CELEX: 51965PC0144
Language: it
Date: 1965-04-13
Title: PROPOSTA DI UNA SECONDA DIFETTIVA DEL CONSIGLIO IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVA ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA D'AFFARI CONCERNENTE LA STRUTTURA E LE MODALITÀ D'APPLICAZIONE DEL SISTEMA COMUNE DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (65) 144
Vol. 1965/0033
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMUNITÀ " ECONOMICA EUROPEA
                       COMMISSIONE
                                       IV/COM(65 )     def .
                                       Bruxelles . 13 aprile 1965
                             PROPOSTA DI UNA
                       SECONDA DIFETTIVA DEL CONSIGLIO
                IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI
                    DEGLI STATI MEMBRI RELATIVA ALLE IMPOSTE
                              SULLA CIFRA D' AFFARI
                                  . CONCERNENTE
                   LA STRUTTURA E LE MODALITÀ » D' APPLICAZIONE
                DEL SISTEMA COMUNE DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO
                 ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
IV/COM(65 ) iVt def .
 ---pagebreak---                                  EELAZIUÏIZ3 HT7R.CDUTTIVA
I. Portata ed obbiettivi perseguiti dalla presente propoeta di Direttiva
              La Commissione della C.E.E. , "basandosi prevalentemente sull' ar­
   ticolo 99 del Trattato di Roma , ha presentato al Consiglio il 5 novem­
   bre 1962 una prima proposta di Direttiva per l' armonizzazione delle
   legislazioni degli Stati membri in materia di imposte sulla cifra d' af­
   fari ( 1 ). Questa proposta è stata poi leggermente modificata per tener
   conto di alcune richieste di emendamento presentate dal Parlamento Eu­
   ropeo e dal Comitato Economico e Sociale . La proposta cosi' modificata
   è stata trasmessa al Consiglio il 12 giugno 19^4 ( 2 ). Essa prevede le
   tappe che dovranno essere superate in questo campo fiscale per assicura­
   re una concorrenza non alterata         e per permettere di instaurare un merca­
   to comune che presenti le caratteristiche analoghe a quelle di un merca­
   to intemo .
              3h una prima tappa , si prevede di sostituire i sistemi attual­
   mente in vigore con un sistema comune di imposta sul valore aggiunto .
   L' adozione    da parte del Parlamento Europeo dei provvedimenti legislati­
   vi tendenti all' introduzione dell' imposta sul valore aggiunto,e la pro­
   mulgazione degli stessi , deve aver luogo necessariamente prima del
   31 dicembre 1967 » mentre l' applicazione potrà essere ritardata fino al
   31 dicembre 1969 »
              Nel corso della seconda tappa , lo scopo ultimo dell' armonizza­
   zione dovrà essere raggiunto mediante la soppressione delle frontiere
   fiscali tra gli Stati membri . In vista della realizzazione di questa me­
   ta finale , la Commissione dovrà , prima della fine dell' anno 1968, pre­
   sentare delle proposte che indichino in quale maniera ed entro quale
   termine potrà essere raggiunta la soppressione delle frontiere fiscali .
              Contemporaneamente alla presentazione al Consiglio di questa
   proposta modificata della prima Direttiva , la Commissione ha adottato
   e indirizzato agli Stati membri uh parere concernente la struttura e la
   modalità d' applicazione di un sistema comune di imposta sul valore ag­
   giunto ( 3 ). Questo parere era stato formulato per permettere agli Stati
   ( 1 ) Cfr . Doc . 1527/ 62(ECO 32 ).
   ( 2) Cfr . Doc . R/571 /64 (ECO 26).
   ( 3 ) Cfr . Doc . IV/CCM(64) 191 finale .
                                                                           • • •/• • •
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memori di conoscere , almeno nelle grandi linee , la struttura e le mo­
dalità di applicazione del sistema comune di imposta sul valore aggiun­
to , e ciò 1 per rendere loro possibile di decidere con la piena cono­
scenza del sistema comune proposto .
          la Commissione , conformemente all' articolo 3 della prima Direttiva,
presenta oggi la proposta di una seconda Direttiva concernente la strut­
tura e le modalità d' applicazione del sistema comune di tassa sul valo­
re aggiunto . Questa seconda Direttiva riprende , completandolo ed alcune
volte modificandolo in qualche punto , il parere sopraccitato della Com­
missione .
          I due obbiettivi perseguiti con l' instaurazione del sistema co­
mune di imposta sul valore aggiunto sono , da una parte , il raggiungimen­
to di una neutralità concorrenziale tanto grande quanto possibile sia
sul piano nazionale che su quello comunitario e , d' altra parte , la rea­
lizzazione di una delle condizioni essenziali per permettere la soppres­
sione delle frontiere fiscali .
         Appunto allo scopo di facilitare la soppressione delle frontiere
fiscali sono state previste delle modalità comuni d' applicazione , quanto
più possibile complete , in maniera tale da permettere agli Stati membri
di introdurre , in una sola volta , dei complessi legislativi armonizzati
tanto da permettere che lo scopo finale possa essere raggiunto senza bi­
sogno di ulteriori profonde modificazioni delle legislazioni stesse , ma
attraverso semplici adattamenti , soprattutto delle aliquote ed in mate­
ria di esoneri .
         Questa Direttiva propone dunque , nell' interesse del Mercato Co­
mune , un' armonizzazione delle imposte sulla cifra d' affari conformemen­
te alle disposizioni contenute nell' articolo 99 del Trattato . Tale Diret­
tiva impone agli Stati membri un regime comunitario solo ed esclusiva­
mente nella misura in cui ciò' è indispensabile per l' instaurazione ed
il buon funzionamento del Mercato Comune .
          Le disposizioni contenute in questa seconda Direttiva vincolano
gli Stati membri, in conformità a quanto prescritto nell' articolo 189,
terzo comma, per quanto riguarda il risultato da raggiungere . Di con­
                                                                    • • •/ • • •
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seguenza i testi formulati non devono necessariamente essere trascrit­
ti alla lettera nelle varie legislazioni nazionali . Tuttavia sareste
estremamente utile chiedere agli Stati membri di seguire , nelle loro ■!
legislazioni , i testi proposti , il più Jattoralmente possibile , con­
siderando che ,in questa guisa ,saranno evitate , in larga misura ulteriori
difficiltà di interpretazione e si troveranno già adottate alcune basi
di diritto di tipo comunitario , per quanto concerne il campo delle '
imposte da armonizzare .
       •   In conseguenza del mantenimento provvisorio delle frontiere
fiscali , questa seconda Direttiva lascia      sussistere an­
cora alcune differenze di modalità d' applicazione dell' imposta sul va­
lore aggiunto negli Stati membri . All' epoca dell' ulteriore elabora­
zione delle proposte della terza Direttiva ,che dovrà rendere possibile
la soppressione delle frontiere fiscali , converrà esaminare in quale
misura queste differenze di modalità d' applicazione debbano obbligato-;
riamente cessare di esistere o piuttosto se alcune divergenze possono ,
essere ancora ammesse , in via eccezionale .
           Già fin d' ora è certo che si dovranno modificare o completare
le disposizioni contenute nella presente Direttiva che concernono i
seguenti punti :                                                          ,
- il campo di 'applicazione dell 'imposta " sul valore aggiunto dovrà
   comprendere l' intero territorio del Mercato Comune ( 4); ne risulte­
   rà che la tassazione all' importazione ( 5 ) e l' esonero all' esporta­
   zione ( 6) non si applicheranno più. agli scambi tra gli Stati membri ;
- la scelta delle aliquote ( 7)e dello esonerazioni ( 8) dovrà essere fatta
   di comune accordo ;
( 4) Cfr .  articolo 1 .
(5)  Cfr .  le disposizioni del combinato disposto dell' art . 1 e dell' art . 5 *
( 6) Cfr .  articolo 8, paragrafi 1 e 2 .
( 7) Cfr .  articolo 7 »
( 8) Cfr .- articolo 8, paragrafo 3 *     .
                                                                       •/ • • •
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                 Tra i casi per i quali si dovrà riesaminare le possibilità di
     procedere , nel quadro delle terza Direttiva , verso un' armonizzazione
     più. completa ed ulteriormente perfezionata , si può 1 citare :
     - la facoltà accordata agli Stati membri di limitare il campo di appli­
         cazione dell' imposta sul valore aggiunto fino allo stadio del commer­
         cio all' ingrosso inoluso (9 )?
     r l' estensione dell' elenco comprendente le prestazioni di servizi sotto­
         posti al regime comunitario ( 10);
     - la determinazione del luogo dove si ritiene venga svolta la prestazio­
         ne di servizi ( 11 );
     - la facoltà acoordata agli Stati membri di applicare alle piccole impre­
         se un regime particolare ( 12).
II . Struttura e principi generali del sistema comune di imposta sul valore
     aggiunto
                 Il sistema comune di imposta sul valore aggiunto è stato conce­
     pito come un' imposta generale sul consumo che tende a tassare in defini­
     tiva le spese di consumo evitando ogni cumulo d' imposta e che abbia, in
     principio , un' incidenza economica pari & quella che risulterebbe se si
     fosse applicata un' imposta percepita lina sola volta all' ultimo stadio del
     campo di applicazione dell' imposta sul valore aggiunto .
                 Per indicare il carattere di questa imposta, la Commissione ha
     già incorporato nell' articolo 2 della prima Direttiva proposta una no­
     zione di imposta sul valore aggiunto » Da questa nozione risulta che
     l' imposta viene applicata , per ragioni tecniche , a tutti gli stadi eco­
     nomici che rientrano nel suo campo di applicazione in base al metodo
     dei "pagamenti frazionati", colpendo cosi' , ad ogni stadio , il valore ag­
     giunto a questo stadio secondo il metodo di deduzione " imposta su impo­
     sta". L' imposta sul valore aggiunto deve quindi trasferirsi sul prezzo
     ( 9 ) Cfr . articolo 12 , paragrafo 1 .
     ( 10) Cfr . articolo 12 , paragrafo 2 .
     ( 11)Cfr . articolo 2, prima Direttiva, in rapporto con l' Allegato A, punto 2
            in finale , della presente Direttiva »
     ( 12) Cfr . articolo 4> paragrafo 2 .
     ( 13 ) Cfr . articolo 4» paragrafo 4 *
     ( 14 ) Cfr . articolo 11 .
 ---pagebreak--- affinché l' onere fiscale gravi in definitiva sul consumatore , il so­
lo che deliba' essere colpito da questo tipo di tassazione . Questa
traslazione sul prezzo , voluta e ricercata , è facilitata dalla possi­
bilità ,che cosi' si offre , di calcolare con precisione e facilità l' impo­
sta ad ogni stadio della produzione e della distribuzione .
          Affinché possa essere neutro il più possibile agli effetti
della concorrenza , un tale sistema di imposizione deve necessariamente
tendere ad una generalizzazione totale • Esso deve , in teoria, ingloba­
re ogni attività economica ( produzione , distribuzione ivi compreso il
commercio al minuto , prestazioni di servizi ) ed evitare , nella misu­
ra del possibile , le esenzioni . D' altra parte la riscossione della ,
imposta deve essere ripartita su ogni stadio del processo economico .
          Una cosi' vasta applicazione del sistema permette di riscuote­
re l' imposta nel modo più facile e di stabilire tuia aliquota generale
meno elevata . li una    conce zi<5né di questo tipo , infatti i casi di azien­
de "miste " ( aziende che sono cioè in parte sottoposte e in parte esclu­
se dal campo di applicazione dell' imposta , fatto da cui deriva il pro­
blema di determinare le deduzioni riservate alle sole attività imponi­
bili - problema del proratà ) sono molto ridotti e non pongono gravi pro­
blemi . Tuttavia , se il sistema dell' imposta sul valore aggiunto si arre­
stasse dopo lo stadio del commercio all' ingrosso , potrebbero presentarsi
aloune difficoltà , fra cui , in particolare :
- la necessità di delimitare le vendite effettuate dai dettaglianti e
   quelle effettuate da persone soggette all' imposta, donde complicazio­
   ni tecniche e giuridiche j                  .
