CELEX: 21994D0806(01)
Language: it
Date: 1994-04-21 00:00:00
Title: 94/494/CE: DECISIONE N. 1/94 DEL COMITATO MISTO CE-AUSTRIA del 21 aprile 1994 che modifica il protocollo n. 3 dell' accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d' Austria relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa

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21994D0806(01)

94/494/CE: DECISIONE N. 1/94 DEL COMITATO MISTO CE-AUSTRIA del 21 aprile 1994 che modifica il protocollo n. 3 dell' accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d' Austria relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di cooperazione amministrativa  

Gazzetta ufficiale n. L 204 del 06/08/1994 pag. 0001 - 0031

DECISIONE N. 1/94 DEL COMITATO MISTO CE-AUSTRIA del 21 aprile 1994 che  modifica il protocollo n. 3 dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica  d'Austria relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai metodi di  cooperazione amministrativa (94/494/CE)IL COMITATO MISTO, visto l'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria (1), in appresso  l'«accordo CEE-Austria», firmato a Bruxelles il 22 luglio 1972, visto il protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai  metodi di cooperazione amministrativa, in appresso denominato «protocollo n. 3», in particolare  l'articolo 28, considerando che le norme di origine del protocollo n. 3 si basano sul cumulo diagonale  dell'origine tra le parti contraenti e la Finlandia, l'Islanda, la Norvegia, la Svezia e la  Svizzera; che le disposizioni relative al cumulo sarebbero alterate dall'entrata in vigore  dell'accordo sullo Spazio economico europeo, in appresso denominato «SEE», poiché le norme di  origine ivi contenute si basano sul cumulo integrale dei processi all'interno del SEE, il che porta  alla definizione di un'unica nozione di «origine SEE»; che occorre pertanto modificare i criteri di  origine per garantire il mantenimento delle disposizioni esistenti in materia di cumulo; considerando, visto che l'entrata in vigore del SEE inciderebbe anche sulle disposizioni relative  agli scambi diretti di prodotti, che occorre modificare le norme di origine per evitare di  perturbare gli scambi tra le parti contraenti nonché tra le parti contraenti e la Finlandia,  l'Islanda, la Norvegia la Svezia e la Svizzera; considerando che le norme di origine indicano le operazioni di lavorazione o di trasformazione da  effettuare in uno o più territori delle parti contraenti nonché in Finlandia, in Islanda, in  Norvegia, in Svezia e in Svizzera per i prodotti considerati originari ai sensi dell'accordo  CEE-Austria; che, per agevolare il commercio, sembra opportuno introdurre una deroga a questi  requisiti per determinati materiali il cui valore non supera il 10 % del prezzo franco fabbrica del  prodotto in questione; considerando che le norme di origine si basano su un principio di territorialità che impone di  soddisfare senza interruzione i requisiti per l'ottenimento del carattere originario in uno o più  territori delle parti contraenti e in Finlandia, in Islanda, in Norvegia, in Svezia e in Svizzera;  che, per agevolare il commercio, sembra opportuno introdurre una deroga limitata al principio della  territorialità purché il valore totale aggiunto con dette operazioni non superi il 10 % del prezzo  franco fabbrica dei prodotti in questione; considerando che al 1° ottobre 1992 gli importi in talune monete nazionali equivalenti all'unità di  conto europea erano inferiori ai corrispondenti importi al 1° ottobre 1990; che tale diminuzione,  dovuta alla modifica automatica della data di riferimento di cui al presente protocollo,  comporterebbe, all'atto della conversione delle monete nazionali in questione, una diminuzione dei  limiti effettivi per le prove documentali semplificate; che, per evitare tale conseguenza,  dovrebbero essere aumentati i limiti espressi in ecu; considerando che le disposizioni dell'accordo SEE prevalgono su quelle del presente accordo  CEE-Austria nella misura in cui l'aspetto in questione è disciplinato dall'accordo SEE, e quindi  non è necessario prevedere norme specifiche per i prodotti non contemplati dal protocollo n. 2 del  presente accordo CEE-Austria o per i prodotti esclusi dal campo di applicazione dell'accordo SEE  elencati al protocollo n. 2 dello stesso, riguardante le lavorazioni o trasformazioni alle quali  devono essere sottoposti i materiali non originari per conferire il carattere originario al  prodotto finito; che risulta opportuno modificare in tal senso le norme in vigore; considerando quindi che, per la corretta applicazione dell'accordo, è preferibile inserire in un  unico testo tutte le disposizioni in questione onde agevolare il compito degli utenti e delle  amministrazioni doganali, DECIDE: Articolo 1 Il protocollo n. 3 dell'accordo tra la Comunità economica europea e  la Repubblica d'Austria è sostituito dal testo qui allegato. Articolo 2 La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione. Essa è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 1994. Fatto a Bruxelles, addì 21 aprile 1994. Per il Comitato misto Il Presidente N. Van Der PAS (1) GU n. L 300 del 31. 12. 1972, pag. 93.   PROTOCOLLO N. 3 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» ed ai  metodi di cooperazione amministrativa TITOLO I DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE  Articolo 1 Definizioni Ai fini del presente protocollo: a) per «fabbricazione» s'intende qualsiasi tipo di lavorazione o trasformazione, incluso  l'assemblaggio od operazioni specifiche; b) per «materiale» s'intende qualsiasi ingrediente, materia prima, componente o parte, ecc.,  impiegato nella fabbricazione del prodotto; c) per «prodotto» s'intende il prodotto che viene fabbricato, anche se esso è destinato ad essere a  sua volta ulteriormente impiegato in un'altra operazione di fabbricazione; d) per «merci» s'intendono sia i materiali che i prodotti; e) per «valore in dogana» s'intende quello definito conformemente all'accordo relativo  all'attuazione dell'articolo VII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio,  firmato a Ginevra il 12 aprile 1979; f) per «prezzo franco fabbrica» s'intende il prezzo del prodotto pagato franco fabbrica in una  delle parti contraenti al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione  o trasformazione, o alla persona in una delle parti contraenti che ha fatto procedere all'ultima  lavorazione o trasformazione al di fuori della parte in questione, purché tale prezzo comprenda il  valore di tutti i materiali utilizzati, previa detrazione delle imposte interne che siano o possano  essere rimborsate al momento dell'esportazione del prodotto ottenuto; g) per «valore dei materiali» s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei  materiali non originari impiegati o, qualora tale valore non sia noto né verificabile, il primo  prezzo verificabile pagato per detti materiali nella parte contraente in questione; h) per «valore dei materiali originari» s'intende il valore di detti materiali, definito nella  lettera g) che si applica mutatis mutandis; i) per «capitoli» e «voci» s'intendono i capitoli e le voci (codici a quattro cifre) utilizzati  nella nomenclatura che costituisce il Sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle  merci (in appresso denominato «Sistema armonizzato» o «SA»); j) con il termine «classificato» si fa riferimento alla classificazione di un prodotto o di un  materiale in una determinata voce; k) per «spedizione» s'intendono i prodotti spediti contemporaneamente da un esportatore ad un  destinatario ovvero accompagnati da un titolo di trasporto unico che copra il loro invio  dall'esportatore al destinatario o, in mancanza di tale documento, da un'unica fattura; l) per «SEE» s'intende lo Spazio economico europeo; m) nei «territori» sono comprese le acque territoriali. TITOLO II DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI «PRODOTTI ORIGINARI» Articolo 2  Criteri d'origine 1.  