CELEX: 32012B0546
Language: it
Date: 2012-05-10 00:00:00
Title: 2012/546/UE, Euratom: Decisione del Parlamento europeo, del 10 maggio 2012 , sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010, sezione III — Commissione

17.10.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 286/29
            
         DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   del 10 maggio 2012
   sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010, sezione III — Commissione
   (2012/546/UE, Euratom)
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   
               —
            
            
               visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010 (1),
            
         
               —
            
            
               visti i conti annuali definitivi dell’Unione europea relativi all’esercizio 2010 [COM(2011)473 — C7-0256/2011] (2),
            
         
               —
            
            
               visti la relazione della Commissione sul seguito da dare al discarico per l’esercizio 2009 [COM(2011)736] e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che accompagnano tale relazione [SEC(2011)1350 e SEC(2011)1351],
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione della Commissione del 1o giugno 2011 dal titolo «Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2010» [COM(2011)323],
            
         
               —
            
            
               visti la relazione annuale della Commissione sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2010, presentata all’autorità competente per il discarico [COM(2011)643], e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna tale relazione [SEC(2011)1189],
            
         
               —
            
            
               viste la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2010 e le sue relazioni speciali, accompagnate dalle risposte delle istituzioni (3),
            
         
               —
            
            
               vista la dichiarazione (4) attestante l’affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
            
         
               —
            
            
               vista la raccomandazione del Consiglio del 21 febbraio 2012 sul discarico da dare alla Commissione per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010 [06081/1/2012 — C7-0053/2012],
            
         
               —
            
            
               visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e l’articolo 106 bis del trattato Euratom,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (5), in particolare gli articoli 55, 145, 146 e 147,
            
         
               —
            
            
               visti l’articolo 76 e l’allegato VI del suo regolamento,
            
         
               —
            
            
               visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A7-0098/2012),
            
         
               A.
            
            
               considerando che, a norma dell’articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi, e che, a norma dell’articolo 317 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, espleta tali compiti in cooperazione con gli Stati membri sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria;
            
         
               1.
            
            
               concede il discarico alla Commissione per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010;
            
         
               2.
            
            
               esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante delle decisioni sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010, sezione III — Commissione e agenzie esecutive e nella sua risoluzione del 10 maggio 2012 sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l’esercizio 2010 (6);
            
         
               3.
            
            
               incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione e le risoluzioni che ne costituiscono parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (serie L).
            
         
      
         
            Il presidente
         
         Martin SCHULZ
      
      
         
            Il segretario generale
         
         Klaus WELLE
      
   
   
      (1)  GU L 64 del 12.3.2010.
   
      (2)  GU C 332 del 14.11.2011, pag. 1.
   
      (3)  GU C 326 del 10.11.2011, pag. 1.
   
      (4)  GU C 332 del 14.11.2011, pag 134.
   
      (5)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
   
      (6)  Testi approvati, P7_TA(2012)0154 (cfr. pag. 68 della presente Gazzetta ufficiale).
    ---documentbreak--- 
   
               17.10.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 286/31
            
         RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   del 10 maggio 2012
   recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010, sezione III — Commissione e agenzie esecutive
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   
               —
            
            
               visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010 (1),
            
         
               —
            
            
               visti i conti annuali definitivi dell’Unione europea relativi all’esercizio 2010 [COM(2011) 473 — C7-0256/2011] (2),
            
         
               —
            
            
               visti la relazione della Commissione sul seguito da dare al discarico per l’esercizio 2009 [COM(2011)736] e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che accompagnano tale relazione [SEC(2011)1350 e SEC(2011)1351],
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione della Commissione, del 1o giugno 2011, dal titolo «Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2010» [COM(2011)323],
            
         
               —
            
            
               visti la relazione annuale della Commissione sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2010, presentata all’autorità competente per il discarico [COM(2011)643], e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna tale relazione [SEC(2011)1189],
            
         
               —
            
            
               viste la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2010 e le sue relazioni speciali, accompagnate dalle risposte delle istituzioni (3),
            
         
               —
            
            
               vista la dichiarazione (4) attestante l’affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
            
         
               —
            
            
               vista la raccomandazione del Consiglio, del 21 febbraio 2012, sul discarico da dare alla Commissione per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010 [06081/1/2012 — C7-0053/2012], e rilevando che il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Svezia hanno rifiutato per la prima volta di raccomandare l’approvazione del discarico,
            
         
               —
            
            
               vista la raccomandazione del Consiglio, del 21 febbraio 2012, sul discarico da dare alle agenzie esecutive per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2010 [06084/2012 — C7-0052/2012], e rilevando che il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Svezia hanno rifiutato per la prima volta di raccomandare l’approvazione del discarico,
            
         
               —
            
            
               visti gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e l’articolo 106 bis del trattato Euratom,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (5), in particolare gli articoli 55, 145, 146 e 147,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari (6), in particolare l’articolo 14, paragrafi 2 e 3,
            
         
               —
            
            
               visti l’articolo 76 e l’allegato VI del suo regolamento,
            
         
               —
            
            
               visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A7-0098/2012),
            
         
               A.
            
            
               considerando che l’Europa sta affrontando una grave crisi di bilancio e finanziaria, che può provocare una crisi di fiducia nei confronti dell’Unione, e che è di fondamentale importanza che l’Unione dia l’esempio in materia di buona gestione pubblica tramite la Commissione, che si occupa dell’esecuzione del bilancio dell’Unione; considerando che la buona gestione pubblica è un elemento necessario ai fini del mantenimento della nota AAA dell’Unione europea, che è importante in particolare per tener fede all’impegno di garantire un importo di 60 000 000 000 EUR per il Meccanismo europeo di stabilità finanziaria;
            
         
               B.
            
            
               considerando che il 2010 è il primo esercizio interamente coperto dal trattato di Lisbona, con nuove procedure di bilancio e l’istituzione del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), nonché del Consiglio europeo, oltre alla presidenza di turno del Consiglio; considerando che il 2010 è anche il primo anno della nuova strategia Europa 2020;
            
         
               C.
            
            
               considerando che ai fini del buon governo è necessario fissare gli obiettivi politici prima di adottare gli strumenti giuridici per il loro conseguimento e che gli strumenti giuridici vigenti che non sono pienamente conformi agli obiettivi devono essere modificati;
            
         
               D.
            
            
               considerando che quando sono in gioco fondi pubblici è necessario prevedere disposizioni adeguate in materia di trasparenza, rendicontabilità e audit pubblico; considerando che, per il diciassettesimo anno consecutivo, la Corte dei conti non è stata in grado di presentare una dichiarazione di affidabilità positiva sul bilancio dell’Unione;
            
         
               E.
            
            
               considerando che l’articolo 287, paragrafo 1, secondo comma, TFUE impone alla Corte dei conti di presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una dichiarazione in cui attesta l’affidabilità dei conti e la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, e stabilisce altresì che detta dichiarazione può essere completata da valutazioni specifiche per ciascuno dei settori principali dell’attività dell’Unione;
            
         
               F.
            
            
               considerando che oltre il 90 % degli errori sono rilevati al di fuori della Commissione al livello delle autorità degli Stati membri e dei beneficiari finali (relazione annuale, punto 1.22);
            
         
               G.
            
            
               considerando che nella maggioranza dei casi in cui sono stati rilevati errori nel settore della politica di coesione, le autorità degli Stati membri disponevano di informazioni sufficienti per rilevare e correggere gli errori prima di certificare la spesa alla Commissione (relazione annuale, punto 4.25);
            
         
               H.
            
            
               considerando che è necessario distinguere tra le autorità nazionali che hanno istituito sistemi di supervisione e controllo funzionanti e le autorità nazionali che sono responsabili di sistemi solo parzialmente efficaci, al fine di evitare oneri aggiuntivi per tutti gli Stati membri;
            
         
               I.
            
            
               considerando che la mancanza di un serio interesse da parte degli Stati membri per la procedura di discarico potrebbe essere dovuta all’insufficienza degli sforzi compiuti dalla Commissione per individuare pubblicamente, in modo chiaro e inequivocabile e con prove sufficienti gli Stati membri, le regioni e i programmi che non raggiungono risultati soddisfacenti nella gestione dei fondi europei;
            
         
               J.
            
            
               considerando che le dichiarazioni nazionali obbligatorie sulla gestione, rilasciate e firmate a livello ministeriale e debitamente controllate da un revisore esterno, costituiscono uno strumento necessario per contrastare la mancanza di responsabilità di alcune autorità nazionali per quanto concerne l’utilizzo e la gestione dei fondi europei;
            
         
               K.
            
            
               considerando che il maggiore ricorso ai prefinanziamenti da parte della Commissione ha implicazioni per lo svolgimento degli audit della Corte dei conti e che la Corte dei conti potrebbe adattare la sua metodologia a questa nuova situazione al fine di garantire l’utilità delle sue informazioni per l’autorità di discarico;
            
         
               L.
            
            
               considerando che l’Unione ha più che mai bisogno di un forte, indipendente ed efficiente organo di revisori contabili realmente esterno, il che ovviamente significa che — per rispetto dei contribuenti — i membri della Corte dei conti non dovrebbero mai essere designati per ragioni politiche ma soltanto per merito professionale;
            
         
               M.
            
            
               considerando che il ricorso a strumenti finanziari innovativi e complessi deve essere controbilanciato da una piena trasparenza, tra cui la pubblicazione dei dati completi di tutti i beneficiari finali, e da norme chiare in materia di rendicontazione, onde evitare qualsiasi rischio per il bilancio e la reputazione dell’Unione;
            
         
               N.
            
            
               considerando che gli Stati membri devono cooperare con la Commissione per garantire che gli stanziamenti siano utilizzati in conformità dei principi di sana gestione finanziaria;
            
         
               O.
            
            
               considerando che gli Stati membri, anche se hanno una struttura federale, sono responsabili di fronte al mondo esterno e all’Unione;
            
         
               P.
            
            
               considerando che è necessario affrontare in modo più efficace le questioni relative alla conformità e all’esecuzione per rafforzare la legittimità dell’Unione;
            
         
               Q.
            
            
               considerando che l’evoluzione costante della dichiarazione di affidabilità della Corte dei conti nei corso degli anni ha permesso di identificare i settori in cui la gestione degli Stati membri e della Commissione va migliorata;
            
         
               R.
            
            
               considerando che la Corte dei conti ancora una volta non è stata in grado di fornire una dichiarazione di affidabilità positiva per quanto riguarda la legittimità e la regolarità dei pagamenti, il che è deplorevole;
            
         
      Azioni prioritarie per la Commissione
   
   
               1.
            
            
               invita la Commissione a presentare al Parlamento un piano d’azione per la realizzazione delle seguenti azioni prioritarie:
               
                           —
                        
                        
                           un attento monitoraggio dell’uso degli strumenti di ingegneria finanziaria (SIF) di cui al paragrafo 21 della presente risoluzione,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il miglioramento e il rafforzamento dell’affidabilità della catena di responsabilità, di cui al paragrafo 36 della presente risoluzione,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il riesame del maggiore ricorso ai prefinanziamenti, di cui al paragrafo 56 della presente risoluzione,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la creazione di un efficace meccanismo sanzionatorio nel settore della politica di coesione, di cui al paragrafo 124 della presente risoluzione;
                        
                     
         
      La dichiarazione di affidabilità della Corte dei conti
   
   
      Affidabilità dei conti — giudizio senza riserve
   
   
               2.
            
            
               constata che i conti annuali dell’Unione per l’esercizio finanziario 2010 presentano un’immagine fedele, sotto tutti gli aspetti rilevanti, della situazione finanziaria dell’Unione al 31 dicembre 2010 e dei risultati delle operazioni e dei flussi di cassa per l’esercizio chiuso a tale data;
            
         
               3.
            
            
               prende atto del paragrafo di enfasi concernente una modifica della politica contabile della Commissione relativa agli strumenti di ingegneria finanziaria (SIF), secondo cui i rischi di inesattezze rilevanti permangono sebbene i conti abbiano ottenuto un giudizio senza riserve dal 2007; invita la Commissione a esaminare annualmente se il nuovo meccanismo adottato rispecchia fedelmente la realtà soggiacente;
            
         
      Legittimità e regolarità delle entrate — giudizio senza riserve
   
   
               4.
            
            
               prende atto con soddisfazione che le entrate su cui sono basati i conti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2010 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittime e regolari;
            
         
      Legittimità e regolarità degli impegni — giudizio senza riserve
   
   
               5.
            
            
               prende atto con soddisfazione che gli impegni su cui sono basati i conti per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2010 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittimi e regolari;
            
         
      Legittimità e regolarità dei pagamenti — giudizio negativo
   
   
               6.
            
            
               esprime profondo rammarico per il fatto che i pagamenti sono ancora inficiati da errori in misura rilevante;
            
         
               7.
            
            
               constata che il giudizio negativo della Corte dei conti si basa sull’osservazione che i sistemi di supervisione e controllo sono solo parzialmente efficaci e che, di conseguenza, i pagamenti sono inficiati da un tasso di errore che si attesta con ogni probabilità al 3,7 %;
            
         
               8.
            
            
               ricorda che il tasso di errore più probabile per i pagamenti nell’esercizio finanziario 2009 era stimato al 3,3 %;
            
         
               9.
            
            
               è preoccupato per questo aumento, in quanto esso inverte la tendenza positiva registrata negli ultimi anni; invita la Commissione a conseguire una tendenza verso un calo costante del tasso di errore, come richiesto in precedenti relazioni sul discarico;
            
         
               10.
            
            
               imputa questa evoluzione principalmente al forte aumento del 7,7 % del tasso di errore più probabile registrato nel settore della coesione, dell’energia e dei trasporti;
            
         
      Questioni orizzontali
   
   
      Strumenti di ingegneria finanziaria (SIF)
   
   
               11.
            
            
               ricorda che la Commissione sostiene un maggiore ricorso agli SIF nel prossimo quadro finanziario pluriennale (7), sebbene essa stessa riconosca che si tratta di strumenti ad alto rischio (8); rileva che gli SIF integrano, piuttosto di sostituire, i finanziamenti esistenti e presentano il vantaggio di poter essere utilizzati più di una volta;
            
         
               12.
            
            
               è profondamente preoccupato per la mancanza di informazioni sull’esecuzione degli attuali SIF che risulta riguardare tutti i settori (relazione annuale, punti 1.31 e 1.33);
            
         
               13.
            
            
               si rammarica per l’assenza di obblighi formali di fornire informazioni e prende atto degli sforzi compiuti dalla Commissione per ottenere informazioni dagli Stati membri sull’attuale ricorso agli SIF nel quadro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR); accoglie con favore la relazione di sintesi sulle informazioni raccolte dalla Commissione sugli «Strumenti di ingegneria finanziaria applicati dagli Stati membri con i contributi del FESR — situazione al 31 dicembre 2010» (relazione di sintesi sugli SIF), che è stata presentata alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo; osserva che sono stati creati SIF con una dotazione complessiva pari a circa 8 100 000 000 EUR e che, alla fine del 2010, i pagamenti eseguiti dai programmi operativi 2007-2013 a favore di tali strumenti ammontavano a circa 5 200 000 000 EUR (relazione annuale, punto 4.32);
            
         
               14.
            
            
               deplora che la Commissione abbia ricevuto informazioni solo su circa il 75 % dei contributi totali destinati agli SIF per le imprese (9); è preoccupato per il fatto che le informazioni pervenute dagli Stati membri differiscono in termini di completezza e precisione e che un numero limitato di Stati membri o di regioni non hanno fornito un feedback o non hanno compilato i formulari per il monitoraggio; rileva che ciò impedisce alla Commissione di coprire tutti gli SIF al 31 dicembre 2010;
            
         
               15.
            
            
               sottolinea che:
               
                           —
                        
                        
                           il numero esatto e il volume dei fondi specifici creati
                           [la Commissione stima che in Francia e in Italia esistano circa 92 fondi specifici, per i quali non sono pervenute relazioni di controllo o sono disponibili solo informazioni insufficienti, oltre ai quasi 300 fondi specifici per i quali sono disponibili informazioni (10)],
                        
                     
                           —
                        
                        
                           gli indicatori con livelli obiettivo sull’efficacia degli SIF
                           [ad esempio, il numero di investimenti nelle piccole e medie imprese, i posti di lavoro creati o salvaguardati, le risorse addizionali mobilizzate a livello di impresa o di fondo specifico (11)], e
                        
                     
                           —
                        
                        
                           gli indicatori sull’efficienza e l’economia degli SIF
                           [ad esempio, i costi di gestione e la questione se essi forniscono incentivi per un migliore utilizzo dei fondi, informazioni sull’entrata e l’uscita dai fondi, e informazioni sulle rimanenze dei fondi al termine del periodo di programmazione (12)]
                        
                     sono elementi importanti e indispensabili per poter valutare il ricorso agli SIF, e si rammarica profondamente che queste informazioni non siano ancora pienamente disponibili;
            
         
               16.
            
            
               prende atto e si rammarica delle osservazioni della Corte dei conti, principalmente nel settore della politica di coesione, per quanto riguarda la dotazione eccessiva degli SIF che consente di eludere la regola n + 2 [relazione annuale, esempio 4.4, a)], i ritardi e la lentezza dell’esecuzione degli SIF [relazione annuale, esempio 4.4, b)], la disposizione irregolare in materia di liquidazione [relazione annuale, esempio 4.4, c)], i contributi finanziari versati mediante un unico pagamento non appena costituita la struttura giuridica dello SIF (relazione annuale, punto 4.34) e i problemi per l’esecuzione di verifiche adeguate sugli SIF (relazione annuale, punti 4.35 e 4.36);
            
         
               17.
            
            
               ritiene che tali constatazioni abbiano origine dalla base giuridica inadeguata per gli SIF; è preoccupato per il fatto che le regole applicabili a questi strumenti non prevedono incentivi appropriati per un loro utilizzo efficace; è altresì preoccupato per il fatto che essi lasciano un eccessivo margine di flessibilità per gli Stati membri; plaude, tuttavia, ai recenti miglioramenti nella definizione di una base giuridica per gli SFI; evidenzia le seguenti principali lacune nella base giuridica che, all’epoca, era un regolamento del Consiglio (13):
               
                           —
                        
                        
                           disposizioni insufficienti per favorire una rapida applicazione degli SIF,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           disposizioni insufficienti sugli obblighi relativi all’effetto leva e al carattere rinnovabile degli SIF,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           disposizioni insufficienti per evitare le dotazioni eccessive,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           disposizioni insufficienti per mettere in atto modalità per le spese di gestione che creino incentivi a utilizzare gli SIF nel modo più efficiente possibile,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           disposizioni insufficienti sulle rimanenze dei fondi al termine del periodo di programmazione,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           condizioni di ammissibilità poco chiare per il capitale di esercizio,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           possibilità di ricorso ingiustificato al trattamento preferenziale del settore privato;
                        
                     
         
               18.
            
            
               condivide il parere della Corte dei conti secondo cui le risorse restituite agli strumenti finanziari e gli introiti ottenuti da questi ultimi non dovrebbero essere riassegnati prima della chiusura del programma operativo, bensì dovrebbero essere restituiti ai rispettivi strumenti finanziari [parere della Corte dei conti n. 7/2011 (14), pag. 11]; si attende che tale raccomandazione sia tenuta seriamente in considerazione nell’ambito della procedura legislativa relativa alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sugli strumenti strutturali [COM(2011)615 — 2011/0276(COD)];
            
         
               19.
            
            
               si compiace del fatto che gli articoli 130 e 131 della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio annuale dell’Unione [COM(2010)815 — 2010/0395(COD)] prevedono la possibilità di determinare la durata degli strumenti finanziari; chiede alla Commissione di presentargli una sintesi delle misure in grado di prevenire i rischi per il bilancio dell’Unione posti dagli SFI;
            
         
               20.
            
            
               constata che gli SIF sono presenti anche in altri settori; ritiene che senza un coordinamento adeguato questi strumenti rischino di sovrapporsi e di essere utilizzati in modo incoerente; invita pertanto la Corte dei conti a effettuare un controllo trasversale degli SIF in tutti i settori;
            
         
               21.
            
            
               invita la Commissione a considerare come un’azione prioritaria un attento monitoraggio dell’uso degli SIF, in particolare attraverso:
               
                           —
                        
                        
                           una valutazione obiettiva e critica dell'uso fatto finora degli SIF nel quadro della politica di coesione nel periodo di programmazione 2007-2013, tenendo conto in particolare delle osservazioni della Corte dei conti, nonché degli insegnamenti e delle conclusioni che ne derivano, e la presentazione al Parlamento di una relazione sui risultati della valutazione;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la fornitura di una valutazione del rischio che esamini i diversi SFI distintamente e che tenga conto della struttura di rischio del beneficiario di SFI;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il completamento del processo di raccolta delle informazioni presso gli Stati membri sulle questioni che non sono state ancora trattate interamente, quali il numero esatto e il volume dei fondi specifici e gli indicatori pertinenti sull’efficacia, l’efficienza e l’economia degli SIF; la messa a punto di meccanismi intesi a far rispettare agli Stati membri i loro obblighi d’informativa;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la presentazione di una relazione annuale al Parlamento, nel contesto della procedura di discarico, sull’uso degli SIF negli Stati membri, inclusi gli indicatori sull’efficacia, l’efficienza e l’economia degli SIF, e sulle modalità con cui la Commissione coordina, garantisce la coerenza e limita il rischio di sovrapposizioni tra i diversi settori di attività;
                        
                     
         
      Responsabilità della Commissione e prese di posizione dei suoi responsabili
   
   
               22.
            
            
               rammenta che, a norma dell’articolo 317 del TFUE, la Commissione dà esecuzione al bilancio «sotto la propria responsabilità»; sottolinea che quando la Commissione esegue il bilancio mediante gestione concorrente, le funzioni di esecuzione sono delegate agli Stati membri, a norma dell’articolo 53 ter del regolamento finanziario;
            
         
               23.
            
            
               ribadisce (15) che incombe pertanto alla Commissione la responsabilità primaria in materia di gestione dei fondi dell’Unione in questione e che, di conseguenza, la Commissione è tenuta ad adottare misure che garantiscano la legittimità e la regolarità nonché la sana gestione finanziaria;
            
         
               24.
            
            
               sottolinea l’impossibilità che la Commissione trasferisca la propria responsabilità finanziaria agli Stati membri, anche qualora siano state riscontrate carenze manageriali o irregolarità al livello di uno Stato membro;
            
         
               25.
            
            
               è del parere che un uso razionale dei termini «gestione concorrente» debba fondarsi sul principio fondamentale secondo cui l’Unione delega alcune delle sue competenze agli Stati membri e che questi ultimi sono obbligati a svolgere la loro parte di lavoro conformemente agli atti normativi dell’Unione; chiede la piena attuazione del punto 44 dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 concluso tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (16); ritiene che le sintesi annuali delle revisioni contabili e delle dichiarazioni disponibili debbano essere rese pubbliche onde contribuire a migliorare la gestione del bilancio dell’Unione;
            
         
               26.
            
            
               rileva lo stretto nesso tra la responsabilità ultima della Commissione per l’esecuzione del bilancio e il significato della procedura di discarico; sottolinea che la responsabilità ultima della Commissione in materia di esecuzione del bilancio copre anche le carenze dei sistemi di gestione e di controllo degli Stati membri;
            
         
               27.
            
            
               sottolinea che la responsabilità finanziaria è e resterà indivisibile e rammenta l’articolo 53 ter, paragrafo 4, del regolamento finanziario, secondo cui «per assicurarsi che l’impiego dei fondi sia conforme alla normativa pertinente, la Commissione ricorre a procedure di liquidazione dei conti o a meccanismi di rettifiche finanziarie che le permettano di assumere la responsabilità finale nell’esecuzione del bilancio» (evidenziazione aggiunta);
            
         
               28.
            
            
               sottolinea in tale contesto l’importanza delle prese di posizione dei responsabili della gestione in seno alla Commissione; prende atto, tuttavia, delle osservazioni generali della Corte dei conti in merito alle relazioni annuali di attività della Commissione, in cui si rileva l’assenza di linee guida sul calcolo del tasso d’errore residuo o del rischio residuo; constata inoltre che tali elementi hanno assunto importanza all’atto di stabilire se la necessità o meno di formulare una riserva (relazione annuale, punti 1.19 e 1.20); teme che ciò si traduca in un’applicazione incoerente tra le diverse direzioni generali;
            
         
               29.
            
            
               prende atto altresì delle osservazioni della Corte dei conti in merito alle seguenti relazioni annuali di attività (RAA):
               
                           —
                        
                        
                           la riserva riguardo alle misure di sviluppo rurale nell’ambito dell’asse 2 non avrebbe dovuto essere sciolta (relazione annuale, punto 3.53); il calcolo dei tassi d’errore residuo per i programmi di aiuto presenta diverse carenze (relazione annuale, punto 3.54);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’importo a rischio stimato che figura nelle relazioni annuali di attività della direzione generale della Politica regionale (DG REGIO) e della direzione generale dell’Occupazione, degli affari sociali e dell’inclusione (DG EMPL) potrebbe essere stato sottovalutato (relazione annuale, allegato 4.3);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il calcolo del tasso di errore residuo figurante nelle relazioni annuali di attività della direzione generale dell’Allargamento riguarda appena il 30 % dei pagamenti effettuati (relazione annuale, punto 5.33);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la relazione annuale di attività di EuropeAid fornisce soltanto una valutazione parzialmente corretta della gestione finanziaria sotto il profilo della regolarità (relazione annuale, punto 5.34);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           avrebbe dovuto inoltre essere mantenuta la riserva in merito al Sesto programma quadro figurante nella relazione annuale di attività della direzione generale della Società dell’informazione e dei media (relazione annuale, punto 6.47);
                        
                     
         
               30.
            
            
               rammenta alla Commissione che tutte le riserve figurano in allegato alla sua relazione di sintesi e sottolinea che, con l’adozione di tale «relazione di sintesi, la Commissione assume la completa responsabilità politica della gestione operata dai propri direttori generali e capi servizio, sulla base delle garanzie di affidabilità e delle riserve da loro espresse nelle relazioni annuali di attività» (17);
            
         
               31.
            
            
               sottolinea che in tal modo il Collegio e i Commissari si assumono la responsabilità finale per l’affidabilità e la completezza delle riserve formulate dai direttori generali e dai capi unità che fungono da «ordinatori delegati», rilevando altresì che la delega non esonera in alcun modo il Collegio e i Commissari dalla responsabilità finale;
            
         
               32.
            
            
               prende atto delle osservazioni della Corte dei conti in merito al parere generale del revisore interno e ritiene che, in assenza di un riesame sostanziale che tenga conto dei rilievi della Corte dei conti, l’utilità del parere generale resterà limitata;
            
         
               33.
            
            
               esprime preoccupazione per le osservazioni formulate dalla Corte dei conti riguardo alle relazioni annuali di attività e alla relazione di sintesi (relazione annuale, punti 1.17 — 1.25); ritiene che tali osservazioni debbano essere affrontate tempestivamente per salvaguardare il valore di tali documenti quali strumenti di rendicontazione; riconosce, nondimeno, che il calcolo di un tasso di errore residuo rappresenta soltanto uno dei metodi utilizzati dalla Commissione per la stima dell’importo a rischio; chiede alla Commissione di fornire orientamenti coerenti che andranno applicati da tutte le direzioni generali;
            
         
               34.
            
            
               prende atto del Libro verde della Commissione sul quadro dell’Unione europea in materia di governo societario (18) per il settore privato; constata inoltre i sostanziali progressi compiuti dalla Commissione per quanto riguarda l’adeguatezza della propria gestione interna in seguito alle vicende che hanno condotto alle dimissioni della Commissione Santer nel 1999;
            
         
               35.
            
