CELEX: 52000PC0393
Language: it
Date: 2000-07-12
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica

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52000PC0393

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica  /* COM/2000/0393 def. - COD 2000/0184 */  

Gazzetta ufficiale n. C 365 E del 19/12/2000 pag. 0198 - 0211

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica(presentata dalla Commissione)RELAZIONEUna nuova disciplina per le reti e i servizi di comunicazione elettronica in un mercato in rapida evoluzione.Il presente documento contiene la prima di sei proposte che, nel loro complesso, costituiscono il nuovo quadro normativo per le reti e i servizi di comunicazione elettronica. Le sei proposte sono le seguenti:- la direttiva quadro, che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, detta le disposizioni orizzontali del nuovo quadro normativo per le comunicazioni elettroniche nell'Unione europea;- la direttiva relativa all'autorizzazione delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica, che disciplina il mercato unico europeo dei servizi di comunicazione elettronica attraverso l'armonizzazione delle norme che autorizzano la fornitura di tali servizi;- la direttiva relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e risorse correlate e alla loro interconnessione, che istituisce un quadro di regole per gli accordi di accesso e di interconnessione nell'Unione;- la direttiva relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica, che definisce i diritti spettanti agli utenti in rapporto ai servizi di comunicazione elettronica, e in particolare in rapporto al servizio universale;- la direttiva relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, che aggiorna la direttiva vigente in questa materia onde garantirne la neutralità sotto il profilo tecnologico e può disciplinare i nuovi servizi di comunicazione;- il regolamento sull'accesso disaggregato al circuito di utente (local loop), che introduce l'obbligo di disaggregare l'accesso alla rete telefonica locale in rame, e che è destinato ad entrare in vigore entro il 31 dicembre 2000, anteriormente all'entrata in vigore delle altre cinque direttive.Oltre a questo pacchetto di provvedimenti, la Commissione ha anche approvato una proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un quadro normativo per la politica dello spettro radio nella Comunità europea [1], che detta le regole e i principi comunitari necessari per armonizzare l'utilizzo dello spettro radio.[1]  COM(2000) ...Queste proposte scaturiscono da un'ampia campagna di consultazione pubblica che si è articolata intorno a specifici contributi della Commissione, quali il Libro verde sulla convergenza fra i settori delle telecomunicazioni, dell'audiovisivo e delle tecnologie dell'informazione e sulle sue implicazioni normative - Verso un approccio alla società dell'informazione (COM(97) 623) [2], il Libro verde sulla politica di spettro radio nel contesto delle politiche della Comunità europea, telecomunicazioni, radioemissioni, trasporti e R&S (COM(98) 596) [3], ed all'Esame del 1999 del vigente quadro normativo delle comunicazioni [4]. La Comunicazione che riferiva in merito ai risultati di quest'ultima consultazione è stata pubblicata nell'aprile di quest'anno e contiene una serie di importanti indirizzi per l'elaborazione delle cinque proposte di direttiva [5].[2]  I risultati di questa consultazione sono presentati nella comunicazione della Commissione dal titolo "La convergenza dei settori delle telecomunicazioni, dei media e delle tecnologie dell'informazione per quanto concerne la regolamentazione - Risultato della consultazione pubblica sul Libro verde" (COM(1999) 108).[3]  I risultati di questa consultazione sono riassunti nella comunicazione dal titolo "Le prossime tappe della politica in materia di spettro radio - Risultati della consultazione pubblica sul Libro verde" (COM(1999) 538).[4]  Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni - Verso un nuovo quadro per le infrastrutture delle comunicazioni elettroniche e i servizi correlati - Esame del 1999 del quadro normativo delle comunicazioni (COM(1999) 539).[5]  Comunicazione "Risultati della consultazione pubblica sull'esame del 1999 del quadro normativo delle comunicazioni e orientamenti per il nuovo quadro normativo" (COM(2000) 239).Il quadro legislativo oggi vigente era stato emanato allo scopo di gestire la transizione da una situazione di monopolio a una situazione di concorrenza e aveva pertanto di mira la creazione di un mercato competitivo e la garanzia dei diritti dei nuovi operatori ("nuovi entranti"). Si può affermare che esso ha raggiunto gli obiettivi che si prefiggeva. Tuttavia, anche a causa del successo che ha riscosso il processo di liberalizzazione a livello europeo, attualmente il mercato è teatro di sempre più rapide trasformazioni. Questa evoluzione era stata peraltro prevista dalle direttive vigenti, le quali impongono infatti alla Commissione di riesaminare la loro applicazione alla luce degli sviluppi del mercato, delle tecnologie, e delle esigenze dell'utenza.Il nuovo quadro normativo dovrà dunque tener conto degli sviluppi in atto nel mercato, ed in particolare del processo di convergenza fra telecomunicazioni, radiodiffusione e tecnologie dell'informazione. Il pacchetto di provvedimenti qui proposto mira a rafforzare la concorrenza in tutti i segmenti del mercato pur continuando a tutelare i diritti fondamentali dei consumatori. Il suo obiettivo è creare le condizioni affinché si sviluppino mercati nuovi dalle caratteristiche in gran parte imprevedibili, ma comunque connotati da un maggior dinamismo e dalla presenza di un numero di attori superiore a quello attuale.Il Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 ha messo in evidenza il potenziale di crescita, competitività e creazione di posti di lavoro inerente al passaggio a un'economia digitale fondata sulla concorrenza. Ha in particolare sottolineato l'importanza, per le imprese e i cittadini europei, di un accesso a un'infrastruttura di comunicazioni di livello mondiale, poco costosa, e a un'ampia gamma di servizi. Il Consiglio europeo ha anche insistito sul dinamismo delle trasformazioni tecnologiche e di mercato nel settore delle comunicazioni elettroniche, che trovano riscontro nella convergenza, a livello tecnologico, dei settori delle telecomunicazioni, dei media e delle tecnologie dell'informazione, nonché nell'emergere di Internet.Per garantire la certezza del diritto nella transizione dal regime attuale al nuovo regime è stato previsto che le prime cinque direttive (direttiva quadro, direttiva accesso, direttiva autorizzazioni, direttiva servizio universale, direttiva protezione dei dati) entreranno in vigore alla stessa data e che in pari data saranno abrogate le direttive ora vigenti che disciplinano le stesse materie.Finalità ed obiettivi della proposta di direttivaLa presente proposta di direttiva intende istituire una cornice normativa armonizzata per le reti e i servizi di comunicazione elettronica nell'UE. Cerca di dare una risposta al fenomeno della convergenza sopra richiamato, disciplinando tutte le reti e i servizi di comunicazione elettronica in essa contemplati. Stabilisce una serie di principi e di obiettivi che dovranno essere osservati dall'autorità regolatrice, come pure una serie di adempimenti ai fini della gestione di risorse scarse quali lo spettro delle radiofrequenze e la numerazione. Infine, detta una serie di disposizioni di efficacia orizzontale, comuni cioè a più provvedimenti del pacchetto.Sintesi del contenuto della presente proposta di direttivaCapo I - Ambito di applicazione, finalità e definizioniL'articolo 1 enuncia le finalità e l'ambito di operatività del nuovo quadro normativo: istituire un quadro armonizzato per la disciplina delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica che comprenda tutte le reti, satellitari e terrestri, fisse e senza filo (cioè la rete telefonica pubblica commutata, le reti che utilizzano il protocollo Internet (IP), la TV via cavo, e le reti di radiodiffusione mobile e terrestre. Chiarisce inoltre che la direttiva non contempla servizi quali i contenuti dei programmi della radiodiffusione e il commercio elettronico. Precisa, infine, che le apparecchiature terminali di telecomunicazione non sono soggette alla sua disciplina.L'articolo 2 contiene tutte le definizioni necessarie per il nuovo quadro normativo. Le nuove definizioni fondamentali sono le "reti di comunicazione elettronica" i "servizi di comunicazione elettronica" e le "risorse correlate".Capo II (Autorità nazionali di regolamentazione)Questa parte, che comprende gli articoli da 3 a 6, detta i principi relativi all'istituzione delle autorità nazionali di regolamentazione (autorità nazionali di regolamentazione) e prescrive alcune procedure che queste ultime devono osservare (consultazione, pubblicazione delle informazioni).L'articolo 3 (autorità nazionali di regolamentazione) prescrive l'obbligo dell'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione e l'obbligo di rendere pubblica la ripartizione, fra le autorità competenti, dei compiti ad essa assegnati dalle direttive (si tratta di obblighi sostanzialmente analoghi a quelli già imposti alle autorità nazionali di regolamentazione dalla normativa vigente). Un altro obbligo è quello dell'imparzialità in sede decisionale.L'articolo 4 (diritto di ricorso) conferisce un diritto di ricorso contro le determinazioni delle autorità nazionali di regolamentazione, precisando che questi ricorsi devono essere proposti dinanzi ad un organo indipendente dalla pubblica amministrazione. Questo organo avrà il potere di esaminare il merito della controversia e non la sola legittimità dell'atto impugnato e la proposizione del ricorso non sospende gli effetti della decisione delle autorità nazionali di regolamentazione.L'articolo 5 (comunicazione di informazioni alle autorità nazionali di regolamentazione ed alla Commissione) stabilisce il diritto delle autorità nazionali di regolamentazione di raccogliere informazioni dagli operatori assicurando che la raccolta di tali informazioni sia proporzionata e debitamente motivata. Consente inoltre alla Commissione di rivolgere alle autorità nazionali di regolamentazione richieste di informazioni utili ai propri fini, ad esempio per la risoluzione di controversie commerciali. Infine, l'articolo consente lo scambio di informazioni di natura riservata, sempreché la loro riservatezza sia garantita.L'articolo 6 (meccanismo di consultazione e trasparenza) prescrive alle autorità nazionali di regolamentazione l'obbligo di procedere a consultazioni quando prendono decisioni che incidono sui diritti di terzi, salva la possibilità per la Commissione di chiedere loro di modificare o ritirare la misura se non giustificata sulla base del quadro normativo.Capo III - Compiti delle autorità nazionali di regolamentazione (ANR)Questa parte, che comprende gli articoli da 7 a 12, disciplina l'attività delle autorità nazionali di regolamentazione in relazione all'assegnazione e alla distribuzione di risorse scarse (numeri e radiofrequenze) e la concessione di diritti di passaggio.L'articolo 7 (obiettivi delle politiche e principi regolatori) impone alle autorità nazionali di regolamentazione di perseguire determinati obiettivi e di osservare taluni principi. Gli obiettivi e i principi sono, per l'essenziale, quelli indicati nella già citata comunicazione sul riesame del quadro normativo e successivamente confermati nel processo di consultazione; altri due obbiettivi (quello relativo alla certezza normativa e quello relativo al controllo dell'applicazione) verranno conseguiti tramite l'applicazione del diritto comunitario nel suo complesso e non dalle singole autorità di regolamentazione; pertanto, essi non figurano tra gli obiettivi assegnati all'autorità regolatrice.L'articolo 8 (ripartizione ed assegnazione dello spettro radio) detta una serie di obblighi inerenti alla ripartizione ed all'assegnazione delle radiofrequenze; in particolare, le autorità nazionali di regolamentazione hanno l'obbligo di gestire lo spettro radio con efficienza ed hanno il potere di consentire la cessione a terzi delle frequenze assegnate, nell'osservanza di determinate garanzie.L'articolo 9 (gestione delle risorse di numerazione) detta gli obblighi relativi alla numerazione, in particolare mantiene in vigore le disposizioni attualmente vigenti che fanno