Ai fini dell'applicazione dell'accordo, sono considerati: 1) prodotti originari della Comunità: a) i prodotti interamente ottenuti nella Comunità ai sensi dell'articolo 3 del presente  protocollo; b) i prodotti che sono ottenuti nella Comunità e che contengono materiali non interamente ottenuti  nella stessa, a condizione che: i) tali materiali siano stati oggetto nella Comunità di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai  sensi dell'articolo 4 del presente protocollo; oppure che ii) tali materiali siano originari dell'Austria, ai sensi del presente protocollo, o della  Finlandia, dell'Islanda, della Norvegia, della Svizzera o della Svezia conformemente alle  disposizioni del protocollo n. 3 allegato all'accordo tra la Comunità e ciascuno di questi paesi e  purché tali disposizioni siano identiche a quelle del presente protocollo; 2) prodotti originari dell'Austria: a) i prodotti interamente ottenuti in Austria, ai sensi dell'articolo 3 del presente protocollo; b) i prodotti che sono ottenuti in Austria e che contengono materiali non interamente ottenuti in  questo paese, a condizione che: i) tali materiali siano stati oggetto in Austria di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai  sensi dell'articolo 4 del presente protocollo; oppure che ii) tali materiali siano originari della Comunità, ai sensi del presente protocollo, oppure della  Finlandia, dell'Islanda, della Norvegia, della Svizzera o della Svezia conformemente alle  disposizioni del protocollo n. 3 allegato all'accordo tra la Comunità e ciascuno di questi paesi o  in applicazione delle disposizioni in materia di origine che figurano nell'accordo relativo agli  scambi tra l'Austria e i paesi suddetti, pruché tali disposizioni siano identiche a quelle del  presente protocollo. 2.  Fatte salve le disposizioni del paragrafo 1, punto 1, lettera b) ii), i prodotti originari  dell'Austria ai sensi del presente protocollo oppure della Finlandia, dell'Islanda, della Norvegia,  della Svezia o della Svizzera, conformemente alle disposizioni in materia di origine menzionate nel  presente articolo e purché dette disposizioni siano identiche a quelle del presente protocollo,  esportati dalla Comunità in Austria tali quali o senza aver subito nella Comunità lavorazioni o  trasformazioni diverse da quelle di cui all'articolo 5, conservano la loro origine. 3.  Fatte salve le disposizioni del paragrafo 1, punto 2, lettera b) ii), i prodotti originari  della Comunità ai sensi del presente protocollo oppure della Finlandia, dell'Islanda, della  Norvegia, della Svezia o della Svizzera, conformemente alle disposizioni in materia di origine  menzionate nel presente articolo e purché dette disposizioni siano identiche a quelle del presente  protocollo, esportati dall'Austria nella Comunità tali quali o senza aver subito in Austria  lavorazioni o trasformazioni diverse da quelle di cui all'articolo 5, conservano la loro origine. 4.  Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 2 e 3, se vengono utilizzati prodotti originari della  Comunità, di uno o più paesi menzionati nel presente articolo o di due o più di questi paesi e se  questi prodotti non hanno subito nella Comunità o in Austria lavorazioni o trasformazioni diverse  da quelle di cui all'articolo 5, l'origine è determinata dal prodotto con il più alto valore in  dogana oppure, se questo non è noto né verificabile, dal prodotto con il primo e più elevato prezzo  verificabile pagato nella Comunità o in Austria. Articolo 3 Prodotti interamente ottenuti 1.  Sono considerati come interamente ottenuti in una delle parti contraenti: a) i prodotti minerali estratti dal suo suolo o dal suo fondo marino ed oceanico; b) i prodotti del regno vegetale che vi sono raccolti; c) gli animali vivi che vi nascono e vi sono allevati; d) i prodotti provenienti da animali vivi che vi sono allevati; e) i prodotti della caccia e della pesca che vi sono praticate; f) i prodotti della pesca marittima ed altri prodotti estratti dal mare al di fuori delle acque  territoriali delle parti contraenti con le loro navi; g) i prodotti ottenuti a bordo di navi officina delle parti contraenti esclusivamente a partire dai  prodotti indicati alla lettera f); h) gli articoli usati, che possono servire solo al recupero delle materie prime e che vi sono  raccolti, compresi i pneumatici usati che possono servire solo per la rigenerazione od essere  utilizzati come cascami; i) i cascami e i ritagli provenienti da operazioni di lavorazione che vi sono effettuate; j) le merci che vi sono fabbricate esclusivamente a partire dai prodotti indicati alle lettere da  a) a i). 2.  Le espressioni «loro navi» e «navi officina delle parti contraenti» di cui al paragrafo 1,  lettere f) e g) si applicano soltanto alle navi e alle navi officina: a) che sono immatricolate o registrate in uno Stato membro della Comunità o in Austria; b) che battono bandiera di uno Stato membro della Comunità o dell'Austria; c) che appartengono almeno per il 50 % a cittadini degli Stati membri della Comunità o dell'Austria  o ad una società la cui sede principale sia in uno di detti Stati, e i cui amministratori, il  presidente del consiglio d'amministrazione o del consiglio di vigilanza e la maggioranza dei membri  di questi consigli siano cittadini degli Stati membri della Comunità o dell'Austria e, inoltre, il  cui capitale, relativamente alle società di persone o alle società a responsabilità limitata,  appartenga almeno per il 50 % a detti Stati, loro enti pubblici o cittadini; d) il cui capitano e i cui ufficiali siano cittadini degli Stati membri della Comunità o  dell'Austria; e) il cui equipaggio sia composto almeno per il 75 % da cittadini degli Stati membri della Comunità  o dell'Austria Articolo 4 Prodotti sufficientemente lavorati o trasformati 1.  Ai fini dell'applicazione dell'articolo 2 i prodotti che non sono interamente ottenuti in una  delle parti contraenti sono considerati ivi sufficientemente lavorati o trasformati quando sono  soddisfatte le condizioni enunciate nell'elenco di cui all'appendice II del presente protocollo. Dette condizioni stabiliscono, per tutti i prodotti contemplati dal presente protocollo, la  lavorazione o la trasformazione alla quale devono essere sottoposti i materiali non originari  impiegati nella fabbricazione di detti prodotti, e si applicano solo a detti materiali. Ne consegue  pertanto che, se un prodotto che ha acquisito il carattere originario poiché soddisfa le condizioni  indicate nell'elenco per detto prodotto è impiegato nella fabbricazione di un altro prodotto, le  condizioni applicabili al prodotto in cui esso è incorporato non gli si applicano, e non sono presi  in considerazione i materiali non originari che possono essere stati impiegati nella sua  fabbricazione. 2.  In deroga al paragrafo 1 e fatto salvo l'articolo 11, paragrafo 4, i materiali non originari  che, conformemente alle condizioni indicate nell'elenco per un dato prodotto, non dovrebbero essere  impiegati nella fabbricazione di detto prodotto possono tuttavia essere utilizzati a condizione  che: a) il loro valore complessivo non superi il 10 % del prezzo franco fabbrica; b) laddove nell'elenco sono indicate una o più percentuali per il valore massimo dei materiali non  originari, dette percentuali non vengano superate a seguito dell'applicazione del presente  paragrafo. 3.  I paragrafi 1 e 2 si applicano fatto salvo l'articolo 5. Articolo 5 Operazioni di lavorazione o trasformazione insufficienti 1.  