CELEX: C1998/234/67
Language: it
Date: 1998-07-25 00:00:00
Title: Ricorso della International Potash Company (IPC) contro il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 5 giugno 1998 (Causa T-87/98)

25.7.98                 IT                   Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                    C 234/35
Il 22 luglio 1994, la FIA notificava alla Commissione i               Ricorso della International Potash Company (IPC) contro
suoi statuti e il Codice sportivo internazionale ai fini              il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 5 giugno
di un'autorizzazione negativa, o esenzione, a norma                                                 1998
dell'art. 85 del Trattato. Il 5 settembre 1997, la ricorrente                                 (Causa T-87/98)
e la Formula One Administration Limited (FOA) notifica-
vano, allo stesso scopo, taluni accordi riguardanti la FIA                                      (98/C 234/67)
Formula One World Championship. Era poi notificato un
altro accordo tra la FIA e l'International Sportsworld
                                                                                       (Lingua processuale: l'inglese)
Communications Limited (ISC) in merito alla commercia-
lizzazione di tutte le registrazioni sonore e le immagini di
taluni campionati FIA diversi dal Campionato di                       Il 5 giugno 1998 la International Potash Company (IPC),
Formula 1. Ricevute tali notificazioni, il direttore generale         con gli avv. Jean-FrancËois Bellis e Richard Luff, con domi-
della concorrenza inviava alla ricorrente una lettera ed un           cilio eletto in Lussemburgo presso la Chambers of A.F.
allegato contenenti una dichiarazione preliminare in                  Brausch, 8, rue Zithe, ha proposto dinanzi al Tribunale di
merito alle obiezioni circa le regole della FIA e l'accordo           primo grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro il
disciplinante il Campionato di Formula 1. Alla stessa data,           Consiglio dell'Unione europea.
il direttore generale inviava lettere dello stesso tenore alla
FOA e alla ISC. I fatti oggetto del ricorso in esame riguar-
dano il comportamento illecito della Commissione succes-              La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
sivamente all'invio delle suddette tre lettere.
                                                                      Ð annullare l'art. 1, n. 2 del regolamento (CE) del Consi-
                                                                           glio 23 febbraio 1998, n. 449, che modifica il regola-
Stando ai ricorrenti, il comportamento illegale oggetto del
                                                                           mento (CEE) n. 3068/92 che istituisce un dazio anti-
ricorso riguarda quanto segue:
                                                                           dumping definitivo sulle importazioni di cloruro di
                                                                           potassio originario della Bielorussia, della Russia e del-
                                                                           l'Ucraina (GU L 58 del 27.2.1998, pag. 15) nella parte
Ð l'aver effettuato una serie di dichiarazioni pubbliche                   in cui impone un dazio specifico sul cloruro di potas-
     quanto mai pregiudizievoli, direttamente riconducibili                sio esportato dal ricorrente; e
     al commissario per la concorrenza, e ampiamente
     riportate nella stampa, nelle quali si esprimeva il punto
     di vista del commissario secondo cui la FIA sarebbe              Ð condannare il Consiglio alle spese.
     responsabile delle pi gravi violazioni alle norme del
     Trattato CE in materia di concorrenza, nonostante che
     la FIA non abbia potuto essere ascoltata e la Commis-            Motivi e principali argomenti
     sione non abbia emesso alcuna decisione nel merito;
                                                                      La ricorrente eÁ una societaÁ russa che esporta cloruro di
                                                                      potassio prodotto in Russia e Bielorussia dalle seguenti
Ð l'aver reso accessibili alla stampa, in particolare, da             societaÁ sue azioniste: la Production Amalgamation «Bela-
     parte di alcuni dipendenti della Commissione, e in               ruski», la PLC «Silinit» e la PLC «Uralaki».
