CELEX: 51992PC0201
Language: it
Date: 1992-05-14
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relativo al comportamento alla combustione dei materiali utilizzati per l' allestimento interno di talune categorie di veicoli a motore

COVIMI SS IONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                          C0MC92) 201 def. - SYN 417
                                          Bruxelles, 14 maggio 1992
                             Proposta di
                      DIRETTIVA PEI CONSIGLIO
  per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
    relative al comportamento alla combustione dei materiali
   utilizzati per l'allestimento interno di talune categorie
                       di veicol I a motore
                  (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                                              -o -
                                                          RELAZIONE
          La presente proposta di direttiva concerne il ravvicinamento delle
          legislazioni degli Stati membri relative al comportamento alla
          combustione dei materiali utilizzati per l'allestimento interno di
          talune categorie di veicoli a motore.
          Precedenti, motivazione e contenuti della presente proposta                                           figurano
          qui appresso.
          I. Precedent i
                      La procedura-quadro che disciplina                      l'omologazione CEE dei
                      veicoli a motore e dei loro rimorchi a livello comunitario,
                      oggetto della direttiva 70/156/CEE del Consiglio, del 6 febbraio
                      1970 * 1 ) comprende, fra l'altro, un punto che riguarda le
                      disposizioni particolari per i veicoli adibiti al trasporto
                      pubblico (punto 12.2 dell'allegato II).
                      Detta procedura richiede l'adozione di una o più direttive
                      separate nelle quali saranno definiti                         i requisiti tecnici ed I
                      metodi di prova che dovranno essere soddisfatti, in particolare,
                      dagli autobus urbani e da turismo per quanto concerne                                       la loro
                      costruzione ed il loro equipaggiamento qualora venga richiesta
                       l'omologazione CEE per questi tipi di veicolo.
                      Nel 1985, la Commissione ha invitato il gruppo di lavoro per
                       l'eliminazione degli ostacoli tecnici agli scambi - veicoli a
                      motore - a studiare, fra l'altro, il campo di applicazione di
                      nuove misure comunitarie per eliminare gli attuali ostacoli
                       tecnici e migliorare contemporaneamente                         la sicurezza stradale.
                      E' stato costituito un gruppo ad hoc con II mandato di elaborare
                       le relative proposte: ERGA-SIcurezza.
           (1) GU L 42, del 23.2.1970, pag. 1.
                                               Rue de lo Lol 200 - B-1049 Bruxelles - Belgio
Telefono: linea diretta 23     centralino 235.11.11 - Telex COfcCU 8 21877 - Indirizzo telegrafico C O C U R Bruxelles - TelecopiotrIce 23.
 ---pagebreak---      Questo gruppo ha presentato la sua relazionne definitiva II
     1° settembre 1989 (doc. III/4257/89, ERGA S/190 d e f . ) . Essa
     comprende gli allegati tecnici utilizzati per la stesura della
     presente proposta di direttiva.
   3. Il Parlamento europeo ha sollecitato ripetutamente la Commissione
      perché migliori la sicurezza di autobus urbani e da turismo, tra
       l'altro  dopo una serie di gravi    Incidenti nel corso dei quali
      degli autobus hanno preso fuoco e dei passeggeri sono rimasti
      uccisi, verificatisi    in vari Stati membri.
   4. Mentre alcuni Stati membri già applicano i requisiti del caso,
      altri hanno notificato alla Commissione l'intenzione di
       introdurli nel quadro della direttiva 83/189/CEE. Di conseguenza,
       la Commissione ha preannunciato la presentazione al Consiglio
      dell'allegata proposta di direttiva.
11. Mot ivazione
    Le direttive attualmente In vigore, relative al veicoli a motore,
    non coprono il comportamento al fuoco del materiali utilizzati
    al I 'Interno della carrozzeria degli autobus urbani e da turismo. Gli studi
    hanno dimostrato che In caso di incidenti dovuti ad urti anche
    piuttosto limitati e che generalmente non metterebbero a
    repentaglio la vita, sussiste un rischio importante d'incendio
    all'Interno. Nel caso di autobus urbani e da turismo, ciò è dovuto
    essenzialmente al numero dei passeggeri, che può richiedere tempi
    di evacuazione relativamente lunghi.
    A prescindere dai requisiti concernenti      II numero e le dimensioni
    delle porte e la loro accessibilità, che saranno oggetto di una
    futura proposta della Commissione, è necessario definire II
    comportamento al fuoco del materiali utilizzati per      l'imbottitura
    del sedili, I rivestimenti del soffitto e dei pavimenti, ecc. al
    fine di consentire un tempo di evacuazione sufficiente per I
    passegger i.
 ---pagebreak---      Gli esperti hanno concluso che detti requisiti sono soprattutto
     necessari per gli autobus urbani e da turismo di grandi
     dimensioni, che possono portare più di 16 passeggeri, mentre non
     sono destinati ai passeggeri   in piedi (uso urbano);
     l'allestimento interno degli autobus urbani deve consentire
     un'adeguata evacuazione.
III. Contenuti della proposta
     1. Modalità di adozione
         Le modalità di adozione seguono, in linea di massima, gli
         stessi orientamenti delle direttive analoghe adottate in questo
         settore.
         L'unica eccezione è costituita dagli articoli   5 e 6. In questo
         caso, tenuto conto delle disposizioni dell'Atto unico, che
         prescrive una delegazione di poteri alla Commissione onde
         espletare il mandato dell'adeguamento al progresso tecnico, di
         conseguenza   la proposta applica la procedura del comitato
         consultivo e non del comitato normativo.
      2. Allegat i tecnici
         Gli allegati della direttiva proposta trattano del
         comportamento al fuoco di tutti   I materiali utilizzati
         all'Interno della carrozzeria di autobus urbani e da turismo
         (ad es.: infiammabilità, comportamento, velocità di combustione
         orizzontale e verticale). La proposta si basa essenzialmente
         sul requisiti e sulle norme attuali e comprende   le procedure di
         prova già note, provenienti essenzialmente dalla Francia, dalla
         Repubblica federale di Germania e dal Regno Unito, nonché altre
         proposte provenienti da altri Stati membri.
 ---pagebreak--- Sebbene l'articolo 1 si riferisca a tutti    I veicoli della categoria
"M3" (autobus urbani e da turismo con più di 8 sedili per passeggeri e
massa superiore a 105 t ) , Il campo di applicazione di cui
all'allegato I limita l'applicazione degli allegati al veicoli con
oltre 16 passeggeri ed esclude I veicoli per i passeggeri     in piedi. Il
motivo di tale esclusione è dovuto alla    facilità   relativamente alta
(oppure al tempo breve) di evacuazione che limita il rischio corso
dagli occupanti, come dimostrato dalle statistiche relative agli
Incident i.
Tre allegati: IV , V e VI descr I vono le varie prove da eseguire come
prescritto al paragrafo 5 dell'allegato I, In funzione dell'uso
specifico del materiale (ad es.: rivestimento del soffitto,      Imbottitura
de! sedili, tendine). L'allegato II presenta un modello di certificato
CEE quale elemento del certificato di omologazione del veicolo di cui
alla direttiva 70/156/CEE.
 ---pagebreak---                                        - 2 -
                                    PROPOSTA DI
                              DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
           per il ravvicinamento del le legislazioni degli Stati membri
          relative al comportamento alla combustione dei materiali usati
       per l'allestimento interno di talune categorie di veicoli a motore
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'artico lo 100 A,
vista la proposta della Commissione ( 1 ),
in cooperazione con il Parlamento europeo ^2^,
visto il parere del Comitato economico e sociale    ^K
considerando che occorre adottare nel corso di un periodo che termina il
31 dicembre 1992, le misure destinate all'instaurazione progressiva del mercato
interno;
considerando che detto mercato interno comporta uno spazio senza frontiere nel
quale ò assicurata la libera circolazione dei beni, delle persone, dei servizi e
dei capitali;
(1) GU C ...
