CELEX: 31964L0428
Language: it
Date: 1964-07-07 00:00:00
Title: Direttiva 64/428/CEE del Consiglio, del 7 luglio 1964, relativa all'attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi per le attività non salariate nelle industrie estrattive (classi 11 - 19 CITI)

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31964L0428

Direttiva 64/428/CEE del Consiglio, del 7 luglio 1964, relativa all'attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi per le attività non salariate nelle industrie estrattive (classi 11 - 19 CITI)  

Gazzetta ufficiale n. 117 del 23/07/1964 pag. 1871 - 1880 edizione speciale finlandese: capitolo 6 tomo 1 pag. 0025  edizione speciale danese: serie I capitolo 1963-1964 pag. 0142  edizione speciale svedese/ capitolo 6 tomo 1 pag. 0025  edizione speciale inglese: serie I capitolo 1963-1964 pag. 0151  edizione speciale greca: capitolo 06 tomo 1 pag. 0041  edizione speciale spagnola: capitolo 06 tomo 1 pag. 0046  edizione speciale portoghese: capitolo 06 tomo 1 pag. 0046 

DIRETTIVA DEL CONSIGLIO  del 7 luglio 1964  relativa all'attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi per le attività non salariate nelle industrie estrattive  (classi 11 - 19 C.I.T.I.)  (64/428/CEE)  IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA,  Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in particolare l'articolo 54, paragrafi 2 e 3 e l'articolo 63, paragrafi 2 e 3,  Visto il Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento (1) e in particolare il titolo IV, lettera A,  Visto il Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libera prestazione dei servizi (2) e in particolare il titolo V, lettera C,  Vista la proposta della Commissione,  Visto il parere del Parlamento Europeo (3),  Visto il parere del Comitato economico e sociale (4),  Considerando che i Programmi generali prevedono l'instaurazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi nelle industrie estrattive entro la fine del secondo anno della seconda tappa ; che si tratta, nel caso specifico, dell'accesso alle attività della produzione di minerali e del loro esercizio ; che una effettiva liberazione delle attività di cui alla presente direttiva esige la liberazione della vendita della produzione, anche al dettaglio, sempre evitando di perturbare le condizioni di concorrenza nel settore del commercio al dettaglio, la cui liberazione formerà oggetto di una direttiva successiva;  Considerando che le attività del commercio all'ingrosso di tali prodotti, sono liberate da un'altra direttiva, ad eccezione tuttavia, del commercio all'ingrosso del carbone che, per il momento, ne rimane escluso;  Considerando che successivamente all'adozione dei Programmi generali è stata elaborata una nomenclatura delle attività industriali propria della C.E.E. dal titolo : «Nomenclatura delle industrie stabilite nelle Comunità europee» (N.I.C.E.) ; che tale nomenclatura, che contiene i riferimenti alle nomenclature nazionali, risulta, pur seguendo la stessa classificazione decimale, piú consona alle esigenze degli Stati membri della Comunità che non la nomenclatura «Classification internationale type, par industrie, de toutes les branches d'activités économique» (C.I.T.I.) ; che si ravvisa quindi l'opportunità di adottarla per la classificazione delle attività da liberare qualora una direttiva riguardi numerose attività che devono essere indicate con precisione per facilitare la messa in atto della direttiva stessa, sempreché il calendario definito nei Programmi generali e stabilito in riferimento alla nomenclatura C.I.T.I. non ne risulti modificato ; che, nel caso specifico, l'adozione della nomenclatura N.I.C.E. non può sortire un simile effetto;  Considerando che il Trattato che istituisce la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio non prevede disposizioni sulla liberazione del diritto di stabilimento e la libera prestazione dei servizi e che la liberazione delle attività di cui alla presente direttiva è quindi soggetta, senza eccezione, alle disposizioni del Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea:  Considerando che, conformemente alle disposizioni del Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento, le restrizioni concernenti la facoltà di iscriversi ad organizzazioni professionali devono essere eliminate nella misura in cui le attività professionali dell'interessato comportano l'esercizio di tale facoltà;  Considerando che l'assimilazione delle società alle persone fisiche cittadine degli Stati membri, per l'applicazione delle disposizioni relative al diritto di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi, è subordinata alle sole condizioni previste  (1)GU n. 2 del 15.1.1962, pag. 36/62. (2)GU n. 2 del 15.1.1962, pag. 32/62. (3)GU n. 182 del 12.12.1963, pag. 2898/63. (4)Vedi pag. 1878/64 della presente Gazzetta.   dall'articolo 58 ed eventualmente a quella di un legame continuo ed effettivo con l'economia di uno Stato membro e che, di conseguenza, nessuna condizione supplementare, segnatamente nessuna autorizzazione speciale che non sia richiesta alle società nazionali per l'esercizio di un'attività economica, può essere richiesta affinché esse possano beneficiare di queste disposizioni ; che tuttavia tale assimilazione non impedisce agli Stati membri di esigere che le società di capitali si presentino nel loro paese con la denominazione usata dalla legislazione dello Stato membro conformemente alla quale sarebbero costituite e indichino nelle carte commerciali da esse utilizzate nello Stato membro ospitante l'ammontare del capitale sottoscritto;  Considerando che il regime applicabile ai lavoratori salariati che accompagnano il prestatore di servizi od agiscono per conto di quest'ultimo è disciplinato dalle disposizioni prese in applicazione degli articoli 48 e 49 del Trattato,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:    Articolo 1 Gli Stati membri aboliscono, a favore delle persone fisiche e delle società menzionate nel titolo I dei Programmi generali per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi, qui appresso denominate «beneficiari», le restrizioni di cui al titolo III di detti Programmi, per quanto riguarda l'accesso alle attività di cui all'articolo 2 e il loro esercizio.   Articolo 2 1. Le disposizioni della presente direttiva si applicano alle attività non salariate delle industrie estrattive, di cui all'allegato I del Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento, classi 11 - 19.  Tali attività corrispondono a quelle enumerate nelle classi 11 - 19 della «Nomenclatura delle industrie stabilite nelle Comunità Europee» (N.I.C.E.) che tiene conto delle particolarità strutturali delle industrie estrattive europee ; esse sono riportate nell'allegato della presente direttiva.  