     spregio agli obblighi derivanti dal segreto professionale
     e dalla riservatezza, le sopraccitate lettere e del diret-
     tore generale della concorrenza alla FIA riferentesi a           Il presente ricorso eÁ diretto contro il regolamento (1) che
     presunte violazioni delle norme del Trattato CE sulla            istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importa-
     concorrenza, noncheÂ l'allegato ad una delle lettere, nel        zioni di cloruro di potassio originario della Bielorussia,
     quale si sottolineava alla FIA la necessitaÁ di disporre         della Russia e dell'Ucraina.
     modifiche (lo stesso vale per le analoghe lettere inviate
     al FOA e alla ISC nella misura in cui esse fanno riferi-
     mento all'attivitaÁ della FIA);                                  Imponendo un dazio antidumping pari al pi elevato tra
                                                                      l'importo fisso in ecu per tonnellata, e la differenza tra i
                                                                      prezzi minimi e il prezzo netto franco frontiera comunita-
                                                                      ria per tonnellata, le istituzioni comunitarie hanno violato
Ð il persistere della Commissione e dei suoi dipendenti
                                                                      l'art. 9, n. 4, del regolamento (CE) del Consiglio, 22 dicem-
     nel non compiere alcun passo concreto per modificare
                                                                      bre 1995, n. 384 (2), il quale stabilisce che l'importo del
     un tale stato di cose o limitare le conseguenze grave-
                                                                      dazio antidumping non deve superare il margine di dum-
     mente dannose e pregiudizievoli derivanti alla FIA
                                                                      ping accertato e dovrebbe essere inferiore a tale margine
     dagli atti sopra descritti.
                                                                      qualora un importo inferiore sia sufficiente per eliminare il
                                                                      pregiudizio causato all'industria comunitaria.
La ricorrente asserisce che il sopra descritto comporta-
mento della Commissione va considerato come una viola-                Adottando un dazio specifico in aggiunta al dazio varia-
zione dell'art. 214 del Trattato CE, degli artt. 20, n. 1, e          bile, le istituzioni comunitarie hanno violato anche, da un
n. 2, del regolamento n. 17/62, noncheÂ del principio di              lato, l'art. 3 B del Trattato che istituisce la ComunitaÁ euro-
buona amministrazione.                                                pea e, dall'altro, il principio di proporzionalitaÁ, poicheÂ le
                                                                      misure adottate vanno oltre quanto eÁ necessario per il rag-
                                                                      giungimento dello scopo perseguito, ossia l'eliminazione
                                                                      del dumping.
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Infine il Consiglio ha violato l'art. 190 del Trattato che              dotti di cui trattasi fabbricati ed esportati nella ComunitaÁ
istituisce la ComunitaÁ europea, non avendo adeguatamente               dalle ricorrenti.
motivato l'adozione di un tale tipo di dazio antidumping,
e avendo quindi disconosciuto il diritto fondamentale del               Le ricorrenti deducono la violazione dei seguenti artt. del
ricorrente ad essere sentito.                                           regolamento (CE) del Consiglio n. 384/96: (2)
(1) Regolamento (CE) del Consiglio 23 febbraio 1998, n. 449             Ð Gli artt. 2, n. 8 e 2, n. 9, in cui il prezzo all'esporta-
    (GU L 58 del 27.2.1998, pag. 15).
                                                                             zione eÁ determinato come prezzo al quale viene effet-
(2) GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
                                                                             tuata la vendita dalla Tata International a clienti indi-
                                                                             pendenti nella ComunitaÁ.
                                                                        Ð L'art. n. 10 nel quale come adeguamento ai sensi
                                                                             dell'art. 2, n. 10, lett. i), il pagamento di una commis-
        Ricorso della Kundan Industries Limited e Tata                       sione teorica viene dedotto dal prezzo di esportazione.
