CELEX: 52000PC0331
Language: it
Date: 2000-05-30
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 85/611/CEE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) al fine di regolamentare le società di gestione ed i prospetti semplificati - (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

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52000PC0331

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 85/611/CEE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) al fine di regolamentare le società di gestione ed i prospetti semplificati - (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2000/0331 def. - COD 98/0242 */  

Gazzetta ufficiale n. C 311 E del 31/10/2000 pag. 0273 - 0301

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 85/611/CEE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) al fine di regolamentare le società di gestione ed i prospetti semplificati (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)RELAZIONE1. Sintesi del procedimento legislativoIl 17 luglio 1998 la Commissione ha presentato - affinché venisse adottata con procedura di codecisione ai sensi dell'articolo 251 del trattato che istituisce la Comunità europea - una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 85/611/CEE [1] concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) al fine di regolamentare le società di gestione ed i prospetti semplificati [2] COM(1998) 451 def. - 98/0242(COD) .[1]  GU L 375, 31.12.1985, pag. 3.[2]  GU C 272, 01.09.1998, pag. 7.Il Comitato economico e sociale ha emesso il proprio parere nella 361a sessione plenaria (riunione dei giorni 24 e 25 febbraio 1999) [3]. La Banca centrale europea ha emesso il proprio parere in data 16 marzo 1999 [4], su richiesta del Consiglio.[3]  GU C 116, 28.04.1999, pag. 1.[4]  GU C 285, 07.10.1999, pag. 9.In data 17 febbraio 2000, il Parlamento europeo ha adottato 13 emendamenti in prima lettura [5] e la Commissione ha espresso la sua posizione su ciascuno di essi.[5]  A5-25/00, PE 288.702.Il gruppo di lavoro del Consiglio "servizi finanziari (OICVM)" ha tenuto varie riunioni sotto la presidenza austriaca durante la seconda metà del 1998 nonché, successivamente, sotto la presidenza tedesca, finlandese e portoghese.Alla luce dell'attività svolta dal Parlamento europeo e delle risultanze delle riunioni del gruppo di lavoro del Consiglio, la Commissione ha redatto una proposta modificata tenendo altresì conto delle deliberazioni del Comitato economico e sociale.I commenti relative alle modifiche si basano o sulla numerazione degli articoli contenuta nella direttiva 85/611/CEE o sulla nuova numerazione adottata nella proposta originaria della Commissione.2.  Commenti relativi alle modifichea) Cambiamenti principaliRequisiti patrimoniali iniziali e permanentiL'originaria proposta della Commissione mirava al conseguimento di due obiettivi: in primo luogo, evitare l'imposizione di inutili barriere all'accesso, con particolare riguardo ai requisiti patrimoniali iniziali; in secondo luogo, raggiungere un livello comune di vigilanza prudenziale per le nuove possibilità d'investimento (esclusi gli strumenti derivati trattati fuori borsa). L'inclusione dei derivati fuori borsa in quanto titoli ammissibili prevista dalla prima proposta modificata OICVM - COM(1998) 449 - presuppone tuttavia il riesame del problema dei requisiti patrimoniali permanenti che non erano stati definiti dalla proposta originaria.Relativamente al capitale iniziale, il testo della Commissione prevedeva l'importo relativamente modesto di 50 000 EUR. Il Parlamento europeo ha proposto 150 000 EUR. Data la probabilità di un uso più ampio dei derivati fuori borsa, richiedenti strumenti più avanzati di gestione e valutazione del rischio, nella proposta modificata l'importo del capitale iniziale minimo è stato portato a 125 000 EUR, in linea con le disposizioni sull'adeguatezza patrimoniale delle imprese d'investimento stabilite nella direttiva 93/6/CEE.Seguendo lo stesso iter logico e tenendo inoltre conto dell'inclusione del servizio aggiuntivo della gestione discrezionale dei portafogli, la presente proposta modificata introduce ulteriori requisiti patrimoniali permanenti, anch'essi definiti in base alla summenzionata direttiva (93/6/CEE).Delega di funzioni gestionaliLa proposta originaria prevedeva la delega di un numero limitato di funzioni, subordinandola alla previa autorizzazione delle autorità competenti. L'emendamento del Parlamento mira a limitare l'ambito di tale disposizione alla sola delega della funzione principale consistente nella gestione degli investimenti. La proposta modificata della Commissione non segue tale impostazione limitativa e pertanto la disposizione modificata continua ad applicarsi alla delega di una o più funzioni (elencate nell'allegato II) rientranti nel vasto ambito della gestione di portafogli collettivi. La modifica rende tuttavia più funzionale tale norma prescrivendo, anziché la previa autorizzazione, la semplice previa informazione.b) VistiLa citazione degli articoli è stata modificata in base alla nuova numerazione stabilita dal trattato di Amsterdam.c) ConsiderandiConsiderando n. 4Il termine 'sorveglianza' si riferisce di norma all'attività delle autorità di vigilanza e - poiché qui si tratta indicare un'attività interna alla società di gestione - è stato sostituito con 'monitoraggio'. Tale cambiamento non muta il significato del testo.Considerando n. 8Sono state apportate alcune aggiunte in considerazione del nuovo paragrafo 5 dell'articolo 5, fondato sugli emendamenti nn. 24 e 35. Nel commento relativo all'articolo stesso sono forniti chiarimenti più particolareggiati.Considerando n. 15Essendo stato eliminato l'articolo 5 nonies originariamente proposto (per ulteriori dettagli si veda il prosieguo della presente relazione), il testo del considerando è stato soppresso e sostituito con un nuovo testo riguardante la codificazione delle direttiva richiesta dal Parlamento (emendamento n. 7 delle prima proposta ed emendamento n. 1 della seconda proposta).d) ArticolatoArticolo 1 bis, punto 2: Definizione di società di gestioneLe modifiche apportate a tale articolo mirano a recepire l'emendamento n. 23. Poiché l'allegato II reca il titolo 'Funzioni comprese nell'attività di gestione di portafogli collettivi', appare più appropriato impiegare in quest'articolo il termine "funzioni " anziché il termine 'attività' contenuto nel testo del Parlamento. Tale lieve divergenza non muta il senso dell'emendamento mentre consente di evitare malintesi sul significato dei vari termini. Ai fini dell'introduzione dei requisiti patrimoniali permanenti appare necessario definire chiaramente le società di gestione cui si applica la direttiva. La definizione accolta stabilisce, insieme alla norma correlata contenuta nell'articolo 5, paragrafo 2, che non tutte le società di gestione svolgenti la gestione di portafogli collettivi siano soggette alla direttiva ma soltanto quelle che gestiscono OICVM, ossia fondi armonizzati, a prescindere dalla forma giuridica che questi possano assumere. Ciò non impedisce tuttavia alla società di gestione di gestire anche altre imprese di investimento collettivo - non armonizzate - che siano riconosciute dal diritto degli Stati membri. Queste ultime non possono ovviamente usufruire del passaporto europeo.Articolo 1 bis, punto 12: Definizione di gruppoL'eccessiva concentrazione di investimenti in un singolo emittente/organismo o gruppo di emittenti/organismi collegati può essere in contrasto con il principio della ripartizione dei rischi sancito dalla direttiva e può inoltre determinare un maggiore rischio di perdite. Pertanto i soggetti appartenenti ad un tale gruppo devono essere ricompresi nel calcolo dei limiti relativi al portafoglio dell'OICVM in base alle disposizioni sui limiti d'investimento modificati (cfr. proposta modificata COM(1998) 449). Ai fini dell'applicazione di tale norma è necessaria la definizione della nozione di "gruppo", omessa nell'originaria proposta.Il Parlamento europeo ha chiesto di conseguenza, con l'emendamento n. 45 relativo alla prima proposta della Commissione COM(1998) 449, che venisse definita la nozione di gruppo. Tale definizione è stata ora inserita nel punto 12 dell'articolo 1 bis. In linea con quanto proposto dal Parlamento, la definizione del gruppo è stata basata sulla direttiva 83/349/CEE che determina le imprese soggette all'obbligo di redazione dei conti consolidati. Poiché tuttavia il testo fa riferimento alla nozione di "gruppo" in più punti, è parso opportuno collocare la definizione del termine all'inizio dell'articolato anziché ripeterla nell'ambito di ogni singola disposizione.Nella definizione di gruppo rientrano tutti i soggetti collegati nel modo specificato - e non solo quelli contemplati dalla direttiva. Al fine di non porre in una situazione di svantaggio gli emittenti/organismi con sede negli Stati membri, nella nozione di gruppo sono stati ricompresi altresì gli emittenti/organismi che abbiano sede in paesi terzi e siano soggetti a norme analoghe. Ciò è apparso necessario alla luce dello scopo della disposizione, consistente nel garantire un'adeguata ripartizione del rischio anche in riferimento ai gruppi di paesi terzi.Articolo 4, paragrafo 3: Diniego dell'autorizzazioneQuesto articolo è stato leggermente modificato per assicurare la coerenza redazionale con le norme relative ai dirigenti contenute nell'articolo 5 bis, paragrafo 1, lettera b).Articolo 5: Requisiti prescritti per l'autorizzazioneIl paragrafo 2 è stato ritoccato in considerazione della modifica dell'articolo 1 bis, punto 2, affinché risulti chiaramente che la disposizione si applica alle società di gestione che gestiscono OICVM oppure OICVM e fondi non armonizzati.L'uso del termine 'funzioni' anziché 'attività' nel secondo comma del paragrafo 2 allinea il testo con il titolo dell'allegato II e previene quindi eventuali confusioni tra tali termini. Seguendo il suggerimento del Comitato economico e sociale si è indicato esplicitamente che l'elenco contenuto nell'allegato II non è esaustivo.Il testo aggiunto nel paragrafo 3, lettera b) chiarisce che i servizi ausiliari di custodia e amministrazione delle quote di fondi possono essere prestati solo in riferimento a fondi gestiti dalle società di gestione stesse, in quanto l'attività di custodia non può costituire lo scopo principale di queste società. È parso altresì necessario specificare, in conformità alle disposizioni della DSI, che le società di gestione non possono essere autorizzate a prestare servizi ausiliari se non esercitano altresì la gestione