CELEX: 62008CN0488
Language: it
Date: 2008-11-12 00:00:00
Title: Causa C-488/08 P: Impugnazione proposta il 12 novembre 2008 dal sig. Matthias Rath avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Settima Sezione) 8 settembre 2008 , causa T-373/06, Matthias Rath/Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno

4.4.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 82/9
            
         Impugnazione proposta il 12 novembre 2008 dal sig. Matthias Rath avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Settima Sezione) 8 settembre 2008, causa T-373/06, Matthias Rath/Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno
   (Causa C-488/08 P)
   (2009/C 82/16)
   Lingua processuale: il tedesco
   Parti
   
      Ricorrente: Matthias Rath (rappresentanti: avv.ti S. Ziegler, C. Kleiner e F. Dehn)
   
      Altra parte nel procedimento: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Settima Sezione del Tribunale di primo grado 8 settembre 2008, causa T-373/06;
            
         
               —
            
            
               accogliere le conclusioni formulate in prima istanza;
            
         
               —
            
            
               condannare l'UAMI e l'interveniente alle spese del procedimento.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con la decisione impugnata, il Tribunale di primo grado ha confermato la decisione della commissione di ricorso, secondo la quale sussisterebbe un rischio di confusione in relazione agli integratori alimentari e alle sostanze dietetiche non per uso medico tra il marchio denominativo richiesto dal ricorrente «EPICAN» e il marchio comunitario anteriore «EPIGRAN».
   Il ricorrente fonda la sua impugnazione sulla violazione dell'art. 8, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94. Nel valutare la somiglianza dei prodotti e dei segni, il Tribunale si sarebbe basato su fatti falsi. Se il Tribunale avesse valutato correttamente i fatti, esso sarebbe dovuto pervenire alla conclusione che non sussiste rischio di confusione tra i segni in conflitto, in particolare, perché, come ha correttamente dichiarato il Tribunale, il consumatore presta elevata attenzione ai prodotti di cui trattasi.