CELEX: C1999/174/20
Language: it
Date: 1999-06-19 00:00:00
Title: Causa T-75/99: Ricorso della Eli Lilly and Company Ltd contro Commissione delle Comunità europee, proposto il 15 marzo 1999

19.6.1999               IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 174/9
La società ricorrente conclude la sua argomentazione dichia-                 La ricorrente deduce:
rando che l’obbligo di recuperare gli aiuti di cui trattasi non è
sorretto da motivazione sufficiente, in violazione dei principi              — violazione di un requisito di procedura essenziale in quanto
di proporzionalità, di legittimo affidamento, di uguaglianza e                    il regolamento impugnato ha fornito o quantomeno non
di divieto di arbitrarietà.                                                       ha fornito chiaramente la base legale e/o in quanto la
                                                                                  congiunzione di due basi legali implica una violazione
                                                                                  dei requisiti di procedura essenziali posti dalla direttiva
                                                                                  70/524/CEE (2);
                                                                             — errore manifesto di valutazione da parte del Consiglio
                                                                                  nell’applicazione dell’art. 3, lett. a) e e) della direttiva
Ricorso della Alpharma Inc. contro il Consiglio dell’Unio-                        70/524/CEE;
            ne europea, proposto l’11 marzo 1999                             — violazione da parte del Consiglio dei principi fondamentali
                                                                                  del diritto facenti parte dell’ordinamento giuridico comuni-
                         (Causa T-70/99)                                          tario, come il principio di proporzionalità, il principio
                                                                                  della tutela della legittima aspettativa e il diritto di essere
                         (1999/C 174/19)                                          ostacolata e, infine
                                                                             — motivazione insufficiente del regolamento controverso
                    (Lingua processuale: l’inglese)                               e, di conseguenza, violazione da parte del Consiglio
                                                                                  dell’art. 190 del Trattato CE.
L’11 marzo 1999, 1 ’Alpharma Inc., con sede in Fort Lee
(USA) rappresentata dal signor Gavin Robert, di Londra e                     (1) V. anche causa T-13/93, Pfizer Animal Health/Consiglio non
dell’avv. Bernard Van de Walle de Ghelcke, del foro di Bruxelles                 ancora pubblicata sullo GUCE.
e con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio Loesch                (2) Direttiva del Consiglio 23 novembre 1970, relativa agli additivi
& Wolter, 11, rue Goethe, Lussemburgo, ha proposto dinanzi                       nell’alimentazione degli animali (GU L 270 del 14.12.1970,
al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso                    pag. 1).
contro il Consiglio dell’Unione europea.
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
— annullare il regolamento (CE) del Consiglio 17 dicembre
     1998, n. 2821, che modifica la direttiva 70/524/CEE del                 Ricorso della Eli Lilly and Company Ltd contro Commis-
     Consiglio, relativa agli additivi nell’alimentazione degli              sione delle Comunità europee, proposto il 15 marzo 1999
     animali, in ordine alla revoca dell’autorizzazione di taluni                                      (Causa T-75/99)
     antibiotici oppure
— annullare il regolamento (CE) n. 2821/98 nella parte che                                             (1999/C 174/20)
     riguarda la revoca dell’autorizzazione per la zinco-
     bacitrocina e                                                                                (Lingua processuale: l’inglese)
— condannare il Consiglio alle spese.                                        Il 15 marzo 1999, la Eli Lilly and Company Ltd, rappresentata
                                                                             dagli avv.ti Denis Waelbroeck e Dirk Brinckman, con domicilio
                                                                             eletto in Lussemburgo presso lo studio legale Arendt &
Mezzi e principali argomenti                                                 Medernach, B.P. 39, L-2010, ha proposto dinanzi al Tribunale
                                                                             di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
La ricorrente, una società di diritto dello Stato di Delaware e              Commissione delle Comunità europee.
