CELEX: 62009TN0233
Language: it
Date: 2009-06-12 00:00:00
Title: Causa T-233/09: Ricorso proposto il 12 giugno 2009 — Access Info Europe/Consiglio

29.8.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 205/40
            
         Ricorso proposto il 12 giugno 2009 — Access Info Europe/Consiglio
   (Causa T-233/09)
   2009/C 205/75
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Access Info Europe (Madrid, Spagna) (rappresentanti: avv.ti O. Brouwer e J. Blockx, lawyers)
   
      Convenuto: Consiglio dell'Unione europea
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   
               —
            
            
               Annullare la decisione impugnata;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio al pagamento delle spese del ricorrente ai sensi dell’art. 87 del regolamento di procedura del Tribunale di primo grado, ivi comprese le spese di eventuali parti intervenienti.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La ricorrente chiede l’annullamento, ai sensi del regolamento (CE) n. 1049/2001 (1), della decisione del Consiglio di negare il pieno accesso al documento 16338/08, una nota del Segretariato Generale al Gruppo di lavoro sull’informazione in merito alla proposta di un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione. Il Consiglio avrebbe consentito alla ricorrente unicamente l’accesso ad una versione riadattata di tale documento, che non comprende quelle parti che consentono di identificare le delegazioni che propongono emendamenti.
   La ricorrente chiede che la decisione impugnata sia annullata per i seguenti motivi:
   In primo luogo la ricorrente fa valere che il Consiglio ha violato l’art. 4, n. 3, primo comma, del regolamento (CE) n. 1049/2001 in quanto
   
               (a)
            
            
               non ha indicato in quale modo la rivelazione dei nomi delle delegazioni potrebbe pregiudicherebbe seriamente il processo decisionale dell’istituzione;
            
         
               (b)
            
            
               non ha dimostrato il rischio che le delegazioni non presenterebbero più opinioni scritte né perché ciò pregiudicherebbe seriamente il processo decisionale dell’istituzione; e in quanto
            
         
               (c)
            
            
               non ha tenuto in considerazione il prevalente interesse pubblico alla rivelazione dell’identità delle delegazioni nazionali.
               In secondo luogo la ricorrente afferma che il Consiglio è venuto meno all’obbligo di motivazione prescritto dall’art. 253 CE e dagli artt. 7, n. 1, e 8, n. 1, del regolamento (CE) n. 1049/2001.
            
         
      (1)  Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 30 maggio 2001, n. 1049, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145, pag. 43).