CELEX: 52004PC0526(01)
Language: it
Date: 2004-09-08
Title: Proposta modificata di direttiva (Euratom) del Consiglio che definisce gli obblighi fondamentali e i principi generali nel settore della sicurezza degli impianti nucleari

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      Bruxelles, 8.9.2004
                                                      COM(2004) 526 definitivo
                                                      2003/0021 (CNS)
                                                      2003/0022 (CNS)
                                     Proposta modificata di
                         DIRETTIVA (Euratom) DEL CONSIGLIO
   che definisce gli obblighi fondamentali e i principi generali nel settore della sicurezza
                                    degli impianti nucleari
                                     Proposta modificata di
                         DIRETTIVA (Euratom) DEL CONSIGLIO
       sulla gestione sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi
   (presentate dalla Commissione ai sensi dell’articolo 119, paragrafo 2 del trattato Euratom)
IT                                                                                             IT
 ---pagebreak---                                                RELAZIONE
   1.         CONTESTO
   Il 30 gennaio 2003 la Commissione ha adottato due proposte di direttive concernenti,
   rispettivamente, la sicurezza degli impianti nucleari e la gestione del combustibile esaurito ed
   i rifiuti radioattivi1. Le basi giuridiche delle due proposte sono rintracciabili nel capo 3 del
   trattato Euratom, che verte sulla protezione sanitaria.
   Dopo aver raccolto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 27 marzo 2003, le
   due proposte sono state trasmesse al Consiglio il 2 maggio 2003. Conformemente alla
   procedura stabilita dall’articolo 31 del trattato Euratom, il Consiglio ha chiesto il parere del
   Parlamento europeo. Il Parlamento europeo ha adottato il suo parere sulle proposte in sessione
   plenaria il 13 gennaio 2004.
   Il parere del Parlamento europeo conferma l’impostazione adottata dalla Commissione
   consistente nel dotare l’Unione europea allargata di una legislazione vincolante nel settore
   della sicurezza delle installazioni nucleari e della gestione dei rifiuti radioattivi. Il Parlamento
   ha adottato diversi emendamenti, che la Commissione può accogliere in gran parte. Nel
   frattempo, le due proposte sono state discusse in sede di Consiglio sotto le presidenze italiana
   e irlandese. I testi risultanti non si discostano dagli obiettivi politici che la Commissione si era
   prefissa con l’adozione delle due proposte.
   Oltre alle consultazioni effettuate nel corso della procedura legislativa prevista dal trattato
   Euratom, prima della presentazione delle proposte di direttive e durante la fase di esame la
   Commissione ha condotto numerose altre consultazioni, individuali e collettive, con le
   autorità nazionali e con il settore industriale interessato dalle proposte nell’ambito di vari
   organismi. Sono state inoltre interpellate organizzazioni internazionali, quali l’Agenzia
   internazionale per l’energia atomica e l’Agenzia per l’energia nucleare.
   La Commissione si è anche avvalsa della partecipazione a diverse riunioni internazionali per
   presentare le sue proposte legislative. A questo proposito, le proposte sono state presentate e
   discusse nel corso di varie riunioni organizzate non soltanto tra Stati membri ma anche con
   paesi terzi. Le citate riunioni hanno consentito di illustrare l’evoluzione di entrambe le
   proposte di direttive durante l’intera fase di discussione in sede di Parlamento europeo e di
   Consiglio.
   2.         NATURA DEGLI EMENDAMENTI
   I principali emendamenti adottati dal Parlamento europeo concernono i seguenti aspetti:
   2.1.       Proposta di direttiva nel campo della sicurezza degli impianti nucleari
   La principale richiesta del Parlamento europeo concerne il finanziamento delle attività di
   decommissioning degli impianti nucleari. Il Parlamento europeo nutre grandi aspettative a
   questo proposito, come testimonia l’accordo interistituzionale concluso il 26 giugno 20032,
   1
            COM(2003) 32.
   2
            GU L 176 del 15.7.2003, pag. 56.
IT                                                    2                                                 IT
 ---pagebreak---    all’epoca dell’adozione della direttiva sulle norme comuni per il mercato interno dell’energia
   elettrica. L’accordo sottolinea la necessità che gli Stati membri mettano a disposizione
   sufficienti risorse finanziarie per la disattivazione degli impianti nucleari e che tali fondi siano
   destinati unicamente a tal fine.
   Il Parlamento europeo ha sottolineato la varietà dei metodi adottati dagli Stati membri per
   finanziare le attività di decommissiong delle installazioni nucleari. Tale varietà può portare a
   distorsioni della concorrenza ed a discriminazioni tra i produttori di energia nucleare. Nel
   corso delle discussioni con il Parlamento europeo, la Commissione ha sottolineato
   l’importanza di tale questione nel contesto del mercato interno dell’energia elettrica. Ma ha
   affermato che essa deve essere affrontata con gli appositi strumenti comunitari e non con una
   direttiva che stabilisca norme comune per il mercato interno dell’energia elettrica. La
   Commissione ritiene a questo proposito che il trattato Euratom offra una idonea cornice
   normativa.
   Per soddisfare le aspettative del Parlamento, sarebbe necessario inserire una disposizione
   nell’articolo 9, paragrafo 2 volto a garantire la disponibilità delle risorse finanziarie e la loro
   destinazione alle attività di disattivazione. Atteso che la maggioranza degli Stati membri, in
   sede di Consiglio, si è opposta all’adozione di norme di diritto sostanziale in questo settore, si
   propone di omettere tale disposizione nella direttiva sulla sicurezza nucleare. La
   Commissione si riserva di presentare in tempi rapidi una idonea iniziativa alternativa, basata
   eventualmente anche sul trattato CE.
   Gli altri emendamenti del Parlamento europeo che la Commissione può accettare figurano già,
   in larga misura, nel testo di compromesso del Consiglio.
   2.2.      Proposta di direttiva sulla gestione dei rifiuti radioattivi
   I principali emendamenti del Parlamento europeo che la Commissione ritiene accettabili
   riguardano le modalità di informazione al pubblico e le disposizioni sulla ricerca e sviluppo. Il
   testo attuale del Consiglio integra già tali elementi in larga misura, ad eccezione degli
   emendamenti concernenti la ricerca sulla gestione dei rifiuti radioattivi, che devono pertanto
   essere ripresi in un nuovo articolo della proposta. Nondimeno, non è necessario mantenere il
   riferimento alla possibilità di creare un’impresa comune. Infatti, taluni Stati membri sono
   contrari a tale menzione nella direttiva. Ad ogni modo, il trattato Euratom prevede già tale
   possibilità.
   Giova sottolineare che nei suoi emendamenti, il Parlamento europeo ha eliminato la proposta
   di un calendario per le autorizzazioni di sviluppo e di esercizio dei definitivi siti di
   smaltimento. Gli Stati membri sono liberi di determinare la data che vogliono. Le discussioni
   in sede di Consiglio, inoltre, hanno indicato chiaramente che gli Stati membri sono fortemente
   contrari alla proposta di calendario comunitario per il deposito definitivo dei rifiuti. Le
   autorità di sicurezza degli Stati membri ritengono che il rispetto di tale calendario potrebbe, in
   taluni casi, obbligarli a concedere un’autorizzazione non conforme alla loro valutazione
   tecnica della sicurezza di un sito di smaltimento. Un sistema più flessibile che permetta agli
   Stati membri di stabilire le proprie date, rispetto ad un calendario basato sulle pressioni
   eserciate dagli altri Stati membri, come avviene nelle convenzioni IAEA, sembra pertanto
   preferibile e corrisponde alla posizione espressa dal Parlamento europeo.
