CELEX: C2003/184/40
Language: it
Date: 2003-08-02 00:00:00
Title: Causa C-237/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal tribunal d'instance de Roubaix, con ordinanza 15 maggio 2003, nella causa Banque Sofinco SA contro Daniel e Carole Djemoui

C 184/22               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           2.8.2003
Se le norme di cui agli artt. 12, 43 e segg. e 49 e segg. del             Motivi e principali argomenti
Trattato CE, nonché l'art. 3, n. 2, della direttiva del Consiglio
18 luglio 1992, 92/50/CEE (1), che coordina le procedure di               La Commissione ritiene che la pronuncia del Tribunale di
aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, ostino all'inclu-       primo grado contenga numerosi punti tra di loro incompatibili
sione, nei capitolati d'appalto e nelle clausole amministrative           e contraddittori, se non addirittura distorsioni, e che, di conse-
particolari e nelle prescrizioni tecniche che disciplinano le gare        guenza, la sentenza impugnata renderebbe impraticabile la
di appalto pubbliche su terapie respiratorie a domicilio e altre          suddivisione in gruppi degli autori delle infrazioni al diritto
tecniche di aerazione assistita, di:                                      comunitario, suddivisione che è un elemento chiave degli
                                                                          orientamenti. La Commissione afferma di aver seguito un
1)   requisiti che subordinino l'ammissione delle imprese al              approccio al contempo assolutamente ragionevole e del tutto
     fatto che le stesse dispongano preventivamente di uffici             conforme al principio di non discriminazione.
     aperti al pubblico nella provincia o nel capoluogo della
     provincia in cui si deve prestare il servizio,
                                                                          La Commissione sostiene che il Tribunale di primo grado ha
                                                                          errato nel dichiarare che la decisione conteneva una motiva-
2)   criteri di aggiudicazione che                                        zione inadeguata ed ha, in ogni caso, ecceduto i limiti della
                                                                          propria giurisdizione.
     a)    favoriscano le offerte, presentate in un raggio di
           1 000 km calcolati dal capoluogo in cui si deve                Secondo la Commissione, la sentenza impugnata limiterebbe
           prestare il servizio, da imprese che                           gravemente il suo potere discrezionale nell'infliggere ammende,
                                                                          e si risolverebbe virtualmente nell'imporre alla Commissione
     b)    dispongano previamente di uffici aperti al pubblico            un dovere di applicare una formula matematica o «scientifica-
           in determinate località della stessa provincia o               mente» verificabile. Ciò lederebbe gravemente la discrezionalità
                                                                          della Commissione, e, con ciò, il suo potere e dovere di
     c)    si trovassero a gestire in precedenza il servizio.             perseguire le violazioni degli artt. 81 e 82 del Trattato.
(1) GU L 209, pag. 1.                                                     Infine, la Commissione contesta la statuizione del Tribunale di
                                                                          primo grado secondo cui l'imposizione di ammende era
                                                                          prescritta e afferma che tale statuizione è del tutto sprovvista
                                                                          di motivazione.
