CELEX: 51999PC0712
Language: it
Date: 1999-12-14
Title: Proposta di decisione del Consiglio recante orientamenti per gli Stati membri in materia di occupazione per il 2000

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51999PC0712

Proposta di decisione del Consiglio recante orientamenti per gli Stati membri in materia di occupazione per il 2000  /* COM/99/0712 def. - CNS 99/0277 */  

Gazzetta ufficiale n. C 150 E del 30/05/2000 pag. 0053 - 0058

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante orientamenti per gli Stati membri in materia di occupazione per il 2000(presentata dalla Commissione)RELAZIONEL'8 settembre 1999 la Commissione ha adottato la proposta di orientamenti per le politiche dell'occupazione degli Stati membri nel 2000. Conformemente al nuovo articolo 128, paragrafo 2 del trattato CE, il Consiglio ha consultato il Parlamento europeo, il Comitato economico e sociale, il Comitato delle regioni e il comitato per l'occupazione e il mercato del lavoro, ciascuno dei quali ha elaborato un parere sulla proposta; nel caso del comitato per l'occupazione e il mercato del lavoro si tratta di un parere comune, elaborato con il comitato di politica economica.A seguito dell'accordo raggiunto dal Consiglio congiunto "Occupazione e affari sociali"/ECOFIN lo scorso 29 novembre 1999, la proposta relativa agli orientamenti per l'occupazione 2000 è stata approvata dal Consiglio europeo di Helsinki del 10 e 11 dicembre 1999.Il testo convenuto riflette la proposta della Commissione ed integra il parere comune del comitato per l'occupazione e il mercato del lavoro e del comitato di politica economica. Tiene inoltre conto di alcuni emendamenti proposti dal Parlamento europeo.La presente proposta di decisione del Consiglio reca in allegato gli orientamenti per l'occupazione approvati dal Consiglio europeo e definisce le principali tappe del processo di attuazione di tali orientamenti nel corso del 2000.Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOrecante orientamenti per gli Stati membri in materia di occupazione per il 2000IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 128, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione [1],[1]   GU C ...visto il parere del Parlamento europeo [2],[2]   GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale [3],[3]   GU C ...visto il parere del Comitato delle regioni [4],[4]   GU C ...visto il parere comune del comitato per l'occupazione e il mercato del lavoro e del comitato di politica economica,in conformità delle conclusioni del Consiglio europeo di Helsinki del 10 e 11 dicembre 1999,IN CONSIDERAZIONE DI QUANTO SEGUE:(1) Il processo di Lussemburgo, basato sull'attuazione di una strategia coordinata europea per l'occupazione, è stato avviato dal Consiglio straordinario europeo per l'occupazione del 20 e 21 novembre 1997. La risoluzione del Consiglio del 15 dicembre 1997 sugli orientamenti in materia di occupazione per il 1998 [5], fortemente sostenuta in occasione di detta riunione del Consiglio, ha avviato un processo caratterizzato da elevata visibilità, forte impegno politico e ampia accettazione da parte di tutte le parti sociali interessate.[5]   GU C 30 del 28.1.1998, pag. 1.(2) La risoluzione del Consiglio del 22 febbraio 1999 sugli orientamenti in materia di occupazione per il 1999 [6] ha consolidato il processo di Lussemburgo, consentendo di realizzare un importante progresso nell'applicazione degli orientamenti.[6]   GU C 69 del 12.3.1999, pag. 2.(3) Deve essere considerato il contributo fornito dalle parti sociali, nell'ambito del comitato permanente dell'occupazione, del dialogo sociale e dei contatti istituiti con la troika dei capi di Stato o di governo e la Commissione.