CELEX: 61980CJ0206
Language: it
Date: 1982-06-09
Title: Sentenza della Corte del 9 giugno 1982. # Orlandi Italo e figlio e altri contro Ministero del commercio con l'estero. # Domande di pronuncia pregiudiziale: Tribunale civile di Roma - Italia. # Pagamento anticipato delle importazioni subordinato alla costituzione di una cauzione. # Cause riunite 206, 207, 209 e 210/80.

Avis juridique important

|

61980J0206

SENTENZA DELLA CORTE DEL 9 GIUGNO 1982.  -  ORLANDI ITALO E FIGLIO E ALTRI CONTRO MINISTERO DEL COMMERCIO CON L'ESTERO.  -  (DOMANDE DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTE DAL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA).  -  PAGAMENTO ANTICIPATO DELLE IMPORTAZIONI SUBORDINATO ALLA COSTITUZIONE DI UNA CAUZIONE.  -  CAUSE RIUNITE 206, 207, 209 E 210/80.  

raccolta della giurisprudenza 1982 pagina 02147

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE - MERCI IMPORTATE DA ALTRI STATI MEMBRI - PAGAMENTO ANTICIPATO IN DIVISE STRANIERE - COSTITUZIONE DI UNA CAUZIONE O DI UNA FIDEIUSSIONE BANCARIA - APPLICAZIONE ALLE OPERAZIONI SENZA SCOPO SPECULATIVO - INAMMISSIBILITA  ( TRATTATO CEE , ART . 30 )   2 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE - NOZIONE - IDENTITA NEL TRATTATO E NEI REGOLAMENTI AGRICOLI , PER GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI E COI PAESI TERZI   ( REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO N . 120/67 , ART . 18 , N . 2 E N . 827/68 , ART . 2 )    

Massima

1 . LA NOZIONE DI MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE A UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , DI CUI ALL ' ART . 30 DEL TRATTATO , VA INTESA NEL SENSO CHE RICADE SOTTO QUESTA NORMA UN PROVVEDIMENTO NAZIONALE CHE IMPONGA A TUTTI GLI IMPORTATORI DI PRODOTTI PROVENIENTI DA ALTRI STATI MEMBRI DI COSTITUIRE UNA CAUZIONE O UNA FIDEIUSSIONE BANCARIA PARI AL 5 % DEL VALORE DELLE MERCI , QUANDO IL PA GAMENTO VIENE EFFETTUATO IN ANTICIPO IN QUANTO L ' ESPRESSIONE ' PAGAMENTI ANTICIPATI '  NON SI RIFERISCE SOLO AI PAGAMENTI A FINE SPECULATIVO , MA ANCHE A QUELLI CONSUETI E CORRENTI NEL CAMPO DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI . CIO VALE INDIPENDENTEMENTE DAL MOMENTO CONSIDERATO DALL ' AMMINISTRAZIONE DELLO STATO MEMBRO IN QUESTIONE COME MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE .        2.LA NOZIONE DI MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE RIFERITA ALLE IMPORTAZIONI , IN PROVENIENZA DA PAESI TERZI , DI PRODOTTI AI QUALI SI APPLICANO I REGOLAMENTI N .  120/67 E N . 827/68 , HA LO STESSO SIGNIFICATO DI QUANDO ESSA E RIFERITA AGLI SCAMBI FRA GLI STATI MEMBRI .    

