CELEX: 52012JC0002
Language: it
Date: 2012-02-17
Title: Proposta congiunta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO  concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran eche abroga il regolamento (UE) n. 961/2010

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		52012JC0002
		
			Proposta congiunta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO  concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran eche abroga il regolamento (UE) n. 961/2010 /* JOIN/2012/02 final - 2012/0030 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
L’UE ha introdotto sanzioni contro la
Repubblica islamica dell’Iran (“Iran”) con il regolamento (CE) n. 423/2007
concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran, che attua la posizione
comune 2007/140/PESC e le misure pertinenti di cui alla risoluzione 1737 (2006)
del Consiglio di sicurezza dell’ONU. Successivamente l’UE ha ampliato le
sanzioni in linea con le UNSCR 1747 (2006), 1803 (2008) e 1929 (2010) e ha
adottato misure supplementari riguardanti il programma nucleare e balistico dell’Iran.
Il 25 ottobre 2010 il Consiglio ha adottato il
regolamento (UE) n. 961/2010, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran
e che abroga il regolamento (CE) n. 423/2007[1],
per attuare la decisione 2010/413/PESC del Consiglio[2]. Il regolamento (UE) n.
961/2010 ha ampliato le misure restrittive, in particolare nei settori
finanziario, dell’energia e dei trasporti.
In linea con il mandato ricevuto dal Consiglio
europeo il 9 dicembre 2011, il 23 gennaio 2012 il Consiglio ha approvato la
decisione 2012/35/PESC, che prevede misure restrittive aggiuntive nei confronti
dell’Iran. Queste nuove misure restrittive comprendono, in particolare,
restrizioni supplementari al commercio di beni e tecnologie a duplice uso e di
attrezzature o tecnologie chiave che potrebbero essere utilizzate nell’industria
petrolchimica, il divieto di importare petrolio greggio, prodotti petroliferi e
prodotti petrolchimici dall’Iran e il divieto di investire nell’industria
petrolchimica. Occorre inoltre vietare il commercio di oro, metalli preziosi e
diamanti con il governo dell’Iran e la consegna di banconote e monete
recentemente stampate o coniate alla Banca centrale dell’Iran o a suo
beneficio. Per garantire l’effettiva attuazione di queste misure occorre
fornire gli elenchi dei beni e delle tecnologie oggetto di sanzioni.
La decisione 2012/35/PESC estende inoltre il
congelamento dei beni ad altre persone, entità o organismi che sostengono il
governo iraniano e ad altri membri del Corpo delle Guardie rivoluzionarie
islamiche. La decisione sottolinea altresì che le prassi fraudolente della
Banca centrale dell’Iran e i suoi tentativi di utilizzare il settore
finanziario iraniano per aggirare le misure richiedono una maggiore vigilanza
finanziaria da parte degli enti finanziari o creditizi dell’UE e dispone il
congelamento degli attivi della Banca. La decisione specifica inoltre che
questa misura finanziaria mirata non deve ostare al proseguimento delle
operazioni commerciali lecite con l’Iran. La decisione dispone il congelamento degli
attivi della Banca Tejarat, ma consente la graduale eliminazione delle
transazioni con questa entità.
Occorre inoltre apportare determinate
modifiche tecniche alle misure già in vigore, chiarendo in particolare la
definizione dei servizi di intermediazione per estenderla all’intermediazione
dall’UE e ai servizi connessi. In risposta alle pratiche fraudolente dell’Iran
occorre rivedere la definizione di “trasferimenti di fondi” per estenderla ai
trasferimenti non elettronici. Vanno forniti chiarimenti in merito all’applicazione
delle misure di congelamento da parte dei prestatori di servizi di
comunicazione finanziaria. Occorre rivedere le disposizioni sul controllo dei
trasferimenti di fondi per agevolarne l’applicazione da parte delle autorità
competenti e degli operatori. Le restrizioni sulle assicurazioni devono essere
adeguate per precisare che le sanzioni non ostano all’assicurazione delle
missioni diplomatiche e consolari nell’UE. Occorre adeguare anche le
disposizioni riguardanti la responsabilità degli operatori, il divieto di
aggirare le misure restrittive e la prestazione di servizi di bunkeraggio e di
approvvigionamento delle navi.
Per garantire l’effettiva attuazione delle
misure restrittive occorre inoltre rivedere i meccanismi di scambio delle
informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri e la Commissione.
Le restrizioni al commercio di attrezzature
per la repressione interna di cui al regolamento (UE) n. 961/2010 devono essere
inserite anche nel regolamento (UE) n. 359/2011 concernente misure restrittive
nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione
della situazione in Iran, che prevede sanzioni in risposta a gravi violazioni
dei diritti umani.
Occorre pertanto modificare il regolamento
(UE) n. 961/2010, del 25 ottobre 2010, concernente misure restrittive nei
confronti dell’Iran. Per motivi di chiarezza, la Commissione e l’Alta
Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza
propongono di sostituirlo con un nuovo regolamento consolidato. 
2012/0030 (NLE)
Proposta congiunta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 
concernente misure restrittive nei confronti
dell’Iran e
che abroga il regolamento (UE) n. 961/2010
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 215,
vista la decisione 2012/35/PESC del Consiglio,
del 23 gennaio 2012, che modifica la decisione 2010/413/PESC del Consiglio
relativa a misure restrittive nei confronti dell’Iran[3],
vista la proposta congiunta dell’Alta
Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e
della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)              
Il 25 ottobre 2010 il Consiglio ha adottato il
regolamento (UE) n. 961/2010, concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran
e che abroga il regolamento (CE) n. 423/2007[4],
per attuare la decisione 2010/413/PESC del Consiglio[5]. 
(2)              
Il 23 gennaio 2012 il Consiglio ha approvato la
decisione 2012/35/PESC, che prevede misure restrittive aggiuntive nei confronti
della Repubblica islamica dell’Iran (“Iran”) come richiesto dal Consiglio
europeo il 9 dicembre 2011.
(3)              
Queste misure restrittive comprendono, in
particolare, restrizioni supplementari al commercio di beni e tecnologie a
duplice uso e di attrezzature o tecnologie fondamentali che potrebbero essere
utilizzate nell’industria petrolchimica, il divieto di importare petrolio
greggio, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici dall’Iran e il divieto
di investire nell’industria petrolchimica. Occorre inoltre vietare il commercio
di oro, metalli preziosi e diamanti con il governo dell’Iran e la consegna di
banconote e monete recentemente stampate o coniate alla Banca centrale dell’Iran
o a suo beneficio.
(4)              
Occorre apportare determinate modifiche tecniche
alle misure già in vigore, chiarendo in particolare la definizione dei servizi
di intermediazione ed estendendo la definizione di “trasferimenti di fondi” ai
trasferimenti non elettronici per contrastare i tentativi di aggirare le misure
restrittive.
(5)              
Le misure restrittive rivedute relative ai beni a
duplice uso devono coprire tutti i beni e le tecnologie di cui all’allegato I
del regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio, del 5 maggio 2009, che
istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del
trasferimento, dell’intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso[6], tranne determinati prodotti
della categoria 5, parte 2, in vista del loro uso nei servizi di comunicazione
pubblici in Iran.
(6)              
Per garantire l’effettiva attuazione del divieto di
vendita, fornitura, trasferimento o esportazione all’Iran di determinate
attrezzature o tecnologie fondamentali che potrebbero essere utilizzate nei
settori chiave delle industrie del petrolio, del gas naturale e petrolchimiche,
occorre fornire gli elenchi di queste attrezzature e tecnologie fondamentali. 
(7)              
Per lo stesso motivo, devono essere forniti elenchi
di voci soggette a restrizioni commerciali applicate a petrolio greggio e
prodotti petroliferi, prodotti petrolchimici, oro, metalli preziosi e diamanti.
(8)              
Inoltre, per essere efficaci, le restrizioni agli
investimenti nei settori iraniani del petrolio e del gas dovrebbero comprendere
determinate attività chiave, quali i servizi di trasporto di gas alla rinfusa
ai fini del transito o della fornitura a reti direttamente interconnesse, e,
per la stessa ragione, dovrebbero applicarsi sia alle imprese comuni sia ad
altre forme di associazione e di cooperazione con l’Iran nel settore del
trasporto di gas naturale.
(9)              
Per garantire l’efficacia delle restrizioni agli
investimenti iraniani nell’Unione occorre adottare misure intese a vietare che
persone fisiche o giuridiche, entità e organismi soggetti alla giurisdizione
degli Stati membri consentano o autorizzino tali investimenti.
(10)          
            La decisione 2012/35/PESC estende
inoltre il congelamento dei beni ad altre persone, entità o organismi che
forniscono sostegno, anche finanziario, logistico o materiale, al governo
iraniano o che sono ad esso associati e ad altri membri del Corpo delle Guardie
rivoluzionarie islamiche.
(11)          
La decisione 2012/35/PESC dispone anche il
congelamento degli attivi della Banca centrale dell’Iran. Tuttavia, in
considerazione del ruolo specifico svolto dalla Banca centrale dell’Iran nel
finanziamento del commercio estero, si ritiene necessario concedere una deroga
per il rifinanziamento degli enti finanziari e creditizi in quanto questa
misura finanziaria mirata non deve ostare a operazioni commerciali conformi
alle disposizioni del presente regolamento. Occorre inoltre prevedere una
deroga per i pagamenti alla Banca centrale per consentire l’esecuzione, in
conformità delle disposizioni del presente regolamento e fino al 1° luglio
2012, dei contratti di importazione, acquisto o trasporto di petrolio e
prodotti petroliferi conclusi prima del 23 gennaio 2012. 
(12)          
È vietato, conformemente all’obbligo di congelare
gli attivi dell’Islamic Republic of Iran Shipping Lines (IRISL) e delle entità
possedute o controllate dall’IRISL, caricare e scaricare merci su e da navi
possedute o noleggiate dall’IRISL o da tali entità nei porti degli Stati
membri. Anche il trasferimento della proprietà delle navi possedute,
controllate o noleggiate dalle imprese dell’IRISL ad altre entità deve essere
vietato in seguito al congelamento degli attivi dell’IRISL. Tuttavia, l’obbligo
di congelare i fondi e le risorse economiche dell’IRISL e delle entità
possedute o controllate dall’IRISL non impone il sequestro o il fermo di navi
possedute da tali entità o dei carichi da esse trasportati se appartengono a
terzi, né impone di trattenere l’equipaggio ad esse legato da contratto.
(13)          
In considerazione dei tentativi iraniani di
aggirare le sanzioni, occorre chiarire che tutti i fondi e le risorse
economiche appartenenti alle persone, entità o organismi elencati negli
allegati I o II della decisione 2010/413/PESC, o da questi posseduti, detenuti
o controllati, sono congelati senza indugio, compresi quelli delle entità a
loro subentrate create per aggirare le misure istituite dal presente
regolamento.
(14)          
È inoltre opportuno precisare che la presentazione
e la trasmissione dei documenti necessari a una banca ai fini del loro
trasferimento finale ad una persona, un’entità o un organismo non menzionati
nell’elenco per attivare pagamenti autorizzati a norma dell’articolo 25 del
presente regolamento non costituiscono una messa a disposizione di fondi ai
sensi dell’articolo 23, paragrafo 3, del presente regolamento.
(15)          
Va precisato che è possibile sbloccare fondi o
risorse economiche per scopi ufficiali di missioni diplomatiche o consolari o
di organizzazioni internazionali che godono di immunità in conformità del
diritto internazionale, in conformità delle disposizioni del presente
regolamento.
(16)          
L’applicazione di sanzioni finanziarie mirate ad
opera dei prestatori di servizi di comunicazione finanziaria deve essere
chiarita in conformità delle disposizioni del presente regolamento.
(17)          
Occorre chiarire che gli attivi di persone, entità
o organismi non designati detenuti presso enti finanziari e creditizi designati
non devono rimanere congelati in applicazione delle misure finanziarie mirate e
possono essere sbloccati alle condizioni previste dal presente regolamento.
(18)          
In considerazione dei tentativi dell’Iran di
utilizzare il sistema finanziario nazionale per aggirare le sanzioni, occorre
esercitare una maggiore vigilanza sulle attività degli enti finanziari e
creditizi iraniani per impedire che siano aggirate le disposizioni del presente
regolamento, comprese quelle relative al congelamento degli attivi della Banca
centrale dell’Iran. Questi obblighi relativi agli enti creditizi e finanziari
sono complementari agli obblighi derivanti dal regolamento (CE) n. 1781/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, riguardante i
dati informativi relativi all’ordinante che accompagnano i trasferimenti di
fondi[7]
e dall’applicazione della direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema
finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di
finanziamento del terrorismo[8].
(19)          
            Occorre rivedere le disposizioni sul
controllo dei trasferimenti di fondi per agevolarne l’applicazione da parte
delle autorità competenti e degli operatori e impedire che siano aggirate le
disposizioni del presente regolamento, comprese quelle relative al congelamento
degli attivi della Banca centrale dell’Iran. 
(20)          
            Le restrizioni sulle assicurazioni
devono essere adeguate, in particolare per precisare che il regolamento non
vieta l’assicurazione delle missioni diplomatiche e consolari nell’UE e
consentire la prestazione dell’assicurazione per la responsabilità civile verso
terzi e dell’assicurazione della responsabilità ambientale. 
(21)          
Occorre inoltre aggiornare l’obbligo di fornire
informazioni prima dell’arrivo o della partenza, che ora si applica a tutte le
merci che entrano nel territorio doganale dell’Unione o escono da tale
territorio a seguito dell’attuazione integrale, dal 1° gennaio 2012, delle
misure doganali di sicurezza di cui alle disposizioni pertinenti sulle
dichiarazioni sommarie di entrata e di uscita del regolamento (CEE) n. 2913/92[9] e del regolamento (CEE) n.
2454/93[10].

(22)          
Occorre adeguare anche le disposizioni riguardanti
la prestazione di servizi di bunkeraggio e di approvvigionamento delle navi, la
responsabilità degli operatori e il divieto di aggirare le misure restrittive.
(23)          
Per garantire un’attuazione effettiva e uniforme
del presente regolamento occorre rivedere i meccanismi di scambio delle
informazioni tra Stati membri e Commissione.
(24)          
In considerazione dei suoi obiettivi, il divieto
relativo alle attrezzature per la repressione interna deve figurare nel
regolamento (UE) n. 359/2011, concernente misure restrittive nei confronti di
determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in
Iran[11],
anziché nel presente regolamento.
(25)          
Per motivi di chiarezza, il regolamento (UE)
n. 961/2010 deve essere abrogato e sostituito dal presente regolamento.
(26)          
Poiché le suddette misure restrittive rientrano
nell’ambito di applicazione del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
la loro attuazione richiede una normativa a livello dell’Unione, nella misura
in cui esse riguardano l’Unione, al fine di garantirne l’applicazione uniforme
da parte degli operatori economici di tutti gli Stati membri.
(27)          
Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali
e osserva i principi riconosciuti in particolare dalla Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione europea, segnatamente il diritto a un ricorso
effettivo e a un giudice imparziale, il diritto di proprietà e il diritto alla
protezione dei dati personali. Il presente regolamento deve essere applicato
conformemente a tali diritti e principi.
(28)          
Il presente regolamento rispetta inoltre gli
obblighi degli Stati membri a norma della Carta delle Nazioni Unite e il
carattere giuridicamente vincolante delle risoluzioni del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite.
(29)          
La procedura di designazione delle persone oggetto
di misure di congelamento a norma del presente regolamento deve prevedere che
si comunichino alle persone fisiche o giuridiche, alle entità o agli organismi
designati i motivi del loro inserimento nell’elenco affinché abbiano la
possibilità di presentare osservazioni. Qualora siano presentate osservazioni o
siano addotte nuove prove sostanziali, il Consiglio deve riesaminare la sua
decisione alla luce di tali osservazioni e informarne di conseguenza la
persona, l’entità o l’organismo interessati.
(30)          
Ai fini dell’attuazione del presente regolamento e
per garantire la massima certezza giuridica all’interno dell’Unione, è
opportuno pubblicare i nomi e gli altri dati pertinenti relativi a persone
fisiche e giuridiche, entità e organismi i cui fondi e le cui risorse
economiche devono essere congelati a norma del regolamento. Qualsiasi
trattamento di dati personali a norma del presente regolamento deve essere conforme
al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18
dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al
trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi
comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati[12], e alla direttiva 95/46/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela
delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché
alla libera circolazione di tali dati[13].
(31)          
Il presente regolamento deve entrare in vigore il
giorno della pubblicazione per garantire l’efficacia delle misure da esso
previste,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Capo I
Definizioni
Articolo 1
Ai fini del presente regolamento, si applicano
le seguenti definizioni:
(a)                   
“succursale” di un ente finanziario o creditizio:
una sede di attività che costituisce una parte, sprovvista di personalità
giuridica, di un ente finanziario o creditizio e che effettua direttamente, in
tutto o in parte, le transazioni inerenti all’attività di ente finanziario o
creditizio;
(b)                   
“servizi di intermediazione”:
i)       la negoziazione o l’organizzazione di
transazioni dirette all’acquisto, alla vendita o alla fornitura di beni e
tecnologie o servizi connessi o di servizi finanziari, anche da un paese terzo
a qualunque altro paese terzo, o 
ii)       la vendita o l’acquisto di beni e
tecnologie o servizi connessi o di servizi finanziari, anche ubicati in paesi
terzi, per il loro trasferimento verso un altro paese terzo;
(c)                   
“richiesta”: qualsiasi richiesta, sotto forma
contenziosa o meno, presentata anteriormente o posteriormente alla data di
entrata in vigore del presente regolamento e connessa all’esecuzione di un
contratto o di una transazione, e in particolare:
i)       una richiesta volta ad ottenere l’adempimento
di un obbligo derivante da un contratto o da una transazione o ad essi
collegata;
ii)       una richiesta volta ad ottenere la
proroga o il pagamento di una garanzia o di una controgaranzia finanziaria,
indipendentemente dalla sua forma;
iii)      una richiesta di compensazione relativa
a un contratto o a una transazione;
iv)      una domanda riconvenzionale;
v)      una richiesta volta ad ottenere, anche
mediante exequatur, il riconoscimento o l’esecuzione di una sentenza, di un
lodo arbitrale o di una decisione equivalente, indipendentemente dal luogo in
cui sono stati pronunziati;
(d)                   
“contratto o transazione”: qualsiasi transazione,
indipendentemente dalla sua forma e dalla legge ad essa applicabile, che
comprenda uno o più contratti o obblighi analoghi stipulati fra le stesse parti
o fra parti diverse; a tal fine il termine “contratto” include qualsiasi
garanzia o indennità, in particolare una garanzia o controgaranzia finanziaria,
e qualsiasi credito, anche giuridicamente indipendente, nonché qualsiasi clausola
annessa derivante da una siffatta transazione o ad essa correlata;
(e)                   
“autorità competenti”: le autorità competenti degli
Stati membri identificate sui siti web elencati nell’allegato X;
(f)                     
“ente creditizio”: un ente creditizio quale
definito all’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2006/48/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativa all’accesso all’attività
degli enti creditizi ed al suo esercizio[14],
comprese le sue succursali all’interno o al di fuori dell’Unione;
(g)                   
“territorio doganale dell’Unione”: il territorio
quale definito all’articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio,
del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario[15], e nel regolamento (CEE) n.
2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d’applicazione
del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio[16];
(h)                   
“risorse economiche”: le attività di qualsiasi
tipo, materiali o immateriali, mobili o immobili, che non siano fondi ma che
possano essere utilizzate per ottenere fondi, beni o servizi;
(i)                     
“ente finanziario”: 
i)       un’impresa diversa da un ente creditizio
la cui attività principale consista nell’effettuare una o più operazioni
menzionate ai punti da 2 a 12 e ai punti 14 e 15 dell’allegato I della
direttiva 2006/48/CE, comprese le attività degli uffici dei cambiavalute (“bureau
de change”);
ii)       un’impresa di assicurazione debitamente
autorizzata in conformità della direttiva 2009/138/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle
attività di assicurazione e di riassicurazione (solvibilità II)[17], nella misura in cui svolga
attività che rientrano nell’ambito di applicazione di detta direttiva;
iii)      un’impresa d’investimento come definita
all’articolo 4, paragrafo 1, punto 1), della direttiva 2004/39/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati
degli strumenti finanziari[18];
iv)      un organismo di investimento collettivo
che commercializzi le sue quote o azioni o
v)      un intermediario assicurativo, quale
definito all’articolo 2, paragrafo 5, della direttiva 2002/92/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 9 dicembre 2002, sulla intermediazione
assicurativa[19],
fatta eccezione per gli intermediari di cui all’articolo 2, paragrafo 7, di detta
direttiva, quando si occupano di assicurazione vita e di altri servizi legati
ad investimenti,
comprese le sue succursali all’interno o al di
fuori dell’Unione;
(j)                     
“congelamento di risorse economiche”: il blocco
preventivo della loro utilizzazione al fine di ottenere fondi, beni o servizi
in qualsiasi modo, compresi, tra l’altro, la vendita, l’affitto e le ipoteche;
(k)                   
“congelamento di fondi”: il divieto di
movimentazione, trasferimento, modifica, utilizzo o gestione dei fondi o di
accesso ad essi così da modificarne il volume, l’importo, la collocazione, la
proprietà, il possesso, la natura, la destinazione o qualsiasi altro
cambiamento che consenta l’uso dei fondi, compresa la gestione di portafoglio;
(l)                     
“fondi”: tutte le attività e i benefici finanziari
di qualsiasi natura, compresi, ma si tratta di un elenco non limitativo:
i)       i contanti, gli assegni, i crediti
pecuniari, le cambiali, gli ordini di pagamento e gli altri strumenti di
pagamento;
ii)       i depositi presso istituti finanziari o
altre entità, i saldi sui conti, i debiti e gli obblighi;
iii)      i titoli negoziati a livello pubblico e
privato e i prestiti obbligazionari, comprese le azioni, i certificati
azionari, le obbligazioni, i pagherò, i warrant, le obbligazioni ipotecarie e i
contratti finanziari derivati;
iv)      gli interessi, i dividendi o altri
redditi o plusvalore generati dalle attività;
v)      i crediti, i diritti di compensazione, le
garanzie, le fideiussioni o altri impegni finanziari;
vi)      le lettere di credito, le polizze di
carico e gli atti di cessione e
vii)     i documenti da cui risulti un interesse
riguardante capitali o risorse finanziarie;
(m)                 
“beni”: prodotti, materiali e attrezzature;
(n)                   
“assicurazione”: un impegno in virtù del quale una
o più persone fisiche o giuridiche sono tenute, dietro pagamento, a fornire a
un’altra o ad altre persone, in caso di materializzazione di un rischio, un
indennizzo o un beneficio quale determinato dall’impegno;
(o)                   
“persona, entità o organismo iraniana/o”:
i)       lo Stato iraniano o qualsiasi ente
pubblico dell’Iran;
ii)       qualsiasi persona fisica che si trovi o
risieda in Iran;
iii)      qualsiasi persona giuridica, entità o
organismo avente la sede sociale in Iran;
iv)      qualsiasi persona giuridica, entità o
organismo, dentro o fuori dell’Iran, posseduto o controllato, direttamente o
indirettamente, da uno o più delle persone o degli organismi suddetti;
(p)                   
“riassicurazione”: l’attività che consiste nell’accettare
i rischi ceduti da un’impresa di assicurazione o da un’altra impresa di
riassicurazione oppure, nel caso dell’associazione di sottoscrittori denominata
Lloyd’s, l’attività che consiste nell’accettare i rischi ceduti da qualsiasi
membro del Lloyd’s, da parte di un’impresa di assicurazione o di
riassicurazione diversa dall’associazione di sottoscrittori denominata Lloyd’s;
(q)                   
“comitato delle sanzioni”: il comitato del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite istituito a norma del punto 18 della
risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (“UNSCR”)
1737(2006);
(r)                    
“assistenza tecnica”: qualsiasi supporto tecnico di
riparazione, perfezionamento, fabbricazione, assemblaggio, prova, manutenzione
o altro servizio tecnico e che può assumere in particolare le seguenti forme:
istruzione, pareri, formazione, trasmissione dell’apprendimento del
funzionamento o delle competenze o servizi di consulenza; l’assistenza tecnica
comprende le forme verbali di assistenza;
(s)                    
“territorio dell’Unione”: i territori degli Stati
membri cui si applica il trattato, alle condizioni ivi stabilite, compreso lo
spazio aereo;
(t)                     
“trasferimento di fondi”: un’operazione effettuata
per conto di un ordinante, per via elettronica o con altri mezzi quali
contanti, assegni o ordini contabili, da un prestatore di servizi di pagamento,
allo scopo di mettere i fondi a disposizione del beneficiario del pagamento
presso un prestatore di servizi di pagamento; l’ordinante e il beneficiario del
pagamento possono essere la medesima persona. I termini “ordinante”, “beneficiario”
e “prestatore di servizi di pagamento” hanno lo stesso significato che nel
regolamento (CE) n. 1781/2006.
