CELEX: 52003PC0049
Language: it
Date: 2003-02-03
Title: Proposta di decisione del Consiglio che definisce i criteri e le modalità pratiche per la compensazione degli squilibri finanziari risultanti dall'applicazione della direttiva 2001/40/CE del Consiglio relativa al riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terzi

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52003PC0049

Proposta di decisione del Consiglio che definisce i criteri e le modalità pratiche per la compensazione degli squilibri finanziari risultanti dall'applicazione della direttiva 2001/40/CE del Consiglio relativa al riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terzi  /* COM/2003/0049 def. - CNS 2003/0019 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che definisce i criteri e le modalità pratiche per la compensazione degli squilibri finanziari risultanti dall'applicazione della direttiva 2001/40/CE del Consiglio relativa al riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terzi(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. INTRODUZIONELa direttiva 2001/40/CE del Consiglio relativa al riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terzi è stata adottata il 28 maggio 2001 [1] al fine di rendere possibile il riconoscimento di una decisione di allontanamento di un cittadino di un paese terzo presa dall'autorità competente di un altro Stato membro. La direttiva sottolinea la necessità di assicurare una maggiore efficacia nell'esecuzione delle decisioni di allontanamento, così come una migliore cooperazione degli Stati membri, compreso il riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento.[1]  GU L 149 del 2 giugno 2001, pag. 35.Dall'applicazione della direttiva 2001/40/CE del Consiglio possono risultare squilibri finanziari, qualora l'allontanamento non possa realizzarsi a spese del cittadino o dei cittadini di un paese terzo interessato/i. Gli Stati membri compensano, pertanto, gli squilibri finanziari che possono derivare dal reciproco riconoscimento di dette decisioni.A tal fine, l'articolo 7 della direttiva dispone che il Consiglio adotterà i criteri e le modalità pratiche appropriati. La presente decisione del Consiglio istituisce il richiesto meccanismo di compensazione bilaterale degli squilibri finanziari risultanti dall'applicazione della direttiva 2001/40/CE del Consiglio.Inoltre, l'articolo 7 della direttiva dispone che tali criteri e modalità pratiche saranno parimenti validi ai fini dell'attuazione dell'articolo 24 della convenzione di Schengen. In considerazione del fatto che questa complessa problematica potrebbe ritardare considerevolmente la piena applicazione della direttiva 2001/40/CE del Consiglio e che gli Stati membri sono tenuti a conformarvisi entro il 2 dicembre 2002 al più tardi, la decisione del Consiglio non istituisce un meccanismo multilaterale di condivisione degli oneri come previsto all'articolo 24 della Convenzione di Schengen in relazione agli squilibri finanziari risultanti dall'obbligo di cui all'articolo 23 della stessa. Ciononostante, i criteri e le modalità pratiche per il calcolo dei costi individuali di un'operazione di allontanamento per singola persona allontanata come definiti dalla presente decisione dovrebbero costituire la base dell'analogo calcolo da parte dello Stato di esecuzione nell'ambito di un futuro strumento relativo all'articolo 24 della convenzione.2. OGGETTOScopo della presente decisione è introdurre i criteri e le modalità pratiche appropriati per la compensazione degli eventuali squilibri finanziari derivanti dall'applicazione della direttiva 2001/40/CE del Consiglio relativa al riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terzi del 28 maggio 2001.A fondamento della presente decisione si pone l'obbligo per lo Stato membro autore della decisione di allontanamento di rimborsare lo Stato membro di esecuzione sulla base dei costi effettivamente sostenuti. Le discussioni preliminari in sede di Consiglio hanno messo in evidenza la necessità di elaborare una serie di principi guida in relazione sia alle spese sostenute durante l'esecuzione sia alla procedura di rimborso vera e propria.Il rimborso verte su tre categorie di spesa: le spese di trasporto, le spese amministrative e quelle di