Parti

NEI PROCEDIMENTI RIUNITI 206 , 207 , 209 E 210/80 , AVENTI AD OGGETTO UNA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DALLA PRIMA SEZIONE DEL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA , FRA  - ORLANDI ITALO E FIGLIO   E  MINISTERO DEL COMMERCIO CON L ' ESTERO   ( CAUSA 206/80 )   -SPA CARAPELLI   E  MINISTERO DEL COMMERCIO CON L ' ESTERO   ( CAUSA 207/80 )   -SNC ENRICO E LUIGI SAQUELLA   E  MINISTERO DEL COMMERCIO CON L ' ESTERO   ( CAUSA 209/80 )   -SPA DE FRANCESCHI   E  MINISTERO DEL COMMERCIO CON L ' ESTERO   ( CAUSA 210/80 )    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 7 , 9 , 10 , 13 , 30 , 36 E 106 DEL TRATTATO E DEGLI ARTT . 21 , 13 , 15 E 18 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 13 GIUGNO 1967 , N . 120 ( GU L 117 , PAG . 2269 ), RELATIVO ALL ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI ,  

Motivazione della sentenza

1 CON QUATTRO ORDINANZE DEL 14 LUGLIO 1980 , PERVENUTE NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 23 OTTOBRE 1980 , LA PRIMA SEZIONE DEL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA HA SOLLEVATO , IN FORZA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DUE QUESTIONI PREGIUDIZIALI RELATIVE ALL ' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 7 , 9 , 10 , 13 , 30 , 36 E 106 DEL TRATTATO E DEGLI ARTT . 21 , 13 , 15 E 18 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 13 GIUGNO 1967 , N . 120 , RELATIVO ALL ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI ( GU L 117 , PAG . 2269 ). CON ORDINANZA 17 DICEMBRE 1980 , LA CORTE , IN CONSIDERAZIONE DELL ' IDENTICA FORMULAZIONE DELLE DUE QUESTIONI NELLE QUATTRO ORDINANZE DI RINVIO , HA DISPOSTO LA RIUNIONE DELLE QUATTRO CAUSE PRINCIPALI AI FINI DEL PROCEDIMENTO E DELLA SENTENZA .    2 LE QUESTIONI DI CUI TRATTASI SONO STATE SOLLEVATE NELL ' AMBITO DI QUATTRO CONTROVERSIE FRA IL MINISTERO DEL COMMERCIO CON L ' ESTERO ED ALCUNE SOCIETA ITALIANE IMPORTATRICI DI PRODOTTI AGRICOLI ; NELLE CAUSE 206 E 207/80 , SI TRATTA DI MERCI PROVENIENTI DAI PAESI TERZI , RISPETTIVAMENTE DI CARRUBE DA CIPRO E DI GRANTURCO DALL ' ARGENTINA , MENTRE , NELLE CAUSE 209 E 210/80 , SI TRATTA DI MERCI GIA IN LIBERA PRATICA IN ALTRI STATI MEMBRI , RISPETTIVAMENTE DI CAFFE PROVENIENTE DAI PAESI BASSI E DI FARINA DI COTONE PROVENIENTE DALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA .    3 PER POTER EFFETTUARE IL PAGAMENTO ANTICIPATO IN DOLLARI USA , LE ATTRICI NELLE CAUSE PRINCIPALI AVEVANO CHIESTO ED OTTENUTO , CONFORMEMENTE ALLA NORMATIVA     ITALIANA IN VIGORE AL MOMENTO DEI FATTI CHE SONO ALL ' ORIGINE DELLE CAUSE PRINCIPALI , UNA FIDEIUSSIONE BANCARIA PARI ALL ' IMPORTO DELLA CAUZIONE DEL 5 % IMPOSTA PER TUTTI I PAGAMENTI ANTICIPATI DI MERCI IMPORTATE . IN BASE A QUESTA NORMATIVA , LA CAUZIONE ( COSTITUITA DALL ' IMPORTATORE O GARANTITA DALLA SUA BANCA ) VIENE INCAMERATA DALL ' ERARIO QUALORA NON SIA FORNITA LA PROVA DELL ' AVVENUTA IMPORTAZIONE , NEL TERMINE STABILITO DAL DECRETO MINISTERIALE CHE DISCIPLINA LA MATERIA , TERMINE CHE ERA , AL MOMENTO DEI FATTI , DI 30 GIORNI DALLA DATA DEL PAGAMENTO ANTICIPATO .    