CELEX: 52012PC0241
Language: it
Date: 2012-05-23
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza gli Stati membri a negoziare alla Conferenza delle Nazioni Unite sul trattato sul commercio di armi (New York, 2-27 luglio 2012) questioni di competenza esclusiva dell'Unione

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		52012PC0241
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza gli Stati membri a negoziare alla Conferenza delle Nazioni Unite sul trattato sul commercio di armi (New York, 2-27 luglio 2012) questioni di competenza esclusiva dell'Unione /* COM/2012/0241 final - 2012/0124 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
La Conferenza delle Nazioni Unite sul trattato
sul commercio di armi si svolgerà a New York dal 2 al 27 luglio 2012.
L'obiettivo della Conferenza consiste in un trattato sul commercio di armi
giuridicamente vincolante, che renda più responsabile il commercio legale di
armi convenzionali fissando parametri internazionali comuni di livello elevato
per regolamentare i trasferimenti internazionali di armi.
Il trattato di cui sopra potrebbe introdurre
misure (ad esempio licenze di esportazione o importazione) che rientrano, in
linea di principio, nel campo d'applicazione della politica commerciale comune
dell'Unione. Secondo una giurisprudenza consolidata, tali misure non esulano
dal campo d'applicazione della politica commerciale comune e, dunque, dalla
competenza esclusiva dell'Unione solo perché uno Stato membro le adotta al fine
di proteggere la propria sicurezza nazionale. 
Poiché il regolamento (CE) n. 260/2009 del
Consiglio, del 26 febbraio 2009, relativo al regime comune applicabile alle
importazioni, ed il regolamento (CE) n. 1061/2009 del Consiglio, del 19 ottobre
2009, relativo all'instaurazione di un regime comune applicabile alle
esportazioni hanno autorizzato gli Stati membri ad imporre restrizioni alle
importazioni e alle esportazioni giustificate, tra l'altro, da motivi di
pubblica sicurezza e di moralità pubblica, è necessario garantire che le misure
di cui al trattato siano conformi ai termini delle suddette autorizzazioni. 
Inoltre, negli ultimi 20 anni, l'UE ha
adottato vari atti legislativi volti ad agevolare, eliminando gli ostacoli, i
trasferimenti di armi convenzionali all'interno del mercato unico o volti a
disciplinare le esportazioni di armi convenzionali e di prodotti a duplice uso
verso paesi terzi:
(a)         
direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno
1991, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi, e
relative modifiche;
(b)         
direttiva 93/15/CEE del Consiglio, del 5 aprile
1993, relativa all'armonizzazione delle disposizioni relative all'immissione
sul mercato e al controllo degli esplosivi per uso civile, e relative
modifiche;
(c)         
direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalità e le condizioni dei
trasferimenti all’interno delle Comunità di prodotti per la difesa, e relative
modifiche;
(d)         
regolamento (UE) n. 258/2012 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 14 marzo 2012, che attua l'articolo 10 del protocollo
delle Nazioni Unite contro la fabbricazione e il traffico illeciti di armi da
fuoco, loro parti e componenti e munizioni, addizionale alla convenzione delle
Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale organizzata (protocollo
delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco), e dispone autorizzazioni
all'esportazione, misure di importazione e transito per le armi da fuoco, loro
parti e componenti e munizioni;
(e)         
regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio,
del 5 maggio 2009, che istituisce un regime comunitario di controllo delle
esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di
prodotti a duplice uso;
(f)           
direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure per
l'aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di forniture e di servizi nei
settori della difesa e della sicurezza da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori.
Per garantire la compatibilità tra il futuro
trattato sul commercio di armi e le disposizioni delle direttive 91/477/CEE,
93/15/CE e 2009/43/CE, il futuro trattato non deve stabilire che i
trasferimenti di armi e munizioni tra gli Stati membri debbano essere valutati
in base a parametri concordati e autorizzati da licenze rilasciate caso per
caso. Se il futuro trattato sul commercio di armi dovesse contemplare tale
prescrizione, gli Stati membri che vi aderiscono non potrebbero applicarlo al
commercio di armi intra-UE senza violare la legislazione dell'Unione.
Per garantire la compatibilità tra il futuro
trattato sul commercio di armi e le prescrizioni del regolamento (UE) n.
