CELEX: 32016H0818(06)
Language: it
Date: 2016-07-12 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2016, sul programma nazionale di riforma 2016 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2016 della Repubblica ceca

18.8.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 299/23
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   del 12 luglio 2016
   sul programma nazionale di riforma 2016 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2016 della Repubblica ceca
   (2016/C 299/06)
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l'occupazione,
   visto il parere del comitato economico e finanziario,
   visto il parere del comitato per la protezione sociale,
   visto il parere del comitato di politica economica,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 novembre 2015 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2016. Il Consiglio europeo del 17 e 18 marzo 2016 ha approvato le priorità indicate nell'analisi annuale della crescita. Il 26 novembre 2015 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Repubblica ceca non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito.
            
         
               (2)
            
            
               Il 26 febbraio 2016 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Repubblica ceca 2016 nella quale sono valutati i progressi compiuti dal paese sia nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 14 luglio 2015 sia verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
            
         
               (3)
            
            
               L'11 maggio 2016 la Repubblica ceca ha presentato il suo programma di convergenza 2016 e il 12 maggio ha presentato il proprio programma nazionale di riforma 2016. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
               (4)
            
            
               La programmazione dei fondi strutturali e d'investimento europei per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. In applicazione dell'articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (3), ove necessario per sostenere l'attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio la Commissione può chiedere ad uno Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta valersi di tale possibilità negli orientamenti sull'applicazione delle misure per collegare l'efficacia dei fondi strutturali e d'investimento europei a una sana gestione economica.
            
         
               (5)
            
            
               La Repubblica ceca è attualmente sottoposta al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Nel programma di convergenza 2016 il governo prevede un lieve deterioramento del saldo nominale a – 0,6 % del PIL nel 2016 e un'ampia stabilizzazione a – 0,5 % del PIL a partire dal 2017. L'obiettivo di bilancio a medio termine, ossia un disavanzo strutturale pari all'1 % del PIL, continua a essere rispettato per il periodo di riferimento del programma. In base al programma di convergenza il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe restare al 41,1 % nel 2016 e scendere al 39,3 % nel 2019. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio è plausibile. Le misure necessarie al conseguimento degli obiettivi di disavanzo previsti a partire dal 2017 in poi non sono state sufficientemente specificate. Stando alle previsioni di primavera 2016 della Commissione, il saldo strutturale dovrebbe attestarsi a – 0,7 % nel 2016 e a – 0,9 % del PIL nel 2017 al di sopra dell'obiettivo di bilancio a medio termine. Gli eventuali scostamenti futuri sarebbero valutati rispetto all'obbligo di mantenere il saldo strutturale all'obiettivo di bilancio a medio termine. In base alla valutazione del programma di convergenza e tenendo conto delle previsioni di primavera 2016 della Commissione, il Consiglio ritiene che la Repubblica ceca debba rispettare le disposizioni del patto di stabilità e crescita.
            
         
               (6)
            
            
               A lungo termine vi sono rischi medi per la sostenibilità di bilancio della Repubblica ceca che derivano principalmente dalle proiezioni dell'impatto della spesa pubblica legata all'invecchiamento della popolazione, soprattutto nel settore sanitario, ma anche in quello pensionistico. Le misure previste o adottate di recente per modificare il sistema pensionistico, se attuate, porterebbero a un deterioramento delle finanze pubbliche a lungo termine. In primo luogo, nel febbraio 2016 il governo ha adottato una legislazione che gli consente di adeguare il meccanismo di indicizzazione delle pensioni in modo più flessibile. In secondo luogo, sono in discussione alcune proposte per fissare l'età pensionabile legale a 65 anni e istituire un meccanismo periodico di revisione dell'età pensionabile. Non vi sono al momento piani per aumentare la bassa età pensionabile legale. Per quanto riguarda la sanità, il previsto aumento della spesa a lungo termine è anch'esso fonte di preoccupazione. La Repubblica ceca deve far fronte a sfide nel miglioramento della governance e dell'efficacia in termini di costi del proprio sistema sanitario, sebbene diverse misure siano attualmente in varie fasi di attuazione. Gli indicatori segnalano un elevato consumo di beni e servizi e un ricorso relativamente elevato alle cure ospedaliere, più costose dei servizi ambulatoriali. I dati medici disponibili non sembrano essere usati in modo efficace per la pianificazione e la razionalizzazione delle capacità delle cure ospedaliere. Il sistema di rimborsi delle cure ospedaliere è in fase di revisione a causa di varie carenze, quali il campione ridotto di ospedali utilizzati per il calcolo dei tassi di riferimento. Non sono ancora state esplorate in misura sufficiente le opzioni per potenziare il coordinamento delle cure ambulatoriali, migliorare il ruolo di filtro dei medici di famiglia e limitare il ricorso non necessario ai servizi ambulatoriali.
            
