CELEX: C1999/086/42
Language: it
Date: 1999-03-27 00:00:00
Title: Ricorso proposto l'11 gennaio 1999 dalla ESF Elbe- Stahlwerke Feralpi GmbH contro la Commissione delle Comunità europee (Causa T-6/99)

C 86/22                 IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                 27.3.1999
Ð annullare la decisione della Commissione europea con                 Ricorso proposto l'11 gennaio 1999 dalla ESF Elbe-
     la quale si considerano gli assegni per figli a carico ai         Stahlwerke Feralpi GmbH contro la Commissione delle
     sensi dell'art. 67, n. 3, versati dal gennaio 1997 al giu-                              ComunitaÁ europee
     gno 1998 per un importo complessivo di 181 446.-                                          (Causa T-6/99)
     LUF come un indebito, e con la quale l'istituzione si
     ritiene autorizzata, in applicazione dell'art. 85 dello                                   (1999/C 86/42)
     Statuto e sulla base dell'art. 43 dell'Allegato VIII allo
     Statuto, a recuperare il detto importo prelevandolo
     dalla pensione di vecchiaia versata mensilmente dalla                             (Lingua processuale: il tedesco)
     stessa Commissione europea alla ricorrente;
                                                                       L'11 gennaio 1999 la ESF Elbe-Stahlwerke Feralpi GmbH,
Ð dichiarare illegittima, quando non ingiustificata, la                Riesa, Repubblica federale di Germania, con l'avv. Wolf
     misura, adottata dalla Commissione, di sospensione                Michel Kühne, dello studio Sozietät Schürmann & Partner,
     dell'assegno per figli a carico a favore della ricorrente,        Francoforte sul Meno e Milano, con domicilio eletto
     ai sensi dell'art. 67, n. 3, dello Statuto del personale,         presso lo studio degli avv.ti Schaeffer, Hengel, Dennewald
     in data 14 luglio 1998;                                           & Hellenbrand, 12, Avenue de la Porte-Neuve, Lussem-
                                                                       burgo, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado
Ð dichiarare illegittima e ingiustificata l'applicazione               delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la Commissione
     data dalla Commissione alla regola della ripetizione              delle ComunitaÁ europee.
     dell'indebito prevista all'art. 85 dello Statuto del per-
     sonale;
                                                                       La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
Ð condannare la Commissione europea a rimborsare alla
     ricorrente gli importi ritenuti sulla sua pensione di vec-        1. ordinare alla Commissione, ai sensi dell'art. 23 dello
     chiaia dal mese di luglio 1998, fino alla concorrenza                  Statuto CECA della Corte, di esibire al Tribunale tutti
     di 181 446.- LUF;                                                      i documenti (proposte, protocolli ecc.) che documen-
                                                                            tano le circostanze dell'emanazione dell'impugnata
                                                                            decisione,
Ð condannare la Commissione europea alle spese del
     procedimento.
                                                                       2. autorizzare la ricorrente a prendere visione della docu-
Motivi e principali argomenti                                               mentazione esibita,
La ricorrente, dipendente in pensione, ha un figlio colpito            3. dichiarare nulla la decisione della Commissione
da grave malattia. Ella percepisce dal 30 giugno 1993 un                    11 novembre 1998 sugli aiuti della Germania a favore
assegno per figlio a carico raddoppiato, conformemente                      della ESF Elbe-Stahlwerke Feralpi GmbH, Riesa, Sas-
all'art. 67, n. 3, dello Statuto, poicheÂ il figlio vive con i              sonia,
genitori. In occasione di una verifica della domanda di
prolungamento dell'erogazione di tale assegno, la Commis-
sione ha constatato che il figlio della ricorrente eÁ sposato          4. condannare la Commissione alle spese di causa.
dal 1991, e ha quindi adottato le decisioni impugnate.
                                                                       Motivi e principali argomenti
A sostegno del suo ricorso, la ricorrente invoca la viola-
zione:
                                                                       Con la controversa decisione venivano dichiarati incompa-
Ð dell'art. 67, n. 3, dello Statuto, in quanto una deci-               tibili con la decisione 2496/96/CECA e col mercato
     sione presa in base a questo articolo dev'essere debita-          comune per il carbone e per l'acciaio l'investimento sup-
     mente motivata;                                                   plementare di 8,173 milioni di DM, l'investimento aggiun-
                                                                       tivo di 1,236 milioni di DM e la garanzia di 12 milioni di
                                                                       DM contenente un elemento di aiuto di Stato, che la Ger-
Ð del principio generale di motivazione delle decisioni                mania aveva concesso nel 1995 alla ricorrente, un'impresa
     amministrative;                                                   siderurgica. Veniva inoltre accertato che l'elemento di
                                                                       aiuto di Stato della garanzia concessa alla fine del 1994
Ð del principio dell'irretroattivitaÁ di una decisione ammi-           per i crediti di 7,2 milioni di DM e 4,8 milioni di DM per
     nistrativa, salvo il ricorrere di circostanze eccezionali         la costituzione di fondi aziendali non era stato autorizzato
     debitamente motivate, e                                           e sarebbe pertanto pure in contrasto con la sopramenzio-
                                                                       nata decisione e il mercato comune.
Ð dell'art. 85 dello Statuto, essendosi applicate le dispo-
     sizioni di tale articolo laddove non erano dimostrate,            La ricorrente deduce la violazione del Trattato, la viola-
     nel caso di specie, le condizioni della sua applicabilitaÁ.       zione delle norme giuridiche di esecuzione del Trattato e,
                                                                       rispettivamente, uno sviamento di potere secondo l'acce-
                                                                       zione dell'art. 33, n. 1, del Trattato CECA.