258/2012, il futuro trattato deve essere coerente con il principio enunciato
dal protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco, più precisamente
dall'articolo 10. Secondo quest'ultimo, le armi da fuoco e i prodotti connessi
non devono essere trasferiti tra Stati senza che tutti gli Stati interessati
siano a conoscenza del trasferimento e vi abbiano acconsentito. Le armi da
fuoco non devono essere esportate verso o attraverso paesi che non hanno
autorizzato il trasferimento.
I negoziati relativi al trattato sul commercio
di armi riguardano tematiche di competenza esclusiva dell'Unione perché
rientrano nel campo d'applicazione della politica commerciale comune e perché
la stipula del trattato può influire su norme comuni o alterarne il campo
d'applicazione.
Nelle circostanze attuali, è consigliabile
autorizzare gli Stati membri a negoziare il trattato sul commercio di armi per
quanto riguarda questioni di competenza esclusiva dell'Unione nel rispetto
delle opportune direttive di negoziato. La presente autorizzazione non copre
quindi gli elementi del trattato sul commercio di armi che possono rientrare
nella competenza dell'Unione nel quadro della PESC e sono connessi all'acquis
della PESC. 
2012/0124 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che autorizza gli Stati membri a negoziare
alla Conferenza delle Nazioni Unite sul trattato sul commercio di armi (New
York, 2-27 luglio 2012) questioni di competenza esclusiva dell'Unione
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato
sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 2, paragrafo
1, l'articolo 114, paragrafo 1, l'articolo 207, paragrafo 4, primo comma e
l'articolo 218, paragrafi 3 e 4,
vista la proposta della Commissione[1],
considerando quanto segue:
(1)       Durante la
sessantaquattresima sessione, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha
adottato la risoluzione 64/48 con cui si è deciso di convocare la Conferenza
delle Nazioni Unite sul trattato sul commercio di armi per quattro settimane
consecutive nel 2012 al fine di elaborare uno strumento giuridicamente
vincolante che stabilisca norme internazionali comuni quanto più possibile
elevate per il trasferimento di armi convenzionali. La Conferenza delle Nazioni
Unite sul trattato sul commercio di armi si svolgerà a New York dal 2 al 27
luglio 2012. L'obiettivo della Conferenza consiste in un trattato sul commercio
di armi giuridicamente vincolante, che renda più responsabile il commercio
legale di armi convenzionali fissando parametri internazionali comuni di
livello elevato per regolamentare i trasferimenti internazionali di armi e
contrastare la proliferazione inopportuna e irresponsabile di armi
convenzionali. 
(2)       Il trattato di cui sopra
potrebbe introdurre misure (ad esempio licenze di esportazione o importazione)
che rientrano nel campo d'applicazione della politica commerciale comune
dell'Unione. Poiché il regolamento (CE) n. 260/2009 del Consiglio, del 26
febbraio 2009, relativo al regime comune applicabile alle importazioni, ed il
regolamento (CE) n. 1061/2009 del Consiglio, del 19 ottobre 2009, relativo
all'instaurazione di un regime comune applicabile alle esportazioni hanno
autorizzato gli Stati membri ad imporre restrizioni alle importazioni e alle
esportazioni giustificate, tra l'altro, da motivi di pubblica sicurezza e di
moralità pubblica, è necessario garantire che le misure di cui al trattato
siano conformi ai termini delle suddette autorizzazioni. 
(3)       L'UE ha adottato vari atti
legislativi volti ad agevolare, eliminando gli ostacoli, i trasferimenti di
armi convenzionali all'interno del mercato unico o volti a disciplinare le
esportazioni di armi convenzionali e di prodotti a duplice uso verso paesi
terzi, fra i quali in particolare: a) direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del
18 giugno 1991, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di
armi, b) direttiva 93/15/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, relativa
all'armonizzazione delle disposizioni relative all'immissione sul mercato e al
controllo degli esplosivi per uso civile, e relative modifiche, c) direttiva
2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che
semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all'interno delle
Comunità di prodotti per la difesa, d) regolamento (UE) n. 258/2012 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2012, che attua l'articolo 10
del protocollo delle Nazioni Unite contro la fabbricazione e il traffico
illeciti di armi da fuoco, loro parti e componenti e munizioni, addizionale
alla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale
organizzata (protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco), e dispone
autorizzazioni all'esportazione, misure di importazione e transito per le armi
da fuoco, loro parti e componenti e munizioni, e) direttiva 2009/81/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al
coordinamento delle procedure per l'aggiudicazione di taluni appalti di lavori,
di forniture e di servizi nei settori della difesa e della sicurezza da parte
delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, f) regolamento
(CE) n. 428/2009 del Consiglio, del 5 maggio 2009, che istituisce un
regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento,
dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso.
