CELEX: 52011PC0370
Language: it
Date: 2011-06-22
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sull'efficienza energetica e che abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE

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		52011PC0370
		
			Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sull'efficienza energetica e che abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE /* COM/2011/0370 definitivo - 2011/0172 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE

1.                      
CONTESTO DELLA PROPOSTA
1.1.                
Motivazione e obiettivi della proposta

L'Unione europea si è
fissata l'obiettivo di conseguire nel 2020 un risparmio del 20% di energia
primaria[1]
e lo ha incluso tra i cinque obiettivi principali della strategia Europa 2020
per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva[2].
Le
stime più recenti della Commissione, che tengono conto degli obiettivi
nazionali di efficienza energetica per il 2020 fissati dagli Stati membri nel
contesto della strategia Europa 2020, indicano che nel 2020 l'Unione europea
raggiungerà soltanto la metà dell'obiettivo del 20%[3]. Il Consiglio europeo[4] e il Parlamento europeo[5] hanno esortato la Commissione a
adottare una nuova e ambiziosa strategia in materia di efficienza energetica
per determinate azioni al fine di sfruttarne le elevate potenzialità.
Al fine di dare un
rinnovato impulso all'efficienza energetica, l'8 marzo 2011 la Commissione ha
presentato un nuovo piano di efficienza energetica (PEE) contenente misure per
ottenere ulteriori risparmi in materia di fornitura e uso dell'energia. 
La
presente proposta legislativa traduce in misure vincolanti alcuni aspetti del
PEE. L'obiettivo principale della proposta è quello di fornire un contributo
significativo al conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica dell'Unione
europea per il 2020. Per fare sì che ciò avvenga, è necessario che la
proposta sia rapidamente adottata e applicata negli Stati membri.
La
proposta guarda anche oltre l'obiettivo del 20% e mira a definire un quadro comune
per promuovere l'efficienza energetica nell'Unione oltre il 2020. La proposta
costituisce una priorità strategica del Programma di lavoro della Commissione
per il 2011.

1.2.                
Contesto generale

In
un contesto che vede un aumento delle importazioni di energia dell'Unione
europea e un contestuale aumento dei prezzi, l'accesso alle risorse energetiche
avrà nel medio termine un ruolo più importante, oltre al rischio potenziale di
compromettere seriamente la crescita economica dell'Unione europea. Ciò spiega
perché l'efficienza energetica costituisce uno degli aspetti principali dell'iniziativa
faro di Europa 2020 per un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse[6]. L'efficienza energetica
costituisce il metodo più economico, efficace e rapido per aumentare la
sicurezza dell'approvvigionamento nonché per ridurre le emissioni di gas serra
responsabili dei cambiamenti climatici. Come delineato nella comunicazione
della Commissione "Una tabella di marcia verso un'economia competitiva a
basse emissioni di carbonio nel 2050"[7],
l'efficienza energetica può aiutare l'Unione europea a conseguire e persino a
superare i suoi obiettivi in materia di riduzione dei gas serra.
Rendere
l'economia dell'Unione europea più efficiente sotto il profilo energetico può
inoltre avere effetti positivi sulla crescita economica e la creazione di posti
di lavoro. I risparmi in campo energetico liberano risorse finanziarie che
possono essere reinvestite in altri ambiti economici e possono contribuire ad
alleggerire i bilanci pubblici sotto pressione. Per i singoli cittadini
efficienza energetica significa bollette meno onerose. La scarsità di energia
può essere affrontata in modo strategico adottando misure per migliorare l'efficienza
energetica. Infine, produrre di più utilizzando meno energia dovrebbe
migliorare la competitività dell'industria europea e conferirle un ruolo
preminente sui mercati mondiali delle tecnologie per l'efficienza energetica. L'efficienza
energetica e il risparmio energetico vanno a beneficio dell'economia europea
nel suo complesso, del settore pubblico, delle imprese e dei cittadini. Per
queste ragioni la strategia Europa 2020 ha individuato nell'efficienza
energetica una delle priorità fondamentali della politica energetica dell'Unione
nei prossimi anni.

1.3.                
Disposizioni vigenti 

L'ambito di applicazione della direttiva sulla cogenerazione
(2004/8/CE) e della direttiva sui servizi energetici (2006/32/CE)[8] si sovrappone a quello della
presente proposta. Poiché le direttive citate non sono riuscite a sfruttare
appieno le potenzialità di risparmio energetico, si propone che siano abrogate
al momento dell'entrata in vigore della nuova direttiva, fatta eccezione per l'articolo
4, paragrafi da 1 a 4 e gli allegati I, III e IV della direttiva sui servizi
energetici. Le disposizioni in parola riguardano il conseguimento, entro il
2017, di un obiettivo di risparmio energetico del 9% sul consumo finale di
energia di ciascuno Stato membro nei cinque anni che precedono l'applicazione
della direttiva sui servizi energetici. Tale obiettivo — benché differente per
portata e livello di ambizione — contribuisce al conseguimento dell'obiettivo
di migliorare del 20% l'efficienza energetica nell'Unione europea entro il 2020
e dovrebbe pertanto rimanere applicabile fino al 2017. 
Altre
disposizioni che si sovrappongono a quelle della nuova direttiva figurano all'articolo
9, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2010/30/UE sull'etichettatura energetica[9]; esse saranno quindi abrogate
all'entrata in vigore della nuova direttiva. 

1.4.                
Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'UE

La
presente proposta è ancorata alla strategia Europa 2020 per una crescita
intelligente, sostenibile ed inclusiva[10],
in quanto l'obiettivo di migliorare del 20% l'efficienza energetica dell'Unione
europea rientra tra i cinque obiettivi prioritari di tale strategia. Essa è
inoltre una delle proposte pianificate per il 2011 al fine di conseguire gli
obiettivi previsti da una delle sette iniziative fondamentali della strategia,
l'iniziativa faro Europa 2020 — un'Europa efficiente sotto il profilo delle
risorse ed è in linea e complementare con la politica dell'Unione europea in
materia di clima. 
La
riduzione del consumo energetico, obiettivo della presente proposta, dovrebbe
inoltre aiutare gli Stati membri a conseguire i rispettivi obiettivi in materia
di quote di energia da fonti rinnovabili, quali fissati dalla direttiva
2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili[11].

2.                      
Consultazione delle parti interessate e valutazione dell'impatto
2.1.                
Consultazione, raccolta dei dati e ricorso al
parere di esperti

La
proposta è stata elaborata sulla base di numerosi contributi degli Stati membri
e delle parti interessate, raccolti in diverse occasioni, tra cui una
consultazione generale pubblica online[12].
Un altro ampio esercizio di consultazione è stato lanciato nel gennaio 2011 dai
gruppi di lavoro del forum di Bucarest sull'energia sostenibile (che comprende
rappresentanti degli Stati membri e delle parti interessate)[13]. È stata effettuata un'organica
valutazione dell'impatto delle opzioni proposte utilizzando i risultati di tre
modelli e di numerosi studi, prendendo in esame gli impatti socioeconomici e
ambientali delle opzioni e tenendo conto dei principi di sussidiarietà e
proporzionalità. 

2.2.                
Valutazione dell'impatto

La
valutazione dell'impatto analizza una serie di opzioni ripartite su tre
livelli:
— Le opzioni strategiche di primo livello hanno
analizzato le modalità per migliorare il quadro strategico attuale. Si tratta
di un'analisi mirata soprattutto a valutare se la metodologia della direttiva
sui servizi energetici per la fissazione degli obiettivi debba essere estesa
fino al 2020, se sia necessario aggiungere gli obiettivi nazionali in materia
di risparmio energetico per conseguire l'obiettivo del 20% a livello europeo e,
in questo caso, se gli obiettivi debbano essere vincolanti o solo indicativi.
L'analisi ha concluso che è opportuno
mantenere gli obiettivi della direttiva sui servizi energetici per i settori di
uso finale fino al 2016 ma che, per raggiungere l'obiettivo del 20% di
efficienza energetica, devono essere integrati da obiettivi più ambiziosi nel
contesto della strategia Europa 2020. Essa ha indicato che non è necessario che
tali obiettivi siano vincolanti ora ma che misure vincolanti possono permettere
di conseguire risultati analoghi o migliori. Tali misure vincolanti, in
combinazione con il quadro strategico attuale, dovrebbero essere sufficienti
per conseguire entro il 2020 l'obiettivo del 20% a livello di Unione europea.
È necessario tuttavia assicurare un monitoraggio dei progressi realizzati
e, qualora essi si rivelino inadeguati per conseguire l'obiettivo del 20% entro
il 2020, adottare gli opportuni interventi correttivi.
—
Le opzioni strategiche di secondo livello hanno esplorato differenti misure per
valorizzare le rimanenti potenzialità economiche sui versanti della domanda e
dell'offerta.
La
valutazione dell'impatto ha preso in considerazione regimi obbligatori di
risparmio energetico per realizzare risparmi di energia nei settori di uso
finale, arrivando alla conclusione che gli obblighi di risparmio energetico
potrebbero consentire di realizzare risparmi significativi ma che occorre
rafforzare le disposizioni della direttiva sui servizi energetici (laddove tali
obblighi costituiscono solo una delle opzioni di cui gli Stati membri
dispongono per garantire che le imprese di pubblica utilità del settore
energetico realizzino risparmi nei settori di uso finale). Gli interrogativi
sollevati riguardano il livello dei risparmi energetici richiesti alle imprese
di pubblica utilità e se l'elaborazione dei citati regimi obbligatori debba
essere demandata completamente agli Stati membri o se invece le loro
caratteristiche principali debbano essere almeno in parte armonizzate. La
valutazione dell'impatto propone di introdurre regimi nazionali obbligatori di
efficienza energetica con l'obiettivo di realizzare un risparmio annuo di
energia finale pari all'1,5%. Se da un lato è necessario armonizzare a livello
europeo determinate caratteristiche fondamentali (settori interessati, livelli
di ambizione e metodi di calcolo), gli Stati membri, dall'altro, dovrebbero
avere la possibilità di adeguare i regimi alle rispettive situazioni nazionali
o mantenere, in larga parte, i regimi attuali. È stata presa in considerazione
inoltre l'opzione di introdurre un sistema di certificati bianchi negoziabili
che è stata tuttavia respinta per le stesse ragioni per cui è stata respinta l'opzione
di armonizzare completamente tutti gli aspetti costitutivi del regime.
Un'altra
serie di opzioni strategiche ha preso in esame misure relative al settore
pubblico, concludendo che due misure potrebbero apportare benefici. In primo
luogo appare necessario ristrutturare annualmente il 3% degli immobili detenuti
da enti pubblici a costi ottimali, ovvero a un ritmo doppio rispetto a quanto
avviene attualmente. In secondo luogo, gli enti pubblici dovrebbero avere l'obbligo
di acquistare prodotti dalle elevate prestazioni energetiche e immobili che
dispongano dei certificati e dell'etichettatura energetica disponibili.
Altre
opzioni che presentano un considerevole impatto positivo in rapporto ai loro
costi sono quelle finalizzate a promuovere il mercato dei servizi energetici,
fornire informazioni migliori e più frequenti alle famiglie e alle società sul loro
effettivo consumo di energia mediante bollette e contatori intelligenti e
rendere obbligatori gli audit energetici per le grandi imprese. La valutazione
dell'impatto ha evidenziato che tutte le misure citate sono funzionali a
ridurre il deficit di informazione, ovvero uno dei fattori che ostacolano l'efficienza
e che, se superato, potrebbe consentire di realizzare notevoli risparmi
energetici. Altre opzioni finalizzate a promuovere l'efficienza energetica
mediante misure di carattere volontario sono valutate insufficienti per
cogliere tutte le potenzialità di risparmio energetico.
La
valutazione dell'impatto analizza inoltre quali misure potrebbero consentire di
cogliere le potenzialità di efficienza nei settori della trasformazione e
distribuzione di energia. Essa esclude le opzioni che comportano il
mantenimento delle disposizioni dell'attuale direttiva sulla cogenerazione in
quanto non promuovono l'efficienza energetica in tutto il settore dell'approvvigionamento
ma soltanto nell'ambito della cogenerazione e senza che sia garantita l'effettiva
applicazione della stessa direttiva (gli Stati membri sono tenuti soltanto a
raccogliere informazioni e a riferire alla Commissione). La valutazione
suggerisce che la fissazione di requisiti minimi di prestazione energetica
(inclusi requisiti obbligatori in materia di cogenerazione e teleriscaldamento
e raffreddamento per i nuovi impianti di produzione di energia elettrica e di
connessione e accesso prioritario della cogenerazione ad alto rendimento alla
rete elettrica) consentirebbe di migliorare l'efficienza energetica nel campo
della generazione. Anche la fissazione di obblighi di efficienza energetica per
le autorità di regolamentazione del settore potrebbe contribuire a migliorare l'efficienza
energetica nella trasmissione e distribuzione.
La
valutazione dell'impatto ha preso in esame opzioni relative alla
rendicontazione e al monitoraggio dell'applicazione. Per limitare gli oneri
amministrativi garantendo al contempo un adeguato monitoraggio dei progressi,
la valutazione propone una forma leggera di rendicontazione basata su una
selezione di indicatori di efficienza e risparmio energetico che potrebbero
essere inseriti nei programmi nazionali di riforma, integrandola con
informazioni più dettagliate sulle misure e i programmi di efficienza
energetica che gli Stati membri sarebbero invitati a trasmettere ogni tre anni.

—
Le opzioni strategiche di terzo livello hanno analizzato la forma giuridica
delle misure di primo e secondo livello, giungendo alla conclusione che, per
conseguire nell'Unione europea l'obiettivo di efficienza energetica del 20%, le
politiche dell'Unione devono saper valorizzare le potenzialità di risparmio in
ogni settore, inclusi quelli che non rientrano nel campo di applicazione della
direttiva sui servizi energetici. Per questi motivi si propone di adottare una
nuova proposta legislativa che inglobi il campo di applicazione delle due
direttive e lo estenda a tutti i settori in cui esistono potenzialità di
risparmio energetico. La fusione delle due direttive in un unico testo
legislative è stata considerata l'opzione migliore per semplificare e rendere
più coerente il quadro giuridico. 
La
valutazione non ha permesso di formulare valutazioni conclusive riguardo alla
forma giuridica. Via via che sono state meglio precisate le disposizioni
specifiche della proposta legislativa è apparso tuttavia chiaro che, dati i
contenuti e la necessità di adottare ulteriori misure di attuazione a livello
nazionale, una direttiva costituisce la forma giuridica più appropriata.
L'esercizio
di modellizzazione utilizzato per valutare l'impatto globale delle opzioni
strategiche prescelte ha indicato che, per la UE-27, l'effetto netto delle
misure proposte consente di raggiungere l'obiettivo di un risparmio del 20% di energia
primaria. La valutazione dell'impatto ha dimostrato inoltre che il costo
aggiuntivo per conseguire l'obiettivo generale del 20% mediante la serie di
misure selezionate è modesto se comparato ai benefici. Gli effetti globali
delle misure a livello socioeconomico e ambientale forniranno un forte e
positivo contributo alle politiche dell'Unione europea e un sostegno alla
strategia Europa 2020.
L'efficienza
energetica è uno dei principali vettori per conseguire gli obiettivi della
tabella di marcia per raggiungere un'economia competitiva a basse emissioni di
carbonio nel 2050. Il prezzo delle quote ETS costituisce un importante
incentivo a ridurre le emissioni di gas serra. Se gli esercizi di
modellizzazione realizzati in preparazione della presente proposta hanno
dimostrato che le misure permetteranno certamente di ridurre ulteriormente le
emissioni di gas serra, non hanno tuttavia permesso di trarre conclusioni
quanto ai possibili impatti sul prezzo delle quote ETS. Nel perseguire l'obiettivo
del 20% di efficienza energetica, la Commissione dovrà monitorare l'impatto delle
nuove misure sulla direttiva 2003/87/CE che istituisce un sistema per lo
scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità (direttiva
ETS), al fine di mantenere gli incentivi che tale sistema garantisce agli
investimenti in tecnologie a bassa intensità di carbonio e preparare il settore
delle quote di emissioni alle innovazioni che saranno necessarie in futuro. In
tale ambito è opportuno prendere in considerazione le misure appropriate, tra
cui un riequilibrio del sistema per lo scambio di quote di emissioni,
accantonando un numero di quote di emissione corrispondente a quello da mettere
all'asta nel periodo 2013-2020, qualora sia adottata una decisione politica in
tal senso.

3.                      
Elementi giuridici della proposta
3.1.                
Sintesi delle misure proposte

La
direttiva proposta stabilisce un quadro comune per promuovere l'efficienza
energetica nell'Unione al fine di garantire il conseguimento dell'obiettivo di
un risparmio del 20% di energia primaria nel 2020 e di gettare le basi per
realizzare ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica dopo tale data.
Essa stabilisce norme atte a rimuovere gli ostacoli e a superare alcune carenze
del mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e nell'uso dell'energia. 
Per
quanto riguarda i settori di uso finale la direttiva proposta è incentrata su
misure che stabiliscono requisiti per il settore pubblico, sia per quanto
riguarda la ristrutturazione di immobili di sua proprietà, sia l'applicazione
di norme di efficienza energetica all'acquisto di immobili, prodotti e servizi.
La proposta invita gli Stati membri a definire regimi nazionali obbligatori di
efficienza energetica, impone audit energetici obbligatori e periodici per le
grandi imprese e stabilisce una serie di requisiti per le società del settore
dell'energia in materia di misurazione e fatturazione.
Per
quanto riguarda il settore dell'approvvigionamento energetico, la proposta
richiede agli Stati membri di adottare piani nazionali per il riscaldamento e
il raffreddamento al fine di valorizzare le potenzialità di generazione ad alto
rendimento, il teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti e per
garantire che le norme di pianificazione territoriale siano conformi a tali
disposizioni. Gli Stati membri devono adottare criteri di autorizzazione per
garantire che gli impianti siano ubicati in prossimità dei punti in cui esiste
domanda di calore e che tutti i nuovi impianti di produzione di energia
elettrica, come pure gli impianti esistenti sottoposti ad ammodernamento
sostanziale, siano equipaggiati di unità di cogenerazione ad alto rendimento.
Gli Stati membri dovrebbero tuttavia essere in grado definire condizioni di
esenzione da tale obbligo a determinate condizioni. La proposta chiede inoltre
agli Stati membri di stabilire un inventario dei dati di efficienza
energetica per gli impianti che effettuano la combustione di carburante o la
raffinazione di petrolio e di gas e fissa requisiti sull'accesso
prioritario/garantito alla rete, sul dispacciamento prioritario di energia
elettrica da cogenerazione ad alto rendimento e sulla connessione dei nuovi
impianti industriali che producono calore di scarto alle reti di
teleriscaldamento o teleraffreddamento.
Tra
le altre misure proposte figurano requisiti di efficienza per le autorità
nazionali di regolamentazione, azioni di formazione e sensibilizzazione,
requisiti sulla disponibilità di regimi di certificazione, azioni per
promuovere lo sviluppo dei servizi energetici e un obbligo per gli Stati membri
di rimuovere gli ostacoli all'efficienza energetica, in particolare la
separazione degli incentivi tra proprietari e inquilini di un immobile o tra
gli stessi proprietari.
La
proposta, infine, contiene disposizioni relative alla fissazione di obiettivi
nazionali in materia di efficienza energetica per il 2020 e stabilisce che la
Commissione deve valutare nel 2014 se l'Unione sia in grado di conseguire l'obiettivo
di un risparmio del 20% di energia primaria entro il 2020. La Commissione dovrà
sottoporre la relazione al Parlamento europeo e al Consiglio e, se del caso,
presentare in seguito una proposta legislativa che fissi obiettivi obbligatori
a livello nazionale.

3.2.                
Base giuridica

La
proposta si fonda sull'articolo 194, paragrafo 2, del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea. Conformemente all'articolo 194, paragrafo 1,
"nel quadro dell'instaurazione o del funzionamento del mercato interno e
tenendo conto dell'esigenza di preservare e migliorare l'ambiente, la politica
dell'Unione nel settore dell'energia è intesa, in uno spirito di solidarietà
tra Stati membri, a (…) c) promuovere il risparmio energetico, l'efficienza
energetica e lo sviluppo di energie nuove e rinnovabili". La presente
proposta ha precisamente l'obiettivo di definire un quadro comune per
promuovere l'efficienza energetica nell'Unione.

3.3.                
Principio di sussidiarietà

Il
principio di sussidiarietà si applica alla presente proposta nella misura in
cui la politica energetica non rientra tra le competenze esclusive dell'Unione.
L'Unione
europea si è fissata l'obiettivo di conseguire nel 2020 un risparmio del 20% di
energia primaria e lo ha incluso tra i cinque obiettivi principali della
strategia Europa 2020. Il quadro attuale in materia di efficienza
energetica, in particolare le direttive sui servizi energetici e sulla
cogenerazione, non ha permesso di cogliere tutte le potenzialità in materia di
risparmio. Le misure attualmente in vigore negli Stati membri sono inoltre
insufficienti per superare gli ostacoli residui a livello regolamentare e di
mercato.
Le
sfide in campo energetico oggetto della presente proposta (sicurezza dell'approvvigionamento
energetico, sostenibilità e cambiamenti climatici, come pure competitività dall'Unione
europea) riguardano l'Unione europea nel suo complesso. Una risposta
collettiva a livello di Unione europea è pertanto necessaria per garantire che
gli interventi siano coordinati e gli obiettivi siano conseguiti in modo più
efficiente.
Le
misure proposte dalla nuova direttiva contribuiranno a garantire che tutti gli
Stati membri apportino un contributo adeguato agli sforzi necessari per
conseguire l'obiettivo del 20% e ad assicurare condizioni eque di concorrenza
per tutti gli operatori di mercato, in particolare requisiti minimi di
prestazione energetica (ad esempio in materia di accesso ai mercati pubblici,
di obblighi di audit energetici per le grandi imprese, di obblighi di
realizzare risparmi energetici imposti alle imprese di pubblica utilità del
settore energetico e di accesso alla rete da parte dei produttori di
cogenerazione). La proposta garantisce agli investitori certezza quanto al
conseguimento degli obiettivi dell'Unione europea e un sostegno alle misure di
miglioramento dell'efficienza energetica, quali la cogenerazione ad alto
rendimento e i sistemi di teleriscaldamento e teleraffreddamento.