(2) GU ...
(3) GU ...
 ---pagebreak---                                         - 3 -
considerando che i requisiti tecnici cui devono soddisfare talune categorie di
veicoli ai sensi della normativa nazionale si riferiscono, tra l'altro, al
comportamento alla combustione dei materiali usati per l'allestimento interno di
talune categorie di veicoli a motore;
considerando che detti requisiti differiscono da uno Stato membro all'altro;
considerando che di conseguenza è necessario che tutti gli Stati membri adottino
gli stessi requisiti ad integrazione o in sostituzione delle loro attuali norme,
in particolare per consentire l'introduzione per ciascun tipo di veicolo della
procedura di omologazione CEE oggetto della direttiva 70/156/CEE del Consiglio,
del 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro
rimorchi < 4 ) , nella versione modificata per ultimo dalla direttiva 87/403/CEE;
considerando che per tutelare l'occupante e migliorare la sicurezza della
circolazione stradale é importante che i materiali utilizzati per
l'allestimento interno della carrozzeria di autobus urbani e da turismo
soddisfino dei requisiti minimi per evitare o almeno ritardare lo sviluppo
delle fiamme onde consentire agli occupanti di evacuare il veicolo in caso
d'incendio;
considerando che per ragioni pratiche pare necessario prevedere diversi periodi
di applicazione per le nuove omologazioni e per tutti i veicoli nuovi;
considerando che il ravvicinamento delle legislazioni nazionali concernenti i
veicoli a motore implica il riconoscimentio reciproco da parte degli Stati
membri delle ispezioni eseguite da ciascuno Stato sulla base di requisiti
comun i,
(4) GU L 42 del 23.2.1970, pag. 1.
 ---pagebreak---                                       - 4 -
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                   Articolo 1
Ai fini della presente direttiva si intende per "veicolo" ogni veicolo a motore
della categoria M3, quale definito nell'allegato I della direttiva 70/156/CEE,
destinato a circolare su strada e che abbia una velocità massima per costruzione
superiore a 25 km/h.
                                   Articolo 2
Gli Stati membri non possono, per motivi attinenti al comportamento alla
combustione dei materiali utilizzati per l'allestimento interno della
carrozzeria, rifiutare l'omologazione CEE o l'omologazione di portata nazionale
di un veicolo oppure rifiutarne o vietarne la vendita , l'immatricolazione, la
messa in circolazione o l'utilizzazione se soddisfa i requisiti di cui agli
allegati I, IV, V e VI.
                                   Articolo 3
1. A decorrere dal 1* ottobre 1993 gli Stati membri:
   - non possono più rilasciare il documento di cui all'articolo 10,
     paragrafo 1, terzo comma della direttiva 70/156/CEE per un tipo di veicolo
     che non soddisfi i requisiti della presente direttiva,
   - possono rifiutare l'omologazione di portata nazionale di un tipo di veicolo
     non conforme alle disposizioni della presente direttiva.
2. A decorrere dal 1* ottobre 1994 gli Stati membri possono vietare la prima
   messa in circolazione dei veicoli non conformi alle disposizioni della
   presente direttiva.
 ---pagebreak---                                        - 5 -
                                    Articolo 4
Lo Stato membro che ha proceduto all'omologazione adotta le misure necessarie
per essere informato circa qualsiasi modifica di uno degli elementi o di una
delle caratteristiche di cui agli allegati. Le autorità competenti di detto
Stato stabiliscono se debbano essere eseguite nuove prove sul prototipo
modificato e se debba essere redatto un nuovo verbale. Se dalle prove risulta
che le prescrizioni della presente direttiva non sono rispettate, la modifica
non è autorizzata.
                                    Articolo 5
Le modifiche necessarie per adeguare i requisiti degli allegati della presente
direttiva e per tener conto del progresso tecnico devono essere adottate dalla
Commissione conformemente alla procedura di cui all'articolo 6.
                                    Articolo 6
La Commissione è assistita dal comitato istituito ai sensi dell'articolo 12
della direttiva 70/156/CEE.
 Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il comitato emette il suo parere in merito al progetto entro
 il termine stabilito dal presidente a seconda dell'urgenza dell'argomento, se
necessario mediante una votazione.
 Il parere deve essere riportato nei verbali; ogni Stato membro ha inoltre il
diritto di esigere che il suo parere sia riportato a verbale.
La Commissione deve tener nel massimo conto il parere del comitato ed informarlo
di come ne sia stato tenuto conto.
 ---pagebreak---                                       - 6 -
                                   Articolo 7
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed
amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1'
ottobre 1992. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un
riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento
all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise
dagli Stati membri".
                                   Articolo 8
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a
                                       Per iI Consigi io
                                        II Presidente
 ---pagebreak---                                        - 7 -
Indice
Allegato I: CAMPO D'APPLICAZIONE, DEFINIZIONI, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE,
              OMOLOGAZIONE CEE, PRESCRIZIONI, PROVE, CONFORMITÀ' DELLA PRODUZIONE
1. Campo d'applicazione
2. Definizioni
3. Domanda di omologazione CEE
4. Omologazione CEE
5. Prescrizioni
6. Modif ica deI t ipò di veicoIo
7. Conformità della produzione
8. Sanzioni in caso di mancata conformità della produzione
Allegato II:     SCHEDA  INFORMATIVA
Allegato N I :   MODELLO DI SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE
Allegato IV:     PROVA PER DETERMINARE LA VELOCITA' DI COMBUSTIONE ORIZZONTALE DEI
                 MATERIALI
1. Principio
2. Apparecchiatura
3. Camp i on ì
4. Procedimento
5. Calcolo
Allegato V:      PROVA PER DETERMINARE IL COMPORTAMENTO ALLA FUSIONE DEI MATERIALI
1. Principio
2. Apparecchiatura
3. Campioni
4. Procedimento
5. Risultati
 ---pagebreak---                                       - 8 -
Allegato VI:   PROVA PER DETERMINARE LA VELOCITA' DI COMBUSTIONE VERTICALE DEI
               MATERIALI
1. Principio
2. Apparecchiatura
3. Campioni
4. Procedimento
5. Risultati
 ---pagebreak---                                        - 9 -
                                    Al legato I
         CAMPO D'APPLICAZIONE, DEFINIZIONI, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE,
         OMOLOGAZIONE CEE, PRESCRIZIONI, PROVE, CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
1.       CAMPO D'APPLICAZIONE
         La presente direttiva si applica al comportamento alla combustione
         (infiammabilità e velocità di combustione) dei materiali interni
         utilizzati nei veicoli della categoria M 3 , con più di 16 passeggeri,
         che non siano progettati per passeggeri in piedi né per impiego urbano.
2.       DEFINIZIONI
         Ai fini della presente direttiva:
2.1.     Per "omologazione di un veicolo" si intende l'omologazione di un tipo
         di veicolo per quanto concerne il comportamento alla combustione dei
         materiali interni utilizzati nel compartimento passeggeri.
2.2.     Per "t ipo di veicolo" si intende una categoria di veicoli a motore che
         non differiscono sostanzialmente per quanto riguarda:
2.2.1.   i materiali interni utilizzati nel compartimento passeggeri,
2.2.2.   la massa dei materiali interni utilizzati in quanto possano influire
         sulle prestazioni prescritte nella presente direttiva,
2.2.3.   le sistemazioni o le finiture opzionali in quanto possano influire
         negativamente sulle prestazioni prescritte nella presente direttiva.
2.3.     Per "compartImento oasseoger t" si intende lo spazio destinato alla
         sistemazione degli occupanti (compresi bar, cucina, toletta, ecc.),
         del imitato da:
         -   tetto,
         -   pavimento,
         -   paret i laterali,
         -   porte,
         -   vetratura esterna,
         -   parete posteriore del compartimento oppure piano del supporto dello
             schienale più arretrato,
         -   dal lato conducente del piano mediano verticale longitudinale del
             veicolo, dal piano trasversale verticale passante per il punto R del
             conducente * 1 *,
         -   dall'altro lato del piano verticale longitudinale del veicolo, dalla
             parete frontale.
