CELEX: 
Language: it
Date: 2020-07-02
Title: COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, PROPOSTA DI QUARTA DIRETTIVA basata sull' articolo 54.3 *S tendente a coordinare le garanzie che sono richieste , negli Stati membri , alle società per proteggere gli interessi tanto dei soci come dei terzi in materia di struttura e contenuto del "bilancio annuale e della relazione sulla gestione , dei metodi di valutazione nonché della pubblicità di questi documenti

COMMISSIONE                 DELLE        COMUNITÀ           EUROPEE
                                                COM(71)1232 def.
                                                Bruxelles , 10 novembre 1971
                                                                                      t
                              PROPOSTA DI QUARTA DIRETTIVA
                   basata sull' articolo 54.3 *S tendente a coordinare
               le garanzie che sono richieste , negli Stati membri , alle
         società per proteggere gli interessi tanto dei soci come dei terzi
     in materia di struttura e contenuto del "bilancio annuale e della relazione
sulla gestione , dei metodi di valutazione nonché della pubblicità di questi documenti
                      (presentata dalla Commissione al Consiglio )
    COM(Tl ) 1232 def .
 ---pagebreak---                            INDICE
 I.  Proposta di direttiva        pag  1-42
II . Relazione                    pag 43 - 89
 ---pagebreak---                                      - 1 -
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
VISTO il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea, in parti­
   colare l' articolo 54 , paragrafo 3 , lettera g) ;
VISTA la proposta della Commissione ;
VISTO il parere del Parlamento Europeo ;
VISTO il parere del Comitato Economico e Sociale ;
CONSIDERANDO che il coordinamento delle disposizioni nazionali riguardanti
   la    struttura   ed il contenuto del bilancio annuale e della valuta­
   zione sulla gestione , i metodi di valutazione , nonché la pubblicità di
   questi documenti , per quanto attiene alla società per azioni ed alla
   società a responsabilità limitata , riveste importanza particolare per la
   tutela sia dei soci che dei terzi ;
CONSIDERANDO che per dette forme di società , si impone in questi campi il
   simultaneo coordinamento , dato che l' attività di tali società si estende
   spesso oltre i limiti del territorio nazionale e che esse offrono come
   garanzia nei riguardi dei terzi soltanto il patrimonio sociale ; che peral­
   tro la necessità e l' urgenza di tale coordinamento è stata riconosciuta e
   ribadita dall' articolo 2j paragrdfo 1 , lettera f ) della
   direttiva n. 68/l5l/CEE del 9 marso 1968 ;
CONSIDERANDO che è inoltre necessario che nella Comunità si stabiliscano
   condizioni giuridiche equivalenti quanto alla estensione delle inforaa-
   rioni finanziarie fornite al pubblico da società concorrenti aventi la
   stessa forma giuridica ;
                                                                   • • • /• • •
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO che i bilanci annuali devono fornire un
   quadro il più possibile attendibile del patrimonio ,
   della situazione finanziaria e dei risultati econo­
   mici della società ; che a, tal fine si devono preve­
   dere , per la redazione dello stato patrimoniale e del
   conto profitti e perdite , schemi costituiti da voci
   di mp.ssima obbligatorie e che , d' altra parte , i di­
   versi metodi di valutazione riconosciuti negli
   Stati membri devono essere coordinati in modo da.
   garantire l' equivalenza dei ciati figuranti nei
   b i 1 anc i annual i ;
CONSIDERANDO che i bilanci annuali delle società per
   azioni d°vc:.io essere resi il più possibile acces­
   sibili agli azionisti ed ai terzi ; che a tale scopo
   s' impone la loro pubblicazione integrale in un
   bollettino nazionale ;
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO che nelle società a responsabilità limitata si
   può fare distinzione tra lò inforaiasioni destinate ai soci
   e quelle destinate ai terzi e che i soci di una società a
   responsabilità limitata devono ricevere le stesse informa­
   zioni che gli azionisti di una società per azioni e che ,
   per quanto riguarda l' informazione dei terzi , si impone ,
   di massima , la stessa pubblicità prevista per la società
   per azioni a causa della limitazione de].la responsabilità
   dei soci , ma che si possono prevedere  modificazioni per le
 , società a responsabilità limitata di minore entità ;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
 ---pagebreak--- Articolo 1
1 . a) I provvedimenti di coordinamento prescritti dagli articoli da 2 a 47
        della presente direttiva si applicano alle disposizioni legislative , rego­
         lamentari ed amministrative degli Stati membri riguardanti i seguenti ti­
        pi di società :                            ,
                - per la Germania :
                  die Aktiengesellschaft , die Kommanditgesellschaft auf Aktien ;
               - per il Belgio :
                  la société anonyme , de naamloze vennootschap ,
                  la société en commandite par actions , de commanditaire .
                  vennootschap op aandelen ;
               - per la Francia:
                  la société anonyme , la société en commandite par actions ;
               - per l' Italia :
                  la società per azioni , la società in accomandita per azioni ;
               - per il Lussemburgo :
                  la société anonyme , la société en commandite par actions ;
               - per i Paesi Bassi :
                  ae naamloze vennootschap , de commanditaire vennootschap
                  op aandelen .
    b ) I provvedimenti di coordinamento prescritti dagli articoli da 48 a 50
        della presente direttiva si applicano alle disposizioni legislative ,
        regolamentari ed amministrative degli Stati membri riguardanti i seguenti
        tipi di società :
               - per la Germania :
                  die Gesellschaft mit beschränkter Haftung ;
               - per il Belgio :
                  la société de personnes à responsabilité limitée ,
                  de personenvennootschap met beperkte aansprakeli jkheid ;
               - per la Francia :
                  la société a responsabilité limitée ;
               - per l' Italia :
                  la società a responsabilità limitata ;
               - per il Lussemburgo :
                  la société a responsabilité limitée ;
               - per i Paesi Bassi :
                  de besloten vennootschap met beperkte aansprakelijkheid .
 ---pagebreak---                                    - 5 ~
2.     Fino ad ulteriore coordinamento delle garanzie che si esigono
dagli istituti di credito e dalle società di assicurazione , gli Stati
membri hanno facoltà di non applicare ad essi le disposizioni della pre­
sente direttiva .
                                                                • 00 / o « e
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                              Sezione prima
                          Disposizioni Generali
Articolo 2
1.      Il bilancio annuale consta dello stato patrimoniale , del conto
profitti e perdite e dell' allegato esplicativo .   Detti documenti costi­
tuiscono un tutto unico .
2.      Il bilancio annuale deve essere conforme ai principi di una
regolare e attendibile contabilità .
3.      Il bilancio annuale deve essere redatto in modo chiaro e fornire ,
in conformità delle norme per la valutazione e la presentazione dei conti ,
un quadro il più possibile fedele della situazione patrimoniale , finan­
ziaria e dei risultati economici della società .
                             Sezione seconda
                     Struttura del bilancio annuale
Articolo 3
        La struttura dello stato patrimoniale e del conto profitti e
perdite e , in particolare , il modo di presentazione scelto non devono
essere modificati da un esercizio all' altro . Deroghe a tale      principio
sono ammesse in casi eccezionali . Se ci si avvale di tali deroghe , queste
devono essere menzionate nell' allegato e debitamente motivate .
                                                               • • •/ • • •
 ---pagebreak--- Articolo 4
1.         Nello stato patrimoniale e nel conto profitti e perdite si devono
iscrivere separatamente le voci previste dagli articoli 8 , 9 e da 20 a
23 della presente direttiva . E' ammessa una suddivisione più particola­
reggiata delle voci precedute da numeri arabi .
2.         In casi eccezionali  e se la peculiarità dell' impresa lo impone ,
è ammessa una struttura diversa dalle voci dello stato patrimoniale e
del conto profitti e perdite , precedute da numeri arabi . La diversa
struttura deve tuttavia fornire un quadro equivalente ed essere illustrata
nell ' allegato .
3«         Gli Stati membri possono autorizzare il raggruppamento delle voci
dello stato patrimoniale e del conto profitti e perdite , precedute da numeri ara* :
qualora esse abbiano secondaria importanza ai fini dell' articolo 2 , paragra­
fo 3 della presente direttiva .
4.        Nello stato patrimoniale e nel conto profitti e perdite devono essere
indicati ,   accanto ad ogni voce , i corrispondenti dati numerici del-
1 ' esercì zio precedente .
Articolo 5
           Gli Stati membri possono consentire la modifica degli schemi
dello stato patrimoniale e del conto profitti e perdite al fine di met­
tere in evidenza la destinazione dei risultati .
Articolo 6
          E' vietata la compensazione fra voci dell' attivo e voci del passivo ,
nonché fra quello doi costi e quelle dei ricavi .
 ---pagebreak---                                  Sezione terza
                       Struttura dello stato patrimoniale
Articolo 7
           Per la presentazione dello stato patrimoniale , gli Stati membri
introducono nella loro legislazione gli schemi previsti dagli articoli 8 e
9 della presente direttiva e lasciano libere le società nella scelta degli
schuni stessi .
Articolo 8
                                  ATTIVO
A. Capatale sottoscritto non versato , con indicazione della parte
    richiamata .
B. S peti e d' impianto , sempreché la legislazione nazionale ne ammetta
    l' iscrizione nell' attivo .
B. Immobilizzazioni      5
   I. Beni immateriali      s
        1 . Spese per la ricerca e lo sviluppo , sempreché la legislazione
            nazionale ne ammetta 1 'iscrizione nell 'attivo
        2 . Concessioni , brevetti , licenze , marchi e diritti e beni
            analoghi , sempreché siano stati
            a ) acquisiti a titolo oneroso e non siano da iscrivere
                sotto il numero 3
            b ) posti in essere dalla società stessa , qualora la legisla­
                zione nazionale ne ammetta l' iscrizione nell' attivo
        3 o Avviamento^ se acquisito a titolo oneroso
        4 . Acconti versati .
 ---pagebreak---                                          - 9 -
    II . Beni materiali   :
         1 . Terreni e fabbricati
         2 . Impianti tecnici e macchinario
         3 . Altri impianti , attrezzature industriali e commerciali
         4 . Acconti versati e immobilizzazioni materiali in corso .
   III . Partecipazioni e altre immobilizzazioni finanziarie s
         1 . Partecipazioni in imprese collegate
         2 . Crediti verso imprese collegate
         3 . Partecipazioni
         4 . Crediti verso imprese con le quali la società ha un legame
             di partecipazione
         5 . Titoli aventi carattere d' immobilizzazione
         6 . Altri crediti
         7 » Azioni proprie ( con l' indicazione del loro valore nominale o
             della loro parità contabile ), sempreché la legislazione nazio­
             nale ne autorizzi l' iscrizione in bilancio .
D. Patrimonio circolante :
     I. Scorte    ;
         1 . Materie prime ed accessorie
         2 . Prodotti in corso di lavorazione e cascami
         3 . Prodotti finiti e merci
         4 . Acconti versati su scorte .
    II . Crediti    s
         ( per ciascuna delle voci sottoindicate si deve indicare separata­
         mente l' ammontare dei crediti con durata residua non superiore
         ad un anno )
         1 . Crediti per forniture e servizi
         2 . Crediti verso imprese collegaia
         3 - Crediti varao imprese con le quali la società ha un legame
             di partecipazione
         4 . Altri crediti .
                                                                     • • * /• • «
 ---pagebreak---                                          - io­
   ni    V -vi ori mobiliari , facenti parte del patrimonio circolante :
         1 . Partecipazioni in imprese collegate
         2 . Cambiali
         3 . Depositi bancari , in conto corrente postale , assegni e con­
              sistenza di cassa
         4 « Azioni proprie ( con indicazione del loro valore nominale o
               della parità contabile ), sempreché la legislazione nazionale
              ne autorizzi Inscrizione in bilancio
         5 . Altri titoli .
E. RatTi e risconti .
F. Perdite %
      I. Risultato dell' esercizio             ■' .
    II . Risultati riportati .
                                      PASSIVO
A. Capitale sottoscritto
   (le azioni devono essere raggruppate per categorie specificando
   il lo^-o valore nominale o          la parità contabile ).
B. Riserve i
   1 . Riserva legale
   2 . Sovrapprezzo di emissione
   3 . Fondi di rivalutazione
   4 » Riserva per azioni proprie
   5 . Riserve statutarie
   6 . Riserve facoltative .
                                                                      « • •f• • •
 ---pagebreak---                                     - 11 -
C. Rettifiche di valore sempreche non figurino    all' attivo o  all' al­
   legato , concernenti :
   1 . Spese d' impianto
    2 . Immotali zzazioni immateriali
   3 . Immobilizzazioni materiali
   4 » Partecipazioni ed altre immobilizzazioni finanziarie
   5 . Scorta
   6 . Crediti del patrimonio circolante
   7 . Valori mobiliari facenti parte del patrimonio circolante ed altri
        valori disponibili
    (i valori di cui alle voci da 1 a 7 sono scomponibili in modo corrispon­
   dente alla struttura dell' attivo ).
D. Accantonamenti per rischi e oneri s
   1 . Pondo liquidazione personale e accantonamenti analoghi
   2 . Fondo imposte da liquidare* specificando i debiti fiscali
        latenti
   3 . Altri accantonamenti .
E. Debiti   s
   ( Per ciascuna delle voci seguenti si deve specificare separatamente
   l' importo dei debiti con durata residua fino ad un anno , l' importo
   dei debiti la cui durata residua è superiore a cinque anni , nonché
   l' importo dei debiti coperti da garanzie reali costituite dalla società )
   1 . Prestiti obbligazionari, specificando quelli convertibili
   2 . Debiti verso istituti di credito
   3 . Acconti ricevuti su ordinazioni
   4 . Debiti per acquisti e servizi
   5 . Cambiali passive
   6 . Debiti verso imprese collegate
   7 . Debiti verso imprese con le quali la società ha un legame di partecipazione
   8 . Altri debiti .
F. Ratei e risconti .
G. Utile s
     I. Risultato dell' esercizio
   II . Risultati riportati .
                                                                   • o •I• • •
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Articolo 9                                        i
A. Capitale sottoscritto 11011 ancora versato, specificando quanto si è
   richiesto .
B. Spese d' impianto , sempreché la legislazione nazionale ne autorizzi
   1 'iscrizione        all' attivo .
C. Immobilizzazioni         s
      I. Beni immateriali         :
           1 . Spese per la ricerca e lo sviluppo , sempreché la legislazione
               nazionale ne autorizzi 1 * iscrizione all' attivo ,
           2 . Concessioni , brevetti , licenze , marchi e dirit-fri e beni
               analoghi , sempreché siano stati
               a) acquisiti a titolo oneroso e non siano da iscrivere
                     sotto il n . 3
               b ) posti in essere dalla società stessa , sempreché la legisla­
                     zione nazionale ne autorizzi l' iscrizione all' attivo
           3 . Avviamento , sempreché sia stato acquisito a titolo oneroso
           4 . Acconti versati .
    II . Beni materiali         s
           1 . Terreni e fabbricati      '                         -,
           2 . Impianti tecnici e macchinario
           3 . Altri impianti , attrezzature industriali e commerciali
           4 . Acconti versati e immobilizzazioni materiali in corso .
   III . Partecipazioni ed altre immobilizzazioni finanziarie s
           1 . Partecipazioni in imprese collegate
           2 . Crediti verso imprese collegate
           3 . Partecipazioni
         . 4 » Crediti verso imprese: - con- le quali la società ha un legame
       •   .   di : .partecipazione                  v   ;
           5 . Titoli aventi carattere di immobilizzazione
           6 . Altri crediti
           7 . Azioni proprie ( con l' indicazione del loro valore nominale e
               della loro parità contabile ), sempreché la legislazione nazio­
               nale ne autorizzi l' iscrizione in bilancio .
                                                                            • • • M • • •
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D. Patrimonio circolante
      I . Scorte   :
          lo Materie prime ed accessorie
          2 . Prodotti in corso di    lavorazione e cascami
          3 . Prodotti finiti e merci
          4 . Acconti versati .
     II . Crediti    s
          ( Per ciascuna delle voci sottoindicate si deve indicare separata­
          mente l' importo dei crediti con durata residua non superiore ad
          un anno )
          1 . Crediti per forniture e servizi
          2 . Crediti verso imprese collegata
          3 . Crediti verso imprese con le quali la società ha un legame di
              partecipazione
          4 . Altri crediti .
   III . Valori mobiliari facenti parte del patrimonio circolante ed altri valori
          disponibili s
          1 . Partecipazioni in imprese collegate
          2.  Cambiali
          3 . Crediti   bancari , depositi in conto corrente postale , assegni
              e consistenza di cassa
          4 . Azioni proprie ( con indicazione del         valore nominale e
              della       parità contabile ), sempreché la legislazione nazio­
              nale ne  autorizzi l' iscrizione in bilancio
          5 . Altri titoli .
E. Ratei e risconti .
F. Dobiti con durata residua non superiore ad un anno :
   ( Per ciascuna delle voci seguenti si deve indicare separatamente l' im­
   porto dei debiti coperti da garanzie reali costituit-3 dalla società )
                                                                       • • »/• • «
 ---pagebreak---                                               14 -
     1 «._. Prestiti obbligazionari , specificando quelli convertibili .
      2 . Debiti verso istituti di credito
     3 » Acconti ricevuti su ordinazioni
      4 . Debiti derivanti da forniture e prestazioni
      5 . Cambiali passive
 ■ • 6 . Debiti verso imprese collegate
     7 . Debiti verso impresa con le quali la sooietà ha un legame di parte­
           cipazione
     8 . Altri debiti .
G. Patrimonio circolante superiore ai debiti , la cui durata residua non sia superio­
     re ad un anno .
H. Totale dagli elementi dell 'attivo , previa detrazione dei debiti la cui
     durata residua non sia superiore ad un anno .
I. Debiti con durata residua superiore ad un anno :
     (Per ciascuna delle voci seguenti si deve indicare separatamente l' importo
     dei debiti con durata residua superiore a cinque anni , nonché l' importo
     dei debiti coperti da garanzie reali costituite dalla società)
     1 . Prestiti obbligazionari , specificando quelli
           convertibili
     2 . Debiti verso istituti di credito
     3 . Acconti ricevuti su ordinazioni
     4 . Debiti derivanti da forniture e prestazioni
     5 . Cambiali passive
     6 . Debiti verso imprese collegate
     7 . Debiti verso imprese con le quali la società ha un legame di parte­
           cipazione                                                 '
     8 . Altri debiti .                          .