(4)  Il Consiglio ha adottato il 29 novembre 1999 delle raccomandazioni riguardanti l'attuazione delle politiche in materia di occupazione degli Stati membri. (5) La relazione elaborata congiuntamente dal Consiglio e dalla Commissione sull'occupazione del 1999 descrive la situazione del lavoro nella Comunità ed esamina i provvedimenti adottati dagli Stati membri per adeguare le loro politiche occupazionali agli orientamenti per il 1999.(6) Il Consiglio europeo di Colonia, del 3 e 4 giugno 1999, ha preso l'iniziativa di istituire un patto europeo per l'occupazione, comprendente un approccio globale alla politica dell'occupazione attraverso il coordinamento delle politiche macroeconomiche, strutturali ed occupazionali.(7) La proposta della Commissione, relativa agli orientamenti per gli Stati membri in materia di occupazione per il 2000 [7], riconosce la necessità di consolidare il quadro della politica occupazionale e introduce un limitato numero di modifiche per precisare ulteriormente la sfera d'azione e le finalità degli orientamenti.[7]   COM(1999) 441 def.(8) L'esigenza di interventi preventivi ed attivi dovrebbe portare ad un efficace inserimento dei beneficiari nel mondo del lavoro, senza limitarsi a fornire una soluzione temporanea di occupazione sovvenzionata.(9) Sussiste la necessità di sviluppare le competenze nel campo delle tecnologie dell'informazione e di dotare gli istituti scolastici di attrezzature informatiche con accesso ad Internet.(10) Nella fase di attuazione degli orientamenti occorre riconoscere pienamente il ruolo delle parti sociali, nonché degli enti regionali e locali e di altri interlocutori attivi a livello regionale e locale.(11) I servizi pubblici per l'occupazione devono svolgere un importante ruolo di prevenzione e promozione, nonché individuare le opportunità di lavoro locali e favorire un migliore funzionamento del mercato del lavoro locale.(12) L'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione può variare in funzione della loro natura, dei destinatari e della situazione presente negli Stati membri.(13) Nell'attuare gli orientamenti per l'occupazione, gli Stati membri sono tenuti a tener conto delle situazioni regionali, conformemente al principio di sussidiarietà, pur rispettando pienamente il conseguimento degli obiettivi nazionali e la parità di trattamento dei cittadini.(14) La Sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme [8], modificata da ultimo dalla direttiva 1999/85/CE [9], prevede la possibilità, in via sperimentale, di ridurre l'aliquota IVA applicata ai servizi ad alta intensità di manodopera. Si deve dar seguito a tali disposizioni, al fine di esaminare, in particolare l'impatto delle iniziative nazionali sulla creazione di posti di lavoro.[8]   GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.[9]   GU L 277 del 28.10.1999, pag. 34.(15) Nella fase di attuazione degli orientamenti in materia di occupazione è necessario tener conto del problema del lavoro sommerso.(16) Occorre sviluppare ulteriormente gli indicatori, specificando gli obiettivi nazionali e tenendo conto delle esperienze positive condotte negli Stati membri, nonché perfezionando gli indicatori quantitativi e qualitativi e i sistemi di raccolta dei dati per le valutazioni d'impatto.(17) Nel corso dell'anno 2000 è necessario prevedere una revisione intermedia degli orientamenti in materia di occupazione, al fine di precisarli e consolidarli ulteriormente nell'ambito dei quattro pilastri esistenti.(18) Relazioni nazionali mirate, corredate di indicatori, sono indispensabili per consentire agli altri Stati membri e alla Commissione di svolgere una revisione efficace e valutare i progressi compiuti da ciascun paese nell'attuazione degli orientamenti.(19) Nel nuovo periodo di programmazione occorre evidenziare il contributo prestato dal Fondo sociale europeo alla strategia europea per l'occupazione.