CELEX: 52013PC0261
Language: it
Date: 2013-05-06
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento di esecuzione (UE) n. 990/2011 del Consiglio sulle importazioni di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni di biciclette spedite dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia, indipendentemente dal fatto che siano o no dichiarate originarie dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e della Tunisia

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		52013PC0261
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che estende il dazio antidumping definitivo istituito dal regolamento di esecuzione (UE) n. 990/2011 del Consiglio sulle importazioni di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni di biciclette spedite dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia, indipendentemente dal fatto che siano o no dichiarate originarie dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e della Tunisia /* COM/2013/0261 final - 2013/0135 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione
del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del
30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto
di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea ("il
regolamento di base") nell'inchiesta sulla possibile elusione di cui
sarebbero oggetto le misure antidumping istituite dal regolamento di esecuzione
(UE) n. 990/2011 del Consiglio sulle importazioni di biciclette originarie
della Repubblica popolare cinese (RPC) mediante le importazioni di biciclette
spedite dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia,
indipendentemente dal fatto che siano o no dichiarate originarie dell'Indonesia,
della Malaysia, dello Sri Lanka o della Tunisia.
 Contesto generale La proposta è presentata nel quadro dell'applicazione del regolamento di base ed è il risultato di un'inchiesta svolta in conformità ai requisiti sostanziali e procedurali di cui al regolamento di base, in particolare all'articolo 13 del medesimo. 
 Disposizioni vigenti nel settore della proposta Le misure attualmente in vigore sono state istituite dal regolamento di esecuzione (UE) n. 990/2011 del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese. 
 Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione Non pertinente. 
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
 Consultazione delle parti interessate 
 Conformemente alle disposizioni del regolamento di base, le parti interessate coinvolte nel procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i loro interessi nel corso dell'inchiesta. 
 Ricorso al parere di esperti 
 Non è stato necessario consultare esperti esterni. 
 Valutazione d'impatto La presente proposta è il risultato dell'applicazione del regolamento di base. Il regolamento di base non prescrive una valutazione d'impatto generale ma contiene un elenco esauriente delle condizioni da valutare. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
 Sintesi delle misure proposte L'allegata proposta di regolamento di esecuzione del Consiglio si basa sulle conclusioni dell'inchiesta la quale ha confermato che le biciclette originarie della RPC sono oggetto di pratiche di trasbordo, che in Indonesia, nella Malaysia, nello Sri Lanka e in Tunisia vengono effettuate operazioni di assemblaggio di biciclette con l'utilizzo di parti cinesi e che sono soddisfatti tutti i criteri di accertamento dell'elusione di cui all'articolo 13, paragrafi 1 e 2, del regolamento di base. Le misure antidumping in vigore nei confronti delle importazioni di biciclette originarie della RPC dovrebbero pertanto essere estese alle importazioni dello stesso prodotto spedito dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia. La Commissione propone pertanto che il Consiglio adotti la proposta allegata che mira a estendere le misure antidumping applicate nei confronti delle biciclette originarie della RPC alle importazioni dello stesso prodotto spedito dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia. Il dazio corrisponde al dazio applicabile su scala nazionale alle importazioni di biciclette originarie della RPC (48,5%). Il dazio deve essere riscosso a titolo retroattivo a decorrere dalla data d'apertura dell'inchiesta. Il regolamento del Consiglio di cui trattasi deve essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 5 giugno 2013. 
 Base giuridica Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, in particolare articolo 13 del medesimo. 
 Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. 
 Principio di proporzionalità La proposta rispetta il principio di proporzionalità per le ragioni esposte di seguito. 
 Il tipo di intervento è descritto nel già citato regolamento di base e non consente l'adozione di decisioni a livello nazionale. 
 Non sono necessarie indicazioni su come ridurre e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini. 
 Scelta dello strumento 
 Strumento proposto: regolamento. 
 Altri strumenti non risulterebbero adeguati per il seguente motivo: il suddetto regolamento di base non prevede altre opzioni. 
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
La proposta non ha alcuna incidenza sul
bilancio dell'Unione.
2013/0135 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che estende il dazio antidumping definitivo
istituito dal regolamento di esecuzione (UE) n. 990/2011 del
Consiglio sulle importazioni di biciclette originarie della Repubblica popolare
cinese alle importazioni di biciclette spedite dall'Indonesia, dalla Malaysia,
dallo Sri Lanka e dalla Tunisia, indipendentemente dal fatto che siano o no
dichiarate originarie dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e della
Tunisia 
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009
del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea[1]
("il regolamento di base"), in particolare l'articolo 13,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") previa consultazione del comitato consultivo,
considerando quanto segue:
1.           PROCEDIMENTO
1.1.        Misure in vigore
(1)       Con
il regolamento (CEE) n. 2474/93[2] il
Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo del 30,6% sulle
importazioni di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese (RPC). A
seguito dello svolgimento di un'inchiesta antielusione a norma dell'articolo 13
del regolamento di base, l'applicazione di questo dazio è stata estesa, con il
regolamento (CE) n. 71/97 del Consiglio[3], alle
importazioni di alcune parti di biciclette originarie della Repubblica popolare
cinese. È stato inoltre deciso di creare un "sistema di esenzione"
sulla base dell'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base. I dettagli
del sistema figurano nel regolamento (CE) n. 88/97 della Commissione[4]. 
(2)       A seguito di un riesame in
previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del
regolamento di base, il Consiglio, con il regolamento (CE) n. 1524/2000[5], ha deciso che le misure di cui
sopra dovessero essere mantenute.
(3)       A
seguito di un riesame intermedio a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del
regolamento di base, il Consiglio, con il regolamento (CE) n. 1095/2005[6], ha disposto un incremento del dazio antidumping in vigore portandolo
al 48,5%. 
(4)       Nell'ottobre del 2011, a
seguito a un riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11,
paragrafo 2, del regolamento di base, il Consiglio, con il regolamento (UE)
n. 990/2011[7],
ha deciso che le misure di cui sopra dovessero essere mantenute ("le
misure in vigore").
(5)       Nel marzo del 2012 la
Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea[8],
l'apertura di un riesame intermedio delle misure antidumping applicabili alle
importazioni nell'Unione di biciclette originarie della RPC, a norma
dell'articolo 11, paragrafo 3, e dell'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento
antidumping di base. 
(6)       Nel maggio del 2013 il
Consiglio, con il regolamento (UE) n. XXX/2013[9] [da compilare a cura del
segretariato del Consiglio nel corso della procedura scritta] ha
modificato il regolamento di esecuzione (UE) n. 990/2011 del Consiglio che
istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biciclette
originarie della Repubblica popolare cinese a seguito di un riesame intermedio
a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1225/2009. 
(7)       Nell'aprile
del 2012 la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea[10],
l'apertura di un procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni
nell'Unione di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese, a norma
dell'articolo 10 del regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio, dell'11
giugno 2009[11].
(8)       Nel novembre del 2012 la
Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea[12],
che i risultati della presente inchiesta possono essere utilizzati anche ai
fini dell'inchiesta antisovvenzioni di cui al considerando 7.
(9)       Nel maggio del 2013 la
Commissione, con il regolamento (UE) n. xxx/2013[13] [da compilare a cura del segretariato del Consiglio nel corso della
procedura scritta], ha chiuso il procedimento antisovvenzioni di cui
al considerando 7, senza istituire misure.
1.2.        Domanda
(10)     Il 14 agosto 2012 la
Commissione ha ricevuto una domanda, conformemente all'articolo 13, paragrafo
3, e all'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, che l'invitava ad
aprire un'inchiesta sulla possibile elusione delle misure antidumping istituite
sulle importazioni di biciclette originarie della RPC e a sottoporre a
registrazione le importazioni di biciclette spedite dall'Indonesia, dalla
Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia, indipendentemente dal fatto che
fossero o no dichiarate originarie dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri
Lanka e della Tunisia. 
(11)     La domanda è stata presentata
dalla European Bicycle Manufacturers Association (EBMA - Associazione europea
dei fabbricanti di biciclette) per conto di tre produttori di biciclette
dell'Unione: In Cycles – Montagem e Comercio de Bicicletas, Ldo, SC. EUROSPORT
DHS S.A. e MAXCOM Ltd.
1.3.        Apertura
(12)     Dopo aver stabilito, previa
consultazione del comitato consultivo, che esistevano elementi di prova prima
facie sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta a norma
dell'articolo 13, paragrafo 3, e dell'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento
di base, la Commissione ha deciso di aprire un'inchiesta sulla possibile
elusione delle misure antidumping istituite sulle importazioni di biciclette
originarie della RPC e di sottoporre a registrazione le importazioni di
biciclette spedite dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla
Tunisia, indipendentemente dal fatto che fossero o no dichiarate originarie
dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e della Tunisia.
(13)     L'inchiesta
è stata aperta il 25 settembre 2012 con il regolamento (UE) n. 875/2012 della
Commissione[14] ("il regolamento di apertura").
(14)     Dagli elementi di prova prima
facie a disposizione della Commissione è emerso che la configurazione degli
scambi riguardanti le esportazioni nell'Unione dalla RPC, dall'Indonesia, dalla
Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia ha subito una significativa
modificazione a seguito dell'aumento del dazio antidumping sulle importazioni
del prodotto in esame disposto dal regolamento (CE) n. 1095/2005 del Consiglio
richiamato al considerando 3. Sembra che tale modificazione si sia prodotta
senza una sufficiente motivazione o giustificazione economica, se non
l'incremento del dazio.
(15)     La modificazione sarebbe stata
il risultato del trasbordo delle biciclette originarie della RPC attraverso
l'Indonesia, la Malaysia, lo Sri Lanka e la Tunisia verso l'UE e di operazioni
di assemblaggio eseguite in Indonesia, nello Sri Lanka e in Tunisia.