Capo II
Restrizioni alle esportazioni e alle importazioni
Articolo 2
1.           È vietato vendere, fornire,
trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, i beni e le tecnologie
elencati negli allegati I o II, originari o meno dell’Unione, a qualsiasi
persona, entità o organismo iraniana/o, o per un uso in Iran. 
2.           Nell’allegato I figurano i
beni e le tecnologie, compreso il software, che sono beni e tecnologie a
duplice uso definiti nel regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio del
5 maggio 2009, fatta eccezione per determinati beni e tecnologie
specificati nella parte A dell’allegato I del presente regolamento. 
3.           Nell’allegato II figurano
altri beni e altre tecnologie che potrebbero contribuire ad attività iraniane
connesse con l’arricchimento, il ritrattamento o l’acqua pesante, allo sviluppo
di sistemi di lancio di armi nucleari o ad attività connesse ad altre questioni
su cui l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha espresso
preoccupazione o che ha identificato come questioni in sospeso, comprese quelle
individuate dal Consiglio di sicurezza dell’ONU o dal comitato delle sanzioni.
4.           Negli allegati I e II non
figurano i beni e le tecnologie inclusi nell’elenco comune delle attrezzature
militari dell’Unione europea[20]
(“elenco comune delle attrezzature militari”).
Articolo 3
1.           Occorre un’autorizzazione
preventiva per vendere, fornire, trasferire o esportare, direttamente o
indirettamente, i beni e le tecnologie elencati nell’allegato III, originari o
meno dell’Unione, a qualsiasi persona, entità o organismo iraniana/o o per un
uso in Iran.
2.           Per tutte le esportazioni per
cui è richiesta un’autorizzazione ai sensi del presente articolo, tale
autorizzazione è concessa dalle autorità competenti dello Stato membro in cui è
stabilito l’esportatore conformemente alle modalità previste all’articolo 11
del regolamento (CE) n. 428/2009. L’autorizzazione è valida in tutto il
territorio dell’Unione.
3.           Nell’allegato III figurano i
beni e le tecnologie non contemplati dagli allegati I e II che potrebbero
contribuire ad attività connesse con l’arricchimento, il ritrattamento o l’acqua
pesante o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari o all’esercizio
di attività connesse ad altre questioni su cui l’AIEA ha espresso
preoccupazione o che ha identificato come questioni in sospeso.
4.           Gli esportatori forniscono
alle autorità competenti tutte le pertinenti informazioni necessarie per la
loro domanda di autorizzazione di esportazione.
5.           Le autorità competenti degli
Stati membri non concedono autorizzazioni per la vendita, la fornitura, il
trasferimento o l’esportazione dei beni o delle tecnologie di cui all’allegato
III qualora abbiano fondati motivi per stabilire che tali operazioni
contribuirebbero a una delle seguenti attività:
a)      attività dell’Iran connesse con l’arricchimento,
il ritrattamento o l’acqua pesante;
b)      sviluppo di sistemi di lancio di armi
nucleari da parte dell’Iran o 
c)      esercizio da parte dell’Iran di attività
connesse con altre questioni su cui l’AIEA ha espresso preoccupazione o che ha
identificato come questioni in sospeso.
6.           Conformemente alle condizioni
di cui al paragrafo 5, le autorità competenti degli Stati membri possono
annullare, sospendere, modificare o revocare un’autorizzazione da esse già
rilasciata.
7.           Qualora l’autorità competente
di uno Stato membro rifiuti di rilasciare un’autorizzazione o annulli,
sospenda, limiti sostanzialmente o revochi un’autorizzazione, a norma dei
paragrafi 5 o 6, lo Stato membro ne informa gli altri Stati membri e la
Commissione e comunica loro le informazioni pertinenti, nel rispetto delle
disposizioni sulla riservatezza delle informazioni di cui al regolamento (CE)
n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo 1997, relativo alla mutua assistenza tra
le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste
e la Commissione per assicurare la corretta applicazione delle normative
doganale e agricola[21].
8.           Prima che uno Stato membro
rilasci un’autorizzazione a norma del paragrafo 5 per una transazione
essenzialmente identica ad una transazione che è oggetto di un diniego ancora
valido emesso da un altro Stato membro o da altri Stati membri a norma dei
paragrafi 6 e 7, esso consulterà lo Stato membro o gli Stati membri che
avevano emesso il diniego. Se, a seguito delle consultazioni, lo Stato membro
interessato decide di rilasciare l’autorizzazione, esso ne informa gli altri
Stati membri e la Commissione, fornendo tutte le informazioni pertinenti per
giustificare la sua decisione.
Articolo 4
È vietato acquistare, importare o trasportare,
direttamente o indirettamente, dall’Iran i beni e le tecnologie elencati negli
allegati I o II, indipendentemente dalla loro origine.
Articolo 5
1.           È vietato:
a)      fornire, direttamente o indirettamente,
assistenza tecnica pertinente ai beni e alle tecnologie inclusi nell’elenco
comune delle attrezzature militari, nonché alla fornitura, alla fabbricazione,
alla manutenzione e all’uso dei beni inclusi in detto elenco, a qualsiasi
persona, entità o organismo iraniana/o, o per un uso in Iran;
b)      fornire, direttamente o indirettamente,
assistenza tecnica o servizi di intermediazione pertinenti ai beni e alle
tecnologie elencati negli allegati I o II, nonché alla fornitura, alla
fabbricazione, alla manutenzione e all’uso dei beni elencati negli allegati I o
II, a qualsiasi persona, entità o organismo iraniana/o, o per un uso in Iran, e
c)      fornire, direttamente o indirettamente,
finanziamenti o assistenza finanziaria pertinenti ai beni e alle tecnologie
inclusi nell’elenco comune delle attrezzature militari o elencati negli
allegati I o II, in particolare sovvenzioni, prestiti e assicurazione crediti
all’esportazione, per la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione
di detti beni e tecnologie ovvero per la fornitura della relativa assistenza
tecnica a qualsiasi persona, entità o organismo iraniana/o, o per un uso in
Iran.
2.           È soggetta all’autorizzazione
da parte dell’autorità competente dello Stato membro interessato la fornitura
di:
a)      assistenza tecnica o servizi di
intermediazione pertinenti ai beni e alle tecnologie elencati nell’allegato
III, nonché alla fornitura, alla fabbricazione, alla manutenzione e all’uso di
detti beni e tecnologie, direttamente o indirettamente, a qualsiasi persona,
entità o organismo iraniana/o, o per un uso in Iran;
b)      finanziamenti o assistenza finanziaria
pertinenti ai beni e alle tecnologie di cui all’allegato III, compresi in
particolare sovvenzioni, prestiti e assicurazione crediti all’esportazione, per
la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione di detti beni e
tecnologie ovvero per la fornitura della relativa assistenza tecnica,
direttamente o indirettamente, a qualsiasi persona, entità o organismo
iraniana/o, o per un uso in Iran.
3.           Le autorità competenti degli
Stati membri non concedono autorizzazioni per le transazioni di cui al
paragrafo 2 qualora abbiano fondati motivi per stabilire che l’azione
contribuirebbe a una delle seguenti attività:
a)      attività dell’Iran connesse con l’arricchimento,
il ritrattamento o l’acqua pesante;
b)      sviluppo di sistemi di lancio di armi
nucleari da parte dell’Iran o 
c)      esercizio da parte dell’Iran di attività
connesse con altre questioni su cui l’AIEA ha espresso preoccupazione o che ha
identificato come questioni in sospeso.
Articolo 6
L’articolo 2, paragrafo 1, non si applica:
a)           ai trasferimenti diretti o indiretti
di beni della parte B dell’allegato I, con transito nel territorio degli Stati
membri, quando tali beni sono venduti, forniti, trasferiti o esportati in Iran,
o per un uso in Iran, per un reattore ad acqua leggera la cui costruzione sia
iniziata prima del dicembre 2006;
b)           alle transazioni disposte dal
programma di cooperazione tecnica dell’AIEA o
c)           ai beni forniti o trasferiti in
Iran, o per un uso in Iran, in relazione ad obblighi di Stati parti a titolo
della Convenzione di Parigi sulla proibizione dello sviluppo, produzione,
immagazzinaggio ed uso di armi chimiche e sulla loro distruzione, del 13
gennaio 1993.
Articolo 7
1.           Le autorità competenti
possono autorizzare, alle condizioni che ritengono appropriate, una transazione
connessa a beni e tecnologie di cui all’articolo 2, paragrafo 1, o la
prestazione di assistenza o di servizi di intermediazione di cui all’articolo
5, paragrafo 1, a condizione che:
(a)         
i beni e le tecnologie, l’assistenza o i servizi di
intermediazione siano destinati a scopi alimentari, agricoli, medici o altri
scopi umanitari e che
(b)     nei casi in cui la transazione riguarda
beni o tecnologie contenuti negli elenchi del gruppo dei fornitori nucleari o
del regime di non proliferazione nel settore missilistico, il comitato delle
sanzioni abbia accertato preventivamente, caso per caso, che la transazione non
contribuirebbe allo sviluppo di tecnologie a sostegno delle attività nucleari
dell’Iran sensibili in termini di proliferazione né allo sviluppo di sistemi di
lancio di armi nucleari.
2.           Lo Stato membro interessato
informa gli altri Stati membri e la Commissione della sua intenzione di
concedere un’autorizzazione almeno dieci giorni lavorativi prima del rilascio
dell’autorizzazione.
Articolo 8
1.           È vietato vendere, fornire,
trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, attrezzature e
tecnologie fondamentali elencate nell’allegato VI a qualsiasi persona, entità o
organismo iraniana/o, o per un uso in Iran.
2.           Nell’allegato VI figurano le
attrezzature e tecnologie fondamentali per i seguenti settori chiave dell’industria
del petrolio e del gas in Iran:
a)      prospezione di greggio e gas naturale;
b)      produzione di greggio e gas naturale;
c)      raffinazione;
d)      liquefazione di gas naturale.
3.           Nell’allegato VI figurano
anche attrezzature e tecnologie fondamentali per l’industria petrolchimica in
Iran.
4.           Nell’allegato VI non figurano
i prodotti inclusi nell’elenco comune delle attrezzature militari o negli
allegati I, II o III.
Articolo 9
È vietato:
a)           fornire, direttamente o
indirettamente, assistenza tecnica o servizi di intermediazione connessi alle
attrezzature e tecnologie fondamentali elencate nell’allegato VI, nonché alla
fornitura, alla fabbricazione, alla manutenzione e all’uso dei beni elencati
nell’allegato VI, a qualsiasi persona, entità o organismo iraniana/o, o per un
uso in Iran;
b)           fornire, direttamente o
indirettamente, finanziamenti o assistenza finanziaria connessi alle
attrezzature e tecnologie fondamentali di cui all’allegato VI, a qualsiasi
persona, entità o organismo iraniana/o, o per uso in Iran.
Articolo 10
Purché la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo
che intende avviare le transazioni di cui alle lettere a) o b) o prestare
assistenza per queste transazioni abbia notificato, con almeno venti giorni
lavorativi di anticipo, la transazione o l’assistenza all’autorità competente
dello Stato membro in cui è stabilita/o, i divieti di cui agli articoli 8 e 9
non si applicano: 
(a)         
alle transazioni richieste da un contratto
commerciale riguardante attrezzature e tecnologie fondamentali per la
prospezione di greggio e gas naturale, la produzione di greggio e gas naturale,
la raffinazione e la liquefazione di gas naturale, concluso prima del 27
ottobre 2010 o da un contratto o un accordo relativo a un investimento in Iran
concluso prima del 26 luglio 2010 e riguardante un investimento in Iran
effettuato prima del 26 luglio 2010, né ostano all’esecuzione di un obbligo che
ne deriva, o
(b)         
alle transazioni richieste da un contratto
commerciale riguardante attrezzature e tecnologie fondamentali per l’industria
petrolchimica concluso prima del [data di entrata in vigore del presente
regolamento] o da un contratto o un accordo relativo a un investimento in Iran
concluso prima del 23 gennaio 2012 e riguardante un investimento in Iran
effettuato prima del 23 gennaio 2012, né ostano all’esecuzione di un obbligo
che ne deriva. 
Articolo 11
1.           È vietato:
(a)         
importare nell’Unione petrolio greggio o prodotti
petroliferi che:
i) sono originari dell’Iran o 
ii) sono stati esportati dall’Iran;
(b)         
acquistare petrolio greggio o prodotti petroliferi
situati in Iran o originari dell’Iran;
(c)         
trasportare petrolio greggio o prodotti petroliferi
originari dell’Iran o esportati dall’Iran in qualsiasi altro paese e
(d)         
fornire, direttamente o indirettamente,
finanziamenti o assistenza finanziaria, compresi gli strumenti finanziari
derivati, l’assicurazione e la riassicurazione, escluse l’assicurazione per la
responsabilità civile verso terzi e l’assicurazione della responsabilità
ambientale, connessi ai beni di cui alle lettere a), b) e c).
2.           Per petrolio greggio e
prodotti petroliferi si intendono i prodotti elencati nell’allegato IV.
Articolo 12
I divieti di cui all’articolo 11 non si
applicano
a)      all’esecuzione, fino al 1° luglio 2012,
di contratti commerciali conclusi prima del 23 gennaio 2012 o di contratti
accessori, compresi i contratti di trasporto, assicurazione o ispezione,
necessari per l’esecuzione di tali contratti; 
b)      all’acquisto e al trasporto di petrolio
greggio o prodotti petroliferi esportati dall’Iran prima del 23 gennaio 2012,
oppure, se l’esportazione è stata effettuata a norma della lettera a), il 1°
luglio 2012 o prima di tale data o
c)      all’esecuzione di contratti conclusi prima
del 23 gennaio 2012 o di contratti accessori, compresi i contratti di
trasporto, assicurazione o ispezione, necessari per l’esecuzione di tali
contratti, ove il contratto stipuli espressamente che la fornitura di petrolio
greggio o prodotti petroliferi iraniani o i proventi derivati dalla fornitura
di tali prodotti corrispondono al rimborso di importi insoluti a persone,
entità o organismi sotto la giurisdizione degli Stati membri,
purché la persona, l’entità o l’organismo che
intende eseguire il contratto in questione abbia notificato, con almeno venti
giorni lavorativi di anticipo, l’attività o la transazione all’autorità
competente dello Stato membro in cui è stabilita/o.
Articolo 13
1.           È vietato acquistare,
importare o trasportare, direttamente o indirettamente, dall’Iran i prodotti
petrolchimici elencati nell’allegato V, indipendentemente dalla loro origine.
2.           È vietato fornire,
direttamente o indirettamente, finanziamenti o assistenza finanziaria,
assicurazione e riassicurazione, escluse l’assicurazione per la responsabilità
civile verso terzi e l’assicurazione della responsabilità ambientale, connessi
ai beni di cui al paragrafo 1. 
Articolo 14
I divieti di cui all’articolo 13 non si
applicano
(a)         
all’esecuzione, fino al 1° maggio 2012, di
contratti commerciali conclusi prima del 23 gennaio 2012 o di contratti
accessori, compresi i contratti di trasporto, assicurazione o ispezione,
necessari per l’esecuzione di tali contratti; 
(b)         
all’acquisto e al trasporto di prodotti
petrolchimici esportati dall’Iran prima del 23 gennaio 2012, oppure, se l’esportazione
è stata effettuata a norma della lettera a), il 1° maggio 2012 o prima di tale
data o
(c)         
all’esecuzione di contratti conclusi prima del 23
gennaio 2012 o di contratti accessori, compresi i contratti di trasporto,
assicurazione o ispezione, necessari per l’esecuzione di tali contratti, ove il
contratto stipuli espressamente che la fornitura di prodotti petrolchimici
iraniani o i proventi derivati dalla fornitura di tali prodotti corrispondono
al rimborso di importi insoluti a persone, entità o organismi sotto la
giurisdizione degli Stati membri,
purché la persona, l’entità o l’organismo che
intende eseguire il contratto in questione abbia notificato, con almeno venti
giorni lavorativi di anticipo, l’attività o la transazione all’autorità
competente dello Stato membro in cui è stabilita/o.
Articolo 15
1.           È vietato:
a)      vendere, fornire, trasferire o esportare,
direttamente o indirettamente, oro, metalli preziosi e diamanti elencati nell’allegato
VII, anche non originari dell’Unione, al governo dell’Iran, ai suoi enti,
imprese e agenzie pubblici, alla Banca centrale dell’Iran e a qualsiasi
persona, entità o organismo che agisca per loro conto o sotto la loro
direzione, ovvero a qualsiasi entità o organismo da essi posseduta/o o
controllata/o; 
b)      acquistare, importare o trasportare,
direttamente o indirettamente, oro, metalli preziosi e diamanti elencati nell’allegato
VII, anche non originari dell’Iran, dal governo dell’Iran, dai suoi enti,
imprese e agenzie pubblici, dalla Banca centrale dell’Iran e da qualsiasi
persona, entità o organismo che agisca per loro conto o sotto la loro
direzione, ovvero da qualsiasi entità o organismo da essi posseduta/o o
controllata/o e
c)      fornire, direttamente o indirettamente,
assistenza tecnica o servizi di intermediazione, finanziamenti o assistenza
finanziaria connessi ai beni di cui alle lettere a) e b), al governo dell’Iran,
ai suoi enti, imprese e agenzie pubblici, alla Banca centrale dell’Iran e a
qualsiasi persona, entità o organismo che agisca per loro conto o sotto la loro
direzione, ovvero a qualsiasi entità o organismo da essi posseduta/o o
controllata/o. 
2.           Nell’allegato
VII figurano l’oro, i metalli preziosi e i diamanti oggetto dei divieti di cui
al paragrafo 1.
Articolo 16
È vietato vendere, fornire, trasferire o
esportare, direttamente o indirettamente, banconote e monete iraniane
recentemente stampate o coniate nell’Unione, alla Banca centrale dell’Iran o a
suo beneficio.
Capo III
Restrizioni al finanziamento di determinate imprese
Articolo 17
1.           Sono vietati:
a)      la concessione di prestiti o crediti
finanziari a qualsiasi persona, entità o organismo iraniana/o di cui al
paragrafo 2;
b)      l’acquisizione o l’aumento di una
partecipazione in qualsiasi persona, entità o organismo iraniana/o di cui al
paragrafo 2;
c)      la creazione di imprese comuni con
qualsiasi persona, entità o organismo iraniana/o di cui al paragrafo 2.
2.           Il divieto di cui al
paragrafo 1 si applica a qualsiasi persona, entità o organismo iraniana/o che
partecipa:
a)      alla produzione di beni o tecnologie
inclusi nell’elenco comune delle attrezzature militari o negli allegati I o II;
b)      alla prospezione o alla produzione di
greggio e gas naturale, alla raffinazione di combustibili o alla liquefazione
di gas naturale o
c)      all’industria petrolchimica.
3.           Ai fini del solo
paragrafo 2, lettera b), si applicano le seguenti definizioni:
a)      la “prospezione di greggio e gas naturale”
comprende la prospezione e la gestione delle riserve di greggio e gas naturale,
nonché la fornitura di servizi geologici in relazione a tali riserve;
b)      la “produzione di greggio e gas naturale”
comprende i servizi di trasporto di gas alla rinfusa ai fini del transito o
della fornitura a reti direttamente interconnesse;
c)      per “raffinazione” si intende la
trasformazione, il condizionamento o la preparazione per la vendita finale di
combustibili.
4.           È vietata la cooperazione con
persone, entità o organismi iraniani che si dedicano al trasporto di gas
naturale ai sensi del paragrafo 3, lettera b).
5.           Ai fini del paragrafo 4, per “cooperazione”
si intende:
a)       la
condivisione delle spese d’investimento in una catena di approvvigionamento
integrata o gestita per la ricezione o la fornitura di gas naturale
direttamente da o verso il territorio dell’Iran e
b)      la cooperazione diretta a fini di
investimento in impianti per il gas naturale liquefatto nel territorio dell’Iran
o in impianti per il gas naturale liquefatto connessi direttamente con tale
territorio.
Articolo 18
1.           La realizzazione di un
investimento, attraverso le transazioni di cui all’articolo 17, paragrafo 1, in
una persona, un’entità o un organismo iraniana/o che produce beni o tecnologie
elencati nell’allegato III è soggetta all’autorizzazione da parte dell’autorità
competente dello Stato membro interessato.
