CELEX: 51968PC1010
Language: it
Date: 1968-12-20
Title: Proposta di una DIRETTIVA DEL CONSIGLIO per il ravvicinamento della legislazioni negli Stati membri relative alla frenatura di talune categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi Proposta di una DIRETTIVA DEL CONSIGLIO per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di accessi ed uscite (ports, predellini, ecc.) dei veicoli a motore (presentati dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (68) 1010
Vol. 1968/0182
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---       COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                          COM(68 ) 1010 def.
                                          Bruxelles , 20 dicembre i960
                                Proposta di una
                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
          per il ravvicinamento delle legislazioni negli Stati membri
           relative alla frenatura di      talune categorie di veicoli a
                          motore e   dei loro rimorchi
                                 Proposta di una
                             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
      per il ravvicinamento delle     legislazioni degli Stati membri in
           materia di accessi ed uscite ( porte , predellini , ecc .)
                             dei veicoli"   a motore
                 ( presentati dalla Commissione al Consiglio )
C0Il(68 ) 1010 def.
 ---pagebreak---                        Proposta di una
                ,  DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI NEGLI STATI MEMBRI
 RELATIVE ALLA FRENATURA DI TALUNE CATEGORIE DI VEICOLI A
                  MOTORE E DEI LORO RIMORCHI
         ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
 ---pagebreak---                                         - I -
                          :  NOTA INTRODUTTIVA o.. ; ,
  OSSERVAZIONI ' GENERALI " *                               !                    •' L
  1 , . Nel . quadro della , procedura. di omologazione di portata comunitaria,
  che è stata oggetto di una proposta di direttiva della Commissione tra­
  smessa al Consiglio in data 16 luglio 1968 ( l ) , s' iscrive anche una di­
  rettiva ; speciale che fissa le prescrizioni tecniche ed i metodi di con­
  trollo per i veicoli a motore ed i }.oro rimorchi j>er guanto concerne la
  frenatura, quando viene riohiesta l' omologazione .
  2.      In data .3 imai'so 1^66 t . la Commissione ha, trasmesso al Consiglio una
  proposta, di direttiva , in materia <jli frenatura (2) nel cui campo di appli­
  cazione rientravano soltanto ; i veicoli a motore delle categorie MI , NI ,
  N2 , dato ohe a quell' epoca le difficoltà incontrate nei lavori di armoniz­
  zazione delle legislazionj. in materia di frenatura di altre categorie di
  veiooli a motore si erano rivelate insormontabili .
  3.      L' 11 aprile 1967        ha avuto( luogo. nell,Vambi,tp. ; del Consiglio una
  riunion? del grupjpo.. "Questioni economiche" dedicata all' esame di varie
. proposte di direttive concernenti il settore dei veicoli a motore , e fra
  l' altro , della proposta in materia di frenatura del 1° marzo 19 66 . A se­
                                -■    »• ' > ;   nu    nv .:-; .« . •         ' u .• ? < \
  guito delle conclusioni raggiunte in tale riunione , la Commissione era
  stata invitata ikd aggiorhàré glir: allegati tecniciàéìle citate proposte .
  ( 1 ) COM(68)529 def. dell' ll luglio 1968 , G.U. n. C 125 del 28 novembre 1968 .
  (2) COM(66)58 def. del 1° marzo 1966 .                               "                 -
                                                                         r..;
 ---pagebreak---                                         II -
4.      Nei giorni 20 e 21 giugno 1967 » la Commissione ha convocato il grup­
po "Eliminazione degli ostacoli di natura tecnica agli scambi , veicoli a mo­
tore" allo scopo di dar seguito alla richiesta di aggiornamento degli alle­
gati tecnici . Quanto alla proposta di direttiva inerente alla frenatura di
talune categorie di veicoli a motore , il gruppo concludeva che , dato lo svi­
luppo registrato nel frattempo dai lavori della Commissione economica per
l' Europa di Ginevra in materia di frenatura , essa poteva essere estesa ad al­
tre categorie di veicoli a motori ed ai loro rimorchi . A tal fine si rendeva
necessaria , evidentemente , una completa rielaborazione della proposta di di­
rettiva presentata a suo tempo dalla Commissione .
5.      Il 2 aprile 1968 , il gruppo "Questioni economiche " del Consiglio si è
nuovamente riunito per studiare 1 'aggiornamento degli allegati tecnici ( l ).
Per la " frenatura", prendendo atto dell' intenzione della Commissione di esten­
dere la portata della direttiva^ il gruppo "Questioni economiche" ha deciso
di soprassedere all' esame della proposta di direttiva già presentata , in at­
tesa che la Commissione inoltri al Consiglio un emendamento della sua propo­
sta oppure presenti una nuova proposta .
6.      L' ampliamento di portata della direttiva " frenatura" ha richiesto tali
emendamenti della proposta iniziale che la Commissione ha ritenuto opportu­
no presentare una nuova proposta di direttiva .
7.      Nell' elaborazione di questa nuova proposta , la Commissione si è ampia­
mente richiamata ai lavori condotti in materia dalla Commissione economica
per l' Europa di Ginevra ; sul piano degli scambi , questo può' presentare sol­
tanto un vantaggio supplementare dato che un numero rilevante di Stati sono
rappresentati     in tale organismo .
( l ) Documento SEC(67 ) 3274 del 3 agosto 1967 »
 ---pagebreak---                                    - III -
PRESENTACIONE E COMMENTO' IELLA PROPOSTA Ì)I DIRETTIVA' '
       II . campo di applicazione della direttiva è il più vasto possibile
nel senso che questa si applioa a tutte le categorie M (veicoli a motore
destinati al trasporto di persone )» N (veicoli à inotore destinati al
trasportò di merci ) e 0 (rimorchi e semirimorchi ) ^ articolo l ).
       L' articolo 2 inserisce nella procedura di omologazione CEE le dispo­
sizioni relative ai dispositivi di frenatura. Esso si inquadra anche
nella prospettiva dell' armonizzazione opzionale , nel senso che le prescri­
zioni comunitarie fissate nell' allegato della direttiva dovranno avere
lo stesso valore delle prescrizióni nazionali ; Uno Stato membro non po­
trà quindi rifiutare l' omologazione di portata nazionale di un veicolo
per il motivo che i suoi elementi e caratteristiche ,, disciplinati dalla
direttiva speciale , non sarebbero conformi - alle prescrizioni nazionali
mentre risponderebbero alle prescrizioni comunitarie . ; <•,
     • L' articolo 3 risponde ad un desiderio di' sicurezza: qualora,' infat­
ti , vengano apportate modifiche di costruzione a taluni elementi d'un
tipo di veicolo , può * esser richiesto un nuovo controllò non soltanto
degli elementi modificati ina anche del sistema di frenatura. L' amministra­
zione che rilascia 1 'omologazione docid" se Te " modifiche comunicate dal «
struttore     richiedano o meno un nuovo controllo e di conseguenza se sia
necessario stabilire un nuovo verbale di frenatura. L' elenco     delle carat­
teristiche degli elementi che hanno influenza sulla frenatura è indicato
all' allegato I.
       L' articolo 4 enuncia prescrizioni speciali per i veicoli destinati
al trasporto di persone delle categorie Mg e M3 che circolano nelle
regioni montagnose . Per ragioni di sicurezza stradale è stato giudicato
opportuno prevedere eventualmente per tali veicoli una prova speciale
che offra garanzie supplementari di frenatura quando il veicolo deve
circolare su forti pendenze su strade di montagna. Gli Stati membri
 ---pagebreak---                                          IV -
decidono se avvalersi o meno di tale facoltà , ed in quali regioni del loro
territorio . Il costruttore chiede , all' atto della omologazione CEE , che il
suo tipo di veicolo venga sottoposto a questa prova speciale .
         La direttiva entrerà in vigore entro i 18 mesi successivi alla sua no­
tifica , al fine di permettere agli Stati membri ed agli interessati di coni or-
marvisi ( articolo 5 » paragrafo l ).
         La Commissione deve essere informata entro un termine ragionevole in
merito a qualsiasi progetto di disposizioni elaborato dagli Stati membri nel
campo considerato dalla presente direttiva ; tale informazione dovrà permetter­
le di formulare eventuali rilievi riguardo a questo progetto ( articolo 13 , com­
ma 2 ) .
         L' articolo 6 si inquadra nella prospettiva della soluzione di armoniz­
zazione opzionale a norma della quale le disposizioni nazionali rimangono in
vigore parallelamente alle disposizioni comunitarie . Onde evitare di imporre
bruscamente ai costruttori l' abbandono delle loro pratiche tradizionali , senza
offrir loro il necessario periodo di adeguamento , la coesistenza di questi
due regimi è obbligatoria per tre anni dalla pubblicazione della direttiva ;
soltanto dopo tale tormin^ lo Stato membro ha la facoltà di lasciare in
vigore soltanto le disposizioni comunitarie .
                                                                         • • •j • • •
 ---pagebreak---             PROPOSTA DI UNA DIRETTIVA PER IL RAVVI CINAMEHTO DELLE v ;
      LEGISLAZIONI NEGLI STATI MEMBRI RELATIVE ALLA FRENATURA DI TALUNE
                   CATEGORIE DI VEICOLI A MOTORE E DEI LORO RIMORCHI
                                    •. •     ii
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE                      :         i i : .- ' •
 Viste le disposizioni del Trattato che ; istituisce la Comunità Economica Euro­
 pea, particolarmente l' articolo . 100 , , : /•
 Vista la direttiva del Consiglio del                        concernente il ravvicinamento
 delle legislazioni degli Stati membri, relative all' omologazione dei veicoli
 a motore e dei loro rimorchi ( l)j                      '    - r'
 Vista la proposta della Commissipne ;          .• . .             •          -
 Visto il parere del . Parlamento Europeo ;""
                                                                            j ,   .. X
 Visto il parere del Comitato Economico e Sociale :
 Considerando che le prescrizióni tècniche alle quali devota essere. conformi
 i veicoli a motore a norma delle legislazioni nazionali concernono tra l' altro
 la frenatura di talune categorie di veicoli a motore e deT"Tòro rimorchi ;
                                                    T. .     * t
7Considerasido-i che tali préserizidni differiscono da vino Statq .membro all' altro ;
 che ne risulta la necessità di procedere alla loro armonizzazione , ^al fine
 specialmente di permettere l' instaurazione , per ogni tipo diveicolo , della
 procedura di .omologazione comunitaria5 che- è stata oggetto della direttiva
      j-x -        .                                                     :■            –
 xn aata
 Considerando che le disposizioni armonizzate devono garantire la sicurezza
 della circolazione stradale in tutta la Comunità ,
                                                                                         •••/•••
 ( 1 ) C0M(68)529 def. dell * 11 l^lio 1968 , G.U. n. C 125 del 28.11.1968 .