obbligo alle autorità nazionali di regolamentazione di provvedere affinché esistano numeri sufficienti per tutti i fornitori dei servizi di comunicazione elettronica. L'articolo prevede inoltre l'armonizzazione delle risorse di numerazione ove queste risultino necessarie per i servizi paneuropei. Altro obbligo imposto alle autorità nazionali di regolamentazione è di garantire che tutti i numeri non legati alla località geografica (ad es.: i numeri verdi, le tariffe a premio) possano essere raggiunti da tutti gli utenti nella Comunità, ad eccezione dei casi in cui il chiamato abbia scelto di limitare l'accesso al proprio numero per ragioni commerciali. L'ultimo paragrafo dispone che nelle organizzazioni e nelle sedi internazionali gli Stati membri sono tenuti a coordinare la loro posizione in tema di numerazione, denominazione e indirizzamento.Gli articoli 10 (diritti di passaggio) e 11 (condivisione degli impianti e dei siti e coubicazione) disciplinano la concessione e i diritti di passaggio e stabiliscono i meccanismi per la condivisione degli impianti e dei siti e la loro coubicazione, ad esempio quando i diritti di passaggio risultino limitati per motivi ambientali, di tutela della salute pubblica, di tutela della pubblica sicurezza o per ragioni di pianificazione del territorio.L'articolo 12 (separazione contabile) riprende prescrizioni già previste dalla direttiva sulle interconnessioni a carico delle imprese titolari di diritti speciali o esclusivi in altri mercati al fine di mantenere l'obbligo della separazione contabile di queste attività dalle attività connesse alla fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica; come pure l'obbligo per tutti i fornitori di reti di comunicazione pubbliche e di servizi di comunicazione accessibili al pubblico di pubblicare rendiconti finanziari ufficialmente certificati.Capo IV - Disposizioni comuni e generaliComprende gli articoli da 13 a 25, i quali contengono disposizioni comuni a più direttive facenti parte del presente quadro normativo.L'articolo 13 (rilevante potere di mercato) definisce la nozione di "rilevante potere di mercato" [altrove chiamata "quota di mercato significativa"] cui fanno riferimento la direttiva "utenti" e la direttiva "accesso" nel far obbligo alle autorità nazionali di regolamentazione di istituire precisi obblighi a carico di determinate imprese. Benché si sia utilizzato lo stesso termine presente nella normativa vigente, va notato che esso è stato modificato in modo da ricomprendervi anche l'operatore in posizione dominante.L'articolo 14 (analisi di mercato) detta la procedura cui debbono fare riferimento le autorità nazionali di regolamentazione quando decidono se imporre, mantenere in vigore o revocare gli obblighi gravanti su determinate imprese. La Commissione emanerà alcune linee direttrici che serviranno alle autorità nazionali di regolamentazione per definire i mercati e valutare il livello di concorrenza in essi presente. Sarà emanata inoltre una comunicazione che identificherà i mercati le cui caratteristiche sono tali da giustificare l'intervento preventivo del regolatore [intervento ex ante].Senza l'assenso della Commissione le autorità nazionali di regolamentazione non possono imporre obblighi del genere sui mercati non indicati nella comunicazione. L'articolo prescrive alle autorità nazionali di regolamentazione di valutare l'intensità della concorrenza in un mercato determinato in conformità delle linee direttrici e di imporre o mantenere gli obblighi soltanto quando su tali mercati non vi sia una concorrenza effettiva. In caso contrario gli obblighi devono essere revocati. Le decisioni che le autorità nazionali di regolamentazione prendono in base a questa procedura dovranno essere notificate alla Commissione e alle altre autorità nazionali di regolamentazione secondo la procedura dell'articolo 6 (trasparenza).L'articolo 15 (normalizzazione) riprende in gran parte le disposizioni del quadro normativo vigente, che prevedono che la normalizzazione sia un processo guidato dall'industria, con possibilità di rendere obbligatoria l'applicazione di determinate norme.L'articolo 16 (procedure di armonizzazione) riguarda due procedure attinenti l'armonizzazione nel mercato unico europeo. La prima riguarda la elaborazione di linee direttrici della Commissione (p. es. raccomandazioni) per una applicazione più armonizzata degli obblighi specifici dettati dal nuovo quadro normativo. La seconda procedura consente alla Commissione di proporre provvedimenti di armonizzazione cogenti, attraverso il ricorso alla procedura dei comitati, qualora ritenga che la difformità delle misure nazionali costituisca un ostacolo per il mercato unico europeo.L'articolo 17 (risoluzione delle controversie) detta le regole procedurali, basato sulla vigente direttiva "interconnessione" per la risoluzione delle controversie tra imprese.L'articolo 18 (risoluzione di controversie sorte tra parti stabilite in Stati membri diversi) detta la procedura per la risoluzione delle controversie transnazionali, di cui possono avvalersi sia gli utenti che le imprese.L'articolo 19 (comitato per le comunicazioni) istituisce un comitato per le comunicazioni e stabilisce le due procedure di comitato proposte (comitato consultivo e comitato di regolamentazione), in conformità della nuova decisione sulle procedure dei comitati.L'articolo 20 (scambio di informazioni) prevede lo scambio di informazioni nell'ambito del suddetto comitato.L'articolo 21 (gruppo ad alto livello per le comunicazioni) istituisce il gruppo ad alto livello per le comunicazioni e ne fissa composizione e compiti.L'articolo 22 (pubblicazione delle informazioni) impone agli Stati membri di comunicare le informazioni riguardanti l'applicazione della presente direttiva o delle misure specifiche.L'articolo 23 (revisione) prevede la revisione della presente direttiva.Capo V - Disposizioni finaliL'articolo 24 (abrogazione), l'articolo 25 (recepimento), l'articolo 26 (entrata in vigore) e l'articolo 27 (destinatari) contengono le abituali disposizioni di carattere procedurale.2000/0184 (COD)Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi  di comunicazione elettronicaIL PARLAMENTO EUROPEO ED IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,vista la proposta della Commissione [6],[6]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale [7],[7]  GU C ...visto il parere del Comitato delle regioni [8],[8]  GU C ...deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 251 del trattato [9],[9]  GU C ...considerando quanto segue:(1) L'attuale quadro normativo delle telecomunicazioni ha raggiunto l'obiettivo di creare le condizioni per una concorrenza effettiva nel settore delle telecomunicazioni nella fase di transizione dal monopolio alla piena concorrenza.(2) Il 10 marzo 1999 la Commissione ha presentato al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni una comunicazione dal titolo "La convergenza nel settore delle telecomunicazioni, dei media e delle tecnologie dell'informazione e le sue implicazioni per quanto concerne la regolamentazione - Risultati della consultazione pubblica sul Libro verde" [10].[10]  COM(1999) 108.(3) Il 10 novembre 1999 la Commissione ha presentato al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni una comunicazione dal titolo "Le prossime tappe della politica in materia di spettro radio - Risultati della consultazione pubblica sul Libro verde" [11].[11]  COM(1999) 538.(4) Il 10 novembre 1999 la Commissione ha presentato al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale ed al Comitato delle regioni una comunicazione dal titolo "Verso un nuovo quadro per l'infrastruttura delle comunicazioni elettroniche ed i servizi correlati - Esame del 1999 nel quadro normativo delle comunicazioni" [12]. In questa comunicazione la Commissione passa in rassegna il vigente quadro normativo delle telecomunicazioni secondo quanto dispone l'articolo 8 della direttiva 90/387/CEE del 28 giugno 1990 sull'istituzione del mercato interno per i servizi delle telecomunicazioni mediante la realizzazione e la fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni (Open Network Provision) [13], modificata dalla direttiva 97/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [14], e presenta una serie di proposte per un nuovo quadro normativo per l'infrastruttura delle comunicazioni elettroniche e i servizi correlati, da sottoporre a pubblica consultazione.[12]  COM(1999) 539.[13]  GU L 192 del 24.7.1990, pag. 1.[14]  GU L 295 del 29.10.1997 pag. 23.(5) Il 26 aprile 2000, la Commissione ha presentato una comunicazione indirizzata al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale ed al Comitato delle regioni sui "Risultati della consultazione pubblica sull'esame del 1999 del quadro normativo delle comunicazioni e orientamenti per il nuovo quadro normativo" [15], la quale, da un lato, riassume i risultati della consultazione pubblica e, dall'altro, individua alcuni indirizzi fondamentali per l'elaborazione del nuovo quadro normativo per la infrastruttura delle comunicazioni elettroniche ed i servizi correlati.[15]  COM(2000) 239 definitivo.(6) Il Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000 ha posto in evidenza il potenziale di crescita, competitività e creazione di posti di lavoro inerente al passaggio a un'economia digitale basata sulla conoscenza. Ha sottolineato, in particolare, l'importanza che riveste, sia per le imprese che per i cittadini europei, l'accesso ad una infrastruttura delle comunicazioni a livello mondiale poco costosa e a un'ampia gamma di servizi.(7) La convergenza dei settori delle telecomunicazioni, dei media e delle tecnologie dell'informazione implica l'esigenza di assoggettare tutte le reti di trasmissione e i servizi correlati ad un unico quadro normativo. Tale quadro normativo è costituito dalla presente direttiva, da quattro direttive specifiche: la direttiva [.../.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica] [16], la direttiva [.../.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e delle risorse correlate nonché all'interconnessione delle stessa] [17], la direttiva [.../.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al servizio universale e diritti degli utenti in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica] [18], la direttiva [.../.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche] [19], nonché dal regolamento [(CE) n. .... del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso disaggregato alla rete locale] [20] (in prosieguo "le misure specifiche"). È necessario separare la disciplina dei mezzi di trasmissione dalla disciplina dei contenuti. Di conseguenza, il presente quadro normativo non si applica ai contenuti dei servizi forniti mediante reti di comunicazione elettronica che utilizzano servizi di comunicazione elettronica, come i contenuti delle emissioni radiotelevisive o i servizi finanziari. Il contenuto dei programmi televisivi è disciplinato dalla direttiva 89/552/CEE del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive [21], modificata dalla direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [22]. La separazione della disciplina dei mezzi di trasmissione dalla disciplina dei contenuti non incide sul riconoscimento dei collegamenti fra i due aspetti.[16]  GU L ...[17]  GU L ...[18]  GU L ...[19]  GU L ...[20]  GU L ...[21]  GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23.[22]  GU L 202 del 30.7.1997, pag. 60.(8) La presente direttiva non si applica alle apparecchiature contemplate dalla direttiva 1999/5/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 1999, riguardante le apparecchiature radio e le apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reciproco riconoscimento delle loro conformità [23]. Essa si applica alle apparecchiature utilizzate dagli utenti della televisione digitale.[23]  GU L 91 del 7.4.1999, pag. 10.(9) I servizi della società dell'informazione sono disciplinati dalla direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della Società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico nel mercato interno ("Direttiva sul commercio elettronico") [24].[24]  GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1.(10) Ai sensi dell'articolo 14 del trattato, il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione dei servizi di comunicazione elettronica.