CELEX: 31988S0194
Language: it
Date: 1988-01-06 00:00:00
Title: Decisione n. 194/88/CECA della Commissione del 6 gennaio 1988 che proroga il sistema di sorveglianza e di quote di produzione per taluni prodotti delle imprese dell' industria siderurgica

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31988S0194

Decisione n. 194/88/CECA della Commissione del 6 gennaio 1988 che proroga il sistema di sorveglianza e di quote di produzione per taluni prodotti delle imprese dell' industria siderurgica  

Gazzetta ufficiale n. L 025 del 29/01/1988 pag. 0001

*****DECISIONE  N. 194/88/CECA DELLA COMMISSIONE  del 6 gennaio 1988  che proroga il sistema di sorveglianza e di quote di produzione per taluni prodotti delle imprese dell'industria siderurgica  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare gli articoli 47 e 58,  considerando quanto segue:  1. Cambiamento della situazione di mercato per alcune categorie di prodotti siderurgici  Il sistema di quote di produzione instaurato il 1o ottobre 1980 in applicazione dell'articolo 58 del trattato CECA ha consentito una ristrutturazione progressiva dell'industria siderurgica della Comunità europea.  Il miglioramento della situazione ha consentito di esentare dal sistema di quote le lamiere rivestite delle categorie I c e I d. Per quanto riguarda la vergella della categoria IV e gli acciai mercantili della categoria VI, nonché i tondi per cemento armato della categoria V, già sottratti al sistema di quote, la tecnica di produzione di tali prodotti è in piena evoluzione e si orienta sempre più marcatamente verso l'impiego di forni elettrici. Continuando a sottoporre al sistema di quote questi prodotti si rischierebbe di ostacolare tale sviluppo. La maggior parte dei produttori interessati a tali categorie di prodotti non è in una situazione di crisi. Pertanto tali prodotti devono essere esclusi dal sistema di quote.  Le modifiche strutturali intervenute in campo siderurgico nel corso degli ultimi anni rendono parimenti superfluo continuare a sottoporre al sistema di quote i semilavorati appartenenti alle categorie I a e I b, destinati a venir laminati ulteriormente o trasformati in altre imprese della Comunità, e ciò soprattutto perché il sistema di sorveglianza continua ad applicarsi a tali prodotti.  Nonostante la Commissione constati una eccedenza di capacità per quanto riguarda i treni per nastri larghi a caldo, la situazione dei coils a caldo (categoria I a) e dei coils a freddo (categoria I b), può essere considerata abbastanza soddisfacente nell'attuale congiuntura. Un ripristino immediato delle regole di mercato rischierebbe tuttavia di provocare una sensibile diminuzione dei prezzi. È quindi giustificato il mantenimento di tali prodotti nel sistema di quote accompagnato da un alleggerimento delle quote nel secondo trimestre, in preparazione della liberalizzazione, dopo il 30 giugno 1988, che la Commissione ritiene necessaria nella situazione attuale di mercato.  Per quanto riguarda i prodotti appartenenti alle categorie II (lamiere quarto) e III (profilati pesanti), il mercato continua ad essere estremamente depresso, nonostante alcuni miglioramenti, e le eccedenze di capacità produttiva sono ancora, rispetto alla produzione complessiva per ciascuna di tali categorie, proporzionalmente molto importante.  2. Caso particolare delle piccole imprese (articolo 4)  La produzione dei prodotti siderurgici delle categorie I a, I b, II e III è stata sempre realizzata soprattutto dalle grandi imprese integrate. Tuttavia un certo numero di piccoli produttori trattano i prodotti in questione. La loro produzione risulta marginale e spesso specializzata, cosicché ha scarse ripercussioni sul mercato. Appare perciò opportuno escludere tali imprese dall'applicazione del sistema di quote aumentando il livello della produzione complessiva di riferimento al disotto del quale un'impresa viene esclusa dal sistema di quote.  Per evitare peraltro che le imprese escluse dal sistema di quote producano e forniscano quantitativi in grado di perturbare il mercato, la soglia di produzione al disopra della quale un'impresa verrà reintegrata nel sistema di quote deve essere fissata ad un livello sufficientemente basso.  3. Produttori estremamente specializzati (articolo 6)  La produzione di alcune imprese è limitata o fortemente concentrata ad un'unica categoria di prodotti e questo fatto li rende particolarmente sensibili alle ripercussioni del sistema di quote. Le imprese in questione non hanno, in particolare, potuto trarre profitto dalle modifiche dei quantitativi di riferimento derivanti dagli scambi, dalle cessioni e dagli adeguamenti decisi dalla Commissione. Qualora la loro posizione relativa si sia deteriorata in seguito a modifiche apportate ai quantitativi di riferimento fissati per le altre imprese nell'ambito della decisione n. 3485/85/CECA della Commissione (1), è opportuno riportarla al livello che aveva nel primo trimestre 1986.  