CELEX: 61999TO0073
Language: it
Date: 1999-06-01
Title: Ordinanza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione) del 1º giugno 1999. # Karl L. Meyer contro Consiglio dell'Unione europea e Commissione delle Comunità europee. # Manifesta irricevibilità. # Causa T-73/99.

Avis juridique important

|

61999B0073

Ordinanza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione) del 1. giugno 1999.  -  Karl L. Meyer contro Consiglio dell'Unione europea e Commissione delle Comunità europee.  -  Manifesta irricevibilità.  -  Causa T-73/99.  

raccolta della giurisprudenza 1999 pagina II-01739

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1. Ricorso di annullamento - Atti impugnabili - Disposizione del Trattato che istituisce la Comunità europea - Esclusione2. Procedura - Ricorso - Requisiti di forma - Identificazione dell'oggetto della controversia - Esposizione sommaria dei motivi dedotti[Regolamento di procedura del Tribunale, art. 44, n. 1, lett. c)] 

Massima

1. Poiché una disposizione del Trattato non costituisce un atto di un'istituzione della Comunità ai sensi degli artt. 4 del Trattato (divenuto art. 7 CE) e 173 del Trattato (divenuto, in seguito a modifica, art. 230 CE), il Tribunale è incompetente per pronunciarsi sul suo annullamento.2. Ai sensi dell'art. 44, n. 1, lett. c), del regolamento di procedura del Tribunale, il ricorso deve indicare l'oggetto della controversia e contenere l'esposizione sommaria dei motivi dedotti. Questa indicazione deve essere sufficientemente chiara e precisa per consentire alle parti convenute di preparare le loro difese e al Tribunale di statuire sul ricorso, eventualmente senza altre informazioni a sostegno. Al fine di garantire la certezza del diritto e una buona amministrazione della giustizia, è necessario, affinché un ricorso sia ricevibile, che gli elementi essenziali di fatto e di diritto sui quali esso si basa emergano, anche sommariamente, purché in modo coerente e comprensibile, dal testo del ricorso stesso. 

Parti

Nella causa T-73/99,Karl L. Meyer, agricoltore, residente in Uturoa (Isola di Raiatea, Polinesia francese), rappresentato dall'avv. Jean-Dominique des Arcis, del foro di Papeete, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor Horst Pakowski, ambasciatore della Repubblica federale di Germania, 20-22, avenue Émile Reuter,ricorrente,controConsiglio dell'Unione europeaeCommissione delle Comunità europee,convenuti,avente ad oggetto la domanda di annullamento dell'art. 133, n. 3, del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 184, n. 3, CE) e dell'art. 106, n. 1, della decisione del Consiglio 25 luglio 1991, 91/482/CE, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità europea (GU L 263, pag. 1),IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADODELLE COMUNITÀ EUROPEE (Terza Sezione),composto dai signori M. Jaeger, presidente, K. Lenaerts e J. Azizi, giudici,cancelliere: H. Jungha emesso la seguenteOrdinanza 

Motivazione della sentenza

1 Il 24 dicembre 1998 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Polinesia francese il decreto n. 662 DRCL dell'alto commissario della Repubblica francese per la Polinesia francese 8 dicembre 1998 recante, in particolare, la promulgazione della legge 28 giugno 1996, n. 96/575, che autorizza l'approvazione del terzo protocollo 6 ottobre 1995 allegato all'accordo generale sugli scambi di servizi (congiuntamente alle liste di impegno la cui traduzione è allegata alla presente legge), apparsa sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica francese del 29 giugno 1996, e del decreto 18 novembre 1998, n. 98/1065, recante pubblicazione del terzo protocollo 6 ottobre 1995 allegato all'accordo generale sugli scambi di servizi (congiuntamente alle liste di impegno la cui traduzione è allegata alla presente legge), apparso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica francese del 27 novembre 1998.2 Sulla base delle circostanze di cui sopra, con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale l'11 marzo 1999, il ricorrente, gestore di una piantagione di frutti tropicali sull'isola di Raiatea nella Polinesia francese, ha proposto il presente ricorso. Ritenendo che tale pubblicazione costituisca il riconoscimento ufficiale da parte della Repubblica francese dell'applicabilità delle regole dell'accordo generale sugli scambi di servizi (GU 1994, L 336, pag. 191; in prosieguo: l'«accordo GATS»), che figura all'allegato 1b dell'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale per il commercio (in prosieguo: l'«accordo OMC») approvato con decisione del Consiglio 22 dicembre 1994 relativa alla conclusione a nome della Comunità europea, per le materie di sua competenza, degli accordi dei negoziati multilaterali dell'Uruguay Round (1986-1994) (GU L 336, pag. 1) alla Polinesia francese, il ricorrente chiede l'annullamento dell'art. 133, n. 3, del Trattato (divenuto, in seguito a modifica, art. 184, n. 3, CE) e dell'art. 106, n. 1, della decisione del Consiglio 25 luglio 1991, 91/482/CEE, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità economica europea (GU L 263, pag. 1; in prosieguo: la «decisione 91/482»). Queste disposizioni sarebbero, in effetti, in contrasto, in particolare, con le disposizioni dell'accordo generale sulle tariffe doganali e di commercio - Protocollo di Marrakech (OMC-GATT 1994), figurante nell'allegato 1a all'accordo OMC (in prosieguo: «accordo OMC-GATT del 1994»).Conclusioni del ricorrente3 Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:- dichiarare ricevibili e fondate tutte le sue domande;- dichiarare e statuire che il contenuto dell'art. 133, n. 3, del Trattato viola l'accordo OMC-GATT del 1994 e dev'essere abrogato;- dichiarare e statuire che, tenuto conto dei rapporti esistenti, per effetto dell'accordo OMC-GATT del 1994 in materia doganale, tra la Polinesia francese, la Francia e la CEE, la tariffa doganale della Comunità è applicabile nel territorio della Polinesia francese;- tenuto conto dell'urgenza, disporre, prima di statuire, la sospensione provvisoria degli articoli impugnati;- dichiarare e statuire quali siano i fattori che hanno contribuito alla creazione della situazione illegittima in materia fiscale e doganale nella Polinesia francese e accertare le responsabilità che ne derivano;- condannare il Consiglio e la Commissione a versargli la somma di FF 20 000 per le spese irripetibili che ha dovuto sostenere per la difesa dei suoi interessi.In diritto4 Ai sensi dell'art. 111 del regolamento di procedura del Tribunale, come modificato con decorrenza 1° giugno 1997 (GU 1997, L 103, pag. 6), quando un ricorso è manifestamente irricevibile, o manifestamente infondato, il Tribunale può, senza proseguire il procedimento, statuire con ordinanza motivata.5 Nella specie, il Tribunale si ritiene sufficientemente informato dai documenti versati agli atti e decide, in applicazione di tale articolo, di statuire senza proseguire il procedimento.6 Si deve in primo luogo ricordare che, poiché una disposizione del Trattato non costituisce un atto di un'istituzione della Comunità ai sensi dell'art. 4 del Trattato CE (divenuto art. 7 CE) e 173 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 230 CE), il Tribunale non è competente a dichiararne l'annullamento (ordinanza del Tribunale 14 luglio 1994, causa T-584/93, Roujansky/Consiglio, Racc. pag. II-587, punto 15). Ne consegue che il punto delle conclusioni inteso all'annullamento dell'art. 133, n. 3, del Trattato deve essere dichiarato irricevibile.7 In secondo luogo, si deve ricordare che, in virtù dell'art. 44, n. 1, lett. c), del regolamento di procedura del Tribunale, qualsiasi ricorso deve indicare l'oggetto della controversia e l'esposizione sommaria dei motivi dedotti. Questa indicazione deve essere sufficientemente chiara e precisa per consentire alle parti convenute di preparare le loro difese e al Tribunale di statuire sul ricorso, se del caso, senza altre informazioni a sostegno. Al fine di garantire la certezza del diritto e la buona amministrazione della giustizia è necessario, affinché un ricorso sia ricevibile, che gli elementi essenziali di fatto e di diritto sui quali questo si fonda emergano, quanto meno sommariamente, ma in modo coerente e comprensibile, dal testo del ricorso stesso (ordinanza del Tribunale 9 marzo 1999, causa T-205/98, Clauni e a./Commissione, (non pubblicata nella Raccolta, punto 14).8 Orbene l'atto introduttivo del ricorso non soddisfa tali requisiti minimi. In effetti, sebbene esso indichi che il ricorso è basato sugli artt. 173 del Trattato e 229 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 302 CE), il suo contenuto non permette di determinare l'oggetto preciso del ricorso. Infatti, vi si critica il comportamento sia delle autorità francesi che delle autorità della Polinesia francese, del Consiglio e della Commissione senza che sia possibile determinare con precisione cosa venga rimproverato agli uni ed agli altri. Ne consegue che questi punti delle conclusioni devono per questa sola ragione essere dichiarati irricevibili.9 Inoltre, anche ammettendo che gli argomenti avanzati in modo disordinato dal ricorrente siano effettivamente intesi a sottoporre alla valutazione del Tribunale la legittimità degli atti del Consiglio e della Commissione, è giocoforza constatare che essi sono irricevibili.10 Innanzi tutto, va rilevato, che, a parte la contestazione della conformità dell'art. 106, n. 1, della decisione 91/482 alle regole dell'accordo OMC-GATT 1994, risulta impossibile determinare se il ricorrente rimproveri al Consiglio e alla Commissione un atto specifico o se egli denunci la loro inerzia nell'applicazione del diritto comunitario alla Polinesia francese. Quest'ultima censura sarebbe ad ogni modo irricevibile nel contesto di un ricorso basato sull'art. 173 del Trattato poiché essa ricadrebbe sotto l'art. 175 del Trattato CE (divenuto art. 232 CE), la cui applicazione presuppone un previo invito ad agire rivolto alle istituzioni interessate. Nella specie, il ricorrente non ha in alcun modo dimostrato l'adempimento di tale formalità.11 Ad ogni modo, si deve sottolineare che il ricorso di annullamento, nella misura in cui è rivolto contro l'art. 106, n. 1, della decisione 91/482, è irricevibile dal momento che, da un lato, è stato introdotto oltre i termini prescritti dall'art. 173, quinto comma, del Trattato e che, dall'altro, poiché il ricorrente non ha avanzato alcun elemento idoneo a dimostrare di essere direttamente ed individualmente interessato dalla detta disposizione, non soddisfa i requisiti posti dall'art. 173, quarto comma, del Trattato.12 Infine va ricordato che, sulla base dell'art. 173 del Trattato, il Tribunale non è competente a sostituirsi alle istituzioni comunitarie o alle autorità nazionali incaricate dell'esecuzione del diritto comunitario. Non può pertanto pronunciarsi sulla asserita illegittimità della situazione fiscale e doganale esistente nella Polinesia francese, né accertare le responsabilità che ne derivano.13 Quanto al resto, occorre constatare che la domanda di provvedimenti provvisori, la quale già non integra i requisiti posti dall'art. 104, n. 3, del regolamento di procedura del Tribunale, va comunque respinta in quanto manifestamente irricevibile per l'irricevibilità delle domande nel merito.14 Tenuto conto di quanto precede, il ricorso è manifestamente irricevibile e va respinto. 

Decisione relativa alle spese

Sulle spese15 In applicazione dell'art. 87, n. 1, del regolamento di procedura, le spese sostenute dal ricorrente restano a carico di quest'ultimo. 

Dispositivo

Per questi motivi,IL TRIBUNALE (Terza Sezione)così provvede:1) Il ricorso è manifestamente irricevibile.2) Le spese sostenute dal ricorrente restano a carico di quest'ultimo.