CELEX: 52004PC0613
Language: it
Date: 2004-09-27
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e il governo dell'Ucraina sul commercio di determinati prodotti di acciaio

Avis juridique important

|

52004PC0613

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e il governo dell'Ucraina sul commercio di determinati prodotti di acciaio  /* COM/2004/0613 def. - ACC 2004/0212 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e il governo dell'Ucraina sul commercio di determinati prodotti di acciaio(presentata dalla Commissione)RELAZIONEL'accordo di partenariato e di cooperazione tra la Comunità e l'Ucraina prevede la conclusione di accordi sul commercio di determinati prodotti di acciaio.La CE e l'Ucraina avevano concluso un accordo sul commercio di determinati prodotti di acciaio per il periodo luglio 1997-31 dicembre 2001. Con decisione del 19.11.2001,il Consiglio ha autorizzato la Commissione a negoziare un nuovo accordo per il periodo 2002-2004. I negoziati si sono conclusi con la sigla di un nuovo accordo il 22 giugno 2004.Il nuovo accordo, che stabilisce i limiti quantitativi per le importazioni nella Comunità di determinati prodotti di acciaio, si applicherà dalla data di entrata in vigore al 31.12.2004.2004/0212 (ACC)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e il governo dell'Ucraina sul commercio di determinati prodotti di acciaioIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133 in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) L'accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra [2], è entrato in vigore il 1° marzo 1998.[2]  GU L 49 del 19.2.1998, pag. 3.(2) A norma dell'articolo 22, paragrafo 1, dell'accordo di partenariato e di cooperazione, gli scambi di determinati prodotti di acciaio sono disciplinati dal suo titolo III, fatta eccezione per l'articolo 14, e dalle disposizioni di un accordo.(3) Nel periodo 1995-2001, gli scambi di determinati prodotti di acciaio sono stati disciplinati da accordi tra le Parti, mentre negli anni 2002, 2003 e 2004 tali scambi sono stati oggetto di intese specifiche, che occorre sostituire con un nuovo accordo per il 2004 onde tener conto delle mutate relazioni tra le Parti,DECIDE:Articolo 11. L'accordo tra la Comunità europea e il governo dell'Ucraina sul commercio di determinati prodotti di acciaio è approvato a nome della Comunità.2. Il testo dell'accordo [3] è accluso alla presente decisione.[3]  Cfr. pag. [...] della presente Gazzetta ufficiale.Articolo 2Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare le persone abilitate a firmare l'accordo di cui all'articolo 1 al fine di impegnare la Comunità.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOACCORDOtra la Comunità europea e il governo dell'Ucraina sul commerciodi determinati prodotti di acciaioLA COMUNITÀ EUROPEA, in appresso "la Comunità",da una parte, eIL GOVERNO DELL'UCRAINA,dall'altra,in appresso "le Parti",considerando che l'accordo di partenariato e di cooperazione che istituisce un partenariato tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra, è entrato in vigore il 1° marzo 1998;desiderando promuovere un equo e ordinato sviluppo del commercio dei prodotti di acciaio tra la Comunità e l'Ucraina;considerando che, a norma dell'articolo 22, paragrafo 1 dell'accordo di partenariato e di cooperazione, il commercio di determinati prodotti di acciaio è disciplinato dal suo titolo III, fatta eccezione per l'articolo 14, e dalle disposizioni di un accordo;tenendo presenti il processo di adesione dell'Ucraina all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e il sostegno della Comunità all'integrazione dell'Ucraina nel sistema commerciale internazionale;considerando che nel periodo 1995-2001 gli scambi di determinati prodotti di acciaio sono stati disciplinati da accordi tra le Parti, mentre negli anni 2002, 2003 e 2004 tali scambi sono stati oggetto di intese specifiche, che occorre quindi sostituire con un nuovo accordo per il 2004 onde tener conto delle mutate relazioni tra le Parti;considerando che le Parti ribadiscono l'impegno di liberalizzare completamente, non appena sussistano le condizioni necessarie, gli scambi di prodotti di acciaio contemplati dal presente accordo;considerando che l'accordo dovrebbe essere accompagnato dalla cooperazione tra le Parti nel settore delle industrie siderurgiche, prevedendo adeguati scambi di informazioni in seno al gruppo di contatto sul carbone e sull'acciaio in conformità dell'articolo 22, paragrafo 2, dell'accordo di partenariato e di cooperazione,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 