CELEX: 61955CJ0010
Language: it
Date: 1956-12-12
Title: Sentenza della Corte del 12 dicembre 1956. # Miranda Mirossevich contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Causa 10/55.

Avis juridique important

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61955J0010

SENTENZA DELLA CORTE DEL 12 DICEMBRE 1956.  -  DOTT.SSA MIRANDA MIROSSEVICH CONTRO L'ALTA AUTORITA'.  -  CAUSA 10/55.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00365 edizione olandese pagina 00391 edizione tedesca pagina 00381 edizione italiana pagina 00361 edizione speciale inglese pagina 00333 edizione speciale danese pagina 00037 edizione speciale greca pagina 00111 edizione speciale portoghese pagina 00113

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI DELLA COMUNITA - CONTROVERSIE CON LE ISTITUZIONI - COMPETENZA DELLA CORTE  ( TRATTATO, ART . 42 )  2 . DIPENDENTI DELLA COMUNITA - CONTROVERSIE CON LE ISTITUZIONI - RICORSI - RICEVIBILITA - ASSENZA DI UN TERMINE  ( TRATTATO, ART . 33; STATUTO ART . 39 )  3 . DIPENDENTI DELLA COMUNITA - ASSUNZIONE - PERIODO DI PROVA - VALUTAZIONE DA PARTE DELL' AMMINISTRAZIONE - CONTROLLO GIURISDIZIONALE  4 . PROCEDURA - PROVA - ONERE DELLA PROVA  5 . DANNO - DANNO NON CERTO - NON RISARCIBILITA  

Massima

1 . LA COMPETENZA DELLA CORTE DERIVA DALL' ART . 42 DEL TRATTATO IN RELAZIONE CON LA CLAUSOLA COMPROMISSORIA DEL CONTRATTO D' IMPIEGO E CON LE NORME DEL REGOLAMENTO DEL PERSONALE APPLICABILE .  2 . POSTO CHE NON VI E ALCUNA NORMA CHE FISSI UN TERMINE PER I RICORSI GERARCHICI E PER QUELLI IN SEDE CONTENZIOSA, NON SI PUO' APPLICARE IN VIA ANALOGICA UN TERMINE PERENTORIO SIMILE A QUELLO CHE PREVEDONO GLI ARTICOLI 33 DEL TRATTATO E 39 DELLO STATUTO, TENUTO CONTO DELLE DISPOSIZIONI CONTENUTE NEI PREDETTI ARTICOLI .  3 . SPETTA ALL' AUTORITA AMMINISTRATIVA VALUTARE INSINDACABILMENTE LE ATTITUDINI DEI CANDIDATI PER ADEMPIERE A DETERMINATE MANSIONI E COMPETE AL GIUDICE, OVE OCCORRA, DI ESERCITARE UN CONTROLLO SULLE VIE E SUI MEZZI CHE SONO STATI USATI IN TALE VALUTAZIONE . UN GIUDIZIO SFAVOREVOLE SULLE ATTITUDINI DI UN CANDIDATO PER ADEMPIERE ALLE MANSIONI DI TRADUTTORE NON PUO' ESSERE RAGIONEVOLMENTE DATO IN BASE AD UN' UNICA TRADUZIONE .  4 . QUALORA VI SIANO SERIE PRESUNZIONI A FAVORE DI UNA TESI, INCOMBE ALL' ALTRA PARTE DI FORNIRE LA PROVA CONTRARIA .  5 . L' INCERTEZZA SULL' ESITO CHE AVREBBE AVUTO IL PERIODO DI PROVA OVE FOSSE STATO REGOLARMENTE COMPIUTO ESCLUDE IL DANNO CERTO . IL DANNO MORALE DERIVANTE DALL' ILLEGITTIMITA DEL PROVVEDIMENTO CON CUI SIA STATA NEGATA L' ASSUNZIONE DEFINITIVA PUO' VENIR RIPARATO DA SUCCESSIVE OFFERTE DI UN NUOVO IMPIEGO CHE COMPORTI POSSIBILITA DI PROMOZIONE .  