 ---pagebreak--- Considerando che per lo ' stesso motivo ogni Stato . membro deve potere vietare
nelle regioni montagnose da esso stabilite la . circolazione dei veicoli delle
categorie 142 ed. M3 che" non hanno superata una prova speciale ;
HA EMANATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                  Articolo 1
1.    Per veicolo ai sensi della presente direttiva, si intende qualsiasi vei­
colo a motore che circoli su strada , con o senza carrozzeria , avente almeno
4 ruote ed una velocità massima per costruzione che superi i 25 km/h n»nchè i
cuoi rimorchi e cho rientri in una delle seguenti categorie internazionali :
a) Categoria M; veicoli a motore destinati al trasporto di persone ed aventi
   almeno 4 ruote , oppure 3 ruote e peso massimo superiore ad 1 tonnellata ;
   - Categoria MI : veicoli destinati al trasporto dì persone , aventi al mas­
     simo 6 posti a s odnr0 oltre al aedile del conducente ,
   - Categoria M2 : veicoli destinati al trasporto di persone , aventi più di
     b poeti a sedere oltre al sedile del conducente e peso massimo non
     superiore a 5 tonnellate ,
   - Categoria 113 : veicoli destinati al trasporto di persone , aventi più di
     8 posti a sedere oltre al sedile del conduceate e peso massimo superiore
     a 5 tonnellate ,
b) Categoria N : Veicoli a motore destinati al trasporto di merci , aventi al­
   meno 4 ruote oppure tre ruote e peso massimo superiore ad 1 tonnellata ;
   - Categoria NI : veicoli destinati al trasporto di merci , aventi peso massi­
     mo non superiore a 3,5 tonnellate .
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        - Categoria N2 : veicoli destinati al trasporta dì merci ', ;av<inti un peso
            massimo superiore a 3 » 5 tonnellate ma rion superiore a: 12 tonnellate ,
        - Categoria N3 : veicoli destinati al trasporto di merci , aventi peso mas­
            simo superiore a 12 tonnellate ,
  c ) Categoria 0 ; rimorchi ( comprési' i semirimorchi ) ,
        - Categoria 01 ; rimorchi con peso massimo non superiore a 0,75
        - Categoria 02 ; rimorchi con peso massimo superiore a . 0,75 t , ma non
            superiore a 3,5 t,                 v  r ,■-•••       ;- v . ,
        - Categoria 03 : rimorchi con peso massimo superiore a 3,5 "t , ma non supe­
            riore a 10 t ,
. . s . r . Categoria 04 : rimorchi con peso massimo superiore a 10 ;t .
  2.         Per quanto concerne la categoria M , i - veicoli articolati composti di
  elementi inseparabili ma articolati vengono considerati' bome costituenti
  un solo veicolo . '              *'       '           .. . . .    .  >*            '
  3.         Per quanto concerne le categorie ed N, nel, Gasp, di motrice destinata
, ad . essere agganciata* ajL - un semirimorchio , il peso .massimoi di.. cui, ( si deve
  tener conto per la classificazione del veicolo è , il peso della motrice in or­
  dine di marcia aumentato del peso massimo trasferito su di essa dal semi-
  rimorchip ed aumentato , se del caso , del peso massimo del carico proprio
  della motrice stessa .
  4*:        Per quanto riguarda la categoria N , sono assimilate a merci le appa­
  recchiature e gli impianti montati su talvuii . veicoli speciali non destinati
  al trasporto di persone ( carri gru , carri attrezzi , veicoli pubblicitari , ecc .).
                                                                                  • • •/• • •
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5.     Per quanto riguarda la categoria 0 , nel caso di semirimorchio il peso
massimo di cui si deve tener conto per la classificazione del Veicolo è
il peso trasmesso a terra dall' asse o dagli assi del semirimorchio agganciato
alla motrice e caricato al massimo .
                                 Articolo 2
       Gli Stati membri non possono rifiutare l' omologazione CEE
né l' omologazione di portata nazionale di un veicolo per motivi inerenti ai
loro dispositivi di frenatura , se questi ultimi rispondono alle prescrizioni
degli allegati I , II , III , IV e V.
                                Articolo 3
       Quando una modifica apportata alla scheda informativa a norma dell' ar­
ticolo 6 della direttiva del Consiglio del
riguarda uno degli elementi . o caratteristiche compresi n^lla definizione
del tipo di veicola per quanto concerne il sistema di frenatura che figura
all' allegato I , punto 1.1 ., lo Stato membro che ha proceduto all' omolo­
gazione CES decide circa la necessità di effettuare una nuiva prova di
frenatiara e di redigere un nuivo verbale .
       Nel caso in cui la prova non desse risultato positivo , l' omologa­
zione viene rifiutata .
                                Articolo 4
1.     Per motivi di sicurezza stradale , ogni Stato membro può' vietare nelle
regioni montagnose da esso stabilite la circolazione di qualsiasi veicolo
appartenente alla categoria M2 e M3 che non abbia superato la prova del tipo
II bis prevista all' allegato II , punto 1.5 »
2.     Lo Stato membro che si avvale di questa facoltà ne informa gli altri
Stati membri precisando le regioni nelle quali viene applicato il divieto .
3.     All' atto dell' omologazione CEE, un tipo di veicolo che appartiene alle
categorie M2 e M3 viene sottoposto , dietro richiesta del costruttore , alla
prova del tipo II bis al posto della prova del tipo II . L' attestato che il
veicolo ha superato tale prova è allegato al certificato di conformità .
                                                                       • • •j • • •
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                               Articolo 5
1.    Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni necessarie per con­
formarsi alla presente direttiva entro un termine di 18 mesi a decorrere
dalla sua notifica , e ne informano immediatamente la Commissione .
2.    A decorrere dalla notifica della presente direttiva , gli Stati membri
hanno cura inoltre di informare la Commissione , in tempo utile per consentita-
le di presentare suoi eventuali rilievi , in merito a qualsiasi ulteriore pro­
getto di disposizioni essenziali di ordine legislativo , regolamentare e am­
ministrativo che essi intendono emanare nel campo disciplinato dalla pre­
sente direttiva.
                              Articolo 6
      Gli Stati membri possono abrogare il regime vigente , lasciando sussi­
stere soltanto le disposizioni conformi alla presente direttiva, solamente
dopo tre anni dalla pubblicazione di questa ultima sulla Gazzetta Ufficiale
delle Comunità Europee .
                              Articolo 7
      La presente direttiva è destinata agli Stati membri .
 ---pagebreak---                        LISTA DEGLI ALLEGATI
         ALLA PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO PER IL
       RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI NSGLI STATI MEMBRI
      RELATIVE ALLA FRENATURA DI TALUNE CATEGORIE DI VEICOLI
                   A MOTORE E DEI LORO RIMORCHI
ALLEGATO I      DEFINIZIONI E PRESCRIZIONI DI COSTRUZIONE E DI
                MONTAGGIO
ALLEGATO II   : PROVE E PRESTAZIONI DI FRENATURA
ALLEGATO III    METODO DI MISURA DEL TEMPO DI RISPOSTA PER I VEICOLI
                MUNITI DI DISPOSITIVI DI FRENATURA PNEUMATICA
ALLEGATO IV     SERBATOI DI ENERGIA
ALLEGATO V      FRENI A MOLLA E FRENI A SCATTO
 ---pagebreak---                                                                 - 1 -
                                                          ALLEGATO -I"'-*"'"'
                 DEFINIZIONI E PRESCRIZIONI DI COSTRUZIONE E DI MONTAGGIO
1                ΰΕΡΙΝΙΖΙΟΝΙ                                                                       . ■ !               "
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                   -
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                         *
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                                       iBiri ht itf i r H* I*I ■ m*
                                                                        caneeine         il sistema di frenatura"
                                                                               H ■ f Uir n m n n ami i ^MG ■ rafliifcii i una wtw ■ ! ––n I -fii
                 Per " tipo di veicolo per quanto concerne il -sistema di frena-»
               . tura" si. intende ogni veicolo che non presenta rispetto ad al*
          ^ " tri differenze essenziali chè possono'.' riguardale , . in partic o­
            * . lare i seguenti punti ?
  . 1.1          de i veic oli a motore » •                                              o. . • J ' . .
  . 1.1.1        categoria del veicolo , come definita all' articolo 1 della
                 direttiva .
  . 1.1.2 , peso massimo , come definito al pianto 1.13, qui. di seguito
  i 1.1.3        npartiaione del peso sugli assi                                                ■"
  . 1.1.4        velocità massima per costruzione
  . 1.1.5        dispositivo di frenatura di vario tipo , in particolare pre­
                 senza o assenza di equipaggiamento per la frenatura del ri-
                 morchie            ..                                                    . \ .                        •,>
  . 1.1.6        nùmero e disposizióne degli assi                                         " ^
  . 1.-1.7-1     tipo di motore ri ; :                              .■■■■. S ■ f --                  .1 ■              f-
  . 1 . 1.8 numero dei rappòrti , e '.loro demoìtiplicazi one '
  . 1.1.9 - Tapporto(i ) del(dei ) ponte(i) dell:' asse (degli assi ) propulso­
                 re ( propulsori )
  . 1.1.10 dimensioni dei pneumatici                                                        ,
  . 1.2          dei rimorchi ,
  . 1.2Ì1 ' categoria de.],. Veicolo , come definito all' articòlo 1 della
       , r ' .direttiva                                                          - 1 ...V                   !
  . 1.2.2 - peso massimo,' come" definito al punto 1.13 qui di seguito
  . 1 . 2'. X " ripartizione de 1 peso: siigli assi' . . , ^
  »i.2i.4 .      dispositivo di frenatura di vario tipo.:..' .                                           4.            -.
  ^.. 2.5.^". . numero e dispòsiz'ione degli absi ' J                                        r:^
  .1.2.6:^ dimensione dei pneumatici i :                                                             . {< f
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1.2 " Dispositivo di frenatura "
    Per " dispositivo di frenatura " si intende il complesso di or­
    gani che hanno la funzione di diminuire od annullare progres­
    sivamente la velocità di un veicolo in marcia , oppure di man­
    tenerlo immobile se esso è già fermo . Tali funzioni sono speci­
    ficate al punto 2.1.2 qui appresso . Il dispositivo è costitui­
    to dal comando , dalla trasmissione e dal freno propriamente
    detto .
1.3 " Comando " .
    ±er " comando " si intende l' organo direttamente azionato dal
    conducente ( o , eventualmente , dall' accompagnatore quando trat­
    tasi di un rimorchio ) per fornire alla trasmissione l' energia
    necessaria alla frenatura oppure per controllarla . Tale ener­
    gia può essere costituita dalla forza muscolare del conducente
    o provenire da un' altra sorgente d' energia controllata dal
    conducente stesso oppure , se del caso , può essere fornita dalla
    energia cinetica posseduta dal rimorchio , oppure da una combi­
    nazione di queste diverse categorie di energia .
1.4 " Trasmissi one "
    Per " trasmissione " si intende il complesso costituito dagli
    elementi inseriti tra il comando ed il freno , e che li collega
    funzionalmente . La trasmissione può essere meccanica , idrauli­
    ca , pneumatica , elettrica oppure mista . Quando la frenatura è
    realizzata da una sorgente di energia indipendente dal condu­
    cente ma da quest' ultimo controllata , anche la riserva di ener­
    gia che il dispositivo comporta fa parte della trasmissione .
