CELEX: 51996PC0307
Language: it
Date: 1996-06-21
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che impone dazi antidumping definitivi sulle importazioni di magnesio greggio puro originario della Russia e dell' Ucraina e che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio imposto

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                           Bruxelles, 21.06.1996
                                           COM(96) 307 def.
                               Proposta di
               REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                      che impone dazi antidumping
definitivi sulle importazioni di magnesio greggio puro originario della
Russia e dell'Ucraina e che decide la riscossione definitiva del dazio
                           provvisorio imposto
                    (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                       RELAZIONE
1. Con il regolamento (CE) n. 2997/951 la Commissione ha istituito dazi
   antidumping provvisori sulle importazioni nella Comunità di magnesio greggio
   originario della Russia e dell'Ucraina, di cui ai codici NC 8104 11 00 o 8104 19
   00.
2. Con il regolamento (CE) n. 720/962 il Consiglio ha prorogato la validità dei dazi
   per un periodo di due mesi.
3. Alcune parti hanno chiesto e ottenuto di essere sentite ed hanno presentato
   osservazioni scritte, che sono state prese in debita considerazione. La
   Commissione ha nuovamente chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute
   necessarie ai fini delle conclusioni definitive.
4. A titolo definitivo è stato concluso che le due categorie di magnesio greggio, puro
   e legato, sono prodotti distinti. Questa conclusione si è basata essenzialmente
   sulle differenze in termini di applicazioni. In mancanza di vendite di magnesio
   greggio legato da parte degli esportatori e dell'industria comunitaria, è opportuno
   chiudere il procedimento nei confronti di questo tipo di prodotto.
5. A titolo definitivo è stato confermato che le esportazioni del prodotto originario
   del Kazakhstan erano irrilevanti. Di conseguenza, nei confronti di tali
   esportazioni non è stato calcolato alcun margine di dumping. Il procedimento
   relativo al Kazakhstan è chiuso con una decisione della Commissione.
6. A titolo definitivo è stata confermata l'esistenza di dumping nei confronti della
   Russia e dell'Ucraina. Rispetto alle conclusioni provvisorie, i singoli margini di
   dumping sono diminuiti a causa della riduzione dei valori normali, in seguito alle
   richieste dei produttori dei paesi non retti da un'economia di mercato.
   GU n. L 312 del 23.12.1995, pag. 37.
   GU n. L 100 del 23.4.1996, pag. 1.
 ---pagebreak--- 7.  È stata inoltre confermata la conclusione secondo la quale l'industria comunitaria
    ha subito un grave pregiudizio.
8.  La Commissione ha confermato l'esistenza di un nesso di causalità tra le
    importazioni oggetto di dumping e il pregiudizio subito dall'industria
    comunitaria. Questa conclusione teneva conto del volume delle importazioni
    oggetto di dumping e dei relativi prezzi, eccessivamente bassi e in costante
    diminuzione, il cui andamento differiva sostanzialmente da quello dei prezzi di
    altri fornitori di paesi terzi, nonché del fatto che tali importazioni erano destinate
    in misura significativa agli stessi canali di vendita utilizzati dall'industria
    comunitaria.
9.  Riguardo all'interesse della Comunità, è stato concluso che gli interessi degli
    utilizzatori non sarebbero stati sostanzialmente danneggiati dall'istituzione di
    misure antidumping e che, nonostante la presenza di un unico produttore nella
    Comunità, il mercato del prodotto in questione sarebbe rimasto concorrenziale.
10. Devono quindi essere imposti dazi definitivi. L'importo dei dazi definitivi è stato
    determinato in funzione dei margini di dumping stabiliti a titolo definitivo, che
    erano inferiori al livello del pregiudizio. È stato considerato opportuno istituire
    misure in forma di dazi variabili pari rispettivamente a 2.602 ECU e a 2.568 ECU
    per tonnellata, a livello CIF frontiera comunitaria, per le importazioni originarie
    della Russia e dell'Ucraina.
11. I produttori russi e ucraini hanno offerto impegni. La Commissione ha considerato
    accettabili gli impegni offerti, ritenendoli sufficienti per eliminare il dumping
    causa del pregiudizio.
12. Si propone pertanto che il Consiglio addotti il regolamento allegato che impone
    un dazio antidumping residuo sulle importazioni nella Comunità di magnesio
    greggio puro originario della Russia e dell'Ucraina, di cui ai codici NC
    8104 11 00 o ex 8104 19 00.
 ---pagebreak---           Regolamento (CE) n. .J\ del Consiglio che impone dazi antidumping
          definitivi sulle importazioni di magnesio greggio puro originario della
          Russia e dell'Ucraina e che decide la riscossione definitiva del dazio
          provvisorio imposto
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
 visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea3, in particolare l'articolo 23,
Visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non
membri della Comunità economica europea4, modificato da ultimo dal regolamento (CE)
n. 522/945, in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
3
          GU n. L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
4
          GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
5
          GU n. L 66 del 10.3.1994, pag. 10.
 ---pagebreak--- I.   Misure provvisorie
1.   Il 23 dicembre 1995, con il regolamento (CE) n. 2997/956 ("regolamento relativo
     al dazio provvisorio") sono stati imposti dazi antidumping provvisori sulle
     importazioni nella Comunità di magnesio greggio originario della Russia e
     dell'Ucraina.
     Con il regolamento (CE) n. 720/967, il Consiglio ha prorogato la validità delle
     misure antidumping provvisorie sino al 24 giugno 1996.
II. Fase successiva del procedimento
2.  Dopo l'imposizione dei dazi antidumping provvisori le seguenti parti interessate
    hanno presentato osservazioni scritte.
    A.        Produttori russi
    Avisma Titanium-Magnesium Works, Berezniki, regione di Perm ("Avisma"),
    Solikamsk Magnesium Works, Solikamsk, regione di Perm ("Solikamsk"),
    B.        Produttori ucraini
    Concern Chlorvinil, Kalush, regione di Ivano-Frankovsk ("Chlorvinil")8.
    C.        Produttore comunitario
    Péchiney Electrométallurgie
    D.        Produttore nei paese analogo
    Hydro Magnesium, Porsgrunn, Norvegia
    GU n. L 312 del 23.12.1995, pag. 37.
    GU n. L 100 del 23.4.1996, pag. 1.
    La ragione sociale di questo produttore è stata modificata in "Oriana" dopo il periodo
    dell'inchiesta.
