CELEX: C2006/326/56
Language: it
Date: 2006-12-30 00:00:00
Title: Causa C-421/06: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 16 ottobre 2006 — Fratelli Martini & C. SpA, Cargill Srl/Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Ministero della Salute, Ministero delle Attività Produttive

30.12.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 326/27
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 16 ottobre 2006 — Fratelli Martini & C. SpA, Cargill Srl/Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Ministero della Salute, Ministero delle Attività Produttive
   (Causa C-421/06)
   (2006/C 326/56)
   Lingua processuale: l'italiano
   Giudice del rinvio
   Consiglio di Stato
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrenti: Fratelli Martini & C. SpA, Cargill Srl
   
      Convenuti: Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Ministero della Salute, Ministero delle Attività Produttive
   Questioni pregiudiziali
   
               1)
            
            
               se, in seguito alla sentenza della Corte di giustizia 6 dicembre 2005, emessa nelle cause riunite 453/03,11/04,12/04,194/04, che ha dichiarato parzialmente invalida la direttiva 2002/2 (1), le istituzioni europee che hanno adottato tale direttiva, alla luce dell'art. 233 del Trattato Ce (con riferimento agli atti annullati) siano «tenute a prendere i provvedimenti che l'esecuzione della sentenza della Corte di giustizia comporta»;
            
         
               2)
            
            
               in caso di risposta affermativa al quesito n. 1, se i provvedimenti che le Istituzioni europee sono tenute ad adottare per conformare la direttiva 2002/2 alla citata sentenza della Corte, debbano entrare in vigore prima nell'ordinamento comunitario, per poter consentire agli Stati membri di recepirli nel proprio ordinamento;
            
         
               3)
            
            
               se i provvedimenti di cui al quesito n. 2 debbano essere adottati dalle Istituzioni comunitarie e recepite dagli Stati membri nel rispetto del sopravvenuto regolamento n. 183/2005 (2);
            
         
               4)
            
            
               se il regolamento n. 183/2005, letto in collegamento con gli artt. 8 e 16 del regolamento n. 178/2002 (3), debba essere interpretato nel senso di imporre ai produttori di mangimi il divieto di applicare sui loro prodotti etichette che possano trarre in inganno i consumatori;
            
         
               5)
            
            
               se debbano essere ritenute ingannevoli per i consumatori le etichette applicate sui mangimi, nelle quali le percentuali degli ingredienti in esse riportate possano essere indicate intenzionalmente dai produttori con scostamenti del 15 %, in relazione ad ogni ingrediente contenuto nel prodotto.
            
         
      (1)  GU L 63, p. 23.
   
      (2)  GU L 35, p. 1.
   
      (3)  GU L 31, p. 1.