CELEX: 62009CJ0360
Language: it
Date: 2011-06-14
Title: Sentenza della Corte (grande sezione) del 14 giugno 2011.#Pfleiderer AG contro Bundeskartellamt.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Amtsgericht Bonn - Germania.#Concorrenza - Procedimento amministrativo - Documenti ed informazioni forniti nell’ambito di un programma nazionale di clemenza - Eventuali effetti pregiudizievoli dell’accesso dei terzi a simili documenti sull’efficacia e sul corretto funzionamento della cooperazione tra le autorità che formano la Rete europea della concorrenza.#Causa C-360/09.

Causa C‑360/09
      Pfleiderer AG
      contro
      Bundeskartellamt
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht Bonn)
      «Concorrenza — Procedimento amministrativo — Documenti ed informazioni forniti nell’ambito di un programma nazionale di clemenza — Eventuali effetti pregiudizievoli dell’accesso dei terzi a simili documenti sull’efficacia e sul corretto funzionamento della
         cooperazione tra le autorità che formano la Rete europea della concorrenza»
      
      Massime della sentenza
      1.        Concorrenza — Regole dell’Unione — Comunicazioni della Commissione relative alla cooperazione e all’immunità dalle ammende
            o alla riduzione del loro importo — Programma modello in materia di clemenza, elaborato nell’ambito della rete europea della
            concorrenza
      (Artt. 101 TFUE e 102 TFUE; comunicazioni della Commissione 2004/C 101/03 e 2006/C 298/11)
      2.        Concorrenza — Intese — Lesione della concorrenza
      (Art. 101 TFUE; regolamento del Consiglio n. 1/2003)
      1.        La comunicazione della Commissione relativa alla cooperazione nell’ambito della rete delle autorità garanti della concorrenza
         e quella relativa all’immunità dalle ammende o alla riduzione del loro importo nei casi di cartelli tra imprese non sono vincolanti
         nei confronti degli Stati membri. Inoltre, quest’ultima comunicazione riguarda solamente programmi di clemenza attuati dalla
         Commissione stessa. Neppure il programma modello in materia di clemenza, elaborato nell’ambito della rete europea della concorrenza,
         volto ad armonizzare taluni elementi dei programmi nazionali in materia, ha efficacia vincolante nei confronti dei giudici
         degli Stati membri.
      
      (v. punti 21-22)
      2.        Le disposizioni del diritto dell’Unione in materia di intese, ed in particolare il regolamento n. 1/2003, devono essere interpretate
         nel senso che esse non ostano a che un soggetto, danneggiato da un’infrazione al diritto della concorrenza dell’Unione e che
         intenda conseguire il risarcimento del danno, ottenga l’accesso ai documenti relativi ad un procedimento di clemenza riguardante
         l’autore di tale infrazione. Spetta tuttavia ai giudici degli Stati membri, sulla base del loro diritto nazionale, determinare
         le condizioni alle quali un simile accesso deve essere autorizzato o negato, procedendo a un bilanciamento tra gli interessi
         tutelati dal diritto dell’Unione.
      
      Infatti, anche se gli orientamenti espressi dalla Commissione possono influire sulla prassi delle autorità nazionali garanti
         della concorrenza, spetta agli Stati membri, in mancanza di una disciplina vincolante del diritto dell’Unione in materia,
         adottare ed applicare le norme nazionali riguardanti il diritto di accesso dei soggetti danneggiati da un’intesa ai documenti
         relativi a procedimenti di clemenza. Tuttavia, esaminando una domanda di accesso siffatta proposta da un soggetto che intenda
         essere risarcito da un altro soggetto beneficiario di un programma di clemenza, è necessario assicurarsi che le norme nazionali
         applicabili non siano meno favorevoli di quelle che disciplinano domande simili di natura interna, né siano formulate in modo
         da rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile il conseguimento di un simile risarcimento, ed occorre effettuare
         un bilanciamento tra gli interessi che giustificano la comunicazione delle informazioni e la protezione delle informazioni
         fornite spontaneamente dal soggetto richiedente il trattamento favorevole. Tale bilanciamento può essere compiuto dai giudici
         nazionali solamente caso per caso, nell’ambito del diritto nazionale, e tenendo conto di tutti gli elementi rilevanti della
         fattispecie.
      