Le seguenti lavorazioni o trasformazioni sono considerate insufficienti a conferire il  carattere di prodotto originario, a prescindere dal fatto che siano soddisfatti o meno i requisiti  di cui all'articolo 4: a) le manipolazioni destinate a conservare inalterate le merci durante il trasporto e  l'immagazzinamento (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua  salata, solforata o addizionata di altre sostanze, estrazione di parti avariate ed operazioni  analoghe); b) le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, classificazione, assortimento  (compresa la composizione di serie di articoli), lavaggio, verniciatura, riduzione in pezzi; c) i) il cambiamento d'imballaggio e le divisioni e riunioni di colli; ii) le semplici operazioni di messa in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione  in astucci e scatole, su tavolette, ecc., e qualsiasi altra semplice operazione di  condizionamento; d) l'apposizione di marchi, etichette o altri simili segni distintivi sui prodotti o sui loro  imballaggi; e) la semplice miscelatura di prodotti della stessa specie o di specie diverse, quando uno o più  componenti della miscela non soddisfano le condizioni prescritte dal presente protocollo per essere  considerati originari di una delle parti contraenti; f) il semplice assemblaggio di parti allo scopo di formare un prodotto completo; g) il cumulo di due o più operazioni di cui alle lettere da a) a f); h) la macellazione di animali. 2.  Tutte le operazioni effettuate in una delle parti contraenti su un dato prodotto sono  considerate complessivamente per determinare se la lavorazione o trasformazione alla quale è stato  sottoposto il prodotto debba essere considerata insufficiente ai sensi del paragrafo 1. Articolo 6 Unità da prendere in considerazione 1.  L'unità da prendere in considerazione per l'applicazione delle disposizioni del presente  protocollo è il prodotto adottato come unità di base per determinare la classificazione secondo la  nomenclatura del Sistema armonizzato. Ne consegue pertanto che: a) quando un prodotto composto da un gruppo o da un complesso di articoli è classificato, secondo  il Sistema armonizzato, in un'unica voce, l'intero complesso costituisce l'unità da prendere in  considerazione; b) quando una spedizione consiste in vari prodotti fra loro identici, classificati nella medesima  voce del Sistema armonizzato, nell'applicare le disposizioni del presente protocollo ogni prodotto  va considerato singolarmente. 2.  Quando, conformemente alla regola generale 5 del Sistema armonizzato, si considera che  l'imballaggio formi un tutto unico con il prodotto contenuto ai fini della classificazione, detto  imballaggio è in tal modo considerato anche per la determinazione dell'origine. Articolo 7 Accessori, pezzi di ricambio e utensili Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili che sono consegnati con un'attrezzatura, una  macchina, un apparecchio o un veicolo e che fanno parte del normale equipaggiamento di questi  ultimi e sono compresi nel relativo prezzo o non sono fatturati a parte, formano un tutto unico con  l'attrezzatura, la macchina, l'apparecchio o il veicolo in questione. Articolo 8 Assortimenti Gli assortimenti ai sensi della regola generale 3 del Sistema armonizzato sono considerati  originari a condizione che tutti i prodotti che li compongono siano originari. Tuttavia, un  assortimento composto di prodotti originari e non originari è considerato come originario nel suo  complesso purché il valore dei prodotti non originari non superi il 15 % del prezzo franco fabbrica  dell'assortimento. Articolo 9 Elementi neutri Per determinare se un prodotto sia originario di una delle parti contraenti, non ha rilevanza il  fatto che l'energia, gli impianti e le attrezzature, le macchine e gli utensili utilizzati per  ottenere detto prodotto, nonché tutte le merci utilizzate nel corso della fabbricazione ma che non  sono destinate ad entrare nella composizione finale del prodotto, siano o meno originari. TITOLO III CONTINUITÀ TERRITORIALE Articolo 10 Principio della territorialità 1.  Le condizioni enunciate nel titolo II concernenti l'acquisizione del carattere di prodotto  originario vanno rispettate senza interruzione in una delle parti contraenti, fatti salvi gli  articoli 11 e 12. 2.  Per l'applicazione del paragrafo 1, l'acquisizione del carattere originario si considera  interrotta, fatti salvi gli articoli 11 e 12, se le merci che hanno subito la lavorazione o la  trasformazione nella parte contraente in questione hanno lasciato il territorio di detta parte  contraente, anche quando le operazioni sono state effettuate al di fuori di questo territorio. Articolo 11 Lavorazioni o trasformazioni effettuate al di fuori di una parte contraente 1.  L'acquisizione del carattere di prodotto originario di una delle parti contraenti alle  condizioni enunciate nel titolo II non è pregiudicata da lavorazioni o trasformazioni effettuate al  di fuori di questa parte su materiali esportati da essa e successivamente in essa reimportati,  sempre che: a) detti materiali siano completamente ottenuti in questa parte contraente o siano stati ivi  sottoposti a lavorazioni o trasformazioni superiori alle operazioni insufficienti elencate  nell'articolo 5 anteriormente alla loro esportazione e b) possa essere addotta alle autorità doganali la prova soddisfacente che: i) le merci reimportate sono il prodotto della lavorazione o trasformazione dei materiali  esportati; ii) il valore aggiunto totale acquisito al di fuori della parte contraente in questione in seguito  all'applicazione del presente articolo non supera il 10 % del prezzo franco fabbrica del prodotto  finito per il quale si chiede il riconoscimento del carattere originario. 2.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1 le condizioni enunciate nel titolo II concernenti  l'acquisizione del carattere di prodotto originario non si applicano alle lavorazioni o  trasformazioni effettuate al di fuori della parte contraente in questione. Tuttavia, qualora  nell'elenco contenuto nell'appendice II si applichi una regola che stabilisce il valore massimo di  tutti i materiali non originari utilizzati per determinare il carattere originario del prodotto  finito, il valore totale dei materiali non originari utilizzati nella parte contraente e il valore  aggiunto totale acquisito al di fuori di essa in seguito all'applicazione del presente articolo,  considerati complessivamente, non devono superare la percentuale indicata. 3.  Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1 e 2, per «valore aggiunto totale» s'intendono tutti i  costi accumulati al di fuori della parte contraente in questione, compreso il valore totale dei  materiali ivi aggiunti. 4.  I paragrafi 1 e 2 non si applicano ai prodotti che non soddisfano le condizioni specificate  nell'elenco pertinente e che possono essere considerati sufficientemente lavorati o trasformati  solo in applicazione della tolleranza generale di cui all'articolo 4, paragrafo 2. Articolo 12 Reimportazione delle merci Le merci esportate dal territorio di una delle parti contraenti verso un paese terzo e che  successivamente vi ritornano, fatto salvo l'articolo 11, sono considerate merci che non hanno mai  lasciato la parte contraente in questione, qualora si adduca alle autorità doganali la prova  soddisfacente che: a) le merci reintrodotte sono le stesse che furono esportate; b) esse non sono state sottoposte ad alcuna operazione oltre a quelle necessarie a conservarle  inalterate durante la loro permanenza in detto paese o nel corso dell'esportazione. Articolo 13 Trasporto diretto 1.  Il regime preferenziale previsto dall'accordo si applica soltanto ai prodotti che soddisfano i  requisiti di cui al presente protocollo e che sono trasportati direttamente tra le parti contraenti  o attraverso i territori degli altri paesi di cui all'articolo 2. Tuttavia il trasporto dei  prodotti che costituiscono un'unica spedizione può effettuarsi attraverso altri territori,  all'occorrenza con trasbordo o deposito temporaneo in questi territori, purché i prodotti stessi  siano rimasti sotto il controllo delle autorità doganali del paese di transito o di deposito e non  vi siano stati sottoposti ad operazioni diverse dallo scarico, dal ricarico o da qualsiasi altra  operazione destinata a conservarli in buone condizioni. 2.  La prova che le condizioni di cui al paragrafo 1 sono state soddisfatte è fornita con la  presentazione alle autorità doganali del paese importatore: a) di un titolo giustificativo del trasporto unico, emesso nel paese esportatore, che ha  accompagnato i prodotti durante l'attraversamento del paese di transito; b) o di un attestato rilasciato dalle autorità doganali del paese di transito, contenente: i) un'esatta descrizione dei prodotti; ii) la data dello scarico e ricarico dei prodotti e, se del caso, i nomi delle navi utilizzate; iii) la certificazione delle condizioni nelle quali è avvenuta la sosta dei prodotti nel paese di  transito; o c) in mancanza dei documenti di cui sopra, di qualsiasi documento probatorio. Articolo 14 Esposizioni 1.  