            
               prende atto della dichiarazione sulla governance adottata dalla Commissione il 30 maggio 2007, che riguarda il funzionamento interno di tale istituzione, illustrandone le modalità di direzione e controllo nonché di interrelazione con i propri soggetti interessati; incoraggia la Commissione a migliorare ulteriormente la propria governance aziendale e a notificare all’autorità competente per il discarico le azioni e le misure adottate, in particolare:
               
                           —
                        
                        
                           incorporando quegli elementi del governo societario richiesti o proposti dal diritto societario dell’Unione che sono di pertinenza per le istituzioni della stessa;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           adottando misure che consentano al presidente di firmare i conti e di corredare questi ultimi:
                           
                                       i)
                                    
                                    
                                       di una descrizione dei rischi e delle incertezze che potrebbero incidere sul conseguimento degli obiettivi strategici, nonché di una dichiarazione in cui il presidente, unitamente al Collegio dei Commissari, accetta la responsabilità della gestione del rischio; nonché
                                    
                                 
                                       ii)
                                    
                                    
                                       di una dichiarazione ufficiale sul governo societario che indichi chiaramente a quali norme internazionali di governo societario aderisce la Commissione, unitamente a una spiegazione obiettiva e completa dei casi in cui è necessario distaccarsi dalle raccomandazioni del codice di governo societario (principio del «comply or explain»);
                                    
                                 
                     
         
               36.
            
            
               invita la Commissione a considerare prioritari il miglioramento e il rafforzamento della catena di responsabilità, anche mediante:
               
                           —
                        
                        
                           la messa a disposizione della commissione per il controllo dei bilanci di un quadro esaustivo delle sintesi annuali degli Stati membri; si rammarica del fatto che la Commissione non abbia finora fornito alcuna informazione sulle sintesi annuali, dal momento che, ignorando completamente il contenuto delle sintesi annuali, è impossibile considerare queste ultime dichiarazioni nazionali di gestione;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il rilascio di una dichiarazione politica in cui accetta la propria irresponsabilità ultima e generale per l’esecuzione del bilancio, ivi inclusa la parte di bilancio eseguita tramite gestione concorrente;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’aggiunta della firma del commissario competente alla RAA;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la stesura delle RAA nel rispetto del principio di obiettività, evitando previsioni ottimistiche;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la fornitura alle direzioni generali di orientamenti obbligatori, esaustivi e pertinenti, in particolare per quanto riguarda le modalità di previsione dei tassi di errore residuo e del rischio residuo in base al principio della prudenza;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’inserimento in ciascuna RAA di una motivazione esaustiva e affidabile del rapporto tra rischio residuo o tasso di errore residuo e il tasso di errore della Corte dei conti; chiede alla Commissione, in stretta collaborazione con la Corte dei conti, di esaminare la possibilità di allineare la propria metodologia di calcolo del tasso di errore residuo con quella utilizzata dalla Corte dei conti per individuare il tasso di errore più probabile;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           un riesame della metodologia alla base del parere generale del revisore interno e provvedimenti tesi a ovviare alle carenze individuate dalla Corte dei conti;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           un’analisi volta a determinare l’eventuale possibilità di migliorare il sistema di governance della Commissione, tenendo conto del suddetto Libro verde sul quadro dell’Unione europea in materia di governo societario per il settore privato;
                        
                     
         
      Scuole europee
   
   
               37.
            
            
               deplora che, malgrado le ingenti risorse di bilancio previste per le scuole europee, queste ultime continuino a non espletare il loro compito principale di garantire la disponibilità di posti sufficienti nelle lingue richieste e in prossimità dei luoghi di lavoro e di residenza dei funzionari, avendo invece ampliato le loro attività ad altri settori dell’istruzione;
            
         
               38.
            
            
               riconosce che uno dei problemi fondamentali risiede nelle strutture decisionali e di finanziamento della convenzione sulle scuole europee; invita pertanto la Commissione a esaminare insieme agli Stati membri l’eventuale revisione di tale convenzione e a riferire entro il 31 dicembre 2012 sui progressi compiuti; le chiede nel frattempo di intensificare gli sforzi per conseguire i suddetti obiettivi mediante un impiego più oculato delle risorse di bilancio stanziate;
            
         
      Amministrazione della Commissione
   
   
               39.
            
            
               invita la Commissione a precisare i propri piani di trasloco, i costi che ne deriverebbero, l’entità degli spazi per uffici che verrebbero liberati e degli spazi aggiuntivi, nonché il numero di funzionari interessati nelle rispettive direzioni generali;
            
         
               40.
            
            
               chiede che la Commissione completi senza indugio l’esercizio di riclassificazione di tutti gli agenti temporanei dell’OLAF con controllo a durata indeterminata, come annunciato dal commissario Šefčovič nel questionario di preparazione del presente discarico (19);
            
         
               41.
            
            
               rileva che nel 2010, durante la procedura per l’approvazione dell’orario di lavoro flessibile (flexitime) e di congedi compensativi per prestazioni volontarie, la Commissione ha approvato circa 90 000 giorni supplementari di congedo per il proprio personale, il che equivale a circa 445 posti, sebbene l’articolo 56 dello statuto dei funzionari preveda che il lavoro straordinario effettuato da personale di grado AD5/AST5 non dia diritto a compensazione; chiede che sia precisato il costo totale per il contribuente dei congedi compensativi;
            
         
      Responsabilità degli Stati membri
   
   
               42.
            
            
               rammenta che, ai sensi dell’articolo 317 TFUE, la Commissione europea dà esecuzione al bilancio «sotto la propria responsabilità» ma anche «in cooperazione con gli Stati membri»;
            
         
               43.
            
            
               sottolinea che i due ambiti di intervento soggetti ai più elevati tassi di errore («Coesione, trasporti ed energia» e «Agricoltura e risorse naturali») vengono attuati mediante gestione concorrente e deplora il fatto che i loro tassi di errore più probabili stimati ammontino, rispettivamente, al 7,7 % e al 2,3 %;
            
         
               44.
            
            
               si compiace in tale contesto del fatto che la Commissione abbia analizzato gli errori segnalati dalla Corte dei conti per gli esercizi 2006-2009, analisi in cui si evidenzia per la prima volta che, per quanto riguarda il FESR e il Fondo di coesione, tre Stati membri (Spagna, Italia e Regno Unito) hanno contribuito per il 59 % agli errori cumulativi quantificabili riscontrati nel periodo in questione e che, per quanto riguarda il FSE, quattro Stati membri (Spagna, Portogallo, Regno Unito e Germania) sono responsabili del 68 % degli errori quantificabili complessivamente rilevati nel periodo in questione nel settore della politica di coesione (20); rileva che, per quanto riguarda il FESR e il Fondo di coesione, la maggior parte degli errori riscontrati in Italia riguardavano le regioni Calabria, Campania e Puglia e che in Spagna un piccolo numero di programmi operativi nelle regioni di Andalusia, Valencia e Castiglia-La Mancia erano all’origine del 75 % degli errori riscontrati in Spagna (21); osserva inoltre che anche la Spagna e l’Italia hanno contribuito in maniera significativa al tasso di errore dell’esercizio 2010;
            
         
               45.
            
            
               rileva che i problemi riscontrati in Italia in relazione al FESR «riguardano le carenze sistemiche individuate al livello delle autorità di audit e di gestione», nonché «l’applicazione delle norme in materia di appalti pubblici e selezione dei progetti, tra cui l’ammissibilità di progetti retroattivi» (22); rileva inoltre che in Spagna la ragione dei problemi risiede nella complessità del sistema di gestione e di controllo che «può comportare in pratica una ripartizione opaca delle responsabilità come pure l’assenza di un’efficace vigilanza da parte dell’autorità di gestione» (23);
            
         
               46.
            
            
               rammenta che i ministri delle finanze di Grecia, Italia e Spagna sono stati invitati a uno scambio di opinioni presso la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento e deplora che nessuno dei suddetti ministri si sia presentato per discutere con i deputati della commissione in oggetto delle risultanze della Corte dei conti, allo scopo di migliorare la gestione dei fondi strutturali e, successivamente, della base giuridica; invita il suo presidente a sollevare, in occasione della prossima riunione dei capi di Stato, la questione del rifiuto di detti ministri delle finanze di discutere pubblicamente questi importanti argomenti con la commissione competente del Parlamento;
            
         
               47.
            
            
               ricorda di aver invitato a più riprese la Commissione a presentare una proposta volta a introdurre l’obbligo delle dichiarazioni nazionali di gestione, rilasciate, pubblicate e debitamente verificate dalle competenti autorità di audit, nell’ambito della responsabilità ultima e generale della Commissione per l’esecuzione del bilancio dell’Unione; rileva che tali dichiarazioni nazionali di gestione dovrebbero contenere informazioni esaustive sull’impiego dei fondi dell’Unione;
            
         
               48.
            
            
               propone che il contenuto delle dichiarazioni nazionali firmate a livello di direzione generale sia conforme ai principi internazionali di revisione e risulti utile all’attività di audit della Corte dei conti, ispirandosi in particolare alle dichiarazioni delle autorità cui sono delegate competenze di gestione;
            
         
               49.
            
            
               rileva l’esistenza di sostanziali differenze tra le prestazioni amministrative degli Stati membri in materia di entrate e spese nell’ambito della gestione concorrente, in particolare per quanto riguarda l’individuazione di irregolarità, frodi ed errori e i controlli finanziari sia in ambito doganale sia riguardo alle modalità di spesa dei finanziamenti dell’Unione; è del parere che se tutti gli Stati membri garantissero prestazioni corrette nel solo ambito doganale, il bilancio dell’Unione potrebbe contare su un gettito (netto) supplementare di almeno 100 000 000 EUR; constata che la Commissione controlla a tutt’oggi le prestazioni amministrative in maniera reattiva e caso per caso, e pertanto non svolge un’analisi adeguata delle tendenze in grado di individuare i settori a rischio; invita la Commissione ad applicare la metodologia dell’analisi delle tendenze allo scopo di individuare i rischi finanziari e adottare provvedimenti volti a migliorare le prestazioni amministrative degli Stati membri;
            
         
      Bulgaria e Romania
   
   
               50.
            
            
               prende atto con profonda inquietudine della relazione interlocutoria della Commissione sui progressi compiuti dalla Bulgaria nell’ambito del meccanismo di cooperazione e di verifica; esprime preoccupazione per lo stato a tutt’oggi desolante dell’ordinamento giuridico della Bulgaria; constata che sono in corso 27 procedimenti penali a fronte di un organico di 28 giudici; chiede delucidazioni riguardo a una serie di casi di presunte frodi ai danni di fondi dell’Unione in Bulgaria, che hanno causato la sospensione dei pagamenti nel 2008, in cui il pubblico ministero ha sospeso le indagini sebbene fossero ancora in corso in un altro Stato membro le indagini inerenti a casi analoghi basate sui medesimi fatti; esprime stupore per il fatto che in tutti i casi di frode ai danni di fondi dell’Unione promossi dinanzi agli organi giurisdizionali, i procedimenti penali siano stati sostituiti da ammende amministrative e che un ricorso in appello relativo a un caso importante di frode ai danni di fondi dell’Unione si sia protratto per oltre 18 mesi; deplora inoltre l’indifferenza dimostrata nei confronti della raccomandazione della Commissione nel non autorizzare la commissione nazionale per l’identificazione e la confisca dei beni della criminalità (CEPACA) a effettuare la verifica preventiva del patrimonio di alti funzionari e di politici; esprime preoccupazione per il fatto che la pubblicazione uniforme, tempestiva e sistematica di sentenze motivate non sia la norma in Bulgaria; invita la Commissione a esercitare pressione sulle autorità giudiziarie affinché intensifichino gli sforzi di riforma e di attuazione senza indugio delle raccomandazioni della Commissione; chiede alla Commissione, a tale proposito, di rivelare l’entità dei finanziamenti destinati a sostenere l’impegno della Bulgaria ad attuare le riforme e di valutare la misura in cui i pagamenti hanno prodotto i risultati promessi; si attende notevoli miglioramenti nel corso del prossimo anno, con ulteriori esami e una serie di provvedimenti, definiti dalla Commissione in collaborazione con il governo bulgaro, tesi a ripristinare l’integrità dell’ordinamento giuridico della Bulgaria;
            
         
               51.
            
            
               prende atto con inquietudine della relazione interlocutoria della Commissione sui progressi compiuti dalla Romania nell’ambito del meccanismo di cooperazione e di verifica; constata tuttavia con soddisfazione la tendenza positiva rilevata nella capacità dell’agenzia nazionale per l’integrità (ANI) nel perseguire i casi di arricchimento indebito e nell’individuare conflitti d’interesse; osserva che i finanziamenti a favore dell’ANI sono stati incrementati con fondi dell’Unione; constata, tuttavia, con preoccupazione che ai fascicoli dell’ANI non viene dato un seguito uniforme e che tale seguito è spesso ritardato; si compiace del fatto che la Direzione nazionale anticorruzione (DNA) ha continuato a svolgere efficacemente le funzioni di procura nei casi di corruzione ad alto livello; rileva che nel 2011 è stato registrato un aumento del numero di rinvii a giudizio, decisioni dei tribunali e condanne che, insieme all’accelerazione delle cause dinanzi all’Alta Corte di cassazione e di giustizia, si è riflesso nell’aumento dell’85 % delle decisioni definitive dei tribunali nei casi di competenza della DNA rispetto al 2011 (24); esprime preoccupazione per i risultati di un’analisi delle sentenze in casi di corruzione e di alto livello, da cui emerge che il 60 % delle pene è sospeso e che le condanne emesse sono spesso il minimo previsto dalla legge; esprime il proprio stupore per la prassi non soddisfacente relativa alla pubblicazione delle sentenze motivate nei termini previsti, che accresce il rischio di prescrizione in alcuni casi di corruzione di alto livello in ragione dei ritardi nella presentazione dei ricorsi a loro volta imputabili ai ritardi nella motivazione delle suddette sentenze; chiede alla Commissione di rivelare l’entità dei finanziamenti destinati a sostenere l’impegno della Romania a riformare il sistema giudiziario; si attende ulteriori miglioramenti entro il prossimo anno; invita la Commissione a incrementare la pressione sul governo rumeno affinché dia attuazione alle sue raccomandazioni; si attende che la Commissione inviti senza meno il governo rumeno a garantire che siano intensificati i suoi sforzi tesi a sviluppare una giurisprudenza coerente nel settore degli appalti pubblici; invita la Commissione a insistere con costanza e determinazione presso il governo rumeno sulla necessità di conformarsi alle raccomandazioni della Commissione e di elaborare un piano attuativo più chiaro e di più ampio respiro in vista dei preparativi per l’attuazione delle disposizioni del Codice penale e del Codice di procedura penale; si attende maggiori sforzi per quanto riguarda la confisca dei proventi di attività criminali in Romania; si attende inoltre che la Commissione vari una serie di provvedimenti, in collaborazione con il governo rumeno, al fine di migliorare l’integrità dell’ordinamento giuridico della Romania;
            
         
      Prefinanziamenti
   
   
               52.
            
            
               constata che i prefinanziamenti sono ritenuti necessari affinché i beneficiari possano avviare l’azione concordata;
            
         
               53.
            
            
               prende atto delle osservazioni della Corte dei conti secondo cui la Commissione ha incrementato sensibilmente il ricorso ai prefinanziamenti tra il 2005 e il 2010 (relazione annuale, punto 1.28); esprime preoccupazione per la mancata liquidazione dei prefinanziamenti (relazione annuale, punto 1.29 e punto 86 del parere n. 6/2010 della Corte dei conti);
            
         
               54.
            
            
               esprime preoccupazione per l’influsso che hanno avuto i prefinanziamenti in particolare negli ambiti d’intervento «Aiuto esterno, sviluppo e allargamento» e «Ricerca e politiche interne»; constata un maggior ricorso ai prefinanziamenti e un tasso di errore generale al di sotto del 2 % nei due settori citati; prende atto, inoltre, delle conclusioni della Corte dei conti, secondo cui i prefinanziamenti non contengono errori rilevanti laddove i pagamenti intermedi e finali permangono inficiati da errori rilevanti (relazione annuale, punti 5.35 e 6.48);
            
         
               55.
            
            
               esprime la convinzione che, versando ingenti volumi di prefinanziamenti, la Commissione si assume un accresciuto rischio finanziario, ad esempio in caso di insolvenza dei beneficiari, come pure un accresciuto rischio per quanto riguarda la legittimità e la regolarità, dal momento che l’accettazione dei costi dichiarati dai beneficiari è rinviata a una data successiva;
            
         
               56.
            
            
               è del parere che sia più efficiente prevenire le irregolarità che ovviare a pagamenti indebiti ex post mediante recuperi; invita pertanto la Commissione a riesaminare in via prioritaria l’accresciuto ricorso ai prefinanziamenti e ai meccanismi di controllo e di audit:
               
                           —
                        
                        
                           comunicando al Parlamento le ragioni per cui ha fatto maggior ricorso ai prefinanziamenti tra il 2005 e il 2010;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           adeguando il ricorso ai prefinanziamenti nei vari programmi a un livello che garantisca il necessario fondo cassa affinché il beneficiario possa avviare il progetto, salvaguardando nel contempo anche gli interessi finanziari dell’Unione e informando il Parlamento di conseguenza;
                        
                     
         
      Impegni di bilancio non ancora liquidati
   
   
               57.
            
            
               rammenta che gli impegni di bilancio non ancora liquidati sono impegni stanziati ma non utilizzati (ossia pagati) e sono per lo più riconducibili ai programmi pluriennali (ad esempio, la coesione), in cui gli stanziamenti sono impegnati nei primi anni del periodo di programmazione laddove i relativi pagamenti sono effettuati gradualmente nell’arco dell’intero periodo di programmazione;
            
         
               58.
            
            
               rileva che un elevato livello di impegni non liquidati potrebbe essere rivelatore di problemi incontrati degli Stati membri nell’assorbimento degli importi assegnati;
            
         
               59.
            
            
               osserva che nel 2010 la Corte dei conti ha riscontrato un incremento vicino al 10 % degli impegni da liquidare, i quali hanno raggiunto approssimativamente un importo di 194 000 000 000 EUR (relazione annuale, punto 1.43 e il grafico 1.2), il che corrisponde a quasi tre anni di spesa al ritmo attuale;
            
         
               60.
            
            
               ritiene che, per quanto riguarda il periodo di programmazione 2007-2013, sussista il rischio che:
               
                           —
                        
                        
                           gli stanziamenti impegnati debbano essere spesi più velocemente del solito, incrementando in tal modo il rischio di errore;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           alla fine del periodo di programmazione 2007-2013, gli Stati membri possano cercare di assorbire tutti gli importi impegnati, finendo con il concorrere al finanziamento di progetti già attuati e finanziati a titolo dei fondi nazionali (i cosiddetti progetti «retroattivi», che non sono passati attraverso il sistema di gestione e di controllo dell’Unione e che risultano pertanto più soggetti a errore);
                        
                     
         
               61.
            
            
               invita la Commissione a fornire informazioni sull’entità degli impegni non liquidati per ciascuno Stato membro, nonché sulla sua cooperazione con gli Stati membri nell’individuare e gestire i settori di rischio per quanto riguarda gli aspetti dell’assorbimento e della regolarità;
            
         
      Contributi alle agenzie decentrate e alle imprese comuni a titolo del bilancio
   
   
               62.
            
            
               rileva che il contributo dell’Unione per l’esercizio 2010 ammontava a 620 000 000 EUR a favore delle agenzie decentrate e ad oltre 500 000 000 EUR a favore delle imprese comuni; prende atto di alcune difficoltà nel reperire informazioni circa il contributo dell’Unione a favore delle agenzie; invita la Commissione a fornire ogni anno all’autorità competente per il discarico informazioni consolidate sui finanziamenti annui totali per agenzia/impresa comune a titolo del bilancio generale dell’Unione, quali ad esempio:
               
                           —
                        
                        
                           il contributo iniziale dell’Unione al bilancio dell’agenzia/impresa comune,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’importo dei fondi provenienti dal recupero dell’eccedenza,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il contributo complessivo dell’Unione a favore dell’agenzia//impresa comune,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’importo del contributo dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA), ove applicabile;
                        
                     
         
               63.
            
            
               si attende che la Commissione, in questo periodo di crisi finanziaria, eviti di incrementare il bilancio delle agenzie e che prenda addirittura in considerazione la possibilità di ridurre il contributo dell’Unione al loro bilancio, in base a una valutazione delle loro priorità;
            
         
               64.
            
            
               invita la Commissione a elaborare linee guida per modelli che potrebbero essere utilizzati da tutte le agenzie/imprese comuni per la stesura del programma annuale di lavoro e della relazione annuale di attività, onde garantire ragionevolmente la possibilità di valutare i risultati rispetto agli obiettivi previsti;
            
         
               65.
            
            
               invita la Commissione a fornirgli un quadro esaustivo dei criteri e dei meccanismi di verifica utilizzati al fine di evitare conflitti d’interesse e fenomeni di «porte girevoli» per le agenzie/imprese comuni;
            
         
      Il bilancio dell’Unione e la crisi finanziaria e di bilancio
   
   
               66.
            
            
               manifesta inquietudine per il perdurare della crisi finanziaria e di bilancio negli Stati membri ed è del parere che la crisi in questione comporti diversi tipi di rischi per il bilancio dell’Unione:
               
                           —
                        
                        
                           rischi finanziari riguardo ai prestiti concessi agli Stati membri;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           rischi finanziari riguardo alle entrate;
                        
                     
         
               67.
            
            
               rammenta che sei Stati membri (Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Portogallo e Romania) sono attualmente considerati «Stati membri in difficoltà», in quanto beneficiano di assistenza sotto forma di prestiti a titolo dello strumento a sostegno della bilancia dei pagamenti (BdP), di prestiti concessi a titolo del Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF) o di aiuti nell’ambito dei prestiti alla Grecia (Greek loan facility);
            
         
               68.
            
            
               rileva che il bilancio dell’Unione garantisce prestiti nell’ambito dello strumento BdP (prestiti erogati al 31 dicembre 2010 per un importo di circa 12 000 000 000 EUR) e del MESF (nessun importo erogato al 31 dicembre 2010) (25); rileva inoltre che l’esposizione creditizia massima dei prestiti che si possono concedere nell’ambito dello strumento BdP e del MESF ammonta, rispettivamente, a 50 000 000 000 EUR [articolo 1, paragrafo 1, secondo comma del regolamento (CE) n. 332/2002 del Consiglio (26)] e a 60 000 000 000 EUR (27); pone in evidenza che l’importo complessivo (110 000 000 000 EUR) è pressoché equivalente a un bilancio annuale dell’Unione, dal momento che i pagamenti totali a titolo di tale bilancio ammontavano nel 2010 approssimativamente a 122 000 000 000 EUR (28);
            
         
               69.
            
            
               manifesta inquietudine per il fatto che nella sua relazione annuale 2010 la Corte dei conti non abbia prestato sufficiente attenzione a queste nuove sfide nell’Unione; deplora in particolare che la Corte dei conti non faccia sufficientemente riferimento a tali rischi per il bilancio dell’Unione e sottolinea la necessità che la Corte riconosca al Meccanismo europeo di stabilità un ruolo di primo piano nel lavoro che svolgerà in futuro;
            
         
               70.
            
            
               ricorda che non è stato previsto un fondo di garanzia che tuteli il bilancio da eventuali richieste su tali garanzie; invita pertanto la Commissione a valutare l’eventuale necessità di istituire un fondo di garanzia a copertura di potenziali perdite, analogamente al Fondo di garanzia per le azioni esterne, nell’intento di tutelare il bilancio dell’Unione;
            
         
               71.
            
            
               sottolinea che, al 30 settembre 2011, l’EFSF aveva sottoscritto prestiti per l’ammontare di 48 500 000 000 EUR su un importo totale di 60 000 000 000 EUR; incoraggia la Corte dei conti a presentare una relazione sulle operazioni dell’EFSF e, in particolare, sui meccanismi di controllo istituiti dalla Commissione, entro la fine del 2012;
            
         
               72.
            
            
               rammenta che le entrate del bilancio dell’Unione provengono da diverse fonti; ribadisce che, fatte salve le altre entrate, il bilancio è finanziato integralmente tramite risorse proprie; constata che, in particolare il reddito nazionale lordo (RNL), che corrisponde al 73 % delle entrate totali, proviene dai bilanci nazionali degli Stati membri (29);
            
         
               73.
            
            
               è del parere che tanto più si aggrava la situazione finanziaria in taluni Stati membri, tanto maggiori saranno le difficoltà che questi ultimi incontreranno per contribuire al bilancio dell’Unione; esprime la convinzione che ciò metta a repentaglio le entrate del bilancio dell’Unione provenienti dagli «Stati membri in difficoltà», i quali potrebbero essere indotti ad indebitarsi ulteriormente per finanziare il bilancio dell’Unione o per concorrere al finanziamento di taluni programmi di aiuto;
            
         
               74.
            
            
               rileva che le risorse RNL provenienti dagli Stati membri in difficoltà rappresentano circa il 6 % delle risorse RNL totali per l’esercizio 2010 (30);
            
         
               75.
            
            
               rileva inoltre l’incremento dei tassi di cofinanziamento a carico degli Stati membri in difficoltà per quanto riguarda il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), i fondi strutturali, il Fondo di coesione e il Fondo europeo per la pesca; si attende che tassi più elevati di cofinanziamento permettano di effettuare investimenti più consistenti soprattutto negli Stati membri in difficoltà; rileva in tale contesto l’accresciuto ruolo di controllo e di vigilanza che è chiamata a svolgere la Commissione;
            
         
      Strumento europeo di stabilità finanziaria (EFSF) e Meccanismo europeo di stabilità (MES)
   
   
               76.
            
            
               disapprova il fatto che il Consiglio si è avvalso dell’articolo 122 TFUE nel 2010 per istituire lo Strumento europeo di stabilità finanziaria (EFSF) in quanto l’articolo in questione si applica unicamente alle calamità naturali e non a quelle di natura economica; esprime preoccupazione per il fatto che l’EFSF non prevede alcun elemento di controllo democratico da parte del Parlamento, né di audit da parte della Corte dei conti; disapprova fermamente il fatto che l’EFSF non preveda neppure un audit pubblico esterno;
            
         
               77.
            
            
               prende atto della recente firma del trattato sul MES da parte degli Stati membri; ricorda la propria risoluzione del 23 marzo 2011 (31), in cui ha messo in guardia circa l’opportunità di istituire il Meccanismo europeo permanente di stabilità (MES) al di fuori del quadro istituzionale dell’Unione, in quanto tale decisione comporta problemi per il meccanismo di controllo delle istituzioni dell’Unione; condivide le preoccupazioni espresse da alcune Istituzioni superiori di controllo (ISC) secondo cui il trattato non è dotato delle necessarie disposizioni che garantiscano un efficace audit esterno;
            
         
               78.
            