      (v. punti 23, 30-32 e dispositivo)
SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione)
      14 giugno 2011 (*)
      
      «Concorrenza – Procedimento amministrativo – Documenti ed informazioni forniti nell’ambito di un programma nazionale di clemenza – Eventuali effetti pregiudizievoli dell’accesso dei terzi a simili documenti sull’efficacia e sul corretto funzionamento della
         cooperazione tra le autorità che formano la Rete europea della concorrenza»
      
      Nel procedimento C‑360/09,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dall’Amtsgericht Bonn
         (Germania) con decisione 4 agosto 2009, pervenuta in cancelleria il 9 settembre 2009, nella causa
      
      Pfleiderer AG
      contro
      Bundeskartellamt,
      LA CORTE (Grande Sezione),
      composta dal sig. A. Tizzano, presidente della Prima Sezione, facente funzione di presidente, dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues,
         K. Lenaerts, J.‑C. Bonichot, presidenti di sezione, dai sigg. E. Juhász (relatore), G. Arestis, A. Borg Barthet, M. Ilešič,
         J. Malenovský, L. Bay Larsen e T. von Danwitz, giudici,
      
      avvocato generale: sig. J. Mazák
      cancelliere: sig. B. Fülöp, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 14 settembre 2010,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per la Pfleiderer AG, dagli avv.ti T. Kapp, M. Schrödl e M. Kuhlenkamp, Rechtsanwälte;
      –        per la Munksjö Paper GmbH, dall’avv. H. Meyer‑Lindemann, Rechtsanwalt;
      –        per l’Arjo Wiggins Deutschland GmbH, dagli avv.ti R. Polley e S. Heinz, Rechtsanwältinnen, nonché dalla sig.ra O. Ban, in
         qualità di mandataria ad litem;
      
      –        per la Felix Schoeller Holding GmbH & Co. KG e la Technocell Dekor GmbH & Co. KG, dagli avv.ti T. Mäger e D. Zimmer, Rechtsanwälte;
      –        per l’Interprint GmbH & Co. KG, dall’avv. T. Veltins, Rechtsanwalt;
      –        per il governo tedesco, dai sigg. M. Lumma, J. Möller e C. Blaschke, in qualità di agenti;
      –        per il governo belga, dal sig. J.‑C. Halleux, in qualità di agente;
      –        per il governo ceco, dai sigg. M. Smolek e T. Müller, in qualità di agenti;
      –        per il governo spagnolo, dal sig. J. Rodríguez Cárcamo, in qualità di agente;
      –        per il governo italiano, dalla sig.ra G. Palmieri, in qualità di agente, assistita dal sig. F. Arena, avvocato dello Stato;
      –        per il governo cipriota, dalla sig.ra D. Kallí, in qualità di agente;
      –        per il governo dei Paesi Bassi, dal sig. Y. de Vries, in qualità di agente;
      –        per la Commissione europea, dal sig. V. Di Bucci nonché dalle sig.re P. Costa de Oliveira e A. Antoniadis, in qualità di agenti;
      –        per l’Autorità di vigilanza EFTA, dai sigg. X. Lewis e M. Schneider, in qualità di agenti,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 16 dicembre 2010,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli artt. 11 e 12 del regolamento (CE) del Consiglio 16
         dicembre 2002, n. 1/2003, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 [CE] e 82 [CE] (GU 2003,
         L 1, pag. 1), nonché del combinato disposto dell’art. 10, secondo comma, CE e dell’art. 3, n. 1, lett. g), CE.
      
