CELEX: 52004SC0008
Language: it
Date: 2004-01-07 00:00:00
Title: Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2003-2010

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52004SC0008

Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2003-2010  /* SEC/2004/0008 def. */  

Raccomandazione di PARERE DEL CONSIGLIO ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2003-2010(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIl regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche [1] stabilisce che gli Stati membri che non partecipano alla moneta unica dovevano presentare al Consiglio e alla Commissione un programma di convergenza entro il 1° marzo 1999. A norma dell'articolo 9 del regolamento, il Consiglio esamina i programmi di convergenza sulla base delle valutazioni della Commissione e del comitato di cui all'articolo 114 del trattato, ossia il comitato economico e finanziario. La Commissione adotta una raccomandazione su ciascuno dei programmi. Sulla base di tale raccomandazione e previa consultazione del Comitato economico e finanziario, il Consiglio procede all'esame del programma e formula un parere. Secondo il regolamento, i programmi di convergenza aggiornati, da presentare annualmente, possono essere esaminati dal Consiglio secondo la stessa procedura.[1]  GU L 209 del 2.8.1997. Tutti i documenti citati nel presente testo possono essere consultati all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.Il programma di convergenza della Danimarca per il periodo 1998-2005 è stato presentato il 30 ottobre 1998 ed esaminato dal Consiglio il 1° dicembre 1998 [2]; programmi aggiornati sono stati poi presentati in ciascuno degli anni successivi.[2]   GU C 3 del 6.1.1999.La Danimarca ha presentato il quinto e ultimo programma di convergenza aggiornato, relativo al periodo 2003-2010, il 28 novembre 2003. I servizi della Commissione hanno proceduto ad un'analisi tecnica del programma aggiornato, tenendo presenti in particolare le informazioni comunicate conformemente al codice di condotta [3], le previsioni economiche d'autunno e le valutazioni successive, la metodologia convenuta per la stima dei saldi corretti per il ciclo, le raccomandazioni contenute negli indirizzi di massima per le politiche economiche e i principi stabiliti nella comunicazione della Commissione al Consiglio del 27 novembre 2002 sul rafforzamento del coordinamento delle politiche di bilancio [4]. Tale analisi porta alla valutazione che segue:[3]  Parere riveduto del Comitato economico e finanziario sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza, approvato dal Consiglio Ecofin in data 10.7.2001.[4]  COM(2002) 668 def. del 27.11.2002.Il programma è ricco d'informazioni, specie per quanto riguarda i dati forniti per l'analisi dei problemi di medio e lungo periodo delle finanze pubbliche danesi ed è nel complesso conforme ai criteri del codice di condotta [5]. La strategia presentata è in gran parte immutata e continua ad essere incentrata sull'obiettivo di assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche nel medio e nel lungo periodo. La strategia continua a fondarsi sia sull'obiettivo di conseguire avanzi annuali pari in media all'1½-2½% del PIL fino al 2010, sia sull'impegno ad applicare il blocco delle imposte, che dovrebbe inoltre contribuire a garantire il controllo della spesa pubblica. Una riduzione delle imposte sui redditi da lavoro, da attuare nel 2004, è intesa a stimolare l'offerta di lavoro. Inoltre, sono state attuate diverse misure riguardanti il mercato del lavoro.[5]  Parere riveduto del Comitato economico e finanziario sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza, approvato dal Consiglio Ecofin in data 10.7.2001.Complessivamente, la situazione dell'economia danese è buona. Tuttavia, come per gli altri Stati membri dell'UE, l'andamento dell'economia nel 2003 è stato meno favorevole di quanto preventivato nel programma aggiornato. Dopo una forte crescita del PIL nel 2002, nel 2003 la crescita ha segnato un netto rallentamento. Si stima che la crescita del PIL si attesterà poco al di sopra del 2% nel 2004 e nel 2005.  