1.5 "Freno "
    Per " freno " si intende l' organo nel quale sorgono le forze che
    si oppongono al moto del veicolo . Il freno può essere del tipo
    ad attrito ( quando le forze sono originate dall' attrito fra
    due parti in moto relativo , appartenenti entrambe al veicolo ),
    elettrico ( quando le forze sorgono per azione elettromagnetica
    tra due elementi in moto relativo , ma non in contatto fra di
    loro , appartenenti entrambe al veicolo ), idraulico ( quando le
    forze si sviluppano per l' azione di un fluido interposto fra
    due elementi in movimento relativo , appartenenti entrambi al .
    veicolo ), motore ( quando le forze sorgono per un aumento arti­
    ficiale dell' azione frenante del motore trasmessa alle ruote ).
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1.6         " Dispositivi di frenatura di variò".                        L"
            Per " dispositivi di' frenatura' di Avario' tipo'1' si intendono i
            dispositivi che presentano fra di loro differenze sostanziali
            che possono riguardare in parti'oolare i seguenti punti t
1.6.1       dispositivi i' cui elementi presentano , caratteristiche diverse ,
1.6.2       dispositivi che presentano caratteristiche diverse nei mate­
            riali utilizzati per un elemento qualsiasi: o i cui elementi
            sono di forma o grandezza diversa ,             ""
1.6.3       dispositivi i cui elementi sono combinati in modo diverso .
1.7         "Elemento di un dispositivo di frenatura "
            Per " elemento di un dispositivo di frenatura " ~si. -intende uno
            dei componenti , isolati il qjui insieme forma il dispositivo di
            frenatura . .        ' .
1.8         "Frenatura continua "
            Per " frenatura continua" si intende la fre^i.Ura.:su.. complessi •
            di veicoli ottenuta con un dispositivo che. presenta le seguen­
            ti caratteristiche s       ,         ; V. . .
1.8.1       organo di comando unico - che- ili conducente' aziona - con unica
            manovra graduatile dal proprio posto di guida ,
1.8.2       l' energia utilizzata per'la frena tura dei veicoli che costitui­
            scono il complesso è fornita dalla stessa sorgente di energia
            ( che può essere la forza muscolare del conducente ),.
1.8.3       l' impianto di frenatura realizza , in modo simultaneo oppure
            convenientemente ordinato * la frenatura dei singoli veicoli
            che formano il complesso ,                                        rela­
            tiva .
1.9         "Frenatura semi-continua"
          : Per "frenatura semi-continua" si . Intènde là frenitura , sui com­
            plessi di véicóli . ottenuta mediante ùn : dispositivo chq presenti
            le seguenti caratteristiche!                  ;
1.9.1       organo di comando unico che il . qonducente aziona con unica, ma­
            novra graduabile dal proprio Sposto _di guida ,. , ~
1.9«2       l' energia utilizzata ; per " là; fretta turi dei veicoli che costitui­
            scono il complesso è fornita da due diverse sorgenti di ener­
            gia ( una di esse può essere la for^a musóolarf del . conducente ) ;
1 . 9v3 .   l' impianto di frenatura realizza ,., in modo simultaneo oppure
            corremsntemente ordinato , là ; frenatura dei singoli veicoli che
            formano il complesso qualunque' sia la lóro posizione relativa .
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1.10    "Frenatura automatica "
        Per " frenatura automatica" si intende la frenatura del rimorchio
        o dei rimorchi che avviene automaticamente , nel caso di distacco
        di elementi che costituiscono il complesso di veicoli accoppia­
        ti , anche in caso di rottura dell' attacco , senza che risulti
        ridotta l' efficienza della frenatura del resto del complesso .
1 . 11  "Frenatura ad inerzia "
        Per " frenatura ad inerzia " si intende la frenatura effettuata
        utilizzando le forze che nascono per l' avvicinamento del rimor­
        chio alla motrice .
1.12    "Veicolo carico"
        Per " veicolo carico " si . intende , salvo particolari precisazioni ,
        il veicolo caricato in maniera da raggiungere il suo " peso mas-
1.13    " Peso massimo "
        Per " peso massimo" si intende il peso massimo tecnicamente am­
        messo dichiarato dal costruttore ( questo peso può essere supe­
        riore al " peso massimo" autorizzato ).
        PRESCRIZIONI DI COSTRUZIONE E DI MONTAGGIO
2.1     Considerazioni generali
2.1.1   Dispositivo di frenatura
2.1.1.1 II dispositivo di frenatura dev' essere concepito , costruito e
        montato in modo che , in condizioni normali d' impiego e malgrado
        le vibrazioni cui può essere sottoposto il veicolo , possa ri­
        spondere alle prescrizioni qui di seguito .
2.1-1.2 In particolare , il dispositivo di frenatura dev' essere concepito ,
        costruito e montato in modo da resistere agli agenti di corro­
        sione e di invecchiamento cui è esposto .
2.1.2   Funzioni del dispositivo di frenatura
        Il dispositivo di frenatura , definito al punto 1.2 , deve rispon­
        dere alle funzioni seguenti :
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2.1.2.1           Frena tura di s ervizio                •' J-
                  La frenatura di servizio deve consentire di controllare il
       •      . movimento del veicolo e di fermarlo in modo sicuro , rapido
                  ed .efficace , qualunque siano le condizioni di velocità- e di
                  carico e qualunque sia la pendenza , in salita o in discesa ,
                  del tratto percorso dal veicolo . La sua azione deve essere
                  graduabile . Il conducente deve poter ottenere questa frena­
                  tura dal proprio posto di guida senza togliere le mani
                  dall' organo di comando della direzione .
         f
2.1.2.2           F renatura di soccors o
                  La frenatura di soccorso deve consentire di fermare il vei­
                  colo entro lino spazio ragionevole . La sua azione deve , esse­
                  re graduabile . Detta frenatura deve poter essere ottenuta
                  in qualsiasi momento , specialmente in caso di guasto del
                  freno di servizio . Il conducente deve poterla ottenere dal
                  suo posto di guida mantenendo il controllo dell' organò di
                  sterzatura almeno con una mano . Ai fini delle presenti pre­
                  scrizioni , si conviene di considerare inammissibile che si
                  verifichi più di un guasto alla volta del dispositivo di
                  frenatura .
2.1.2.3           Fre natura di stazionam ento
                  La frenatura di stazionamento deve consentire di mantenere
                  immobile à'1 veicolo su una pendenza ascendente o discendente ,
                  anche in ^as senza del conducente , poiché in questo caso gli
           '      elementi attivi vengono mantenuti in posizione di bloccag­
                  gio con un. dispositivo ad azione puramente meccanica . Il
                  conducente deve poter ottenere questa frenatura dal suo po­
                  sto di guida , fatte salve , nel caso di un rimorchio , le
                  prescrizioni del punto 2.2.2.10 qui di seguito .
2.2               Caratteristiche dei dispositivi di frenatura
2-.2.1            Veicoli d elle categorie M e d IT
2.2.1.1           L' insieme dei dispositivi di frenatura di cui è munito il
               .. veicolo deve riunire le condizioni stabilite per la frena­
             ; r tura di servizio , di soccorso e di stazionamento .
2.2.1.2           I dispositivi che realizzano la frenatura di servizio , di
                  s-occorso e di stazionamento possono essere opportunamente
                ' conglobati fra di loro purché rispóndano alle seguenti pre­
                  scrizioni   :
2.2.1.2.1         devono sussistere almeno due comandi , indipendenti l' uno
                  dall' altro , facilmente accessibili al conducente dal suo
                  posto di guida ? questa esigenza deve poter essere rispet­
                  tata anche se il conducente è munito di una cintura di
                  sicurezza ,
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2.2.1.2.2   il comando del dispositivo di frenatura di servizio deve
            essere indipendente da quello del dispositivo di frenatura
            di stazionamento ,
2.2.1.2.3   se i dispositivi di frenatura di servizio e di soccorso
            hanno lo stesso comando , il collegamento tra questo coman­
            do e le varie parti delle trasmissioni non deve potersi
            deteriorare dopo un certo periodo d' impiego ,
2.2.1.2.4   se i dispositivi di frenatura di servizio e di soccorso
            hanno lo stesso comando , il dispositivo di fregatura di
            stazionamento dev' esser® concepito in modo da poter essere
            azionato anche con il veicolo in movimento ,
2.2.1.2.5   qualsiasi rottura di un elemento che non siano i freni ( ai
            sensi del punto 1-5 ) ° gli elementi di cui al successivo
            punto 2.2.1.2.7 o qualsiasi altra deficienza del disposi­
            tivo di frenatura di servizio ( cattivo funzionamento , esau­
            rimento parziale o totale di una riserva di energia ) non
            deve impedire al dispositivo di frenatura di soccorso , o
            alla sezione del dispositivo di frenatura di servizio che
            non è interessata dal guasto , di fermare il veicolo nelle
            condizioni richieste per la frenatura di soccorso ,
2.2.1.2.6   in particolare , quando il comando e la trasmissione della
            frenatura di soccorso sono identici a quelli della frena­
            tura di servizio   :
2.2.1.2.6.1 se la frenatura di servizio è ottenuta utilizzando l' ener­
            gia muscolare del conducente potenziata da una o più riser­
            ve di energia , la frenatura di soccorso deve , in caso di
            deficienza del dispositivo potenziatore , poter essere ef­
            fettuata con l' energia muscolare del conducente assistita ,
            se del caso , dalle riserve di energia non interessate dal­
            la deficienza ; la forza esercitata sul comando non deve
            superare in questo caso i massimi prescritti ,
2.2.1.2.6.2 se la forza di frenatura di servizio e la sua trasmissione
            sono ottenute utilizzando , su comando del conducente , esclu­
            sivamente una riserva di energia , devono sussistere almeno
            due riserve di energia completamente indipendenti e fornite
            di proprie trasmissioni parimenti indipendenti ; è ammesso
            che ciascuna di esse agisca soltanto sui freni di due o più
            ruote scelte in modo da poter consentire da sole la frena­
            tura di soccorso nelle condizioni prescritte senza compro­
            mettere la stabilità del veicolo durante la frenatura ;
            ciascuna di queste riserve di energia deve essere inoltre
            provvista di un dispositivo di allarme definito al punto
            2.2.1.13 qui di seguito ,
 ---pagebreak---                                                     7 -
2.2.1.2.6.3 un dispositivo con una spia di color rosso , che si accende
                            al più tardi quando viene azionato il comando , deye indica­
                            re al conducente il difettoso funzionamento di una sezione
                            delle trasmissioni idrauliche . Il segnale deve essere "ben
    '                       visibile anche di giorno$~ il condùcente deve poter control­
                            lare agevolmente il buono stato della lampada . L' eventuale
                            guasto di un elemento del dispositivo non deve causare il
              ^             cattivo funzionamento dell' intero dispositivo di frenatura»
2.2.1.2.7                   per l' applicazione del precedente punto 2 . 2*1 . 2 . 5', talune
                            parti , come, il pedale ed il suo supporto , la pompa del freno
                   ..       ed il suo pistone od i suoi pistoni ( caso .di sistemi idrau-
                         . liei ), il distributore ( caso di sistemi pneumatici ), il
                            collegamento tra il pedale e la pompa del freno od il di­
                            stributore , i cilindri dei freni ed i loro pistoni ( caso
                            di sistemi idraulici e/o pneumatici ) ed i gruppi leve/ec­
                            centrici dei freni non sono considerati come eventualmente
                            sottoposti a pericolo di rottura , purché tali parti siano
                            ridimensionate con ampio margine , facilménte accessibili , 1,
                            per la manutenzione e presentino caratteristiche di sicu­
                            rezza per lo meno uguali a quelle richieste per le altre
                   i .. parti importanti dei veicoli ( ad esempio , per il qomplesso
                        - delle barre di sterzo ). Se il cattivo funzionamento di una
                            sola di queste parti rende impossibile la frenatura del
                            veicolo con efficacia almeno pari a quella richiesta per la
                            frenatura di soccorso , questo elemento dev' essere metallico •
                            o di materiale con caratteristiche equivalenti e non deve
                            subire sostanziali deformazioni durante il normale funzio-
       • >:? '          • natte nto.àei dispositivi di frenatura.
