CELEX: 61969CJ0067
Language: it
Date: 1971-03-16
Title: Sentenza della Corte del 16 marzo 1971. # Società industriale metallurgica di Napoli (Simet) contro Commissione delle Comunità europee. # Causa 67-69.

Avis juridique important

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61969J0067

SENTENZA DELLA CORTE DEL 16 MARZO 1971.  -  SOCIETA'INDUSTRIALE METALLURGICA DI NAPOLI (SIMET) CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 67/69.  

raccolta della giurisprudenza 1971 pagina 00197 edizione speciale danese pagina 00033 edizione speciale greca pagina 00717 edizione speciale portoghese pagina 00053

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . INFORMAZIONE - VERIFICHE - ESEGUITE DA MANDATARI - NON VI E DELEGAZIONE DI POTERE - LIBERA SCELTA DEI MANDATARI  ( TRATTATO CECA, ART . 47 )  2 . CONSORZI FINANZIARI COMUNI - ROTTAME - PEREQUAZIONE - CONTEGGI DEFINITIVI - INTERESSE CAPITALIZZATO DEI DEBITI E DEI CREDITI - LEGITTIMITA  ( DECISIONE GENERALE DELL' ALTA AUTORITA CECA 19/65 DEL 15 DICEMBRE 1965, ART . 5 )  3 . CONSORZI FINANZIARI COMUNI - PEREQUAZIONE - DECISIONE GENERALE ADOTTATA SU PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO - RACCOMANDAZIONI GENERALI CONTENUTE NEL PARERE - NON HANNO CONSEGUENZE SULL' APPREZZAMENTO DELLE COMPETENZE DEFINITE DALLA DECISIONE  ( TRATTATO CECA, ART . 53 )  4 . CONSORZI FINANZIARI COMUNI - PEREQUAZIONE - INCONVENIENTI NORMALI - PREGIUDIZIO - NON SUSSISTE  ( TRATTATO CECA, ART . 40, ART . 53 )  5 . RESPONSABILITA DELLA CECA - ILLEGITO - FRODI - OBBLIGO DI SORVEGLIANZA DELL' AMMINISTRAZIONE - INOSSERVANZA - PROVA INSUFFICIENTE  ( TRATTATO CECA, ART . 40 )  

Massima

1 . L' ART . 47 AUTORIZZAVA L' ALTA AUTORITA A FAR EFFETTUARE CONTROLLI, QUINDI IL MANDATO IN FORZA DEL QUALE ESSA LI FACEVA EFFETTUARE COSTITUIVA ESERCIZIO DI POTERI E NON GIA DELEGA DEGLI STESSI; NON ERA NECESSARIO OSSERVARE NE LE FORME NE LA PUBBLICITA PRESCRITTE IN CASO DI DELEGA DI POTERI . L' ESPRESSIONE " FARE EFFETTUARE " INDICA CHIARAMENTE CHE L' ALTA AUTORITA NON ERA TENUTA AD ESEGUIRE LE VERIFICHE VALENDOSI UNICAMENTE DEI PROPRI DIPENDENTI, BENSI' POTEVA FARLE EFFETTUARE DA CHIUNQUE RITENESSE IDONEO A CIO '.  2 . L' EQUILIBRIO NECESSARIO NELLA GESTIONE DEL MECCANISMO, LA PARITA DI TRATTAMENTO E L' INTERDIPENDENZA DELLE PRESTAZIONI IMPLICAVANO CHE QUEST' ONERE SUPPLEMENTARE FOSSE COMPENSATO MEDIANTE L' APPLICAZIONE DELLO STESSO TASSO D' INTERESSE AI DEBITI E AI CREDITI . L' ISTITUZIONE DI UN SISTEMA D' INTERESSI CAPITALIZZATI NE VIOLA IL TRATTATO, NE LE NORME RELATIVE ALLA SUA ATTUAZIONE, COMUNQUE LA CORRESPONSIONE DI QUESTI INTERESSI NON PUO' VENIRE RICHIESTA FINCHE I DEBITORI NON SONO STATI EDOTTI DELLA LORO SITUAZIONE DEBITORIA .  3 . LE RACCOMANDAZIONI FORMULATE DAL CONSIGLIO IN OCCASIONE DELL' ADOZIONE DI UN PARERE CONFORME NON POSSONO LIMITARE NE MODIFICARE I POTERI ESPRESSAMENTE ATTRIBUITI DALLA DECISIONE CHE COSTITUISCE OGGETTO DEL PARERE . LA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI ADOTTATE IN FORZA DI UNA DECISIONE GENERALE CHE HA COSTITUITO OGGETTO DI UN PARERE CONFORME, VA DUNQUE ACCERTATA UNICAMENTE ALLE LUCE DELLE DISPOSIZIONI DI DETTA DECISIONE GENERALE .  4 . GLI SVANTAGGI INEVITABILI E INERENTI AL SISTEMA DI PEREQUAZIONE CHE, PER SUA NATURA IMPLICA CALCOLI A POSTERIORI PER DETERMINARE L' ALIQUOTA RELATIVA, NON COSTITUISCONO UN PREGIUDIZIO RISARCIBILE .  5 . LA SUSSISTENZA DI FRODI NON E DI PER SE SUFFICIENTE A DIMOSTRARE CHE L' AMMINISTRAZIONE E VENUTA MENO AI SUOI OBBLIGHI DI SORVEGLIANZA ED HA QUINDI COMMESSO UN ILLECITO .  