 ---pagebreak---     E.     Importatore nella Comunità
   Ayrton & Partners, Londra, R.U.
   F.      Utilizzatore comunitario
   Aluminium Norf, Neuss, Germania, ("Alunorf')
   G.      Associazione di utilizzatori nella Comunità
   Arbeitsgemeinschaft der Eisen und Metall verarbeitenden Industrie, Dusseldorf,
   Germania, ("AVI")
3. Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite dalla Commissione.
4. La Commissione ha nuovamente chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute
   necessarie ai fini delle conclusioni definitive.
5. Le parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai
   quali si intendeva raccomandare l'imposizione di dazi antidumping definitivi e la
   riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazio provvisorio. E stato
   inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano presentare le loro
   osservazioni sulle informazioni così comunicate.
6. Le osservazioni presentate dalle parti oralmente oppure per iscritto sono state
   prese in considerazione e le conclusioni sono state debitamente modificate.
 ---pagebreak--- 7.   A causa della complessità dei caso, in particolare delle difficoltà incontrate per
     determinare l'idoneità del paese analogo, l'inchiesta ha superato il normale
     termine di un anno previsto all'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento
     (CEE) n. 2423/88 (in appresso "il regolamento antidumping di base").
III.  Prodotto in esame e prodotto simile
8.   A titolo provvisorio il magnesio greggio, in leghe oppure puro e comunque in
     forma di lingotti, era stato considerato come un unico prodotto ai fini del
     procedimento.
9.   Dopo l'imposizione delle misure provvisorie, i produttori della Russia e
     dell'Ucraina hanno affermato che le due categorie di magnesio greggio, puro e
     legato, presentavano differenze in termini di caratteristiche fìsiche, processi di
     produzione e applicazioni finali e che pertanto si trattava di due predotti distinti.
10.  L'industria comunitaria ha affermato che le istituzioni comunitarie dovevano
     tener conto del volume e del valore delle vendite da essa effettuate relativamente
     al magnesio puro in forma di granuli, ai fini della valutazione completa del
     pregiudizio.
A.   Differenze tra magnesio greggio puro e magnesio greggio legato in forma di
     lingotti.
11   Nella fase finale dell'inchiesta è emerso che le due categorie di magnesio greggio
     sono diverse per composizione, in particolare in termini di tenore di magnesio,
     benché quest'ultimo superi.il 90% per i due tipi di prodotto.
     Nello stesso tempo i leganti supplementari contenuti nel magnesio greggio legato
     intensificano o addirittura modificano le caratteristiche fìsiche di base di questo
     tipo di prodotto rispetto al magnesio greggio puro.
 ---pagebreak---     Alla luce di queste considerazioni è stato stabilito che il magnesio greggio puro e
    il magnesio greggio legato presentavano alcune differenze in termini di
    caratteristiche fisiche.
12. Comerisultadal punto 11 del regolamento relativo al dazio provvisorio, è stato
    stabilito che i due diversi tipi di magnesio greggio sono utilizzati in numerose
    applicazioni, come leganti nella produzione di alluminio, come desolforanti e
    nella pressofusione.
    Anche se per alcune applicazioni è teoricamente possibile utilizzare l'uno o l'altro
    tipo di magnesio greggio, in pratica, per motivi tecnici, viene impiegato
    unicamente uno dei due tipi di prodotto.
    In particolare, l'utilizzazione di magnesio greggio puro per la pressofusione è
    praticamente impossibile, mentre è possibile, con alcune modifiche tecniche,
    utilizzare alcuni tipi di magnesio greggio legato come desolforanti dell'acciaio e
    come leganti nella produzione di alluminio.
    Inoltre, dato che ciascun tipo di magnesio greggio è normalmente utilizzato
    soltanto per determinate applicazioni, anche gli acquirenti considerano le due
    categorie come prodotti distinti.
    Pertanto le applicazioni comuni del magnesio greggio puro e e di quello legato
    sono in pratica, e anche in teoria, molto limitate e di conseguenza le due categorie
    non sono completamente intercambiabili.
13. Alla luce di quanto precede è stato concluso che il magnesio greggio puro e il
    magnesio greggio legato devono essere considerati due prodotti distinti.
    Poiché né i produttori dei paesi esportatori, né l'industria comunitaria hanno
    prodotto o venduto magnesio greggio legato in quantitativi rilevanti, è stato
    concluso che questo prodotto può essere escluso dal campo di applicazione della
    presente inchiesta.
 ---pagebreak---     Di conseguenza l'esame degli elementi relativi a dumping, pregiudizio, nesso
    causale tra dumping e pregiudizio e interesse della Comunità, esposto nei punti
    seguenti, si basa esclusivamente su dati relativi al magnesio greggio puro (in
    appresso denominato "magnesio").
    D magnesio, in funzione del tenore di impurezze, è classificato nel codice NC
    8104 11 00 oppure 8104 19 00.
B.  Magnesio in forma granulare
14. A titolo provvisorio, ai fini dell'accertamento del pregiudizio la Commissione ha
    considerato il volume e il valore delle vendite di magnesio in forma di lingotti da
    parte dell'industria comunitaria.
    L'industria comunitaria ha in seguito affermato che la Commissione, ai fini
    dell'accertamento del pregiudizio, avrebbe dovuto tener conto anche delle vendite
    di magnesio in forma granulare, da essa ottenuto per trasformazione dei lingotti e
    successivamente venduto sul mercato aperto ad acquirenti indipendenti.
    Occorre precisare che i granuli di magnesio in quanto tali sono utilizzati per una
    delle principali applicazioni, ovvero la desolforazione dell'acciaio.
    L'unico produttore comunitario ancora operante realizza in proprio il processo di
    macinazione del magnesio. I produttori della Russia e dell'Ucraina vendono
    invece il prodotto in lingotti a imprese indipendenti nella Comunità che li
    trasformano in granuli.
15. Poiché la desolforazione dell'acciaio è una delle principali applicazioni del
    magnesio e data la relativa facilità del processo di macinazione, è stato concluso
    che per determinare la situazione dell'industria comunitaria era opportuno tener
    conto del volume e del valore delle vendite di lingotti di magnesio trasformati in
    granuli, dopo una detrazione per tener conto dei costi di trasformazione.
 ---pagebreak--- IV. Pumping
A.  Russia e Ucraina
1.  Valore normale
16. I produttori russi hanno affermato che la scelta della Norvegia come paese
    analogo non era appropriata. Le argomentazioni dei produttori, a grandi linee, si
    basavano sul fatto che, date le differenze di sviluppo economico tra Russia e
    Norvegia, particolarmente significative in termini di costo del lavoro, la Norvegia
    non poteva essere utilizzata come paese analogo.
    L'industria comunitaria ha invece affermato che il produttore norvegese è uno dei
    più efficienti a livello mondiale, con una produzione particolarmente efficace in
    termini di costi rispetto ai produttori/esportatori interessati.
    A questo proposito, si rileva che il motivo per il quale si ricorre ad un paese
    analogo nei procedimenti antidumping in cui sono coinvolti paesi non retti da
    un'economia di mercato è la mancanza di informazioni attendibili sui prezzi e sui
    costi in tali paesi. È quindi infondata l'argomentazione secondo la quale alcuni
    costi nel paese non retto da un'economia di mercato sono inferiori a quelli del
    paese analogo ed è inaccettabile la richiesta di adeguamenti del valore normale
    determinato per il paese analogo quando viene applicato al paese esportatore in
    questione. Analogamente la Commissione non tiene conto dei costi derivanti
    dall'inefficienza, per esempio riguardo all'impiego della forza lavoro, che
    implicherebbero adeguamenti al valore normale a svantaggio dei produttori del
    paese in cui non vige un'economia di mercato, in quanto si ritiene che tali
    svantaggi derivino dal sistema economico.
 ---pagebreak--- 17. I produttori della Russia e dell'Ucraina hanno inoltre sostenuto che la Norvegia
    non è un paese analogo appropriato in quanto il produttore norvegese sarebbe
    interessato all'esito del presente procedimento.
    Come è stato affermato nel punto 68 del regolamento relativo al dazio provvisorio
    è stato accertato che il settore di attività del produttóre norvegese riguardava
    anche il mercato comunitario del magnesio.
    Dall'inchiesta è comunque emerso che le conclusioni raggiunte si basano su
    informazioni verificate e attendibili riguardo ai costi e ai prezzi di vendita in
    Norvegia. Non è quindi fondata l'affermazione secondo la quale l'interesse
    particolare del produttore norvegese avrebbe influenzato le conclusioni della
    presente inchiesta.
18. Non si ritiene inoltre necessario esaminare in modo particolareggiato alcune
    affermazioni dei produttori della Russia e dell'Ucraina sull'attendibilità dei costi
    di produzione determinati per il produttore del paese analogo.
    Queste argomentazioni si basano infatti su una serie incongruente di tassi di
    cambio e sui confronti dei valori normali stabiliti in procedimenti antidumping
    svolti in passato dalle autorità degli Stati Uniti, facendo ricorso a metodi diversi e
    ignorando il metodo impiegato dalla Commissione per determinare il livello del
    dazio a titolo provvisorio.
19. Alcune argomentazioni fanno infine riferimento all'attività nel settore del
    magnesio da parte del gruppo al quale appartiene il produttore del paese analogo,
    il quale opera nello stesso settore anche in Canada. Occorre precisare a questo
    proposito che la determinazione del valore normale si basava esclusivamente sulla
    situazione del produttore del paese analogo, la Norvegia.
                                           10
 ---pagebreak--- 20. In conclusione è confermato che le informazioni raccolte relativamente al
    produttore del paese analogo sono attendibili ed effettivamente suffragate dai dati
    comunicati dai produttori della Russia e dell'Ucraina.
2.  Prezzi all'esportazione
21    Secondo quanto è affermato nel punto 30 del regolamento relativo al dazio
    provvisorio, era stato accertato che un produttore russo aveva venduto il prodotto
    in questione ad una società collegata in Svizzera e che non aveva dichiarato
    l'esistenza di tale collegamento; detto produttore, nella fase successiva alla
    determinazione provvisoria, non ha contestato questa risultanza, ma ha dichiarato
    di non conoscere la destinazione finale delle sue esportazioni e ha pertanto chiesto
    che le vendite alla società consociata non fossero considerate come vendite per
    l'esportazione nella Comunità.
    Questa argomentazione non può essere accettata in considerazione del rapporto
    esistente tra le società; la società russa, inoltre, non ha presentato informazioni
    inerenti alle vendite alla parte collegata (per esempio documenti d'imbarco
    indicanti la destinazione effettiva) per dimostrare che l'impostazione seguita nei
    punti 30 e 31 del regolamento relativo al dazio provvisorio per la determinazione
    delle vendite e dei prezzi all'esportazione non era corretta.
22. I due produttori russi hanno affermato che la detrazione della commissione dai
    rispetti prezzi all'esportazione non era giustificata, in quanto la commissione era
    stata corrisposta a parti situate in Russia. I produttori russi hanno sostenuto che,
    poiché la Russia non ha un'economia di mercato, i costi ivi sostenuti non
    dovevano essere presi in considerazione.
    Le informazioni disponibili sono state riesaminate ed è stato concluso che non si
    doveva applicare tale detrazione, in considerazione del fatto che la Russia non ha
    un'economia di mercato. In effetti, come hanno affermato i produttori russi, le
    commissioni versate si riferiscono ad attività svolte in Russia.
                                          11
 ---pagebreak--- 23. H produttore ucraino ha affermato che gli adeguamenti dei prezzi all'esportazione
    relativi ad alcune transazioni non erano corretti, poiché l'importo relativo alla
    commissione era stato detratto due volte.
    Alla luce delle informazioni presentate, è stato stabilito che la richiesta del
    produttore ucraino era giustificata ed il calcolo è stato debitamente modificato.
3.  Confronto
24. I produttori russi hanno affermato che il processo di produzione utilizzato dal
    produttore del paese analogo presenta alcune differenze rispetto a quello
    impiegato in Russia e che quindi i relativi costi di produzione sono più elevati.
    Queste affermazioni riguardano una fase determinata del processo di produzione,
    ovvero il trattamento delle materie prime e la fabbricazione di alcuni
    sottoprodotti.
25. Riguardo alle differenze concernenti il trattamento delle materie prime, è stato
    stabilito che, prima del periodo dell'inchiesta il produttore del paese analogo
    utilizzava due processi diversi per preparare le materie prime da utilizzare nella
    produzione di magnesio. Uno dei due processi è stato abbandonato molto prima
    dell'inizio del periodo dell'inchiesta. Le richieste dei produttori russi riguardo alle
    differenze inerenti al trattamento delle materie prime si riferiscono al processo
    che è stato abbandonato. Poiché questo processo, non essendo più applicato, non
    ha avuto alcuna incidenza sulla situazione nel periodo dell'inchiesta, non è stato
    considerato necessario esaminare l'argomentazione dei produttori russi.
