CELEX: 52017DC0518
Language: it
Date: 2017-05-22 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2017 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2017 dei Paesi Bassi

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 22.5.2017
            COM(2017) 518 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2017 dei Paesi Bassie che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2017 dei Paesi Bassi
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2017 dei Paesi Bassi
               e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2017 dei Paesi Bassi
            
            
               IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
                  2
               , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea
                  3
               ,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo
                  4
               ,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l'occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 16 novembre 2016 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita
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               , segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche 2017. Il Consiglio europeo del 9-10 marzo 2017 ha approvato le priorità indicate nell'analisi annuale della crescita. Il 16 novembre 2016 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta
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               , in cui i Paesi Bassi sono stati annoverati tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha anche adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 9-10 marzo 2017 e adottata dal Consiglio il 21 marzo 2017
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               . 
            
            
               (2)In quanto paese la cui moneta è l'euro, e considerate le strette correlazioni fra le economie nell'Unione economica e monetaria, i Paesi Bassi dovrebbero assicurare l'attuazione piena e tempestiva delle raccomandazioni per la zona euro di cui alle raccomandazioni da 1 a 3 che seguono.
            
         
         
            
               (3)Il 22 febbraio 2017 è stata pubblicata la relazione per paese relativa ai Paesi Bassi 2017
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               , nella quale sono stati valutati i progressi compiuti dai Paesi Bassi nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 12 luglio 2016, il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì i risultati dell'esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati egualmente pubblicati il 22 febbraio 2017
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               . L'analisi ha portato la Commissione a concludere che i Paesi Bassi presentano squilibri macroeconomici. I Paesi Bassi presentano il più elevato avanzo delle partite correnti (in media triennale) in rapporto al PIL di tutti i paesi della zona euro, che denota una ripartizione subottimale delle risorse e offre opportunità per incrementare la crescita e il benessere. Il reddito disponibile delle famiglie è limitato dall'elevato cuneo fiscale. Il debito del settore privato, e più specificamente lo stock del debito ipotecario delle famiglie, è elevato. La situazione debitoria delle famiglie accresce la vulnerabilità agli shock finanziari. Risulta particolarmente importante agire per ridurre il rischio di ripercussioni negative sull'economia dei Paesi Bassi e, considerate le sue dimensioni e la sua rilevanza transfrontaliera, di ricadute negative sull'Unione economica e monetaria.
            
            
               (4)Il 26 aprile 2017 i Paesi Bassi hanno presentato il programma nazionale di riforma 2017 e il loro programma di stabilità 2017. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente per tener conto delle loro correlazioni.
            
            
               (5)La programmazione degli Stati membri in materia di Fondi strutturali e d'investimento (Fondi SIE) europei per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dalla legislazione che disciplina i fondi SIE
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               , ove necessario per sostenere l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese la Commissione può chiedere a uno Stato membro di rivedere e modificare i suoi programmi relativi ai fondi SIE. La Commissione ha fornito ulteriori orientamenti sull'applicazione di tali norme
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               . 
            
            
               (6)I Paesi Bassi sono attualmente soggetti al braccio preventivo del patto di stabilità e crescita e alla regola del debito. Nel programma di stabilità 2017 il governo prevede un aumento dell'avanzo delle amministrazioni pubbliche dallo 0,5% del PIL nel 2017 all'1,3% del PIL nel 2020. L'obiettivo di bilancio a medio termine, ossia un disavanzo strutturale pari allo 0,5% del PIL, continuerà ad essere rispettato con un margine durante l'intero periodo di riferimento del programma. Secondo il programma di stabilità, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe scendere al 58,5% nel 2017, al di sotto del valore di riferimento del 60% del trattato. Il governo prevede un'ulteriore diminuzione del rapporto debito pubblico/PIL, che dovrebbe attestarsi al 49,3% del PIL nel 2020. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. In base alle previsioni di primavera 2017 della Commissione, il saldo strutturale dovrebbe aumentare da un avanzo dello 0,2% del PIL nel 2017 allo 0,4% del PIL nel 2018, al di sopra dell'obiettivo di bilancio a medio termine. Il debito delle amministrazioni pubbliche dovrebbe continuare a registrare una decisa tendenza al ribasso, al di là dei requisiti della regola del debito. Globalmente il Consiglio ritiene che i Paesi Bassi dovrebbero rispettare le disposizioni del patto di stabilità e crescita nel 2017 e 2018. Peraltro esiste un margine di manovra per sostenere la domanda interna utilizzando la politica di bilancio, in particolare per incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo e creando le condizioni per aumentare la crescita dei salari reali alla luce dei persistenti squilibri esterni.
            
            
               (7)Il recente aumento dell'occupazione può essere largamente ascrivibile all'aumento del numero di persone assunte con contratti a tempo determinato e dei lavoratori autonomi. La percentuale elevata, e in aumento, dei contratti a tempo determinato, come pure il rapido incremento del lavoro autonomo senza dipendenti, si collocano in un contesto di grandi differenze delle norme applicabili al lavoro, di protezione del lavoro e di differenze nella legislazione fiscale e della sicurezza sociale. Benché siano state adottate alcune misure in questo ambito, taluni dei fattori menzionati continuano a garantire ai lavoratori incentivi finanziari tali da indurli ad iniziare a lavorare come autonomi o ne favoriscono l'assunzione con contratti a tempo determinato. Tale situazione, che può avere effetti particolarmente distortivi sui margini del mercato del lavoro, ha contribuito alla crescita modesta dei salari reali aggregati. I lavoratori autonomi sono spesso sottoassicurati per l'invalidità, la disoccupazione e la vecchiaia, il che potrebbe incidere sulla sostenibilità a lungo termine del sistema di previdenza sociale. L'applicazione delle misure per contrastare il lavoro autonomo fittizio è sospesa fino al 2018. La situazione occupazionale delle persone provenienti da un contesto migratorio continua a costituire un problema di rilievo. Il tasso di occupazione degli immigrati nati al di fuori dell'UE è di 20 punti percentuali inferiore a quello delle persone nate nei Paesi bassi e tale dato si spiega solo in minima parte con le differenze di età e livello di istruzione.
            
            
               (8)L'aumento del tasso di risparmio delle famiglie negli ultimi anni è dovuto in parte a un aumento dei risparmi nel secondo pilastro del sistema pensionistico (regimi complementari privati obbligatori), al quale ha contribuito il contesto regolamentare. Un'adeguata distribuzione intra- e intergenerazionale dei costi e dei rischi in aggiunta alle norme già adottate sull'indicizzazione e sulle riserve finanziarie (quadro di valutazione finanziario) aiuterebbe le famiglie a destinare le loro risorse economiche in modo più favorevole alla crescita. Il governo ha annunciato l'intenzione di riformare in misura considerevole il secondo pilastro pensionistico al fine migliorare la copertura e creare un sistema più trasparente, flessibile e equo sotto il profilo attuariale.
            
            
               (9)Le rigidità e gli incentivi distorsivi che si sono accumulati nel corso dei decenni hanno condizionato le modalità di finanziamento degli immobili residenziali e i comportamenti di risparmio del settore. La tendenza delle famiglie a contrarre mutui ipotecari lordi dando come garanzia il patrimonio immobiliare è dovuta a incentivi fiscali di vecchia data, in particolare la piena deducibilità fiscale degli interessi sui mutui ipotecari. Nonostante il rafforzamento della ripresa economica, dal 2012 non è stata adottata alcuna misura per affrontare tale problema.
            
            
               (10)Durante la crisi vi è stato un sensibile calo degli investimenti, al quale ha fatto seguito un recupero solo parziale. La debolezza degli investimenti in tutti i settori dell'economia, imputabile a un ridimensionamento del mercato immobiliare e alle scelte in materia di risanamento di bilancio, sembra avere una forte connotazione ciclica. Se, da un lato, gli ostacoli agli investimenti appaiono di entità ridotta, dall'altro le procedure di rilascio delle concessioni edilizie sono relativamente lunghe. Il basso livello di investimenti nelle energie rinnovabili sembra legato a dinamiche di mercato del passato, all'incertezza che pesa sui mercati e a fattori regolamentari. La spesa pubblica e privata in R&S - se rapportata a quella degli Stati membri più all'avanguardia in questo ambito - risulta modesta in considerazione del livello di istruzione, di formazione accademica e di sviluppo economico. La spesa pubblica in ricerca e sviluppo è in calo dal 2014, mentre quella del settore privato resta limitata. Non sono stati compiuti progressi rispetto alla relativa raccomandazione.
            
            
               (11)Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica dei Paesi Bassi che ha pubblicato nella relazione per paese 2017. Ha altresì valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte ai Paesi Bassi negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dei Paesi Bassi, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello di UE per le future decisioni nazionali. 
            
            
               (12)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità ed è del parere
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                che i Paesi Bassi dovrebbero rispettare il patto di stabilità e crescita.
            
            
               (13)Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di stabilità. Le sue raccomandazioni formulate a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni ai Paesi Bassi di cui ai seguenti punti 1 e 2,
            
            
               RACCOMANDA che i Paesi Bassi adottino provvedimenti nel 2017 e nel 2018 al fine di:
            
            
               1. Utilizzare la politica di bilancio per sostenere la domanda interna, compresi gli investimenti in ricerca e sviluppo. Adottare misure volte a ridurre le restanti distorsioni nel mercato dell'edilizia abitativa e la propensione all'indebitamento delle famiglie, in particolare attraverso la riduzione della deducibilità fiscale degli interessi sui mutui ipotecari.
            
            
               2.Sormontare i restanti ostacoli all'assunzione di personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Affrontare la questione del forte aumento dei lavoratori autonomi senza dipendenti, anche riducendo le distorsioni fiscali a favore del lavoro autonomo, senza compromettere l'imprenditorialità e favorendo l'accesso dei lavoratori autonomi a una protezione sociale dai costi accessibili. Sulla base dell'ampio processo preparatorio già avviato, rendere il secondo pilastro del sistema pensionistico più trasparente, più equo dal punto di vista intergenerazionale e più resiliente agli shock. Creare le condizioni per promuovere un aumento della crescita dei salari reali, rispettando il ruolo delle parti sociali.
            
            
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
               
               
                  
                     (3)
                  COM(2017) 518 final.
               
               
                  
                     (4)
                  P8_ TA(2017)0038, P8_ TA(2017)0039 e P8_ TA(2017)0040.
               
               
                  
                     (5)
                  COM(2016) 725 final.
               
               
                  
                     (6)
                  COM(2016) 728 final.
               
               
                  
                     (7)
                  2017/C92/01
               
               
                  
                     (8)
                  SWD (2017) 84 final.
               
               
                  
                     (9)
                  COM(2017) 90 final.
               
               
                  
                     (10)
                  Articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
               
               
                  
                     (11)
                  
                        COM(2014) 494 final.
               
               
                  
                     (12)
                  A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.