CELEX: 52004PC0731
Language: it
Date: 2004-10-29
Title: Proposta modificata di regolamento del Consiglio relativo al commercio di determinati dispositivi e prodotti che potrebbero essere utilizzati per la pena di morte, per la tortura o per trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                   Bruxelles, 29.10.2004
                                                   COM(2004)731 definitivo
                                 Proposta modificata di
                         REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
   relativo al commercio di determinati dispositivi e prodotti che potrebbero essere
    utilizzati per la pena di morte, per la tortura o per trattamenti o pene crudeli,
                                 inumani o degradanti
   (presentata dalla Commissione a norma dell’articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)
IT                                                                                       IT
 ---pagebreak---                                           RELAZIONE
   (1) L'obiettivo della proposta modificata acclusa, che sostituisce il COM(2002)770 del 30
       dicembre 2002, è quello di istituire uno specifico regime per il commercio dei
       dispositivi e dei prodotti che potrebbero essere utilizzati per la tortura o per trattamenti
       o pene crudeli, inumani o degradanti. Tale regime dovrebbe contribuire ad impedire
       violazioni del diritto umano fondamentale di non essere sottoposti a tortura né a
       trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, obiettivo tra i più importanti
       dell'Unione europea, come sottolineato negli "Orientamenti per una politica dell'UE in
       materia di tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti" adottati dal
       Consiglio (Affari generali) il 9 aprile 2001. Gli orientamenti esprimono chiaramente la
       posizione dell'UE sulla prevenzione dell'uso, della produzione e del commercio dei
       dispositivi in questione.
   (2) Gli orientamenti suddetti precisano inoltre che la proibizione di pene crudeli, inumane
       o degradanti pone chiari limiti all'uso della pena di morte, su cui il Consiglio ha
       adottato orientamenti per la politica dell'UE nei confronti dei paesi terzi il 29 giugno
       1998.
   (3) La presente proposta modificata conferma la maggior parte degli elementi della
       proposta iniziale (COM(2002)770) relativi ai diritti umani, in particolare la
       giustificazione delle restrizioni in base alle norme dell’OMC. Una modifica
       importante riguarda la definizione degli “altri trattamenti o delle altre pene crudeli,
       inumani o degradanti”, che è stata allineata con una delle rare dichiarazioni
       internazionali sulla distinzione tra questo concetto e il concetto di tortura, l’unico ad
       essere definito negli accordi internazionali pertinenti.
   (4) Si suggerisce di apportare agli elenchi di dispositivi e prodotti oggetto delle restrizioni
       proposte alcune modifiche minori riguardanti le dimensioni delle manette normali e il
       voltaggio minimo necessario per le scariche elettriche prodotte dalle pistole con
       proiettili di gomma e dai dispositivi analoghi.
   (5) Si è inoltre rielaborato il testo per vietare esplicitamente l’esportazione di dispositivi
       che possono essere impiegati per la pena di morte ma hanno anche usi legittimi (il cui
       elenco non figura nella proposta modificata) destinati alle autorità incaricate di
       applicare la legge nei paesi che non hanno abolito la pena di morte. La proposta
       modificata prevede inoltre una procedura specifica per la revisione e la modifica degli
       elenchi di dispositivi e di prodotti.
   (6) Le principali modifiche della proposta iniziale riguardano il quadro amministrativo. I
       criteri decisionali sono stati ridefiniti onde garantire alle autorità competente il
       margine discrezionale necessario per pronunciarsi sulle richieste di autorizzazioni
       specifiche. Il testo proposto impone di tener conto dei criteri contenuti nelle due serie
       di orientamenti pertinenti, per consentire all’autorità competente di decidere se
       respingere la richiesta di autorizzazione o se sia più opportuno subordinare la
       concessione dell’autorizzazione a determinate condizioni volte ad evitare che i
       dispositivi o i prodotti in questione vengano utilizzati per atti vietati dal regolamento.
   (7) Si sono riesaminate e semplificate le procedure per gli scambi di informazioni sulle
       decisioni prese dalle autorità competenti e si è aggiunto come allegato IV un
       formulario di autorizzazione comune.
IT                                              2                                                   IT
 ---pagebreak---    (8) Per agevolare l’applicazione del regolamento, la proposta modificata prevede che esso
       sia applicato al “territorio doganale” definito nel codice doganale.
   (9) Si sono infine modificate le disposizioni sui servizi per allinearle con l’articolo 133 del
       trattato CE e si è soppresso l’obbligo di autorizzare i servizi di intermediazione per i
       dispositivi con usi illeciti e legittimi, in modo da semplificare per quanto possibile le
       formalità amministrative.
IT                                                3                                                IT
 ---pagebreak---                                              Proposta modificata di
                                  REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
        relativo al commercio di determinati dispositivi e prodotti che potrebbero essere
          utilizzati per la pena di morte, per la tortura o per trattamenti o pene crudeli,
                                             inumani o degradanti
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,
   vista la proposta della Commissione1,
   considerando quanto segue:
   (1)      Poiché il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali costituisce, ai sensi
            dell'articolo 6 del trattato sull'Unione europea, uno dei principi comuni agli Stati
            membri, la Comunità ha deciso nel 1995 di farne un elemento essenziale delle sue
            relazioni con i paesi terzi. Si è deciso pertanto di inserire una clausola in tal senso in
            tutti i nuovi accordi di commercio, di cooperazione e di associazione a carattere
            generale conclusi con i paesi terzi.
   (2)      L'articolo 5 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, l'articolo 7 del Patto
            internazionale relativo ai diritti civili e politici e l'articolo 3 della Convenzione europea
            per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali contengono
            un'incondizionata proibizione generale della tortura e delle trattamenti o pene crudeli,
            inumani o degradanti. Altri testi, in particolare la Dichiarazione delle Nazioni Unite
            contro la tortura2 e la Convenzione delle Nazioni Unite del 1984 contro la tortura e
            altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti, impongono agli Stati di
            impedire la tortura.
   (3)      L'articolo 2, paragrafo 2 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea3 vieta
            la condanna alla pena di morte e la sua esecuzione. Il 29 giugno 1998, il Consiglio ha
            approvato gli "Orientamenti per una politica dell'UE nei confronti dei paesi terzi in
            materia di pena di morte" decidendo che l'Unione europea si sarebbe attivata per farla
            abolire in tutto il mondo.
   (4)      L'articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea vieta la tortura e
            gli altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti. Il 9 aprile 2001 il Consiglio
            ha adottato gli "Orientamenti per una politica dell'UE nei confronti dei paesi terzi in
            materia di tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti". Tali
   1
            GU C […] del […], pag. […].
   2
            Risoluzione 3452 (XXX) del 9.12.1975 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
   3
            GU C 364 del 18.12.2000, pag. 1.
IT                                                      4                                                 IT
 ---pagebreak---        Orientamenti presentano sia l'adozione del Codice di condotta dell'Unione europea in
       materia di esportazione di armi del 1998 che la progressiva introduzione in tutta
       l’UE di controlli sulle esportazioni di dispositivi paramilitari la prevista
       introduzione di controlli sulle esportazioni di dispositivi paramilitari come esempi di
       misure atte a contribuire efficacemente alla prevenzione della tortura e degli altri
       trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti nel quadro della politica estera e di
       sicurezza comune. Essi evidenziano inoltre la necessità di sollecitare i paesi terzi ad
       impedire l'utilizzazione, la produzione e il commercio di dispositivi concepiti per
       infliggere torture e per trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, nonché l’uso
       improprio di qualsiasi altro dispositivo per gli scopi suddetti e sottolineano che il
       divieto di pene crudeli, inumane o degradanti impone chiari limiti all'uso della pena di
       morte.
   (5) Nella sua risoluzione sulla tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o
       degradanti, adottata il 25 aprile 2001 e appoggiata dagli Stati membri dell'UE, la
       Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo ha invitato i membri delle
       Nazioni Unite a prendere misure appropriate, anche di carattere legislativo, per
       prevenire e vietare, tra l'altro, l'esportazione di dispositivi specificamente concepiti per
       infliggere torture e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti. Questo punto
       è stato confermato da una risoluzione adottata dalle risoluzioni adottate il 16 aprile
       2002 e il 23 aprile 2003.
