CELEX: 51982PC0189
Language: it
Date: 1982-04-16
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa all'agevolazione delle formalità e dei controlli negli scambi tra Stati membri (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (82) 189
Vol. 1982/0060
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---    COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                   COM(82)189 def.
                                                   Bruxelles , 16 aprile 1982
                         PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
            relativa all' agevolazione delle formalità e dei controlli
                                      _ .
            negli scambi tra .Stati membri
                  / ν ;/
                 H         i \
                  presentata .dalla, Commissione al Consiglio )
                                o i -> • - - ,l *
C0MC82 ) 189 def .
 ---pagebreak---                                 INTRODUZIONE
        La Commissione intende mettere nuovamente in risalto L' importanza
particolare e prioritaria ch' essa attribuisce ai lavori destinati alla
realizzazione del mercato interno della Comunità , ivi compresi gli
sforzi intesi a semplificare sin da ora le    formalità ed i controlli
alle frontiere interne .
        Il Consiglio europeo , nel corso delle sue riunioni del 29 / 30
giugno 1981 e 29 / 30 marzo 1982 ha sostenuto fermamente tale orienta­
mento della Commissione ed ha convenuto sulla necessità di un' azione
tendente a rinforzare ed a sviluppare ulteriormente il mercato interno .
        Nell' intento di dare un seguito concreto agli orientamenti cosi
definiti ,   la Commissione sottoporrà progressivamente al Consiglio un
insieme di proposte destinate ad eliminare le difficoltà alle frontiere
interne al fine di agevolare la libera circolazione delle merci e dei
viaggiatori all' interno della Comunità .
        Nel quadro di tale azione globale , la Commissione sottopone
l' unita prima proposta relativa alla facilitazione delle formalità
e dei controlli sul trasporto di merci tra gli Stati membri .
 ---pagebreak---                                       Relazione
1.   Introduzione
         Per realizzare un mercato interno è necessaria l' integrazione
più completa possibile delle economie dei diversi Stati membri .           Ciò
implica la necessitò di sopprimere gli ostacoli che si frappongono agli
scambi    fra Stati membri .
         Dall' ampliamento della Comunità , avvenuto nel 1973 , gli scambi tra
gli Stati membri si sono quasi triplicati .           Anche se questo dato costi­
tuisce una prova importante del progresso realizzato sul piano della
integrazione comunitaria , bisogna purtroppo constatare che continuano
ad esistere ostacoli al trasporto delle merci ; in particolare ai
passaggi delle frontiere , che hanno un effetto negativo sugli scambi
medesimi .
2.       In varie occasioni , la Commissione è stata informata da diversi
organismi , quali le organizzazioni professionali dei trasporti , gli
spedizionieri , gli utenti , ecc . delle difficoltà che si presentano ai
passaggi delle frontiere nella Comunità .         Le richieste avanzate per
porvi rimedio si stanno facendo , soprattutto negli ultimi tempi , sempre
più pressanti .
3.       Il Parlamento europeo si è pronunciato più volte sulle difficoltà
in materia .     Vedansi in particolare a questo proposito le relazioni
dell' on . Bos ( 1972 ) ( 1 ) e dell' on . Schyns ( 2 ).
         Inoltre ,  presentando molte interrogazioni scritte e orali alla
Commissione ed al Consiglio , numerosi parlamentari hanno condannato i
tempi d' attesa alle frontiere , insistendo affinchè si trovino soluzioni
pragmatiche per porvi rimedio .
                                                                             ./.
(1 )   PE 29.912 def . del 31.8.1972
(2)    PE 55.475 def . del 12.3.1979
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4.      Nel giugno 1978 il Consiglio approvò un programma prioritario per il
trasporto aereo , corredato di un elenco di nove priorità, fra cui le age­
volazioni di trasporto . A richiesta della Commissione , un centro studi
ha preparato una relazione su vari aspetti delle agevolazioni in tale
settore , compressi gli aspetti del passaggio di frontiera negli aereo-
porti .
        Nel marzo 1981 , il Consiglio ha approvato per il settore dei tras­
porti un elenco di 10 argomenti principali da trattare in via priori­
taria nel corso del periodo che va fino alla fine del 1983 , nel quale
figura " l' agevolazione dei passaggi di frontiera ". Allo stesso tempo ,
il Consiglio ha invitato la Commissione a presentargli entro il 1981
una relazione    accompagnata eventualmente , da proposte sui provvedimenti
atti a ridurre i tempi d' attesa ai passaggi di frontiera , tenendo conto
dei controlli necessari e della natura delle merci trasportate .