I prodotti spediti da una delle parti contraenti per un'esposizione in un paese diverso da  quelli di cui all'articolo 2 e venduti, dopo l'esposizione, per essere importati nell'altra parte  contraente beneficiano, all'importazione, delle disposizioni dell'accordo purché soddisfino le  condizioni richieste dal presente protocollo per essere riconosciuti originari della prima parte  contraente e purché sia fornita alle autorità doganali la prova soddisfacente che: a) un esportatore ha spedito detti prodotti da una delle parti contraenti nel paese  dell'esposizione e ve li ha esposti; b) detto esportatore ha venduto i prodotti o li ha ceduti ad un destinatario in un'altra parte  contraente; c) i prodotti sono stati spediti in quest'ultima parte contraente durante l'esposizione o subito  dopo, nello stato in cui erano stati inviati all'esposizione; d) dal momento in cui sono stati inviati all'esposizione i prodotti non sono stati utilizzati per  scopi diversi dalla presentazione a tale esposizione. 2.  Normalmente alle autorità doganali del paese d'importazione deve essere presentata una prova  d'origine rilasciata o redatta conformemente alle disposizioni del titolo V, con indicazione della  denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza può essere richiesta un'ulteriore  prova documentale della natura dei prodotti e delle condizioni in cui essi sono stati esposti. 3.  Il paragrafo 1 si applica a tutte le esposizioni, fiere o manifestazioni pubbliche analoghe, di  carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale, diverse da quelle organizzate per  finalità private in negozi o locali commerciali ed aventi per oggetto la vendita di prodotti  stranieri, durante le quali i prodotti restano sotto il controllo della dogana. TITOLO IV RESTITUZIONE O ESENZIONE Articolo 15 Divieto di restituzione dei  dazi doganali o di esenzione da tali dazi 1.  I materiali non originari di una delle parti contraenti o di uno degli altri paesi di cui  all'articolo 2 impiegati nella fabbricazione di prodotti originari di una delle parti contraenti ai  sensi del presente protocollo, per i quali è stata emessa o redatta una prova d'origine  conformemente alle disposizioni del titolo V, non sono oggetto in nessuna parte contraente di  restituzione di dazi doganali di qualsiasi tipo o di esenzione da tali dazi. 2.  Il divieto di cui al paragrafo 1 si applica ad ogni disposizione concernente il rimborso, la  remissione o il mancato pagamento totale o parziale dei dazi doganali o di tasse di effetto  equivalente, applicabili nella parte contraente in questione ai materiali impiegati nella  fabbricazione - qualora il rimborso, la remissione o il mancato pagamento abbiano luogo,  espressamente o di fatto - quando i prodotti ottenuti da detti materiali sono esportati, ma non  quando essi sono destinati al consumo interno di detta parte contraente. 3.  L'esportatore dei prodotti corredati di una prova d'origine deve essere pronto a presentare in  qualsiasi momento, a richiesta delle autorità doganali, tutti i documenti atti a comprovare che non  è stata ottenuta alcune restituzione dei dazi per i materiali non originari impiegati nella  fabbricazione dei prodotti in questione e che tutti i dazi doganali o tasse di effetto equivalente  applicabili a detti materiali sono stati effettivamente corrisposti. 4.  Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 si applicano anche agli imballaggi ai sensi  dell'articolo 6, paragrafo 2, agli accessori, pezzi di ricambio e utensili ai sensi dell'articolo  7, nonché agli assortimenti ai sensi dell'articolo 8, quando detti prodotti non sono originari. 5.  Le disposizioni dei paragrafi da 1 a 4 si applicano solo ai materiali del tipo contemplato dal  protocollo n. 2 ed ai prodotti classificati nei capitoli 25-97 del SA. Inoltre esse non escludono  che le parti contraenti possano applicare misure di compensazione dei prezzi per i prodotti  agricoli, applicabili all'esportazione conformemente alle disposizioni del protocollo n. 2. TITOLO V PROVA D'ORIGINE Articolo 16 Requisiti di carattere generale 1.  I prodotti originari ai sensi del presente protocollo sono ammessi, all'importazione in una  delle parti contraenti, a beneficiare dell'accordo su presentazione: a) di un certificato di circolazione delle merci EUR.1, il cui modello figura nell'appendice III, o b) nei casi indicati nell'articolo 21, paragrafo 1, di una dichiarazione, il cui testo figura  nell'appendice IV, rilasciata dall'esportatore su una fattura, una bolletta di consegna od ogni  altro documento commerciale (qui di seguito denominata «dichiarazione su fattura») nella quale i  prodotti in questione siano descritti in modo sufficientemente dettagliato da consentirne  l'identificazione. 2.  In deroga al paragrafo 1, i prodotti originari ai sensi del presente protocollo, nei casi  elencati all'articolo 26, sono ammessi a beneficiare dell'accordo, senza che sia necessario  presentare uno dei documenti succitati. Articolo 17 Procedura per il rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 1.  Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 viene rilasciato dalle autorità doganali del  paese d'esportazione su domanda scritta dell'esportatore o, sotto la sua responsabilità, del suo  rappresentante autorizzato. 2.  A tale scopo, l'esportatore o il suo rappresentante autorizzato compilano il formulario del  certificato di circolazione EUR.1 e il formulario di domanda, i cui modelli figurano all'appendice  III. Detti formulari sono compilati in una delle lingue in cui è redatto il presente accordo  conformemente alle disposizioni di diritto interno del paese d'esportazione. Se vengono compilati a  mano, sono scritti con inchiostro e in stampatello. La descrizione dei prodotti deve essere  effettuata, nell'apposita casella, senza spaziature. Qualora la casella non sia completamente  utilizzata, deve essere tracciata una linea orizzontale sotto l'ultima riga della descrizione,  cancellando a tratti di penna la parte non riempita. 3.  L'esportatore che richiede il rilascio di un certificato di circolazione della merci EUR.1 deve  essere pronto a presentare in qualsiasi momento, a richiesta delle autorità doganali del paese  esportatore nel quale viene rilasciato il certificato, tutti i documenti atti a comprovare il  carattere originario dei prodotti in questione e l'adempimento degli altri requisiti di cui al  presente protocollo. 4.  Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 viene rilasciato dalle autorità doganali di  uno Stato membro della Comunità o dell'Austria se i prodotti in questione possono essere  considerati originari di una delle parti contraenti o di uno dei paesi di cui all'articolo 2 e  soddisfano gli altri requisiti di cui al presente protocollo. 5.  Le autorità doganali che rilasciano il certificato prendono tutte le misure necessarie per  verificare il carattere originario dei prodotti e l'adempimento degli altri requisiti di cui al  presente protocollo. A tale scopo esse hanno facoltà di richiedere qualsiasi documento  giustificativo e di procedere a qualsiasi verifica dei conti dell'esportatore o ad ogni altro  controllo che ritengano utile. Spetta inoltre alle autorità doganali che rilasciano il certificato accertarsi che i formulari di  cui al paragrafo 2 siano debitamente compilati. Esse verificano in particolare che la parte  riservata alla descrizione dei prodotti sia stata compilata in modo da rendere impossibile  qualsiasi aggiunta fraudolenta. 6.  La data del rilascio del certificato di circolazione delle merci EUR.1 deve essere indicata  nella parte del certificato riservata alla dogana. 7.  Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali del paese  d'esportazione al momento dell'esportazione dei prodotti ai quali si riferisce. Esso è tenuto a  disposizione dell'esportatore dal momento in cui l'esportazione ha effettivamente luogo o è  assicurata. Articolo 18 Rilascio a posteriori del certificato di circolazione delle merci EUR.1 1.  In deroga all'articolo 17, paragrafo 7, il certificato di circolazione delle merci EUR.1 può  essere rilasciato, in via eccezionale, anche dopo l'esportazione dei prodotti cui si riferisce se: a) esso non è stato rilasciato al momento di detta esportazione in seguito a errore, omissione  involontaria o circostanze particolari, o b) viene fornita alle autorità doganali la prova soddisfacente che il certificato di circolazione  delle merci EUR.1 è stato rilasciato, ma non è stato accettato all'importazione per motivi  tecnici. 2.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, l'esportatore deve indicare sulla sua domanda il  luogo e la data d'esportazione dei prodotti cui il certificato di circolazione delle merci EUR.1 si  riferisce, nonché i motivi della sua richiesta. 3.  Le autorità doganali possono procedere al rilascio a posteriori di un certificato di  circolazione delle merci EUR.1 soltanto dopo aver verificato se le indicazioni contenute nella  domanda dell'esportatore sono conformi alla documentazione corrispondente. 4.  I certificati rilasciati a posteriori devono recare una delle seguenti diciture: «EXPEDIDO A POSTERIORI», «UDSTEDT EFTERFOELGENDE», «NACHTRAEGLICH AUSGESTELLT», «AAÊAEÏÈAAÍ AAÊ ÔÙÍ ÕÓÔAAÑÙÍ», «ISSUED RETROSPECTIVELY», «DÉLIVRÉ A POSTERIORI», «RILASCIATO A POSTERIORI», «AFGEGEVEN A POSTERIORI», «EMITIDO A POSTERIORI», «ÚTGEFID EFTIR Á», «UTSTEDT SENERE», «ANNETTU JAELKIKAETEEN», «UTFAERDAT I EFTERHAND». 5.  Le diciture di cui al paragrafo 4 vengono apposte nella cassella «Osservazioni» del certificato  di circolazione delle merci EUR.1. Articolo 19 Rilascio di un duplicato del certificato di circolazione delle merci EUR.1 1.  In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato di circolazione delle merci EUR.1,  l'esportatore può chiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato redatto in  base ai documenti d'esportazione in loro possesso. 2.  Il duplicato così rilasciato deve recare una delle seguenti diciture: «DUPLICADO», «DUPLIKAT», «DUPLIKAT», «ÁÍÔÉÃÑÁOEÏ», «DUPLICATE», «DUPLICATA», «DUPLICATO», «DUPLICAAT», «SEGUNDA VIA», «EFTIRRIT», «DUPLIKAT», «KAKSOISKAPPALE», «DUPLIKAT». 3.  Le diciture di cui al paragrafo 2 vengono apposte nella casella «Osservazioni» del duplicato  del certificato di circolazione delle merci EUR.1. 4.  Il duplicato, su cui deve essere riprodotta la data di rilascio del certificato di circolazione  delle merci EUR.1 originale, ha efficacia a decorrere da tale data. Articolo 20 Rilascio di certificati di circolazione delle merci EUR.1 in base ad una prova  d'origine precedentemente rilasciata o compilata Quando i prodotti che costituiscono un'unica spedizione accompagnata da un certificato di  circolazione delle merci EUR.1 o da una fattura comportante la dichiarazione sono posti sotto il  controllo di un ufficio doganale in uno Stato membro della Comunità o in Austria è possibile  sostituire la prova dell'origine iniziale con uno o più certificati di circolazione delle merci  EUR.1 rilasciati da detto ufficio doganale al fine di spedire tutti i prodotti o alcuni di essi ad  altri uffici doganali, in una delle parti contraenti o nei paesi di cui all'articolo 2, a  prescindere dal fatto che questi siano situati o meno nello stesso Stato membro della Comunità, in  Austria o nei paesi di cui all'articolo 2. Articolo 21 Condizioni per la compilazione di dichiarazione su fattura 1.  La dichiarazione su fattura di cui all'articolo 16, paragrafo 1, lettera b) può essere  compilata: a) da un esportatore autorizzato ai sensi dell'articolo 22; b) da qualsiasi esportatore per ogni spedizione consistente in uno o più colli contenenti prodotti  originari il cui valore totale non superi l'importo in ecu di cui all'articolo 21, paragrafo 1,  lettera b) del protocollo n. 4 dell'accordo SEE. 2.  La dichiarazione su fattura può essere compilata se i prodotti in questione possono essere  considerati originari di una delle parti contraenti o di uno dei paesi di cui all'articolo 2 e  soddisfano gli altri requisiti di cui al presente protocollo. 3.  L'esportatore che compila una dichiarazione su fattura deve essere pronto a presentare in  qualsiasi momento, a richiesta delle autorità doganali del paese esportatore, tutti i documenti  atti a comprovare il carattere originario dei prodotti nonché l'adempimento degli altri requisiti  di cui al presente protocollo. 4.  La dichiarazione su fattura è compilata dall'esportatore a macchina, stampigliando o stampando  sulla fattura, sulla bolletta di consegna o su un altro documento commerciale la dichiarazione il  cui testo figura nell'appendice IV, utilizzando una delle versioni linguistiche elencate in detta  appendice conformemente alle disposizioni di diritto interno del paese d'esportazione. La  dichiarazione può anche essere manoscritta; in tal caso è redatta con inchiostro e in stampatello. 5.  Le fatture comportanti la dichiarazione recano la firma originale manoscritta  dell'esportatore. Tuttavia gli esportatori autorizzati ai sensi dell'articolo 22 non sono tenuti a firmare dette  dichiarazioni purché si impegnino per iscritto con le autorità doganali del paese esportatore ad  accettare la piena responsabilità riguardo ad ogni dichiarazione su fattura che li identifichi,  come se questa recasse effettivamente la loro firma manoscritta. 6.  La dichiarazione su fattura può essere compilata dall'esportatore al momento dell'esportazione  dei prodotti cui si riferisce o successivamente. Se è compilata dopo che i prodotti cui si  riferisce sono stati dichiarati alle autorità doganali del paese d'importazione, la dichiarazione  su fattura deve contenere un riferimento ai documenti già presentati a dette autorità. Articolo 22 Esportatori autorizzati 1.  Le autorità doganali del paese d'esportazione possono autorizzare qualsiasi esportatore, qui di  seguito denominato «esportatore autorizzato», che effettui frequenti esportazioni di prodotti ai  sensi dell'accordo e che offra alle autorità doganali soddisfacenti garanzie per l'accertamento del  carattere originario dei prodotti e per quanto riguarda gli altri requisiti di cui al presente  protocollo, a compilare le dichiarazioni su fattura a prescindere dal valore dei prodotti. 2.  Le autorità doganali possono conferire lo status di esportatore autorizzato riservandosi di  applicare qualsiasi condizione che giudichino opportuna. 3.  Le autorità doganali attribuiscono all'esportatore autorizzato un numero di autorizzazione  doganale che figura sulla dichiarazione su fattura. 4.  Le autorità doganali controllano l'uso dell'autorizzazione da parte dell'esportatore  autorizzato. 5.  Le autorità doganali possono ritirare l'autorizzazione in ogni momento. Esse agiscono in tal  senso se l'esportatore autorizzato non offre più le garanzie di cui al paragrafo 1, non soddisfa le  condizioni di cui al paragrafo 2 o fa un uso improprio dell'autorizzazione. Articolo 23 Validità della prova d'origine 1.  Il certificato di circolazione delle merci EUR.1 ha una validità di quattro mesi dalla data di  rilascio nel paese d'esportazione e deve essere presentato, entro detto termine, alle autorità  doganali del paese importatore. La dichiarazione su fattura ha una validità di quattro mesi dalla data di compilazione da parte  dell'esportatore e deve essere presentata, entro detto termine, alle autorità doganali del paese  importatore. 2.  I certificati di circolazione delle merci EUR.1 e le dichiarazioni su fattura presentati alle  autorità doganali del paese importatore dopo la scadenza del termine di presentazione di cui al  paragrafo 1 possono essere accettati ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando  l'inosservanza del termine è dovuta a cause di forza maggiore o a circostanze eccezionali. 3.  A parte tali casi, le autorità doganali del paese importatore possono accettare i certificati  di circolazione delle merci EUR.1 o le dichiarazioni su fattura se i prodotti sono stati loro  presentati prima della scadenza di detto termine. Articolo 24 Presentazione della prova d'origine I certificati di circolazione delle merci EUR.1 e le dichiarazioni su fattura sono presentati alle  autorità doganali del paese d'importazione secondo la procedura applicabile in tale paese. Dette  autorità possono esigere la presentazione di una traduzione dei certificati di circolazione delle  merci EUR.1 o delle dichiarazioni su fattura. Esse possono anche richiedere che la dichiarazione di  importazione sia completata da un attestato dell'importatore certificante che i prodotti soddisfano  le condizioni richieste per l'attuazione dell'accordo. Articolo 25 (Senza oggetto) Articolo 26 Esenzioni dalla prova formale d'origine 1.  Sono ammessi come prodotti originari, senza che occorra presentare una prova formale  dell'origine, i prodotti oggetto di piccole spedizioni di privati destinate a privati o contenuti  nei bagagli personali dei viaggiatori, purché si tratti di importazioni prive di qualsiasi  carattere commerciale e i prodotti siano stati dichiarati rispondenti ai requisiti di cui al  presente protocollo e laddove non sussistano dubbi circa la veridicità della dichiarazione. Nel  caso di prodotti spediti per posta, detta dichiarazione può essere effettuata sulla dichiarazione  in dogana C2/CP3 o su un foglio ad essa allegato. 2.  Sono considerate prive di qualsiasi carattere commerciale le importazioni che presentano un  carattere occasionale o familiare e riguardano esclusivamente i prodotti riservati all'uso  personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori quando, per loro natura e quantità,  consentano di escludere ogni fine commerciale. 3.  Inoltre, il valore complessivo dei prodotti non deve superare gli importi in ecu di cui  all'articolo 26, paragrafo 3 del protocollo n. 4 dell'accordo SEE se si tratta di piccole  spedizioni o di prodotti che fanno parte dei bagagli personali dei viaggiatori. Articolo 27 Documenti giustificativi I documenti di cui all'articolo 17, paragrafo 3 e all'articolo 21, paragrafo 3 utilizzati per  comprovare che i prodotti accompagnati da un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o da una  dichiarazione su fattura possono essere considerati originari di una delle parti contraenti o di  uno dei paesi di cui all'articolo 2 soddisfano gli altri requisiti di cui al presente protocollo,  possono essere i seguenti: a) la prova diretta del processo utilizzato dall'esportatore o dal fornitore per ottenere le merci  in questione, risultante ad esempio dai suoi conti o dalla sua contabilità interna; b) documenti comprovanti il carattere originario dei materiali impiegati nella fabbricazione delle  merci in questione emessi o compilati nella parte contraente in cui detti documenti sono utilizzati  conformemente alle norme di diritto interno di detta parte contraente: c) documenti comprovanti la lavorazione o trasformazione alla quale sono stati sottoposti, nella  parte contraente in questione, i materiali impiegati nella fabbricazione delle merci, emessi o  compilati nella parte contraente in cui detti documenti sono utilizzati conformemente alle norme di  diritto interno di detta parte contraente; d) certificati di circolazione delle merci EUR.1 o dichiarazioni su fattura comprovanti il  carattere originario dei materiali impiegati nella fabbricazione delle merci in questione, emessi o  compilati in una delle parti contraenti o in uno dei paesi di cui all'articolo 2, conformemente al  protocollo n. 3 degli accordi bilaterali tra la Comunità e la Finlandia, l'Islanda, la Norvegia, la  Svizzera e la Svezia o all'allegato B della convenzione EFTA; e) una prova adeguata concernente la lavorazione o trasformazione subita al di fuori dei territori  delle parti contraenti ai sensi dell'articolo 11, attestante che i requisiti di cui a detto  articolo sono stati soddisfatti. Articolo 28 Conservazione della prova d'origine e dei documenti giustificativi 1.  L'esportatore che presenta domanda per il rilascio di un certificato di circolazione delle  merci EUR.1 conserva per almeno due anni i documenti di cui all'articolo 17, paragrafo 3. 2.  L'esportatore che compila una dichiarazione su fattura conserva per almeno due anni una copia  di tale dichiarazione nonché i documenti di cui all'articolo 21, paragrafo 3. 3.  Le autorità doganali del paese d'esportazione che rilasciano un certificato di circolazione  delle merci EUR.1 conservano per almeno due anni il formulario di domanda di cui all'articolo 17,  paragrafo 2. 4.  Le autorità doganali del paese importatore conservano per almeno due anni i certificati di  circolazione delle merci EUR.1 e le dichiarazioni su fattura che sono stati loro presentati. Articolo 29 Discordanze ed errori formali 1.  L'accertamento di lievi discordanze tra le diciture che figurano sul certificato di  circolazione delle merci EUR.1 o sulla dichiarazione su fattura e quelle riportate sui documenti  presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità di importazione dei prodotti non  comporta ipso facto l'invalidità del certificato di circolazione delle merci EUR.1 o della  dichiarazione su fattura se è debitamente accertato che questi documenti corrispondono ai prodotti  presentati. 2.  In caso di errori formali evidenti, come errori di battitura, sul certificato di circolazione  delle merci EUR.1 o sulla dichiarazione su fattura, il documento non viene respinto se detti errori  non sono tali da creare dubbi sull'esattezza delle diciture in esso contenute. Articolo 30 Importi espressi in ecu Gli importi espressi nella moneta nazionale del paese d'esportazione equivalenti a quelli espressi  in ecu sono fissati a norma dell'articolo 31 del protocollo n. 4 dell'accordo SEE. TITOLO VI MISURE DI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA Articolo 31 Assistenza  reciproca Al fine di garantire una corretta applicazione del presente protocollo, le parti contraenti si  prestano reciproca assistenza, tramite le competenti amministrazioni doganali, per il controllo  dell'autenticità dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o delle dichiarazioni su  fattura, nonché per il controllo dell'esattezza delle informazioni riportate su tali documenti. Articolo 32 Controllo della prova d'origine 1.  Il controllo a posteriori dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 e delle  dichiarazioni su fattura viene effettuato per sondaggio ed ogni qualvolta le autorità doganali del  paese d'importazione nutrano fondati dubbi sull'autenticità dei documenti, sul carattere originario  dei prodotti o sull'adempimento degli altri requisiti di cui al presente protocollo. 2.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1 le autorità doganali del paese d'importazione  rispediscono alle autorità doganali del paese d'esportazione il certificato di circolazione delle  merci EUR.1 e la fattura, qualora sia stata presentata, o la dichiarazione su fattura ovvero una  copia di detti documenti, indicando, se del caso, i motivi di sostanza o di forma che giustificano  un'inchiesta. Esse forniscono, a corredo della richiesta di controllo a posteriori, ogni documento o informazione  che hanno potuto ottenere e che fa ritenere che le indicazioni riportate sul certificato di  circolazione delle merci EUR.1 o sulla dichiarazione su fattura siano inesatte. 3.  Il controllo viene effettuato dalle autorità doganali del paese d'esportazione. A tal fine esse  hanno la facoltà di richiedere qualsiasi prova e di effettuare qualsiasi controllo dei conti  dell'esportatore ovvero qualsiasi altra verifica che ritengano utile. 4.  Qualora le autorità doganali del paese d'importazione decidano di sospendere la concessione del  regime preferenziale ai prodotti in questione in attesa dei risultati del controllo, esse offrono  all'importatore la possibilità di ritirare i prodotti, riservandosi di applicare le misure  cautelari ritenute necessarie. 5.  I risultati del controllo sono comunicati, appena possibile, alle autorità doganali che lo  hanno richiesto. Essi devono indicare con certezza se i documenti sono autentici e se i prodotti in  questione possono essere considerati originari di una delle parti contraenti o di uno dei paesi di  cui all'articolo 2 e rispondono agli altri requisiti di cui al presente protocollo. Articolo 33 Composizione delle controversie Le controversie riguardanti le procedure di controllo di cui all'articolo 32 che non sia possibile  dirimere tra le autorità doganali che richiedono il controllo e quelle incaricate di effettuarlo,  ovvero i problemi di interpretazione del presente protocollo, vengono sottoposti al Comitato  doganale. Articolo 34 Sanzioni Vengono applicate sanzioni nei confronti di coloro i quali redigano o facciano redigere un  documento contenente informazioni inesatte allo scopo di ottenere l'applicazione del regime  preferenziale per i prodotti. TITOLO VII CEUTA E MELILLA Articolo 35 Disposizioni applicabili a Ceuta e  Melilla 1.  Nel termine «Comunità» utilizzato nel presente protocollo non rientrano Ceuta e Melilla.  Nell'espressione «prodotti originari della Comunità» non rientrano i prodotti originari di Ceuta e  Melilla. 2.  Ai fini dell'applicazione del protocollo aggiuntivo relativo ai prodotti originari di Ceuta e  Melilla si applica mutatis mutandis il presente protocollo, alle condizioni particolari di cui  all'articolo 36. Articolo 36 Condizioni particolari 1.  Sono considerati: a) prodotti originari di Ceuta e Melilla: i) i prodotti interamente ottenuti a Ceuta e Melilla; ii) i prodotti ottenuti a Ceuta e Melilla per i quali sono stati impiegati materiali ivi non  interamente ottenuti, a condizione che detti prodotti siano stati sottoposti a Ceuta e Melilla a  lavorazioni o trasformazioni sufficienti. Tale condizione non è tuttavia richiesta per quanto  concerne i materiali originari di una delle parti contraenti o di uno dei paesi di cui all'articolo  2 ai sensi del presente protocollo; b) prodotti originari dell'Austria: i) i prodotti interamente ottenuti in Austria; ii) i prodotti ottenuti in Austria per i quali sono stati impiegati materiali ivi non interamente  ottenuti, a condizione che detti prodotti siano stati sottoposti a lavorazioni o trasformazioni  sufficienti in Austria. Tale condizione non è tuttavia richiesta per quanto concerne i materiali  originari di Ceuta e Melilla, di una delle parti contraenti o di uno dei paesi di cui all'articolo  2 ai sensi del presente protocollo. 2.  Ceuta e Melilla sono considerate un unico territorio. 3.  Quando una prova d'origine rilasciata o redatta conformemente al presente protocollo si  riferisce a prodotti originari di Ceuta e Melilla, l'esportatore è tenuto a indicarlo chiaramente  mediante la sigla «CM». Qualora si tratti del certificato di circolazione delle merci EUR.1, il carattere originario deve  essere indicato nella casella 4 di detto certificato. Qualora si tratti di una dichiarazione su fattura, il carattere originario deve essere indicato nel  documento su cui è effettuata la dichiarazione. 4.  Le autorità doganali spagnole sono incaricate di garantire l'applicazione del presente  protocollo a Ceuta e Melilla. 5.  L'articolo 15 non si applica agli scambi tra Ceuta e Melilla, da un lato, e l'Austria  dall'altro. TITOLO VIII DISPOSIZIONI FINALI Articolo 37 Modifiche del protocollo Il Comitato misto può decidere di modificare le disposizioni del presente protocollo.     Appendice I NOTE INTRODUTTIVE DELL'ELENCO CONTENUTO NELL'APPENDICE II Nota 1  L'elenco indica per tutti i prodotti contemplati dall'accordo le condizioni necessarie affinché  detti prodotti siano considerati sufficientemente lavorati o trasformati ai sensi dell'articolo 4,  paragrafo 1 del presente protocollo. Nota 2 2.1. Le prime due colonne dell'elenco descrivono il prodotto ottenuto.  La colonna (1) indica la voce od il capitolo del Sistema armonizzato, mentre nella colonna (2)  figura la designazione delle merci usata in detto sistema per tale voce o capitolo. Ad ogni  prodotto menzionato nelle prime due colonne corrisponde una regola nelle colonne (3) o (4). Se in  taluni casi la voce che figura nella colonna (1) è preceduta da «ex», ciò significa che la regola  nelle colonne (3) o (4) si applica soltanto alla parte di voce o capitolo descritta nella colonna  (2). 2.2. Quando nella colonna (1) compaiono più voci raggruppate insieme o un capitolo, e di  conseguenza la designazione dei prodotti nella colonna (2) è espressa in termini generali, la  corrispondente regola nelle colonne (3) o (4) si applica a tutti i prodotti che nel Sistema  armonizzato sono classificati nelle voci del capitolo in questione o in una delle voci raggruppate  nella colonna (1). 2.3. Quando nell'elenco compaiono più regole applicabili a differenti prodotti tutti classificati  nella stessa voce, ciascun trattino riporta la designazione della parte di voce cui si applica la  corrispondente regola nelle colonne (3) o (4). 2.4. Se ad un prodotto menzionato nelle prime due colonne corrisponde una regola nelle colonne (3)  e (4), l'esportatore può optare o per l'applicazione della regola figurante nella colonna (3) o per  l'applicazione di quella figurante nella colonna (4). Se nella colonna (4) non compare alcuna  regola di origine, deve applicarsi la regola figurante nella colonna (3). Nota 3 3.1. Le disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 1 del presente  protocollo relative ai prodotti che hanno acquisito carattere originario e che sono impiegati nella  fabbricazione di altri prodotti si applicano a prescindere dal fatto che detto carattere sia stato  acquisito all'interno dello stabilimento industriale in cui detti prodotti sono impiegati, in un  altro stabilimento nello stesso paese o in un altro dei paesi di cui all'articolo 2 del presente  protocollo. 3.2. La regola che figura nell'elenco rappresenta il livello minimo di lavorazione o trasformazione  richiesta, per cui l'esecuzione di lavorazioni e trasformazioni più importanti è idonea a conferire  il carattere di prodotto originario mentre l'esecuzione di lavorazioni e trasformazioni inferiori  non può conferire il carattere di prodotto originario. Pertanto, se una regola autorizza l'impiego  di un materiale non originario che si trova ad un certo stadio di lavorazione, l'impiego del  materiale a uno stadio di lavorazione precedente è autorizzato, mentre l'impiego del materiale a  uno stadio successivo non lo è. 3.3. Quando una regola che figura nell'elenco specifica che un prodotto può essere fabbricato a  partire da più di un materiale, ciò significa che è ammesso l'impiego di uno o più materiali, non  che debbano essere utilizzati tutti i materiali. 3.4. Quando una regola dell'elenco specifica che un prodotto va fabbricato partendo da un  determinato materiale, tale condizione non vieta ovviamente l'impiego di altri materiali che, per  loro natura, non possono rispettare questa regola. Tuttavia ciò non si applica ai prodotti che, sebbene non possano essere fabbricati a partire dal  particolare materiale indicato nell'elenco, possono essere prodotti a partire da un materiale della  stessa natura ad uno stadio precedente di lavorazione. 3.5. Se una regola dell'elenco indica due percentuali per il valore massimo dei materiali non  originari di cui è ammesso l'uso, tali percentuali non sono cumulabili. Il valore massimo di tutti  i materiali non originari impiegati non deve mai superare la percentuale più elevata fra quelle  indicate. Inoltre, non devono essere superate le percentuali specifiche in relazione ai materiali  particolari cui si riferiscono.  Appendice II LISTA DELLE LAVORAZIONI O TRASFORMAZIONI A CUI DEVONO ESSERE SOTTOPOSTI  MATERIALI NON ORIGINARI AFFINCHÉ IL PRODOTTO TRASFORMATO POSSA AVERE IL CARATTERE DI PRODOTTO  ORIGINARIO >SPAZIO PER TABELLA> Appendice III CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI EUR.1 E DOMANDA PER OTTENERE UN  CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI EUR.1 Istruzioni per la stampa 1.  Il  certificato deve avere un formato di mm 210 × 297; è ammessa una tolleranza di 5 mm in meno e di 8  mm in più sulla lunghezza. La carta da usare è carta collata bianca per scritture, non contenente  pasta meccanica, del peso minimo di 25 g/m². Il certificato deve essere stampato con un fondo  arabescato di colore verde in modo da fare risaltare qualsiasi falsificazione eseguita con mezzi  meccanici o chimici. 2.  Le autorità pubbliche degli Stati membri della CE e dell'Austria possono riservarsi la stampa  di certificati o affidare il compito a tipografie da essi autorizzate. In quest'ultimo caso, su  ciascun certificato deve essere indicata tale autorizzazione. Su ogni certificato devono figurare  il nome e l'indirizzo della tipografia oppure un segno che ne consenta l'identificazione. Il  certificato deve recare inoltre un numero di serie, stampato o meno, destinato a  contraddistinguerlo. >RIFERIMENTO A UN FILM>>RIFERIMENTO A UN FILM>>RIFERIMENTO A UN FILM>>RIFERIMENTO A UN FILM>  Appendice IV DICHIARAZIONE SU FATTURA La dichiarazione su fattura, il cui testo figura  qui di seguito, deve essere redatta conformemente alle note a piè di pagina. Queste tuttavia non  devono essere riprodotte. Versione italiana L'esportatore delle merci contemplate nel presente documento  [autorizzazione doganale n. . . . (1)] dichiara che, salvo indicazione contraria, le merci sono di  origine preferenziale . . . (2g)  (3). Versione spagnola El exportador de los productos incluidos en el presente  documento [autorización aduanera n° . . . (1)] declara que, salvo indicación en sentido contrario,  estos productos gozan de un origen preferencial . . . (2b)  (3). Versione inglese The exporter of the products covered by this document [customs  authorization No . . . (1)] declares that except where otherwise clearly indicated, these products  are of . . . (2a) preferential origin (3). Versione danese Eksportoeren af varer, der er omfattet af naervaerende dokument  [toldmyndighedernes tilladelse nr.. . . (1)], erklaerer, at varerne, medmindre andet tydeligt er  angivet, har praeferenceoprindelse i . . . (2c) (3). Versione tedesca Der Ausfuehrer [Ermaechtigter Ausfuehrer; Bewilligungs-Nr. . . .  (1)] der Waren, auf die sich dieses Handelspapier bezieht, erklaert, dass diese Waren, soweit nicht  anders angegeben, praeferenzbeguenstigte Ursprungswaren . . . (2d) sind (3). Versione greca Ï aaîáãùãÝáò ôùí ðñïúueíôùí ðïõ êáëýðôïíôáé áðue ôï ðáñueí Ýããñáoeï  [UEaeaaéá ôaaëùíaassïõ õð'áñéè. . . . (1)] aeçëþíaaé ueôé, aaêôueò aaUEí aeçëþíaaôáé óáoeþò UEëëïò, ôá ðñïúueíôá áõôUE  aassíáé ðñïôéìçóéáêÞò êáôáãùãÞò AAÏ× (2aa) (3). Versione francese L'exportateur des produits couverts per le présent document  [autorisation douanière n° . . . (1) déclare que, sauf indication claire du contraire, ces produits  ont l'origine préférentielle . . . (2f) (3). Versione olandese De exporteur van de goederen waarop dit document van  toepassing is [douanevergunning nr. . . . (1)], verklaart dat, behoudens uitdrukkelijke  andersluidende vermelding, deze goederen van preferentiële oorsprong . . . (2h) (3). Versione portoghese O abaixo assinado, exportador dos produtos cobertos pelo  presente documento [autorização aduaneira nº . . . (1)], declara que, salvo expressamente indicado  em contrário, estes produtos são de origem preferencial . . . (2i) (3). Versione islandese Útflytjandi varanna, sem skjal petta tekur til [heimild  tollyfirvalda nr. . . . (1)], lysir pvi  lfir, ad sé eigi annars greinilega getid eru  laer af . . .   (2j) frídindauppruna (3). Versione norvegese Eksportoeren av produktene omfattet av dette dokument  [tollmyndighetenes autorisasjonsnr. . . .  (1)] erklaerer at disse produktene, unntatt hvor annet er  tydelig angitt, har . . . (2k) preferanseopprinnelse (3). Versione finnica Taessae asiakirjassa mainittujen tuotteiden viejae [tullin  lupanumero . . . (1)] ilmoittaa, ettae naemae tuotteet ovat, ellei toisin ole selvaesti merkitty,  etuuskohteluun oikeuttavaa . . . (2l) alkuperaeae (3). Versione svedese Exportoeren av de varor som omfattas av detta dokument  [tullmyndighetens tillstaand nr. . . . (1) foersaekrar att dessa varor, om inte annat tydligt  markerats, har foermaansberaettigande ursprung i . . . (2m) (3). .  (4) (Luogo e data) .  (5) (Firma dell'esportatore; inoltre il cognome della persona che firma la dichiarazione deve essere  scritto a tutte lettere) (1) Se la dichiariazione su fattura è compilata da un esportatore autorizzato  ai sensi dell'articolo 22 del protocollo, il numero dell'autorizzazione dell'esportatore deve  essere indicato in questo spazio. Se la dichiarazione su fattura non è compilata da un esportatore  autorizzato, le parole tra parentesi possono essere omesse o lo spazio lasciato in bianco.  (2) a: EC, Austrian, Icelandic, Finnish, Norwegian, Swedish, Swiss b: CE, Austriaco, Islandés, Finlandés, Noruego, Sueco, Suizo c: EF, OEstrig, Island, Finland, Norge, Sverige, Schweiz, d: EG-, finnische, islaendische, norwegische, oesterreichische, schwedische, schweizerische e: AAÊ, Áõóôñssáò, Éóëáíaessáò, OEéíëáíaessáò, Íïñâçãssáò, Óïõçaessáò, AAëâaaôssáò f: CE, autrichienne, islandaise, finlandaise, norvégienne, suédoise, suisse g: CE, austriaca, islandese, finlandese, norvegese, svedese, svizzera h: EG, Oostenrijkse, Ijslandse, Finse, Noorse, Zweedse, Zwitserse i: CE, austríaca, islandesa, finlandesa, norueguesa, sueca, suíça j: EB, austurriskum, islenskum, finnskum, norskum, saenskum, svissneskum k: EF, oesterriksk, islandsk, finsk, norsk, svensk, sveitsisk l: EY-alkuperaeae taiitaevaltalaista, islantilaista, suomalaista, norjalaista, ruotsalaista tai  sveitsilaeistae m: EG, OEsterrike, Island, Finland, Norge, Sverige, Schweiz  (3) Se la dichiarazione su fattura si riferisce, in tutto o in parte, a prodotti originari di Ceuta  e Melilla ai sensi dell'articolo 35 del protocollo, l'esportatore è tenuto a indicarlo chiaramente  mediante la sigla «CM».  (4) Queste indicazioni possono essere omesse se l'informazione è contenuta nel documento stesso.  (5) Cfr. l'articolo 21, paragrafo 5 del protocollo. Nei casi in cui l'esportatore non è tenuto a  firmare, la dispensa dall'obbligo della firma implica anche la dispensa dall'obbligo di indicare il  nome del firmatario.   DICHIARAZIONE COMUNE RELATIVA AL PERIODO TRANSITORIO PER IL RILASCIO O LA REDAZIONE DEI  DOCUMENTI RELATIVI ALLA PROVA D'ORIGINE a) Nei due anni successivi all'entrata in vigore della  presente decisione, le competenti autorità doganali delle parti contraenti accettano, come valide  prove d'origine ai sensi del presente accordo, i seguenti documenti di cui all'articolo 13 del  precedente protocollo n. 3, contenuto nella decisione n. 1/88 del Comitato misto: i) certificati EUR.1, compresi i certificati a lungo termine, previamente muniti del timbro del  competente ufficio doganale dello Stato esportatore; ii) certificati EUR.1, compresi i certificati a lungo termine, muniti, ad opera di un esportatore  autorizzato, di un timbro speciale approvato dalle autorità doganali dello Stato esportatore, e iii) fatture relative ai certificati a lungo termine. b) Nei sei mesi successivi all'entrata in vigore della presente decisione, le competenti autorità  doganali delle parti contraenti accettano, come valide prove d'origine ai sensi del presente  accordo, i seguenti documenti di cui all'articolo 8 del precedente protocollo n. 3, contenuto nella  decisione n. 1/88 del Comitato misto: i) fatture recanti la dichiarazione dell'esportatore di cui all'allegato V del precedente  protocollo n. 3, contenuto nella decisione n. 1/88 del Comitato misto, redatte conformemente  all'articolo 13 di detto protocollo e ii) fatture recanti la dichiarazione dell'esportatore di cui all'allegato V del precedente  protocollo n. 3, contenuto nella decisione n. 1/88 del Comitato misto, redatte da qualsiasi  esportatore. c) Le richieste di controllo a posteriori dei documenti di cui alle lettere a) e b) sono accettate  dalle competenti autorità doganali delle parti contraenti per due anni dal rilascio e dalla  compilazione della prova d'origine. Detti controlli sono effettuati conformemente alle disposizioni  del titolo VI del presente protocollo.