2.           Le autorità competenti degli
Stati membri non concedono autorizzazioni per le transazioni di cui al
paragrafo 1 qualora abbiano fondati motivi per stabilire che l’azione
contribuirebbe a una delle seguenti attività:
a)      attività dell’Iran connesse con l’arricchimento,
il ritrattamento o l’acqua pesante;
b)      sviluppo di sistemi di lancio di armi
nucleari da parte dell’Iran o
c)      esercizio da parte dell’Iran di attività
connesse con altre questioni su cui l’AIEA ha espresso preoccupazione o che ha
identificato come questioni in sospeso.
Articolo 19
1.           In deroga all’articolo 17,
paragrafo 2, lettera a), le autorità competenti degli Stati membri possono
concedere, alle condizioni che ritengono appropriate, un’autorizzazione a
realizzare un investimento attraverso le transazioni di cui all’articolo 17,
paragrafo 1, purché:
(a)         
la persona, l’entità o l’organismo iraniana/o si
siano impegnati ad applicare adeguate garanzie in merito ai destinatari finali
per quanto riguarda i beni o le tecnologie in questione;
(b)         
l’Iran si sia impegnato a non usare i beni o le
tecnologie in questione per attività nucleari sensibili in termini di
proliferazione o per lo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari e
(c)         
nei casi in cui l’investimento viene realizzato in
una persona, un’entità o un organismo iraniani che producono beni o tecnologie
contenuti negli elenchi del gruppo dei fornitori nucleari e del regime di non
proliferazione nel settore missilistico, il comitato delle sanzioni abbia
accertato preventivamente, caso per caso, che la transazione non contribuirebbe
allo sviluppo di tecnologie a sostegno delle attività nucleari dell’Iran
sensibili in termini di proliferazione né allo sviluppo di sistemi di lancio di
armi nucleari.
2.           Lo Stato membro interessato
informa gli altri Stati membri e la Commissione della sua intenzione di
concedere un’autorizzazione almeno dieci giorni lavorativi prima del rilascio
dell’autorizzazione. 
Articolo 20
L’articolo 17, paragrafo 2, lettera b), non si
applica alla concessione di prestiti o crediti finanziari né all’acquisizione o
all’aumento di una partecipazione, purché
a)           la transazione sia richiesta da un
contratto di vendita concluso prima del 26 luglio 2010 e
b)           l’autorità competente sia stata
informata con un anticipo di almeno venti giorni lavorativi di detto accordo o
contratto.
Articolo 21
L’articolo 17, paragrafo 2, lettera c), non si
applica alla concessione di prestiti o crediti finanziari né all’acquisizione o
all’aumento di una partecipazione, purché
a)           la transazione sia richiesta da un
contratto di vendita concluso prima del 23 gennaio 2012 e
b)           l’autorità competente sia stata
informata con un anticipo di almeno venti giorni lavorativi di detto accordo o
contratto.
Articolo 22
È vietato accettare o approvare, mediante la conclusione
di un accordo o qualsiasi altro mezzo, che la concessione di prestiti o crediti
finanziari o l’acquisizione o l’aumento di una partecipazione o la creazione di
imprese comuni siano realizzati da una o più persone, entità o organismi
iraniani, in un’impresa che svolge una o più delle seguenti attività:
a)           estrazione di uranio;
b)           arricchimento e ritrattamento dell’uranio;
c)           produzione dei beni e delle
tecnologie inseriti negli elenchi del gruppo dei fornitori nucleari o del
regime di non proliferazione nel settore missilistico.
Capo IV
Congelamento di fondi e risorse economiche
Articolo 23
1.           Sono congelati tutti i fondi
e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati dalle
persone, entità o organismi di cui all’allegato I della decisione 2010/413/PESC
del Consiglio. L’allegato I della decisione 2010/413/PESC del Consiglio
comprende le persone, le entità e gli organismi designati dal Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite o dal comitato delle sanzioni a norma del paragrafo
12 dell’UNSCR 1737 (2006), del paragrafo 7 dell’UNSCR 1803 (2008) o dei
paragrafi 11, 12 o 19 dell’UNSCR 1929 (2010).
2.           Sono congelati tutti i fondi
e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati dalle
persone, entità e organismi di cui all’allegato II della decisione
2010/413/PESC del Consiglio. L’allegato II della decisione 2010/413/PESC
del Consiglio comprende le persone fisiche e giuridiche, le entità e gli
organismi che, a norma dell’articolo 20, paragrafo 1, lettere b) e c), della
decisione 2007/413/PESC del Consiglio, sono stati riconosciuti come:
a)      partecipanti, direttamente associati o
fonte di sostegno ad attività nucleari dell’Iran sensibili in termini di
proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari da parte
dell’Iran, anche mediante la partecipazione all’acquisto di beni e tecnologie
vietati, o posseduti o controllati da tale persona, entità o organismo, anche
con mezzi illeciti, o operanti per loro conto o sotto la loro direzione;
b)      persone fisiche o giuridiche, entità o
organismi che hanno aiutato una persona, un’entità o un organismo dell’elenco
ad aggirare o violare le disposizioni del presente regolamento, della decisione
2010/413/PESC del Consiglio o dell’UNSCR 1737 (2006), dell’UNSCR 1747 (2007),
dell’UNSCR 1803 (2008) e dell’UNSCR 1929 (2010);
c)      membri del Corpo delle Guardie
rivoluzionarie islamiche oppure persone giuridiche, entità o organismi
posseduti o controllati dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche o da
uno o più dei suoi membri di alto livello o come persone fisiche o giuridiche
che agiscono per loro conto;
d)      altre
persone, entità o organismi che forniscono sostegno, anche finanziario,
logistico o materiale, al governo iraniano e persone e entità ad essi
associate;
e)      persone
giuridiche, entità o organismi posseduti o controllati dall’Islamic Republic of
Iran Shipping Lines (IRISL) o che agiscono per suo conto.
Conformemente all’obbligo di congelare i
fondi e le risorse economiche dell’IRISL e delle entità designate possedute o
controllate dall’IRISL, è vietato caricare e scaricare merci su e da navi
possedute o noleggiate dall’IRISL o da tali entità nei porti degli Stati
membri. 
L’obbligo di congelare i fondi e le risorse
economiche dell’IRISL e delle entità possedute o controllate dall’IRISL non
impone il sequestro o il fermo di navi possedute da tali entità o dei carichi
da esse trasportati se appartengono a terzi, né impone il trattenimento dell’equipaggio
ad esse legato da contratto.
3.           Nessun fondo o risorsa economica
è messo a disposizione, direttamente o indirettamente, delle persone fisiche o
giuridiche, delle entità o degli organismi di cui agli allegati I o II della
decisione 2010/413/PESC del Consiglio.
4.           Conformemente all’obbligo di
congelare i fondi e le risorse economiche, e fatta salva l’esecuzione delle
deroghe di cui agli articoli 24, 25, 26, 27, 28, 29 o 30, è vietato prestare
servizi di comunicazione finanziaria, utilizzati da enti finanziari per
scambiarsi dati finanziari, alle persone fisiche o giuridiche, alle entità o
agli organismi elencati negli allegati I o II della decisione 2010/413/PESC del
Consiglio.
5.           Gli allegati I o II della
decisione 2010/413/PESC del Consiglio riportano i motivi di inserimento nell’elenco
delle persone, entità ed organismi, forniti dal Consiglio di sicurezza o dal
comitato delle sanzioni relativamente all’allegato I. 
6.           Gli allegati I o II della
decisione 2010/413/PESC del Consiglio riportano inoltre, ove disponibili, le
informazioni necessarie per individuare le persone fisiche o giuridiche, le
entità e gli organismi interessati, fornite dal Consiglio di sicurezza o dal
comitato delle sanzioni relativamente all’allegato I. Con riguardo alle persone
fisiche, tali informazioni possono includere i nomi, compresi gli pseudonimi,
la data e il luogo di nascita, la cittadinanza, i numeri del passaporto e della
carta d’identità, il sesso, l’indirizzo, se noto, e la funzione o professione.
Riguardo alle persone giuridiche, alle entità e agli organismi, tali
informazioni possono includere i nomi, la data e il luogo di registrazione, il
numero di registrazione e la sede di attività. Per quanto riguarda le compagnie
aeree e di navigazione, gli allegati I e II contengono anche, ove disponibili,
le informazioni necessarie per identificare ogni nave o aeromobile appartenente
a una compagnia che figura nell’elenco, quali il numero di registrazione
originale o il nome. Gli allegati I e II riportano inoltre la data della
designazione. 
Articolo 24
1.           In deroga all’articolo 23, le
autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare che taluni fondi o
risorse economiche congelati siano sbloccati a condizione che:
(a)         
i fondi o le risorse economiche siano oggetto di un
vincolo giudiziario, amministrativo o arbitrale sorto prima della data in cui
la persona, l’entità o l’organismo di cui all’articolo 23 è stata/a
designata/o dal comitato delle sanzioni, dal Consiglio di sicurezza o dal
Consiglio o di una sentenza giudiziaria, amministrativa o arbitrale pronunciata
prima di tale data;
(b)         
i fondi o le risorse economiche vengano usati
esclusivamente per soddisfare i crediti garantiti da tale vincolo o
riconosciuti validi da tale sentenza, entro i limiti fissati dalle leggi e dai
regolamenti applicabili che disciplinano i diritti dei creditori;
(c)         
il vincolo o la sentenza non vada a favore di una
delle persone, delle entità o degli organismi di cui agli allegati I o II della
decisione 2010/413/PESC del Consiglio;
(d)         
il riconoscimento del vincolo o della sentenza non
sia contrario all’ordine pubblico dello Stato membro interessato e
(e)         
se si applica l’articolo 23, paragrafo 1, lo Stato
membro abbia notificato il vincolo o la decisione al comitato delle sanzioni.
2.           Lo Stato membro interessato
informa gli altri Stati membri e la Commissione delle autorizzazioni concesse
ai sensi del paragrafo 1.
Articolo 25
In deroga all’articolo 23, e purché un
pagamento da parte di una persona, di un’entità o di un organismo di cui agli
allegati I o II della decisione 2010/413/PESC del Consiglio sia dovuto in forza
di un contratto o di un accordo concluso da o di un obbligo sorto per la
persona, l’entità o l’organismo in questione prima della data in cui tale
persona, entità o organismo era stata/o designata/o dal comitato delle
sanzioni, dal Consiglio di sicurezza o dal Consiglio, le autorità competenti
degli Stati membri possono autorizzare, alle condizioni che ritengono
appropriate, che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati
purché:
a)           l’autorità competente in questione
abbia stabilito che:
i)       i fondi o le risorse economiche saranno
usati per un pagamento da una persona, da un’entità o da un organismo di cui
agli allegati I o II della decisione 2010/413/PESC del Consiglio;
ii)       il pagamento non contribuirà a un’attività
vietata a norma del presente regolamento e
iii)      il pagamento non viola l’articolo 23,
paragrafo 3;
b)           se si applica l’articolo 23,
paragrafo 1, lo Stato membro interessato abbia informato il comitato delle
sanzioni della decisione di cui alla lettera a) e della sua intenzione di
concedere un’autorizzazione, e il comitato delle sanzioni non abbia sollevato
obiezioni in merito entro dieci giorni lavorativi dalla notifica, e
c)           lo Stato membro interessato abbia
informato gli altri Stati membri e la Commissione della decisione di cui alla
lettera a) e della sua intenzione di concedere un’autorizzazione almeno dieci
giorni lavorativi prima del rilascio dell’autorizzazione.
Articolo 26
1.           In deroga all’articolo 23, le
autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare, alle condizioni che
ritengono appropriate, che taluni fondi o risorse economiche congelati siano
sbloccati o messi a disposizione a condizione che:
a)      abbiano stabilito che i fondi o le
risorse economiche sono:
i)        necessari per soddisfare i bisogni
fondamentali delle persone elencate negli allegati I o II della decisione
2010/413/PESC del Consiglio e dei familiari a loro carico, compresi i pagamenti
relativi a generi alimentari, affitti o garanzie ipotecarie, medicinali e cure
mediche, imposte, premi assicurativi e utenza di servizi pubblici;
ii)       destinati esclusivamente al pagamento
di onorari ragionevoli e al rimborso delle spese sostenute per la prestazione
di servizi legali o
iii)      destinati esclusivamente al pagamento
di diritti o di spese connessi alla normale gestione o alla custodia dei fondi
o delle risorse economiche congelati e
b)      se l’autorizzazione riguarda una persona,
un’entità o un organismo di cui all’allegato I della decisione
2010/413/PESC del Consiglio, lo Stato membro interessato abbia informato il
comitato delle sanzioni della decisione di cui alla lettera a) e della sua
intenzione di concedere un’autorizzazione e il comitato delle sanzioni non
abbia sollevato obiezioni in merito entro cinque giorni lavorativi dalla
notifica.
2.           Lo Stato membro interessato
informa gli altri Stati membri e la Commissione delle autorizzazioni concesse
ai sensi del paragrafo 1.
3.           In deroga all’articolo 23, le
autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare che taluni fondi o
risorse economiche congelati siano sbloccati o messi a disposizione, dopo aver
stabilito che i fondi o le risorse economiche sono necessari per coprire spese
straordinarie o per il pagamento o il trasferimento di beni, se acquistati per
un reattore ad acqua leggera la cui costruzione sia iniziata prima del dicembre
2006, ovvero dei beni di cui all’articolo 6, lettere b) e c), a condizione che:
a)      se l’autorizzazione riguarda una persona,
un’entità o un organismo di cui all’allegato I della decisione
2010/413/PESC del Consiglio, lo Stato membro interessato abbia comunicato tale
decisione al comitato delle sanzioni e quest’ultimo l’abbia approvata e
b)      se l’autorizzazione riguarda una persona,
un’entità o un organismo di cui all’allegato II della decisione 2010/413/PESC
del Consiglio, lo Stato membro interessato abbia informato gli altri Stati
membri e la Commissione di questa decisione e della sua intenzione di concedere
un’autorizzazione almeno dieci giorni lavorativi prima del rilascio dell’autorizzazione.

Articolo 27
1            In deroga all’articolo 23,
paragrafi 2 e 3, le autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare,
alle condizioni che ritengono appropriate, che taluni fondi o risorse
economiche congelati siano sbloccati o messi a disposizione dopo aver stabilito
che i fondi o le risorse economiche sono necessari per scopi ufficiali di
missioni diplomatiche o consolari o organizzazioni internazionali che godono di
immunità conformemente al diritto internazionale.
2.           Lo Stato membro interessato
informa gli altri Stati membri e la Commissione delle autorizzazioni concesse
ai sensi del paragrafo 1.
Articolo 28
In deroga all’articolo 23, paragrafi 2 e 3, le
autorità competenti degli Stati membri possono autorizzare, alle condizioni che
ritengono appropriate: 
a)      che determinati fondi siano messi a disposizione
della Banca centrale dell’Iran dopo aver stabilito che i fondi sono necessari
per l’esecuzione, fino al 1° luglio 2012, di un contratto di cui all’articolo
12 o
b)      che determinati fondi o risorse
economiche della Banca centrale dell’Iran siano sbloccati o che determinati
fondi o risorse economiche siano messi a disposizione della Banca centrale dell’Iran
dopo aver stabilito che i fondi o le risorse economiche sono necessari per
fornire agli enti finanziari o creditizi liquidità per il finanziamento di
scambi commerciali,
purché lo Stato membro interessato abbia
informato gli altri Stati membri e la Commissione della sua intenzione di
concedere un’autorizzazione almeno dieci giorni lavorativi prima del rilascio
dell’autorizzazione. 
Articolo 29
1.           In deroga all’articolo 23,
paragrafi 2 e 3, e fino al 23 marzo 2012, le autorità competenti degli Stati
membri possono autorizzare, alle condizioni che ritengono appropriate, che
taluni fondi o risorse economiche siano messi a disposizione della Banca Tejarat
o che taluni fondi o risorse economiche della Banca Tejarat congelati dopo il
23 gennaio 2012 siano sbloccati a condizione che:
a)      i fondi o le risorse economiche in
questione siano usati per un pagamento dovuto in forza di un contratto
commerciale;
b)      il pagamento non violi l’articolo 23,
paragrafo 3.
2.           Lo Stato membro interessato
informa gli altri Stati membri e la Commissione della sua intenzione di
concedere un’autorizzazione almeno dieci giorni lavorativi prima del rilascio
dell’autorizzazione. 
Articolo 30
1.           L’articolo 23, paragrafo 3,
non osta a che gli enti finanziari o creditizi accreditino sui conti congelati
fondi trasferiti verso il conto di una persona fisica o giuridica, di un’entità
o di un organismo che figurano nell’elenco, purché tali versamenti siano anch’essi
congelati. Gli enti finanziari o creditizi informano tempestivamente le
autorità competenti riguardo a tali operazioni.
2.           L’articolo 23, paragrafo 3,
non si applica al versamento sui conti congelati di:
a)      interessi o altri profitti dovuti su
detti conti o
b)      pagamenti dovuti nell’ambito di
contratti, accordi o obblighi conclusi o sorti prima della data in cui la
persona, l’entità o l’organismo di cui all’articolo 23 è stata/o designata/o
dal comitato delle sanzioni, dal Consiglio di sicurezza o dal Consiglio,
purché tali interessi o altri profitti e pagamenti
siano congelati a norma dell’articolo 23, paragrafi 1 o 2.
3.           Non si può considerare che il
presente articolo autorizzi i trasferimenti di fondi di cui all’articolo 31.
Capo V
Restrizioni relative ai trasferimenti di fondi e ai servizi finanziari
Articolo 31
1.           I trasferimenti di fondi da e
verso una persona, un’entità a un organismo iraniana/o sono trattati come
segue:
a)      i trasferimenti connessi a transazioni
relative a prodotti alimentari, assistenza sanitaria, attrezzature mediche o
per scopi umanitari sono effettuati senza autorizzazione preliminare. Il
trasferimento viene notificato preventivamente per iscritto alle autorità
competenti degli Stati membri se di importo superiore a 10 000 EUR o
equivalente;
b)      tutti gli altri trasferimenti di importo
inferiore a 40 000 EUR sono effettuati senza autorizzazione preliminare.
Il trasferimento viene notificato preventivamente per iscritto alle autorità
competenti degli Stati membri se di importo superiore a 10 000 EUR o
equivalente;
c)      per qualsiasi altro trasferimento pari o
superiore a 40 000 EUR o equivalente occorre l’autorizzazione preliminare
delle autorità competenti degli Stati membri.
2.           Il paragrafo 1 si applica a
prescindere dal fatto che il trasferimento di fondi sia effettuato in un’unica
operazione o in più operazioni apparentemente collegate. Ai fini del presente
articolo, per “operazioni apparentemente collegate” si intende: 
i) una catena di trasferimenti dalla o alla stessa
persona, entità o organismo effettuati in relazione a un unico obbligo di
operare un trasferimento di fondi, in cui ogni singolo trasferimento è
inferiore alla soglia fissata nel presente articolo 31 ma che,
complessivamente, soddisfano i criteri di notifica o di autorizzazione o
ii) una catena di trasferimenti operati da diversi
prestatori di servizi di pagamento che adempiono un unico obbligo di effettuare
un trasferimento di fondi.
3.           Alle notifiche e alle
richieste di autorizzazioni riguardanti il trasferimento di fondi si applica il
seguente trattamento:
a)      le notifiche e le richieste di
autorizzazione relative al trasferimento di fondi a favore di una persona, di
un’entità o di un organismo iraniani sono rivolte da o per conto del prestatore
di servizi di pagamento dell’ordinante di cui all’articolo 1, lettera t), alle
autorità competenti dello Stato membro in cui viene dato l’ordine iniziale di
eseguire il trasferimento.
b)      Le notifiche e le richieste di
autorizzazione relative al trasferimento di fondi da una persona, da un’entità
o da un organismo iraniani sono rivolte da o per conto del prestatore di
servizi di pagamento del beneficiario di cui all’articolo 1, lettera t), alle
autorità competenti dello Stato membro in cui è residente il beneficiario o ha
sede il prestatore di servizi di pagamento.
c)      Qualora dall’applicazione delle lettere
a) e b) derivino due obblighi di notifica o di richiesta di autorizzazione per
lo stesso trasferimento di fondi, la notifica o la richiesta di autorizzazione
relativa al trasferimento di fondi è rivolta solo dal prestatore di servizi di
pagamento dell’ordinante di cui all’articolo 1, lettera t), alle autorità
competenti dello Stato membro in cui viene dato l’ordine iniziale di eseguire
il trasferimento.
d)      Se il prestatore di servizi di pagamento
dell’ordinante o del beneficiario non rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo
50, le notifiche e le richieste di autorizzazione sono rivolte, in caso di
trasferimento a una persona, organismo o entità iraniani, dall’ordinante e, in
caso di trasferimento da una persona, organismo o entità iraniani, dal
beneficiario alle autorità competenti dello Stato membro in cui è residente,
rispettivamente, l’ordinante o il beneficiario.
e)      Le notifiche e le richieste di
autorizzazione relative al trasferimento di fondi a o da una persona, un’entità
o un organismo iraniani nell’UE sono rivolte dal prestatore di servizi di
pagamento della persona, dell’entità o dell’organismo iraniani alle autorità
competenti dello Stato membro in cui ha sede il prestatore di servizi di
pagamento.
f)       Nel caso di un trasferimento di fondi a
o da una persona, un’entità o un organismo iraniani in cui né l’ordinante né il
beneficiario né il prestatore di servizi di pagamento rientra nell’ambito di
applicazione dell’articolo 50, ma un prestatore di servizi di pagamento che
rientra in detto articolo funge da intermediario, quest’ultimo deve adempiere l’obbligo
di notifica o di richiesta di autorizzazione, a seconda dei casi, se sa o ha
ragionevoli motivi di sospettare che il trasferimento sia destinato a o
proveniente da una persona, un’entità o un organismo iraniani. Nel caso in cui
diversi prestatori di servizi di pagamento fungano da intermediari, solo il
primo prestatore di servizi di pagamento a occuparsi del trasferimento è tenuto
ad adempiere l’obbligo di notifica o di richiesta di autorizzazione, a seconda
dei casi. Tutte le notifiche e le richieste di autorizzazioni devono essere
rivolte alle autorità competenti dello Stato membro in cui ha sede il
prestatore di servizi di pagamento.
g)      Nel caso in cui diversi prestatori di
servizi di pagamento siano coinvolti in una serie di trasferimenti di fondi
collegati, i trasferimenti nell’UE recano un riferimento all’autorizzazione
concessa al prestatore di servizi di pagamento pertinente.
4.           Ai fini del paragrafo 1, lettera c), le autorità
competenti degli Stati membri autorizzano, alle condizioni che ritengono
appropriate, un trasferimento di fondi per un valore pari o superiore a 40
000 EUR, tranne nel caso in cui abbiano fondati motivi per stabilire che
il trasferimento di fondi per il quale è chiesta l’autorizzazione potrebbe
violare uno dei divieti di cui al presente regolamento.
