CELEX: 62008CJ0126
Language: it
Date: 2009-07-16
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 16 luglio 2009.#Distillerie Smeets Hasselt NV contro Belgische Staat e altri, Belgische Staat contro Bollen, Mathay & Co. BVBA e Louis De Vos contro Belgische Staat.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Hof van Cassatie - Belgio.#Politica sociale - Tutela dei lavoratori - Insolvenza del datore di lavoro - Direttiva 80/987/CEE - Obbligo di pagare la totalità dei crediti insoluti entro un massimale prestabilito - Natura dei crediti del lavoratore nei confronti dell’organismo di garanzia - Termine di prescrizione.#Causa C-126/08.

Causa C‑126/08
      Distillerie Smeets Hasselt NV
      contro
      Belgische Staat e altri 
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hof van Cassatie)
      «Regolamento (CEE) n. 2913/92 — Codice doganale comunitario — Recupero di dazi all’importazione o all’esportazione — Contabilizzazione dell’importo dei dazi — Iscrizione nei registri contabili o in qualsiasi altro supporto che ne faccia le veci — Iscrizione in un verbale che vale come contabilizzazione — Consegna di copia del verbale a titolo di comunicazione dell’importo dei dazi dovuti a norma di legge»
      Massime della sentenza
      Risorse proprie delle Comunità europee — Recupero dei dazi all’importazione o all’esportazione
      (Regolamento del Consiglio n. 2913/92, art. 217)
      L’art. 217 del codice doganale comunitario dev’essere interpretato nel senso che gli Stati membri possono stabilire che la
         contabilizzazione dell’importo dei dazi risultante da un’obbligazione doganale si realizzi mediante l’iscrizione di tale importo
         nel verbale emesso dalla competente autorità doganale in accertamento di un’infrazione della vigente normativa doganale. Spetta
         infatti agli Stati membri stabilire le modalità pratiche di tale contabilizzazione, che possono essere diverse a seconda che
         l’autorità doganale, tenuto conto delle condizioni in cui è sorta l’obbligazione doganale, sia certa o meno del pagamento
         dei predetti importi. Tale discrezionalità degli Stati membri opera segnatamente allorché il procedimento di recupero dell’importo
         dei dazi riguarda un’obbligazione doganale sorta in esito all’accertamento da parte della competente autorità nazionale di
         una frode alla vigente normativa doganale, e considerato che l’esito di siffatto procedimento è di per sé incerto, per cui
         non sussiste garanzia per l’autorità di cui trattasi del pagamento di tale importo.
      
      (v. punti 23-26 e dispositivo)
      
SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)
      16 luglio 2009 (*)
      
      «Regolamento (CEE) n. 2913/92 – Codice doganale comunitario – Recupero a posteriori di dazi all’importazione o all’esportazione – Contabilizzazione dell’importo dei dazi – Iscrizione nei registri contabili o in qualsiasi altro supporto che ne faccia le veci – Iscrizione in un verbale che vale come contabilizzazione – Consegna di copia del verbale a titolo di comunicazione dell’importo dei dazi dovuti a norma di legge»
      Nel procedimento C‑126/08,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dallo Hof van Cassatie
         (Belgio), con decisione 26 febbraio 2008, pervenuta in cancelleria il 25 marzo 2008, nella causa
      
      Distillerie Smeets Hasselt NV
      contro
      Stato belga,
      
      Louis De Vos,
      
      Bollen, Mathay & Co. BVBA, liquidatore della Transterminal Logistics NV,
      
      Daniel Van den Langenbergh,
      
      Firma De Vos NV
      e
      Stato belga
      contro
      Bollen, Mathay & Co. BVBA, liquidatore della Transterminal Logistics NV,
      
      e
      Louis De Vos
      contro
      Stato belga,
      
      LA CORTE (Seconda Sezione),
      composta dal sig. C.W.A. Timmermans, presidente di sezione, dai sigg. K. Schiemann, J. Makarczyk (relatore), P. Kūris e L. Bay Larsen,
         giudici,
      