      2        Tale domanda è stata proposta nell’ambito di una controversia tra la Pfleiderer AG (in prosieguo: la «Pfleiderer») ed il Bundeskartellamt
         (autorità garante della concorrenza) in merito ad una domanda di accesso integrale agli atti relativi ad un procedimento sanzionatorio
         conseguente ad un’intesa nel settore delle carte decorative. La Pfleiderer, cliente delle imprese sanzionate, ha presentato
         tale domanda di accesso, avente altresì ad oggetto i documenti relativi al procedimento di clemenza, allo scopo di intentare
         un’azione civile di risarcimento del danno.
      
       Contesto normativo
       La normativa dell’Unione
      3        La prima frase del primo ‘considerando’ del regolamento n. 1/2003 così recita:
      
      «Per istituire un sistema che impedisca distorsioni della concorrenza nel mercato comune occorre provvedere all’applicazione
         efficace e uniforme degli articoli 81 [CE] e 82 [CE] nella Comunità».
      
      4        L’art. 11 del regolamento n. 1/2003, rubricato «Cooperazione fra la Commissione e le autorità garanti della concorrenza degli
         Stati membri», è così formulato:
      
      «1.      La Commissione e le autorità garanti della concorrenza degli Stati membri applicano le regole di concorrenza comunitarie in
         stretta collaborazione.
      
      2.      La Commissione trasmette alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri copia dei principali documenti raccolti
         ai fini dell’applicazione degli articoli 7, 8, 9, 10 e dell’articolo 29, paragrafo 1. La Commissione fornisce all’autorità
         garante della concorrenza di uno Stato membro, su richiesta di quest’ultima, copia di altri documenti esistenti necessari
         alla valutazione della pratica trattata.
      
      3.      Quando le autorità garanti della concorrenza degli Stati membri agiscono ai sensi dell’articolo 81 [CE] o 82 [CE], esse ne
         informano per iscritto la Commissione prima o immediatamente dopo l’avvio della prima misura formale di indagine. L’informazione
         può essere resa disponibile anche alle autorità garanti della concorrenza degli altri Stati membri.
      
      4.      Al più tardi 30 giorni prima dell’adozione di una decisione volta a ordinare la cessazione di un’infrazione, ad accettare
         impegni o a revocare l’applicazione di un regolamento d’esenzione per categoria, le autorità garanti della concorrenza degli
         Stati membri informano la Commissione. A tal fine esse forniscono alla Commissione una presentazione del caso in questione,
         la decisione prevista o, in sua mancanza, qualsiasi altro documento che esponga la linea d’azione proposta. Tali informazioni
         possono essere fornite anche alle autorità garanti della concorrenza degli altri Stati membri. Su richiesta della Commissione,
         l’autorità garante della concorrenza che agisce rende disponibili alla Commissione altri documenti in suo possesso necessari
         alla valutazione della pratica. Le informazioni fornite alla Commissione possono essere messe a disposizione delle autorità
         garanti della concorrenza degli altri Stati membri. Le autorità nazionali garanti della concorrenza possono anche scambiarsi
         le informazioni necessarie alla valutazione di un caso di cui si occupano a norma degli articoli 81 [CE] o 82 [CE].
      
      5.      Le autorità garanti della concorrenza degli Stati membri possono consultare la Commissione su qualsiasi caso che implichi
         l’applicazione del diritto comunitario.
      
      (...)».
      5        L’art. 12 del regolamento n. 1/2003, che disciplina lo scambio di informazioni, enuncia quanto segue:
      
      «1.      Ai fini dell’applicazione degli articoli 81 [CE] e 82 [CE], la Commissione e le autorità garanti della concorrenza degli Stati
         membri hanno la facoltà di scambiare e utilizzare come mezzo di prova qualsiasi elemento di fatto o di diritto, comprese informazioni
         riservate.
      
