CELEX: 61999CC0400(01)
Language: it
Date: 2004-06-10
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Stix-Hackl del 10 giugno 2004. # Repubblica italiana contro Commissione delle Comunità europee. # Ricorso di annullamento - Aiuti di Stato - Misure nei confronti di imprese di trasporto marittimo - Contratti di servizio pubblico - Mancanza di aiuto, aiuto esistente o nuovo aiuto - Avvio del procedimento di cui all'art. 88, n. 2, CE - Obbligo di sospensione. # Causa C-400/99.

CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALECHRISTINE STIX-HACKLpresentate il 10 giugno 2004(1)
         Causa C-400/99Repubblica italiana contro Commissione delle Comunità europee 
            «Aiuti per imprese di trasporto marittimo  –  Decisione sull'avvio del procedimento di indagine formale  –  Parziale esaurimento dell'oggetto della controversia nel merito  –  Effetto sospensivo autonomo  –  Regolamento (CE) n. 659/1999  –  Diritto di essere sentiti»
            
      
         
      I –  Introduzione 
      
        1.       Le presenti conclusioni riguardano la prosecuzione del procedimento nella causa C‑400/99 (Italia/Commissione), in cui la Repubblica
      italiana chiede il parziale annullamento della decisione della Commissione, notificatale con lettera 6 agosto 1999, SG(99) D/6463,
      di avviare la procedura formale di cui all’art. 88, n. 2, CE relativamente all’aiuto di Stato C 64/99 (ex NN 68/99) – Italia
      – concesso alle imprese del Gruppo Tirrenia di Navigazione 
         			(2)
         		 (in prosieguo: la «decisione impugnata»).
      
      
        2.       Per quanto attiene ai fatti, al procedimento dinanzi alla Commissione, alle domande delle parti ed al diritto comunitario
      applicabile, si rinvia alla sentenza della Corte 9 ottobre 2001 nella presente causa 
         			(3)
         		 (in prosieguo: la «sentenza incidentale»), in cui la Corte si era pronunciata sull’eccezione di irricevibilità del ricorso
      formulata dalla Commissione ai sensi dell’art. 91, n 1, del regolamento di procedura della Corte. L’eccezione era stata respinta
      ed era stata disposta la prosecuzione del procedimento nel merito.
      
      
      II –  Sviluppi successivi 
      
        3.       Il 21 giugno 2001 la Commissione ha adottato la «decisione relativa agli aiuti di Stato corrisposti dall’Italia alla compagnia
      marittima Tirrenia di Navigazione» (2001/851/CE) 
         			(4)
         		 (in prosieguo: la «prima decisione finale parziale») 
         			(5)
         		. Essa riguardava solo l’impresa citata che, all’interno del gruppo Tirrenia, «assume (…) un ruolo di leader». La prima decisione
      finale parziale così recita per estratto:
      «LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
      (…),
      considerando quanto segue:
      (…).
      6. CONCLUSIONE
      (43) Sulla base delle considerazioni sopra esposte, la Commissione constata che non sussistono più dubbi in ordine alla compatibilità
      degli aiuti versati a Tirrenia di Navigazione ai sensi della convenzione del 1991,
      HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
      Articolo 1
      Gli aiuti versati dall’Italia a Tirrenia di Navigazione dal 1° gennaio 1990 al 31 dicembre 2000, a titolo di compensazioni
      per la prestazione di un servizio pubblico, sono compatibili col mercato comune. (…)».
      
      
        4.       Il 16 marzo 2004 la Commissione ha adottato la «decisione relativa agli aiuti di Stato corrisposti dall’Italia alle compagnie
      marittime Adriatica, Caremar, Siremar, Saremar e Toremar (gruppo Tirrenia)» (in prosieguo: la «seconda decisione finale parziale») 
         			(6)
         		. Essa riguardava le altre imprese del gruppo Tirrenia rimaste escluse dalla prima decisione finale parziale. La seconda decisione
      finale parziale così recita per estratto:
      «LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
      (…),
      considerando quanto segue:
      (…).
      6. CONCLUSIONE
      (171) Sulla base delle considerazioni sopra esposte, la Commissione constata che non sussistono più dubbi in ordine alla compatibilità
      con il mercato comune degli aiuti versati dall’Italia conformemente alle convenzioni del 1991 a partire da gennaio 1992 alle
      imprese regionali, fatta eccezione per quelli riguardanti gli aiuti versati all’impresa Adriatica tra gennaio 1992 e luglio
      1994 per la tratta Brindisi/Corfù/Igumenitsa/Patrasso che sono incompatibili con il mercato comune per i tre seguenti motivi (…)
      –
      HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
      Articolo 1
      (1) Fatto salvo il n. 2, gli aiuti versati dall’Italia ad  Adriatica  a partire dal 1° gennaio 1992, a titolo di compensazioni per la prestazione di un servizio pubblico, sono compatibili con
      il mercato comune ai sensi dell’art. 86, n. 2, CE.
      (…)
      Articolo 2
      (1) Gli aiuti versati dall’Italia a favore di  Siremar ,  Saremar  e  Toremar  a partire dal 1° gennaio 1992, a titolo di compensazioni per la prestazione di un servizio pubblico, sono compatibili con
      il mercato comune ai sensi dell’art. 86, n. 2, CE.
      (…).
      Articolo 3
      (1) Gli aiuti versati dall’Italia a favore di  Caremar  a partire dal 1° gennaio 1992, a titolo di compensazioni per la prestazione di un servizio pubblico, sono compatibili con
      il mercato comune ai sensi dell’art. 86, n. 2, CE.
      (…)».
      
      
      III –  Sull’oggetto della controversia 
      
        5.       Come ha rilevato la Corte nella sentenza incidentale, il ricorso è stato proposto contro la decisione impugnata «nella parte
      in cui tale decisione statuisce sulla sospensione dell’aiuto di cui trattasi» 
         			(7)
         		. A questo riguardo il ricorso è fondato su quattro motivi:
      
      1.
         Violazione del principio della certezza del diritto e delle regole di trasparenza in relazione al regolamento (CE) del Consiglio
            22 marzo 1999, n. 659, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del Trattato CE 
               			(8)
               		 (in prosieguo: il «regolamento n. 659/1999»).
         
      
      
      2.
         Violazione delle garanzie del contraddittorio e dei diritti della difesa nonché dell’art. 11, n. 1, del regolamento n. 659/1999.
      