(16)     Gli elementi di prova hanno
indicato anche un indebolimento, in termini quantitativi e di prezzo, degli
effetti riparatori delle misure antidumping in vigore nei confronti del
prodotto in esame. A quanto pare, notevoli volumi di importazioni del prodotto
oggetto dell'inchiesta hanno sostituito le importazioni del prodotto in esame
originario della RPC. Esistono inoltre prove sufficienti del fatto che le
importazioni del prodotto oggetto dell'inchiesta sono avvenute a prezzi
inferiori al prezzo non pregiudizievole stabilito dall'inchiesta che ha
determinato l'istituzione delle misure in vigore.
(17)     È risultato infine che i
prezzi del prodotto oggetto dell'inchiesta erano oggetto di dumping rispetto al
valore normale precedentemente determinato per il prodotto in esame.
1.4.        Inchiesta
(18)     La Commissione ha notificato
l'apertura dell'inchiesta alle autorità della RPC, dell'Indonesia, della
Malaysia, dello Sri Lanka e della Tunisia, ai produttori esportatori di tali
paesi, agli importatori dell'Unione notoriamente interessati e all'industria
dell'Unione.
(19)     I
moduli di esenzione sono stati inviati ai produttori esportatori
dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e della Tunisia noti alla
Commissione oppure sono stati trasmessi attraverso le missioni dei paesi
interessati presso l'Unione europea. I questionari sono stati inviati ai
produttori esportatori della RPC noti alla Commissione oppure sono stati
trasmessi attraverso la missione della RPC presso l'Unione europea. I
questionari sono stati inviati anche agli importatori indipendenti noti
dell'Unione.
(20)     Le parti interessate hanno
avuto la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di
chiedere un'audizione entro il termine fissato nel regolamento di apertura. Tutte le parti sono state informate del fatto che l'omessa collaborazione
avrebbe potuto comportare l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di
base e l'elaborazione di risultati in base ai dati disponibili.
(21)     Quattro produttori esportatori
dell'Indonesia, uno della Malaysia, sei dello Sri Lanka e due della Tunisia
hanno fatto pervenire i moduli di esenzione compilati.
I produttori esportatori cinesi non hanno collaborato. Tre
importatori indipendenti dell'Unione hanno risposto al questionario.
(22)     La
Commissione ha svolto visite di verifica presso le sedi delle seguenti società:
–              
P.T. Insera Sena, Buduran, Sidoarjo, Indonesia,
–              
Wijaya Indonesia Makmur Bicycles Industries,
Driyorejo, Gresik, Jawa Timur, Indonesia,
–              
P.T. Terang Dunia Internusa, Slipi, Jakarta Barat,
Indonesia,
–              
P.T. Chin Haur, Tangerang, Indonesia,
–              
Tan Lan Venture Corporation Sdn Bhd, Kampar, Perak,
Malaysia,
–              
Asiabike Industrial Limited, Henamulla, Panadura,
Sri Lanka,
–              
BSH Ventures Limited, Colombo, Sri Lanka,
–              
City Cycle Industries, Colombo, Sri Lanka,
–              
Firefox Lanka (Pvt) Ltd, Weliketiya Pamunugama, Sri
Lanka,
–              
Kelani Cycles Pvt Ltd, Katunayake, Sri Lanka,
–              
Samson Bikes (Pvt) Ltd, Colombo, Sri Lanka,
–              
Mediterranean United Industries, Bouhajar Monastir,
Tunisia,
–              
Euro Cycles, Sousse, Tunisia.
1.5.        Periodo di riferimento e
periodo dell'inchiesta
(23)     L'inchiesta ha riguardato il
periodo compreso tra il 1º gennaio 2004 e il 31 agosto 2012 ("il periodo
dell'inchiesta" o "PI"). Sono stati raccolti dati relativi al PI
per esaminare, tra l'altro, la presunta modificazione della configurazione
degli scambi a seguito dell'aumento del dazio antidumping intervenuto nel 2005.
Per il periodo di riferimento compreso fra il 1° settembre 2011 e il
31 agosto 2012 ("il periodo di riferimento") sono stati
raccolti dati più approfonditi al fine di esaminare l'eventuale indebolimento
degli effetti riparatori delle misure in vigore e l'esistenza di pratiche di
dumping. 
2.           RISULTATI DELL'INCHIESTA
2.1.        Considerazioni generali
(24)     A norma dell'articolo 13,
paragrafo 1, del regolamento di base, per valutare l'esistenza di pratiche di
elusione si è proceduto a verificare se fosse intervenuta una modificazione
della configurazione degli scambi tra la RPC, i quattro paesi interessati e
l'Unione, se tale modificazione fosse imputabile a pratiche, processi o
lavorazioni per i quali non vi fosse una sufficiente motivazione o
giustificazione economica oltre all'istituzione del dazio, se vi fossero prove
dell'esistenza di un pregiudizio o del fatto che gli effetti riparatori del
dazio risultassero indeboliti in termini di prezzi e/o di quantitativi del
prodotto oggetto dell'inchiesta e se fosse provata, se necessario conformemente
alle disposizioni dell'articolo 2 del regolamento di base, l'esistenza di
pratiche di dumping in relazione ai valori normali precedentemente accertati.
2.2.        Prodotto in esame e
prodotto oggetto dell'inchiesta
(25)     Il prodotto in esame sono
biciclette ed altri velocipedi (compresi i furgoncini a triciclo, ma esclusi
gli unicicli o monocicli), senza motore, originari della Repubblica popolare
cinese, attualmente classificati ai codici NC 8712 00 30 ed ex 8712 00 70
("il prodotto in esame").
(26)     Il prodotto oggetto
dell'inchiesta è lo stesso definito sopra, ma spedito dall'Indonesia, dalla
Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia, indipendentemente dal fatto che sia
o no dichiarato originario dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e
della Tunisia, ed attualmente classificato agli stessi codici NC del prodotto
in esame ("il prodotto oggetto dell'inchiesta").
(27)     Dall'inchiesta è risultato che
le biciclette, quali sopra definite, esportate nell'Unione dalla RPC e quelle
spedite nell'Unione dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla
Tunisia hanno le stesse caratteristiche fisiche e tecniche di base e gli stessi
impieghi e vanno pertanto considerate prodotti simili ai sensi dell'articolo 1,
paragrafo 4, del regolamento di base.
2.3.        Grado di collaborazione e
determinazione del volume degli scambi
2.3.1.     Indonesia
(28)     Le quattro società indonesiane
che hanno presentato una richiesta di esenzione a norma dell'articolo 13,
paragrafo 4, del regolamento di base hanno rappresentato il 91% del totale
delle importazioni dall'Indonesia nell'Unione durante il periodo di
riferimento. Il volume complessivo delle importazioni dall'Indonesia è stato
determinato sulla base dei dati della banca dati Comext[15].
(29)     I dati
presentati da una società sono risultati inverificabili, visto che la società
ha dichiarato di non aver conservato i fogli di lavoro utilizzati per la
compilazione del modulo di esenzione. Di conseguenza la società non è stata in
grado di dimostrare come avesse ottenuto i dati da essa comunicati. I dati
prodotti dalla società si sono inoltre rivelati inattendibili: sono infatti
risultati imprecisi i dati (ad es. acquisti, volume della produzione) sottoposti
a verifica e ricalcolo sulla base della contabilità disponibile presso la sede
della società. Dall'inchiesta è emerso anche che il responsabile delle vendite
della società era in effetti al tempo stesso alle dipendenze di un produttore
di biciclette cinese che rappresentava il principale fornitore di materie prime
(parti di biciclette) della società indonesiana. 
(30)     Conformemente all'articolo 18,
paragrafo 4, del regolamento di base, la società è stata di conseguenza
informata del fatto che la Commissione non intendeva prendere in considerazione
le informazioni da essa fornite e le è stato concesso un termine entro il quale
fornire osservazioni.
(31)     La
società ha affermato di essersi dimostrata molto collaborativa avendo fornito
tutti i documenti richiesti a parte i fogli di lavoro che, a suo dire, non le
sarebbero stati precedentemente richiesti. In realtà, i fogli di lavoro sono
stati richiesti con la lettera inviata alla società in preparazione della
verifica in loco. A suo dire, il calcolo dei valori della produzione e degli
acquisti sarebbe inoltre stato condizionato dalle errate spiegazioni fornite da
un lavoratore e la verifica delle operazioni di esportazione sarebbe stata
accurata. Va a questo proposito segnalato che, nonostante le diverse
spiegazioni date dai lavoratori, non è stato, in ultima analisi, possibile
riconciliare i dati forniti nel corso della verifica in loco con i dati
contenuti nel modulo di esenzione. La riconciliazione è effettivamente
risultata corretta per quanto concerne il valore delle vendite
all'esportazione. Va aggiunto che durante la visita di verifica i lavoratori
coinvolti non sono stati in grado di spiegare quale fosse la fonte dei dati
riportati nel modulo di esenzione, né come fossero stati elaborati i dati. La
società ha infine confermato che il responsabile delle vendite lavorava
parallelamente per un produttore di biciclette cinese.

(32)     Di conseguenza non si è potuto
tenere conto delle informazioni fornite dalla società. 
(33)     Conformemente
all'articolo 18 del regolamento di base, le conclusioni relative a tale società
si sono pertanto basate sui dati disponibili. Per
quanto riguarda le altre tre società, si considera che abbiano collaborato.
2.3.2.     Malaysia
(34)     L'unica società della Malaysia ad aver presentato una
richiesta di esenzione a norma dell'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento
di base ha rappresentato tra il 20 e il 30% del totale delle importazioni dalla
Malaysia nell'Unione durante il periodo di riferimento. Il totale delle
importazioni di biciclette dalla Malaysia nell'Unione è stato determinato sulla
base dei dati della banca dati Comext. Si considera
che la società abbia collaborato.
2.3.3.     Sri Lanka
(35)     Le sei
società dello Sri Lanka che hanno presentato una richiesta di esenzione a norma
dell'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento di base hanno rappresentato il 69% del totale delle importazioni dallo Sri
Lanka nell'Unione durante il periodo di riferimento. Il volume complessivo
delle importazioni dallo Sri Lanka è stato determinato sulla base dei dati
della banca dati Comext. 
(36)     Nel
corso dell'inchiesta una delle società ha ritirato la richiesta di esenzione
motivandola con il fatto di aver interrotto la produzione di biciclette nello
Sri Lanka. Ne consegue che i dati relativi a tale società non sono stati presi
in considerazione. 