(11) In conformità al principio della separazione delle funzioni di regolamentazione dalle funzioni operative, gli Stati membri sono tenuti a garantire l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione in modo da assicurare l'imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell'indipendenza lascia impregiudicata l'autonomia istituzionale e gli obblighi costituzionali degli Stati membri, come pure il principio della neutralità rispetto alla normativa sul regime della proprietà negli Stati membri sancito nell'articolo 295 del trattato. Le autorità nazionali di regolamentazione devono essere dotate di tutte le risorse necessarie, sul piano del personale, delle competenze e dei mezzi finanziari, per l'assolvimento dei compiti loro assegnati.(12) Qualunque interessato deve avere il diritto di ricorrere contro una decisione delle autorità nazionali di regolamentazione che lo riguardi dinanzi ad un organo indipendente istituito dagli Stati membri. Detto organo dev'essere in grado di esaminare la controversia sotto il profilo del merito. Fino all'esito del ricorso, la decisione delle autorità nazionali di regolamentazione è esecutiva. Questa procedura di ricorso si applica fatti salvi i diritti riconosciuti alle persone fisiche e giuridiche nel rispettivo ordinamento nazionale.(13) Le autorità nazionali di regolamentazione devono poter raccogliere informazioni presso gli operatori in modo da adempiere efficacemente ai compiti loro assegnati. Può essere opportuno che tali informazioni vengano raccolte anche per conto della Commissione, onde consentirle di adempiere agli obblighi che ad essa incombono in virtù del diritto comunitario. Le richieste di informazioni devono essere proporzionate e non costituire un onere eccessivo per le imprese. Le informazioni raccolte dalle autorità nazionali di regolamentazione devono essere messe a disposizione del pubblico, ad esclusione di quelle di natura riservata. Le autorità nazionali di regolamentazione devono avere, nell'ambito dello scambio di informazioni, gli stessi diritti e obblighi di riservatezza previsti per le "autorità competenti" di cui al regolamento del Consiglio n. 17 del 6 febbraio 1962, primo regolamento di applicazione degli articoli 81 e 82 del trattato [25], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1216/1999 [26].[25]  GU L 13 del 21.2.1962, pag. 204.[26]   GU L 148 del 15.6.1999, pag. 5.(14) È importante che le autorità nazionali di regolamentazione acquisiscano il parere di tutte le parti interessate quando elaborano proposte di decisione e ne tengano conto prima di adottare una decisione definitiva. Per garantire che le decisioni prese a livello nazionale non incidano negativamente sul mercato unico o su altri obiettivi del trattato, le autorità nazionali di regolamentazione sono tenute a notificare taluni progetti di decisione alla Commissione e alle altre autorità nazionali di regolamentazione per dar loro la possibilità di esprimere le proprie valutazioni e permettere alla Commissione di chiedere la modifica o la sospensione di tali decisioni ove necessario. Detta procedura si applica fatta salva la procedura di notificazione di cui alla direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regole relative ai servizi della società dell'informazione e delle regolamentazioni tecniche [27], modificata dalla direttiva 98/48/CE [28], nonché le prerogative che il trattato conferisce alla Commissione in relazione alle violazioni del diritto comunitario.[27]  GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37.[28]  GU L 217 del 5.8.1998, pag. 18.(15) L'azione delle autorità nazionali di regolamentazione deve fondarsi su una serie armonizzata di principi e obiettivi. Nell'assolvimento dei compiti ad esse assegnati dal presente quadro normativo l'azione delle autorità nazionali di regolamentazione deve ispirarsi esclusivamente a questi obiettivi .(16) Lo spettro radio è una risorsa essenziale per i servizi di comunicazione elettronica via radio e, nella misura in cui sono utilizzate per tali servizi, le radiofrequenze devono essere ripartite ed assegnate dalle autorità nazionali di regolamentazione secondo criteri trasparenti, non discriminatori ed obiettivi. È importante che lo spettro radio venga gestito nel modo più efficiente possibile, coerentemente con l'esigenza di raggiungere un equilibrio tra l'uso delle radiofrequenze per scopi commerciali e il loro uso per scopi non commerciali. Un mercato secondario nel quale vengano negoziate le radiofrequenze può costituire un mezzo efficace per conseguire un'utilizzazione più efficiente dello spettro radio, sempreché siano previste adeguate garanzie a tutela del pubblico interesse, e particolarmente la trasparenza di tali operazioni e la vigilanza da parte dell'autorità regolatrice. La decisione [....] del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a un quadro normativo per la politica dello spettro radio nella Comunità [29] istituisce un quadro di riferimento per l'armonizzazione delle radiofrequenze e le iniziative a norma della presente direttiva devono cercare di agevolare l'applicazione di detta decisione.[29]  GU L ...(17) L'accesso alle risorse di numerazione in base a criteri trasparenti, obiettivi e non discriminatori è di importanza capitale per le imprese che desiderano competere nel settore delle comunicazioni elettroniche. È opportuno che le autorità nazionali di regolamentazione gestiscano tutti gli elementi del piano nazionale di numerazione, compresi i codici di punto d'origine per l'indirizzamento di rete. Laddove vi sia la necessità di armonizzare le risorse di numerazione nella Comunità europea, questa operazione deve essere effettuata dalla Commissione nell'esercizio delle sue competenze di esecuzione. L'accesso da parte degli utenti finali a tutte le risorse di numerazione nella Comunità è un presupposto essenziale per il mercato unico europeo. Vi devono essere compresi i numeri verdi, i numeri a tariffa maggiorata ed altri numeri non geografici, ad eccezione dei casi in cui il chiamato abbia, per motivi commerciali, deciso di limitare l'accesso da alcune aree geografiche. I prezzi fatturati per chiamate effettuate dall'esterno di uno Stato membro non devono essere necessariamente identici a quelli fatturati per le chiamate effettuate dal territorio dello Stato membro. Le esigenze di numerazione in Europa, la necessità di fornire servizi paneuropei e servizi di tipo nuovo, come pure la globalizzazione e la sinergia del mercato delle comunicazioni elettroniche impongono alla Comunità di armonizzare le posizioni nazionali in conformità del trattato in seno alle istanze ed alle organizzazioni internazionali in cui vengono assunte decisioni in materia di numerazione.(18) Devono essere previste procedure tempestive e non discriminatorie per la concessione di diritti di passaggio, onde garantire le condizioni in cui possa svolgersi una concorrenza effettiva e non falsata. La presente direttiva fa salve le disposizioni nazionali vigenti in materia di espropriazione.(19) La condivisione delle attrezzature può presentare vantaggi sotto il profilo urbanistico, della salute pubblica o per motivi ambientali e deve essere incentivata dalle autorità nazionali di regolamentazione sulla base di accordi con le imprese. In alcuni casi può essere opportuno imporre alle imprese la condivisione obbligatoria, ma soltanto previa esauriente consultazione pubblica.(20) In alcuni casi sussiste l'esigenza di dettare obblighi ex ante allo scopo di garantire lo sviluppo di un mercato concorrenziale. La definizione di quota di mercato significativa di cui alla direttiva 97/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 giugno 1997 sull'interconnessione nel settore delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire il servizio universale e l'interoperabilità attraverso l'applicazione dei principi di fornitura di una rete aperta (ONP) [30], modificata dalla direttiva 98/61/CE [31], si è dimostrata utile nelle prime fasi di liberalizzazione dei mercati in quanto soglia che fa scattare alcuni obblighi ex ante, ma essa deve essere adattata per tener conto di realtà di mercato più complesse e dinamiche. Per tale motivo la definizione di cui alla presente direttiva attualmente si fonda sulla nozione di posizione dominante enucleata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e del Tribunale di primo grado delle Comunità europee. Eccettuati i casi in cui gli obblighi discendono da strumenti internazionali che vincolano la Comunità e i suoi Stati membri gli obblighi imposti ex ante dalle autorità nazionali di regolamentazione allo scopo di assicurare una concorrenza effettiva sono giustificati soltanto per le imprese che hanno finanziato un'infrastruttura grazie a diritti speciali o esclusivi in settori in cui esistono ostacoli di natura giuridica, tecnica o economica all'entrata nel mercato, in particolare per la costruzione dell'infrastruttura di rete, oppure per le imprese che costituiscono un'entità integrata verticalmente che detiene o opera un'infrastruttura di rete per la fornitura di servizi ai suoi clienti e che fornisce essa stessa servizi su questa infrastruttura, alla quale i suoi concorrenti devono necessariamente richiedere l'accesso.[30]  GU L 199 del 26.7.1997, pag. 32.[31]  GU L 268 del 3.10.1998, pag. 37.(21) È essenziale che questi obblighi vengano imposti esclusivamente quando non esista una concorrenza effettiva e quando i mezzi di tutela apprestati dal diritto nazionale e comunitario della concorrenza non siano sufficienti a risolvere il problema. È pertanto necessario che la Commissione definisca a livello comunitario gli orientamenti che le autorità nazionali di regolamentazione dovranno seguire nel valutare se in un determinato mercato esista una concorrenza effettiva e nel valutare se certe imprese esercitano un'influenza significativa. Queste linee direttrici affronteranno anche la questione dei nuovi mercati emergenti nei quali l'impresa leader verosimilmente detiene de facto, una quota di mercato considerevole ma non per questo dovrà essere assoggettata ad obblighi ingiustificati. Le autorità nazionali di regolamentazione dovranno cooperare tra di loro qualora sia accertato che il mercato in questione presenta caratteristiche di transnazionalità.(22) La Comunità e i suoi Stati membri hanno assunto degli impegni in tema di norme tecniche e in relazione al quadro normativo per le reti e i servizi di telecomunicazioni dell'Organizzazione mondiale del commercio.(23) È opportuno che la normalizzazione resti un processo essenzialmente guidato dal mercato. Possono tuttavia esistere situazioni in cui è opportuno che gli Stati membri impongano l'osservanza di norme comunitarie per garantire l'interoperabilità nel mercato unico europeo. A livello nazionale gli Stati membri sono soggetti alle disposizioni della direttiva 98/34/CE. La direttiva 95/47/CE, relativa all'impiego di norme per l'emissione di segnali televisivi [32] non ha reso obbligatorio alcuno specifico sistema o servizio di trasmissione per la televisione digitale. Nell'ambito del Digital Video Broadcasting Group, gli operatori del mercato europeo hanno messo a punto una famiglia di sistemi di trasmissione televisiva che sono stati normalizzati dall'Istituto europeo per le norme di telecomunicazione (ETSI) e sono diventate raccomandazione dell'Unione internazionale per le telecomunicazioni (ITU).[32]  GU L 281 del 23.11.1995 pag. 51.(24) Nell'eventualità che sorgano controversie fra imprese dello stesso Stato membro nel settore disciplinato dalla presente direttiva o dalle misure specifiche, la parte che si ritenga lesa deve avere il diritto di rivolgersi a un'autorità di regolamentazione nazionale per risolvere la controversia. Le autorità nazionali di regolamentazione devono avere il potere di imporre una soluzione alle parti.(25) Oltre ai mezzi di tutela apprestati dal diritto nazionale e dal diritto comunitario è opportuno che sia esperibile una procedura semplice per la risoluzione delle controversie transnazionali che non rientrano nelle competenze di una singola autorità nazionale di regolamentazione. Tale procedura, promossa ad istanza di una delle parti della controversia ma con il consenso di tutte le parti, deve essere rapida, poco onerosa e trasparente. La Commissione, quando decide di istituire un gruppo di lavoro per assisterla nella risoluzione di controversie transnazionali, deve assicurarsi che i membri che compongono il gruppo siano indipendenti rispetto alle parti della controversia.