- la comparsa dei casi di aziende "miste ", da cui i casi di prorataj
- la tendenza a tògliere alcune funzioni al commercio all' ingrosso e ,
   per conseguenza » a trasferire i valori aggiunti corrispondenti dallo
   stadio del commercio all' ingrosso allo stadio del commercio al minu- .
   to non colpito dall' imposta , fatto questo che non potrà non
   turbare la neutralità concorrenziale , a tutto danno del commercio al­
   l' ingrosso' .
           Se il sistema comune dell' imposta sul valore aggiunto vuole
avere gli stessi effetti economici di un 'imposta, percepita in una vol­
 ta sola , alla fine del suo campo di applicazione , converrà evitare ohe
 i mezzi tecnici di riscossione , tramite il sistema dei pagamenti fra­
 zionati , possano introdurre degli effetti contrari a quelli perseguiti »
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      Per tale motivo il regime di deduzioni dell' imposta già riscossa sugli
      stadi anteriori dovrà essere il più ampio possibile , salvo a stabilire
      certe limitazioni per evitare eventuali abusi . D' altra parte , per rag­
      giungere questi obbiettivi , è stato previsto che le deduzioni debbono
      essere fatte , in linea di principio , immediatamente ed integralmente
      senza indugio alcuno al fine di non costringere il soggetto all' imposi­
      zione a sopportare a suo carico un anticipo di imposta . Per le stesse
      ragioni è stato previsto di rimborsare l' eccedenza quando l' ammonta­
      re delle deduzioni sorpassa l' aliquota dell' imposta sul valore aggiun­
      to , calcolato sulla cifra d' affari . Tuttavia questi rimborsi vengono
      effettuati , per ragioni amministrative , soltanto una sola volta al
      termine di ogni anno finanziario .
                Infine , i casi di " butoir" , che costituiscono degli ostacoli
      per l' applicazione normale dell' imposta , sono generalmente evitati .
                Per concludere , il sistema comune di imposta sul valore aggiun­
      to , come è stato concepito rispetta , quanto più possibile , la neu­
      tralità concorrenziale ed evita , in conseguenza della sua estesa appli­
      cazione , un gran numero di difficoltà tecniche .
III . Spiegazione di alcune disposizioni del sistema comune proposto di impo­
      sta sul valore aggiunto
      Ad Articolo 1!
                la distinzione fatta nelle legislazioni attualmente in vigore
      degli atti soggetti ad imposizione in cessioni di beni , prestazioni
      di servizi e importazioni di merci , si è ugualmente dimostrata utile
      per quanto attiene al sistema comune di imposta sul valore aggiunto .
                Mentre le cessioni di beni e le prestazioni di servizi sono
      soggette ad imposizione soltanto se sono effettuate da persone che ab­
      biano le qualità richieste dall' articolo 2 , le importazioni invece sono
      passibili di imposta quale che sia la qualifica dell' importatore .
                Poiché le cessioni di beni e le prestazioni di servizi sono sog­
      gette all' I.V.A. - conformemente al suo carattere di imposta sul consu­
      mo - soltanto quando sono effettuate all' interno di uno Stato , l' arti­
                                                                             •  • *
 ---pagebreak--- colo 1 , paragrafo 3 » fissa il campo d' applicazione dell' imposta sul va­
lore aggiunto . Questa disposizione è altrettanto importante per l' ap­
plicazione dell' imposta all' importazione (Cfr . articolo 5 )> come per
gli esoneri all' esportazione ( Cfr . articolo 8, paragrafi 1 e 2) . •
          Ne risulta che ogni Stato membro deve determinare il territo­
rio sul quale sia applicabile l' I.V.A. dallo stesso riscossa , in modo
tale che questo territorio " fiscale " oorrisponda all' intero territo­
rio nazionale . la possibilità di derogare a questa regola generale ,
prevista al punto 1 dell' Allegato A, è stata prevista per permettere
agli Stati membri il mantenimento , previa oonsultazione , di alcuni
regimi tradizionali , come quelli concernenti i porti franchi , i depo­
siti , alcune parti del territorio che fruiscono , nel quadro di una po­
litica regionale , di un regime particolare , ecc .
          le consultazioni previste al punto 2 , ultimo comma , dell' Alle­
gato A, per il caso in cui uno Stato membro ritenga opportuno esclu­
dere lo stadio del commercio al dettaglio dal campo d' applicazione
della I.V.A. , hanno per scopo soprattutto di verificare se la determi­
nazione di questo stadio resti nei limiti voluti .
Ad Articolo 2
saasacscessss
          In base alle disposizioni attualmente in vigore in alcuni
Stati membri , certe persone indipendenti dal punto di vista giuridico,
ma organicamente collegate tra di loro da rapporti di ordine economi­
co , finanziario e brganizzativo , sono considerate come un solo sogget­
to passivo di imposizione , in maniera che le operazioni effettuate
tra di esse non vengono generalmente considerate cane atti passibili
d' imposizione . Secondo questa concezione , le imprese che costituisco­
no ima " Qrganschaft " sono quindi sottoposte allo stesso regime fiscale
di una impresa integrata che costituisca una persona giuridica unitaria .
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          E' opportuno rilevare che se il sistema della I.V.A. è appli­
 cato in maniera "pura", il regime fiscale sopraccitato non presenta
 alcun vantaggio sul piano della concorrenza nei confronti di un regime
 fiscale che consideri i membri di una " Qrganschaft " come dei soggetti
 separati . Data tale situazione , non pare possano sussistere grandi in­
 convenienti se alcuni Stati continuano a considerare 1 1,1 Qrganschaft "
 come un solo soggetto mentre altri rimangono in posizione diversa .
          Comunque , nel primo caso lo Stato interessato deve procedere
 a delle consultazioni preliminari , per far esaminare se il regime scel­
 to non provochi dei turbamenti nella concorrenza .
.Ad Articolo 3
Paragrafo 1
          La nozione di " cessione di "beni" è talmente ampia che comprende ,
 tra l' altro, anche i trasferimenti di beni immobili e le vendita di beni
                            χ
d' occasione . Comunque , uno Stato membro ,che per ragioni particolari non
ritenga opportuno sottoporre ad imposizione queste operazioni , ha la
facoltà di esonerarle dall' imposta in base all' articolo 8, paragrafo 3 ,
fino alla data in cui saranno abolite le frontiere fiscali .
Articolo 3 ~ Paragrafo 2 - lettera d )
          Secondo l' interpretazione data del punto 6 dell' Allegato A, ri­
sulta che questa disposizione non deve essere applicata che quando l' im­
posizione ha un effetto pratico . Ciò' non si avvera , per esempio , quan­
do il bene utilizzato serve come materia prima o prodotto semifinito per
 la produzione di un bene che sarà tassato . Per quanto riguarda l' utiliz­
 zazione dei beni acquistati inizialmente per 1 bisogni dell' impresa e
 che danno diritto adeduzione , ma che sono stati poi impiegati per altri
fini , l' imposizione come " cessione a sé medesima" non s' impone , perché
 in questo caso può' essere opportuno negare la deduzione o procedere
alla regolarizzazione se la deduzione è già stata fatta .
          In queste condizioni ogni Stato può' , secondo gli usi e le par­
 ticolari condizioni del paese , determinare i casi in cui vuol applicare
in pratica l' articolo 3 , paragrafo 2, lettera d), sotto riserva evi­
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dentemente di verificare se l' eguaglianza della imposizione sia ve­
ramente assicurata .
Articolo 3 - Paragrafo 2 - lettera e )
          Questa disposizione prescrive che , in caso di compravendita ef­
fettuata per mezzo di un commissionario o attraverso un altro interme­
diario che agisca in nome proprio o sotto la propria denominazione so­
ciale , esistono sempre due trasferimenti tassabili , anche quando il tene ,
oggetto delle transazioni , è rimesso direttamente dal primo venditore
all' ultimo acquirente . Ciò' accade in caso di vendita per commissione ,
quando il committente effettua una cessione imponibile , al commissio­
nario , e quest' ultimo compie egualmente una cessione imponibile al
terzo acquirente . In caso di compera per commissionnario , la terza per­
sona ( venditore ) effettua une cessione imponibile al commissionario e
questo effettua egualmente una cessione sottoposta ad imposizione al
suo committente .
          Quando l' intermediario non agisce in nome proprio ( per esempio
il mediatore ), non effettua una cessione di beni , bensi' una presta­
zione di servizi tassabile sull' ammontare dei diritti di mediazione
percepiti .
Articolo 3 - Paragrafo 2 - lettera f )
          Questa disposizione concerno soltanto i lavori che implichino
la messa in opera , la trasformazione o un qualsiasi altro " atto di
produzione " compiuto su di un bene mobile . Altri lavori , per esempio
la semplice riparazione , la pulizia , ecc ., non sono delle cessioni di
beni , ma soltanto prestazioni di servizi .
Articolo 3 - Paragrafo 3
          La nozione di luogo in cui si effettua la cessione del bene ,
come definitiva in questo paragrafo , non pregiudica in niente la de­
terminazione del fatto generatore previsto all' articolo 3 , paragrafo 4 ,
ne la composizione della base imponibile che è definita dall' articolo 6 .
                                                                   • * • • •
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Ad Articolo 4
es ssaasasas^aa
Paragrafo 2
          Sebbene sia prevista , in teoria ,una generalizzazione dell' impo­
sta comprendente l' insieme delle prestazioni di servizi , un' armoniz­
zazione non sembra tuttavia indispensabile per i servizi che rivesto­
no un' importanza soltanto locale , poiohé un trattamento fiscale diffe­
rente in questo campo non è suscettibile di provocare delle perturba­
zioni nelle condizioni di concorrenza per gli Stati membri . Di conse­
guenza si è ritenuto opportuno lasciare agli Stati membri il compito
di determinare il regime da applicare per questa categoria assai este­
sa di servizi .
          Al contrario , lo regole della presente Direttiva sono applica­
bili alle prestazioni di servizi enumerati nella lista dell' Allegato B
che riguarda principalmente i servizi il cui costo influenza diretta­
mente o indirettamente , ma in modo rilevante , il prezzo dei beni .
          Questa lista è stata stabilita in maniera abbastanza restrit­
tiva . Non bisogna infatti essere troppo rigorosi , nel periodo in cui
sussistono ancora le frontiere fiscali tra gli Stati membri . Quando
si dovranno elaborare le proposte per la soppressione di queste frontie­
re , occorrerà rivedere la lista , tenendo conto delle esperienze passate .
          L' applicazione del sistema comunitario a questi servizi impli­
ca che essi dovranno , in virtù dell' articolo 7 > paragrafo 1 , essere
tassati secondo un' aliquota normale . Ma questo principio non compro­
mette la possibilità per ogni Stato membro di applicare ad alcune pre­
stazioni , per ragioni particolari , delle aliquote ridotte ( Cfr . artico­
 lo 7 , paragrafo 2 ). Con riguardo all' importanza di limitare , se non
d' evitare , totalmente , gli esoneri in un sistema d' imposta sul valore ag­
 giunto , è raccomandabile che gLi Stati membri , in via di principio , non
applichino esoneri dei servizi elencati nell' Allegato B ( Cfr . punto 10,
Allegato A ) .
