CELEX: 61993CJ0482
Language: it
Date: 1995-10-26 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 26 ottobre 1995. # S.E. Klaus contro Bestuur van de Nieuwe Algemene Bedrijfsvereniging. # Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Arrondissementsrechtbank di Amsterdam - Paesi Bassi. # Previdenza sociale - Malattia - Stato di salute preesistente - Totalizzazione dei periodi di iscrizione. # Causa C-482/93.

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61993J0482

SENTENZA DELLA CORTE (QUINTA SEZIONE) DEL 26 OTTOBRE 1995.  -  S. E. KLAUS CONTRO BESTUUR VAN DE NIEUWE ALGEMENE BEDRIJFSVERENIGING.  -  DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE: ARRONDISSEMENTSRECHTBANK AMSTERDAM - PAESI BASSI.  -  PREVIDENZA SOCIALE - MALATTIA - STATO DI SALUTE PREESISTENTE - TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI DI ASSICURAZIONE.  -  CAUSA C-482/93.  

raccolta della giurisprudenza 1995 pagina I-03551

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1. Previdenza sociale dei lavoratori migranti ° Assicurazione malattia ° Presupposti per l' erogazione delle prestazioni ° Inopponibilità, in forza della normativa comunitaria, di una condizione relativa all' origine dell' affezione ai sensi della normativa di uno Stato membro ° Portata  (Regolamento del Consiglio n. 1408/71, art. 35, n. 3)  2. Previdenza sociale dei lavoratori migranti ° Assicurazione malattia ° Presupposti per l' erogazione delle prestazioni ° Normativa dello Stato membro competente che subordina il beneficio delle prestazioni all' assenza dell' inabilità al lavoro al momento dell' iscrizione ° Obbligo di tener conto dei periodi d' iscrizione compiuti ai sensi della normativa di un altro Stato membro ° Breve periodo senza iscrizione dovuto al trasferimento di residenza da uno Stato membro in un altro ° Irrilevanza  (Trattato CE, art. 51; regolamento del Consiglio n. 1408/71, art. 18, n. 1)  

Massima

1. L' art. 35, n. 3, del regolamento n. 1408/71, il quale dispone che, se la normativa di uno Stato membro subordina l' erogazione delle prestazioni di malattia ad una condizione relativa all' origine dell' affezione, questa condizione non è opponibile al lavoratore cui si applica il regolamento, qualunque sia il suo luogo di residenza, non riguarda l' ipotesi in cui la normativa vigente esclude, in tutto o in parte, il beneficio delle prestazioni di malattia, allorché il lavoratore era già inabile al lavoro al momento della sua iscrizione al regime da essa instaurato.  2. L' art. 18, n. 1, del regolamento n. 1408/71, alla luce dell' obiettivo fissato dall' art. 51 del Trattato, dev' essere interpretato nel senso che, quando la normativa vigente di uno Stato membro subordina l' erogazione di prestazioni di malattia in denaro alla condizione che l' inabilità al lavoro dell' assicurato non sussistesse già al momento della sua iscrizione al regime da essa instaurato, l' istituzione competente deve tener conto anche dei periodi di iscrizione compiuti dall' interessato ai sensi della normativa di un altro Stato membro come se si trattasse di periodi compiuti ai sensi della normativa che essa applica.  A questo proposito, il fatto che il lavoratore, dopo aver trasferito la propria residenza da uno Stato membro in un altro, non abbia per un breve periodo svolto un' attività lavorativa né sia stato iscritto come richiedente lavoro nel territorio di quest' ultimo Stato non ha l' effetto di interrompere la continuità dei periodi d' iscrizione compiuti dall' interessato e di ostare all' applicazione della norma in materia di totalizzazione dei periodi di assicurazione.  Infatti, è inerente al normale esercizio del diritto di libera circolazione il fatto, per un lavoratore migrante, di non lavorare per un breve periodo durante il quale è impegnato nel trasferirsi materialmente da uno Stato membro in un altro.  

