CELEX: 52000PC0556
Language: it
Date: 2000-09-13
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 119/97 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di meccanismi per la ligatura di fogli originari della Repubblica popolare cinese

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                  Bruxelles, 13.09.2000
                                                  COM(2000) 556 definitivo
                                      Proposta di
                        REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
recante modifica del regolamento (CE) n. 119/97 che istituisce un dazio antidumping
  definitivo sulle importazioni di meccanismi per la legatura di fogli originari della
                             Repubblica popolare cinese
                            (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                           RELAZIONE
La proposta ha l'obiettivo di modificare il regolamento (CE) n. 119/97 che istituisce un dazio
antidumping definitivo sulle importazioni di meccanismi per la legatura di fogli originari della
Repubblica popolare cinese.
1.      La presente proposta di modifica delle misure in vigore fa seguito alla constatazione
        del fatto che le misure istituite sono state in gran parte assorbite.
2.      Tale constatazione si è basata su un confronto tra i prezzi di rivendita praticati nella
        Comunità prima dell'istituzione delle misure e quelli praticati durante il periodo della
        presente inchiesta. Da tale confronto è emerso che le variazioni dei prezzi di
        rivendita dopo l'istituzione delle misure erano limitate.
3.      Essendo stato accertato che i prezzi di rivendita non riflettevano adeguatamente il
        costo del dazio antidumping, i prezzi all'esportazione sono stati rivalutati a norma
        dell'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base, poiché sembrava esistere un
        accordo di compensazione tra esportatori ed importatori. Il margine di dumping così
        ricalcolato è pari al 115,3% del valore CIF per la World Wide Stationery
        Manufacturing Company Ltd. e al 168,6% del valore CIF per tutti gli altri esportatori
        della Repubblica popolare cinese.
4.      Poiché le misure attualmente in vigore si basano sul livello di pregiudizio rilevato nel
        periodo dell'inchiesta iniziale, anche le misure rivedute devono essere stabilite
        effettuando un confronto tra i prezzi all'esportazione rivalutati e il livello di
        pregiudizio rilevato nel periodo dell'inchiesta iniziale. Su tale base, il livello di dazio
        proposto, espresso in percentuale del valore CIF, è del 51,2% per la World Wide
        Stationery Manufacturing Company Ltd. e del 78,8% per tutti gli altri esportatori
        della Repubblica popolare cinese.
5.      Nella consultazione tra Stati membri nell'ambito del comitato consultivo, il Regno
        Unito, la Danimarca, l'Italia e l'Irlanda hanno espresso parere contrario alla proposta
        di modifica, i Paesi Bassi e la Germania si sono astenuti, mentre i restanti Stati
        membri si sono espressi a favore della proposta di modifica.
6.      Si propone pertanto che il Consiglio decida di modificare il regolamento (CE) n.
        119/97 mediante l'adozione dell'allegato regolamento, che porta al 51,2 e al 78,8% le
        misure in vigore nei confronti rispettivamente della World Wide Stationery
        Manufacturing Company Ltd. e di tutti gli altri esportatori della Repubblica popolare
        cinese.
                                                 2
 ---pagebreak---                                               Proposta di
                               REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
  recante modifica del regolamento (CE) n. 119/97 che istituisce un dazio antidumping
     definitivo sulle importazioni di meccanismi per la legatura di fogli originari della
                                       Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/982, in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                                         A. PROCEDIMENTO
           1. Misure in vigore
(1)      Nel gennaio 1997, con il regolamento (CE) n. 119/973, il Consiglio ha istituito un
         dazio antidumping definitivo sulle importazioni di meccanismi per la legatura di fogli
         originari della Repubblica popolare cinese. L'aliquota del dazio antidumping definitivo
         applicabile al prezzo netto, franco frontiera comunitaria, era del 32,5% per la World
         Wide Stationery, che aveva ottenuto un trattamento individuale, e del 39,4% per tutte
         le altre società
           2. Domanda di riesame
(2)      Il 7 dicembre 1998 è stata presentata una richiesta di riesame delle misure sopracitate,
         a norma dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio (in appresso
         "regolamento di base"). La richiesta è stata presentata per conto dei produttori
         comunitari che complessivamente realizzavano una percentuale maggioritaria della
         produzione comunitaria totale del prodotto in questione, ai sensi dell'articolo 5,
         paragrafo 4, del regolamento di base, cioè la Koloman Handler AG (Austria) e la
         Robert Krause Ringbuchtechnik GmbH (Germania).