Parti

NELLA CAUSA 67-69  SOCIETA' INDUSTRIALE METALLURGICA DI NAPOLI ( SIMET ), S.P.A ., CON SEDE IN NAPOLI-BARRA, VIA STEFANO BARBATO 16, ASSISTITA DALL' AVV . ARTURO COTTRAU, CUI E SUBENTRATO IN CORSO DI CAUSA L' AVV . GIORGIO COTTRAU, DEL FORO DI TORINO, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . GEORGES MARGUE, 20, RUE PHILIPPE II, RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL PROPRIO CONSIGLIERE GIURIDICO, AVV . ANTONINO ABATE, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . EMILE REUTER, 4 BOULEVARD ROYAL, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO  - L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE INDIVIDUALE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE 9 OTTOBRE 1969, CHE OBBLIGA L' IMPRESA SIMET A PAGARE LE SOMME DOVUTE IN APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI RELATIVE AI CONSORZI DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO ED ASSIMILATO;  - IL RISARCIMENTO DEL DANNO CONSEGUENTE ALL' ILLECITO COMMESSO DALLA CONVENUTA,  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO 12 NOVEMBRE 1969, DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL 14 NOVEMBRE 1969, L' IMPRESA SIMET DI NAPOLI HA PROMOSSO DINANZI A QUESTA CORTE  A ) UN' AZIONE D' ANNULLAMENTO, A NORMA DELL' ART . 33 DEL TRATTATO CHE HA ISTITUITO LA COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO, DIRETTA CONTRO LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE 9 OTTOBRE 1969 - DECISIONE ADOTTATA IN FORZA DELLE DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE PEREQUAZIONE DEL ROTTAME IMPORTATO E ASSIMILATO - LA QUALE DETERMINAVA L' IMPONIBILE DI ROTTAME DELL' IMPRESA E L' IMPORTO DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE DA ESSA DOVUTI, E  B ) UN' AZIONE DI DANNI, A NORMA DELL' ART . 40 DELLO STESSO TRATTATO .  L' AZIONE D' ANNULLAMENTO  2 LA RICORRENTE HA DEDOTTO CONTRO LA DECISIONE IMPUGNATA I MEZZI DI VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI, PER DIFETTO DI MOTIVAZIONE, E DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO O DELLE NORME RELATIVE ALLA SUA ATTUAZIONE, E HA SOLLEVATO INOLTRE L' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA CONTRO LE DECISIONI GENERALI DELL' ALTA AUTORITA NN . 7/63 E 19/65, CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DELLA DECISIONE IMPUGNATA .  