2. Tali attività si riferiscono all'estrazione dei minerali che si trovano in natura allo stato solido, liquido o gassoso. Sono compresi in dette attività lo sfruttamento delle miniere sotterranee e a cielo scoperto, delle cave e dei pozzi di petrolio nonchè tutte le operazioni complementari necessarie al trattamento ed arricchimento dei minerali metallici ed altri minerali greggi, quali la frantumazione, triturazione, lavaggio, separazione, cernita, quando sono eseguite da un'impresa la cui attività principale consiste nell'estrazione di minerali. Tali attività comprendono altresì la prospezione dei minerali e la sistemazione del terreno prima dell'estrazione.  3. Le disposizioni della presente direttiva si applicano anche alle attività di vendita dei fabbricanti che vendono essi stessi la loro produzione, all'ingrosso o al dettaglio. Tuttavia, quando le attività non salariate attinenti al commercio dei prodotti considerati non sono liberate in base ad altre direttive, queste attività saranno limitate alla vendita in un unico stabile situato nel paese di produzione.   Articolo 3 Conformemente ai Programmi generali la presente direttiva non si applica per il petrolio e per il gas naturale, all'attività della prospezione e trivellazione, quando non viene svolta dall'esercente della concessione di produzione.   Articolo 4 1. Gli Stati membri sopprimono le restrizioni che in particolare:    a) impediscono ai beneficiari di stabilirsi nel paese ospitante, o di prestarvi i servizi alle medesime condizioni e con i medesimi diritti dei cittadini;       b) risultano da una prassi amministrativa che si risolve per i beneficiari in un trattamento discriminatorio rispetto ai cittadini;       c) in forza di prescrizioni o prassi precludono ai beneficiari, la possibilità di ottenere concessioni od autorizzazioni, le sottopongono a limitazioni oppure le subordinano a condizioni prescritte soltanto per essi;       d) escludono i beneficiari dall'esercizio di un'attività nelle organizzazioni professionali.         2. In particolare, devono considerarsi restrizioni da eliminare quelle che sono oggetto delle norme  che vietano o limitano, nei riguardi dei beneficiari, lo stabilimento e la prestazione dei servizi, prescrivendo;    a) nella Repubblica federale di Germania:      - il possesso di una tessera professionale di viaggiatore di commercio (Reisegewerbekarte) per poter visitare terzi nel quadro dell'attività professionale di questi (Gewerbeordnung § 55 d, regolamento del 30 novembre 1960);           - un'autorizzazione per le persone giuridiche straniere che intendono esercitare un'attività professionale nel territorio federale (Gewerbeordnung § 12 e Aktiengesetz § 292);                  b) in Belgio : il possesso di una tessera professionale (carte professionnelle) (Arrêté royal nº 62 del 16 novembre 1939 e Arrêté ministériel del 17 dicembre 1945);       c) in Francia:      - il possesso di una carta d'identità di commerciante straniero (carte d'identité d'étranger commerçant) (Décret-loi del 12 novembre 1938, Décret del 2 febbraio 1939) per l'esercizio di un'attività nel settore delle industrie estrattive;           - la cittadinanza francese, per ottenere il rilascio di una concessione mineraria per material diversi dai combustibili minerali solidi e dai sali di potassio:        i) se si tratta di una società anonima, per il presidente del consiglio di amministrazione, il direttore generale, i sindaci ed almeno i due terzi dei membri del consiglio di amministrazione;               ii) se si tratta di una società in accomandita per azioni, sia per gli amministratori che per i due terzi dei membri del consiglio di controllo;               iii) se si tratta di una società in accomandita semplice, per gli amministratori e gli accomandatari;               iv) se si tratta di una società in nome collettivo, per tutti i soci;               v) se si tratta di una società a responsabilità limitata, sia per i soci amministratori, che per i due terzi almeno dei membri del consiglio di controllo ; se non esiste tale organo, per tutti i soci;                                 - la cittadinanza francese, per le persone che hanno la facoltà di firmare per conto delle suddette società;           - che ogni società commerciale concessionaria o affituaria, sia costituita sotto il regime giuridico francese salvo deroghe accordate con decreto (Décret del 6 ottobre 1955 - nº 55-1349 ; Décret del 17 luglio 1956 - nº 56-715, articoli 25 e seguenti del codice minerario);                 d) in Italia : la cittadinanza italiana per le persone fisiche e la sede sociale in Italia per le società straniere, per poter partecipare alle aste relative ai diritti di estrazione di petroli greggi e di gas naturali (articolo 2 della legge 11 gennaio 1957, nº 6).          Articolo 5 Gli Stati membri non accordano ai propri cittadini che si recano in altro Stato membro allo scopo di esercitarvi una delle attività di cui all'articolo 2 alcun aiuto che possa falsare le condizioni di stabilimento.   Articolo 6 1. Lo Stato membro ospitante che, per consentire l'accesso ad una delle attività previste dall'articolo 2, esige dai propri cittadini la produzione d'un certificato di buona condotta, nonchè d'un certificato attestante che i medesimi in passato non sono incorsi in dichiarazioni di fallimento, oppure la produzione di uno soltanto di tali certificati, riconosce come attestato sufficiente, da parte dei cittadini degli altri Stati membri, la presentazione di un estratto del casellario giudiziario oppure, in mancanza di esso l'esibizione di un documento equipollente rilasciato da una autorità giudiziaria o amministrativa competente del paese di origine o di provenienza, da cui si rilevi che quelle esigenze risultano soddisfatte.  2. Qualora il paese d'origine o di provenienza non rilasci, per quanto concerne l'attestazione di assenza di fallimenti, il documento surriferito, quest'ultimo potrà essere sostituito da una dichiarazione giurata dell'interessato dinanzi ad una autorità giudiziaria o amministrativa, un notaio od un organismo professionale qualificato del paese di origine o di provenienza.  3. I documenti rilasciati conformemente ai paragrafi 1 e 2 dovranno, al momento della presentazione, essere di data non anteriore a tre mesi.   4. Gli Stati membri designano entro i termini di cui all'articolo 7, le autorità e gli organismi competenti per il rilascio dei documenti di cui sopra e ne informano immediatamente gli altri Stati membri e la Commissione.  5. In quanto il rilascio di un'autorizzazione sia subordinato alla prova di capacità tecniche, lo Stato membro ospitante prende nella medesima considerazione e i lavori effettuati fuori del proprio territorio e quelli effettuati nel proprio territorio.  Del pari, quando nello Stato membro ospitante debba essere provata la capacità finanziaria, tale Stato considera gli attestati rilasciati da banche del paese di origine o di provenienza equivalenti a quelli rilasciati nel proprio territorio.   