CELEX: 32020H0826(23)
Language: it
Date: 2020-07-20 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020 sul programma nazionale di riforma 2020 della Romania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Romania 2020/C 282/23

26.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 282/149
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 20 luglio 2020
      sul programma nazionale di riforma 2020 della Romania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Romania
      (2020/C 282/23)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
      visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Romania è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito.
               
            
                  (2)
               
               
                  Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Romania 2020. In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dalla Romania nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 (3) («raccomandazioni specifiche per paese del 2019»), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi della Romania verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprendeva altresì l’esame approfondito a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 26 febbraio 2020. L’analisi ha portato la Commissione a concludere che la Romania presenta squilibri macroeconomici. In particolare, le vulnerabilità sono legate alla competitività di costo e all’aumento del disavanzo delle partite correnti, in un contesto di politica di bilancio espansiva e di imprevedibilità del clima imprenditoriale.
               
            
                  (3)
               
               
                  L’11 marzo 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l’epidemia di COVID-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l’interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro e i redditi dei cittadini, nonché le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell’Unione. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell’Unione.
               
            
                  (4)
               
               
                  Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
               
            
                  (5)
               
               
                  Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull’attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita. La clausola di salvaguardia generale di cui all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 6, paragrafo 3, all’articolo 9, paragrafo 1, e all’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all’articolo 3, paragrafo 5, e all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio (4) facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella comunicazione del 20 marzo 2020 la Commissione ha considerato che, data la grave recessione economica che si prevede deriverà dalla pandemia di COVID-19, fossero soddisfatte le condizioni per l’attivazione della clausola di salvaguardia generale e ha chiesto al Consiglio di avallare tale conclusione. Il 23 marzo 2020 i ministri delle Finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione e hanno convenuto che la grave recessione economica richiede una risposta decisa, ambiziosa e coordinata. L’attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell’ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo nel contempo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell’ambito del patto.
               
            
                  (6)
               
               
                  È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia di COVID-19, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche della pandemia mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l’attività economica. È opportuno che l’Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l’Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per permettere di tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l’altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo insegnamenti dalla crisi.
               
            
                  (7)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha messo in luce la flessibilità offerta dal mercato interno per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato interno dovrebbero essere rimosse non appena non siano più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario. Migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali rientrano tra gli elementi fondamentali per l’elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
               
            
                  (8)
               
               
                  Il legislatore dell’Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti mediante i regolamenti (UE) 2020/460 (5) e (UE) 2020/558 (6) del Parlamento europeo e del Consiglio per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei fondi strutturali e d’investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di COVID-19. Tali modifiche consentiranno un’ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell’Unione nell’esercizio contabile 2020-2021. La Romania è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
               
            
                  (9)
               
               
                  È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia di COVID-19 siano distribuite in modo disomogeneo tra le regioni rumene a motivo dei notevoli divari negli investimenti e nella produttività del lavoro e dei diversi profili di specializzazione. Ciò comporta il rischio sostanziale di accentuare le disparità regionali all’interno del paese, invertendo la tendenza, già riscontrata, a una leggera flessione delle disparità tra la capitale e le altre regioni o tra le aree urbane e quelle rurali. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
               
            
                  (10)
               
               
                  La Romania ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 l’8 maggio 2020 e il programma di convergenza 2020 il 14 maggio 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (11)
               
               
                  La Romania è attualmente nel braccio correttivo del patto di stabilità e crescita.
               
            
                  (12)
               
               
                  Il 3 aprile 2020 il Consiglio ha adottato la decisione (UE) 2020/509 (7), in cui ha constatato l’esistenza di un disavanzo eccessivo in Romania dovuto al mancato rispetto del criterio del disavanzo nel 2019. La constatazione si basava sugli obiettivi di bilancio aggiornati del governo, che riflettevano i dati sull’esecuzione del bilancio dell’esercizio fino a tale data. Il dato relativo al disavanzo pubblico per il 2019, pari al 4,3 % del prodotto interno lordo (PIL), ha confermato l’inosservanza. La violazione è stata determinata da un susseguirsi di squilibri di bilancio dal 2016 in poi, dovuti a una politica espansiva in un periodo di forte crescita economica. In tali anni le sistematiche e ripetute deroghe alle norme di bilancio nazionali hanno reso le stesse norme ampiamente inefficaci. Inoltre la Romania ha ripetutamente omesso di dare seguito effettivo alle raccomandazioni che il Consiglio le aveva rivolto nel contesto della procedura per deviazione significativa. Il 3 aprile 2020 il Consiglio ha anche formulato una raccomandazione (8) intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Romania al più tardi entro il 2022.
               
