CELEX: 51996PC0367
Language: it
Date: 1996-07-22
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che approva l' adesione della Comunità europea al Protocollo relativo all' Intesa di Madrid concernente la registrazione internazionale dei marchi, adottato a Madrid il 27 giugno 1989

Avis juridique important

|

51996PC0367

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che approva l' adesione della Comunità europea al Protocollo relativo all' Intesa di Madrid concernente la registrazione internazionale dei marchi, adottato a Madrid il 27 giugno 1989  /* COM/96/0367 DEF - CNS 96/0190 */  

Gazzetta ufficiale n. C 293 del 05/10/1996 pag. 0011

Proposta di decisione del Consiglio che approva l'adesione della Comunità europea al Protocollo  relativo all'Intesa di Madrid concernente la registrazione internazionale dei marchi, adottato a  Madrid il 27 giugno 1989 (96/C  293/05) COM(96) 367 def. - 96/0190(CNS)(Presentata dalla  Commissione il 23 luglio 1996) IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 235 in combinato  disposto con l'articolo 228, paragrafo 2, seconda frase e paragrafo 3, primo comma, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo, visto il parere del Comitato economico e sociale, considerando che il regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio, del 20 dicembre 1993, sul marchio  comunitario  (1), adottato sul fondamento dell'articolo 235 del trattato, ha lo scopo di creare un  mercato che funzioni correttamente e offra condizioni simili a quelle di un mercato nazionale; che,  per creare un mercato siffatto e per unificarlo ulteriormente, il detto regolamento ha istituito il  sistema del marchio comunitario in virtù del quale le imprese possono - mediante un unico  procedimento - ottenere marchi comunitari cui è assicurata una protezione uniforme e che dispiegano  la propria efficacia in tutto il territorio della Comunità europea; considerando che, in seguito ai preparativi iniziati e condotti dall'Organizzazione mondiale della  proprietà intellettuale con la partecipazione degli Stati membri della Comunità europea che sono in  pari tempo membri dell'Unione di Madrid, degli Stati membri che non sono membri dell'Unione di  Madrid e della Comunità europea, la Conferenza diplomatica per la conclusione del Protocollo  relativo all'Intesa di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi ha adottato a Madrid,  il 27 giugno 1989, il Protocollo relativo all'Intesa di Madrid concernente la registrazione  internazionale dei marchi (nel prosieguo denominato «Protocollo di Madrid»); considerando che il Protocollo di Madrid è stato adottato per introdurre talune nuove figure  giuridiche nel sistema della registrazione internazionale dei marchi disciplinata dall'Intesa di  Madrid per la registrazione internazionale dei marchi del 14 aprile 1891 e successive modificazioni  (nel prosieguo, denominata l'«Intesa di Madrid»)  (2); considerano che il Protocollo di Madrid ha lo scopo di facilitare l'accesso a tale sistema ad  alcuni Stati (e in particolare agli Stati membri che non sono attualmente parti del sistema  internazionale della registrazione dei marchi); considerando che, rispetto all'Intesa di Madrid, il Protocollo di Madrid contiene, all'articolo 14,  un'innovazione fondamentale, ossia la possibilità che un'organizzazione intergovernativa che  disponga di un ufficio regionale per la registrazione dei marchi con efficacia estesa a tutto il  territorio dell'organizzazione diventi parte del Protocollo di Madrid; considerando che la possibilità per un'organizzazione intergovernativa che possieda un ufficio  regionale per la registrazione dei marchi di diventare parte del Protocollo di Madrid è stata ivi  prevista per consentire in particolare alla Comunità europea di aderire al protocollo medesimo; considerando che il Protocollo di Madrid è entrato in vigore il 1° dicembre 1995 ed è diventato  operativo il 1° aprile 1996, data in cui è diventato a sua volta operativo il sistema del marchio  comunitario; considerando che il sistema del marchio comunitario e il sistema della registrazione internazionale  dei marchi istituito dal Protocollo di Madrid sono complementari; che, per far sì che le imprese  traggano beneficio dal marchio comunitario attraverso il Protocollo di Madrid o viceversa, è  necessario consentire ai richiedenti e ai titolari del marchio comunitario di far domanda di  protezione internazionale dei loro marchi mediante il deposito di una domanda internazionale ai  sensi del Protocollo di Madrid e, specularmente, è necessario consentire ai titolari di  registrazioni internazionali ai sensi del Protocollo di Madrid di chiedere la protezione del  proprio marchio in forza del sistema del marchio comunitario; considerando che l'istituzione di un collegamento tra il sistema del marchio comunitario e il  sistema della registrazione internazionale ai sensi del Protocollo di Madrid promuoverà uno  sviluppo armonioso delle attività economiche, eliminerà le distorsioni della concorrenza, sarà  efficiente sotto il profilo dei costi e aumenterà il livello di integrazione e il funzionamento del  mercato interno; che, conseguentemente, l'adesione della Comunità al Protocollo di Madrid è  necessaria per rendere più attrattivo il sistema del marchio comunitario; considerando che è opportuno autorizzare la Commissione europea a rappresentare la Comunità europea  nell'Assemblea d'Unione di Madrid dopo l'adesione della Comunità stessa al Protocollo di Madrid;  che la Comunità europea non esprimerà il proprio punto di vista nell'Assemblea in questioni  relative unicamente all'Intesa di Madrid; considerando che il potere della Comunità europea di concludere accordi o trattati internazionali o  di aderirvi non le deriva solo dall'esplicita attribuzione che ne fa il trattato, ma può anche  derivare da altre disposizioni del trattato stesso e da atti adottati da istituzioni comunitarie in  applicazione di tali disposizioni; considerando che la presente decisione non incide sul diritto degli Stati membri di partecipare  all'Assemblea dell'Unione di Madrid per ciò che attiene i loro marchi nazionali, DECIDE: Articolo 1 È approvato a nome della Comunità, per ciò che ricade nella sua  sfera di competenza, il Protocollo relativo all'Intesa di Madrid per la registrazione  internazionale dei marchi, adottato a Madrid il 27 giugno 1989 (nel prosieguo denominato  «Protocollo di Madrid»). Il testo del Protocollo di Madrid è allegato alla presente decisione. Articolo 2 1.  