(4)       Uno strumento giuridicamente
vincolante che stabilisca norme internazionali comuni quanto più possibile
elevate per il trasferimento di armi convenzionali riguarda questioni di
competenza esclusiva dell'Unione, che rientrano nel campo d'applicazione della
politica commerciale comune, e la stipula del trattato può influire sulle
suddette norme comuni o modificarne il campo d'applicazione.
(5)       È necessario autorizzare in
via eccezionale gli Stati membri a negoziare il trattato sul commercio di armi
per quanto riguarda questioni di competenza esclusiva dell'Unione.
(6)       La presente decisione non
copre gli elementi del trattato sul commercio di armi che possono rientrare
nella competenza dell'Unione nel quadro della PESC e sono connessi all'acquis
della PESC, 
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
Gli Stati membri sono autorizzati a negoziare
alla Conferenza delle Nazioni Unite sul trattato sul commercio di armi
questioni di competenza esclusiva dell'Unione. 
Gli Stati membri si coordinano con il sostegno
dei rappresentanti della Commissione e del servizio europeo per l'azione
esterna, che forniscono anche opportuna assistenza per i negoziati.
Articolo 2
I negoziati sono condotti sulla base delle
direttive di negoziato di cui all'allegato.
Articolo
3
Gli Stati membri sono destinatari della
presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
Presidente
ALLEGATO 
(1)                   
Il trattato sul commercio di armi non contiene
disposizioni che impediscono agli Stati membri di applicare:
(a)         
la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno
1991, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi, e
relative modifiche;
(b)         
la direttiva 93/15/CEE del Consiglio, del 5 aprile
1993, relativa all'armonizzazione delle disposizioni relative all'immissione
sul mercato e al controllo degli esplosivi per uso civile, e relative
modifiche;
(c)         
la direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalità e le condizioni
dei trasferimenti all'interno delle Comunità di prodotti per la difesa, e relative
modifiche;
(d)         
la direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure
per l'aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di forniture e di servizi nei
settori della difesa e della sicurezza da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori.
(2)                   
Il trattato sul commercio di armi non contiene
disposizioni che limitano la libera circolazione di beni, persone, servizi e
capitali all'interno del mercato unico dell'Unione, a meno che le restrizioni
non siano specificamente motivate a norma dell'articolo 346 TFUE.
(3)                   
Le misure contemplate dal trattato e volte a
limitare le esportazioni o le importazioni da/verso l'Unione oppure il transito
attraverso il territorio dell'Unione sono compatibili con le disposizioni
applicabili del diritto dell'Unione, in particolare:
(a)         
con il regolamento (CE) n. 260/2009 del Consiglio,
del 26 febbraio 2009, relativo al regime comune applicabile alle importazioni; 
(b)         
con il regolamento (CE) n. 1061/2009 del Consiglio,
del 19 ottobre 2009, relativo all'instaurazione di un regime comune applicabile
alle esportazioni;
(c)         
con il regolamento (UE) n. 258/2012 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2012, che attua l'articolo 10 del
protocollo delle Nazioni Unite contro la fabbricazione e il traffico illeciti
di armi da fuoco, loro parti e componenti e munizioni, addizionale alla
convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale
organizzata (protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco), e dispone
autorizzazioni all'esportazione, misure di importazione e transito per le armi
da fuoco, loro parti e componenti e munizioni; e
(d)         
con il regolamento (CE) n. 428/2009 del
Consiglio, del 5 maggio 2009, che istituisce un regime comunitario di controllo
delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di
prodotti a duplice uso;
(e)         
con la direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalità e le condizioni
dei trasferimenti all'interno delle Comunità di prodotti per la difesa, e
relative modifiche.
(4)                   
Il trattato sul commercio di armi contiene
disposizioni che consentono all'Unione europea di divenirne parte.     
[1]               GU C […] del […], pag. […].