3.4.                
Principio di proporzionalità e scelta dello
strumento giuridico

La
proposta non va oltre a quanto è necessario per raggiungere gli obiettivi di
efficienza energetica. Essa fissa requisiti rigorosi in materia di efficienza
energetica in una serie di settori ma gli Stati membri mantengono un livello
elevato di discrezionalità per adottare misure di miglioramento dell'efficienza
energetica adeguate alle rispettive situazioni nazionali. 
Lo
strumento scelto è la direttiva, che dovrà essere recepita dagli Stati membri
nel diritto nazionale. La direttiva definisce l'obiettivo finale da conseguire
e i requisiti generali ma lascia sufficiente flessibilità agli Stati membri per
adattarne l'applicazione alle rispettive specificità nazionali. Nel caso in
questione lo strumento della direttiva è sufficiente a conseguire gli obiettivi
della proposta. Pertanto, il livello di limitazione imposto è proporzionato all'obiettivo
che si vuole raggiungere.

4.                      
Incidenza sul bilancio

Come indicato nella scheda finanziaria
allegata alla presente direttiva, quest'ultima sarà attuata utilizzando il
bilancio attuale e non inciderà sul quadro finanziario pluriennale.

5.                      
Informazioni supplementari
5.1.                
Semplificazione dell'acquis

La
proposta contribuisce alla semplificazione dell'acquis per quanto essa non sia
inclusa nell'elenco di misure del piano di lavoro sulla semplificazione. Con l'adozione
della presente proposta le direttive sui servizi energetici e sulla
cogenerazione saranno sostituite da un'unica direttiva che permetterà di
affrontare con un approccio unico gli aspetti dell'efficienza e del risparmio
energetico. Un certo livello di semplificazione amministrativa dovrebbe
risultare inoltre dalla necessità di recepire una sola direttiva anziché due.
Attualmente
entrambe le direttive prevedono obblighi di rendicontazione, che saranno
sostituiti da una serie unica di relazioni annuali (più organiche ogni tre
anni) basate sul processo di rendicontazione previsto dalla strategia Europa
2020. 
La
presente proposta, inoltre, semplifica i requisiti di quantificazione dei
risparmi energetici previsti dalla direttiva sui servizi energetici,
contribuendo così a ridurre in modo significativo gli oneri amministrativi che
gravano attualmente sugli Stati membri. 

5.2.                
Abrogazione della normativa vigente

L'adozione
della proposta comporterà l'abrogazione di atti legislativi attualmente in
vigore. Si tratta in particolare dell'articolo 9, paragrafi 1 e 2, della
direttiva 2010/30/UE e delle direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. L'articolo 4,
paragrafi da 1 a 4 e gli allegati I, III e IV, della direttiva 2006/32/CE
saranno abrogati soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2017.

5.3.                
Riesame/revisione/cessazione dell'efficacia

La
proposta include diverse clausole di riesame.

5.4.                
Rifusione

La
proposta non prevede rifusione.

5.5.                
Tavola di concordanza

Gli
Stati membri sono tenuti a comunicare alla Commissione il testo delle
disposizioni nazionali di recepimento della direttiva, nonché una tavola di
concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

5.6.                
Spazio economico europeo (SEE)

La
proposta riguarda aspetti rilevanti ai fini del SEE e, pertanto, dovrebbe
applicarsi a quest'ultimo.
2011/0172 (COD)
Proposta di
DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
sull'efficienza energetica e che abroga le
direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 194, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea[14],
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[15],
visto il parere del Comitato delle regioni[16],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
L'Unione europea si trova di fronte a sfide senza
precedenti determinate da una maggiore dipendenza dalle importazioni di
energia, dalla scarsità di risorse energetiche e dalla necessità di limitare i
cambiamenti climatici e di superare la crisi economica. L'efficienza energetica
rappresenta un mezzo efficace per affrontare tali sfide, in quanto consente di
migliorare la sicurezza di approvvigionamento dell'Unione, riducendo il consumo
di energia primaria e diminuendo le importazioni di energia. Essa può contribuire
inoltre a ridurre le emissioni di gas serra in modo efficace ed economico e
quindi a ridurre i cambiamenti climatici. Il passaggio a un'economia più
efficiente sotto il profilo energetico dovrebbe inoltre accelerare la
diffusione di soluzioni tecnologiche innovative e migliorare la competitività
dell'industria dell'Unione, dando impulso alla crescita economica e alla
creazione di posti di lavoro di elevata qualità in diversi settori connessi con
l'efficienza energetica.
(2)              
Le conclusioni della presidenza del Consiglio
europeo dell'8 e 9 marzo 2007 hanno sottolineato la necessità di migliorare l'efficienza
energetica nell'Unione al fine di conseguire l'obiettivo di un risparmio del
20% (in rapporto alla previsioni) sul consumo di energia primaria dell'Unione
entro il 2020. Tale obiettivo può essere quantificato in una riduzione di 368
Mtoe del consumo di energia primaria dell'Unione nel 2020[17].
(3)              
Le conclusioni della presidenza del Consiglio
europeo del 17 giugno 2010 hanno confermato che l'obiettivo dell'efficienza
energetica rientra gli obiettivi prioritari della nuova strategia dell'Unione
per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva (Strategia Europa
2020). Nell'ambito di questo processo, e al fine di attuare tale obiettivo a
livello nazionale, gli Stati membri sono tenuti a fissare obiettivi nazionali
di concerto con la Commissione e a indicare nei rispettivi programmi nazionali
di riforma in che modo intendano conseguirli.
(4)              
La comunicazione della Commissione "Energia
2020"[18]
colloca l'efficienza energetica al centro della strategia energetica dell'Unione
europea per il 2020 e illustra la necessità di una nuova strategia per l'efficienza
energetica che consentirà agli Stati membri di svincolare l'uso dell'energia
dalla crescita economica.
(5)              
Nella risoluzione del 15 dicembre 2010 sulla
revisione del piano d'azione per l'efficienza energetica[19], il Parlamento europeo ha
invitato la Commissione a inserire nel piano d'azione rivisto per l'efficienza
energetica misure atte a superare i fattori che potrebbero ostacolare il
conseguimento degli obiettivi dell'Unione in materia di efficienza energetica
nel 2020. 
(6)              
Una delle iniziative faro della strategia Europa
2020 — l'iniziativa "Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse"
— adottata dalla Commissione il 26 gennaio 2011[20] individua nell'efficienza
energetica uno degli elementi principali per garantire la sostenibilità dell'utilizzo
delle risorse energetiche.
(7)              
Le conclusioni della presidenza del Consiglio
europeo del 4 febbraio 2011 hanno riconosciuto che per conseguire l'obiettivo
dell'Unione in materia di efficienza energetica — che attualmente sembra fuori
portata — sono necessari interventi decisi per cogliere le notevoli possibilità
di risparmio energetico nei settori edilizio e dei trasporti, oltreché nei prodotti
e processi di produzione.
(8)              
L'8 marzo 2011 la Commissione ha adottato il piano
di efficienza energetica 2011[21],
confermando che l'Unione non è sulla buona strada per conseguire i propri
obiettivi di efficienza energetica. Per rimediare a questa situazione la
strategia indica una serie di politiche e misure di efficienza energetica che
interessano l'intero settore dell'energia, tra cui la generazione, trasmissione
e distribuzione dell'energia, il ruolo guida del settore pubblico nell'ambito dell'efficienza
energetica, gli edifici e le apparecchiature, l'industria e la necessità
mettere i clienti finali in condizione di gestire il loro consumo di energia.
Allo stesso tempo l'efficienza energetica nel settore dei trasporti è stata
presa in esame nel Libro bianco sui trasporti adottato il 28 marzo del 2011[22]. In particolare, l'iniziativa
26 del Libro bianco invita a definire norme adeguate per le emissioni di
CO2 dei veicoli in tutti i modi di trasporto, integrandole se
necessario con requisiti in materia di efficienza energetica per tener conto di
tutti i tipi di sistemi di propulsione. 
(9)              
L'8 marzo 2011 la Commissione ha adottato inoltre "Una
tabella di marcia verso un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio
nel 2050"[23],
in cui ha messo in rilievo la necessità di intensificare gli sforzi nel settore
dell'efficienza energetica.
(10)          
In questo ambito risulta necessario aggiornare il
quadro giuridico dell'Unione relativo all'efficienza energetica con una
direttiva che, puntando sull'efficienza energetica, persegua l'obiettivo
generale di ridurre del 20% entro il 2020 il consumo di energia primaria nell'Unione
e di realizzare ulteriori miglioramenti in questo ambito dopo il 2020. A tal
fine è opportuno stabilire un quadro comune per promuovere l'efficienza
energetica all'interno dell'Unione europea e definire interventi specifici per
attuare alcune delle proposte incluse nel piano di efficienza energetica 2011 e
concretizzare le potenzialità di risparmio energetico individuate ma non ancora
valorizzate. 
(11)          
La decisione sulla condivisione degli sforzi
(406/2009/CE)[24]
invita la Commissione a valutare (e riferire) entro il 2012 i progressi
compiuti dall'Unione e dagli Stati membri per conseguire nel 2020 l'obiettivo
di ridurre il consumo di energia del 20% rispetto alle proiezioni. Essa
stabilisce inoltre che, per aiutare gli Stati membri a rispettare l'impegno
dell'Unione a ridurre le emissioni di gas serra, la Commissione dovrebbe
proporre entro il 31 dicembre 2012, misure nuove o rafforzate per accelerare i
miglioramenti nel campo dell'efficienza energetica. La presente direttiva
risponde a tale requisito. Essa contribuisce inoltre al conseguimento degli
obiettivi fissati dalla tabella di marcia verso un'economia competitiva a basse
emissioni di carbonio nel 2050, in particolare riducendo le emissioni di gas
serra del settore energetico e giungendo ad avere entro il 2050 una produzione
di elettricità a zero emissioni.
(12)          
Al fine di cogliere tutte le potenzialità di
risparmio energetico esistenti, è necessario adottare un approccio integrato
che includa i settori di fornitura e uso finale dell'energia. Allo stesso tempo
è opportuno rafforzare le disposizioni della direttiva 2004/8/CE sulla
promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato
interno dell'energia[25]
e della direttiva 2006/32/CE concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia
e i servizi energetici[26].