Articolo 7 Gli Stati membri mettono in vigore le misure necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il termine di sei mesi dalla sua notificazione e ne informano immediatamente la Commissione.   Articolo 8 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.     Fatto a Bruxelles, addí 7 luglio 1964.  Per il Consiglio  Il Presidente  Kurt SCHMUECKER        ALLEGATO Elenco delle attività professionali considerate nella direttiva e basate sulla Nomenclatura delle industrie stabilita nelle Comunità europee (N.I.C.E.) (1) >PIC FILE= "T0001514">   (1)Per la lingua italiana tale elenco è stato ripreso dalla «Nomenclatura delle industrie stabilite nelle Comunità europee (N.I.C.E.) - Numero supplementare della serie «Statistiche Industriali» dell'Istituto statistico delle Comunità europee, Bruxelles, giugno 1963».          CONSULTAZIONE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE  sulla «Proposta di direttiva relativa alle industrie estrattive»  A. DOMANDA DI PARERE   Nella 101a sessione dell'8/10 maggio 1963, il Consiglio ha deciso di consultare conformemente agli articoli 54 paragrafo 2 e 63 paragrafo 2 del Trattato, il Comitato economico e sociale sulla proposta di direttiva della Commissione relativa alla realizzazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività non salariate nelle industrie estrattive (classi 11-19 C.I.T.I.).  La domanda di parere sul testo che segue è stata indirizzata dal sig. Eugène Schaus, Presidente del Consiglio, al sig. È. Roche, Presidente del Comitato economico e sociale, con lettera del 10 maggio 1963.        Proposta di una direttiva del Consiglio relativa alle modalità di attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività professionali non salariate nel ramo delle industrie estrattive (Classi 11 - 19 C.I.T.I.)     IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA,  Visto il Trattato ed in particolare l'articolo 54, paragrafi 2 e 3 e l'articolo 63 paragrafi 2 e 3,  Visto il Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento ed in particolare il titolo IV - A,  Visto il Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libera prestazione dei servizi ed in particolare il titolo V - C,  Vista la proposta della Commissione,  Visto il parere del Comitato economico e sociale,  Visto il parere del Parlamento Europeo;  Considerando che i Programmi generali prevedono entro la fine del secondo anno della seconda tappa, l'attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi nel ramo delle industrie estrattive ; che si tratta, nel caso specifico, dell'accesso alle attività di produzione di minerali e dell'esercizio delle stesse ; che le attività connesse al commercio all'ingrosso di tali prodotti sono liberalizzate da un'altra direttiva applicabile a tutte le attività nel settore del commercio all'ingrosso, ad eccezione del commercio all'ingrosso del carbone, che per il momento ne rimane escluso;  Considerando che successivamente all'adozione del Programma generale è stata elaborata una nomenclatura delle attività industriali propria della C.E.E. dal titolo : Nomenclatura delle industrie delle Comunità europee (N.I.C.E.) ; che tale nomenclatura, che contiene i riferimenti alle nomenclature nazionali - pur seguendo la stessa classificazione decimale - è più consona alle esigenze degli Stati membri della Comunità che non la nomenclatura C.I.T.I. («Classification internationale type, par industrie, de toutes les branches d'activités économiques») ; che si ravvisa quindi l'opportunità di adottarla per la classificazione delle attività da liberalizzare ai fini di una direttiva concernente numerose attività che devono essere indicate con precisione per facilitare la messa in atto della direttiva stessa sempreché il calendario definito nel Programma generale e stabilito in riferimento alla nomenclatura C.I.T.I. non ne risulti modificato ; che, nel caso specifico, l'adozione della nomenclatura N.I.C.E. non può sortire un simile effetto;  Considerando che il Trattato che istituisce la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio non contiene alcuna disposizione relativa alla liberalizzazione del diritto di stabilimento e alla libera prestazione di servizi e che la liberalizzazione delle attività considerate nella presente direttiva rientra quindi integralmente nell'ambito del Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea;  Considerando che la libera prestazione di servizi da parte dei non salariati operanti nei settori di attività menzionati implica, quando la prestazione stessa dà luogo ad uno spostamento nel paese del destinatario, l'abolizione delle restrizioni a favore sia del prestatore sia dei salariati che lo accompagnano o che lavorano per suo conto ; che detto personale  dipendente conserva almeno nel caso di soggiorno temporaneo nel paese ove presta servizio, i suoi legami economici e giuridici con il paese del datore di lavoro e può pertanto essere dispensato fin da ora dall'obbligo di farsi rilasciare un permesso di lavoro nei paesi in cui tale permesso è ancora prescritto per i lavoratori subordinati,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:     Articolo 1 Gli Stati membri aboliscono a favore delle persone fisiche e delle società menzionate nel titolo I dei Programmi generali per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi - qui appresso denominate «beneficiari» -, tutte le restrizioni indicate nel titolo III di detti Programmi per quanto riguarda l'accesso alle attività di cui all'articolo 2 e il loro esercizio.    Articolo 2 1. Le disposizioni della presente direttiva si applicano alle attività non salariate esercitate nel settore delle industrie estrattive di cui all'allegato I del Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento, classi 11 - 19.  Tali attività corrispondono a quelle comprese nelle classi 11 - 19 della «Nomenclatura delle Industrie nelle Comunità europee» (N.I.C.E.) che tiene conto delle particolarità strutturali delle industrie estrattive europee ; esse sono riportate nell'allegato alla presente direttiva. Gli Stati membri si conformano a tale nomenclatura per la classificazione delle varie attività salvo incompatibilità con il calendario stabilito nel Programma generale.  2. Tali attività si riferiscono all'estrazione di minerali che si trovano in natura allo stato solido, liquido o gassoso. Sono compresi in questo ramo lo sfruttamento delle miniere sotterranee ed a cielo aperto, delle cave e dei pozzi di petrolio nonché tutte le operazioni complementari necessarie per il trattamento ed arricchimento del minerale di ferro e degli altri minerali grezzi, quali la frantumazione, triturazione, lavatura, separazione, cernita, quando eseguite da un'impresa la cui attività principale consiste nell'estrazione di minerali. Tale ramo comprende anche la ricerca dei minerali e la sistemazione del terreno prima dell'estrazione.    