IT                                                   3                                                  IT
 ---pagebreak---    3.        CONCLUSIONI
   Gli emendamenti adottati dal Parlamento europeo ed accolti dalla Commissione non alterano
   gli obiettivi politici che la Commissione si era posta il 30 gennaio 2003 nell’adottare le due
   proposte di direttive.
   Un intervento comunitario si rende indispensabile per assicurare il mantenimento di un
   elevato livello di sicurezza nucleare all’interno dell’Unione europea allargata. Le convenzioni
   internazionali nel campo della sicurezza delle installazioni nucleari e della gestione di
   combustibili irraggiati e di rifiuti radioattivi sono certamente vincolanti per le parti contraenti
   ma rimangono, per loro natura, strumenti volti ad incoraggiare l’applicazione delle
   disposizioni che contengono, mentre non stabiliscono alcun meccanismo atto ad assicurarne il
   rispetto. Non dispongono di efficacia paragonabile a quella di un intervento comunitario e non
   possono pertanto essere considerate strumenti sostitutivi. Inoltre, la mancanza di legislazione
   comunitaria sarebbe pregiudiziale ai cittadini della Comunità e agli interessi dell’Unione
   europea allargata.
   Le presenti proposte modificate rappresentano l’occasione per la Commissione di approvare
   taluni emendamenti avanzati dal Parlamento europeo, così come gli sviluppi dei testi
   conseguenti alle discussioni in sede di Consiglio.
IT                                                    4                                                IT
 ---pagebreak---                                                               2003/0021 (CNS)
                                             Proposta modificata di
                              DIRETTIVA (Euratom) DEL CONSIGLIO
      che definisce gli obblighi fondamentali e i principi generali nel settore della sicurezza
                                            degli impianti nucleari
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, in particolare
   l’articolo 31 e l’articolo 32,
   vista la proposta della Commissione1,
   visto il parere espresso da un gruppo di persone designate dal comitato scientifico e tecnico
   fra esperti scientifici negli Stati membri, conformemente all’articolo 31 del trattato,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo2,
   visto il parere del Parlamento europeo3,
   considerando quanto segue:
   (1)      L’articolo 2, lettera b) del trattato dispone che la Comunità deve stabilire norme di
            sicurezza uniformi per la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori e
            vigilare sulla loro applicazione, alle condizioni previste dal trattato stesso.
   (2)      L’articolo 30 del trattato dispone che sono istituite nella Comunità norme
            fondamentali relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro
            i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti.
   (3)      La direttiva 96/29/Euratom del Consiglio4 stabilisce le norme fondamentali relative
            alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti
            dalle radiazioni ionizzanti.
   (4)      L’incidente avvenuto alla centrale nucleare di Cernobyl nel 1986 ha evidenziato la
            necessità per la Comunità di integrare le norme fondamentali allora in vigore con
            disposizioni applicabili in caso di emergenza radioattiva. La decisione
            87/600/Euratom5 del Consiglio ha pertanto introdotto un meccanismo per lo scambio
            rapido di informazioni in caso di emergenza radioattiva e la direttiva 89/618/Euratom
   1
            GU C […] del […], pag. […].
   2
            GU C […] del […], pag. […].
   3
            GU C […] del […], pag. […].
   4
            GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1.
   5
            GU L 371 del 30.12.1987, pag. 76.
IT                                                     5                                              IT
 ---pagebreak---         del Consiglio, del 27 novembre 1989, concernente l’informazione della popolazione
        sui provvedimenti di protezione sanitaria applicabili e sul comportamento da adottare
        in caso di emergenza radioattiva6 ha imposto agli Stati membri obblighi concernenti
        l’informazione della popolazione in caso di emergenza radioattiva.
   (5)  Le norme fondamentali sono state ulteriormente completate dalla direttiva
        92/3/Euratom del Consiglio, relativa alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di
        residui radioattivi tra Stati membri e di quelle verso la Comunità e fuori da essa7 e dal
        regolamento (Euratom) n. 1493/93 del Consiglio, dell’8 giugno 1993, sulle spedizioni
        di sostanze radioattive tra gli Stati membri8.
   (6)  La direttiva 2003/122/Euratom del Consiglio, del 22 dicembre 2003, sul controllo
        delle sorgenti radioattive sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane9 stabilisce
        requisiti specifici per assicurare che dette fonti vengano tenute sotto controllo, anche
        quando dismesse.
   (7)  Benché il sistema di radioprotezione derivante dalle norme fondamentali in vigore
        garantisca un livello elevato di protezione sanitaria della popolazione allo stato attuale
        delle conoscenze scientifiche in materia, tale protezione deve essere completata per
        garantire che sia mantenuto un livello elevato di sicurezza degli impianti nucleari. Tale
        livello elevato di sicurezza, dalla progettazione alla disattivazione, con il
        mantenimento di difese efficaci contro i rischi radiologici e la prevenzione degli
        incidenti che potrebbero avere conseguenze radiologiche, è una conditio sine qua non
        per raggiungere pienamente gli obiettivi di protezione sanitaria enunciati
        nell’articolo 2, lettera b) del trattato.
   (8)  Gli Stati membri hanno già attuato misure che consentono loro di raggiungere un
        livello elevato di sicurezza nucleare all’interno dell’UE. Dalla valutazione della
        sicurezza nucleare nei nuovi Stati membri effettuata dal Consiglio è emerso che tali
        paesi hanno già raggiunto un livello di sicurezza equivalente o potranno raggiungerlo,
        a condizione che applichino integralmente le raccomandazioni formulate nel contesto
        di tale valutazione.
   (9)  Gli orientamenti e gli standard dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica
        (AIEA) costituiscono un quadro internazionalmente riconosciuto delle migliori
        pratiche sulle quali sono principalmente basati i requisiti nazionali in materia di
        sicurezza e che gli Stati membri hanno ampiamente contribuito a migliorare.
   (10) Nonostante una certa armonizzazione, le misure di sicurezza nucleare restano oggi
        ancora molto diverse da uno Stato membro all’altro. Attualmente questa diversità non
        consente alla Comunità di sentirsi rassicurata sul fatto che gli obiettivi di protezione
        sanitaria fissati dall’articolo 2, lettera b) del trattato sono conseguiti alle migliori
        condizioni possibili. La Comunità europea dell’energia atomica, aderendo alla
        Convenzione sulla sicurezza nucleare entrata in vigore il 24 ottobre 1996, si è
        impegnata a rispettare un livello elevato di sicurezza nucleare riconosciuto
        internazionalmente. Affinché la Comunità possa garantire che i principi di tale
   6
        GU L 357 del 7.12.1989, pag. 31.
   7
        GU L 35 del 12.2.1992, pag. 24.
   8
        GU L 148 del 19.6.1993, pag. 1.
   9
        GU L 346 del 31.12.2003, pag. 57.
IT                                                6                                                IT
 ---pagebreak---         convenzione siano rispettati a livello comunitario e che le “norme di sicurezza
        uniformi” prescritte dall’articolo 2, lettera b) del trattato Euratom siano effettivamente
        applicate, le norme fondamentali di radioprotezione devono essere integrate da
        principi di sicurezza comuni.
