CELEX: 51975PC0419
Language: it
Date: 1975-07-25
Title: Proposta modificata dì DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti le confetture, gelatine e marmellate di frutta e la crema di marroni (Presentata dalla Commissione al Consiglio in virtù dell'articolo 149, secondo comma, del Trattato CEE)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (75) 419
Vol. 1975/0161
 ---pagebreak--- Disclaimer
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concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
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p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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 ---pagebreak---                                                                             y
.COMMISSIONS' DELLE,COMnNITA EÏIROPEE '
                                                 COM(75)419 def.
                                                 Bruxelles , 25 luglio 1975
                              Proposta modificata dì
                             DIRETTIVA   DEL CONSIGLIO
                "relativa al ravvicinamento delle legislazioni
              degli Stati membri concernenti le confetture , gelatine
                    e marmellate di frutta e la crema di marroni
                       (Presentata dalla Commissione al Consiglio
                        in virtù dell' articolo 149 » secondo comma,
                        del Trattato CEE )
  COM(75 ) 419 def.
 ---pagebreak---                                          Relazione
1 . Il settore delle confetture , gelatine e marmellate di frutta è oggetto in
     quasi tutti gli Stati mentri di norme di composizione e di etichettatura
     molto rigorose. Tali norme , che differiscono da un paese all' altro , osta­
     colano la libera circolazione dei prodotti , soprattutto per quanto riguarda
     - i tenori minimi di ingredienti di base (frutta e zuccheri )}
     - le denominazioni riferentisi a tali tenori ?
     - la presenza e il tasso di un residuo di anidride solforosa proveniente '
        da un trattamento anteriore delle materie prime }-
     - l' impiego di determinati additivi , in particolare di sostanze coloranti
        e agenti conservativi .
                                                                        . ' \
     Antefatto
2 . Nel 1965 la Conunis sione ha presentato al Consiglio una proposta di diret­
     tiva ( l ) intesa ad un ravvicinamento dei punti suindicati .    ,
 .. 2.1 Le soluzioni prospettate per realizzare l' obiettivo della libera
          circolazione consistevano essenzialmente :
          - nell' introdurre una terminologia comune per evitare rischi di con­
            fusione !
          - nel classificare i vari prodotti in funzione di tale terminologia
            e della loro composizione }
          - nell 'attribuire a ciascun prodotto una denominazione precisa in modo
            da consentire ai consumatori di distinguere le varie qualità.
     ■? . Inoltre , nell' interesse della pubblica sanità, la proposta di direttiva
          era intesa a ridurre la presenza di additivi e dei loro residui nei
          prodotti finiti . .
( 1 ) - Doe . 'Vl/CCM(65)207 def .
       - Il parere del Parlamento europea è stato espresso il 16 marzo 1967 1
         quello del Comitato economico e sociale il 28 settembre 1966
 ---pagebreak---      2.2 Questa impostazione del problema aveva raccolto la generale approvazione
          dei sei Stati membri della Comunità originaria. Tuttavia, il persistente
          disaccordo delle delegazioni su una serie di problemi particolari non
          ha consentito al Consiglio di adottare la direttiva.
3 » Le ultime discussioni del Consiglio sulla proposta della Commissione si
     sono svolte all' inizio del 1971 » Da allora la situazione si è sviluppata
     su due giorni :    *                        '
     - a livello della Comunità , con l' adesione di tre nuovi Stati membri :
     - a livello internazionale , con le attività del Code:: Alimentarius (Pro­
       gramma misto FAO/CMS sulle norme alimentari ).                           .
     3.1 Nella sua relazione di coordinamento inviata al Consiglio in previsione
          della 11    sessione del Comitato del Codex sugli ortofrutticoli trattati
          ( l ), ]a Commissione aveva già constatato che la classificazione fino
          allora prevista nell' ambito del Codex non poteva soddisfare una suffi­
          ciente maggioranza di paesi , ma che d'altra parte l' accordo raggiunto
          nell 'ambito della Comunità a Sei era a sua volta ampiamente superato
          per il fatto che in alcuni nuovi Stati membri le abitudini di fabbri­
          cazione e di consumo sono sensibilmente diverse da quelle degli Stati
          membri origman .
          La relazione sosteneva quindi la necessità di riconsiderare il sistema
          di classificazione nel duplice intento di perfezionare le norme del
          Codex e di trasporre queste nuove disposizioni . nel quadro dell'alabo-
          razione della legislazione comunitaria.
     3.2 Prima di elaborare la relazione di coordinamento , la Commissione aveva
          sentito il parere degli ambienti professionali e dei consumatori riuniti
          a livello della Comunità, il che lo ha consentito di formulare nuove
          proposte ampiamente approvato dalle organizzazioni interessate .
          Dal canto loro , anche gli Stati membri si sono dichiarati favorevoli , ,
          in linea di principie , alle nuove proposte (2 ).
( 1 ) Doc. SEC(74)1957 def.
( 2 ) Doc . R/l 390/74 (AGRI ) 363 (CCMER 202 ), paragrafi 2 e 3
 ---pagebreak---     Infine , durante l' ultima sessione del Comitato del Codex sugli orto­
    frutticoli trattati tenutasi a Washington dal 3 al 7 giugno 1974 » si è
     delineato un orientamento identico .
