CELEX: 62014CO0478
Language: it
Date: 2015-02-12
Title: Ordinanza della Corte (Ottava Sezione) del 12 febbraio 2015.#Procedimento penale a carico di Procura della Repubblica di Cagliari.#Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da Tribunale ordinario di Cagliari.#Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura – Questioni pregiudiziali identiche – Articoli 49 TFUE e 56 TFUE – Libertà di stabilimento – Libera prestazione di servizi – Giochi d’azzardo – Normativa nazionale – Riordino del sistema delle concessioni attraverso un allineamento temporale delle scadenze – Nuova procedura di gara – Concessioni di durata inferiore rispetto a quelle rilasciate in passato – Restrizione – Motivi imperativi di interesse generale – Proporzionalità.#Causa C-478/14.

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione)
      12 febbraio 2015 (*)
      
      «Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura – Questioni pregiudiziali identiche – Articoli 49 TFUE e 56 TFUE – Libertà di stabilimento – Libera prestazione di servizi – Giochi d’azzardo – Normativa nazionale – Riordino del sistema delle concessioni attraverso un allineamento temporale delle scadenze – Nuova procedura di gara – Concessioni di durata inferiore rispetto a quelle rilasciate in passato – Restrizione – Motivi imperativi di interesse generale – Proporzionalità»
      Nella causa C‑478/14,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Tribunale
         di Cagliari (Italia), con decisione del 4 ottobre 2014, pervenuta in cancelleria il 27 ottobre 2014, nel procedimento penale
         a carico di
      
      Roberto Siddu,
      LA CORTE (Ottava Sezione),
      composta da A. Ó Caoimh, presidente di sezione, C. Toader (relatore) e E. Jarašiūnas, giudici,
      avvocato generale: N. Wahl
      cancelliere: A. Calot Escobar
      vista la decisione, adottata sentito l’avvocato generale, di statuire con ordinanza motivata, conformemente all’articolo 99
         del regolamento di procedura della Corte, 
      
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 49 TFUE e 56 TFUE nonché dei principi di parità
         di trattamento e di effettività.
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di un procedimento penale instaurato a carico del sig. Siddu per il mancato rispetto
         della normativa italiana disciplinante la raccolta di scommesse.
      
       Procedimento principale e questioni pregiudiziali
      3        Il procedimento principale s’inscrive in un contesto di diritto e di fatto essenzialmente analogo a quello della causa che
         ha dato luogo alla sentenza Stanley International Betting e Stanleybet Malta (C‑463/13, EU:C:2015:25).
      
      4        Il 15 luglio 2014, in seguito a un controllo effettuato da una squadra della Guardia di Finanza di Cagliari (Italia) nei locali
         di un Centro di trasmissione di dati, gestito dal sig. Siddu ed affiliato alla Goldbet Sportwetten GmbH, una società austriaca,
         le autorità competenti hanno riscontrato che l’attività di raccolta di scommesse era colà esercitata senza autorizzazione.
      
      5        Per tale motivo, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari ha disposto nei confronti del sig. Siddu
         il sequestro preventivo di beni utilizzati per l’esercizio della suddetta attività.
      
      6        Il 15 e il 23 settembre 2014, il sig. Siddu ha presentato dinanzi al giudice del rinvio una domanda volta all’annullamento
         della decisione di sequestro. Inoltre, egli ha fatto valere che, sebbene la società austriaca alla quale è affiliato il Centro
         di trasmissione di dati da lui gestito avesse partecipato all’ultima gara per il rilascio di concessioni di gioco d’azzardo
         in Italia, essa aveva limitato la sua candidatura a 100 diritti di concessione sui 2 000 messi in palio nell’ambito di tale
         gara, a motivo del suo carattere discriminatorio e contrario alla sentenza Costa e Cifone (C‑72/10 e C‑77/10, EU:C:2012:80).
         
      
      7        Per questo il sig. Siddu si trovava privo di un titolo concessorio e, di conseguenza, ha chiesto al giudice del rinvio di
         sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le stesse questioni già sollevate nella causa decisa dalla sentenza
         Stanley International Betting e Stanleybet Malta (EU:C:2015:25).
      
      8        Il Tribunale di Cagliari, avendo riscontrato che il Consiglio di Stato aveva già sottoposto alla Corte due questioni pregiudiziali
         nell’analogo procedimento conclusosi con la sentenza Stanley International Betting e Stanleybet Malta (EU:C:2015:25), ha deciso
         di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali, identiche a quelle sollevate
         nella causa suddetta:
      
      «1)      Se gli articoli 49 [TFUE] e segg. e 56 [TFUE] e segg. (…) ed i principi affermati dalla Corte (...) nella sentenza [Costa
         e Cifone (EU:C:2012:80)] vadano interpretati nel senso che essi ostano a che vengano poste in gara concessioni di durata inferiore
         a quelle in passato rilasciate, laddove la detta gara sia stata bandita al fine di rimediare alle conseguenze derivanti dall’illegittimità
         dell’esclusione di un certo numero di operatori dalle gare.
      
      2)      Se gli articoli 49 [TFUE] e segg. e 56 [TFUE] e segg. (…) ed i principi affermati dalla Corte (...) nella medesima sentenza
         (...) vadano interpretati nel senso che essi ostano a che l’esigenza di riordino del sistema attraverso un allineamento temporale
         delle scadenze delle concessioni costituisca giustificazione causale adeguata di una ridotta durata delle concessioni poste
         in gara rispetto alla durata dei rapporti concessori in passato attribuiti».
      
       Sulle questioni pregiudiziali
      9        Ai sensi dell’articolo 99 del regolamento di procedura, quando una questione pregiudiziale è identica a una questione sulla
         quale la Corte ha già statuito, quest’ultima, sentito l’avvocato generale, può statuire in qualsiasi momento con ordinanza
         motivata.
      
      10      Ciò si verifica nella presente causa, in quanto, nella sua sentenza Stanley International Betting e Stanleybet Malta (EU:C:2015:25),
         la Corte ha già avuto modo di esaminare questioni identiche a quelle sollevate nella presente causa e, di conseguenza, la
         risposta fornita dalla Corte in detta sentenza è pienamente trasponibile alle questioni sollevate dal giudice del rinvio nel
         procedimento principale.
      
      11      Pertanto, alle questioni poste occorre rispondere che gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE nonché i principi di parità di trattamento
         e di effettività devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale, come quella controversa nel
         procedimento principale, che preveda l’indizione di una nuova gara per il rilascio di concessioni aventi durata inferiore
         rispetto a quelle rilasciate in passato, in ragione di un riordino del sistema attraverso un allineamento temporale delle
         scadenze delle concessioni.
      
       Sulle spese
      12      Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese.
      
      Per questi motivi, la Corte (Ottava Sezione) dichiara:
      Gli articoli 49 TFUE e 56 TFUE nonché i principi di parità di trattamento e di effettività devono essere interpretati nel
            senso che non ostano a una normativa nazionale, come quella controversa nel procedimento principale, che preveda l’indizione
            di una nuova gara per il rilascio di concessioni aventi durata inferiore rispetto a quelle rilasciate in passato, in ragione
            di un riordino del sistema attraverso un allineamento temporale delle scadenze delle concessioni.
      Firme
      * Lingua processuale: l’italiano.