CELEX: 51989DC0278
Language: it
Date: 1989-06-02 00:00:00
Title: MEMORANDUM SULL' INDUSTRIA MINERARIA NELLA COMUNITA'

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                             C0M(89)278 def.
                                            Bruxelles, 2 giugno 1989
   MEMORANDUM SULL'INDUSTRIA MINERARIA NELLA COMUNITÀ1
              (presentato dalla Commissione)
 ---pagebreak---                             -4-
             MEMORANDUM SULL'INDUSTRIA MINERARIA NELLA COMUNITÀ'
INTRODUZIONE
Il presente memorandum è stato elaborato in seguito alla richiesta, rivolta
alla Commissione dal Consiglio dei ministri nel dicembre 1988, d'iniziare
uno studio sui problemi minerari nella Comunità formulando,alla luce delle
conclusioni, eventuali proposte di azioni.
Dal 1975, data dell'ultima comunicazione della Commissione sull'approvvigio-
namento di materie prime della Comunità, a livello europeo si sono adottate
due grandi categorie d ' iniziative relative all'industria mineraria :
(i)     La prima categoria comprende iniziative politiche e di riflessione.
        Il Parlamento europeo ha adottata in tal senso due risoluzioni
        sull'attività mineraria: la prima (1), del marzo 1982, era relativa
        all'approvvigionamento comunitario,in particolare, di materie prime
        minerali e vegetali. La seconda (2), adottata nel giugno 1986,
        trattava della valorizzazione delle risorse minerarie della Comunità.
        Nei dibattiti sulla seconda risoluzione, la Commissione si è impegnata
        a realizzare uno studio sui dati del rendimento dell'industria
        mineraria nella Comunità. Tale studio, iniziato nel giugno 1987,
        riguarda tutte le attività relative ai minerali non energetici in
        tutti gli Stati membri. Data l'ampiezza della tematica, lo studio
        è stato conclusa soltanto nel marzo 1989.
(1) Relazione Moreau
(2) Relazione Ippolito
 ---pagebreak---                               - 2 -
  (ii)   La seconda categoria d'inziative comunitarie degli ultimi anni
         risulta dai passi politici concreti effettuati nei settori della
         ricerca, della politica esterna e dello sviluppo, nonché nello
         appoggio a vari progetti particolari nella Comunità stessa. Nel
         campo della ricerca, si è trattata in particolare del capitolo
         "materie prime" dei programmi quadri di ricerca e sviluppo. A
         livella esterno, si tratta essenzialmente dell'attuazione pratica
         del SYSMIN, i cui interventi si sono realizzati in Zaire, Zambia,
         Guinea, Giamaica, Guyana, Mauritania, Liberia, Ruanda e Niger.
         La BEI, da parte sua, è intervenuta in Papuasia-Nuova Guinea,
         mentre la CECA è intervenuta a favore del progetta di minerali di
         ferro a Carajas (Brasile). Si sono fatti notevoli sforzi per
         promuovere lo sviluppo dell'industria mineraria all'interno della
         Comunità stessa. Oltre ai programmi di R&S per le materie prime,
         la BEI ha fornito un prestito per la miniera di rame e stagna di
         Neves Corvo e la Commissione ha cofinanziato uno studio sull'ammoder-
         namento delle miniere di tungsteno in Portogallo. Si sono accordati
         prestiti CECA per vari progetti nei Paesi Bassi (forni per la
         calcinazione di molibdeno) e in Grecia (forni ài ferro-cromo).
         Il Fondo europeo di sviluppo regionale ha pure fornito un contributo
         significativo allo sviluppa dell'industria mineraria nelle regioni
         più sfavorite della Comunità : tra il 1985 e il 1988 il FESR ha
         cofinanziato 39 singoli progetti d'investimento minerario in
         Danimarca, Rep. fed. di Germania, Italia, Grecia, Spagna e Regno
         Unito. L'aiuto complessivo del FESR a tali progetti è stato di
         10,6 Mio di ECU. Inoltre, alcuni programmi nazionali d'interesse
         comunitaria e le operazioni di sviluppa integrato,finanziate
         dal FESR, hanno previsto misure dirette e indirette di finanziamento
         dell'Industria mineraria. E' da sottolineare in tale contesto che
         il FE5R potrebbe dare un contributo più ampio allo sviluppo del
         settore minerario nelle regioni meno favorite della Comunità,
         se gli Stati membri con un potenziale mineraria dimostrassero
         l'interesse che attribuiscano allo sviluppo delle attività minerarie
         dando laro maggiore importanza nei piani di sviluppo regionale e
         di riconversione che presentano alla Commissione. Da sottolineare
         infine che il meccanismo comunitario dei prestiti per promuovere lo
         sfruttamento minerario nella Comunità, benché adottato nel dicembre
         198*», non ha mai avuto una datazione di bilancia.