11. Il presente accordo si applica agli scambi dei prodotti di acciaio di cui all'allegato I, originari delle Parti.2. Gli scambi dei prodotti di acciaio non ripresi nell'allegato I non sono soggetti a limiti quantitativi e vengono disciplinati dalle disposizioni pertinenti dell'accordo di partenariato e di cooperazione, in particolare quelle relative alle procedure antidumping e alle misure di salvaguardia.3. Le disposizioni pertinenti dell'accordo di partenariato e di cooperazione si applicano alle questioni non contemplate dal presente accordo.Articolo 21. Nel periodo di validità del presente accordo, le Parti accettano di instaurare e di mantenere i limiti quantitativi indicati nell'allegato II per le esportazioni ucraine nella Comunità dei prodotti di acciaio di cui all'allegato I. Dette esportazioni sono soggette a un sistema di duplice controllo le cui modalità sono specificate nel protocollo A del presente accordo (in appresso "protocollo A").2. Le Parti ribadiscono l'impegno di liberalizzare integralmente il commercio dei prodotti di acciaio di cui all'allegato I purché sussistano le condizioni necessarie.3. Per i gruppi di prodotti di cui all'allegato I, i quantitativi coperti da autorizzazioni d'importazione rilasciate dalla Comunità, a norma della decisione 2003/893/CE del Consiglio del 15 dicembre 2003, dal 1° gennaio 2004 fino all'entrata in vigore del presente accordo vengono detratti dai limiti quantitativi di cui all'allegato II.4. Possono essere importati quantitativi superiori a quelli di indicati nell'allegato II quando l'impossibilità per l'industria comunitaria di soddisfare la domanda interna provochi una penuria di uno o più prodotti elencati nell'allegato I. Su richiesta dell'una o dell'altra Parte, si tengono immediatamente consultazioni per determinare l'entità della penuria. Basandosi sull'esito delle consultazioni e su elementi di prova obiettivi, la CE avvia le proprie procedure interne onde aumentare i quantitativi indicati all'allegato II.5. Ciascuna delle Parti può chiedere, in qualsiasi momento, consultazioni in merito:- ai livelli dei limiti quantitativi fissati nell'allegato II, in caso di deterioramento o di miglioramento sostanziale delle condizioni per i prodotti di cui- all'allegato I;- alla possibilità di trasferire i quantitativi non utilizzati di cui all'allegato II da un gruppo di prodotti ad un altro.Articolo 31. Le importazioni nel territorio doganale della Comunità per la libera circolazione dei prodotti di cui all'allegato I sono soggette alla presentazione di una licenza d'esportazione rilasciata dalle autorità dell'Ucraina e di una prova dell'origine, conformemente alle disposizioni del protocollo A.2. Le importazioni nel territorio doganale della Comunità dei prodotti di cui all'allegato I non sono soggette ai limiti quantitativi di cui all'allegato II purché si dichiari che tali prodotti sono destinati ad essere riesportati, tali quali o previa trasformazione, al di fuori della Comunità nel quadro del sistema di controllo amministrativo in vigore nella Comunità.Articolo 41. Al fine di garantire la massima efficacia possibile al sistema di duplice controllo e di ridurre al minimo le possibilità di abuso ed elusione:- le autorità della Comunità notificano alle autorità ucraine entro il 28 di ogni mese le autorizzazioni d'importazione rilasciate nel corso del mese precedente;- le autorità ucraine notificano alle autorità della Comunità entro il 28 di ogni mese le licenze d'esportazione rilasciate nel corso del mese precedente;In caso di notevoli divergenze ciascuna Parte può richiedere, tenendo conto del tempo necessario per fornire tali informazioni, consultazioni che saranno avviate senza indugio.2. Fatto salvo il paragrafo 1, per garantire il buon funzionamento del presente accordo le Parti decidono di prendere tutte le misure necessarie per la prevenzione, l'indagine e l'adozione di tutti gli opportuni provvedimenti giuridici e/o amministrativi onde combattere le elusioni, in particolare mediante trasbordo, rispedizione, false dichiarazioni concernenti il paese o il luogo d'origine, contraffazione dei documenti, false dichiarazioni concernenti i quantitativi, la designazione o la classificazione delle merci. Le Parti convengono pertanto di definire le disposizioni giuridiche e le procedure amministrative necessarie per poter intervenire in modo efficace contro dette elusioni, anche adottando misure correttive giuridicamente vincolanti nei confronti degli esportatori e/o importatori coinvolti.3. Qualora, sulla base delle informazioni disponibili, una delle