CELEX: 51973PC1927
Language: it
Date: 1973-11-14
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'applicazione del principio della parità delle retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile di cui all'articolo 119 del Trattato CEE (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (73) 1927
Vol. 1973/0339
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
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(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---   COMfcD'SStONS DELLE COMUNITÀ EUIÌGPEE '
                                               COM(73 ) 1927 def.
                                               Bruxelles . x4 novembre 1973
                                 " Proposta dl   ,
                            DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
   relativa al ravvicinamento delle       legislazioni degli Stati membri
        relative all' applicazione del    principio della parità dello
   retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile e' quelli di sesso
             femminile di cui all' articolo 119 del Trattato CEE
                  ^presentata dalla Commissione al Consiglio )
                »
COM(73 ) 1927 def.
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        ,                                   RELAZIONE
               La Commissione presenta al Consiglio una proposta di direttiva mirante
 a contribuire all' attuazione del principio della parità delle retribuzioni
 fra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stes­
 so lavoro in tutti gli Stati membri della Comunità .
               La realizzazione di tale principio , . sancito nell' articolo 119 dei -
Trattato CEE , costituisce infatti parte integrante dell' instaurazione e del
 funzionamento del mercato comune i conformemente al Trattato , la sua applica­
 zione avrebbe dovuto essere assicurata da ciascuno dei sei Stati membri fon­
 datori durante la prima delle tre tappe previste per l' instaurazione . progres­
 siva del mercato comune , e mantenuta in seguito .                Tuttavia , l' ultima relazione.,
 della Commissione sullo stato di applicazione al 31 dicembre 1972 del princi­
pio di parità tra retribuzioni maschili e femminili negli Stati membri fonda­
          (i ) .           ^      .    ...              . .
 tori ' , trasmessa al Consiglio il 31 luglio 1973 , ha permesso di constatare
 che , malgrado incontestabili progressi , esistono ancora notevoli lacune e in­
 sufficienze . Inoltre , anche dai dati complementari raccolti . dalla Commissione
                                    \ .(2    .       "
presso i nuovi Stati membri                 risultano analoghe lacune anche se questi Stati »
      •             • •                         •'    '                 s  t '• '
 in seguito alla loro adesione alla Comunità , sono tenuti dagli impegni risul­
 tanti dall' articolo 119 del Trattato CÉE .                Considerato che è a mezzo di dispo­
 sizioni legislative , regolamentari e amministrative che gli Stati membri pos­
 sono in primo luogo assicurare l' applicazione dell' articolo 119 , la Commissio­
 ne ritiene quindi necessario , per dare piena attuazione a questo articolo ,
 realizzare un ravvicinamento di quelle disposizioni nazionali cha hanno un' in­
 cidenza diretta sull' instaurazione e sul , funzionamento del mercato comune .
            .< D' altra, parte ,, se. le disposizioni dell' articolo 119 del Trattato CEE
 hanno affermato chiaramente il principio della parità delle retribuzioni , "
 è apparso necessario , in pratica sin dall' inizio , completarle , al fine . di pre­
 cisare talune modalità che - ne facilitino la realizzazione". Questa esigenza ,
 alla quale la Commissione ha voluto rispondere in un primo -tempo nella Racco­
 mandazione del 20 luglio 1960 , è stata riconosciuta dai Rappresentanti degli
.Stati . membri che , nella Risoluzione del 30 dicembre 1961 ., hanno dichiarato
 di essere " consapevoli dell' opportunità di assicurare un' applicazione armo­
 niosa al principio della parità delle retribuzioni tra i laboratori di sesso
 maschile e di sesso femminile e . di prevederne , quindi , . delle modalità di ap­
 plicazione uniformi in tutti gli^St^ti membri ". Questo è il . duplice obiet –
 tivo perseguito dalla presente proposta di direttiva .
  ( 1 ) Doc . SEC(73 ) 3000 def . del 18 luglio 1973 .
 ( 2 ) Una relazione complementare in materia è in corso di elaborazione e
          verrà trasmessa al Consiglio all' inizio del 197^»
 ---pagebreak---                                    - 3 -                ν/ι 152/1 /73-1        !
