CELEX: 21994A1223(12)
Language: it
Date: 1994-04-15 00:00:00
Title: Negoziati multilaterali dell'Uruguay Round (1986-1994) - Allegato 1 - Allegato 1a - Accordo relativo alle regole in materia di origine (OMC-GATT 1994) - Dichiarazione congiunta concernente le regole preferenziali in materia di origine

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Negoziati multilaterali dell'Uruguay Round (1986-1994) - Allegato 1 - Allegato 1a - Accordo relativo alle regole in materia di origine (OMC-GATT 1994) - Dichiarazione congiunta concernente le regole preferenziali in materia di origine  OMC-"GATT 1994"  

Gazzetta ufficiale n. L 336 del 23/12/1994 pag. 0144 - 0150 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 38 pag. 0146  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 38 pag. 0146 

ACCORDO RELATIVO ALLE REGOLE IN MATERIA DI ORIGINE I MEMBRI,notando che il 20 settembre 1986 i ministri hanno convenuto che «l'Uruguay Round di negoziati commerciali multilaterali mira a promuovere l'ulteriore liberalizzazione ed espansione del commercio mondiale», «a rafforzare il ruolo del GATT» e ad «aumentare la capacità del sistema GATT di adeguarsi all'ambiente economico internazionale in evoluzione»;desiderosi di promuovere gli obiettivi del GATT 1994;riconoscendo che la definizione e l'applicazione di regole chiare e prevedibili in materia di origine facilitano il flusso degli scambi internazionali;desiderosi di assicurare che le regole stesse non rappresentino un inutile ostacolo agli scambi;desiderosi di assicurare che le regole in materia di origine non annullino né pregiudichino i diritti dei membri ai sensi del GATT 1994;riconoscendo che è auspicabile promuovere la trasparenza di leggi, regolamenti e prassi concernenti le regole in materia di origine;desiderosi di assicurare che le regole in materia di origine siano formulate e applicate in modo imparziale, trasparente, prevedibile, coerente e neutrale;riconoscendo la disponibilità di un meccanismo di consultazione e di procedure per una rapida, efficace ed equa risoluzione delle controversie che potrebbero sorgere nel quadro del presente accordo;desiderosi di armonizzare e rendere più chiare le regole in materia di origine,HANNO CONCORDATO QUANTO SEGUE:PARTE I DEFINIZIONI E AMBITO DI APPLICAZIONE Articolo 1Regole in materia di origine1. Ai fini delle parti dalla I alla IV del presente accordo, con l'espressione «regole in materia di origine» si intendono le leggi, i regolameni e le norme amministrative di ambito generale applicate dai membri per determinare il paese di origine delle merci, purché tali regole in materia di origine non siano connesse a disposizioni contrattuali o regimi commerciali autonomi che comportano la concessione di tariffe preferenziali al di là dell'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 1 del GATT 1994.2. Le regole in materia di origine di cui al paragrafo 1 comprendono tutte le norme relative a tale materia utilizzate in strumenti non preferenziali di politica commerciale, ad esempio nell'applicazione di quanto segue: trattamento della nazione più favorita, ai sensi degli articoli I, II, III, XI e XIII del GATT 1994; dazi antidumping e dazi compensativi ai sensi dell'articolo VI del GATT 1994; misure di salvaguardia, ai sensi dell'articolo XIX del GATT 1994; obblighi in materia di marchi d'origine, ai sensi dell'articolo IX del GATT 1994; restrizioni quantitative discriminatorie o contingenti tariffari. Esse comprendono inoltre le regole in materia di origine utilizzate per gli appalti pubblici e le statistiche commerciali (1).PARTE II DISCIPLINA DI APPLICAZIONE DELLE REGOLE IN MATERIA DI ORIGINE Articolo 2Disciplina per il periodo di transizioneFino al completamente del programma di lavoro per l'armonizzazione delle regole in materia di origine, illustrato nella parte IV, i membri garantiscono che:a) all'atto dell'emissione di decisioni amministrative di applicazione generale, siano chiaramente definiti i requisiti da soddisfare. In particolare:i) nei