(20) Il Consiglio europeo di Amsterdam del 16 e 17 giugno 1997 si è dichiarato favorevole allo sviluppo sostenibile e all'inserimento delle tematiche ambientali in altre politiche comunitarie. Gli Stati membri sono pertanto invitati a provvedere a tale inserimento nelle rispettive strategie nazionali per l'occupazione, promuovendo la creazione di posti di lavoro in campo ambientale,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Orientamenti in materia di occupazione per il 2000Sono adottati gli orientamenti in materia di occupazione di cui all'allegato.Articolo 2 Relazioni sui piani d'azione nazionaliNel 2000 ciascuno Stato membro presenta entro il 1° maggio al Consiglio e alla Commissione una relazione che riassuma i principali provvedimenti adottati per attuare i piani d'azione nazionali per il 1999, con i più importanti risultati conseguiti, e che descriva le modifiche apportate al piano d'azione nazionale per tener conto dei cambiamenti introdotti dagli orientamenti per il 2000. Tale relazione illustra anche il modo in cui sono state osservate le raccomandazioni del Consiglio sull'attuazione delle politiche nazionali.Articolo 3 IndicatoriLa Commissione e gli Stati membri sono invitati a proseguire ed accelerare il lavoro svolto sugli indicatori e i sistemi di raccolta dati, al fine di ampliare e precisare ulteriormente gli obiettivi comunitari e nazionali. Si deve inoltre tener conto delle esperienze positive condotte negli Stati membri. Articolo 4 Relazione congiunta sull'occupazioneIl Consiglio rileva che, sulla base della valutazione delle relazioni nazionali, la Commissione presenterà, nella seconda metà di settembre 2000, una proposta di relazione congiunta sull'occupazione, eventuali raccomandazioni per una raccomandazione del Consiglio agli Stati membri sull'attuazione delle loro politiche del lavoro e un progetto di orientamenti per l'occupazione per l'anno 2001. Sulla base delle relazioni nazionali e delle osservazioni del comitato per l'occupazione, il Consiglio, esaminerà l'attuazione delle politiche del lavoro nazionali alla luce dei presenti orientamenti. Visti i risultati di tale esame, il Consiglio e la Commissione, sulla base della proposta della Commissione di cui al primo comma, elaboreranno una relazione annuale congiunta per il Consiglio europeo del dicembre 2000, al fine di consentirgli di valutare la situazione dell'occupazione nella Comunità e adottare conclusioni al riguardo.Articolo 5 Orientamenti in materia di occupazione per il 2001Gli orientamenti in materia di occupazione per il 2001 sono adottati sulla base della relazione sull'occupazione elaborata congiuntamente dal Consiglio e dalla Commissione, nonché delle conclusioni del Consiglio europeo.Articolo 6Patto per l'occupazioneNell'ambito del patto europeo per l'occupazione il Consiglio provvederà a garantire la coerenza reciproca e la sinergia degli orientamenti per l'occupazione e gli indirizzi di massima per le politiche economiche. Articolo 7Parti sociali ed enti localiIl Consiglio invita le parti sociali ad ogni livello, nonché gli enti regionali e locali a partecipare a tutte le fasi di questa operazione, nonché a contribuire, nelle rispettive sfere di competenza, all'attuazione dei presenti orientamenti, al fine di promuovere un elevato livello di occupazione. Tale contributo verrà sottoposto regolarmente a valutazione.Articolo 8 DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio Il PresidenteALLEGATO ORIENTAMENTI PER L'OCCUPAZIONE 2000I. MIGLIORARE LA CAPACITÀ D'INSERIMENTO PROFESSIONALELottare contro la disoccupazione giovanile e prevenire la disoccupazione di lunga durataPer modificare l'evoluzione della disoccupazione giovanile e di quella di lunga durata, gli Stati membri dovranno intensificare i loro sforzi per sviluppare strategie preventive e orientate allo sviluppo della capacità d'inserimento professionale, basandosi sull'identificazione precoce delle esigenze individuali; entro un termine che sarà fissato da ciascuno Stato membro, ma che non potrà superare i tre anni, (tale termine potrà tuttavia essere superiore negli Stati membri