(26) È opportuno che un unico comitato sostituisca il comitato ONP istituito dall'articolo 9 della direttiva 90/387/CEE ed il comitato "Licenze" istituito dall'articolo 14 della direttiva 97/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 aprile 1997, relativa ad una disciplina comune in materia di autorizzazioni generali e di licenze individuali nel settore dei servizi di telecomunicazione [33].[33]  GU L 117 del 7.5.1997 pag. 15.(27)  È opportuno che le autorità nazionali di regolamentazione e le autorità nazionali garanti della concorrenza abbiano facoltà di scambiarsi informazioni ai fini di una piena e reciproca cooperazione.(28) È opportuno istituire un gruppo ad alto livello composto dai rappresentanti delle autorità di regolamentazione nazionali. Sua principale funzione sarà di assistere la Commissione nell'applicazione uniforme della presente direttiva e delle misure specifiche in modo da garantirne la coerente applicazione fra gli Stati membri. Possono essere costituiti gruppi di esperti per studiare problemi particolari, per esempio in tema di protezione dei consumatori.(29) È opportuno che le disposizioni della presente direttiva e delle misure specifiche vengano riesaminate a scadenze regolari, in particolare per valutare la necessità di modificarle in funzione dell'evoluzione delle tecnologie o della situazione dei mercati.(30) Ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [34], è opportuno che le misure necessarie per l'applicazione della presente direttiva siano adottate secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 3 o secondo la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 di detta decisione.[34]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(31) In base ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità di cui all'articolo 5 del trattato un quadro armonizzato per la regolamentazione dei servizi di comunicazione elettronica, delle reti di comunicazione elettronica e delle risorse correlate non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri e può dunque essere meglio realizzato a livello comunitario. La presente direttiva si limita al minimo richiesto per realizzare tale obiettivo e non va al di là di quanto necessario a tale scopo.(32) Le seguenti direttive e decisioni devono essere abrogate:- direttiva 90/387/CEE,- decisione 91/396/CEE del Consiglio, del 29 luglio 1991, sull'introduzione di un numero unico europeo per chiamate di emergenza [35],[35]  GU L 217 del 6.8.1991, pag. 31.- direttiva 92/44/CEE del Consiglio, del 5 giugno 1992, sull'applicazione della fornitura di una rete aperta alle linee affittate [36], modificata da ultimo dalla decisione 98/80/CE della Commissione [37],[36]  GU L 165 del 19.6.1992, pag. 27.[37]   GU L 14 del 20.1.1998, pag. 27.- decisione 92/264/CEE del Consiglio, dell'11 maggio 1992, che introduce un codice di accesso comune al servizio telefonico internazionale nella Comunità [38],[38]  GU L 137 del 20.5.1992, pag. 21.- direttiva 95/47/CE,- direttiva 97/13/CE,- direttiva 97/33/CE,- direttiva 97/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997 sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni [39],[39]  GU L 24 del 30.1.1998, pag. 1.- direttiva 98/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 1998 sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale e sul servizio universale delle telecomunicazioni in un ambiente concorrenziale [40],[40]  GU L 101 dell'1.4.1998, pag. 24.HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:CAPO IAMBITO DI APPLICAZIONE, FINALITÀ E DEFINIZIONIArticolo 11. La presente direttiva istituisce un quadro normativo armonizzato per la disciplina dei servizi di comunicazione elettronica, delle reti di comunicazione elettronica e delle risorse correlate, definisce gli obblighi delle autorità nazionali di regolamentazione ed istituisce le procedure atte a garantire l'applicazione armonizzata del quadro normativo nella Comunità.2. La presente direttiva e le misure specifiche si applicano fatti salvi gli obblighi imposti, imposti dal diritto comunitario e dalle disposizioni nazionali conformi al diritto comunitario, in relazione ai servizi forniti mediante reti e servizi di comunicazione elettronica.3. La presente direttiva si applica altresì fatte salve le disposizioni della direttiva 1999/5/CE.Articolo 2DefinizioniAi fini della presente direttiva si intende per:a) "reti di comunicazione elettronica", i sistemi di trasmissione e, se del caso, le apparecchiature di commutazione o di instradamento e altre risorse che consentono di trasportare segnali con mezzi a filo, radio, ottici o con altri mezzi elettromagnetici, comprese le reti satellitari, le reti terrestri mobili e fisse (a commutazione di circuito e a commutazione di pacchetto compresa Internet) le reti utilizzate per la diffusione circolare dei programmi radiofonici e televisivi e le reti televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione trasportato;b) "servizio di comunicazione elettronica", i servizi forniti a pagamento consistenti esclusivamente o prevalentemente nella trasmissione e nell'istradamento di segnali su reti di comunicazioni elettroniche, compresi i servizi di telecomunicazioni e i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione circolare radiotelevisiva, ma ad esclusione dei servizi che forniscono contenuti trasmessi utilizzando reti e servizi di comunicazione elettronica o che esercitano un controllo editoriale su tali contenuti;c) "rete pubblica di comunicazioni", una rete di comunicazioni elettroniche utilizzata, in tutto o in parte, per fornire servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico;d) "risorse correlate", le risorse correlate ad una rete e/o un servizio di comunicazione elettronica, alla quale è necessario poter accedere per fornire servizi di comunicazione elettronica a parità di condizioni di concorrenza;e) "autorità nazionale di regolamentazione", l'organismo o gli organismi incaricati da uno Stato membro delle funzioni di regolamentazione fissate dalla presente direttiva e dalle misure specifiche;f) "utente", la persona fisica o giuridica che utilizza o chiede di utilizzare servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico;g) "consumatore", la persona fisica che utilizza un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico per scopi non riferibili all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta;h) "servizio universale", un insieme di servizi definiti nella direttiva [relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in relazione ai servizi e alle reti di comunicazione elettronica] accessibili a tutti gli utenti a prescindere dalla loro ubicazione geografica e, tenuto conto delle condizioni nazionali specifiche, ad un prezzo ragionevole;i) "abbonato", la persona fisica o giuridica che sia parte di un contratto con il fornitore di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico per la fornitura di tali servizi;j) "misure specifiche", la direttiva 2000/.../CE [relativa all'autorizzazione delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica], la direttiva 2000/.../CE [relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate e alla interconnessione], la direttiva 2000/.../CE [relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in relazione alle reti e servizi di comunicazione elettronica], la direttiva 2000/.../CE [relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche] e il regolamento (CE) n.. ... [sull'accesso disaggregato alla rete locale];k) "comitato per le comunicazioni", il comitato istituito a norma dell'articolo 19;l) "gruppo ad alto livello per le comunicazioni", il gruppo istituito a norma dell'articolo 23.CAPO IIAUTORITÀ NAZIONALI DI REGOLAMENTAZIONEArticolo 3Autorità nazionali di regolamentazione1. Gli Stati membri provvedono affinché le singole funzioni attribuite alle autorità nazionali di regolamentazione dalla presente direttiva e dalle misure specifiche vengano esercitate da un organismo competente.2. Gli Stati membri garantiscono l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione provvedendo affinché esse siano giuridicamente distinte e funzionalmente autonome da tutti gli organismi che forniscono reti, apparecchiature o servizi di comunicazione elettronica. Gli Stati membri che mantengono la proprietà o il controllo di imprese che forniscono reti e/o servizi di comunicazione elettronica, provvedono alla piena ed effettiva separazione strutturale delle funzioni regolatrici dalle attività inerenti la proprietà o il controllo.3. Gli Stati membri provvedono affinché le rispettive autorità nazionali di regolamentazione esercitino i loro poteri in modo imparziale e trasparente.4. Gli Stati membri rendono pubbliche e facilmente accessibili le funzioni esercitate dalle autorità nazionali di regolamentazione, in particolare quando tali funzioni vengano assegnate a più organismi. Gli Stati membri pubblicano inoltre le procedure di consultazione e cooperazione istituite fra queste autorità e tra queste e le autorità nazionali garanti della concorrenza, nonché con le autorità incaricate di attuare la normativa sui consumatori, nelle materie di interesse comune. Gli Stati membri provvedono affinché non vi siano sovrapposizioni tra i compiti di queste due autorità.5. Le autorità nazionali di regolamentazione e le autorità nazionali garanti della concorrenza hanno facoltà di scambiarsi informazioni. Per agevolare la cooperazione e lo scambio di informazioni le autorità nazionali di regolamentazione hanno, riguardo allo scambio di informazioni, gli stessi diritti e obblighi di riservatezza delle "autorità competenti" quali definite nel regolamento n. 17.6. Gli Stati membri notificano alla Commissione tutte le autorità nazionali di regolamentazione cui sono state attribuite funzioni previste dalla presente direttiva e dalle misure specifiche e le loro competenze rispettive.Articolo 4Diritto di ricorso1. Gli Stati membri prevedono, a livello nazionale, un meccanismo che permetta agli utenti e alle imprese che forniscono reti e/o servizi di comunicazione elettronica il diritto di ricorrere contro le decisioni dell'autorità nazionale di regolamentazione rivolgendosi ad un organismo indipendente dal governo e dall'autorità nazionale di regolamentazione interessati. Questo organismo esamina la procedura secondo la quale la decisione è stata adottata nonché i fatti a base della controversia. L'introduzione del ricorso non sospende gli effetti della decisione adottata dall'autorità nazionale di regolamentazione.2. Gli Stati membri provvedono affinché le decisioni degli organi competenti per i ricorsi vengano effettivamente eseguite.3. Le decisioni degli organi competenti a conoscere dei ricorsi che non siano organismi giurisdizionali devono comunque essere motivate per iscritto. In tal caso, inoltre, le decisioni devono essere impugnabili dinanzi a un organo giurisdizionale.4. La nomina dei membri dell'organo di ricorso e la cessazione del loro mandato sono soggette a condizioni uguali a quelle applicabili ai giudici, per quanto concerne l'autorità responsabile della nomina, la durata del mandato e la loro revocabilità. Per lo meno il presidente dell'organo deve avere le stesse qualifiche giuridiche e professionali di un giudice. L'organo prende le proprie decisioni all'esito di una procedura in contraddittorio e tali decisioni producono, tramite i mezzi determinati da ciascuno Stato membro, effetti giuridici vincolanti.Articolo 5Comunicazione di informazioni1. Gli Stati membri provvedono affinché le imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica forniscano tutte le informazioni necessarie alle autorità nazionali di regolamentazione onde assicurare la conformità col diritto comunitario. Le informazioni richieste dall'autorità nazionale di regolamentazione devono essere proporzionate rispetto all'assolvimento di tale compito. L'autorità nazionale di regolamentazione deve motivare adeguatamente la richiesta di informazioni.2. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione forniscano alla Commissione, su richiesta, le informazioni che le sono necessarie per assolvere i compiti che il trattato le conferisce. Le informazioni richieste dalla Commissione devono essere proporzionate rispetto all'assolvimento di tali compiti. Ove opportuno, la Commissione comunica le informazioni trasmesse ad un'autorità competente ad un'altra autorità competente dello stesso Stato membro o di uno Stato membro diverso. Qualora vengano trasmesse informazioni in via riservata, la Commissione e le autorità nazionali di regolamentazione interessate ne garantiscono la riservatezza.3. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione pubblichino le suddette informazioni nella misura in cui contribuiscano a creare un mercato libero e concorrenziale, nell'osservanza delle norme nazionali che disciplinano l'accesso del pubblico all'informazione e nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale in materia di riservatezza.4. Le autorità nazionali di regolamentazione pubblicano le disposizioni relative all'accesso del pubblico alle informazioni di cui al paragrafo 3, comprese guide e procedure dettagliate per ottenere tale accesso. Ogni decisione di diniego dell'accesso all'informazione deve essere motivata e resa pubblica.Articolo 6Meccanismo di consultazione e di trasparenza1. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione, diano alle parti interessate la possibilità di presentare le proprie osservazioni, entro un termine ragionevole, quando intendono adottare misure in applicazione della presente direttiva o delle misure specifiche. Le autorità nazionali di regolamentazione rendono pubbliche le procedure che applicano ai fini della consultazione.2. L'autorità nazionale di regolamentazione, quando intende prendere misure in applicazione dell'articolo 8 o dell'articolo 14, paragrafi 4 e 5 della presente direttiva, ovvero in applicazione dell'articolo 8, paragrafo 3, della direttiva 2000/.../CE [relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, nonché alla interconnessione delle medesime], comunica il progetto delle misure, con la relativa motivazione, alla Commissione e alle autorità nazionali di regolamentazione degli altri Stati membri. Le autorità nazionali di regolamentazione possono trasmettere le proprie osservazioni all'autorità nazionale di regolamentazione di cui trattasi entro il termine fissato per la consultazione ai sensi del paragrafo 1.3. L'autorità nazionale di regolamentazione che ha trasmesso il progetto di misura tiene nella massima considerazione tali osservazioni e comunica senza indugio alla Commissione il progetto di misure che ne risulta.4. La misura acquista efficacia un mese dopo la comunicazione alla Commissione di cui al paragrafo 3, a meno che la Commissione non notifichi all'autorità di regolamentazione interessata di nutrire gravi dubbi circa la compatibilità di tali misure con il diritto comunitario, ed in particolare con le disposizioni dell'articolo 7. In tale ipotesi, la decorrenza di efficacia della misura è differita di due mesi. Entro tale termine la Commissione prende una decisione definitiva e, se necessario, chiede alla autorità nazionale interessata di modificare o ritirare il proprio progetto. Decorso tale periodo, se la Commissione non ha preso alcuna decisione, l'autorità nazionale di regolamentazione può adottare la misura proposta.5. In casi eccezionali, l'autorità nazionale di regolamentazione, ove ritenga che sussistano urgenti motivi di salvaguardare la concorrenza e tutelare gli interessi degli utenti, può adottare misure aventi effetto immediato, in deroga alla procedura di cui ai paragrafi da 1 a 4. Essa comunica senza indugio queste misure, esaurientemente motivate, alla Commissione ad alle altre autorità nazionali di regolamentazione. La Commissione verifica la compatibilità di tali misure con il diritto comunitario, ed in particolare con le disposizioni dell'articolo 7. Se necessario, essa chiede all'autorità nazionale interessata di modificare o revocare tali misure.6. L'eventuale mancato esercizio, da parte della Commissione, dei poteri ad essa conferiti dalle disposizioni dei paragrafi 4 e 5 del presente articolo non pregiudica né limita in alcun modo i diritti ad essa conferiti dall'articolo 226 del trattato rispetto alle decisioni o misure adottate dalle autorità nazionali di regolamentazione.CAPO IIIOBBLIGHI DELLE AUTORITÀ NAZIONALI DI REGOLAMENTAZIONEArticolo 7Obiettivi e principi dell'attività di regolamentazione1. Gli Stati membri provvedono affinché, nello svolgere le funzioni di regolamentazione indicate nella presente direttiva e nelle misure specifiche, le autorità nazionali di regolamentazione adottino ragionevoli misure intese esclusivamente a conseguire gli obbiettivi di cui ai paragrafi 2, 3 e 4. Tali misure sono proporzionate a tali obbiettivi.Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione, nell'esercizio delle funzioni indicate nella presente direttiva e nelle misure specifiche, e in particolare quelle intese a garantire una concorrenza non falsata, tengano nel massimo conto l'esigenza di una regolamentazione tecnologicamente neutrale, che cioè non imponga l'uso di un particolare tipo di tecnologia né che operi discriminazioni tra particolari tecnologie.2. Le autorità nazionali di regolamentazione promuovono un mercato aperto e competitivo per le reti di comunicazione elettronica, per i servizi di comunicazione elettronica e le risorse correlate.(a) assicurando che gli utenti ne traggano il massimo beneficio sul piano della scelta, del prezzo, della qualità e del valore del servizio prestato;(b) garantendo che non abbiano luogo distorsioni e restrizioni della concorrenza nel settore delle comunicazioni elettroniche;(c) incoraggiando investimenti efficienti nelle infrastrutture,(d) garantendo la ripartizione e l'assegnazione efficienti delle radio frequenze.3. Le autorità nazionali di regolamentazione contribuiscono allo sviluppo del mercato interno:(a) rimuovendo gli ostacoli residui che si frappongono alla fornitura di reti di comunicazione elettronica, di risorse correlate e di servizi di comunicazione elettronica a livello europeo;(b) incoraggiando l'istituzione e lo sviluppo di reti transeuropee e l'interoperabilità dei servizi paneuropei;(c) e garantendo che, in circostanze analoghe, non vi siano discriminazioni nel trattamento delle imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica;4. Le autorità nazionali di regolamentazione promuovono gli interessi dei cittadini europei:(a) garantendo a tutti un accesso a prezzi ragionevoli al servizio universale quale specificato nella direttiva 2000/.../CE [servizio universale e diritti degli utenti in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica];(b) garantendo un livello elevato di tutela dei consumatori nei loro rapporti con i fornitori, in particolare predisponendo procedure semplici e poco onerose di composizione delle controversie;(c) garantendo un livello elevato di protezione dei dati personali e della vita privata;(d) imponendo la trasparenza delle tariffe e delle condizioni di uso dei servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico;(e) prendendo in considerazione le esigenze di gruppi sociali specifici, in particolare degli utenti disabili.Articolo 8Gestione delle frequenze radio1. Gli Stati membri provvedono alla gestione efficiente dello spettro delle radiofrequenze per i servizi di comunicazione elettronica nel loro territorio. Ciascuno Stato membro garantisce che la ripartizione e l'assegnazione delle frequenze radio siano fondate su criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati.2. Le autorità nazionali di regolamentazione promuovono l'armonizzazione dell'uso delle frequenze radio nel territorio della Comunità europea in modo coerente con l'esigenza di garantirne un utilizzo effettivo ed efficiente.3. Per conseguire gli obbiettivi di cui all'articolo 7 le autorità nazionali di regolamentazione possono ricorrere ad aste o alla fissazione in via amministrativa dei prezzi delle frequenze.4. Gli Stati membri possono disporre che le imprese possano scambiare i diritti di uso delle radiofrequenze con altre imprese soltanto quando tali diritti siano stati assegnati dalle autorità nazionali di regolamentazione mediante asta. Le decisioni intese a consentire lo scambio di questi diritti di uso per bande di frequenza specifiche sono soggette alla procedura di cui all'articolo 6.5. Gli Stati membri provvedono affinché l'intenzione di un'impresa di scambiare diritti di uso delle radiofrequenze venga notificata all'autorità nazionale di regolamentazione competente per l'assegnazione delle frequenze e che ogni cessione di tali diritti abbia luogo sotto la vigilanza e con l'assenso di tale autorità. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono ad una adeguata informativa delle parti interessate ove esista l'intenzione di vendere diritti di uso delle radiofrequenze in modo da porre tutti gli interessati in condizione di fare un'offerta per l'acquisto di tali diritti. Le autorità nazionali di regolamentazione assicurano che la concorrenza non venga falsata in conseguenza di tali operazioni di compravendita. Qualora l'utilizzazione dello spettro delle radiofrequenze sia stato armonizzato a norma della decisione 2000/.../CE [relativa a un quadro normativo per la politica in materia di spettro radio nella Comunità europea] o di altri provvedimenti comunitari, le operazioni suddette non devono dar luogo ad un cambiamento dell'utilizzo di tale spettro radio.6. Le decisioni relative all'assegnazione dei diritti di uso dello spettro radio sono soggette alla procedura di cui all'articolo 6.Articolo 9Numerazione, denominazione e indirizzamento1. Gli Stati membri garantiscono che le autorità nazionali di regolamentazione controllino la ripartizione e l'assegnazione di tutte le risorse nazionali di numerazione e la gestione del piano nazionale di numerazione. Gli Stati membri garantiscono che a tutti i servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico vengano forniti numeri e serie di numeri adeguati.2. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché i piani e le procedure di numerazione vengano applicati in modo da assicurare parità di trattamento a tutti i fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico. In particolare, gli Stati membri provvedono affinché l'impresa cui sia stata assegnata una serie di numeri non discrimini altri fornitori di comunicazione elettronica in relazione alle sequenze di numeri da utilizzare per dare accesso ai loro servizi.3. Gli Stati membri provvedono affinché i piani nazionali di numerazione, e le loro successive modificazioni ed integrazioni, vengano pubblicate, con le sole indicazioni imposte da motivi di sicurezza nazionale.4. Le autorità nazionali di regolamentazione promuovono l'armonizzazione delle risorse di numerazione all'interno della Comunità europea ove ciò sia necessario per sostenere lo sviluppo di servizi paneuropei. Tale armonizzazione è effettuata secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.5. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché gli utenti di altri Stati membri abbiano la possibilità di accedere, nel loro territorio, a numeri non geografici, salvo il caso in cui l'abbonato chiamato scelga, per ragioni commerciali, di limitare l'accesso dei chiamanti situati in determinate zone geografiche.6. Allo scopo di assicurare interoperabilità completa e globale dei servizi, la Comunità europea prende tutte le misure necessarie per garantire il coordinamento delle posizioni degli Stati membri nelle organizzazioni e nelle istanze internazionali nelle quali vengono assunte decisioni in tema di numerazione, denominazione e indirizzamento delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica.Articolo 10Diritti di passaggio1. Gli Stati membri provvedono affinché le procedure impiegate per la concessione del diritto di installare strutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di sopra o al di sotto di esse siano accessibili a tutti i fornitori di reti di comunicazione elettronica accessibili al pubblico in base a modalità e condizioni trasparenti, pubbliche ed applicate senza discriminazioni né ritardi.2. Gli Stati membri provvedono affinché laddove le autorità locali mantengano la proprietà o il controllo di imprese che gestiscono reti e/o servizi di comunicazione elettronica, vi sia un'effettiva separazione strutturale della funzione attinente alla concessione dei diritti di passaggio dalle funzioni attinenti alla proprietà o al controllo.Articolo 11Coubicazione e condivisione di impianti e di siti1. Quando un'impresa che fornisce reti di comunicazione elettronica ha il diritto, in forza della normativa nazionale, di installare strutture su proprietà pubbliche o private ovvero al di sopra o al di sotto di esse oppure quando può avvalersi di una procedura per l'espropriazione o per l'uso di una proprietà, le autorità nazionali di regolamentazione incoraggiano la condivisione di tali impianti, siti o proprietà, in particolare quando le imprese non dispongano di valide alternative a causa di esigenze connesse alla tutela dell'ambiente, alla salute pubblica, alla sicurezza pubblica o alla realizzazione di obiettivi di pianificazione urbana o rurale.2. Gli accordi per la coubicazione e la condivisione di impianti e di siti sono di norma oggetto di un accordo commerciale e tecnico tra le parti interessate. L'autorità nazionale di regolamentazione ha facoltà di intervenire per dirimere le controversie nei modi previsti dall'articolo 17.3. Le autorità nazionali di regolamentazione possono imporre la condivisione di impianti, di siti o di proprietà (compresa la coubicazione fisica) all'operatore di una rete di comunicazione elettronica soltanto dopo un adeguato periodo di pubblica consultazione nel corso del quale a tutte le parti interessate è data la possibilità di esprimere il proprio parere. Tali disposizioni possono comprendere regole sulla ripartizione dei costi della condivisione degli impianti, dei siti o delle proprietà.Articolo 12Separazione contabile e rendiconti finanziari1. Gli Stati membri prescrivono alle imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, e che godono di diritti speciali od esclusivi per la fornitura di servizi in altri settori dello stesso Stato membro o in un altro Stato membro:(a) di tenere una contabilità separata per le attività attinenti la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica nella misura che sarebbe richiesta se dette attività fossero svolte da società aventi personalità giuridica distinta, in modo da individuare tutti i fattori di costo e ricavo, congiuntamente alla base del loro calcolo e ai metodi dettagliati di imputazione utilizzati, relativi alle loro attività attinenti la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica, compresa una ripartizione suddivisa per voci delle immobilizzazioni e dei costi strutturali, oppure(b) di provvedere ad una separazione strutturale per le attività attinenti la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica.Ciascuno Stato membro ha facoltà di non applicare le prescrizioni di cui al primo comma alle imprese il cui fatturato annuo nelle attività attinenti alla fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica in detto Stato membro sia inferiore a 50 milioni di euro.2. Le imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazioni o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico comunicano senza indugio le informazioni di natura finanziaria alle rispettive autorità di regolamentazione nazionali, su richiesta di queste e con il prescritto livello di dettaglio. Le autorità nazionali di regolamentazione possono pubblicare tali informazioni nella misura in cui contribuiscano ad un mercato aperto e competitivo, pur osservando le norme comunitarie e nazionali in materia di riservatezza delle informazioni commerciali.3. Le relazioni finanziarie delle imprese che forniscono reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico sono elaborate e presentate ad una revisione contabile indipendente e successivamente pubblicate. La revisione dev'essere effettuata in conformità delle pertinenti norme comunitarie e nazionali.Questo obbligo si applica anche alla separazione contabile di cui al paragrafo 1, lettera a).CAPO IVDISPOSIZIONI COMUNIArticolo 13Imprese che dispongono di un rilevante potere di mercato1. Quando le misure specifiche prescrivono alle autorità nazionali di regolamentazione di accertare se gli operatori dispongano di una notevole forza di mercato, si applicano le disposizioni dei paragrafi 2 e 3.2. Si presume che un'impresa disponga di un rilevante potere di mercato se, individualmente o congiuntamente con altri, gode di una posizione di forza economica tale da consentirle di comportarsi in misura notevole in modo indipendente dai concorrenti, dai clienti e, in definitiva, dai consumatori.3. Qualora un'impresa disponga di un rilevante potere di mercato su un mercato specifico, può parimenti presumersi che essa abbia un rilevante potere di mercato in un mercato strettamente connesso qualora le connessioni tra i due mercati siano tali da consentire al potere di mercato detenuto in un mercato di esser fatto valere in un altro mercato, rafforzando in tal modo il potere di mercato complessivo dell'impresa interessata.Articolo 14Procedura per l'analisi del mercato1. Previa consultazione delle autorità nazionali di regolamentazione attraverso il Gruppo ad alto livello per le comunicazioni, la Commissione adotta una decisione, destinata agli Stati membri, avente ad oggetto i mercati dei servizi e dei prodotti rilevanti. La decisione individua i mercati dei prodotti e dei servizi all'interno del settore delle comunicazioni elettroniche le cui caratteristiche siano tali da giustificare l'imposizione di obblighi di regolamentazione stabiliti dalle misure specifiche senza che ciò pregiudichi la individuazione di altri mercati in casi specifici di applicazione delle regole di concorrenza. La Commissione provvede anche a pubblicare degli orientamenti per l'analisi del mercato e le modalità di calcolo del rilevante potere di mercato (in prosieguo "gli orientamenti").Nella decisione la Commissione può indicare quali mercati presentino caratteristiche di transnazionalità. In tali mercati le autorità di regolamentazione nazionali interessate effettuano l'analisi del mercato congiuntamente e procedono in modo concertato all'eventuale imposizione degli obblighi di regolamentazione di cui ai paragrafi da 2 a 5.Le autorità nazionali di regolamentazione chiedono e ricevono l'assenso della Commissione prima di far uso di definizioni del mercato diverse da quelle indicate nella decisione.La decisione è sottoposta periodicamente a revisione.2. Entro due mesi dalla data di adozione della decisione o da ogni suo successivo aggiornamento, le autorità nazionali di regolamentazione effettuano un'analisi dei mercati dei prodotti e dei servizi in essa individuati, secondo gli orientamenti. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali garanti della concorrenza siano pienamente associate a questa analisi. Tutte le analisi di mercato effettuate dall'autorità nazionale di regolamentazione sono pubblicate.3. Quando le autorità nazionali di regolamentazione sono tenute, ai sensi degli articoli 16, 25 e 27 della direttiva 2000/.../CE [relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica] o ai sensi degli articolo 7 e 8 della direttiva 2000/.../CE [relativa all'accesso alle reti di comunicazione e alle risorse correlate, e all'interconnessione delle medesime], a decidere in merito all'imposizione, al mantenimento o alla revoca di obblighi a carico delle imprese, esse determinano, in base alla propria analisi di mercato di cui al paragrafo 2, se uno dei mercati individuati nella decisione sia effettivamente concorrenziale in una zona geografica determinata in conformità degli orientamenti.4. Se conclude che tale mercato è effettivamente concorrenziale, essa non impone né mantiene obblighi di regolamentazione specifici previsti dalle misure specifiche. Qualora siano già in applicazione obblighi di regolamentazione specifici, li revoca per le imprese operanti in tale mercato. La revoca degli obblighi deve essere comunicata alle parti interessate con un congruo preavviso.5. Qualora accerti che un mercato individuato nella comunicazione non è effettivamente concorrenziale in una zona geografica determinata secondo gli orientamenti, l'autorità nazionale di regolamentazione impone gli obblighi di regolamentazione specifici previsti dalle misure specifiche ovvero mantiene in vigore tali obblighi laddove già esistano.6. Le misure di cui ai paragrafi 4 e 5 sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 6.Articolo 15Normalizzazione1. La Commissione elabora e pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee un elenco di norme tecniche come base per la fornitura armonizzata di reti di comunicazione elettronica, di servizi di comunicazione elettronica e delle risorse correlate. Se necessario, la Commissione, deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2 può chiedere agli organismi di normalizzazione europei di elaborare determinate norme.2. Gli Stati membri incoraggiano l'uso delle norme o specifiche di cui al paragrafo 1, per la fornitura di servizi, di interfacce tecniche o di funzioni di rete, nella misura strettamente necessaria per garantirne l'interoperabilità e migliorare la libertà di scelta degli utenti.Fintantoché tali norme o specifiche non siano adottate in conformità del paragrafo 1, gli Stati membri incoraggiano l'applicazione delle norme o specifiche adottate dagli organismi di normalizzazione europei come l'ETSI o l'Istituto europeo di normalizzazione CEN/CENELEC.In mancanza di tali norme o specifiche, gli Stati membri incoraggiano l'applicazione delle norme o raccomandazioni internazionali adottate dall'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU), dall'Organizzazione internazionale per la normalizzazione (ISO) o dal Comitato elettrotecnico internazionale (IEC).Qualora già esistano norme internazionali, gli Stati membri prendono tutti i provvedimenti che sono ragionevolmente in loro potere per garantire che gli enti di normalizzazione europei, come l'ETSI o il CEN/CENELEC utilizzino le norme o le loro parti pertinenti come fondamento delle norme che elaborano, a meno che tali norme internazionali o le loro parti risultino inoperanti.3. Se le norme o le specifiche di cui al paragrafo 1 non sono applicate correttamente, con la conseguenza che non può essere garantita l'interoperabilità dei servizi in uno o più Stati membri, l'applicazione di tali norme o specificazioni può essere resa obbligatoria, con la procedura di cui al paragrafo 4, nella misura strettamente necessaria per assicurare tale interoperabilità e per migliorare la libera scelta degli utenti.4. Se intende rendere obbligatoria l'applicazione di determinate norme o specifiche tecniche, la Commissione pubblica un avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee ed invita tutte le parti interessate a presentare le proprie osservazioni. La Commissione, in conformità della procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 3, rende obbligatoria l'applicazione delle norme pertinenti, individuandole come norme tecniche obbligatorie nell'elenco delle norme pubblicate di cui al paragrafo 1.5. Ove ritenga che le norme o le specifiche armonizzate di cui al paragrafo 1 non contribuiscano più alla prestazione di servizi armonizzati di comunicazione elettronica, la Commissione sopprime i riferimenti a tali norme e specifiche dall'elenco di norme di cui al paragrafo 1, con la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.6. Ove ritenga che le norme o le specifiche di cui al paragrafo 4 non contribuiscano più alla fornitura di servizi di comunicazione elettronica armonizzati, la Commissione, con la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 3, le sopprime dall'elenco delle norme di cui al paragrafo 1.Articolo 16Procedure di armonizzazione1. La Commissione, con la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2, può, se necessario, rivolgere raccomandazioni agli Stati membri. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione, nell'assolvimento dei loro compiti, tengano nella massima considerazione tali raccomandazioni. L'autorità nazionale che decide di non seguire una determinata raccomandazione deve motivare tale decisione per iscritto.2. La Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 3, può proporre misure vincolanti di armonizzazione qualora accerti, tra l'altro, che le divergenze delle normative nazionali creano ostacoli al mercato unico ovvero il gruppo ad alto livello per le comunicazioni ritenga necessaria una siffatta misura.Articolo 17Risoluzione delle controversie tra imprese1. Qualora fra imprese che forniscono reti o servizi di comunicazione elettronica in uno Stato membro sorga una controversia relativa all'ambito di applicazione della presente direttiva o delle misure specifiche, l'autorità di regolamentazione competente emette, a richiesta di una delle parti, una decisione vincolante che risolve la controversia nel termine di due mesi. Gli Stati membri provvedono affinché tutte le parti prestino piena cooperazione all'autorità nazionale di regolamentazione.2. Nella risoluzione delle controversie l'autorità nazionale tiene conto, tra l'altro:(a) degli interessi degli utenti,(b) degli obblighi o vincoli imposti alle parti dalla regolamentazione,(c) dell'opportunità di promuovere offerte di mercato innovative e di offrire agli utenti una vasta gamma di servizi di comunicazione elettronica a livello nazionale e comunitario,(d) ove occorra, della disponibilità di alternative valide, dal punto di vista tecnico ed economico, ai servizi e alle risorse richiesti,(e) della necessità di conservare l'integrità delle reti di comunicazione elettroniche e l'interoperabilità dei servizi,(f) del tipo di richiesta rispetto alle risorse disponibili per soddisfarla,(g) delle posizioni relative di mercato delle parti,(h) dell'interesse pubblico (ad es.: la tutela dell'ambiente, della salute pubblica e della sicurezza pubblica),(i) della promozione della concorrenza,(j) della necessità di garantire il servizio universale.3. La decisione dell'autorità nazionale di regolamentazione è pubblicata. Alle parti interessate viene fornita una motivazione esauriente.4. La procedura di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 non osta a che ciascuna delle parti promuova un'azione per danni dinanzi agli organi giurisdizionali nazionali.Articolo 18Risoluzione delle controversie transnazionali1. Qualora tra parti stabilite in Stati membri diversi sorga una controversia transnazionale nell'ambito di applicazione della presente direttiva o delle misure specifiche per la quale risultino competenti più autorità nazionali di regolamentazione, si applica la procedura di cui ai paragrafi da 2 a 5.2. Le parti possono investire della controversia le competenti autorità nazionali di regolamentazione. Queste ultime coordinano i loro sforzi in modo da pervenire alla risoluzione della controversia secondo i principi indicati dall'articolo 17, paragrafo 2.3. Se la controversia non viene risolta entro due mesi dalla data in cui è stata sottoposta alle competenti autorità nazionali di regolamentazione, ciascuna delle parti può, con l'accordo di tutte le parti, rivolgersi alla Commissione chiedendole di adottare una decisione sulla controversia e inviando copia della domanda a tutte le parti interessate. L'attivazione di questa procedura implica, per le parti, la rinuncia ad esperire ogni altra azione prevista dalla normativa nazionale.4. Quando è introdotta una domanda ai sensi del paragrafo 3, la Commissione esamina il caso e prende una decisione nel termine di tre mesi con l'ausilio, se lo ritiene opportuno, di un gruppo di esperti. Gli Stati membri provvedono affinché tutte le parti diano piena esecuzione alla decisione.5. Se non viene presa alcuna decisione ai sensi del paragrafo 4 le parti hanno piena facoltà di esperire i rimedi previsti dalla normativa nazionale.Articolo 19Comitato1. La Commissione è assistita da un comitato per le comunicazioni, composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione (in prosieguo "il comitato per le comunicazioni").2. Quando sia fatto riferimento al presente paragrafo si applica la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto degli articoli 7 e 8 della stessa.3. Quando sia fatto riferimento al presente paragrafo si applica la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto degli articoli 7 e 8 della stessa.Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato in tre mesi.Articolo 20Scambio di informazioni1. La Commissione informa, se opportuno, il comitato per le comunicazioni dell'esito delle consultazioni periodiche con i rappresentanti degli operatori di rete, dei fornitori di servizi, degli utenti, dei consumatori, dei produttori e dei sindacati.2. Il comitato per le comunicazioni, tenendo nel debito conto la politica della Comunità nel settore delle comunicazioni elettroniche, promuove lo scambio di informazioni fra gli Stati membri e fra questi e la Commissione sulla situazione e sull'attività delle autorità regolatrici nel settore delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica.Articolo 21Gruppo ad alto livello per le comunicazioni1. È istituito un gruppo ad alto livello per le comunicazioni. Il gruppo ha compiti consultivi e opera in modo indipendente.2. Il gruppo è composto da rappresentanti designati dalle autorità nazionali di regolamentazione. Esso elegge il proprio presidente. Alla segreteria del gruppo provvedono i servizi della Commissione. Il gruppo adotta il proprio regolamento interno d'intesa con la Commissione.3. Alcune delle funzioni di cui al paragrafo 4 possono essere affidate a gruppi di esperti appositamente istituiti. I rappresentanti delle autorità nazionali garanti della concorrenza e di altre autorità competenti sono invitati, ove opportuno, a partecipare ai lavori del gruppo ad alto livello e dei gruppi di esperti.4. Il gruppo ad alto livello e/o i gruppi di esperti:(a) esaminano qualsiasi questione riguardante l'applicazione dei provvedimenti nazionali adottati in forza della presente direttiva e delle misure specifiche al fine di promuovere l'applicazione uniforme di tali provvedimenti in tutti gli Stati membri;(b) adottano di comune accordo posizioni in merito all'applicazione dettagliata della normativa comunitaria allo scopo di agevolare lo sviluppo di servizi paneuropei;(c) consigliano la Commissione nell'elaborazione della decisione sui mercati rilevanti dei prodotti e dei servizi di cui all'articolo 14;(d) prendono in esame questioni che vengono sottoposte alla loro attenzione dagli Stati membri, dalle autorità nazionali di regolamentazione, dagli operatori e dagli utenti e propongono le opportune soluzioni;(e) informano la Commissione in merito ad eventuali difficoltà incontrate nell'attuazione della presente direttiva e delle misure specifiche;(f) approvano codici di condotta, elaborati dal gruppo o dai gruppi di esperti o dalle altre parti interessate, da utilizzare negli Stati membri, sulle questioni inerenti l'applicazione della normativa comunitaria nel settore;(g) sorvegliano e rendono pubbliche, se opportuno mediante una banca dati, le attività delle autorità nazionali di regolamentazione nella Comunità, in particolare le consultazioni a livello nazionale su determinate questioni di regolamentazione e sulle successive decisioni assunte dalle competenti autorità.5. Il gruppo informa la Commissione delle eventuali divergenze tra le normative o le prassi degli Stati membri che esso ritenga tali da incidere sul mercato europeo delle reti o dei servizi di comunicazione elettronica. Il gruppo può, di propria iniziativa, emettere pareri o formulare raccomandazioni su tutti gli argomenti attinenti alle reti e ai servizi di comunicazione elettronica nella Comunità.6. I pareri e le raccomandazioni del gruppo sono inviati alla Commissione ed al comitato per le comunicazioni. La Commissione informa il gruppo di ogni eventuale iniziativa che essa intenda prendere in risposta ai suoi pareri e raccomandazioni.7. Il gruppo ad alto livello ed i gruppi di esperti tengono nel massimo conto i pareri delle parti interessate, compresi i consumatori, gli utenti, gli operatori di rete, i fornitori di servizi, i fabbricanti e le loro associazioni a livello comunitario.8. Il gruppo ad alto livello presenta al Parlamento europeo, al Consiglio ed alla Commissione una relazione annuale concernente la propria attività e l'attività dei suoi gruppi di esperti. La relazione è pubblicata.Articolo 22Pubblicazione di informazioni1. Gli Stati membri provvedono affinché vengano rese pubbliche informazioni aggiornate relative all'applicazione della presente direttiva e delle misure specifiche, secondo modalità che garantiscano a tutte le parti interessate di accedere agevolmente a tali informazioni. Essi provvedono alla pubblicazione, nelle rispettive Gazzette ufficiali, di un avviso che precisa come e dove tali informazioni sono pubblicate. Il primo di questi avvisi è pubblicato anteriormente al 1° gennaio 2002, successivamente un nuovo avviso è pubblicato ogniqualvolta ne venga modificato il contenuto.2. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una copia di ciascun avviso al momento della sua pubblicazione. La Commissione trasmette a sua volta queste informazioni al comitato per le comunicazioni e al gruppo di alto livello, a seconda dei casi.Articolo 23Procedimenti di revisioneLa Commissione esamina periodicamente l'applicazione della presente direttiva e ne riferisce al Parlamento europeo ed al Consiglio, la prima volta entro tre anni dalla data della sua entrata in vigore. A tal fine la Commissione può chiedere agli Stati membri informazioni che devono esserle trasmesse senza indugio.CAPO VDISPOSIZIONI FINALIArticolo 24Abrogazione di direttiveLe seguenti direttive e decisioni sono abrogate con effetto dal 1º gennaio 2002:- direttiva 90/387/CEE,- decisione 91/396/CEE,- direttiva 92/44/CEE, fatti salvi gli articoli 3, 4, 6, 7, 8 e 10,- decisione 92/264/CEE,- direttiva 95/47/CE,- direttiva 97/13/CE,- direttiva 97/33/CE, fatti salvi gli articoli 4, 6, 7, 8, 11, 12 e 14,- direttiva 97/66/CE,- direttiva 98/10/CE, fatti salvi gli articoli 16 e 17,Articolo 25Disposizioni di attuazione1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 2001. Essi ne informano immediatamente la Commissione.2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva e di ogni loro successiva modifica e integrazione.Articolo 26Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 27DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioLa Presidente Il PresidenteALLEGATOElenco dei mercati che dovranno figurare nella decisione della Commissione relativa ai mercati dei prodotti e dei servizi (Articolo 14 della direttiva)1. Mercati di cui alla direttiva [...] relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronicaArticolo 16 - (Regolamentazione delle tariffe al dettaglio) e articolo 25, paragrafo 2 - (selezione del vettore)- la fornitura del collegamento alla rete telefonica pubblica in postazioni fisse e il suo utilizzoArticolo 27 (Linee affittate)- la fornitura di linee affittate ad utenti finali2. Mercati di cui alla direttiva [...] relativa all'accesso alle reti comunicazione elettronica, alle risorse correlate e all'interconnessione delle medesimeArticolo 7 - Mercati definiti del previgente quadro normativo, nei quali devono essere riesaminati gli obblighiInterconnessione (direttiva 97/33/CE modificata dalla direttiva 98/61/CE)- raccolta delle chiamate nella rete telefonica pubblica fissa- raccolta delle chiamate nella rete telefonica pubblica fissa- servizi di transito nella rete telefonica pubblica fissa- raccolta delle chiamate nelle reti telefoniche pubbliche mobili- terminazione delle chiamate nelle reti telefoniche pubbliche mobili- interconnessione delle linee affittate (interconnessione dei circuiti parziali)Accesso alla rete e accesso speciale alla rete (direttiva 97/33/CE, direttiva 98/10/CE)- accesso alla rete telefonica pubblica fissa, ivi compreso l'accesso disaggregato alla rete locale (local loop)- accesso alle reti telefoniche pubbliche mobili, ivi compresa la selezione del vettoreFornitura all'ingrosso di linee affittate (direttiva 92/44/CEE, modificata della direttiva 97/51/CE)- fornitura all'ingrosso di linee affittate a altri fornitori di reti o di servizi di comunicazione elettronica3. Mercati di cui al regolamento [...] relativo all'accesso disaggregato alla rete locale (local loop)- Servizi forniti su reti disaggregate (in doppino di rame)SCHEDA FINANZIARIA1. DENOMINAZIONE DELL'AZIONEProposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica2. LINEA DI BILANCIO INTERESSATAB5-3023. BASE GIURIDICAArticolo 95 del trattato CE4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE4.1 Obiettivo generale dell'azioneIl pacchetto contiene sei proposte di misure comunitarie che hanno tutte l'obbiettivo di aggiornare e modificare il vigente quadro normativo per la fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica nella Comunità. L'attuale quadro normativo era stato adottato allo scopo di gestire la transizione da una situazione di monopolio ad una situazione di concorrenza e mirava essenzialmente a creare un mercato concorrenziale e conferire diritti agli operatori entranti. Il nuovo quadro normativo che qui si propone deve tener conto della convergenza, che è in atto, tra i settori delle telecomunicazioni, della diffusione radiotelevisiva e delle tecnologie dell'informazione. L'obbiettivo ricercato è quello di rafforzare la concorrenza in tutti i settori del mercato garantendo in pari tempo la tutela dei diritti fondamentali dei consumatori.Le sei proposte sono le seguenti:- La direttiva quadro, che detta le disposizioni orizzontali del nuovo quadro normativo per le comunicazioni elettroniche nell'Unione europea.