   (11) La responsabilità nazionale per quanto concerne la sicurezza degli impianti nucleari
        costituisce il principio fondamentale sul quale la comunità internazionale ha elaborato
        la regolamentazione in materia di sicurezza nucleare, principio applicato dalla
        Convenzione sulla sicurezza nucleare e dalle parti contraenti della stessa, compresa la
        Comunità europea dell’energia atomica; la responsabilità primaria della sicurezza di
        un impianto nucleare deve pertanto spettare al titolare della licenza sotto il controllo
        della rispettiva autorità di regolamentazione nazionale e non essere limitata dalle
        disposizioni della presente direttiva.
   (12) Così come nel corso del ciclo operativo di un impianto nucleare, pericoli di radiazioni
        ionizzanti possono insorgere anche in seguito a operazioni di disattivazione. Per
        contrastare i rischi connessi allo smaltimento delle materie radioattive è necessario
        garantire la disattivazione sicura degli impianti nucleari, compresa la gestione a lungo
        termine dei residui radioattivi e del combustibile esaurito.
   (13) Per conseguire gli obiettivi comunitari in materia di radioprotezione sopra descritti,
        occorre definire gli obblighi fondamentali e i principi generali in materia di sicurezza
        degli impianti nucleari.
   (14) È necessario mettere a disposizione adeguate risorse finanziarie per contribuire alla
        sicurezza degli impianti nucleari. A tal fine gli Stati membri devono provvedere a
        costituire tali risorse finanziarie durante l’intera fase operativa degli impianti e ad
        assicurare che esse siano effettivamente disponibili per gli scopi cui sono state
        destinate.
   (15) La presente direttiva si conforma alla logica del regime introdotto dalla Convenzione
        sulla sicurezza nucleare del 1994, entrata in vigore il 24 ottobre 1996, di cui sono parti
        tutti gli Stati membri. Con decisione 1999/819/Euratom della Commissione10 la
        Comunità europea dell’energia atomica ha aderito alla Convenzione
        il 31 gennaio 2000. Atteso che il campo di applicazione della convenzione è limitato
        alle centrali elettronucleari, la presente direttiva estende i principi che vi figurano a
        tutti gli impianti nucleari per cui si debbano considerare gli aspetti di sicurezza.
   (16) Nel medesimo contesto, la Convenzione internazionale comune sulla sicurezza della
        gestione del combustibile esaurito e sulla sicurezza della gestione dei rifiuti
        radioattivi11, entrata in vigore il 18 giugno 2001, precisa all’articolo 26 che ciascuna
        parte contraente prende le opportune iniziative per garantire la sicurezza della
        disattivazione di un impianto nucleare. Tali iniziative garantiscono che siano
        disponibili personale qualificato e adeguate risorse finanziarie. All’articolo 22,
        punto ii), la convenzione stabilisce che ciascuna parte contraente prende le opportune
        iniziative per garantire che siano disponibili risorse finanziarie adeguate per la
   10
        GU L 318 dell’11.12.1999, pag. 20.
   11
        GU C […] del […], pag. […].
IT                                                7                                                IT
 ---pagebreak---            sicurezza degli impianti di gestione del combustibile esaurito e dei residui radioattivi
           per tutta la durata operativa e nella fase di disattivazione.
   (17)    Allo scopo di vigilare sull’applicazione delle norme adottate conformemente alla
           presente direttiva, gli Stati membri devono presentare alla Commissione relazioni sulle
           misure che hanno adottato per adempiere ai loro obblighi ai sensi della presente
           direttiva.
   (18)    Per trarre il massimo profitto dall’esperienza delle autorità nazionali di
           regolamentazione e contribuire alla promozione di un approccio comune alla sicurezza
           nucleare, è opportuno istituire un Comitato delle autorità di regolamentazione.
   (19)    La Commissione ha condotto numerose consultazioni, individuali e collettive, con le
           autorità nazionali e con il settore industriale interessato nell’ambito di vari organismi.
           Sono state inoltre interpellate organizzazioni internazionali, quali l’Agenzia
           internazionale per l’energia atomica e l’Agenzia per l’energia nucleare. La
           Commissione si è anche avvalsa della partecipazione a diverse riunioni internazionali
           per presentare le sue proposte legislative. Tali consultazioni hanno consentito alla
           Commissione non solo di illustrare la propria percezione dei problemi della sicurezza
           nucleare in senso lato, ma le hanno anche permesso di ricevere le reazioni dei vari
           partecipanti, che potranno servire ad alimentare ulteriori riflessioni,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                Articolo 1
                                    Oggetto e campo di applicazione
   1.        Allo scopo di garantire la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori
             contro i pericoli di radiazioni ionizzanti provenienti dagli impianti nucleari, la
             presente direttiva integra le norme fondamentali di cui all’articolo 30 del trattato
             Euratom per quanto riguarda la sicurezza di tali impianti fissando i pertinenti
             obblighi fondamentali e principi generali.
   2.        La presente direttiva si applica a tutti gli impianti nucleari, anche dopo il termine
             della loro fase operativa, per i quali si devono considerare gli aspetti di sicurezza a
             norma del quadro legislativo e regolamentare dello Stato membro interessato.
                                                Articolo 2
                                                Definizioni
   Ai fini della presente direttiva, valgono le seguenti definizioni:
   1)        “impianto nucleare”: qualsiasi impianto civile, compresi il terreno, gli edifici e le
             attrezzature ad esso associati, nel quale sono prodotte, trattate, utilizzate, manipolate,
             depositate o smaltite, a titolo temporaneo o definitivo, materie radioattive; questa
             definizione si applica fino al momento in cui l’impianto non è più soggetto a
             restrizioni di ordine radiologico; la definizione non copre gli impianti di estrazione
             del minerale e gli impianti che contengono unicamente piccole quantità di materie
             radioattive, quali le sorgenti radioattive sigillate per scopi medici, di ricerca e
             industriali;
IT                                                   8                                                  IT
 ---pagebreak---    2)  “sicurezza nucleare”: le condizioni di sicurezza conseguite grazie alle misure
       adottate per prevenire gli incidenti o attenuarne le conseguenze, e che in tal modo
       assicurano la protezione dei lavoratori e della popolazione da rischi indebiti di
       radiazioni emesse da impianti nucleari;
   3)  “principi comuni in materia di sicurezza”: tutte le disposizioni di cui agli articoli
       da 3 a 11;
   4)  “materia radioattiva”: qualsiasi materia che emette radiazioni ionizzanti;
   5)  “radiazioni ionizzanti”: trasferimento di energia sotto forma di particelle o onde
       elettromagnetiche di lunghezza d’onda pari o inferiore a 100 nanometri o aventi una
       frequenza pari o superiore a 3 x 1015 hertz, capaci di produrre ioni direttamente o
       indirettamente;
   6)  “autorità di regolamentazione”: uno o più organismi, cui ciascuno Stato membro ha
       conferito la facoltà giuridica di concedere licenze, in quello Stato membro, e di
       regolamentare la scelta del sito, la progettazione, la costruzione, la messa in
       esercizio, l’esercizio o la disattivazione di un impianto nucleare;
   7)  “licenza”: qualsiasi autorizzazione che l’autorità di regolamentazione rilascia al
       richiedente e che gli conferisce la responsabilità in materia di scelta del sito,
       progettazione, costruzione, messa in esercizio, esercizio o disattivazione di un
       impianto nucleare;
   8)  “disattivazione” (decommissioning): il complesso delle azioni che portano allo
       scioglimento del controllo di regolamentazione su un impianto nucleare diverso da
       un impianto di smaltimento; queste azioni comprendono i processi di
       decontaminazione e smantellamento;
   9)  “rifiuti radioattivi”: materie radioattive in forma gassosa, liquida o solida per le quali
       non è previsto un ulteriore uso da parte dello Stato membro o di una persona fisica o
       giuridica la cui decisione è accettata dallo Stato membro, e che sono controllate
       come rifiuti radioattivi da un’autorità di regolamentazione secondo la legislazione e
       regolamentazione dello Stato membro;
   10) “pratica”: un’attività umana che può aumentare l’esposizione degli individui alle
       radiazioni provenienti da una sorgente artificiale, o da una sorgente di radiazione
       naturale quando radionuclidi naturali sono trattati per loro proprietà radioattive,
       fissili o fertili, tranne in caso di esposizione d’emergenza.