                                                      1                        .     .
2.2.1.3                     In caso di comandi distinti per la frenatura di servizio e
                            la frenatura di soccorso , il simultaneo azionamento dei • ■
                            due comandi non deve avere l' effetto di rendere nel contem-
               ^ : • po inoperanti la ^frenatura di servizio e la frenatura di
                            soccorso , sia quando i due dispositivi di frénatura sono
                            in buono stato di funzionamento , sia quando uno di essi
                            presenti un' anomalia .                                   "
2.2.1.4             - ■ Per i veicoli delle categorie M3 e N3 , il dispositivo di
               vi.         frenatura di servizio deve , sussista o no un conglobamento
                            tra questa frenatura di servizio e la frenatura di soccor­
               ri ; so , essere tale che , in caso di cattivo funzionamento di
    j           ,           una - parte della sua trasmissione , venga ancora , frenato un
 - *7 : . ; 0 „ inumerò sufficiente di . ruòte azionando il comando del dispo-
                   ? ... sitivo di frenatura di servizio ; quéste ruote devono essere
                           'Scelte in modo che l' efficacia residua del dispòsitivo di
                       ; frenatura di servizio sia almeno pari al 3<$ dell?efficacia
  -          ì >..        .^prescritta per la categoria : cui appartiene il veicolo .
                   - r Queste norme non.siftapplicano però alle motrici per semi­
 ---pagebreak---                                  - 8 -
         rimorchi , quando la trasmissione del dispositivo di frenatura
         di servizio del semi-rimorchio sia indipendente da quella
         della motrice .
2.2.1.5  Quando si ricorre ad un' energia diversa dall' energia muscola­
         re del conducente , la sorgente di energia ( pompa idraulica ,
         compressore d' aria , ecc .) può essere unica , ma in questo caso
         il sistema di alimentazione del dispositivo che costituisce
         tale fonte deve offrire ogni garanzia di sicurezza . In caso
         di mancato funzionamento su una sezione della trasmissione
         dell' intero dispositivo di frenatura , deve permanere l' alimen­
         tazione della sezione non interessata dal mancato funzionamen­
         to , se ciò è necessario per fermare il veicolo con l' effica­
         cia richiesta per la frenatura di soccorso ; questa condizione
         deve essere ottenuta con dispositivi facilmente azionatili a
         veicolo fermo , o con un dispositivo a funzionamento automati­
         co .
2.2.1.6  Le prescrizioni dei precedenti paragrafi 2.2.1.2 ,     2.2.1.4
         e 2.2.1.5 devono essere rispettate senza ricorrere ad un di­
         spositivo automatico e di tipo tale che la sua inefficacia
         possa non essere rilevata poiché talune parti normalmente in
         posizione di riposo entrano in azione soltanto in caso di
         cattivo funzionamento del dispositivo di frenatura .
2.2.1.7  II dispositivo di frenatura di servizio deve agire su tutte
         le ruote del veicolo .
2.2.1.8  L' azione del dispositivo di frenatura di servizio deve essere
         opportunamente ripartita tra gli assi .
2.2.1.9  L' azione frenante del dispositivo di frenatura di servizio
         deve essere ripartita tra le ruote di uno stesso asse in modo
         simmetrico rispetto al piano longitudinale di simmetria del
         veicolo .
2.2.1.10 II dispositivo di frenatura di servizio ed il dispositivo di
         frenatura di stazionamento devono agire su superfici frenate
         collegate con le ruote mediante elementi sufficientemente ro­
         busti . Nessuna superficie frenata deve poter essere disaccop­
         piata dalle ruote ; tale disinnesto è nondimeno ammesso per la
         frenatura di servizio e di soccorso , per talune superfici fre­
         nate , purché ciò avvenga soltanto momentaneamente , ad esempio
         durante un cambiamento dei rapporti di trasmisaione , e la fre­
         natura di servizio o di soccorso possa continuare ad essere
         effettuata con la prescritta efficacia . Tale disinnesto è am­
         messo anche per la frenatura di stazionamento , purché sia
         comandato esclusivamente dal conducente dal suo posto di gui­
         da grazie ad un sistema tale da non poter entrare in aaione
         in caso di perdita .
 ---pagebreak---                                                   - 9 -
2 . 2.1 . 11             L' usura dei freni deve poter essere facilmente compensata
                         mediante regolazione manuale oppure 'automatica, Inoltre , il
                         comando e gli elementi dèlia tra.smisslone e: dei freni devono
                         avere una riserva di .corsa, tale che , dopo " riscaldamento dei
                         freni o dopo un certo grado di usura delle guarnizioni , l' ef­
                         ficacia della frena tiara sia garantita senza necessità di una
                         registrazione immediata .       .       „ . f             ;
2.2.1.12                 Nei dispositivi di frenatura a trasmissione idraulica gli
                         orifizi di riempimento dei "serbatoi del liquido devono esse­
                         re, facilmente accessibili ! inoltre , i recipienti che oont.en-
           "          . gono la riserva di' liquido devono essere - realizzaci. in ma­
                         niera da consentir^ un facile Qpntroiìo.de^^live.IXo' della
                         riserva senza necessità di aprirli .
         t   .                             •.   .          \                    r .  .  .  r r >■ r
2.2.1.13               ■ Oltre al manometro^, ogni veicolo - munito di frenò - azionato con
                         energia prelevata da un serbatoio deve essere munito , qualora
                 „       una frenatura efficace risulti, impossibile ,senza l' intervento
                         dell' energia accumulata , di uh dispositivo ,$ìi aliale che in- '
                  .      dichi per via. ottica od acustica che in una parte, qualsiasi
                         a monte del distributore l' energia è scesa ad uri valore ugua­
                         le od inferiore al 65$ del suo Vjalo.re normale . Tal9, disposi­
                         tivo deve essere collegato diretjtamente e permanentemente al
                         circuito .
2.2 . 1.14               Fatte salve le prescrizioni di' cui al' punto 2.1.2.3 , quando
                      ' l 'intervento di una sorgènte ausiliaria di energia ;è indispen­
                         sabile 'per; il funzionamento' d'i un dispositivo di frenatura ,
                    ' 'la riserva' di energia dev ''essere^ tale -ch& in caso di arresto
                         del motore' l' efficacia di frenatura resti' aufficiente a con­
                         sentire l' arresto del veicolo nelle condizionii prescritte .
                         Inoltre , se l' azione muscolare del conducente sul dispositivo
                         di frenatura di stazionamento è potenziata da un dispositivo
                         di servofreno , l' azionamento della frena tura di stazionamento
                         dev' essere garantito , in o&eo di;'jptesto;_4Ìi- jtalej ^dispositivo-,» * « -•
                         ricorrendo , se necessario , ad tuia riserva di energia indipen­
                         dente da quella che . normalmente lo alimenta,.,,. .Tal$, riserva, di ? -..
                         energia. puè essere quella destinata alla frenatura di servi­
               . . . zio .. Il termine Vaz-ion^re " comprende anche ,1'^zlonie di sbloc-
      "     ^ . ' caggio .,         ,                      ' 7 .                     r'.,"
2.2.1.15                 Per i veicoli a. mòtoi4© . ai qua.li e Q.onsentitp. agganciare un
                         rimorchiò munito , di freno comandato dal conducente della mo­
                         trice , 41 dispositivo di frenatura di servizio di detta mo­
                         trice deve essere munito di un dispositivo costruito in modo
                         che in caso di difettoso funzionamento del dispositivo di
                         frenatura del rimorchio , o in caso di rottura del
                         collegamento pneumatico (o di altro tipo di collegamento
                         adottato ) tra il veicolo ed il suo rimorchio , sia ancora
                         possibile frenare il veicolo trattore con l' efficacia pre­
                         scritta per la frenatura di soccorso ; a tal fine viene pre­
                         scritto , in particolare , che tale dispositivo si trovi sul
                         veicolo trattore .
 ---pagebreak---                                    - 10 -
2.2.1.16   I servizi ausiliari possono prelevare l' energia loro neces­
           saria soltanto qualora il loro funzionamento non possa con­
           tribuire , anche in caso di guasto della sorgente di energia ,
           a far scendere al di sotto del livello indicato al preceden­
           te punto 2.2.1.13 le riserve di energia che alimentano i
           dispositivi di frenatura .
2.2.1.17   Se il rimorchio previsto rientra nelle categorie O3 0 O4 ,
           il dispositivo di frenatura di servizio deve essere del tipo
           continuo o semi-continuo .
2.2.1.18   Quando si tratti di veicolo omologato per il traino di tm
           rimorchio delle categorie 0^ o 0^, i suoi dispositivi di
           frenatura devono rispondere alle seguenti condizioni :
2.2.1.18.1 quando il dispositivo di frenatura di soccorso del veicolo
           trattore entra in azione , deve essere parimenti garantita
           una frenatura graduabile del rimorchio ,
2.2.1.18.2 in caso di mancato funzionamento del dispositivo di frenatu­
           ra di servizio del veicolo trattore , se questo dispositivo
           è costituito da almeno due sezioni indipendenti , la sezione
           o le sezioni non interessate dal mancato funzionamento devo­
           no poter azionare in parte 0 del tutto i freni del rimorchio .
           Tale azione deve essere graduabile ,
2.2.1.18.3 anche in caso di rottura o di perdita di una delle condotte
           del collegamento pneumatico (0 di altro tipo di collegamento
           adottato ), il conducente deve poter azionare del tutto o in
           parte i freni del rimorchio , agendo sia sul dispositivo di
           frenatura di servizio , sia sul dispositivo di frenatura di
           soccorso , sia su un comando distinto , a meno che tale rottu­
           ra o perdita non implichi automaticamente la frenatura del
           rimorchio .
2.2.2      Veic oli della ca tegoria 0
2.2.2.1    I rimorchi della categoria     possono anche non essere muniti
           di un dispositivo di frenatura di servizio ; se , nondimeno ,
           tale rimorchio può essere agganciato ad un veicolo trattore
           della categoria M]_, o con peso a vuoto inferiore al doppio
           del peso massimo del rimorchio , esso deve rispondere alle
           stesse prescrizioni dei rimorchi della categoria 0o .
 ---pagebreak---                                  τ 11 -
2.2.2.2    Qualsiasi rimorchio della ; categoria Og dev' èssere munito
           di un dispositivo di frenatura di servizio àej. tipo conti
           nuo o semi-continuo o del tipo ad inerzia . Quest' ultimo
           tipo . sarà ammesso soltanto per i rimorchi che non siano
           semi-rimorchi , e purché il peso, massimo autorizzato del
           rimorchio non superi il 75$ del, peso massimo autorizzato
        - del veicolo trattore .                       ^
2.2.2.3    Qualsiasi rimorchio delle categorie Ò3 e Ó4 dev' essere
        . munito di un dispositivo - di frenatura , di servizio del
         . tipo continuo , o semi-continuo.                ;
2.2.2.4    II dispositivo di frenatura "di servizio,. ìeve agire su
           tutte le ruote del rimorchio . :
2.2.2.5    L' azione del dispositivo di frenatura d'i servizio dev' es­
           sere opportunamente ripartita tra gli assi .
2.2.2.6    L' azione di qualsiasi dispositivo di frenatura dev' essere
           ripartita tra le ruote di uno stesso asse in maniera sim­
           metrica rispetto al piano longitudinale mediano del veico
           lo .
2.2.2.7    Le superfici frenate necessarie a raggiungere l' efficacia
           prescritta devono essere costantemente collegate con le
           ruote , rigidamente o mediante pezzi a prova di guasto .
2.2.2.8    L' usura dei freni deve poter essere facilmente compensata
           mediante registrazione manuale o automatica . Inoltre , il
           comando e gti. elementi della trasmissione e dei freni de­
           vono avere una riserva di corsa tale che , dopo riscalda­
           mento dei freni o dopo un certo grado dì usura delle guar
           nizioni , l' efficacia della frenatura sia garantita senza
           necessità di una registrazione immediata .
2.2.2.9    I dispositivi di frenatura debbono garantire l' arresto
           automatico del rimorchio in caso di rottura dell' attacco
           durante la marcia . Questo obbligo non si applica "tuttavia
           ai rimorchi mono-assiali di peso massimo non superiore
           ad 1,5 t , purché essi siano muniti , oltre che dell' attac­
           co principale , di un attacco secondario ( catena , cavo ,
           ecc .) che , in caso di rottura dell' attacco principale ,
           possa impedire al timone di toccare il suolo.
 ---pagebreak---                                 - 12 -
2.2.2.10   Su qualsiasi rimorchio che dev' essere munito di un dispo­
           sitivo di frenatura di servizio , la frenatura di staziona-
           mento deve parimenti essere ottenuta quando detto rimorchio
           è separato dal veicolo trattore . Il dispositivo che opera
           la frenatura di stazionamento deve poter essere azionato
           da una persona a terra 5 sui rimorchi destinati al traspor-
         . to di persone , questo freno deve tuttavia poter essere
           azionato dall' interno del rimorchio . Il termine " azionare "
           comprende anche l' azione di sbloccaggio .
2.2.2.11   Se sul rimorchio è applicato un dispositivo che permette
           di interrompere il funzionamento pneumatico del dispositi­
           vo di frenatura , tale dispositivo dev' essere concepito
           e realizzato in modo da dover necessariamente essere ri­
           portato nella posizione di riposo al più tardi quando il
           rimorchio è nuovamente alimentato con aria compressa .
 ---pagebreak---                                               - 1     -
                                    . ;     alitato ÌI               r
          PROVE DI " FRENATURA E' PRESTAZIONI DEI DISPOSITIVI DÌ FRENATURA
                   PROVE DI FRENATURA
 1.1               Considerazioni generali          ...
 1.1.1             L' efficienza prescritta per i dispositivi di frenatura si "basa
                   sullo spazio di frenatura . L' efficienza di un dispositivo di
                   frenatura è misurata sia in base allo spazio . di frenatura in
                   funzione della velocità iniziale , sia in funzione della misura
                   della decelerazione media di regime e della misura del tempo di
                   risposta come prescritta all' allegato III .
 1.1.2 .           Lo spazio di frenatura è la distanza coperta dal veicolo dal
                   momento in cui il conducente comincia ad. agire sul comando
                   sino al momento in cui il veicolo si ferina ; la velocità ini­
                   ziale è la velocità nel momento in cui il conducente comincia
                   ad agire sul comando del dispositivo . Nelle formule indicate
                   qui di seguito per misurare l 'eff ic.Ìè,la..ilsA_.-fi;0ni , i simboli
                   hanno i seguenti , significati         • ,. V ;     ... ■...– : >
                             V » Velocità iniziale espressa in km/h ,
                             S a Spazio di frenatura'' esprèsso" iri'metri .
 1,1*3 y. .. Per l' omologazi ohe' di qualsiasi véicolo.,1 'efficienza di fre­
                   natura dev"' essere misurata ali 'atto delle prove su strada ?
                   queste prove devono essere effettuate nelle seguenti condizio-
 .•       ,...
          %        ni . :                                                          .
.1.1.3.1 : il veicolo dev' essere , nelle condizioni,- di peso; indicate per
                   ciascun tipo di prova ;, tali condizioni' devono èssere indicate
                   nel verbale della prova ,     ■.     ;          ^       V . .
 1.1.3*2           la prova ' dev' essere effettista' alle : velocità prescritte per
      ■ '        " ogni tipo di controllò . Quando7 la' velocità massima del veico­
                   lo" è ì>er costruzione inferiore- a,i quella stabilita per una de­
               : . terminata prova ,, detta prova viene , effettuata . alla velocità
     . ,           massima del veicolo ,
 ---pagebreak---                                   _  0 _
1.1.3.3   durante le prove la forza da esercitare sul comando per ot­
          tenere 1 'efficacia prescritta non deve superare il valore
          massimo fissato per ciascuna categoria di veicoli ,
1.1.3.4   la strada deve avere una superficie che garantisca buone
          condizioni" d'i aderenza ,     '
1.1.3.5   le prove devono essere effettuate in condizioni di vento
          tali da non influenzare i risultati ,
1.1.3.6   all' inizio delle prove i pneumatici devono essere gonfiati
          a freddo , alla pressione prescritta per il carico effetti­
          vamente gravante sulle ruote -in condizioni statiche ,
1.1.3.7   l' efficienza prescritta deve essere ottenuta senza bloccag­
          gio delle ruote , senza che il veicolo devii dalla traiet-
          toria e senza anormali vibrazioni .
1.1.4     Comportamento del veicolo durante la frenatura
1.1.4.1   Durante le prove di frenatura , specialmente quelle effettua­
          te a forte velocità , si dovrà verificare il comportamento
          generale del veicolo .
1.2       Prova di tipo 0
          ( Prova ordinaria dell' efficienza a freni freddi )
1.2.1     Considerazioni generali
1.2.1.1   I freni devono essere a freddo ; un freno è considerato fred­
          do quando la sua temperatura , misurata sul cerchio oppure
          all' esterno del tamburo , è inferiore a 100° C.
1.2.1.2   La prova deve essere effettuata nelle seguenti condizioni s
1.2.1.2.1 il veicolo deve essere carico e la ripartizione del suo peso
          sugli assi deve essere quella dichiarata dal costruttore .
          Qualora siano previste varie disposizioni del carico sugli
          assi ,. la ripartizione del carico massimo tra gli assi stes­
          si dovrà essere tale che il carico su ciascun asse sia pro­
          porzionale al peso massimo rispettivamente ammesso ,
1.2.1.2.2 per i veicoli a motore , ogni prova dev' essere ripetuta a
          veicolo scarico , con a bordo il solo conducente ed eventual­
          mente una persona aeduta , se possibile sul sedile anteriore ,
          ed incaricata di seguire i risultati della prova ,
 ---pagebreak---                                                 - 3 -
1.2 . 1*2 .3     i limiti pre&o-ritti-- per-l l ef-fieienza- :minim3-nelle prove
   •         ! a vuoto , o nelle prove a icario ci sonò Quelli ..irfdi^ti qui
             [ di . seguito per ciascuna categoria di vaieóli-, j 1 j
                                                          1         ^
1.2.1.2.4        la strada . deve . .essere, pianeggiante .                  .       j
1.2.2
    >
                 Prova dél tipo 0        oon mpt oç©> dijs innastat o
1.21.2.1         La prova deve, essere effettuata alla velocità indicata
                 per ciascuna categoria di veicoli | è ammessa una >p erta
                 tolleranza per le cifre date ai questo proposito. jDeve
                 essere raggiuntaci 'efficiènza minima prescritta per
                 ciascuna categoria .                                                 !
1.2 !.3          Prova del tipo 0 con motore, innestato
1.2.3.1          Indipendentemente dalle prove prescritte al puntd 1.2.2 ,
                 sono effettuate anche prove a Avarie velopità con inotore
                 innestato , la più; bassa di queste velocità sarà pari al
                 30$ della yelooi.tft. maB8Ìm£jì??l y?*cPl?, .£ la ..più...alta allo
                 80$. Le ^misure dell' efficienza misurata nonché i^ compor­
                 tamento £el veicolo sono indicate nel verbale di j>rova .
1.3 .            Prova dei tipo I -
              ! ( Prova della perdita di efficienza dovuta al calore )
                                                          ι                           ·
1.3.1     •      Con ripetutê' "frenatè""f è'ttaieifé"sîty.,.–-..,,....–
1.3.1.1          I freni di servizio dfet veicoli ^éllè catégòriè'k^, M2 »
               ■ M3 ,- Ni ,/ ftp , ^ sono, sottoposti: ad ,uh::nuniero di frenate
                 successive , a veicolo carico , secondo JLe-, modalità indica­
                 te nella tabella seguentè :                    1 "1           4
                                    .' .  c /.-t    » : y
                                                             si V-'      a; f • "I :
 ---pagebreak---                                   - 4 -
                    M oda-         V1          V2 '          t    η
        tegoria \. •^         .   kic/h       km/h     sec.
        di veicoli^\.
                 M.           t 80 % V max
                              i       120
                                             i/2 Vi |I
                                                        45 "      15
                                                     I
          -      M.             80 f0 V max    ti
                                                        55 "      15
                                      100
                                QO % Y max     m
                                                        60 "      20
                  3
                                -c-r 60
                                80 % V max     II
                                                        55 "      15
                 "i                   120
                                80 % V max     h        60"       20
                 N2             -=r- 60
                                80 f0 Y max    tf
                                                        60 " .    20
                 "3
                                 ^ 60
        dove 1 simboli significano s
            V.^ = Velocità iniziale , all' inizio della frenatura
                » Velocità al termine della frenatura
        V max = Velocità massima del veicolo
              n = Numero di frenate
              t a Durata del ciclo di frenatura , tempo intercorrente
                  tra l' inizio di una frenata e l' inizio della succes­
                  siva .
1.3.1.2 Se le caratteristiche del veicolo non permettono di rispet­
        tare la durata prescritta per S\ t , si potrà aumentare tale
        durata ; si dovrà in ogni caso disporre , oltre al tempo ne­
        cessario per la frenatura e l' accelerazione del veicolo , di
        10 secondi per ciclo per ciascun raggiungere la velocità V^.
 ---pagebreak--- Per queste prove , la forza - esercitata - sul comafìdo dev' es­
sere graduata in modo : da raggiungere y. ài momento della
prima frenata * una dec^leraziona . media di' 3m/sec2 } questa
forza' deve rimanere qòs tante ih: tutte . le frenate successi­
ve *                   :         '• ;             ■■■      > ;  r                       ì:\-      vi.;'
          .     . :      · .     >    4   ·ι                              η· :          ·' . ι - ϊ: . υ'·
Durante, le frenate il - motore dovrà rimanere innestato nel
rapporto di trasmissione più : altói ( escludendo ! surmoltipli-
cazione , " overdrive " , ecc .).
Durante la ripresa dopo una frenata ; " il cambio di veloci -,
tà dovrà essere utilizzato . in mpdo dg, raggiungere la velo­
cità Vi ' nel minor tempo possibile " ( accelerazione massima
permessa dal  •
                  motore
                      r          *
                                         e dal 1
                                                       cambio
                                                     • ■•*
                                                                          di velocità).
                                                                  14 i ■ ' i',        i           v
                                                                                                          r -
                                                                                                          * * •«
· _,     · ··     .· ; ' ·   ^     ν ^ >»     ·1'· IV             \       Λ
Con frenatila continua .
I freni di servizio dei rimoròhi dellé . Categorie O3 e O4
sono sottóppsti alle prove in m od ,o che , a yeipòlo carico ,
l' assorbimento di energia ai' frèni1 cOrrispònda a quella
che si produce nello " stesse tempo su un veicolò carico
mantenuto àd una velocità^ costante 'di '40 ^/h su una pen-
denmdiscendente del Tfo' @ su' un' percorso eli 1,7 km »
La prova può essere effettuata su un percorso piano col
rimorchio trainato dà un veicolò a* tootòrè ;" durante la 'prò^
và la forza"' sul comando 1 deve essere' tale àa : mantenere
costante la resistenza dèi ■. rifflorchitì ( ifo d'&X peso del
rimorchio ) . So~ la' ppténàa delira" ìnbtripé 1 è i&stiff iciente ,
là prova può esserè èffè ttuat'à ad' una VeìotitS, inferiore
su una distanza ih proporli oné più : lunga" cOmè1 segue :
                               I         Velocità                             Distanza              I
                               I         ( in km/h )                I          ( in m )
                                    >          40        :             ■ -{ 1700- 0 ;- W.J
                                      :                               ; : ; : ;ipo'j'T ]
                                    ■ ■>     : 20>          . -       >       .; 2500           ;
                                               ^                :                31Ô0
 ---pagebreak--- Efficienza residua
Al termine della prova del tipo I ( prova descritta al punto
1.3.1 o prova descritta al punto 1.3.2 del presente allega­
to) , si misurerà nelle condizioni della prova del tipo 0
con motore disinnestato ( ma le condizioni di temperatura
possono essere diverse ) l' efficienza residua del disposi­
tivo di frenatura di servizio ; questa effiaienza residua
non dev' essere inferiore all' 8C$ di quella prescritta per
la categoria in questione , nè al èOfo del valore constatato
al momento della prova del tipo 0 con motore disinnestato .
Prova del tipo II
( Prova di comportamento del veicolo su lunghe discese )
I veicoli carichi sono sottoposti alle prove in modo che
l' assorbimento di energia sia equivalente a quello che si
produce nello stesso tempo per un veicolo carico guidato
ad una velocità media di 30 km/h su un percorso di 6 km
in discesa con pendenza del 6% con il rapporto di trasmis­
sione più adatto ( se trattasi di un veicolo a motore ) ed
utilizzando il dispositivo rallentatore , se il veicolo ne
è provvisto . Il rapporto di trasmissione da utilizzare
dev' essere scelto in modo che il regime di rotazione del
motore non superi il valore massimo prescritto dal costrut­
tore .
Per i veicoli in cui l' energia è assorbita dall' azione di
frenatura del solo motore* sarà ammessa una tolleranza di
+ 5 km/h sulla velocità media e sarà utilizzato il rappor­
to di trasmissione che permette di ottenere la stabilizza-
zione della velocità sul valore che maggiormente si awi^
cina ai 30 km/h , su una pendenza del 6$ . Se l' efficienza
dell' azione di frenatura del solo motore è determinata con
una misura della decelerazione , basta che la decelerazione
media misurata sia di almeno 0,5 m/sec2 .
Al termine della prova/si misurerà nelle condizioni della
prova del tipo 0 con motore disinnestato ( ma in condizioni
di temperatura evidentemente diverse ) l' efficienza resi­
dua del dispositivo di frenatura di servizio ; tale effi­
cienza residua non dev' essere inferiore al 75^ di quella
prescritta per la categoria in questione , nè al 60$ del
valore constatato al momento della prova del tipo 0 con
motore disinnestato .
 ---pagebreak---   Prova dei tipo II bis
  (prova per i veicoli delle categorie Mg e                circolanti
   in zone montagnose )
  I veicoli carichi saranno sottoposti alie ; prove in mctìo
  che 1 'a&sorbimento di energia Sia equivalènte a quello che
  si' produce ne Uff stésso-tempo' pbT'iin-'veicolcr -carixjo guidato ;
  alla velocità media dj. 30 km/h; su un . percórso- di 6 km; in
  discesa con pendenza del 7% . Durante la piova non debbono
- essere utilizzati dispositivi jdi-- frenatura, di servizijo ,
  di soccorso e di stazionamento . Il rapporto di trasmijssione
  dev' essere scelto in modo ,c.her il regipiè di-iotàzion^jdel '
  motore non superi il valore massimo prescritto dal costrut­
  tore .                i      .....                 i                :• ì
    -       ;           ;          ■"                1               "■]
  Per- j veicoli 'in cui l'energia tè assorbita ; unicamente jdallà
«azione di- frerìatTir^ del aòtore , sarat' arameèwa -•uaa^-tolisranza
  di + 5 km/h sulla velocità media e sarà utilizzato il rap­
  porto di trasmissione che permette di ottenere la stabiliz-
  zazione della velocità al valore che maggiormente si avvi­
  cina ai 30 km/h , su una pendenza . del Tfo .. Se 1 ! efficienza
  dell' azione di frenatura del motore viene determinata con
  una misura della decelerazione,' basta che là decelerazione
  media misurata - sia .almeno di 0,6 ,m/sec2 *.^ :       . . . » ::
  PRESTAZIONI DEI DISPOSITIVI DI FRENATURA
  Veicoli delle oategorie M ed N ^              x ;j ?• •                  -• '
  Dispositivi di frenatura di- servizio i          fi       -r. •        1-^.1
                                           ï' .„:    ~r-j       . 'i
  Prescrizioni concernenti le VTOVê
                     i                                       r- c
  I freni di servizio dei veicoli delle categorie                       M2 ,
  M-j , N^, Ng , N3 sono sottoposti alle prove secondo le moda­
  lità riprese nella seguente tabella :
 ---pagebreak---                                          - 8 -
               M            M
                              2           M3     i   Kl         H2           "3
  Tipo
di prova      0 - I      i o - I     0 - I - II     0 - I      0 - I     0 - I - II
    V       80 km/h        60 km/h     60 km/h     70 km/h    50 km/h      40 km/h !
                                                                       I
    S     <0,1 v+v£j ^"0,15 v+v2                            0,15 v+v2
                    15C               130                          115
                        i
   dm    I 5 >8 m/sec2           5 m/sec2       '           4,4 m/sec2
    f        *C 50 kg       ^ 7° kgi ^70 kg         ^. 70 kg -^ 70 kg      ^ 70 kg
          dove i simboli significano :
           V =s Velocità di prova
           S a Spazio di frenatura
          dm = decelerazione media della frenatura in regime
           f =» forza esercitata sul comando a pedale
   2.1.2        Disposit ivi di frenatura di soccorso
   2.1.2.1     Pur se il dispositivo che lo mette in azione serve anche ad
               altre funzioni di frenatura , la frenatura di soccorso deve
               dare uno spazio di frenatura al massimo uguale al primo ter­
               mine più il doppio del secondo termine del binomio che indi­
               ca , per la categoria in questione , lo spazio di frenatura di
               servizio .
 ---pagebreak---                                          - 9 -
2.1.2.2          Se il freno di soccorso è azionato a mano 7I 'efficienza
                 prescritta si deve ottenere esercitando sul comando una
                 forza che non superi 40 kg per i veicoli dèi^La categoria
                     e 60 kg per gli altri veicoli }, il comandò dev' essere si­
                 stemato in modo da poter essere facilmente e rapidamente
              • azionato dal conducente . '                      .  "
2.1.2.3          Se il freno di soccorso è azionato a pedale , l' efficienza
                 prescritta dev' essere ottenuta esercitando " sul comando una
                 forza che non superi 50 kg per i vèicoli della categoria
                    , e 70 kg per gli altri veicoli ; il comando dev' essere -
                 sistemato in modo da poter essere facilmente e rapidamente
                 azionato dal conducente .                .
2.1.2.4          L' efficienza della frenatura di soccorso sarà controllata
                 mediante la prova del tipo 0 ;
2,1.3        ■ Dispositiv i di frena tura di stazioname nto :
2.1.3.1          Anche se conglobato con uno degli altri dispositivi di fre­
                 natura , il dispositivo di frenatura di stazionamento deve
                 poter mantenere il veicolo càrico immobile, su una salita o
                 discesa con pendenza del 16% .
211.3.2          Sui veicoli cui può essere agganciato uh rimorchio , il di­
                 spositivo di frenatura di stazionamento del veicolo tratto­
                 re deve poter mantenere immobile il complesso su una penden-
      .        . za del 12$ . .     .                                                  ■ ■
2.1.3Ì3 ■ ■ - Se - il comandò- è a mano , la forza Su' di èssò Esercitata non
           •     deve superare 40 kg per i veicoli della categoria           e 60 kg
                 per tutti glia ltri veicoli .
2;~li3*4       ' Se il comando è à pedale , la forza l 'esercitata su quest' ulti­
                 mo non deve superare 50 kg per i veicoli dèlia categoria
                 e 70 kg per tutti gli altri veicoli . ;    ; ■.         1 \ . 1 . . . '•
2.1.3.5          Si può -ammettere un dispositivo di frenatura di stazionamen-
                 to che debba essere azionato più volte prima di raggiungere
                ;1 'efficienza prescritta .                          :.i \i.fc .i . .... i!
                                ■      '  /  .. ■       \
2.2              Veicoli della categoria 0                         * "
2.2.1            Dispos itivi di frenatura di servizio
2.2.1.1          Prescrizione concernente le prove dei veicoli della catego«f
                 ria Op
2.2.1.1.1        Qualora la presenza di un dispositivo di frenatura di ser­
                 vizio sia obbligatoria , la sua efficienza deve rispondere
                 alle prescrizioni indicate per la categoria Op .
 ---pagebreak---                                          - 10 -
2.2.1.2            Prescrizioni concernenti le prove dei veicoli della cate­
                   goria 0^.
2.2.1.2.1          Quando il dispositivo di frenatura di servizio del rimor­
                   chio è del tipo continuo o semi-continuo , la somma delle
                   forze esercitate alla periferia delle ruote frenate deve
                   essere almeno pari al 45 del peso massimo sopportato
                   dalle ruote in condizioni statiche .
2.2.1.2.2          Quando il dispositivo di frenatura è del tipo ad inerzia ,
                   esso deve rispondere alle seguenti condizioni :
2 . 2 . 1.2 -. 2.1 se il rimorchio esercita sul proprio attacco una spinta
                   non superiore al 6% della somma dei carichi massimi sugli
                   assi del rimorchio stesso , la somma delle forze agenti
                   alla periferia delle ruote dev' essere almeno pari al 45$
                   del peso massimo sopportato dalle ruote stesse ,
2.2.1.2.2.2        in nessun caso il freno ad inerzia deve entrare in azione
                   sotto l' effetto delle deboli decelerazioni che si riscon­
                   trano nella normale condotta del veicolo senza l' impiego
                   del dispositivo di frenatura di servizio .
2.2.1.3            Prescrizioni concernenti le prove dei veicoli della cate­
                   goria 0y
2.2.1.3.1          Si applicano le prescrizioni già formulate per . la catego­
                   ria C>2 ; inoltre , i veicoli devono superare la prova del
                   tipo I.
2.2.1 . 3»2        Per le prove del tipo I di un semi-rimorchio , il peso fre­
                   nato dai suoi assi deve corrispondere al carico sull' asse
                   (o sugli assi ) del semi-rimorchio a pieno carico .
2.2.1.4            Prescrizioni concernenti le prove dei veicoli della cate­
                   goria 0^.
2.2.1.4.1          Si applicano le prescrizioni già formulate per la catego­
                   ria C>2 ; inoltre i veicoli devono superare le prove dei
                   tipi I e II .
2.2.1.4.2          Per le prove dei tipi I e II di un semi-rimorchio , il
                   peso frenato dai suoi assi deve corrispondere al carico
                   sull' asse (o sugli assi ) del semi-rimorchio a pieno cari­
                   co .
 ---pagebreak---                               - 11 -
2.2.2   Di spos itivi di frenatura di stazionamento
2.2.2.1 Il freno di stazionamento di cui è munito il rimorchio
        deve poter mantenere immobile il rimorchio o il semi­
        rimorchio a pieno carico e isolato dal veicolo trattore
        su ima pendenza del 16$ in salita o in discesa . La forza
        esercitata sul comando non deve superare 60 kg.
2.3     Tempo di risposta
        Su qualsiasi veicolo in cui il dispositivo di frenatura
        di servizio ricorre totalmente o parzialmente ad una sor­
        gente d' energia diversa dalla forza muscolare del condu­
        cente , si deve osservare la seguente condizione s
2.3.1   in caso di manovra urgente , il tempo che intercorre tra
        l' inizio di azionamento del comando ed il momento in cui
        la forza frenante sull' asse più ritardato raggiunge il
        valore corrispondente all' efficienza prescritta non deve
        superare 0,6 secondi .
 ---pagebreak---                                     - 1 -
                                   ALLEGATO III    .  , ..     .
           METODO Di MISURA DEL ' TEMPO DI RISPOSTA PSR : I VEICOLI
              ^ MUNITI DI DISPOSITIVI DI FRENATURA PNEUMATICA
1     PRESCRIZIONI GENERALI    .                          ■ :"
1.1   II tempo di aumento di pressione ^ misurato come detto qui sotto nei
      cilindri del freno dell' asse più ritardato di un veicolo a motore o di
      un complesso , non dovrà superare 0,6 secondi .
1.2   Durante i collaudi , la corsa dei cilindri . dei freni dei diversi assi
      dev' esseré'qùéllà che corrisponde alla più esatta registrazione dei
      freni .
1.3 Le sotto indicate norme di prova sono valide nel caso di complessi
      standard per i .quali la pressione massima nella conduttura di alimenta­
      zione varia tra 6 ed 8 bar e la pressione massima nella conduttura di
      comando è dell' ordine di 6,5 bar.       ,
1.4 Valori diversi di pressione, potranno essere utilizzati nel caso di ele­
      menti concepiti per altre pressioni massime a livello delle teste di
      accoppiamento . In questo caso occorrerà, inserire apposito cenno nel
      Verbale di prova e dovrà essere apposta sui veicoli una targhetta , chia­
      ramente visibile quando si provvede agli accoppiamenti , che. rechi le
      pressioni massime e minime di funzionamento .              /
2     VEICOLI A MOTORE                           '           ^     "
2.'Ì" La pressione nèl serbatoio o nei serbatoi dev' essere mantenuta al rai­
    • nino valore dal 'sistema di regolazione dei veicolo , , .
2.2   II pedale di comando sarà azionato a fondo in un tempo compreso fra
      0,15 e 0,20 secondi .
2.3 II tempo che passa tra l' inizio dell' azione sul pedale di comando e il
      momento in cui la pressione dei cilindri e dei freni dell' asse più
      ritardato raggiunge il 75% del suo valore asintotico non deve superare
      0,6 secondi .
                                                                     • • •/ • • •
 ---pagebreak--- 2.4  Se il veicolo e munito di .im . collegamento pneumatico a due condutture
     per la frenatura di un rimorchio , il tempo t .che passa tra l' inizio
     dell' azione sul^pedale .di_.comando od il- momento in cui là pressione pm
     misurata alla testa dell' accoppiamento della conduttura del freno di­
     retta raggiunge ■ 1J 2$ del* suo" valore asintotico non dovrà superare i
     valori che figurano nella seguente tabella :.            _
                             x tø)  .    I    t ( secondi ) |
                          10                        0,2
                          75                        0,4
     Nota : Le succitate misurazioni della pressione pm         alla testa dell' ac-
     coppiamento"devono      essere effettuate immediatamente a valle del dispo-
     sitivio di accoppiamento ( dispositivo completo ).
3    RIMORCHI 0 SEMIRIMORCHI
3.1 La pressione pH nella conduttura di alimentazione dovrà essere di 6,5 bar .
     La pressione nel serbatoio o nei serbatoi dovrà essere quella corri­
     spondente ad un valore di pR pari a 6,5 bar nella conduttura di alimen­
     tazione .
3-2  La conduttura di comando sarà . collegata con un simulatore che rappre­
     senta l' impianto di comando di un veicolo trattore che abbia le seguen­
     ti caratteristiche :
3.2.1 il simulatore sarà corredato di un serbatoio di 30 1 riempito alla
     pressione di 6,5 bar . Il valore asintotico pm della pressione nella
     conduttura di comando dev' essere pari ad almeno 6 bar ;
 ---pagebreak---                                    - 3 -
3.2.2 II tempo necessario affinché la pressione pi! salga dal valore lCffo
      di pM al valore      di pi! deve essere pari a 0,2 secondi. Fra questi
      due valori , la pressione dovrà aumentare in funzione del tempo in mo­
      do approssimativamente lineare .
3.3   II tempo che passa tra il momento in cui la pressione fornita nella
      conduttura di comando dal simulatore raggiunge il valore del 10$ pM
      ed il momento in cui la pressione nei cilindri dei freni dell' asse
      più ritardato raggiunge il 75Ì° del suo valore asintotico non deve
      superare 0,4 secondi . Il simulatore di cui al punto 3.2 deve essere
      collegato con l' attrezzatura del rimorchio immediatamente a monte del­
      la testa di accoppiamento ( dispositivo completo ) della conduttura di
      comando .
                                                                      • •/ • • •
 ---pagebreak---                                      - 1 -
                                  ALLEGATO IV •      ;      :
             ... ... ,        SERBATOI DI ENERGIA      r
1        PRESCRIZIONI GENERALI          r-   i                   -
1.1      I veicoli nei quali i dispositivi , di;_;ffrenatura . fj^zì.pjaano mediante
         uso di aria compressa oppure a depressione devono esser muniti di
         serbatoi conformi dal punto di vista della capacità , alle prescrizio­
         ni dei seguenti punti 2 e 3 .     !
1.2      Ove il dispositivo sia tale da realizzare , in assenza di qualsiasi
         riserva di energia, una capacità di' frenatura pari almeno al 75$
         dell' efficacia prescritta, là capacità dei serbatoi non sarà discipli-
      ^ nata da prescrizioni speciali ,.        . . ..
1.3      Per la verifica; delle prescrizioni di cui ai seguenti punti 2 e 3 » la
         corsa dei differenti cilindri dèi freni dev' essere quella corrispon-
       , dente alla più esatta registrazione dei freni .
2        VEICOLI A MOTORE             ■
2.1      I serbatoi dei veicoli a motore - devono' e sseré tali che dopo il com­
         pimento di una prova nel corso della quale il comando del freno di
         servizio sia stato azionato a fondo x volte , il livello della riser­
         va di energia (pressione relativa nell' ipotesi di sistemi ad aria
         compressa, depressione per i dispositivi a depressione ) non scenda
         al di sotto della metà della pressione iniziale . Il valore di x è pa­
         ri a 8 nel caso di un sistema ad aria compressa, ed a 4 in un siste­
         ma a depressione .
2.2      Nel corso della prova , devono essere rispettate le seguenti condi­
         zioni :
2.2.1    la pressione o la depressione nei serbatoi deve essere pari al valore
         nominale ;
2.2.2    la sorgente di energia sarà interrotta j
2.2.3    Se è prescritto di agganciare al veicolo un rimorchio od un semiri*-
         morchio frenato il cui freno di servizio impieghi l' aria compressa
         e sia dotato di un collegamento del tipo a duo condutture , la condut­
         tura automatica verrà ostruita ed alla conduttura diretta del freno
         verrà raccordata una capacità di 0,5 litri . Prima di ogni frenata,
         la pressione in detta capacità deve essere annullata.
                                                                              • •/ * • •
 ---pagebreak--- 3       RIMORCHI E SEMIRIMORCHI
3.1     I serbatoi di cui sono dotati i rimorchi ed i semirimorchi avranno
        un volume almeno pari ad n volte il volume complessivo della capa­
        cità disposta a valle dei serbatoi ( condotte , cilindri e vasi a
        diaframma , apparecchi vari       ).
3.2     Dispo sitivi ad aria c ompre ssa
3.2.1   collegamento ad una condotta : n = 16
3.2.2   collegamento a due condotte : n = 15
3.3     Dispositivi a de pres sione
3.3.1   collegamento ad una condotta;
3.3.1.1 i freni del rimorchio entrano in azione quando la condotta di colle­
        gamento ha raggiunto la pressione atmosferica . Non si richiede un
        serbatoio sul rimorchio .
3.3*1.2 i freni del rimorchio entrano in azione quando la condotta di colle­
        gamento è in depressione : n = 4
3.3.2   collegamento a due condotte : n = 4
                                                                     * • • I • • •
 ---pagebreak---                                       - 1 -
                                      ALLEGATO V -  .
                         FFM'*OÓLÌX¥FR3NI A SCATTO .
. 1       PRESCRIZIONI SPECIALI PER I FRENI A MOLLA
        ; i veicoli muniti; di dispositivi di frenatura che utilizzano freni a
          molla sono soggetti , oltre che alle disposizioni precedenti , alle
    - ; seguenti prescrizioni, supplementari : ;             ^ :r
  1.1     deve esistere un sistema ausiliare di sblocco delle molle per il caso
          di funzionamento casuale di queste ultime ;
  1.2     il dispositivo di frenatura dev' essere concepito in modo che una lieve
          fuga sul circuito di alimentazione della camera di compressione delle
          molle non rischi di causare un funzionamento intempestivo delle molle*
          Peri veicoli a motore , una disposizione soddisfacente consiste nell' in­
          serire in questo circuito un serbatoio cuscinetto collegato in perma­
          nenza con i cilindri a molla, in modo che la separazione possa aver
          luogo unicamente per mezzo del comando di funzionamento dei cilindri
          a molla :
  1.3     il dispositivo di frenatura dov' essere munito di un dispositivo di al­
          larme ottico oppure acustico che permette di segnalare al conducente
          qualsiasi anormale caduta di pressione nel serbatoio cuscinetto . Questo
          dispositivo di allarme deve entrare in azione quando la pressione si
          avvicina al livello corrispondente all' inizio dell' entrata in funzione
          dei freni ;
  1.4     quando dei cilindri per freni a molla sono installati su un veicolo
          autorizzato a trainare un rimorchio , l' intempestivo funzionamento dei
          cilindri a molla deve causare automaticamente l' azionamento dei freni
          del veicolo rimorchiato , oppure il freno a molla deve essere munito
          di un dispositivo di blocco che impedisca l' azionamento involontario
          del freno ;
  1.5     ® proibito installare sul circuito di alimentazione della camera di
          compressione delle molle una valvola che provochi la completa disten-»
          sione delle molle in caso di r/bbas samento della pressione in questo cir­
          cuito .
                                                                          • • •/ • • •
 ---pagebreak--- 2     PRESCRIZIONE SPECIALE PER- I FRENI A SCATTO
      I veicoli muniti di . dispositivi di frenatùra che utilizzano freni a
      scatto sono soggetti , oltre che alle disposizioni precedenti , alla
      seguente prescrizione supplementare :
2.1   il dispositivo di frenatura dev' essere munito di un dispositivo di al­
      larme ottico oppure acustico che permetta di segnalare al conducente
      qualsiasi anormale caduta di pressione nella camera di compressione di
      ciascun freno a scatto . Detto dispositivo di allarme deve entrare in
    . azione quando la pressione si avvicina al livello corrispondente all' ini­
      zio dell' entrata in funzione dei freni .
                                O           0
                                             *
 ---pagebreak---                         Proposta di una
                    DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI IN
    MATERIA DI ACCESSI ED USCITE (PORTE, PREDELLINI , ECC.)
                     DEI VEICOLI A MOTORE
            (presentata dalla Commissione al Consiglio )
 ---pagebreak---                                    NOTA INTRODUTTIVA
          Nel quadro della procedura di omologazione di portata comunitaria , che
è stata oggetto di una proposta di direttiva della Commissione trasmessa al
Consiglio; in dàta 1<S luglio I968 ( l ), si iscrive tutta una serie di diretti­
ve speciali-che fissano le prescrizioni tecniche ed i ìtietodi di" 'controllo ai
quali sono. sottòposti "i ' veicoli a motore ed i loro rimorchi quando viene ri­
chiesta 1.? omologazione . Tra l' altro , tali prescrizioni concernono gli accessi
e le uscite ( porte , predellini , eco .) dei veicoli a motore.    •.     1
          Il campo di applicazióne è esteso a tutte le categorie . di veicoli-che
abbiano almeno quattro ruote e la cui velocità massica .percostruzioné supe­
ri i 25 km/h (art., l ). .             *                                 .
        . L' articolo 2 integra nella procedura di omologazione CEE le prescrizio­
ni relative alle porte .
     :    Esso si inquadra anche nella prospettiva dell' armonizzazione opzionale ,
nel -senso che le prescrizioni comunitarie fissate nell' allegato della diret­
tiva dovranno avere lo stesso valore delle prescrizioni nazionali . Uno Stato
membro non potrà quindi rifiutare , ad esempio , l' omologazione di portata nazio­
nale di un veicolo per il motivo che i suoi elementi e caratteristiche , disci­
plinati dalla direttiva speciale , non sarebbero conformi alle prescrizioni
nazionali mentre risponderebbero alle prescrizioni comunitarie .
          Il termine per la messa in vigore della direttiva è fissato a 18 mesi
con decorrenza dalla sua notifica , al fine di permettere agli Stati membri ed
agli interessati diconformarvisi (articolo 3 » paragrafo l ).
                                                                       ♦ • •/•••
( 1 ) Cfr. COM ( 68 ) 529 dell '11 luglio I968
       G.U« n» C 125 del 28 novembre 1968»
 ---pagebreak---                                       - II -
        La Commissione deve essere informata , entro termine ragionevole , di
qualsiasi progetto di disposizioni elaborato dagli Stati membri nel campo
considerato dalla presente direttiva ; detta informazione dovrà permettere
alla Commissione di formulare eventuali rilievi al suddetto progetto
( art . 3 , comma 2 ), . .
        L' articolo 4 si inquadra nella prospettiva della soluzione di armoniz­
zazione opzionale a norma della quale le prescrizioni nazionali rimangono in
vigore parallelamente alle disposizioni comunitarie . Affinché i costruttori
non si vedano imporre bruscamente l' abbandono delle loro pratiche tradizio­
nali senza disporre del necessario periodo di adattamento , la coesistenza di
questi due regimi è obbligatoria per i tre anni successivi dalla pubblicazio­
ne della direttiva. Soltanto dopo tale termine lo Stato membro ha facoltà
di lasciare in vigore le sole disposizioni comunitarie .
 ---pagebreak---             PROPOSTA DI DIRETTIVA PER IL RAVVICINAMENTO PELLE LEGISLAZIONI
                    DEGLI STATI MEMBRI IN MATERIA DI ACCESSI ED USCITE
                      ( PORTE. PREDELLINI . ECC .) DEI VEICOLI A MOTORE
    IL CONSIGLIO 'DELLE COMUNITÀ' EUROPEE, 1               v' r
    Viste le disposizioni del Trattato che istituisce la Comunità Economica Euro­
    pea , particolarmente l' articolo -100 ;      -
    Vista la direttiva                 del Consigliò concernente il ravvicinamento delle
    legislazioni degli Stati membri relative all' omologazione dei veicoli a moto­
    re e dei loro rimorchi ( l );
    Vista la proposta della Commissione ;
    Visto il parere del Parlamento Europeo }
    Visto il parere del Comitato Economico e Sociale ;
    Considerando che le prescrizioni tecniche alle quali devono essere conformi
    i veicoli a motore a norma delle legislazioni nazionali , concernono tra l' al­
    tro gli accessi e le uscite dei veicoli a motore ;
- 'Considerando che tali prescrizioni differiscono da uno-Stato . membro all' altro ;
  ■ òhe ne risulta la necessità' di procedere alla . loro armonizzazione al : fine
    specialmente di permettere l' instaurazione , per : ogni tipo- di veicolo , della
    procedura di omologazione comunitaria che è stata oggetto , della direttiva in
    data
. HA EMANATO LA PRESENTE DIRETTIVA
    ( 1 ) COM ( 60 ) 529 def. dell 1 11 luglio 1968 ; G.U. n. C 125 del 28.11.1968.
 ---pagebreak---                                  Articolo 1
       Per veicolo ai sensi della presente direttiva si intende qualsiasi vei­
colo a motore circolante su strada , con o senza carrozzeria , avente almeno
quattro ruote ed una velocità massima superiore per . costruzione a 25 km/h.
                                 Articolo 2
Gli Stati membri non possono rifiutare l' omologazione CEE né
l' omologazione di portata nazionale di un veicolo per motivi inerenti agli
accessi ed alle uscite se questi rispondono alle prescrizioni stabilite nel­
l' allegato .
                                 Articolo 3
1.     Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni necessarie per con­
formarsi alla presente direttiva entro 18 mesi a decorrere dalla sua notifi­
ca , e ne informano immediatamente la Commissione .
2.     A decorrere dalla notifica della presente direttiva gli Stati membri
hanno cura inoltre di informare la Commissione , in tempo utile per consen­
tirle di presentare i suoi eventuali rilievi , in merito a qualsiasi ulterio­
re progetto di disposizioni essenziali di ordine legislativo , regolamentare
e amministrativo che essi intendono emanare nel campo disoiplinato dalla
presente direttiva .
                                 Articolo 4
       Gli Stati membri possono abrogare il regime vigente , lasciando sussi­
stere soltanto le disposizioni conformi alla presente direttiva , solamente
dopo tre anni a decorrere dalla pubblicazione di quest' ultima sulla Gazzetta
Ufficiale delle Comunità Europee .
                                 Articolo 5
       La presente direttiva è destinata agli Stati membri .
 ---pagebreak---             ALLEGATO ALLA PROPOSTA DI DIRETTIVA PER IL RAVVICINAMENTO
         DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI IN MATERIA DI ACCESSI ED
          - -, USCITE ( PORTE , PREDELLINI'* ECC .) DEI VEICOLI À MOTORE ' •
1 . OSSERVAZIONI GENERALI
1.1      i veicoli devono essere concepiti . in modo . da garantire la massima si­
         curezza nel salire e nello scendere ;                       s          -
1.2    - le entrate e le uscite devono poter essere usate' comodamente e non
         presentare pericoli ;                •     ' • - '             .: :^ :
1.3      i predellini devono essere antisdrucciolevoli ;                   ; ; '         "s
1.4      le porte ed i loro dispositivi dì chiusura devono essere tali da non
         provocare rumori molesti all' atto della chiusura ;
1.5      i dispositivi per la chiusura delle porte devono esser tali da rendere
         impossibile l' apertura involontaria delle porte stesse ;
2 . NORME DI COSTRUZIONE E DI MONTAGGIO
2.1      Predellini
2.1.1 il predellino ( il predellino inferiore , quando ve ne sono più di uno )
        non deve trovarsi ad altezza dal suolo superiore ai 650 mm ;
2.1.2 non sono ammessi come predellini i mozzi ed i cerchioni delle ruote .
2.2 .    Dispositivi di chiusura
         Si applicano le prescrizioni tecniche contenute nel Regolamento n. 11 ( l )
        "'Prescrizioni uniformi relative all' omologazione dei veicoli per quanto
         concerne la resistenza delle serrature e delle cerniere delle porte",
         allegato all' Accordo delle Nazioni .Unite ( Commissione Economica per
         l' Europa) redatto a Ginevra il 20 marzo 1958 , concernente la
                                                                               • • • /• • •
( l ) Numero provvisorio .
 ---pagebreak---                                      - 2 -
      definizione delle condizioni ,.uniformi - di- omologazione ed il reciproco
      riconoscimento dell' omologazione delle attrezzature e degli elementi
      dei veicoli a motore .
2.3   Cerniere
2.3.1 Le cerniere delle porte laterali girevoli , ad eccezione delle porte a
      libro , applicate ai lati dei veicoli devono essere fissate verso 1 'avan­
      ti nel senso di marcia . Nel caso di portiere a due battenti , la presen­
      te prescrizione vale per il battente che si apre per primo : l' altro
      battente deve poter esser bloccato indipendentemente dal primo .
2«3«2 Si applicano inoltre le prescrizioni tecniche del Regolamento citato
      al precedente punto 2.2 .