Parti dovesse ritenere che si stia eludendo il presente accordo, essa può richiedere consultazioni con l'altra Parte che saranno avviate senza indugio.4. In attesa dei risultati delle consultazioni di cui al paragrafo 3, e su richiesta della Comunità, il governo dell'Ucraina prende tutte le misure cautelari necessarie per far sì che i limiti quantitativi concordati al termine delle consultazioni di cui al paragrafo 3 vengano adeguati, previa presentazione di prove sufficienti dell'elusione, per l'anno di calendario nel quale è stata presentata la richiesta di consultazioni, conformemente al paragrafo 3, o per l'anno successivo se il limite per l'anno in corso è esaurito.5. Qualora, nel corso delle consultazioni di cui al paragrafo 3, le Parti non giungano a una soluzione reciprocamente soddisfacente, la Comunità ha il diritto, se esistono prove sufficienti che i prodotti di cui all'allegato I originari dell'Ucraina sono stati importati eludendo il presente accordo, di imputare i quantitativi corrispondenti sui limiti quantitativi di cui all'allegato II.6. Qualora, nel corso delle consultazioni di cui al paragrafo 3, le Parti non giungano a una soluzione reciprocamente soddisfacente, la Comunità ha il diritto, se viene sufficientemente dimostrata l'esistenza di false dichiarazioni relative ai quantitativi, alla designazione o alla classificazione, di rifiutarsi di importare i prodotti in questione.7. Le Parti decidono di cooperare pienamente onde prevenire o risolvere tutti i problemi connessi all'elusione del presente accordo.Articolo 51. I limiti quantitativi fissati nel presente accordo per le importazioni nella Comunità dei prodotti di acciaio di cui all'allegato I non vengono suddivisi dalla Comunità in quote regionali.2. Le Parti collaborano per prevenire variazioni repentine e pregiudizievoli delle correnti commerciali tradizionali nella Comunità. In caso di variazione repentina e pregiudizievole delle correnti commerciali tradizionali (comprese le concentrazioni regionali e le perdite dei clienti tradizionali), la Comunità ha il diritto di chiedere che vengano avviate consultazioni per trovare una soluzione soddisfacente al problema. Le consultazioni si tengono senza indugio.3 L'Ucraina si accerta che le esportazioni nella Comunità dei prodotti di acciaio di cui all'allegato I vengano ripartite nel modo più equo possibile su tutto l'anno. In caso di aumento repentino e pregiudizievole delle importazioni, la Comunità ha il diritto di chiedere che vengano avviate consultazioni per trovare una soluzione soddisfacente al problema. Le consultazioni si tengono senza indugio.4. Oltre all'obbligo di cui al paragrafo 3, e fatte salve le consultazioni di cui all'articolo 2, paragrafo 7, qualora le licenze rilasciate dalle autorità ucraine abbiano raggiunto il 90% dei limiti quantitativi, ciascuna Parte può chiedere consultazioni. Le consultazioni si tengono senza indugio. In attesa dei risultati delle consultazioni, le autorità ucraine possono continuare a rilasciare licenze d'esportazione per i prodotti di cui all'allegato I purché non superino i quantitativi di cui all'allegato II.Articolo 61. Se un prodotto contemplato dal presente accordo viene importato dall'Ucraina nella Comunità in condizioni tali da recare o minacciare di recare notevole pregiudizio ai produttori comunitari di prodotti simili, la Comunità fornisce all'Ucraina tutte le informazioni utili onde cercare una soluzione accettabile per entrambe le Parti, che avviano le consultazioni senza indugio.2. Se, nel corso delle consultazioni di cui al paragrafo 1, non si giunge a un accordo entro 30 giorni dalla richiesta della Comunità, quest'ultima può avvalersi del diritto di prendere misure di salvaguardia a norma dell'accordo di partenariato e di cooperazione.3. Fatte salve le disposizioni del presente accordo, si applica l'articolo 19 dell'accordo di partenariato e di cooperazione.Articolo 71. La classificazione dei prodotti contemplati dal presente accordo si basa sulla nomenclatura tariffaria e statistica della Comunità (in appresso denominata "nomenclatura combinata" o, in forma abbreviata, "NC"). Le modifiche della nomenclatura combinata (NC) introdotte secondo le procedure in vigore nella Comunità per i prodotti di cui all'allegato I e le decisioni relative alla classificazione delle merci non riducono i limiti quantitativi di cui all'allegato II.2. L'origine dei prodotti contemplati dal presente accordo viene determinata conformemente alle disposizioni in vigore nella Comunità. Qualsiasi modifica delle norme sull'origine viene comunicata al