CELEX: 52005PC0447
Language: it
Date: 2005-09-21
Title: Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa {SEC(2005) 1133}

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                Bruxelles, 21.9.2005
                                                COM(2005) 447 definitivo
                                                2005/0183 (COD)
                                    Proposta di
    DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
   relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa
                          (presentata dalla Commissione)
                                 {SEC(2005) 1133}
IT                                                                             IT
 ---pagebreak---                                         RELAZIONE
   1) CONTESTO DELLA PROPOSTA
      • Ragioni e obiettivi della proposta
      Nell’ambito dell’iniziativa del 2002 su una migliore regolamentazione, nel
      febbraio 2003 la Commissione ha proposto orientamenti politici per l’aggiornamento
      e la semplificazione dell’acquis comunitario, finalizzati a garantire un corpo di
      legislazione derivata comunitaria caratterizzato dalla chiarezza, comprensibile,
      aggiornato e di semplice consultazione. Dando seguito a questa iniziativa, l’attuale
      proposta intende riunire le disposizioni di cinque strumenti giuridici diversi in
      un’unica direttiva, al fine di semplificare, razionalizzare e ridurre il volume della
      normativa in vigore. La proposta è inoltre intesa a rivedere sostanzialmente le
      disposizioni attuali per integrarvi gli ultimi sviluppi in ambito medico e scientifico e
      le esperienze più recenti acquisite negli Stati membri.
      • Contesto generale
      È ormai da tempo confermato che l’inquinamento atmosferico rappresenta un
      notevole rischio per la salute umana e per l’ambiente. Nel 1996 è stata adottata la
      direttiva quadro sulla qualità dell’aria, che istituiva una disciplina comunitaria per la
      valutazione e la gestione della qualità dell’aria ambiente nell’UE. La direttiva quadro
      indicava anche un elenco di inquinanti prioritari per i quali si sarebbero fissati
      obiettivi ai fini della qualità dell’aria nella legislazione derivata. In seguito sono state
      adottate quattro direttive derivate riguardanti inquinanti specifici e una decisione del
      Consiglio che istituiva lo scambio reciproco di informazioni sul monitoraggio della
      qualità dell’aria.
      La valutazione d’impatto che correda la presente proposta ha stimato i costi dei danni
      dovuti all’esposizione delle persone al particolato e all’ozono presenti nell’aria
      ambiente. Si calcola che nel 2000 l’esposizione al particolato abbia ridotto
      l’aspettativa media di vita statistica di circa nove mesi nell’UE-25, che si traduce in
      circa 3,6 milioni di anni di vita persi o in 348 000 morti premature all’anno. A ciò si
      aggiungono circa 21 400 casi di decessi accelerati dovuti all’ozono. Da oggi al 2020
      si prevedono notevoli progressi nella riduzione delle emissioni pericolose di
      particolato e dei relativi precursori, che dovrebbero consentire di ridurre a circa
      5,5 mesi la perdita media di aspettativa di vita statistica. Nello stesso periodo si
      prevede inoltre una riduzione di circa 600 casi di decessi accelerati dovuti all’ozono.
      Si calcola che, nel 2020, i costi connessi ai danni prodotti da questi effetti varieranno
      tra 189 e 609 mrd di EUR l’anno.
      • Disposizioni esistenti nella materia della proposta
      La presente proposta è finalizzata a rivedere e a riunire in un unico atto cinque
      strumenti diversi, elencati di seguito.
      Direttiva 96/62/CE del Consiglio in materia di valutazione e di gestione della qualità
      dell’aria ambiente (“direttiva quadro”), GU L 296 del 21.11.1996, pag. 55.
IT                                              2                                                  IT
 ---pagebreak---       Direttiva 1999/30/CE del Consiglio concernente i valori limite di qualità dell’aria
      ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle
      e il piombo, GU L 163 del 29.6.1999, pag. 41 (“prima direttiva derivata”).
      Direttiva 2000/69/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente i valori
      limite per il benzene ed il monossido di carbonio nell’aria ambiente, GU L 313 del
      13.12.2000, pag. 12 (“seconda direttiva derivata”).
      Direttiva 2002/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’ozono
      nell’aria, GU L 67 del 9.3.2002, pag. 14 (“terza direttiva derivata”).
      Decisione 97/101/CE del Consiglio che instaura uno scambio reciproco di
      informazioni e di dati provenienti dalle reti e dalle singole stazioni di misurazione
      dell’inquinamento atmosferico negli Stati membri, GU L 35 del 5.2.1997, pag. 14
      (“decisione sullo scambio di informazioni”).
      • Coerenza con le altre politiche e con gli obiettivi dell’Unione
      La presente proposta è conforme all’articolo 175 del trattato che istituisce la
      Comunità europea e intende garantire un livello elevato di protezione della salute
      umana e dell’ambiente.
   2) CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL’IMPATTO
      • Consultazione delle parti interessate
      Metodi di consultazione, principali settori interessati e profilo generale dei
      partecipanti alla consultazione
      Sono stati organizzati circa 13 incontri principali con i soggetti interessati, compresa
      l’industria (produttori di veicoli stradali, raffinerie di petrolio, industrie che
      producono COV e rappresentanti del comparto industriale in generale), gli Stati
      membri e le ONG tra cui l’EEB (European Environment Bureau), il Segretariato
      svedese sulle piogge acide e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Sono
      stati invitati anche i paesi in via di adesione e i paesi del SEE. I servizi della
      Commissione hanno inoltre organizzato più o meno un centinaio di riunioni di vari
      gruppi di lavoro tecnici. Infine, si è tenuta una consultazione via Internet su alcuni
      elementi della strategia tematica sull’inquinamento atmosferico che ne
      comprendevano alcuni contenuti nella presente proposta.
      Sintesi e presa in considerazione delle risposte
      In generale, gli Stati membri e gli altri soggetti interessati sono favorevoli
      all’iniziativa di semplificazione della legislazione proposta dalla Commissione. Gli
      Stati membri, inoltre, i) riconoscono l’importanza di occuparsi del PM2,5, il nuovo
      inquinante atmosferico; ii) sono cauti riguardo alla definizione del livello assoluto
      per gli standard di qualità dell’aria, tenuto conto dei potenziali costi che ciò
      comporterebbe e della possibilità di garantirne il rispetto; iii) sono favorevoli all’idea
      di ridurre l’esposizione ovunque ed in particolare nei punti in cui l’inquinamento è
      maggiore. La proposta prevede pertanto un livello massimo (o cap) relativamente
      alto per la concentrazione di PM2,5 applicabile ovunque nell’UE e in grado di evitare
IT                                            3                                                   IT
 ---pagebreak---    rischi eccessivamente elevati che imporrebbe oneri solo nelle zone più inquinate. Gli
   Stati membri sono inoltre tenuti a misurare il PM2,5 in siti di fondo (background)
   urbano e a realizzare riduzioni differenziate nei livelli medi misurati in base ai livelli
   di inquinamento rilevati nel 2010. In questo modo sarà possibile ridurre l’esposizione
   generale nel modo più efficace, come deciso dagli Stati membri.
   Dal 1° dicembre 2004 al 31 gennaio 2005 è stata organizzata una consultazione via
   Internet, a seguito della quale la Commissione ha ricevuto 11 578 risposte. I risultati
   possono essere consultati al seguente indirizzo:
   http://europa.eu.int/comm/environment/air/cafe/pdf/air_pollu_en.pdf.
   • Raccolta e utilizzazione dei pareri degli esperti
   Settori scientifici/di competenza
   La presente proposta e la strategia tematica sull’inquinamento atmosferico si sono
   basate sui seguenti settori di competenza: 1) ripercussioni dell’inquinamento
   atmosferico sulla salute umana; 2) modelli per la valutazione integrata e
   formulazione di strategie di controllo efficaci sotto il profilo dei costi; 3) stima degli
   impatti sulla salute, compresa la quantificazione economica; 4) stima dei benefici per
   gli ecosistemi; 5) modelli macroeconomici; 6) competenze in materia di valutazione
   e gestione della qualità dell’aria.
   Metodologia impiegata
   Sono stati stipulati contratti di servizio e convenzioni di sovvenzione e organizzate
   riunioni da parte della Commissione.
   Principali organizzazioni/esperti consultati
   Organizzazione mondiale della sanità, Istituto internazionale di analisi dei sistemi
   applicati (IIASA), AEA Technology, convenzione delle Nazioni Unite
   sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza, Agenzia europea
   dell’ambiente, Centro comune di ricerca (Ispra), gruppo di lavoro della Commissione
   sul particolato, gruppo di lavoro della Commissione in materia di attuazione e
   Comitato scientifico dei rischi sanitari ed ambientali (CRSA) della Commissione
   europea.
   Sintesi dei pareri ricevuti e utilizzati
   I dati più evidenti e ricorrenti pervenuti alla Commissione si possono così
   sintetizzare: i) il PM2,5 comporta rischi per la salute; ii) il PM2,5 rappresenta un’unità
   di misura migliore per quantificare il contributo delle emissioni antropiche ai livelli
   di particolato presenti nell’aria ambiente; iii) non si possono ignorare i rischi
   connessi alla frazione più pesante (compresa tra il PM2,5 e il PM10).
   Metodi utilizzati per rendere pubblici i pareri degli esperti
   Tutti i rapporti degli esperti e i contratti sono stati regolarmente pubblicati su Internet
   e divulgati al pubblico.
   • Valutazione d’impatto
IT                                          4                                                  IT
 ---pagebreak---    Per limitare l’esposizione umana al PM2,5 la Commissione ha preso in esame le
   seguenti soluzioni, ognuna delle quali parte dal presupposto che rimangano in vigore
   gli attuali valori limite fissati per il PM10.
   (1)    Introduzione di un obiettivo di riduzione dell’esposizione per il PM2,5 da
          mettere in atto per il 2020, che imponga di ridurre le concentrazioni medie
          annue di fondo urbano del PM2,5 di una percentuale prestabilita rispetto alla
          media di ciascuno Stato membro rilevata nel periodo 2008-2010. Tale obiettivo
          dovrà essere raggiunto al più presto ma non sarà giuridicamente vincolante.
   (2)    Sostituzione dei valori limite indicativi stabiliti per il PM10 per il 2010 con un
          valore limite giuridicamente vincolante per le concentrazioni medie annue di
          PM2,5; tale valore dovrà essere raggiunto entro il 2015 e dovrebbe essere fissato
          in modo da garantire un livello elevato di protezione alla popolazione e
          applicarsi a tutto il territorio di ogni Stato membro.
   (3)    Sostituzione dei valori limite indicativi stabiliti per il PM10 per il 2010 con un
          “tetto” massimo giuridicamente vincolante per le concentrazioni medie annue
          di PM2,5 pari a 25 µgm3. Tale valore dovrà essere raggiunto entro il 2010 e
          dovrebbe essere fissato in modo da evitare rischi eccessivamente elevati alla
          popolazione.
   (4)    Sostituzione dei valori limite indicativi stabiliti per il PM10 per il 2010 con un
          valore-obiettivo non vincolante giuridicamente per le concentrazioni medie
          annue di PM2,5, che dovrà essere raggiunto quanto prima entro il 2010. Tale
          valore deve essere uguale al valore limite previsto dalla soluzione del punto 2.
   (5)    Inazione, cioè non imporre alcuna prescrizione per ridurre l’esposizione delle
          persone al PM2,5.
   Considerato l’impatto significativo sull’economia europea, la soluzione 5 – cioè
   l’inazione – non rappresenta un’alternativa seria. La Commissione, da parte sua,
   propone una combinazione delle soluzioni 1 e 3, che è in linea anche con la
   posizione dell’OMS. Le analisi sulle quali si basa la valutazione d’impatto
   dimostrano che l’applicazione di un valore limite rigido e uniforme non è una misura
   economicamente efficace come la soluzione 1, perché un valore limite avrebbe un
   effetto maggiore sulle zone più inquinate, che non sono necessariamente quelle dove
   è esposta la maggior parte delle persone. Secondo le stime, i benefici connessi alla
   combinazione proposta si possono quantificare in 37-120 mrd di EUR annui, mentre
   i costi si aggirano attorno a 5 mrd di EUR l’anno.
   L’esercizio di semplificazione e l’aggiornamento degli obblighi di comunicazione
   delle informazioni ridurranno verosimilmente l’onere amministrativo per gli Stati
   membri, anche se non è possibile quantificarne con esattezza l’entità. Le proposte
   comporteranno tuttavia un’attività supplementare di monitoraggio della qualità
   dell’aria, anche se i costi di queste operazioni sono ridotti, dell’ordine di alcuni
   milioni di euro. Il monitoraggio consentirà di comprendere meglio il fenomeno
   dell’inquinamento atmosferico e, a più lungo termine, dovrebbe essere possibile
   ricorrere di più ai modelli per la valutazione della qualità dell’aria invece del
   monitoraggio, più costoso.
IT                                            5                                              IT
 ---pagebreak---       La Commissione ha svolto una valutazione d’impatto, come previsto nel programma
      di lavoro, e il rapporto può essere consultato al seguente indirizzo:
      http://www.europa.eu./dg/env/cafe/index.
   3) ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
      • Sintesi dell’azione proposta
      L’attuale proposta è finalizzata a rivedere profondamente cinque diversi strumenti
      dell’acquis in materia di qualità dell’aria ambiente e a riunirli in un’unica direttiva.
      Ciò comporterà, necessariamente, la semplificazione e la razionalizzazione delle
      disposizioni in vigore, soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio e la
      comunicazione delle informazioni. La proposta aggiornerà inoltre le disposizioni
      vigenti per accogliere i nuovi sviluppi scientifici e introdurrà controlli
      sull’esposizione umana al PM2,5 presente nell’aria ambiente.
      • Base giuridica
      La base giuridica della proposta è l’articolo 175 del trattato.
      • Principio di sussidiarietà
      Il principio di sussidiarietà si applica nella misura in cui la proposta non rientra tra le
      competenze esclusive della Comunità.
      Gli obiettivi della proposta non possono essere realizzati in maniera sufficiente dagli
      Stati membri per il seguente motivo.
      La normativa in vigore istituisce norme minime di qualità dell’aria in tutta la
      Comunità; questo principio è mantenuto anche nello strumento semplificato. Il
      particolato contenuto nell’aria, inoltre, è caratterizzato da una forte componente
      transfrontaliera, perché valica i confini, e dunque tutti gli Stati membri devono
      adottare provvedimenti per ridurre i rischi per la popolazione sul loro territorio.
      L’azione comunitaria realizzerà con maggiore efficacia gli obiettivi della proposta
      per i seguenti motivi.
      L’obiettivo più importante della proposta è quello di modificare e semplificare
      l’attuale normativa, che applica standard minimi di qualità dell’aria in tutta la
      Comunità. Non bisogna inoltre dimenticare che il PM2,5 presenta una forte
      componente transfrontaliera, visto che una volta emesso o formatosi in atmosfera
      può essere trasportato per migliaia di chilometri. Il problema impone dunque un
      intervento su scala comunitaria.
      I modelli atmosferici e le misure dell’inquinamento atmosferico dimostrano, al di là
      di ogni dubbio, che le sostanze inquinanti emesse in uno Stato membro
      contribuiscono all’inquinamento rilevato in altri Stati membri. Questo dato dimostra
      come gli Stati membri, singolarmente, non possono risolvere questi problemi e
      dunque s’impone un’azione concertata dell’UE.
IT                                             6                                                  IT
 ---pagebreak---       La proposta si concentra sulla semplificazione della normativa in vigore. Per quanto
      riguarda il PM2,5, la proposta fissa obiettivi comunitari per ciascuno Stato membro,
      ma lascia alle autorità di ciascuno di essi la facoltà di decidere i mezzi più opportuni
      per conseguire tali obiettivi, garantendo così norme minime di qualità dell’aria per
      tutti i cittadini dell’UE.
      La proposta rispetta pertanto il principio di sussidiarietà.
      • Principio di proporzionalità
      La proposta è conforme al principio di proporzionalità per le ragioni seguenti.
      Lo strumento giuridico prescelto è una direttivo perché: 1) la proposta è finalizzata a
      semplificare altre direttive in vigore; 2) fissa gli obiettivi, ma lascia agli Stati membri
      la facoltà di stabilire le modalità precise di attuazione, perché questi dispongono di
      informazioni più precise sulle situazioni locali e sulle misure in grado di migliorare
      la qualità dell’aria nella maniera più economicamente efficace possibile.
      La proposta intende semplificare le disposizioni in materia di monitoraggio e di
      comunicazione delle informazioni, privilegiando un sistema d’informazione
      condiviso e la comunicazione elettronica dei dati. Alcuni obblighi di comunicazione
      saranno, invece, soppressi, e in tal modo si ridurrà l’onere amministrativo per gli
      Stati membri, anche se per ora non è possibile quantificare l’entità esatta di tale
      riduzione. Inoltre, anche se nel breve-medio termine saranno richiesti più interventi
      di monitoraggio, alla lunga ciò consentirà di disporre di maggiori informazioni
      scientifiche su alcuni problemi di inquinamento atmosferico, che a loro volta
      dovrebbero permettere di utilizzare di più i modelli per valutare la qualità dell’aria
      invece del monitoraggio, che è più costoso. Pertanto sul lungo termine si può
      prevedere un risparmio sui costi di monitoraggio.
      • Scelta degli strumenti
      Strumento proposto: direttiva.
      Altri strumenti non sarebbero adeguati per la ragione esposta qui di seguito.
      L’attuale proposta intende semplificare e riunire in un unico strumento quattro
      direttive e una decisione del Consiglio. Sulla base di questo presupposto e poiché la
      normativa in vigore definisce obiettivi comunitari ma lascia agli Stati membri la
      facoltà di decidere i provvedimenti più adatti per conformarsi ad essi, lo strumento
      più adeguato è rappresentato da una direttiva.
   4) INCIDENZA SUL BILANCIO
      Le attività di ricerca necessarie nell’ambito della proposta saranno finanziate dagli
      Stati membri; l’UE darà un contributo nell’ambito di un bilancio già stanziato a tal
      fine nel Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo, in linea con la proposta
      della Commissione per le prospettive finanziarie 2007-2013. La proposta non ha
      alcuna incidenza sul bilancio comunitario oltre alle azioni di cui sopra.
IT                                            7                                                   IT
 ---pagebreak---    5) INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI
      • Semplificazione
      La proposta prevede una semplificazione della legislazione e delle procedure
      amministrative ad uso delle autorità pubbliche (a livello comunitario o nazionale).
      La proposta prevede la fusione, in un’unica direttiva, di quattro direttive e di una
      decisione del Consiglio. Le disposizioni ripetitive saranno abrogate, sarà migliorata
      la coerenza tra i distinti atti giuridici e gli obblighi superflui soppressi. Saranno
      abrogate le disposizioni non essenziali in materia di comunicazione delle
      informazioni; il testo anticipa inoltre che le future azioni di monitoraggio avverranno
      con strumenti elettronici e in questo modo si limiterà l’onere amministrativo per gli
      Stati membri.
      Le disposizioni in materia di monitoraggio e comunicazione delle informazioni
      saranno semplificate e si passerà alla comunicazione elettronica dei dati. Tutto ciò
      dovrebbe andare incontro alle esigenze amministrative interne degli Stati membri.
      La proposta figura nel programma della Commissione in materia di aggiornamento e
      semplificazione dell’acquis comunitario e nel suo programma di lavoro e legislativo
      (riferimento CLWP 2004 1011 scheda 2005).
      • Abrogazione della normativa vigente
      L’adozione della proposta porterà all’abrogazione della legislazione esistente.
      • Riesame/revisione/termine di efficacia
      La Commissione riesaminerà, entro i cinque anni successivi all’adozione della
      direttiva, le disposizioni relative al PM2,5. In particolare formulerà e proporrà un
      approccio dettagliato per fissare obblighi giuridicamente vincolanti per la riduzione
      dell’esposizione che tengano conto delle diverse situazioni della qualità dell’aria che
      si profileranno in futuro e delle potenzialità di riduzione degli Stati membri.
      • Tavola di concordanza
      Gli Stati membri devono comunicare alla Commissione il testo delle disposizioni
      nazionali di recepimento della direttiva, nonché una tavola di concordanza fra tali
      disposizioni e la direttiva.
      • Spazio economico europeo
      L’atto proposto riguarda un settore contemplato dall’accordo SEE ed è quindi
      opportuno estenderlo allo Spazio economico europeo.
IT                                            8                                               IT
 ---pagebreak---    • Illustrazione dettagliata della proposta
   Poiché l’obiettivo principale della proposta è la revisione e fusione di vari testi
   giuridici e la soppressione di parti superflue di testo, in questa sede saranno descritte
   solo le modifiche più importanti.
   Capo III (Gestione della qualità dell’aria)
   La Commissione non propone di modificare i valori limite esistenti per la qualità
   dell’aria, bensì di rafforzare le disposizioni in vigore per far sì che gli Stati membri
   siano tenuti a predisporre e applicare piani e programmi per eliminare eventuali
   mancanze di conformità. D’altra parte, se gli Stati membri avranno adottato tutti i
   provvedimenti ragionevolmente possibili, la Commissione proporrà che essi possano
   prorogare la data di conseguimento degli obiettivi fissati nelle zone dove i valori
   limite non risultano ancora soddisfatti, a condizione che siano rispettati alcuni criteri.
   Tutte le eventuali proroghe devono essere comunicate alla Commissione. La
   Commissione confermerà inoltre quanto già previsto dalla legislazione in vigore, e
   cioè di detrarre il contributo degli inquinanti prodotti da fonti naturali ai fini della
   conformità.
   Ci sono prove evidenti per concludere che le particelle sottili (PM2,5) sono più
   pericolose di quelle più pesanti. Non si può tuttavia ignorare la frazione “grossa”
   (cioè le particelle dai 2,5 ai 10 µm di diametro). Per questo è necessario un nuovo
   approccio al controllo del PM2,5, che deve integrare i controlli già in atto sul PM10; il
   Comitato scientifico dei rischi sanitari ed ambientali condivide questa posizione.
   Secondo l’approccio proposto, si dovrebbe fissare un tetto per la concentrazione del
   PM2,5 nell’aria ambiente – da raggiungere entro il 2010 - in maniera tale da evitare
   rischi eccessivamente elevati per la popolazione. Accanto a questa disposizione, sarà
   applicato un obiettivo non vincolante di riduzione dell’esposizione umana in
   generale al PM2,5, tra il 2010 e il 2020, in ciascuno Stato membro basato sui dati delle
   misure.
   La proposta prevede anche un monitoraggio più globale di alcuni inquinanti come il
   PM2,5, che consentirà di acquisire maggiori conoscenze su questo inquinante e di
   formulare una politica migliore in futuro. Questo tipo di monitoraggio dovrebbe, in
   ultima istanza, permettere di fare un ricorso più accentuato alle tecniche della
   modellizzazione e della stima obiettiva per valutare l’entità dell’inquinamento
   atmosferico; ciò, a sua volta, dovrebbe comportare un minor utilizzo dei sistemi di
   monitoraggio più costosi.
IT                                         9                                                  IT
 ---pagebreak---       Capo V (Informazione e comunicazione dei dati)
      La Commissione propone di passare ad un sistema elettronico di comunicazione
      delle informazioni basato su un sistema informativo condiviso nell’ambito
      dell’iniziativa INSPIRE1. Un’impostazione di questo tipo ridurrà la documentazione
      cartacea, snellirà il flusso di informazioni, potenzierà le capacità di valutazione e
      agevolerà l’accesso del pubblico alle informazioni. In questa situazione, le
      disposizioni della decisione sullo scambio delle informazioni per quanto riguarda il
      meccanismo di comunicazione dei dati rimarranno in vigore finché non saranno
      adottate le nuove disposizioni di attuazione della direttiva INSPIRE.
   1
     COM(2004) 516 def.
IT                                          10                                              IT
 ---pagebreak---                                                                 2005/0183 (COD)
                                                   Proposta di
               DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
             relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa
                                      (Testo rilevante ai fini del SEE)
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 175,
   vista la proposta della Commissione1,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo2,
   visto il parere del Comitato delle regioni3,
   deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato4,
   considerando quanto segue:
   (1)      Il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente, adottato con
            decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
            22 luglio 20025, sancisce la necessità di ridurre l’inquinamento a livelli tali che
            limitino al minimo gli effetti nocivi per la salute umana, con particolare riferimento
            alle popolazioni sensibili, e per l’ambiente nel suo complesso, di migliorare le attività
            di monitoraggio e valutazione della qualità dell’aria, compresa la deposizione degli
            inquinanti, e di informare il pubblico.
   (2)      Ai fini della tutela della salute umana e dell’ambiente nel suo complesso occorre
            evitare, prevenire o ridurre le emissioni degli inquinanti atmosferici nocivi e definire
            adeguate norme per l’aria ambiente che tengano conto delle norme, delle linee guida e
            dei programmi in materia dell’Organizzazione mondiale della sanità.
   (3)      La direttiva 96/62/CE del Consiglio, del 27 settembre 1996, in materia di valutazione e
            di gestione della qualità dell’aria ambiente6, la direttiva 1999/30/CE del Consiglio, del
            22 aprile 1999, concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido
   1
            GU C […] del […], pag. […].
   2
            GU C […] del […], pag. […].
   3
            GU C […] del […], pag. […].
   4
            Parere del Parlamento europeo del […], posizione comune del Consiglio del […].
   5
            GU L 242 del 10.9.2002 pag. 1.
   6
            GU L 296 del 21.11.1996, pag. 55. Direttiva modificata dal regolamento CE n. 1882/203 del
            Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
IT                                                       11                                           IT
 ---pagebreak---        di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo7, la
       direttiva 2000/69/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2000,
       concernente i valori limite per il benzene ed il monossido di carbonio nell’aria
       ambiente8, la direttiva 2002/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
       12 febbraio 2002, relativa all’ozono nell’aria9 e la decisione 97/101/CE del Consiglio,
       del 27 gennaio 1997, che instaura uno scambio reciproco di informazioni e di dati
       provenienti dalle reti e dalle singole stazioni di misurazione dell’inquinamento
       atmosferico negli Stati membri10 devono essere modificate sostanzialmente per
       incorporarvi gli ultimi sviluppi in campo scientifico e sanitario e le esperienze più
       recenti degli Stati membri. A fini di chiarezza, semplificazione ed efficienza
       amministrativa è pertanto opportuno sostituire i cinque atti citati con un’unica
       direttiva.
   (4) Quando sarà stata maturata un’esperienza sufficiente a livello di attuazione della
       direttiva 2004/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2004,
       concernente l’arsenico, il cadmio, il mercurio, il nickel e gli idrocarburi policiclici
       aromatici nell’aria ambiente11 si potrà prendere in considerazione la possibilità di
       incorporare le disposizioni di tale direttiva nella presente direttiva.
   (5) Occorre seguire un’impostazione comune alla valutazione della qualità dell’aria sulla
       base di criteri comuni di valutazione. Nel determinare la qualità dell’aria ambiente
       occorre tener conto della dimensione delle popolazioni e degli ecosistemi esposti
       all’inquinamento atmosferico. È pertanto opportuno classificare il territorio di
       ciascuno Stato membro in base a zone o agglomerati che rispecchino la densità della
       popolazione.
   (6) Per garantire che i dati rilevati sull’inquinamento atmosferico siano adeguatamente
       rappresentativi e comparabili in tutta la Comunità, ai fini della valutazione della
       qualità dell’aria è determinante utilizzare tecniche di misurazione standard e criteri
       comuni per quanto riguarda il numero e l’ubicazione delle stazioni di misurazione. Per
       la valutazione della qualità dell’aria ambiente possono essere utilizzate tecniche
       diverse dalle misurazioni ed è pertanto necessario definire i criteri per l’utilizzo delle
       suddette tecniche e per la necessaria accuratezza richiesta delle stesse.
   (7) Occorre procedere a misurazioni dettagliate delle particelle sottili in siti di fondo per
       poter meglio comprendere l’impatto di questo tipo di inquinante e formulare politiche
       adeguate al riguardo. Tali misurazioni devono essere effettuate in maniera coerente
       con quelle effettuate nell’ambito del programma concertato di sorveglianza continua e
       di valutazione del trasporto a grande distanza degli inquinanti atmosferici in Europa
       (EMEP), istituito dalla Convenzione del 1979 sull'inquinamento atmosferico
       transfrontaliero a grande distanza approvata dalla decisione del Consiglio 81/462/CEE
       dell’11 giugno 198112.
   7
       GU L 163 del 29.6.1999, pag. 41. Direttiva come modificata dalla decisione della Commissione
       2001/744/CE (GU L 278 del 23.10.2001, pag. 35).
   8
       GU L 313 del 13.12.2000, pag. 12.
   9
       GU L 67 del 9.3.2002, pag. 14.
   10
       GU L 35 del 5.2.1997, pag. 14. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2001/752/CE della
       Commissione (GU L 282 del 26.10.2001, pag. 69).
   11
       GU L 23 del 26.1.2005, pag. 3.
   12
       GU L 171 del 27.6.1981, pag. 11.
IT                                               12                                                    IT
 ---pagebreak---    (8)  Lo stato di qualità dell’aria deve essere migliorato o, se già buono, mantenuto. In caso
        di superamento degli standard di qualità dell’aria gli Stati membri devono intervenire
        per ottenere la conformità ai valori fissati; il superamento dei valori dovuto alla
        sabbiatura delle strade nella stagione invernale non deve essere considerato.
   (9)  Il rischio che l’inquinamento atmosferico rappresenta per la vegetazione è più
        rilevante in siti distanti dalle zone urbane dove vive la vegetazione. Ai fini della
        valutazione dei rischi e della conformità agli standard di qualità dell’aria per la tutela
        della vegetazione occorre, pertanto, prendere in esame principalmente i luoghi distanti
        dalle zone edificate.
   (10) Le particelle sottili (PM2,5 ) hanno impatti molto negativi sulla salute umana. Finora,
        inoltre, non esiste una soglia identificabile al di sotto della quale il PM 2,5 non
        rappresenta un rischio. Per tale motivo la disciplina prevista per questo inquinante
        deve essere differente da quella di altri inquinanti atmosferici. Tale approccio
        dovrebbe mirare ad una riduzione generale delle concentrazioni nei siti di fondo
        urbano per garantire che ampie fasce della popolazione beneficino di una migliore
        qualità dell’aria. Tuttavia, per garantire un livello minimo di tutela della salute su tutto
        il territorio, a tale approccio occorre affiancare la definizione di un livello massimo per
        la concentrazione assoluta.
   (11) Gli attuali obiettivi a lungo termine finalizzati a garantire una protezione efficace
        contro gli effetti nocivi per la salute umana, la vegetazione e gli ecosistemi dovuti
        all’esposizione all’ozono devono rimanere invariati. Occorre fissare una soglia di
        allarme e una soglia di informazione per l’ozono al fine di tutelare, rispettivamente, la
        salute della popolazione in generale e delle fasce vulnerabili contro l’esposizione di
        breve durata a concentrazioni elevate di ozono. Il raggiungimento di tali soglie deve
        far scattare l’obbligo di informare il pubblico in merito ai rischi dell’esposizione e
        l’applicazione di provvedimenti adeguati a breve termine per ridurre il livello di ozono
        nelle zone in cui le soglie di allarme sono superate.
   (12) L’ozono è un inquinante transfrontaliero che si forma in atmosfera dall’emissione
        degli inquinanti primari disciplinati dalla direttiva 2001/81/CE del Parlamento europeo
        e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni
        inquinanti atmosferici13. I progressi verso il raggiungimento degli obiettivi di qualità
        dell’aria e degli obiettivi a lungo termine per l’ozono che la presente direttiva intende
        realizzare devono essere determinati dagli obiettivi e dai limiti di emissione previsti
        nella direttiva 2001/81/CE.
   (13) Nelle zone in cui gli obiettivi a lungo termine sono superati è necessario rendere
        obbligatoria la misurazione del livello di ozono per mezzo di stazioni fisse. Al fine di
        ridurre il numero di punti di campionamento fissi deve essere possibile utilizzare altri
        strumenti di valutazione.
   (14) Le emissioni atmosferiche di inquinanti provenienti da fonti naturali possono essere
        misurate, ma non possono essere controllate. Pertanto, ove sia possibile determinare
        con sufficiente certezza il contributo delle fonti naturali al livello di inquinamento
   13
        GU L 309 del 27.11.2001, pag. 22. Direttiva modificata dall’Atto di adesione del 2003.
IT                                                   13                                              IT
 ---pagebreak---         dell’aria ambiente, tale contributo deve essere detratto ai fini della valutazione della
        conformità ai valori limite per la qualità dell’aria.
   (15) I valori limite per la qualità dell’aria oggi esistenti devono rimanere invariati, anche se
        può essere prolungato il periodo di tempo entro il quale deve essere garantita la
        conformità nei casi in cui nonostante l’attuazione di adeguate misure di abbattimento,
        in alcune zone o agglomerati specifici persistano problemi acuti di conformità. Le
        eventuali proroghe per una determinata zona o agglomerato devono essere corredate di
        un piano globale finalizzato a garantire la conformità entro il termine così prorogato.
   (16) Occorre predisporre piani o programmi per le zone e gli agglomerati entro i quali le
        concentrazioni di inquinanti nell’aria ambiente superano i rispettivi standard di qualità
        dell’aria più eventuali margini di superamento provvisori. L’inquinamento atmosferico
        è dovuto a molte fonti e attività diverse. Per garantire la coerenza tra le varie politiche,
        i piani e i programmi devono essere in linea ed integrati con i piani e i programmi
        formulati a norma della direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
        del 23 ottobre 2001, concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni
        inquinanti originati dai grandi impianti di combustione14, della direttiva 2001/81/CE e
        della direttiva 2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
        25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale15.
   (17) I piani d’azione devono indicare i provvedimenti da adottare nel breve termine nei casi
        in cui sussista il rischio di superare uno o più degli standard di qualità dell’aria o delle
        soglie di allarme pertinenti al fine di ridurre il rischio in questione e di limitare la
        durata di un tale evento. Per quanto riguarda l’ozono, i piani d’azione a breve termine
        devono tener conto delle disposizioni contenute nella decisione 2004/279/CE della
        Commissione, del 19 marzo 2004, concernente orientamenti per l’attuazione della
        direttiva 2002/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’ozono
        nell’aria16.
   (18) I suddetti piani e programmi sono finalizzati ad ottenere un miglioramento diretto
        della qualità dell’aria e dell’ambiente e non devono pertanto essere soggetti alla
        direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001,
        concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi
        sull’ambiente17.
   (19) Gli Stati membri devono consultarsi qualora, in seguito ad un inquinamento rilevante
        che abbia origine in un altro Stato membro, il livello di un inquinante superi o possa
        superare gli standard di qualità dell’aria del caso più il margine di superamento o, a
        seconda dei casi, la soglia di allarme. Data la natura transfrontaliera di alcuni
        inquinanti specifici come l’ozono e il particolato, può essere necessario un
        coordinamento fra Stati membri limitrofi ai fini della predisposizione e dell’attuazione
        di piani, programmi e piani d’azione a breve termine e dell’informazione del pubblico.
        Gli Stati membri devono continuare, se del caso, la cooperazione con i paesi terzi,
        privilegiando una tempestiva partecipazione dei paesi candidati.
   14
        GU L 309 del 27.11.2001, pag. 1. Direttiva modificata dall’Atto di adesione del 2003.
   15
        GU L 189 del 18.7.2002, pag. 12.
   16
        GU L 87 del 25.3.2004, pag. 50.
   17
        GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30.
IT                                                  14                                               IT
 ---pagebreak---    (20) Gli Stati membri e la Commissione devono raccogliere, scambiare e diffondere le
        informazioni sulla qualità dell’aria per meglio comprendere gli effetti
        dell’inquinamento atmosferico e formulare politiche adeguate al riguardo. Occorre
        fornire prontamente al pubblico informazioni aggiornate sulle concentrazioni nell’aria
        ambiente di tutti gli inquinanti disciplinati.
   (21) Per agevolare il trattamento e la comparazione delle informazioni sulla qualità
        dell’aria, i dati presentati alla Commissione devono avere un formato standard.
   (22) È necessario adeguare le procedure riguardanti la fornitura dei dati, la valutazione e la
        comunicazione delle informazioni sulla qualità dell’aria per consentire l’utilizzo di
        strumenti elettronici e di Internet quali strumenti principali per mettere a disposizione
        le informazioni, e per rendere tali procedure compatibili con la direttiva […]18.
   (23) È opportuno prevedere la possibilità di adeguare all’evoluzione scientifica e tecnica i
        criteri e le tecniche utilizzati per la valutazione della qualità dell’aria ambiente e le
        informazioni da fornire. Inoltre, devono essere adottate tecniche di riferimento, se
        disponibili, per la modellizzazione della qualità dell’aria.
   (24) Poiché gli obiettivi di qualità dell’aria ambiente perseguiti da questa direttiva non
        possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono dunque, a
        causa della natura transfrontaliera degli inquinanti dell’aria, essere realizzati meglio a
        livello comunitario, la Comunità può adottare delle misure in conformità col principio
        di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. In ottemperanza al principio di
        proporzionalità, enunciato nello stesso articolo, la presente direttiva si limita a quanto
        necessario per conseguire tali scopi.
   (25) È opportuno che gli Stati membri stabiliscano norme relative alle sanzioni da irrogare
        in caso di violazione delle disposizioni della presente direttiva e ne garantiscano
        l’applicazione. Tali sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
   (26) Alcune disposizioni degli atti abrogati dalla presente direttiva devono rimanere in
        vigore per garantire il mantenimento dei valori limite esistenti, ai fini della qualità
        dell’aria, per il biossido di azoto fino alla loro sostituzione a decorrere dal
        1° gennaio 2010, il mantenimento delle disposizioni in materia di comunicazione delle
        informazioni sulla qualità dell’aria fino all’adozione di nuove modalità di applicazione
        e infine il mantenimento degli obblighi riguardanti la valutazione preliminare della
        qualità dell’aria di cui alla direttiva 2004/107/CE.
   (27) L’obbligo di recepimento della presente direttiva nel diritto nazionale deve limitarsi
        alle disposizioni che costituiscono un cambiamento rilevante rispetto alle direttive
        precedenti. L’obbligo di recepire le disposizioni che rimangono invariate deriva dalle
        direttive precedenti.
   (28) La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi sanciti in
        particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In particolare, la
        presente direttiva intende promuovere l’integrazione nelle politiche comunitarie di un
        livello elevato di tutela dell’ambiente e miglioramento della qualità ambientale
   18
        [GU L […] del […], pag. […].]
IT                                                15                                               IT
 ---pagebreak---            secondo il principio dello sviluppo sostenibile stabilito all’articolo 37 della Carta dei
           diritti fondamentali dell’Unione europea.
   (29)    Le misure necessarie per l’attuazione della presente direttiva devono essere adottate
           conformemente alla decisione del Consiglio 1999/468/CE del 28 giugno 1999, recante
           modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione riservate alla Commissione19,
   HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                  Capo I
                                       Disposizioni generali
                                                  Articolo 1
                                                   Oggetto
   La presente direttiva istituisce misure volte a:
   (1)     definire e stabilire obiettivi di qualità dell’aria ambiente al fine di evitare, prevenire o
           ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso;
   (2)     valutare la qualità dell’aria ambiente negli Stati membri sulla base di metodi e criteri
           comuni, e in particolare valutare le concentrazioni di alcuni inquinanti nell’aria
           ambiente;
   (3)     fornire informazioni sulla qualità dell’aria ambiente per contribuire alla lotta contro
           l’inquinamento e gli effetti negativi e per monitorare le tendenze a lungo termine e i
           miglioramenti ottenuti con l’applicazione delle misure nazionali e comunitarie;
   (4)     garantire che le informazioni sulla qualità dell’aria ambiente siano messe a
           disposizione del pubblico;
   (5)     mantenere la qualità dell’aria ambiente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi;
   (6)     promuovere una cooperazione più sostenuta tra gli Stati membri nella lotta contro
           l’inquinamento atmosferico.
                                                  Articolo 2
                                                 Definizioni
   Ai fini della presente direttiva s’intende per:
   (1)     “aria ambiente”: l’aria esterna presente nella troposfera, ad esclusione di quella
           presente nei luoghi di lavoro;
   19
           GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
IT                                                    16                                                IT
 ---pagebreak---    (2)  “inquinante”: qualsiasi sostanza presente nell’aria ambiente e che può avere effetti
        nocivi per la salute umana e/o per l’ambiente nel suo complesso;
   (3)  “livello”: concentrazione nell’aria ambiente di un inquinante o deposizione dello
        stesso su una superficie in un dato periodo di tempo;
   (4)  “valutazione”: qualsiasi metodo utilizzato per misurare, calcolare, prevedere o stimare
        i livelli;
   (5)  “valore limite”: livello fissato in base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare,
        prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l’ambiente nel suo
        complesso, che deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e in seguito non
        deve essere superato;
   (6)  “livello massimo di concentrazione”: livello fissato in base alle conoscenze
        scientifiche al fine di evitare rischi eccessivamente elevati per la salute umana, che
        deve essere raggiunto entro un termine prestabilito e in seguito non deve essere
        superato;
   (7)  “livello critico”: livello fissato in base alle conoscenze scientifiche al di sopra del
        quale vi possono essere effetti negativi diretti su recettori quali piante, alberi o
        ecosistemi naturali, esclusi gli esseri umani;
   (8)  “margine di superamento”: percentuale di superamento del valore limite consentita
        alle condizioni stabilite dalla presente direttiva;
   (9)  “valore-obiettivo”: livello fissato al fine di evitare, prevenire o ridurre effetti nocivi
        per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso, da conseguirsi, ove possibile,
        entro un termine prestabilito;
   (10) “soglia di allarme”: livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di
        esposizione di breve durata e raggiunto il quale gli Stati membri devono adottare
        provvedimenti immediati;
   (11) “soglia di informazione”: livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in
        caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della
        popolazione e raggiunto il quale sono necessarie informazioni adeguate e tempestive;
   (12) “soglia di valutazione superiore”: livello al di sotto del quale è possibile combinare le
        misurazioni con le tecniche di modellizzazione al fine di valutare la qualità dell’aria
        ambiente;
   (13) “soglia di valutazione inferiore”: livello al di sotto del quale è possibile utilizzare solo
        tecniche di modellizzazione o di stima obiettiva al fine di valutare la qualità dell’aria
        ambiente;
   (14) “obiettivo a lungo termine”: livello da raggiungere nel lungo periodo, salvo quando
        ciò non sia realizzabile tramite misure proporzionate, al fine di garantire un’efficace
        protezione della salute umana e dell’ambiente;
   (15) “zona”: parte del territorio di uno Stato membro da esso delimitata, ai fini della
        valutazione e della gestione della qualità dell’aria;
IT                                               17                                                  IT
 ---pagebreak---    (16) “agglomerato”: zona in cui è concentrata una popolazione superiore a 250 000 abitanti
        o, allorché la popolazione è pari o inferiore a 250 000 abitanti, con una densità di
        popolazione per km² definita dagli Stati membri;
   (17) “PM10”: le particelle che penetrano attraverso un ingresso dimensionale selettivo
        conforme alla norma EN 12341 con un'efficienza di interruzione del 50% per un
        diametro aerodinamico di 10 µm;
   (18) “PM2,5”: le particelle che penetrano attraverso un ingresso dimensionale selettivo
        conforme alla norma EN 14907 con un'efficienza di interruzione del 50% per un
        diametro aerodinamico di 2,5 µm;
   (19) “indicatore di esposizione media”: livello medio determinato sulla base di misurazioni
        in siti di fondo urbano in tutto il territorio di uno Stato membro e che rispecchia
        l’esposizione della popolazione;
   (20) “obiettivo di riduzione dell’esposizione”: riduzione percentuale dell’indicatore di
        esposizione media fissata al fine di ridurre gli effetti nocivi per la salute umana, da
        raggiungersi, ove possibile, entro un termine prestabilito;
   (21) “sito di fondo urbano”: sito all’interno delle zone urbane dove i livelli apparenti sono
        rappresentativi dell’esposizione della popolazione urbana generale;
   (22) “ossidi di azoto”: la somma del rapporto di mescolamento (ppbv) di monossido di
        azoto (ossido nitrico) e di biossido di azoto espressa in unità di concentrazione di
        massa di biossido di azoto (µg/m3);
   (23) “misurazione in siti fissi”: misurazione effettuata in postazioni fisse, in continuo o con
        campionamento casuale, per determinare i livelli conformemente agli obiettivi di
        qualità dei dati richiesti;
   (24) “misurazione indicativa”: misurazione che rispetta criteri di qualità meno rigidi
        rispetto alla misurazione in siti fissi;
   (25) “composti organici volatili” (COV): i composti organici provenienti da fonti
        antropiche e biogeniche, diversi dal metano, che possono produrre ossidanti
        fotochimici per reazione con gli ossidi di azoto in presenza di luce solare.
                                              Articolo 3
                                           Responsabilità
   1.     Gli Stati membri designano, ai livelli adeguati, le autorità competenti e gli organismi
          responsabili:
          a)    della valutazione della qualità dell’aria ambiente;
          b)    dell’approvazione dei sistemi di misurazione (metodi, apparecchiature, reti e
                laboratori);
          c)    della garanzia dell’accuratezza delle misurazioni;
IT                                                18                                               IT
 ---pagebreak---             d)    dell’analisi dei metodi di valutazione;
            e)    del coordinamento, sul proprio territorio, degli eventuali programmi di
                  garanzia della qualità su scala comunitaria organizzati dalla Commissione;
            f)    della cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione.
            Se del caso, le autorità e gli organismi competenti si conformano alle disposizioni
            dell’allegato I, punto C.
   2.       Gli Stati membri comunicano al pubblico il nome dell’autorità o dell’organismo
            competenti designati per espletare le mansioni di cui al paragrafo 1.
                                                Capo II
                    Valutazione della qualità dell’aria ambiente
                                              SEZIONE 1
                                     OSSERVAZIONI GENERALI
                                                Articolo 4
                                   Istituzione di zone e agglomerati
   Gli Stati membri istituiscono zone e agglomerati in tutto il loro territorio. Le attività di
   valutazione della qualità dell’aria e di gestione della qualità dell’aria sono svolte in tutte le
   zone e gli agglomerati.
                                               SEZIONE 2
      VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL’ARIA AMBIENTE CON RIFERIMENTO AL
        BIOSSIDO DI ZOLFO, AL BIOSSIDO DI AZOTO E AGLI OSSIDI DI AZOTO, AL
        PARTICOLATO, AL PIOMBO, AL BENZENE E AL MONOSSIDO DI CARBONIO
                                                Articolo 5
                                         Sistema di valutazione
   1.       Ai fini della protezione della salute e della vegetazione, per il biossido di zolfo, il
            biossido di azoto e gli ossidi di azoto, il particolato (PM10 e PM2,5), il piombo, il
            benzene e il monossido di carbonio si applicano le soglie di valutazione superiore e
            inferiore indicate nell’allegato II, punto A.
            Ciascuna zona e agglomerato è classificata/o in base alle suddette soglie di
            valutazione.
   2.       La classificazione di cui al paragrafo 1 è riesaminata almeno ogni cinque anni,
            secondo la procedura di cui all’allegato II, punto B.
IT                                                  19                                               IT
 ---pagebreak---       La classificazione è riesaminata con maggiore frequenza nel caso di cambiamenti
      significativi delle attività che influenzano la concentrazione nell’aria ambiente di
      biossido di zolfo, biossido di azoto o, se del caso, ossidi di azoto, particolato (PM10 e
      PM2,5), piombo, benzene o monossido di carbonio.
                                            Articolo 6
                                    Criteri di valutazione
   1. Gli Stati membri procedono alla valutazione della qualità dell’aria ambiente con
      riferimento agli inquinanti di cui all’articolo 5 in tutto il loro territorio, secondo i
      criteri fissati nei paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo.
   2. In tutte le zone e gli agglomerati nei quali il livello degli inquinanti di cui al
      paragrafo 1 presenti nell’aria ambiente supera la soglia di valutazione superiore
      stabilita per tali inquinanti, la qualità dell’aria ambiente è valutata tramite
      misurazioni in siti fissi. Tali misurazioni possono essere integrate da tecniche di
      modellizzazione e/o da misurazioni indicative al fine di fornire informazioni
      adeguate sulla qualità dell’aria ambiente.
   3. In tutte le zone e gli agglomerati nei quali il livello degli inquinanti di cui al
      paragrafo 1 presenti nell’aria ambiente è inferiore alla soglia di valutazione superiore
      stabilita per tali inquinanti, la qualità dell’aria ambiente può essere valutata con una
      combinazione di misurazioni in siti fissi e tecniche di modellizzazione e/o
      misurazioni indicative.
   4. In tutte le zone e gli agglomerati nei quali il livello degli inquinanti di cui al
      paragrafo 1 presenti nell’aria ambiente è inferiore alla soglia di valutazione inferiore
      stabilita per tali inquinanti, la qualità dell’aria ambiente può essere valutata anche
      solo con tecniche di modellizzazione o con tecniche di stima obiettiva o con
      entrambe.
   5. Oltre alle valutazioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 4, sono effettuate delle misurazioni
      presso siti di fondo distanti da fonti importanti di inquinamento atmosferico allo
      scopo di fornire almeno informazioni sulla concentrazione di massa e sulla
      speciazione chimica delle particelle sottili (PM2,5) su base media annua; nello
      svolgimento delle misurazioni devono essere rispettati i seguenti criteri:
      a)     deve essere previsto un punto di campionamento ogni 100 000 km2;
      b)     ciascuno Stato membro deve allestire almeno una stazione di misurazione
             oppure, previo accordo con Stati membri confinanti, può allestire una o più
             stazioni di misurazione comuni a copertura delle zone limitrofe interessate al
             fine di disporre della necessaria risoluzione spaziale;
      c)     se opportuno, le attività di monitoraggio sono coordinate con la strategia di
             monitoraggio e il programma di misurazioni del programma concertato di
             sorveglianza continua e di valutazione del trasporto a grande distanza degli
             inquinanti atmosferici in Europa (EMEP);
IT                                              20                                              IT
 ---pagebreak---              d)     l’allegato I, punto A, si applica in riferimento agli obiettivi di qualità dei dati
                    per le misure di massa del particolato; l’allegato IV si applica nella sua
                    interezza.
             Gli Stati membri comunicano inoltre alla Commissione i metodi utilizzati per la
             determinazione della composizione chimica delle particelle sottili (PM2,5).
                                                   Articolo 7
                                           Punti di campionamento
   1.        I punti di campionamento per la misurazione del biossido di zolfo, del biossido di
             azoto e degli ossidi di azoto, del particolato (PM10, PM2,5), del piombo, del benzene
             e del monossido di carbonio nell’aria ambiente sono ubicati secondo i criteri di cui
             all’allegato III.
   2.        Nelle zone o negli agglomerati nei quali le misurazioni in siti fissi sono l’unica fonte
             di informazione per valutare la qualità dell’aria, il numero dei punti di
             campionamento per ogni inquinante interessato corrisponde almeno al numero
             minimo di punti di campionamento indicato nell’allegato V, punto A.
             Tuttavia, nelle zone e negli agglomerati nei quali le informazioni provenienti dai
             punti di campionamento per le misurazioni in siti fissi sono integrate da informazioni
             ottenute con tecniche di modellizzazione e/o misurazioni indicative, il numero
             complessivo dei punti di campionamento di cui all’allegato V, punto A, può essere
             ridotto fino ad un massimo del 50% purché siano rispettate le seguenti condizioni:
             a)     i metodi supplementari consentano di pervenire a un livello d’informazione
                    sufficiente per la valutazione della qualità dell’aria con riferimento ai valori
                    limite, ai livelli massimi di concentrazione o alle soglie di allarme e ad un
                    livello d’informazione adeguato per consentire d’informare il pubblico;
             b)     il numero di punti di campionamento da installare e la risoluzione spaziale di
                    altre tecniche devono poter consentire di accertare le concentrazioni
                    dell’inquinante interessato conformemente agli obiettivi di qualità dei dati di
                    cui al punto A dell’allegato I e far sì che i risultati della valutazione rispondano
                    ai criteri di cui all’allegato I, punto B.
             Nel caso di cui al secondo comma, ai fini della valutazione della qualità dell’aria in
             riferimento ai valori limite o ai livelli massimi di concentrazione si tiene conto dei
             risultati delle tecniche di modellizzazione e/o delle misurazioni indicative.
                                                   Articolo 8
                                   Metodi di misurazione di riferimento
   Gli Stati membri applicano i metodi di misurazione di riferimento e i criteri indicati
   nell’allegato VI, punti A e C.
IT                                                      21                                               IT
 ---pagebreak---    Sono consentiti altri metodi di misurazione a condizione che rispondano ai criteri di cui
   all’allegato VI, punto B.
                                                  SEZIONE 3
       VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL’ARIA CON RIFERIMENTO ALL’OZONO
                                                   Articolo 9
                                             Criteri di valutazione
   1.        Nelle zone e negli agglomerati nei quali, durante uno qualsiasi degli ultimi cinque
             anni di rilevamento, le concentrazioni di ozono hanno superato gli obiettivi a lungo
             termine di cui all’allegato VII, punto A. 3, è obbligatorio procedere a misurazioni in
             siti fissi.
   2.        Se i dati disponibili non coprono un periodo di cinque anni, al fine di determinare se
             in tale periodo sono stati superati gli obiettivi a lungo termine di cui al paragrafo 1,
             gli Stati membri possono combinare i risultati ottenuti dalle campagne di
             misurazione di breve durata effettuate nel periodo dell’anno e nei siti rappresentativi
             dei massimi livelli di inquinamento, con le informazioni ricavate dagli inventari delle
             emissioni e dalle tecniche di modellizzazione.
                                                   Articolo 10
           Ubicazione dei punti di campionamento ai fini della misurazione dell’ozono
   1.        L’ubicazione dei punti di campionamento per la misurazione dell’ozono è
             determinata in base ai criteri definiti nell’allegato VIII.
   2.        Nelle zone o negli agglomerati nei quali la misurazione è l’unica fonte di
             informazioni per valutare la qualità dell’aria, il numero dei punti di campionamento
             per la misurazione fissa dell’ozono non deve essere inferiore al numero minimo di
             punti di campionamento di cui all’allegato IX, punto A.
             Nelle zone e negli agglomerati nei quali le informazioni ottenute dai punti di
             campionamento per la misurazione in siti fissi dell’ozono siano integrate da
             informazioni ricavate da tecniche di modellizzazione o misurazioni indicative, il
             numero dei punti di campionamento di cui al punto A dell’allegato IX può essere
             ridotto purché siano rispettate le seguenti condizioni:
             a)      i metodi supplementari forniscano informazioni sufficienti per la valutazione
                     della qualità dell’aria con riferimento ai valori-obiettivo, agli obiettivi a lungo
                     termine o alle soglie di allarme e d’informazione;
             b)      il numero di punti di campionamento da installare e la risoluzione spaziale di
                     altre tecniche consentano di accertare la concentrazione di ozono
                     conformemente agli obiettivi di qualità dei dati di cui all’allegato I, punto A e
                     far sì che i risultati della valutazione rispondano ai criteri di cui all’allegato I,
                     punto B;
IT                                                     22                                                  IT
 ---pagebreak---       c)     in ciascuna zona o agglomerato il numero di punti di campionamento sia
             almeno uno per due milioni di abitanti o uno per 50 000 km2, se ciò produce un
             numero maggiore di punti di campionamento; in ogni caso il numero non può
             essere inferiore a uno per ciascuna zona o agglomerato;
      d)     il biossido di azoto sia misurato in tutti i rimanenti punti di campionamento, ad
             esclusione delle stazioni rurali di fondo.
      Nel caso di cui al secondo comma, ai fini della valutazione della qualità dell’aria in
      riferimento ai valori-obiettivo si tiene conto dei risultati delle tecniche di
      modellizzazione e/o delle misurazioni indicative.
   3. In corrispondenza di almeno il 50% dei punti di campionamento dell’ozono previsti
      all’allegato IX, punto A, è effettuata anche la misurazione del biossido di azoto. Si
      tratta di una misurazione in continuo, ad eccezione delle stazioni rurali di fondo,
      quali definite nell’allegato VIII, punto A, nelle quali possono essere utilizzati altri
      metodi di misurazione.
   4. Nelle zone e negli agglomerati in cui, durante tutti gli ultimi cinque anni di
      misurazione, le concentrazioni siano state inferiori agli obiettivi a lungo termine, il
      numero dei punti di campionamento per le misurazioni in siti fissi è stabilito ai sensi
      dell’allegato IX, punto B.
   5. Ciascuno Stato membro provvede affinché nel suo territorio sia allestito e mantenuto
      operativo almeno un punto di campionamento per rilevare dati sulle concentrazioni
      dei precursori dell’ozono elencati nell’allegato X. Ogni Stato membro stabilisce il
      numero e l’ubicazione delle stazioni nelle quali misurare i precursori dell’ozono,
      attenendosi agli obiettivi e ai metodi indicati nell’allegato X.
                                         Articolo 11
                           Metodi di misurazione di riferimento
   1. Gli Stati membri applicano il metodo di misurazione di riferimento per l’ozono
      indicato nell’allegato VI, punto A.8. Sono consentiti altri metodi di misurazione a
      condizione che rispondano ai criteri dell’allegato VI, punto B.
   2. Ciascuno Stato membro comunica alla Commissione i metodi utilizzati per il
      campionamento e la misurazione dei COV, secondo quanto indicato all’allegato X.
IT                                            23                                               IT
 ---pagebreak---                                                    Capo III
                        Gestione della qualità dell’aria ambiente
                                                    Articolo 12
     Prescrizioni per i casi in cui i livelli siano inferiori ai valori limite e ai livelli massimi di
                                                concentrazione
   Nelle zone e negli agglomerati nei quali i livelli di biossido di zolfo, biossido di azoto, PM10,
   PM2,5, piombo, benzene e monossido di carbonio presenti nell’aria ambiente sono inferiori ai
   rispettivi valori limite o livelli massimi di concentrazione indicati negli allegati XI e XIV, gli
   Stati membri provvedono a mantenere tale stato di qualità dell’aria.
                                                    Articolo 13
                       Valori limite ai fini della protezione della salute umana
   1.        Gli Stati membri provvedono affinché i livelli di biossido di zolfo, PM10, piombo e
             monossido di carbonio presenti nell’aria ambiente non superino, in tutto il loro
             territorio, i valori limite istituiti all’allegato XI.
             Per quanto riguarda il biossido di azoto e il benzene, i valori limite fissati
             all’allegato XI non possono essere superati a decorrere dalle date indicate nel
             medesimo allegato.
             I margini di superamento fissati all’allegato XI si applicano a norma dell’articolo 21.
   2.        Le soglie di allarme applicabili per le concentrazioni di biossido di zolfo e biossido
             di azoto nell’aria ambiente sono indicate nell’allegato XII, punto A.
   3.        Gli Stati membri possono designare zone o agglomerati nei quali i valori limite per il
             PM10 sono superati a causa delle concentrazioni di PM10 nell’aria ambiente dovute
             alla risospensione delle particelle a seguito della sabbiatura delle strade nella
             stagione invernale.
             Gli Stati membri trasmettono alla Commissione un elenco di tali zone o agglomerati,
             insieme alle informazioni sulle concentrazioni e sulle fonti di PM10.
             Nell’informare la Commissione a norma dell’articolo 25, gli Stati membri forniscono
             la documentazione necessaria per dimostrare che il superamento è dovuto alla
             risospensione di tali particelle e che sono stati adottati provvedimenti ragionevoli per
             diminuire le concentrazioni.
             Fatto salvo l’articolo 19, per le zone e gli agglomerati di cui al primo comma del
             presente paragrafo, gli Stati membri sono tenuti a predisporre i piani o i programmi
             di cui all’articolo 21 solo se il superamento dei valori del PM10 è dovuto a cause
             diverse dalla sabbiatura delle strade effettuata nei mesi invernali.
IT                                                       24                                            IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 14
                                              Livelli critici
   1.      Gli Stati membri provvedono affinché in zone distanti dagli agglomerati e da altre
           aree edificate siano rispettati i livelli critici indicati all’allegato XIII.
           Ove sussista un rischio rilevante di effetti negativi, gli Stati membri possono
           applicare i livelli critici anche negli agglomerati e nelle aree edificate.
   2.      Nei casi in cui la misurazione in siti fissi è l’unica fonte di informazioni per valutare
           la qualità dell’aria, il numero dei punti di campionamento corrisponde almeno al
           numero minimo di punti di campionamento indicato nell’allegato V, punto C. Se le
           informazioni in questione sono integrate da informazioni provenienti da tecniche di
           modellizzazione o misurazioni indicative, il numero minimo di punti di
           campionamento può essere ridotto fino ad un massimo del 50% a condizione che le
           concentrazioni accertate dell’inquinante interessato possano essere determinate
           secondo gli obiettivi di qualità dei dati indicati nell’allegato I, punto A.
                                                Articolo 15
    Obiettivo di riduzione dell’esposizione al PM2,5 e livello massimo di concentrazione per
                                   la protezione della salute umana
   1.      Gli Stati membri garantiscono che l’obiettivo di riduzione dell’esposizione al PM2,5
           di cui all’allegato XIV, punto B, sia conseguito entro i tempi indicati nello stesso
           allegato.
   2.      L’indicatore di esposizione media per il PM2,5 è valutato secondo i criteri
           dell’allegato XIV, punto A.
   3.      Gli Stati membri provvedono, a norma dell’allegato III, affinché la distribuzione dei
           punti di campionamento e il numero singolo di punti di campionamento sul quale si
           basa l’indicatore di esposizione media per il PM2,5 rispecchino adeguatamente
           l’esposizione della popolazione generale. Il numero dei punti di campionamento non
           deve essere inferiore a quello determinato secondo i criteri dell’allegato V, punto B.
   4.      Gli Stati membri garantiscono che le concentrazioni di PM2,5 nell’aria ambiente non
           superino, in tutto il loro territorio, il livello massimo di concentrazione definito
           nell’allegato XIV, punto C, a decorrere dalla data ivi indicata.
   5.      I margini di superamento fissati nell’allegato XIV, punto C, si applicano a norma
           dell’articolo 21.
IT                                                   25                                              IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 16
   Prescrizioni per le zone e gli agglomerati nei quali la concentrazione di ozono supera
                                     gli obiettivi a lungo termine
   1.       Gli Stati membri garantiscono che i valori-obiettivo e gli obiettivi a lungo termine di
            cui all’allegato VII siano conseguiti entro i tempi indicati nello stesso allegato.
   2.       Per le zone e gli agglomerati nei quali un valore-obiettivo risulta superato, gli Stati
            membri garantiscono che i piani o i programmi predisposti a norma dell’articolo 6
            della direttiva 2001/81/CE siano messi in atto al fine di raggiungere i valori-obiettivo
            a decorrere dalla data indicata nell’allegato VII, punto A. 2, salvo quando ciò non sia
            realizzabile attraverso provvedimenti proporzionati.
            Qualora, a norma dell’articolo 21, paragrafo 1 della presente direttiva, occorra
            predisporre o attuare piani o programmi relativi ad inquinanti diversi dall’ozono, gli
            Stati membri, se del caso, predispongono e attuano piani o programmi integrati
            riguardanti tutti gli inquinanti interessati.
   3.        Per le zone e gli agglomerati nei quali i livelli di ozono nell’aria ambiente superano
            gli obiettivi a lungo termine ma sono inferiori o uguali ai valori-obiettivo, gli Stati
            membri predispongono e attuano provvedimenti efficaci dal punto di vista dei costi
            finalizzati al conseguimento degli obiettivi a lungo termine. Tali provvedimenti
            devono almeno essere in linea con i piani e i programmi di cui al paragrafo 2.
                                                Articolo 17
       Prescrizioni per le zone e gli agglomerati nei quali la concentrazione di ozono
                                soddisfa gli obiettivi a lungo termine
   Nelle zone e negli agglomerati nei quali i livelli di ozono soddisfano gli obiettivi a lungo
   termine, e nella misura in cui lo consentano fattori attinenti, ad esempio, alla natura
   transfrontaliera dell’inquinamento da ozono e alle condizioni meteorologiche, gli Stati
   membri mantengono tali livelli al di sotto degli obiettivi a lungo termine e preservano, tramite
   provvedimenti proporzionati, la migliore qualità dell’aria ambiente che risulti compatibile con
   lo sviluppo sostenibile e un elevato livello di protezione dell’ambiente e della salute umana.
                                                Articolo 18
             Misure in caso di superamento delle soglie di allarme o di informazione
   Se la soglia di informazione di cui all’allegato XII o una qualsiasi delle soglie di allarme
   specificate nello stesso allegato sono superate, gli Stati membri adottano i provvedimenti
   necessari per informare il pubblico a mezzo radio, televisione, stampa o via Internet.
   Gli Stati membri trasmettono inoltre tempestivamente alla Commissione, in via provvisoria,
   informazioni sui livelli registrati e sulla durata del superamento della soglia di allarme o della
   soglia di informazione.
IT                                                  26                                                IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 19
                                     Emissioni da fonti naturali
   1.     Gli Stati membri possono designare zone o agglomerati nei quali il superamento dei
          valori limite o dei livelli massimi di concentrazione per un determinato inquinante è
          imputabile a fonti naturali.
          Gli Stati membri inviano alla Commissione l’elenco di tali zone o agglomerati
          unitamente alle informazioni sulla concentrazione e sulle fonti, nonché la
          documentazione che dimostri come il superamento sia dovuto a fonti naturali.
   2.     Nei casi in cui la Commissione è informata di un superamento dovuto a fonti
          naturali ai sensi del paragrafo 1, tale superamento non è considerato tale ai fini
          della presente direttiva.
                                             Articolo 20
      Proroga del termine per il conseguimento dei valori limite e deroga all’obbligo di
                                applicare determinati valori limite
   1.     Se in una determinata zona o agglomerato non è possibile raggiungere i valori limite
          fissati per il biossido di azoto o il benzene oppure il livello massimo di
          concentrazione per il PM2,5 entro i termini di cui all’allegato XI o all’allegato XIV,
          punto C, gli Stati membri possono prorogare tale termine di cinque anni al massimo
          per la zona o l’agglomerato in questione, a condizione che:
          a)     sia predisposto un piano o un programma a norma dell’articolo 21 per la zona o
                 per l’agglomerato cui s’intende applicare la proroga e la Commissione ne sia
                 informata;
          b)     sia predisposto e successivamente comunicato alla Commissione un
                 programma per l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico per il periodo in
                 cui si applica la proroga; tale programma deve contenere almeno le
                 informazioni di cui all’allegato XV, punto B e deve dimostrare che i valori
                 limite o i livelli massimi di concentrazione saranno conseguiti entro il nuovo
                 termine fissato.
   2.     Se in una determinata zona o agglomerato non è possibile conformarsi ai valori
          limite per il biossido di zolfo, il monossido di carbonio, il piombo e il PM10 di cui
          all’allegato XI, per le caratteristiche di dispersione specifiche del sito, per le
          condizioni climatiche avverse o per l’apporto di inquinanti transfrontalieri, gli Stati
          membri non sono soggetti all’obbligo di applicare tali valori limite fino al
          31 dicembre 2009 al massimo, a condizione che siano rispettate le condizioni di cui
          al paragrafo 1, lettere a) e b).
   3.     Qualora gli Stati membri applichino i paragrafi 1 o 2, provvedono affinché il valore
          limite o il livello massimo di concentrazione per ciascun inquinante non sia superato
          di oltre il margine di superamento massimo indicato all’allegato XI o
          all’allegato XIV, per ciascun inquinante interessato.
IT                                               27                                               IT
 ---pagebreak---    4. Gli Stati membri notificano tempestivamente alla Commissione i casi in cui
      ritengono applicabile il paragrafo 1 o 2 e le comunicano i piani o i programmi e il
      programma di abbattimento dell’inquinamento atmosferico di cui al paragrafo 1,
      comprese tutte le informazioni utili di cui la Commissione deve disporre per valutare
      la conformità a tutte le condizioni applicabili.
      Se la Commissione non solleva obiezioni entro nove mesi dalla data di ricevimento
      della notifica, si considera che le condizioni per l’applicazione dei paragrafi 1 o 2
      siano soddisfatte.
      In caso di obiezioni, la Commissione può chiedere agli Stati membri di rettificare i
      piani o programmi o i programmi di abbattimento dell’inquinamento atmosferico
      oppure di presentare nuovi piani e programmi.
                                        Capo IV
                                 Piani e programmi
                                        Articolo 21
                       Piani o programmi per la qualità dell’aria
   1. Se in determinate zone o agglomerati i livelli di inquinanti presenti nell’aria
      ambiente superano un valore limite, un valore-obiettivo o un livello massimo di
      concentrazione qualsiasi, più qualunque margine di superamento eventualmente
      applicabile, gli Stati membri provvedono a predisporre piani o programmi per le zone
      e gli agglomerati in questione al fine di conseguire il valore limite, il valore-obiettivo
      o il livello massimo di concentrazione del caso specificato negli allegati XI e XIV.
      I piani o i programmi contengono almeno le informazioni di cui all’allegato XV,
      punto A, e devono essere comunicati tempestivamente alla Commissione.
   2. Gli Stati membri garantiscono, per quanto possibile, la coerenza con altri piani
      previsti a norma della direttiva 2001/80/CE, della direttiva 2001/81/CE o della
      direttiva 2002/49/CE al fine di realizzare gli obiettivi ambientali del caso.
   3. I piani o i programmi di cui al paragrafo 1 e i programmi di abbattimento
      dell’inquinamento atmosferico di cui all’articolo 20, paragrafo 1, lettera b), non sono
      soggetti alla valutazione prevista dalla direttiva 2001/42/CE.
                                        Articolo 22
                              Piani d’azione a breve termine
   1. Se in determinate zone o agglomerati sussiste il rischio che i livelli degli inquinanti
      presenti nell’aria ambiente superino uno o più valori limite, livelli massimi di
      concentrazione, valori-obiettivo o soglie di allarme di cui agli allegati VII, XI, XII,
      punto A e XIV, gli Stati membri provvedono, se opportuno, a elaborare piani
IT                                           28                                                  IT
 ---pagebreak---       d’azione contenenti indicazioni sui provvedimenti da adottare nel breve termine per
      ridurre il rischio e per limitarne la durata.
      Tuttavia, se sussiste il rischio che venga superata la soglia di allarme per l’ozono
      indicata nell’allegato XII, punto B, gli Stati membri preparano i piani d’azione a
      breve termine solo se, a loro parere, alla luce delle condizioni geografiche,
      meteorologiche ed economiche nazionali, le possibilità di ridurre il rischio, la durata
      o la gravità del superamento sono significative. Nella redazione dei piani d’azione a
      breve termine gli Stati membri tengono conto della decisione 2004/279/CE.
   2. I piani d’azione a breve termine di cui al paragrafo 1 possono, in funzione del caso,
      contemplare provvedimenti per limitare e, se necessario, sospendere le attività,
      compresa la circolazione dei veicoli a motore, che contribuiscono al rischio che i
      rispettivi valori limite, livelli massimi di concentrazione, valori-obiettivo o soglie di
      allarme siano superati. Tali piani d’azione possono anche prevedere provvedimenti
      efficaci connessi con l’attività degli impianti industriali e l’uso di prodotti.
   3. Gli Stati membri mettono a disposizione del pubblico e delle associazioni interessate,
      quali le associazioni ambientaliste, le associazioni dei consumatori, le associazioni di
      tutela dei gruppi di popolazione sensibili e gli altri organismi sanitari pertinenti, sia i
      risultati delle loro indagini sulla fattibilità e sul contenuto dei piani d’azione specifici
      a breve termine, sia informazioni sull’attuazione di tali piani.
                                          Articolo 23
                        Inquinamento atmosferico transfrontaliero
   1. Se le soglie di allarme, i valori limite, i valori-obiettivo o i livelli massimi di
      concentrazione più il margine di superamento del caso o gli obiettivi a lungo termine
      sono superati a causa del trasporto transfrontaliero di quantitativi significativi di
      inquinanti o loro precursori, gli Stati membri interessati cooperano e, se opportuno,
      formulano iniziative congiunte, quali la preparazione di piani o programmi comuni o
      coordinati a norma dell’articolo 21, al fine di eliminare il superamento, ricorrendo a
      provvedimenti adeguati ma proporzionati.
   2. La Commissione è invitata a partecipare e ad assistere alle iniziative di cooperazione
      di cui al paragrafo 1. Se opportuno, la Commissione esamina, alla luce delle relazioni
      presentate a norma dell’articolo 9 della direttiva 2001/81/CE, se sia necessario
      intervenire ulteriormente a livello comunitario per ridurre le emissioni di precursori
      che causano l’inquinamento transfrontaliero.
   3. Ove opportuno ai sensi dell’articolo 22, gli Stati membri predispongono e attuano
      piani d’azione concertati a breve termine che si applicano alle zone di frontiera di
      altri Stati membri. Gli Stati membri provvedono a comunicare tutte le informazioni
      utili nel caso in cui nelle zone di frontiera degli altri Stati membri siano stati
      predisposti piani d’azione a breve termine.
   4. Allorché si verifichino superamenti della soglia di informazione o della soglia di
      allarme in zone o agglomerati in prossimità dei confini nazionali, le autorità
IT                                             29                                                  IT
 ---pagebreak---       competenti degli Stati membri limitrofi interessati devono essere informate quanto
      prima. Dette informazioni sono rese disponibili anche al pubblico.
   5. Nel predisporre i piani e programmi di cui ai paragrafi 1 e 3 e nell’informarne il
      pubblico come previsto al paragrafo 4, gli Stati membri cercano, se del caso, una
      cooperazione con i paesi terzi, con particolare attenzione ai paesi candidati
      all’adesione.
                                           Capo V
                   Informazione e comunicazione dei dati
                                           Articolo 24
                                  Informazione del pubblico
   1. Gli Stati membri provvedono ad informare adeguatamente e con tempestività il
      pubblico e le associazioni interessate, quali le associazioni ambientaliste, le
      associazioni dei consumatori, le associazioni di tutela dei gruppi di popolazione
      sensibili e altri organismi sanitari pertinenti, in merito:
      a)     alla qualità dell’aria ambiente secondo quanto disposto dall’allegato XVI,
      b)     alle decisioni riguardanti le proroghe di cui all’articolo 20, paragrafo 1,
      c)     ad ogni esenzione a norma dell’articolo 20, paragrafo 2,
      d)     ai piani o programmi e ai programmi di abbattimento dell’inquinamento
             atmosferico di cui all’articolo 16, paragrafo 2, all’articolo 20, paragrafo 1,
             lettera b) e all’articolo 21.
      Le informazioni sono rese disponibili al pubblico gratuitamente e attraverso mezzi
      facilmente accessibili tra cui Internet o altro mezzo di telecomunicazione adeguato, e
      tengono conto delle disposizioni della direttiva […].
   2. Gli Stati membri mettono a disposizione del pubblico le relazioni annue complete
      riguardanti tutti gli inquinanti disciplinati dalla presente direttiva.
      Tali relazioni contengono in sintesi almeno i livelli del superamento dei valori limite,
      livelli massimi di concentrazione, valori-obiettivo, obiettivi a lungo termine, soglie di
      informazione e soglie di allarme per i periodi di mediazione interessati Oltre a queste
      informazioni deve essere presentata una valutazione sintetica degli effetti del
      superamento dei valori predetti. Tali relazioni possono comprendere, se del caso,
      ulteriori informazioni e valutazioni sulla tutela dei boschi e delle foreste e dati su
      altri inquinanti per i quali sono previste disposizioni di monitoraggio nella presente
      direttiva, quali, ad esempio, alcuni precursori dell’ozono non regolamentati indicati
      nell’allegato X, punto B.
IT                                             30                                               IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 25
                               Trasmissione delle informazioni e relazioni
   Gli Stati membri provvedono a far pervenire alla Commissione le informazioni sulla qualità
   dell’aria ambiente.
                                                 Articolo 26
                                  Modifiche e disposizioni di attuazione
   1.        La Commissione modifica, ove necessario, gli allegati da I a VI, gli allegati da VIII a
             X e l’allegato XV, secondo la procedura di cui all’articolo 27, paragrafo 2.
             Le modifiche non possono, tuttavia, avere l’effetto di modificare, direttamente o
             indirettamente,
             a)     i valori limite, i livelli massimi di concentrazione, le prescrizioni per la
                    riduzione dell’esposizione, i livelli critici, i valori-obiettivo, le soglie di
                    informazione, le soglie di allarme o gli obiettivi a lungo termine di cui
                    all’allegato VII e agli allegati da XI a XIV, né
             b)     le date alle quali garantire la conformità a uno qualsiasi dei parametri di cui
                    alla lettera a).
   2.        La Commissione stabilisce, secondo la procedura di cui all’articolo 27, paragrafo 2,
             le informazioni da trasmettere agli Stati membri a norma dell’articolo 25.
             La Commissione individua le soluzioni per razionalizzare il sistema di
             comunicazione dei suddetti dati e lo scambio reciproco di informazioni e di dati
             provenienti dalle reti e dalle singole stazioni di misurazione dell’inquinamento
             atmosferico presenti negli Stati membri, in applicazione della procedura di cui
             all’articolo 27, paragrafo 2.
   3.        La Commissione formula linee guida in merito agli accordi sull’allestimento delle
             stazioni di misurazione comuni di cui all’articolo 6, paragrafo 5.
   4.        La Commissione pubblica orientamenti sulla dimostrazione dell’equivalenza dei
             metodi di cui all’allegato VI, punto B.
                                                 Capo VI
                        Comitato, disposizioni transitorie e finali
                                                 Articolo 27
                                                 Comitato
   1.        La Commissione è assistita dal comitato denominato “Comitato per la qualità
             dell’aria ambiente”, di seguito “il comitato”.
IT                                                    31                                             IT
 ---pagebreak---    2.        Quando si fa riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della
             decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell’articolo 8 della stessa.
             Il termine di cui all’articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a
             tre mesi.
   3.        Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
                                                 Articolo 28
                                                  Sanzioni
   Gli Stati membri determinano le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle disposizioni
   nazionali di attuazione della presente direttiva e prendono tutti i provvedimenti necessari per
   la loro applicazione. Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive. Gli Stati
   membri notificano tali disposizioni alla Commissione non oltre la data prevista all’articolo 30,
   paragrafo 1, nonché, quanto prima possibile, ogni eventuale modifica.
                                                 Articolo 29
                                 Abrogazione e disposizioni transitorie
   1.        Le direttive 96/62/CE, 1999/30/CE, 2000/69/CE e 2002/3/CE sono abrogate a
             decorrere dalla data di cui all’articolo 31, paragrafo 1, della presente direttiva, fatti
             salvi gli obblighi degli Stati membri riguardanti i termini per il recepimento o
             l’applicazione delle suddette direttive.
             I seguenti articoli rimangono, tuttavia, in vigore:
             a)     articolo 5 della direttiva 96/62/CE: fino al 31 dicembre 2010;
             b)     articolo 11, paragrafo 1, della direttiva 96/62/CE e articolo 10, paragrafi 1 e 2,
                    della direttiva 2002/3/CE: fino all’entrata in vigore delle disposizioni di
                    attuazione di cui all’articolo 26, paragrafo 2 della presente direttiva;
             c)     articolo 9, paragrafi       3   e   4,  della   direttiva  1999/30/CE:    fino  al
                    31 dicembre 2009.
   2.        I riferimenti alle direttive abrogate si intendono fatti alla presente direttiva e vanno
             letti secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato XVII.
   3.        La decisione 97/101/CE è abrogata a decorrere dall’entrata in vigore delle misure di
             attuazione di cui all’articolo 26, paragrafo 2 della presente direttiva.
                                                 Articolo 30
                                                  Riesame
   La Commissione riesamina, entro i cinque anni successivi all’adozione della presente
   direttiva, le disposizioni relative al PM2,5. In particolare formula e propone un approccio
IT                                                    32                                               IT
 ---pagebreak---    dettagliato per fissare obblighi giuridicamente vincolanti per la riduzione dell’esposizione che
   tengano conto delle diverse situazioni della qualità dell’aria che si profileranno in futuro e
   delle potenzialità di riduzione esistenti negli Stati membri.
                                                Articolo 31
                                                Attuazione
   1.        Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
             amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il
             31 dicembre 2007. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di
             tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente
             direttiva.
             Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento
             alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della
             pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
   2.        Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali
             di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
                                                Articolo 32
   La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
   dell’Unione europea.
                                                Articolo 33
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, il [...]
   Per il Parlamento europeo                       Per il Consiglio
   Il Presidente                                   Il Presidente
   [...]                                           [...]
IT                                                   33                                             IT
 ---pagebreak---                                                   ALLEGATO I
                                 OBIETTIVI DI QUALITÀ DEI DATI
   A. OBIETTIVI DI QUALITÀ DEI DATI PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL’ARIA
      AMBIENTE
                                         Biossido di zolfo,      Benzene          Particolato          Ozono e NO e NO2
                                          biossido di azoto                     (PM10/PM2,5) e               connessi
                                          e ossidi di azoto,                         piombo
                                            monossido di
                                              carbonio
        Misurazioni in siti fissi(1)
        Incertezza                       15%                   25%             25%                    15%
        Raccolta minima dei              90%                   90%             90%                    90% in estate
        dati                                                                                          75% in inverno
        Periodo minimo di
        copertura
        fondo urbano e traffico                                35%(2)
        siti industriali                                       90 %
        Misurazioni indicative
        Incertezza                       25%                   30%             50%                    30%
        Raccolta minima dei 90%                                90%             90%                    90%
        dati
        Periodo        minimo        di
        copertura                        14%(4)                14%(3)          14%(4)                 >10% in estate
      Incertezza
      modellizzazione
      Medie orarie                       50%                   -
      Medie su otto ore                  50%                   -
      Medie giornaliere                  50%                   -               da definire            50%
      Medie annuali                      30%                   50%             50%                    50%
        Stima obiettiva
        Incertezza                       75%                   100%            100%                   75%
       (1)
              Gli Stati membri possono applicare misure a campione invece delle misurazioni in continuo per il benzene
              e il particolato se dimostrano alla Commissione che l’incertezza, anche quella dovuta al campionamento
              casuale, risponde all’obiettivo di qualità del 25% e se il periodo di copertura è sempre superiore al periodo
              minimo di copertura per le misurazioni indicative. Il campionamento casuale deve essere equamente
              distribuito nel corso dell’anno per evitare di falsare i risultati. L’incertezza dovuta al campionamento
              casuale può essere determinata secondo le procedure stabilite nella norma ISO 11222 (2002) Air Quality –
              Determination of the Uncertainty of the Time Average of Air Quality Measurements. Se le misurazioni a
              campione sono utilizzate per valutare il numero dei superamenti (N[stimato]) del valore limite giornaliero del
              PM10, è necessario applicare la seguente correzione: N[stimato] = N[misurato] x 365 giorni / numero di giorni di
              misurazione.
       (2)
              Distribuita nell’arco dell’anno in maniera tale da essere rappresentativa delle varie condizioni climatiche e
              di traffico.
       (3)
              Misurazione in un giorno scelto a caso di ogni settimana in modo che le misurazioni siano uniformemente
              distribuite nell’arco dell’anno, oppure 8 settimane di misurazioni distribuite equamente nell’arco dell’anno.
       (4)
              Una misurazione alla settimana a caso, in modo che le misurazioni siano uniformemente distribuite
              nell’arco dell’anno, oppure 8 settimane di misurazioni distribuite equamente nell’arco dell’anno.
IT                                                         34                                                                  IT
 ---pagebreak---       L’incertezza (con un intervallo di fiducia del 95%) dei metodi di misurazione sarà
      valutata in base ai principi della guida CEN Guide to the Expression of Uncertainty
      in Measurement (ENV 13005-1999), alla metodologia della norma ISO 5725-1994 e
      agli orientamenti contenuti nel rapporto del CEN Air Quality – Approach to
      Uncertainty Estimation for Ambient Air Reference Measurement Methods
      (CR 14377:2002E). Le percentuali di incertezza riportate nella precedente tabella
      sono indicate per le misurazioni individuali medie nel periodo considerato ai fini del
      calcolo del valore limite per un intervallo di fiducia del 95%. L’incertezza per le
      misurazioni in siti fissi va interpretata come applicabile nell’intorno dell’opportuno
      valore limite.
      L’incertezza per la modellizzazione e la stima obiettiva è definita come la deviazione
      massima dei livelli di concentrazione misurati e calcolati, nel periodo considerato,
      dal valore limite, a prescindere dalla tempistica degli eventi.
      Le prescrizioni per la raccolta minima dei dati e il periodo minimo di copertura non
      comprendono le perdite di dati dovute alla calibrazione periodica o alla
      manutenzione ordinaria della strumentazione.
   B. RISULTATI DELLA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL’ARIA
      Per le zone o gli agglomerati dove si ricorre a fonti diverse dalle misurazioni per
      completare le informazioni ottenute con le misurazioni, oppure dove queste fonti
      sono l’unico mezzo per valutare la qualità dell’aria è necessario presentare anche le
      seguenti informazioni:
      –      descrizione delle attività di valutazione svolte;
      –      metodi specifici utilizzati e loro descrizione;
      –      fonti dei dati e delle informazioni;
      –      descrizione dei risultati, comprese l’incertezza e, in particolare, l’estensione di
             qualsiasi area o, se del caso, la lunghezza della strada all’interno di una zona o
             di un agglomerato dove le concentrazioni superano il(i) valore(i) limite, il(i)
             livello(i) massimo(i) di concentrazione, il(i) valore(i)-obiettivo o l’obiettivo a
             lungo termine più il margine di superamento applicabile, e di ogni area dove le
             concentrazioni superano la soglia di valutazione superiore o la soglia di
             valutazione inferiore;
      –      popolazione potenzialmente esposta a livelli superiori rispetto ai valori limite.
   C. GARANZIA DI QUALITÀ PER LA                VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL’ARIA
      AMBIENTE: CONVALIDA DEI DATI
   1. Per garantire l’accuratezza delle misurazioni e il rispetto degli obiettivi di qualità dei
      dati istituiti nel punto A del presente allegato, le autorità e gli organismi competenti
      del caso designati a norma dell’articolo 3 devono garantire che:
IT                                             35                                                IT
 ---pagebreak---       –     tutte le misurazioni effettuate ai fini della valutazione della qualità dell’aria
            ambiente a norma degli articoli 6 e 9 siano tracciabili;
      –     le istituzioni che gestiscono reti e singole stazioni di misurazione dispongano
            di un sistema consolidato di garanzia qualità e controllo qualità che preveda
            una manutenzione periodica per assicurare l’accuratezza degli strumenti di
            misura;
      –     sia istituita una procedura di garanzia/controllo qualità per il rilevamento e la
            comunicazione dei dati rilevati e che le istituzioni designate a tale scopo
            partecipino attivamente ai programmi correlati di garanzia qualità su scala
            dell’UE;
      –     i laboratori nazionali, designati dall’autorità competente o dall’organismo di
            cui all’articolo 3 e che partecipano alle attività di intercalibrazione a livello
            dell’UE per gli inquinanti disciplinati dalla presente direttiva, siano accreditati
            o siano in procinto di esserlo secondo la norma EN/ISO 17025 per i metodi
            utilizzati in tali intercalibrazioni. I laboratori devono partecipare al
            coordinamento, sul territorio degli Stati membri, dei programmi di garanzia
            qualità di scala comunitaria che la Commissione organizza e devono anche
            coordinare, a livello nazionale, l’esecuzione adeguata dei metodi di riferimento
            e le attività di dimostrazione dell’equivalenza per i metodi diversi da quelli di
            riferimento.
   2. Si considera che tutti i dati comunicati siano validi.
IT                                          36                                                  IT
 ---pagebreak---                                                   ALLEGATO II
           DETERMINAZIONE DEI REQUISITI PER LA VALUTAZIONE DELLE
      CONCENTRAZIONI DI BIOSSIDO DI ZOLFO, BIOSSIDO DI AZOTO (NO2) E
      OSSIDI DI AZOTO, PARTICOLATO (PM10 E PM2,5), PIOMBO, MONOSSIDO DI
         CARBONIO E BENZENE NELL’ARIA AMBIENTE IN UNA ZONA O IN UN
                                                AGGLOMERATO
   A.        SOGLIE DI VALUTAZIONE SUPERIORE E INFERIORE
   Si applicano le seguenti soglie di valutazione superiore e inferiore:
   a)        Biossido di zolfo
                                 Protezione della salute                        Protezione della vegetazione
   Soglia      di
                  60% del valore limite su 24 ore (75 µg/m3, da non        60% del valore         limite   invernale
   valutazione
                  superare più di 3 volte per anno civile)                 (12 µg/m3)
   superiore
   Soglia      di
                  40% del valore limite su 24 ore (50 µg/m3, da non        40% del      valore    limite   invernale
   valutazione
                  superare più di 3 volte per anno civile)                 (8 µg/m3)
   inferiore
   b)        Biossido di azoto e ossidi di azoto
                     Valore limite orario per la        Valore limite annuale per      Valore limite annuale per
                   protezione della salute umana        la protezione della salute         la protezione della
                                (NO2)                         umana (NO2)                  vegetazione (NOx)
                   70% del valore limite
   Soglia      di
                   (140 µg/m3, da non superare          80% del valore limite             80% del valore limite
   valutazione
                   più di 18 volte per anno             (32 µg/m3)                              (24 µg/m3)
   superiore
                   civile)
   Soglia      di  50%      del     valore     limite
                                                        65% del valore       limite       65% del valore limite
   valutazione     (100 µg/m3, da non superare
                                                        (26 µg/m3)                             (19,5 µg/m3)
   inferiore       più di 18 volte per anno civile)
   c)        Particolato (PM10/PM2,5)
                                           Media su 24 ore                     Media annuale        Media annuale
                                                                                     PM10                PM2,5
   Soglia di valutazione   30 µg/m3, da non superare più di sette volte            14 µg/m3            10 µg/m3
   superiore               per anno civile
   Soglia di valutazione   20 µg/m3, da non superare più di sette volte            10 µg/m3             7 µg/m3
   inferiore               per anno civile
IT                                                         37                                                        IT
 ---pagebreak---    d)         Piombo
                                                                    Media annuale
   Soglia di valutazione superiore                         70% del valore limite (0,35 µg/m3)
   Soglia di valutazione inferiore                         50% del valore limite (0,25 µg/m3)
   e)         Benzene
                                                                    Media annuale
   Soglia di valutazione superiore                          70% del valore limite (3,5 µg/m3)
   Soglia di valutazione inferiore                           40% del valore limite (2 µg/m3)
   f)         Monossido di carbonio
                                                                  Media su otto ore
   Soglia di valutazione superiore                           70% del valore limite (7 µg/m3)
   Soglia di valutazione inferiore                           50% del valore limite (5 µg/m3)
   B.         DETERMINAZIONE DEL SUPERAMENTO DELLE SOGLIE DI VALUTAZIONE SUPERIORE
              ED INFERIORE
   I superamenti delle soglie di valutazione, superiore ed inferiore, devono essere determinati
   sulla base delle concentrazioni del quinquennio precedente per il quale sono disponibili dati
   sufficienti. Una soglia di valutazione si considera superata se, sul quinquennio precedente, è
   stata superata durante almeno tre anni non consecutivi.
   Se i dati disponibili non coprono il quinquennio, per determinare i superamenti delle soglie di
   valutazione superiore ed inferiore gli Stati membri possono combinare campagne di misura di
   breve durata nel periodo dell’anno e nei siti rappresentativi dei massimi livelli di
   inquinamento, con le informazioni ricavate da inventari delle emissioni e da modellizzazioni.
IT                                                38                                               IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO III
     UBICAZIONE DEI PUNTI DI CAMPIONAMENTO PER LA MISURAZIONE DEL
            BIOSSIDO DI ZOLFO, BIOSSIDO DI AZOTO E OSSIDI DI AZOTO,
         PARTICOLATO (PM10 E PM2,5), PIOMBO, MONOSSIDO DI CARBONIO E
                                BENZENE NELL’ARIA AMBIENTE
   Per le misurazioni in siti fissi si applicano i seguenti criteri.
   A.       UBICAZIONE SU MACROSCALA
   a)       Protezione della salute umana
   1.       I punti di campionamento installati ai fini della protezione della salute umana devono
            essere situati in modo da fornire dati:
            –      sulle aree all’interno di zone ed           agglomerati dove si verificano le
                   concentrazioni più elevate alle quali        la popolazione può essere esposta,
                   direttamente o indirettamente, per un        periodo significativo in relazione al
                   periodo di mediazione del(i) valore(i)       limite o del(i) livello(i) massimo di
                   concentrazione;
            –      sui livelli nelle altre aree all’interno delle zone e degli agglomerati
                   rappresentativi dell’esposizione della popolazione in generale.
   2.       In generale, i punti di campionamento devono essere situati in modo da evitare
            misurazioni di micro-ambienti molto ridotti nelle immediate vicinanze dei punti; in
            altri termini, significa che il punto di campionamento deve essere situato in modo
            che, se possibile, l’aria campionata sia rappresentativa della qualità dell’aria di una
            superficie circostante pari ad almeno 200 m2 per i siti relativi al traffico e di una
            superficie pari ad almeno 250 m x 250 m per i siti che rilevano l’inquinamento
            industriale.
   3.       I siti di fondo urbano devono essere ubicati in modo tale che il livello di
            inquinamento cui sono esposti sia influenzato dal contributo integrato di tutte le fonti
            sopravvento rispetto alla stazione. In relazione al livello di inquinamento non deve
            prevalere un’unica fonte, a meno che tale situazione non sia caratteristica di un’area
            urbana più vasta. Questi punti di campionamento devono, in genere, essere
            rappresentativi di vari chilometri quadrati.
   4.       Se si devono valutare i livelli di fondo, il sito di campionamento non deve essere
            influenzato da agglomerati o siti industriali situati nelle vicinanze, cioè siti a una
            distanza inferiore a pochi chilometri.
   5.       Quando devono essere valutati i contributi delle fonti industriali, almeno un punto di
            campionamento deve essere installato sottovento rispetto alla fonte all’interno della
            zona residenziale più vicina. Se la concentrazione di fondo è sconosciuta, è
            necessario installare un altro punto di campionamento nella direzione principale del
            vento.
IT                                                   39                                               IT
 ---pagebreak---    6. Per quanto possibile, i punti di campionamento devono anche essere rappresentativi
      di località simili non nelle loro immediate vicinanze.
   7. Si deve tener conto della necessità di installare punti di campionamento nelle isole,
      dove ciò sia necessario per la protezione della salute umana.
   b) Protezione della vegetazione
      I punti di campionamento finalizzati alla protezione della vegetazione devono essere
      situati a più di 20 km di distanza dagli agglomerati o a più di 5 km di distanza da
      altre zone edificate, impianti industriali o autostrade; ciò significa che un punto di
      campionamento deve essere situato in modo tale che l’aria campionata sia
      rappresentativa della qualità dell’aria presente in una superficie circostante di almeno
      1 000 km2. Gli Stati membri possono provvedere affinché un punto di
      campionamento venga posto ad una distanza inferiore o sia rappresentativo della
      qualità dell’aria di un’area meno estesa tenendo conto delle condizioni geografiche.
      Si deve tener conto della necessità di valutare la qualità dell’aria sulle isole.
   B. UBICAZIONE SU MICROSCALA
      Per quanto possibile devono applicarsi i seguenti criteri:
      –      l’ingresso della sonda di campionamento deve essere libero (per un angolo di
             almeno 270°) e non vi debbono essere ostacoli che possano disturbare il flusso
             d’aria nelle vicinanze del campionatore (di norma a una distanza, espressa in
             metri, da edifici, balconi, alberi ed altri ostacoli, pari a più del doppio della
             sporgenza dell’ostacolo al di sopra del campionatore e, nel caso di punti di
             campionamento rappresentativi della qualità dell’aria sulla linea degli edifici,
             ad almeno una distanza di 0,5 m dall’edificio più prossimo);
      –      di regola, il punto di ingresso dell’aria deve situarsi tra 1,5 m (fascia di
             respirazione) e 4 m sopra il livello del suolo. Possono essere talvolta necessarie
             posizioni più elevate (fino ad 8 m). Può anche essere opportuna un’ubicazione
             più elevata se la stazione è rappresentativa di un’ampia area;
      –      l’ingresso della sonda non deve essere collocato nelle immediate vicinanze di
             fonti inquinanti per evitare l’aspirazione diretta di emissioni non miscelate
             all’aria ambiente;
      –      lo scarico del campionatore deve essere collocato in modo da evitare il
             ricircolo dell’aria scaricata verso l’ingresso del campionatore;
      –      i campionatori relativi al traffico devono essere situati:
             a)     per tutti gli inquinanti ad almeno 25 m di distanza dal bordo dei grandi
                    incroci e ad almeno 4 m di distanza dal centro della corsia di traffico più
                    vicina;
             b)     per il biossido di azoto e il monossido di carbonio, il punto di ingresso
                    deve essere situato a non oltre 5 m dal bordo stradale;
IT                                             40                                               IT
 ---pagebreak---             c)     per il particolato, il piombo e il benzene, il punto di ingresso deve essere
                   situato in modo da essere rappresentativo della qualità dell’aria in
                   prossimità della linea degli edifici ma a non più di 10 m dal bordo
                   stradale.
      Si può anche tener conto dei fattori seguenti:
      –     fonti di interferenza;
      –     sicurezza,
      –     accesso;
      –     disponibilità di energia elettrica e di linee telefoniche;
      –     visibilità del punto di campionamento rispetto all’ambiente circostante;
      –     sicurezza del pubblico e degli addetti;
      –     opportunità di ubicare punti di campionamento per diversi inquinanti nello
            stesso sito;
      –     vincoli di pianificazione.
   C. DOCUMENTAZIONE E RIESAME DELLA SCELTA DEL SITO
      I metodi di scelta del sito devono essere pienamente documentati nella fase di
      classificazione mediante fotografie dell’area circostante che riportino le coordinate
      geografiche e una mappa particolareggiata. I siti devono essere riesaminati ad
      intervalli periodici, aggiornando la documentazione per garantire che i criteri di
      selezione restino validi.
IT                                            41                                                IT
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO IV
   MISURAZIONI NEI SITI DI FONDO A PRESCINDERE DALLA CONCENTRAZIONE
   A.        OBIETTIVI
   Queste misurazioni servono principalmente a rendere disponibili informazioni sufficienti sui
   livelli di fondo. Si tratta di informazioni essenziali per valutare i livelli più elevati nelle zone
   più inquinate (come il fondo urbano, i siti connessi ad attività industriali, i siti relativi al
   traffico), determinare il possibile contributo dato da inquinanti atmosferici trasportati su
   lunghe distanze e contribuire all’analisi della ripartizione tra le varie fonti. Sono inoltre
   fondamentali per capire il comportamento di inquinanti specifici come il particolato e per
   poter utilizzare maggiormente le tecniche di modellizzazione anche nelle zone urbane.
   B.        SOSTANZE
   La misurazione del PM2,5 deve comprendere almeno la concentrazione di massa e i
   componenti più opportuni per determinarne la composizione chimica. Devono essere
   comprese almeno le specie chimiche che figurano nell’elenco della tabella seguente.
      SO42-            Na+              NH4+             Ca2+               carbonio elementare (CE)
      NO3-             K  +
                                        Cl-
                                                         Mg 2+
                                                                            carbonio organico (CO)
   C.        UBICAZIONE
   Le misurazioni devono essere effettuate in particolare in zone di fondo rurale, secondo le
   modalità definite nell’allegato III, punti A, B e C.
IT                                                 42                                                   IT
 ---pagebreak---                                                   ALLEGATO V
             CRITERI PER DETERMINARE IL NUMERO MINIMO DI PUNTI DI
             CAMPIONAMENTO PER LA MISURAZIONE IN SITI FISSI DELLE
    CONCENTRAZIONI DI BIOSSIDO DI ZOLFO (SO2), BIOSSIDO DI AZOTO (NO2)
            E OSSIDI DI AZOTO (NO x), PARTICOLATO (PM10 E PM2,5), PIOMBO,
             MONOSSIDO DI CARBONIO E BENZENE NELL’ARIA AMBIENTE
   A.         NUMERO MINIMO DI PUNTI DI CAMPIONAMENTO PER MISURAZIONI IN SITI FISSI AL
              FINE DI VALUTARE LA CONFORMITÀ AI VALORI LIMITE O AI LIVELLI MASSIMI DI
              CONCENTRAZIONE PER LA PROTEZIONE DELLA SALUTE UMANA E LE SOGLIE DI
              ALLARME NELLE ZONE E NEGLI AGGLOMERATI DOVE LA MISURAZIONE IN SITI FISSI
              È L’UNICA FONTE DI INFORMAZIONE
   a)         Fonti diffuse
   Popolazione dell’agglomerato o Se la concentrazione supera la soglia        Se la concentrazione massima è
       della zona (in migliaia di           di valutazione superiore (1)           compresa tra la soglia di
                abitanti)                                                       valutazione superiore e quella
                                                                                            inferiore
              0-249                                      1                                      1
             250-499                                     2                                      1
             500-749                                     2                                      1
             750-999                                     3                                      1
           1 000-1 499                                   4                                      2
           1 500-1 999                                   5                                      2
           2 000-2 749                                   6                                      3
           2 750-3 749                                   7                                      3
           3 750-4 749                                   8                                      4
           4 750-5 999                                   9                                      4
             ≥ 6 000                                    10                                      5
   (1)
              Per l’NO2, il particolato, il monossido di carbonio e il benzene: prevedere almeno un punto di
              campionamento di fondo urbano e un punto orientato al traffico, a condizione che ciò non comporti
              un aumento del numero di punti di campionamento. La differenza tra il numero totale di stazioni di
              fondo urbano e il numero totale di stazioni orientate al traffico presenti in uno Stato membro non
              deve essere superiore ad un fattore 2.
IT                                                         43                                                    IT
 ---pagebreak---    b)       Fonti puntuali
   Per valutare l’inquinamento nelle vicinanze di fonti puntuali, si deve calcolare il numero di
   punti di campionamento per misurazioni in siti fissi tenendo conto delle densità delle
   emissioni, del probabile profilo di distribuzione dell’inquinamento dell’aria ambiente e della
   potenziale esposizione della popolazione.
   B.       NUMERO MINIMO DI PUNTI DI CAMPIONAMENTO PER MISURAZIONI IN SITI FISSI AL
            FINE      DI    VALUTARE        LA    CONFORMITÀ       ALL’OBIETTIVO          DI   RIDUZIONE
            DELL’ESPOSIZIONE AL PM2,5 PER LA PROTEZIONE DELLA SALUTE UMANA
            A tal fine deve essere predisposto un punto di campionamento per milione di abitanti
            per gli agglomerati e altri centri con più di 100 000 abitanti. Questi punti di
            campionamento possono coincidere con quelli previsti al punto A.
   C.       NUMERO MINIMO DI PUNTI DI CAMPIONAMENTO PER MISURAZIONI IN SITI FISSI AL
            FINE DI VALUTARE LA CONFORMITÀ AI VALORI CRITICI PER LA PROTEZIONE DELLA
            VEGETAZIONE IN ZONE DIVERSE DAGLI AGGLOMERATI
                Se la concentrazione supera la soglia di  Se la concentrazione massima è compresa tra la
                         valutazione superiore            soglia di valutazione superiore e quella inferiore
                       1 stazione ogni 20 000 km2                     1 stazione ogni 40 000 km2
            Nelle zone insulari, il numero dei punti di campionamento per le misurazioni in siti
            fissi deve essere calcolato tenendo conto del probabile profilo di distribuzione
            dell’inquinamento dell’aria ambiente e della potenziale esposizione della
            vegetazione.
IT                                                     44                                                    IT
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO VI
            METODI DI RIFERIMENTO PER LA VALUTAZIONE DELLE
   CONCENTRAZIONI DI BIOSSIDO DI ZOLFO, BIOSSIDO DI AZOTO E OSSIDI DI
    AZOTO, PARTICOLATO (PM10 E PM2,5), PIOMBO, MONOSSIDO DI CARBONIO,
                                   BENZENE E OZONO
   A.   METODI DI RIFERIMENTO PER LA MISURAZIONE
   1.   Metodo di riferimento per la misurazione del biossido di zolfo
        Il metodo di riferimento per la misurazione del biossido di zolfo è descritto nella
        norma EN 14212:2005 “Ambient air quality – Standard method for the measurement
        of sulphur dioxide by ultraviolet fluorescence”.
   2.   Metodo di riferimento per la misurazione del biossido di azoto e degli ossidi di
        azoto
        Il metodo di riferimento per la misurazione del biossido di azoto e degli ossidi di
        azoto è descritto nella norma EN 14211:2005 “Ambient air quality – Standard
        method for the measurement of the concentration of nitrogen dioxide and nitrogen
        monoxide by chemiluminescence”.
   3.   Metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del piombo
        Il metodo di riferimento per il campionamento del piombo è descritto nel presente
        allegato, punto A. 4. Il metodo di riferimento per la misurazione del piombo è
        descritto nella norma EN 14902:2005 “Reference method for determination of
        Pb/Cd/As/Ni in ambient air”.
   4.   Metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del PM10
        Il metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del PM10 è descritto
        nella norma EN 12341:1999 “Qualità dell’aria – Procedura di prova in campo per
        dimostrare l’equivalenza di riferimento dei metodi di campionamento per la frazione di
        PM10 delle particelle”.
   5.   Metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del PM2,5
        Il metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del PM2,5 è descritto
        nella norma EN 14907:2005 “Standard gravimetric measurement method for the
        determination of the PM2,5 mass fraction of suspended particulate matter in Ambient
        air.”
   6.   Metodo di riferimento per il campionamento e la misurazione del benzene
        Il metodo di riferimento per la misurazione del benzene è descritto nella
        norma EN 14662:2005, parti 1, 2 e 3, “Ambient air quality - Reference method for
        measurement of benzene concentrations”.
IT                                            45                                               IT
 ---pagebreak---    7. Metodo di riferimento per la misurazione del monossido di carbonio
      Il metodo di riferimento per la misurazione del monossido di carbonio è descritto nella
      norma EN 14626:2005 “Ambient air quality – Standard method for the measurement
      of the concentration of carbon monoxide by nondispersive infrared spectroscopy.”
   8. Metodo di riferimento per la misurazione dell’ozono
      Il metodo di riferimento per la misurazione dell’ozono è descritto nella norma
      EN 14625:2005 “Ambient air quality – Standard method for the measurement of the
      concentration of ozone by ultraviolet photometry.”
   B. DIMOSTRAZIONE DELL’EQUIVALENZA
   1. Gli Stati membri possono utilizzare qualsiasi altro metodo di campionamento e
      misurazione a condizione che riescano a dimostrare che esso dà risultati equivalenti a
      quelli dei metodi di cui al punto A o, nel caso del particolato, qualsiasi altro metodo
      per il quale gli Stati membri interessati riescano a dimostrare che presenta un
      rapporto coerente con il metodo di riferimento prescritto. In tal caso, i risultati
      ottenuti con il metodo utilizzato devono essere rettificati con un fattore di correzione
      per ottenere risultati equivalenti a quelli che si sarebbero conseguiti con il metodo di
      riferimento.
   2. La Commissione può chiedere agli Stati membri di preparare e presentarle un
      rapporto per dimostrare l’equivalenza a norma del paragrafo 1.
   3. Nel valutare l’accettabilità del rapporto di cui al paragrafo 2, la Commissione fa
      riferimento ai suoi orientamenti sulla dimostrazione dell’equivalenza (non ancora
      pubblicati). Se gli Stati membri hanno applicato fattori di correzione provvisori per
      ottenere un’approssimazione dell’equivalenza, tali fattori devono essere confermati
      e/o modificati con riferimento agli orientamenti della Commissione.
   4. Gli Stati membri garantiscono che, ove opportuno, la correzione sia anche applicata
      retroattivamente ai dati sulle misurazioni ricavati in passato per ottenere una migliore
      comparazione dei dati.
   C. STANDARDIZZAZIONE
      Per gli inquinanti gassosi il volume deve essere standardizzato alla temperatura di
      293 K e alla pressione atmosferica di 101,3 kPa. Per il particolato e le sostanze in esso
      contenute da analizzare (ad esempio il piombo), il volume di campionamento si riferisce
      alle condizioni ambiente.
IT                                           46                                                 IT
 ---pagebreak---                                                         ALLEGATO VII
                       VALORI-OBIETTIVO E OBIETTIVI A LUNGO TERMINE
   A.           VALORI-OBIETTIVO E OBIETTIVI A LUNGO TERMINE PER L’OZONO
   1.           Definizioni e criteri
   a)           Definizioni
   Per AOT40 (espresso in (µg/m³)·ora) s’intende la somma della differenza tra le concentrazioni
   orarie superiori a 80 µg/m³ (= 40 parti per miliardo) e 80 µg/m³ in un dato periodo di tempo,
   utilizzando solo i valori orari rilevati ogni giorno tra le 8:00 e le 20:00, ora dell’Europa
   centrale (CET)1.
   b)           Criteri
   Per verificare la validità dell’aggregazione dei dati e del calcolo dei parametri statistici
   devono essere usati i seguenti criteri:
                Parametro                                           Percentuale richiesta di dati validi
    Valori su 1 ora                       75% (ovvero 45 minuti)
    Valori su 8 ore                       75% dei valori (ovvero 6 ore)
    Valore        medio       massimo
    giornaliero su 8 ore sulla base 75% delle concentrazione medie consecutive su 8 ore calcolate in base a dati
    delle medie consecutive di 8 orari (ossia 18 medie su 8 ore al giorno)
    ore
    AOT40                                 90% dei valori di 1 ora nel periodo di tempo definito per il calcolo del
                                          valore AOT 40(a)
                                          90% dei valori di 1 ora nella stagione estiva (da aprile a settembre) e 75% nella
    Media annuale                         stagione invernale
                                          (da gennaio a marzo e da ottobre a dicembre) rispettivamente
                                          90% dei valori medi massimi giornalieri su 8 ore (27 valori giornalieri
    Numero di superamenti              e
                                          disponibili al mese)
    valori massimi per mese
                                          90% dei valori di 1 ora tra le 8:00 e le 20:00, ora dell’Europa centrale
    Numero di superamenti e               5 mesi estivi su 6 (da aprile a settembre)
    valori massimi per anno
     (a)
         Qualora non siano disponibili tutti i dati misurati possibili, i valori AOT40 saranno calcolati in base ai seguenti fattori:
                                                                numero             totale           di        ore           possibili*
     AOT40stimato            =    AOT40misurato        x
                                                                    numero di valori orari misurati
     *
         il numero di ore compreso nel periodo di tempo di cui alla definizione di AOT40 (ossia tra le ore 8:00 e le 20:00, ora
         dell’Europa centrale, dal 1° maggio al 31 luglio di ogni anno per la protezione della vegetazione e dal 1° aprile al 30
         settembre di ogni anno per la protezione dei boschi e delle foreste).
   1
              O l’ora del caso per le regioni ultraperiferiche.
IT                                                                  47                                                                 IT
 ---pagebreak---    .
   .2.        Valori-obiettivo
           Finalità                 Periodo di                         Valore-obiettivo                    Data entro la quale
                                    mediazione                                                            deve essere raggiunto
                                                                                                            il valore-obiettivo
      Protezione della        Media           massima       120 µg/m3 da non superare più di                         2010
      salute umana            giornaliera     calcolata     25 volte per anno civile come
                              su 8 ore(a)                   media su tre anni(b)
                                                            AOT40 (calcolato sulla base dei
      Protezione della        Da maggio a luglio                                                                     2010
                                                            valori di 1 ora)
      vegetazione
                                                            18 000 µg/m3•h come media su
                                                            cinque anni(b)
      (a)
               La massima concentrazione media giornaliera su 8 ore deve essere determinata esaminando le medie
               consecutive su 8 ore, calcolate in base a dati orari e aggiornate ogni ora. Ogni media su 8 ore così calcolata
               sarà assegnata al giorno nel quale finisce; in pratica, la prima fascia di calcolo per ogni singolo giorno sarà
               quella compresa tra le ore 17:00 del giorno precedente e le ore 01:00 del giorno stesso; l’ultima fascia di
               calcolo per ogni giorno sarà quella compresa tra le ore 16:00 e le ore 24:00 del giorno stesso.
      (b)
               Se non è possibile determinare le medie su tre o cinque anni in base ad una serie intera e consecutiva di dati
               annui, i dati annui minimi per verificare la conformità ai valori-obiettivo saranno i seguenti:
                 –       per il valore-obiettivo ai fini della protezione della salute umana: dati validi relativi a un anno;
                 –       per il valore-obiettivo ai fini della protezione della vegetazione: dati validi relativi a tre anni.
   3.         Obiettivi a lungo termine
          Finalità            Periodo di mediazione                 Valore-obiettivo              Data entro la quale deve
                                                                                              essere raggiunto l’obiettivo a
                                                                                                        lungo termine
                           Media massima giornaliera
      Protezione della
                           calcolata su 8 ore nell’arco                120 µg/m3                                  -
      salute umana
                           di un anno civile
                                                                        AOT40,
                                                                (calcolato sulla base dei
      Protezione della
                           Da maggio a luglio                        valori di 1 ora)                             -
      vegetazione
                                                                     6 000 µg/m3•h
IT                                                                 48                                                           IT
 ---pagebreak---                                                     ALLEGATO VIII
            CRITERI PER LA CLASSIFICAZIONE E L’UBICAZIONE DEI PUNTI DI
        CAMPIONAMENTO PER LA VALUTAZIONE DELLE CONCENTRAZIONI DI
                                                          OZONO
   Per le misurazioni in siti fissi si applicano i seguenti criteri.
   A.          UBICAZIONE SU MACROSCALA
       Tipo di       Finalità della misurazione      Rappresentatività (a)     Criteri per l’ubicazione su macroscala
       stazione
        Urbana      Protezione      della    salute Alcuni km2               Lontano dall’influsso di emissioni locali
                    umana:                                                   come traffico, distributori di carburante,
                    determinare       l’esposizione                          ecc.;
                    all’ozono della popolazione                              zona sufficientemente areata da garantire
                    delle zone urbane, ovvero                                un’adeguata miscela delle sostanze da
                    delle zone con densità di                                misurare, per esempio zone cittadine ad uso
                    popolazione e concentrazioni                             residenziale o commerciale, parchi (lontano
                    di ozono relativamente alte e                            dagli alberi), ampie strade o piazze con
                    rappresentative                                          traffico minimo o nullo, zone aperte
                    dell’esposizione          della                          appartenenti a strutture scolastiche o a
                    popolazione generale                                     impianti ricreativi o sportivi
     Suburbana      Protezione della salute umana Alcune decine di km2       Non nelle immediate vicinanze dell’area di
                    e della vegetazione:                                     massima emissione, sottovento rispetto alla
                    determinare       l’esposizione                          direzione o alle direzioni principali del
                    della popolazione e della                                vento, in condizioni favorevoli alla
                    vegetazione alla periferia                               formazione di ozono;
                    degli agglomerati, dove si                               aree in cui la popolazione, le colture
                    riscontrano i massimi livelli                            sensibili o gli ecosistemi naturali situati ai
                    di ozono ai quali la                                     margini estremi di un agglomerato sono
                    popolazione e la vegetazione                             esposti ad elevati livelli di ozono;
                    possono       essere    esposti                          ove appropriato, anche qualche stazione
                    direttamente o indirettamente                            suburbana situata sopravvento rispetto
                                                                             all’area di massima emissione, onde
                                                                             determinare      i    livelli    regionali   di
                                                                             inquinamento di fondo da ozono
        Rurale      Protezione della salute umana Livelli subregionali       Le stazioni possono essere situate in piccoli
                    e della vegetazione:             (alcuni km2)            insediamenti e/o aree con ecosistemi
                    determinare       l’esposizione                          naturali, foreste o colture;
                    della    popolazione,     delle                          aree rappresentative dell’ozono purché
                    colture e degli ecosistemi                               distanti dall’influenza di emissioni locali
                    naturali alle concentrazioni di                          immediate, come insediamenti industriali e
                    ozono su scala subregionale                              strade;
                                                                             aree aperte, ma non alla sommità di
                                                                             montagne
    Fondo rurale Protezione della vegetazione Livelli             regionale, Stazioni situate in aree a bassa densità di
                    e della salute umana:            nazionale/              popolazione, ad esempio con ecosistemi
                    determinare       l’esposizione continentale             naturali, foreste, a grande distanza da aree
                    della    popolazione,     delle (da 1 000 a 10 000 urbane ed industriali e distanti dall’influenza
                    colture e degli ecosistemi km2)                          delle emissioni locali;
                    naturali alle concentrazioni di                          evitare zone soggette ad un locale aumento
                    ozono su scala regionale                                 delle condizioni di inversione a livello del
                                                                             suolo, nonché la sommità delle montagne;
                                                                             sconsigliate le zone costiere caratterizzate da
                                                                             evidenti cicli di vento diurni a carattere
                                                                             locale
   (a)
          I punti di campionamento devono, nella misura del possibile, essere rappresentativi di zone analoghe non
          ubicate nelle immediate vicinanze.
IT                                                            49                                                             IT
 ---pagebreak---    Per le stazioni rurali e rurali di fondo occorre eventualmente coordinare l’ubicazione dei punti
   di campionamento con le disposizioni relative al monitoraggio prescritte dal
   regolamento (CE) n. 1091/94 della Commissione del 29 aprile 1994 recante talune modalità di
   applicazione del regolamento (CEE) n. 3528/86 del Consiglio, relativo alla protezione delle
   foreste della Comunità contro l’inquinamento atmosferico1.
   B.        UBICAZIONE SU MICROSCALA
   Se possibile deve essere seguita la procedura per l’ubicazione su microscala indicata
   nell’allegato III, punto B, assicurandosi che l’ingresso della sonda sia posizionato ben distante
   da fonti quali fornaci e camini di incenerimento e a più di 10 m dalla strada più vicina e via
   via più distante in funzione dell’intensità di traffico.
   C.        DOCUMENTAZIONE E RIESAME DELLA SCELTA DEL SITO
   Devono applicarsi le procedure descritte nell’allegato III, punto C, con un’adeguata selezione
   ed interpretazione dei dati di monitoraggio nel contesto dei processi meteorologici e
   fotochimici che determinano le concentrazioni di ozono rilevate nei rispettivi siti.
   1
           GU L 125 del 18.5.1994, pag. 1.
IT                                                  50                                               IT
 ---pagebreak---                                                   ALLEGATO IX
                CRITERI PER CALCOLARE IL NUMERO MINIMO DI PUNTI DI
               CAMPIONAMENTO PER LA MISURAZIONE IN SITI FISSI DELLE
                                      CONCENTRAZIONI DI OZONO
   A.          NUMERO MINIMO DI PUNTI DI CAMPIONAMENTO PER MISURAZIONI IN CONTINUO IN
               SITI FISSI ATTE A VALUTARE LA QUALITÀ DELL’ARIA IN VISTA DELLA CONFORMITÀ
               AI VALORI-OBIETTIVO, OBIETTIVI A LUNGO TERMINE E SOGLIE DI ALLARME ED
               INFORMAZIONE SE LA MISURAZIONE IN CONTINUO È L’UNICA FONTE DI
               INFORMAZIONE
        Popolazione             Agglomerati                Altre zone                    Background rurale
          (× 1 000)      (urbani e suburbani) (a)     (suburbane e rurali) (a)
           < 250                                                1
           < 500                     1                          2
          < 1 000                    2                          2
                                                                                1 stazione/50 000 km2 come densità
          < 1 500                    3                          3               media di tutte le zone di un paese (b)
          < 2 000                    3                          4
          < 2 750                    4                          5
          < 3 750                    5                          6
                         1 stazione supplementare 1 stazione supplementare
          > 3 750
                         per 2 milioni di abitanti per 2 milioni di abitanti
    (a)
        Almeno una stazione nelle zone suburbane, dove può verificarsi la maggiore esposizione della popolazione.
        Negli agglomerati almeno il 50% delle stazioni deve essere situato nelle zone suburbane.
    (b)
        Si raccomanda 1 stazione per 25 000 km2 per terreni complessi.
   B.          NUMERO MINIMO DI PUNTI DI CAMPIONAMENTO PER LE MISURAZIONI IN SITI FISSI
               IN ZONE ED AGGLOMERATI CHE RAGGIUNGONO GLI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE
   Il numero di punti di campionamento per l’ozono, unito ad altri metodi di valutazione
   supplementari quali le tecniche di modellizzazione della qualità dell’aria e la misurazione
   contestuale di biossido di azoto, deve essere sufficiente per esaminare la tendenza
   dell’inquinamento da ozono e verificare la conformità agli obiettivi a lungo termine. Il
   numero di stazioni situate negli agglomerati e nelle altre zone può essere ridotto ad un terzo
   del numero indicato al punto A. Qualora le informazioni raccolte da stazioni di misurazione in
   siti fissi siano l’unica fonte di informazione, deve essere mantenuta almeno una stazione di
   monitoraggio. Se nelle zone in cui esistono altri metodi di valutazione a seguito di ciò una
   zona rimane priva di stazioni, deve essere istituito un coordinamento con un numero di
   stazioni nelle zone limitrofe tale da garantire una corretta valutazione delle concentrazioni di
   ozono rispetto agli obiettivi a lungo termine. Il numero delle stazioni rurali di fondo deve
   essere pari a 1 per ogni 100 000 km².
IT                                                        51                                                           IT
 ---pagebreak---                                                ALLEGATO X
                         MISURAZIONE DEI PRECURSORI DELL’OZONO
   A.          OBIETTIVI
   Scopo principale di queste misurazioni è l’analisi delle tendenze dei precursori dell’ozono, la
   verifica dell’utilità delle strategie di riduzione delle emissioni, il controllo della coerenza tra
   gli inventari delle emissioni e la correlazione delle fonti di emissione alle concentrazioni di
   inquinamento rilevate.
   Ci si prefigge inoltre di approfondire la conoscenza dei processi di formazione dell’ozono e di
   dispersione dei precursori, e di migliorare l’applicazione di modelli fotochimici.
   B.          SOSTANZE
   La misurazione dei precursori dell’ozono deve comprendere almeno gli ossidi di azoto
   (NO ed NO2) e i seguenti composti organici volatili (COV):
                             1-butene              isoprene            etilbenzene
      Etano                  trans-2-butene        n-esano             m+p-xilene
      Etilene                cis-2-butene          i-esano             o-xilene
      Acetilene              1,3-butadiene         n-eptano            1,2,4-trimetilbenzene
      Propano                n-pentano             n-ottano            1,2,3- trimetilbenzene
      Propene                i-pentano             i-ottano            1,3,5- trimetilbenzene
      n-butano               1-pentene             benzene             formaldeide
      i-butano               2-pentene             toluene             idrocarburi non metanici totali
   C.          UBICAZIONE
   Le misurazioni devono essere effettuate principalmente nelle aree urbane e suburbane, presso
   tutti i siti di monitoraggio istituiti ai sensi della presente direttiva e considerati idonei alla luce
   degli obiettivi di monitoraggio di cui al punto A.
IT                                                     52                                                  IT
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO XI
              VALORI LIMITE PER LA PROTEZIONE DELLA SALUTE UMANA
     Periodo di            Valore limite             Margine di superamento        Data entro la quale il valore
    mediazione                                                                     limite deve essere raggiunto
   Biossido di zolfo
                         350 µg/m3, da non
   1 ora              superare più di 24 volte           150 µg/ m3 (43%)
                          per anno civile
                         125 µg/m3, da non
   1 giorno          superare più di 3 volte per              Nessuno
                            anno civile
   Biossido di azoto
                                                  50% il 19 luglio 1999, con una
                                   3              riduzione il 1° gennaio 2001 e
                         200 µg/m , da non
                                                  successivamente ogni 12 mesi
   1 ora              superare più di 18 volte                                     1° gennaio 2010
                                                  secondo una percentuale annua
                          per anno civile
                                                  costante fino a raggiungere lo
                                                  0% entro il 1° gennaio 2010
                                                  50% il 19 luglio 1999, con
                                                  una riduzione il 1° gennaio
                                                  2001 e successivamente ogni
   Anno civile                40 µg/m3            12     mesi     secondo     una  1° gennaio 2010
                                                  percentuale annua costante fino
                                                  a raggiungere lo 0% entro il
                                                  1° gennaio 2010
   Monossido di carbonio
   Media
   massima
   giornaliera               10 mg/m3                          60%
   calcolata    su
   8 ore(1)
   Benzene
                                                  5     µg/m3       (100%)      il
                                                  13 dicembre 2000, con una
                                                  riduzione il 1° gennaio 2006 e
   Anno civile                 5 µg/m3            successivamente ogni 12 mesi     1° gennaio 2010
                                                  di 1 µg/m3 fino a raggiungere
                                                  lo      0%         entro      il
                                                  1° gennaio 2010
   Piombo
   Anno civile               0,5 µg/m3                         100%
IT                                                      53                                                       IT
 ---pagebreak---    PM10
                      50 µg/m3, da non superare
   1 giorno            più di 35 volte per anno                      50%
                                 civile
   Anno civile                  40 µg/m3                             20%
   (1)
       La massima concentrazione media giornaliera su 8 ore sarà determinata esaminando le medie consecutive su
       8 ore, calcolate in base a dati orari e aggiornate ogni ora. Ogni media su 8 ore così calcolata sarà assegnata
       al giorno nel quale finisce; in pratica, la prima fascia di calcolo per ogni singolo giorno sarà quella compresa
       tra le ore 17:00 del giorno precedente e le ore 01:00 del giorno stesso; l’ultima fascia di calcolo per ogni
       giorno sarà quella compresa tra le ore 16:00 e le ore 24:00 del giorno stesso.
IT                                                            54                                                        IT
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO XII
                     SOGLIE DI INFORMAZIONE E DI ALLARME
   A. SOGLIE DI ALLARME PER INQUINANTI DIVERSI DALL’OZONO
      Le soglie devono essere misurate su tre ore consecutive in siti rappresentativi della
      qualità dell’aria su almeno 100 km2 oppure in una zona o un agglomerato interi, se
      tale zona o agglomerato sono meno estesi.
                           Inquinante                                       Soglia di allarme
                        Biossido di zolfo                                       500 µg/m3
                       Biossido di azoto                                        400 µg/m3
   B. SOGLIE DI INFORMAZIONE E DI ALLARME PER L’OZONO
               Finalità                   Periodo di mediazione                           Soglia
       Informazione                                1 ora                                 180 µg/m3
       Allarme                                    1 ora (a)                              240 µg/m3
       (a)
           Ai fini dell’attuazione dell’articolo 18, il superamento della soglia deve essere misurato o previsto
           per tre ore consecutive.
IT                                                   55                                                          IT
 ---pagebreak---                                      ALLEGATO XIII
             LIVELLI CRITICI PER LA PROTEZIONE DELLA VEGETAZIONE
                                                            Data entro la quale il
                                                 Margine di
    Periodo di mediazione    Livello critico                 livello critico deve
                                                superamento
                                                              essere raggiunto
   Biossido di zolfo
     Anno civile e stagione
      invernale (1° ottobre-   20 µg/ m3          Nessuno
           31 marzo)
   Ossidi di azoto
           Anno civile       30 µg/m3 NOx         Nessuno
IT                                           56                                    IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO XIV
      OBIETTIVO DI RIDUZIONE DELL’ESPOSIZIONE E LIVELLO MASSIMO DI
                                 CONCENTRAZIONE PER IL PM2,5
   A.     INDICATORE DI ESPOSIZIONE MEDIA
          L’indicatore di esposizione media (“Average Exposure Indicator” – AEI), espresso
          in µg/m3, deve basarsi sulle misurazioni effettuate in siti di fondo urbano in zone e
          agglomerati situati in tutto il territorio degli Stati membri. Deve essere valutato come
          concentrazione media annua su 3 anni civili ricavata dalla media di tutti i punti di
          campionamento allestiti a norma degli articoli 6 e 7. L’indicatore di esposizione
          media per l’anno di riferimento 2010 è dato dalla concentrazione media degli
          anni 2008, 2009 e 2010. Analogamente, l’indicatore di concentrazione media per
          l’anno 2020 è dato dalla concentrazione media su tre anni consecutivi (2018, 2019 e
          2020) ricavata dalla media di tutti i punti di campionamento.
   B.     OBIETTIVO DI RIDUZIONE DELL’ESPOSIZIONE
               Obiettivo di riduzione dell’esposizione da ottenere rispetto         Data entro la quale deve
                                     all’AEI nel 2010                              essere raggiunto l’obiettivo
                                                                                  di riduzione dell’esposizione
                                           20%                                                 2020
          Se l’indicatore di esposizione media espresso in µg/m3 nell’anno di riferimento è
          uguale o inferiore a 7 µg/m3, l’obiettivo di riduzione dell’esposizione è fissato a zero.
   C.     LIVELLO MASSIMO DI CONCENTRAZIONE
            Periodo di          Livello                Margine di superamento (1)               Data entro la
            mediazione       massimo di                                                       quale deve essere
                           concentrazione                                                        raggiunto il
                                                                                             livello massimo di
                                                                                               concentrazione
            anno civile        25 µg/m3       20% all’entrata in vigore della presente       1º gennaio 2010
                                              direttiva, con riduzione il 1° gennaio
                                              successivo e successivamente ogni 12 mesi
                                              secondo una percentuale annua costante fino a
                                              raggiungere lo 0% entro il 1° gennaio 2010
           (1)
               Il margine di superamento massimo si applica anche in conformità all’articolo 15,
               paragrafo 4.
IT                                                      57                                                      IT
 ---pagebreak---                                       ALLEGATO XV
      INFORMAZIONI DA INCLUDERE NEI PIANI O PROGRAMMI LOCALI,
       REGIONALI O NAZIONALI DI MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ
                                  DELL’ARIA AMBIENTE
   A.   INFORMAZIONI DA FORNIRE A NORMA DELL’ARTICOLO 21 (PIANI O PROGRAMMI)
   1.   Luogo in cui il superamento del valore limite è stato rilevato:
        a)    regione;
        b)    città (mappa);
        c)    stazione di misurazione (mappa, coordinate geografiche).
   2.   Informazioni generali:
        a)    tipo di zona (centro urbano, area industriale o rurale);
        b)    stima della superficie inquinata (km²) e della popolazione esposta
              all’inquinamento;
        c)    dati utili sul clima;
        d)    dati topografici utili;
        e)    informazioni sufficienti sui tipi di obiettivi da proteggere nella zona interessata.
   3.   Autorità responsabili:
        nome e indirizzo delle persone responsabili dell’elaborazione e dell’attuazione dei
        piani di miglioramento.
   4.   Natura e valutazione dell’inquinamento:
        a)    concentrazioni registrate in anni precedenti (prima dell’attuazione dei
              provvedimenti di miglioramento);
        b)    concentrazioni misurate dall’inizio del progetto;
        c)    tecniche di valutazione applicate.
   5.   Origine dell’inquinamento:
        a)    elenco delle principali fonti di emissione responsabili dell’inquinamento
              (mappa);
        b)    quantità totale di emissioni prodotte da tali fonti (tonnellate/anno);
        c)    informazioni sull’inquinamento proveniente da altre regioni.
IT                                             58                                                  IT
 ---pagebreak---    6.   Analisi della situazione:
        a)     informazioni precise sui fattori che hanno causato il superamento dei valori (ad
               esempio i trasporti, compresi quelli transfrontalieri, o la formazione di
               inquinanti secondari nell’atmosfera);
        b)     informazioni particolareggiate sui possibili provvedimenti per il miglioramento
               della qualità dell’aria.
   7.   Informazioni sui provvedimenti o progetti di miglioramento esistenti anteriormente
        all’entrata in vigore della presente direttiva, vale a dire:
        a)     provvedimenti di carattere locale, regionale, nazionale e internazionale;
        b)     effetti riscontrati di tali provvedimenti.
   8.   Informazioni sui provvedimenti o progetti adottati allo scopo di ridurre
        l’inquinamento e posteriori all’entrata in vigore della presente direttiva:
        a)     elenco e descrizione di tutti i provvedimenti messi a punto nell’ambito del
               progetto;
        b)     calendario di attuazione;
        c)     stima del miglioramento programmato della qualità dell’aria e dei tempi
               previsti per conseguire questi obiettivi.
   9.   Informazioni sui provvedimenti o progetti programmati o oggetto di ricerca a lungo
        termine.
   10.  Elenco delle pubblicazioni, dei documenti, dei lavori, ecc. utilizzati a complemento
        delle informazioni richieste a norma del presente allegato.
   B.   INFORMAZIONI DA FORNIRE               A NORMA DELL’ARTICOLO 20, PARAGRAFO 1,
        LETTERA b)         (PROGRAMMA           DI    ABBATTIMENTO        DELL’INQUINAMENTO
        ATMOSFERICO)
   1.   Tutte le informazioni di cui al punto A del presente allegato.
   2.   Le informazioni sullo stato di attuazione delle direttive indicate di seguito.
        1)     direttiva 70/220/CEE del Consiglio, del 20 marzo 1970, concernente il
               ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle misure da
               adottare contro l’inquinamento atmosferico con i gas prodotti dai motori dei
               veicoli a motore1;
        2)     direttiva 88/77/CEE del Consiglio, del 3 dicembre 1987, concernente il
               ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti
               da prendere contro l'emissione di inquinanti gassosi e di particolato prodotti dai
   1
       GU L 76 del 6.4.1970, pag. 1.
IT                                               59                                               IT
 ---pagebreak---             motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli e contro
            l'emissione di inquinanti gassosi prodotti dai motori ad accensione comandata
            alimentati con gas naturale o con gas di petrolio liquefatto destinati alla
            propulsione di veicoli2;
      3)    direttiva 94/63/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
            20 dicembre 1994, sul controllo delle emissioni di composti organici volatili
            (COV) derivanti dal deposito della benzina e dalla sua distribuzione dai
            terminali alle stazioni di servizio3;
      4)    direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la
            riduzione integrate dell’inquinamento4;
      5)    direttiva 97/68/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del
            16 dicembre 1997, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
            membri relative ai provvedimenti da adottare contro l’emissione di inquinanti
            gassosi e particolato inquinante prodotti dai motori a combustione interna
            destinati all’installazione su macchine mobili non stradali5;
      6)    direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
            13 ottobre 1998, relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel e
            recante modificazione della direttiva 93/12/CEE del Consiglio6;
      7)    direttiva 1999/13/CE del Consiglio, dell’11 marzo 1999, sulla limitazione delle
            emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi organici in
            talune attività e in taluni impianti7;
      8)    direttiva 1999/32/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alla riduzione
            del tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi e che modifica la
            direttiva 93/12/CEE8;
      9)    direttiva 2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
            4 dicembre 2000, sull’incenerimento dei rifiuti9;
      10)   direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
            23 ottobre 2001, concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di
            taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione;
      11)   direttiva 2001/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
            23 ottobre 2001, relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti
            atmosferici;
   2
     GU L 36 del 9.2.1988, pag. 33.
   3
     GU L 365 del 31.12.1994, pag. 24.
   4
     GU L 257 del 10.10.1996, pag. 22.
   5
     GU L 59 del 27.2.1998, pag. 1.
   6
     GU L 350 del 28.12.1998 pag. 58.
   7
     GU L 85 del 29.3.1999, pag. 1.
   8
     GU L 121 dell’11.5.1999, pag. 13.
   9
     GU L 332 del 28.12.2000, pag. 91.
IT                                            60                                             IT
 ---pagebreak---        12)    direttiva 2004/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
              21 aprile 2004, relativa alla limitazione delle emissioni di composti organici
              volatili dovute all’uso di solventi organici in talune pitture e vernici e in taluni
              prodotti per carrozzeria e recante modifica della direttiva 1999/13/CE10;
       13)    direttiva […] del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l’efficienza
              degli usi finali dell’energia e i servizi energetici11;
       14)    direttiva […] del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la
              direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso
              marittimo12.
   3.  Informazioni su tutte le misure di abbattimento dell’inquinamento atmosferico da
       mettere in atto in connessione con il raggiungimento degli obiettivi di qualità
       dell’aria, compresi:
       a livello di agglomerato o zona:
       a)     riduzione delle emissioni da fonti fisse garantendo che gli impianti di
              combustione di piccole e medie dimensioni che costituiscono fonti di
              inquinamento fisse (anche per la biomassa) siano dotati di dispositivi di
              limitazione delle emissioni o siano sostituiti;
       b)     riduzione delle emissioni dei veicoli dotandoli di dispositivi di controllo delle
              emissioni. Deve essere valutata la possibilità di ricorrere ad incentivi
              economici per accelerare l’adozione di tali dispositivi;
       c)     acquisto da parte delle amministrazioni pubbliche, secondo le modalità
              descritte nel manuale sugli appalti pubblici compatibili con l’ambiente13, di
              veicoli stradali, carburanti/combustibili e impianti di combustione per ridurre le
              emissioni, compreso l’acquisto di:
              –      veicoli nuovi, ivi compresi quelli a basse emissioni,
              –      servizi di trasporto con veicoli più ecologici,
              –      fonti di combustione fisse a basse emissioni,
              –      combustibili a basse emissioni per fonti fisse e mobili;
       d)     provvedimenti per limitare le emissioni dei trasporti attraverso la
              pianificazione e la gestione del traffico (comprese tariffazione della
              congestione, tariffe differenziate per i parcheggi o altri incentivi economici;
              istituzione di “zone a basse emissioni”);
       e)     provvedimenti per incentivare il passaggio verso modi di trasporto meno
              inquinanti;
   10
      GU L 143 del 30.4.2004, pag. 87.
   11
      GU L […] del […], pag. […].
   12
      GU L […] del […], pag. […].
   13
      SEC(2004) 1050.
IT                                               61                                                IT
 ---pagebreak---    f)     garanzia che vengano utilizzati combustibili a basse emissioni in fonti fisse di
          piccola, media e grande scala e in fonti mobili;
   a livello regionale o nazionale:
   g)     provvedimenti per ridurre l’inquinamento atmosferico attraverso il sistema di
          autorizzazioni di cui alla direttiva 96/61/CE, i piani nazionali previsti dalla
          direttiva 2001/80/CE e il ricorso a strumenti economici come imposte, tasse,
          tariffe o scambi delle quote di emissione.
IT                                         62                                              IT
 ---pagebreak---                                       ALLEGATO XVI
                         INFORMAZIONE DEL PUBBLICO
   1. Gli Stati membri provvedono affinché siano messe a disposizione del pubblico
      informazioni aggiornate sulle concentrazioni nell’aria ambiente degli inquinanti
      disciplinati dalla presente direttiva.
   2. Le concentrazioni ambiente ottenute devono essere presentate come valori medi
      secondo i periodi di mediazione applicabili indicati nell’ allegato VII e negli allegati
      da XI a XIV. Le informazioni devono indicare almeno i livelli superiori agli obiettivi
      di qualità dell’aria, in particolare i valori limite, i livelli massimi di concentrazione, i
      valori-obiettivo, le soglie di allarme, le soglie di informazione o gli obiettivi a lungo
      termine fissati per l’inquinante interessato. Deve inoltre essere presentata una breve
      valutazione riguardo agli obiettivi di qualità dell’aria e informazioni adeguate sugli
      effetti per la salute o, se del caso, per la vegetazione.
   3. Le informazioni sulle concentrazioni ambiente di biossido di zolfo, biossido di azoto,
      particolato, ozono e monossido di carbonio devono essere aggiornate almeno ogni
      giorno e, se fattibile, anche su base oraria. Le informazioni sulle concentrazioni
      ambiente di piombo e benzene, presentate come valore medio degli ultimi 12 mesi,
      devono essere aggiornate almeno su base trimestrale e, se fattibile, su base mensile.
   4. Gli Stati membri provvedono affinché il pubblico disponga di informazioni
      tempestive sui superamenti, effettivi o previsti, delle soglie di allarme e di qualsiasi
      soglia di informazione. I dati forniti devono riguardare almeno le seguenti
      informazioni:
      a)     informazioni sui superamenti registrati:
             –      località o area in cui si è verificato il fenomeno,
             –      tipo di soglia superata (di informazione o di allarme),
             –      ora d’inizio e durata del fenomeno,
             –      concentrazione oraria più elevata e, per l’ozono, concentrazione media
                    più elevata su 8 ore;
      b)     previsione per il pomeriggio/giorno/i seguenti:
             –      area geografica prevedibilmente interessata dai superamenti della soglia
                    di informazione o di allarme,
             –      cambiamento previsto nell’inquinamento (miglioramento, stabilizzazione
                    o peggioramento), motivo del cambiamento previsto;
      c)     informazione sui settori colpiti della popolazione, possibili effetti sulla salute e
             condotta raccomandata:
             –      informazione sui gruppi di popolazione a rischio,
IT                                              63                                                 IT
 ---pagebreak---       –      descrizione dei sintomi riscontrabili,
      –      precauzioni che i gruppi di popolazione interessati devono prendere,
      –      dove ottenere ulteriori informazioni;
   d) informazioni sulle azioni preventive per la riduzione dell’inquinamento e/o
      dell’esposizione ad esso; indicazione dei principali settori cui appartengono le
      fonti; azioni raccomandate per la riduzione delle emissioni;
   e) qualora i superamenti siano solo previsti, gli Stati membri s’impegnano
      affinché i dati al riguardo siano forniti nella misura del possibile.
IT                                      64                                             IT
 ---pagebreak---                                       ALLEGATO XVII
                                 TAVOLA DI CONCORDANZA
   Presente           Direttiva          Direttiva         Direttiva       Direttiva
   direttiva          96/62/CE           1999/30/CE        2000/69/CE      2002/3/CE
   Articolo 1         Articolo 1         Articolo 1        Articolo 1      Articolo 1
   Articolo 2,        Articolo 2,        -                 -               -
   paragrafi 1-5      paragrafi 1-5
   Articolo        2, -                  -                 -               -
   paragrafi 6 e 7
   Articolo 2,        Articolo 2,        Articolo 2,       -               -
   paragrafo 8        paragrafo 8        paragrafo 7
   Articolo 2,        Articolo 2,        -                 -               Articolo 2,
   paragrafo 9        paragrafo 6                                          paragrafo 9
   Articolo 2,        Articolo 2,        Articolo 2,       -               Articolo 2,
   paragrafo 10       paragrafo 7        paragrafo 6                       paragrafo 11
   Articolo 2,        -                  -                 -               Articolo 2,
   paragrafo 11                                                            paragrafo 12
   Articolo 2,        -                  Articolo 2,       Articolo 2,     -
   paragrafi 12 e 13                     paragrafi 13 e 14 lettere a) e b)
   Articolo 2,        -                  -                 -               Articolo 2,
   paragrafo 14                                                            paragrafo 10
   Articolo 2,        Articolo 2,        Articolo 2,       -               Articolo 2,
   paragrafi 15 e 16 paragrafi 9 e 10    paragrafi 8 e 9                   paragrafi 7 e 8
   Articolo 2,        -                  Articolo 2,       -               -
   paragrafi 17 e 18                     paragrafi 11 e 12
   Articolo 2,        -                  -                 -               -
   paragrafi 19, 20
   e 21
   Articolo 2,        -                  Articolo 2,       -               -
   paragrafo 22                          paragrafo 10
   Articolo        2, Articolo        6, -                 -               -
   paragrafi 23 e 24 paragrafo 5
   Articolo 2,        -                  -                 -               Articolo 2,
   paragrafo 25                                                            paragrafo 13
IT                                            65                                           IT
 ---pagebreak---    Articolo 3,       Articolo 3        -                -               -
   escluso
   paragrafo 1,
   lettera f)
   Articolo 3,       -                 -                -               -
   paragrafo 1,
   lettera f)
   Articolo 4        Articolo 2,       -                -               -
                     paragrafi 9 e 10,
                     articolo 6,
                     paragrafo 1
   Articolo 5        -                 Articolo 7,      Articolo 5,     -
                                       paragrafo 1      paragrafo 1
   Articolo 6,       Articolo       6, -                -               -
   paragrafi 1-4     paragrafi 1-4
   Articolo 6,       -                 -                -               -
   paragrafo 5
   Articolo 7        -                 Articolo 7,      Articolo 5,
                                       paragrafi 2 e 3, paragrafi 2 e 3
                                       con modifiche    con modifiche
   Articolo 8        -                 Articolo 7,      Articolo 5,     -
                                       paragrafo 5      paragrafo 5
   Articolo 9        -                 -                -               Articolo 9,
                                                                        paragrafo 1,
                                                                        primo        e
                                                                        secondo
                                                                        comma
   Articolo 10       -                 -                -               Articolo 9,
                                                                        paragrafi 1-3,
                                                                        con modifiche
   Articolo 11,      -                 -                -               Articolo 9,
   paragrafo 1                                                          paragrafo 4
   Articolo      11, -                 -                -               -
   paragrafo 2
   Articolo 12       Articolo 9        -                -               -
IT                                          66                                         IT
 ---pagebreak---    Articolo 13, -               Articoli 3,       Articolo 3, -
   paragrafo 1                  paragrafo 1, 4, paragrafo 1 e
                                paragrafo 1, 5, articolo 4
                                paragrafo 1 e 6
   Articolo 13, -               Articolo 3,       -           -
   paragrafo 2                  paragrafo 2 e
                                articolo 4,
                                paragrafo 2
   Articolo 13, -               Articolo 5,       -           -
   paragrafo 3                  paragrafo 5
   Articolo 14  -               Articolo       3, -           -
                                paragrafo 1 e
                                articolo       4,
                                paragrafo 1, con
                                modifiche
   Articolo 15  -               -                 -           -
   Articolo 16, -               -                 -           Articolo 3,
   paragrafo 1                                                paragrafo 1 e
                                                              articolo     4,
                                                              paragrafo 1
   Articolo 16, -               -                 -           Articolo 3,
   paragrafo 2                                                paragrafi 2 e 3
   Articolo 16, -               -                 -           Articolo 4,
   paragrafo 3                                                paragrafo 2
   Articolo 17  -               -                 -           Articolo 5
   Articolo 18  Articolo 10 con Articolo 8,       -           Articolo 6 con
                modifiche       paragrafo 3                   modifiche
   Articolo 19  -               Articolo 3,       -           -
                                paragrafo 4     e
                                articolo 5,
                                paragrafo 4, con
                                modifiche
   Articolo 20  -               -                 -           -
   Articolo 21  Articolo 8,     -                 -           -
                paragrafi 1-4,
                con modifiche
IT                                       67                                   IT
 ---pagebreak---    Articolo 22      Articolo     7, -                 -                 Articolo 7 con
                    paragrafo     3,                                    modifiche
                    con modifiche
   Articolo 23      Articolo     8, -                 -                 Articolo 8 con
                    paragrafo     5,                                    modifiche
                    con modifiche
   Articolo 24      -                Articolo 8 con Articolo      7 con Articolo 6 con
                                     modifiche        modifiche         modifiche
   Articolo 25      Articolo 11 con Articolo       5, -                 Articolo    10
                    modifiche        paragrafo     2,                   con modifiche
                                     secondo comma
   Articolo 26,     Articolo 12,     -                -                 -
   paragrafo 1      paragrafo     1,
                    con modifiche
   Articolo 26,     Articolo 11 con -                 -                 -
   paragrafo 2      modifiche
   Articolo     26, -                -                -                 -
   paragrafo 3
   Articolo 26,     -                Allegato IX con -                  -
   paragrafo 4                       modifiche
   Articolo 27      Articolo 12,     -                -                 -
                    paragrafo 2
   Articolo 28      -                Articolo 11      Articolo 9        Articolo 14
   Articolo 29      -                -                -                 -
   Articolo 30      -                -                -                 -
   Articolo 31      Articolo 13      Articolo 12      Articolo 10       Articolo 15
   Articolo 32      Articolo 14      Articolo 13      Articolo 11       Articolo 17
   Articolo 33      Articolo 15      Articolo 14      Articolo 12       Articolo 18
   Allegato I       -                Allegato VIII Allegato VI          Allegato VII
                                     con modifiche
   Allegato II      -                Allegato V con Allegato III
                                     modifiche
   Allegato III     -                Allegato VI      Allegato IV       -
IT                                           68                                        IT
 ---pagebreak---    Allegato IV      -           -                 -                    -
   Allegato V       -           Allegato      VII Allegato V           -
                                con modifiche
   Allegato VI      -           Allegato IX con Allegato VII           Allegato VIII
                                modifiche
   Allegato VII     -           -                 -                    Allegato     I,
                                                                       allegato   III,
                                                                       parte II
   Allegato VIII    -           -                 -                    Allegato IV
   Allegato IX      -           -                 -                    Allegato V
   Allegato X       -           -                 -                    Allegato VI
   Allegato XI      -           Allegato I,       Allegato I, allegato -
                                parte I,          II
                                allegato II,
                                parte I         e
                                allegato III (con
                                modifiche);
                                allegato IV
                                (invariato)
   Allegato XII     -           Allegato I,       -                    Allegato    II,
                                parte II,                              parte I
                                allegato II,
                                parte II
   Allegato XIII    -           Allegato I,       -                    -
                                parte II
                                allegato II,
                                parte I
   Allegato XIV     -           -                 -                    -
   Allegato     XV, Allegato IV -                 -                    -
   punto A
   Allegato     XV, -           -                 -                    -
   punto B
   Allegato XVI     -           Articolo 8        Articolo 7           Articolo 6 con
                                                                       modifiche
IT                                        69                                           IT