                                             Articolo 3
                                   Autorità di regolamentazione
   1.  Ciascuno Stato membro istituisce un’autorità di regolamentazione e provvede a che,
       nell’espletamento dei suoi doveri in materia di sicurezza nucleare, le funzioni di tale
       autorità siano effettivamente separate da quelle di qualsiasi organismo o
       organizzazione, pubblica o privata, che sia coinvolta a qualsiasi titolo nella
       promozione o nell’uso dell’energia nucleare. L’autorità di regolamentazione è dotata
       di poteri, competenze e risorse umane e finanziarie adeguati per l’espletamento delle
       responsabilità ad essa assegnate.
IT                                               9                                                IT
 ---pagebreak---    2.       L’autorità di regolamentazione sorveglia e regolamenta la sicurezza nucleare degli
            impianti nucleari e assicura l’effettiva attuazione delle norme di sicurezza. Essa
            concede licenze e controlla l’applicazione della regolamentazione in materia di scelta
            del sito, progettazione, costruzione, messa in esercizio, esercizio o disattivazione
            degli impianti nucleari.
                                               Articolo 4
                   Responsabilità in materia di sicurezza degli impianti nucleari
   1.       Gli Stati membri adottano le misure necessarie per assicurare che la
            responsabilità primaria della sicurezza degli impianti nucleari incomba al
            titolare della corrispondente licenza sotto il controllo dell’autorità di
            regolamentazione di cui all’articolo 3. I controlli e le misure di sicurezza da
            attuare in un impianto nucleare vengono decisi unicamente dall’autorità di
            regolamentazione e dal titolare della licenza.
   2.       Ciascuno Stato membro istituisce e mantiene in vigore un quadro legislativo e
            regolamentare per disciplinare la sicurezza degli impianti nucleari. Il quadro
            legislativo e regolamentare prevede:
            a)    l’adozione di prescrizioni e norme di sicurezza nazionali applicabili;
            b)    un sistema di concessione di licenze per le attività di impianti nucleari e il
                  divieto di esercizio per impianti sprovvisti di licenza;
            c)    un sistema regolamentare di ispezione e di valutazione degli impianti
                  nucleari per accertarne la conformità con la normativa applicabile e le
                  condizioni di concessione della licenza;
            d)    l’esecuzione dei regolamenti applicabili e delle condizioni di concessione
                  delle licenze, compresa la loro sospensione, modifica o revoca.
   3.       Gli Stati membri adottano le misure appropriate per assicurare che ciascun
            titolare di licenza faccia fronte alle proprie responsabilità.
                                               Articolo 5
                                   Sicurezza negli impianti nucleari
   Gli Stati membri assicurano che tutte le misure ragionevolmente realizzabili vengano attuate
   al fine di garantire un elevato livello di sicurezza negli impianti nucleari. In particolare, essi
   prendono tutte le opportune iniziative al fine di:
            a)    stabilire e mantenere, negli impianti nucleari, dispositivi efficaci contro i rischi
                  radiologici potenziali per proteggere le persone e la società dagli effetti nocivi
                  delle radiazioni ionizzanti emesse da tali impianti;
            b)    prevenire gli incidenti aventi conseguenze radiologiche e attenuarne le
                  conseguenze nel caso in cui tali incidenti si verificassero;
IT                                                 10                                                  IT
 ---pagebreak---       c)     garantire la gestione a lungo termine di tutti i materiali radioattivi, compresi i
             rifiuti radioattivi e il combustibile esaurito, prodotti durante il funzionamento
             dell’impianto e nella fase di disattivazione, secondo le norme fondamentali
             relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i
             pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti;
      d)     assicurare un’informazione efficace e, se del caso, la consultazione della
             rispettiva popolazione e delle autorità competenti degli Stati vicini a impianti
             nucleari sotto la giurisdizione dello Stato membro interessato, nella misura in
             cui è plausibile che essi possano essere colpiti in caso di emergenza
             radiologica, in merito agli aspetti inerenti alla sicurezza di detti impianti
             nucleari.
                                           Articolo 6
                                     Priorità alla sicurezza
   1. Gli Stati membri adottano tutte le misure appropriate affinché sia data debita priorità
      alla sicurezza nucleare nell’esecuzione di qualsiasi pratica concernente direttamente
      impianti nucleari.
   2. Le misure per la protezione operativa della popolazione in circostanze normali, ai
      sensi dell’articolo 44 della direttiva 96/29/Euratom, tengono conto di tutti gli aspetti
      relativi alla sicurezza nucleare degli impianti nucleari.
                                           Articolo 7
                               Obblighi dei titolari delle licenze
   1. Gli Stati membri impongono ai titolari delle licenze di gestire i loro impianti nel
      rispetto dei principi comuni in materia di sicurezza fissati dalla presente direttiva e
      dei requisiti di sicurezza nazionali ad essi applicabili, nonché della regolamentazione
      stabilita dall’autorità di regolamentazione e delle eventuali misure da essa adottate.
   2. Gli Stati membri impongono ai titolari delle licenze di stabilire e attuare programmi
      di garanzia della qualità proporzionati alla sicurezza nucleare degli impianti in
      questione, soggetti come minimo alla verifica da parte dell’autorità di
      regolamentazione, per garantire che i requisiti definiti per tutte le attività importanti
      ai fini della sicurezza nucleare siano rispettati durante tutto il ciclo di vita di un
      impianto nucleare.
   3. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per l’attribuzione delle responsabilità
      in materia di disattivazione degli impianti nucleari, compresi i casi in cui i
      responsabili iniziali non siano più in grado di adempiere ai loro impegni.
IT                                             11                                               IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 8
                                                  Ispezioni
   Gli Stati membri vigilano affinché le ispezioni in materia di sicurezza nucleare siano
   effettuate dall’autorità di regolamentazione o da esperti designati dall’autorità di
   regolamentazione negli impianti nucleari durante tutto il loro ciclo di vita, compresa la fase di
   disattivazione, e affinché il titolare delle licenze vi si sottoponga.
                                                  Articolo 9
                                            Risorse finanziarie
   Gli Stati membri prendono le iniziative appropriate per garantire che adeguate risorse
   finanziarie siano disponibili, da parte dell’autorità di regolamentazione e degli esercenti,
   per la sicurezza degli impianti nucleari durante tutto il loro ciclo di vita.
                                                 Articolo 10
                                       Esperti di sicurezza nucleare
   1.       Gli Stati membri adottano le misure appropriate affinché sia assicurata la
            disponibilità di esperti di sicurezza nucleare in misura adeguata alle attività connesse
            alla sicurezza svolte sotto la loro giurisdizione. In particolare, gli Stati membri fanno
            obbligo all’autorità di regolamentazione e ai titolari di licenze di disporre di idoneo
            personale.