discrezionale dei portafogli.Il paragrafo 4 indica che le norme della DSI si applicano a tutti i servizi prestati ai sensi della DSI, ivi compresi quelli ausiliari.Il nuovo paragrafo 5 non riprende l'emendamento n. 24 poiché il testo del medesimo è già esplicitamente contenuto nel considerando n. 8, che non è stato eliminato dal Parlamento europeo. Gli emendamenti nn. 24 e 35 dimostrano tuttavia che il Parlamento teme che la scelta speculativa dei sistemi di vigilanza (arbitraggio di vigilanza) possa indebolire il rapporto di fiducia tra le autorità competenti degli Stati membri e possa essere utilizzata a svantaggio degli investitori europei. Il testo modificato prevede pertanto che non possano essere autorizzati gli OICVM che, per qualsiasi motivo, non siano commercializzabili in tutti gli Stati membri. L'articolo 4 della direttiva 85/611/CEE dispone infatti che l'autorizzazione dell'OICVM debba essere valida in tutti gli Stati membri. Gli OICVM non sono ovviamente tenuti a commercializzare le proprie quote in ogni Stato membro ma l'autorizzazione non può essere concessa agli OICVM che, in un dato Stato membro, siano soggetti sin dall'inizio a limitazioni giuridiche della commercializzazione.Il principio del mutuo riconoscimento e della vigilanza dello Stato membro d'origine risulterebbe compromesso se l'autorizzazione potesse essere concessa anche agli OICVM soggetti a limitazioni della commercializzazione ed in particolare a restrizioni che li rendessero inaccessibili agli investitori locali. Tale inaccessibilità potrebbe infatti indurre le autorità competenti a svolgere l'attività di autorizzazione e di vigilanza con minor rigore, in quanto i problemi occasionati dagli OICVM non produrrebbero alcun effetto a livello locale.Articolo 5 bis : Requisiti patrimonialiAvendo il Parlamento deciso di prevedere la possibilità di consistenti investimenti in derivati fuori borsa, investimenti che possono presentare rischi maggiori e richiedere un maggiore perizia da parte delle dirigenze degli OICVM, l'emendamento n. 41/riv. ha sollecitato una maggiorazione dei requisiti patrimoniali iniziali, così come requisiti patrimoniali permanenti (non previsti nella proposta originaria). L'articolo 5 bis è stato rivisto in base a tali considerazioni. Esso prescrive ora l'importo di 125 000 EUR per il capitale iniziale, sulla scia dei requisiti stabiliti dalla direttiva 93/6/CEE per le imprese di investimento che detengono fondi e/o titoli dei clienti e che offrono in particolare la gestione di portafogli individuali di investimento in strumenti finanziari.L'emendamento 41/riv. propone disposizioni sul capitale permanente. I requisiti patrimoniali ora introdotti valgono solo per i portafogli degli OICVM che investono in titoli diversi dai valori mobiliari. Essi risultano necessari in riferimento ai nuovi tipi di investimenti ammissibili ed particolare agli investimenti in derivati fuori borsa che richiedono una struttura amministrativa ben attrezzata in termini di risorse, cognizioni e strumenti d'informazione. È prescritto un capitale maggiore se la società di gestione intende prestare i servizi di cui alla DSI. In tal caso essa deve infatti disporre di un capitale aggiuntivo secondo le norme applicabili alle imprese di investimento contemplate dalla DSI, di guisa che i requisiti prescritti sono ora pienamente conformi alla direttiva 93/6/CEE.Articolo 5 septies: Norme prudenzialiÈ stato inserito il testo dell'emendamento n. 25 specificando tuttavia che le informazioni di cui trattasi devono essere accessibili alla società di gestione (l'ultima controparte di una operazione su titoli effettuata mediante un intermediario attraverso una borsa valori non è - ad esempio - nota di norma al gestore del fondo). Si è inoltre indicato che - non essendo gli OICVM soggetti alle norme relative ai sistemi di indennizzo degli investitori - l'ultimo trattino si applica solo ai servizi DSI prestati dalle società di gestione.Articolo 5 octies: DelegaL'articolo modificato recepisce la maggior parte del testo e dei contenuti dell'emendamento n. 27. Esso conserva il riferimento allo "Stato membro" presente nel primo paragrafo in quanto deve essere chiaro che la decisione di ammettere la delega rientra nella discrezionalità dello Stato membro. Se quest'ultimo decide per l'ammissibilità, le autorità competenti devono vigilare sull'osservanza delle disposizioni vigenti in materia. La condizione della previa autorizzazione di tutti i mandati è stata eliminata sia perché al riguardo la posizione del Parlamento è parsa poco chiara (sopprimere l'approvazione nel primo paragrafo e mantenere invariato il testo del secondo paragrafo) sia perché tale norma è stata criticata come eccessivamente burocratica. L'obiettivo di far sì che le autorità competenti siano adeguatamente informate sulle funzioni parzialmente o interamente delegate può essere raggiunto anche con strumenti meno gravosi. Pertanto il testo proposto prescrive ora che le autorità competenti siano semplicemente informate sui mandati, accogliendo così una soluzione caldeggiata dal Comitato economico e sociale. Anche l'eliminazione dell'obbligo di informazione "negli eventuali documenti promozionali " concorre ad alleggerire gli oneri delle imprese. Il chiarimento proposto dal Parlamento in merito all'obbligatorietà di tutti i trattini è stato apportato mediante l'accorgimento di tecnica legislativa consistente nell'inserire il termine 'e' alla fine del sesto trattino. Riguardo alla funzione essenziale consistente nella gestione degli investimenti si è provveduto ad aggiungere il testo contenuto nell'emendamento n. 27. Il trattino relativo al depositario è stato lievemente ritoccato al fine di prevenire efficacemente l'insorgere di conflitti d'interesse; esso tuttavia continua a ricomprendere le società madri.Il testo del paragrafo 2 è stato modificato in considerazione della soppressione del requisito della previa autorizzazione. Le autorità competenti devono tuttavia procurare che i mandati rispondano alle condizioni stabilite in tale paragrafo.Articolo 5 nonies: Sistemi di garanzia degli investitoriTale articolo prevedeva che la Commissione potesse proporre, all'occorrenza, l'introduzione di sistemi di indennizzo per i detentori di quote di OICVM sulla base di una relazione presentata a norma dell'articolo 14 della direttiva 97/9/CE [6].[6]  GU L 84, 26.03.1997, pag. 22.Nel redigere la sua relazione [7] riguardante l'applicazione del divieto di esportazione di cui all'articolo 7, paragrafo 1 della direttiva 97/9/CE, la Commissione ha constatato che, in base all'esperienza acquisita, essa non è ancora in grado di proporre l'introduzione di sistemi di indennizzo per i detentori di quote di OICVM. La Commissione si riserva tuttavia di proporre in futuro gli opportuni provvedimenti legislativi in base all'evolversi della situazione vigente negli Stati membri. Per il momento comunque tale articolo è stato eliminato.[7]  Doc. COM(2000) 81 def., 16.02.2000Articoli 6 bis e 6 ter : Applicazione delle norme della DSI alle attività DSI, ambito di validità del passaportoL'articolo 6 bis, paragrafo 2, punto I., lettera b) e l'articolo 6 ter, paragrafo 1, punto I., lettera b) sono stati adeguati alla corrispondente disposizione della DSI. Il testo dell'emendamento n. 28 è stato inserito nell'articolo 6 bis. Esso specifica che lo Stato membro ospitante deve informare la società di gestione anche sulle norme riguardanti la prestazione di servizi di consulenza sugli investimenti e di custodia, servizi che costituiscono attività aggiuntive contemplate dalla DSI. Tale disposizione è necessaria per porre su un piano di parità le società di gestione e le imprese di investimento ed è stata pertanto redatta in modo conforme alla corrispondente disposizione della DSI.Ad entrambi gli articoli sono state apportate modifiche tecniche per rendere più chiaro il concetto di passaporto. Il passaporto per i prodotti è ora contemplato unicamente dall'articolo 46 ed è utilizzabile per le quote di società di investimento armonizzate e per le quote di OICVM gestiti da società di gestione. Di conseguenza gli articoli 6 bis e 6 ter prevedono il passaporto per le società di gestione ai fini dell'esercizio, attraverso l'insediamento di succursali o in via transfrontaliera, delle funzione rientranti nell'attività di gestione di portafogli collettivi nonché di determinati servizi contemplati dalla DSI. La commercializzazione dei propri OICVM in altri Stati membri è possibile ma è subordinata alla disciplina stabilita dall'articolo 46, cui fanno riferimento gli articoli 6 bis e 6 ter.Articolo 28, paragrafo 1: Contenuto del prospetto semplificatoGli emendamenti nn. 29 e 30 sono stati recepiti in tale articolo in forma lievemente modificata, al fine di garantire la coerenza con il testo dell'articolo ed evitare inutili ripetizioni. L'obiettivo della massima utilizzazione del prospetto semplificato nel mercato interno può essere raggiunto solo se tale prospetto è basato sul principio della massima armonizzazione. Si è pertanto indicato che il suo contenuto è tassativamente predeterminato e che gli Stati membri non possono esigere l'aggiunta di ulteriori documenti o informazioni.Articolo 46Tale articolo è stato modificato in modo che risulti con chiarezza che il passaporto è conferito per le quote degli OICVM. Gli OICVM sono considerati come un prodotto che può essere distribuito o dalla società di gestione ( in tal caso si tratta degli OICVM da questa gestiti) o da una società di investimento (che in tal caso è considerata essa stessa come un prodotto). Ciò rende più chiari i concetti di passaporto per prodotti e passaporto per attività/servizi ai sensi degli articoli 6bis e 6 ter. Pertanto il 'passaporto per prodotti' di cui all'articolo 46 è utilizzabile o per le quote di società di investimento o per le quote di OICVM gestite da società di gestione.Allegato I, schema C: Contenuto del prospetto semplificatoLe modifiche dell'allegato si basano sull'emendamento n. 32 e corrispondono altresì agli obblighi d'informazione previsti dagli articoli 24 bis e 24 ter (entrambi contenuti nella prima proposta modificata).3.  