(13)          
È auspicabile che l'obiettivo del 20% di efficienza
energetica sia conseguito grazie all'applicazione cumulativa di misure
specifiche nazionali ed europee per promuovere l'efficienza energetica in
diversi ambiti. Qualora tuttavia tale approccio non dia i frutti auspicati,
sarà necessario rafforzare il quadro giuridico mediante un sistema di obiettivi
vincolanti. In una prima fase, tuttavia, è opportuno chiedere agli Stati membri
di definire una serie di obiettivi, regimi e programmi nazionali in materia di
efficienza energetica. Spetterà a loro decidere se gli obiettivi debbano essere
vincolanti o indicativi sul loro territorio. In una seconda fase gli obbiettivi
e gli sforzi individuali di ciascuno Stato membro dovrebbero essere valutati
dalla Commissione, unitamente ai dati sui progressi compiuti, per stimare le
probabilità di conseguire l'obiettivo generale a livello dell'Unione e
verificare in che misura i singoli sforzi siano sufficienti per conseguire gli
obiettivi comuni. È opportuno, pertanto, che la Commissione operi un attento
monitoraggio dell'attuazione dei programmi nazionali di efficienza energetica
mediante il quadro legislativo rivisto e nell'ambito del processo Europa 2020.
Qualora dalla valutazione risulti improbabile che si possa conseguire l'obiettivo
generale a livello di Unione, è necessario che la Commissione proponga
obiettivi nazionali obbligatori per il 2020, tenendo conto del livello di
partenza dei singoli Stati membri, della loro situazione economica e della
tempestività degli interventi messi in atto.
(14)          
Il volume totale della spesa pubblica corrisponde
al 19% del prodotto interno lordo dell'Unione. Per questo motivo il settore
pubblico costituisce uno strumento importante per stimolare la trasformazione
del mercato verso prodotti, edifici e servizi più efficienti come pure per
indurre cambiamenti di comportamento dei cittadini e delle imprese per quanto
riguarda il consumo di energia. Inoltre la diminuzione del consumo di energia
grazie a misure che permettono di migliorare l'efficienza può liberare risorse
pubbliche da destinare ad altri fini. Gli enti pubblici a livello nazionale,
regionale e locale dovrebbero svolgere un ruolo esemplare in materia di
efficienza energetica.
(15)            
È necessario aumentare il ritmo delle
ristrutturazioni di immobili, in quanto il parco immobiliare esistente
rappresenta il settore con le maggiori potenzialità di risparmio energetico.
Inoltre quello immobiliare è un settore fondamentale per conseguire l'obiettivo
di ridurre dell'80-95% le emissioni di gas serra entro il 2050 rispetto ai
livelli del 1990. Gli edifici di proprietà degli enti pubblici rappresentano
una quota considerevole del parco immobiliare e godono di notevole visibilità
nella vita pubblica. È pertanto opportuno fissare un tasso annuo di
ristrutturazione per tutti gli edifici di proprietà di enti pubblici in modo da
migliorarne la prestazione energetica, fatti salvi gli obblighi relativi
agli edifici a energia quasi zero, di cui alla direttiva 2010/31/UE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione
energetica nell'edilizia[27].
L'obbligo di ristrutturare gli immobili pubblici integra le disposizioni della
citata direttiva che impone agli Stati membri di garantire che la prestazione
energetica degli edifici o di loro parti destinati a subire ristrutturazioni di
grande portata sia migliorata al fine di soddisfare i requisiti minimi di prestazione
energetica.
(16)          
Una serie di comuni e di altri enti pubblici degli
Stati membri hanno già adottato approcci integrati al risparmio e all'approvvigionamento
energetici, ad esempio mediante piani d'azione sostenibili nel settore dell'energia,
come quelli adottati nell'ambito dell'iniziativa "Patto dei sindaci",
e approcci urbani integrati che vanno oltre gli interventi singoli nel campo
dell'edilizia o dei modi di trasporto. È opportuno che gli Stati membri
incoraggino le municipalità e altri enti pubblici ad adottate piani di
efficienza energetica integrati e sostenibili basati su obiettivi chiari, a
coinvolgere i cittadini nella loro elaborazione e applicazione, informandoli
adeguatamente in merito ai contenuti e ai progressi nel raggiungimento degli
obiettivi. I piani in parola possono garantire risparmi considerevoli di
energia soprattutto se applicati mediante piani di gestione che consentano agli
enti pubblici interessati di gestire meglio il loro consumo di energia. È
opportuno incoraggiare lo scambio di esperienze tra comuni e altri enti
pubblici sugli esperimenti più innovativi.
(17)          
Per quanto riguarda l'acquisto di determinati
prodotti e servizi e l'acquisto e l'affitto di edifici, è opportuno che gli
enti pubblici che concludono contratti per opere pubbliche, forniture o servizi
dimostrino un comportamento esemplare, adottando decisioni di acquisto efficaci
sotto il profilo energetico, fatte salve, tuttavia, le disposizioni delle
direttive dell'Unione europea in materia di appalti pubblici.
(18)          
La valutazione della possibilità di introdurre un
regime di "certificati bianchi" a livello di Unione ha evidenziato
che un tale regime, nella situazione attuale, determinerebbe costi
amministrativi eccessivi e che rischierebbe di vedere i risparmi energetici concentrati
in un certo numero di Stati membri anziché ampiamente diffusi in tutta l'Unione.
Quest'ultimo obiettivo può essere meglio conseguito, quantomeno nella fase
attuale, mediante regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica o altre
misure alternative che permettano di realizzare gli stessi risparmi di energia.
È opportuno, tuttavia, che la Commissione definisca mediante un atto delegato
le condizioni alle quali uno Stato membro possa riconoscere in futuro i
risparmi di energia realizzati in un altro Stato membro. Dato il loro livello
di ambizione, è opportuno che tali regimi siano definiti nell'ambito di un
quadro comune unionale, garantendo al contempo sufficiente flessibilità agli
Stati membri per tenere pienamente conto delle associazioni nazionali degli
operatori di mercato, del contesto specifico del settore dell'energia e delle
abitudini dei clienti finali. È opportuno che tale quadro comune offra alle
imprese di pubblica utilità del settore energetico la possibilità di offrire
servizi energetici a tutti i consumatori e non solo a quelli a cui vendono
energia. Ciò permetterebbe di migliorare la concorrenza sui mercati dell'energia,
in quanto le imprese in questione potrebbero differenziare la loro offerta,
fornendo servizi energetici complementari. Il quadro comune dovrebbe consentire
agli Stati membri di inserire nei rispettivi regimi nazionali requisiti
finalizzati a obiettivi sociali, per garantire in particolare che i clienti
vulnerabili abbiano accesso ai benefici di una maggiore efficienza energetica.
Esso dovrebbe consentire inoltre agli Stati membri di esonerare le piccole
imprese dall'obbligo dell'efficienza energetica. La comunicazione della
Commissione relativa a uno "Small Business Act"[28] per l'Europa fissa principi
che gli Stati membri dovrebbero tenere in considerazione, qualora decidano di
non avvalersi di tale possibilità.
(19)          
Per cogliere le potenzialità di risparmio in
determinati segmenti di mercato in cui gli audit energetici non rientrano
generalmente nell'offerta commerciale (nuclei famigliari, piccole e medie
imprese), è opportuno che gli Stati membri ne garantiscano la disponibilità.
Dati i risparmi significativi che possono essere realizzati grazie agli audit
energetici, è opportuno che essi siano obbligatori e effettuati con cadenza
periodica.
(20)           
È necessario che gli audit siano realizzati in modo
indipendente ed efficace sotto il profilo dei costi. Il requisito dell'indipendenza
permette che gli audit siano realizzati da esperti interni, purché essi siano
qualificati o accreditati e non siano direttamente coinvolti nelle attività
oggetto di audit e a condizione che gli Stati membri abbiano adottato un
sistema per garantirne e verificarne la qualità e per comminare sanzioni se
necessario.
(21)           
Nel mettere a punto le misure di miglioramento dell'efficienza
energetica, occorre tener conto dei vantaggi in termini di efficienza e di
risparmio ottenuti tramite l'applicazione diffusa di innovazioni tecnologiche
efficienti sotto il profilo costi/benefici, ad esempio i contatori
intelligenti. Per massimizzare i benefici di tali informazioni in termini di
risparmio energetico, è necessario che i clienti finali siano in grado di
visualizzare gli indicatori di costo e di consumo e che ricevano regolarmente
bollette individuali basate sul consumo effettivo.
(22)          
Nel mettere a punto le misure di miglioramento dell'efficienza
energetica, è opportuno che gli Stati membri tengano in debito conto la
necessità di garantire un corretto funzionamento del mercato interno e un'applicazione
coerente dell'acquis, in conformità delle disposizioni del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea.
(23)          
La cogenerazione ad alto rendimento e il
teleriscaldamento e teleraffreddamento presentano significative possibilità di
risparmio di energia primaria che sono largamente inutilizzate nell'Unione. È
opportuno che gli Stati membri mettano a punto piani nazionali per sviluppare
la cogenerazione ad alto rendimento e il teleriscaldamento e
teleraffreddamento. I piani dovrebbero interessare un periodo sufficientemente
lungo per garantire agli investitori informazioni relative ai piani nazionali
di sviluppo e contribuire a creare un contesto stabile e favorevole agli
investimenti. È opportuno che i nuovi impianti di produzione di energia
elettrica, come pure gli impianti esistenti profondamente ammodernati o i cui
permessi o licenze sono rinnovati, siano equipaggiati di unità di cogenerazione
ad alto rendimento per recuperare il calore di scarto derivante dalla
produzione di elettricità. Il calore di scarto potrebbe poi essere trasportato
là dove è necessario mediante le reti di teleriscaldamento. A tal fine è
opportuno che gli Stati membri adeguino i criteri di autorizzazione per
garantire che gli impianti siano ubicati in siti in prossimità dei punti in cui
si registra una domanda di calore. È necessario tuttavia che gli Stati membri
possano stabilire condizioni di esenzione da tali obblighi laddove siano
soddisfatte determinate condizioni.
(24)          
È opportuno che la cogenerazione ad alto rendimento
sia definita in base al risparmio energetico offerto dalla produzione combinata
rispetto alla produzione separata di calore e di elettricità. Le definizioni di
cogenerazione e di cogenerazione ad alto rendimento utilizzate nella
legislazione dell'Unione non pregiudicano l'uso di definizioni diverse nelle
legislazioni nazionali per finalità differenti da quelle stabilite nella
legislazione dell'Unione. Per massimizzare il risparmio energetico ed evitare
di perdere opportunità in tal senso, è necessario prestare la massima
attenzione alle condizioni di esercizio delle unità di cogenerazione.
(25)          
Per aumentare la trasparenza a favore dei clienti
finali nella scelta fra l'elettricità da cogenerazione e l'elettricità prodotta
con altre tecniche, è necessario garantire l'origine della cogenerazione ad
alto rendimento sulla base di valori di rendimento di riferimento armonizzati.
I sistemi di garanzia di origine non implicano di per sé il diritto di
beneficiare di meccanismi di sostegno nazionali. È importante che la garanzia
di origine possa coprire tutte le forme di elettricità prodotta da
cogenerazione ad alto rendimento e che le garanzie di origine siano distinte
dai certificati scambiabili.
(26)          
È opportuno tenere conto della struttura specifica
dei settori della cogenerazione e del teleriscaldamento e teleraffreddamento,
che comprendono molti produttori di piccole e medie dimensioni, soprattutto in
sede di revisione delle procedure amministrative per ottenere l'autorizzazione
a sviluppare capacità di cogenerazione, in linea con il principio che prevede
una corsia preferenziale per la piccola impresa.
(27)          
La maggior parte delle imprese dell'Unione europea
sono piccole e medie imprese (PMI) e presentano enormi potenzialità di
risparmio energetico. Per aiutarle ad adottare misure di efficienza energetica,
è opportuno che gli Stati membri definiscano un quadro favorevole per garantire
a tali imprese assistenza tecnica e informazioni mirate.
(28)          
La direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo
e del Consiglio del 24 novembre 2010 relativa alle emissioni
industriali[29]
ha inserito l'efficienza energetica tra i criteri utilizzati per determinare le
migliori tecniche disponibili che dovrebbero fungere da riferimento per
stabilire le condizioni di autorizzazione degli impianti che rientrano nel suo
campo di applicazione, tra cui gli impianti di combustione con una potenza
termica nominale totale pari o superiore a 50 MW. Tuttavia la direttiva
garantisce agli Stati membri la possibilità di non imporre alcun requisito di
efficienza energetica con riguardo alle unità di combustione o altre unità che
emettono biossido di carbonio in situ in relazione alle attività di cui all'allegato I
della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di
emissione dei gas a effetto serra nella Comunità[30]. Per garantire il
conseguimento di significativi miglioramenti dell'efficienza energetica negli
impianti di generazione di elettricità e calore e nelle raffinerie di petrolio
e gas, è necessario monitorare i livelli effettivi di efficienza energetica
comparandoli con i corrispondenti livelli ottenibili grazie all'applicazione
delle migliori tecniche disponibili. È opportuno che la Commissione effettui un
confronto tra i livelli di efficienza energetica e prenda in considerazione la
possibilità di proporre misure aggiuntive qualora ravvisi discrepanze
significative tra i livelli effettivi di efficienza energetica e i
corrispondenti livelli ottenibili grazie all'applicazione delle migliori
tecniche disponibili. È opportuno che le informazioni raccolte sui valori
effettivi di efficienza energetica siano utilizzate per la revisione dei valori
di rendimento di riferimento armonizzati per la produzione
separata di elettricità e di calore di cui alla decisione
2007/74/CE della Commissione del 21 dicembre 2006[31].
(29)          
È opportuno che gli Stati membri stabiliscano,
sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, norme in
materia di assunzione e ripartizione dei costi per le connessioni alla rete e
il potenziamento della rete e per gli adeguamenti tecnici necessari per
integrare i nuovi produttori di elettricità da cogenerazione ad alto
rendimento, tenendo conto degli orientamenti e dei codici elaborati in
conformità del regolamento (CE) n. 714/2009 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alla
rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica e che abroga il
regolamento (CE) n. 1228/2003[32]
e del regolamento (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto
del gas naturale e che abroga il regolamento (CE) n. 1775/2005[33]. È opportuno che i produttori
di elettricità da cogenerazione ad alto rendimento siano autorizzati a indire
una gara d'appalto per i lavori di connessione. Occorre facilitare l'accesso
alla rete dell'elettricità prodotta mediante cogenerazione ad alto rendimento
soprattutto per le unità di piccola cogenerazione o di microcogenerazione.
(30)          
Per l'attuazione della presente direttiva — ad
esempio per quanto concerne la conformità con i requisiti in materia di audit
energetici e l'applicazione dei regimi obbligatori di efficienza energetica — è
necessaria la disponibilità di un numero sufficiente di professionisti
affidabili competenti nell'ambito dell'efficienza energetica. Occorre pertanto
che gli Stati membri attuino regimi di certificazione dei fornitori di servizi
energetici, audit energetici e altre misure di miglioramento dell'efficienza
energetica.
(31)          
È necessario continuare a sviluppare il mercato dei
servizi energetici per garantire la disponibilità di domanda e offerta di
servizi energetici. La trasparenza, ad esempio mediante elenchi di fornitori di
servizi energetici, può contribuire a tale obiettivo. Anche i contratti tipo e
gli orientamenti, in particolare per quanto riguarda i contratti di prestazione
energetica, possono contribuire a stimolare la domanda. Come in altre forme di
finanziamento tramite terzi, nei contratti di prestazione energetica il
beneficiario dei servizi energetici evita i costi dell'investimento utilizzando
parte del valore finanziario dei risparmi energetici per ripagare in tutto o in
parte l'investimento effettuato da terzi.
(32)          
È necessario individuare e rimuovere le barriere di
tipo regolamentare e non regolamentare che ostacolano l'uso dei contratti di
prestazione energetica e le forme di finanziamento tramite terzi per realizzare
risparmi energetici. Tali barriere comprendono norme e pratiche contabili che
ostacolano gli investimenti di capitale e impediscono che i risparmi finanziari
annui ottenuti grazie alle misure di miglioramento dell'efficienza energetica
siano adeguatamente ripresi nella contabilità per l'intera durata dell'investimento.
A livello nazionale è necessario inoltre affrontare il problema degli ostacoli —
dovuti alla frammentazione degli incentivi tra i differenti soggetti — che
frenano la ristrutturazione del parco immobiliare esistente.
(33)          
È opportuno che gli Stati membri e le regioni siano
incoraggiati a utilizzare appieno i Fondi strutturali e di coesione per
stimolare gli investimenti nelle misure di miglioramento dell'efficienza
energetica. Gli investimenti nell'efficienza energetica possono contribuire
alla crescita economica, all'occupazione, all'innovazione e alla riduzione dei
disagi per le persone a basso reddito ("fuel poverty") e
contribuiscono pertanto alla coesione economica, sociale e territoriale.
Finanziamenti potrebbero essere erogati per misure di efficienza energetica
negli edifici pubblici e negli alloggi sociali e per fornire nuove competenze
che favoriscano l'occupazione nel settore dell'efficienza energetica.
(34)          
Nel perseguire l'obiettivo del
20% di efficienza energetica, è opportuno che la Commissione attui un
monitoraggio dell'impatto delle nuove misure sulla direttiva 2003/87/CE
che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a
effetto serra nella Comunità (direttiva ETS), al fine di mantenere gli
incentivi che tale sistema garantisce agli investimenti in tecnologie a bassa
intensità di carbonio e preparare il settore delle quote di emissioni alle
innovazioni necessarie in futuro.
(35)          
La direttiva 2006/32/CE stabilisce che gli Stati
membri adottano e mirano a conseguire entro il 2016 un obiettivo nazionale
indicativo globale di risparmio energetico pari al 9% tramite servizi
energetici e altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica. La
direttiva stabilisce inoltre che il secondo piano di azione in materia di
efficienza energetica adottato dagli Stati membri deve essere seguito, se opportuno
e necessario, da proposte della Commissione relative a ulteriori provvedimenti,
inclusa un'eventuale proroga del periodo di applicazione degli obiettivi. Se
dalla relazione si evince che non sono stati compiuti sufficienti progressi
verso il conseguimento degli obiettivi nazionali indicativi stabiliti dalla
citata direttiva, le proposte in parola devono essere incentrate sul livello e
sulla natura degli obiettivi. La valutazione dell'impatto che accompagna la
presente direttiva ha stabilito che gli Stati membri sono sulla buona strada
per conseguire l'obiettivo del 9% — che è notevolmente meno ambizioso dell'obiettivo
del 20% da conseguire entro il 2020 adottato in una fase successiva — e
pertanto non vi è la necessità di prendere in esame il livello degli obiettivi.
(36)          
Per quanto la presente direttiva rechi abrogazione
della direttiva 2006/32/CE, è opportuno che l'articolo 4 della stessa continui
ad essere applicato fino al termine fissato per il conseguimento dell'obiettivo
del 9%.
(37)          
Poiché appare evidente che, in assenza dell'adozione
di ulteriori misure di efficienza energetica, gli Stati membri non saranno in
grado di conseguire l'obiettivo della presente direttiva, ovvero realizzare
entro il 2020 un risparmio del 20% di energia primaria e gettare le basi per
realizzare ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica negli anni
successivi al 2020, e dal momento che tale obiettivo può essere meglio
perseguito a livello dell'Unione, quest'ultima può adottare misure in
conformità del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 5 del trattato
sull'Unione europea. Alla luce del principio di proporzionalità di cui al
suddetto articolo, la presente direttiva non va al di là di quanto necessario
per il raggiungimento di tale obiettivo.
(38)          
Al fine di consentire l'adeguamento al progresso
tecnico e cambiamenti nella distribuzione delle fonti di energia, è opportuno
delegare alla Commissione, in relazione a taluni ambiti, il potere di adottare
atti a norma dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea. È particolarmente importante che la Commissione svolga consultazioni
adeguate nel corso dei lavori preparatori, anche a livello di esperti.
(39)          
Occorre abrogare con effetto immediato tutte le
disposizioni sostanziali delle direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE, fatta
eccezione dell'articolo 4, paragrafi da 1 a 4, e degli allegati I, III e
IV, della direttiva 2006/32/CE. Occorre altresì abrogare l'articolo 9,
paragrafi 1 e 2, della direttiva 2010/30/UE, del 19 maggio 2010, concernente l'indicazione
del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all'energia mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti[34], in virtù del quale gli Stati
membri devono soltanto cercare di acquistare prodotti appartenenti alla
migliore classe di efficienza energetica.
(40)          
È opportuno limitare l'obbligo di recepire la
presente direttiva nel diritto nazionale alle disposizioni che costituiscono
modifiche sostanziali delle direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. L'obbligo di
recepire le disposizioni rimaste immutate deriva dalle direttive citate.
(41)          
È opportuno che la presente direttiva lasci
impregiudicati gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di
recepimento nel diritto nazionale e di applicazione delle direttive 2004/8/CE e
2006/32/CE.
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
CAPO
I
Oggetto, ambito di applicazione, definizioni e
obiettivi di efficienza energetica
Articolo 1
Oggetto e ambito di applicazione
1.           La presente direttiva stabilisce un
quadro comune per le promozione dell'efficienza energetica nell'Unione al fine
di garantire il conseguimento dell'obiettivo dell'Unione di realizzare un
risparmio di energia primaria pari al 20% entro il 2020 e di gettare le basi
per migliorare ulteriormente l'efficienza energetica al di là di tale data.           
              Essa stabilisce norme atte a
rimuovere gli ostacoli sul mercato dell'energia e a superare le carenze del
mercato che frenano l'efficienza nella fornitura e nell'uso dell'energia e
contiene disposizioni relative alla fissazione di obiettivi nazionali in materia
di efficienza energetica per il 2020.
2.           I requisiti stabiliti dalla presente
direttiva sono requisiti minimi e non impediscono ai singoli Stati membri di
mantenere o adottare provvedimenti più rigorosi. Tali provvedimenti sono
compatibili con la legislazione dell'Unione. La legislazione nazionale che
prevede provvedimenti più rigorosi viene notificata alla Commissione.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini della presente direttiva si applicano
le seguenti definizioni:
1.           "energia", tutte le forme
di prodotti energetici quali definiti nel regolamento (CE) n. 1099/2008[35];
2.           "consumo di energia primaria",
il consumo interno lordo, detratti gli impieghi non energetici;
3.           "servizio energetico", la
prestazione materiale, l'utilità o il vantaggio derivante dalla combinazione di
energia con tecnologie o operazioni che utilizzano efficacemente l'energia, che
possono includere le attività di gestione, di manutenzione e di controllo
necessarie alla prestazione del servizio, la cui fornitura è effettuata sulla
base di un contratto e che in circostanze normali ha dimostrato produrre
miglioramenti dell'efficienza energetica o risparmi energetici primari
verificabili e misurabili o stimabili;
4.           "enti pubblici", le "amministrazioni
aggiudicatrici" quali definite nella direttiva 2004/18/CE;
5.           "sistema di gestione dell'energia",
un insieme di elementi che interagiscono o sono intercorrelati all'interno di
un piano che stabilisce un obiettivo di efficienza energetica e una strategia
atta a conseguirlo;
6.           "parti obbligate", i distributori
di energia o le società di vendita di energia al dettaglio vincolati ai
regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica di cui all'articolo 6;  
7.           "distributore di energia",
una persona fisica o giuridica, compreso un gestore del sistema di
distribuzione, responsabile del trasporto di energia al fine della sua
fornitura a clienti finali e a stazioni di distribuzione che vendono energia a
clienti finali;
8.           "gestore del sistema di
distribuzione", un "gestore del sistema di distribuzione" quale
definito nella direttiva 2009/72/CE e nella direttiva 2009/73/CE;
9.           "società di vendita di energia
al dettaglio", una persona fisica o giuridica che vende energia a clienti
finali;
10.         "cliente finale", una
persona fisica o giuridica che acquista energia per proprio uso finale;
11.         "fornitore di servizi
energetici", una persona fisica o giuridica che fornisce servizi
energetici o altre misure di miglioramento dell'efficienza energetica nelle
installazioni o nei locali del cliente finale;
12.         "audit energetico", una
procedura sistematica volta a fornire un'adeguata conoscenza del profilo di
consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o
impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a
individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il
profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati;
13.         "contratti di prestazione
energetica", accordi contrattuali tra il beneficiario e il fornitore di
una misura di miglioramento dell'efficienza energetica in virtù dei quali i
pagamenti a fronte degli investimenti del fornitore sono effettuati in funzione
del livello di miglioramento dell'efficienza energetica stabilito
contrattualmente o di altri criteri di prestazione energetica concordati, quali
i risparmi finanziari;
14.         "gestore del sistema di
trasmissione", un "gestore del sistema di trasmissione" quale
definito nella direttiva 2009/72/CE[36]
e nella direttiva 2009/73/CE[37];
15.         "cogenerazione", la
produzione simultanea, nell'ambito di un unico processo, di energia termica e
di energia elettrica o meccanica;
16.         "domanda economicamente
giustificabile", una domanda non superiore al fabbisogno di calore o di
raffreddamento e che sarebbe altrimenti soddisfatta a condizioni di mercato
mediante processi di generazione di energia diversi dalla cogenerazione;
17.         "calore utile", il calore
prodotto in un processo di cogenerazione per soddisfare una domanda
economicamente giustificabile di calore o di raffreddamento;
18.         "elettricità da
cogenerazione", l'elettricità generata in un processo abbinato alla
produzione di calore utile e calcolata secondo la metodologia riportata nell'allegato
I;
19.         "cogenerazione ad alto
rendimento", la cogenerazione conforme ai criteri indicati nell'allegato
II;
20.         "rendimento complessivo",
la somma annua della produzione di elettricità e di energia meccanica e della
produzione termica utile divisa per il combustibile di alimentazione usato per
il calore prodotto in un processo di cogenerazione e per la produzione lorda di
elettricità e di energia meccanica;
21.         "rapporto energia/calore",
il rapporto tra elettricità da cogenerazione e calore utile durante il
funzionamento in pieno regime di cogenerazione usando dati operativi dell'unità
specifica;
22.         "unità di cogenerazione",
un'unità che può operare in cogenerazione;
23.         "unità di piccola
cogenerazione", un'unità di cogenerazione con una capacità installata
inferiore a 1MWe;
24.         "unità di
micro-cogenerazione", un'unità di cogenerazione con una capacità massima
inferiore a 50 kWe;
25.         "coefficiente di
edificazione", il rapporto tra la superficie di un determinato territorio
e la superficie degli immobili in esso presente; 
26.         "teleriscaldamento e
teleraffreddamento efficienti", sistemi di teleriscaldamento e
teleraffreddamento che usano calore rinnovabile, di scarto o cogenerato o una
combinazione di tali forme di calore per almeno il 50% e che hanno un fattore
di energia primaria, quale menzionato nella direttiva 2010/31/UE, di almeno
0,8;
27.         "ammodernamento
sostanziale", un ammodernamento il cui costo è superiore al 50% dei costi
di investimento per una nuova unità comparabile ai sensi della decisione
2007/74/CE o che richiede l'aggiornamento dell'autorizzazione accordata ai
sensi della direttiva 2010/75/UE. 
Articolo 3
Obiettivi di efficienza energetica
1.           Gli Stati membri stabiliscono un
obiettivo nazionale di efficienza energetica, espresso sotto forma di livello
assoluto di consumo di energia primaria nel 2020. Nel definire tali
obiettivi, essi tengono conto dell'obiettivo dell'Unione di un risparmio
energetico del 20%, delle misure di cui alla presente direttiva, delle misure
adottate per raggiungere gli obiettivi nazionali di risparmio energetico di cui
all'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2006/32/CE e di altre misure
intese a promuovere l'efficienza energetica negli Stati membri e a livello dell'Unione.

