CELEX: 51987PC0046
Language: it
Date: 1987-02-12
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA AI PROBLEMI SANITARI IN MATERIA DI PRODUZIONE E DI IMMISSIONE SUL MERCATO DEI PRODOTTI D' UOVA

14.3.87                                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   N . C 67/9
               Proposta di direttiva del Consiglio relativa ai problemi sanitari in materia di produzione e di
                                            immissione sul mercato dei prodotti d'uova
                                                         COM(87) 46 def.
                                  (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 13 febbraio 1987)
                                                           (87/C 67/07)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE                                   delle autorità competenti degli Stati membri accertarsi,
                                                                      mediante controlli ed ispezioni, che il produttore rispetti
visto il trattato che istituisce la Comunità economica eu-            tali prescrizioni; che le regole relative a detti controlli e
ropea, in particolare l'articolo 43,                                  ispezioni debbono tener conto degli imperativi del mer-
                                                                      cato interno;
vista la proposta della Commissione,
                                                                      considerando che è necessario effettuare controlli per
visto il parere del Parlamento europeo,                               sondaggio allo scopo di individuare la presenza di residui
                                                                      di sostanze che potrebbero risultare nocive per la salute
visto il parere del Comitato economico e sociale,                     umana;
                                                                      considerando che è opportuno instaurare misure di con-
considerando che, allo scopo di garantire un armonioso                trollo comunitarie per garantire l'applicazione uniforme
funzionamento del mercato comune e, segnatamente,                     delle norme previste dalla presente direttiva in tutti gli
dell'organizzazione comune del mercato nel settore delle              Stati membri;
uova, istituito dal regolamento (CEE) n. 2771/75 del
Consiglio ('), modificato da ultimo dal regolamento                   considerando che, nell'ambito degli scambi intracomuni-
(CEE) n. 3768/85 (2), nonché dal regime comune di                     tari, occorre, qualora insorgano controversie con le au-
scambi per l'ovoalbumina e la lattoalbumina, istituito dal            torità competenti dello Stato membro destinatario, dare
regolamento (CEE) n. 2783/75 del Consiglio (3), è ne-                 allo speditore, al destinatario o al loro mandatario la
cessario che la commercializzazione dei prodotti d'uova               possibilità di chiedere il parere di un esperto;
non sia più ostacolata dalle disparità esistenti negli Stati
                                                                      considerando che i prodotti d'uova fabbricati in un paese
membri per quanto concerne le prescrizioni sanitarie re-
                                                                      terzo e destinati ad essere immessi sul mercato comunita-
lative a tali prodotti; che tale armonizzazione consentirà
                                                                      rio non devono beneficiare di un regime più favorevole
inoltre una migliore armonizzazione della produzione e
                                                                      di quello imposto dalla presente direttiva; che occorre
condizioni di concorrenza uguali, pur garantendo al
                                                                      stabilire una procedura comunitaria di ispezione degli
consumatore un prodotto di qualità;
                                                                      stabilimenti dei paesi terzi;
considerando che la commercializzazione di taluni pro-                considerando che è opportuno demandare alla Commis-
dotti d'uova non compresi nell'allegato II del trattato è             sione l'adozione di talune modalità di applicazione della
strettamente connessa a quella dei prodotti d'uova og-                presente direttiva; che, a questo scopo, occorre stabilire
getto di un'organizzazione comune di mercato; che oc-                 procedure che instaurino una cooperazione stretta ed ef-
corre eliminare le distorsioni di concorrenza per il com-             ficare tra la Commissione e gli Stati membri in seno al
plesso dei prodotti d'uova;                                           comitato veterinario permanente,
considerando che occorre stabilire le prescrizioni sanita-            HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
rie relative alla produzione, al magazzinaggio e al tra-
sporto dei prodotti d'uova; che, in particolare, è oppor-                                        Articolo 1
tuno definire un insieme di norme sanitarie per il ricono-
                                                                      La presente direttiva stabilisce i requisiti sanitari da ri-
scimento degli stabilimenti;
                                                                      spettare nella preparazione e nell'immissione sul mercato
                                                                      di prodotti d'uova destinati alla fabbricazione di alimenti.
considerando che è altresì necessario stabilire i requisiti
sanitari cui devono rispondere i prodotti d'uova;                                                Articolo 2
considerando che la suddetta regolamentazione deve ap-                Ai sensi della presente direttiva, s'intendono per:
plicarsi in identica misura agli scambi intracomunitari e               1. Prodotti d'uova: uova intere, gialli d'uova e albumi o
agli scambi che avvengono all'interno di ciascuno degli                    loro miscele dopo la rimozione del guscio e della
Stati membri;                                                              membrana, destinati al consumo umano; si possono
                                                                           ottenere da uova di galline, anatre, oche, tacchini,
considerando che spetta anzitutto al produttore verificare                 galline faraone o quaglie; vi possono essere aggiunti,
che i prodotti d'uova siano conformi alle prescrizioni sa-                 parzialmente, altri alimenti o additivi, a condizione
nitarie previste dalla presente direttiva; che è compito                   però che i prodotti d'uova così ottenuti contengano
                                                                           elementi naturali costitutivi delle uova in misura pari
(') GUn. L 282 dell'I. 11. 1975, pag. 49.                                  almeno al 50 % ; essi si possono presentare sotto
O GU n. L 362 del 31. 12. 1985, pag. 8.                                    forma di liquidi, concentrati essiccati, cristallizzati,
O GUn. L 282 dell'I. 11. 1975, pag. 104.                                   congelati o surgelati;
 ---pagebreak--- N . C 67/10                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       14.3.87
  2. Azienda produttrice: azienda per la produzione di                c) siano stati sottoposti ad un trattamento conforme-
      uova destinate al consumo umano;                                    mente al punto 7, capitolo V, dell'allegato; tuttavia:
  3. Stazione di imballaggio: stabilimento conforme alle                 — altri trattamenti aventi effetti analoghi possono es-
      disposizioni dell'articolo 1, punto 7, del regolamento                   sere ammessi, conformemente alla procedura di
      (CEE) n. 2772/75 del Consiglio, del 29 ottobre                           cui all'articolo 14,
      1975, relativo a talune norme di commercializza-                   — le autorità competenti degli Stati membri possono
      zione applicabili alle uova (');                                         decidere che taluni prodotti d'uova non debbano
  4. Stabilimento: stabilimento autorizzato alla prepara-                      essere sottoposti a trattamento, qualora ciò sia ne-
      zione di prodotti d'uova;                                                cessario per motivi tecnici connessi con la fabbri-
                                                                               cazione di alimenti a partire da prodotti d'uova;
  5. Trattamento: trattamento termico cui sono sottoposti                      in tal caso, i prodotti d'uova debbono essere tra-
      i prodotti d'uova;                                                       sformati al più presto nello Stato membro interes-
  6. Uova incrinate: uova il cui guscio presenta una solu-                     sato,
     zione di continuità, ma la cui membrana è ancora                    — le autorità competenti possono decidere che il
     intatta;                                                                  trattamento dei prodotti d'uova non è obbligatorio
                                                                               qualora i prodotti stessi siano utilizzati senza in-
  7. Uova rotte: uova che presentano difetti sia del guscio
                                                                              dugio, nello stabilimento in cui sono stati ottenuti,
     che della membrana, in conseguenza dei quali il con-
                                                                              per la fabbricazione di altri generi alimentari;
     tenuto delle uova non è più protetto;
  8. Lotto: quantitativo di prodotti d'uova preparati nelle          d) possiedano le caratteristiche richieste per i prodotti fi-
     stesse condizioni e che, in particolare, sono stati sot-            nali, elencate nel capitolo VI dell'allegato;
     toposti ad un trattamento in un'unica operazione
     continua;                                                       e) siano stati sottoposti ad un controllo sanitario confor-
                                                                         memente al capitolo VII dell'allegato;
  9. Partita: quantitativo di prodotti d'uova da conse-
     gnare in un blocco unico nello stesso luogo di desti-
                                                                     f) siano stati imballati in modo adeguato, conforme-
     nazione e destinato ad un'ulteriore lavorazione nel-
                                                                         mente al capitolo Vili dell'allegato;
     l'industria alimentare;
10. Paese esportatore: lo Stato membro dal quale i pro-              g) siano immagazzinati e trasportati in condizioni sani-
     dotti d'uova sono spediti in un altro Stato membro;                 tarie soddisfacenti, conformemente ai capitoli IX e X
                                                                         dell'allegato;
11. Paese destinatario : lo Stato membro cui sono spediti i
     prodotti d'uova provenienti da un altro Stato mem-
                                                                     h) siano muniti del bollo sanitario di cui al capitolo XI
     bro;
                                                                         dell'allegato.
