CELEX: 51991PC0215
Language: it
Date: 1991-06-12
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO SULLE BANDE DI FREQUENZA DA DESIGNARE PER L' INTRODUZIONE COORDINATA DELLE RADIOCOMUNICAZIONI DIGITALI A CORTO RAGGIO ( DSRR ) NELLA COMUNITA

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     COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                        C0M(91) 215 def. - SYN 345
sM&~
                                        Bruxelles, 12 giugno 1991
                               Proposta di
                        DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                 sulle bande di frequenza da designare
                  per l'Introduzione coordinata delle
           radiocomunicazioni digitali a corto raggio (DSRR)
                             nel la Comunità
                     (Presentata dalla Commissione)
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                               MOTIVAZIONE
                                  Ind i ce
1. Introduzione
   1.1.   Contesto
   1.2.  Situazione  delie  comunicazioni  mobìli  a   corto raggio  nella
         Comunità
   1.3.  Potenziale e fabbisogno del mercato
   1.4.  Limitazione delle attuali radiocomunicazioni a corto raggio
2. Potenziali vantaggi delle radiocomunicazioni digitali a corto raggio
   (DSRR)
3. Norma ETSI per le radiocomunicazioni digitali a corto raggio (DSRR)
   3.1.  Modo di funzionamento simplex a una frequenza
   3.2.  Modo di funzionamento semi-duplex a due frequenze
4. Calendario per l'introduzione dei sistemi DSRR
   4.1.  Tempi di completamento di una norma unica
   4.2.  Calendario di produzione delle apparecchiature
5. Fabbisogno di frequenze
6. Obiettivo della Direttiva proposta
7. Conclusioni
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1.   Introduzione
     1.1. Contesto
    Come previsto dal Libro verde sullo sviluppo di un mercato comune dei
    servizi    ed   apparati    delle    telecomunicazioni,       pubblicato    dalla
    Commissione nel 1987, il futuro delle comunicazioni intercomunitarie
    dipenderà dalla compatibilità e dal I'interoperabiI ita dei servizi
    attuali e futuri, ivi comprese le telecomunicazioni mobili che dovranno
    essere disponibili dappertutto in Europa. I requisiti devono essere
    basati in particolare sulla decisione 87/95/CEE del 22 dicembre 1986
    relativa     alla   normalizzazione      nel    settore      delle    tecnologie
    dell'informazione e delie         telecomunicazioni ( 1 ) ,    sulla   direttiva
    83/189/CEE del Consiglio del 28 marzo 1983 che prevede una procedura
    d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni
    tecniche (2), modificata dalle direttive 89/289/CEE e 89/336/CEE
    nonché sulla raccomandazione 84/549/CEE del Consiglio del 12 novembre
    1984     relativa      alla     normalizzazione      nel        settore     delle
    telecomunicazioni (3).
    A sua volta, il Parlamento europeo ha auspicato che si risolvano gli
    attuali problemi      di   incompatibilità generale tra           I sistemi di
    comunicazioni mobili e che siano intrapresi dei lavori in materia su
    scala comunitaria    (*).
     Il Libro verde sulle telecomunicazioni pubblicato nel giugno 1987
    dalla Commissione comprende una proposta di creazione di un Istituto
    europeo delie norme di telecomunicazioni (ETSI). Tale creazione ha
     implicato una riforma radicale del processo europeo di elaborazione
    delle norme con l'insediamento di ETSI nel marzo 1988 a Sofia-
    Antipolis, vicino a Nizza (Francia). L'ETSI ha incaricato il suo
    sottocomitato tecnico RES 7 di elaborare la norma DSRR per le
    telecomunicazioni digitali europee senza filo entro il 1990.
    1.2.   Situazione   delle   comunicazioni    mobili  a    corto    rapaio   nella
           Comunità
    All'inizio degli anni '80, il Regno Unito aveva attribuito la sotto-
    banda 933-935 MHz a CB (Citizen Band Radio) per limitare la diffusione
    delle apparecchiature a 27 MHz. Il Regno Unito non ha però ottenuto il
    sostegno delle amministrazioni europee e la CEPT ha adottato una
    raccomandazione su un servizio di CB a 27 MHz. Il Giappone ha però
    preparato delle apparecchiature per la banda di frequenze 933-935 MHz.