2.           Entro il 30 giugno 2014 la
Commissione valuta se l'Unione sia in grado di raggiungere il suo obiettivo di
un risparmio di energia primaria del 20% entro il 2020, cosa che impone
una riduzione del consumo di energia primaria dell'UE di 368 Mtoe nel 2020,
tenendo conto della somma degli obiettivi nazionali di cui al paragrafo 1 e
della valutazione di cui all'articolo 19, paragrafo 4.
CAPO
II
Efficienza nell'uso dell'energia
Articolo 4
 Enti pubblici 
1.           Fatto salvo l'articolo 7 della
direttiva 2010/31/UE, gli Stati membri garantiscono che dal 1° gennaio 2014 il
3% della superficie totale degli immobili di proprietà di enti pubblici è
ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione
energetica stabiliti dallo Stato membro interessato in applicazione dell'articolo
4 della direttiva 2010/31/UE. La quota del 3% è calcolata sulla superficie
totale degli immobili con una superficie calpestabile totale superiore a
250 m2 di proprietà di enti pubblici dello Stato membro interessato
che, al 1° gennaio di ogni anno, non soddisfa i requisiti minimi di prestazione
energetica stabiliti in applicazione dell'articolo 4 della direttiva
2010/31/UE.
2.           Gli Stati membri possono autorizzare
i loro enti pubblici a contabilizzare nei tassi annui di ristrutturazione l'eccesso
di superficie ristrutturata nel corso di un determinato anno come se questa
superficie in eccesso fosse stata ristrutturata nel corso di uno dei due anni
precedenti o seguenti.
3.           Ai fini del paragrafo 1, entro il 1°
gennaio 2014 gli Stati membri stabiliscono e pubblicano un inventario degli
edifici di proprietà dei loro enti pubblici indicando:
a)      la superficie in m2; e
b)      la prestazione energetica di ciascun
edificio.
4.           Gli Stati membri incoraggiano gli
enti pubblici a:
a)      adottare un piano di efficienza
energetica, autonomo o nel quadro di un piano ambientale più ampio, che
contenga obiettivi specifici di risparmio energetico, nell'intento di
migliorare costantemente l'efficienza energetica dell'ente in questione; 
b)      instaurare un sistema di gestione dell'energia
nel quadro dell'attuazione di detto piano.
Articolo 5
Acquisto da parte di enti pubblici
Gli Stati membri garantiscono che gli enti
pubblici acquistano esclusivamente prodotti, servizi ed immobili ad alta
efficienza energetica, come indicato nell'allegato III.
Articolo 6
Regimi obbligatori di efficienza energetica
1.           Ciascuno Stato membro istituisce un
regime nazionale obbligatorio di efficienza energetica. Tale regime garantisce
che tutti i distributori di energia o tutte le società di vendita di energia al
dettaglio che operano sul territorio dello Stato membro conseguano risparmi
energetici annui pari all'1,5%, in volume delle vendite di energia realizzate
nell'anno precedente nello Stato membro in questione, ad esclusione dell'energia
usata per il trasporto. Le parti obbligate realizzano questo risparmio
energetico tra i consumatori finali.           
2.           Gli Stati membri definiscono il volume
di risparmio energetico richiesto a ciascuna delle parti obbligate in termini
di consumo energetico finale o primario. Il metodo scelto per definire il
volume di risparmio energetico richiesto viene usato anche per calcolare i
risparmi dichiarati dalle parti obbligate. Si applicano i fattori di
conversione di cui all'allegato IV.            
3.           Le misure intese a realizzare
risparmi di breve termine, definite all'allegato V, punto 1, non rappresentano
più del 10% del volume di risparmio energetico richiesto a ciascuna delle parti
obbligate e possono essere contabilizzate ai fini dell'obbligo di cui al
paragrafo 1 soltanto se combinate con misure che comportano risparmi nel lungo
termine. 
4.           Gli Stati membri          garantiscono
che i risparmi dichiarati dalle parti obbligate siano calcolati in conformità
con l'allegato V, punto 2. Essi istituiscono sistemi di controllo in base ai
quali almeno una parte statisticamente significativa delle misure di
miglioramento dell'efficienza energetica realizzate dalle parti obbligate viene
verificata in maniera indipendente.
5.           Nell'ambito dei regimi obbligatori
di efficienza energetica, gli Stati membri possono: 
a)      includere tra gli obblighi di risparmio
una finalità sociale, anche imponendo misure da attuare presso le famiglie che non
riescono a sostenere i costi dell'energia ("povertà energetica") o
negli alloggi sociali;
b)      consentire alle parti obbligate di
contabilizzare, ai fini dei loro obblighi, i risparmi energetici certificati
ottenuti da fornitori di servizi energetici o da terzi; in questo caso essi
stabiliscono una procedura di accredito chiara, trasparente e aperta a tutti
gli operatori del mercato, e che mira a ridurre al minimo i costi della
certificazione; 
c)      consentire alle parti obbligate di
contabilizzare i risparmi ottenuti in un determinato anno come se fossero stati
ottenuti in uno dei due anni precedenti o successivi.
6.           Gli Stati membri pubblicano i
risparmi energetici realizzati da ciascuna parte obbligata e i dati sull'andamento
annuale dei risparmi energetici nel quadro del regime. Ai fini della
pubblicazione e della verifica dei risparmi energetici realizzati, gli Stati
membri impongono alle parti obbligate di presentare loro almeno i seguenti
dati: 
a)      i risparmi energetici realizzati; 
b)      dati statistici aggregati sui loro
clienti finali (che evidenzino cambiamenti significativi alle informazioni
presentate in precedenza); e
c)      dati attuali sul consumo dei clienti
finali, compresi, ove opportuno, profili di carico, segmentazione della
clientela e ubicazione geografica dei clienti, tutelando nel contempo l'integrità
e la riservatezza delle informazioni che riguardano la sfera privata o sono
sensibili sul piano commerciale, in conformità della normativa unionale
applicabile. 
7.           Gli Stati membri garantiscono che
gli operatori di mercato si astengano da ogni attività che possa impedire la
richiesta e la prestazione dei servizi energetici o di altre misure di
miglioramento dell'efficienza energetica o ostacolare lo sviluppo dei relativi
mercati, compresa la preclusione dell'accesso al mercato per i concorrenti o l'abuso
di posizione dominante. 
8.           Gli Stati membri possono esentare
dall'applicazione del presente articolo i piccoli distributori di energia e le
piccole società di vendita di energia al dettaglio, ossia coloro che
distribuiscono o vendono meno dell'equivalente di 75 GWh di energia per anno,
impiegano meno di 10 persone o realizzano un fatturato annuo o un totale annuo
di bilancio non superiore a 2 000 000 EUR. L'energia prodotta per uso
proprio non viene contabilizzata in queste soglie. 
9.           In alternativa al paragrafo 1, gli
Stati membri possono scegliere di adottare altre misure per realizzare risparmi
energetici tra i clienti finali. La quantità annua di risparmi energetici
realizzati grazie a questo approccio deve essere equivalente alla quantità di
risparmi richiesti al paragrafo 1. 
Gli Stati membri che scelgono questa opzione
notificano alla Commissione, entro e non oltre il 1° gennaio 2013, le misure
alternative che intendono adottare, comprese le norme sulle sanzioni di cui all'articolo
9, e indicano come intendano realizzare il volume di risparmi richiesto. La
Commissione può respingere tali misure o formulare proposte di modifica nei tre
mesi successivi alla notifica. In tali casi, l'approccio alternativo non viene
applicato dallo Stato membro interessato fino a quando la Commissione non
accetta espressamente i progetti di misure ripresentati o modificati. 
10.         Se opportuno, la Commissione
stabilisce, con un atto delegato in conformità con l'articolo 18, un sistema di
riconoscimento reciproco dei risparmi energetici realizzati nel quadro dei
regimi obbligatori di efficienza energetica. Tale sistema consente alle parti
obbligate di contabilizzare i risparmi energetici realizzati e certificati in un
determinato Stato membro ai fini dei loro obblighi in un altro Stato membro. 
Articolo 7
Audit energetici e sistemi di gestione dell'energia
1.           Gli Stati membri promuovono la
disponibilità, per tutti i clienti finali, di audit energetici dai costi
contenuti e svolti in maniera indipendente da esperti qualificati o
accreditati. 
Essi mettono a punto programmi intesi ad
incoraggiare le famiglie e le piccole e medie imprese a sottoporsi a audit
energetici. 
Gli Stati membri richiamano l'attenzione delle
piccole e medie imprese su esempi concreti di come i sistemi di gestione dell'energia
possono aiutarle nelle loro attività. 
2.           Gli Stati membri garantiscono che le
imprese che non rientrano nel secondo comma del paragrafo 1 siano soggette a un
audit energetico svolto in maniera indipendente ed efficace in termini di costi
da esperti qualificati o accreditati non oltre il 30 giugno 2014 e ogni tre
anni dalla data del precedente audit energetico. 
3.           Si ritiene che gli audit energetici
svolti in maniera indipendente nel quadro di sistemi di gestione dell'energia,
o attuati sulla base di accordi volontari tra associazioni di soggetti
interessati e un organismo designato e sorvegliato dallo Stato membro
interessato o dalla Commissione, soddisfino i requisiti di cui al paragrafo 2
del presente articolo.
4.           Gli audit energetici possono essere
indipendenti o far parte di un audit ambientale di più ampia portata.
Articolo 8
Misurazione e fatturazione informativa
1.           Gli Stati membri garantiscono che i
clienti finali di elettricità, gas naturale, teleriscaldamento o
teleraffreddamento e acqua calda ad uso domestico ottenuta con
teleriscaldamento usufruiscano di contatori individuali che misurano con
precisione e mostrano il consumo energetico reale e danno informazioni sull'effettivo
tempo di utilizzo, in conformità con l'allegato VI. 
Nell'introdurre i contatori intelligenti previsti
dalla direttiva 2009/72/CE e dalla direttiva 2009/73/CE relative ai mercati
dell'elettricità e del gas, gli Stati membri si adoperano affinché, al momento
di definire le funzionalità minime dei contatori e gli obblighi imposti ai
soggetti partecipanti al mercato, si tenga pienamente conto degli obiettivi di
efficienza energetica e dei vantaggi per il cliente finale. 
Nel caso dell'elettricità, e su richiesta del
cliente finale, gli operatori si assicurano che il contatore sia in grado di
tenere conto dell'elettricità prodotta nei locali del cliente finale e
trasferita alla rete. Gli Stati membri si adoperano affinché, se il cliente
finale lo richiede, i dati del contatore relativi alla sua produzione o al suo
consumo in tempo reale siano messi a disposizione di un terzo che agisce a suo
nome.
Per il riscaldamento e il raffreddamento, se un
edificio è alimentato da una rete di teleriscaldamento, all'entrata dell'edificio
viene installato un contatore di calore. Nei condomini, per misurare il consumo
di calore o raffreddamento per ciascun appartamento vengono installati
contatori individuali di calore. Nei casi in cui l'uso di contatori di calore
individuali non sia tecnicamente possibile, vengono usati contabilizzatori di
calore individuali, conformemente alle specifiche di cui all'allegato VI, punto
1.2, per misurare il consumo di calore a ciascun radiatore. 
Gli Stati membri introducono regole sulla
ripartizione dei costi legati al consumo di calore nei condomini alimentati da
sistemi di riscaldamento o raffreddamento centralizzati. Tali regole
comprendono orientamenti sui fattori di correzione che consentono di tenere
conto delle caratteristiche dell'edificio, quali ad esempio i trasferimenti di
calore tra appartamenti. 
2.           Oltre agli obblighi di fatturazione
che derivano dalla direttiva 2009/72/CE e dalla direttiva 2009/73/CE, gli Stati
membri garantiscono che, entro il 1° gennaio 2015, la fatturazione sia precisa
e fondata sul consumo reale, per tutti i settori che rientrano nel campo di
applicazione della presente direttiva, compresi i distributori di energia, i
gestori dei sistemi di distribuzione e le società di vendita di energia al
dettaglio, conformemente alle prescrizioni in materia di frequenza minima di
fatturazione stabilite all'allegato VI, punto 2.1. Insieme alla bolletta sono
fornite adeguate informazioni per presentare al cliente finale un resoconto
globale dei costi energetici attuali, in conformità con l'allegato VI, punto
2.2.
Gli Stati membri garantiscono che i clienti finali
possano scegliere tra una bolletta elettronica e una bolletta cartacea e
possano accedere agevolmente a informazioni complementari che consentano loro
di controllare autonomamente e con precisione i rispettivi consumi storici,
come indicato all'allegato VI, punto 1.1. 
Gli Stati membri si adoperano affinché, se
richiesto dal cliente finale, le informazioni relative alla bolletta e al
consumo storico vengano comunicate a un fornitore di servizi energetici
designato dal cliente finale.
3.           Le informazioni relative al
conteggio e alla fatturazione del consumo individuale di energia, nonché le
altre informazioni di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 ed all'allegato VI, vengono
fornite gratuitamente al cliente finale. 
Articolo
9
Sanzioni
Gli Stati membri fissano le norme relative
alle sanzioni applicabili in caso di inosservanza delle disposizioni nazionali
adottate ai sensi degli articoli 6 e 8 e adottano le misure necessarie per
garantirne l'applicazione. Le sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e
dissuasive. Gli Stati membri notificano tali disposizioni alla Commissione
entro e non oltre il [12 mesi dall'entrata in vigore della presente
direttiva] e provvedono a notificarle immediatamente le eventuali modifiche
successive.
CAPO
III
Efficienza nella fornitura dell'energia
Articolo 10
Promozione dell'efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento
1.           Entro il 1° gennaio 2014 gli Stati
membri stabiliscono e notificano alla Commissione un piano nazionale di
riscaldamento e raffreddamento inteso a sviluppare il potenziale di
applicazione della cogenerazione ad alto rendimento nonché del
teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti; tale piano contiene le
informazioni di cui all'allegato VII. I piani sono aggiornati e notificati alla
Commissione ogni cinque anni. Gli Stati membri garantiscono, attraverso il loro
quadro normativo, che i piani nazionali di riscaldamento e raffreddamento
vengano presi in considerazione nei piani di sviluppo locali e regionali,
compresi i piani regolatori urbani e rurali, e soddisfino i criteri di
progettazione di cui all'allegato VII. 
2.           Gli Stati membri adottano le misure
necessarie per sviluppare infrastrutture efficienti di teleriscaldamento e
raffreddamento adattate allo sviluppo della cogenerazione ad alto rendimento e
all'utilizzo di riscaldamento e raffreddamento da calore di scarto e da fonti
di energia rinnovabile, in linea con i paragrafi 1, 3, 6 e 7. Nello sviluppo di
strutture per il teleriscaldamento e il teleraffreddamento optano, nella misura
del possibile, per la cogenerazione ad alto rendimento piuttosto che per la
generazione esclusiva di calore. 
3.           Gli Stati membri si adoperano
affinché tutti i nuovi impianti di generazione di energia termica con potenza
termica totale superiore a 20 MW: 
a)      siano dotati di attrezzature che
consentono il recupero di calore di scarto attraverso un'unità di cogenerazione
ad alto rendimento; e
b)      siano ubicati in siti dove il calore di
scarto può essere usato laddove esiste una domanda di calore. 
Gli Stati membri adottano i criteri di
autorizzazione di cui all'articolo 7 della direttiva 2009/72/CE, o criteri
di autorizzazione equivalenti, per garantire che siano soddisfatte le
disposizioni di cui al primo comma. In particolare garantiscono che l'ubicazione
dei nuovi impianti tenga conto della disponibilità di carichi calorifici
adeguati per la cogenerazione, in linea con l'allegato VIII. 
4.           Gli Stati membri possono stabilire
condizioni di esenzione dalle disposizioni di cui al paragrafo 3 se:
a)      non sono rispettate le condizioni minime
relative alla disponibilità di carichi calorifici di cui al punto 1 dell'allegato
VIII; 
b)      il requisito di cui al paragrafo 3, lettera b),
relativo all'ubicazione dell'impianto non può essere soddisfatto a causa della
necessità di ubicare un impianto in prossimità di un sito di stoccaggio geologico
consentito dalla direttiva 2009/31/CE; oppure
c)      un'analisi costi-benefici dimostra che i
costi sono superiori ai benefici rispetto al costo dell'intero ciclo di vita,
compresi gli investimenti nelle infrastrutture, se la stessa quantità di
elettricità e calore fosse fornita con una produzione separata di riscaldamento
o raffreddamento.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione tali
condizioni di esenzione entro il 1° gennaio 2014. La Commissione può respingere
tali condizioni o formulare proposte di modifica nei sei mesi successivi alla
notifica. In questi casi, le condizioni di esenzione non vengono applicate dallo
Stato membro interessato fino a quando la Commissione non accetta espressamente
i progetti di misure ripresentati o modificati. 
5.           Gli Stati membri garantiscono che le
regolamentazioni nazionali sulla pianificazione urbana e rurale siano adattate
ai criteri di autorizzazione di cui al paragrafo 3 e siano in linea con i piani
nazionali di riscaldamento e raffreddamento di cui al paragrafo 1.
6.           Gli Stati membri si adoperano
affinché, ogniqualvolta un impianto esistente di generazione di elettricità con
potenza termica nominale totale superiore a 20 MW viene sottoposto ad un
ammodernamento sostanziale, o quando la sua autorizzazione viene aggiornata
conformemente all'articolo 21 della direttiva 2010/75/CE, l'autorizzazione
nuova o aggiornata sia subordinata alla conversione dell'impianto, in modo da
consentire il funzionamento di quest'ultimo come impianto di cogenerazione ad
alto rendimento, a condizione che l'impianto sia ubicato in una sede dove il
calore di scarto può essere usato laddove esiste una domanda di calore a norma
del punto 1 dell'allegato VIII.
L'installazione di attrezzature per la cattura o
lo stoccaggio del carbonio negli impianti di generazione di elettricità non
viene considerata un ammodernamento ai fini delle presenti disposizioni. 
7.           Gli Stati membri possono stabilire
condizioni di esenzione dalle disposizioni del paragrafo 6 se:
a)      non sono rispettate le condizioni minime
relative alla disponibilità di carichi calorifici di cui al punto 1 dell'allegato
VIII; oppure
b)      un'analisi costi-benefici dimostra che i
costi sono superiori ai benefici rispetto al costo dell'intero ciclo di vita,
compresi gli investimenti nelle infrastrutture, se la stessa quantità di
elettricità e calore fosse fornita con una produzione separata di riscaldamento
o raffreddamento. 
Gli Stati membri comunicano alla Commissione tali
condizioni di esenzione entro il 1° gennaio 2014. La Commissione può respingere
tali condizioni o formulare proposte di modifica nei sei mesi successivi alla
notifica. In tali casi, le condizioni di esenzione non vengono applicate dallo
Stato membro interessato fino a quando la Commissione non accetta espressamente
i progetti di misure ripresentati o modificati. 
8.           Gli Stati membri adottano criteri di
autorizzazione o criteri equivalenti in materia di permessi per assicurare che
gli impianti industriali con potenza termica totale superiore a 20 MW, che
generano calore di scarto e che sono costruiti o sottoposti a un ammodernamento
sostanziale dopo il [data di entrata in vigore della presente direttiva]
catturino o facciano uso del calore di scarto che essi stessi generano.
Gli Stati membri stabiliscono meccanismi atti a
garantire la connessione di tali impianti alle reti di teleriscaldamento e
teleraffreddamento. Essi possono chiedere che questi impianti si accollino i
costi di connessione e i costi di sviluppo delle reti di teleriscaldamento e di
teleraffreddamento necessarie per trasportare il loro calore di scarto verso i
consumatori. 
Gli Stati membri possono stabilire condizioni di
esenzione dalle disposizioni di cui al primo capoverso se:
a)      non sono rispettate le condizioni minime
relative alla disponibilità di carichi calorifici di cui al punto 2 dell'allegato
VIII; oppure
b)      un'analisi costi-benefici dimostra che i
costi sono superiori ai benefici rispetto al costo dell'intero ciclo di vita,
compresi gli investimenti nelle infrastrutture, se la stessa quantità di calore
fosse fornita con una produzione separata di riscaldamento o raffreddamento. 
Gli Stati membri comunicano alla Commissione tali
condizioni di esenzione entro il 1° gennaio 2014. La Commissione può respingere
tali condizioni o formulare proposte di modifica nei sei mesi successivi alla
notifica. In tali casi, le condizioni di esenzione non vengono applicate dallo
Stato membro interessato fino a quando la Commissione non accetta espressamente
i progetti di misure ripresentati o modificati. 
9.           Entro il 1° gennaio 2013 la
Commissione stabilisce, con un atto delegato a norma dell'articolo 18, una
metodologia per l'analisi costi-benefici di cui al paragrafo 4, lettera c),
al paragrafo 7, lettera b) e al paragrafo 8, lettera b). 
10.         Sulla base dei valori di rendimento
di riferimento armonizzati di cui all'allegato II, lettera f), gli Stati
membri si assicurano che l'origine dell'elettricità prodotta dalla
cogenerazione ad alto rendimento possa essere garantita secondo criteri
oggettivi, trasparenti e non discriminatori, stabiliti da ciascuno Stato
membro. Essi assicurano altresì che questa garanzia di origine sia conforme ai requisiti
e contenga almeno le informazioni di cui all'allegato IX. 
Le garanzie di origine sono reciprocamente
riconosciute dagli Stati membri esclusivamente come prova delle informazioni di
cui al presente paragrafo. Un rifiuto di riconoscere la garanzia di
origine quale prova in questo senso, in particolare per ragioni connesse con la
prevenzione delle frodi, deve essere fondato su criteri oggettivi, trasparenti
e non discriminatori. Gli Stati membri notificano alla Commissione tale rifiuto
e la sua motivazione. In caso di rifiuto di riconoscere una garanzia di
origine, la Commissione può adottare una decisione per obbligare la parte che
oppone il rifiuto a riconoscere la garanzia di origine, in particolare facendo
riferimento ai criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori sui quali è
basato il riconoscimento.
La Commissione ha il potere, mediante gli atti
delegati di cui all'articolo 18, di aggiornare i valori di rendimento di
riferimento armonizzati stabiliti nella decisione della Commissione [numero
della decisione] sulla base della direttiva 2004/8/CE per la prima volta entro
il 1° gennaio 2015, e successivamente ogni dieci anni. 
11.         Gli Stati membri garantiscono che
qualsiasi possibile sostegno alla cogenerazione è subordinato alla condizione che
l'elettricità prodotta provenga da cogenerazione ad alto rendimento e che il
calore di scarto sia effettivamente usato per realizzare risparmi di energia
primaria. Gli Stati membri non operano alcuna distinzione tra l'elettricità
consumata sul posto e l'elettricità trasferita alla rete. Il sostegno pubblico
a favore della cogenerazione, della produzione di teleriscaldamento e delle
reti di teleriscaldamento è subordinato, se del caso, alle regole in materia di
aiuti di Stato.
Articolo 11
Trasformazione dell'energia
Gli Stati membri elaborano un inventario dei
dati, conformemente all'allegato X, per tutti gli impianti di combustione con
una potenza termica nominale totale pari o superiore a 50 MW e gli impianti che
effettuano la raffinazione di petrolio e gas sul loro territorio. Tale
inventario è aggiornato ogni tre anni. I dati annuali, impianto per impianto,
contenuti in detti inventari sono messi a disposizione della Commissione su
richiesta di quest'ultima. Gli Stati membri includono nelle relazioni di cui
all'articolo 19, paragrafo 2, una sintesi non riservata che contiene le
informazioni degli inventari in forma aggregata.
Articolo 12
Trasmissione e distribuzione dell'energia
1.           Gli Stati membri si adoperano
affinché le autorità nazionali di regolamentazione del settore energetico
tengano nella dovuta considerazione l'efficienza energetica al momento di
prendere decisioni in materia di funzionamento delle infrastrutture del gas e
dell'elettricità. In particolare garantiscono che la regolamentazione e le
tariffe di rete incoraggino gli operatori di rete ad offrire agli utenti della
rete servizi che consentano loro di attuare misure intese a migliorare l'efficienza
energetica nel quadro del continuo sviluppo di reti intelligenti. 
Gli Stati membri garantiscono che la
regolamentazione delle reti e le tariffe di rete stabilite o approvate dalle
autorità di regolamentazione dell'energia soddisfino i criteri di cui all'allegato
XI, tenendo conto degli orientamenti e dei codici messi a punto a norma dei
regolamenti n. 714/2009 e 715/2009.
2.           Entro il 30 giugno 2013 gli Stati
membri adottano piani che:
a)      valutano i potenziali di efficienza
energetica delle loro infrastrutture per il gas, l'elettricità, il
teleriscaldamento e il teleraffreddamento, soprattutto per quanto riguarda la
trasmissione, la distribuzione, la gestione del carico, l'interoperabilità e la
connessione agli impianti di produzione di energia;
b)      individuano misure concrete e
investimenti per introdurre nelle infrastrutture di rete miglioramenti dell'efficienza
energetica vantaggiosi sotto il profilo costi-benefici, prevedendo un
calendario dettagliato per la loro introduzione.
3.           Gli Stati membri possono consentire
che taluni elementi dei regimi e delle strutture tariffarie abbiano finalità
sociale per la trasmissione e la distribuzione dell'energia di rete, purché
eventuali effetti negativi sul sistema di trasmissione e di distribuzione siano
mantenuti al minimo necessario e non siano sproporzionati rispetto alla
finalità sociale.
4.           Gli Stati membri assicurano la
soppressione, nelle tariffe per la trasmissione e la distribuzione, degli
incentivi, che aumentano inutilmente il volume di energia distribuita o
trasmessa. A tale proposito, a norma dell'articolo 3, paragrafo 2, della
direttiva 2009/72/CE e dell'articolo 3, paragrafo 2, della direttiva
2009/73/CE, gli Stati membri possono imporre alle imprese che operano nei
settori dell'energia elettrica e del gas, obblighi di servizio pubblico
concernenti l'efficienza energetica.
5.           Gli Stati membri si adoperano
affinché, mantenendo inalterata l'affidabilità e la sicurezza della rete, sulla
base di criteri trasparenti e non discriminatori definiti dalle autorità
nazionali competenti, i gestori del sistema di trasmissione e del sistema di
distribuzione presenti sul loro territorio:
a)      garantiscano la trasmissione e la
distribuzione di elettricità da cogenerazione ad alto rendimento; 
b)      assicurino l'accesso prioritario o
garantito alla rete di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento;
c)      nel dispacciamento degli impianti di
produzione dell'elettricità, assicurino il dispacciamento prioritario di
elettricità da cogenerazione ad alto rendimento.
              Oltre agli obblighi di cui al primo
comma, i gestori dei sistemi di trasmissione e i gestori dei sistemi di
distribuzione devono rispettare i requisiti di cui all'allegato XII. 
Gli Stati membri possono adoperarsi per agevolare
la connessione alla rete dell'elettricità da cogenerazione ad alto rendimento
prodotta da unità di piccola cogenerazione e di micro-cogenerazione.
6.           Gli Stati membri adottano le misure
necessarie per garantire che i gestori degli impianti di cogenerazione ad alto
rendimento possano offrire servizi di bilanciamento e altri servizi operativi a
livello di gestori dei sistemi di trasmissione o dei sistemi di distribuzione
se ciò è in linea con il modo di conduzione degli impianti di cogenerazione ad
alto rendimento. I gestori dei sistemi di trasmissione e dei sistemi di
distribuzione garantiscono che tali servizi rientrino in una procedura di
offerta dei servizi trasparente e soggetta a controllo. 
Se del caso, gli Stati membri possono chiedere ai
gestori dei sistemi di trasmissione e dei sistemi di distribuzione di
incoraggiare, riducendo i costi di connessione e di uso del sistema, la scelta
di ubicare gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento in prossimità delle
zone in cui si registra una domanda. 
7.           Gli Stati membri possono consentire
ai produttori di elettricità da cogenerazione ad alto rendimento che desiderano
connettersi alla rete di indire una gara d'appalto per i lavori di connessione.