        Per quanto riguarda la prima parte di tale invito , la Commissione ,
alla fine del 1977 , aveva già chiesto al Comitato consultivo dei trasporti
di esaminare le possibilità di eliminare gli ostacoli esistenti alle
frontiere per i trasporti terrestri .     Il Comitato ha presentato una
relazione che comprende un elenco dei vari problemi che possono presen­
tarsi alla frontiera ed ha valutato l' entità e la portata degli ostacoli .
La relazione fornisce molte indicazioni utili per migliorare la situazione .
In proposito , il Comitato fra l' altro ha analizzato , in maniera approfon­
dita , il ruolo e il compito della politica comune dei trasporti in mate­
ria .
        Per quanto riguarda la seconda parte dell' invito del Consiglio ,
cioè la preparazione di una proposta mirante a migliorare la scorrevo­
lezza dei trasporti fra Stati membri , la Commissione ha senza dubbio
potuto far largo uso dei numerosi elementi validi contenuti in questa
relazione . Tuttavia ,   essa ha ritenuto opportuno e utile , prima di
sottoporre un progetto di direttiva al Consiglio , organizzare sei
riunioni di consultazione con gli operatori del settore e con gli esperti
governativi .
                                                                       ./.
 ---pagebreak--- 6.     Sulla base delle relazioni di cui sopra e dei risultati delle
riunioni di consultazione , è stato possibile redigere l' elenco , ripor­
tato in allegato , dei controlli e degli altri problemi che possono
presentarsi negli scambi tra gli Stati membri ( in totale +_ 70 !).    I vari
controlli e problemi in    questione hanno origine nelle disposizioni
nazionali e / o comunitarie e in settori diversi , quali il settore fiscale ,
industriale , agricolo , sociale ecc . ed anche nello stesso settore dei
t rasport 1 .
7.     Per essere realisti , bisogna ammettere che finché l' integrazione
totale a livello comunitario non sarà stata pienamente realizzata , si
continueranno ad effettuare controlli negli scambi fra Stati membri .
       Come essa ha già più volte affermato , la Commissione ritiene che
i problemi degli ostacoli che si frappongono agli scambi fra Stati
membri possano essere risolti soltanto nel quadro di un' azione globale .
Senza pregiudicare le disposizioni particolari esistenti nel contesto
delle norme comunitarie generali o specifiche , la presente iniziativa
mira a realizzare un miglioramento nell' organizzazione dei controlli
e delle formalità negli scambi fra Stati membri .    Tale iniziativa , che
s' iscrive pienamente nel quadro di tale azione globale , dovrà necessa­
riamente essere completata da azioni che conducano alla semplificazione
e , a lungo termine , alla soppressione graduale dei controlli durante
un' operazione di trasporto .
 ---pagebreak--- II . Principali elementi che formano la base della direttiva
8.     Una riduzione considerevole dei tempi d' attesa nelle operazioni
di trasporto può essere realizzata applicando i principi enumerati
in appresso :
       a.  Centralizzazione dei controlli    ( art . 2 )
9.     Gli operatori possono attualmente scegliere liberamente se effet­
tuare le formalità di spedizione o di immissione in libera pratica allo
interno di uno Stato membro o alla frontiere di tale Stato membro .
Laddove siano richiesti controlli diversi da quelli doganali , è auspica­
bile effettuarli , ovviamente nella misura del possibile , nello stesso
tempo e di preferenze nello stesso luogo .
       b.  Verifica non sistematica   ( art . 3 )
10 .   In linea generale , i controlli doganali sono già largamente
effettuati per sondaggio , mentre altri controlli non lo sono . Il princi­
pio del controllo per sondaggio dovrebbe anche essere applicato a tutte
le altre forme di  controllo . Questi    controlli dovrebbero limitarsi ai
casi in cui vi sia sospetto di abusi .
       c.  Riconoscimento reciproco dei risultati dei controlli ( art . 4 )
11 .   Applicando il principio del riconoscimento reciproco dei fatti
accertati durante un controllo precedente , nel corso di un' operazione
di trasporto è possibile rinunciare alle ripetute verificate delle merci
e dei mezzi di trasporto
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       d.   Collaborazione necessaria tra i vari organismi che effettuano
            i controlli  ( art . 5 )
12 .   Una buona collaborazione tra i vari organismi incaricati di effet­
tuare i    controlli ( per es . uffici centralizzati nello stesso luogo ,
armonizzazione delle ore d' apertura degli uffici dalle due parti della
frontiera ) favorisce il     passaggio efficace della frontiere in tempi
ridottissimi .   Tale principio vale anche per gli uffici doganali situati
all' interno del paese .
       e.   Ore di apertura e numero degli effettivi in rapporto con il
            volume di  traffico ( art . 6 e 7 )
13 .   E' auspicabile adeguare gli orari dei vari servizi incaricati
dell' intervento e il numero degli addetti in funzione delle variazioni
periodiche del traffico .
       f.   Agevolazioni speciali per i mezzi di trasporto che circolano
            a vuoto o trasportano merci in regime di transito ( art . 8 )
14 .   I vantaggi delle     procedure di transito che , in teoria , consentono
il passaggio delle frontiere senza alcun controllo sulle merci , vengono
talvolta ridotti dal fatto che , nella pratica , l' area di marcia è ostruita
dai mezzi di trasporto che espletano le formalità doganali alla frontiera .
E' pertanto necessario prevedere , ovunque sia tecnicamente possibile
corsie speciali di passaggio rapido riservate ai veicoli in transito .
       g.   Le procedure d' informazione e di comunicazione ( art . 9 )
15 .   Taluni problemi che si presentano al momento del       passaggio della
frontiera sono dovuti ad una mancanza d' informazione da parte degli
interessati circa le procedure in vigore e la natura delle difficoltà
che gli operatori possono incontrare .       Si potrebbe pertanto provvedere
ad una migliore informazione reciproca istituendo comitati misti a
livello locale e nazionale .
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III . Osservazioni esplicative riguardanti i vari articoli
       Articolo 1
       Tale articolo intende definire il campo d' applicazione della diret­
tiva . Contiene due elementi di base , cioè :
       a.  La presente direttiva si applica ai trasporti di merci
           - transfrontalieri all' interno della Comunità
           - fra Stati membri , passando per il territorio di un paese
             terzo
           - in provenienza da un paese terzo dopo il passaggio della
             frontiera esterna della Comunità o
           - a destinazione di un paese terzo , prima del    passagio della
             frontiera esterna della Comunità .
       b.  Modo di trasporto
           La presente direttiva si applica a qualsiasi modo di trasporto ,
           cioè ai trasporti per ferrovia , su strada , per via navigabile ,
           per mare e per via aerea , nonché ai trasporti combinati ( strade /
           ferrovia , Ro-ro , containers , ecc .).
       Articolo 2
       Per il buono svolgimento di un' operazione di trasporto , è preferi­
bile che le formalità ed i controlli ,     per quanto riguarda tanto la
verifica delle merci e dei mezzi di trasporto      quanto il controllo dei
documenti , siano effettuati nello stesso tempo e nello stesso luogo . La
soluzione più adeguata sarebbe effettuarli nel momento e di preferenza
presso il luogo di spedizione e / o di destinazione delle merci traspor­
tate . Infatti , controlli a stadi diversi provocano tempi d' attesa supple­
mentari nell' operazione di trasporto .
                                                                        ./.
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        Articolo 3
        L' esercizio sistematico dei controlli fisici delle merci e dei
mezzi di trasporto ostacola considerevolmente      il  passagio delle
frontiere .    Cosi , per migliorare la scorrevolezza dei trasporti negli
scambi fra Stati membri , è opportuno , come è già stato fatto ampiamente
in materia di controlli doganali , ricorrere all' applicazione del princi­
pio del controllo per sondaggio .
        Articolo 4
        Soprattutto nel corso delle riunioni di consultazione con i
settori interessati , è stata richiamata più volte l' attenzione della
Commissione sui problemi dovuti a taluni controlli ,     quali i controlli
sanitari , veterinari , fitosanitari e di qualità ( che rientrano nel
settore agricolo ), i controlli del peso e delle dimensioni , nonché i
controlli tecnici dei mezzi di trasporto .     Come affermato al paragrafo
II , 11 , nel corso di un' operazione di trasporto , il riconoscimento
reciproco dei fatti constatati nel corso di un      precedente controllo
può portare ad un' accelerazione sensibile dei trasporti di merci fra
Stati membri .    Così , non sarebbero più indispensabili ripetuti controlli
e le autorità potrebbero limitarsi ad una verifica dei documenti compi­
lati precedentemente .
        Articolo 5
        Come già affermato all' articolo 2 , i controlli nel   corso di
un' operazione di trasporto , devono , nella misura del possibile , essere
effettuati nello stesso tempo e di preferenza nello stesso luogo .
Nell' articolo 5 si forniscono precisazioni che derivano per logica dalle
disposizioni dell' articolo 2 .    E' necessario in fatti che s' instauri
un' adeguata collaborazione tra i vari organismi incaricati di effettuare
i controlli non soltanto a livello locale e nazionale ,      ma anche tra le
autorità incaricate di intervenire dalle due parti di una frontiera
comune .
                                                                      ./.
 ---pagebreak---        Tale collaborazione dovrebbe mirare in particolare :
       a.  all' armonizzazione delle ore d' intervento dei vari servizi
           i nteressati                   ~
           Le ore d' intervento dei vari servizi interessati ( servizi
doganali , veterinari e f itosanitari ,  servizi incaricati del controllo
della qualità , ecc .) devono essere armonizzate in maniera da consentire
ad un trasporto di passare senza interruzione la frontiera o un ufficio
doganale all' interno del paese nel corso di un periodo ben determinato
della giornata , per esempio dalle 8 alle 18 ( vedasi anche art . 6 ). Questo
vale non soltanto per i vari servizi situati da una parte della fron­
tiera , ma anche per i servizi situati dalle due parti di una frontiera
comune .
       b.  La sistemazione degli uffici di frontiera
           Il tempo necessario per l' espletamento delle formalità e dei
controlli può essere ridotto per gli operatori , in particolare , per
i  vettori , migliorando la sistemazione , nell' accezione più lata del
termine , degli uffici di frontiera .   Si tratta al riguardo di organizzare ,
ad esempio , le verifiche delle merci o dei mezzi di trasporto in maniera
che le manovre dei mezzi di trasporto o gli spostamenti degli operatori
siano limitati al minimo necessario e che vi sia una segnalatica precisa
e chiara a ciascun posto di frontiera .    Questo vale anche per gli uffici
doganali situati all' interno del paese che sono talvolta situati nei
centri delle città e difficilmente accessibili . Si potrebbe migliorare
la  situazione esistente installando frecce di direzione in città .
 ---pagebreak---         c.  La trasformazione di taluni uffici frontalieri in    uffici
            di controllo contigui
            La trasformazione di taluni uffici frontalieri in uffici di
controllo contigui significherebbe per il vettore una sola sosta invece
che due consecutive .   E' ovvio che in talune situazioni tali uffici
non    possono essere realizzati , ad esempio per ragioni tecniche
( situazione del terreno , ecc .).
        Articolo 6
        E' evidente che sarebbe esagerato prevedere che tutti gli uffici
doganali alle frontiere interne della Comunità nonché quelli all' interno
dei vari Stati membri restino aperti 24 ore su 24 .
        Per il passaggio in transito ( mezzo di trasporto che attraversa
una frontiera trasportando merci che saranno immesse in libera pratica
in un luogo all' interno di uno Stato membro ) gli uffici alle frontiere
principali devono restare aperti giorno e notte .
        Per i controlli e le formalità negli altri casi è opportuno che
gli    uffici di frontiera  sulle grandi direttrici di trasporto siano
aperti i giorni feriali almeno dalle     ore 8 alle ore 18 .  Inoltre deve
esistere la possibilità di espletare i controlli o le formalità in
altre ore , prevedendo eventualmente una retribuzione di tali ore lavora­
tive .
        Qualora talune autorità di controllo non possano essere presenti
durante le ore lavorative di cui all' articolo 6 , parr . 1-3 , esse dovreb­
bero 'conferi re una delega  di poteri a funzionari presenti , affinchè
uno degli altri servizi rappresentati possa effettuare controlli sommari
della conformità fra le merci e     i documenti . E' evidente che una delega
di poteri ad un altro servizio non può essere fatta che se tale servizio
possedè le conoscenze richieste per procedere ai controlli per i quali
ha ricevuto una delega .
 ---pagebreak---                                     - 10 -
        Articolo 7
        Anche questo articolo si referisce al miglioramento dell' organiz­
 zazione dei controlli e parte dall' idea che , fissando le ore d' apertura
dei posti di frontiera e il numero degli effettivi disponibili in funzione
delle variazioni periodiche del traffico ( giornaliere , settimanali o
stagionali ), è possibile ridurre i tempi d' attesa . Si tratta , per esempio ,
di fluttuazioni nei trasporti dei prodotti ortofrutticoli ( periodo del
raccolto ) o del fatto che è stata constatata in alcuni uffici doganali
l' esistenza di ore o giorni di punta .  Il  passaggio della frontiera
potrebbe essere migliorato se si potesse aumentare il numero degli
effettivi nel corso di tali periodi .
       Articolo 8
       Una sistemazione efficace dei posti di frontiera implica anche la
separazione fra i mezzi di trasporto che trasportano merci sottoposte
a un regime di transito e quelli che circolano a vuoto , da una parte ,
e i mezzi di trasporto per i quali le formalità doganali vengono esple­
tate alla frontiera , dall' altra .
       Tale separazione consentirebbe una   riduzione dei tempi d' attesa
per tutti i mezzi di trasporto , in particolare per quelli che fanno
ricorso ai regimi di transito doganale istituiti proprio per agevolare
il passaggio della frontiera .
       Spesso , tale separazione del traffico può essere realizzata mediante
provvedimenti che comportano uno scarsissimo impegno finanziario . Tal­
volta basta mettere qualche freccia o qualche linea di demarcazione sulla
carreggiata o nell' area di parcheggio degli uffici doganali .    E' ovvio
che tali accorgimenti vanno disposti soltanto per gli uffici in cui il
volume del traffico li giustifichi .
                                                                   ./.
 ---pagebreak---                                      - 11 -
        Articolo 9
        Un' azione mirante ad agevolare i   passaggi della frontiera deve
comprendere anche una migliore informazione degli operatori interessati .
Le autorità competenti per i controlli devono      essere informate dei pro­
blemi pratici che le procedure di controllo creano per gli interessati
e in    particolare per i vettori .  Questi ultimi , a loro volta , devono
essere informati , in tempo utile , dei cambiamenti intervenuti nelle
procedure di controllo , ecc .
        Laddove si riveli opportuno e necessario , si dovrebbe costituire
un organismo in cui tutte le parti interessate ad un determinato posto
di frontiera o di controllo possano esprimersi sui problemi specifici
che si presentano in tale posto .    Infatti , è a livello locale che una
gran parte dei problemi può essere risolta .     Tuttavia , non  è escluso
che altri problemi possano essere risolti soltanto ad un livello più
elevato . Per tale ragione , l' articolo 9 prevede anche l' istituzione
di comitati misti bilaterali a livello nazionale per tutte le frontiere
comuni nei quali saranno discussi almeno una volta all' anno tutti i
problemi posti dai passaggi delle frontiere .
        Articolo 10
        Questo articolo stabilisce che , per controbilanciare i provvedi­
menti di riduzione dei controlli e delle formalità , gli Stati membri non
possano introdurre altri controlli che costituiscono ostacoli ai tras­
porti .
        Articoli 11 - 12-13
        Nessun   commento .
 ---pagebreak---                                                             AL Legato
Elenco dei problemi che possono presentarsi al momento del
passaggio della frontiera
I. Problemi che hanno origine nei trasporti
   A. Trasporti su strada
   a . Controlli obbligatori alla frontiera
       1 . Controllo delle autorizzazioni di viaggio per i trasporti
           internazionali
       2 . Tassa di circolazione ( per il transito dell' Austria e della
           Yugoslavia )
   b . Controlli facoltativi alla frontiera
       1 . Controllo delle autorizzazioni a tempo per i trasporti inter­
           nazionali
       2 . Controllo delle autorizzazioni per i trasporti nazionali
       3 . Peso e dimensioni
       4 . Controlli tecnici dei veicoli e riconoscimento dell' ammissione
           dei veicoli  alla circolazione stradale
       5 . Collaudo d' accettazione per tipo di veicolo secondo le norme
           ADR e ATP
       6 . Trittico per autocarri e / o rimorchi
       7 . Permesso di circolazione ( Kraftfahrzeugschein )
       8 . Disposizioni che disciplinano i tempi di lavoro e i tempi
           di  guida
       9 . Patente
      10 . Lettera di vettura CMR
      11 . Autorizzazione nazionale per il trasporto di viaggiatori
      12 . Elenco dei passeggeri
      13 . Foglie di viaggio per il trasporto di viaggiatori in autobus
            che transitano per un paese
   C. Altri
       1 . Divieto di circolare le domeniche , i giorni festivi e durante
           le vacanze .
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     B. Trasporti per ferrovia ( 1 )
        1 . Scambio di Locomotive
        2 . Visita tecnica dei   carri
        3 . Compilazione dei bollettini di frenatura
        4 . Smistamento e / o formazione dei treni
        5 . Scambio di carri
        6 . Etichettatura dei   carri
        7 . Inoltro dei documenti di   scorta
        8 . Controllo dei documenti di nolo
     C. Trasporti per via fluviale
        a . Controlli obbligatori alla frontiera
        1 . Diritto di navigazione e di canale
        2 . Controllo del l 'osservaza dei regolamenti di polizia ( composi­
            zione degli equipaggi , convogli , ecc .)
        3 . Certificati di navigabilità
        4 . Ammissione dei natanti al trasporto di merci pericolose
     D. Trasporti aerei
        1 . Controllo dei documenti di nolo
        2 . Controlli di sicurezza
     E. Concomitanza di più modi di trasporto
        1 . Rilevazione dei dati   statistici
        2 . Problemi per le ferrovie riguardo al passaggio dei carri alle
            navi traghetto
( 1 ) I punti elencati in appresso riguardano piuttosto le
      difficoltà d' esercizio . Tali questioni sono già oggetto di una
      azione di cooperazione tra le ferrovie .
 ---pagebreak---                                       - 3 -
     F. Infrastruttura
        a . Trasporti su strada
        1 . Mancanza di corsie speciali per gli autocarri in transito e a
            vuoto
        b . Trasporti per ferrovia
        1 . Stazioni di frontiera
        2 . Accesso e binari di scarico
        3 . Aspetti particolari della pianificazione delle infrastrutture
        4 . Mancanza di binari di transito
        C. Trasporto aereo
        1 . Meccanizzazione insufficiente
        2 . Mancanza di un' appropriata infrastruttura
II . Problemi che hanno origine al di fuori del settore dei trasporti
     e che ostacolano il normale andamento del trasporto
     A. Trasporti su strada
        1 . Carta verde ( assicurazione )
     B. Trasporti per ferrovia
     C. Trasporti per fluvial e
        1 . Certificati d' assicurazione
        2 . Controllo dell' attrezzatura di bordo per uso personale e
            vettovagliamento
     D. Concomitanza di più modi di trasporto
        1 . Controlli sanitari , veterinari , f itosanitari , di qualità e di
            noci vita
        2 . Orari d' apertura limitati dei servizi in 1 .
        3 . Controllo (e tassazione ) del carburante nei serbatoi dei
            veicoli commerciali ( strada ) e dei battelli delle navigazione
            interne ( carburante detassato )           .            ...
        4 . Controllo del carburante per i motori dei compressori , dei
            gruppi frigoriferi ecc . ( carburante tassato o detassato )
        5 . Tassa di circolazione
        6 . Insufficiente standardizzazione della documentazione
        7 . Problemi concernenti l' intervento dei servizi doganali
                                                                         ./.
 ---pagebreak---                                      _   L -
         a . Controllo dei documenti doganali
         b * Sigillatura dei mezzi di trasporto
         c . Controllo delle merci
         d . Registrazione delle merci ( in Danimarca )
         e . Obbligo di dichiarazione del valore delle merci ( In Italia )
         f . Discontinuità degli orari d' apertura degli uffici doganali
         g . Mancanza di armonizzazione bilaterale degli orari di lavoro
             dei vari servizi che operano alla frontiera
         h . Competenze limitate di taluni uffici doganali per lo sdoga­
             namento di taluni prodotti
         i . Ritardi nella riconsegna dei documenti
         j . Scioperi dei funzionari di dogana
     8 . IVA sulle merci trasportate e sulle riparazioni dei mezzi di
         trasporto effettuate in un altro Stato membro
     9 . IVA sulle    prestazioni di trasporto
    10 . Controllo delle merci pericolose
    11 . Problemi legati alla fissazione degli Importi compensativi agri­
         coli ( in particolare cereali )
    12 . Informazione insufficiente degli interessati e delle amministra­
         zioni sui problemi riscontrati da questi ultimi
    13 . Formalità connesse al controllo degli scambi .
III . Altri
     1 . Presentazione da parte dei vettori di documenti incompleti
     2 . Spedizionieri
         a . Obbligo di fare espletare le formalità doganali da spedi­
             zionieri in dogana ( autorizzati )
         b . Modo d' operare di taluni spedizionieri in dogana
 ---pagebreak---                   Proposta di direttiva del Consiglio relativa
                all' agevolazione delle formalità e dei controlli
                         negli scambi tra Stati membri
Il CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ     EUROPEE ,
Visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare
agli articoli 43 , 75 , 84 e 100
Vista la proposta della Commissione
Visto il   parere del Parlamento europeo
Visto il parere del Comitato economico e sociale
Considerando che il Consiglio europeo        ha messo ripetutamente C1 ) in
rilievo la necessità di rinforzare e di sviluppare ulteriormente il mercato
interno e che , in tale contesto , gli sforzi devono essere intensificati
nell' intento di facilitare al massimo le formalità ed i controlli alle
frontiere interne della Comunità ;
Considerando che il 26 marzo 1981 il Consiglio ha approvato         un program­
ma   prioritario nel settore della politica comune dei trasporti che va fino
alla fine del 1983 , nel quale l '"agevolazione del passaggio delle frontiere "
figura tra le dieci        priorità fissate e che , nel  corso della stessa
riunione ,  il Consiglio ha invitato la Commissione a presentargli       proposte
al riguardo ;
Considerando che il 12 giugno 1978 il Consiglio ha approvato un       programma
prioritario per il trasporto aereo , l' agevolazione del quale è una delle die­
ci priorità ;
Considerando che il Parlamento europeo ha ribadito          più volte gli
effetti nefasti che tempi di attesa potrebbero avere sulla libera circo­
lazione delle merci ed ha pertanto invitato la Commissione a prendere
iniziative per eliminarli ;
Considerando che i tempi di attesa al passaggio della frontiera causano
un   aumento dei costi di trasporto che si ripercuote sui prezzi finali
delle merci trasportate ;
Considerando che i tempi d' attesa alla frontiera hanno un effetto nega­
tivo sulle condizioni di lavoro dei lavoratori del settore dei trasporti ,
in particolare di quelli su strada e per vie navigabili ;
Considerando che tali tempi di attesa al     passaggio della frontiera hanno
origine sia nel settore dei trasporti che in altri settori ;
(1 )  Consiglio europeo del 29 / 30 giugno 1981 e del 29 / 30 marzo 1982
 ---pagebreak---                                     - 2 -
Considerando che i tempi di attesa possono essere ridotti con una miglior
organizzazione dei controlli , Legittimi a norma del diritto comunitario ;
Considerando che , per garantir una maggiore scorrevolezza nella circo­
lazione dei mezzi di trasporto negli scambi tra Stati membri è opportuno
concentrare i vari controlli in uno stesso luogo e , di preferenza , nel
luogo di partenza o     di destinazione delle merci , rispettando il prin­
cipio di lasciare la libera scelta di tale luogo alle parti interessate
all' operazione del trasporto ;
Considerando che i controlli doganali negli scambi i nt racomuni tar i sono
esercitati in misura molto ampia per campionamento ; che sembra
   opportuno estendere , nei limiti del possibile , tale pratica agli altri
tipi di controllo , fondati sul diritto nazionale non armonizzato e che ,
anche in caso di ricorso all' articolo 36 del trattato da parte di uno
Stato membro , i controlli possono essere praticati esclusivamente entro
i limiti di tale articolo ;
Considerando che la scorrevolezza dei trasporti negli scambi tra Stati
membri può essere migliorata      applicando  il  principio
principio del riconoscimento reciproco dei fatti accertati durante la
compilazione dei certificati e degli altri documenti ;
Considerando che la realizzazione di corsie di passaggio rapido riser­
vate esclusivamente ai mezzi di trasporto che circolano a vuoto o che
trasportano merci in regime di transito può consentire di ridurre i
tempi di attesa alla frontiera ;
Considerando che è opportuno di porre in attoi » mediante comitati misti istituiti
a livello locale e nazionale , uno strumento che consenta di migliorare
l' informazione reciproca sui vari problemi che si pongono all' attraver­
samento di taluni posti di frontiera per cercare soluzioni comuni atte
a migliorare la situazione ivi esistente ;
Considerando che è ugualmente necessario vi gi lare a che non si ano intro-
dott dagli Stati membri nuovi controlli e formalità che rendano inope­
ranti le misure prese al fine di facilitare il passaggio delle frontiere .
 ---pagebreak---                                    - 3 -
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                            Campo d' applicazione
                                ArticoLo 1
     Fatte salve Le disposizioni particolari esistenti nel contesto
delle norme comunitarie generali o specifiche , le disposizioni della
presente direttiva si applicano alle formalità e ai controlli che osta­
colano la scorrevolezza dei trasporti negli scambi tra Stati membri
al varco di
- una frontiera interna della Comunità ,
- una frontiera esterna , quando il    trasporto tra Stati membri necessiti
  l' attraversamento di un paese terzo
indipendentemente dal modo                 o dalla tecnica di trasporto
impiegalo •
                                Articolo 2
     Gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari affinchè nel
corso di un' operazione di trasporto i vari controlli siano effettuati ,
nella misura del possibile , nello stesso tempo e nello stesso luogo e ,
di preferenza , nel luogo di partenza e / o di destinazione delle merci .
                                Articolo 3
     Secondo la prassi già esistente a livello doganale , gli Stati membri
si astengono, ent ro i limiti del possibile dall 'effettuare sistematica­
mente il controllo fisico delle merci e dei mezzi di trasporto .
                                Articolo 4
     Ai fini della presente direttiva , gli Stati membri riconoscono
reciprocamente i fatti constatati al momento della redazione dei certi­
ficati di controllo , rilasciati in conformità delle disposizioni nazionali .
                                                                  ./.
 ---pagebreak---                                      - L _
     All' uopo , ogni Stato membro comunica alla Commissione , che ne informa
gli altri Stati membri , l' elenco ed i modelli dei documenti di controllo
nazionali e , qualora ciò non risulti esplicitamente dai documenti stessi ,
il fine cui questi sono destinati .
                                 Articolo 5
1.   Ogni Stato membro instaura un' adeguata collaborazione tra i vari
servizi nazionali incaricati di effettuare i controlli nel      corso
dell' operazione di trasporto .
2 . Gli Stati membri stabiliscono tra di    loro contatti bilaterali al fine
di instaurare un' adeguata collaborazione tra i vari servizi incaricati
dei controlli dalle due parti della frontiera comune a tali Stati membri .
3.   La collaborazione di cui ai paragrafi 1 e 2 riguarda , in particolare ,
i seguenti punti :
- l' armonizzazione degli orari d' intervento dei vari servizi interessati ,
- la sistemazione dei posti di frontiera ,
- la   trasformazione degli uffici di frontiera in uffici di controllo
   contigui , dove ciò sia tecnicamente possibile .
                                 Articolo 6
1.   Gli Stati membri prendono le opportune disposizioni affinché gli
uffici situati sulle grandi direttrici di trasporto siano aperti in
permanenza per consentire il passaggio dei mezzi di trasporto sia di
giorno che di notte .
2.   Per quanto concerne i controlli e le formalità diverse da quelle del
passaggio in transito , gli Stati membri prendono le opportune disposi­
zioni affinché gli uffici /li cui al paragrafo \ restino aperti nei giorni
feriali almeno dalle ore 8.00 alle ore 18.00 .
 ---pagebreak--- 3.    Le autorità competenti degli Stati membri dispongono che presso gli
uffici situati sulle grandi direttrici di trasporto i controlli o le
formalità diversi da quelli del passaggio in transito possano essere
espletati , a richiesta espressa del vettore , in ore diverse da quelle
di cui al    paragrafo 2 , prevedendo eventualmente una retribuzione di
tali ore lavorative .
4 . Qualora quanto indicato ai paragrafi 2 e 3 sia impossibile per taluni
servizi che effettuano i controlli in questi posti di frontiera , gli
Stati membri provvedono a conferire deleghe di poteri affinché i control­
li sommari della conformità fra le merci e i documenti possano essere
effettuati da uno degli altri servizi rappresentati .
                                 Articolo 7
     Gli Stati membri adattano gli orari d' intervento dei servizi
incaricati di effettuare i controlli nonché gli effettivi disponibili
in funzione delle variazioni periodiche del traffico .
                                 Articolo 8
     Gli Stati membri si adoperano per realizzare ai posti di frontiera ,
ovunque ciò sia tecnicamente possibile e laddove il volume di traffico
lo giustifichi , delle corsie di passaggio rapido riservate esclusivamente
ai mezzi    di trasporto che circolano a vuoto o che trasportano merci
sottoposte ad un regime di transito .
                                 Articolo 9
1.   Gli Stati membri prevedono l' istituzione
- di comitati bilaterali misti a livello locale , laddove si riveli oppor­
   tuno , che si riuniscano periodicamente e a seconda delle necessità ;
- di comitati misti bilaterali a livello nazionale che si riuniscano
   almeno una volta all' anno ;
allo scopo di risolvere i problemi che si pongono alla frontiera comune .
 ---pagebreak---                                    - 6   -
2 . Per gli uffici di controllo all' interno di uno Stato membro , gli
Stati membri prevedono , qualora risulti opportuno , l' istituzione di
comitati misti , a livello locale e / o nazionale , che si riuniscono perio­
dicamente ed in caso di bisogno .
3.   I comitati di cui ai paragrafi 1 e 2 sono composti da rappresentanti
dei diversi servizi che partecipano ai controlli , da rappresentanti dei
vettori degli agenti in dogana , degli spedizionieri e degli utenti .
4.   Rappresentanti della Commissione possono , su richiesta o di loro
propria iniziativa , partecipare alle riunioni dei comitati bilaterali
misti a livello nazionale .
5.   Ciascuno degli Stati membri informa dei risultati delle riunioni dei
comitati bilaterali misti a livello nazionale la Commissione , che ne informa
gli altri Stati membri .
                           Disposizioni generali
                                Articolo 10
     Gli Stati membri vigilano affinché i provvedimenti adottati per
facilitare il passaggio della frontiera non siano resi inoperanti
dall' introduzione di nuovi  controlli o formalità .
                                Articolo 11
1.   Gli Stati membri trasmettono , alla Commissione , entro il 1° luglio di
ogni anno , le informazioni relative alle disposizioni ed ai provvedimenti
di ordine pratico adottati nel corso dell' anno precedente al fine di
migliorare l' organizzazione   delle formalità e dei controlli di cui
trattasi .
2.    Sulla base di queste informazioni , la Commissione sottopone ogni
due anni al Consiglio e al Parlamento europeo una relazione sullo stato
d' applicazione della presente direttiva .
                                                                  ./.
 ---pagebreak---                                     - 7   -
                                Articolo 12
1.   Gli Stati membri , dopo avere consultato La Commissione , mettono in vigore
le disposizioni legislative , regolamentari ed amministrative necessarie
per conformarsi alla presente direttiva entro il
( sei mesi dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva ).
2.    Ciascuno degli Stati membri comunica alla Commissione i l testo delle
disposizioni che esso adotta ai fini dell' applicazione della presente
di retti va .
                                  Articolo 13
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
                                            Fatto a Bruxelles , il
                                            PER IL CONSIGLIO
                                            Il Presidente