con una disoccupazione particolarmente elevata) gli Stati membri faranno in modo: 1. di offrire un nuovo punto di partenza a tutti i giovani disoccupati prima dei sei mesi di disoccupazione, sotto forma di formazione, di riconversione, di esperienza professionale, di impiego o di qualunque altra misura atta a favorire l'inserimento professionale, al fine di garantirne l'effettiva integrazione nel mercato del lavoro;2. di offrire un nuovo punto di partenza anche ai disoccupati adulti prima che compiano i dodici mesi di disoccupazione, attraverso una delle misure sopra indicate o, più in generale, attraverso un accompagnamento individuale di orientamento professionale, al fine di garantire la loro effettiva integrazione nel mercato del lavoro.Queste misure preventive e di inserimento dovrebbero essere combinate con misure di reinserimento dei disoccupati di lunga durata. In tale contesto, gli Stati membri dovrebbero perseguire la modernizzazione dei servizi pubblici di collocamento, in modo da attuare la strategia di prevenzione e di attivazione nella maniera più efficace. Passare da misure passive a misure attiveI sistemi di indennizzazione, di imposizione e di formazione devono, ove necessario, essere rivisti e adeguati al fine di promuovere attivamente la capacità d'inserimento professionale. Tali sistemi devono inoltre interagire al fine di accrescere gli incentivi a rientrare nel mercato del lavoro. A tal fine ciascuno Stato membro:3. si sforzerà di aumentare sensibilmente il numero di persone che beneficiano di misure attive in grado di facilitare il loro inserimento professionale, nella prospettiva di un'effettiva integrazione nel mercato del lavoro. Per aumentare la percentuale di disoccupati cui sarà proposta una formazione o qualsiasi altra misura analoga, lo Stato membro fisserà in particolare un obiettivo, in funzione della sua situazione di partenza, per il progressivo ravvicinamento alla media dei tre Stati membri più efficaci in questo ambito, e di almeno il 20%;4. riesaminerà ed eventualmente riorienterà i suoi sistemi di indennizzazione e di imposizione · in modo tale da incitare i disoccupati o gli inattivi a cercare e cogliere le possibilità di lavoro o a rafforzare la loro capacità d'inserimento professionale, e i datori di lavoro a creare nuovi posti di lavoro;· è inoltre importante sviluppare una politica volta a prolungare la vita attiva, comprendente misure adeguate che consentano, ad esempio, di mantenere la capacità di lavoro, l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e altre formule flessibili di lavoro, affinché i lavoratori più anziani possano continuare a partecipare attivamente alla vita professionale.Incoraggiare una strategia di partnershipLe azioni dei soli Stati membri non saranno sufficienti per raggiungere i risultati sperati in materia di inserimento professionale. Di conseguenza:5. le parti sociali sono urgentemente invitate, ai loro diversi livelli di responsabilità e di azione, a concludere al più presto accordi allo scopo di aumentare le opportunità in materia di formazione, di esperienza professionale, di tirocinio o di altre misure atte a promuovere l'occupabilità;6. per contribuire allo sviluppo di una manodopera qualificata e adattabile, gli Stati membri, unitamente alle parti sociali, cercheranno di sviluppare le opportunità di formazione continua, in particolare nei settori delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, aumentando gradualmente il numero di persone che beneficiano, ogni anno, di tali misure. L'accento sarà posto in particolare sulla facilità di accesso dei lavoratori più anziani.Facilitare il passaggio dalla scuola al lavoroLe prospettive di occupazione sono mediocri per i giovani che lasciano il sistema scolastico senza avere acquisito le attitudini necessarie per accedere al mercato del lavoro. Di conseguenza, gli Stati membri:7. miglioreranno la qualità del loro sistema scolastico, in modo tale da ridurre sostanzialmente il numero di giovani che lo abbandonano prematuramente. I giovani con difficoltà di apprendimento dovrebbero essere oggetto di particolare attenzione;8. vigileranno affinché i giovani siano in possesso di una maggiore capacità di adattamento ai cambiamenti tecnologici ed economici e di qualifiche corrispondenti alle esigenze del mercato del lavoro. Gli Stati membri si concentreranno in particolare sullo sviluppo e la modernizzazione dei loro sistemi di tirocinio di apprendistato, ove opportuno in cooperazione con le parti sociali, elaborando schemi di formazione adeguati che consentano agli allievi e agli insegnanti di acquisire conoscenze e competenze informatiche, attrezzando inoltre le scuole con materiale informatico e agevolando l'accesso degli allievi a Internet entro la fine del 2002.Promuovere un mercato del lavoro aperto a tuttiNumerosi gruppi e individui hanno particolari difficoltà ad acquisire le competenze necessarie per accedere e rimanere nel mercato del lavoro. È quindi necessario mettere a punto un insieme coerente di politiche che favoriscano l'integrazione di questi gruppi e di questi individui nel mondo del lavoro e consentano di lottare contro la discriminazione. Ciascuno Stato membro:9. dedicherà particolare attenzione alle esigenze dei disabili, delle minoranze etniche e di altri gruppi e individui suscettibili di essere sfavoriti ed elaborerà politiche preventive e attive adeguate al fine di favorire la loro integrazione nel mercato del lavoro.II. SVILUPPARE LO SPIRITO IMPRENDITORIALEFacilitare l'avvio e la gestione delle imprese La creazione di nuove imprese e la crescita delle piccole e medie imprese (PMI) sono indispensabili per la creazione di posti di lavoro e per lo sviluppo delle possibilità di formazione dei giovani. Questo processo deve essere favorito dagli Stati membri procedendo a una sensibilizzazione allo spirito imprenditoriale, nell'ambito della società e nei programmi d'insegnamento, mettendo a punto una regolamentazione chiara, stabile e affidabile e migliorando le condizioni che consentono di sviluppare i mercati del capitale di rischio. Gli Stati membri dovranno inoltre alleggerire e semplificare gli oneri amministrativi e fiscali che pesano sulle PMI. Questo tipo di politica aiuterà anche gli Stati membri ad affrontare il problema del lavoro non dichiarato. A tal fine gli Stati membri:10. dedicheranno particolare attenzione alla riduzione sensibile delle spese generali e degli oneri amministrativi delle imprese e più in particolare delle PMI, in particolare al momento della creazione di un'impresa e dell'assunzione di personale aggiuntivo;11. incoraggeranno lo sviluppo dell'attività indipendente esaminando - al fine di ridurli - gli ostacoli che possono presentarsi, soprattutto nei regimi fiscali e di sicurezza sociale, al passaggio all'attività indipendente e alla creazione di piccole imprese, favorendo la formazione all'imprenditorialità e i servizi di sostegno che si rivolgono specificamente agli imprenditori e ai futuri imprenditori.Sfruttare le nuove possibilità di creazione di posti di lavoroSe l'Unione europea vuole riuscire a raccogliere la sfida dell'occupazione, tutte le potenziali fonti di occupazione e le nuove tecnologie e innovazioni devono essere effettivamente sfruttate. A tal fine gli Stati membri:12. favoriranno le misure che consentono di sfruttare completamente le possibilità offerte dalla creazione di posti di lavoro a livello locale e nell'economia sociale, in particolare nelle nuove attività collegate ai bisogni non ancora soddisfatti dal mercato, esaminando - con l'obiettivo di ridurli - gli ostacoli che potrebbero frenarli. A questo proposito, è necessario riconoscere meglio e sostenere il ruolo e la responsabilità delle autorità locali e regionali, degli altri partner a livello regionale e locale, nonché delle parti