      avvocato generale: sig.ra E. Sharpston
      cancelliere: sig. R. Grass
      vista la fase scritta del procedimento,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per la Distillerie Smeets Hasselt NV, dal sig. J. Verbist, advocaat;
      –        per il governo belga, dal sig. J.‑C. Halleux, in qualità di agente;
      –        per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg. S. Schønberg e M. van Beek, in qualità di agenti,
      vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli artt. 217, n. 1, e 221, n. 1, del regolamento (CEE)
         del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302, pag. 1; in prosieguo: il
         «codice doganale»).
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra, in primo luogo, la Distillerie Smeets Hasselt NV, da
         un lato, e lo Stato belga, il sig. De Vos, la Bollen, Mathay & Co. BVBA, in qualità di liquidatore della Transterminal Logistics
         NV, il sig. Van den Langenbergh e la ditta De Vos NV, dall’altro, in secondo luogo, lo Stato belga, da un lato, e la Bollen,
         Mathay & Co. BVBA, in qualità di liquidatore della Transterminal Logistics NV, dall’altro, e, in terzo luogo, il sig. De Vos,
         da un lato, e lo Stato belga, dall’altro, in merito al ricupero di dazi doganali all’importazione.
      
       Contesto normativo
       Il diritto comunitario
      3        L’art. 217 del codice doganale così dispone:
      
      «1.      Ogni importo di dazi all’importazione o di dazi all’esportazione risultante da un’obbligazione doganale, in seguito denominato
         “importo dei dazi”, deve essere calcolato dall’autorità doganale non appena disponga degli elementi necessari e da questa
         iscritto nei registri contabili o in qualsiasi altro supporto che ne faccia le veci (contabilizzazione).
      
      (…)
      2.      Le modalità pratiche di contabilizzazione degli importi dei dazi sono stabilite dagli Stati membri. Queste modalità possono
         essere diverse a seconda che l’autorità doganale, tenuto conto delle condizioni in cui è sorta l’obbligazione doganale, sia
         certa o meno del pagamento dei predetti importi».
      
      4        Ai sensi dell’art. 221, n. 1, del codice:
      
      «L’importo dei dazi deve essere comunicato al debitore secondo modalità appropriate, non appena sia stato contabilizzato».
       Il diritto nazionale
      5        Il computo e la comunicazione dei dazi all’importazione o all’esportazione dovuti in caso di illecito doganale sono disciplinati
         dagli artt. 267‑272 della loi générale sur les douanes et accises (legge quadro belga in materia doganale e di accise), nella
         versione consolidata di cui al regio decreto 18 luglio 1977 (Belgische Staatsblad, 21 settembre 1977, pag. 11425), convertito in legge 6 luglio 1978, concernant les douanes et accises (legge belga in materia
         doganale e di accise; Belgische Staatsblad, 12 agosto 1978, pag. 9013; in prosieguo: la «LGDA»).
      
      6        A norma dell’art. 267 della LGDA:
      
      «Allorché vengono constatati con verbale delitti, frodi o contravvenzioni, tale atto viene predisposto immediatamente, o il
         più presto possibile, da almeno due persone a ciò competenti, una delle quali deve essere nominata o incaricata dall’amministrazione
         della dogana e delle accise».
      
      7        L’art. 268 della LGDA così dispone:
      
      «Il verbale contiene un’esposizione concisa e precisa degli accertamenti e della motivazione della sanzione, con indicazione
         delle persone, della loro qualifica, del giorno e del luogo, in osservanza di quanto disposto dall’art. 176, per i casi specifici
         ivi elencati».
      
      8        L’art. 270 della LGDA stabilisce quanto segue:
      
      «Entro i cinque giorni successivi alla redazione del verbale di cui all’art. 267, sull’originale viene apposto il visto definitivo
         di un superiore gerarchico dell’ufficiale verbalizzante e copia del medesimo viene consegnata ai trasgressori. Qualora i trasgressori
         non accettino tale comunicazione o risultino ignoti, la notificazione è eseguita nelle mani del sindaco del comune in cui
         l’infrazione è stata accertata, o di un suo delegato».
      
      9        L’art. 271 della LGDA così recita:
      
      «Il trasgressore, presente al momento della constatazione, è invitato ad assistere alla redazione del verbale e, se lo desidera,
         a sottoscriverlo e a riceverne immediatamente una copia; ove sia invece assente, una copia del processo verbale viene inviata
         al trasgressore per lettera raccomandata».
      
      10      Ai sensi dell’art. 272 della LGDA:
      
      «I verbali dei funzionari, concernenti i loro atti e l’esercizio delle loro funzioni, fanno piena fede in giudizio, fino a
         prova di falso. Le imprecisioni eventualmente contenute in un verbale, che non riguardano i fatti, ma solo l’applicazione
         della legge, non fanno venir meno il valore probatorio del verbale, ma devono essere corrette in sede di notifica della citazione;
         il verbale redatto da un unico funzionario non ha, di per sé solo, valore di prova».
      
       Causa principale e questione pregiudiziale
      11      La causa principale, così come descritta dal giudice del rinvio, verte sull’appuramento fraudolento di partite di alcool etilico
         soggette al regime di perfezionamento attivo conformemente alle norme rilevanti del codice doganale. Tali partite sono state
         sostituite con altre partite di merci, nel caso di specie acqua, e pertanto sottratte al citato regime doganale.
      
      12      Con sentenza 26 settembre 2006, lo Hof van Beroep te Antwerpen (Corte d’appello di Anversa) ha tra l’altro condannato in solido
         la Distillerie Smeets Hasselt NV ed il sig. De Vos al pagamento dei dazi all’importazione dovuti in conseguenza di tale frode.
      
      13      Dinanzi al giudice del rinvio, adito con ricorso in cassazione avverso la citata sentenza, la Distillerie Smeets Hasselt NV
         ha dedotto in particolare che, alla luce delle disposizioni di cui agli artt. 217, n. 1, e 221, n. 1, del codice doganale,
         il giudice d’appello non poteva concludere che il verbale di accertamento emesso dai funzionari doganali sulla scorta della
         vigente normativa nazionale costituisse un «registro contabile» o un «altro supporto che ne faccia le veci» ai sensi del citato
         art. 217, n. 1.
      
      14      Pertanto lo Hof van Cassatie (Corte di cassazione) ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la questione
         pregiudiziale seguente:
      
      «Se gli artt. 217, n. 1, e 221, n. 1, del [codice doganale] debbano essere intesi nel senso che la (…) contabilizzazione di
         un’obbligazione doganale possa legittimamente avvenire anche mediante l’iscrizione dell’importo [dei dazi risultanti da tale
         obbligazione] in un verbale redatto ai sensi della LGDA compilato da verbalizzanti e non da persone che sono competenti a
         iscrivere siffatto importo nella contabilità, e che siffatto verbale possa essere considerato come una contabilizzazione o
         come un qualsiasi altro supporto che ne faccia le veci, ai sensi dell’art. 217, n. 1, [del codice doganale]».
      
       Sulla questione pregiudiziale
       Sulla ricevibilità della domanda di pronuncia pregiudiziale
      15      La Commissione delle Comunità europee eccepisce l’irricevibilità della domanda di pronuncia pregiudiziale per motivazione
         insufficiente.
      
      16      A tale proposito, occorre ricordare che, secondo una costante giurisprudenza, l’esigenza di giungere ad un’interpretazione
         del diritto comunitario che sia utile per il giudice nazionale impone che quest’ultimo definisca l’ambito di fatto e di diritto
         in cui si inseriscono le questioni sollevate o che esso spieghi almeno le ipotesi di fatto su cui tali questioni sono fondate
         (v., in particolare, sentenze 21 settembre 1999, causa C‑67/96, Albany, Racc. pag. I‑5751, punto 39; 11 aprile 2000, cause
         riunite C‑51/96 e C‑191/97, Deliège, Racc. pag. I‑2549, punto 30, nonché 19 settembre 2006, causa C‑506/04, Wilson, Racc. pag. I‑8613,
         punto 38).
      
      17      Le informazioni fornite nelle decisioni di rinvio pregiudiziale devono non solo consentire alla Corte di dare risposte utili,
         ma altresì dare ai governi degli Stati membri, nonché agli altri interessati, la possibilità di presentare osservazioni ai
         sensi dell’art. 23 dello Statuto della Corte di giustizia. Spetta alla Corte vigilare affinché tale possibilità sia salvaguardata,
         tenuto conto del fatto che, a norma della suddetta disposizione, agli interessati vengono notificate solo le decisioni di
         rinvio (v., in particolare, sentenze Albany, cit., punto 40; 12 aprile 2005, causa C‑145/03, Keller, Racc. pag. I‑2529, punto 30,
         e Wilson, cit., punto 39).
      
      18      Nel caso di specie, da un lato, l’ordinanza di rinvio contiene ragguagli sufficienti per consentire ai governi degli Stati
         membri e agli altri interessati di presentare osservazioni. Emerge del resto dalle osservazioni presentate dal governo belga
         e dalla Commissione che essi sono stati in grado di prendere posizione adeguatamente sulla questione sollevata dal giudice
         del rinvio.
      
      19      Dall’altro, la Corte si considera sufficientemente edotta dalle informazioni contenute nella decisione di rinvio e nelle osservazioni
         che le sono state presentate per potere risolvere efficacemente la questione di cui trattasi.
      
      20      Da quanto esposto risulta che la Corte deve risolvere la questione sottopostale.
      
       Risposta della Corte
      21      Con la sua questione, il giudice del rinvio intende accertare se l’iscrizione dell’importo dei dazi risultante da un’obbligazione
         doganale in un verbale come quello in cui l’autorità nazionale accerti infrazioni all’LGDA possa integrare gli estremi della
         contabilizzazione di tale importo, ai sensi degli artt. 217 e 221 del codice doganale.
      
      22      Al fine di risolvere tale questione va rilevato che dall’art. 217, n. 1, primo comma, del codice doganale emerge che la contabilizzazione
         consiste nell’iscrizione da parte dell’autorità doganale dell’importo dei dazi all’importazione o dei dazi all’esportazione,
         risultante da un’obbligazione doganale, nei registri contabili o in qualsiasi altro supporto che ne faccia le veci.
      
      23      Conformemente all’art. 217, n. 2, del detto codice, spetta agli Stati membri stabilire le modalità pratiche della citata contabilizzazione,
         che possono essere diverse a seconda che l’autorità doganale, tenuto conto delle condizioni in cui è sorta l’obbligazione
         doganale, sia certa o meno del pagamento dei predetti importi.
      
      24      Occorre rilevare in proposito che quando, come nella causa principale, il procedimento di ricupero dell’importo dei dazi riguarda
         un’obbligazione doganale sorta in esito all’accertamento da parte della competente autorità nazionale di una frode alla vigente
         normativa doganale, l’esito di siffatto procedimento è di per sé incerto, per cui non sussiste garanzia per l’autorità di
         cui trattasi del pagamento di tale importo.
      
      25      Pertanto, vista la discrezionalità conferita agli Stati membri dall’art. 217, n. 2, del codice doganale, occorre considerare
         che essi sono legittimati a stabilire che la contabilizzazione dell’importo dei dazi, risultante da un’obbligazione doganale,
         si realizzi tramite l’iscrizione di tale importo nel verbale emesso dall’autorità doganale competente all’accertamento di
         un’infrazione della vigente normativa doganale, quale l’autorità menzionata nell’art. 267 della LGDA.
      
      26      La questione pregiudiziale va quindi risolta dichiarando che l’art. 217 del codice doganale dev’essere interpretato nel senso
         che gli Stati membri possono stabilire che la contabilizzazione dell’importo dei dazi risultante da un’obbligazione doganale
         si realizzi mediante l’iscrizione di tale importo nel verbale emesso dalla competente autorità doganale in accertamento di
         un’infrazione della vigente normativa doganale.
      
       Sulle spese
      27      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara:
      L’art. 217 del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario, dev’essere
            interpretato nel senso che gli Stati membri possono stabilire che la contabilizzazione dell’importo dei dazi risultante da
            un’obbligazione doganale si realizzi mediante l’iscrizione di tale importo nel verbale emesso dalla competente autorità doganale
            in accertamento di un’infrazione della vigente normativa doganale.
      Firme
      * Lingua processuale: l’olandese.