4 NELLE QUATTRO CAUSE PRINCIPALI , LE MERCI IMPORTATE ERANO GIUNTE IN TERRITORIO ITALIANO ENTRO IL TERMINE DI 30 GIORNI CONTEMPLATO DALLA NORMATIVA ITALIANA ALLORA IN VIGORE ; TUTTAVIA , LO SDOGANAMENTO AVEVA POTUTO ESSERE EFFETTUATO SOLAMENTE - PER LA TOTALITA O PER PARTE DEI QUANTITATIVI IMPORTATI - DOPO LA SCADENZA DI TALE TERMINE DI 30 GIORNI . IN CONSIDERAZIONE DEL MANCATO RISPETTO DEL TERMINE , IL MINISTERO DEL COMMERCIO CON L ' ESTERO DISPONEVA L ' INCAMERAMENTO DELLA CAUZIONE PER I QUANTITATIVI DI MERCE SDOGANATI OLTRE IL TERMINE DI 30 GIORNI FISSATO DALLA VIGENTE LEGISLAZIONE .    5 IN SEGUITO A CIO , LE ATTRICI NELLE CAUSE PRINCIPALI CHIEDEVANO AL GIUDICE A QUO LA CONDANNA DEL MINISTERO DEL COMMERCIO CON L ' ESTERO ALLA RESTITUZIONE DELLE CAUZIONI ED ALLA LIBERAZIONE DELLE FIDEIUSSIONI . ESSE DEDUCEVANO ANZITUTTO CHE , IN BASE AD UN ' INTERPRETAZIONE CORRETTA DELLA NORMATIVA ITALIANA , L ' INCAMERAMENTO DELLA CAUZIONE PUO AVER LUOGO SOLO QUALORA SIA TRASCORSO UN TERMINE DI 30 GIORNI FRA L ' EFFETTUAZIONE DEL PAGAMENTO ANTICIPATO E L ' ARRIVO DELLE MERCI IN TERRITORIO ITALIANO . SE , INVECE , TALE NORMATIVA ANDASSE INTERPRETATA NEL SENSO CHE LO SDOGANAMENTO DELLA MERCE VA EFFETTUATO ENTRO 30 GIORNI , UNA SIFFATTA DISPOSIZIONE DOVREBBE ESSERE CONSIDERATA UNA MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE A UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , COME TALE VIETATA , NEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI , DALL ' ART . 30 DEL TRATTATO CEE , NONCHE PER IL GRANTURCO , DALL ' ART . 18 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 120/67 , RELATIVO , ALL ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI AGRICOLI NEL SETTORE DEI CEREALI E , PER LE CARRUBE , DAL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 28 GIUGNO 1968 , N . 827 ( GU L 151 , PAG . 16 ).    6 IN CONSIDERAZIONE DI QUESTI FATTI , IL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA HA SOTTOPOSTO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA LE DUE SEGUENTI QUESTIONI PREGIUDIZIALI :    ' 1 . SE , CON RIFERIMENTO AGLI ARTT . 7 , 30/36 E 106 DEL TRATTATO E 21 DEL REGOLAMENTO CEE N . 120/67 DEL 13 GIUGNO 1967 , PER CUI E FATTO OBBLIGO AGLI STATI MEMBRI DI AUTORIZZARE CHE VENGANO EFFETTUATI NELLA VALUTA DELLO     STATO MEMBRO NEL QUALE RISIEDE IL CREDITORE I PAGAMENTI RELATIVI AGLI SCAMBI DI MERCE IN LIBERA CIRCOLAZIONE , E , CON RIFERIMENTO AGLI ARTT . 