 ---pagebreak---         Nella lista dell' Allegato B, avrebbero potuto essere menzionate ,
fin da ora , le prestazioni di servizi fornite dalle assicurazioni e
anche quelle riguardanti la locazione d' immobili . Ciò' non è stato fat­
to per le seguenti ragioni » per quanto concerne i servizi delle assicu­
razioni si è giudicato opportuno attendere i risultati degli studi in
corso , tendenti a un' armonizzazione delle tasse specifiche e dei dirit­
ti di "bollo che sono loro applicatili . Quanto alla locazione d' immobi­
li , il trattamento fiscale comunitario per questi servizi dipenderà dal
regime fisoale comunitario cfc» sarà previsto ulteriormente per i trasfe­
rimenti d' immotili e di "beni d' occasione . Ora , come si è sopra esposto
( Cfr . articolo 3 ) il regime dipenderà ancora dalle decisioni ohe saran­
no prese da ogni Stato membro durante il periodo di transizione .
Articolo 4 - Paragrafo 3
   Secondo l' articolo 1 , paragrafo 2 , le prestazioni di servizi sono •
sottoposte solo all' imposta sul valore aggiunto se sono effettuate
entro i confini dello Stato . Per permettere l' applicazione di questa
regola è indispensabile stabilire una nozione chiara del luogo dove la
prestazione è effettuata .
        Conviene ricordare che la nozione da adottare per la presente
Direttiva è destinata ad essere applicata durante un periodo in cui
sussistono le frontiere fiscali tra gli Stati membri . Per questa circo­
stanza derivano infatti esigenze particolari che diventeranno importan­
ti al momento della scomparsa delle frontiere fiscali , di modo che la
nozione proposta può' essere riconsiderata o anche semplificata al mo­
mento dell' elaborazione della terza Direttiva .
        Nella nozione proposta sono stati presi in considerazione , nella
misura del possibile , i seguenti criteri »
1 . evitare i casi di doppia imposizione e di non-imposizione ;
2 . assicurare la neutralità di concorrenza ;
3 . rispettare il carattere dell' imposta sul valore aggiunto che è un' impo­
    sta di consumo ;
 ---pagebreak---                                   - 12 -
    \
4 « trovare un' applicazione pratica della nozione , tale che non debba
    urtare contro difficoltà tecniche insormontabili .
        I criteri sub 1 . e 2 . sono particolarmente importanti per la
oircolazione dei servizi tra gli Stati membri . In effetti ogni solu­
zione che avesse per risultato di rendere una prestazione di servizi , resi
ad un soggetto passivo di uno Stato membro , soggetta altresì 1 alla
imposta sul valore aggiunto di un altro Stato membro , comporterebbe
una doppia imposizione , perché il beneficiario della prestazione non
ha la possibilità di imputare l' imposta sul valore aggiunto pagata
nell' altro Stato membro , almeno fino a quando sussisteranno le frontie­
re fiscali .
        Perciò' l' articolo 4 , paragrafo 3 » stabilisce che il luogo della
prestazione di un servizio è , in via di principio , quello dove il ser­
vizio reso è utilizzato .
        Tuttavia , per eliminare tutti i rischi di non-imposizione che pos­
sono prodursi quando i servizi siano utilizzati in un paese diverso da
quello del prestatore dei servizi e per assicurare il rispetto della re­
gola prevista , è stabilito al punto 11 dell' Allegato A che il prestato­
re del servizio può' essere sottoposto all' imposta sul valore aggiunto
del suo Paese quando non possa provare che l' imposta dovuta nello Sta­
to del suo cliente sia stata pagata .
        Inoltre , l' ultimo comma del punto 11 indica altri mezzi possibili
per assicurare il pagamento nello Stato ove l' imposta è dovuta . Altre
disposizioni sono prevista al punto 11 dell' Allegato Ai
- in primo luogo , una disposizione secondo la quale spetta al prestato­
   re del servizio di dar prova che l' imposta non è dovuta nel paese in
   cui è domiciliato ;
- in secondo luogo , delle disposizioni che contengono una regola d' inter­
   pretazione per quanto riguarda , da una parte , le riparazioni e gli al­
   tri lavori materiali eseguiti su di un oggetto e , d' altra parte , le
   prestazioni per transazioni , poiché in questi campi si pongono dei pro­
   blemi che potrebbero dar luogo a pareri diversi ;
                                                                      • • •/• • •
 ---pagebreak--- - delle deroghe , infine , per il servizio di mediazione , eoo . e i ser­
   vizi di pubblicità resi in relazioni extracomunitarie , deroghe che
   sono giustificate in "base alle seguenti ragioni »
   Quanto ai mediatori , eoe . S particolarmente difficile , a causa del­
   la grande diversità dei servizi resi , stabilire una norma uniforme
   per localizzare 1 loro servizi nel luogo dell' utilizzazione . So­
   prattutto per permettere una facile riscossione dell' imposta , è parso
   opportuno localizzare questi servizi nel luogo dello stabilimento
   in cui la prestazione è interamente o essenzialmente effettuata . Nel­
   la misura in cui il servizio possa considerarsi utilizzato fuori dal­
   lo Stato ove la prestazione è effettuata , lo Stato dispone della pos­
   sibilità d' effettuare un esonero sulla base dell' articolo 8, paragra­
   fo 2 o paragrafo 3 , sotto la riserva, se del caso , di prevedere delle
   misure per evitare una non-imposizione nelle relazioni intrac ornimit arie .
   Quanto ai servizi di pubblicità , sul piano comunitario , la regola del­
   la tassazione nel Paese ove si trova lo stabilimento per cui il servi­
   zio è richiesto , è basata specialmente sulla oonsiderazione ohe un
   tale regime permette d' operare la deduzione dell' imposta che colpisce
   queste spese , a volte molto importanti . D' altra parte , questo regime
   coincide spesso con l' applicazione della regola normale . Quando i
   servizi di pubblicità sono resi per uno stabilimento situato in uno
   Stato . terzo , gli Stati membri possono evidentemente prevedere un eso­
  nero , sulla base dell' articolo 8, paragrafo 3 .
        Fino all' abolizione delle frontiere fiscali , gli stabilimenti
non sono tenuti ad armonizzare le aliquote e gli esoneri . Tuttavia , è
parso necessario di prevedere fin d' ora alcune regole per stabilire le
aliquote al fine di evitare complicazioni tecniche e di preparare la
situazione dopo la soppressione delle frontiere fiscali .
 ---pagebreak---                                   - 14 -
         In questa prospettiva si è previsto al paragrafo 1 l' unicità
dell' aliquota normale per le cessioni e le prestazioni di servizi .
E' opportuno notare che l' espressione " aliquota normale " implica già
che non è esclusa l' applicazione , a certe operazioni, delle aliquote
ridotte o maggiorate in conformità al paragrafo 2 .
         Quanto alle aliquote ridotte , il paragrafo 2 prevede che con­
venga determinarle in modo che l' ammontare dell' imposta possa normal­
mente essere assorbita attraverso il gioco delle deduzioni . Questa di­
sposizione si deve considerare come una linea di condotta generale ,
giustificata dall' opportunità di prevenire dei casi in cui la domanda
di rimborsi permanenti rischi di diventare il regime normale . Questa
disposizione è stata presa in rapporto alla regola prevista
all' articolo 9 » paragrafo 2 .
Ad Articolo 8
es saaaaaesBssa
Paragrafo 1 ,
         Secondo l' articolo 1 , paragrafo 2 e l' articolo 3 , paragrafo 3 ,
una consegna di beni all' estero costituisce un' operazione soggetta ad
imposta ma il principio della tassazione nel paese di destinazione esi-
                                            «
ge il suo esonero .
Articolo 8 - paragrafo 2
         Questa disposizione ha una portata facoltativa perchè gli Stati
possono preferire di realizzare la deduzione dell' imposta sul valore
aggiunto detraendo, in certi casi, la I.V.A. che ha colpito le presta­
zioni dei servizi in questione .
Articolo 8, paragrafo 3
         Sebbene ciascuno Stato abbia la facoltà , fino all' abolizione
delle frontiere fiscali , di determinare gli esoneri - oltre a quelli
previsti ai paragrafi 1 e 2 - conviene ripetere che è auspicabile re­
                                                                     • • •/• • ♦
 ---pagebreak---                                 - 15 -
stringare al massimo il numero degli esoneri . La procedura delle
consultazioni preventive a questo proposito è specialmente prevista
nell' intento di evitare , nella misura del possibile , delle divergen­
ze considerevoli in materia di esoneri e al fine di fare fin d' ora
uno sforzo per' facilitare un ulteriore ravvicinamento .
Ad Articolo 9
BsBasssasesati
Paragrafo 1
        Il principio dell' imposta sul valore aggiunto è d' evitare ogni
cumulo d' imposta e di raggiungere una massima neutralità nella concor­
renza . Per questo l' estensione del regime delle deduzioni dell' imposta
che ha gravato sullo stadio anteriore deve essere più larga possibile ,
salvo certe limitazioni da stabilire per evitare eventuali abusi (ve­
dere sopra il paragrafo 4 ) «
Articolo 9 ~ Paragrafo 2
        Ih questo paragrafo è previsto che le deduzioni dell' imposta
percepita allo stadio anteriore non siano ammesse , quando si tratti di
operazioni non tassabili , cioè quando le operazioni non entrino nel
campo d' applicazione dell' imposta o quando si tratti di operazioni eso­
nerate , cioè quando le operazioni entrino nel campo d' applicazione del­
l' imposta , ma sono esonerate per motivi speciali ;
        Questo regime è stato proposto perchè i Governi , nella grande
maggioranza , sono del parere che l' applicazione delle deduzioni in
caso d' operazioni non tassabili o esonerate condurrebbe a numerose
complicazioni amministrative . la non applicazione di questo regime avreb­
be infatti per risultato che alcune persone soggette all' imposta, che
effettuano prevalentemente o esclusivamente delle .operazioni non tassa­
bili o esonerate , si troverebbero continuamente nella posizione di cre­
ditori dell' amministrazione fisoale che dovrebbe creare dei Servizi
 ---pagebreak---                                   - 16 -
 speciali per soddisfare , dopo controllo , le domande di rimborso .
 D' altra parte , è stato sottolineato che ciò 1 darebbe luogo ad un 1
 incitamento a chiedere , da parte di tutti i settori interessati un
esonero con possibilità di deduzioni di guisa che il principio di
                                /                  I
un' imposta che colpisca in modo generale tutte le spese di consumo
rischia di essere negato sempre di più . E infine , ciò' implicherebbe
la necessità di aumentare l' aliquota generale di "base .
          Non si tratta tuttavia di rifiutare la riduzione o il rimbor­
so della tassa percepita anteriormente , quando la consegna di un bo-
 ti® o la prestazione di un servizio è non tassabile od esonerata in vir­
tù "del "regime di esportazione ", perché lo scopo perseguito è , in tal
caso , la detassazione completa . Si è tuttavia ritenuto necessario di
limitare anche per questi casi la deduzione alle operazioni che sareb­
bero tassate se fossero effettuate all' interno del Paese .
          L' esclusione delle deduzioni per le operazioni esonerate o
non tassabili ha ,per conseguenza , l' applicazione del regime detto del
"prorata" quando un' impresa effettua , da un lato , delle operazioni che
danno diritto a deduzione e , dall' altro ,de Ile operazioni che non danno
luogo a questo diritto , ciò' che costituisce una complicazione del si­
stema di tassazione .