2.4.     Per "sedi le", si intende una struttura che può essere o meno parte
          integrante della struttura del veicolo, completa di rivestimento e
         destinata a servire quale posto a sedere per un adulto; il termine
          indica sia i sedili separati sia quella parte di un sedile a panchina
         corrispondente ad un posto singolo.
(1) Cfr. allegato IV della direttiva 74/60/CEE nella versione modificata.
 ---pagebreak---                                     - 10 -
2.5.   Per "gruppo di sedi Ii" si intende un sedile del tipo a panchina oppure
       sedili separati, ma adiacenti (cioè fissati in modo che gli ancoraggi
       anteriori di un sedile siano allineati o davanti agli ancoraggi
       posteriori ed allineati o dietro agli ancoraggi anteriori di un altro
       sedile) che offra uno o più posti a sedere per adulti.
2.6.   Per "sedi le a panchina" si intende una struttura, completa di
       rivestimento, che offra almeno due posti a sedere per adulti.
2.7.   Per "velocità di combustione" si intende il quoziente tra la distanza
       combusta misurata conformemente all'allegato IV (oppure VI) della
       presente direttiva ed il tempo necessario alla combustione per superare
       questa distanza. Essa ò espressa in millimetri al minuto.
2.8.   Per "materiale composito" si intende un materiale composto di più
       strati di materiali simili o differenti, intimamente collegati tra loro
       in superfice mediante cementazione, incollaggio, placcatura, saldatura,
       ecc.
       Non sono considerati materiali compositi i materiali differenti
       collegati tra loro in modo discontinuo (ad es. mediante cucitura,
       saldatura ad alta frequenza, rivettatura).
2.9.   Per "facciata esposta" si intende la superficie del materiale rivolta
       verso il compartimento passeggeri quando il materiale è montato sul
       veicolo.
2.10.  Per "imbott itura" si intende la combinazione di materiali per
        l'imbottitura interna e la finitura superficiale che insieme
       costituiscono l'imbottitura del sedile.
2.11.  Per "rivestimento o rivestimenti interni" si intendono il materiale o i
       materiali che compongono la finitura superficiale ed il substrato del
       tetto, della parete o del pavimento.
3.     DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE
3.1.   La domanda di omologazione CEE di un tipo di veicolo per quanto
       concerne il comportamento alla combustione dei materiali utilizzati nel
       compartimento passeggeri, deve essere presentata dal costruttore del
       veicolo o dal suo mandatario.
3.2.   Essa deve essere corredata dai documenti menzionati qui appresso in
       triplice copia e dai seguenti dettagli:
3.2.1. Una descrizione particolareggiata comprendente almeno una fotografia a
       colori di ciascun materiale per interni utilizzato nel compartimento
       passeggeri del tipo di veicolo, con la sua posizione nel veicolo, la
       sua composizione ed eventualmente il colore; ogni componente è
       descritto separatamente.
3.3.   Al servizio tecnico responsabile dell'esecuzione delle prove di
       omologazione devono essere presentati campioni dei materiali per
        interno utilizzati nel veicolo rappresentativo de! tipo da omologare.
 ---pagebreak---                                       - 11  -
4.       SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE
4.1.     Un veicolo è omologato se i materiali per interno utilizzati nel
         compartimento passeggeri del veicolo, di cui ai punti 5.2., 5.3. e 5.4
         del presente allegato, sono conformi ai requisiti menzionati
         rispettivamente nei punti 5.2.1., 5.3.1. e 5.4.1. del presente
         al legato.
5.     PRESCRIZIONI DI PROVA
5.1.     I materiali per interno del compartimento passeggeri utilizzati nel
         veicolo da omologare devono essere presentati per una o più prove
         menzionate negli allegati IV, V e VI delta presente direttiva.
5.2.     Devono essere presentati per la prova di cui all'allegato IV della
         presente direttiva cinque campioni dei materiali qui appresso indicati
         nel caso di un materiale isotropo e dieci campioni nel caso di un
         materiale anisotropo (5 per ciascuna direzione):
         -   materiale o materiali usati per l'imbottitura dei sedili e loro
             accessori (compreso il sedile del conducente);
         -   materiale o materiali usati per il rivestimento interno del tetto;
         -   materiale o materiali usati per il rivestimento interno delie pareti
             laterali e posteriore, comprese le pareti di separazione;
         -   materiali aventi funzioni termiche e/o acustiche;
         -   materiale o materiali usati per il rivestimento interno del
             pavimento;
         -   materiale o materiali usati per il rivestimento interno dei vani
             bagagli, delle tubazioni di riscaldamento e di ventilazione;
         -   materiale o materiali usati per i dispositivi di illuminazione.
         Un campione deve essere inoltre presentato all'autorità competente ai
         fini di un futuro riferimento.
5.2.1.    Il risultato della prova è ritenuto soddisfacente se, tenendo conto del
         risultato peggiore della prova, la velocità orizzontale di combustione
         non supera 100 mm/min, oppure se la fiamma si estingue prima di
         raggiungere l'ultimo punto di misurazione.
5.3.     Devono essere presentati per la prova di cui all'allegato IV della
         presente direttiva quattro campioni dei materiali qui appresso indicati
         per entrambe le facciate (qualora non identiche):
         -   materiale o materiali usati per il rivestimento interno del tetto-,
         -   materiale o materiali usati per il rivestimento interno dei vani
             bagagli, delle tubazioni di riscaldamento e di ventilazione situate
             nel tetto;
         -   materiale o materiali usati per i dispositivi di illuminazione
             situati nei vani bagagli e/o nel tetto.
         Un campione deve essere inoltre presentato all'autorità competente ai
         fini di un futuro riferimento.
 ---pagebreak---                                       - 12 -
5.3.1.   Il risultato della prova descritta nell'allegato V della presente
         direttiva è ritenuto soddisfacente se, considerando i risultati più
         sfavorevoli della prova, non si forma alcuna goccia che infiammi il
         cotone grezzo.
5.4.     Tre campioni nel caso di materiale isotropo oppure sei campioni nel
         caso di materiale anisotropo o di un materiale o di materiali usati per
         tende e tendine (e/o altri materiali sospesi) devono essere presentati
         alla prova descritta nell'allegato VI della presente direttiva.
         Un campione deve essere inoltre presentato all'autorità competente ai
         fini di un futuro riferimento.
5.4.1.   Il risultato della prova descritta nell'allegato V della presente
         direttiva è ritenuto soddisfacente se, considerando i risultati più
         sfavorevoli della prova, la velocità di combustione verticale non
         supera 100 mm/min.
5.5.     I materiali che non vengono sottoposti alla prova descritta negli
         allegati da IV a VI sono i seguenti:
5.5.1.   parti di metallo o di vetro;
5.5.2.   ogni accessorio di sedile singolo con una massa di materiale non
         metallico inferiore a 200 g; se la massa totale di tali accessori
         supera 400 g di materiale non metallico per ogni sedile, ciascun
         materiale viene sottoposto atta prova-,
5.5.3.   elementi con superficie o volume non superiori rispettivamente a:
5.5.3.1. 100 cm, oppure 40 cm, per gli elementi collegati ad un posto a sedere
         singolo;
5.5.3.2. 300 cm, oppure 120 cm, per ogni fila di sedili e, al massimo, per metro
          lineare dell'interno del compartimento passeggeri per gli elementi
         distribuiti nel veicolo e non collegati ad un posto a sedere singolo;
5.5.4.   cavi elettrici;
5.5.5.   elementi dai quali non é possibile prelevare un campione delle
         dimensioni prescritte al punto 3.3.1. dell'allegato IV, al punto 3
         dell'allegato V ed al punto 3.1. dell'allegato VI.