                                                                          (1) GU C 124, 24.05.2003, pag. 18.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee
contro la sentenza del Tribunale di primo grado (Terza
Sezione) 19 marzo 2003 nella causa T-213/00 (1), CMA
CGM e tredici altre compagnie di navigazione contro
Commissione delle Comunità europee, proposto il 2 giugno
                                2003
                                                                          Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal tribunal
                                                                          d'instance de Roubaix, con ordinanza 15 maggio 2003,
                        (Causa C-236/03 P)                                nella causa Banque Sofinco SA contro Daniel e Carole
                                                                                                        Djemoui
                          (2003/C 184/39)
                                                                                                  (Causa C-237/03)
Il 2 giugno 2003 la Commissione delle Comunità europee,                                            (2003/C 184/40)
rappresentata dal sig. P. Oliver, in qualità di agente, con
domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee              Con ordinanza 15 maggio 2003, pervenuta nella cancelleria
(Terza Sezione) 19 marzo 2003 nella causa T-213/00, CMA                   della Corte il 4 giugno 2003, nella causa Banque Sofinco SA
CGM e tredici altre compagnie di navigazione contro Commis-               contro Daniel e Carole Djemoui, il tribunal d'instance de
sione delle Comunità europee.                                             Roubaix ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                          europee le seguenti questioni pregiudiziali:
La ricorrente chiede che la Corte voglia:
                                                                          1)   Se le direttive del Consiglio 22 dicembre 1986, 87/102/
—    annullare il punto 1 del dispositivo della sentenza del                   CE (1), e 22 febbraio 1990, 90/88/CE (2), vadano interpre-
     Tribunale di primo grado 19 marzo 2003, causa T-213/                      tate nel senso che impongono al giudice nazionale di
     00 (CMA CGM/Commissione);                                                 privilegiare l'interpretazione del suo ordinamento che
                                                                               obbliga gli istituti di credito al consumo a portare a
—    respingere integralmente il ricorso in primo grado delle                  conoscenza del mutuatario-consumatore, per iscritto, il
     odierne convenute;                                                        tasso annuo effettivo globale vigente, prima di ogni
                                                                               proroga di un contratto di credito rinnovabile con un'e-
—    condannare le odierne convenute a sottoportare le spese                   rogazione in soluzione frazionata, per il quale sia stato
     sostenute dalla Commissione.                                              stipulato un tasso di interesse variabile.
 ---pagebreak--- 2.8.2003                  IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 184/23
       Se le suddette direttive debbano interpretarsi nel senso che              qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
       impongono al giudice nazionale di privilegiare l'interpreta-              proposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
       zione del suo ordinamento che obbliga gli istituti di credito             ricorso contro la Repubblica francese.
       al consumo a portare a conoscenza dello stesso consuma-
       tore la clausola di variazione di detto tasso annuo effettivo
       globale prima di ogni proroga del suddetto contratto.                     La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
                                                                                 voglia:
2)     Se tali direttive debbano interpretarsi nel senso che la loro
       unica finalità è costituita dalla tutela del consumatore o,
       invece, nel senso che sono dirette a disciplinare il mercato              —     dichiarare che la Repubblica francese, non avendo adot-
       unico del credito al consumo.                                                   tato tutte le misure appropriate per prevenire, ridurre e
                                                                                       combattere l'inquinamento massiccio e protratto dello
                                                                                       stagno di Berre, e avendo omesso di tenere nel debito
       Se l'obbligo di un'interpretazione conforme alla finalità,
                                                                                       conto le disposizioni dell'allegato III al Protocollo con una
       perlomeno di tutela dei consumatori, delle suddette diret-
                                                                                       modifica dell'autorizzazione agli scarichi di sostanze rien-
       tive debba indurre a consentire che il giudice possa
                                                                                       tranti nell'allegato II del Protocollo, a seguito della conclu-
       rilevare d'ufficio le irregolarità che viziano i contratti di
                                                                                       sione di quest'ultimo, è venuta meno agli obblighi ad essa
       credito, come la mancata menzione per iscritto del tasso
                                                                                       incombenti in forza dell'art. 6, nn. 1 e 3, del Protocollo di
       annuale effettivo globale o della sua clausola di variazione.
                                                                                       Atene 17 maggio 1980 relativo alla protezione del mare
                                                                                       Mediterraneo dall'inquinamento di origine tellurica (1) e
3.     Se le suddette direttive vadano interpretate nel senso che                      degli artt. 4, n. 1, e 8, della Convenzione di Barcellona
       devono indurre il giudice a privilegiare l'interpretazione                      16 febbraio 1976 per la protezione del mare Mediter-
       dell'ordinamento nazionale che lo autorizza a far valere                        raneo (2), approvati a nome della Comunità con decisioni
       senza limiti di tempo irregolarità che viziano la stipula-                      del Consiglio 25 luglio 1977, 77/585/CEE (3), e 28 febbraio
       zione o il rinnovo di un contratto di credito al consumo,                       1983, 83/101/CEE (4), nonché dell'art. 300 (ex art. 228),
       come quelle summenzionate, invocate dal consumatore o                           n. 7, del Trattato che istituisce la Comunità europea;
       rilevate d'ufficio nell'ambito di una controversia originata
       da un'azione di pagamento intentata dall'istituto mutuante.
