CELEX: 52006PC0125
Language: it
Date: 2006-03-16
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1673/2000, per quanto riguarda l’aiuto alla trasformazione del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, e il regolamento (CE) n. 1782/2003, per quanto riguarda la canapa ammissibile al regime di pagamento unico

Avviso legale importante

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52006PC0125

Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1673/2000, per quanto riguarda l’aiuto alla trasformazione del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, e il regolamento (CE) n. 1782/2003, per quanto riguarda la canapa ammissibile al regime di pagamento unico  /* COM/2006/0125 def. - CNS 2006/0043 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 16.3.2006COM(2006) 125 definitivo2006/0043 (CNS)RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIOsul settore del lino e della canapaProposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche modifica il regolamento (CE) n. 1673/2000, per quanto riguarda l’aiuto alla trasformazione del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, e il regolamento (CE) n. 1782/2003, per quanto riguarda la canapa ammissibile al regime di pagamento unico(presentata dalla Commissione)RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIOsul settore del lino e della canapaAi sensi dell’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1673/2000 del Consiglio, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, la Commissione è tenuta a presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’aiuto alla trasformazione, corredata se del caso di proposte. Tale relazione “ conterrà una valutazione dell’impatto dell’aiuto alla trasformazione in particolare sui seguenti aspetti:— situazione dei produttori per quanto concerne le superfici coltivate e i prezzi ottenuti,— tendenze dei mercati delle fibre tessili e sviluppo di nuovi prodotti,— industria di trasformazione.La relazione preciserà, tenuto conto della produzione alternativa, se l ’industria è in grado di funzionare secondo gli orientamenti definiti. Essa tratterà parimenti la possibilità di perpetuare oltre la campagna 2005/2006 l’aiuto alla trasformazione per tonnellata di fibre corte di lino e di fibre di canapa e l’aiuto complementare per ettaro coltivato a lino ”.L’obiettivo della presente relazione è di fornire dette informazioni. In tale contesto, la Commissione ha tenuto conto dell’analisi e dei risultati di cui alla relazione di valutazione sul settore del lino e della canapa, conclusa nell’ottobre 2005.Sviluppi del settore del lino e della canapaL’ultima riforma dell’organizzazione comune dei mercati per il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre è avvenuta nel 2000. Essa ha introdotto un aiuto alla trasformazione delle paglie di lino e di canapa destinate alla produzione di fibre. Tale aiuto è concesso ai trasformatori, mentre i produttori di paglie di lino e canapa beneficiano del regime generale di sostegno per i seminativi. Lo scopo era di evitare coltivazioni speculative, che erano aumentate con il regime precedente, e di promuovere la produzione di fibre lunghe di lino incrementando l’importo degli aiuti concessi per tale coltura. I risultati ottenuti sono stati estremamente positivi: la produzione finalizzata al conseguimento di sussidi è scomparsa e la produzione di fibre lunghe di lino si è sviluppata in modo significativo. L’attuale bilancio per l’OCM del lino e della canapa ammonta solamente a circa 20 mio EUR.L’aiuto è concesso ai primi trasformatori riconosciuti in funzione del quantitativo di fibre specifiche effettivamente ottenute dalla paglia oggetto di un contratto di compravendita.L’importo di tale aiuto è il seguente:1. per le fibre lunghe di lino:-  160 EUR per tonnellata per le campagne di commercializzazione 2002/2003, 2004/2005 e 2005/2006,-  200 EUR per tonnellata a decorrere della campagna di commercializzazione 2006/2007;2. per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa (contenenti al massimo il 7,5% di impurità e di canapuli o capecchi):-  90 EUR per tonnellata per le campagne di commercializzazione da 2001/2002, a 2005/2006.A determinate condizioni, gli Stati membri possono parimenti concedere l’aiuto per le fibre corte di lino contenenti una percentuale di impurità e di canapuli o capecchi compresa tra il 7,5% e il 15% e per le fibre di canapa contenenti una percentuale di impurità e di canapuli o capecchi compresa tra il 7,5% e il 25%.L’aiuto alla trasformazione è concesso al massimo per un quantitativo massimo garantito (QMG) per campagna di commercializzazione pari a 80 823 tonnellate per le fibre lunghe di lino e di 146 296 tonnellate per le fibre corte di lino e le fibre di canapa. Tali quantitativi sono ripartiti tra gli Stati membri in quantitativi nazionali garantiti (QNG). Il trasferimento di parte di detti quantitativi di fibre lunghe di lino alle fibre corte e viceversa è consentito applicando un coefficiente di equivalenza che non incide sul bilancio operativo.Al fine di sostenere la coltivazione tradizionale di fibre lunghe di lino in alcune zone dei Paesi Bassi, del Belgio e della Francia, è concesso un aiuto complementare transitorio ai primi trasformatori riconosciuti.LinoSuperfici seminate e produzioneDall’ultimo allargamento oltre il 20% della superficie mondiale coltivata a lino (circa 500 000 ha secondo la FAO) è situato nel territorio comunitario. Nel 2004 le zone di coltivazione del lino erano concentrate in cinque paesi produttori principali: Francia (65%), Belgio (15%), Polonia (7%), Repubblica ceca (4,4%) e Paesi Bassi (3,6%).Dal 2001 nell’UE-25 la superficie a lino si è stabilizzata a circa 120 000 ha, un livello analogo al periodo predente all’inizio delle pratiche speculative (nel 1999 il totale delle superfici seminate era pari a 233 000 ha).Le superfici a