3.3 La proposta modificata di direttiva è quindi intesa a trasporre gli
    accordi raggiunti nella legislazione comunitaria , la quale avrà lo
    scopo di :
    - realizzare la libera circolazione dei prodotti in oggetto all' interno
       della Comunità
    - consentire alla Comunità di dare un efficace contributo ali 'avanza­
        mento dei lavori avviati nell' ambito del Codex Alimentarivis .
Contenuto della proposta modificata
Aspetti generali
Ai fini di una migliore comprensione delle soluzioni proposte dalla Com­
missione , è opportuno tener presente che sul mercato della Comunità ampli­
ata esistono essenzialmente due tipi di prodotti :
4.1 In alcuni Stati membri i prodotti chiamati "confetture", "marmellate",
    o "gelatine" sono normalmente classificati in due categorie in funzione    v
    del loro tenore di frutta e il qualificativo " extra" è riservato alla
    qualità avente il maggiore tenore di frutta . Inoltre , i termini
    "confettura" e "marmellata" designano i prodotti ottenuti da tutta la
    parte commestibile del frutto , senza distinzione delle specie utilizzate ,
    mentre il termine "gelatina" designa il prodotto più o meno limpido
    ottenuto soltanto dal succo di frutta .
4.2 In altri Stati membri , e specialmente nel Regno Unito , la legislazione
    ha stabilito una netta distinzione fra ì prodotti fabbricati con agrumi
    e quelli ottenuti da frutta appartenenti a un 'altra specie botanica . Ai
    primi è riservato il termine "marmellata", mentri i secondi sono per le
    piti designati " jam" oppure " jelly".
    In questi paesi esiste soltanto un limite di base per il tenore di frutta
    dei prodotti finiti, mentre si ignora la classificai ione secondo un tasso
    di frutta più o meno elevato .
 ---pagebreak---     4.3 Si osservi peraltro che in Danimarca l' espressione "ìuarmellata" è
         utilizzata per designare l' insieme dei prodotti polposi , qualunque
         sia la specie di frutta utilizzata .
La presente proposta modificata di direttiva è intega a ravvicinare le varie
legislazioni in base ai criteri generalmente approvati dalla Commissione nei
vari settori della soppressione degli ostacoli tecnici agli scambi .
5.1 In generale , va ricordato che il principale obiettivo del ravvicinamento
    delle legislazioni è la libera oircolazione dei prodotti nei settori in
    cui essa risulta ostacolata dall' applicazione di disposizioni nazionali
    divergenti .
    E * quindi opportuno , di norma, rispettare tutte le produzioni nazionali
    esistenti , in quanto l' obiettivo perseguito è di ampliare la gamma dei
    prodotti che possono essere offerti ai consumatori e non %. cerne è soste­
    nuto da alcuni - di sopprimere prodotti legalmente commercializzati in
    uno 0 più Stati membri .
    5.1.1 La rigorosa applicazione di questo principio indurrebbe a emmerare
           in una direttiva comunitaria l' insieme dei prodotti attualmente
           fabbricati 0 oommercializzati in questo o quello Stato membro e
           ad ammettere così alla libera circolazione nella Comunità tutte
           le merci disponibili sul mercato comunitario .
           Ma una tale soluzione riòn sempre corrisponde alla realtà j alcuni
           prodotti infatti non formano oggetto di scambi intracomunìtari f
           mentre altri possono non essere accettati da: tutti gli Stati
           membri per motivi di salute pubblica o di sicurezza . Tutti questi
           prodotti continueranno ad essere soggetti alla legislazione
           nazionale dello Stato membro nel quale sono ammessi .
 ---pagebreak---                                       - 5 -
    5.1.2 E * quindi opportuno - soprattutto quando si tratta di prodotti indu­
           striali lo cui caratteristiche , a differenza di alcuni prodotti non
           trasformati , non sono "preesistenti" - determinare nell 'ambito di
          ciascun settore i prodotti per i quali è auspicabile e realizzabile la
          libera circolazione , delimitando in conseguenza il campo di applica­
          zione di una direttiva comunitaria .
          Ovviamente , le stesse considerazioni valgono anohe se , per un deter­
          minato prodotto preso in considerazione nella direttiva , taluni pro­
          blemi particolari ( ad es . i trattamenti da autorizzare ) non possono
          trovare soluzioni comuni oppure se tali soluzioni non sembrano
          indispensabili .
          Per questi motivi , è generalmente possibile impostare l' armonizza­
          zione su una base opzionale . Se ciò vale per i prodotti a formula
          complessa , per quelli a formula semplice è invece talora possibile
          l' armonizzazione totale , che esige l' allineamento completo delle leggi
          degli Stati membri per un determinato prodotto . In altri casi si
          potrà scegliere un' armonizzazione parziale , che esige l' allineamento
          totale delle leggi degli Stati membri per i prodotti oggetto della
          direttiva , ma consente di controllare i prodotti che non vi sono
          soggetti sulla base delle legislazioni nazionali . Nel caso di specie ,
          la Commissione ha scelto quest' ultima formula.