4. Imprese soggette a fallimento o in regime d'amministrazione controllata (articolo 8)  Qualora l'attività produttiva di una società soggetta a fallimento, in regime d'amministrazione controllata oppure in una situazione analoga, venga continuata, ad esempio dal curatore fallimentare o dell'amministrazione controllata oppure dal nuovo soggetto economico della società, senza che abbia luogo una - peraltro necessaria - ristrutturazione, tale società ha il vantaggio di potersi sbarazzare integralmente od in parte del passivo mentre il mercato non risulta risanato dalla scomparsa d'impianti produttivi, eventualmente non redditizi.  Aprendo la possibilità di ridurre i quantitativi di riferimento relativi all'impresa, la regolamentazione prevista ha lo scopo d'incoraggiare la ristrutturazione dell'impresa, con vantaggi per l'industria siderurgica europea e ovviamente anche per l'impresa stessa.  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  I. Sistema di sorveglianza  Articolo 1  È introdotto un sistema di sorveglianza per la produzione e le consegne di alcuni prodotti delle categorie I, II, III, IV, V, VI e di alcune categorie derivate dalla categoria I. Tali categorie, che comprendono tutte le qualità di acciaio e tutte le scelte, sono le seguenti:  1.2 // categoria I:   // coils e nastri laminati a caldo su treni specializzati,   // categoria II:   // lamiere quarto e larghi piatti,   // categoria III:   // profilati pesanti,  // categoria IV:   // vergella,   // categoria V:   // tondi per cemento armato,   // categoria VI:   // acciai mercantili.  Le categorie derivate dalla categoria I comprendono i seguenti prodotti:  categoria I a):  - nastri larghi a caldo per l'utilizzazione diretta e per l'esportazione;  - nastri larghi a caldo per la rilaminazione o altre trasformazioni presso altre imprese della Comunità;  - lamiere medie e grosse dello spessore di 3 mm e più, ottenute per taglio dei nastri larghi a caldo;  - nastri e bande per tubi laminati a caldo di larghezza inferiore a 600 mm;  categoria I b):  - lamiere laminate a freddo in fogli o in rotoli di spessore inferiore a 3 mm;  - lamiere laminate a freddo in fogli o in rotoli dello spessore di 3 mm e più;  - lamiere laminate a caldo in fogli di spessore inferiore a 3 mm;  - lamiere laminate a freddo o a caldo per l'elaborazione dei prodotti derivati delle categorie i c) e I d) presso le altre imprese della Comunità;  categoria I c):  - lamiere zincate a caldo in fogli o in rotoli;  - lamiere zincate per l'elaborazione dei prodotti della categoria I d) presso le altre imprese della Comunità;  categoria I d):  - altri prodotti piatti rivestiti.  L'elenco particolareggiato dei prodotti è riportato nell'allegato I, ad eccezione dell'elenco dei prodotti riguardanti le imprese spagnole e portoghesi che è ripreso nell'allegato III.  Articolo 2  1. A decorrere dal gennaio 1988 le imprese sono tenute a dichiarare mensilmente alla Commissione le produzioni e le consegne dei prodotti di cui all'articolo 1. Tali dichiarazioni debbono pervenire alla Commissione entro e non oltre i dieci giorni lavorativi successivi alla fine del mese. Tali dichiarazioni debbono essere fatte conformemente ai formulari di cui all'allegato II, ad eccezione delle dichiarazioni delle imprese spagnole e portoghesi che devono essere compilate conformemente ai formulari ripresi nell'allegato IV.  2. Le imprese che effettuano consegne di prodotti di una o diverse categorie, soggetti alla disciplina di quote di cui all'articolo 58 del trattato, ad altre imprese siderurgiche non soggette a dette disciplina per le stesse categorie sono tenute, in deroga alle note esplicative di cui all'allegato II, a dichiarare direttamente tali consegne che saranno imputate alle loro proprie quote.  3. Durante l'esecuzione dei controlli di cui all'artico-  lo 3, le imprese sono tenute a comunicare agli agenti e ai mandatari della Commissione una copia delle dichiarazioni mensili, nonché la ripartizione dei quantitativi per stabilimento.  4. Le imprese devono tenere per ogni stabilimento un registro numerato dal quale risulti la produzione e le consegne giornaliere e mensili, conformemente ai formulari di cui all'allegato II.  Tale registro dev'essere tenuto presso ogni stabilimento ed essere esibito agli agenti ed ai mandatari della Commissione.  5. Va considerata come un'unica impresa, a norma della presente decisione, un gruppo di imprese che abbia formato oggetto di concentrazione ai sensi dell'articolo 66 del trattato, anche se tali imprese sono situate in Stati membri differenti.  