CELEX: 52011PC0108
Language: it
Date: 2011-02-28
Title: Proposta congiunta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia

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52011PC0108

/* COM/2011/0108 def. -  NLE 2011/0048 */  Proposta congiunta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia  

	[pic] | COMMISSIONE EUROPEA | ALTO RAPPRESENTANTE DELL’UNIONE EUROPEA PER GLI AFFARI ESTERI E LA POLITICA DI SICUREZZA |Bruxelles, 28.2.2011COM(2011) 108 definitivo2011/0048 (NLE)Proposta congiunta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOconcernente misure restrittive in considerazione della situazione in LibiaRELAZIONE1.  La decisione 2011/[…]/PESC del Consiglio, del […], dispone l’adozione di misure restrittive in considerazione della situazione in Libia, in osservanza della risoluzione 1970 (2011) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e di misure di accompagnamento autonome dell’UE vista la gravità della situazione in Libia.2.  Le misure consistono in un embargo sulle armi, in un divieto di esportare attrezzature per la repressione interna, in restrizioni all’ammissione e nel congelamento dei fondi e delle risorse economiche delle persone e delle entità coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani a danno di persone in Libia, ivi compreso il coinvolgimento in aggressioni nei confronti della popolazione e delle infrastrutture civili, in violazione del diritto internazionale.3.  L’Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e la Commissione propongono di porre in essere tali misure mediante un regolamento fondato sull’articolo 215 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).2011/0048 (NLE)Proposta congiunta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOconcernente misure restrittive in considerazione della situazione in LibiaIL CONSIGLIO DELL ’UNIONE EUROPEA,visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 215,vista la decisione 2011/[…]/PESC del Consiglio, del […], concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia,vista la proposta congiunta dell’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e della Commissione,sentito il garante europeo della protezione dei dati,considerando quanto segue:4.  In conformità della risoluzione 1970 (2011) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 26 febbraio 2011, la decisione 2011/[…]/PESC del Consiglio, del […], dispone un embargo sulle armi, un divieto relativo alle attrezzature per la repressione interna, restrizioni all’ammissione e il congelamento dei fondi e delle risorse economiche di determinate persone ed entità coinvolte in gravi violazioni dei diritti umani a danno di persone in Libia, ivi compreso il coinvolgimento in aggressioni nei confronti della popolazione e delle infrastrutture civili, in violazione del diritto internazionale. Tali persone fisiche o giuridiche, entità e organismi sono elencati negli allegati della decisione stessa.5.  Alcune di queste misure rientrano nell’ambito del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e, pertanto, al fine di garantirne l’applicazione uniforme da parte degli operatori economici di tutti gli Stati membri, la loro attuazione richiede un’azione normativa a livello dell’Unione.6.  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, segnatamente, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare il diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale e il diritto alla protezione dei dati personali. Il presente regolamento deve essere applicato conformemente a tali diritti.7.  A norma dell’articolo 291, paragrafo 2, del TFUE, allorché sono necessarie condizioni uniformi di esecuzione di atti giuridicamente vincolanti dell’Unione come i regolamenti fondati sull’articolo 215 del TFUE, questi atti conferiscono competenze di esecuzione alla Commissione.8.  Ai fini dell’attuazione del presente regolamento e per garantire la massima certezza giuridica all’interno dell’Unione, devono essere pubblicati i nomi e gli altri dati pertinenti relativi a persone fisiche e giuridiche, entità e organismi i cui fondi e le cui risorse economiche devono essere congelati a norma del presente regolamento. Qualsiasi trattamento di dati personali deve essere conforme al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati[1], e alla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati[2].9.  