- La direttiva relativa alle autorizzazioni, che mira a creare un mercato europeo unico per i servizi di comunicazione elettronica mediante l'armonizzazione delle regole che autorizzano la fornitura di tali servizi.- La direttiva relativa all'accesso ed all'interconnessione, che istituisce un quadro di regole per gli accordi di accesso e di interconnessione nell'UE.- La direttiva relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti, che definisce i diritti degli utenti in rapporto ai servizi di comunicazione elettronica, e in particolare in rapporto al servizio universale.- La direttiva relativa al trattamento dei dati personali ed alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, che aggiorna la direttiva vigente in questa materia onde garantirne la neutralità sotto il profilo tecnologico e disciplina i nuovi servizi di comunicazione.- Il regolamento relativo all'accesso disaggregato al circuito di utente (local loop), che garantisce la disponibilità delle reti locali disaggregate allo scopo di intensificare la concorrenza nelle reti di accesso locale.La presente scheda finanziaria si riferisce alle sei misure complessivamente considerate.4.2 Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovoL'applicazione di queste misure non è soggetta a limiti di tempo.5. CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE/ENTRATE5.1 Spese non obbligatorie5.2 Stanziamenti dissociati5.3 Tipi di entrate previsteSenza oggetto6. NATURA DELLE SPESE/ENTRATE- Sovvenzione al 100%- Qualora l'azione produca risultati economici positivi, è previsto il rimborso parziale o totale del contributo finanziario comunitario- Senza oggetto.- L'azione proposta implica una variazione del livello delle entrate- In caso affermativo, precisare la natura della variazione e il tipo di entrate in questione. Senza oggetto7. INCIDENZA FINANZIARIA7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (nesso fra costi unitari e costo totale)La dotazione di bilancio richiesta è necessaria per il funzionamento del comitato per le comunicazioni istituito in applicazione dell'articolo 19 della direttiva e per il funzionamento del gruppo ad alto livello per le comunicazioni istituito in applicazione dell'articolo 21 della direttiva.L'importo richiesto copre:- le riunioni periodiche del comitato, del gruppo ad alto livello e dei suoi gruppi di esperti.Il costo delle riunioni è stato valutato a 20 000 euro per riunione.7.2 Ripartizione per elementi del costo dell'azioneStanziamenti d'impegno in milioni di euro (prezzi correnti)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.3 Spese operative per studi, esperti ecc., comprese nella parte B del bilancioStanziamenti d'impegno in milioni di euro (prezzi correnti)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.4 Scadenzario degli stanziamenti d'impegno di pagamentiStanziamenti d'impegno in milioni di euro&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;8. DISPOSIZIONI ANTIFRODE PREVISTE- Prima versare il proprio contributo, la Commissione effettua un controllo dei pagamenti di ogni servizio, tenuto conto degli obblighi contrattuali eventualmente applicabili, dei principi economici e delle buone prassi di finanziamento e di gestione. Tutti gli accordi e contratti sottoscritti dalla Commissione e dai beneficiari dei pagamenti devono comprendere disposizioni antifrode.- Inoltre, i servizi della Commissione o la Corte dei conti hanno facoltà di effettuare o far effettuare revisioni contabili interne o esterne, nell'osservanza delle disposizioni del trattato che istituisce la Comunità europea.9. ELEMENTI D'ANALISI COSTO-EFFICACIA9.1 Obiettivi specifici quantificabili; beneficiari- Il comitato per le comunicazioni e il gruppo ad alto livello per le comunicazioni, nonché i gruppi di esperti di quest'ultimo rappresentano un fattore essenziale all'interno del nuovo quadro normativo.- Beneficiari: alle riunioni parteciperanno funzionari ed esperti nazionali.9.2 Giustificazione dell'azione- Necessità dell'intervento finanziario comunitario, in considerazione soprattutto del principio di sussidiarietàIl contributo finanziario della Comunità è necessario per il funzionamento del comitato delle comunicazioni, che è investito di funzioni consultive e di regolamentazione, nonché per il funzionamento del gruppo ad alto livello perle comunicazioni e i suoi gruppi di esperti.Il nuovo comitato per le comunicazioni sostituirà due comitati ora esistenti (il comitato consultivo per la realizzazione della fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni, detto comitato ONP, istituito con direttiva 90/387/CEE, ed il comitato delle licenze istituito con direttiva 97/13/CE).Inoltre, il nuovo quadro normativo prevede il ricorso a gruppi di esperti nell'ambito del gruppo ad alto livello per le comunicazioni, che avranno il compito di garantire l'applicazione uniforme del nuovo quadro normativo negli Stati membri. Si prevede che, in media, saranno attivi in modo continuativo due gruppi di esperti, ciascuno dei quali terrà 4-5 riunioni all'anno.Occorre prevedere le risorse finanziarie necessarie per le spese di queste riunioni.- Scelta delle modalità di intervento- vantaggi rispetto ad altre misure (vantaggi comparati): l'esperienza dei comitati attualmente operativi in rappresentanza degli Stati membri ha dimostrato l'utilità di queste riunioni per garantire l'applicazione corretta di una determinata normativa;- analisi di eventuali azioni analoghe condotte a livello comunitario o nazionale: l'azione è fondata sui comitati esistenti e sul comitato ad hoc di alto livello delle autorità nazionali di regolamentazione;- effetti diffusivi e moltiplicatori previsti: migliori collegamenti con gli utenti e gli operatori.- Principali fattori aleatori che possono incidere sui risultati specifici dell'azione: l'applicazione di queste disposizioni dipende dall'adozione, da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, delle proposte presentate alla Commissione.9.3 Controllo e valutazione dell'azioneIl gruppo ad alto livello per le comunicazioni presenterà ogni anno un rapporto di attività al Parlamento europeo ed al Consiglio.10. SPESE AMMINISTRATIVE (SEZIONE III, PARTE A DEL BILANCIO)La provvista effettiva delle risorse amministrative necessarie dipende dalla decisione annuale della Commissione in ordine all'allocazione delle risorse, tenuto conto, in particolare, degli aumenti di organico e degli importi supplementari che saranno stati concessi dall'autorità di bilancio.10.1 Incidenza sul numero dei posti&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Per le risorse supplementari, indicare a quale ritmo è necessaria la loro messa a disposizione.10.2 Incidenza finanziaria globale delle risorse umane supplementari(euro)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi indicati devono esprimere il costo totale dei posti supplementari necessari per la durata totale dell'azione, se questa ha durata determinata; per 12 mesi se la durata è indeterminata.10.3 Aumento delle altre spese di funzionamento derivanti dall'azione(euro)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi indicati devono esprimere la spesa totale per l'azione se questa ha durata determinata; alla spesa per 12 mesi se la durata è indeterminata.SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTOIMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Denominazione della proposta:Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronicaNumero di riferimento del documento:La Proposta1. In considerazione del principio di sussidiarietà esporre i motivi per i quali è necessaria una normativa comunitaria in questo settore, nonché i suoi obiettivi principaliLa direttiva è parte integrante del nuovo quadro normativo finalizzato a consentire al settore delle comunicazioni elettroniche di continuare a svilupparsi in un mercato competitivo che offra vantaggi a tutti coloro, imprese e privati, che utilizzano i servizi di comunicazione elettronica nella Comunità.L'importanza di un consolidamento di un mercato unico in questo settore è ampiamente condivisa e a tale scopo si è convenuto sulla necessità di adeguare le disposizioni comunitarie vigenti.L'impatto sulle imprese2. Imprese direttamente interessate dalle disposizioni proposteGrazie al nuovo quadro normativo gli utenti commerciali di qualunque dimensione trarranno vantaggio da un regime di maggiore concorrenza, dalle offerte di un mercato innovativo e da un migliore rapporto qualità/prezzo.I fornitori di reti e servizi elettronici che dispongono di una notevole forza di mercato (espressione che si fonda sulla nozione di posizione dominante elaborata dal diritto della concorrenza), quali ad esempio gli operatori ex monopolisti, saranno quelli più colpiti dalla proposta. Gli obblighi (ad esempio quello di concedere ad altre imprese l'interconnessione e l'accesso alle loro reti) sono individuati nelle altre direttive che costituiscono il presente pacchetto.Non esistono particolari zone geografiche della Comunità in cui queste imprese sono stabilite.3. Obblighi delle imprese per conformarsi alle disposizioni della propostaLa presente proposta impone obblighi soprattutto agli Stati membri o alle loro autorità nazionali di regolamentazione. Solo l'articolo sulla separazione della contabilità riguarda direttamente le imprese. Questo articolo impone alle imprese che forniscono reti per le comunicazioni pubbliche e/o prestano servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico e che beneficiano di diritti esclusivi o speciali per la fornitura di servizi in altri settori nello stesso o in un altro Stato membro, di tenere una contabilità separata relativa alle attività nel settore delle comunicazioni elettroniche.4. Incidenza economica della proposta sulle impreseLa proposta intende stimolare la crescita del settore e, per tale via, generare una maggiore creazione di posti di lavoro all'interno di esso e nei mercati correlati.La proposta contribuirà ad assicurare che il mercato europeo delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica continui anche in futuro a offrire interessanti opportunità di investimento a livello mondiale.La proposta contribuirà a aumentare la concorrenza tra le imprese nel settore, e, contribuendo alla loro maggiore efficienza, porterà vantaggi a tutta l'economia nel suo complesso, poiché tutte le imprese dovranno dotarsi di un'efficienza infrastruttura di comunicazione.5. Indicare se la proposta contiene misure destinate a tener conto della situazione specifica delle PMI (esigenze più limitate o di natura diversa, ecc.).In linea generale, scopo della proposta è di alleggerire la regolamentazione che disciplina l'attività delle imprese nel settore delle comunicazioni elettroniche. Poiché gli oneri connessi ad esempio alle licenze individuali gravano in misura eccessiva sulle PMI, saranno proprio queste ultime a trarre i maggiori vantaggi dall'abolizione delle licenze individuali, e dalla corrispondente introduzione del regime delle autorizzazioni generali. Inoltre, il provvedimento prevede una misura specifica per tener conto della peculiare situazione delle PMI. L'articolo 12, n. 1, secondo comma dà facoltà alle autorità nazionali di regolamentazione di non imporre l'obbligo della separazione contabile agli operatori con un volume di affari inferiore a 50 milioni di euro.Consultazione6. Elenco delle organizzazioni consultate in merito alla proposta e loro principali osservazioni.Nell'effettuare l'esame del 1999 del quadro normativo del settore delle comunicazioni (novembre 1999, doc. COM(1999) 539) la Commissione ha svolto un'ampia consultazione alla quale hanno risposto 229 tra organizzazioni e privati. Il loro elenco è consultabile al seguente indirizzo web:  http://www.ispo.cec.be/infosoc/telecompolicy/review99/comments/comments.html  Le loro principali osservazioni sono riassunte nella comunicazione sui risultati della consultazione pubblica, doc. (COM(2000) 239). Esiste inoltre un documento di lavoro, pubblicato il 28 aprile c.a., che sintetizza le principali disposizioni della presente proposta al quale hanno risposto 128 tra organizzazioni e privati. L'elenco è consultabile al seguente indirizzo:  http://www.ispo.cec.be/infosoc/telecompolicy/review99/nrfwd/comments.html