CELEX: 62013CN0563
Language: it
Date: 2013-10-30 00:00:00
Title: Causa C-563/13: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság (Ungheria) il 30 ottobre 2013 — UPC DTH S.à.r.l./Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság Elnöke

25.1.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 24/4
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság (Ungheria) il 30 ottobre 2013 — UPC DTH S.à.r.l./Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság Elnöke
   (Causa C-563/13)
   2014/C 24/08
   Lingua processuale: l'ungherese
   
      Giudice del rinvio
   
   Fővárosi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: UPC DTH S.à.r.l.
   
      Resistente: Nemzeti Média- és Hírközlési Hatóság Elnöke
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se si debba interpretare l’articolo 2, lettera c), della direttiva quadro, ossia della direttiva 2002/21/CE (1) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, come modificata dalla direttiva 2009/140/CE (2) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, nel senso che si deve qualificare come servizio di comunicazione elettronica il servizio per il quale il relativo prestatore garantisce, a titolo oneroso, l’accesso condizionato a un bouquet trasmesso via satellite, che include servizi di diffusione radiofonica e televisiva.
            
         
               2)
            
            
               Se si debba interpretare il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea nel senso che risulta applicabile al servizio descritto nella prima questione il principio della libera prestazione di servizi tra gli Stati membri, nei limiti in cui si tratti di un servizio prestato a partire dal Lussemburgo verso l’Ungheria.
            
         
               3)
            
            
               Se si debba interpretare il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea nel senso che nel caso del servizio descritto nella prima questione il paese di destinazione, al quale è diretto il servizio, ha il diritto di limitare la prestazione di questo tipo di servizi mediante la previsione dell’obbligatoria registrazione del servizio nello Stato membro e dell’istituzione di una sede secondaria o di un’entità giuridica autonoma, insistendo sul fatto che servizi di questo genere possono essere prestati soltanto qualora sia previamente costituita una sede secondaria o un’entità giuridica autonoma.
            
         
               4)
            
            
               Se si debba interpretare il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea nel senso che i procedimenti amministrativi relativi ai servizi descritti nella prima questione, indipendentemente dallo Stato membro in cui operi o sia registrata l’impresa che fornisce il servizio, devono essere sottoposti all’autorità dello Stato membro competente in funzione del luogo in cui è prestato il servizio.
            
         
               5)
            
            
               Se si debba interpretare l’articolo 2, lettera c), della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002 (direttiva quadro), nel senso che il servizio descritto nella prima questione deve essere qualificato come servizio di comunicazione elettronica o se il servizio descritto nella prima questione sia un servizio di accesso condizionato fornito avvalendosi del sistema di accesso condizionato definito all’articolo 2, lettera f), della direttiva quadro.
            
         
               6)
            
            
               Sulla base di tutte le precedenti considerazioni, se si debbano interpretare le pertinenti disposizioni nel senso che il prestatore del servizio descritto nella prima questione deve essere qualificato come prestatore di servizi di comunicazione elettronica ai sensi della normativa comunitaria.
            
         
      (1)  Direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro) (GU L 108, pag. 33).
   
      (2)  Direttiva 2009/140/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009 recante modifica delle direttive 2002/21/CE che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica, 2002/19/CE relativa all’accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e all’interconnessione delle medesime e 2002/20/CE relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 337, pag. 37).