(3)      Le informazioni contenute nella richiesta dimostravano che i prezzi di rivendita e i
         successivi prezzi di vendita del prodotto in esame nella Comunità europea non
         riflettevano adeguatamente il livello delle misure antidumping istituite. Tali
1
         GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
2
         GU L 128 del 30.4.1998, pag.18.
3
         GU n. L 22 del 24.1.1997, pag. 1.
                                                   3
 ---pagebreak---     informazioni si basavano sui listini prezzi e su altri dati forniti dagli esportatori cinesi
    e dai loro rivenditori. Si affermava altresì che, in alcuni Stati membri, immediatamente
    dopo l'istituzione delle misure, gli esportatori avevano scontato i propri prezzi e che le
    insufficienti variazioni dei prezzi di rivendita e dei successivi prezzi di vendita
    registrate dopo l'istituzione delle misure avevano determinato la costante erosione dei
    prezzi dell'industria comunitaria.
       B. INCHIESTA DI RIESAME AI SENSI DELL'ARTICOLO 12 DEL
                                REGOLAMENTO DI BASE
      1. Apertura del riesame a norma dell'articolo 12
(4) Il 19 gennaio 1999, la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella
    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee4, l'apertura di un riesame, ai sensi
    dell'articolo 12 del regolamento di base, delle misure antidumping applicabili alle
    importazioni di alcuni tipi di meccanismi per la legatura di fogli originari della
    Repubblica popolare cinese e ha avviato un'inchiesta.
(5) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del riesame i
    produttori/esportatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e
    i produttori comunitari richiedenti. Alle parti interessate è stata data la possibilità di
    comunicare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il
    termine stabilito nell'avviso di apertura.
(6) I servizi della Commissione hanno inviato questionari a tutti gli esportatori
    notoriamente interessati, e cioè: alla World Wide Stationery Manufacturing Company
    Ltd., Hong Kong ("WWS"); alla Guangzhou Wah Hing Stationery Manufactury
    Limited, PRC; alla Hong Kong Stationery Manufacturing Company Limited, Hong
    Kong; alla Champion Stationery Manufacturing Co. Ltd., PRC; e alla Sun Kwong
    Metal Manufacturing Co. Ltd., PRC.
(7) Di questi esportatori, solo la WWS, Hong Kong, ha risposto in maniera completa al
    questionario della Commissione.
(8) Un produttore/esportatore ha risposto al questionario della Commissione fornendo
    informazioni false e fuorvianti. Le informazioni fornite da questo
    produttore/esportatore non coincidevano con le dichiarazioni rilasciate alle autorità
    doganali nazionali. In effetti, alcune delle merci di origine cinese erano state dichiarate
    alle autorità doganali nazionali come merci di origine tailandese con la conseguente
    elusione del pagamento dei dazi antidumping normalmente dovuti. Inoltre, alcune
    spedizioni provenienti dalla Repubblica popolare cinese erano state importate
    fornendo un codice NC inesatto e, di conseguenza, anche in questo caso, non vi è stato
    pagamento dei dazi antidumping. Data l'impossibilità di stabilire con esattezza in quale
    misura fossero state attuate simili pratiche, si è stati costretti a non tener conto
    dell'intera risposta al questionario.
(9) Su queste premesse, le conclusioni hanno dovuto essere elaborate in base ai dati
    disponibili, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base. I dati disponibili
    indicavano l'assorbimento del dazio antidumping, come dimostrato dal fatto che sulle
    fatture di questo produttore/esportatore erano riportati prezzi su base di "dazio
4
    GU n. C 14 del 19.1.1999, pag. 4.
                                              4
 ---pagebreak---      antidumping corrisposto", il che significa che i dazi venivano pagati dall'esportatore.
     Dei restanti tre produttori/esportatori, uno ha rifiutato di rispondere all'intero
     questionario affermando che una risposta completa avrebbe richiesto un impegno
     sproporzionato e ingiustificato, mentre gli altri due non si sono manifestati. Per questi
     tre produttori/esportatori le conclusioni sono state elaborate sulla base dei dati
     disponibili, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base.