            
               rinnova il proprio invito al Consiglio e agli Stati membri affinché prendano debitamente in esame le seguenti questioni relative all’attuazione del MES:
               
                           —
                        
                        
                           garantire nello statuto del MES le opportune modalità di svolgimento degli audit pubblici esterni per quanto riguarda la legittimità, la regolarità e l’efficacia, nel rispetto delle norme di revisione contabile riconosciute a livello internazionale, tenuto conto dei seguenti documenti:
                           
                                       i)
                                    
                                    
                                       risoluzione del comitato di contatto delle Istituzioni superiori di controllo (ISC) dell’Unione europea, del 14 ottobre 2011, concernente la dichiarazione delle ISC della zona euro sull’audit esterno del MES (CC-R-2011-01) (32), e
                                    
                                 
                                       ii)
                                    
                                    
                                       dichiarazione del comitato di contatto delle ISC dell’Unione europea rivolta al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, alla Commissione europea e ai parlamenti e ai governi degli Stati membri dell’Unione europea, del 14 ottobre 2011, relativa all’impatto del semestre europeo e di altri recenti sviluppi della governance economica dell’Unione europea sulle Istituzioni superiori di controllo degli Stati membri dell’Unione europea e sulla Corte dei conti europea (33),
                                    
                                 
                                       iii)
                                    
                                    
                                       lettera del presidente della Corte dei conti dei Paesi Bassi (34) concernente alcuni aspetti da precisare nello statuto del MES con riferimento all’articolo 30 del relativo trattato,
                                    
                                 
                     
                           —
                        
                        
                           porre in essere opportune modalità in materia di rendicontabilità e piena trasparenza del MES,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           garantire l’affidabilità di dati e statistiche,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           chiarire le responsabilità e le misure di rendicontazione di tutti i soggetti interessati aventi responsabilità nella creazione del meccanismo,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           invitare la Commissione a riferire al Parlamento e al Consiglio, con cadenza semestrale, in merito al rischio che rappresenta per il bilancio dell’Unione la sua garanzia per l’EFSF e invitare la Commissione a illustrare il modo in cui, in caso di insolvenza, tali fondi sarebbero trasferiti nel bilancio dell’Unione e quindi all’EFSF;
                        
                     
         
               79.
            
            
               invita il Consiglio e gli Stati membri a definire il controllo politico del Parlamento sull’eventuale emissione di euro-obbligazioni (eurobond), in generale, e sul meccanismo permanente di gestione delle crisi, in particolare; condivide il parere secondo cui il Parlamento dovrebbe essere coinvolto nel meccanismo a condizione di parità;
            
         
      Trasparenza
   
   
               80.
            
            
               evidenzia il ruolo fondamentale svolto dalla trasparenza nel garantire la rendicontabilità nell’impiego di fondi pubblici e rammenta che la trasparenza è uno dei principali strumenti per garantire la legittimità e la regolarità delle spese; ribadisce la propria richiesta di registrare tutti i pagamenti a titolo dei fondi dell’Unione in una banca dati on line di facile impiego, prestando debita attenzione alla normativa sulla protezione dei dati; ritiene che il versamento di fondi dell’Unione debba essere chiaramente vincolato all’accettazione, da parte dei beneficiari, del fatto che le informazioni di base — tra cui l’importo, il nome del beneficiario e la finalità — siano pubblicamente accessibili;
            
         
               81.
            
            
               rileva che il sistema attualmente vigente per il settore d’intervento «Coesione» non garantisce la piena trasparenza dei beneficiari degli aiuti del FESR e del Fondo di coesione; osserva che nell’ambito del quadro esistente, la Commissione mette a disposizione un portale da cui è possibile accedere agli elenchi dei beneficiari che figurano sui siti web nazionali, i quali sono disponibili soltanto nella rispettiva lingua del paese e non seguono criteri comuni; si attende che la futura normativa recante disposizioni comuni sugli strumenti strutturali [COM(2011)615 — 2011/0276 (COD)] garantisca che gli Stati membri forniscano i dati sui beneficiari finali degli aiuti a titolo del FESR e del Fondo di coesione, affinché siano pubblicati sul sito web ufficiale della Commissione in una delle tre lingue di lavoro dell’Istituzione e sulla base di un insieme di criteri comuni, che consentano di effettuare raffronti e individuare errori; rinnova il proprio invito alla Commissione affinché si ispiri al Recovery Accountability and Transparency Board (la commissione statunitense per la responsabilità e la trasparenza) (www.recovery.gov);
            
         
               82.
            
            
               ribadisce la sentenza della Corte di giustizia, del 9 novembre 2010, nelle cause riunite C-92/09 Volker contro Markus Schecke GbR e C-93/09 Hartmut Eifert contro il Land Hessen, che ha rilevanza per il settore «Agricoltura e risorse naturali»; invita la Commissione a presentare quanto prima una proposta di nuovo regolamento che obblighi gli Stati membri a pubblicare informazioni sulle persone giuridiche e fisiche che beneficiano dei fondi agricoli europei, tenendo conto della suddetta sentenza; è del parere che le informazioni sui beneficiari debbano essere accessibili sul sito web ufficiale della Commissione in una delle tre lingue di lavoro di tale Istituzione e sulla base di un insieme di criteri comuni, che consentano di effettuare raffronti e individuare errori;
            
         
      La metodologia della dichiarazione di affidabilità
   
   
               83.
            
            
               è al corrente dell’intenzione della Corte dei conti di fornirgli più informazioni sui settori d’intervento «Agricoltura e risorse naturali» e «Coesione, energia e trasporti»; plaude a tale intenzione che contribuirebbe a una maggiore trasparenza e a una più accurata individuazione dei settori problematici del bilancio; è del parere che ciò consenta alla Commissione, alla Corte dei conti, al Parlamento e ad altri soggetti interessati di concentrare la propria attenzione e formulare raccomandazioni in merito ai settori di cui è opportuno migliorare la gestione; intende, tuttavia, sottolineare l’importanza di garantire la comparabilità tra diversi esercizi;
            
         
               84.
            
            
               si compiace del fatto che la Corte dei conti abbia proceduto a una valutazione più approfondita dell’affidabilità delle attestazioni dei responsabili della gestione in seno alla Commissione nell’ambito del capitolo 1 ma anche dei singoli capitoli della relazione annuale 2010; rammenta che la dichiarazione di un responsabile della gestione necessita di un secondo parere autorevole da parte della Corte dei conti; incoraggia la Corte dei conti a proseguire il consolidamento della sua analisi delle attestazioni dei responsabili della gestione in seno alla Commissione e a riferire in merito in maniera descrittiva;
            
         
               85.
            
            
               prende atto del maggior ricorso ai prefinanziamenti; ritiene che questi ultimi siano esposti a un grado inferiore di rischio per quanto riguarda la legittimità e la regolarità rispetto ai pagamenti intermedi o finali, giacché non richiedono una giustificazione dei costi; invita la Corte dei conti a prendere in considerazione la possibilità di adeguare la propria strategia di audit affinché tenga conto del maggior ricorso ai prefinanziamenti, onde fornire al Parlamento informazioni ancora più utili incentrate sulle operazioni che comportano i maggiori rischi;
            
         
               86.
            
            
               constata che la Corte dei conti applica una metodologia comune per categorizzare e quantificare gli errori nei due settori d’intervento «Agricoltura e risorse naturali» e «Coesione, energia e trasporti»; deplora che la Commissione adotti metodologie diverse nei predetti settori, nessuno dei quali peraltro è conforme alla metodologia della Corte dei conti; teme che la diversità di approccio in questi due settori possa compromettere la credibilità del controllo e delle verifiche contabili delle spese effettuate nell’ambito di questo tipo di gestione; chiede pertanto alla Commissione e alla Corte dei conti di armonizzare urgentemente il trattamento degli errori relativi agli appalti pubblici nei due predetti settori e di riferire alla commissione competente del Parlamento in merito ai progressi compiuti entro la fine del 2012;
            
         
      Questioni specifiche
   
   
      Il ruolo del commissario competente per il controllo dei bilanci
   
   
               87.
            
            
               rileva che in seno alla Commissione in carica nel periodo 2004-2009, un commissario si occupava a tempo pieno del controllo di bilancio, come previamente richiesto dal Parlamento; deplora il fatto che nell’ambito dell’attuale Commissione, le questioni attinenti al controllo di bilancio siano state accorpate ad altre competenze («fiscalità e unione doganale»); propone di ripristinare nell’ambito della prossima Commissione 2014-2019 un commissario addetto a tempo pieno al controllo di bilancio, che sia competente di questioni inerenti, tra l’altro, ai seguenti settori:
               
                           —
                        
                        
                           audit interno;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           misure antifrode;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           relazioni con la Corte dei conti e la commissione competente del Parlamento europeo;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           contatti con le competenti autorità di bilancio e di audit negli Stati membri e sviluppo di un quadro generale di controllo interno;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           supervisione e miglioramento dell’utilità della relazione annuale di sintesi, tra cui un riesame dei sistemi di gestione e di controllo degli Stati membri;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           commissionare e analizzare valutazioni indipendenti dei programmi e trasformare la relazione di valutazione di cui all’articolo 318 TFUE in un valido strumento per il miglioramento delle prestazioni;
                        
                     
         
      Prestazione: ottenere risultati dal bilancio dell’Unione europea
   
   
               88.
            
            
               accoglie con soddisfazione il nuovo capitolo 8 «Ottenere risultati dal bilancio dell’Unione europea» della relazione annuale, tra cui le osservazioni della Corte dei conti sull’autovalutazione della performance da parte della Commissione nelle sue RAA;
            
         
               89.
            
            
               prende atto dei rilievi della Corte dei conti in merito alla qualità delle relazioni della Commissione sulla performance, quali ad esempio:
               
                           —
                        
                        
                           «il piano di gestione non prevede attualmente obiettivi e indicatori per misurare l’economia e l’efficienza» (relazione annuale, titolo prima del punto 8.17);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           «in alcuni settori, i target non erano sufficientemente quantificati o specifici» (relazione annuale, titolo prima del punto 8.18);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           «in alcuni settori, non sono definite tappe intermedie per i target pluriennali» (relazione annuale, titolo prima del punto 8.20);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           «la descrizione delle realizzazioni nei vari settori di intervento ha fornito informazioni limitate sui risultati e sull’impatto» (relazione annuale, titolo prima del punto 8.22);
                        
                     
         
               90.
            
            
               è del parere che tali importanti rilievi evidenzino l’impossibilità per il Parlamento di fare affidamento sulle relazioni della Commissione in merito alla performance; ritiene che l’affidabilità dei dati costituisca il fondamento di una gestione sana, della definizione delle politiche e del controllo parlamentare; auspicherebbe che la Corte dei conti sviluppi ulteriormente le proprie attività in questo ambito, affinché includano la «certificazione» dei dati sulla performance trasmessi periodicamente dalla Commissione;
            
         
               91.
            
            
               esprime la convinzione che la performance rivesta la medesima importanza della legittimità e della regolarità, ragion per cui invita la Corte dei conti a esaminare la possibilità di includere l’aspetto della performance relativo ai diversi gruppi di politiche nei pertinenti capitoli della relazione annuale;
            
         
               92.
            
            
               rileva che gli obiettivi, gli indicatori e i target presentati nei piani di gestione sono incentrati per lo più sull’efficacia (relazione annuale, punto 8.15); invita la Commissione a migliorare la propria rendicontazione sulla performance, tra cui gli indicatori relativi ai risparmi e all’efficienza, e a fissare opportuni target per valutare i progressi verso il conseguimento degli obiettivi pluriennali;
            
         
               93.
            
            
               chiede inoltre alla Commissione di definire, negli ambiti della gestione concorrente, unitamente agli Stati membri, opportuni indicatori di performance da applicare con coerenza e verificare che le informazioni fornite dagli Stati membri sui risultati conseguiti siano obbligatorie, complete, precise e pubbliche;
            
         
               94.
            
            
               prende atto dei pareri ripetutamente espressi sia dalla Corte dei conti che dalla Commissione, secondo cui la qualità dei sistemi di gestione e di controllo differisce notevolmente da uno Stato membro all’altro e da un programma all’altro;
            
         
               95.
            
            
               invita la Commissione a rendere conto sistematicamente di tali variazioni dell’efficacia dei sistemi di controllo e a rendere disponibili chiare valutazioni degli sforzi profusi — o meno — dagli Stati membri nell’individuare e correggere tali irregolarità, onde garantire che gli Stati membri che dispongono di sistemi di vigilanza e di controllo ben funzionanti non rischino di essere discreditati;
            
         
               96.
            
            
               invita la Commissione a presentare alla propria commissione competente e all’Aula la relazione di valutazione di cui all’articolo 318 TFUE, contestualmente alla presentazione della relazione annuale della Corte dei conti, e invita quest’ultima a formulare in tali occasioni le proprie osservazioni sulla relazione di valutazione; sottolinea che la relazione di valutazione dovrebbe essere pubblicata con una tempistica che consenta al Parlamento e alla Corte dei conti di valutarla in maniera adeguata;
            
         
               97.
            
            
               rammenta che, ai sensi dell’articolo 318 TFEU, la Commissione presenta «una relazione di valutazione delle finanze dell’Unione basata sui risultati conseguiti»; rileva che il 17 febbraio 2012 la Commissione ha adottato la prima relazione di valutazione ai sensi dell’articolo 318 TFUE, relativa all’esercizio 2010;
            
         
               98.
            
            
               rammenta inoltre di aver proposto nella sua risoluzione sul discarico dato alla Commissione per l’esercizio 2009 (35):
               
                           —
                        
                        
                           che la Commissione proceda alla nomina di un «valutatore di prestazioni» al fine di stabilire una chiara titolarità della relazione di valutazione (paragrafo 199);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           che risulti chiaro e trasparente il rapporto tra indicatori di performance, la base giuridico-politica, l’importo delle spese e i risultati ottenuti (paragrafo 200);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           che la metodologia utilizzata per la stesura della relazione sia sottoposta a un controllo del Servizio di audit interno, il quale dovrebbe altresì valutare il lavoro svolto (paragrafo 200);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           che gli indicatori chiave di performance utilizzati dai servizi della Commissione siano pubblicamente disponibili (paragrafo 200);
                        
                     
         
               99.
            
            
               deplora che la Commissione non sia stata in grado di seguire pienamente tali proposte nella prima relazione di valutazione ai sensi dell’articolo 318 TFUE; constata inoltre che la prima relazione di valutazione è di fatto una sintesi di relazione di valutazione esistenti in due settori di intervento (istruzione e cultura e ricerca); ritiene che la portata e il contenuto della prima relazione di valutazione non siano all’altezza di ciò che sarebbe lecito attendersi da una relazione di valutazione prevista dal TFUE;
            
         
               100.
            
            
               invita la Commissione a sviluppare ulteriormente il contenuto della relazione di valutazione ai sensi dell’articolo 318 TFUE e, in particolare, a determinarne il valore aggiunto rispetto alle «normali» valutazioni svolte conformemente al regolamento finanziario (articolo 27) e alle sue modalità di applicazione [regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 (36), articolo 21];
            
         
               101.
            
            
               approva pienamente l’intenzione della Commissione di adoperarsi «per garantire, nel prossimo quadro finanziario, un miglior coordinamento, scambi di informazioni e coerenza sia all’interno della Commissione che con gli Stati membri in sede di programmazione, organizzazione e uso dei risultati del monitoraggio e della valutazione» (37);
            
         
               102.
            
            
               plaude all’intenzione della Corte dei conti di formulare osservazioni sulla prima relazione di valutazione elaborata ai sensi dell’articolo 318 TFUE (38);
            
         
               103.
            
            
               rinnova il proprio invito alla Commissione a riesaminare le istruzioni e la formazione impartite al personale per quanto riguarda il «Titolo II: Diritti e obblighi dei funzionari» dello statuto dei funzionari, in modo da garantire che tutti i membri del personale siano pienamente a conoscenza delle disposizioni ivi contenute e in particolare degli obblighi di cui all’articolo 22 bis dello statuto; chiede che la Commissione presenti alla commissione competente del Parlamento, entro settembre 2012, una relazione sulle attività da essa svolte a tal fine;
            
         
               104.
            
            
               chiede che la Commissione presenti alla commissione competente del Parlamento, entro settembre 2012, una relazione sulle attività da essa svolte al fine di incoraggiare i cittadini in generale a denunciare le irregolarità di cui vengono a conoscenza;
            
         
      Coesione, energia e trasporti — Conclusioni negative
   
   
               105.
            
            
               deplora la crescita del tasso di errore al 7,7 % nel settore d’intervento «Coesione, energia e trasporti» nonostante l’accresciuto ricorso alle interruzioni dei termini di pagamento; è particolarmente preoccupato per il fatto che, per il 58 % delle operazioni inficiate da errori, parte degli errori avrebbero potuto essere rilevati e corretti (relazione annuale, punto 4.25); esprime preoccupazione per il fatto che, nel parlare di situazione «stabile» per quanto riguarda i tassi di errore, non si nasconda un crescente autocompiacimento;
            
         
               106.
            
            
               invita la Corte dei conti a presentare i tassi di errore per il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, il Fondo sociale europeo, l’energia e i trasporti in maniera distinta e non su base aggregata;
            
         
               107.
            
            
               deplora il fatto che, anno dopo anno, la mancata osservanza delle norme in materia di appalti pubblici rappresenti una quota sostanziale degli errori riscontrati; ne ravvisa le implicazioni più ampie e ritiene che tale fenomeno dimostri che la posta in gioco è il funzionamento del mercato interno; invita la Commissione a proseguire la riforma in corso degli appalti pubblici, tenendo debitamente conto dei suddetti risultati preoccupanti e di perseguire le violazioni con fermezza, dal momento che la Corte dei conti ha riscontrato altresì casi di incorretto recepimento di direttive dell’Unione nella normativa nazionale in materia di appalti pubblici (relazione annuale, punto 4.27);
            
         
               108.
            
            
               apprende con inquietudine che le autorità di audit si rivelano soltanto parzialmente efficaci; esprime profonda preoccupazione per il fatto che gli approcci di controllo delle autorità di audit differiscano in misura tale che le risultanze non possono essere aggregate per approdare a un giudizio globale per ciascun Fondo, a livello nazionale (relazione annuale, punto 4.41); invita la Commissione a comunicare in che modo riesce a consolidare le informazioni pervenutele dalle autorità di audit e in che modo garantisce la coerenza per fornire informazioni affidabili al Parlamento nelle sue relazioni annuali di attività;
            
         
               109.
            
            
               invita la Corte dei conti, a norma dell’articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, TFUE, a formulare un parere sull’indipendenza delle autorità nazionali di audit per quanto riguarda la gestione concorrente;
            
         
               110.
            
            
               chiede alla Commissione di informarlo allorché intende fare affidamento su determinate autorità di audit a norma dell’articolo 73 del regolamento (CE) n. 1083/2006 (39) del Consiglio e ridurre in tal modo i propri audit in loco; invita la Corte dei conti a seguire da vicino tale sviluppo e a sottoporlo ad audit;
            
         
               111.
            
            
               incoraggia la Corte dei conti a prendere in considerazione la possibilità di far fronte al continuo problema della natura pluriennale dell’esecuzione dei fondi rispetto alla cadenza annuale degli audit della Corte; sottolinea che, in sede di esecuzione, il tasso di errore tende a essere superiore rispetto alla fase di chiusura, allorché le spese sono state sottoposte a tutti i livelli di controllo;
            
         
      La funzione di vigilanza della Commissione nel settore della coesione
   
   
               112.
            
            
               osserva che la Commissione ha la facoltà (ma non l’obbligo) di sanzionare gli Stati membri inadempienti tramite diversi strumenti:
               
                            
                        
                        
                           Interruzione
                        
                        
                           Sospensione
                        
                        
                           Rettifiche finanziarie accettate dagli Stati membri
                        
                        
                           Rettifiche finanziarie contestate dagli Stati membri
                        
                     
                           Effetto
                        
                        
                           il termine di pagamento è ritardato per un periodo massimo di sei mesi dall’ordinatore
                        
                        
                           il pagamento è sospeso sine die dal collegio dei commissari
                        
                        
                           gli Stati membri sono autorizzati a reimpiegare i fondi «sbloccati» che non comportano perdite finanziarie per uno Stato membro
                        
                        
                           annullamento in toto o in parte del contributo dell’unione (riduzione netta)
                        
                     
                           Condizioni
                        
                        
                           dalle prove disponibili si evincono carenze significative nel sistema di gestione e di controllo
                        
                        
                           gravi carenze riscontrate nel sistema di gestione e di controllo oppure le spese dichiarate presentano gravi irregolarità
                        
                        
                           lo Stato membro accetta le rettifiche finanziarie derivanti dagli audit della Commissione, della Corte dei conti o di un altro revisore contabile dell’Unione
                        
                        
                           lo Stato membro contesta le rettifiche finanziarie derivanti dagli audit della Commissione, della Corte dei conti o di un altro revisore contabile dell’Unione
                        
                     
                           Base giuridica
                           [Regolamento (CE) n. 1083/2006]
                        
                        
                           Articolo 91
                        
                        
                           Articolo 92
                        
                        
                           Articolo 98
                        
                        
                           Articolo 99
                        
                     
         
               113.
            
            
               plaude ai chiarimenti forniti dalla Commissione (40) per quanto riguarda la distinzione tra «carenze significative» e «carenze gravi»; constata che la valutazione che conduce a tali definizioni si basa sulla guida COCOF 08/0019/01-EN, avvalendosi dei requisiti chiave ivi indicati;
            
         
               114.
            
            
               deplora il fatto che la Commissione non abbia la facoltà di imporre sanzioni agli Stati membri o alle regioni dimostratisi ripetutamente incapaci di attuare correttamente i fondi strutturali e il Fondo di coesione;
            
         
      Efficacia delle interruzioni e delle sospensioni
   
   
               115.
            
            
               rammenta di aver chiesto il ricorso sistematico a interruzioni e sospensioni a prescindere da qualsiasi considerazione politica [risoluzione sul discarico 2009 (41), punti 194-196];
            
         
               116.
            
            
               rileva che nel 2010 la Commissione ha fatto maggiore ricorso alle interruzioni, dal momento che la DG REGIO ha interrotto 49 termini di pagamento (cfr. la RAA della DG REGIO, pagg. 42-44) e la DG EMPL ne ha interrotti 14 (cfr. la RAA della DG EMPL, pag. 50); rileva inoltre che nel 2010 la Commissione non ha sospeso nessun pagamento nell’ambito del FESR né del Fondo di coesione, sospendendo invece sei pagamenti nell’ambito del FSE;
            
         
               117.
            
            
               si rammarica del fatto che il tasso di errore nell’ambito di intervento «Coesione», e in particolare di quello relativo alla politica regionale, sia aumentato nonostante l’accresciuto ricorso alle interruzioni e malgrado il fatto che la Commissione abbia identificato gli Stati membri e le regioni che contribuiscono maggiormente al tasso di errore; ricorda alla Commissione il suo piano d’azione per il rafforzamento della sua funzione di supervisione nel contesto della gestione concorrente degli interventi strutturali (42); chiede alla Commissione di analizzare le carenze negli Stati membri e nelle regioni che presentano i tassi di errore più elevati e la invita a svolgere il proprio ruolo di supervisione, garantendo l’applicazione delle misure previste dal piano d’azione;
            
         
               118.
            
            
               invita la Commissione a ripristinare i pagamenti soltanto in presenza di sufficienti elementi probatori dell’audit, raccolti in loco, da cui risulti l’effettiva eliminazione delle carenze riscontrate, onde accrescere l’efficacia di tale potere sanzionatorio ed evitare l’eventuale rischio di ripristinare i pagamenti troppo presto;
            
         
               119.
            
            
               constata che la DG REGIO ha ripristinato il 24 % [12 su 49 pagamenti interrotti nel 2010, la cui totalità era stata interrotta nell’ottobre 2010 (43)] dei pagamenti interrotti nel dicembre 2010; ritiene che la ripresa dei pagamenti in dicembre aggravi gli squilibri dei pagamenti sull’intero anno, il che incrementa il rischio di errore nella gestione dei pagamenti e riduce i tempi a disposizione della Corte dei conti per verificare i pagamenti effettuati; invita la Commissione a comunicargli in quali dei suddetti 12 casi i finanziamenti sarebbero andati persi in virtù della regola n + 2/n + 3 se i pagamenti fossero stati ripristinati nel 2011;
            
         
      Efficacia delle rettifiche finanziarie
   
   
               120.
            
            
               intende evidenziare la rilevante differenza tra le rettifiche finanziarie effettuate dagli Stati membri, che non comportano una riduzione netta, e le rettifiche finanziarie effettuate dalla Commissione mediante ordini di riscossione che comportano invece una riduzione netta; ritiene che le rettifiche finanziarie effettuate da uno Stato membro siano di «natura virtuale» e abbiano uno scarso effetto dissuasivo; accoglie con soddisfazione i miglioramenti apportati alla Nota 6 allegata ai conti annuali dell’Unione europea e invita la Commissione a continuare a migliorare le informazioni fornite, ad esempio raffrontando le rettifiche finanziarie e i recuperi ai relativi importi dei pagamenti;
            
         
               121.
            
            
               esprime profonda inquietudine per i fatti elencati in appresso:
               
                           —
                        
                        
                           le rettifiche finanziarie nel 2010 hanno comportato una riduzione netta soltanto nel 20 % circa di tutti i casi (si vedano i conti annuali dell’Unione europea, pag. 68), dal momento che i progetti considerati non ammissibili possono essere sostituiti da altri progetti, eventualmente anche da «progetti retroattivi», sebbene questi ultimi rappresentino un maggiore rischio in materia di legittimità e regolarità e siano privi di valore aggiunto dell’Unione;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           nella maggior parte dei casi, le rettifiche finanziarie riguardano le carenze riscontrate nei sistemi di controllo degli Stati membri e non singoli progetti, il che implica che le incidenze finanziarie delle carenze di sistema sono di norma a carico dei contribuenti nazionali che hanno già contribuito al bilancio dell’Unione;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il tasso di esecuzione delle rettifiche finanziarie per il periodo di programmazione 2000-2006 è sceso dal 62 % al 58 % (si vedano i conti annuali dell’Unione europea, pag. 71), un fatto riconducibile per lo più al basso tasso di esecuzione nell’ambito del FESR e del Fondo di coesione;
                        
                     
         
               122.
            
            
               è del parere che tali elementi compromettano seriamente l’efficacia delle rettifiche finanziarie e teme che la possibilità di sostituire le spese non ammissibili spinga gli Stati membri a presentarne di altri, eventualmente retroattivi, il che potrebbe anche avere l’effetto negativo di aumentare il rischio in materia di legittimità e regolarità per il bilancio dell’Unione;
            
         
      Conclusioni riguardo al ruolo di controllo della Commissione
   
   
               123.
            
            
               invita la Commissione, e in particolare la DG REGIO, ad avvalersi pienamente degli strumenti sanzionatori esistenti; ritiene, tuttavia, che il quadro legislativo 2007-2013 non incentivi sufficientemente gli Stati membri ad attenersi alle regole, né metta a disposizione della Commissione strumenti sufficientemente efficaci per premiare l’adempienza e sanzionare l’inadempienza;
            
         
               124.
            
            
               invita pertanto la Commissione a considerare prioritario il sostegno al Parlamento negli sforzi profusi, nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, per quanto riguarda la proposta di regolamento recante disposizioni comuni sugli strumenti strutturali [COM(2011)0615 — 2011/0276(COD)], allo scopo di istituire efficaci meccanismi sanzionatori che consentano alla Commissione di assumersi pienamente la propria responsabilità ultima e generale per l’esecuzione del bilancio, tra cui, in particolare, i seguenti elementi:
               
                           —
                        
                        
                           azione volta a far sì che le riduzioni nette diventino la regola per le rettifiche finanziarie imposte dalla Commissione e non l’eccezione ed eliminazione della possibilità di dichiarare i progetti retroattivi;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           obbligo per gli Stati membri di recuperare, nella misura del possibile, le spese non ammissibili dai beneficiari finali, affinché siano questi ultimi — e non i contribuenti — a subire le conseguenze della mancata ammissibilità delle spese, inoltrando, se possibile, al Parlamento informazioni sugli importi recuperati dalla Commissione;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           facoltà per la Commissione di fornire incentivi agli Stati membri affinché non solo rispettino le regole ma attuino la politiche di coesione in maniera efficace, efficiente ed economica;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           garanzia che per la totalità dei fondi si possa ricorrere all’intero spettro delle sanzioni (interruzioni, sospensioni, rettifiche finanziarie e penali), con un margine minimo di discrezionalità all’atto di riscontrare violazioni delle norme;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           facoltà per la Commissione di comminare sanzioni agli Stati membri o di interrompere i programmi operativi negli Stati membri o nelle regioni dimostratisi ripetutamente incapaci di attuare correttamente i fondi strutturali e il Fondo di coesione;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           avvio di azioni legali se gli Stati membri persistono nel venir meno ai loro obblighi in virtù dell’articolo 258 TFUE;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           trasmissione alla Commissione dei dati e delle informazioni di cui necessita per esercitare il proprio ruolo di controllo sull’esecuzione dei fondi da parte degli Stati membri;
                        
                     
         
      Agricoltura e risorse naturali — Conclusioni con riserve
   
   
               125.
            
