CELEX: 52007PC0742
Language: it
Date: 2007-11-26
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante sospensione temporanea dei dazi doganali all’importazione di taluni cereali nel corso della campagna di commercializzazione 2007/2008

Avviso legale importante

|

52007PC0742

Proposta di regolamento del Consiglio recante sospensione temporanea dei dazi doganali all’importazione di taluni cereali nel corso della campagna di commercializzazione 2007/2008  /* COM/2007/0742 def. - ACC 2007/0261 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 26.11.2007COM(2007) 742 definitivo2007/0261 (ACC)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante sospensione temporanea dei dazi doganali all’importazione di taluni cereali nel corso della campagna di commercializzazione 2007/2008(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. CONTESTO DELLA PROPOSTA-  Motivazione e obiettivi della propostaIn risposta alla tensione sui mercati dei cereali dell’Unione europea, l’obiettivo della proposta è di favorire l’approvvigionamento di cereali sul mercato comunitario agevolando le importazioni dai paesi terzi.La proposta è motivata da un raccolto scarso in Europa e da prezzi elevati sia sul mercato mondiale che su quello comunitario. Anche se l’attuale livello di protezione alle frontiere per i cereali è relativamente basso, continuano ad applicarsi dazi all’importazione ad alcuni cereali di prima importanza per l’equilibrio del mercato nell’Unione europea.-  Contesto generale1.1. Tendenza dei mercati mondiali dei cerealiSecondo il Consiglio internazionale dei cereali, il consumo mondiale di cereali nel 2007/2008 (stimato a 1 669 milioni di tonnellate) dovrebbe superare, per il terzo anno consecutivo, il volume della produzione mondiale (1 655 milioni di tonnellate). Le condizioni climatiche estive sfavorevoli nell’emisfero nord e la siccità in Australia hanno limitato la produzione mondiale prevista di frumento a 601 milioni di tonnellate, mentre la produzione mondiale di granturco dovrebbe raggiungere il livello record di 766 milioni di tonnellate grazie a un raccolto eccezionale negli Stati Uniti. La domanda mondiale di cereali registra un aumento strutturale dovuto, da un lato, allo sviluppo dei biocarburanti e, dall’altro, all’innalzamento del tenore di vita nei paesi emergenti, che si traduce in un maggiore consumo di carni bianche (carni suine e di pollame), con conseguente incremento della domanda di cereali. A fronte di una domanda mondiale in aumento, alla fine della campagna 2007/2008 le scorte mondiali dovrebbero trovarsi al livello più basso dal 1979/1980. Le scorte di frumento sono stimate a 107 milioni di tonnellate, di cui 25 milioni di tonnellate nei cinque principali paesi esportatori, contro rispettivamente 118 milioni e 38 milioni di tonnellate alla fine della campagna 2006/2007.[pic]Parallelamente alla contrazione delle disponibilità mondiali, i prezzi all’esportazione, in particolare del frumento, hanno subito un’impennata sin dall’inizio della campagna 2007/2008, con rialzi dell’ordine del 50%; a fine settembre 2007 le quotazioni mondiali raggiungevano punte di 360 USD/t fob. Oltre all’impatto di un clima estivo sfavorevole alla coltura del frumento nell’emisfero nord, e particolarmente deleterio per le rese e la qualità in Europa, i mercati sono stati sostenuti dalla forte domanda degli importatori, che cercavano di colmare il loro fabbisogno mentre i prezzi internazionali continuavano a salire. Nonostante i prezzi alti, gli importatori tradizionali hanno anticipato gli acquisti per paura di ulteriori rincari. Sin dall’inizio della campagna 2007/2008, sono stati effettuati acquisti massicci da parte del Nordafrica, del Medio Oriente e dell’India, principalmente sui mercati americani e russi: ai primi di settembre, gli USA avevano già assunto impegni di esportazione che coprivano quasi il 60% delle previsioni di esportazione dell’USDA per l’intera campagna.In un contesto di prezzi del frumento in forte rialzo e di domanda stabile all’esportazione, anche i mercati mondiali