(10) Questionari sono stati inviati anche agli importatori indipendenti che notoriamente
     avevano importato meccanismi per la legatura di fogli dalla Repubblica popolare
     cinese, al fine di accertare i prezzi di rivendita del prodotto in questione praticati prima
     e dopo l'imposizione dei dazi antidumping. A tale proposito occorre segnalare l'elevato
     livello di collaborazione degli importatori indipendenti. Hanno risposto al questionario
     i seguenti importatori indipendenti: Bensons International Systems B.V., Paesi Bassi,
     (“Bensons NL”); Bensons International Systems Ltd, Regno Unito, (“Bensons UK”);
     KWH Plast Vertriebsges. GmbH, Germania, (“KWH Germany”); KWH Plast
     (Danmark) AS, Danimarca, (“KWH Danmark”); e KWH Plast (UK) Limited, Regno
     Unito, (“KWH UK”).
     Visite di verifica sono state effettuate presso le sedi della KWH Germany e della
     Bensons NL.
(11) Il periodo dell'inchiesta del presente riesame ("periodo della nuova inchiesta") va dal
     1° gennaio 1998 al 31 dicembre 1998. Questo nuovo periodo d'inchiesta è servito a
     determinare il livello dei prezzi all'esportazione nonché dei prezzi di rivendita e dei
     successivi prezzi di vendita praticati dopo l'istituzione delle misure antidumping. Ciò
     al fine di verificare se le misure istituite non stessero ottenendo gli effetti previsti a
     causa di un incremento del dumping.
(12) Per determinare se vi fossero state variazioni sufficienti dei prezzi di rivendita e dei
     successivi prezzi di vendita, si è effettuato un confronto tra i livelli dei prezzi applicati
     nel periodo della nuova inchiesta e di quelli applicati nel periodo dell'inchiesta iniziale
     (1° ottobre 1994 - 30 settembre 1995).
(13) A causa della quantità dei dati raccolti ed esaminati, ed in particolare a causa della
     complessità tanto dell'analisi delle variazioni dei prezzi di rivendita e dei successivi
     prezzi di vendita degli importatori indipendenti quanto delle indagini e dell'esame
     relativi alle pratiche svolte da una società esportatrice (vedi precedente punto 8), il
     periodo dell'inchiesta è durato più a lungo dei sei mesi previsti all'articolo 12,
     paragrafo 4 del regolamento di base.
       2. Prodotto in esame
(14) Il prodotto oggetto della richiesta e per il quale è stato aperto il riesame è lo stesso
     prodotto dell'inchiesta iniziale, rappresentato cioè da alcuni tipi di meccanismi per la
     legatura di fogli volanti o per raccoglitori, esclusi i meccanismi a leva, costituiti da
     almeno due robusti anelli metallici rotondi, arcuati oppure a forma di D. Il prodotto è
     attualmente classificabile al codice NC ex 8305 10 00.
                                                5
 ---pagebreak---        3. Variazioni dei prezzi delle esportazioni originarie della Repubblica popolare
           cinese e dei prezzi di rivendita nella Comunità
(15) La presente inchiesta ha voluto accertare se le misure stessero ottenendo o meno gli
     effetti previsti e se l'eventuale mancato raggiungimento di tali effetti fosse imputabile
     ad un aumento del dumping conseguente alla flessione dei prezzi all'esportazione. Ai
     fini della presente inchiesta, il calo dei prezzi all'esportazione poteva tradursi o in un
     calo dei prezzi all'esportazione direttamente applicati dagli esportatori verso la
     Comunità oppure nell'assenza o insufficienza di variazioni dei prezzi di rivendita e dei
     successivi prezzi di vendita nella Comunità in seguito ad un accordo di
     compensazione.
(16) Nella fattispecie, si è deciso che il problema di assorbimento dovesse essere esaminato
     in relazione alle variazioni dei prezzi di rivendita del prodotto in questione nella
     Comunità.
(17) La variazione dei prezzi di rivendita nella Comunità della WWS, società che aveva
     ottenuto un trattamento individuale, è stata valutata separatamente da quella dei prezzi
     di rivendita degli altri esportatori cinesi. L'aliquota di dazio applicabile a questa
     società è del 32,5%.
