CELEX: 51970PC0450
Language: it
Date: 1970-04-29
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che determina talune misure transitorie per la graduale uniformazione degli accordi relativi alle relazioni commerciali degli Stati membri con i paesi terzi (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (70) 450
Vol. 1970/0059
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSIONS DELLE COMUNITA EUROPEE
                                               COM(70 ) 450 def .
                                               Bruxelles , 29 aprile 1970
                                   Proposta di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
            che determina talune misure transitorie per la graduale
         uniformazione degli accordi relativi alle relazioni commerciali
                           degli Stati membri con i paesi terzi
                    (. presentata dalla Commissione al Consiglio )
C0Iï(70 ) 450 def .
 ---pagebreak---                                       Relazione ■
           Néi primi me3i   d' applicazione della decisione del Consiglio del
  I6,.12 e 1969 » concernente la graduale uniformazione degli accordi relativi
  alle relazioni commerciali degli Stati membri con i paesi terzi e la ne­
  goziazione degli accordi comunitari , sono emersi taluni problemi di natura
 .pratipa e giuridica .
  1.       Le disposizioni della suddetta decisione ed in particolare quelle del
  Titolo I danno agli Stati membri la possibilità di prorogare tacitamente
  o espressamente , a deteiminate condizioni , gli accordi già in vigore con i
  paesi terzi , sempreché tale proroga non costituisca un ostacolo all' attua­
  zione della politica commerciale comune . Tuttavia , tale possibilità di rin­
  novo degli atti esìstenti non può provocare nessùrìa modifica contrattuale
  di questi ultimi »
         . Risulta però che tale situazione non è tale da soddisfare interamente ,
  e durante un periodo di adattamento , " le esigenze della Comunità e degli
  Stati membri » •       '
  2.'      Una difficoltà particolare può emergere in occasione delle riunioni
  annuali della Commissione mista prevista nella quasi totalità degli accordi
  prorogati » Se nella maggior parte dei casi tali riunioni non sollevano alcun
  problema in quanto le discussioni previste si limitano ad uno scambio di vedu­
  te sull' evoluzione del commercio reciproco , invece , in taluni casi , ed in
^ particolare quando gli accordi prorogati comportano gli elenchi di contin­
  genti che sono di solito oggetto di aumenti annuali , gli Stati membri si
  trovano nell' impossibilità di procedere a tali modifiche », Secondo la Commis­
  sione , questa situazione deriva neces saviamente dalle disposizioni della
  decisione del Consiglio del 16 dicembre 1969 » che esclude , eccezion fatta
  per le disposizioni particolari previste al Titolo III , qualsiasi negoziato
  commerciale di uno Stato membro , compresi i negoziati che avrebbero luogo
  nell' ambito di una Commissione mista . Taluni Stati membri hanno ritenuto
  che delle misure d' aumento dei contingenti potrebbero essere prese anche
  in maniera " autonoma", cosicché esse sarebbero seggette soltanto alla pro­
  cedura di consultazione preliminare prevista dalla decisione del Consiglio
  del 9 ottobi->e 1961 . Tuttavia, proprio a questp . proposito sono emerse : . .
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divergenze abbastanza profonde , data l' estrema difficoltà di accettare che
misure prese in occasione di negoziati e concernenti direttamente il conte­
nuto di un accordo bilaterale esistente possano essere considerate come me­
ramente "autonome " e non essere soggette alla procedura di consultazione -
coordinamento previsto dalla decisione del Consiglio del 16 . 12.1969» Infatti ,
tale interpretazione svuoterebbe quest' ultima di gran parte del suo conte­
nuto .
3.     Del resto , lo stesso problema di interpretazione si è già presentato
in occasione delle misure cosiddette " autonome " che taluni Stati membri han­
no l' intenzione di adottare nel contesto di alcuni negoziati , senza assog­
gettarsi alla procedura di coordinamento prevista all' articolo 12 della de­
cisione del Consiglio del 16.12.1969 .
4.     In tutti questi casi , la Commissione preferisce eliminare le difficoltà
summenzionate evitando nel contempo la prosecuzione di una controversia giu­
ridica la cui soluzione non potrebbe essere trovata rapidamente .
       Anzitutto , è opportuno rilevare che semplici adattamenti degli accordi
degli Stati membri alla legislazione o ad un accordo comunitario non solle­
vano nessun problema. Infatti , si tratta di un adattamento obbligatorio ed
indispensabile , che procede dall' esistenza stessa della legislazione o del­
l' accordo comunitario . E' pertanto naturale che tali misure possano essere
prese dagli Stati membri .