CAPO
IV
Disposizioni orizzontali
Articolo 13
Disponibilità dei regimi di certificazione
1.           Perché sia raggiunto un livello
elevato di competenza tecnica, obiettività e affidabilità, gli Stati membri
assicurano che, entro il 1° gennaio 2014, saranno disponibili regimi di
certificazione o regimi equivalenti di qualificazione per i fornitori di
servizi energetici, di audit energetici e misure di miglioramento dell'efficienza
energetica, incluso per gli installatori di elementi edilizi di cui all'articolo
2, paragrafo 9, della direttiva 2010/31/UE. 
2.           Gli Stati membri rendono pubblici i
regimi di certificazione o i regimi equivalenti di qualificazione di cui al
paragrafo 1 e cooperano tra loro e con la Commissione per comparare i regimi e
garantirne il riconoscimento.
Articolo 14
Servizi energetici
Gli Stati membri promuovono il mercato dei
servizi energetici e l'accesso delle piccole e medie imprese a questo mercato:
a)           pubblicando, controllando e
aggiornando periodicamente l'elenco dei fornitori di servizi energetici
disponibili e dei servizi energetici da essi offerti;
b)           offrendo contratti tipo per i
contratti di prestazione energetica sottoscritti nel settore pubblico, che
devono contenere almeno gli elementi elencati all'allegato XIII; 
c)           diffondendo informazioni sui
contratti relativi ai servizi energetici disponibili e sulle clausole che
dovrebbero figurarvi, al fine di garantire risparmi energetici e tutelare i
diritti dei clienti finali; 
d)           incoraggiando lo sviluppo di marchi
di qualità su base volontaria;
e)           diffondendo informazioni sugli
strumenti finanziari, gli incentivi, le sovvenzioni e i prestiti per sostenere
i progetti nel campo dei servizi energetici.
Articolo 15
Altre misure per promuovere l'efficienza energetica
1.           Gli Stati membri valutano e adottano
le misure necessarie per eliminare gli ostacoli di ordine regolamentare e di
altro tipo che intralciano l'efficienza energetica, in particolare per quanto
riguarda:
a)      la separazione degli incentivi tra
proprietari e inquilini di un immobile o tra gli stessi proprietari, con l'intento
di evitare che essi rinuncino a realizzare investimenti intesi a migliorare l'efficienza
energetica, che avrebbero invece realizzato in altre condizioni, perché non ne
otterranno individualmente i pieni benefici o perché non esistono regole che
disciplinano la ripartizione dei costi e dei benefici; 
b)      le
disposizioni giuridiche e regolamentari e le pratiche amministrative in materia
di acquisti pubblici e di bilancio e contabilità annuali, con l'intento di
evitare che i singoli enti pubblici non siano dissuasi dal realizzare
investimenti intesi a migliorare l'efficienza. 
Le misure intese a eliminare gli ostacoli possono
consistere tra l'altro nel fornire incentivi, abrogare o modificare
disposizioni giuridiche e regolamentari o adottare orientamenti e comunicazioni
interpretative. Dette misure possono essere combinate con azioni di istruzione,
formazione e informazione specifica nonché con assistenza tecnica in materia di
efficienza energetica.
2.           La valutazione degli ostacoli e
delle misure di cui al paragrafo 1 è notificata alla Commissione nella prima
relazione supplementare di cui all'articolo 19, paragrafo 2. 
Articolo 16
Fattori di conversione
Ai fini del raffronto dei risparmi energetici
e per la conversione in un'unità comparabile si applicano i fattori di
conversione di cui all'allegato IV, a meno che non sia giustificabile il
ricorso ad altri fattori di conversione.
CAPO
V
Disposizioni finali
Articolo 17
Atti delegati e adeguamento degli allegati
1.           La Commissione ha il potere di
adottare un atto delegato a norma dell'articolo 18 per istituire il sistema di
riconoscimento reciproco dei risparmi energetici realizzati nel quadro dei
regimi obbligatori di efficienza energetica di cui all'articolo 6, paragrafo 9.
La Commissione ha il potere di adottare un atto
delegato a norma dell'articolo 18 per istituire la metodologia per l'analisi
costi-benefici di cui all'articolo 10, paragrafo 9. 
La Commissione ha il potere di adottare un atto
delegato a norma dell'articolo 18 per aggiornare i valori di rendimento di
riferimento armonizzati di cui all'articolo 10, paragrafo 10, terzo trattino.
2.           La Commissione ha il potere di
adottare atti delegati a norma dell'articolo 18 per adattare al progresso
tecnico i valori, i metodi di calcolo, i coefficienti di base per l'energia
primaria e i requisiti di cui agli allegati da I a XV e per adattare alle
condizioni di concorrenza i requisiti di prestazione di cui all'allegato III.
.
Articolo 18
Esercizio della delega 
1.           Il potere di adottare atti delegati
è conferito alla Commissione subordinatamente alle condizioni stabilite al
presente articolo. 
2.           La delega di poteri di cui all'articolo
17 è conferita alla Commissione per una durata indeterminata a decorrere dal
[data di entrata in vigore della presente direttiva]. 
3.           La delega di poteri di cui all'articolo
17 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal
Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega dei poteri specificati
nella decisione medesima. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno
successivo a quello della pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea o da una data successiva ivi precisata. La decisione di
revoca lascia impregiudicata la validità degli atti delegati già in vigore. 
4            Non appena adotta un atto delegato,
la Commissione lo notifica simultaneamente al Parlamento europeo e al
Consiglio. 
5.           Un atto delegato adottato ai sensi
dell'articolo 17 entra in vigore solo se il Parlamento europeo o il
Consiglio non hanno sollevato obiezioni entro due mesi dalla sua notifica alle
due istituzioni, oppure se, prima della scadenza di tale termine, il Parlamento
europeo e il Consiglio hanno entrambi comunicato alla Commissione che non
formuleranno obiezioni. Detto termine può essere prorogato di due mesi
su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 19
Verifica e monitoraggio dell'attuazione
1.           Entro il 30 aprile di ogni anno, gli
Stati membri riferiscono sui progressi realizzati nel conseguimento degli
obiettivi di efficienza energetica, in conformità con l'allegato XIV, punto 1.
2.           Entro il 30 aprile 2014 e
successivamente ogni tre anni, gli Stati membri presentano relazioni
supplementari contenenti informazioni circa le politiche nazionali di
efficienza energetica, i piani d'azione, i programmi e le misure attuati o
previsti a livello nazionale, regionale e locale per migliorare l'efficienza
energetica in vista del conseguimento degli obiettivi nazionali di efficienza
energetica di cui all'articolo 3, paragrafo 1. Le relazioni sono integrate da
stime aggiornate sul consumo generale di energia primaria previsto nel 2020,
nonché da stime dei livelli di consumo di energia primaria nei settori di cui
all'allegato XIV, punto 1. 
Entro il 1° gennaio 2014 la Commissione fornisce
un modello che servirà da guida per elaborare le relazioni supplementari. Il
modello viene adottato secondo la procedura di consultazione di cui all'articolo
20, paragrafo 2. Le relazioni supplementari includono in ogni caso le
informazioni specificate all'allegato XIV.
3.           Le relazioni di cui al paragrafo 1
possono formare parte dei programmi nazionali di riforma di cui alla
raccomandazione 2010/410/UE del Consiglio.
4.           La Commissione esamina le relazioni
annuali e le relazioni supplementari e valuta in che misura gli Stati membri
hanno realizzato progressi nel conseguimento degli obiettivi nazionali di
efficienza energetica di cui all'articolo 3, paragrafo 1, e nell'attuazione
della presente direttiva. La Commissione invia poi la propria valutazione al
Parlamento europeo e al Consiglio. Sulla base della valutazione delle
relazioni, la Commissione può formulare raccomandazioni per gli Stati membri.
5.           La valutazione della prima relazione
supplementare da parte della Commissione contiene una valutazione dei livelli
di efficienza energetica degli impianti di combustione esistenti e nuovi con
una potenza termica nominale totale pari o superiore a 50 MW e degli impianti
che effettuano la raffinazione di petrolio e gas, alla luce delle migliori
tecniche disponibili sviluppate in conformità della direttiva 2010/75/UE e
della direttiva 2008/1/CE. Nei casi in cui questa valutazione individui
discrepanze notevoli tra i livelli di efficienza energetica effettivi di tali
impianti e i livelli di efficienza energetica associati all'applicazione delle
migliori tecniche disponibili, la Commissione propone, se del caso, requisiti
intesi a migliorare i livelli di efficienza energetica raggiunti da tali
impianti o propone che, in futuro, il rilascio delle autorizzazioni per nuovi
impianti o la revisione periodica delle autorizzazioni per gli impianti
esistenti siano subordinati all'applicazione di tali tecniche. 
La Commissione verifica inoltre l'impatto dell'attuazione
di tale direttiva sulla direttiva 2003/87/CE, sulla direttiva 2009/28/CE e
sulla direttiva 2010/31/CE.
6.           Gli Stati membri presentano alla
Commissione, entro il 30 novembre di ogni anno, statistiche sulla produzione
nazionale di elettricità e di calore da cogenerazione ad alto e basso
rendimento, in linea con la metodologia di cui all'allegato I, in relazione
alle capacità totali di produzione di calore e di elettricità. Gli Stati membri
presentano anche statistiche annuali relative alle capacità di cogenerazione di
calore e di elettricità e ai combustibili usati per la cogenerazione, nonché
alla produzione e alle capacità di teleriscaldamento e teleraffreddamento, in
relazione alle capacità totali di produzione di calore e di elettricità. Gli
Stati membri presentano statistiche sui risparmi di energia primaria realizzati
applicando la cogenerazione, conformemente alla metodologia di cui all'allegato
II. 
7.           Entro il 30 giugno 2014 la
Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio la valutazione di cui
all'articolo 3, paragrafo 2, seguita, se del caso, da una proposta legislativa
che fissi obiettivi obbligatori a livello nazionale. 
8.           Entro il 30 giugno 2018 la
Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'attuazione
dell'articolo 6. Tale relazione è seguita, se del caso, da una proposta
legislativa per uno o più dei seguenti fini:
a)      modificare la percentuale di risparmio
stabilita all'articolo 6, paragrafo 1;
b)      stabilire requisiti comuni supplementari,
in particolare per quanto riguarda gli aspetti di cui all'articolo 6, paragrafo
5. 
9.           Entro il 30 giugno 2018 la
Commissione valuta i progressi realizzati dagli Stati membri nell'eliminazione
degli ostacoli di ordine regolamentare e di altro tipo di cui all'articolo 15,
paragrafo 1; a questa valutazione fa seguito, se del caso, una proposta
legislativa. 
10.         La Commissione mette a disposizione
del pubblico le relazioni di cui ai paragrafi 1 e 2.
Articolo
20
Procedura di comitato
1.           La Commissione è assistita da un
comitato.
2.           Nei casi in cui è fatto riferimento
al presente paragrafo, si applicano gli articoli 3, 4 e 9 del regolamento
(UE) n. 182/2011, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 11 dello
stesso.
Articolo 21
Abrogazione
La direttiva 2006/32/CE è abrogata con effetto
dal [data limite per il recepimento della presente direttiva], ad eccezione
dell'articolo 4, paragrafi da 1 a 4, e degli allegati I, III e IV, fatti salvi
gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto
interno e di applicazione. L'articolo 4, paragrafi da 1 a 4, e gli allegati I,
III e IV della direttiva 2006/32/CE sono abrogati a decorrere dal 1°
gennaio 2017.
La direttiva 2004/8/CE è abrogata con effetto
dal [data limite per il recepimento della presente direttiva], fatti salvi gli
obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto
interno e di applicazione.
L'articolo 9, paragrafi 1 e 2, della direttiva
2010/30/UE è abrogato con effetto dal [data limite per il recepimento della
presente direttiva].
I riferimenti alla direttiva 2006/32/CE e alla
direttiva 2004/8/CE si intendono come riferimenti alla presente direttiva e si
leggono secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato XV. 
Articolo 22
Recepimento
1.           Gli Stati membri mettono in vigore
le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
conformarsi alla presente direttiva entro [12 mesi dall'entrata in vigore della
presente direttiva]. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo
di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la
presente direttiva.
Quando gli Stati membri adottano tali
disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le
modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.           Gli Stati membri comunicano alla
Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi
adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 23
Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Articolo 24
Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della
presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
                                                                       
