CELEX: C1999/299/03
Language: it
Date: 1999-10-16 00:00:00
Title: Causa C-182/99 P: Ricorso della Salzgitter AG, società di diritto tedesco, già Preussag Stahl AG, contro la sentenza emessa l'11 marzo 1999 dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) nella causa T-148/94, Preussag AG/Commissione delle Comunità europee, proposto il 18 maggio 1999

16.10.1999             IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 299/3
Ricorso della Salzgitter AG, società di diritto tedesco, già             Motivi e principali argomenti
Preussag Stahl AG, contro la sentenza emessa l’11 marzo
1999 dal Tribunale di primo grado delle Comunità euro-
pee (Seconda Sezione ampliata) nella causa T-148/94,
Preussag AG/Commissione delle Comunità europee, pro-                     — Irregolare composizione della Sezione al momento della
                   posto il 18 maggio 1999                                  decisione (violazione del combinato disposto degli artt. 46
                                                                            e 31 dello Statuto CECA della Corte, nonché dell’art. 32,
                                                                            nn. 1 e 3, dell’art. 33, nn. 3 e 5, e dell’art. 82, n. 2, del
                                                                            regolamento di procedura del Tribunale di primo grado):
                     (Causa C-182/99 P) (*)                                 non sussiste impedimento di un giudice quando, senza
                                                                            motivi cogenti, al termine della trattazione della causa le
                                                                            deliberazioni si svolgono in una situazione caratterizzata
                        (1999/C 299/03)                                     dall’impedimento di uno o più giudici per scadenza del
                                                                            mandato. Anche qualora la composizione della Sezione sia
                                                                            influenzata dal differimento delle deliberazioni, già iniziate,
Il 18 maggio 1999 la Salzgitter AG, società di diritto tedesco,             sussiste violazione della garanzia del giudice naturale. Nel
già Preussag Stahl AG, con gli avv.ti Horst Satzky, dello studio            caso di specie, tra la chiusura della fase orale e la scadenza
legale Hengeler, Mueller, Weitzel e Wirtz, Bockenheimer                     del mandato del presidente di sezione e di un altro giudice
Landstrasse 51, Francoforte sul Meno, e Constantin Frick,                   sono trascorsi 5 mesi e 20 giorni. Non è ravvisabile alcun
Marktstrasse 3, Börsenhof C, Brema, con domicilio eletto in                 motivo per cui tale periodo non sia stato sufficiente per
Lussemburgo presso l’avv. Patrick Weinacht, dello studio legale             consentire loro di effettuare le deliberazioni e concluderle.
Faltz e Kremer, 6, rue Heinrich Heine, ha proposto dinanzi alla             Se per un giudice assegnato alla Sezione fosse sussistito un
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la              motivo di impedimento, tra la chiusura della fase orale e la
sentenza emessa l’11 marzo 1999 dal Tribunale di primo                      scadenza del mandato di uno dei due giudici uscenti,
grado delle Comunità europee (Seconda Sezione ampliata)                     a partecipare alle deliberazioni, avrebbe dovuto essere
nella causa T-148/94, Preussag AG/Commissione delle Comu-                   applicato l’art. 32. n. 1. Con il differimento della decisione
nità europee.                                                               ad un momento successivo alla scadenza del mandato del
                                                                            presidente di Sezione e di un altro giudice la. Sezione si è
                                                                            trovata ad avere una composizione diversa da quelle nella
                                                                            quale avrebbe dovuto decidere la causa entro il 17
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                   settembre 1998. Poiché dalla decisione giudiziale impugna-
                                                                            ta non si evince se essa sia stata adottata all’unanimità, si
                                                                            deve ritenere che la decisione adottata da un collegio
1. annullare la sentenza del Tribunale di primo grado delle                 giudicante diversamente composto sarebbe stata diversa.