          Le regole previste a questo paragrafo comportano , inoltre , gli
inoonvenienti seguentis
-* i beni ed i servizi esonerati o non tassabili subiscono un carico fi­
    scale occulto . Questa "tassa residuale " non può' essere dedotta ad
    tino stadio ulteriore . Ne risulta un cumulo d' imposta e , di conseguen­
    za , un carico fiscale più pesante che se la consegna o il servizio ,
    effettuato allo stadio precedente , fosse stato tassato j
- all' importazione dei prodotti che sono esonerati o non tassabili al­
    l' interno del Paese , non sarà possibile compensare questa " tassa
    residuale " $ all' esportazione dei prodotti composti di materie esen­
    ti o non tassabili , si presenta lo stesso inconveniente .
                                                                    • • •/ • •
 ---pagebreak---                                  - 17 -
        E * opportuno qui sottolinear© di nuovo che , soprattutto per
evitare tutti questi inconvenienti , è estremamente opportuno limita­
re al minimo necessario il numero delle esenzioni (vedere articolo 8,
paragrafo 3 sopra)»
Articolo 9 ~ Paragrafo 3
         Ih questo paragrafo si prevede che le deduzioni debbono esse­
re imputate sull' imposta sul valore aggiunto dovuta per il periodo
in cui la fattura , relativa ai beni consegnati ed ai servizi resi ,
è ricevuta . Di conseguenza , la deduzione è fatta immediatamente , in
principio , senza intervallo , al fine di evitare che l' assoggettato
non abbia a proprio carico un anticipo di imposta .
         Il metodo delle deduzioni immediate è ugualmente adottato per
l' acquisto dei beni di investimento . Dopo mature riflessioni è in effet­
ti sembrato che questa soluzione debba essere preferita a un' altra pos­
sibile modalità , cioè il metodo delle " deduzioni prorata temporis ".
Quest' ultimo sistema prevede la deduzione per i beni di investimento
mano a mano che il loro valore si incorpora nel prezzo del prodotto
tramite gli ammortamenti .           -   _
        Il sistema delle deduzioni immediate è d' applicazione più sem­
plice di quello delle deduzioni prorata temporis che obbliga a segui­
re l' utilizzazione dei beni durante il periodo di ammortamento . Inoltre ,
il primo sistema permette di non allontanarsi più del necessario dagli
effetti dell' applicazione di un' imposta percepita , in una volta sola ,
alla fine della fase di applicazione , imposta che non differisce da
un' imposta sul valore aggiunto che per quanto concerne l' assen­
za dei pagamenti frazionati . Ih questo modo , gli assoggettati non deb­
bono sopportare i carichi finanziari afferenti all' anticipo dell' impo­
sta che ha colpito gli investimenti che essi non avrebbero potuto de­
durre sulla base del sistema prorata temporis . 1 E' opportuno ugualmen­
te notare che , in periodo di aumento generale dei prèzzi , se il periodo di
ammortamento fosse     piuttosto lungo , gli imprenditori otterrebbero
delle deduzioni il cui valore reale sarebbe spesso notevolmente dimi­
nuito .       ,•                                 (                 ,  ■
        Ora , bisogna tener presente . che , insieme a . questi vantaggi
 ---pagebreak--- esistono alcuni inconvenienti . Ih effetti , le deduzioni immediate ,
stimolando gli investimenti rafforzano le tendenze ascendenti della
congiuntura cosa che , se del caso , potrebbe non corrispondere alla
politica di congiuntura che si persegue . Al momento del passaggio
dai sistemi attuali all' imposta sul valore aggiunto , le deduzioni
immediate riducono i gettiti previsti dell' imposta e , per tali mo­
tivi , necessitano di un' aliquota di imposta più elevata per conserva­
re lo stesso volume dei gettiti che si sarebbe ottenuto se fosse sta­
to adottato il metodo prorata temporis .
        Infine , un importante problema di passaggio , sul piano finan­
ziario , si pone per gli Stati che percepiscono , attualmente , delle
imposte cumulative a cascata per gli investimenti precedenti che non
sono ancora interamente ammortizzati e che sono gravati di un' imposta
cumulativa il cui ammontare spesso non è conosciuto .
        Al fine di permettere agli Stati membri interessati di ovviare
a queste difficoltà essi hanno la facoltà di applicare , per un deter­
minato periodo transitorio , che dovrà essere il più breve possibile ,
le deduzioni per i beni di investimento secondo le modalità di dedu­
zione prorata temporis ( Cfr . punto 21 dell' Allegato A).
        Nel quadro delle deduzioni immediate per i beni di investimento
si ritiene necessario di procedere , nel corso di un periodo forfetta­
rio fissato a cinque anni , a delle regolarizzazioni della deduzione
operata inizialmente , quando si presentano delle variazioni nel"prorata
stabilito per le operazioni miste considerate al paragrafo 2 , secondo
alinea ( Cfr . articolo 19 , paragrafo 3 , ultima frase ). L' applicazione
di queste disposizioni tecniche può' essere limitata in larga misura
tramite lo stabilimento di certe deroghe , per esempio rinunciando alle
regolarizzazioni nei casi in cui la variazione del prorata non è molto
importante ( Cfr . punto 22 dell' Allegato A). Esse saranno evidentemente
soppresse completamente se il sistema dell' imposta sul valore aggiunto
                                        *
non prevede operazioni esonerate o non tassabili .
Articolo 9 - Paragrafo 4       -
        L' estensione delle deduzioni deve , in un sistema puro di imposta
sul valore aggiunto , essere la più ampia possibile . Ih quest' ordi­
ne di idee non bisogna escludere dalle deduzioni che i beni ed i ser-
 ---pagebreak---                                     - 19 -
   vizi che possono esser© distolti dalla loro destinazione produttiva
   o commerciale per essere utilizzati a scopi personali e privati , per
   esempio i tappeti di lusso , determinati veicoli , determinate speso
   oome quelle di rappresentanza e di viaggio .
           >
   Articolo 9 ~ Paragrafo 5
             Quando , por un determinato periodo di dichiarazione , l' ammon-
• tare delle deduzioni supera l' ammontare della tassa sul valore ag­
   giunto calcolata secondo la cifra d' affari , questa disposizione pre­
   vede un rimborso dell' eccedenza alla fine di ogni anno civile . Tut­
   tavia, per gli affari connessi all' esportazione , è possibile proce­
   dere a dei rimborsi anche prima della fine dell' anno ( Cfr . punto 23
   dell' Allegato A).
             Inizialmente , si era ritenuto possibile adottare come regime
   comunitario un regime che evitasse il rimborso prevedendo che l' am­
   montare delle tasse deduttibili ,pagato al momento dèli 'acquisto ,non
   potesse scomparire che tramite imputazione sull' imposta da pagere in
   occasione delle vendite .
            Un tale regime avrebbe permesso di attenuare , a quanto pare ,
   in ima certa misura , le conseguenze finanziarie e congiunturali di
   investimenti che potrebbero risultare da rimborsi immediati .
             Tuttavia , dopo esame approfondito della questione , è apparso
   che questo regime era poco compatibile con determinate necessità econo-
 ' miche perché esso avrebbe penalizzato le nuove imprese che sorgono e
   che hanno cosi' un ammontare sull' imposta sul valore aggiunto dedutti-
   bile in ragione del loro investimento , ammontare che non avrebbe po­
   tuto essere imputato talvolta che molto tempo dopo la loro creazione ,
   lasciando cosi ", a: loro carico , delle importanti spese finanziarie .
   D' altra parte , un tale regime potrebbe favorire la creazione o lo svi­
   luppo di certi settori di grosse imprese già esistenti che potrebbero
   imputare la tassa cbe ha gravato i nuovi investimenti sulla loro cifra
   d' affari generale a detrimento delle piooole o medie imprese in fase
   di costituzione e che non avrebbero , di conseguenza , la stessa possibi­
   lità di recuperare immediatamente l' imposta sul valore aggiunto che
   ha colpito i nuovi investimenti .
                                                                     • • •/• # •
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ArticolcMO
Para Lr?afo 3
         Il regime indicato in questo paragrafo comporta, in effetti , la
glo"balizzazione periodica , da un lato , degli acquisti e dall' altro ,
delle vendite . E 1 su questi dati globali che si determina l' ammontare
dell' imposta sul valore aggiunto da pagare da parte dell 'assoggettato .
Questa globalizzazione facilita , sia per gli assoggettati , che per
l' amministrazione fiscale , l' applicazione ed il controllo della tassa .
         Le facilitazioni considerate nel campo della dichiarazione perio­
dica , previste nella seconda frase di questo paragrafo , sono soltanto
destinate ad apportare delle semplificazioni amministrative e non mi­
rano ad accordare vantaggi fiscali .
Articolo_1
         E' generalmente ammesso che l' applicazione integralo del siste­
ma d' imposta sul valore aggiunto alle piccole imprese , previsto nella
presente Direttiva ,può ' incontrare delle difficoltà , particolarmente
d' ordine tecnico . Per tale motivo questa disposizione prevede la pos­
sibilità di stabilire per questa categoria delle modalità di applica­
zione più favorevoli , oppure anche di escludere dall' ambito di appli­
cazione dell' imposta sul valore aggiunto le imprese più piccole .
         Dato che , da un lato , la situazione di queste imprese varia
molto sensibilmente da un paese all' altro e che , dall' altro , le pos­
sibilità di adattamento sono molto diverse , non sembra né necessario
né opportuno adottare , a questo riguardo , una regolamentazione comune .
Per tale motivo è stato previsto che ogni Governo applicherà a queste
imprese il regime di applicazione che meglio corrisponde alle esigenze
ed alle possibilità nazionali , con riserva delle consultazioni preli­
minari previste all' articolo 13 .
                                                                • • •/ • • •
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Artio olo 1 2
Paragrafo 1
         Ih un sistema ài imposta sul valor© aggiunto , conformemente
agli interessi degli agricoltori , è senza alcun dubbio meglio appli­
care alle loro operazioni il regime normale , eliminando , nella mi­
sura del possibile , i regimi speciali .
        Tuttavian tutti gli Stati membri applicano attualmente delle
disposizioni speciali molto diverse , sia perché gli agricoltóri , per
mancanza di una contabilità sufficiente non possono , in pratica, esse­
re assoggettati all' imposta , sia perché non si vuole , per motivi di
politica sooiale , sottoporre i loro prodotti all' aliquota normale del­
l' imposta sulla cifra - d' affari v
        Per quanto riguarda la prima considerazione , non sembra giu-
stifioato impedire l' instaurazione , a lungo termine , di un sistema
di imposta sul valore aggiunto il più puro e neutro possibile per il
solo motivo che un settore molto importante dell' economia non sarebbe
in grador di tenere ima contabilità sufficiente , che d' altra parte ,
può' essere molto semplice . L' istituzione progressiva di contabilità
regolari nel settore agricolo è , d' altra parte , molto auspicabile ,
sia "bell' interesse degli agricoltori stessi che in quello del Mercato
Comune , non soltanto a fini fiscali , ma ugualmente per altri fini .
        Per tale motivo è stato proposto di adottare , come regola ge­
nerale per i regimi comunitari , la tassazione delle attività degli
agricoltori .
        Per quanto riguarda il carico fiscale sui prodotti agricoli
che dovranno determinarsi in modo comunitario, il sistema di imposta
sul valore aggiunto permette l' applicazione di aliquote ridotte cal­
colate secondo la regola prevista all' articolo 7 , paragrafo 2 .
                                            Λ          /
        Adottando delle aliquote ridotte si possono perseguire contem­
poraneamente due obbiettivi »
– un obbiettivo di politica sociale s i prodotti agriooli corrisponden­
  ti a dei prodotti di prima necessità non saranno colpiti che debolmente
                                                                    • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                  - 22 -
- uno scopo di politica agricola : le aliquote ridotte potrebbero ,
   in effetti , essere stabilite in tal modo che l' imposta non superi
   in generale il carico delle tasse pagate attualmente dagli agricol­
   tori al momento    degli - acquisti . Il carico fiscale globale che
   grava l' agricoltore non verrebbe quindi aumentato .