Dall'esame di tale perioda si nota che la Comunità persegue una certa
politica mineraria orientata in particolare verso una diminuzione del
livello di dipendenza nei confronti dei minorali connessi ad attività
di tecnologia avanzata. Al contempo, risulta che la politica comunitaria
è stata in gran parte orientata verso paesi terzi.
Nello stesso perioda, tuttavia, i successivi ampliamenti della Comunità
hanno modificato profondamente il profila dell'economia mineraria comu-
nitaria.    I tre nunvi Stati membri dispongono di un potenziale minerario
 ---pagebreak---                              - 3 -
reale, con prospettive concrete di Futuro. Le riserve iberiche di pirite,
di cui la miniera di IMeves Corvo è considerata il sito minerario più
interessante, almeno in Europa, ne rappresentano un'illustrazione tipica.
Anche le riserve di bauxite, di cromo e nichel in Grecia, la qualità
dei minerali di tungsteno in Portogallo e i giacimenti d'oro della
penisola iberica e della Scozia giustificano reali speranze.
Questo nuovo profilo dell'economia mineraria della Comunità contrasta
con il fatto che, in molti Stati membri, la miniera continua ad essere
considerata un settore in perdita di velocità irreversibile, condannata
in ogni caso a svolgere un ruolo sempre più marginale nell'approvvigio-
namento globale della Comunità. Il primo a priori riflette male la realtà
di un settore in cui il progresso tecnologico degli ultimi anni è stato
assai rapido, mentre il secondo non regge ad un'analisi un po' più
approfondita.
(i)     Anzitutto, per l'insieme dei metalli, le miniere della Comunità
        coprono in media un quarto del fabbisogno comunitario, il che è
        lungi dall'essere trascurabile, in particolare in termini di
        bilancia commerciale. Per i minerali industriali le riserve
        coprono in generale la quasi totalità del fabbisogno, se non
        addirittura lo superano. Il cromo, per esempio, è l'unico metallo
        per cui non si è finora trovata alcun prodotto di sostituzione e
        per il suo approvvigionamento la Comunità dipende essenzialmente
        dall'Africa del Sud e dall'URSS, ma le riserve accertate in Grecia
        potrebbero fare di tale paese, alle condizioni attuali del mercato,
        il maggior produttore europeo accanto alla Turchia e all'Albania;
(ii)    inoltre, le miniere fanno parte di una struttura industriale che
        comprende evidentemente l'industria a valle, ma che è estesa
        anche alla fornitura di attrezzature minerarie che, per mantenere
        o sviluppare le proprie vendite a livello mondiale, hanno bisogno
        delle miniere europee in qualità di laboratori e di sedi di
        dimostrazione;
(iii)   infine, nel valutare l'importanza economica delle imprese minerarie
        europee, non ci si deve.limitare al solo.peso delle loro attività
        sul territorio della Comunità, ma si deve tener conto anche della
        funzione internazionale di queste imprese, le quali determinano in
        forma quanto mai diretta la sicurezza di approvvigionamento della
        economia europea. A tale riguardo, la condizione principale per^
        la sopravvivenza delle imprese europee è la loro concorrenzialità
        internazionale, che a sua volta - in un momento in cui sembra
        delinearsi una ripresa degli investimenti minerari internazionali -
        dipende in ampia misura da condizioni adeguate di accesso alle
        risorse.
La struttura e la natura degli interventi della Comunità nel settore
minerario durante gli ultimi anni, come pure i recenti sviluppi, potrebbero
 ---pagebreak---                              - 4 -
giustificare un riesame della situazione nel settore minerario comunitario
e una rivalutazione della politica attuata nella Comunità. Il presente
memorandum si propone di contribuire a tale riesame, esponendo successi-
vamente il significato economico del settore minerario nella Comunità
(parte 1), quindi l'analisi (parte 2) dei principali problemi del settore,
nonché le soluzioni possibili. Nelle conclusioni si presenta una valutazione
finale.
1. SIGNIFICATO ECONOMICO DELL'INDUSTRIA MINERARIA NELLA COMUNITÀ'
Non si è ancora completata la valutazione della portata economica
delle attività minerarie non energetiche nella Comunità, dato chs si
devono ancora tenere riunioni a livello nazionale nella Repubblica
federale di Germania, in Belgio e in Italia. Tuttavia, i dati disponibili
permettono una valutazione globale realistica delle varie cameristiche
del settore :
(i) La produzione raggiunge in media (1986-1987) circa 12 Mrd di ECU. La
struttura in base alla cifra d'affari rivela il netta predominio, nel
settore comunitario, delle pietre ad usa industriale (cfr. Tabella 1).