con sede negli USA, produce un additivo antibiotico per
l’alimentazione zootecnica denominato zinco-bacitrocina,                     La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
secondo una formula appropriata per essere usata come un
agente per la crescita antimicrobica negli animali. La ricorrente            — dichiarare, ai sensi dell’art. 175 del Trattato CE, che,
è l’unica produttrice e la maggiore fornitrice di zinco-                          violando l’art. 176 del medesimo Trattato, la Commissione
bacitrocina nel SEE e ne commercializza l’additivo che viene                      ha omesso di adottare i necessari provvedimenti per
prodotto in Norvegia sotto il nome comune di Albac.                               conformarsi alla sentenza del Tribunale di primo grado
                                                                                  25 giugno 1998, causa T-120/96 (Lilly Industries/Commis-
Il regolamento controverso (1) revoca l’autorizzazione per                        sione);
l’uso e la commercializzazione dello zinco-bacitrocina come                  — disporre che la Commissione versi un risarcimento di
additivo nell’alimentazione zootecnica a partire dal 30 giugno                    2,6 milioni di Ecu, in conformità con gli artt. 178 e 215,
1999. Il divieto della zinco-bacitrocina è stato ritenuto essere                  secondo comma, del Trattato CE, a causa del danno
una misura di salvaguardia fino a una più chiara prova                            materiale e morale subito come conseguenza dell’inadem-
scientifica per quanto riguarda la resistenza antibiotica e                       pimento della Commissione;
l’accertamento del rischio del suo trasferimento dagli animali
all’uomo. Siffatto trasferimento di resistenza ridurrebbe l’effica-          — condannare la Commissione a versare un risarcimento di
cia della zinco-bacitrocina impiegato come prodotto medicina-                     1 000 Ecu dal giorno dalla data della sentenza nella
le ad uso umano. Contemporaneamente erano stati vietati tre                       presente causa e fino a quello in cui la Commissione avrà
altri prodotti, cioè la Spiramicina, la Virginiomicina e il fosfato               adottato i necessari provvedimenti per conformarsi alla
di tilosina. Tale divieto deve essere riesaminato entro il                        sentenza del Tribunale di primo grado nella causa
31 dicembre 2000.                                                                 T-120/96;
 ---pagebreak--- C 174/10                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           19.6.1999
— condannare la Commissione alle spese di causa.                             La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                                                                             1) annullare il regolamento (CEE) della Commissione
                                                                                  18 marzo 1999, n. 590, che completa l’allegato del
Motivi e principali argomenti                                                     regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione relativo
                                                                                  alla registrazione delle indicazioni geografiche e delle
Nella sentenza emanata nella causa T-120/96 (1), il Tribunale                     denominazioni di origine nel quadro della procedura di cui
di primo grado annullava la decisione della Commissione                           all’art. 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92;
22 maggio 1996 che aveva respinto la richiesta di inclusione
del somidobove all’allegato II del regolamento (CEE) del                     2) condannare la convenuta alle spese.
Consiglio 26 giugno 1990, n. 2377, che definisce una
procedura comunitaria per la determinazione dei limiti massi-
                                                                             Motivi e principali argomenti:
mi di residui di medicinali veterinari negli alimenti di origine
animale (2). Conformemente a tale sentenza, la Commissione,
violando gli obblighi incombentile ai sensi dell’art. 176 del                La ricorrente produce confetture di cetrioli seconda ricette che
Trattato CE, ha omesso di sottoporre il progetto di regolamen-               da secoli sono usate nel territorio dello Spreewald. La sede
to, includente il somidobove, nell’allegato II del suddetto                  dell’impresa è situata a circa 40-50 km ad ovest di tale zona.
regolamento all’esame del comitato di regolamentazione.