(37)     La
collaborazione della seconda società è stata ritenuta insufficiente. I dati
prodotti sono risultati inverificabili: non è stato, infatti, possibile
determinare in modo affidabile il valore e il volume delle parti originarie
della RPC acquistate dalla società. Tra l'altro, non è stato possibile
verificare il valore e il volume delle parti impiegate nel processo produttivo,
in quanto è stato un soggetto terzo ad acquistarle ed esse sono state semplicemente
spedite alla società ai fini dell'assemblaggio.
(38)     Conformemente all'articolo 18,
paragrafo 4, del regolamento di base, la società è stata di conseguenza
informata del fatto che la Commissione non intendeva prendere in considerazione
le informazioni da essa fornite e le è stato concesso un termine entro il quale
fornire osservazioni. La società non ha fatto pervenire alcuna osservazione.
(39)     Anche
la collaborazione di un'altra società è stata giudicata insufficiente. Non è
stato possibile verificare in loco le informazioni, in quanto la società ha
celato informazioni essenziali. Più specificamente, la società non ha
predisposto le informazioni, quali i fogli di lavoro o l'elenco delle sue
società collegate, che le erano state esplicitamente richieste prima della
verifica in loco e ciò ne ha, di conseguenza, impedito la verifica. È del resto
risultato inattendibile il dato del valore di acquisto delle parti di origine
locale dichiarato dalla società, in particolare in quanto dall'inchiesta sono
emersi tra la società e il suo fornitore locale di parti di biciclette almeno
alcuni legami che andavano al di là del normale rapporto compratore/venditore e
che la società non è stata in grado di chiarire. 
(40)     Conformemente
all'articolo 18, paragrafo 4, del regolamento di base, la società è stata
informata del fatto che la Commissione non intendeva prendere in considerazione
le informazioni ricevute e alla società è stato concesso un termine entro il
quale fornire osservazioni. La società ha replicato contestando le conclusioni
e presentando ulteriori prove e spiegazioni. Non si è potuto accogliere alcuno
dei nuovi elementi di prova presentati, in primo luogo in quanto la loro
presentazione, avvenuta successivamente alla visita in loco, ne ha reso
impossibile la verifica. Nella maggior parte dei casi, i nuovi elementi di
prova presentati sono risultati incoerenti con le spiegazioni e le prove
raccolte in loco. Le nuove spiegazioni fornite sono state considerate
insufficienti in quanto non davano una risposta alle principali questioni
irrisolte, in particolare alla richiesta di chiarimenti circa le società
collegate. 
(41)     Non si è pertanto potuto
tenere conto delle informazioni fornite dalla società. 
(42)     Conformemente
all'articolo 18 del regolamento di base, le conclusioni relative a tale società
si sono pertanto basate sui dati disponibili.
2.3.4.     Tunisia
(43)     Le due società tunisine che
hanno presentato una richiesta di esenzione a norma dell'articolo 13, paragrafo
4, del regolamento di base hanno rappresentato il totale delle importazioni
dalla Tunisia nell'Unione durante il periodo di riferimento, secondo quanto
risulta dalla banca dati Comext. Si considera che tali società abbiano
collaborato. 
2.3.5.     Repubblica popolare cinese
(44)     Come indicato al considerando
21, i produttori esportatori cinesi non hanno collaborato. Ne consegue che le
conclusioni relative, da un lato, alle importazioni del prodotto in esame
nell'Unione e, dall'altro, alle esportazioni di biciclette dalla RPC verso
l'Indonesia, la Malaysia, lo Sri Lanka e la Tunisia si sono basate sui dati
disponibili, secondo quanto prevede l'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento
di base. Quanto alle importazioni nell'Unione, sono stati utilizzati i dati
della banca dati Comext relativi alle importazioni. Per stabilire il volume
delle esportazioni dalla RPC verso l'Indonesia, la Malaysia, lo Sri Lanka e la
Tunisia sono state utilizzate le statistiche nazionali cinesi.
2.4.        Modificazione della
configurazione degli scambi
2.4.1.     Importazioni nell'Unione dalla RPC, dall'Indonesia, dalla
Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia
(45)     Le importazioni del prodotto
in esame dalla RPC nell'Unione sono calate del 38,2% dal 2005, ossia dopo
l'inasprimento delle misure antidumping nel luglio 2005 e hanno continuato a
diminuire negli anni successivi. In totale le importazioni dalla RPC si sono
ridotte di oltre l'80% nel periodo dell'inchiesta.
(46)     Contemporaneamente, dal 2005
in poi sono aumentate le importazioni del prodotto oggetto dell'inchiesta
dall'Indonesia nell'Unione: nel 2006 erano più che raddoppiate rispetto al
2004. Le importazioni hanno continuato ad aumentare, tranne che nel 2009,
rimanendo comunque attestate su livelli di molto superiori a quelli registrati
nel 2004. Dal 2009 fino al periodo di riferimento le importazioni hanno ripreso
ad aumentare in maniera costante. Nel periodo di riferimento le importazioni
dall'Indonesia sono cresciute del 157% rispetto al 2004.
(47)     Le importazioni del prodotto
oggetto dell'inchiesta dalla Malaysia nell'Unione sono state trascurabili prima
dell'aumento del dazio intervenuto nel luglio del 2005. Nel 2005 sono cresciute
in misura significativa (di oltre duecento volte), per poi diminuire del 46%
nel 2009, con un successivo nuovo incremento del 38% nel 2010. Le importazioni
dalla Malaysia, pur essendo diminuite di nuovo nel 2011 e nel corso del periodo
di riferimento, sono rimaste – nel periodo di riferimento – molto al di sopra
del livello registrato nel 2004 prima dell'inasprimento delle misure
antidumping: il dato è stato di 185 158 biciclette contro le 10 749
unità nel 2004, pari a un incremento del 1 623%. 
(48)     Le importazioni del prodotto
oggetto dell'inchiesta dallo Sri Lanka nell'Unione sono cresciute in misura
significativa dopo l'aumento dei dazi antidumping nel 2005 e hanno continuato
ad aumentare di quasi il 500% negli anni successivi, raggiungendo una punta
massima nel 2010. Nel 2011 e nel corso del periodo di riferimento le
importazioni dallo Sri Lanka del prodotto oggetto dell'inchiesta sono
diminuite, pur rimanendo molto al di sopra del livello registrato nel 2004
prima dell'inasprimento delle misure antidumping: complessivamente, le
importazioni dallo Sri Lanka sono aumentate del 282% tra il 2004 e il periodo
di riferimento.
(49)     Infine, le importazioni del
prodotto in esame dalla Tunisia nell'Unione sono aumentate di quasi il 30% nel
2005, ossia dopo l'aumento dei dazi antidumping e di oltre il 20% nel 2006. Tra
il 2006 e il 2007 sono più che raddoppiate raggiungendo una punta massima nel
2007. Nel 2008 e nel 2010 sono diminuite per poi aumentare di nuovo nel 2011 e
ridursi, infine, leggermente nel corso del periodo di riferimento. Durante il
periodo dell'inchiesta le importazioni dalla Tunisia sono aumentate del 200,3%.
(50)     La tabella 1 mostra il numero
di biciclette importate dalla RPC, dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri
Lanka e dalla Tunisia nell'Unione dal 1º gennaio 2004 al
31 agosto 2012, ossia durante il periodo dell'inchiesta. 
Tabella 1
 (numero di biciclette) || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || 1.9.2011-31.8.2012 (periodo di riferimento) 
 Repubblica popolare cinese ||  2 550 775 ||  1 575 452 ||  995 715 || 986 514 ||  941 522 ||  597 339 ||  627 066 ||  584 303 || 411 642 
 Indice (2004 = 100) || 100 || 61,8 || 39,0 || 38,7 || 36,9 || 23,4 || 24,6 || 22,9 || 16,1 
 Indonesia || 237 648 || 282 045 || 500 623 || 593 769 || 634 623 || 437 023 || 551 847 || 614 798 || 612 448 
 Indice (2004 = 100) || 100 || 118,7 || 210,7 || 249,9 || 267,0 || 183,9 || 232,2 || 258,7 || 257,7 
 Malaysia || 10 749 || 229 354 || 497 974 || 475 463 || 360 871 || 193 102 || 266 164 || 177 306 || 185 158 
 Indice (2004 = 100) || 100 ||  2 133,7 ||  4 632,7 ||  4 423,3 ||  3 357,3 ||  1 796,5 ||  2 476,2 ||  1 649,5 ||  1 722,6 
 Sri Lanka ||  249 491 ||  352 078 ||  534 413 ||  574 153 ||  749 358 ||  1 016 523 ||  1 237 406 ||  975 297 || 953 169 
 Indice (2004 = 100) || 100 ||  141,1 ||  214,2 ||  230,1 ||  300,4 ||  407,4 ||  496,0 ||  390,9 ||  382,0 
 Tunisia ||  167 137 ||  212 257 ||  251 054 ||  549 848 ||  527 209 ||  529 734 ||  414 488 ||  519 217 || 501 853 
 Indice (2004 = 100) || 100 ||  127,0 ||  150,2 ||  329,0 ||  315,4 ||  316,9 ||  248,0 ||  310,7 ||  300,3 
Fonte: statistiche Comext
2.4.2.     Esportazioni dalla RPC verso
l'Indonesia, la Malaysia, lo Sri Lanka e la Tunisia
(51)     Le esportazioni di biciclette
dalla RPC verso l'Indonesia sono aumentate per la prima volta nel 2008
(incremento del 56,2%). Tra il 2008 e il periodo di riferimento, le
importazioni hanno continuato ad aumentare, tranne che nel 2009. Nel corso del
periodo dell'inchiesta le esportazioni dalla RPC verso l'Indonesia sono
aumentate complessivamente dell'83,8%. 
