato, assicuratori
ai requisiti comunitari ovvero a quelli dello Stato membro di
                                                                            aventi domicilio nello stesso.
destinazione. Peraltro, l’art. 5, n. 1, lett. b), della direttiva 89/
662 dispone che i prodotti sono esclusi dalla libera circolazione
ove non rispondano ai requisiti di etichettatura e di documenti
di accompagnamento.
La Svezia ha osservato che l’obbligo di previa dichiarazione
previsto dalla propria normativa sarebbe necessario per garan-
tire l’attuazione di strumenti di protezione speciali controlo le
salmonellosi all’atto dell’introduzione di taluni prodotti animali
in Svezia. A tale riguardo, la Commissione ha rilevato che la               Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
direttiva 89/662 offre a tutti gli Stati membri strumenti                      tro la Repubblica francese, proposto il 13 marzo 2003
sufficienti per adottare tutte le misure necessarie qualora da
un controllo a campione risulti un’infrazione alle norme
comunitarie. In tal senso, l’art. 8, n. 1, della direttiva prevede
la procedura da applicare quando lo Stato di destinazione rilevi                                     (Causa C-113/03)
infrazioni.
                                                                                                      (2003/C 112/27)
( 1) GU L 395, pag. 13.
                                                                            Il 13 marzo 2003, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            rappresentata dai sigg. Ch. Giolitto e M. Shotter, in qualità di
                                                                            agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto,
                                                                            dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un
                                                                            ricorso contro la Repubblica francese.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour
d’appel de Grenoble, sezione competente per le materie
commerciali, con ordinanza 20 febbraio 2003, nella causa                    La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
Société financière et industrielle du Peloux già «Sodequip                  voglia:
Isolation» contro Société Axa Belgium già Axa Royale
                             Belge e a.
                                                                            —     dichiarare che la Repubblica francese, non avendo assicu-
                                                                                  rato che la portabilità dei numeri non geografici sia
                         (Causa C-112/03)                                         disponibile al più tardi il 1o gennaio 2000, come previsto
                                                                                  dall’art. 12, n. 5, della direttiva 97/33/CE ( 1), modificata
                                                                                  dall’art. 1, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e
                          (2003/C 112/26)                                         del Consiglio 24 settembre 1998, 98/61/CE, per quanto
                                                                                  concerne la portabilità del numero di operatore e la
                                                                                  preselezione del vettore ( 2) è venuta meno agli obblighi
                                                                                  ad essa incombenti in forza di tale direttiva;
Con ordinanza 20 febbraio 2003, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 13 marzo 2003, nella causa Société financière et             —     condannare la Repubblica francese alle spese.