Articolo 12 , paragrafo 2
      A partire dal 1° luglio 1967 , c °n l' introduzione dei sistemi dei
prezzi comuni , il Mercato Comune verrà realizzato per la maggior par­
te dei prodotti agricoli . Per evitare che l' instaurazione del sistema
di imposta sul valore aggiunto provochi delle distorsioni della con­
correnza , è necessario stabilire delle regole comuni per la lista dei
prodotti agricoli e per le aliquote che gli Stati membri applicheranno ,
fino alla soppressione delle frontiere fiscali , nel quadro del sistema
comune di imposta sul valore aggiunto .
      Inoltre , bisogna fare in modo che l' applicazione dell' imposta
sul valore aggiunto , secondo il sistema previsto , non turbi il fun­
zionamento delle organizzazioni comuni dei mercati agricoli e , in
particolare , dei sistemi dei prezzi che queste prevedono . Per questo
motivo bisogna , se del caso , fissare dei regimi speciali che tengano
conto di queste esigenze della politica agricola comune .
      Per evitare le difficoltà che può' comportare l' applicazione im­
mediata del regime previsto al par.1 , possono essere instaurati certi
regimi transitori fino alla soppressione delle frontiere fiscali .
      Per i motivi sopraccitati , la Commissione è incaricata di sot­
toporre al Consiglio , al più tardi il 1° aprile 1966 » delle proposte
in conseguenza .
                                                                   • • •/ • •
 ---pagebreak---                                - 23 -
Articolo 13
se sseaassass
          le oonsultazioni preliminari regolate in questa disposizione
sono state previste per i casi seguenti :
- deroga alla regola prevista all' articolo 1 , paragrafo 3 concernen­
    te l' ambito di applicazione territoriale ( allegato A, plinto i)j
- applicazione del regime detto dell^'Organscbaft" ( allegatoA, punto 2)j
- delimitazione della fase del commercio al dettaglio , se questa fase
    è esclusa dall' ambito di applicazione ( allegato A, punto 2) j
- applicazione di certo disposizioni doganali per la percezione della
    imposta sul valore aggiunto all' importazione ( allegato A, punto 12);
- applicazione di esoneri (articolo 8, paragrafo 3 ) ;
- fissazione di regimi speciali per le piccole imprese ( articolo 11 ) •
 ---pagebreak---                                - 24 -
                          Proposta di una
                         SECONDA DIRETTIVA
         in materia di armonizzazione delle legislazioni
             degli Stati membri relativa alle imposte
                       sulla cifra d' affari
                           concernente
          la struttura e le modalità d' applicazione del
          sistema comune di imposta sul valore aggiunto
            (presentata dalla Commissione al Consiglio )
          IL CONSIGLIO IELLA. COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA,
viste le disposizioni del Trattato istitutivo della Comunità Econo­
mica Europea , e particolarmente quelle degli articoli 99 e 100,
viste le disposizioni della prima Direttiva in materia di armoniz­
zazione delle legislazioni degli Stati membri relativa alle tasse
sulla cifra d' affari , emanata dal Consiglio il . •            e par­
ticolarmente quella degli articoli 1 , 2 e 3 ,
vista la proposta della Commissione ,
visto il parere del Comitato Economico e Sociale ,
visto l' avviso del Parlamento Europeo ,
considerando ohe la sostituzione delle imposte sulla cifra d' affari
in vigore negli Stati membri tramite un sistema comune di imposta sul
valore aggiunto mira particolarmente al perseguimento di due obbiettivi
fondamentali » da una parte , la neutralità della concorrenza sia sul pia­
no nazionale che sul piano intrac omunitario e , dall' altra , la realizza­
zione in una prima tappa di una delle condizioni preliminari , alla sop­
pressione delle tassazioni all' importazione ©delle detassazioni all' espor
tazione fra gli Stati membri - chiamata qui di seguito "eliminazione
                                                                   • • •/ •««
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 delle frontiere fiscali " prevista corno scopo finale dell' armoniz­
 zazione delle imposte sulla cifra d' affari ,
 considerando che il sistema comune sul valore aggiunto sarà dappri­
 ma applicato durante un periodo in cui le frontiere fiscali sussi­
 stono ancora e che , in queste circostanze , è possibile lasciare agli
 Stati membri un' ampia autonomia nel campo della determinazione del­
 l' aliquota o delle aliquote differenziate dell' imposta , consideran­
 do che il mantenimento provvisorio delle barriere fiscali non esclu­
 de in sé la possibilità di ammettere ancora certe differenze fra le
 modalità di applicazione dell' imposta negli Stati membri , ma che è
 tuttavia auspicabile limitare queste differenze il più possibile , al
 fine di evitare che la realizzazione dello scopo finale non imponga
 delle nuove importanti modifiche alle legislazioni nazionali ,
 considerando che si è tuttavia dimostrato necessario prevedere , in al­
 cuni casi speciali , in cui l' introduzione del nuovo regime pone delle
 gravi difficoltà ad alcuni degli Stati membri , una possibilità di de­
rogare alle modalità comuni di applicazione ,
 considerando tuttavia che questa facoltà non deve evidentemente condur­
re a delle regolamentazioni che potrebbero provocare delle perturba­
 zioni nelle condizioni della concorrenza fra gli Stati membri e che
 bisogna , d' altra parte , evitare che delle regole divergenti contrad­
 dicano lo scopo finale da perseguire ; che è dunque necessario preve­
 dere , per alcuni di questi casi , delle consultazioni preliminari della
 Commissione e degli Stati membri al fine di prevenire le conseguenze
 summenzionate ,
 considerando che il sistema comune d' imposta sul valore aggiunto , per­
 ché esso sia il più duro e neutro possibile e perché esso attinga un
massimo di semplicità , deve avere un ambito di applicazione il più
vasto possibile , fatto che esige che la tassazione debba tendere verso
•una generalizzazione totale , corrispondente d' altronde al carattere di
 questa tassa concepita come un' imposta generalo sul consumo dei beni e
 dei servizi ,
 considerando che , in quest' ottica , è estremamente opportuno conglobare
nell' ambito di applicazione della tassa tutte le attività economiche ,
 sia del settore produttivo e di distribuzione , che di quello della pre­
 stazione di servizi e di estendere cosi 1 la percezione della tassa fino
 allo stadio precedente quello del consumo finale ,
 ---pagebreak--- considerando che per poter applicare il sistema in modo semplice e
neutro e mantenere l' aliquota generale della tassa entro limiti ra­
gionevoli , è opportuno , quindi , opporsi , in principio , alle richieste
che mirano ad ottenere dei regimi di preferenza e delle misure di ec­
cezione per un certo settore ,
considerando che il sistema di imposta sul valore aggiunto permette
certamente di operare , se del caso , per motivi d' ordine sociale ed
economico , degli sgravi o delle maggiorazioni del carico fiscale su :
certi prodotti e servizi tramite tuia differenziazione delle aliquote ,
ma che il sistema si presta difficilmente all' introduzione di tassi
nulli , di guisa che è vivamente auspicabile la stretta limitazione dei
casi di esonero e di concessione degli sgravi ritenuti necessari tra­
mite l' applicazione 4i aliquote ridotto ad un livello il più "basso pos­
sibile , per permettere , normalmente , la deduzione della tassa pagata
allo stadio precedente , ciò' che attinge d' altronde , in generale , lo
stesso risultato cui attualmente si perviene tramite l' applicazione
degli esoneri nei sistemi cumulativi a cascata ,
considerando che è parso possibile lasciare agli Stati membri il compi­
to di applicare essi stessi la regolamentazione concernente la catego­
ria estesa delle prestazioni di servizi che non influiscono sui prezzi
delle merci ed il regime da applicare alle piccole imprese , oon riser­
va di - procedere , per quanto concerne l' ultimo caso a delle consultazio­
ni preliminari ,
considerando che si è reso necessario prevedere dei regimi speciali per
 l' imposta sul valore aggiunto , applicabile al settore agricolo, ohe assicu­
rano che il Mercato Comune , realizzato il             per la maggior parte
dei prodotti agricoli tramite l' instaurazione di prezzi comuni , non sarà
turbato . Per tale motivò , la Commissione ha l' incarico di sottoporre al
Consiglio non appena possibile , delle proposte in conseguenza .
considerando che è necessario prevedere un notevole numero di disposi­
zioni particolari concernenti delle interpretazioni , delle deroghe e
certe modalità d' applicazione dettagliate e lo stabilimento di una li­
sta di prestazioni di servizi sottoposte a regime comunitario , disposi­
zioni e lista che sono esposte in un allegato A e in allegato B,
HA STABILITO IA PRESENTS D3RETTIVA :
 ---pagebreak---                              Articolo 1
1 . Gli Stati membri applicano m' imposta sulla cifra d' affari , deno­
     minata , nella presente Direttiva , " imposta sul valore aggiunto ".
2 . Sono sottoposte all' imposta sul valore aggiunto »
     a ) le cessioni di "beni e le prestazioni di servizi effettuate a
         titolo oneroso all' interno del paese da una persona imponibi­
         le , detta "soggetto passivo" ;
     b) le importazioni di beni .
3 » E' considerato come " interno del paese " il territorio sul qua­
     le è applicatile l' imposta sul valore aggiunto dello Stato inte­
     ressato ; esso deve comprendere , in linea di massima , l' insieme del
     suo " territorio nazionale " ( 1 ).
                             Articolo 2
1 . Si considera "soggetto passivo" ai sensi dell' articolo 1 , par . 2 ,
     lettera a ), chiunque compia , in modo indipendente , abitualmente
     od ocoasionalmente , con o senza scopo di lucro , atti relativi al­
     le attività di produttore , di commerciante o di prestatore di
     servizi ( 2).
                             Articolo 3
1 . Per " cessione di un "bene " si intende il trasferimento del potere
     di disporre di un bene materiale come proprietario ( 3 )«
( 1 ) Cfr . Allegato A, punto 1 .
( 2) Cfr . Allegato A, punto 2 .
(3 ) Cfr . Allegato A , punto 3 .
 ---pagebreak---  2 . Sono assimilati ad una cessione imponibile »
     a ) la consegna materiale di un tene a seguito di un contratto di
          " locazione-vendita" (4 )5
     b) il trasferimento con pagamento di un indenizzo della proprietà
         di un "bene in forza di una requisizione effettuata dalla pubbli­
         ca amministrazione od in suo nome ;
     c ) il prelievo da parte di un soggetto passivo^nell' ambito della . sua
         impresa , di un bene che egli destina ad un uso privato o cede a
         titolo gratuito (5 )5
     d ) l' utilizzazione in certi casi , da parte di un soggetto passivo, per
         taluni bisogni della sua impresa , di un bene fabbricato od
         estratto da lui stesso ovvero da un terzo per suo conto ( 6);
     e ) il trasferimento di un bene effettuato in virtù di un contratto
         di commissione per l' acquisto © por la vendita ;
     f ) la consegna di un lavoro eseguito in base ad un contratto
         d' opera , e cioè la consegna da parte del prestatore d' opera
         al proprio cliente di un bene mobile da lui fabbricato con le
         materie prime e gli oggetti affidatigli allo scopo dal cliente ,
         senza far distinzione se il prestatore d' opera ha fornito o me­
         no parte di dette materie prime od oggetti ( 7 );
     g) la consegna di un lavoro su boni immobili , ivi compreso quello
         consistente nell' inoorporazione di un bene mobile ad un bene
 <       immobile ( 7 ) •
3 . Nonostante le condizioni stabilite nel contratto in base al quale
     avviene la cessione , si considera come luogo di cessione :
     a ) se il bene viene spedito o trasportato sia dal fornitore che
         dall ' acquirente o da un terzo » quello in cui il bene si trova
         al momento iniziale della spedizione o del trasporto a destina­
         zione dell' acquirentej
     b) se il bene non viene spedito o trasportato » quello in cui il
         bene si trova al momento del trasferimento del potere di
                                 .
         disporne come proprietario .