Parti

NELLA CAUSA  TRA  LA DOTT.SSA MIRANDA MIROSSEVICH,  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, RUE DE LA SEMOIS 83, PARTE RICORRENTE,  RAPPRESENTATA ED ASSISTITA DAL PROF . AVV . FEDERICO A . PERINI BEMBO,  DEL FORO DI TRIESTE, PATROCINANTE PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE,  E  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, PLACE DE METZ 2, A LUSSEMBURGO, PARTE CONVENUTA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO  PROF . GIULIO PASETTI, IN QUALITA DI AGENTE,  

Oggetto della causa

AVENTE PER OGGETTO LA REVOCA E LA RIFORMA DI ATTI AMMINITRATIVI INTERNI DELL' ALTA AUTORITA RIGUARDANTI LA RICORRENTE, 

Motivazione della sentenza

1 . SULLA COMPETENZA  LA CORTE SI DICHIARA COMPETENTE A CONOSCERE DELLA PRESENTE CAUSA E TALE COMPETENZA LE DERIVA DALL' ART . 42 DEL TRATTATO IN RELAZIONE COL PTO . 12, 2 ) COMMA DELLA LETTERA D' ASSUNZIONE DEL 12 OTTOBRE 1953 OVE E PREVISTO CHE LE CONTROVERSIE INDIVIDUALI CUI POTRA DAR LUOGO L' APPLICAZIONE DELLE CLAUSOLE DELLA LETTERA D' ASSUNZIONE O DI NORME DEI REGOLAMENTI E DELLE DECISIONI RIGUARDANTI IL PERSONALE, SARANNO DEFERITE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA ED IN RELAZIONE PURE ALL' ART . 50 DEL REGOLAMENTO PROVVISORIO DEL PERSONALE CHE CONTIENE UN' ANALOGA DISPOSIZIONE .  2 . SULLA RICEVIBILITA  LA PARTE CONVENUTA HA ECCEPITO LA RICEVIBILITA DEL RICORSO PERCHE TARDIVAMENTE PRESENTATO ED A CAUSA DELL' ACQUIESCENZA DELLA RICORRENTE AI PROVVEDIMENTI PRESI NEI SUOI CONFRONTI .  IN QUANTO ALLA TARDIVITA DEL RICORSO LA CORTE RITIENE CHE TALE ECCEZIONE NON PUO' VENIRE ACCOLTA PERCHE NON VI E ALCUNA NORMA APPLICABILE NELLA SPECIE CHE FISSI UN TERMINE PER I RICORSI GERARCHICI E PER QUELLI IN SEDE CONTENZIOSA . LA CORTE RESPINGE LA TESI DELLA CONVENUTA SECONDO CUI DEVE APPLICARSI IN VIA ANALOGICA UN TERMINE PERENTORIO SIMILE A QUELLO CHE PREVEDONO GLI ARTT . 33 DEL TRATTATO E 39 DELLO STATUTO DELLA CORTE . L' ART . 33 INFATTI RIGUARDA SOLTANTO I RICORSI D' ANNULLAMENTO INTRODOTTI DAGLI STATI MEMBRI, DAL CONSIGLIO, DALLE IMPRESE E DALLE LORO ASSOCIAZIONI CONTRO DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA . L' ART . 39 DELLO STATUTO D' ALTRO CANTO, DISPONE CHE IL TERMINE DI UN MESE DI CUI L' ART . 33 DEL TRATTATO SI APPLICA AI RICORSI IN MATERIA DI SANZIONI PECUNIARIE A CARICO DELLE IMPRESE NONCHE A QUELLI IN MATERIA DI TURBAMENTI FONDAMENTALI E PERSISTENTI NELL' ECONOMIA DEGLI STATI .  D' ALTRA PARTE, LA CORTE E D' AVVISO CHE IL COMPORTAMENTO DELLA RICORRENTE DOPO CHE FU PRESA LA DECISIONE DELL' 8 GENNAIO 1953, NON PUO' VENIR CONSIDERATO COME UN' ACQUIESCENZA A TALE PROVVEDIMENTO NE COME UNA RINUNCIA A CONTESTARNE LA LEGITTIMITA .  