(52)     Le esportazioni di biciclette
dalla RPC verso la Malaysia sono aumentate di quasi il 30% nel 2005, dopo
l'inasprimento delle misure antidumping, e hanno continuato ad aumentare fino a
raggiungere una punta massima nel 2011, con un incremento del 110,8% rispetto
al 2004. Nel periodo di riferimento le esportazioni dalla RPC verso la Malaysia
sono leggermente diminuite, pur rimanendo attestate su livelli largamente
superiori a quelli del 2004. Nel complesso le esportazioni cinesi verso la
Malaysia sono aumentate del 99,6% nel corso del periodo dell'inchiesta.
(53)     Anche le esportazioni di
biciclette dalla RPC verso lo Sri Lanka sono aumentate dopo l'inasprimento dei
dazi antidumping intervenuto nel luglio 2005. Dopo una leggera riduzione nel
2007, sono però più che raddoppiate nel 2010 e nel 2011 rispetto al 2004. Nel
complesso le esportazioni cinesi verso lo Sri Lanka sono aumentate del 132,5%
nel corso del periodo dell'inchiesta. 
(54)     Infine, le esportazioni dalla
RPC verso la Tunisia sono state trascurabili prima dell'aumento dei dazi
antidumping. Dal 2005 le esportazioni verso la Tunisia sono aumentate in misura
significativa, toccando una punta massima nel 2008 (da 2 534 unità nel
2004 si è passati a 389 445 nel 2008). Dopo il 2008 le esportazioni dalla
RPC verso la Tunisia sono diminuite e sono rimaste attestate su livelli più
bassi, seppur di molto superiori a quelli del 2004. Nel complesso le
esportazioni cinesi verso la Tunisia sono aumentate passando da 2 534
biciclette nel 2004 a 170 772 biciclette nel periodo di riferimento.
(55)     La tabella 2 mostra il numero
di biciclette esportate dalla RPC verso l'Indonesia, la Malaysia, lo Sri Lanka
e la Tunisia dal 1º gennaio 2004 al 31 agosto 2012, ossia durante il periodo
dell'inchiesta.
Tabella 2
 (numero di biciclette) || 2004 || 2005 || 2006 || 2007 || 2008 || 2009 || 2010 || 2011 || 1.9.2011-31.8.2012 (periodo di riferimento) 
 Indonesia || 2 128 804 || 1 731 224 || 2 121 019 || 1 906 364 || 3 325 531 || 2 287 374 || 3 644 836 || 3 773 852 || 3 912 882 
 Indice (2004 = 100) || 100 || 81,3 || 99,6 || 89,6 || 156,2 || 107,4 || 171,2 || 177,3 || 183,8 
 Malaysia || 721 335 || 933 943 || 890 241 || 974 860 || 1 515 886 || 1 111 251 || 1 291 766 || 1 520 276 || 1 440 132 
 Indice (2004 = 100) || 100 ||  129,5 ||  123,4 ||  135,1 ||  210,2 ||  154,1 ||  179,1 ||  210,8 ||  199,6 
 Sri Lanka || 267 371 || 315 233 || 345 953 || 254 774 || 425 405 || 383 377 || 699 328 || 685 744 || 621 620 
 Indice (2004 = 100) || 100 || 117,9 || 129,4 || 95,3 || 159,1 || 143,4 || 261,6 || 256,5 || 232,5 
 Tunisia || 2 534 || 7 188 || 37 042 || 175 761 ||  389 445 || 171 332 ||  225 369 ||  204 465 || 170 772 
 Indice (2004 = 100) || 100 ||  283,7 ||  1 461,8 ||  6 936,1 ||  15 368,8 ||  6 761,3 ||  8 893,8 ||  8 068,9 ||  6 739,2 
Fonte: statistiche cinesi
2.4.3.     Volumi di produzione 
(56)     La produzione delle società
indonesiane e tunisine è aumentata rispettivamente del 54% e del 24% tra il
2009 e il periodo di riferimento, mentre quella delle società dello Sri Lanka è
leggermente calata nello stesso periodo. 
(57)     Per quanto riguarda la
Malaysia, l'unica società di tale paese ad aver collaborato ha iniziato a
produrre e ad esportare biciclette nel 2010. Visto che nessun'altra società ha
collaborato, non è stato possibile ottenere dati sui livelli plausibili
dell'effettiva produzione del prodotto oggetto dell'inchiesta in tale paese.
Tabella 3
Produzione di biciclette da parte delle
società indonesiane, dello Sri Lanka e tunisine che hanno collaborato
 Volumi della produzione (in unità) || 2009 || 2010 || 2011 || Periodo di riferimento 
 Indonesia || 1 217 664 || 1 631 459 || 1 877 067 || 1 877 381 
 Indice || 100 || 134 || 154 || 154 
 Sri Lanka ||  737 632 ||  886 191 ||  688 059 ||  692 454 
 Indice ||  100 ||  120 ||  93 ||  94 
 Tunisia || 430 022 || 483 135 || 575 393 ||  532 425 
 Indice || 100 || 112 || 134 || 124 
2.5.        Conclusioni sulla
modificazione della configurazione degli scambi
(58)     La
diminuzione complessiva delle esportazioni dalla RPC nell'Unione, il parallelo
aumento delle esportazioni dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e
dalla Tunisia verso l'Unione e l'incremento delle esportazioni dalla RPC verso
l'Indonesia, la Malaysia, lo Sri Lanka e la Tunisia successivamente
all'inasprimento delle misure antidumping nel luglio 2005 costituiscono una
modificazione della configurazione degli scambi tra i paesi interessati e
l'Unione, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base.
2.6.        Natura delle pratiche
elusive
(59)     A norma dell'articolo 13,
paragrafo 1, del regolamento di base, la modificazione della configurazione
degli scambi deriva da pratiche, processi o lavorazioni per i quali non
sussiste una sufficiente motivazione o giustificazione economica oltre
all'istituzione del dazio. Tali pratiche, processi e lavorazioni comprendono,
tra l'altro, la spedizione del prodotto oggetto delle misure in vigore
attraverso paesi terzi e l'assemblaggio di parti per mezzo di operazioni di
assemblaggio nell'Unione o in un paese terzo. L'esistenza di operazioni di
assemblaggio è stabilita in base all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento
di base.
2.6.1.     Indonesia
Trasbordo
(60)     Le esportazioni delle quattro
società indonesiane che hanno inizialmente collaborato hanno rappresentato il
91% del totale delle esportazioni dell'Indonesia verso l'Unione nel periodo di
riferimento. 
(61)     Per
tre di esse, non sono emerse pratiche di trasbordo dall'inchiesta.
(62)     Per
quanto riguarda la quarta società, è giustificata
l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento di base, come già illustrato
nei considerando da 29 a 33. Dall'inchiesta è emerso che i macchinari posseduti
dalla società non giustificavano il volume delle sue esportazioni nell'Unione
nel periodo di riferimento e in assenza di altre giustificazioni si può
concludere che la società fosse coinvolta in pratiche di elusione attraverso il
trasbordo.
(63)     Per quanto riguarda le
restanti esportazioni verso l'Unione, è mancata
qualsiasi collaborazione, come enunciato nei considerando da 29 a 33.
(64)     Di conseguenza, alla luce
della modificazione della configurazione degli scambi tra l'Indonesia e
l'Unione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base,
richiamata, a titolo di conclusione, nel considerando 58, e tenuto conto delle
conclusioni relative a una società indonesiana contenute nel considerando 61,
nonché del fatto che non tutti i produttori esportatori indonesiani si sono manifestati
e hanno collaborato, si conferma l'esistenza del trasbordo di prodotti
originari della RPC attraverso l'Indonesia.
Operazioni di
assemblaggio
(65)     Si è
proceduto all'esame delle fonti delle materie prime (le parti di biciclette) e
dei costi di produzione di ogni società che ha collaborato, in modo da
stabilire se le operazioni di assemblaggio in Indonesia costituiscano
un'elusione delle misure in vigore alla luce dei criteri di cui all'articolo
13, paragrafo 2, del regolamento di base. Per tre delle quattro società che
hanno inizialmente collaborato, il valore delle materie prime originarie della
RPC (le parti di biciclette) non era uguale o superiore al 60% del valore
complessivo dei pezzi del prodotto assemblato. Non è stato pertanto necessario
valutare se il valore aggiunto ai pezzi originato nell'operazione di
assemblaggio fosse superiore al 25% del costo di produzione. Per queste tre
società non sono state quindi accertate operazioni di assemblaggio. 
(66)     In relazione alla quarta
società, è stato applicato l'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento di base, come enunciato nei considerando da 29 a 33. Dato che tale società non
è stata in grado di fornire dati attendibili, non è stato possibile stabilire
se fosse coinvolta in operazioni di assemblaggio.
(67)     Non è stata quindi accertata
l'esistenza di operazioni di assemblaggio ai sensi dell'articolo 13,
paragrafo 2, del regolamento di base.
2.6.2.     Malaysia
Trasbordo
(68)     Le esportazioni dell'unica
società della Malaysia che ha collaborato hanno rappresentato tra il 20 e il
30% del totale delle esportazioni della Malaysia verso l'Unione nel periodo di
riferimento. Per tale società, che ha iniziato a produrre e ad esportare il
prodotto in esame nell'Unione solo alla fine del 2011, non sono state riscontrate
pratiche di trasbordo. Per quanto riguarda le restanti esportazioni verso
l'Unione, è mancata qualsiasi collaborazione, come enunciato nel considerando
34. 
(69)     Di conseguenza, alla luce
della modificazione della configurazione degli scambi tra la Malaysia e
l'Unione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base,
richiamata, a titolo di conclusione, nel considerando 58 e tenuto conto del
fatto che non tutti i produttori esportatori della Malaysia si sono manifestati
e hanno collaborato, si può concludere che siano riconducibili a pratiche di
trasbordo le restanti esportazioni che non sono effettuate da questa società.
(70)     È dunque confermata
l'esistenza di pratiche di trasbordo di prodotti originari della RPC attraverso
la Malaysia.
Operazioni di
assemblaggio
(71)     Per quanto concerne la
Malaysia, l'ambito dell'inchiesta è stato esteso alle altre pratiche di
elusione individuate nel corso dell'inchiesta, ossia alle operazioni di
assemblaggio, secondo quanto previsto dal considerando 12 del regolamento di
apertura.