lino sono aumentate considerevolmente in Francia (di oltre 25 000 ha), in particolare in Normandia, e in Belgio/Vallonia settentrionale (di oltre 6 500 ha). Nei Paesi Bassi si è registrato solo un lieve incremento delle superfici coltivate a lino (500 ha).La tendenza a lungo termine nella produzione di paglia di lino mostra forti oscillazioni. La produzione ha raggiunto 775 000 tonnellate nel 2004, di cui l’86% in Francia e Belgio. La percentuale relativa ai nuovi Stati membri rimane marginale e si situa a circa il 10% del totale (80 000 tonnellate prodotte nel 2004). Nonostante il calo delle superfici totali coltivate a seguito della riforma, la produzione di paglia registra una tendenza positiva (di oltre 192 000 tonnellate tra il 1999 e il 2004), a conferma della scomparsa della coltivazione speculativa.Riguardo alla produzione di fibre, tra il 2000 e il 2004 il volume di fibre di lino, lunghe e corte, nell’UE-15 è salito rispettivamente da 93 500 a 136 500 tonnellate (60%) e da 41 000 a 60 000 tonnellate (65%)[1].Le fibre corte di lino sono generalmente un coprodotto della produzione di fibre lunghe di lino. La relazione di valutazione sottolinea che nell’Unione europea non esistono impianti di trasformazione destinati esclusivamente alla produzione di fibre corte di lino ad eccezione di un numero ristretto di unità con un’attività commerciale assai limitata:-  due unità pilota nel Regno Unito,-  due stabilimenti di produzione della pasta per carta speciale in Francia che non beneficiano del regime di sostegno (a causa delle percentuali di impurità),-  un’unità in Germania con una produzione annuale inferiore a 150 tonnellate.Nei nuovi Stati membri gli sbocchi di mercato per le fibre di lino tessile rimangono l’industria tessile e le applicazioni tradizionali della fabbricazione di cordami. Le fibre corte di lino non sono prodotte in stabilimenti specializzati, ma sono coprodotti della produzione delle fibre lunghe. Solo in Slovenia il lino tessile è coltivato per la produzione di fibre corte (circa 100 tonnellate prodotte nel 2004 rispetto a 400 tonnellate nel 2001).La qualità delle fibre lunghe di lino varia considerevolmente tra Stati membri.PrezziSecondo la relazione di valutazione, i prezzi della paglia di lino in Francia erano in media pari a 248 EUR/t nel 2001 e nel 2003, ma sono saliti a 272 EUR/t nel 2002.Sul mercato delle fibre lunghe di lino, malgrado una forte domanda di esportazione i prezzi sono scesi a causa dall’aumento dell’euro rispetto al dollaro statunitense. Il prezzo delle fibre lunghe di lino ha subito un calo del 30% nel periodo dal 2000/2001 al 2003/2004 prima di stabilizzarsi a 1 600 EUR/t nel 2004.Per le fibre corte di lino, tra il luglio 2001 e il luglio 2004 si è registrato un netto calo dei prezzi del 25-30% in Belgio, in Francia e nei Paesi Bassi, prezzi che sono tuttavia estremamente variabili, a seconda della destinazione economica delle fibre:-  industria della carta speciale: EUR 170/t,-  fibre tessili: EUR 345/t,-  non tessuti: EUR 400/t,-  materiali compositi: 500 EUR/t.In generale, tra il 1999 e il 2003 il margine lordo per ettaro è aumentato: le tendenze positive dei mercati e le rese elevate hanno infatti compensato la diminuzione degli aiuti dovuta alla riforma del 2000.Se prima della riforma la maggior parte dei produttori ricevevano un quarto dell’aiuto per ettaro coltivato a lino tessile e il restante 75% era destinato ai trasformatori, dal 2000 la percentuale di aiuto destinata agli agricoltori è salita ad oltre il 60%. Di conseguenza, oggi l’impatto delle fluttuazioni dei prezzi sui redditi dei coltivatori è minore.Tendenze dei mercati e industria di trasformazioneLa produzione europea delle fibre lunghe di lino è destinata principalmente all’industria tessile. Negli ultimi anni la ripartizione tra i diversi sbocchi sembra essere rimasta stabile: abbigliamento (50%), biancheria per la casa (20%) e arredamento (13%); il resto è utilizzato per la fabbricazione di prodotti quali cordami e filtri (17%).L’anno scorso è stato esportato quasi il 70% delle fibre lunghe di lino, soprattutto in Cina (50%). L’impatto favorevole dell’espansione dell’industria cinese della filatura si è tradotto in un aumento annuale medio delle esportazioni in Cina del 20% tra il 1999 e il 2003. Tra gli altri partner commerciali vi sono la Russia e alcuni dei nuovi Stati membri (Polonia, Repubblica ceca e Lituania).L’elevata domanda da parte della Cina sembra aver incoraggiato i coltivatori europei, in particolare francesi, a preferire la quantità a scapito della qualità.È difficile quantificare in modo esatto la destinazione finale delle fibre di lino dopo che sono sottoposte alle altre fasi della trasformazione in paesi non comunitari. Diversi prodotti tessili finiti e semifiniti contenenti fibre di lino europeo sono riesportate dalla Cina, in particolare in Europa e negli Stati Uniti. Dal 1999 al 2003 le importazioni di capi d’abbigliamento in lino dalla Cina all’UE sono salite del 50% all’anno.Nello stesso periodo le esportazioni comunitarie di manufatti tessili negli Stati Uniti hanno subito un calo del 10% per i tessuti e del 25% per l’abbigliamento.Il fatturato del settore delle fibre lunghe di lino si è stabilizzato a circa 200 mio EUR nel periodo tra il 2000 e il 2004 (183,7 mio EUR nel 2003) a seguito di un aumento dei volumi venduti accompagnato da un costante calo dei prezzi.Nel caso delle fibre corte di lino , l’industria tessile ha assorbito il 40% circa della produzione dei tessuti di lino puro o di materiali multifibre contenenti fibre sintetiche o cotone. Dal 1999 i principali sviluppi su tale mercato sono stati il declino della filatura europea e l’aumento delle esportazioni destinate alla Cina e a Hong Kong.Dal 1999 il mercato delle fibre corte si è adeguato alle nuove applicazioni tecniche. La produzione di fibre ad esse destinate si è