         
               (7)
            
            
               Il quadro di bilancio della Repubblica ceca è tra i più deboli dell'Unione. Nel febbraio 2015 il governo ha approvato un pacchetto di riforme che affronta le principali lacune in questo settore ma si attende ancora la ratifica del parlamento. Il pacchetto intende recepire nella legislazione nazionale la direttiva 2011/85/UE del Consiglio (4). La riforma proposta prevede di rafforzare i limiti di spesa e di collegarli direttamente all'obiettivo di bilancio a medio termine. Ai sensi della riforma il governo sarebbe tenuto ad adottare un bilancio che salvaguardi la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e verrebbe istituito un consiglio di bilancio con il compito di monitorare le finanze pubbliche e aumentare la trasparenza.
            
         
               (8)
            
            
               Nella Repubblica ceca gli investimenti, che restano al di sotto della media dell'UE in termini pro capite, sono altamente concentrati nella regione della capitale. Gli ostacoli amministrativi e normativi continuano a gravare sull'efficienza del contesto imprenditoriale e ostacolano gli investimenti. Esistono strozzature specifiche nell'attuazione dei progetti infrastrutturali nel settore dei trasporti e dell'energia. Inoltre, l'assorbimento dei fondi dell'UE nel periodo di programmazione 2007-2013 è stato lento, principalmente a causa di procedure complesse, lacune nei sistemi di gestione e di controllo, inefficienze nelle procedure di appalto pubblico e della debole capacità amministrativa degli organismi coinvolti nell'attuazione dei progetti. Per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto, tra gli ostacoli amministrativi agli investimenti si annoverano le lunghe procedure per rilasciare concessioni d'uso dei suoli e i ritardi dovuti alle procedure di ricorso dinanzi all'ufficio antimonopolio. Per quanto riguarda l'efficienza energetica, i programmi pubblici per ridurre l'intensità energetica sono stati frammentari e non efficienti sotto il profilo dei costi. Da alcune indicazioni risulta che il risparmio energetico non sta aumentando in linea con il piano d'azione nazionale per l'efficienza energetica. Per quanto riguarda i servizi, sono state rilevate alcune restrizioni regolamentari. Questo vale in particolare per alcuni dei settori dei servizi professionali individuali, per cui gli ostacoli all'entrata e all'esercizio sembrano superiori alla media dell'UE. Lo scarso utilizzo di servizi pubblici online di qualità ostacola anche il contesto imprenditoriale e riflette lacune strutturali. I servizi di amministrazione digitale non utilizzano appieno le possibilità tecnologiche per migliorarne la fruizione da parte degli utenti e il loro livello di sofisticazione è tra i più bassi dell'Unione. Gli elementi a disposizione indicano un incidenza relativamente elevata dell'evasione fiscale nella Repubblica ceca. La soluzione di questo problema, soprattutto per quanto riguarda l'IVA, è una priorità politica. Tuttavia non sono previste misure per ridurre i costi relativamente elevati associati al pagamento delle imposte o per semplificare il sistema fiscale. I servizi di precompilazione offerti dalle autorità fiscali sono limitati. I contribuenti utilizzano in misura limitata i sistemi per la presentazione elettronica delle dichiarazioni dei redditi, sebbene siano stati compiuti alcuni progressi per quanto riguarda l'IVA. Inoltre i costi della riscossione fiscale sono relativamente elevati, stando alle più recenti relazioni internazionali. I contributi sociali elevati a carico del datore di lavoro contribuiscono a un livello generale elevato della pressione fiscale sul lavoro, mentre la diversificazione in altri ambiti, quali le imposte patrimoniali, è limitata.
            
         
               (9)
            
            
               Una serie di indicatori segnala carenze significative della pubblica amministrazione. Sono stati compiuti alcuni progressi nell'adozione di misure legislative e non legislative nell'ambito del piano anticorruzione del 2015. La legge sul registro dei contratti è stata approvata dal Parlamento nel novembre 2015. La sua tempestiva attuazione e il suo ulteriore sviluppo migliorerebbero la trasparenza e l'efficacia sotto il profilo dei costi degli appalti pubblici. Tuttavia alcune dei principali provvedimenti anticorruzione, quali una modifica della legge sul conflitto di interessi e una nuova legge sul finanziamento dei partiti politici, sono ancora in sospeso. Diverse misure adottate sono di difficile attuazione e hanno un impatto limitato, mentre una serie di misure previste sono continuamente rimandate al successivo piano d'azione. Nonostante alcuni sforzi profusi per affrontare le lacune, vi è margine di miglioramento nelle prestazioni del sistema ceco degli appalti pubblici per quanto riguarda la concorrenza e dunque un uso migliore del denaro pubblico. Ciò è dovuto in parte alla mancanza di una preparazione adeguata degli operatori che sovraintendono allo svolgimento degli appalti e ad un'attenzione insufficiente ai criteri qualitativi nell'aggiudicazione dei contratti. Il settore pubblico si basa in larghissima misura su procedure non competitive, che hanno una limitata capacità di attirare offerenti, mentre sono raramente utilizzate gli appalti aggregati Tuttavia l'attuazione delle direttive in materia di appalti pubblici recepite di recente che riguardano le procedure di appalto modernizzate dovrebbe consentire di introdurre un approccio strategico e basato su dati concreti nelle politiche per gli appalti pubblici in termini di professionalizzazione, aggregazione degli acquisti pubblici, maggiore attenzione ai criteri qualitativi e all'integrità degli operatori
            
         
               (10)
            
            
               Negli ultimi anni gli investimenti in R&S sono aumentati in modo significativo, ma i risultati restano deboli e la sostenibilità dell'infrastruttura di R&S desta preoccupazioni. Il sistema di ricerca ceco sta attuando in questo momento riforme a lungo rimandate ma sostanziali, in particolare per quanto riguarda la valutazione e i finanziamenti. Il meccanismo di finanziamento esistente è frammentato, con un coordinamento insufficiente tra i pertinenti organismi e una divisione poco chiara delle responsabilità e delle priorità. È in fase di elaborazione un quadro di valutazione generale per la ricerca e lo sviluppo, con collegamenti ai finanziamenti, ma i progressi sono lenti. Limitati sono stati gli sforzi compiuti per migliorare i legami tra università e imprese. Questi legami sono indeboliti da un quadro di valutazione degli istituti di ricerca pubblici che non tiene conto del livello di cooperazioni con le imprese.
            
         
               (11)
            
            
               La riforma dell'istruzione superiore è stata adottata dal parlamento nel gennaio 2016. L'attrattiva delle professioni dell'insegnamento resta problematica, a causa anche delle retribuzioni relativamente basse, e a ciò si unisce l'invecchiamento del corpo insegnante. È in fase di elaborazione un nuovo sistema di carriera degli insegnanti e del personale pedagogico per migliorare l'attrattiva della professione, ma la sua attuazione è stata rimandata. I risultati scolastici sono in genere buoni, ma fortemente influenzati dal retroterra socioeconomico degli studenti. Gli scarsi risultati scolastici dei gruppi svantaggiati, in particolare della comunità rom, destano serie preoccupazioni. Secondo le stime un'ampia percentuale di bambini rom abbandona precocemente la scuola. Numerosi bambini rom ricevono l'istruzione al di fuori delle scuole ordinarie e, di conseguenza, raggiunge standard di apprendimento inferiori rispetto ai bambini del resto della popolazione. Le opportunità di formazione che consentano agli insegnanti di affrontare questo problema non sono sufficientemente sviluppate. Solo una bassa percentuale di insegnanti partecipa infatti ad attività di sviluppo professionale relative all'insegnamento dei gruppi misti e all'istruzione inclusiva. È stato adottato un numero significativo di misure legislative e amministrative mirate all'istruzione inclusiva che cominciano a essere attuate. Tali misure intendono contribuire a colmare il divario nel successo e nei risultati scolastici tra i bambini rom e non rom. Nel marzo 2016 il parlamento ha adottato le modifiche della legge sull'istruzione che hanno esteso l'obbligo scolastico fino all'ultimo anno di istruzione prescolastica e hanno garantito un posto all'asilo nido per i bambini più piccoli. Tuttavia, le disuguaglianze nel sistema dell'istruzione rappresentano un ostacolo al miglioramento della qualità del capitale umano e limitano anche i risultati nel mondo del lavoro nelle fasi successive della vita.
            
         
               (12)
            
            
               Nella Repubblica ceca la situazione del mercato del lavoro è migliorata ma ulteriori progressi nel tasso di occupazione dipenderanno da una maggiore partecipazione da parte dei gruppi sottorappresentati, tra cui le donne con bambini piccoli, i lavoratori poco qualificati e i membri della comunità rom. Le attività di sensibilizzazione dei servizi pubblici per l'impiego, insieme a politiche attive del mercato del lavoro adeguate e ben mirate e a servizi individualizzati, contribuirebbero ad aumentare la partecipazione dei gruppi vulnerabili. La partecipazione al mercato del lavoro delle donne con bambini piccoli è frenata da una persistente mancanza di servizi per l'infanzia accessibili e di qualità, in particolare per i bambini fino a tre anni, e dalla diffusione limitata di orari di lavoro flessibili. Negli ultimi anni sono state adottate alcune misure per colmare queste lacune, ma sono necessari sforzi più sostanziali.
            
         
               (13)
            
            
               Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Repubblica ceca che ha pubblicato nella relazione per paese 2016. Ha altresì valutato il programma di convergenza e il programma nazionale di riforma, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Repubblica ceca negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Repubblica ceca, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'UE nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 3.
            
         
               (14)
            
            
               Alla luce di questa valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza e ritiene (5) che la Repubblica ceca dovrebbe rispettare le disposizioni del patto di stabilità e crescita,
            
         RACCOMANDA che la Repubblica ceca adotti provvedimenti nel 2016 e nel 2017 al fine di:
   
               1.
            
            
               adottare misure per assicurare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, alla luce dei futuri rischi in ambito sanitario; adottare una legislazione che rafforzi il quadro di bilancio;
            
         
               2.
            
            
               ridurre gli ostacoli amministrativi e normativi agli investimenti, in particolare nei settori dei trasporti e dell'energia, e aumentare la disponibilità di servizi di amministrazione digitale; adottare le riforme anticorruzione in sospeso e migliorare le procedure di appalto pubblico;
            
         
               3.
            
            
               rafforzare la governance del sistema di ricerca e sviluppo e agevolare i collegamenti tra le università e le imprese; migliorare l'attrattiva delle professioni dell'insegnamento e adottare misure per aumentare l'inclusione dei bambini svantaggiati, compresi i rom, nelle scuole ordinarie e nell'istruzione prescolastica; eliminare gli ostacoli a una maggiore partecipazione al mercato del lavoro da parte dei gruppi sottorappresentati, in particolare le donne.
            
         
      Fatto a Bruxelles, il 12 luglio 2016
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         P. KAŽIMÍR
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
   
      (3)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
   
      (4)  Direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell'8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41).
   
      (5)  A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.