(72)     I criteri di cui all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento
di base sono stati verificati per l'unica società che ha collaborato, in modo
da stabilire se le operazioni di assemblaggio in Malaysia costituissero un'elusione
delle misure in vigore. L'inchiesta ha portato alle conclusioni riportate di
seguito.
(73)     La
società ha iniziato l'attività nel 2010 e pertanto successivamente
all'inasprimento delle misure antidumping nei confronti della RPC. Vista
l'entità solo trascurabile delle vendite effettuate sul mercato interno o in
altri paesi terzi, è emerso l'orientamento della società all'esportazione, in
particolare verso il mercato dell'Unione. È risultato anche che la RPC era la
principale fonte di approvvigionamento delle parti impiegate nella produzione.
Sono stati quindi considerati soddisfatti i criteri di cui all'articolo 13,
paragrafo 2, lettera a), del regolamento di base.
(74)     Inoltre, eccezion fatta per
tre tipi di parti, questa società ha acquistato dalla RPC kit CKD (completely
knocked down, ovvero completamente smontati) di biciclette. In questo caso,
le materie prime di origine cinese (le parti di biciclette) costituivano oltre
il 60% del valore complessivo dei pezzi del prodotto finale. Inoltre il valore aggiunto
ai pezzi originato nell'operazione di assemblaggio non è risultato superiore al
25% del costo di produzione della società. Sono quindi
risultati soddisfatti i criteri di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera
b), del regolamento di base.
(75)     Dal
confronto, a norma dell'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di base,
tra il valore normale precedentemente determinato (cfr. considerando 98) e i
prezzi all'esportazione nell'Unione praticati dalla società durante il periodo
di riferimento, espressi in percentuale del prezzo CIF frontiera dell'Unione,
dazio non corrisposto, è emerso altresì che la società in questione praticava
un dumping significativo nelle importazioni del prodotto oggetto
dell'inchiesta. Il confronto ha riguardato le esportazioni, effettuate
nell'Unione durante il periodo di riferimento, di ciascuna tipologia del
prodotto oggetto dell'inchiesta. È risultato inoltre che i prezzi
all'esportazione praticati da questa società erano di molto inferiori al
livello di eliminazione del pregiudizio stabilito per l'industria dell'Unione
nell'inchiesta originaria. Il calcolo è stato effettuato in rapporto alle
principali categorie del prodotto, sulla base delle informazioni disponibili.
Gli effetti riparatori del dazio in vigore risultano pertanto indeboliti in
termini di prezzi. Per questi motivi si è concluso che fossero soddisfatti i
criteri di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera c), del regolamento di
base.
(76)     È su
queste basi che la società è stata ritenuta coinvolta in un'operazione di
assemblaggio. È quindi confermata, per la Malaysia, l'esistenza di operazioni
di assemblaggio ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di
base. 
2.6.3.     Sri Lanka
Trasbordo
(77)     Le esportazioni delle società
dello Sri Lanka che hanno inizialmente collaborato hanno rappresentato il 69%
del totale delle esportazioni dello Sri Lanka verso l'Unione nel periodo di
riferimento. Dall'inchiesta non sono emerse pratiche di trasbordo per tre delle
sei società che hanno inizialmente collaborato. Per quanto riguarda le restanti
esportazioni verso l'Unione, è mancata qualsiasi collaborazione, come enunciato nei considerando da 35 a 42.
(78)     Di conseguenza, alla luce
della modificazione della configurazione degli scambi tra lo Sri Lanka e
l'Unione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base,
richiamata, a titolo di conclusione, nel considerando 58 e tenuto conto del
fatto che non tutti i produttori esportatori dello Sri Lanka si sono
manifestati e/o hanno collaborato, si può concludere che siano riconducibili a
pratiche di trasbordo le esportazioni di questi produttori esportatori. 
(79)     È dunque confermata
l'esistenza di pratiche di trasbordo di prodotti originari della RPC attraverso
lo Sri Lanka.
Operazioni di
assemblaggio
(80)     Si è
proceduto all'esame delle fonti delle materie prime (le parti di biciclette) e
dei costi di produzione di ogni società che ha collaborato, in modo da
stabilire se le operazioni di assemblaggio nello Sri Lanka costituiscano
un'elusione delle misure in vigore alla luce dei criteri di cui all'articolo
13, paragrafo 2, del regolamento di base.
(81)     Per
tre delle sei società che hanno inizialmente collaborato, il valore delle
materie prime di origine cinese (le parti di biciclette) non era uguale o superiore
al 60% del valore complessivo dei pezzi del prodotto assemblato. Non è stato
pertanto necessario valutare se il valore aggiunto ai pezzi originato
nell'operazione di assemblaggio fosse superiore al 25% del costo di produzione.
Per queste tre società non sono state quindi accertate operazioni di
assemblaggio.
(82)     Ad altre due società è stato
applicato l'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento di base, secondo quanto
enunciato nei considerando da 37 a 42, mentre un'altra società ha ritirato la
collaborazione durante la verifica in loco, come indicato al considerando 36.
Non è stata quindi accertata l'esistenza di operazioni di assemblaggio ai sensi
dell'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base.
2.6.4.     Tunisia
Trasbordo
(83)     Le
esportazioni delle società tunisine che hanno collaborato hanno rappresentato
il totale delle esportazioni dalla Tunisia nell'Unione durante il periodo di
riferimento. 
(84)     Dalla verifica presso le due
società che hanno collaborato non è emersa alcuna operazione di trasbordo di
prodotti originari della RPC attraverso la Tunisia.
Operazioni di
assemblaggio
(85)     Si è proceduto all'esame delle
fonti delle materie prime (le parti di biciclette) e dei costi di produzione di
ogni società che ha collaborato, in modo da stabilire se le operazioni di
assemblaggio in Tunisia costituiscano un'elusione delle misure in vigore alla
luce dei criteri di cui all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base.
Per quanto riguarda una società che collaborato, le materie prime di origine cinese
(le parti di biciclette) costituivano oltre il 60% del valore complessivo delle
parti del prodotto assemblato. L'inchiesta ha tuttavia evidenziato che il
valore aggiunto ai pezzi originato nell'operazione di assemblaggio era
superiore al 25% del costo di produzione di tale società. È su queste basi che
la società non è stata ritenuta coinvolta in un'operazione di assemblaggio.
(86)     I criteri di cui all'articolo
13, paragrafo 2, del regolamento di base sono stati verificati per l'altra
società tunisina. L'inchiesta ha portato alle conclusioni riportate di seguito.
(87)     La società ha iniziato
l'attività nel 2006 e pertanto successivamente all'inasprimento delle misure
antidumping nei confronti della RPC. Vista l'entità solo trascurabile delle
vendite effettuate sul mercato interno o in altri paesi terzi, è emerso
l'orientamento della società all'esportazione, in particolare verso il mercato
dell'Unione. È risultato anche che la RPC era la principale fonte di
approvvigionamento delle parti impiegate nella produzione. Sono stati di
conseguenza considerati soddisfatti i criteri di cui all'articolo 13, paragrafo
2, lettera a), del regolamento di base.
(88)     Si è appurato anche che
l'azionista di maggioranza di questa società era un fabbricante di biciclette
cinese. 
(89)     Inoltre la società acquistava
dalla RPC tutte le parti e di conseguenza le materie prime originarie della RPC
(le parti di biciclette) costituivano oltre il 60% del valore complessivo delle
parti del prodotto finale. Dall'inchiesta è emerso anche che l'unico fornitore
delle parti cinesi e dei servizi era collegato all'azionista di maggioranza
cinese della società. Peraltro il valore aggiunto delle parti originato nelle
operazioni di assemblaggio della società non superava il 25% del suo costo di produzione.
Su queste basi sono stati quindi considerati
soddisfatti i criteri di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera b), del
regolamento di base.
(90)     Dalla verifica sono inoltre
emersi numerosi errori negli elenchi delle esportazioni effettuate nell'Unione
nel corso del periodo di riferimento; per questo, sulla base di un campione
delle fatture delle vendite corrispondente al 25% del totale delle esportazioni
verso il mercato dell'Unione, è stato costituito un nuovo dossier. Di
conseguenza, secondo quanto previsto dall'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del
regolamento di base, in assenza di informazioni dettagliate sulle operazioni di
esportazione effettuate dalla società nell'Unione, si è proceduto al confronto
tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, facendo riferimento alla
media ponderata del valore normale precedentemente determinato (cfr.
considerando 98) e alla media ponderata dei prezzi all'esportazione nell'Unione
praticati dalla società. Il margine di dumping, espresso come percentuale del
valore CIF frontiera dell'Unione, è risultato significativo. È stato accertato
inoltre che i prezzi all'esportazione praticati da questa società erano in
media molto inferiori al livello di eliminazione del pregiudizio stabilito per
l'industria dell'Unione nell'inchiesta originaria. Il calcolo è stato
effettuato sulla base di una media ponderata. Gli effetti riparatori del dazio
in vigore risultano pertanto indeboliti in termini di prezzi. Per questi motivi
si è concluso che fossero soddisfatti i criteri di cui all'articolo 13,
paragrafo 2, lettera c), del regolamento di base. È su queste basi che la
società è stata ritenuta coinvolta in un'operazione di assemblaggio.
(91)     È quindi confermata, per la
Tunisia, l'esistenza di operazioni di assemblaggio ai sensi dell'articolo 13,
paragrafo 2, del regolamento di base.
2.7.        Insufficiente motivazione o
giustificazione economica oltre all'istituzione del dazio antidumping 
(92)     Dall'inchiesta non è emersa
una sufficiente motivazione o giustificazione economica delle operazioni di
trasbordo e di assemblaggio oltre all'elusione delle misure in vigore nei
confronti del prodotto in esame. Non sono stati individuati altri elementi, se
non il dazio, tali da poter essere considerati come una compensazione dei costi
delle operazioni di trasbordo e di assemblaggio, in particolare per quanto
riguarda il trasporto e il nuovo carico delle biciclette originarie della RPC
attraverso l'Indonesia, la Malaysia, lo Sri Lanka e la Tunisia.