   2.       Gli Stati membri assicurano che siano previsti adeguati programmi di studio e
            possibilità di formazione continua, teorica e pratica, per il personale coinvolto nella
            sicurezza degli impianti interessati, sia nello Stato membro interessato che attraverso
            la cooperazione transnazionale.
                                                 Articolo 11
                                            Piani di emergenza
   1.       Ciascuno Stato membro esige l’istituzione di piani di emergenza esterni al sito,
            nonché, nel caso di Stati membri con impianti nucleari sotto la loro giurisdizione,
            interni al sito, approvati dall’autorità di regolamentazione, e regolarmente collaudati
            per fare fronte agli incidenti e inconvenienti di funzionamento al fine di ridurre gli
            eventuali effetti sulla popolazione di situazioni di emergenza radiologica risultanti
            dall’esercizio degli impianti nucleari.
   2.       Ciascuno Stato membro adotta le misure appropriate per assicurare che, nella misura
            in cui è plausibile che possano essere colpite in caso di emergenza radiologica, la sua
            popolazione e le autorità competenti degli Stati limitrofi a impianti nucleari sotto la
            sua giurisdizione ricevano informazioni appropriate in merito ai piani e agli
            interventi di emergenza.
   3.       Gli Stati membri esigono che il titolare della licenza notifichi immediatamente
            all’autorità di regolamentazione qualsiasi incidente significativo ai fini della
            sicurezza e le misure correttive adottate per farvi fronte.
IT                                                    12                                              IT
 ---pagebreak---                                         Articolo 12
                       Comitato delle autorità di regolamentazione
   1. È istituito un comitato delle autorità di regolamentazione (denominato in
      appresso “il Comitato”).
   2. Il Comitato è composto da rappresentanti delle autorità di regolamentazione
      designate da ciascuno Stato membro.
   3. Il Comitato adotta il proprio regolamento interno e designa un presidente scelto
      fra i suoi membri. La Commissione assicura i servizi di segreteria del Comitato.
   4. Il Comitato:
      a)     promuove lo scambio delle migliori pratiche tra autorità di
             regolamentazione, allo scopo di assicurare la progressiva armonizzazione
             degli approcci in materia di sicurezza, nell’ambito della presente direttiva;
      b)     fornisce consulenza alla Commissione su tutti gli aspetti concernenti la
             sicurezza nucleare, comprese le relazioni di sintesi trasmesse a norma
             dell’articolo 14;
      c)     definisce orientamenti quanto al contenuto, alla forma, alla struttura e al
             calendario delle relazioni nazionali di cui all’articolo 13, nella prospettiva
             di assicurare la coerenza con le relazioni da elaborare a norma
             dell’articolo 5 della Convenzione sulla sicurezza nucleare;
      d)     valuta le relazioni nazionali elaborate in conformità dell’articolo 13,
             esprime un parere, eventualmente corredato di raccomandazioni
             indirizzate allo Stato membro interessato, su ciascuna delle suddette
             relazioni, su richiesta della Commissione.
                                        Articolo 13
                                    Relazioni nazionali
   1. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione sulle misure adottate
      per adempiere ai loro obblighi ai sensi della presente direttiva e sullo stato della
      sicurezza degli impianti nucleari sotto la loro giurisdizione. Gli Stati membri
      possono indicare le parti della relazione che devono essere considerate riservate. La
      Commissione trasmette dette relazioni al Comitato.
   2. La prima relazione è trasmessa entro [tre] anni dalla data di cui all’articolo 15,
      paragrafo 1, e successivamente agli stessi intervalli previsti per i rapporti da
      presentare conformemente all’articolo 5 della Convenzione sulla sicurezza nucleare,
      allegata alla decisione 1999/819/Euratom, in conformità con gli orientamenti
      elaborati dal Comitato.
IT                                          13                                              IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 14
                                            Relazioni di sintesi
   La Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio, conformemente al
   calendario definito all’articolo 13, paragrafo 2, relazioni periodiche di sintesi concernenti
   l’applicazione della presente direttiva e i progressi generali compiuti in materia di sicurezza
   nucleare nella Comunità, basandosi sulle relazioni presentate a norma dell’articolo 13,
   paragrafo 1, fatti salvi i pertinenti requisiti di riservatezza.
                                                 Articolo 15
                                                 Attuazione
   1.        Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
             amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva, al più tardi entro
             [due anni a decorrere dalla data di cui all’articolo 16].
   2.        Quando gli Stati membri adottano queste disposizioni, esse contengono un
             riferimento alla presente direttiva, o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto
             della pubblicazione ufficiale. Le modalità di questo riferimento sono adottate dagli
             Stati membri.
   3.        Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali
             di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                                 Articolo 16
                                             Entrata in vigore
   La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
                                                 Articolo 17
                                                 Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                    Per il Consiglio
                                                    Il Presidente
IT                                                    14                                               IT
 ---pagebreak---                                                               2003/0022 (CNS)
                                            Proposta modificata di
                              DIRETTIVA (Euratom) DEL CONSIGLIO
          sulla gestione sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, in particolare
   l’articolo 31 e l’articolo 32,
   vista la proposta della Commissione14,
   visto il parere espresso da un gruppo di persone designate dal comitato scientifico e tecnico
   fra esperti scientifici negli Stati membri, conformemente all’articolo 31 del trattato,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo15,
   visto il parere del Parlamento europeo16,
   considerando quanto segue:
   (1)      L’articolo 2, lettera b) del trattato dispone che la Comunità deve stabilire norme di
            sicurezza uniformi per la protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori e
            vigilare sulla loro applicazione, alle condizioni previste dal trattato stesso.
   (2)      L’articolo 30 del trattato Euratom stabilisce che siano istituite nella Comunità norme
            fondamentali relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro
            i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti.
   (3)      L’articolo 37 del trattato fa obbligo agli Stati membri di fornire alla Commissione i
            dati generali relativi ad eventuali piani di smaltimento di rifiuti radioattivi.
   (4)      La direttiva 96/29/Euratom del Consiglio17 stabilisce le norme fondamentali relative
            alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti
            dalle radiazioni ionizzanti.
   (5)      La direttiva 92/3/Euratom del Consiglio18 prevede un sistema di sorveglianza e
            controllo delle spedizioni di rifiuti radioattivi tra Stati membri e di quelle verso la
            Comunità e fuori da essa, compresa una procedura di notifica obbligatoria comune per
   14
            GU C […] del […], pag. […].
   15
            GU C […] del […], pag. […].
   16
            GU C […] del […], pag. […].
   17
            GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1.
   18
            GU L 35 del 12.2.1992, pag. 24.
IT                                                   15                                               IT
 ---pagebreak---         le spedizioni di tali rifiuti nonché limitazioni e criteri rigorosi concernenti i paesi terzi
        verso i quali si possono esportare rifiuti radioattivi.
   (6)  La direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione
        dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati19, compresi quelli
        relativi allo smaltimento e allo stoccaggio a lungo termine dei rifiuti radioattivi,
        prescrive che gli Stati membri adottino tutte le disposizioni necessarie affinché, prima
        del rilascio dell’autorizzazione, i progetti per i quali si prevede un impatto ambientale
        importante, segnatamente per la loro natura, le loro dimensioni o la loro ubicazione,
        formino oggetto di una valutazione del loro impatto.