Articolo 3  1. La Commissione provvede alla gestione del sistema di sorveglianza. Essa accerta sul posto la conformità e l'esattezza delle dichiarazioni e delle informazioni di cui all'articolo 2. La Commissione può farsi assistere da organismi indipendenti o da esperti. Il segreto professionale delle imprese deve essere salvaguardato.  2. Il mandato dei controllori deve far riferimento alla presente decisione ed indicare quali sono le dichiarazioni fornite dall'impresa che essi sono incaricati di accertare. Le imprese debbono permettere tali accertamenti senza che sia necessaria una decisione individuale.  3. Le imprese che si sottraessero agli obblighi di cui all'articolo 2 e all'articolo 3, paragrafo 2, o che fornissero informazioni false, sono passibili delle ammende e delle penalità di mora previste all'articolo 47 del trattato.  II. Disciplina di quote di produzione  Articolo 4  1. Per le categorie I a), I b), II e III è introdotta una disciplina di quote di produzione per tutte le qualità di acciaio e per tutte le scelte.  2. Per quanto riguarda le categorie I a), i b), II e III sono esclusi i seguenti prodotti:  - gli acciai speciali legati, salvo gli acciai speciali legati da costruzione a grana fine saldabili ad elevato carico unitario di snervamento (detti « Sonderbaustahl »),  - materiale ferroviario,  - palancole,  - profilati per armature di miniera, e,  - a condizione di fornire la prova che sono stati effettivamente trasformati nella Comunità, i materiali destinati alla produzione nella Comunità di:  - prodotti rilaminati della categoria I b,  - tubi saldati di diametro superiore a 406,4 mm,  - banda stagnata (compresa la banda nera e i TFS),  - lamiere magnetiche con un tenore di silicio dell'1 % e più,  - prodotti derivati delle categorie I c e I d.  3. Fatti salvi gli obblighi di informazione e di controllo previsti dalla presente decisione, non sono soggette alla disciplina delle quote le imprese la cui produzione annua di riferimento, di cui all'articolo 6, non superi 200 000 t per l'insierne di tutte le categorie soggette al sistema delle quote. Tale limite è di 100 000 t per le imprese che producono soltanto prodotti della categoria III.  4. Tuttavia, se durante un trimestre la produzione di un'impresa supera 25 000 t, essa è sottoposta alla disciplina a partire dal trimestre successivo. Tale limite è di 12 500 t per le imprese che producono soltanto prodotti della categoria III. In tal caso la Commissione attribuisce all'impresa le produzioni di riferimento in base alla produzione dei dodici mesi migliori di calendario compresi nel periodo che va dal luglio 1982 all'ultimo mese precedente il trimestre di attribuzione delle quote.  Se durante tale periodo le produzioni di un'impresa non coprono almeno dodici mesi rappresentativi, si procederà al calcolo della produzione di riferimento annua in base alla media dei mesi rappresentativi disponibili.  Le produzioni sono utilizzate per fissare produzioni di riferimento corrispondenti, ricorrendo ai tassi di riduzione dei trimestri cui si riferiscono.  Tali disposizioni sono d'applicazione anche per le imprese che riattivano impianti dopo una cessazione totale della loro attività siderurgica, con relativa sospensione delle quote.  Qualora la produzione di un'impresa superi i limiti di cui al paragrafo 4 in seguito ad un investimento non dichiarato o che abbia ricevuto parere sfavorevole, l'impresa è sottoposta alla disciplina di quote e riceve quote corrispondenti ai limiti indicati all'articolo 5, paragrafo 2.  Articolo 5  1. La Commissione fissa trimestralmente, per ogni impresa, le quote di produzione e la parte di tali quote che può essere consegnata nel mercato comune:  - sulla base delle produzioni e delle quantità di riferimento di cui all'articolo 4, paragrafo 4 e all'articolo 6,  - applicando a tali produzioni e quantità di riferimento i tassi di riduzione di cui all'articolo 8.  2. In relazione al limite fissato all'articolo 4, paragrafo 3, la Commissione, se necessario, procede all'adeguamento delle quote fissate conformemente al paragrafo 1. Tale adeguamento non può comportare quote superiori a 25 000 t per trimestre per l'insieme delle categorie di un'impresa ed è effettuato secondo le proporzioni dei riferimenti e a condizione che l'impresa abbia realizzato direttamente le produzioni e le consegne corrispondenti sul mercato comunitario.  (1) GU n. L 340 del 18. 12. 1985, pag. 5.  Per le imprese che producono soltanto prodotti della categoria III, l'adeguamento non può comportare quote superiori a 12 500 t per trimestre.  