(18) Il confronto è stato effettuato tra i prezzi di rivendita applicati prima e dopo
     l'istituzione delle misure. Tale confronto si è basato sulle informazioni relative ai
     prezzi di rivendita fornite dai cinque importatori comunitari indipendenti che hanno
     collaborato. Le importazioni di queste cinque società rappresentano la maggior parte
     delle vendite all'esportazione originarie della Repubblica popolare cinese verso la CE
     nel periodo della nuova inchiesta. Al fine di effettuare un confronto affidabile, per il
     periodo dell'inchiesta iniziale e per quello della nuova inchiesta è stato garantito un
     sufficiente livello di rappresentatività in termini di quantità, valore, e numero di tipi
     del prodotto venduti e utilizzati nel confronto.
(19) Dal confronto è emerso che tra i due periodi d'inchiesta la variazione dei prezzi di
     rivendita era limitata. È stato stabilito che, su base media ponderata, per tutti i tipi di
     prodotto interessati e per tutti gli importatori indipendenti che hanno collaborato, il
     livello di variazione era del 3,1%, mentre l'incremento dei prezzi avrebbe dovuto
     essere del 30%.
(20) Per quanto attiene alle parti che non hanno collaborato, le risultanze sono state
     elaborate a norma dell'articolo 18 del regolamento di base (cfr. precedenti punti 8 e 9).
     Le incomplete informazioni di cui la Commissione disponeva sul conto di queste parti
     indicavano che era in corso un completo assorbimento. Su tale base e dal momento
     che le parti che hanno collaborato assorbivano la maggior parte dei dazi, è ragionevole
     ritenere che le parti che non hanno collaborato assorbissero i dazi per intero.
       4. Argomentazioni delle parti interessate
              (a) Osservazioni di carattere generale
(21) Le parti hanno avuto la possibilità di fornire elementi volti a giustificare l'assenza di
     variazioni dei prezzi nella Comunità dopo l'istituzione delle misure. Gli elementi che
     possono giustificare questa assenza di variazioni comprendono una riduzione delle
     spese generali, amministrative e di vendita (SGAV), delle spese (migliore efficienza) e
                                               6
 ---pagebreak---      dei profitti dell'importatore o una diminuzione del valore normale. Queste detrazioni
     non possono essere concesse in tutti i casi in cui tali voci subiscono riduzioni. In realtà
     le detrazioni devono essere limitate alle riduzioni che si ritiene possano aver
     controbilanciato il costo del dazio antidumping, il quale di conseguenza può non aver
     inciso sui prezzi di rivendita nella sua interezza. Agli importatori e agli esportatori
     interessati sarà inoltre concesso un credito corrispondente all'eventuale aumento dei
     prezzi alla rivendita registrato tra il periodo dell'inchiesta iniziale e quello della nuova
     inchiesta.
              b) Richieste di variazione del valore normale
(22) Insieme con la risposta al questionario, la WWS ha presentato una richiesta di status di
     economia di mercato e ha chiesto alla Commissione di tenere conto delle variazioni
     dei valori normali. La WWS è stata però informata del fatto che un riesame per la
     concessione dello status di economia di mercato deve essere chiesto a norma
     dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base.
(23) Parimenti, altre società che non hanno collaborato e che hanno chiesto un riesame dei
     valori normali in relazione ad una domanda di trattamento di economia di mercato
     sono state informate del fatto che la richiesta di trattamento di economia di mercato
     deve essere effettuata a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base.
              c) Riduzione delle SGAV e del profitto
(24) È stato inoltre esaminato se l'assenza di variazioni dei prezzi di rivendita fosse dovuta
     ad una costante diminuzione delle SGAV e dei profitti degli importatori indipendenti.
     Tutti e cinque gli importatori che hanno collaborato hanno fornito informazioni a
     riguardo.
(25) Ne è emerso che tra il periodo dell'inchiesta iniziale e quello della nuova inchiesta, per
     tutti gli importatori indipendenti che hanno collaborato, le SGAV erano aumentate
     della 0,86%, mentre i profitti erano diminuiti del 4,72%.