ALLEGATO I
Principi generali per il calcolo dell'elettricità da cogenerazione
PARTE I. Principi generali
I valori usati per calcolare l'elettricità da
cogenerazione sono determinati sulla base del funzionamento effettivo o
previsto dell'unità, in condizioni normali di utilizzazione. Per le unità di
micro-cogenerazione il calcolo può essere basato su valori certificati.
a)           La produzione di elettricità da
cogenerazione è considerata pari alla produzione annua totale di elettricità
dell'unità misurata al punto di uscita dei principali generatori;
i)       nelle unità di cogenerazione di tipo b),
d), e), f), g) e h) di cui alla parte II, con rendimento complessivo annuo
fissato dagli Stati membri ad un livello pari almeno al 75% e
ii)       nelle unità di cogenerazione di tipo a)
e c) di cui alla parte II, con rendimento complessivo annuo fissato dagli Stati
membri ad un livello pari almeno all'80%.
b)           Nelle unità di cogenerazione con
rendimento complessivo annuo inferiore al valore di cui alla lettera a),
punto i) (unità di cogenerazione di tipo b), d), e), f), g) e h) di cui alla
parte II), o con rendimento complessivo annuo inferiore al valore di cui alla lettera a),
punto ii) (unità di cogenerazione di tipo a) e c) di cui alla parte II), la
cogenerazione è calcolata in base alla seguente formula:
ECHP=HCHP*C
dove:
ECHP è la quantità di elettricità da
cogenerazione
C è il rapporto energia/calore
HCHP è la quantità di calore utile
prodotto mediante cogenerazione (calcolato a questo fine come produzione totale
di calore meno qualsiasi calore prodotto in caldaie separate o mediante
estrazione di vapore fresco dal generatore di vapore prima della turbina).
Il calcolo dell'elettricità da cogenerazione deve
essere basato sul rapporto effettivo energia/calore. Se per un'unità di
cogenerazione tale rapporto non è noto, si possono utilizzare, specialmente a
fini statistici, i seguenti valori di base per le unità di tipo a), b), c), d)
ed e) di cui alla parte II, purché l'elettricità da cogenerazione
calcolata sia pari o inferiore alla produzione totale di elettricità dell'unità:
 Tipo di unità   || Rapporto energia/calore di base, C   
 Turbina a gas a ciclo combinato con recupero di calore   || 0,95   
 Turbina di pressione a vapore   || 0,45   
 Turbina di condensazione a estrazione di vapore   || 0,45   
 Turbina a gas con recupero di calore   || 0,55 
 Motore a combustione interna || 0,75   
Se gli Stati membri introducono valori di base per
i rapporti energia/calore per le unità di tipo f), g), h), i), j) e k) di cui
alla parte II, tali valori sono pubblicati e notificati alla Commissione.
d)           Se una parte del contenuto
energetico del combustibile di alimentazione nel processo di cogenerazione è
recuperata sotto forma di sostanze chimiche e riciclata, detta parte può essere
dedotta dal combustibile di alimentazione prima di calcolare il rendimento
complessivo di cui alle lettere a) e b).
e)           Gli Stati membri possono determinare
il rapporto energia/calore come il rapporto tra elettricità e calore utile
durante il funzionamento a capacità ridotta in regime di cogenerazione usando
dati operativi dell'unità specifica.
f)            Gli Stati membri possono utilizzare
periodi di rendicontazione diversi da un anno ai fini dei calcoli effettuati
conformemente alle lettere a) e b).
PARTE II. Tecnologie di cogenerazione oggetto della
presente direttiva
a)           Turbina a gas a ciclo combinato con
recupero di calore
b)           Turbina a vapore a contropressione
c)           Turbina di condensazione a
estrazione di vapore
d)           Turbina a gas con recupero di calore
e)           Motore a combustione interna
f)            Microturbine
g)           Motori Stirling
h)           Pile a combustibile
i)            Motori a vapore
j)            Cicli Rankine a fluido organico
k)         Ogni altro tipo di tecnologia o combinazione di
tecnologie che rientrano nelle definizioni di cui all'articolo 2, paragrafo 19.       
PARTE III. Principi specifici
Ai fini dell'attuazione e dell'applicazione
dei principi generali per il calcolo dell'elettricità da cogenerazione gli
Stati membri sono tenuti a utilizzare le linee guida dettagliate di cui alla
decisione 2008/952/CE[38].
ALLEGATO II
Metodo di determinazione del rendimento del processo di cogenerazione
I valori usati per calcolare il rendimento
della cogenerazione e il risparmio di energia primaria sono determinati sulla
base del funzionamento effettivo o previsto dell'unità in condizioni normali di
utilizzazione.
a)           Cogenerazione ad alto rendimento
Ai fini della presente direttiva, la
cogenerazione ad alto rendimento risponde ai seguenti criteri:
–                        
la produzione mediante cogenerazione delle unità di
cogenerazione fornisce un risparmio di energia primaria, calcolato in
conformità della lettera b), pari ad almeno il 10% rispetto ai valori di
riferimento per la produzione separata di elettricità e di calore;
–                        
la produzione mediante unità di piccola
cogenerazione e di micro-cogenerazione che forniscono un risparmio di energia
primaria può essere definita cogenerazione ad alto rendimento.
b            Calcolo del risparmio di energia
primaria
L'entità del risparmio di energia primaria
fornito dalla produzione mediante cogenerazione secondo la definizione di cui
all'allegato I è calcolato secondo la seguente formula:
dove:
PES è il risparmio di energia primaria;
CHP Hη è il rendimento termico della
produzione mediante cogenerazione, definito come il rendimento annuo di calore
utile diviso per il combustibile di alimentazione usato per produrre la somma
del rendimento annuo di calore utile e di elettricità da cogenerazione;
Ref Hη è il valore di rendimento di
riferimento per la produzione separata di calore;
CHP Eη è il rendimento elettrico della
produzione mediante cogenerazione, definito come elettricità annua da
cogenerazione divisa per il carburante di alimentazione usato per produrre la
somma del rendimento annuo di calore utile e di elettricità da cogenerazione.
Allorché un'unità di cogenerazione genera energia meccanica, l'elettricità
annuale da cogenerazione può essere aumentata di un fattore supplementare che
rappresenta la quantità di elettricità equivalente a quella dell'energia
meccanica. Questo fattore supplementare non crea un diritto a rilasciare
garanzie d'origine ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 10.
Ref Eη è il valore di rendimento di
riferimento per la produzione separata di elettricità.
c)           Calcoli del risparmio di energia
usando un sistema di calcolo alternativo 
Gli Stati membri possono calcolare il
risparmio di energia primaria ottenuto mediante la produzione di calore ed
elettricità e di energia meccanica come indicato di seguito senza ricorrere all'allegato
I per escludere le quote di calore ed elettricità non cogenerate dello stesso
processo. Una siffatta produzione può essere considerata cogenerazione ad alto
rendimento purché risponda ai criteri di efficienza di cui alla lettera a)
del presente allegato e, per le unità di cogenerazione con una capacità
elettrica superiore a 25 MW, il rendimento complessivo sia superiore al 70%.
Tuttavia, ai fini del rilascio di una garanzia di origine e per scopi
statistici, la specificazione della quantità di elettricità da cogenerazione
prodotta in una siffatta produzione è determinata in base all'allegato I.
Se il risparmio di energia primaria per un
processo è calcolato utilizzando il sistema di calcolo alternativo di cui sopra
si deve utilizzare la formula di cui alla lettera b) del presente allegato
sostituendo: 'CHP Hη' con 'Hη' e 'CHP Eη' con 'Eη', dove:
Hη è il rendimento termico del processo,
definito come il rendimento annuo di calore diviso per il combustibile di
alimentazione usato per produrre la somma del rendimento di calore e del
rendimento di elettricità.
Eη è il rendimento di elettricità del
processo, definito come il rendimento annuo di elettricità diviso per il
combustibile di alimentazione usato per produrre la somma del rendimento di
calore e del rendimento di elettricità. Allorché un'unità di cogenerazione
genera energia meccanica, l'elettricità annuale da cogenerazione può essere
aumentata di un fattore supplementare che rappresenta la quantità di
elettricità equivalente a quella dell'energia meccanica. Questo fattore
supplementare non crea un diritto a rilasciare garanzie d'origine ai sensi dell'articolo
10, paragrafo 10.
d)           Gli Stati membri possono applicare
periodi di rendicontazione diversi da un anno ai fini dei calcoli effettuati
conformemente alle lettere b) e c) del presente allegato.
e)           Per le unità di micro-cogenerazione,
il calcolo del risparmio di energia primaria può essere basato su dati
certificati.
f)            Valori di rendimento di
riferimento per la produzione separata di elettricità e di calore
I valori di rendimento di riferimento
armonizzati constano di una matrice di valori differenziati da fattori
pertinenti, tra cui l'anno di costruzione e i tipi di combustibile, e devono
essere basati su un'analisi ben documentata che tenga conto, tra l'altro, dei
dati relativi ad un uso operativo in condizioni reali, della miscela di
combustibili, delle condizioni climatiche nonché delle tecnologie di
cogenerazione applicate.
I valori di rendimento di riferimento per la
produzione separata di elettricità e di calore conformemente alla formula di
cui alla lettera b) definiscono il rendimento di esercizio della
produzione separata di elettricità e di calore che la cogenerazione è destinata
a sostituire.
I valori di rendimento di riferimento sono
calcolati secondo i seguenti principi:
1.           Per le unità di cogenerazione quali
definite all'articolo 2, paragrafo 24, il confronto con una produzione separata
di elettricità si basa sul principio secondo cui si confrontano le stesse
categorie di combustibile.
2.           Ogni unità di cogenerazione è
confrontata con la migliore tecnologia per la produzione separata di calore ed
elettricità disponibile sul mercato ed economicamente giustificabile nell'anno
di costruzione dell'unità di cogenerazione.
3.           I valori di rendimento di
riferimento per le unità di cogenerazione costruite più di 10 anni fa sono
fissati sui valori di riferimento delle unità costruite 10 anni fa.
4.           I valori di rendimento di
riferimento per la produzione separata di elettricità e di calore riflettono le
differenze climatiche tra gli Stati membri.
ALLEGATO III
Requisiti di efficienza energetica per l'acquisto di prodotti, servizi e
immobili da parte degli enti pubblici
Gli enti pubblici che acquistano prodotti,
servizi o immobili devono:
a)           qualora un prodotto sia contemplato
da un atto delegato adottato ai sensi della direttiva 2010/30/UE o da una
direttiva della Commissione che attua la direttiva 92/75/CEE, acquistare
soltanto prodotti che soddisfano il criterio relativo all'appartenenza alla
classe di efficienza energetica più elevata, tenendo conto del rapporto
costi-efficacia, della fattibilità economica come pure di un livello
sufficiente di concorrenza;
b)           qualora un prodotto non contemplato
alla lettera a) sia contemplato da una misura di attuazione ai sensi della
direttiva 2009/125/CE, adottata dopo l'entrata in vigore della presente
direttiva, acquistare soltanto prodotti conformi ai parametri di efficienza
energetica specificati nella citata misura di attuazione;
c)           acquistare apparecchiature per
ufficio contemplate dalla decisione [2006/1005/CE[39]] del Consiglio e conformi a
requisiti di efficienza energetica altrettanto rigorosi di quelli elencati all'allegato
C dell'accordo allegato alla citata decisione; 
d)           acquistare soltanto pneumatici
conformi al criterio della più elevata efficienza energetica in relazione al
consumo di carburante, quale definito dal regolamento (CE) n. 1222/2009[40]. Questo requisito non
impedisce che gli enti pubblici possano acquistare pneumatici della classe più
elevata di aderenza sul bagnato o di rumorosità esterna di rotolamento, laddove
ciò sia giustificato da ragioni di sicurezza o salute pubblica;
e)           richiedere, nei bandi di gara per
appalti di servizi che i fornitori, per fornire i servizi in questione,
utilizzino esclusivamente prodotti conformi ai requisiti di cui alle lettere
da a) a d); 
f)            acquistare o affittare soltanto
immobili conformi quantomeno ai requisiti minimi di prestazione energetica di
cui all'articolo 4, paragrafo 1. La conformità con i citati requisiti è
verificata mediante gli attestati di prestazione energetica di cui all'articolo 11
della direttiva 2010/31/UE.
ALLEGATO IV
Tenore di energia di una serie di combustibili per il consumo finale — Tabella
di conversione[41]
 Fonte di energia || kJ (NCV) || kgep (NCV) || kWh (NCV) 
 1 kg di carbone || 28500 || 0,676 || 7,917 
 1 kg di carbon fossile || 17200 — 30700 || 0,411 — 0,733 || 4,778 — 8,528 
 1 kg di mattonelle di lignite || 20000 || 0,478 || 5,556 
 1 kg di lignite nera || 10500 — 21000 || 0,251 — 0,502 || 2,917 — 5,833 
 1 kg di lignite || 5600 — 10500 || 0,134 — 0,251 || 1,556 — 2,917 
 1 kg di scisti bituminosi || 8000 — 9000 || 0,191 — 0,215 || 2,222 — 2,500 
 1 kg di torba || 7800 — 13800 || 0,186 — 0,330 || 2,167 — 3,833 
 1 kg di mattonelle di torba || 16000 — 16800 || 0,382 — 0,401 || 4,444 — 4,667 
 1 kg di olio pesante residuo (olio pesante) || 40000 || 0,955 || 11,111 
 1 kg di olio combustibile || 42300 || 1,010 || 11,750 
 1 kg di carburante (benzina) || 44000 || 1,051 || 12,222 
 1 kg di paraffina || 40000 || 0,955 || 11,111 
 1 kg di GPL || 46000 || 1,099 || 12,778 
 1 kg di gas naturale[1] || 47200 || 1,126 || 13,10 
 1 kg di GNL || 45190 || 1,079 || 12,553 
 1 kg di legname (umidità 25%)[2] || 13800 || 0,330 || 3,833 
 1 kg di pellet/mattoni di legno || 16800 || 0,401 || 4,667 
 1 kg di rifiuti || 7400 — 10700 || 0,177 — 0,256 || 2,056 — 2,972 
 1 MJ di calore derivato || 1000 || 0,024 || 0,278 
 1 kWh di energia elettrica || 3600 || 0,086 || 1 [3] 
Fonte: Fonte:
Eurostat.
[1]              93%
metano.
[2]              Gli
Stati membri possono applicare altri valori in funzione del tipo di legname
maggiormente utilizzato nel rispettivo Stato membro.
[3]              Applicabile
quando i risparmi energetici sono calcolati in termini di energia primaria
utilizzando una metodologia "bottom-up" basata sul consumo finale di
energia. Per i risparmi di energia elettrica in kWh gli Stati membri possono
applicare un coefficiente di 2,5. Gli Stati membri possono applicare un
coefficiente diverso a condizione di poterlo giustificare.
ALLEGATO V
Regimi obbligatori di efficienza energetica
1.         Misure
per realizzare risparmi nel breve termine
Le misure
elencate di seguito sono finalizzate a realizzare risparmi nel breve temine:
a) distribuzione o installazione di lampade
fluorescenti compatte efficienti sotto il profilo energetico;
b) distribuzione o installazione di telefoni
doccia efficienti sotto il profilo energetico;
c) audit energetici;
d) campagne informative.
2.           Calcolo del risparmio di energia
Il calcolo del risparmio energetico nell'ambito
dei regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica deve tenere conto
della durata delle misure. Laddove non siano stati fissati valori nazionali
relativi alla durata, si applicano i valori di base di cui al punto 4. 
Le parti obbligate possono utilizzare uno o
più dei seguenti metodi per il calcolo dei risparmi energetici ai fini dell'articolo
6, paragrafo 2: 
a)           stime tecniche;
b)           misurazione;
c)           valori standard e cicli di vita che
gli Stati membri hanno adottato in modo chiaro e giustificato. Tali valori sono
notificati alla Commissione. La Commissione può richiedere che tali valori
siano modificati qualora risulti probabile che possano falsare la concorrenza o
risultino meno ambiziosi dei valori di base e dei cicli di vita di cui ai punti
3 e 4; 
d)           i valori di base e i cicli di vita
di cui ai punti 3 e 4, laddove quest'ultimi non siano stati definiti a livello
nazionale. 
3.           Valori di base europei in base al
tipo di apparecchiatura
3.1. Elettrodomestici
a. CONGELATORI E FRIGO-CONGELATORI DISTINTI
   || Frigo-congelatori || Congelatori 
 *Classe A + risparmi previsti (kWh/anno) || 64 || 62 
 **Classe A + risparmi previsti (kWh/anno) || 76 || 73 
 Classe A ++ risparmi previsti (kWh/anno) || 129 || 123 
 Classe A +++ risparmi previsti (kWh/anno) || 193 || 185 
b. CONGELATORI E FRIGO-CONGELATORI NON
DISTINTI
   || Frigo-congelatori e congelatori ||   
 *Classe A + risparmi previsti (kWh/anno) || 64 ||   
 **Classe A + risparmi previsti (kWh/anno) || 75 ||   
 Classe A ++ risparmi previsti (kWh/anno) || 128 ||   
 Classe A +++ risparmi previsti (kWh/anno) || 191 ||   
c. LAVATRICI PER USO DOMESTICO
 *Fino al 30 novembre 2013. ||   
 Classe A + risparmi previsti (kWh/anno) || 26 
 Classe A ++ risparmi previsti (kWh/anno) || 46 
 Classe A +++ risparmi previsti (kWh/anno) || 63 
   *Dal 1° dicembre 2013 || 
 Classe A ++ risparmi previsti (kWh/anno) || 20 || 
 Classe A +++ risparmi previsti (kWh/anno) || 37 || 
*A decorrere dal 1° dicembre 2013 per le
lavatrici per uso domestico con una capacità nominale pari o superiore a 4 kg,
l'indice di efficienza energetica (IEE) deve essere inferiore a 59 (cfr.
allegato I del regolamento (UE) n. 1015/2010 della Commissione).
d. LAVASTOVIGLIE PER USO DOMESTICO
 Fino al 30 novembre 2013** ||   
 Classe A + risparmi previsti (kWh/anno) || 37 
 Classe A ++ risparmi previsti (kWh/anno) || 69 
 Classe A +++ risparmi previsti (kWh/anno) || 97 
   **Dal 1° dicembre 2013 || 
 Classe A ++ risparmi previsti (kWh/anno) || 32 || 
 Classe A +++ risparmi previsti (kWh/anno) || 60 || 
**A decorrere dal 1° dicembre 2013 per le
lavastoviglie a uso domestico con una capacità nominale pari o superiore a 11
coperti e le lavastoviglie a uso domestico con capacità nominale di 10 coperti
e larghezza superiore a 45 cm, l'indice di efficienza energetica (IEE) deve
essere inferiore a 63 (cfr. allegato I del regolamento (UE) n. 1016/2010 della
Commissione).
3.2.        Illuminazione residenziale
Risparmi unitari di energia da GLS[42] a CFL       16 kWh/anno
Risparmi unitari di energia da GLS[43] a LED       17 kWh/anno
4.           Ciclo di vita: valori di base
 Misura specifica di miglioramento dell'efficienza energetica mediante sostituzione di componenti || Ciclo di vita (valori di base) in anni ||   
 Caldaia — a condensazione || 20 ||   
 Caldaia — a evacuazione diretta || 20 ||   
 Bruciatori, gasolio e gas || 10 ||   
 Apparecchiature di controllo || 15-20 ||   
 Sistema di controllo — centralizzato || 15-25 ||   
 Sistema di controllo — autonomo || 15-25 ||   
 Regolazione riscaldamento: valvole di regolazione, automatico || 10 ||   
 Contatori || 10 ||   
ALLEGATO VI
Requisiti minimi per la misurazione del consumo individuale di energia e
frequenza della fatturazione basata sul consumo effettivo
1.           Requisiti minimi per la
misurazione del consumo individuale di energia
1.1.        Contatori individuali
Quando sono installati contatori individuali
gli Stati membri devono assicurarsi che siano collegati a un'interfaccia che
garantisce una comunicazione sicura con il cliente finale e che siano programmati
in modo da trasmettere i dati sul consumo al cliente finale o a terzi designati
da quest'ultimo.
L'interfaccia deve fornire informazioni
individualizzate che consentano al cliente finale di controllare meglio il
proprio consumo di energia e di utilizzare le informazioni per eventuali altre
analisi. Le informazioni in parola devono specificare quantomeno il consumo (ad
esempio in kWh, kJ, m3) e i relativi costi ed essere comunicate in
un formato che favorisca comportamenti dei consumatori improntati all'efficienza
energetica.
Le autorità nazionali di regolamentazione
devono assicurarsi inoltre che l'interfaccia fornisca dati pubblici che
consentano al cliente finale di consultare e utilizzare le tariffe per fascia
oraria ("time-of-use") (TOU), con l'indicazione dei prezzi in tempo
reale, dei prezzi in ora di punta e degli sconti in ora di punta.
I dati privati esportati mediante l'interfaccia
devono garantire al cliente finale la possibilità di consultare i dati storici
relativi ai propri livelli di consumo (in valuta locale e in kWh, kJ o m3):
a)           negli ultimi sette giorni con
ripartizione giornaliera;
b)           nell'ultima settimana (completa);
c)           nell'ultimo mese (completo); 
d)           nello stesso mese l'anno precedente;
e)           nell'ultimo anno (completo).
I dati storici devono corrispondere ai periodi
di fatturazione in modo da poter essere coerentemente rapportati alle bollette
ricevute.
Le informazioni complementari sui consumi
storici (relativamente a qualsiasi giorno, mese, anno dall'introduzione del
contatore intelligente) e altre informazioni utili che consentano al cliente di
effettuare controlli più dettagliati (ad esempio, grafici sull'andamento dei
consumi individuali, informazioni comparative, dati cumulativi su
consumo/risparmio/spesa a decorrere dall'inizio di ciascun contratto,
percentuale del consumo individuale riconducibile a fonti di energia
rinnovabile e relativi risparmi di CO2, ecc.) devono essere
facilmente accessibili sia direttamente mediante l'interfaccia sia via
internet.
1.2.        Contatori di calore
I contatori di calore devono essere muniti di
display chiaramente leggibili che consentano al cliente finale di consultare i
livelli attuali di consumo come pure i dati storici. I dati storici
consultabili sui contatori di calore devono corrispondere ai periodi di
fatturazione.
2.           Requisiti minimi in materia di
fatturazione
2.1         Frequenza delle bollette basate
sul consumo effettivo
Per consentire al cliente finale di regolare
il proprio consumo di energia, la fatturazione sulla base dei consumi effettivi
deve avvenire con la seguente frequenza:
a)           ogni mese
per il consumo di elettricità;
b)           almeno
ogni due mesi per il consumo di gas naturale; quando il gas è utilizzato per
impianti autonomi di riscaldamento, la bolletta deve essere inviata con cadenza
mensile;
c)           nel caso
di impianti centralizzati di riscaldamento e raffreddamento, la fattura deve
essere inviata con cadenza mensile nei periodi in cui sono utilizzate tali
funzioni; 
d)           almeno ogni due mesi per le bollette
relative alla produzione di acqua calda.
La fatturazione, basata sulla misurazione del
consumo di calore rilevata mediante contabilizzatori di calore, deve essere
corredata di spiegazioni dei dati visualizzati sui display dei contatori,
tenendo conto delle caratteristiche standard degli stessi (EN 834)[44].
2.2.        Informazioni che devono figurare
sulla bolletta
Gli Stati membri provvedono affinché siano
fornite ai clienti finali le seguenti informazioni in modo chiaro e
comprensibile nelle loro bollette, contratti, transazioni e/o ricevute emesse
dalle stazioni di distribuzione, o unitamente ai medesimi:
a)           prezzi
correnti effettivi e consumo energetico effettivo;
b)           confronti
tra il consumo attuale di energia del cliente finale e il consumo nello stesso
periodo dell'anno precedente, preferibilmente sotto forma di grafico;
c)           confronti
rispetto a un cliente finale medio o di riferimento della stessa categoria di
utenza;
d)           informazioni sui punti di contatto
per le organizzazioni dei clienti finali, le agenzie per l'energia o organismi
analoghi, compresi i siti Internet da cui si possono ottenere informazioni
sulle misure di miglioramento dell'efficienza energetica disponibili, profili
comparativi di clienti finali e specifiche tecniche obiettive per le
apparecchiature che utilizzano energia.
2.3         Consigli sull'efficienza
energetica allegati alle fatture e altre informazioni al cliente finale
Quando inviano contratti, modifiche
contrattuali e bollette ai clienti finali (o nei siti web destinati ai clienti
individuali) i distributori di energia, i gestori del sistema di distribuzione
o le società di vendita di energia al dettaglio comunicano ai loro clienti in
modo chiaro e comprensibile i recapiti dei centri indipendenti di assistenza ai
consumatori, delle agenzie per l'energia o organismi analoghi, e gli indirizzi
dei relativi siti web, dove i clienti possono ottenere informazioni e consigli
sulle misure di efficienza energetica disponibili, profili comparativi sui loro
consumi di energia, nonché le specifiche tecniche delle apparecchiature
elettriche al fine di ridurre il consumo delle stesse.         

ALLEGATO VII
Pianificazione dell'efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento
1.           I piani nazionali per il
riscaldamento e il raffreddamento di cui all'articolo 10, paragrafo 1, devono
comprendere: 
a)      una descrizione della domanda di
riscaldamento e raffreddamento;
b)      la previsione di come la domanda evolverà
nei prossimi 10 anni, tenendo conto in particolare dell'evoluzione della
domanda nel settore dell'edilizia e nei diversi settori industriali;
c)      una mappa del territorio nazionale
indicante:
i)        i punti in cui esiste una domanda di
riscaldamento e raffreddamento, tra cui:
–              
comuni e agglomerati urbani con un coefficiente di
edificazione di almeno 0,3; e
–              
zone industriali con un consumo annuo totale di
riscaldamento e raffreddamento superiore a 20 GWh;
ii)       le infrastrutture di teleriscaldamento
e teleraffreddamento esistenti o in fase di progetto;
iii)      i possibili punti per la fornitura di
riscaldamento e raffreddamento, tra cui:
–              
gli impianti di produzione di energia elettrica con
una produzione annua totale superiore a 20 GWh; e
–              
gli impianti di incenerimento dei rifiuti;
–              
gli impianti di cogenerazione esistenti e in fase
di progetto, classificati conformemente all'allegato VII, e gli impianti di
teleriscaldamento;
d)      l'individuazione della domanda di
riscaldamento e raffreddamento che potrebbe essere soddisfatta mediante la
cogenerazione ad alto rendimento, compresa la microcogenerazione residenziale,
e mediante il teleriscaldamento e il teleraffreddamento;
e)      l'individuazione delle potenzialità per
aumentare la cogenerazione ad alto rendimento, mediante tra l'altro l'ammodernamento
degli impianti industriali e di generazione o di altri impianti che generano
calore di scarto o la costruzione di nuovi impianti;
f)       le misure da adottare rispettivamente
entro il 2020 e il 2030 per realizzare le potenzialità di cui alla lettera e)
e soddisfare la domanda di cui alla lettera d), tra cui:
i)        misure per aumentare la
quota di cogenerazione nella produzione di riscaldamento, raffreddamento ed
elettricità; e
ii)       misure per sviluppare
infrastrutture efficienti di teleriscaldamento e teleraffreddamento per tenere
conto dello sviluppo della cogenerazione ad alto rendimento e l'utilizzo di
riscaldamento e raffreddamento da calore di scarto e da fonti di energia
rinnovabile;
g)      la quota della cogenerazione ad alto
rendimento, le potenzialità individuate e i progressi compiuti nell'ambito
della direttiva 2004/8/CE;
h)      una stima dei possibili risparmi di
energia primaria;
i)       una stima delle eventuali misure di
sostegno pubblico per il riscaldamento/raffreddamento nel bilancio pubblico
annuo e l'individuazione dei potenziali elementi di aiuto, senza che ciò
pregiudichi la notifica distinta dei regimi di sostegno pubblico ai fini della
valutazione degli aiuti di Stato. 
2.           Nella misura in cui ciò risulti
appropriato, i piani possono essere costituiti da un insieme di piani regionali
o locali.
3.           I piani regolatori urbani devono
essere concepiti in modo da garantire che: 
a)      i nuovi impianti di generazione di
energia termica e gli impianti industriali che producono calore di scarto siano
ubicati in siti nei quali possa essere recuperato il massimo del calore di
scarto disponibile per soddisfare la domanda effettiva o attesa di riscaldamento
e raffreddamento;
b)      le nuove zone residenziali o i nuovi
impianti industriali che consumano calore nei loro processi produttivi siano
ubicati in siti nei quali il massimo livello possibile della loro domanda di
calore possa essere soddisfatto dal calore di scarto disponibile, come indicato
nei piani nazionali per il riscaldamento e il raffreddamento. Al fine di
garantire un equilibrio ottimale tra domanda e offerta di calore e
raffreddamento, i piani regolatori dovrebbero favorire il raggruppamento di diversi
impianti industriali nello stesso sito;
c)      gli impianti di generazione di energia
termica, gli impianti industriali che producono calore di scarto, gli impianti
di incenerimento dei rifiuti e altri impianti di termovalorizzazione siano
collegati alla rete locale di teleriscaldamento/teleraffreddamento;
d)      le zone residenziali e gli impianti
industriali che consumano calore nei loro processi produttivi siano collegati
alla rete locale di teleriscaldamento/teleraffreddamento.
ALLEGATO VIII
Orientamenti per l'ubicazione degli impianti industriali e di produzione di
energia termica
1. Ubicazione degli impianti di produzione di
energia termica, di cui all'articolo 10, paragrafi 3 e 6
Laddove esiste un punto di domanda di calore
della capacità indicata nella colonna C o un punto potenziale di domanda di
calore, l'impianto di produzione deve essere ubicato a una distanza inferiore a
quella corrispondente riportata nella colonna A. Un punto potenziale di domanda
di calore è definito come l'ubicazione per la quale si possa dimostrare che
esiste la ragionevole possibilità di creare un siffatto punto, ad esempio
costruendo una rete di teleriscaldamento. Ad esempio se, utilizzando tecniche
di previsione standard, è possibile dimostrare che in un punto esiste
un eccesso di carico calorifico aggregato pari a 15 MW / km2, tale
punto può essere qualificato come punto in cui esiste una domanda di calore. La
capacità in termini di domanda di tali punti è data dalla somma totale dei
carichi per km quadrato collegabili.
La distanza A è il percorso di una condotta
(non una linea retta) lungo la quale, secondo gli esperti e utilizzando
tecniche di previsione standard, quali stime quantitative, è possibile
costruire a costi contenuti una condotta idrica delle dimensioni corrispondenti,
escludendo ostacoli quali catene montuose, centri urbani, attraversamenti
marittimi e fluviali difficili, ecc.
 A || B || C 
 Distanza massima tra l'impianto proposto e il punto in cui esiste una domanda di calore ||   Capacità elettrica dell'impianto || Consumo annuo stimato nel punto in cui esiste una domanda di calore   
 < 100 km || > 1999* MWe   || > 7500 TJ/anno 
 < 65 km || >500 || > 1875 TJ/anno 
 < 15 km || > 20 MW || > 50 TJ/anno 
* I nuovi
impianti operano in genere con un fattore di carico del 90%.