12. Imballaggio: l'inserimento dei prodotti d'uova in un
     contenitore di qualsiasi forma;
                                                                                                 Articolo 4
13. Autorità competente: il servizio veterinario o qualsiasi
     altro servizio equivalente designato dallo Stato mem-           Le autorità competenti degli Stati membri curano che i
     bro allo scopo di verificare l'applicazione della pre-          produttori di prodotti d'uova adottino tutte le misure ne-
     sente direttiva.                                                cessarie per conformarsi alle disposizioni della presente
                                                                     direttiva, e, in particolare, che:
14. Immissione sul mercato: la commercializzazione dei
     prodotti d'uova, quale definita all'articolo 1, punto           — siano prelevati campioni da sottoporre ad esami di la-
     5, del regolamento (CEE) n. 2772/75.                                 boratorio, per accertare il rispetto dei requisiti richie-
                                                                          sti per il prodotto finale, elencati nel capitolo VI del-
                           Articolo 3                                     l'allegato;
Ciascuno Stato membro vigila a che siano prodotti e
immessi sul mercato unicamente i prodotti d'uova che                 — siano stabilite le temperature alle quali i prodotti
rispondono alle seguenti condizioni generali:                             d'uova devono essere trasformati e immagazzinati,
                                                                          nonché il periodo durante il quale, rispettando tali
a) siano stati preparati in uno stabilimento riconosciuto                 condizioni, possono essere conservati;
    in conformità dell'articolo 6, paragrafi 1 e 2 e rispon-
    dono alle condizioni di cui ai capitoli I e II dell'alle-        — i risultati dei controlli degli esami effettuati durante il
    gato e siano inoltre in possesso dei requisiti richiesti              processo di trasformazione siano registrati e conser-
    dalla presente direttiva, in particolare di quelli di cui             vati per due anni, onde poterli presentare alle auto-
    all'articolo 5;                                                       rità competenti:
b) siano stati preparati nel rispetto di condizioni di
    igiene soddisfacenti, conformemente ai capitoli III e            — ogni lotto sia numerato in modo da identificare la
    V dell'allegato, con uova che soddisfino le condizioni                data e il momento della produzione e, in particolare,
    di cui al capitolo IV dell'allegato;                                  del trattamento; questo numero deve figurare nella
                                                                          registrazione delle condizioni di temperatura del pro-
                                                                          cesso di trattamento e sul bollo sanitario di cui al ca-
(') GU n. L 282 dell'I. 11. 1975, pag. 56.                                pitolo XI.
 ---pagebreak--- 14. 3. 87                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   N. C 67/11
                          Articolo 5                                 della presente direttiva, e segnatamente quelle dell'alle-
                                                                     gato. La Commissione informa gli Stati membri sui risul-
1.     Gli Stati' membri curano che siano effettuati con-            tati dei controlli effettuati.
trolli per sondaggio sulle uova e sui prodotti d'uova per
accertare l'eventuale presenza di residui di sostanze ad             Lo Stato membro nel cui territorio è effettuato un con-
azione farmacologica o ormonale, di antibiotici, antipa-             trollo fornisce agli esperti tutta l'assistenza necessaria per
rassitari, detergenti o altre sostanze nocive o tali da ren-          l'adempimento della loro missione.
derne pericoloso o dannoso per la salute umana il con-
                                                                     Le disposizioni generali di applicazione del presente arti-
sumo, qualora l'entità di tali residui superi i limiti di tol-
                                                                     colo sono fissate secondo la procedura di cui all'arti-
leranza ammessi, fissati conformemente al paragrafo 4.
                                                                     colo 14.
2.     Qualora nei prodotti a base di uova si rilevino                2.     Lo Stato membro interessato adotta le misure ne-
tracce di residui in misura superiore alle tolleranze am-            cessarie per tener conto dei risultati dei controlli di cui al
messe, tali prodotti non devono essere immessi sul mer-              paragrafo 1. Qualora lo Stato membro non adotti tali
cato.                                                                 misure, la Commissione può conformemente alla proce-
                                                                     dura di cui all'articolo 13 vietare l'immissione sul mer-
3.     Gli esami di ricerca dei residui devono essere ese-            cato dei prodotti d'uova provenienti dallo stabilimento
guiti in conformità di metodi sperimentati e scientifica-             che non risulta più conforme alle disposizioni della pre-
mente riconosciuti.                                                   sente direttiva.
                                                                                                 Articolo 8
4.     La Commissione stabilisce, secondo la procedura di
cui all'articolo 14:                                                  1.     Fatte salve le disposizioni degli articoli 6 e 7, il
                                                                      paese destinatario può, per quanto riguarda i prodotti
— le modalità relative ai controlli,                                  d'uova immessi nel commercio intracomunitario e qua-
                                                                      lora sussistano seri motivi di presupporre irregolarità,
— le tolleranze ammesse per i residui,                                procedere ad ispezioni effettuate in modo non discrimi-
                                                                      natorio per accertare la conformità di determinate partite
— la frequenza dei campionamenti.                                     di prodotti d'uova ai requisiti della presente direttiva.