Articolo 3 Conformemente a quanto disposto dai Programmi generali la presente direttiva non si applica, nel settore dell'estrazione del petrolio e dei gas naturali, all'attività tecnica connessa con la ricerca e la perforazione, quando tale attività non viene svolta dal concessionario.    Articolo 4 1. Gli Stati membri sopprimono in particolare le restrizioni:    a) che impediscono ai beneficiari di stabilirsi nel paese ospitante o di effettuarvi prestazioni di servizi alle medesime condizioni e con i medesimi diritti dei nazionali;       b) che risultano dalla prassi amministrativa e che si risolvono per i beneficiari in un trattamento discriminatorio rispetto a quello riservato ai cittadini;       c) che, mediante disposizioni o pratiche amministrative, precludono ai beneficiari la possibilità di ottenere concessioni od autorizzazioni oppure le subordinano a condizioni prescritte soltanto per essi;       d) all'esercizio di un'attività nelle organizzazioni professionali.         2. In particolare devono considerarsi restrizioni quelle contenute nelle norme che vietano o limitano, nei riguardi dei beneficiari, il diritto di stabilimento o la prestazione di servizi prescrivendo:  Nella Repubblica federale di Germania : il possesso di una tessera professionale di commesso viaggiatore (Reisegewerbekarte) per poter visitare i clienti nel quadro dell'attività professionale di questi ultimi (§ 55 d, Gew. O., testo del 5.2.1960 B.G.B.L. I, p. 61, rettifica p. 92 ; regolamento del 30 novembre 1960 B.G.B.L. I, p. 871);    - un'autorizzazione speciale richiesta alle persone giuridiche straniere per il rilascio di concessioni relative allo sfruttamento autonomo di miniere, nonché per l'attivazione di un'impresa mineraria (Legge pruss. 23.6.1909, Gesetzessammlung, p. 619);       - per gli stranieri un'autorizzazione speciale all'acquisto di terreni, in virtù della legislazione dei Länder;       - un'autorizzazione speciale per le persone giuridiche straniere che intendono esercitare un'attività commerciale nel territorio federale (§ 12 Gewerbeordnung e § 292 Aktiengesetz).  In Belgio : il possesso di una tessera professionale (carte professionnelle) (Arrêté royal del 16.11.1939, Moniteur belge del 27-28.11.1939 ; Arrêté du Régent del 17.12.1945 e Arrêté ministériel del 17.12.1945, Moniteur belge del 19.12.1945).  In Francia : il possesso di una carta di identità di commerciante straniero (carte d'identité d'étranger commerçant) (D.L. 12.11.1938 (J.O. del 13 novembre), decreto del 2.2.1939 (J.O. del 4 febbraio) per l'esercizio di un'attività nel settore delle industrie estrattive;      - la cittadinanza francese, per ottenere il rilascio di una concessione mineraria per materiali diversi dai combustibili solidi di origine mineraria e dai sali di potassio:    a) se si tratta di una società anonima, per il presidente del consiglio di amministrazione, il direttore generale, i sindaci ed almeno i due terzi dei membri del Consiglio di amministrazione;       b) se si tratta di una società in accomandita per azioni sia per gli amministratori che per i due terzi dei membri del consiglio di controllo;       c) se si tratta di una società in accomandita semplice, per gli accomandatari e per gli accomandanti;       d) se si tratta di una società in nome collettivo per tutti gli associati;       e) se si tratta di una società a responsabilità limitata, sia per i soci amministratori, che per i due terzi almeno dei membri del consiglio di controllo ; se non esiste tale organo per tutti gli associati;            - la nazionalità francese, per le persone che hanno la facoltà di firmare per conto delle suddette società;       - che ogni società commerciale concessionaria o affittuaria, sia costituita sotto il regime giuridico francese salvo deroghe accordate con decreto (D. del 6.10.1955 - n. 55-1349 ; D. del 17.7.1956 n. 56-715, articoli 25 e seguenti del codice minerario;        In Italia richiedendo la cittadinanza italiana per le persone fisiche e la sede in Italia per le società per poter partecipare alle aste relative ai diritti di estrazione di petroli grezzi e di gas naturali (legge n. 6 dell'11 gennaio 1957).    Articolo 5 Fatte salve le disposizioni di cui agli articoli 92 e successivi del Trattato, gli Stati membri non accordano ai propri cittadini che si recano in un altro Stato membro allo scopo di esercitarvi una delle attività definite all'articolo 2, alcun aiuto che abbia l'effetto di falsare le condizioni di stabilimento.    Articolo 6 1. Il paese ospitante che per consentire l'accesso alla professione esige dai propri cittadini la produzione di una prova della loro condotta incensurabile, riconosce come prova sufficiente, da parte dei cittadini degli altri Stati membri, la presentazione di un estratto del casellario giudiziario o di un documento analogo.  Qualora lo Stato membro esiga dal cittadino la produzione di un documento comprovante che nei suoi confronti non è stato dichiarato fallimento, è sufficiente la presentazione di un documento analogo da parte dei beneficiari della presente direttiva.  Tali documenti, rilasciati dalle autorità del paese di provenienza sono ritenuti validi purché di data non anteriore a tre mesi.  2. Quando il rilascio di un'autorizzazione è subordinato alla prova della capacità tecnica, lo Stato membro ospitante considera gli attestati relativi a lavori effettuati nel paese di provenienza come equivalenti a quelli rilasciati nel paese ospitante stesso.  Ciò vale anche per i certificati relativi alla capacità finanziaria, rilasciati dalle banche del paese di provenienza, quando tale capacità deve essere dimostrata nel nuovo paese.    Articolo 7 1. Ciascuno Stato membro dispensa dall'obbligo di ottenere il permesso di lavoro i lavoratori salariati che abbiano la residenza abituale in un altro Stato membro e che eseguano temporaneamente nel territorio del primo Stato prestazioni di servizi nel quadro delle attività professionali di cui all'articolo 2 accompagnando il loro datore di lavoro, beneficiario della presente direttiva, ovvero effettuando la prestazione per suo conto.  Ciascuno Stato membro abolisce inoltre, nei loro riguardi, e ai fini dell'esecuzione delle prestazioni dei servizi, le restrizioni che sono abolite con la presente direttiva, a favore del loro datore di lavoro.  2. Ai fini dell'applicazione del comma 1, l'attività del personale è temporanea quando non superi i tre mesi consecutivi od un totale di 120 giorni nel corso dei 12 mesi.  3. La presente direttiva lascia impregiudicate:    a) le disposizioni del Trattato che istituisce la Comunità Europea per il Carbone e per l'Acciaio riguardanti i lavoratori altamente specializzati nel settore del carbone e dell'acciaio;       b) le disposizioni del Trattato istitutivo della Comunità Europea dell'Energia Atomica relative all'accesso ad attività specializzate nel settore nucleare e le disposizioni di applicazione di tale Trattato.         