       Invece , per quanto riguarda gli altri problemi sopra esposti , si pro­
pone che gli Stati membri possano , in tali circostanze , prendere determinate
misure di carattere "autonomo", dirette ad aumentare o a sopprimere parzial­
mente o totalmente dei contingenti iscritti in un accordo commerciale esi­
stente . Beninteso , per non eliminare le norme comunitarie già stabilite in
questo settore , tale facoltà dovrebbe essere limitata , in linea di massima ,
sia alle misure che non rischiano di ostacolare gli altri Stati membri , sia
agli adattamenti effettuati tradizionalmente nel corso delle discussioni
annuali degli elenchi di contingenti elaborati , mentre qualsiasi modifica
che oltrepassi tali limiti richiederebbe ura decisione ad hoc del Consiglio ,
in conseguenza della procedura di consultazione-cooperazione che la Commis­
sione propone di applicare anche nei oasi summenzionati .
       Dato il carattere transitorio di tali misure , esse debbono essere
limitate nel tempo , in attesa dell' applicazione del Titolo II della decisio­
ne del Consiglio del 16.12 . 1969»
                                                                        • • •/ • • •
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       Inoltre , la Commissione si riserva di presentare al Consiglio , a "breve
scadenza ? proposte intese a sollevare i problemi di fondo . In particolare ,
essa intende elaborare un elenco negativo comune dei prodotti altamente sen­
sibili - la cui estensione non può essere peraltro che molto limitata - ri­
ducendo l' importanza della procedura di coordinamento ad una funzione di
sincroni zzazione delle misure di liberalizzazione che debbono essere prese
per gli altri prodotti# In questo contesto ? la Commissione propone un pro­
gramma di lavoro , quale risulta dall' allegato progetto di dichiarazione
( Allegato II ) che può essere iscrìtto nel verbale dal Consiglio .
                                                                      \
 ---pagebreak---                        PROPOSTA DI DECISIONE DSL CONSIGLIO
                   che determina talune misure transitorie per
                   la graduale uniformazione degli accordi rela­
                   tivi alle relazioni commerciali degli Stati
                            membri con i paesi terzi
                    ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
  IL CCNSIGLIO DELLE C0M1INITA ' EUR0PEE ,
  Visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea e in
  particolare l' articolo 113 ,
  Vista la proposta del.la Commissione ,                     '
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  Considerando che e opportuno determinare , a titolo di misure transitorie ,
  le modalità secondo le quali gli Stati membri possono apportare talune
  modifiche al loro regime di liberalizzazione applicabile nei confronti
  dei paesi terzi con i quali sono vincolati da accordi commerciali , in
  attesa della messa in opera, nei confronti dei paesi medesimi , del regime
  comunitario convenzionale od autonomo previsto al Titolo II della deci­
  sione del Consiglio del 16 . 12,1969 concernente la graduale uniformazione
  degli accordi relativi alle relazioni commerciali degli Stati membri con
  i paesi tèrzi e la negoziazione degli accordi comunitari ( l ),
  Considerando che modifiche del genere possono rivelarsi necessarie spe­
  cialmente in occasione della proroga o del tacito rinnovo di accordi
  commerciali degli Stati membri con paesi terzi o ddie consultazioni
^ periodiche relative all' applicazione degli accordi medesimi , specialmente
  in seno a commissioni miste , al fine di adattare il regime di liberaliz­
  zazione all' evoluzione déELa situazione economica e degli scambi con i
  paesi terzi di cui trattasi ,
                                                                  /«♦
  ( 1 ) G.U. n . 326 del 29.12.1969 » pag. 239
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Considerando che giusta le disposizioni del Trattato e la decisione del
Consìglio del 16 dicembre 19&9 modifiche del genere , salvo noi casi
eccezionali previsti al Titolo III di detta decisione , non possono
costituire oggetto né di negoziati né di accordi con i paesi terzi di
cui trattasi e debbono quindi essere adottate in maniera autonoma ,
Considerando che è opportuno sottoporre queste modifiche autonome dei
regimi di liberalizzazione degli Stati membri , nonché quelle previste in
occasione della conclusione di accordi in conformità all' articolo 12
della decisione del Consiglio del 1 6 dicembre 1969 » ad una procedura
di consultazione e di autorizzazione preventive al fine di evitare qual­
siasi ostacolo all' attuazione della politica commerciale comune nei con­
fronti dei paesi terzi di cui trattasi ; che detta procedura può essere
semplificata quando si tratti di aumentare dei contingenti entro    certi
limiti o di liberalizzare prodotti che già sono liberalizzati , nei
confronti del paese terzo considerato , in tutti gli altri Stati membri ,
Considerando che l' eliminazione delle difficoltà transitorie afferenti
all' uniformazione degli accordi commerciali degli Stati membri con i
paesi terzi deve cominciare prima del 31 dicembre 1970 mediante la gra­
duale attuazione del regime comunitario previsto dal Titolo II della
decisione del Consiglio del 16 dicembre I969 ohe deve sostituire le
presenti misure transitorie ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :
                              Art i col o 1
1.       Quando uno Stato membro , in occasione sia della proroga o del
tacito rinnovo di un accordo con un paese terzo , sia delle consultazioni
periodiche relative all' applicazione di un tale accordo , in particolare
in seno ad una commissione mista , sia della conclusione di un accordo
autorizzata in virtù del Titolo III della decisione del Consiglio del
16 dicembre 1969 » intende procedere ad una modifica autonoma del proprio
regime di liberalizzazione nei confronti del paese medesimo , deve infor­
marne la Commissione .
                                                               c 19
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2*        Le misure che lo Stato membro interessato intende adottare
costituiscono oggetto di ima consultazione preventiva con gli Stati
membri e la Commissione . A detta consultazione sono applicabili , per
analogia » le disposizioni degli articoli 10 e 11 della decisione del
Consiglio del 16 dicembre 196° »
          Il Consiglio , deliberando su preposta della Commissione ed a
maggioranza qualificata , può autorizzare lo Stato membro interessato
a procedere , sulla base delle conciiisioni cui si è pervenuti nel qua­
dro della procedura di consultazione di cui al comma precedente , a
modifiche autonome del proprio regime di liberalizzazione nei confronti
del paese terzo considerato » Queste modifiche possono essere autorizzate
solo per una durata non superiore ad un anno ,
3e        Fino al 31 dicembre 1970 , e sempre che l' attuazione , nei con­
fronti del paese terzo considerato , del regime comunitario , autonomo
o convenzionale , previsto dal Titolo II della decisione del Consiglio
del 16 dicembre 1969 non sia ancora presa in considerazione , la Commis­
sione , in deroga alle disposizioni del paragrafo 2 , comma 2 , autorizza
lo Stato membro interessato a procedere , in maniera autonoma :
- ad un aumento del 10 $ al massimo dei contingenti iscritti nell' acco3>-
   do in vigore ;
- a qualsiasi misura di liberalizzazione prevista per i prodotti la
   cui importazione non è soggetta ad alcuna restrizione quantitativa
   negli altri Stati membri .
                            Articolo 2
          Prima del 31 dicembre 1970 » il Consiglio , deliberando a mag­
gioranza qualificata e su proposta della Commissione , decide in merito
agli adattamenti da apportare alla presente decisione .
                            Articolo 3
          Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione .
Patto a Bruxelles , il                     Per il Consiglio ,
                                           Il Présidente
 ---pagebreak---                   Iscrizione al processo verbale
                        del Consiglio
      La procedura prevista dalla decisione dovrebbe dare soddisfazione
agli Stati membri per la maggior parte delle difficoltà di ordine pra­
tico incontrate in casi individuali .
      Al fine di trovare , entro il 31*12.1970 , una soluzione ai pro­
blemi restanti ed in particolare a quello relativo al regime comunita­
rio all' importazione :
1.    La Commissione è invitata ad iniziare immediatamente la defini­
      zione dì un elenco negativo comunitario comportante i prodotti
      che non possono essere liberalizzati fino alla fine del 1972 , ed
      a sottoporre l' elenco stesso al Consiglio entro e non oltre il
      1° luglio 1970 di modo che , a partire da detta data , il coordi­
      namento in virtù dell' articolo 12 dalla decisione del I6.i2.i969
      si limiterà alla determinazione del calend.ario di liberalizza­
      zione ed alla fissazione eventuale delle priorità delle misure
      di liberalizzazione da prevedere . ( Per esempio , 3 quote annuali
      da realizzare , rispettivamente , entro il 31.12.1970 » 1971 e 1972 ).
2.    In attesa , gli Stati membri si astengono dall' adottare misure
      autonome o convenzionali relative alle voci tariffarie la cui
      importazione è parzialmente o totalmente ristretta nell' insieme
      degli Stati membri .