L'impresa interessata deve introdurre una richiesta durante il trimestre e fornire la prova, al più tardi entro un mese dalla fine del trimestre, dell'esecuzione di queste quantità.  Articolo 6  1. Le produzioni e quantità di riferimento sono quelle che risultano dall'applicazione dell'articolo 6 della decisione n. 3485/85/CECA, ivi comprese quelle derivanti dall'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 5, nonché gli scambi e/o cessioni e gli adeguamenti concessi dalla Commissione in virtù degli articoli 13 e 15 della stessa decisione, contabilizzati su base annua, dopo deduzione dei prodotti della categoria I a destinati a essere rilaminati in prodotti della categoria I b.  2. Per un'impresa che produce una sola categoria di prodotti soggetti alla disciplina di quote o la cui produzione di riferimento relativamente ad una categoria supera l'80 % dell'insieme dei suoi prodotti soggetti a quote, il rapporto tra il totale delle quantità di riferimento calcolate ai sensi dell'articolo 6 della decisione n. 3485/85/CECA ed il totale delle quantità di riferimento relative a tutte le imprese della Comunità non deve essere inferiore allo stesso rapporto calcolato al 1o trimestre 1986. Eventualmente, la Commissione apporta le correzioni necessarie.  Articolo 7  Qualora, in una categoria di prodotti le quote, ivi compresi gli adeguamenti a titolo degli articoli 14 e 14 A attribuiti a un'impresa nel corso di un trimestre, sono tali che il rapporto di dette quote alla totalità delle quote, ivi compresi gli adeguamenti summenzionati, attribuiti nella Comunità per questa stessa categoria, è inferiore di oltre l'1 % rispetto alle quote calcolate per lo stesso trimestre ai sensi dell'articolo 6, rispettivamente per questa impresa e per l'insieme della Comunità, e ciò per due trimestri consecutivi, la Commissione prende le misure necessarie allo scopo di limitare questa perdita ad un massimo di 1 %, nella misura in cui, per l'insieme delle categorie che l'impresa produce, essa abbia subito del pari una perdita di posizione relativa di almeno l'1 %.  La Commissione stabilisce mediante decisione generale le condizioni ed i criteri di applicazione della presente disposizione.  Articolo 8  1. La Commissione fissa trimestralmente, circa sei settimane prima dell'inizio del trimestre, i tassi di riduzione per poter stabilire le quote diproduzione e la parte di tali quote che può essere consegnata nel mercato comune. Al più tardi nel corso della prima settimana del secondo mese del trimestre in questione, la Commissione può modificare tali tassi di riduzione tenuto conto dell'evoluzione della situazione del mercato.  2. Per il secondo trimestre del 1988, le parti di quote di produzione che possono essere consegnate nel mercato comune sono fissate ad un livello maggiorato del 2 % rispetto a quello corrispondente alla valutazione della domanda.  3. La Commissione comunica a ciascuna impresa le sue produzioni e le sue quantità di riferimento, nonché le sue quote di produzione e quella parte delle quote che può essere consegnate nel mercato comune  4. Quando un'impresa cessa la sua attività di produzione nel corso di un trimestre, la Commissione sospende l'attribuzione delle quote a partire dal trimestre successivo. Le quote e le parti di quote che non hanno dato luogo a produzioni o a consegne non possono essere scambiate o cedute. Quando si tratta di cessazione temporanea di un'attività, la sospensione è tolta subito dopo la ripresa dell'attività e implica l'attribuzione di quote proporzionali alla parte restante del trimestre.  5. Quando un impianto - stabilimento o impresa - è oggetto di un trasferimento di proprietà, il nuovo proprietario diviene destinatario delle produzioni e delle quantità di riferimento degli impianti e delle quote corrispondenti fatte salve le disposizioni di cui al paragrafo 6.  È vietato eludere questo trasferimento di produzioni di riferimento con vendita, scambi o cessioni delle stesse.  Se si tratta di un impianto di produzione delle categorie,  I a) e I b), la Commissione prenderà le misure necessarie affinché il totale della produzione di ciascuna delle categorie I a) e I b) immesso nel mercato rimanga invariato.  6. Quando una società in fallimento prosegue l'attività di produzione sotto amministrazione controllata o regime analogo, la Commissione accerta che sia stata effettuata una ristrutturazione sufficiente. A tale scopo la Commissione può, eventualmente, ridurne o congelare le produzioni di riferimento dell'impresa in questione o di quella che ne ha rilevato l'attività.  Articolo 9  Fissando i tassi di riduzione, la Commissione costituisce ogni trimestre una riserva massima del 3 % della domanda globale di acciaio.  