CELEX: C2003/112/76
Language: it
Date: 2003-05-10 00:00:00
Title: Causa T-90/03: Ricorso della Fédération des Industries Condimentaires de France e a. contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 6 marzo 2003

C 112/40                IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          10.5.2003
Ricorso della Fédération des Industries Condimentaires                             Roquefort, di EUR 11 150 620 all’anno per il Comité
de France e a. contro la Commissione delle Comunità                                Économique Agricole Régional Fruits et Légumes de
               europee, proposto il 6 marzo 2003                                   Bretagne e di EUR 1 641 666 all’anno per il Comité
                                                                                   Interprofessionnel des Palmipèdes à Foie Gras, o qualsiasi
                                                                                   altro importo ritenuto idoneo o da integrare;
                          (Causa T-90/03)
                                                                             —     condannare la Commissione a risarcire i ricorrenti (com-
                                                                                   presi i loro membri che hanno subìto danni), per il danno
                         (2003/C 112/76)                                           morale subìto in seguito alla decisione adottata il 9 luglio
                                                                                   2002 (e sino all’esclusione dei prodotti dei ricorrenti
                                                                                   dalla lista di misure americane), per un importo di
                   (Lingua processuale: il francese)                               EUR 200 000 per ciascuno dei quattro ricorrenti (lesione
                                                                                   della loro immagine negli Stati Uniti) e di
                                                                                   EUR 200 000 per ciascuno dei quattro ricorrenti (attenta-
                                                                                   to ala loro credibilità) o qualsiasi altro importo ritenuto
                                                                                   idoneo o da integrare;
Il 6 marzo 2003 la Fédération des Industries Condimentaires
de France, con sede in Parigi (Francia), la Confédération                    —     condannare la Commissione alle spese.
Générale des Producteurs de Lait de Brebis et des Industriels de
Roquefort, con sede in Millau (Francia), il Comité Économique
Agricole Régional Fruits et Légumes de Bretagne, con sede in
St-Martin-des-Champs (Francia) e il Comité Interprofessionnel
des Palmipèdes à Foie Gras, con sede in Parigi, rappresentati
dagli avv.ti Michel-Jean Jacquot e Olivier Prost, ha presentato              Motivi e principali argomenti
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
                                                                             Oggetto del presente ricorso è il risarcimento del danno
                                                                             presuntivamente causato dall’asserita inerzia della Commis-
I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:                               sione di fronte alle misure di ritorsione prese dagli Stati Uniti
                                                                             nell’ambito dell’OMC in seguito all’adozione da parte della
                                                                             Comunità di una normativa che vieta l’importazione di talune
—     condannare la Commissione a risarcire i ricorrenti (com-               sostanze ad azione ormonica ( 1). Tali misure sono state
      presi i loro membri che hanno subìto danni), per i danni               applicate in maniera selettiva. Così, per la senape, il Roquefort,
      materiali subìti per il periodo dal 29 luglio 1999 al                  le scalogne ed il «foie gras» (prodotti interessati nella presente
      9 luglio 2002, per un importo di EUR 9 805 251 quanto                  causa), le misure americane venivano applicate a tutti gli Stati
      alla Fédération des Industries Condimentaires de France,               membri ad eccezione del Regno Unito.
      di EUR 5 190 000 per la Confédération Générale des
      Producteurs de Lait de Brebis et des Industriels de
      Roquefort, di EUR 33 451 860 per il Comité Économique
      Agricole Régional Fruits et Légumes de Bretagne e di
                                                                             L’inerzia della Commissione deriverebbe dalla sua decisione
      EUR 4 925 000 per il Comité Interprofessionnel des
                                                                             2002/604/CE che chiude la procedura d’esame relativa agli
      Palmipèdes à Foie Gras, o qualsiasi altro importo ritenuto
                                                                             ostacoli agli scambi, ai sensi del regolamento (CE) n. 3286/94
      idoneo o da integrare;
                                                                             del Consiglio, consistenti in talune pratiche commerciali
                                                                             mantenute dagli Stati Uniti d’America («USA») in relazione
—     condannare la Commissione a risarcire i ricorrenti (com-               alle importazioni di senape preparata (2). I ricorrenti hanno
      presi i loro membri), per il danno morale subìto per il                presentato un ricorso di annullamento ( 3) avverso tale deci-
      periodo dal 29 luglio 1999 al 9 luglio 2002, per un                    sione.
      importo di EUR 200 000 per ciascuno dei quattro
      ricorrenti, o qualsiasi altro importo ritenuto idoneo o da
      integrare;
                                                                             I ricorrenti considerano che la responsabilità extracontrattuale
                                                                             della Commissione sorge:
—     condannare la Commissione a risarcire i ricorrenti (com-
      presi i loro membri che hanno subìto danni), per i danni
      materiali subìti in seguito alla decisione adottata il 9 luglio        —     per effetto della sua inerzia in seguito all’adozione da
      2002 (e sino all’esclusione dei prodotti dei ricorrenti                      parte degli Stati Uniti delle misure di cui trattasi. Essi
      dalla lista di misure americane), per un importo di                          fanno valere al riguardo la violazione degli artt. 113 e
      EUR 3 268 417 all’anno quanto alla Fédération des                            211 CE asserendo che, con la sua inerzia, la Commissione
      Industries       Condimentaires          de     France,      di              ha approvato tacitamente le misure americane, rimetten-
      EUR 1 730 000 all’anno per la Confédération Générale                         do dunque in questione la stessa logica della politica
      des Producteurs de Lait de Brebis et des Industriels de                      commerciale comune.