26. Gli aspetti relativi ad alcuni sottoprodotti derivanti dal processo di produzione
    sono stati esaminati accuratamente per verificare se esistevano differenze
    essenziali in termini di efficienza tra i processi produttivi impiegati nel periodo
    dell'inchiesta nel paese analogo e nei paesi esportatori.
                                          12
 ---pagebreak---     A questo proposito sono state fatte le seguenti considerazioni.
            Alla luce delle informazioni disponibili, il processo elettrolitico (una delle
            fasi principali della produzione di magnesio) applicato dal produttore del
            paese analogo, data la struttura delle celle elettrolitiche utilizzate, richiede
            un minor consumo di energia rispetto a quello applicato nei paesi
            esportatori. Inoltre, la durata delle celle elettrolitiche nei paesi esportatori
            interessati è nettamente inferiore (circa un anno rispetto a 5 anni nel paese
            analogo).
            La differenza tra i processi di produzione riguarda in particolare i
            sottoprodotti ottenuti, che nei paesi esportatori sono più numerosi di quelli
            del paese analogo. Dalle informazioni comunicate nel corso dell'inchiesta
            risulta che nei paesi esportatori tali sottoprodotti sono utilizzati come
            input nella fabbricazione di altri prodotti.
27. In base a quanto precede, è stato concluso che il valore normale stabilito nel paese
    analogo doveva essere adeguato per tener conto del fatto che in Norvegia il
    processo di produzione, pur essendo più efficiente in termini di consumo di
    energia, aveva un resa inferiore relativamente ai sottoprodotti. L'adeguamento è
    stato effettuato in base ai prezzi dell'energia elettrica vigenti nel paese analogo e
    alla stima dei prezzi dei principali sottoprodotti, ai prezzi applicati nella
    Comunità e adeguati in considerazione del trattamento di depurazione.
                                           13
 ---pagebreak--- 4.  Margini di dumping
28. I produttori russi hanno chiesto adeguamenti al valore CIF frontiera comunitaria
    utilizzato per la determinazione del margine di dumping provvisorio in
    considerazione delle conseguenze dell'ampliamento della Comunità. Essi hanno
    sostenuto di aver esportato i propri prodotti nel periodo dell'inchiesta verso un
    porto finlandese e hanno quindi chiesto che le transazioni all'esportazione non
    fossero adeguate sino al livello frontiera comunitaria con l'aggiunta di tutti i costi
    pertinenti sino al livello CIF Rotterdam.
    Sono state verificate le destinazioni delle vendite per l'esportazione realizzate dai
    produttori russi nel periodo dell'inchiesta ed è stato concluso che la richiesta non
    era giustificata. In realtà, contrariamente alle affermazioni dei produttori russi, in
    quasi tutti i casi le vendite per l'esportazione ad acquirenti indipendenti sono state
    fatte al porto di Rotterdam. La richiesta dei produttori interessati è stata quindi
    respinta.
29. Dal confronto tra il valore normale adeguato e i prezzi all'esportazione è risultato
    che i prezzi franco frontiera nazionale di tutte le transazioni per l'esportazione
    dalla Russia e dall'Ucraina erano inferiori al valore normale. I margini di
    dumping modificati, aggregati per tutte le transazioni per l'esportazione ed
    espressi in percentuale del valore complessivo CIF franco frontiera comunitaria,
    sono i seguenti:
    Russia:          46.5%
    Ucraina          54.5 %
B.  Kazakhstan
30. A titolo definitivo è stata confermata la conclusione raggiunta nel regolamento
    relativo al dazio provvisorio, secondo la quale le importazioni di magnesio
    originario del Kazakhstan erano irrilevanti. Non è stato pertanto stabilito alcun
    margine di dumping nei confronti delle esportazioni originarie di detto paese.
                                            14
 ---pagebreak--- V.  Pregiudizio
A.  Volume del mercato e consumo nella Comunità
31. D consumo del prodotto in questione sul mercato comunitario è stato determinato
    in base ad informazioni ottenute da un'analisi di mercato realizzata da un'agenzia
    di ricerche di mercato con un'inchiesta tra fornitori e utilizzatori.
    Le informazioni utilizzate comprendono il consumo di magnesio da parte delle
    società appartenenti al gruppo dell'unico produttore ancora operante nella
    Comunità. Occorre precisare che dette società erano libere di scegliere i propri
    fornitori di magnesio e pertanto il consumo è stato stabilito in una situazione di
    mercato aperto.
    D consumo di magnesio nella Comunità misurato in tonnellate metriche era il
    seguente:
             1990                 1991                   1992              1993
            46.000               42.000                47.000             41.000
B.  Importazioni oggetto di dumping dalla Russia e dall'Ucraina
1.  Cumulo delle importazioni
32. D produttore ucraino ha affermato che le importazioni originarie dell'Ucraina non
    avrebbero dovuto essere cumulate con quelle originarie della Russia. Il produttore
    ha sostenuto che, a differenza delle esportazioni dalla Russia, le sue esportazioni
    non riguardavano né magnesio greggio legato, né magnesio proveniente dalle
    scorte.
                                        15
 ---pagebreak---     Riguardo all'argomentazione relativa al magnesio greggio legato, si ricorda che
    nella parte IH del presente regolamento è stata modificata la definizione del
    prodotto.
33. Riguardo alle esportazioni di materiale proveniente dalle scorte, valgono le
    considerazioni esposte nel punto 31 del regolamento relativo al dazio provvisorio,
    in cui si afferma che i prezzi e i volumi delle esportazioni di magnesio greggio
    originario della Russia sono stati stabiliti in funzione delle transazioni dei due
    produttori che hanno collaborato, i quali, secondo le informazioni da essi
    comunicate, non hanno venduto materiale proveniente dalle scorte.
34. In considerazione di tali elementi e delle argomentazioni già presentate a titolo
    provvisorio (cfr. punti 43-45 del regolamento sul dazio provvisorio) si ritiene che
    il cumulo delle importazioni dalla Russia e dall'Ucraina sia appropriato.
2.  Volume delle importazioni
35. H volume delle importazioni oggetto di dumping di magnesio originario della
    Russia e dell'Ucraina, misurate in tonnellate metriche, è nettamente aumentato
    passando, da 2.100 tonnellate metriche circa nel 1991 a 5.400 tonnellate metriche
    nel 1992, per raggiungere 9.200 tonnellate metriche nel periodo dell'inchiesta.
36. Rispetto al consumo comunitario complessivo, l'andamento delle importazioni
    oggetto di dumping corrisponde all'aumento della quota di mercato dal 5% nel
     1991 all' 11% nel 1992 e al 23% nel periodo dell'inchiesta.
37. In base al livello dei prezzi accertato per le importazioni in questione, è stata
    delineata la seguente tendenza dei prezzi per i due paesi esportatori interessati (in
    forma indicizzata, con un indice 100 nel 1990).
                                         16
 ---pagebreak---             1990                   1991                1992                   1993
             100                    86                  92                     87
    Questi prezzi erano costantemente bassi ed erano inferiori a quelli dell'industria
    comunitaria di un margine considerevole. I prezzi all'esportazione applicati nel
    periodo dell'inchiesta sono stati accuratamente confrontati con quelli applicati
    dall'industria comunitaria ad uno stadio commerciale comparabile, tenendo
    opportunamente conto delle differenze inerenti alla qualità dei prodotti. I prezzi di
    tutte le transazioni all'esportazione erano inferiori ai prezzi dell'industria
    comunitaria di un margine medio del 35%.
C.  Situazione dell'industria comunitaria
38. Numerose parti interessate hanno osservato che l'industria comunitaria non
    subisce più alcun pregiudizio, poiché, in seguito all'espansione della domanda di
    magnesio dopo la fine del periodo dell'inchiesta, l'offerta si è rivelata
    insufficiente e i prezzi sono sensibilmente aumentati.
    L'asserita modifica della domanda riguarda tuttavia il mercato della
    pressofusione, che di norma utilizza il magnesio greggio legato.
1.  Volume delle vendite e quota di mercato dell'industria comunitaria
39. Come è stato affermato nel punto B della parte Et, le vendite di lingotti          di
    magnesio da parte dell'industria comunitaria sono state esaminate prendendo        in
    considerazione i quantitativi delle vendite di lingotti in quanto tali ("lingotti  di
    magnesio") e i quantitativi di lingotti attribuibili alle vendite del prodotto     in
    forma granulare ("granuli di magnesio").
                                          17
 ---pagebreak---     Il volume annuo delle vendite di magnesio in lingotti e in granuli da parte
    dell'industria comunitaria ad acquirenti indipendenti nella Comunità è diminuito
    a partire dal 1990. Tra il 1991 e il 1992 le vendite sono scese di quasi il 40%. Tra
    il 1992 e il periodo dell'inchiesta il calo ha superato il 10%, corrispondente, in
    forma indicizzata, ad una diminuzione da 62 a 53 (rispetto ad un indice 100 nel
     1990).
    D calo del volume delle vendite ha provocato la diminuzione della quota di
    mercato dell'industria comunitaria, che è scesa dal 20% nel 1991 all'11% nel
     1992 e nel periodo dell'inchiesta.
40. Se si escludono le vendite di magnesio in granuli, emerge una tendenza analoga:
    il volume annuo delle vendite dell'industria comunitaria ad acquirenti
    indipendenti nella Comunità è diminuito a partire dal 1990.
    Tra il 1991 e il 1992 le vendite sono scese di quasi il 40%. Tra il 1992 e il periodo
    dell'inchiesta le vendite sono diminuite del 20% circa, in misura corrispondente,
    in forma indicizzata, ad una diminuzione da 55 a 44 (rispetto ad un indice 100 nel
    1990).
    Il calo del volume delle vendite ha provocato la diminuzione della quota di
    mercato dell'industria comunitaria per i lingotti di magnesio, che è scesa dal 15%
    circa nel 1991 all'8% nel 1992 e al 7% nel periodo dell'inchiesta.
41. Infine, se si tiene conto anche delle vendite a società collegate che utilizzano il
    prodotto in questione e che sono libere di acquistare le materie prime da fornitori
    indipendenti, è nuovamente confermato il calo del volume annuo delle vendite a
    partire dal 1990. Tra il 1991 e il 1992 le vendite sono ancora diminuite, con una
    flessione di quasi il 30%. Tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta le vendite sono
    scese del 10% circa, ovvero in misura corrispondente, in forma indicizzata, ad una
    diminuzione da 74 a 69 (rispetto ad un indice 100 nel 1990).
    H calo del volume delle vendite ha provocato la diminuzione della quota di
    mercato dell'industria comunitaria relativa alle vendite complessive di magnesio,
    che è scesa dal 30% circa nel 1991 al 20% circa nel 1992 e nel periodo
    dell'inchiesta.
                                          18
 ---pagebreak--- 2.    Prezzi dell'industria comunitaria
42.   I produttori russi hanno sostenuto che l'industria comunitaria ha ottenuto un
      aumento dei prezzi di vendita dal 1991 al 1992 e sino al periodo dell'inchiesta.
43.   A questo proposito occorre rilevare che i prezzi dell'industria comunitaria sono
      aumentati dal 1991 al periodo dell'inchiesta a causa della ripresa del mercato.
      L'aumento dei prezzi corrisponde, in termini di tendenza, alle fluttuazioni dei
      prezzi sul mercato mondiale.
      Questi prezzi sono tuttavia nettamente diminuiti dall'inizio alla fine del periodo
      dell'inchiesta.
      Relativamente all'analisi delle vendite e della quota di mercato, nelle seguenti
      tabelle sono indicate le tendenze annuali dei prezzi (in forma indicizzata rispetto
      ad un indice 100 nel 1990):
              vendite di magnesio in lingotti,
    |        1990                1991                1992           1993
    I       100                   74                  79             92
              vendite di magnesio in lingotti e in granuli,
                             1991               1992             1993
                              76                 81               91
                                           19
 ---pagebreak---              vendite complessive, comprese le vendite ad acquirenti collegati.
44.
     E        1990
              100
                          1      1991
                                  75
                                           I       1992
                                                    81
                                                              I       1993
                                                                       9\
                                                                                 |
    Tra il primo e l'ultimo trimestre del periodo dell'inchiesta i prezzi sono scesi del
    6% circa per le vendite di magnesio in lingotti, dell'8% circa per le vendite di
    magnesio in lingotti e in granuli ed ancora dell'8% per le vendite complessive. Da
    questi dati si rileva che i prezzi dell'industria comunitaria erano soggetti ad un
    particolare pressione nel periodo dell'inchiesta.
3.  Altri fattori
45. Per quanto riguarda fattori quali situazione finanziaria, produzione, scorte,
    capacità, utilizzazione degli impianti e occupazione, dopo l'istituzione delle
    misure provvisorie le parti interessate non hanno comunicato nuove informazioni.
    In mancanza di nuovi elementi, sono pertanto confermate le conclusioni
    provvisorie relative a detti fattori.
D.  Conclusione
46. In considerazione della sostanziale diminuzione delle vendite, della produzione e
    della quota di mercato dell'industria comunitaria, del sensibile aumento delle
    scorte e della perdita di posti di lavoro, nonché dell'andamento negativo dei
    risultati finanziari, è stato concluso a titolo definitivo che l'industria comunitaria
    ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento
    di base.
                                           20
 ---pagebreak--- VI. Causa del pregiudizio
A.  Situazione dei prezzi dell'industria comunitaria
47. I produttori russi hanno affermato che le loro esportazioni non hanno causato il
    pregiudizio subito dall'industria comunitaria, in quanto le difficoltà di
    quest'ultima si sono manifestate prima dell'aumento delle esportazioni. I
    produttori russi hanno inoltre affermato, a sostegno della loro argomentazione,
    che la situazione dell'industria comunitaria è migliorata relativamente ai prezzi di
    rivendita nel periodo in cui sono aumentate le importazioni di magnesio
    originario della Russia.
48. Come già è stato affermato nel punto 69 del regolamento relativo al dazio
    provvisorio, è stato riconosciuto che le importazioni di magnesio non erano
    l'unica causa della difficile situazione dell'industria comunitaria. È stato infatti
    stabilito che l'industria comunitaria ha incontrato alcune difficoltà a causa della
    contrazione del mercato del magnesio, dovuta alla diminuzione generale
    dell'attività delle industrie utilizzatrici. È stato tuttavia stabilito che, a partire dal
    1991, le importazioni di magnesio originario dei due paesi esportatori interessati
    sono nettamente aumentate, contrariamente all'andamento del consumo nella
    Comunità e che i relativi prezzi di vendita erano inferiori a quelli dell'industria
    comunitaria.
    Si può pertanto concludere che i due elementi, ovvero la contrazione del mercato
    e l'aumento incontestabile delle importazioni a basso prezzo dai due paesi
    interessati, si sono sovrapposti, con la conseguente coincidenza dei loro effetti.
    Era stato stabilito, a titolo provvisorio, che gli elevati volumi delle importazioni
    oggetto di dumping hanno pregiudicato la ripresa dell'industria comunitaria dopo
    il consolidamento del mercato e la realizzazione del programma di
    ristrutturazione alla fine del 1992.
                                            21
 ---pagebreak--- 49. Per distinguere gli eventuali effetti di questi due fattori, sono state esaminate le
    tendenze della determinazione dei prezzi da parte di diversi fornitori. In ordine
    decrescente di quota di mercato nel periodo dell'inchiesta i principali fornitori
    sono Norvegia (16% circa), Stati Uniti (16% circa) e Canada (3%), oltre ai paesi
    interessati dal presente procedimento e l'industria comunitaria.
    Dall'esame dell'andamento dei prezzi di detti fornitori, in base alle informazioni
    ricevute dai produttori situati nei paesi esportatori e dall'industria comunitaria,
    nonché in funzione delle statistiche sulle importazioni per gli altri fornitori e dei
    dati ottenuti dall'analisi di mercato, risulta che nel 1991 e nel 1992 i prezzi hanno
    subito una fase di depressione a livello mondiale. Tra la seconda metà del 1992 e
    l'inizio del 1993 il mercato è entrato in una fase di ripresa, con il conseguente
    aumento dei prezzi di vendita.
    Le importazioni dalla Russia e dall'Ucraina, dal 1990 al periodo dell'inchiesta,
    sono state sempre realizzate a prezzi costantemente e sostanzialmente inferiori a
    quelli degli altri principali fornitori.
    Inoltre, tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta le variazioni annuali dei prezzi di
    tutti gli altri fornitori mettono in evidenza una tendenza al rialzo, conformemente
    all'aumento dei prezzi sul mercato mondiale. I due paesi esportatori interessati
    hanno invece diminuito i rispettivi prezzi.
    L'industria comunitaria non ha potuto aumentare i propri prezzi in misura
    corrispondente a quella degli altri fornitori dei paesi terzi. La quota di mercato
    dell'industria comunitaria è quindi rimasta relativamente stabile, mentre gli altri
    fornitori di paesi terzi hanno subito perdite sostanziali delle quote di mercato tra il
    1992 e il periodo dell'inchiesta.
    L'industria comunitaria non ha quindi potuto beneficiare del rialzo dei prezzi
    derivante dalla ripresa del mercato mondiale a causa dei prezzi delle importazioni
    in questione, che erano sostanzialmente inferiori a quelli applicati dagli altri
    fornitori e ha dovuto rinunciare agli aumenti
                                             22
 ---pagebreak--- 50. È stato inoltre stabilito che i prezzi dell'industria comunitaria, dopo una lieve
    ripresa all'inizio del periodo dell'inchiesta, si sono deteriorati nel corso dello
    stesso periodo. Tra il primo e il quarto trimestre del periodo dell'inchiesta i prezzi
    hanno subito un calo compreso tra il 6% e l'8%. Nello stesso periodo le
    importazioni dai paesi interessati sono aumentate in misura considerevole.
B.  Canali di vendita degli esportatori russi e dell'industria comunitaria
51. I produttori russi hanno affermato che le loro vendite del prodotto in questione
    nella Comunità non potevano causare pregiudizio, essendo realizzate attraverso
    canali di vendita diversi da quelli dell'industria comunitaria e destinate ad
    applicazioni diverse. È stato affermato che il materiale russo in molti casi non era
    conforme alle norme richieste, avendo un tenore di impurezze superiore al limite
    fissato ed era quindi utilizzato per la desolforazione dell'acciaio. I produttori russi
    hanno affermato che i canali di vendita e le applicazioni dei loro prodotti
    coincidevano solo in parte con quelli dell'industria comunitaria, precisando a
    questo proposito di non aver venduto magnesio greggio legato per la
    pressofusione.
52. A proposito di questa argomentazione va rilevato quanto segue.
            In primo luogo la presente inchiesta riguarda prodotti che sono molto
            simili, se non identici per caratteristiche e applicazioni. Si ritiene che
            questa circostanza, da sola, giustifichi il fatto che le vendite a basso prezzo
            dei prodotti importati abbiano danneggiato l'industria comunitaria.
            In secondo luogo è incontestabile che il mercato del magnesio è
            estremamente trasparente e quindi influenzato non solo dai prezzi
            realizzati, ma anche da quelli offerti.
                                          23
 ---pagebreak---             In terzo luogo l'inchiesta ha confermato che l'industria comunitaria vende
            quantitativi sostanziali di magnesio nel segmento di mercato in cui i
            produttori russi hanno affermato di essere specializzati e agli stessi clienti.
            Infine l'inchiesta non ha confermato che i produttori russi che hanno
            collaborato abbiano venduto magnesio non conforme alle norme. In realtà
            i produttori stessi hanno affermato che il loro prodotto è di buona qualità,
            come hanno confermato nel corso dell'inchiesta gli importatori che hanno
            collaborato e gli utilizzatori.
C.  Importazioni da altri paesi
53. I produttori russi hanno infine affermato che le esportazioni dalla Russia hanno
    danneggiato in particolare le importazioni da altri paesi terzi.
    Come già è stato affermato nel punto 68 del regolamento relativo al dazio
    provvisorio, la quota di mercato delle importazioni di magnesio originario di
    paesi terzi, esclusi quelli interessati dal presente procedimento, è effettivamente
    diminuita nel corso degli anni sino al periodo dell'inchiesta. Tuttavia la differenza
    tra l'andamento della quota di mercato dell'industria comunitaria e di quella dei
    paesi terzi non giustifica l'affermazione secondo la quale le importazioni in
    questione non avrebbero causato pregiudizio all'industria comunitaria. L'industria
    comunitaria ha scelto di salvaguardare la sua quota di mercato applicando
    aumenti dei prezzi sensibilmente inferiori a quelli degli altri fornitori.
                                            24
 ---pagebreak--- D.  Acquisto di magnesio originario della Russia e dell'Ucraina da parte
    dell'industria comunitaria
54. È stato affermato che l'unico produttore comunitario rimasto, avendo acquistato
    magnesio originario della Russia e dell'Ucraina, aveva causato il proprio
    pregiudizio. A questo proposito è stato stabilito che il produttore comunitario non
    aveva acquistato il prodotto in questione originario dei paesi suddetti.
E.  Conclusione
55. È stato quindi concluso che le importazioni oggetto di dumping di magnesio
    originario della Russia e dell'Ucraina, realizzate in quantitativi elevati e a bassi
    prezzi, considerate isolatamente hanno causato un grave pregiudizio all'industria
    comunitaria.
                                         25
 ---pagebreak--- VII. Interesse della Comunità
A.   Industria che utilizza il prodotto (Alunorf)
1.   Situazione concorrenziale
56.  Un'impresa che utilizza il prodotto, Alunorf, ha comunicato alcune informazioni.
     Indipendentemente dalla questione di stabilire se l'Alunorf rappresenti gli
     interessi degli utenti, è stato esaminato se la società si sarebbe trovata in una
     situazione di svantaggio rispetto ai concorrenti situati al di fuori della Comunità
     in seguito all'adozione di misure antidumping.
     A questo proposito è stato stabilito che le importazioni nella Comunità dei
     prodotti fabbricati dalla società utilizzatrice e dai suoi proprietari sono molto
     ridotte; è quindi limitato il danno che dette società potrebbero subire a causa dei
     vantaggi concorrenziali dei concorrenti situati in paesi terzi, i quali avrebbero
     accesso a materie prime a basso prezzo.
2.   Effetto sul costo di produzione
57.  Durante il periodo dell'inchiesta l'Alunorf ha fabbricato prodotti a base di
     alluminio contenenti una percentuale di magnesio compresa tra 0 e 5%. È stato
     stabilito che il costo del magnesio rispetto al costo complessivo di produzione era
     nettamente inferiore al 3%. L'incidenza delle variazioni di prezzo del magnesio è
     di conseguenza molto ridotta.
B.   Altri utilizzatori
58.  Riguardo agli altri utilizzatori di magnesio, è stato sostenuto che il costo del
     magnesio rappresentava una percentuale significativa del costo complessivo di
     produzione e che di conseguenza qualsiasi aumento del costo di questo fattore
     produttivo avrebbe avuto un effetto negativo sulla situazione concorrenziale di
     queste imprese.
                                           26
 ---pagebreak---     A questo proposito è statoriconosciutoche queste imprese utilizzatrici potrebbero
    subire alcune conseguenze. Pertanto le misure antidumping istituite intendono
    salvaguardare la presenza sul mercato comunitario dei fornitori situati nei paesi
    esportatori interessati.
C.  Conclusione
59. Si considera quindi che, dopo aver valutato tutti gli elementi pertinenti,
    nell'interesse della Comunità, devono essere istituite misure definitive. Questa
    conclusione tiene conto in particolare della situazione di una categoria di
    utilizzatori industriali, per la quale il magnesio è la principale materia prima.
    Sono state quindi proposte misure definitive che abbiano effetti limitati su questi
    utilizzatori.
                                          27
 ---pagebreak--- Vili. MISURE ANTIDUMPING
A.    Importo dei dazi
60.   In base alle conclusioni suesposte relativamente a dumping, pregiudizio, nesso di
      causalità e interesse della Comunità, è stato esaminato in quale forma e in quale
      importo le misure antidumping sarebbero state sufficienti per eliminare le
      distorsioni degli scambi provocate dalle pratiche di dumping causa del
      pregiudizio e per ripristinare effettive condizioni di concorrenza sul mercato
      comunitario del magnesio.
61.   Nella fattispecie occorreva tener conto del fatto che l'industria comunitaria del
      magnesio complessivamente subisce perdite e dell'instabilità del mercato.
62.   Poiché il livello dei prezzi al quale sarebbe eliminato il pregiudizio causato dalle
      importazioni era superiore al margine di dumping dei due paesi esportatori
      interessati, l'importo delle misure antidumping è stato stabilito in funzione del
      margine di dumping.
B.    Forma dei dazi
63.   In considerazione del grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria in forma
      di perdite finanziarie in seguito alla depressione dei prezzi di vendita, del tipo di
      prodotto e delle eventuali fluttuazioni dei prezzi in funzione della domanda dei
      prodotti derivati, nella fattispecie si ritiene che la forma di dazio più appropriata
      sia un dazio variabile.
      In considerazione degli adeguamenti applicati nella determinazione dei rispettivi
      valori normali nella fase definitiva, i dazi variabili sono in funzione di un prezzo
      minimo di 2.602 e 2.568 ECU per tonnellata a livello CIF frontiera comunitaria
      per le importazioni di magnesio originarie rispettivamente dalla Russia e
      dall'Ucraina, tenendo conto delle differenze tra gli effettivi canali di esportazione
      utilizzati nel periodo dell'inchiesta.
                                             28
 ---pagebreak--- C.  Impegni
64. Dopo essere stati informati dei fatti e delle considerazioni principali in base ai
    quali si intendeva raccomandare l'imposizione di dazi antidumping definitivi, i
    due produttori russi e il produttore ucraino hanno offerto impegni relativi alle
    rispettive esportazioni del prodotto in questione nella Comunità. Dopo aver
    esaminato le offerte, la Commissione ha concluso che gli impegni erano
    accettabili in quanto avrebbero eliminato gli effetti pregiudizievoli del dumping,
    in conformità dell'articolo 10, paragrafo 2 del regolamento antidumping di base.
    Inoltre, dato il tipo di prodotto e viste le condizioni specifiche degli impegni, che
    riguardano le esportazioni del prodotto in questione nella Comunità direttamente
    fatturate ad importatori indipendenti, è stato stabilito che l'adempimento degli
    impegni poteva essere efficacemente controllato.
65. La Commissione ha consultato il comitato consultivo in merito all'accettazione
    degli impegni e, dato che sono state fatte obiezioni, ha inviato una relazione al
    Consiglio sull'esito delle consultazioni. In conformità dell'articolo 9 e
    dell'articolo 10, paragrafo 1 del regolamento antidumping di base, gli impegni
    offerti sono stati accettati con la decisione ... della Commissione.
66. Nonostante l'accettazione degli impegni offerti dai produttori della Russia e
    dell'Ucraina, deve essere imposto un dazio residuo sulle importazioni dei
    prodotto in questione originario della Russia e dell'Ucraina per consolidare gli
    impegni e per evitarne l'elusione. Il dazio residuo deve essere imposto in forma di
    dazio variabile, come risulta da quanto precede.
                                           29
 ---pagebreak--- IX.  RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
67.  In considerazione dell'entità dei margini di dumping accertati per i
     produttori/esportatori e vista la gravità del pregiudizio, in particolare del margine
     di sottoquotazione dei prezzi e del livello di vendite sottocosto, è considerato
     necessario che gli importi delle garanzie costituite a titolo del dazio antidumping
     provvisorio per le transazioni concernenti il prodotto in questione, ovvero
     esclusivamente magnesio puro, siano riscossi definitivamente per tutte le società,
     comprese quelle i cui impegni sono stati accettati, sino all'aliquota del dazio
     definitivo imposto.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                           30
 ---pagebreak---                                  Articolo 1
Sono imposti dazi antidumping definitivi sulle importazioni di magnesio greggio
puro, di cui ai codici NC 8104 11 00 ed ex 8104 19 00 (codice Taric
8104190010), originario della Russia e dell'Ucraina.
Ai fini del presente regolamento si intende per magnesio greggio puro il magnesio
greggio contenente casualmente come impurezze piccoli quantitativi di altri
elementi.
H presente regolamento non si applica al magnesio greggio legato, ovvero al
magnesio greggio contenente, in peso, più del 3% di leganti aggiunti
deliberatamente, quali alluminio e zinco.
Per il prodotto suddetto originario della Russia l'importo del dazio antidumping è
pari alla differenza tra il prezzo minimo all'importazione di 2.602 ECU per
tonnellata metrica di prodotto e il prezzo CIF frontiera comunitaria, ogniqualvolta
quest'ultimo prezzo per tonnellata metrica di prodotto sia inferiore al prezzo
minimo all'importazione (codice addizionale Taric 8899), fatta eccezione per le
importazioni dei prodotti direttamente fatturati ad importatori indipendenti, dopo
l'entrata in vigore del presente regolamento, dai seguenti produttori con sede in
Russia:
        Avisma Titanium-Magnesium Works, Berezniki, regione di Perm,
        (codice addizionale Taric 8898)
        Solikamsk Magnesium Works, Solikamsk, regione di Perm,
        (codice addizionale Taric 8903)
che sono esenti dal dazio, fatte salve le condizioni suddette, in seguito
all'accettazione degli impegni con la decisione ...della Commissione.
                                      31
 ---pagebreak--- 3.      Per il prodotto suddetto originario dell'Ucraina l'importo del dazio antidumping è
        pari alla differenza tra il prezzo minimo all'importazione di 2.568 ECU per
        tonnellata metrica di prodotto e il prezzo CIF frontiera comunitaria, ogniqualvolta
        quest'ultimo prezzo per tonnellata metrica di prodotto sia inferiore al prezzo
        minimo all'importazione (codice addizionale Taric 8902), fatta eccezione per le
        importazioni dei prodotti direttamente fatturati ad importatori indipendenti, dopo
        l'entrata in vigore del presente regolamento, dai seguenti produttori con sede in
        Ucraina:
                 Concern Oriana, Kalush, regione di Ivano-Frankovsk
                 (codice addizionale Taric 8901)
        che sono esenti dal dazio, fatte salve le condizioni suddette, in seguito
        all'accettazione di un impegno con la decisione ...della Commissione.
3.      Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi
        doganali.
                                          Articolo 2
Gli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio antidumping provvisorio a norma del
regolamento (CE) n. 2997/95 e relativi alle importazioni di magnesio greggio puro come
definito all'articolo 1 sono riscossi definitivamente sino all'aliquota del dazio definitivo
imposto.
Gli importi eccedenti rispetto all'aliquota del dazio definitivo e relativi alle importazioni
di magnesio greggio puro sono liberati.
Gli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio antidumping provvisorio a norma del
regolamento (CE) n. 2997/95 e relativi alle importazioni di magnesio greggio legato
come definito all'articolo 1 sono liberati.
                                               32
 ---pagebreak---                                         Articolo 3
D presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
D presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                           33
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(96) 307 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        02 11
                                            N. di catalogo : CB-CO-96-316-IT-C
                                                              ISBN 92-78-05855-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                             3+