   (6) Il 3 ottobre 2001, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione4 sulla seconda
       relazione annuale del Consiglio ai sensi della misura operativa n. 8 del codice di
       condotta dell’Unione europea per le esportazioni di armi, sollecitando la Commissione
       ad agire rapidamente per la presentazione di un appropriato meccanismo comunitario
       che includa il divieto di promozione, commercio ed esportazione di attrezzature di
       polizia e di sicurezza il cui uso sia in sé crudele, inumano o degradante e ad assicurare
       che il suddetto meccanismo comunitario sospenda il trasferimento di attrezzature i cui
       effetti clinici non siano pienamente noti, nonché il trasferimento di attrezzature il cui
       uso, nella pratica, ha rivelato un rischio sostanziale di abusi o di lesioni ingiustificate.
   (7) Occorre pertanto stabilire norme comunitarie sul commercio con i paesi terzi dei
       dispositivi e dei prodotti che potrebbero essere utilizzati per la tortura o per trattamenti
       o pene crudeli, inumani o degradanti, in modo da promuovere il rispetto della vita
       umana e dei diritti fondamentali dell'uomo tutelando, di conseguenza, la morale
       pubblica. Queste norme impedirebbero agli operatori economici comunitari di trarre
       vantaggio dagli scambi che promuovono o comunque agevolano l'attuazione di
       politiche in materia di pena di morte, tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani
       o degradanti incompatibili con gli Orientamenti pertinenti dell'UE, con la Carta dei
       diritti fondamentali dell'Unione europea e con le convenzioni e i trattati internazionali.
   (8) Ai fini del presente regolamento, si ritiene opportuno applicare le definizioni della
       tortura e degli altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti contenute nella
       convenzione delle Nazioni Unite del 1984 contro la tortura ed altri trattamenti o pene
       crudeli, inumani o degradanti e nella risoluzione 3452(XXX) dell’Assemblea
       generale delle Nazioni Unite. Queste definizioni vanno interpretate in funzione della
       giurisprudenza sull'interpretazione dei termini corrispondenti nella Convenzione
   4
       GU C 87 dell'11.4.2002, pag. 136.
IT                                                5                                                 IT
 ---pagebreak---         europea sui diritti dell'uomo e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
        nei testi pertinenti adottati dall’UE o dai suoi Stati membri.
   (9)  Occorre vietare le esportazioni e le importazioni di dispositivi che in pratica possono
        essere usati solo per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene
        crudeli, inumani o degradanti. A tale riguardo, va osservato che l'articolo 33 delle
        norme minime standard delle Nazioni Unite per il trattamento dei prigionieri5
        proibisce l'uso di ferri e catene.
   (10) Occorre inoltre istituire controlli sulle esportazioni di determinati dispositivi e prodotti
        che potrebbero essere usati per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o
        pene crudeli, inumani o degradanti, ma che hanno anche usi legittimi. I controlli in
        questione dovrebbero riguardare i dispositivi progettati in modo da poter essere
        agevolmente utilizzati per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene
        crudeli, inumani o degradanti, nonché i dispositivi e i prodotti utilizzati per applicare
        la legge; utilizzati principalmente per applicare la legge nonché, sempre che tali
        controlli non siano eccessivi, tutti gli altri dispositivi e prodotti che potrebbero
        essere usati impropriamente per la pena di morte, per la tortura o per altri
        trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, tenendo conto del modello e
        delle caratteristiche tecniche.
   (11) L'articolo 3 del codice di condotta per i funzionari incaricati di applicare la legge6
        limita il ricorso ai dispositivi utilizzati per applicare la legge ai casi di assoluta
        necessità, nella misura richiesta dallo svolgimento delle loro funzioni. Conformemente
        ai principi di base sull'uso della forza e delle armi da fuoco da parte dei funzionari
        incaricati di applicare la legge, adottati nel 1990 dall'ottavo congresso delle Nazioni
        Unite sulla prevenzione dei delitti e sul trattamento dei colpevoli, nello svolgimento
        delle loro funzioni i funzionari incaricati di applicare la legge devono utilizzare per
        quanto possibile mezzi non violenti prima di ricorrere alla forza e alle armi da fuoco.
   (12) I principi di base suddetti caldeggiano pertanto la produzione di armi paralizzanti non
        letali da usare in circostanze appropriate e comunque sotto una rigorosa sorveglianza.
        Determinati dispositivi utilizzati tradizionalmente dalla polizia come strumenti
        antisommossa o di autodifesa sono stati modificati affinché li si possa usare per
        provocare scosse elettriche o rilasciare sostanze chimiche paralizzanti. In molti paesi,
        tuttavia, questi dispositivi vengono utilizzati impropriamente per la tortura o per altri
        trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti.
   (13) I principi di base suddetti impongono di fornire dispositivi di autodifesa ai funzionari
        incaricati di applicare la legge. Il presente regolamento, tuttavia, non si applica al
        commercio dei dispositivi tradizionali di autodifesa come gli scudi.
   (14) Il presente regolamento si applica anche al commercio delle sostanze chimiche
        paralizzanti, quali i gas lacrimogeni e le sostanze antisommossa.
   5
        Approvate con le risoluzioni 663 C (XXIV) del 31.7.1957 e 2076(LXII) del 13.5.1977 del Consiglio
        economico e sociale delle Nazioni Unite.
   6
        Risoluzione 34/169 del 17.12.1979 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
IT                                                  6                                                    IT
 ---pagebreak---    (15) Le norme minime standard delle Nazioni Unite per il trattamento dei prigionieri7
        vietano inoltre di usare strumenti di contenzione a scopo punitivo; questi dispositivi
        possono essere usati solo per impedire l'evasione durante un trasferimento, per motivi
        medici sotto la guida di un operatore sanitario oppure, qualora gli altri metodi di
        controllo si rivelino inefficaci, per impedire a un prigioniero di ferirsi, di ferire altre
        persone o di fare danni.
   (16) Conformemente agli Orientamenti per una politica dell'UE nei confronti dei paesi terzi
        in materia di tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, le
        relazioni periodiche dei capi missione nei paesi terzi devono comprendere un'analisi
        della frequenza con cui si ricorre, nello Stato presso il quale sono accreditati, alla
        tortura o agli altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti e delle misure prese
        per ovviare a questa situazione. Nel decidere se concedere o meno un'autorizzazione,
        le autorità competenti devono tener conto di queste relazioni e dei documenti analoghi
        presentati dalle organizzazioni internazionali e dalle organizzazioni della società
        civile competenti. Nelle relazioni suddette deve figurare anche una descrizione dei
        dispositivi utilizzati nei paesi terzi per la pena di morte, per la tortura o per altri
        trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti.
   (17) Per contribuire all'abolizione della pena di morte nei paesi terzi e alla prevenzione
        della tortura e degli altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, occorre
        imporre restrizioni sulla prestazione ai paesi terzi di assistenza tecnica connessa ai
        servizi connessi al funzionamento e all'uso di tutti i dispositivi e prodotti oggetto del
        presente regolamento. Per lo stesso motivo, occorre Occorre inoltre vietare la
        prestazione di servizi di intermediazione per le transazioni commerciali
        riguardanti dispositivi che in pratica possono essere usati solo per la pena di
        morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti.
        imporre restrizioni sulla prestazione dei servizi che promuovono le vendite dei
        dispositivi e dei prodotti oggetto del presente regolamento, come il brokeraggio, a
        prescindere dal fatto che i dispositivi in questione siano stati o siano destinati ad essere
        immessi in libera pratica, in un qualsiasi momento, nel territorio della Comunità.
   (18) Le misure di cui al presente regolamento, volte a combattere il ricorso alla pena di
        morte, alla tortura e agli altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti nei paesi
        terzi, comprendono restrizioni agli scambi con paesi terzi di dispositivi e prodotti che
        potrebbero essere utilizzati per la pena di morte, per la tortura o per trattamenti o pene
        crudeli, inumani o degradanti. Si ritiene superfluo instaurare controlli di questo tipo
        sulle transazioni all'interno della Comunità, poiché la pena di morte non esiste negli
        Stati membri e le misure di salvaguardia attuali bastano ad impedire questi ultimi
        avranno adottato opportune misure per dichiarare illegale e impedire l'uso della
        tortura e degli altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti.
   (19) Conformemente agli Orientamenti per una politica dell'UE nei confronti dei paesi terzi
        in materia di tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti, per
        combattere efficacemente il ricorso alla tortura e agli altri trattamenti o pene crudeli,
        inumani o degradanti occorre completare le restrizioni al commercio con i paesi terzi
        con prendere misure volte a impedire l'uso, la produzione e il commercio di
   7
        approvate con le risoluzioni 663 C (XXIV) del 31.7.1957 e 2076(LXII) del 13.5.1977 del Consiglio
        economico e sociale delle Nazioni Unite.