    Queste apparecchiature di tipo analogico erano l'equivalente di CB.
    Successivamente, gli europei         hanno convenuto        in sede CEPT di
    utilizzare la banda 933-935 MHz per apparecchi digitali. L'idea di
    base era quella di avere apparecchi di piccola potenza (1 watt)
    portatili. Al momento della creazione di ETSI il gruppo incaricato di
    elaborare le specifiche per queste apparecchiature é stato trasferito
    dalla CEPT all'ETSI        (RES). Contemporaneamente,         la CEPT con la
    raccomandazione T/R24-04 ha attribuito le due sotto-bande 933-935 MHz
    e 888-890 MHz alle comunicazioni digitali a corto raggio raccomandando
(1) GU n. L 36 del 07.02.1987, pag. 31
(2) GU n. L 109 del 26.04.1983, pag. 8
(3) GU n. L 298 del 16.11.1984, pag. 49
(4) Rapporto del Parlamento europeo sulle telecomunicazioni                 nella
    Comunità (rapporto Leonardi) doc. 1.1477/3 del 3.3.1984.
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   che il sistema possa utilizzare sia il modo simplex che quello duplex.
    In modo simplex viene utilizzata la banda di frequenze 933-935 MHz-, in
   modo semi duplex, le comunicazioni possono aver luogo nella sottobanda
   888-890 MHz.
   1.3.   Potenziale e fabbisogno del mercato
   E' difficile formulare previsioni precise sulla domanda di sistemi DSRR
   data la varietà dei servizi offerti e la novità di questa idea:
   inizialmente l'obiettivo era di consentire unicamente le comunicazioni
   vocali: l'applicazione è stata quindi estesa ai dati. Uno studio
   recentemente finanziato dalla Commissione indica che a partire dal
   1995, nel Regno Unito e nei Paesi Bassi si avranno 330.000 stazioni
   mobi11 o portati Ii.
   Questa cifra è stata ottenuta attraverso una estrapolazione del mercato
   tradizionale delle unità mobili private, ma dati i modici costi dei
   sistemi DSRR è difficile per il momento valutarne la penetrazione
   presso imprese di piccole dimensioni (servizi, agricoltura, trasporti
   ecc.): secondo alcune ricerche di mercato, il tasso di penetrazione
   dovrebbe essere superiore.
   Un utile metro di confronto è costituito dai risultati di un'altra
   ricerca di mercato, secondo la quale, nel 1995, la Comunità avrà 1,2
   milioni di utenti. In merito a tali utenti, la ricerca precisa però che
   la stragrande maggioranza       non utilizza attualmente     sistemi  di
   radiocomunicazioni pubblici o privati. Essi acquisteranno comunque dei
   sistemi DSRR dati I costi contenuti dell'apparecchiatura, l'assenza di
   tariffe per un uso senza relais e la qualità del servizio fornito.
   1.4.   Limitazione delle attuali radiocomunicazioni a corto raggio
   I professionisti potranno usare in tutta la Comunità i servizi pubblici
   tipo GSM o DECT. Questi sistemi presentano il vantaggio di essere
   collegati alla rete pubblica a commutazione, ma a costi superiori a
   quelli dei sistemi DSRR. I professionisti possono anche utilizzare le
   apparecchiature di reti private, previo però ottenimento di una
   frequenza. In diversi Stati membri l'attuale situazione nel settore
   delle reti private non consente più di soddisfare la domanda del
   pubblico. I sistemi DSRR consentiranno nuove opportunità di ottenere
   delle frequenze senza dover ottenere dall'amministrazione nazionale
   l'autorizzazione dì utilizzazione in una determinata zona di servizio.
   II sistema di attribuzione di frequenze, tramite la ripartizione della
   risorsa spettro delle frequenze, consentirà di utilizzare queste
   apparecchiature senza interferenze e con una grande mobilità.