Parti

Nel procedimento C-482/93,  avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell' art. 177 del Trattato CE, dall' Arrondissementsrechtbank di Amsterdam (Paesi Bassi) nella causa dinanzi ad esso pendente tra  S.E. Klaus  e  Bestuur van de Nieuwe Algemene Bedrijfsvereniging,  domanda vertente sull' interpretazione degli artt. 25, n. 2, 35, n. 3, e 71, n. 1, del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all' applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all' interno della Comunità, nella versione modificata e aggiornata dal regolamento (CEE) del Consiglio 2 giugno 1983, n. 2001 (GU L 230, pag. 6),  LA CORTE (Quinta Sezione),  composta dai signori D.A.O. Edward (relatore), presidente di sezione, J.C. Moitinho de Almeida, C. Gulmann, P. Jann e L. Sevón, giudici,  avvocato generale: A.M. La Pergola  cancelliere: H.A. Ruehl, amministratore principale  viste le osservazioni scritte presentate:  ° per il Bestuur van de Nieuwe Algemene Bedrijfsvereniging, dal signor C.R.J.A.M. Brent, direttore della sezione amministrazione e affari giuridici dell' associazione "Gemeenschappelijk Administratiekantoor", in qualità di agente,  ° per la Commissione delle Comunità europee, dalla signora M. Patakia e dal signor B.J. Drijber, membri del servizio giuridico, in qualità di agenti,  vista la relazione d' udienza,  sentite le osservazioni orali del Bestuur van de Nieuwe Algemene Bedrijfsvereniging, rappresentata dal signor F.W.M. Keunen, collaboratore giuridico dell' associazione "Gemeenschappelijk Administratiekantoor", e della Commissione, rappresentata dal signor B.J. Drijber, all' udienza del 4 maggio 1995,  sentite le conclusioni dell' avvocato generale, presentate all' udienza del 27 giugno 1995,  ha pronunciato la seguente  Sentenza  