quadruplicata tra il 1999 e il 2003, passando da 4 800 a 18 500 tonnellate, cioè dal 9% al 25% per tutte le fibre corte.La percentuale assorbita dallo sbocco dell’industria cartaria, compresa la carta da sigarette e la carta tecnica, è rimasta stabile in termini di volume (25 000 t/anno), ma è scesa dal 45% al 34% in termini di produzione totale di fibre e ha risentito anche della crescente concorrenza delle fibre di legno. Nonostante i prezzi bassi, l’industria cartaria rimane uno sbocco allettante per le fibre corte di lino, in quanto può assorbire ampi volumi e non richiede fibre di qualità elevata.Le nuove applicazioni tecniche per le fibre corte di lino rappresentano il 25% della produzione, di cui solo una minima parte (2,5%) è destinata alla fabbricazione dei non tessuti quali feltri geotessili, teloni agricoli o pannelli isolanti. La produzione di materiali compositi per l’industria automobilistica è il nuovo mercato di punta (soprattutto in Germania), che assorbe 16 500 tonnellate (il 23% del totale di fibre corte di lino. In questo settore, grazie al basso peso e alla resistenza agli urti, le fibre di lino sono trasformate in termoplastica. Si tratta di un mercato promettente a condizione che, da un lato, i prezzi delle fibre di lino rimangano stabili e, dall’altro, i prezzi delle fibre esotiche (sisal, kenaf, juta, ecc.) non diminuiscano in modo significativo. Dato che la garanzia di approvvigionamenti regolari di fibre costituisce un pesante vincolo per l’industria, la concorrenza delle fibre esotiche costituisce un problema serio. L’industria automobilistica tedesca ha deciso di diversificare le fonti di approvvigionamento di fibre nel 2001, quando la produzione di lino tessile in Europa ha subito un crollo a seguito di eventi atmosferici avversi.Sulla base dei prezzi medi, il valore totale del mercato delle fibre corte di lino può essere stimato a circa 25 mio EUR. Il settore tessile costituisce la fonte di reddito principale (10 mio EUR), seguito dai materiali compositi per l’industria automobilistica (8,5 mio EUR). L’industria cartaria genera solo 4,2 mio EUR e i non tessuti rappresentano un mercato del valore di 0,7 mio EUR.La capacità per la trasformazione secondaria di fibre corte di lino è aumentata in modo consistente dalla riforma, grazie al miglior utilizzo della capacità esistente e alla costruzione di nuove unità di pulizia.CanapaSuperfici seminate e produzioneCon i suoi 15 000 ha (il 29% dei 52 000 ha coltivati nel mondo, secondo la FAO), l’UE rappresenta una fetta piuttosto consistente della produzione mondiale di canapa. Le superfici a canapa sono rimaste relativamente stabili dal 2001, ma formano tuttora una parte trascurabile dei seminativi. Sono di gran lunga inferiori rispetto al 1998, quando la coltivazione speculativa ha raggiunto il record dei 40 000 ha.La coltivazione della canapa si concentra essenzialmente in sei Stati membri, in cui si trova il 90% delle superfici a canapa dell’UE-25 nel 2004: Francia (54%), Germania (11%), Regno Unito (9%), Polonia (6%), Italia (6%) e Spagna (4%). L’11% delle superfici a canapa dell’UE-25 è situato nei nuovi Stati membri: Polonia (6%), Ungheria (3%) e Repubblica ceca (2%). Tuttavia, si osservi che negli anni ottanta la superficie a canapa in Ungheria era vastissima (oltre 60 000 ha nel 1987, superiore del 55% rispetto all’intera CEE).L’estrema variabilità della produzione di paglia di canapa nell’UE è correlata alle fluttuazioni delle superfici coltivate, in particolare in Francia. Dal 2000 al 2004, la produzione di paglia di canapa si situava in media sulle 86 000 tonnellate (con una punta di 101 000 tonnellate nel 2003, che coincideva con la superficie massima coltivata di 18 000 ha).La produzione di fibre di canapa registra una tendenza al rialzo, salendo a 28 000 tonnellate nel 2000 e a circa 31 000 tonnellate nel 2004[2].PrezziPrima della riforma del 2000, l’aiuto per ettaro di canapa era destinato interamente agli agricoltori. La riforma ha comportato una riduzione del sostegno complessivo e dell’aiuto versato direttamente agli agricoltori. I prezzi di acquisto pagati dai trasformatori ai coltivatori sono però aumentati: in Germania i prezzi della paglia sono praticamente raddoppiati dopo la riforma (da 80 a 145 EUR/t) e nel Regno Unito l’aumento è stato del 22% (da 90 GBP/t nel 2001 a 110 GBP nel 2004). In Francia, nell’ultimo triennio, i trasformatori di canapa sono usciti indenni dall’aumento dei prezzi della paglia vendendo le fibre all’industria cartaria. In questo paese, dopo la riforma i prezzi della paglia sono saliti da 60 a 72 EUR/t.Esistono considerevoli differenze tra i prezzi delle fibre utilizzate nell’industria della carta speciale (in media 371 EUR/t nel 2003) e quelli delle fibre destinate ad applicazioni tecniche (500 EUR/t per i non tessuti e 600 EUR/t per i componenti plastici). Tra il 1999 e il 2003 i prezzi delle fibre destinate all’industria della carta hanno subito un drastico aumento, pari al 27%, riconducibile primariamente agli accordi tra i trasformatori e l’industria cartaria per controbilanciare la riduzione degli aiuti comunitari. Tuttavia, sebbene l’industria cartaria abbia accettato questa maggiorazione, sembra che a lungo termine la concorrenza da parte delle fibre di legno, da tre a quattro volte meno costose, potrebbe avere serie conseguenze sul mercato delle fibre di canapa e su quello della carta speciale.Tendenze dei mercati e industria di trasformazioneDopo un calo dell’utilizzo nell’industria cartaria nel 2001 e 2002, questo sbocco di mercato ha subito una ripresa nel 2003, registrando i medesimi volumi di fibre relativi al 1999, ossia l’86% della produzione totale di fibre di canapa (20 700 tonnellate).L’uso di materiali compositi nell’industria automobilistica è passato da 1 770 a 2 470 tonnellate (10% circa), mentre sono state utilizzate 824 tonnellate di non