CELEX: 52014XG0201(02)
Language: it
Date: 2014-02-01 00:00:00
Title: Conclusioni del Consiglio sul miglioramento dell'inclusione sociale dei giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo

1.2.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 30/5
            
         Conclusioni del Consiglio sul miglioramento dell'inclusione sociale dei giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo
   2014/C 30/03
   IL CONSIGLIO E I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO,
   RICONOSCONO CHE:
   
               1.
            
            
               I giovani, donne e uomini, sono un'importante risorsa per l'Europa: essi rappresentano il suo potenziale odierno e futuro, ma sono confrontati a molte sfide, quali la disoccupazione e i problemi sociali connessi (1). Per uscire dall'attuale crisi e prevenire analoghi problemi in futuro, tutti gli Stati membri sono tenuti ad agire immediatamente per promuovere l'occupazione giovanile, l'istruzione e la formazione, la partecipazione e l'inclusione sociale dei giovani.
            
         
               2.
            
            
               I giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo (in appresso — giovani in situazione NEET) (2) possono trovarsi in condizioni sociali negative quali l'isolamento, la mancanza di autonomia, i comportamenti a rischio e una salute psichica e fisica instabile, che li espongono, in uno stadio successivo della vita, a maggiori rischi di disoccupazione e di esclusione sociale. L'esclusione sociale dei giovani, specie quelli che si trovano in situazione NEET, può ripercuotersi negativamente sull'economia e avere costi notevoli per l'Europa. Nel 2011, la perdita economica dovuta al disimpegno dei giovani dal mercato del lavoro è stata pari a 153 miliardi di EUR, una stima prudente che corrisponde all'1,2 % del PIL dell'UE (3).
            
         
               3.
            
            
               I giovani in situazione NEET sono più o meno vulnerabili ed hanno caratteristiche e necessità diverse. C'è pertanto bisogno di un approccio «su misura» al fine di (re)integrarli, con efficacia e successo, nel mercato del lavoro, nel sistema di istruzione o formazione e nella vita sociale.
            
         
               4.
            
            
               Questo approccio è stato riconosciuto nella raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di una garanzia per i giovani, adottata il 22 aprile 2013 (4). Tale raccomandazione prevede che tutti i giovani di età inferiore a 25 anni debbano ricevere un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale (5).
            
         
               5.
            
            
               La panoramica europea delle competenze e le previsioni relative alle competenze formulate dal Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (CEDEFOP) possono sostenere iniziative politiche volte a ridurre la disoccupazione giovanile facilitando l'individuazione delle carenze emergenti sotto il profilo delle competenze e le tendenze relative alle competenze e alle prospettive per il mercato del lavoro.
            
         
               6.
            
            
               I fattori di rischio che fanno aumentare il pericolo di incorrere in una situazione NEET sono spesso una combinazione di circostanze personali, economiche, scolastiche e sociali.
            
         
               7.
            
            
               Il lavoro giovanile, le attività di volontariato, la cittadinanza attiva e l'apprendimento non formale e informale possono svolgere un ruolo importante e complementare apportando un valore aggiunto per tutti i giovani, soprattutto quelli che si trovano in situazione NEET, nella transizione verso il mercato del lavoro: colmare la distanza tra i sistemi di istruzione e di occupazione, completare il sistema di istruzione formale, procurare fiducia in se stessi, capitale sociale e sviluppo personale e accrescere le competenze trasversali di tipo relazionale e quelle tecniche che migliorano l'occupabilità.
            
         
               8.
            
            
               Le conclusioni comuni della conferenza UE sulla gioventù organizzata dalla presidenza lituana dal 9 al 12 settembre, 2013, sottolineano la necessità di adattare l'istruzione alle necessità dei giovani e alle esigenze del mercato del lavoro per agevolare la transizione dalla scuola al mondo del lavoro e migliorare le condizioni per l'integrazione dei giovani nel mercato del lavoro (6).
            
         CONSIDERANO CHE:
   
               9.
            
            
               È necessario valutare e analizzare ricerche, sistemi e programmi esistenti a livello locale, regionale, nazionale ed europeo che riguardano i giovani in situazione NEET per individuare gli ostacoli che si frappongono al loro accesso ai servizi, specie per quelli che sono inattivi.
            