Tabella 1 : Struttura in valore comparato della produzione mineraria
            nella Comunità (media 1986-1987)
                       CEE                    USA               CANADA        1
  Minerali
  metallici      0,850 Mrd di ECU (7%)    5,425  (25%)       3,400 (7VIQ
  Minerali non
  metallici .    3,400 Mrd di ECU (28%))
                                       V16,275    (75%)      i,200 (26%)
  Pietre ad uso
  industriale    8,000 Mrd di ECU (65%)J
  TOTALE        12,250 Mrd di ECU        21,700 Mrd di ECU   4,600 Mrd di ECU
 ---pagebreak---                              - 5 -
ii) In materia di occupazione, i dati provvisori registrano più o meno
200 000 persone, ma è difficile separare nettamente, per i minerali non
metallici e le pietre ad usa industriale, il personale strettamente
connesso alle attività minerarie da quello addetto alla trasformazione
dei prodotti. Nell'attuale stadia dell'analisi, la ripartizione probabile
indica ancora il predominio del settore delle pietre ad uso industriale
 (60%) sugli altri minerali non metallici (30%) e non ferrosi (10%). A
titolo comparativa si ricorda che in Canada, nel 1986, l'occupazione in
miniera per i materiali non energetici ern di 38 150 unitàri cui il
68% per i non ferrosi e il 32% per i non metallici.
(iii) Per quel che riguarda il commercio estero, gli scambi extracomunitari
di prodotti minerari non energetici(esclusi i minerali di ferro) registrano
un disavanzo commerciale di 3,650 Mrd di ECU (1986), così ripartito :
2,300 per i non ferrosi, 1,100 per i non metallici e 0,250 per le pietre
ad usa industriale. Gli scambi intracomunitari sono stati nel 1986 di
1,850 Mrd di ECU, di cui 1,150 per i minerali non metallici e 0,350 rispet-
tivamente per i non ferrosi e per le pietre ad uso industriale.
Il commercio globale intra-ed extracomunitario di tali prodotti minerari
ammonta a 9 Mrd di ECU, di cui 4,4 per i non metallici^ 3,3 per i non
ferrosi e 1,2 per le pietre ad uso industriale.
Questi scambi dipendano evidentemente dalla notevole dipendenza della
Comunità e dall'interesse potenziale, da un lato, di diminuire e/o
diversificare l'approvvigionamento proveniente da paesi terzi mediante
maggiore autonomia e, dall'altro, di aumentare la competitività sul mercato
mondiale di alcuni prodotti comunitari (bauxite, wolframite, magnesite,
concentrati di metalli di base).
2.    I PRINCIPALI PROBLEMI DELL'INDUSTRIA MINERARIA EUROPEA
2.1    La prospezione
I problemi che si registrano con maggiore frequenza al livella della
prospezione sono attribuiti in genere a due ordini di cause :
- un'insufficiente informazione sulle risorse e i giacimenti e procedure
   di concessione delle licenze di prospezione troppo macchinose, lente
   e. restrittive;
- la mancanza d'incentivi fiscali e di un regime incentrato sul profitto
   a livella mondiale.
(i) Le conoscenze geologiche
La principale carenza riscontrata nel settore è la mancanza di mezzi di
finanziamento degli istituti geologici nazionali per perforazioni ritenute
utili per portare le conoscenze ad un grado tale da provocare l'interesse
e l'impegno finanziario a rischio dell'industria privata. Si suggerisce
spesso che i programmi comunitari di RSS dovrebbero avere una funzione
più attiva in questo settore.
 ---pagebreak---                            - 6 -
(ii) Le procedure di concessione di licenze di prospezione
Anche se la situazione è diversa da uno 5tato membro all'altro,le
procedure di autorizzazione di prospezioni sono spesso lente e macchinose,
A ciò si aggiunge una certa insicurezza a livella giuridico per
quanta riguarda i diritti ulteriori di sfruttamento. E' un settore
tipica di competenza nazionale o regionale, salvo quando si creino
discriminazioni vietate dal Trattato.
Tuttavia, un esame comune dei problemi da parte degli Stati membri e
della Commissione potrebbe costituire un utile confranto delle
esperienze, che incoraggerebbe le amministrazioni nazionali nei loro
sforzi di adattare le rispettive leggi e procedure ai bisogni attuali.
(ili) La mancanza di adeguati incentivi fiscali
Notevoli disparità a livello fiscale tra l'interno e l'esterno della
Comunità creano distorsioni nelle decisioni d'investimento degli
operatori minerari. In particolare vari paesi terzi, Çra cui il Canada,
permettono la detrazione fiscale dei costi di prospezione a livello
internazionale. Di fatto, una società mineraria canadese che effettui
perforazioni in vari paesi esteri è autorizzata a detrarre i costi
delle perforazioni improduttive dal reddito imponibile ricavato dalle
sue miniere.