INFATTI, DALLA CIRCOSTANZA CHE LA RICORRENTE HA ADEMPIUTO AI COMPITI CHE LE FURONO SUCCESSIVAMENTE IMPOSTI DALL' ALTA AUTORITA NON SI PUO' DEDURRE CHE ABBIA ACCETTATO SENZA RISERVE IL PROVVEDIMENTO ORA IMPUGNATO . INOLTRE, IL FATTO CHE LA RICORRENTE HA SOTTOSCRITTO LA LETTERA D' ASSUNZIONE DEL 12 OTTOBRE 1953, CON EFFETTO RETROATTIVO AL 9 DICEMBRE 1952, NON COSTITUISCE, AD AVVISO DELLA CORTE, UNA MANIFESTAZIONE DI VOLONTA INCOMPATIBILE CON LA SUCCESSIVA PRESENTAZIONE DI UN RICORSO . RISULTA INFATTI DAI DOCUMENTI DEL FASCICOLO PERSONALE CHE LA STESSA ALTA AUTORITA ATTRIBUIVA A TALE LETTERA D' ASSUNZIONE SOLTANTO CARATTERE PROVVISORIO E CHE CON ESSA NON INTENDEVA SISTEMARE IN MODO DEFINITIVO LA POSIZIONE GIURIDICA DELLA RICORRENTE, POSTO CHE SI ERA PREVISTO UN SUO NUOVO INQUADRAMENTO . E' INFINE EMERSO DALL' ISTRUTTORIA SVOLTA DALLA II SEZIONE CHE LA RICORRENTE HA SEMPRE FATTO RISERVE SULLA POSIZIONE DATALE . CIO' CHE HA DICHIARATO IL DIRETTORE DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI DELL' ALTA AUTORITA CONFERMA QUANTO HA AFFERMATO LA RICORRENTE CIOE, CHE ALL' ATTO DI SOTTOSCRIVERE LA LETTERA D' ASSUNZIONE SOVRAMENZIONATA, ESSA HA REITERATO LE SUE RISERVE SUL GRADO ASSEGNATOLE .  LA CORTE PERTANTO DICHIARA CHE IL PRESENTE RICORSO E RICEVIBILE .  3 . NEL MERITO  A - LE CONDIZIONI IN CUI LA RICORRENTE E ENTRATA IN SERVIZIO PRESSO L' ALTA AUTORITA'  LA CORTE RESPINGE LA TESI CHE LA RICORRENTE HA PER LA PRIMA VOLTA SVILUPPATA NELLA SUA REPLICA E SECONDO CUI IL 9 DICEMBRE 1952, ALL' ATTO DELLA SUA ENTRATA IN SERVIZIO, ESSA SAREBBE STATA ASSUNTA DALL' ALTA AUTORITA IN VIA DEFINITIVA .  LA RICORRENTE NON HA FORNITO PROVE CONFERENTI A SOSTEGNO DI TALE ASSUNTO . INFATTI L' ESAME CHE HA DATO PRESSO IL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI A ROMA ED IL TELEGRAMMA CON CUI IL PREDETTO MINISTERO LA INVITAVA A RECARSI A LUSSEMBURGO IN VISTA DELLA SUA ASSUNZIONE ALL' ALTA AUTORITA, NON POTEVANO FAR SORGERE PER QUEST' ULTIMA UN OBBLIGO NEI CONFRONTI DELLA RICORRENTE IN MANCANZA DI APPOSITO MANDATO . LA CIRCOSTANZA CHE LA RICORRENTE HA FIRMATO L' IMPEGNO DI MANTENERE IL SEGRETO SU QUANTO SAREBBE VENUTO A SUA CONOSCENZA DURANTE LA SUA ATTIVITA, COME PURE LA NOTA INVIATA DAL CAPO DEL SERVIZIO LINGUISTICO ALL' AMMINISTRAZIONE PER DAR NOTIZIA DELL' ENTRATA IN SERVIZIO DELLA RICORRENTE, NON COSTITUISCONO LA PROVA CHE VI FU UN' ASSUNZIONE DEFINITIVA .  INOLTRE, TANTO NEL RICORSO DEL 10 FEBBRAIO 1955 ALLA COMMISSIONE AMMINISTRATIVA DELL' ALTA AUTORITA, QUANTO NEL RICORSO ALLA CORTE, LA RICORRENTE MENZIONA RIPETUTAMENTE UN PERIODO DI PROVA; ESSA RICONOSCE CON CIO' CHE LA SUA ASSUNZIONE NON PUO' ESSER STATA DEFINITIVA .  