         
               10.
            
            
               La politica per i giovani, e soprattutto le animazioni destinate ai giovani, possono contribuire all'attuazione efficace delle iniziative UE per la lotta alla disoccupazione e all'inattività dei giovani, quali il pacchetto sull'occupazione giovanile e, in particolare, la garanzia per i giovani. Per poter raggiungere i migliori risultati possibili, sono pertanto necessari provvedimenti nazionali coerenti e che si rafforzino reciprocamente e altri strumenti politici.
            
         
               11.
            
            
               Occorre assicurare un approccio olistico e una cooperazione intersettoriale per accrescere l'inclusione sociale dei giovani in situazione NEET. E' fondamentale l'investimento sociale nelle competenze e capacità delle persone lungo tutto l'arco della vita per migliorarne la possibilità d'integrarsi nel mercato del lavoro e nella società (7). Tutte le misure, le azioni e gli strumenti politici dovrebbero essere coordinati e attuati a livello locale, regionale, nazionale ed europeo e dovrebbero interessare una pluralità di parti interessate alla progettazione e realizzazione delle misure per l'inclusione sociale dei giovani.
            
         
               12.
            
            
               Per evitare l’aumento del numero dei giovani che incorrono in una situazione NEET e interrompere il ciclo intergenerazionale dell'esclusione sociale, la prevenzione dovrebbe essere una priorità. È necessario un approccio proattivo che coinvolga famiglie, educatori della prima infanzia, scuole, soprattutto secondarie e per l'istruzione professionale, istituti di apprendimento non formale e formazione, organizzazioni non governative (ONG), in particolare organizzazioni giovanili, operatori socioeducativi, genitori e altre parti interessate per assicurare un intervento rapido, in modo da evitare che i giovani incorrano in una situazione NEET.
            
         
               13.
            
            
               Le misure politiche devono affrontare la diversità dei giovani in situazione NEET in termini di tempi di intervento e varietà di scopi, obiettivi e attività. E' necessaria una maggiore attenzione per affrontare differenze di genere nell'istruzione, per le politiche sociali e dell'occupazione e per i giovani con bisogni specifici.
            
         
               14.
            
            
               Le misure riguardanti i giovani in situazione NEET dovrebbero essere personalizzate e flessibili nonché finalizzate al raggiungimento di risultati positivi sostenibili a lungo termine nel mercato del lavoro e nella (re)integrazione scolastica o nella formazione e nella vita civile o sociale. Nei confronti dei giovani in situazione NEET si dovrebbe ricorrere a metodi innovativi, all'apprendimento tra pari e ad attività di sensibilizzazione.
            
         
               15.
            
            
               L'utilizzo efficace dei fondi strutturali e di investimento europei, in particolare il Fondo sociale europeo, e delle iniziative e programmi europei, compresa l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e Erasmus+, è indispensabile per dare impulso ai progetti nel settore dell'inclusione sociale dei giovani.
            
         INVITANO GLI STATI MEMBRI E LA COMMISSIONE, NELL'AMBITO DEI RISPETTIVI SETTORI DI COMPETENZA E NEL RISPETTO DEL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ, A:
   
               16.
            
            
               Definire, attuare e sviluppare ulteriormente, se del caso, strategie nazionali, regionali e/o locali o programmi, quali i piani di attuazione della garanzia per i giovani, finalizzati a rafforzare l'inclusione sociale dei giovani in situazione NEET. Le strategie dovrebbero basarsi su dati di fatto, sulla cooperazione intersettoriale e coinvolgere tutte le pertinenti parti interessate. L'elaborazione delle strategie dovrebbe comprendere la discussione con il gruppo destinatario, la programmazione, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione di strumenti politici efficaci; il monitoraggio e la valutazione dell'accesso alle misure politiche e ai risultati dovrebbero essere attenti ad una prospettiva di genere.
            
         
      In materia di prevenzione
   
   
               17.
            
            
               Promuovere l'accesso a servizi adeguati, economicamente abbordabili, accessibili e di qualità elevata quali istruzione e assistenza per la prima infanzia, alloggi, servizi sanitari e sociali per impedire che i giovani incorrano o rimangano in una situazione NEET.
            
         
               18.
            