5.2 In sede di applicazione dei suddetti principi al diritto alimentare , nel
    quale rientra la presente proposta modificata di direttiva, si deve natural­
    mente tener conto degli aspetti particolari di questa disciplina .
    5.2.1 Fra tali aspetti occupano un posto importantissimo le norme di
          etichettatura , le qoali contribuiscono all' informazione e alla
          tutela dei consumatori .
          ITel quadro del ravvicinamento delle legislazioni , l' informazione
          e la tutela dei consumatori diventano esigenze imprescindibili ,
          in quanto la libera circolazione delle merci implica la comparsa
          sui vari mercati nazionali di prodotti ignoti o non sufficientemente
          conosciuti dal pubblico , sicché l'unica possibilità di evitare i
          rischi di errore è offerta da un' etichettatura chiara e distinta .
 ---pagebreak---                                       - 6 -
        5.2.2 D' altro canto , le norme del diritto alimentare concernenti detcr-
              minati prodotti o gruppi di prodotti sono basate sul cosiddetto
              principio delle " denominazioni riservate ", che è riconosciuto ed
              applicato dagli Stati membri e dalla Comunità .
              La sua portata pub essere così definita : quando una disposizione
              del diritto alimentare definisce un prodotto alimentare nelle suo
              principali caratteristiche , essa gli attribuisce al tempo stesso un~
              denominazione specifica (" denomir azione riservata") che pub essere
              utilizzata soltanto per designare tale prodotto , mentre qualsiasi
              altro prodotto deve recare una denominazione nettamente distinta .
              Questo principio funziona in nodo soddisfacente nei casi di un' ar­
              monizzazione a carattere totale o parziale , ma esige una modifica
              quando trattasi di armonizzazione opzionale . Sussiste in effetti
              la possibilità di un ricorso a procedure ancora più duttili impli­
              canti la semplice definizione di uno standard per il quale è
              assicurata la libera circolazione , senza alcuna denominazione
              riservata sul piano comunitario .
        5.2.3 Patto salvo il precedente paragrafo 5*2.2 , la determinazione dei
              prodotti che possono aspirare alla libera circolazione e la scelta
              delle denominazioni corrispondenti costituiscono misure parallele .
              Inoltre , i prodotti che non soddisfano alle esigenze previste dalla
              direttiva possono continuare ad essere commercializzati conforme­
              mente alle norme nazionali applicabili , purché la loro etichetta­
              tura non crei confusione nei consumatori .
    Aspetti particolari
6 . In base ai principi generali suesposti , la Commissione propone di applicare
    la direttiva soltano ad alcuni prodotti , lasciando invece sussitere per gli
    altri le legislazioni nazionali .
    6.1 In generale , tutti i prodotti che non rispondono alle norme della diret­
        tiva possono continuare ad essere fabbricati conformemente alle legisla­
        zioni nazionali e alle norme di etichettatura . In tal moda, altri tipi
        di prodotti , fabbricati a base di frutta e di zuccheri ma che non hanno
        la consistenza gelatinosa normalmente attribuita alle confetture , alle
        gelatine e alle marmellate , restano soggetti alle disposizioni nazionali .
 ---pagebreak--- 6.2 Per guanto riguarda le definizioni che devono figurare nella direttiva,
    la Commissione ritiene ohe la Comunità debba garantire la libera circo­
    lazione per i prodotti sotto indicati cui si applica la dii'ettiva :
    - i prodotti ad alto tenore di frutta o di succo di frutta (prodotti
      "extra") j
    - i prodotti a tenore di frutta a di succo di frutta meno elevato
      (prodotti di qualità corrente) j              ;
    - la "marmellata" ottenuta da agrumi .
    Per quanto riguarda l 'ultimo prodotto , è opportuno riservargli questa
    denominazione , ovunque , tranne in Danimarca-, dove 1 Espressione "marmel­
    lata." ha un significato generico e non può essere sostituita da nessun
    altro termine .
    Anche la crema di marroni , fabbricata soprattutto nelle regioni meri­
    dionali , deve poter circolare liberamente nella Comunità ed essere
    oggetto della direttiva .
I prodotti cui si applica la direttiva sono enumerati all' articolo 1 * Le
loro definizioni figurano all' allegato I.
7.1 I tenori minimi di frutta attualmente proposti rispondono a quelli
    previsti dal Codex Alimentarius . La futra direttiva avrà quindi per
    effetto non soltanto di eliminare gli ostacoli agli scambi intra-
    comunitari , ma anche di facilitare il commercio internazionale .
    Per una migliore informazione dei consumatori , la Commissione propone
    di indicare sulle etichette il tenore di frutta .
7.2 Per quanto riguarda il tenore di sostanza, secca solubile nei prodotti
    finiti , la Commissione propone di oltrepassare il limite del 65 Ì°
    previsto dal Codex Alimentarius ( ovviamente i prodotti conformi a questo
    limite potranno circolare ugualmente nella Comunità).
    Esistono infatti nella Comunità alcuni tipi di prodotti con tenere di
    zuccheri rei ativran ente basso , ma che presentano ugualmente un' importanza
 ---pagebreak---   nutritiva in quanto consentono di ridurre il consumo di idrati di carbonio .
