CELEX: 62009CN0390
Language: it
Date: 2009-10-02 00:00:00
Title: Causa C-390/09: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 2 ottobre 2009 — Reti Televisive Italiane SpA (RTI)/Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

19.12.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 312/20
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 2 ottobre 2009 — Reti Televisive Italiane SpA (RTI)/Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
   (Causa C-390/09)
   2009/C 312/32
   Lingua processuale: l'italiano
   
      Giudice del rinvio
   
   Consiglio di Stato
   
      Parti nella causa principale
   
   
      Ricorrente: Reti Televisive Italiane SpA (RTI)
   
      Convenuta: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se gli artt. 18 e 18-bis della direttiva 89/552/CE (1), come modificata dalla direttiva 97/36/CE (2), debbano essere considerati disposizioni sufficientemente precise e incondizionate, idonee, dopo la scadenza del termine del recepimento, a prevalere sul diritto interno contrastante e a integrare, secondo una corretta interpretazione dell'art. 249, comma 3, del Trattato, le norme nazionali in materia e ad essere attuate da una autorità amministrativa, quale l'AGCOM, dotata di potestà regolamentare attuativa della legge nazionale.
            
         
               2)
            
            
               Se gli artt. 18 e 18-bis della direttiva 89/552/CE come modificata dalla direttiva 97/36/CE, debbano essere interpretati nel senso che a fronte della durata minima e obbligatoria di 15 minuti delle finestre di televendita, ogni ulteriore forma di televendita, anche di durata superiore ai tre minuti ma inferiore a quindici, deve essere qualificata come «spot di televendita» ed assoggettata al limite orario vigente per gli spot pubblicitari.
            
         
               3)
            
            
               Se gli artt. l, lett. c). 10, 11 e 18. comma 3 della direttiva 89/552/CE, come modificata dalla direttiva 97/36/CE, debbano essere interpretati nel senso che gli annunci di una emittente relativi ai propri programmi trasmessi senza il pagamento di un compenso rientrano nella nozione di pubblicità ai fini dell'assoggettamento alle modalità di riconoscimento del messaggio pubblicitario rispetto al resto del programma e di inserimento della pubblicità nelle trasmissioni televisive.
            
         
               4)
            
            
               Se gli artt. 1. lett. c), 10, 11 e 18, comma 3 della direttiva 89/522/CE, come modificata dalla direttiva 97/36/CE, debbano essere interpretati nel senso che le attività di informazione e di comunicazione istituzionale di cui alla legge italiana 7 giugno 2000, n. 150, compresi i messaggi di utilità sociale e di pubblico interesse, rientrano nella nozione di pubblicità ai fini dell'assoggettamento alle modalità di riconoscimento del messaggio pubblicitario rispetto al resto del programma e di inserimento della pubblicità nelle trasmissioni televisive.
            
         
      (1)  GU L 298, p. 23.
   
      (2)  GU L 265, p. 42.