L'andamento della crescita previsto nel programma per i prossimi anni è vicino a quello previsto dalla Commissione. Per il 2003, tuttavia, i servizi della Commissione (e di recente anche le autorità danesi) prevedono una crescita nettamente inferiore [6].[6]   L'11 dicembre il ministero delle Finanze ha pubblicato previsioni rivedute secondo le quali la crescita nel 2003 risulterebbe pari allo 0,4%, un valore più vicino a quello stimato dalla Commissione.Nel 2003 l'inflazione in Danimarca è scesa al 2% circa. Ciò si deve soprattutto a minori incrementi dei prezzi dell'energia. I rialzi dei prezzi nel settore dei servizi sono in parte responsabili del fatto che l'inflazione si è attestata leggermente al di sopra della media dell'area dell'euro. In Danimarca si sono avuti aumenti salariali più alti che nell'area dell'euro, ma grazie alla più forte crescita della produttività i loro effetti sull'aumento dei prezzi sono stati limitati. Secondo il programma di convergenza aggiornato del 2003, nei prossimi anni l'inflazione dovrebbe calare ulteriormente grazie a minori tensioni sul mercato del lavoro, nonché al calo dei prezzi all'importazione e delle accise. Nell'insieme, le previsioni in materia di inflazione sono simili a quelle della Commissione.Le finanze pubbliche danesi si mantengono sane, con un saldo delle amministrazioni pubbliche positivo a partire dal 1997. Attualmente, sia l'amministrazione centrale sia il settore della sicurezza sociale registrano degli avanzi. Per i prossimi anni, il programma aggiornato prevede avanzi delle amministrazioni pubbliche compresi tra l'1¼% e l'1¾% fino al 2005. Si tratta di valori grosso modo in linea con le stime della Commissione. Per il resto del periodo  al quale si riferiscono le proiezioni, sono previsti avanzi del 2% circa del PIL.  Sia i calcoli dei saldi corretti per il ciclo elaborati della Commissione che quelli contenuti nel programma mostrano che si continueranno a registrare avanzi per tutto il periodo di riferimento e che le finanze pubbliche dovrebbero mantenersi sane. Il debito pubblico dovrebbe scendere dal 45,5% del PIL nel 2002 al 27,5% nel 2010.Le amministrazioni locali sono tenute a mantenere l'equilibrio tra entrate e spese. Il blocco delle imposte costituisce un meccanismo fondamentale per assicurare il controllo della spesa, in quanto le amministrazioni locali sono soggette a rigorosi vincoli per quanto riguarda la raccolta di capitali mediante prestiti. Nel 2002 il blocco delle imposte non sembra essere riuscito a contenere del tutto le spese delle amministrazioni locali, in quanto si sono verificati alcuni superamenti dei limiti stabiliti. Poiché la maggior parte dei consumi pubblici sono attribuibili alle amministrazioni locali, il rigoroso rispetto da parte di quest'ultime degli accordi con l'amministrazione centrale, compreso quello sul blocco delle imposte, è fondamentale per il conseguimento dell'obiettivo generale fissato per i consumi pubblici. Il limite stabilito per la crescita dei consumi pubblici in termini reali è stato reso più severo nel programma aggiornato. Per gli anni dal 2005 in poi esso è stato fissato al ½%, un obiettivo ambizioso alla luce dei trend del passato. Nel complesso, il blocco delle imposte e gli accordi in materia di bilancio tra amministrazioni locali e centrali sembrano essere stati rispettati più rigorosamente che nel 2002, anche se non è certo che gli strumenti esistenti possano garantire il rispetto degli obiettivi per la crescita dei consumi pubblici nel 2003 e negli anni successivi. Il controllo della spesa nelle finanze pubbliche danesi ha registrato fasi alterne negli anni. Il conseguimento di questi obiettivi figura tra le raccomandazioni rivolte alla Danimarca negli indirizzi di massima per le politiche economiche del 2003.Il raggiungimento degli obiettivi di medio termine delle finanze pubbliche è subordinato in larga misura alla realizzazione di una politica ambiziosa in materia di mercato del lavoro, comprendente in particolare l'innalzamento del tasso di partecipazione alle forze di lavoro, che è già elevato [7]. Le misure