dell’orzo da foraggio si sono impennati. A fine settembre 2007, i prezzi all’esportazione hanno raggiunto 314 USD/t fob nel Mar Nero, con un aumento del 30% circa rispetto all’inizio della campagna.Nonostante una revisione al rialzo delle previsioni di produzione di granturco americano, i prezzi mondiali all’esportazione di questo cereale sono anch’essi saliti. A fine settembre 2007, le quotazioni americane registravano una maggiorazione del 20% rispetto all’inizio della campagna, pari a circa 180 USD/t fob. In Argentina , la maggiorazione dei prezzi all’esportazione Up River registrata a fine settembre 2007 era del 30%, intorno ai 180 USD/t fob. Queste maggiorazioni sono state favorite da una domanda sostenuta, mentre gli operatori hanno fatto lievitare i prezzi in conseguenza di un forte aumento dei valori all’esportazione dal Brasile , dove i prezzi fob hanno superato i 200 USD/t, soprattutto per via dell’UE.1.2. Situazione del mercato dei cereali nell’UELe scorte iniziali della campagna 2007/2008 sono diminuite di 13 milioni di tonnellate rispetto alla campagna precedente. Questo calo sostanziale è dovuto all’effetto combinato di due fattori: la scarsità del raccolto cerealicolo 2006/2007 e una sensibile riduzione delle scorte d’intervento comunitarie nel corso di detta campagna. Nel 2006/2007, infatti, sono stati rimessi in vendita più di 8 milioni di tonnellate di cereali provenienti dalle scorte d’intervento, per lo più per sopperire al fabbisogno del mercato interno (3,1 milioni di tonnellate di frumento, 3,4 milioni di tonnellate di granturco, 1,4 milione di tonnellate di orzo e circa 395 000 tonnellate di segala). All’inizio della campagna 2007/2008, le scorte d’intervento comunitarie ammontavano a 2,4 milioni di tonnellate, costituite prevalentemente da granturco ungherese.Per quanto riguarda il raccolto 2007, le abbondanti precipitazioni hanno compromesso la qualità del raccolto di cereali a paglia nella parte occidentale dell’Unione europea, più precisamente in Francia, in Germania e nel Regno Unito. Nell’Europa centrale e orientale (Romania, Bulgaria e Ungheria), le colture sono state invece danneggiate da periodi consecutivi di canicola, con temperature eccezionalmente elevate e siccità. Soltanto la penisola iberica e i paesi baltici hanno goduto di condizioni climatiche propizie alla cerealicoltura. La produzione dell’UE è globalmente stimata a 258 milioni di tonnellate, ossia 8 milioni di tonnellate o il 3% in meno rispetto al raccolto 2006/2007, che era già modesto.La produzione europea si contrae allorché il livello delle scorte UE è già basso. Di conseguenza, nel 2007/2008 l’Unione europea dovrà ricorrere alle importazioni in maggior misura che nel 2006/2007. Tradizionalmente esportatrice netta, l’UE diventa, nel corso della campagna 2007/2008, importatrice netta per 2,5 milioni di tonnellate[1], benché il ritmo delle sue esportazioni rimanga sostenuto.I mercati europei dei cereali hanno registrato un’ascesa impressionante dei prezzi dall’inizio della campagna 2007/2008, sia in valore assoluto che in considerazione dell’enorme divario venutosi a creare tra i prezzi di mercato e il prezzo d’intervento (101,3 EUR/t). A questa tensione sono sottoposti sia i cereali a paglia che il granturco. Tale situazione è il risultato di una minore disponibilità di frumento tenero e di granturco nella Comunità, di un raccolto di qualità inferiore alle previsioni e dell’esaurimento delle scorte d’intervento comunitarie, ridottesi a 0,5 milione di tonnellate.[pic]Il prezzo del frumento panificabile a Rouen è passato da 179 EUR/t in apertura di campagna (2 luglio 2007) a quasi 300 EUR/t ai primi di settembre 2007. In Germania, già a metà agosto il frumento panificabile si vendeva ad un prezzo maggiorato del 70% rispetto all’anno precedente. In Europa, i principali paesi produttori di frumento tenero sono Francia, Germania, Regno Unito, Polonia e Romania. Le esportazioni sono tradizionalmente dell’ordine di 12-14 milioni di tonnellate annue, destinate prevalentemente ai paesi del Nordafrica. Le importazioni totalizzano all’incirca 5 milioni di tonnellate l’anno, di cui 1,5 milione di tonnellate di frumento tenero di qualità superiore proveniente dal Nordamerica e il resto costituito da frumento di qualità medio-bassa proveniente essenzialmente dai paesi del Mar Nero.