                                                                                 —     condannare la Repubblica francese alle spese.
       Se, nel caso di soluzione negativa, le suddette direttive
       vadano interpretate nel senso che devono indurre il
       giudice a privilegiare l'interpretazione del suo ordina-
       mento nazionale con cui lo si autorizza a disapplicare
       una norma di diritto interno che vieti al consumatore di
       invocare o al giudice di far valere d'ufficio un'irregolarità             Motivi e principali argomenti
       atta a viziare la stipulazione o il rinnovo di un contratto
       di credito al consumo, alla scadenza di un termine in
       deroga al diritto comune, in quanto detta irregolarità                    Ai sensi del suo art. 3, lett. c), la zona di applicazione del
       costituirebbe una restrizione eccezionale dei diritti ad                  Protocollo di Atene comprende gli stagni salati comunicanti
       agire del consumatore e recherebbe pregiudizio all'efficacia              con il mare, cui appartiene lo stagno di Berre. Risulta quindi
       della tutela dello stesso.                                                dall'art. 6, n. 1, del Protocollo che la Repubblica francese deve
                                                                                 ridurre l'immissione diretta o indiretta da parte dell'uomo di
(1) Direttiva del Consiglio 22 dicembre 1986, 87/102/CEE, relativa al            sostanze nel detto stagno ove tale immissione comporti effetti
    ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e ammi-         nocivi, nonché prevenire e combattere tale immissione. Si
    nistrative degli Stati Membri in materia di credito al consumo (GU           tratta di un obbligo di risultato.
    L 42, pag. 48).
(2) Direttiva del Consiglio 22 febbraio 1990, 90/88/CEE, che modifica
    la direttiva 87/102/CEE relativa al ravvicinamento delle disposizioni        La riduzione dell'immissione diretta o indiretta di sostanze da
    legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri in            parte dell'uomo nello stagno di Berre dev'essere rigorosa.
    materia di credito al consumo (GU L 61, pag. 14).
                                                                                 Questo rigore presuppone una diminuzione significativa e
                                                                                 durevole del quantitativo di sostanze immesse, che abbia un
                                                                                 effetto positivo di ampia portata e durevole sull'ambiente, e si
                                                                                 applica anche al metodo che lo Stato sceglie per pervenire a
                                                                                 tale risultato. Orbene, la Repubblica francese non ha ridotto
                                                                                 l'inquinamento di origine tellurica dello stagno di Berre confor-
                                                                                 memente agli obblighi di risultato ad essa incombenti in forza
                                                                                 dell'art. 6, n. 1, del Protocollo in combinato disposto con gli
Ricorso della Commissione delle Comunità europee
                                                                                 artt. 4, n. 1, e 8 della Convenzione di Barcellona 6 febbraio
 contro la Repubblica francese, proposto il 4 giugno 2003
                                                                                 1976 per la protezione del mare Mediterraneo. Infatti, dal
                                                                                 1983, a causa del funzionamento della centrale idroelettrica di
                            (Causa C-239/03)                                     Saint-Chamas, lo stagno è oggetto di un inquinamento di
                                                                                 origine tellurica, massiccio, protratto e specifico, con effetti
                             (2003/C 184/41)                                     negativi rilevanti sulla fauna, la flora e le attrattive ambientali.
                                                                                 Se è vero che tale inquinamento è stato ridotto, la riduzione
                                                                                 degli scarichi è stata tardiva, erratica e soprattutto limitata.
                                                                                 Infine, le misure adottate dalla pubblica amministrazione per
Il 4 giugno 2003 la Commissione delle Comunità europee,                          ridurre su lungo periodo l'inquinamento dello stagno di Berre
rappresentata dai sigg. G. Valero Jordana e B. Stromsky, in                      hanno portata limitata.