2. Potenziali   vantaggi delle radiocomunicazioni digitali a corto raggio
   (DSRR)
   I fabbricanti e gli utenti europei concordano nel ritenere che
   l'approccio DSRR sia il migliore in Europa, a medio e lungo termine,
   per questa categoria di servizi mobili. Gli utenti potranno beneficiare
   interamente dei vantaggi del mercato unico del 1992 e utilizzare, tra
   due unità mobili, le loro apparecchiature in tutta la Comunità senza
   bisogno di un'autorizzazione specifica dell'amministrazione nazionale
   oppure, in caso di ricorso a un relais, con             l'autorizzazione
   dell'amministrazione nazionale. L'approccio DSRR presenta i vantaggi
   seguent i:
        i sistemi DSRR offriranno grandi vantaggi agli utenti privati e
        commerciali e favoriranno lo sviluppo e lo sfruttamento di nuove
        possibilità commerciali, rilevanti per l'industria europea;
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         l'industria europea svilupperà un sistema e dei prodotti,
        aumentando cosi la sua esperienza nel settore dell'elettronica di
        consumo ;
         l'industria europea potrà disporre di una tecnologia di punta
        dotata di un grosso potenziale a livello vendite e distribuzione su
        scala mondiale;
         lo sviluppo e l'applicazione con successo dei sistemi DSRR
        forniranno il quadro tecnico e operativo necessario per facilitare
        l'introduzione di un sistema universale di telecomunicazioni mobili
        successivo ai DSRR.
    I DSRR presenteranno anche il vantaggio di utilizzare i codificatori di
   parola introdotti per il sistema GSM. Per i DSRR il tasso ò di 16k/bit
   al secondo. L'utilizzazione del codificatore GSM da parte dei DSRR
   consentirà      all'industria   europea   di    usufruire,   per    queste
   apparecchiature relativamente costose, di serie più lunghe.
    Infine, grazie alla tecnologia impiegata, i DSRR presentano il
   vantaggio di poter utilizzare lo spettro delle frequenze con efficacia
   assai maggiore dei tradizionali sistemi privati.
3. Norma ETSI per le radiocomunicazioni digitali a corto raggio (DSRR)
    II sottocomitato tecnico RES dell'ETSI è stato incaricato di
   specificare una norma tecnica per          i DSRR. A seguito di una
   ristrutturazione presso l'ETSI, il lavoro è stato trasferito dal RES al
   RES7. I lavori hanno il supporto dell'industria europea tramite I'ECTEL
   (European Telecommunications and Professional Electronic Association -
   Associazione europea delle        telecomunicazioni   e dell'elettronica
   professionale).
    I DSRR sono degli emettitori/ricevitori a bassa potenza che funzionano
   in modo simplex nelle bande 933-935 MHz o in modo semi-duplex o full-
   duplex nelle bande 933-935 MHz in associazione con 888-890 MHz.
   Per inviare il codice di segnalazione selettivo e la voce o i dati,
   viene utilizzata una modulazione digitale diretta dell'onda portante.
   I DSRR sono apparecchiature dotate di:
        accesso automatico muIt i-canale senza bisogno di un controllore
        centrale;
        codice di segnalazione selettivo, che consente       di  identificare
        l'apparecchiatura e l'utente della licenza.
        I DSRR possono utilizzare il modo simplex, semi-duplex e full-
        duplex. Possono venire utilizzati i relais stazioni di- base,
        stazioni mobili e stazioni portatili.
   3.1.    Modo di funzionamento simplex a una frequenza
   In caso di utilizzo del modo di funzionamento simplex, ò possibile
   stabilire comunicazioni nei due sensi tra stazioni portatili e/o
   stazioni mobiII.
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   In modo di ascolto "stand-by mode", tutte le stazioni ricevono uno o
   l'altro dei canali di controllo.
   3.2. Modo di funzionamento semi-duplex a due frequenze
   Quando si usa il modo a due frequenze, sono possibili comunicazioni nei
   due sensi tra le stazioni di base e l'apparecchiatura portatile e/o
   l'apparecchiatura mobile.
   Per selezionare il canale senza traffico, tutte le stazioni di base
   sono in grado di ricevere le frequenze emesse dalla stazione di base e
   quelle emesse dalla stazione mobile.
   Per consentire alle stazioni di base di controllare l'utilizzazione del
   canale di traffico, tutte le stazioni di base che operano in modo a due
   frequenze, siano esse considerate stazioni relais o stazioni di base,
   funzionano in modo "full-duplex" con trasmissione e ricezione continue
   sul canale di traffico.