governo dell'Ucraina e non riduce i limiti quantitativi di cui al presente accordo. Nel protocollo A figurano le procedure per il controllo dell'origine dei summenzionati prodotti.Articolo 81. Fermo restando lo scambio periodico di informazioni sulle licenze d'esportazione e sulle autorizzazioni d'importazione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, le Parti decidono di scambiarsi a intervalli appropriati i dati statistici disponibili sul commercio dei prodotti di cui all'allegato I, tenendo conto dei periodi più brevi in cui vengono elaborati i dati in questione, che riguardano le licenze d'esportazione e le autorizzazioni d'importazione rilasciate ai sensi dell'articolo 3, nonché le statistiche sulle importazioni e le esportazioni dei prodotti in questione.2. Ciascuna Parte può chiedere consultazioni in caso di notevoli discrepanze fra i dati scambiati.Articolo 91. Ferme restando le disposizioni relative alle consultazioni previste dai precedenti articoli in caso di circostanze specifiche, su richiesta di una delle Parti si avviano consultazioni in merito a qualsiasi problema derivante dall'applicazione del presente accordo. Le consultazioni si svolgono in uno spirito di cooperazione e col proposito di sormontare le divergenze fra le Parti.2. Quando il presente accordo prevede che le consultazioni si tengano senza indugio, le Parti si impegnano ad utilizzare ogni mezzo a loro disposizione per raggiungere lo scopo.3. A tutte le altre consultazioni si applicano le seguenti disposizioni:- ogni richiesta di consultazioni viene notificata per iscritto all'altra Parte,- se del caso, la richiesta è seguita entro un termine ragionevole da una relazione che illustri i motivi delle consultazioni,- le consultazioni sono avviate entro un mese dalla data della richiesta,- si deve cercare di giungere ad una soluzione reciprocamente accettabile entro un mese dall'avvio delle consultazioni, a meno che il termine non venga prorogato di comune accordo fra le Parti.Articolo 101. Il presente accordo entra in vigore il giorno della firma. Esso si applica fino al 31 dicembre 2004, fatte salve le modifiche concordate tra le Parti e sempreché non sia denunciato in conformità del paragrafo 3 del presente articolo.2.  Ciascuna Parte può proporre, in qualsiasi momento, modifiche al presente accordo che devono essere approvate dall'altra Parte e che entrano in vigore secondo le modalità concordate.3. Ciascuna Parte può denunciare il presente accordo, previa notifica con preavviso di almeno sei mesi. In tal caso, l'accordo cessa di applicarsi allo scadere del termine di preavviso e i limiti stabiliti sono ridotti proporzionalmente fino alla data in cui entra in vigore la denuncia, a meno che le Parti non decidano altrimenti di comune accordo.4. Gli allegati I e II, le dichiarazioni 1, 2, 3 e 4, il verbale concordato e il protocollo A acclusi al presente accordo ne costituiscono parte integrante.Articolo 11Il presente accordo è redatto in duplice esemplare nelle lingue ceca, danese, estone, finlandese, francese, greca, inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese, polacca, portoghese, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca, ungherese e ucraina, ciascun testo facente ugualmente fede.Fatto a [...], il [...]Per la Comunità europeaPer il governo dell'UcrainaALLEGATO I&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO II&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Verbale concordatoNel quadro dell'accordo tra la Comunità europea e l'Ucraina sul commercio di taluni prodotti di acciaio, firmato a ....... il .........., le Parti decidono che:- nel quadro dello scambio di informazioni sulle licenze d'esportazione e le autorizzazioni d'importazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, le Parti forniscono dette informazioni in riferimento agli Stati membri oltre che all'intera Comunità;- in attesa che si trovi una soluzione soddisfacente nel corso delle consultazioni di cui all'articolo 5, paragrafo 2, su richiesta della Comunità il governo dell'Ucraina collabora evitando di rilasciare licenze d'esportazione tali da aggravare i problemi dovuti ad una variazione repentina e pregiudizievole delle correnti commerciali tradizionali;- il governo dell'Ucraina tiene debitamente conto della natura sensibile dei piccoli mercati regionali della Comunità per quanto riguarda il loro fabbisogno tradizionale di rifornimenti e per evitare concentrazioni regionali.Dichiarazione n. 1Nel quadro dell'accordo tra la Comunità europea e il governo dell'Ucraina sul commercio di taluni prodotti di