9 , 10 , 13 E 30/36 DEL TRATTATO SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI NEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI , SIA COMPATIBILE CON LE CITATE DISPOSIZIONI LA NORMATIVA DELLO STATO ITALIANO DI CUI GLI ARTT . 1 , 3 E 4 , L . 20 LUGLIO 1952 , N . 1126 , 2 DL 6 GIUGNO 1956 , N . 476 , CONVERTITO IN LEGGE 25 LUGLIO 1956 , N . 786 E 2 DM 20 GENNAIO 1973 - E NON SI RISOLVA , PER LA CONSEGUENZA DISSUASIVA CHE NE DERIVA ALL ' IMPORTATORE IN ITALIA , DI SCEGLIERE IL MOMENTO PIU PROPIZIO PER L ' IMMISSIONE AL CONSUMO , IN MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONE QUANTITATIVA E IN TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE A DAZIO DOGANALE - OVE VENGA INTERPRETATA NEL SENSO DI RITENERE CONSENTITO ALL ' AMMINISTRAZIONE DEL COMMERCIO CON L ' ESTERO L ' INCAMERAMENTO DELLA CAUZIONE , IMPOSTA AGLI IMPORTATORI IN ITALIA DELLE MERCI IN LIBERA CIRCOLAZIONE COMUNITARIA PER POTER OTTENERE LA VALUTA NECESSARIA AI PAGAMENTI ANTICIPATI SU DOCUMENTI , AVENDO RIGUARDO , ANZICHE ALL ' EPOCA IN CUI LE MERCI STESSE SONO GIUNTE NEL TERRITORIO NAZIONALE , A QUELLA IN CUI ESSE VENGONO NAZIONALIZZATE , TENUTO CONTO DEL TERMINE PARTICOLARMENTE BREVE , RISPETTO ALL ' ESBORSO VALUTARIO , ENTRO IL QUALE DOVREBBE ESSERE COMPIUTA L ' OPERAZIONE DI SDOGANAMENTO ;    2.SE , CON RIFERIMENTO AGLI ARTT . 7 , 9 , 10 , 13 E 30/36 DEL TRATTATO , SULLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI , E 13 , 15 E 18 DEL REGOLAMENTO CEE N . 120/67 DEL 13 GIUGNO 1967 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI , SULL ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO AGRICOLO E SUL REGIME DEI PRELIEVI , SIA COMPATIBILE CON LE CITATE DISPOSIZIONI LA NORMATIVA DELLO STATO ITALIANO DI CUI AGLI ARTT . 1 , 3 E 4 , L . 20 LUGLIO 1952 , N . 1126 , 2 DL 6 GIUGNO 1956 , N . 476 , CONVERTITO NELLA LEGGE 25 LUGLIO 1956 , N . 786 E 2 DM 20 GENNAIO 1973 - E NON SI RISOLVA , PER LA CONSEGUENZA DISSUASIVA CHE NE DERIVA ALL ' IMPORTATORE IN ITALIA DI SCEGLIERE IL MOMENTO PIU PROPIZIO PER L ' IMMISSIONE AL CONSUMO , ANCHE IN RELAZIONE AL PIU CONVENIENTE REGIME DEI PRELIEVI COMUNITARI , IN MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA O TASSA D ' EFFETTO EQUIVALENTE A UN DAZIO DOGANALE - OVE VENGA INTERPRETATA NEL SENSO DI RITENERE CONSENTITO ALL ' AMMINISTRAZIONE DEL COMMERCIO CON L ' ESTERO L ' INCAMERAMENTO DELLA CAUZIONE , IMPOSTA ALL ' IMPORTATORE IN ITALIA DI MERCI E DI PRODOTTI AGRICOLI , PROVENIENTI DA PAESI TERZI SOGGETTI AL REGIME DEI PRELIEVI , PER POTER OTTENERE LA VALUTA NECESSARIA AI PAGAMENTI ANTICIPATI SU DOCUMENTI , AVENDO RIGUARDO , ANZICHE ALL ' EPOCA IN CUI LE MERCI STESSE SONO GIUNTE NEL TERRITORIO NAZIONALE , A QUELLA IN CUI ESSE VEN    GONO NAZIONALIZZATE , TENUTO CONTO DEL TERMINE PARTICOLARMENTE BREVE , RISPETTO ALL ' ESBORSO VALUTARIO , ENTRO IL QUALE DOVREBBE ESSERE COMPIUTA L ' OPERAZIONE DI SDOGANAMENTO ' .    