casi in cui si applica il criterio del cambiamento di classificazione tariffaria, la regola in materia di origine, nonché eventuali eccezioni alla stessa, deve chiaramente specificare le voci o sottovoci della nomenclatura tariffaria alle quali fa riferimento;ii) nei casi in cui si applica il criterio della percentuale ad valorem, nelle regole in materia di origina è necessario indicare anche il metodo per il calcolo della percentuale;iii) nei casi in cui si applica il criterio dei processi di fabbricazione o lavorazione, è necessario indicare con precisione il processo che conferisce l'origine alle merci in questione;b) in deroga alla misura o allo strumento di politica commerciale al quale sono collegate, le loro regole in materia di origine non sono utilizzate come strumenti per perseguire direttamente o indirettamente determinati obiettivi di natura commerciale;c) le regole in materia di origine non danno origine di per se stesse ad effetti di restrizione, di distorsione o di grave disturbo degli scambi internazionali e non impongono requisiti eccessivamente severi, né richiedono l'osservanza di determinate condizioni non connesse alla produzione o alla lavorazione, a titolo di requisito essenziale per la determinazione del paese d'origine. Tuttavia i costi non direttamente connessi alla fabbricazione o lavorazione possono essere inclusi ai fini dell'applicazione del criterio della percentuale ad valorem compatibilmente con quanto definito al comma a);d) le regole in materia di origine applicate alle importazioni e alle esportazioni non sono più severe delle regole applicate al fine di stabilire se una merce si possa ritenere nazionale e non sono discriminatorie nei confronti di altri membri, a prescindere dai rapporti di affiliazione dei produttori delle merci in questione (2);e) le loro regole in materia di origine sono gestite in maniera coerente, uniforme, imparziale e ragionevole;f) le loro regole in materia di origine si basano su norme positive. Le regole che stabiliscono che cosa non conferisce l'origine (norma negativa) sono ammesse a scopo di chiarimento di una norma positiva o, in singoli casi, ove non sia necessaria una determinazione positiva dell'origine;g) le loro disposizioni legislative e regolamentari, decisioni giudiziarie e amministrative di applicazione generale concernenti le regole in materia di origine sono pubblicate come se fossero soggette all'articolo X, paragrafo 1 del GATT 1994 e in conformità di quanto disposto dallo stesso;h) su richiesta di un esportatore, di un importatore o di qualsivoglia persona con un fondato motivo, gli accertamenti dell'origine accordati a una merce sono emessi al più presto e comunque non oltre 150 giorni (3) dalla richiesta in tal senso purché siano stati forniti tutti gli elementi necessari. Le richieste di accertamento saranno accettate prima che venga avviato il commercio delle merci in questione e successivamente potranno essere accettate in qualsiasi momento. Gli accertamenti restano validi per tre anni, purché i fatti e le condizioni, ivi comprese le regole in materia di origine, in base ai quali sono stati effettuati non subiscano variazioni di rilievo. Purché le parti interessate vengano informate in anticipo, tali accertamenti non s'intendono più validi qualora venga presa una decisione contraria all'accertamento in occasione di una revisione come indicato al comma j). Tali accertamenti saranno resi disponibili al pubblico, con riserva di quanto disposto dal comma k);i) in caso di modifiche alle regole in materia di origine, ovvero di introduzione di nuove regole, tali modifiche non sono applicate con effetto retroattivo, come definito nelle leggi o regolamenti dei membri, che restano impregiudicati;j) qualsiasi azione di tipo amministrativo intrapresa in relazione alla determinazione dell'origine è prontamente assoggettabile a una revisione da parte di tribunali, o nell'ambito di procedimenti, giudiziari, arbitrali o amministrativi indipendenti dall'autorità che ha effettuato la