                                                                      2.     Le ispezioni di cui al paragrafo 1 devono essere ef-
5.     La Commissione stabilisce, secondo la procedura di
                                                                      fettuate nel luogo di destinazione delle merci o in qual-
cui all'allegato 15:
                                                                      siasi altro luogo appropriato, a condizione che, in quest'
                                                                      ultimo caso, il trasporto delle merci sia perturbato
— i metodi di riferimento per la valutazione dei risultati
                                                                      quanto meno possibile dalla scelta della località. Tali
     degli esami per l'individuazione dei residui,
                                                                      ispezioni non possono essere effettuate in caso o a mo-
                                                                      tivo di attraversamento di frontiere interne della Comu-
— l'elenco dei laboratori di riferimento comunitari.                  nità.
                                                                      Le ispezioni non debbono comportare indebiti ritardi nel-
                           Articolo 6                                 l'immissione dei prodotti d'uova sul mercato né causare
 1.    Ciascuno Stato membro redige un elenco dei propri              ritardi che possano nuocere alla loro qualità.
 stabilimenti riconosciuti attribuendo un numero ufficiale
                                                                      3.     Ove, nel corso di un'ispezione effettuata conforme-
 di riconoscimento a ciascuno di essi e invia tale elenco
                                                                      mente ai paragrafi 1 e 2, si constati che i prodotti d'uova
 agli altri Stati membri e alla Commissione.
                                                                       non soddisfano alle condizioni previste dalla presente di-
                                                                      rettiva, le autorità competenti possono lasciare allo spedi-
 2.    Le ispezioni e i controlli degli stabilimenti sono ese-        tore, al destinatario o al loro mandatario, la scelta se riti-
 guiti periodicamente sotto la responsabilità delle autorità           rare dal mercato la partita per sottoporla eventualmente
 competenti, che deve aver libero accesso in ogni mo-                  a un nuovo trattamento, o destinarla ad altri scopi, pur-
 mento a tutti i reparti dello stabilimento per accertare              ché non vi ostino considerazioni di carattere sanitario; in
 l'osservanza delle disposizioni della presente direttiva.             caso contrario, tra le scelte può essere compresa la loro
                                                                       distruzione. In ogni caso, l'autorità competente adotta
 Qualora da queste ispezioni risulti che non tutte le di-              misure di sicurezza per prevenire l'impiego abusivo di
 sposizioni della direttiva sono rispettate, l'autorità com-           tali prodotti d'uova.
 petente adotta le misure che ritiene adeguate.
                                                                       4. a) Le decisioni devono essere comunicate allo spedi-
                                                                              tore, al destinatario o al loro mandatario, unita-
                           Articolo 7                                         mente ai motivi che le hanno determinate. A ri-
  1.    Esperti della Commissione possono, in collabora-                      chiesta dell'interessato, dette decisioni motivate de-
 zione con le autorità competenti dello Stato membro,                         vono essergli immediatamente comunicate per
 procedere, qualora si riveli necessario per l'applicazione                   iscritto, insieme all'indicazione delle possibilità di
 uniforme della presente direttiva, a controlli sul posto; in                 appello previste dalla vigente legislazione, delle
 particolare possono controllare se negli stabilimenti rico-                  procedure e dei termini entro cui tali appelli de-
  nosciuti siano effettivamente applicate le disposizioni                     vono essere presentati. La presente direttiva lascia
 ---pagebreak--- N . C 67/12                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     14.3.87
       impregiudicati i mezzi di ricorso di cui possono              Alla luce del parere di cui al quarto comma o del risul-
       usufruire lo speditore, il destinatario o il loro man-        tato del controllo effettuato in conformità all'articolo 7,
       datario.                                                      paragrafo 1, gli Stati membri possono essere autorizzati,
                                                                     secondo la procedura di cui all'articolo 13, a rifiutare
                                                                     provvisoriamente l'introduzione nel proprio territorio di
    b) Qualora siano fondate sull'esistenza di un rischio            prodotti d'uova provenienti da tale stabilimento.
       particolarmente grave per la salute umana, tali de-
       cisioni sono immediatamente comunicate alla                   La predetta autorizzazione può essere ritirata, sulla base
       Commissione o, se del caso, alla competente auto-             di un nuovo parere elaborato da uno o più esperti, se-
       rità dello Stato membro speditore.                            condo la procedura di cui all'articolo 13.
    e) In seguito a tale comunicazione, possono essere               Gli esperti devono avere la cittadinanza di uno Stato
       adottati opportuni provvedimenti secondo la pro-              membro diverso da quelli delle parti contendenti.
       cedura di cui all'articolo 13, in particolare allo
       scopo di coordinare le misure adottate in altri Stati         Le modalità di applicazione del presente articolo sono
       membri per i prodotti d'uova interessati.                     adottate secondo la procedura di cui all'articolo 14.
                                                                                               Articolo 10
5.    Ciascuno Stato membro accorda agli speditori di
                                                                     Gli allegati della presente direttiva sono modificati con-
prodotti d'uova di cui è vietata la commercializzazione
                                                                     formemente alla procedura di cui all'articolo 14.
in seguito ad un'ispezione effettuata a norma del para-
grafo 1 il diritto di chiedere il parere di un esperto.
                                                                                               Articolo 11
L'esperto deve avere la cittadinanza di uno Stato mem-               1.      Le disposizioni nazionali applicate da ciascuno de-
bro diverso da quello di spedizione o di destinazione dei            gli Stati membri alle importazioni di prodotti d'uova in
prodotti.                                                            provenienza dai paesi terzi non devono essere più favo-
                                                                     revoli di quelle che disciplinano gli scambi intracomuni-
                                                                     tari.
Su proposta degli Stati membri, la Commissione redige
un elenco degli esperti che potranno essere incaricati di            2.    In attesa dell'adozione di una normativa comunita-
esprimere tali pareri. Essa determina, secondo la proce-             ria nei confronti dei paesi terzi, esperti degli Stati mem-
dura di cui all'articolo 14, le modalità d'applicazione del          bri e della Commissione procedono a controlli in loco.
presente paragrafo.                                                  Gli esperti degli Stati membri incaricati dell'esecuzione
                                                                     di questi controlli sono designati dalla Commissione su
                                                                     proposta degli Stati membri. Tali controlli sono eseguiti
                          Articolo 9                                 per conto della Comunità che se ne assume i relativi
                                                                     oneri.
Qualora uno Stato membro ritenga, in seguito ad una
delle ispezioni di cui all'articolo 8, che le disposizioni           3.    Conformemente alla procedura di cui all'articolo
della presente direttiva non sono più rispettate da uno              15, è compilato un elenco degli stabilimenti che soddi-
stabilimento ubicato in un altro Stato membro, ne in-                sfano alle condizioni indicate nell'allegato.
forma la competente autorità centrale di detto Stato.