4. Calendario per l'introduzione del DSRR
   4.1. Tempi di completamento di una norma unica
   L'armonizzazione sottintende il ricorso ad una norma europea unica. Le
   specifiche DSRR copriranno tutti gli aspetti del sistema e i tempi di
   realizzazione delle specifiche sono stabiliti dal l'ETSI. Il
   completamento di I ETS dovrà aver luogo entro la fine del 1990 e il
   completamento della norma dopo indagine pubblica, per l'ottobre 1991.
   Gli Stati membri dovrebbero adoperarsi affinché l'introduzione dei
   sistemi DRSS possa progredire e venire realizzata entro il 1993.
   4.2. Calendario di produzione delle apparecchiature per i fabbricanti
   I fabbricanti dovrebbero continuare a sostenere i lavori di ETSI come
   fanno attualmente. Essi devono anche essere pronti a fabbricare le
   apparecchiature conformi alla norma ETSI nel più breve tempo possibile.
5. Fabbisogno di frequenze
   La disponibilità di frequenze comuni in tutta la Comunità europea
   costituisce un prerequisito essenziale per un'efficace introduzione di
   un servizio DSRR completamente armonizzato. La CEPT nella
   raccomandazione T/R 24-04, ha designato le bande di frequenza 888-890
   MHz associate a 933-935 MHz per i sistemi DSRR che utilizzano il modo
   di trasmissione a una o due frequenze. E' assolutamente indispensabile
   che le frequenze siano comuni in tutta la Comunità per permettere ai
   cittadini europei di utilizzare le loro apparecchiature in tutti I 12
   Stati membri; per le apparecchiature utilizzate in modo simplex non
   occorrono attribuzioni di frequenze da parte delle autorità che
   disciplinano le telecomunicazioni. La disponibilità coordinata e
   tempestiva delle frequenze comuni necessarie é imperativa ai fini
   dell'introduzione di un sistema completamente armonizzato.
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6. Obiettivo della direttiva proposta
   Per continuare i progressi nei settori sopra descritti é necessario
   garantire:
        il completamento entro l'ottobre 1991 della specifica DSRR (I ETS);
        lo sviluppo di ETS nel 1992 e il suo completamento all'inizio del
        1993;
        l'introduzione coordinata dei sistemi DSRR secondo tappe precise;
        la disponibilità delle frequenze     comuni  su  scala  europea per
        l'introduzione del sistema DSRR.
       un più agevole accesso al mercato per       I fabbricanti, grazie al
       mercato unico.
   Per garantire la disponibilità delle frequenze per i sistemi DSRR, la
   Commissione ha preparato un progetto di direttiva che consente di
   disporre, in tutta la Comunità, di bande di frequenza comuni per detti
   sistemi. La direttiva si basa sui lavori della CEPT che ha raccomandato
   per i sistemi DSRR la banda 888-890 MHz associata a 933-935 MHz.
   La disponibilità delle frequenze negli Stati membri é fissata da leggi,
   regolamenti o atti amministrativi. Data questa situazione e considerato
   che la fornitura delle frequenze radio costituisce il fattore più
   critico dell'attuazione dei sistemi DSRR, é opportuno prevedere una
   direttiva del Consiglio basata sull'articolo 100A del trattato.
   La direttiva del Consiglio proposta che concerne le bande di frequenza
   da designare per l'introduzione coordinata dèlie telecomunicazioni
   digitali europee senza filo, ha come obiettivo principale quello di
   assicurare la disponibilità di risorse di frequenze sufficienti per
   realizzare il sistema il più presto possibile.
   Per accelerare      lo sviluppo e     l'introduzione del servizio di
   radiocomunicazioni digitali su corto raggio in base alle frequenze
   designate dalla direttiva, sono previste le seguenti azioni comunitarie
   supplementari :
        la Commissione accorderà un'alta priorità al riconoscimento
       reciproco      dell'omologazione     delle     apparecchiature    di
       telecomunicazioni e alla specifica dell'opportuna norma europea di
       telecomunicazioni. Questa impostazione faciliterà gli spostamenti
        internazionali e promuoverà il mercato dei sistemi DSRR;
        la Commissione applicherà rigorosamente la direttiva del Consiglio
       83/189/CEE che prevede una procedura d'informazione nei settore
       delle norme e delle regolamentazioni tecniche. La Commissione
       applicherà anche rigorosamente la decisione del Consiglio 87/95/CEE
       relativa alla normalizzazione nel settore delle tecnologie
       dell'informazione e delle telecomunicazioni.
   La Commissione infine, in collaborazione e in consultazione con le
   parti interessate, parteciperà alla messa a punto della strategia per
   l'evoluzione di GSM, ERMES, DECT, DSRR e altri sistemi mobili privati
   verso un sistema universale di comunicazioni personali.
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Le proposte consentiranno un passo importante verso l'introduzione dei
sistemi DSRR in tutta la Comunità e miglioreranno notevolmente lo
sviluppo dei servizi e delle reti di telecomunicazioni di tipo avanzato
come auspicato dal Consiglio dei ministri il 17 dicembre 1984.
Il Consiglio é pertanto invitato a:
    adottare la proposta di direttiva allegata;
    prendere nota delle iniziative preparatorie supplementari che la
    Commissione intraprenderà in stretta cooperazione e collaborazione
    con l'ETSI e la CEPT.
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                                  Proposta di
                           DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                   sulle bande di frequenza da designare
                    per l'introduzione coordinata delle
             radiocomunicazioni digitali a corto raggio (DSRR)
                                nel la Comunità
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
    visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
    particolare l'articolo 100A,
    vista la proposta della Commissione ( D ,
                                                 (2)
    in cooperazione con il Parlamento europeo        ,
    visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
                                                                            (4)
1. considerando   che   la   raccomandazione    84/549/CEE del   Consiglio
    auspica  l'introduzione di servizi      in base ad un approccio comune
    armonizzato nel settore delle telecomunicazioni;
2.  considerando  che nella    risoluzione    del  30 giugno   1988 ^ 5 ) sullo
    sviluppo del mercato comune dei servizi e delle apparecchiature di
    telecomunicazioni, il Consiglio auspica la promozione di servizi su
    scala europea in funzione delle esigenze del mercato;
(1)
(2)
(3)
(4)     GU n. L 298 del 16.11.1984, pag. 49.
(5)     GU n. C 257 del 04.10.1988, pag. 1.
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3.   considerando      che    le    risorse    offerte     dalle    moderne      reti    di
     telecomunicazioni devono essere pienamente utilizzate a vantaggio dello
     sviIuppo economico de11a Comunita;
4.   considerando     che   trova    applicazione     la   direttiva     88/336/CEE     del
     Consiglio, del 3 maggio 1989, per il ravvicinamento delle legislazioni
                                                                                     (6)
     degli Stati membri      relativi alla compatibilità elettromagnetica                 e
     che  occorre     in   particolare     cercare    di   evitare    le   perturbazioni
     elettromagnetiche indesiderabiIi;
5.   considerando che gli attuali sistemi a corto raggio utilizzati nella
     Comunità e    le relative bande dì frequenza variano fortemente e non
     consentono di usufruire dei vantaggi dei servizi su scala europea né
     delle economìe di scala associate ad un mercato effettivamente europeo;
6.   considerando    che   i lavori    da   intraprendere     in questo     campo   devono
     tenere pienamente conto anche del           quadro giuridico risultante dalla
     direttiva 83/189/CEE del Consìglio del 28 marzo 1983, che prevede una
     procedura    di     informazione     nel     settore    delle    norme     e    delle
     regolamentazioni     tecniche ( 7 ), modificata      da ultimo     dalla   decisione
                   8
    90/230/CEE < >,      dalla    direttiva   86/361/CEE     del   Consiglio,      del   24
     luglio 1986, concernente        la prima fase del       reciproco riconoscimento
     dell'omologazione           delle       apparecchiature          terminali          di
                          (9)
     telecomunicazioni         e dalla decisione 87/95/CEE del Consiglio, del
     22  dicembre    1986,   relativa    alla   normalizzazione     nel   settore    delle
     tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni (1°);
7.   considerando che      l'Istituto europeo delle norme di telecomunicazioni
     (ETSI) sta elaborando la norma europea di telecomunicazioni                (ETS) per
     le radiocomunicazioni digitali a corto raggio (DSRR);
8.  considerando che l'elaborazione di questa norma deve tener conto della
    sicurezza    degli     utenti    e  assicurare     l'interopérabilité       su   scaia
    europea;
(6)      GU n. L  139 del 23.05.1989, pag. 19.
(7)      GU n. L  109 del 26.04.1983, pag. 8.
(8)      GU n. L  128 del 18.05.1990, pag. 15.
(9)      GU n. L  217 del 05.08.1986, pag. 21.
(10)     GU n. L  36 del 07.02.1987, pag. 31.
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9.   considerando   che la realizzazione      in Europa   del DSRR    fornirà una
     possibilità   unica   di   introdurre   un sistema   veramente    europeo di
     telefono digitale su corto raggio a costi contenuti e che i DSRR non
     sono di norma collegati alla rete pubblica;
10. considerando che gli utenti        di terminali   DSRR di uno Stato membro
     devono poter usare le loro apparecchiature in tutti gli altri Stati
     membr i;
11. considerando che l'ETSI ha calcolato che i DSRR richiedono 2x2 MHz
     nel la Comunità;
12. considerando la raccomandazione T/R-2010 della conferenza europea delle
     amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT) relativa
     ai DSRR;
13. considerando che la CEPT ha scelto, conformemente alla raccomandazione
     CEPT (T/R 75-02), le bande di frequenza comuni europee di 888-890 MHz e
     933-935 MHz per i DSRR;
14. considerando che l'utilizzazione da parte dei DSRR delle bande 888-89Ó
     MHz e 933-935 MHz dev'essere prioritaria e protetta e che, date le
     caratteristiche del sistema, é essenziale realizzare la protezione dei
     canali di controllo (canali nn. 1 e 79);
15. considerando che in queste        frequenze sono presenti     applicazioni di
     debole potenza;
16. considerando che la direttiva ..../..../.... del Consiglio del .... sul
     ravvicinamento delle     legislazioni   degli  Stati  membri   relative   alle
     apparecchiature terminali di telecomunicazioni, compreso         il reciproco
                                                    11
     riconoscimento    della    loro   conformità (    ) consentirà     di   varare
     rapidamente specifiche comuni di conformità per i DSRR;
(11)      GU n. L.
 ---pagebreak---                                   - 12 -
17. considerando che l'introduzione dei sistemi DSRR nella Comunità dipende
    dall'attribuzione e dalla disponibilità di una banda di frequenza per
    assicurare   la trasmissione   e   la ricezione     tra stazioni  di  base e
    stazioni mobiIi;
18. considerando che la disponibilità dell'intera banda di frequenze di cui
    sopra é indispensabile per introdurre su base europea i sistemi DSRR,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                  Ar t i co Io 1
Ai fini della presente direttiva, un sistema di radiocomunicazioni digitali
a  corto  raggio   (Digital  Short   Range     Radio-DSRR)  é  ogni   apparecchio
terminale conforme alla norma europea di telecomunicazioni (ETS) relativa
al DSRR.
                                  Articolo 2
1.  Gli Stati membri designano la banda di frequenze come indicato nella
    raccomandazione CEPT T/R 75/0? (888-890 e 933-935 MHz per           i sistemi
    DSRR) entro il 1 gennaio 1992.
2.  I sistemi DSRR sono prioritari       e protetti    nelle bande di   frequenza
    designate.
                                  Ar 11 co Io 3
1.  Gli  Stati   membri  mettono   in   vigore    le  disposizioni   legislative,
    regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente
    direttiva entro il 31 dicembre 1991 e ne informano immediatamente la
    Commissione.
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    Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono
    un riferimento alia presente direttiva o sono corredate da un siffatto
    riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale
    riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.  Gli   Stati  membri   comunicano    alla    Commissione    il  testo    delle
    disposizioni  di   diritto   interno    che   essi  adottano    nel   settore
    disciplinato dalla presente direttiva.
                                 Ar 11 co Io 4
La Commissione presenta al Consiglio entro la fine del 1995, una relazione
sull'attuazione della presente direttiva.
                                 Articolo $
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
Fatto a Bruxelles II
                                                          Per ii Consigi io
                                                            II Presidente
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                                                              COM(91)215def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              15
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-292-IT-C
                                                             ISBN 92-77-73902-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
1X2985 Lussemburgo