tessuti nell’edilizia e nel settore degli isolanti. Il mercato dei materiali isolanti non ha registrato la crescita prevista a causa della differenza dei prezzi svantaggiosa e del rendimento tecnico inferiore rispetto alle fibre concorrenti, ma rimane stabile in termini di volumi.Il fatturato del mercato delle fibre di canapa ammonta approssimativamente a 10 mio EUR, di cui la maggior parte (7,7 mio EUR) è generata dall’industria cartaria. L’industria dei materiali compositi genera 1,2 mio EUR e i non tessuti 0,4 mio EUR. Tenuto conto degli sviluppi del mercato, la riduzione dell’importo dell’aiuto non ha inciso sulla competitività dei prezzi delle fibre di canapa rispetto ai principali prodotti concorrenti (fibre corte di lino e fibre di legno). Ciò potrebbe essere riconducibile a tre motivi principali:-  stabilità dei margini, grazie alle vendite di coprodotti, che rappresentano approssimativamente il 50% del reddito dei trasformatori;-  le fibre di canapa (come le fibre corte di lino) soddisfano una domanda specifica, ad esempio l’industria del tabacco che desidera una composizione stabile degli approvvigionamenti di carta;-  una buona organizzazione dell’industria cartaria: alcuni trasformatori di canapa hanno concluso contratti in esclusiva con i produttori di carta.La crescita della capacità produttiva per le fibre di canapa è stata modesta, portando alla saturazione delle principali unità di produzione (soprattutto in Francia), che ora programmano ulteriori investimenti per adeguarsi all’espansione dei nuovi mercati (fibre tecniche).L’attuale capacità produttiva per le fibre di canapa è pari a 35 000 tonnellate, ma potrebbe aumentare persino di 23 000 tonnellate.La principale capacità di stigliatura della paglia di canapa si trova ripartita tra una decina di stabilimenti in Francia, Regno Unito, Germania e Paesi Bassi. Nel 2004/2005 la capacità totale di stigliatura dell’UE-15 si aggirava sulle 107 000 tonnellate di paglia.Conclusioni sullo sviluppo del settoreNel 2003 circa il 90% dei 216,5 mio EUR di fatturato totale per le fibre di lino e canapa proveniva dallo sbocco “tessili”, la carta speciale e tecnica rappresentava l’8%, i materiali compositi, il 4% e i non tessuti l’1%.1.  Tessili : a partire dalla riforma lo sbocco “tessili” è cresciuto considerevolmente, in linea con la domanda proveniente dalla Cina.L’aiuto alla trasformazione ha avuto un impatto più limitato a valle dell’industria tessile europea (filatura e esportazioni). Il suo principale contributo è nell’agricoltura a monte: tale aiuto infatti consente di conservare il margine lordo per ettaro che ha mantenuto la coltivazione di lino tessile e di canapa attraente agli occhi degli agricoltori.2.  Carta : il mercato della carta speciale e tecnica rappresenta uno sbocco importante per le fibre di canapa europee e ha una certa rilevanza anche per le fibre corte di lino.Si osservi che, diversamente dalle fibre lunghe di lino, destinate essenzialmente alle industrie extracomunitarie, la produzione di canapa e di fibre corte di lino è assorbita dalle industrie europee, spesso situate in prossimità delle zone di coltivazione di tali fibre.3.  Materiali compositi : questo sbocco, sebbene con un volume e un fatturato ridotti, ha registrato un notevole aumento dal 2000, in particolare per le fibre corte di lino. Si noti che l’aiuto alla trasformazione ha contribuito in modo non trascurabile a queste nuove applicazioni finanziando la ricerca e lo sviluppo nonché l’espansione delle imprese del settore. La soppressione dell’attuale regime di sostegno nella presente congiuntura potrebbe minacciare la sopravvivenza stessa di questo sbocco.4.  Non tessuti : si tratta di uno sbocco secondario per le fibre di canapa e le fibre corte di lino. Il mercato principale è rappresentato dalla produzione di pannelli isolanti. La crescita è limitata, in quanto i prodotti a base di fibre naturali sono più costosi ma tecnicamente inferiori rispetto alle fibre concorrenti.L’aiuto alla trasformazione delle fibre lunghe, unitamente alla situazione di mercato favorevole creata dalla domanda cinese, ha contribuito al boom spettacolare della produzione di lino tessile. Tale crescita è legata all’espansione della capacità di trasformazione delle aziende esistenti e l’aiuto ha consentito alcuni investimenti nelle attrezzature, nella ricerca e nelle attività promozionali.Riguardo alla canapa, l’impatto positivo dell’aiuto sull’equilibrio finanziario delle imprese ha permesso un aumento del prezzo di acquisto della paglia di canapa nonché investimenti nella ricerca e nello sviluppo e in nuovi sbocchi. L’aiuto ha anche stabilizzato (o comunque migliorato) gli approvvigionamenti alle industrie a valle, sia per la carta che per i nuovi sbocchi (l’aiuto costituisce un fattore stabilizzante, che garantisce alle industrie la sostenibilità degli approvvigionamenti).Valutazione dell ’AIUTO ALLA TRASFORMAZIONELe informazioni disponibili in merito ai risultati della riforma del 2000 nell’UE-15 sono limitate, in quanto, essendo necessari 22 mesi per trasformare la paglia in fibre, si possono ottenere cifre definitive solamente oltre due anni dall’inizio della campagna commerciale in questione. Inoltre, la campagna commerciale 2001/2002 non può considerarsi rappresentativa per via degli effetti negativi delle condizioni meteorologiche avverse.Alcuni Stati membri non hanno ancora beneficiato di aiuti alla trasformazione. Tuttavia, in tali paesi le imprese di trasformazione stanno investendo per adeguare gli stabilimenti alla normativa comunitaria.In siffatte circostanze, si possono trarre solamente conclusioni di massima circa l’efficacia del regime di aiuto alla trasformazione. È difficile vagliare l’opportunità di prorogare l’aiuto per le fibre corte e l’aiuto complementare per ettaro di lino tessile oltre la campagna commerciale 2005/2006. Alcune conclusioni