4. Il paragrafo 1 si applica tuttavia alle categorie di lavoratori di cui al capoverso 3, qualora la loro  posizione giuridica non sia stata regolata nei citati trattati o disposizioni.    Articolo 8 Gli Stati membri adottano entro il 1º gennaio 1964 i provvedimenti necessari per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva e ne informano la Commissione nel termine di un mese.    Articolo 9 La presente direttiva è destinata a tutti gli Stati membri.       B. PARERE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE  Nella 31a sessione tenuta a Bruxelles il 24/25 settembre 1963 il Comitato economico e sociale ha formulato il seguente parere:       PARERE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE  in merito alla «Proposta di direttiva del Consiglio relativa alle modalità di attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività professionali non salariate nel ramo delle industrie estrattive (Classi 11 - 19 C.I.T.I.)»    IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE,  Vista la richiesta di parere trasmessa dal Consiglio dei Ministri al Comitato economico e sociale in data 10 maggio 1963, riguardante la «Proposta di una direttiva del Consiglio relativa alle modalità di attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività professionali non salariate nel ramo delle industrie estrattive (Classi 11-19 C.I.T.I.)»,  Visti gli articoli 54, § 2 e 63, § 2 del Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea,  Visto il proprio parere in merito al «Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento» (Doc. CES 20/61 in data 2 febbraio 1961),  Visto il proprio parere in merito al «Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libera prestazione dei servizi» (Doc. CES 19/61 in data 2 febbraio 1961),  Visto l'articolo 23 del proprio Regolamento interno,  Visto il rapporto presentato dal relatore, signor Gingembre, alla Sezione specializzata per le attività non salariate e i servizi e visto quanto deliberato da tale stessa sezione nella riunione del 26 giugno 1963,  Visto quanto deliberato dalla propria Assemblea plenaria nel corso della 31a sessione (seduta del 25 settembre 1963),  Considerando che la soppressione delle restrizioni alla libera prestazione di servizi e alla libertà di stabilimento nel ramo delle industrie estrattive riveste, dato il ruolo importante che queste ultime esplicano negli scambi di merci fra gli Stati, un'importanza fondamentale per l'attuazione degli obiettivi del Trattato che istituisce la C.E.E.,  Considerando che la sempre crescente specializzazione rilevabile nei diversi settori dell'economia, frutto del libero scambio dei fattori della produzione, fa prevedere un incremento negli scambi di prestazioni di servizi,  Considerando che la liberalizzazione delle attività considerate dalla direttiva rientra inequivocabilmente nell'ambito delle disposizioni del Trattato che istituisce la C.E.E., poichè il Trattato che istituisce la C.E.C.A. non contiene alcuna disposizione relativa alla liberalizzazione del diritto di stabilimento e alla libera prestazione di servizi,   Considerando che la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi deve potersi attuare, in tale settore, senza la necessità di ricorrere, in una fase precedente, a misure transitorie, poichè gli effetti della direttiva in esame saranno integrati da altri provvedimenti che comporteranno delle facilitazioni, ad esempio in materia di ingresso e di soggiorno, di coordinamento delle garanzie richieste alle società, come pure in materia di libera circolazione dei lavoratori all'interno della Comunità,  FORMULA IL PARERE SEGUENTE:     La «Proposta di direttiva del Consiglio relativa alle modalità di attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività professionali non salariate nel ramo delle industrie estrattive (classi 11-19 C.I.T.I.)» è approvata, fatte salve le osservazioni, i suggerimenti e le proposte di modifica che seguono:    1. Il Comitato ritiene che la totale liberalizzazione della circolazione non possa essere attuata mediante la sola soppressione delle discriminazioni nei confronti degli stranieri. Disposizioni di ammissione diverse tra loro potrebbero anch'esse costituire «de facto» un ostacolo alla libera circolazione e provocare perciò distorsioni nel campo della concorrenza.  Esso riconosce pertanto il valore degli sforzi della Commissione tendenti a coordinare le disposizioni di ammissione valevoli per le attività previste dalla direttiva.       2. Per quanto riguarda i «considerandi» e gli articoli precedentemente citati, il Comitato propone quanto segue:   Secondo Considerando  «In linea di principio il Comitato approva che per la classificazione delle attività da liberalizzare si adotti la «lista di attività professionali riguardanti le industrie estrattive» che figura nella nomenclatura N.I.C.E. Esso formula tuttavia una riserva quanto alle eventuali modifiche della nomenclatura N.I.C.E., che non può essere ancora considerata completa».  Articolo 2, paragrafo 2  Il Comitato propone di apportare le seguenti modifiche al testo dell'articolo 2, paragrafo 2:  seconda frase  sostituire all'inizio di questa frase le parole «pozzi di petrolio» con «pozzi petroliferi e di gas naturale»  sostituire nei documenti in tedesco la parola «Erdölförderung» con «Rohölgewinnung»  leggere, alla fine di questa seconda frase, «... eseguite da una impresa individuale o sociale la cui attività principale...»  ultima frase  aggiungere il brano di frase seguente : «fatta salva la disposizione di cui all'articolo 3»   Allegato all'articolo 2, § 1, 2º comma  Nei documenti in tedesco, per il gruppo ex 130 conviene leggere : «Rohöl- und Erdgasgewinnung (unter Ausschluß des Schürfens und Bohrens)».  Articolo 3  Il Comitato propone di aggiungere all'articolo 3 un secondo comma del seguente tenore:  «La presente direttiva si applica, però, alle imprese assuntrici di lavori di ricerca e coltivazione (contractors) ad esse affidate dai titolari dei relativi permessi o concessioni».  Articolo 6, § 1  Il Comitato propone di sostituire, nei capoversi 1 e 2, le parole «documento analogo» con : «documento equivalente». Si dovrebbe apportare un'analoga modifica ai testi in lingua francese e olandese, sostituendo le espressioni «document analogue» e «dergelijk document» rispettivamente con «document équivalent» e «gelijkwaardig document».   Articolo 6, § 2  Il Comitato propone di leggere alla 3a riga del 1º capoverso del paragrafo 2 : «... le attestazioni rilasciate, in relazione a lavori effettuati, dalle autorità del paese di provenienza...».   Articolo 8  Il Comitato ritiene che non sarà possibile rispettare il termine del 1º gennaio previsto da tale articolo.   Pertanto esso propone di redigere l'articolo stesso nel modo seguente:  «Gli Stati membri adottano al piú tardi sei mesi dopo la notifica della presente direttiva i provvedimenti necessari per conformarsi alle disposizioni in essa contenute e ne informano la Commissione nel termine di un mese».    