[pic]Sulla scia del frumento, anche i prezzi dell’orzo da foraggio hanno preso quota. Sul mercato francese, l’orzo da foraggio è più che raddoppiato rispetto all’estate 2006, quotandosi a 270 EUR/t a Rouen a fine settembre 2007. L’orzo è coltivato per lo più in Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Danimarca e Polonia. Circa 6 milioni di tonnellate vengono esportate annualmente, in prevalenza verso l’Arabia saudita; le importazioni sono trascurabili (inferiori a 0,5 milione di tonnellate).[pic]Il rincaro dell’orzo ha provocato un aumento della domanda di granturco per l’alimentazione animale. Il prezzo del granturco francese franco Bayonne ha seguito la stessa tendenza, passando da 183 EUR/t in apertura di campagna (2 luglio 2007) ad un massimo di 255 EUR/t a metà settembre 2007. I maggiori produttori europei di granturco sono Francia, Italia, Ungheria, Romania e Polonia. Le esportazioni di granturco da granella sono sempre state esigue, dell’ordine di 0,5 milione di tonnellate annue. Le importazioni ammontano a circa 3-4 milioni di tonnellate annue, per lo più in provenienza dal Sudamerica, dall’Ucraina e recentemente dalla Serbia.-  Disposizioni vigenti nel settore della propostaLe tariffe applicabili ai cereali nell’ambito del GATT sono le seguenti:Prodotto | Tariffa |Frumento duro | 148 EUR/t |Frumento tenero | 95 EUR/t |Segala | 93 EUR/t |Orzo | 93 EUR/t |Avena | 89 EUR/t |Granturco (eccetto da semina e taluni ibridi) | 94 EUR/t |Sorgo | 94 EUR/t |Grano saraceno | 37 EUR/t |Miglio | 56 EUR/t |Triticale | 93 EUR/t |L’UE ha consolidato i dazi applicabili a tutti i cereali nell’ambito dell’accordo GATT. I dazi sono soggetti alle modalità definite nella “nota 6” del calendario GATT, che trova origine nell’accordo di Blair House concluso con gli Stati Uniti d’America. Ne derivano, eccetto per l’orzo e il frumento tenero di qualità media e bassa, dazi doganali fissati sulla base di prezzi di riferimento mondiali distinti per varietà di cereali chiaramente definite.Il dazio è fissato in base alla differenza tra il prezzo d’intervento comunitario effettivo per i cereali, comprese le maggiorazioni mensili, moltiplicato per 1,55, e un prezzo rappresentativo all’importazione cif per i cereali a Rotterdam.Attualmente il dazio è di 0 EUR/t per il frumento duro, il frumento tenero di qualità superiore, la segala e il sorgo. A causa della volatilità dei prezzi di riferimento del granturco sul mercato americano, il dazio applicabile al granturco è stato soggetto ad ampie fluttuazioni dall’inizio della campagna 2007/2008, da un massimo di 16,21 EUR/t a 0 EUR/t dal 1° ottobre 2007.Nel 2002 sono stati istituiti contingenti tariffari per le importazioni di orzo e di frumento tenero di qualità media e bassa. Al di fuori di questi contingenti, viene applicato un dazio massimo rispettivamente di 93 EUR/t e di 95 EUR/t.Per il frumento tenero di qualità media e bassa è attualmente aperto un contingente tariffario annuo di 2 989 240 tonnellate, comprendente un contingente specifico di 572 000 tonnellate riservato alle importazioni dagli Stati Uniti e un contingente di 38 853 tonnellate riservato alle importazioni dal Canada. Le rimanenti 2 378 387 tonnellate sono a disposizione di altri paesi terzi con cadenza trimestrale. L’aliquota del dazio imponibile sulle importazioni contingentate è pari a 12 EUR/t.La seguente tabella illustra l’esecuzione delle importazioni per i tre sottocontingenti di frumento tenero dall’inizio del 2007:Sottocontingente I | Sottocontingente II | Sottocontingente III |Contingente (tonnellate) | 572 000 | 38 853 | 2 378 387 |Esecuzione nel 2007 (tonnellate) | 191 378 | 38 800 | 900 390 |Esecuzione (%) | 33,5 | 99,9 | 37,9 |Quantitativo rimanente (tonnellate) | 380 622 | 53 | 1 477 997 |Per l’orzo è aperto