LA CORTE RESPINGE PURE LA TESI DELLA CONVENUTA SECONDO CUI LA RICORRENTE SAREBBE STATA SEMPLICEMENTE " AMMESSA AD UN PERIODO DI PROVA ". UN' AMMISSIONE DI TAL GENERE, ALL' OPPOSTO DI UN' ASSUNZIONE IN PROVA, NON FAREBBE SORGERE ALCUN RAPPORTO GIURIDICO FRA LA PERSONA CHE VIENE AMMESSA E L' AMMINISTRAZIONE POSTO CHE UN ESPERIMENTO PROBATORIO NON HA CARATTERE CONFERMATIVO MA SOSTITUISCE QUALSIASI ALTRO MEZZO D' ASSUNZIONE COME UN ESAME, UN CONCORSO PER TITOLI, ECC .  ORBENE, UN' ENTRATA IN SERVIZIO IN TALI CONDIZIONI APPARE PER LO MENO ECCEZIONALE E NON E STATA PREVISTA DA NESSUNO DEI REGOLAMENTI CHE SINO AD ORA SONO STATI IN VIGORE NELLA COMUNITA . EMERGE DEL RESTO DALLA TESTIMONIANZA DEL SEGRETARIO DELL' ALTA AUTORITA CHE ERANO STATE DATE ISTRUZIONI DI ESSER CAUTI NELLE ASSUNZIONI : IL PERIODO DI PROVA DOVEVA APPUNTO SERVIRE QUALE CAUTELA . VIENE CONFERMATO DALLE DISPOSIZIONI RESE DAL DIRETTORE E DA UN FUNZIONARIO DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI DELL' ALTA AUTORITA, NON CONTRADDETTE DA ALTRI TESTI, CHE L' ASSUNZIONE IN PROVA ERA DI NORMA PRESSO L' ALTA AUTORITA .  LA CONVENUTA NON HA DEDOTTO ALCUN ARGOMENTO PER SUFFRAGARE LA SUA TESI DELL' AMMISSIONE AD UN ESPERIMENTO PROBATORIO . ESSA CREDE POTER TRARRE UNA PROVA A SOSTEGNO DELLE SUE ASSERZIONI, DALLA MANCANZA DI QUALSIASI DOCUMENTO . TUTTAVIA, DAGLI ATTI DI CAUSA E DALL' ISTRUTTORIA E EMERSO CHE NEL PERIODO IN CUI L' ALTA AUTORITA ERA INVIA D' ORGANIZZAZIONE IN GENERE SI CONVOCAVANO I COLLABORATORI ORALMENTE E PURE ORALMENTE SI FISSAVANO LE CONDIZIONI IN CUI AVREBBERO PRESTATO LA LORO COLLABORAZIONE . LA CIRCOSTANZA CHE LA RICORRENTE E ENTRATA IN SERVIZIO IN BASE AD INTESE SOLTANTO VERBALI NON PROVA QUINDI CHE SIA SOLTANTO STATA AMMESSA AD UN ESPERIMENTO PROBATORIO .  INFINE, NELLA " INSTRUCTION POUR MONSIEUR LE DIRECTEUR DE LA DIVISION DU PERSONNEL ET DE L' ADMINISTRATION " DEL 31 MAGGIO 1955 IN CUI SI E CONCRETATA LA PRONUNCIA DELLA COMMISSIONE AMMINISTRATIVA IN ESITO AL RICORSO GERARCHICO DELLA RICORRENTE, LA STESSA COMMISSIONE NON FA PAROLA DI UN' AMMISSIONE AD ESPERIMENTO PROBATORIO MA DA ATTO CHE L' ENTRATA IN SERVIZIO DELLA RICORRENTE E CONSEGUITA AD UN' OFFERTA D' ASSUNZIONE CONDIZIONATA DALL' ESITO FAVOREVOLE DI UN PERIODO DI PROVA .  L' ALTA AUTORITA HA DUNQUE FATTO ALLA RICORRENTE UNA PROPOSTA VERBALE DI ASSUMERLA QUALE INTERPRETE TRADUTTRICE PER UN PERIODO DI PROVA; CON LA SUA EFFETTIVA ED IMMEDIATA ENTRATA IN SERVIZIO LA RICORRENTE HA ACCETTATO TALE PROPOSTA D' ASSUNZIONE ED IN TAL MODO E STATO POSTO IN ESSERE UN CONTRATTO VERBALE D' ASSUNZIONE CONDIZIONATO DAL FAVOREVOLE RISULTATO D' UN PERIODO DI PROVA .  LA CORTE DICHIARA CHE DAGLI ELEMENTI OR MENZIONATI RISULTA CHE IL 9 DICEMBRE 1952 LA POSIZIONE GIURIDICA DELLA RICORRENTE ERA QUELLA DI UN DIPENDENTE IN PROVA .  