CELEX: 62018CA0808
Language: it
Date: 2020-12-17 00:00:00
Title: CausaC-808/18: Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 17 dicembre 2020 — Commissione europea / Ungheria (Inadempimento di uno Stato – Spazio di libertà, sicurezza e giustizia – Politiche relative ai controlli alle frontiere, all’asilo e all’immigrazione – Direttive 2008/115/CE, 2013/32/UE e 2013/33/UE – Procedura di riconoscimento di una protezione internazionale – Accesso effettivo – Procedura di frontiera – Garanzie procedurali – Soggiorno obbligatorio in zone di transito – Trattenimento – Rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare – Ricorsi proposti contro le decisioni amministrative che respingono la domanda di protezione internazionale – Diritto di rimanere nel territorio)

15.2.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 53/3
            
         
      Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 17 dicembre 2020 — Commissione europea / Ungheria
      (CausaC-808/18) (1)
      
      (Inadempimento di uno Stato - Spazio di libertà, sicurezza e giustizia - Politiche relative ai controlli alle frontiere, all’asilo e all’immigrazione - Direttive 2008/115/CE, 2013/32/UE e 2013/33/UE - Procedura di riconoscimento di una protezione internazionale - Accesso effettivo - Procedura di frontiera - Garanzie procedurali - Soggiorno obbligatorio in zone di transito - Trattenimento - Rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare - Ricorsi proposti contro le decisioni amministrative che respingono la domanda di protezione internazionale - Diritto di rimanere nel territorio)
      (2021/C 53/03)
      Lingua processuale: l’ungherese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: M. Condou-Durande, A. Tokár e J. Tomkin, agenti)
      
         Convenuta: Ungheria (rappresentanti: M.Z. Fehér e M. M. Tátrai, agenti)
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’Ungheria è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’articolo 5, dell’articolo 6, paragrafo 1, dell’articolo 12, paragrafo 1, e dell’articolo 13, paragrafo 1, della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, dell’articolo 6, dell’articolo 24, paragrafo 3, dell’articolo 43 e dell’articolo 46, paragrafo 5, della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale, e degli articoli 8, 9 e 11 della direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale:
                  
                              —
                           
                           
                              prevedendo che le domande di protezione internazionale provenienti da cittadini di paesi terzi o da apolidi che, arrivando dalla Serbia, desiderano accedere, nel suo territorio, alla procedura di protezione internazionale possano essere presentate solo nelle zone di transito di Röszke (Ungheria) e Tompa (Ungheria), e adottando nel contempo una prassi amministrativa costante e generalizzata che limita drasticamente il numero di richiedenti autorizzati a entrare quotidianamente in tali zone di transito;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              istituendo un sistema di trattenimento generalizzato dei richiedenti protezione internazionale nelle zone di transito di Röszke e Tompa, senza rispettare le garanzie previste all’articolo 24, paragrafo 3, e all’articolo 43 della direttiva 2013/32 nonché agli articoli 8, 9 e 11 della direttiva 2013/33;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              consentendo l’allontanamento di tutti i cittadini di paesi terzi il cui soggiorno nel suo territorio è irregolare, ad eccezione di quelli che sono sospettati di aver commesso un reato, senza rispettare le procedure e le garanzie previste all’articolo 5, all’articolo 6, paragrafo 1, all’articolo 12, paragrafo 1, e all’articolo 13, paragrafo 1, della direttiva 2008/115;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              subordinando a condizioni contrarie al diritto dell’Unione l’esercizio, da parte dei richiedenti protezione internazionale che rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 46, paragrafo 5, della direttiva 2013/32, del loro diritto di rimanere nel suo territorio.
                           
                        
            
                  2)
               
               
                  Il ricorso è respinto quanto al resto.
               
            
                  3)
               
               
                  L’Ungheria sopporta, oltre alle proprie spese, i quattro quinti delle spese della Commissione europea.
               
            
                  4)
               
               
                  La Commissione europea sopporta un quinto delle proprie spese.
               
            
         (1)  GU C 155 del 6.5.2019.