acciaio, firmato a ....... il ........., in particolare dell'articolo 3, le Parti confermano che il presente accordo non modifica i sistemi esistenti per l'importazione e i dazi nei confronti dei prodotti di acciaio di cui all'allegato I dell'accordo destinati a determinate categorie di navi, barche o altre imbarcazioni o alle piattaforme di perforazione o di produzione a fini di costruzione, riparazione, manutenzione o trasformazione e delle merci destinate ad attrezzare dette navi, barche o altre imbarcazioni.Dichiarazione n. 2Le Parti intendono liberalizzare completamente il commercio dei rottami di ferro e abolire sia le restrizioni quantitative che le misure di effetto equivalente applicate alle esportazioni di cascami ed avanzi di ferro della voce 7204 della nomenclatura combinata, come i dazi doganali e le tasse. Al momento, tuttavia, l'Ucraina non è in grado di conseguire pienamente questo obiettivo e applica un'imposta di 30 euro/t sulle esportazioni di rottami di ferro. I limiti quantitativi fissati nell'allegato II del presente accordo tengono conto di tale imposta.Per cominciare, l'Ucraina s'impegna a non aumentare l'imposta. Se poi l'Ucraina dovesse ridurre o abolire l'imposta sulle esportazioni di rottami di ferro su base erga omnes, i limiti quantitativi sarebbero modificati nel modo seguente:a) se l'imposta scendesse a 25 euro/t, i limiti quantitativi sarebbero maggiorati di 70.000 tonnellate;b) se l'imposta scendesse a 20 euro/t, i limiti quantitativi sarebbero maggiorati di 130.000 tonnellatec) se l'imposta scendesse a 15 euro/t, i limiti quantitativi sarebbero maggiorati di 180.000 tonnellated) se l'imposta scendesse a 10 euro/t, i limiti quantitativi sarebbero maggiorati di 220.000 tonnellatee) se l'imposta scendesse a 5 euro/t, i limiti quantitativi sarebbero maggiorati di 250.000 tonnellatef) se l'imposta fosse totalmente abolita, i limiti quantitativi sarebbero maggiorati di 260.000 tonnellate.Rimane inteso che gli aumenti suddetti riguardano l'intero 2004. Se l'imposta venisse ridotta nel corso dell'anno, gli aumenti sarebbero modificati in proporzione.Le Parti decidono che qualsiasi modifica dei quantitativi di cui all'allegato II derivante dalla presente dichiarazione dovrà essere concordata tra la Commissione europea e le autorità ucraine competenti.Dichiarazione n. 3Le Parti si prefiggono la liberalizzazione totale degli scambi di prodotti di acciaio. In tale contesto, le Parti intendono abolire le restrizioni quantitative dopo l'adesione dell'Ucraina all'OMC. Le Parti riconoscono inoltre che la compatibilità delle rispettive disposizioni in materia di concorrenza, aiuti di Stato e ambiente è di grande importanza per promuovere il commercio tra di esse. A tal fine, su richiesta delle autorità ucraine la Comunità fornisce assistenza tecnica, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, per aiutare l'Ucraina ad adottare e ad applicare disposizioni legislative compatibili con quelle adottate e applicate nella Comunità. Tale assistenza viene specificata nel quadro di progetti in cui le Parti definiscono di comune accordo gli obiettivi, i mezzi e il calendario.Dichiarazione n. 4L'Ucraina dichiara che, qualora gli operatori ucraini dovessero aprire nell'UE centri di servizi per l'ulteriore lavorazione dei prodotti importati dall'Ucraina e contemplati dal presente accordo, potrebbe chiedere un aumento dei limiti quantitativi di cui all'allegato II. In tal caso, la Commissione potrebbe esaminare la richiesta di aumento, sempre che la situazione del mercato lo consenta, e dare una risposta all'Ucraina entro 60 giorni.PROTOCOLLO ATITOLO ICLASSIFICAZIONEArticolo 11. Le autorità competenti della Comunità si impegnano ad informare l'Ucraina di qualsiasi modifica della nomenclatura combinata (NC) per quanto riguarda i prodotti contemplati dall'accordo prima della sua entrata in vigore nella Comunità.2. Le autorità competenti della Comunità si impegnano ad informare le autorità competenti dell'Ucraina di qualsiasi decisione concernente la classificazione dei prodotti contemplati dal presente accordo, entro e non oltre un mese dall'adozione.Tale descrizione comprende:a) una descrizione dei prodotti interessati;b) i corrispondenti codici NC;c) i motivi della decisione.3. Se una decisione di classificazione modifica il criterio di classificazione di qualsiasi prodotto contemplato dall'accordo, le autorità competenti della Comunità concedono un termine di 30 giorni, a decorrere dalla data della comunicazione della Comunità, per l'entrata in vigore della decisione. Ai prodotti spediti anteriormente