CELEX: 62015TN0117
Language: it
Date: 2015-03-04 00:00:00
Title: Causa T-117/15: Ricorso proposto il 4 marzo 2015 — Estonia/Commissione

26.5.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 171/28
            
         Ricorso proposto il 4 marzo 2015 — Estonia/Commissione
   (Causa T-117/15)
   (2015/C 171/33)
   Lingua processuale: l’estone
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Repubblica di Estonia (rappresentante: Kristi Kraavi-Käerdi)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione contenuta nella lettera della Commissione europea del 22 dicembre 2014 (Ares[2014]4324235), con cui la Commissione ha rifiutato di modificare la propria decisione 2006/776/CE relativa agli importi da addebitare per le eccedenze di zucchero non eliminate (1);
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce quattro motivi.
   
               1.
            
            
               Primo motivo: la decisione impugnata è in contrasto con l’Allegato IV, capitolo 4, punto 2, dell’Atto di adesione (2), letto in combinato disposto con l’articolo 58 dell’Atto di adesione.
               
                           —
                        
                        
                           La ricorrente afferma che si ricava in modo inequivoco dalla sentenza Pimix (C-146/11, EU:C:2012:450) della Corte che la decisione 2006/776 della Commissione viola, sin dalla sua emanazione, le citate disposizioni dell’Atto di adesione, e che la Commissione avrebbe dovuto modificarla. Poiché la Commissione, con la decisione impugnata, ha rifiutato di modificare la decisione 2006/776, anche la decisione impugnata si pone in contrasto con le citate disposizioni dell’Atto di adesione.
                        
                     
         
               2.
            
            
               Secondo motivo: violazione del principio di buona amministrazione.
               
                           —
                        
                        
                           La ricorrente afferma che la Commissione è soggetta, secondo il principio di buona amministrazione, all’obbligo di applicare gli atti giuridici in conformità dell’interpretazione della Corte di giustizia dell’Unione europea. Non avendo armonizzato la decisione 2006/776 con il diritto dell’Unione in base alle sentenze pronunciate dal Tribunale nelle cause Repubblica ceca/Commissione (T-248/07, Racc., EU:T:2012:170) e Repubblica di Lituania/Commissione (T-262/07, Racc., EU:T:2012:171), nonché dalla Corte nella causa Pimix (C-146/11, EU:C:2012:450), la Commissione avrebbe violato il principio di buona amministrazione.
                        
                     
         
               3.
            
            
               Terzo motivo: violazione del principio di proporzionalità.
               
                           —
                        
                        
                           La ricorrente ritiene che la decisione impugnata e la decisione 2006/776 violino il principio di proporzionalità, poiché l’Estonia nei rapporti con i singoli non può basarsi sul regolamento n. 60/2004 (3), e gli obblighi dell’Estonia in base alle citate decisioni sono limitati al pagamento al bilancio dell’Unione e non permettono di ottenere lo scopo perseguito con il sistema dell’eliminazione delle eccedenze di zucchero.
                        
                     
         
               4.
            
            
               Quarto motivo: la Direzione generale Agricoltura e Sviluppo rurale della Commissione non aveva il potere di adottare la decisione impugnata.
               
                           —
                        
                        
                           La ricorrente sostiene che la decisione circa la necessità o meno di modificare la decisione 2007/776 della Commissione fosse di competenza del collegio dei commissari, trattandosi di una decisione fondamentale, la cui adozione non era delegabile.
                        
                     
         
      (1)  Decisione 2006/776/CE della Commissione, del 13 novembre 2006, relativa agli importi da addebitare per le eccedenze di zucchero non eliminate (GU L 314, pag. 35).
   
      (2)  Atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica slovacca e agli adattamenti dei trattati sui quali si fonda l’Unione europea (GU 2003, L 236, pag. 33).
   
      (3)  Regolamento (CE) n. 60/2004 della Commissione, del 14 gennaio 2004, recante misure transitorie nel settore dello zucchero in seguito all’adesione della Repubblica ceca, dell’Estonia, di Cipro, della Lettonia, della Lituania, dell’Ungheria, di Malta, della Polonia, della Slovenia e della Slovacchia (GU L 9, pag. 8).