Quest'ultima prende tutte le misure necessarie e comu-               4.    Il certificato di igiene e di sanità che accompagna i
nica alle competenti autorità centrali del primo Stato               prodotti in caso di importazione, nonché la forma e il
membro le decisioni prese con le relative motivazioni.               tipo del bollo sanitario di cui devono essere muniti i pro-
                                                                     dotti, devono corrispondere ad un modello da stabilire
                                                                     alla procedura di cui all'articolo 14.
Gli Stati membri interessati informano la Commissione di
eventuali controversie e delle soluzioni adottate.
                                                                                               Articolo 12
                                                                     Fatte salve le norme comunitarie in materia di additivi
Qualora non riescano a raggiungere un accordo, tali                  che possono essere impiegati nelle derrate alimentari,
Stati membri provvedono, entro un lasso di tempo ragio-              l'uso di additivi nei prodotti d'uova e le modalità relative
nevole, a sottoporre la questione alla Commissione, che              a tale impiego restano soggetti alle normative nazionali.
incarica uno o più esperti di esprimere un parere.
                                                                                               Articolo 13
In attesa di tale parere, il paese esportatore deve intensi-          1.    Qualora si debba fare ricorso alla procedura defi-
ficare i controlli sui prodotti d'uova che provengono                nita nel presente articolo, il comitato veterinario perma-
dallo stabilimento in questione e, a richiesta del paese             nente, istituito con decisione del Consiglio del 15 ottobre
destinatario, la Commissione provvede immediatamente                  1968 (in appresso denominato «il comitato») è immedia-
ad inviare un esperto nello stabilimento speditore, con              tamente convocato dal presidente, su iniziativa di quest'
l'incarico di proporre adeguate misure conservative.                 ultimo o su richiesta di uno Stato membro.
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2.    In seno al comitato, ai voti degli Stati membri è at-                 4.    La Commissione adotta le misure e ne assicura
tribuita la ponderazione di cui all'articolo 148, paragrafo                 l'immediata applicazione, se sono conformi al parere del
2 del trattato. Il presidente non partecipa alla votazione.                 comitato. Qualora esse non siano conformi al parere del
                                                                            comitato, o in assenza di parere, la Commissione pre-
3.    Il rappresentante della Commissione presenta un                       senta senza indugio al Consiglio una proposta relativa
progetto delle misure da adottare. Il comitato esprime il                   alle misure da adottare. Il Consiglio adotta dette misure
proprio parere su tali misure entro il termine di due                       a maggioranza qualificata.
giorni. Esso si pronunzia alla maggioranza di 54 voti.
                                                                            Qualora il Consiglio non abbia adottato alcuna misura
4.    La Commissione adotta le misure e ne assicura                         entro tre mesi dalla data della presentazione della propo-
l'immediata applicazione, se sono conformi al parere del                    sta, la Commissione adotta le misure proposte e ne assi-
comitato. Qualora esse non siano conformi al parere del                     cura l'immediata applicazione.
comitato, o in mancanza di parere, la Commissione pre-
senta senza indugio al Consiglio una proposta relativa
alle misure da adottare. Il Consiglio adotta dette misure                                              Articolo 15
a maggioranza qualificata.
                                                                            Qualora si faccia riferimento alla procedura di cui al pre-
Qualora il Consiglio non abbia adottata alcuna misura                       sente articolo, il comitato delibera sulle domande di pa-
entro quindici giorni dalla data della presentazipne della                  rere formulate dalla Commissione. Nel sollecitare il pa-
proposta, la Commissione adotta le misure proposte e ne                     rere del comitato, la Commissione può fissare il termine
assicura l'immediata applicazione.                                          entro il quale il parere deve essere emesso.
                           Articolo 14                                      Le deliberazioni del comitato non sono seguite da alcuna
                                                                            votazione. Tuttavia, ogni Stato membro del comitato
1.    Qualora si debba far ricorso alla procedura definita                  può esigere che la sua opinione sia messa a verbale.
nel presente articolo, il comitato è immediatamente con-
vocato dal presidente, su iniziativa di quest'ultimo o su
richiesta di uno Stato membro.                                                                         Articolo 16
                                                                            Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legi-
2.    In seno al comitato, ai voti degli Stati membri è at-
                                                                            slative, regolamentari e amministrative necessarie per
tribuita la ponderazione di cui all'articolo 148, paragrafo
                                                                            conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio
2 del trattato. Il presidente non partecipa alla votazione.
                                                                             1988. Essi ne informano immediatamente la Commis-
3.    Il rappresentante della Commissione presenta una                      sione.
progetto delle misure da adottare. Il comitato esprime il
proprio parere su tali misure entro un termine fissato dal                                             Articolo 17
presidente in funzione dell'urgenza dei problemi da esa-
minare. Esso si pronunzia alla maggioranza di 54 voti.                       Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
                                                                 ALLEGATO
                                                                 CAPITOLO I
                                      CONDIZIONI GENERALI PER IL RICONOSCIMENTO
              Gli stabilimenti devono avere almeno:
              1. nei locali in cui vengono trasformati e depositati i prodotti d'uova:
                  a) un pavimento in materiali facili da pulire e disinfettare e sistemato in modo da consentire una facile
                     evacuazione dei liquidi;
                 b) pareti lisce, in materiali solidi e impermeabili, rivestite con materiale lavabile e chiaro fino ad un'al-
                     tezza di almeno due metri nei locali in cui vengono effettuate le operazioni di lavorazione dei pro-
                     dotti d'uova; angoli e spigoli devono essere rifiniti in modo da agevolare la pulizia;
                  e) porte in materiali inalterabili e, se di legno, ricoperte da entrambi i lati da un rivestimento impermea-
                     bile e liscio;
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             d) soffitti facili da pulire, concepiti e strutturati in modo da impedire che vi si accumulino impurità e
                  muffa, che il colore si possa scrostare e che si condensi vapore acqueo;
             e) un adeguato sistema di ventilazione e, se necessario, di evacuazione del vapore;
             f) una sufficiente illuminazione naturale o artificiale;
             g) un numero sufficiente di dispositivi, il più vicino possibile ai posti di lavoro, per la pulizia e la
                  disinfezione delle mani e per la pulizia degli attrezzi mediante acqua calda; i rubinetti non devono
                  essere azionabili a mano; per la pulizia delle mani, tali impianti debbono essere provvisti di acqua
                  corrente fredda e calda, oppure di acqua premiscelata alla temperatura opportuna, di prodotti per la
                  pulizia e disinfezione, nonché di asciugamani da usare una sola volta;
          2. un numero adeguato di spogliatoi, con pareti e pavimenti lisci, impermeabili e lavabili, provvisti di lavabi
              e latrine a sciacquone. Queste ultime devono essere sistemate in modo da non immettere direttamente
              nei locali di lavoro. I lavabi devono essere forniti d'acqua corrente calda e fredda, oppure premiscelata
             all'opportuna temperatura, nonché di prodotti per la pulizia e la disinfezione delle mani e di asciuga-
              mani da usare una sola volta; i rubinetti di cui sono muniti questi lavabi non devono essere azionabili a
              mano; presso le latrine deve essere disponibile un numero sufficiente di questi lavabi;
          3. un reparto apposito ed impianti appropriati per le operazioni di pulitura e di disinfezione dei contenitori
             e dei bidoni. Tale reparto e tali impianti non sono però richiesti qualora esistano disposizioni che ren-
             dano obbligatoria la pulitura e la disinfezione dei contenitori e dei bidoni da parte di altri centri, situati
              in prossimità dello stabilimento di trattamento;
          4. un impianto che consenta il rifornimento d'acqua esclusivamente potabile ai sensi della direttiva
              80/778/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1980, concernente la qualità delle acque destinate al consumo
              umano (').