Il Presidente del Consiglio è autorizzato a depositare lo strumento di adesione  presso il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale non appena  il Consiglio abbia adottato i provvedimenti necessari per l'istituzione di un collegamento tra il  marchio comunitario e il Protocollo di Madrid. 2.  Lo strumento di adesione contiene la dichiarazione, allegata alla presente decisione. Articolo 3 1.  La Commissione europea è autorizzata a rappresentare la Comunità alle riunioni  dell'Assemblea dell'Unione di Madrid che si svolgeranno sotto gli auspici dell'Organizzazione  mondiale della proprietà intellettuale e di condurre negoziati, a nome della Comunità europea, in  materie che ricadano nella sfera di competenza dell'Assemblea ai sensi dell'articolo 10 del  Protocollo di Madrid. 2.  La posizione della Comunità europea sarà stabilita dalla Commissione e dagli Stati membri nel  competente gruppo di lavoro del Consiglio o in riunioni convocate nel corso dei lavori condotti  nell'ambito dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale.(1) GU  n. L 11 del 14. 1. 1994, pag. 1.  (2) Intesa di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi riveduta da ultimo a Stoccolma  il 14 luglio 1967 e modificata il 2 ottobre 1979.   ALLEGATO DICHIARAZIONE SUL SISTEMA DELLA TASSA INDIVIDUALE All'atto del deposito di  questo strumento di adesione presso il direttore generale dell'OMPI/WIPO, il presidente del  Consiglio allegherà la seguente dichiarazione allo strumento di adesione. «La Comunità europea dichiara che, in occasione di ogni registrazione in cui essa venga menzionata  ai sensi dell'articolo 3  ter, paragrafo 1 o paragrafo 2 del Protocollo di Madrid, e in occasione  del rinnovo di tali registrazioni, intende ricevere, in luogo di una quota delle entrate derivanti  dall'emolumento suppletivo e dall'emolumento complementare: - per un marchio individuale: - una tassa di designazione di 2  075 ECU  (¹) più, laddove applicabili, 400 ECU per ciascuna  classe di beni o servizi al di là del terzo o, laddove applicabile, - una tassa di rinnovo di 2  500 ECU  (¹) più, laddove applicabili, 400 ECU per ciascuna classe di  beni o servizi al di là del terzo; - per un marchio collettivo: - una tassa di designazione di 3  875 ECU  (¹) più, laddove applicabili, 800 ECU per ogni classe di  beni o servizi al di là del terzo o, laddove applicabile, - una tassa di rinnovo di 5  000 ECU  (¹) più, laddove applicabili, 800 ECU per ogni classe di beni  o servizi al di là del terzo. (¹) Le dette tasse sono provvisorie; da esse saranno detratti i risparmi risultanti dall'adozione  del procedimento internazionale, una volta noti. » PROTOCOLLO relativo all'Intesa di Madrid concernente la registrazione internazionale dei  marchi, adottato a Madrid il 27 giugno 1989 Articolo 1 Appartenenza all'Unione di Madrid Gli Stati membri di questo Protocollo (denominati più avanti «Stati contraenti»), anche se non sono  membri dell'Accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi riveduto a Stoccolma  nel 1967 e modificato nel 1979 [più avanti denominato «Accordo di Madrid (Stoccolma)»], e le  organizzazioni indicate nell'articolo 14, paragrafo 1, lettera b) che sono membri di questo  Protocollo (denominate più avanti «organizzazioni contraenti») sono membri della stessa Unione di  cui sono membri i paesi che sono partecipi dell'Accordo di Madrid (Stoccolma). In questo  Protocollo, l'espressione «parti contraenti» designerà sia gli Stati contraenti che le  organizzazioni contraenti. Articolo 2 Ottenimento della protezione attraverso la registrazione internazionale 1.  Quando una domanda di registrazione di un marchio è stata depositata presso l'Ufficio di una  parte contraente, o quando un marchio è stato registrato nel registro dell'Ufficio di una parte  contraente, la persona che ha depositato tale domanda (in seguito denominata «domanda di base») o  il titolare di tale registrazione (più avanti denominata «registrazione di base») possono, fatte  salve le disposizioni del presente Protocollo, assicurare la protezione del proprio marchio sul  territorio delle parti contraenti, ottenenendo la registrazione di questo marchio nel registro  dell'Ufficio internazionale dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (più avanti  denominati, rispettivamente, «registrazione internazionale», «registro internazionale», «Ufficio  internazionale» e «Organizzazione»), a condizione che: i) quando la domanda di base è stata depositata presso l'Ufficio di uno Stato contraente o quando  la registrazione di base è stata effettuata da tale Ufficio, la persona che ha depositato questa  domanda o il titolare di questa registrazione sia cittadino del suddetto Stato contraente o abbia  il proprio domicilio, o abbia uno stabilimento industriale o commerciale effettivo e serio nel  suddetto Stato contraente; ii) quando la domanda di base è stata depositata presso l'Ufficio di un'organizzazione contraente o  quando la registrazione di base è stata effettuata da tale Ufficio, la persona che ha depositato  questa domanda o il titolare di questa registrazione sia cittadino di uno Stato membro di questa  organizzazione contraente o abbia il proprio domicilio, o abbia uno stabilimento industriale o  commerciale effettivo e serio nel territorio della suddetta organizzazione contraente. 2.  La domanda di registrazione internazionale (denominata più avanti «domanda internazionale»)  deve essere depositata presso l'Ufficio internazionale per il tramite dell'Ufficio presso il quale  è stata depositata la domanda di base o dal quale è stata effettuata la registrazione di base (più  avanti denominato «Ufficio di origine»), a seconda del caso. 3.  Nel presente Protocollo, il termine «Ufficio» o «Ufficio di una parte contraente» designa  l'ufficio cui è affidato il compito, per conto di una parte contraente, di registrare i marchi, e  il termine «marchi» designa sia i marchi dei prodotti che i marchi dei servizi. 4.  Nel presente Protocollo, si intende per «territorio di una parte contraente», allorquando la  parte contraente è uno Stato, il territorio di questo Stato e, allorquando la parte contraente è  un'organizzazione intergovernativa, il territorio sul quale viene applicato il trattato costitutivo  di tale organizzazione intergovernativa. Articolo 3 Domanda internazionale 1.  