Motivazione della sentenza

1 Con ordinanza 15 ottobre 1992, pervenuta in cancelleria il 28 dicembre 1993, l' Arrondissementsrechtbank di Amsterdam ha sottoposto alla Corte, a norma dell' art. 177 del Trattato CE, varie questioni pregiudiziali vertenti sull' interpretazione degli artt. 25, n. 2, 35, n. 3, e 71, n. 1, del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all' applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all' interno della Comunità, nella versione modificata e aggiornata dal regolamento (CEE) del Consiglio 2 giugno 1983, n. 2001 (GU L 230, pag. 6; in prosieguo: il "regolamento n. 1408/71").  2 Tali questioni sono state sollevate nell' ambito di una controversia pendente tra la signora Klaus e la Nieuwe Algemene Bedrijfsvereniging (nuova associazione professionale generale) circa l' erogazione di prestazioni di malattia in denaro.  3 Dal dicembre 1985 al luglio 1987 la signora Klaus, olandese, lavorava come infermiera nei Paesi Bassi e per questo era assicurata in base alla Ziektewet (legge sulle indennità di malattia; in prosieguo: la "ZW"). Nel luglio 1987 essa interrompeva quest' attività a causa di dolori alla schiena, cosicché terminava la sua assicurazione in base alla ZW.  4 Dopo aver seguito per otto mesi un corso di "management" nel settore del turismo, nel giugno 1988 essa si recava in Spagna per svolgervi un' attività di accompagnatrice e di collaboratrice in pubbliche relazioni.  5 Nel dicembre 1988 essa tornava nei Paesi Bassi e per un breve periodo svolgeva vari lavori.  6 Dal maggio 1989 all' ottobre 1989 la signora Klaus lavorava nuovamente come accompagnatrice e collaboratrice in pubbliche relazioni in Spagna. Successivamente essa tornava nei Paesi Bassi e, a partire dal 20 ottobre 1989, lavorava come avventizia per la Randstad Industrie BV. Dagli atti del procedimento nazionale messi a disposizione della Corte risulta che tra la cessazione delle sue attività in Spagna e l' inizio del suo impiego avventizio, vale a dire per qualche giorno, la signora Klaus non ha lavorato, senza per questo chiedere l' erogazione di indennità di disoccupazione né all' ente spagnolo competente né a quello olandese.  7 La summenzionata agenzia di collocamento dei lavoratori avventizi procurava alla signora Klaus un lavoro di catering in una mensa aziendale nei Paesi Bassi. Tuttavia, il 7 novembre 1989 essa doveva interrompere questa attività a causa di dolori alla schiena.  8 Da un referto peritale del 16 settembre 1991, esibito nell' ambito dell' istruttoria della causa principale, emerge che, a causa di deviazioni della colonna vertebrale, la signora Klaus già il 20 ottobre 1989, data in cui si era nuovamente iniziata la sua assicurazione in base alla ZW, era inabile al lavoro. Vi è anche precisato che i dolori alla schiena della signora Klaus si erano manifestati per la prima volta nel dicembre 1986 e si erano aggravati durante le sue attività in Spagna nel 1989.  9 Con lettera 24 aprile 1990 la Nieuwe Algemene Bedrijfsvereniging, incaricata dell' applicazione del regime di assicurazione malattia, comunicava alla signora Klaus che aveva deciso di non concederle alcuna indennità di malattia in base alla ZW a decorrere dal 7 novembre 1989 in quanto, nel momento in cui cominciava l' assicurazione malattia, vale a dire il 20 ottobre 1989, essa era già inabile al lavoro.  10 La ZW costituisce il fondamento del regime generale olandese di assicurazione malattia. Per avere diritto alle prestazioni di malattia in denaro ai sensi di questa normativa, l' interessato deve essere inabile a svolgere il suo lavoro (in generale, quello da ultimo prestato) per malattia (art. 19). Sussistendo determinate condizioni, il beneficio della copertura assicurativa in caso di malattia può essere conservato dopo la fine del periodo di assicurazione, come se il beneficiario fosse rimasto assicurato, allorché l' inabilità al lavoro si verifica per un breve periodo (di un mese o di otto giorni, a seconda dei casi) successivo alla fine dell' assicurazione (art. 46).  11 L' associazione professionale può negare, in tutto o in parte, l' erogazione di un' indennità di malattia, allorché l' inabilità al lavoro sussisteva già al momento in cui l' assicurazione si è iniziata (art. 44, n. 1, initio e lett. a), primo trattino). Questa disposizione mira a prevenire gli abusi, fermo restando che la normativa olandese in materia di inabilità al lavoro non prevede controlli che consentano di escludere dalla copertura taluni rischi nel momento in cui questa ha inizio.  12 Sono queste ultime disposizioni che sono state fatte valere dalla Nieuwe Algemene Bedrijfsvereniging per negare alla signora Klaus, con decisione 24 aprile 1990, indennità di malattia in base alla ZW.  13 La signora Klaus proponeva un ricorso contro tale decisione dinanzi all' Arrondissementsrechtbank di Amsterdam, il quale riteneva che la controversia sollevasse questioni relative all' interpretazione degli artt. 25, n. 2, 35, n. 3, e 71, n. 1, del regolamento n. 1408/71.  14 Ai sensi dell' art. 25, n. 2, del regolamento n. 1408/71, "un lavoratore subordinato in disoccupazione completa cui si applicano le disposizioni dell' articolo 71, paragrafo 1, lettera a), punto ii), o lettera b), punto ii), prima frase, beneficia delle prestazioni [di malattia] in natura o in denaro secondo la legislazione [e a carico] dello Stato membro nel cui territorio egli risiede, come se fosse stato soggetto a questa legislazione nel corso dell' ultima occupazione (...)". Sono contemplati i lavoratori in disoccupazione completa che nel corso del loro ultimo impiego risiedevano in uno Stato membro diverso da quello competente.  15 Al riguardo il giudice a quo non esclude che poco prima dell' inizio del suo ultimo impiego nei Paesi Bassi, vale a dire il 20 ottobre 1989, la signora Klaus si sia trovata per un certo numero di giorni nella situazione di un disoccupato (non frontaliero) in Spagna che ha mantenuto la sua residenza nei Paesi Bassi e, di conseguenza, contemplata dall' art. 71, n. 1, lett. b), punto ii), prima frase, del regolamento n. 1408/71.  16 Peraltro, ai sensi dell' art. 35, n. 3, del regolamento n. 1408/71, "se la legislazione di uno Stato membro subordina l' erogazione delle prestazioni [di malattia] ad una condizione relativa all' origine dell' affezione, questa condizione non è opponibile né ai lavoratori subordinati o autonomi né ai loro familiari" ai quali si applica il regolamento, "qualunque sia lo Stato membro nel cui territorio essi risiedono".  17 L' Arrondissementsrechtbank di Amsterdam ha pertanto deciso di sottoporre alla Corte di giustizia le seguenti questioni pregiudiziali:  "1) Se l' art. 35, n. 3, del regolamento n. 1408/71 debba essere interpretato nel senso che questo articolo, tenuto conto anche dell' art. 48 del Trattato CEE, osta a che, in base all' applicazione di una disposizione nazionale sulla selezione dei rischi contenuta nell' art. 44, n. 1, lett. a), primo trattino, della ZW, prestazioni di malattia siano negate ad un lavoratore il quale, (quasi) immediatamente dopo un periodo in cui era soggetto alla normativa relativa alle prestazioni di malattia, è assicurato nello Stato membro la cui normativa nazionale contiene la summenzionata disposizione sulla selezione dei rischi.  