CELEX: 52005SC0226
Language: it
Date: 2005-02-16 00:00:00
Title: Raccomandazione di Raccomandazione del Consiglio all'Ungheria intesa a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo

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52005SC0226

Raccomandazione di Raccomandazione del Consiglio all'Ungheria intesa a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo  /* SEC/2005/0226 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 16.2.2005SEC(2005) 226 definitivoRaccomandazione diRACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO ALL'UNGHERIAintesa a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo(presentata dalla Commissione)  RELAZIONELa procedura per i disavanzi eccessivi è disciplinata dall'articolo 104 del trattato e dal regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi, che costituisce parte integrante del patto di stabilità e crescita. La portata di tali disposizioni è integrata dagli impegni politici sanciti nella risoluzione sul patto di stabilità e crescita adottata dal Consiglio europeo ad Amsterdam il 17 giugno 1997.Sulla base delle previsioni di primavera 2004 dei servizi della Commissione, che hanno preso in considerazione i dati comunicati dall'Ungheria nel marzo 2004 e che indicavano un disavanzo del 5,9% del PIL nel 2003[1], il 12 maggio 2004 la Commissione ha avviato nei confronti dell'Ungheria la procedura per i disavanzi eccessivi, con l'adozione di una relazione a norma dell'articolo 104, paragrafo 3, del trattato. Su raccomandazione della Commissione, il 5 luglio 2004 il Consiglio ha adottato una decisione a norma dall'articolo 104, paragrafo 6, con cui constatava l'esistenza in Ungheria di un disavanzo eccessivo ed ha quindi indirizzato alle autorità ungheresi, a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, una raccomandazione, affinché queste correggano tale situazione[2]. In tale raccomandazione, il Consiglio ha invitato le autorità ungheresi a dare attuazione alle misure previste nel programma di convergenza del maggio 2004, volte alla correzione del disavanzo eccessivo entro il 2008. In particolare si raccomandava alle autorità ungheresi di essere pronte, se necessario, ad introdurre ulteriori misure, al fine di raggiungere l'obiettivo per il disavanzo delle amministrazioni pubbliche fissato per il 2004 e di adottare, entro il 5 novembre 2004, misure efficaci in relazione ai provvedimenti previsti per raggiungere l’obiettivo di disavanzo per il 2005.[3] Sulla base della raccomandazione della Commissione del 22 dicembre 2004, il 18 gennaio 2005 il Consiglio ha adottato una decisione ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 8, che stabilisce che l’Ungheria non ha dato seguito effettivo alle raccomandazioni formulate dal Consiglio il 5 luglio 2004. Il Consiglio ha riconosciuto che le autorità ungheresi hanno adottato una serie di provvedimenti che hanno contribuito a ridurre il disavanzo di bilancio nel 2004 e nel 2005, ma ha constatato che essi non erano sufficienti ad evitare una significativa deviazione dagli obiettivi fissati per entrambi gli anni e, più in generale, dal percorso di risanamento stabilito nel programma di convergenza di maggio. In questo contesto, il Consiglio ha sottolineato che il costante impegno del governo finalizzato a correggere il disavanzo eccessivo entro il 2008 doveva essere accompagnato da energiche misure di ulteriore risanamento di bilancio e da un'azione più incisiva per realizzare le riforme strutturali.Visto che l'Ungheria non fa ancora parte dell'area dell'euro e che per tale motivo non si possono applicare le ultime due fasi della procedura per i disavanzi eccessivi previste all'articolo 104, paragrafi 9 e 11, il Consiglio può indirizzarle un'altra raccomandazione a norma dell'articolo 104, paragrafo 7. La nuova raccomandazione dovrebbe tenere conto delle informazioni relative alla strategia di bilancio contenute nel primo aggiornamento del programma di convergenza dell'Ungheria, presentato il 1° dicembre 2004.Rispetto al programma precedente, l'aggiornamento prevede i seguenti obiettivi annuali per il disavanzo delle amministrazioni pubbliche : 4,5%, 3,8%, 3,1%, 2,4% e 1,8% del PIL tra il 2004 e il 2008. Questi dati beneficiano della decisione di Eurostat del 23 settembre 2004, che consente, durante un periodo transitorio, fino alla comunicazione dei dati di bilancio del marzo 2007, di considerare come parte del settore delle pubbliche amministrazioni