7 TALI QUESTIONI MIRANO A CHIARIRE , DA UN LATO , SE LE NORME COMUNITARIE CHE VIETANO LE MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE NEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI DI MERCI , NONCHE QUELLE CHE STABILISCONO GLI OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI IN MATERIA DI PAGAMENTI NELL ' AMBITO DI TALI SCAMBI , VADANO INTERPRETATE NEL SENSO CHE ESSE SI APPLICANO ANCHE ALL ' OBBLIGO DI PRESTARE UNA CAUZIONE , ALLE CONDIZIONI IN PRECEDENZA INDICATE , NEL CASO DEL PAGAMENTO ANTICIPATO DI MERCI IMPORTATE DA ALTRI STATI MEMBRI E , DALL ' ALTRO , SE QUESTA STESSA INTERPRETAZIONE DEBBA DARSI ALL ' ART . 18 DEL REGOLAMENTO N . 120/67 , NONCHE ALL ' ART . 2 DEL REGOLAMENTO N . 827/68 , NELL ' IPOTESI DI PRODOTTI AGRICOLI RIENTRANTI NELL ' AMBITO DI APPLICAZIONE DI QUESTI REGOLAMENTI , IMPORTATI NELLA COMUNITA DA PAESI TERZI .   I - SUGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI   8 I PROVVEDIMENTI CUI SI RIFERISCE IL GIUDICE NAZIONALE HANNO DATO LUOGO , PER CIO CHE RIGUARDA GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI , AD UN RICORSO PER INADEMPIMENTO , PROPOSTO DALLA COMMISSIONE AI SENSI DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO CEE E COSTITUENTE OGGETTO DEL PROCEDIMENTO 95/81 .    9 IN SOSTANZA , IL PROBLEMA GIURIDICO ESAMINATO NELL ' AMBITO DEL RICORSO 95/81 E IDENTICO A QUELLO SOLLEVATO NELLA PRIMA QUESTIONE DEL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA , IN QUANTO RISULTA DAGLI ATTI CHE IL GIUDICE DI RINVIO NON HA PRESO IN CONSIDERAZIONE SOLTANTO L ' IPOTESI IN CUI IL DIRITTO NAZIONALE PREVEDA L ' INCAMERAMENTO DELLE GARANZIE QUALORA LE MERCI SIANO STATE TENUTE IN CUSTODIA DALLE AUTORITA DOGANALI DEL PORTO DI ARRIVO DURANTE UN CERTO PERIODO , MA ALTRESI IL CASO IN CUI L ' OPERATORE SIA ESPOSTO AL RISCHIO DI PERDERE LA CAUZIONE PERCHE SONO TRASCORSI PIU DI 30 GIORNI FRA LA DATA DEL PAGAMENTO ANTICIPATO E L ' ARRIVO IN PORTO DELLA MERCE .    10 CON SENTENZA IN DATA ODIERNA , LA CORTE HA DICHIARATO CHE , IMPONENDO A TUTTI GLI IMPORTATORI DI PRODOTTI PROVENIENTI DA ALTRI STATI MEMBRI UNA CAUZIONE O UNA FIDEIUSSIONE BANCARIA PARI AL 5 % DEL VALORE DELLE MERCI QUANDO IL PAGAMENTO VIENE EFFETTUATO IN ANTICIPO IN QUANTO L ' ESPRESSIONE ' PAGAMENTI ANTICIPATI '  NON SI RIFERISCE SOLO AI PAGAMENTI A FINE SPECULATIVO , MA ANCHE A QUELLI     CONSUETI E CORRENTI NELL ' AMBITO DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI , LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DAGLI ARTT . 30 E 36 DEL TRATTATO .    