un contingente tariffario annuo di 306 215 tonnellate, con un dazio di 16 EUR/t. Un altro contingente di 50 000 t è aperto per l’orzo da birra, con un dazio di 8 EUR/t.La seguente tabella illustra l’esecuzione delle importazioni per i due contingenti di orzo dall’inizio del 2007:Orzo | Orzo da birra |Contingente (tonnellate) | 306 215 | 50 000 |Esecuzione nel 2007 (tonnellate) | 103 708 | 0 |Esecuzione (%) | 33,9 | 0 |Quantitativo rimanente (tonnellate) | 202 507 | 50 000 |Nel 2006, in esito ai negoziati per l’adesione dei dieci nuovi Stati membri, è stato istituito un contingente erga omnes di 242 074 tonnellate di granturco a dazio zero; aperto per il 2007, è stato interamente utilizzato.Quanto al granturco e al sorgo destinati alla Spagna e al Portogallo, sono soggetti a dazi ridotti all’importazione sin dall’adesione di questi due paesi all’UE. Un accordo concluso tra l’UE e gli Stati Uniti d’America autorizza l’importazione a dazio ridotto di un determinato quantitativo di granturco e di sorgo proveniente da paesi terzi, per indennizzare gli Stati Uniti della perdita dei mercati iberici. L’accordo vigente concerne l’importazione in Spagna di 2 milioni di tonnellate di granturco e di 300 000 tonnellate di sorgo l’anno. Da questi quantitativi viene detratta la quantità di prodotti di sostituzione dei cereali (residui della fabbricazione degli amidi, mangimi a base di glutine di granturco e polpa di agrumi) importati in Spagna nello stesso anno. È stato concordato anche un contingente tariffario di 500 000 t di granturco da importare in Portogallo, con un dazio fissato in modo tale da garantire la completa utilizzazione del contingente ad un’aliquota non superiore a 50 EUR/t. In considerazione del basso livello dei dazi e del ritmo sostenuto delle importazioni di granturco, non è stata concessa alcuna riduzione del dazio nel 2007.-  Coerenza con altri obiettivi e politiche dell’UnioneNon pertinente.2. CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL’IMPATTO-  Consultazione delle parti interessateNon pertinente.-  Ricorso al parere di espertiNon pertinente.-  Valutazione dell’impattoNon pertinente, visto il carattere congiunturale della misura.3. ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA-  Sintesi delle misure proposteLa presente proposta è intesa a sospendere i dazi doganali all’importazione per taluni cereali, sia nell’ambito dei contingenti tariffari a dazio ridotto, sia per le importazioni soggette al dazio comune.Tale misura sospensiva è limitata alla campagna di commercializzazione 2007/2008 e potrà essere revocata immediatamente in caso di necessità. A questo proposito, occorre prevedere che la Commissione possa prendere le misure del caso per ripristinare i dazi doganali qualora la situazione di mercato lo giustifichi e definisca i criteri secondo cui un simile provvedimento debba considerarsi giustificato, in applicazione dell’articolo 25 del regolamento (CE) n. 1784/2003 (comitato di gestione per i cereali).-  Base giuridicaTrattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 26 e 133.-  Principio di sussidiarietàLa proposta riguarda un settore di competenza esclusiva della Comunità. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.-  Principio di proporzionalitàNon pertinente.-  Scelta dello strumentoStrumento proposto: regolamento.Altri strumenti non sarebbero adeguati per i seguenti motivi:si tratta di sospensione temporanea di una disposizione di un regolamento vigente.4. INCIDENZA SUL BILANCIOSi calcola che la misura potrebbe comportare una riduzione netta delle risorse proprie (previa trattenuta del 25% da parte degli Stati membri) di circa –2,9 milioni di euro per l’esercizio 2007 e di –17,6 milioni di euro per l’esercizio 2008.2007/0261 (ACC)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante sospensione temporanea dei dazi doganali all’importazione di taluni cereali nel corso della campagna di commercializzazione 2007/2008IL CONSIGLIO DELL ’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 26 e l’articolo 133, paragrafo 4,vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:1.  Il regolamento (CE) n. 1784/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali[2] prevede un regime di protezione contro gli eventuali effetti pregiudizievoli delle importazioni, il cui obiettivo è essenzialmente di stabilizzare il mercato comunitario.2.  La maggior parte dei dazi doganali applicabili ai prodotti agricoli nell’ambito degli accordi dell’Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) sono fissati nella tariffa doganale comune. Tuttavia, le importazioni di taluni cereali, effettuate nell’ambito di contingenti tariffari istituiti in forza di accordi internazionali conclusi a norma del trattato o in forza di qualsiasi altro atto del Consiglio, sono soggette a dazi specifici.3.  A fronte di una domanda mondiale caratterizzata da un aumento strutturale dovuto all’innalzamento del tenore di vita nei paesi emergenti e allo sviluppo della produzione di biocarburanti, alla fine della campagna 2007/2008 le scorte mondiali di cereali registreranno un calo per il terzo anno consecutivo e raggiungeranno probabilmente il livello più basso dal 1979/1980. In tale contesto, i prezzi mondiali dei cereali sono in forte rialzo dall’inizio della campagna 2007/2008, con aumenti dell’ordine del 50% per il frumento tenero, del 30% per l’orzo e del 20-30% per il granturco.4.  A causa di condizioni climatiche sfavorevoli nella maggior parte degli Stati membri, la produzione cerealicola della campagna 2007/2008 è stimata a 258 milioni di tonnellate, ossia 8 milioni di tonnellate o il 3% in meno rispetto al raccolto 2006/2007, che era già modesto. Il calo della produzione comunitaria interessa principalmente il frumento tenero e il granturco, ma si ripercuote sull’intero settore cerealicolo, generando squilibri di approvvigionamento del mercato comunitario. Si nota, in particolare, uno squilibrio per quanto riguarda i cereali da foraggio, dovuto alle differenze quantitative e qualitative tra i cereali prodotti nelle diverse regioni della Comunità e ai conseguenti mutamenti di comportamento degli operatori quanto alla scelta dei vari cereali disponibili. La contrazione generale della produzione non può peraltro essere compensata da un incremento, assai localizzato, della produzione di orzo, segala e avena.5.  I mercati europei dei cereali hanno registrato un’ascesa impressionante dei prezzi dall’inizio della campagna 2007/2008, sia in valore assoluto che in considerazione dell’enorme divario venutosi a creare tra i prezzi di mercato e il prezzo d’intervento. La situazione è tesa sia per i cereali a paglia che per il granturco. Il prezzo del frumento panificabile a Rouen è passato da 179 EUR/t all’inizio della campagna 2007/2008 a quasi 300 EUR/t ai primi di settembre 2007, mentre il prezzo dell’orzo da foraggio è più che raddoppiato rispetto all’estate 2006, quotandosi a 270 EUR/t a Rouen a fine settembre 2007. Anche l’orzo da birra ha registrato un forte rincaro, raggiungendo quasi 310 EUR/t a fine settembre 2007. Il prezzo del granturco francese franco Bayonne ha seguito la stessa tendenza, passando da 183 EUR/t in apertura di campagna ad un massimo di 255 EUR/t a metà settembre 2007. Tale situazione è il risultato di una minore disponibilità di frumento tenero e di granturco nella Comunità, di un raccolto di qualità mediocre e dell’esaurimento delle scorte d’intervento comunitarie, attualmente inferiori a 500 000 tonnellate.6.  Per far fronte a questa situazione tesa sui mercati, è opportuno favorire l’approvvigionamento di cereali sul mercato comunitario disponendo, a tale scopo, una sospensione dei dazi doganali all’importazione per taluni cereali, sia nell’ambito dei contingenti tariffari a dazio ridotto, sia per le importazioni soggette al dazio comune. È tuttavia opportuno limitare l’applicazione di tale misura alla campagna di commercializzazione 2007/2008.7.  Questa misura sospensiva deve peraltro essere immediatamente revocata in caso di turbativa o di rischio di turbativa sul mercato comunitario. A questo proposito, occorre prevedere che la Commissione possa prendere con effetto immediato le misure del caso per ripristinare i dazi doganali qualora la situazione di mercato lo giustifichi e definisca i criteri secondo cui un simile provvedimento debba considerarsi giustificato.8.  Tali misure devono essere adottate in conformità con la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[3],HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. L’applicazione dei dazi doganali all’importazione per i prodotti dei codici NC 1001 90 99, NC 1001 10, NC 1002 00 00, NC 1003 00, NC 1005 90 00, NC 1007 00 90 e NC 1008 è sospesa fino al 30 giugno 2008 per tutte le importazioni soggette al dazio comune effettuate conformemente all’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1784/2003, nonché per le importazioni effettuate nell’ambito dei contingenti tariffari a dazio ridotto aperti a norma dell’articolo 12 dello stesso regolamento.2. La Commissione può ripristinare i dazi doganali ai livelli e secondo le modalità di cui all’articolo 10 del regolamento (CE) n. 1784/2003 quando, per uno o più dei prodotti elencati al paragrafo 1, il prezzo fob all’esportazione verso i paesi terzi, rilevato nei porti della Comunità, è inferiore al 180% del prezzo d’intervento oppure, nel caso di prodotti per i quali non esiste un prezzo d’intervento, al 180% di 101,3 EUR/t.3. Le modalità di applicazione del presente regolamento, se necessarie, sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 25, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1784/2003.Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Esso si applica alle importazioni effettuate sulla scorta di titoli di importazione rilasciati a decorrere dal giorno della pubblicazione.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA |1. | LINEA DI BILANCIO Capitolo 10 – Dazi agricoli | STANZIAMENTI: B 2007: 1 486,7 Mio EUR PPB 2008: 1 683,2 Mio EUR |2. | TITOLO: Regolamento del Consiglio recante sospensione temporanea dei dazi doganali all’importazione di taluni cereali nel corso della campagna di commercializzazione 2007/2008 |3. | BASE GIURIDICA: Articoli 26 e 133 del trattato |4. | OBIETTIVI: La misura è intesa a favorire l’approvvigionamento di cereali sul mercato comunitario agevolando le importazioni dai paesi terzi. |5. | INCIDENZE FINANZIARIE | PERIODO DI 12 MESI (Mio EUR) | ESERCIZIO IN CORSO 2007 (Mio EUR) | ESERCIZIO SUCCESSIVO 2008 (Mio EUR) |5.0 | SPESE A CARICO – DEL BILANCIO DELLE CE (RESTITUZIONI/INTERVENTI) – DEI BILANCI NAZIONALI – ALTRI SETTORI | – | – | – |5.1 | ENTRATE – RISORSE PROPRIE DELLE CE (PRELIEVI/DAZI DOGANALI) – SUL PIANO NAZIONALE | – | – 2,9 | – 17,6 |2009 | 2010 | 2011 | 2012 |5.0.1 | PREVISIONI DI SPESA |5.1.1 | PREVISIONI DI ENTRATA |5.2 | METODO DI CALCOLO: |6.0 | FINANZIAMENTO POSSIBILE A MEZZO STANZIAMENTI ISCRITTI NEL CAPITOLO CORRISPONDENTE DEL BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE | Sì/No |6.1 | FINANZIAMENTO POSSIBILE PER STORNO DI FONDI DA CAPITOLO A CAPITOLO DEL BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE | Sì/No |6.2 | NECESSITÀ DI UN BILANCIO SUPPLEMENTARE | Sì/No |6.3 | STANZIAMENTI DA ISCRIVERE NEI BILANCI SUCCESSIVI | Sì/No |OSSERVAZIONI: Sul versante delle entrate, in confronto all’ipotesi di status quo, cioè alla situazione che si sarebbe verificata in assenza della proposta, si calcola che la misura potrebbe comportare una riduzione netta delle risorse proprie (previa trattenuta del 25% da parte degli Stati membri) di circa –2,9 Mio EUR per l’esercizio 2007 e di –17,6 Mio EUR per l’esercizio 2008. Sul versante delle spese non vi sarà alcuna incidenza, poiché la proposta è intesa ad ovviare a una situazione di deficit e non dovrebbe quindi comportare alcun intervento, nonostante il probabile aumento della disponibilità di cereali sul mercato interno. |[1] Al 10 ottobre 2007.[2] GU L 270 del 21.10.2003, pag. 78. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 735/2007 (GU L 169 del 29.6.2007, pag. 6).[3] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE (GU L 200 del 22.7.2006, pag. 11).