  L' obiettivo della libera circolazione delle merci depone quindi a favore
  dell' inclusione di questi prodotti nella direttiva .
  Bisogna tuttavia ammettere che nella maggioranza degli Stati membri le de­
  nominazioni "confettura" , "gelatina" e "marmellata" designano unicamente
  i prodotti le cui conservazione è garantita dal procedimento fisico di
  fabbricazione e dall'utilizzazione di zuccheri , escluso qualsiasi impiego
  di conservativi . D'altra parte , l' apparizione sul mercato di prodotti a
  basso tenore di zuccheri è recente e la fase di sviluppo industriale in
  questo canpo non è certo ancora conclusa .
  Su queste basi , la Commissione ritiene che la direttiva debba assumere
  carattere opzionale relativamente all' esigenza di un tasso minimo di sostanza
  secca solubile , pur fornendo un orientamento circa l' evoluzione futura . La
  soluzione adottata nella presente proposta consiste di conseguenza nel-'
  l' autorizzare in una prima fase gli Stati membri a limitale il beneficio
  della libera circolazione , con le denominazioni previste nella direttiva, . I
  a% prodotti che si conservano senza conservativi . Sul piano tecnico , è ,
  lecito considerare che la conservazione chimica sia superflua nel caso
  dei prodotti aventi un tasso di so,stanza secca solubile uguale o superiore
  al 63 %                                                                 ; '
  In caso di tassi inferiori è sovente indispensabile il ricorso a conserva­
  tivi . La proposta prevede dunque che gli Stati membri che autorizzano l' im­
  piego delle denominazioni specificate nella direttiva per designare un pro­
  dotto avente un tenore di sostanza secca solubile inferiore al 63 $ possono
  ammettere parallelamente la conservazione chimica del prodotto. Si esaminerà
  in un secondo tempo s^ e come una tale misura possa essere estesa a tutta la
  Comunità in modo da garantire la lìbera circolazione alla totalità dei pro­
  dotti del settore in esame .
3 La nuova proposta si ispira peraltro alla forma normalmente seguita per le
  direttive di armonizzazione delle legislazioni sulle derrate alimentari .
 ---pagebreak---     Per quanto riguarda 1 * etichettatura , essa tiene conto dei lavori in
    corso sul piano orizzontale , che consentiranno di completare il testo
    sotto determinati aspetti generali , ad esempio l' indicazione eli un
    elenco degli ingredienti .
Poiché la presente proposta modificata differisce sensibilmente da quella
iniziale , la Commissione propone di procedere ad una nuova consultazione
del Parlamento europeo .
Trattandosi di una proposta attinente al diritto alimentare , è opportuna
la consultazione del Comitato economico e sociale .
 ---pagebreak--- Proposta, modificata di dirottivi, del Consiglio rela/tiva al rawicinanento
delle legislazioni degli Stati membri concernenti le confetture , gelatine
e memellate di frutta e la crema di marroni
IL CONSIGLIO IELLE COMUNITÀ * EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in parti­
colare l' articolo 43 ,
vista la proposta delia Commissione ,
visto il parere del Parlamento europeo ,
visto il parere del Comitato economico e sociale ,
considerando che le disposizioni legislative , regolamentari ed amministrative
vigenti negli Stati membri definiscono la composizione e le caratteristiche
di fabbricazione delle confetture , gelatine e marmellate di frutta e della
crema di marroni , riservando le don binazioni ai soli prodotti rispondenti
alle norme , e stabiliscono le regola di etichettatura e di condizionamento ;
considerando che le differenze tra le disposizioni nazionali rischiano di
ostacolare la libera circolazione d\ tali prodotti e di creare condizioni
difformi di concorrenza }
considerando che è pertanto necessario stabilire le norme comunitarie in osseiv
vanza delle quali i prodotti in causa potranno essere liberamente commercializ­
zati in tutta la Comunità ;
considerando che su determinati mercati è apparso di recente un nuovo tipo
di prodotti a basso tenore di zuccheri , ma che la fase di sviluppo industriale
di tali prodotti non è ancora conclvisaj che in un primo tempo è pertanto opportuno
lasciare agli Stati membri la facoltà di estendere a tali prodotti la nozione
di confettura, gelatina , marmellata o crema di marroni j
 ---pagebreak---   considerando che la determinazione delle modalità relative al prelievo dei
  campioni , nonché dei metodi d' analisi necessari per il controllo della compo­
  sizione e delle caratteristiche di fabbricazione dei prodotti oggetto della
 presente direttiva sono misure di applicazione di carattere tecnico e che , per
  semplificarEu ed accelerare la procedura , è opportuno affidarne 1 'adozione
 alla Commissione !
 considerando che , infatti i casi per i quali il Consiglio conferisce alla Com­
 missione delle competenze per l' esecuzione di norme stabilite nel settore dei
 prodotti alimentari occorre prevedere una procedura che instauri una stretta
 cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione nell' ambito del Comitato
 permanente per i prodotti alimentari istituito con decisione del Consiglio
 del 13 novembre 19&9 C 1 )»
 considerando che , nell 'attesa di tuia regolamentazione comunitaria generale in
 materia di etichettatura dei prodotti alimentari , occorre mantenere a titolo
 transitorio determinate disposizioni nazionali ,
 HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                          Articolo 1
 La presente direttiva si applica ai seguenti prodotti :
 1 . confettura ecrtra ,
2 . confettura ,
3 . gelatina ec:tra ,
 4 . gelatina ,
  5 . marmellata ,
 6 . marmellata-gelatina ,
 7 . crema di marroni ,
 quali sono definiti nell' allegato I.