Ogni domanda internazionale fatta in virtù del presente Protocollo, dovrà essere presentata sul  modulo prescritto dal regolamento d'esecuzione. L'Ufficio d'origine certificherà che le indicazioni  che figurano nella domanda internazionale corrispondono a quelle che figurano, al momento della  certificazione, nella domanda di base o nella registrazione di base, a seconda del caso. Inoltre,  il suddetto Ufficio indicherà, i) nel caso di una domanda di base, la data e il numero di tale domanda; ii) nel caso di una registrazione di base, la data e il numero di tale registrazione come pure la  data e il numero della domanda da cui proviene la registrazione di base. L'Ufficio d'origine indicherà inoltre la data della domanda internazionale. 2.  Il depositante dovrà indicare i prodotti e i servizi per i quali la protezione del marchio è  richiesta, nonché, se possibile, la o le classi corrispondenti, secondo la classificazione  stabilita dall'Accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi per  la registrazione dei marchi. Se il depositante non fornisce tale indicazione, l'Ufficio  internazionale classificherà i prodotti e i servizi nelle classi corrispondenti della suddetta  classificazione. L'indicazione delle classi fornita dal depositante sarà sottoposta al controllo  dell'Ufficio internazionale, che lo eserciterà in accordo con l'Ufficio d'origine. In caso di  disaccordo tra il suddetto Ufficio e l'Ufficio internazionale, prevarrà il parere di quest'ultimo. 3.  Se il depositante rivendica il colore a titolo di elemento distintivo del suo marchio, egli  dovrà: i) fare una dichiarazione in tal senso e completare la sua domanda internazionale con l'indicazione  del colore o della combinazione di colori rivendicata; ii) unire alla sua domanda internazionale esemplari a colore di detto marchio, che saranno allegati  alle notificazioni fatte dall'Ufficio internazionale; il numero di questi esemplari sarà stabilito  dal regolamento di esecuzione. 4.  L'Ufficio internazionale registrerà immediatamente i marchi depositati in conformità  dell'articolo 2. La registrazione internazionale porterà la data in cui la domanda internazionale è  stata ricevuta dall'Ufficio d'origine, a condizione che la domanda internazionale sia stata  ricevuta dall'Ufficio internazionale entro due mesi da tale data. Se la domanda internazionale non  è stata ricevuta entro tale termine, la registrazione internazionale porterà la data in cui la  suddetta domanda internazionale è stata ricevuta dall'Ufficio internazionale. L'Ufficio  internazionale notificherà senza indugio la registrazione internazionale agli Uffici interessati. I  marchi registrati nel registro internazionale saranno pubblicati in un bollettino periodico edito  dall'Ufficio internazionale, sulla base delle indicazioni contenute nella domanda internazionale. 5.  Ai fini della pubblicità da dare ai marchi registrati nel registro internazionale, ciascun  Ufficio riceverà dall'Ufficio internazionale un certo numero di esemplari gratuiti ed altri a  prezzo ridotto del suddetto bollettino secondo le condizioni stabilite dall'Assemblea di cui  all'articolo 10 (più avanti denominata «Assemblea»). Tale pubblicità sarà considerata sufficiente  per tutte le parti contraenti, e nessun'altra potrà essere richiesta al titolare della  registrazione internazionale. Articolo 3  bis Effetto territoriale La protezione risultante dalla registrazione internazionale si estenderà ad una delle parti  contraenti solo dietro richiesta della persona che deposita la domanda internazionale o che è  titolare della registrazione internazionale. Tale richiesta non può tuttavia essere avanzata nei  confronti della parte contraente il cui Ufficio sia l'Ufficio d'origine. Articolo 3 ter Richiesta di «estensione territoriale» 1.  Qualunque richiesta di estensione ad una delle parti contraenti della protezione risultante  dalla registrazione internazionale dovrà formare oggetto di una specifica menzione nella domanda  internazionale. 2.  Una richiesta di estensione territoriale può essere avanzata anche posteriormente alla  registrazione internazionale. Tale richiesta dovrà essere presentata sul modulo prescritto dal  regolamento d'esecuzione. Essa sarà immediatamente iscritta dall'Ufficio internazionale, che  notificherà senza indugio tale iscrizione all'Ufficio o agli Uffici interessati. Tale iscrizione  sarà pubblicata nel bollettino periodico dell'Ufficio internazionale. Tale estensione territoriale  produrrà i suoi effetti a decorrere dalla data in cui sarà stata iscritta nel registro  internazionale. Essa cesserà di essere valida allo scadere della registrazione internazionale cui  si riferisce. Articolo 4 Effetti della registrazione internazionale 1. a) A decorrere dalla data della registrazione o dell'iscrizione effettuata secondo le  disposizioni degli articoli 3 e 3  ter, la protezione del marchio in ciascuna delle parti  contraenti interessate sarà la medesima come se questo marchio fosse stato direttamente depositato  presso l'Ufficio di tale parte contraente. Se non è stato notificato all'Ufficio internazionale  nessun rifiuto in conformità dell'articolo 5, paragrafi 1 e 2, o se un rifiuto notificato in  conformità del suddetto articolo è stato ritirato in seguito, la protezione del marchio nella parte  contraente interessata sarà, a decorrere da tale data, la medesima come se questo marchio fosse  stato registrato dall'Ufficio di questa parte contraente. b) L'indicazione delle classi di prodotti e di servizi prevista nell'articolo 3 non impegna le  parti contraenti per quanto riguarda la valutazione dell'estensione della protezione del marchio. 2.  Ogni registrazione internazionale godrà del diritto di priorità stabilito dall'articolo 4 della  Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale, senza che sia necessario  adempiere le formalità previste nella lettera D del suddetto articolo. Articolo 4 bis Sostituzione di una registrazione nazionale o regionale con una registrazione internazionale 1.  Quando un marchio che è oggetto di una registrazione nazionale o regionale presso l'Ufficio di  una parte contraente è ugualmente oggetto di una registrazione internazionale e le due  registrazioni sono iscritte a nome della medesima persona, la registrazione internazionale è  considerata come sostitutiva della registrazione nazionale o regionale, senza pregiudizio dei  diritti acquisiti per effetto di quest'ultima, a condizione che: i) la protezione risultante dalla registrazione internazionale si estenda alla suddetta parte  contraente in conformità dell'articolo 3 ter, paragrafi 1 o 2; ii) tutti i prodotti e servizi elencati nella registrazione nazionale o regionale siano parimenti  elencati nella registrazione internazionale per quanto riguarda la suddetta parte contraente; iii) l'estensione summenzionata entri in vigore dopo la data della registrazione nazionale o  regionale. 