soggiorno. È emersa chiaramente anche la necessità di stabilire un massimale per ciascuna delle categorie menzionate, al fine di assicurare che le spese sostenute per le operazioni in questione siano mantenute costantemente entro limiti ragionevoli, comparabili ed equilibrati.3. SUSSIDIARIETÀSecondo il principio di sussidiarietà, l'obiettivo dell'azione prevista, vale a dire una condivisione finanziaria dei costi risultanti dalla cooperazione tra Stati membri in materia di allontanamento dei cittadini di paesi terzi, non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri e può dunque, a motivo degli effetti dell'azione in questione, essere realizzato meglio a livello comunitario. La presente decisione non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento di tale obiettivo.4. COMMENTO AGLI ARTICOLIArticolo 1Questo articolo definisce l'oggetto della presente decisione.Articolo 2L'articolo fa obbligo allo Stato membro autore di compensare lo Stato membro di esecuzione per gli squilibri finanziari risultanti dall'applicazione della direttiva 2001/40/CE e definisce la nozione di "spese minime rimborsabili".Ai fini della presente decisione, le spese minime rimborsabili includono le spese di trasporto della persona sottoposta alla misura di allontanamento e di un massimo di due persone incaricate del suo accompagnamento, le spese amministrative quali i diritti di rilascio di un visto e del documento di viaggio necessario per l'allontanamento, le spese di soggiorno in un apposito centro per un massimo di tre mesi e, nel corso dell'esecuzione dell'operazione, in un'area di transito di un paese terzo o nel paese di origine. In linea di principio, queste voci costituiscono un elenco esaustivo delle spese rimborsabili, in modo da stabilire un chiaro massimale di rimborso e mantenere i costi entro limiti ragionevoli, comparabili ed equilibrati.Tuttavia, il paragrafo 4 dispone che gli Stati membri hanno facoltà di convenire bilateralmente il rimborso di spese superiori a quelle minime o di altre spese aggiuntive. La clausola consente di rimborsare, ad esempio, il costo del noleggio di un aeromobile, superiore al massimale definito, purché ciò sia stato convenuto dagli Stati membri interessati.Articolo 3Questo articolo descrive la procedura che gli Stati membri devono seguire per la presentazione ed il trattamento delle domande di rimborso. Esso stabilisce una procedura trasparente, che garantisce la certezza del diritto e la chiarezza.La disposizione limita il rimborso alle misure di esecuzione attuate entro tre anni dall'adozione di una decisione di allontanamento, affinché sia stabilito chiaramente il periodo di responsabilità dello Stato membro autore. Per garantire che le domande di rimborso siano presentate tempestivamente, la presente decisione consente di respingere le domande di rimborso presentate oltre un anno dall'avvenuta esecuzione dell'allontanamento.Le domande sono trasmesse per il tramite dei punti di contatto nazionali, che individuano l'autorità competente o l'organismo responsabile per il pagamento. I punti di contatto nazionali procedono al regolare inoltro delle domande e comunicano all'autorità di esecuzione quale sia l'organismo responsabile per il pagamento.La comunicazione dell'avvenuto pagamento ed i motivi di rifiuto del rimborso devono essere trasmessi per il tramite dei punti di contatto in modo da permettere a questi ultimi di assolvere gli obblighi di comunicazione di cui all'articolo 4.Articolo 4Questo articolo fa obbligo ai punti di contatto nazionali degli Stati membri di registrare e riferire a scadenza annuale alla Commissione il numero complessivo di rimpatri forzati, il numero delle misure di esecuzione effettuate in forza della direttiva 2001/40/CE ed il numero delle decisioni di allontanamento passibili di riconoscimento e di esecuzione da parte di un altro Stato membro.Articolo 5L'articolo limita il rimborso alle decisioni di allontanamento pronunciate dopo l'entrata in vigore della presente decisione. Inoltre, esso precisa la data e le modalità dell'entrata in vigore della presente decisione.Articolo 6Questo articolo individua i destinatari della presente decisione.2003/0019 (CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che definisce i criteri