                                         Articolo 2
  1 . Le denominazioni di cui all' allegato I sono riservate ai prodotti ivi
      definiti .
(1 ) G.U. n. L 291 del I9 . ll . i969 , pag . 9
 ---pagebreak--- 2 . Gli Stati membri possono tuttavia limitare l' impiego di tali denominazioni
    ai prodotti aventi un tenore di sostanza secca solubile , determinato al
    rifrattometro , uguale o superiore al 63 $.
Per la fabbricazione dei prodotti di cui all' articolo 1 possono essere utiliz­
zate soltanto materie £rimé conformi alle disposizioni dell'allegato II .
                                        Articolo 4
I prodotti di cui all' articolo 1 possono essere addizionati delle sostanze
enumerate all'allegato III , conformemente alle condizioni ivi precisate .
                                        Articolo 5
1 . I prodotti di cui all'articolo 1 non possono contenere sostanze di qual­
    siasi natura in quantità tale da poter costituire un pericolo por la
    saluta umana .
2 . In particolare , essi non possono presentare un tenore di anidride solfo­
 ' rosa superiore ai limiti fissati nell' allegato IV. -
                                        Articolo 6
Le sole menzioni obbligatorie che devono figurare , ben visibili , chiaramente
leggibili e indelebili , sui recipienti o stille etichette dei prodotti di cui
all' articolo 1 sono le seguenti :
1 . la denominazione riservata , completata nel modo seguente :
    a) per i prodotti ottenuti da un solo frutto , dall' indicazione del medesimo }
    b ) per\i prodotti ottenuti da
        - due , tre o quattro frutti , dalla menzione "due frutti", "tre frutti"
          o "quattro frutti ",
        - più di quattro frutti , dalla menzione "più frutti" j
 ---pagebreak---                                         - 4 -
        tali menzioni sono accompagnate dall' elenco dei frutti utilizzati , in
        ordine decrescente rispetto al pesoj
    c) per i prodotti definiti all' allegato I , paragrafo 6 , contenenti pezzi di
        scorza , dalla menzione " addizionati di scorza"}
2 . la menzione "frutta ..... $"} la cifra indica la quantità, espressa in per-'
    centuale di peso rispetto al prodotto finito ,
    a) di polpa , purea, succo e estratti acquosi utilizzata nella fabbricazione
        dei prodotti definiti ali Allegato I , paragrafi 1 , 2 , 3 » 4 ® 7 » eventual­
        mente dopo detrazione del peso dell' acqua utilizzata per la preparazione
     ^  degli estratti acquosi ,
    b ) di agrumi utilizzata nella fabbricazione dei prodotti definiti all' alle­
        gato I , paragrafi 5 e 6 ?
3 . la menzione ^'zuccheri ..... $"j la cifra indica la quantità totale di zuccheri
    addizionati espressa in peso della loro sostanza secca rispetto al prodotto
    finito }
4 . un qualificativo relativo alla natura degli ingredienti di cui all' allegato
    III , paragrafo 1.2 }
5 . eventualmente , 1 'indicazione degli additivi utilizzati , conformemente alle
    regole di etichettatura vigenti nello Stato membro di consumo }
6 . la quantità netta , espressa in chilogrammi o grammi , salvo se trattasi di
    una quantità inferiore a 100 gj           •
7 . il nome o la ragione sociale e l' indirizzo o la sede sociale del fabbricante ,
    del condizionatore o di un venditore stabilito nella Comunità .
                                        Articolo 7
Qualora i prodotti eli cui all' articolo 1 siano condizionati in recipienti di
contenuto netto superiore a 2.000 g e non siano commercializzati al minuto ,
le indicazioni previste dall'articolo 6 , paragrafi da 2 a 6 , possono figurare
unicamente sui documenti di accompagnamento .
                                                               • • •/ ♦ • •
 ---pagebreak---                                        Articolo 8
Gli Stati membri non adottano alcuna modalità piti preoisa di quanto previsto ..
all' articolo 6 per le indicazioni prescritte in tale articolo .
                  « Tuttavia , gli Stati membri possono vietare il commercio nel
loro territorio di prodotti di cui all'articolo 1 , qualora le indicazioni pre­
viste dall 'articolo 6 , paragrafi da 1 a 5f non figurino nelle loro lingue nazio­
nali su una delle facce esterne del recipiente .
                                       Articolo 9
In deroga all' articolo 6 e salve restando le disposizioni ohe la Comunità dovrà
adottare in materia di etichettatura dei prodotti alimentari , gli Stati membri
possono prescrivere l' indicazione
- dello stabilimento di fabbricazione per i prodotti nazionali ,
- del paese d' origine , salvo se si tratta di prodotti fabbricati all' interno
   della Comunità ,
- di un elenco degli ingredienti .
                                       Articlo . 10            '
1 . Gli Stati membri non possono vietare                            i il commercio dei
    prodotti di cui all' articolo 1 , che sono conformi alle definizioni e alle norme
    previste dalla presente direttiva     in particolare applicajido^    .: ' -
    le disposizioni nazionali non armonizzate che disciplina-nò la composizione , le
    caratteristiche di fabbricazione , il condizionamento o l' etichettatura unica­
    mente di questi prodotti o dei prodotti alimentari in genere.'
2 . Il paragrafo 1 non sì applica alle disposizioni non armonizzate giustificate
    da motivi :
    - di tutela della sanità pubblica ,
    - di repressione delle frodi , purché tali disposizioni non ostacolino l' appli­
      cazione delle definizioni è delle norme previste nella presente direttivaj
    - di tutela della proprietà industriale e commerciale , di indicazioni di pro­
      venienza , di denominazioni d' origine e di repressione della concorrenza
      sleale .
 ---pagebreak---                                        Articolo 11
Sono determinati secondo la procedura di cui all' articolo 12 le modalità rela­
tive al prelievo dei campioni e i metodi di analisi necessari per il controllo
della composizione e delle caratteristiche di fabbricazione dei prodotti di cui
all' articolo 1 .
                                       Articolo 12
1 . Nei casi m cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente articolo ,
    il Comitato permanente per i prodotti alimentari istituito con decisione del
    Consiglio del 13 novembre 1969 , in appresso denominato "Comitato", e chiamato
    a pronunoiarsi dal suo presidente , sia su iniziativa di quest' ultimo sia a
    richiesta del rappresentante di uno Stato membro .
2 . Il rappresentante della Commissione presenta al Comitato un progetto delle
    misure da adottare . Il Comitato formula il suo parere in merito a tali misure
    nel temine che il presidente può' stabilire in relazione all' urgenza dei proble^
    mi in esame . Il Comitato si pronuncia a maggioranza di 41 voti . Ai voti degli
    Stati membri e attribuita la ponderazione di cui all'articolo 148 , paragrafo
    2 , del trattato . Il presidente non parteoipa al voto .
3 . a) La Commissione adotta le misure previste quando sono conformi al parere
        del Comitato .
    b ) Qualora le misure non siano conformi al parere del Comitato o in mancanza
        di un parere , la Commissione presenta immediatamente al Consiglio una pro­
        posta relativa alle misure da adottare . Il Consiglio delibera' a maggioran-
                         »      \
        za qualificata .
    c ) Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi a decorrere
        dal momento nel quale è stato chiamato a pronunciarsi , la Commissione adotta
        le misure proposte .
                                       Articolo 13
1 . La presente direttiva non pregiudica le disposizioni delle legislazioni nazionali
    in virtù delle quali i prodotti di cui all' articolo 1 aventi tenore di sostanza
    secca solubile inferiore a 63 % possono essere addiaionati di conservativi .
 ---pagebreak---                                            -7 -
   2 . Entro un periodo di cinque anni dalla ■ notifica della presente direttiva ,
       le. Commissione riesaminerà la deroga prevista al paragrafo 1 e proporrà
       entualmente al Consiglio' le modifiche necessariè .
                                         Articolo 14
   La presente direttiva non si applicai
   a) ai prodotti manifestaciente destinati ad essere esportati fuori della Comunità,
' b) ai prodotti dietetici , fino all' entrata in vigore di disposizioni comunitarie
       in materia .
                                         Articolo 15
   Entro il termine di un anno a decorrere dalla notifica della presente direttiva,
   gli Stati membri modificano all' occorrenza la loro legislazione per conformarsi
   alle disposizioni della presente direttiva e ne informano immediataoente la
   Commissione .
   SU Stàti ffièob^tìg^t^^gni'óaso tenuti a : :
   -      ammettere/ due 'anni dopo la notifica il commercio dei prodotti conformi
      alle disposizioni della presente direttiva ,
                  il coramcrcio
   -      vietare/tre airni dopo la notifica il commercio dei prodotti non corformi
      alle disposizioni della presente direttiva.
                                         Art^ic olo 16 .. ..             i
                                                             • - s '   '   i.
   Oli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
   Patto a Bruxelles ,                                  Per il Consiglio
                                                         Il Président©
 %
 ---pagebreak---                                                            ALLEGATO I
                               Definizioni dei prodotti finiti
Ai sensi della presente direttiva si intende por :
1 . Confettura extra
    la mescolanza , portata alla consistenza appropriata , di zuccheri e
    della polpo   •
    - sia di una sola specie di frutta ,
    - sia di due specie di frutta , escluse mele , pere , prugne a nocciolo
      aderente , meloni , angurie , uve , zucche , cetrioli e pomodori .
                                                                '
    La quantità di polpa utilizzata per la fabbricazione di 1000 g di prodotto
    finito non è inferiore a
  . 450 g in genera-le
    400 g nel caso dei lamponi , dei lamponi rovo , del ribes resso , dell'uva
          spina , delle prugne Damson e degli ananassi ,
    350 g nel caso delle banane e del ribes nero ,
    300 g nel caso dello zenzero .