Prospetto sinteticoa) Lavori del Comitato economico e sociale (CES)Punti considerati essenziali dal CES  //  Posizione della CommissioneDefinizioniIl CES criticaa) le definizioni dei soggetti giuridici con particolare riguardo all'obbligo che abbiano sede in uno degli Stati membrib) l'elenco delle attività, che sarebbe poco chiaro  //  COM- respinge la critica delle definizioni giuridiche, che sono necessarie per garantire l'esercizio corretto della vigilanza; in entrambi i casi menzionati dal CES (nel punto 3.2) la nazionalità/vigilanza è connessa all'ubicazione della sede statutaria, sia essa quella della società di gestione del fondo comune o quella della società di investimento- respinge la critica del CES riguardante l'elenco delle attività, in quanto questo è per definizione non esaustivo (e in quanto le attività diverse richiedono una diversa autorizzazione)- terrà però conto della proposta secondo cui è opportuno indicare che non devono essere necessariamente esercitate tutte le attività elencate nell'allegato 2DelegaIl CES critica la limitazione delle possibilità di delega delle funzioni alla società madre  //  La COM respinge la posizione del CES a causa dei potenziali conflitti di interesse nonché a causa dell'indefinitezza delle responsabilità generate da tale delegab)  Emendamenti del Parlamento europeo>SPAZIO PER TABELLA>1998/0242 (COD)Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL  CONSIGLIO che modifica la direttiva 85/611/CEE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) al fine di regolamentare le società di gestione ed i prospetti semplificatiIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEAvisto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 47, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione [8],[8]  GU C 272, 01.09.1998, pag. 7.visto il parere del Comitato economico e sociale [9],[9]  GU C 116, 28.04.1999, pag. 1.deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo  251 del trattato,considerando quanto segue:(1)  La direttiva 85/611/CEE sugli organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) [10], modificata da ultimo dalla direttiva , 95/26/CE [11], ha già contribuito sostanzialmente all'instaurazione del mercato unico in tale ambito, stabilendo - per la prima volta nel settore dei servizi finanziari - il principio del riconoscimento reciproco delle autorizzazioni e altre disposizioni che agevolano la libera circolazione all'interno dell'Unione europea delle quote degli organismi (costituiti nella forma di fondi comuni di investimento o di società di investimento) che rientrano nel suo campo d'applicazione;[10]  GU L 375, 31.12.1985, pag. 3.[11]   GU L 100, 19.04.1988, pag. 31 GU L 168, 18.07.1995, pag. 7.(2)  Tuttavia, la direttiva 85/611/CEE non disciplina esaurientemente le società che gestiscono gli organismi di investimento collettivo (in essa denominate "società di gestione");  in particolare, la direttiva 85/611/CEE non contiene disposizioni atte ad instaurare in tutti gli Stati membri condizioni di parità per quanto riguarda l'accesso al mercato e l'esercizio dell'attività da parte di dette società;  la direttiva 85/611/CEE non contiene disposizioni relative alla costituzione di succursali e alla libera prestazione di servizi da parte di dette società negli Stati membri diversi da quello di origine;(3)  Per essere autorizzate da parte dello Stato membro di origine le società di gestione devono soddisfare requisiti atti a garantire la protezione degli investitori e la stabilità del sistema finanziario;  è opportuno assicurare l'armonizzazione di tali requisiti nella misura necessaria e sufficiente ad ottenere il riconoscimento reciproco delle autorizzazioni e dei sistemi di vigilanza prudenziale, in modo da consentire il rilascio di un'unica autorizzazione valida nell'insieme dell'Unione europea e lasciare l'esercizio delle funzioni di vigilanza alle autorità competenti dello Stato membro di origine;(4)  Per tutelare gli investitori, è necessario garantire  che vi sia un sistema di monitoraggio all'interno di ogni società di gestione, in particolare attraverso la separazione delle funzioni direttive ed adeguati meccanismi di controllo interno;(5)  In virtù del riconoscimento reciproco le società di gestione autorizzate in uno Stato membro potranno esercitare le attività oggetto dell'autorizzazione stessa nell'insieme dell'Unione europea, costituendo succursali o in regime di libera prestazione di servizi;  l'approvazione del regolamento di un fondo comune di investimento è di competenza dello Stato membro di origine della società di gestione;(6)  Per quanto riguarda la gestione di portafogli collettivi (gestione di fondi comuni di investimento e di società di investimento), una società di gestione autorizzata in uno Stato membro dovrebbe essere autorizzata ad esercitare negli altri Stati membri le seguenti attività: commercializzare quote dei fondi di investimento costituiti dalla società stessa nello Stato membro di origine; commercializzare azioni delle società di investimento gestite dalla società di gestione; svolgere tutte le altre funzioni e tutti gli altri compiti insiti nell'attività di gestione di un portafoglio collettivo; gestire le attività di società di investimento costituite in Stati membri diversi da quello di origine; esercitare, sulla base di mandati di società di gestione costituite in Stati membri diversi dal suo Stato membro di origine, le funzioni e i compiti insiti nell'attività di gestione di un portafoglio collettivo;(7)  La presente direttiva rappresenta pertanto un passo importante verso il completamento del mercato unico nel settore degli organismi di investimento collettivo;(8)  Ai fini dell'applicazione dei principi del riconoscimento reciproco e della vigilanza da parte dello Stato membro di origine è necessario che le autorità competenti di uno Stato membro non rilascino l'autorizzazione o la revochino quando da elementi quali il contenuto del programma di attività, la distribuzione geografica o le attività effettivamente svolte risulti evidente che una società di gestione ha optato per il diritto di uno Stato membro al fine di sfuggire alle norme più rigorose in vigore in un altro Stato membro sul cui territorio intende svolgere o svolge effettivamente la maggior parte delle sue attività;  ai fini della presente direttiva una società di gestione deve essere autorizzata nello Stato membro nel quale ha la sede statutaria;  conformemente al principio della vigilanza da parte dello Stato membro di origine solo lo Stato membro nel quale la società di gestione ha la sua sede statutaria può essere considerato competente per l'approvazione del regolamento dei fondi comuni di investimento istituiti dalla società e della scelta del depositario; per prevenire la scelta speculativa dei sistemi di vigilanza e promuovere la fiducia nell'efficienza della vigilanza esercitata dalle autorità dello Stato membro d'origine, l'autorizzazione dell'OICVM deve essere condizionata al fatto che la commercializzazione delle relative quote non sia vietata da alcuna disposizione giuridica nello Stato d'origine stesso; tale condizione non pregiudica la facoltà dell'OICVM di scegliere, una volta ottenuta l'autorizzazione, gli Stati membri in cui commercializzare le quote a norma della presente direttiva;(9)  La direttiva 85/611/CEE limita il campo d'azione delle società di gestione alla sola attività di gestione di fondi comuni di investimento e di società di investimento (gestione di portafogli collettivi);  per tener conto dei recenti sviluppi delle legislazioni degli Stati membri e per consentire alle società in questione di realizzare notevoli economie di scala, è auspicabile eliminare tale restrizione;  è auspicabile permettere alle società di gestione di esercitare anche l'attività di gestione di portafogli di investimenti di un singolo cliente (gestione di portafogli individuali), nonché quella di gestione di fondi pensione come pure determinate attività ausiliarie all'attività principale;  l'estensione del campo di attività delle società di gestione non dovrebbe pregiudicare la stabilità di tali società;  devono essere stabilite norme specifiche che impediscano conflitti di interesse quando le società di gestione sono autorizzate ad esercitare l'attività di gestione di portafogli sia collettivi che individuali;(10)  L'attività di gestione di portafogli di investimenti è un servizio di investimento già disciplinato dalla direttiva 93/22/CEE (direttiva sui servizi di investimento - DSI) [12];  affinché il settore sia disciplinato da un quadro regolamentare omogeneo è auspicabile assoggettare le società di gestione che sono autorizzate a prestare anche tale servizio alle condizioni stabilite in materia dalla DSI;[12]   GU L 141, 11.06.1993, pag. 27.(11)  Ogni Stato membro ha facoltà, in linea di principio, di stabilire norme più rigorose di quelle prescritte nella presente direttiva, in particolare per quanto riguarda le condizioni di autorizzazione, i requisiti prudenziali, l'informativa ed i prospetti;(12)  È auspicabile stabilire disposizioni che definiscano le condizioni alle quali una società di gestione può delegare a terzi, sulla base di mandati, compiti e funzioni specifiche allo scopo di accrescere l'efficienza della sua attività;  ai fini della corretta applicazione dei principi del riconoscimento reciproco e della vigilanza da parte dello Stato membro di origine, gli Stati membri che consentono una simile delega devono assicurarsi che le società di gestione da essi autorizzate non deleghino interamente le loro funzioni ad uno o più terzi, in modo da diventare una scatola vuota, e che l'esistenza dei mandati non impedisca una efficace vigilanza della società di gestione;  il fatto che una società di gestione abbia delegato talune delle sue funzioni non deve in nessun caso pregiudicare la responsabilità della società stessa e del depositario nei confronti dei detentori delle quote e delle autorità competenti;(13)  Per tener conto degli sviluppi delle tecniche di informazione, è auspicabile rivedere il quadro instaurato dalla direttiva 85/611/CEE in materia di informativa;  in particolare, è auspicabile introdurre per gli OICVM, accanto al prospetto completo finora previsto, un nuovo tipo di prospetto (prospetto semplificato);  tale nuovo prospetto deve essere concepito in modo accessibile per l'investitore e rappresentare quindi una fonte di informazioni significative per l'investitore medio;  il prospetto in questione deve fornire le informazioni fondamentali sull'OICVM in modo chiaro, sintetico e agevolmente comprensibile;  tuttavia l'investitore deve sempre essere messo al corrente, attraverso una opportuna avvertenza da includere nel prospetto semplificato, del fatto che informazioni più particolareggiate sono contenute nel prospetto completo e nelle relazioni annuali e semestrali dell'OICVM, ottenibili gratuitamente su semplice richiesta;  il prospetto semplificato deve sempre essere consegnato gratuitamente ai sottoscrittori prima della conclusione