 ---pagebreak--- 10.5.2003                 IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 112/41
—      per effetto dell’adozione della sua decisione 9 luglio                  violazione dell’art. 81, n. 1, CE per aver partecipato, nel corso
       2002. Su tale aspetto i ricorrenti si riferiscono ai motivi             del periodo intercorrente tra il febbraio del 1993 e il novembre
       ed argomenti invocati nell’ambito della citata causa                    del 1996, ad accordi e pratiche concordate nel settore della
       T-317/02.                                                               grafite speciale estrusa. Con la decisione impugnata la convenu-
                                                                               ta ha inflitto alla ricorrente un’ammenda pari a EUR 18,94
                                                                               milioni quanto al settore della grafite speciale pressata isostati-
( 1) V. segnatamente la direttiva del Consiglio 29 aprile 1996, 96/22/         camente, nonché un’ammenda pari a EUR 8,81 milioni con
     CE, concernente il divieto d’utilizzazione di talune sostanze ad          riguardo al settore della grafite speciale estrusa.
     azione ormonica, tireostatica e delle sostanze ß-agoniste nelle
     produzioni animali e che abroga le direttive 81/602/CEE, 88/146/
     CEE e 88/299/CEE (GU L 125 del 23 maggio 1996, pag. 3).
( 2) GU L 195 del 24 luglio 2002, pag. 72.                                     A sostegno del ricorso la ricorrente deduce cinque motivi, vale
( 3) Causa T-317/02 (GU C 323 del 21 dicembre 2002, pag. 37).                  a dire:
                                                                               —     la violazione del principio «non bis in idem» nonché del
                                                                                     principio di proporzionalità. Secondo la ricorrente, la
                                                                                     convenuta avrebbe violato il divieto della doppia pena,
                                                                                     non avendo tenuto conto, nella decisione, delle ammende
                                                                                     già inflitte nell’ America del Nord, relativamente alla parte
Ricorso della SGL Carbon AG contro Commissione delle                                 internazionale del cartello, ed avendo avviato un secondo
       Comunità europee, presentato il 10 marzo 2003                                 procedimento sanzionatorio nel settore degli elettrodi
                                                                                     in grafite nei confronti, inter alia, della ricorrente. In
                                                                                     subordine, la ricorrente deduce che, anche qualora fosse
                            (Causa T-91/03)                                          consentito perseguire l’infrazione una seconda volta, la
                                                                                     convenuta avrebbe tuttavia dovuto tener conto, nella
                                                                                     fissazione dell’ammenda, delle ammende già inflitte.
                            (2003/C 112/77)
                      (Lingua processuale: il tedesco)                         —     la violazione del diritto di difesa della ricorrente. La
                                                                                     ricorrente sostiene che, nella decisione impugnata, la
                                                                                     convenuta si sarebbe nuovamente pronunciata sulla
                                                                                     partecipazione della LCL e della ricorrente alla violazione
                                                                                     e che, conseguentemente, sarebbe stata negata alla ricor-
Il 10 marzo 2003 la società SGL Carbon AG, rappresentata                             rente la possibilità di presentare utilmente osservazioni
dagli avv.ti M. Klusman e P. Niggemann, ha proposto dinanzi                          in merito nel procedimento amministrativo. Inoltre, il
al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso                        funzionario della Commissione responsabile della pratica
contro la Commissione delle Comunità europee.                                        ha dichiarato di non avere sufficiente conoscenza della
                                                                                     lingua tedesca e di non aver, conseguentemente, tenuto
                                                                                     totalmente conto degli argomenti dedotti dalla ricorrente.
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
—      annullare la decisione impugnata nella parte riguardante                —     la violazione di forme sostanziali e il difetto di motivazio-
       la ricorrente;                                                                ne ai sensi dell’art. 253 CE, in quanto la convenuta
                                                                                     avrebbe fondato la propria decisione su dati di mercato
—      in subordine, ridurre in misura adeguata l’ammenda                            inesatti ed erronei.
       inflitta alla ricorrente nella decisione impugnata;
                                                                               —     la violazione dell’art. 15, n. 2, del regolamento n. 17/62/
—      condannare la Commissione alle spese.                                         CEE, per erronea determinazione dell’ammenda. Secondo
                                                                                     la ricorrente, la convenuta non avrebbe correttamente
                                                                                     tenuto conto, nella determinazione dell’ammenda, della
                                                                                     gravità della violazione, avrebbe erroneamente contestato
Motivi e principali argomenti                                                        alla ricorrente il ruolo di leader del cartello, avrebbe
                                                                                     violato i limiti previsti per le ammende, non avrebbe
                                                                                     tenuto conto dell’insolvibilità della ricorrente nonché
La ricorrente produce vari prodotti in grafite, tra cui anche                        dell’assenza di effetto dissuasivo e non avrebbe attribuito
«grafite speciale». La convenuta contesta alla ricorrente e ad                       alla cooperazione della ricorrente il suo giusto valore.
altri produttori e venditori di grafite speciale isostatica di aver
partecipato a un accordo continuativo e/o a pratiche concertate
che avrebbero inciso sul mercato della grafite speciale isostatica
nella Comunità europea nonché nello Spazio economico                           La ricorrente sostiene inoltre l’illegittimità degli interessi relativi
europeo. Le infrazioni contestate riguardano essenzialmente il                 all’ammenda.
periodo compreso tra il luglio del 1993 e il febbraio del 1998.
Inoltre, la convenuta contesta parimenti alla ricorrente e
alla UCAR, un altro produttore di grafite speciale, un’altra