già attuate, compresa la riforma fiscale, dovrebbero far salire l'occupazione. Nel programma si riconosce che, oltre che sfruttare gli effetti sull'offerta di lavoro delle riforme già adottate, occorre adottare ulteriori misure. Il senso in cui andranno tali misure non è tuttavia precisato nel programma. Inoltre, il recente rallentamento della crescita è stato accompagnato da un deterioramento del mercato del lavoro. Tale sviluppo non compromette necessariamente il conseguimento degli obiettivi a medio termine per il mercato del lavoro, ma l'occupazione effettiva deve crescere ancora perché sia eliminata anche la componente ciclica della disoccupazione attuale.[7]  Il tasso di disoccupazione generale in Danimarca era del 76% nel 2002. Il tasso di occupazione dei lavoratori più anziani (di età compresa tra il 55 e i 64 anni) nello stesso anno era del 58%.Le autorità danesi intendono ridurre la pressione fiscale nel periodo di riferimento del programma, assicurando al tempo stesso la sostenibilità delle finanze pubbliche. Tuttavia, come indicato nel parere del Consiglio sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca del 2002, in Danimarca la pressione fiscale rimarrà elevata rispetto a quella di altri paesi industrializzati.Il programma presenta calcoli relativi alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, comprendenti analisi di sensitività. La quantificazione delle conseguenze che l'assenza di ulteriori riforme genererebbe sulle finanze pubbliche ha scopo illustrativo. Dato il potenziale impatto di un simile mancato intervento sulla sostenibilità delle finanze pubbliche, sarebbe stato opportuno che il programma contenesse maggiori informazioni sulla direzione futura delle riforme. La strategia di bilancio delineata nel programma è compatibile con il miglioramento della sostenibilità delle finanze pubbliche. Si tratta di una strategia a largo raggio che include misure per ridurre il debito, mantenendo un avanzo per tutto l'arco del programma e utilizzando le risorse supplementari derivanti dall'accordo sul Mare del Nord per far calare il debito più rapidamente. Se le proiezioni a medio termine del programma si rivelassero esatte, le forti attività nette prospettate sia per le amministrazioni pubbliche che per i fondi pensionistici farebbero sì che le finanze pubbliche danesi si troverebbero in una buona posizione per far fronte all'impatto dell'invecchiamento della popolazione.Le politiche economiche illustrate nel programma aggiornato sono globalmente conformi agli indirizzi di massima per le politiche economiche del 2003, nei quali si raccomandava alle autorità danesi di continuare a far sì che lavorare convenga aumentando gli incentivi a far parte delle forze di lavoro; assicurare il controllo della spesa a tutti i livelli delle amministrazioni pubbliche; intensificare gli sforzi per garantire la concorrenza nei settori in cui essa è inadeguata e proseguire gli sforzi per incrementare l'efficienza del settore pubblico.Sulla base della valutazione che precede, la Commissione ha adottato l'allegata raccomandazione per il parere del Consiglio sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca e la trasmette al Consiglio.Raccomandazione di PARERE DEL CONSIGLIO ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2003-2010IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche [8], in particolare l'articolo 9, paragrafo 3,[8]  GU L 209 del 2.8.1997.vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del Comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:Il [20 gennaio 2004] il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato della Danimarca, relativo al periodo 2003 -2010. Il programma è ricco d'informazioni, specie per quanto riguarda i dati forniti per l'analisi dei problemi di medio e lungo periodo delle finanze pubbliche danesi ed è nel complesso conforme ai requisiti del codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza.La strategia presentata è in gran parte immutata e continua ad essere incentrata sull'obiettivo di assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche nel medio e nel