i fondi pensione del secondo pilastro. Le autorità ungheresi hanno deciso di avvalersi di questa facoltà e nel presentare i dati relativi al disavanzo hanno pertanto dedotto dal disavanzo delle pubbliche amministrazioni gli oneri relativi al secondo pilastro determinati dalla riforma pensionistica del 1998. Rispetto al programma di convergenza del maggio 2004, questo determina una riduzione di 0,8-1 punti percentuali dei dati annuali relativi al disavanzo tra il 2004 e il 2008. Se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica del 1998, come richiesto al termine del periodo transitorio accordato da Eurostat, il previsto percorso di risanamento del disavanzo delle pubbliche amministrazioni sarebbe il seguente: 5,3% del PIL nel 2004, 4,7% nel 2005, 4,1% nel 2006, 3,4% nel 2004 e 2,8% del PIL nel 2008. Sebbene meno concentrato nella prima parte del periodo rispetto al programma precedente, l'aggiornamento mantiene invariato il termine fissato per la correzione del disavanzo eccessivo. Ai fini del raffronto con le previsioni d'autunno 2004 dei servizi della Commissione, con il precedente programma di convergenza e con la raccomandazione del Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, e considerato che l'obiettivo del 2008 non rientra nel periodo transitorio, sono utilizzati sia i dati che includono sia quelli che escludono gli oneri relativi ai fondi pensione.I servizi della Commissione hanno proceduto alla valutazione tecnica del programma aggiornato. Nel suo progetto di raccomandazione di parere del Consiglio sul programma aggiornato, del 16 febbraio 2005[4], la Commissione ha ritenuto che il percorso di risanamento illustrato nell'aggiornamento dovrebbe permettere la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2008, a condizione che sia accompagnato da misure sufficienti che consentano di minimizzare i rischi legati alla sua attuazione. Ciò vale anche per il nuovo obiettivo di un disavanzo del 3,8% del PIL per il 2005 (4,7% se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica), che riveste un'importanza particolare, in quanto eventuali scostamenti avrebbero ripercussioni sugli anni successivi e potrebbero pertanto compromettere la capacità di ridurre il disavanzo al di sotto del 3% del PIL entro il 2008, come previsto.La Commissione ha osservato che vi è il rischio che i risultati di bilancio siano peggiori rispetto alle previsioni, cosicché gli orientamenti di bilancio delineati nel programma appaiono insufficienti per il rispetto di tale percorso. Per quanto concerne il 2005, nell'autunno 2004 i servizi della Commissione hanno previsto un disavanzo del 5,2% (4,3% se si escludono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica), tenuto conto in particolare dei seguenti rischi: (1) le spese per gli interessi potrebbero risultare superiori alle previsioni; (2) le nuove norme per il contenimento della spesa potrebbero rivelarsi insufficienti. Vi è inoltre un rischio relativo all'adozione nei tempi previsti di ulteriori misure finalizzate alla riforma dell'amministrazione pubblica e dei settori della sanità e dell'istruzione, annunciate nel programma di convergenza del maggio 2004 e nel suo aggiornamento e fondamentali ai fini del previsto risanamento; (3) i dati prospettati per talune entrate (principalmente quelli relativi all'IVA e ai contributi sociali) appaiono troppo ottimisti. Sembrava inoltre esservi il rischio che rimborsi dell'IVA imputabili al 2004 potessero essere rinviati al 2005, ma le autorità si sono impegnate ad accelerare i pagamenti al fine di non gravare sul bilancio 2005. Nel bilancio è incorporata una riserva “d'emergenza”, pari allo 0,5% del PIL, a fronte di un eventuale superamento dell'obiettivo fissato per il 2005; tale riserva dovrebbe servire a finanziare eventuali adeguamenti resi necessari da sviluppi imprevisti sui quali il governo non ha alcuna influenza. Pur apprezzando l'esistenza di tale riserva, si rileva che la sua entità sembra insufficiente alla luce dei rischi che gravano sul bilancio del 2005. Inoltre, sbloccare troppo presto queste riserve nel corso dell'anno può ridurre gli incentivi a dare esecuzione al bilancio in maniera rigorosa. Un ulteriore rischio potrebbe insorgere dal previsto trasferimento di investimenti in corso ad accordi di partenariato pubblico-privato. Qualora tali trasferimenti non possano essere effettuati nei tempi previsti, gli investimenti in questione dovrebbero essere finanziati sul bilancio. Inoltre, un'eventuale riduzione delle aliquote IVA nel quadro delle riforme fiscali in corso, seppure compensata da un aumento di altre aliquote, potrebbe aumentare i rischi per le entrate. In mancanza di un'attenta valutazione dei tempi, un simile provvedimento potrebbe compromettere il raggiungimento del nuovo obiettivo di bilancio per il 2005 e pregiudicare quindi il percorso di risanamento del disavanzo.[5] Questa analisi suggerisce che, al fine di conseguire l'obiettivo per il 2005 di un disavanzo pari al 3,8% del PIL (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica), sarebbero necessarie misure supplementari pari a mezzo punto percentuale di PIL.Alla luce di questa valutazione, appare necessario che le autorità ungheresi: (i) adottino misure supplementari, per quanto possibile di natura strutturale, al fine di conseguire il nuovo obiettivo di un disavanzo pari al 3,8% del PIL (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica del 1998, come richiesto al termine del periodo transitorio accordato da Eurostat per la contabilizzazione di tali voci) nel 2005; in particolare, la riserva “d'emergenza” potrebbe essere aumentata significativamente e il suo impiego essere limitato al massimo e subordinato al raggiungimento comprovato dell'obiettivo relativo al disavanzo per il 2005; (ii) subordinino i tempi e l'attuazione di eventuali riduzioni fiscali al previsto conseguimento degli obiettivi relativi al disavanzo contenuti nell'aggiornamento del programma di convergenza presentato nel dicembre 2004; (iii) proseguano le previste riforme della pubblica amministrazione e dei sistemi di istruzione e sanitario secondo gli impegni assunti anche al fine di migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche;Tenuto conto di questo contesto, la Commissione trasmette al Consiglio la presente raccomandazione di una nuova raccomandazione del Consiglio da indirizzare all'Ungheria intesa a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo, conformemente all'articolo 104, paragrafo 7, del trattato.Raccomandazione diRACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO ALL'UNGHERIAintesa a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivoIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 104, paragrafo 7,vista la raccomandazione della Commissione,considerando quanto segue:(1) A norma dell'articolo 104 del trattato, gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi.(2) Il patto di stabilità e crescita si fonda sull'obiettivo dell'equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa, sostenibile e promotrice di occupazione.(3) Il 5 luglio 2004, il Consiglio ha deciso, conformemente all'articolo 104, paragrafo 6, che esiste in Ungheria un disavanzo eccessivo.(4) Avendo deciso dell'esistenza di un disavanzo eccessivo in Ungheria, il Consiglio, in conformità dell'articolo 104, paragrafo 7, del trattato e dell'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi[6], ha raccomandato alle autorità ungheresi di adottare provvedimenti a medio termine per portare il disavanzo al di sotto del 3% del PIL entro il 2008 in modo credibile e sostenibile, secondo il percorso per la riduzione del disavanzo specificato nel parere del Consiglio del 5 luglio 2004 sul programma di convergenza presentato nel maggio 2004. In particolare, si raccomandava alle autorità ungheresi di essere pronte ad introdurre ulteriori misure, al fine di raggiungere l'obiettivo per il disavanzo fissato per il 2004 e di adottare, entro il 5 novembre 2004, misure efficaci in relazione ai provvedimenti previsti per raggiungere l’obiettivo di disavanzo per il 2005.(5) Il 18 gennaio 2005, il Consiglio ha riconosciuto che entro il termine del 5 novembre 2004 erano stati adottati una serie di provvedimenti per la riduzione del disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2004 e nel 2005. Esso riteneva tuttavia che tali provvedimenti non fossero sufficienti per il conseguimento degli obiettivi fissati e che non avrebbero permesso di evitare una deviazione dal percorso di risanamento stabilito nel programma di convergenza del maggio 2004. Il Consiglio ha ritenuto che il costante impegno del governo finalizzato a correggere il disavanzo eccessivo entro il 2008 doveva essere accompagnato da energiche misure di ulteriore risanamento di bilancio e da un'azione più incisiva per realizzare le riforme strutturali. In questo contesto, il Consiglio, a norma dell'articolo 104, paragrafo 8, del trattato, ha deciso che l'Ungheria non aveva dato seguito effettivo entro il 5 novembre 2004 alla raccomandazione formulata dal Consiglio il 5 luglio 2004[7].(6) Essendo entrata a far parte della Comunità il 1° maggio 2004, l'Ungheria è uno Stato membro con regime di deroga ai sensi dell'articolo 122, paragrafo 1, del trattato, il che significa che essa deve evitare disavanzi eccessivi, ma che ad essa non si applica l'articolo 104, paragrafi 9 e 11, del trattato. È pertanto opportuno formulare una nuova raccomandazione ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7.(7) Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97, una raccomandazione formulata ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7 deve stabilire un termine massimo di quattro mesi entro il quale lo Stato membro interessato è tenuto a darvi seguito effettivo e deve specificare che la correzione del disavanzo eccessivo va completata nell'anno successivo alla constatazione del disavanzo stesso, salvo circostanze particolari. Tali circostanze particolari permangono nel caso dell'Ungheria, in quanto alla data dell'adesione il disavanzo delle amministrazioni pubbliche era sensibilmente superiore al valore di riferimento del 3% del PIL ed in quanto è attualmente in atto una trasformazione strutturale dell'economia.(8) Qualora sussistano circostanze particolari, lo Stato membro interessato può essere autorizzato a correggere il disavanzo eccessivo a medio termine. L'aggiornamento del programma di convergenza presentato dall'Ungheria nel dicembre 2004 prevede i seguenti obiettivi annuali per il disavanzo delle amministrazioni pubbliche: 4,5%, 3,8%, 3,1%, 2,4% e 1,8% del PIL tra il 2004 e il 2008. Se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica del 1998, come richiesto al termine del periodo transitorio accordato da Eurostat, fino alla comunicazione dei dati di bilancio del marzo 2007, per la contabilizzazione di tale voce, il previsto percorso di risanamento del disavanzo delle pubbliche amministrazioni sarebbe il seguente: 5,3%, 4,7%, 4,1%, 3,4% e 2,8% del PIL tra il 2004 e il 2008. L'aggiornamento continua pertanto a prevedere la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2008. Secondo il parere del Consiglio dell' [8 marzo 2005], il percorso di risanamento, inclusi gli obiettivi di un disavanzo del 3,8% del PIL nel 2005 (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica) e del 2,8% del PIL nel 2008, inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica, può essere considerato adeguato per permettere la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2008, a condizione che sia sostenuto da misure sufficienti al raggiungimento degli obiettivi di bilancio.(9) Sebbene tale percorso di risanamento, ed in particolare il nuovo obiettivo di un disavanzo del 3,8% del PIL nel 2005 (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica), possa essere considerato adeguato, le attuali politiche delle autorità ungheresi non sono sufficienti al conseguimento di tale obiettivo. Sulla base del progetto di bilancio per il 2005 e di un tasso di crescita per il 2005 stimato pari al 3,7%, nell'autunno 2004 i servizi della Commissione hanno previsto per il 2005 un disavanzo del 5,2% del PIL (inclusi gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica). I principali rischi segnalati erano i seguenti: (i) le spese per gli interessi potrebbero risultare superiori alle previsioni; (ii) le nuove norme per il contenimento della spesa potrebbero rivelarsi insufficienti e vi è inoltre un rischio relativo all'adozione nei tempi previsti di ulteriori misure finalizzate alla riforma dell'amministrazione pubblica e dei settori della sanità e dell'istruzione, annunciate nel programma di convergenza del maggio 2004 e nel suo aggiornamento e fondamentali ai fini del previsto risanamento; inoltre (iii) talune entrate, principalmente l'IVA e i contributi sociali, potrebbero risultare inferiori alle previsioni. Per quanto concerne l'IVA, sembrava inoltre esservi il rischio che rimborsi dell'IVA imputabili al 2004 potessero essere rinviati al 2005, ma tenuto conto del recente impegno delle autorità ad accelerare i pagamenti, è possibile presumere che questa situazione non gravi sul bilancio 2005 e non richieda quindi ulteriori aggiustamenti. Un ulteriore rischio potrebbe insorgere dal previsto trasferimento di investimenti in corso ad accordi di partenariato pubblico-privato. Qualora tali trasferimenti non possano essere effettuati nei tempi previsti, gli investimenti in questione dovrebbero essere finanziati sul bilancio. Nel bilancio è incorporata una riserva “d'emergenza”, pari allo 0,5% del PIL, a fronte di un eventuale superamento dell'obiettivo fissato per il 2005. Pur apprezzando l'esistenza di tale riserva, si rileva che la sua entità sembra insufficiente alla luce dei rischi che gravano sul bilancio del 2005 e si teme che tali riserve possano essere sbloccate troppo presto nel corso dell'anno. Questa analisi suggerisce che, al fine di conseguire l'obiettivo per il 2005 di un disavanzo pari al 3,8% del PIL nel 2005 (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica), sarebbero necessarie misure supplementari pari a mezzo punto percentuale di PIL.(10) Le misure di risanamento del bilancio dovrebbero permettere un miglioramento duraturo del saldo delle amministrazioni pubbliche, pur incrementando nel contempo la qualità delle finanze pubbliche e rafforzando il potenziale di crescita dell'economia,RACCOMANDA:-  che le autorità ungheresi pongano fine quanto prima alla presente situazione di disavanzo eccessivo;-  che le autorità ungheresi adottino provvedimenti a medio termine per portare il disavanzo al di sotto del 3% del PIL entro il 2008 in modo credibile e sostenibile, secondo il percorso per la riduzione del disavanzo specificato nel parere del Consiglio dell' [8 marzo 2005] sull'aggiornamento del programma di convergenza presentato nel dicembre 2004;-  che le autorità ungheresi adottino misure efficaci entro l'[8 luglio 2005] in relazione a provvedimenti ulteriori, per quanto possibile di natura strutturale, al fine di conseguire il nuovo obiettivo di un disavanzo pari al 3,8% del PIL nel 2005 fissato nel programma di convergenza (4,7% del PIL se si includono gli oneri derivanti dalla riforma pensionistica del 1998, come richiesto al termine del periodo transitorio accordato da Eurostat, fino alla comunicazione dei dati di bilancio del marzo 2007, per la contabilizzazione di tale voce). In particolare, la riserva “d'emergenza” prevista nel bilancio 2005 potrebbe essere aumentata significativamente e il suo impiego essere limitato al massimo e subordinato al raggiungimento comprovato dell'obiettivo relativo al disavanzo per il 2005;-  che le autorità ungheresi subordinino i tempi e l'attuazione di eventuali riduzioni fiscali al conseguimento degli obiettivi relativi al disavanzo contenuti nell'aggiornamento del programma di convergenza presentato nel dicembre 2004;Il Consiglio invita inoltre le autorità ungheresi:-  ad utilizzare tutte le opportunità per accelerare il risanamento di bilancio;-  a proseguire le previste riforme della pubblica amministrazione e dei sistemi di istruzione e sanitario secondo gli impegni assunti anche al fine di migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.La Repubblica di Ungheria è destinataria della presente raccomandazione.Fatto a Bruxelles, [l'8 marzo 2005].Per il ConsiglioIl Presidente [1] Nella comunicazione del settembre 2004 il dato relativo al disavanzo delle amministrazioni pubbliche è stato ritoccato dal 5,9% al 6,2% del PIL per l'esercizio 2003.[2] Cfr. http://register.consilium.eu.int/pdf/it/04/st11/st11218.it04.pdf.[3] Inoltre il Consiglio ha invitato le autorità ungheresi ad utilizzare tutte le opportunità per accelerare il risanamento di bilancio; ad intraprendere le previste riforme della pubblica amministrazione e dei sistemi di istruzione e sanitario al fine di assicurare la prevista riduzione del tasso di spesa e di migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, nonché ad assicurare un adeguato finanziamento a fronte dei previsti tagli fiscali ed a subordinare la loro attuazione al raggiungimento degli obiettivi relativi al disavanzo.[4] SEC(2005) 229.[5] Il dato definitivo relativo al disavanzo per il 2004 è ancora soggetto ai rischi derivanti dall'incertezza relativa alle differenze tra i dati basati sulla contabilità per cassa e per competenza. In particolare, permangono incertezze contabili legate al pagamento di sovvenzioni all'agricoltura ed al pagamento della tredicesima mensilità ai dipendenti del settore pubblico che potrebbero determinare un aumento del disavanzo del 2004 in termini di competenza ed avere ripercussioni sul disavanzo del 2005.[6] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6.[7] Cfr. http://register.consilium.eu.int.