(4)   Cfr .   Allegato A, punto 4»
( 5)  Cfr .   Allegato A, punto 5*
16)    Cfr .  Allegato A, punto 6.
(7)   Cfr .   Allegato A, punto 7»
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4 . Il fatto generatore dell' imposta , e cioè la nascita dell' obbliga-zi
     n© tributaria, si verfica al momento in cui viene effettuata la
     cessione . Tuttavia, nelle cessioni che danno luogo a versamento
     di acconti anteriormente alla cessione stessa , il fatto generato­
     re è già determinato al momento della consegna della fattura o
  . al più tardi al momento dell' incasso , e ciò' limitatamente al-*-
     l' importo di detta fattura od incasso ( 8).
                               Articolo 4
1 . E' considerata "prestazione di servizi" ogni operazione che non
     costituisca cessione di un "bene ai sensi dell' articolo 3 ( 9 )*
2 . Le norme relative all' imposizione delle prestazioni di servizi ,
     previste nella presente Direttiva , sono applicatili obbligato­
     riamente alle sole prestazioni di servizi che sono enumerate nel­
     l' Allegato B ( 10);
3 . Si presume che una prestazione di servizi sia effettuata, in
     linea di principio , nel luogo in cui il servizio reso , il di­
     ritto ceduto o concesso o il "bene locato sono utilizzati o
     sfruttati ( 11 ).
4 . Il fatto generatore dell' imposta, cioè la nascita dell' obbligazio­
     ne tributaria, si verifica nel momento in cui viene reso il servi­
     zio . Tuttavia, per le prestazioni di servizi di durata indefinita
     o che superano un certo periodo di tempo o che danno luogo a ver­
     samento di acconti , il fatto generatore dell' imposta è già deter­
     minato al momento della consegna della fattura o , al più tardi ,
     dell' incasso , e ciò 1 limitatamente all' importo di detta fattura
     o di detto incasso .
( 8)    Cfr . Allegato A, punto   8.
( 9)    Cfr . Allegato A, punto  9«
( 10)   Cfr . Allegato A, punto  10 .
( 11 )  Cfr . Allegato A, punto  11 .
                                                                 • • •/• • •
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                           Articolo 5
 1 . Per " importazione " viene intesa l' introduzione di un bene nel
      territorio in cui è applicabile l' imposta sul valore aggiunto
      dello Stato interessato »
2 . Il presupposto          dell' imposta all' importazione è costituito
     dall' introduzione del "bene nel territorio in cui è applicabile
     l' imposta sul valore aggiunto dello Stato interessato . Questa
     disposizione non impedisce di collegare il fatto generatore e/o
     l' esigibilità dell' imposta sul valore aggiunto al fatto genera­
     tore e/o all' esigibilità previsti nella materia dei dazi dogana­
     li ed eventualmente delle altre imposte , delle tasse e dei pre­
     lievi cui è soggetto il bene importato ( 12 ).
                           Articolo 6
la base imponibile è costituita ( 13 ) t
a ) per le cessioni e le prestazioni di servizi , da tutto ciò' che
     compone il corrispettivo della cessione del bene e della presta­
     zione dei servizi stessi comprese tutte le spese ed imposte ad
     eccezione della stessa imposta sul valore aggiunto ( 13 ) $
b) per le operazioni previste dall' articolo 3 , paragrafo 2 , lette­
     re c) e d), dal prezzo di aoquisto di beni similari o in mancan­
     za del prezzo di acquisto , dal prezzo di costo ;
c ) per le importazioni di beni , dal valore in dogana stabilito per
     l' applioazione dei dazi doganali ad valorem aumentato di tutti i
     diritti , imposte , tasse ed altri prelievi dovuti , ad eocezione
     dell' imposta sul valore aggiunto stesso . Questa disposizione
     è applicabile anche quando il bene è esente da dazi doganali e non
     è soggetto a dazi doganali ad valorem ( 15 ) •
( 12 )  Cfr . Allegato A, punto  12 .
( 13)   Cfr . Allegato A, punto   13 »
( 14)   Cfr . Allegato A, punto   14 *
( 15 )  Cfr . Allegato A, punto  15 »
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                             Articolo 7
 1 . L' aliquota normale dell' imposta sul valore aggiunto è stabili­
      ta da ciascuno degli Stati membri in una percentuale della to­
     se di imposizione che è la stessa , sia per le cessioni di "beni
     che per le prestazioni di servizi .
 2 . Certe operazioni possono tuttavia essere sottoposte ad aliquote
     maggiorate o ridotte . Ogni aliquota ridotta è calcolata in modo
     tale che l' ammontare dell' impresa sul valore aggiunto risultante
     dall' applicazione di quest' aliquota consenta normalmente di dedur­
     re la totalità dell' imposta sul valore aggiunto riscossa allo
     stadio precedente ( 16 ).
3 . L' aliquota applicata all' importazione di un bene è quella appli­
     cata alla cessione di un "bene similare effettuata all' interno del
     paese .
                            Articolo 8
1 . Sono esenti dall' imposta sul valore aggiunto , alle condizioni
     stabilite da ciascuno degli Stati membri , le cessioni di beni     ,
     spediti o trasportati al di fuori dol territorio in cui si appli­
     ca l' imposta sul valore aggiunto dello Stato interessato ( 1 T) •
2 . Possono esserne esentate dall '.imposta sul valore aggiunto , alle
     condizioni stabilite da ciascuno degli Stati membri , le presta­
     zioni di servizi relative a dei beni imponibili spediti o tra­
     sportati al di fuori del territorio sul quale è applicabile la
     T.V.A. dello Stato interessato .
3 . Ciascuno Stato membro può' stabilire , sotto riserva della con­
     sultazione prevista all' articolo 13 , le altre esenzioni che esso
     ritiene necessarie .
                            Articolo 9
1 . L' assoggettato è autorizzato a dedurre dall' imposta sul valore
     aggiunto , calcolata in base alla propria cifra d' affari ( 1 8)
( 16) Cfr . Allegato A , punto 16 .
 ^ 17 ) Cfr . Allegato B, punto 17 »
( 18) Cfr . Allegato C , punto 18 .
 ---pagebreak---  a) l' imposta sul valore aggiunto che gli viene fatturata per i "be­
     ni ohe gli sono forniti e per i servizi ohe gli sono prestati ( 19),
 b) l' imposta sul valore aggiunto versata per i "beni importati , nella
     misura in cui i "beni e i servizi di cui alle lettere a) e b) sono
     utilizzati per le esigenze della sua impresaj
 c ) l' imposta sul valore aggiunto che ha versato sui prelievi di cui
     all' articolo 3 , paragrafo 2, lettera d) .
Non è deducibile l' imposta sul valore aggiunto che ha colpito i "be­
ni e i servizi utilizzati per effettuare operazioni non imponibili
od esentate . Tuttavia la deduzione è autorizzata per le forniture di
"beni e le prestazioni di servizi , imponibili all' interno del Paese ,
ma non imponibili in quanto effettuate fuori del Paese od esentate
in virtù dell' articolo 8, paragrafi 1 e 2 .
Per quanto riguarda i beni ed i servizi utilizzati per effettuare
operazioni che danno diritto alla deduzione , ed al tempo stesso ope­
razioni che non conferiscono tale diritto , la deduzione è autoriz­
zata soltanto per la quota dell' imposta sul valore aggiunto che è
proporzionale al valore della prima categoria di operazioni (regola
del prorata) ( 18).
L' imposta sul valore aggiunto che ha colpito gli acquisti di beni e
di servizi è deducibile dall' imposta sul valore aggiunto dovuta per
il periodo nel corso del quale viene ricevuta la fattura relativa
a tali acquisti ( deduzioni immediate ) ( 19)*
                              I
Ih caso di deduzione parziale ai sensi del paragrafo 2 , l' ammonta­
re della deduzione stessa è calcolato , in via provvisoria , in ragio­
ne del prorata generale dell' anno precedente : tale ammontare viene
poi regolarizzato dopo la fine dell' anno , quando è stato calcolato
il prorata dell' anno in cui l' acquisto è stato effettuato » Tuttavia,
per quanto riguarda i beni d' investimento la regolarizzazione è di­
stribuita su un periodo di cinque anni , compreso l' anno nel corso
del quale i beni sono stati acquistati ? ogni anno essa ha per oggetto
soltanto un quinto dell' imposta che ha colpito i beni d' investimento ( 22)
( 19)  Cfr .  Allegato A, punto 19
( 20)  Cfr .  Allegato A, punto 20 v
( 21 ) Cfr .  Allegato A, punto 21        '
( 22 )  Cfr . Allegato A, punto 22 *
 ---pagebreak--- 4 - Dal "beneficio del regime delle deduzioni possono essere esclusi
    alcuni toni e servizi , soprattutto quelli suscettibili di essere
    utilizzati , esclusivamente o parzialmente , per soddisfare le esi­
    genze private dell' assoggettato b del suo personale .
                                                        • >
5 » Quando , nel corso di un periodo di dichiarazione mensile , trime­
    strale o semestrale , l' ammontare delle deduzioni supera l' importo
    dell' imposta sul valore aggiunto calcolata in funzione della cifra
    d' affari , l' eccedenza viene riportata al periodo successivo . Tut­
    tavia , alla fine di ogni anno civile l' eventuale eccedenza viene
    rimborsata ( 23).
                                Articolo 10
1 . Ogni soggetto passivo deve tenere una contabilità che pia sufficiente-
    mente particolareggiata in modo da consentire l' applicazione dell' impo
    sul valore aggiunto e il compimento dei controlli da parte della
    Amministrazione fiscale     5 ,
2 . Ogni soggetto passivo deve produrre tuia fattura per le forniture di
    beni e le prestazioni di servizi chó ha effettuato nei confronti di
    un altro assoggettato ( 24). -      ^
    Tale fattura deve menzionare separatamente ( 25 ):
    a ) il nome o la ragione sociale , l' indirizzo del produttore e del . .
        cliente ;                                  „
    b) l' oggetto , la quantità e la denominazione commerciale abituale
        dei beni fomiti 0 dei servizi prestati }
    c ) la data della fattura e quella della fornitura o della presta­
        zione di servizi , 0 , eventualmente , il periodo di tempo nel corso
        del quale la fornitura o la prestazione di servizi sono state ef­
        fettuate 5
    d) il prezzo netto e l' imposta corrispondente per ogni singola
        aliquota, nonché eventualmente l' esenzione ( 2f>).
    ( 23) Cfr . Allegato A, punto 23 »
    ( 24) Cfr . Allegato A, punto 24 *
    ( 25) Cfr . Allegato A, punto 25 »
    ( 26) Cfr . Allegato A, punto 26 .
 ---pagebreak---                                    - 34 -
 3 . Ogni soggetto passiva deve produrrà ogni mese tuia dichiarazione ohe
      contenga ,per le of>erazioni effettuate nel corso del mese prece­
      dente , tutte le indicazioni necessarie al calcolo dell' imposta e
     delle deduzioni applicabili . Tuttavia ogni Stato membro ha facol­
     tà di autorizzare , per ragioni pratiche , alcuni soggetti passivi a - pre­
     sentare tali dichiarazioni per ogni trimestre , semestre o anno .