2.8.        Indebolimento dell'effetto
riparatore del dazio antidumping
(93)     Per verificare se i prodotti
importati avessero indebolito, in termini di quantitativi e di prezzi, gli
effetti riparatori delle misure in vigore sulle importazioni del prodotto in
esame dalla RPC, sono stati impiegati i dati Comext, considerati quali i
migliori dati disponibili relativi ai quantitativi e ai prezzi delle
esportazioni effettuate, da un lato, dai produttori esportatori che hanno
inizialmente collaborato all'inchiesta e ai quali è stato applicato l'articolo
18 del regolamento di base, e, dall'altro, dalle società che non hanno
collaborato. Per quanto riguarda le società che hanno collaborato e che sono
risultate coinvolte in pratiche di elusione, sono stati, se del caso,
utilizzati i quantitativi e i prezzi delle esportazioni da esse comunicati. I
prezzi delle esportazioni, così determinati, sono stati confrontati con il
livello di eliminazione del pregiudizio per i produttori dell'Unione stabilito
da ultimo nel riesame intermedio concluso nel 2005 e richiamato nel considerando
3.
(94)     Il confronto tra il livello di
eliminazione del pregiudizio quale stabilito in sede di riesame intermedio nel
2005 e la media ponderata dei prezzi all'esportazione nel corso del periodo di
riferimento della presente inchiesta ha evidenziato un notevole fenomeno di underselling
per ciascuno dei quattro paesi interessati.
(95)     L'incremento delle
importazioni nell'Unione dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e
dalla Tunisia è stato considerato significativo in termini di quantità, come
enunciato nella sezione 2.4.1.
(96)     Si è quindi concluso che le
misure in vigore fossero indebolite in termini di quantitativi e di prezzi.
2.9.        Elementi di prova
dell'esistenza del dumping
(97)     Infine, in conformità
all'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento di base, la Commissione ha
esaminato se esistessero prove dell'esistenza del dumping in relazione al
valore normale precedentemente determinato per il prodotto in esame.
(98)     Nel
riesame intermedio concluso nel 2005 e richiamato al considerando 3, il valore
normale è stato determinato in base ai prezzi praticati in Messico, che
nell'ambito di tale inchiesta è stato scelto come adeguato paese di riferimento
a economia di mercato per la RPC ("valore normale precedentemente
determinato").
2.9.1.     Indonesia
(99)     Una quota significativa delle
esportazioni indonesiane è risultata essere effettivamente di produzione
indonesiana ed essere esportata da tre società indonesiane che non sono
risultate coinvolte in pratiche di elusione, come enunciato nei considerando 61 e 65. Per questo motivo, per stabilire i prezzi all'esportazione
dall'Indonesia influenzati da pratiche di elusione, sono state prese in
considerazione solo le esportazioni dei produttori esportatori che non hanno
collaborato. Sono stati utilizzati a tal fine i migliori dati disponibili e i
prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base del prezzo medio
all'esportazione registrato, secondo i dati Comext, per le biciclette esportate
dall'Indonesia all'Unione durante il periodo di riferimento. 
(100)   Ai fini di un equo confronto
tra il valore normale e il prezzo all'esportazione si è tenuto debitamente
conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e
sulla loro comparabilità, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, del
regolamento di base. Di conseguenza sono stati effettuati adeguamenti per tener
conto delle differenze, a livello di spese di trasporto e di assicurazione e di
costi di imballaggio, segnalate dall'industria dell'Unione nella richiesta di apertura
della presente inchiesta.
(101)   Conformemente
all'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, il dumping è
stato calcolato mettendo a confronto la media ponderata del valore normale
precedentemente determinato e la corrispondente media ponderata dei prezzi
all'esportazione dell'Indonesia nel corso del periodo di riferimento, espresse
in percentuale del prezzo CIF frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto.
(102)   Il confronto tra la media
ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione
ha dimostrato l'esistenza del dumping.
2.9.2.     Malaysia
(103)   Data la scarsa collaborazione
dei produttori malesi del prodotto oggetto dell'inchiesta, per il prezzo
all'esportazione dalla Malaysia è stato necessario basarsi sui dati
disponibili, ossia sul prezzo medio all'esportazione delle biciclette durante
il periodo di riferimento quale risultante dalla banca dati Comext.
(104)   Ai fini di un equo confronto
tra il valore normale e il prezzo all'esportazione si è tenuto debitamente
conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e
sulla loro comparabilità, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, del
regolamento di base. Di conseguenza, sono stati operati adeguamenti per tenere
conto delle differenze a livello di spese di trasporto e di assicurazione e di
costi di imballaggio. Dato il basso livello di collaborazione, gli opportuni
adeguamenti si sono basati sulle informazioni fornite dall'industria
dell'Unione nella richiesta di apertura della presente inchiesta. 
(105)   Conformemente
all'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, il dumping è
stato calcolato mettendo a confronto la media ponderata del valore normale
precedentemente determinato e la corrispondente media ponderata dei prezzi
all'esportazione della Malaysia nel corso del periodo di riferimento, espresse
in percentuale del prezzo CIF frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto.
(106)   Il confronto tra la media
ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione
ha dimostrato l'esistenza del dumping.
2.9.3.     Sri Lanka
(107)   Data la scarsa collaborazione
dello Sri Lanka, i prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base
dei dati disponibili, ossia sulla base del prezzo medio all'esportazione delle
biciclette durante il periodo di riferimento, quale risultante dalla banca dati
Comext, e di una loro verifica incrociata con i dati disponibili relativi alle
esportazioni delle società non coinvolte in pratiche di elusione.
(108)   Ai fini di un equo confronto
tra il valore normale e il prezzo all'esportazione si è tenuto debitamente
conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e
sulla loro comparabilità, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, del
regolamento di base. Di conseguenza, non essendo tra l'altro disponibili altre
informazioni, sono stati effettuati adeguamenti per tener conto delle
differenze, a livello di spese di trasporto e di assicurazione e di costi di
imballaggio, segnalate dall'industria dell'Unione nella richiesta di apertura
della presente inchiesta.
(109)   Conformemente
all'articolo 2, paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, il dumping è
stato calcolato mettendo a confronto la media ponderata del valore normale
precedentemente determinato e la corrispondente media ponderata dei prezzi
all'esportazione dello Sri Lanka nel corso del periodo di riferimento, espresse
in percentuale del prezzo CIF frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto.
(110)   Il confronto tra la media
ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione
ha dimostrato l'esistenza del dumping.
2.9.4.     Tunisia
(111)   Il prezzo all'esportazione è
stato determinato sulla base del prezzo medio all'esportazione delle biciclette
durante il periodo di riferimento, quale risultante dalla banca dati Comext, e
di una sua verifica incrociata con i dati disponibili relativi alle
esportazioni delle società non coinvolte in pratiche di elusione. 
(112)   Ai fini di un equo confronto
tra il valore normale e il prezzo all'esportazione si è tenuto debitamente
conto, sotto forma di adeguamenti, delle differenze che incidono sui prezzi e
sulla loro comparabilità, conformemente all'articolo 2, paragrafo 10, del
regolamento di base. Di conseguenza, sono stati effettuati adeguamenti per
tener conto delle differenze a livello di spese di trasporto e di assicurazione
e di costi di imballaggio sulla base delle informazioni fornite dall'industria
dell'Unione nella richiesta di apertura della presente inchiesta. 
(113)   Conformemente all'articolo 2,
paragrafi 11 e 12, del regolamento di base, il dumping è stato calcolato
mettendo a confronto la media ponderata del valore normale precedentemente
determinato e la corrispondente media ponderata dei prezzi all'esportazione
della Tunisia nel corso del periodo di riferimento, espresse in percentuale del
prezzo CIF frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto.
(114)   Il confronto tra la media
ponderata del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione
ha dimostrato l'esistenza del dumping.
3.           MISURE
(115)   Stante quanto precede, si può
concludere che il dazio antidumping definitivo istituito sulle importazioni di
biciclette originarie della RPC sia stato eluso ai sensi dell'articolo 13
del regolamento di base tramite il trasbordo attraverso l'Indonesia, la
Malaysia e lo Sri Lanka e tramite operazioni di assemblaggio attraverso la
Malaysia e la Tunisia.
(116)   A norma dell'articolo 13,
paragrafo 1, prima frase, del regolamento di base, le misure in vigore
istituite nei confronti delle importazioni del prodotto in esame originario
della RPC devono essere estese alle importazioni dello stesso prodotto spedito
dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia,
indipendentemente dal fatto che il prodotto sia o no dichiarato originario di
tali paesi.
(117)   Le misure da estendere devono
essere quelle attualmente istituite dall'articolo 1, paragrafo 2, del
regolamento (CE) n. 990/2011, ossia un dazio antidumping definitivo del 48,5%
applicabile al prezzo netto, franco frontiera dell'Unione, dazio non
corrisposto.
(118)   Conformemente all'articolo 13,
paragrafo 3, e all'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento di base, che
dispongono che l'estensione delle misure si applica alle importazioni entrate
nell'Unione in regime di registrazione imposto dal regolamento di apertura,
devono essere prelevati dazi su tali importazioni registrate di biciclette
spedite dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia.
4.           RICHIESTE DI ESENZIONE
4.1.        Indonesia
(119)   Le quattro società indonesiane
che hanno chiesto l'esenzione dall'eventuale estensione delle misure a norma
dell'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento di base, hanno fatto pervenire
il modulo di esenzione compilato. 
(120)   Come si
legge nei considerando da 29 a 33, per una
società è giustificata l'applicazione dell'articolo 18. Di conseguenza, alla
luce delle conclusioni relative alla modificazione della configurazione degli
scambi e al trasbordo enunciate al considerando 58, a tale società non può
essere concessa l'esenzione.
(121)   Le altre tre società
indonesiane che hanno collaborato e che hanno richiesto un'esenzione dalla
possibile estensione delle misure a norma dell'articolo 13,
paragrafo 4, del regolamento di base non solo risultate coinvolte in
pratiche di elusione oggetto della presente inchiesta, come enunciato al
considerando 65. Questi produttori sono inoltre riusciti a dimostrare di non
essere collegati ad alcun produttore esportatore coinvolto in pratiche di
elusione né ad alcun produttore esportatore di biciclette cinese. È pertanto
possibile concedere a queste tre società l'esenzione dall'estensione delle
misure.