Un’autorità competente può richiedere il pagamento
di diritti per la valutazione delle richieste di autorizzazione.
L’autorizzazione è considerata concessa se un’autorità
competente ha ricevuto una richiesta di autorizzazione per iscritto e non ha
sollevato obiezioni per iscritto al trasferimento di fondi entro quattro
settimane. Se viene sollevata un’obiezione perché è in corso un’inchiesta, l’autorità
competente lo dichiara e comunica senza indugio la propria decisione. Le
autorità competenti hanno accesso, direttamente o indirettamente, in maniera
tempestiva alle informazioni finanziarie, amministrative e sull’applicazione
della legge necessarie per svolgere l’inchiesta.
Lo Stato membro interessato informa gli altri
Stati membri e la Commissione delle autorizzazioni negate.
5.           Il presente articolo non si applica ove sia stata concessa
un’autorizzazione a norma degli articoli 24, 25, 26, 27, 28 o 29.
6.           Le persone, le entità o gli organismi che si limitano a
convertire documenti cartacei in dati elettronici e operano in base a un
contratto stipulato con un ente finanziario o creditizio non rientrano nell’ambito
di applicazione del presente regolamento, né vi rientrano le persone fisiche o
giuridiche, le entità o gli organismi che forniscono a enti finanziari o
creditizi unicamente la messaggistica o altri mezzi di supporto per la
trasmissione di fondi ovvero sistemi di compensazione e di regolamento.
Articolo 32
1.           Le succursali e le
controllate, che rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 50, degli
enti finanziari o creditizi con sede in Iran notificano all’autorità competente
dello Stato membro in cui sono stabilite tutti i trasferimenti di fondi
effettuati o ricevuti, i nomi delle parti, l’importo e la data dell’operazione
entro cinque giorni lavorativi dall’esecuzione o dalla ricezione di tali
trasferimenti. Se l’informazione è disponibile, la notifica deve precisare la
natura dell’operazione e, se del caso, la natura dei beni oggetto dell’operazione
e indicare, in particolare, se si tratta di beni contemplati dagli allegati I,
II, III, IV, V, VI o VII del presente regolamento nonché, se l’esportazione è
soggetta ad autorizzazione, precisare il numero della licenza rilasciata.
2.           Fatte salve le disposizioni
per lo scambio di informazioni e conformemente ad esse, le altre autorità
competenti destinatarie della notifica, se opportuno al fine di evitare
operazioni che possano contribuire ad attività nucleari sensibili in termini di
proliferazione o allo sviluppo di sistemi di lancio di armi nucleari,
trasmettono senza indugio i dati alle autorità competenti degli altri Stati
membri in cui sono stabilite le controparti delle operazioni.
Articolo 33
1.           Nelle loro attività con gli
enti finanziari o creditizi di cui al paragrafo 2, e per garantire la
conformità con le disposizioni del presente regolamento, gli enti finanziari e
creditizi esercitano una vigilanza rafforzata nel modo seguente:
a)      esercitano una vigilanza costante sull’attività
contabile, in particolare mediante i propri programmi di adeguata verifica
della clientela;
b)      impongono che siano completati tutti i
campi d’informazione degli ordini di pagamento che si riferiscono all’ordinante
e al beneficiario dell’operazione in questione e rifiutano l’operazione se
queste informazioni non sono fornite;
c)      conservano tutte le registrazioni delle
operazioni per cinque anni e, se richiesto, le mettono a disposizione delle
autorità nazionali;
d)      se hanno ragionevoli motivi di sospettare
che attività con enti finanziari e creditizi possano violare le disposizioni
del presente regolamento, ne informano tempestivamente l’unità di informazione
finanziaria (UIF) o altra autorità competente designata dallo Stato membro
interessato, fatti salvi gli articoli 5 e 23. L’UIF, o l’altra autorità
competente designata, funge da centro nazionale per la raccolta e l’analisi
delle segnalazioni di operazioni sospette riguardanti le potenziali violazioni
del presente regolamento. L’UIF, o tale altra autorità competente, ha accesso,
direttamente o indirettamente, in maniera tempestiva alle informazioni
finanziarie, amministrative e sull’applicazione della legge necessarie per
assolvere questo compito, comprese le analisi delle registrazioni di operazioni
sospette.
2.           Le misure di cui al paragrafo
1 si applicano alle attività degli enti finanziari e creditizi con:
a)      enti finanziari o creditizi con sede in
Iran;
b)      succursali e filiali, rientranti nell’ambito
di applicazione dell’articolo 50, di enti finanziari e creditizi con sede in
Iran;
c)      succursali e filiali, non rientranti nell’ambito
di applicazione dell’articolo 50, di enti finanziari o creditizi con sede in
Iran; e
d)      enti finanziari o creditizi non aventi
sede in Iran ma controllati da persone o entità con sede in Iran.
Articolo 34
1.           Agli enti finanziari o
creditizi che non rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 50 è
vietato:
a)      aprire un nuovo conto bancario presso un
ente finanziario o creditizio con sede in Iran o presso un qualsiasi ente
finanziario o creditizio di cui all’articolo 33, paragrafo 2;
b)      aprire nuovi conti di corrispondenza
presso un ente finanziario o creditizio con sede in Iran o presso un qualsiasi
ente finanziario o creditizio di cui all’articolo 33, paragrafo 2; 
c)      aprire un nuovo ufficio di
rappresentanza, una nuova succursale o una nuova controllata in Iran;
d)      costituire una nuova impresa comune con
un ente finanziario o creditizio con sede in Iran o presso un qualsiasi ente
finanziario o creditizio di cui all’articolo 33, paragrafo 2.
2.           È vietato:
a)      autorizzare l’apertura di un ufficio di
rappresentanza o l’apertura nell’Unione di una succursale o controllata di un
ente finanziario o creditizio con sede in Iran o di qualsiasi ente finanziario
o creditizio di cui all’articolo 33, paragrafo 2;
b)      concludere accordi per, o per conto di,
un ente finanziario o creditizio con sede in Iran o di qualsiasi ente
finanziario o creditizio di cui all’articolo 33, paragrafo 2, relativi all’apertura
di un ufficio di rappresentanza o all’istituzione di una succursale o di una
controllata nell’Unione; 
c)      concedere un’autorizzazione per l’avvio e
il proseguimento dell’attività di un ente creditizio, o per qualsiasi altra
attività che richieda un’autorizzazione preventiva, da parte di un ufficio di
rappresentanza, di una succursale o controllata di un ente finanziario o
creditizio con sede in Iran o di qualsiasi ente finanziario o creditizio di cui
all’articolo 33, paragrafo 2, se l’ufficio di rappresentanza, la succursale o
la controllata non era operativo/a prima del 26 luglio 2010;
d)      acquisire o aumentare la partecipazione o
acquisire qualsiasi altro diritto di proprietà in un ente finanziario o
creditizio rientrante nell’ambito di applicazione dell’articolo 50 da
parte di un qualsiasi ente finanziario o creditizio di cui all’articolo 33,
paragrafo 2.
Articolo 35
È vietato:
a)           vendere o acquistare, direttamente o
indirettamente, obbligazioni pubbliche o garantite dalle autorità pubbliche
emesse dopo il 26 luglio 2010 ai seguenti soggetti o dai seguenti soggetti:
i)       l’Iran o il suo governo e i suoi enti,
imprese e agenzie pubblici;
ii)       un ente finanziario o creditizio con
sede in Iran o qualsiasi ente finanziario o creditizio di cui all’articolo 33,
paragrafo 2;
iii)      una persona fisica o una persona
giuridica, entità o organismo che agisca per conto o sotto la direzione di una
persona giuridica, di un’entità o di un organismo di cui ai punti i) o ii);
iv)      persone giuridiche, entità o organismi
posseduti o controllati da una persona, un’entità o un organismo di cui ai
punti i), ii) o iii);
b)           fornire servizi di intermediazione
concernenti obbligazioni pubbliche o garantite da autorità pubbliche emesse
dopo il 26 luglio 2010 a una persona, entità o organismo di cui alla
lettera a);
c)           assistere una persona, entità o
organismo di cui alla lettera a) nell’emissione di obbligazioni pubbliche o
garantite dalle autorità pubbliche, prestando servizi di intermediazione,
pubblicità o qualsiasi altro servizio relativo a dette obbligazioni.
Articolo 36
1.           È vietato fornire
assicurazioni o riassicurazioni, anche a livello di organizzazione o di
intermediazione della fornitura di assicurazioni o riassicurazioni:
a)       all’Iran o al suo governo e ai suoi
enti, imprese e agenzie pubblici;
b)      a una persona, un’entità o un organismo
iraniana/o diversi da una persona fisica o
c)       a una persona fisica o a una persona
giuridica, un’entità o un organismo, quando agisce per conto o sotto la
direzione di una persona giuridica, di un’entità o di un organismo di cui alle
lettere a) o b).
2.           Le lettere a) e b) del
paragrafo 1 non si applicano né alla fornitura di assicurazioni obbligatorie,
di assicurazioni per la responsabilità civile verso terzi o di assicurazioni
della responsabilità ambientale né alla fornitura di assicurazioni per missioni
diplomatiche o consolari iraniane nell’Unione.
3.           La lettera c) del paragrafo 1
non si applica alla fornitura di assicurazioni, ivi comprese le assicurazioni
sanitarie e di viaggio, alle persone che agiscono a titolo privato, ad
eccezione di quelle menzionate negli elenchi di cui agli allegati I o II della
decisione 2010/413/PESC del Consiglio, nonché alle relative riassicurazioni.
La lettera c) del paragrafo 1 non impedisce la
fornitura di servizi di assicurazione o riassicurazione al proprietario di una
nave, di un aeromobile o di un veicolo noleggiato da una persona, un’entità o
un organismo menzionati alle lettere a) e b) e non elencati negli allegati I o
II della decisione 2010/413/PESC del Consiglio.
Ai fini della lettera c) del paragrafo 1, non si
considera che una persona, un’entità o un organismo agisca dietro istruzioni di
una persona, di un’entità o di un organismo di cui alle lettere a) e b) del
paragrafo 1 qualora tali istruzioni siano impartite ai fini dell’attracco, del
carico, dello scarico o del transito sicuro di una nave o di un aeromobile che
si trovino temporaneamente nelle acque o nello spazio aereo iraniani.
4.           Il presente articolo vieta di
prorogare o rinnovare gli accordi di assicurazione e riassicurazione conclusi
prima del 27 ottobre 2010 ma, fatto salvo l’articolo 23, paragrafo 3, non vieta
di rispettare gli accordi conclusi prima di questa data.
Capo VI
Restrizioni ai trasporti
Articolo 37
1.           Per impedire il trasferimento
dei beni e delle tecnologie che figurano nell’elenco comune delle attrezzature
militari o la cui vendita, fornitura, trasferimento, esportazione o
importazione è vietata/o dal presente regolamento, e in aggiunta all’obbligo di
fornire alle autorità competenti degli Stati membri le informazioni prima dell’arrivo
o della partenza di cui alle disposizioni pertinenti sulle dichiarazioni
sommarie di entrata e di uscita del regolamento (CEE) n. 2913/92[22] e del regolamento (CEE) n.
2454/93[23],
la persona che fornisce le informazioni di cui al paragrafo 2 dichiara se i
beni rientrano nell’elenco comune delle attrezzature militari dell’Unione
europea o nel presente regolamento e, nel caso in cui la loro esportazione sia
soggetta ad autorizzazione, fornisce precisazioni sulla licenza di esportazione
rilasciata.
2.           Gli elementi aggiuntivi
richiesti di cui al presente articolo sono presentati per iscritto o
utilizzando le dichiarazioni in dogana, a seconda dei casi.
Articolo 38
1.           La prestazione di servizi di
bunkeraggio o di approvvigionamento delle navi, o di altri servizi di
assistenza a navi possedute o controllate, direttamente o indirettamente, da
una persona, un’entità o un organismo iraniana/o è vietata se i fornitori del
servizio dispongono di informazioni, incluse quelle fornite dalle autorità
doganali competenti sulla base delle informazioni raccolte prima dell’arrivo o
della partenza di cui all’articolo 37, secondo le quali vi sono fondati motivi
di ritenere che le navi trasportino beni che figurano nell’elenco comune delle
attrezzature militari o la cui fornitura, vendita, trasferimento o esportazione
sono vietati ai sensi del presente regolamento, a meno che la prestazione di
tali servizi non sia necessaria per scopi umanitari e di sicurezza.
2.           La prestazione di servizi
tecnici e di manutenzione degli aeromobili cargo posseduti o controllati,
direttamente o indirettamente, da una persona, da un’entità o da un organismo
iraniana/o è vietata se i fornitori del servizio dispongono di informazioni,
incluse quelle fornite dalle autorità doganali competenti sulla base delle
informazioni raccolte prima dell’arrivo o della partenza di cui all’articolo
37, secondo le quali vi sono fondati motivi di ritenere che gli aeromobili
cargo trasportino beni che figurano nell’elenco comune delle attrezzature
militari o la cui fornitura, vendita, trasferimento o esportazione sono vietati
ai sensi del presente regolamento, a meno che la prestazione di tali servizi
non sia necessaria per scopi umanitari e per motivi di sicurezza.
3.           I divieti di cui ai paragrafi
1 e 2 si applicano finché il carico non sia stato ispezionato e, se necessario,
sequestrato e smaltito, a seconda dei casi.
Qualsiasi sequestro e smaltimento può essere
effettuato, in conformità della legislazione nazionale o della decisione di un’autorità
competente, a spese dell’importatore o lo si può ottenere da qualunque altra
persona o entità responsabile del tentativo di fornitura, vendita,
trasferimento o esportazione illeciti.
Capo VII
Disposizioni generali e finali 
Articolo 39
1.           Non è concesso alcun diritto
in relazione a contratti o operazioni sulla cui esecuzione abbiano inciso,
direttamente o indirettamente, integralmente o in parte, le misure adottate ai
sensi del presente regolamento, anche a fini di indennizzo o diritto analogo,
ad esempio un diritto di compensazione o un diritto coperto da garanzia,
segnatamente una proroga o il pagamento di una garanzia o di una controgaranzia,
in particolare finanziaria, indipendentemente dalla sua forma, se la richiesta
è presentata da:
a)      persone, entità o organismi designati
elencati negli allegati I e II della decisione 2010/413/PESC del Consiglio;
b)      qualsiasi altra persona, entità o
organismo iraniana/o, governo iraniano compreso;
c)      qualsiasi persona, entità o organismo che
agisca per tramite o per conto di una delle persone, entità o organismi di cui
alle lettere a) e b).
2.           Si considera che le misure
istituite a norma del presente regolamento abbiano inciso sull’esecuzione di un
contratto o di un’operazione quando l’esistenza o il contenuto della richiesta
derivano, direttamente o indirettamente, da tali misure.
3.           In ogni procedura volta all’esercizio
di un diritto, l’onere della prova che l’esercizio del diritto non è vietato
dal paragrafo 1 incombe alla persona che intende esercitare il diritto.
4.           Il presente articolo lascia
impregiudicato il diritto delle persone, delle entità e degli organismi di cui
al paragrafo 1 al controllo giurisdizionale dell’inadempimento degli obblighi
contrattuali a norma del presente regolamento.
Articolo 40
Ai fini degli articoli 8 e 9, dell’articolo
17, paragrafo 2, lettera b), e degli articoli 31 e 36, qualsiasi organismo,
entità o titolare di diritti derivato dalla concessione originaria, prima del
27 ottobre 2010, da parte di un governo sovrano diverso dall’Iran, di un
accordo di produzione condivisa, non è considerato/a una persona, un’entità o
un organismo iraniano. In tali casi, e in relazione all’articolo 8, l’autorità
competente dello Stato membro può richiedere a qualsiasi organismo o entità
adeguate garanzie in merito ai destinatari finali per ogni vendita, fornitura,
trasferimento o esportazione di attrezzature e tecnologie fondamentali elencate
nell’allegato VI.
Articolo 41
1.           Fatte salve le norme
applicabili in materia di relazioni, riservatezza e segreto professionale, le
persone fisiche e giuridiche, le entità e gli organismi sono tenuti a:
a)      fornire immediatamente qualsiasi
informazione atta a facilitare il rispetto del presente regolamento, quali le
informazioni relative ai conti e agli importi congelati a norma dell’articolo
23, alle autorità competenti degli Stati membri in cui risiedono o sono situati
e a trasmettere tali informazioni, direttamente o attraverso gli Stati membri,
alla Commissione;
b)      collaborare con le autorità competenti
alla verifica di tali informazioni.
2.           Le ulteriori informazioni
ricevute direttamente dalla Commissione sono messe a disposizione dello Stato
membro interessato.
3.           Le informazioni fornite o
ricevute ai sensi del presente articolo sono utilizzate unicamente per i fini
per i quali sono state fornite o ricevute.
Articolo 42
È vietato partecipare, consapevolmente e
deliberatamente, ad attività aventi l’obiettivo o l’effetto di eludere le
misure di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 8, 9, 11, 13, 15, 16, 17, 18, 22, 23,
31, 32, 33, 34, 35, 36, 37 o 38.
Articolo 43
1.           Il congelamento di fondi e
risorse economiche o il rifiuto di rendere disponibili fondi o risorse
economiche, se effettuato ritenendo in buona fede che tale azione sia conforme
al presente regolamento, non comporta alcun genere di responsabilità per la
persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo che lo attua, né per i suoi
direttori o dipendenti, a meno che non si dimostri che i fondi e le risorse
economiche sono stati congelati o trattenuti in seguito a negligenza.
2.           Le misure di cui al presente
regolamento non comportano alcun genere di responsabilità per le persone
fisiche o giuridiche, le entità o gli organismi interessati se essi non
sapevano, e non avevano alcun motivo ragionevole di sospettare, che le loro
azioni o omissioni avrebbero violato tali divieti.
3.           La divulgazione in buona
fede, quale prevista agli articoli 31, 32 e 33, delle informazioni di cui agli
articoli 31, 32 e 33 da parte di una persona, di un’entità o di un organismo
oggetto del presente regolamento, ovvero da parte dei suoi dipendenti o
direttori, non fa sorgere responsabilità di alcun tipo per le istituzioni o le
persone ovvero per i loro direttori o dipendenti.
Articolo 44
1.           Uno Stato membro può adottare
tutte le misure che ritiene necessarie per garantire il rispetto degli obblighi
giuridici nazionali, dell’Unione o internazionali in materia di salute e
sicurezza dei lavoratori e di tutela dell’ambiente, ove l’applicazione del
presente regolamento possa pregiudicare la cooperazione con una persona, un’entità
o un organismo iraniani.
2.           Ai fini delle misure adottate
a norma del paragrafo 1, non si applicano i divieti di cui agli articoli 8 e 9,
all’articolo 17, paragrafo 2, lettera b), all’articolo 23, paragrafo 2, e agli
articoli 31 e 36.
3.           Lo Stato membro interessato
informa gli altri Stati membri e la Commissione della decisione di cui al
paragrafo 1 e della sua intenzione di concedere un’autorizzazione almeno dieci
giorni lavorativi prima del rilascio dell’autorizzazione.
Articolo 45
1.           La Commissione e gli Stati
membri si informano reciprocamente delle misure adottate a norma del presente
regolamento e condividono periodicamente tutte le altre informazioni pertinenti
in loro possesso attinenti al presente regolamento, in particolare quelle
riguardanti 
(a)         
i fondi congelati a norma dell’articolo 23 e le
deroghe concesse a norma degli articoli 24, 26 e 27;
(b)         
problemi di violazione e di applicazione delle
norme e le sentenze pronunciate dagli organi giurisdizionali nazionali.
2.           Ciascuno Stato membro
comunica immediatamente agli altri Stati membri e alla Commissione tutte le
altre informazioni pertinenti in suo possesso tali da pregiudicare l’effettiva
attuazione del presente regolamento.
Articolo 46
La Commissione:
a)           modifica l’allegato II sulla base di
accertamenti eseguiti dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o dal
comitato delle sanzioni o sulla base delle informazioni fornite dagli Stati
membri;
b)           modifica gli allegati III, IV, V,
VI, VII e VIII sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri.
Articolo 47
1.           Qualora il Consiglio di sicurezza o
il comitato delle sanzioni inserisca nell’elenco una persona fisica o
giuridica, un’entità o un organismo, il Consiglio inserisce tale persona fisica
o giuridica, entità o organismo nell’allegato I della decisione 2010/413/PESC
del Consiglio.
2.           Qualora il Consiglio decida di
applicare a una persona fisica o giuridica, a un’entità o a un organismo le
misure di cui all’articolo 23, paragrafi 2 e 3, esso modifica di conseguenza l’allegato
II della decisione 2010/413/PESC del Consiglio.
3.           Il Consiglio trasmette la sua
decisione e i motivi dell’inserimento nell’elenco alla persona fisica o
giuridica, all’entità o all’organismo di cui ai paragrafi 1 o 2 direttamente,
se l’indirizzo è noto, o mediante la pubblicazione di un avviso, dando alla
persona fisica o giuridica, all’entità o all’organismo la possibilità di formulare
osservazioni.
4.           Qualora siano formulate osservazioni
o siano presentate nuove prove sostanziali, il Consiglio riesamina la decisione
e ne informa opportunamente la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo.
5.           Qualora le Nazioni Unite decidano di
depennare dall’elenco una persona fisica o giuridica, un’entità o un organismo
o di modificare i dati identificativi di una persona fisica o giuridica, di un’entità
o di un organismo dell’elenco, il Consiglio modifica opportunamente l’allegato
I della decisione 2010/413/PESC del Consiglio.
6.           L’elenco di cui all’allegato II
della decisione 2010/413/PESC del Consiglio è riesaminato periodicamente e
almeno ogni 12 mesi.
Articolo 48
1.           Gli Stati membri stabiliscono norme
sulle sanzioni applicabili alle violazioni del presente regolamento e adottano
tutte le misure necessarie per garantirne l’attuazione. Le sanzioni devono
essere effettive, proporzionate e dissuasive.
2.           Gli Stati membri notificano senza
indugio tali norme alla Commissione dopo l’entrata in vigore del presente
regolamento, così come ogni successiva modifica.
Articolo 49
1.           Gli Stati membri designano le
autorità competenti di cui al presente regolamento e le identificano sui siti
web elencati nell’allegato VIII. Gli Stati membri notificano alla Commissione
le eventuali modifiche degli indirizzi dei loro siti web elencati nell’allegato VIII.
2.           Gli Stati membri notificano alla
Commissione le proprie autorità competenti, compresi gli estremi delle stesse,
subito dopo l’entrata in vigore del presente regolamento e informano
immediatamente la Commissione di ogni eventuale successiva modifica.
3.           Laddove il presente regolamento
imponga di notificare, informare o comunicare in altro modo con la Commissione,
l’indirizzo e gli altri estremi da usare per queste comunicazioni sono quelli
indicati nell’allegato VIII.
Articolo 50
Il presente regolamento si applica:
a)           nel territorio dell’Unione, compreso
il suo spazio aereo;
b)           a bordo di tutti gli aeromobili o di
tutti i natanti sotto la giurisdizione di uno Stato membro;
c)           a qualsiasi cittadino di uno Stato
membro che si trovi all’interno o all’esterno del territorio dell’Unione;
d)           a qualsiasi persona giuridica,
entità o organismo che si trovi all’interno o all’esterno del territorio dell’Unione
e sia costituita/o conformemente alla legislazione di uno Stato membro;
e)           a qualsiasi persona giuridica,
entità o organismo relativamente ad attività economiche esercitate interamente
o parzialmente all’interno dell’Unione.
Articolo 51
Il regolamento (UE) n. 961/2010 è
abrogato. I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente
regolamento.
Articolo 52
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO I
PARTE A
Beni e tecnologie di cui all’articolo 2,
paragrafi 1, 2 e 4, 
all’articolo 3, paragrafo 3, all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 6, all’articolo
8, paragrafo 4, all’articolo 17, paragrafo 2, e all’articolo 32, paragrafo 1 
Il presente allegato comprende tutti i beni e
le tecnologie elencati nell’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009, quali
ivi definiti, ad eccezione dei seguenti:
 Voce dell’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 || Designazione delle merci 
 5A002 || Sistemi, apparecchiature e componenti di sicurezza dell’informazione, come segue: a.            Sistemi, apparecchiature, «assiemi elettronici» di specifica applicazione, moduli e circuiti integrati che assicurano la «sicurezza dell’informazione», come segue, e loro altri componenti appositamente progettati: N.B.: per il controllo delle apparecchiature di ricezione di sistemi globali di navigazione via satellite che contengono o utilizzano funzioni di decrittazione (ad esempio GPS o GLONASS), vedere 7Aa005. 1.      progettati o modificati per utilizzare la «crittografia» con l’impiego di tecniche numeriche che effettuano ogni funzione crittografica eccetto l’autenticazione o la firma digitale aventi una delle caratteristiche seguenti: Note tecniche: 1.       le funzioni di autenticazione e di firma digitale comprendono la relativa funzione di gestione delle chiavi associate. 2.      L’autenticazione comprende tutti gli aspetti del controllo di accesso che non prevedono la cifratura di archivi o testi, salvo che questi non siano collegati alla protezione delle password, dei numeri di identificazione personali (PIN) o di dati similari al fine di prevenire l’accesso non autorizzato. 
   || 3.       La «crittografia» non comprende tecniche di compressione o di codifica di dati «fissi». Nota:      5A002.a.1 comprende le apparecchiature progettate o modificate per utilizzare la «crittografia» secondo principi analogici laddove questi ultimi vengano attuati con tecniche numeriche. a.       un “algoritmo simmetrico” utilizzante una lunghezza di chiave superiore a 56 bit o b.      un «algoritmo asimmetrico» in cui la sicurezza dell’algoritmo sia basata su uno degli elementi seguenti: 1.       fattorizzazione degli interi superiori a 512 bit (per es. RSA); 2.       calcolo dei logaritmi discreti in un gruppo moltiplicativo di un campo finito di dimensioni superiori a 512 bit (per es. Diffie-Hellman su Z/pz); o 3.       logaritmi discreti in un gruppo diverso da quelli menzionati in 5A002.a.1.b.2, superiore a 112 bit (per es., Diffie-Hellman su una curva ellittica);   
 5D002 || «Software», come segue: a.            «software» appositamente progettato o modificato per l’«utilizzazione» di apparecchiature specificate in 5A002.a.1 o di «software» specificato in 5D002.c.1;   
   || b.           «software» specifico come segue: 1.      «software» avente le caratteristiche o in grado di eseguire o simulare le funzioni delle apparecchiature specificate in 5A002.a.1; Nota:     5D002 non sottopone ad autorizzazione i seguenti «software»: a.      il «software» necessario per l’«utilizzazione» di apparecchiature non sottoposte ad autorizzazione nella nota del 5A002; b.      il «software» che fornisce una delle funzioni delle apparecchiature non sottoposte ad autorizzazione nella nota del 5A002. 
 5E002 || «Tecnologia» in conformità alla nota generale sulla tecnologia per l’«utilizzazione» di apparecchiature specificate in 5A002.a.1 o di «software» specificato in 5D002.a. o 5D002.c.1 del presente elenco. 
PARTE B
L’articolo 6 si applica ai seguenti beni:
 Voce dell’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 || Designazione delle merci 
 0A001 || «Reattori nucleari» e loro apparecchiature e componenti appositamente progettati o preparati, come segue: a.            «reattori nucleari»; b.           contenitori metallici, o loro parti principali fabbricate in officina, compresa la copertura del contenitore in pressione del reattore, appositamente progettati o preparati per contenere il nocciolo di un «reattore nucleare»; c.            apparecchiature di manipolazione appositamente progettate o preparate per l’introduzione o la rimozione del combustibile in «reattori nucleari»; d.           barre di controllo appositamente progettate o preparate per il controllo del processo di fissione in «reattori nucleari», loro strutture di supporto o di sospensione, meccanismi di regolazione delle barre e tubi guida per barre; e.            tubi resistenti alla pressione, appositamente progettati o preparati per contenere gli elementi di combustibile e il fluido refrigerante primario in un «reattore nucleare», in grado di sopportare una pressione di esercizio superiore di 5,1 MPa; f.            zirconio metallo e leghe sotto forma di tubi o assiemi di tubi in cui il rapporto in peso afnio/zirconio è inferiore a 1/500, appositamente progettati o preparati per essere utilizzati in un «reattore nucleare»; 
 g.            pompe per la circolazione del refrigerante appositamente progettate o preparate per la circolazione del refrigerante primario di «reattori nucleari»; h.            «elementi interni del reattore» appositamente progettati o preparati per essere utilizzati in «reattori nucleari», comprendenti colonne di supporto del nocciolo, canali del combustibile, schermi termici, deflettori, piastre a griglie del nocciolo e piastre del diffusore; Nota: In 0A001.h. si intende per ‘elementi interni del reattore’ qualsiasi struttura principale all’interno del contenitore del reattore avente una o più funzioni, ad esempio sostenere il nocciolo, mantenere l’allineamento del combustibile, dirigere il flusso del refrigerante primario, fornire schermi all’irraggiamento per il contenitore del reattore e dirigere la strumentazione del nocciolo. i.             scambiatori di calore (generatori di vapore) appositamente progettati o preparati per essere utilizzati nel circuito del refrigerante primario di «reattori nucleari»; j.            strumenti di rivelazione e misurazione dei neutroni appositamente progettati o preparati per determinare i livelli di flusso dei neutroni nel nocciolo di «reattori nucleari». 
 0C002 || Uranio a bassa concentrazione rientrante in 0C002 se incorporato in elementi di combustibili nucleari assemblati. 
ALLEGATO II
Beni e tecnologie di cui all’articolo 2,
paragrafi 1, 2 e 4, 
all’articolo 3, paragrafo 3, all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 8,
paragrafo 4, all’articolo 17, paragrafo 2, all’articolo 32, paragrafo 1 e all’articolo
46
Note
introduttive
1.               Salvo
disposizione contraria, i numeri di riferimento utilizzati nella colonna
intitolata «Descrizione» si riferiscono alle descrizioni dei prodotti e delle
tecnologie a duplice uso di cui all’allegato I del regolamento (CE) n.
428/2009.
2.           Un numero di riferimento nella
colonna intitolata «Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento
(CE) n. 428/2009» sta a indicare che le caratteristiche del prodotto figurante
nella colonna «Descrizione» esulano dai parametri stabiliti nella descrizione
della voce relativa ai prodotti a duplice uso cui fa riferimento.
3.           Per le definizioni dei termini tra ‘virgolette
singole’ si veda la nota tecnica relativa alla voce in questione.
4.           Per le definizioni dei termini tra “virgolette
doppie” si veda l’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio.
Note
generali
1.           Sono sottoposti ad autorizzazione
per l’esportazione tutti i beni (compresi gli impianti) non specificati nel
presente elenco qualora in tali beni siano contenuti componenti — specificati
nell’elenco — che ne costituiscano l’elemento principale e da questi possano
essere facilmente rimossi per altre utilizzazioni.
N.B.: Per giudicare se i componenti vietati
specificati nel presente elenco devono essere considerati l’elemento principale
occorre tener conto della loro quantità, valore e contenuto tecnologico nonché
di altre circostanze particolari che potrebbero far individuare tali componenti
come l’elemento principale dei beni in esportazione.
2.           I beni specificati nel presente
elenco sono da intendersi sia nuovi che usati.
Nota
generale sulla tecnologia (NGT)
(Da
leggersi congiuntamente alla sezione II.B.)
1.           Sono vietati, secondo le
disposizioni della sezione II.B, la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione
della «tecnologia»«necessaria» per lo «sviluppo», la «produzione» o l’«utilizzazione»
di beni di cui nella parte A (Beni) sono vietati la vendita, la fornitura, il
trasferimento o l’esportazione.
2.           Sono vietati, secondo le
disposizioni della sezione II.B, la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione
della «tecnologia» «necessaria» per lo «sviluppo» o la «produzione» di beni di
cui nella parte A (Beni) dell’allegato IV sono sottoposti ad autorizzazione la
vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione.
3.           La «tecnologia» «necessaria»
per lo «sviluppo», la «produzione» o l’«utilizzazione» di beni specificati nell’elenco
rimane sottoposta a divieto anche quando è utilizzabile per beni non specificati
nell’elenco.
4.           I divieti non si applicano alla
quantità minima di «tecnologia» necessaria per l’installazione, il
funzionamento, la manutenzione (il controllo) e la riparazione dei beni che non
sono vietati o di cui è stata autorizzata l’esportazione a norma del
regolamento (CE) n. 423/2007 o del presente regolamento.
5.           Il divieto relativo al trasferimento
di «tecnologia» non si applica alle informazioni «di pubblico dominio», alla
«ricerca scientifica di base» o alla quantità minima di informazioni necessarie
per le domande di brevetto.
II.A. BENI
 A0. Materiali nucleari, impianti e apparecchiature 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 II.A0.001 || Lampade a catodo cavo, come segue: a.            Lampade a catodo cavo allo iodio con finestre di silicio puro o quarzo b.           Lampade a catodo cavo all’uranio || — 
 II.A0.002 || Isolatori di Faraday nell’intervallo di lunghezze d’onda 500 nm – 650 nm || — 
 II.A0.003 || Reticoli ottici nell’intervallo di lunghezze d’onda 500 nm – 650 nm || — 
 II.A0.004 || Fibre ottiche nell’intervallo di lunghezze d’onda 500 nm – 650 nm rivestite con strati antiriflesso, nell’intervallo di lunghezze d’onda 500 nm – 650 nm e con un diametro dell’anima superiore a 0,4 mm ma non superiore a 2 mm || — 
 II.A0.005 || Componenti di contenitori di reattori nucleari e apparecchiature di collaudo, diversi da quelli specificati in 0A001, come segue: 1.           Dispositivi di tenuta 2.           Componenti interni 3.           Apparecchiature per sigillare, collaudare e misurare || 0A001 
 II.A0.006 || Sistemi di rilevazione nucleare per la rilevazione, l’identificazione o la quantificazione di materiali radioattivi e radiazioni di origine nucleare e loro componenti appositamente progettati, diversi da quelli specificati in 0A001.j o 1A004.c. || 0A001.j 1A004.c 
 II.A0.007 || Valvole di tenuta a soffietto in lega di alluminio o in acciaio inossidabile del tipo 304, 304L o 316L. Nota:     questa voce non comprende le valvole definite in 0B001.c.6 e 2A226. || 0B001.c.6 2A226 
 II.A0.008 || Specchi per laser diversi da quelli specificati in 6A005.e, costituiti da substrati aventi un coefficiente di dilatazione termica uguale o inferiore a 10-6K-1 a 20°C (ad es. silicio fuso o zaffiro). Nota:   in questa voce non rientrano i sistemi ottici appositamente progettati per applicazioni astronomiche, eccettuato il caso in cui gli specchi contengano silicio fuso. || 0B001.g.5, 6A005.e 
 II.A0.009 || Lenti per laser diverse da quelle specificate in 6A005.e.2, costituiti da substrati aventi un coefficiente di dilatazione termica uguale o inferiore a 10-6K-1 a 20°C (ad es. silicio fuso). || 0B001.g, 6A005.e.2 
 II.A0.010 || Tubi, tubazioni, flange, accessori in nichelio o rivestiti di nichelio, o leghe di nichelio contenenti oltre il 40% in peso di nichelio, diversi da quelli specificati in 2B350.h.1. || 2B350 
 II.A0.011 || Pompe a vuoto diverse da quelle specificate in 0B002.f.2 o 2B231, come segue: pompe turbomolecolari di portata pari o superiore a 400 l/s. Pompe a vuoto rotative di tipo «roots» con una portata volumetrica di aspirazione superiore a 200 m3/h. Compressori a secco a spirale con tenuta a soffietto e pompe a vuoto a secco a spirale con tenuta a soffietto. || 0B002.f.2, 2B231 
 II.A0.012 || Camere schermate per la manipolazione, lo stoccaggio e il trasporto di sostanze radioattive (celle calde). || 0B006 
 II.A0.013 || «Uranio naturale» o «uranio impoverito» o torio sotto forma di metallo, lega, composto chimico, o concentrato, e qualsiasi altra materia contenente una o più delle sostanze summenzionate, diverse da quelle specificate in 0C001. || 0C001 
 II.A0.014 || Camere di detonazione aventi la capacità di assorbire esplosioni di potenza superiore a 2,5 kg equivalente TNT. || — 
 A1. Materiali, prodotti chimici, «microrganismi» e «tossine» 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 II.A1.001 || Solvente di acido fosforico di bis(2-etilesile) (HDEHP o D2HPA) (classificato nel repertorio dei prodotti chimici come 298-07-7) in qualsiasi quantità, con una purezza superiore al 90%. || – 
 II.A1.002 || Fluoro gassoso (classificato nel repertorio dei prodotti chimici come 7782-41-4), con una purezza almeno del 95%. || – 
 II.A1.005 || Celle elettrolitiche per la produzione di fluoro, con resa in uscita superiore a 100 g/h di fluoro. Nota:     questa voce non comprende le celle elettrolitiche definite in 1B225. || 1B225 
 II.A1.006 || Catalizzatori, diversi da quelli vietati da 1A225, contenenti platino, palladio o rodio, utilizzabili per favorire la reazione di scambio dell’isotopo idrogeno tra l’idrogeno e l’acqua per il recupero del trizio dall’acqua pesante o per la produzione di acqua pesante. || 1B231, 1A225 
 II.A1.007 || Alluminio e sue leghe, diversi da quelli specificati in 1C002.b.4 o 1C202.a, in forma grezza o semilavorata, aventi una delle caratteristiche seguenti: a.            con una resistenza massima a trazione uguale o superiore a 460 MPa a 293 K (20°C) o b.           con una resistenza a trazione pari o superiore a 415 MPa a 298 K (25°C). || 1C002.b.4, 1C202.a 
 II.A1.008 || Metalli magnetici di qualsiasi tipo e forma, con una permeabilità iniziale relativa di 120.000 o più e uno spessore compreso tra 0,05 e 0,1 mm. || 1C003.a 
 II.A1.009 || «Materiali fibrosi o filamentosi» o materiali preimpregnati, come segue: N.B. SI VEDA ANCHE II.A1.019.a. a.            ‘materiali fibrosi o filamentosi’ al carbonio o aramidici aventi una delle caratteristiche seguenti: 1.      «modulo specifico» superiore a 10 × 106 m, o 2.      «carico di rottura specifico» superiore a 17 × 104 m; b.           «materiali fibrosi o filamentosi» di vetro aventi una delle caratteristiche seguenti: 1.      «modulo specifico» superiore a 3,18 × 106 m, o 2.      «carico di rottura specifico» superiore a 76,2 × 103 m; || 1C010.a 1C010.b 1C210.a 1C210.b 
   || c.            «filati», «fasci di fibre», «cavi» o «nastri» continui impregnati di resina termoindurente di larghezza uguale o inferiore a 15 mm (già materiali preimpregnati), costituiti dai ‘materiali fibrosi o filamentosi’ di vetro o di carbonio diversi da quelli specificati in II.A1.010.a. o b. Nota:     questa voce non comprende i ‘materiali fibrosi o filamentosi’ definiti in 1C010.a, 1C010.b, 1C210.a e 1C210.b. ||   
 II.A1.010 || Fibre impregnate di resina o di catrame (preimpregnati), fibre rivestite di metallo o di carbonio (preformati) o «preformati di fibre di carbonio», come segue: a.            costituiti dai «materiali fibrosi o filamentosi» specificati in II.A1.009; b.           «materiali fibrosi o filamentosi» al carbonio impregnati in una «matrice» di resina epossidica (preimpregnati), specificati in 1C010.a, 1C010.b o 1C010.c, per la riparazione di prodotti laminati o di strutture di aeromobili, nei quali la dimensione dei singoli fogli non superi 50 cm × 90 cm; || 1C010.e. 1C210 
   || c.            preimpregnati specificati in 1C010.a, 1C010.b o 1C010.c, quando impregnati con resine fenoliche o epossidiche aventi una temperatura di transizione vetrosa (Tg) inferiore a 433 K (160°C) e una temperatura di indurimento inferiore alla temperatura di transizione vetrosa. Nota:     questa voce con comprende i ‘materiali fibrosi o filamentosi’ definiti alla voce 1C010.e. ||   
 II.A1.011 || Materiali ceramici compositi rinforzati al carburo di silicio utilizzabili per punte di ogive, veicoli di rientro, alette di ogive, utilizzabili nei «missili», diversi da quelli specificati in 1C107. || 1C107 
 II.A1.012 || Acciai Maraging, diversi da quelli specificati in 1C116 e 1C216, aventi carico di rottura uguale o superiore a 2050 MPa, a 293 K (20°C). Nota tecnica: l’acciaio sopra richiamato comprende l’acciaio Maraging prima o dopo il trattamento termico. || 1C216 
 II.A1.013 || Tungsteno, tantalio, carburo di tungsteno, carburo di tantalio e relative leghe, aventi le due caratteristiche seguenti: a.            in forme aventi una simmetria cilindrica della parte cava (compresi i segmenti di cilindro) con diametro interno compreso tra 50 mm e 300 mm; e b.           una massa maggiore di 5 kg. Nota:     questa voce non comprende il tungsteno, il carburo di tungsteno e le leghe di tungsteno definite in 1C226. || 1C226 
 II.A1.014 || Polveri elementari di cobalto, neodimio o samario oppure leghe o miscele di tali elementi, contenenti in peso almeno 20% di cobalto, neodimio o samario con granulometria inferiore a 200 μm. || — 
 Tributilfosfato (TBP) puro [n. || CAS 126-73-8] o ogni miscela avente in peso un contenuto di TBP superiore a 5%. || — 
 II.A1.016 || Acciai Maraging, diversi da quelli vietati da 1C116, 1C216 o II.A1.012 Nota tecnica: gli acciai Maraging sono leghe di ferro generalmente caratterizzate da alto contenuto di nichelio, contenuto molto basso di carbonio e l’uso di elementi sostitutivi o precipitati per ottenere un aumento di resistenza e di durezza per invecchiamento della lega. || — 
 II.A1.017 || Metalli, polveri di metalli e materiali, come segue: a.            tungsteno e sue leghe, diversi da quelli vietati da 1C117, sotto forma di particelle uniformemente sferiche o atomizzate di diametro uguale o inferiore a 500 micrometri contenenti il 97% o più in peso di tungsteno; b.           molibdeno e sue leghe, diversi da quelli vietati da 1C117, sotto forma di particelle uniformemente sferiche o atomizzate di diametro uguale o inferiore a 500 micrometri contenenti il 97% o più in peso di molibdeno; c.            materiali in tungsteno in forma solida, diversi da quelli specificati in 1C226 o II.A1.013, composti dai seguenti materiali 1.      tungsteno e sue leghe, contenenti in peso 97% o più di tungsteno; 2.      tungsteno infiltrato con rame, contenente in peso 80% o più di tungsteno o 3.      tungsteno infiltrato con argento, contenente in peso 80% o più di tungsteno. || — 
 II.A1.018 || Leghe magnetiche tenere aventi la seguente composizione chimica: a)           contenuto di ferro tra 30% e 60% e b)         contenuto di cobalto tra 40% e 60%. || — 
 II.A1.019 || «Materiali fibrosi o filamentosi» o materiali preimpregnati, non vietati dall’allegato I o dall’allegato II ((II.A1.009, II.A1.010) del presente regolamento o non specificati nell’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009, come segue: a)           «materiali fibrosi o filamentosi» al carbonio; Nota: II.A1.019a. non comprende i tessuti. b)           «filati», «fasci di fibre», «cavi» o «nastri» continui impregnati di resina termoindurente costituiti da «materiali fibrosi o filamentosi» di carbonio; c)           «filati», «fasci di fibre», «cavi» o «nastri» continui di poliacrilonitrile (PAN). || — 
 A2. Trattamento e lavorazione dei materiali 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 II.A2.001 || Sistemi di collaudo a vibrazioni, apparecchiature e loro componenti, diversi da quelli specificati in 2B116: a.            sistemi di collaudo a vibrazione che impiegano tecniche a retroazione o ad anello chiuso e incorporano un controllore numerico, in grado di vibrare un sistema ad un’accelerazione uguale o superiore a 0,1g in valore efficace tra 0,1 Hz e 2 kHz ed in grado di imprimere forze uguali o superiori a 50 kN, misurate a «tavola vuota»; b.           controllori numerici, combinati con software di collaudo a vibrazione appositamente progettato, con «larghezza di banda in tempo reale» superiore a 5 kHz e progettati per essere utilizzati con i sistemi di collaudo a vibrazione specificati in a.; c.            dispositivi di spinta per vibrazione (unità di vibrazione), con o senza amplificatori associati, in grado di imprimere una forza uguale o superiore a 50 kN, misurata a ‘tavola vuota’, ed utilizzabili nei sistemi di collaudo a vibrazione specificati in a.; d.           strutture di supporto del pezzo da collaudare ed unità elettroniche progettate per combinare più unità di vibrazione in un sistema completo in grado di fornire una forza effettiva combinata uguale o superiore a 50 kN, misurata a «tavola vuota», ed utilizzabili nei sistemi di collaudo a vibrazione specificati in a. Nota tecnica: per «tavola vuota» si intende una tavola o superficie piatta priva di accessori o di attrezzi di fissaggio. || 2B116 
 II.A2.002 || Macchine utensili e componenti e dispositivi di controllo numerico per macchine utensili, come segue: a.            Macchine utensili di rettifica aventi accuratezza di posizionamento con «tutte le compensazioni disponibili» uguale o minore (migliore) di 15 μm secondo la norma ISO 230/2 (1988) (1) o norme nazionali equivalenti su uno qualsiasi degli assi lineari; Nota: questa voce non comprende le macchine utensili di rettifica definite in 2B201.b e 2B001.c. b.           Componenti e dispositivi di controllo numerico, appositamente progettati per le macchine utensili specificate in 2B001, 2B201 o in a. || 2B201.b 2B001.c 
 II.A2.003 || Macchine di bilanciamento e relative apparecchiature, come segue: a.            macchine di bilanciamento progettate o modificate per apparecchiature dentistiche o altre apparecchiature mediche, aventi tutte le caratteristiche seguenti: 1.      che non siano in grado di bilanciare rotori/assiemi aventi massa superiore a 3 kg; || 2B119 
   || 2.      che siano in grado di bilanciare rotori/assiemi a velocità superiore a 12500 rpm; 3.      che siano in grado di effettuare correzioni di equilibratura su due o più piani; e 4.      che siano in grado di realizzare l’equilibratura sino a uno sbilanciamento specifico residuo di 0,2 g × mm per kg di massa rotante; b.           teste indicatrici progettate o modificate per essere utilizzate con le macchine specificate in a. Nota tecnica: le teste indicatrici sono conosciute talvolta come strumentazione per il bilanciamento. ||   
 II.A2.004 || Manipolatori a distanza che possono essere usati per azioni a distanza nelle operazioni di separazione radiochimica o nelle celle calde, diversi da quelli specificati in 2B225, aventi una delle caratteristiche seguenti: a.            capacità di penetrazione uguale o superiore a 0,3 m della parete della cella calda (operazione attraverso la parete); o b.           capacità di superare la sommità della parete di una cella calda di spessore uguale o superiore a 0,3 m (funzionamento sopra la parete). || 2B225 
 II.A2.006 || Forni in grado di funzionare a temperature superiori a 400°C, come segue: a. forni di ossidazione b. forni per trattamento termico in atmosfera controllata Nota:     in questa voce non rientrano i forni a tunnel con trasporto a rulli o carrelli, i forni a tunnel con nastro trasportatore, i forni di tipo a spinta o forni a navetta, progettati appositamente per la produzione di vetro, ceramica per stoviglie e ceramica strutturale. || 2B226 2B227 
 II.A2.007 || «Trasduttori di pressione», diversi da quelli definiti in 2B230, in grado di misurare pressioni assolute in qualsiasi punto della gamma compresa tra 0 e 200 kPa, e aventi entrambe le caratteristiche seguenti: a.            elementi sensibili alla pressione costituiti di o protetti da «Materiali resistenti alla corrosione da esafluoruro di uranio UF6» e b.           aventi una delle caratteristiche seguenti: 1.      fondo scala inferiore a 200 kPa e “accuratezza” migliore di ± 1% (fondo scala) o 2.      fondo scala di 200 kPa o superiore e «accuratezza» migliore di 2 kPa. || 2B230 
 II.A2.011 || Separatori centrifughi, in grado di effettuare una separazione continua senza la propagazione di aerosol e costruiti con: 1.           leghe contenenti in peso più del 25% di nichelio e 20% di cromo; 2.           fluoropolimeri; 3.           vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro); 4.           nichelio o leghe contenenti in peso più del 40% di nichelio; 5.           tantalio o leghe di tantalio; 6.           titanio o leghe di titanio; o 7.           zirconio o leghe di zirconio. Nota:     questa voce non comprende i separatori centrifughi definiti alla voce 2B352.c. || 2B352.c 
 II.A2.012 || Filtri sinterizzati metallici di nichelio o leghe di nichelio contenenti più del 40% in peso di nichelio. Nota:     questa voce non comprende i filtri definiti alla voce 2B352.d. || 2B352.d 
 II.A2.013 || Macchine per tornitura in lastra e per fluotornitura, diverse da quelle sottoposte ad autorizzazione da 2B009, 2B109 o 2B209, con forza esercitata dal rullo superiore a 60 kN e componenti appositamente progettati per dette macchine. Nota tecnica: ai fini di II.A2.013 sono considerate macchine di fluotornitura anche le macchine che combinano le funzioni di tornitura in lastra e di fluotornitura. || — 
 II.A2.014 || Contattori liquido-liquido (miscelatori separatori, colonne pulsate e contattori centrifughi); distributori di liquidi, distributori di vapore o collettori di liquidi progettati per tali apparecchiature, in cui tutte le superfici a diretto contatto con la sostanza o le sostanze chimiche trattate sono: N.B. SI VEDA ANCHE IV.A2.008. a. fatti di uno dei seguenti materiali:               1.       leghe contenenti in peso più del 25% di nichelio e 20% di cromo;               2.       fluoropolimeri;               3.       vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);               4.       grafite o «carbonio grafite»;               5.       nichelio o leghe contenenti in peso più del 40% di nichelio;               6.       tantalio o leghe di tantalio;               7.       titanio o leghe di titanio; o               8.       zirconio o leghe di zirconio, o b. fatte di acciaio inossidabile e di uno o più materiali specificati in          II.A2.014.a. Nota tecnica: il «carbonio grafite» è una composizione formata da carbonio amorfo e grafite, contenente in peso almeno l’8% di grafite. || 2B350.e 
 II.A2.015 || Attrezzature e componenti industriali, diversi da quelli specificati alla voce 2B350.d, quali: N.B. SI VEDA ANCHE IV.A2.009. Scambiatori di calore o unità di condensazione aventi l’area della superficie di trasferimento del calore superiore a 0,05 m2 e inferiore a 30 m2; tubi, piastre, serpentine o blocchi (nuclei) progettati per detti scambiatori di calore o unità di condensazione, in cui tutte le superfici a diretto contatto con il fluido/i fluidi sono: a.         fatte di uno dei seguenti materiali:               1.       leghe contenenti in peso più del 25% di nichelio e 20% di cromo;               2.       fluoropolimeri;               3.       vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);               4.       grafite o «carbonio grafite»;               5.       nichelio o leghe contenenti in peso più del 40% di nichelio;               6.       tantalio o leghe di tantalio;               7.       titanio o leghe di titanio               8.       zirconio o leghe di zirconio;               9.       carburo di silicio. o               10.     carburo di titanio; o b; fatta di acciaio inossidabile e di uno o più materiali specificati in II.A2.015.a.   Nota:     questa voce non comprende i radiatori per veicoli. Nota tecnica: I materiali utilizzati per guarnizioni, dispositivi di tenuta e altre applicazioni di funzioni di tenuta non determinano le condizioni di controllo degli scambiatori di calore. || 2B350.d 
 II.A2.016 || Pompe dotate di tenuta multipla e senza tenuta, diverse da quelle specificate in 2B350.i, adatte per fluidi corrosivi e aventi una portata massima specificata dal costruttore superiore a 0,6 m3/ora o pompe a vuoto aventi portata massima specificata dal costruttore superiore a 5 m3/ora (alla temperatura standard di 273 K (0°C) e pressioni di 101 kPa); involucri (corpi delle pompe), rivestimenti degli involucri preformati, giranti, rotori o ugelli a getto della pompa progettati per dette pompe, in cui tutte le superfici a diretto contatto con la sostanza o le sostanze chimiche trattate sono: NB. SI VEDA ANCHE IV.A2.010. a.         fatte di uno dei seguenti materiali:               1.       leghe contenenti in peso più del 25% di nichelio e 20% di cromo;               2.       materiali ceramici;               3.       ferrosilicio;               4.       fluoropolimeri;               5.       vetro (compresi i rivestimenti vetrificati o smaltati o rivestiti in vetro);               6.       grafite o «carbonio grafite»;               7.       nichelio o leghe contenenti in peso più del 40% di nichelio;               8.       tantalio o leghe di tantalio;               9.       titanio o leghe di titanio               10.     zirconio o leghe di zirconio;               11.     niobio (columbio) o leghe di niobio; o               12.     leghe di alluminio; o b. fatte di acciaio inossidabile e di uno o più materiali specificati in          II.A2.016.a.   Nota tecnica: I materiali utilizzati per guarnizioni, dispositivi di tenuta e altre applicazioni di funzioni di tenuta non determinano le condizioni di controllo degli scambiatori di calore. || 2B350.i 
 A3. Materiali elettronici 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 II.A3.001 || Alimentatori in corrente continua ad alta tensione aventi le due caratteristiche seguenti: a.            in grado di erogare costantemente, per un periodo di 8 ore, una tensione uguale o superiore a 10 kV con potenza di uscita uguale o superiore a 5kW con o senza sweeping; e b.           stabilità della tensione o della corrente migliore dello 0,1% per un periodo di 4 ore. Nota:     Questa voce non comprende gli alimentatori definiti alle voci 0B001.j.5 e 3A227. || 3A227 
 II.A3.002 || Spettrometri di massa, diversi da quelli specificati alle voci 3A233 o 0B002.g, in grado di misurare ioni di unità di massa atomica uguale o superiore a 200 e aventi una risoluzione migliore di 2 parti su 200, come segue, e loro sorgenti di ioni: a.            spettrometri di massa a plasma ad accoppiamento induttivo (ICP/MS); b.           spettrometri di massa con scarica a bagliore (GDMS); || 3A233 
   || c.            spettrometri di massa a ionizzazione termica (TIMS); d.           spettrometri di massa a bombardamento di elettroni aventi una camera sorgente costruita, placcata o rivestita con «materiali resistenti alla corrosione da esafluoruro di uranio (UF6)»; e.            spettrometri di massa a fascio molecolare aventi una delle caratteristiche seguenti: 1.      camera sorgente costruita, placcata o rivestita con acciaio inossidabile o molibdeno e equipaggiati con una trappola a freddo in grado di raffreddare ad una temperatura uguale o inferiore a 193 K (– 80°C); o 2.      camera sorgente costruita, placcata o rivestita con «materiali resistenti alla corrosione da esafluoruro di uranio (UF6)»; f.            spettrometri di massa equipaggiati con una sorgente ionica di microfluorurazione progettati per attinidi o fluoruri di attinidi. ||   
 II.A3.003 || Variatori di frequenza o generatori diversi da quelli specificati in 0B001 o 3A225, aventi tutte le caratteristiche seguenti, nonché loro componenti e software appositamente progettati: a.            uscita polifase in grado di erogare una potenza uguale o superiore a 40 W; b.           in grado di funzionare in una gamma di frequenze comprese tra 600 Hz e 2000 Hz; e c.            controllo di frequenza migliore (inferiore) dello 0,1%. Nota tecnica: i variatori di frequenza in II.A3.003 sono conosciuti anche come convertitori o invertitori. || — 
 A6. Sensori e laser 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 II.A6.001 || Barre di granato di ittrio (YAG) || – 
 II.A6.002 || Apparecchiature e componenti ottici, diversi da quelli specificati in 6A002 e 6A004.b, come segue: Apparecchiature ottiche a infrarossi nella gamma di lunghezza d’onda 9000 nm – 17000 nm e loro componenti, tra cui quelli di tellururo di cadmio (CdTe). || 6A002 6A004.b 
 II.A6.003 || Correttori del fronte d’onda da usare con un raggio laser di diametro superiore a 4 mm, e loro componenti appositamente progettati, tra cui sistemi di controllo, sensori per il fronte di fase e «specchi deformabili», compresi gli specchi bimorfi. Nota:     questa voce non comprende gli specchi definiti alle voci 6A004.a, 6A005.e e 6A005.f. || 6A003 
 II.A6.004 || «Laser» ad argon ionizzato aventi un’energia di uscita pari o superiore a 5 W. Nota:     questa voce non comprende i ‘laser’ ad argon ionizzato definiti alle voci 0B001.g.5, 6A005 e 6A205.a. || 6A005.a.6 6A205.a 
 II.A6.005 || «Laser» a semiconduttore e relativi componenti, come segue: a.            «laser» a semiconduttore singoli, ciascuno con una potenza di uscita maggiore di 200 mW, in quantità superiori a 100; b.           cortine di «laser» a semiconduttore con una potenza di uscita maggiore di 20 W. Note: 1.           i «laser» a semiconduttore vengono chiamati comunemente diodi «laser». 2.           Questa voce con comprende i «laser» definiti alle voci 0B001.g.5, 0B001.h.6 e 6A005.b. 3.           Questa voce non comprende i diodi «laser» con lunghezza d’onda compresa nella gamma 1200 nm – 2000 nm. || 6A005.b 
 II.A6.006 || «Laser» a semiconduttore accordabili e cortine di «laser» a semiconduttore accordabili, con lunghezza di onda tra 9 μm e 17 μm, e pile di allineamenti di «laser» a semiconduttore contenenti almeno un allineamento di «laser» a semiconduttore accordabile di tale lunghezza di onda. Note: 1.           i «laser» a semiconduttore vengono chiamati comunemente diodi «laser». 2.           Questa voce con comprende i «laser» a semiconduttore definiti alle voci 0B001.h.6 e 6A005.b. || 6A005.b 
 II.A6.007 || «Laser» «accordabili» allo stato solido e loro componenti appositamente progettati, come segue: a.            laser in titanio-zaffiro; b.           laser in alessandrite. Nota:     questa voce non comprende i laser in titanio-zaffiro e in alessandrite definiti alle voci 0B001.g.5, 0B001.h.6 e 6A005.c.1. || 6A005.c.1 
 II.A6.008 || «Laser» (diversi da quelli a vetro) drogati al neodimio, con lunghezza di onda di uscita superiore a 1000 nm ma non superiore a 1100 nm ed energia di uscita superiore a 10 J per impulso. Nota:     questa voce non comprende i ‘laser’ (diversi da quelli a vetro) drogati al neodimio definiti alla voce 6A005.c.2.b. || 6A005.c.2 
 II.A6.009 || Componenti di dispositivi acusto-ottici, come segue: a.            tubi per l’immagine e dispositivi per l’immagine allo stato solido con una frequenza di ricorrenza pari o superiore a 1kHz; b.           componenti a frequenza di ripetizione; c.            celle di Pockels. || 6A203.b.4.c 
 II.A6.010 || Apparecchi da ripresa resistenti alle radiazioni o loro lenti, diversi da quelli di cui alla voce 6A203.c., appositamente progettati o previsti per resistere ad una dose di radiazioni totale superiore a 50 × 103 Gy(silicio) [5 × 106 rad (silicio)] senza degradazione funzionale. Nota tecnica: il termine Gy (Silicio) si riferisce all’energia in Joule per kg assorbita da un campione non schermato di silicio esposto a radiazioni ionizzanti. || 6A203.c 
 II.A6.011 || Oscillatori ed amplificatori laser ad impulsi a coloranti accordabili aventi tutte le caratteristiche seguenti: 1.           lunghezza d’onda compresa tra 300 nm e 800 nm; 2.           potenza di uscita media superiore a 10 W ma non superiore a 30 W 3.           cadenza di ripetizione superiore a 1 kHz; e 4.           larghezza di impulso inferiore a 100 ns. Note: 1.           questa voce non comprende gli oscillatori monomodo. 2.           Questa voce non comprende gli amplificatori e oscillatori laser a coloranti accordabili ad impulsi definiti alle voci 6A205.c, 0B001.g.5 e 6A005. || 6A205.c 
 II.A6.012 || «Laser» ad impulsi ad anidride carbonica aventi tutte le caratteristiche seguenti: 1.           lunghezza d’onda compresa tra 9000 nm e 11000 nm; 2.           cadenza di ripetizione superiore a 250 Hz 3.           potenza di uscita media superiore a 100 W ma non superiore a 500 W; e 4.           larghezza di impulso inferiore a 200 ns. Nota:     questa voce non comprende gli amplificatori e oscillatori laser ad anidride carbonica ad impulsi definiti alle voci 6A205.d., 0B001.h.6. e 6A005.d. || 6A205.d 
 II.A6.013 || «Laser» a vapore di rame aventi le due caratteristiche seguenti: 1. lunghezza d’onda compresa tra 500 e 600 nm¸e 2. potenza di uscita media superiore a 15W. || 6A005.b 
 II.A6.014 || «Laser» ad impulsi a monossido di carbonio aventi tutte le caratteristiche seguenti: 1. lunghezza d’onda compresa tra 5000 e 6000 nm 2. cadenza di ripetizione superiore a 250 Hz 3. potenza di uscita media superiore a 100 W e 4. larghezza di impulso inferiore a 200 ns. Nota: questa voce non sottopone ad autorizzazione i laser industriali a monossido di carbonio di potenza superiore (normalmente di 1-5 kW) utilizzati in applicazioni quali il taglio e la saldatura, poiché questi tipi di laser sono a onda continua o pulsati con una larghezza di impulso superiore a 200 ns. ||   
 A7. Materiale avionico e di navigazione 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 II.A7.001 || Sistemi di navigazione inerziale e loro componenti appositamente progettati, come segue: I.            Sistemi di navigazione inerziale omologati per essere utilizzati su «aeromobili civili» dalle autorità dell’aviazione civile di uno Stato partecipante all’intesa di Wassenaar, e loro componenti appositamente progettati, come segue: a.       sistemi di navigazione inerziale (cardanici o vincolati) ed apparecchiature inerziali progettati per «aeromobili», veicoli terrestri, natanti (di superficie o sommergibili) o «veicoli spaziali» per l’assetto, la guida o il controllo, aventi una delle caratteristiche seguenti, e loro componenti appositamente progettati: 1.       errore di navigazione (solo inerziale) dopo un normale allineamento di 0,8 miglia nautiche per ora «errore circolare probabile» (CEP) o inferiore (migliore) o 2.       specificati per funzionare a livelli di accelerazione lineare superiori a 10 g; || 7A003 7A103 
 b.      sistemi di navigazione inerziale ibridi integrati con sistemi globali di navigazione satellitare (GNSS) o con sistemi di «navigazione con riferimenti a basi di dati» («DBRN») per l’assetto, la guida o il controllo dopo un normale allineamento, aventi una accuratezza di posizione di navigazione inerziale inferiore a (migliore di) un «errore circolare probabile» (CEP) di 10 m dopo la perdita del segnale GNSS o «DBRN» per un massimo di quattro minuti; c.       apparecchiature inerziali per il puntamento azimuth, rotta o nord aventi una delle caratteristiche seguenti, e loro componenti appositamente progettati: 1.       progettati per avere una accuratezza di puntamento azimuth, rotta o nord, uguale o inferiore a (migliore di) 6 minuti di arco RMS a 45 gradi di latitudine; o 2.       progettati per avere un livello di shock non operativo di almeno 900 g con durata di almeno 1 millisecondo. 
 Nota: i parametri di cui ai punti I.a e I.b sono applicabili in presenza di una qualsiasi delle condizioni ambientali seguenti: 1.       vibrazione casuale di ingresso con una grandezza globale di 7,7 g valore efficace nella prima mezz’ora ed una durata di collaudo totale di un’ora e mezzo per asse in ciascuno dei tre assi perpendicolari se la vibrazione casuale è conforme alle caratteristiche seguenti: a.       valore costante di densità spettrale di potenza (PSD) di 0,04 g2/Hz in un intervallo di frequenze comprese tra 15 e 1.000 Hz e b.       attenuazione della densità spettrale di potenza con frequenze comprese tra 0,04 g2/Hz e 0,01 g2/Hz in un intervallo di frequenze comprese tra 1000 e 2000 Hz; 2.       rapporto di rollio e di imbardata uguale o superiore a +2,62 radianti/s (150 gradi/s); oppure 3.       conforme alle norme nazionali equivalenti a quelle di cui ai precedenti punti 1 o 2. 
 Note tecniche: 1.      I.b si riferisce a sistemi in cui i sistemi di navigazione inerziale ed altri aiuti alla navigazione indipendenti sono inseriti (integrati) in un’unità singola per assicurare migliori prestazioni. 2.      «Errore circolare probabile» (CEP): in una distribuzione circolare normale il raggio del cerchio contenente il 50% delle singole misurazioni effettuate, o il raggio del cerchio entro il quale esiste il 50% delle probabilità di essere situati. II.           Sistemi di teodoliti in cui sono incorporate apparecchiature inerziali appositamente progettate per rilevamenti a uso civile e progettati per avere una precisione di puntamento azimuth, rotta o nord uguale o inferiore a (migliore di) 6 minuti di arco RMS a 45 gradi di latitudine, e loro componenti appositamente progettati. III.          Apparecchiature inerziali o altre apparecchiature che utilizzano accelerometri specificati in 7A001 o 7A101 dove tali accelerometri sono appositamente progettati e sviluppati come sensori per la misura durante la perforazione MWD (Measurement While Drilling) nelle operazioni di manutenzione di pozzi con martello. 
 A9. Materiale aerospaziale e propulsione 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 II.A9.001 || Bulloni esplosivi. || — 
II.B. TECNOLOGIE
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 II.B.001 || Tecnologie necessarie per lo sviluppo, la produzione o l’utilizzo degli articoli elencati nella parte A (beni). || – 
 II.B.002 || Tecnologie necessarie per lo sviluppo o la produzione degli articoli elencati nella parte IV A. (Beni) dell’allegato IV. Nota tecnica: il termine «tecnologie» comprende anche il software. || – 
ALLEGATO III
Beni e tecnologie di cui all’articolo all’articolo
3, paragrafi 1, 3 e 5, all’articolo 5, paragrafo 2, all’articolo 8, paragrafo
4, all’articolo 18, paragrafo 1, all’articolo 32, paragrafo 1 e all’articolo 46
Note
introduttive
1.           Salvo disposizione contraria, i
numeri di riferimento utilizzati nella colonna intitolata «Descrizione» si
riferiscono alle descrizioni dei prodotti e delle tecnologie a duplice uso di
cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009.
2.           Un numero di riferimento nella
colonna intitolata «Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento
(CE) n. 428/2009» sta ad indicare che le caratteristiche del prodotto figurante
nella colonna «Descrizione» esulano dai parametri stabiliti nella descrizione
della voce relativa ai prodotti a duplice uso cui fa riferimento.
3.           Per le definizioni dei termini tra ‘virgolette
singole’ si veda la nota tecnica relativa alla voce in questione.
4.           Per le definizioni dei termini tra “virgolette
doppie” si veda l’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio.
Note
generali
1.           Sono sottoposti ad autorizzazione
per l’esportazione tutti i beni (compresi gli impianti) non specificati nel
presente elenco qualora in tali beni siano contenuti componenti — specificati
nell’elenco — che ne costituiscano l’elemento principale e da questi possano
essere facilmente rimossi per altre utilizzazioni.
N.B.: per giudicare se i componenti
specificati nel presente elenco devono essere considerati l’elemento principale
occorre tener conto della loro quantità, valore e contenuto tecnologico nonché
di altre circostanze particolari che potrebbero far individuare tali componenti
come l’elemento principale dei beni in esportazione.
2.           I beni specificati nel presente
elenco sono da intendersi sia nuovi che usati.
Nota
generale sulla tecnologia (NGT)
(Da leggersi congiuntamente alla sezione II.B)
1.           Sono sottoposti a controllo, secondo
le disposizioni della sezione III.B, la vendita, la fornitura, il trasferimento
o l’esportazione della «tecnologia necessaria» per l’«utilizzazione» di beni di
cui nella parte A (Beni) sono sottoposti a controllo la vendita, la fornitura,
il trasferimento o l’esportazione.
2.           Sono vietati, secondo le
disposizioni dell’allegato II, sezione II.B, la vendita, la fornitura, il
trasferimento o l’esportazione della «tecnologia» «necessaria» per lo
«sviluppo» o la «produzione» di beni di cui nella parte A (Beni) dell’allegato
IV sono sottoposti ad autorizzazione la vendita, la fornitura, il trasferimento
o l’esportazione.
3.           La «tecnologia necessaria» per l’«utilizzazione»
di beni specificati nell’elenco rimane sottoposta a controllo anche quando è
utilizzabile per beni non specificati nell’elenco.
4.           I controlli non si applicano alla
quantità minima di »tecnologia» necessaria per l’installazione, il
funzionamento, la manutenzione (il controllo) e la riparazione dei beni che non
sono soggetti a controllo o di cui è stata autorizzata l’esportazione a norma
del regolamento (CE) n.423/2007 o del presente regolamento.
5.           I controlli relativi al
trasferimento di «tecnologia» non si applicano alle informazioni «di pubblico
dominio», alla «ricerca scientifica di base» o alla quantità minima di
informazioni necessarie per le domande di brevetto.
II.A. BENI
 A0. Materiali nucleari, impianti ed apparecchiature 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 III.A0.015 || “Camere a guanti” (glove boxes) appositamente progettate per isotopi radioattivi, fonti radioattive o radionuclidi. Nota tecnica: Sono definite “camere a guanti” le apparecchiature che proteggono gli utilizzatori da vapori, particelle o radiazioni pericolose provenienti da materiali all’interno dell’apparecchiatura manipolati o trattati da una persona all’esterno dell’apparecchiatura per mezzo di manipolatori o guanti integrati nell’apparecchiatura. || 0B006 
 III.A0.016 || Sistemi di monitoraggio di gas tossico progettati per un funzionamento continuo e il rilevamento del solfuro di idrogeno e relativi rilevatori appositamente progettati || 0A001 0B001.c 
 III.A0.017 || Rilevatori di fughe di elio || 0A001 0B001.c 
 A1. Materiali, prodotti chimici, «microrganismi» e «tossine» 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 III.A1.003 || Dispositivi di tenuta e guarnizioni di forma anulare aventi un diametro interno uguale o inferiore a 400mm, costituiti da uno dei seguenti materiali: a.            copolimeri di fluoruro di vinilidene aventi struttura cristallina beta del 75% o più senza stiramento; b.           poliimmidi fluorurate, contenenti in peso 10% o più di fluoro combinato; c.            elastomeri di fosfazene fluorurato, contenenti in peso 30% o più di fluoro combinato; d.           policlorotrifluoroetilene (PCTFE, es. Kel-F ®); e.            fluoroelastomeri (es. Viton ®, Tecnoflon ®); f.            politetrafluoroetilene (PTFE). ||   
 III.A1.004 || Attrezzature ad uso personale per la rilevazione di radiazioni di origine nucleare, compresi i dosimetri personali. Nota:     questa voce non comprende i sistemi di rilevazione nucleare definiti in 1A004.c || 1A004.c 
 III.A1.020 || Acciai legati in lamiere o piastre, aventi una delle caratteristiche seguenti: (u)                    acciai legati con una resistenza a trazione pari o superiore a 1200 MPa a 293K (20°C); o (v)                    acciaio inossidabile Duplex stabilizzato con azoto. Nota: le leghe sopra richiamate comprendono quelle prima o dopo il trattamento termico. Nota tecnica: L’“acciaio inossidabile Duplex stabilizzato con azoto” ha una microstruttura a due fasi composta da grani di acciaio ferritico e austenitico e stabilizzata con l’aggiunta di azoto. || 1C116 1C216 
 III.A1.021 || Materiale composito carbonio-carbonio || 1A002.b.1 
 III.A1.022 || Leghe di nichel in forma grezza o semilavorata contenenti, in peso, il 60% o più di nichel. || 1C002.c.1.a 
 III.A1.023 || Leghe di titanio in lamiere o piastre aventi carico di rottura uguale o superiore a 900 MPa a 293 K (20°C). Nota: le leghe sopra richiamate comprendono quelle prima o dopo il trattamento termico. || 1C002.b.3 
 III.A1.024 || Propellenti e costituenti chimici per propellenti diversi, come segue: (a)          diisocianato di toluene (TDI) (b)          diisocianato di metilendifenile (MDI) (c)          diisocianato di isoforone (IPDI) (d)          perclorato di sodio (e)          xilidina (f)            Polietere con gruppi terminali ossidrilici (HTPE) (g)          Etere caprolattone con gruppi terminali ossidrilici (HTCE) Nota tecnica: questa voce si riferisce alle sostanze pure e a qualsiasi miscela composta per almeno il 50% da una delle sostanze chimiche di cui sopra. || 1C111 
 III.A1.025 || “Sostanze lubrificanti” contenenti come ingredienti principali uno dei composti o sostanze seguenti: a) Perfluoroalchiletere, (CAS 60164-51-4); b) Perfluoropolialchiletere, PFPE, (CAS 6991-67-9). Per “sostanze lubrificanti” si intendono oli e fluidi. || 1C006 
 III.A1.026 || Leghe berillio-rame o rame-berillio in lamiere, fogli, strisce o barre laminate, comprendenti rame, quale elemento principale in peso, e altri elementi tra cui il berillio (meno del 2% in peso). || 1C002.b 
 A2. Trattamento e lavorazione dei materiali 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 III.A2.008 || Contattori liquido-liquido (miscelatori separatori, colonne pulsate e contattori centrifughi); e distributori di liquidi, distributori di vapore o collettori di liquidi progettati per tali apparecchiature, in cui tutte le superfici a diretto contatto con la sostanza o le sostanze chimiche trattate sono fatte di uno qualunque dei materiali seguenti: N.B. SI VEDA ANCHE II.A2.014. 1.         acciaio inossidabile. Nota: per l’acciaio inossidabile contenente, in peso, più del 25% di nichel e del 20% di cromo si veda la voce II.A2.014.a.   || 2B350.e 
 III.A2.009 || Attrezzature e componenti industriali, diversi da quelli specificati alla voce 2B350.d, quali: N.B. SI VEDA ANCHE II.A2.015. Scambiatori di calore o unità di condensazione aventi l’area della superficie di trasferimento del calore superiore a 0,05 m2 e inferiore a 30 m2; tubi, piastre, serpentine o blocchi (nuclei) progettati per detti scambiatori di calore o unità di condensazione, in cui tutte le superfici a diretto contatto con il fluido/i fluidi sono fatte di uno dei materiali seguenti:   1.           acciaio inossidabile.   Nota 1: per l’acciaio inossidabile contenente, in peso, più del 25% di nichel e del 20% di cromo si veda la voce II.A2.015.a. Nota 2:            questa voce non comprende i radiatori per veicoli. Nota tecnica: I materiali utilizzati per guarnizioni, dispositivi di tenuta e altre applicazioni di funzioni di tenuta non determinano le condizioni di controllo degli scambiatori di calore.   || 2B350.d 
 III.A2.010 || Pompe dotate di tenuta multipla e senza tenuta, diverse da quelle specificate in 2B350.i, adatte per fluidi corrosivi e aventi una portata massima specificata dal costruttore superiore a 0,6 m3/ora o pompe a vuoto aventi portata massima specificata dal costruttore superiore a 5 m3/ora (alla temperatura standard di 273 K (0°C) e pressioni di 101 kPa); involucri (corpi delle pompe), rivestimenti degli involucri preformati, giranti, rotori o ugelli a getto della pompa progettati per dette pompe, in cui tutte le superfici a diretto contatto con la sostanza o le sostanze chimiche trattate sono fatte di uno dei seguenti materiali: N.B. SI VEDA ANCHE II.A2.016.     || 2B350.i 
   1.           acciaio inossidabile.     Nota: per l’acciaio inossidabile contenente, in peso, più del 25% di nichel e del 20% di cromo si veda la voce II.A2.016.a. Nota tecnica: I materiali utilizzati per guarnizioni, dispositivi di tenuta e altre applicazioni di funzioni di tenuta non determinano le condizioni di controllo degli scambiatori di calore. 
 III.A2.017 || Macchine a scarica elettrica (EDM) per l’asportazione o il taglio di metalli, ceramiche o materiali “compositi”, come segue, e i relativi elettrodi appositamente progettati: (w)                  Macchine a scarica elettrica con elettrodo in grafite, o a tuffo; (x)                    Macchine a scarica elettrica con elettrodo a filo. Nota: Le macchine a scarica elettrica sono più conosciute come macchine per elettroerosione (EDM) a filo o a tuffo. || 2B001.d 
 III.A2.018 || Macchine di misura a coordinate (CMM) con controllo a calcolatore o con “controllo numerico”, o macchine di controllo dimensionale, aventi un errore di indicazione massimo tridimensionale (volumetrico) tollerato (MPPE) in un punto qualunque della gamma di funzionamento della macchina (ossia tra la lunghezza degli assi) uguale o minore (migliore) di (3 + L/1000) μm (L rappresenta la lunghezza misurata espressa in millimetri), misurata in base alla norma ISO 10360-2 (2001), e relative sonde di misura. || 2B006.a. 2B206.a 
 III.A2.019 || Saldatrici a fascio elettronico con controllo computerizzo o digitalizzato, e i relativi componenti appositamente progettati. || 2B001.e.1.b 
 III.A2.020 || Saldatrici e tagliatrici laser con controllo computerizzo o digitalizzato, e i relativi componenti appositamente progettati. || 2B001.e.1.c 
 III.A2.021 || Tagliatrici al plasma con controllo computerizzo o digitalizzato, e i relativi componenti appositamente progettati. || 2B001.e.1 
 III.A2.022 || Dispositivi di monitoraggio delle vibrazioni appositamente progettati per rotori o attrezzature e macchinari rotanti, capaci di misurare le frequenze nell’intervallo 600-2000 Hz. || 2B116 
 III.A2.023 || Pompe per vuoto ad anello liquido, e i relativi componenti appositamente progettati. || 2B231 2B350.i 
 III.A2.024 || Pompe per vuoto rotative, e i relativi componenti appositamente progettati. Nota 1: III.A2.024 non concerne le pompe per vuoto rotative che sono appositamente progettate per altre apparecchiature. Nota 2: La condizione di esportabilità delle pompe per vuoto rotative che sono appositamente progettate per altre apparecchiature è determinata dalla condizione di esportabilità della relativa apparecchiatura. || 2B231 2B235.i 0B002.f 
 III.A2.025 || Filtri dell’aria, come sotto indicato, che presentano una o più dimensioni fisiche superiori a 1000 mm: a)         Filtri antiparticolato ad elevata efficienza (HEPA); b)         Filtri dell’aria a bassissima penetrazione (ULPA). Nota: III.A2.025 non concerne i filtri dell’aria appositamente progettati per le apparecchiature mediche. || 2B352.d 
 A3. Materiali elettronici 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 III.A3.004 || Spettrometri e diffrattometri, progettati per la prova orientativa o l’analisi qualitativa della composizione elementare di metalli o leghe senza decomposizione chimica del materiale. ||   
 III.A3.005 || “Variatori di frequenza”, generatori di frequenza e azionamenti elettrici a velocità variabile, che presentano tutte le seguenti caratteristiche: (y)                    potenza di uscita polifase uguale o superiore a 10 W; (z)                     in grado di funzionare ad una frequenza di 600 Hz o superiore; e (aa)                 controllo di frequenza migliore (inferiore) dello 0,2%. Nota tecnica: ‘Variatori di frequenza’ includono i convertitori di frequenza e gli invertitori di frequenza. Note: 1. La voce III.A3.005 non concerne i variatori di frequenza che includono protocolli o interfacce di comunicazione progettati per specifici macchinari industriali (ad esempio macchine utensili, torni, macchine per circuiti stampati) di modo che i variatori di frequenza non possono essere utilizzati per altri scopi, pur presentando le caratteristiche di prestazione sopra indicate. 2. La voce III.A3.005 non concerne i variatori di frequenza appositamente progettati per i veicoli e che funzionano con una sequenza di controllo che viene reciprocamente comunicata tra variatore di frequenza e unità di controllo del veicolo. || 3A225 0B001.b.13. 
 A6. Sensori e laser 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 III.A6.012 || ’Sensori di vuoto e pressione’, azionati a energia elettrica e con un’accuratezza di misurazione del 5% o meno (più accurati). ‘Sensori di vuoto e pressione’ includono i vacuometri Pirani, Penning e i manometri capacitivi. || 0B001.b 
 III.A6.013 || Microscopi e relativi apparecchiature e rilevatori, come segue: a)         microscopi elettronici a scansione; b)         microscopi Auger a scansione; c)         microscopi elettronici a trasmissione; d)         microscopi a forza atomica; e)         microscopi a scansione di forza; f)          Attrezzature e rilevatori, appositamente progettati per essere utilizzati con i microscopi indicati alla voce III.A6.013 da a) a e), che applicano una qualsiasi delle seguenti tecniche di analisi dei materiali: 1.         spettroscopia fotoelettronica a raggi X (XPS); 2.         spettroscopia a dispersione a raggi X (EDX, EDS); o 3.         spettroscopia elettronica per analisi chimiche (ESCA). || 6B 
 A7. Materiale avionico e di navigazione 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 III.A7.002 || Accelerometri contenenti un trasduttore piezoelettrico in ceramica, con una sensibilità di 1000 mV/g o superiore. || 7A001 
 A9. Materiale aerospaziale e propulsione 
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 III.A9.002 || ‘Celle di carico’ capaci di misurare la propulsione del motore a reazione di capacità superiore a 30kN. Nota tecnica: Per ‘celle di carico’ si intendono dispositivi e trasduttori per la misurazione di forza sia di tensione che di compressione. Nota: La voce III.A9.002 non concerne le attrezzature, i dispositivi o trasduttori, appositamente progettati per la misurazione del peso di automezzi, ad esempio le pese a ponte. || 9B117 
 III.A9.003 || Le turbine a gas per la produzione di energia elettrica, i relativi componenti e attrezzature, come segue: (bb)                Turbine a gas appositamente progettate per la produzione di energia elettrica, con una potenza superiore a 200 MW; (cc)                 Palette, statori, camere di combustione e ugelli di iniezione di combustibile, appositamente progettati per le turbine a gas che producono energia elettrica indicate alla voce III.A9.003.a; (dd)                Apparecchiature appositamente progettate per lo “sviluppo” e la “produzione” di turbine a gas per la produzione di energia elettrica specificate in III. A9.003.a.   || 9A001 9A002 9A003 9B001 9B003 9B004 
III.B. TECNOLOGIE
 N. || Designazione delle merci || Prodotto collegato di cui all’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 
 III.B.001 || “Tecnologie” necessarie per l’utilizzo degli articoli elencati nella parte III A. (Beni). Nota tecnica: il termine «tecnologie» comprende anche il software. ||   
ALLEGATO IV
Elenco “Petrolio greggio e prodotti
petroliferi” di cui all’articolo 11 e all’articolo 32, paragrafo 1
Codice SA       Designazione delle merci
2707      Oli ed altri prodotti provenienti
dalla distillazione dei catrami di carbon fossile ottenuti ad alta temperatura;
prodotti analoghi nei quali i costituenti aromatici eccedono, in peso, i
costituenti non aromatici.
2709 00 Oli greggi di petrolio o di
minerali bituminosi. 
2709 00 10      Condensati di gas naturale
2709 00 90      Altro
2710                Oli di petrolio o di
minerali bituminosi, diversi dagli oli greggi; preparazioni non nominate né
comprese altrove, contenenti, in peso, 70% o più di oli di petrolio o di
minerali bituminosi e delle quali tali oli costituiscono il componente base;
oli usati (l’acquisto, in Iran, del kerosene/jet fuel di cui al codice NC 2710
19 21 non è vietato, purché questo prodotto sia destinato e utilizzato
unicamente per consentire il proseguimento dell’operazione di volo dell’aeromobile
in cui è caricato). 
2710 11           Oli leggeri e
preparazioni
2710 19           Altro
2711                Gas di petrolio ed
altri idrocarburi gassosi
2711 11           Gas naturale
2711 12 Propano
2711 13           Butani
2711 14           Etilene, propilene,
butilene e butadiene
2711 19 Gas di petrolio liquefatto
2711 21           Gas naturale
2711 29           Altro
2712                Vaselina; paraffina,
cera di petrolio microcristallina, “slack wax”, ozocerite, cera di lignite,
cera di torba, altre cere minerali e prodotti simili ottenuti per sintesi o con
altri procedimenti, anche colorati.
2712 10           Vaselina
2712 20           Paraffina contenente, in
peso, meno di 0,75% di olio
2712 90           Altro
2713                Coke di petrolio,
bitume di petrolio ed altri residui degli oli di petrolio o di minerali
bituminosi. 
2713 90           Altri residui degli oli
di petrolio o di minerali bituminosi
2714                Bitumi ed asfalti,
naturali; scisti e sabbie bituminosi; asfaltiti e rocce asfaltiche. 
2715 00 00      Miscele bituminose a base
di asfalto o di bitume naturali, di bitume di petrolio, di catrame minerale o
di pece di catrame minerale (per esempio: mastici bituminosi, “cut-backs”).
ALLEGATO V
            Elenco “Petrolio greggio e
prodotti petroliferi” di cui all’articolo 13 e all’articolo 32, paragrafo 1

Codice SA       Designazione delle merci
2707 10           Benzolo
(benzene)
2707 20           Toluolo
(toluene)
2707 30           Xilolo
(xileni)
2707 40           Naftalina
2711 14           Etilene,
propilene, butadiene
2901 21           Etilene
2901 22           Propene
(propilene)
2902 20           Benzene
2902 30           Toluene
2902 41           o-Xilene
2902 42           m-Xilene
2902 43           p-Xilene
2902 44           Miscele di isomeri
dello xilene
2910 10           Ossirano
(ossido di etilene)
2905 31           Glicole
etilenico (etandiolo)
2910 20           Metilossirano
(ossido di propilene)
2905 12           Propan-1-olo
(alcole propilico) e propan-2-olo (alcole isopropilico)
2914 11           Acetone
2917 35           Anidride
ftalica (PA)
2917 14           Anidride
maleica (MA)
2707 99 80      Fenoli
2907 11 a 2907 19      Fenoli
2902 50           Stirene
3901 10           Polietilene
di densità inferiore a 0,94
3901 20           Polietilene
di densità uguale o superiore a 0,94
3901 30 00      Copolimeri
di etilene e di acetato di vinile
3901 90           Altro
2902 70           Cumene
2905 13           Butan-1-olo
(alcole n-butilico)
2917 36           Acido
tereftalico e suoi sali
2917 37           Dimetiltereftalato
(DMT)
2926 10           Acrilonitrile
2812 10           Fosgene
(cloruro di carbonile)
2929 10           Diisocianato
di metilendifenile (MDI) 
2929 10           Diisocianato
di esametilene (HDI) 
2929 10           Diisocianato
di toluene (TDI) 
2905 11           Metanolo
(alcole metilico)
2814 10 a 2814 20      Ammoniaca

3102 10           Urea.
ALLEGATO VI
Elenco delle attrezzature e delle
tecnologie chiave di cui all’articolo 8 e all’articolo 32, paragrafo 1
Note
generali
1.           Sono sottoposti ad autorizzazione
per l’esportazione tutti i beni (compresi gli impianti) non specificati nel
presente elenco qualora in tali beni siano contenuti componenti — specificati
nell’elenco — che ne costituiscano l’elemento principale e da questi possano
essere facilmente rimossi per altre utilizzazioni.
N.B.: Per giudicare se i componenti vietati
specificati nel presente elenco devono essere considerati l’elemento principale
occorre tener conto della loro quantità, valore e contenuto tecnologico nonché
di altre circostanze particolari che potrebbero far individuare tali componenti
come l’elemento principale dei beni in esportazione.
2.           I
beni specificati nel presente elenco sono da intendersi sia nuovi che usati.
3.           Per le definizioni dei termini tra ‘virgolette
singole’ si veda la nota tecnica relativa alla voce in questione.
4.           Per le definizioni dei termini tra “virgolette
doppie” si veda l’allegato I del regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio.
Nota
generale sulla tecnologia (NGT)
1.           La «tecnologia» «necessaria»
per lo «sviluppo», la «produzione» o l’«utilizzazione» di beni specificati nell’elenco
rimane sottoposta a divieto anche quando è utilizzabile per beni non
specificati nell’elenco.
2.           I divieti non si applicano alla
quantità minima di «tecnologia» necessaria per l’installazione, il
funzionamento, la manutenzione (il controllo) e la riparazione dei beni che non
sono vietati o di cui è stata autorizzata l’esportazione a norma del
regolamento (CE) n. 423/2007 o del presente regolamento.
3.           Il divieto relativo al trasferimento
di «tecnologia» non si applica alle informazioni «di pubblico dominio», alla
«ricerca scientifica di base» o alla quantità minima di informazioni necessarie
per le domande di brevetto.
Prospezione
e produzione di greggio e gas naturale;
1.A      Apparecchiature

1.           Apparecchiature per rilievi
geofisici, veicoli, navi e aerei appositamente progettati o adattati per
acquisire dati ai fini della prospezione del petrolio e del gas, e componenti
appositamente progettati a tal fine.
2.           Sensori appositamente progettati per
le operazioni downhole nei pozzi di petrolio e di gas, compresi sensori usati
per le misurazioni durante la perforazione e attrezzature associate,
appositamente progettate per acquisire e conservare i dati rilevati da tali
sensori.
3.           Attrezzature per la perforazione
progettate per formazioni rocciose, specificamente ai fini della prospezione o
della produzione di petrolio, gas naturale ed altri idrocarburi di origine
naturale. 
4.           Punte di trapano, aste di
perforazione, collari di perforazione, centralizzatori e altre attrezzature
appositamente progettate per essere usate in e con attrezzature di perforazione
dei pozzi di petrolio e gas naturale.