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La Commissione avrebbe riconosciuto che, il prodotto                       ricorrente anteriormente all'emanazione del regola-
finito fabbricato dalla ricorrente, e cioeÁ le barre per                   mento medesimo da parte del Consiglio sulla base dei
cemento armato come prodotto derivante dalla successiva                    poteri ad esso attribuiti dal Trattato CE; e
lavorazione a freddo di un prodotto semilavorato, cioeÁ la
vergella, non rientra tra i prodotti ai sensi dell'allegato 1
del Trattato CECA (definizione dei termini «carbone e                 Ð condannare il Consiglio alle spese.
acciaio»). Secondo il codice 4400 dell'allegato 1 rientra in
tale posizione semplicemente la «vergella» come prodotto
finito risultante dalla conclusione della fase di lavorazione         Motivi e principali argomenti
a caldo dei laminati d'acciaio. Le «barre in cemento
armato» sono assoggettate alla normativa quadro relativa
                                                                      Nel 1993, la ricorrente, produttore di borse in pelle, stipu-
a determinati settori dell'acciaio che non rientrano nel
                                                                      lava un accordo con la Lucci Creation Limited, societaÁ
Trattato CECA, dove eÁ stato deliberatamente contemplato
                                                                      con sede ad Hong Kong e stabilimenti in Cina, ai fini della
il «tiraggio» di «vergelle».
                                                                      produzione delle proprie borse in pelle. Tali prodotti veni-
                                                                      vano fabbricati utilizzando pellami ed altri materiali
Nella misura in cui la Commissione, con l'impugnata deci-             acquistati dalla detta societaÁ da fornitori europei.
sione applica il Trattato CECA anche alle sovvenzioni per
attivitaÁ, che non rientrano sotto tale Trattato (art. 81 del
Trattato CECA letto congiuntamente con l'allegato 1),                 Con regolamento (CE) n. 209/97 (1) la Commissione impo-
non solo pone in essere un'interpretazione del Trattato ma            neva un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni
opera un mutamento del Trattato stesso senza attenersi                nella ComunitaÁ di borse originarie della Repubblica popo-
alla procedura all'uopo prevista (art. 81, n. 2, o art. 95,           lare cinese. Successivamente, con regolamento (CE)
n. 1, del Trattato CECA). Inoltre la Commissione eÁ                   n. 1567/97 (2), il Consiglio imponeva un dazio antidum-
incorsa in sviamento di potere in quanto la stessa ha ecce-           ping definitivo.
duto nelle sue competenze relative all'applicazione
dell'art. 4 lett. c), del Trattato CECA e del codice sugli
                                                                      Il 5 novembre 1998, veniva emanato il regolamento del
aiuti all'acciaio per aver esteso la detta sua competenza ad
                                                                      Consiglio (CE) n. 2380/98 (3), ora impugnato dalla ricor-
attivitaÁ produttive che non rientrano nell'allegato 1
                                                                      rente. Tale regolamento confermava che negli accordi con-
all'art. 81 del Trattato CECA, senza prendere in considera-
                                                                      clusi tra la Lucci Creation Limited non si ravvisava alcun
zione la procedura prevista dall'art. 81, n. 2, o 95.
                                                                      dumping e che, conseguentemente, ad entrambe veniva
                                                                      applicato un margine individuale di dumping pari allo
Infine la ricorrente censura l'inammissibile effetto retroat-         0,0 %.
tivo della decisione, la violazione del legittimo affidamento
come pure del divieto di discriminazione.
                                                                      La richiesta di applicazione retroattiva di tali margini di
                                                                      dumping veniva peraltro respinta sulla base di un duplice
                                                                      rilievo:
                                                                      Ð la natura delle misure adottate in esito alla riapertura
      Ricorso della Medici Grimm KG contro Consiglio                       delle indagini, consistente nel disporre per il futuro e
     dell'Unione europea, presentato l'11 gennaio 1999
                        (Causa T-7/99)                                Ð il «bonus ingiustificato» che i produttori ed esportatori
                        (1999/C 86/43)                                     che avevano cooperato nelle indagini avrebbero rice-
                                                                           vuto malgrado la mancata cooperazione nell'indagine
                                                                           iniziale.
                (Lingua processuale: l'inglese)
L'11 gennaio 1999, la societaÁ Medici Grimm KG, rappre-               Nel periodo compreso tra il 3 agosto 1997 e il 6 novembre
sentata dall'avv. Robert M. MacLean, solicitor, dello stu-            1998 la ricorrente versava a titolo di dazi antidumping la
dio Cameron McKenna e Paul McGarry, con domicilio                     somma complessiva di 1 456 452 DM.
eletto in Lussemburgo presso lo studio degli avvocati
Arendt e Medernach, 8-10, rue Mathias Hardt, ha propo-
                                                                      La ricorrente sostiene che il regolamento impugnato debbe
sto dinanzi al Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ
                                                                      essere annullato nella parte in cui non prevede effetti
europee un ricorso contro il Consiglio dell'Unione euro-
                                                                      retroattivi e, quindi, il rimborso dei dazi antidumping ver-
pea.
                                                                      sati dalla ricorrente, alla luce delle seguenti considerazioni:
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                                                                      il Consiglio avrebbe violato:
Ð annullare parzialmente il regolamento del Consiglio
     (CE) 3 novembre 1998, n. 2380, nella parte in cui il             Ð regole giuridiche basilari relative all'applicazione del
     Consiglio avrebbe omesso di prevedere la possibilitaÁ di              Trattato CE, violando principi fondamentali e disposi-
     rimborso retroattivo dei dazi antidumping versati dalla               zioni espresse del regolamento del Consiglio (CE)