    Comunità europee 11 marzo 1999 nella causa T-148/94,
    Preussag Stahl AG/Commissione delle Comunità europee,
    nella parte in cui respinge il ricorso proposto dalla
    Preussag Stahl AG avverso la decisione della Commissione             — Illecita omissione di un mezzo istruttorio (violazione
    16 febbraio 1994, C (94) 321 def., relativa ad un procedi-              dell’art. 24 dello Statuto CECA della Corte in combinato
    mento ai sensi dell’art. 65 del Trattato CECA;                          disposto con l’art. 65 del regolamento di procedura del
                                                                            Tribunale di primo grado): il principio del completo
                                                                            accertamento dei dati della causa avrebbe imposto di
2. annullare o dichiarare nulli gli artt. 1, 3 e 4 della decisione          disporre il mezzo istruttorio proposto dalla ricorrente,
    della Commissione 16 febbraio 1994, C (94) 321 def,                     ossia di verificare, in base al verbale da produrre integral-
    relativa ad un procedimento ai sensi dell’art. 65 del Trattato          mente e in originale, se esso fornisca la prova dell’osservan-
    CECA, nella parte in cui sono stati confermati dalla                    za delle condizioni di validità della decisione impugnata.
    sentenza impugnata;
                                                                         — Accertamento viziato da errore di diritto della regolare
3. condannare la Commissione alle spese del giudizio dinanzi                formazione e del contenuto della decisione da parte del
    al Tribunale di primo grado e del giudizio dinanzi alla                 Tribunale: in base a non verificate asserzioni degli agenti
    Corte di giustizia;                                                     della convenuta il Tribunale ha concluso che il contenuto
                                                                            della decisione emergeva da un documento conservato
                                                                            fisicamente accanto al verbale. Tuttavia, in mancanza
    in subordine:                                                           di una verbalizzazione regolare, il contenuto dell’atto
                                                                            comunitario è dubbio. Inoltre dalle fotocopie del verbale
                                                                            prodotte non risulta se al momento della redazione della
    ridurre l’importo dell’ammenda inflitta alla Preussag Stahl             decisione da parte del collegio dei Commissari il quorum
    AG nell’art. 4 della decisione della Commissione C (94)                 fosse stato raggiunto.
    321, fissato in 8 600 000 Euro dal Tribunale di primo
    grado nel punto 2 del dispositivo della sentenza impugnata;
                                                                         — Violazione dell’art. 65 del Trattato CECA relativamente
    in ulteriore subordine:                                                 alla nozione di «gioco normale della concorrenza»: dal fatto
                                                                            che anche secondo la Direzione generale III un determinato
                                                                            scambio di informazioni tra le imprese siderurgiche era
    rinviare la causa al Tribunale di primo grado delle Comu-               necessario per consentire alla Commissione di svolgere i
    nità europee.                                                           suoi compiti ai sensi del Trattato CECA, il Tribunale
 ---pagebreak--- C 299/4                 IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        16.10.1999
    avrebbe dovuto desumere che il «gioco normale della                  2. annullare gli artt. 1, 3 e 4 della decisione della Commissione
    concorrenza» tutelato dall’art. 65, n. 1, del Trattato CECA             16 febbraio 1994, C (94) 321 def., relativa ad un procedi-
    non può essere lo stesso gioco della concorrenza tutelato              mento ai sensi dell’art. 65 del Trattato CECA concernente
    dall’art. 85, n. 1, del Trattato CE. Era quindi errato                  gli accordi e le pratiche concordate posti in essere dai
    qualificare puramente e semplicemente qualsiasi scambio                 produttori europei di travi, nella parte in cui non sono stati
    di informazioni come limitazione della concorrenza vietata              già annullati dalla sentenza del Tribunale di primo grado
    dall’art. 65, n. 1, del Trattato CECA.                                  11 marzo 1999 nella causa T-141/94;
— Violazione dell’art. 65 del Trattato CECA relativamente                3. condannare la Commissione alle spese del giudizio di
    alla valutazione dello scambio di informazioni: valutando               primo grado e del giudizio dinanzi alla Corte.
    lo scambio di informazioni come fattispecie autonoma di
    un comportamento limitativo della concorrenza ai sensi
    dell’art. 65 del Trattato CECA, si interpreta erratamente
    questa norma. In base a detto articolo lo scambio di                 Motivi e principali argomenti
    informazioni avrebbe dovuto tendere a limitare la concor-
    renza. A torto il Tribunale ha ritenuto sufficiente che le
    informazioni fossero idonee ad influenzare il comporta-              — Violazione dei diritti procedurali, in particolare del princi-
    mento delle imprese. La possibilità di un’influenza sul                 pio dell’inchiesta d’ufficio, del diritto di essere sentiti dal
    comportamento non può equipararsi senz’altro al proposi-               giudice e dal diritto ad un equo procedimento: il Tribunale
    to di limitare la concorrenza.                                          di primo grado ha tenuto in non cale la portata dei diritti
                                                                            procedurali della ricorrente, del suo diritto di essere sentita
                                                                            e del suo diritto ad un equo procedimento, nonché
                                                                            l’obbligo, scaturente dal principio dell’inchiesta d’ufficio, di
(*) Vedi causa C-199/99 P, GU C 204 del 17.7.1999, pag. 32.                 accertare anche i fatti che depongono a favore dell’impresa.
