CELEX: E2020J0010
Language: it
Date: 2021-06-18 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 18 giugno 2021 nella causa E-10/20 ADCADA Immobilien AG PCC in Konkurs contro l’autorità dei mercati finanziari (Finanzmarktaufsicht) (Regolamento (UE) 2017/1129 – Tutela degli investitori – Nozione di «offerta pubblica di titoli» – Comunicazione di informazioni – Obbligo di pubblicare un prospetto – Esenzioni) 2021/C 417/04

14.10.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 417/23
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
      del 18 giugno 2021
      nella causa E-10/20
      ADCADA Immobilien AG PCC in Konkurs contro l’autorità dei mercati finanziari (Finanzmarktaufsicht)
      
         
            (Regolamento (UE) 2017/1129 – Tutela degli investitori – Nozione di «offerta pubblica di titoli» – Comunicazione di informazioni – Obbligo di pubblicare un prospetto – Esenzioni)
         
      
      (2021/C 417/04)
      Nella causa E-10/20, ADCADA Immobilien AG PCC in Konkurs contro l’autorità dei mercati finanziari (Finanzmarktaufsicht) – ISTANZA alla Corte a norma dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia da parte della commissione di ricorso dell’Autorità dei mercati finanziari (Beschwerdekommission der Finanztaufsicht) sull’interpretazione del regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2017, relativo al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato, e che abroga la direttiva 2003/71/CE, in particolare l’articolo 1, paragrafo 4, lettera b), e l’articolo 2, lettera d), dello stesso, la Corte, composta da Páll Hreinsson, presidente e giudice relatore, Per Christiansen e Bernd Hammermann, giudici, si è pronunciata il 18 giugno 2021 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
      
                  1.
               
               
                  Occorre valutare caso per caso se siano state fornite informazioni sufficienti sulle condizioni dell’offerta e sui titoli offerti in modo da consentire a un investitore di decidere di acquistare e sottoscrivere tali titoli a norma dell’articolo 2, lettera d), del regolamento (UE) 2017/1129 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2017, relativo al prospetto da pubblicare per l’offerta pubblica o l’ammissione alla negoziazione di titoli in un mercato regolamentato.
                  In circostanze come quelle di cui al procedimento principale, fatta salva la verifica da parte dell’organo del rinvio, sussiste un’«offerta pubblica di titoli» ai sensi dell’articolo 2, lettera d), del regolamento (UE) 2017/1129.
               
            
                  2.
               
               
                  Per valutare se sussista un’«offerta pubblica di titoli» ai sensi dell’articolo 2, lettera d), del regolamento (UE) 2017/1129, può essere rilevante che la comunicazione contenga indicazioni chiaramente visibili in merito al fatto ulteriori informazioni possono essere reperite altrove e che le condizioni integrali delle obbligazioni non sono accessibili online o generalmente disponibili in altro modo. Tuttavia, se una comunicazione contiene già informazioni sufficienti ai fini dell’articolo 2, lettera d), l’inclusione di tali dichiarazioni o il fatto che le condizioni integrali delle obbligazioni non siano accessibili online o generalmente disponibili in altro modo non sono tali da modificarne la qualifica di «offerta pubblica di titoli».
               
            
                  3.
               
               
                  Ai fini dell’articolo 1, paragrafo 4, lettera b), del regolamento (UE) 2017/1129, è in linea di massima rilevante che l’offerta di titoli sia comunicata ai potenziali acquirenti solo su richiesta, garantendo al contempo che la comunicazione sia rivolta solo ad un massimo di 149 persone fisiche o giuridiche per Stato membro, diverse dagli investitori qualificati. Tuttavia, per invocare l’esenzione di cui all’articolo 1, paragrafo 4, lettera b), l’offerta di titoli deve essere effettivamente rivolta a meno di 150 persone fisiche o giuridiche per Stato SEE, diverse dagli investitori qualificati. Il limite fissato da tale disposizione non può essere eluso dividendo l’offerta in uno Stato SEE tra vari mezzi di comunicazione.