e le modalità pratiche per la compensazione degli squilibri finanziari risultanti dall'applicazione della direttiva 2001/40/CE del Consiglio relativa al riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terziIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 63, punto 3,vista la proposta della Commissione [2],[2]  GU C , , pag. .visto il parere del Parlamento europeo [3],[3]  GU C , , pag. .considerando quanto segue(1) Il Consiglio europeo di Tampere del 15 e 16 ottobre 1999 ha ribadito la volontà di istituire uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia. A tal fine è necessario che una politica europea comune in materia di asilo e di migrazione si prefigga, nel contempo, un trattamento equo per i cittadini di paesi terzi e una migliore gestione dei flussi migratori. Questi obiettivi sono stati confermati dal Consiglio europeo di Laeken del 14 e 15 dicembre 2001 e dal Consiglio europeo di Siviglia del 21 e 22 giugno 2002. La necessità di combattere l'immigrazione illegale, tra l'altro prendendo misure appropriate per il rimpatrio delle persone soggiornanti illegalmente, è stata particolarmente sottolineata.(2) L'applicazione della direttiva 2001/40/CE del 28 maggio 2001, relativa al riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento dei cittadini di paesi terzi, può dar luogo a squilibri finanziari nei casi in cui le decisioni di allontanamento non possano essere eseguite a spese dei cittadini di un paese terzo interessati. Occorre quindi adottare criteri e modalità pratiche appropriati per la compensazione bilaterale tra gli Stati membri.(3) Secondo il principio di sussidiarietà, l'obiettivo dell'azione prevista, vale a dire la ripartizione degli oneri finanziari della cooperazione tra Stati membri in materia di allontanamento dei cittadini di paesi terzi in caso di riconoscimento reciproco delle decisioni di allontanamento, non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri e può dunque, a motivo degli effetti dell'azione in questione, essere realizzato meglio a livello comunitario. La presente decisione non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento di tale obiettivo.(4) La Danimarca, a norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, non partecipa all'adozione della presente decisione e, di conseguenza, non è vincolata da essa, né è soggetta alla sua applicazione. Poiché la presente decisione è volta a sviluppare l'acquis di Schengen in applicazione delle disposizioni del titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca, a norma dell'articolo 5 del protocollo summenzionato, deciderà, entro un periodo di sei mesi dall'adozione della presente decisione da parte del Consiglio, se intende applicare o meno tale decisione.(5) Quanto alla Repubblica d'Islanda e al Regno di Norvegia, la presente decisione costituisce uno sviluppo dell'acquis di Schengen ai sensi dell'accordo concluso tra il Consiglio dell'Unione europea e questi due Stati il 18 maggio 1999. Osservate le procedure previste dall'accordo, i diritti e gli obblighi posti in essere dalla presente decisione si applicheranno anche a questi due Stati e nelle relazioni tra questi due Stati e gli Stati membri della Comunità europea destinatari della presente decisione.(6) La presente decisione rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, segnatamente nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, come principi generali del diritto comunitario. Essa mira in particolare a garantire il pieno rispetto della dignità umana e la sua tutela in caso di rimpatrio o accompagnamento alla frontiera, promuovendo l'applicazione degli articoli 1, 18 e 19 della Carta,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1La presente decisione definisce i criteri e le modalità pratiche appropriati per la compensazione degli eventuali squilibri finanziari risultanti dall'applicazione della direttiva 2001/40/CE del Consiglio nei casi in cui le decisioni di allontanamento non possano essere eseguite a spese dei cittadini di un paese terzo interessati.Articolo 21. Lo Stato membro autore compensa lo Stato membro di esecuzione degli eventuali squilibri finanziari risultanti dall'applicazione della succitata direttiva nei casi in cui le decisioni di allontanamento non possano essere eseguite a spese dei cittadini di un paese terzo interessati.2. Il rimborso ha luogo su domanda dello Stato membro di esecuzione sulla base delle spese effettive.3. Come spese minime rimborsabili per la persona oggetto dell'allontanamento e fino a due accompagnatori si considerano le seguenti:- Spese di trasporto; comprendono il costo effettivo dei biglietti fino all'importo della tariffa ufficiale IATA per i voli in questione al momento dell'esecuzione. I costi effettivi del trasporto terrestre in auto o ferrovia possono essere rimborsati sulla base del prezzo di un biglietto ferroviario di seconda classe per la distanza in questione al momento dell'esecuzione.- Spese amministrative; comprendono il costo effettivo dei visti e le spese effettive per il rilascio dei documenti di viaggio per l'allontanamento (lasciapassare).- Spese di soggiorno; comprendono il costo effettivo del soggiorno della persona oggetto dell'allontanamento in un apposito centro per la durata di non oltre tre mesi. Durante l'esecuzione sono coperte le spese di soggiorno della persona oggetto dell'allontanamento e degli accompagnatori in un'area di transito di un paese terzo e per l'inevitabile breve permanenza degli accompagnatori nel paese di origine della persona.4. Le disposizioni del paragrafo 3 non ostano a che gli Stati membri convengano su base bilaterale di rimborsare spese superiori a quelle minime o di rimborsare spese diverse da quelle ivi previste.Articolo 31. Le domande di rimborso sono presentate per iscritto e sono corredate dei documenti giustificativi delle spese rimborsabili.2. Non può essere chiesto il rimborso dell'esecuzione di decisioni di allontanamento prese più di tre anni prima della loro esecuzione.3. Le domande di rimborso presentate a distanza di più di un anno dal momento dell'esecuzione possono essere respinte.4. Per l'applicazione della presente decisione sono designati dei punti di contatto nazionali. Essi sono elencati nell'allegato della presente decisione.5. Le domande di rimborso sono presentate dall'autorità competente dello Stato membro di esecuzione tramite il punto di contatto nazionale di tale Stato membro. Il punto di contatto nazionale dello Stato membro di esecuzione trasmette la domanda al punto di contatto nazionale dello Stato membro autore che la inoltra all'autorità competente di tale Stato membro. Il punto di contatto nazionale dello Stato membro autore comunica al punto di contatto nazionale dello Stato membro di esecuzione quale è l'autorità responsabile per il rimborso.6. Il pagamento è effettuato all'autorità competente dello Stato membro di esecuzione entro tre mesi dal ricevimento della domanda da parte del punto di contatto nazionale dello Stato membro autore. Gli Stati membri possono concludere accordi bilaterali sulle modalità di pagamento.7. Il rifiuto del rimborso è formulato per iscritto e debitamente motivato, ed è trasmesso all'autorità competente dello Stato membro di esecuzione entro tre mesi dal ricevimento della domanda.8. I punti di contatto nazionali dello Stato membro di esecuzione e dello Stato membro autore sono informati dei pagamenti e dei rifiuti di rimborso.Articolo 4Ciascun punto di contatto nazionale presenta ogni anno alla Commissione una relazione nella quale è indicato:a) il numero totale dei rimpatri forzati eseguiti dallo Stato membro,b) il numero totale delle misure di esecuzione adottate ai sensi della direttiva 2001/40/CE,c) il numero totale dei rifiuti di rimborso, con la motivazione di tali rifiuti,d) il numero totale delle decisioni di allontanamento prese dall'autorità amministrativa competente dello Stato membro che potrebbero essere riconosciute ed eseguite da altri Stati membri.La relazione annuale comprende anche una rassegna dell'applicazione della presente decisione e raccomandazioni per il miglioramento dei criteri e delle modalità pratiche in essa definiti.Articolo 51. Le domande di rimborso possono essere presentate solo per decisioni di allontanamento prese dopo l'entrata in vigore della presente decisione.2. La presente decisione entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 6Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOElenco dei punti di contatto nazionali(da completare)