2.  L'Ufficio di cui al paragrafo 1 è tenuto, su domanda, a prendere nota, nel suo registro, della  registrazione internazionale. Articolo 5 Rifiuto e invalidazione degli effetti della registrazione internazionale nei confronti di talune  parti contraenti 1.  Quando la legislazione applicabile lo consente, l'Ufficio di una parte contraente a cui  l'Ufficio internazionale ha notificato un'estensione a tale parte contraente, in conformità  dell'articolo 3 ter, paragrafi 1 o 2, della protezione risultante da una registrazione  internazionale avrà la facoltà di dichiarare in una notificazione di rifiuto che la protezione non  può essere accordata nella suddetta parte contraente al marchio oggetto di tale estensione. Questo  rifiuto potrà essere fondato soltanto sui motivi che sarebbero applicati, in virtù della  Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale, nel caso di un marchio  depositato direttamente presso l'Ufficio che notifica il rifiuto. Tuttavia, la protezione non potrà  essere rifiutata, nemmeno parzialmente, per il solo motivo che la legislazione applicabile non  autorizzerebbe la registrazione che per un numero limitato di classi o per un numero limitato di  prodotti o di servizi. 2. a) Qualsiasi Ufficio che intendesse avvalersi di tale facoltà dovrà notificare il proprio  rifiuto all'Ufficio internazionale, indicandone tutti i motivi, nel termine previsto dalla legge  applicabile a tale Ufficio e, al più tardi, fatte salve le lettere b) e c), prima della scadenza di  un anno a decorrere dalla data in cui la notificazione dell'estensione oggetto del paragrafo 1 è  stata inviata a detto Ufficio dall'Ufficio internazionale. b) Nonostante la lettera a), qualsiasi parte contraente può dichiarare che, per le registrazioni  internazionali effettuate in virtù del presente Protocollo, il termine di un anno oggetto della  lettera a) è sostituito da 18 mesi. c) Tale dichiarazione può inoltre precisare che, qualora un rifiuto di protezione risulti da  un'opposizione alla concessione di protezione, tale rifiuto può essere notificato all'Ufficio  internazionale dall'Ufficio della suddetta parte contraente dopo la scadenza del termine di 18  mesi. Detto Ufficio può, per ciò che concerne una data registrazione internazionale, notificare un  rifiuto di protezione dopo la scadenza di 18 mesi, ma soltanto a condizione che: i) esso abbia informato, prima della scadenza del termine di 18 mesi, l'Ufficio internazionale  della possibilità che le opposizioni siano depositate dopo la scadenza del termine di 18 mesi, e ii) la notificazione del rifiuto basato su un'opposizione sia effettuata entro un termine massimo  di sette mesi a decorrere dalla data in cui inizia a decorrere il termine dell'opposizione, se il  termine dell'opposizione scade prima dei sette mesi, la notificazione deve essere effettuata entro  il termine di un mese a decorrere dalla scadenza del suddetto termine di opposizione. d) Qualsiasi dichiarazione in conformità delle lettere b) o c) può essere fatta per mezzo degli  strumenti previsti all'articolo 14, paragrafo 2, e la data in cui la dichiarazione entrerà in  vigore sarà la medesima della data di entrata in vigore del presente Protocollo per ciò che  concerne lo Stato o l'organizzazione intergovernativa che ha fatto tale dichiarazione. Questa  dichiarazione può essere fatta anche in seguito, ed in questo caso la dichiarazione entrerà in  vigore tre mesi dopo la ricezione di essa da parte del direttore generale dell'organizzazione (più  avanti denominato «Direttore generale»), oppure a qualsiasi data ulteriore indicata nella  dichiarazione, per ciò che concerne le registrazioni internazionali la cui data è la medesima di  quella in cui la dichiarazione entra in vigore oppure è posteriore a tale data. e) Allo scadere di un periodo di dieci anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente  Protocollo, l'Assemblea procederà ad una verifica del funzionamento del sistema fissato dalle  lettere da a) a d). Dopo di che, le disposizioni dei suddetti punti potranno essere modificate per  decisione unanime dell'Assemblea. 3.  L'Ufficio internazionale trasmetterà senza indugio al titolare della registrazione  internazionale uno degli esemplari della dichiarazione di rifiuto. Il suddetto titolare avrà gli  stessi mezzi di ricorso come se il marchio fosse stato depositato direttamente da lui presso  l'Ufficio che ha notificato il proprio rifiuto. Quando l'Ufficio internazionale avrà ricevuto  un'informazione in conformità del paragrafo 2, lettera c), punto i), esso trasmetterà senza indugio  tale informazione al titolare della registrazione internazionale. 4.  I motivi di rifiuto di un marchio saranno comunicati dall'Ufficio internazionale agli  interessati che ne faranno richiesta. 5.  Qualsiasi Ufficio che, nei confronti di una data registrazione internazionale, non ha  notificato all'Ufficio internazionale un rifiuto provvisorio o definitivo, in conformità dei  paragrafi 1 e 2, perderà, nei confronti di tale registrazione internazionale, il beneficio della  facoltà prevista al paragrafo 1. 6.  L'invalidazione, da parte delle autorità competenti di una parte contraente, degli effetti, sul  territorio di tale parte contraente, di una registrazione internazionale non potrà essere  pronunciata senza che il titolare di questa registrazione internazionale sia stato messo in grado  di far valere i suoi diritti in tempo utile. L'invalidazione sarà notificata all'Ufficio  internazionale. Articolo 5 bis Documenti giustificativi della legittimità dell'uso di taluni elementi del marchio I documenti giustificativi della legittimità dell'uso di taluni elementi contenuti nei marchi, come  stemmi, scudi, effigi, distinzioni onorifiche, titoli, nomi commerciali o nomi di persone diversi  da quello del depositante, o altre iscrizioni analoghe, che potessero venire richiesti dagli Uffici  delle parti contraenti, saranno esenti da qualsiasi legalizzazione, come pure da qualsiasi altra  certificazione diversa da quella dell'Ufficio d'origine. Articolo 5 ter Copia delle indicazioni iscritte nel registro internazionale; ricerche di anteriorità; estratti del  registro internazionale 1.  L'ufficio internazionale rilascerà a chiunque ne faccia domanda, dietro pagamento di una tassa  fissata dal regolamento d'esecuzione, una copia delle indicazioni iscritte nel registro  internazionale riguardanti un determinato marchio. 2.  L'Ufficio internazionale potrà anche, dietro remunerazione, assumersi l'incarico di effettuare  ricerche di anteriorità tra i marchi oggetto di registrazioni internazionali. 