determinazione, che potrà dare luogo alla modifica o all'annullamento della determinazione;k) tutte le informazioni di natura confidenziale o che siano fornite a titolo confidenziale ai fini dell'applicazione delle regole in materia di origine sono trattate come strettamente riservate dalle autorità interessate, che si asterranno dal divulgarle senza l'espressa autorizzazione della persona o del governo che le ha fornite, salvo nella misura in cui si renda necessario divulgarle nell'ambito di un procedimento giudiziario.Articolo 3Disciplina successivamente al periodo di transizioneIn considerazione dell'obiettivo di tutti i membri di ottenere, come risultato del programma di lavoro per l'armonizzazione delle regole in materia di origine illustrato nella parte IV, la definizione di regole armonizzate in materia di origine, nel momento dell'attuazione dei risultati del lavoro di armonizzazione i membri garantiscono che:a) le regole in materia di origine siano applicate allo stesso modo per tutti gli scopi indicati all'articolo 1;b) ai sensi delle rispettive regole in materia di origine, il paese da indicare come paese d'origine di una particolare merce sia il paese dove la merce è stata interamente ottenuta o, qualora due o più paesi siano coinvolti nella produzione della merce, il paese dove è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale;c) le regole in materia di origine che essi applicano alle importazioni e alle esportazioni non siano più severe delle norme applicate al fine di stabilire se un prodotto sia o meno nazionale e non siano discriminatorie nei confronti di altri membri, a prescindere dai rapporti di affiliazione dei produttori delle merci in questione;d) le rispettive regole in materia di origine siano gestite in maniera coerente, uniforme, imparziale e ragionevole;e) le loro disposizioni legislative e regolamentari, decisioni giudiziarie e amministrative di applicazione generale concernenti le regole in materia di origine siano pubblicate come se fossero soggette all'articolo X, paragrafo 1 del GATT 1994 e in conformità di quanto disposto dallo stesso;f) su richiesta di un esportatore, di un importatore o di qualsivoglia persona con un fondato motivo, gli accertamenti dell'origine accordati a una merce siano emessi al più presto e comunque non oltre 150 giorni dalla richiesta in tal senso purché siano stati forniti tutti gli elementi necessari. Le richieste di accertamento saranno accettate prima che venga avviato il commercio delle merci in questione e successivamente potranno essere accettate in qualsiasi momento. Gli accertamenti restano validi per tre anni, purché i fatti e le condizioni, ivi comprese le regole in materia di origine in base ai quali sono stati effettuati, non subiscano variazioni di rilievo. Purché le parti interessate vengano informate in anticipo, tali accertamenti non s'intendono più validi qualora venga presa una decisione contraria all'accertamento in occasione di un esame come indicato al comma h). Gli accertamenti saranno resi disponibili al pubblico, con riserva di quanto disposto dal comma i);g) in caso di modifiche alle regole in materia di origine, ovvero di introduzione di nuove regole, tali modifiche non siano applicate con effetto retroattivo, come definito nelle leggi o regolamenti dei membri, che restano impregiudicati;h) qualsiasi azione di tipo amministrativo intrapresa in relazione alla determinazione dell'origine sia prontamente assoggettabile a una revisione da parte di tribunali, o nell'ambito di procedimenti giudiziari, arbitrali o amministrativi indipendenti dall'autorità che ha effettuato la determinazione, che potrà dare luogo alla modifica o all'annullamento della determinazione;i) tutte le informazioni di natura confidenziale o che siano fornite a titolo confidenziale ai fini dell'applicazione delle regole in materia di origine siano trattate come strettamente riservate dalle autorità interessate, che si asterranno dal divulgarle senza l'espressa autorizzazione della persona o del governo che le ha fornite, salvo nella misura in cui si renda necessario divulgarle nell'ambito di un procedimento giudiziario.PARTE III PROCEDURE IN MATERIA DI NOTIFICHE, ESAMI, CONSULTAZIONI E COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE Articolo 4Istituzioni1. In virtù del presente accordo viene istituito un comitato per le regole in materia di origine (qui denominato «comitato»), composto da rappresentanti di tutti i membri. Il comitato elegge il proprio presidente e si riunisce quando necessario, e comunque almeno una volta all'anno, allo scopo di consentire ai membri di procedere a consultazioni su questioni riguardanti la gestione delle parti I, II, III e IV o la promozione degli obiettivi indicati nelle stesse, e allo scopo di esercitare le altre attribuzioni che potranno essergli conferite ai sensi del presente accordo o dal consiglio per gli scambi di merci. Se del caso, il comitato può richiedere informazioni e consulenze al comitato tecnico (di cui al comma b)) su questioni attinenti al presente accordo. Il comitato può richiedere altri interventi del comitato tecnico secondo quanto ritenga opportuno per il perseguimento degli obiettivi sopra citati del presente accordo. Il segretariato dell'OMC svolgerà le funzioni di segreteria del comitato.2. Viene inoltre istituito un comitato tecnico per le regole in materia di origine (qui denominato «il comitato tecnico») posto sotto gli auspici del consiglio di cooperazione doganale («CCD»), come indicato nell'allegato I. Il comitato tecnico svolge il lavoro tecnico richiesto dalla parte IV e previsto dall'allegato I. Se del caso, il comitato tecnico può chiedere informazioni e consulenze al comitato su questioni attinenti al presente accordo. Il comitato tecnico può inoltre chiedere altri interventi da parte del comitato secondo quanto ritenga opportuno per il perseguimento degli obiettivi sopra citati del presente accordo. Il segretariato del CCD svolgerà le funzioni di segreteria del comitato tecnico.Articolo 5Informazioni e procedure per la modifica e l'introduzione di nuove regole in materia di origine1. Ciascun membro fornisce al segretariato, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore dell'accordo OMC per quanto lo concerne, le proprie regole in materia di origine, nonché le decisioni giudiziali ed amministrative di applicazione generale relative alle regole in materia di origine in vigore a tale data. Qualora, inavvertitamente, non venga comunicata una regola in materia di origine, il membro interessato provvede a fornirla prontamente non appena riscontrata la mancanza. Gli elenchi delle informazioni ricevute e disponibili presso il segretariato saranno distribuiti a tutti i membri dal segretariato stesso.2. Durante il periodo di transizione di cui all'articolo 2, i membri che introducano modifiche, che non siano de minimis, nelle rispettive regole in materia di origine, ovvero introducano nuove regole in materia di origine che includano, ai fini del presente articolo, regole alle quali fa riferimento il paragrafo 1 e che non siano state non fornite al segretariato, provvedono a pubblicare un avviso in tal senso almeno 60 giorni prima dell'entrata in vigore della norma modificata o nuova, in maniera tale da consentire alle parti interessate di venire a conoscenza dell'intenzione di modificare una regola ovvero di introdurre una nuova regola in materia di origine, a meno che per un membro non intervengano o siano imminenti circostanze eccezionali. In questi casi eccezionali, il membro pubblica la norma modificata o nuova non appena possibile.Articolo 6Esame1. Il comitato procede ogni anno ad una verifica dell'attuazione e del funzionamento delle parti II e III del presente accordo, tenendo conto dei suoi obiettivi. Il comitato informa ogni anno il consiglio per gli scambi di merci sugli sviluppi verificatisi nel corso del periodo oggetto dell'esame.2. Il comitato procede all'esame delle disposizioni delle parti I, II e III e propone gli emendamenti necessari per