Il presente regolamento deve entrare in vigore immediatamente per garantire l’efficacia delle misure ivi contemplate,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Ai fini del presente regolamento si intende per:a) “fondi”: tutte le attività e i benefici finanziari di qualsiasi natura, compresi, ma si tratta di un elenco non limitativo:i) i contanti, gli assegni, le cambiali, i vaglia postali e gli altri strumenti di pagamento;ii) i depositi presso istituti finanziari o altre entità, i saldi sui conti, i debiti e gli obblighi;iii) i titoli negoziati a livello pubblico e privato e i prestiti obbligazionari, comprese le azioni, i certificati azionari, le obbligazioni, i pagherò, i warrant, le obbligazioni ipotecarie e i contratti finanziari derivati;iv) gli interessi, i dividendi o altri redditi generati dalle attività;v) il credito, il diritto di compensazione, le garanzie, le fideiussioni e gli altri impegni finanziari;vi) le lettere di credito, le polizze di carico e gli atti di cessione;vii) i documenti da cui risulti un interesse riguardante capitali o risorse finanziarie;b) “congelamento di fondi”: il divieto di spostare, trasferire, alterare, utilizzare o trattare i fondi o di avere accesso ad essi in modo da modificarne il volume, l’importo, la collocazione, la proprietà, il possesso, la natura e la destinazione o da introdurre altri cambiamenti tali da consentire l’uso dei fondi in questione, compresa la gestione di portafoglio;c) “risorse economiche”: le attività di qualsiasi tipo, tangibili o intangibili, mobili o immobili, che non sono fondi ma che possono essere utilizzate per ottenere fondi, beni o servizi;d) “congelamento delle risorse economiche”: il blocco preventivo della loro utilizzazione al fine di ottenere fondi, beni o servizi in qualsiasi modo, compresi tra l’altro la vendita, l’affitto e le ipoteche;e) “assistenza tecnica”: qualsiasi supporto tecnico di riparazione, perfezionamento, fabbricazione, assemblaggio, prova, manutenzione o altro servizio tecnico e che può assumere le seguenti forme: istruzione, pareri, formazione, trasmissione dell’apprendimento del funzionamento o delle competenze o servizi di consulenza, comprese le forme orali di assistenza;f) “comitato delle sanzioni”: il comitato del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite istituito a norma del punto 24 della risoluzione 1970 (2011) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (“UNSCR”);g) “territorio dell’Unione”: i territori degli Stati membri cui si applica il trattato, alle condizioni ivi stabilite, compreso lo spazio aereo.Articolo 21. È vietato:a) vendere, fornire, trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna elencate nell’allegato I, originarie o meno dell’Unione, a qualsiasi persona, entità o organismo in Libia o (a qualsiasi altra persona, entità o organismo) per un uso in Libia;b) partecipare, consapevolmente e deliberatamente, ad attività aventi l’obiettivo o il risultato di eludere i divieti di cui alla lettera a).2. È vietato acquistare, importare o trasportare dalla Libia attrezzature che potrebbero essere usate per la repressione interna elencate nell’allegato I, a prescindere dal fatto che siano originarie o no della Libia.3. Il paragrafo 1 non si applica all’abbigliamento protettivo, compresi i giubbotti antiproiettile e gli elmetti militari, temporaneamente esportato in Libia da personale dell’ONU, da personale dell’Unione europea o dei suoi Stati membri, da rappresentanti dei mass media e da operatori umanitari e nel campo dello sviluppo, e personale associato, per uso esclusivamente individuale.4. In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti degli Stati membri, elencate nell’allegato IV, possono autorizzare la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione di attrezzature che potrebbero essere usate per la repressione interna, alle condizioni che ritengono appropriate, se stabiliscono che tali attrezzature sono destinate esclusivamente ad uso umanitario o protettivo.Articolo 31. È vietato:a) fornire, direttamente o indirettamente, assistenza tecnica pertinente ai beni e alle tecnologie inclusi nell’elenco comune delle attrezzature militari dell’Unione europea (elenco comune delle attrezzature militari)[3], o alla fornitura, alla fabbricazione, alla manutenzione e all’uso dei beni inseriti in tale elenco, a qualunque persona, entità od organismo in Libia o per un uso in Libia;b) fornire, direttamente o indirettamente, assistenza tecnica o servizi di intermediazione pertinenti ad attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, elencate nell’allegato I, a qualunque persona, entità od organismo in Libia o per un uso in Libia;c) fornire, direttamente o indirettamente, finanziamenti o assistenza finanziaria pertinenti ai beni e alle tecnologie inclusi nell’elenco comune delle attrezzature militari o nell’allegato I, compresi in particolare sovvenzioni, prestiti e assicurazione dei crediti all’esportazione, per la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione dei beni o delle tecnologie suddetti o la fornitura di assistenza tecnica connessa a qualunque persona, entità od organismo in Libia o per un uso in Libia;d) partecipare, consapevolmente e deliberatamente, ad attività aventi l’obiettivo o il risultato di eludere i divieti di cui alle lettere da a) a c).2. In deroga al paragrafo 1, i divieti ivi menzionati non si applicano alla fornitura di assistenza tecnica, finanziamenti e assistenza finanziaria pertinenti a materiale militare non letale destinato unicamente ad uso umanitario o protettivo o ad altre vendite o alla fornitura di armi e materiale connesso, previa approvazione da parte del comitato delle sanzioni.3. In deroga al paragrafo 1, le autorità competenti degli Stati membri, elencate nell’allegato IV, possono autorizzare la fornitura di assistenza tecnica, finanziamenti e assistenza finanziaria pertinenti ad attrezzature che potrebbero essere usate per la repressione interna, alle condizioni che ritengono appropriate, se stabiliscono che tali attrezzature sono destinate esclusivamente ad uso umanitario o protettivo.Articolo 4Al fine di impedire il trasferimento dei beni e delle tecnologie che figurano nell’elenco comune delle attrezzature militari o la cui vendita, fornitura, trasferimento, esportazione o importazione sono vietati dal presente regolamento, per tutte le merci che entrano nel territorio doganale dell’Unione o escono da tale territorio dirette in Libia o provenienti da tale paese, oltre alle norme che disciplinano l’obbligo di fornire informazioni prima dell’arrivo o della partenza, stabilite nelle disposizioni pertinenti sulle dichiarazioni sommarie di entrata e di uscita e sulle dichiarazioni doganali del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992[4], e del regolamento (CEE) n. 2454/93[5], la persona che fornisce tali informazioni dichiara se i beni rientrano nell’elenco comune delle attrezzature militari o nel presente regolamento e, nel caso in cui la loro esportazione sia soggetta ad autorizzazione, fornisce precisazioni sulla licenza di esportazione rilasciata. Questi elementi aggiuntivi sono presentati alle autorità doganali competenti dello Stato membro interessato, per iscritto o utilizzando una dichiarazione in dogana, a seconda dei casi.Articolo 51. Sono congelati tutti i fondi e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati dalle persone fisiche o giuridiche, dalle entità e dagli organismi elencati negli allegati II e III.2. Nessun fondo o risorsa economica è messo a disposizione, direttamente o indirettamente, delle persone fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi elencati negli allegati II e III o utilizzato a loro beneficio.3. È vietata la partecipazione, consapevole e deliberata, ad attività aventi l’obiettivo o il risultato, diretto o indiretto, di eludere le misure di cui ai paragrafi 1 e 2.Articolo 61. Figurano nell’allegato II le persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi designati dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o dal comitato delle sanzioni a norma del punto 22 dell’UNSCR 1970 (2011).2. Nell’allegato III figurano le persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi non inclusi nell’allegato II che il Consiglio ha identificato, a norma dell’articolo 6, paragrafo 1, della decisione 2011/[…]/PESC del Consiglio del […], come persone e entità, o loro complici, che hanno ordinato, controllato o altrimenti diretto gravi violazioni dei diritti umani a danno di persone in Libia, anche pianificando, comandando, ordinando o conducendo aggressioni in violazione del diritto internazionale, ivi compresi i bombardamenti aerei, contro le popolazioni e le infrastrutture civili, o come persone o entità che agiscono per loro conto o sotto la loro direzione, oppure le entità da loro possedute o controllate.2. Gli allegati II e III contengono solo le seguenti informazioni sulle persone fisiche dell’elenco:a) a scopo di identificazione: cognome e nomi (compresi gli eventuali alias e titoli); data e luogo di nascita; nazionalità; numero del passaporto e della carta d’identità; codice fiscale e numero di previdenza sociale; sesso; indirizzo o altre informazioni sul luogo in cui si trovano; funzione o professione;b) data in cui la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo sono stati inseriti nell’allegato;c) motivi dell’inserimento nell’elenco.3. Gli allegati II e III possono contenere anche informazioni sui familiari delle persone elencate, purché l’inclusione di tali informazioni sia ritenuta necessaria, in un caso specifico, al solo scopo di verificare l’identità della persona fisica in questione.Articolo 71. In deroga all’articolo 5, le autorità competenti degli Stati membri identificate nei siti web elencati nell’allegato IV possono autorizzare lo svincolo o la messa a disposizione di taluni fondi o risorse economiche congelati, alle condizioni che esse ritengono appropriate, dopo aver stabilito che i fondi o le risorse economiche sono:a) necessari per soddisfare le esigenze di base delle persone di cui agli allegati II e III e dei familiari a loro carico, compresi i pagamenti relativi a generi alimentari, affitti o ipoteche, medicinali e cure mediche, imposte, premi assicurativi e servizi pubblici;b) destinati esclusivamente al pagamento di onorari ragionevoli e al rimborso delle spese sostenute per le prestazioni legali;c) destinati esclusivamente al pagamento di diritti o di spese connessi alla normale gestione o alla custodia dei fondi o delle risorse economiche congelati,a condizione che, se l’autorizzazione riguarda una persona, un’entità o un organismo di cui all’allegato II, lo Stato membro interessato abbia informato il comitato delle sanzioni di questa decisione e della sua intenzione di concedere un’autorizzazione, e il comitato delle sanzioni non abbia sollevato obiezioni in merito entro cinque giorni lavorativi dalla notifica.2. In deroga all’articolo 5, le autorità competenti degli Stati membri identificate nei siti web elencati nell’allegato IV possono autorizzare lo svincolo o la messa a disposizione di taluni fondi o risorse economiche congelati, alle condizioni che esse ritengono appropriate, dopo aver stabilito che i fondi o le risorse economiche sono necessari per coprire spese straordinarie, a condizione che:a) se l’autorizzazione riguarda una persona, un’entità o un organismo di cui all’allegato II, lo Stato membro interessato abbia comunicato tale decisione al comitato delle sanzioni e quest’ultimo l’abbia approvata, eb) se l’autorizzazione riguarda una persona, un’entità o un organismo di cui all’allegato III, l’autorità competente abbia notificato alle altre autorità competenti degli Stati membri e alla Commissione, almeno due settimane prima dell’autorizzazione, i motivi per i quali essa ritiene che debba essere concessa una specifica autorizzazione.Articolo 8In deroga all’articolo 5, le autorità competenti degli Stati membri elencate nell’allegato IV possono autorizzare che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati, a condizione che:a) i fondi o le risorse economiche in questione siano oggetto di un vincolo giudiziario, amministrativo o arbitrale sorto prima della data in cui la persona, l’entità o l’organismo di cui all’articolo 5 è stata/o inserita/o negli allegati II o III o di una sentenza giudiziaria, amministrativa o arbitrale pronunciata prima di tale data;b) i fondi o le risorse economiche in questione vengano usati esclusivamente per soddisfare i crediti garantiti da tale vincolo o riconosciuti validi da tale sentenza, entro i limiti fissati dalle leggi e dai regolamenti applicabili che disciplinano i diritti dei creditori;c) il vincolo o la decisione non vada a favore di una persona, di un’entità o di un organismo elencata/o negli allegati II o III;d) il riconoscimento del vincolo o della sentenza non sia contrario all’ordine pubblico dello Stato membro interessato;e) se l’autorizzazione riguarda una persona, un’entità o un organismo di cui all’allegato II, lo Stato membro abbia notificato il vincolo o la sentenza al comitato delle sanzioni, ef) se l’autorizzazione riguarda una persona, un’entità o un organismo di cui all’allegato III, lo Stato membro interessato abbia informato gli altri Stati membri e la Commissione di tutte le autorizzazioni concesse a norma del paragrafo 1.Articolo 91. L’articolo 5, paragrafo 2, non si applica al versamento sui conti congelati di:a) interessi o altri profitti dovuti su detti conti ob) pagamenti dovuti nell’ambito di contratti, accordi o obblighi conclusi o sorti prima della data in cui la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo di cui all’articolo 5 è stata/o designata/o dal comitato delle sanzioni, dal Consiglio di sicurezza o dal Consiglio,purché tali interessi, altri profitti e pagamenti siano congelati a norma dell’articolo 5, paragrafo 1.2. L’articolo 5, paragrafo 2, non osta a che enti finanziari o creditizi nell’Unione accreditino sui conti congelati fondi trasferiti verso i conti di una persona, di un’entità o di un organismo figurante nell’elenco, purché tali versamenti siano anch’essi congelati. L’ente finanziario o creditizio informa senza indugio l’autorità competente pertinente in merito a tali transazioni.Articolo 10In deroga all’articolo 5, e purché un pagamento da parte di una persona, di un’entità o di un organismo di cui agli allegati II o III sia dovuto in forza di un contratto o di un accordo concluso o di un’obbligazione sorta per la persona, l’entità o l’organismo in questione prima della data di designazione di tale persona, entità o organismo, le autorità competenti degli Stati membri, indicate sui siti web elencati nell’allegato IV, possono autorizzare, alle condizioni che ritengono appropriate, che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:a) l’autorità competente in questione abbia stabilito che:i) i fondi o le risorse economiche saranno utilizzati per un pagamento da una persona, un’entità o un organismo di cui agli allegati II o III;ii) il pagamento non viola l’articolo 5, paragrafo 2;b) se l’autorizzazione riguarda una persona, un’entità o un organismo di cui all’allegato II, lo Stato membro interessato abbia informato il comitato delle sanzioni della sua intenzione di concedere un’autorizzazione con un preavviso di dieci giorni lavorativi,c) se l’autorizzazione riguarda una persona, un’entità o un organismo di cui all’allegato III, lo Stato membro interessato abbia informato, almeno due settimane prima del rilascio dell’autorizzazione, gli altri Stati membri e la Commissione di questa decisione e della sua intenzione di concedere un’autorizzazione.Articolo 111. Il congelamento di fondi e risorse economiche o il rifiuto di mettere a disposizione fondi o risorse economiche, se effettuato ritenendo in buona fede che tale azione sia conforme al presente regolamento, non comporta alcun genere di responsabilità per la persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo che lo attua, né per i suoi direttori o dipendenti, a meno che non si dimostri che i fondi e le risorse economiche sono stati congelati o trattenuti in seguito a negligenza.2. Il divieto di cui all’articolo 5, paragrafo 2, non comporta alcun genere di responsabilità per le persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi che hanno messo a disposizione fondi o risorse economiche se essi non sapevano, e non avevano alcun motivo ragionevole di sospettare, che le loro azioni avrebbero violato il divieto in questione.Articolo 121. Fatte salve le norme applicabili in materia di relazioni, riservatezza e segreto professionale, le persone fisiche e giuridiche, le entità e gli organismi sono tenuti:a) a fornire immediatamente all’autorità competente dello Stato membro in cui risiedono o sono situati, quale indicata sui siti web elencati nell’allegato III, qualsiasi informazione atta a facilitare il rispetto del presente regolamento, quali i dati relativi ai conti e agli importi congelati a norma dell’articolo 4, e a trasmettere tali informazioni alla Commissione, direttamente o attraverso gli Stati membri, eb) a collaborare con detta autorità competente per qualsiasi verifica di tali informazioni.2. Le informazioni fornite o ricevute ai sensi del presente articolo sono utilizzate unicamente agli scopi per i quali sono state fornite o ricevute.Articolo 13La Commissione e gli Stati membri si informano immediatamente delle misure adottate ai sensi del presente regolamento e si comunicano tutte le informazioni pertinenti in loro possesso riguardanti il presente regolamento, in particolare quelle relative a problemi di violazione e di applicazione delle norme e alle sentenze pronunciate dai tribunali nazionali.Articolo 141. La Commissione è autorizzata:a) a modificare l’allegato II sulla base di accertamenti eseguiti dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite o dal comitato delle sanzioni;b) a modificare l’allegato III in base alle decisioni prese in relazione all’allegato IV della decisione 2011/XXX/PESC del Consiglio eb) a modificare l’allegato IV in base alle informazioni fornite dagli Stati membri.2. La Commissione motiva l’inserimento nell’elenco nelle decisioni adottate a norma del paragrafo 1, lettere a) e b), e trasmette la sua decisione alla persona fisica o giuridica, all’entità o all’organismo che figura nell’allegato III mediante una notifica individuale oppure, se l’indirizzo non è noto, mediante la pubblicazione di un avviso, dando alla persona fisica o giuridica, all’entità o all’organismo la possibilità di formulare osservazioni.3. Qualora siano presentate osservazioni, la Commissione riesamina gli allegati II e III e ne informa opportunamente la persona, l’entità o l’organismo.4. La Commissione tratta i dati personali per svolgere i propri compiti a norma del presente regolamento. Tali compiti comprendono:a) la preparazione e l’introduzione delle modifiche dell’allegato II o dell’allegato III del presente regolamento;b) l’inclusione del contenuto del summenzionato allegato nell’elenco elettronico consolidato delle persone, dei gruppi e delle entità oggetto di sanzioni finanziarie dell’Unione europea, disponibile sul sito web della Commissione[6];c) il trattamento delle informazioni sull’impatto delle misure contemplate dal presente regolamento, come il valore dei fondi congelati e le informazioni sulle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti.5. La Commissione può trattare i dati pertinenti relativi a reati commessi da persone fisiche figuranti nell’elenco e a condanne penali o misure di sicurezza riguardanti tali persone solo nella misura necessaria alla preparazione dell’allegato II del presente regolamento. Questi dati non vengono resi pubblici né scambiati.6. Ai fini del presente regolamento, l’unità della Commissione indicata nell’allegato IV è designata come “responsabile del trattamento” per la Commissione ai sensi dell’articolo 2, lettera d), del regolamento (CE) n. 45/2001 per garantire che le persone fisiche interessate possano esercitare i loro diritti a norma del regolamento (CE) n. 45/2001.Articolo 151. Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni da irrogare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie ad assicurare che tali sanzioni siano applicate. Le sanzioni previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.2. Gli Stati membri notificano senza indugio tali norme alla Commissione dopo l’entrata in vigore del presente regolamento, così come ogni successiva modifica.Articolo 16Laddove il presente regolamento imponga di notificare, informare o comunicare in altro modo con la Commissione, l’indirizzo e gli altri estremi da usare per tali comunicazioni sono quelli indicati nell’allegato IV.Articolo 17Il presente regolamento si applica:a) nel territorio dell’Unione, compreso il suo spazio aereo;b) a bordo di tutti gli aeromobili e di tutti i natanti sotto la giurisdizione di uno Stato membro;c) a qualsiasi cittadino di uno Stato membro che si trovi all’interno o all’esterno del territorio dell’Unione;d) a qualsiasi persona giuridica, entità o organismo registrata/o o costituita/o conformemente alla legislazione di uno Stato membro;e) a qualsiasi persona giuridica, entità o organismo relativamente ad attività economiche esercitate interamente o parzialmente all’interno dell’Unione.Articolo 18Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il […]Per il ConsiglioIl presidente […]ALLEGATO IElenco del materiale di cui agli articoli 2, 3 e 4 che potrebbe essere usato per la repressione interna1. Armi da fuoco, munizioni e accessori connessi:1.1 armi da fuoco non sottoposte ad autorizzazione dai punti ML 1 e ML 2 dell’elenco comune delle attrezzature militari dell’Unione europea (“elenco comune delle attrezzature militari”)[7];1.2 munizioni specificamente progettate per le armi da fuoco elencate al punto 1.1 e loro componenti appositamente progettati;1.3 congegni di mira non sottoposti ad autorizzazione dall’elenco comune delle attrezzature militari.2. Bombe e granate non sottoposte ad autorizzazione dall’elenco comune delle attrezzature militari.3. Veicoli:3.1 veicoli equipaggiati con un cannone ad acqua, appositamente progettati o modificati a fini antisommossa;3.2 veicoli specificamente progettati o modificati per essere elettrificati onde respingere gli assalitori;3.3 veicoli specificamente progettati o modificati per rimuovere barricate, incluse apparecchiature da costruzione con protezione balistica;3.4 veicoli specificamente progettati per il trasporto dei detenuti e/o degli imputati in custodia preventiva;3.5 veicoli specificamente progettati per installare barriere mobili;3.6 componenti per i veicoli di cui ai punti da 3.1 a 3.5, specificamente progettati a fini antisommossa.Nota 1 Questo punto non sottopone ad autorizzazione i veicoli specificamente progettati a fini antincendio.Nota 2 Ai fini del punto 3.5 il termine “veicoli” include i rimorchi.4. Sostanze esplosive e attrezzature collegate:4.1 apparecchi e dispositivi specificamente progettati per provocare esplosioni con mezzi elettrici o non elettrici, compresi gli apparecchi di innesco, i detonatori, gli ignitori, gli acceleranti di esplosione e le corde di detonazione e i relativi componenti appositamente progettati; tranne quelli appositamente progettati per un impiego commerciale specifico, ossia per l’attivazione o il funzionamento mediante esplosione di altre attrezzature o dispositivi la cui funzione non è l’innesco di un’esplosione (ad esempio, gonfiatori degli air bag per autoveicoli, limitatori di tensione o azionatori antincendio a sprinkler);4.2 cariche esplosive a taglio lineare non sottoposte ad autorizzazione dall’elenco comune delle attrezzature militari;4.3 Altri esplosivi non sottoposti ad autorizzazione dall’elenco comune delle attrezzature militari e sostanze collegate:a. amatolo;b. nitrocellulosa (contenente oltre il 12,5% di azoto);c. nitroglicole;d. tetranitrato di pentaeritrite (PETN);e. cloruro di picrile;f. 2,4,6 trinitrotoluene (TNT).5. Apparecchiature protettive non sottoposte ad autorizzazione dal punto ML 13 dell’elenco comune delle attrezzature militari:5.1 giubbotto antiproiettile per la protezione da armi da fuoco e/o da taglio;5.2 elmetti con protezione balistica e/o protezione da antiframmentazione, elmetti antisommossa, scudi antisommossa e scudi balistici.Nota Questo punto non sottopone ad autorizzazione:- le apparecchiature specificamente progettate per attività sportive;- le apparecchiature specificamente progettate per esigenze di sicurezza sul lavoro.6. Simulatori, diversi da quelli sottoposti ad autorizzazione dal punto ML 14 dell’elenco comune delle attrezzature militari, per la formazione nell’uso delle armi da fuoco, e software appositamente progettato.7. Apparecchiature per la visione notturna e la registrazione di immagini termiche e amplificatori d’immagine, diversi da quelli sottoposti ad autorizzazione dall’elenco comune delle attrezzature militari.8. Filo spinato tagliente.9. Coltelli militari, coltelli e baionette da combattimento con lama eccedente in lunghezza i 10 cm.10. Apparecchiature di fabbricazione specificamente progettate per gli articoli di cui al presente elenco.11. Tecnologia specifica per lo sviluppo, la fabbricazione o l’uso degli articoli di cui al presente elenco.ALLEGATO IIElenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità o degli organismi di cui all’articolo 6, paragrafo 1.1. GHEDDAFI, Aisha Muammar Data di nascita: 1978. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.Figlia di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.2. GHEDDAFI, Hannibal Muammar Numero di passaporto: B/002210. Data di nascita: 20.9.1975. Luogo di nascita: Tripoli, Libia. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.3. GHEDDAFI, Khamis Muammar Data di nascita: 1978. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Comando di unità militari coinvolte nella repressione delle manifestazioni.Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.4. GHEDDAFI, Muammar Mohammed Abu Minyar Data di nascita: 1942. Luogo di nascita: Sirte, Libia.Leader della rivoluzione, comandante supremo delle forze armate. Ha ordinato la repressione delle manifestazioni; è responsabile di violazioni dei diritti umani.Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.5. GHEDDAFI, Mutassim Data di nascita: 1976. Luogo di nascita: Tripoli, Libia.Consigliere per la sicurezza nazionale. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime.Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.6. GHEDDAFI, Saif al-Islam Direttore della Fondazione Gheddafi. B014995. 25.6.1972. Tripoli, Libia. Figlio di Muammar GHEDDAFI. Stretta associazione con il regime. Dichiarazioni pubbliche incendiarie che istigano alla violenza contro i manifestanti.Data di designazione da parte dell’ONU: 26.2.2011.ALLEGATO IIIElenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità o degli organismi di cui all’articolo 6, paragrafo 2.(riservato al Consiglio)ALLEGATO IVElenco delle autorità competenti degli Stati membri di cui all’articolo 7, paragrafo 1, all’articolo 8, paragrafo 1, all’articolo 10 e all’articolo 12, paragrafo 1, e indirizzo per le notifiche alla Commissione europea(riservato agli Stati membri)A. Autorità competenti di ciascuno Stato membro:BELGIOBULGARIAREPUBBLICA CECADANIMARCAGERMANIAESTONIAIRLANDAGRECIASPAGNAFRANCIAITALIACIPROLETTONIALITUANIALUSSEMBURGOUNGHERIAMALTAPAESI BASSIAUSTRIAPOLONIAPORTOGALLOROMANIASLOVENIASLOVACCHIAFINLANDIASVEZIAREGNO UNITOB. Indirizzo per le notifiche o altre comunicazioni alla Commissione europea:Commissione europeaServizio degli strumenti di politica esteraCHAR 12/106B-1049 Bruxelles/BrusselBelgioE-mail: relex-sanctions@ec.europa.euTel.: (32 2) 295 55 85Fax: (32 2) 299 08 73[1] GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.[2] GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.[3] GU L 69 del 18.3.2010, pag. 19.[4] GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.[5] GU L 253 dell’11.10.1993, pag. 1.[6] http://ec.europa.eu/external_relations/cfsp/sanctions/consol-list_en.htm[7] GU L 88 del 29.3.2007, pag. 58.