11 GIACCHE I PROVVEDIMENTI IMPUGNATI DALLA COMMISSIONE SONO GLI STESSI AI QUALI SI RIFERISCE LA PRESENTE CAUSA , CON LA SOLA DIFFERENZA CHE QUI , IN BASE AI REGOLAMENTI IN VIGORE AL MOMENTO DELLE CAUSE PRINCIPALI , IL TERMINE E DI 30 GIORNI , MENTRE ERA , NEL CASO DEL CITATO RICORSO PER INADEMPIMENTO , DI 120 GIORNI , SARA SUFFICIENTE FAR RINVIO ALLA SENTENZA NELLA CAUSA 95/81 , IL CUI TESTO E ANNESSO ALLA PRESENTE SENTENZA . GIACCHE LA SUDDETTA PRONUNZIA FORNISCE TUTTI GLI ELEMENTI NECESSARI AI FINI DELLA DECISIONE SULLA CAUSA PRINCIPALE , SI RENDE SUPERFLUA IN QUESTA SEDE L ' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 7 , 9 , 10 E 13 DEL TRATTATO CEE .    12 ALLA LUCE DELLA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA SUMMENZIONATA , LA PRIMA DELLE QUESTIONI SOLLEVATE DAL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA VA RISOLTA DICHIARANDO CHE LA NOZIONE DI ' MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE A UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA ' , DI CUI ALL ' ART . 30 DEL TRATTATO , VA INTESA NEL SENSO CHE RICADE SOTTO QUESTA NORMA UN PROVVEDIMENTO NAZIONALE CHE IMPONGA A TUTTI GLI IMPORTATORI DI PRODOTTI PROVENIENTI DA ALTRI STATI MEMBRI DI COSTITUIRE UNA CAUZIONE O UNA FIDEIUSSIONE BANCARIA PARI AL 5 % DEL VALORE DELLE MERCI QUANDO IL PAGAMENTO VIENE EFFETTUATO IN ANTICIPO IN QUANTO L ' ESPRESSIONE ' PAGAMENTI ANTICIPATI '  NON SI RIFERISCE SOLO AI PAGAMENTI A FINE SPECULATIVO MA ANCHE A QUELLI CONSUETI E CORRENTI NEL CAMPO DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI . CIO VALE INDIPENDENTEMENTE DAL MOMENTO CONSIDERATO DALL ' AMMINISTRAZIONE DELLO STATO MEMBRO IN QUESTIONE COME MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE .   II - SUGLI SCAMBI CON I PAESI TERZI   13 QUANTO AGLI SCAMBI CON I PAESI TERZI AI QUALI SI RIFERISCE LA SECONDA DELLE QUESTIONI SOLLEVATE DAL GIUDICE A QUO , VA RICORDATO CHE L ' ART . 18 , N . 2 , DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 120/67 , COLLOCATO NEL TITOLO II , ' REGIME DEGLI SCAMBI CON I PAESI TERZI ' , CHE SI APPLICA ALLE IMPORTAZIONI DI GRANTURCO DALL ' ARGENTINA , E L ' ART . 2 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 827/68 , CHE SI APPLICA ALL ' IMPORTAZIONE DI CARRUBE DA CIPRO , AFFERMANO IN PARTICOLARE QUANTO SEGUE :   2 . ' SALVO CONTRARIE DISPOSIZIONI DEL PRESENTE REGOLAMENTO O DEROGA DECISA DAL CONSIGLIO , . . . SONO VIETATE ( NEGLI SCAMBI CON I PAESI TERZI ):       - LA RISCOSSIONE DI QUALSIASI DAZIO DOGANALE O TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE ;   -L ' APPLICAZIONE DI RESTRIZIONI QUANTITATIVE O DI MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE . . . ' .    14 RISULTA DAGLI ATTI DELLE CAUSE PRINCIPALI CHE , PER CIO CHE RIGUARDA IL PRESENTE PROCEDIMENTO , I DIVIETI SANCITI DALLE NORME CITATE NON SONO INFICIATI DALLE CONTRARIE DISPOSIZIONI CONTENUTE NELLA NORMATIVA DI CUI TRATTASI , NE SOGGETTI AD ALCUNA DEROGA STABILITA DAL CONSIGLIO .    15 LA CORTE HA GIA AVUTO MODO DI FORNIRE UN ' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 18 E 21 DEL REGOLAMENTO N . 120/67 NELLA SENTENZA 10 OTTOBRE 1973 ( VARIOLA , CAUSA 34/73 , RACC . PAG . 981 ), NELLA QUALE HA DICHIARATO : ' NULLA CONSENTE D ' INTERPRETARE LA NOZIONE DI TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE IN MODO DIVERSO NEGLI ARTT . 9 E SEGUENTI DEL TRATTATO E , RISPETTIVAMENTE , NEGLI ARTT . . . . 18 E 21 DEL REGOLAMENTO N . 120/67 ' .    16 LE STESSE CONSIDERAZIONI VALGONO PER L ' ESPRESSIONE ' MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE ' , IMPIEGATA TANTO NELL ' ART . 30 DEL TRATTATO , QUANTO NEI SUMMENZIONATI ARTICOLI DEI REGOLAMENTI N . 120/67 E N . 827/68 .    17 DI CONSEGUENZA , LA SECONDA QUESTIONE VA RISOLTA NEL SENSO CHE LA NOZIONE DI MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE , RIFERITA ALLE IMPORTAZIONI , IN PROVENIENZA DA PAESI TERZI , DI PRODOTTI AI QUALI SI APPLICANO I REGOLAMENTI N . 120/67 E N . 827/68 , HA LO STESSO SIGNIFICATO DI QUANDO ESSA E RIFERITA AGLI SCAMBI FRA GLI STATI MEMBRI .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  18 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO ITALIANO , DAL GOVERNO FRANCESE E DALLA COMMISSIONE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE .    19 NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLE CAUSE PRINCIPALI , IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , AL QUALE SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE  PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA CON ORDINANZE DEL 14 LUGLIO 1980 , DICHIARA :   1* LA NOZIONE DI MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE A UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , DI CUI ALL ' ART . 30 DEL TRATTATO , VA INTESA NEL SENSO CHE RICADE SOTTO QUESTA NORMA UN PROVVEDIMENTO NAZIONALE CHE IMPONGA A TUTTI GLI IMPORTATORI DI PRODOTTI PROVENIENTI DA ALTRI STATI MEMBRI DI COSTITUIRE UNA CAUZIONE O UNA FIDEIUSSIONE BANCARIA PARI AL 5 % DEL VALORE DELLE MERCI , QUANDO IL PAGAMENTO VIENE EFFETTUATO IN ANTICIPO IN QUANTO L ' ESPRESSIONE ' PAGAMENTI ANTICIPATI '  NON SI RIFERISCE SOLO AI PAGAMENTI A FINE SPECULATIVO , MA ANCHE A QUELLI CONSUETI E CORRENTI NEL CAMPO DEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI . CIO VALE INDIPENDENTEMENTE DAL MOMENTO CONSIDERATO DALL ' AMMINISTRAZIONE DELLO STATO MEMBRO IN QUESTIONE COME MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE .   2*LA NOZIONE DI MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE RIFERITA ALLE IMPORTAZIONI , IN PROVENIENZA DA PAESI TERZI , DI PRODOTTI AI QUALI SI APPLICANO I REGOLAMENTI N . 120/67 E N . 827/68 , HA LO STESSO SIGNIFICATO DI QUANDO ESSA E RIFERITA AGLI SCAMBI FRA GLI STATI MEMBRI .