2) Qualora la questione n. 1 venga risolta affermativamente, se tale interpretazione valga anche qualora le limitazioni alla capacità lavorativa, che hanno comportato l' applicazione della disposizione nazionale sulla selezione dei rischi, siano sorte durante un periodo di assicurazione contro le conseguenze pecuniarie di una malattia in base alla normativa dello Stato membro cui appartiene anche questa disposizione sulla selezione dei rischi.  3) Se, tenuto conto dell' art. 25, n. 2, del regolamento (CEE) n. 1408/71, per la soluzione della prima questione rilevi il fatto che un lavoratore, prima di svolgere un' attività subordinata nello Stato membro competente in materia, si trovava nella situazione di cui all' art. 71, n. 1, lett. a), punto ii), o lett. b), punto ii), del regolamento (CEE) n. 1408/71.  4) Qualora la questione n. 3 venga risolta affermativamente, se l' art. 25, n. 2, del regolamento n. 1408/71 debba essere interpretato nel senso che per lavoratore considerato da detta disposizione si deve intendere (anche) un lavoratore il quale ha soddisfatto tutte le condizioni d' applicazione dell' art. 71, n. 1, lett. a), punto ii), o lett. b), punto ii), del regolamento (CEE) n. 1408/71, anche se non gli sia mai stata versata dall' ente del suo paese di residenza un' indennità di disoccupazione in base a dette disposizioni, in quanto non vi è mai stata una domanda di erogazione di tale prestazione".  18 Con la prima questione il giudice a quo chiede in sostanza se l' art. 35, n. 3, del regolamento n. 1408/71 si applichi ad una normativa di uno Stato membro la quale escluda, in tutto o in parte, il beneficio delle prestazioni di malattia allorché il lavoratore era già inabile al lavoro al momento della sua iscrizione al regime da essa instaurato.  19 A questo proposito è sufficiente rilevare che l' art. 35, n. 3, del regolamento riguarda l' ipotesi in cui una condizione relativa all' origine dell' affezione sia opposta, ai sensi della normativa dello Stato competente, al lavoratore o al suo familiare. Non riguarda invece l' ipotesi in cui, come nel caso di specie, la normativa vigente subordini il diritto alle prestazioni di malattia alla condizione che l' inabilità al lavoro, in quanto tale, non sussistesse già al momento dell' iscrizione.  20 La prima questione va quindi risolta negativamente. Non è pertanto necessario risolvere la seconda questione. Tuttavia, la necessità di giungere ad un' interpretazione del diritto comunitario che sia utile al giudice nazionale esige che si espongano anche le seguenti considerazioni.  21 L' art. 51 del Trattato ha affidato al Consiglio il compito di adottare, nel settore previdenziale, le misure necessarie per l' instaurazione della libera circolazione dei lavoratori. Le disposizioni del regolamento n. 1408/71 vanno quindi interpretate alla luce di questo obiettivo (v., in particolare, sentenza 9 agosto 1994, causa C-406/93, Reichling, Racc. pag. I-4061, punto 21).  22 Tra queste occorre sottolineare l' art. 18, n. 1, del regolamento, ai sensi del quale "l' istituzione competente di uno Stato membro la cui legislazione subordina l' acquisizione, il mantenimento e il recupero del diritto alle prestazioni al compimento di periodi di assicurazione, d' occupazione o di residenza, tiene conto, nella misura necessaria, dei periodi di assicurazione, d' occupazione o di residenza compiuti sotto la legislazione di ogni altro Stato membro come se si trattasse di periodi compiuti sotto la legislazione che essa applica".  23 Come ha osservato la Commissione, questa disposizione osta a che nel caso di specie l' istituzione competente consideri la data d' inizio dell' iscrizione sotto la normativa che essa applica come il dies a quo dei periodi di assicurazione che vanno presi in considerazione ai fini dell' acquisto del diritto alle prestazioni di malattia.  24 Di conseguenza, quando la normativa dello Stato membro competente subordina l' erogazione delle prestazioni di malattia in denaro alla condizione che l' inabilità al lavoro non sussistesse già al momento dell' iscrizione, spetta all' istituzione competente, in conformità all' art. 18, n. 1, del regolamento, tener conto anche dei periodi di assicurazione compiuti dall' assicurato ai sensi della normativa di un altro Stato membro, come se si trattasse di periodi compiuti ai sensi della normativa che essa applica.  25 Secondo l' ordinanza di rinvio, la terza e la quarta questione si pongono nel caso in cui si debba ammettere che la ricorrente si è trovata, qualche giorno prima del 20 ottobre 1989, nella situazione di cui all' art. 71, n. 1, lett. b), punto ii, prima frase, del regolamento n. 1408/71.  26 Al riguardo è sufficiente rilevare che le disposizioni del regolamento n. 1408/71 riguardanti il lavoratore subordinato o autonomo disoccupato, e in particolare l' art. 71, non si applicano nel caso di specie, non essendosi la signora Klaus iscritta in alcun paese come richiedente lavoro.  27 La terza e la quarta questione possono tuttavia essere intese come dirette ad accertare se un periodo di qualche giorno tra il ritorno della signora Klaus nel suo paese d' origine e la ripresa in questo Stato di un' attività subordinata abbia l' effetto di interrompere la continuità dei periodi di iscrizione che possono essere presi in considerazione in forza delle norme comunitarie in materia di totalizzazione.  28 Va osservato al riguardo, come fa l' avvocato generale nel paragrafo 13 delle sue conclusioni, che il fatto, per un lavoratore migrante, di non lavorare per un breve periodo durante il quale è impegnato nel trasferirsi materialmente da uno Stato membro in un altro è inerente al normale esercizio del diritto di libera circolazione.  29 Per di più, nel caso di specie il rappresentante della Nieuwe Algemene Bedrijfsvereniging ha informato la Corte all' udienza che, nel caso in cui tutta la carriera della signora Klaus si fosse svolta nei Paesi Bassi, questo intervallo non sarebbe stato preso in considerazione per giustificare il diniego della prestazione richiesta.  30 Alla luce di tutte le considerazioni che precedono, le questioni poste dal giudice a quo vanno risolte dichiarando che l' art. 18, n. 1, del regolamento dev' essere interpretato nel senso che, quando la normativa vigente di uno Stato membro subordina l' erogazione di prestazioni di malattia in denaro alla condizione che l' inabilità al lavoro dell' assicurato non sussistesse già al momento della sua iscrizione al regime da essa instaurato, l' istituzione competente deve tener conto anche dei periodi d' iscrizione compiuti dall' interessato ai sensi della normativa di un altro Stato membro, come se si trattasse di periodi compiuti ai sensi della normativa che essa applica. Il fatto che il lavoratore, dopo aver trasferito la propria residenza da uno Stato membro in un altro, non abbia per un breve periodo svolto un' attività né sia stato iscritto come richiedente lavoro nel territorio di quest' ultimo Stato non ha l' effetto di interrompere la continuità dei periodi d' iscrizione compiuti dall' interessato e di ostare all' applicazione della norma in materia di totalizzazione di cui all' art. 18, n. 1, del regolamento n. 1408/71.  