                                                                         • • •/ • • •
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J. Rettifiche di valore , sempreché non figurino nell' allegato , concernenti :
    1 . spese d' impianto
     2 . "beni immateriali
    3 . beni materiali
    4 . partecipazioni ed altre immobilizzazioni finanziarie
    5 . scorte
    6 . crediti del patrimonio circolante
    7 . valori mobiliari facenti parte del patrimonio circolante ed altri valori
         disponibili .
    (I valori di cui alle voci da 2 a 7 sono scomponibili in modo analogo
    a quello previsto per le voci di cui alle lettere C e D ) .
K. Accantonamenti per rischi ed oneri ;
    1 . fondo liquidazione personale e accantonamenti analoghi
    2 . fondo imposte da liquidare , specificando i debiti fiscali non
         latenti
    3 . altri accantonamenti .
L.  Ratei e risconti .
M. Capitale sociale .
    ( Le azioni devono essere raggruppate per tipo , con indicazione del loro
    valore nominale o della loro parità contabile ) .
N. Riserve     :
    1 . riserva legale
    2 . sovrapprezzo di emissione
    3 . fondi di rivalutazione
    4 » riserva per azioni proprie
    5 . riserve statutarie
    6 . riserve facoltative .
0 . Risultato dell' esercizio .
P. Risultati riportati .
                                                                       • • •j * •
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Articolo 10
1.      Se un valore attivo o passivo ricade sotto più voci di bilancio ,
nella voce sotto la quale esso è riportato o nell' allegato deve arnotarBi l' ap­
partenenza della posta anche ad altre voci , salvo che ciò non sia necessario
ai fini della comprensione del bilancio .
2.      Le azioni proprie e le partecipazioni in imprese collegate non
possono essere iscritte in voci diverse da quelle a tal fine previste .
Articolo 11
        Devono figurare separatamente in calce al bilancio o nell' allegato ,
se non v' è obbligo di iscriverli nel passivo , tutti gli impegni assunti
per conto di terzi in base ad una garanzia qualsiasi , distinguendo fra
le categorie di garanzie previste dalla legislazione nazionale e indi­
cando espressamente le garanzie reali prestate .      Se detti impegni sus­
sistono verso imprese collegate , se ne deve fare separata menzione .-
                               Sezione quarta
     Disposizioni relative a singole voci dello stato patrimoniale
Articolo 12
1.      Determinante per l' iscrizione degli elementi patrimoniali nelle
immobilizzazioni o nel patrimonio circolante è la loro destinazione ,
2.      Le immobilizzazioni comprendono gli elementi patrimoniali desti­
nati a servire durevolmente all' attività dell' impresa .
                                                                      • • •/ « •
 ---pagebreak--- 3.       a) I movimenti delle varie voci delle immobilizzazioni devono essere
esposti nello stato patrimoniale o nell' allegato . A tal fine , partendo dai
costi iniziali di acquisizione o di produzione , si devono indicare separa­
tamente per ciascuna voce delle immobilizzazioni , da un lato le entrate e
le uscite , nonché i trasferimenti e le plusvalenze relative all' esercizio ,
dall' altro il totale delle rettifiche      di valore alla data di chiusura del
bilancio . Se le rettifiche di valore sono indicate nello' stato patrimo­
niale , esse possono figurare all' attivo o al passivo .
         b ) Se in sede di stesura del   primo bilancio annuale in conformità
della presente direttiva il costo di acquisizione o di produzione di un
elemento delle immobilizzazioni non può essere determinato senza spese
o ritardi ingiustificati , il valore residuo all' inizio dall' esercizio può
considerarsi come costo di acquisizione o di fabbricazione . Dell' applica­
zione di questa regola        deve farsi constare nell' allegato .
         c ) In caso di applicazione degli articoli 30 e 31 della presente
direttiva , la presentazione dei movimenti delle varie voci del patrimonio cir­
colante     prevista alla lettera a) deve essere completata dall' indica­
zione separata , per ciascuna delle varie voci , del totale delle differanze
di cui agli articoli 3Q paragrafo 2 , e 31 , paragrafo 2,lettera a),
nonché delle rettìfiche complementari di valore accumulatesi alla data
di chiusura del bilancio »
4.       a ) I movimenti delle diverse voci del patrimonio circolante devono essere
indicati nello stato patrimoniale o nell' allegato . A tal fine si devono
indicare separatamente , per ciascuna voce del patrimonio circolante , i costi
di acquisizione o di produzione dogli elementi iscritti nello stato pa­
trimoniale , nonché le rettifiche di valore . Se sono indicate nello stato patri­
moniale , le rettifiche di valore possono figurare all' attivo o al passivo .
         b ) Le disposizioni del paragrafo 3 c ) si applicalo alla presentazione
della voce delle scorte »
5.       Le disposizioni del paragrafo 3 » lettere a) e b ) ? si applicano
alla presentazione della voce spese di impianto .
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Articolo 13
        Nella voce terreni e fabbricati si deve indicare i terreni edi­
ficati e quelli non edificati , nonché gli edifici su di essi costruiti
ed i relativi impianti fissi .
        Se lina legislazione nazionale autorizza l' iscrizione all' attivo di
diritti immobiliari assimilati al diritto di proprietà , l' iscrizione deve
farsi      alla voce terreni e fabbricati .
Articolo 14
        Per partecipazioni ai sensi della presente direttiva si intendono dirit­
ti al capitale di altre imprese , rappresentati 0 non da titoli , i quali , ponen­
do in essere un legame durevole con esse , sono destinati ad incrementare l' at­
tività della società . Si presume che il possesso del 10fa del capitale sotto­
scritto di un' altra società costituisca già .una partecipazione .
Articolo 15
        Nella voce ratei e risconti dell' attivo devono essere indicati gli
oneri contabilizzati durante l' esercizio ma riguardanti un esercizio poste­
riore , nonché i ricavi relativi all' esercizio ma incassati in esercizi suc­
cessivi , Questi ultimi possono anche figurare fra i crediti .
Articolo 16                               ...
        Le rettifiche di valore sono voci correttive riguardanti elementi
patrimoniali e destinate a    tener conto della loro svalutazione - defini­
tiva o non - rilevata alla data di chiusura del bilancio .
                                                                • » • /• • •
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Articolo 17
        Gli accantonamenti per rischi ed oneri hanno la funzione di copri­
re spese certe di grande manutenzione o di grandi riparazioni       che saran­
no esposte in esercizi successivi , o perdite od oneri nettamente circoscrit­
ti nella loro natura ma che , alla data di chiusura del "bilancio , sono
 probabili , o certi ma indeterminati quanto al loro importo o alla data
della loro sopravvenienza .
        Gli accantonamenti per rischi ed oneri non possono essere destinati
a rettificare i valori degli elementi dell' attivo »
Articolo 18
        Nella voce ratei e risconti del passivo devono essere indicati i
ricavi riscossi prima della data di chiusura di bilancio , ma imputabili
 ad un esercizio successivo , nonché gli oneri che , pur essendo attinenti
all' esercizio , saranno pagati soltanto in esercizi successivi . Questi
ultimi possono anche essere indicati fra i debiti .
                                Sezione quinta
                   Struttura del conto profitti e perdite
Articolo 19
        Ai fini della presentazione del conto profitti e perdite , gli
Stati membri introducono nella loro legislazione gli schemi previsti
 dagli articoli da 20 a 23 della presente direttiva, lasciando alle società
la facoltà di scegliere tra detti schemi .
                                                                  a s eja • 0
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 Articolo 20
 I. Risultato dell' esercizio ( ad eccezione dei proventi ed oneri eventual­
     mente iscritti sub II )
     1 . Fatturato netto
     2 . Variazione delle scorte di prodotti finiti e non finiti
     3 » Altre voci attive della produzione
     4 . Altri proventi dell' esercizio
     5 . Spese per materie prime e sussidiarie
     6 . Spese per il personale
     7 * a) rettifiche di valore relative alle spese d' impianto , alle
              immobilizzazioni materiali ed immateriali
          b ) rettifiche di valore ed elementi del patrimonio circo­
              lante
     8 . Altri oneri di esercizio
     9 . Risultato dell' esercizio .
II . Risultato finanziario
     10 . Proventi da partecipazioni , specificando quelli derivanti da
            imprese collegate
     11 . Proventi da altri valori mobiliari e da crediti delle immo­
           bilizzazioni , specificando quelli derivanti da imprese collegate
     12 . Altri interessi e ricavi simili , specificando quelli derivanti da
            imprese collegate
     13 . Rettifiche di valore relative ;a partecipazioni e ad altre immo-
         . bilizzazioni finanziarie e a valori mobiliari facenti parte del
           patrimonio circolante
     14 » Interessi ed oneri assimilati , specificando quelli relativi
            ad imprese collegate
     15 . Risultato finanziario .
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III . Risultati    straordinari
      lo .  Proventi straordinari
      17 - Oneri straordinari
      13 . Risultati straordinari
      19 . Totale parziale .
 IV . Imposte
      20 . Imposte sul risultato
            - effettive
            - latenti
      21 . Altre imposte non comprese sub I , II e III
  V. Risultato dell' esercizio .
Articolo 21
A. Costi
     I. Spese di esercizio ( eccettuate quelle eventualmente esposte sub II )
        1 . Riduzione delle scorte di prodotti finiti e non finiti
         2 . Materie prime ed accessorie
        3 . Spese per personale
        4 . a) Rettifiche di valore relative alle spese d' impianto ed alle
                 immobilizzazioni materiali ed immateriali
             b ) Rettifiche di valore relative ad elementi del patrimonio circolante
        5 . Altre spese di. esercizio .
   II . Oaeri finanziari
        1 . Rettifiche di valore per partecipazioni ed altre immobilizza­
             zioni finanziarie e per valori mobiliari facenti parte del
             patrimonio circolante
        2 . Interessi ed oneri assimilati, specificando quelli relativi ad
             imprese collegate .
                                                                • • oj • 0 •
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   III . Oneri straordinari .
    IV . Imposte
         1 . Imposta sul risultato
             - effettive
             - latenti                                       '
         2 . Altre imposte non comprese sub I , II e III .
     V. Risultato dell' esercizio .
B. Ricavi
     I. Ricavi d' esercizio ( eccettuati quelli eventualmente es posti sub II )
         1 . Fatturato netto
         2 . Aumento delle scorte di prodotti finiti e non finiti
         3° Altre voci attive della produzione
         4 . Altri ricavi d' esercizio .
    II , Proventi finanziari
         1 . Proventi da partecipazioni , specificando quelli derivanti da
             imprese collegate
         2 . Proventi da altri valori mobiliari e da crediti , compresi nelle
             immobilizzazioni , specificando quelli derivanti da irprese
             collegate
         3 . Altri interessi e ricavi similiT specificando quelli derivanti
             da imprese collegate .
   III . Proventi straordinari .
    IV . Risultato dell' esercizio .
 ---pagebreak---                                      - 23 -
Articolo 22
 I. Risultato dell' esercizio ( eccettuatici ricavi ed i costi eventual­
     mente esposti sub II )
     1 . Fatturato netto
     2 . Costi di produzione delle prestazioni fornite per il consegui­
          mento del fatturato ( comprese le rettifiche di valore )
     3 . Fatturato lordo
     4 . Costi di distribuzione ( comprese le rettifiche di valoi-e )
     5 » Spese generali di amministrazione ( comprese le rettifiche di
         valore )
     6 . Altri ricavi
     7 . Risultato dell' esercizio .
II . Ri sultato finanziario
     8 . Proventi da partecipazioni , specificando quelli derivanti da
         imprese collegate
     9 . Proventi da altri valori mobiliari e crediti compresi nelle
          immobilizzazioni , specificando quelli derivanti da impreso
         collegate
    10 . Altri interessi e ricavi simili , specificando quelli derivanti
         da imprese collegnte
    11 . Rettifiche di valore relative a partecipazioni e ad altre immo­
         bilizzazioni finanziarie , nonché a valori mobiliari compresi
         nel patrimonio circolante
    12 . Interessi ed oneri assimilati , specificando quelli riguardanti
         inprese collegate
    13 » Risultato finanziario .
                                                                 O • O/4 « o
 ---pagebreak---                                     - 24 -
III . Risultati straordinari
      14 . Proventi straordinari
      15 . Oneri straordinari
      16 . Risultato straordinario
      17 . Totale parziale .
 IV . Imposte
      18 . Imposte sul risultato
            - effettive
            - latenti .
      19 . Altre imposte non comprese sub I , II o III .
      <
  V. Risultato dell' esercizio .
Articolo 23
A. Costi
     I. Spese di esercizio ( eccettuate quelle eventualmente esposte sub II )
         1 . Costi di produzione della prestazioni fornite per il consegui­
             mento del fatturato ( comprese le rettifiche di valore )
         2 . Costi di distribuzione ( comprese le rettifiche di valore )
        '3 . Spese generali di amministrazione ( comprese le rettifiche di
             valore ) .
   II . Oneri finanziari
         1 . Rettifiche di valore relative a partecipazioni e ad altre
             immobilizzazioni finanziarie ed a valori mobiliari facenti
             parte del patrimonio circolante
         2 . Interessi ed oneri assimilati , specificando quelli derivanti
             da imprese collegate .
                                                                         • • I• • •
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   III .  Onori straordinari .
     IV . Imposte
          1 . Imposte sul risultato
               - effettive
              - latenti
          2 . Altre imposte non comprese sub I , II o III .
      V. Risultato dell' esercizio .
B. R icavi
      I. Ricavi di esercizio ( eccettuati quelli eventualmente esposti sub II )
          1.  Fatturato netto
          2 . Altri ricavi di esercizio
    II .  Proventi   finanziari
          1 . Proventi da partecipazioni , specificando quelli derivanti da
              imprese collette
          2 . Proventi da altri valori mobiliari e da crediti compresi nelle
              immobilizzazioni , specificando quelli derivanti da imprese
              collegate
          3 . Altri interessi e ricavi s irai li , specificando quelli derivanti
              da imprese collegate .
   Ili . Proventi    straordinari .
    IV . Risultato dell' esercizio .
                                                                          • * O j « 90
 ---pagebreak---                                       - 26 -
Articolo 24
         Gli Stati membri possono autorizzare le società che ,          alla data
 di chiusura del bilancio , soddisfano alle seguenti condizioni .
- il totale del bilancio , diminuito delle rettifiche di valore , se queste
   sono state portate al passivo , è pari o inferiore ad un milione di
   unità di conto j
- il fatturato netto è pari od inferiore a due milioni di unità di
   conto |
- il numero dei dipendenti è stato nel corso dell' esercizio in media
   pari o inferiore a 100 5
a derogare agli schemi di cui agli articoli da 20 a 23 della presente
direttiva nei limiti qui appresso indicati j
a) all' articolo 20 , sub I , raggruppamento delle voci da 1 a 5 in una- voce
    unica , denominata Risultato lordo j
b ) all' articolo 21 , raggruppamento delle voci AI , le2eBI»dala4
    in una voce unica , denominata Ricavi lordi o Oneri lordi , a seconda
    dei casi ;
c ) all' articolo 22 sub I , raggruppamento delle voci I , 2 , 3 e 6 in una voce
    unica , denominata Risultato lordo §
d ) all' articolo 23 j raggruppamento delle voci AI , 1 e B I , 1 e 2 in una
    voce unica , denominata Ricavi lordi o Oneri lordi , a seconda dei casi .
        Se uno dei limiti nunerici delle caratteristiche sopra
indicate viene in seguito superato , ci si potrà nuova­
mente avvalere delle deroghe previste dalla presente disposizione                 ,
soltanto se per due esercizi consecutivi si      siano    verificate tutte
le caratteristiche in parola .
         Gli importi in unità di conto indicati nella presente disposizione
potranno variare entro il limite massimo del 10$ in più o in meno nella
 conversione in moneta nazionale .
                                                                      • • •j• s «
 ---pagebreak---                                 Sezione sesta
                 Disposizioni relative a singole voci del
                          conto profitti e perdite
Articolo 23
        Il fatturato netto comprende i ricavi provenienti dalla vendita
di prodotti , merci e servizi rientranti nella normale attività della
società , diminuiti degli sconti concessi sulle vendite , nonché dell' imposta
sul valore aggiunto e delle altre imposte direttamente connesse con il
fatturato .
Articol o 26
1.      Nelle voci Proventi straordinari od Oneri straordinari devono
figurare i proventi o , rispettivamente , gli oneri imputabili ad altro
esercizio , nonché i proventi o gli oneri non derivanti dalla normale
attività della impresa .
2.      Se detti proventi ed oneri hanno rilevanza per la, valutazione dei
risultati d' esercizio , nell' allegate se ne deve precisare l' importo e
la natura .
Articolo 27
        Nella voce Imposte sul risultato deve figurare l' importo effettivo
delle imposte da pagare per l' esercizio e , con indicazione distinta ,
l' importo degli obblighi fiscali latenti .
 ---pagebreak---                                     - 28 -
                               Sezione settima
                            Regole di valutazione
Articolo 28
1.        Gli Stati membri provvedono affinché la valutazione delle voci
del rendiconto annuale si faccia in base ai seguenti principi generali s
a) I modi di valutazione non possono essere modificati da un esercizio
    ali ' altro .
b ) Soltanto gli utili conseguiti alla data di chiusura del bilancio pos­
    sono esservi iscritti | si deve tuttavia tener conto di tutti i rischi preve­
    dibili a tale data .
c ) Gli elementi che danno luogo, a passività e dei quali si sia venuta a
    conoscenza soltanto dopo la data di chiusura del bilancio , ma prima
    della sua redazione , devono figurare nel rendiconto annuale , se trag­
    gono origine dall' esercizio cui il rendiconto si riferisce .
d) Si deve tener conto dei deprezzamenti , tanto nel caso che l' esercizio
    si chiuda con una pordita , quanto in quello che si chiuda con un utile .
e) Gli elementi delle voci dell' attivo e del passivo devono essere valu­
    tati separatamente .
f) Il bilancio di chiusura di un esercizio deve corrispondere al bilan­
    cio di apertura dell' esercizio successivo .
2.        In casi eccezionali sono ammesse deroghe a detti principi gene­
rali . Se ci si avvale di tali deroghe , queste devono essere indicate nel­
l' allegato e debitamente motivate , specificando l' influenza che esse
hanno sul patrimonio , sulla situazione finanziaria e sui risultati .