            
                  (13)
               
               
                  La sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche della Romania era già a rischio prima della pandemia di COVID-19, a causa degli elevati disavanzi di bilancio e del previsto notevole aumento dei costi legati all’invecchiamento della popolazione, specie sul fronte delle pensioni. Le pensioni di vecchiaia sono state aumentate del 15 % nel settembre 2019 e, in base a una legge adottata nell’estate del 2019, dovrebbero aumentare del 40 % nel settembre 2020 ed essere ricalcolate al rialzo nel settembre 2021. La spesa per le pensioni aumenterebbe quindi notevolmente nel periodo 2020-2022. I rischi per la sostenibilità del bilancio sono ulteriormente aggravati dall’impatto della pandemia di COVID-19 sull’attività economica e dallo sforzo finanziario richiesto per arginarlo. Le precedenti decisioni in materia di politica di bilancio hanno lasciato la Romania con riserve limitate per far fronte alla pandemia di COVID-19.
               
            
                  (14)
               
               
                  Nel suo programma di convergenza 2020 il governo prevede un peggioramento del saldo nominale, che passerà da un disavanzo del 4,3 % del PIL nel 2019 a un disavanzo del 6,7 % del PIL nel 2020, mentre il rapporto debito pubblico/PIL aumenterà, passando dal 35,2 % nel 2019 al 40,9 % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell’elevata incertezza dovuta alla pandemia di COVID-19. Inoltre alla base delle proiezioni di bilancio vi sono dei rischi, ovvero la stima di alcune entrate non sembra essere in linea con le proiezioni macroeconomiche sottostanti, mentre la moderazione di alcune delle attuali voci di spesa sembra basarsi su misure di risanamento dei conti pubblici non specificate nel programma.
               
            
                  (15)
               
               
                  In risposta alla pandemia di COVID-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell’Unione, la Romania ha adottato tempestive misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di convergenza 2020, tali misure di bilancio sono pari all’1,2 % del PIL. Includono la cassa integrazione per i lavoratori dipendenti e prestazioni analoghe per altre categorie di lavoratori, attrezzature mediche, ulteriori spese per contrastare il coronavirus e premi per gli operatori sanitari che assistono pazienti affetti da COVID-19. Il governo ha inoltre annunciato misure che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, contribuiranno a fornire sostegno alla liquidità delle imprese. Esse comprendono il differimento delle imposte, l’accelerazione dei rimborsi dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), garanzie sui prestiti a favore delle piccole e medie imprese (PMI), una moratoria temporanea sul pagamento delle rate dei prestiti bancari per le famiglie e le PMI e il differimento del pagamento dei canoni di locazione e delle bollette per le PMI. Nel complesso le misure adottate dal governo rumeno sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020.
               
            
                  (16)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo delle amministrazioni pubbliche della Romania sarà pari al -9,2 % del PIL nel 2020 e al -11,4 % del PIL nel 2021. Le proiezioni della Commissione indicano che il rapporto debito pubblico/PIL raggiungerà il 46,2 % nel 2020.
               
            
                  (17)
               
               
                  Il 16 marzo 2020 la Romania ha dichiarato lo stato di emergenza. Dal 25 marzo 2020 tutte le scuole e i negozi, fatta eccezione per quelli che vendono prodotti di prima necessità, hanno dovuto chiudere e sono entrate in vigore restrizioni alle frontiere. Gli spostamenti negli spazi pubblici erano consentiti solo in casi limitati, con misure più restrittive per le persone di età superiore a 65 anni. La Romania ha anche introdotto un divieto dei viaggi internazionali verso determinati paesi e messo in rigida quarantena diverse città. Questa situazione ha avuto gravi ripercussioni sul settore produttivo dell’economia, poiché le misure di lockdown hanno avuto un impatto molto negativo sull’attività economica. Nel settore industriale, nella seconda metà di marzo diversi produttori hanno interrotto l’attività, con forti ricadute su comparti strategici come quello automobilistico. Sviluppi analoghi si osservano nel settore del commercio al dettaglio e nel comparto alberghiero. L’effetto aggregato trascinerà l’economia in recessione nel 2020. Lo stato di emergenza è terminato il 14 maggio 2020 e la Romania ha annunciato l’intenzione di revocare gradualmente le misure restrittive. A partire dal 15 maggio 2020 sono state introdotte misure per agevolare gli spostamenti all’interno delle città, consentire la parziale riapertura delle attività commerciali e imporre l’uso delle mascherine protettive negli spazi pubblici e commerciali chiusi, nei trasporti pubblici e nei luoghi di lavoro. Alcune imprese dell’industria automobilistica hanno gradualmente ripreso l’attività tra le fine di aprile e l’inizio di maggio 2020. Il governo sta predisponendo ulteriori misure per rilanciare l’economia.
               
