CELEX: 51994PC0297
Language: it
Date: 1994-07-13
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa all' armonizzazione delle principali disposizioni in materia di assicurazione dei crediti all' esportazione per operazioni garantite a medio e a lungo termine

Avis juridique important

|

51994PC0297

Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa all' armonizzazione delle principali disposizioni in materia di assicurazione dei crediti all' esportazione per operazioni garantite a medio e a lungo termine  /* COM/94/297DEF - ACC 94/0166 */  

Gazzetta ufficiale n. C 272 del 30/09/1994 pag. 0002

Proposta di direttiva del Consiglio relativa all'armonizzazione delle principali disposizioni in materia di assicurazione dei crediti all'esportazione per operazioni garantite a medio e a lungo termine (94/C 272/02) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(94) 297 def. - 94/0166(ACC)(Presentata dalla Commissione il 2 settembre 1994)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 113,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,considerando che l'assicurazione del credito all'esportazione a medio e a lungo termine svolge una funzione essenziale negli scambi internazionali e che costituisce uno dei principali strumenti della politica commerciale;considerando che, a causa delle differenze relative agli elementi costitutivi della garanzia, ai premi e alle politiche di copertura, i diversi sistemi pubblici di assicurazione del credito all'esportazione a medio e lungo termine attualmente operanti nell'ambito della Comunità provocano distorsioni della concorrenza tra le imprese della Comunità;considerando che, per attenuare le attuali distorsioni della concorrenza, deve essere attuata un'armonizzazione dei diversi sistemi pubblici di assicurazione del credito all'esportazione, secondo gli orientamenti delineati nell'articolo 112 del trattato, che sia basata su principi uniformi e che rientri integralmente nella politica commerciale comune;considerando che l'armonizzazione favorirà la cooperazione tra i diversi assicuratori del credito che operano per conto oppure con il sostegno dello Stato e di conseguenza rafforzerà la cooperazione tra le imprese della Comunità;considerando che la cooperazione è uno dei principali elementi, se non l'elemento decisivo, della competitività delle esportazioni comunitarie nei mercati dei paesi terzi;considerando che l'assicurazione del credito all'esportazione a medio e a lungo termine svolge una funzione importante nelle relazioni commerciali con i paesi in via di sviluppo e quindi favorisce il loro inserimento nell'economia mondiale, uno degli obiettivi della politica comunitaria di cooperazione e di sviluppo;considerando che nel Libro bianco del giugno 1985 sulla realizzazione del mercato interno della Comunità europea (adottato dal Consiglio europeo del giugno 1985) la Commissione sottolinea la rilevanza di un ambiente favorevole allo sviluppo della cooperazione tra le imprese europee;considerando che, a norma della decisione del 27 settembre 1960 (1), il Consiglio ha istituito un gruppo di coordinamento delle politiche in materia di assicurazione crediti, garanzie e crediti finanziari;considerando il mandato che il 15 maggio 1991 il gruppo di coordinamento ha affidato agli esperti degli Stati membri, nonché le proposte degli esperti contenute in due relazioni intitolate «Gruppo di esperti mercato unico 1992» e presentate al Consiglio, rispettivamente, il 27 marzo 1992 e l'11 giugno 1993;considerando che nell'ambito dell'armonizzazione i premi pagabili agli assicuratori del credito devono corrispondere al rischio garantito;considerando che conformemente all'articolo 3 B, terzo comma del trattato, l'armonizzazione è necessaria affinché la politica d'esportazione sia basata su principi uniformi e per evitare distorsioni della concorrenza tra le imprese europee;considerando che l'armonizzazione prevista rappresenta soltanto una prima tappa, cui altre seguiranno allo scopo di eliminare qualsiasi eventuale forma residua di distorsione della concorrenza;considerando che vanno abrogate la direttiva 70/509/CEE del Consiglio (2), modificata da ultimo della decisione di adattamento del 1° gennaio 1973 (3), e la direttiva 70/510/CEE del Consiglio (4), modificata da ultimo dalla decisione di adattamento del 1° gennaio 1973,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 1. Gli Stati membri provvedono affinché gli enti di assicurazione del credito all'esportazione che operano per conto oppure con il sostegno dello Stato, (in prosieguo «gli assicuratori»), garantiscano le operazioni che entrano nel campo di applicazione della presente direttiva secondo le modalità esposte negli allegati A, B e C.2. Gli Stati membri provvedono affinché gli assicuratori che intendono derogare ai principi comuni definiti negli allegati A, B e C seguano tutte le procedure di notificazione, consultazione e deroga stabilite nell'allegato D.Articolo 2 1. I principi comuni descritti all'allegato A («elementi costitutivi della garanzia») e all'allegato B («premi») si applicano alle esportazioni, escluse quelle di prodotti agricoli, che siano garantite direttamente o indirettamente con il sostegno, sotto qualsiasi forma, di uno o più Stati membri e che implichino:a) per tutte le operazioni finanziate con crediti acquirente e qualunque sia l'oggetto dell'operazione di esportazione, un periodo di rimborso avente una durata pari o superiore a ventiquattro mesi;b) per tutte le operazioni pagabili in contanti oppure finanziate da crediti fornitori, una durata di fabbricazione pari o superiore a dodici mesi oppure una durata del credito pari o superiore a ventiquattro mesi oppure ancora una combinazione dei due per una durata cumulativa pari o superiore a ventiquattro mesi, a condizione che riguardino:- contratti di fornitura relativi a beni strumentali e quasi strumentali (macchine e attrezzature da utilizzare nell'ambito di un'entità industriale oppure a fini commerciali); in tali contratti può essere incorporata una parte dei servizi (per esempio al fornitore può essere affidata la responsabilità dell'installazione dei beni);- contratti chiavi in mano ai fini della realizzazione di unità industriali complete in cui la percentuale dei servizi e/o dei lavori pubblici che è incorporata non superi il 25 % dell'importo complessivo del contratto;- sono escluse dal campo di applicazione della presente direttiva tutte le altre forme di garanzia di contratti commerciali (quali per esempio i contratti di lavori pubblici, di servizi o di locazione finanziaria), nonché la garanzia degli impegni di cauzione.2. Rientrano nel campo di applicazione dei principi comuni descritti all'allegato C («politica di copertura») le esportazioni che siano garantite direttamente o indirettamente con il sostegno di uno o più Stati membri e che implichino:a) per tutte le operazioni finanziate con crediti acquirente e qualunque sia l'oggetto dell'operazione, un periodo di rimborso avente una durata pari o superiore a ventiquattro mesi;b) per tutte le operazioni pagabili in contanti, una durata di fabbricazione pari o superiore a dodici mesi;c) per tutte le operazioni finanziate con crediti fornitore, una durata di fabbricazione pari o superiore a dodici mesi oppure una durata di credito pari o superiore a ventiquattro mesi oppure ancora una combinazione di due possibilità per una durata cumulativa pari o superiore a ventiquattro mesi.Articolo 3 1. I principi comuni descritti negli allegati A, B e C si applicano alle operazioni definite nell'articolo 2 e destinate ad acquirenti oppure a mutuatari pubblici o privati.Ai fini dei principi comuni si considera pubblico l'acquirente o il mutuatario che, essendo sotto qualsiasi forma espressione della potestà pubblica (Stati, enti pubblici territoriali come le province, i dipartimenti o i comuni, altri enti pubblici) non può essere dichiarato in stato di fallimento né in via giudiziaria, né in via amministrativa.2. Qualora sia necessario interpretare la definizione di cui al paragrafo 1, secondo comma, per determinare lo status dell'acquirente (o del mutuatario) gli Stati membri tengono conto dei seguenti elementi:- può essere considerato un acquirente o un mutuatario pubblico uno Stato sovrano oppure il governo centrale oppure qualsiasi altra entità pubblica subordinata al governo centrale, come gli enti regionali, municipali o parastatali;- degli atti di un acquirente o di un mutuatario pubblico può essere responsabile il governo centrale oppure lo Stato; i pagamenti dovuti in forza del contratto commerciale (o della convenzione di credito acquirente) sono quindi eseguiti attingendo ad un bilancio nazionale oppure sono garantiti dallo Stato (che agisce ad esempio attraverso il ministero delle Finanze oppure la banca centrale);- un acquirente o un mutuatario pubblico può adempiere il debito attingendo a fonti non direttamente provenienti dal governo centrale, come il gettito di imposte locali o i proventi derivanti dalla fornitura di un servizio pubblico.È comunque necessario accertare quanto segue:- lo status giuridico dell'acquirente o del mutuatario,- la reale efficacia delle azioni avviate nei confronti dell'acquirente o del mutuatario,- la fonte di finanziamento o di entrata dell'acquirente o del mutuatario,- il grado di influenza o di controllo che può essere esercitato dal governo centrale.Articolo 4 1. È istituito un comitato di gestione, composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare, in particolare nei seguenti settori:a) elaborazione di un modello comune per la valutazione del rischio dei diversi paesi debitori e classificazione dei diversi paesi in categorie di rischio da 1 a 6 (la categoria 1 corrisponde al rischio migliore e la 6 a quello peggiore);b) elaborazione di un modello comune per la fissazione dei tassi minimi e dei tassi di riferimento dei premi;c) elaborazione dell'elenco delle istituzioni finanziarie internazionali o nazionali il cui intervento può migliorare il rischio paese;d) elaborazione dei principi che ogni assicuratore deve applicare per valutare il rischio acquirente;e) elaborazione dei principi che ogni assicuratore deve applicare per valutare il rischio di fabbricazione.2. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.In tal caso, la Commissione può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui al terzo comma.Articolo 5 Entro il 31 dicembre 1996 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'esperienza acquisita con l'applicazione dei principi comuni in essa stabiliti e, qualora lo ritenga necessario, propone modificazioni oppure l'introduzione di nuovi principi comuni, in particolare riguardo a quanto segue:a) eventuali modifiche e miglioramenti del contenuto degli allegati A, B, C e D, al fine di diminuire le distorsioni della concorrenza tra gli assicurati europei.b) nuovi principi comuni per completare il campo di applicazione dell'allegato A nei settori non ancora trattati, quali, per esempio, la garanzia diretta alla banche che rifinanziano i crediti fornitore, la garanzia dei crediti documentali confermati e, per gli esportatori, la garanzia dei contratti di edilizia e di lavori pubblici, dei contratti di servizi puri o di locazione finanziaria e di fideiussione bancaria oppure ancora i rischi a breve termine che non rientrano nella definizione del rischio di mercato, né nel campo di applicazione dell'allegato A.Articolo 6 Quando, conformemente alle disposizioni dell'allegato D, deve essere eseguita una notificazione per la richiesta di parere, lo Stato membro è autorizzato ad applicare la deroga richiesta a titolo provvisorio. La deroga si considera approvata alla scadenza del termine di otto giorni lavorativi dalla notificazione, a meno che la Commissione comunichi allo Stato membro di ritenere necessario adire il comitato di cui all'articolo 4, di sua iniziativa o su domanda di un altro Stato membro. Il comitato delibera secondo la procedura di cui all'articolo 4. In tal caso lo Stato membro èautorizzato a continuare ad applicare la deroga a titolo provvisorio, sino alla decisione definitiva.Articolo 7 Le procedure stabilite nella presente direttiva integrano quelle di cui alla decisione 73/391/CEE del Consiglio (5).Articolo 8 In circostanze critiche, in cui debbano essere prese decisioni entro termini più brevi di quelli previsti negli articoli 4 o 6, si ricorre ad una consultazione mediante procedura scritta accelerata mediante il sistema OLIS.Articolo 9 Sono abrogate le direttive 70/509/CEE e 70/510/CEE. Articolo 10 Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 11 La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 12 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU n. 66 del 27. 10. 1960, pag. 1339/60.(2) GU n. L 254 del 23. 11. 1970, pag. 1.(3) GU n. L 2 dell'1. 1. 1973, pag. 1.(4) GU n. L 254 del 23. 11. 1970, pag. 26.(5) GU n. L 346 del 17. 12. 1973, pag. 1.ALLEGATO A PRINCIPI COMUNI RELATIVI AGLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELLA GARANZIA 1. COPERTURA ASSICURATIVA DELLE CONVENZIONI DI CREDITO ACQUIRENTE (1)1.1. PRINCIPI GENERALI1.1.1. I principi comuni definiti ai punti 1.2 e 1.3 si applicano nei casi in cui:- la garanzia è concessa ad istituzioni finanziarie (indipendentemente dalla loro nazionalità) che accordano finanziamenti in forma di convenzioni di credito acquirente concluse con uno o più mutuatari pubblici o privati a condizione che:- tali finanziamenti riguardino uno oppure più contratti d'esportazione,- i prelievi su questi finanziamenti siano effettuati dopo l'adempimento del contratto commerciale oppure in base a pagamenti progressivi;- le modalità e le condizioni del contratto commerciale finanziato sono state approvate dall'assicuratore;- la convenzione di credito acquirente costituisce per il mutuatario un obbligo incondizionato a rimborsare il debito, indipendentemente dall'esecuzione del contratto commerciale finanziato.1.1.2. Questi principi comuni sono istituiti in previsione della copertura integrale. L'assicuratore può tuttavia decidere, caso per caso, di limitare la garanzia a determinati rischi. In tal caso si applicano, se necessario, le procedure di cui all'allegato D.1.1.3. Le convenzioni di credito acquirente garantite possono essere espresse in una o più valute estere. In tal caso la garanzia può essere concessa in base alla valuta o alle valute estere in questione oppure alla valuta nazionale dell'assicuratore.1.1.4. Qualora tutte le obbligazioni di un mutuatario privato siano totalmente e incondizionatamente garantite da un ente pubblico, si applicano i principi comuni per i mutuatari pubblici definiti al punto 1.2.1.2. MUTUATARIO PUBBLICO1.2.1. Definizioni del rischio e del termine costitutivo di sinistroIl rischio coperto è il rischio di credito. Il rischio si realizza quando l'assicurato non può ottenere, totalmente o parzialmente, il pagamento delle somme dovutegli tre mesi dopo la scadenza, a condizione che la causa il mancato pagamento sia determinata direttamente ed esclusivamente dal verificarsi di uno o più dei fatti costitutivi di sinistro specificati al punto 1.2.2.1.2.2. Fatti costitutivi di sinistro1.2.2.1. Inadempimento del mutuatario ed eventualmente del suo garante.1.2.2.2. Moratoria generale disposta dal governo del paese del mutuatario o di un paese terzo per il cui tramite deve essere effettuato il pagamento.1.2.2.3. Ogni atto o decisione del governo di un paese straniero che ostacoli l'esecuzione della convenzione di credito acquirente (comprese le decisioni di autorità pubbliche equiparate a decisioni del governo, nonché le disposizioni legislative adottate dalla Comunità).1.2.2.4. Eventi politici, difficoltà economiche intervenuti fuori del paese dell'assicuratore oppure misure legislative o amministrative adottate al di fuori di tale paese che impediscano o ritardino il trasferimento delle somme versate in forza della convenzione di credito acquirente.1.2.2.5. Norme giuridiche emanate nel paese del mutuatario che dichiarino liberatori i versamenti effettuati da quest'ultimo, anche se, a causa delle fluttuazioni dei tassi di cambio, tali versamenti, convertiti nella valuta della convenzione di credito acquirente, non coprono l'importo del credito al momento del trasferimento.1.2.2.6. Casi di forza maggiore intervenuti fuori del paese dell'assicuratore, quali guerra (compresa la guerra civile), rivoluzione, sommossa, tumulti popolari, ciclone, inondazione, terremoto, eruzione vulcanica, maremoto o incidente nucleare.1.2.3. Esclusione generale della garanziaLe perdite direttamente o indirettamente imputabili alle circostanze seguenti non possono essere oggetto di alcun indennizzo:1.2.3.1. azioni oppure omissioni dell'assicurato, o di qualsiasi persona che agisca per suo conto, che pregiudichino totalmente o parzialmente l'esecuzione della convenzione di credito acquirente,1.2.3.2. l'inserimento nella convenzione di credito acquirente oppure nella documentazione allegata, compresa quella relativa alle modalità di garanzia inerenti alla convenzione, di eventuali disposizioni che implichino restrizioni dei diritti dell'assicurato,1.2.3.3. patti conclusi tra l'assicurato e il mutuatario (oppure il suo garante) dopo la firma della convenzione di credito acquirente che impediscano o ritardino il pagamento delle somme dovute.1.2.4. Decorrenza della garanziaLa garanzia prende effetto quando sono adempiute le precondizioni fissate nella polizza di assicurazione del credito, nonché tutte le precondizioni per l'utilizzazione, da parte del mutuatario, del credito concesso dall'assicurato.1.2.5. Portata della garanzia1.2.5.1. Importi garantiti- La garanzia copre esclusivamente gli importi dovuti dal mutuatario in forza della convenzione di credito acquirente, ossia capitale, interessi (compresi gli interessi di ritardato pagamento) e le commissioni bancarie corrispondenti. Sono escluse dalla garanzia le somme dovute dal debitore a titolo di penalità o di risarcimento del danno.- Gli interessi di mora garantiti sono quelli che maturano tra la data della scadenza del credito e la fine del termine costitutivo di sinistro.- Le commissioni bancarie sono quelle fatturate nella convenzione di credito acquirente (comprendenti di norma le commissioni di impegno, d'intermediazione e di gestione).1.2.5.2. Forniture estereQuando il contratto commerciale finanziato dalla convenzione di credito acquirente riguarda beni e servizi provenienti da paesi terzi, può essere incluso nella garanzia il finanziamento di tali beni e servizi, a condizione che siano stati dichiarati all'assicuratore e da questo accettati. L'incorporazione è invece automatica nel caso di subforniture provenienti da Stati membri, conformemente alle disposizioni della decisione 82/854/CEE del Consiglio (2).1.2.6. Percentuale di copertura e importo massimo indennizzabile1.2.6.1. La percentuale di copertura e l'importo massimo indennizzabile dovuti dall'assicuratore sono esplicitamente stabiliti nella polizza di assicurazione del credito rilasciata dall'assicuratore.1.2.6.2. La percentuale di copertura massima è del 95 %.1.2.6.3. L'assicurato deve conservare a suo esclusivo carico una parte della quota di scoperto. Questa parte deve corrispondere ad almeno il 2 % dell'importo del credito garantito, indipendentemente dalla percentuale di copertura. La differenza tra la parte che l'assicurato mantiene a suo carico esclusivo e la quota di scoperto è quindi trasferita all'esportatore. L'assicurato può tuttavia trasferire degli organismi che partecipano al finanziamento (oppure ai sub-partecipanti) la parte della quota di scoperto che deve rimanere a suo carico corrispondente alla loro partecipazione al prestito. Il trasferimento della quota di scoperto è inoltre subordinato all'accordo esplicito dell'assicuratore.1.2.7. Principi generali e condizioni d'indennizzo1.2.7.1. L'assicurato ha il diritto di ricevere l'indennizzo alla scadenza del termine costitutivo di sinistro definito nel punto 1.2.1, purché siano state adempiute le condizioni preliminari all'inizio di efficacia della garanzia, l'assicurato abbia gestito il rischio con la diligenza del buon padre di famiglia e il credito da indennizzare sia legalmente incontestabile.1.2.7.2. L'assicuratore, sa ha ricevuto tempestivamente tutte le informazioni, i documenti e gli elementi di prova necessari per stabilire che il credito è incontestabile, versa l'indennizzo dovuto entro 45 giorni a decorrere dalla più tardiva delle due date seguenti:- scadenza del termine costitutivo di sinistro,- data dell'accettazione dell'importo dell'indennizzo da parte dell'assicurato.1.2.7.3. Se il credito garantito è oggetto di rifinanziamento in forza di un accordo bilaterale di consolidamento, l'assicuratore rinuncia al termine di 45 giorni fissato nel punto 1.2.7.2, a condizione che l'accordo bilaterale sia effettivamente divenuto efficace.1.2.7.4. Se la perdita per la quale l'assicurato chiede un indennizzo è relativa a diritti contestati, l'assicuratore può differire il pagamento dell'indennizzo sino a quando la contestazione sia stata risolta a favore dell'assicurato dall'organo arbitrale o giudiziario designato nella convenzione di credito acquirente. L'assicuratore può inoltre chiedere in tale circostanza che la sentenza pronunciata sia diventata esecutiva nel paese del debitore.1.2.7.5. Se le obbligazioni del debitore nei confronti dell'assicurato sono coperte da cauzione (oppure da altre forme di garanzia), l'assicurato deve aver preso tutti i provvedimenti necessari affinché la cauzione (oppure qualsiasi altra forma di garanzia) sia giuridicamente valida e possa diventare operativa.1.2.7.6. Quando calcola l'importo dell'indennizzo, l'assicuratore non può versare all'assicurato un importo superiore alla perdita effettivamente subita da quest'ultimo oppure superiore all'importo effettivamente dovuto dal debitore in forza della convenzione di credito acquirente.1.2.8. Accordo bilaterale di consolidamentoSe il prestito garantito rientra nell'ambito di un accordo bilaterale di consolidamento, l'assicurato si conforma alle condizioni dell'accordo tanto per la frazione garantita del prestito quanto per quella non garantita. L'assicurato fornisce inoltre all'assicuratore tutta l'assistenza necessaria per l'esecuzione dell'accordo.1.2.9. Costi aggiuntiviPrevia approvazione dell'assicuratore, la garanzia copre, sino alla quota garantita fissata dall'assicuratore, i costi aggiuntivi relativi a qualsiasi iniziativa volta a limitare oppure ad evitare una perdita. I costi aggiuntivi comprendono le spese giudiziarie ed altre spese legali.Se si riferiscono anche ad importi oppure a crediti non garantiti dall'assicuratore, detti costi sono imputati proporzionalmente agli importi o ai crediti garantiti o non garantiti.1.3. MUTUATARIO PRIVATOLe disposizioni dei punti da 1.2.3 a 1.2.9 (mutuatario pubblico) si applicano anche al mutuatario privato.1.3.1. Definizione del rischio e termini costitutivi di sinistroIl rischio coperto è il rischio del credito. Il rischio si realizza quando l'assicurato è nell'impossibilità di recuperare, totalmente o parzialmente, il credito tre mesi dopo la sua scadenza, sempreché detta impossibilità derivi direttamente ed esclusivamente dal verificarsi di uno o più dei fatti costitutivi di sinistro tassativamente elencati al punto 1.3.2.Qualora il mancato pagamento del debito sia dovuto a fatto costitutivo di sinistro di cui al punto 1.3.2.1, l'assicuratore rinuncia al termine costitutivo di sinistro.1.3.2. Fatti costitutivi di sinistro1.3.2.1. Insolvenza di diritto o di fatto del debitore ed, eventualmente, del suo garante.1.3.2.2. Inadempimento del debitore e, se del caso, del suo garante.1.3.2.3. Moratoria generale decretata dal governo del paese del debitore o del paese terzo per il cui tramite deve essere effettuato il pagamento.1.3.2.4. Ogni atto o decisione del governo di un paese straniero che ostacoli l'esecuzione della convenzione di credito acquirente (comprese le decisioni degli enti pubblici che sono equiparate a decisioni del governo, nonché le disposizioni legislative adottate dalla Comunità).1.3.2.5. Eventi politici, difficoltà economiche sopraggiunte fuori del paese dell'assicuratore oppure disposizioni legislative o amministrative adottate al di fuori di tale paese che impediscano o ritardino il trasferimento delle somme versate in forza della convenzione di credito acquirente.1.3.2.6. Disposizioni legali adottate nel paese del debitore che dichiarino liberatori i versamenti effettuati da quest'ultimo anche se, a causa di fluttuazioni dei corsi di cambio, detti versamenti, convertiti nella valuta della convenzione di credito acquirente, non raggiungono più l'importo del credito al momento del trasferimento.1.3.2.7. Casi di forza maggiore intervenuti fuori del paese dell'assicuratore, come la guerra (compresa la guerra civile), rivoluzione, sommossa, tumulti popolari, ciclone, inondazione, terremoto, eruzione vulcanica, maremoto, incidente nucleare.2. GARANZIA DEI CONTRATTI DI CREDITO FORNITORE (3)2.1. PRINCIPI GENERALI2.1.1. I principi comuni definiti ai punti 2.2 e 2.3 si applicano quando la garanzia è concessa a una o più imprese della Comunità che concludano un contratto commerciale con uno o più acquirenti pubblici o privati.2.1.2. I principi comuni sono stabiliti in previsione di copertura totale. L'assicuratore può tuttavia decidere, caso per caso, di limitare la copertura a determinati rischi. In tal caso l'assicuratore segue le procedure esposte nell'allegato D.2.1.3. I principi comuni suddetti si applicano alle operazioni specificate all'articolo 2, paragrafo 1 della presente direttiva e in particolare alla garanzia concessa all'esportatore che abbia concluso un contratto commerciale finanziato con un credito acquirente o con qualsiasi altro tipo di convenzione.2.1.4. Qualora tutte le obbligazioni di un acquirente privato siano totalmente e incondizionatamente garantite da un ente pubblico, si applicano i principi comuni per gli acquirenti pubblici definiti al punto 2.2.2.2. ACQUIRENTE PUBBLICO2.2.1. Definizioni dei rischi e termini costitutivi di sinistro2.2.1.1. Rischio di fabbricazioneIl rischio di fabbricazione si realizza quando l'esecuzione delle obbligazioni contrattuali dell'assicurato (o la fabbricazione dei prodotti oggetto della commessa) è sospesa per un periodo di sei mesi consecutivi, a condizione che la sospensione derivi direttamente ed esclusivamente dal verificarsi di uno o più dei fatti costitutivi di sinistro tassativamente elencati al punto 2.2.2.2.2.1.2. Rischio del creditoIl rischio del credito si realizza quando l'assicurato è nell'impossibilità di recuperare, totalmente o parzialmente, il suo credito, a condizione che detta impossibilità derivi direttamente ed esclusivamente da uno o più dei fatti costitutivi di sinistro tassativamente elencati nel punto 2.2.2.2.2.2. Fatti costitutivi di sinistro2.2.2.1. Risoluzione del contratto (4) da parte dell'acquirente.2.2.2.2. Rifiuto arbitrario dell'acquirente di accettare le merci, senza averne la facoltà giuridica.2.2.2.3. Inadempimento dell'acquirente e, se del caso, del garante.2.2.2.4. Moratoria generale decretata dal governo del paese dell'acquirente o di un paese terzo per il cui tramite deve essere effettuato il pagamento.2.2.2.5. Ogni atto o decisione del governo di un paese straniero che ostacoli l'esecuzione del contratto commerciale (comprese le decisioni degli enti pubblici equiparate a decisioni del governo, nonché le misure legislative adottate dalla Comunità).2.2.2.6. Eventi politici, difficoltà economiche sopraggiunte fuori del paese dell'assicuratore oppure disposizioni legislative o amministrative adottate al di fuori di tale paese che impediscano o ritardino il trasferimento delle somme versate in forza del contratto commerciale.2.2.2.7. Disposizioni legali adottate nel paese del debitore che dichiarino liberatori i versamenti effettuati da quest'ultimo anche se, a causa delle fluttuazioni dei corsi di cambio, detti versamenti, convertiti nella valuta del contratto commerciale, non raggiungono più l'importo del credito al momento del trasferimento.2.2.2.8. Casi di forza maggiore che si verifichino fuori del paese dell'assicuratore, come la guerra (compresa la guerra civile), rivoluzione, sommossa, tumulti popolari, ciclone, inondazione, terremoto, eruzione vulcanica, maremoto, incidente nucleare.2.2.2.9. Misure o decisioni del governo del paese dell'assicuratore (5) riguardanti specificatamente il commercio estero (quale un divieto di esportazione), sempre che si fondino sulla gestione degli affari internazionali e che il governo stesso non si faccia carico delle loro conseguenze.2.2.3. Esclusioni generali della garanziaNon sono indennizzabili le perdite direttamente o indirettamente imputabili alle seguenti circostanze:2.2.3.1. azioni od omissioni dell'assicurato, o di una persona che agisca per suo conto, le quali pregiudichino totalmente o parzialmente l'esecuzione del contratto commerciale,2.2.3.2. inadempimento dei subfornitori, dei cofornitori o di altri fornitori, a condizione che tale inadempimento non derivi dai fatti costitutivi di sinistro indicati ai punti da 2.2.2.4 a 2.2.2.9.2.2.3.3. inserimento nel contratto commerciale (oppure nella documentazione allegata, compresa quella relativa alle garanzie inerenti a detto contratto) di eventuali disposizioni che implichino restrizioni dei diritti dell'assicurato,2.2.3.4. eventuali patti stipulati dopo la firma del contratto commerciale tra l'assicurato e l'acquirente (e/o il garante) che impediscano il pagamento del debito.2.2.4. Decorrenza della garanziaPurché siano adempiute tutte le precondizioni fissate nella polizza di assicurazione credito, come, per esempio, il pagamento dell'acconto dovuto al momento della commessa,2.2.4.1. la garanzia del rischio di fabbricazione decorre dalla data iniziale di efficacia del contratto commerciale,2.2.4.2. la garanzia del rischio del credito decorre dalla data in cui, a termini del contratto, l'esecuzione totale delle obbligazioni contrattuali dell'assicurato conferisce allo stesso il diritto al pagamento.Tuttavia, quando, a norma del contratto, la consegna (o spedizione) parziale dà all'assicurato il diritto al pagamento di un importo fisso e definitivo specificatamente fissato per i beni consegnati (o spediti), la garanzia del rischio del credito può decorrere dalla data di ciascuna consegna (o spedizione) parziale (6).2.2.5. Portata della garanzia2.2.5.1. Rischio di fabbricazioneLa garanzia del rischio di fabbricazione si applica, nei limiti dell'importo del contratto, all'ammontare delle spese sostenute dall'assicurato per l'esecuzione delle sue obbligazioni contrattuali e per la fabbricazione dei prodotti oggetto della commessa, purché tali spese possano essere effettivamente attribuite al contratto garantito.La garanzia del rischio di fabbricazione non si applica:- alle spedizioni di prodotti per i quali la garanzia del rischio del credito sia diventata operante ai sensi del punto 2.2.4.2,- ai premi dell'assicurazione del credito pagati dall'assicurato all'assicuratore,- alle somme versate dall'assicurato a seguito di chiamata in garanzia in forza di una fideiussione bancaria sul contratto garantito (7).2.2.5.2. Rischio del creditoLa garanzia del rischio del credito si applica esclusivamente all'importo dovuto dall'acquirente in forza del contratto commerciale. Per un'operazione finanziata con un credito fornitore l'importo comprende il capitale e gli interessi, esclusi gli interessi di ritardato pagamento. Gli importi versati dall'assicurato a seguito di una fideiussione bancaria (8), nonché per penalità o risarcimento danni sono esclusi.2.2.5.3. Forniture estereQuando il contratto commerciale riguarda beni e servizi provenienti da paesi terzi, tali beni e servizi possono essere inclusi nella garanzia, a condizione che siano stati dichiarati all'assicuratore e accettati da quest'ultimo. L'incorporazione è invece automatica nel caso di subforniture provenienti da Stati membri, conformemente alle disposizioni della decisione 82/854/CEE.2.2.6. Percentuale di copertura e importo massimo indennizzabile2.2.6.1. La percentuale di copertura e l'importo massimo indennizzabile per cui l'assicuratore si obbliga sono esplicitamente stabiliti nella polizza di assicurazione del credito rilasciata da quest'ultimo.2.2.6.2. La percentuale massima di copertura è il 90 %.2.2.6.3. L'assicurato deve conservare a suo esclusivo carico la quota di scoperto. Tuttavia, con l'esplicito consenso dell'assicuratore, l'assicurato può trasferire ai subfornitori la parte della quota di scoperto corrispondente alle quote di contratto oggetto di subfornitura. Inoltre, se la quota di scoperto è superiore al 10 %, l'assicurato può non conservare a suo esclusivo carico la quota eccedente il 10 %.2.2.7. Principi generali e condizioni di indennizzo2.2.7.1. L'assicurato ha il diritto di ricevere l'indennizzo alla scadenza del termine costitutivo di sinistro definito al punto 2.2.1, purché siano state soddisfatte le condizioni preliminari all'efficacia dell'assicurazione, l'assicurato abbia gestito il rischio con la diligenza del buon padre di famiglia e il credito sia legalmente incontestabile.2.2.7.2. L'assicuratore, se ha ricevuto tempestivamente tutte le informazioni, i documenti e gli elementi di prova necessari per stabilire che il credito è incontestabile, versa l'indennizzo dovuto, nei seguenti termini:- per il rischio di fabbricazione, entro 45 giorni dalla più recente delle seguenti date:- scadenza del termine costitutivo di sinistro,- data di ricezione della perizia, se necessario,- data di accettazione da parte dell'assicurato dell'importo dell'indennizzo;- per il rischio di credito, entro 45 giorni dalla più recente delle seguenti date:- scadenza del termine costitutivo di sinistro,- data dell'accettazione da parte dell'assicurato dell'importo di indennizzo.2.2.7.3. Se il credito assicurato è oggetto di rifinanziamento nell'ambito di un accordo bilaterale di consolidamento, l'assicuratore rinuncia al termine di 45 giorni fissato al punto 2.2.7.2, a condizione che l'accordo bilaterale sia effettivamente divenuto efficace.2.2.7.4. Se la perdita per la quale l'assicurato chiede un indennizzo è relativa a diritti contestati, l'assicuratore può differire il pagamento dell'indennizzo sino a quando la contestazione sia stata risolta a favore dell'assicurato dall'organo arbitrale o giudiziario designato nella convenzione di credito acquirente. L'assicuratore può inoltre chiedere in tale circostanza che la sentenza pronunciata sia diventata esecutiva nel paese del debitore.2.2.7.5. Se le obbligazioni dell'acquirente nei confronti dell'assicurato sono accompagnate da cauzione o da altre forme di garanzia, l'assicurato deve aver preso tutti i provvedimenti necessari affinché la cauzione o qualsiasi altra forma di garanzia sia giuridicamente valida e possa diventare operativa.2.2.7.6. Quando calcola l'importo dell'indennizzo, l'assicuratore non può versare all'assicurato un importo superiore alla perdita effettivamente subita da quest'ultimo oppure superiore all'importo effettivamente dovuto dal debitore in forza del contratto commerciale.2.2.8. Accordo bilaterale di consolidamentoSe il contratto commerciale garantito rientra nell'ambito di un accordo bilaterale di consolidamento, l'assicurato si conforma alle condizioni dell'accordo tanto per la frazione garantita del prestito quanto per quella non garantita. L'assicurato fornisce inoltre all'assicuratore tutta l'assistenza necessaria per l'esecuzione dell'accordo.2.2.9. Costi aggiuntiviPrevia approvazione dell'assicuratore, la garanzia copre, sino alla quota garantita fissata dall'assicuratore, i costi aggiuntivi relativi a qualsiasi iniziativa volta a limitare oppure ad evitare una perdita. Detti costi comprendono le spese giudiziarie ed altre spese legali.Se tuttavia si riferiscono anche ad importi oppure a crediti non garantiti dall'assicuratore, i costi sono imputati proporzionalmente agli importi o ai crediti garantiti o non garantiti.2.3. ACQUIRENTE PRIVATOI principi di cui ai punti da 2.2.3 a 2.2.9 (acquirente pubblico) si applicano anche all'acquirente privato.2.3.1. Definizioni dei rischi e termini costitutivi di sinistro2.3.1.1. Rischio di fabbricazioneIl rischio di fabbricazione si realizza quando l'esecuzione delle obbligazioni contrattuali dell'assicurato (o la fabbricazione dei prodotti commessi) è sospesa per un periodo di sei mesi consecutivi, a condizione che la sospensione derivi direttamente ed esclusivamente da uno o più dei fatti costitutivi di sinistro tassativamente elencati al punto 2.3.2.2.3.1.2. Rischio di creditoIl rischio di credito si realizza quando l'assicurato si trova nell'impossibilità di recuperare, totalmente o parzialmente, il credito sei mesi dopo la sua scadenza, sempreché detta impossibilità derivi direttamente ed esclusivamente da uno o più dei fatti costitutivi di sinistro tassativamente elencati al punto 2.3.2.Qualora l'omesso pagamento del debito sia dovuto al fatto costitutivo di sinistro di cui al punto 2.3.2.3, l'assicuratore rinuncia al termine costitutivo di sinistro.2.3.2. Fatti costitutivi di sinistro2.3.2.1. Risoluzione del contratto (9) da parte dell'acquirente.2.3.2.2. Rifiuto arbitrario dell'acquirente di accettare le merci, senza averne la facoltà.2.3.2.3. Insolvenza, de jure o de facto, del debitore e, se del caso, del suo garante.2.3.2.4. Mancato pagamento dell'acquirente (10) e, se del caso, del garante.2.3.2.5. Moratoria generale decretata dal governo del paese dell'acquirente o di un paese terzo per il cui tramite deve essere effettuato il pagamento.2.3.2.6. Ogni atto o decisione del governo di un paese straniero che ostacoli l'esecuzione del contratto commerciale, comprese le decisioni degli enti pubblici equiparate a decisioni del governo, nonché le misure legislative adottate dalla Comunità.2.3.2.7. Eventi politici, difficoltà economiche sopraggiunte fuori del paese dell'assicuratore oppure disposizioni legislative o amministrative adottate al di fuori di tale paese che impediscano o ritardino il trasferimento delle somme versate in forza del contratto commerciale.2.3.2.8. Norme giuridiche adottate nel paese del debitore che dichiarino liberatori i versamenti effettuati da quest'ultimo anche se, a causa delle fluttuazioni dei corsi di cambio, detti versamenti, convertiti nella valuta del contratto commerciale, non raggiungono più l'importo del credito al momento del trasferimento.2.3.2.9. Casi di forza maggiore intervenuti fuori del paese dell'assicuratore, come la guerra (compresa la guerra civile), rivoluzione, sommossa, tumulti popolari, ciclone, inondazione, terremoto, eruzione vulcanica, maremoto, incidente nucleare.2.3.2.10. Misure o decisioni del governo del paese dell'assicuratore (11) riguardanti specificatamente il commercio estero (quale un divieto di esportazione), sempre che si fondino sulla gestione degli affari internazionali e che il governo stesso non si faccia carico delle loro conseguenze.(1) Convenzione con la quale una o più istituzioni finanziarie si impegnano a pagare a pronti un esportatore per conto di un acquirente al quale l'istituzione finanziaria concede il credito.(2) GU n. L 357 del 18. 12. 1982, pag. 20.(3) Il termine di credito fornitore è utilizzato in modo generico e si riferisce tanto ai contratti a pronti quanto a quelli con dilazioni di pagamento.(4) «Risoluzione del contratto» indica, nella fattispecie, una decisione arbitraria dell'acquirente pubblico di sospendere o sciogliere il contratto, senza averne la facoltà giuridica.(5) Comprese misure o decisioni della Comunità.(6) Per esempio:- la rimessa di tratte accettate (o di pagherò cambiari) non è sufficiente ai fini della decorrenza anticipata del rischio del credito,- se il contratto di forniture (o contratto chiavi in mano) prevede l'esecuzione di determinate prestazioni (quali per esempio lavori di montaggio), la garanzia del rischio di credito può decorrere dalla data alla quale l'esecuzione di queste prestazioni ha fatto sorgere un diritto al pagamento.(7) L'esclusione non impedisce all'assicuratore di garantire tale rischio.(8) «Risoluzione del contratto» indica, nella fattispecie, una decisione arbitraria dell'acquirente pubblico di sospendere o di annullare il contratto, senza averne la facoltà giuridica.(9) Il concetto di omesso pagamento, nella fattispecie, si riferisce unicamente alle obbligazioni finanziarie dell'acquirente (e/o del suo garante) e in particolare all'espletamento delle formalità necessarie per convertire e trasferire all'assicurato i pagamenti che l'acquirente ha effettuato in valuta locale.(10) Comprese le misure o le decisioni della Comunità.ALLEGATO B PRINCIPI COMUNI RELATIVI AI SISTEMI DEI PREMI 1. PRINCIPI GENERALI1.1. Gli assicuratori adattano i propri sistemi di premi per renderli compatibili con i principi comuni enunciati nel presente allegato.1.2. Gli assicuratori, nell'attuazione dei principi comuni enunciati nel presente allegato, fanno in modo che il premio fatturato corrisponda ai rischi garantiti e rimuneri, per quanto possibile, detti rischi.1.3. Gli assicuratori, per determinare i tassi dei premi da fatturare, utilizzano i dati stabiliti secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva.2. DEFINIZIONI AI FINI DELLA FISSAZIONE DEI TASSI DEL PREMIO MINIMI E DI RIFERIMENTO2.1. Rischio commerciale: allegato A, punti 1.3.2.1, 1.3.2.2 e da 2.3.2.1 a 2.3.2.4.2.2. Rischio politico: allegato A, punti da 1.2.2.1 a 1.2.2.6, da 1.3.2.3 a 1.3.2.7, da 2.2.2.1 a 2.2.2.9, da 2.3.2.5 a 2.3.2.10.2.3. Rischio di fabbricazione: allegato A, punti 2.2.1.1, 2.2.5.1 e 2.3.1.1.2.4. Rischio di credito: allegato A, punti 1.2.1, 1.3.1, 2.2.1.2, 2.2.5.2 e 2.3.1.2.2.5. STATUS DELL'ACQUIRENTE O DEL GARANTELa definizione di acquirente o garante pubblico figura all'articolo 3, paragrafo 1 della presente direttiva.Per quanto riguarda in particolare i premi, i tassi variano non soltanto in funzione dello status pubblico o privato dell'acquirente, ma anche in funzione della sua classificazione all'interno delle categorie seguenti:2.5.1. acquirente pubblico: - autorità monetarie (di norma ministero delle Finanze oppure banca centrale),- altri acquirenti o garanti sovrani,- acquirenti o garanti non sovrani;2.5.2. acquirente privato: - acquirenti o banche di prima classe,- banche comuni,- acquirenti privati comuni.Le definizioni di acquirenti pubblici (sovrani o no) e di acquirenti o banche privati (di prima classe o comuni) figurano nei «Principi di valutazione del rischio acquirente da parte degli assicuratori» (approvati a norma dell'articolo 4 della presente direttiva).3. PRINCIPI COMUNI3.1. DIFFERENZIAZIONE DEL PREMIO IN FUNZIONE DELLO STATUS DELL'ACQUIRENTE (O DEL GARANTE)3.1.1. Acquirente o garante privatoOgni assicuratore può garantire esclusivamente i rischi commerciali o i rischi politici oppure garantirli entrambi.Se decide di limitare la copertura ad uno solo dei rischi suddetti, l'assicuratore fattura unicamente il premio corrispondente al rischio coperto.Una limitazione della copertura (del rischio commerciale e/o del rischio politico) a determinati fatti costitutivi di sinistro non implica una riduzione del tasso.3.1.2. Acquirente o garante pubblico3.1.2.1. Quando l'acquirente o il garante è considerato un'autorità monetaria, la limitazione della copertura a determinati fatti costitutivi di sinistro non implica una riduzione del premio.3.1.2.2. Quando l'acquirente o il garante è considerato sovrano (senza essere un'autorità monetaria) o non sovrano, l'assicuratore può escludere i rischi acquirente o garante. In tal caso l'assicuratore fattura il tasso del premio applicabile al rischio paese. L'esclusione di altri fatti costitutivi di sinistro non implica riduzioni del tasso di premio.3.2. DIFFERENZIAZIONE DEL PREMIO IN FUNZIONE DELLE GARANZIE3.2.1. Rischio del credito3.2.1.1. Se le obbligazioni di pagamento dell'acquirente sono coperte da una garanzia incondizionata o da un credito documentale irrevocabile che di fatto migliora il rischio, l'assicuratore applica i tassi fissati in funzione del garante (oppure della banca che apre il credito documentario) a condizione che:- accetti la banca che ha aperto il credito documentario irrevocabile (confermato o no da un'altra banca) e l'utilizzazione del credito non dipenda dall'acquirente,- accetti la banca o qualsiasi altra entità privata che concede la garanzia incondizionata.Se il tasso di di premio applicabile al garante (1) è inferiore a quello applicabile all'acquirente, in considerazione del paese del garante, l'assicuratore utilizza il tasso relativo al garante, purché sia annullato il rischio di trasferimento nel paese del debitore.3.2.1.2. Qualora soltanto una parte delle obbligazioni di pagamento dell'acquirente sia coperta da una garanzia incondizionata o da un credito documentario irrevocabile, il premio è ridotto proporzionalmente alla parte a carico del garante (2).3.2.2. Rischio di fabbricazione3.2.2.1. Qualora tutti i pagamenti, eccetto l'anticipazione all'atto della commessa, siano effettuati con un credito documentale irrevocabile aperto e utilizzabile dal momento della decorrenza del contratto commerciale garantito (indipendentemente dal fatto che il credito sia confermato da un'altra banca), l'assicuratore applica i tassi fissati in funzione della banca, purché- il credito irrevocabile documentale sia stato aperto da una banca accettata e- l'utilizzazione del credito non dipenda dall'acquirente e i pagamenti possano essere ottenuti nel paese dell'esportatore contro documenti (quali fedi di deposito) che eliminano il rischio acquirente, nonché il rischio paese.3.2.2.2. Qualora tutti i pagamenti, eccetto l'anticipazione all'atto della commessa, siano coperti da una garanzia incondizionata a prima richiesta, rilasciata e disponibile dal momento della decorrenza del contratto garantito, l'assicuratore applica i tassi fissati in funzione del garante, purché la garanzia incondizionata sia emessa da una banca (o da qualsiasi altra entità pubblica o privata) accettata.3.2.2.3. Nei casi in cui le obbligazioni contrattuali dell'acquirente siano pienamente garantite, secondo l'assicuratore, da un'entità privata o pubblica che non sia una banca (in modo che il rischio di fabbricazione sia trasferito dall'acquirente al garante), il premio è fissato in funzione del garante.3.3. DIFFERENZIAZIONE DEL PREMIO IN FUNZIONE DEL RISCHIO PAESE3.3.1. Se il contratto da garantire è interamente finanziato da un istituto finanziario internazionale (IFI) o nazionale (3) riconosciuto secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, il rischio paese è considerato ridotto purchéa) i pagamenti dell'IFI siano effettuati direttamente all'esportatore eb) il mutuatario (o il suo paese) non abbiano pagamenti arretrati nei confronti dell'IFI.3.3.2. Se il contratto da garantire è coperto da garanzie diverse da quelle specificate al punto 3.2, che collocano il rischio di mancata riscossione totalmente al di fuori del paese del debitore o del garante (esteriorizzazione del rischio), l'organismo di assicurazione può considerare che il rischio paese sia migliorato.3.3.3. Il rischio paese è considerato migliorato in presenza di una combinazione dei due elementi di cui ai punti 3.3.1 e 3.3.2.3.3.4. Se il finanziamento IFI copre solo una certa percentuale del contratto, le condizioni del rischio paese inerente a questa percentuale sono considerate migliorate, a condizione che:a) siano soddisfatte le condizioni di cui alle lettere a) e b) del punto 3.3.1,b) la restante percentuale dell'operazione sia totalmente finanziata da altri organismi garantiti o almeno accettati dall'assicuratore.La stessa soluzione si applica qualora il pacchetto di garanzia che implica l'esteriorizzazione del rischio (oppure la combinazione di finanziamento IFI e pacchetto di garanzie complementari) riguardi solo una certa percentuale del contratto.3.3.5. Se il rischio paese è migliorato conformemente alle disposizioni dei punti da 3.3.1 a 3.3.4, l'assicuratore utilizza i tassi relativi alla categoria di paesi immediatamente superiore a quella del paese debitore. L'assicuratore applica tuttavia tutte le maggiorazioni di premio che avrebbe attuato se il rischio paese fosse rimasto nella categoria del paese del debitore oppure che attua nella stessa categoria per altre transazioni.3.4. DIFFERENZIAZIONE DEL PREMIO IN FUNZIONE DELLA DURATA DEL RISCHIO3.4.1. Calcolo della durata del rischio per la copertura concessa alle banche in caso di credito acquirenteL'assicuratore tiene conto della durata del rischio ai fini del calcolo del premio. La durata totale corrisponde alla durata media del rischio calcolata tra la data del primo versamento e quella dell'ultima rata del rimborso, con una ponderazione effettuata in funzione degli importi effettivi in rischio. Per il periodo compreso tra la prima utilizzazione del credito e l'inizio del rimborso, ai fini della ponderazione l'assicuratore tiene conto unicamente degli importi del capitale, esclusi gli interessi intercalari e le commissioni bancarie. Per il periodo compreso tra l'inizio e l'ultima rata del rimborso, ai fini della ponderazione l'assicuratore tiene conto degli importi del capitale e degli interessi, esclusi gli interessi di ritardato pagamento.La durata media ponderata calcolata tra la prima utilizzazione del credito e l'inizio del rimborso, durata media di utilizzazione ponderata, è determinata in base al calendario provvisorio previsto dalla banca per l'emissione della polizza. L'assicuratore, all'occorrenza, ricalcola l'importo del premio ricosso in funzione del calendario effettivo e definitivo dei versamenti.L'assicuratore è autorizzato a non ricalcolare l'importo del premio se la variazione della durata media di utilizzazione ponderata in funzione dei versamenti effettivi e definitivi non supera il 10 % rispetto alla media derivante dal calendario provvisorio dei versamenti ed è contenuta entro un termine di sei mesi.3.4.2. Calcolo della durata del rischio per la copertura concessa agli esportatori3.4.2.1. Periodo di fabbricazionePer calcolare il premio l'assicuratore tiene conto del periodo di fabbricazione, che corrisponde al lasso di tempo che intercorre tra la data di decorrenza del contratto commerciale e la data di adempimento totale delle obbligazioni contrattuali da parte dell'assicurato.Tuttavia, in caso di consegne parziali che, in applicazione del contratto commerciale, conferiscono singolarmente diritti al pagamento, il periodo di fabbricazione corrisponde al lasso di tempo che intercorre tra la data di decorrenza del contratto commerciale e la data media ponderata delle consegne.3.4.2.2. Durata del creditoPer calcolare il premio l'assicuratore tiene conto della durata complessiva del rischio del credito, che corrisponde al periodo compreso tra la data di decorrenza della garanzia del rischio del credito, nei confronti dell'esportatore e la data del pagamento finale da parte dell'acquirente. La durata complessiva è ponderata in funzione degli importi del capitale e degli interessi effettivamente in rischio.3.4.2.3. Le modalità di finanziamento del contratto commerciale non influiscono in alcun modo sul tasso di premio. Il tasso complessivo di premio resta quindi invariato indipendentemente dal fatto che il contratto sia finanziato con credito fornitore o con credito acquirente.3.5. DIFFERENZIAZIONE DEL PREMIO IN FUNZIONE DELL'IMPORTO ASSICURABILE3.5.1. Per il calcolo del premio è presa in considerazione unicamente la quota del contratto garantita dall'assicuratore (ovvero non può essere riscosso alcun premio per la quota del contratto esclusa dalla garanzia).3.5.2. Il premio è calcolato fino alla percentuale di copertura sull'importo effettivamente garantito dall'assicuratore conformemente alle disposizioni dei punti 3.5.3 e 3.5.4.3.5.3. Copertura concessa alle banche in caso di credito acquirenteL'importo assicurabile è costituito dai seguenti elementi.3.5.3.1. Capitale del finanziamentoIl capitale è costituito dalla parte del contratto commerciale (compresi gli importi aggiuntivi) finanziata con il credito e di cui l'assicuratore abbia accettato di assumere la copertura (compresi gli eventuali importi aggiuntivi).3.5.3.2. Interessi intercalari e di rimborsoSe i tassi di interesse sono fluttuanti, l'assicuratore calcola il premio in funzione dell'importo dell'interesse stimato dalla banca per l'emissione della polizza, purché tale importo sia stato approvato dall'assicuratore. L'importo fissato dalla banca costituisce l'ammontare massimo dell'obbligazione dell'assicuratore. L'importo del premio non viene ricalcolato in funzione dei tassi effettivamente fatturati dalla banca mutuante al debitore, a meno che l'assicuratore accetti di aumentare l'ammontare massimo dell'obbligazione.3.5.3.3. Interessi di ritardato pagamentoGli interessi di ritardato pagamento sono calcolati dalla data prevista per il pagamento sino alla data di scadenza dei termini costitutivi di sinistro. Il premio è calcolato in base all'importo degli interessi di ritardato pagamento stimato dalla banca (per l'emissione della polizza) e approvato dall'assicuratore. Questo importo costituisce l'ammontare massimo dell'obbligazione dell'assicuratore. Quest'ultimo non ricalcola l'importo del premio in funzione degli interessi di ritardato pagamento effettivamente fatturati dalla banca mutuante al debitore, a meno che accetti di aumentare l'ammontare massimo dell'obbligazione.3.5.3.4. Commissioni bancarieLe commissioni bancarie sono quelle normalmente fatturate dalla banca mutuante al debitore purché il pagamento di queste commissioni non costituisca un requisito di efficacia della convenzione di credito. Il premio è calcolato in funzione dell'importo delle commissioni stimato dalla banca mutuante per l'emissione della polizza, a condizione che tale importo sia stato approvato dall'assicuratore. L'importo fissato dalla banca costituisce l'ammontare massimo dell'obbligazione dell'assicuratore. L'importo del premio non viene ricalcolato in funzione delle commissioni effettivamente fatturate dalla banca mutuante al debitore, a meno che l'assicuratore accetti di aumentare l'ammontare massimo dell'obbligazione.3.5.4. Copertura concessa agli esportatoriL'importo assicurabile è costituito dai seguenti elementi.3.5.4.1. Rischio di fabbricazioneIl rischio di fabbricazione corrisponde all'importo totale del contratto, meno il pagamento anticipato ricevuto all'atto della commessa.Tuttavia, a richiesta dell'esportatore, l'importo assicurabile può essere ridotto al livello dell'importo massimo in rischio definito dall'esportatore (per l'emissione della sua polizza d'assicurazione) e accettato dall'assicuratore. Questo importo costituisce l'ammontare massimo dell'obbligazione dell'assicuratore. Quest'ultimo non ricalcola l'importo del premio in funzione dell'importo massimo del rischio effettivamente raggiunto, a meno che accetti di aumentare l'ammontare massimo dell'obbligazione.3.5.4.2. Rischio del creditoIl rischio del credito corrisponde ai termini di pagamento per i quali viene data la decorrenza del rischio del credito.- Per i contratti regolati in contanti, si tratta degli importi dovuti all'atto dell'esecuzione delle obbligazioni contrattuali dell'esportatore.Sono compresi anche gli importi dovuti per spedizioni parziali o per l'esecuzione di servizi le quali, in applicazione del contratto commerciale, conferiscono diritti al pagamento (conformemente ai principi comuni di cui all'allegato A, punto 2.2.4.2).- Per i contratti finanziati (crediti fornitore) si tratta dell'importo complessivo del capitale del credito e degli interessi di rimborso. Sono esclusi gli interessi di ritardato pagamento. In caso di tassi di interesse fluttuanti, si applica il principio di cui al punto 3.5.3.2.3.6. PRINCIPI DI BASE DA APPLICARE PER LA DETERMINAZIONE DEI TASSI DI PREMIOConformemente alle disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, i tassi di premio che gli assicuratori devono applicare in funzione delle categorie di paesi e di rischio sono fissati periodicamente in base ad un modello comune.Il modello corrisponde comunque ai principi di base qui di seguito esposti.3.6.1. Valutazione del rischio3.6.1.1. Per le autorità monetarie, nonché per gli altri acquirenti o garanti pubblici (sovrani e non sovrani):- se l'acquirente o il garante è l'autorità monetaria stessa, il premio riscosso per il rischio di credito è inferiore a quello previsto per altri acquirenti o garanti sovrani, che a loro volta beneficiano di un premio per il rischio di credito inferiore a quello previsto per gli acquirenti o i garanti non sovrani;- il premio riscosso per il rischio di fabbricazione è pari al 70 % di quello relativo al rischio di credito, per la stessa durata del rischio. Il tasso di premio applicabile corrisponde a quello relativo agli acquirenti pubblici non sovrani, indipendentemente dallo status dell'acquirente (autorità monetarie, acquirenti sovrani o non sovrani).3.6.1.2. Per gli acquirenti o garanti privati- Premio relativo al rischio di credito- Il premio per un acquirente o una banca di prima classe è lo stesso.- Il premio per una banca di prima classe (o un acquirente di prima classe) è inferiore a quello previsto per una banca comune.- Il premio per una banca comune è inferiore a quello previsto per un acquirente comune.- Premio relativo al rischio di fabbricazione- Per i rischi politici, il premio è pari al 70 % del premio relativo al rischio di credito, per la stessa durata totale del rischio.- Per i rischi commerciali, il premio è uguale al premio relativo al rischio del credito, per la stessa durata del rischio.3.6.2. Tassi di premio3.6.2.1. Tassi relativi ai rischi politici (coefficiente paese e autorità monetarie)Il tasso stabilito per ciascuna categoria di paesi costituisce un tasso minimo.Per i paesi della categoria 6 sono previsti due tassi minimi:- un tasso per le operazioni concluse con il settore privato e assicurate conformemente alle disposizioni del punto 2.3.6 dell'allegato C,- un altro tasso, più elevato, per le operazioni garantite per motivi di interesse nazionale.Sino al 31 dicembre 1997, l'assicuratore può applicare per alcuni paesi tassi più elevati (4) dei minimi previsti, per i seguenti motivi:- situazione del suo portafoglio (ripartizione del rischio),- concentrazione dei rischi su alcuni paesi,- obiettivo dell'equilibrio finanziario a termine,- esperienza negativa in materia di pagamenti per determinati paesi.I tassi così fissati non possono superare quelli stabiliti secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva per la categoria di paese immediatamente superiore. Tuttavia, per i paesi della categoria 6 i tassi possono aumentati illimitatamente.3.6.2.2. Tassi applicabili ai rischi politici (acquirenti pubblici che non siano autorità monetarie)I tassi di premio relativi agli acquirenti pubblici sovrani (che non siano autorità monetarie) e non sovrani sono tassi minimi.L'assicuratore può applicare ad alcuni acquirenti, sovrani o non sovrani, tassi più elevati dei tassi minimi (5), per i seguenti motivi:- metodo di valutazione del rischio relativo ad un determinato acquirente,- concentrazione del rischio su alcuni acquirenti,- obiettivo dell'equilibrio finanziario a termine.I tassi possono essere aumentati fino ad un massimo del 40 % dei tassi minimi fissati per gli acquirenti in questione.3.6.2.3. Tassi relativi ai rischi commerciali (acquirente o banca di prima classe)Il tasso stabilito per l'acquirente o la banca di prima classe è un tasso minimo.Nei confronti di alcuni acquirenti o banche di prima classe l'assicuratore può fissare tassi superiori ai tassi minimi (6) fino ad un massimo pari al 40 % della differenza tra il tasso applicabile a questa categoria di acquirenti e il tasso di riferimento stabilito per le banche comuni.3.6.2.4. Tassi relativi ai rischi commerciali (acquirenti comuni)I tassi stabiliti per acquirenti comuni sono tassi di riferimento.Nei confronti di alcuni acquirenti comuni l'assicuratore può applicare (7) tassi inferiori o superiori ai tassi di riferimento stabiliti secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva per i seguenti motivi:a) per i tassi maggiorati,- metodo di valutazione del rischio relativo ad un determinato acquirente,- concentrazione dei rischi su alcuni acquirenti e settori di attività,- obiettivo dell'equilibrio finanziario a termine,b) per i tassi ridotti, una migliore valutazione del rischio.I tassi possono essere ridotti o aumentati fino ad un massimo pari al 40 % della differenza tra i tassi applicabili alla categoria in questione e i tassi di riferimento stabiliti per le banche comuni.3.6.2.5. Tassi relativi ai rischi commerciali (banche comuni)I tassi relativi ai rischi commerciali stabiliti per le banche comuni sono tassi di riferimento.Nei confronti di alcune banche comuni l'assicuratore può applicare (8) tassi inferiori o superiori ai tassi di riferimento stabiliti secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, per i seguenti motivi:a) per i tassi maggiorati,- metodo di valutazione del rischio relativo ad una determinata banca,- concentrazione dei rischi su alcuni acquirenti e settori di attività,- obiettivo dell'equilibrio finanziario a termine,b) per i tassi ridotti, una diversa valutazione del rischio.La riduzione applicata dall'assicuratore non può superare il 5 % del tasso di riferimento.I tassi possono essere aumentati sino ad un massimo pari al 40 % della differenza tra il tasso applicabile alla categoria in questione e quello stabilito per le banche comuni.3.7. PAGAMENTO DEL PREMIOL'importo totale del premio deve essere corrisposto all'atto dell'emissione della polizza assicurativa.3.7.1. Per quanto riguarda la polizza di assicurazione rilasciata alle banche in caso di credito acquirente, l'assicuratore può autorizzare un pagamento dilazionato del premio purché:3.7.1.1. il 15 % del premio sia corrisposto in contanti all'atto dell'emissione della polizza,3.7.1.2. sulle quote non dilazionate sia riscosso un tasso d'interesse (l'assicuratore applica il tasso commerciale pertinente a decorrere dalla data di emmissione della polizza),3.7.1.3. in ogni momento le quote di premio pagate corrispondano al rischio effettivo dell'assicuratore (proporzionalmente ai versamenti sul credito).3.7.2. Per quanto riguarda la polizza di assicurazione rilasciata agli esportatori l'assicuratore può autorizzare il pagamento dilazionato del premio purché:3.7.2.1. il 15 % del premio sia corrisposto in contanti all'atto dell'emissione della polizza,3.7.2.2. sulle quote non dilazionate sia riscosso un tasso d'interesse (l'assicuratore applica il tasso commerciale pertinente a decorrere dalla data di emissione della polizza),3.7.2.3. l'intero premio corrispondente al rischio di credito sia pagato prima che detto rischio si verifichi.3.8. RIMBORSO DEL PREMIO3.8.1. Il premio riscosso a titolo del rischio di fabbricazione è definitivamente dovuto all'assicuratore a decorrere dalla data in cui il rischio ha avuto effetto, a norma delle disposizioni del punto 2.2.4.1 dell'allegato A.3.8.2. In caso di garanzia di un credito fornitore, se il rischio di credito non ha avuto effetto, interamente o parzialmente, a norma delle disposizioni del punto 2.2.4.2 dell'allegato A, l'assicuratore non fattura il premio corrispondente al rischio che non ha avuto effetto.Se il premio è già stato pagato, l'assicuratore, in mancanza di sinistro o di minaccia di sinistro a titolo del rischio di credito, restituisce l'importo corrispondente all'assicurato. In tal caso l'assicuratore detrae dall'importo da restituire una somma forfettaria per le spese amministrative.3.8.3. In caso di garanzia di un credito acquirente l'assicuratore non fattura il premio relativo alle parte del prestito non utilizzata dall'assicurato. Se il premio è già stato pagato, in mancanza di sinistro o di minaccia di sinistro a titolo del rischio del credito, l'assicuratore restituisce l'importo corrispondente all'assicurato. In tal caso l'assicuratore detrae dall'importo da restituire una somma forfettaria per le spese amministrative.(1) Termine generico che si riferisce anche alla banca che apre un credito documentario irrevocabile.(2) Benché la maggior parte degli IFI sia costituita da banche, le disposizioni del punto 3.2 non si applicano qualora il contratto d'esportazione sia finanziato da un IFI. Esse, tuttavia, si applicano qualora i pagamenti dell'IFI siano garantiti da una banca.(3) In tal caso l'assicuratore segue le procedure appositamente previste nell'allegato D.(4) In tal caso l'assicuratore segue le procedure appositamente previste nell'allegato D.ALLEGATO C PRINCIPI COMUNI PER LA POLITICA DI COPERTURA PER PAESE 1. Da un punto di vista puramente tecnico, l'assicuratore stabilisce la sua politica di copertura per paese in funzione della valutazione del rischio paese, dell'esposizione verso i singoli paesi e della composizione del suo portafoglio.2. L'assicuratore determina la sua politica di credito tenendo conto della classificazione dei paesi elaborata secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva. L'assicuratore può tuttavia decidere di cessare di garantire le operazioni su un determinato paese, ad esempio per motivi d'ordine bilaterale, indipendentemente dalla categoria del paese in oggetto. Per determinare la disponibilità e le condizioni di copertura per i singoli paesi, l'assicuratore applica i seguenti principi comuni.2.1. Per i paesi classificati nella categoria 1 (miglior rischio), la politica di copertura è totalmente libera.2.2. Nei confronti dei paesi classificati nelle categorie 2, 3, 4 e 5, la politica di copertura è definita in base ai principi seguenti.2.2.2. Limiti della capacità di copertura per paese2.2.2.1. Si ammette che, dal punto di vista tecnico, l'esposizione totale di un assicuratore (come definita al punto 3) possa essere limitata per i seguenti motivi:- grado di rischio di un paese,- ridotta importanza dell'economia di un paese,- necessità di diversificare i rischi quando la sua esposizione verso un determinato paese ha raggiunto un livello di concentrazione ritenuto eccessivo.2.2.2.2. Quando è stata raggiunta la soglia relativa ai rischi fissata per ciascuna categoria di paesi, l'assicuratore prende disposizioni specifiche. Le soglie sono costituite dalla quota massima dell'esposizione dell'assicuratore verso un determinato paese rispetto all'esposizione totale del medesimo (verso tutti i paesi). Le soglie sono le seguenti:- 4 % per i paesi della categoria 2,- 3 % per i paesi della categoria 3,- 2 % per i paesi della categoria 4,- 1 % per i paesi della categoria 5.2.2.2.3. Se l'esposizione totale di un assicuratore su un determinato paese non ha ancora raggiunto la soglia fissata per la categoria corrispondente, di norma la politica di copertura è libera. Se tuttavia desidera limitare la sua politica di copertura, l'assicuratore, sino al 31 dicembre 1997, modifica la propria politica con l'ausilio di uno o più dei seguenti strumenti:- massimale dell'esposizione totale verso il paese considerato,- massimale, per esempio annuale, dell'importo totale dei contratti coperti,- massimale, per esempio annuale, dell'importo totale delle offerte di copertura,- massimale dell'entità delle singole operazioni.2.2.2.4. Se l'esposizione totale di un assicuratore su un determinato paese ha raggiunto la soglia fissata per la categoria corrispondente, l'assicuratore può fissare un massimale dell'esposizione totale sul paese ricorrendo ad uno o più dei seguenti strumenti:- massimale, per esempio annuale, dell'importo totale dei contratti coperti,- massimale, per esempio annuale, dell'importo totale delle offerte di copertura,- massimale dell'entità delle singole operazioni.2.2.3. Condizioni di copertura per paeseNei confronti di un determinato paese l'assicuratore può applicare alcune condizioni sistematiche di copertura (1), quali:2.2.3.1. garanzia di pagamento e/o di trasferimento della Banca centrale o del ministero delle Finanze del paese in oggetto;2.2.3.2. apertura di un credito documentale irrevocabile o emissione di una garanzia bancaria,2.2.3.3. proroga dei termini costitutivi di sinistro,2.2.3.4. riduzione della percentuale di copertura assicurativa,PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 594PC0297.12.2.3.5. limitazione della copertura ad alcuni settori di attività o a determinati tipi di progetto.2.3. Nei confronti dei paesi classificati nella categoria 6 (rischio peggiore), l'assicuratore, poiché il rischio è considerato troppo elevato, può garantire unicamente alcune operazioni (2) per motivi inerenti alla politica nazionale oppure all'interesse nazionale. La copertura può inoltre essere concessa nei casi qui di seguito specificati.2.3.1. Il contratto commerciale è interamente finanziato da una delle istituzioni finanziarie internazionali (IFI) o nazionali accettate secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, e purché2.3.1.1. i pagamenti dell'IFI siano effettuati direttamente all'esportatore,2.3.1.2. non sussistano arretrati nei confronti dell'IFI da parte del mutuatario o del paese di quest'ultimo.2.3.2. Il contratto commerciale è finanziato interamente con fondi di aiuto, a condizione che i pagamenti del donatore siano effettuati direttamente all'esportatore.2.3.3. Il contratto commerciale è interamente finanziato da un IFI e da fondi di aiuto, alle condizioni esposte ai punti 2.3.1 e 2.3.2.2.3.4. Il contratto commerciale è coperto da un pacchetto di garanzie che colloca il rischio di mancata riscossione al di fuori del paese del mutuatario e quindi l'assicuratore può considerare che il rischio è migliorato.2.3.5. Il contratto commerciale è in parte finanziato da un IFI e da fondi di aiuto, mentre la parte residua è coperta da un pacchetto di garanzie che colloca il rischio di mancata riscossione completamente al di fuori del paese del mutuatario.2.3.6. Nell'ambito delle procedure di deroga previste all'allegato D, la Commissione può proporre di autorizzare, caso per caso, la copertura di contratti commerciali conclusi con il settore privato di un paese classificato nella categoria 6. In determinati casi la Commissione può ritenere che il paese debitore disponga di valuta estera in quantità sufficiente e liberamente convertibile.3. DEFINIZIONE DELL'ESPOSIZIONE TOTALEPer determinare l'esposizione totale, l'assicuratore tiene conto degli importi delle operazioni a medio e a lungo termine definite nell'articolo 2, paragrafo 2 della presente direttiva, nei limiti della percentuale di copertura. L'esposizione totale comprende i seguenti elementi.3.1. Ammontare massimo di rischio, in capitale e interessi (più gli interessi di mora maturati nel corso dei termini costitutivi di sinistro per il solo credito acquirente) per i contratti a fermo che l'assicuratore è impegnato a coprire, anche se la polizza assicurativa non è ancora stata emessa.Non sono compresi gli eventuali importi riassicurati da altri organismi se l'assicuratore agisce come assicuratore primario. Tali importi sono invece compresi se l'assicuratore agisce in qualità di riassicuratore.3.2. L'importo dei crediti indennizzati dall'assicuratore e non ancora recuperati, né ceduti (per sinistri relativi a rischi di fabbricazione e/o di credito).3.3. Gli importi dei costi in moneta locale (quali fideiussioni bancarie e garanzia del rischio di mancata ripresa di possesso) sono inseriti nell'esposizione totale unicamente se l'indennizzo è stato effettivamente corrisposto e se non è stato né recuperato, né ceduto.3.4. Gli importi degli interessi dovuti dai paesi debitori a titolo dei riscadenziamenti, compresi gli interessi capitalizzati.3.5. All'atto della notifica dell'esposizione totale, secondo le disposizioni fissate nell'allegato D, tutti gli importi suddetti sono convertiti in ecu in base al più recente tasso di interesse conosciuto.(1) In tal caso l'assicuratore applica le procedure a tal fine previste nell'allegato D.ALLEGATO D PROCEDURE DI CONSULTAZIONE, INFORMAZIONE E DEROGAZIONE 1. PRINCIPI GENERALI1.1. Ai fini dell'applicazione dei principi comuni fissati negli allegati A, B e C, gli assicuratori seguono le procedure definite nel presente allegato. Dette procedure integrano quelle stabilite dalla decisione 73/391/CEE.1.2. Nei confronti dei singoli paesi oppure per settori di attività specifici, ogni assicuratore può derogare, caso per caso, ad alcuni principi comuni definiti negli allegati A, B e C, per allineare le modalità di copertura su quelle della concorrenza internazionale. In tal caso l'assicuratore notifica agli altri assicuratori del credito, in seguito denominati «gli altri assicuratori», i principi comuni ai quali intende derogare entro quindici giorni lavorativi prima della data alla quale intende presentare l'offerta. In tale circostanza l'assicuratore fornisce tutte le informazioni e le prove di cui dispone in merito al contenuto dell'offerta concorrente.1.3. L'assicuratore che applica le disposizioni del presente allegato lo notifica agli altri assicuratori, a titolo informativo, o al fine di un parere.1.3.1. Le notificazioni per la richiesta di un parere sono necessarie nei casi descritti ai punti 2.1.2, 2.2.2., 2.3.2., 2.4.2, 2.4.3, 3.1.4, 3.2.4, 3.3.3, 3.4.2, 3.5.2 e 4.6 del presente allegato. Si applicano le disposizioni dell'articolo 6 della presente direttiva.1.3.2. Le notificazioni a titolo informativo sono necessarie in tutti gli altri casi.2. PROCEDURE DI CONSULTAZIONE E DI DEROGAZIONE RELATIVE AI PRINCIPI COMUNI DI CUI ALL'ALLEGATO A2.1. TERMINI COSTITUTIVI DI SINISTRO2.1.1. Ogni assicuratore, caso per caso e in funzione della sua valutazione del rischio per un'operazione specifica, può decidere di prorogare i termini costitutivi di sinistro fissati ai punti 1.2.1, 1.3.1, 2.2.1.1, 2.2.1.2, 2.3.1.1 e 2.3.1.2 dell'allegato A. In tal caso l'assicuratore notifica immediatamente le deroghe ai principi comuni agli altri assicuratori e alla Commissione.2.1.2. Sino al 31 dicembre 1997 ogni assicuratore può decidere di prorogare sistematicamente, per tutte le operazioni garantite in un determinato paese, i termini costitutivi di sinistro fissati ai punti 1.2.1, 1.3.1, 2.2.1.1, 2.2.1.2, 2.3.1.1 e 2.3.1.2 dell'allegato A. In tal caso l'assicuratore notifica la propria intenzione agli altri assicuratori e alla Commissione.2.2. FATTI COSTITUTIVI DI SINISTRO2.2.1. Ogni assicuratore, caso per caso e in funzione della valutazione del rischio relativa ad un'operazione specifica, può decidere di escludere alcuni fatti costitutivi di sinistro fissati ai punti 1.2.2, 1.3.2, 2.2.2 e 2.3.2 dell'allegato A. In tal caso l'assicuratore notifica a posteriori agli altri assicuratori e alla Commissione le deroghe ai principi comuni. La notificazione viene eseguita almeno ogni sei mesi (giugno e dicembre di ogni anno).2.2.2. Sino al 31 dicembre 1997 l'assicuratore può decidere, per tutte le operazioni garantite in un determinato paese, di escludere o di modificare sistematicamente alcuni fatti costitutivi di sinistro di carattere politico o commerciale fissati ai punti 1.2.2, 1.3.2, 2.2.2 e 2.3.2 dell'allegato A. In tal caso l'assicuratore notifica la sua intenzione agli altri assicuratori e alla Commissione.2.3. PERCENTUALE DI COPERTURA2.3.1. Ogni assicuratore, caso per caso e in funzione della sua valutazione del rischio relativa ad un'operazione specifica, può decidere di ridurre la percentuale di copertura fissata ai punti 1.2.6.2 e 2.2.6.2 dell'allegato A. In tal caso l'assicuratore notifica immediatamente le deroghe ai principi comuni agli altri assicuratori e alla Commissione.2.3.2. Sino al 31 dicembre 1997 ogni assicuratore può decidere, per tutte le operazioni garantite in un determinato paese, di ridurre la percentuale della copertura fissata ai punti 1.2.6.2 e 2.2.6.2 dell'allegato A. In tal caso l'assicuratore notifica la sua intenzione agli altri assicuratori e alla Commissione.2.4. STATUS DELL'ACQUIRENTE E/O DEL MUTUATARIO2.4.1. All'atto della notificazione dell'intenzione di garantire un'operazione finanziata con un credito di durata superiore a cinque anni, l'assicuratore, nelle informazioni da comunicare agli altri assicuratori (articolo 4 dell'allegato della decisione 73/391/CEE), indica il nome e lo status dell'acquirente e/o del mutuatario pubblico. Deve inoltre essere precisato se si tratta di un'autorità monetaria, di un acquirente o di un garante sovrano oppure di un acquirente o di un garante non sovrano.Per l'acquirente e/o il mutuatario privato, l'assicuratore precisa se si tratta di un acquirente o di una banca di prima classe, di una banca comune oppure di un acquirente privato comune.Qualora uno Stato membro non condivida la valutazione dello status dell'acquirente, del mutuatario e/o del garante notificata da un assicuratore, le due parti procedono ad uno scambio di informazioni per concordare una definizione comune dello status in oggetto.2.4.2. Se non viene concordata una definizione comune, la questione è sottoposta alla Commissione.2.4.3. Per le operazioni finanziate con crediti di durata compresa tra due anni (24 mesi) e cinque anni, gli assicuratori, se lo ritengono necessario, procedono ad uno scambio di informazioni sullo status dell'acquirente, del mutuatario e/o del garante. In caso di concorrenza provata tra esportatori o tra banche della Comunità, gli assicuratori interessati scambiano informazioni per concordare una definizione comune dello status in oggetto. Se non viene concordata una definizione comune, la questione è sottoposta alla Commissione.3. PROCEDURE DI CONSULTAZIONE E DI DEROGAZIONE RELATIVE AI PRINCIPI COMUNI DI CUI ALL'ALLEGATO B3.1. TASSI APPLICABILI AI RISCHI POLITICI (COEFFICIENTE PAESE E AUTORITÀ MONETARIA)3.1.1. Sino al 31 dicembre 1997, nei confronti di un determinato paese l'assicuratore può applicare tassi superiori ai minimi fissati secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, purché:3.1.1.1. l'aumento non superi di oltre il 10 % il tasso minimo suddetto,3.1.1.2. il tasso fatturato sia inferiore al tasso minimo stabilito secondo le disposizioni dell'articolo 4 per la categoria di paese immediatamente superiore,3.1.1.3. l'aumento sia dovuto ad uno dei motivi specificati al punto 3.6.2.1 dell'allegato B,3.1.1.4. si tratti di un paese classificato nelle categorie 1, 2, 3, 4 o 5.3.1.2. Sino al 31 dicembre 1997 l'assicuratore, nei confronti di un determinato paese, può aumentare il tasso di premio di oltre il 10 % del tasso minimo stabilito secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, purché:3.1.2.1. l'aumento sia dovuto ad uno dei motivi di cui al punto 3.6.2.1 dell'allegato B.3.1.2.2. il tasso fatturato sia inferiore o al massimo pari al tasso minimo stabilito secondo le disposizioni dell'articolo 4 per la categoria di paese immediatamente superiore,3.1.2.3. si tratti di un paese classificato nelle categorie 1, 2, 3, 4 o 5,3.1.2.4. i tassi di premio effettivamente fatturati siano notificati a posteriori ogni sei mesi (giugno e dicembre di ogni anno) agli altri assicuratori e alla Commissione.3.1.3. Se intende garantire un'operazione in un paese classificato nella categoria 6 secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, nell'ambito delle disposizioni dei punti 4.4, 4.5 e 4.6, l'assicuratore notifica immediatamente agli altri assicuratori e alla Commissione il tasso di premio che intende fatturare.3.1.4. In caso di concorrenza provata tra esportatori o tra banche della Comunità, gli assicuratori interessati procedono ad uno scambio di informazioni allo scopo di definire un tasso di premio comune per garantire l'operazione in oggetto. Se al termine di questa consultazione preliminare non è raggiunto alcun accordo, la questione è sottoposta alla Commissione.3.2. TASSI APPLICABILI AI RISCHI POLITICI (ACQUIRENTI PUBBLICI CHE NON SIANO AUTORITÀ MONETARIE)3.2.1. Sino al 31 dicembre 1997 l'assicuratore può applicare, nei confronti di un determinato acquirente o mutuatario, un tasso superiore al minimo stabilito a norma dell'articolo 4 della presente direttiva, purché:3.2.1.1. l'aumento non superi di oltre il 10 % il tasso minimo suddetto,3.2.1.2. il tasso fatturato sia inferiore al tasso minimo fissato secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, per la categoria di paese immediatamente superiore,3.2.1.3. l'aumento sia dovuto ad uno dei motivi esposti al punto 3.6.2.2 dell'allegato B,3.2.1.4. si tratti di un paese classificato nelle categorie 1, 2, 3, 4 o 5.3.2.2. Sino al 31 dicembre 1997 l'assicuratore può aumentare, nei confronti di un determinato acquirente o mutuatario, il tasso di premio di oltre il 10 % (sino ad un massimo del 40 %) del tasso minimo stabilito secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, purché:3.2.2.1. il tasso fatturato sia inferiore al tasso minimo stabilito secondo le disposizioni dell'articolo 4 per la categoria di paese immediatamente superiore,3.2.2.2. l'aumento sia dovuto ad uno dei motivi esposti al punto 3.6.2.2 dell'allegato B,3.2.2.3. si tratti di un paese classificato nelle categorie 1, 2, 3, 4 o 5,3.2.2.4. i tassi di premio effettivamente fatturati siano notificati a posteriori ogni sei mesi agli altri assicuratori e alla Commissione.3.2.3. Se intende garantire un'operazione in un paese classificato, secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva nella categoria 6, nell'ambito delle disposizioni dei punti 4.4, 4.5 e 4.6, l'assicuratore notifica immediatamente agli altri assicuratori e alla Commissione il tasso di premio che intende fatturare.3.2.4. In caso di concorrenza provata tra esportatori o tra banche della Comunità, gli assicuratori interessati procedono ad uno scambio di informazioni allo scopo di definire un tasso di premio comune per garantire l'operazione in oggetto. Se al termine di questa consultazione preliminare non è raggiunto alcun accordo, la questione è sottoposta alla Commissione.3.3. TASSI APPLICABILI AI RISCHI COMMERCIALI (ACQUIRENTE O BANCA DI PRIMA CLASSE)3.3.1. Nei confronti di un'acquirente o di una banca di prima classe, l'assicuratore può applicare un tasso superiore al minimo stabilito secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva fino ad un massimo pari al 40 % della differenza tra il tasso applicabile alla categoria di acquirenti corrispondente e il tasso di riferimento stabilito per le banche comuni, a condizione che il paese sia classificato nelle categorie 1, 2, 3, 4 o 5 e che il tasso effettivamente fatturato sia notificato a posteriori agli altri assicuratori e alla Commissione ogni sei mesi (giugno e dicembre di ogni anno).3.3.2. Se intende garantire un'operazione in un paese classificato nella categoria 6 secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, nell'ambito delle disposizioni dei punti 4.4, 4.5 e 4.6, l'assicuratore notifica immediatamente agli altri assicuratori e alla Commissione il tasso di premio che intende fatturare.3.3.3. In caso di concorrenza provata tra esportatori o tra banche della Comunità, gli assicuratori interessati procedono ad uno scambio di informazioni allo scopo di definire un tasso di premio comune per garantire l'operazione in oggetto. Se al termine di questa consultazione preliminare non è raggiunto alcun accordo, la questione è sottoposta alla Commissione.3.4. TASSI APPLICABILI AI RISCHI COMMERCIALI (ACQUIRENTI COMUNI)3.4.1. Nei confronti di un acquirente comune l'assicuratore può applicare un tasso inferiore o superiore al tasso di riferimento stabilito secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva fino ad un massimo pari al 40 % della differenza tra il tasso applicabile alla categoria d'acquirente corrispondente e il tasso di riferimento stabilito per le banche comuni.3.4.2. In caso di concorrenza provata tra esportatori o tra banche della Comunità, gli assicuratori interessati procedono ad uno scambio di informazioni allo scopo di definire un tasso di premio comune per garantire l'operazione in oggetto. Se al termine di questa consultazione preliminare non è raggiunto alcun accordo, la questione è sottoposta alla Commissione.3.5. TASSI APPLICABILI AI RISCHI COMMERCIALI (BANCHE COMUNI)3.5.1. Nei confronti di una banca comune l'assicuratore può applicare un tasso inferiore o superiore al tasso di riferimento stabilito secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva fino ad un massimo pari al 40 % della differenza tra il tasso applicabile alla categoria d'acquirente corrispondente e il tasso di riferimento stabilito per le banche comuni.3.5.2. In caso di concorrenza provata tra esportatori o tra banche della Comunità, gli assicuratori interessati procedono ad uno scambio di informazioni allo scopo di definire un tasso di premio comune per garantire l'operazione in oggetto. Se al termine di questa consultazione preliminare non è raggiunto alcun accordo, la questione è sottoposta alla Commissione.4. PROCEDURE DI CONSULTAZIONE E DI DEROGAZIONE RELATIVE AI PRINCIPI COMUNI DI CUI ALL'ALLEGATO C4.1. All'inizio di ogni anno ed entro il 31 gennaio, ogni assicuratore invia agli altri assicuratori e alla Commissione una relazione sulla sua politica di copertura prevista per il prossimo esercizio per tutti i paesi debitori.La relazione contiene, tra l'altro, le seguenti informazioni per i singoli paesi debitori.4.1.1. L'importo dell'esposizione complessiva definita al punto 3 dell'allegato C.4.1.2. L'importo complessivo delle offerte di copertura previste nel corso dell'esercizio e, all'occorrenza:4.1.2.1. il tipo e l'importo dei massimali per ciascun paese (massimale dell'esposizione totale, dell'importo dei contratti a fermo, dell'importo totale delle offerte di copertura o dell'entità delle singole operazioni),4.1.2.2. le condizioni di copertura applicate sistematicamente per le operazioni relative ad un determinato paese.4.1.3. I tassi di premio che l'assicuratore intende applicare per i rischi politici (coefficiente paese, autorità monetarie, acquirenti pubblici che non sono autorità monetarie, acquirente o banca privata di prima classe), qualora siano superiori ai tassi minimi stabiliti per le singole categorie di paesi e per ogni tipo di rischio.4.1.4. I tassi di premio che l'assicuratore applica per i rischi commerciali (acquirenti o banche private comuni), qualora siano diversi dai tassi di riferimento fissati secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva per le singole categorie di paesi e per ogni tipo di rischio.4.1.5. Qualora decida di non concedere la copertura assicurativa per le operazioni in alcuni paesi, l'assicuratore precisa i motivi (politici ed economici) alla base di tale decisione.4.2. Alla fine di ogni anno, ed entro il 31 gennaio dell'anno successivo, ogni assicuratore invia agli altri assicuratori e alla Commissione una relazione sulla politica di copertura effettivamente attuata nel corso dell'esercizio, per tutti i paesi debitori.Per ciascun paese interessato, devono essere comunicate, tra l'altro, le seguenti informazioni.4.2.1. L'importo dell'esposizione totale, definita al punto 3 dell'allegato C, al 31 dicembre (stock).4.2.2. L'importo complessivo delle offerte di copertura emesse nel corso dell'esercizio e, all'occorrenza, l'importo utilizzato di ciascun massimale per tutti i tipi di massimali.4.2.3. I tassi di premio applicati nel corso dell'esercizio ai rischi politici e ai rischi commerciali, qualora tali tassi siano diversi dai tassi minimi e di riferimento fissati secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva.4.3. Se decide di limitare la sua capacità di copertura per paese (conformemente alle disposizioni del punto 2.2.2 dell'allegato C) oppure di modificare le condizioni di copertura per paese (conformemente alle disposizioni del punto 2.2.3 dell'allegato C), l'assicuratore notifica tale decisione agli altri assicuratori e alla Commissione, precisando i motivi alla base di tali misure.4.4. Se intende garantire un'operazione in un paese classificato nella categoria 6 secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, per considerazioni inerenti alla politica bilaterale oppure all'interesse nazionale del suo paese, l'assicuratore notifica la sua intenzione agli altri assicuratori e alla Commissione trenta giorni lavorativi prima di prendere una decisione. L'assicuratore specifica inoltre i tassi di premio e le condizioni di garanzia che intende applicare.4.5. Se intende garantire un'operazione in un paese classificato nella categoria 6 secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, alle condizioni esposte ai punti da 2.3.1 a 2.3.5 dell'allegato C, l'assicuratore notifica la sua intenzione agli altri assicuratori e alla Commissione trenta giorni lavorativi prima di prendere una decisione. Nella notificazione l'assicuratore precisa il meccanismo finanziario che colloca il rischio di credito al di fuori del paese debitore. All'occorrenza l'assicuratore comunica anche le condizioni alle quali accetta di garantire il rischio di fabbricazione inerente all'operazione in oggetto, nonché il tasso di premio che intende fatturare.4.6. Nei confronti di un acquirente privato l'assicuratore può garantire un'operazione in un paese classificato, secondo le disposizioni dell'articolo 4 della presente direttiva, nella categoria 6, soltanto nel rispetto delle disposizioni del punto 2.3.6 dell'allegato C. In tal caso l'assicuratore notifica la sua intenzione agli altri assicuratori e alla Commissione, precisando il tasso di premio che intende fatturare.4.7. Ogni assicuratore è tenuto a rispondere esaurientemente a tutte le eventuali richieste di precisazioni e di informazioni sulla sua politica di copertura relativa ad uno o più paesi oppure per operazioni specifiche. Le risposte devono essere inviate agli altri assicuratori e alla Commissione.4.8. Negli scambi di informazioni e nelle relazioni inviate agli altri assicuratori e alla Commissione, l'assicuratore deve esprimere tutti gli importi in ecu.