CELEX: 22000A0628(01)
Language: it
Date: 2000-06-22 00:00:00
Title: Verbale concordato tra la Comunità europea e il governo della Repubblica di Corea sul mercato mondiale della costruzione navale

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22000A0628(01)

Verbale concordato tra la Comunità europea e il governo della Repubblica di Corea sul mercato mondiale della costruzione navale  

Gazzetta ufficiale n. L 155 del 28/06/2000 pag. 0049 - 0050

(TRADUZIONE)Verbale concordatotra la Comunità europea e il governo della Repubblica di Corea sul mercato mondiale della costruzione navale1. La Commissione delle Comunità europee e il governo della Repubblica di Corea hanno discusso il 15 marzo 2000 dei problemi attuali del mercato mondiale della costruzione navale al fine di promuovere la stabilità e la concorrenza leale. Le due parti riconoscono che il mercato mondiale della costruzione navale è caratterizzato da una notevole sovracapacità e da un ribasso costante dei prezzi che non permette lo sviluppo durevole dell'industria.2. Essendo la Comunità europea e la Corea i principali attori del mercato della costruzione navale, le loro rispettive autorità hanno il dovere di cooperare tra di loro e con le altre nazioni che possiedono cantieri navali per garantire una concorrenza leale su tutti i mercati.3. Le due parti confidano che il conseguimento degli obiettivi seguenti contribuirà sostanzialmente al ristabilimento di condizioni di concorrenza normali sul mercato e offrirà una protezione efficace contro la vendita di navi a prezzi inferiori al costo di produzione.4. Le due parti agiranno di concerto per ridurre lo squilibrio intollerabile esistente tra l'offerta e la domanda e inviteranno gli altri paesi che possiedono cantieri navali a sostenerle nei loro sforzi. Impegnandosi fermamente a promuovere la concorrenza leale, le due parti eviteranno i soprainvestimenti finanziariamente non vitali e la rovinosa sottoquotazione dei prezzi. Esse faranno tutto il possibile, individualmente o insieme, per contribuire a migliorare e a stabilizzare la situazione del mercato.5. Le due parti si prefiggono di promuovere condizioni di concorrenza leale sul mercato mondiale e di operare insieme per la stabilizzazione del mercato contribuendo quindi ad aumentare i prezzi delle navi a livelli commercialmente sostenibili.(1) Linea di condotta dei poteri pubblici per quanto concerne i cantieri navali in difficoltà finanziariaLe due parti convengono che tutte le istituzioni finanziarie devono trattare con i costruttori navali secondo modalità realmente commerciali.A tale riguardo, il governo coreano continuerà a controllare strettamente la qualità delle attività degli enti finanziari.Conformemente alla politica di non intervento del governo coreano e coscienti dello squilibrio che caratterizza il mercato mondiale della costruzione navale, le autorità coreane si assicureranno, nel quadro della vigilanza bancaria, che le banche nelle quali il governo coreano ha una partecipazione o le banche private che agiscono per suo conto concedano nuovi prestiti, estinguano o rinnovino prestiti in corso o accordino qualunque finanziamento esclusivamente a condizioni di mercato. Il governo coreano conferma che non accorderà alle istituzioni finanziarie alcun aiuto pubblico destinato a coprire perdite derivanti dai loro rapporti commerciali con un'impresa o un'industria specifica.Il governo coreano conviene che la KAMCO dovrebbe riacquistare i prestiti irrecuperabili legati ai cantieri navali a prezzi che riflettono i tassi di recupero effettivi e previsti, come pure i costi di finanziamento e a prezzi minimi per i prestiti non garantiti.Il governo coreano conferma:- che non accorderà ai cantieri navali aiuti incompatibili con gli obblighi internazionali della Corea,- che la presa di controllo della Samho da parte della Hyundai non sarà accompagnata da ristrutturazioni e/o moratorie concernenti nuove ripartizioni del debito sovvenzionate dallo Stato.Finché saranno controllate dal governo, le banche coreane tratteranno con le imprese di costruzione navale alle condizioni di mercato e il governo coreano non prenderà parte alla gestione corrente. Le banche pubbliche non accorderanno alcuna garanzia di rimborso favorevole per contratti di costruzione navale stipulati con cantieri navali in difficoltà finanziaria o in amministrazione controllata. Inoltre, le condizioni alle quali le garanzie di rimborso sono accordate devono riflettere il notevole rischio commerciale inerente alla situazione precaria del cantiere navale interessato.(2) TrasparenzaLe due parti ritengono che l'applicazione di principi contabili riconosciuti a livello internazionale garantirà il rispetto delle norme di sana gestione finanziaria da parte delle imprese di costruzione navale e dei loro creditori.Devono essere applicate norme rigorose in materia di valutazione dei rischi e di fondi di accantonamento anche se tali regole di trasparenza comportano oneri supplementari per le imprese e il settore bancario.Conformemente agli impegni in materia di trasparenza sottoscritti presso il FMI e la Banca mondiale, il governo coreano ha rivisto le sue norme contabili nel dicembre 1998 con decorrenza dal 1o gennaio 1999. Il governo coreano farà in modo che i principi contabili riconosciuti a livello internazionale siano e continuino ad essere interamente applicati alle imprese di costruzione navale.(3) Adozione di pratiche tariffarie commercialmente sostenibiliAmbe le parti riconoscono che occorre rimediare a, o prevenire, l'applicazione di prezzi pregiudizievoli per garantire condizioni di concorrenza normali sul mercato mondiale della costruzione navale.A tale riguardo, il governo coreano conviene sul fatto che i prezzi delle navi rifletteranno tutti gli elementi di costo conformemente al concetto di "valore normale" definito nel codice antidumping dell'OMC.(4) Cooperazione tra le due industrie di costruzione navaleLe due parti incoraggiano le rispettive industrie di costruzione navale a cooperare strettamente per garantire condizioni di concorrenza normali sul mercato mondiale della costruzione navale. Esse aiuteranno i loro produttori navali a rinsaldare i loro reciproci legami in materia di tecnologia, approvvigionamento, attività commerciali e attività multilaterali legate alla costruzione navale.(5) ConsultazioniLe due parti decidono di riunirsi almeno ogni sei mesi per riesaminare il funzionamento del presente verbale concordato e discutere sulle politiche e sulle misure in materia di costruzione navale. Tali discussioni possono riguardare, tra l'altro, l'offerta e la domanda, le capacità, il livello dei prezzi, gli aiuti pubblici e i mezzi per migliorare la situazione attuale del mercato della costruzione navale. Entrambe le parti convengono che la prima riunione di riesame del funzionamento del verbale concordato si svolgerà al più tardi nel settembre 2000.Entrambe le parti convengono di avviare consultazioni ad hoc su richiesta di una o dell'altra parte per discutere di questioni generali e specifiche relative ai punti trattati nel presente verbale concordato al fine di pervenire ad una soluzione reciprocamente accettabile degli eventuali problemi. Tali consultazioni ad hoc avranno luogo entro quattro settimane dalla data della richiesta. Di norma, le parti cercheranno di concluderle entro sessanta giorni.Entrambe le parti convengono che occorre avere un panorama il più completo possibile della situazione sia per ridurre il rischio di problemi in futuro che per favorire la loro soluzione mediante le consultazioni. Su proposta dell'una o dell'altra parte, esperti tecnici saranno invitati a ricercare tutte le informazioni utili e fornirne un'analisi oggettiva. Le parti nomineranno i loro rispettivi esperti entro due settimane dalla domanda di consultazioni ad hoc. Fin dall'inizio di tali consultazioni, le parti informeranno le loro rispettive industrie e tutte le parti interessate di entrambe le parti comprese, se del caso, le istituzioni finanziarie, dei problemi sollevati dall'una o dall'altra parte.(6) Il presente verbale concordato non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti dall'accordo OMC.Il presente verbale concordato entrerà in vigore alla data della firma.A nome del Consiglio dell'Unione europeaPer il governo della Repubblica di Corea