Tale riserva serve in primo luogo ad attribuire le quote supplementari di cui all'articolo 14. Il rimanente può essere utilizzato per l'applicazione dell'articolo 14 A. Articolo 10  1. Per quanto riguarda i prodotti della categoria I a), utilizzati come laminati a caldo per la produzione nella Comunità di tubi saldati di diametro inferiore o uguale a 406,4 mm, le imprese sono autorizzate ad aumentare le loro quote e parti di quote che possono essere consegnate nel mercato comune di una quantità fino a 5 000 t per trimestre oppure, secondo i casi, fino al 30 % della quantità di detti prodotti contenuta nelle parti di quote che possono essere consegnate nel mercato comune. Quest'ultima quantità corrisponde alla parte delle loro consegne destinate alla produzione nella Comunità di detti tubi rispetto alle loro consegne comunitarie totali della categoria I a) durante i dodici mesi migliori di cui all'articolo 8, paragrafo 1, della decisione n. 2177/83/CECA della Commissione (1).  L'impresa può procedere a questo aumento soltanto a condizione di fornire, al più tardi nel corso del mese successivo al trimestre in questione, la prova dell'impiego ai fini previsti delle consegne corrispondenti.  Su richiesta debitamente motivata di un'impresa, la Commissione può adeguare le quote e le parti di quote che possono essere consegnate nel mercato comune di un importo superiore. La Commissione può subordinare la concessione di tale adeguamento all'esibizione, da parte dell'impresa interessata e a carico di quest'ultima, di una relazione elaborata da una società fiduciaria che certifichi il ricevimento dei semiprodotti di detta impresa da parte del o dei clienti tubisti, nonché la loro effettiva utilizzazione per la produzione in questione.  2. Su richiesta dell'impresa e se i prodotti speciali rappresentano almeno il 50 % (in tonnellate) della sua produzione nella o nelle categorie in causa, la Commissione può adeguare le quote e le parti di quote che possono essere consegnate nel mercato comune qualora:  - i cilindri siano di proprietà del consumatore ed il prodotto sia riservato al proprietario degli stessi;  - la disponibilità del prodotto sia riservata al consumatore per brevetto;  - non si possa ragionevolmente imporre al consumatore di approvvigionarsi presso altre imprese.  Articolo 11  1. È ammesso un margine di tolleranza di superamento del 5 % per quota di produzione e per parte di tale quota che può essere consegnata nel mercato comune. Tuttavia, la produzione e la parte di produzione che può essere consegnata nel mercato comune dell'insieme delle categorie di prodotti, non possono superare la somma delle quote e delle parti di tali quote che possono essere consegnate nel mercato comune, assegnate per ciascuna di tali categorie.  2. Per le imprese che producono una sola categoria o la cui produzione di riferimento di una categoria rappresenti almeno 80 % della sua produzione di riferimento totale dei prodotti di cui all'articolo 4, è ammesso un margine di tolleranza di superamento del 5 % della parte della quota di produzione che può essere consegnata nel mercato comune, a condizione che non si superi la quota di produzione della categoria in questione. Tale tolleranza non può essere cumulata a quella del paragrafo 1.  3. a) Le imprese che non hanno esaurito le loro quote di produzione o quella parte delle quote che può essere consegnata nel mercato comune possono riportarle, per la stessa categoria di prodotti, al trimestre successivo sino al 10 % rispettivamente delle loro quote o parti di quote. Per i prodotti eventualmente soggetti all'obbligo del rispetto dei prezzi minimi, su richiesta debitamente motivata dell'impresa, la Commissione può autorizzare un riporto in misura più elevata.  b) I riporti sono autorizzati in questo stesso limite dal quarto trimestre 1987 al primo trimestre 1988 per i prodotti delle categorie I a, I b, II e III.  c) Il riporto integrale e consentito per la parte non utilizzata delle quote e parti di quote supplementari attribuite durante l'ultimo mese del quarto trimestre 1987 per i prodotti delle categorie I a, I b, II e III.  d) Qualora un impresa non abbia raggiunto le sue quote di produzione durante il trimestre al quale si riferiscono, la Commissione, se l'impresa dimostra che ciò è dovuto ad un caso di forza maggiore o a una fermata per riparazione della durata di almeno quattro settimane consecutive, può consentire all'impresa di riportare integralmente le quote non utilizate.  e) Qualora un'impresa non intenda raggiungere le sue quote durante il trimestre al quale si riferiscono, la Commissione, alle condizioni precisate alla lettera d), può consentire all'impresa un anticipo al massimo pari al 20 % delle quote del trimestre in corso.  