      2.      Le informazioni scambiate possono essere utilizzate come mezzo di prova soltanto ai fini dell’applicazione degli articoli
         81 [CE] o 82 [CE] e riguardo all’oggetto dell’indagine per il quale sono state raccolte dall’autorità che le trasmette. Tuttavia
         qualora la legislazione nazionale in materia di concorrenza sia applicata allo stesso caso e in parallelo al diritto comunitario
         in materia di concorrenza e non porti ad un risultato diverso, le informazioni scambiate ai sensi del presente articolo possono
         essere utilizzate anche per l’applicazione della legislazione nazionale in materia di concorrenza.
      
      3.      Le informazioni scambiate a norma del paragrafo 1 possono essere utilizzate come mezzo di prova per comminare sanzioni a persone
         fisiche soltanto quando:
      
      –        il diritto dell’autorità che trasmette le informazioni prevede sanzioni di tipo analogo in caso di infrazione all’articolo
         81 [CE] o all’articolo 82 [CE] o, in mancanza,
      
      –        le informazioni sono state raccolte in un modo che rispetta lo stesso livello di tutela dei diritti di difesa delle persone
         fisiche di quello previsto dalle norme nazionali dell’autorità che le riceve. In tal caso le informazioni scambiate non possono
         tuttavia essere utilizzate dall’autorità che le riceve per imporre sanzioni detentive».
      
      6        L’art. 35, n. 1, del regolamento n. 1/2003 così dispone:
      
      «Gli Stati membri designano l’autorità o le autorità garanti della concorrenza responsabili dell’applicazione degli articoli
         81 [CE] e 82 [CE] in modo da garantire un’efficace conformità alle disposizioni del presente regolamento. Le misure necessarie
         per conferire a tali autorità il potere di applicare detti articoli sono adottate entro il 1° maggio 2004. Tra le autorità
         designate possono figurare le giurisdizioni nazionali».
      
       La normativa nazionale
      7        L’art. 406e del codice di procedura penale (Strafprozessordnung) è del seguente tenore:
      
      «(1)      L’avvocato può consultare, per conto della persona offesa, gli atti a disposizione del tribunale o che dovrebbero essere a
         sua disposizione in caso di esercizio dell’azione penale e prendere visione delle fonti di prova sotto sequestro, qualora
         dimostri un interesse legittimo in tal senso. La dimostrazione di un interesse legittimo non è necessaria nei casi previsti
         dall’art. 395.
      
      (2)      La consultazione degli atti viene rifiutata qualora vi si oppongano interessi imperativi degni di tutela dell’accusato o di
         terzi. La consultazione può essere negata qualora pregiudichi l’obiettivo dell’inchiesta o cagioni importanti ritardi nel
         procedimento.
      
      (3)      L’avvocato può, previa domanda e qualora non vi ostino ragioni imperative, essere autorizzato a portare gli atti nel proprio
         studio o nel proprio domicilio, con esclusione delle fonti di prova. La decisione è inoppugnabile.
      
      (4)      La concessione dell’accesso agli atti è disposta dal pubblico ministero nel corso delle indagini preliminari nonché dopo la
         chiusura definitiva del procedimento e, negli altri casi, dal presidente del tribunale investito del procedimento. Contro
         la decisione del pubblico ministero di cui alla prima frase è possibile domandare una decisione giurisdizionale ai sensi dell’art. 161a,
         terzo comma, nn. 2‑4. (...) Tali decisioni non sono motivate qualora la divulgazione dei motivi possa pregiudicare le finalità
         delle indagini.
      
      (5)      La persona offesa può ottenere informazioni e copie degli atti alle condizioni previste dal n. 1;
      (...)».
      8        L’art. 46 della legge sulle infrazioni amministrative (Gesetz über Ordnungswidrigkeiten), nella versione del 19 febbraio 1987
         (BGBl. 1987 I, pag. 602), come da ultimo modificata dall’art. 2 della legge 29 luglio 2009 (BGBl. 2009 I, pag. 2353; in prosieguo:
         l’«OWiG»), così dispone:
      
      «(1)      Salvo contraria disposizione della presente legge, al procedimento sanzionatorio si applicano le disposizioni delle leggi
         generali in materia di procedimento penale, la legge sull’ordinamento giudiziario [(Gerichtsverfassungsgesetz)] e la legge
         sui tribunali dei minori [(Jugendgerichtsgesetz)].
      
      (…)».
       Causa principale e questione pregiudiziale
      9        Il 21 gennaio 2008 il Bundeskartellamt, in applicazione dell’art. 81 CE, ha inflitto ammende per un importo totale di EUR 62
         milioni a carico di tre imprese europee produttrici di carte decorative e di cinque persone fisiche personalmente responsabili,
         per la conclusione di accordi riguardanti la fissazione dei prezzi e la chiusura delle capacità. Le imprese interessate non
         hanno proposto ricorso e le decisioni che hanno inflitto le suddette ammende sono divenute definitive.
      
      10      A seguito di detto procedimento, in data 26 febbraio 2008 la Pfleiderer ha chiesto al Bundeskartellamt di consentirle un accesso
         integrale agli atti relativi al procedimento sanzionatorio nel settore delle carte decorative, al fine di predisporre azioni
         civili di risarcimento del danno. Tale impresa è acquirente di carte decorative e più precisamente di carte speciali per il
         trattamento superficiale di prodotti in legno composito. La Pfleiderer è uno dei tre produttori leader a livello mondiale
         di prodotti in legno composito, superfici finite e pavimentazioni laminate. Essa ha dichiarato di aver comprato, negli ultimi
         tre anni, merci per un valore superiore a EUR 60 milioni dalle imprese produttrici di carta decorativa che sono state sanzionate.
      
      11      Con lettera dell’8 maggio 2008 il Bundeskartellamt ha risposto alla domanda di accesso agli atti comunicando in forma anonima
         le tre decisioni che hanno inflitto le ammende, nonché un elenco degli elementi di prova raccolti nel corso della perquisizione.
      
      12      Con una seconda lettera la Pfleiderer ha quindi espressamente richiesto al Bundeskartellamt l’accesso a tutti gli atti del
         fascicolo, compresi i documenti relativi alle domande di trattamento favorevole volontariamente trasmessi dai richiedenti
         e gli elementi di prova posti sotto sequestro. Il 14 ottobre 2008 il Bundeskartellamt ha parzialmente respinto tale domanda
         ed ha limitato l’accesso al fascicolo ad una versione da cui erano stati espunti i segreti aziendali, i documenti interni
         e i documenti di cui al punto 22 della comunicazione del Bundeskartellamt sulla clemenza, senza concedere neppure l’accesso
         agli elementi di prova posti sotto sequestro.
      
      13      La Pfleiderer ha pertanto proposto ricorso dinanzi all’Amtsgericht Bonn avverso tale decisione di rigetto parziale, ai sensi
         dell’art. 62, n. 1, dell’OWiG.
      
      14      Il 3 febbraio 2009 l’Amtsgericht Bonn ha adottato una decisione con cui ha ordinato al Bundeskartellamt di consentire alla
         Pfleiderer l’accesso agli atti, tramite il suo avvocato, ai sensi del combinato disposto dell’art. 406e, n. 1, del codice
         di procedura penale e dell’art. 46, n. 1, dell’OWiG. Secondo l’Amtsgericht Bonn, la Pfleiderer è da considerarsi «persona
         offesa» ai sensi delle suddette disposizioni, dovendosi supporre che essa abbia pagato un prezzo esorbitante, in conseguenza
         degli accordi di cartello, per le merci acquistate dalle imprese partecipanti all’intesa. Inoltre, la Pfleiderer disponeva
         di un «interesse legittimo» ad ottenere l’accesso ai documenti, poiché questi dovevano servire alla predisposizione di azioni
         civili di risarcimento del danno.
      
      15      L’Amtsgericht Bonn ha pertanto ordinato l’accesso agli elementi del fascicolo che il richiedente il trattamento favorevole
         ha volontariamente messo a disposizione dell’autorità garante della concorrenza tedesca ai sensi del punto 22 della comunicazione
         del Bundeskartellamt sulla clemenza, nonché ai documenti a carico ed agli elementi di prova raccolti. Quanto ai segreti aziendali
         ed ai documenti interni, vale a dire le indicazioni del Bundeskartellamt e la corrispondenza redatta nell’ambito della Rete
         europea della concorrenza (in prosieguo: la «REC»), l’accesso ai medesimi è stato limitato. Secondo l’Amtsgericht Bonn, occorre
         ponderare i differenti interessi al fine di determinare la portata di tale diritto, circoscritto ai documenti necessari per
         suffragare il diritto al risarcimento.
      
      16      Dalla domanda di pronuncia pregiudiziale emerge, da un lato, che l’esecuzione della decisione è stata tuttavia sospesa dal
         medesimo giudice.
      
      17      D’altro lato, dalla domanda di pronuncia pregiudiziale emerge inoltre che l’Amtsgericht Bonn intende adottare una decisione
         identica a quella del 3 febbraio 2009. Nondimeno, tale giudice rileva che l’emananda decisione potrebbe essere in contrasto
         con il diritto dell’Unione, in particolare con l’art. 10, secondo comma, CE e con l’art. 3, n. 1, lett. g), CE, nonché con
         gli artt. 11 e 12 del regolamento n. 1/2003, che prevedono una stretta collaborazione ed un reciproco scambio di informazioni
         tra la Commissione e le autorità nazionali garanti della concorrenza degli Stati membri nei procedimenti di applicazione degli
         artt. 81 CE e 82 CE. Per garantire l’efficacia ed il buon funzionamento di tali disposizioni, aventi fondamentale importanza
         per la REC e per l’applicazione decentrata del diritto della concorrenza, potrebbe risultare necessario, nell’ambito di procedimenti
         sanzionatori antitrust, vietare ai terzi di accedere alle domande di trattamento favorevole ed ai documenti spontaneamente
         trasmessi dai richiedenti il trattamento favorevole.
      
      18      L’Amtsgericht Bonn, ritenendo che la soluzione della controversia di cui è stato investito richieda l’interpretazione del
         diritto dell’Unione, ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale:
      
      «Se le disposizioni del diritto comunitario in materia di intese – in particolare gli artt. 11 e 12 del regolamento n. 1/2003
         e il combinato disposto degli artt. 10, secondo comma, CE e 3, n. 1, lett. g), CE – debbano essere interpretate nel senso
         che i soggetti danneggiati da un’intesa che intendano promuovere un’azione risarcitoria di diritto civile non possono avere
         accesso alle domande di trattamento favorevole né alle informazioni e ai documenti che i richiedenti il beneficio del trattamento
         favorevole abbiano spontaneamente trasmesso all’autorità garante della concorrenza di uno Stato membro, in conformità di un
         programma nazionale di clemenza, nell’ambito di un procedimento sanzionatorio volto (anche) a far osservare l’art. 81 CE».
      
       Sulla questione pregiudiziale
      19      Occorre anzitutto ricordare che, quando i fatti rientrano nell’ambito di applicazione del diritto dell’Unione, le autorità
         garanti della concorrenza degli Stati membri ed i loro giudici sono tenuti ad applicare gli artt. 81 CE e 82 CE, divenuti
         artt. 101 TFUE e 102 TFUE, e a garantirne l’effettiva applicazione nell’interesse generale (v., in tal senso, sentenza 7 dicembre
         2010, causa C‑439/08, VEBIC, Racc. pag. I‑12471, punto 56).
      
      20      Occorre altresì rilevare che né le disposizioni del Trattato CE in materia di concorrenza né il regolamento n. 1/2003 prevedono
         norme comuni di clemenza o norme comuni riguardanti il diritto di accesso ai documenti relativi ad un procedimento di clemenza
         spontaneamente trasmessi ad un’autorità nazionale garante della concorrenza in applicazione di un programma nazionale di clemenza.
      
      21      Quanto alle comunicazioni della Commissione, relative l’una alla cooperazione nell’ambito della rete delle autorità garanti
         della concorrenza (GU 2004, C 101, pag. 43) e l’altra all’immunità dalle ammende o alla riduzione del loro importo nei casi
         di cartelli tra imprese (GU 2006, C 298, pag. 17), occorre rilevare che esse non sono vincolanti nei confronti degli Stati
         membri. Inoltre, quest’ultima comunicazione riguarda solamente programmi di clemenza attuati dalla Commissione stessa.
      
      22      Nell’ambito della REC è stato inoltre elaborato ed adottato, nel corso del 2006, un programma modello in materia di clemenza
         volto ad armonizzare taluni elementi dei programmi nazionali in materia. Tuttavia, neppure questo programma modello ha efficacia
         vincolante nei confronti dei giudici degli Stati membri.
      
      23      Quindi, anche se gli orientamenti espressi dalla Commissione possono influire sulla prassi delle autorità nazionali garanti
         della concorrenza, spetta agli Stati membri, in mancanza di una disciplina vincolante del diritto dell’Unione in materia,
         adottare ed applicare le norme nazionali riguardanti il diritto di accesso dei soggetti danneggiati da un’intesa ai documenti
         relativi a procedimenti di clemenza.
      
      24      Tuttavia, anche se l’adozione e l’applicazione di tali norme rientrano nella competenza degli Stati membri, questi devono
         esercitare tale competenza nel rispetto del diritto dell’Unione (v., in tal senso, sentenza 12 novembre 2009, causa C‑154/08,
         Commissione/Spagna, punto 121 e giurisprudenza ivi citata). In particolare, essi non possono rendere impossibile o eccessivamente
         difficile l’attuazione del diritto dell’Unione (v., in tal senso, sentenza 16 luglio 1998, causa C‑298/96, Oelmühle e Schmidt
         Söhne, Racc. pag. I‑4767, punti 23 e 24 nonché la giurisprudenza citata) e, per quanto riguarda in particolare il settore
         del diritto della concorrenza, essi devono assicurarsi che le norme che adottano o applicano non pregiudichino l’effettiva
         applicazione degli artt. 101 TFUE e 102 TFUE (v., in tal senso, sentenza VEBIC, cit., punto 57).
      
      25      Orbene, come sostenuto dalla Commissione e dagli Stati membri che hanno presentato osservazioni in questo procedimento pregiudiziale,
         i programmi di clemenza costituiscono strumenti utili nella lotta efficace per individuare e porre termine a violazioni delle
         norme di concorrenza e contribuiscono, quindi, all’obiettivo dell’effettiva applicazione degli artt. 101 TFUE e 102 TFUE.
      
      26      L’efficacia di tali programmi potrebbe tuttavia essere compromessa dalla comunicazione dei documenti relativi ad un procedimento
         di clemenza ai soggetti che intendano promuovere un’azione risarcitoria, anche qualora le autorità nazionali garanti della
         concorrenza concedano al richiedente il trattamento favorevole un’esenzione totale o parziale dall’ammenda che avrebbero potuto
         infliggere.
      
      27      Infatti, sembra ragionevole ipotizzare che un soggetto coinvolto in un’infrazione al diritto della concorrenza, di fronte
         all’eventualità di una simile comunicazione, sia dissuaso dall’avvalersi della possibilità offerta da simili programmi di
         clemenza, considerato in particolare che le informazioni spontaneamente fornite da tale soggetto possono costituire oggetto
         di scambio tra la Commissione e le autorità nazionali garanti della concorrenza ai sensi degli artt. 11 e 12 del regolamento
         n. 1/2003.
      
      28      Nondimeno, secondo costante giurisprudenza, chiunque ha diritto di chiedere il risarcimento del danno causato da un comportamento
         idoneo a restringere o a falsare il gioco della concorrenza (v. sentenze 20 settembre 2001, causa C‑453/99, Courage e Crehan,
         Racc. pag. I‑6297, punti 24 e 26, nonché 13 luglio 2006, cause riunite da C‑295/04 a C‑298/04, Manfredi e a., Racc. pag. I‑6619,
         punti 59 e 61).
      
      29      Un siffatto diritto rafforza, infatti, il carattere operativo delle regole di concorrenza dell’Unione ed è tale da scoraggiare
         gli accordi o le pratiche, spesso dissimulati, idonei a restringere o a falsare il gioco della concorrenza. In quest’ottica,
         le azioni di risarcimento danni dinanzi ai giudici nazionali possono contribuire sostanzialmente al mantenimento di un’effettiva
         concorrenza nell’Unione europea (v. sentenza Courage e Crehan, cit., punto 27).
      
      30      Così, esaminando una domanda di accesso ai documenti relativi ad un programma di clemenza proposta da un soggetto che intenda
         essere risarcito da un altro soggetto beneficiario di un siffatto programma, è necessario assicurarsi che le norme nazionali
         applicabili non siano meno favorevoli di quelle che disciplinano domande simili di natura interna, né siano formulate in modo
         da rendere praticamente impossibile o eccessivamente difficile il conseguimento di un simile risarcimento (v., in tal senso,
         sentenza Courage e Crehan, cit., punto 29), ed occorre effettuare un bilanciamento tra gli interessi che giustificano la comunicazione
         delle informazioni fornite spontaneamente dal richiedente il trattamento favorevole e quelli posti a tutela delle informazioni
         stesse.
      
      31      Tale bilanciamento può essere compiuto dai giudici nazionali solamente caso per caso, nell’ambito del diritto nazionale, e
         tenendo conto di tutti gli elementi rilevanti della fattispecie.
      
      32      Alla luce delle suesposte considerazioni, occorre risolvere la questione sottoposta dichiarando che le disposizioni del diritto
         dell’Unione in materia di intese, ed in particolare il regolamento n. 1/2003, devono essere interpretate nel senso che esse
         non ostano a che un soggetto, danneggiato da un’infrazione al diritto della concorrenza dell’Unione e che intenda conseguire
         il risarcimento del danno, ottenga l’accesso ai documenti relativi ad un procedimento di clemenza riguardante l’autore di
         tale infrazione. Spetta tuttavia ai giudici degli Stati membri, sulla base del loro diritto nazionale, determinare le condizioni
         alle quali un simile accesso deve essere autorizzato o negato, procedendo a un bilanciamento tra gli interessi tutelati dal
         diritto dell’Unione.
      
       Sulle spese
      33      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Grande Sezione) dichiara:
      Le disposizioni del diritto dell’Unione in materia di intese, ed in particolare il regolamento (CE) del Consiglio 16 dicembre
            2002, n. 1/2003, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 101 TFUE e 102 TFUE, devono essere
            interpretate nel senso che esse non ostano a che un soggetto, danneggiato da un’infrazione al diritto della concorrenza dell’Unione
            e che intenda conseguire il risarcimento del danno, ottenga l’accesso ai documenti relativi ad un procedimento di clemenza
            riguardante l’autore di tale infrazione. Spetta tuttavia ai giudici degli Stati membri, sulla base del loro diritto nazionale,
            determinare le condizioni alle quali un simile accesso deve essere autorizzato o negato, procedendo a un bilanciamento tra
            gli interessi tutelati dal diritto dell’Unione.
      Firme
      * Lingua processuale: il tedesco.