L'industria europea ritiene che tali differenze dei regimi fiscali
portino le imprese minerarie della Comunità a creare società nei
suddetti paesi terzi, come ha fatto di recente la Metallgesellschaft.
Come nel caso precedente, gli Stati membri e la Commissione dovrebbero
procedere ad un esame comune di questa problema.
 ---pagebreak---                             - 7 -
(iv) Gli aiuti alla prospezione sul territorio comunitario
Dopo vari anni di esame, nel 1984 il Consiglio ha adottato il regolamento
proposto dalla Commissione che prevede la concessione di prestiti,
rimborsabili in caso di sfruttamento di un giacimento, per la prospezione
sul territorio comunitario. Tuttavia, appellandosi alla relativa pletora
di materie prime ed ai problemi comunitari di bilancio, due Stati membri
si sono sempre opposti all'adozione del bilancio.
Da allora, la situazione ha registrato una notevole evoluzione :
anzitutto, due ampliamenti successivi hanno arricchito di molto il
potenziale minerario della Comunità, come attestano recenti scoperte in
Grecia e in Portogallo e fra poco in Spagna. Inoltre, a causa della
precedente pletora di materie prime e della recessione, il livello dei
prezzi delle materie prime ha portato a un numero esagerato di chiusure
di miniere, cosicché attualmente si registrano per la maggior parte dei
metalli una relativa penuria e tensioni sui prezzi.
La Commissione ritiene che la prospezione mineraria non debba essere
un'attività congiunturale. Qualsiasi cosa succeda, l'industria
comunitaria avrà sempre bisogno di materie prime e lo sfruttamento
del sottosuolo della Comunità, se redditizia, contribuisce in modo non
trascurabile alla sua sicurezza di approvvigionamento e all'equilibrio
delle bilance commerciali. In ogni caso, la Commissione ritiene che ogni
incoraggiamento in tale settore deve evitare di rendere artificiosamente
favorevoli i dati di rendimento dei progetti minerari. Il regolamenta
proposto nel 1984 richiede di fatto una partecipazione finanziaria molto
considerevole degli operatori privati ed esclude che questi si lancino
in operazioni rischiose.
La Commissione ritiene la sua proposta di regolamento tuttora adatta
alle attuali circostanze e suggerisce che il Consiglia accolga favorevolmente
le richieste di Spagna, Italia, Irlanda, Grecia e Portogallo di rendere
operativa il regolamento del dicembre 1984.
2.2   Lo sfruttamento
I problemi descritti per le procedure di autorizzazione sono ancora più
acuti per lo sfruttamento, in particolare a causa dell'ambiente, e
riguardano non solo le chiusure ma anche l'inizio dello sfruttamento
di miniere. Vi sono anche problemi fiscali in materia di ammortamento,
di detrazioni dall'imponibile ("carryback"), di accantonamenti per fondi
di licenziamento e di riconversione del personale al termine dello
sfruttamento e per fluttuazioni dei corsi delle materie prime e anche
delle monete. Spesso, poi, gli oneri sociali riflettono regimi non più
adatti alla situazione attuale dell'industria mineraria.
 ---pagebreak---                              - 8 -
 (i) Le procedure di autorizzazione dello sfruttamento
 Le procedure di autorizzazione dello sfruttamento di miniere, più
 che per ogni attività industriale, richiedono talvolta vari anni.
 In generale l'attuale iter amministrativo non favorisce una politica
 mineraria dinamica, sia per l'apertura di nuovi giacimenti sia per
 la chiusura di quelli non più redditizi per il loro grada di esaurimento
 o a causa di concorrenza sleale.
 Un primo miglioramento potrebbe consistere nel raggruppare le condizioni
 previste dalle diverse autorità pubbliche, locali, regionali e nazionali,
 in particolare in materia di ambiente, pur permettendo una modulazione
 a livello locale, in particolare appunto in materia di ambiente, e
un'accelerazione delle procedure legali; si dovrebbero anche riesaminare
 le procedure relative all'abbandono dei lavori in miniera.
E' evidente la necessità di salvaguardare l'ambiente, specialmente nel
caso delle miniere a cielo aperto. Nondimeno, la Commissione ritiene
che le condizioni per semplificare e coordinare meglio le procedure
di autorizzazione siano già previste nella direttiva 85/337 relativa alla
valutazione dell'incidenza di alcuni progetti sull'ambiente, e che
questa debba servire da base per le eventuali soluzioni. In ogni caso,
questi problemi e le eventuali soluzioni dovrebbero formare oggetto
di un esame congiunto da parte degli Stati membri e della Commissione.