      
      3.
         Sviamento di potere riguardo all’adozione dell’ingiunzione di sospensione, in quanto essa sarebbe fondata su motivi diversi
            da quelli di cui all’art. 88, n. 3, CE (ex art. 93, n. 3, del Trattato CE).
         
      
      
      4.
         Violazione degli artt. 87, n. 1, CE e 88, nn. 1 e 3, CE, del principio della certezza del diritto e del regolamento n. 659/1999
            per quanto riguarda la dichiarazione di esistenza e di illegittimità degli aiuti viziata da incertezza, carenza di istruttoria
            e di motivazione, nonché inesistenza dei presupposti di fatto.
         
      
      
      
      A –  Sull’esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito 
      
      1. Osservazioni delle parti
      
        6.       Nella controreplica – quindi ancora prima dell’adozione della seconda decisione finale parziale – la  Commissione  ha dedotto che, in relazione all’impresa interessata dalla prima decisione finale parziale, l’oggetto del ricorso sarebbe
      esaurito nel merito. La prima decisione finale parziale non sarebbe stata impugnata entro i termini previsti e, pertanto,
      sarebbe divenuta definitiva. Quindi, sarebbe accertato che le misure a favore dell’impresa interessata dalla prima decisione
      finale parziale costituivano aiuti illegittimi, ancorché compatibili con il mercato comune. Pertanto la decisione impugnata
      avrebbe ormai perduto ogni effetto giuridico.
      
      
      2. Analisi
      
        7.       Nelle cause riguardanti aiuti si configura un esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito se e nella misura in
      cui la decisione di avviare il procedimento d’indagine formale, a seguito degli effetti giuridici prodotti dalla decisione
      finale 
         			(9)
         		, non produce più effetti giuridici propri 
         			(10)
         		.
      
      
        8.       Prima di esaminare la relazione esistente tra gli effetti giuridici della decisione impugnata e quelli delle due decisioni
      finali parziali, richiamo anzitutto le affermazioni della sentenza incidentale 
         			(11)
         		 riguardanti l’effetto sospensivo autonomo di una decisione relativa all’avvio di un procedimento formale.
      Al punto 62 di detta sentenza la Corte ha dichiarato, per estratto, quanto segue:
      «[Q]ualora la Commissione avvii il procedimento di cui all’art. 88, n. 2, CE nei confronti di una misura in corso di esecuzione
      da essa qualificata come aiuto nuovo, (…) la scelta operata dalla Commissione comporta effetti giuridici autonomi, segnatamente
      per quanto riguarda la sospensione della misura considerata».
      
      
        9.       Occorre pertanto esaminare se ed in quale misura l’adozione delle due decisioni finali parziali abbia ormai fatto venir meno
      gli effetti giuridici fino a quel momento autonomi della decisione impugnata o si sia sovrapposta ad essi.
      
      
        10.     Nel caso di specie si presenta – come si vedrà subito – una situazione particolare sotto molteplici aspetti: non tutte le
      misure interessate dall’effetto sospensivo della decisione impugnata sono state oggetto di un’analisi conclusiva dal punto
      di vista del diritto in materia di aiuti, nelle due decisioni finali parziali 
         			(12)
         		, per una delle misure interessate si è deciso di non procedere più all’esecuzione, subito dopo la decisione impugnata, per
      motivi connessi con il diritto nazionale 
         			(13)
         		, ed un’altra misura, già alla data dell’adozione della decisione impugnata, non costituiva oggettivamente un aiuto ai sensi
      dell’art. 87, n. 1, CE 
         			(14)
         		.
      
      
        11.     Questa situazione rende anzitutto necessario accertare nei confronti di quali misure delle autorità italiane la decisione
      impugnata produca un effetto sospensivo. In secondo luogo, è d’uopo esaminare entro quali limiti gli effetti giuridici prodotti
      dalle due decisioni finali parziali incidano su tali misure e, in caso affermativo, se l’effetto sospensivo della decisione
      impugnata possa essere in tal modo eliminato. Qualora non vi sia alcuna incidenza sulle misure, occorre infine stabilire se
      un esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito venga in questione per altri motivi.
      
      
        12.     Non si configura un esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito solo se da tale analisi emerge che per talune misure
      l’effetto sospensivo della decisione impugnata è ancora esistente; in tal caso per queste misure si dovrebbero esaminare i
      motivi di annullamento.
      
      
      a) Sulla questione di stabilire quali misure nazionali dovevano essere sospese conformemente alla decisione impugnata
      
        13.     Per quanto riguarda l’elencazione delle misure per le quali è stato avviato il procedimento d’indagine formale, la decisione
      impugnata non è molto chiara. Inoltre, a quella data la Commissione non conosceva l’esatto contenuto delle singole misure
      né l’eventuale relazione tra esse esistente.
      
      
        14.     Dal capitolo II («Argomenti della procedura preliminare») e dal capitolo III («Valutazione») della decisione impugnata emerge
      che al momento dell’adozione di detta decisione la Commissione individuava le seguenti misure quali aiuti probabilmente illegittimi:
      le convenzioni di servizio pubblico del 1991, riguardanti in sostanza compensazioni annue per l’esercizio di determinati servizi
      di traghetto; il finanziamento di investimenti navali non meglio precisati, per i quali la Commissione riteneva che vi fosse
      probabilmente una garanzia implicita da parte dello Stato; le sovvenzioni di esercizio in base al piano quinquennale 1995‑1999,
      forse nuovamente integrate, secondo la Commissione, da altri investimenti in base al piano industriale 1999–2002 e infine
      il trattamento favorevole in materia fiscale sul carburante e sugli oli lubrificanti.
      
      
        15.     Tuttavia, conformemente alle osservazioni contenute nelle due decisioni finali parziali, il sistema di misure a favore delle
      imprese del gruppo Tirrenia si configura nell’insieme in modo tale che, evidentemente, non tutte le misure menzionate nella
      decisione impugnata costituivano di volta in volta una misura autonoma 
         			(15)
         		. Nel complesso occorre rilevare che, in pratica, la decisione impugnata potrebbe aver praticamente prodotto un effetto sospensivo
      solo per le seguenti misure:
      
        
      –
         Le «convenzioni di servizio pubblico», risalenti al 1991, concluse tra la Repubblica italiana e le imprese del gruppo Tirrenia
            (in prosieguo: le «convenzioni di servizio pubblico»), vertenti in sostanza su compensazioni annue ed aiuti all’investimento
            per l’esercizio di servizi di traghetto.
         
      
      
        
      –
         Il «piano industriale» per il periodo 1999–2002 (in prosieguo: il «piano industriale 1999–2002»), vertente su aiuti all’investimento
            per l’acquisto e la manutenzione delle navi a tale scopo necessarie 
               			(16)
               		.
         
      
      
        
      –
         La mancata imposizione fiscale sul carburante e gli oli lubrificanti per navi, nella misura in cui il loro utilizzo avveniva
            non solo in mare, ma, per le imprese del gruppo Tirrenia, anche durante la sosta delle navi in porti italiani (in prosieguo:
            il «trattamento fiscale preferenziale»).
         
      
      
      
      
      b) Sul contenuto delle due decisioni finali parziali e sulle possibili conseguenze in ordine ad un esaurimento dell’oggetto della
      controversia nel merito
      
        16.     In prosieguo occorrerà quindi esaminare nell’ordine le singole misure succitate per stabilire se l’adozione delle due decisioni
      finali parziali possa aver prodotto un esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito.
      
      
      i) Le convenzioni di servizio pubblico
      
        17.     Le convenzioni di servizio pubblico costituiscono – come emerge dalle decisioni finali parziali – nuovi 
         			(17)
         		 aiuti 
         			(18)
         		, ancorché compatibili in massima parte con il mercato comune a motivo dell’applicabilità dell’art. 86, n. 2, CE 
         			(19)
         		.
      
      
        18.     Quindi, con l’adozione delle due decisioni finali parziali è pacifico sul piano giuridico che queste misure erano comunque
      soggette all’effetto sospensivo di cui all’art. 88, n. 3, CE per la loro natura di aiuti (nuovi).
      
      
        19.     Ne consegue che fin dalla data di adozione della decisione impugnata esisteva un effetto sospensivo di diritto primario nei
      confronti delle convenzioni di servizio pubblico, effetto che si sovrapponeva a quello che la Commissione poteva produrre
      con la decisione di avviare il procedimento d’indagine formale.
      
      
        20.     Pertanto, per quanto riguarda il ricorso avverso l’effetto sospensivo della decisione impugnata in relazione alle convenzioni
      di servizio pubblico, l’oggetto della controversia è esaurito nel merito a seguito dell’adozione delle due decisioni finali
      parziali.
      
      
      ii) Il piano industriale 1999–2002
      
        21.     Occorre anzitutto rilevare che questa misura non viene citata espressamente nella parte dispositiva della rispettiva decisione
      finale parziale. Infatti tale parte si riferisce solo alle convenzioni di servizio pubblico 
         			(20)
         		 (art. 1 della prima decisione finale parziale ed artt. 1‑3 della seconda decisione finale parziale, che riprendono la «Conclusione»
      al termine della rispettiva valutazione nelle decisioni).
      
      
        22.     Pertanto, per quanto riguarda il principio della certezza del diritto, mi è difficile ritenere che le due decisioni finali
      parziali possano produrre un effetto sotto il profilo del diritto in materia di aiuti anche in relazione a misure in merito
      alle quali non è stata fatta alcuna considerazione nel dispositivo. Tuttavia, operando un’interpretazione estensiva della
      giurisprudenza della Corte secondo cui «l’imperativo della certezza del diritto implica che ogni normativa deve consentire
      agli interessati di conoscere con esattezza l’estensione degli obblighi che essa loro impone» 
         			(21)
         		, si potrebbe ricorrere al testo globale delle rispettive decisioni finali parziali per accertare se la Commissione abbia
      proceduto perlomeno ad un’analisi implicita sotto il profilo del diritto in materia di aiuti del piano industriale 1999‑2002.
      
      
        23.     Il piano industriale 1999–2002 viene comunque citato nelle rispettive valutazioni delle decisioni finali parziali. Tuttavia
      vi figura di volta in volta la mera affermazione che l’attuazione del piano «è stata sospesa in seguito all’avvio del procedimento» 
         			(22)
         		. In tal modo, quanto al periodo determinante per la questione dell’esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito
      (effetto sospensivo dalla data della notifica della decisione impugnata sino alla data della notifica della rispettiva decisione
      finale parziale), si afferma unicamente che non ha avuto luogo un’attuazione della misura controversa. Tuttavia, così facendo,
      la Commissione non ha proceduto ad una valutazione sotto il profilo del diritto in materia di aiuti 
         			(23)
         		.
      
      
        24.     Pertanto non si può dire se l’attuazione del piano industriale 1999–2002, secondo la Commissione, abbia costituito un aiuto
      ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE. Parimenti non si può ritenere che all’effetto sospensivo della decisione impugnata in relazione
      al piano industriale 1999–2002 si sia sovrapposto l’effetto sospensivo dell’art. 88, n. 3, CE. Sotto questo profilo, nel caso
      di specie non può essersi configurato un esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito a motivo degli effetti giuridici
      prodotti dalle decisioni finali parziali.
      
      
        25.     Tuttavia, nella fattispecie si aggiunge il fatto che la concessione degli aiuti all’investimento programmati, conformemente
      al piano industriale 1999–2002, non è manifestamente più avvenuta, prima di tutto in seguito alla decisione impugnata, ma
      poi per altri motivi, vale a dire motivi connessi con il diritto nazionale. Infatti nella prima decisione finale parziale
      la Commissione afferma che «l’attuazione di tale piano è stata sospesa in seguito all’avvio del procedimento. La Commissione
      rileva che gli impegni sottoscritti dalle autorità italiane per il periodo 2000-2004 escludono, per Tirrenia di Navigazione,
      la realizzazione degli investimenti aggiuntivi contemplati da tale piano (…)» 
         			(24)
         		.
      
      
        26.     Quindi, se la sospensione dell’attuazione del piano industriale 1999–2002 è avvenuta poco dopo l’adozione della decisione
      impugnata, non più a causa dell’effetto sospensivo ivi contenuto, bensì per una nuova convenzione nazionale, a questo riguardo
      l’oggetto del ricorso nel merito è esaurito 
         			(25)
         		.
      
      
        27.     Ritengo pertanto che nel caso di specie si configuri al riguardo un esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito
      a seguito degli impegni nazionali in vigore a partire dal 2000, anche in relazione all’effetto sospensivo della decisione
      impugnata nei confronti del piano industriale 1999–2002.
      
      
      iii) Il trattamento fiscale preferenziale
      
        28.     Dalle considerazioni contenute nella decisione impugnata 
         			(26)
         		 e dalla rispettiva parte descrittiva delle due decisioni finali parziali 
         			(27)
         		 emerge che, sulla base delle informazioni a sua disposizione alla data dell’adozione della decisione impugnata, la Commissione
      è partita dal presupposto che il trattamento fiscale preferenziale fosse stato riservato solo alle imprese del gruppo Tirrenia:
      sotto questo profilo il trattamento costituiva una misura selettiva e, pertanto, un aiuto ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE.
      
      
        29.     Tuttavia nelle due decisioni finali parziali non figura un’espressa valutazione conclusiva relativa al carattere di aiuto
      del trattamento fiscale preferenziale. In particolare, il dispositivo delle rispettive decisioni finali parziali non menziona
      la misura. Soltanto nella parte «Osservazioni delle autorità italiane» 
         			(28)
         		 si trova un breve riferimento al fatto che dalle informazioni pervenute alla Commissione solo nella fase del procedimento
      d’indagine formale emergerebbe che il trattamento fiscale preferenziale era riservato fin dal principio a  tutte  le imprese comparabili.
      
      
        30.     Ciononostante, ritengo che la Commissione abbia in tal modo chiarito in via definitiva – e ciò non in termini espliciti, ma
      in maniera inequivocabile per il destinatario della decisione 
         			(29)
         		 – che la misura non costituiva un aiuto ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE già alla data di adozione della decisione impugnata.
      
      
        31.     Se però una misura non costituisce un aiuto, con la decisione finale non può essere subentrato l’effetto sospensivo di cui
      all’art. 88, n. 3, CE, che a sua volta – come già osservato in precedenza 
         			(30)
         		 – potrebbe sovrapporsi all’effetto sospensivo autonomo della decisione impugnata 
         			(31)
         		. Sotto questo profilo, la decisione impugnata dovrebbe quindi continuare a produrre l’effetto sospensivo in relazione al
      trattamento fiscale preferenziale, non configurandosi quindi un esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito.
      
      
        32.     Prima di proporre alla Corte di dichiarare, nel caso di specie, per i motivi illustrati, l’assenza di un esaurimento dell’oggetto
      della controversia nel merito in relazione al trattamento fiscale preferenziale, vorrei esaminare brevemente, data la fondamentale
      importanza della questione, le conseguenze che può avere l’ipotesi – su cui si fonda la soluzione da me proposta – dell’effetto
      sospensivo di una decisione relativa all’avvio del procedimento formale nei confronti di tutte le misure interessate da detta
      decisione.
      Infatti, qualora l’effetto sospensivo autonomo valesse anche per misure che non costituiscono aiuti, ciò significherebbe semplicemente
      che la Commissione sarebbe in condizione di ottenere, mediante una decisione di avviare il procedimento formale, anche una
      sospensione momentanea di misure nazionali legittime dal punto di vista del diritto in materia di aiuti. Questa situazione
      può comportare, come dimostra appunto il caso di specie, che il mero sospetto di selettività di una misura sia sufficiente
      per escludere da una misura del tutto legale imprese apparentemente agevolate, mentre i concorrenti possono continuare a beneficiare
      di questa misura, e ciò finché la Commissione non abbia concluso il procedimento d’indagine formale, che può senz’altro durare
      alcuni anni 32  –Ad esempio la seconda decisione finale parziale nel presente procedimento è stata adottata solo cinque anni dopo la decisione
      relativa all’avvio del procedimento formale..
      Inoltre occorre considerare la situazione nel contesto in cui i presupposti per decidere legittimamente di avviare il procedimento
      d’indagine formale ai sensi del regolamento n. 659/1999 (art. 13, n. 1, in combinato disposto con l’art. 4, n. 4) sono relativamente
      deboli 33  –Poiché nel caso di specie sono stati fatti valere altri motivi di annullamento, non è necessario esaminare la questione
      relativa ai motivi sostanziali su cui si sarebbe potuto fondare il ricorso avverso la decisione impugnata in relazione al
      trattamento fiscale preferenziale. Infatti la Commissione aveva comunque adottato la decisione impugnata sulla base delle
      informazioni a sua disposizione in quel momento e queste facevano apparire senz’altro possibile l’esistenza di un aiuto. e non si può neanche pretendere che per l’avvio del procedimento formale, oltre ai requisiti di cui al regolamento n. 659/1999,
      sia necessario dichiarare fin da tale momento in maniera definitiva l’esistenza di un aiuto ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE 34  –In caso contrario ciò potrebbe eventualmente comportare un considerevole periodo di attesa prima dell’avvio del procedimento,
      escludere i terzi che possono intervenire solo nel procedimento formale (ad esempio i concorrenti) dalle indagini relative
      a questioni fondamentali riguardanti la decisione in merito all’aiuto e, infine, limitare in pratica il procedimento d’indagine
      formale alla questione delle possibilità di giustificazione ai sensi degli artt. 87, nn. 2 e 3, CE, e 86, n. 2, CE..
      
      
        33.     Tuttavia, ritengo che dalla sentenza incidentale emerga che un effetto sospensivo autonomo prodotto da decisioni relative
      all’avvio del procedimento d’indagine formale si esplica inevitabilmente anche nei confronti di misure che, oggettivamente,
      non costituiscono aiuti. Infatti al punto 69 della sentenza incidentale la Corte (e, sulla scorta di questa pronuncia, anche
      il Tribunale in due sentenze più recenti 
         			(35)
         		) ha dichiarato quanto segue: «Per quanto riguarda le altre misure di cui beneficerebbe il Gruppo Tirrenia, considerate dalla
      decisione di avviare il procedimento di cui all’art. 88, n. 2, CE, il governo italiano sostiene in sostanza che non si tratta
      di aiuti, ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE. Perciò, per ragioni analoghe a quelle menzionate ai punti 59 e 60 della presente
      sentenza, si deve parimenti riconoscere la ricevibilità del ricorso nei limiti in cui si riferisce alla parte della decisione
      impugnata che riguarda la sospensione di  tali altre  
         			(36)
         		 misure». Ai punti citati della sentenza incidentale la ricevibilità del ricorso viene suffragata principalmente 
         			(37)
         		 con l’esistenza di effetti giuridici autonomi di una decisione relativa all’avvio del procedimento formale che, di conseguenza,
      si configurano anche nei confronti di misure che non costituiscono affatto aiuti ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE.
      
      
        34.     Se quindi una decisione relativa all’avvio del procedimento d’indagine formale può produrre un effetto sospensivo autonomo
      anche nei confronti di misure che non hanno mai costituito aiuti ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE, tanto più importante appare
      però poter proseguire un ricorso avverso questa decisione anche dopo l’adozione di una decisione finale in merito. Pertanto
      ritengo che nel caso di specie sia fuori questione un esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito, già alla luce
      di considerazioni di principio 
         			(38)
         		.
      
      
        35.     Pertanto non si può ritenere, a mio avviso, che l’oggetto del ricorso sia esaurito nel merito nei limiti in cui quest’ultimo
      è proposto avverso l’effetto sospensivo della decisione impugnata in relazione al trattamento fiscale preferenziale.
      
      
      3. Conclusione
      
        36.     L’oggetto del ricorso è esaurito nel merito nei limiti in cui quest’ultimo è proposto avverso l’effetto sospensivo della decisione
      impugnata nei confronti delle convenzioni di servizio pubblico nonché del piano industriale 1999–2002. Per quanto riguarda
      l’effetto sospensivo della decisione impugnata nei confronti del trattamento fiscale preferenziale, occorre esaminare i motivi
      di annullamento dedotti.
      
      
      B –  Sui motivi di annullamento 
      
      1. Violazione del principio della certezza del diritto e delle regole di trasparenza in relazione al regolamento n. 659/1999
      
      a) Argomenti delle parti
      
        37.     Secondo la  Repubblica italiana , nella decisione impugnata la Commissione avrebbe dovuto fondarsi sulle disposizioni del regolamento n. 659/1999 in quanto
      esse erano già applicabili alla data di adozione della decisione. Pertanto la Commissione avrebbe violato il principio della
      certezza del diritto e le regole di trasparenza.
      
      
        38.     La  Commissione  obietta che la decisione impugnata sarebbe fondata direttamente sull’art. 88 CE e, pertanto, il regolamento n. 659/1999 non
      dovrebbe essere citato espressamente. Nella sentenza incidentale la Corte avrebbe dichiarato che la decisione impugnata non
      contiene un’ingiunzione di sospensione ai sensi dell’art. 11, n. 1, del regolamento n. 659/1999.
      
      
      b) Analisi
      
        39.     Occorre concordare con la tesi giuridica della Commissione. L’effetto sospensivo della decisione impugnata non risulta da
      un’ingiunzione di sospensione ai sensi dell’art. 11, n. 1, del regolamento n. 659/1999 in quanto nella decisione impugnata
      non figura un’ingiunzione in tal senso 
         			(39)
         		.
      
      
        40.     Conformemente alla sentenza incidentale, l’effetto sospensivo va considerato come autonomo e nel caso di specie deriva piuttosto
      direttamente dal fatto che la Commissione ha avviato il procedimento formale ai sensi dell’art. 88, n. 2, CE 
         			(40)
         		. Pertanto non occorreva citare esplicitamente il regolamento n. 659/1999. La Commissione ha menzionato correttamente il fondamento
      normativo relativo all’effetto sospensivo della decisione impugnata.
      
      
        41.     Pertanto non si configura una violazione del principio della certezza del diritto e delle regole di trasparenza per quanto
      riguarda l’indicazione del fondamento normativo della decisione impugnata.
      
      
      2. Violazione delle garanzie del contraddittorio e dei diritti della difesa, nonché dell’art. 11, n. 1, del regolamento n. 659/1999
      
      a) Argomenti delle parti
      
        42.     Secondo la  Repubblica italiana , prima dell’adozione di una decisione che produce un effetto sospensivo la Commissione avrebbe dovuto consentirle di presentare
      osservazioni al riguardo. La violazione dei diritti della difesa sarebbe grave in particolare per quanto attiene al piano
      industriale 1999–2002 ed al trattamento fiscale preferenziale, in quanto queste misure non sarebbero mai state citate prima
      dell’adozione della decisione impugnata nei confronti delle autorità italiane.
      
      
        43.     La  Commissione  si fonda sul fatto che la decisione impugnata non conterrebbe un’ingiunzione di sospensione ai sensi dell’art. 11, n. 1,
      del regolamento n. 659/1999 e, pertanto, non sarebbe neppure necessaria la presentazione di osservazioni menzionata in tale
      disposizione. Parimenti l’art. 10, n. 2, del regolamento n. 659/1999 non sarebbe applicabile. Ivi sarebbe stabilito, per quanto
      riguarda aiuti non notificati, un diritto della Commissione di chiedere informazioni allo Stato membro interessato. Tuttavia
      non potrebbe derivarne un obbligo per la Commissione di sentire separatamente lo Stato membro in merito all’avvio del procedimento
      formale. Neanche l’art. 88, n. 2, CE conterrebbe riferimenti al fatto che la Commissione, nel caso di aiuti non notificati,
      possa avviare il procedimento formale solo dopo aver sentito lo Stato membro interessato.
      
      
      b) Analisi
      
        44.     Gli argomenti addotti dalla Commissione vanno respinti. Come la Corte ha già più volte dichiarato, «il rispetto dei diritti
      della difesa in qualsiasi procedimento a carico di una persona e che possa concludersi con un atto per essa lesivo costituisce
      un principio fondamentale di diritto comunitario e dev’essere garantito anche se non vi è una normativa specifica» 
         			(41)
         		.
      
      
        45.     La decisione relativa all’avvio del procedimento formale ai sensi dell’art. 88, n. 2, CE produce – come ha osservato la Corte 
         			(42)
         		 – un effetto sospensivo autonomo, indipendente dall’art. 88, n. 3, CE, per tutte le misure a cui una siffatta decisione si
      estende e, di conseguenza, costituisce senza dubbio una misura lesiva. Quindi, prima dell’adozione della decisione impugnata,
      avrebbe dovuto aver luogo un’audizione in merito all’effetto sospensivo di tutte le misure in essa valutate come dubbie sotto
      il profilo del diritto in materia di aiuti.
      
      
        46.     Il caso di specie evidenzia la rilevanza di tale particolare diritto ad essere sentiti riguardo all’avvio del procedimento
      formale. Infatti, a quanto pare, neanche il trattamento fiscale preferenziale è stato oggetto delle discussioni intervenute
      tra la Commissione e le autorità italiane prima dell’adozione della decisione impugnata. Con un’audizione avrebbe forse potuto
      essere individuata la scarsa selettività del trattamento fiscale preferenziale già prima della decisione di avviare il procedimento
      formale, il che avrebbe potuto indurre la Commissione ad escludere questa misura dalla decisione impugnata 
         			(43)
         		.
      
      
        47.     Questo diritto ad essere sentiti va distinto da quello disciplinato dall’art. 11, n. 1, del regolamento n. 659/1999. Il diritto
      ad essere sentiti di cui all’art. 11, n. 1, del regolamento n. 659/1999 si riferisce alla progettata adozione di un’ingiunzione
      di sospensione, il cui effetto giuridico è diverso dall’effetto sospensivo prodotto nel caso di specie dalla decisione di
      avviare il procedimento formale. Pertanto neanche una richiesta di informazioni da parte della Commissione ai sensi dell’art. 10,
      n. 2, del regolamento n. 659/1999 
         			(44)
         		, potrebbe sostituire un’audizione sull’intero contenuto di una decisione che si intende adottare in relazione all’avvio del
      procedimento formale.
      
      
        48.     Pertanto si configura una violazione dei diritti della difesa e la decisione impugnata dev’essere annullata per quanto riguarda
      l’effetto sospensivo della decisione impugnata in merito al trattamento fiscale preferenziale.
      
      
      3. Sviamento di potere nell’adozione dell’ingiunzione di sospensione
      
      a) Argomenti delle parti
      
        49.     Secondo la  Repubblica italiana , la Commissione, adottando l’ingiunzione di sospensione, invece di qualificare le misure come aiuti ai sensi dell’art. 87,
      n. 1, CE e stabilire se si trattasse di aiuti nuovi o modificati, conformemente all’art. 88, n. 3, CE, si sarebbe fondata
      unicamente sul fatto che l’attuazione delle misure poteva provocare un danno per le imprese concorrenti. Pertanto la Commissione
      avrebbe adottato la decisione impugnata in via meramente cautelativa per il caso in cui, in seguito, fosse emerso che si trattava
      di aiuti nuovi o di aiuti esistenti illegittimamente modificati.
      
      
        50.     La  Commissione  si fonda, da un lato, sul fatto che la decisione impugnata non conterrebbe ingiunzioni di sospensione. Le indicazioni riguardanti
      la sospensione in via cautelativa al fine di evitare danni per le imprese concorrenti sarebbero state inserite unicamente
      per il caso in cui la decisione impugnata comprendesse anche un’ingiunzione di sospensione. Tuttavia, poiché si sarebbe trattato
      solo della decisione di avviare il procedimento formale, in quel momento non sarebbe ancora stato necessario evidenziare l’effettiva
      sussistenza di aiuti illegittimi. Conformemente a ciò, la decisione impugnata conterrebbe l’affermazione secondo cui la Commissione
      avrebbe nutrito il dubbio che esistessero aiuti illegittimi e che fossero incompatibili con il mercato comune; in tal modo
      essa avrebbe soddisfatto i requisiti per una decisione di avviare il procedimento formale ai sensi dell’art. 88, n. 2, CE.
      
      
      b) Analisi
      
        51.     Occorre respingere gli argomenti addotti dalla Repubblica italiana. Secondo una costante giurisprudenza, una decisione della
      Commissione è viziata da sviamento di potere solo se, in base ad indizi oggettivi, pertinenti e concordanti, risulta adottata
      allo scopo esclusivo, o quanto meno determinante, di raggiungere fini diversi da quelli dichiarati 
         			(45)
         		.
      
      
        52.     Tuttavia la Commissione non si è fondata su siffatti motivi. Quando essa menziona la tutela delle imprese concorrenti 
         			(46)
         		, le sue affermazioni si riferiscono all’annunciata adozione di un’ingiunzione di sospensione ai sensi dell’art. 11, n. 1,
      del regolamento n. 659/1999.
      
      
        53.     Nondimeno, come ha dichiarato la Corte nella sentenza incidentale, la decisione impugnata non contiene una siffatta ingiunzione
      di sospensione 
         			(47)
         		. L’effetto sospensivo risulta piuttosto direttamente dall’avvio del procedimento formale 
         			(48)
         		. Tuttavia l’avvio del procedimento stesso non viene motivato dalla Commissione adducendo la tutela delle imprese concorrenti.
      La Commissione si fonda piuttosto sul fatto che essa nutre il sospetto che si tratti di aiuti nuovi non notificati, incompatibili
      con il mercato comune.
      
      
        54.     Pertanto nell’adozione della decisione impugnata la Commissione non sarebbe incorsa in uno sviamento di potere.
      
      
      4. Violazione degli artt. 87, n. 1, CE e 88, nn. 1 e 3, CE, del principio della certezza del diritto e del regolamento n. 659/1999
      
      a) Fondamentali argomenti delle parti
      
        55.     La  Repubblica italiana  ritiene che la Commissione abbia a torto ritenuto che le convenzioni di servizio pubblico costituiscano aiuti nuovi ai sensi
      dell’art. 87, n. 1, CE. La Commissione non avrebbe tenuto conto del fatto che queste convenzioni, in forza dell’art. 4, n. 3,
      del regolamento (CEE) del Consiglio 7 dicembre 1992, n. 3577, concernente l’applicazione del principio della libera prestazione
      dei servizi ai trasporti marittimi fra Stati membri (cabotaggio marittimo) 
         			(49)
         		, quali «contratti di servizio pubblico esistenti [possono rimanere] (…) in vigore fino alle rispettive date di scadenza»,
      in quanto sarebbero state concluse nel 1991, quindi prima dell’entrata in vigore di questo regolamento. Inoltre negli anni
      1991-1997 sarebbero state trasmesse alla Commissione informazioni riguardo a queste convenzioni. Ciononostante la Commissione
      non avrebbe mai espresso dubbi sotto il profilo del diritto in materia di aiuti. Pertanto occorrerebbe ritenere che queste
      misure siano state autorizzate perlomeno tacitamente e che, pertanto, possano tutt’al più costituire aiuti «esistenti» ai
      sensi dell’art. 88, n. 1, CE.
      
      
        56.     La  Commissione  ritiene che il regolamento concernente il cabotaggio marittimo, citato dalla Repubblica italiana, non sia atto ad escludere
      l’applicazione del diritto in materia di aiuti, in quanto essa si sarebbe fondata solo sull’art. 84, n. 2, del Trattato CE
      (politica dei trasporti). Inoltre, nella fase precontenziosa precedente all’adozione della decisione impugnata le autorità
      italiane non avrebbero fatto valere che si trattava di aiuti esistenti ai sensi dell’art. 88, n. 1, CE. Per quanto riguarda
      le informazioni asseritamente ad essa fornite già in precedenza, la Commissione fa valere che non si sarebbe assolutamente
      trattato di una notifica ai sensi della sentenza nella causa Lorenz 
         			(50)
         		. Pertanto la mancata reazione della Commissione non avrebbe di per sé fatto divenire le misure aiuti esistenti.
      
      
      b) Analisi
      
        57.     Dagli argomenti delle parti emerge che l’asserita violazione degli artt. 87, n. 1, CE e 88, nn. 1 e 3, CE, del principio della
      certezza del diritto e del regolamento n. 659/1999 viene fatta valere solo in relazione alle convenzioni di servizio pubblico.
      
      
        58.     Certo gli argomenti delle parti, fino alla replica della Repubblica italiana compresa, sono stati sollevati prima dell’adozione
      della prima decisione finale parziale. Tuttavia, a causa dell’esaurimento dell’oggetto della controversia nel merito, configuratosi
      nel frattempo a seguito dell’adozione e della notifica delle due decisioni finali parziali alla Repubblica italiana, in relazione
      all’effetto sospensivo della decisione impugnata nei confronti delle convenzioni di servizio pubblico, ora non occorre più
      discutere i motivi dedotti a tale proposito.
      
      
        59.     L’oggetto del ricorso proposto avverso la decisione della Commissione relativa all’avvio del procedimento formale è esaurito
      nel merito nei limiti in cui il ricorso è proposto avverso l’effetto sospensivo di tale decisione nei confronti delle convenzioni
      di servizio pubblico e del piano industriale 1999–2002.
      
      
        60.     Il ricorso dev’essere accolto e la decisione impugnata va annullata nella misura in cui, con l’adozione della decisione impugnata
      per quanto attiene al trattamento fiscale preferenziale, la Commissione ha violato i diritti della difesa della ricorrente.
      
       
      IV –  Conclusioni 
      
        61.     Alla luce delle considerazioni che precedono, propongo alla Corte di:
      
      1.
         Dichiarare l’esaurimento nel merito dell’oggetto del ricorso avverso la decisione SG(99) D/6463 della Commissione, relativa
            all’avvio del procedimento formale di cui all’art. 88, n. 2, CE, nella misura in cui il ricorso stesso è proposto avverso
            la sospensione ivi contenuta delle convenzioni di servizio pubblico del 1991 tra la Repubblica italiana e le imprese del gruppo
            Tirrenia di Navigazione e la sospensione del piano industriale 1999–2002.
         
      
      
      2.
         Accogliere il ricorso proposto avverso la decisione della Commissione SG(99) D/6463, nella misura in cui esso concerne la
            sospensione del trattamento fiscale preferenziale, ed annullare al riguardo la decisione citata.
         
      
      
      3.
         Dichiarare che ciascuna parte sopporterà le proprie spese. 
      
      
      
       1 –
         
         Lingua originale: il tedesco.
      
      2 –
         
         GU C 306, pag. 2.
            
         
      
      3 –
         
         Causa C‑400/99, Italia/Commissione (Racc. pag. I‑7303).
            
         
      
      4 –
         
         GU L 318, pag. 9.
            
         
      
      5 –
         
         Nessuna delle parti ha informato la Corte dell’adozione della prima decisione finale parziale, che è stata pubblicata solo
            nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 4 dicembre 2001. La sentenza incidentale 9 ottobre 2001 è stata emessa
            senza poter entrare nel merito dell’eventuale rilevanza della decisione finale parziale ai fini del presente procedimento.
            
         
      
      6 –
         
         Non ancora pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee.
            
         
      
      7 –
         
         Punto 1 della sentenza incidentale (citata alla nota 3).
            
         
      
      8 –
         
         GU L 83, pag. 1.
            
         
      
      9 –
         
         Le due decisioni finali parziali sono nel frattempo divenute definitive relativamente alla Repubblica italiana per decorso
            del rispettivo termine di impugnazione di cui all'art. 230, quinto comma, CE.
            
         
      
      10 –
         
         Ordinanza del Tribunale 4 novembre 2002, causa T‑90/99, Salzgitter/Commissione (Racc. pag. II‑4535, punto 16).
            
         
      
      11 –
         
         Citata alla nota 3.
            
         
      
      12 –
         
         V. infra, paragrafi 21e segg. e 28 e segg.
            
         
      
      13 –
         
         V. infra, paragrafo 25.
            
         
      
      14 –
         
         V. infra, paragrafi 29 e seg.
            
         
      
      15 –
         
         V., in particolare, il punto 41 della prima decisione finale parziale ed il punto 164 della seconda decisione finale parziale,
            in relazione al nesso «integrante» tra le convenzioni di servizio pubblico e, da un lato, le sovvenzioni di esercizio in base
            al piano quinquennale per il periodo 1995–1999 nonché, dall’altro, gli altri aiuti all’investimento non meglio precisati per
            i quali la Commissione riteneva, nella decisione impugnata, che vi fosse ancora una garanzia implicita.
            
         
      
      16 –
         
         Al punto 42 della prima decisione finale parziale figurano ancora osservazioni relative al finanziamento dell’acquisto di
            due navi, che comunque non costituivano misure autonome, in quanto è pacifico che facevano parte del piano industriale 1999–2002
            o, giacché «il loro ammortamento può essere totalmente compreso nel calcolo della sovvenzione annuale», delle convenzioni
            di servizio pubblico.
            
         
      
      17 –
         
         Punti 20 e seg. della prima decisione finale parziale, punti 73 e seg. della seconda decisione finale parziale.
            
         
      
      18 –
         
         Art. 1, punto 43 della prima decisione finale parziale, art. 1, punto 171 della seconda decisione finale parziale.
            
         
      
      19 –
         
         Punti 26 e segg. della prima decisione finale parziale, punti 84 e segg. della seconda decisione finale parziale.
            
         
      
      20 –
         
         V. supra, paragrafo 15.
            
         
      
      21 –
         
         V., ad esempio, sentenze 14 dicembre 2000, causa C‑245/97, Germania/Commissione (Racc. pag. I‑11261, punto 72), e 16 ottobre
            1997, causa C‑177/96, Belgio/Banque Indosuez e a. e Comunità europea (Racc. pag. I‑5659, punto 27).
            
         
      
      22 –
         
         Punto 42 della prima decisione finale parziale, punto 166 della seconda decisione finale parziale.
            
         
      
      23 –
         
         Vero è che al punto 42 della prima decisione finale parziale figurano ancora accenni di valutazione, tuttavia solo in relazione
            all’aiuto all’investimento per due navi, menzionate a parte, dell’impresa principale del gruppo Tirrenia. Nondimeno la Commissione
            dichiara a questo proposito che «il loro ammortamento può essere totalmente compreso nel calcolo della sovvenzione annuale».
            Pertanto questi aiuti all’investimento facevano piuttosto parte delle convenzioni di servizio pubblico (v., al riguardo, supra,
            paragrafo 15), che non del piano industriale 1999–2002.
            
         
      
      24 –
         
         Punto 42 della prima decisione finale parziale.
            
         
      
      25 –
         
         Di conseguenza nel caso di specie l’annullamento dell’effetto sospensivo della decisione impugnata, richiesto con il presente
            ricorso, in pratica sarebbe, anche in caso di accoglimento del ricorso, privo di senso.
            
         
      
      26 –
         
         Capitoli II , lett. d), e III , lett. a), della decisione impugnata.
            
         
      
      27 –
         
         Punto 13 della prima decisione finale parziale, punto 47 della seconda decisione finale parziale.
            
         
      
      28 –
         
         Punto 18 della prima decisione finale parziale, punto 56 della seconda decisione finale parziale.
            
         
      
      29 –
         
         V. anche supra, paragrafo 22.
            
         
      
      30 –
         
         V. supra, paragrafo 19.
            
         
      
      31 –
         
         Parimenti, nel caso di specie è fuori discussione un esaurimento dell'oggetto della controversia nel merito a motivo di irrilevanza
            pratica, come è stato illustrato supra ai paragrafi 25 e segg. per quanto riguarda il piano industriale 1999–2002. Infatti
            sarebbe concepibile che il trattamento fiscale preferenziale temporaneamente non accordato in base alla decisione impugnata,
            dopo la decadenza retroattiva dell’effetto sospensivo possa essere concesso a posteriori in seguito ad un ricorso di annullamento
            accolto.
            
         
      
      32 –
         
         Ad esempio la seconda decisione finale parziale nel presente procedimento è stata adottata solo cinque anni dopo la decisione
            relativa all’avvio del procedimento formale.
            
         
      
      33 –
         
         Poiché nel caso di specie sono stati fatti valere altri motivi di annullamento, non è necessario esaminare la questione relativa
            ai motivi sostanziali su cui si sarebbe potuto fondare il ricorso avverso la decisione impugnata in relazione al trattamento
            fiscale preferenziale. Infatti la Commissione aveva comunque adottato la decisione impugnata sulla base delle informazioni
            a sua disposizione in quel momento e queste facevano apparire senz’altro possibile l’esistenza di un aiuto.
            
         
      
      34 –
         
         In caso contrario ciò potrebbe eventualmente comportare un considerevole periodo di attesa prima dell’avvio del procedimento,
            escludere i terzi che possono intervenire solo nel procedimento formale (ad esempio i concorrenti) dalle indagini relative
            a questioni fondamentali riguardanti la decisione in merito all’aiuto e, infine, limitare in pratica il procedimento d’indagine
            formale alla questione delle possibilità di giustificazione ai sensi degli artt. 87, nn. 2 e 3, CE, e 86, n. 2, CE.
            
         
      
      35 –
         
         Sentenze del Tribunale 23 ottobre 2002, cause riunite T‑269/99, T‑271/99 e T‑272/99, Diputación Foral de Guipúzcoa e a./Commissione
            (Racc. pag. II‑4217, punto 37), e cause riunite T‑346/99, T‑347/99 e T‑348/99, Diputación Foral de Álava e a./Commissione
            (Racc. pag. II‑4259, punto 33).
            
         
      
      36 –
         
         Il corsivo è mio.
            
         
      
      37 –
         
         Tuttavia la modifica della «situazione giuridica» addotta al punto 59 della sentenza incidentale (citata alla nota 2) per
            motivare la ricevibilità del ricorso non può più essere eliminata in modo retroattivo neanche con l’accoglimento di un ricorso
            di annullamento.
            
         
      
      38 –
         
         In tal modo, però, praticamente in tutti i casi in cui il carattere di aiuto di una misura viene contestato nella fase precontenziosa,
            sarebbe consigliabile esperire un ricorso di annullamento in via cautelativa avverso una corrispondente decisione relativa
            all’avvio del procedimento formale al fine di rispettare il termine di impugnazione di cui all’art. 230, n. 5, CE. Come è
            lecito ritenere, siffatti ricorsi non verrebbero comunque più respinti – a differenza di quanto avvenuto sino ad ora – anche
            se la decisione finale accerta l’assenza di un aiuto. Ciò potrebbe comportare un notevole aumento di procedimenti.
            
         
      
      39 –
         
         Punto 52 della sentenza incidentale (citata alla nota 3).
            
         
      
      40 –
         
         Punto 62 della sentenza incidentale (citata alla nota 3).
            
         
      
      41 –
         
         V., ad esempio, sentenze 5 ottobre 2000, causa C‑288/96, Germania/Commissione (Racc. pag. I‑8237, punto 99); 14 febbraio 1990,
            causa C‑301/87, Francia/Commissione, «Boussac» (Racc. pag. I‑307, punto 29); 10 luglio 1986, causa 40/85, Belgio/Commissione
            (Racc. pag. 2321, punto 28), e 23 ottobre 1974, causa 17/74, Transocean (Racc. pag. 1063, punto 15).
            
         
      
      42 –
         
         Punti 55 e segg. della sentenza incidentale (citata alla nota 3).
            
         
      
      43 –
         
         Tuttavia questa ipotesi non si verifica necessariamente in tutti i casi in cui solo nel corso del procedimento formale emerge
            che le misure contestate nel caso specifico non hanno mai costituito un aiuto.
            
         
      
      44 –
         
         Dall’introduzione della decisione impugnata, e ciò alla fine di questa, emerge che un siffatto invito a fornire informazioni
            è stato rivolto alle autorità italiane prima dell’adozione della decisione impugnata. Non vi sono dati più precisi sul contenuto.
            
         
      
      45 –
         
         Costante giurisprudenza, v., ad esempio, sentenze 13 novembre 1990, causa C‑331/88, Fedesa e a. (Racc. pag. I‑4023, punto
            24), e 21 febbraio 1984, cause riunite 140/82, 146/82, 221/82 e 226/82, Walzstahl-Vereinigung e Thyssen/Commissione (Racc.
            pag. 951, punto 27).
            
         
      
      46 –
         
         Capitolo «Conclusione» della decisione impugnata.
            
         
      
      47 –
         
         Punto 52 della sentenza incidentale (citata alla nota 3).
            
         
      
      48 –
         
         Punto 62 della sentenza incidentale (citata alla nota 3).
            
         
      
      49 –
         
         GU L 364, pag. 7.
            
         
      
      50 –
         
         Sentenza 11 dicembre 1973, causa 120/73, Lorenz (Racc. pag. 1471).