B - LA DECISIONE DELL' 8 GENNAIO 1953  LA RICORRENTE BASA LE SUE CONCLUSIONI SUBORDINATE SUI VIZI CHE INFICIEREBBERO I MOTIVI DELLA DECISIONE DELL' 8 GENNAIO 1953, MOTIVI CHE SONO COSI' ENUNCIATI : " LE SUE ATTITUDINI NON RISPONDONO ALLE ESIGENZE DEL SERVIZIO ".  I VIZI DEDOTTI SONO L' IRREGOLARITA DELLE CONDIZIONI IN CUI SI E SVOLTA LA PROVA NONCHE LO SVIAMENTO DI POTERE, POSTO CHE IL VERO MOTIVO DEL DI LEI ALLONTAMENTO STAVA NELL' INTENTO DEL REVISORE DI METTERE UN SUO AMICO AL POSTO DELLA RICORRENTE .  I DUE MEZZI DEVONO ESSERE SEPARATAMENTE ESAMINATI .  A ) IL MEZZO TRATTO DALL' IRREGOLARITA DELLA PROVA  LA CORTE RITIENE CHE SPETTI ALLA COMPETENTE AUTORITA AMMINISTRATIVA VALUTARE INSINDACABILMENTE LE ATTITUDINI DEI CANDIDATI PER ADEMPIERE A DETERMINATE MANSIONI . COMPETE TUTTAVIA AL GIUDICE DI ESERCITARE, OVE OCCORRA, UN CONTROLLO SULLE VIE E SUI MEZZI CHE SONO STATI USATI IN TALE VALUTAZIONE .  NELLA SPECIE, LA CORTE DEVE QUINDI ESAMINARE SE DURANTE IL PERIODO DI PROVA LA RICORRENTE E STATA MESSA IN GRADO DI DIMOSTRARE QUALI ERANO LE SUE ATTITUDINI .  LA CORTE HA ACCERTATO CHE DURANTE IL MESE IN CUI LA RICORRENTE FU AL SERVIZIO LINGUISTICO LE FURONO AFFIDATE SOLTANTO TRE TRADUZIONI; LE DUE PRIME DI DUE PAGINE CIASCUNA E LA TERZA DI SETTE PAGINE, CHE FU ESEGUITA IN COLLABORAZIONE COL REVISORE ITALIANO . D' ALTRONDE LE PARTI AMMETTONO CONCORDEMENTE CHE I TESTI DA TRADURRE NON PRESENTAVANO NOTEVOLI DIFFICOLTA .  LA CONVENUTA GIUSTIFICA IL FATTO CHE ALLA RICORRENTE FURONO AFFIDATE COSI' POCHE TRADUZIONI DURANTE IL PERIODO DI PROVA, SIA CON LA MANCANZA DI LAVORO NEL SERVIZIO LINGUISTICO, SIA CON LA MANIFESTA INIDONEITA DELLA RICORRENTE AD ADEMPIERE ALLE SUE FUNZIONI, INIDONEITA CHE ESSA INTENDE PROVARE PRODUCENDO UNA DELLE TRE TRADUZIONI FATTE DALLA RICORRENTE DURANTE IL PERIODO DI PROVA . L' IMPERFEZIONE DELLE TRE TRADUZIONI AVREBBE CONVINTO LA CONVENUTA CHE NON ERA IL CASO DI SOTTOPORRE LA RICORRENTE AD ALTRI ESPERIMENTI .  IN MERITO AL PRIMO ARGOMENTO EMERGE DAI DOCUMENTI IN ATTI CHE NEL PERIODO 9 DICEMBRE 1952-8 GENNAIO 1953 CIASUN TRADUTTORE DEL GRUPPO ITALIANO EBBE A TRADURRE, IN MEDIA, 95 PAGINE CIRCA . QUESTO ARGOMENTO NON PUO' QUINDI ESSERE RITENUTO VALIDO .  IN MERITO POI ALLA TRADUZIONE DEL 18 DICEMBRE 1952 PRODOTTA DALLA CONVENUTA, LA RICORRENTE, CON ATTO DEL 3 GENNAIO 1956 REGISTRATO IN CANCELLERIA IL 12 GENNAIO, NE HA CONTESTATA L' AUTENTICITA AFFERMANDO DI NON ESSERNE L' AUTORICE . CON ATTO DI DATA 22 MAGGIO 1956, REGISTRATO IN CANCELLERIA IL 24 MAGGIO, LA RICORRENTE HA TUTTAVIA DICHIARATO DI ACCETTARE IL PREDETTO DOCUMENTO COME " GIURIDICAMENTE VERIDICO " MALGRADO ESSO CONTRASTI CON LA REALTA .  LA CORTE DEVE STATUIRE SULL' AUTENTICITA DI DETTO DOCUMENTO .  