CELEX: 62020TN0427
Language: it
Date: 2020-07-08 00:00:00
Title: Causa T-427/20: Ricorso proposto l’8 luglio 2020 — Max Heinr.Sutor/SRB

24.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 279/57
            
         
      Ricorso proposto l’8 luglio 2020 — Max Heinr.Sutor/SRB
      (Causa T-427/20)
      (2020/C 279/72)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Max Heinr.Sutor (Amburgo, Germania) (rappresentanti: A. Glos, H. Nemeczek e T. Kreft, avvocati)
      
         Convenuto: Comitato di risoluzione unico (SRB)
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione del Comitato di risoluzione unico del 15 aprile 2020, relativa al calcolo dei contributi ex ante 2020 per il Fondo di risoluzione unico (SRB/ES/2020/24 — 1405146-2020-JB), nella misura in cui riguarda la ricorrente;
               
            
                  —
               
               
                  condannare l’SRB alle spese del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce dieci motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente su una violazione dell’articolo 5, paragrafo 1, lettera e), del regolamento delegato (UE) 2015/63 della Commissione (1), in quanto dal calcolo dei contributi ex ante 2020 per il Fondo di risoluzione unico non sarebbero state escluse le somme gestite fiduciariamente dalla ricorrente per i suoi clienti.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente su una violazione dell’articolo 70, paragrafo 2, punto 2, lettera b), del regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (2) in combinato disposto con l’articolo 103, paragrafo 7, della direttiva 2014/59/EU del Parlamento europeo e del Consiglio (3), in quanto la decisione impugnata violerebbe il principio di proporzionalità, fissando i prelievi a carico della banca in misura 200 volte maggiore unicamente in base alle passività fiduciarie — prive di rischio — iscritte in bilancio dalla ricorrente.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente su una violazione del principio della parità di trattamento, in quanto la decisione impugnata, senza un’obiettiva giustificazione, tratterebbe differentemente la ricorrente rispetto agli istituti di credito i cui principi contabili nazionali non richiedono alcuna prova delle passività fiduciarie oppure che contabilizzano secondo quanto stabilito dagli IFRS, nonché rispetto alle imprese d’investimento che gestiscono i fondi dei propri clienti.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente su una violazione dell’articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»), in quanto la decisione impugnata pregiudicherebbe la libertà di impresa, dal momento che l’inclusione delle passività fiduciarie prive di rischio nella base di calcolo si tradurrebbe in un aumento di 200 volte del prelievo a carico della ricorrente per il 2020, senza che un tale pregiudizio sia giustificato.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente su una violazione dell’articolo 49 TFUE in combinato disposto con l’articolo 54 TFUE, in quanto la decisione impugnata limiterebbe la libertà della ricorrente di esercitare un’attività professionale nello Stato membro in cui la stessa ha il suo centro principale di attività, risultando tale limitazione sproporzionata nonché discriminatoria per la ricorrente rispetto agli istituti di credito con sede in altri Stati membri.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente su una violazione dell’articolo 41, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettera a), della Carta, in quanto la ricorrente non sarebbe stata sentita prima dell’autorizzazione della decisione impugnata da parte della riunione dell'Ufficio di presidenza del convenuto.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente su una violazione dell’articolo 41, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettera c), della Carta nonché dell’articolo 296, paragrafo 2, TFUE, in quanto la decisione impugnata non soddisferebbe i requisiti di motivazione degli atti normativi delle autorità amministrative europee.
               
            
                  8.
               
               
                  Ottavo motivo (in subordine), vertente su una nullità della base giuridica della base di calcolo in forza dell’articolo 14, paragrafo 2, in combinato disposto con l’articolo 3, punto 11, del regolamento delegato (UE) 2015/63, a motivo della violazione del principio della parità di trattamento, dal momento che la decisione impugnata tratterebbe differentemente, senza obiettiva giustificazione, gli istituti di credito che, in conformità dei propri principi contabili nazionali, devono iscrivere le passività fiduciarie nel passivo del bilancio rispetto agli altri istituti di credito per i quali i principi contabili nazionali non impongono alcuna prova delle passività fiduciarie o che contabilizzano secondo quanto stabilito negli IFRS.
               
            
                  9.
               
               
                  Nono motivo (in subordine), vertente su una nullità della base giuridica della base di calcolo in forza dell’articolo 14, paragrafo 2, in combinato disposto con l’articolo 3, punto 11, del regolamento delegato (UE) 2015/63, a motivo della violazione dell’articolo 16 della Carta, dal momento che la decisione impugnata pregiudicherebbe la libertà d’impresa e un simile pregiudizio non sarebbe giustificato.
               
            
                  10.
               
               
                  Decimo motivo (in subordine), vertente su una nullità della base giuridica della base di calcolo in forza dell’articolo 14, paragrafo 2, in combinato disposto con l’articolo 3, punto 11, del regolamento delegato (UE) 2015/63, a motivo della violazione del combinato disposto degli articoli 49 TFUE e 54 TFUE, in quanto la decisione impugnata violerebbe la libertà di stabilimento.
               
            
         (1)  Regolamento delegato (UE) 2015/63 della Commissione, del 21 ottobre 2014, che integra la direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i contributi ex ante ai meccanismi di finanziamento della risoluzione (GU 2015, L 11, pag. 44).
      
         (2)  Regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014, che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (GU 2014, L 225, pag. 1).
      
         (3)  Direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio (GU 2014, L 173, pag. 190).