4. Durante il trimestre in corso le imprese, previa informazione preventiva della Commissione da parte di ciascuna delle imprese interessate, possono procedere con altre imprese a scambi o vendite di quote o di parti delle quote che possono essere consegnate nel mercato comune relative allo stesso trimestre.  5. Le consegne per le quali l'impresa non dimostra l'avvenuta esportazione fuori del territorio della Comunità sono considerate come efettuate all'interno del mercato comune.  La prova dell'avvenuta esportazione può essere costituita da:  a) una copia vistata dall'ufficio doganale di esportazione del modulo comunitario di dichiarazione di esportazione « EU » allegato alla decisione 87/267/CEE del Consiglio (1) nel caso di esportazioni verso i paesi dell'EFTA; o del modulo comunitario di dichiarazione di esportazione « EX » previsto dal regolamento (CEE) n. 1900/85 del Consiglio (2) nel caso di esportazioni verso paesi terzi;  b) i documenti commerciali relativi alle istruzioni di spedizione dei prodotti in questione ed al loro trasporto, in particolare copia degli ordini di carico su nave, delle polizze marittime, dei contratti di nolo fluviali, delle lettere di vettura per il trasporto per ferrovia o su strada.  6. La produzione di nastri larghi a caldo di un'impresa che, in un trimestre dato, non rientri nella categoria I a), primo e secondo trattino è considerata, ai sensi della presente decisione, produzione di coils destinati alla rilaminazione o ad altre trasformazioni presso l'impresa stessa.  La produzione di nastri larghi a caldo di cui sopra, destinata nei trimestri successivi all'utilizzazione diretta, all'esportazione, alla rilaminazione o ad altre trasformazioni presso imprese della Comunità diverse dal produttore, è imputata sulla quota di produzione della categoria I a), primo e secondo trattino, di tale produttore per i trimestri successivi in questione.  Articolo 12  Alle imprese che superano le loro quote di produzione o quella parte di queste quote che può essere consegnata nel mercato comune verrà inflitta un'ammenda pari, in genere, a 75 ECU per tonnellata di superamento.  Se la produzione di un'impresa supera la quota del 10 % o più, o se l'impresa ha già superato in uno dei trimestri precedenti la sua o le sue quote, le ammende potranno ammontare fino al doppio di detti importi per tonnellata. Si applicano le stesse regole se vengono superate le quantità che possono essere consegnate nel mercato comune.  L'importo dell'ammenda è, di diritto, produttivo di interessi.  Articolo 13  Qualora imprese o gruppi di imprese soggette alla disciplina delle quote di produzione abbiano proceduto a concentrazioni, separazioni o costituzione in comune di nuove imprese, dopo il 1o gennaio 1984, o effettuino tali operazioni mentre vige la presente decisione, la Commissione prende, per quanto riguarda le produzioni e le quantità di riferimento, esclusi i riferimenti derivanti dall'applicazione dell'articolo 16, a seconda dei casi, le seguenti misure:  1) In caso di concentrazione ai sensi dell'articolo 66 del trattato, e a tal titolo autorizzata, la produzione di riferimento e le quantità di riferimento sono costituite dalla somma dei riferimenti precedentemente calcolati per ciascuna delle imprese interessate della concentrazione. Le produzioni di riferimento e le quantità di riferimento delle imprese concentrate sono ridotte della parte corrispondente alle consegne di prodotti, per i quali è fissata una quota, da trasformare in altri prodotti soggetti a quota, effettuate nel periodo di riferimento tra tali imprese.  Se una delle imprese concentrate non aveva riferimenti per effetto dei limiti fissati all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione generale in vigore al momento della concentrazione, si applicano le disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 4.  2) In caso di separazione di imprese precedentemente concentrate, le imprese comunicano alla Commissione la suddivisione fra di loro delle produzioni e delle quantità di riferimento precedentemente attribuite al gruppo di cui facevano parte.  Qualora le imprese non riescano a trovare un accordo sulla suddivisione di cui sopra, la Commissione procede ad una ripartizione fra le imprese delle produzioni e delle quantità di riferimento del gruppo.  La Commissione può agire nello stesso modo se le imprese intendono separarsi e se il loro comportamento rischia di mettere in causa il buon funzionamento della disciplina delle quote di produzione.  3) Qualora una o più imprese creino nuove imprese indipendenti, cedendo ad esse gli impianti che facevano parte del loro apparato produttivo, le nuove imprese comunicano alla Commissione la ripartizione tra loro delle produzioni di riferimento e delle quantità di riferimento attribuite in precedenza alle sole imprese creatrici.  4) La Commissione procede agli adeguamenti eventualmente necessari in base, se lo ritiene opportuno, al parere di un gruppo di esperti.  (1) GU n. L 208 del 31. 7. 1983, pag. 1.  (1) GU n. L 134 del 22. 5. 1987, pag. 1.  (2) GU n. L 179 dell'11. 7. 1985, pag. 4.  Articolo 14  Qualora a causa dell'alto tasso di riduzione di una data categoria di prodotti fissato per un trimestre, la disciplina di quote crei difficoltà eccezionali ad un'impresa che durante i dodici mesi precedenti il trimestre in questione:  - non ha ricevuto aiuti per coprire perdite di gestione,  - non è stata oggetto di sanzioni per quanto riguarda le norme sui prezzi o ha pagato le ammende dovute,  la Commissione, se l'impresa ne fa richiesta nelle prime sei settimane del trimestre considerato e sulla base di una documentazione completa, procede, per il trimestre in questione, ad un idoneo adeguamento delle quote e/o delle parti di quote che possono essere consegnate nel mercato comune per la o le categorie di prodotti in questione, nei seguenti casi:  1) La produzione di riferimento del o dei prodotti per i quali il tasso di riduzione superi il 30 % rappresenta il 50 % almeno del totale delle produzioni di riferimento di tutte le categorie di prodotti fabbricati dall'impresa;  2) la produzione di riferimento annua è inferiore a 350 000 t e il tasso di riduzione di una o più categorie che rappresentano almeno il 50 % del totale delle produzione di riferimento di tutte le categorie di prodotti fabbricati dall'impresa è superiore al 20 %.  Nel primo caso, il supplemento di quote e/o delle parti di quote che possono essere consegnate nel mercato comune non può superare una quantità corrispondente ad una riduzione del 25 % del tasso di riduzione per ciascuna delle categorie di prodotti in questione e non può determinare un tasso inferiore al 30 %. L'adeguamento totale per tutte le categorie di prodotti in questione non può superare 25 000 t/trimestre.  Nel secondo caso, il supplemento di quote e/o delle parti di quote che possono essere consegnate nel mercato comune non può superare l'importo corrispondente ad una riduzione del 50 % del tasso di riduzione per ciascuna delle categorie di prodotti in questione e non può determinare un tasso di riduzione inferiore al 20 %.  La Commissione può subordinare la concessione dell'adeguamento alla presentazione, da parte dell'impresa interessata e a carico della stessa, di una relazione redatta da una società fiduciaria nella quale si certifichi che la disciplina di quote crea a detta impresa difficoltà eccezionali.  Articolo 14 A  La Commissione, su richiesta di un'impresa, presentata prima della fine del primo mese del trimestre di cui si tratta, può attribuire quote supplementari qualora detta impresa registri gravi difficoltà a causa della continuazione della disciplina di quote e a causa di questo abbia effettuato forti acquisti di quote durante almeno quattro trimestri nell'ambito di un periodo di sei trimestri consecutivi a decorrere dal 1o gennaio 1984.  In tale contesto, non sono presi in considerazione gli acquisti di quote, sostituiti, in seguito, da acquiusti di riferimento corrispondenti.  Sono escluse dai benefici del presente articolo le imprese che beneficiano dell'articolo 14.  Articolo 14 B  1. La Commissione può attribuire quote addizionali alle imprese:  - che hanno ricevute ordini destinati a paesi terzi superiori di oltre il 10 % alla parte della quota che l'impresa non è autorizzata a consegnare sul mercato comune,  - che presentano la domanda corredata da documenti giustificativi entro le prime sei settimane del trimestre in cui l'esportazione avrà luogo,  - e che non sono state oggetto, per quanto riguarda le norme sui prezzi, di sanzioni o che hanno pagato le ammende dovute.  2. Qualora la Commissione constati che tali ordini rivestono interesse per la Comunità, la Commissione assegnerà quote addizionali a dette imprese, corrispondenti alla quantità che supera il limite di cui al paragrafo 1, primo trattino. Complessivamente, questi adeguamenti non possono essere superiori, per ciascun trimestre, alla media trimestrale del totale di quelle parti delle quote che non possono essere consegnate nel mercato comune dall'insieme delle imprese e che non erano state utilizzate nei quattro trimestri precedenti. Qualora la media di queste parti di quote non utilizzate risultasse insufficiente per far fronte al totale degli aumenti, la Commissione diminuirà detti aumenti pro rata.  3. Le imprese sono tenute a trasmettere alla Commissione, nei tre mesi successivi all'esportazione, oltre alle prove dell'esportazione di cui all'articolo 11, paragrafo 6, copie dei moduli di importazione del paese terzo destinatario. Le consegne per le quali l'impresa non dimostra l'avvenuta esportazione sono considerate come consegne effettuate all'interno del mercato comune e la Commissione modificherà la sua decisione in conseguenza. Articolo 15  Su richiesta preliminare da parte delle imprese interessate, la Comissione può autorizzare scambi, vendite o cessioni globali o parziali di produzioni e di quantità di riferimento, qualora gli impianti corrispondenti alle produzioni di riferimento da trasferire siano stati definivamente chiusi o venduti e trasferiti in un paese terzo successivamente al 1o gennaio 1980.  Sempre su richiesta preliminare delle imprese interessate, la Commissione può altresì autorizzare scambi, vendite o cessioni della totalità o di parte delle produzioni e quantità di riferimento che rientrano nel quadro dei piani di ristrutturazione da essa approvati.  Qualora un'impresa desideri procedere a scambi o cessioni di produzioni riguardanti prodotti regolati dalla disciplina delle quote e destinati in precedenza a trasformazione interna con un'altra impresa, la Commissione può attribuire a quest'ultima le quantità di riferimento necessarie per consentire tali scambi o cessioni purché non ne risulti un aumento della produzione.  Tali norme si applicano a condizione che l'impresa non sia beneficiaria di aiuti non conformi alle norme comunnitarie in vigore.  Esse si applicano anche in caso di trasformazione di un impianto in modo tale da modificare a titolo definitivo di più del 20 % la possibilità di produzione di una categoria.  Articolo 15 A  1. La Commissione può debitamente ridurre le quote di un'impresa dopo aver constatato che l'impresa in questione ha beneficiato di aiuti non conformi alle norme comunitarie in vigore a che non sono state rispettate le condizioni relative all'autorizzazione degli aiuti.  Tale constatazione esclude l'impresa dal beneficio di un adeguamento ai sensi degli articoli 7, 14, 14 A e 16.  2. Analogamente, un'impresa non può beneficiare durante un trimestre di un adeguamento ai sensi degli articoli 7, 14, 14 A e 16 se, nei dodici mesi precedenti il trimestre, è stata l'oggetto di sanzioni ai sensi delle discipline di quote, salvo se ha pagato le ammende dovute.  Articolo 16  Ove, in seguito a una domanda presentata da un'impresa i cui impianti si trovino in Grecia o in Irlanda, la Commissione constati che la disciplina delle quote crea a tale impresa difficoltà eccezionali tali da impedirne l'adeguamento alla situazione creatasi a causa dell'evoluzione strutturale nella quale si trova impegnanta l'economia del paese, essa procede ad un'idonea modifica delle quote o parti di quota dell'impresa, che possono essere consegnate nel mercato comune e dei prodotti in questione a condizione che all'impresa interessata non siano state inflitte sanzioni per inosservanza delle norme sui prezzi oppure in caso affermativo, detta impresa abbia pagato le relative ammende.  Articolo 17  1. Le imprese sono autorizzate a convertire ogni trimestre e in una categoria di prodotti da loro definita una parte della differenza tra la quota di produzione che risulta dalla produzione di riferimento e la parte della quota che può essere consegnata nel mercato comune, che risulta dalla quantità di riferimento, nel rapporto di 1 : 0,85 in quote che possono essere consegnate nel mercato comune. Questa parte sarà al massimo del 30 % se il rapporto tra le quantità di riferimento e la produzione di riferimento di tutti i prodotti soggetti al sistema di quote risulta inferiore di oltre 15 punti percentuali alla media corrispondente di tutte le imprese.  Essa sarà al massimo del 15 % se il suddetto rapporto è inferiore di oltre 5 punti percentuali alla media ed al massimo del 5 % se il suddetto rapporto è più favorevole che nel caso precedente. La media di tutte le imprese per tutte le categorie di prodotti è del 73 %.  2. Le imprese che fanno ricorso alla possibilità di cui al paragrafo 1 devono notificarlo alla Commissione prima della fine del trimestre in questione.  Articolo 18  1. Qualora intervengano profondi cambiamenti nel mercato siderurgico o se l'applicazione della presente decisione incontra difficoltà impreviste, la Commissione procede, con decisione generale, agli adeguamenti necessari.  2. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 58, paragrafo 3, del trattato, la presente decisione è applicabile per il periodo dal 1o gennaio al 30 giugno 1988.  3. Le disposizioni della disciplina di quote non si applicano alle imprese spagnole e portoghesi.  Articolo 19  La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 6 gennaio 1988.  Per la Commissione  Karl-Heinz NARJES  Vicepresidente