possono tuttavia essere ricavate sulla base dei dati a disposizione e delle informazioni fornite dagli operatori.Importanza dell ’aiuto per le industrie a valleL’aiuto alla trasformazione ha permesso al settore delle fibre di svilupparsi e ha condotto alla stabilizzazione degli sbocchi principali.Per quanto concerne il lino tessile , gli sbocchi di mercato per le fibre lunghe hanno registrato una crescita sostanziale nel periodo tra il 2001 e il 2004. Tale tendenza potrebbe tuttavia assumere un’altra direzione nel caso di un calo della domanda cinese e/o dei prezzi, di un tasso di cambio sfavorevole, ecc. Nell’attuale situazione positiva, è difficile stimare il ruolo effettivo dell’aiuto, in quanto il mercato è assai redditizio.Nel caso della canapa , la carta speciale rappresenta lo sbocco principale. Le nuove applicazioni tecniche (compositi) non hanno ancora raggiunto la fase di sviluppo su larga scala. L’abolizione dell’aiuto nelle attuali circostanze potrebbe compromettere l’ulteriore sviluppo di questo sbocco. Analogamente, altri sbocchi, come i pannelli isolanti, non si sono sviluppati come inizialmente previsto a causa dei prezzi meno competitivi rispetto alle fibre concorrenti, quali le fibre di vetro ed altre fibre sintetiche.Aiuto per le fibre corteL’attuazione dell’attuale OCM significherebbe la scomparsa dell’aiuto alla trasformazione per le fibre corte a decorrere dalla campagna commerciale 2006/2007.Nel caso delle fibre corte di lino , non è possibile isolare l’effetto dell’aiuto alla trasformazione, dato che la quasi totalità dei volumi prodotti sono coprodotti della stigliatura delle fibre lunge e la zona di coltivazione del lino destinata specificatamente alla produzione di fibre corte rimane marginale.Per i produttori di canapa , la soppressione dell’aiuto comporterebbe una riduzione proporzionale dei prezzi. In tal caso il margine per i produttori risulterebbe considerevolmente inferiore e sarebbe ben più stretto del margine ottenuto dalla coltivazione di altri seminativi alternativi. Si osservi che la canapa è una coltura con una maggiore intensità di manodopera rispetto ad altre colture. Sono pronosticabili una riduzione significativa della superficie a canapa e il conseguente calo delle forniture di paglia di canapa alle imprese di prima trasformazione.La tabella in appresso confronta il margine per ettaro ottenuto da varie colture in Francia e Germania e indica il calo della competitività della coltivazione di canapa senza il trasferimento dell’80% (stimato) dell’aiuto alla trasformazione versato agli agricoltori:Francia | Germania |Canapa | Frumento | Ravizzone | Canapa | Orzo | Granturco |Margine (EUR/ha) | 554 | 442 | 490 | 486 | 553 | 499 |Resa media (t fibre/ha) | 1,95 | – | – | 1,67 | – | – |Aiuto trasferito (EUR) – 80% | 140 | – | – | 120 | – | – |Margine senza aiuto (EUR/ha) | 414 | 442 | 490 | 366 | 553 | 499 |Nota: le cifre sono indicative e non consentono un confronto immediato tra paesi per via dei diversi metodi di calcolo. |L’impatto economico della soppressione dell’aiuto sull’industria delle fibre corte di lino sarebbe attenuato dall’aumento previsto dell’aiuto per le fibre lunghe. Solo gli stabilimenti di trasformazione specializzati, che costituiscono una fetta trascurabile del settore, risentirebbero in modo diretto di una diminuzione dei redditi.Diversamente, nel caso della canapa, l’abolizione dell’aiuto potrebbe incidere sull’equilibrio finanziario dei trasformatori per i quali l’aiuto costituisce una porzione importante del beneficio netto. La sopravvivenza dei trasformatori che trattano esclusivamente fibre destinate alle nuove applicazioni tecniche potrebbe essere minacciata, mentre le unità “miste” che producono fibre per carta speciale e per i nuovi sbocchi tornerebbero alle attività classiche (industria cartaria). Oltre a ciò, lo sbocco tradizionale (carta) potrebbe essere minacciato nel medio termine da prodotti di sostituzione a prezzi inferiori o dalla delocalizzazione della produzione.È pertanto opportuno prorogare il sostegno alla produzione di fibre corte di lino e di fibre di canapa per le prossime due campagne commerciali al fine di consentire al settore di consolidare i nuovi mercati per tali fibre. Tale proroga offrirebbe inoltre più tempo per una corretta valutazione del funzionamento dell’OCM nei nuovi Stati membri.Aiuto complementareSe nei Paesi Bassi e in Belgio è soppresso l’aiuto di 120 EUR/ha a favore delle regioni, il margine lordo per il lino sarebbe inferiore a quello per il grano e l’orzo. Dato che il carico di lavoro per questa coltura è maggiore rispetto ad altri cereali, tale coltura non sarebbe più competitiva e si potrebbe prevedere un diminuzione sostanziale della superficie a lino tessile nella regione belga dei Polder.Un confronto analogo per le superfici in Francia e in Belgio considerate ammissibili ad un aiuto di 50 EUR/ha non offre le medesime conclusioni. Al contrario, la soppressione dell’aiuto complementare non avrebbe un effetto così drammatico sui redditi agricoli. Non vi sono certezze, tuttavia, per il futuro della produzione, in particolare in anni caratterizzati da condizioni meteorologiche avverse.In confronto a gran parte delle altre colture, il settore del lino è contraddistinto da marcate oscillazioni dei redditi. L’aiuto ha permesso di attenuare gli effetti della delocalizzazione in altre regioni caratterizzate da un prezzo inferiore della terra e da strutture agricole più adeguate.Le analisi economiche indicano che l’aiuto di 120 EUR/ha per il lino tessile prodotto nei Paesi Bassi e nei Polder belgi è servito a mantenervi o persino ad aumentarvi lievemente le superfici coltivate. Tali studi non stabiliscono tuttavia quale sarebbe il livello di aiuto opportuno per tali zone. La proposta è di mantenere il livello di aiuto corrente per un periodo di due anni.Livello di impuritàIl parametro del livello di impurità risale alla seconda metà degli anni novanta, cioè al periodo di grande speculazione. Lo scopo era di introdurre l’obbligo di compiere una costosa pulizia delle fibre, scoraggiando così la produzione di fibre di bassissima qualità neppure destinate al mercato.Nonostante ciò, nelle fibre corte destinate alla produzione di carta un livello elevato di impurità è anzi necessario per l’ulteriore trasformazione. Il costo della pulizia è talmente alto da essere equivalente o addirittura superiore al valore aggiunto dei prodotti.Per l’industria tessile, invece, si richiede un livello basso di impurità. Eppure, dato che i prezzi di vendita sono più elevati, è nell’interesse dei trasformatori effettuare tale operazione.Nel caso delle fibre tecniche, infine, alcuni sbocchi impongono un livello basso di impurità.Nella pratica, la maggior parte degli Stati membri si serve pertanto della deroga relativa al livello massimo di impurità. Tale regime prevede una riduzione dell’aiuto in funzione del livello di impurità. Ovviamente questo calcolo costituisce un onere amministrativo, ma è l’unico modo per garantire un’equa distribuzione dell’aiuto.Dati i sempre nuovi sbocchi per le fibre corte e la loro relativa instabilità in questa fase iniziale, si raccomanda la proroga delle attuali disposizioni, compresa la riduzione dell’aiuto proporzionalmente al livello di impurità.Sintesi e conclusioniLa presente relazione è stata redatta a seguito della richiesta, da parte del Consiglio, di una valutazione dell’impatto dell’aiuto alla trasformazione della paglia di lino e di canapa in fibre, presentata in concomitanza con l’ultima riforma dell’organizzazione comune dei mercati in questo settore, riforma entrata in vigore il 1° luglio 2001.Alla luce dell’analisi realizzata, è opportuno proporre il mantenimento dell’attuale regime di sostegno per un determinato periodo. Ciò consentirebbe di acquisire ulteriore esperienza, particolarmente necessaria nel caso dei nuovi Stati membri. L’aiuto per le fibre corte e l’aiuto complementare alla coltivazione di lino tessile in alcune zone di coltivazione tradizionali dovrebbe pertanto essere prorogato alle attuali condizioni.RELAZIONEL’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1673/2000 del Consiglio, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa, dispone quanto segue:“Nel 2005 la Commissione presenterà al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’aiuto alla trasformazione, corredata se del caso di proposte.La relazione conterrà una valutazione dell’impatto dell’aiuto alla trasformazione in particolare sui seguenti aspetti:-  situazione dei produttori per quanto concerne le superfici coltivate e i prezzi ottenuti,-  tendenze dei mercati delle fibre tessili e sviluppo di nuovi prodotti,-  industria di trasformazione.La relazione preciserà, tenuto conto della produzione alternativa, se l’industria è in grado di funzionare secondo gli orientamenti definiti. Essa tratterà parimenti la possibilità di perpetuare oltre la campagna 2005/2006 l’aiuto alla trasformazione per tonnellata di fibre corte di lino e di fibre di canapa e l’aiuto complementare per ettaro coltivato a lino di cui all’articolo 4.”La valutazione generale dell’organizzazione vigente nel settore del lino e della canapa[3] appare positiva e porta alla conclusione che l’attuale organizzazione comune dei mercati funziona in modo soddisfacente. Il principale effetto positivo dell’introduzione dell’aiuto alla trasformazione per le fibre è stato quello di eliminare la produzione a fini speculativi. La riforma intrapresa nel 2000 ha comportato una notevole riduzione della spesa comunitaria e una stabilizzazione degli stanziamenti per il settore intorno ai 20 milioni di EUR. Inoltre, la riforma ha stimolato l’espansione degli sbocchi redditizi e ha generalmente salvaguardato, o talvolta persino incrementato, i redditi dei produttori nel periodo considerato.L’aiuto alla trasformazione ha incentivato la produzione di fibre di lino e di canapa nell’Unione europea, materiali che sono ecologici e preservano la biodiversità. Inoltre, questo aiuto ha contribuito a mantenere o a creare posti di lavoro nelle regioni di produzione tradizionali e in altre zone, nonché a promuovere gli investimenti nella ricerca e sviluppo di metodi di trasformazione perfezionati e di nuovi prodotti contenenti fibre vegetali.È difficile valutare l’impatto complessivo della riforma del 2000 e le ricadute dell’aiuto alla trasformazione sulla produzione degli Stati membri dell’UE a 15. Solo le cifre relative alle campagne di commercializzazione 2002/2003 e 2003/2004 sono definitive e possono considerarsi rappresentative, in quanto il raccolto 2001/2002 era stato danneggiato dal maltempo.Tra i nuovi Stati membri che hanno aderito all’Unione europea il 1° maggio 2004, sei sono produttori di lino e tre di canapa. I dati attualmente disponibili non consentono un’analisi dettagliata delle tendenze della produzione e dell’applicazione del regime nei nuovi Stati membri.Date queste premesse, si propone una proroga biennale del regime in vigore nella campagna 2005/2006. Pertanto, l’aiuto per le fibre lunghe di lino resterebbe all’attuale livello di 160 EUR/t e quello per le fibre corte di lino e di canapa a 90 EUR/t fino alla campagna 2007/2008 compresa. I quantitativi nazionali garantiti resterebbero anch’essi ai livelli attuali.Quanto al tenore massimo di impurità e di canapuli o capecchi, poiché la maggioranza degli Stati membri si avvale della deroga al limite del 7,5% e determinate utilizzazioni finali richiedono un tasso elevato di impurità, l’attuale regime dovrebbe essere mantenuto per consentire agli Stati membri di erogare aiuti per le fibre corte di lino e di canapa contenenti impurità e canapuli o capecchi nella percentuale massima del 15% per il lino e del 25% per la canapa.L’aiuto complementare per ettaro concesso ai primi trasformatori di fibre lunghe di lino in alcune zone di produzione tradizionali dei Paesi Bassi, del Belgio e della Francia resterebbe invariato al livello fissato dal regolamento (CE) n. 1673/2000, cioè 120 EUR/ha nella zona I e 50 EUR/ha nella zona II.La proroga del regime vigente lascerà il tempo necessario per condurre un’analisi approfondita alla luce dell’esperienza maturata nel frattempo e per portare a termine la valutazione d’impatto, che consentirà di esaminare la possibilità di semplificare il regime di aiuto integrandolo nel quadro generale del regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori.In concomitanza con la revisione del regime per il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre, è opportuno modificare il regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio per rendere la coltivazione della canapa compatibile con usi diversi dalla produzione di fibre.Secondo l’articolo 52 di detto regolamento, le superfici coltivate a canapa possono beneficiare del regime di pagamento unico se la varietà di canapa coltivata ha un tenore di tetraidrocannabinolo non superiore allo 0,2% e la materia prima è utilizzata per la produzione di fibre tessili. La seconda condizione, derivante dal precedente nesso tra il regime a favore dei seminativi e l’aiuto erogato all’industria delle fibre vegetali, non è più pertinente nell’ambito del regime di pagamento unico, oltre al fatto che questa condizione preclude l’utilizzo della canapa per altri usi industriali, ad esempio nel settore energetico.2006/0043 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche modifica il regolamento (CE) n. 1673/2000, per quanto riguarda l’aiuto alla trasformazione del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, e il regolamento (CE) n. 1782/2003, per quanto riguarda la canapa ammissibile al regime di pagamento unicoIL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 37, paragrafo 2, terzo comma,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo[4],considerando quanto segue:5.  Secondo il disposto dell’articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1673/2000 del Consiglio, del 27 luglio 2000, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre[5], la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’aiuto alla trasformazione, corredata se del caso di proposte. Alla luce della relazione, è opportuno che l’attuale regime resti in vigore fino alla campagna di commercializzazione 2007/2008 compresa.6.  L’aiuto alla trasformazione per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa, contenenti al massimo il 7,5% di impurità e di canapuli o capecchi, si applica fino alla campagna 2005/2006. Tuttavia, in considerazione della tendenza favorevole del mercato di questo tipo di fibre, oggetto del regime di aiuto in vigore, e al fine di favorire il consolidamento di prodotti innovativi e dei loro sbocchi di mercato, è opportuno prorogare l’applicazione del regime di aiuto sino alla fine della campagna di commercializzazione 2007/2008.7.  Il regolamento (CE) n. 1673/2000 prevede un aumento dell’aiuto alla trasformazione per le fibre lunghe di lino a decorrere dalla campagna di commercializzazione 2006/2007. Dal momento che l’aiuto alla trasformazione per le fibre corte è prorogato fino alla campagna 2007/2008, l’aiuto per le fibre lunghe deve essere mantenuto al livello attuale fino alla campagna 2007/2008.8.  Al fine di promuovere la produzione di fibre corte di lino e di canapa di alta qualità, l’aiuto è concesso per le fibre contenenti al massimo il 7,5% di impurità e di canapuli o capecchi. Gli Stati membri possono tuttavia derogare a questo limite e concedere l’aiuto alla trasformazione anche per le fibre corte di lino contenenti una percentuale di impurità e di canapuli o capecchi compresa tra il 7,5% e il 15% nonché per le fibre di canapa contenenti una percentuale di impurità e di canapuli o capecchi compresa tra il 7,5% e il 25%. Poiché tale possibilità è prevista solo fino alla campagna di commercializzazione 2005/2006, è necessario autorizzare gli Stati membri a derogare al suddetto limite per altre due campagne.9.  Per continuare ad assicurare un congruo livello di produzione in ciascuno Stato membro, occorre prorogare il periodo di applicazione dei quantitativi nazionali garantiti.10.  Per sostenere la produzione tradizionale di lino in talune regioni dei Paesi Bassi, del Belgio e della Francia, è stato finora concesso un aiuto complementare. È opportuno prorogare questo aiuto temporaneo fino alla campagna di commercializzazione 2007/2008, per consentire il graduale adattamento delle strutture aziendali alle nuove condizioni di mercato.11.  La Commissione deve presentare con sufficiente anticipo, prima dell’inizio della campagna 2008/2009, una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio intesa a valutare se il regime in vigore debba essere mantenuto o vada modificato.12.  A norma del regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori e che modifica i regolamenti (CEE) n. 2019/93, (CE) n. 1452/2001, (CE) n. 1453/2001, (CE) n. 1454/2001, (CE) n. 1868/94, (CE) n. 1251/1999, (CE) n. 1254/1999, (CE) n. 1673/2000, (CEE) n. 2358/71 e (CE) n. 2529/2001[6], soltanto la canapa destinata alla produzione di fibre è ammissibile al regime di pagamento unico di cui al titolo III del medesimo regolamento. È opportuno rendere ammissibile anche la canapa destinata ad altri usi industriali.13.  Occorre quindi modificare i regolamenti (CE) n. 1673/2000 e (CE) n. 1782/2003,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CE) n. 1673/2000 è così modificato:1) All’articolo 2, il testo del paragrafo 3 è sostituito dal seguente:“3. L’importo dell’aiuto alla trasformazione, per tonnellata di fibre, è il seguente:a) per le fibre lunghe di lino:-  100 EUR per la campagna di commercializzazione 2001/2002,-  160 EUR per le campagne di commercializzazione da 2002/2003 a 2007/2008,-  200 EUR a decorrere dalla campagna di commercializzazione 2008/2009;b) per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa contenenti al massimo il 7,5% di impurità e di canapuli o capecchi: 90 EUR per le campagne di commercializzazione da 2001/2002 a 2007/2008.Tuttavia, per le campagne da 2001/2002 a 2007/2008 lo Stato membro può, in funzione degli sbocchi tradizionali, decidere di concedere parimenti l’aiuto:-  per le fibre corte di lino contenenti una percentuale di impurità e di canapuli o capecchi compresa tra il 7,5% e il 15%,-  per le fibre di canapa contenenti una percentuale di impurità e di canapuli o capecchi compresa tra il 7,5% e il 25%.Nei casi previsti al secondo comma, lo Stato membro concede l’aiuto per un quantitativo non superiore al quantitativo prodotto, sulla base del 7,5% di impurità e di canapuli o capecchi.”2) All’articolo 3, paragrafo 2, il testo del secondo comma è sostituito dal seguente:“I quantitativi nazionali garantiti per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa non sono più applicabili a decorrere dalla campagna di commercializzazione 2008/2009.”3) Nel primo capoverso dell’articolo 4, “2005/2006” è sostituito da “2007/2008”.4) L’articolo 12 è soppresso.5) All’articolo 15 è aggiunto il seguente paragrafo:“3. La Commissione presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, corredata se del caso di proposte, con sufficiente anticipo per consentire l’applicazione delle misure proposte nel corso della campagna di commercializzazione 2008/2009.Detta relazione valuta l’impatto dell’aiuto alla trasformazione sui produttori, sull’industria di trasformazione e sul mercato delle fibre tessili. Essa esamina altresì la possibilità di prorogare l’aiuto alla trasformazione per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa e l’aiuto complementare oltre la campagna 2007/2008, nonché l’opportunità di integrare questo regime di aiuto nel quadro generale del sostegno diretto agli agricoltori nell’ambito della politica agricola comune, istituito dal regolamento (CE) n. 1782/2003.”Articolo 2Nel regolamento (CE) n. 1782/2003, il testo dell’articolo 52 è sostituito dal seguente:“Articolo 52 Produzione di canapa1. In caso di produzione di canapa, possono essere coltivate soltanto varietà aventi un tenore di tetraidrocannabinolo non superiore a 0,2%. Gli Stati membri predispongono un sistema per verificare il tenore di tetraidrocannabinolo su almeno il 30% delle superfici coltivate a canapa. Se, tuttavia, uno Stato membro introduce un sistema di autorizzazione preventiva di tale coltura, la percentuale minima è del 20%.2. Secondo la procedura di cui all’articolo 144, paragrafo 2, la concessione di pagamenti è subordinata all’uso di sementi certificate di determinate varietà.”Articolo 3Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, …Per il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA |1. | LINEA DI BILANCIO: 05 02 07 01 | STANZIAMENTI: 24 Mio EUR |2. | TITOLO: modifica del regolamento (CE) n. 1673/2000 – Aiuto alla trasformazione di fibre di lino lunghe e corte e di fibre di canapa |3. | BASE GIURIDICA: art. 37 del trattato |4. | OBIETTIVI: prorogare il regime vigente per due anni |5. | INCIDENZE FINANZIARIE | PERIODO DI 12 MESI (Mio EUR) | ESERCIZIO IN CORSO 2006 (Mio EUR) | ESERCIZIO SUCCESSIVO 2007 (Mio EUR) |5.0 | SPESE – A CARICO DEL BILANCIO DELLA CE (RESTITUZIONI/INTERVENTI) – DEI BILANCI NAZIONALI – DI ALTRI SETTORI | 4,84 | 0 | 2,9 |5.1 | ENTRATE – RISORSE PROPRIE DELLA CE (PRELIEVI/DAZI DOGANALI) – NAZIONALI | – | – | – |2008 | 2009 |5.0.1 | PREVISIONI DI SPESA | 4,84 Mio EUR | 1,94 Mio EUR |5.1.1 | PREVISIONI DI ENTRATA | – | – |5.2 | METODO DI CALCOLO: La spesa totale per questa voce ammonta a 20,045 Mio EUR nel 2005 La spesa totale per questa voce ammontava a 17,893 Mio EUR nel 2004 Spese – Regime attuale Campagna 2002/2003: 18,8 Mio EUR ripartiti come segue: Fibre lunghe: 100 000 t x 160 EUR = 16 Mio EUR Fibre corte/canapa: 14 444 t x 90 EUR = 1,3 Mio EUR Aiuto supplementare: 1,5 Mio EUR Campagna 2003/2004: 20,19 Mio EUR Fibre lunghe: 101 125 t x 160 EUR = 16,18 Mio EUR Fibre corte/canapa: 21 767 t x 90 EUR = 1,959 Mio EUR Aiuto supplementare: 2 Mio EUR Stime [pic] |6.0 | FINANZIAMENTO POSSIBILE A MEZZO STANZIAMENTI ISCRITTI NEL CAPITOLO CORRISPONDENTE DEL BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE | SÌ NO |6.1 | FINANZIAMENTO POSSIBILE MEDIANTE STORNO DI FONDI DA CAPITOLO A CAPITOLO DEL BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE | SÌ NO |6.2 | NECESSITÀ DI UN BILANCIO SUPPLEMENTARE | SÌ NO |6.3 | STANZIAMENTI DA ISCRIVERE NEI BILANCIO SUCCESSIVI | SÌ NO |OSSERVAZIONI: secondo la tendenza, l’incidenza prevedibile è di 4,84 Mio EUR. Tuttavia, qualora fossero raggiunti i QMG per le fibre lunghe e corte, l’incidenza sarebbe di 11,94 Mio EUR e la spesa totale ammonterebbe a 28,10 Mio EUR. |[1] I quantitativi di fibre prodotte non corrispondono necessariamente ai quantitativi oggetto di un aiuto alla trasformazione.[2] I quantitativi di fibre prodotte non corrispondono necessariamente ai quantitativi oggetto di un aiuto alla trasformazione.[3] Cfr. relazione valutativa conclusa nell’ottobre 2005: “Evaluation de l’organisation commune de marché dans le secteur du lin et du chanvre” (Valutazione dell’organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa):http://europa.eu.int/comm/agriculture/eval/index_fr.htm (in francese);http://europa.eu.int/comm/agriculture/eval/reports/lin/sum_it.pdf (sintesi in italiano).[4] GU C ... del ..., pag. ...[5] GU L 193 del 29.7.2000, pag. 16. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 393/2004 (GU L 65 del 3.3.2004, pag. 4).[6] GU L 270 del 21.10.2003, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2183/2005 della Commissione (GU L 347 del 30.12.2005, pag. 56).