            
               si compiace dell’assenza di errori rilevanti per quanto riguarda i pagamenti diretti coperti dal Sistema integrato di gestione e di controllo, che nel 2010 rappresentavano il 77 % della spesa totale nell’ambito della PAC (relazione annuale, punto 3.55 e risposta della Commissione al riguardo);
            
         
               126.
            
            
               accoglie con soddisfazione il fatto che la Commissione sia riuscita a tenere il tasso d’errore più probabile al 2,3 % (relazione annuale, allegato 3.1) e incoraggia tale istituzione a proseguire gli sforzi tesi a ridurre ulteriormente il tasso di errore;
            
         
               127.
            
            
               rammenta che il Sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC) deve garantire che i pagamenti corrisposti agli agricoltori avvengano in maniera corretta e tracciabile; rileva, tuttavia, che l’efficacia del SIGC è inficiata da dati imprecisi inseriti nelle banche dati, da controlli incrociati incompleti o da un follow-up delle anomalie incompleto o errato (relazione annuale della Corte dei conti, punto 3.29); chiede alla Commissione di garantire il puntuale aggiornamento delle banche dati e un opportuno follow-up di tutte le anomalie;
            
         
               128.
            
            
               prende atto dell’esempio di errore di ammissibilità fornito dalla Corte dei conti per quanto riguarda il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) (44), nell’ambito di accordo di baratto mediante il ricorso a scorte d’intervento; constata inoltre che l’importo totale a carico del bilancio dell’Unione per il trasporto delle 9 894 tonnellate di burro è stato pari a 900 000 EUR (45); esprime profonda inquietudine per la sana gestione finanziaria delle operazioni in oggetto e invita la Commissione ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la trasparenza e l’economicità degli accordi di baratto, semmai debbano essere proseguiti;
            
         
               129.
            
            
               constata che le spese per lo sviluppo rurale [approssimativamente 11 483 000 000 EUR (46)] sono particolarmente soggette a errore dal momento che delle 80 operazioni selezionate, 40 (50 %) erano inficiate da errori e che 21 di queste ultime (52 %) presentavano errori quantificabili (relazione annuale, punto 3.19);
            
         
               130.
            
            
               rileva che la procedura di liquidazione dei conti ha dimostrato in generale la propria efficacia nel tutelare gli interessi finanziari del bilancio dell’Unione, escludendo le spese non effettuate nel rispetto della normativa dell’Unione;
            
         
               131.
            
            
               incoraggia la Commissione a ridurre ulteriormente la durata della procedura di verifica della conformità, pur garantendo che sia tutelato il diritto degli Stati membri alla difesa; invita altresì la Commissione a rafforzare il nesso tra le rettifiche finanziarie imposte e l’effettiva entità dei pagamenti irregolari; chiede agli Stati membri di collaborare con la Commissione nel fornire, a tempo debito, tutte le informazioni necessarie;
            
         
               132.
            
            
               si compiace delle risultanze contenute nella relazione speciale della Corte dei conti n. 8/2011 dal titolo «Recupero dei pagamenti indebiti effettuati nell’ambito della politica agricola comune», secondo cui nel corso degli ultimi anni sono migliorati i sistemi inerenti ai recuperi e alle rettifiche finanziarie; ribadisce la propria convinzione che i finanziamenti agricoli versati indebitamente debbano essere recuperati dai beneficiari finali nella misura del possibile onde evitare un doppio onere per il contribuente; invita la Commissione ad adottare ulteriori misure volte a eliminare le possibilità di interpretazioni e prassi divergenti da parte degli Stati membri e a verificare scrupolosamente i loro sistemi di recupero;
            
         
               133.
            
            
               esprime la ferma convinzione che gli incontri a tre tra la Corte dei conti, la Commissione e le autorità nazionali debbano essere estesi anche ai settori dell’agricoltura e delle risorse naturali, onde agevolare l’uniformità di interpretazione e applicazione delle norme in materia di gestione e di controllo della spesa, evitando il più possibile fraintendimenti;
            
         
      Aiuti esterni, sviluppo e allargamento — Conclusioni con riserve
   
   
               134.
            
            
               prende atto della conclusione della Corte dei conti secondo cui i sistemi di supervisione e controllo per il gruppo di politiche «Aiuti esterni, sviluppo e allargamento» hanno avuto un’efficacia soltanto parziale nel garantire la regolarità dei pagamenti (relazione annuale, punto 5.36);
            
         
               135.
            
            
               constata che il tasso generale di errore più probabile stimato dalla Corte dei conti è pari all’1,7 % (relazione annuale, punto 5.13); deplora tuttavia che sia stato riscontrato un tasso di errore rilevante nei pagamenti intermedi e finali che, secondo il commissario Andris Piebalgs, si attesta attorno al 5 % (47) e risulterebbe anche maggiore se si escludesse dal calcolo l’intervento di bilancio; constata inoltre che la totalità degli errori quantificabili è stata riscontrata nei pagamenti intermedi e finali (relazione annuale, punto 5.13); deplora il fatto che due terzi degli errori riscontrati nei pagamenti finali non fossero stati rilevati dai controlli della Commissione (relazione annuale, punto 5.16);
            
         
               136.
            
            
               esprime la convinzione che il tasso generale di errore più probabile sia al di sotto della soglia rilevante del 2 % in ragione della quota di prefinanziamenti e di intervento di bilancio nell’ambito della spesa operativa totale; constata che tale quota è cresciuta dal 66 % dell’esercizio 2008 al 75 % dell’esercizio 2010 (48);
            
         
               137.
            
            
               rammenta che i prefinanziamenti sono caratterizzati da un profilo di rischio differente che non emerge dall’audit relativo alla dichiarazione di affidabilità; è del parere che sia più efficiente prevenire le irregolarità che ovviare a pagamenti indebiti ex post mediante recuperi;
            
         
               138.
            
            
               ricorda che i principali rischi connessi all’intervento di bilancio (vale a dire il rischio relativo al grado di efficacia degli aiuti e i rischi di frode e corruzione) non compaiono nell’audit sulla dichiarazione di affidabilità; invita la Commissione a monitorare scrupolosamente tali rischi; ritiene tuttavia che il sostegno settoriale a titolo del bilancio rappresenti una misura efficace per la creazione di capacità sul lungo periodo; invita la Commissione a provvedere affinché il sostegno a titolo del bilancio avvenga soltanto a condizioni rigorose e ben definite;
            
         
               139.
            
            
               plaude alla dichiarazione della Corte dei conti in cui si afferma che «EuropeAid ha elaborato una strategia di controllo esaustiva e ha continuato ad apportare significativi miglioramenti alla concezione e all’attuazione dei propri sistemi di supervisione e controllo» (relazione annuale, allegato 5.3);
            
         
               140.
            
            
               prende atto dell’affermazione secondo cui «La Corte [dei conti] ritiene che la dichiarazione e la relazione annuale di attività del direttore generale forniscano soltanto una valutazione parzialmente corretta della gestione finanziaria sotto il profilo della regolarità per i FES e per il bilancio generale dell’Unione europea» (relazione annuale, punto 5.34, corsivo aggiunto);
            
         
               141.
            
            
               invita la Commissione a incoraggiare EuropeAid a ultimare quanto prima il lavoro alla metodologia per calcolare il livello di «errore residuo» che potrebbe restare una volta eseguiti tutti i controlli, e a condividerne i risultati con le altre direzioni generali competenti per le relazioni esterne, onde apportare le necessarie migliorie alle attestazioni dei responsabili della gestione in seno alla Commissione in materia di aiuti esterni, sviluppo e allargamento;
            
         
               142.
            
            
               invita la Commissione ad autorizzare un capo delegazione aggiunto che, ove è presente, proviene di norma da uno Stato membro, a fare le veci del capo delegazione in assenza di quest’ultimo per tutte le questioni a eccezione dell’esecuzione delle spese operative gestite dalla delegazione dell’Unione, che può essere delegata soltanto al personale della Commissione;
            
         
               143.
            
            
               prende atto delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti nell’esempio 5.3 della relazione annuale; esprime profonda preoccupazione per «l’interpretazione flessibile dell’ammissibilità delle azioni cofinanziate» o «l’approccio nozionale» con le organizzazioni dell’ONU, elementi che comportano il rischio di una doppia copertura del medesimo costo; ritiene che ciò abbia altresì l’effetto di ridurre il tasso di errore rilevato dalla Corte dei conti; manifesta profonda inquietudine inoltre per «l’estensione dei criteri di ammissibilità» applicabile ai sensi dell’Accordo quadro finanziario e amministrativo (FAFA) concluso con le Nazioni Unite e delle convenzioni quadro di partenariato con i partner attuatori della Commissione, giacché anche in questo caso vi è il rischio di una doppia copertura del medesimo costo; esorta la Commissione ad abbandonare entrambe le prassi; si attende che le agenzie delle Nazioni Unite riconoscano alle organizzazioni intergovernative dei paesi donatori gli stessi diritti di accesso alle relazioni di audit interno di cui godono gli Stati membri delle Nazioni Unite; rileva a tale proposito la necessità di compiere ulteriori progressi per migliorare le informazioni sull’utilizzo dei fondi dell’Unione europea, fornendo informazioni incentrate sui risultati piuttosto che sulle azioni;
            
         
               144.
            
            
               si compiace della revisione del mandato, concessa dalla Commissione, che prevede una garanzia di bilancio a favore della BEI a copertura dei rischi di perdite imputabili a prestiti e garanzie per progetti all’esterno dell’Unione; sottolinea che la garanzia concessa dall’Unione a favore della BEI rientra indubbiamente tra le competenze di controllo della Corte dei conti;
            
         
               145.
            
            
               rileva che le informazioni sui contratti aggiudicati da EuropeAid (49) e dalla DG ECHO (50) non seguono lo stesso modello; incoraggia la Commissione a mettere a punto un modello comune per le banche dati contenenti i contratti aggiudicati dalle due suddette direzioni generali, in cui figurino come minimo le seguenti informazioni: numero/riferimento del contratto, intestazione del contratto, tema/settore d’intervento, nome e nazionalità del contraente, paese d’intervento, corrispettivo, tipo di contratto e durata (indicando sia la data d’inizio sia la data di conclusione);
            
         
               146.
            
            
               chiede alla Commissione di fornirgli una relazione dettagliata sul costo totale della pubblicità per l’allargamento dell’Unione (spot cinematografici, televisivi, su Internet e su altri mezzi d’informazione), la ripartizione dei costi per ciascun mezzo d’informazione e i paesi in cui gli spot sono stati trasmessi, nonché informazioni particolareggiate sulle imprese incaricate dell’esecuzione, dalla produzione alla messa in onda; si attende inoltre una relazione su tutte le altre attività pubblicitarie della Commissione inerenti all’allargamento, unitamente a un’altrettanto dettagliata rendicontazione e a una ripartizione dei costi;
            
         
      Aiuti dell’Unione per Haiti
   
   
               147.
            
            
               rammenta il terremoto a Haiti e le sue disastrose conseguenze; si rammarica per il livello insufficiente del coordinamento degli aiuti umanitari e degli aiuti allo sviluppo (collegando gli aiuti di emergenza, la ricostruzione e lo sviluppo); ritiene che la fornitura di aiuti umanitari dovrebbe basarsi su una strategia di uscita; ritiene che la Commissione debba concentrare gli sforzi e i finanziamenti sulla ricostruzione e lo sviluppo;
            
         
               148.
            
            
               si rammarica dell’insufficiente grado di coordinamento tra la delegazione dell’Unione e la rappresentanza della DG ECHO; è favorevole a un maggiore coordinamento tra tutti i soggetti dell’Unione nel paese, pertanto esorta la Commissione a garantire una migliore coerenza e complementarità tra gli aiuti umanitari e gli aiuti allo sviluppo, a livello programmatico e pratico;
            
         
               149.
            
            
               si rammarica della mancata sostenibilità di alcuni progetti, sottolineando che questi ultimi dovrebbero essere principalmente finalizzati alla creazione di posti di lavoro e a garantire una crescita sostenibile, che consentirebbe a Haiti di incrementare le entrate ai fini di una minore dipendenza dall’assistenza estera; invita pertanto la Commissione a fornire al Parlamento un elenco dei progetti che sono stati attuati nel corso degli ultimi quindici anni a Haiti, corredato di una valutazione dettagliata della situazione attuale dei progetti, al fine di valutarne la sostenibilità;
            
         
               150.
            
            
               sottolinea la mancanza di visibilità dell’Unione a Haiti; è del parere che, per accrescere tale visibilità, è opportuno che sui documenti ufficiali figurino non soltanto la bandiera ma anche il nome dell’Unione europea e non semplicemente quello della Commissione o della DG ECHO, che risultano molto meno identificabili per il cittadino medio di Haiti;
            
         
      Ricerca e altre politiche interne — Conclusione con riserve
   
   
               151.
            
            
               prende atto della conclusione della Corte dei conti, secondo cui «i sistemi di supervisione e di controllo per “Ricerca e altre politiche interne” sono stati parzialmente efficaci nel garantire la regolarità dei pagamenti» (relazione annuale, punto 6.49);
            
         
               152.
            
            
               constata, quale tratto caratteristico del gruppo di politiche in questione, che il grosso della spesa operativa (72 %, relazione annuale, tabella 6.1) viene eseguito mediante prefinanziamento — che richiede l’osservanza soltanto di un numero limitato di condizioni rispetto ai pagamenti intermedi e finali — e che tale specificità incide positivamente sul tasso d’errore generale;
            
         
               153.
            
            
               esprime preoccupazione, in particolare, per l’entità dei prefinanziamenti relativamente al programma di apprendimento permanente, in cui sono ammessi prefinanziamenti del 100 % del costo preventivato del progetto (relazione annuale, punto 6.9) e per il quale il 93 % di tutti i pagamenti effettuati nel 2010 è avvenuto mediante prefinanziamento (relazione annuale, tabella 6.1);
            
         
               154.
            
            
               prende atto degli errori sostanziali riscontrati nei pagamenti intermedi e finali a favore dei beneficiari e constata che l’errore più probabile stimato dalla Corte dei conti è pari all’1,4 % (relazione annuale, punto 6.12) grazie all’incidenza dei prefinanziamenti; constata inoltre che la Corte dei conti non pubblica un tasso specifico di errore per i pagamenti intermedi e finali;
            
         
               155.
            
            
               rileva che la Commissione (51) stima al 3,4 % il tasso di errore rappresentativo senza prefinanziamenti e su base pluriennale per il Sesto programma quadro e a un valore leggermente superiore al 4 % il tasso d’errore rappresentativo per il Settimo programma quadro, sempre su base pluriennale; rileva inoltre che il tasso di errore residuo su base pluriennale, ovvero il livello di errore restante dopo le rettifiche e i recuperi effettuati dei servizi della Commissione in seguito alle loro revisioni contabili, è pari al 2,4 % per il Sesto programma quadro mentre, per quanto riguarda il Settimo programma quadro, la Commissione non ha ancora avuto tempo sufficiente per verificare gli effetti complessivi dei recuperi e delle rettifiche su base pluriennale;
            
         
               156.
            
            
               sottolinea l’importante ruolo del Meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi alla luce dell’attuale crisi finanziaria; invita la Commissione a rafforzare il sostegno accordato dal meccanismo a favore delle università ed enti di ricerca per i loro investimenti in PPP e progetti per infrastrutture di ricerca d’interesse europeo, ai fini del conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 in materia di politiche pubbliche intelligenti;
            
         
               157.
            
            
               rileva che la Commissione sta semplificando il più possibile le procedure di controllo ex ante, allo scopo di agevolare il trattamento dei pagamenti, con il risultato che è possibile effettuare unicamente una verifica aritmetica e dei requisiti amministrativi; teme che, anche nei casi di dubbio circa l’ammissibilità delle spese dichiarate, siano stati effettuati controlli ex ante soltanto limitati (relazione annuale, punto 6.17 ed esempio 6.2); insiste sulla necessità di intervenire per ovviare a una tale situazione;
            
         
               158.
            
            
               è convinto che occorra trovare un compromesso tra la necessità di agevolare i pagamenti e l’imperativo di verificare l’ammissibilità delle spese dichiarate; invita la Commissione a modificare la propria strategia di controllo ex ante e ad applicare un’impostazione basata sul rischio, per poter gestire meglio i rischi specifici delle dichiarazioni di spesa e, in caso di rischio elevato, estendere le procedure di controllo ex ante alle verifiche in loco;
            
         
               159.
            
            
               esprime profonda preoccupazione per il fatto che le certificazioni di audit siano a tutt’oggi solo parzialmente efficaci (relazione annuale, punto 6.22); rammenta che tali certificazioni costituiscono uno degli elementi più importanti del controllo ex ante della Commissione e invita pertanto quest’ultima a instaurare la prassi corrente di comunicare ufficialmente con i revisori esterni, fornendo riscontri e chiedendo delucidazioni in caso di inattendibilità dei certificati di audit;
            
         
               160.
            
            
               si compiace che la strategia di audit ex post della Commissione sia ritenuta efficace nel rilevare e rettificare gli errori (relazione annuale, punto 6.30); constata inoltre con soddisfazione l’adeguatezza delle procedure della Commissione per il recupero dei fondi indebitamente spesi e si compiace che tale istituzione abbia fatto maggior ricorso a misure correttive quali la risoluzione anticipata dei contratti e le sanzioni;
            
         
               161.
            
            
               esprime profonda preoccupazione per il fatto che il calcolo del tasso di errore residuo si basi su assunti in realtà non sempre fondati, quali la «estrapolazione» degli errori riscontrati in una dichiarazione di spesa ad altre dichiarazioni di spesa del medesimo beneficiario; condivide il parere della Corte dei conti secondo cui il grado di attendibilità dei tassi d’errore residuo è limitato (relazione annuale, punto 6.32); esprime la convinzione che ciò metta in dubbio l’affidabilità delle riserve sollevate dalle direzioni generali, dal momento che il principale indicatore utilizzato per decidere se sollevare o meno una riserva è proprio il tasso di errore residuo;
            
         
      Prospettive settoriali specifiche
   
   
      Riflessioni dall’ottica della politica di sviluppo
   
   
               162.
            
            
               è del parere che la crisi di bilancio ed economica che numerosi Stati membri stanno attualmente affrontando richieda più che mai che l’Unione ottimizzi l’efficienza e l’impatto dei suoi aiuti; manifesta preoccupazione, in tale contesto, per il fatto che la Corte dei conti ha constatato, nella sua relazione annuale sull’esecuzione del bilancio 2010, che nel 2010 i sistemi di supervisione e controllo della Commissione per gli aiuti esterni e lo sviluppo sono stati ancora soltanto parzialmente efficaci nel garantire la regolarità dei pagamenti, che due terzi degli errori quantificabili sono stati riscontrati nei pagamenti finali e che tali errori non erano emersi dai controlli della Commissione;
            
         
               163.
            
            
               prende atto, tuttavia, degli sforzi attualmente profusi dalla Commissione per migliorare la concezione e l’attuazione dei propri sistemi di supervisione e controllo nonché la qualità dei dati introdotti nel sistema informativo gestionale CRIS; si compiace che, globalmente, i pagamenti relativi agli aiuti esterni e allo sviluppo nel 2010 siano stati privi di errori rilevanti e che il tasso di errore stimato sia inferiore a quello del 2009; incoraggia la Commissione a sviluppare una metodologia coerente per il calcolo del tasso di errore residuo da parte delle direzioni responsabili delle relazioni esterne, al fine di migliorare ulteriormente il quadro di audit esterno e rispettare le norme di controllo più elevate possibili;
            
         
               164.
            
            
               incoraggia in particolare la Commissione a migliorare la qualità delle funzioni relative al controllo ex ante, al monitoraggio e alla rendicontazione, alla supervisione e all’audit basato sul rischio, che sono svolte dalle delegazioni dell’Unione e in relazione alle quali è stata rilevata la maggior parte degli errori, al fine di rafforzare la capacità delle sezioni operative e finanziarie delle delegazioni, di aumentare le risorse a disposizione delle delegazioni per le attività fondamentali di monitoraggio e di sistematizzare il quadro di monitoraggio, il che comprende l’introduzione di piani pluriennali di monitoraggio e valutazione e il potenziamento degli orientamenti per il monitoraggio;
            
         
               165.
            
            
               invita la Commissione a trovare soluzioni realizzabili per affrontare le sfide organizzative poste dalla fusione della DG DEV e della DG AIDCO alla fine del 2010; sollecita la Commissione e il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), creato nel dicembre 2010, a finalizzare senza indugio le modalità di lavoro, precisando i ruoli e le responsabilità rispettivi nel ciclo di programmazione e attuazione degli aiuti esterni, che comprende le delegazioni;
            
         
               166.
            
            
               è del parere che i nuovi strumenti di finanziamento a titolo del prossimo quadro finanziario pluriennale 2014-2020 debbano riflettere pienamente i diritti legislativi e di controllo del Parlamento, rafforzati nell’ambito del trattato di Lisbona, e che il Parlamento debba essere coinvolto nel processo di programmazione su un piano di parità con il Consiglio;
            
         
               167.
            
            
               incoraggia la Commissione a migliorare ulteriormente l’efficacia degli aiuti dell’Unione a favore del settore dell’istruzione di base nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale (52), in particolare definendo obiettivi e indicatori realistici per monitorare i risultati in modo efficace, garantendo che le delegazioni nominino personale con adeguate competenze ed esperienza per portare avanti il dialogo sulle politiche settoriali con i governi partner e gli altri donatori, nonché focalizzando maggiormente l’attenzione sulla qualità dell’istruzione e sulla capacità dei governi beneficiari di far fronte all’aumento delle iscrizioni nelle scuole;
            
         
               168.
            
            
               esprime costernazione per i casi di frode su vasta scala scoperti verso la fine del 2010 dal Fondo mondiale per la lotta contro l’HIV/AIDS, la tubercolosi e la malaria in Mali, Mauritania, Gibuti e Zambia e manifesta preoccupazione circa la potenziale appropriazione indebita di notevoli somme di denaro, anche provenienti dal contributo 2010 dell’Unione europea al Fondo mondiale; incoraggia la Commissione a lavorare a più stretto contatto con il Fondo mondiale per sostenere e monitorare gli interventi di quest’ultimo nei singoli paesi, al fine di evitare che si ripetano tali casi di corruzione e di migliorare la rendicontazione e l’efficacia del Fondo;
            
         
               169.
            
            
               ribadisce la sua richiesta di un maggiore coinvolgimento dei parlamenti e di una migliore consultazione della società civile e delle autorità locali dei paesi partner al momento di elaborare e rivedere i programmi indicativi pluriennali e i documenti di strategia nazionale nel quadro dello strumento di cooperazione allo sviluppo (DCI).
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica del lavoro e degli affari sociali
   
   
               170.
            
            
               rileva che il 18 % delle spese concernenti la politica di coesione dell’Unione riguarda l’occupazione e il settore sociale, e che la parte più consistente delle spese relative a tali politiche ricade per il 94 % sul Fondo sociale europeo (FSE);
            
         
               171.
            
            
               rileva dunque con soddisfazione che gli stanziamenti del FSE sono stati impegnati al 100 % per i 10 800 000 000 EUR di stanziamenti d’impegno e all’87,9 % per i 7 100 000 000 EUR di stanziamenti di pagamento; riconosce che la più bassa percentuale di questi ultimi è dovuta al fatto che alcuni impegni sono stati contratti soltanto nell’ultimo trimestre; riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione per migliorare la gestione finanziaria;
            
         
               172.
            
            
               prende atto della valutazione della Corte dei conti secondo cui nel 2010 il tasso di errore si è mantenuto al 7,7 % per quanto riguarda la spesa nei settori della coesione, dell’energia e dei trasporti; apprende con sorpresa che la Corte dei conti rileva come le direttive dell’Unione non siano state recepite in modo corretto nella normativa nazionale in materia di appalti pubblici; auspica pertanto che la Commissione vigili maggiormente sul recepimento nella legislazione nazionale ed effettui maggiori controlli sull’ammissibilità dei progetti finanziati; ritiene che gli appalti pubblici si applichino in misura minore al FSE;
            
         
               173.
            
            
               riconosce gli sforzi della Commissione intesi a garantire, attraverso attività di formazione bilaterali e multilaterali, che gli Stati membri forniscano costantemente ai beneficiari e alle agenzie esecutive informazioni, formazione, consulenza e assistenza per ridurre il tasso di errore dei pagamenti; si rammarica del fatto che gli Stati membri sembrino non riuscire a farlo autonomamente;
            
         
               174.
            
            
               reitera la sua richiesta di obbligare gli Stati membri a riferire sull’esecuzione finanziaria degli strumenti di finanziamento, e si unisce alla Corte dei conti nell’esigere che l’impiego del FSE sia controllato periodicamente dalla Commissione;
            
         
               175.
            
            
               ricorda che deve essere garantito il corretto utilizzo dei fondi da parte degli Stati membri e che le interruzioni e le sospensioni dei pagamenti sono strumenti efficaci a tale scopo;
            
         
               176.
            
            
               esprime preoccupazione per l’elevato numero di errori individuati dalla Corte dei conti in relazione agli strumenti di ingegneria finanziaria;
            
         
               177.
            
            
               deplora che le raccomandazioni della Corte dei conti sul contributo del FSE alla lotta contro l’abbandono precoce degli studi siano state recepite ad oggi soltanto in parte dalla Commissione;
            
         
               178.
            
            
               ricorda che spetta alla direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione, incaricata della gestione delle risorse, adottare misure adeguate per la prevenzione delle frodi e della corruzione; si compiace della stretta cooperazione instaurata con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF); chiede che si assicuri che i casi di frode nell’ambito del FSE siano perseguiti e sanzionati anche dalle autorità giudiziarie nazionali;
            
         
               179.
            
            
               plaude agli sforzi della Commissione di ottenere da tutti gli Stati membri resoconti esaurienti attraverso relazioni di controllo annuali degli organismi di audit e relazioni riepilogative annuali, e ritiene necessario che la Commissione estenda le proprie attività di audit per essere in grado di comunicare al Parlamento il valore aggiunto dei finanziamenti dell’Unione;
            
         
               180.
            
            
               sottolinea le particolari esigenze dei gruppi destinatari e dei promotori di progetti FSE; suggerisce di includere nel cofinanziamento dei progetti anche le attività onorarie svolte in organizzazioni d’interesse collettivo e i conferimenti in natura; chiede un’indagine aggiornata sui costi amministrativi del FSE, ripartiti per Stato membro e progetto, a livello dei promotori;
            
         
               181.
            
            
               sottolinea il fatto che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ha finanziato ad oggi 21 progetti per un valore complessivo di 105 000 000 EUR, mentre le risorse che possono essere mobilitate tramite storni raggiungono i 500 000 000 EUR; si compiace della tendenza crescente tra gli Stati membri a elaborare e presentare progetti adeguati in tale contesto; incoraggia la Commissione a sostenere in modo efficace gli Stati membri nello sviluppo e nella presentazione di progetti nell’ambito del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, al fine di aiutare i lavoratori a trovare nuovi impieghi e a sviluppare nuove competenze qualora abbiano perso il lavoro a causa dei cambiamenti nei flussi commerciali mondiali o della crisi finanziaria ed economica globale;
            
         
               182.
            