del contratto;  ciò costituirà una condizione sufficiente per l'adempimento dell'obbligo stipulato dalla direttiva di informare i sottoscrittori prima della conclusione del contratto;(14)  Occorre assicurare condizioni di parità tra gli intermediari operanti nel settore dei servizi finanziari che prestano gli stessi servizi e un grado minimo armonizzato di tutela degli investitori;  un grado minimo di armonizzazione delle condizioni di autorizzazione e delle condizioni di esercizio dell'attività rappresentano una condizione essenziale per completare il mercato interno per gli operatori in questione;  solo una direttiva comunitaria vincolante, che stabilisca requisiti minimi comuni, può consentire di realizzare tale obiettivo;  la presente direttiva si limita a prescrivere l'armonizzazione minima necessaria;(15) La Commissione si riserva di proporre la codificazione, a tempo debito, successivamente all'adozione della presente proposta,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 85/611/CEE è modificata come segue:1) È inserito il seguente articolo 1 bis:"Articolo 1 bisAi fini della presente direttiva si intende per:1. "depositario" un ente al quale sono affidati i compiti di cui all'articolo 7 e all'articolo 14 e che è soggetto alle altre disposizioni di cui alle sezioni III e IV;2. "società di gestione" una società che esercita a titolo principale  la gestione degli attivi di OICVM costituiti in forma di fondi di investimento e/o di società di investimento (gestione di portafogli collettivi di OICVM); tale gestione comprende le funzioni elencate nell'allegato II;3. "Stato membro di origine di una società di gestione" lo Stato membro nel quale è situata la sede statutaria della società di gestione;4. "Stato membro ospitante di una società di gestione" ogni Stato membro diverso da quello di origine nel quale la società di gestione ha una succursale o presta servizi;5. "Stato membro di origine di un OICVM"a) per gli OICVM costituiti nella forma di fondo comune di investimento, lo Stato membro nel quale è situata la sede statutaria della società di gestione;b) per gli OICVM costituiti nella forma di società di investimento, lo Stato membro nel quale è situata la sede statutaria della società di investimento;6. "Stato membro ospitante di un OICVM" ogni Stato membro diverso da quello di origine nel quale sono commercializzate le quote del fondo comune di investimento o della società di investimento;7. "succursale" una sede di attività che costituisce una parte, priva di personalità giuridica, di una società di gestione e che presta i servizi per i quali la società di gestione è stata autorizzata; più sedi di attività costituite nello stesso Stato membro da una società di gestione con sede statutaria in un altro Stato membro sono considerate come una succursale unica;8. "autorità competenti" le autorità designate da ogni Stato membro ai sensi dell'articolo 49 della direttiva 85/611/CEE;9. "stretti legami" la situazione definita nell'articolo 2 paragrafo 1 della direttiva 95/26/CE [13];[13]   GU n. L 168, 18.07.1995, pag. 7.10. "partecipazione qualificata" ogni partecipazione diretta o indiretta in una società di gestione che rappresenti almeno il 10% del capitale sociale o dei diritti di voto oppure che comporti la possibilità di esercitare un'influenza notevole sulla gestione della società di gestione nella quale tale partecipazione è detenuta.Ai fini della suddetta definizione vengono presi in considerazione i diritti di voto di cui all'articolo 7 della direttiva 88/627/CEE [14];[14]   GU L 348, 17.12.1988, pag. 62.11. "DSI" la direttiva 93/22/CEE relativa ai servizi di investimento [15]."[15]   GU L 141, 11.06.1993, pag. 27.12. "gruppo" vari emittenti/soggetti collegati ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 83/349/CEE [16]; sono compresi altresì gli emittenti/soggetti che abbiano sede in paesi terzi e siano collegati in modo analogo ad emittenti /soggetti aventi sede in uno Stato membro o in un paese terzo[16]   GU L 193, 18.07.1983, pag. 1.2) Il testo dell'articolo 4, paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:"3. Le autorità competenti non possono autorizzare un OICVM se la società di gestione non soddisfa le condizioni stabilite nella sezione III della presente direttiva. Inoltre le autorità competenti non possono autorizzare un OICVM se i dirigenti della [...] società di investimento o del depositario non possiedono il requisito dell'onorabilità o non abbiano sufficiente esperienza in merito al tipo di OICVM che deve essere gestito . A tal fine l'identità dei dirigenti della [...] società di investimento e del depositario nonché di qualsiasi persona che li sostituisca nella loro carica deve essere immediatamente comunicata alle autorità competenti.Si intende per dirigente ogni persona che, a norma della legge o dei documenti costitutivi, rappresenta [...] la società di investimento o il depositario ovvero che determina effettivamente l'indirizzo dell'attività della [...] società di investimento o del depositario.3) La denominazione della sezione III e il testo degli articoli 5 e 6 sono sostituiti come segue:"Sezione IIIObblighi relativi alle società di gestioneTitolo ACondizioni per accedere all'attivitàArticolo 51. L'accesso all'attività delle società di gestione è subordinato alla previa autorizzazione delle autorità competenti dello Stato membro di origine. L'autorizzazione rilasciata ad una società di gestione ai sensi della presente direttiva è valida in tutti gli Stati membri.2. Nessuna società di gestione può svolgere attività diverse dalla gestione di OICVM costituiti in forma di fondi di investimento e di società di investimento, se non la gestione aggiuntiva di imprese di investimento collettivo non soggette alla presente direttiva e pertanto non commercializzabili in altri Stati membri in forza della stessa.L'attività di gestione di fondi di investimento e di società di investimento comprende, ai fini della presente direttiva, le  funzioni citate nell'elenco non esaustivo contenuto nell'allegato 2.3. In deroga al paragrafo 2, gli Stati membri possono autorizzare le società di gestione a prestare, oltre ai servizi di gestione di fondi di investimento e di società di investimento, anche i servizi seguenti:- gestione di portafogli di investimenti, compresi quelli detenuti da fondi pensione, secondo mandati conferiti dagli investitori, su base discrezionale e separatamente per ogni cliente, se tali portafogli comprendono uno o più degli strumenti elencati nella sezione B dell'allegato della DSI;- a titolo di servizi ausiliari:a) consulenza in materia di investimenti in uno o più degli strumenti elencati nella sezione B dell'allegato della DSI;b) custodia ed amministrazione di quote di organismi di investimento collettivo gestiti dalla società di gestione .Le società di gestione non possono in nessun caso essere autorizzate ai sensi della presente direttiva a prestare unicamente i servizi citati nel presente paragrafo, né a prestare servizi ausiliari senza essere ammesse a svolgere il servizio di cui al paragrafo 3, primo trattino.4. L'articolo 2, paragrafo 4, l'articolo 8, paragrafo 2, l'articolo 10, l'articolo 11, l'articolo 12, paragrafo 1 e l'articolo 13 della DSI si applicano alla prestazione, da parte di società di gestione, dei servizi indicati nel paragrafo 3 .5. Le autorità competenti negano l'autorizzazione se l'OICVM è soggetto a divieto giuridico (ossia stabilito dal regolamento del fondo o dagli atti costitutivi) di commercializzare le proprie quote nel proprio Stato membro.Articolo 5 bis1. Fatte salve le altre condizioni generalmente applicabili stabilite dal diritto nazionale, le autorità competenti non autorizzano una società di gestione se non soddisfa i seguenti requisiti:- detiene un capitale iniziale sufficiente pari a 125 000 EUR e mantiene in permanenza, per ciascuna delle situazioni indicate in appresso, un capitale aggiuntivo pari ai seguenti importi :a) se la società di gestione gestisce OICVM che investono in titoli diversi dai valori mobiliari: pari allo 0,05% dell'ammontare del portafoglio dell'OICVM in gestione, sino ad un capitale massimo di 10 000 0000 EUR,b) se la società di gestione presta altresì i servizi di cui all'articolo 5, paragrafo 3, primo trattino: un capitale iniziale aggiuntivo pari a 125 000 EUR, che gli Stati membri possono ridurre a 50 000 EUR qualora la società di gestione non sia autorizzata a detenere fondi o titoli appartenenti ai clienti; un capitale aggiuntivo permanente determinato a norma dell'allegato IV della direttiva 93/6/CEE [17][17]   GU L 141, 11.06.1993, pag. 1.- le persone alle quali è effettivamente affidata la guida della società di gestione possiedono l'onorabilità e l'esperienza sufficienti anche in rapporto al tipo di OICVM gestiti dalla società di gestione. Le funzioni di indirizzo dell'attività della società di gestione devono essere affidate ad almeno due persone in possesso dei suddetti requisiti;- la domanda di autorizzazione è corredata da un programma d'attività che specifica, tra l'altro, la struttura organizzativa della società di gestione;- tanto la sede amministrativa centrale quanto la sede statutaria sono situate nello stesso Stato membro.2. Se esistono stretti legami tra la società di gestione e altre persone fisiche o giuridiche, le autorità competenti rilasciano l'autorizzazione solo se tali legami non ostacolano l'efficace esercizio delle loro funzioni di vigilanza.Le autorità competenti negano l'autorizzazione anche qualora le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative di un paese terzo al cui diritto sono soggette una o più persone fisiche o giuridiche che hanno stretti legami con la società di gestione ovvero difficoltà inerenti alla loro applicazione ostacolano l'efficace esercizio delle loro funzioni di vigilanza.Le autorità competenti impongono alle società di gestione di comunicare tutte le informazioni di cui hanno bisogno per verificare in ogni momento il soddisfacimento delle condizioni di cui al presente paragrafo.3. Ogni richiedente viene informato, entro sei mesi dalla presentazione di una domanda completa, se l'autorizzazione gli viene rilasciata o meno. Il rifiuto dell'autorizzazione deve essere motivato.4. La società di gestione può iniziare l'attività non appena sia stata autorizzata.5. Le autorità competenti possono revocare l'autorizzazione di una società di gestione soggetta alla presente direttiva solo se tale società:a) non si avvale dell'autorizzazione entro 12 mesi, vi rinuncia espressamente o ha cessato di esercitare l'attività disciplinata