CELEX: C2004/284/38
Language: it
Date: 2004-11-20 00:00:00
Title: Causa T-299/04: Ricorso del sig. Abdelghani Selmani contro Consiglio dell'Unione europea e Commissione delle Comunità europee, presentato il 7 luglio 2004

20.11.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 284/18
            
         Ricorso del sig. Abdelghani Selmani contro Consiglio dell'Unione europea e Commissione delle Comunità europee, presentato il 7 luglio 2004
   (Causa T-299/04)
   (2004/C 284/38)
   Lingua processuale: l'inglese
   Il 7 luglio 2004, il sig. Abdelghani Selmani, residente in Dublino, Irlanda, rappresentato dall'avv. C.Ó Briain, solicitor, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo delle Comunità europee un ricorso contro il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità europee.
   Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare l'art. 2 del regolamento del Consiglio n. 2580/2001/CE (1) nonché l'art. 1 della decisione del Consiglio 2004/306/CE (2), nella parte in cui si applicano o pretendono di applicarsi al ricorrente;
            
         
               —
            
            
               annullare tutte le decisioni del Consiglio emanate sulla base del regolamento n. 2580/2001 e produttive degli stessi effetti della decisione 2004/306/CE, nella parte in cui si applicano o pretendono di applicarsi al ricorrente;
            
         
               —
            
            
               annullare, all'occorrenza, l'art. 2 della posizione comune del Consiglio 2001/931/PESC (3), l'art. 1 della posizione comune del Consiglio 2004/500/PESC (4), nonché tutte le posizioni comuni del Consiglio emanata sulla base della posizione comune 2001/931/PESC, in tutti i casi in cui si applicano o pretendono di applicarsi al ricorrente;
            
         
               —
            
            
               in subordine, dichiarare la nullità dei menzionati provvedimenti nella parte in cui si applicano e pretendono di applicarsi al ricorrente;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   La posizione comune del Consiglio 2001/931/PESC è stata adottata al fine di attuare la risoluzione del Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite 1373(2001), con cui tutti gli Stati sono stati invitati ad impedire il finanziamento di operazioni terroristiche, in particolare mediante il congelamento di fondi e risorse di persone che possano essere implicate in tali operazioni. Il regolamento n. 2580/2001 è stato emanato al fine di dare attuazione a tale posizione comune. L'art. 2 prevede il congelamento dei fondi appartenenti a persone implicate nelle attività terroristiche, di cui il Consiglio ha redatto un elenco ai sensi dell'art. 2, n. 3. La decisione del Consiglio 2004/306/CE redige tale elenco ivi includendo il nome del ricorrente, cittadino algerino. Conseguentemente, i fondi del ricorrente in Irlanda, paese in cui il ricorrente risiede ed in cui gli è stato concesso lo status di rifugiato, sono stati congelati.
   A sostegno della domanda di annullamento dei provvedimenti impugnati, il ricorrente deduce che il Consiglio non era competente, a norma degli artt. 60 CE, 301 CE e 308 CE, ad adottare l'art. 2 del regolamento n. 2580/2001 e l'art. 1 della decisione 2004/306/CE e che il Consiglio e la Commissione hanno operato un'erronea applicazione dei poteri derivanti da tali disposizioni. Secondo il ricorrente, inoltre, l'elenco dei nominativi contenuti nella decisione 2004/306/CE non è stata redatto conformemente alle disposizioni di cui all'art. 1, n. 4, della posizione comune 2001/931/PESC. Il ricorrente ritiene, inoltre, che il Consiglio non era competente, a termini degli artt. 15 UE e 34 UE, ad adottare le posizioni comuni 2001/931/PESC e 2004/500/PESC, le quali, a parere del ricorrente stesso, sono in contrasto con i detti articoli e con il Trattato CE in generale.
   Il ricorrente ritiene parimenti che le misure impugnate violino i principi fondamentali del diritto comunitario e, in particolare, i principi di sussidiarietà, di proporzionalità e di rispetto dei diritto fondamentali. Egli afferma inoltre che il Consiglio e la Commissione non hanno indicato motivi validi per cui i provvedimenti ritenuti necessari non potevano essere adottati individualmente da ogni singolo Stato membro.
   
      (1)  Regolamento (CE) del Consiglio 27 dicembre 2001, n. 2580, relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il terrorismo (GU L 344, pag. 70).
   
      (2)  Decisione del Consiglio 2 aprile 2004, 2004/306/CE, che attua l'art. 3, n. 3, del regolamento (CE) n. 2580/2001 relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il terrorismo, e che abroga la decisone 2003/902/CE (GU L 99, pag. 28).
   
      (3)  Posizione comune del Consiglio 27 dicembre 2001, 2001/931/PESC, relativa all'applicazione di misure specifiche per la lotta al terrorismo (GU L 344, pag. 93).
   
      (4)  Posizione comune del Consiglio 17 maggio 2004, 2004/500/PESC, che aggiorna la posizione comune 2001/931/PESC relativa all'applicazione di misure specifiche per la lotta al terrorismo e che abroga la posizione comune 2004/309/PESC (GU L 196, pag. 12).