(26) Per quanto riguarda le variazioni dei profitti, è stato constatato che del 4,72% di
     riduzione totale, 3,8% aveva la funzione di controbilanciare gli aumenti dei costi
     dovuti al dazio antidumping. Pertanto è stato accordato un credito del 3,8% per la
     riduzione dei profitti a livello di rivendita, il che corrisponde al 7,6% a livello CIF.
              d) Aumento dei prezzi di rivendita
(27) È stato inoltre concesso un credito corrispondente agli aumenti dei prezzi alla rivendita
     registrati tra il periodo dell'inchiesta iniziale e quello della nuova inchiesta. Sulla base
     delle informazioni fornite dai cinque importatori che hanno collaborato, a livello
     generale, tra il periodo dell'inchiesta iniziale e quello della nuova inchiesta i prezzi alla
     rivendita hanno subito una variazione del 3,1%.
(28) In merito alla variazione dei prezzi alla rivendita tra i due periodi d'inchiesta, gli
     importatori indipendenti che hanno collaborato hanno obiettato che la conversione
     delle valute nazionali in euro (o nei precedenti ECU) doveva essere effettuata
     utilizzando i tassi di cambio in vigore rispettivamente nel periodo dell'inchiesta
     iniziale e in quello della nuova inchiesta.
                                                7
 ---pagebreak--- (29) A tale proposito, occorre notare che il metodo adottato per confrontare i prezzi di
     rivendita dei due periodi d'inchiesta, metodo che ha previsto l'uso per entrambi i
     periodi d'inchiesta del tasso di cambio in vigore nel periodo dell'inchiesta iniziale, è
     stato utilizzato semplicemente per ottenere lo stesso risultato, come se il confronto
     fosse stato effettuato in ciascuna valuta nazionale. Si è optato per l'uso di un unico
     denominatore ritenendo che ciò avrebbe consentito di ottenere un risultato medio
     ponderato per la Comunità nel suo insieme. Le variazioni dei tassi di cambio sono
     pertanto irrilevanti.
              e) Totale delle detrazioni
(30) A livello di rivendita, il credito concesso è stato in totale pari al 6,9%, vale a dire, il
     3,8% per la diminuzione dei profitti e il 3,1% per l'aumento dei prezzi di rivendita.
     Espresso in percentuale del valore CIF, questo credito complessivo è stato del 13,8%
       5. Rivalutazione dei prezzi all'esportazione
(31) Poiché era stato constatato che i prezzi di rivendita e i successivi prezzi di vendita non
     riflettevano l'intero importo del dazio antidumping, i prezzi all'esportazione sono stati
     rivalutati conformemente all'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base. I prezzi
     all'esportazione sono stati ricostruiti poiché sembrava esistere un accordo di
     compensazione tra gli esportatori e gli importatori. La rivalutazione è stata effettuata
     deducendo dai prezzi all'esportazione rilevati nel periodo dell'inchiesta iniziale
     l'importo del dazio antidumping in vigore e addizionando gli eventuali adeguamenti
     ritenuti giustificabili: cioè, eventuali riduzioni delle SGAV degli importatori, eventuali
     riduzioni del livello dei profitti degli importatori e gli eventuali aumenti registrati nei
     prezzi di rivendita dopo l'istituzione delle misure.
(32) Nel caso della WWS, questi adeguamenti sono stati pari al 13,8% a livello CIF.
     Pertanto, i prezzi all'esportazione sono stati rivalutati deducendo dai vecchi prezzi
     all'esportazione il dazio antidumping applicabile alla WWS (32,5%) e addizionando il
     13,8% di detrazione per la riduzione dei profitti e per l'incremento dei prezzi di
     rivendita.
(33) Nel caso degli altri esportatori della Repubblica popolare cinese che non hanno
     collaborato, la rivalutazione dei prezzi all'esportazione è stata effettuata
     conformemente all'articolo 18 del regolamento di base. I prezzi all'esportazione sono
     stati dunque rivalutati detraendo dai prezzi all'esportazione rilevati nell'inchiesta
     iniziale l'importo del dazio antidumping corrisposto. Per le ragioni esposte al
     precedente punto 20, non sono state concesse detrazioni.
(34) Una delle parti ha sostenuto che i prezzi all'esportazione non avrebbero dovuto essere
     rivalutati conformemente all'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base, poiché
     non era stata provata l'esistenza di un accordo di compensazione tra gli esportatori e
     gli importatori. Tale argomentazione è stata respinta poiché si è ritenuto che
     l'inattendibilità del prezzo all'esportazione fosse dovuta ad un accordo di associazione
     o di compensazione e ciò è risultato un motivo sufficiente per rivalutare i prezzi
     all'esportazione conformemente all'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base.
