CELEX: C2004/156/10
Language: it
Date: 2004-06-12 00:00:00
Title: Causa C-174/04: Ricorso del 13 aprile 2004 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

12.6.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 156/5
            
         Ricorso del 13 aprile 2004 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee
   (Causa C-174/04)
   (2004/C 156/10)
   Il 13 aprile 2004, la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai signori Enrico Traversa e Claudio Loggi, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
   La ricorrente conclude che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               constatare che, il decreto-legge 25 maggio 2001, n. 192, convertito in legge 20 luglio 2001, n. 301, recante «Disposizioni urgenti per salvaguardare i processi di liberalizzazione e privatizzazione di specifici settori dei servizi pubblici», in quanto dispone la sospensione automatica dei diritti di voto inerenti alle azioni eccedenti il limite del 2 per cento del capitale sociale di società operanti nei settori dell'elettricità e del gas, è incompatibile con l'articolo 56 del trattato CE;
            
         
               —
            
            
               condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese processuali.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Il decreto-legge 192/2001 è in contrasto con l'articolo 56 del trattato CE poiché dispone la sospensione automatica dei diritti di voto inerenti alle azioni eccedenti il limite del 2 per cento del capitale sociale di società operanti nei settori dell'elettricità e del gas. Tale limite determina un trattamento differenziato e restrittivo degli investimenti effettuati da una particolare categoria di investitori ed ostacola, quindi, la libera circolazione dei capitali all'interno della Comunità europea. In particolare, detta restrizione dissuade ogni impresa pubblica potenzialmente interessata dall'acquisire partecipazioni nelle società in questione, poiché tale impresa si troverebbe nell'impossibilità di partecipare efficacemente alle decisioni della società e di esercitare un'influenza sulla sua gestione.