            
               invita la Corte dei conti a controllare anche le altre linee di bilancio concernenti gli affari sociali e l’occupazione e ad accertare perché le risorse preventivate non siano state interamente utilizzate;
            
         
               183.
            
            
               invita la Corte dei conti a presentare tassi di errore separati per il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il FSE e non su base aggregata;
            
         
               184.
            
            
               si attende che la Commissione presenti approfondite relazioni in merito ai progetti pilota;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica del mercato interno e della protezione dei consumatori
   
   
               185.
            
            
               rileva con soddisfazione l’aumento del tasso di esecuzione per gli stanziamenti di pagamento nel titolo 12; segnala tuttavia l’esiguo tasso di esecuzione per la linea di bilancio 17 02 04, che ha avuto effetti negativi sul tasso medio di esecuzione nel settore della politica dei consumatori; sottolinea la necessità che la Commissione si basi su meccanismi di previsione più efficienti per stabilire il fabbisogno di pagamenti, al fine di migliorare l’esecuzione del bilancio; accoglie con favore i progressi compiuti dalla Commissione nel 2011 a tale riguardo;
            
         
               186.
            
            
               sottolinea la necessità di promuovere l’educazione finanziaria dei consumatori al fine di rafforzare la loro comprensione dei servizi finanziari; ribadisce pertanto, nonostante le carenze nell’esecuzione del bilancio sottolineate precedentemente e tenendo conto dei recenti sviluppi positivi al riguardo, il proprio sostegno al progetto pilota «Trasparenza e stabilità sui mercati finanziari» istituito nel 2010; incoraggia la Commissione ad adoperarsi per individuare il modo migliore di spendere le risorse stanziate;
            
         
               187.
            
            
               accoglie favorevolmente l’iniziativa della Commissione volta ad organizzare seminari negli Stati membri per affrontare i problemi che le amministrazioni nazionali incontrano nell’attuazione e nell’applicazione della legislazione sul mercato interno; ritiene che tale iniziativa avrà un effetto positivo sui risultati conseguiti in materia di esecuzione;
            
         
               188.
            
            
               invita nuovamente la Commissione ad analizzare l’efficacia degli attuali programmi di finanziamento per le PMI e a studiare lo sviluppo di nuovi strumenti finanziari congiunti;
            
         
               189.
            
            
               valuta positivamente l’importanza che la Commissione attribuisce alla promozione di SOLVIT e EU Pilot quali meccanismi alternativi di risoluzione dei problemi e invita la Commissione ad intensificare gli sforzi al riguardo; sottolinea che SOLVIT si è dimostrato efficace nella risoluzione di alcuni problemi incontrati dai cittadini, quali il riconoscimento delle qualifiche professionali e dei diritti in materia di lavoro; ricorda di essersi espresso a favore di una linea di bilancio separata e di risorse finanziarie adeguate per SOLVIT, del portale «La tua Europa» e di tutti gli altri strumenti utilizzati per garantire il funzionamento del mercato interno sul campo; si compiace del rinnovato portale «La tua Europa» quale punto unico di accesso a tutte le informazioni sui diritti in diversi settori e ai servizi di assistenza; è del parere che sia necessario rafforzare il grado di informazione del pubblico in merito al portale «La tua Europa» e diffonderlo maggiormente presso le imprese e i cittadini dell’Unione;
            
         
               190.
            
            
               accoglie favorevolmente il continuo sostegno finanziario alla rete dei centri europei dei consumatori (rete CEC) nonché lo studio commissionato per valutarne l’efficienza; invita la Commissione ad attingere alle conclusioni di tale studio e ad agire sia per migliorare la qualità dei servizi offerti sia per garantire il finanziamento stabile della rete CEC; sottolinea l’importanza di sensibilizzare i consumatori in merito ai servizi offerti dalla rete CEC; plaude vivamente alle azioni della Commissione a tale riguardo, quali campagne mediatiche e misure di ottimizzazione dei motori di ricerca;
            
         
               191.
            
            
               invita la Commissione ad intensificare gli sforzi volti a garantire che gli estratti conto degli Stati membri per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali siano esatti e a potenziare il sistema nazionale di vigilanza doganale per evitare errori negli importi riscossi a titolo di risorse proprie tradizionali, conformemente alla raccomandazione della Corte dei conti (punto 2.21); incoraggia pertanto la Commissione a compiere ulteriori sforzi per la semplificazione del quadro giuridico, in particolare per risolvere i problemi pendenti in relazione ad alcuni sistemi di controllo;
            
         
               192.
            
            
               sottolinea che la complessità delle norme è una delle fonti principali di errori nel capitolo «Ricerca e altre politiche»; invita la Commissione a esaminare varie opzioni per trovare un miglior equilibrio tra semplificazione e controllo al fine di ridurre l’onere amministrativo delle PMI; richiama l’attenzione sulla complessità delle norme in materia di appalti pubblici e ne raccomanda pertanto la semplificazione per ridurre l’incidenza generale degli errori;
            
         
               193.
            
            
               esprime preoccupazione per la parziale efficacia dei sistemi di supervisione e controllo della Commissione; osserva che alcuni errori riscontrati dalla Corte dei conti non erano stati individuati dalla Commissione e sottolinea pertanto la necessità di impegnarsi per migliorare gli attuali sistemi di controllo;
            
         
               194.
            
            
               riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione nell’attuazione del Codice doganale aggiornato; rileva ritardi nel processo ed esorta la Commissione a stabilire un termine più realistico;
            
         
               195.
            
            
               rinnova la propria richiesta alla Commissione di trasmettere ogni anno al Parlamento e al Consiglio una descrizione più dettagliata delle spese per ogni linea di bilancio rispetto alle osservazioni relative a tale linea;
            
         
               196.
            
            
               ritiene che, malgrado le critiche giustificate della Corte dei conti (53), lo strumento relativo alle garanzie per le PMI sia uno strumento finanziario chiave per stimolare ulteriormente il potenziale delle imprese artigiane e degli esercizi al dettaglio; incoraggia la Commissione a massimizzare il valore aggiunto dello strumento relativo alle garanzie per le PMI e a promuovere ulteriormente l’innovazione e l’imprenditorialità dell’Unione su scala mondiale;
            
         
               197.
            
            
               prende atto della relazione speciale n. 13/2011 della Corte dei conti che mira a valutare se i controlli sul regime doganale 42 impediscano e individuino i casi di evasione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA); invita la Commissione a modificare ulteriormente il quadro normativo dell’Unione, al fine di evitare perdite significative per i bilanci nazionali risultanti dall’evasione dell’IVA; invita altresì gli Stati membri a migliorare la collaborazione e a scambiarsi informazioni in modo più efficiente, per garantire una gestione uniforme dell’esenzione IVA da parte delle autorità doganali;
            
         
               198.
            
            
               ricorda la responsabilità degli Stati membri ai sensi dell’articolo 317 TFUE e il loro obbligo di rafforzare i sistemi di controllo concernenti, in primo luogo, le verifiche di gestione da eseguire prima di certificare le spese alla Commissione e, in secondo luogo, i suoi orientamenti sulle sintesi annuali, che costituiscono una fonte preziosa di garanzia di affidabilità;
            
         
               199.
            
            
               invita la Commissione, con riferimento alla comunicazione «Un bilancio per la strategia 2020», a proseguire la collaborazione con il Parlamento e il Consiglio e a garantire che le future attività di programmazione nell’Unione rispettino i principi di semplificazione, sana gestione finanziaria e rendicontabilità; chiede agli Stati membri e alla Commissione di concentrarsi sugli obiettivi SMART (specifici, misurabili, attuabili, realistici e temporalmente definiti) affinché coincidano con la pianificazione dei programmi di spesa dell’Unione, tenendo conto nello stesso tempo degli eventuali rischi concernenti l’attuazione;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica dei trasporti e del turismo
   
   
               200.
            
            
               constata che il bilancio 2010, quale approvato in via definitiva e modificato nel corso dell’esercizio in questione, prevedeva specificamente per le politiche nell’ambito di attività della commissione per i trasporti e il turismo complessivamente 2 640 819 360 EUR in stanziamenti d’impegno e 1 895 014 386 EUR in stanziamenti di pagamento; osserva inoltre che nell’ambito di tali importi:
               
                           —
                        
                        
                           1 012 440 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 890 594 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati alle reti transeuropee di trasporto (RTE-T),
                        
                     
                           —
                        
                        
                           16 876 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 15 375 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati alla sicurezza dei trasporti,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           63 940 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 30 257 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati al programma Marco Polo,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           165 788 360 EUR in stanziamenti d’impegno e 128 447 410 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati alle agenzie di trasporti;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           896 035 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 455 135 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati al programma Galileo;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           427 740 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 346 880 476 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati ai trasporti, compreso un settore prioritario dedicato alla mobilità urbana sostenibile a titolo del Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           4 600 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 3 520 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati al turismo;
                        
                     
         
               201.
            
            
               constata che, esaminando l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2010, la Corte dei conti ha preferito concentrarsi sulle politiche per la coesione e l’energia piuttosto che sulla politica dei trasporti;
            
         
               202.
            
            
               si compiace dell’elevato tasso di utilizzo degli stanziamenti d’impegno destinati ai progetti nel settore delle RTE-T; invita gli Stati membri a garantire un finanziamento appropriato, a partire dai bilanci nazionali, per sostenere tale impegno dell’Unione; ricorda che il Parlamento ha sostenuto un livello di finanziamento dell’Unione più elevato; incoraggia gli Stati membri, nel quadro dei progetti transfrontalieri della rete centrale, a compiere ogni sforzo per trovare accordi finanziari equilibrati all’altezza delle ambizioni dell’Unione;
            
         
               203.
            
            
               invita la Commissione a presentare ogni anno degli elenchi di progetti di infrastrutture turistiche e di trasporto cofinanziati dal Fondo di coesione e dai fondi regionali, come già avviene per i fondi RTE-T, e quindi a mettere a disposizione di altre istituzioni e dei contribuenti, in modo facilmente accessibile e trasparente, le informazioni concernenti il cofinanziamento da parte dell’Unione;
            
         
               204.
            
            
               si compiace della revisione intermedia dei progetti prioritari del programma pluriennale RTE-T 2007-2013 effettuata dalla DG Mobilità e trasporti (MOVE) al fine di valutare i progressi compiuti nella realizzazione della rete; ritiene che tale revisione abbia definito il principio volto a subordinare il finanziamento programmato a progressi tangibili dei progetti onde ottimizzare l’utilizzo delle risorse finanziarie disponibili; invita la Commissione a estendere questo esercizio di revisione subordinata a risultati ad altre Direzioni generali e ad altre politiche dell’Unione e chiede alle altre commissioni del Parlamento di formulare la stessa esigenza;
            
         
               205.
            
            
               accoglie favorevolmente le proposte della Commissione in materia di RTE-T e del relativo strumento finanziario (noto come «Meccanismo per collegare l’Europa»); sottolinea il valore aggiunto europeo di una migliore utilizzazione dei fondi e sostiene i suoi impegni di bilancio che sono all’altezza degli obiettivi della nuova proposta; sostiene lo sviluppo di fonti di finanziamento innovative per completare, nei termini previsti, i progetti di infrastrutture di trasporto europee, che sono necessariamente lunghi e costosi;
            
         
               206.
            
            
               si compiace dell’iniziativa «Prestiti obbligazionari per il finanziamento di progetti» e chiede alla Commissione di assicurare il controllo permanente dell’efficacia di questo nuovo strumento e dei suoi effetti moltiplicatori; ritiene molto opportuna la proposta atta a destinare 10 000 000 000 EUR provenienti dal Fondo di coesione alle infrastrutture trasportistiche nel quadro del Meccanismo per collegare l’Europa, onde rafforzare tanto l’efficacia quanto il valore aggiunto delle politiche strutturali e di coesione; chiede il miglioramento dei sistemi di gestione e di controllo dell’utilizzo delle dotazioni del Fondo di coesione onde garantire un assorbimento corretto ed efficace di tali finanziamenti;
            
         
               207.
            
            
               si rammarica del basso tasso di utilizzo degli stanziamenti di pagamento per la sicurezza dei trasporti (65 %); ricorda che l’importo iscritto nel bilancio 2010 era quello proposto nel progetto preliminare di bilancio della Commissione; invita quest’ultima a fornire una spiegazione dettagliata per il sottoutilizzo di tali stanziamenti e a illustrare le misure che intende adottare per garantire che il problema non si ripresenti;
            
         
               208.
            
            
               si compiace dell’aumento del tasso di utilizzo degli stanziamenti di pagamento destinati alla sicurezza dei trasporti e ai diritti dei passeggeri, nonché al programma Marco Polo II; rileva, tuttavia, che il 14 % degli stanziamenti per tale programma è stato stornato ad altre linee di bilancio; constata che è stata stornata anche una parte della linea di bilancio del programma SESAR e richiama l’attenzione sulla particolare importanza di tale programma per il rafforzamento della politica industriale dell’Unione;
            
         
               209.
            
            
               accoglie favorevolmente il tasso di utilizzo degli stanziamenti di pagamento per i programmi Egnos e Galileo, che ha consolidato i progressi registrati nel 2009; sottolinea l’importanza degli investimenti in questo settore, che hanno ripercussioni su tutte le politiche dell’Unione e in particolare sui settori della logistica, del trasporto sostenibile e della sicurezza nei trasporti; si compiace della riuscita del lancio dei due primi satelliti operativi Galileo il 21 ottobre 2011, che rappresenta una tappa fondamentale verso il buon esito dei due programmi; invita a garantire un finanziamento adeguato, lo sviluppo, l’attuazione e la sostenibilità delle applicazioni e dei servizi innovativi sostenuti da tali programmi nell’ambito dei trasporti al fine di sfruttare al massimo il potenziale dei programmi stessi;
            
         
               210.
            
            
               prende atto della relazione speciale intitolata «Sono efficaci i progetti turistici cofinanziati dal FESR?», in cui si constata che il turismo rappresenta la maggiore industria di servizi dell’Unione; accoglie favorevolmente la conclusione della Corte dei conti secondo cui la maggior parte dei progetti aveva prodotto risultati a vari livelli, che si tratti della creazione o del mantenimento di posti di lavoro, della creazione di una capacità di accoglienza o di attività turistica; invita la Commissione a seguire le raccomandazioni della Corte dei conti per quanto riguarda la gestione e il controllo dei fondi del FESR destinati ai progetti turistici e ad avvalersi delle disposizioni del trattato di Lisbona per proporre un programma pluriennale per il turismo, che includa voci di bilancio dotate di risorse finanziarie adeguate;
            
         
               211.
            
            
               constata con soddisfazione il parere espresso dalla Corte dei conti in merito alla legittimità e alla regolarità dei conti annuali dell’Agenzia esecutiva per la rete transeuropea di trasporto, sotto tutti gli aspetti rilevanti; è preoccupato per l’entità degli stanziamenti d’impegno riportati (14,5 %); invita la Commissione a fornire una spiegazione dettagliata sul riporto di tali stanziamenti d’impegno;
            
         
               212.
            
            
               chiede che sia allegata al bilancio di ogni esercizio un’apposita relazione sugli stanziamenti non utilizzati di esercizi precedenti, recante le ragioni del loro mancato utilizzo, nonché le modalità e i tempi in cui le stesse verranno impiegate;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica in materia di libertà civili, giustizia e affari interni
   
   
               213.
            
            
               si rammarica del calo registrato nel livello di esecuzione degli impegni di bilancio relativi allo Spazio di libertà, sicurezza e giustizia (94,8 % nel 2010 rispetto al 97,7 % nel 2009), come anche della lieve flessione nel livello di esecuzione dei pagamenti (88,7 % nel 2010 rispetto all’89,6 % nel 2009);
            
         
               214.
            
            
               si compiace del fatto che sono stati compiuti progressi significativi nella riduzione del livello di cancellazione dei pagamenti (dall’8,5 % del 2009 al 2,8 % del 2010); deplora l’aumento del livello dei riporti (dall’1,9 % del 2009 all’8,5 % del 2010), dovuto principalmente a riporti nell’ambito del Fondo per le frontiere esterne, del Fondo europeo per i rimpatri e del SIS II; invita la Commissione a ridurre il livello dei riporti dei pagamenti nel bilancio relativo allo Spazio di libertà, sicurezza e giustizia;
            
         
               215.
            
            
               si compiace degli elevati tassi di esecuzione di tre dei quattro fondi «Solidarietà e gestione dei flussi migratori»; prende atto della giustificazione fornita dalla Commissione quanto al minore tasso di esecuzione del Fondo per le frontiere esterne, vale a dire che i programmi annuali dei cinque paesi che nel 2010 hanno partecipato a tale Fondo per la prima volta non erano stati adottati nel 2010;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica della cultura e dell’istruzione
   
   
               216.
            
            
               accoglie con favore gli sforzi volti a semplificare ulteriormente le procedure e ad agevolare l’accesso all’istruzione e ai programmi culturali e constata che nel 2010 l’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) aveva messo a disposizione formulari elettronici per la maggior parte delle sue azioni e dei suoi programmi, segnatamente il programma d’azione nel campo dell’apprendimento permanente (PAP), il programma «Cultura» e il programma «Europa per i cittadini»; si compiace per l’ampio utilizzo di importi forfettari e le numerose decisioni di sovvenzione; sottolinea l’importanza di garantire un buon equilibrio fra flessibilità delle procedure e necessità dei controlli;
            
         
               217.
            
            
               deplora che le agenzie nazionali non abbiano effettuato integralmente i controlli primari per il programma PAP, con un conseguente assorbimento inadeguato dei fondi da parte del programma, a causa dell’incoerenza dei dati trasmessi e della mancata esecuzione tempestiva del numero minimo di controlli; invita la Commissione a proseguire i suoi sforzi per garantire che tutte le agenzie nazionali assumano le loro responsabilità;
            
         
               218.
            
            
               constata con soddisfazione che la Commissione ha rafforzato i propri sistemi di controllo e che il settore «cultura e istruzione», in quanto parte del gruppo di politiche «Ricerca e altre politiche interne», non conteneva errori rilevanti;
            
         
               219.
            
            
               si congratula per il significativo miglioramento in materia di ritardi di pagamento e nota con soddisfazione che l’EACEA ha eseguito il 94 % dei suoi pagamenti entro i termini previsti; ricorda che qualsiasi ritardo nei pagamenti lede direttamente i diritti dei beneficiari, soprattutto quelli delle piccole e medie imprese e pregiudica pertanto la riuscita dei programmi; rammenta, tuttavia, che il grosso di una sovvenzione dovrebbe essere versato non appena possibile e, in ogni caso, durante il periodo di sovvenzionamento, onde evitare di accrescere la dipendenza delle organizzazioni dalle banche che concedono i prestiti, in quanto l’EACEA ritiene che gli interessi non siano «ammissibili»;
            
         
               220.
            
            
               rileva che la Commissione ha lanciato una gara d’appalto per una rete televisiva paneuropea, come previsto nei bilanci per il 2009 e il 2010; si inquieta, pertanto, vivamente del fatto che nel 2010 la Commissione abbia deciso di annullare il progetto e di riorientare i fondi altrove, senza il consenso del Parlamento e del Consiglio; chiede la divulgazione di tutti i contratti e di tutte le raccomandazioni attinenti alla rete televisiva, nonché delle valutazioni effettuate dal comitato di selezione;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica dell’ambiente, della sanità pubblica e della sicurezza alimentare
   
   
               221.
            
            
               ritiene soddisfacenti i tassi globali di esecuzione delle linee di bilancio in materia di ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare; ricorda, a tale riguardo, che solo lo 0,76 % del bilancio dell’Unione è destinato agli strumenti strategici di responsabilità della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare;
            
         
      Ambiente e contrasto ai cambiamenti climatici
   
   
               222.
            
            
               sottolinea che il tasso globale di esecuzione in materia di ambiente e contrasto ai cambiamenti climatici è del 99,26 %; rileva inoltre che l’esecuzione dei pagamenti ha raggiunto il livello dell’84,1 %;
            
         
               223.
            
            
               si compiace per l’esecuzione del 99,4 % del bilancio operativo di LIFE+; osserva che, nel 2010, sono stati destinati 240 000 000 EUR alla sovvenzione di progetti, 9 300 000 EUR al sostegno delle attività operative delle ONG, 42 500 000 EUR a misure volte a sostenere la Commissione nel suo ruolo di avvio e monitoraggio dello sviluppo delle politiche e della legislazione e 14 500 000 EUR all’assistenza amministrativa;
            
         
               224.
            
            
               sottolinea lo scarto tra gli stanziamenti nazionali indicativi e gli stanziamenti finali per Stato membro dei fondi LIFE + nonché la differenza nel numero di proposte ricevute dai diversi Stati membri; incoraggia ulteriormente gli sforzi della Commissione per offrire una formazione annuale alle autorità nazionali e organizzare seminari in ciascuno degli Stati membri, allo scopo di fornire informazioni generali sugli obiettivi di LIFE + e sul modo di preparare una proposta che possa essere accolta;
            
         
               225.
            
            
               riconosce l’assenza di una base giuridica per attuare il programma d’azione dell’Unione europea per la lotta ai cambiamenti climatici; si compiace dello storno dell’importo totale di 15 000 000 EUR a favore dello strumento finanziario nel quadro dell’iniziativa di finanziamento dell’energia sostenibile, allo scopo di sviluppare strumenti di finanziamento adeguati per stimolare maggiormente i progetti relativi all’efficienza energetica e allo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili;
            
         
               226.
            
            
               prende atto delle osservazioni della Corte dei conti per quanto concerne gli audit ex post che sono stati condotti dalla Commissione sin dal 2006 con criteri basati sul rischio; si compiace che la DG ENV abbia deciso di cambiare il metodo di campionamento nel 2011, in modo da ottenere risultati basati anche su un campione casuale, che potrebbero essere più facilmente generalizzati alla globalità del progetto;
            
         
               227.
            
            
               valuta positivamente il piano d’azione concepito dalla DG CLIMA per migliorare le misure di sicurezza nazionali, piano che è stato ritenuto necessario dopo l’individuazione di una significativa carenza di sicurezza nei registri nazionali del sistema dell’Unione europea per lo scambio di quote di emissioni (ETS);
            
         
               228.
            
            
               rileva che, nell’ambito del bilancio 2010, sono stati realizzati sette progetti pilota e un’azione preparatoria;
            
         
               229.
            
            
               sottolinea che il tasso di esecuzione dei contributi alle attività internazionali in materia di ambiente, che sono destinati a coprire i contributi obbligatori e volontari a convenzioni, protocolli e accordi internazionali, sono soggetti alle oscillazioni del tasso di cambio, dal momento che la maggior parte dei contributi è corrisposta in dollari statunitensi;
            
         
      Sanità pubblica e sicurezza alimentare
   
   
               230.
            
            
               si compiace del tasso di esecuzione del 99,7 % degli stanziamenti d’impegno in materia di sanità pubblica (esclusi gli stanziamenti previsti dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dall’Agenzia europea per i medicinali); osserva che il tasso di esecuzione degli stanziamenti in materia di sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali e interventi fitosanitari è del 95,3 %;
            
         
               231.
            
            
               sottolinea l’importanza del programma di sanità pubblica; si compiace pertanto del soddisfacente tasso di esecuzione — quasi del 100 % — degli stanziamenti d’impegno; è consapevole del fatto che il tasso di esecuzione degli stanziamenti di pagamento (95,1 %) è più basso a causa di ritardi nelle richieste di pagamento da parte dei beneficiari delle sovvenzioni o di proroghe di accordi contrattuali;
            
         
               232.
            
            
               sottolinea l’importanza di continuare a sensibilizzare il pubblico sugli effetti nocivi del consumo di tabacco; ritiene che l’esecuzione totale dell’importo disponibile nel 2010 rappresenti un successo della campagna HELP;
            
         
               233.
            
            
               prende atto delle osservazioni della Corte dei conti sull’Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori, organo amministrativo della Commissione; invita l’Agenzia esecutiva a ridurre in misura significativa gli importi riportati rivedendo i propri strumenti di pianificazione e comunicazione del bilancio al fine di rispettare il principio dell’annualità del bilancio dell’Unione; prende inoltre atto della relazione annuale della Commissione sugli audit interni effettuati nel 2010 e incoraggia l’Agenzia esecutiva, in cooperazione con la DG partner, a occuparsi delle questioni affrontate, come la governance e l’architettura informatiche;
            
         
               234.
            
            
               prende atto del livello di esecuzione del 95,3 % del capitolo 17 04 — Sicurezza alimentare, salute e benessere degli animali e interventi fitosanitari; è consapevole che un’esecuzione totale non è stata possibile a causa del ridotto numero di focolai di malattie degli animali, per cui non si sono esauriti i fondi di emergenza come previsto, e in secondo luogo, a causa del fatto che non è stato necessario acquistare vaccini d’emergenza;
            
         
               235.
            
            
               osserva che, per quanto riguarda le misure di eradicazione, le dichiarazioni definitive di spesa presentate dagli Stati membri per i pagamenti erano spesso inferiori alle previsioni iniziali; rileva inoltre la necessità di un maggior numero di audit a causa di tassi di errore precedentemente elevati che ritardano anche l’esecuzione dei pagamenti in questo ambito;
            
         
               236.
            
            
               deplora i risultati meno buoni per quanto riguarda i pagamenti relativi alle misure fitosanitarie dovuti a ritardi degli Stati membri nella presentazione dei documenti richiesti o al fatto che la documentazione era incompleta; invita gli Stati membri a migliorare le procedure al riguardo;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica estera
   
   
               237.
            
            
               osserva che la maggior parte degli errori non quantificabili individuati dalla Corte dei conti riguarda errori nelle procedure di appalto e nella proroga di contratti; ribadisce, analogamente alle precedenti procedure di discarico, le sue preoccupazioni circa l’elevata vulnerabilità di questi due settori alle frodi e alla cattiva gestione;
            
         
               238.
            
            
               constata che i sistemi di supervisione e controllo per le politiche di azione esterna, sviluppo e allargamento sono ritenuti solo parzialmente efficaci e invita la Commissione a prendere e attuare tutte le misure necessarie per incrementare la regolarità dei pagamenti;
            
         
               239.
            
            
               ricorda che i principali rischi connessi al sostegno al bilancio (vale a dire il rischio relativo al grado di efficacia degli aiuti e i rischi di frode e corruzione) non compaiono nell’audit sulla dichiarazione di affidabilità; invita la Commissione a monitorare con attenzione tali rischi;
            
         
               240.
            
            
               ritiene che, al di là degli sforzi richiesti per incrementare la regolarità dei pagamenti, la Commissione dovrebbe eseguire, per tutti gli interventi, valutazioni sistematiche nell’ottica del rapporto costi-benefici, come raccomandato dalla Corte dei conti nella sua relazione speciale (54); insiste sulla necessità di essere informato, in quanto ramo dell’autorità di bilancio, dei risultati di tali valutazioni, compreso l’esito delle valutazioni riguardanti le attività PESC;
            
         
               241.
            
            
               sottolinea, tuttavia, che il rapporto costi-benefici di per sé non può essere sempre considerato un criterio sufficiente a valutare l’adeguatezza dell’assistenza dell’Unione in un paese terzo; è anzi del parere che l’efficacia degli aiuti in relazione agli obiettivi della politica estera dell’Unione vada analizzata sistematicamente e debba comprendere criteri supplementari, come ad esempio gli interessi strategici dell’Unione, la necessità che essa sia presente in loco o l’attuazione di progetti e azioni volti a promuovere i valori e i principi fondamentali dell’UE;
            
         
               242.
            
