CELEX: 62020CN0243
Language: it
Date: 2020-06-05 00:00:00
Title: Causa C-243/20: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Polymeles Protodikeio Athinon (Grecia) il 5 giugno 2020 — DP, SG / Trapeza Peiraios AE

17.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 271/29
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Polymeles Protodikeio Athinon (Grecia) il 5 giugno 2020 — DP, SG / Trapeza Peiraios AE
      (Causa C-243/20)
      (2020/C 271/37)
      Lingua processuale: il greco
      
         Giudice del rinvio
      
      Polymeles Protodikeio Athinon
      
         Parti
      
      
         Attori: DP, SG
      
         Convenuta: Trapeza Peiraios AE
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se l'articolo 8 della direttiva 93/13/CEE (1), che prevede la possibilità per gli Stati membri di adottare disposizioni più severe per garantire un livello di protezione più elevato per il consumatore, debba essere interpretato nel senso che uno Stato membro può non recepire nel proprio diritto nazionale l'articolo 1, paragrafo 2, della direttiva 93/13/CEE e autorizzare il controllo giurisdizionale di clausole che riproducono disposizioni legislative o regolamentari di diritto imperativo o suppletivo.
               
            
                  2)
               
               
                  Se si possa ritenere che l'articolo 1, paragrafo 2, primo e secondo comma [secondo comma non presente nella versione italiana della direttiva 93/13, n.d.t.], della direttiva 93/13/CEE, pur non esplicitamente recepito nel diritto greco, sia stato adottato indirettamente, conformemente al contenuto degli articoli 3, paragrafo 1, e 4, paragrafo 1, di detta direttiva, come lo stesso è stato recepito nella disposizione dell'articolo [2], paragrafo [6], della legge n. 225[1]/1994.
               
            
                  3)
               
               
                  Se nella nozione di clausole abusive e della loro portata, come le stesse sono definite dalle disposizioni di cui agli articoli 3, paragrafo 1, e 4, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE, rientri l'eccezione di cui all'articolo 1, paragrafo 2, primo e secondo comma [secondo comma non presente nella versione italiana della direttiva 93/13, n.d.t.], di detta direttiva.
               
            
                  4)
               
               
                  Se una clausola di un contratto di credito concluso tra il consumatore e l’istituto di credito, che riflette il contenuto di una norma suppletiva dello Stato membro, possa essere sottoposta al controllo del carattere abusivo delle condizioni generali di contratto conformemente alle disposizioni della direttiva 93/13/CEE, qualora tale clausola non sia stata oggetto di negoziazione separata.
               
            
         (1)  Direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori (GU 1993, L 95, pag. 29).