            
                  (18)
               
               
                  La pandemia ha sottoposto il sistema sanitario a una pressione senza precedenti. La crisi ha colpito un sistema caratterizzato da carenze strutturali, come un livello di spesa inadeguato e disparità di accesso all’assistenza sanitaria. In tale contesto, migliorare la resilienza del sistema sanitario e la sua capacità di rispondere agli shock rappresenta una grossa sfida. Nell’ambito della risposta immediata la Romania ha acquistato prodotti medici essenziali e incluso le spese mediche correlate alla pandemia di COVID-19 nel pacchetto minimo di prestazioni per i non assicurati. Le notevoli carenze di personale sanitario, anche di medici di famiglia, nonché la vetustà delle strutture, la mancanza di prodotti medici, la formazione insufficiente degli operatori sanitari e la limitata continuità e integrazione tra i diversi livelli di assistenza indeboliscono la resilienza del sistema sanitario. Il numero delle persone che segnalava di non poter accedere alle cure mediche necessarie era in aumento già prima dell’emergenza COVID-19 ed è probabile che l’accesso all’assistenza sanitaria sia nel frattempo peggiorato. La pandemia ha fatto emergere ulteriormente le disparità regionali e il divario nella copertura sanitaria a carico delle fasce a basso reddito e degli anziani. Nel lungo periodo i fenomeni dell’invecchiamento della popolazione e dei flussi migratori metteranno sempre più sotto pressione la sostenibilità del sistema sanitario. Alla luce dell’emergenza COVID-19 è altrettanto importante affrontare i problemi strutturali, anche prevedendo lo sviluppo dell’assistenza preventiva, ambulatoriale e domiciliare con misure strategiche mirate. Serviranno investimenti a lungo termine per rafforzare il sistema sanitario rumeno garantendo la presenza di operatori e attrezzature, potenziando la ricerca tecnologica e applicata e migliorando la copertura e l’accessibilità dei servizi sanitari a favore di tutti i cittadini, anche nelle aree extraurbane e attraverso l’uso di servizi di sanità elettronica.
               
            
                  (19)
               
               
                  La rapida crescita economica degli ultimi anni ha portato a un miglioramento delle condizioni sociali. Nel 2019 il reddito disponibile lordo delle famiglie è aumentato del 5,7 %. Il rischio di povertà e di esclusione sociale, al 31,2 % nel 2019, era tra i più elevati dell’Unione, anche se su una parabola discendente. Tuttavia, l’impatto della pandemia sull’economia potrebbe portare al deterioramento delle condizioni sociali. Secondo le previsioni la povertà e l’esclusione sociale, tra cui la povertà infantile, la povertà tra i lavoratori e le disparità di reddito, aumenteranno, contando tra i gruppi più esposti i lavoratori atipici, i lavoratori non dichiarati, i lavoratori autonomi, i rom, le persone con disabilità, gli anziani e i senzatetto. La copertura e l’adeguatezza delle misure di protezione sociale e la capacità del sistema fiscale e previdenziale di ridistribuire i redditi rimangono limitate. I minori che vivono nelle zone rurali e in insediamenti informali hanno un accesso limitato a un’educazione e cura della prima infanzia di qualità, nonché ad un’alimentazione, a un’assistenza sanitaria e ad alloggi adeguati. Le prestazioni sociali hanno un impatto molto limitato sulla riduzione della povertà e l’indice sociale di riferimento utilizzato come base per la maggior parte delle prestazioni non è stato aggiornato dal 2008. Il sostegno al reddito minimo resta tra i meno adeguati dell’Unione. Sebbene adottata nel 2016, la riforma del reddito minimo di inclusione è stata ulteriormente rinviata al 2021. I servizi sociali e i servizi essenziali rimangono ampiamente insufficienti, anche in settori quali l’acqua e i servizi igienico-sanitari, l’energia e l’edilizia abitativa. Inoltre, la distribuzione territoriale è disomogenea e caratterizzata da significative disparità tra aree urbane e rurali e tra regioni. Ciò può limitare la capacità di contrastare l’impatto della pandemia. Restano ancora poco sfruttate le potenzialità offerte dall’economia sociale per il miglioramento delle condizioni sociali.
               