6.       MODIFICA DEL TIPO DI VEICOLO
6.1.     Ogni modifica dei materiali usati all'interno del compartimento
         passeggeri deve essere comunicata all'organismo amministrativo che
         rilascia l'omoIogazone. Detto organismo può:
6.1.1.   ritenere che le modifiche effettuate non influiscano negativamente in
         modo apprezzabile e che comunque il veicolo resti conforme ai
         requisìt i, oppure
 ---pagebreak---                                       - 13 -
6.1.2.   chiedere al servizio tecnico responsabile dell'esecuzione delle prove
         di sottoporre i nuovi materiali alla prova o alle prove applicabili
         descritte negli allegati della presente direttiva.
6.2.     La conferma o il rifiuto dell'omologazione, con la specifica dette
         modifiche, è comunicata agli Stati membri nella forma precisata
         nel l'al legato III.
7.       CONFORMITÀ' DELLA PRODUZIONE
7.1.     Ogni veicolo oggetto della presente direttiva deve essere conforme al
         tipo di veicolo omologato, in particolare per quanto concerne le
         caratteristiche che incìdono sul comportamento alla combustione dei
         materiali per interno, e soddisfare i requisiti del paragrafo 5 del
         presente allegato.
7.2.     Il costruttore deve eseguire le ispezioni, le prove o eventuali
         controlli della produzione dei componenti o delle parti
         all'equipaggiamento che ritiene necessari per garantire la conformità
         di cui al precedente punto 7.1.
7.2.1.    I risultati di questi controlli e di queste prove devono essere tenuti
         a disposizione dell'organismo amministrativo che rilascia
          l'omologazione. In caso di dubbio dotto organismo può:
7.2.1.1. esìgere la ripetizione di talune prove o di controlli già eseguiti dal
         costruttore, oppure
7.2.1.2. esigere l'esecuzione di:
7.2.1.2.1.   una prova, in funzione dell'impiego del materiale per interni,
             conformemente agli allegati IV, V e VI;
7.2.1.2.2.   una prova stabilita dal servizio tecnico su uno o più componenti o
             delle parti dell'equipaggiamento.
7.2.2.   Se dopo i controlli summenzionati la conformità dovesse ancora
         risultare incerta, l'organismo amministrativo può esigere l'esecuzione
         di una prova completa quale richiesta per l'omologazione del tipo di
         ve i co Io.
8.       SANZIONI IN CASO DI MANCATA CONFORMITÀ' DELLA PRODUZIONE
8.1.     L'omologazione rilasciata per un tipo di veicolo ai sensi della
         presente direttiva può essere revocata se non è soddisfatto il
         requisito stabilito al punto 7.1. o se il veicolo o i veicoli scelti
         non hanno superato i controlli prescritti al punto 7.2.
8.2.     Se uno Stato membro revoca un'omologazione precedentemente rilasciata,
         esso deve notificarlo immediatamente agli altri Stati membri mediante
         una copia della schsda di omologazione recante alla fine l'indicazione
          "OMOLOGAZIONE REVOCATA", firmata e datata.
 ---pagebreak---                                         - 14 -
                                     ALLEGATO II
                              SCHEDA INFORMATIVA N*
               conformemente all'allegato I della direttiva 70/156/CEE
       del Consiglio concernente l'omologazione CEE di un veicolo a motore
                per quanto riguarda il comportamento alla combustione
        dei materiali utilizzati per l'allestimento interno degli autobus
0         DATI GENERALI
0.1.      Marca (nome dell'impresa):
0.2.      Tipo e denominazione commerciale:
0.3.      Mezzi di identificazione del tipo ss marcati sul veicolo (b)
0.4.      Categoria del veicolo (vedi allegato II della direttiva 70/156/CEE):
0.5.      Nome e indirizzo del costruttore:
1.        CARATTERISTI CHE C0STRUTTIVE GENERAL I DEL VE I COLO
1.1.      Fotografie e/o disegni di un veicolo rappresentativo:
1.1.1.    Fotografie dell'allestimento interno e dei materiali usati negli
          autobus
2.8.      Massa totale, a carico, tecnicamente ammissibile dichiarata dal
          costruttore (massima e minima per ciascuna versione):
2.8.1.    Distribuzione della massa sugli assi e, nel caso di un ssmirimorchio,
          carico sulla ralla (massimo e minimo per ciascuna versione):
13.       Comportamento alla combustione di materiali usati per I'allestimsnto
           interno degli autobus
13.1.     Materiale(i) usatoci) per il rivestimento interno dei tetto
          T i pò, di segno e colore:
          Materiale composito/semplice(1), numero di strati (1)
          Tipo di r ivest imento (1):
          Spessore massimo/minimo               mm
13.2.     Materiale(i) usato(i) per la parete posteriore e le pareti laterali
          Tipo, disegno e colore:
          Materiale composito/semplice (1), numero di strati (1)
          Tipo di rivestimento (1)
          Spessore massimo/minimo                   mm
(1)    se appi icabile
 ---pagebreak---                                       - 15 -
13.3.    Materiale(i) usato(i) per il pavimento
         T i pò, di segno e co Iore :
         Materiale composito/sempI ice (1), numero di strati (1)
         Tipo di r ivest imsnto (1)
         Spessore massimo/minimo                mm
13.4.    Materiaie(i) usato(I) per imbottitura dei sedili
         Tipo, disegno e colore:
         Materiale composito/semplice (1), numero di strati (1)
         Tipo di r ivest(mento (1)
         Spessore massimo/minimo               mm
13.5.    Materiale(i) usato(i) per trasporto bagagli, condotte di riscaldamento
         e di venti Iazione
         Tipo, disegno e colore:
         Materiale composito/semplice (1), numero di strati (1)
         Tipo di r ivest imsnto (1)            ,
          Spessore massimo/minimo           mm
Data, Fi le
 ---pagebreak---                                        - 16 -
                                   ALLEGATO III
                                      MODELLO
                         (formato massimo: A4 (210 x 297)
                            SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE
Comunicazione concernente:
- l'omologazione *1*
- l'estensione del l'omologazione*1>
- il rifiuto dell'omologazione*1>
- la revoca dell'omologazione*1)
di un tipo di veicolo per quanto concerne la direttiva .
Omologazione CEE numero*2>
Motivo dell'omologazione:
PARTE I
0.1.     Marca (denominazione commerciale del costuttore):
0.2.     Tipo e denominazioneCi) commerci ale(i):
0.3.     Mezzi di identificazione del tipo se marcati sul veicolo (3)
0.3.1.   Posizione della marcatura:
0.4      Categoria del veicolo:
0.5      Nome e indirizzo del costruttore:
(1)      Cancellare la menzione inutile.
(2)      Nel caso di componenti, il nummero di omologazione CEE che figura sul
         presente documento è costituito da tutte le parti indicate
         nell'allegato VII della direttiva 70/156/CEE, modificata per ultimo
         dalla direttiva ..../....CEE. Il componente stesso dev'essere marcato
         come prescritto nella rispettiva direttiva particolare.
(3)      Se i mezzi di identificazione del tipo contengono caratteri non
         attinenti alla descrizione dei tipi di veicolo, componente, o entità
         tecnica oggetto della presents scheda informativa/scheda di
         omologazione, essi devono essrs rappresentati nella documentazione con
          il Simbolo: "7" (ad ss.: ABC7712377).
 ---pagebreak---                                       - 17 -
PARTE ! I
1.       Eventuali informazioni supplementari: cfr. appendice I
2.       Organismo tecnico responsabile dell'esecuzione delle prove:
3.       Data del verbale di prova:
4.       Numero del verbale di prova:
5.       Eventuali osservazioni: cfr. appendice I
6.       Località:
7.       Data:
8.       Firma:
9.       E' allegato un elenco di documenti che costituiscono il fascicolo
          informativo depositato presso l'autorità competente che ha rilasciato
          l'omologazione e che può essere ottenuto da richiesta.
 ---pagebreak---                                            - 18 -
                                        AppendI ce I
                      della scheda di omologazione n
           concernente l'omologazione di un veicolo per quanto concerne
                                 la direttiva .../ ... CEE
1.        Informazioni supplementari
1.1.      Comportamento alla combustione dei materiali utilizzati per
          l'allestimento interno degli autobus
1.2.      Materiale(i) usato(i) per il rivestimento interno del tetto
          T i pò, di segno e co Iore :
          Materiale composito/semplice*1), numero di strati (1)
          R i vsst i mento (1):
          Spessore massimo/minimo                mm
          Velocità di combustione:                mm/min
1.3.      Materiale(i) usatoci) per la parete posteriore e le pareti laterali
          T i pò, di segno e co Iore
          Materiale composito/semplice (1), numero dì strati (1)
          Tipo di r ivest imsnto (1):
          Spessore massimo/minimo               mm
          Velocità di combustione:                   mm/min.
1.4.      Materiale(i) usato(i) per il pavimento
          T i pò, di segno e co Iore
          Materiale composito/sempIice (1), numero di strati (1)
          Tipo di r ivest imento (1)
          Spessore massimo/minimo                  mm
          Velocità di combustione:                 mm/min
1.5.      Materiale(i) usatoci) per l'imbottitura dei sedili
          Tipo, disegno e colore
          Materiale composito/semplice (1), numero di strati (1)
          T i pò d i ri vest i mento (1)
          Spessore massimo/minimo                 mm
          Velocità di combustione:                mm/min
1.6.      Materiale(i) usatoci) per i portabagli, le condotte di riscaldamento e
          di vent iIazione
          T i pò, di segno e co Iore
          Materiale composito/semplice (1), numero di strati (1)
          Tipo di r ivsst imento (1)
          Spessore massimo/minimo
          Velocità di combustione:                    mm/min
 (1) ss appiicabile
 ---pagebreak---                               - 19 -
1.7. Massa massima autorizzata del veicolo: t
1.8. Numero di sedili per passeggeri:
5.   Osservazioni:
 ---pagebreak---                                       - 20 -
                                   Allegato IV
   PROVA PER DETERMINARE LA VELOCITÀ DI COMBUSTIONE ORIZZONTALE DEI MATERIALI
1.       PRINCIPIO
         Un campione è disposto orizzontalmente in un supporto a forma di U ed
         ssposto per 15 s all'azione di una fiamma definita di debole energia in
         una camera di combustione ove la fiamma agisce sul bordo libero del
         campione. La prova permette di determinare ss s quando si spegne la
         fiamma oppure il tempo necessario alla stsssa per percorrere una
         distanza misurata.
2.       APPARECCHIATURA
2.1.     Camsra di combustione (figura 1), preferibilmente di acciaio
         inossidabile avente le dimensioni indicate in figura 2.
         La facciata anteriore di questa camera comprende una finestra di
         osservazione incombustibile che può coprire l'intera facciata anteriore
         e che può servire da pannello di accesso.
         Il lato inferiore della camera presenta fori di ventilazione e la parte
         superiore comporta una fessura di aerazione perimetrale. La camera
         poggia su quattro piedi alti 10 mm.
         Su uno dei lati, la camera può presentare un orifizio per
         l'introduzione del supporto del campione; dall'altro lato un'apertura
         lascia passars il tubo di adduzione del gas. La materia fusa è raccolta
         in una vaschetta (vedasi figura 3) disposta sul fondo della camera tra
          I fori di ventilazione senza coprirli.
 ---pagebreak---                                       - 21 -
•EifliiULJ.: Esempio ai c a m ^
             • « « . , . . —    -' — o n e   consupporto
                                                       " Qei campione
 ---pagebreak---                        -  22 -               DimtniIoni      in    millimetri
                  Figura:   2
              Esemplo    di cornerò di     combustion*
Figuro 3 ; E««mplo  di   vaschetta
                                Oim.n, i o n  , |„ M , ,,, m # t r ,
 ---pagebreak---                                   - 23 -
2.2.
      o ^ r . r i a ^ ^ ^ ^ ' ^ . f corros   *» -tred, meta,,o , forraa d, u
       Indicate in figura 4.          ' '"         '°"<>- Le dimensioni sono
                                                           ,Mtr
      P^se'nU^r^M^orrî^denu"!' T "                       "      - «*•""•
                                                                    Un
      sicuro del c.m£ one I pSmfse LcLTJ"/'™""*                        "••»«•»
      frazione de. I . n i z l o T ^ r , ^ STÎT d T s ^ a ' T c ^ s t Ione.
     supporto de. campione^ î n ^ î ï ^ ^ l ' î ^ ! " ^ * . T
     La parte Inferiore del campione deve trovarsi ITA mm -
     fondo. La distanza tra il born^ w!i x r o v a [ s f 178 *"* sopra la lastra di
     della camera deve essere d? 22 J . r T t * 0 *' C a m P l ° n e e ''«eremita
     longitudinali del supporto def S I 1 istanza tra I bordi
     essere di 50 mm (tutu le J l i l P ° V* ' ,ati de,,a c a m e r a deve
                              m SUre SOno m l s r
     figure 1 e 2)             '               « ate all'interno) vedasi
 ---pagebreak---                                             - 24 -
                                                                    Oimensloni        in millimetri
                                     0 . S x 0 , S
                                                    Sem
                                                   f
                                                     f<"r.d;;;°  *--•*•,,.
                                                                - . i c
                                                                        °«p i O n # )
  tato esterno del  telalo
             Fessure 2 x 2j
Figura 5:   Esempio di sezione del telaio a forma di U con la parte inferiore
            predisposta per fili di supporto
 ---pagebreak---                                     - 25 -
2.3.   Bruciatore a gas
       La piccola sorgente  delle fiamme è rappresentata da un becco Bunsen del
       diametro interno di  9,5 ± 0,5 mm. Questo è disposto nella camera di
       combustione in modo  che il centro dell'ugello venga a trovarsi 19 mm
       sotto il centro del  bordo inferiore del lato aperto del campione
       (vedasi figura 2 ) .
2.4.   Gas di prova
       Il gas fornito al becco deve avere un potere calorifico di circa 38
       MJ/m, (ad esempio, gas naturale).
2.5.   Pettine di metallo, della lunghezza di almeno 110 mm e munito di sette
       o otto denti a punta arrotondata, ogni 25 mm.
2.6.   Cronometro con una precisione di 0,5 s.
2.7.   Cappa
       La camera di combustione può essere posta in una cappa di laboratorio a
       condizione che il volume interno della stessa sia compreso tra 20 volte
       e 110 volte il volume della camera di combustione e che nessuna delle
       sue dimensioni (altezza, larghezza o profondità) superi una delle altre
       due di più di 2,5 volte.
          Prima della prova si misura la velocità verticale dell'aria nella
          cappa di laboratorio 100 mm davanti e dietro lo spazio previsto per
          la camera di combustione. Essa deve essere compresa tra 0,10 e 0,30
          m/s in modo da evitare che l'operatore sia infastidito dai prodotti
          di combustione. È possibile utilizzare una cappa a ventilazione
          naturale con una adeguata velocità dell'aria.
3.     CAMPIONI
3.1.   Forme e dimensioni
3.1.1. La forma e te dimensioni del campione sono indicate nella figtura 6. Lo
       spessore del campione corrisponde allo stesso spsssore del prodotto da
       sottoporre alla prova ma non deve superare 13 mm. Se il campione lo
       consente, la sua sezione deve essere costante sull'intera lunghezza.
 ---pagebreak---                                      - 26 -
                                                  Dimensioni  in milltmet
                     38            254
                             127
                                    t
                                   jfc.
                                                            8
                                     356
                               Figura 6: Campione
3.1.2. Se la forma e le dimensioni di un prodotto non permettono il prelievo
       di un campione di dimensioni prescritte si rispettano le seguenti
       dimensioni minime:
       a) per i campioni di larghezza compresa fra 3 e 60 mm, la lunghezza
           deve essere 356 mm. In questo caso il materiale è sottoposto alla
           prova nel senso della larghezza del prodotto;
       b) per ì campioni di larghezza compresa fra 60 e 100 mm, la lunghezza
           deve essere di almeno 138 mm. In questo caso, la distanza di
           combustione possibile corrisponde alla lunghezza del campione e la
           sua misurazione inizia dal primo riferimento.
3.2.   Prelievo
        I campioni sono prelevati dal meteriale da sottoporre alla prova. Nei
       materiali che presentano velocità di combustione diversa a seconda
       della direzione del materiale si esegue la prova per ogni direzione. I
       campioni devono essere prelevati e posti nell'apparecchio di prova in
       modo da consentire la misurazione della velocità di combustione più
       elevata.
       Se il materiale è fornito tagliato in larghezze determinate, deve
       essere tagliata una lunghezza di almeno di almeno 500 mm sull'intera
        larghezza. I campioni devono essere prelevati dal pezzo ad una distanza
       di almeno 100 mm dal bordo del materiale ed alla stessa distanza tra
        loro.
       Se la forma del prodotto lo consente, i campioni devono essere
       prelevati nello stesso modo dai prodotti finiti. Se lo spessore del
       prodotto supera 13 mm, lo si deve ridurre a 13 mm con un procedimento
       meccanico dal lato opposto a quello rivolto all'abitacolo. Se ciò non è
       possibile, la prova è eseguita, di comune accordo con l'organismo
       tecnico, sulla larghezza iniziale del materiale facendone menzione nel
       verbale di prova.
 ---pagebreak---                                  - 27 -
     I materiati compositi (vedasi punto 2.8.) devono essere sottoposti alla
     prova come un pezzo omogeneo.
     Nel caso di più strati di materiali diversi, non considerati compositi,
     ogni strato compreso in una profondità di 13 imi a partire dalla
     superficie rivolta verso l'abitacolo deve essere sottoposto alla prova
     separatamente.
3.3. Condizionamento
     I campioni devono essere mantenuti per almeno 24 ore ed al massimo per
     7 giorni ad una temperatura di 23 ± 2*C con una umidità relativa di
     50 ± 5% e restare in tali condizioni sino al momento della prova.
4.   PROCEDIMENTO
4.1. I campioni con superficie rivestita di panno o imbottita vengono posti
     su una superficie piana e pettinati due volte contro pelo con il
     pettine (punto 2.5.).
4.2. Il campione viene posto nell'apposito supporto (punto 2.2.) in modo da
     presentare alla fiamma i! lato rivolto verso il basso.
4.3. Si regola la fiamma del gas ad un'altezza di 38 mm mediante il
     riferimento indicato sulla camera di combustione con la presa d'aria
     del becco chiusa. Prima di iniziare le prove la fiamma deve essere
     stata stabilizzata per almeno un minuto.
4.4. Si spinge il supporto del campione nella camera di combustione in modo
     che l'estremità del campione sia esposta aita fiamma s dopo 15 s si
     interrompe l'arrivo del gas.
4.5. La misurazions dsl tempo di combustione inizia nell'istante in cui il
     punto di attacco della fiamma supera il primo riferimento. Si osserva
     la propagazione della fiamma sul lato che brucia più rapidamente (lato
     superiore o infsriore).
4.6. La misurazione dei tempo di combustione termina quando la fiamma
     raggiunge l'ultimo riferimento o quando la fiamma si spegne prima di
     raggiungere detto punto. Se la fiamma non raggiunge l'ultimo
     riferimento, si misura la distanza combusta sino al punto di estinzione
     della fiamma. La distanza combusta è la parte decomposta del campione,
     distrutta in superficie o all'interno dalla combustione.
4.7. Se il campione non si accende o se non continua a bruciare dopo
     l'estinzione del bruciatore oppure se la fiamma si spegne prima di aver
     raggiunto il primo riferimento non permettendo cosi di misurare la
     durata di combustione, nel verbale di prova si indica che la velocità
     di combustione è di 0 mm/min.
 ---pagebreak---                                     - 28 -
4.8.    Nel corso di una serie di prove o di prove ripetute, ci si deve
        accertare che la camera di combustione ed il supporto del campione
        abbiano una temperatura massima di 30'C prima dell'inizio della prova.
5.      CALCOLI
        La velocità di combustione, B*, in millimetri per minuto, è data dalla
        formuI a :
                                       s
                                          x 60
        dove:
        s è la lunghezza, in millimetri, della distanza combusta,
        t è la durata di combustione, in secondi, per la distanza s
     Si calcola la velocità di combustione (B) di ciascun campione soltanto ne
     caso in cui la fiamma raggiunge l'ultimo riferimento o l'estremità del
     campione.
 ---pagebreak---                                     - 29 -
                                  Al legato V
     PROVA PER DETERMINARE IL COMPORTAMENTO ALLA FUSIONE DEI MATERIALI
1.     PRINCIPIO
       Si dispone un campione in posizione orizzontale e lo si espone
       all'azione di un radiatore elettrico. Un recipiente è posto sotto il
       campione per raccogliere le gocce che risultano dalla fusione.
       Per verificare se qualche goccia è infiammata si pone nel recipiente un
       po' di cotone grezzo.
2.     APPARECCHIATURA
       L'apparecchiatura è composta di (figura 1):
       a) un radiatore elettrico
       b) un supporto con griglia per il campione
       e) un recipiente (per raccogliere le gocce)
       d) un supporto (per l'apparecchiatura)
2.1.   La fonte di calore è costituita da un radiatore elettrico da 500 W. La
       superficie radiante è costituita da una lastra di quarzo trasparente
       del diametro di 100 ± 5 mm.
       Il calore emesso dall'apparecchio, misurato sulla superficie disposta
       parallelamente alla superficie del radiatore ad una distanza di 30 mm,
       dev'essere di 3 W/cm t .
2.2.   Taratura
       Per tarare il radiatore si utilizza un radiometro del tipo Gardon (a
       foglio) con un campo teorico di applicazione non superiore a 10 W/cm x .
       L'elemento che riceve la radiazione, ed in misura minore eventualmente
       la convezione, dev'essere piano, circolare con un diametro non
       superiore a 10 mm e rivestito di una mano di nero satinato durevole.
       L'elemento è contenuto in un corpo raffreddato ad acqua la cui facciata
       è di metallo perfettamente lucidato, piatta, coincidente con il piano
       dell'elemento nonché circolare e con un diametro di circa 25 mm.
       La radiazione non deve passare attraverso alcuna apertura prima di
       raggiungere l'oggetto. Lo strumento dev'essere robusto, semplice da
       montare e da utilizzare, insensibile alle correnti d'aria e di taratura
       stabile. Lo strumento deve avere una precisione di ± 3% ed una
       ripetibiI ita del lo 0,5%.
       La taratura del radiometro dev'essere controllata ogni volta che si
       esegue una nuova taratura del radiatore mediante confronto con uno
       strumento conservato come campione di riferimento e non utilizzato per
       altri scopi. Lo strumento campione dev'essere tarato perfettamente una
       volta all'anno in base ad un campione nazionale.
 ---pagebreak---                                     - 30 -
2.2.1. Prova di taratura
       Il flusso energetico prodotto dalla potenza assorbita che secondo la
       taratura iniziale corrisponde ad un flusso energetico di 3 W/cm,
       dev'essere controllato frequentemente (almeno una volta ogni 50 ore di
       funzionamento) e l'apparecchio dev'essere nuovamente tarato se tale
       controllo indica una deviazione maggiore di 0,06 W/cm,.
2.2.2. Procedimento di taratura
       L'apparecchio dev'essere disposto in un ambiente sostanzialmente privo
       di correnti d'aria (non più di 0,2/s).