Confettura
la mescolanza , portata alla consistenza appropriata , di zuccheri e della
polpa e/o della purea
- sia di una sola specie di frutta ,
- sia di due o più specie di frutta .
La quantità di polpa e/o purea utilizzata per la fabbricazione di 1000 g
di prodotto finito non è inferiore a
330 g in generale ,
300 g nel caso dei lamponi , dei lamponi rovo , del ribes rosso , dell'uva
       spina , delle prugne Damson e degli ananassi ,
250 g nel caso delle banane e del ribes nero ,
200 g nel caso dello zenzero .
 ---pagebreak---                                                          Alle^-to I
Gelatina extra                                                                    I
          , .    .      .. v                                                 . ;j
la mescolanza, sufficientemente gelificata, di zuccheri e del succo e/o            !
di estratti acquosi                                                                 j
- sia di una sola specie di frutta,                                            . j
- sia di due specie di frutta, escluse mele , pere , prugne a nocciolo aderente , i
  meloni, angurie , uve , zucche , cetrioli e pomodori .                              i
                                                            - . ,                     i
La quantità di succo e/o di estratti acquosi utilizzata per la fabbricazione di
1000 g di prodotto finito non è inferiore a
450 g in generale ,   7 : -,                                                            I
400. g nel caso dei lamponi , dei lamponi rovo , del ribes rosso , dell'uva
       spina , delle prugne Damson e degli ananassi ,
350 S nel caso del ribes nero .
X predetti quantitativi sono calcolati dopo detrazione del peso dell'acqua
utilizzata per la preparazione degli estratti acquosi .
Gelatina
la mescolanza, sufficientemente gelificata, di zuccheri e del succo e/o
di estratti acquosi
– sia di una sola specie di frutta ,       .  1                     j
- sia di. due o più specie di frutta.
La quantità di succo e/o di estratti acquosi utilizzatai per la fabbricazione
di 1000 gi di prodotto finito non è inferiore at
330 g in generale ,               1   ■      : c
300 g nel caso dei lamponi , dei lamponi rovo , del ribes rosso , dell'uva
       spina , delle prugne Damson e degli ananassi ,          '  .
25Q g nel caso del ribes nero .     t
I predetti quantitativi sono calcolati dopo detrazione del peso dell 'acqua
utilizzata per la preparazione degli estratti acquosi ,
 ---pagebreak---                                           - 3 -
            -   -                                               Allegato I
     5 . Marmellata
         la mescolanza , portata alla consistenza appropriata, di zuccheri e di uno
         o più. dei seguenti prodotti ottenuti da agrumi ; polpa ,, purea , succo , estratti
         acquosi , scorza .
         La quantità di agrumi utilizzata per la fabbricazione di 1000 g di prodotto
         finito non è inferiore a 200 g , di cui almeno 50 S provenienti dall 'endocarpo .
     6 . Marmellata-gelatina
         la marmellata priva di tutte le sostanze insolubili , salvo eventualmente esigui
         quantitativi di scorza finemente tagliati .
     7 . Crema di marroni
         la mescolanza , portata alla consistenza appropriata , di zuccheri e della
         purea di marroni .
                                                 t
         La quantità di purea di marroni utilizzata per la fabbricazione di 1000 g
         di prodotto finito non è inferiore a 380 g.
II . In caso di mescolanza , i tenori minimi fissati al punto I per le varie specie
     di frutta sono ridotti proporzionalmente alle percentuali utilizzate .
 ---pagebreak---                                                             ALLEGATO II
 Definizioni dello materie prine
 a) Frutta
     - la frutta fresca , sana , esente da qualsiasi alterazione , non privata
       -di alcuno dei suoi costituenti essenziali , giunta al grado di matura­
        zione appropriato per la fabbricazione dei prodotti di cui all' allegato
        I , dopo pulitura, nondatura , spuntatura, spicciolatura e snocciolatura j
     – sono assimilati alla frutta, ai fini dell'applicazione della presente
        direttiva:
        = le paxti commestibili e mondate della radice dello zenzero      r. ,
          . (Zigiber officinale R »)>
        a le parti commestibili dei fusti del rabarbaro ,
        ■» il cinorrodo (Rosa sp.)$i
' ' - il termine "marrone" designa il frutto del castagno ( Castanea sativa).
k ) Polpa di frutta (polpa )
     là . parte commestibile del frutto intero , sbucciato o privato dei semi ,"
     eventualmente tagliata in pezfci o schiacciata , ma non ridotta in purea .
 c ) Purea di frutta (purea)
     la parte commestibile del frutto intero , sbucciato o privato dei semi ,
     ridotta in purea mediante settacciamento o altro procedimento simile .
d) Succo di frutta (succo )
     il prodotto che , con riserva dei trattamenti previsti al seguente para­
     grafo 2 , soddisfa alle disposizioni della direttiva del Consiglio del
     ...»           ( direttiva concernente il succo di frutta e i prodotti simili ).
e ) Estratti acquosi di frutta ( estratti acquosi )
     gli estratti acquosi di frutta che , fatte salve le perdite inevitabili
     nel corso di pratiche di fabbricazione corrette , contengono tutti i
     costituenti solubili nell' acqua della frutta utilizzata .
