CELEX: 62019CA0269
Language: it
Date: 2020-11-25 00:00:00
Title: Causa C-269/19: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 25 novembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Cluj — Romania) — Banca B. SA / A.A.A. (Rinvio pregiudiziale – Tutela dei consumatori – Clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori – Direttiva 93/13/CEE – Conseguenze della dichiarazione del carattere abusivo di una clausola – Sostituzione della clausola abusiva – Modalità di calcolo del tasso d’interesse variabile – Ammissibilità – Rinvio delle parti alle trattative)

1.2.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 35/10
            
         
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 25 novembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Cluj — Romania) — Banca B. SA / A.A.A.
      (Causa C-269/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Tutela dei consumatori - Clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori - Direttiva 93/13/CEE - Conseguenze della dichiarazione del carattere abusivo di una clausola - Sostituzione della clausola abusiva - Modalità di calcolo del tasso d’interesse variabile - Ammissibilità - Rinvio delle parti alle trattative)
      (2021/C 35/12)
      Lingua processuale: il rumeno
      
         Giudice del rinvio
      
      Curtea de Apel Cluj
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: Banca B. SA
      
         Convenuto: A.A.A.
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, deve essere interpretato nel senso che, in seguito all’accertamento del carattere abusivo delle clausole che definiscono il meccanismo di fissazione del tasso d’interesse variabile in un contratto di prestito come quello in questione nel procedimento principale, e qualora tale contratto non possa sussistere dopo la soppressione delle clausole abusive in questione, l’annullamento di detto contratto avrebbe conseguenze particolarmente dannose per il consumatore, e non esista alcuna disposizione di diritto nazionale di natura suppletiva, il giudice nazionale deve adottare, tenendo conto del complesso del suo diritto interno, tutte le misure necessarie per tutelare il consumatore dalle conseguenze particolarmente dannose che l’annullamento di detto contratto potrebbe provocare. In circostanze come quelle di cui trattasi nel procedimento principale, nulla osta, in particolare, a che il giudice nazionale rinvii le parti ad una trattativa allo scopo di fissare il metodo di calcolo del tasso d’interesse, purché determini il quadro di tali trattative e queste siano volte a stabilire tra i diritti e gli obblighi delle parti contraenti un equilibrio reale che tenga conto segnatamente dell’obiettivo di tutela del consumatore sotteso alla direttiva 93/13.
      
         (1)  GU C 238 del 15.7.2019.