            
               condivide il parere della Corte dei conti secondo cui diverse aree di assistenza dell’Unione potrebbero, in alcuni casi, essere ottimizzate e l’impatto dell’assistenza potrebbe essere accresciuto mediante un miglior coordinamento con gli Stati membri, la cui azione esterna non dovrebbe essere ritenuta concorrente bensì complementare; chiede pertanto maggiori sforzi per quanto concerne il coordinamento dei donatori all’interno dell’Unione, con i paesi terzi e con le organizzazioni internazionali;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica di sviluppo regionale
   
   
               243.
            
            
               rileva che l’esecuzione del bilancio è positiva per la politica regionale (importo dei pagamenti pari a 30 557 000 000 EUR) e che la maggior parte dei pagamenti del 2010 è destinata principalmente e per la prima volta all’attuazione dei programmi 2007-2013 (25 550 000 000 EUR a titolo di pagamenti intermedi, rispetto a 9 420 000 000 EUR nel 2009);
            
         
               244.
            
            
               deplora che la politica regionale sia tra i settori più soggetti a errore tra le categorie di spesa dell’Unione: il 49 % dei 243 pagamenti verificati dalla Corte dei conti contiene errori; osserva tuttavia che solo alcuni degli errori avranno un impatto finanziario e che la frequenza del 49 % è inferiore a quella registrata nel periodo 2000-2006; sottolinea che il tasso di errore è andato diminuendo rispetto al periodo di programmazione 2000-2006; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire, nell’ambito della gestione concorrente, che l’andamento registri una costante riduzione del tasso di errore;
            
         
               245.
            
            
               ricorda che un errore si verifica nel caso in cui un’operazione non sia eseguita conformemente alle disposizioni giuridiche e regolamentari, il che rende irregolare la spesa dichiarata (e rimborsata); osserva inoltre che un errore non implica necessariamente che i fondi siano scomparsi, andati perduti o sprecati né che sia stata commessa una frode;
            
         
               246.
            
            
               osserva che il mancato rispetto delle norme relative agli appalti pubblici e delle norme di ammissibilità rappresenta una proporzione elevata del tasso di errore stimato (rispettivamente 31 % e 43 %); prende atto, in tale contesto, della raccomandazione della Corte dei conti di individuare quali ambiti possono essere ulteriormente semplificati; invita pertanto a valutare l’eventuale necessità di rafforzare l’assistenza tecnica e in ogni caso la necessità di mantenere la piena capacità operativa del controllo finanziario; sottolinea che è necessario che la Commissione semplifichi le norme al fine di garantire una maggiore facilità di applicazione delle procedure e di non dissuadere i potenziali beneficiari dal partecipare ai progetti; invita gli Stati membri a semplificare le loro disposizioni nazionali, che molto spesso aggiungono oneri amministrativi non previsti dalle norme dell’Unione; ritiene pertanto che sia necessario proseguire in maniera rigorosa gli sforzi per ridurre ulteriormente tale tasso di errore;
            
         
               247.
            
            
               si rammarica delle lacune constatate nell’attuazione degli strumenti di ingegneria finanziaria, in particolare il mancato rispetto dei requisiti regolamentari per quanto concerne il contributo fornito a titolo dei programmi operativi ai fondi destinati all’attuazione di tali strumenti, nonché dell’inadeguatezza dei requisiti in vigore in materia di rendicontazione e verifica; osserva che il potenziale degli strumenti di ingegneria finanziaria dovrebbe essere sviluppato ulteriormente al fine di permettere l’elaborazione di progetti strategici qualitativi, la partecipazione di attori privati, in particolare le PMI, e l’utilizzo di capitali nei progetti dell’Unione; invita la Commissione a semplificare le norme relative a tali strumenti, dal momento che attualmente la loro complessità ne limita l’utilizzo; raccomanda la realizzazione di analisi più dettagliate che valutino l’effetto reale di tali strumenti e gli orientamenti sull’attuazione; invita gli Stati membri a rispettare i propri obblighi in materia di rendicontazione;
            
         
               248.
            
            
               osserva che, in numerose operazioni contenenti errori, le autorità degli Stati membri dispongono di informazioni sufficienti per individuare l’errore e applicare misure correttive prima della certificazione; invita la Commissione a rafforzare l’assistenza prestata alle autorità di gestione mediante l’organizzazione di seminari mirati, la pubblicazione di note orientative, la diffusione delle migliori pratiche e la formazione dei funzionari preposti alla gestione dei programmi, visto che la maggior parte degli errori si registra durante i controlli di primo livello; osserva che dovrebbe essere istituito un sistema di controllo costante delle attività di formazione rivolte alle autorità di gestione, onde garantire l’effettivo trasferimento delle nozioni, con particolare attenzione per quanto accade a livello locale; invita a stabilire meccanismi correttivi, tra cui l’applicazione di sanzioni in casi di evidente negligenza;
            
         
               249.
            
            
               si compiace della spiegazione fornita dalla Commissione secondo cui, per la prima volta, il grosso degli errori si concentra solo in tre Stati membri e in alcuni programmi operativi;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica dei diritti della donna e dell’uguaglianza di genere
   
   
               250.
            
            
               ricorda alla Corte dei conti e alla Commissione che, ai sensi dell’articolo 8 TFUE, la promozione della parità tra uomini e donne è un principio fondamentale dell’Unione europea in tutte le sue attività; invita pertanto la Corte dei conti a valutare l’implementazione del bilancio sotto il profilo della prospettiva di genere, laddove applicabile;
            
         
               251.
            
            
               deplora il fatto che la relazione annuale non contenga né osservazioni della Corte dei conti né risposte della Commissione sulle spese relative alla parità di genere;
            
         
               252.
            
            
               sottolinea l’imprescindibilità di audit del bilancio che includa una prospettiva di genere ai fini dell’elaborazione di un bilancio con una dimensione di genere, dal momento che può dimostrare l’impatto della spesa sulla parità di genere e, in particolare, se gli uomini e le donne beneficiano della spesa in maniera proporzionale e se occorre procedere a un adeguamento del bilancio per meglio soddisfare le diverse necessità dei due sessi;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica del commercio internazionale
   
   
               253.
            
            
               richiama l’attenzione sul fatto che la garanzia di una sufficiente tutela degli interessi finanziari dell’Unione è collegata all’assistenza macrofinanziaria; ritiene necessario che la Commissione garantisca l’effettuazione di controlli adeguati e che la Corte dei conti provveda alle opportune revisioni contabili relativamente a tale strumento;
            
         
               254.
            
            
               sottolinea che, in virtù della strategia in materia di aiuti al commercio, i fondi dell’Unione devono essere utilizzati in modo efficace e conformemente alle normative vigenti, con l’obiettivo di assicurare una migliore integrazione dei beneficiari nel sistema commerciale mondiale basato sulle norme e di promuovere l’eliminazione della povertà;
            
         
               255.
            
            
               pone l’accento sul fatto che si dovrebbero sostenere i business center dell’Unione in Cina, Thailandia e India; ritiene, al tempo stesso, che sia necessario svolgere controlli sufficienti al fine di garantire un funzionamento efficace e corretto di tali centri;
            
         
      Riflessioni dall’ottica della politica della pesca
   
   
               256.
            
            
               prende atto della comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti sui conti annuali dell’Unione europea per l’esercizio 2010 (55) e della relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio (56); rileva che nessuno dei due documenti si riferisce in particolare al settore degli affari marittimi e della pesca;
            
         
               257.
            
            
               ringrazia la DG MARE per i documenti complementari che ha fornito e ritiene soddisfacenti i tassi globali di esecuzione 2010 delle linee di bilancio in materia di affari marittimi e di pesca;
            
         
               258.
            
            
               evidenzia il tasso globale di esecuzione del bilancio del 97,20 % per gli stanziamenti d’impegno e il tasso globale del 79,23 % per gli stanziamenti di pagamento; constata, tuttavia, un tasso di esecuzione alquanto esiguo al capitolo 11 02 (Mercati della pesca) e prende atto degli elementi esplicativi forniti dalla Commissione per quanto riguarda nello specifico l’esecuzione dei programmi di pesca a favore delle regioni ultraperiferiche;
            
         
               259.
            
            
               prende atto con soddisfazione delle intenzioni della DG MARE di migliorare l’esecuzione degli stanziamenti disponibili per le azioni cofinanziate con gli Stati membri e incoraggia i servizi interessati della Commissione a proseguire su questa strada;
            
         
               260.
            
            
               constata gli sforzi intrapresi dalla DG MARE nel settore dell’audit interno e invita la Commissione a continuare a gestire l’insieme dei progetti e della documentazione nel modo più efficace e rapido possibile;
            
         
               261.
            
            
               rileva il mantenimento della riserva della DG MARE per i sistemi di gestione e di controllo dei programmi operativi SFOP (Strumento finanziario d’orientamento della pesca) in Germania - stabilimento per il condizionamento; constata che si tratta di un programma di lunga data e complesso, avviato nel 2001, e invita la Commissione a concluderlo quanto prima, tutelando al contempo gli interessi dell’Unione;
            
         
               262.
            
            
               si compiace che la DG MARE abbia rafforzato l’efficienza dei controlli in materia di accordi internazionali e che si sia deciso di separare i pagamenti concernenti strettamente l’aspetto commerciale (104 017 795 EUR, pari al 72 % del totale) da quelli riguardanti il sostegno settoriale (40 211 849 EUR, pari al 28 % del totale);
            
         
               263.
            
            
               insiste sulla necessità di seguire in maniera efficace le azioni finanziate dall’Unione per il sostegno settoriale nell’ambito degli accordi internazionali, avvalendosi di matrici quanto più dettagliate possibile, nonché sulla necessità invocare un incremento della quota destinata al sostegno settoriale; ritiene che a termine la parte commerciale degli accordi dovrebbe essere subordinata a un sostegno settoriale efficace, sufficientemente controllato e sostanziale;
            
         
               264.
            
            
               chiede un maggior coinvolgimento nella politica della pesca, in virtù del proprio ruolo legislativo e delle proprie competenze in materia di bilancio, in particolare per quanto gli accordi internazionali di pesca e i vari incontri in materia (ad esempio, commissioni miste o negoziati bilaterali con i paesi terzi);
            
         
               265.
            
            
               invita la Corte dei conti ad elaborare relazioni speciali sui settori prioritari della politica comune della pesca (PCP), in seguito alle varie proposte legislative e comunicazioni presentate nell’ambito del pacchetto di riforma della PCP, inclusa la sua dimensione esterna.
            
         
      (1)  GU L 64 del 12.3.2010.
   
      (2)  GU C 332 del 14.11.2011, pag. 1.
   
      (3)  GU C 326 del 10.11.2011, pag. 1.
   
      (4)  GU C 332 del 14.11.2011, pag. 134.
   
      (5)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
   
      (6)  GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
   
      (7)  COM(2011)0662.
   
      (8)  SEC(2011)1179, pag. 24.
   
      (9)  Relazione di sintesi sugli SIF, pag. 6.
   
      (10)  Relazione di sintesi sugli SIF, pag. 10.
   
      (11)  Relazione di sintesi sugli SIF, pag. 9.
   
      (12)  Relazione di sintesi sugli SIF, pagg. 21 e 26.
   
      (13)  Regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell’11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione (GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25).
   
      (14)  GU C 47 del 17.2.2012, pag. 1.
   
      (15)  Risoluzione del Parlamento europeo del 21 aprile 2004 sul discarico dato alla Commissione per l’esercizio 2002 (GU L 330 del 4.11.2004, pag. 82).
   
      (16)  GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.
   
      (17)  Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2010 [COM(2011)323], pag. 2.
   
      (18)  COM(2011)164.
   
      (19)  Risposta del commissario Šefčovič alla domanda scritta n. 12 dell’audizione dell’8 dicembre 2011 davanti alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo.
   
      (20)  SEC(2011)1179, pag. 13.
   
      (21)  Risposta del commissario Johannes Hahn all’interrogazione scritta n. 4 per l’audizione del 19 dicembre 2011 dinanzi alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo.
   
      (22)  SEC(2011)1179, pag. 20.
   
      (23)  SEC(2011)1179, pag. 21.
   
      (24)  Relazione della Commissione sui progressi compiuti dalla Romania secondo il meccanismo di cooperazione e verifica, COM(2012)56, pag. 4.
   
      (25)  Conti annuali dell’Unione europea [COM(2011)473], pagine 32 e 90.
   
      (26)  Regolamento (CE) n. 332/2002 del Consiglio, del 18 febbraio 2002, che istituisce un meccanismo di sostegno finanziario a medio termine delle bilance dei pagamenti degli Stati membri (GU L 53 del 23.2.2002, pag. 1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 431/2009 (GU L 128 del 27.5.2009, pag. 1).
   
      (27)  L’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 407/2010 del Consiglio, dell’11 maggio 2010, che istituisce un meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (GU L 118 del 12.5.2010, pag. 1) fissa un massimale dell’1,23 % in virtù del quale, secondo le stime della Commissione, potrebbe essere attivato un importo complessivo di 60 000 000 000 EUR [COM(2010)713, pag. 4].
   
      (28)  Fonte: diagramma IV dell’allegato alla relazione annuale 2010 della Corte dei conti.
   
      (29)  Fonte: diagramma I dell’allegato alla relazione annuale 2010 della Corte dei conti.
   
      (30)  Fonte: diagramma V dell’allegato alla relazione annuale 2010 della Corte dei conti.
   
      (31)  Risoluzione del Parlamento europeo, del 23 marzo 2011, sul progetto di decisione del Consiglio europeo che modifica l’articolo 136 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l’euro [P7_TA(2011)0103].
   
      (32)  http://eca.europa.eu/portal/pls/portal/docs/1/9406723.PDF.
   
      (33)  http://eca.europa.eu/portal/pls/portal/docs/1/9504723.PDF.
   
      (34)  Disponibile sul sito web della Corte dei conti dei Paesi Bassi http://www.courtofaudit.com/english/News/2012/02/Letter_of_president_Netherlands_Court_of_Audit_on_ESM_Board_of_Auditors
   
      (35)  GU L 250 del 27.9.11, pag. 33.
   
      (36)  GU L 357 del 31.12.2002, pag. 1.
   
      (37)  COM(2012)40, pag. 16.
   
      (38)  Programma di lavoro 2012 della Corte dei conti europea, pag. 6.
   
      (39)  GU L 210 del 31.7.2006, pag. 25.
   
      (40)  Risposta alla domanda n. 21, documento «Allegato: quesiti al commissario Šemeta», messo a disposizione dalla segreteria della commissione per il controllo dei bilanci il 16 dicembre 2011, in seguito all’audizione del commissario Šemeta tenutasi l’8 dicembre 2011 dinanzi alla commissione in oggetto.
   
      (41)  Cfr. nota 35.
   
      (42)  COM(2008)97.
   
      (43)  Allegato alle risposte ai quesiti scritti rivolti al commissario Johannes Hahn per l’audizione del 19 dicembre 2011 dinanzi alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo.
   
      (44)  Relazione annuale, esempio 3.1, pag. 79.
   
      (45)  Relazione annuale, nota 23, pag. 79.
   
      (46)  Relazione annuale, tabella 3.1, pag. 72.
   
      (47)  Risposta a un quesito orale rivolto al commissario Andris Piebalgs nel corso dell’audizione del 12 gennaio 2012 dinanzi alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo.
   
      (48)  Calcolo basato sulla risposta al quesito scritto n. 2 al commissario Andris Piebalgs durante l’audizione del 12 gennaio 2012.
   
      (49)  http://ec.europa.eu/europeaid/work/funding/beneficiaries/index.cfm?lang=en&mode=SM&type=contract
   
      (50)  http://ec.europa.eu/echo/files/funding/agreements/agreements_2010.pdf
   
      (51)  Risposte a quesiti orali rivolti al commissario Andris Piebalgs nel corso dell’audizione del 23 gennaio 2012 dinanzi alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo.
   
      (52)  Assistenza UE allo sviluppo per l’istruzione di base nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale (relazione speciale n. 12/2010).
   
      (53)  Relazione speciale n. 4/2011 della Corte dei conti «Audit dello strumento relativo alle garanzie per le PMI».
   
      (54)  Relazione speciale della Corte dei conti n. 1/2011 «La deconcentrazione della gestione dell’assistenza esterna della Commissione dai servizi centrali alle delegazioni ha migliorato l’erogazione degli aiuti?»
   
      (55)  GU C 332 del 14.11.2011, pag. 1.
   
      (56)  GU C 326 del 10.11.2011, pag. 3.
 ---documentbreak--- NA ---documentbreak--- 
   
               17.10.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 286/68
            
         RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   del 10 maggio 2012
   sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel contesto del discarico alla Commissione per l’esercizio 2010
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   
               —
            
            
               visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010 (1),
            
         
               —
            
            
               visti i conti annuali definitivi dell’Unione europea relativi all’esercizio 2010 (COM(2011)0473 — C7-0256/2011) (2),
            
         
               —
            
            
               viste la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2010 e le sue relazioni speciali, accompagnate dalle risposte delle istituzioni (3),
            
         
               —
            
            
               vista la dichiarazione (4) attestante l’affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti per l’esercizio 2010 a norma dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
            
         
               —
            
            
               viste la sua decisione del 10 maggio 2012 sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010, sezione III — Commissione (5) e la sua risoluzione recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione,
            
         
               —
            
            
               viste le relazioni speciali della Corte dei conti elaborate a norma dell’articolo 287, paragrafo 4, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
            
         
               —
            
            
               vista la raccomandazione del Consiglio del 21 febbraio 2012 sul discarico da dare alla Commissione per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010 (06081/1/2012 — C7-0053/2012),
            
         
               —
            
            
               visti l’articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea, gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e l’articolo 106 bis del trattato Euratom,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (6), in particolare gli articoli 55, 145, 146 e 147,
            
         
               —
            
            
               visti l’articolo 76 e l’allegato VI del suo regolamento,
            
         
               —
            
            
               vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A7-0102/2012),
            
         
               A.
            
            
               considerando che, a norma dell’articolo 17, paragrafo 1, del trattato sull’Unione europea, la Commissione dà esecuzione al bilancio e gestisce i programmi, e che, a norma dell’articolo 317 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, espleta tali compiti in cooperazione con gli Stati membri sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della sana gestione finanziaria;
            
         
               B.
            
            
               considerando che le relazioni speciali della Corte dei conti forniscono informazioni su questioni d’interesse per l’esecuzione dei fondi e sono pertanto utili al Parlamento nell’esercizio del suo ruolo di autorità di discarico;
            
         
               C.
            
            
               considerando che le sue osservazioni sulle relazioni speciali della Corte dei conti costituiscono parte integrante della sua citata decisione del 10 maggio 2012 sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2010, sezione III — Commissione;
            
         
      Parte I —   Relazione speciale n. 7/2010 della Corte dei conti dal titolo «Audit della procedura di liquidazione dei conti»
   
   
               1.
            
            
               accoglie con favore la relazione speciale n. 7/2010 sulla procedura di liquidazione dei conti nell’ambito della politica agricola, data la sua fondamentale rilevanza per la qualità delle informazioni che la Commissione trasmette al Parlamento nel corso della procedura di discarico;
            
         
               2.
            
            
               ritiene che la principale conclusione a cui giunge la relazione speciale n. 7/2010 riguardi le sue osservazioni sulle rettifiche successive alla liquidazione dei conti tramite le decisioni di conformità, malgrado nel frattempo il Parlamento abbia concesso il discarico e nonostante la conseguente relativizzazione delle informazioni trasmesse nel corso della procedura di discarico;
            
         
               3.
            
            
               è consapevole del fatto che l’unica soluzione possibile per porre pienamente rimedio alla situazione potrebbe essere la modifica del sistema dei controlli nell’ambito della politica agricola, attuabile solo tramite un considerevole aumento degli oneri a carico dei beneficiari e delle autorità amministrative;
            
         
               4.
            
            
               concentra pertanto le proprie raccomandazioni soprattutto sulle possibilità di miglioramento dell’attuale sistema; fa riferimento inoltre, allo scopo di valutare la reale funzionalità di tale sistema, alla relazione speciale n. 8/2011 della Corte dei conti dal titolo «Recupero dei pagamenti indebiti effettuati nell’ambito della politica agricola comune» e sottolinea le critiche formulate dalla Corte dei conti riguardo al fatto che il sistema nel suo insieme non consente di quantificare i pagamenti indebiti eseguiti nell’ambito della politica agricola;
            
         
               5.
            
            
               condivide la richiesta della Corte dei conti a favore di una riforma della procedura di liquidazione dei conti allo scopo di:
               
                           —
                        
                        
                           ridurre la durata delle procedure di rettifica finanziaria, stabilendo scadenze precise e procedure di ricorso articolate,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           stabilire una chiara correlazione tra gli importi recuperati e gli effettivi pagamenti irregolari ed escludere la possibilità di «trattative» sull’entità delle rettifiche finanziarie, dal momento che si tratta di un reale recupero dei pagamenti irregolari e non di una «sanzione»;
                        
                     
         
               6.
            
            
               ritiene che, per garantire la credibilità della procedura annuale di discarico e tutelare gli interessi finanziari dell’Unione, sia imprescindibile migliorare l’attuale sistema e insiste affinché, nel corso della procedura di discarico, la Commissione fornisca indicazioni concernenti:
               
                           —
                        
                        
                           gli importi, i settori e gli esercizi di spesa che possono essere oggetto di ulteriori procedure di verifica e la quantità di rettifiche finanziarie che, in termini minimi e massimi, possono essere imposte negli Stati membri interessati,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           le decisioni di conformità e gli esercizi finanziari a cui fanno realmente riferimento e i modi in cui tali decisioni modificano gli importi degli esercizi che hanno già ottenuto il discarico,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           una stima esatta del numero di rettifiche di conformità necessarie non effettuate e il numero delle rettifiche di conformità che non è più possibile effettuare a causa della «regola dei 24 mesi»;
                        
                     
         
               7.
            
            
               approva le misure che la Commissione ha adottato per migliorare l’affidabilità dei dati forniti dalle autorità di controllo degli Stati membri e che sono alla base della liquidazione dei conti; sottolinea la drammatica conclusione a cui giunge la Corte, quando afferma che tali autorità, nella maggioranza dei casi, non sono però in grado di adempiere a tali misure; chiede pertanto un maggiore impegno da parte della Commissione inteso a formare le autorità amministrative degli Stati membri; invita la Commissione ad accompagnare in modo strutturato e a promuovere lo scambio di informazioni fra organismi pagatori e organismi di certificazione tramite le loro reti e seminari, a diffondere esempi di buone pratiche e a elaborare mediante interpretazione una soluzione comune alle questioni giuridiche; considera indispensabile attuare controlli basati sul rischio anche presso le autorità di certificazione;
            
         
               8.
            
            
               ritiene che l’ulteriore miglioramento delle dichiarazioni di affidabilità rilasciate dai direttori degli organismi pagatori e delle autorità di certificazione sia una misura indispensabile ai fini dell’obbligo di rendiconto; chiede un sistema di ricompense per le dichiarazioni corrette e sanzioni per le dichiarazioni inesatte, soprattutto nel caso di errori sistemici rilevati, ma non preventivamente dichiarati;
            
         
               9.
            
            
               chiede un flusso sistematico di informazioni da parte delle autorità esecutive al livello più basso verso la Commissione, onde delineare i problemi in loco nell’ambito di testi giuridici semplificati e della loro interpretazione; invita la Commissione a garantire che i funzionari degli organismi pagatori nazionali e delle autorità di certificazione non siano penalizzati dalle loro autorità nazionali e dai loro direttori per aver segnalato correzioni alla Commissione;
            
         
               10.
            
            
               invita la Commissione a includere gli organismi pagatori e le autorità di certificazione in cui si registri una rapida rotazione del personale in un audit basato sui rischi e di includere una comunicazione all’autorità di discarico nella propria relazione annuale di attività; insiste sulla necessità di analizzare la correttezza delle dichiarazioni di affidabilità e di illustrare alle autorità competenti per il discarico i tassi di errore per Stato membro, con l’indicazione delle principali fonti di errore;
            
         
               11.
            
            
               sollecita la revisione delle procedure alla base delle decisioni di conformità, un più rapido intervento del gruppo di esperti ai fini della conciliazione e un uso mirato della procedura stessa;
            
         
               12.
            
            
               raccomanda di riprendere i dati di cui al paragrafo 6 in una sezione separata della risoluzione annuale sul discarico, da sottoporre al voto in plenaria;
            
         
      Parte II —   Relazione speciale n. 13/2010 della Corte dei conti europea dal titolo «Il nuovo strumento europeo di vicinato e partenariato è stato felicemente varato e sta producendo risultati nel Caucaso meridionale (Armenia, Azerbaigian e Georgia)?»
   
   
               13.
            
            
               si compiace dell’audit della Corte dei conti e delle raccomandazioni in esso contenute; esprime la sua profonda preoccupazione per le risultanze dell’audit, che evidenziano gravi problemi nella realizzazione dello strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) da parte della Commissione;
            
         
               14.
            
            
               esprime profonda preoccupazione per le carenze nelle procedure di programmazione rilevate dall’audit; esorta la Commissione a fare proprie le raccomandazioni della Corte dei conti, razionalizzando le procedure, rafforzando il collegamento fra i documenti strategici di programmazione (piani d’azione per la politica europea di vicinato, documenti di strategia nazionale e programmi indicativi nazionali) e rendendo più coerenti le scadenze temporali di detti documenti, allo scopo primario di offrire ai paesi limitrofi la prospettiva di una relazione sempre più stretta con l’Unione europea;
            
         
               15.
            
            
               ritiene inaccettabile il modo in cui la Commissione ricorre al sostegno al bilancio nell’ambito dell’ENPI, considerandolo come la modalità di aiuto privilegiata per i tre paesi, in assenza di una valutazione dettagliata riguardo all’efficacia degli strumenti a disposizione; sottolinea al riguardo che il sostegno settoriale al bilancio è spesso connesso a scarsa visibilità e ad una motivazione occasionale da parte dei governi; esprime profonda preoccupazione riguardo alla conclusione della Corte dei conti che l’idoneità di un settore all’uso del sostegno settoriale al bilancio è divenuta un fattore importante ai fini della determinazione dell’aiuto nei programmi di azione annuali 2007; sollecita la Commissione a rispettare la raccomandazione della Corte dei conti di scegliere in modo più selettivo il sostegno settoriale al bilancio, considerando tutte le opzioni disponibili nell’ENPI, e di conseguire un utilizzo più equilibrato dei diversi strumenti; sottolinea la necessità di agevolare l’accesso delle ONG e del settore privato dei paesi beneficiari all’assistenza fornita;
            
         
               16.
            
            
               è preoccupato dalle constatazioni dell’audit secondo cui la programmazione e la concezione dell’assistenza non sono state sufficientemente guidate da un dialogo strutturato con i paesi beneficiari, visto che il dialogo è stato condotto principalmente dai servizi centrali della Commissione, confinando lo scambio diretto di opinioni nei pochi giorni previsti per le missioni in loco e senza che dalle relazioni emergessero chiaramente gli argomenti oggetto di discussione; è del parere che l’offerta di un sostegno settoriale al bilancio destinato ad ampliare l’uso delle fonti energetiche rinnovabili in un paese produttore ed esportatore di petrolio potrebbe sicuramente non rappresentare una forte motivazione per il governo; invita la Commissione a prendere i provvedimenti necessari per rafforzare tale dialogo;
            
         
               17.
            
            
               invita la Commissione e il SEAE a considerare la raccomandazione della Corte dei conti di prevedere l’assegnazione di personale sufficiente, anche in loco, fra cui esperti in materia di sostegno al bilancio, e di contribuire a rafforzare nei paesi beneficiari il quadro generale per la pubblica amministrazione mediante misure complementari allo strumento del gemellaggio;
            
         
               18.
            