lungo periodo. La strategia continua a fondarsi sia sull'obiettivo di conseguire avanzi annuali pari in media all'1½-2½% del PIL fino al 2010, sia sull'impegno ad applicare il blocco delle imposte, che dovrebbe inoltre contribuire a garantire il controllo della spesa pubblica. Nel 2004 sarà attuata una riduzione delle imposte sui redditi da lavoro, intesa a stimolare l'offerta di lavoro. Inoltre, sono state attuate diverse misure riguardanti il mercato del lavoro. Tuttavia sono necessarie misure supplementari per aumentare l'offerta di lavoro, come riconosciuto nel programma stesso.Il programma aggiornato prevede un'accelerazione della crescita del PIL dall'attuale valore stimato dell'1,4% ad oltre il 2% nel 2004 e nel 2005. L'andamento della crescita previsto nel programma per il 2004 e il 2005 è realistico e vicino a quello previsto dalla Commissione. Per il 2003, i servizi della Commissione (e di recente anche le autorità danesi) prevedono una crescita nettamente inferiore.Le finanze pubbliche danesi continuano a mantenersi sane. Per il periodo dal 2003 al 2005 l'aggiornamento ipotizza avanzi di bilancio tra l'1¼% e l'1¾% del PIL, grosso modo in linea con le stime della Commissione. Per il resto del periodo il programma prevede avanzi annuali appena al di sotto del 2% del PIL. Anche la situazione sottostante delle finanze pubbliche dovrebbe rimanere sana nell'arco del periodo di riferimento del programma. Secondo le proiezioni, il debito passerà dal 45,5% del PIL nel 2002 al 27,5% del PIL nel 2010. La Danimarca continuerà pertanto a rispettare appieno le disposizioni del Patto di stabilità e crescita.La posizione di bilancio dovrebbe assicurare un margine di sicurezza sufficiente contro il rischio di superare il valore di riferimento del 3% stabilito per il disavanzo pubblico nell'ambito delle normali fluttuazioni del ciclo. Sulla base di ipotesi macroeconomiche e di bilancio plausibili, l'obiettivo a medio termine di un saldo di bilancio prossimo al pareggio o positivo dovrebbe essere mantenuto per il periodo di riferimento del programma.Il raggiungimento degli obiettivi a medio termine per le finanze pubbliche dipende in larga misura dalla realizzazione di una serie di obiettivi ambiziosi in materia di mercato del lavoro, comprendenti in particolare l'innalzamento dei tassi di partecipazione alle forze di lavoro a partire da livelli già elevati. Il programma aggiornato riconosce che per conseguire questi obiettivi sono necessarie ulteriori riforme del mercato del lavoro. La mancata realizzazione degli obiettivi riguardanti il mercato del lavoro potrebbe avere notevoli conseguenze sul previsto sviluppo delle finanze pubbliche. Sarebbe quindi stato opportuno che il programma contenesse maggiori informazioni sul futuro orientamento delle riforme.Le autorità danesi intendono ridurre la pressione fiscale nel periodo di riferimento del programma, assicurando al tempo stesso la sostenibilità delle finanze pubbliche. Ciò nondimeno, come indicato nel parere del Consiglio sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca del 2002, " la pressione fiscale in Danimarca resta elevata rispetto ad altri paesi industrializzati; si potrebbe pertanto considerare l'eventualità di ulteriori riduzioni nell'ambito di una sana gestione delle finanze pubbliche".Sulla base delle politiche attuali e delle proiezioni a medio termine contenute nel programma aggiornato, le forti attività nette prospettate sia per le amministrazioni pubbliche che per i fondi pensionistici porrebbero le finanze pubbliche danesi in una buona posizione per far fronte all'impatto dell'invecchiamento della popolazione.Gli indirizzi di massima per le politiche economiche del 2003 raccomandavano tra l'altro alle autorità danesi di continuare a far sì che lavorare convenga, aumentando gli incentivi a far parte delle forze di lavoro, e di assicurare il controllo della spesa a tutti i livelli delle amministrazioni pubbliche. Le politiche economiche illustrate nel programma di convergenza aggiornato sono nel complesso in linea con gli indirizzi di massima per le politiche economiche del 2003.