CELEX: C2006/212/32
Language: it
Date: 2006-09-02 00:00:00
Title: Causa C-274/06: Ricorso presentato il 23 giugno 2006 — Commissione/Spagna

2.9.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 212/19
            
         Ricorso presentato il 23 giugno 2006 — Commissione/Spagna
   (Causa C-274/06)
   (2006/C 212/32)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentanti: H. Støvlbæk e R. Vidal Puig, agenti)
   
      Convenuto: Regno di Spagna
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Dichiarare che, mantenendo misure come quelle previste dalla disposizione addizionale 27 della legge 29 dicembre 55/1999, concernente misure fiscali, amministrative e sociali, nella versione modificata dall'art. 94 della legge 30 dicembre 62/2003, che limitano il diritto di voto delle entità pubbliche nelle imprese spagnole del settore energetico, il Regno di Spagna è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti ai sensi dell'art. 56 CE;
            
         
               —
            
            
               condannare il Regno di Spagna alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Ai sensi della disposizione addizionale 27 della legge 55/1999, qualora un'entità controllata direttamente o indirettamente da un'amministrazione pubblica assuma il controllo di un'impresa del settore energetico o acquisisca nella stessa una partecipazione significativa, il Consiglio dei ministri può decidere, entro due mesi, di «non riconoscere» l'esercizio dei diritti politici corrispondenti o di subordinarli a determinate condizioni. Tale decisione deve poggiare su criteri certi intesi a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di energia.
   La Commissione ritiene che la disposizione addizionale 27 della legge 55/1999 sia incompatibile con l'art. 56 CE per le seguenti ragioni:
   
               —
            
            
               l'assunzione del controllo e l'acquisizione di partecipazioni significative nelle imprese pubbliche spagnole del settore energetico da parte di entità pubbliche costituisce un «movimento di capitali» nel senso dell'art. 56 CE;
            
         
               —
            
            
               la limitazione dei diritti politici che le autorità spagnole possono decidere in relazione all'assunzione di controllo e all'acquisizione di partecipazioni significative suddette costituisce una restrizione alla libera circolazione dei capitali, in linea di principio vietata dall'art. 56 CE; e
            
         
               —
            
            
               tale restrizione non sarebbe giustificata dal Trattato.
            
         In concreto, la Commissione ritiene che la disposizione addizionale 27 della legge 55/1999 non sia giustificata dall'obiettivo di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di energia per le seguenti ragioni:
   
               —
            
            
               il fatto che le entità che assumono il controllo o acquisiscono una partecipazione significativa siano controllate da un'amministrazione pubblica non aggrava i rischi per la sicurezza dell'approvvigionamento di energia e, pertanto, non vale a giustificare restrizioni alla libera circolazione dei capitali in quest'unico caso;
            
         
               —
            
            
               la limitazione dei diritti di voto non è la misura giusta per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di energia, esistendo altri mezzi più idonei allo scopo;
            
         
               —
            
            
               quand'anche la limitazione dei diritti di voto fosse una misura adeguata per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di energia, le misure controverse sarebbero comunque sproporzionate, giacché il «non riconoscimento» dell'esercizio del diritto di voto si estende a tutte le attività e decisioni dell'impresa;
            
         
               —
            
            
               la facoltà del Consiglio dei Ministri di decidere se «riconoscere» o «non riconoscere» l'esercizio del diritti di voto non sarebbe rimessa a criteri oggettivi e sufficientemente precisi passibili di verifica giurisdizionale.