      Ogni anno , nel corso del primo semestre ogni assoggettato deve
     eventualmente formulare una dichiarazione relativa alle omerazio-
     ni effettuate durante l' anno precedente , in modo da consentire
     il calcolo delle necessarie regolarizzazioni .
4 » All' atto del deposito della dichiarazione mensile , trimestrale ,
     semestrale o annuale , ogni soggetto passivo deve versate all' erario
     l' importo dell' imposta sul valore aggiunto .
5 . Per le importazioni di beni , le modalità in materia di dichiara­
     zione e di corresponsione dell' imposta sul valore aggiunto sono re­
     golate da ciascuno Stato membro .
                               Articolo 11
     Ogni Stato, membro ha fàcoltà , fitta salva la consultazione di cui
     all' articolo 13 , di applicare alle piccole imprese per le quali
     l' assoggettamento al regime' normale dell' imposta sul valore ag­
     giunto creerebbe difficoltà , il regime particolare maggiormente
     idoneo alle esigenze e possibilità nazionali ( 27 ) •               , .
                              Articolo 12
1.1 prodotti agricoli che saranno elencati nella lista comune , sono
     sottoposti a tutti gli stadi ad un' aliquota ridotta o, se del caso,
     a delle differenti aliquote ridotte conformemente all' articolo 7»
     par . 2
( 27) Cfr . Allegato A, punto 27 »
 ---pagebreak---                                - 35 -
2 . la Commissione sottoporrà al Consiglio ,, al più tardi il 1 0 aprile
    1966, delle proposte concernenti :
    a ) la lista comune dei prodotti agricoli e le aliquote ridotte
        applicabili a questi prodotti ;
    b) le modalità d' applicazione dell' imposta sul valore aggiunto
        che non ostacolino il funzionamento delle organizzazioni comuni
        dei mercati agricoli e , in particolare , dei sistemi di prezzi
        che questi prevedono ;
    c ) i regimi transitori che gli Stati membri potranno applicare fi­
        no alla soppressione delle frontiere fiscali .
    Il Consiglio deciderà prima dell ' 1 .1 .1 967 *
                                                                  \
                            Articolo 13
1 . Nei casi in cui uno Stato membro debba ^ in virtù delle norme della
    Direttiva stessa o dell' Allegato - A > procedere a consultazioni , esso
    si rivolge alla Commissione in tempo utile affinché quest' ultima
    possa esaminare?» in via preventiva e congiuntamente agli Stati mem­
    bri , se le misure proposte dallo Stato interessato non falsino le con­
    dizioni di concorrenza tra gli Stati membri e non siano di natura
    tale da rendere pim difficili la successiva armonizzazione .
                                                                       • • •/ • ♦ •
 ---pagebreak---                                - 36 -
2 . Previa consultazione degli Stati membri , la Commissione rivolge
    eventualmente allo Stato membro interessato la raccomandazione
    del caso .
3 . Se lo Stato membro non si conforma alla raccomandazione che gli
    è stata rivolta , il Consiglio , deliberando a maggioranza quali­
    ficata su proposta della Commissione , stabilisce , mediante di­
    rettiva , le misure necessarie al raggiungimento degli obbiettivi
    esposti al paragrafo 1 del presente articolo , senza pregiudizio
    delle procedure previste dal Trattato .
                            Articolo 14
    Ls disposizioni contenute negli Allegati fanno parte integrante
    della presente Direttiva .
                            Articolo 15
    la presente Direttiva è destinata a tutti gli Stati membri .
                                 Fatto a Bruxelles , il
                                 Per il Consiglio
                                  Il Présidente
 ---pagebreak---                             ALIEGA.TO A
                   Disposizioni particolari
                                - 1 -
                   ( all' articolo 1 , par . 3 )
     Se uno Stato membro intende applicare l' imposta sul valore
aggiunto in un territorio che non corrisponde all' insieme deli
suo territorio nazionale , deve procedere alla consultazione pre­
vista all' articolo 13 .
                                - 2 -
                        ( all' articolo 2 )
     Il termine " attività di produttore , di commerciante o di pre­
statore di servizi " va inteso in senso ampio » in altre parole , esso
comprende tutte le attività economiche possibili , incluse quindi le
attività estrattive , le attività degli agricoltori e le attività del­
le professioni"1 in' questione .    1
     Se tono Stato membro intende , nel quadro della presente Direttiva,
non assoggettare all' imposta certe attività , tale obbiettivo deve es­
sere realizzato mediante esenzioni , e non escludendo dal campo d' appli­
cazione le persone che esercitano le attività in questione .
     Gli . Stati membri hanno piena discrezionalità ai fini dell' inter­
pretazione delle parole " atti compiuti a titolo occasionale ".
     Lo scopo dell' espressione " in maniera indipendente " è soprattut­
to quello di sottrarre all' imposizione i dipendenti vincolati al lo­
ro datore di lavoro mediante un contratto di locazione d' opera , ivi
compresi 1 lavoratori a domicilio . Inoltre tale termine consente a
oiascun Stato membro di non considerare come soggetti passivi distinti , bensi
come un unico soggetto passivo t        le persone che , sebbène giuridi-
oamente indipendenti , sono organicamente vincolate tra di loro at-
 ---pagebreak---                                    - 38 -
                                                          Allegato A
traverso rapporti di natura economica , finanziaria ed organizzati­
va . Tuttavia , lo Stato membro che intende adottare tale regime de­
ve procedere alla consultazione di cui all' articolo 13 .
       Gli Stati , le Province , i Comuni e gli altri enti di diritto
pubblico non vanno , in linea di principio , considerati come Boggotti
possivi , sempreché esercitino attività dipendenti dalla funzione
loro demandata in quanto pubbliche autorità . Tuttavia , se tali enti
esercitano attività a carattere industriale o commerciale suscetti­
bili di essere esercitate dal settore privato , sono imponibili per
ciò' che riguarda tali attività .
       Se uno Stato membro intende , in virtù dell' articolo 2 , terzo
comma , della Direttiva del                 , limitare il campo d' applicazio­
ne dell' imposta sul valore aggiunto fino allo stadio del commercio
all' ingrosso incluso , deve procedere alla consultazione prevista
dall' articolo 13 per ciò' che riguarda le norme in materia di deli­
mitazione che intende introdurre nella propria legislazione nazio­
nale .
                                   - 3 -
                               ( articolo 3 » par.1 )
       Per r, bene materiale " si intendono sia i beni materiali mobi­
li che i beni materiali immobili .
       Le forniture di corrente elettrica , di gas , di riscaldamento ,
di refrigerazione e simili , che nella vita economica sono conside­
rate come forniture di beni materiali , vanno assimilate alle for­
niture di beni .
                                   - 4 -
                        ( articolo 3, par . 2, lettera a)
       Per " locazione vendita" si intende un contratto che prevede la loca*-
E ione di un" óggotto durante un t?èi>iòdo determinato completato dalla dai
 ---pagebreak---                                 - 39-
                                                            Alle /rato A
         v                             '               '■
                                 *     i
secondo la quale la proprietà è acquisita dopo il pagamento dell' ultima
scadenza . In ogni modo tale contratto , da un punto di vista fisca­
le , non può' essere scomposto in una looazione ed in una vendita ,
ma deve essere considerato come una vendita avente una parte tassabi­
le , fin dalla sua conclusione é
                                - 5 -,
                    ( articolo 3r par . 2, lettera e )
                        *                                 '
       Per quanto riguarda il prelievo di un tene , non trasformato , acqui­
stato da una persona soggetta all' imposta , gli Stati membri hanno
facoltà di sostituire l' imposta prevista con il rifiuto della de­
duzione o della sua regolarizzazione se la deduzione è stata già
effettuata . In ogni modo i prelievi eseguiti per fare regali pro­
priamente detti e di valore limitato , nonché dei campioni fiscal-        '■
mente ammessi come spese generali , non debbono essere considerati
come cessioni imponibili . Inoltre , la disposizioni previste dallo
articolo 9 » paragrafo 2 rion sono applicabili a tali prelievi .
                                - 6 -
                   ( articolo 3 , par . 2 , lettera d)
       Tale disposizione deve essere applicata soltanto allo scopo
di garantire la parità di imposizione per i beni acquistati e
destinati alla necessità dell' impresa che non diano diritto a de­
duzione immediata o completa nonché ai beni fabbricati o estratti
dalla stessa impresa o per suo conto da un terzo , anch' essi uti­
lizzati per le stesse necessità .
 ---pagebreak---                              - 40 -
                                                      Annexe A
                              - 7 -
              (articolo 3 , par . 2, lettere f ) e g)
     Gli Stati membri che por particolari motivi nazionali non
potessero considerare le operazioni di cui alle lettere f ) e g)
come cessioni, ma come prestazioni di servizi , potrebbero collo­
care le stesse nella categoria delle prestazioni di servizi alla
condizione precisa di applicar loro la stessa aliquota normale
prevista per le cessioni . Debbono considerarsi lavori immobilia­
ri i
- la costruzione di immobili,' ponti , stradè , porti , ecc . esegui­
  ti in base;ad un contratto di locazione d' operaj
- i lavori di sterro ,piantagicmo di giardini 5
- i lavori di installazione di accessori (riscaldamento centi-ale ,
  bagni , centralini telefonici , uffici , vetrine refrigerato , ecc .);
- le riparazioni di immobili che non siano normali operazioni di
  manutenzione .
                              - 8 -
                     (articolo 3 , par . 4)
     Hel caso in cui esista l' obbligo di emettere fattura , il fat­
to generatore potrà verificarsi nel momento in cui- la fat­
tura è consegnata o,al p:rà tteci.rsl moaoato in cui essa avrebbe
dovuto essere consegnata .
                              - 9 -
                     ( articolo 4 , par . 1 )
     la definizione di prestazione di servizi, data in questo pa­
ragrafo sottointende, che fra le prestazioni di servizi debbono es­
 ---pagebreak---                                - 41 -
                                                Allegato A
sere considerati anche t
                                     >
- la consegna di un "bene immateriale j
- l' esecuzione dell' obbligo di non fare qualche oosa ;
- l' esecuzione di un servizio reso in virtù di una requisizione fatta
  da o in nome della pubblica autorità \
- l' esecuzione di un lavoro su di un "bene mobile non considerato
  come un lavoro per . conto terzi ai sensi dell' articolo 3 , paragra­
  fo 2 , lettera f quii , ad esempio , lo riparazioni , i servizi di una
  lavandaria, eco .
      La definizione di prestazioni di sorvizi data in questo para­
grafo non pregiudica la facoltà degli Stati membri di tassare de­
terminati servizi eseguiti da un contribuente quali servizi " resi
a sé stessi" quando tale misura è ritenuta necessaria al fine di
evitare distorsioni nella concorrenza .
                               - 10 -
                      ( articolo 4 , par . 2)
      Gli Stati membri evitano di applicare , nella misura del possi­
bile , esenzioni alle prestazioni di servizi indicate nell' Allegato B.
Per le altre prestazioni di servizi hanno là facoltà di applicare ,
senza consultazione , sia le regole previste nella presente Direttiva
sulla tassazione delle prestazioni di servizi che un altro regime .
                               - 11 -
                      ( articolo 4, par . 3 )
      Si ritiene che il luogo di una prestazione di servizi si trovi
all' interno del paese del prestatore a meno ohe questi non dimostri
 ---pagebreak---                               - 42 -
                                                     A llogato A
che il servizio reso , il diritto ceduto o concesso o l' oggetto
affittato è utilizzato o sfruttato all' estero .