 (ii) Gli aspetti fiscali
Lo sfruttamento di una miniera è un'attività economica notevolmente
diversa da quella degli altri settori industriali, poiché le risorse
sfruttabili sono in quantità limitata e si esauriscono entro un lasse
di tempo di salito prevedibile. Le legislazioni fiscali sono in genere
poco adeguate alla vita delle miniere, in particolare per quanto riguarda
le regole d'ammortamento, di riporto delle perdite nei primi anni di
attività, di accantonamenti per le spese di licenziamento e di ricon-
versione del personale, che sono non soltanto prevedibili ma ineluttabili
al termine dello sfruttamento. Inoltre, malti prodotti minerari seno
particolarmente sensibili ai corsi delle materie prime,che variano in
misura notevole a livello mondiale,e subiscano inoltre l'influsso della
fluttuazione delle monete. Carne già avviene in alcuni paesi e per
alcuni settori, si dovrebbe esaminare la possibilità di autorizzare la
costituzione, da parte delle imprese, di accantonamenti per le fluttuazioni
dei corsi.
(iii) Gli oneri sociali dello sfruttamento
 ---pagebreak---                                - g _
  In vari casi la legislazione sociale è divenuta anacronistica.
  Concepita per rispondere alle legittime esigenze sociali dei minatori
  del XIX secolo, essa si applica, spesso se non sempre, alle attuali
  miniere, che di frequente sono moderne o piccale o a cielo aperto.
  D'altro lato, a causa della chiusura di miniere divenute marginali,
  l'evoluzione demografica del personale interessato messa in pensione
  anticipata porta a un incremento degli oneri sociali, che tende a
  diventare difficile da sopportare.
  Negli ultimi anni queste situazioni si sono talmente moltiplicate da
  rendere necessario che gli Stati membri e la Commissione studino insieme
  gli adattamenti atti ad aggiornare la normativa sociale relativa alle
 miniere, per renderla più compatibile con le condizioni attuali di
  sfruttamento delle miniere e di concorrenza.
  (iv) I problemi della formazione
 In alcuni Stati membri, quando uno studente desidera iscriversi alla
 facoltà di geologia o di ingegneria mineraria, sempre più spesso gli
 si consiglia di scegliere un'altra via, che offra prospettive migliori
 di sbocchi professionali : di conseguenza, varie università o istituti
 tecnici prevedono di chiudere queste facoltà, perché le spese generali
 per ogni studente divengono proibitive.
 Una simile evoluzione minaccia il futuro delle imprese minerarie della
 Comunità, le quali, di qui a vent'anni, non disporranno più del personale
 qualificato necessario per mantenere le proprie attività in Europa o
 per inserirsi nei paesi terzi. Pure minacciata è la possibilità di
 mantenere il livello tecnologico delle imprese europee produttrici ed
 esportatrici di attrezzature minerarie.
 E' vero che non serve a niente incitare gli studenti a scegliere una
materia senza tener conto degli sbocchi professionali, ma è assolutamente
 razionale mantenere le infrastrutture necessarie per colora di cui, a
 termine, si avrà inevitabilmente bisogno : sarebbe quanto mai opportuno
che gli Stati membri esaminassero insieme, a livello comunitario e di
concerto con i responsabili dell'istruzione superiore e tecnica, i
mezzi per razionalizzare e coordinare le possibilità didattiche in
questi settori, in particolare mediante specializzazione e complementarietà
più accentuate.
(v) Il finanziamento dello sfruttamento -
Per le miniere, come per qualsiasi altra attività economica, vi sono
problemi di finanziamento : la sola differenza consiste nella durata
limitata di vita di una miniera, mentre le altre attività, per la
maggior parte, possano eventualmente continuare a lungo termine. Secondo
la Commissione, una simile caratteristica non giustifica un trattamento
di favore, perché l'ampiezza assunta dai fondi strutturali consente di
 ---pagebreak---                               - 10 -
 apportare i mezzi necessari per il finanziamento degli investimenti
 minerari, a condizione che gli Stati membri i quali esigono dalla
 Comunità una politica mineraria accettino di assegnare alle miniere, per
 la quota loro spettante, una parte - del resto modesta - degli importi
 previsti per il rafforzamento delle loro economie. Sempre secondo la
 Commissione, è evidente che gli investimenti minerari possono beneficiare
 della partecipazione finanziaria del FESR, dei fondi CECA o della BEI
 e che i problemi relativi alla chiusura delle miniere divenute marginali
 possono essere presi in considerazione ai fini dei contributi del Fonda
 sociale.
 Spesso, gli Stati membri che contano numerose miniere sollecitano a
 loro beneficio l'equivalente di un "SYSMIN" comunitario, ma la soluzione
 dei problemi del Terzo Mondo perseguita nel contesto della politica di
 sviluppo e derivante dagli impegni presi dalla Comunità nei confronti
 di questi paesi non può indurre ad accordare "compensazioni" agli Stati
 membri.