                                                                             La ricorrente fa valere che col regolamento impugnato la
                                                                             denominazione «Spreewälder Gurken» (cetrioli dello Spree-
A parere del ricorrente, la Commissione non godrebbe di alcun                wald) è stata ripresa nell’allegato (CE) n. 1107/96 del regola-
margine di discrezionalità nella fattispecie: le incomberebbe                mento (CEE) n. 2081/92 relativo alla protezione delle indica-
unicamente l’obbligo di redigere un progetto di regolamento                  zioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti
che includa il somidobove all’allegato II e di sottoporlo, per               agricoli ed alimentari (1). Il regolamento impugnato impliche-
approvazione, al comitato di regolamentazione.                               rebbe d’ora in poi che il termine «Spreewald» non potrebbe più
                                                                             essere utilizzato quando non siano soddisfatti i presupposti di
Inoltre, ai sensi della giurisprudenza della Corte di giustizia, i           tale regolamento.
provvedimenti di esecuzione di una sentenza che annulli un
atto di un’istituzione debbono essere adottati entro un termine              Ad avviso della ricorrente, il regolamento impugnato si
ragionevole. Nel caso di specie, sono trascorsi setti mesi dalla             contraddistingue soprattutto per la circostanza ch’esso —
sentenza emanata nella causa T-120/96 senza che l’istituzione                mettendo in non cale tutti i dati di diritto e di fatto —
convenuta abbia ancora adottato alcun provvedimento per                      rappresenterebbe un dubbioso meccanismo di intrighi politica-
conformarvisi; non solo, ma essa ha pubblicamente annunciato                 mente ed economicamente motivati («manovre») da parte di
la sua contrarietà a farlo.                                                  uno Stato membro, come la Repubblica federale di Germania,
                                                                             il cui ministero della Giustizia rivolgerebbe in definitiva alla
                                                                             Commissione una raccomandazione a favore dell’emanazione
(1) Sentenza 25 giugno 1998 nella causa T-120/96, Lilly Industries           del regolamento impugnato.
    Ltd/Commissione delle Comunità europee (Racc. pag. II-2573).
(2) GU 1990, L 224, pag. 1.                                                  La ricorrente censura errori di procedura sostanziali in rappor-
                                                                             to all’adozione del regolamento impugnato, particolarmente
                                                                             per l’applicazione, inappropriata per gli «Spreewälder Gurken»,
                                                                             della procedura semplificata ex art. 17 del regolamento (CEE)
                                                                             n. 2081/92, la riduzione ad essa collegata delle possibilità di
                                                                             ricorso nonché l’inosservanza del termine di sei mesi del-
                                                                             l’art. 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92.
                                                                             La ricorrente adduce che il regolamento impugnato non può
Ricorso della Jütro Konservenfabrik GmbH & Co. KG                            essere compatibile con l’art. 2 di tale regolamento, il che
contro la Commissione delle Comunità europee, presenta-                      riguarderebbe la protezione delle indicazioni geografiche
                        to il 1o aprile 1999                                 oppure delle denominazioni d’origine. Inoltre, nel contesto del
                                                                             regolamento impugnato, non si sarebbe provveduto ad un
                                                                             regolamento transitorio applicabile nella Repubblica federale
                          (Causa T-76/99)
                                                                             di Germania, come fondamentalmente sarebbe richiesto dal-
                                                                             l’art. 13, n. 2, del regolamento (CEE) n. 2081/92.
                         (1999/C 174/21)
                                                                             La ricorrente attacca poi l’abuso di potere con riferimento alla
                                                                             delimitazione operata artificialmente ed in modo particolar-
                    (Lingua processuale: il tedesco)                         mente falso della «zona economica Spreewald». Il potere
                                                                             discrezionale attribuito al legislatore di definire territori geogra-
                                                                             fici sarebbe esercitato in modo non oggettivo, quando la
Il 1o aprile 1999, la Jütro Konservenfabrik GmbH & Co. KG,                   delimitazione geografica poggi su considerazioni non pertinen-
Jüterbog (Repubblica federale di Germania), con l’avv. Rolf                  ti, vale a dire, come nella fattispecie, su esigenze politiche ed
Shultz-Süchting dello studio Boesebeck Droste, Amburgo, con                  economiche. Si commetterebbe per di più un errore di
domicilio eletto presso lo studio Arendt & Medernach, 8-10,                  valutazione se invece di un territorio geografico noto al
rue Mathias Hardt, Lussemburgo, ha presentato dinanzi al                     commercio venisse definita una «zona economica dello Spree-
Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso                   wald», che non avrebbe minimamente a che vedere col
contro la Commissione delle Comunità europee.                                territorio geografico dello «Spreewald».