   (7)  La decisione 87/600/Euratom del Consiglio20 ha stabilito disposizioni per lo scambio
        rapido di informazioni in caso di emergenza radioattiva, mentre la direttiva
        89/618/Euratom del Consiglio, del 27 novembre 1989, concernente l’informazione
        della popolazione sui provvedimenti di protezione sanitaria applicabili e sul
        comportamento da adottare in caso di emergenza radioattiva21 impone obblighi agli
        Stati membri quanto all’informazione della popolazione sui provvedimenti di
        protezione sanitaria applicabili e sul comportamento da adottare in caso di emergenza
        radioattiva.
   (8)  La direttiva 2003/122/Euratom del 22 dicembre 2003 sul controllo delle sorgenti
        radioattive sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane22 stabilisce requisiti specifici
        per assicurare che dette fonti vengano tenute sotto controllo, anche quando dismesse.
   (9)  La legislazione comunitaria vigente non prevede norme specifiche per garantire che il
        combustibile nucleare esaurito e i rifiuti radioattivi siano sempre gestiti in condizioni
        di sicurezza, in maniera efficace e coerente in tutta l’Unione europea; le norme
        comunitarie esistenti devono pertanto essere completate.
   (10) Il Libro verde della Commissione “Verso una strategia europea per la sicurezza
        dell’approvvigionamento energetico”23 sottolinea che si deve trovare una soluzione
        soddisfacente al problema dei rifiuti radioattivi, all’insegna della massima trasparenza.
   (11) La Convenzione internazionale comune sulla sicurezza della gestione del combustibile
        esaurito e dei rifiuti radioattivi, entrata in vigore il 18 giugno 2001, mira a raggiungere
        e mantenere un elevato livello di sicurezza a livello mondiale nella gestione del
        combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi attraverso il potenziamento delle misure
        nazionali e della cooperazione internazionale.
   (12) La produzione di energia nucleare genera rifiuti radioattivi. I rifiuti radioattivi sono
        anche generati dall’uso di radionuclidi in medicina, nella ricerca e nell’industria. Il
        rilascio di radionuclidi provenienti dal combustibile esaurito e dai rifiuti radioattivi
        possono avere conseguenze transfrontaliere.
   19
        GU L 175 del 5.7.1985, pag. 40, modificata dalla direttiva 97/11/CE del Consiglio, GU L 73
        del 14.3.1997, pag. 5.
   20
        GU L 371 del 30.12.1987, pag. 76.
   21
        GU L 357 del 7.12.1989, pag. 31.
   22
        GU L 346 del 31.12.2003, pag. 57.
   23
        COM(2000) 769.
IT                                                 16                                                   IT
 ---pagebreak---    (13) I rifiuti derivanti da operazioni estrattive contenenti soltanto materie radioattive
        naturali rappresentano un aspetto della gestione dei rifiuti che deve essere affrontato
        dagli Stati membri, ma che è di natura diversa rispetto alla gestione dei rifiuti
        radioattivi e del combustibile nucleare esaurito contemplati dalla presente direttiva.
   (14) È opportuno che ciascuno Stato membro rimanga pienamente responsabile della
        gestione di tutto il combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi sotto la sua
        giurisdizione.
   (15) La gestione sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi sarebbe
        potenziata aumentando la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri.
   (16) La risoluzione del Consiglio del 15 giugno 199224 ha invitato la Commissione a
        sviluppare un approccio comune e cooperare con gli Stati membri per armonizzare ove
        possibile a livello comunitario le strategie e pratiche di gestione dei rifiuti radioattivi.
   (17) Gli esperti concordano sul fatto che, in base alle attuali conoscenze, lo smaltimento
        geologico rappresenta la soluzione più appropriata per la gestione dei rifiuti radioattivi
        a vita lunga. A tal fine è necessario che Stati membri studino la possibilità di dare
        priorità allo smaltimento geologico profondo per il deposito dei loro rifiuti radioattivi
        a vita lunga, tenendo in debito conto le loro specifiche circostanze.
   (18) La definizione di un calendario per la realizzazione di adeguate soluzioni per la
        gestione dei rifiuti radioattivi eviterà di imporre oneri indebiti alle future generazioni e
        rispetterà anche, ora e in futuro, i principi di base della radioprotezione figuranti nel
        capo I della direttiva 96/29/Euratom. A tal fine, per quanto riguarda i regimi di
        finanziamento interessati, è auspicabile che il produttore o l’attuale possessore dei
        rifiuti sia tenuto a pagare per la gestione dei rifiuti.
   (19) I progressi realizzati dagli Stati membri verso soluzioni per la gestione delle diverse
        forme di rifiuti radioattivi sono presi in considerazione dalla Commissione
        nell’esercizio delle sue responsabilità ai sensi del trattato Euratom, in particolare di
        quelle definite nel titolo II, capo 4.
   (20) È importante basare i programmi di gestione dei rifiuti radioattivi sulle pertinenti
        conoscenze tratte dalla ricerca e dallo sviluppo tecnologico nei vari campi connessi ai
        rifiuti radioattivi, compresa la minimizzazione. Esistono al riguardo problemi comuni
        a molti Stati membri che possono essere utilmente affrontati a livello comunitario,
        nell’ambito dei programmi quadro comunitari e, se del caso, di altre iniziative, quali lo
        Spazio europeo della ricerca, volte a integrare e sostenere le azioni degli Stati membri.
   (21) Si rammenta inoltre che la cooperazione in settori comuni della ricerca e dello
        sviluppo tecnologico può essere intrapresa conformemente alle disposizioni del
        titolo II, capo 1 del trattato o può essere affidata a una o più imprese comuni da
        costituire conformemente al titolo II, capo 5 del trattato.
   (22) Benché nessun elemento della presente direttiva debba implicare che gli Stati membri
        siano tenuti ad accettare spedizioni di rifiuti radioattivi, potrebbe rivelarsi proficua una
        collaborazione tra gli Stati membri al fine di stabilire programmi multinazionali di
   24
        GU C 158 del 25.6.1992, pag. 3.
IT                                                17                                                 IT
 ---pagebreak---            gestione dei rifiuti. È riconosciuto in particolare che vi sono Stati membri che hanno
           solo quantitativi ridotti di rifiuti radioattivi, o hanno un territorio o caratteristiche
           geologiche non adatte per un deposito in profondità e che tali Stati membri desiderano
           eventualmente concludere accordi con altri Stati per trovare soluzioni comuni per lo
           smaltimento.
   (23)    Allo scopo di trarre il massimo profitto dall’esperienza maturata a livello nazionale e
           contribuire allo sviluppo di un approccio comune alla sicurezza nucleare, le relazioni
           nazionali devono essere valutate da un comitato di esperti e si devono inoltre ricercare
           le sinergie con le pertinenti attività svolte nell’ambito della Convenzione
           internazionale comune sulla sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei
           rifiuti radioattivi.
   (24)    È opportuno che l’applicazione della presente direttiva sia controllata sulla base di
           relazioni periodiche trasmesse dagli Stati membri,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                  Articolo 1
                                     Obiettivo e campo di applicazione
   1.        La presente direttiva integra le norme fondamentali stabilite all’articolo 30 del
             trattato CEEA per quanto riguarda i requisiti per la gestione sicura del combustibile
             nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, al fine di:
             a)     garantire che la totalità del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti
                    radioattivi sia gestita in condizioni di sicurezza, in modo da proteggere la
                    salute dei lavoratori e della popolazione dagli effetti nocivi delle radiazioni
                    ionizzanti, ora e in futuro;
             b)     conseguire e mantenere un elevato livello di sicurezza nella gestione del
                    combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi per proteggere la salute
                    dei lavoratori e della popolazione adottando, in tutta la Comunità e in maniera
                    efficace, tutte le misure precauzionali e preventive necessarie;
             c)     rafforzare l’informazione effettiva del pubblico e, se necessario, la sua
                    consultazione, per garantire la necessaria trasparenza nei pertinenti processi
                    decisionali.
