CELEX: C1999/188/67
Language: it
Date: 1999-07-03 00:00:00
Title: Causa T-102/99: Ricorso del signor L contro Commissione delle Comunità europee, presentato il 23 aprile 1999

3.7.1999                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 188/29
Mezzi e principali argomenti                                                — violazione dell’art. 86 del Trattato CE
                                                                                Nel rapporto tra l’emittente via satellite e l’operatore su
                                                                                cavo il solo pagamento che ragionevolmente è dato
La ricorrente, una società di emissioni radiotelevisive di                      di attendersi e quello da parte dell’operatore su cavo
pubblico interesse, avente la sede principale in Francia, i cui                 all’emittente come compenso finanziario per l’autorizza-
azionisti sono tutti enti di servizio pubblico di emissioni                     zione. Se si verifica una situazione contraria, come nel caso
radiotelevisive francofoni della Francia, del Belgio, della Svizze-             delle tariffe imposte dalla Deutsche Telekom, ciò può
ra e del Canada impugna la decisione contenuta nella lettera                    essere solo dovuto all’abuso da parte dell’operatore su cavo
della Commissione del 15 febbraio 1999 che rigetta un                           della posizione dominante che egli ha.
reclamo avente ad oggetto la politica dei prezzi della Deutsche
Telekom, in quanto, con riferimento alla sua televisione                    — violazione del principio generale di sana amministrazione,
commerciale su cavo, la Deutsche Telekom applica un sistema                     degli artt. 86 e 155 del Trattato CE e dell’art. 3, n. 1, del
di doppia tassazione, che pretende il pagamento da parte dei                    regolamento del Consiglio n. 17/62
teleradio-emittenti, come la ricorrente, nonché del consumato-
re finale (gli utenti delle case collegate al cavo).                            Nel respingere il reclamo della ricorrente, la Commissione
                                                                                si è semplicemente limitata a seguire il precedente da lei
                                                                                stessa creato nella sua relazione ad interim del 22 ottobre
                                                                                1993 nel caso IV/34.463 - VPRT/Deutsche Telekom, dove
La ricorrente fa valere che la lettera della Commissione                        la Commissione si è assunta un compito che non le
15 febbraio 1999 deve essere considerata come contenente                        competeva e ha operato al di fuori dei suoi obblighi
une decisione definitiva che rigetta il reclamo                                 derivantigli dall’art. 155 e del regolamento n. 17/62. La
                                                                                Commissione ha pertanto, senza alcuna necessità né
                                                                                giustificazione, in forza del caso VPRT e senza consultare i
— perché è basata esclusivamente su una definizione di                          terzi, implicitamente, ma comunque già definitivamente
     distribuzione via cavo nel senso che comprende due diversi                 data la sua autorizzazione alla Deutsche Telekom di
     servizi: uno reso all’emittente su satellite e l’altro agli utenti         prelevare la tassa controversa nei confronti degli emittenti
     nelle case collegati via cavo, che porta automaticamente                   su satellite.
     alla conclusione che un imprenditore commerciale presta-
     tore di questi due servizi può chiedere un distinto corrispet-
     tivo dei loro rispettivi beneficiari;
— perché la definizione della Commissione di distribuzione
     via cavo non è limitata alla Deutsche Telekom, ma riguarda
     tutti gli operatori su cavo ovunque essi siano stabiliti nella
     Comunità;                                                              Ricorso del signor L contro Commissione delle Comunità
                                                                                         europee, presentato il 23 aprile 1999
— perché la Commissione è già pervenuta alla sua definizione                                        (Causa T-102/99)
     di distribuzione via cavo come comprensiva di due separati
     servizi e a principio della tariffa nei confronti degli
     emittenti su satellite, in un cosı̀ detto Interim Report del                                    (1999/C 188/67)
     22 ottobre 1993 nel caso n. IV/34.463 VPRT/Deutsche
     Telekom.
                                                                                              (Lingua processuale: il francese)
La ricorrente deduce:                                                       Il 26 aprile 1999, il signor L rappresentato dagli avv.ti
                                                                            Jean-Noël Louis, Greta-Françoise Parmentier e Véronique Peere,
                                                                            del foro di Bruxelles con domicilio eletto in Lussemburgo
                                                                            presso la Fiduciaire Myson SARL, 30, rue de Cessange, ha
— violazione degli artt. 60 e 86 del Trattato CE                            presentato dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
                                                                            europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità
     La Commissione confonde tra il vantaggio economico che                 europee.
     l’uso autorizzato da parte di un’impresa del prodotto di
     un’altra impresa può produrre a quest’ultima e il concetto
                                                                            La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
     di «servizio». Nel caso di distribuzione via cavo non
     vengono offerti servizi dall’operatore su cavo all’emittente.