                                    :                   ' ! : ί 1. -Γ-1
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        Questa proposta s' inserisce nella linea degli orientamenti già trac­
ciati tanto dalla Raccomandazione del 20 luglio 1^60 che dalla Risoluzione
del 30 dicembre 196.1 . Naturalmente essa non riprende le definizioni di
"retribuzione " e di "parità di retribuzione senza discriminazione fondata
sul sesso " date dall' articolo 119 » nè le interpretazioni e i chiarimenti
            .            .                    ...                                 i
risultanti , soprattutto per i sistemi e i criteri di classificazione profes­
sionale , dalla Raccomandazione e dàlia Risoluzione già ricordate .
        La proposta di direttiva mira in primo luogo a generalizzare talune
norme di tutela minima , come quella - derivante dall' interpretazione già
acquisita dell' articolo 119 *- che permette di assicurare il rispetto , per vi
giurisdizionale , del diritto alla parità delle retribuzioni ( Art . 2 ). Lo
stesso vale per l' eliminazione delle discriminazioni cha hanno un' incidenza
nell' ambito delle retribuzioni , che continuano ad esistere in alcune dispo­
sizioni di legge (Art . 3 )» Senza mettere in questione l' autonomia delle par
ti sociali in quanto tale , è pure sembrato indispensabile privare d' effetto
ogni disposizione contenuta in contratti collettivi o individuali contraria
al principio della parità delle retribuzioni (Art . 4 ), in quanto gli accordi
conclusi liberamente non possono derogare alle disposizioni di ordine pubbli­
co e la' parità dei diritti tra gli uomini e le donne costituisce sicuramente
un principio basilare dello Stato moderno . Il timore del licenziamento cost;
tuendo uno dei freni maggiori alle . iniziative individuali volte a far rispet
tare il . diritto alla parità di retribuzione , è parso necessario impedire i
licenziamenti dovuti a tali azioni ( Art . 5 )» Sempre nella stessa prospet­
tiva - rafforzare la tutela del lavoratore - l' Art.. 6 prevede che sarà attua
to un controllo e verranno prese sanzioni nei confronti dei datori di lavoro
che non -rispettino il principio della parità delle retribuzioni . L' Art . 7i
infine , mira ad assicurare una migliore informazione dei lavoratori sui loro
diritti .
        Le misure propóste nella presente direttiva si limitano ad alcuni
punti precisi ed essenziali che dipendono dalla responsabilità diretta dei
pubblici poteri . Esse devono inserirsi in un insieme più vasto di inizia­
tive previste dalla Commissione , che comprendono , da una parte , la proposta
di negoziazione , tra le parti sociali , di un accordo quadro europeo e ,
d' altra parte , un programma d' azione comunitario volto a promuovere la valo­
rizzazione del lavoro femminile e che copra settori quali l' orientamento , la
formazione è il riadattamento' professionali .
 ---pagebreak---                                        - k -              ν/1 152/1 /73-1
                           ,        Proposta di
                             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO  ,
      relativa al ravvicinamento delle - 'legislazioni degli Stati membri
         relative all' applicazione del principio della parità delle
retribuzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile
                   di cui all' articolo 119 del Trattato CEE
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,                    •
 visto il Trattato che - istituisce la Comunità economica europea e in parti­
 colare l' articolo 100 ,         •           :
 vista la proposta della Commissione ,
 Visto il parere del Parlamento europeo ,
 visto il parere del Comitato economico e sociale ,
 considerando che la realizzazione del principio della parità delle retri­
 buzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile
 per uno , stesso lavoro , di cui all' articolo 119 del Trattato CEE , è parte
 integrante dell' instaurazione e del funzionamento del mercato comune ;
 considerando che è , in primo luogo , compito degli Stati membri d' assicurare
 l' applicazione di tale principio attraverso appropriate disposizioni legisl
 tivè , regolamentari e amministrative ; '      '
 considerando che , nonostante l' adozione da part ^ della Conferenza degli
 Stati membri di una Risoluzione mirante ad assicurare un' applicazione armo­
 niosa al principio della parità delle retribuzioni e di prevederne quindi
 delle modalità di applicazione "uniformi in tutti gli Stati , si possono
 constatare notevoli differenze tra le disposizioni nazionali ;
 considerando che è importante quindi eliminare le disparità esistenti in
 materia e che è dùnque necessario ravvicinare le disposizioni nazionali ;
 ---pagebreak---                                                           V/ 1 152/1 / 73-1
Considerando inoltre che , anche negli Stati la cui legislazione è più
avanzata , sussistono dubbi in merito all' applicazione concreta del prin­
cipio della parità e che è quindi opportuno rafforzare le disposizioni
legislative di base con norme miranti a facilitarne l' applicazione di
fatto , in modo che tutti i lavoratori della Comunità possano godere di
una tutela efficace in questo settore ;
considerando inoltre che , affinchè le lavoratrici , il cui numero è in
continuo aumento , beneficino del ravvicinamento nel progresso delle con­
dizioni di vita e di lavoro della manodopera nel quadro di uno sviluppo
economico e sociale equilibrato della Comunità , è necessario migliorare
e armonizzare le disposizioni di cui sopra ;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                 Articolo 1
         Scopo della presente direttiva è il ravvicinamento delle disposi­
zioni legislative , regolamentari e amministrative relative ali Applica­
zione del principio della parità delle retribuzioni tra i lavoratori di
sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavóro , di cui
     '       '«a*                              '
all' articolo 119 del Trattato che istituisce la Comunità economica euro­
pea , denominato in appresso "principio della parità delle retribuzioni ".
                                 Articolo 2             '
         Gli Stati membri introducono nei rispettivi ordinamenti giuridici
interni le misure necessarie per consentire a tutti coloro che sì riten­
gano lesi dalla mancata applicazione del principio della parità delle
                                                           9
retribuzioni di far valere . i propri diritti per via giudiziaria.
   ^   X"  ■                           'i             1      V .
                                 Articolo 3
         Glit Stati membri sopprimono le discriminazioni tra gli uomini e le
donne derivanti da una disposizione legislativa , regolamentare o ammini-
strativa'che abbia un' incidenza nell' ambito delle retribuzioni , in parti *
Colare per quanto riguarda le amministrazioni' pubbliche e i servizi assi-
 ---pagebreak---                                                        V/1 152/1 /73-1
milati , il salario minimo legale e le indennità o prestazioni legali ba­
sate sul salario percepito , diverse da quelle dei regimi di sicurezza so­
ciale regolati direttamente dalla legge .
                               Articolo 4
        Gli Stati membri prendono tutte le misure utili per privare d' ef­
fetto le disposizioni contrarie al principio della parità delle retribu­
zioni e che figurino in contratti collettivi , tabelle salariali o accor­
di salariali , o contratti individuali di lavoro .
                               Articolo 5
        Gli Stati membri prendono tutte le misure utili per impedire i li­
cenziamenti di lavoratori che costituiscano una reazione dei datori di la­
voro a una richiesta a livello dell' impresa o ad un' azione giudiziaria in­
tentata per far rispettare il principio della parità delle retribuzioni .
                               Articolo 6
        Gli Stati membri provvedono affinchè l' applicazione del principio
della parità delle retribuzioni faccia oggetto di controllo a livello
delle imprese e affinchè ogni infrazione venga sanzionata .
                               Articolo 7
        Le disposizioni adottate in applicazione della presente direttiva ,
nonché quelle già in vigore in materia , sono portate a conoscenza dei
lavoratori sui luoghi di lavoro in forme appropriate .
                               Articolo 8
        Nei 6 mesi successivi alla notificazione della presente direttiva ,
gli Stati membri modificano la loro legislazione conformemente alle dispo­
sizioni minire precedenti e ne informano immediatamente la Commissione .
La legislazione cosi' modificata è applicata 1 anno dopo questa notifica­
zione o al TÌÌÙ tardi il 31 dicembre 1975 .
 ---pagebreak---                                                         v/1 152/1 /73-1
                           '   Articolo 9
        Nei due anni successivi alla fine dèi periodo di un anno previsto
all' Articolo 8 e al più tardi il 31 dicembre 1977 , gli Stati membri' trasmet
tono alla Commissione tutti i dati utili per consentirle di approntare una
relazione , da sottoporre al Consiglio , sull' applicazione della presente
direttiva »                      ■
        Successivamente alla notifica della presente direttiva , gli Stati
membri informano inoltre la. Commissione , in tempo utile per consentirle
di presentare le proprie osservazioni , di qualsiasi ulteriore progetto
di disposizioni importanti di carattere legislativo , regolamentare e
amministrativo che essi intendono adottare nel settore disciplinato dal­
la direttiva stessa .
                               Articolo 10                         e ■
        Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva »