CELEX: 62015TN0231
Language: it
Date: 2015-05-05 00:00:00
Title: Causa T-231/15: Ricorso proposto il 5 maggio 2015 — Haswani/Consiglio

29.6.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 213/40
            
         Ricorso proposto il 5 maggio 2015 — Haswani/Consiglio
   (Causa T-231/15)
   (2015/C 213/65)
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: George Haswani (Yabroud, Siria) (rappresentante: G. Karouni, avvocato)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2015/375 del Consiglio, del 6 marzo 2015, che attua il regolamento (UE) n. 36/2012 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria, nella parte in cui riguarda il ricorrente;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione di esecuzione (PESC) 2015/383 del Consiglio, del 6 marzo 2015, che attua la decisione 2013/255/PESC relativa a misure restrittive nei confronti della Siria, nella parte in cui riguarda il ricorrente;
            
         
               —
            
            
               di conseguenza, disporre la cancellazione del nome del signor George Haswani dagli allegati agli atti summenzionati;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio al pagamento di EUR 7 00  000 a titolo di risarcimento di ogni danno causato;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio a sopportare le proprie spese nonché quelle sostenute dal ricorrente che lo stesso si riserva di giustificare nel corso del procedimento.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce cinque motivi.
   
               1.
            
            
               Primo motivo, vertente su una violazione dei diritti della difesa, del diritto ad un’audizione preventiva e del diritto ad un equo processo.
            
         
               2.
            
            
               Secondo motivo, vertente su una violazione dell’obbligo di motivazione, in quanto la motivazione degli atti impugnati sarebbe insufficiente e imprecisa.
            
         
               3.
            
            
               Terzo motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione e su un’assenza di prove, in quanto non sussisterebbe un reale e serio fondamento per le misure restrittive adottate nei confronti del ricorrente.
            
         
               4.
            
            
               Quarto motivo, vertente su una violazione del principio generale di proporzionalità.
            
         
               5.
            
            
               Quinto motivo, vertente sulla domanda risarcitoria del ricorrente.