3.  Gli estratti del registro internazionale richiesti per essere esibiti in una delle parti  contraenti saranno esonerati da qualsiasi legalizzazione. Articolo 6 Durata della validità della registrazione internazionale; dipendenza e indipendenza della  registrazione internazionale 1.  La registrazione di un marchio all'Ufficio internazionale dura dieci anni, con possibilità di  rinnovo alle condizioni fissate all'articolo 7. 2.  Trascorso il termine di cinque anni a decorrere dalla data della registrazione internazionale,  questa diviene indipendente dalla domanda di base o dalla registrazione che ne risulta, o dalla  registrazione di base, a seconda del caso, riservate le disposizioni seguenti. 3.  La protezione risultante dalla registrazione internazionale, che sia stata o meno oggetto di un  trasferimento, non potrà più essere invocata se, prima della scadenza di cinque anni a decorrere  dalla data della registrazione internazionale, la domanda di base o la registrazione che ne  risulta, o la registrazione di base, a seconda del caso, è stata oggetto di un ritiro, è giunta a  scadenza o è stata oggetto di una rinuncia o di una decisione finale di rigetto, revoca, radiazione  o invalidazione, per ciò che riguarda l'insieme o parte dei prodotti e servizi elencati nella  registrazione internazionale. Lo stesso dicasi se: i) un ricorso contro una decisione che rifiuti gli effetti della domanda di base; ii) un'azione mirante al ritiro della domanda di base o alla revoca, alla radiazione o  all'invalidazione della registrazione che risulta dalla domanda di base, o dalla registrazione di  base; iii) un'opposizione alla domanda di base, si conclude, dopo lo scadere del periodo di cinque anni, con una decisione finale di rigetto,  revoca, radiazione o invalidazione, o contenente l'ordine di ritiro della domanda di base o della  registrazione che ne risulta, o della registrazione di base, a seconda del caso, a condizione che  tale ricorso, azione o opposizione abbia avuto inizio prima della scadenza di detto periodo. Lo  stesso dicasi se la domanda di base è ritirata, o se la registrazione che risulta dalla domanda di  base, o se la registrazione di base, è oggetto di una rinuncia, dopo lo scadere del periodo di  cinque anni, a condizione che, al momento del ritiro o della rinuncia, la suddetta domanda o la  suddetta registrazione siano oggetto di una procedura prevista nel punto i), ii), oppure iii), e  che tale procedura abbia avuto inizio prima dello scadere del suddetto periodo. 4.  L'Ufficio d'origine notificherà all'Ufficio internazionale, come prescritto nel regolamento  d'esecuzione, i fatti e le decisioni previsti al paragrafo 3, e l'Ufficio internazionale informerà  le parti interessate e procederà ad ogni pubblicazione corrispondente, secondo quanto prescritto  nel regolamento d'esecuzione. L'Ufficio richiederà, se del caso, all'Ufficio internazionale di  radiare, nei limiti applicabili, la registrazione internazionale, e l'Ufficio internazionale darà  corso a tale richiesta. Articolo 7 Rinnovo della registrazione internazionale 1.  Qualsiasi registrazione internazionale può essere rinnovata per un periodo di dieci anni a  decorrere dalla scadenza del periodo precedente, mediante il semplice pagamento dell'emolumento di  base e, in conformità dell'articolo 8, paragrafo 7, degli emolumenti suppletivi e di quelli  complementari previsti all'articolo 8, paragrafo 2. 2.  Il rinnovo non potrà comportare alcuna modificazione rispetto all'ultimo stato della  registrazione internazionale. 3.  Sei mesi prima della scadenza del termine di protezione, l'Ufficio internazionale richiamerà  l'attenzione del titolare della registrazione internazionale e, all'occorrenza, del suo mandatario,  sulla data esatta di tale scadenza, mediante un avviso ufficioso. 4.  Una proroga di sei mesi sarà concessa per il rinnovo della registrazione internazionale, con il  pagamento di una soprattassa stabilita dal regolamento d'esecuzione. Articolo 8 Tasse per la domanda internazionale e la registrazione internazionale 1.  L'Ufficio d'origine avrà la facoltà di fissare a suo criterio e di percepire a suo favore una  tassa che richiederà al depositante o al titolare della registrazione internazionale al momento del  deposito della domanda internazionale o al momento del rinnovo della registrazione internazionale. 2.  La registrazione di un marchio presso l'Ufficio internazionale sarà subordinata al preventivo  pagamento di un emolumento internazionale che, fatte salve le disposizioni del paragrafo 7, lettera  a), comprenderà: i) un emolumento di base; ii) un emolumento suppletivo per ogni classe della classificazione internazionale oltre la terza,  nella quale siano inclusi i prodotti o servizi cui si applica il marchio; iii) un emolumento complementare per ogni domanda di estensione della protezione in conformità  dell'articolo 3 ter. 3.  Tuttavia, l'emolumento suppletivo specificato al paragrafo 2, punto ii) potrà essere versato  entro il termine fissato dal regolamento di esecuzione, qualora il numero delle classi di prodotti  o servizi sia stato stabilito o contestato dall'Ufficio internazionale e senza pregiudizio per la  data della registrazione internazionale. Se, alla scadenza di detto termine, l'emolumento  suppletivo non sarà stato pagato o se la lista dei prodotti o servizi non sarà stata adeguatamente  ridotta dal depositante, la domanda internazionale sarà considerata come abbandonata. 4.  Il ricavo annuo dei diversi proventi della registrazione internazionale, eccetto i proventi  ricavati dagli emolumenti oggetto del paragrafo 2, punti ii) e iii), sarà suddiviso in parti uguali  tra le parti contraenti a cura dell'Ufficio internazionale, previa detrazione delle spese e degli  oneri necessari all'esecuzione di questo Protocollo. 5.  Le somme ricavate dagli emolumenti suppletivi previsti al paragrafo 2, punto ii), saranno  ripartite, alla scadenza di ciascun anno, tra le parti contraenti interessate, proporzionalmente al  numero dei marchi per i quali la protezione sarà stata richiesta in ciascuna di esse durante l'anno  trascorso; a detto numero, per quanto concerne le parti contraenti che procedono ad un esame, viene  assegnato un coefficiente che sarà determinato dal regolamento d'esecuzione. 6.  Le somme ricavate dagli emolumenti complementari previsti al paragrafo 2, punto iii), saranno  ripartite secondo le stesse disposizioni di quelle previste al paragrafo 5. 