            
               Promuovere e investire nelle animazioni destinate ai giovani e agevolare l'accesso dei giovani in situazione NEET ai servizi collegati mediante il rafforzamento della cooperazione intersettoriale tra le pertinenti parti interessate.
            
         
               19.
            
            
               Perseguire un approccio globale per ridurre l'abbandono scolastico, anche tramite misure di prevenzione e opportuni interventi (8).
            
         
               20.
            
            
               Elaborare ed attuare nuovi approcci «su misura», quali animazioni per i giovani, di tipo itinerante e/o di prossimità, ai fini di una migliore inclusione sociale dei giovani in situazione NEET; sfruttare pienamente il potenziale delle animazioni per i giovani per procurare loro fiducia in se stessi e sviluppo personale e contribuire alla diminuzione dell'abbandono scolastico (9).
            
         
               21.
            
            
               Incoraggiare e sostenere un orientamento di elevata qualità che comprenda informazioni sulla carriera, sui diritti nel lavoro, sulle prospettive di occupazione e istruzione, sulle possibilità di libera circolazione e una consulenza e un'assistenza più complete a tutti i giovani, soprattutto a quelli che rischiano di incorrere in una situazione NEET e alle loro famiglie.
            
         
               22.
            
            
               Rafforzare la capacità delle organizzazioni giovanili, delle animazioni per i giovani e di altre forme di inclusione, come strumento di partecipazione e sfruttarne il potenziale per favorire l'inclusione sociale dei giovani in situazione NEET.
            
         
               23.
            
            
               Incoraggiare le iniziative locali e i programmi di coesione sociale per sviluppare azioni specifiche rivolte ai giovani in situazione NEET al fine di (re)integrarli nelle comunità locali.
            
         
               24.
            
            
               Ricorrere al Portale europeo per i giovani quale piattaforma di informazioni per informare i giovani sulle questioni relative all'inclusione sociale.
            
         
      In materia di istruzione, formazione e apprendimento non formale
   
   
               25.
            
            
               Estendere l'accesso all'istruzione della «seconda opportunità» e sostenere l'acquisizione e/o lo sviluppo di competenze e capacità che soddisfino le esigenze del mercato del lavoro.
            
         
               26.
            
            
               Promuovere e aumentare la disponibilità di consulenze e orientamento professionali adeguati alle esigenze dei giovani socialmente esclusi in tutte le fasi della loro vita.
            
         
               27.
            
            
               Istituire, entro il 2018, in conformità alle circostanze e alle specificità nazionali e nel modo ritenuto appropriato dagli Stati membri, modalità per la convalida dell'apprendimento non formale e informale che consentano alle persone di avvalersi di detto apprendimento per la carriera professionale e l'ulteriore apprendimento (10).
            
         
               28.
            
            
               Aumentare l'accesso all'educazione e alla cura della prima infanzia e migliorarne la qualità. I bambini provenienti da ambienti svantaggiati dovrebbero ricevere un sostegno supplementare (11).
            
         
               29.
            
            
               Attuare il programma Erasmus + come strumento di sostegno per acquisire competenze e capacità sociali e civiche, e rafforzare la mobilità e l'occupabilità dei giovani.
            
         
      In materia di transizione dalla scuola al mondo del lavoro
   
   
               30.
            
            
               Sviluppare partenariati tra servizi per l'impiego pubblici e privati, servizi di orientamento professionale e altri servizi specializzati per i giovani (ONG, centri e associazioni giovanili), che facilitino il passaggio dalla disoccupazione, dall'inattività, dagli studi o dalla formazione al mondo del lavoro.
            
         
               31.
            
            
               Promuovere l'apprendimento basato sul lavoro di alta qualità, quali apprendistati, internati e tirocini, come misura efficace per migliorare le transizioni sostenibili dalla scuola e dalla formazione al lavoro, soprattutto promuovendo competenze adatte al mercato del lavoro e migliorandone l'adeguatezza, nel contesto tra l'altro della dichiarazione del Consiglio sull'alleanza europea per l’apprendistato (12).
            
         
               32.
            
            
               Attuare le misure per combattere la disoccupazione giovanile, in particolare per migliorare le transizioni, tenendo conto della raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di una garanzia per i giovani, tra l'altro mediante l'elaborazione di strategie basate sui partenariati (compresi quelli che ricorrono ai servizi di sostegno ai giovani), l'intervento tempestivo e la pronta attivazione, le misure di sostegno che contribuiscono all'integrazione nel mercato del lavoro (anche migliorando le misure relative alle competenze e al mercato del lavoro), l'utilizzo dei fondi dell'Unione europea e la valutazione e il costante miglioramento dei sistemi.
            
         
      In materia di occupazione
   
   
               33.
            
            
               Accrescere la piena e attiva partecipazione al mercato del lavoro mediante misure d'inclusione attiva, promuovere la creatività e l'innovazione dei giovani nel perseguire un lavoro autonomo, sostenere l'imprenditorialità e la prima esperienza lavorativa.
            
         
               34.
            
            
               Eliminare le barriere, incluse l'età e altre forme di discriminazione, all'ingresso o reingresso nel mercato del lavoro e affrontare diverse forme di precariato e, eventualmente, analizzare le possibilità di ridurre i costi non salariali del lavoro per aumentare le prospettive di assunzione per i giovani (13).
            
         
               35.
            
            
               Operare affinché i servizi per l'impiego, unitamente alle organizzazioni giovanili e ad altri partner che sostengono i giovani, siano in grado di fornire un orientamento personalizzato e una progettazione individuale dell'azione, compresi sistemi di sostegno individuale su misura, basati fin dall'inizio sul principio dell'obbligo reciproco.
            
         
               36.
            
            
               Coinvolgere le parti interessate alla politica per i giovani e i giovani nonché le organizzazioni giovanili ed altre organizzazioni della società civile, nella progettazione e attuazione delle politiche adeguate, inclusa la garanzia per i giovani, specie prestando particolare attenzione alle potenzialità delle animazioni per i giovani al fine di identificare i giovani a rischio di incorrere in una situazione NEET e colmare la distanza tra loro e i prestatori di servizi; autorizzare i rappresentanti dei giovani a promuovere e pubblicizzare le possibilità offerte dalla garanzia per i giovani e da altre iniziative per l'occupazione e la formazione.
            
         
               37.
            
            
               Contribuire pienamente all'evoluzione di EURES in una vera rete paneuropea di collocamento e assunzione, mirata a rispondere alle esigenze del mercato del lavoro nei singoli Stati membri, che comprenda anche le offerte di lavoro nei servizi per l'impiego pubblici e privati oltre che apprendistati e tirocini, se del caso (14).
            
         
               38.
            
            
               Sostenere la conciliazione tra vita professionale, privata e familiare allo scopo di prevenire ed evitare ostacoli all'integrazione nel mercato del lavoro.
            
         INVITANO LA COMMISSIONE A:
   
               39.
            
            
               Prevedere di condividere le migliori prassi mediante gli adeguati strumenti a sua disposizione, compresa una relazione di sintesi sulle migliori prassi in uso negli Stati membri riguardo alle iniziative volte alla (re)integrazione dei giovani in situazione NEET nei sistemi dell'occupazione e dell'istruzione; tener conto delle altre ricerche e iniziative nel settore e divulgarne i risultati; sfruttare le buone prassi che derivano dai progetti finanziati dai programmi e fondi dell'UE (ossia Gioventù in azione, programma di apprendimento permanente, Erasmus+ e Fondo sociale europeo) e dalle reti di cooperazione esistenti in materia di politica per i giovani, quali il Centro europeo di conoscenza sulle politiche giovanili (EKCYP).
            
         
               40.
            
            
               Tenere conto di un contributo del settore giovanile alla periodica valutazione sistematica delle esigenze del futuro mercato del lavoro e delle capacità e competenze richieste.
            
         
               41.
            
            
               Promuovere e garantire che i futuri programmi UE per i giovani, quali Erasmus+, abbiano tra le loro priorità quella di rivolgersi ai giovani con meno opportunità, soprattutto a quelli in situazione NEET.
            
         
               42.
            
            
               Promuovere il dialogo tra le parti interessate alle questioni dei giovani, compresi i rappresentanti delle animazioni destinate ai giovani e delle imprese, incentrandosi sui giovani in situazione NEET, fornendo loro un orientamento personalizzato e lo sviluppo di competenze sociali.
            
         
               43.
            