       Si pone il radiometro nell'apparecchiatura al posto del campione in
       modo che l'elemento costituito dal radiometro sia disposto al centro
       della superficie del radiatore.
       Si inserisce l'alimentazione di corrente elettrica e si regola la
       potenza assorbita necessaria per produrre ta densità di flusso radiante
       di 3 W/cm, al centro della superficie del radiatore. Alla regolazione
       dell'unità di potenza su 3 W/cm, segue un periodo di 5 minuti nel quale
       non si esegue alcun'altra regolazione per raggiungere l'equilibrio.
2.3.   Il supporto dei campioni è un anello metallico (figura 1 ) . Sulla
       sommità di questo supporto è disposta una griglia di filo di acciaio
       inossidabile avente le seguenti dimensioni:
       - diametro interno-. 118 mm
       - dimensione dei fori: 2,10 mm,
       - diametro del filo di acciaio 0,70 mm.
2.4.   Il recipiente è costituito da un tubo cilindrico con diametro intero di
       118 mm ed una profondità di 12 mm.
       Il recipiente ò riempito di cotone grezzo.
2.5.   Una colonna verticale sostiene gli oggetti specificati ai punti 2.1.,
       2.3. e 2.4.
        Il radiatore è disposto sulla sommità del supporto con la superficie
       radiante orizzontale in modo che la radiazione sia rivolta in basso.
       Nel montante si trova una leva o un pedale che consente di sollevare
        lentamente il supporto del radiatore. Esso è inoltre munito di un
       arresto che permette di riporre il radiatore nella sua posizione
       normale.
       Nella sua posizione normale gli assi del radiatore, del supporto del
       campione e del recipiente devono coincidere.
 ---pagebreak---                             - 31 -
CAMPIONI
I campioni destinati alla prova devono avere le dimensioni di
70 mm x 70 mm.
I campioni devono essere prelevati allo stesso modo da prodotti finiti
se la loro forma lo consente. Se lo spessore del prodotto supera i
13 mm esso deve essere ridotto a 13 mm mediante una lavorazione
meccanica applicata al lato che non è rivolto verso l'abitacolo. Se ciò
non è possibile la prova dev'essere eseguita, di comune accordo con il
servizio tecnico, sulla larghezza iniziale del materiate facendone
menzione nel verbale di prova.
I materiali compositi (cfr. 2.8 dell'allegato i) devono essere
sottoposti alla prova coms se fossero di struttura uniforme.
Se i materiati sono costituiti da strati sovrapposti di diversa
composizione e non sono materiali compositi, ogni strato di materiale
compreso in una profondità di 13 mm, a partire dalla superficie rivolta
versa l'abitacolo deVssere sottoposto alla prova separatamente.
La massa totale del campione da sottoporre alla prova dev'essere di
almeno 2 g. Se la massa di un campione è inferiore si aggiunge un
numero sufficiente di campioni.
Se le due facciate del materiale differiscono, si sottopongono alla
prova entrambe le facciate, ossia 8 campioni.
I campioni ed il cotone grezzo devono essere condizionati per almeno 24
ore ad una temperatura di 23 ± 2' C e ad un'umidità relativa di 50 ± 5%
e devono essere conservati in queste condizioni sino alla prova.
PROCEDIMENTO
II campione è posto sul supporto che a sua volta ò disposto in modo che
la distanza tra la superficie del radiatore e la superficie superiore
del campione sia di 30 mm.
Il recipiente, compreso il cotone grezzo, è disposto sotto la griglia
del supporto ad una distanza di 300 mm.
Il radiatore è disposto a lato in modo da non irradiare il campione ed
inserito. Quando raggiunge la potenza massima viene posto sopra il
campione e si inizia il conteggio del tempo.
Se il materiale fonde o si deforma si varia l'altezza del radiatore in
modo da mantenere la distanza di 30 mm.
Se il materiale si infiamma, il radiatore viene arretrato per tre
secondi e riportato nella sua posiziono quando la fiamma si ò estinta;
si ripete lo stesso procedimento quante volte necessario per i primi
cinque minuti della prova.
 ---pagebreak---                                                - 32 -
            Dopo cinque minuti di prova:
            !)        se i! campione é spento (oppure se non si è infiammato nei primi
                      cinque minuti della prova) si lascia il radiatore in posizione
                      anche se il campione si infiamma nuovamente;
            il)       se II materiale brucia, si attende l'estinzione prima di
                      riportare il radiatore nuovamente in posizione.
            In entrambi i casi la prova dev'essere proseguita per altri cinque
           minut i.
           RISULTATI
            I fenomeni osservati devono essere riportati nel verbale di prova, ad
           esemp i o:
                - eventuali cadute di gocce infiammate o meno,
                - se si è verificata l'accensione del cotone grezzo.
                                                          Dimensioni in mi IIimetri
                      1: Radiatore
                      2: Campione
                  3" Griglia (per l'appogio del campione)
                   4: Cotone grezzo
                     5: Recipiente
        8
                        Griglia                   Anello metallico mobile
                                 " \
                                      5^
                   Anello metal Iicol \ j^_
                                                                   M« I
                                                      ne
                        (fisso)          . *—        MJL
                                                      oc
                                               Particolare degli anelli metallici
                                                   per l'appoggio del campione
/ / / /   /    /    /   /  /   /  /    /  /  /  /  /  /
                                    FIGURA 1
 ---pagebreak---                                   - 33 -
                               Al legato VI
            PROVA PER DETERMINARE LA VELOCITA' DI COMBUSTIONE
                         VERTICALE DEI MATERIALI
1.   PRINCIPIO
     Questa prova consiste nel l'esporre i campioni, mantenuti in posizione
     verticale, alla fiamma e nel determinare la velocità di propagazione
     della fiamma su! materiale oggetto della prova.
2.   APPARECCHIATURA
     L'apparecchiatura è composta di:
     a) supporto del campione
     b) bruciatore
     e) ventilatore per estrarre i gas ed i prodotti della combustione
     d) piastra di appoggio e
     e) fili di riferimento di cotone bianco mercerizzato con densità
         lineare massima di 50 tex.
2.1. I! supporto del campione è costituito da un telaio rettangolare
     dell'altezza di 560 mm con due aste parallele fissate rigidamente alla
     distanza di 150 mm su! cui lato sono fissati dei perni per il montaggio
     del campione sottoposto alla prova che é disposto su un piano distante
     almeno 20 mm dal telaio, i perni non devono avere un diametro maggiore
     di 2 mm, sono lunghi almeno 27 mm e disposti sulle aste parallele nelle
     posizioni indicate in figura 1. Il telaio dev'essere fissato su un
     supporto che mantenga le aste in posizione verticale durante la prova.
     (Per posizionare il campione sui perni in un piano scostato da! telaio,
     si possono disporre dei distanziali del diametro di 2 mm accanto ai
     perni).
2.2.  Il bruciatore descritto nella figura 3.
      Il gas che alimenta il bruciatore può essere sia del propano sia del
     butano usualmente in commercio.
      Il bruciatore è posto di fronte e al di sotto del campione  in modo da
     giacere in un piano passante per la mezzeria verticale del campione e
     perpendicolare alla sua facciata (cfr. fig. 2 ) , con l'asse
     longitudinale inclinato in alto di 30' rispetto alla verticale verso il
     bordo inferiore del campione. La distanza tra l'estremità superiore del
     bruciatore ed il bordo inferiore del campione dev'essere di 20 mm.
2.3. L'apparecchiatura di prova può essere posta entro una cappa di
      laboratorio a condizione che il volume interno della stessa sia
     compreso tra 20 volte e 110 volte il volume dell'apparecchiatura di
     prova e che nessuna delie singole dimensioni (altezza, larghezza o
      lunghezza) della cappa superi una delle altre due di più di 2,5 volte.
     Prima della prova si misura la velocità verticale dell'aria della cappa
     di laboratorio 100 mm davanti e dietro lo spazio previsto per
      l'apparecchiatura di prova. Essa dev'essere compresa tra 0,10 e 0,30
 ---pagebreak---                                   - 34 -
     m/s in modo da svitare che l'operatore sia infastidito dai prodotti di
     combustione. E' possibile utilizzare una cappa a ventilazione naturale
     con un'adeguata velocità dell'aria.
2.4. Si utilizza una sagoma rigida e piana dì materiale adatto e di misura
     corrispondente a quella del campione. Nella sagoma vengono ricavati dei
     fori del diametro di circa 2 mm disposti in modo che le distanze tra i
     loro centri corrisponda alle distanze tra i perni sui montanti (cfr.
     fig. 1). I fori devono essere equidistanti attorno alla mediana
     verticale della sagoma.
3.   CAMPIONI
3.1. Le dimensioni dei campioni sono le seguenti: 360 x 170 mm.
3.2. I campioni vengono condizionati per almeno 24 ore ad una temperatura di
     23 ± 2* C e ad un'umidità relativa di 50 ± 5% e conservati in queste
     condizioni sino alla prova.
4.   PROCEDIMENTO
4.1. La prova dev'essere eseguita in un'atmosfera avente una temperatura
     compresa tra 10 e 30' C ed un'umidità relativa tra il 15% e l'80%.
4.2.  Il bruciatore viene preriscaldato per due minuti. Si regola l'altezza
     della fiamma a 40 i 2 mm misurando la distanza tra l'estremità
     superiore del tubo del bruciatore e il vertice della parte gialla della
     fiamma quando il bruciatore è verticale e la fiamma ò vista al buio.
4.3.  Il campione ò posto sui perni del telaio di prova accertandosi che i
     perni passino attraverso i punti marcati sulla sagoma e che il campione
     sia discosto di almeno 20 mm dal telaio. Il telaio viene montato sul
     supporto in modo che i! campione sia verticale.
4.4.  I fili di riferimento sono fissati orizzontalmente davanti al campione
     nelle posizioni indicate in figura 1. In ciascuna di queste posizioni
     si realizza un occhiello in modo che i due segmenti siano discosti di
     1 mm e di 5 mm dal piano della parte frontale del campione.
     Ciascun occhisi lo è fissato ad un opportuno cronometro. Il filo
     dev'essere sufficientemente teso in modo da mantenere la sua posizione
     relativa rispetto al campione.
 ---pagebreak---                                  - 35 -
4.5. La fiamma viene applicata al campione per una durata di 5 s. Si suppone
     verificata l'accensione se la combustione del campione continua per
     cinque secondi dopo aver allontanato la fiamma. Se non si verifica
     l'accensione, la fiamma viene applicata per 15 s ad un altro campione
     condizionato.
4.6. Se un risultato di una ssris di 3 campioni supera del 50% il risultato
     minimo, si deve sottoporre alla prova un'altra serie di 3 campioni
     nella stessa direzione. Se per uno o due campioni di una ssris di tre
     campioni la combustions raggiunge il filo di riferimento più alto, si
     deve sottoporre alla prova un'altra serie di 3 campioni nella stessa
     direzione.
4.7  Si misurano i seguenti tempi espressi in sscondi
     a) dall'inizio dell'applicazione della fiamma sino ai distacco del
        primo filo di riferimento (ti);
     b) dall'inizio dell'applicazione della fiamma sino al distacco del
        secondo filo di riferimento (t2);
     e) dall'inizio dell'applicazione della fiamma sino al distacco del
        terzo filo di riferimento (t3).
5.   RISULTATI
     I fenomeni osservati devono essere registrati nel verbale di prova e
     comprendono:
     - ie durate di combustione:
       t-|, t 2 e t 3 in secondi
     - le corrispondenti distanze ...:
       d-j, d 2 e d 3 in mm.
     La velocità di combustione V1 e le velocità V 2 e V 3 , se
     applicabili, sono calcolate (per ciascun campione se la fiamma
     raggiunge almeno il primo filo di riferimento) con la seguente formula
                            Vj -   x 60 (mm/min)
     Si tiene conto della velocità di combustione più elevata di V 1 , V 2
     e V3.
 ---pagebreak---                  - 36 -
                        Dimensioni in millimetri
                1
                B
                              in
ifc-
                              \0
                                    rrc      Terzo
                                             filo di
                                              rifer .
                                                        •
                                                        o
                          o                             in
                          CD
                                           Secondo
                                           filo di
                                             rifer.
              -U
                             +             dÌ
                                       *j Campione
                                       |
                                        ktessute/}o
                          o            •' .Primo
                          CD               filo di
                                             rifer
                  _ o
                    in
                                         £
                                         Perni d i i
                                            montag.
               4
                                       ||2 - d i s t a n z ibli
                                       •;(opzio- f§
                                       " nali)           cs*
                          o
                          co
                                                  atore
              #
     150
         Figura 1 - Supporto del campione
 ---pagebreak---                        - 37 -
                       T.elaio    M
                     .-Oista.
                  y    ziale
              -O-j   (opzionale)
              "ft
                         Perni
                                    :
            Bruciatore                Bruciatore
             Accensione del bordo
Figura 2 - Posizione del bruciatore
 ---pagebreak---                                                      - 38 -
                                                               Oiaensioni in ailliaetri
                           inserito
          Getto di gas    durante il          0,5          Tubo del
                                       • n *                                       Stabilizzatore
                            •ontaggio                    bruciatore                 di fiaaaa
         Diffusore                           -Incavo
                                         •' Scheaa del bruciatore a gas
                                       .0,5*0,05
                                                                                        A-A
                                                                             cl Stabilizzatore di fiaaaa
                                                                   ) Diaaetro del cerchio priaitivo: 4,4aa
                                                                        Zona di aiscelazione del gas
                                                                     p  Zona di diffusione
                                                            zzzae                            inl
                                                                                             Uscita
                                                                      15
                                           d) Tubo del bruciatore
                                    Figura.3 - Bruciatore a gas (l)
(1) Il-brucaitore è fornito dalla Dr. Ing. Georg Wazau Me
                                                              ss -und Prûftechnik, KepIerstr. 12
    0-1000 Berlino 10 (6eraania)                  r .-^r--
 ---pagebreak---                                 - 33-
           SCHEDA D'IMPATTO SULLA COMPETITIVITA' E SULL'OCCUPAZIONE
Proposta di Direttiva del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni
degli stati membri relative al comportamento alla combustione del materiali
utilizzati per l'allestimento interno di talune categorie di veicoli a motore
I.  Qual è la principale giustificazione della misura?
    -   Completamento della procedura di omologazione CEE degli autobus.
    -   Armonizzazione delle legislazioni nazionali.
    -   Miglioramento della sicurezza della circolazione stradale.
II. Caratteristiche delle imprese interessate
    In particolare:
    -   esiste un grande numero di PMI? No.
    -   si riscontrano concentrazioni in regioni: No
        cui si possano applicare gli aiuti regionali degli Stati membri? No
    -   che possano usufruire del FESER? No.
III. Quali sono gli obblighi imposti alle imprese?
    Unicamente l'obbligo di rispettare le prescrizioni della suddetta
    direttiva per guanto concerne 1'omologzione degli autobus.
IV. Quali sono gli obblighi che possono essere imposti indirettamente alle
    imprese tramite le autorità locali?
    Nessun obbligo supplementare.
V.  Sono previste misure speciali per le PMI? No.
    - quali?
VI. Qual è l'effetto prevedibile:
        sulla competitività delle imprese?
        nessun effetto prevedibile.
    -   sull'occupazione?
        nessun effetto prevedibile.
VII. I partner sociali sono stati consultati? Sì.
    -   Parere dei partner sociali: nessuna obiezione.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                              COM(92) 201 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                         07 06
                                          N. di catalogo : CB-CO-02-215-IT-C
                                                             ISBN 92-77-44053-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo