CELEX: 62017CA0496
Language: it
Date: 2019-01-16 00:00:00
Title: Causa C-496/17: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 16 gennaio 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanzgericht Düsseldorf — Germania) — Deutsche Post AG / Hauptzollamt Köln [Rinvio pregiudiziale — Unione doganale — Codice doganale dell’Unione — Articolo 39 — Status di operatore economico autorizzato — Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 — Articolo 24, paragrafo 1, secondo comma — Richiedente diverso da una persona fisica — Questionario — Rilevamento di dati personali — Direttiva 95/46/CE — Articoli 6 e 7 — Regolamento (UE) 2016/679 — Articoli 5 e 6 — Trattamento dei dati personali]

11.3.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 93/14
            
         
      Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 16 gennaio 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanzgericht Düsseldorf — Germania) — Deutsche Post AG / Hauptzollamt Köln
      (Causa C-496/17) (1)
      
      ([Rinvio pregiudiziale - Unione doganale - Codice doganale dell’Unione - Articolo 39 - Status di operatore economico autorizzato - Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 - Articolo 24, paragrafo 1, secondo comma - Richiedente diverso da una persona fisica - Questionario - Rilevamento di dati personali - Direttiva 95/46/CE - Articoli 6 e 7 - Regolamento (UE) 2016/679 - Articoli 5 e 6 - Trattamento dei dati personali])
      (2019/C 93/18)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Giudice del rinvio
      
      Finanzgericht Düsseldorf
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Deutsche Post AG
      
         Resistente: Hauptzollamt Köln
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 24, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 della Commissione, del 24 novembre 2015, recante modalità di applicazione di talune disposizioni del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice doganale dell’Unione, letto alla luce della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, e del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), deve essere interpretato nel senso che le autorità doganali possono esigere dal richiedente lo status di operatore economico autorizzato che esso comunichi i numeri di identificazione fiscale, attribuiti ai fini del prelievo dell’imposta sul reddito, delle sole persone fisiche che siano responsabili del richiedente o esercitino il controllo sulla sua gestione e di quelle che siano responsabili delle questioni doganali al suo interno, nonché le coordinate degli uffici delle imposte competenti nei riguardi dell’insieme di tali persone, nei limiti in cui tali dati consentono alle medesime autorità di ottenere informazioni relative alle infrazioni gravi o ripetute della normativa doganale o delle disposizioni fiscali oppure ai reati gravi commessi da tali persone fisiche in relazione alla loro attività economica.
      
         (1)  GU C 347 del 16.10.2017.