IT                                                 7                                                     IT
 ---pagebreak---         dispositivi concepiti per infliggere torture e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o
        degradanti. È compito degli Stati membri imporre ed applicare le necessarie
        restrizioni all'uso e alla produzione di tali dispositivi.
   (20) L'elenco Gli elenchi dei dispositivi e dei prodotti oggetto del presente regolamento
        deve devono essere riesaminatio entro un lasso di tempo ragionevole periodicamente
        in funzione dei nuovi dati e degli sviluppi tecnologici. Occorre inoltre definire una
        procedura specifica per modificare gli elenchi suddetti.
   (21) La Commissione e gli Stati membri devono informarsi reciprocamente delle misure
        prese a norma del presente regolamento e comunicarsi tutte le altre informazioni
        pertinenti di cui dispongono.
   (22) Le misure concrete necessarie per l’applicazione del presente regolamento sono
        misure di gestione portata generale ai sensi dell’articolo 2 della decisione
        1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle
        competenze di esecuzione conferite alla Commissione8. Tali misure devono quindi
        essere adottate mediante la procedura di gestione regolamentazione di cui all’articolo
        4 5 di detta decisione.
   (23) Gli Stati membri devono stabilire norme relative alle sanzioni previste in caso di
        violazione delle disposizioni del presente regolamento e garantirne l'applicazione. Le
        sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
   (24) Il presente atto rispetta i diritti fondamentali e i principi riconosciuti, in particolare,
        dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                            Capitolo I
                  Oggetto, campo di applicazione e definizioni
                                              Articolo 1
                                  Oggetto e campo di applicazione
   1.     Il presente regolamento stabilisce le norme comunitarie che disciplinano gli scambi
          con i paesi terzi dei dispositivi e dei prodotti che potrebbero essere utilizzati per la
          tortura o per trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti.
   2.     Il presente regolamento non si applica alla prestazione di servizi quando essa
          comporti spostamenti transfrontalieri di persone fisiche.
   8
        GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
IT                                                8                                                 IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 2
                                                 Definizioni
   Ai fini del presente regolamento si intende per:
   (a)      "tortura": qualsiasi atto mediante il quale sono intenzionalmente inflitti ad una
            persona dolore o sofferenze forti, fisiche o mentali, al fine segnatamente di ottenere
            da essa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che
            essa o una terza persona ha commesso o è sospettata aver commesso, di intimorirla o
            di far pressione su di lei o di intimorire o di far pressione su una terza persona, o per
            qualsiasi altro motivo fondato su qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale
            dolore o tali sofferenze siano inflitti da un agente della funzione pubblica o da ogni
            altra persona che agisca a titolo ufficiale, o su sua istigazione, o con il suo consenso
            espresso o tacito. Tale termine non si estende al dolore o alle sofferenze risultanti
            unicamente da sanzioni legittime, inerenti a tali sanzioni o da esse cagionati. La
            pena di morte non è considerata in nessun caso una sanzione legittima; , fermo
            restando che la pena di morte non è una sanzione legittima ai fini del presente
            regolamento;
   (b)      "altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti": qualsiasi atto mediante il
            quale sono intenzionalmente inflitti ad una persona dolore o sofferenze forti, fisiche
            o mentali, qualora tale dolore o tali sofferenze siano inflitti da un agente della
            funzione pubblica o da ogni altra persona che agisca a titolo ufficiale, o su sua
            istigazione, o con il suo consenso espresso o tacito. Tale termine non si estende al
            dolore o alle sofferenze risultanti unicamente da sanzioni legittime, inerenti a tali
            sanzioni o da esse cagionati. La pena di morte non è considerata in nessun caso
            una sanzione legittima; fermo restando che la pena di morte non è una sanzione
            legittima ai fini del presente regolamento;
   (c)      "autorità incaricata di applicare la legge": qualsiasi autorità incaricata della
            prevenzione, dell'individuazione, delle indagini, della lotta e della repressione in
            campo criminale, compresi la polizia, i pubblici ministeri, le autorità giudiziarie, le
            autorità carcerarie pubbliche e private nonché, se del caso, le forze di sicurezza dello
            Stato e le autorità militari;
   (d)      "operazione di esportazione": l’uscita dei beni dal territorio doganale della
            Comunità definito all’articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2913/1992 che
            istituisce un codice doganale comunitario9; l'esportazione, la riesportazione, la
            vendita, il trasferimento, la consegna o la spedizione, diretti o indiretti, a qualsiasi
            persona, entità o organismo di un paese terzo o a qualsiasi persona, entità o
            organismo ai fini di qualsiasi attività commerciale svolta sul o gestita dal territorio di
            un paese terzo;
   (e)      "operazione d'importazione": l'introduzione di merci nel territorio doganale della
            Comunità definito all’articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2913/1992 che
            istituisce un codice doganale comunitario;
   9
           GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1, modificato.
IT                                                     9                                               IT
 ---pagebreak---    (f) “assistenza tecnica”: qualsiasi ausilio tecnico connesso a riparazione, sviluppo,
       fabbricazione, assemblaggio, prova, manutenzione o qualsiasi altro servizio
       tecnico e che può assumere tra l'altro le seguenti forme: istruzione, pareri,
       formazione, trasmissione di conoscenze operative o di competenze o servizi di
       consulenza;
   (g) "attività di intermediazione": il fatto di negoziare o di concludere contratti
       contenenti un impegno a fornire dispositivi o prodotti oggetto del presente
       regolamento i quali, vista l’ubicazione dei dispositivi o dei prodotti in questione,
       possono essere onorati solo se la fornitura è preceduta da un’operazione di
       importazione o di esportazione, senza accettare l’impegno di fornitura e senza
       avviare un’operazione di importazione o di esportazione;
   (h) “museo”: un’istituzione il cui scopo, o il cui scopo principale, è conservare,
       nell’interesse dei cittadini, una collezione di interesse storico, artistico o
       scientifico che comprende o potrebbe comprendere i dispositivi oggetto del
       presente regolamento e il cui mantenimento viene finanziato, interamente o
       principalmente, da un ente pubblico;
   (i) "autorità competente": un’autorità di uno degli Stati membri, che figura
       nell’elenco dell’allegato I, abilitata a prendere decisioni sulle richieste di
       autorizzazioni a norma dell’articolo 10, paragrafo 1;
   (j) “richiedente”:
       (1)    nel caso delle operazioni di esportazione di cui agli articoli 3 o 5, qualsiasi
              persona fisica o giuridica titolare di un contratto con un destinatario in un
              paese terzo e autorizzata a decidere l’invio dei dispositivi o dei prodotti
              oggetto del presente regolamento al di fuori del territorio doganale della
              Comunità al momento in cui è accettata la dichiarazione in dogana;
       (2)    se la persona giuridica di cui al paragrafo 1 non è stata costituita
              conformemente alla legislazione di uno Stato membro e non ha una sede
              fissa nella Comunità, la persona fisica o giuridica che effettuerà
              l'operazione di esportazione;
       (3)    se la persona fisica di cui al paragrafo 1 non ha né un indirizzo
              permanente né la residenza abituale nella Comunità, la persona fisica o
              giuridica che effettuerà l'operazione di esportazione;
       (4)    nel caso delle operazioni di importazione e delle prestazioni di servizi di
              cui all’articolo 4, il museo che esporrà i dispositivi;
       (5)    nel caso delle prestazioni di servizi di cui agli articoli 3 e 5, la persona
              fisica o giuridica che fornirà il servizio.
   (f) "autorità competente": una delle autorità elencate nell'allegato III;
   (g) "territorio della Comunità": tutti i territori degli Stati membri a cui si applica il
       trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni ivi previste.
IT                                            10                                              IT
 ---pagebreak---                                           Capitolo II
     Dispositivi che in pratica possono essere usati solo per la pena di
       morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli,
                                  inumani o degradanti
                                             Articolo 3
                                      Divieto di esportazione
   1.    Sono vietate tutte le operazioni di esportazione per i dispositivi che in pratica
         possono essere usati solo per la pena di morte, per la tortura o per altri
         trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti elencati nell'allegato II,
         indipendentemente dalla loro origine.
         Sono vietati la concessione, la vendita, la fornitura o il trasferimento, diretti o
         indiretti, È vietato prestare, anche gratuitamente, a qualsiasi persona, entità o
         organismo di un paese terzo i seguenti servizi: o a qualsiasi persona, entità o
         organismo ai fini di qualsiasi attività commerciale svolta sul o gestita dal territorio di
         un paese terzo, di consulenza,
         (a)    assistenza o formazione tecnica relativae al funzionamento, all'uso, alla
                produzione, alla composizione o alla trasformazione dei ai dispositivi elencati
                nell'allegato II;
         (b)    Sono vietati il brokeraggio e le attività analoghe volte a facilitare o a
                promuovere le operazioni di esportazione dei dispositivi in questione attività
                di intermediazione per le operazioni di esportazione riguardanti i
                dispositivi elencati all’allegato II.
   2.    In deroga al paragrafo 1, unl'autorità competente può autorizzare un'operazione di
         esportazione per i dispositivi elencati nell'allegato II, nonché la prestazione dei
         servizi connessi, purché si dimostri che il paese terzo nel quale saranno esportati i
         dispositivi li utilizzerà per l'esposizione al pubblico in un museo in considerazione
         del loro valore storico.
                                             Articolo 4
                                      Divieto d'importazione
   1.    Sono vietate tutte le operazioni d'importazione per i dispositivi elencati nell'allegato
         II, indipendentemente dalla loro origine.
         Sono vietati la concessione, la vendita, la fornitura o il trasferimento, diretti o
         indiretti, È vietata la prestazione, anche gratuita, da parte di qualsiasi persona,
         entità o organismo di un paese terzo a qualsiasi persona, entità o organismo della
         Comunità dei seguenti servizi:di un paese terzo o a qualsiasi persona, entità o
         organismo ai fini di qualsiasi attività commerciale svolta sul o gestita dal territorio di
         un paese terzo, di consulenza,
IT                                               11                                                 IT
 ---pagebreak---           (a)    assistenza o formazione tecnica relativae al funzionamento, all'uso, alla
                 produzione, alla composizione o alla trasformazione dei ai dispositivi elencati
                 nell'allegato II;
          (b)    Sono vietati il brokeraggio e le attività analoghe volte a facilitare o a
                 promuovere le operazioni di esportazione dei dispositivi in questione attività
                 di intermediazione per le operazioni di importazione riguardanti i
                 dispositivi elencati all’allegato II.
   2.     In deroga al paragrafo 1, unl'autorità competente può autorizzare un'operazione
          d'importazione per i dispositivi elencati nell'allegato II, nonché la prestazione dei
          servizi connessi, purché si dimostri che lo Stato membro di destinazione utilizzerà i
          dispositivi suddetti per l'esposizione al pubblico in un museo in considerazione del
          loro valore storico.
                                           Capitolo III
        Dispositivi e prodotti che potrebbero essere utilizzati per la
      tortura o per trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti
                                               Articolo 5
                                    Autorizzazioni di esportazione
   1.     Tutte le operazioni di esportazione relative ai dispositivi e ai prodotti che
          potrebbero essere utilizzati per la pena di morte, elencati nella parte A
          dell’allegato III, o per la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumani
          o degradanti, elencati nella parte B dell’allegato III, nell'allegato II sono soggette
          ad autorizzazione, indipendentemente dall'origine dei dispositivi o dei prodotti
          stessi.
   2.     Per quanto riguarda i dispositivi e i prodotti elencati nell'allegato II, sono soggette La
          prestazione, anche gratuita, ad una persona, entità o organismo di un paese
          terzo di assistenza tecnica connessa ai dispositivi o ai prodotti elencati
          dall'allegato III è soggetta ad autorizzazione se complementare ad un'operazione
          di esportazione. le seguenti attività:
          (a)    negoziato o conclusione di un contratto o di un accordo relativo all'acquisto, al
                 trasferimento, alla consegna o alla spedizione dei dispositivi qualora
                 (i)    il contratto o l'accordo sia concluso da o per conto di una persona,
                        un'entità o un organismo in un paese terzo, oppure da o per conto di
                        qualsiasi persona, entità o organismo ai fini di qualsiasi attività
                        commerciale svolta sul o gestita dal territorio di un paese terzo,
                 (ii)   il contratto o l'accordo imponga di mettere i dispositivi elencati
                        nell'allegato II a disposizione della persona, dell'entità o dell'organismo
                        in questione e
IT                                                 12                                                IT
 ---pagebreak---              (iii) la persona, l'entità o l'organismo impegnati in attività di brokeraggio o in
                    attività analoghe siano stabiliti nel territorio della Comunità;
      (b)    concessione, vendita, fornitura o trasferimento, diretti o indiretti, a qualsiasi
             persona, entità o organismo di un paese terzo o a qualsiasi persona, entità o
             organismo ai fini di qualsiasi attività commerciale svolta sul o gestita dal
             territorio di un paese terzo, di consulenza, assistenza o formazione tecnica
             relative al funzionamento, all'uso, alla produzione, alla composizione o alla
             trasformazione dei dispositivi in questione.
                                           Articolo 6
                                  Richieste di autorizzazione
   3. Le autorizzazioni relative alle operazioni di esportazione e alle attività di cui
      all'articolo 5, paragrafo 1, e all'articolo 5, paragrafo 2, lettera b) possono essere
      concesse unicamente dall'autorità competente dello Stato membro in cui sono
      stabiliti l'esportatore, il venditore, il prestatore del servizio o la parte autrice del
      trasferimento.
      Le autorizzazioni relative alle attività di cui all'articolo 5, paragrafo 2, lettera a)
      possono essere concesse unicamente dall'autorità competente dello Stato membro in
      cui sono stabiliti la persona, l'entità o l'organismo responsabili del negoziato o della
      conclusione del contratto o dell'accordo.
   4. I richiedenti forniscono all'autorità competente tutte le informazioni pertinenti
      sull'attività per la quale viene richiesta l'autorizzazione. Per le operazioni di
      esportazione vanno accluse in particolare:
      (a)    un'indicazione precisa del paese di destinazione, dell'utilizzatore finale e
             dell'uso finale previsto;
      (b)    informazioni complete sull'itinerario e sugli intermediari.
      L'autorità competente può chiedere tutte le informazioni supplementari necessarie
      per prendere una decisione in merito alla richiesta.
   5. Le autorizzazioni possono essere assoggettate a tutti i requisiti e a tutte le condizioni
      che l'autorità competente ritiene necessari per impedire che i dispositivi in questione
      vengano usati per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti crudeli,
      inumani e degradanti, come l'obbligo di presentare una dichiarazione firmata
      dall'utilizzatore finale o l'accettazione dell'impegno a non riesportare.
   6. Fatto salvo l'articolo 14, paragrafo 2, l'autorità competente dispone di due mesi per
      prendere una decisione sulla richiesta di autorizzazione. La decisione viene
      comunicata senza indugio al richiedente e, se del caso, allo Stato membro nel cui
      territorio sarà presentata la dichiarazione di esportazione.
   7. Salvo diverse disposizioni ivi contenute, le autorizzazioni relative a operazioni di
      esportazione consentono al richiedente e a coloro che avviano relazioni contrattuali
      con quest'ultimo di vendere, trasferire, consegnare e spedire i dispositivi indicati
IT                                             13                                               IT
 ---pagebreak---              nella richiesta ad una persona, a un'entità o a un organismo specifici di un paese
             terzo.
   8.        Le autorizzazioni sono valide in tutta la Comunità per un periodo di sei mesi, a meno
             che l'autorità competente non decida di abbreviare questo periodo.
                                                 Articolo 76
                  Decisioni relative all'autorizzazione delle operazioni di esportazione
   Fatti salvi gli articoli 7 e 8 8-11, le decisioni riguardanti le richieste di autorizzazione per le
   operazioni di esportazione relative ai dispositivi e ai prodotti elencati nell'allegato III vengono
   prese caso per caso dall'autorità competente tenendo conto di tutte le considerazioni
   pertinenti, in particolare del fatto che una richiesta di autorizzazione per un'operazione
   di esportazione o per la prestazione di servizi connessa ad un'autorità incaricata di
   applicare la legge o all'utilizzatore finale sia stata respinta da un altro Stato membro nei
   cinque anni precedenti, delle quali le eventuali restrizioni al commercio dei dispositivi e
   dei prodotti in questione applicate dal paese di destinazione al trasferimento dei dispositivi
   in questione e dell'accettazione di obblighi e impegni internazionali al riguardo.
                                                 Articolo 8
    Criteri di concessione delle autorizzazioni di esportazione per l'uso finale da parte di entità
                           diverse dalle autorità incaricate di applicare la legge
   L'autorità competente autorizza le operazioni di esportazione relative ai dispositivi e ai
   prodotti elencati nell'allegato II destinati a utilizzatori finali diversi dalle autorità incaricate di
   applicare la legge solo se sussistono le seguenti condizioni:
   (a)       l'utilizzatore finale ha bisogno dei dispositivi per uno scopo legittimo;
   (b)       l'utilizzatore finale impiegherà effettivamente i dispositivi a tale scopo;
   (c)       l'utilizzatore finale non venderà, trasferirà o consegnerà i dispositivi a qualsiasi altra
             persona, entità o organismo, comprese le autorità incaricate di applicare la legge, di
             un paese terzo dove siano state segnalate torture o altri trattamenti o pene crudeli,
             inumani o degradanti.
                                                 Articolo 97
       Criteri di concessione delle autorizzazioni di esportazione per l'uso finale da parte delle
                                  autorità incaricate di applicare la legge
   1.        L’autorità competente non autorizza le operazioni di esportazione relative a un
             dispositivo o a un prodotto elencato all’allegato III, destinato alle autorità
             incaricate di applicare la legge, se:
             (a)     il dispositivo o il prodotto in questione figura nella parte A dell’allegato III
                     e il paese terzo interessato non ha abolito la pena di morte;
             (b)     il dispositivo o il prodotto in questione figura nella parte B dell’allegato III
                     e si è accertato che nei cinque anni precedenti l’autorità incaricata di
IT                                                   14                                                    IT
 ---pagebreak---                    applicare la legge ha inflitto torture o altri trattamenti o pene crudeli,
                   inumani o degradanti;
            (c)    il dispositivo o il prodotto in questione figura nella parte B dell’allegato III
                   e vi sono fondati motivi di sospettare o di ritenere che l’autorità incaricata
                   di applicare la legge infligga o tolleri torture o altri trattamenti o pene
                   crudeli, inumani o degradanti.
   2.       Per decidere se concedere o meno un’autorizzazione di esportazione per i
            dispositivi e i prodotti elencati nella parte B dell’allegato III, destinati alle
            autorità incaricate di applicare la legge, l’autorità competente considera e
            verifica, in particolare, se:
            (a)    il dispositivo in questione è destinato ad essere usato per punizioni
                   corporali giudiziarie;
            (b)    le dichiarazioni ottenute dall’autorità incaricata di applicare la legge
                   mediante la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o
                   degradanti possono essere utilizzate come prove nei procedimenti
                   giudiziari nel paese di destinazione. Questa condizione non sussiste se tali
                   dichiarazioni possono essere invocate nei procedimenti contro una persona
                   accusata di tortura o di altri trattamenti o pene crudeli, inumani o
                   degradanti per dimostrare che la dichiarazione è stata fatta;
            (c)    il paese di destinazione non ha adottato disposizioni di legge, compreso il
                   diritto penale, che vietino la tortura e gli altri trattamenti o pene crudeli,
                   inumani o degradanti;
            (d)    il paese di destinazione non si sta impegnando a sufficienza per
                   promuovere azioni giudiziarie contro le persone responsabili di torture e
                   di altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti e per infliggere al
                   riguardo sanzioni che siano al tempo stesso dissuasive e commisurate alla
                   natura degli atti commessi;
            (e)    il paese di destinazione non applica restrizioni alle sue esportazioni dei
                   dispositivi e dei prodotti elencati agli allegati II e III nei paesi terzi che
                   soddisfano almeno uno dei criteri di cui alle lettere da (a) a (d);
            (f)    una richiesta di autorizzazione per un'operazione di esportazione o per la
                   prestazione di servizi connessa all’autorità incaricata di applicare la legge
                   in questione sia stata respinta da un altro Stato membro nei cinque anni
                   precedenti.
   L'autorità competente non autorizza le operazioni di esportazione relative ai dispositivi e ai
   prodotti elencati nell'allegato II destinati alle autorità incaricate di applicare la legge se:
   (a)      l'autorità incaricata di applicare la legge pratica o ha praticato, secondo quanto è stato
            riferito, la tortura o altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti e
   (b)      all'autorità competente non è stato dimostrato che il paese terzo in questione:
IT                                                    15                                               IT
 ---pagebreak---              (i)    ha vietato la tortura e gli altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti
                    nel suo diritto nazionale, compreso il diritto penale,
             (ii)   promuove azioni giudiziarie contro le persone responsabili di torture e di altri
                    trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti e
             (iii) impone sanzioni diverse dalla pena di morte che siano al tempo stesso
                    dissuasive e commisurate alla natura degli atti commessi.
   L'autorità nega le autorizzazioni se ha motivo di concludere che i dispositivi in questione
   vengono probabilmente utilizzati per punizioni corporali giudiziarie.
                                                  Articolo 10
     Criteri supplementari di concessione delle autorizzazioni di esportazione per l'uso finale da
             parte delle autorità incaricate di applicare la legge durante gli interrogatori
   Per quanto riguarda le operazioni di esportazione relative ai dispositivi e ai prodotti elencati
   nell'allegato II utilizzate per gli interrogatori dalle autorità incaricate di applicare la legge,
   l'autorità competente nega l'autorizzazione se
   (a)       le risulta che nel paese terzo si ricorra alla tortura o ad altri trattamenti o pene
             crudeli, inumani o degradanti durante gli interrogatori e
   (b)       non le è stato dimostrato che il paese terzo in questione assicuri che le dichiarazioni
             ottenute mediante la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti
             vengano utilizzate come prove nei procedimenti giudiziari solo contro una persona
             accusata di questi atti, per dimostrare che la dichiarazione è stata fatta.
                                                  Articolo 11
     Criteri supplementari di concessione delle autorizzazioni di esportazione per l'uso finale da
               parte delle autorità incaricate di applicare la legge durante la detenzione
   Per quanto riguarda le operazioni di esportazione relative ai dispositivi e ai prodotti elencati
   nell'allegato II utilizzate durante la detenzione dalle autorità incaricate di applicare la legge,
   l'autorità competente nega l'autorizzazione se
   (a)       le risulta che si sia ricorso alla tortura o ad altri trattamenti o pene crudeli, inumani o
             degradanti in un centro di detenzione o in una prigione gestiti o controllati
             dall'autorità incaricata di applicare la legge in questione e
   (b)       non le è stato dimostrato che il paese terzo in questione processi le persone
             responsabili di torture e di altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti
             commessi in un centro di detenzione o in una prigione e che infligga sanzioni
             dissuasive e commisurate alla natura degli atti commessi, esclusa la pena di morte.
IT                                                     16                                                IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 8
       Criteri di concessione delle autorizzazioni di esportazione destinate a utilizzatori finali
                          diversi dalle autorità incaricate di applicare la legge
   Per quanto riguarda le operazioni di esportazione relative ai dispositivi e ai prodotti
   elencati nell'allegato III, destinati a utilizzatori finali diversi dalle autorità incaricate di
   applicare la legge, l’autorità competente nega le autorizzazioni se non le è stato
   dimostrato che sussistono le seguenti condizioni:
   (a)       l’utilizzatore finale intende usare il dispositivo o il prodotto in questione per uno
             scopo legittimo;
   (b)       l’utilizzatore finale s’impegna a non mettere il dispositivo o il prodotto in
             questione a disposizione di altre persone, entità o organismi, in particolare le
             autorità incaricate di applicare la legge, del paese terzo di destinazione e di
             qualsiasi altro paese terzo, salvo approvazione preventiva dell'autorità
             competente;
   (c)       non vi sono fondati motivi di sospettare o ritenere che nei cinque anni
             precedenti l’utilizzatore finale abbia partecipato alla pena di morte, a torture o
             ad altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti o abbia fornito
             dispositivi o prodotti per tali atti.
                                               Articolo 129
                   Autorizzazioni relative all'esportazione alla prestazione di servizi
   1.        Nel decidere se concedere o meno un'autorizzazione per i servizi di cui
             all'articolo 5, paragrafo 2, l’autorità competente tiene conto di tutte le
             considerazioni pertinenti, in particolare del fatto che nei cinque anni precedenti
             un’autorizzazione relativa ad un'operazione di esportazione o ad una
             prestazione di servizi connessa all’autorità incaricata di applicare la legge o
             all’utilizzatore finale in questione sia stata respinta da un altro Stato membro,
             imponendo tutti i requisiti e le condizioni che giudica opportuni per evitare che
             la prestazione di servizi contribuisca all’uso improprio per la pena di morte dei
             dispositivi e dei prodotti elencati nella parte A dell’allegato III, oppure per la
             tortura o altri trattamenti o pene crudeli, inumani e degradanti, dei dispositivi e
             dei prodotti elencati nella parte B dell’allegato III.
   2.        L’autorità competente nega l’autorizzazione per la prestazione dei servizi di cui
             all’articolo 5, paragrafo 2, a un’autorità incaricata di applicare la legge in un
             paese terzo se
             (a)    il dispositivo o il prodotto a cui si riferiscono i servizi figura nella parte A
                    dell’allegato III e il paese terzo in questione non ha abolito la pena di
                    morte;
             (b)    il dispositivo o il prodotto a cui si riferiscono i servizi figura nella parte B
                    dell’allegato III e si è accertato che nei cinque anni precedenti l’autorità
                    incaricata di applicare la legge ha inflitto torture o altri trattamenti o pene
                    crudeli, inumani e degradanti;
IT                                                   17                                              IT
 ---pagebreak---       (c)    il dispositivo o il prodotto a cui si riferiscono i servizi figura nella parte B
             dell’allegato III e vi sono fondati motivi di sospettare o di ritenere che
             l’autorità incaricata di applicare la legge infligga o tolleri torture o ad altri
             trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti.
   3. L’autorità competente nega l’autorizzazione per la prestazione dei servizi di cui
      all’articolo 5, paragrafo 2, a una persona fisica o giuridica di un paese terzo che
      non sia un’autorità incaricata di applicare la legge se non risultano soddisfatte
      le seguenti condizioni:
      (a)    la persona fisica o giuridica intende usare il dispositivo o il prodotto in
             questione per uno scopo legittimo;
      (b)    la persona fisica o giuridica s’impegna a non mettere il dispositivo o il
             prodotto in questione a disposizione di altre persone, entità o organismi, in
             particolare le autorità incaricate di applicare la legge, del paese terzo di
             destinazione e di qualsiasi altro paese terzo, salvo approvazione preventiva
             dell'autorità competente;
      (c)    non vi sono fondati motivi di sospettare o di ritenere che nei cinque anni
             precedenti la persona fisica o giuridica abbia partecipato alla pena di
             morte, a torture o ad altri trattamenti o pene crudeli, inumani o
             degradanti o abbia fornito dispositivi o prodotti per tali atti.
   1. L'autorità competente nega l'autorizzazione per le attività di cui all'articolo 5,
      paragrafo 2, lettera a) nel caso in cui le operazioni di esportazione o la prestazione di
      servizi nel quadro del contratto o dell'accordo che il richiedente intende negoziare o
      concludere non sarebbero autorizzate a norma del presente regolamento, fermo
      restando che, all'occorrenza, l'operazione di esportazione o la prestazione di servizi
      sarebbero soggette alla giurisdizione della Comunità.
   2. L'autorità competente nega l'autorizzazione per le attività di cui all'articolo 5,
      paragrafo 2, lettera b) nel caso in cui l'esportazione dei dispositivi a cui si riferiscono
      i servizi non sarebbe autorizzata dalla Comunità all'utilizzatore finale, fermo restando
      che, all'occorrenza, l'operazione di esportazione sarebbe soggetta alla giurisdizione
      della Comunità.
                                      Capitolo IV
                          Procedure di autorizzazione
                                         Articolo 10
                                 Richieste di autorizzazioni
   1. Le autorizzazioni per le operazioni di esportazione/importazione e per la
      prestazione dei servizi di cui agli articoli 3, 4 e 5 possono essere concesse solo
      dall’autorità competente dello Stato membro dove ha sede l'impresa del
      richiedente oppure, se l'impresa non è stata costituita conformemente alla
IT                                           18                                                   IT
 ---pagebreak---       legislazione di uno Stato membro, dove si trova la sede fissa, l’indirizzo
      permanente o la residenza abituale del richiedente.
   2. I richiedenti forniscono all'autorità competente tutte le informazioni pertinenti
      sull'attività per la quale viene richiesta l'autorizzazione. Per le operazioni di
      esportazione vanno accluse in particolare:
      (a)   un'indicazione precisa del paese di destinazione, dell'utilizzatore finale e
            dell'uso finale previsto;
      (b)   le informazioni disponibili sull’itinerario e sugli intermediari.
   3. L'autorità competente può chiedere tutte le informazioni supplementari
      necessarie per prendere una decisione in merito alla richiesta oppure, se ritiene
      che la richiesta contenga informazioni sufficienti per deliberare sul merito,
      comunicare al richiedente la decisione sul merito entro due mesi da quando
      riceve la richiesta. In circostanze eccezionali, l’autorità competente può
      prorogare detto termine di un periodo non superiore a due mesi, purché
      comunichi al richiedente la data entro la quale prenderà una decisione e i motivi
      che giustificano la proroga.
                                         Articolo 11
                                       Autorizzazioni
   1. Per le autorizzazioni riguardanti le operazioni di esportazione e di importazione
      si utilizza un formulario conforme al modello che figura nell’allegato IV. Le
      autorizzazioni sono valide in tutta la Comunità per un periodo di dodici mesi, a
      meno che l'autorità competente non decida di abbreviare questo periodo.
      I formulari sono stampati su carta bianca non contenente pasta meccanica, per
      scrittura, di peso compreso tra 55 e 65 g/m2. Il loro formato è di 210 × 297 mm;
      la disposizione dei formulari deve essere rigorosamente rispettata. Le due facce
      dei formulari recano inoltre stampato un fondo arabescato giallo che ne rivela
      qualsiasi falsificazione eseguita con mezzi meccanici o chimici. Gli Stati membri
      provvedono alla stampa dei formulari.
   2. Le autorizzazioni per le operazioni di esportazione e di importazione sono
      soggette a tutti i requisiti e a tutte le condizioni che l'autorità competente ritiene
      necessari per impedire che i dispositivi in questione vengano usati per la pena di
      morte, per la tortura o per altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti, come
      l'obbligo di presentare una dichiarazione firmata dall'utilizzatore finale o
      l'accettazione dell'impegno a non riesportare.
   3. Salvo diversa disposizione contenuta nelle autorizzazioni per le operazioni di
      esportazione o di importazione, il richiedente è l'unico autorizzato ad effettuare
      l'operazione in questione. Salvo diverse ed esplicite disposizioni, anche le
      autorizzazioni per la prestazione di servizi sono valide solo per il richiedente.
   4. L’autorità competente può revocare o sospendere le autorizzazioni concesse, o
      modificare i requisiti e le condizioni cui sono soggette, se
IT                                            19                                             IT
 ---pagebreak---       (a)   la decisione di concedere l’autorizzazione è stata presa in base a
            informazioni inesatte o incomplete e
            –      il richiedente sapeva o avrebbe dovuto logicamente sapere che le
                   informazioni erano inesatte o incomplete e
            –      l’autorità competente non avrebbe rilasciato l’autorizzazione se
                   avesse ricevuto informazioni corrette o complete; oppure
      (b)   a quanto risulta dalle nuove informazioni ricevute, è poco probabile che
            l’utilizzatore finale utilizzi i dispositivi o i prodotti per lo scopo indicato
            nella richiesta.
   5. Al momento di espletare le formalità doganali, l’esportatore o l’importatore
      presenta il formulario di cui all’allegato IV, debitamente compilato, per
      dimostrare di aver ottenuto l’autorizzazione necessaria per l’operazione di
      esportazione o di importazione. Se il documento non è redatto in una lingua
      ufficiale dello Stato membro dove vengono espletate le formalità doganali,
      l'esportatore o l'importatore può essere invitato a fornire una traduzione in
      detta lingua ufficiale.
   6. Se viene redatta una dichiarazione in dogana riguardante i dispositivi o i
      prodotti elencati agli allegati II o III e si ha la conferma che non è stata
      rilasciata nessuna autorizzazione, a norma del presente regolamento, per
      l'operazione di esportazione o di importazione prevista, le autorità doganali
      confiscano i dispositivi o i prodotti dichiarati e fanno presente che è possibile
      chiedere un’autorizzazione a norma del presente regolamento. Se non viene
      richiesta un'autorizzazione entro un lasso di tempo ragionevole a decorrere
      dalla confisca, o se l'autorità competente respinge tale richiesta, le autorità
      doganali dispongono dei dispositivi o dei prodotti confiscati a norma del diritto
      nazionale pertinente.
                                        Articolo 12
                           Obbligo di notifica e di consultazione
   1. Le autorità degli Stati membri, elencate nell'allegato I, informano tutte le altre
      autorità degli Stati membri e della Commissione, elencate nel medesimo
      allegato, ogniqualvolta decidono di respingere una richiesta di autorizzazione a
      norma del presente regolamento o di revocare un'autorizzazione già concessa.
      La notifica deve avvenire entro tre giorni lavorativi dalla data della decisione.
   2. L’autorità competente consulta la o le autorità che nei cinque anni precedenti
      hanno respinto una richiesta di autorizzazione per un'operazione di
      importazione o di esportazione o per la prestazione di servizi a norma del
      presente regolamento se riceve una richiesta riguardante un'operazione di
      importazione o di esportazione o la prestazione di servizi connessi a un
      utilizzatore finale citato nella richiesta precedente e ritiene comunque
      opportuno concedere l'autorizzazione.
IT                                           20                                             IT
 ---pagebreak---    3. Se, dopo le consultazioni, l’autorità competente decide di concedere
      l’autorizzazione, lo comunica immediatamente a tutte le autorità elencate
      nell’allegato I motivando la sua decisione e fornendo tutte le informazioni
      pertinenti.
                                    Capitolo IVV
                          Disposizioni generali e finali
                                       Articolo 13
             Modifica degli allegatidei dati relativi alle autorità competenti
   1. La Commissione è autorizzata a modificare l’allegato I. I dati relativi alle autorità
      competenti degli Stati membri di cui all'allegato III vengono modificati dalla
      Commissione in base alle informazioni fornite dagli Stati membri.
   2. Conformemente all’articolo 16, la Commissione è autorizzata a modificare gli
      allegati II, III e IV.
                                       Articolo 14
                                  Scambi di informazioni
   1. La Commissione e gli Stati membri si informano delle misure prese a norma del
      presente regolamento e si comunicano le informazioni utili di cui dispongono in
      relazione al presente regolamento, in particolare:
      (a)   informazioni sulle autorizzazioni concesse e rifiutate;
      (b)   informazioni sui nuovi dispositivi di applicazione della legge, compresi i
            rapporti di prova;
      (c)   conclusioni e resoconti sulle politiche e sulle pratiche dei paesi terzi riguardanti
            la pena di morte, la tortura e gli altri trattamenti o pene crudeli, inumani o
            degradanti;
      (d)   informazioni sulle violazioni, sui problemi di applicazione e sulle sentenze dei
            tribunali nazionali.
      L'autorità competente che riceve una richiesta di autorizzazione ai sensi dell'articolo
      6 ne fornisce entro due settimane un riassunto alle autorità competenti degli altri Stati
      membri e alla Commissione, informandole dei motivi per i quali intende negare o
      concedere l'autorizzazione e di tutte le condizioni che ritiene appropriate.
      Se uno Stato membro o la Commissione sollevano un'obiezione fondata entro due
      settimane dal ricevimento del riassunto della richiesta, l'autorità competente in
      questione può presentare una nuova proposta entro una settimana.
IT                                           21                                                  IT
 ---pagebreak---            Se l'autorità competente non presenta una nuova proposta, o se uno Stato membro o
           la Commissione sollevano un'obiezione fondata circa una nuova proposta entro una
           settimana, la Commissione prende una decisione in merito all'autorizzazione secondo
           la procedura di cui all'articolo 16, paragrafo 2.
                                               Articolo 15
                                                Relazioni
   2.      Ciascunoa autorità competente Stato membro invia alla Commissione una relazione
           pubblica annuale contenente informazioni sul numero di richieste ricevute, sui
           dispositivi, sui prodotti e sui paesi a cui si riferiscono, e sulle decisioni prese in
           merito, nonché sugli eventuali problemi di interpretazione, di organizzazione e di
           altra natura.
                                               Articolo 15
                                         Uso delle informazioni
   Fatto salvo il regolamento (CE) n. 1049/200110, le informazioni ricevute a norma del
   presente regolamento devono servire solo allo scopo per il quale sono state richieste.
                                               Articolo 16
                                                Comitato
   1.      La Commissione è assistita dal comitato che si occupa del regime comune
           applicabile alle esportazioni di prodotti, istituito dall'articolo 4, paragrafo 1 del
           regolamento (CEE) n. 2603/196911.
   2.      Quando si fa riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della
           decisione 1999/468/CE.Quando si fa riferimento al presente paragrafo, si applica
           la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione
           1999/468/CE in conformità del suo articolo 7, paragrafo 3.
           Il periodo di cui all’articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato
           a due mesi.
           Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CE è fissato a 10
           giorni lavorativi.
   3.      Il comitato adotta il suo regolamento interno.Il comitato esamina tutte le questioni
           inerenti all’applicazione del presente regolamento sollevate dal presidente, di
           sua iniziativa o su richiesta di un rappresentante di uno Stato membro.
   10
          GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43.
   11
          GU L 324 del 27.12.1969, pag. 25.
IT                                                  22                                              IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 17
                                               Sanzioni
   1.       Gli Stati membri istituiscono le norme relative alle sanzioni applicabili per la
            violazione delle disposizioni del presente regolamento e fanno in modo che queste
            ultime vengano attuate. Tali sanzioni devono essere effettive, proporzionate e
            dissuasive.
   2.       Gli Stati membri comunicano queste disposizioni alla Commissione entro e non oltre
            il 30 aprile 2003 2005 e la informano immediatamente di qualsiasi modifica
            successiva.
                                             Articolo 18
                                          Entrata in vigore
   Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo sessantesimo giorno successivo alla
   pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europeedell’Unione europea.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                Per il Consiglio
                                                Il Presidente
IT                                                23                                             IT
 ---pagebreak---                                           ALLEGATO I
   Elenco delle autorità di cui agli articoli 10 e 12
   A.     Autorità degli Stati membri
   (che sarà completato dagli Stati membri)
   BELGIO
   REPUBBLICA CECA
   DANIMARCA
   GERMANIA
   ESTONIA
   GRECIA
   SPAGNA
   FRANCIA
   IRLANDA
   ITALIA
   CIPRO
   LETTONIA
   LITUANIA
   LUSSEMBURGO
   UNGHERIA
   MALTA
   PAESI BASSI
   AUSTRIA
   POLONIA
   PORTOGALLO
   SLOVACCHIA
   SLOVENIA
   FINLANDIA
IT                                                24  IT
 ---pagebreak---    SVEZIA
   REGNO UNITO
   B.       Indirizzo per le notifiche alla Commissione:
   Commissione delle Comunità europee
   Direzione generale Relazioni esterne
   Direzione PESC
   Unità A.2: Questioni giuridiche e istituzionali per le relazioni esterne - Sanzioni
   CHAR 12/163
   B - 1049 Bruxelles/Brussel
   Tel. (32-2) 296 25 56
   Fax (32-2) 296 75 63
   E-mail: relex-sanctions@cec.eu.int
                                   ALLEGATO I ALLEGATO II
   Elenco dei dispositivi di cui agli articoli 3 e 4
   Dispositivi che in pratica possono essere usati solo per la pena di morte, per la tortura o per
   altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti.
   Codice NC                Designazione delle merci
   ex 4421 90          98 Forche e ghigliottine
   ex 8208 90 00
   ex 8543 89          95 Sedie elettriche concepite o modificate per l'esecuzione di
   ex 9401 79          00 esseri umani (di potenza non inferiore a 1 000 V)
   ex 9401 80          00
   ex 9402 10          00
   ex 9402 90 00
   ex 9406 00 3839 Camere a tenuta d'aria, ad esempio di acciaio e di vetro,
   ex 9406 00 8090          concepite o modificate per l'esecuzione di esseri umani
                            mediante somministrazione di una sostanza chimica letale
   ex 8413 81          90 Sistemi automatici per l'iniezione di droghe concepiti o
   ex 9018 90          50 modificati per l'esecuzione di esseri umani mediante
   ex 9018 90          60 somministrazione di una sostanza chimica letale
   ex 9018 90 85
   ex 8543 89 95            Cinture a scarica elettrica concepite o modificate per limitare i
                            movimenti degli esseri umani mediante scariche elettriche pari
IT                                                  25                                             IT
 ---pagebreak---                            o superiori a 501 000 V
   ex 7326 90 9897 Ceppi e catene specificamente concepiti per limitare i
   ex 8301 50 00 movimenti degli esseri umani, fatta eccezione per le manette
   ex 3926 90 99           normali. Le manette normali sono quellele cui che hanno
                           dimensioni complessive, catena compresa, misurate dal bordo
                           esterno di uno dei due bracciali al bordo esterno dell'altro, non
                           superano, comprese, quando le manette sono chiuse, i 240
                           mmtra 150 e 280 mm e che non sono state modificate per
                           causare sofferenze fisiche
   ex 7326 90 9897 Manette o bracciali individuali, specificamente concepiti per
   ex 8301 50 00 limitare i movimenti degli esseri umani, con un perimetro
   ex 3926 90 99           interno minimo superiore a 190 mm a dispositivo
                           completamente chiuso
   ex 7326 90 9897 Serrapollici, comprese le manette
   ex 8301 50 00
   ex 3926 90 99
                           Componenti concepiti o modificati per uno qualsiasi dei
                           dispositivi sopra elencati
                                 ALLEGATO IIALLEGATO III
   Elenco dei dispositivi e dei prodotti di cui all'articolo 5
   Dispositivi e prodotti che potrebbero essere utilizzati per la pena di morte, per la tortura o
   per trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti
   PARTE A
   Codice NC               Designazione delle merci
   -                       -
   PARTE B
   Codice NC               Designazione delle merci
   ex 9401 61         00 Sedie e tavoli di contenzione
   ex 9401 69         00
   ex 9401 71         00
   ex 9401 79         00
   ex 9402 90         00
   ex 9403 20         91
   ex 9403 20         99
   ex 9403 50         00
   ex 9403 70         90
   ex 9403 80 00
   ex    8543    89   95 Dispositivi portatili concepiti o modificati per servire come
IT                                                26                                              IT
 ---pagebreak---    ex 9304 00 00          strumenti antisommossa o di autodifesa mediante scariche
                          elettriche (impulsi ad alta frequenza pari o superiori a 501 000
                          V), in particolare, ma non esclusivamente, manganelli e scudi
                          a scarica elettrica, pistole con proiettili di gomma e pistole con
                          proiettili a scarica elettrica (taser)
   ex 8424 20        00 Dispositivi portatili concepiti o modificati per servire come
   ex 9304 00 00          strumenti antisommossa o di autodifesa mediante
                          somministrazione di sostanze chimiche paralizzanti quali gas
                          lacrimogeni, oleoresine di "Capsicum" o polverizzatori di
                          pepe) e PAVA (vanillilamide dell'acido pelargonico,
                          polverizzatori di pepe sintetico)
                          Componenti specificamente concepiti o modificati per uno
                          qualsiasi dei dispositivi sopra elencati
   ex 2926 90 95          α-Bromofenilacetonitrile (α-bromobenzilcianuro) (CA) (CAS
                          5798-79-8)
   ex 2926 90 95          (2-clorobenziliden)malononitrile
                          (o-clorobenzalmalononitrile) (CS) (CAS 2698-41-1)
   ex 2914 70 0090        2-cloroacetofenone                (fenilacilcloruro)         (CN)
                          (CAS 532-27-4)
   ex 2934 99 90          Dibenz-[b,f]-[1,4]oxazepina (CR) (CAS 257-07-8)
   ex 2924 29 95          Vanillilamide dell'acido pelargonico (PAVA) o polverizzatori
                          di pepe sintetico (CAS 2444-46-4)
   ex 2939 99 0090        Oleoresine di "Capsicum" (OC) o polverizzatori di pepe (CAS
                          8023-77-6)
                                           ALLEGATO III
   Elenco delle autorità competenti di cui all'articolo 6
   (che sarà completato dagli Stati membri)
                                           ALLEGATO IV
   Formulario per le autorizzazioni di esportazione o di importazione di cui all'articolo 11,
   paragrafo 1
   (NB: formulario del tutto nuovo)
IT                                                 27                                         IT
 ---pagebreak---       1                                                           COMUNITÀ EUROPEA                                                                                     AUTORIZZAZIONE
                                                                                                                                                                              ―
                                                                                                                                                        REGOLAMENTO (CE) N. __/2004 (IMPORT. O
                                                                                                                                                                           ESPORT.)12
                                                                  1.          Richiedente         (denominazione             completa,               2. N. autorizzazione
                                                                  indirizzo e tipo di attività13)                                                    3. Data di scadenza14
                                                                                                                                                                                 2 __ __ __ / __ __ / __ __
                                                                                                                                                     4. Autorità emittente15
          Autorizzazione regolamento (CE) n. ___/2004 (Tortura)
                                                                  5.          Altra(e) persona(e) autorizzata(e) ad utilizzare
                                                                  la presente autorizzazione (denominazione completa,                                6. Destinatario (denominazione completa e indirizzo)
                                                                  indirizzo e tipo di attività2)
                                                                  7.         Paese in cui si trovano i dispositivi o i                               10. Utilizzatore finale (denominazione completa e
                                                                  prodotti16                                                                         indirizzo)
                                                                  8.           Paese di destinazione5
                                                                  9.       Stato membro dove si svolgerà la procedura
                                                                  doganale
                                                                  11. Descrizione dell'articolo/degli articoli 17 18                                 12. Codice NC7                 13. Quantità7
      1
                                                                  14. Requisiti e condizioni specifici7
                                                                  15. Il sottoscritto certifica che, a norma dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. ___/2004 e fatti salvi i
                                                                  requisiti, le condizioni e le procedure indicati nel presente formulario e nell'allegato o negli allegati a cui si riferisce,
                                                                  l'autorità competente di cui alla casella 4 ha autorizzato un’operazione di esportazione/di importazione (depennare la
                                                                  voce non ricorrente) per i dispositivi o i prodotti indicati nella casella 11.
                                                                  Fatto a (luogo, data)                 ...........................................
                                                                  Nome (dattiloscritto o
                                                                  in stampatello)                       ..........................................
                                                                  N. di allegati: .....
                                                                  (Firma)                               ...........................................
                                                                                                                                                                       (Timbro dell’autorità emittente)
     12
                                                                  Il presente formulario non può essere utilizzato per autorizzare la prestazione di assistenza tecnica o di
                                                                  servizi di intermediazione.
     13
                                                                  Specificare, per gli articoli di cui alla casella 11: produttore, importatore, esportatore, trasportatore o
                                                                  altri.
     14
                                                                  Se inferiore a dodici mesi dopo la data di rilascio, inserire una spiegazione nella casella 14. Indicare
                                                                  l'anno (quattro cifre), il mese (due cifre) e il giorno (due cifre).
     15
                                                                  Cfr. allegato I del regolamento (CE) n. …/2004. Vedi anche l’articolo 2, lettera h).
     16
                                                                  Utilizzare i codici per paese indicati nel regolamento (CE) n. 1172/1995 del Consiglio, GU L 118 del
                                                                  25.5.1995, pag. 10. Cfr. regolamento (CE) n. 1779/2002 della Commissione, GU L 296 del 5.10.2002,
                                                                  pag. 6.
     17
                                                                  Inserire i dati relativi all’imballaggio e al valore dei dispositivi e dei prodotti.
     18
                                                                  All’occorrenza, continuare la descrizione in uno o più allegati al presente formulario (pag. 1a).
IT                                                                                                                                          28                                                                IT
 ---pagebreak---       1a                                                        COMUNITÀ EUROPEA                                                                      ALLEGATO DELLA
                                                                                                                                                   AUTORIZZAZIONE ―
                                                                                                                                               REGOLAMENTO (CE) N. __/2004
                                                                                                                                                  (IMPORT. O ESPORT.)1
                                                                1.            Richiedente (denominazione completa,
                                                                              indirizzo e tipo di attività2)                         2. N. autorizzazione
                                                                                                                                     3. Data di scadenza3
                                                                                                                                                                     2 __ __ __ / __ __ / __ __
                                                                                                                                     4. Autorità emittente4
        Autorizzazione regolamento (CE) n. ___/2004 (Tortura)
                                                                11. Descrizione dell’articolo/degli articoli 6                       12. CN code                   13. Quantità
                                                                14. Requisiti e condizioni specifici
      1a
                                                                15. Il sottoscritto certifica che, a norma dell’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. ___/2004 e fatti salvi i
                                                                requisiti, le condizioni e le procedure indicati nel presente formulario e nell'allegato o negli allegati a cui si riferisce,
                                                                l'autorità competente di cui alla casella 4 ha autorizzato un’operazione di esportazione/di importazione (depennare la
                                                                voce non ricorrente) per i dispositivi o i prodotti indicati nella casella 11.
                                                                Fatto a (luogo, data) ...........................................
                                                                Nome (dattiloscritto o
                                                                in stampatello)                               ……………………………                 (Timbro dell’autorità emittente)
     Il presente ALLEGATO NON costituisce UN’AUTORIZZAZIONE VALIDA se non è corredato di una PAGINA 1 debitamente compilata
     intitolata “Autorizzazione ― regolamento (CE) N. …/2004 (Import. o esport.)”.
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