                                                                 • • •Î• • •
                                           \
 ---pagebreak---                                     - 29 -
Articolo 29
        La valutazione delle voci del rendiconto annuale è effettuata secon­
do le disposizioni degli articoli da 32 a 39 della presente direttiva , ba­
sate sul principio del prezzo di acquisizione e di produzione .
Articolo 30
1.      In deroga all' articolo 29 della presente direttiva , gli Stati mem­
bri possono autorizzare che le immobilizzazioni materiali la cui utiliz­
zazione è limitata nel tempo e        le scorte siano valutate in base al va­
lore di  sostituzione .
        In questo caso essi devono prevedere che dall' applicazione di tale
deroga sia fatta menzione nell' allegato con indicazione delle voci cui
si applica e che sia motivato il valore iscritto in bilancio .
2.      In caso di applicazione del paragrafo 1 , l' importo delle differenze
tra la valutazione fatta sulla base del valore di sostituzione e la valu­
tazione fatta secondo la regola generale dell' articolo 29 deve essere por­
tato al passivo nella voce Riserva di rivalutazione . Questa voce deve es­
sere suddivisa in
- Riserva per immobilizzazioni materiali
- Riserva per scorte .
3.      La riserva di rivalutazione pjò essere in qualsiasi momento
convertita in capitale .                   ,
4.      La riserva di rivalutazione deve essere liberata , se le somme che
la costituiscono non sono più necessarie per la sostituzione degli ele­
menti patrimoniali di cui si tratta . Tali somme si aggiungono al risul­
tato dell' esercizio e vanno   indicate      separatamente nel conto profitti
e perdite .
                                                                  • • •/ • ■ •
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5.     Fatti salvi i casi previsti dai paragrafi 3 e 4 » la riserva di rivalu­
tazione non può essere liberata .
6.     La rettifiche divalore sono calcolate ogni anno sulla base del va­
lore di sostituzione stabilito per l' esercizio considerato .
Articolo 31
1.     In deroga all' articolo 29 della presente direttiva , gli Stati
membri possono autorizzare la      rivalutazione delle immobilizzazioni
materiali nonché delle partecipazioni e delle altre immobilizzazioni fi­
nanziarie , In tal     caso essi devono prevedere che dall' applicazione di questa
deroga sia fatta menzione       nell' allegato con indicazione delle voci cui
si applica e che sia motivato il valore iscritto in bilancio .
2.     In caso di applicazione del paragrafo 1 , l' importo delle differenze
fra la valutazione fatta in applicazione del precedente paragrafo 1 e
quella fatta secondo la regola generale dell' articolo 29 deve essere por­
tato al passivo nella -voce Riserva di rivalutazione . Questa voce deve es­
sere suddivisa in :
- Riserva per immobilizzazioni materiali'
- Riserva per partecipazioni ed altre immobili&zazioni finanziarie .
3.     La riserva di rivalutazione può essere in qualsiasi momento con­
vertita in capitale .
4.     La riserva di rivalutazione deve essere liberata , se le plusvalenze
di cui si tratta sono state effettivamente realizzate . Le somme relative
si aggiungono ai risultati dell' esercizio e vanno indicate separatamente
nel conto profitti e perdite .                           .  .
5.     Salvi i casi previsti dai paragrafi 3 e 4 5 la riserva di rivaluta­
zione non può essere . liquidata .
                                                                     /...
                                                                              »
 ---pagebreak---                                      - 31 -
Articol o 32
1 . a ) Se la legislazione nazionale autorizza l' iscrizione all' attivo delle
        spese di impianto , queste devono aeso^a    ammortizzate nel termine mas­
        simo di cinque anni .
    b ) So le spese di impianto non sono state completamente ammortizzate r è
        vietata ogni distri buzione degli utili , a meno che l' importo delle
        riserve facoltative sia pari o superiore a quello delle spese non
        anmortate .
2 . Gli elementi iscritti in questa voce devono essere commentati nell' allegato .
Articolo 33
1 . a ) Gli elementi delle immobilizzazioni devono essere valutati al costo
        di acquisizione o di produzione senza pregiudizio delle disposizioni
        previste qui di seguito sub b ) e c ).
    b ) Il costo di acquisizione o di produzione degli elementi delle immobi­
        lizzazioni , la cui utilizzazione è limitata nel tempo , deve essere di­
        minuito delle rettifiche di valore , calcolate secondo un piano conforme
        alle regole della buona amministrazione .
    c ) - aa) Che la loro utilizzazione sia , o non , limitata nel tempo , gli ele­
               menti delle immobilizzazioni possono formare oggetto di rettifiche
               di valore , affinché sia ad essi dato il valore più basso che deve
               essere loro attribuito alla data di chiusura del bilancio .
          bb ) Le rettifiche di valore devono esaere effettuate se si prevede
               che il deprezzamento sarà duraturo .
          cc ) Le rettifiche dei valori di cui ai punti aa ) e bb ) devono es­
               sere indicate separatamente nel conto profitti e perdite o
               nell' allegato .
          dd ) Il valore più basso non può essere mantenuto se sono veruti meno
               i motivi che hanno originato le rettifiche di valore .
                                                                      o o •/• • •
 ---pagebreak---     d) Se gli elementi delle immobilizzazioni formano oggetto di rettifiche
        di valore eccezionali in applioazione della regolamentazione fiscale ,
        il loro importo deve essere indicato nell' allegato .
2 . Il costo di acquisizione si ottiene aggiungendo al prezzo di acquisto       !
    le spese accessorie .
3 . a) II, costo di produzione si ottiene aggiungendo ai costi di acquisto del­
        le materie prime e accessorie i costi di fabbricazione direttamente
        imputabili al prodotto considerato .
    b ) Una congrua parte dei costi di fabbricazione imputabili soltanto in­
        direttamente al prodotto considerato può essere aggiunta al costo
        di produzione se tali costi si riferiscono al periodo di fabbricazione .
    c ) I costi di distribuzione non possono essere incorporati nel costo di
        produzione .
4 . a) Gli Stati membri possono autorizzare l' inclusione nel costo di pro­
        duzione degli interessi sui oapitali presi a prestito per finanziare la
        fabbricazione di elementi delle immobilizzazioni , sempreché essi si
        riferiscano al periodo della fabbricazione . In     tal  caso essi devono
        prevedere che la loro iscrizione    all' attivo deve essere menzionata'
        nell' allegato .
    b ) Essi possono altresì' consentire che siano inclusi nel costo di produ­
        zione gli interessi sul capitale proprio impiegato per il finanziamento
        della fabbricazione di elementi delle immobilizzazioni , sempreché si
        riferiscano al periodo della fabbricazione .    In   tal  caso essi devo­
        no prevedere che il loro importo deve essere indicato nell' allegato .
Articolo 34                                 -
1 . Le disposizioni dell' articolo 32 della presente direttiva si applicano
    alla voce Spese per la ricerca e lo sviluppo .
2 . Le disposizioni dell' articolo 32 , paragrafo 1 , lettera a) si applicano
    alla voce C I 3 degli articoli 8 e 9 .
 ---pagebreak--- Articolo 35
          Le immobilizzazioni materiali , le materie prime ed accessorie sog­
gette a continuo rinnovo ed il cui valore complessivo è di scarsa impor­
tanza per l' impresa , possono essere iscritte all' attivo per una quantità
ed un valore costanti , sempreché non varino      sensibilmente di entità ,
valore e composi zione .
Art icolo 2,6
1 . a ) Gli elementi del patrimonio circolante devono essere valutati al costo di
         acquisizione o di produzione , fatte salve le disposizioni pre­
         viste qui di seguito sub b ) e c ) .
    b ) Gli elementi del patrimonio circolante sono oggetto di rettifiche di valore
         affinché sia ad essi dato il valore più basso che deve esser loro attri­
         buito alla data di chiusura del bilancio .
    c ) Gli Stati membri possono autorizzare rettifiche di valore eccezionali se
         ciò è necessario ai fini di una corretta valutazione commerciale , onde
         evitare che il valore di questi elementi debba essere modificato entro
         breve tempo in conseguenza di oscillazioni di valore . L' entità di queste
     i ■ rettifiche di valore deve essere indicata separatamente nel conto pro­
         fitti e perdite o nell' allegato .
    d ) Il valore più basso di cui alle lettere b ) e c ) non può essere mantenuto
         se son venuti meno i motivi che hanno originato le rettifiche di valore .
    e ) Se gli elementi del patrimonio circolante sono oggetto di rettifiche di
         valore eccezionali in applicazione della regolamentazione fiscale , il
         loro importo deve essere indicato nell' allegato .
2 * Si applica la definizione del costo di acquisizione o di produzione data nel
    l' articolo 33 j paragrafi da 2 a 4 «
Articolo 37
          X costi di acquisizione o di produzione delle scorte di oggetti della
stessa categoria possono essere anche calcolati sulla base dei prezzi medi
ponderati , secondo i metodi " prima entrata – prima uscita" (Fifo ) o "ultima
entrata – prima uscita" ( Lifo ), o secondo un metodo analogo .
 ---pagebreak---                                    - 34 -
Articolo 38
1.      Se l' importo da rimborsare su debiti è superiore all' importo ricevuto ,
la differenza può essere portata all' attivo . Essa deve essere indicata sepa­
ratamente nel bilancio 0 nell' allegato .
2.      La differenza deve essere ammortata al più tardi all' atto del rimbor­
so del debito .
Articolo 39
        L' importo dagli accantonamenti per rischi ed oneri non può superare
quello che risulterebbe dalla stima di un commerciante prudente ed accorto .
        Gli accantonamenti che figurano in bilancio nella voce altri accantona­
menti devono essere precisati qualora rivestano una certa importanza .
                                Sezione ottava
                           Contenuto dell' allegato
Articolo 40
        Nell' allegato lo stato patrimoniale ed il conto profitti e perdite
devono esser commentati in modo da fornire un quadro il più possibile at­
tendibile del patrimonio , della situazione finanziaria e dei risultati del­
la società .
Articolo 41
        Oltre alle indicazioni prescritte da altre disposizioni della pre­
sente direttiva , nell' allegato devono essere contenute almeno le indica­
zioni seguenti s
1 . i modi di valutazione applicati alle diverse voci del bilancio annuale ,
    nonché i metodi di calcolo delle rettifiche di valore utilizzati s
                                                                  • 0 0 I« 0 •
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  2 . il nome e la sede delie imprese nelle quali la società detiene almeno
      il 10$ del capitale , con indicazione della quota di capitale detenuta
      nonché del capitale sottoscritto , delle riserve e del risultato dello ,
      ultimo esercizio dell' impresa interessata?
                      V
  3 » l' impiego del capitale autorizzato , se questo e stato costituito ;
  4 « l' esistenza di azioni di godimento , di obbligazioni convertitili in
      azioni e di titoli o diritti analoghi , con indicazione del loro numero
      e dei diritti che essi conferiscono 5
  5 . l' importo complessivo degli impegni finanziari che non figurano nel
      bilancio , se la relativa indicazione è utile per valutare la situazione
      finanziaria | gli impegni esistenti nei riguardi di imprese collegate
      devono essere menzionati separatamente ;
- 6 . il totale delle spese per il personale che si riferiscono al periodo
      contabile , se       non sono state iscritte separatamente nel conto
      profitti e perdite ;
  7 . le altre imposte incluse nel risultato di esercizio , nel risultato
      finanziario o nel risultato straordinario 5
  8 . l' importo delle modificazioni del risultato di esercizio dovute alla
      applicazione della regolamentazione fiscale |
  9 . l' importo delle rimunerazioni accordate nel corso dell' esercizio , per
      le loro mansioni , ai membri degli organi di amministrazione , direzione
      o vigilanza , globalmente per ciascuna categoria ;
 10 . l' importo delle anticipazioni e dei crediti concessi ai membri di orga­
      ni di amministrazione , direzione o vigilanza , nonché gli impegni assun­
      ti per loro conto per effetto di garanzie prestate , globalmente per
      ciascuna categoria .
                                                                     /
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Articolo 42
         Gli Stati membri possono consentire che le indicazioni prescritte
dall' articolo 41 n . 2 :
a) assumano la forma di un estratto , depositato conformemente all' ar­
    ticolo 3 « paragrafi 1 e 2 ,della direttiva 68/l5l/CEE del 9 marzo 19685
    di ciò deve farsi menzione nell 'allegato |
b ) vengano omesse , quando , secondo il giudizio di un commerciante
    prudente ed accorto , siano tali da recare grave pregiudizio alle
    imprese cui la disposizione si applica ; dell' omissione di dette
    indicazioni deve farsi menzione nell' allegato .
                                 Sezione nona
                  Contenuto della relazione sulla gestione
                         ι
Articolo 43
1 . Nella relazione sulla gestione si deve esporre in maniera particola­
    reggiata l' andamento degli affari e la situazione della società .
2 . La relazione deve altresì' contenere indicazioni s
    a) sui fatti di rilievo sopravvenuti dopo la chiusura dell 'eser­
        cizio !
    b ) sulla prevedibile evoluzione della società .
                                                                       • • •J 0 • •
 ---pagebreak---                                 Sezione decima
                                  Pubblicità
Articolo 44
1 . Il bilancio annuale regolarmente approvato e la relazione sulla gestio­
    ne , nonché la relazione del verificatore dei conti , devo­
    no essere depositati senza indugio secondo il disposto dell' articolo 3 f
    paragrafi 1 e 2 , della direttiva 68/l5l/CEE del 9 marzo 1968 .
2 . In deroga all' articolo 3 , paragrafo 4 » della stessa direttiva , il bilan­
     cio annuale deve essere integralmente pubblicato in un bollettino nazio­
    nale designato dallo Stato membro . La relazione del . verifica-
    tore     dei conti deve essere pubblicata nello stesso modo .
3 . La relazione sulla gestione deve essere pubblicata secondo le modalità
     previste dall' articolo 3 , paragrafo 4, di detta direttiva .
Articolo 45
         In ogni altra pubblicazione integrale il bilancio annuale e la rela­
zione sulla gestione devono essere riprodotti nella forma       e nel
testo figurante nella relazione redatta dal      verificatore  dei
conti . Essi devono essere accompagnati dal testo integrale della vidimazione .
Se    il  verificatore             dei conti ha espresso riserve o si è rifiutato
di rilasciare la vidimazione , del fatto deve farsi menzione indicandone i
motivi .             "                                                           ,
Articolo 46
         Se il bilancio annuale non è integralmente pubblicato , si deve preci­
sare che si tratta di un' edizione ridotta e di ciò deve farsi menzione nel
bollettino nazionale in cui il bilancio è pubblicato . La vidimazione
del    verificatore        del bilancio non può accompagnare questa pubblicazione ,
ma si deve precisare se la vidimazione è stata rilasciata con o senza riserva ,
o se è stata rifiutata .
 ---pagebreak---                                     - 38 -
Articolo 47
         Contemporaneamente al "bilancio e secondo le stesse modalità si
devono pubblicare :
- la proposta di destinazione dei risultati
- la destinazione dei risultati ,
nel caso che tali elementi non appaiano nel bilancio .
                                Sezione undecima
                          Disposizioni particolari per
                      le società a responsabilità limitata
Articolo 48
         Le società di cui all' articolo 1 ^ paragrafo 1 , lettera b , redigono
il bilancio annuale e la relazione sulla gestione per informazione dei soci
conformemente alle disposizioni degli articoli da 2 a 23 e da 25 a 43 della
presente direttiva tenendo conto delle seguenti disposizioni complementari j
a ) all' articolo 8 , si deve iscrivere separatamente all' attivo sub C III
    e D II la voce Crediti verso i soci , e al passivo sub E la voce Debiti
    verso i soci ;
b ) all' articolo 9 si deve iscrivere separatamente sub C III e D II la voce
    Crediti verso i soci , e sub F e I la voce Debiti verso i soci .
               '                              .
                                                                                \
Articolo 49
1 . Le società di cui all' articolo 1 , paragrafo 1 , lettera b , devono far
    verificare il loro bilancio annuale e la         relazione sulla gestione
    da una o più persone autorizzate * in vitù della legge nazionale , alla
    verifica dei conti .
                                                                  • 0 • / • • •
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2 . Gli Stati membri possono esentare dall 'obbligo di cui al paragrafo 1 le so­
     cietà che , alla data di chiusura del bilancio , soddisfano alle seguenti condizioni :
     - il totale del bilancio ,    dedotte      le rettifiche di valore , se
        queste sono state iscritte al' passivo , è pari o inferiore a cen­
        tomila unità di conto |
     - l' importo netto del fatturato ai sensi dell' articolo 25 della pre­
        sente direttiva è pari o inferiore a duecentomila unità di conto \
     - il numero dei dipendenti occupati nel corso dell' esercizio è stato
        in media pari o inferiore a venti .
     In   tal  caso       essi introducono nella loro legislazione adeguate
   . sanzioni       qualora      il bilancio e la relazione sulla gestione di
     dette società non siano redatti conformemente alle disposizioni della
     presente direttiva .
     Se uno di detti limiti numerici    delle caratteristiche sopra
     indicate viene in seguito superato ,    la deroga prevista dalla
     presente disposizione non potrà applicarsi , a meno che tutte le caratte­
     ristiche sopra indicate si riscontrino in due esercizi consecutivi .
     Gli importi in unità di conto      indicati     nella presente disposizione
     potranno variare nel limite massimo del 10fo in più o in meno nella
     conversione in moneta nazionale .
Articolo 50
1 . a) Le società di cui all' articolo 1 , paragrafo 1 , lettera b), devono
         pubblicare il loro bilancio e la          relazione sulla gestione
         nonché la relazione predisposta dalla persona incaricata della
         verifica dei conti , secondo le modalità previste dall' articolo 44
         della presente direttiva .
     b ) Gli articoli da 45 a 47 della presente direttiva si applicano anche
         alle società di cui al paragrafo la).