dalla presente direttiva da almeno 6 mesi, a meno che lo Stato membro interessato non abbia previsto la decadenza dell'autorizzazione in tali casi;b) ha ottenuto l'autorizzazione presentando false dichiarazioni o con qualsiasi altro mezzo irregolare;c) non soddisfa più le condizioni cui è subordinata l'autorizzazione;d) non soddisfa più i requisiti di cui alla direttiva 93/6/CEE se l'autorizzazione comprende anche la gestione discrezionale di portafogli di cui all'articolo 5, paragrafo 3, primo trattino;e) ha violato in modo grave e sistematico le disposizioni adottate in conformità della presente direttiva;f) si trova in una delle altre situazioni in cui il diritto nazionale prevede la revoca dell'autorizzazione.Articolo 5 ter1. Le autorità competenti non autorizzano una società di gestione ad iniziare l'attività finché non siano state informate dell'identità degli azionisti o dei soci, siano essi diretti o indiretti, persone fisiche o giuridiche, che vi detengono una partecipazione qualificata e dell'entità di detta partecipazione.Le autorità competenti negano l'autorizzazione se, tenuto conto dell'esigenza di assicurare la sana e prudente gestione delle società in questione, non ritengono idonei i suddetti azionisti o soci.2. Gli Stati membri non applicano alle succursali di società di gestione la cui sede statutaria è situata all'esterno dell'Unione europea e che intendono iniziare o proseguire l'attività disposizioni che si traducono in un trattamento più favorevole di quello riservato alle succursali di società la cui sede statutaria si trova in uno Stato membro.3. Le autorità competenti dell'altro Stato membro interessato sono consultate in via preliminare in merito all'autorizzazione di qualsiasi società di gestione che:- sia un'impresa figlia di un'altra società di gestione, un'impresa di investimento o un ente creditizio autorizzati in un altro Stato membro;- sia un'impresa figlia di un'impresa madre di un'altra società di gestione, un'impresa di investimento o un ente creditizio autorizzati in un altro Stato membro; oppure- sia controllata dalle stesse persone fisiche o giuridiche che controllano un'altra società di gestione, un'impresa di investimento o un ente creditizio autorizzati in un altro Stato membro.Titolo BRelazioni con i paesi terziArticolo 5 quater1. Le relazioni con i paesi terzi sono disciplinate dalle pertinenti disposizioni dell'articolo 7 della direttiva 93/22/CEE.Ai fini della presente direttiva i termini "impresa/impresa d'investimento" contenuti nell'articolo 7 della DSI vanno letti come "società/società di gestione" e l'espressione "prestare servizi d'investimento" nel paragrafo 2 di detto articolo va letta come "prestare servizi".2. Gli Stati membri informano la Commissione di qualsiasi difficoltà di carattere generale incontrata dai loro OICVM nel commercializzare le loro quote in un paese terzo.Titolo CCondizioni di esercizio dell'attivitàArticolo 5 quinquies1. Le autorità competenti dello Stato membro di origine esigono che ogni società di gestione da esse autorizzata soddisfi in ogni momento i requisiti di cui all'articolo 5 e all'articolo 5 bis, paragrafi 1 e 2 della presente direttiva.2. La vigilanza prudenziale su una società di gestione spetta alle autorità competenti dello Stato membro di origine indipendentemente dal fatto che la società di gestione costituisca una succursale o presti servizi in un altro Stato membro o meno, fatte salve le disposizioni della presente direttiva che attribuiscono una competenza alle autorità dello Stato membro ospitante.Articolo 5 sexiesAlle partecipazioni qualificate in una società di gestione si applicano le disposizioni di cui all'articolo 9 della DSI.Ai fini della presente direttiva i termini "impresa/impresa d'investimento" dell'articolo 9 della DSI vanno letti come "società/società di gestione".Articolo 5 septies1. Lo Stato membro di origine stabilisce le norme prudenziali che le società di gestione la cui autorizzazione comprende solo l'attività di gestione di fondi di investimento e di società di investimento devono osservare in permanenza.In particolare le autorità competenti dello Stato membro di origine, tenuto conto anche della natura degli OICVM gestiti da una società di gestione, esigono che ognuna di tali società abbiano una buona organizzazione amministrativa e contabile, meccanismi di controllo e di salvaguardia in materia di elaborazione elettronica dei dati e procedure di controllo interno adeguate che assicurino, tra l'altro, che qualunque transazione con il fondo possa essere ricostruita per quanto riguarda l'origine, le controparti, la natura nonché il luogo ed il momento in cui è stata effettuata, sempreché tali informazioni siano accessibili alla società di gestione, e che le attività dei fondi di investimento o delle società di investimento gestite dalla società di gestione siano investite conformemente al regolamento del fondo o ai suoi atti costitutivi e alle norme in vigore.2. Le società di gestione che sono autorizzate a prestare anche i servizi di gestione discrezionale di portafogli di cui all'articolo 5, paragrafo 3, primo trattino:- non possono investire la totalità o una parte del portafoglio di un investitore in quote di fondi di investimento o di società di investimento di cui assicurano la gestione, salvo previa autorizzazione generale del cliente;- non possono prestare servizi di gestione discrezionale di portafogli al depositario che svolge a favore della società di gestione le funzioni di cui agli articoli 7 e 14 della presente direttiva;- sono soggette, per quanto riguarda i servizi di cui all'articolo 5, paragrafo 3, alle disposizioni della direttiva 97/9/CE relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori [18].[18]   GU L 84, 26.03.1997, pag. 22.Articolo 5 octies1. Qualora lo Stato membro consenta che le società di gestione affidino a terzi,  ai fini di una maggiore efficienza, l'esercizio per loro conto di una o più delle loro funzioni  elencate nell'allegato II, le società stesse devono comunicare ogni mandato conferito  alle autorità competenti. Per quanto riguarda la funzione principale della gestione degli investimenti, le società di gestione possono delegare determinate decisioni d'investimento ad intermediari soggetti a vigilanza prudenziale, in base a criteri di ripartizione degli investimenti da esse periodicamente definiti .2. Le autorità competenti  provvedono affinché il mandato risponda alle seguenti condizioni:- il mandato non pregiudica l'efficacia della vigilanza sulla società di gestione ed in particolare non impedisce alle società di gestione d'agire, né agli OICVM d'essere gestiti, nel migliore interesse degli investitori;- nel caso in cui il mandato sia conferito ad un intermediario di un paese terzo soggetto a vigilanza prudenziale, deve essere garantita la collaborazione tra le autorità di vigilanza interessate;- per prevenire l'insorgere di conflitti d'interesse, il mandato per la funzione principale della gestione degli investimenti non deve essere conferito  né al depositario, né ad una persona che detiene una partecipazione qualificata nel capitale della società di gestione o del depositario, né ad una qualsiasi altra persona i cui interessi possano essere in conflitto con quelli della società di gestione o dei detentori delle quote;- sono previste misure che consentono alle persone che dirigono la società di gestione di controllare efficacemente in permanenza l'attività della persona alla quale il mandato viene conferito;- i termini del mandato non impediscono alle persone che dirigono la società di gestione di impartire in qualsiasi momento ulteriori istruzioni al titolare del mandato e di revocare il mandato stesso in qualsiasi momento;- tenuto conto della natura delle funzioni delegate, il titolare del mandato  deve essere qualificato ed idoneo per lo svolgimento delle le funzioni di cui trattasi, e;- i prospetti dell'OICVM  specificano le funzioni che la società di gestione è autorizzata a delegare.3. In nessun caso la responsabilità della società di gestione e del depositario è pregiudicata dal fatto che la società di gestione abbia delegato a terzi alcune sue funzioni.Titolo DDiritto di stabilimento e libera prestazione di serviziArticolo 61. Gli Stati membri provvedono a che le società di gestione autorizzate a norma della presente direttiva dalle autorità competenti di un altro Stato membro possano esercitare nel loro territorio le attività per le quali hanno ricevuto l'autorizzazione, costituendovi una succursale o in regime di libera prestazione di servizi.2. Gli Stati membri non possono subordinare lo stabilimento di una succursale o la libera prestazione di servizi ad una autorizzazione, al requisito di una determinata dotazione di capitale o a qualsiasi altra misura di effetto equivalente.Articolo 6 bis1. Oltre a soddisfare le condizioni di cui all'articolo 5 e all'articolo 5 bis, ogni società di gestione che intenda costituire una succursale sul territorio di un altro Stato membro deve comunicare tale intenzione alle autorità competenti dello Stato membro di origine.2. Gli Stati membri esigono che ogni società di gestione che intenda costituire una succursale sul territorio di un altro Stato membro fornisca, all'atto della comunicazione di cui al paragrafo 1, le informazioni ed i documenti seguenti:I. Informazioni di carattere generalea) lo Stato membro sul cui territorio la società di gestione intende stabilire una succursale;b) un programma d'esercizio indicante le attività ed i servizi di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 3 che s'intendono svolgere nonché la struttura organizzativa della succursale;c) il recapito nello Stato membro ospitante presso il quale possono essere richiesti i documenti;d) i nominativi dei dirigenti della succursale.II. L'elenco degli OICVM, gestiti dalla società di gestione e dichiarati a norma dell'articolo 46, di cui s'intendono commercializzare le quote attraverso la succursale nello Stato membro ospitante. 3. A meno che non abbiano motivo di dubitare dell'adeguatezza della struttura amministrativa o della situazione finanziaria della società di gestione in rapporto alle attività che essa intende esercitare, le autorità competenti dello Stato membro di origine trasmettono alle autorità competenti dello Stato membro ospitante, entro tre mesi dal loro ricevimento in forma completa, le informazioni di cui al paragrafo 2 e ne danno comunicazione alla società di gestione.Esse trasmettono inoltre:- informazioni dettagliate sugli eventuali sistemi di indennizzo degli investitori applicabili.Qualora ritengano di non comunicare le informazioni di cui al paragrafo 2 alle autorità competenti dello Stato membro ospitante, le autorità competenti dello Stato membro di origine rendono noti i motivi del loro rifiuto alla società di gestione interessata entro due mesi dal ricevimento delle informazioni in forma completa. Tale rifiuto o la mancata risposta sono impugnabili presso la giurisdizione competente dello Stato membro di origine.4. Prima che la succursale di una società di gestione inizi l'attività, le autorità competenti dello Stato membro ospitante dispongono di un periodo di due mesi, a decorrere dal ricevimento delle informazioni di cui al paragrafo 2, per predisporre la vigilanza sulla società di gestione e per indicare, se del caso, le condizioni, comprese le disposizioni di cui agli articoli 44 e 45 in vigore nello Stato membro ospitante e le norme di comportamento da rispettare in caso di prestazione dei servizi di gestione di portafogli di cui all'articolo 5, paragrafo 3, nonché dei servizi di consulenza sugli investimenti e di custodia, alle quali è subordinato l'esercizio dell'attività nello Stato ospitante a tutela dell'interesse generale.5. La succursale può essere costituita ed iniziare l'attività non appena riceve una comunicazione in tal senso dalle autorità competenti dello Stato membro ospitante o, in caso di silenzio di dette autorità, alla scadenza del termine di cui al paragrafo 4. Dal momento in cui inizia la sua attività la società di gestione può iniziare anche la commercializzazione delle quote di fondi di investimento e di società di investimento soggette alla presente direttiva che essa gestisce, a meno che le autorità competenti dello Stato membro ospitante non dichiarino, con decisione motivata presa prima dello scadere del termine di due mesi di cui sopra e comunicata alle autorità competenti dello Stato membro di origine, che le modalità di commercializzazione delle quote non sono conformi alle disposizioni di cui all'articolo 44, paragrafo 1 e dell'articolo 45.6. In caso di modifica di uno dei dati comunicati conformemente al paragrafo 2, parte I, lettere b), c) e d) o parte II, la società di gestione avverte per iscritto della modifica le autorità competenti dello Stato membro di origine e dello Stato membro ospitante almeno un mese prima che la modifica venga messa in atto, in modo che le medesime possano pronunciarsi in merito alla modifica rispettivamente a norma del paragrafo 3 e del paragrafo 4.7. In caso di modifica dei dati comunicati conformemente al paragrafo 3, secondo comma, le autorità dello Stato membro di origine ne informano le autorità dello Stato membro ospitante.Articolo 6 ter1. Ogni società di gestione che intenda iniziare ad esercitare la sua attività sul territorio di un altro Stato membro in regime di libera prestazione di servizi deve comunicare alle autorità competenti dello Stato membro di origine le informazioni seguenti:a) lo Stato membro sul cui territorio la società di gestione intende esercitare l'attività;b) un programma d'esercizio indicante le attività ed i servizi di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 3, che s'intendono svolgere.2. Le autorità competenti dello Stato membro di origine trasmettono alle autorità competenti dello Stato membro ospitante, entro un mesi dal loro ricevimento, le informazioni di cui al paragrafo 1.Esse trasmettono inoltre:- informazioni dettagliate sugli eventuali sistemi di indennizzo degli investitori applicabili.3. La società di gestione può iniziare quindi iniziare l'attività nello Stato membro ospitante, fermo restando l'articolo 46. Se del caso, le autorità competenti dello Stato membro ospitante, non appena ricevute le informazioni di cui al paragrafo 1, indicano alla società di gestione le condizioni, comprese le norme di comportamento da rispettare in caso di prestazione dei servizi di gestione di portafogli di cui all'articolo 5, paragrafo 3, nonché di servizi di consulenza sugli investimenti e di custodia, alle quali è subordinato l'esercizio dell'attività nello Stato ospitante a tutela dell'interesse generale.4. In caso di modifica di uno dei dati comunicati conformemente al paragrafo 1, parte I, lettera b) , la società di gestione avverte per iscritto della modifica le autorità competenti dello Stato membro di origine e dello Stato membro ospitante almeno un mese prima che la modifica venga messa in atto, in modo che le autorità competenti dello Stato membro ospitante possano, se del caso, informare la società degli eventuali adeguamenti o integrazioni da apportare alle informazioni comunicate a norma del paragrafo 2.5. Una società di gestione è tenuta a seguire la procedura di cui al presente articolo anche qualora affidi a un terzo la commercializzazione delle quote in un altro Stato membro.Articolo 6 quater1. Gli Stati membri ospitanti possono esigere, ai fini statistici, che tutte le società di gestione aventi una succursale sul loro territorio presentino periodicamente alle loro autorità competenti un resoconto delle attività svolte nel paese.2. Per l'esercizio delle responsabilità loro spettanti a norma della presente direttiva gli Stati membri ospitanti possono esigere dalle succursali delle società di gestione le stesse informazioni che esigono a tal fine dalle società di gestione nazionali.Gli Stati membri ospitanti possono esigere dalle società di gestione che svolgono attività sul loro territorio in regime di libera prestazione di servizi le informazioni necessarie per verificare l'osservanza da parte di dette società delle norme degli Stati membri ospitanti loro applicabili; non possono tuttavia essere richieste informazioni maggiori di quelle che sono tenute a comunicare allo stesso fine le società di gestione stabilite nello Stato membro ospitante.3. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante, qualora accertino che una società di gestione che ha una succursale o presta servizi sul suo territorio viola le disposizioni legislative o regolamentari adottate da detto Stato in attuazione delle disposizioni della presente direttiva che attribuiscono delle competenze alle autorità dello Stato membro ospitante, invitano la società di gestione in questione a porre termine alle irregolarità.4. Se la società di gestione non prende le opportune misure, le autorità competenti dello Stato membro ospitante ne informano le autorità competenti dello Stato membro di origine. Queste prendono, nel più breve termine possibile, tutte le misure opportune affinché la società di gestione ponga termine alle irregolarità. La natura di tali misure è comunicata alle autorità competenti dello Stato membro ospitante.5. Se, nonostante le misure prese dallo Stato membro di origine o perché tali misure si rivelano inadeguate o perché lo Stato membro in questione non è in grado di prendere misure efficaci, la società di gestione continua a violare le disposizioni legislative e regolamentari di cui al paragrafo 3 in vigore nello Stato membro ospitante, questo può, dopo averne informato lo Stato membro di origine, prendere le misure idonee a prevenire o reprimere ulteriori irregolarità e, se necessario, impedire alla società di gestione di compiere ulteriori operazioni sul suo territorio. Gli Stati membri provvedono affinché sia possibile notificare sul loro territorio alle società di gestione gli atti legali necessari per la messa in atto di tali misure.6. Le disposizioni di cui sopra lasciano impregiudicato il diritto degli Stati membri ospitanti di prendere le opportune misure per prevenire o reprimere le irregolarità commesse sul loro territorio in violazione delle disposizioni legislative o regolamentari adottate a tutela dell'interesse generale. Ciò implica il diritto di impedire alle società di gestione responsabili di tali violazioni di compiere ulteriori operazioni sul loro territorio.7. Qualsiasi misura adottata a norma dei paragrafi 4, 5 o 6 che comporti sanzioni o restrizioni alle attività delle società di gestione deve essere debitamente motivata e comunicata alla società di gestione interessata. Ciascuna di tali misure deve essere impugnabile presso una giurisdizione dello Stato membro che l'ha adottata.8. Prima di avviare la procedura di cui ai paragrafi 3, 4 o 5 le autorità competenti dello Stato membro ospitante possono, in caso d'urgenza, prendere le misure cautelative necessarie per tutelare gli interessi degli investitori e degli altri beneficiari dei servizi. La Commissione e le autorità competenti degli altri Stati membri interessati devono essere informate di tali misure il più sollecitamente possibile.Dopo aver consultato le autorità competenti degli Stati membri interessati, la Commissione può decidere che lo Stato membro in questione deve modificare o abolire le misure prese.9. In caso di revoca dell'autorizzazione le autorità competenti dello Stato membro ospitante vengono informate e prendono le misure opportune per impedire alla società di gestione interessata di compiere ulteriori operazioni sul suo territorio e per tutelare gli interessi degli investitori. Ogni due anni la Commissione presenta una relazione su tali casi al comitato di contatto istituito conformemente all'articolo 53 della presente direttiva.10. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il numero e la natura dei casi in cui vi sia stato rifiuto ai sensi dell'articolo 6 bis o in cui siano state prese misure a norma del paragrafo 5 del presente articolo. Ogni due anni la Commissione presenta una relazione su tali casi al comitato di contatto istituito conformemente all'articolo 53 della presente direttiva."4) Prima dell'articolo 7 è aggiunta la dicitura seguente:"Sezione III bisObblighi relativi ai depositari"5) Il testo dell'articolo 27, paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. La società di gestione, per ognuno dei fondi che essa gestisce, e la società di investimento devono pubblicare:- un prospetto semplificato,- un prospetto completo,- una relazione annuale per ogni esercizio e- una relazione semestrale relativa ai primi sei mesi di ogni esercizio.6) Il testo dell'articolo 28 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 281. Il prospetto semplificato e il prospetto completo devono contenere le informazioni necessarie perché gli investitori possano formulare un giudizio fondato sull'investimento che è loro proposto ed in particolare sui relativi rischi. Queste informazioni devono comprendere, indipendentemente dagli strumenti in cui viene effettuato l'investimento, una illustrazione chiara e facilmente comprensibile dei profili di rischio del fondo.2. Il prospetto completo comporta almeno le informazioni previste nello schema A allegato alla presente direttiva, sempre che queste non siano contenute nel regolamento del fondo o negli atti costitutivi allegati al prospetto completo conformemente all'articolo 29, paragrafo 1.3. Il prospetto semplificato contiene in forma sintetica almeno le informazioni fondamentali di cui allo schema C allegato alla presente direttiva. Esso è strutturato e redatto in modo tale da riuscire facilmente comprensibile per l'investitore medio. Gli Stati membri possono permettere che il prospetto semplificato sia allegato al prospetto completo come parte staccabile del medesimo. Il prospetto semplificato può essere impiegato come strumento di commercializzazione da utilizzarsi senza modifiche in tutti gli Stati membri, fatta salva la traduzione. Pertanto gli Stati membri si astengono dal prescrivere l'aggiunta di ulteriori documenti o informazioni supplementari.4. Il prospetto semplificato e il prospetto completo possono presentarsi nella forma di un documento cartaceo o su qualsiasi altro supporto durevole avente lo stesso valore ai fini legali, approvato dalle autorità competenti."7) Il testo dell'articolo 29 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 291. Il regolamento del fondo o gli atti costitutivi della società di investimento formano parte integrante del prospetto completo, al quale devono essere allegati.2. I documenti di cui al paragrafo 1 possono tuttavia non essere allegati al prospetto completo purché i titolari di quote siano informati della possibilità di ottenere, a richiesta, l'invio di tali documenti o l'indicazione del luogo in cui potranno consultarli in ciascuno degli Stati membri in cui le quote sono commercializzate."8) Il testo dell'articolo 30 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 30Gli elementi essenziali del prospetto completo e del prospetto semplificato devono essere tenuti aggiornati."9) Il testo dell'articolo 32 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 32L'OICVM deve trasmettere il prospetto completo e il prospetto semplificato e le relative modifiche, nonché le relazioni annuali e semestrali, alle autorità competenti."10) Il testo dell'articolo 33 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 331. Il prospetto semplificato deve essere rilasciato gratuitamente al sottoscrittore prima della conclusione del contratto.Inoltre, il prospetto completo e l'ultima relazione annuale e l'ultima relazione semestrale pubblicate devono essere messi a disposizione del sottoscrittore gratuitamente su richiesta.2. Le relazioni annuali e semestrali devono essere trasmesse gratuitamente ai detentori di quote che ne fanno richiesta.3. Le relazioni annuali e semestrali devono essere messe a disposizione del pubblico nei luoghi indicati nel prospetto completo e nel prospetto semplificato o essere consultabili attraverso altri mezzi approvati dalle autorità competenti."11) Il testo dell'articolo 35 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 35Ogni pubblicità che contenga l'invito all'acquisto di quote di un OICVM deve indicare l'esistenza dei prospetti e i luoghi in cui il pubblico li può ottenere nonché gli eventuali altri mezzi attraverso i quali può consultarli."12) Il testo dell'articolo 46 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 46Qualsiasi società di gestione (relativamente agli OICVM da essa gestiti) o qualsiasi società di investimento che si proponga di commercializzare le sue quote in uno Stato membro diverso da quello in cui è situata deve preventivamente informare di tale intenzione le autorità competenti dell'altro Stato membro. Deve inoltre trasmettere contemporaneamente a queste ultime:- un attestato delle autorità competenti in cui si certifichi che la società di investimento soddisfa le condizioni di cui alla presente direttiva;- il regolamento del fondo o i suoi atti costitutivi;- il prospetto completo e il prospetto semplificato;- se del caso, l'ultima relazione annuale e la relazione semestrale successiva;- informazioni sulle modalità di commercializzazione delle sue quote nell'altro Stato membro.La società di investimento o la società di gestione può iniziare la commercializzazione delle sue quote nell'altro Stato membro dopo un mese a decorrere da tale comunicazione, a meno che le autorità competenti dello Stato membro in questione non dichiarino, con decisione motivata presa prima dello scadere del termine di un mese di cui sopra, che le modalità di commercializzazione delle quote non sono conformi alle disposizioni di cui all'articolo 44, paragrafo 1 e dell'articolo 45."13) Il testo dell'articolo 47 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 47Un OICVM che commercializzi le sue quote in uno Stato membro diverso da quello in cui è situato deve diffondere in questo altro Stato membro, secondo le stesse modalità in vigore nello Stato membro di originei) il prospetto semplificato e le altre informazioni di cui agli articoli 29 e 30 della presente direttiva, in una lingua di agevole comprensione per gli investitori interessati nello Stato membro ospitante;ii) il prospetto completo e le relazione annuale e semestrale nella lingua ufficiale o in una delle lingue ufficiali dello Stato membro ospitante oppure in un'altra lingua, purché nello Stato membro in questione tale lingua sia correntemente utilizzata negli ambienti finanziari, risulti accettabile per le autorità competenti e siano rispettate le ulteriori condizioni eventualmente stabilite da queste ultime."14) Dopo l'articolo 52 sono inseriti gli articoli seguenti:"Articolo 52 bis1. Qualora una società di gestione eserciti la sua attività in uno o più Stati membri ospitanti, in regime di libera prestazione di servizi o tramite succursali ivi costituite, le autorità competenti di tutti gli Stati membri interessati collaborano strettamente.Esse si comunicano, a richiesta, tutte le informazioni concernenti la gestione e la proprietà di tali società atte a facilitare la vigilanza nonché tutte le informazioni che possono facilitare il controllo di tali imprese. In particolare, le autorità dello Stato membro di origine collaborano per assicurare che le autorità degli Stati membri ospitanti possano raccogliere le informazioni di cui all'articolo 6 quater, paragrafo 2.2. Ove ciò risulti necessario per l'esercizio delle loro funzioni di vigilanza, le autorità competenti dello Stato membro di origine vengono informate dalla autorità competenti degli Stati membri ospitanti delle misure prese da queste ultime che comportano l'imposizione di sanzioni o restrizioni all'attività di una società di gestione.Articolo 52 ter1. Gli Stati membri ospitanti provvedono affinché, quando una società di gestione autorizzata in un altro Stato membro esercita la sua attività sul loro territorio attraverso una succursale, le autorità competenti dello Stato membro di origine della società di gestione possano, dopo aver informato le autorità competenti dello Stato membro ospitante, procedere esse stesse o tramite persone all'uopo designate alla verifica in loco delle informazioni di cui all'articolo 52 bis.2. Le autorità competenti dello Stato membro di origine della società di gestione possono parimenti chiedere alle autorità competenti dello Stato membro ospitante di procedere a tale verifica. Le autorità che hanno ricevuto tale richiesta devono darvi seguito, nell'ambito della loro competenza, procedendo esse stesse a tale verifica, permettendo alle autorità che hanno presentato la richiesta di procedervi oppure lasciando che vi provvedano revisori contabili o esperti.3. Il presente articolo non pregiudica il diritto delle autorità competenti dello Stato membro ospitante di procedere a verifiche in loco nelle succursali costituite nel loro territorio nell'esercizio delle competenze loro conferite dalla presente direttiva."15) Lo schema A dell'allegato è modificato come segue.Nella colonna "Informazioni concernenti la società di investimento", dopo il punto 1.2. è aggiunto il punto seguente:"1.3. Per le società di investimento che hanno più comparti, indicazione dei comparti."Nella colonna "Informazioni concernenti la società di investimento", nel punto 1.13. è aggiunta la frase seguente:"Per le società di investimento che hanno più comparti, informazioni sul modo in cui i detentori di quote possono passare da un comparto all'altro e sugli oneri addebitati in tal caso."Dopo il punto 4 sono aggiunti i seguenti punti 5 e 6:"5. Altre informazioni sugli investimenti:5.1. Rendimento storico del fondo di investimento o della società di investimento (se del caso)5.2 Profilo dell'investitore tipo per le esigenze del quale il fondo di investimento o la società di investimento sono concepiti.6. Informazioni economiche6.1. Eventuali spese e commissioni, diverse dagli oneri di cui al punto 1.17, distinguendo tra quelle addebitate ai detentori di quote e quelle imputate a carico delle attività del fondo di investimento o della società di investimento."Disposizioni transitorie e finaliArticolo 21. Le imprese di investimento, quali sono definite all'articolo 1, punto 2 della DSI, che sono autorizzate a prestare unicamente i servizi di cui alla sezione A, punto 3 e alla sezione C, punti 1 e 6 dell'allegato della DSI stessa, possono essere autorizzate ai sensi della presente direttiva a gestire fondi di investimento e società di investimento e ad assumere la denominazione di "società di gestione". Le imprese di investimento che optano per tale cambiamento devono rinunciare all'autorizzazione ottenuta a norma della DSI.2. Le società di gestione autorizzate nel loro Stato membro di origine prima del 31 dicembre 2002 a svolgere, ai sensi della direttiva 85/611/CEE, l'attività di gestione di fondi di investimento e società di investimento sono considerate autorizzate ai fini della presente direttiva se la legislazione dello Stato membro di origine impone, per l'esercizio di tale attività, condizioni equivalenti a quelle di cui agli articoli 5 bis e 5 ter.3. Le società di gestione autorizzate prima del 31 dicembre 2002 che non rientrano nel campo d'applicazione del paragrafo 2 possono proseguire l'attività purché vi siano autorizzate entro il 31 dicembre 2005 secondo le disposizioni in vigore nello Stato membro di origine adottate in attuazione della presente direttiva.Solo dopo aver ricevuto tale autorizzazione le società di gestione in questione possono beneficiare delle disposizioni della presente direttiva in materia di diritto di stabilimento e di libera prestazione di servizi.Articolo 3Gli Stati membri adottano al più tardi il 30 giugno 2002 le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva.Dette disposizioni entrano in vigore al più tardi il 31 dicembre 2002. Gli Stati membri ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 4La presente direttiva entra in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 5Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, [...]Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioLa Presidente Il Presidente [...] [...]ALLEGATO ISCHEMA CCONTENUTO DEL PROSPETTO SEMPLIFICATOBreve presentazione dell'OICVM* data di costituzione del fondo di investimento o della società di investimento e indicazione dello Stato membro nel quale il fondo di investimento o la società di investimento sono registrati/sono stati costituiti* identità della società di gestione (se del caso)* durata prevista (se del caso)* identità del depositario* identità dei revisori* istituto finanziario (ad es. banca) promotore dell'OICVM.Informazione sugli investimenti* breve indicazione degli obiettivi dell'OICVM* se si tratta di una società di investimento con più comparti, indicazione di tali comparti* politica di investimento del fondo di investimento o della società di investimento e breve valutazione dei profili di rischio del fondo (comprendente, se del caso, le informazioni di cui agli articoli 24 bis e 24 ter)* rendimento storico del fondo di investimento o della società di investimento (se del caso)* profilo dell'investitore tipo per le esigenze del quale il fondo di investimento o la società di investimento sono concepiti.Informazioni economiche* regime fiscale* commissioni di ingresso e di uscita* eventuali altre spese e commissioni, distinguendo tra quelle addebitate ai detentori di quote e quelle imputate a carico delle attività del fondo di investimento o della società di investimento.Informazioni commerciali* modalità di acquisto delle quote* modalità di vendita delle quote* per le società di investimento che hanno più comparti, modalità di passaggio da un comparto ad un altro e oneri addebitati per il passaggio* data e modalità di distribuzione dei dividendi (se del caso)* periodicità, luogo e modalità di pubblicazione o di consultazione dei prezzi* indicazione di un punto di contatto (persona/ufficio, orario ecc.) presso il quale possono essere richieste ulteriori informazioni.Informazioni aggiuntive* avvertenza indicante che, a richiesta, il prospetto completo e le relazioni annuali e semestrali possono essere ottenuti gratuitamente prima della conclusione del contratto e successivamente.ALLEGATO IIFunzioni comprese nell'attività di gestione di portafogli collettivi* Attività di investimentoa) gestione di investimentib) amministrazione di investimenti (ad es.: dare istruzioni agli operatori di borsa, organizzare i regolamenti, dare istruzioni al depositario in merito all'esercizio dei diritti di voto)* Commercializzazionea) produzione di documentazioneb) vendita delle quote dei fondi di investimento e delle società di investimento gestite dalla società di gestionec) relazioni con gli agenti incaricati della vendita* Amministrazionea) servizi legali e contabili relativi alla gestione del fondob) servizio di informazione per i clientic) valutazione e determinazione del prezzo (anche ai fini delle dichiarazioni fiscali)d) controllo dell'osservanza della normativa applicabilee) tenuta del registro dei detentori delle quotef) distribuzione dei proventig) emissione e riscatto delle quoteh) regolamento dei contratti (compreso l'invio dei certificati)i) tenuta dei libri.SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO  IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Denominazione della proposta:DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA DIRETTIVA 85/611/CEE CONCERNENTE IL COORDINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE, REGOLAMENTARI ED AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI TALUNI ORGANISMI D'INVESTIMENTO COLLETTIVO IN VALORI MOBILIARI (OICVM) AL FINE DI REGOLAMENTARE LE SOCIETÀ DI GESTIONE ED I PROSPETTI SEMPLIFICATINumero di riferimento del documentoMARKT/3011/2000 REV 2LA PROPOSTA1. Considerato il principio della sussidiarietà, perché è necessaria una normativa comunitaria in questo settore e quali sono i suoi principali obiettivi-La proposta mira a rafforzare il mercato unico nel settore delle imprese di investimento collettivo, aggiornando le norme relative alle società di gestione ed agli obblighi di informazione relativi agli OICVM in modo da porre su un piano di parità gli operatori concorrenti nel settore dei servizi finanziari, rafforzare la vigilanza ed incrementare la tutela degli investitori.La proposta introduce pertanto una procedura di autorizzazione armonizzata per le società di gestione, regole sull'apertura delle succursali e sulla libera prestazione di servizi da parte di tali società, norme che garantiscono la collaborazione tra le autorità di vigilanza dei singoli Stati membri ed il miglioramento della qualità delle informazioni fornite al pubblico. Tali disposizioni sono necessarie per il conseguimento dei principali obiettivi prefissi, indicati in modo più particolareggiato nel prosieguo della presente scheda, i quali possono essere realizzati unicamente mediante una direttiva comunitaria vincolante.Conformemente a quanto preannunciato dalla Commissione nel Piano d'azione per il mercato unico, la presente proposta mira a rafforzare il mercato unico nel settore delle imprese di investimento collettivo :* aggiornando la normativa sulle società di gestione, in modo da allinearla con la normativa vigente per gli altri operatori del settore dei servizi finanziari (banche, imprese di investimento, imprese di assicurazioni). A tali operatori verrà attribuito in particolare un passaporto europeo, che - in linea con i principi del trattato - consentirà loro di costituire succursali in altri Stati membri e di operare nell'ambito dell'UE in regime di libera prestazione dei servizi;* rivedendo le vigenti restrizioni che impediscono alle società di gestione di svolgere attività diverse dalla gestione degli attivi di fondi comuni e di imprese di investimento (gestione di portafogli collettivi). In avvenire sarà consentito a tali società di svolgere, oltre alla gestione dei portafogli collettivi, anche il servizio della gestione di portafogli individuali (per gli investitori privati o istituzionali, quali ad esempio i fondi di pensione) nonché talune attività ausiliarie specifiche connesse con le attività principali;* individuando le funzioni rientranti nell'ambito dell'attività di gestione dei portafogli collettivi e definendo i casi e modi in cui tali funzioni possono essere delegate a soggetti terzi;* innovando i documenti informativi da consegnare agli investitori. La proposta introduce l'uso di prospetti semplificati.L'impatto sulle imprese2. Su quali settori inciderà la proposta-La proposta inciderà sulle società di gestione già disciplinate dalla direttiva OICVM, indipendentemente dalla loro dimensione. La maggior parte delle società di gestione sono ubicate nei centri finanziari dell'UE.3. Quali sono gli obblighi che le imprese devono adempiere per conformarsi alla proposta-Al fine di ottenere un'autorizzazione valida in tutti gli Stati membri ed essere ammesse ad esercitare l'attività, le imprese di gestione dovranno adempiere i criteri stabiliti nella proposta. Il capitale minimo per l'inizio dell'attività è indicato in EUR 125 000. Ulteriori requisiti patrimoniali sono previsti per le società di gestione le quali gestiscono OICVM armonizzati che investano in titoli diversi dai valori mobiliari e per le società di gestione le quali svolgono attività ulteriori rientranti nell'ambito della DSI . Per queste ultime i requisiti patrimoniali sono identici a quelli vigenti per le imprese di investimenti contemplate dalla DSI .4. Quali sono i probabili effetti economici della proposta-- sull'occupazioneLe imprese di gestione, pur potendo gestire ingenti quantità di risparmi (la direttiva non fissa alcun massimale per gli attivi che le singole società possono gestire), hanno un numero di dipendenti relativamente ridotto. Sotto questo profilo non si prevede che la proposta incida significativamente sull'occupazione nel settore di cui trattasi. I requisiti in materia di trasparenza renderanno più attraenti gli investimenti in OICVM, che potrebbero investire i fondi raccolti in azioni di imprese in crescita. L'apporto di capitali supplementari potrebbe consentire di creare nuovi posti di lavoro.- sugli investimenti e sulla costituzione di nuove impreseIl fatto che la proposta consenta alle società di gestione di gestire altresì i portafogli di singoli investitori può attirare nuove imprese verso il settore. Inoltre il conferimento del passaporto europeo alle società di gestione concorrerà ad un espansione dell'attività in tutta l'Unione europea.- sulla competitività delle impreseI fattori che possono concorrere a stimolare la concorrenza sono:* il fatto che le società di gestione possono essere autorizzate ad esercitare anche la gestione di portafogli individuali, ed in particolare quella degli attivi dei fondi pensione, rafforzerà la concorrenza nell'ambito del settore. Gli altri intermediari che competono nel settore sono essenzialmente le banche, le imprese di investimenti e le imprese di assicurazioni;* l'introduzione dell'autorizzazione unica, che consentirà alle società di gestione di costituire reti di distribuzione proprie nell'ambito dell'UE, rafforzerà la concorrenza internazionale.5. La proposta contiene provvedimenti commisurati specificamente alla situazione particolare delle piccole e medie imprese (prescrizioni meno rigorose o diverse ecc.)-No. Tutte le società di gestione devono osservare le stesse disposizioni. Tuttavia è presumibile che una parte degli attivi sarà investita in azioni di PMI in fase di crescita, rendendo così disponibili più risorse per investimenti aggiuntivi.Consultazione6. Elenco delle organizzazioni consultate in merito alla proposta ed esposizione delle principali osservazioni.La Federazione europea dei fondi e delle società di investimento (FEFSI), che rappresenta gli interessi del settore considerato complessivamente, e le associazione nazionali di gestori di fondi d'investimento sono stati consultati durante l'elaborazione della proposta originaria nonché nel corso dei successivi lavori relativi alla proposta modificata. L'imprenditoria europea dei fondi d'investimento concorda in linea di principio sulla necessità di aggiornare la disciplina delle società di gestione ed auspica vivamente l'introduzione dei prospetti semplificati.