rispecchiare i risultati del programma di lavoro di armonizzazione.3. Il comitato, in collaborazione con il comitato tecnico, provvede ad istituire un meccanismo per la valutazione e la proposta di emendamenti ai risultati del lavoro di armonizzazione, tenendo conto degli obiettivi e dei principi esposti all'articolo 9, ad esempio nei casi in cui sia necessario rendere più funzionali le regole, o aggiornarle per tener conto dei nuovi processi di produzione determinati dall'evoluzione tecnologica.Articolo 7ConsultazioniAl presente accordo si applicano le disposizioni dell'articolo XXII del GATT 1994, quali elaborate ed applicate dall'intesa sulla risoluzione delle controversie.Articolo 8Risoluzione delle controversieAl presente accordo si applicano le disposizioni dell'articolo XXIII del GATT 1994, quali elaborate ed applicate dall'intesa sulla risoluzione delle controversie.PARTE IV ARMONIZZAZIONE DELLE REGOLE IN MATERIA DI ORIGINE Articolo 9Obiettivi e principi1. Nell'intento di armonizzare le regole in materia di origine e, tra l'altro, di garantire maggiori certezze nella gestione del commercio mondiale, la Conferenza dei ministri deve intraprendere il programma di lavoro esposto in seguito, in accordo con il CCD, sulla base dei seguenti principi:a) le regole in materia di origine dovrebbero essere applicate allo stesso modo per tutti gli scopi indicati all'articolo 1;b) le regole in materia di origine dovrebbero prevedere che il paese da indicare come paese d'origine di una particolare merce sia il paese dove la merce è stata interamente ottenuta o, qualora due o più paesi abbiano contribuito alla produzione della merce, il paese in cui è avvenuta l'ultima trasformazione sostanziale;c) le regole in materia di origine dovrebbero essere oggettive, comprensibili e prevedibili;d) in deroga alla misura o allo strumento al quale possono essere collegate, le regole in materia di origine non dovrebbero essere utilizzate come strumenti per perseguire direttamente o indirettamente determinati obiettivi di natura commerciale. Inoltre non dovrebbero dare origine di per se stesse ad effetti di restrizione, di distorsione o di grave disturbo degli scambi internazionali, né imporre requisiti eccessivamente severi, né richiedere l'osservanza di determinate condizioni non connesse alla produzione o alla lavorazione a titolo di requisito essenziale per la determinazione del paese d'origine. Tuttavia i costi non direttamente connessi alla fabbricazione o lavorazione possono essere inclusi ai fini dell'applicazione del criterio della percentuale ad valorem;e) le regole in materia di origine dovrebbero essere amministrabili in maniera coerente, uniforme, imparziale e ragionevole;f) le regole in materia di origine dovrebbero essere coerenti;g) le regole in materia di origine dovrebbero basarsi su criteri positivi; i criteri negativi possono essere utilizzati esclusivamente a scopo di chiarimento di un criterio positivo.Programma di lavoro 2. a) Il programma di lavoro sarà avviato quanto prima possibile dopo l'entrata in vigore dell'accordo OMC e sarà completato entre tre anni dal suo inizio.b) Il comitato e il comitato tecnico previsti all'articolo 4 sono gli organismi competenti per lo svolgimento di questo lavoro.c) Per consentire al CCD di fornire indicazioni dettagliate, il comitato chiederà al comitato tecnico di fornire le sue interpretazioni ed opinioni risultanti dal lavoro descritto in seguito, sulla base dei principi elencati al paragrafo 1. Al fine di garantire il completamento puntuale del programma di armonizzazione, il lavoro si svolgerà in base ai settori di prodotti, con riferimento ai diversi capitoli o sezioni della nomenclatura SA (Sistema armonizzato).i) Merci interamente ottenute e operazioni o processi minimiIl comitato tecnico formulerà definizioni armonizzate di:- merci da considerare come interamente ottenute in un paese. Questo lavoro sarà quanto più dettagliato possibile;- operazioni o processi minimi che non conferiscono di per sé l'origine ad un prodotto.I risultati di questo lavoro saranno presentati al comitato entro tre mesi dal ricevimento della richiesta dello stesso.ii) Trasformazione sostanziale - Modifica della classificazione tariffaria- Il comitato tecnico prenderà in considerazione e studierà, sulla base del criterio della trasformazione sostanziale, l'introduzione di cambiamenti nelle voci e sottovoci della classificazione tariffaria nel corso della formulazione di regole in materia di origine relative a particolari prodotti o settori di prodotti e, se del caso, il cambiamento minimo all'interno della nomenclatura che soddisfi tale criterio;- il comitato tecnico suddividerà il lavoro in base al prodotto, tenendo conto dei capitoli o sezioni della nomenclatura SA, in modo tale da presentare al comitato i risultati del lavoro almeno su base trimestrale. Il comitato tecnico completerà il lavoro entro un anno e tre mesi dal ricevimento della richiesta del comitato.iii) Trasformazione sostanziale - Criteri aggiuntiviAl termine del lavoro di cui al comma ii) per ciascun settore di prodotti o per le singole categorie di prodotto dove l'uso esclusivo della nomenclatura SA non consente di esprimere la trasformazione sostanziale, il comitato tecnico:- prenderà in considerazione e studierà, sulla base del criterio della trasformazione sostanziale, l'uso a titolo aggiuntivo o esclusivo di altri requisiti, ivi comprese le percentuali ad valorem (4) e/o processi di fabbricazione o lavorazione (5), nella formulazione delle regole in materia di origine per particolari prodotti o per un settore di prodotti;- fornirà spiegazioni in merito alle sue proposte;- suddividerà il lavoro in base al prodotto, tenendo conto dei capitoli o sezioni della nomenclatura SA, in modo da presentare al comitato i risultati del lavoro almeno su base trimestrale. Il comitato tecnico completerà il lavoro entro due anni e tre mesi dal ricevimento della richiesta dal comitato.Ruolo del comitato 3. Sulla base dei principi elencati al paragrafo 1:a) il comitato effettuerà un esame periodico delle interpretazioni e delle opinioni del comitato tecnico, nel rispetto dei tempi previsti ai punti i), ii) e iii) del paragrafo 2, lettera c), allo scopo di approvare tali interpretazioni ed opinioni. Il comitato potrà chiedere al comitato tecnico di perfezionare o approfondire il lavoro svolto e/o di adottare nuove impostazioni. Per aiutare il comitato tecnico, il comitato dovrebbe motivare le richieste di lavoro supplementare e, se del caso, suggerire approcci alternativi;b) al termine del lavoro indicato ai punti i), ii) e iii) del paragrafo 2, lettera c), il comitato valuterà i risultati in termini di coerenza generale.Risultati del lavoro di armonizzazione e interventi successivi 4. La Conferenza dei ministri definirà i risultati del lavoro di armonizzazione in un allegato che formerà parte integrante del presente accordo (6), e stabilirà i tempi per l'entrata in vigore di tale allegato.ALLEGATO I COMITATO TECNICO PER LE REGOLE IN MATERIA DI ORIGINE Attribuzioni 1. Le attribuzioni correnti del comitato tecnico sono le seguenti:a) a richiesta di un membro del comitato tecnico, esaminare i problemi tecnici specifici che si presenteranno nella gestione quotidiana delle regole in materia di origine dei membri ed esprimere pareri consultivi in merito a soluzioni appropriate, sulla base dei fatti presentati;b) fornire, su qualsiasi questione riguardante la determinazione dell'origine delle merci, le informazioni e i pareri richiesti da un membro o dal comitato;c) preparare e distribuire relazioni periodiche sugli aspetti tecnici dell'applicazione e dello stato del presente accordo;d) riesaminare ogni anno gli aspetti tecnici dell'attuazione e del funzionamento delle parti II e III.2. Il comitato tecnico eserciterà altre eventuali attribuzioni che potrebbe conferirgli il comitato.3. Il comitato tecnico cercherà di concludere entro un termine ragionevolmente breve i suoi lavori su questioni specifiche, in particolare su quelle che gli saranno state sottoposte dai membri o dal comitato.Rappresentanza 4. Ciascun membro avrà il diritto di essere rappresentato nel comitato tecnico e potrà designare un delegato e uno o più supplenti per rappresentarlo nel comitato tecnico. Ogni membro così rappresentato nel comitato tecnico è qui di seguito denominato «membro» del comitato tecnico. Alle riunioni i rappresentanti dei membri del comitato tecnico potranno avvalersi dell'opera di consulenti. Anche il segretariato dell'OMC potrà assistere a tali riunioni in qualità di osservatore.5. I membri del CCD che non sono membri dell'OMC potranno farsi rappresentare alle riunioni del comitato tecnico da un delegato e uno o più supplenti. Tali rappresentanti assisteranno come osservatori alle riunioni del comitato tecnico.6. Con riserva dell'accettazione del presidente del comitato tecnico, il segretario generale del CCD (qui di seguito denominato «segretario generale») potrà invitare rappresentanti di governi che non sono né membri dell'OMC né membri del CCD, nonché rappresentanti di organizazioni governative e professionali internazionali, ad assistere in qualità di osservatori alle riunioni del comitato tecnico.7. Le designazioni dei delegati, dei supplenti e dei consulenti chiamati a partecipare alle riunioni del comitato tecnico saranno trasmesse al segretario generale.Riunioni 8. Il comitato tecnico si riunirà quando sarà necessario, e comunque almeno una volta all'anno.Procedure 9. Il comitato tecnico eleggerà il suo presidente e definirà le procedure alle quali attenersi. ALLEGATO II DICHIARAZIONE CONGIUNTA CONCERNENTE LE REGOLE PREFERENZIALI IN MATERIA DI ORIGINE 1. Riconoscendo che alcuni Membri applicano regole preferenziali in materia di origine, distinte da quelle non preferenziali, i membri concordano quanto segue.2. Ai fini della presente dichiarazione congiunta, con l'espressione regole preferenziali in materia di origine s'intendono le leggi, i regolamenti e le prescrizioni amministrative di ambito generale applicate da un membro per determinare se una merce possegga i requisiti per godere di un trattamento preferenziale ai sensi di disposizioni contrattuali o regimi commerciali autonomi che comportano la concessione di preferenze tariffarie al di là dell'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 1 del GATT 1994.3. I membri convengono di garantire che:a) all'atto dell'emissione di norme amministrative di applicazione generale siano chiaramente definiti i requisiti da soddisfare. In particolare:i) nei casi in cui si applica il criterio del cambiamento di classificazione tariffaria, la norma preferenziale in materia di origine, nonché eventuali eccezioni alla stessa, deve chiaramente specificare le voci o sottovoci della nomenclatura tariffaria alle quali fa riferimento;ii) nei casi in cui si applica il criterio della percentuale ad valorem, nelle regole preferenziali in materia di origine è necessario indicare anche il metodo di calcolo della percentuale;iii) nei casi in cui è previsto il criterio dei processi di fabbricazione o lavorazione, è necessario indicare con precisione il processo che conferisce l'origine preferenziale alle merci in questione;b) le loro regole preferenziali in materia di origine si basino su criteri positivi. Le regole preferenziali che stabiliscono che cosa non conferisce l'origine preferenziale (criterio negativo) sono ammesse a scopo di chiarimento di un criterio positivo o in singoli casi dove non sia necessaria la determinazione positiva dell'origine preferenziale;c) le loro disposizioni legislative e regolamentari, decisioni giudiziali e amministrative di ambito generale concernenti le regole preferenziali in materia di origine siano pubblicate come se fossero soggette al paragrafo 1 dell'articolo X del GATT 1994 e in conformità di quanto disposto dallo stesso;d) su richiesta di un esportatore, di un importatore o di qualsivoglia persona con un fondato motivo, gli accertamenti dell'origine preferenziale accordati a una merce siano emessi quanto prima possibile e comunque non oltre 150 giorni (7) dalla richiesta in tal senso purché siano stati forniti tutti gli elementi necessari. Le richieste di accertamento saranno accettate prima che venga avviato il commercio delle merci in questione e successivamente potranno essere accettate in qualsiasi momento. Gli accertamenti restano validi per tre anni, purché i fatti e le condizioni, ivi comprese le regole preferenziali in materia di origine, in base ai quali sono stati effettuati non subiscano variazioni di rilievo. Purché le parti interessate vengano informate in anticipo, tali accertamenti non s'intendono più validi qualora venga presa una decisione contraria all'accertamento in occasione di una revisione come indicato al comma f). Gli accertamenti saranno resi disponibili al pubblico, con riserva di quanto disposto dal comma g);e) in caso di modifiche alle regole preferenziali in materia di origine, ovvero di introduzione di nuove regole, tali modifiche non siano applicate con effetto retroattivo, come definito nelle rispettive leggi o regolamenti, che restano impregiudicati;f) qualsiasi azione di tipo amministrativo da essi intrapresa in relazione alla determinazione di un'origine preferenziale sia prontamente assoggettabile a una revisione da parte di tribunali, o nell'ambito di procedimenti, giudiziari, arbitrali o amministrativi, indipendenti dall'autorità che ha effettuato la determinazione, revisione che potrà dare luogo alla modifica o all'annullamento della determinazione;g) tutte le informazioni di natura confidenziale o che siano fornite a titolo confidenziale ai fini dell'applicazione delle regole preferenziali in materia di origine siano trattate come strettamente riservate dalle autorità interessate, che si asterranno dal divulgarle senza l'espressa autorizzazione della persona o del governo che le ha fornite, salvo nella misura in cui si renda necessario divulgarle nell'ambito di un procedimento giudiziario.4. I membri convengono di fornire con sollecitudine al segretariato le rispettive regole preferenziali in materia di origine, nonché un elenco degli accordi preferenziali ai quali fanno riferimento e delle decisioni giudiziali ed amministrative di ambito generale relative alle regole preferenziali in materia di origine in vigore alla data di entrata in vigore dell'accordo OMC per quanto li concerne. Inoltre i membri convengono di comunicare al segretariato non appena possibile eventuali modifiche apportate alle rispettive regole preferenziali in materia di origine, nonché l'eventuale introduzione di nuove regole preferenziali. Gli elenchi delle informazioni ricevute e disponibili presso il Segretariato saranno distribuiti a tutti i Membri dal Segretariato stesso.(1) Resta inteso che questa clausola non pregiudica le determinazioni effettuate ai fini della definizione di «industria nazionale» o «prodotti analoghi dell'industria nazionale» o termini simili, ogniqualvolta si applichino.(2) Per quanto concerne le regole in materia di origine applicate ai fini di un appalto pubblico, questa clausola non s'intende porre in essere ulteriori obblighi oltre a quelli già assunti dai membri ai sensi del GATT 1994.(3) Per quanto concerne le richieste presentate durante il primo anno dall'entrata in vigore dell'accordo OMC, i membri saranno tenuti esclusivamente ed emettere al più presto tali accertamenti.(4) Ove sia previsto il criterio ad valorem, le regole in materia di origine devono indicare il metodo per il calcolo della percentuale.(5) Ove sia previsto il criterio dei processi di fabbricazione o lavorazione, l'operazione che conferisce l'origine al prodotto dev'essere specificata con precisioni.(6) Nel contempo, saranno presi in considerazione accordi concernenti la risoluzione di controversie relative alla classificazione doganale.(7) Per quanto attiene alle richieste presentate nel corso del primo anno dall'entrata in vigore dell'accordo OMC, i membri avranno esclusivamente l'obbligo di emettere gli accertamenti al più presto.