 Oltre ai fondi strutturali di bilancia, il complesso delle risorse
 finanziarie della CECA, per i prodotti CECA e le leghe metalliche, e
 della BEI è sufficiente ad assicurare un valido finanziamento delle
 attività minerarie delle imprese comunitarie, sul territorio della
 Comunità e nei paesi terzi, anche se si dovrà esaminare ulteriormente
 il problema degli interventi BEI, impossibili attualmente in alcuni
 paesi terzi.
 In complessa, non si ravvisa a livello comunitaria un'effettiva insuf-
ficienza di mezzi di finanziamento per sostenere, a condizioni economiche,
 lo sfruttamento mineraria, ma i responsabili di alcuni strumenti
finanziari, in particolare della BEI, chiedono alla Comunità di poter
 disporre, a sostegno della propria azione, di orientamenti chiari di
politica economica. La Comunità dovrebbe quindi dichiarare esplicitamente
di considerare degne d'intervento le attività minerarie all'interno
della Comunità, soprattutto nei paesi mediterranei e in Irlanda, senza
peraltro parlare di priorità, e di attribuire importanza anche agli
investimenti che le nostre imprese minerarie vogliano intraprendere
nei paesi terzi.
2-3    La ricerca e lo sviluppo
Nel settore della ricerca e della sviluppo  in campo minerario, si risva
tener conto di tutta la procedura, cioè il  trattamento dei minerali,
la loro trasformazione in prodotti greggi,  semifiniti e finiti e la
fabbricazione, delle attrezzature minerarie adatte alle condizioni
attuali e future.
Nelle circostanze attuali, la geologia della Comunità richiede tecniche
molto più sofisticate che in passato, poiché si tratta soprattutto di
ricercare giacimenti "nascosti"; inoltre, ciò che si trova comprende
spessa minerali complessi, il cui trattamento esige il ricorso a tecniche
sofisticate.
 ---pagebreak---                                  - 11 -
 Non si dimentichi infine che i minerali sono la base indispensabile per
 elaborare materiali di tecnologia di punta.
 In queste condizioni, si dovrebbe proseguire, nel contesto del programma
 quadro di ricerca e sviluppo, l'azione comunitaria di appoggio alla R&S
 in tale settore, avviata già da anni con il programma "Materie prime",
 incentrandosi sui lavcri intesi a potenziare la concorrenzialità
 diali ' industria eurcDsa.
 3.   GLI ASPETTI EXTRACOMUNITARI
 Gli aspetti Extracomunitari dell'industria mineraria riguardano essenzial-
mente l'accesso alle risorse minerarie dei paesi terzi, le condizioni e
 le garanzie per gli investimenti e le procedure antidumping.
 I problemi che l'industria mineraria europea sperimenti a livello inter-
nazionale sono attinenti all'accesso alle risorse e alla garanzia degli
investimenti, oppure alle pratiche commerciali di paesi terzi produttori.
3-1    L'accesso alle risorse
L'accesso alle risorse forma oggetto di dibattiti a livello internazionale
dal tempo della dichiarazione di Lima : si tratta di un tema dibattuto da
15 anni senza successa dalle varie conferenze Nord-Sud, che attualmente
è uno dei punti principali all'ordine del giorno del Gruppo di negoziata
sui prodotti derivanti dalle risorse naturali, costituito presso il GATT
nell'ambito dell'Uruguay Round. La situazione di penuria più o mena
larvata e permanente che la Comunità deve affrontare da vari anni troverà
soluzioni soltanto in un impegno risoluta della Comunità stessa per la libe-
ralizzazione dell'accesso alle risorse a livello mondiale, e non certo in
una politica di mantenimento puntuale e artificiale di un accesso
preferenziale e protetto alle risorse comunitarie, che non può fare
altra che avviare le reazioni a catena che si constatano attualmente.
Solo un impegno fermo in questa senso conferirà alla Comunità credibilità
sufficiente per consentirle di proporre il necessaria riassetto delle
condizioni di accesso al mercato e, in particolare,l'eliminazione delle
pratiche che falsano la concorrenza (il sistema dei doppi prezzi, il
carattere progressivo delle tariffe). Per quanto riguarda la garanzia
degli investimenti, si dovranno proseguire i lavori che già si svolgono
a livello internazionale per migliorare i sistemi attuali. Inoltre, la
Commissione non può fare 3ltro che stimolare gli Stati membri a impegnarsi
in un'azione comune per migliorare - fosse pure sola in forma puntuale -
l'accesso delle imprese minerarie comunitarie alle risorse.