(35) È stato poi affermato che non esisteva un accordo di compensazione, dal momento che
     le flessioni dei prezzi all'esportazione erano dovute ad un aumento del valore del
     dollaro USA, moneta alla quale era ancorato il dollaro di Hong Kong, la valuta di
                                                 8
 ---pagebreak---      fatturazione delle vendite. Tale argomentazione è stata respinta poiché se ci si limita
     ad esaminare le variazioni delle valute, senza tener conto di tutti i fattori che possono
     avere inciso sui margini di dumping, non si riesce a giustificare il fatto che i prezzi di
     rivendita e i successivi prezzi di vendita non rispecchino in modo adeguato il costo
     delle misure adottate. Comunque sia, se nella fattispecie si fosse tenuto conto di queste
     variazioni, il risultato ottenuto non sarebbe stato diverso.
       6. Nuovo calcolo del margine di dumping in funzione dei prezzi all'esportazione
          rivalutati
(36) A norma dell'articolo 12 del regolamento di base, il margine di dumping per i
     produttori/esportatori cinesi interessati è stato ricalcolato. Il nuovo calcolo è stato
     effettuato confrontando i prezzi all'esportazione rivalutati con i valori normali rilevati
     durante l'inchiesta iniziale. Per la WWS, società che nell'inchiesta iniziale aveva
     ottenuto un trattamento individuale, il margine di dumping ricalcolato, espresso in
     percentuale del valore CIF, è del 115,3%. Per tutti gli altri esportatori cinesi, il
     margine di dumping ricalcolato, espresso in percentuale del valore CIF, è del 168,6%.
       7. Nuovo livello dei dazi
(37) Le misure attualmente in vigore si basano sul livello di pregiudizio rilevato
     nell'inchiesta iniziale, che per la WWS era del 32,5%, mentre il dazio residuo per tutti
     gli altri esportatori della Repubblica popolare cinese era del 39,4%. Al fine di
     garantire l'eliminazione del pregiudizio, l'entità delle nuove misure deve essere
     stabilita in base ad un confronto tra i prezzi all'esportazione rivalutati e il prezzo non
     pregiudizievole rilevato nel periodo dell'inchiesta iniziale. Poiché il margine di
     pregiudizio calcolato su tale base è inferiore al margine di dumping, il nuovo livello
     del dazio deve essere basato sul primo dei due margini. Di conseguenza, il livello di
     dazio proposto, espresso in percentuale del valore CIF, è del 51,2% per la WWS e del
     78,8% per tutti gli altri esportatori della Repubblica popolare cinese.
(38) Una delle parti ha obiettato che, nell'interesse della Comunità, le misure non avrebbero
     dovuto essere ritoccate poiché così facendo si sarebbero ingiustamente penalizzati
     importatori che avevano collaborato nell'inchiesta e che avevano dimostrato di aver
     incorporato i dazi mediante la riduzione dei profitti e l'aumento dei prezzi. Tale
     argomentazione non può essere accolta poiché dall'inchiesta è emerso che il costo del
     dazio antidumping non era stato incorporato adeguatamente nei prezzi di rivendita e
     visto inoltre che a fronte dell'aumento dei prezzi e della riduzione dei profitti è stata
     concessa una detrazione. In ogni caso, nelle inchieste svolte ai sensi dell'articolo 12,
     non si tiene conto dell'interesse della Comunità, poiché tali inchieste sono destinate a
     verificare che le misure istituite, già precedentemente giudicate nell'interesse della
     Comunità, abbiano gli effetti sperati e che tali effetti non siano compromessi da un
     aumento del dumping.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
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All'articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 119/97 è sostituito dal seguente
testo:
"b) per i meccanismi diversi da quelli con 17 o 23 anelli (codice Taric 8305 10 00*10)
                                      Aliquota del dazio          Codice addizionale Taric
Malaysia                                      10,5 %                        ----
Repubblica popolare cinese:
                                              51,2 %                       8934
- WWS
                                              78,8 %                       8900
- tutte le altre società
           ."
                                              Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                 Per il Consiglio
                                                 Il Presidente
                                                   10