sociali. È inoltre opportuno trarre pienamente vantaggio dal ruolo dei servizi pubblici dell'occupazione nell'identificazione delle possibilità di lavoro locali e nel miglioramento del funzionamento dei mercati locali del lavoro;13. creeranno un contesto favorevole al pieno sfruttamento del potenziale d'occupazione del settore dei servizi e dei servizi collegati all'industria, ad esempio sfruttando il potenziale d'occupazione della società dell'informazione e del settore ambientale, al fine di creare posti di lavoro migliorandone la qualità. Rendere il sistema fiscale più favorevole all'occupazionee rovesciare la tendenza a lungo termine all'appesantimento della fiscalità e dei prelievi obbligatori sul lavoro (passati dal 35% nel 1980 a più del 42% nel 1995). Ciascuno Stato membro:14. si fisserà eventualmente, e tenendo conto del suo attuale livello, un obiettivo di riduzione progressiva dell'onere fiscale totale e, ove ciò risulti opportuno, un obiettivo di progressiva riduzione della pressione fiscale sul lavoro e dei costi non salariali del lavoro - in particolare per quanto riguarda il lavoro poco qualificato e scarsamente retribuito - senza mettere in causa il risanamento delle finanze pubbliche e l'equilibrio finanziario dei sistemi di sicurezza sociale. Esaminerà inoltre, eventualmente, l'opportunità di introdurre un'imposta sull'energia o sulle emissioni inquinanti, o qualunque altra misura fiscale.III. INCORAGGIARE LA CAPACITÀ DI ADATTAMENTO DELLE IMPRESE E DEI LORO LAVORATORIModernizzare l'organizzazione del lavoroAl fine di promuovere la modernizzazione dell'organizzazione del lavoro e delle forme di lavoro, dovrà essere stabilita una solida partnership a tutti i livelli adeguati (europeo, nazionale, settoriale, locale e delle singole imprese):15. le parti sociali sono invitate a negoziare e attuare, a tutti i livelli appropriati, accordi tendenti a modernizzare l'organizzazione del lavoro, comprese formule flessibili di lavoro, al fine di rendere le imprese produttive e competitive e di raggiungere l'equilibrio necessario tra flessibilità e sicurezza. I temi da abbordare possono, ad esempio, comprendere la formazione e la riconversione, l'introduzione delle nuove tecnologie, le nuove forme di lavoro e le questioni collegate all'orario di lavoro, come l'annualizzazione dell'orario di lavoro, la riduzione dell'orario di lavoro, la riduzione delle ore straordinarie e lo sviluppo del lavoro a tempo parziale, nonché l'accesso alla  formazione e alle interruzioni di carriera.16. Ciascuno Stato membro esaminerà, dal canto suo, l'opportunità di introdurre nella sua legislazione tipi di contratti più flessibili per tener conto del fatto che l'occupazione riveste forme sempre più diversificate. Le persone che lavorano nell'ambito di contratti di questo tipo dovranno, nello stesso tempo, beneficiare di sicurezza sufficiente e di un migliore status professionale, compatibile con le necessità delle imprese.Sostenere la capacità di adattamento delle impreseAl fine di sviluppare i livelli di qualifica nell'ambito delle imprese, gli Stati membri:17. riesamineranno e, se necessario, rimuoveranno gli ostacoli, in particolare fiscali, che possono opporsi all'investimento nelle risorse umane ed eventualmente prevederanno incentivi, fiscali o di altro tipo, per sviluppare la formazione nell'ambito dell'impresa; esamineranno inoltre nuove normative e adegueranno il contesto normativo esistente per garantire che essi contribuiscano alla riduzione degli ostacoli all'occupazione e all'aumento della capacità del mercato del lavoro di adattarsi ai mutamenti strutturali dell'economia.IV. RAFFORZARE LE POLITICHE DI UGUAGLIANZA DELLE OPPORTUNITÀ PER LE DONNE E GLI UOMINIStrategia volta ad integrare nelle varie politiche l'aspetto dell'eguaglianza delle opportunità tra le donne e gli uominiLe donne continuano a scontrarsi con problemi specifici per quanto riguarda