4.2.        Malaysia
(122)   Una società malese che ha
chiesto l'esenzione dall'eventuale estensione delle misure a norma
dell'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento di base, ha fatto pervenire il
modulo di esenzione compilato.
(123)   Come enunciato ai considerando
da 72 a 76, la società è risultata coinvolta in pratiche di elusione. Di
conseguenza, alla luce delle conclusioni relative alla modificazione della
configurazione degli scambi e al trasbordo enunciate al considerando 58, a tale
società non può essere concessa l'esenzione.
4.3.        Sri Lanka
(124)   Le sei società dello Sri Lanka
che hanno chiesto un'esenzione dall'eventuale estensione delle misure a norma
dell'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento di base, hanno fatto pervenire
il modulo di esenzione compilato.
(125)   Come
enunciato al considerando 36, una di esse ha
ritirato la richiesta di esenzione durante l'inchiesta e di conseguenza, alla
luce delle conclusioni relative alla modificazione della configurazione degli
scambi e al trasbordo di cui al considerando 58, non si può concedere
un'esenzione a tale società. 
(126)   Per
altre due società, è giustificata l'applicazione dell'articolo 18 del regolamento
di base, come illustrato nei considerando da 36 a 42 e di conseguenza, alla
luce delle conclusioni relative alla modificazione della configurazione degli
scambi e al trasbordo di cui al considerando 58, non è possibile concedere
un'esenzione a tali società.
(127)   Le altre tre società dello Sri Lanka che hanno collaborato e che hanno
richiesto un'esenzione dalla possibile estensione delle misure a norma
dell'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento di base non solo risultate
coinvolte in pratiche di elusione oggetto della presente inchiesta, come
enunciato ai considerando 80 e 81. Questi produttori sono inoltre riusciti a
dimostrare di non essere collegati ad alcuna società risultata coinvolta in
pratiche di elusione né ad alcun produttore esportatore di biciclette cinese. È
pertanto possibile concedere a queste società l'esenzione dall'estensione delle
misure.
4.4.        Tunisia
(128)   Le due società della Tunisia
che hanno chiesto un'esenzione dall'eventuale estensione delle misure a norma
dell'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento di base, hanno fatto pervenire
il modulo di esenzione compilato.
(129)   Una società non è risultata
coinvolta nelle pratiche di elusione oggetto della presente inchiesta. Questo
produttore è inoltre riuscito a dimostrare di non essere collegato ad alcuna
società risultata coinvolta in pratiche di elusione né ad alcun produttore
esportatore di biciclette cinese. È pertanto possibile concedere a questa
società l'esenzione dall'estensione delle misure.
(130)   Come enunciato al considerando
89, la seconda società è risultata coinvolta in pratiche di elusione. Di
conseguenza, alla luce delle conclusioni relative alla modificazione della
configurazione degli scambi e al trasbordo di cui al considerando 58, non può
essere concessa l'esenzione. 
4.5.        Misure speciali
(131)   In questo caso si ritengono
necessarie misure speciali volte a garantire una corretta applicazione delle
suddette esenzioni. Queste misure speciali comprendono la presentazione alle
autorità doganali degli Stati membri di una fattura commerciale valida,
conforme ai requisiti illustrati nell'allegato del presente regolamento. Le
importazioni non accompagnate da questo tipo di fattura devono essere
assoggettate al dazio antidumping esteso.
4.6.        Nuovi produttori
esportatori
(132)   Fatto salvo l'articolo 11,
paragrafo 3, del regolamento di base, altri produttori esportatori
dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e della Tunisia che non si sono
manifestati nell'ambito del presente procedimento, che non hanno esportato il prodotto
oggetto dell'inchiesta nell'Unione durante il periodo di riferimento e che
intendono presentare una richiesta di esenzione dall'estensione del dazio
antidumping a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, e dell'articolo 13,
paragrafo 4, del regolamento di base, dovranno compilare un questionario al
fine di consentire alla Commissione di stabilire se l'esenzione sia
giustificata. Tale esenzione può essere concessa dopo aver valutato la
situazione del mercato del prodotto oggetto dell'inchiesta, la capacità
produttiva e l'utilizzo degli impianti, gli approvvigionamenti e le vendite, la
probabilità che persista il ricorso a pratiche prive di una sufficiente
motivazione o giustificazione economica, nonché gli elementi di prova del
dumping. Di norma la Commissione procede anche a una visita di verifica in
loco. La richiesta deve essere inviata alla Commissione quanto prima e
contenere tutte le informazioni utili, in particolare su eventuali modifiche
delle attività societarie connesse alla produzione e alla vendita.
(133)   Qualora un'esenzione sia
giustificata, le misure estese in vigore devono essere modificate di
conseguenza. Successivamente le esenzioni concesse sono oggetto di un controllo
per garantire il rispetto delle condizioni stabilite.
5.           COMUNICAZIONE DELLE
CONCLUSIONI
(134)   Tutte le parti interessate sono
state informate dei principali fatti e considerazioni che hanno portato alle
conclusioni di cui sopra e sono state invitate a presentare le loro
osservazioni. 
(135)   Una società indonesiana ha
ribadito quanto enunciato al considerando 31, senza apportare nuovi sostanziali
elementi di prova. Come già enunciato al considerando 29, i dati presentati
dalla società sono risultati inverificabili, vista l'assenza di un archivio di
fascicoli di lavoro in grado di suffragare i dati contenuti nel modulo di
esenzione. Si sono inoltre rivelati imprecisi i dati relativi agli acquisti e
al volume della produzione, che sono stati sottoposti a verifica e ricalcolo
sulla base della contabilità disponibile presso la sede della società. Le sue
argomentazioni sono pertanto respinte.
(136)   Secondo una società della
Malaysia, il fatto che le parti di origine cinese incidano sul costo di
produzione delle biciclette solo in misura leggermente superiore alla soglia
del 60% non dovrebbe tradursi nel rigetto, da parte della Commissione, della
richiesta di esenzione. La società ha inoltre presentato un certo numero di
fatture relative all'acquisto di parti che sarebbero state erroneamente
dichiarate come originarie della RPC, mentre in realtà erano originarie
dell'Indonesia. 
(137)   A questo proposito, va
osservato che le soglie di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera b),
del regolamento di base sono molto chiare e pertanto è irrilevante di quanto
l'incidenza delle parti di origine cinese sul costo di produzione delle
biciclette superi la soglia del 60%; ciò che rileva, invece, è che le parti di
origine cinese rappresentino meno del 60% di tale costo di produzione. Inoltre,
nell'elenco degli acquisti fornito dalla società non è stato possibile
rintracciare tali fatture e il valore delle fatture presentate non era tale da
modificare la valutazione originaria della Commissione. Le tesi della società
sono pertanto respinte.
(138)   La società in questione ha
altresì sostenuto che manca una base giuridica tale da consentire il rigetto
della richiesta di esenzione della società, visto che le conclusioni raggiunte
si basano su calcoli senza tenere in debita considerazione la situazione
specifica della società. In risposta a tale obiezione la società ha ricevuto
ulteriori spiegazioni che rispecchiano l'analisi di cui ai considerando da 72 a
75.
(139)   La società ha aggiunto che
l'aumento delle sue importazioni del prodotto oggetto dell'inchiesta coincide
con l'allentamento delle regole del sistema di preferenze generalizzate nei
confronti della Malaysia e di conseguenza l'aumento delle esportazioni della
società nell'Unione nel 2010 non trova la sua giustificazione economica
nell'inasprimento delle misure antidumping istituite nei confronti della RPC.
La controreplica della Commissione è che, sebbene l'allentamento delle regole
del sistema di preferenze generalizzate possa aver contribuito a indurre la
società a esportare nell'Unione, ciò non è in contrasto con la conclusione che
la società ha iniziato l'attività dopo l'aumento dei dazi antidumping nei
confronti della RPC e che la sua fonte di approvvigionamento delle parti è
stata principalmente la RPC (cfr. considerando 73). L'argomentazione addotta
dalla parte è stata quindi respinta.
(140)   La stessa società ha anche
affermato che è mancata la dovuta verifica dei dati da essa comunicati
riguardanti il valore delle parti di biciclette acquistate e utilizzate, non
essendo stata operata alcuna distinzione tra parti acquistate e parti impiegate.
A tale proposito si fa notare che, secondo i dati presentati dalla società, il
valore delle parti acquistate e di quelle utilizzate è risultato identico.
Inoltre, il valore dichiarato delle parti acquistate nel 2011 corrispondeva al
valore delle parti impiegate riportato nella relazione annuale della società
relativa al 2011. I dati relativi all'acquisto e all'impiego delle parti,
comunicati per il periodo di riferimento e per il 2010, sono stati accettati
così come dichiarati dalla società. La tesi addotta è stata quindi respinta. 
(141)   La società in questione ha
presentato ulteriori dati della struttura dei costi per ogni modello di
prodotto a dimostrazione del presunto rispetto dell'obbligo che impone che le
parti la cui fonte di approvvigionamento sia la RPC non devono superare il 60%
del valore complessivo delle parti del prodotto assemblato. Tali informazioni
contrastano con i dati della struttura dei costi, distinti per modello,
raccolti e verificati in loco per determinati modelli per i quali è stato
confermato il mancato rispetto, da parte della società, della soglia del 60%.
Le nuove informazioni presentate in merito dalla società non erano suffragate
da alcun elemento di prova e, in sostanza, erano in contrasto con i dati
verificati. Per questo motivo le informazioni non sono state prese in
considerazione. 
(142)   La società ha affermato anche
di aver agito in buona fede, adducendo il presunto rispetto del regolamento
(CE) n. 1063/2010 della Commissione[16],
che stabilisce le norme di origine applicabili. Va, in questo contesto,
rilevato che lo scopo dell'inchiesta antielusione non è verificare il rispetto
delle norme di origine applicabili. Questo tipo di verifica non è stato
effettuato nel quadro della presente inchiesta antielusione e, di conseguenza,
il presunto rispetto delle norme di origine non può, in questo caso, essere
confermato. Per questo motivo, nel caso in esame il presunto rispetto delle
norme di origine non esclude in alcun modo la possibilità di pratiche di
elusione ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base[17]. È pertanto sulla base di
queste considerazioni che l'argomentazione è respinta. 
(143)   La società ha infine sostenuto
che il calcolo del margine di dumping avrebbe dovuto essere effettuato sulla
base dei dati specifici della società. La richiesta è stata accolta, come
dimostra il considerando 75, e la società è stata informata della decisione. 
(144)   Una società dello Sri Lanka ha
contestato la pertinenza dei documenti richiesti durante la visita di verifica
e ha sostenuto che la sua richiesta di esenzione non dovesse essere respinta. A
tale proposito, va sottolineata l'importanza dei documenti attestanti l'origine
delle parti impiegate nell'assemblaggio delle biciclette esportate nell'Unione
ai fini della valutazione del rispetto delle condizioni di cui all'articolo 13,
paragrafo 2, lettera b), del regolamento di base. Come indicato al considerando
37, va aggiunto che i dati presentati dalle società sono risultati
inverificabili. Inoltre, nel corso della visita in loco la società ha ammesso
che in effetti le parti acquistate dalla RPC non erano registrate nel bilancio
e per questo non è stato possibile determinare il rispetto dei criteri di cui
all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base. Le tesi della società
sono pertanto respinte.
(145)   Un'altra società dello Sri
Lanka ha sostenuto che non avrebbe ritirato la richiesta di esenzione se avesse
saputo che le esportazioni verso l'Unione dallo Sri Lanka avrebbero potuto
essere soggette al dazio antidumping esteso allo Sri Lanka a decorrere
dall'apertura dell'inchiesta. Va tuttavia sottolineato che si ritiene che, al
momento del ritiro della richiesta di esenzione, la società fosse cosciente
della possibile applicazione dal dazio antidumping esteso a decorrere dalla
data della registrazione delle importazioni dallo Sri Lanka nell'Unione, ossia
a decorrere dall'apertura dell'inchiesta antielusione. La società è stata
informata di questo possibile sviluppo a tre riprese, ossia attraverso il
considerando 20 del regolamento di apertura, durante un'audizione all'inizio
dell'inchiesta e nel corso della visita in loco. Non è stato quindi possibile
accogliere questa argomentazione. 
(146)   Un'altra società dello Sri
Lanka ha presentato nuove informazioni che avrebbero dovuto essere presentate
prima della visita di verifica; ne consegue che, data la fase avanzata
dell'inchiesta, queste informazioni non hanno più potuto essere verificate. La
società ha inoltre affermato di aver presentato tutte le informazioni
richieste.
(147)   Come indicato ai considerando
39 e 40, la società non ha fornito tutte le informazioni richieste in vista
della loro verifica in loco. In particolare, è risultato inattendibile il
valore di acquisto delle parti di origine locale dichiarato dalla società. Di
conseguenza, non è stato possibile accertare il rispetto dei criteri di cui
all'articolo 13, paragrafo 2, del regolamento di base.
(148)   La società ha sostenuto anche
che la visita in loco sarebbe stata viziata da irregolarità sotto il profilo
linguistico e della durata. A questo riguardo, è opportuno segnalare che la
società è stata costituita di recente e quindi è stata programmata una verifica
di un solo giorno, che ha occupato un'intera giornata lavorativa. Al termine
della verifica, la società non ha chiesto di presentare altre informazioni
aggiuntive che non era stata in grado di fornire durante la verifica. 
(149)   Inoltre, prima della verifica
in loco, la società era stata informata del fatto che la verifica sarebbe stata
condotta in lingua inglese e la parte non ha sollevato alcuna obiezione. Nel
corso della verifica in loco la Commissione è stata tra l'altro accompagnata da
un interprete per ovviare a eventuali problemi di comunicazione linguistica. Va
infine sottolineato che la maggior parte dei documenti presentati dalla società
nel corso della visita di verifica era proprio in lingua inglese, ivi compresa
la documentazione di carattere contabile.
(150)   Alla luce di quanto precede,
sono respinte tutte le argomentazioni addotte dalla società, 
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1.           Considerata la finalità del
presente regolamento, il dazio antidumping definitivo applicabile a "tutte
le altre società", istituito dall'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento
di esecuzione (UE) n. 990/2011 sulle importazioni di biciclette ed altri
velocipedi (compresi i furgoncini a triciclo, ma esclusi gli unicicli o
monocicli), senza motore, originari della Repubblica popolare cinese è esteso
alle importazioni di biciclette ed altri velocipedi (compresi i furgoncini a
triciclo, ma esclusi gli unicicli o monocicli), senza motore, spediti
dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia,
indipendentemente dal fatto che siano o no dichiarati originari dell'Indonesia,
della Malaysia, dello Sri Lanka e della Tunisia, attualmente classificati ai
codici NC ex 8712 00 30 ed ex 8712 00 70 (codici TARIC 8712 00 30 10 e 8712 00
70 91), ad eccezione di quelli prodotti dalle società di seguito elencate:
 Paese || Società || Codice addizionale TARIC 
 Indonesia || P.T. Insera Sena, 393 Jawa Street, Buduran, Sidoarjo 61252, Indonesia || B765 
   || PT Wijaya Indonesia Makmur Bicycle Industries (Wim Cycle), Raya Bambe KM. 20, Driyorejo, Gresik 61177, Jawa Timur Indonesia || B766 
   || P.T. Terang Dunia Internusa, (United Bike), Jl. Anggrek Neli Murni 114 Slipi, 11480, Jakarta Barat, Indonesia || B767 
 Sri Lanka || Asiabike Industrial Limited, No 114, Galle Road, Henamulla, Panadura, Sri Lanka || B768 
   || BSH Ventures (Private) Limited, No. 84, Campbell Place, Colombo-10, Sri Lanka || B769 
   || Samson Bikes (Pvt) Ltd., No 110, Kumaran Rathnam Road, Colombo 02, Sri Lanka || B770 
 Tunisia || Euro Cycles SA, Zone Industrielle Kelaa Kebira, 4060, Sousse, Tunisia || B771 
2.           L'applicazione delle
esenzioni concesse alle società specificatamente elencate al paragrafo 1 del
presente articolo oppure autorizzate dalla Commissione in conformità
all'articolo 2, paragrafo 2, del presente regolamento, è subordinata alla
presentazione alle autorità doganali degli Stati membri di una fattura
commerciale valida, conforme ai requisiti illustrati nell'allegato del presente
regolamento. Qualora non sia presentata tale fattura, si applica il dazio
antidumping di cui al paragrafo 1 del presente articolo.
3.           Il dazio esteso a norma del
paragrafo 1 del presente articolo è riscosso sulle importazioni spedite
dall'Indonesia, dalla Malaysia, dallo Sri Lanka e dalla Tunisia,
indipendentemente dal fatto che siano o no dichiarate originarie
dell'Indonesia, della Malaysia, dello Sri Lanka e della Tunisia, registrate in
conformità all'articolo 2 del regolamento (UE) n. 875/2012 e all'articolo 13,
paragrafo 3, e all'articolo 14, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1225/2009,
ad eccezione che su quelle prodotte dalle società elencate al paragrafo 1. 
4.           Salvo disposizioni contrarie,
si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
1.           Le richieste di esenzione dal
dazio esteso a norma dell'articolo 1 sono presentate per iscritto in una delle
lingue ufficiali dell'Unione europea e devono essere firmate da una persona
autorizzata a rappresentare il richiedente. La richiesta deve essere inviata al
seguente indirizzo:
Commissione
europea
Direzione generale del Commercio
Direzione H
Ufficio: N-105 08/20
1049 Bruxelles/Brussel
Belgique/België
Fax (32 2) 295 65 05
2.           Conformemente
all'articolo 13, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1225/2009
la Commissione, sentito il comitato consultivo, può autorizzare, mediante
decisione, l'esenzione dal dazio esteso a norma dell'articolo 1 del
presente regolamento per le importazioni di società che non eludono le misure
antidumping istituite dal regolamento (UE) n. 990/2011.
Articolo 3
Le autorità doganali sono invitate a
sospendere la registrazione delle importazioni prevista dall'articolo 2 del
regolamento (UE) n. 875/2012.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
Una dichiarazione firmata da un responsabile
del soggetto giuridico che emette la fattura commerciale, redatta secondo il
modello seguente, deve figurare sulla fattura commerciale valida di cui
all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento:
1) nome e funzione del responsabile del
soggetto giuridico che emette la fattura commerciale;
2) testo della dichiarazione: "Il
sottoscritto certifica che il (volume) di (prodotto in esame) venduto
all'esportazione nell'Unione europea e oggetto della presente fattura è stato
fabbricato da (nome e indirizzo della società) (codice addizionale TARIC) in
(paese interessato). Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute
nella presente fattura sono complete ed esatte";
3) data e firma. 
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 228 del 9.9.1993, pag. 1.
[3]               GU L 16 del 18.1.1997, pag. 55.
[4]               GU L 17 del 21.1.1997, pag. 17.
[5]               GU L 175 del 14.7.2000, pag. 39.
[6]               GU L 183 del 14.7.2005, pag. 1.
[7]               GU L 261 del 6.10.2011, pag. 2.
[8]               GU C 71 del 9.3.2012, pag. 10.
[9]               GU L XX del [...], pag. [...].
[10]             GU C 122 del 27.4.2012, pag. 9.
[11]             GU L 188 del 18.7.2009, pag. 93.
[12]             GU C 346 del 14.11.2012, pag. 7.
[13]             GU L XXX del [...], pag.
[...].
[14]             GU L 258 del 26.9.2012, pag. 21.
[15]             Comext è la banca dati delle statistiche del commercio
estero gestita da Eurostat.
[16]             GU L 307 del 23.11.2010, pag. 1.
[17]             Cfr. anche casi precedenti, ad esempio, il considerando 48
del regolamento (CE) n. 388/2008 del Consiglio (GU L 117 dell'1.5.2008.
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