CELEX: E2019P0004
Language: it
Date: 2019-06-28 00:00:00
Title: Domanda di parere consultivo presentata alla Corte EFTA da Norges Høyesterett il 28 giugno 2019 in relazione alla causa Melissa Collen Campbell contro Regno di Norvegia (Causa E-4/19)2019/C 351/12

17.10.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 351/15
            
         
      Domanda di parere consultivo presentata alla Corte EFTA da Norges Høyesterett il 28 giugno 2019 in relazione alla causa Melissa Collen Campbell contro Regno di Norvegia
      (Causa E-4/19)
      (2019/C 351/12)
      Con lettera del 28 giugno 2019, il Norges Høyesterett (Corte suprema della Norvegia) ha presentato alla Corte EFTA una domanda di parere consultivo, protocollata presso la Cancelleria della Corte il 28 giugno 2019, in relazione alla causa Melissa Collen Campbell contro Regno di Norvegia, in merito ai seguenti quesiti:
      
                  1.
               
               
                  alla luce della recente giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, in cui è stata riconfermata la posizione espressa in grande sezione con la sentenza del 12 marzo 2014 nella causa C-456/12 O. e B. relativa al diritto di soggiorno derivato, e sulla base del principio di omogeneità, l’articolo 7, paragrafo 1, lettera b), della direttiva 2004/38/CE, in combinato disposto con il paragrafo 2 del medesimo articolo, è applicabile per analogia alla situazione in cui un cittadino del SEE ritorna nello Stato d’origine insieme a un familiare?
               
            
                  2.
               
               
                  che cosa comporta l’obbligo di soggiorno «continuativo» previsto dalla direttiva nei termini espressi al paragrafo 80 della sentenza della Corte EFTA del 26 luglio 2016 nella causa E-28/15 Jabbi? Occorrerebbe in particolare che la Corte EFTA si esprimesse in merito a quanto segue:
                  
                              a)
                           
                           
                              se e in quale misura possono verificarsi interruzioni del soggiorno;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              se la causa di un’eventuale interruzione, ad esempio per motivi di lavoro, può essere rilevante nella valutazione della continuità o meno del soggiorno ai sensi della direttiva;
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  quali sono le condizioni necessarie affinché il soggiorno del cittadino del SEE nello Stato ospitante sia considerato «realmente tale da consentire una vita familiare in tale Stato», nei termini espressi, tra l’altro, al paragrafo 80 della sentenza della Corte EFTA del 26 luglio 2016 nella causa E-28/15 Jabbi, al paragrafo 51 della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 12 marzo 2014 nella causa C-456/12 O. e B., in combinato disposto con i paragrafi 56 e 57 e ai paragrafi 24 e 26 della sentenza della Corte di giustizia del 5 giugno 2018 nella causa C 673/16 Coman, e alla luce della disposizione sull’abuso di diritto prevista dall’articolo 35 della direttiva?