            
               accoglie con favore il programma pilota attuato dalla Commissione che implica un monitoraggio orientato ai risultati e che è calibrato espressamente alle operazioni del programma di sostegno della politica settoriale e attende una relazione di valutazione sul valore aggiunto riscontrato nei tra paesi;
            
         
      Parte III —   Relazione speciale della Corte dei conti n. 14/2010 dal titolo «Gestione del sistema dei controlli veterinari sulle importazioni di carne da parte della Commissione dopo le riforme del 2004 della normativa in materia di igiene»
   
   
               19.
            
            
               accoglie con favore la relazione speciale della Corte dei conti, la risposta della Commissione e la relazione della Commissione sull’efficacia e la coerenza dei controlli sanitari e fitosanitari sulle importazioni di prodotti alimentari, mangimi, animali e piante [COM(2010) 0785];
            
         
               20.
            
            
               condivide le raccomandazioni che la Corte dei conti rivolge alla Commissione affinché questa ottimizzi le proprie funzioni in materia di supervisione e coordinamento;
            
         
               21.
            
            
               chiede, in particolare, di apportare miglioramenti nei settori specificati in appresso, onde contribuire ad aumentare la sicurezza alimentare nelle importazioni di prodotti a base di carne e quindi migliorare la protezione dei cittadini europei contro le importazioni alimentari sospette, senza trascurare le raccomandazioni non esplicitamente contemplate nelle lettere da a) ad e):
               
                           a)
                        
                        
                           in riferimento alla prima raccomandazione della Corte dei conti, si invita la Commissione a mirare a un livellamento dei diversi trattamenti riservati agli Stati membri nei paesi terzi, come pure a procedere contro gli svantaggi concorrenziali discriminatori che ne derivano;
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           in riferimento alla terza raccomandazione della Corte dei conti, si invita la Commissione a istruire gli Stati membri affinché utilizzino più efficacemente i sistemi informativi esistenti e intensifichino la messa in rete, onde garantire un maggiore coordinamento fra posti di ispezione frontaliera e autorità doganali;
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           in riferimento alla quarta raccomandazione della Corte dei conti, si invita la Commissione a offrire assistenza agli Stati membri nelle fasi di elaborazione, attuazione e valutazione dei piani nazionali di controllo; ritiene che, tenendo in debita considerazione il principio di sussidiarietà, sarebbe opportuno stabilire una serie di base di analisi che comprenda le categorie di residui ormonali più comuni (fra cui gli anabolizzanti), e/o i contaminanti ambientali (ad esempio, diossine e metalli pesanti) ecc., prescrivendone l’applicazione obbligatoria; ritiene che, innanzitutto, si potrebbe avviare un’opera di sensibilizzazione all’interno del programma «Migliorare la formazione per rendere più sicuri gli alimenti» allo scopo di sensibilizzare in tal senso le autorità competenti degli Stati membri; ritiene inoltre che occorra impegnarsi per controllare il rispetto delle disposizioni fiscali;
                        
                     
                           d)
                        
                        
                           in riferimento alla settima raccomandazione della Corte dei conti, si invita la Commissione a presentare una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio che consenta di intraprendere azioni legali contro gli Stati membri che violano in modo regolare e per un lungo periodo il regolamento (CE) n. 882/2004 (7), compromettendo dunque la sicurezza dei cittadini europei;
                        
                     
                           e)
                        
                        
                           in riferimento all’ottava raccomandazione della Corte dei conti, si invita la Commissione ad armonizzare l’attuazione di controlli rafforzati e a identificare una formulazione precisa e chiara delle disposizioni legislative in materia di controlli rafforzati presso i posti di ispezione frontaliera; si invita inoltre la Commissione a considerare la possibilità di prescrivere agli Stati membri un certo numero di analisi di laboratorio nell’ambito dei controlli fisici presso i posti di ispezione frontaliera;
                        
                     
         
               22.
            
            
               rileva che i produttori europei di carni e alimenti devono rispettare elevati standard produttivi e qualitativi; esprime profonda preoccupazione per il fatto che tali standard produttivi non si applicano ai produttori dei paesi terzi che esportano verso l’Unione, come constatato anche dalla Corte dei conti; invita la Commissione ad affrontare tale questione e a sottoporre senza indugio al Parlamento europeo e al Consiglio opportune proposte sui modi per poter adeguatamente contrastare l’impatto negativo sulla competitività dei produttori europei di carni e alimenti;
            
         
      Parte IV —   Relazione speciale della Corte dei conti n. 1/2011 dal titolo «La deconcentrazione della gestione dell’assistenza esterna della Commissione dai servizi centrali alle delegazioni ha migliorato l’erogazione degli aiuti?»
   
   
               23.
            
            
               si compiace dell’esauriente relazione analitica della Corte dei conti europea nonché dell’eccellente tempismo con cui sono stati valutati i risultati della deconcentrazione;
            
         
               24.
            
            
               appoggia le constatazioni della Corte dei conti secondo cui la deconcentrazione ha chiaramente determinato un aumento della velocità di erogazione, un miglioramento della qualità nonché una migliore gestione finanziaria degli aiuti;
            
         
               25.
            
            
               incoraggia la Commissione a integrare i criteri e a consolidare le procedure inerenti alla valutazione della qualità dei progetti finanziati, al fine di potenziare la qualità degli aiuti e ridurre ulteriormente il numero dei progetti con performance negativa; sottolinea che l’impatto della spesa per gli aiuti riveste fondamentale importanza per il Parlamento;
            
         
               26.
            
            
               invita la Commissione, in sede di decisione in merito ai progetti di aiuto e di monitoraggio del relativo stato di avanzamento, a prendere in considerazione, ove possibile, la promozione di consultazioni a livello locale;
            
         
               27.
            
            
               auspica che la Commissione adotti tutte le misure necessarie a colmare le carenze dei sistemi di supervisione e di controllo, segnatamente a livello delle delegazioni dell’Unione;
            
         
               28.
            
            
               esprime preoccupazione riguardo ai problemi che persistono in merito al personale coinvolto nelle politiche di aiuto; ritiene che l’alto tasso di rotazione del personale nella DG Sviluppo e cooperazione - EuropeAid nonché la carenza di personale con qualifiche adeguate all’interno delle delegazioni dell’Unione dovrebbero essere affrontati senza indugi; ritiene inoltre che, ove necessario, la Commissione debba cooperare con il SEAE al fine di assicurare, all’interno delle delegazioni dell’Unione, un’adeguata capacità di risorse umane per la gestione degli aiuti; si attende verso la fine del 2012 dalla Commissione una relazione dettagliata in cui siano programmate e introdotte misure per colmare dette carenze;
            
         
               29.
            
            
               incoraggia la Commissione a chiedere alle delegazioni dell’Unione di svolgere sistematicamente visite di monitoraggio tecnico e finanziario dei progetti e a focalizzare maggiormente il sistema di comunicazione interna sui risultati conseguiti dagli interventi di aiuto;
            
         
               30.
            
            
               invita la Commissione, con la partecipazione attiva delle delegazioni dell’Unione, ad analizzare ed individuare possibilità di incentivazione dei programmi di aiuto nei paesi partner, con il coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti e delle istituzioni europee nazionali e internazionali che finanziano lo sviluppo;
            
         
      Parte V —   Relazione speciale n. 2/2011 della Corte dei conti dal titolo «Seguito dato alla relazione speciale n. 1/2005 concernente la gestione dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode»
   
   
               31.
            
            
               esorta la Commissione ad attuare senza ulteriore ritardo le raccomandazioni formulate nella relazione speciale n. 1/2005, poiché solamente due delle quattordici raccomandazioni accolte dalla Commissione sono state finora pienamente attuate; auspica di essere pienamente informato sui progressi compiuti nell’attuazione delle raccomandazioni ancora in sospeso;
            
         
               32.
            
            
               si compiace del fatto che l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) si avvalga in misura maggiore dei suoi poteri di indagine, ad esempio svolgendo verifiche sul posto e audizioni oppure concentrandosi sui casi più gravi e complessi; apprezza il maggiore utilizzo del sistema elettronico di gestione dei casi dell’OLAF e l’introduzione del sistema di gestione del tempo; si rammarica, tuttavia, del fatto che la durata media dei casi rimanga ancora superiore ai due anni e che nel 2009 il tempo dedicato all’attività investigativa abbia rappresentato soltanto il 37 % di quello dell’intero Ufficio;
            
         
               33.
            
            
               invita l’OLAF a migliorare la sua gestione del tempo in modo da garantire una migliore distribuzione dei compiti, onde ridurre il tempo dedicato alle mansioni non investigative; è interessato a vedere i risultati reali delle attività non investigative svolte, che corrispondono al 63 % del tempo totale;
            
         
               34.
            
            
               rileva che, secondo la figura 2 della relazione speciale della Corte n. 2/2011, l’aspetto relativo a «obiettivi e pianificazione chiari» è stato giudicato quello più debole nel corso di un’indagine; raccomanda per il futuro di stabilire in modo appropriato obiettivi chiari per ciascuna indagine, tenendo conto del fatto che la base di ogni indagine e la pianificazione delle risorse sono obiettivi chiari;
            
         
               35.
            
            
               prende atto del fatto che, secondo la relazione speciale n. 2/2011 «ancor oggi, non vi è un controllo indipendente sulla legittimità degli atti d’indagine in corso né un codice che garantisca che gli atti investigativi seguano una procedura predeterminata», nonostante i ripetuti annunci dell’OLAF in passato; nota altresì che malgrado l’esplicita volontà, espressa dalla Commissione nella proposta modificata di regolamento che modifica il regolamento (CE) n. 1073/1999 (COM(2011)0135), di introdurre una procedura di revisione, si tratta di una soluzione non equiparabile a un controllo indipendente della legalità delle singole indagini, risultando quindi persino più debole al riguardo della proposta iniziale; ricorda che si tratta di una richiesta primaria che si riflette anche nella giurisprudenza della Corte di giustizia; ritiene, pertanto, che sia indispensabile garantire un tale meccanismo di controllo, non solo per proteggere i diritti dei singoli o degli operatori economici interessati, ma anche per tutelare i diritti degli investigatori dell’OLAF rispetto alle azioni giudiziarie intentate da quei singoli o da quegli operatori economici; sottolinea altresì la necessità di un chiaro mandato per l’OLAF, per quanto riguarda le altre istituzioni dell’Unione;
            
         
               36.
            
            
               condivide il parere della Corte dei conti sulla necessità di un unico documento globale che rifletta chiaramente la performance dell’OLAF nei diversi settori, consentendo di misurare i progressi anno per anno; sottolinea l’importanza di operare una distinzione fra le relazioni elaborate per uso pubblico e quelle elaborate per uso interno; è del parere che una relazione dettagliata a disposizione del pubblico sia della massima importanza, poiché consentirebbe di compiere un raffronto affidabile della performance dell’OLAF nel tempo e fra i diversi settori;
            
         
               37.
            
            
               deplora il fatto che non sempre risulta possibile valutare i risultati delle attività dell’OLAF in quanto le informazioni sono presentate in documenti diversi, elaborati con finalità diverse e indirizzati a destinatari diversi; sollecita la Commissione a istituire un sistema per la divulgazione di informazioni unificate, chiare e comparabili, in grado di consentire una valutazione piena e oggettiva delle attività dell’OLAF;
            
         
               38.
            
            
               sottolinea che dal 2004 il tempo dedicato alla valutazione delle informazioni ricevute è raddoppiato, passando da 3,5 a 7,1 mesi; è del parere che la fase della valutazione iniziale dovrebbe limitarsi a dimostrare o respingere la veridicità delle accuse contenute nelle informazioni iniziali; ritiene che si debba evitare di svolgere attività di indagine nel corso della fase iniziale di valutazione, il che di conseguenza non solo determina incertezza giuridica, ma falsa anche le statistiche concernenti i diversi aspetti delle indagini; suggerisce di avviare un’indagine ricorrendo alle opportunità investigative disponibili qualora le informazioni, raccolte nel corso della valutazione iniziale e con gli strumenti giuridici a disposizione in detta fase, non consentano all’OLAF di decidere se aprire o meno un fascicolo;
            
         
               39.
            
            
               concorda con la Corte dei conti sul fatto che, accorciando le fasi d’indagine e migliorando la qualità delle relazioni finali, si potrebbe contribuire a un sistema sanzionatorio più efficace, che consenta il recupero dei fondi o l’avvio di procedimenti disciplinari o penali;
            
         
               40.
            
            
               deplora il fatto che, nonostante l’accordo di cooperazione firmato nel 2008 dall’OLAF e Eurojust, ai termini del quale l’OLAF è tenuta a notificare a Eurojust ogni caso di presunta frode tra gli operatori economici in più di uno Stato membro, l’OLAF ha inviato a Eurojust tali notifiche soltanto per cinque casi nel 2008 e soltanto un caso nel 2009, il che evidenzia che la cooperazione tra l’OLAF ed Eurojust non funziona e sollecita ogni intervento mirato a intensificare le attività in materia;
            
         
               41.
            
            
               sollecita l’OLAF a intensificare ulteriormente la cooperazione con gli Stati membri su una base giuridica solida; appoggia a tale riguardo l’idea di consolidare ulteriormente le attuali diverse basi giuridiche allo scopo di intensificare la cooperazione; concorda con la raccomandazione della Corte dei conti di concludere accordi con i servizi investigativi nazionali qualora non esista una legislazione specifica, onde chiarire le norme dettagliate che disciplinano la cooperazione e lo scambio di informazioni.
            
         
      Parte VI —   Relazione speciale della Corte dei conti n. 3/2011 dal titolo «Efficacia ed efficienza dei contributi dell’UE erogati attraverso gli organismi delle Nazioni Unite nei paesi teatro di conflitti»
   
   
               42.
            
            
               accoglie con favore la relazione della Corte dei conti e avalla le conclusioni e le raccomandazioni presentate in tale relazione;
            
         
               43.
            
            
               apprezza il fatto che la collaborazione con le Nazioni Unite (ONU) consenta alla Commissione di raggiungere regioni del mondo che altrimenti non potrebbe raggiungere da sola; è consapevole dell’elevato rischio intrinseco connesso all’erogazione di aiuti in regioni teatro di conflitti; è preoccupato tuttavia per le carenze individuate a livello dell’efficienza dei progetti e dei ritardi nel loro completamento; accoglie con favore le recenti decisioni dei comitati direttivi di Unicef, UNDP, UNOPS e UNFPA di divulgare alla Commissione europea le relazioni di audit interno;
            
         
               44.
            
            
               invita la Commissione a garantire la trasparenza per quanto concerne i fondi dell’Unione che sono spesi dall’ONU nell’ambito della procedura di bilancio annuale, a migliorare la programmazione della spesa con l’ONU e ad accelerare le sue procedure interne per conseguire risultati più rapidi;
            
         
               45.
            
            
               è dell’avviso che un corretto monitoraggio dipenda inevitabilmente da un’informazione adeguata; è seriamente preoccupato del fatto che le informazioni rimangano tuttora inadeguate nonostante i numerosi inviti a migliorare la situazione da parte del Parlamento in risoluzioni di discarico successive e i numerosi impegni assunti dalla Commissione e dalle agenzie dell’ONU per attuare rapidamente i provvedimenti necessari; esorta la Commissione a presentare al Parlamento, entro e non oltre la fine di marzo 2012, un piano d’azione con chiare tappe contrattuali, concepite specificatamente al fine di migliorare in maniera decisiva il sistema d’informazione per tutti i progetti e i programmi finanziati attraverso la modalità della gestione congiunta e delegati alle agenzie dell’ONU;
            
         
               46.
            
            
               chiede che, nell’ambito di progetti finanziati con altri donatori attraverso un Fondo fiduciario multi donatore, la Commissione sia a conoscenza dell’esatta percentuale del progetto che viene finanziata; è del parere che, per garantire migliori meccanismi di controllo, le risorse dovrebbero essere gestite in un conto separato; ritiene che, qualora le specifiche del progetto non siano soddisfacenti, la Commissione debba essere in grado di rifiutare il progetto e che lo stesso debba valere nel caso in cui i rappresentanti dell’Unione europea non siano sufficientemente coinvolti nel processo di pianificazione del programma;
            
         
               47.
            
            
               condivide il parere della Corte dei conti secondo cui i controlli della Commissione in merito a legalità e regolarità debbano essere integrati da controlli adeguati circa l’efficacia e l’efficienza dei progetti; invita pertanto la Commissione a definire assieme al SEAE obiettivi chiari e misurabili e a istituire adeguate misure di controllo; sottolinea, a tale proposito, l’importanza di ottenere ragionevoli garanzie dai partner incaricati dell’attuazione; ricorda che il Parlamento ha chiesto dichiarazioni di garanzia da parte dei partner di attuazione e insiste su questa richiesta; chiede alla Commissione di formalizzare queste dichiarazioni e di metterle a disposizione del Parlamento durante la procedura di discarico; condivide le raccomandazioni del Servizio di audit interno (IAS) alla Commissione di realizzare controlli ex ante dei pagamenti e degli accordi contrattuali per accertare l’ammissibilità dei costi proposti e di cui è richiesto il rimborso; insiste sulla necessità di documentare, nel fascicolo, le discussioni relative a tali questioni; sottolinea il parere dell’IAS secondo cui i costi amministrativi aggiuntivi ed altri costi indiretti pretesi dall’ONU e pagati dall’Unione devono essere adeguatamente documentati e giustificati;
            
         
               48.
            
            
               condivide il parere della Corte dei conti di valutare scadenze realistiche per i progetti sulla base di determinate circostanze onde evitare una esplosione dei tempi e dei costi, il che è previsto nell’accordo quadro finanziario e amministrativo tra la Comunità europea e le Nazioni Unite (AQFA); ricorda alla Commissione la sua responsabilità finale in materia di esecuzione del bilancio; chiede alla Commissione di aggiornare il Parlamento in merito all’utilizzo delle linee guida rivedute UE-ONU per l’attività d’informazione;
            
         
               49.
            
            
               invita la Commissione ad applicare un meccanismo di confronto dei costi per identificare ed evitare fatturazioni eccessive e a rifiutare ulteriori costi indiretti derivanti da subappalti, che la Corte dei conti ha identificato in due casi; chiede alla Commissione di realizzare indagini congiunte insieme alle Nazioni Unite laddove vi siano dubbi in merito alla credibilità dei progetti;
            
         
               50.
            
            
               deplora che solo alcuni dei progetti esaminati riguardino i fondi fiduciari multidonatore; invita la Corte dei conti a pubblicare una relazione speciale concentrata unicamente sulla gestione dei fondi fiduciari multidonatore;
            
         
               51.
            
            
               invita la Corte dei conti ad informare il Parlamento in caso di protratte difficoltà ad ottenere pieno accesso ai documenti di lavoro dei revisori ONU sulla base dell’accordo AQFA; ricorda che il Parlamento ha richiesto di concedere tale accesso; chiede alla Commissione, qualora i suoi servizi dovessero continuare ad avere difficoltà di accesso a tali documenti, di trattenere i futuri pagamenti sui fascicoli corrispondenti, in applicazione delle specifiche disposizioni del regolamento finanziario utilizzate in caso mancanza di giustificazioni; invita la Commissione, nell’ambito della prossima procedura di discarico, a riferire alla commissione per il controllo dei bilanci, in base a come evolverà la situazione, sia in merito all’accesso alle relazioni di audit che alla qualità delle informazioni; chiede alla Commissione di astenersi dal delegare nuovi progetti e programmi alle agenzie dell’ONU qualora non siano adottati i provvedimenti in questione;
            
         
      Parte VII —   Relazione speciale n. 4/2011 della Corte dei conti dal titolo «Audit dello strumento relativo alle garanzie per le PMI»
   
   
               52.
            
            
               accoglie favorevolmente la relazione speciale, che rappresenta la prima analisi di uno strumento finanziario prodotta dalla Corte dei conti; osserva che lo strumento relativo alle garanzie per le PMI (SMEG) può essere considerato il programma più efficace dell’Unione in materia di strumenti finanziari; attende le dichiarazioni della Commissione in merito ad un’eventuale modifica dell’effetto moltiplicatore 1:10 dello strumento finanziario instauratosi nel 2009, nonché del tasso di inadempienza di circa lo 0,045 % osservato dalla Corte dei conti alla fine dello stesso anno;
            
         
               53.
            
            
               riconosce l’utilità dello SMEG, nonostante le critiche fondate della Corte dei conti in merito al mancato riscontro di un valore aggiunto dell’Unione e al significato puramente locale del sostegno alle imprese artigiane e ai punti vendita al dettaglio; propone che, considerata l’importanza delle PMI per la struttura economica degli Stati membri e per l’intera Unione, siano presentati i 13 paesi coperti dal programma e analizzati i loro risultati, permettendo così di trarre conclusioni per un migliore orientamento dello SMEG;
            
         
               54.
            
            
               si attende che la Commissione discuta in maniera attendibile la questione del valore aggiunto dell’Unione e dell’effetto inerziale e trovi una soluzione, dal momento che l’intervento europeo non può limitarsi ad avere per obiettivo la creazione di strutture per l’intervento nazionale o la sua sostituzione; considera rilevante la critica sostanziale della Corte dei conti allo SMEG e la dichiarazione secondo cui tale sistema di incentivazione avrebbe una portata troppo ampia, anziché finanziare solo le PMI con scarso accesso al capitale di terzi;
            
         
               55.
            
            
               ritiene necessario un dibattito aperto sulle modalità di finanziamento dello strumento PMI; richiama l’attenzione su una riduzione della linea di bilancio di 57 300 000 EUR nel 2010 dal programma quadro competitività e innovazione (CIP); chiede delucidazioni in merito al numero di dipendenti della Commissione e del Fondo europeo per gli investimenti (FEI) impegnati nella gestione dello SMEG e all’ammontare dei costi amministrativi; sollecita informazioni sulla quantità di richieste effettivamente respinte;
            
         
               56.
            
            
               prende atto delle dichiarazioni generali della Corte dei conti in merito ad un sistema di commissioni migliorato e orientato ai risultati per i servizi finanziari forniti dal FEI; osserva che mancano tuttavia le indicazioni in merito della Commissione e si attende una concretizzazione del presente punto;
            
         
               57.
            
            
               appoggia le raccomandazioni della Corte dei conti secondo le quali:
               
                           —
                        
                        
                           i futuri programmi a sostegno delle PMI dovrebbero basarsi su una logica di intervento esplicita;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           occorrerebbe migliorare gli indicatori di performance per consentire alla Commissione di monitorare meglio il conseguimento degli obiettivi dello strumento;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           occorrerebbe definire target più specifici che rispecchino meglio gli obiettivi dello strumento finanziario, aggiornando il monitoraggio onde misurare i progressi compiuti in termini di conseguimento di tali target e prevedendo idonee misure per minimizzare l’effetto inerziale;
                        
                     rileva con soddisfazione che la Commissione ha accettato le raccomandazioni di cui sopra, e invita la Commissione a riferire al Parlamento sulle misure previste e/o già adottate;
            
         
               58.
            
            
               approva le raccomandazioni della Corte dei conti ed esorta la Commissione a garantire che:
               
                           —
                        
                        
                           nel caso di eventuali strumenti futuri, la base giuridica e l’accordo gestionale siano definiti molto prima dell’inizio effettivo del periodo di programmazione;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           nel caso di eventuali programmi successivi, sia messo a punto un sistema di punteggi che consenta di valutare le domande presentate dai potenziali intermediari, e siano definiti i requisiti minimi per la loro selezione;
                        
                     prende atto della volontà della Commissione di esaminare ulteriormente tali raccomandazioni, e invita la Commissione a riferire al Parlamento sulle proprie conclusioni e ad esporre le eventuali azioni previste per accogliere le suddette raccomandazioni;
            
         
      Parte VIII —   Relazione speciale n. 5/2011 della Corte dei conti dal titolo «Il regime di pagamento unico (RPU): aspetti da considerare per migliorare la sana gestione finanziaria»
   
   
               59.
            
            
               accoglie con favore la relazione della Corte dei conti e legge con grande interesse le conclusioni e le raccomandazioni in essa contenute; si congratula con la Corte dei conti per aver presentato una relazione su un argomento così rilevante al momento giusto;
            
         
               60.
            
            
               è del parere che l’RPU contribuisca in misura insufficiente agli obiettivi della politica agricola comune (PAC) stabiliti dal trattato; invita, pertanto, la Commissione a proporre le necessarie modifiche alla legislazione affinché l’RPU offra un contributo importante agli obiettivi della PAC; è del parere che l’RPU debba essere migliorato al fine di orientare meglio gli aiuti verso i veri agricoltori; invita il Consiglio a sostenere il Parlamento e la Commissione nei loro sforzi per migliorare l’efficienza e l’efficacia del regime di sostegno europeo più importante aiutando quindi a garantire un migliore utilizzo del denaro dei contribuenti dell’Unione;
            
         
               61.
            
            
               ritiene che vi sia un livello di flessibilità troppo elevato (per esempio, le norme sulle buone condizioni agronomiche e ambientali) e un’eccessiva libertà di interpretazione delle norme di base dell’RPU; invita la Commissione a fornire un orientamento più preciso sull’applicazione degli atti dell’Unione nelle legislazioni degli Stati membri al fine di evitare un abuso delle norme da parte degli Stati membri; ritiene, in tale contesto, che la Commissione debba ottenere deleghe sufficienti per eliminare le lacune e porre rimedio alle carenze al più presto;
            
         
               62.
            
            
               è del parere che il modello storico abbia raggiunto i suoi obiettivi e debba, pertanto, essere abbandonato nel corso del prossimo quadro finanziario pluriennale; sostiene la sesta raccomandazione della Corte dei conti che invita a basare gli aiuti a titolo dell’RPU sulle condizioni in cui viene effettivamente svolta l’attività agricola nelle varie regioni dell’Unione; ritiene, inoltre, che gli attuali 20 modelli debbano essere ridotti fino ad arrivare, idealmente, a un unico modello dell’Unione applicabile in tutti gli Stati membri;
            
         
               63.
            
            
               ricorda che l’ingresso di nuovi agricoltori nel settore agricolo riveste grande importanza per garantire il rinnovamento del settore; è pertanto preoccupato di quanto rilevato dalla Corte dei conti ossia che certi Stati membri che applicano l’RPU (5 su 17) non optano per l’uso della riserva nazionale a favore dell’ingresso di nuovi agricoltori nel settore, stimolando quindi il ricambio generazionale nelle aree rurali;
            
         
               64.
            
            
               è del parere che l’attuale sistema RPU funzioni senza stimolare sufficientemente l’innovazione nel settore agricolo e ostacoli inoltre l’ingresso di nuovi soggetti nel settore;
            
         
               65.
            
            
               è particolarmente preoccupato della mancanza di un nesso diretto tra gli aiuti a titolo dell’RPU e i costi sostenuti dagli agricoltori per conformarsi a corrette condizioni agronomiche e ambientali; ritiene che ciò comporti uno squilibrio tra il volume di aiuti e le migliori condizioni per l’ambiente, il benessere degli animali e la sicurezza alimentare; riconosce, tuttavia, che il principio del disaccoppiamento limita la creazione di un simile nesso;
            
         
               66.
            
            
               ritiene che la Commissione nella sua proposta per una PAC dopo il 2013 dovrebbe assicurare una distribuzione più equilibrata degli aiuti tra gli agricoltori;
            
         
      Parte IX —   Relazione speciale n. 6/2011 della Corte dei conti dal titolo «I progetti cofinanziati dal FESR nel settore del turismo sono risultati efficaci?»
   
   
               67.
            
            
               accoglie con favore le risultanze della Corte dei conti, in particolare il fatto che tutti i progetti hanno avuto risultati positivi in una forma o nell’altra, e che la maggioranza ha avuto risultati positivi a vario titolo; prende inoltre atto della constatazione che i progetti sono andati a beneficio dell’economia locale e/o hanno contribuito a preservare gli elementi del patrimonio culturale, storico, artistico o ambientale di una regione;
            
         
               68.
            