 ---pagebreak---                              - 12 -
 3.2  Le pratiche commerciali dei paesi terzi
 Date le caratteristiche peculiari del settore minerario, se per un
 breve perioda si hnnno vendite a b^sso prezzo, risultanti o no zìa
 dumping, ne possono derivare, par i prodotti comunitari interessati,
 danni gravi s talvolta di difficile rimedio : per esempio, la
 recente liberalizzazione risi cornerciò estera in Cina ha ravvivato la
 concorrenza per 1'Esportazione del tungsteno, con conseguente caduta
 dei prezzi tale da costringere alla chiusura praticamente tutte le
 miniere francesi, spagnole, protoghesi, canadesi e statunitensi. Fer
 questo prodotto, si sona avviate di recente procedura antidumping.
 La Commissione continuerà a vigilare, nel rispetta delle rsgcle
 antidumping della Comunità e delle ragole GATT al riguardo, perché si
 apporti una rinpnsta adeguata alle pratiche sleali in materia di prezzi
 che dovesse constatare.
CONCLUSIONI
L'industria mineraria della Comunità ha grande importanza sotto il
profila economico, commerciale e sociale, soprattutto nei paesi
mediterranei; inoltre, a livello internazionale, le competa una
funzione essenziale per l'approvvigionamento della Comunità.
Questo breve riesame dei problemi di fronte ai quali si trova l'industria-
mineraria comunitaria consente di trarre due serie di conclusioni riguardo
al tipo di soluzioni da ricercare a livella comunitaria o nazionale,
1. La prima serie di conclusioni riguarda la posizione del settore
nell'economia comunitaria e le condizioni quadro da riunire per assicurarne
lo sviluppo in condizioni economiche normali.
(i)     L'industria mineraria è parte integrante del progetta di campifi-
        tamenta del mercato interno per il 1993 e merita altrettanta attenzione
       degli altri settari, il che significa che, mediante il miglioramento
     . della sua concorrenzialità e grazie ad una maggiore liberta all'interno
       della Comunità, essa deve contribuire a rafforzare le strutture
       produttive dell'economia comunitaria. Le azioni che si ster.no
       effettuando in particolare in materia     di•adeguamento delle
       strutture dell'offerta dovrebbero estendersi al settore rnin<?.r~ria,
       nel quale le legislazioni nazionali sono tra le più restrittive.
 ---pagebreak---                              - 13 -
(ii)    L'idea di una politica specifica di sostegno settoriale nel caso
        dell'industria mineraria non è più giustificato che in quello
        della maggior parte dei settari industriali : le miniere fanno
        parte di un.ramo industriale che deve assicurare la propria
        concorrenzialità e, in particolare, mostrarsi in grado di conso-
        lidare il proprio livella di sviluppo tecnologico. A sostegno
        di una simile evoluzione, a livella comunitario vi à una serie
        di strumenti di bilancio a ciò destinati, ma manca un orientamento
        comunitaria chiaro riguardo all'importanza del settore e alla
        funzione che questa deve continuare a svolgere nell'economia
        comunitaria.
 2. La seconda serie di conclusioni riguarda le disposizioni concrete che
 si potrebbero adottare per rispondere in modo specifico ai problemi
 principali del settore minerario comunitario. In tale contesto, si
 può suddividere l'azione in quattro capitoli :
 2.1    Un capitolo relativo alla ricerca e sviluppo, alla prospezione
        e alle sfruttamento
        • ••••••                                       «i
 (i)    La ricerca e lo sviluppo
 E' necessario un esame critico e rigoroso delle esigenze d'intervento
 pubblico nel settore, per individuare le azioni comunitarie di R&S
 più adatte per rafforzare la concorrenzialità dell'industria europea
 e per pianificarne la realizzazione nel contesto del programma quadro di
 ricerca e sviluppo.
 (ii)   La prospezione
 E' necessario modificare il regolamento vigente, in particolare per
 tener conto dell'ampliamento. In caso di successa di questo sistema di
 stimolo della prospezione mineraria del territorio della Comunità, la
 Commissione si riserva la passibilità di chiedere in seguita al Consiglio
 di proseguire un simile tipo d'intervento.
 ---pagebreak---                             -1^-
Ciii)  Lo sfruttamento
Aprire una miniera, ingrandirla, ammodernarla o chiuderla sono
evidentemente operazioni strutturali regionali che, se necessario,
possono essere finanziate dai fondi strutturali e sostenute dai fondi
CECA e dalla BEI, secondo le loro competenze.
Di fatto, le dotazioni esistenti e previste per i fondi strutturali
sembrano sufficienti ad assicurare i finanziamenti necessari, a
condizione che le autorità nazionali degli Stati membri i quali esigono
dalla Comunità una politica mineraria chiedano che una parte, del resto
modesta, di tali fondi sia impiegata a favore di questo settore.