            
                  (20)
               
               
                  Nel 2019 l’andamento del mercato del lavoro è rimasto positivo, anche se persistono disparità tra regioni, aree rurali e urbane e gruppi socioeconomici. Si registrano elevati livelli di inattività, in particolare tra le donne, i giovani, le persone scarsamente qualificate, le persone con disabilità e gli anziani. Nel contesto della pandemia di COVID-19 le problematiche esistenti potrebbero acuirsi, segnando un rapido aumento della disoccupazione e dell’inattività. Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione, la disoccupazione salirà al 6,5 % nel 2020 per ridiscendere al 5,4 % nel 2021. Il lavoro sommerso rimane una sfida e il suo impatto negativo potrebbe aumentare nel contesto attuale, il che sottolinea la necessità di sostenere la transizione verso l’emersione. Servono pertanto servizi specifici e tempestivi per rispondere alle esigenze dei gruppi vulnerabili e dei lavoratori colpiti dalla crisi. Oltre al regime di cassa integrazione recentemente avviato, per rafforzare la resilienza del mercato del lavoro a breve e lungo termine occorre prevedere un più ampio accesso a regimi di riduzione dell’orario di lavoro, promuovere misure di sostegno al reddito e consentire modalità di lavoro flessibili e telelavoro per i lavoratori interessati, prevedendo il coinvolgimento delle parti sociali.
               
            
                  (21)
               
               
                  Il persistere degli squilibri tra offerta e domanda di competenze e delle carenze di personale qualificato, fenomeni aggravati dall’evoluzione demografica e dalla scarsa rilevanza dell’istruzione e della formazione per il mercato del lavoro, limitava le potenzialità di crescita economica della Romania anche prima della pandemia. La percentuale degli adulti che partecipano ad attività di apprendimento (l’1,3 % nel 2019) è una delle più basse dell’Unione. La scarsa partecipazione all’educazione e cura della prima infanzia accresce le disparità di opportunità tra gli alunni. L’equità, l’inclusività e la qualità dell’istruzione rimangono sfide importanti e il settore ha bisogno di riforme strategiche. Nonostante alcuni progressi messi a segno negli anni precedenti, la Romania registra un’elevata percentuale di giovani che hanno abbandonato prematuramente l’istruzione e la formazione (15,3 % nel 2019) e di giovani che non hanno un lavoro e non seguono un percorso scolastico o formativo (14,7 %, con un leggero aumento rispetto al 2018). Non esiste ancora un meccanismo nazionale integrato per contrastare l’abbandono scolastico. I risultati scolastici, specie nelle zone rurali ed economicamente depresse, non migliorano. La partecipazione all’istruzione superiore è bassa e resta poco conforme alle esigenze del mercato del lavoro. Il numero dei laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (discipline STEM) rimane contenuto. La Romania registra risultati insoddisfacenti rispetto a molti parametri dell’indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI), specie per quanto riguarda i servizi pubblici digitali, le competenze digitali della popolazione globale e la digitalizzazione delle imprese. Il livello delle competenze digitali e informatiche di base è tra i più bassi dell’Unione. A causa della disomogeneità delle infrastrutture digitali e delle insufficienti competenze digitali, il passaggio alla didattica a distanza a seguito dell’emergenza COVID-19 risulta problematico sia per gli istituti di istruzione e formazione e gli insegnanti che per gli studenti, in particolare quelli svantaggiati e i rom.
               
            
                  (22)
               
               
                  A causa della pandemia di COVID-19 e delle conseguenti misure di lockdown, le catene di approvvigionamento sono state interrotte in tutto il paese, le imprese hanno dovuto ridurre le attività o addirittura chiudere e molte persone non hanno potuto lavorare. Le imprese di tutte le dimensioni, specie le PMI, risentono pesantemente delle perturbazioni degli scambi commerciali e del lockdown e sono esposte a problemi di liquidità e a rischi di fallimento. Il governo ha adottato una serie di misure che combinano assistenza mirata alle imprese e protezione del reddito di tutti i lavoratori colpiti. Per uscire dalla crisi occorreranno risorse aggiuntive per continuare a sostenere le imprese e le famiglie. Il settore dei servizi necessiterà di un’attenzione particolare essendo il più colpito; è probabile che alcuni comparti subiscano più a lungo gli effetti della crisi rispetto all’industria manifatturiera. Le misure di risposta del governo includono la creazione di un regime di garanzie pubbliche (IMM Invest), dotato di 15 miliardi di RON, per offrire alle PMI garanzie statali su prestiti a tasso zero contratti per finanziare investimenti e mettere a disposizione capitale d’esercizio. Tali garanzie saranno vantaggiose anche per le banche, che devono rimanere adeguatamente capitalizzate e disporre di liquidità sufficiente per garantire il flusso di credito necessario alle famiglie e alle imprese. Tuttavia, a causa del ruolo piuttosto modesto finora svolto dalle banche nell’erogazione di crediti alle imprese, in particolare le PMI innovative, le garanzie sui prestiti da sole potrebbero non essere sufficienti.
               
            
                  (23)
               
               
                  Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. La crisi ha dimostrato ancora più chiaramente come la Romania abbia l’urgente necessità di rilanciare le opere infrastrutturali pubbliche in settori quali i trasporti sostenibili, l’energia pulita, l’ambiente e i servizi digitali. I trasporti urbani risentono della scarsa organizzazione del settore e della scarsa capacità amministrativa dei fornitori locali. Il sistema di gestione dei rifiuti continua a essere caratterizzato da un bassissimo livello di riciclaggio dei rifiuti urbani e da percentuali molto elevate di smaltimento in discarica. L’attuazione del piano nazionale per l’energia e il clima richiederà investimenti per la produzione e l’impiego non inquinanti di energia, nonché la riconversione delle regioni monoindustriali e con elevati livelli di emissione di CO2. Occorre intensificare gli sforzi per ampliare e modernizzare le infrastrutture per l’acqua potabile e le acque reflue. Servono anche investimenti nella rete di monitoraggio dell’aria a causa di gravi carenze strutturali. Occorre inoltre modernizzare e garantire l’interoperabilità di tutti i servizi pubblici digitali che generano scambi di informazioni, anche nei settori del sociale, dell’istruzione e della sanità. Le forti disparità regionali e la bassa produttività di alcuni settori nuocciono a una crescita sostenibile a lungo termine. Altrettanto importanti sono gli investimenti per promuovere la competitività dell’economia, sostenendo le attività di ricerca e sviluppo (R&S), le PMI innovative e l’inserimento nelle catene del valore strategiche dell’Unione. Gli investimenti delle imprese in R&S restano modesti e limitati a un numero esiguo di comparti fortemente dipendenti dagli investimenti esteri diretti. Il calo dei finanziamenti pubblici destinati a R&S nuoce alla qualità scientifica e tecnologica e ai collegamenti tra università e imprese. La programmazione del Fondo per una transizione giusta, che forma oggetto di una proposta della Commissione, per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare la Romania a rispondere ad alcune delle sfide poste dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra, in particolare nei territori di cui all’allegato D della relazione per paese 2020. Ciò consentirebbe alla Romania di fare il miglior uso possibile di tale fondo.
               
            
                  (24)
               
               
                  La riforma della pubblica amministrazione è in fase di stallo. Non esiste un quadro efficace per la pianificazione strategica e di bilancio, il che si ripercuote sulla visione strategica dello sviluppo a lungo termine del paese, sulla definizione delle azioni prioritarie e sul coordinamento delle politiche a livello centrale e locale. Il quadro strategico settoriale è frammentato e presenta talvolta delle sovrapposizioni perché manca l’ordine delle priorità per le azioni da adottare all’interno dei singoli settori. La funzione di gestione strategica del segretariato generale del governo non è ancora consolidata. L’elevata frammentazione delle competenze e delle risorse continua a incidere sull’erogazione dei servizi pubblici, specie a livello locale e nelle comunità povere. La burocrazia e la scarsa capacità di fornire servizi di qualità, anche di tipo digitale, hanno un impatto negativo sui cittadini e sulle imprese, in particolare nel corso dell’attuale crisi. La complessità delle procedure amministrative per l’avvio di un’attività e i requisiti normativi imposti ai fornitori di servizi, comprese le professioni regolamentate, ostacolano ulteriormente lo sviluppo del mercato. Una maggiore collaborazione tra le autorità di vigilanza del mercato e le autorità doganali rumene può contribuire a ridurre il volume dei prodotti non conformi importati da paesi non appartenenti all’Unione. Le frequenti riorganizzazioni interne e l’uso eccessivo di personale direttivo temporaneo ostacolano l’indipendenza dell’amministrazione. L’applicazione dei principi di governo societario alle imprese di proprietà dello Stato rimane una sfida.
               
            
                  (25)
               
               
                  La prevedibilità del processo decisionale resta un problema importante. Prima della crisi, appena un terzo circa del piano governativo annuale era rispettato. Il numero dei decreti d’urgenza è rimasto molto elevato, creando incertezza e ostacolando verosimilmente gli investimenti. Ad esempio, il decreto 114/2018 ha avuto importanti ripercussioni socioeconomiche su diversi settori, compreso quello finanziario. Mentre le disposizioni con un impatto negativo sul settore bancario sono state revocate, sono tuttora in vigore alcune delle misure che potrebbero influire sulla sostenibilità a lungo termine dei fondi pensionistici del secondo pilastro. Altrettanto problematiche sono la prevedibilità e la stabilità della legislazione sugli appalti pubblici. L’efficienza degli appalti pubblici continua a costituire un problema, come pure l’irreversibilità di determinate misure, in particolare la semplificazione dei controlli ex ante. Si registrano pochi progressi nel migliorare la governance, la qualità e l’uso efficace delle valutazioni dell’impatto della normativa. Non esiste un quadro istituzionale per il controllo della qualità a livello di governo e si stanno ancora esaminando le opzioni per la costituzione di un comitato per la valutazione dell’impatto della normativa. Il funzionamento del dialogo sociale resta limitato, in particolare a livello settoriale, mentre un coinvolgimento significativo e costante delle parti sociali è fondamentale per il successo di qualsiasi strategia di uscita e ripresa dall’attuale crisi. L’attuale quadro istituzionale di consultazione non viene utilizzato in modo adeguato per alimentare il processo decisionale e non coinvolge sufficientemente le parti sociali nell’elaborazione e attuazione delle riforme. Le discussioni sulle modifiche della legge sul dialogo sociale e sulla revisione dei settori economici hanno subito una battuta d’arresto. Il seguito alle raccomandazioni emanate nell’aprile 2018 dall’Organizzazione internazionale del lavoro resta incerto. La mancanza di un meccanismo oggettivo permanente per la determinazione del salario minimo può pesare sul contesto imprenditoriale.
               
            
                  (26)
               
               
                  Mentre le raccomandazioni specifiche per paese di cui alla presente raccomandazione («raccomandazioni specifiche per paese del 2020») si concentrano sulle modalità per fronteggiare l’impatto socioeconomico della pandemia e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il semestre europeo del prossimo anno. Ciò include le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Tutte le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
               
            
                  (27)
               
               
                  Dopo le avversità degli ultimi anni, le pressioni sul settore bancario si sono allentate, dal momento che una serie di misure che avevano destato preoccupazione in passato, tra cui l’imposta sulle banche, sono state revocate all’inizio del 2020. Il settore bancario è entrato nell’attuale emergenza COVID-19 adeguatamente capitalizzato e con sufficiente liquidità, mentre la percentuale dei crediti deteriorati era scesa al di sotto del 5 %. Le misure adottate dal governo per sostenere le famiglie e le imprese, specie le PMI, sono importanti anche per mantenere la resilienza del settore bancario e la capacità delle banche di assorbire gli shock. Le banche commerciali hanno inoltre preso provvedimenti a sostegno della clientela, come differire il pagamento del capitale e degli interessi, prorogare il rimborso dei crediti, garantire l’approvvigionamento di contanti agli sportelli automatici e ridurre le commissioni per i servizi online. Il 20 marzo 2020 la Banca nazionale di Romania ha abbassato il tasso di riferimento per la politica monetaria e ha iniziato ad acquistare sul mercato secondario titoli di Stato denominati in RON per garantire l’adeguato finanziamento dell’economia reale e del settore pubblico. Nonostante le misure adottate, tra cui la flessibilità prudenziale concessa dalle autorità di vigilanza, è probabile che la qualità degli attivi si deteriori nei prossimi mesi. A tale riguardo, il mantenimento di criteri prudenti per la concessione dei crediti e la preferenza accordata ai mutuatari solvibili contribuiranno a salvaguardare la qualità degli attivi del settore bancario. Inoltre, il fatto di garantire un contesto normativo stabile e prevedibile per le banche costituisce un presupposto importante per preservare il ruolo attivo che svolgono nell’erogare crediti all’economia e sostenere la ripresa economica.
               
            
                  (28)
               
               
                  Le modifiche sostanziali apportate all’ordinamento giuridico e la pressione politica esercitata sul sistema giudiziario nel 2017, 2018 e in gran parte del 2019 hanno influito sull’efficienza, qualità e indipendenza del sistema giudiziario e sulla sua capacità di indagare e sanzionare la corruzione ad alto livello. Sebbene il governo sostenga attualmente interventi volti a prevenire e sanzionare la corruzione e abbia dimostrato la volontà di revocare alcune delle misure più controverse, la Romania non ha ancora apportato le necessarie modifiche legislative. Tali questioni sono oggetto di controllo nel quadro del meccanismo di cooperazione e verifica. Nell’ambito del meccanismo la Commissione continua a monitorare la riforma del sistema giudiziario e la lotta alla corruzione in Romania. Tali ambiti non sono pertanto oggetto delle raccomandazioni specifiche per paese del 2020 indirizzate alla Romania, ma sono importanti per lo sviluppo di un ambiente socioeconomico positivo nel paese.
               
            
                  (29)
               
               
                  Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell’occupazione nell’Unione, il quale può contribuire a un’economia sostenibile. Nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020 gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese del 2020, la Romania contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli OSS e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell’Unione.
               
            
                  (30)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Romania, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di convergenza 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte alla Romania negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Romania, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (31)
               
               
                  Alla luce della valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2020 e il suo parere (9) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
               
            
                  (32)
               
               
                  Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di convergenza 2020. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2020 tengono conto della necessità di far fronte alla pandemia di COVID-19 e facilitare la ripresa economica come primo passo necessario per consentire un aggiustamento degli squilibri. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2020 direttamente intese a porre rimedio agli squilibri macroeconomici individuati dalla Commissione a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui al punto 4,
               
            RACCOMANDA che la Romania adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
      
                  1.
               
               
                  perseguire politiche di bilancio in linea con la raccomandazione del Consiglio del 3 aprile 2020, adottando nel contempo tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l’economia e la successiva ripresa; evitare l’attuazione di misure permanenti che possano compromettere la sostenibilità di bilancio; rafforzare la resilienza del sistema sanitario, in particolare per quanto riguarda gli operatori sanitari e i prodotti medici, e migliorare l’accesso ai servizi sanitari;
               
            
                  2.
               
               
                  fornire redditi sostitutivi adeguati ed estendere a tutta la popolazione le misure di protezione sociale e l’accesso ai servizi essenziali; attenuare l’impatto della crisi COVID-19 sull’occupazione sviluppando modalità di lavoro flessibili e misure di attivazione; rafforzare le competenze e l’apprendimento digitale e garantire la parità di accesso all’istruzione;
               
            
                  3.
               
               
                  sostenere la liquidità dell’economia a vantaggio delle imprese e delle famiglie, specie le PMI e i lavoratori autonomi; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare sui trasporti sostenibili, sull’infrastruttura per i servizi digitali, su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell’energia e sulle infrastrutture ambientali, anche nelle regioni carbonifere;
               
            
                  4.
               
               
                  migliorare la qualità e l’efficienza della pubblica amministrazione e la prevedibilità del processo decisionale, anche attraverso un adeguato coinvolgimento delle parti sociali.
               
            
         Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2020
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               La presidente
            
            J. KLOECKNER
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
      
         (3)  GU C 301 del 5.9.2019, pag. 135.
      
         (4)  Regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6).
      
         (5)  Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all’epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5).
      
         (6)  Regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all’epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
      
         (7)  Decisione (UE) 2020/509 del Consiglio, del 3 aprile 2020, sull’esistenza di un disavanzo eccessivo in Romania (GU L 110 dell’8.4.2020, pag. 58).
      
         (8)  Raccomandazione del Consiglio, del 3 aprile 2020, intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Romania (GU C 116 dell’8.4.2020, pag. 1).
      
         (9)  A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.