CELEX: C2006/048/69
Language: it
Date: 2006-02-25 00:00:00
Title: Causa T-412/05: Ricorso presentato il  18 novembre 2005  —  M /Mediatore europeo

25.2.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 48/35
            
         Ricorso presentato il 18 novembre 2005 — «M»/Mediatore europeo
   (Causa T-412/05)
   (2006/C 48/69)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente(i):«M» (Bruxelles, Belgio) [Rappresentante(i): avv. G. Vandersanden]
   
      Convenuto(i): Mediatore europeo
   Conclusioni del(i) ricorrente(i)
   
               —
            
            
               constatare che la responsabilità extracontrattuale della Comunità europea in base all'art. 288, secondo comma, CE, sorge a causa di errori commessi dal Mediatore europeo nell'ambito dell'esercizio delle sue funzioni e, più in particolare, a causa della pubblicazione della sua relazione 1288/99/OV che designa ingiustamente il ricorrente in modo nominativo e in ragione di negligenze commesse dal Mediatore europeo quanto all'istruzione del fascicolo e alle conclusioni erronee a cui è giunto;
            
         
               —
            
            
               di conseguenza, condannare la Comunità europea, rappresentata dal Mediatore europeo, a pagare al ricorrente, a titolo di risarcimento del danno professionale, morale nonché del danno causato alla sua salute, una somma di EUR 150.000 valutata provvisoriamente con riserva di modifica nel prosieguo del procedimento;
            
         
               —
            
            
               condannare la Comunità europea, rappresentata dal Mediatore europeo, alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con denuncia presentata al Mediatore europeo, un gruppo di cittadini ha chiesto di far constatare l'esistenza di un caso di cattiva amministrazione nell'ambito della Commissione nel trattare la loro denuncia proposta dinanzi alla medesima contro le autorità nazionali. Con decisione 18 luglio 2002, il Mediatore ha ritenuto che vi è stata cattiva amministrazione e trattamento parziale della denuncia da parte della Commissione.
   Il presente ricorso, proposto da un dipendente dell'unità della Commissione responsabile per l'istruzione della denuncia in questione, è diretto al risarcimento del danno asseritamente subito dal ricorrente a causa della citazione del suo nome nella decisione 1288/99/OV e delle asserite negligenze commesse dal Mediatore europeo, quanto all'istruzione del fascicolo e alle conclusioni a cui è giunto nella sua decisione menzionata. Il ricorrente fa valere che dopo la pubblicazione della decisione, il suo nome era stato citato nel comunicato stampa pubblicato dal Mediatore europeo e riprodotto in diversi giornali nonché su siti Internet, circostanza che gli ha arrecato un danno. Ad avviso del ricorrente, il danno asseritamene subito è ancora più grave in quanto egli eserciterebbe funzioni importanti, e la pubblicazione della decisione adottata dal Mediatore europeo pregiudicherebbe gravemente la sua integrità professionale.
   Il ricorrente presenta il suo ricorso in base all'art. 288, secondo comma, CE che prevede la responsabilità extracontrattuale della Comunità la quale, a suo avviso, poteva sorgere nella fattispecie a causa del comportamento asseritamente colposo del Mediatore.
   A sostegno del ricorso, il ricorrente fa innanzitutto valere che, nella fattispecie, il Mediatore ha commesso una colpa grave citando nominativamente talune persone — tra cui il ricorrente — nella sua relazione violando i principi di confidenzialità e di proporzionalità, in quanto la pubblicazione del nome del ricorrente non sarebbe, a suo avviso, indispensabile e non potrebbe essere giustificato in deroga alla regola generale di confidenzialità (1).
   Inoltre, il ricorrente sostiene che il comportamento del Mediatore e dei suoi servizi costituirebbe una violazione del principio del contraddittorio, che è un principio essenziale dei diritti della difesa. Egli fa anche valere che sarebbe vietato dare un giudizio sfavorevole su una persona fisica o giuridica in una relazione che deve essere pubblicata dopo essere stata portata alla conoscenza generale e che deve essere oggetto di un'ampia diffusione.
   Infine, il ricorrente sostiene anche che, adottando la decisione in questione, il Mediatore avrebbe valutato erroneamente taluni fatti e si sarebbe basato su elementi insufficienti.
   
      (1)  A sostegno delle sue conclusioni, il ricorrente fa valere, tra l'altro, la sentenza della Corte 10 luglio 2001, causa C-315/99 P, ISMERI-EUROPA/Corte dei Conti (Racc. pag. I-5281).