CELEX: 51998PC0295
Language: it
Date: 1998-05-20
Title: Proposta di direttiva del Consiglio intesa a garantire un'imposizione minima effettiva sui redditi da risparmio sotto forma di interessi all'interno della Comunità

Avis juridique important

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51998PC0295

Proposta di direttiva del Consiglio intesa a garantire un'imposizione minima effettiva sui redditi da risparmio sotto forma di interessi all'interno della Comunità  /* COM/98/0295 def. - CNS 98/0193 */  

Gazzetta ufficiale n. C 212 del 08/07/1998 pag. 0013

Proposta di direttiva del Consiglio intesa a garantire un'imposizione minima effettiva sui redditi da risparmio sotto forma di interessi all'interno della Comunità (98/C 212/09) COM(1998) 295 def. - 98/0193(CNS)(Presentata dalla Commissione il 4 giugno 1998)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 100,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,(1) considerando che la direttiva 88/361/CEE del Consiglio per l'attuazione dell'articolo 67 del trattato (1) ha previsto, a partire dal 1° luglio 1990, la completa liberalizzazione dei movimenti di capitali effettuati nella Comunità fra residenti degli Stati membri, ivi inclusi gli investimenti diretti, e che dal 1° gennaio 1994 la libera circolazione dei capitali è sancita dagli articoli da 73 B a 73 G del trattato;(2) considerando che i redditi sotto forma di interessi degli investimenti diretti del risparmio sono redditi imponibili per i residenti di tutti gli Stati membri;(3) considerando che, in base all'articolo 73 D, paragrafo 1 del trattato, gli Stati membri hanno il diritto di applicare le pertinenti disposizioni della loro legislazione tributaria in cui si opera una distinzione tra i contribuenti che non si trovano nella medesima situazione per quanto riguarda il loro luogo di residenza o il luogo di collocamento del loro capitale, nonché di prendere tutte le misure necessarie per impedire le violazioni delle loro legislazioni e regolamentazioni, in particolare in materia fiscale;(4) considerando che le disposizioni della legislazione tributaria degli Stati membri destinate a contrastare gli abusi o le frodi non devono costituire, in base all'articolo 73 D, paragrafo 3 del trattato, un mezzo di discriminazione arbitraria né una restrizione dissimulata alla libera circolazione dei capitali e dei pagamenti di cui all'articolo 73 B del trattato;(5) considerando che, in assenza di un coordinamento dei regimi tributari nazionali concernenti il risparmio, in particolare per quanto attiene al trattamento degli interessi percepiti nei singoli Stati membri da non residenti, i residenti degli Stati membri possono attualmente sfuggire a qualsiasi forma di imposizione sugli interessi percepiti in un altro Stato membro;(6) considerando che tale possibilità di evasione fiscale produce, nei movimenti di capitali fra Stati membri, distorsioni economiche incompatibili con il mercato interno;(7) considerando che, nell'ambito del Consiglio Ecofin del 1° dicembre 1997 in materia di politica fiscale (2), il Consiglio, nel quadro delle conclusioni sulla tassazione del risparmio in cui si approva l'obiettivo di raggiungere una tassazione minima effettiva dei redditi da risparmio all'interno della Comunità e di evitare distorsioni indesiderate della concorrenza, ha convenuto in merito ad una serie di elementi che formano la base della presente direttiva;(8) considerando che, conformemente ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità enunciati dall'articolo 3 B del trattato, l'obiettivo della presente direttiva, ossia l'imposizione effettiva sui redditi del risparmio in tutta la Comunità, non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri e può dunque essere realizzato meglio a livello comunitario; che la presente direttiva, come primo passo verso tale obiettivo, si limita al minimo richiesto e non va oltre quanto strettamente necessario per raggiungerlo, applicandosi soltanto agli interessi versati da un agente pagatore stabilito in uno Stato membro a persone fisiche residenti in un altro Stato membro;(9) considerando che parimenti il campo d'applicazione della presente direttiva deve essere limitato agli interessi derivanti dall'impiego di un capitale e che, pertanto, i problemi collegati all'imposizione sulle pensioni e le prestazioni assicurative formeranno oggetto di un esame separato in vista di eventuali iniziative legislative specifiche;(10) considerando che l'obiettivo della presente direttiva può essere raggiunto grazie ad un modello di «coesistenza», che lascia la scelta agli Stati membri o di applicare una ritenuta fiscale sugli interessi pagati nel loro territorio ai non residenti (regime della ritenuta fiscale) o di consentire allo Stato membro ove il beneficiario effettivo degli interessi ha il domicilio fiscale di procedere all'imposizione grazie alla comunicazione delle informazioni necessarie da parte dello Stato membro dell'agente pagatore (regime dell'informazione);(11) considerando che ai fini della certezza del diritto e della trasparenza occorre prevedere che gli Stati membri applichino un solo e identico regime a tutti gli interessi pagati sul loro territorio a chi non vi è domiciliato a fini fiscali;(12) considerando che è opportuno che gli Stati membri, quando optano per uno dei due regimi previsti dalla presente direttiva, prendano le misure necessarie affinché l'agente pagatore degli interessi stabilito sul loro territorio possa effettuare gli adempimenti prescritti dalla presente direttiva;(13) considerando che occorre precisare che, quando gli interessi non sono pagati direttamente al beneficiario effettivo dal debitore del capitale che produce gli interessi, l'agente pagatore dello Stato membro titolare degli obblighi di cui sopra è l'operatore economico responsabile del pagamento diretto degli interessi a favore del beneficiario effettivo;(14) considerando che la direttiva 77/799/CE del Consiglio del 19 dicembre 1977 relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri nel settore delle imposte dirette e indirette (3), modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, permette in certa misura agli Stati membri di assicurarsi del corretto accertamento delle imposte tramite un sistema di scambio di informazioni;(15) considerando che la trasmissione automatica di informazioni appropriate fra Stati membri sugli interessi contemplati dalla presente direttiva è un presupposto indispensabile per l'attuazione del regime dell'informazione e che occorre prevedere che gli Stati membri che applicano questo regime non possano più avvalersi della facoltà di limitare lo scambio di informazioni prevista dall'articolo 8 della direttiva 77/799/CEE;(16) considerando che occorre assicurare che gli Stati membri che hanno optato per il regime della ritenuta fiscale applichino tale ritenuta con una aliquota minima effettiva e che la ritenuta sia operata una sola volta nella Comunità;(17) considerando che, quando gli interessi sono pagati da un agente pagatore stabilito in uno Stato membro che ha optato per il regime della ritenuta fiscale, occorre prevedere la facoltà del beneficiario effettivo degli interessi, con domicilio fiscale in un altro Stato membro, di presentare un certificato all'agente pagatore affinché quest'ultimo non effettui la ritenuta alla fonte;(18) considerando che occorre prevedere a tal fine che le autorità competenti degli Stati membri rilascino tale certificato entro un termine ragionevole;(19) considerando che l'obiettivo di permettere l'imposizione effettiva sugli interessi pagati fra due o più Stati membri, implica per gli Stati membri l'obbligo correlativo di garantire l'eliminazione di qualsiasi doppia imposizione su tali interessi;(20) considerando che qualora sia stata applicata una ritenuta alla fonte sugli interessi, lo Stato membro in cui il beneficiario effettivo ha il proprio domicilio fiscale deve scomputare tale ritenuta a concorrenza dell'imposta dovuta sul suo territorio per tali interessi e l'eventuale differenza deve poter essere rimborsata dallo Stato membro dove l'agente pagatore è stabilito;(21) considerando che lo stesso principio deve essere applicato nel caso di interessi provenienti da taluni organismi di investimento collettivo e che occorre prevedere modalità adeguate per assicurare l'eliminazione di tutte le doppie imposizioni sugli interessi in oggetto;(22) considerando che nelle conclusioni del 1° dicembre 1997 sulla fiscalità del risparmio, il Consiglio ha sottolineato la necessità di preservare la competitività dei mercati finanziari europei ed ha indicato che i principi di base di una direttiva in materia dovrebbero essere adottati nell'ambito più vasto possibile; che, a tal fine, la Comunità deve avviare negoziati a livello bilaterale o multilaterale, con le sue principali controparti commerciali fra i paesi terzi, per assicurare l'imposizione effettiva sui redditi da risparmio, previsti dalla presente direttiva, pagati a soggetti con domicilio fiscale negli Stati membri da agenti pagatori stabiliti in tali paesi terzi;(23) considerando che è opportuno prevedere un riesame della situazione da parte del Consiglio, in base ad una relazione della Commissione, tre anni dopo la scadenza del termine di attuazione della presente direttiva, al fine di determinare gli eventuali nuovi progressi da compiere in vista di una migliore imposizione effettiva sui redditi da risparmio,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 Oggetto1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie per permettere un'imposizione minima effettiva sugli interessi pagati a persone fisiche aventi il domicilio fiscale in uno Stato membro diverso da quello dell'agente pagatore.2. Gli Stati membri prendono le misure necessarie per assicurare l'esecuzione degli adempimenti richiesti per l'applicazione della presente direttiva da parte dell'agente pagatore degli interessi, stabilito sul loro territorio, a prescindere dal luogo di stabilimento del debitore del capitale produttivo degli interessi.Articolo 2 Modello della coesistenza1. Gli Stati membri optano o per il sistema della comunicazione di informazioni allo Stato membro dove il beneficiario effettivo del pagamento ha il domicilio fiscale (in prosieguo: «il regime dell'informazione»), o per il sistema del prelievo alla fonte di una ritenuta fiscale (in prosieguo: «il regime della ritenuta fiscale»), conformemente agli articoli 7 e 8.2. Ogni Stato membro applica un solo o identico regime a tutti i pagamenti di interessi effettuati da un agente pagatore, stabilito sul suo territorio, a persone fisiche con domicilio fiscale in altri Stati membri.Articolo 3 Definizioni generaliAi fini della presente direttiva:a) si intende per «beneficiario effettivo» qualsiasi persona fisica che riceve un pagamento di interessi per proprio conto;b) si intende per «agente pagatore» qualsiasi operatore economico responsabile del pagamento di interessi direttamente a favore del beneficiario effettivo, sia esso il debitore del capitale che produce gli interessi o l'operatore incaricato del pagamento degli interessi per conto del debitore o del beneficiario effettivo, a condizione che l'operatore economico sia stabilito all'interno della Comunità, fuori dello Stato membro ove il beneficiario effettivo ha il domicilio fiscale;c) in caso di difficoltà tra almeno due Stati membri per determinare il «domicilio fiscale» del beneficiario effettivo, si applicano i criteri seguenti:i) il beneficiario effettivo è considerato domiciliato nello Stato membro nel quale ha una stabile dimora; se ha una stabile dimora in più Stati membri, è considerato domiciliato nello Stato membro con il quale i vincoli personali ed economici sono più stretti (centro degli interessi vitali);ii) se non si può determinare lo Stato membro nel quale il beneficiario effettivo ha il centro dei suoi interessi vitali, o se il medesimo non ha una stabile dimora in alcuno degli Stati membri, il beneficiario effettivo è considerato domiciliato nello Stato membro in cui soggiorna abitualmente;iii) il beneficiario effettivo che soggiorna abitualmente in più Stati membri o non soggiorna abitualmente in alcuno di essi è considerato domiciliato nello Stato membro del quale ha la cittadinanza;iv) in caso di difficoltà nel determinare il domicilio fiscale di un beneficiario effettivo fra due o più Stati membri in base ai criteri di cui ai punti i), ii) ed iii), detti Stati membri si accordano entro un termine ragionevole sulla determinazione di un unico domicilio fiscale;d) si intende per «autorità competente» di uno Stato membro una delle autorità previste dall'articolo 1, paragrafo 5, della direttiva 77/799/CEE.Articolo 4 Identificazione dei beneficiari effettiviCiascuno Stato membro adotta e assicura l'applicazione sul suo territorio delle modalità che permettono all'agente pagatore di accertare l'identità e il domicilio fiscale dei beneficiari effettivi ai fini dell'articolo 1.Articolo 5 Definizione degli interessiAi fini della presente direttiva sono «interessi»:a) i redditi di crediti di qualsivoglia natura, assistiti o meno da garanzie ipotecarie o corredati o meno di una clausola di partecipazione agli utili del debitore, in particolare i redditi dei titoli del debito pubblico e delle obbligazioni di prestiti, ivi compresi i premi. Le penalità di mora non costituiscono interessi;b) l'incremento di valore dei crediti il cui reddito è costituito per contratto in tutto o in parte da tale incremento di valore, a prescindere dalla natura del medesimo. Gli interessi da prendere in considerazione sono costituiti in questo caso dalla differenza pagata dall'agente pagatore all'atto del pagamento del credito, fra il capitale rimborsato e il prezzo di emissione dei titoli corrispondenti;c) i redditi distribuiti da organismi di investimento collettivo in valori mobiliari ai sensi della direttiva 85/611/CEE del Consiglio (4) che investono direttamente o indirettamente oltre il 50 % delle loro attività in crediti o titoli corrispondenti;d) la differenza fra il prezzo ottenuto a titolo di rimborso delle quote degli organismi di cui alla lettera c) e il prezzo d'emissione delle stesse quote o, se le quote sono state acquistate dopo l'emissione, il prezzo d'acquisto pagato dal beneficiario effettivo.Articolo 6 Campo di applicazione territorialeLa presente direttiva concerne gli interessi corrisposti da un agente pagatore stabilito all'interno del territorio in cui si applica il trattato in forza dell'articolo 227 del medesimo.Articolo 7 Regime dell'informazione1. Lo Stato membro dell'agente pagatore che ha optato per il regime dell'informazione, comunica allo Stato membro in cui il beneficiario effettivo degli interessi ha il domicilio fiscale, le informazioni previste al paragrafo 2 che sono necessarie per l'accertamento corretto delle imposte sul reddito dovute dal beneficiario effettivo in tale altro Stato membro.2. Le informazioni trasmesse dalle autorità competenti del primo Stato a quelle del secondo Stato membro includono almeno l'indicazione dell'ammontare degli interessi pagati, la data del pagamento, l'identità del beneficiario effettivo e la residenza dichiarata da quest'ultimo.3. La trasmissione delle informazioni è automatica e ha luogo almeno una volta l'anno, entro sei mesi dalla fine dell'anno civile precedente, per i pagamenti di interessi effettuati nel corso di tale anno civile.4. Per le informazioni da fornire nell'ambito della presente direttiva non si applica l'articolo 8 della direttiva 77/799/CEE.Articolo 8 Regime della ritenuta fiscale1. Lo Stato membro dell'agente pagatore che ha optato per il regime della ritenuta fiscale, applica una ritenuta fiscale nella misura minima del 20 % sugli interessi pagati dall'agente pagatore al beneficiario effettivo. Nessun'altra ritenuta fiscale può essere prelevata all'interno della Comunità sugli interessi pagati ai beneficiari effettivi.2. La ritenuta fiscale non viene eseguita se il beneficiario effettivo presenta all'agente pagatore un certificato rilasciato a suo nome dall'autorità competente dello Stato del domicilio fiscale, conformemente all'articolo 9, da cui risulti che il beneficiario effettivo ha informato tale autorità degli interessi da percepire. Se l'ammontare degli interessi pagati supera quello menzionato nel certificato, è operata una ritenuta fiscale sulla differenza tra i due importi.3. La presente direttiva non osta a che gli Stati membri che hanno optato per il regime della ritenuta fiscale trasmettano anche le informazioni previste dal loro diritto interno o dagli accordi bilaterali conclusi con altri Stati membri.Articolo 9 Rilascio del certificatoLe autorità competenti di ciascuno Stato membro sono tenute a rilasciare un certificato in base alle informazioni loro fornite dai propri domiciliati fiscali, beneficiari effettivi di interessi che devono percepire da un agente pagatore. Il certificato indica l'identità del beneficiario effettivo e dell'agente pagatore, l'ammontare degli interessi da percepire e la data del pagamento. Il rilascio del certificato al beneficiario effettivo che ne ha fatto richiesta ha luogo entro due mesi dalla domanda.Articolo 10 Eliminazione delle doppie imposizioni1. Gli Stati membri prendono le misure necessarie per eliminare le doppie imposizioni sugli interessi contemplati dalla presente direttiva.2. Se gli interessi percepiti da un beneficiario effettivo sono stati assoggettati alla ritenuta fiscale nello Stato membro dell'agente pagatore, lo Stato membro del domicilio fiscale del beneficiario effettivo accorda a quest'ultimo un credito d'imposta di importo pari alla ritenuta fiscale, a concorrenza dell'imposta dovuta sul suo territorio in ordine a tali interessi. Se la ritenuta fiscale effettivamente prelevata nello Stato membro dell'agente pagatore supera il credito d'imposta accordato al beneficiario effettivo dal suo Stato membro del domicilio fiscale, lo Stato membro dell'agente pagatore restituisce la differenza direttamente al beneficiario effettivo.3. Per quanto riguarda i pagamenti di interessi di cui all'articolo 5, lettere c) e d):a) se lo Stato membro dell'agente pagatore ha optato per il regime dell'informazione, lo Stato membro ove il beneficiario effettivo ha il domicilio fiscale accorda a quest'ultimo, a concorrenza dell'imposta dovuta in ordine a tali interessi sul suo territorio, un credito di imposta pari alle imposte effettivamente assolte dagli organismi di investimento collettivo sui redditi corrispondenti agli interessi pagati al beneficiario effettivo;b) se lo Stato membro dell'agente pagatore ha optato per il regime della ritenuta fiscale, l'agente pagatore riduce la ritenuta fiscale prevista all'articolo 8 in misura corrispondente alle imposte effettivamente assolte dagli organismi di investimento collettivo sui redditi corrispondenti agli interessi pagati al beneficiario effettivo. In questo caso lo Stato membro ove il beneficiario effettivo ha il domicilio fiscale accorda a quest'ultimo un credito di imposta che copre la totalità delle imposte effettivamente assolte sugli interessi, a concorrenza dell'imposta dovuta sul suo territorio per siffatti interessi.4. Se una ritenuta alla fonte è stata operata, senza possibilità di rimborso, in uno Stato terzo su interessi pagati, tramite un agente pagatore stabilito in uno Stato membro, ad un beneficiario effettivo che ha domicilio fiscale in un altro Stato membro, lo Stato membro dell'agente pagatore che ha optato per il regime della ritenuta fiscale diminuisce l'ammontare della ritenuta fiscale su detti interessi in misura corrispondente alla ritenuta già operata.Articolo 11 Negoziati con i paesi terziLa Comunità avvia negoziati, a livello bilaterale o multilaterale, con le sue principali controparti commerciali fra i paesi terzi per permettere di assicurare l'imposizione effettiva dei redditi da risparmio, previsti dalla presente direttiva, pagati a domiciliati fiscali degli Stati membri da agenti pagatori stabiliti in tali paesi terzi.Articolo 12 Attuazione1. Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 31 dicembre 1999 le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva e ne informano immediatamente la Commissione.Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1° gennaio 2001.Quando gli Stati membri adottano le disposizioni di cui al primo comma, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle norme essenziali di diritto interno che essi adottano nella materia disciplinata dalla presente direttiva. In tale comunicazione gli Stati membri forniscono una tavola di concordanza da cui risultino le norme nazionali in vigore o in corso di introduzione corrispondenti a ciascuno degli articoli della presente direttiva. Gli Stati membri forniscono inoltre nome e indirizzo delle loro autorità competenti.Articolo 13 RiesameLa Commissione presenta al Consiglio, anteriormente al 1° gennaio 2004, una relazione sull'applicazione della presente direttiva. In base a tale relazione la Commissione propone al Consiglio, se del caso, le modificazioni della direttiva necessarie per assicurare una migliore imposizione effettiva sui redditi da risparmio nonché l'eliminazione delle distorsioni indesiderate della concorrenza.Articolo 14 Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 15 DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU L 178 dell'8.7.1988, pag. 5.(2) GU C 2 del 6.1.1998, pag. 1.(3) GU L 336 del 27.12.1977, pag. 15.(4) GU L 375 del 31.12.1985, pag. 3.ALLEGATO DECISIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO del . . . nel campo della tassazione del risparmio I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI, RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIOCONFERMANDO che, per tener conto della necessità di preservare la competitività dei mercati finanziari a livello mondiale, è opportuno che gli elementi convenuti sulla tassazione del risparmio nell'ambito delle conclusioni del Consiglio Ecofin del 1° dicembre 1997, siano adottati in un ambito più vasto possibile;RICONOSCENDO che la proposta di direttiva presentata il 20 maggio 1998 dalla Commissione al fine di garantire una tassazione minima effettiva dei redditi da risparmio sotto forma di interessi all'interno della Comunità, è basata su tali elementi;CONFERMANDO l'accordo intervenuto nell'ambito del Consiglio Ecofin del 1° dicembre 1997 sull'opportunità che gli Stati membri si impegnino, parallelamente alla discussione della citata proposta di direttiva, a promuovere l'instaurazione di misure equivalenti a quelle della direttiva nei paesi terzi, nonché nei loro territori dipendenti o associati o in cui gli Stati membri hanno responsabilità particolari o prerogative fiscali e che non rientrano nel campo di applicazione della direttiva,ADOTTANO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo primo Gli Stati membri si impegnano, nel rispetto delle competenze rispettive e di quelle della Comunità, parallelamente alla discussione della proposta di direttiva presentata il 20 maggio 1998 dalla Commissione al fine di garantire una tassazione minima effettiva dei redditi da risparmio sotto forma di interessi all'interno della Comunità, a promuovere l'instaurazione nei paesi terzi di misure equivalenti riguardanti i pagamenti di interessi a favore di residenti nella Comunità.Articolo 2 Gli Stati membri che hanno territori dipendenti o associati o che hanno particolari responsabilità o prerogative fiscali su altri territori, si impegnano a prendere le misure appropriate, se del caso nell'ambito delle rispettive norme costituzionali, per assicurare che possano essere applicate in questi territori disposizioni riguardanti i pagamenti di interessi ai residenti nella Comunità, equivalenti a quelle contenute nella direttiva, una volta adottata.