2.
Ubicazione delle fonti industriali di calore di scarto di cui all'articolo 10,
paragrafo 8
 A || B || C 
 Distanza massima tra l'impianto industriale proposto e il punto in cui esiste una domanda di calore || Capacità || Consumo annuo stimato nel punto in cui esiste una domanda di calore 
 < 75 km || > 75 MW (con un carico del 60-70%) || > 1600 TJ/anno 
 < 60 km ||   > 50 MW con un fattore di carico del 60%   || > 1000 TJ/anno 
 < 25 km || > 50 MW (fattore di carico > 85%) || > 400 TJ/anno 
 < 15 km || > 20 MW || > 100 TJ/anno 
ALLEGATO IX
Garanzia di origine dell'elettricità prodotta da cogenerazione ad alto
rendimento
a)           Gli Stati membri adottano le misure
atte a garantire che:
i)       la garanzia di origine dell'elettricità
prodotta da cogenerazione ad alto rendimento:
–              
consenta ai produttori di dimostrare che l'elettricità
da essi venduta è prodotta mediante cogenerazione ad alto rendimento ed è
rilasciata a tal fine su richiesta del produttore; 
–              
sia precisa, affidabile e a prova di frode; 
–              
sia rilasciata, trasferita e annullata
elettronicamente; 
ii)       la stessa unità di energia da
cogenerazione ad alto rendimento sia presa in considerazione solo una volta.
b)           La garanzia di origine di cui all'articolo
10, paragrafo 7, deve contenere quantomeno le seguenti informazioni:
–              
la denominazione, l'ubicazione, il tipo e la capacità
(termica ed elettrica) dell'impianto nel quale l'energia è stata prodotta;
–              
le date e i luoghi di produzione;
–              
il potere calorifico inferiore della fonte di
combustibile da cui è stata prodotta l'elettricità; 
–              
la quantità e l'uso del calore generato insieme all'elettricità;

–              
la quantità di elettricità da cogenerazione ad alto
rendimento, conformemente all'allegato II, che la garanzia rappresenta;
–              
il risparmio di energia primaria, calcolato secondo
l'allegato II, basato sui valori di rendimento di riferimento armonizzati
stabiliti nell'allegato II, lettera f);
–              
l'efficienza nominale elettrica e termica dell'impianto;
–              
se e in che misura l'impianto abbia beneficiato di
un sostegno agli investimenti; 
–              
se e in che misura l'unità di energia abbia
beneficiato in qualsiasi altro modo di un regime nazionale di sostegno e la
natura di tale regime;
–              
la data di messa in servizio dell'impianto; e
–              
la data e il paese di rilascio e il numero
identificativo unico.
La garanzia di origine corrisponde ad una
quantità standard di 1 MWh ed è relativa alla produzione netta di energia
misurata alle estremità dell'impianto e trasferita alla rete. 
ALLEGATO X
Inventario dei dati relativi all'efficienza energetica degli impianti di
trasformazione dell'energia
Gli inventari di cui all'articolo 11
comprendono:
a)           un elenco non nominativo di impianti
produttori di sola energia elettrica con potenza termica nominale pari o
superiore a 50 MW indicante per ciascuno di essi: 
–              
la produzione annua media di elettricità (MWe)
e la potenza termica nominale totale (MWth);
–              
la media annua del combustibile primario e della
miscela di combustibili (se applicabile);
–              
il tipo di impianto e la tecnologia in esso
impiegata;
–              
l'efficienza di progettazione e le relative
condizioni;
–              
la data di inizio del funzionamento;
–              
la data dell'ultimo ammodernamento sostanziale;
–              
il numero di ore operative (media annua);
–              
l'efficienza operativa netta (media annua);
b)           un elenco non nominativo di impianti
produttori di solo calore con potenza termica nominale pari o superiore a 50 MW
indicante per ciascuno di essi:
–              
la produzione termica annua media e la potenza
termica nominale totale (MWth);
–              
la media annua del combustibile primario e della
miscela di combustibili (se applicabile);
–              
il tipo di impianto e la tecnologia in esso impiegata;
–              
l'efficienza di progettazione e le relative
condizioni;
–              
la configurazione del carico calorifico;
–              
la data di inizio del funzionamento;
–              
la data dell'ultimo ammodernamento sostanziale;
–              
il numero di ore operative (media annua);
–              
l'efficienza operativa netta (media annua);
c)           un elenco non nominativo di impianti
di cogenerazione con potenza termica nominale pari o superiore a 50 MW
indicante per ciascuno di essi:
–              
la produzione annua media di elettricità e termica
(MWe e MWth) e la potenza termica nominale totale (MWth);
–              
la media annua del combustibile primario e della
miscela di combustibili, conformemente alla decisione 2007/74/CE che fissa
valori di rendimento di riferimento armonizzati, se applicabile; 
–              
il tipo di impianto e la tecnologia in esso impiegata
in conformità dell'allegato VII;
–              
l'efficienza di progettazione e le relative
condizioni;
–              
l'efficienza di progetto per la produzione di sola
elettricità o solo calore;
–              
il rapporto annuo medio energia/calore;
–              
la data di inizio del funzionamento;
–              
la data dell'ultimo ammodernamento sostanziale;
–              
il numero di ore operative (media annua); 
–              
l'efficienza operativa netta (media annua);
d)           un elenco non nominativo di impianti
che effettuano la raffinazione di petrolio e di gas, indicando per ciascuno
di essi:
–              
la quantità annua media di apporto di energia dell'impianto
(MWth);
–              
la quantità media annua di produzione di energia
dell'impianto (tenore di energia della miscela di combustibili, MWth);