Cosí deliberato a Bruxelles, il 26 settembre 1963.  Il Presidente  del Comitato economico e sociale  Émile ROCHE     ALLEGATO Elenco delle attività professionali considerate nella direttiva e basate sulla Nomenclatura delle industrie stabilita nelle Comunità europee (N.I.C.E.) (1) >PIC FILE= "T0001514">   (1)Per la lingua italiana tale elenco è stato ripreso dalla «Nomenclatura delle industrie stabilite nelle Comunità europee (N.I.C.E.) - Numero supplementare della serie «Statistiche Industriali» dell'Istituto statistico delle Comunità europee, Bruxelles, giugno 1963».          CONSULTAZIONE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE  sulla «Proposta di direttiva relativa alle industrie estrattive»  A. DOMANDA DI PARERE   Nella 101a sessione dell'8/10 maggio 1963, il Consiglio ha deciso di consultare conformemente agli articoli 54 paragrafo 2 e 63 paragrafo 2 del Trattato, il Comitato economico e sociale sulla proposta di direttiva della Commissione relativa alla realizzazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività non salariate nelle industrie estrattive (classi 11-19 C.I.T.I.).  La domanda di parere sul testo che segue è stata indirizzata dal sig. Eugène Schaus, Presidente del Consiglio, al sig. È. Roche, Presidente del Comitato economico e sociale, con lettera del 10 maggio 1963.        Proposta di una direttiva del Consiglio relativa alle modalità di attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività professionali non salariate nel ramo delle industrie estrattive (Classi 11 - 19 C.I.T.I.)     IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA,  Visto il Trattato ed in particolare l'articolo 54, paragrafi 2 e 3 e l'articolo 63 paragrafi 2 e 3,  Visto il Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento ed in particolare il titolo IV - A,  Visto il Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libera prestazione dei servizi ed in particolare il titolo V - C,  Vista la proposta della Commissione,  Visto il parere del Comitato economico e sociale,  Visto il parere del Parlamento Europeo;  Considerando che i Programmi generali prevedono entro la fine del secondo anno della seconda tappa, l'attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi nel ramo delle industrie estrattive ; che si tratta, nel caso specifico, dell'accesso alle attività di produzione di minerali e dell'esercizio delle stesse ; che le attività connesse al commercio all'ingrosso di tali prodotti sono liberalizzate da un'altra direttiva applicabile a tutte le attività nel settore del commercio all'ingrosso, ad eccezione del commercio all'ingrosso del carbone, che per il momento ne rimane escluso;  Considerando che successivamente all'adozione del Programma generale è stata elaborata una nomenclatura delle attività industriali propria della C.E.E. dal titolo : Nomenclatura delle industrie delle Comunità europee (N.I.C.E.) ; che tale nomenclatura, che contiene i riferimenti alle nomenclature nazionali - pur seguendo la stessa classificazione decimale - è più consona alle esigenze degli Stati membri della Comunità che non la nomenclatura C.I.T.I. («Classification internationale type, par industrie, de toutes les branches d'activités économiques») ; che si ravvisa quindi l'opportunità di adottarla per la classificazione delle attività da liberalizzare ai fini di una direttiva concernente numerose attività che devono essere indicate con precisione per facilitare la messa in atto della direttiva stessa sempreché il calendario definito nel Programma generale e stabilito in riferimento alla nomenclatura C.I.T.I. non ne risulti modificato ; che, nel caso specifico, l'adozione della nomenclatura N.I.C.E. non può sortire un simile effetto;  Considerando che il Trattato che istituisce la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio non contiene alcuna disposizione relativa alla liberalizzazione del diritto di stabilimento e alla libera prestazione di servizi e che la liberalizzazione delle attività considerate nella presente direttiva rientra quindi integralmente nell'ambito del Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea;  Considerando che la libera prestazione di servizi da parte dei non salariati operanti nei settori di attività menzionati implica, quando la prestazione stessa dà luogo ad uno spostamento nel paese del destinatario, l'abolizione delle restrizioni a favore sia del prestatore sia dei salariati che lo accompagnano o che lavorano per suo conto ; che detto personale  dipendente conserva almeno nel caso di soggiorno temporaneo nel paese ove presta servizio, i suoi legami economici e giuridici con il paese del datore di lavoro e può pertanto essere dispensato fin da ora dall'obbligo di farsi rilasciare un permesso di lavoro nei paesi in cui tale permesso è ancora prescritto per i lavoratori subordinati,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:     Articolo 1 Gli Stati membri aboliscono a favore delle persone fisiche e delle società menzionate nel titolo I dei Programmi generali per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi - qui appresso denominate «beneficiari» -, tutte le restrizioni indicate nel titolo III di detti Programmi per quanto riguarda l'accesso alle attività di cui all'articolo 2 e il loro esercizio.    Articolo 2 1. Le disposizioni della presente direttiva si applicano alle attività non salariate esercitate nel settore delle industrie estrattive di cui all'allegato I del Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento, classi 11 - 19.  Tali attività corrispondono a quelle comprese nelle classi 11 - 19 della «Nomenclatura delle Industrie nelle Comunità europee» (N.I.C.E.) che tiene conto delle particolarità strutturali delle industrie estrattive europee ; esse sono riportate nell'allegato alla presente direttiva. Gli Stati membri si conformano a tale nomenclatura per la classificazione delle varie attività salvo incompatibilità con il calendario stabilito nel Programma generale.  2. Tali attività si riferiscono all'estrazione di minerali che si trovano in natura allo stato solido, liquido o gassoso. Sono compresi in questo ramo lo sfruttamento delle miniere sotterranee ed a cielo aperto, delle cave e dei pozzi di petrolio nonché tutte le operazioni complementari necessarie per il trattamento ed arricchimento del minerale di ferro e degli altri minerali grezzi, quali la frantumazione, triturazione, lavatura, separazione, cernita, quando eseguite da un'impresa la cui attività principale consiste nell'estrazione di minerali. Tale ramo comprende anche la ricerca dei minerali e la sistemazione del terreno prima dell'estrazione.    Articolo 3 Conformemente a quanto disposto dai Programmi generali la presente direttiva non si applica, nel settore dell'estrazione del petrolio e dei gas naturali, all'attività tecnica connessa con la ricerca e la perforazione, quando tale attività non viene svolta dal concessionario.    