            
               appoggia l’osservazione della Corte dei conti secondo cui la creazione o il mantenimento dei posti di lavoro costituisce un fattore chiave per raggiungere uno sviluppo sostenibile ed equilibrato dell’economia e dell’occupazione;
            
         
               69.
            
            
               rileva con preoccupazione che solo il 58 % dei progetti del campione aveva stabilito degli obiettivi, mentre il rimanente 42 % non perseguiva obiettivi in termini di performance e che i risultati non sono stati monitorati per la maggior parte dei progetti del campione;
            
         
               70.
            
            
               si rammarica della difficoltà di valutare l’andamento effettivo dei progetti o l’entità di un valore aggiunto europeo dovuta al fatto che gli obiettivi dei progetti, i valori obiettivo e gli indicatori non vengono sistematicamente stabiliti e i risultati non vengono successivamente monitorati e valutati;
            
         
               71.
            
            
               appoggia la raccomandazione della Corte dei conti secondo la quale le autorità di gestione dovrebbero garantire che, nelle fasi di presentazione della domanda di sovvenzione e dell’adozione di una decisione in merito, siano stabiliti obiettivi, valori obiettivo e indicatori adeguati (per esempio, il numero di posti di lavoro creati, la capacità ricettiva aggiuntiva creata e l’incremento dell’attività turistica) al fine di consentire la selezione dei progetti potenzialmente più efficienti e per assicurare la valutazione dei relativi risultati; invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare tale pratica;
            
         
               72.
            
            
               appoggia la raccomandazione della Corte dei conti che invita la Commissione ad effettuare una valutazione dell’aiuto nel settore del turismo, onde appurare in quale misura costituisca un mezzo efficace, sotto il profilo dei costi, per sostenere gli sforzi degli Stati membri volti a promuovere la crescita economica e verificare se detto sostegno possa essere meglio orientato a tal fine;
            
         
               73.
            
            
               accoglie con favore gli sforzi della Commissione per semplificare la procedura di sovvenzione FESR al fine di ridurre al minimo l’onere amministrativo sostenuto dai promotori; invita la Commissione a riferire sui progressi nel settore;
            
         
      Parte X —   Relazione speciale n. 7/2011 della Corte dei conti dal titolo «Il sostegno agroambientale è ben concepito e gestito in modo soddisfacente?»
   
   
               74.
            
            
               riconosce l’importanza delle misure agroambientali quale elemento chiave delle politiche dell’Unione atte a mitigare gli effetti avversi dell’agricoltura sull’ambiente; riconosce che le indennità agroambientali «dovrebbero incoraggiare ulteriormente gli agricoltori e gli altri gestori del territorio a rendere un servizio all’intera società attraverso l’introduzione o la prosecuzione dell’applicazione di metodi di produzione agricola compatibili con la tutela e con il miglioramento dell’ambiente, del paesaggio e delle sue caratteristiche, delle risorse naturali, del suolo e della diversità genetica» (8);
            
         
               75.
            
            
               sottolinea ad un tempo che la spesa pubblica dovrebbe essere effettuata garantendo il miglior rapporto costi-benefici e risultati tangibili; sottolinea altresì l’urgente necessità di rispettare nel modo più efficiente possibile gli impegni dell’Unione (riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020, strategia per la biodiversità Europa 2020 ecc.);
            
         
               76.
            
            
               esprime preoccupazione per il fatto che la Corte dei conti ha constatato che la politica agroambientale non è concepita e monitorata in modo da poter produrre benefici agroambientali tangibili, che gli obiettivi delle indennità agroambientali nono sono abbastanza specifici per valutare se essi siano stati raggiunti, che le citate pressioni ambientali non forniscono una chiara giustificazione delle indennità agroambientali e che i risultati della politica agroambientale non possono essere facilmente monitorati; invita gli Stati membri a stabilire programmi di sviluppo rurale chiaramente mirati e la Commissione a valutare tali programmi con maggior rigore prima di approvarli; sottolinea l’importanza di una rete di valutazione dell’Unione per lo sviluppo rurale adeguatamente gestita;
            
         
               77.
            
            
               accoglie con favore la conclusione della Corte dei conti secondo la quale gli agricoltori generalmente godono di idoneo sostegno grazie ad un adeguato orientamento; rileva, tuttavia, la necessità di migliorare la diffusione delle migliori pratiche e del feed-back sui risultati; a tal fine, chiede alla Commissione e agli Stati membri di fare un uso migliore delle strutture esistenti, come la rete europea per lo sviluppo rurale;
            
         
               78.
            
            
               si compiace della conclusione della Corte dei conti secondo la quale gli agricoltori generalmente godono di idoneo sostegno grazie ad un adeguato orientamento e prende atto dei vari casi di migliori pratiche identificati dalla Corte dei conti; è preoccupato del fatto che gran parte degli Stati membri non ha però calcolato il livello minimo di partecipazione necessario per garantire che le sottomisure producessero gli effetti ambientali attesi né valutato se l’ammontare degli aiuti fosse adeguato per raggiungere questo livello minimo; ritiene che l’approccio Leader allo sviluppo rurale potrebbe essere usato anche per attuare un approccio collettivo;
            
         
               79.
            
            
               esprime preoccupazione per le criticità nella fissazione degli importi di aiuti rilevate dalla Corte dei conti; invita la Commissione ad assicurare, prima dell’approvazione dei programmi, che si tenga debitamente conto di tutti gli elementi identificati dalla Corte dei conti come fattori necessari alla corretta determinazione degli importi degli aiuti;
            
         
               80.
            
            
               è preoccupato per il fatto che la maggior parte della spesa è stata dedicata alle sottomisure «orizzontali», che sono state attuate in tutto il settore del programma senza che ciò risultasse sempre giustificato nei programmi di sviluppo rurale; ritiene inaccettabile che gli Stati membri facciano un uso limitato delle procedure di concentrazione e di selezione; ritiene che l’assenza di concentrazione dovrebbe essere sempre giustificata nei programmi;
            
         
               81.
            
            
               è profondamente preoccupato per il fatto che la gestione della politica agroambientale non tenga sufficientemente conto delle specifiche necessità ambientali e che ciò, quindi, si traduca in investimenti non ottimali; considera inaccettabile che, secondo i riscontri della Corte dei conti, nel 39 % dei controlli contabili sui contratti non vi erano specifiche pressioni ambientali nell’area in cui il contratto è stato attuato, oppure che gli Stati membri non hanno potuto identificare tali problemi; invita gli Stati membri a concentrarsi su un approccio collettivo nei casi in cui quest’ultimo possa garantire l’effetto ambientale auspicato;
            
         
               82.
            
            
               sottolinea che, nel quadro del prossimo periodo di programmazione, affinché le indennità agroambientali sortiscano gli effetti auspicati in termini di biodiversità, protezione e sviluppo di sistemi di agricoltura e silvicoltura con elevato valore naturale e paesaggi agricoli tradizionali, risorse idriche e cambiamento climatico, è necessario concentrare i programmi agroambientali su priorità più specifiche;
            
         
               83.
            
            
               si compiace dell’approccio scelto nella proposta della Commissione concernente il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) (COM(2011)0627/2), che metterà in maggior risalto un costante monitoraggio e indicatori di performance per i programmi di sviluppo rurale;
            
         
      Parte XI —   Relazione speciale n. 8/2011 della Corte dei conti dal titolo «Recupero dei pagamenti indebiti effettuati nell’ambito della politica agricola comune»
   
   
               84.
            
            
               si compiace della relazione speciale della Corte dei conti e prende atto delle sue conclusioni; sottolinea che il Parlamento europeo denuncia da tempo che il sistema di recupero funziona solo in parte; evidenzia che le cifre «più ottimistiche» fornite dalla Commissione riguardo ai recuperi indicano che comunque il 60 % delle somme indebitamente versate continua a rimanere illegittimamente nelle mani dei beneficiari; rileva che, basandosi sulle cifre presentate dalla Corte dei conti, tale percentuale arriva persino al 90 %;
            
         
               85.
            
            
               approva le raccomandazioni della Corte dei conti secondo le quali la Commissione dovrebbe:
               
                           —
                        
                        
                           chiedere agli Stati membri di segnalare irregolarità e altri recuperi nel momento in cui viene redatta la notifica di riscossione,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           introdurre un limite temporale uniforme fra l’individuazione di una potenziale irregolarità e la notifica dell’ordine di riscossione al debitore, rafforzando l’armonizzazione fra Stati membri e garantendo una più tempestiva trasmissione delle informazioni all’OLAF,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           emanare regole chiare e non ambigue in materia di applicazione, registrazione e rendicontazione degli interessi sui crediti in essere,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           fornire chiarimenti sulle circostanze in cui i crediti possono essere dichiarati irrecuperabili, in particolare relativamente ai casi di insolvenza, e
                        
                     
                           —
                        
                        
                           effettuare ogni anno una stima precisa delle somme che sono indebitamente versate ai beneficiari finali, allo scopo di conoscere gli importi che dovrebbero essere recuperati da tali beneficiari; allo stesso modo, occorre ripartire esattamente i recuperi sull’esercizio in cui si è prodotto il danno;
                        
                     
         
               86.
            
            
               rileva che il sistema di recupero, in generale, copre solo una frazione dei pagamenti e che negli ultimi dieci anni 5 000 000 000 EUR dei 500 000 000 000 EUR in pagamenti della PAC sono stati recuperati (1 %) (relazione speciale n. 7/2010); osserva inoltre che pertanto è più oneroso mantenere un sistema di controllo funzionante che versare alla Commissione gli importi delle rettifiche finanziarie;
            
         
               87.
            
            
               prende atto della posizione della Commissione, che intende riflettere ulteriormente su tali raccomandazioni e la invita a riferire al Parlamento sulle azioni che prevede di adottare allo scopo di accogliere tali raccomandazioni;
            
         
               88.
            
            
               deplora che la percentuale di debiti inesigibili e a carico del bilancio dell’Unione è stata dell’87,8 %, ovvero 428 900 000 EUR per il periodo 2006-2009; chiede alla Commissione di applicare un meccanismo sanzionatorio nel caso in cui gli Stati membri cancellino i crediti come non recuperabili qualora non sia opportuno; insiste sulla necessità di una definizione chiara e pratica delle linee guida che non dia spazio a interpretazioni diverse;
            
         
               89.
            
            
               approva le raccomandazioni della Corte dei conti ed esorta la Commissione a garantire che:
               
                           —
                        
                        
                           siano ulteriormente migliorate le modalità di gestione e rendicontazione dei crediti negli Stati membri e sia assicurato un trattamento uniforme di detti crediti in tutti gli Stati membri,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           siano emanate tempestivamente linee guida per rimediare alle persistenti incoerenze nei concetti chiave della rendicontazione e della contabilità,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           si riesamini l’applicazione della regola 50/50, in particolare per quanto concerne la possibilità che certi importi sfuggano alla liquidazione e all’applicazione efficace della regola,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il lavoro degli organismi di certificazione, nella loro verifica dei conti debitori negli Stati membri, copra i rischi evidenziati,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           si recuperi una quota più elevata di pagamenti indebiti dai beneficiari,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           si porti a compimento il seguito dei vecchi casi della «task force recuperi» con trattamento uniforme fra tutti gli Stati membri;
                        
                     
         
               90.
            
            
               prende atto dei chiarimenti forniti dalla Commissione in merito a tali raccomandazioni e la invita a valutare ulteriormente tali suggerimenti; invita la Commissione a riferire al Parlamento in merito alle sue conclusioni e a precisare se sono previste iniziative nel contesto di tali raccomandazioni;
            
         
               91.
            
            
               si compiace dell’iniziativa dell’OLAF di studiare la possibilità di una modifica del regolamento (CE) della Commissione n. 1848/2006, del 14 dicembre 2006, relativo alle irregolarità e al recupero delle somme indebitamente pagate nell’ambito del finanziamento della politica agricola comune nonché all’instaurazione di un sistema d’informazione in questo settore (9), al fine di migliorare il flusso e l’utilizzo delle informazioni esistenti; invita l’OLAF a riferirne i risultati al Parlamento;
            
         
               92.
            
            
               chiede che ai crediti in essere (da recuperare) si applichi lo stesso trattamento in tutti gli Stati membri e insiste sulla necessità di intervenire affinché gli importi dovuti al’Unione per violazioni del diritto dell’Unione siano effettivamente restituiti, nonostante le crisi finanziarie che colpiscono taluni Stati membri;
            
         
               93.
            
            
               rileva che l’importo a carico degli Stati membri nell’ambito della regola 50/50 (2006-2009) è pari a 424 000 000 EUR, il 58 % dei quali riguarda l’Italia; chiede che sia elaborato un piano d’azione perché l’Italia rimedi a tale situazione,
            
         
               94.
            
            
               ricorda che nei rendiconti finanziari presentati al Parlamento vi è ancora mancanza di trasparenza per quanto concerne la pubblicazione degli importi dedotti dagli Stati membri (di fatto denaro dei contribuenti) e gli importi realmente recuperati dai beneficiari; chiede alla Commissione di fornire tali informazioni al Parlamento;
            
         
               95.
            
            
               invita la Corte dei conti a pubblicare una relazione analoga per il settore dei fondi strutturali;
            
         
      Parte XII —   Relazione speciale n. 9/2011 della Corte dei conti dal titolo «I progetti di e-Government sovvenzionati dal FESR sono stati efficaci?»
   
   
               96.
            
            
               si compiace della relazione speciale della Corte dei conti e della sua valutazione secondo cui i progetti di e-Government sostenuti dal FESR hanno contribuito allo sviluppo dei servizi pubblici elettronici;
            
         
               97.
            
            
               appoggia le raccomandazioni della Corte, in particolare:
               
                           —
                        
                        
                           gli Stati membri dovrebbero elaborare strategie in materia di e-Government che si basino sulle esigenze emerse, abbiano chiari obiettivi e attribuiscano responsabilità agli organismi che devono rispondere della realizzazione degli obiettivi stessi,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           le autorità di gestione dovrebbero selezionare i progetti di e-Government cui concedere l’aiuto a titolo del FESR in base ad una valutazione dei probabili costi e dei benefici quantitativi e qualitativi del progetto,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           le autorità di gestione negli Stati membri dovrebbero far sì che i progetti di e-Government selezionati ai fini del finanziamento del FESR non si concentrino solo sulle realizzazioni ma anche sui cambiamenti nei processi o nell’organizzazione necessari per beneficiare pienamente dei sistemi sviluppati,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           le autorità di gestione dovrebbero essere incoraggiate ad applicare le migliori pratiche, consigliare quali siano disponibili ad esempio attraverso la comunità ePractice, e raccomandare l’uso di una metodologia appropriata di gestione dei progetti per quanto riguarda i progetti di e-Government che beneficiano di finanziamenti del FESR,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la Commissione dovrebbe essere invitata a proseguire gli sforzi intesi a garantire che i progetti beneficiari del FESR tengano conto dei principi e delle raccomandazioni dell’Unione che consentono l’interoperabilità transeuropea, in particolare dei principi del FESR,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           le autorità di gestione, al momento di selezionare i progetti di e-Government, dovrebbero accertarsi che nell’analisi costi-benefici, che dovrebbe supportare la decisione di finanziamento, siano stati sufficientemente previsti tutti i costi significativi, compresi quelli di manutenzione,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la Commissione dovrebbe essere invitata a proseguire gli sforzi per fare in modo che le autorità di gestione verifichino e valutino i risultati e l’impatto dei progetti al fine di dimostrare l’uso efficace dei finanziamenti dell’Unione e fornire un importante riscontro per migliorare la concezione dei programmi futuri;
                        
                     
         
      Parte XIII —   Relazione speciale n. 10/2011 della Corte dei conti dal titolo «I programmi “Latte alle scuole” e “Frutta nelle scuole” sono efficaci?»
   
   
               98.
            
            
               ricorda l’esito della valutazione esterna del programma «Latte alle scuole» eseguita nel 1999 e l’osservazione della Corte dei conti secondo cui da allora non è stato apportato alcun reale cambiamento al programma;
            
         
               99.
            
            
               sottolinea che il semplice proseguimento dell’attuale programma «Latte alle scuole» rappresenterebbe uno spreco del denaro dei contribuenti e che il programma andrebbe pertanto interrotto immediatamente, a meno che non venga sottoposto a una riforma immediata e completa;
            
         
               100.
            
            
               evidenzia che attualmente solo il 10 % delle scuole ammissibili a partecipare al programma «Latte alle scuole» ne beneficia concretamente; osserva, pertanto, che gli Stati membri hanno mostrato il loro sostegno al programma nonostante il basso tasso di sovvenzione e il possibile «effetto inerziale»; incoraggia gli Stati membri a istituire programmi nutrizionali nazionali per le scuole, sostituendo i programmi «Latte alle scuole» e «Frutta nelle scuole» con misure più mirate;
            
         
               101.
            
            
               è del parere che, se verranno portati avanti, i programmi «Latte» e «Frutta» dovranno presentare un funzionamento analogo al fine di semplificare il coordinamento e la creazione di sinergie, dal momento che i loro obiettivi coincidono;
            
         
               102.
            
            
               invita la Commissione e gli Stati membri a scegliere come destinatari, su base scientifica, i bambini e gli alunni che potrebbero trarne il massimo beneficio (in termini di fabbisogno nutrizionale, classi di età, stato di salute, gruppo sociale ecc.); sottolinea che un simile orientamento dell’aiuto renderà più semplice la misurazione dell’impatto dei programmi;
            
         
               103.
            
            
               è del parere che i prodotti andrebbero distribuiti gratuitamente evitando la distribuzione nelle mense;
            
         
               104.
            
            
               insiste sul fatto che la distribuzione dei prodotti che rientrano nell’ambito di tali regimi deve essere integrata in una strategia nazionale e/o regionale e sottolinea che tale strategia deve includere altresì misure di accompagnamento (sotto forma di misure di istruzione e di informazione che coinvolgano genitori e insegnanti);
            
         
               105.
            
            
               invita la Commissione e gli Stati membri a istituire per il programma «Latte alle scuole» un sistema di cofinanziamento simile a quello utilizzato per il programma «Frutta nelle scuole»; ritiene che la Commissione e gli Stati membri potrebbero prendere in considerazione la possibilità di estendere il cofinanziamento alle misure di accompagnamento e ritiene inoltre che le dotazioni finanziarie nazionali non utilizzate potrebbero essere ridistribuite tra gli Stati membri;
            
         
               106.
            
            
               invita la Commissione e gli Stati membri ad avviare sistemi efficaci di monitoraggio e di controllo;
            
         
      Parte XIV —   Relazione speciale n. 11/2011 della Corte dei conti dal titolo «La concezione e la gestione del sistema delle indicazioni geografiche ne consentono l’efficacia?»
   
   
               107.
            
            
               si compiace della relazione speciale della Corte dei conti e prende atto delle sue conclusioni secondo le quali:
               
                           —
                        
                        
                           le disposizioni giuridiche relative al sistema di indicazione geografica non stabiliscono requisiti minimi in materia di verifica dei disciplinari e non trattano aspetti quali la copertura minima delle verifiche, la frequenza delle stesse, la metodologia per la loro selezione e le parti coinvolte nelle differenti fasi della produzione e della distribuzione soggette a controllo;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il regolamento (CE) n. 882/2004 non affronta le questioni dell’obbligatorietà e della natura dei controlli che gli Stati membri devono svolgere per prevenire e individuare le pratiche non autorizzate relative al sistema delle indicazioni geografiche;
                        
                     
         
               108.
            
            
               teme, in linea con l’audit della Corte dei conti, che ne consegua una situazione in cui i sistemi di controllo messi in atto nei diversi Stati membri presentino discrepanze relative a diversi aspetti importanti e ritiene che tali discrepanze debbano essere ridotte in futuro; prende atto della proposta della Commissione [COM(2010) 0733] che fa parte del cosiddetto «pacchetto qualità»; invita ad istituire una struttura e un sistema di controllo adeguati che garantiscano una qualità elevata e costante dei prodotti a denominazione di origine protetta e ad indicazione geografica protetta e contribuiscano a prevenire e individuare efficacemente le pratiche non autorizzate in tutti gli Stati membri; ritiene tuttavia che ciò non debba portare alla creazione di nuovi livelli di controllo, alla definizione di requisiti massimi di controllo e a un ulteriore aumento della burocrazia;
            
         
               109.
            
            
               sostiene la raccomandazione della Corte dei conti secondo cui la Commissione dovrebbe includere nel proprio programma di audit periodici negli Stati membri degli audit sulle verifiche operate dagli Stati membri in ordine al regime delle indicazioni geografiche e invita la Commissione ad agire di conseguenza;
            
         
               110.
            
            
               ricorda la costatazione della Corte dei conti secondo cui la procedura d’esame delle domande, a livello sia nazionale che di Commissione, richiede molto tempo e chiede a quest’ultima di semplificare ed abbreviare le procedure di registrazione lunghe ed onerose al fine di rafforzare l’attrattiva del sistema di indicazione geografica agli occhi dei potenziali richiedenti attualmente scoraggiati dalle procedure di registrazione troppo dispendiose in termini di tempo;
            
         
               111.
            
            
               esprime preoccupazione per il fatto che la Corte dei conti ha costatato sia presso i produttori che i consumatori una scarsa conoscenza del sistema delle indicazioni geografiche; teme inoltre che le opzioni attualmente messe in atto non consentano una maggiore sensibilizzazione nei confronti del sistema e siano inadatte a incoraggiare i produttori ad aderirvi; invita quindi la Commissione a esaminare la situazione in modo approfondito, a sviluppare una chiara strategia e a definire misure e strumenti efficaci volti a porre rimedio all’attuale situazione di scarsa conoscenza del sistema delle indicazioni geografiche, dei loro prodotti e del logo, ad esempio organizzando di propria iniziativa una campagna promozionale;
            
         
               112.
            
            
               sostiene la raccomandazione della Corte dei conti secondo cui dovrebbe essere istituito un sistema di assistenza reciproca adeguato alle specifiche esigenze delle autorità nazionali che si occupano del sistema delle indicazioni geografiche;
            
         
               113.
            
            
               ricorda che il sistema di indicazioni geografiche dell’Unione distingue tra due tipi di denominazioni protette: denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta; segnala che tali definizioni sono fonte di confusione per i consumatori in quanto non evidenziano chiaramente la differenza esistente tra loro; propone pertanto indicazioni più chiare, atte a consentire ai consumatori di sapere come le denominazioni protette siano diverse in termini di grado e tipo di legame esistente tra un prodotto e una regione geografica;
            
         
               114.
            
            
               esprime preoccupazione in merito a recenti notizie della stampa che denunciano l’abuso e l’utilizzo improprio compiuti da alcuni paesi terzi in materia di indicazioni geografiche; invita la Commissione a intervenire attivamente per proteggere i prodotti registrati nel quadro del sistema delle indicazioni geografiche dell’Unione, anche nel contesto degli scambi internazionali, e ad elaborare accordi in tal senso con i paesi terzi;
            
         
               115.
            
            
               esorta la Commissione a informare il Parlamento europeo in merito ai risultati delle sue azioni;
            
         
      Parte XV —   Relazione speciale n. 15/2011 della Corte dei conti dal titolo «Le procedure della Commissione consentono una gestione efficace del controllo sugli aiuti di Stato?»
   
   
               116.
            
            
               accoglie con favore la relazione speciale e approva, in generale, le raccomandazioni della Corte dei conti con le osservazioni in appresso, e constata che solo otto Stati membri sono stati selezionati per l’audit;
            
         
               117.
            
            
               prende atto della valutazione della Corte dei conti secondo cui la Commissione ha reagito in maniera tempestiva ed efficace alla crisi finanziaria, contribuendo così in modo sostanziale a evitare il fallimento di grandi istituti finanziari con sede centrale nell’Unione;
            
         
               118.
            
            
               invita la Commissione ad adottare un atteggiamento più fattivo nelle proprie relazioni con gli Stati membri, in particolare:
               
                           —
                        
                        
                           ad adoperarsi maggiormente per sensibilizzare alle norme in materia di aiuti di Stato, attraverso la diffusione delle migliori prassi e la fornitura di orientamenti più pratici,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           a garantire, se del caso, che tutti gli aiuti di Stato siano debitamente notificati, nonché sviluppare strumenti per disciplinare a questo riguardo gli Stati membri inadempienti,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           ad incrementare senza ulteriore indugio le risorse umane preposte al controllo degli aiuti di Stato;
                        
                     
         
               119.
            
            
               prende atto delle carenze concernenti la necessità di velocizzare il processo decisionale e di aumentarne la trasparenza, e invita la Commissione ad attivarsi per restringere i tempi del procedimento di indagine; osserva l’elevato numero di richieste di informazioni inviate agli Stati membri e incoraggia la Commissione a ridurne il numero in modo da velocizzare la procedura; invita la Commissione a informare il Parlamento sul tempo medio, per Stato membro, impiegato negli ultimi quattro anni per chiudere i casi;
            
         
               120.
            
            
               incoraggia la Commissione a valutare se le lezioni apprese dalla positiva gestione della crisi finanziaria possano essere usate anche per semplificare il lavoro in circostanze «normali» e invita la Commissione a informare il Parlamento prima del settembre 2012 in merito alle eventuali modifiche da introdurre;
            
         
               121.
            
            
               sottolinea l’importanza di garantire certezza giuridica a tutte le parti interessate; esorta pertanto la Commissione a:
               
                           —
                        
                        
                           archiviare le denunce infondate in tempi rapidi,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           velocizzare in generale il processo di esame delle denunce e ripartire le risorse necessarie per ridurre ulteriormente gli arretrati,
                        
                     
                           —
                        
                        
                           informare debitamente il denunciante, lo Stato membro e il beneficiario circa i progressi relativi a ciascun caso e il risultato dell’indagine;
                        
                     
         
               122.
            
            
               prende atto delle carenze concernenti l’impiego delle risorse umane disponibili e plaude all’intenzione della Commissione di attuare un sistema potenziato di registrazione dei tempi; appoggia il suggerimento della Corte dei conti di introdurre un sistema di rendiconto della gestione volto a monitorare in modo efficace il tempo dedicato ai singoli casi e il carico di lavoro di ciascun incaricato; auspica che un tale sistema sia operativo entro la fine del 2012;
            
         
               123.
            
            
               evidenzia l’importanza di monitorare gli aiuti di Stato; incoraggia quindi la Commissione a intensificare le sue attività di monitoraggio, sia in termini di dimensioni del campione che di portata;
            
         
               124.
            
            
               prende atto delle carenze relative al processo di raccolta dati e invita la Commissione a migliorarne l’efficienza e l’attendibilità, nonché a riferire sui progressi relativi all’introduzione dell’applicazione SARI (10) prima della chiusura della procedura di discarico per l’esercizio 2010;
            
         
               125.
            
            
               invita la Commissione a estendere la sua valutazione ex post dell’impatto degli aiuti di Stato e del controllo in materia di aiuti di Stato sulle imprese, sui mercati e sull’economia nel suo complesso;
            
         
               126.
            
            
               incarica il suo presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell’Unione europea e alla Corte dei conti e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (serie L).
            
         
      (1)  GU L 64 del 12.3.2010.
   
      (2)  GU C 332 del 14.11.2011, pag. 1.
   
      (3)  GU C 326 del 10.11.11, pag. 1.
   
      (4)  GU C 332 del 14.11.2011, pag. 134.
   
      (5)  Testi approvati, P7_TA(2012)0153.31
   
      (6)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
   
      (7)  Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali (GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1).
   
      (8)  Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) (GU L 277 del 21.10.2005, pag. 1), considerando 35.
   
      (9)  GU L 355 del 15.12.2006, pag. 56.
   
      (10)  L’applicazione SARI è una nuova applicazione della base di dati centrale con cui le autorità che erogano gli aiuti negli Stati membri possono direttamente inscrivere le spese relative agli aiuti che le concernono (Relazione speciale n. 15/2011, pag. 15).