–              
l'energia di feedstock (media annua);
–              
il tipo di impianto e la tecnologia in esso
impiegata;
–              
l'efficienza di progettazione (teorica);
–              
la data di inizio del funzionamento;
–              
la data dell'ultimo ammodernamento sostanziale;
–              
il numero di ore operative (media annua);
–              
l'efficienza operativa netta (media annua).
ALLEGATO XI
Criteri di efficienza energetica per la regolamentazione delle reti dell'energia
e per le tariffe di rete fissate o approvate dalle autorità di
regolamentazione dell'energia
1.           Le tariffe di rete devono riflettere
accuratamente i risparmi di elettricità e di costi conseguiti nelle reti grazie
a misure di gestione e reazione alla domanda e di generazione distribuita,
compresi i risparmi ottenuti grazie alla riduzione dei costi di consegna o
degli investimenti nelle reti e a un funzionamento migliore di quest'ultime.
2.           La regolamentazione e le tariffe di
rete devono consentire agli operatori di rete di offrire servizi e tariffe di
sistema nell'ambito di misure di risposta e gestione della domanda e di
generazione distribuita sui mercati organizzati dell'elettricità, in
particolare: 
a)      lo spostamento del carico da parte dei
clienti finali dalle ore di punta alle ore non di punta, tenendo conto della
disponibilità di energia rinnovabile, di energia da cogenerazione e di
generazione distribuita;
b)      i risparmi di energia ottenuti grazie
alla gestione della domanda di clienti decentralizzati da parte degli
aggregatori di energia; 
c)      la riduzione della domanda grazie a
misure di efficienza energetica adottate dai fornitori di servizi energetici,
comprese le società di servizi energetici;
d)      la connessione e il dispacciamento di
fonti di generazione a livelli di tensione più ridotti;
e)      la connessione di fonti di generazione da
siti più vicini ai luoghi di consumo; e
f)       lo stoccaggio dell'energia.
Ai fini della presente disposizione la definizione
"mercati organizzati dell'elettricità" include i mercati non
regolamentati ("over-the counter") e le borse dell'elettricità per lo
scambio di energia, capacità, volumi di bilanciamento e servizi ausiliari in
tutte le fasce orarie, compresi i mercati a termine, giornalieri o
infragiornalieri.
3.           Devono essere disponibili tariffe di
rete a sostegno di una tariffazione dinamica in risposta alla domanda dei
clienti finali, tra cui:
a)      tariffe differenziate a seconda dei
periodi di consumo ("time-of-use");
b)      tariffe di picco critico;
c)      tariffazione in tempo reale; e 
d)      tariffazione ridotta in ora di punta.
ALLEGATO XII
Requisiti di efficienza energetica per i gestori dei sistemi di trasmissione e
di distribuzione
I gestori dei sistemi di trasmissione e di
distribuzione devono:
a)      elaborare
e rendere pubbliche norme standard in materia di assunzione e ripartizione dei
costi degli adattamenti tecnici, quali le connessioni alla rete e il
potenziamento della rete, una migliore gestione della rete e norme in materia
di applicazione non discriminatoria dei codici di rete necessari per integrare
i nuovi produttori che immettono nella rete interconnessa l'elettricità
prodotta dalla cogenerazione ad alto rendimento;
b)      fornire a tutti i nuovi produttori di
elettricità da cogenerazione ad alto rendimento, che vogliano connettersi al
sistema, tutte le informazioni a tal fine necessarie, tra cui: 
i)        una stima esauriente e dettagliata dei
costi di connessione;
ii)       un calendario preciso e ragionevole per
la ricezione e il trattamento della domanda di connessione alla rete;
iii)      un calendario indicativo ragionevole
per ogni connessione alla rete proposta. La procedura per la connessione alla
rete non dovrebbe durare complessivamente più di 12 mesi;
c)      definire procedure standardizzate e
semplificate per facilitare la connessione alla rete dei produttori
decentralizzati di elettricità da cogenerazione ad alto rendimento.
Le norme di base di cui alla lettera a)
si basano su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori che tengono
conto in particolare di tutti i costi e i benefici della connessione di tali
produttori alla rete. Le norme possono prevedere diversi tipi di connessione.
ALLEGATO XIII
Elementi minimi che devono figurare nei contratti di prestazione energetica
sottoscritti con il settore pubblico
·              
Un elenco chiaro e trasparente delle misure di
efficienza da applicare
·              
I risparmi garantiti da conseguire applicando le
misure previste dal contratto
·              
La durata e gli aspetti fondamentali del contratto,
le modalità e i termini previsti
·              
Un elenco chiaro e trasparente degli obblighi che
incombono a ciascuna parte contrattuale
·              
Data o date di riferimento per la determinazione
dei risparmi realizzati
·              
Un elenco chiaro e trasparente delle fasi di
attuazione di una misura e dei relativi costi
·              
L'obbligo di dare piena attuazione alle misure
previste dal contratto e la documentazione di tutti i cambiamenti effettuati
nel corso del progetto
·              
Disposizioni che disciplinino l'inclusione di terze
parti (subcontraenti)
·              
Un indicazione chiara e trasparente delle
implicazioni finanziarie del progetto e la quota di partecipazione delle due
parti ai risparmi pecuniari realizzati (ad esempio, remunerazione dei
prestatori di servizi)
·              
Disposizioni chiare e trasparenti per la quantificazione
e la verifica dei risparmi garantiti conseguiti, controlli della qualità e
garanzie
·              
Disposizioni che chiariscano la procedura per
gestire modifiche delle condizioni quadro che incidono sul contenuto e i
risultati del contratto (ad esempio, modifica dei prezzi dell'energia,
intensità d'uso di un impianto)
·              
Informazioni dettagliate sugli obblighi di ciascuna
delle parti contraenti.
ALLEGATO XIV
Quadro generale per la rendicontazione
PARTE 1.       Quadro generale per le
relazioni annuali
Le relazioni annuali di cui all'articolo 19,
paragrafo 1, forniscono la base per il monitoraggio dei progressi compiuti nel
conseguimento degli obiettivi nazionali per il 2020. Gli Stati membri si
assicurano che le relazioni comprendano quantomeno le seguenti informazioni:
a)      una stima dei seguenti indicatori in
relazione all'anno precedente:
i)        il consumo di energia primaria quale
definito all'articolo 2, paragrafo 2
ii)       il consumo finale totale di energia
iii)      il consumo finale di energia ripartito
per settori: 
·              
industria
·              
trasporti (con ripartizione per trasporto
passeggeri e merci)
·              
nuclei famigliari
·              
servizi 
iv)      valore aggiunto lordo per settore
·              
industria
·              
servizi
v)       reddito disponibile delle famiglie
vi)      prodotto interno lordo (PIL)
vii)     elettricità proveniente dalla
generazione di energia termica
viii)    calore proveniente dalla generazione di
energia termica
ix)      consumo di combustibile per la
generazione di energia termica
x)       numero di passeggeri-chilometro (pkm)
xi)      numero di tonnellate-chilometro (tkm)
xii)     popolazione.
Nei settori in cui il consumo di energia è stabile
o in crescita, gli Stati membri devono analizzarne le ragioni e allegare alle
stime le loro valutazioni;
b)      un aggiornamento relativo alle principali
misure legislative e non legislative attuate nel corso dell'anno precedente che
contribuiscono al conseguimento degli obiettivi generali di efficienza
energetica fissati per il 2020;
c)      la superficie totale degli immobili con
una superficie calpestabile totale superiore a 250 m2 di proprietà
di enti pubblici che, al 1° gennaio dell'anno in cui deve essere inviata la
relazione, non soddisfano i requisiti di prestazione energetica di cui all'articolo
4, paragrafo 1; 
d)      la superficie totale degli immobili di
proprietà di enti pubblici oggetto di ristrutturazione nel corso dell'anno
precedente; 
e)      i risparmi di energia conseguiti grazie
ai regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica di cui all'articolo 6,
paragrafo 1, o alle misure alternative adottate in applicazione dell'articolo
6, paragrafo 9.
La prima relazione deve includere inoltre gli
obiettivi nazionali di cui all'articolo 3, paragrafo 1.
PARTE 2. Quadro generale per le relazioni
supplementari
Le relazioni di cui all'articolo 19, paragrafo
2, forniscono un quadro relativo all'elaborazione delle strategie nazionali di
efficienza energetica. 
Le relazioni devono illustrare le misure
significative di miglioramento dell'efficienza energetica e i risparmi di
energia attesi/conseguiti, inclusi quelli nella fornitura, trasmissione e
distribuzione dell'energia come pure negli usi finali della stessa. Gli Stati
membri si assicurano che le relazioni comprendano quantomeno le seguenti
informazioni:
1.         Obiettivi e strategie
—          l'obiettivo nazionale di efficienza
energetica per il 2020, come previsto dall'articolo 3, paragrafo 1;
—          gli obiettivi nazionali indicativi in
materia di risparmio energetico, di cui all'articolo 4, paragrafo 1, della
direttiva 2006/32/CE;
—          altri obiettivi di efficienza
energetica già definiti e relativi all'economia nel suo insieme o a settori
specifici. 
2.         Misure e risparmio energetico
Le relazioni devono fornire informazioni sulle
misure adottate o pianificate in vista dell'attuazione dei principali elementi
della presente direttiva e dei relativi risparmi. 
a)         Risparmi
di energia primaria
Le relazioni devono elencare le misure e
azioni significative finalizzate a realizzare risparmi di energia primaria in
tutti i settori dell'economia. Per ogni misura o pacchetti di misure/azioni
devono essere indicate le stime dei risparmi attesi nel 2020 e dei risparmi
conseguiti al momento della stesura della relazione.
Se disponibili devono essere inviate
informazioni relative ad altri effetti/benefici delle misure (riduzione delle
emissioni di gas serra, miglioramento della qualità dell'aria, creazione di
posti di lavoro, ecc.) e il bilancio per la loro attuazione.
b)         Risparmi di energia finale
La prima e la seconda relazione supplementare
riportano tutti i risultati relativi al conseguimento dell'obiettivo di
risparmio di energia finale di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 2, della
direttiva 2006/32/CE. Qualora non siano disponibili calcoli/stime relativi
alle singole misure, devono essere indicate le riduzioni di energia livello di
settori conseguite grazie alle (insieme delle) misure.
La prima e la seconda relazione devono
includere inoltre la metodologia di calcolo e/o di misurazione utilizzata per
quantificare i risparmi energetici. Qualora sia usata la "metodologia
raccomandata"[45],
un riferimento in tal senso deve figurare nella relazione. 
3.         Informazioni specifiche
relative alle disposizioni della presente direttiva
3.1.      Enti pubblici (articolo 4)
Le relazioni supplementari devono includere un
elenco di enti pubblici che hanno messo a punto piani di efficienza energetica
conformemente all'articolo 4, paragrafo 3.
3.2.      Obblighi di efficienza
energetica (articolo 6)
Le relazioni supplementari devono indicare i
coefficienti nazionali adottati in conformità con l'allegato IV.
La prima relazione supplementare deve
comprendere una breve descrizione del regime nazionale di cui all'articolo 6,
paragrafo 1, o le misure alternative adottate in applicazione dell'articolo 6,
paragrafo 9.
.
3.3.      Audit energetici e sistemi di
gestione (articolo 7)
Le relazioni supplementari devono indicare:
a)           il numero di audit energetici
realizzati nel triennio precedente; 
b)           il numero di audit energetici
realizzati nelle grandi imprese nel triennio precedente; 
c)           il numero di grandi imprese presenti
nel territorio dello Stato membro, specificando a quali di esse sia applicabile
l'articolo 7, paragrafo 3.
3.4.      Promozione di sistemi
efficienti di riscaldamento e raffreddamento (articolo 10)
Le relazioni supplementari devono comprendere
una valutazione dei progressi realizzati nell'attuazione dei piani
nazionali in materia di riscaldamento e raffreddamento di cui all'articolo 10,
paragrafo 1.
3.5.        Trasformazione dell'energia
(articolo 11)
—          Le relazioni supplementari devono
comprendere una sintesi non riservata degli inventari di dati di cui all'articolo
11, conformemente ai requisiti di cui all'allegato X. 
3.6.        Trasmissione e distribuzione
dell'energia (articolo 12)
—          La prima relazione supplementare e le
successive relazioni da presentare in seguito ogni 10 anni devono comprendere
piani per valorizzare le potenzialità di efficienza energetica dell'infrastruttura
del gas e dell'elettricità di cui all'articolo 12, paragrafo 2. 
3.7.      Disponibilità di regimi di
certificazione (articolo 13)
Le relazioni supplementari devono riportare
informazioni sui regimi nazionali di certificazione disponibili o sui regimi
equivalenti di qualificazione per i fornitori di servizi energetici, di audit
energetici e misure di miglioramento dell'efficienza. 
3.8.      Servizi energetici (articolo
14)
Le relazioni supplementari devono indicare un
link internet verso un sito che permetta di consultare gli elenchi e i registri
nazionali dei fornitori di servizi energetici, di cui all'articolo 14.
3.9.      Altre misure per promuovere l'efficienza
energetica (articolo 15)
La prima relazione supplementare deve comprendere
un elenco delle misure di cui all'articolo 15, paragrafo 2.
ALLEGATO XV
Tavola di concordanza
.
.
 Direttiva 2006/32/CE || La presente direttiva 
 Articolo 1 || Articolo 1 
 Articolo 2 || Articolo 1 
 Articolo 3, lettera a) || Articolo 1, punto 1) 
 Articolo 3, lettera b) || -- 
 Articolo 3, lettera c) || -- 
 Articolo 3, lettera d) || -- 
 -- || Articolo 2, punto 2) 
 Articolo 3, lettera e) || Articolo 2, punto 3) 
 Articolo 3, lettera f) || -- 
 Articolo 3, lettera g) || -- 
 Articolo 3, lettera h) || -- 
 Articolo 3, lettera i) || -- 
 -- || Articolo 2, punto 4) 
 -- || Articolo 2, punto 5) 
 -- || Articolo 2, punto 6) 
 Articolo 3, lettera j) || Articolo 2, punto 13) 
 Articolo 3, lettera k) || -- 
 Articolo 3, lettera l) || Articolo 2, punto 12) 
 Articolo 3, lettera m) || -- 
 Articolo 3, lettera n) || Articolo 2, punto 10) 
 Articolo 3, lettera o) || Articolo 2, punto 7) 
 Articolo 3, lettera p) || Articolo 2, punto 8) 
 Articolo 3, lettera q) || Articolo 2, punto 9) 
 Articolo 3, lettera r) || -- 
 Articolo 3, lettera s) || -- 
 -- || Articolo 2, punto 11) 
 -- || Articolo 2, punto 14) 
 -- || Articolo 3 
 Articolo 4 || -- 
 Articolo 5 || Articolo 4, articolo 5 
 Articolo 6, paragrafo 1, lettera a) || Articolo 6, paragrafo 6, lettere b) e c) 
 Articolo 6, paragrafo 1, lettera b) || Articolo 6, paragrafo 7 
 Articolo 6, paragrafo 2 || Articolo 6, paragrafi 1, 2, 3, 4, 5, 6, lettera a), 8, 9 e 10 
 Articolo 7, paragrafo 1 || -- 
 Articolo 7, paragrafo 2 || Articolo 15, paragrafo 1, ultimo trattino 
 Articolo 7, paragrafo 3 || -- 
 Articolo 8 || Articolo 13, paragrafo 1 
 -- || Articolo 13, paragrafo 2 
 Articolo 9, paragrafo 1 || -- 
 Articolo 9, paragrafo 2 || Articolo 14, lettere b), c) ed e) 
 Articolo 10, paragrafo 1 || Articolo 12, paragrafo 4 
 Articolo 10, paragrafo 2 || Articolo 12, paragrafo 3 
 Articolo 11 || -- 
 Articolo 12, paragrafo 1 || Articolo 7, paragrafo 1 
 Articolo 12, paragrafo 2 || -- 
 -- || Articolo 7, paragrafo 2 
 Articolo 12, paragrafo 3 || Articolo 7, paragrafo 3 
 Articolo 13, paragrafo 1 || Articolo 8, paragrafo 1 
 Articolo 13, paragrafo 2 || Articolo 8, paragrafo 2 
 -- || Articolo 9 
 -- || Articolo 11 
 -- || Articolo 12, paragrafi 1 e 2 
 -- || Articolo 14, lettere a) e d) 
 -- || Articolo 15, paragrafo 1, lettere a) e b) 
 -- || Articolo 15, paragrafo 2 
 -- || Articolo 16 
 Articolo 14, paragrafi 1 e 2 || Articolo 19, paragrafi 1, 2 e 3 
 Articolo 14, paragrafo 3 || -- 
 Articolo 14, paragrafi 4 e 5 || Articolo 19, paragrafi 4 e 5 
 -- || Articolo 17, paragrafo 1 
 Articolo 15, paragrafo 1 || Articolo 17, paragrafo 2 
 Articolo 15, paragrafo 2 || -- 
 Articolo 15, paragrafo 3 || -- 
 Articolo 15, paragrafo 4 || -- 
 -- || Articolo 18 
 -- || Articolo 19, paragrafo 7 
 -- || Articolo 19, paragrafo 8 
 -- || Articolo 19, paragrafo 9 
 -- || Articolo 19, paragrafo 10 
 Articolo 16 || Articolo 20 
 Articolo 17 || Articolo 21 
 Articolo 18 || Articolo 22 
 Articolo 19 || Articolo 23 
 Articolo 20 || Articolo 24 
 Allegato I || -- 
 Allegato II || Allegato IV 
 Allegato III || -- 
 Allegato IV || -- 
 Allegato V || -- 
 Allegato VI || Allegato III 
 -- || Allegato V 
 -- || Allegato VI 
 -- || Allegato VII 
 -- || Allegato VIII 
 -- || Allegato IX 
 -- || Allegato X 
 -- || Allegato XI 
 -- || Allegato XII 
 -- || Allegato XIII 
 -- || Allegato XIV 
 -- || Allegato XV 
 Direttiva 2004/8/CE || La presente direttiva 
 Articolo 1 || Articolo 1 
 Articolo 2 || Articolo 1 
 Articolo 3, lettera a) || Articolo 2, punto 15) 
 Articolo 3, lettera b) || Articolo 2, punto 17) 
 Articolo 3, lettera c) || Articolo 2, punto 16) 
 Articolo 3, lettera d) || Articolo 2, punto 18) 
 articolo 3, lettera e) || -- 
 Articolo 3, lettera f) || -- 
 Articolo 3, lettera g) || Articolo 2, punto 20) 
 Articolo 3, lettera h) || -- 
 Articolo 3, lettera i) || Articolo 2, punto 19) 
 Articolo 3, lettera j) || -- 
 Articolo 3, lettera k) || Articolo 2, punto 21) 
 Articolo 3, lettera l) || Articolo 2, punto 22) 
 Articolo 3, lettera m) || Articolo 2, punto 24) 
 Articolo 3, lettera n) || Articolo 2, punto 23) 
 Articolo 3, lettera o) || -- 
 -- || Articolo 2, punto 25) 
 -- || Articolo 2, punto 26) 
 -- || Articolo 2, punto 27) 
 Articolo 4, paragrafo 1 || Allegato II, lettera f), primo trattino 
 -- || Articolo 10, paragrafi da 1 a 9 
 Articolo 4, paragrafo 2 || Articolo 10, paragrafo 10, terzo trattino 
 Articolo 4, paragrafo 3 || -- 
 Articolo 5 || Articolo 10, paragrafo 10, primo e secondo trattino 
 Articolo 6 || -- 
 Articolo 7, paragrafo 1 || Articolo 10, paragrafo 11 
 Articolo 7, paragrafo 2 || -- 
 Articolo 7, paragrafo 3 || -- 
 Articolo 8 || Articolo 12, paragrafo 5 
 -- || Articolo 12, paragrafo 6 
 -- || Articolo 12, paragrafo 7 
 Articolo 9 || -- 
 Articolo 10, paragrafi 1 e 2 || -- 
 Articolo 10, paragrafo 3 || Articolo 19, paragrafo 6 
 Articolo 11 || -- 
 Articolo 12 || -- 
 Articolo 13 || Articolo 17, paragrafo 2 
 Articolo 14 || -- 
 Articolo 15 || Articolo 22 
 Articolo 16 || -- 
 Articolo 17 || Articolo 23 
 Articolo 18 || Articolo 24 
 Allegato I || Allegato I, parte II 
 Allegato II || Allegato I, parte I 
 -- || Allegato I, parte III 
 Allegato III || Allegato II 
 Allegato IV || -- 
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/ INIZIATIVA
1.1.        Denominazione della
proposta/iniziativa 
Direttiva
del Parlamento europeo e del Consiglio sull'efficienza energetica e che abroga
le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE
1.2.        Settori interessati nella
struttura ABM/ABB[46]
ENERGIA
[32]
1.3.        Natura della
proposta/iniziativa
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un'azione preparatoria[47]
¨ La
proposta/iniziativa riguarda la proroga di un'azione esistente
x La proposta/iniziativa riguarda un'azione
riorientata verso una nuova azione
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
La
proposta si iscrive nella strategia Europa 2020 per una crescita intelligente,
sostenibile ed inclusiva. Essa contribuisce direttamente al conseguimento di
uno dei cinque obiettivi prioritari della citata strategia, ovvero un
miglioramento del 20% dell'efficienza energetica entro il 2020.
1.4.2.     Obiettivi specifici e attività
ABM/ABB interessate
Obiettivo specifico n.:
N.
3: Conseguire una riduzione del 20% del consumo di energia dell'Unione europea
N.
4: Promuovere le energie rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica nei
trasporti, nel settore residenziale/terziario e nell'industria, cercando di
rimuovere gli ostacoli di tipo non tecnologico (Programma Energia intelligente
— Europa).
Attività ABM/ABB interessate:
N.
3: 32 04 03
N.
4: 32 04 06
1.4.3.     Risultati ed effetti previsti
Precisare gli effetti
che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
La
proposta avrà un'incidenza positiva sulla sicurezza dell'approvvigionamento in
Europa, contribuirà a mitigare i cambiamenti climatici e avrà effetti positivi
sulla crescita economica e l'occupazione. I risparmi in campo energetico
liberano risorse finanziarie che potrebbero essere reinvestite in altri ambiti
economici e contribuire ad alleggerire i bilanci pubblici sotto pressione. Per
i singoli cittadini efficienza energetica significa bollette meno onerose. La
proposta contempla inoltre misure atte a contrastare la cosiddetta
"povertà energetica". Infine, produrre di più utilizzando meno
energia dovrebbe migliorare la competitività dell'industria europea e
conferirle un ruolo di leadership nei mercati mondiali delle tecnologie per l'efficienza
energetica.
1.4.4.     Indicatori di risultato e di
incidenza 
Precisare gli indicatori
che permettono di seguire la realizzazione della proposta/iniziativa.
Nell'ambito
della proposta in oggetto gli Stati membri dovranno riferire annualmente alla
Commissione sui progressi realizzati nell'attuazione della direttiva,
utilizzando una serie di indicatori (ad esempio, consumo di energia primaria,
indicatori di attività in una serie di settori, quali industria,
residenziale e terziario, trasporti, approvvigionamento energetico, superficie
totale degli immobili di proprietà di enti pubblici ristrutturata in un anno). Gli Stati
membri sono inoltre tenuti a riferire, ogni tre anni, su una serie di
indicatori di attuazione.
1.5.        Motivazione della
proposta/iniziativa
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine
Nel
breve termine la proposta si prefigge di contribuire in modo significativo all'obiettivo
di efficienza energetica fissato dall'Unione europea per il 2020 e alla
realizzazione della strategia UE 2020. Nel lungo termine la proposta ha l'obiettivo
di continuare a migliorare l'efficienza energetica nell'Unione europea oltre la
data del 2020.
1.5.2.     Valore aggiunto dell'intervento
dell'Unione europea
L'Unione
europea si è fissata l'obiettivo di conseguire nel 2020 un risparmio del 20% di
energia primaria e lo ha incluso tra i cinque obiettivi principali della
strategia Europa 2020. L'attuale quadro strategico a livello di Unione europea
e di Stati membri non è riuscito a valorizzare le potenzialità di risparmio
energetico. 
Le
sfide in campo energetico che la presente proposta vuole affrontare (sicurezza
dell'approvvigionamento energetico, sostenibilità e cambiamenti climatici e
competitività dell'Unione europea) riguardano l'Unione europea nel suo
complesso e, pertanto, è necessaria una risposta collettiva a livello unionale
per garantire che gli interventi siano coordinati e gli obiettivi condivisi
siano conseguiti in modo più efficiente.
1.5.3.     Principali insegnamenti tratti
da esperienze simili
Il
quadro attuale in materia di efficienza energetica abrogato dalla presente
proposta, ovvero le direttive sui servizi energetici e sulla cogenerazione, non
ha permesso, a causa della scarsa incisività delle disposizioni, di valorizzare
le potenzialità esistenti in materia di risparmio energetico. La presente
proposta si prefigge di rimediare alle lacune delle due direttive citate,
rafforzando e migliorando la chiarezza del testo e fissando obblighi chiari.
1.5.4.     Compatibilità ed eventuale
sinergia con altri strumenti pertinenti
La
proposta è strettamente correlata alla strategia Europa 2020 e all'iniziativa
faro "Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse". Essa è in
linea e complementare con le politiche sociali, climatiche e energetiche dell'Unione
europea.
1.6.        Durata dell'azione e dell'incidenza
finanziaria 
¨ Proposta/iniziativa di durata limitata
–     
¨  Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dal [GG/MM]AAAA fino al
[GG/MM]AAAA
–     
¨  Incidenza finanziaria dal AAAA al AAAA
x Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
L'attuazione potrebbe cominciare nel 2012 in
funzione dell'avanzamento dell'iter legislativo
–     
seguita da un funzionamento a ritmo regolare.
1.7.        Modalità di gestione previste[48]
x Gestione centralizzata diretta da parte della Commissione.
¨ Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
¨  agenzie esecutive
–     
¨  organismi creati dalle Comunità[49]
–     
¨  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al
titolo V del trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate nel
pertinente atto di base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario
¨ Gestione concorrente
con gli Stati membri 
¨ Gestione decentrata
con paesi terzi 
¨ Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità, si prega di fornire ulteriori informazioni alla voce "Osservazioni".
Osservazioni
La parte
preponderante dell'attuazione della proposta sarà di competenza degli Stati
membri. La Commissione realizzerà una serie di studi e valutazioni nonché azioni
di monitoraggio e di supporto dell'attuazione a livello nazionale (mediante una
serie di iniziative di cooperazione quali il progetto di azioni concertate). 
2.           MISURE DI GESTIONE
2.1.        Disposizioni in materia di
controllo e di comunicazione
Precisare frequenza e
condizioni.
Gli
Stati membri sono tenuti a inviare: i) relazioni annuali su una serie di
indicatori di base in materia di energia e applicazione; e ii) relazioni
triennali contenenti informazioni più circostanziate sull'attuazione della direttiva
e sulle misure e strategie nazionali in materia di efficienza energetica.
2.2.        Sistema di gestione e di
controllo
2.2.1.     Rischi individuati
I
rischi connessi con l'applicazione della direttiva sono illustrati nel piano di
attuazione che accompagna la proposta e riguardano la fase di recepimento e di
attuazione, come pure i rischi interni ed esterni.
2.2.2.     Modalità di controllo previste
Il
piano di attuazione prevede interventi correttivi per affrontare i rischi
individuati. Ad esempio un dialogo e una cooperazione rafforzati con gli
Stati membri, nell'ambito delle azioni concertate e a livello bilaterale,
requisiti in materia di tavole di concordanza e la definizione di sanzioni in
caso di non conformità. È prevista inoltre la valutazione da parte della
Commissione delle relazioni annuali e triennali. La Commissione potrebbe
inoltre pubblicare raccomandazioni.
2.3.        Misure di prevenzione delle
frodi e delle irregolarità
Precisare le misure di
prevenzione e protezione esistenti e previste.
La
proposta non incide sulla parte operativa del bilancio UE. Non sono stati
identificati rischi.
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linee di bilancio di spesa interessate
·      Linee di bilancio di spesa esistenti
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…...….] || SD/SND ([50]) || di paesi EFTA[51] || di paesi candidati[52] || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 1A || 32.04.03 [Attività di supporto per la politica energetica europea e per il mercato interno dell'energia] || SD || No || No || No || No 
 1A || 32.04.06 [Programma quadro per la competitività e l'innovazione — Programma "Energia intelligente — Europa" || SD || Sì || Sì || No || No 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione — No
Secondo l'ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…..] || SD/SND || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
   || [XX.YY.YY.YY]   ||   || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 
3.2.        Incidenza prevista sulle
spese
3.2.1.     Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese
LA PROPOSTA SARÀ ATTUATA UTILIZZANDO IL
BILANCIO ESISTENTE E NON INCIDERÀ SUL QUADRO FINANZIARIO PLURIENNALE
Mio di EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero || [Rubrica 1A] 
 DG: <ENER> ||   ||   || Anno N[53] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio 32.04.03 || Impegni || (1) || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 1,4 
 Pagamenti || (2) || 0,06 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 0,2 || 1,26 
 Numero della linea di bilancio 32.04.06 || Impegni || (1a) || 4,8 || 4,8 || 4,8 || 4,8 || 4,8 || 4,8 || 4,8 || 33,6 
 Pagamenti || (2a) || 1,44 || 3,36 || 4,8 || 4,8 || 4,8 || 4,8 || 4,8 || 28,8 
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[54] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio 32010406 ||   || (3) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la DG <ENER> || Impegni || =1+1a +3 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 35,0 
 Pagamenti || =2+2a +3 || 1,5 || 3,56 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 30,06 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 35,0 
 Pagamenti || (5) || 1,5 || 3,56 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 30,06 
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA <1A> del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 35,0 
 Pagamenti || =5+ 6 || 1,5 || 3,56 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 30,06 
Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche:
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 4 del quadro finanziario pluriennale (Importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 35,0 
 Pagamenti || =5+ 6 || 1,5 || 3,56 || 5 || 5 || 5 || 5 || 5 || 30,06 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" 
Mio di EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 DG: <ENER> || 
  Risorse umane || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 5,089 
  Altre spese amministrative || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,602 
 TOTALE DG <ENER> || Stanziamenti || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 5,691 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = totale pagamenti) || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 5,691 
Mio di EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N[55] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 5,813 || 5,813 || 5,813 || 5,813 || 5,813 || 5,813 || 5,813 || 40,691 
 Pagamenti || 2,313 || 4,373 || 5,813 || 5,813 || 5,813 || 5,813 || 5,813 || 35,751 
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
–     
x La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di nuovi
stanziamenti operativi (l'iniziativa rientra nel quadro finanziario attuale)
–     
¨  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio di EUR (al terzo
decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo di risul-tato[56] || Costo medio del risul-tato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Totale totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 3: realizzare una riduzione del 20% del consumo di energia dell'UE rispetto alle proiezioni PRIMES per il 2020. 
 Risultato || Studio || 1 || 1 || 0,2 || 1 || 0,2 || 1 || 0,2 || 1 || 0,2 || 1 || 0,2 || 1 || 0,2 || 1 || 0,2 || 7 || 1.4 
 Totale parziale Obiettivo 3 ||   || 0.2 ||   || 0,2 ||   || 0,2 ||   || 0,2 ||   || 0,2 ||   || 0,2 ||   || 0,2 || 7 || 1,4 
 OBIETTIVO SPECIFICO n. 4: promuovere le energie rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica nei trasporti, nel settore residenziale/terziario e nell'industria, cercando di rimuovere gli ostacoli di tipo non tecnologico (Programma Energia intelligente — Europa). 
 Risultato || Studio || 1,4 || 2 || 2,8 || 2 || 2,8 || 2 || 2,8 || 2 || 2,8 || 2 || 2,8 || 2 || 2,8 || 2 || 2,8 || 14 || 19.6 
 Risultato || Azioni concer-tate || 2 || 0,3 || 2 || 0,3 || 2 || 0,3 || 2 || 0,3 || 2 || 0,3 || 2 || 0,3 || 2 || 0,3 || 2 || 2.1 || 14 
 Totale parziale Obiettivo 4 || 2.3 || 4,8 || 2,3 || 4,8 || 2,3 || 4,8 || 2,3 || 4,8 || 2,3 || 4,8 || 2,3 || 4,8 || 2,3 || 4,8 || 16,1 || 33,6 
 COSTO TOTALE ||   || 5 ||   || 5 ||   || 5 ||   || 5 ||   || 5 ||   || 5 ||   || 5 ||   || 35 
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
di natura amministrativa. 
–     
x La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti di
natura amministrativa, come spiegato di seguito: (l'iniziativa rientra nel
quadro finanziario attuale)
Il fabbisogno di risorse amministrative è
coperto dai fondi della DG già assegnati alla gestione dell'azione e/o
riassegnati all'interno della stessa DG, integrati, se del caso, dallo
stanziamento supplementare che può essere concesso alla DG responsabile nell'ambito
della procedura di assegnazione annuale, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Mio di EUR (al terzo
decimale)
   || Anno N[57] || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 5,089 
 Altre spese amministrative || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,086 || 0,602 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 5,691 
 Esclusa la RUBRICA 5[58] del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre spese di natura amministrativa ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale esclusa RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 0,813 || 5,691 
3.2.3.2.  Fabbisogno previsto di risorse
umane 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane 
–     
x La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane
attualmente ripartite come spiegato di seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
 ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e agenti temporanei) || 
 || XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 
 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[59] || 
 || XX 01 02 01 (AC, INT, END della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 02 02 (AC, INT, JED, AL e END nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 04 yy[60] || — in sede[61] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || — nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 02 (AC, INT, END — Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 02 (AC, INT, END — Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || TOTALE || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 || 0,727 
XX è il settore o il
titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere
 Funzionari e agenti temporanei || Intraprendere azioni adeguate per dare attuazione agli obblighi che incombono alla Commissione (ad esempio, analizzare le relazioni degli Stati membri, avviare e supervisionare studi, effettuare analisi, mettere a punto programmi di sostegno all'attuazione, monitorare l'attuazione) 
 Personale esterno ||   
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
–     
x La proposta/iniziativa è compatibile con la programmazione finanziaria
in vigore.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della
corrispondente rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
….
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l'attivazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[62].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
……..
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
–     
x La proposta/iniziativa non prevede il cofinanziamento da parte di
terzi. 
–     
La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento
indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio di EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || Totale 
 Specificare l'organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.3.        Incidenza prevista sulle
entrate
–     
x La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate
–     
¨  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨         sulle risorse proprie 
–                   
¨         sulle entrate varie 
Mio di EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[63] 
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || ... inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo…. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare le linee di spesa
interessate.
….
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
….
[1]               7224/1/07 REV 1.
[2]               COM(2010) 2020.
[3]               SEC (2011) 277.
[4]               EUCO 2/1/11.
[5]               2010/2107(INI).
[6]               COM(2011) 21.
[7]               COM(2011) 112.
[8]               GU L 144 del 27.4.2008, pag. 64.
[9]               GU L 153 del 18.6.2010, pag. 1.
[10]             EUCO 13/10.
[11]             GU L 140 del 23.4.2009, pag. 16.
[12]             Per maggiori informazioni si veda la sezione 1.2 della
relativa valutazione dell'impatto e gli allegati I e II.
[13]             Le
bozze delle relazioni sono disponibili sul seguente sito Internet:
http://ec.europa.eu/energy/efficiency/bucharest.
[14]             GU C … del …, pag. .
[15]             GU C … del …, pag. .
[16]             GU C … del …, pag. .
[17]             Proiezioni realizzate nel 2007 indicano che nel 2020 il
consumo di energia primaria sarà pari a 1842 Mtoe. Una riduzione del 20%
corrisponde a un consumo di 1474 Mtoe nel 2020, ovvero a una riduzione di 368
Mtoe rispetto alle proiezioni.
[18]             COM(2010) 0639 definitivo.
[19]             2010/2107(INI).
[20]             COM(2011) 21.
[21]             COM(2011) 109 definitivo
[22]             COM(2011) 144 definitivo
[23]             COM(2011) 112 definitivo.
[24]             GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136.
[25]             GU L 52 del 21.2.2004, pag. 50.
[26]             GU L 144 del 27.4.2008, pag. 64.
[27]             GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13.
[28]             COM(2008) 394 definitivo
[29]             GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17.
[30]             GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32.
[31]             GU L 32 del 6.2.2007, pag. 183.
[32]             GU L 211 del 14.8.2009, pag. 15.
[33]             GU L 309 del 24.11.2009, pag. 87.
[34]             GU L 153 del 18.6.2010, pag. 1.
[35]             GU L 304 del 14.11.2008, pag. 1.
[36]             GU L 211 del 14.8.2009, pag. 55.
[37]             GU L 211 del 14.8.2009, pag. 94.
[38]             GU L 338 del 17.12.2008, pag. 55.
[39]             GU L 381 del 28.12.2006, pag. 24.
[40]             GU L 342 del 22.12.2009, pag. 46.
[41]             Gli Stati membri possono applicare fattori di conversione
diversi purché giustificati.
[42]             GLS (General Lighting Service): lampade a incandescenza.
[43]             GLS (General Lighting Service): lampade a incandescenza.
[44]             Norma EN 834
relativa ai contabilizzatori di calore per la determinazione dei consumi di
radiatori/apparecchiature per il riscaldamento alimentati con energia
elettrica.
[45]             Raccomandazioni sui metodi di verifica e di calcolo nel
quadro della direttiva 2006/32/CE concernente l'efficienza degli usi finali
dell'energia e i servizi energetici.
[46]             ABM: Activity-Based Management — ABB: Activity Based
Budgeting.
[47]             A norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a)
o b), del regolamento finanziario.
[48]             Le spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti
al regolamento finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html.
[49]             A norma dell'articolo 185 del regolamento finanziario.
[50]             SD = Stanziamenti dissociati / SND = Stanziamenti non
dissociati.
[51]             EFTA: Associazione europea di libero scambio. 
[52]             Paesi candidati e, se del caso, paesi candidati potenziali
dei Balcani occidentali.
[53]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[54]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee “BA”), ricerca
indiretta, ricerca diretta.
[55]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[56]             I risultati si riferiscono ai prodotti e ai servizi che
saranno forniti (ad es.: numero di scambi di studenti finanziati, numero di km
di strade costruite …)
[57]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[58]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta.
[59]             AC= agente contrattuale; INT = Intérimaires; JED= giovane
esperto in delegazione (Jeune Expert en Délégation); AL= Agente locale; END=
Esperto nazionale distaccato.
[60]             Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee "BA").
[61]             Principalmente per Fondi strutturali, Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e Fondo europeo per la pesca
(FEP).
[62]             Punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.
[63]             Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi
doganali, contributi zucchero), gli importi indicati devono essere importi
netti, cioè importi lordi da cui viene detratto il 25% per spese di
riscossione.