LA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA DALLA CONVENUTA DIMOSTRA CHE IL DOCUMENTO DI CUI TRATTASI RAPPRESENTA EFFETTIVAMENTE LA TRADUZIONE IN ITALIANO DI UN TESTO FRANCESE, ESEGUITA DALLA RICORRENTE . L' INDAGINE TESTIMONIALE SVOLTA DALLA II SEZIONE NEL CORSO DELL' ISTRUTTORIA HA CONFERMATO QUANTO RISULTA DALLA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA .  L' ESAME PERITALE DEL CITATO DOCUMENTO DISPOSTO DALLA II SEZIONE NON HA CONFERMATO L' AFFERMAZIONE DELLA CONVENUTA SECONDO CUI LA TRADUZIONE, PER LA SUA SCADENTE QUALITA, COSTITUIREBBE LA PROVA EVIDENTE DELL' INCAPACITA DELLA RICORRENTE .  TENUTO CONTO DEL PARERE CONCLUSIVO DEL PERITO E DEL FATTO CHE IL TEMPO CONCESSO PER LA TRADUZIONE FU MOLTO RISTRETTO, LA CORTE RITIENE CHE NON SI POTEVA RAGIONEVOLMENTE EMETTERE UN GIUDIZIO SFAVOREVOLE IN BASE AL SOLO ED UNICO ESPERIMENTO CONCRETATOSI NEL DOCUMENTO PRODOTTO, POSTO CHE LA QUALITA DELLA TRADUZIONE NON E TALE DA RIVELARE NETTAMENTE DI PER SE, CHE LA RICORRENTE ERA INIDONEA ALLE MANSIONI DI TRADUTTRICE PRESSO L' ALTA AUTORITA .  LE ALTRE DUE TRADUZIONI ESEGUITE DALLA RICORRENTE NON SONO STATE PRODOTTE IN CAUSA PER CUI NON E PROVATO CHE ESSE AVREBBERO RIVELATO L' INCAPACITA DELLA RICORRENTE .  D' ALTRONDE LA RICORRENTE, ENTRATA IN UN SERVIZIO CHE ERA NUOVO PER LEI, E CHE RICHIEDEVA UN CERTO ADATTAMENTO, POTEVA LEGITTIMAMENTE CONTARE LE VENISSERO AFFIDATE PIU NUMEROSE TRADUZIONI CHE LE AVREBBERO CONSENTITO DI DAR PROVA DELLE SUE ATTITUDINI PROFESSIONALI .  PER TUTTE QUESTE RAGIONI, LA CORTE RITIENE CHE IL NUMERO ESTREMAMENTE RIDOTTO DELLE TRADUZIONI AFFIDATE ALLA RICORRENTE DURANTE IL PERIODO PROBATORIO COSTITUISCE UNA SERIA PRESUNZIONE A FAVORE DELLA TESI SECONDO CUI NON SI SAREBBE FATTO COMPIERE REGOLARMENTE ALLA RICORRENTE IL PERIODO DI PROVA . STANDO COSI' LE COSE, INCOMBEVA ALLA CONVENUTA DI FORNIRE LA PROVA CONTRARIA . TALE PROVA CHE AVREBBE DOVUTO CONSISTERE NEL DIMOSTRARE, MEDIANTE LA PRODUZIONE DI TRADUZIONI ESEGUITE DALLA RICORRENTE IN IDONEE CONDIZIONI, CHE ESSA ERA MANIFESTAMENTE INCAPACE DI ADEMPIERE ALLE SUE FUNZIONI PRESSO L' ALTA AUTORITA, NON E STATA FORNITA IN MODO GIURIDICAMENTE SUFFICIENTE E SI DEVE PERTANTO RITENERE CHE IL PERIODO DI PROVA NON E STATO COMPIUTO IN CONDIZIONI REGOLARI .  B ) LO SVIAMENTO DI POTERE  LA RICORRENTE ASSUME CHE LA DECISIONE DELL' 8 GENNAIO 1953 E INFICIATA DA SVIAMENTO DI POTERE PERCHE IL VERO MOTIVO DEL SUO ALLONTANAMENTO ERA L' INTENTO DEL REVISORE DI METTERE UN SUO AMICO AL POSTO DI ESSA RICORRENTE .  SENZA SOFFERMARSI SUL FATTO CHE VI E UNA CORRELAZIONE FRA LA PARTENZA DELLA RICORRENTE DAL SERVIZIO LINGUISTICO E L' ARRIVO DELL' AMICO DEL REVISORE, NE SULLA CIRCOSTANZA CHE TALE AMICO HA EFFETTIVAMENTE SOSTITUITO LA RICORRENTE E NEPPURE SUL FATTO CHE IL LICENZIAMENTO DELL' UNA E LA NOMINA DELL' ALTRO SONO STATI PROPOSTI DALLA STESSA PERSONA, AD AVVISO DELLA CORTE LA PROVA DELLO SVIAMENTO DI POTERE NON E STATA FORNITA IN MODO GIURIDICAMENTE SUFFICIENTE . TALE MEZZO VA PERTANTO DISATTESO .  