CELEX: C2000/135/49
Language: it
Date: 2000-05-13 00:00:00
Title: Causa T-63/00: Ricorso del signor Lars Bo Rasmussen contro Commissione delle Comunità europee, proposto il 20 marzo 2000

C 135/28                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           13.5.2000
Motivi e principali argomenti                                              Ricorso del signor Lars Bo Rasmussen contro Commis-
                                                                           sione delle Comunità europee, proposto il 20 marzo 2000
Il presente ricorso si rivolge contro la decisione della Commis-                                     (Causa T-63/00)
sione in data 14 dicembre 1999, n. C (1999) 4559, con la
quale è stato soppresso il contributo accordato alla ricorrente,
un’Unione nazionale di Associazione di produttori del settore,                                       (2000/C 135/49)
con decisione n. C (84) 500/213, del 29 giugno 1984. Questo
contributo era stato chiesto, sulla base delle disposizioni del
regolamento n. 355/77 del Consiglio, del 15 febbraio 1977,                                     (Lingua processuale: il francese)
relativo ad un’azione comune per il miglioramento delle
condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei
prodotti agricoli (1), per un progetto di costruzione di tre centri        Il 20 marzo 2000 il signor Lars Bo Rasmussen, residente in
per lo stoccaggio, il confezionamento e la commercializzazio-              Dalheim, (Granducato di Lussemburgo), con l’avv. domiciliata-
ne di olio di oliva da realizzare nei comuni di Castri (Lecce),            rio Michel Karp, del foro di Lussemburgo, ha proposto dinanzi
Eboli (Salerno) e S. Lorenzo (Regio Calabria).                             al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
                                                                           contro la Commissione delle Comunità europee.
La decisione impugnata riposa su tre censure principali:                   Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
mancata attività degli stabilimenti finanziati, difformità degli
impianti realizzati rispetto a quelli progettati, nonché il fatto
                                                                           — annullare la decisione della Commissione 22 luglio 1999
di avere fornito notizie non esatte circa l’esistenza, nelle regioni
                                                                                di non concedergli un congedo speciale di due giorni e
interessate, di strutture di condizionamento e di stoccaggio
                                                                                mezzo, dall’11 marzo (pomeriggio) al 13 marzo 1998;
dell’olio dello stesso genere di quelle finanziate.
                                                                           — condannare la convenuta a versargli un franco simbolico a
                                                                                titolo di risarcimento del danno morale subito;
I motivi e argomenti principali sono simili a quelli invocati
nella causa T-61/00 APOL c. Commissione. Si afferma in
particolare che:                                                           — condannare la convenuta alle spese.
— La Convenuta ha errato nella lettura dei dati forniti dalla              Motivi e principali argomenti
     ricorrente circa l’esistenza di strutture del tipo di quelle
     progettate nelle regioni interessate.
                                                                           Il ricorrente si oppone al diniego dell’APN di concedergli due
                                                                           giorni e mezzo di congedo speciale per consentirgli di votare
— La Convenuta si sbaglia per quanto riguarda la pretesa non               alle elezioni generali che si sono svolte in Danemarca nel
     conformità tra talune opere ed impianti con quanto                    1998.
     prevedeva il progetto approvato.
                                                                           Viene precisato in proposito ch’egli non ha potuto presentare
— Il ritardo nello svolgimento delle attività in questione è               un atto giustificativo della sua partecipazione alle elezioni
     diretta conseguenza della situazione di dissesto finanziario          poiché la normativa danese non consente al seggio elattorale
     in cui la ricorrente si è venuta a trovare a partire dal 1989         di certificare la partecipazione dell’elettore allo scrutino. Egli ha
     a seguito della perdita di oltre 3 miliardi e 500 milioni di          quindi giustificato la sua partecipazione con una dichiarazione
     lire italiane, essendo tenuta a far fronte al rimborso del            sull’onore.
     valore di merci per le quali essa aveva l’obbligo della
     custodia e che furono allora oggetto di furto.
                                                                           A sostegno del petitum il ricorrente deduce i seguenti motivi:
— Nel caso in esame si è in presenza di irregolarità soltano               — Errata e insufficiente motivazione della decisione impu-
     parziali.                                                                  gnata.
                                                                           — Violazione dell’art. 57 dello statuto.
(1) GUCE L 51, del 23.2.1997, p. 1.                                        — Violazione del principio della parità di trattamento, in
                                                                                quanto, secondo la soluzione ammessa dalla convenuta,
                                                                                unicamente i dipendenti cittadini di uno Stato membro
                                                                                che prevede nella propria normativa il rilascio di un
                                                                                attestato di voto possono fruire del congedo speciale in
                                                                                questione.
 ---pagebreak--- 13.5.2000                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 135/29
— Violazione del principio di sussidiarietà, in quanto la                     Ricorso della signora «B» contro la Commissione delle
     possibilità per il ricorrente di fruire di un siffatto congedo                  Comunità europee, proposto il 20 marzo 2000
     richiede la modifica della normativa danese in materia.
                                                                                                        (Causa T-66/00)
                                                                                                        (2000/C 135/51)
                                                                                                 (Lingua processuale: il francese)
                                                                              Il 20 marzo 2000 la signora «B», residente in Tervueren
                                                                              (Belgio), con gli avv.ti Jean-Noël Louis, Greta-Françoise Par-
Ricorso della signora Angeliki Ioannou contro il Consiglio
                                                                              mentier e Véronique Peere, del foro di Bruxelles, ha proposto
       dell’Unione europea, proposto il 20 marzo 2000
                                                                              dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
                                                                              un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
                          (Causa T-65/00)
                                                                              La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                          (2000/C 135/50)                                     — accertare l’inesistenza della decisione del 4 marzo 1999 e
                                                                                  reintegrare la ricorrente nei suoi diritti;
                                                                              — in via subordinata, annullare le decisioni di revocare gli
                    (Lingua processuale: il francese)                             assegni per figli a carico, per il figlio della ricorrente, e di
                                                                                  ridurre l’indennità di dislocazione a partire dal 1o settembre
                                                                                  1997;
Il 20 marzo 2000 la signora Angeliki Ioannou, residente in
Bruxelles, con l’avv. Jean van Rossum, del foro di Bruxelles, ha              — in via subordinata, annullare la decisione di revocare
proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità                       l’indennità scolastica per lo stesso figlio, a partire dal
europee un ricorso contro il Consiglio dell’Unione europea.                       1o settembre 1997;
                                                                              — condannare la convenuta alle spese.
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
— annullare la decisione del Consiglio 21 maggio 1999                         Motivi e principali argomenti
     relativa al diniego di nominarla dipendente in prova presso
     l’istituzione;
                                                                              La ricorrente si oppone alla revoca del beneficio degli assegni
                                                                              «per figli a carico» e dell’indennità «scolastica», nonché alla
— condannare il convenuto alle spese.                                         decisione dell’APN di procedere al recupero di una determinata
                                                                              somma, a tale titolo. La revoca di cui trattasi si fonderebbe
                                                                              sulla Conclusione dei Capi d’Amministrazione 188/89, del
                                                                              30 gennaio 1990, della quale la ricorrente avrebbe potuto
Motivi e principali argomenti                                                 prendere conoscenza solo nel febbraio 1999, e che fissa una
                                                                              soglia di reddito al di là della quale un figlio non può più essere
                                                                              considerato a carico del genitore dipendente comunitario.
La ricorrente, ex dipendente dell’Unione economica Benelux
e assegnata al segretariato per l’attuazione dell’accordo di
Schengen, impugna il diniego dell’APN di nominarla dipenden-                  A sostegno delle proprie pretese, ella fa valere:
te in prova, all’atto dell’integrazione del Segretariato di Schen-
gen con il Segretariato generale del Consiglio.                               — la violazione della decisione del 21 gennaio 1998, relativa
                                                                                  all’esercizio dei poteri conferiti dallo Statuto all’autorità
                                                                                  che ha il potere di nomina, nella misura in cui le decisioni
A sostegno del petitum, la ricorrente deduce:                                     di concessione e di revoca degli assegni e dell’indennità
                                                                                  controversi non avrebbero dovuto essere adottate dalla
                                                                                  stessa autorità che ha applicato l’art. 85 dello Statuto;
— La violazione dell’art. 25, secondo comma, dello Statuto
     del personale e del principio dei diritti della difesa.                  — la violazione dell’art. 2 dell’allegato VII dello Statuto;
— L’esistenza, nel caso di specie, di un errore manifesto di                  — l’inapplicabilità, e, in via subordinata, l’illegittimità della
     valutazione.                                                                 Conclusione 188/89 dei Capi d’Amministrazione;
                                                                              — la violazione dell’art. 85 dello Statuto;
                                                                              — la violazione dell’obbligo di motivazione, nonché