                                                                      • • •I• t *
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2 . In deroga al paragrafo 1 , lettera a) gli Stati membri possono ammetterò
    a ) che pubblichino il conto profitti e perdite nella forma abbreviata
        prevista dall' articolo 24 della presente direttiva , le società
        diverse da quelle previste dall' articolo 49, paragrafo 2 , e    di cui
        alla data di chiusura del bilancio :
        - il totale del bilancio, dedotte        le rettifiche di valore ,
          se queste sono state iscritte al    passivo , è pari o inferiore
          ad un milione di unità di conto 5
        - l' importo netto del fatturato ai sensi dell' articolo 25 della
          presente direttiva è pari od inferiore a due milioni di unità
          di conto 5
        - il numero dei dipendenti occupati nel corso dell' esercizio è
          stato in media pari o inferiore a cento .
        Se uno di detti limiti numerici delle caratteristiche
        sopra indicate viene in seguito superato , la deroga prevista
        dalla presente disposizione potrà nuovamente applicarsi soltanto se
        tutte le caratteristiche sopra indicate si riscontrino in due eser­
        cizi consecutivi .
        Gli importi in unità di conto indicati        nella presente disposi­
        zione potranno , variare nel limite massimo del 10$ in più o in meno
        nella conversione in moneta nazionale .
    b ) che le società di cui all' articolo 49 > paragrafo 2 , della presente
        direttiva pubblichino uno stato patrimoniale abbreviato nel .
        quale figurino soltanto le voci precedute da lettere e da nume­
        ri romani , previste dagli articoli 8 e 9 > con indicazione sepa­
        rata dei crediti e dei debiti verso i soci , nonché un allegato
        eventualmente privo dei commenti richiesti dall' articolo 41 nu­
        meri da 4 a 10 .
                                                                    • •/ • • *
 ---pagebreak---                                        - 41 -
     c ) che la pubblicità prevista per le società di cui alle lettere a)
         e b ) si faccia secondo le modalità previste dall' articolo 3 della
         direttiva 68/l5l/CEE del 9 marzo 1968 .
                                   Sezione dodicesima
                                  Disposizioni        finali
Articolo $1
1 . a) Gli Stati membri adottano , nel termine di diciotto mesi a decor­
         rere dalla notificazione della presente direttiva , tutte le modi­
         fiche delle loro disposizioni legislative , regolamentari od ammi­
         nistrative , necessarie per conformarsi alle disposizioni della
         presente direttiva e ne informano senza indugio la Commissione .
         Essi provvedono affinché tali modifiche entrino in vigore nel
         termine di trenta mesi a decorrere dalla notifica della presente
         direttiva .
    b ) I Governi degli Stati membri        comunicano       alla Commissione ,
         per'     informazione , i testi dei ; progetti legislativi e rego-
                                           I ' ■■ ■ '
         lamentar!, nonché le relative motivazioni , riguardanti xl set­
         tore disciplinato dalla presente direttiva . Questa comunica­
         zione dovrà farsi al più tardi sei mesi prima della data pre­
         vista per l' adozione dei progetti .
2 . L' obbligo di indicare nei bilanci annuali le voci previste dagli
    articoli 8 , 9 e da 20 a 23 che riguardano le imprese collegate , e l' obbligo
    di informazione relativo a tali imprese derivante dagli articoli 10 paragra­
    fo 2 , 11 , 41 11 » 5 della presente direttiva entreranno in vigore contempora­
    neamente ad una direttiva del Consiglio concernente i conti consolidati .
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Articolo 52
       Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
 ---pagebreak---                                      - 43 -
                               RELAZIONE
        Allo stato attuale negli Stati membri esistono differenze considerevoli
fra le prescrizioni legali sui bilanci delle società sia quanto alla loro
presentazione sia quanto al loro contenuto . Le informazioni che le società
devono fornire sono nettamente disuguali , sia qualitativamente che quantita­
tivamente , da un paese all' altro .
        Questa situazione può avere un' influenza nociva sulla fusione dei
mercati nazionali in un mercato comune che funzioni come un mercato intemo .
L' idèa del mercato comune implica che tutte le società aventi la stessa
forma giuridica possono agire nella Comunità in condizioni giuridiche compa-
ratili . Si tratta di garantire l' uguaglianza delle possibilità giuridiche .
Altrimenti la concorrenza fra società aventi la stessa forma giuridica
nei diversi Stati membri continuerà ad essere falsata in maniera artifi­
ciale .
        Le persone che hanno l' intenzione di instaurare dei rapporti con
società dì altri Stati membri , o lo hanno già fatto , hanno il massimo in­
teresse a poter ottenere delle informazioni sufficienti e comparabili sul
patrimonio , sulla situazione finanziaria e sui risultati di queste società .
Attualmente la comparabilità dei "bilanci annui delle società con sede nei
diversi Stati membri è lungi dall' essere assicurata , anche perché la termi­
nologia corrente nei diversi Stati membri per le voci del bilancio e del
conto dei profitti e perdite è spesso totalmente diversa. Nella maggior
parte dei casi il lettore del bilancio benché al corrente della presenta­
zione dei bilanci e della terminologia utilizzata nel proprio paese , non
è in condizione di analizzare i bilanci delle società di altri Stati mem­
bri , Tali circostanze potrebbero avere come conseguenza che si indietreggi
di fronte al rischiò di stringere rapporti commerciali con queste società .
 ---pagebreak---                                       - 44 -
        Le differenze esistenti fra le legislazioni nazionali in materia di
presentazione dei conti possono anche essere un motivo perché le società , sce­
gliendo il proprio luogo di stabilimento , si istallino in quei paesi in cui
le esigenze poste a questo riguardo sono minime .
        Infine le circostanze innanzi rilevate possono avere un' influenza
pregiudizievole sull' orientamento razionale degli investimenti di capitali
nella Comunità , nella misura in cui chi è alla ricerca di investimenti non
disponga di informazioni sufficienti e comparabili per prendere le proprie
decisioni in piena conoscenza di causa . Ciò vale in particolare per l' acquisto
di azioni di società di altri Stati membri .
        L' articolo 54 , paragrafo 3 , lettera g , del Trattato C.E.E. che fa obbli­
go di coordinare , per renderle equivalenti , le garanzie che negli Stati membri
si richiedono alle società per tutelare gli interessi sia dei soci        che dei
terzi , costituisce la base giuridica della presente proposta di direttiva .
E' questa la quarta direttiva basata su detta disposizione . La prima diret­
tiva (n . 68/l5l/CEE del S marzo 1968 - G.U. L 65/9 del 14 marzo 1968) coordi­
na le garanzie in parola nei tre settori seguenti : pubblicità delle informa­
zioni importanti sulla società , validità degli obblighi della società e nullità
della società . Detta direttiva si applica alle società per azioni , alle società
in accomandita per azioni ed alle società a responsabilità limitata .
        Il 9 marzo 1970 la- Commissione ha presentato al Consiglio la proposta
di seconda direttiva intesa a coordinare le garanzie che si richiedono per la
costituzione della società per azioni nonché per l' integrità e le modificazioni
del suo capitale ( G.U. n . C 48 del 24 aprile 1970). La proposta di terza
direttiva per il coordinamento delle garanzie richieste in caso di fusione
di società per azioni soggette alla legislazione di uno stesso Stato membro
è stata presentata al Consiglio il 6 giugno 1970 ( G.U. n . C 89 del 14 luglio 1970 ).
        La presente proposta di quarta direttiva mira a coordinare le garan­
zie richieste negli Stati membri per quanto riguarda la presentazione ed il
contenuto dei bilanci annuali e della relazione sulla gestione , i metodi di
valutazione nonché la pubblicazione di tali documenti . Essa si applica alle
società per azioni , alle società in accomandita per azioni ed alle società
a responsabilità limitata .
                                                                        • • o I• © •
 ---pagebreak---         La direttiva n . 68/l5l/CES del 9 marzo 1968 contiene unicamente
delle prescrizioni sulla pubblicità formale ? essa disciplina gli atti e
le indicazioni che devono essere jxibblicati , le forme di pubblicità ,
1' opponibili tà ai terzi delle indicazioni pubblicate ecc ..  La presente
direttiva disciplina la pubblicità materiale , vale a dire il contenuto
delle indicazioni da pubblicare , più particolarmente del bilancio e del .
conto profitti e perdite . In virtù dell' articolo 2 , paragrafo 1 , let­
tera f) della direttiva n . 68/l5l/CEE del 9 marzo 1968 , le società per
azioni e le società in accomandita per azioni sono già tenute a pubbli­
care i loro bilanci . La stessa disposizione ha riconosciuto il prin­
cipio della pubblicità obbligatoria dei ^bilanci annui delle S.A.R.L.
rinviando tuttavia la sua applicazione fino alla data di entrata in
vigore della presente direttiva che deve stabilire l' estensione di
questa pubblicità .
        L' insieme delle disposizioni della presente direttiva che deve
essere assolutamente rispettata , può , in alcuni casi marginali , rive­
larsi non perfettamente adeguato al fine di fornire l' immagine deside­
rata della società . Ora , in questi casi sarà necessario , in virtù
dei principi stabiliti all' inizio della direttiva ed ugualmente obbligatori
che i dati esposti siano sufficientemente commentati in guisa che tutte
le indicazioni opportune sulla situazione reale, dell' impresa siano
fornite .
        Inoltre quando il testo permette di discostarsi dalle dette dispo­
sizioni ogni precauzione è stata presa affinché sia possibile , tramite
l' obbligo di fornire un certo numero di dati e spiegazioni complementari ,
di rendersi chiaramente conto , quantitativamente e qualitativamente , delle
differenze che queste deroghe comportano . In questa maniera è stata anche
assicurata l' esigenza che il lettore dei documenti in questione sia infor­
mato sul modo in cui sono state stabilite le cifre che gli sono
presentate .
         Le prescrizioni della presente direttiva riguardano i bilanci annui
che devono essere redatti secondo il diritto commerciale . Esse non incidono
sulle regolamentazioni di carattere fiscale che determinano i dati finanzia
ri ed economici da fornire al fisco .
                                                                   • • • /« « •
 ---pagebreak---                                    - 4o -
Articol o 1
         I provvedimenti di coordinamento prescritti negli articoli da 2 a
47 della direttiva si applicano alle società per azioni e alle società in
accomandita per azioni . IDssi si applicano alle società a responsabilità
limitata di cui nella sezione undecima , articoli da 48 a $0 . Risulta già
dall' articolo 2 , paragrafo 1 , lettera f , della direttiva n . 68/151 / CEE
del 9 marzo 1968 che la presente direttiva deve coordinare le garanzie
in materia di presentazione dei bilanci per tutte e tre insieme queste
forme di società .
         Per i Paesi Bassi la direttiva si applica anche alle società
chiuse a responsabilità limitata . Questa nuova forma giuridica introdot­
ta nel diritto olandese in seguito ali 1 appli cazione della direttiva
n . 68/ 151 /CEE del 9 marzo 19^8 si sostituisce a quella della società
per azioni chiusa a cui la direttiva del 9 marzo 19^8 si riferiva nel
suo articolo 2 .
         II paragrafo 2 consente agli Stati membri di non applicare le dispo­
sizioni della presente direttiva alle aziende di credito e alle società di
assicurazione . Questa deroga si giustifica col fatto che non è possibile
applicare integralmente la direttiva a queste società . La natura parti­
colare di tali imprese osige una serie di diraposizioni speciali in mate­
ria di redazione del bilancio , quali esistono del resto nella maggior
parte degli Stati membri . Allo scopo di non ritardare l' adozione della
presente direttiva , tali disposizioni , la cui elaborazione richiede
ulteriori studi , saranno contenute in una direttiva successiva . Si deve
tuttavia fin d' ora rilevare che le informazioni richieste da tali
società devono essere almeno equivalenti a quelle che si esigono
nella presente direttiva , i cui articoli , ed in particolare le dispo­
sizioni di carattere generale , potranno del resto applicarsi , per la
maggior parte , a dette società .
                                                                   6 • • iO • «
 ---pagebreak---                                 Sezione prima
                            Disposizioni generali
Artico l o 2
        Nel primo paragrafo di questo articolo si definisce la nozione di
"bilancio annuale . Questo comprende lo stato patrimoniale , il conto profitti
e perdite e l' allegato . Si è espressamente precisato che tali documenti
formano un tutto inscindibile . Si è posto altresì' in rilievo l' interesse
che l' allegato presenta , quale necessario complemento per una corretta
interpretazione dello stato patrimoniale e del conto profitti e perdite .
        Il "bilancio deve osservare i principi di una contabilità regolare e
attendibile ( paragrafo 2 ). Non si è ritenuto utile  né opportuno definire
in modo più preciso tali principi , dato che essi, non possono chiaramente
essere circoscritti quanto al loro contenuto e alla loro portata . Una
certa codificazione di tali principi , aderente all' evoluzione in atto
nella dottrina e nella prassi sarà piuttosto il compito delle varie orga­
nizzazioni professionali esistenti negli Stati membri .
        Nel paragrafo 3 si definiscono le finalità generali delle dispo­
sizioni in materia di bilancio . Dare una visione il più possibile certa
dello stato del patrimonio , della situazione finanziaria e dei risultati
economici della società è lo scopo principale che si deve sempre perse­
guire nel redigere i bilanci e che deve guidare la scelta davanti alle
varie alternative lasciate dalle disposizioni in materia di presentazione
e valutazione dei conti . Inoltre , queste ultime disposizioni , che sono
vincolanti , potrebbero , in determinate circostanze risultare non per­
fettamente atte ad illustrare in modo adeguato la situazione effettiva
delle imprese . Esse dovranno quindi essere integrate da comm enti adegua­
ti , affinché le finalità cui si è accennato , possano essere adeguata­
mente conseguite .
 ---pagebreak---                                Seziona seconda
                        Struttura del bilancio annuale
Articolo 3
        In questo articolo si enuncia il principio della continuità nella
struttura dei "bilanci annuali , onde garantire la loro comparabilità nel tem­
po . E' ovrio che le società non possono modificare , senza fondato motivo ,
gli schemi dello stato patrimoniale e del conto profitti e perdite o la pre­
sentazione di questi documenti da un esercizio all' altro . Le diverse forme
nelle quali possono essere presentati lo stato patrimoniale ed il conto pro­
fitti e perdite , sono contemplate da un lato negli articoli 8 e 9 > dall' al­
tro negli articoli da 20 a 23 . Non è possibile escludere ogni deroga a
questo principio . Una società a produzione diversificata dovrà per esempio
essere autorizzata a modificare la presentazione delle voci del bilancio an­
nuo quando una modifica sensibile dei rapporti fra i suoi diversi settori di
attività esiga una presentazione più conforme alla nuova realtà (vedi arti­
colo 4 , paragrafo 2 ).
        Per quanto riguarda le regole di valutazione , il principio della con­
tinuità è stato ribadito nell' articolo 23 , paragrafo 1 , lettera a ).
Articolo 4
        Sia per lo stato patrimoniale che per il conto profitti e perdite sono
stati stabiliti schemi minimi aventi , di regola , carattere vincolante . Si ot­
terrà in tal modo che l' informazione degli azionisti e dei terzi su società
esistenti in altri Stati membri sarà equivalente a quella che essi ricevono
sulle società del proprio paese .
        Si è tenuto in vario modo conto di un' obiezione che si potrebbe muover
Si potrebbe infatti sostenere che gli schemi non sono , a causa del loro carat­
tere vincolante , abbastanza duttili e l' effetto potrebbe esserne che i bilan­
ci forniscano una visione meno precisa di quella auspicata . Per questo è sem­
pre possibile una suddivisione ulteriore delle voci precedute da cifre arabe ,
se essa contribuisca a migliorare la qualità delle informazioni fornite ( pa­
ragrafo l ). Inoltre è stato autorizzato uno schema diverso - per quanto ri­
guarda le poste precedute da cifre arabe - in casi eccezionali , qualora la
natura particolare dell' impresa lo esiga ai fini della chiarezza o manchino
 ---pagebreak---                                    - 49 -
i dati materiali sui quali lo schema si fonda . Ma queste deroghe sono ,
in generale , minori rispetto agli schemi generali che sono stati concepiti
in modo da rispondere alle esigenze delle imprese industriali e commercia­
li ! esse consentono quindi soltanto di tener conto delle peculiarità di
determinate imprese ( per esempio , imprese minerarie , società di armamento , ecc . (! ■
        Se una voce preceduta da una cifra araba è di scarso interesse per
giudicare della situazione , non è assolutamente necessario mantenerla
distinta . Gli Stati membri possono cosi 1 consentire il raggruppamento di
tali voci ( paragrafo 3 ).
        La menzione delle corrispondenti cifre dell' esercizio precedente ,
prevista dal paragrafo 4j appare opportuna , per avere un' idea dell' evolu­
zione della società nel tempo .
Articolo 5
        Non esiste una prassi uniforme negli Stati membri in materia di pre­
sentazione e pubblicazione della destinazione dei risultati . In uno Stato
membro le società sono obbligate dalla legge a dare queste informazioni
parzialmente nel conto profitti e perdite ; in altri Stati membri queste
figurano nello stato patrimoniale . E', anche possibile che si faccia una
netta distinzione fra il bilancio e la destinazione dei risultati , in modo
che quest' ultima risulti soltanto in modo indiretto .
        Non è stato ritenuto indispensabile vietare l' una o l' altra di
queste consuetudini , a condizione tuttavia che le informazioni date siano
equivalenti , cioè che in ogni Stato membro le società siano obbligate a
pubblicare la destinazione dei risultati . A ciò provvedono gli articoli
5 e 47 . Il sistema di questi articoli è il seguente : in forza dell' arti­
colo 5 gli Stati membri possono consentire alle società di far figurare
la destinazione dei risultati nello stato patrimoniale o nel conto prò-
                                                               • • oJ • • 0
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fitti e perdite ; ove questi elementi non appaiano nel bilancio , l' arti­
colo 47 fa obbligo di pubblicarli contemporaneamente nel bilancio e se­
condo le stesse modalità .
        Negli articoli 5 e 47 non si parla della destinazione del ri­
sultato di esercizio , bensì' della destinazione dei risultati . Infat­
ti tutto l' importo da destinare , o parte di esso , può essere attinto
dalle riserve o dai risultati conseguiti . La composizione di questo
importo risulterà dalla proposta sulla destinazione dei risultati .
À norma dell' articolo 47 questa proposta deve essere riportata nel
bilancio annuale o pubblicata contemporaneamente al bilancio e se­
condo le stesse modalità .
                                Sezione terza
                     Struttura dello stato patrimoniale
Articolo ]_
        Per la presentazione dello stato patrimoniale gli Stati membri
offrirono alle loro società la scelta tra la forma di conto e la forma
scalare , delle quali gli articoli 8 e 9 contengono i rispettivi schemi .
Nel primo caso , le voci di attivo e le voci di passivo sono messe            di
fronte , iscrivendosi nel dare le voci attive e nell' avere le voci pas­
sive . Nel secondo caso , invece , le voci attive e le voci passive sono
disposte in forma scalare . Il fatto di aver lasciato la scelta tra i
due modi di presentazione non inciderà sostanzialmente sulla compa­
rabilità fra i bilanci delle varie società .
        La presentazione in forma di conto è la più diffusa . Tuttavia ,
per tener conto di una possibile evoluzione , ai è ammessa la scelta
della presentazione in forma scalare , già in uso in uno Stato membro .
                                                                  ο β β Ι ο β β
 ---pagebreak--- Articolo 8
        L' attivo dello stato patrimoniale e suddiviso in capitale sottoscrit­
to non versato , spese d' impianto , immobilizzazioni , disponibilità e ratei
e risconti . Alla base di questa articolazione e delle ulteriori , suddivisio­
ni c' è l' idea di raggruppare gli elementi costitutivi del patrimonio in
base al loro grado di liquidità , iscrivendo in testa allo stato patrimo­
niale gli elementi gelioralmente più difficili da convertire in denaro li­
quido e la cui valutazione è mono sicura .
        La spese d' impianto ( sub B),' le spese per la ricerca e lo sviluppo
( sub CI , l ), nonché .le concessioni , i brevetti , ecc . posti in essere
dall' impresa stessa ( sub CI , 2 b ) in alcuni Stati membri non possono
essere iscritti o non sono generalmente iscritti all' attivo dello stato
patrimoniale . Non si è ritenuto necessario escludere interamente l' iscri­
zione di questi elementi nel bilancio . A questo scopo sono state . pre- ;
viste nello schema    alcune voci ma queste sono facoltative , il che com­
porta cho quando tali valori sono iscritti in bilancio , devono necessa­
riamente figurare sotto tali voci . Inoltre,, per le spese di impianto
e le spese per la ricerca sono state previste dagli articoli 32 e 34 re­
gole di valutazione particolarmente rigorose .         .
        Diverse poste dello schema riguardano le imprese con le quali la
società ha un legame di partecipazione ( cfr . sub C III 4 > D II, 3 all' at­
tivo ed E 7 al passivo ). Questa formula riguarda tanto le imprese nella
quali la società che redige lo stato patrimoniale ha una partecipazione ,
quanto le imprese che hanno una partecipazione in questa società .
        Se la legislazione nazionale autorizza l' iscrizione in bilancio
delle azioni proprie , queste devono figurare nelle immobilizzazioni ( sub
C III 7 ) o nelle disponibilità ( sub D III 4 ) » qualora la società voglia
conservare tali azioni o venderle entro breve termine . Conformemente
all' articolo 20 della proposta di seconda direttiva fondata sull' arti­
colo 54 » paragrafo 3 lettera g ( presentata dalla Commissione al Consiglio
il 9 marzo 1970,, G.U. n . C 48 del 24 aprile 1970 ), secondo la quale deve
essere costituita in passivo una riserva indisponibile dello stesso
 ---pagebreak---                                      - 52 -
importo , qualora azioni proprio siano contabilizzata nell' attivo , nello
schema è stata inserita fra le riserve una posta riservata alle azioni
proprie ( cfr . al passivo sub B 4 ) •
        Lo stato patrimoniale rispecchierà ancor meglio la situazione fi­
nanziaria della società per il fatto che si deve indicare per i crediti - lo
stesso vale , al passivo , por i debiti - la durata residua ; l' entità dei cre­
diti e dei debiti la cui durata residua non è superiore ad un anno deve es­
sere indicata separatamente per ciascuna delle parti , inoltre devono essere
menzionati separatamente i debiti la cui durata residua è superiore a cin­
que anni . Sebbene la determinazione della durata residua possa incontrare
difficoltà di ordine pratico , specie quando , a seguito di proroghe conces­
se , i crediti teoricamente a breve termine diventino di fatto crediti a
medio o a lungo termine ( crediti rotativi ), è evidente l' opportunità di
menzionare questa durata residua .
        Nella suddivisione delle riserve appare opportuno indicare separa­
tamente i sovrapprezzi di emissione , poiché questi nascono da un apporto
di capitali . Quanto ai fondi di rivalutazione , si può rinviare agli arti­
coli 30 e 31 e al relativo commento .
        Appare opportuno suddividere gli accantonamenti per rischi e oneri
in fondo liquidazione personale , fondo imposte da liquidare ed altri accan­
tonamenti , data la diversità del loro carattere economico .
        Fra i debiti , si devono indicare separatamente quelli che sono coper­
ti da garanzie reali . Mediante questa menzione i creditori ed i terzi possono
sapere in quale misura il patrimonio della società è gravato da oneri e al­
tri creditori sono privilegiati .
Artf nolo 9
        Questo articolo contiene lo schema dello stato patrimoniale in forma
scalare . Questa forma fornisce due ragguagli complementari che sono impor­
tanti per conoscere la situazione finanziaria della società . Si tratta
                                                                    • ••/• m •
 ---pagebreak---                                     - 53 -
delle poste G. Disponibilità superiore ai debiti la cui durata residua
non è superiore ad un anno , e H. Totale degli elementi dell' attivo dopo de­
trazione dei debiti la cui durata residua non è superiore ad un anno . Le
altra poste sono uguali a quelle previste nello schema dell' articolo 8 .
Articolo 10
        Quando un elemento dell' attivo o del passivo rientra in più voci , per
esempio un credito derivante da una vendita ad un' impresa collegata , il let­
tore dello stato patrimoniale deve esserne avvertito , salvo che ciò non sia
necessario alla comprensione dello stato patrimoniale .
Articolo 11
        L' esigenza di fornire un' immagine il più, possibile attendibile della
situazione della società implica che questa debba fare anche conoscere gli
obblighi presi per conto di terzi a titolo di una qualunque garanzia . Qui so­
no presi in considerazione tutti gli obblighi risultanti dall' emissione o
dalla cessione di effetti di commercio , nonché di cauzioni , di garanzie e
di altre simili garanzie . Quando è probabile che tali obblighi si concre­
tizzino , essi devono iscrivarsi nel passivo dello stato patrimoniale (vedasi
anche il principio enunciato all' articolo 28 , paragrafo 1 , lettera b ) .
                                Sezione quarta
      Disposizioni particolari per alcune voci dello stato patrimoniale
Articolo 12
        Se gli elementi patrimoniali debbono classificarsi fra le immobilizzazio
ni o fra le disponibilità , dipende dal modo in cui la società intende distingue
li . Se tali elementi devono servire in maniera durevole all' attività dell' imp :^
devono essere riuniti nelle immobilizzazioni . Tutti gli elementi che non rispon
dono a questo criterio devono invece apparire fra le disponibilità .
        A norma del paragrafo 3 > le società sono tenute a far apparire nei bilan­
ci annuali i movimenti delle diverse voci delle immobilizzazioni . Si farà cosi !
vedere al lettore dello stato patrimoniale come le immobilizzazioni si sono
evolute j a seguito di entrate , uscite , trasferimenti , rettifiche in rialzo e
correzioni di valore , verso la loro situazione alla data di chiusura del
 ---pagebreak--- y
                                        -, 54 -
  "bilancio . Le rettifiche in rialzo sono correzioni da effettuare dopo una
   correzione di valore troppo elevata . Per l' indicazione di questi movimenti
   è ammesso soltanto il metodo lordo . Questo consiste nell ' indicare , parten­
  do dai costi iniziali di acquisizione o di produzione , le rettifiche di
  valore accumulatesi sino alla data di chiusura del "bilancio . In alcuni
  Stati membri i movimenti delle immobilizzazioni possono essere anche
  indicati con il metodo netto , cioè menzionando soltanto le correzioni
  di valore dell' esercizio dopo esser partiti dai valori residui all' ini­
   zio dell' esercizio stesso . L' informazione sull' evoluzione dell' impresa
  data da quest' ultimo metodo è molto più limitata , giacché rimane sconosciuto
  l' importo complessivo delle correzioni di valore . Per questa ragione non è
  stato consentito il metodo netto che non fornisce un' informazione equiva­
  lente .
          L' applicazione obbligatoria ed esclusiva del metodo lordo potrebbe
  dar luogo a difficoltà nel caso che , al momento della compilazione del
  primo bilancio annuale fatta conformemente alla presente direttiva , una
  società non conosca più i costi iniziali di acquisizione o di produzione
  dei suoi immobilizzi . In questo caso la società può partire dal valore re­
  siduo esistente all' inizio dell' esercizio , valore ch.9 rimane il punto di
  riferimento per gli esercizi successivi (vedasi par . 3 lettera b ) .
          A norma degli articoli 30 e 31 della presente direttiva , gli Stati
  membri possono autorizzare alcune deroghe al sistema classico di valuta­
  zione , basato sul principio del costo di acquisizione . Si tratta in questi
  casi di una valutazione delle immobilizzazioni materiali ammortizzabili
  eseguita secondo il metodo del valore di sostituzione ( cfr . art . 30 ), oppu­
  re di una rivalutazione delle immobilizzazioni materiali o delle parteci-
                                               J
  pazioni o di altre immobilizzazioni finanziarie ( cfr . art . 3l )«
          L' applicazione di queste deroghe esige che si cambi la presenta­
  zione dei movimenti delle immobilizzazioni in questione . Regolando
  questi cambiamenti , la direttiva doveva perseguire ad un tempo due scopi .
                                                                  • • 0I « 0 •
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 Da un lato , si doveva assicurare l' applicazione del metodo lordo anche nei
casi in parola . A tal fine è indispensabile che tanto il costo iniziale
di acquisizione o di produzione quanto l' importo delle rettifiche di va­
lore accumulatesi alla data di chiusura siano menzionati s-e paratamente .
D' altra parte è indispensabile che , in caso di applicazione di dette
deroghe , i movimenti delle immobilizzazioni siano . presentati in modo :
che rimanga garantita la comparabilità con i bilanci annuali nei quali
le immobilizzazioni sono state valutate secondo il sistema classico di
valutazione ,, basato sul costo di acquisizione o di produzione . Per tale
ragione devono essere indicate separatamente » da un lato , le differenze
di cui all' articolo 30 , paragrafo 2 e all' articolo 31 > paragrafo 2 ,
cioè le plusvalenze destinate alla riserva di rivalutazione a seguito
diiuna valutazione fatta sulla base del valore di sostituzione o una
rivalutazione , dall' altro , le rettifiche di valore complementari , cioè
le rettifiche di valore aggiuntive , calcolate rispetto al valore di
sostituzione o al valore rivalutato . :
        Il metodo lordo implica che tanto dette differenze quanto le
rettifiche complementari di valore debbano essere indicate cumulativa- .
mente . Sulla base di tutti questi diversi dati , il lettore dello stato
patrimoniale potrà farsi un' idea della situazione della società nel
caso che la valutazione delle immobilizzazioni in parola sia stata fatta .
sulla base del costo di acquisizione o di produzione .
        Anche il movimento delle diverse voci delle disponibilità deve
essere presentato secondo il metodo lordo . In alcuni Stati membri le ret­
tifiche di valore relative ragli, elementi delle disponibilità non sono men
z'ionate separatamente . In questo caso appare nelló stato patrimoniale sol
tanto il valore più basso alla data di chiusura . Questo sistema non dà
un' informazione equivalente ' a quella del metodo lordo . Inoltre esso agevo
la la costituzione di riserve occulte nel caso che una sottovalutazione
degli elementi delle disponibilità sia più agevole da farsi se basta la
menzione del valore più basso che se si debba indicare anche il valore
iniziale degli elementi in questione . Per tali ragioni la direttiva esige
che si indichino distintamente le rettifiche di valore effettuate sugli
elementi delle disponibilità .
                                                                     • • •/ • • •
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        A nonna dell' articolo 30 , gli Stati membri possono autorizzare anche
per le scorte la valutazione secondo il metodo del valore di sostituzione .
Anche in questo caso , cosi' come per le immobilizzazioni , si deve modifi­
care l' applicazione del metodo lordo . Sarà opportuno a questo scopo for­
nire le stesse informazioni complementari previste nel paragrafo 3 lette­
ra c ) per le immobilizzazioni .
        Per evitare che l' indicazione dei movimenti degli immobilizzi e
degli elementi delle disponibilità nello stato patrimoniale renda più
difficile l' intelligenza di questo , tali movimenti possono anche essere
indicati nell' allegato .
Articolo 13
        Gli impianti fissi che , facendo parte degli edifici , devono ap­
parire nella voce terreni e fabbricati , sono , ad esempio , gli impianti
di riscaldamento , illuminazione , aerazione , ecc .. Le macchine e le
attrezzature non ne fanno , per contro , parte .
Articolo 1 4
        Le partecipazioni sono definite in base ad un criterio soggettivo .
Perché si abbia partecipazione , è determinante il modo nel quale la
società intende valersi dei propri diritti in altre imprese . La de­
tenzione di una determinata percentuale di quote di un' altra socie­
tà è un criterio meno idoneo poiché , se il capitale è molto disperso ,
la detenzione di una bassa percentuale delle parti può già essere
sufficiente per esercitare un' influenza su un' altra impresa .
                                                             •••/•••
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        D' altro canto , anche in caso di detenzione di un pacchetto di
azioni maggioritario , può mancare l' intenzione di istituire un legame du­
revole con un' altra impresa , per esempio nel caso che la società acquisti
un' impresa che abbia nel proprio portafoglio un pacchetto di azioni non
redditizio che la società desideri vendere il più presto possibile . In
tali casi non si dovrebbe obbligare la società ad includere tale pacchet­
to di azioni nelle sue partecipazioni e a indicarlo come partecipazione .
Articolo 15
        Ricavi riferentisi all' esercizio , ma che saranno incassati soltanto
in seguito , devono apparire nella voce ratei e risconti dell' attivo . Essi
possono peraltro figurare anche fra i crediti , conformemente alla prassi
esistente in alcuni Stati membri . Non si è ritenuto necessario un coordina­
mento su questo punto , dato che gli importi che normalmente si riuniscono
in questa voce non sono molto rilevanti . La stessa osservazione vale per
i ratei e risconti che figurano nel passivo ( cfr . art . 18 ). Qui gli oneri
che , pur riferendosi all' esercizio , saranno pagati soltanto in un esercizio
successivo , possono figurare nella voce ratei e risconti o fra i debiti .
Articolo 1 6
        Le disposizioni legislative o la prassi contabile nei vari Stati
membri in materia di accertamento delle diminuzioni di valore degli ele­
menti delle immobilizzazioni o delle disponibilità ricorrono talvolta a
nozioni o a denominazioni che sembrano a prima vista analoghe a quelle
usate in altri Stati membri , ma possono spesso indicare fatti diversi .
        In tale situazione , se nella direttiva si fosse usata una nomen­
clatura corrente , si avrebbe avuto l' inconveniente di dare facilmente
luogo ad applicazioni non uniformi delle sue disposizioni . E' apparso
 ---pagebreak--- quindi opportuno fare astrazione , noli 1 accertamento del fatto in questio­
ne , dalla terminologia attuale e , impiegando una terminologia comunita­
ria propria , di stabilirne i principi e di fissare opportunamente , negli
articoli in questione (33 e 36 ), l' estensione dell' obbligo o le modalità
di applicazione .
        Le rettifiche di valore si distinguono dagli accantonamenti
per rischi ed oneri (vedasi articolo 17 ) j per il fatto che esse sono
correzioni apportate ad elementi patrimoniali che figurano nello sta­
to patrimoniale , mentre gli accantonamenti per   rischi ed oneri non si
riferiscono a voci dell' attivo ma a perdite od   oneri futuri prevedibili .
Inoltre gli accantonamenti per rischi ed oneri    fanno parte delle obbli­
gazioni e quindi del capitale altrui , mentre i   fondi iscritti nella voce
rettifiche di valore fanno parte dal capitale proprio dell' impresa .
Articolo 17
        La definizione rigorosa e precisa degli accantonamenti per rischi
e perdite tende ad evitare maggiorazioni ingiustificate di queste voci
e la costituzione di riserve occulte .
        Le spese per le quali possono costituirsi accantonamenti devono
essere certe ? d' altra parte , le perdite e gli oneri che formano oggetto
di accantonamenti , devono essere nettamente delimitati per quanto attie­
ne alla loro natura . Gli accantonamenti si distinguono pertanto netta­
mente dalle riserve che sono costituite per rischi non certi e di carat­
tere generale . Inoltre queste spese , perdite ed oneri devono trovare la
loro origine nell' ultimo esercizio o in un esercizio precedente .
Articolo 18
       (Vedasi il commento all' articolo 15 ) •
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                                Sezione quinta
                   Struttura del conto profitti e perdite
Articolo 19
        Per la presentazione del conto profitti e perdite , gli Stati membri
devono introdurre nella loro legislazione i quattro schemi diversi pre­
visti dagli articoli da 20 a 23 » Tali schemi differiscono fra loro sia
per la loro forma esterna ( forma dì conto o forma scalare ), sia per il
modo in cui si fanno le rilevazioni e le ripartizioni degli oneri &
dei ricavi . Negli schemi degli articoli 20 e 21 si hanno , da un lato ,
gli oneri totali dell' esercizio suddivisi secondo la loro natura e ,
dall' altro , la produzione venduta ( fatturato ), più la produzione ottenuta
nel corso dell' esercizio , ma già ottenuta in un esercizio precedente .
Negli schemi degli articoli 22 e 23 gli oneri di esercizio sono essen­
zialmente suddivisi per funzione e gli oneri corrispondenti alle presta­
zioni vendute sono raffrontati all' importo del fatturato .
        La libertà di scelta fra più schemi è opportuna , poiché , dal punto
di vista economico , i vari principi che disciplinano il conto profitti e
perdite hanno tutti     vantaggi e inconvenienti . Nonostante alcune
diversità , le soluzioni scelte sono compatibili con le finalità enunciate
nell' articolo 54 , paragrafo 3 , lettera g , del Trattato CHE , poiché i
sistemi adottati , integrati dai ragguagli da fornire nell' allegato ,
giungono allo stesso risultato , e le informazioni fornite sotto le
voci più importanti sono equivalenti .,.
        L' equivalenza degli schemi è garantita dal fatto che in tutti
gli schemi 3ono osservati i principi essenziali per la compilazione
del conto profitti e perdite . Dal punto di vista della gestione del­
l' impresa , uno dei fini essenziali del conto profitti e perdite è
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quello di fare conoscerà le fonti dei risultati . Ciò presuppone , in par­
 ticolare , l' applicazione rigorosa del principio della registrazione
 lorda , per cui gli oneri ed i ricavi devono essere indicati non sal­
 dati 5 in particolare , il fatturato deve essere indicato separatamente .
Per giudicare i' risultati di un' impresa , è inoltre determinante sape­
re in quale misura il risultato indicato proviene da ciò che ha pro­
dotto l' impresa nel corso dell' esercizio oppure dall' evoluzione fi­
nanziaria nel corso di tale esercizio o , ancora , da operazioni ecce­
 zionali che non hanno alcun nesso con l' attività propria dell' impre­
 sa svolta nel corso dell' esercizio . Per questa ragione gli oneri ed i
ricavi sono uniformemente ripartiti in tre gruppi di voci corrispondenti .
         A favore dello schema degli articoli 20 e 21 si può fare valere
che , da un lato , la suddivisione degli oneri secondo la loro natura non
pone problemi di imputazione degli oneri di esercizio per funzione e che ,
dall' altro , essa consente di determinare il valore della produzione del­
l' impresa che è un criterio della redditività dell' impresa stessa . Il
valore della produzione dell' impresa , la cui produzione può essere im­
magazzinata , si compone del ricavo della produzione venduta e della pro­
duzione ottenuta nel corso dell' esercizio ma non ancora venduta . ITon si
deve peraltro dimenticare che questo valore è costituito da grandezze
eterogenee . L' importo del fatturato comprende anche l' utile , mentre le
variazioni delle scorte di prodotti finiti e semilavorati risultano da va­
lori ai quali si applica il principio del valore più "basso . E' quindi
possibile che nel corso degli anni la redditività subisca variazioni
fittizie in dipendenza delle variazioni di scorte di prodotti non ancora
venduti .
         A favore dello schema degli articoli 22 e 23 si piò fare invece
valere che la suddivisione degli oneri di esercizio per funzione corrispon­
de meglio , in molti casi , allo schema di calcolo dei costi adottato dalle
imprese che non una suddivisione secondo la natura dei costi ed offre
                                                                     /
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cosi' una visione chiara della struttura dei costi dell 1 impresa 5 inol­
tre si ha il vantaggio di raggruppare elementi comparabili . Non è per
contro possibile determinare la produzione effettivamente ottenuta
nel periodo considerato , se questa non è già stata venduta per intero
nel periodo stesso ; ciò comporta , ad esempio quando la fabbricazione
                                                                            /
è lunga ( costruzione navale ), fluttuazioni indesiderate del risul­
tato indicato , quando , in tale caso , non vi siano conti intermedi .
In questo caso sarà allora opportuno scegliere le schema dell' arti­
colo 20 .
Articoli 20 e 21
        Le voci " altri ricavi d' esercizio " e " altri oneri d' esercizio "
che figurano negli schemi , si riferiscono a prestazioni che non sono
caratteristiche dell' impresa , ma che presentano tuttavia una certa
regolarità ( per esempio i ricavi di una mensa aziendale ). Essi si
distinguono per questo dai ricavi straordinari e dagli oneri straor­
dinari che non sono del pari caratteristici dell' impresa , ma non
hanno carattere regolare .
        A  norma dell' articolo 5 ? gli Stati membri possono autoriz­
zare una modificazione dello schema' del conto profitti e perdite ,
intésa a porre in evidenza là destin&zione dei risultati . Ciò signi - ■
fica che dopo la voce Risultati di esercizio altre voci'possóno fi - '
gurare nello schema per indicare in quale modo e attingendo a quali
fonti si è giunti a tale destinazione .
                                                               • a •J • * •
 ---pagebreak--- Articoli 22 e 23
        vedasi il commento agli articoli 20 e 21 .
Articolo 24
        In forza di questa disposizione gli Stati membri possono
autorizzare piccole società a raggruppare alcune voci che figurano
nel conto profitti e perdite nel risultato di esercizio , in modo che
l' importo netto del fatturato non appaia più separatamente . Questa
deroga è stata prevista per vanire incontro alle vive istanze presen
tate affinché si tenga conto della situazione particolare nella qual
possono venirsi a trovare le società la cui attività non è diversi­
ficata , o lo è molto poco .
        I criteri cumulativi adottati per la determinazione delle
società in parola sono il totale del bilancio , il fatturato netto
e il numero dei dipendenti occupati in media nel corso dell' eser­
cizio . Sono stati adottati questi tre criteri per tener conto della
diversità di caratteristiche che presentano le società commerciali ,
le società industriali e le società di prestazione di servizi . Spes­
so le prime hanno un totale del bilancio alquanto "basso ma un fat­
turato elevato , mentre per le seconde avviene l' inverso , e le im­
prese di servizi possono avere un gran numero di dipendenti . Anche
il regime giuridico dei mezzi impiegati o il yrado di automazione
possono avere importanza determinante .
 ---pagebreak---                                      - 63 -
        Il totale del "bilancio risulta dallo schema di cui all' articolo 8 .
 Dato che le rettifiche di valore possono figurare tanto come voci da de­
 trarre dall' attivo quanto come voci distinte del passivo , si è prescritto
 che nel secondo caso queste debbano essere detratte dal totale del "bilancio .
        Allo scopo di assicurare una certa continuità nell' applicazione
 delle redole in parola , nell'ultimo paragrafo si dispone che , quando una
 società superi la soglia di uno doi criteri indicati , l' obbligo di pub­
blicazione integrala del conto profitti e perdite permarrà fino al mo­
mento in cui essa non avrà , per la durata di due esercizi consecutivi ,
 raggiunto alcuni dei limiti sopra indicati .
                                 Sezione sesta
                     Disposizioni particolari por alcune
                      vosi del conto profitti e perdite
•Articolo 23
        Il fatturato netto ha una importanza determinante per la valutazio­
ne ed i risultati di un' impresa . Infatti , da un lato le riduzioni su vendi­
te non sono normalmente tali da pregiudicare l' ordine di grandezza dell' im­
 porto lordo e , d' altra parte , per quanto riguarda l' imposta sul valore ag­
giunto e le altre imposte connesse con il fatturato , le aliquote possono va­
riare secondo i prodotti , e la produzione esportata ne è esente .
Articolo 26
        I proventi e gli oneri straordinari devono essere menzionati se­
paratamente al fine di mettere in evidenza l' origine dei risultati del­
l' esercizio . Ricavi imputabili ad un altro esercizio , che devono figura­
re nella voce ricavi eccezionali sono per esempio delle imposte troppo
elevate pajate durante un altro esercizio che sono state rimborsate
                                                                 • • •/ • • •
 ---pagebreak--- nell' esercizio considerato . I proventi e gli oneri straordinari si distinguo­
no dagli " altri ricavi " ed " altri oneri " che figurano negli schemi come ri­
 sultati di gestione per il fatto che essi non presentano una certa regolari­
tà ( cfr . il commento sugli artt . 20 e 2l ). Al fine di assicurare un' immagine
quanto più attendibile possibile dei risultati , si è prescritto che questi
ricavi ed oneri debbano essere illustrati nell' allegato qualora abbiano una
rilevante importanza per la valutazione dei risultati di esercizio .
Articolo 27
        Le società sono altresì' tenute ad indicare l' importo dogli obblighi
fiscali latenti , cioè le imposte per le quali il debito fiscale è determi­
nato nel corso dell' esercizio ma che scadranno soltanto nel corso degli
esercizi successivi . Se , per esempio , la legislazione fiscale consente un
ammortamento accelerato , l' utile imponibile è ridotto di altrettanto , ma
aumenta inversamente nel corso degli esercizi successivi , dato che il bene
è già stato ammortato .
                                Sezione settima
                            Regole di valutazione
Articolo 28
        In questo articolo si enunciano i principi generali di valutazione
più importanti , di cui gli Stati membri devono garantire l' applicazione .
        Il principio della continuità , già ribadito nell' articolo 3 per
quanto riguarda la struttura del bilancio annuale , deve essere applicato
anche per la valutazione nel bilancio stesso ( paragrafo 1 lettera a ) .
        Il principio enunciato nel paragrafo 1 lettera 1} è ispirato dalla
prudenza ; questo principio di buona gestione commerciale si applica già
in tutti gli Stati membri . Esso non è dettato soltanto dalla necessità di
tutelare gli interessi dei creditori ma anche conforme agli interessi
 ---pagebreak---                                   - 65 -
della gestione dell' impresa . Questa cautela si esprime anche nei principi
enunciati alle lettere da c ) ad f ) di questo articolo .
        Per ragioni particolari di ordine tecnico od economico , tali prin­
cipi non sono però sempre applicabili in pratica . Avviene cosi 1 che in
taluni casi una deroga al principio della valutazione separata si giusti­
fica . Può risultare impossibile , o di troppo lunga durata , determinare
le quantità esatte od i costi effettivi di acquisizione o di produzione .
Per questo motivo si sono elaborati nella prassi metodi che consentono
la determinazione semplificata delle quantità o dei prezzi , per esempio
la- valutazione per categorie o la valutazione a valori fissi ( cfr . arti­
colo 35 )« L' applicazione di questi metodi non suscita obiezioni quando
dia risultati che non differiscono sostanzialmente da quelli della va­
lutazione separata . Sono ammesse deroghe ai principi generali a condizio­
ne che siano indicate e motivate nell' allegato . Questa motivazione impli­
ca che sia indicata l' influenza che una deroga esercita sul patrimonio ,
sulla situazione finanziaria e sui risultati ( paragrafo 2 ).
Articoli 29 e 30               _
        La valutazione nel bilancio annuale può farsi attualmente , in linea
di massima , secondo due metodi ? il metodo del costo di acquisizione e quel­
lo del valore di sostituzione .
        A favore del principio del costo di acquisizione si può far valere
essenzialmente il fatto che questi valori storici possono essere determi­
nati con precisione , mentre i valori che si determinano in base alle
fluttuazioni del valore della moneta o delle modificazioni dei prezzi
di sostituzione dovute a qualsiasi altra causa , sono difficili da valu­
tare con certezza . Anche se l' utile annuale indicato sulla base del
                                                                   • •I • • •
 ---pagebreak---                                    - 66 -
prezzo di acquisizione può comportare importi aleatori , tale utile
non deve necessariamente essere distribuito . Per contro , gli organi
della società hanno la possibilità , quando decidono della destinazione
dell' utile , di applicare il principio della conservazione reale del
capitale o del mantenimento della sostanza , destinando le somme neces­
sarie ad una riserva all' uopo prevista .
        Per contro , a favore di una valutazione che tenga conto delle
oscillazioni del valore della moneta o delle modificazioni dei prezzi
di sostituzione dovute a qualsiasi altra causa , si può far valere sol­
tanto il fatto che l' utile annuale può essere calcolato con maggiore pre­
cisione . Questo metodo consente di applicare il principio della conser­
vazione reale del capitale o del mantenimento della sostanza dal momento
della determinazione dell' utile , e consente pertanto di determinare meglio
gli oneri a tal fine necessari . In tal caso , peraltro , un grande margine
di valutazione discrezionale è lasciato alla direzione dell' impresa per
quanto riguarda il calcolo di questi valori , dato che , in questo campo , i
criteri sono meno sicuri che per la determinazione dei costi di acquisi­
zione o di produzione .
        Conformemente alla regolamentazione esistente ed alla pratica finora
seguita nella maggior parte degli Stati membri , le disposizioni della di­
rettiva sono basate sul principio del costo di acquisizione e le regole
indispensabili per la sua applicazione sono stabilite negli articoli da
32 a 39 . Tuttavia , per tenere altresì' conto della prassi seguita in uno
Stato membro e per non impedire un' evoluzione , né una modificazione delle
regole di valutazione nel senso che si prendono in considerazione le
oscillazioni del valore della moneta o le modificazioni dei prezzi di
sostituzione dovute ad altre cause , si è introdotta nell' articolo 30
una deroga alle norme degli articoli da 32 a 39 5 la quale consente agli Stati membr:
dipievedere la valutazione sulla base del valore di sostituzione . D' altra
parte l' articolo 31 autorizza gli Stati membri , a determinate condizioni ,
ad ammettere una rivalutazione , il che costituisce del pari una deroga
al principio del costo di acquisizione o di produzione .
                                                                 • • •I• • •
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        La valutazione sulla base dsl valore di. sostituzione non forma
oggetto , nella direttiva , di una regolamentazione particolareggiata . Le
discussioni relative a questo metodo sono ancora lungi dall' essere con­
cluse . Per questo non appare possibile , né del resto auspicabile , alabo-
rare , per questo punto , disposizioni precise , ciò che impedirebbe di tener
conto degli sviluppi futuri in questo campo . Allo stato attuale , le impre­
se devono sempre , anche quando applichino il principio del valore di sosti­
tuzione , lasciarsi guidare dall' esigenza enunciata nell' articolo 2 , quella
di fornire un' idea il più possibile attendibile della situazione della
società . He si deve dimenticare a tale riguardo il controllo dei reviso­
ri dei conti .                         •    /
        L' applicazione del metodo del valore di sostituzione è stata
limitata alle immobilizzazioni materiali ammortizzabili e alle scorte .
Infatti sono questi gli elementi che vengono utilizzati nel ciclo pro­
duttivo e devono essere quindi regolarmente sostituiti . L' applicazio­
ne di questo metodo alle immobilizzazioni in materiali condurrebbe a
valutazioni troppo incerte . Per questa ragione non è stata autorizzata .
        La valutazione secondo il metodo del valore di sostituzione come
previsto all' articolo 30 comporta che gli elementi dell' attivo sono
iscritti nello stato patrimoniale al loro valore di sostituzione . Ne
risulta quindi una rivalutazione di tali elementi nello stato patrimo­
niale . In tal modo sia l' immagine fornita dai risultati che quella del
patrimonio saranno basate sullo stesso parametro . L' importo di questa
rivalutazione deve essere iscritto nella riserva di rivalutazione .
        La presentazione dei movimenti degli elementi in questione ,,
prescritta dall' articolo 12 , deve essere completata in caso di ap­
plicazione del metodo del valore di sostituzione . Infatti si devono
indicare separatamente l 'importo della rivalutazione, e   quello delle ret­
tifiche complementari di valore , i due in modo cumulativo .
                                                                     /
 ---pagebreak---                                    - 68 -
         Questi dati sono d' importanza capitale nel sistema della direttiva ,
 giacché essi danno la garanzia che l' informazione fornita è comparabile a
quella data in caso di applicazione del sistema classico di valutazione ,
"basato sul principio del conto d' acquisizione . Non v' è quindi da temere
 che l' applicazione di questi due metodi di valutazione alquanto diversi
 possa annullare la comparabilità dei bilanci nella Comunità .
         Le società devono commentare nell' allegato l' applicazione del
metodo del valore di sostituzione , indicando le voci cui è stato appli­
 cato . Nell' allegato dovrà essere segnatamente spiegato su quali basi è
 stato calcolato il valore di   sostituzione .
         La riserva di rivalutazione è necessariamente una riserva vinco­
lata . Ciò consegue direttamente dalla ratio del metodo del valore di
sostituzione . Infatti gli importi ad essa destinati hanno lo scopo di
mantenere intatto il potenziale delle imprese . Una distribuzione degli
utili o un' eliminazione delle perdite fatte a carico di questa riserva
 sono da escludere per principio . Ciò potrebbe essere diversamente soltan­
to qualora le somme destinate alla riserva di rivalutazione non siano
 più necessarie alla sostituzione degli elementi patrimoniali in questio­
ne . Ciò avverrebbe , se i valori di sostituzione diminuissero o se
l' impresa riducesse il suo potenziale produttivo , vendendo ad esem­
 pio una parte dell' azienda . Le somme corrispondenti della riserva
di rivalutazione non sono più necessarie , in questo caso , per mante­
nere la capacità produttiva dell' impresa , ma allora esse dovrebbero
anche venire aggiunte al risultato dell' esercizio . In mancanza di
 che , la società potrebbe conservare tali somme nella riserva , con­
travvenendo cosi * alle norme vincolanti sulla destinazione del
 risultato . Per questa ragione è espressamente prevista , in tal
 caso , la liberazione della riserva di rivalutazione ( paragrafi
4 e 5 ).
                                                                • • •I• • •
 ---pagebreak---                                      - 69 -
         Il fatto ohe la riserva di rivalutazione e vincolata non osta ad.
una conversione di tutta questa riserva , o di una parte di essa , in capi­
tale , come avviene del resto nella prassi normale degli Stati membri . In
tal - caso , infatti , le somme in questione rimangono impegnate nell' impre­
sa stessa ( paragrafo 3 ).
         La disposizione di cui al paragrafo 6 fa divieto , in caso di aumento
del valore di sostituzione , di modificare le correzioni di valore effettuate
nel corso di anni precedenti ad un tasso troppo elevato .
Articolo 31
         Gli Stati membri possono autorizzare anche un' altra deroga al prin­
cipio del costo di acquisizione o di produzione , cioè la rivalutazione per
le immobilizzazioni materiali nonché per le partecipazioni ed altre immo- '
bilizzazioni finanziarie . Contrariamente alla valutazione secondo il meto­
do del valore di sostituzione , nella maggior parte degli Stati . membri è
permessa la rivalutazione , specie per quanto riguarda i terreni e le parte­
cipazioni . Con essa si mira a fornire al lettore del bilancio un' idea più
precisa del valore economico dell' elemento in questione alla data di chiu­
sura del bilancio .
         Gli elementi delle disponibilità non possono essere rivalutati . Difficil­
mente si presenterà la necessità di rivalutare tali elementi , dato che essi
non rimarranno a lungo nell' impresa .
         Anche nel caso di una rivalutazione , deve essere garantita la compa­
rabilità con i bilanci nei quali sia stato applicato rigorosamente il prin­
cipio del prezzo di acquisizione . Su questo punto si potrebbero fare le
stesse osservazioni sopra esposte a propositio dell' applicazione del metodo
del valore di sostituzione ( vedansi altresì' il commento relativo all' art . 12 ).
         Le plusvalenze risultanti da una rivalutazione devono essere iscritte
nella riserva di rivalutazione . Questa è vincolata finché le plusvalenze effet­
tuate non siano state realizzate . Quando ricorra questa condizione , la libe-
                                                                          4
 ---pagebreak---                                     - 70 -
razione diviene oboligatoria. Le somme in questione devono essere aggiunte al ri­
sultato dell' esercizio onde consentire agli organi della società , che devono deci­
dere dalla destinazione del risultato , di prendere una decisione in merito .
        Per le stesse ragioni che sono state sopra esposte commentando
l' articolo 30 , nulla vieta che la riserva di rivalutazione sia converti­
ta , tutta o in parte , in capitale .
        Elaborando le regole riguardanti la rivalutazione , la direttiva
ha fatto astrazione dalle rivalutazioni di legge che gli Stati membri
possano eventualmente autorizzare a seguito di svalutazioni della moneta .
Articolo 32
        Circa l' iscrizione nell' attivo del bilancio e la valutazione delle
spese d' impianto , le pratiche esistenti nei diversi Stati membri non sono
le stesse . In alcuni Stati membri queste spese sono ammortate immediatamente
e la loro iscrizione nell' attivo è vietata dalla legge o poco seguita nella
prassi . In altri Stati membri , per contro , tali spese possono essere iscrit­
te nell' attivo , ma in questo caso devono essere ammortate al più presto , op­
pure è vietata qualsiasi distribuzione degli utili finché non abbia avuto
luogo il completo ammortamento .
        La direttiva non vieta l' iscrizione all' attivo delle spese
di impianto . Agli Stati membri è stata lasciata libertà di decidere
su questo punto . Tale iscrizione è stata ritenuta ammissibile per
il fatto che un ammortamento completo in un esercizio potrebbe fal­
sare l' immagine dei risultati conseguiti dalla società . Nel caso
che la legislazione nazionale autorizzi la loro iscrizione all' at­
tivo , queste spese devono figurare in una voce speciale nello sche­
ma dello stato patrimoniale ( articoli 8 e 9 > sub B ). Inoltre , esse
devono essere ammortate nel termine massimo di cinque anni . Fintantoché
tali spese non siano state completamente ammortate , è vietata
                                                              • • •j m © «
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  qualsiasi distribuzione ai utili , a meno che la società abbia riserve
, facoltative fino ad un importo almeno pari a quello di tali spese non
  ammortate . Queste norme particolarmente rigorose di valutazione si pos­
  sono giustificare in considerazione del fatto che spesso sarà molto
  difficile determinare l' utilità e dunque il valore di queste spese .
                                                V
          La direttiva non definisce le spese d' impianto , circa le quali
  rimangono dunque in vigore le varie definizioni nazionali . Uri coordina­
  mento a questo riguardo non è stato ritenuto necessario , dato che , da un
  lato , le somme normalmente comprese in questa voce sono poco importanti e ,
  dall' altro , le regole di valutazione previste sono rigorose » Del resto
  il contenuto di questa voce sarà precisato nell' allegato .
  Articolo 33
          In questo articolo si enunciano le regole di valutazione degli
  elementi delle immobilizzazioni . Gli elementi delle immobilizzazioni la
  cui utilizzazione è limitata nel tempo , devono essere diminuiti delle
  rettifiche di valore calcolate secondo un piano conforme alle regole del­
  la buona amministrazione . Sono considerate come calcolate secondo tale
  piano tutte le rettifiche di valore che portano ad una razionale e non
  arbitraria ripartizione del prezzo di acquisto o del costo sulla durata
  di utilizzazione . Inoltre , che il loro impiego sia , o non , limitato nel
  tempo,' gli elementi delle immobilizzazioni possono formare oggetto di
  rettifiche di valore al fine di dare a questi elementi il valore più
  basso che deve essere loro attribuito alla data di chiusura del bilancio .
  Queste rettifiche di valore sono obbligatorie soltanto nel caso che il
  deprezzamento di cui si tratta sia durevole ( paragrafo 1 lettera c) sub bb )).
  Contrariamente a ciò che si è previsto per gli elementi delle disponibilità ,
  non è infatti necessario tener conto , per gli elementi delle . immobilizza- i
  zioni , che sono per definizione destinati a servire durevolmente all' at­
  tività aziendale , delle oscillazioni temporanee di valore *,;      •?..
 ---pagebreak---                                    - 72 -
        Per evitare la costituzione di riserve occulte , è prescritto che ,
se l' indicazione del valore più tasso non è più giustificata , deve essere
indicato il valore superiore ( vedi paragrafo 1 lettera c ) sub dd )).
        In alcuni Stati membri la legislazione fiscale ha un' influenza
importante sul bilancio commerciale . Le valutazioni particolari autoriz­
zate dalla legge tributaria vi sono riconosciute dal fisco soltanto se
la società ne tiene conto anche nel suo bilancio commerciale . Per questa
ragione , e al fine di garantire la comparabilità dei bilanci annuali , si è
previsto che le rettifiche straordinarie di valore che sono state effet­
tuate in base alla regolamentazione fiscale , devono essere indicate sepa­
ratamente nell' allegato ( paragrafo 1 , lettera d )).
        Le spese accessorie devono essere comprese nel costo di acquisizione ;
ciò appare necessario ove si voglia limitare la costituzione di riserve oc­
culte ( paragrafo 2 ).
        Per quanto riguarda l' inclusione nel costo di una parte dei costi
di produzione indiretti , la scelta deve essere lasciata all' impresa perché
abbia cosi' la possibilità , nell' ambito del calcolo dei costi parziali , già
frequentemente praticato , di rinunciare - ai fini soprattutto di una pru­
dente valutazione - all' indicazione di una parte dei costi di produzione
indiretti ( paragrafo 3 ).                                        (            .
        Gli Stati membri possono permettere l' inclusione nel costo degli
interessi sui capitali presi a prestito . Tale inclusione è ammessa soltanto
se gli interessi facciano parte delle spese di esercizio e di amministra­
zione ( paragrafo 4 lettera a). Gli Stati membri possono altresì' permet­
tere l' inclusione nel costo degli interessi sul capitale proprio , a condi­
zione che il loro importo sia indicato nell' allegato ( paragrafo 4 lettera d) .
Questa regolamentazione appare necessaria per ragioni di gestione , affin­
ché in casi particolari non sia falsata l' immagine fornita relativamente
alla situazione dell' impresa ( per esempio , nel caso di imprese dell' edi­
lizia residenziale che finanziano la costruzione dei propri stabili con
capitale proprio)' .     ■
                                                                    •••/ • • •
 ---pagebreak--- Articolo 34
        Per l' iscrizione all' attivo del bilancio e la valutazione delle
spese per la ricerca e lo sviluppo si applica la stessa regolamentazione
prevista dall' articolo 32 per le spese d' impianto . A tale riguardo si pos­
sono fare osservazioni analoghe a quelle fatte nel commento       dell' artico­
lo 32 . Se la legislazione nazionale autorizza la loro iscrizione all' attivo ,
tali spese devono figurare- nelle voci previste a tal ■'"fi ne nello : stato pa­
trimoniale (vedansi articoli 8 e 9 sub C I l ).
        L' avviamento iscritto in bilancio deve , di massima , essere ammortato
nel termine massimo di 5 anni . Sebbene questa regola non viga in tutti gli
Stati membri - in uno Stato membro non si fa alcun ammortamento di tali ele­
menti , in un altro Stato membro , per contro , l' avviamento è ammortato imme­
diatamente - questa soluzione è opportuna dal punto di vista del coordina­
mento , perchè garantisce una certa comparabilità nel trattamento contabile
di tali elementi . D' altra parte non si è ritenuto necessario vietare qual­
siasi distribuzione degli utili finché non abbia avuto luogo un ammorta­
mento completo , come è stato previsto per le spese di impianto e le spese per
la ricerca , dato che si tratta qui dei valori per i quali le spese sono
        "> ■
state fatte .
                      y
Articolo 35
        Il metodo semplificato di valutazione autorizzato in questo articolo
per le immobilizzazioni materiali , come pure per le materie prime e consu­
mabili è stato riconosciuto nella maggior parte degli Stati membri . Questo
metodo deroga al principio della valutazione distinta , previsto dall' arti­
colo 28 , paragrafo 1 lettera e ). Per questa ragione detto metodo può es­
sere applicato soltanto quando il valore globale degli elementi in questio­
ne è d' importanza secondaria per l' impresa ( ad esempio , materiale per ri­
parazioni , attrezzi , ecc .).
 ---pagebreak---                                     - 74 -
Articolo 36
        Gli elementi delle disponibilità , essendo destinati ad essere
messi in circolazione , devono essere valutati secondo il principio
del valore più "basso , quale risulta dal raffronto fra il costo di
acquisizione o di produzione ed il valore effettivo che deve esse­
re loro attribuito alla data di chiusura del bilancio . Nella mag­
gior parte dei casi il valore più basso che deve essere indicato
nello stato patrimoniale mediante rettifiche di valore , sarà il
corso del giorno o di mercato . Quando questo non sia determinabi­
le , come è , ad esempio , il caso dei prodotti semilavorati , i la­
vori eseguiti con materiale del cliente od i crediti , il criterio
principale per determinare il valore alla data di chiusura sarà quel­
lo del valore di realizzo a tale data .
        L' autorizzazione prevista dal paragrafo 1 lettera c ) , di iscri­
vere cioè rettifiche di valore eccezionali per tener conto delle di­
minuzioni di valore probabili in un prossimo avvenire , va interpre­
tata in senso molto restrittivo . Si è pensato a beni determinati , come
metalli non ferrosi , il cui valore è soggetto a forti oscillazioni .
Dato che il valore di questi beni indicato alla data di chiusura
può essere arbitrario , il principio della prudenza suggerisce di
tener conto delle successive diminuzioni di valore .
        Quanto alle disposizioni previste dal paragrafo 1 lettera d )
e e ), cosi' come dal paragrafo 2 , si può rinviare al commento rela­
tivo all' articolo 33 .
 ---pagebreak---                                    - 75 -
Articolo 37
        Questo articolo non autorizza un metodo di valutazione diverso da
quello previsto dall' articolo 36 . Esso ammette soltanto un metodo semplifi­
cato di calcolo del costo di acquisizione o di produzione , quando questi
costi degli elementi similari delle scorte varino . Siffatti metodi sono
conosciuti in tutti gli Stati membri .
Articolo 38
        Il fenomeno considerato si presenterà nella maggior parte dei casi
al momento dell' emissione di obbligazioni al disotto della pari . Tuttavia
non è escluso che altri debiti a lungo termine implichino il pagamento di una
parte degli interessi non prò rata temporis . In questi casi le somme in que­
stione si riferiscono a più esercizi . Perciò è giustificato consentire la
loro iscrizione all' attivo .
        Gli Stati membri possono stabilire essi stessi a. quale voce dell' at­
tivo del bilancio deve figurare l'importo di cui si tratta . In alcuni Stati
membri esso viene iscritto tra le spese d' impianto , in altri figura fra i
ratei ed i risconti . Un coordinamento a tale riguardo non è indispensabile ,
data la scarsa entità di tali importi .
Arti colo 39
        La costituzione di riserve occulte sotto la voce accantonamenti per
rischi e oneri è vietata . D' altra parte le imprese sono tenute a costituire
accantonamenti per tutti i rischi prevedibili alla data di chiusura del bi­
lancio ( articolo 28 , paragrafo 1 lettera b ). Per prevenire abusi , si è
prescritto che gli accantonamenti che figurano in bilancio nella voce altri
accantonamenti devono essere previsati nell' allegato nella misura in cui
essi siano di una certa importanza .
 ---pagebreak---                                      - 76 -
                                Sezione ottava
                           Contenuto   dell' allegato
Articoli 40 , 41 e 42
         In vista della finalità di cui all' articolo 2 , paragrafo 3,1' alle­
                                                      /
gato serve ad illustrare le diverse voci dello stato patrimoniale e del
conto profitti e perdite ( articolo 40 ) «
         L' articolo 41 stabilisce le indicazioni minime che l' allagato deva
fornire . All' inserimento di altre informazioni nell' allegato obbligano
gli articoli 3 , % paragrafo 2 , 10 paragrafo 1 , 11 , 12 paragrafi 3 e 4 ,
26 paragrafo 2 , 28 paragrafo 2 , 30 paragrafo 1 , 31 paragrafo 1 , 32 para­
grafi 1 lettera a) e 2 , 33 paragrafi 1 lettera c ) sub cc ) e lettera d ) e
4 , 34 , 36 paragrafo 1 lettera c ) ed e ), 38 paragrafo 1 , 39 e 42 .
         E' di capitale importanza anzitutto che le società indichino i modi
di valutazione - ivi compresi i metodi di calcolo delle rettifiche di va­
lore seguiti - applicati alle diverse voci del bilancio ( articolo 41 n . l ).
Questa indicazione potrà riguardare , ad esempio , l' applicazione dell' arti­
colo 35 , l' esecuzione delle rettifiche di valore eccezionali a norma del­
l' articolo 36 , paragrafo 1 lettera c ) 0 il calcolo " dei costi di acquisizione
0 di produzione delle scorte secondo uno dei metodi ammessi dall' articolo 37 •
Per quanto riguarda una valutazione sulla base del valore di sostituzione o
una rivalutazione , gli articoli 30 paragrafo 1 e 31 paragrafo 1 impongono
già detta indicazione . Quando la società modifica in un modo qualsiasi
1 suoi metodi di valutazione , essa deve indicarlo separatamente nel­
l' allegato e motivarlo a norma dell' articolo 28 , paragrafo 2 .
         Nell' allegato si devono indicare il nome e la sede delle impre­
se , nelle quali la società detiene almeno il 10$ del capitale , nonché
la parte di capitale detenuta , il capitale sottoscritto , le riserve e
il risultato dell' ultimo esercizio dell' impresa di cui si tratta ( arti­
 ---pagebreak---  colo   41 n . 2 ). Quest' obbligo non si limita dunque alle impresa nella
quali la società detiene una partecipazione ai sensi dell' articolo 1 .
Tutte queste indicazioni sono richieste per consentire al lettore del
"bilancio di avere un' idea il più possibile precisa del valore di questi
 elementi patrimoniali . Spesso la sola indicazione del costo di acquisi­
 zione delle azioni fornisce un' immagine inesatta della situazione di
un' impresa .
         Per evitare che le indicazioni richieste in virtù dell' articolo 41
 n . 2 appesanti se ano troppo l' allegato , gli Stati membri possono prevedere ,
 a norma dell' articolo 42 , che queste prendano la forma di un estratto , depo­
 sitato conformemente all' articolo 3 » paragrafi 1 e 2 della direttiva
 68/l5l/ CEE del 9 marzo 1963 . Nell' allegato si deve farne menzione .
         Gli Stati, membri possono infine consentire che dette indicazioni
vengano omesse , quando esse possano , secondo il giudizio del commerciante
 accorto e prudente , recare grave pregiudizio alle imprese interessate , a
 condizione che tale omissione sia indicata nell' allegato ( articolo 42
lettera b ) .
         Per informazione degli azionisti si è ritenuto desiderabile che
 sia menzionato nell' allegato l' impiego del capitale autorizzato ( artico­
 lo 41 n . 3 ). Si ricorda inoltre che l' articolo 2 , paragrafo 1 , lettera e )
 della direttiva 68/151 /CEE del 9 marzo 1968 richiede di pubblicare annual­
mente l' importo del capitale      sottoscritto quando l' atto costitutivo men­
 zioni un capitale autorizzato .
         Gli azionisti ed i terzi hanno interesse a conoscere l' esisten­
 za di azioni di godimento , di obbligazioni -convertibili in azioni e di
 titoli o diritti similari ( articolo 41 n . 4 ) > perché la loro esisten­
 za può avere un' influenza determinante sulla vita della società . Nella
 ---pagebreak--- !.. " J. . : ai " iiritti similari " seno ri compre si , tra l' altro , i piani .
di acquisto di azioni concesse ai dirigenti ed al personale dalla
società .
            Nell' allegato si deve altresì 1 indicare l' importo complessi­
vo degli impegni finanziari che non figurano nello stato patrimo­
niale , ove tale indicazione serva a valutare la situazione finanzia­
ria ( articolo 41 j n . 5 )« Sono in questo caso previste le obbligazio­
ni che non hanno carattere né di accantonamenti né di debiti . Si può
pensare , per esempio , ad obbligazioni' derivanti da contratti di leasing
da contratti a lungo termino per la locazione di navi e di altri im­
mobili , ecc ..
            L' indicazione delle spese per il personale nell' allegato è pre­
scritta solo nel caso che il conto profitti e perdite sia redatto se­
condo lo schema previsto dall' articolo 22 o dall' articolo 23 , nel quale
tali spese non appaiono separatamente ( articolo 41 » n . 6 ).
            Le altre imposte che sono incluse nel risultato di esercizio ,
nel risultato finanziario o nel risultato straordinario , devono essere
indicate separatamente per ciascuno di questi risultati ( articolo 41 » n
            Le agevolazioni fiscali concesse alle imprese variano molto da
uno Stato membro all' altro . Ove queste incidano sui bilanci annuali ,
è molto importante , al fine di ottenere bilanci comparabili , che l' im­
porto delle alterazioni del risultato dell' esercizio dovuto all' appli­
cazione della regolamentazione fiscale appaia nell' allegato ( arti­
colo 41 , n . 8 ).
            L' indicazione dell' importo delle remunerazioni corrisposte nel
corso dell' esercizio ai membri degli organi amministrativi , direttivi
o di vigilanza per le loro funzioni , fatta in modo globale per ciascu­
na categoria , è un' informazione particolarmente importante per gli
azionisti ( articolo 41 » n . 9 )«
 ---pagebreak---                                    - 79 -
        Infine , tanto gli azionisti quanto i terzi hanno interesse -a sa­
pere in quale misura siano stati concessi anticipi o crediti ai membri di
tali organi e in quale misura la società abbia per loro conto assunto im­
pegni , in forza di una qualsiasi garanzia ( articolo 41 > n . 10 ). S' intende
che quest 'obbligo di informazione non può riguardare gli Stati membri nei
quali tali operazioni a favore dei membri degli organi della società sono
vietate dalla legge .
                                Sezione nona
                  Contenuto della relazione sulla gestione
Articolo 43
        Nella relazione sulla gestione si devono indicare tutti i fatti
che non riguardano direttamente le varie voci del rendiconto annuale , ma
incidono sull' apprezzamento complessivo della situazione economica della
società . In questa relazione gli organi della società esprimono il loro
parere personale sull' evoluzione e sulle prospettive future della società .
        La distinzione fatta nella direttiva fra l' allegato e la relazio­
ne sulla gestione non si riscontra in tutti gli Stati membri . Non v' è alcun
inconveniente nel fatto che le informazioni da fornire nell' allegato e nel -:
la relazione sulla gestione figurano in un solo documento , a condizione
che questo contenga tutte le indicazioni richieste dalla direttiva . Si
deve tuttavia osservare che , a norma dell' articolo 44 paragrafo 1 , l' al­
legato , facendo parte del rendiconto annuale , deve essere pubblicato in­
tegralmente in un bollettino nazionale , mentre per la relazione sulla
gestione è sufficiente una pubblicazione in un bollettino nazionale che
ne segnali semplicemente l' avvenuto deposito ( afr . articolo 44j para- -
grafo 3 )- E' evidente che , se si redige un solo documento , va osservata
la normativa prevista per la pubblicazione dell' allegato .
                                                                     • « /« « •
 ---pagebreak---                                     - 80 -
                                Sezione decima
                                Pubblicazione
Articolo 44
        Il "bilancio annuale , cioè lo stato patrimoniale , il conto profitti
e perdite e l' allegato , dopo esser stato approvato dagli organi competenti
dolla società , nonché la relazione sulla gestione e la relazione de^li in­
caricati della verifica dei conti , devono essere depositati senza indugio ,
conformemente alle regolo all' uopo previste nell' articolo 3 , paragrafi 1
e 2 della direttiva 68/l5l/CES del 9 marzo 1968 . In seguito , sia il bilan­
cio annuale che la relaziona dell' incaricato della verifica dei conti
devono essere pubblicati integralmente in un bollettino nazionale . Per
quanto riguarda il bilancio annuale , questa norma deroga all' articolo 3 ,
paragrafo 4 di detta direttiva secondo cui è sufficiente la pubblicazio­
ne in un bollettino nazionale per estratto o in forma di notizia dell' av­
venuto deposito . Prevedendo una pubblicità più severa , la presente di­
rettiva mira a rendere il bilancio annuale più accessibile ai terzi , fra
i quali si devono contare anche i futuri azionisti della società .
Articoli 43 e 46                                             .
        Queste regole sono state previste per prevenire qualsiasi abuso al­
l' atto della pubblicazione del bilancio annuale e della relazione sulla
gestione . All' atto di ogni pubblicazione integrale di questi documenti
diversa da quella prevista dall' articolo 44 , i documenti stessi devono
essere riprodotti nella forma per la quale l' incaricato della verifica dei
conti ha redatto la sua relazione , e devono essere accompagnati dal testo
integrale della vidimazione del revisore dei conti . Nei casi contemplati
dall' articolo 45 la pubblicazione integrale della relazione sulla verifi­
ca non appare indispensabile , e basta che il bilancio annuale sia accompa­
gnato dalla vidimazione dell' incaricato della verifica dei conti . Quando
                                                               • » •/• • 0
 ---pagebreak---                                   - 31 -
il revisore dei conti abbia avanzato riserve o rifiutato di rilasciare la
vidimazione di ciò deve farsi menzione e si devono indicare le ragioni .
       In caso di pubblicazione abbreviata del bilancio annuale , per esem­
pio a fini pubblicitari , si deve segnalare l' incompletezza di tale pibbli-
cazione e si deve indicare il bollettino nazionale nel quale ha avuto luo­
go la pubblicazione integrale . Per evitare ogni malinteso , si è prescritto
che la vidimazione del revisore dei conti non può aocompagnare questa
pubblicazione . Si deve peraltro precisare se la vidimazione è stata ri­
lasciata con o senza riserva , o se essa sia stata negata .
Articolo . 47
       Cfr . il commento all' articolo 5-
                              Sezione undecima
    Disposizioni particolari per le società a responsabilità limitata
       La pubblicità dei bilanci annui delle S.A.R.L. non è strettamente
necessaria per l' informazione dei soci . Gli azionisti di una S.A. gene­
ralmente possono essere informati soltanto mediante la pubblicazione dei
bilanci . I soci di una S.A.R.L. sono invece noti alla società e possono
essere individualmente informati da essa » Perciò per le S.A.R.L. può
essere fatta una distinzione fra l' informazione interna a favore dei
soci e l' informazione esterna in favore dei terzi , fra cui i creditori .
       Per quanto riguarda 1 'informazione interna le regole stabilite
per le S.A. possono senza alcuna difficoltà essere dichiarate appli­
cabili alle S.A.R.L. . Per ottenere un' immagine per quanto possibile
 ---pagebreak--- a <- rendibile della situazione della società i soci di una S.A.R.L. devono
essere trattati alla stessa stregua degli azionisti di una S.A. .
          Per quanto riguarda l' informazione esterna , la situazione è più
complicata . Poiché questa informazione concerne soltanto i terzi , si impo­
ne una pubblicità integrale del bilancio annuo in tutti i casi ? Negli
Stati membri le risposte date a questo quesito sono molto diverse . In
alcuni Stati membri si è ritenuto che qualsiasi limitazione della respon­
sabilità debba essere necessariamente accompagnata da un' ampia informa­
zione all' esterno , onde tutelare gli interessi dei creditori e dei
terzi , cosicché per quanto riguarda la pubblicità non si fa alcuna
distinzione fra S.A. e S.A.R.L. . In altri Stati membri , invece , l' esten­
sione della pubblicità per le S.A.R.L. viene collegata con l' ordine di
grandezza di questa società . Per le grandi S.A.R.L. è stata ricono­
sciuta necessaria una ampia pubblicità , data la loro importanza per
l' economia nazionale . Per le S.A.R.L. di minore importanzr il legislatore
ha ritenuto che vi sia. conflitto fra l' interesse che possono avere queste
società a non pubblicare il loro bilancio annuale e l' interesse dei
terzi che esige giustamente questa pubblicazione . I detti Stati membri
hanno risolto questo conflitto d' interessi in favore delle società , non
prevedendo per queste nessuna pubblicità .
          La direttiva n . 68/l5l/GES del 9 marzo I9Ó8 ha già stabilito il
principio della pubblicità obbligatoria dei bilanci annui delle S.A.R.L. .
L' applicazione di questa disposizione è stata rinviata fino alla data di
entrata in vigore della presente direttiva che dove disciplinare tanto il
contenuto che l' estensione di questa pubblicità ( articolo 2 , paragrafo 1 ,
lettera f )).
                                                                            e
 ---pagebreak---                                     - 83 -
        L' argomento decisivo in favore della necessità della pubblicità
dei bilanci delle S.A.R.L. deriva dal privilegio della responsabilità
limitata. La garanzia dei creditori è limitata al patrimonio della società .
E * quindi indispensabile che essi siano messi in condizione , mediante
la pubblicità dei bilanci annui di determinare lo stato del patrimo­
nio . Altrimenti ogni giustificazione della limitazione della responsa­
bilità cade . La limitazione della responsabilità che costituisce da
una parte un vantaggio per i soci , d' altro canto uno svantaggio per
i creditori , deve essere accompagnata necessariamente da una pubbli­
cità dei bilanci annui .
        Inoltre bisogna considerare che in taluni Stati membri la forma
della S.A.R.L. è scelta da imprese per le quali in altri Stati membri
è consueta la forma della S.A. . Quando si tratta d' imprese concorrenti
l' interesse di una concorrenza non falsata nel mercato comune rende
necessario che sul piano della pubblicità queste due forme di società
siano sottoposte , per quanto possibile , alle stesse condizioni .
        Infine la pubblicità prevista mira a soddisfare un bisogno
economico generale . Questo bisogno deriva dal fatto che una parte
sempre più importante dell' industria nella Comunità è stata orga­
nizzata nella forma giuridica    della S.A.R.L. .
                                                               • •/• * •
 ---pagebreak---                                      - 84 -
        La presente direttiva non prescrive una pubblicità uniforme per
tutte le S.A.R.L. .  L' estensione della pubblicità è stata collegata
all' importanza della società conformemente a ciò che il Consiglio ha
deciso nella direttiva n . 68/l5l/CEE del 9 marzo 1968 . ITella misura in
cui l' interesse di una S.A.R.L. è più grande per l' economia nazionale
e per il mercato comune , la funzione della pubblicità è più importante .
Sono state distinte tre categorie di S.A.R.L. .    Le S.A.R.L. della
prima categoria devono essere assoggettate alle stesse condizioni di
pubblicità che le S.A. .   Per quanto riguarda le S.A.R.L. della seconda ca­
tegoria è consentita agli Stati membri la stessa possibilità di deroga
che è stata prevista nell' articolo 24 per le S.A. d' importanza compa­
rabile , vale a dire la menzione distinta del fatturato netto nel conto
profitti e perdite non è obbligatoria quando il legislatore nazionale
lo ritenga giustificato . Per quanto riguarda le S.A.R.L. della terza
categoria agli Stati membri deve essere data la possibilità di esonerarle
dalla pubblicazione del conto profitti e perdite .
        Le soluzioni adottate possono essere riassunte come figura
nella tabella seguente :
                                                               • ••/• • •
 ---pagebreak---                                                    I
                                                     Numero dei di­
                      Ammontare
                                      Fatturato      pendenti occu­
                    del bilancio
    Categorie                       netto in uni­    pati in media         Pubblicità
                     in unità di
                                     tà di conto     nel corso del­
                         conto
                                                     l' esercizio
                                  I
  I. (vedi                                                            Bilanci annuali , re­
                    superiore ad     superiore a                      lazione sulla gestio
      art . 50      1    milione     2 milioni
                                                      più   di  100   ne e relazione sul ~
      par . l )                                                       controllo
                                                                      Come ad I. ; il di­
                                                                      ritto nazionale può
 II . (vedi         da    100.001    da 200.001
                                                      da 21           prevedere che la
      art . 50      fino a           fino a
                                                      fino a   100    menzione distinta
      par . 2a)     1 milione        2 milioni
                                                                      del fatturato netto
                                                                      nel conto profitti
                                                                      e perdite non sia
                                                                      obbligatoria
                                                                      Come ad I. j il di­
                                                                      ritto nazionale può
III . (vedi         fino a           fino a
                                                                      prevedere che la
      art . 50      100.000          200.000
                                                      f mo a   20     pubblicazione di un
      par . 2b )                                                      bilancio e di un
                                                                      allegato abbrevia­
                                                                      ti basta
         Per il p assaggio    m se conda 0 in priraia categoria bast a che
         una dell e caratteristi che   di queste c ategorie sia sta,ta
          soddisfa tta .
         Bisogna precisare che le cifre adottate per determinare la prima
 categoria sono state scelte partendo dalla proposta della Commissione del
 1964 » relativa alla prima direttiva basata sull' articolo 54 , paragrafo 3 ,
 lettera g) del Trattato CEE ( supplemento al Bollettino della CEE n. 3-1964 »
 pag. 13 e segg.). In virtù dell' articolo 2 , n . 6 di questa proposta, le •
 S.A.R.L. di cui l' ammontare del bilancio supera 1 milione di U.C. dovranno
 pubblicare il loro conto profitti e perdite .
 ---pagebreak---                                      - 86 -
Articolo 46
        Il bilancio annuale e la relazione sulla gestione sottoposti all' ap­
provazione dei soci - ciò riguarda quandi l' informazione interna - devono
essere redatti conformemente alle regole previste nella direttive, per le
So A. . Infatti non vi è nessun motivo di "trattare i soci in riàrderà diversa
dagli azionisti di una società per azioni .
        Una delle caratteristiche della S.A.R.L. è che essa può avere nei
riguardi dei suoi soci crediti e debiti che possono avere un' importanza
particolare per la situazione della, società . La direttiva tiene conto di
questa caratteristica , prevedendo l' iscrizione distinta di tali    elementi .
Per il resto i titoli per le voci previste negli schemi di bilancio devono
essere adattati alla forma giuridica della S.A.R.L. .
Articolo 49
        Per garantire il valore informativo dei "bilanci annuali e della rela­
zione sulla gestione questi documenti devono essere sottoposti al controllo
di un esperto indipendente . Al riguardo non può essere fatta una distinzione
di principio fra S.A. e S.A.R.L. . Sarebbe allora indicato prescrivere per le
S.A.R.L. un controllo obbligatorio dei bilanci da parte delle stesse persone
che sono abilitate in virtù della legislazione nazionale a controllare i
bilanci di una S.A. .
        Tuttavia , tenuto conto della situazione esistente nella Comunità
una regolamentazione più pragmatica sembra imporsi . Un gran numero di S.A.R.L.
fa già procedere volontariamente ad un controllo dei loro bilanci annui ,
spesso da, parte di persone che non posseggono i requisiti per effettuare
il controllo previsto dalla legge per le S.A. .    In queste condizioni la
direttiva si limita ad imporre il principio del controllo lasciando agli
Stati membri la cura di organizzarlo nella maniera più idonea .
                                                                      « 0 • I • •
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        Un controllo obbligatorio del grandissimo numero delle S.A.R.L. della
terza categorìa potrebbe risultare impossibile in pratica, giacché il nume­
ro degli iscritti negli albi professionali degli esperti contabili negli
Stati membri non sarebbe sufficiente per eseguire tale controllo . D' altra
parte un tale controllo potrebbe essere troppo oneroso per queste società .
Per queste ragioni possono essere esentate dal controllo obbligatorio le
società che presentano le caratteristiche di cui al par . 2 . In questo caso
sanzioni appropriate devono essere previste dalle legislazioni nazionali
per garantire l' applicazione , da parte delle dette società , delle regole
contenute nella presente direttiva . Quanto alle caratteristiche scelte per
definire queste S.A.R.L. , si può rinviare al commento relativo all' articolo 24 .
Articolo 50
        In linea di massima tutte le S.A.R.L. devono pubblicare il loro bi­
lancio e la loro relazione sulla gestione nonché la relazione sul controllo
dei conti , e questo secondo le stesse modalità previste per le S.A. ( arti­
colo 44 )* Esse devono inoltre pubblicare la proposta relativa alla destina­
zione degli utili nonché la destinazione stessa ( cfr . art , 47)» Gli Stati
membri possono tuttavia prevedere una pubblicità limitata per le S.A.R.L.
della seconda e terza categoria .
        Gli Stati membri possono autorizzare le S.A.R.L. della seconda cate­
goria a pubblicare il conto profitti e perdite nella forma ridotta come
previsto dall' articolo 24 per talune S.A. , cioè senza l' indicazione distinta
del fatturato netto . Per quanto riguarda la presentazione dei bilanci è
questa la sola eccezione prevista per queste S.A.R.L. ; per il resto esse
devono pubblicare i loro bilanci annui , la relazione sulla gestione e la
relazione sul controllo con lo stesso contenuto che le S.A. . D' altra parte
per quanto riguarda la. forma di pubblicità , la pubblicazione integrale dei
                                                                    • • •/• •
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bilanci in un Bollettino Nazionale come richiesto per le S.A. non sembra
necessario per queste società . Per questa ragione gli Stati membri possono
autorizzarle a pubblicare i documenti in questione secondo le regole nor­
mali di pubblicità previste all' articolo 3 della direttiva n . 68/151 /CEE
del 9 marzo 1968 (paragrafo 2 c ). Allora basterà la pubblicazione in un
Bollettino Nazionale per estratto ò sotto forma di menzione del deposito .
        Gli Stati membri possono autorizzare le S.A.R.L. della terza cate­
goria secondo la definizione che ne dà l' articolo 49 1 paragrafo 2 , a pub­
blicare soltanto un bilancio con un allegato . Queste società possono allora
essere esonerate della pubblicità del conto profitti e perdite e della
relazione sulla gestione . Inoltre il bilancio e l' allegato da pubblicare
possono essere abbreviati . Il bilancio dovrà contenere soltanto le voci
precedute da lettere e da cifre romane previste negli schemi degli arti­
coli 8 e 9 * Basta perciò indicare delle voci globali senza suddivisioni ,
come per esempio " Immobilizzazioni immateriali ", " Immobilizzazioni materiali "
ecc .. Tuttavia i crediti ed i debiti verso i soci devono essere menzionati
separatamente in questo bilancio dato che queste voci possono avere una
grande importanza per la valutazione della situazione delle società . Per
tener conto di questa presentazione abbreviata del bilancio anche l' alle­
gato può essere adottato .
        Le S.A.R.L. della terza categoria non sono esonerate dall' obbligo di
presentare i movimenti delle immobilizzazioni e delle disponibilità (vedi
l' articolo 12 ), ma in questo caso sarà sufficiente l' indicazione delle somme
totali per i diversi gruppi di attivo .
        Come per le S.A.R.L. della seconda categoria , la pubblicazione inte­
grale del bilancio con il suo allegato in un bollettino nazionale non è
stata giudicata necessaria per le S.A.R.L. della terza categoria . La pub-,
blicità normale dell' articolo 3 della direttiva n. 68/151 /CEE del 9 marzo 1968
basta per queste società (paragrafo 2 , lettera c )).
        Tutte le S.A.R.L. senza eccezione devono pubblicare la destinazione
degli utili .
                                                                    • • •/0 • •
 ---pagebreak---                                      - 89 -
                               Sezione dodicesima
                              Disposizioni  finali
Articolo 51
        La direttiva concede agli Stati membri un termine di 18 mesi per
provvedere alle necessarie modifiche della loro legislazione . E' inoltre
accordato un termine supplementare di 12 mesi per l' entrata in vigore di tali
modifiche . In tal modo le società sono poste in condizione di modificare , se
necessario , l' organizzazione della loro contabilità e di prepararsi , in
generale , a fornire le informazioni richieste dalla presente direttiva .
        Negli schemi dello stato patrimoniale 0 del conto profitti e per­
dite figurano alcune voci che riguardano le imprese collegate . In altri
articoli della presente direttiva sono state menzionate anche tali impre­
se , che peraltro la direttiva stessa non definisce . Tale definizione deve
essere data in un' ulteriore direttiva per le società collegate , attual­
mente in preparazione . Per questo motivo si è previsto che l' obbligo di
fornire le informazioni richieste nei riguardi delle imprese collegate
entrerà in vigore contemporaneamente alla detta direttiva; (paragrafo 2 ).