Articolo 4 1. Gli Stati membri sopprimono in particolare le restrizioni:    a) che impediscono ai beneficiari di stabilirsi nel paese ospitante o di effettuarvi prestazioni di servizi alle medesime condizioni e con i medesimi diritti dei nazionali;       b) che risultano dalla prassi amministrativa e che si risolvono per i beneficiari in un trattamento discriminatorio rispetto a quello riservato ai cittadini;       c) che, mediante disposizioni o pratiche amministrative, precludono ai beneficiari la possibilità di ottenere concessioni od autorizzazioni oppure le subordinano a condizioni prescritte soltanto per essi;       d) all'esercizio di un'attività nelle organizzazioni professionali.        2. In particolare devono considerarsi restrizioni quelle contenute nelle norme che vietano o limitano, nei riguardi dei beneficiari, il diritto di stabilimento o la prestazione di servizi prescrivendo:  Nella Repubblica federale di Germania : il possesso di una tessera professionale di commesso viaggiatore (Reisegewerbekarte) per poter visitare i clienti nel quadro dell'attività professionale di questi ultimi (§ 55 d, Gew. O., testo del 5.2.1960 B.G.B.L. I, p. 61, rettifica p. 92 ; regolamento del 30 novembre 1960 B.G.B.L. I, p. 871);    - un'autorizzazione speciale richiesta alle persone giuridiche straniere per il rilascio di concessioni relative allo sfruttamento autonomo di miniere, nonché per l'attivazione di un'impresa mineraria (Legge pruss. 23.6.1909, Gesetzessammlung, p. 619);       - per gli stranieri un'autorizzazione speciale all'acquisto di terreni, in virtù della legislazione dei Länder;       - un'autorizzazione speciale per le persone giuridiche straniere che intendono esercitare un'attività commerciale nel territorio federale (§ 12 Gewerbeordnung e § 292 Aktiengesetz).  In Belgio : il possesso di una tessera professionale (carte professionnelle) (Arrêté royal del 16.11.1939, Moniteur belge del 27-28.11.1939 ; Arrêté du Régent del 17.12.1945 e Arrêté ministériel del 17.12.1945, Moniteur belge del 19.12.1945).  In Francia : il possesso di una carta di identità di commerciante straniero (carte d'identité d'étranger commerçant) (D.L. 12.11.1938 (J.O. del 13 novembre), decreto del 2.2.1939 (J.O. del 4 febbraio) per l'esercizio di un'attività nel settore delle industrie estrattive;      - la cittadinanza francese, per ottenere il rilascio di una concessione mineraria per materiali diversi dai combustibili solidi di origine mineraria e dai sali di potassio:    a) se si tratta di una società anonima, per il presidente del consiglio di amministrazione, il direttore generale, i sindaci ed almeno i due terzi dei membri del Consiglio di amministrazione;       b) se si tratta di una società in accomandita per azioni sia per gli amministratori che per i due terzi dei membri del consiglio di controllo;       c) se si tratta di una società in accomandita semplice, per gli accomandatari e per gli accomandanti;       d) se si tratta di una società in nome collettivo per tutti gli associati;       e) se si tratta di una società a responsabilità limitata, sia per i soci amministratori, che per i due terzi almeno dei membri del consiglio di controllo ; se non esiste tale organo per tutti gli associati;            - la nazionalità francese, per le persone che hanno la facoltà di firmare per conto delle suddette società;       - che ogni società commerciale concessionaria o affittuaria, sia costituita sotto il regime giuridico francese salvo deroghe accordate con decreto (D. del 6.10.1955 - n. 55-1349 ; D. del 17.7.1956 n. 56-715, articoli 25 e seguenti del codice minerario;        In Italia richiedendo la cittadinanza italiana per le persone fisiche e la sede in Italia per le società per poter partecipare alle aste relative ai diritti di estrazione di petroli grezzi e di gas naturali (legge n. 6 dell'11 gennaio 1957).    Articolo 5 Fatte salve le disposizioni di cui agli articoli 92 e successivi del Trattato, gli Stati membri non accordano ai propri cittadini che si recano in un altro Stato membro allo scopo di esercitarvi una delle attività definite all'articolo 2, alcun aiuto che abbia l'effetto di falsare le condizioni di stabilimento.    Articolo 6 1. Il paese ospitante che per consentire l'accesso alla professione esige dai propri cittadini la produzione di una prova della loro condotta incensurabile, riconosce come prova sufficiente, da parte dei cittadini degli altri Stati membri, la presentazione di un estratto del casellario giudiziario o di un documento analogo.  Qualora lo Stato membro esiga dal cittadino la produzione di un documento comprovante che nei suoi confronti non è stato dichiarato fallimento, è sufficiente la presentazione di un documento analogo da parte dei beneficiari della presente direttiva.  Tali documenti, rilasciati dalle autorità del paese di provenienza sono ritenuti validi purché di data non anteriore a tre mesi.  2. Quando il rilascio di un'autorizzazione è subordinato alla prova della capacità tecnica, lo Stato membro ospitante considera gli attestati relativi a lavori effettuati nel paese di provenienza come equivalenti a quelli rilasciati nel paese ospitante stesso.  Ciò vale anche per i certificati relativi alla capacità finanziaria, rilasciati dalle banche del paese di provenienza, quando tale capacità deve essere dimostrata nel nuovo paese.    Articolo 7 1. Ciascuno Stato membro dispensa dall'obbligo di ottenere il permesso di lavoro i lavoratori salariati che abbiano la residenza abituale in un altro Stato membro e che eseguano temporaneamente nel territorio del primo Stato prestazioni di servizi nel quadro delle attività professionali di cui all'articolo 2 accompagnando il loro datore di lavoro, beneficiario della presente direttiva, ovvero effettuando la prestazione per suo conto.  Ciascuno Stato membro abolisce inoltre, nei loro riguardi, e ai fini dell'esecuzione delle prestazioni dei servizi, le restrizioni che sono abolite con la presente direttiva, a favore del loro datore di lavoro.  2. Ai fini dell'applicazione del comma 1, l'attività del personale è temporanea quando non superi i tre mesi consecutivi od un totale di 120 giorni nel corso dei 12 mesi.  3. La presente direttiva lascia impregiudicate:    a) le disposizioni del Trattato che istituisce la Comunità Europea per il Carbone e per l'Acciaio riguardanti i lavoratori altamente specializzati nel settore del carbone e dell'acciaio;       b) le disposizioni del Trattato istitutivo della Comunità Europea dell'Energia Atomica relative all'accesso ad attività specializzate nel settore nucleare e le disposizioni di applicazione di tale Trattato.         4. Il paragrafo 1 si applica tuttavia alle categorie di lavoratori di cui al capoverso 3, qualora la loro  posizione giuridica non sia stata regolata nei citati trattati o disposizioni.    Articolo 8 Gli Stati membri adottano entro il 1º gennaio 1964 i provvedimenti necessari per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva e ne informano la Commissione nel termine di un mese.    Articolo 9 La presente direttiva è destinata a tutti gli Stati membri.       B. PARERE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE  Nella 31a sessione tenuta a Bruxelles il 24/25 settembre 1963 il Comitato economico e sociale ha formulato il seguente parere:       PARERE DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE  in merito alla «Proposta di direttiva del Consiglio relativa alle modalità di attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività professionali non salariate nel ramo delle industrie estrattive (Classi 11 - 19 C.I.T.I.)»    IL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE,  Vista la richiesta di parere trasmessa dal Consiglio dei Ministri al Comitato economico e sociale in data 10 maggio 1963, riguardante la «Proposta di una direttiva del Consiglio relativa alle modalità di attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività professionali non salariate nel ramo delle industrie estrattive (Classi 11-19 C.I.T.I.)»,  Visti gli articoli 54, § 2 e 63, § 2 del Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea,  Visto il proprio parere in merito al «Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento» (Doc. CES 20/61 in data 2 febbraio 1961),  Visto il proprio parere in merito al «Programma generale per la soppressione delle restrizioni alla libera prestazione dei servizi» (Doc. CES 19/61 in data 2 febbraio 1961),  Visto l'articolo 23 del proprio Regolamento interno,  Visto il rapporto presentato dal relatore, signor Gingembre, alla Sezione specializzata per le attività non salariate e i servizi e visto quanto deliberato da tale stessa sezione nella riunione del 26 giugno 1963,  Visto quanto deliberato dalla propria Assemblea plenaria nel corso della 31a sessione (seduta del 25 settembre 1963),  Considerando che la soppressione delle restrizioni alla libera prestazione di servizi e alla libertà di stabilimento nel ramo delle industrie estrattive riveste, dato il ruolo importante che queste ultime esplicano negli scambi di merci fra gli Stati, un'importanza fondamentale per l'attuazione degli obiettivi del Trattato che istituisce la C.E.E.,  Considerando che la sempre crescente specializzazione rilevabile nei diversi settori dell'economia, frutto del libero scambio dei fattori della produzione, fa prevedere un incremento negli scambi di prestazioni di servizi,  Considerando che la liberalizzazione delle attività considerate dalla direttiva rientra inequivocabilmente nell'ambito delle disposizioni del Trattato che istituisce la C.E.E., poichè il Trattato che istituisce la C.E.C.A. non contiene alcuna disposizione relativa alla liberalizzazione del diritto di stabilimento e alla libera prestazione di servizi,   Considerando che la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi deve potersi attuare, in tale settore, senza la necessità di ricorrere, in una fase precedente, a misure transitorie, poichè gli effetti della direttiva in esame saranno integrati da altri provvedimenti che comporteranno delle facilitazioni, ad esempio in materia di ingresso e di soggiorno, di coordinamento delle garanzie richieste alle società, come pure in materia di libera circolazione dei lavoratori all'interno della Comunità,  FORMULA IL PARERE SEGUENTE:     La «Proposta di direttiva del Consiglio relativa alle modalità di attuazione della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi per le attività professionali non salariate nel ramo delle industrie estrattive (classi 11-19 C.I.T.I.)» è approvata, fatte salve le osservazioni, i suggerimenti e le proposte di modifica che seguono:    1. Il Comitato ritiene che la totale liberalizzazione della circolazione non possa essere attuata mediante la sola soppressione delle discriminazioni nei confronti degli stranieri. Disposizioni di ammissione diverse tra loro potrebbero anch'esse costituire «de facto» un ostacolo alla libera circolazione e provocare perciò distorsioni nel campo della concorrenza.  Esso riconosce pertanto il valore degli sforzi della Commissione tendenti a coordinare le disposizioni di ammissione valevoli per le attività previste dalla direttiva.       2. Per quanto riguarda i «considerandi» e gli articoli precedentemente citati, il Comitato propone quanto segue:   Secondo Considerando  «In linea di principio il Comitato approva che per la classificazione delle attività da liberalizzare si adotti la «lista di attività professionali riguardanti le industrie estrattive» che figura nella nomenclatura N.I.C.E. Esso formula tuttavia una riserva quanto alle eventuali modifiche della nomenclatura N.I.C.E., che non può essere ancora considerata completa».  Articolo 2, paragrafo 2  Il Comitato propone di apportare le seguenti modifiche al testo dell'articolo 2, paragrafo 2:  seconda frase  sostituire all'inizio di questa frase le parole «pozzi di petrolio» con «pozzi petroliferi e di gas naturale»  sostituire nei documenti in tedesco la parola «Erdölförderung» con «Rohölgewinnung»  leggere, alla fine di questa seconda frase, «... eseguite da una impresa individuale o sociale la cui attività principale...»  ultima frase  aggiungere il brano di frase seguente : «fatta salva la disposizione di cui all'articolo 3»   Allegato all'articolo 2, § 1, 2º comma  Nei documenti in tedesco, per il gruppo ex 130 conviene leggere : «Rohöl- und Erdgasgewinnung (unter Ausschluß des Schürfens und Bohrens)».  Articolo 3  Il Comitato propone di aggiungere all'articolo 3 un secondo comma del seguente tenore:  «La presente direttiva si applica, però, alle imprese assuntrici di lavori di ricerca e coltivazione (contractors) ad esse affidate dai titolari dei relativi permessi o concessioni».  Articolo 6, § 1  Il Comitato propone di sostituire, nei capoversi 1 e 2, le parole «documento analogo» con : «documento equivalente». Si dovrebbe apportare un'analoga modifica ai testi in lingua francese e olandese, sostituendo le espressioni «document analogue» e «dergelijk document» rispettivamente con «document équivalent» e «gelijkwaardig document».   Articolo 6, § 2  Il Comitato propone di leggere alla 3a riga del 1º capoverso del paragrafo 2 : «... le attestazioni rilasciate, in relazione a lavori effettuati, dalle autorità del paese di provenienza...».   Articolo 8  Il Comitato ritiene che non sarà possibile rispettare il termine del 1º gennaio previsto da tale articolo.   Pertanto esso propone di redigere l'articolo stesso nel modo seguente:  «Gli Stati membri adottano al piú tardi sei mesi dopo la notifica della presente direttiva i provvedimenti necessari per conformarsi alle disposizioni in essa contenute e ne informano la Commissione nel termine di un mese».    Cosí deliberato a Bruxelles, il 26 settembre 1963.  Il Presidente  del Comitato economico e sociale  Émile ROCHE