                                                                            Inoltre esso ritiene erroneamente che tali vizi del procedi-
                                                                            mento amministrativo siano stati sanati nel corso del
                                                                            procedimento giudiziario.
                                                                         — Errore di diritto relativamente alla violazione delle forme
                                                                            sostanziali nell’emanazione della decisione da parte della
                                                                            Commissione: considerata l’essenziale importanza dell’os-
                                                                            servanza del principio di collegialità costituisce errore di
                                                                            diritto interpretare un verbale di per sé incongruente
Ricorso della Thyssen Stahl AG contro la sentenza emessa                    nel senso che si deve ammettere l’assenza del numero
l’11 marzo 1999 dal Tribunale di primo grado delle                          necessario di membri della Commissione. Quindi, il Tribu-
Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) nella causa                     nale ha respinto a torto la censura relativa a questo punto
T-141/94, Thyssen Stahl AG/Commissione delle Comunità                       ed ha violato gli artt. 5 e 6 del regolamento interno della
             europee, proposto il 25 maggio 1999                            Commissione del 1993. Costituisce del pari errore di
                                                                            diritto il rigetto della censura di mancata autenticazione,
                                                                            conforme all’art. 16 del regolamento interno della Com-
                      (Causa C-194/99 P) (*)                                missione, del testo della decisione notificato alla ricorrente.
                                                                            Il Tribunale misconosce cosı̀ lo scopo della presunzione di
                         (1999/C 299/04)                                    validità degli atti della Comunità; in caso di violazione di
                                                                            prescrizioni formali nell’adozione di una decisione tale
                                                                            presunzione non osta all’annullamento.
Il 25 maggio 1999 la Thyssen Stahl AG, con l’avv. Frank
Montag, Frehfields Deringer, Bastion Tower, Place du Champs
de Mars 5, Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo                — Violazione degli artt. 65, n. 1, e 33 del Trattato CECA: da
presso l’avv. Aloyse May, 31 Grand Rue, ha proposto dinanzi                 un lato il Tribunale, scostandosi manifestamente dalla
alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso                   decisione della Commissione, ha concluso per la sussisten-
contro la sentenza emessa l’11 marzo 1999 dal Tribunale                     za di un’autonoma infrazione delle norme sulla concorren-
di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione                      za realizzata mediante lo scambio di informazioni (viola-
ampliata) nella causa T-141/94, Thyssen Stahl AG/Commissio-                 zione dell’art. 33 del Trattato CECA). D’altro lato ha violato
ne delle Comunità europee.                                                  l’art. 65, n. 1, del Trattato CECA considerando a torto
                                                                            come autonoma infrazione delle norme sulla concorrenza
                                                                            il monitoraggio degli ordini e delle consegne pur non
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                   potendo accertare ineccepibilmente l’anticoncorrenzialità
                                                                            del puro e semplice scambio di informazioni. Infine ha
                                                                            tenuto in non cale il fatto che il controverso scambio di
1. annullare la sentenza del Tribunale di primo grado delle                 informazioni era necessario nell’ambito del sistema di
    Comunità europee (Seconda Sezione ampliata) 11 marzo                    sorveglianza attuato dalla Commissione, in base alla deci-
    1999 nella causa T-141/94, nella parte in cui fissa                     sione n. 2448/88, dal 1o luglio 1988 al 20 giugno 1990 e
    un’ammenda di 4 400 000 Euro a carico della ricorrente                  per i programmi di stima preventiva da redigere a tale
    (punto 2 del dispositivo), respinge il ricorso (punto 3 del             scopo e costituiva quindi parte della situazione obiettiva-
    dispositivo) e pone a carico della ricorrente le sue spese e            mente voluta dalla DG III, di cui non si poteva non tener
    la metà delle spese sostenute dalla Commissione (punto 4                conto nel giudicare il comportamento controverso come
    del dispositivo);                                                       infrazione delle regole di concorrenza.