     Al contrario, l’operatore su cavo sceglie egli stesso tra i            — annullare le decisioni di rigetto opposte alle domande del
     programmi già esistenti su onde radio o da satellite quei                  ricorrente del 25 febbraio 1998 intesa al riconoscimento
     segnali con i quali egli intende comporre la sua offerta via               del suo stato di «convivente registrato» e dell’11 maggio
     cavo agli utenti collegati, se e quando egli ottiene le                    1998 mirante alla concessione, per se stesso e per la sua
     corrispondenti autorizzazioni degli emittenti a che i loro                 convivente, di tutti i diritti privilegi e benefici concessi ai
     segnali vengano ritrasmessi via cavo. L’unico servizio                     dipendenti coniugati e i loro coniugi,
     offerto e prestato dietro corrispettivo è l’offerta via cavo
     agli utenti nelle case collegate.                                      — condannare la convenuta alle spese.
 ---pagebreak--- C 188/30                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          3.7.1999
Motivi e principali argomenti                                                  Motivi e principali argomenti
Il ricorrente sostiene che la Commissione è tenuta a riconoscere               Il ricorrente, lo stesso che nelle cause T-7/98 (1) e T-208/98 (2),
il suo status personale quale risulta dal contratto di convivenza              impugna la decisione della Convenuta di accettare la sua
che ha legittimamente concluso con la sua convivente nei Paesi                 domanda di dimissioni e di mettere fine al suo rapporto di
Bassi. In quanto, conformemente alla legge dei Paesi Bassi,                    lavoro.
l’istituzione di «convivente registrato» comporta per sé e per la
sua convivente diritti e obblighi ampiamente equivalenti a
quelli derivati da un contratto di matrimonio, egli ritiene che                A sostegno delle sue pretensioni, il ricorrente fa valere:
occorre fissare i suoi diritti statutari e quelli della sua convivente
in relazione a quelli riconosciuti dalle disposizioni comunitarie              — la nullità, per incapacità naturale, della sua domanda di
ai suoi colleghi coniugati.                                                         dimissioni. A suo avviso, questa è stata presentata sotto
                                                                                    uno stato di depressione ansiosa, motivata tra l’altro dalle
Secondo il ricorrente il rifiuto da parte della Commissione di                      pressioni psicologiche di cui sarebbe stato oggetto.
riconoscere il suo status di convivente registrato:
                                                                               — che, qualora il lavoratore dimissionario dichiari l’intenzio-
— viola il principio di competenza di attribuzione, sancito                         ne di prestare l’attività lavorativa anche durante il periodo
      dall’art. del Trattato CE;                                                    di preavviso, il rapporto di lavoro continua a produrre i
                                                                                    suoi effetti giuridici ed economici pleno jure al termine del
— viola il principio dell’unicità dello status personale del                        preavviso.
      cittadino comunitario;
                                                                               Su quest’ultimo punto viene precisato che il ricorrente è stato
— viola i principi di parità di trattamento e di libera circolazio-
                                                                               malato dal 28.9.1998 al 6.12.1998, dall’8.1.1999 al 7.2.1999.
      ne dei 1avoratori;
                                                                               e dal 15.2.1999 in poi, e che il preavviso decorreva dal
— viola il diritto al rispetto della vita privata e quindi l’art. 8            7.12.1998 (quando ha ripreso il servizio dopo il primo periodo
      della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti                di malattia), e che dei tre mesi cui aveva diritto lo stesso ha
      dell’uomo e delle libertà fondamentali; e                                lavorato soltanto per 38 giorni, ivi compreso parte del congedo
                                                                               ordinario. Pertanto, il ricorrente avrebbe avuto diritto a
— viola gli artt. 27, 62, 71 e 72 e seguenti e 77 e seguenti                   prestare la propria attività per altri 63 giorni. Di conseguenza,
      dello Statuto del personale.                                             la lettera del 25.2.1999 ed il successivo comportamento della
                                                                               BEI non potrebbero che essere qualificati come ingiustificato
                                                                               licenziamento.
                                                                               (1) De Nicola/BEI (GU C 94 del 28.3.1998, p. 30).
                                                                               (2) De Nicola/BEI (GU C 71 del 13.3.1999, p. 31).
Ricorso di De Nicola Carlo contro la Banca europea degli
            investimenti, proposto il 2 maggio 1999
                           (Causa T-109/99)
                            (1999/C 188/68)
                                                                                       Cancellazione dal ruolo della causa T-46/96 (1)
                      (Lingua processuale: l’italiano)
                                                                                                         (1999/C 188/69)
Il 2 maggio 1999 De Nicola Carlo, con l’avvocato Luigi Isola,
del foro di Roma, con domicilio eletto in Lussemburgo presso
il Sig. Cesare Berloni, 59, route de Longwy, ha proposto
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee                                          (Lingua processuale: l’inglese)
un ricorso contro la Banca europea degli investimenti.
                                                                               Con ordinanza 8 febbraio 1999, il presidente della Quinta
Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                  Sezione ampliata del Tribunale di primo grado delle Comunità
                                                                               europee ha disposto la cancellazione dal ruolo della causa
— annullare la lettera del 25.2.1999 con la quale la BEI                       T-46/96: Whirlpool Sweden AB e Whirlpool SMC Microwave
      ha licenziato i ricorrente nonché tutti gli atti connessi,               Products Development Ltd. contro Consiglio dell’Unione
      presupposti e conseguenti;                                               europea.
— condannare la resistente BEI al pagamento delle spese di
      lite.                                                                    (1) GU C 180 del 22.6.1996.