    International Limited contro il Consiglio dell'Unione
               Europea proposto il 7 giugno 1998                        Ð L'art. 18, n. 3, nel quale, a causa di un reiterato affi-
                         (Causa T-88/98)                                     damento ad informazioni note come non corrette,
                                                                             qualsiasi ragionevole accurata conclusione fu impossi-
                           (98/C 234/68)                                     bile e, infine,
                  (Lingua processuale: l'inglese)
                                                                        Ð L'art. 10, n. 4, a causa della mancata divulgazione di
                                                                             fatti e considerazioni essenziali.
Il 7 giugno 1998 la Kundan Industries Limited e Tata
International Limited, con gli avvocati Jean-FrancËois Bellis
                                                                        (1) Regolamento (CE) del Consiglio n. 393/98 (GU L 50 del
e Philippe De Baere, con domicilio eletto in Lussemburgo                    20.2.1998, pag. 1).
presso lo studio Loesch & Wolter, 11 Rue Goethe, ha pro-                (2) GU L 56 del 6.6.1996, pag. 1.
posto dinanzi al Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ
europee un ricorso contro il Consiglio dell'Unione euro-
pea.
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                        Ricorso della National Association of Licensed Opencast
Ð annullare l'art. 1 del regolamento (CE) del Consiglio
                                                                        Operators (NALOO) contro Commissione delle ComunitaÁ
     16 febbraio 1998 n. 393 che istituisce un dazio anti-
                                                                                      europee, presentato l'8 giugno 1998
     dumping definitivo sulle importazioni di elementi di
     fissaggio di acciaio inossidabile e di loro parti origina-                                 (Causa T-89/98)
     rie, fra l'altro, dell'India, nella parte in cui esso istitui-                               (98/C 234/69)
     sce un dazio definitivo sugli elementi di fissaggio di
     acciaio inossidabile e di loro parti fabbricate ed espor-                            (Lingua processuale: l'inglese)
     tate dalle ricorrenti; e
                                                                        L'8 giugno 1998, la National Association of Licensed
Ð condannare il Consiglio alle spese.                                   Opencast Operators (NALOO) rappresentata dall'avvo-
                                                                        cato Mark CRAN, QC, e dal signor Mark Hoskins, con
Motivi e principali argomenti                                           domicilio eletto in Lussemburgo, presso lo studio dell'av-
                                                                        vocato Victor Gillen, 13, rue Aldringen, ha proposto
Le ricorrenti sono societaÁ a responsabilitaÁ limitata di               dinanzi al Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ euro-
diritto indiano. La Kundan fabbrica elementi di fissaggio               pee un ricorso contro la Commissione delle ComunitaÁ
di acciaio inossidabile e li vende alla Tata International,             europee.
che, essendo una societaÁ che si occupa di esportazioni, li
esporta da importatori indipendenti all'interno della
                                                                        Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
ComunitaÁ.
Ai sensi dell'art. 1, n. 2, del regolamento contestato (1) eÁ           Ð annullare la decisione della Commissione 27 aprile
stato istituito un dazio antidumping definitivo sulle impor-                 1998 con cui non eÁ stato dato seguito alla denuncia
tazioni di elementi di fissaggio di acciaio inossidabile e di                integrativa presentata dalla NALOO in data 15 giugno
loro parti originarie della Repubblica popolare cinese, del-                 1994, nella parte riguardante le censure formulate con-
l'India, della Repubblica di Corea, della Malaysia, di Tai-                  tro il CEGB; e
wan e della Thailandia. Sulle importazioni dei prodotti di
cui trattasi esportati dalla «Kundan Industries Ltd/Tata                Ð annullare la decisione della Commissione 27 aprile
Export Ltd., Mumbai» eÁ stato istituito un dazio definitivo                  1998 con cui non eÁ stato dato seguito alla denuncia
del 47.4 %.                                                                  integrativa presentata dalla NALOO in data 15 giugno
                                                                             1994, nella parte riguardante le censure formulate con-
Il presente ricorso di annullamento eÁ diretto contro l'art. 1               tro la British Coal; e
del regolamento contestato nei limiti in cui impone un
dazio definitivo antidumping sulle importazioni dei pro-                Ð condannare la Commissione alle spese.