            
               Affrontare, in un seminario ad alto livello basato sulla cooperazione intersettoriale tra imprese, mondo accademico, autorità pubbliche, giovani e altre parti interessate, le sfide e le possibili soluzioni per i giovani in situazione NEET.
            
         
               44.
            
            
               Continuare a monitorare gli sviluppi riguardanti la progettazione, l'attuazione e i risultati dei programmi di garanzia per i giovani, mediante il monitoraggio multilaterale del comitato per l'occupazione nell'ambito del semestre europeo, esaminare l'impatto delle politiche in atto e riferire periodicamente su tali sviluppi.
            
         
               45.
            
            
               Continuare a sostenere gli sforzi degli Stati membri e delle altre parti interessate per aumentare l'offerta di opportunità di apprendimento di elevata qualità basate sul lavoro, in particolare nel quadro dell'alleanza europea per l’apprendistato, e promuovere lo scambio delle migliori prassi ed esperienze sui programmi di apprendistato.
            
         
      (1)  Nel 2012 7,5 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni e altri 6,5 milioni di giovani tra i 25 e i 29 anni, in Europa, non avevano un lavoro e non seguivano un percorso scolastico o formativo. Si tratta di un notevole incremento del tasso dei giovani classificati come NEET, che nel 2008 era pari all'11 % dei giovani tra i 15 e i 24 anni e al 17 % di quelli tra i 25 e i 29 anni, ed è poi salito, nel 2012, rispettivamente al 13 % e al 20 % (Eurostat).
   
      (2)  Nella riunione del 19 maggio 2010 il Comitato per l'occupazione ha concordato che nella definizione di «NEET» — giovani che non hanno un lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo - rientrano i disoccupati (definizione dell'OIL) che non seguono nessun percorso scolastico o formativo e le persone inattive (definizione dell'OIL) che non seguono alcun percorso scolastico o formativo.
   Cfr. http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=6602&langId=en
   
      (3)  NEET: giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa, pagina 2. Eurofound (2012)
   cfr. http://www.eurofound.europa.eu/pubdocs/2012/54/en/1/EF1242EN.pdf
   
      (4)  GU C 120 del 26.4.2013, pag. 1.
   
      (5)  A seguito della comunicazione della Commissione «Invito ad agire contro la disoccupazione giovanile» del giugno 2013 e delle relative conclusioni del Consiglio europeo, entro il dicembre 2013 gli Stati membri con aree in cui il tasso di disoccupazione giovanile supera il 25 % dovrebbero presentare un piano di attuazione della garanzia per i giovani, nel 2014, gli altri Stati membri.
   
      (6)  Conclusioni comuni della conferenza UE sulla gioventù (Vilnius, 9-12 settembre 2013).
   
      (7)  Conclusioni del Consiglio del 20 giugno 2013«Investire nel settore sociale a favore della crescita e della coesione».
   
      (8)  Raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, sulle politiche di riduzione dell’abbandono scolastico (GU C 191 dell’1.7.2011, pag. 1.
   
      (9)  Si veda la raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, sulle politiche di riduzione dell’abbandono scolastico (GU C 191 dell’1.7.2011, pag 1). Uno degli obiettivi principali di Europa 2020, concordati dal Consiglio europeo, è di ridurre a meno del 10 % il tasso di abbandono scolastico e portare almeno al 40 % la quota dei giovani laureati o in possesso di un titolo di studio equivalente.
   
      (10)  Raccomandazione del Consiglio del 20 dicembre 2012 sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale (GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1).
   
      (11)  Conclusioni del Consiglio sull'educazione e la cura della prima infanzia: consentire a tutti i bambini di affacciarsi al mondo di domani nelle condizioni migliori (GU C 175 del 15.6.2011, pag. 8).
   
      (12)  Dichiarazione del Consiglio del 15 ottobre 2013 sull'alleanza europea per l’apprendistato.
   
      (13)  Cfr. la raccomandazione del Consiglio, del 22 aprile 2013, sull'istituzione di una garanzia per i giovani (GU C 120 del 26.4.2013, p. 1), punto 16.
   
      (14)  Decisione di esecuzione della Commissione del 26 novembre 2012 che attua il regolamento (UE) n. 492/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la compensazione delle domande e delle offerte di lavoro e la ricostituzione della rete EURES, (GU L 328 del 28.11.2012, pag. 21.)