all'entrata in vigore della decisione continua ad applicarsi la classificazione precedente, sempre che vengano presentati all'importazione nella Comunità entro 60 giorni a decorrere da tale data.4. Se una decisione comunitaria recante modifica del criterio di classificazione di un prodotto contemplato dall'accordo si applica ad una categoria soggetta a limiti quantitativi, le Parti avviano consultazioni secondo le procedure di cui all'articolo 9, paragrafo 3 dell'accordo onde adempiere all'obbligo di cui all'articolo 7, paragrafo 1 dello stesso.5. Qualora, al punto di entrata nella Comunità, le autorità competenti dell'Ucraina e della Comunità abbiano opinioni divergenti circa la classificazione dei prodotti contemplati dall'accordo, ci si baserà provvisoriamente sulle indicazioni fornite dalla Comunità, in attesa che si tengano le consultazioni di cui all'articolo 9 al fine di concordare la classificazione definitiva del prodotto in questione.TITOLO IIORIGINEArticolo 21. I prodotti originari dell'Ucraina ai sensi dei regolamenti comunitari in vigore possono essere esportati nella Comunità secondo il regime previsto dall'accordo previa presentazione di un certificato d'origine ucraina conforme al modello allegato al presente protocollo.2. Il certificato d'origine viene autenticato dagli organismi ucraini autorizzati a norma della legislazione ucraina se i prodotti in causa possono essere considerati originari dell'Ucraina.Articolo 3Il certificato d'origine viene rilasciato soltanto previa richiesta scritta dell'esportatore o del suo rappresentante autorizzato sotto la sua responsabilità. Gli organismi ucraini autorizzati a norma della legislazione ucraina sono tenuti ad accertarsi che i certificati d'origine siano compilati correttamente; a tal fine, essi richiedono tutti i documenti giustificativi e procedono a tutti i controlli considerati necessari.Articolo 4La constatazione di lievi divergenze tra i dati del certificato d'origine e quelli che figurano sui documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità d'importazione dei prodotti non compromette ipso facto la veridicità delle dichiarazioni contenute nel certificato.TITOLO IIISISTEMA DI DUPLICE CONTROLLO PER I PRODOTTI SOGGETTI A LIMITI QUANTITATIVISEZIONE IEsportazioneArticolo 5Le autorità governative competenti dell'Ucraina rilasciano una licenza d'esportazione per tutte le spedizioni dall'Ucraina di prodotti di acciaio contemplati dall'accordo entro i limiti quantitativi corrispondenti di cui all'allegato II dell'accordo.Articolo 61. Le licenze d'esportazione devono essere conformi al modello allegato al presente protocollo e sono valide per l'esportazione in tutto il territorio doganale della Comunità.2. Ciascuna licenza d'esportazione deve specificare, tra l'altro, che il quantitativo del prodotto in questione è stato imputato sul limite quantitativo stabilito per il prodotto corrispondente di cui all'allegato II dell'accordo.Articolo 7Le autorità comunitarie competenti devono essere informate immediatamente del ritiro o della modifica di tutte le licenze d'esportazione già rilasciate.Articolo 81. Le esportazioni vengono imputate sui limiti quantitativi stabiliti per l'anno in cui sono state spedite le merci, anche se la licenza d'esportazione è rilasciata dopo la spedizione.2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, le merci si considerano spedite alla data in cui vengono caricate, per l'esportazione, sul mezzo di trasporto.Articolo 9La presentazione di una licenza d'esportazione, a norma dell'articolo 11, avviene entro il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui sono state spedite le merci da essa contemplate.SEZIONE IIImportazioneArticolo 101. Per i gruppi di prodotti di cui all'allegato I, i quantitativi coperti da autorizzazioni d'importazione rilasciate dalla Comunità, a norma della decisione 2003/893/CE del Consiglio del 15 dicembre 2003, dal 1° gennaio 2004 fino all'entrata in vigore del presente accordo vengono detratti dai limiti quantitativi di cui all'allegato II.2. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di acciaio soggetti a limiti quantitativi è subordinata alla presentazione di un'autorizzazione d'importazione.Articolo 111. Le autorità competenti della Comunità rilasciano l'autorizzazione d'importazione di cui all'articolo 10, paragrafo 2, entro 10 giorni lavorativi dalla presentazione, da parte dell'importatore, dell'originale della corrispondente licenza d'esportazione.2. Le autorizzazioni d'importazione sono valide per quattro mesi a decorrere dalla data del rilascio per l'importazione in tutto il territorio doganale della Comunità.3. Le autorità competenti della Comunità annullano l'autorizzazione d'importazione già rilasciata se la corrispondente licenza d'esportazione è stata ritirata. Nondimeno, se le autorità competenti della Comunità vengono informate del ritiro o dell'annullamento di una licenza d'esportazione soltanto dopo l'immissione in libera pratica dei prodotti nella Comunità, i quantitativi corrispondenti vengono imputati sui limiti quantitativi stabiliti per il prodotto.Articolo 12Se le autorità competenti della Comunità constatano che i quantitativi totali coperti dalle licenze d'esportazione rilasciate dalle autorità competenti dell'Ucraina superano i limiti di cui all'allegato II dell'accordo, esse sospendono il rilascio delle autorizzazioni d'importazione per quanto riguarda i prodotti cui si applica il limite quantitativo in questione. In tal caso, le autorità competenti della Comunità informano immediatamente le autorità dell'Ucraina e vengono avviate senza indugio consultazioni ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 2 dell'accordo.TITOLO IVFORMA E PRESENTAZIONE DELLE LICENZE D'ESPORTAZIONE E DEI CERTIFICATI D'ORIGINE E DISPOSIZIONI COMUNI CONCERNENTI LE ESPORTAZIONI NELLA COMUNITÀArticolo 131. La licenza d'esportazione e il certificato d'origine possono comprendere copie supplementari debitamente indicate come tali. Essi sono redatti in inglese. Se vengono compilati a mano, le informazioni devono essere scritte ad inchiostro e in stampatello.Il formato dei suddetti documenti è di 210 x 297 mm. Si deve utilizzare una carta bianca per scrittura, incollata, non contenente pasta meccanica, di peso non inferiore a 25 g/m . Se i documenti sono redatti in più copie, soltanto la prima, che è l'originale, viene stampata su fondo arabescato. Detta copia viene chiaramente contraddistinta dalla dicitura "originale", mentre le altre recano l'indicazione "copia". Le autorità competenti della Comunità accettano soltanto l'originale quale documento valido ai fini dell'esportazione nella Comunità secondo le disposizioni dell'accordo.2. Ogni documento deve recare un numero di serie standard, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.Detto numero è composto dei seguenti elementi:- due lettere che indicano il paese esportatore: UA= Ucraina- due lettere che indicano lo Stato membro dove avviene lo sdoganamento:BE = BelgioCZ = Repubblica cecaDK = DanimarcaDE = GermaniaEE = EstoniaEL = GreciaES = SpagnaFR = FranciaIE = IrlandaIT = ItaliaCY = CiproLV = LettoniaLT = LituaniaLU = LussemburgoHU = UngheriaMT = MaltaNL = Paesi BassiAT = AustriaPL = PoloniaPT = PortogalloSI = SloveniaSK = SlovacchiaFI = FinlandiaSE = SveziaGB = Regno Unito- un numero di una cifra che indica l'anno in questione, corrispondente all'ultima cifra dell'anno, ad esempio 3 per il 2003;- un numero di due cifre da 01 a 99, che indica l'ufficio di rilascio nel paese esportatore;- un numero di cinque cifre da 00001 a 99999, assegnato allo Stato membro dove avviene lo sdoganamento.Articolo 14La licenza d'esportazione e il certificato d'origine possono essere rilasciati dopo la spedizione dei prodotti a cui si riferiscono. In tal caso, essi dovranno recare la dicitura "issued retrospectively".Articolo 151. In caso di furto, perdita o distruzione di una licenza d'esportazione o di un certificato d'origine, l'esportatore può rivolgersi rispettivamente alle autorità governative ucraine competenti per il rilascio delle licenze o agli organismi ucraini autorizzati a rilasciare certificati d'origine a norma della legislazione ucraina per ottenere un duplicato sulla base dei documenti d'esportazione in suo possesso. I duplicati dei certificati o delle licenze devono recare la dicitura "duplicate"2. I duplicati devono recare la data dei rispettivi originali (licenza d'esportazione o certificato d'origine).TITOLO VCOOPERAZIONE AMMINISTRATIVAArticolo 16Le Parti collaborano strettamente all'attuazione del presente protocollo. A tal fine, entrambe le Parti agevolano i contatti e gli scambi di opinioni, anche su argomenti di carattere tecnico.Articolo 17Per garantire una corretta applicazione del presente protocollo, le Parti si prestano reciprocamente assistenza nel controllare l'autenticità e l'esattezza delle licenze d'esportazione e dei certificati d'origine rilasciati nonché di tutte le dichiarazioni fatte a norma del presente protocollo.Articolo 18L'Ucraina trasmette alla Commissione delle Comunità europee i nomi e gli indirizzi delle autorità ucraine competenti autorizzate a rilasciare e verificare le licenze d'esportazione e i certificati d'origine unitamente ai modelli dei timbri da essi utilizzati e ai facsimili delle firme. L'Ucraina informa la Commissione di qualsiasi modifica di tali informazioni.Articolo 191. Vengono effettuati controlli a posteriori dei certificati d'origine e delle licenze d'esportazione, per sondaggio oppure ogniqualvolta le autorità competenti della Comunità nutrano fondati dubbi sull'autenticità del certificato o della licenza o sull'esattezza delle informazioni relative alla vera origine dei prodotti in questione.2. In tal caso le autorità comunitarie competenti rinviano il certificato d'origine, la licenza d'esportazione o una copia degli stessi alle autorità ucraine competenti indicando, eventualmente, i motivi di forma o di fondo che giustificano l'inchiesta. Nel caso sia stata presentata una fattura, quest'ultima o una sua copia viene allegata all'originale o alla copia del certificato o della licenza. Le autorità forniscono inoltre tutte le informazioni di cui dispongono e che inducono a ritenere inesatte le indicazioni che figurano nel certificato o nella licenza.3. Il paragrafo 1 si applica anche ai controlli a posteriori dei certificati d'origine di cui all'articolo 2 del presente protocollo.4. I risultati dei controlli a posteriori effettuati a norma dei paragrafi 1 e 2 vengono comunicati entro tre mesi alle autorità comunitarie competenti. Le informazioni trasmesse indicano se il certificato, la licenza o la dichiarazione oggetto della contestazione riguardano le merci effettivamente esportate e se queste possono essere esportate sotto il regime definito dall'accordo. La Comunità può inoltre richiedere copie di tutta la documentazione necessaria onde accertare i fatti, in particolare la vera origine delle merci.Se dalle verifiche emergono irregolarità sistematiche nell'uso dei certificati d'origine, la Comunità può assoggettare le importazioni dei prodotti in questione alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 1 del presente protocollo.5. Ai fini dei controlli a posteriori dei certificati d'origine, le autorità ucraine competenti conservano le copie dei certificati e tutti i documenti di esportazione ad essi inerenti per almeno un anno dopo il termine dell'accordo.6. Il ricorso alla procedura di controllo per sondaggio descritta nel presente articolo non deve costituire un ostacolo all'immissione in libera pratica dei prodotti in questione.Articolo 201. Se dalla procedura di verifica di cui all'articolo 19 o dalle informazioni in possesso delle autorità competenti della Comunità o dell'Ucraina risultano o sembrano risultare una violazione o un'elusione delle disposizioni dell'accordo, le Parti collaborano strettamente, e con la necessaria diligenza, onde prevenire siffatte infrazioni.2. A tal fine, di propria iniziativa o su richiesta della Comunità, le autorità ucraine competenti svolgono o fanno svolgere le indagini del caso riguardo alle operazioni che la Comunità considera o tende a considerare elusive o trasgressive del presente protocollo. L'Ucraina comunica alla Comunità i risultati delle indagini, comprese tutte le informazioni necessarie per determinare la causa dell'elusione o della trasgressione, tra cui la vera origine delle merci3. Previo accordo tra le Parti, possono presenziare alle indagini di cui al paragrafo 2 funzionari designati dalla Comunità .4. Nell'ambito della cooperazione di cui al paragrafo 1, le autorità competenti della Comunità e dell'Ucraina si scambiano tutte le informazioni ritenute utili per prevenire l'elusione o la violazione dell'accordo. Queste informazioni possono riguardare il commercio del tipo di prodotti contemplati dal presente accordo tra l'Ucraina e altri paesi terzi, soprattutto se la Comunità ha fondati motivi di ritenere che i prodotti in questione possano transitare per il territorio dell'Ucraina prima di essere importati nella Comunità. Su richiesta della Comunità, dette informazioni possono comprendere, sempre che siano disponibili, copie di tutta la documentazione utile.5. Se esistono prove sufficienti dell'elusione o della violazione delle disposizioni del presente protocollo, le autorità competenti dell'Ucraina o della Comunità possono decidere di prendere tutte le misure necessarie per prevenire nuove elusioni o violazioni.EXPORT LICENCE&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;EXPORT LICENCE&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;CERTIFICATE OF ORIGIN&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;CERTIFICATE OF ORIGIN&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;