5.           Teste di pozzo di perforazione,
«blowout preventer» e «alberi di Natale o croci di produzione» e loro
componenti appositamente progettati, rispondenti alle ‘specifiche API e ISO’
per l’utilizzazione nei pozzi di petrolio e/o gas naturale.
Note tecniche:
a.      Il «blowout preventer» è un
dispositivo utilizzato di norma a livello del suolo (o, in caso di perforazione
sottomarina, sul fondo marino) per impedire una fuga incontrollata di petrolio
e/o gas dal pozzo durante la perforazione. 
b.      L’«albero di Natale, o croce di
produzione» è un dispositivo utilizzato di norma per controllare il flusso di
fluidi dal pozzo dopo il completamento e quando comincia la produzione di
petrolio e/o di gas naturale.
c.       Ai fini della presente voce, le ‘specifiche
API e ISO’ si riferiscono alle specifiche 6A, 16A, 17D e 11IW dell’American
Petroleum Institute e/o alle specifiche 10423 e 13533 dell’Organizzazione
internazionale per la standardizzazione (ISO) relative ai blowout preventer,
alle teste di pozzo e alle croci di produzione per l’utilizzazione nei pozzi di
petrolio e/o gas naturale.
6.         Piattaforme di perforazione e di
produzione per greggio e gas naturale.
7.           Navi e chiatte con incorporate
attrezzature di perforazione e/o di trattamento del petrolio usate per la
produzione di petrolio, gas naturale e altri materiali infiammabili di origine
naturale.
8.           Separatori gas-liquido rispondenti
alla specifica API 12J, appositamente progettati per trattare la produzione di
un pozzo di petrolio o gas naturale, per separare i liquidi petroliferi dall’acqua
e il gas dai liquidi.
9.           Compressori di gas con compressione
progettata pari o superiore a 40 bar (PN 40 bzw. ANSI 300) e aventi una
capacità di aspirazione volumetrica pari o superiore a 300.000 Nm3/h, per il
trattamento iniziale e il trasporto di gas naturale, ad eccezione dei
compressori di gas per le stazioni di rifornimento di GNC (gas naturale
compresso), e i componenti appositamente progettati a tal fine.
10.         Attrezzature di controllo della
produzione sottomarina e loro componenti rispondenti alle ‘specifiche API e ISO’
per l’utilizzazione nei pozzi di petrolio e gas. 
Nota tecnica: 
Ai fini di questa voce le «specifiche API e
ISO» si riferiscono alla specifica 17F dell’American Petroleum Institute e/o
alla specifica 13268 dell’Organizzazione internazionale per la
standardizzazione (ISO) relative ai sistemi di controllo della produzione
sottomarina.
11.         Pompe, solitamente ad alta capacità
e/o ad alta pressione (superiore a 0,3 m3/min. e/o 40 bar), appositamente
progettate per pompare fanghi di perforazione e/o cemento nei pozzi di petrolio
e gas.
1.B      Attrezzature
per testaggio ed ispezioni
1.           Attrezzature appositamente progettate
per il campionamento, il testaggio e l’analisi delle proprietà del fango di
perforazione, dei cementi dei pozzi petroliferi e di altri materiali
appositamente progettati e/o formulati per l’utilizzazione nei pozzi di
petrolio e gas naturale.
2.           Attrezzature appositamente
progettate per il prelievo, il testaggio e l’analisi delle proprietà di
campioni di roccia, di campioni liquidi e gassosi e di altri materiali estratti
dai pozzi di petrolio e/o gas naturale durante o dopo la perforazione, o
provenienti dagli impianti di trattamento iniziale collegati.
3.           Attrezzature appositamente
progettate per la raccolta e l’interpretazione di informazioni sullo stato
fisico e meccanico di un pozzo di petrolio e/o di gas naturale, e per
determinare le proprietà locali delle formazioni rocciose e del reservoir.
1.C      Materiali
1.           Fanghi di perforazione, additivi dei
fanghi di perforazione e loro componenti appositamente formulati per
stabilizzare i pozzi di petrolio e gas durante la perforazione, recuperare in
superficie i cutting di perforazione e lubrificare e raffreddare le
attrezzature di perforazione nel pozzo.
2.           Cementi e altri materiali
rispondenti alle «specifiche API e ISO» per l’utilizzazione nei pozzi di
petrolio e di gas naturale. 
Nota tecnica:
Le «specifiche API e ISO» si riferiscono alla
specifica 10A dell’American Petroleum Institute o alla specifica 10426 dell’Organizzazione
internazionale per la standardizzazione (ISO) per quanto riguarda i cementi per
pozzi petroliferi e altri materiali appositamente formulati per la cementazione
dei pozzi di petrolio e gas naturale.
3.           Agenti inibitori della corrosione,
agenti di trattamento dell’emulsione, agenti antischiuma e altri prodotti
chimici appositamente formulati per essere utilizzati nella perforazione dei
pozzi di petrolio e/o gas naturale e per il trattamento iniziale del petrolio
prodotto.
1.D      Software
1.           «Software» appositamente progettato
per la raccolta e l’interpretazione di dati acquisiti con rilievi sismici,
elettromagnetici, magnetici e gravimetrici allo scopo di determinare il
potenziale prospettico per il petrolio o il gas naturale.
2.           «Software» appositamente progettato
per la conservazione, l’analisi e l’interpretazione delle informazioni
acquisite durate la perforazione e la produzione per valutare le
caratteristiche fisiche e il comportamento dei reservoir di petrolio o di gas.
3.           «Software» appositamente progettato
per l’«utilizzazione» di impianti di produzione e trattamento del petrolio o
loro specifiche sotto-unità.
1.E       Tecnologia
1.           «Tecnologia»«necessaria» per lo
«sviluppo», la «produzione» e l’«utilizzazione» delle attrezzature specificate
in 1.A.01 – 1.A11.
Raffinazione
di greggio e liquefazione di gas naturale
2.A      Apparecchiature

1.           Scambiatori di calore quali esposti
in appresso e loro componenti appositamente progettati:
a.       Scambiatori di calore a piastre
(plate-fin) con un rapporto superficie/volume superiore a 500 m2/m3,
specialmente concepiti per il preraffreddamento del gas naturale;
b.      Scambiatori di calore a serpentina
(coil-wound) specialmente concepiti per la liquefazione o il
sottoraffredddamento del gas naturale.
2.           Pompe criogeniche per il trasporto
delle materie ad una temperatura inferiore a - 120°C e con una capacità di
trasporto di più di 500 m3/h, e componenti appositamente progettati a tal
fine. 
3.           «Coldbox» ed attrezzature della ‘coldbox’
non specificate al punto 2.A.1
Nota tecnica: 
Il termine «attrezzature» della «coldbox»
indica un sistema appositamente concepito, specifico degli impianti GNL, e
include la fase della liquefazione. La «coldbox» comprende gli scambiatori di
calore, le tubazioni, altri strumenti e gli isolanti termici. La temperatura
all’interno della ‘coldbox’ è inferiore a – 120°C (condizioni per la
condensazione del gas naturale). La funzione della ‘coldbox’ è l’isolamento
termico dell’attrezzatura sopra descritta.
4.           Attrezzature per terminali di
trasporto di gas liquefatti aventi una temperatura inferiore a – 120°C e
componenti appositamente progettati a tal fine.
5.           Linea di trasferimento, flessibile o
meno, avente un diametro superiore ai 50 mm per il trasporto di materie a
una temperatura inferiore a – 120°C. 
6.           Navi per il trasporto marittimo
appositamente progettate per il trasporto di GNL.
7.           Dissalatori elettrostatici
appositamente progettati per rimuovere dal greggio contaminanti quali sale,
solidi ed acqua, e componenti appositamente progettati a tal fine.
8.           Tutti gli impianti di cracking,
compresi gli impianti di idrocracking, e gli impianti di coking, appositamente
progettati per la conversione di gasoli da vuoto (VGO - Vacuum Gas Oils) o
residuo sotto vuoto, e componenti appositamente progettati a tal fine.
9.           Impianti di idrotrattamento
appositamente progettati per la desolforazione di benzina, tagli di gasolio e
kerosene e componenti appositamente progettati a tal fine.
10.         Impianti di reforming catalitico
appositamente progettati per la conversione di benzina desolforata in benzina
ad elevato numero di ottano, e componenti appositamente progettati a tal fine.
11.         Unità di raffinazione per l’isomerizzazione
dei tagli C5-C6, e unità di raffinazione per l’alchilazione di olefine leggere,
per aumentare l’indice di ottano dei tagli idrocarburici.
12.         Pompe appositamente progettate per il
trasporto del greggio e dei combustibili, con una capacità pari o superiore a
50 m3/h, e componenti appositamente progettati a tal fine. 
13.         Tubi di diametro esterno di 0,2 m o
più e fatti di uno dei seguenti materiali:
a.       Acciai inossidabili con il 23% o più di
cromo in peso;
b.      Acciai inossidabili e leghe a base di
nickel con un indice «PRE (Pitting Resistance Equivalent Number)» superiore a
33.
Nota tecnica:
Il «Pitting Resistance Equivalent Number» (PRE)
è un indice che caratterizza la resistenza degli acciai inossidabili e delle
leghe di nickel alla corrosione per vaiolatura (pitting) o alla corrosione
interstiziale (crevice corrosion). La resistenza al pitting degli acciai
inossidabili e delle leghe di nickel è determinata fondamentalmente dalla loro
composizione, in primo luogo: cromo, molibdeno, e azoto. La formula per
calcolare l’indice PRE è: PRE = Cr + 3,3% Mo + 30% N
14.         «Pigs» (dispositivi per l’ispezione
delle condutture) e loro componenti appositamente progettati.
Nota tecnica:
Il «pig» è un’apparecchiatura normalmente
utilizzata per la pulizia o l’ispezione di una conduttura dall’interno (stato
di corrosione o formazione di fessure), ed è spinto dalla pressione del
prodotto nella conduttura.
15.         «Pig launcher» (cassette di lancio) e
«pig catcher» (cassette di ricevimento) per l’introduzione e la rimozione dei
pig.
16.         Serbatoi di stoccaggio del greggio e
dei combustibili di volume superiore ai 1000 m3 (1.000.000 litri),
esposti in appresso, e loro componenti appositamente progettati: 
a.       serbatoi a tetto fisso;
b.      serbatoi a tetto galleggiante.
17.         Tubi flessibili sottomarini
appositamente progettati per il trasporto di idrocarburi e fluidi d’iniezione,
acqua o gas, di diametro superiore ai 50 mm.
18.         Tubi flessibili per alta pressione
utilizzati per applicazioni in superficie e sottomarine.
19.         Impianti di isomerizzazione
appositamente progettati per la produzione di benzina ad elevato numero di
ottano a partire da idrocarburi leggeri, e componenti appositamente progettati
a tal fine.
2.B      Attrezzature
per testaggio ed ispezioni
1.           Attrezzature appositamente
progettate per testare ed analizzare le qualità (proprietà) del petrolio
greggio e dei combustibili.
2.           Sistemi di controllo d’interfaccia
appositamente progettati per controllare e ottimizzare il processo di
desalinizzazione.
2.C      Materiali
1.           Dietilenglicole (CAS
111-46-6) e Trietilenglicole (CAS 112-27-6)
2.           N-metilpirolidone (CAS
872-50-4) e Sulfolano (CAS 126-33-0).
3.           Zeoliti, sia naturali che di
sintesi, appositamente destinate al cracking catalitico a letto fluido o alla
purificazione e/o disidratazione dei gas, ivi compresi i gas naturali.
4.           Catalizzatori per il cracking
e la conversione di idrocarburi, quali esposti in appresso:
a.       Metallo singolo (gruppo del platino) su
tipo allumina o su zeolite, appositamente destinato al processo di reforming
catalitico;
b.      Specie metalliche miste (platino in
combinazione con altri metalli nobili) su tipo allumina o su zeolite,
appositamente destinate al processo di reforming catalitico; 
c.       Catalizzatori di nickel e cobalto
drogati con molibdeno su tipo allumina o su zeolite, appositamente destinati al
processo di desolforazione catalitica;
d.      Catalizzatori di palladio, nickel, cromo
e tungsteno su tipo allumina o su zeolite, appositamente destinati al processo
di idrocracking catalitico.
5.           Additivi della benzina appositamente
formulati per aumentarne il numero d’ottano.
Nota:
Questa voce include l’etil ter-butil etere
(ETBE) (CAS 637-92-3) e il metil ter-butil etere (MTBE) (CAS 1634-04-4).
2.D      Software
1.           «Software» appositamente progettato
per l’«utilizzazione» di impianti di GNL o loro specifiche sotto-unità.
2.           «Software» appositamente progettato
per lo «sviluppo», la «produzione» o l’«utilizzazione» di impianti di
raffinazione del petrolio (e loro sotto-unità).
2.E       Tecnologia
1.           «Tecnologia» di condizionamento e
purificazione del gas naturale grezzo (disidratazione, addolcimento, rimozione
delle impurità).
2.           «Tecnologia» di liquefazione del gas
naturale, compresa la «tecnologia» necessaria per lo «sviluppo», la
«produzione» o l’«utilizzazione» di impianti di GNL.
3.           «Tecnologia» di trasporto del gas
naturale liquefatto.
4.           «Tecnologia»«necessaria» per lo
«sviluppo», la «produzione» o l’«utilizzazione» di navi appositamente
progettate per il trasporto marittimo di gas naturale liquefatto.
5.           «Tecnologia» di stoccaggio del
greggio e dei combustibili.
6.           «Tecnologia»«necessaria» per lo
«sviluppo», la «produzione» o l’«utilizzazione» di una raffineria, ad esempio:
6.1.   «Tecnologia» per la conversione delle
olefine leggere in benzina;
6.2.   Tecnologia di reforming catalitico e di
isomerizzazione;
6.3.   Tecnologia di cracking catalitico e
termico.
Industria
petrolchimica
3.A      Apparecchiature

1. Reattori
a. appositamente progettati per la produzione
di fosgene (CAS 506-77-4) e i relativi componenti appositamente progettati, ad
eccezione dei reattori secondari e il relativo software appositamente
sviluppato;
b. per fosgenazione appositamente progettati
per la produzione di HDI, TDI, MDI e i relativi componenti appositamente
progettati, ad eccezione dei reattori secondari, e il relativo software
appositamente sviluppato;
c. appositamente progettati per la
polimerizzazione dell’etilene e del propilene e i relativi componenti
appositamente progettati, e il relativo software appositamente sviluppato; 
a. appositamente progettati per il cracking
termico di dicloruro di etilene (DCE) e i relativi componenti appositamente
progettati, ad eccezione dei reattori secondari e il relativo software
appositamente sviluppato; 
a. appositamente progettati per clorurazione e
ossiclorurazione nella produzione del cloruro di vinile e i relativi componenti
appositamente progettati, ad eccezione dei reattori secondari e il relativo
software appositamente sviluppato. 
2. Catalizzatori applicabili ai processi
produttivi di trinitrotoluene, nitrato di ammonio e altri processi chimici e
petrolchimici utilizzati per la produzione di esplosivi, e il relativo software
appositamente sviluppato;
3. Catalizzatori utilizzati nella produzione
di monomeri quali etilene e propilene (impianti di cracking con vapore e/o
gasieri e petrolchimici), e il relativo software appositamente sviluppato;
4. Evaporatori a strato sottile and
evaporatori a film discendente composti da materiali resistenti all’acido
acetico concentrato ad alta temperatura e i relativi componenti appositamente
progettati, e il relativo software appositamente sviluppato; 
5. Impianti per la separazione dell’acido
cloridrico per elettrolisi e i relativi componente appositamente progettati e
il relativo software appositamente sviluppato; 
6. Colonne di diametro superiore a 5000 mm e i
relativi componenti appositamente progettati; 
7. Rubinetti a sfera e a maschio con sfera o
tappo in ceramica, di diametro nominale pari o superiore a 10mm, e i relativi
componenti appositamente progettati; 
8. Compressore centrifugo e/o alternativo con
una potenza installata superiore a 2MW e conforme alla specifica API610.
3.B      Attrezzature
per testaggio ed ispezioni
3.C      Materiali
3.D      Software
1. «Software», appositamente progettato per l’«utilizzazione»
in impianti di conversione del gas naturale in prodotti liquidi (GTL) o in
prodotti petrolchimici (GTP).
3.E       Tecnologia
1. «Tecnologia» necessaria per lo «sviluppo»,
la «produzione» o l’«utilizzazione» di impianti di conversione del gas naturale
in prodotti liquidi (GTL) o in prodotti petrolchimici (GTP);
2. «Tecnologia» necessaria per la «produzione»
di ammoniaca, urea e metanolo.
Nota:
Per «Tecnologia» si
intendono le informazioni necessarie per lo «sviluppo», la «produzione» o l’«utilizzazione»
di beni. Tali informazioni possono rivestire la forma sia di dati tecnici che
di assistenza tecnica.
ALLEGATO VII
Elenco di oro, metalli preziosi e
diamanti di cui all’articolo 15 e all’articolo 32, paragrafo 1
Codice SA       Designazione delle merci
7102      Diamanti, anche lavorati, ma non
montati né incastonati
7106      Argento (compreso l’argento
dorato e l’argento platinato) greggio o semilavorato, o in polvere
7108      Oro (compreso l’oro platinato),
greggio o semilavorato, o in polvere
7109      Metalli comuni o argento,
placcati o ricoperti di oro, greggi o semilavorati
7110      Platino, greggio o semilavorato,
o in polvere
7111      Metalli comuni, argento o oro,
placcati o ricoperti di platino, greggi o semilavorati
7112      Cascami ed avanzi di metalli
preziosi o di metalli placcati o ricoperti di metalli preziosi; altri cascami
ed avanzi contenenti metalli preziosi o composti di metalli preziosi dei tipi
utilizzati principalmente per il recupero dei metalli preziosi
7502      Nichel greggio
7503      Cascami ed avanzi rottami di
nichel
7504      Polveri e pagliette di nichel
8112      Renio, indio, germanio
8103      Tantalio e lavori di tantalio,
compresi i cascami e gli avanzi.
ALLEGATO VIII
Siti web per informazioni sulle autorità
competenti di cui 
agli articoli 3, paragrafi 2, 4, 5, 6 e 7, 5, paragrafi 2 e 3, 7, paragrafo 1,
10, paragrafo 1, 12, paragrafo 1, 14, paragrafo 1, 18, paragrafo 1, 19,
paragrafo 1, 20, 21, 24 paragrafo 1, 25, 26, paragrafi 1 e 3, 27, paragrafo 1,
28, 29 paragrafo 1, 30, paragrafo 1, 31 paragrafi 1, 3 e 4, 32, paragrafi 1 e
2, 33, paragrafo 1, 37, paragrafo 1, 38, paragrafi 1,2 e 3, 40, 41, paragrafo
1, e 49, paragrafi 1 e 2, 
e indirizzo per le notifiche alla Commissione europea
BELGIO
http://www.diplomatie.be/eusanctions
BULGARIA
http://www.mfa.government.bg
REPUBBLICA CECA
http://www.mfcr.cz/mezinarodnisankce
DANIMARCA
http://www.um.dk/da/menu/Udenrigspolitik/FredSikkerhedOgInternationalRetsorden/Sanktioner/
GERMANIA
http://www.bmwi.de/BMWi/Navigation/Aussenwirtschaft/Aussenwirtschaftsrecht/embargos.html
ESTONIA
http://www.vm.ee/est/kat_622/
IRLANDA
http://www.dfa.ie/home/index.aspx?id=28519
GRECIA
http://www1.mfa.gr/en/foreign-policy/global-issues/international-sanctions.html
SPAGNA
http://www.maec.es/es/MenuPpal/Asuntos/Sanciones%20Internacionales/Paginas/Sanciones_%20Internacionales.aspx
FRANCIA
http://www.diplomatie.gouv.fr/autorites-sanctions/
ITALIA
http://www.esteri.it/UE/deroghe.html
CIPRO
http://www.mfa.gov.cy/sanctions
LETTONIA
http://www.mfa.gov.lv/en/security/4539
LITUANIA
http://www.urm.lt
LUSSEMBURGO
http://www.mae.lu/sanctions
UNGHERIA
http://www.kormany.hu/download/5/35/50000/ENSZBT-ET-szankcios-tajekoztato.pdf
MALTA
http://www.doi.gov.mt/EN/bodies/boards/sanctions_monitoring.asp
PAESI BASSI
http://www.minbuza.nl/sancties
AUSTRIA
http://www.bmeia.gv.at/view.php3?f_id=12750&LNG=en&version=
POLONIA
http://www.msz.gov.pl
PORTOGALLO
http://www.min-nestrangeiros.pt
ROMANIA
http://www.mae.ro/index.php?unde=doc&id=32311&idlnk=1&cat=3
SLOVENIA
http://www.mzz.gov.si/si/zunanja_politika_in_mednarodno_pravo/zunanja_politika/mednarodna_varnost/omejevalni_ukrepi/
SLOVAKIA
http://www.foreign.gov.sk
FINLANDIA
http://formin.finland.fi/kvyhteistyo/pakotteet
SVEZIA
http://www.ud.se/sanktioner
REGNO UNITO
www.fco.gov.uk/competentauthorities
Indirizzo per le notifiche alla Commissione
europea
Commissione europea
Servizio degli strumenti di politica estera
Ufficio EEAS 02/309
B-1049 Bruxelles/Brussel (Belgio)
E-mail: relex-sanctions@ec.europa.eu
[1]               GU L 281 del 27.10.2010, pag. 1.
[2]               GU L 195 del 27.7.2010, pag. 39.
[3]               GU L 19 del 24.1.2012, pag. 23.
[4]               GU L 281 del 27.10.2010, pag. 1.
[5]               GU L 195 del 27.7.2010, pag. 39.
[6]               GU L 134 del 29.5.2009, pag. 1.
[7]               GU L 345 dell’8.12.2006, pag. 1.
[8]               GU L 309 del 25.11.2005, pag. 15.
[9]               GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.
[10]             GU L 253 dell’11.10.1993, pag. 1.
[11]             GU L 100 del 14.4.2011, pag. 1.
[12]             GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.
[13]             GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
[14]             GU L 177 del 30.6.2006, pag. 1.
[15]             GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.
[16]             GU L 253 dell’11.10.1993, pag. 1.
[17]             GU L 335 del 17.12.2009, pag. 1.
[18]             GU L 145 del 30.4.2004, pag. 1.
[19]             GU L 9 del 15.1.2003, pag. 3.
[20]             GU C 69 del 18.3.2010, pag. 19.
[21]             GU L 82 del 22.3.1997, pag. 1.
[22]             GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.
[23]             GU L 253 dell’11.10.1993, pag. 1.