Nel caso che, nei loro piani regionali di sviluppo a di riconversione,
gli Stati membri propongano azioni relative allo sviluppo dell'industria
mineraria, la Commissione esaminerà tali domande con grande attenzione
e sarà disposta a tener conta, nel delineare i contesti comunitari di
appoggio, delle azioni che contribuiscano alle sviluppo risiis rssiani
interessate.
In ogni modo, la Commissione non vede la necessità di creare un fondo
minerario speciale semplicemente per compensare il "SVSMIN" di Lamé,
dato che i fondi strutturali possano intervenire nel finanziamento
delle attività minerarie all'interna della Comunità.
2.2    Un contesto economico e sociale più favorevole
L'industria mineraria comunitaria presenta particolare vulnerabilità a
tutta una serie di gravami amministrativi, alla mancanza di sicurezza
giuridica e d'incentivi fiscali paragonabili a quelli previsti in alcuni
paesi terzi, nonché ad aneri sociali inadeguati alle moderne teorie in
materia di estrazione.
Poiché tali fattori derivano dalle legislazioni o normative nazionali,
se non regionali, è opportuno che, nella prospettiva del completamento
del mercato interno entro il 1992, gli Stati membri rispondano alla
necessità di rendere più favorevole l'ambiente delle imprese anche in
attività a monte, come il settore minerària.
A questo scopo, la Commissione propóne di esaminare, con l'aiuto di un
gruppo di esperti degli Stati membri s in-forma sistematica e ccfsparstìva,
tutti gli elementi dell'ambiente-rielle imprese minerarie tali da costituire
ostacoli per lo sviluppo. Come risultato di tale esame, si dovranno-
formulare raccomandazioni intese a migliorare l'ambiente tizi settore
minerario comunitario grazie ad un'azione congiunta, mg differenziata,
delle autorità nazionali.
 ---pagebreak---                             - 15 -
2.3    Migliore Valutazione delle esigenze di formazione
La Commissione suggerisce d'incaricare un'impresa specializzata nella
gestione delle risorse umane di tracciare un bilancio approfondito
delle esigenze e delle risorse nel settore geologico e minerario e
di proporre misure di razionalizzazione dell'insegnamento nel settore
minerario, previa consultazione dei principali istituti interessati.
2»^    Una politica commerciale rigorosa ma aggressiva
A livello extracomunitario, nell'ambito dell'Uruguay Round, la
Commissione ritiene che nel settore minerario la Comunità debba insistere
sull'accesso alle risorse e su una migliore osservanza delle regole del
GATT riguardanti le sovvenzioni e il dumping.
Inoltre, con il prossimo rinnovo della Convenzione con gli Stati ACP,
sarà possibile migliorare il trattamento del settore minerario per quanto
riguarda la cooperazione industriale, gli investimenti ed il SYSMIN, nel
contesto degli interessi reciproci delle parti contraenti.
                            *******************
In compendia, la Commissione propone al Consiglio di riconoscere la
duplice importanza dell'obiettivo della concorrenzialità delle imprese
minerarie comunitarie.
Da un lata, tale obiettivo consente di assicurare la concorrenzialità
di un'intera struttura, di cui non si devono sottovalutare le ramificazioni
tecnologiche e che comprende anche, a valle, un importante settore di
materiali utensili e di servizi minerari.
D'altro canto, tale obiettivo consente di assicurare il permanere degli
interessi minerari della Comunità a livello internazionale : una presenza
di cui non si deve sottovalutare la portata strategica. Per assicurare
tale presenza, è necessario che il settore minerario comunitario prosegua
nel suo riassetto.
Di conseguenza, questo settóre merita l'attenzione dei pubblici poteri
e delle istituzioni finanziarie, per beneficiare di un ambiente economico
e sociale che gli consenta di consolidare a titola duratura la propria
concorrenzialità, in particolare grazie alla ricerca, all'innovazione e
all'ammodernamento.
 ---pagebreak---  ---pagebreak--- Commissione delle Comunità europee
COM(89) 278 def.
MEMORANDUM SULL'INDUSTRIA MINERARIA NELLA COMUNITÀ
(presentato dalla Commissione)
2.6.1989
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L—2985 Lussemburgo
Serie: DOCUMENTI
 1989 - 16 pag. - Formato cm 21,0 * 29,7
IT
ISSN: 0254-1505
ISBN: 92-77-50930-9
N. di catalogo : CB-CO-89-245-IT-C
 ---pagebreak---                                     ISSN 0254-1505
COM(89) 278 def.
DOCUMENTI
MEMORANDUM SULL'INDUSTRIA MINERARIA
NELLA COMUNITÀ
(presentato dalla Commissione)
 13                                2.6.1989
N. di catalogo : CB-CO-89-245-IT-C
ISBN: 92-77-50930-9
€
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE