CELEX: 62010TN0422
Language: it
Date: 2010-09-15 00:00:00
Title: Causa T-422/10: Ricorso presentato il 15 settembre 2010 — Emme/Commissione

20.11.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 317/35
            
         Ricorso presentato il 15 settembre 2010 — Emme/Commissione
   (Causa T-422/10)
   ()
   2010/C 317/64
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Emme Holding SpA (Pescara, Italia) (rappresentanti: G. Visconti, E. Vassallo di Castiglione, M. Siragusa, M. Beretta, P. Ferrari, avvocati)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni del ricorrente
   
   
               —
            
            
               Annullare o ridurre l’ammenda comminata dalla Commissione a Emme Holding con decisione del 30 giugno 2010 (caso COMP/38344) — Acciaio per precompresso;
            
         
               —
            
            
               Condannare la Commissione al pagamento delle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La decisione impugnata nella presente causa è la stessa della causa T-385/10, ArcellorMittal Wire France e.a./Commissione.
   In particolare, la ricorrente fa valere:
   
               —
            
            
               che non è giustificato addebitarla un’infrazione unica e continuata costituita dall’insieme dei cartelli europeo (il club Europa) e nazionali/regionali (il club Italiano, il Club España e l’Accordo Meridionale). Essa, infatti, non ha mai partecipato (attivamente o passivamente) al livello europeo della presunta infrazione. Similarmente, Trame non era a conoscenza di eventuali cartelli regionali o nazionali in paesi diversi dall’Italia.
            
         
               —
            
            
               che la decisione prende in considerazione sia i trefoli (7 fili) che la treccia (2-3 fili). La ricorrente sottolinea invece come la treccia non sia mai stata oggetto di cartello nell’ambito del Club Italia. Il fatturato generato da tale prodotto non deve dunque essere preso in considerazione di sede di calcolo della sanzione.
            
         La ricorrente chiede anche una riduzione dell’ammenda, sulla base della sua marginale partecipazione nella presunta infrazione, nonché per la sua mancanza di capacità contributiva.