CELEX: 62012CA0007
Language: it
Date: 2013-06-20 00:00:00
Title: Causa C-7/12: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 20 giugno 2013 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Augstākās tiesas Senāts — Lettonia) — Nadežda Riežniece/Latvijas Republikas Zemkopības ministrija, Lauku atbalsta dienests (Politica sociale — Direttiva 76/207/CEE — Parità di trattamento tra lavoratori di sesso maschile e lavoratori di sesso femminile — Direttiva 96/34/CE — Accordo quadro sul congedo parentale — Soppressione di posti di dipendenti pubblici dovuta a difficoltà economiche nazionali — Valutazione di una lavoratrice che ha fruito di un congedo parentale rispetto a lavoratori restati in servizio attivo — Licenziamento al termine del congedo parentale — Discriminazione indiretta)

3.8.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 225/23
            
         Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 20 giugno 2013 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Augstākās tiesas Senāts — Lettonia) — Nadežda Riežniece/Latvijas Republikas Zemkopības ministrija, Lauku atbalsta dienests
   (Causa C-7/12) (1)
   
   (Politica sociale - Direttiva 76/207/CEE - Parità di trattamento tra lavoratori di sesso maschile e lavoratori di sesso femminile - Direttiva 96/34/CE - Accordo quadro sul congedo parentale - Soppressione di posti di dipendenti pubblici dovuta a difficoltà economiche nazionali - Valutazione di una lavoratrice che ha fruito di un congedo parentale rispetto a lavoratori restati in servizio attivo - Licenziamento al termine del congedo parentale - Discriminazione indiretta)
   2013/C 225/38
   Lingua processuale: il lettone
   
      Giudice del rinvio
   
   Augstākās tiesas Senāts
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Nadežda Riežniece
   
      Convenuto: Latvijas Republikas Zemkopības ministrija, Lauku atbalsta dienests
   
      Oggetto
   
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Augstākās tiesas Senāts — Interpretazione della direttiva 76/207/CEE del Consiglio, del 9 febbraio 1976, relativa all’attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro (GU L 39, pag. 40) e della alla direttiva 96/34/CE del Consiglio, del 3 giugno 1996, concernente l’accordo quadro sul congedo parentale concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES (GU L 145, pag. 4) — Licenziamento di una donna in congedo parentale in occasione del suo rientro sul posto di lavoro prima occupato — Misure adottate per ottimizzare il numero di funzionari a causa di difficoltà economiche nazionali — Valutazione delle qualifiche di una donna in congedo parentale che tiene conto dell’ultima valutazione annuale del lavoro di quest’ultima prima del congedo parentale, rispetto a quella di altri funzionari che hanno continuato ad esercitare le loro funzioni
   
      Dispositivo
   
   La direttiva 76/207/CEE del Consiglio, del 9 febbraio 1976, relativa all’attuazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro, come modificata dalla direttiva 2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, supponendo che molte più donne che uomini fruiscano di un congedo parentale, circostanza che spetta al giudice nazionale verificare, e l’accordo quadro sul congedo parentale, concluso il 14 dicembre 1995, contenuto nell’allegato della direttiva 96/34/CE del Consiglio, del 3 giugno 1996, concernente l’accordo quadro sul congedo parentale concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES, come modificata dalla direttiva 97/75/CE del Consiglio, del 15 dicembre 1997, devono essere interpretati nel senso di ostare a che:
   
               —
            
            
               ai fini della valutazione dei lavoratori nel contesto della soppressione di posti di dipendenti pubblici per difficoltà economiche a livello nazionale, un lavoratore che ha fruito di un congedo parentale sia valutato in sua assenza sulla base di principi e criteri di valutazione che lo pongano in una situazione svantaggiosa rispetto ai lavoratori che non hanno fruito di un congedo del genere; per verificare che ciò non sia avvenuto, il giudice nazionale deve sincerarsi in particolare del fatto che la valutazione riguardi l’insieme dei lavoratori potenzialmente coinvolti dalla misura della soppressione del posto di lavoro, che essa sia fondata su criteri rigorosamente identici a quelli che si applicano ai lavoratori in servizio attivo e che per l’applicazione di tali criteri non sia necessaria la presenza fisica dei lavoratori in congedo parentale, e,
            
         
               —
            
            
               una lavoratrice, che è stata trasferita su un altro posto di lavoro al termine del suo congedo parentale e in esito a tale valutazione, sia licenziata perché questo nuovo posto di lavoro viene soppresso, qualora per il datore di lavoro non fosse impossibile farla tornare sul suo precedente posto di lavoro o qualora il lavoro assegnatole non fosse equivalente o analogo e corrispondente al suo contratto o al suo rapporto di lavoro, in particolare per il fatto che, al momento del trasferimento, il datore di lavoro sapeva che il nuovo posto di lavoro era destinato a essere soppresso, circostanza che spetta al giudice nazionale appurare.
            
         
      (1)  GU C 65 del 3.3.2012.