   2.        La presente direttiva si applica a tutte le fasi della gestione del combustibile nucleare
             esaurito e dei rifiuti radioattivi originati da applicazioni civili.
                                                  Articolo 2
                                                 Definizioni
   Ai fini della presente direttiva, valgono le seguenti definizioni:
   1)        “disattivazione” (decommissioning): il complesso delle azioni che portano allo
             scioglimento del controllo di regolamentazione su un impianto nucleare diverso da
IT                                                    18                                               IT
 ---pagebreak---       un impianto di smaltimento; queste azioni comprendono i processi di
      decontaminazione e smantellamento;
   2) “scarichi”: le emissioni nell’ambiente pianificate e controllate, in piena legalità,
      entro i limiti autorizzati dall’autorità di regolamentazione, di materie radioattive allo
      stato liquido o gassoso provenienti da impianti nucleari regolamentati nel corso del
      loro funzionamento normale;
   3) “smaltimento”: il deposito di rifiuti radioattivi, compreso il combustibile esaurito per
      cui non è previsto altro uso, in un opportuno impianto senza l’intenzione di
      recuperarli;
   4) “radiazioni ionizzanti”: il trasferimento di energia sotto forma di particelle o di onde
      elettromagnetiche di lunghezza d’onda pari o inferiore a 100 nanometri o di
      frequenza pari o superiore a 3 x 1015 hertz, capace di produrre ioni, direttamente o
      indirettamente;
   5) “materia radioattiva”: ogni materia che emette radiazioni ionizzanti;
   6) “impianto nucleare”: qualsiasi impianto civile, compresi i terreni, gli edifici e le
      attrezzature ad esso associati nel quale le materie radioattive sono prodotte,
      trasformate, usate, manipolate, depositate o smaltite temporaneamente o
      definitivamente; questa definizione si applica fino a quando l’impianto è sciolto da
      ogni restrizione radiologica, e non comprende gli impianti di estrazione mineraria né
      gli impianti che contengono unicamente piccole quantità di materie radioattive, quali
      le sorgenti radioattive sigillate per scopi medici, industriali e di ricerca;
   7) “ciclo del combustibile nucleare”: tutte le fasi del ciclo di produzione, uso e
      ritrattamento del combustibile esaurito nei reattori nucleari, comprese fasi quali
      l’estrazione del minerale, la conversione, l’arricchimento, la fabbricazione di
      combustibile, la produzione di energia, lo stoccaggio intermedio del combustibile
      esaurito e/o il ritrattamento seguito dal riciclo delle materie fissili e fertili e dallo
      stoccaggio dei rifiuti radioattivi vetrificati e di altri rifiuti, il condizionamento e
      l’incapsulamento del combustibile esaurito e/o di altri rifiuti radioattivi e lo
      smaltimento;
   8) “rifiuti radioattivi”: materie radioattive in forma gassosa, liquida o solida per le quali
      non è previsto un ulteriore uso da parte dello Stato membro o di una persona fisica o
      giuridica la cui decisione è accettata dallo Stato membro, e che sono controllate
      come rifiuti radioattivi da un’autorità di regolamentazione secondo la legislazione e
      regolamentazione dello Stato membro. Questa definizione non contempla rifiuti di
      operazioni estrattive che contengono soltanto materie radioattive naturali né le
      piccole quantità di materie radioattive come le sorgenti radioattive sigillate, a meno
      che non siano dichiarate rifiuti radioattivi da uno Stato membro;
   9) “gestione dei rifiuti radioattivi”: tutte le attività, comprese quelle di disattivazione,
      relative alla manipolazione, al pretrattamento, al trattamento, al condizionamento,
      allo stoccaggio o allo smaltimento dei rifiuti radioattivi, escluso il trasporto al di
      fuori del sito. Questa gestione può anche comportare scarichi;
IT                                            19                                                 IT
 ---pagebreak---    10) “autorità di regolamentazione”: uno o più organismi cui lo Stato membro ha
       conferito la facoltà giuridica di concedere licenze e disciplinare qualsiasi aspetto
       della sicurezza del combustibile esaurito o dei rifiuti radioattivi;
   11) “licenza”: qualsiasi autorizzazione, permesso o certificazione concessa da un’autorità
       di regolamentazione per la conduzione di attività relativa alla gestione del
       combustibile esaurito o dei rifiuti radioattivi;
   12) “ritrattamento”: un processo o un’operazione intesi ad estrarre le materie nucleari dal
       combustibile esaurito per un ulteriore uso;
   13) “spedizione”: tutte le operazioni necessarie per spostare il combustibile esaurito e i
       rifiuti radioattivi dal luogo di origine alla destinazione, comprese le operazioni di
       trasporto in vista dello smaltimento o dello stoccaggio;
   14) “combustibile (nucleare) esaurito”: combustibile nucleare irraggiato                      e
       successivamente rimosso in modo definitivo dall’interno di un reattore;
   15) “stoccaggio”: la conservazione di rifiuti radioattivi o di combustibile esaurito in un
       impianto equipaggiato per il loro confinamento, con l’intenzione di recuperarli
       successivamente.
                                            Articolo 3
        Requisiti generali per la gestione sicura del combustibile nucleare esaurito
                                      e dei rifiuti radioattivi
   1.  Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per garantire che il combustibile
       nucleare esaurito e i rifiuti radioattivi siano gestiti in modo da proteggere
       adeguatamente i lavoratori e la popolazione dai pericoli radiologici.
   2.  Gli Stati membri prendono adeguate misure affinché la generazione di rifiuti
       radioattivi sia mantenuta al più basso livello possibile.
   3.  Gli Stati membri istituiscono o designano un’autorità di regolamentazione
       responsabile dell’attuazione del quadro legislativo e regolamentare nazionale relativo
       alla sicurezza del combustibile esaurito e alla gestione dei rifiuti radioattivi, dotata di
       poteri, competenze e risorse umane e finanziarie adeguati per l’espletamento delle
       responsabilità ad essa assegnate. Le funzioni dell’autorità di regolamentazione,
       nell’espletamento dei suoi compiti, devono essere effettivamente separate da quelle
       di qualsiasi altro organismo o organizzazione pubblica o privata operante a qualsiasi
       titolo nella gestione di combustibile esaurito o rifiuti radioattivi.
   4.  Gli Stati membri garantiscono che adeguate risorse finanziarie siano a disposizione,
       quando necessarie, per sostenere la gestione sicura del combustibile nucleare esaurito
       e dei rifiuti radioattivi, anche di quelli derivanti dalle attività di disattivazione.
   5.  Gli Stati membri garantiscono un elevato livello di trasparenza sulle questioni
       relative alla gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi sotto
       la loro giurisdizione. Questo obiettivo è realizzato mediante un’efficace
       informazione e, se necessario, consultazione della popolazione nonché delle
       competenti autorità degli Stati in prossimità dei siti di stoccaggio o di smaltimento,
IT                                               20                                                IT
 ---pagebreak---       nella misura in cui è plausibile che possano essere colpiti in caso di emergenza
      radiologica in detti siti. Gli Stati membri garantiscono l’informazione del pubblico
      sulle misure da adottare e sull’andamento del processo decisionale, in particolare per
      quanto riguarda i metodi per la selezione dei siti di stoccaggio, o di smaltimento
      qualora esistano.
                                           Articolo 4
                   Programmi nazionali di gestione dei rifiuti radioattivi
   1. Ciascuno Stato membro stabilisce e tiene aggiornato un programma nazionale ben
      definito di gestione dei rifiuti radioattivi applicabile a tutti i rifiuti radioattivi sotto la
      sua giurisdizione, che copra tutte le fasi di gestione.
      Gli Stati membri studiano la possibilità di dare priorità alla soluzione di uno
      smaltimento geologico profondo, tenendo in debito conto le loro specifiche
      circostanze.
   2. Il programma nazionale comprende un inventario dei quantitativi di rifiuti radioattivi
      gestiti nello Stato membro. L’inventario è effettuato sotto il controllo dello Stato
      membro. Il programma copre tutti gli aspetti della gestione a lungo termine dei rifiuti
      radioattivi e del combustibile esaurito non destinati a ritrattamento o, nel caso del
      combustibile di reattori di ricerca, non destinati a ritrattamento o soggetti ad accordi
      di ripresa con il paese di fabbricazione.
      Le iniziative adottate nell’ambito del programma riflettono il livello delle azioni e la
      quantità di rifiuti radioattivi generati nello Stato membro.
   3. Il programma rivolge particolare attenzione ai requisiti generali di cui all’articolo 3.
   4. Il programma può comprendere le spedizioni di rifiuti radioattivi verso un altro Stato
      membro o un paese terzo solo a condizione che il paese d’origine e il paese di
      destinazione abbiano dato il consenso preliminare alla spedizione e che tali
      spedizioni:
      a)     siano pienamente conformi alla legislazione comunitaria applicabile,
             principalmente alla direttiva 92/3/Euratom, e agli impegni internazionali,
      b)     siano oggetto di accordi bilaterali o accordi multilaterali tra Stati, e
      c)     avvengano soltanto verso Stati con impianti adeguati e conformi alle norme
             accettate nello Stato membro di origine e, nel caso delle materie di cui
             all’articolo 197 del trattato, siano oggetto di un adeguato controllo di sicurezza.
                                           Articolo 5
                      Calendario per la gestione dei rifiuti radioattivi
   1. Il programma nazionale di gestione include il calendario scelto per la gestione a
      lungo termine dei rifiuti radioattivi; esso si riferisce ai rifiuti a bassa e media
      attività nonché a quelli ad alta attività.
IT                                             21                                                     IT
 ---pagebreak---    2. Quando uno Stato membro ritiene che non esistano alternative idonee allo
      smaltimento e tale smaltimento non è ancora praticabile, esso include, come
      minimo, i seguenti punti nel programma:
      a)     licenza per lo sviluppo di uno (o più) siti di smaltimento
      b)     licenza per l’esercizio dell’impianto o degli impianti di smaltimento.
      c)     Gli Stati membri possono decidere di smaltire più di un tipo di rifiuti nello
             stesso sito.
   3. Gli Stati membri possono successivamente integrare il calendario al fine di, tra
      l’altro, includervi ulteriori siti e impianti di smaltimento.
                                           Articolo 6
      Ricerca e sviluppo tecnologico nel settore della gestione dei rifiuti radioattivi
   1. Il programma di gestione dei rifiuti radioattivi ai sensi dell’articolo 4 della presente
      direttiva tiene debito conto della ricerca e sviluppo tecnologico nel settore dei rifiuti
      radioattivi.
   2. Sulla base delle relazioni periodiche degli Stati membri in applicazione
      dell’articolo 8 della presente direttiva, la Commissione individua i settori comuni di
      ricerca e sviluppo che possono essere coordinati a livello comunitario, tenendo
      pienamente conto delle attività previste nei programmi di ricerca e formazione
      adottati in virtù dell’articolo 7 del trattato.
   3. La Commissione incoraggia la cooperazione tra gli Stati membri nei settori di ricerca
      e sviluppo tecnologico di interesse comune, conformemente alle disposizioni del
      titolo II, capo 1 del trattato, soprattutto attraverso gli strumenti dei programmi quadro
      di ricerca e sviluppo tecnologico.
                                           Articolo 7
                                       Comitato di esperti
   1. È istituito un Comitato di esperti (in appresso denominato “il Comitato”)
      incaricato di eseguire i compiti assegnatigli a norma dell’articolo 8.
   2. Il Comitato è composto da esperti designati da ciascuno Stato membro.
   3. Il Comitato adotta il proprio regolamento interno e designa un presidente fra i
      suoi membri. La Commissione assicura i servizi di segreteria del Comitato.
                                           Articolo 8
                          Relazioni nazionali e relazioni di sintesi
   1. Ciascuno Stato membro presenta relazioni nazionali dettagliate alla Commissione
      sulle attività svolte in applicazione dell’articolo 3 e sul programma di cui agli
IT                                             22                                               IT
 ---pagebreak---       articoli 4 e 5. Gli Stati membri possono indicare quali parti della relazione devono
      essere considerate riservate.
   2. La prima relazione viene presentata entro [tre] anni dalla data prevista all’articolo 9,
      paragrafo 1, e successivamente agli stessi intervalli previsti per le relazioni da
      redigere ai sensi dell’articolo 32 della Convenzione internazionale comune sulla
      sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.
      La Commissione, di concerto con il Comitato, definisce orientamenti riguardanti il
      contenuto e il calendario di queste relazioni al fine di assicurare, per quanto
      possibile, coerenza con le relazioni da redigere ai sensi dell’articolo 32 della
      Convenzione comune.
   3. La relazione di cui al paragrafo 1 contiene anche un sunto di tutte le attività di ricerca
      e sviluppo tecnologico nel settore della gestione dei rifiuti radioattivi in corso o
      previste nello Stato membro, tenendo conto dei legittimi requisiti in materia di
      riservatezza, compresi dettagli sulla durata e le date di completamento previste.
   4. Le relazioni di cui al paragrafo 1 sono soggette a una valutazione da parte del
      Comitato. Il Comitato esprime un parere su ogni relazione, il quale può
      contenere raccomandazioni allo Stato membro interessato. La Commissione
      organizza il processo di valutazione nel corso del quale gli Stati membri possono
      essere sollecitati a fornire informazioni supplementari. La Commissione
      trasmette il parere del Comitato di esperti allo Stato membro interessato, il
      quale entro i sei mesi successivi al ricevimento presenta le sue eventuali
      osservazioni, comprese le misure che eventualmente ha adottato o intende
      adottare in risposta al parere del Comitato.
   5. La Commissione, previa consultazione del Comitato, sottopone al Parlamento
      europeo e al Consiglio conformemente al calendario definito nel paragrafo 2 una
      relazione di sintesi sulla gestione dei rifiuti radioattivi nell’Unione europea. Tale
      relazione è basata sulle informazioni contenute nelle relazioni nazionali di cui al
      paragrafo 1 nonché sui risultati del processo di valutazione di cui al paragrafo 4.
                                          Articolo 9
                                          Attuazione
   1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
      amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva al più tardi entro
      [due anni dalla data di cui all’articolo 10].
   2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento
      alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della
      pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono stabilite dagli Stati
      membri.
   3. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni
      nazionali adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
IT                                            23                                                 IT
 ---pagebreak---                                              Articolo 10
                                          Entrata in vigore
   La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
                                             Articolo 11
                                             Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                Per il Consiglio
                                                Il Presidente
IT                                                24                                             IT