Decisione relativa alle spese

Sulle spese  31 Le spese sostenute dalla Commissione delle Comunità europee, che ha presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese.  

Dispositivo

Per questi motivi,  LA CORTE (Quinta Sezione),  pronunciandosi sulle questioni sottopostele dall' Arrondissementsrechtbank di Amsterdam con ordinanza 15 ottobre 1992, dichiara:  1) L' art. 35, n. 3, del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all' applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all' interno della Comunità, nella versione modificata e aggiornata dal regolamento (CEE) 2 giugno 1983, n. 2001, non si applica alla normativa di uno Stato membro la quale escluda, in tutto o in parte, il beneficio delle prestazioni di malattia allorché il lavoratore era già inabile al lavoro al momento della sua iscrizione al regime da essa instaurato.  2) L' art. 18, n. 1, del regolamento n. 1408/71 dev' essere interpretato nel senso che, quando la normativa vigente di uno Stato membro subordina l' erogazione di prestazioni di malattia in denaro alla condizione che l' inabilità al lavoro dell' assicurato non sussistesse già al momento della sua iscrizione al regime da essa instaurato, l' istituzione competente deve tener conto anche dei periodi d' iscrizione compiuti dall' interessato ai sensi della normativa di un altro Stato membro, come se si trattasse di periodi compiuti ai sensi della normativa che essa applica.  3) Il fatto che il lavoratore, dopo aver trasferito la propria residenza da uno Stato membro in un altro, non abbia per un breve periodo svolto un' attività lavorativa né sia stato iscritto come richiedente lavoro nel territorio di quest' ultimo Stato non ha l' effetto di interrompere la continuità dei periodi d' iscrizione compiuti dall' interessato e di ostare all' applicazione della norma in materia di totalizzazione di cui all' art. 18, n. 1, del regolamento n. 1408/71.