l'accesso al mercato del lavoro, le loro prospettive di carriera, i loro redditi e la conciliazione della vita familiare con quella professionale. È quindi particolarmente importante:- garantire alle donne i vantaggi delle politiche attive del mercato del lavoro in modo proporzionale al loro tasso di disoccupazione;- gli effetti dissuasivi dei sistemi di imposizione e di indennizzazione, a qualunque livello, per i loro effetti negativi sull'offerta di manodopera femminile;- dedicare particolare attenzione agli ostacoli contro i quali si scontrano le donne che intendono creare nuove imprese o esercitare un'attività indipendente;- fare in modo che le donne possano beneficiare, su base volontaria, di formule flessibili di organizzazione del lavoro. In tale ottica, gli Stati membri:18. adotteranno una strategia volta a integrare l'eguaglianza delle opportunità tra gli uomini e le donne nell'attuazione degli orientamenti in tutti i loro quattro pilastri.  Al fine di poter utilmente valutare i progressi realizzati a tale riguardo, gli Stati membri dovranno prevedere sistemi e procedure adeguati per la raccolta dei dati.Lottare contro la discriminazione basata sul sessoGli Stati membri e le parti sociali dovrebbero tradurre la loro volontà di promuovere l'eguaglianza delle opportunità aumentando il tasso d'occupazione femminile. Dovrebbero inoltre considerare con attenzione lo squilibrio nella rappresentazione femminile o maschile in alcuni settori di attività e in alcune professioni, nonché il miglioramento delle prospettive di carriera delle donne. Gli Stati membri:19. si sforzeranno di ridurre lo scarto tra il tasso di disoccupazione femminile e quello maschile, sostenendo attivamente un aumento dell'occupazione femminile; adotteranno inoltre misure per ottenere una rappresentanza equilibrata delle donne e degli uomini in tutti i settori di attività e in tutte le professioni. Adotteranno quindi misure positive per promuovere l'eguaglianza di retribuzione per lo stesso lavoro o per mansioni equivalenti, e per ridurre le differenze di reddito tra donne e uomini. Al fine di ridurre le ineguaglianze tra gli uomini e le donne, gli Stati membri faranno inoltre maggiormente ricorso a misure volte a migliorare la condizione femminile.Conciliare la vita professionale e familiareLe politiche in materia di interruzione di carriera, di congedo parentale, di lavoro a tempo parziale e di formule flessibili di lavoro che vanno nell'interesse dei datori di lavoro e dei lavoratori rivestono particolare importanza per le donne e per gli uomini. L'attuazione delle varie direttive e degli accordi delle parti sociali in materia dovrebbe essere accelerata ed essere oggetto di controllo regolare. È importante disporre di sufficienti servizi di qualità in materia di custodia dei figli e delle altre persone a carico, al fine di favorire l'ingresso e la permanenza delle donne e degli uomini sul mercato del lavoro. È essenziale a questo riguardo un'equa ripartizione delle responsabilità familiari. Al fine di rafforzare l'eguaglianza delle opportunità, gli Stati membri e le parti sociali:20. elaboreranno, applicheranno e incoraggeranno politiche favorevoli alla famiglia, compresa la creazione di servizi di assistenza e di custodia accessibili e di buona qualità per i figli e per le altre persone a carico, nonché regimi di congedo parentale e di altro tipo.Facilitare la reintegrazione nella vita attivaLe persone che ritornano sul mercato del lavoro dopo un'assenza possono trovarsi in una situazione in cui le loro qualifiche sono superate o in cui incontrano difficoltà di accesso alla formazione. Gli Stati membri:21. dedicheranno particolare attenzione ai casi delle donne e degli uomini che intendono reintegrarsi nella vita attiva retribuita dopo un'assenza e, a tal fine, esamineranno i mezzi in grado di eliminare progressivamente gli ostacoli che frenano tale reintegrazione.