LA CORTE DICHIARA CHE IL PERIODO DI PROVA DELLA RICORRENTE NON SI E SVOLTO IN CONDIZIONI REGOLARI E CHE LA DECISIONE DEL SERVIZIO DEL PERSONALE DI DATA 8 GENNAIO 1953 CON CUI SI COMUNICAVA ALL' INTERESSATA CHE LE SUE ATTITUDINI NON RISPONDEVANO ALLE ESIGENZE DEL SERVIZIO NONCHE LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE AMMINISTRATIVA CHE HA CONFERMATO LA PRIMA, VANNO ANNULLATE .  NE CONSEGUE CHE NON ESSENDO STATO ESEGUITO IL CONTRATTO VERBALE CONCLUSO IL 9 DICEMBRE 1952 FRA LA RICORRENTE E L' ALTA AUTORITA, ESSO DEVE AVERE ESECUZIONE : LA RICORRENTE DEVE COMPIERE IN CONDIZIONI REGOLARI IL PERIODO DI PROVA PREVISTO DAL PREDETTO CONTRATTO .  LE PARTI CONCORDANO SULLA DURATA DI CODESTO PERIODO DI PROVA CHE, IN CONFORMITA ALLE NORME GENERALMENTE APPLICATE IN QUELL' EPOCA DALL' ALTA AUTORITA, ERA DI UN MESE . EMERGE DALLA DEPOSIZIONE TESTIMONIALE DEL SEGRETARIO DELL' ALTA AUTORITA CHE TALE DURATA FU RITENUTA TROPPO BREVE PER CUI ALL' INIZIO DEL 1953 I CANDIDATI FURONO SOTTOPOSTI AD UN PERIODO DI PROVA DI TRE MESI . IL REGOLAMENTO PROVVISORIO DEL PERSONALE DEL 16 MARZO 1954 PREVEDEVA UN PERIODO DI PROVA DI ANALOGA DURATA E NEL LUGLIO 1956, IN FORZA DELLO STATUTO DEL PERSONALE DELLA COMUNITA, ESSO FU PORTATO A 6 MESI . STANDO COSI' LE COSE, LA CORTE DISPONE CHE LA RICORRENTE COMPIA UN NUOVO PERIODO DI PROVA DELLA DURATA PREVISTA DALL' ART . 36 DELLO STATUTO DEL PERSONALE .  4 . SULL' INDENNIZZO PRETESO DALLA RICORRENTE  LA RICORRENTE PRETENDE UN INDENNIZZO DI IMPORTO PARI ALLA DIFFERENZA FRA GLI EMOLUMENTI CHE LE FURONO EFFETTIVAMENTE CORRISPOSTI E QUELLI PERCEPITI DAL PERSONALE DI II CATEGORIA .  NON POTENDOSI DIRE QUALE ESITO AVREBBE AVUTO IL PRIMO PERIODO DI PROVA OVE FOSSE STATO REGOLARMENTE COMPIUTO E NON ESSENDOVI QUINDI LA CERTEZZA CHE LA RICORRENTE SAREBBE STATA ASSUNTA NELLA II CATEGORIA, LA CORTE DICHIARA CHE, NELLA SPECIE, NON PUO' PARLARSI DI DANNO CERTO .  INOLTRE, SOLO NELLA SUA REPLICA LA RICORRENTE HA PER LA PRIMA VOLTA SOSTENUTO AVER SUBITO UN DANNO MORALE A SEGUITO DELL' ILLEGITTIMITA DELLA DECISIONE DELL' 8 GENNAIO 1953; LA CORTE RITIENE CHE NON VI E LUOGO DI ACCORDARE ALLA RICORRENTE UN RISARCIMENTO A TALE TITOLO . ANCHE SU QUESTO PUNTO VA INFATTI TENUTO CONTO DELL' INCERTEZZA DELL' ESITO DEL PERIODO DI PROVA NONCHE DELLE SUCCESSIVE OFFERTE DI NUOVE POSSIBILITA DI PROMOZIONE FATTE DALL' ALTA AUTORITA ALLA RICORRENTE DOPO CHE ESSA EBBE LASCIATO IL SERVIZIO LINGUISTICO .  NE CONSEGUE CHE LA RICORRENTE NON PUO' FAR VALERE UN DIRITTO A RISARCIMENTO .  