7. a) Qualsiasi parte contraente può dichiarare che, per ciò che concerne ogni registrazione  internazionale in cui essa è menzionata in conformità dell'articolo 3 ter, come pure per ciò che  concerne il rinnovo di tale registrazione internazionale, essa intende percepire, invece di una  parte dei proventi ricavati dagli emolumenti suppletivi e da quelli complementari, una tassa (più  avanti denominata «tassa individuale»), il cui ammontare è indicato nella dichiarazione, e che può  essere modificato in dichiarazioni ulteriori, ma che non può essere superiore ad una somma  corrispondente alla somma, dedotte le economie risultanti dalla procedura internazionale, che  l'Ufficio della suddetta parte contraente avrebbe il diritto di ricevere da un depositante per una  registrazione decennale di un marchio, o dal titolare di una registrazione per un rinnovo decennale  di tale registrazione, nel registro del suddetto Ufficio. Quando questa tassa individuale deve  essere pagata, i) nessun emolumento suppletivo previsto al paragrafo 2, punto ii) è dovuto, se sono menzionate, in  conformità dell'articolo 3 ter, solo parti contraenti che abbiano fatto una dichiarazione in  conformità alla lettera a) del presente paragrafo, ii) non sarà dovuto nessun emolumento complementare previsto al paragrafo 2, punto iii) nei  confronti di qualsiasi parte contraente che abbia fatto una dichiarazione in conformità alla  lettera a) del presente paragrafo. b) Qualsiasi dichiarazione in conformità della lettera a) può essere fatta per mezzo degli  strumenti previsti all'articolo 14, paragrafo 2, e la data in cui tale dichiarazione avrà effetto  sarà la medesima della data di entrata in vigore di questo Protocollo per lo Stato o  l'organizzazione intergovernativa che ha fatto la dichiarazione. Tale dichiarazione può anche  essere fatta posteriormente, nel qual caso la dichiarazione avrà effetto tre mesi dopo la sua  ricezione da parte del direttore generale, oppure a qualsiasi data ulteriore indicata nella  dichiarazione, per ciò che concerne le registrazioni internazionali la cui data sia la medesima di  quella in cui la dichiarazione ha effetto o sia posteriore a tale data. Articolo 9 Iscrizione di mutamento di titolare della registrazione internazionale Su richiesta della persona a nome della quale è iscritta la registrazione internazionale, o su  richiesta di un Ufficio interessato, avanzata d'ufficio o su domanda di una persona interessata,  l'Ufficio internazionale iscrive nel registro internazionale qualsiasi mutamento di titolare di  tale registrazione, per quanto riguarda l'insieme o talune delle parti contraenti sul territorio  delle quali tale registrazione ha validità e per quanto riguarda la totalità o parte dei prodotti e  servizi elencati nella registrazione, a condizione che il nuovo titolare sia una persona che, in  conformità dell'articolo 2, paragrafo 1, sia abilitata a depositare domande internazionali. Articolo 9 bis Talune iscrizioni riguardanti una registrazione internazionale L'Ufficio internazionale iscriverà nel registro internazionale i) qualsiasi modificazione riguardante il nome o l'indirizzo del titolare della registrazione  internazionale; ii) la designazione di un mandatario del titolare della registrazione internazionale e qualsiasi  altro dato pertinente che riguardi tale mandatario; iii) qualsiasi limitazione, per ciò che riguarda l'insieme o talune delle parti contraenti, dei  prodotti e servizi elencati nella registrazione internazionale; iv) qualsiasi rinuncia, radiazione o invalidazione della registrazione internazionale per ciò che  concerne l'insieme o talune delle parti contraenti; v) qualsiasi altro dato pertinente, identificato nel regolamento d'esecuzione, riguardante i  diritti su un marchio che è oggetto di una registrazione internazionale. Articolo 9 ter Tasse per talune iscrizioni Ogni iscrizione effettuata in conformità dell'articolo 9 o in conformità dell'articolo 9 bis può  dar luogo al pagamento di una tassa. Articolo 9 quater Ufficio comune a più Stati contraenti 1.  Se più Stati contraenti convengono di realizzare l'unificazione delle loro leggi nazionali in  materia di marchi, essi potranno notificare al direttore generale i) che un Ufficio comune si sostituirà all'Ufficio nazionale di ciascuno di loro, e ii) che l'insieme dei loro territori rispettivi dovrà essere considerato come un solo Stato per  l'applicazione totale o parziale delle disposizioni precedenti il presente articolo come pure delle  disposizioni degli articoli 9 quinquies e 9 sexies. 2.  Questa notificazione avrà effetto soltanto tre mesi dopo la data della comunicazione che ne  sarà data dal direttore generale alle altre parti contraenti. Articolo 9 quinquies Trasformazione di una registrazione internazionale in domande nazionali o regionali Nel caso in cui la registrazione internazionale sia radiata su richiesta dell'Ufficio d'origine ai  sensi dell'articolo 6, paragrafo 4, per ciò che concerne la totalità o parte dei prodotti e servizi  elencati nella suddetta registrazione, la persona che era titolare della registrazione  internazionale deposita una domanda di registrazione dello stesso marchio presso l'Ufficio di una  delle parti contraenti sul cui territorio la registrazione internazionale aveva validità. Tale  domanda sarà trattata come se essa fosse stata depositata alla data della registrazione  internazionale in conformità dell'articolo 3, paragrafo 4 o alla data di iscrizione dell'estensione  territoriale in conformità dell'articolo 3 ter, paragrafo 2 e, nel caso in cui la registrazione  internazionale beneficiasse di priorità, tale domanda beneficierà della medesima priorità, a  condizione che: i) la suddetta domanda sia depositata entro i tre mesi a decorrere dalla data in cui la  registrazione internazionale è stata radiata; ii) i prodotti e servizi elencati nella domanda siano effettivamente coperti dalla lista dei  prodotti e servizi iscritti nella registrazione internazionale per ciò che concerne la parte  contraente interessata, e iii) tale domanda sia conforme a tutte le prescrizioni della legislazione applicabile, comprese  quelle che si riferiscono alle tasse. Articolo 9 sexies Salvaguardia dell'Accordo di Madrid (Stoccolma) 1.  Quando, nel caso di domanda internazionale o di una registrazione internazionale, l'Ufficio  d'origine è l'Ufficio di uno Stato che è parte sia di questo Protocollo che dell'Accordo di Madrid  (Stoccolma), le disposizioni di questo Protocollo non hanno validità sul territorio di qualsiasi  altro Stato che sia anche membro sia di questo Protocollo che dell'Accordo di Madrid (Stoccolma). 2.  