             Tuttavia, l'utilizzazione di acqua non potabile è autorizzata per la produzione di vapore, per combattere
              gli incendi e per il raffreddamento delle macchine frigorifere, purché le condutture adibite a questo scopo
              non consentano altre utilizzazioni di tale acqua e non presentino rischi di contaminazione dei prodotti
              d'uova. Il vapore d'acqua e l'acqua in questione non possono entrare in contatto diretto con i prodotti
              d'uova, né essere utilizzati per la pulitura e la disinfezione dei recipienti, degli impianti e del materiale
              che entrano in contatto con i prodotti d'uova. Le condutture d'acqua non potabile devono essere netta-
              mente differenziate da quelle destinate all'acqua potabile;
          5. adeguati dispositivi di protezione contro gli animali indesiderabili, quali insetti e roditori;
          6. gli impianti, le condutture e gli strumenti destinati ad entrare in contatto con i prodotti d'uova, o le loro
              superfici, devono essere fabbricati con un materiale liscio, che sia facile da lavare, pulire o disinfettare,
              che resista alla corrosione e che non sviluppi nei prodotti d'uova elementi in quantità tale da mettere in
              pericolo la salute umana, alterare la composizione dei prodotti d'uova o avere un'influenza nociva sulle
              loro proprietà organolettiche.
                                                              CAPITOLO II
                        C O N D I Z I O N I SPECIALI PER IL RICONOSCIMENTO DEGLI STABILIMENTI
          Oltre a possedere i requisiti generali di cui al capitolo 1, gli stabilimenti devono avere almeno:
            1. locali adeguati, abbastanza ampi per poter immagazzinare separatamente le uova e i prodotti d'uova
                finiti e, se necessario, dotati di impianti di refrigerazione per mantenere le uova e i prodotti d'uova alle
                temperature appropriate; le celle frigorifere devono essere munite di un termometro o di un termo-
                metro registratore;
            2. qualora vengano utilizzate uova sporche, impianti per lavare e disinfettare le uova; l'elenco dei prodotti
                autorizzati ai fini della disinfezione deve essere stabilito secondo la procedura di cui all'articolo 14;
            3. se necessario, impianti adeguati per la speratura delle uova;
          (') GU n. L 229 del 30. 8. 1980, pag. 11.
 ---pagebreak--- 14.3.87                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N.C 67/15
          4. un locale munito di impianti conformi alle norme d'igiene per la rottura delle uova, per la raccolta del
              loro contenuto e per le ulteriori operazioni di fabbricazione;
          5. attrezzature adeguate per il trasferimento del contenuto delle uova all'interno dello stabilimento;
          6. nei casi previsti dalla presente direttiva, attrezzature riconosciute dall'autorità competente come ade-
              guate ai fini del trattamento dei prodotti d'uova, munite almeno di :
              a) un dispositivo per il controllo automatico della temperatura;
              b) un termometro che registri le temperature;
          7. un locale per il deposito degli ingredienti;
          8. in caso di imballaggio in contenitori non riutilizzabili, una zona per depositare tali contenitori e le
              materie prime destinate alla loro fabbricazione;
              in caso di imballaggio in contenitori riutilizzabili, una zona specifica per il loro deposito e i necessari
              dispositivi per effettuare meccanicamente la pulitura e la disinfezione;
         9. impianti per la rimozione immediata e per il magazzinaggio separato dei gusci vuoti, delle uova e dei
              prodotti d'uova non adatti al consumo umano;
        10. impianti appropriati per l'imballaggio dei prodotti d'uova;
        11. lo stabilimento deve disporre di un laboratorio proprio o far ricorso ai servizi di un laboratorio che
              possieda le attrezzature necessarie per effettuare le analisi e gli esami del materiale di base e dei pro-
              dotti d'uova previsti dalla presente direttiva;
        12. ove necessario, impianti adeguati per sgelare prodotti d'uova congelati da sottoporre a trattamento e
              ad ulteriore manipolazione in uno stabilimento riconosciuto.
                                                          CAPITOLO III
                IGIENE DEI LOCALI, DEL MATERIALE E DEL PERSONALE NEGLI STABILIMENTI
        È prescritta la massima pulizia possibile per quanto riguarda il personale, i locali ed il materiale:
        1. il personale addetto alla manipolazione delle uova e dei prodotti d'uova deve, in particolare, indossare
            abiti da lavoro ed un copricapo puliti; deve avere inoltre le mani pulite; è vietato fumare, mangiare,
            sputare e masticare nei locali in cui le uova e i prodotti d'uova sono manipolati o depositati;
        2. a nessun animale dev'essere consentito l'accesso agli stabilimenti; roditori, insetti e altri parassiti devono
            essere sistematicamente eliminati;
        3. il materiale e le installazioni utilizzate per la lavorazione dei prodotti d'uova devono essere mantenuti in
            buono stato di pulizia e di manutenzione. Il materiale e le installazioni devono essere puliti e disinfettati
            accuratamente più volte nel corso della giornata, nonché al termine delle operazioni della giornata e
            ogniqualvolta siano stati insudiciati, prima di essere riutilizzati; l'impianto costituito dalle condutture a
            circuito chiuso per il trasporto dei prodotti d'uova deve essere fornito di un sistema di pulitura adeguato
            che sia accessibile in tutte le sue parti alle operazioni di pulitura e disinfezione; una volta pulite e
            disinfettate, le condutture debbono essere risciacquate con acqua potabile;
        4. i locali, le attrezzature e gli utensili da lavoro non devono essere adibiti ad usi diversi dalla lavorazione
            dei prodotti d'uova, tranne per la lavorazione di altri alimenti, contemporaneamente o in momenti di-
            versi, a meno che l'autorità competente ne abbia dato l'autorizzazione e a condizione che siano adottate
            misure adeguate per prevenire qualsiasi contagio o alterazione nei prodotti cui si applica la presente
            direttiva; la preparazione di prodotti d'uova non destinati al consumo umano deve essere del tutto
            separata dalla preparazione dei prodotti d'uova cui si applica la presente direttiva;
        5. l'utilizzazione dell'acqua potabile è prescritta per tutti gli usi: tuttavia, a titolo eccezionale, è autoriz-
            zato l'uso di acqua non potabile per la produzione di vapore, purché le relative condutture non permet-
            tano di usare tale acqua per altri scopi e non presentino un pericolo di contaminazione per le uova e per
            i prodotti d'uova. Inoltre, l'acqua non potabile può essere impiegata in casi eccezionali per il raffredda-
            mento delle macchine frigorifere. Le condutture dell'acqua non potabile devono essere facilmente distin-
            guibili da quelle per l'acqua potabile;
        6. detersivi, disinfettanti e altri prodotti similari devono essere utilizzati in modo da non contaminare le
            attrezzature, gli strumenti di lavoro e i prodotti d'uova. Dopo l'impiego di tali sostanze, le attrezzature
            e gli strumenti da lavoro devono essere risciacquati a fondo con acqua potabile;
        7. la lavorazione e la manipolazione delle uova o dei prodotti d'uova devono essere vietate alle persone
            che possano essere fonte di contaminazione, in particolare tramite agenti patogeni;
 ---pagebreak--- N . C 67/16                                    G a z z e t t a ufficiale delle C o m u n i t à e u r o p e e                      14.3.87
            8. a qualsiasi persona occupata nella lavorazione o nella manipolazione delle uova o dei prodotti d'uova
                deve essere richiesto un certificato medico attestante che nulla osta all'esercizio di tale attività. Il certifi-
                cato medico deve essere rinnovato ogni anno, tranne qualora venga ammesso, conformemente alla pro-
                cedura di cui all'articolo 14, un sistema di controlli medici del personale che offra garanzie equivalenti.
                                                                    CAPITOLO IV
            PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE UOVA DESTINATE ALLA FABBRICAZIONE DI P R O D O T T I
                                                                        D'UOVA
            1. Le uova utilizzate per la fabbricazione di prodotti d'uova devono essere condizionate in imballaggi
                costruiti con materiali che non trasmettano alle uova sostanze nocive per la salute umana; i contenitori
                da riutilizzare devono essere fabbricati con materiale che ne consenta un'agevole ed efficace pulizia; essi
                devono essere mantenuti in buono stato di pulizia e manutenzione.
            2. a) Per la fabbricazione di prodotti d'uova possono essere utilizzati soltanto uova non incubate e adatte
                    al consumo umano; il loro guscio deve essere completamente sviluppato e non presentare incrinature;
                b) in deroga alla disposizione di cui alla lettera a) le uova incrinate possono essere utilizzate per la
                    fabbricazione di prodotti d'uova soltanto a condizione che siano state consegnate direttamente dalla
                    stazione di imballaggio o dall'azienda produttrice ad uno stabilimento riconosciuto, dove devono
                    essere rotte al più presto;
                e) in deroga alla disposizioni di cui alla lettera a), possono essere utilizzate per la fabbricazione di
                    prodotti d'uova anche le uova che si siano rotte accidentalmente presso l'azienda produttrice o presso
                    la stazione di imballaggio; il contenuto delle uova deve essere raccolto nel rispetto delle condizioni di
                    igiene più rigorose, in particolare:
                    — il contenuto delle uova deve essere separato immediatamente dal guscio in caso di rottura acci-
                        dentale;
                    — i recipienti devono essere di materiale inalterabile e muniti di un dispositivo di chiusura; essi
                        devono essere puliti, disinfettati e risciacquati prima dell'utilizzazione;
                    — il contenuto delle uova deve essere surgelato immediatamente dopo essere stato raccolto;
                    — il contenuto delle uova deve essere trasportato in uno stabilimento riconosciuto, nel rispetto delle
                        condizioni prescritte dalla presente direttiva;
                    — il contenuto delle uova deve essere sottoposto a un trattamento in uno stabilimento riconosciuto.
            3. Le uova e i prodotti d'uova non adatti al consumo umano debbono essere rimossi e denaturati in modo
                da non poter essere riutilizzati per il consumo umano; essi debbono essere immediatamente depositati
                nel locale previsto conformemente al capitolo II, punto 9.
                La denaturazione dei prodotti d'uova deve essere effettuata secondo le norme stabilite dal regolamento
                (CEE) n. 2696/77 della Commissione, del 7 dicembre 1977, che determina le condizioni per l'ammis-
                sione delle merci nelle sottovoci 04.05 B II, 11.04 ex B I e. C I, 25.01 A l l a ) e 35.02 A I della tariffa
                doganale comune (').
                                                                     CAPITOLO V
            PRESCRIZIONI DI IGIENE PARTICOLARI PER LA FABBRICAZIONE DEI P R O D O T T I D'UOVA
            Tutte le operazioni debbono essere eseguite in modo da evitare qualsiasi alterazione durante la produzione,
            la manipolazione e il deposito di prodotti d'uova; in particolare:
              1. le uova e i prodotti d'uova consegnati ad uno stabilimento riconosciuto per esservi sottoposti a tratta-
                  mento debbono, immediatamente dopo il loro ingresso nello stabilimento, essere immagazzinati nei
                  locali previsti al capitolo II, punto 1, fino al momento della loro trasformazione; la temperatura di tali
                  locali deve essere tale da impedirne qualsiasi alterazione; i vassoi contenenti i gusci delle uova non
                  devono essere posti direttamente sul pavimento;
              2. le uova debbono essere tolte dal loro imballaggio e, se necessario, lavate e disinfettate in un locale
                  separato da quello in cui si procede alla loro rottura; il materiale di imballaggio non deve penetrare in
                  quest'ultimo locale;
              3. le uova debbono essere rotte nel locale previsto al capitolo II, punto 4; le uova incrinate di cui al
                  capitolo IV, punto 2, lettera b), debbono essere immediatamente trasformate;
            (') GU n. L 314 del 3. 12. 1977, pag. 17.
 ---pagebreak--- 14.3.87                                     G a z z e t t a ufficiale delle C o m u n i t à e u r o p e e                 N. C 67/17
         4. prima di essere rotte, le uova sporche debbono essere pulite, questa operazione deve essere effettuata in
            un locale separato da quello in cui vengono rotte le uova e da qualsiasi locale in cui il contenuto delle
            uova, esposto a contaminazione, viene manipolato; le operazioni di pulitura debbono essere effettuate
            in modo da evitare la contaminazione o l'adulterazione del contenuto delle uova; i gusci debbono
            essere sufficientemente asciutti al momento della rottura, in modo da evitare che nel contenuto delle
            uova possano cadere residui dell'acqua di pulitura;
         5. le uova diverse da quelle di gallina, di tacchino e di gallina faraona debbono essere manipolate e
            trasformate separatamente da queste; gli impianti debbono essere puliti e disinfettati prima di essere
            riutilizzati per la trasformazione delle uova di gallina, di tacchino e di gallina faraona;
         6. indipendentemente dal procedimento adottato, la rottura delle uova deve essere effettuata in modo da
            evitare al massimo il rischio di contaminazione del contenuto. È vietata la rottura di grandi quantitativi
            contemporaneamente. La presenza di residui di gusci o di membrane nei prodotti d'uova deve essere
            ridotta al minimo e non deve superare la quantità di cui al capitolo VI, punto 4;
         7. dopo la rottura delle uova, ogni particella dei prodotti d'uova deve essere sottoposta al più presto a
            trattamento; trattamento termico consiste in una combinazione adeguata di temperatura e di tempo,
             allo scopo di eliminare i microrganismi patogeni eventualmente presenti; durante il trattamento ter-
             mico, le temperature devono essere registrate senza interruzione; le registrazioni relative ad ogni par-
            tita sottoposta a trattamento debbono essere conservate per essere messe a disposizione delle autorità
            competenti; in caso siano destinate al consumo umano, le partite il cui trattamento sia stato insuffi-
             ciente devono essere sottoposte ad un ulteriore trattamento;
         8. qualora il trattamento non venga eseguito immediatamente dopo la rottura delle uova, il contenuto
             delle uova deve essere conservato in condizioni igieniche soddisfacenti, congelandoli o mantenendoli
             ad una temperatura non superiore a 4° C; il periodo di conservazione a 4° C non deve essere superiore
             a 48 ore;
         9. i prodotti d'uova provenienti da uno stabilimento autorizzato possono essere sottoposti a un tratta-
             mento in un altro stabilimento riconosciuto, a condizione che vengano osservate le seguenti condi-
             zioni:
             a) che, immediatamente dopo la loro produzione, siano stati surgelati o congelati ad una temperatura
                 non superiore a 4° C; in quest'ultimo caso, essi debbono essere sottoposti a un trattamento nel
                 luogo di destinazione entro 48 ore dal momento in cui sono state rotte le uova impiegate per la loro
                 fabbricazione;
             b) che siano stati imballati, trasportati e manipolati nel rispetto delle disposizioni della presente diret-
                 tiva;
             e) che siano stati etichettati in conformità delle disposizioni di cui al capitolo XI; la natura delle merci
                 deve essere indicata nel modo seguente: «prodotti d'uova non pastorizzati — da sottoporre a tratta-
                 mento nel luogo di destinazione».
        10. le operazioni successive al trattamento debbono essere effettuate in modo tale che i prodotti d'uova
             non possano essere contaminati; i prodotti liquidi o concentrati che non siano stati resi stabili devono
             essere raffreddati ad una temperatura non superiore a 4° C immediatamente o dopo essere stati sotto-
             posti a un processo di fermentazione; i prodotti da congelare debbono essere congelati immediata-
             mente dopo il trattamento.
        11. i prodotti d'uova debbono essere conservati alla temperatura richiesta dalla presente direttiva fino al
             momento della loro utilizzazione per la fabbricazione di altri alimenti.
                                                                  CAPITOLO VI
                                         CARATTERISTICHE DEI P R O D O T T I FINALI
        1. Ogni lotto di prodotti d'uova deve essere sottoposto ad un controllo microbiologico per accertare che
            siano soddisfatti i criteri microbiologici seguenti:
            a) salmonella: assente in 25 g o mi di prodotti d'uova; n = 10, e = 0, m = 0;
            b) altri criteri:
                 batteri aerobici mesofillici: n = 5, e = 2, m = IO4, M = IO5 in 1 g o 1 mi;
                enterobatteri.n    = 5, e = 2, m = 10, M = IO2 in 1 g o 1 mi;
                dove: .
                n = numero di unità di campionamento di cui è costituito il campione; ogni unità di campiona-
                         mento equivale a 1 g;
                m = valore limite per il numero di batteri; il risultato è considerato soddisfacente qualora in tutte le
                         unità di campionamento si ottenga un valore inferiore o uguale a m;
 ---pagebreak--- N. C 67/18                                     G a z z e t t a ufficiale delle C o m u n i t à e u r o p e e                  14.3.87
                   M = valore massimo per il numero di batteri; il risultato è considerato non soddisfacente se in una
                          o più delle unità di campionamento si riscontra un valore uguale o superiore a M;
                   e   = numero di unità di campionamento per le quali il numero di batteri è compreso fra m e M;
                          il campione è ancora ritenuto accettabile se le altre unità di campionamento presentano un
                          numero di batteri uguale o inferiore a m.
           2. Il tenore di acido 3 OH-butirrico non deve essere superiore a 10 mg/kg di prodotto d'uova allo stato di
               materia secca non modificato.
           3. Per garantire che la manipolazione delle uova e dei prodotti d'uova prima del trattamento avvenga nel
               rispetto dell'igiene, dovranno essere osservate le norme seguenti:
               a) il tenore di acido lattico non deve essere superiore a 1 000 mg/kg di prodotto d'uova, allo stato di
                   materia secca (valore valido soltanto per prodotti non trattati);
               b) il tenore di acido succinico non deve essere superiore a 25 mg/kg di prodotto d'uova allo stato di
                   materia secca.
           4. La quantità residua di gusci, di membrane di uova e di altre eventuali particelle nei prodotti d'uova non
               dev'essere superiore a 100 mg/kg di prodotto d'uova.
           I metodi e, ove necessario, i piani di campionamento e le tolleranze analitiche da seguire per verificare il
           rispetto dei criteri stabiliti nel presente capitolo sono determinati conformemente alla procedura di cui
           all'articolo 15.
                                                                   CAPITOLO VII
                             C O N T R O L L O SANITARIO E SUPERVISIONE DELLA P R O D U Z I O N E
           1. Gli stabilimenti sono soggetti ad un controllo effettuato dall'autorità competente.
               Il controllo dell'autorità competente comprende qualsiasi misura di controllo ritenuta necessaria per
               accertare che il fabbricante di prodotti d'uova rispetti i requisiti della presente direttiva, in particolare:
               — ispezione del registro relativo all'origine e alla destinazione delle uova e dei prodotti d'uova, nonché
                   del registro di cui all'articolo 4, terzo trattino;
               — ispezione sanitaria delle uova destinate alla fabbricazione dei prodotti d'uova;
               — ispezione dei prodotti d'uova in spedizione dallo stabilimento;
               — controllo della pulizia dei locali, degli impianti e degli utensili, nonché dell'igiene del personale;
               — prelievo dei campioni necessari per gli esami di laboratorio, per accertare che le uova ed i prodotti
                   d'uova soddisfino ai requisiti della presente direttiva; i risultati di tali esami devono essere riportati
                   su un registro e comunicati al fabbricante di prodotti d'uova.
           2. Su richiesta dell'autorità competente, il fabbricante di prodotti d'uova intensifica la frequenza degli
               esami di laboratorio di cui all'articolo 4, primo trattino, qualora lo si ritenga necessario per assicurare
               che la produzione dei prodotti d'uova sia conforme alle norme di igiene.
                                                                   CAPITOLO Vili
                                              IMBALLAGGIO DEI P R O D O T T I D'UOVA
           1. L'imballaggio dei prodotti d'uova deve aver luogo in condizioni d'igiene soddisfacenti, in modo da
               evitare qualsiasi contaminazione dei prodotti.
               I contenitori devono rispondere a tutte le norme di igiene, comprese le seguenti;
               — devono essere tali da non alterare le caratteristiche organolettiche dei prodotti d'uova;
               — devono essere tali da non trasmettere ai prodotti d'uova sostanze nocive per la salute umana;
               — devono essere sufficientemente robusti per proteggere in modo adeguato i prodotti.
 ---pagebreak--- 14.3.87                                    G a z z e t t a ufficiale delle C o m u n i t à e u r o p e e                    N.G67/19
        2. Il locale dove sono depositati i contenitori deve essere esente da polvere e da parassiti; i contenitori non
            riutilizzabili non devono essere depositati sul pavimento.
        3. I contenitori utilizzati per i prodotti d'uova devono essere puliti prima di essere riempiti; i contenitori
            riutilizzabili devono essere puliti, disinfettati e risciacquati prima di essere riempiti.
        4. I contenitori devono essere trasportati nel locale di lavorazione nel rispetto delle norme di igiene ed
            utilizzati senza indebiti ritardi.
        5. I contenitori devono essere sigillati e collocati nei locali di deposito di cui al capitolo II immediatamente
            dopo il riempimento.
        6. I contenitori utilizzati per i prodotti d'uova possono essere, se necessario, utilizzati per altri alimenti,
           purché ciò non comporti contaminazione dei prodotti d'uova.
        7. I contenitori utilizzati per il trasporto di prodotti d'uova sfusi devono rispettare tutte le norme d'igiene,
            in particolare le seguenti :
           — le superfici interne e tutte le parti che possono venire a contatto con i prodotti d'uova devono essere
                di materiale liscio, che sia facile da lavare, pulire e disinfettare, che resista alla corrosione e che non
                sviluppi nei prodotti d'uova elementi in quantità tale da poter mettere in pericolo la salute umana,
                 alterare la composizione dei prodotti d'uova o esercitare un'influenza nociva sulle loro proprietà
                organolettiche;
           — essi devono essere concepiti in modo da rendere possibile l'evacuazione totale dei prodotti d'uova; se
                 sono muniti di rubinetti, questi devono poter essere facilmente ritirati e smontati, lavati, puliti e
                disinfettati;
           — essi devono essere lavati, puliti, disinfettati e risciacquati immediatamente dopo ogni utilizzazione e,
                 se necessario, prima di ciascuna nuova utilizzazione;
            — appena sono stati riempiti, essi devono essere chiusi e restare sigillati durante il trasporto fino al
                 momento della loro utilizzazione;
            — essi possono essere utilizzati per il trasporto di altri prodotti alimentari, a condizione che ciò non
                 comporti conseguenze nocive per i prodotti d'uova.
                                                                CAPITOLO IX
                                                                  DEPOSITO
        1. I prodotti d'uova devono essere depositati nei locali di deposito di cui al capitolo II, punto 1.
        2. I prodotti d'uova per i quali sono richieste determinate temperature di deposito devono essere conservati
             a tali temperature; le temperature di deposito devono essere registrate, la velocità di raffreddamento
             deve essere tale che il prodotto raggiunga la temperatura richiesta al più presto possibile e i contenitori
             devono essere immagazzinati in modo che l'aria possa circolare liberamente tra essi.
                                                                 CAPITOLO X
                                                                 TRASPORTO
         1. I veicoli e i contenitori utilizzati per il trasporto dei prodotti d'uova devono essere costruiti ed attrezzati
             in modo che le temperature previste dalla presente direttiva siano mantenute durante tutta la durata del
             trasporto.
         2. I prodotti d'uova devono essere spediti adottando le disposizioni necessarie perché siano adeguatamente
             protetti durante il trasporto, in modo che non vengano in alcun modo danneggiati.
 ---pagebreak--- N. C 67/20                                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        14. 3. 87
                                                               CAPITOLO XI
                                                 BOLLATURA DEI PRODOTTI D'UOVA
               Ogni partita di prodotti d'uova che lascia lo stabilimento deve recare un bollo su cui devono figurare i
               seguenti elementi:
               a) la natura del prodotto, con l'indicazione della specie da cui provengono;
               b) il numero di riconoscimento ufficiale dello stabilimento;
               e) la sigla del paese produttore, ossia:
                   B _ D — DK — F — GR — IRL — L — NL — P — SP — UK;
               d) una delle seguenti sigle:
                   CEE — EEG — EWG — EEC — EOF o EOK;
               e) la temperatura alla quale devono essere mantenuti i prodotti d'uova e il periodo durante il quale ne
                   viene in tal modo garantita la conservazione;
               f) il numero del lotto;
               g) il luogo di destinazione.
               L'etichetta deve essere leggibile e indelebile; i caratteri delle diciture devono essere facili da distinguere e
               alti almeno 2 cm.
               Le indicazioni di cui alle lettere a), e), f) e g) non devono figurare sull'etichetta, durante il trasporto, se
               sono già chiaramente riportate nei documenti di trasporto.
               Le indicazioni che devono figurare nel bollo sanitario devono essere apportate nella lingua ufficiale e nelle
               lingue ufficiali del paese destinatario.
               Proposta di regolamento (CEE) del Consiglio che modifica il regolamento (CEE) n. 2176/84
               relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi
                                            non membri della Comunità economica europea
                                                              COM(87) 57 def.
                                    (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 23 febbraio 1987)
                                                                (87/C 67/08)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                        — quando il valore dei pezzi impiegati nelle operazioni
                                                                                di montaggio e provenienti dal paese d'origine del
visto il trattato che istituisce la Comunità economica eu-                      prodotto soggetto a un dazio antidumping supera il
ropea, in particolare l'articolo 113,                                           valore di tutti gli altri pezzi utilizzati,
vista la proposta della Commissione,
                                                                            il montaggio è da considerarsi come un mezzo per elu-
considerando che dall'esperienza acquisita in sede di at-                   dere il dazio antidumping;
tuazione del regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consi-
glio (') è emerso che il montaggio, nella Comunità, di
prodotti la cui importazione allo stato finito è soggetta a                 considerando che, onde impedire detta elusione, occorre
dazio antidumping può dar luogo ad alcune difficoltà;                       riscuotere il dazio antidumping sui prodotti così montati;
considerando in particolare che:
                                                                            considerando che è necessario stabilire procedure e con-
— quando il montaggio è effettuato da un'impresa col-
                                                                            dizioni per la riscossione del dazio in tali circostanze;
     legata ad uno dei produttori le cui esportazioni di
     prodotti simili sono soggette ad un dazio antidum-
     ping, e                                                                considerando che l'aliquota del dazio antidumping deve
                                                                            essere fissata in modo da impedire soltanto l'elusione del
 (') GU n. L 201 del 30. 7. 1984, pag. 1.                                   dazio stesso,