      La prestazione di servizi costituita da una riparazione od
altro lavoro materiale ad un bene reale è considerata come uti­
lizzata o sfruttata nel luogo in cui il beno è destinato ad esse­
re completamente od in massima parte utilizzato o sfruttato .
      la prestazione del trasporto si ritiene utilizzata nel terri­
torio dello Stato membro in cui il trasporto è effettuato e , quan­
do la prestazione si effettua in due o più Stati membri , sui terri­
tori di questi Stati proporzionalmente allo distanze che vi sono sta­
te coperte .
      Per quanto riguarda le prestazioni di servizi rese in relazioni
intracomunitarie ed in deroga all' articolo 4 > paragrafo 3 , è stabili-
lito che «
- 3 i ritiene che il luogo di una prestazione di servizi resa da
   mediatori , spedizionieri , agenti ed altre persone intermediarie
   si trovi nel luogo in cui l' intermediario effettua completamente,
   od in maggior parte, la sua prestazione ;
- si ritiene che il luogo di una prestazione di servizi di pubbli­
   cità si trovi nel luogo in cui è situata l' organizzazione per
   conto della quale il servizio è richiesto .
      liei caso in cui il luogo di una prestazione di servizi è rite­
nuto trovarsi in uno Stato membro diverso da quello in cui si tro­
va l' organizzazione che effettua la prestazione »
- l' ultimo Stato membro può' considerare che il luogo della presta­
   zione è situato presso quest' organizzazione quando il prestato­
   re non può' provare che l' imposta sul valore aggiunto dovuta
  nell' altro Stato membro è stata pagata ; l' applicazione di tale
   disposizione non impedisce comunque l' imposizione da parte di
   tale altro Stato membro ;
- il beneficiario del servizio può' essere ritenuto solidariamon-
   te responsabile per il pagamento per l' imposta dovuta quando egli
   sia un contribuente per l' imposta sul valore aggiunto , senaa pre­
   giudicare le altre misure che lo Stato membro creditore dell' im­
  posta possa considerare per garantire il pagamento .
 ---pagebreak---                                   - 43 -
                                  - 12 -                   Alleato A
       I criteri adottati in queste disposizioni per determinare il
 luogo di una prestazione di servizi , non pregiudicano minimamente i
 criteri che sono utilizzati per eliminare le restrizioni alla libera
prestazione di servizi , ai sensi degli articoli da 59 a 66 del Trattato .
                      ( articolo 5 , par . 2)
      Senza pregiudicare le disposizioni dell' articolo 1 , para­
grafo 2 , lettera b) , dell 1 articolo 5 , dell' articolo 6, paragrafo 6,
lettera c , dell' articolo 7 , paragrafo 3 e dell' articolo 10, para­
grafo 5 , ogni Stato membro può' , su riserva della consultazione
prevista dall' articolo 13 , applicare alla percezione dell' imposta sul
valore aggiunto all' importazione , le disposizioni in vigore per la perce­
zione dei diritti doganali , compresi i prelievi,' mantenendosi il ca­
rattere dell' imposta sul valore aggiunto .
                                 - 13 -
                              ( articolo 6)
      Lo Stato membro che restringe il campo d' applicazione sull' im­
posta sul valore aggiunto fino allo stadio' del commercio all' ingros­
so incluso , può' stabilire che , quando un contribuente vende merci
al dettaglio, la base imponibile sia ridotta di una certa percentua­
le j tale base ridotta comunque non potrà essere inferiore al prez­
zo d' acquisto o di oosto maggiorata , se necessario , dell' importo .
di tutti i diritti , imposte , tasse ed altri prelievi a carico del
bene fatta eccezione dell' imposta sul valore aggiunto anche se ne
è stato sospeso il pagamento . Gli Stati membri hanno libertà di de-      '
finire , secondo il loro punto di vista nazionale , la nozione di
"vendita di beni al dettaglio" .
                                 - 14 -
                   (articolo 6, lettera a )
      Per "controvalore " si intende tutto ciò " che è rimesso quale
contropartita della cessione del bene o della prestazione di ser-
 ---pagebreak---                                 - 44 -
                                                    Allegato A
vizio vale a dire non soltanto delle somme in danaro convenute ,
comprese le spese accessorie quali : imballaggi , trasporti , as­
sicurazioni , ecc . ma anche , ad esempio , il valore dei "beni ri­
messi in cambio o , in caso di esproprio , l' importo dell' inden­
nità effettivamente incassata . La disposizione precedente non
si oppone , in ogni modo , alla facoltà che ha ogni Stato membro
che lo ritiene necessario per raggiungere , una maggiore neutrali­
tà concorrenziale , di escludere se necessario dalla base impo­
nibile per le cessioni , le spese accessorie sopportate a parti­
re dal luogo di consegna definito dall' articolo 3 , paragra - •>
fo 3   tase&ft&o        tali spese quali controvalore di una presta­
zione di servizi .
      Tuttavia , le spese pagate in nome , per conto e su ordine
del preatatario , portate in contabilità dal fornitore in parti­
te di giro , non costituiscono un elemento della base impnibile .
      Nello stesso modo i diritti doganali ed altre tasse , impo­
ste , ecc . pagati all' importazione da agenti od altri intermedia­
ri in dogana , compresi gli spedizionieri ed in nome proprio ,
possono essere trascurate sulla base imponibile corrispondente
alla prestazione di servizi da essi resa .
                                - 15 -
                      ( articolo 6, lettera c )
      Dopo la soppressiona dei diritti doganali negli scambi co­
munitari , ogni Stato membro può' applicare alle importazioni di
beni oggetto di tali scambi , una base imponibile che corrisponde ,
nella misura del possibile , a quella considerata per le cessioni
effettuate all' interno del Paese .
                                - 16 -
                       ( articolo 7 » par . 2 )
       Fella misura in cui le disposizioni di questo paragrafo sono
 utilizzate per le prestazioni di trasporto considerato nell 'allega­
 to B, punto 5 , queste debbono essere applicate in modo tale da as­
 sicurare l' uguaglianza di trattamento tra i diversi modi di trasporto .
                                                                 • • •/• * •
 ---pagebreak---                                   - 45 -
                                                       Allegato A
                                 - 17-
                         ( articolo 8, par.1 )
       L' esenzione prevista in questa disposizione si rifor :. .
alla cessione di un bene esportato dirottamente , vale a dire
l' ultima cessione effettuata prima della spedizione o del tra­
sporto del "bene fuori dal Paese . Gli Stati membri hanno co­
munque la facoltà di estendere l' esenzione allo cessioni ef­
fettuate allo stadio precedente .
                                 - 18 -
                     ( articolo 8, paragrafo 3 )
       Nella misura in oui le disposizioni di questo paragrafo so­
no utilizzate per le prestazioni di trasporto considerato nell' al­
legato B, punto 5 , queste debbono essere applicate in modo tale da
assicurare l'uguaglianza di trattamento tra i diversi modi di tra­
sporto .
                                 - 19-
                  ( articolo 9 , par . 1 , lettera a )
       Nei casi previsti dall' articolo 3 » paragrafo 4 » seconda
frase , e dall' articolo 4 , seconda frase , le detrazioni posso­
no essere applicate fin dal momento di ricezione della fattu­
ra anche se i beni non sono stati ancora consegnati o se i ser­
vizi non sono stati ancora resi .
                                 -  20-
                          (articolo 9 , par . 2)
       La regola del prorata è applicata ,in linea di massima ,
sulla base del prorata generale determinato per il complesso
delle operazioni effettuate dal contribuente . Tuttavia , un
contribuente può' ottenere , eccezionalmente , l' autorizzazione
amministrativa di utilizzare prorata speciali determinati per
alcuni settori della sua attività .
                                 -  21-
                          (articolo 9 , par . 3)
       Ogni Stato membro ha, pero' , per un certo periodo transi­
torio la facoltà di applicare le detrazioni per i beni di inve-
 ---pagebreak---                              -  - 46 -                             ,  ,
                                                      Alleato A
 stiir.ento secondo  delle frazioni annue ( detrazioni prorata temporin ).
                               - 22 -
                   t   ( articolo 9> par . 3 )v
        Gli Stati membri hanno facoltà di fissare determinata rsgimi di
leranza allo scopo di limitare i casi di conguaglio per modifi­
che del prorata annuo in rapporto al prorata iniziale ,preso come
"base per la detrazione relativa ai "beni d' investimento .
                               - 23 -
                       ( articolo 9 , par . 5 ) .
  ■     Gli Stati membri hanno facoltà di stabilire disposizioni spe­
ciali per rimborsare , entro la fine dell' anno . civile , l' eccedenza
eventuale che risultasse presso quei contribuenti la cui oifra
d' affari sia nella maggior parte realizzata all' esportazione .
                               - 24-
                       ( articolo 10, par 2 )
        Gli Stati membri fisseranno il limite di tempo entro il
quale le fatture dovranno essere consegnate agli acquirenti se­
condo gli usi delle varie attività economiche e secondo le loro
abitudini nazionali .
 ---pagebreak---                                  – ΑΊ –
                                                    Allegato A
                                 - 25 -
                       ( articolo 10, par . 2 )
       Ogni Stato membro può * fissare , in casi speciali , even­
tuali deroghe alle disposizioni previste dalla seconda frase
di questo paragrafo . In ogni modo queste deroghe debbono es­
sere strettamente limitate .
                                 - 26-
                ( articolo 10, par . 2 , lettera d)
     Nonostante 1© altre misure che dovranno essere prese dagli
Stati membri per garantire il pagamento dell' imposta ed evita­
re le frodi , ogni persone sóggstta o non soggetta all' imposta
che indichi l' imposta sul valore aggiunto su di una fattura è
obbligata a pagarne l' importo .
                                 - 27 -
                            ( articolo 11 )
       Nella misura in cui le disposizioni di questo paragrafo
 sono utilizzate per le prestazioni di trasporto considerato nel­
 l' allegato B, punto 5 » queste debbono essere applicate in modo
 tale da assicurare l' uguaglianza di trattamento tra i diversi modi
 di trasporto .
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                                  ALIEQA.TO B
                                    Elenco
                        delle prestazioni di servizi
                      (prevista dall' articolo 4 , par . 2 )
  1 . Le cessioni di "brevetti , di marchi di fabbrica e di commeroio
      nonché di altri diritti analoghi cosi' come le concessioni di
       licenze relative a tali diritti ;
  2 . I lavori diversi da quelli ripresi all' articolo 3 , paragrafo 2 ,
       lettera f) effettuati su tieni materiali eseguiti da un contri­
      buente ;
  3 . le prestazioni miranti a preparare o ad assicurare l' esecuzione
      di lavori immobiliari , quali ad esempio le prestazioni fatte dagli
       architetti, diagli   uffici di sorveglianza dello svolgimento dei
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      lavori ;
 4 * le prestazioni di pubblicità commerciale ;
 5 . Il trasporto di beni ed il magazzinaggio di beni , come pure le ;
      prestazioni accessorie ;
  6 . L' affitto di beni mobili materiali ad un contribuente ;
 7 . La messa a disposizione di personale per un soggetto - passivo . ~
 8 . Le operazioni bancarie eseguite da un soggetta passivo .
 9 » Le prestazioni fatte da esperti , ingegneri , uffici di pianificazio­
      ne e simili , nel campo tecnico , economico e scientifico ;
10 . L' esecuzione dell' obbligo di non esercitare , completamente o par­
      zialmente , un' attività professionale o un diritto considerato nel
      presente elenco ;
11 . la prestazioni di mediatori , intermediari autonomi , agenti d' af­
      fari e spedizionieri che si occupino di transazioni relative a beni
      o alle prestazioni di cui al presente elenoo .
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