L'Assemblea può, a maggioranza dei tre quarti, abrogare il paragrafo 1, o limitarne la portata  trascorso il termine di dieci anni a decorrere dall'entrata in vigore di questo Protocollo, ma non  prima della scadenza di un termine di cinque anni a decorrere dalla data in cui la maggioranza dei  paesi membri dell'Accordo di Madrid (Stoccolma) sono diventati membri di questo Protocollo. Solo  gli Stati che sono partecipi del suddetto Accordo e di questo Protocollo avranno il diritto di  partecipare al voto dell'Assemblea. Articolo 10 Assemblea 1. a) Le parti contraenti sono membri della medesima Assemblea dei paesi membri dell'Accordo di  Madrid (Stoccolma). b) Ciascuna parte contraente è rappresentata in quest'Assemblea da un delegato, il quale può essere  assistito da supplenti, consiglieri ed esperti. c) Le spese di ciascuna delegazione sono a carico della parte contraente che l'ha designata,  eccettuate le spese di viaggio e le indennità di soggiorno per un solo delegato di ciascuna parte  contraente, le quali sono a carico dell'Unione. 2.  L'Assemblea, oltre alle funzioni che le incombono in virtù dell'Accordo di Madrid (Stoccolma), i) tratta tutte le questioni concernenti l'applicazione del presente Protocollo; ii) impartisce all'Ufficio internazionale le direttive concernenti la preparazione delle conferenze  di revisione di questo Protocollo, tenuto debito conto delle osservazioni dei paesi dell'Unione che  non sono membri di questo Protocollo; iii) adotta e modifica le disposizioni del regolamento d'esecuzione concernenti l'applicazione del  presente Protocollo; iv) assume qualsiasi altra funzione che il presente Protocollo comporta. 3. a) Ciascuna parte contraente dispone di un voto nell'Assemblea. Sulle questioni che concernono  soltanto i paesi che sono membri dell'Accordo di Madrid (Stoccolma), le parti contraenti che non  sono membri di detto Accordo non hanno diritto di voto, mentre, sulle questioni concernenti  soltanto le parti contraenti, solo queste ultime hanno diritto di voto. b) La metà dei membri dell'Assemblea aventi diritto di voto su una determinata questione  costituisce il quorum per il voto su tale questione. c) Nonostante le disposizioni della lettera b), se in una sessione il numero dei membri  dell'Assemblea che hanno diritto di voto su una determinata questione e che sono rappresentati è  inferiore alla metà ma uguale o superiore ad un terzo dei membri dell'Assemblea aventi diritto di  voto su tale questione, l'Assemblea può deliberare; tuttavia, le risoluzioni dell'Assemblea, ad  eccezione di quelle che riguardano la sua procedura, diventano esecutorie solo quando siano  soddisfatte le condizioni qui appresso elencate. L'Ufficio internazionale comunica dette  risoluzioni ai membri dell'Assemblea che hanno diritto di voto sulla suddetta questione e che non  erano rappresentati, invitandoli ad esprimere per iscritto, entro tre mesi dalla data di tale  comunicazione, il loro voto o la loro astensione. Se, allo scadere di questo termine, il numero dei  membri che hanno espresso il loro voto o la loro astensione risulta almeno uguale al numero dei  membri mancanti per il conseguimento del quorum durante la sessione, dette risoluzioni diventano  esecutorie, purché nel contempo la maggioranza necessaria venga mantenuta. d) Fatte salve le disposizioni degli articoli 5, paragrafo 2, lettera e), 9 sexies, paragrafo 2,  12, nonché 13, paragrafo 2, le risoluzioni dell'Assemblea sono prese con la maggioranza dei due  terzi dei voti espressi. e) L'astensione non è considerata quale voto. f) Un delegato può rappresentare un solo membro dell'Assemblea e può votare solo a nome di  quest'ultimo. 4.  Oltre alle riunioni in sessioni ordinarie ed in sessioni straordinarie in conformità  dell'Accordo di Madrid (Stoccolma), l'Assemblea si riunisce in sessione straordinaria su  convocazione indetta dal direttore generale, su richiesta di un quarto dei membri dell'Assemblea  aventi diritto di voto sulle questioni che si propone d'includere nell'ordine del giorno della  sessione. L'ordine del giorno di tale sessione straordinaria è preparato dal direttore generale. Articolo 11 Ufficio internazionale 1.  I compiti relativi alla registrazione internazionale in conformità di questo Protocollo come  pure gli altri compiti amministrativi concernenti questo Protocollo sono svolti dall'Ufficio  internazionale. 2. a) L'Ufficio internazionale, conformemente alle direttive dell'Assemblea, prepara le conferenze  di revisione del presente Protocollo. b) L'Ufficio internazionale può consultare organizzazioni intergovernative e internazionali non  governative sulla preparazione di dette conferenze di revisione. c) Il direttore generale e le persone da lui designate intervengono, senza diritto di voto, alle  deliberazioni di dette conferenze di revisione. 3.  L'Ufficio internazionale svolge tutti gli altri compiti concernenti il presente Protocollo che  gli sono attribuiti. Articolo 12 Finanze Per ciò che concerne le parti contraenti, le finanze dell'Unione sono regolate dalle medesime  disposizioni che figurano all'articolo 12 dell'Accordo di Madrid (Stoccolma), essendo convenuto che  qualsiasi rinvio all'articolo 8 di detto Accordo sarà considerato come un rinvio all'articolo 8 del  presente Protocollo. Inoltre, per quanto riguarda l'articolo 12, paragrafo 6, lettera b) di detto  Accordo, le organizzazioni contraenti sono, fatta salva una risoluzione contraria unanime  dell'Assemblea, considerate come appartenenti alla classe di contribuzione I (uno) in conformità  della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale. Articolo 13 Modifica di taluni articoli del Protocollo 1.  Proposte di modifica degli articoli 10, 11, 12 e del presente articolo possono essere  presentate da ciascuna parte contraente o dal direttore generale. Quest'ultimo comunica le proposte  alle parti contraenti almeno sei mesi prima che siano sottoposte all'esame dell'Assemblea. 2.  Qualsiasi modifica degli articoli di cui al paragrafo 1 sarà adottata dall'Assemblea.  L'adozione richiede tre quarti dei voti espressi; tuttavia qualsiasi modifica dell'articolo 10 e  del presente comma richiede la maggioranza dei quattro quinti dei voti espressi. 3.  