Decisione relativa alle spese

LA CONVENUTA, ESSENDO RIMASTA SOCCOMBENTE SU VARI CAPI, VA CONDANNATA, AI SENSI DELL' ART . 60 DEL REGOLAMENTO, A RIFONDERE ALLA RICORRENTE I QUATTRO QUINTI DELLE SPESE DA QUESTA INCONTRATE . LA CONVENUTA DOVRA INOLTRE RIMBORSARE ALLA CORTE I QUATTRO QUINTI DELLE SPESE DA QUESTA ANTICIPATE A SEGUITO DELL' ORDINANZA 21 OTTOBRE 1955 CON CUI LA I SEZIONE HA PARZIALMENTE CONCESSO IL GRATUITO PATROCINIO .  LA PARTE CONVENUTA SOPPORTERA LE PROPRIE SPESE .  

Dispositivo

LA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA,  DICHIARA IL PRESENTE RICORSO RICEVIBILE E STATUISCE :  SONO ANNULLATE LE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 8 GENNAIO 1953 E LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE AMMINISTRATIVA DI DATA 29 MARZO 1955 CHE HA CONFERMATO LA PRIMA .  LA RICORRENTE COMPIRA UN PERIODO DI PROVA DI SEI MESI QUALE TRADUTTRICE AL SERVIZIO LINGUISTICO DELL' ALTA AUTORITA .  LA CONVENUTA E TENUTA A RIFONDERE ALLA RICORRENTE I QUATTRO QUINTI DELLE SUE SPESE DI CAUSA E SOPPORTERA LE PROPRIE SPESE .  LA CONVENUTA E TENUTA A RIMBORSARE ALLA CORTE I QUATTRO QUINTI DELLE SPESE DA QUESTA ANTICIPATE PER IL GRATUITO PATROCINIO .