 ---pagebreak---                                                           Allegato II
f ) Zuccheri         '
    - lo zucchero semibianco ,
    - lo zucchero bianco ,
    - lo zucchero bianco raffinato .
    - lo . zucciiero liquido .
    - lo zucchero liquido invertito , -
    - lo sciroppo di zucchero invertito ,
    - il destrosio monoidrato ,
    - il destrosio anidro ,
    - lo sciroppo di glucosio ,
    - lo sciroppo di glucosio disidratato ,           >
    - il fruttosio .
Trattamenti autorizzati delle materie prime
a) I prodotti elencati al paragrafo 1 , lettere a), b ), c ), d) ed e ) possono ,
    in tutti i casi , subire ì trattamenti seguenti :
    - trattamenti al calore e al freddo ,
    - liofilizzazione ,
    - concentrazione , sempreche vi si prestino tecnicamente ,
    - disidratazione , nel caso delle albicocche e polpe di albicocche .
b ) Quando sono destinate alla fabbricazione dei prodotti di cui ali 'allegato I ,
    paragrafi 2 , 4i 5 © 6 » possono anche essere addizionati di anidride solfo­
    rosa (E 220) o dei sali di anidride solforosa (E 221 , E 222 , E 223 , E 224 »
    E 226 , E 227 ).
c ) I marroni destinati alla fabbricazione del prodotto di cui all' allegato I,
    paragrafo 7 » possono essere preventivamente immersi per breve durata in
    una soluzione acquosa di anidride solforosa (E 220).
 ---pagebreak---                                                                    ALL1!G " TO III
                 Sostanze che possono essere aggiunto ai prodotti definit i
                                        all' allegato I
1 . Ingredienti alimentari , aromi e sostanze aromatiche
    1 . 1 Ingredienti che non devono essere necessariamente menzionati nella
           denominazione dei prodotti finiti
          a ) acqua di qualità alimentare , in tutti i prodotti definiti all' alle­
                gato I ,
          t>) succhi di frutta per rendere più intensa la colorazione del prodotto ,
                nei prodotti definiti all' allegato I , paragrafi da 1 a 6 ,
           c ) oli essenziali di agrumi , nei prodotti definiti all' allegato I ,
                paragrafi § e 6 .
    1*2 Ingredienti che devono essere menzionati nella denominazione dei pro­
           dotti finiti
          a) ingredienti alimentari in quantità sufficiente per incidere sul
                sapore , quali
                - succhi di agrumi , nei prodotti ottenuti da altre specie di frutta ,
                - sostanze alcoliche ,
                - noci , nocciole ,
                - miele ,
              : - erbe ,
                - spezia ,
                nei prodotti definiti all' allegato I , pargrafi da 1 a 6 ;
          "b ) polpa , nei prodotti definiti all' allegato I , paragrafi 3 e 4j
          c ) vaniglia , estratti di vaiglia , vaniglina , etil-vaniglina, nei pro­
                dotti definiti all' allegato I , paragrafi 1 , 2 , 3 e 4 » quando sono
                ottenuti da cotogne o da cinordi , nonché nel prodotto definito al­
                l' allegato I , paragrafo 7l
           d) scorze di agrumi e foglie di malvarosa (pelargoniuci odoratissimum ),
                nei prodotti definiti all' allegato I , paragrafi 1 , 2 , 3 e 4 > quando
                sono ottenuti da cotogne .
 ---pagebreak---                                                                 Allegrato III
2 . Additivi
                                                  Condizioni di utilizzazione
               ITone
 Pectine (E 44®)                             Tutti i prodotti definiti all' allegato I
                                           v
 Acido lattico (E 270)         *, 1     I
 Lattato di sodio (E 325 )
 Lattato di potassio (E 326 )
 Lattato di calcio (E 327 )          1
 Acido citrico (E 330)
 Citrati di sodio (E 33l )                   Tutti i prodotti definiti all' allegato I
 Citrati di potassio (E 332 )              r
                                          II
                                          11
 Citrati di calcio (E 333 )
 àcido tartarico (E 334)
 Tartrati di sodio (E 335 )
 Tartrati di potassio (E 336 )
 Tartrato doppio di sodio e di
 potassio (E 337 )
 Acido malico e suoi sali di sodio ,       I
                                           \
 di potassio e di calcio
 Acido L-ascorbico (E 300)                   Tutti i prodotti definiti all' allegato I
 Mono-e digliceridi di acidi grassi J Tutti i prodotti definiti all' allegato I
 alimentari                           j
                                      1
 Sostanze coloranti autorizzate       j      Prodotti definiti all' allegato I , paragrafi
 nella Comunità                       i      2 , 4, 5 e 6
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                             Tenori massimi di anidride solforosa dei prodotti
                                                     definiti all' allegato I
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  Il tenore di anidride solforosa dei prodotti finiti non deve superare
  1 . 10 mg/kg nel caso dei prodotti di cui all'allegato I, paragrafi 1 , 3 e 7 »
  2 . 50 mg/kg nel caso degli altri prodotti di cui all'allegato I.
                                                                              i ,                 {                                            • •<
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