Ogni modifica degli articoli di cui al paragrafo 1 entra in vigore un mese dopo che il  direttore generale ha ricevuto le notifiche d'accettazione per iscritto, modifica effettuata  conformemente alle loro rispettive regole costituzionali da parte di tre quarti degli Stati e delle  organizzazioni intergovernative che erano membri dell'Assemblea al momento in cui tale modifica è  stata adottata e che avevano il diritto di votare tale modifica. Qualsiasi modifica dei suddetti  articoli in tal modo accettata vincola tutti gli Stati e le organizzazioni intergovernative che  sono parti contraenti al momento in cui la modifica stessa entra in vigore o che ne divengono  membri più tardi. Articolo 14 Modalità di adesione al Protocollo; entrata in vigore 1. a) Qualsiasi Stato membro della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà  industriale può aderire al presente Protocollo. b) Inoltre, qualsiasi organizzazione intergovernativa può parimenti aderire al presente Protocollo  quando risultano soddisfatte le seguenti condizioni: i) almeno uno degli Stati Membri di tale organizzazione fa parte della Convenzione di Parigi per la  protezione della proprietà industriale; ii) la suddetta organizzazione possieda un Ufficio regionale per la registrazione dei marchi che  hanno validità sul territorio dell'organizzazione, a condizione che tale Ufficio non faccia oggetto  di una notificazione in virtù dell'articolo 9 quater. 2.  Ogni Stato o organizzazione di cui al paragrafo 1, può firmare il presente Protocollo. Ogni  Stato o organizzazione di cui al comma 1, può, se ha firmato il presente Protocollo, depositare uno  strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione del presente Protocollo o, se non ha  firmato il presente Protocollo, depositare uno strumento di adesione al presente Protocollo. 3.  Gli strumenti previsti al paragrafo 2, sono depositati presso il Direttore generale. 4. a) Il presente Protocollo entra in vigore tre mesi dopo il deposito di quattro strumenti di  ratifica, accettazione, approvazione o adesione, a condizione che almeno uno di tali strumenti sia  stato depositato da un paese membro dell'Accordo di Madrid (Stoccolma) e che almeno un altro di  tali strumenti sia stato depositato da uno Stato non membro dell'Accordo di Madrid (Stoccolma) o da  una delle organizzazioni di cui al paragrafo 1, lettera b). b) Nei riguardi di qualsiasi altro Stato od organizzazione elencato al comma 1, il presente  Protocollo entra in vigore tre mesi dopo la data in cui la sua ratificazione, accettazione,  approvazione o adesione è stata notificata dal Direttore generale. 5.  Qualsiasi Stato od organizzazione di cui al paragrafo 1, ha la facoltà, al momento del deposito  del proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione del presente Protocollo o del suo  strumento di adesione a detto Protocollo, di dichiarare che la protezione risultante da una  registrazione internazionale effettuata in virtù del presente Protocollo prima della data di  entrata in vigore del suddetto Protocollo nei suoi confronti non può fare oggetto di un'estensione  sul suo territorio. Articolo 15 Denuncia 1.  Il presente Protocollo rimarrà in vigore senza limitazioni di durata. 2.  Ciascuna parte contraente può denunciare il presente Protocollo mediante notificazione  indirizzata al Direttore generale. 3.  La denuncia ha effetto un anno dopo il giorno in cui il Direttore generale ha ricevuto la  notificazione. 4.  La facoltà di denuncia prevista nel presente articolo non può essere esercitata da una parte  contraente prima che sia trascorso un periodo di cinque anni dalla data in cui il presente  Protocollo è entrato in vigore nei confronti di tale parte contraente. 5. a) Quando un marchio è oggetto di una registrazione internazionale che ha validità, nello Stato  o nell'organizzazione intergovernativa che denuncia il presente Protocollo, alla data in cui la  denuncia diventa effettiva, il titolare di tale registrazione può depositare, presso l'Ufficio di  detto Stato o di detta organizzazione, una domanda di registrazione del medesimo marchio, la quale  sarà trattata come se fosse stata depositata alla data della registrazione internazionale in  conformità dell'articolo 3, paragrafo 4 o in data di iscrizione dell'estensione territoriale in  conformità dell'articolo 3 ter, paragrafo 2, e se la registrazione beneficiava di priorità, tale  domanda beneficierà della medesima priorità, a condizione che: i) la suddetta domanda sia depositata entro due anni a contare dalla data in cui la denuncia è  diventata effettiva, ii) i prodotti e servizi elencati nella domanda siano effettivamente coperti dall'elenco dei  prodotti e servizi iscritti nella registrazione internazionale nei confronti dello Stato o  dell'organizzazione intergovernativa che ha denunciato il presente Protocollo, e iii) la suddetta domanda sia conforme a tutti i requisiti della legislazione applicabile, compresi  quelli relativi alle tasse. b) Le disposizioni del punto a) si applicano anche nei riguardi di qualsiasi marchio che è oggetto  di una registrazione internazionale la quale sia in vigore, in parti contraenti diverse dallo Stato  o dall'organizzazione intergovernativa che denuncia il presente Protocollo, alla data in cui la  denuncia diventa effettiva, e il cui titolare, a causa della denuncia, non è più abilitato a  depositare domande internazionali in conformità dell'articolo 2.1. Articolo 16 Firma; lingue; funzioni del depositario 1. a) Il presente Protocollo è firmato in un solo esemplare nelle lingue francese, inglese e  spagnola ed è depositato presso il direttore generale quando il detto Protocollo non è più aperto  alla firma a Madrid. I testi nelle tre lingue fanno ugualmente fede. b) Testi ufficiali del presente Protocollo saranno redatti dal direttore generale, previa  consultazione dei governi e delle organizzazioni interessate, nelle lingue tedesca, araba, cinese,  italiana, giapponese, portoghese e russa, e nelle altre lingue che l'Assemblea potrà indicare. 2.  Il presente Protocollo rimane aperto alla firma, a Madrid, fino al 31 dicembre 1989. 3.  Il direttore generale trasmette due copie, certificate conformi dal governo della Spagna, dei  testi firmati del presente Protocollo, a tutti gli Stati e organizzazioni intergovernative che  possono diventare membri del presente Protocollo. 4.  Il direttore generale fa registrare il presente Protocollo presso il Segretariato  dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. 5.  Il direttore generale notifica a tutti gli Stati e organizzazioni internazionali che possono  diventare membri o che sono partecipi del presente Protocollo le firme, i depositi di strumenti di  ratifica, accettazione, approvazione o adesione, come pure l'entrata in vigore del presente  Protocollo e di qualsiasi sua modificazione ed ogni notificazione di denuncia ed ogni dichiarazione  prevista nel presente Protocollo.