SUL MEZZO DI VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI  3 LA RICORRENTE SOSTIENE CHE LA DECISIONE IMPUGNATA E VIZIATA DA DIFETTO DI MOTIVAZIONE IN QUANTO HA FISSATO IN 17 737 TONNELLATE L' IMPONIBILE, SENZA GIUSTIFICARE DEBITAMENTE LA DIFFERENZA TRA DETTO IMPONIBILE E LE 15 469 TONNELLATE DI ROTTAME D' ACQUISTO DA ESSA COMPLESSIVAMENTE DICHIARATE . LIMITANDOSI A DICHIARARE CHE, IN OCCASIONE DI UN CONTROLLO EFFETTUATO DAL 21 AL 25 MARZO 1960, L' IMPRESA AVREBBE ESIBITO DELLE FATTURE RELATIVE AGLI ACQUISTI DI ROTTAME EFFETTUATI NEL 1956 - PARI A 2 268 TONNELLATE - LA DECISIONE NON AVREBBE MOTIVATO IN MODO ADEGUATO L' AUMENTO DELL' IMPONIBILE RISPETTO A QUELLO RISULTANTE DALLE DICHIARAZIONI MENSILI DELL' IMPRESA, EFFETTUATE NEGLI ANNI 1957 E 1958 . LE PRESUNTE FATTURE NON SAREBBERO MAI STATE ESIBITE E NON SAREBBERO DEL RESTO MAI ESISTITE . SI TRATTEREBBE QUINDI DI ARGOMENTI GENERICI E INFONDATI .  4 LA CORTE HA DISPOSTO L' AUDIZIONE DEI SIGNORI CHAUDAT, LUCCHINI E DAVIER - CHE SI ERANO RECATI PRESSO L' IMPRESA IN OCCASIONE DEL CONTROLLO DI CUI TRATTASI - ALLO SCOPO DI ACCERTARE LA NATURA DELLE FATTURE DI CUI SOPRA ED ALTRESI' LE CIRCOSTANZE NELLE QUALI LE FATTURE STESSE SAREBBERO STATE ESIBITE . ALL' UDIENZA 17 NOVEMBRE 1970 DELLA PRIMA SEZIONE, CUI ERA STATA DOMANDATA L' ESCUSSIONE DEI TESTIMONI, E EMERSO CHE I TESTI CHAUDAT E DAVIER IN DETTA OCCASIONE SI ERANO LIMITATI A PRESENTARE ALL' IMPRESA IL TESTE LUCCHINI, IL QUALE HA EFFETTUATO LE VERIFICHE, ED A CONTROLLARE IL RISULTATO DELLE VERIFICHE STESSE .  5 IL TESTE LUCCHINI HA DICHIARATO DI AVER EFFETTUATO - DAL 21 AL 25 MARZO - PRESSO LA SEDE DELL' IMPRESA, UN CONTROLLO DELL' ENERGIA ELETTRICA CONSUMATA DURANTE L' ANNO 1956 . NEL CORSO DELLE VERIFICHE - SECONDO LE SUE DICHIARAZIONI - EGLI HA PER CASO TROVATO UN PACCO DI FATTURE D' ACQUISTO DI ROTTAME RELATIVE ALL' ANNO 1956, CHE GLI SONO STATE CONSEGNATE, A SUA RICHIESTA, DALL' IMPIEGATO CHE L' IMPRESA AVEVA MESSO A SUA DISPOSIZIONE PERCHE GLI FORNISSE I DOCUMENTI CHE POTEVANO OCCORRERGLI . SI TRATTAVA DI FATTURE REGOLARI, CHE INDICAVANO IL FORNITORE, LA DATA DELLA CONSEGNA, LA NATURA DEL ROTTAME, IL PESO E IL PREZZO .  6 IL TESTE HA DICHIARATO DI AVER ADDIZIONATO A MACCHINA I PESI E GLI IMPORTI DELLE FATTURE, PER CIASCUN MESE DELL' ANNO 1956 . IL RELATIVO NASTRO, PRODOTTO IN UDIENZA, E STATO DEPOSITATO IN CANCELLERIA . QUESTA DEPOSIZIONE NON E STATA CONTESTATA DALLA RICORRENTE, LA QUALE SI E LIMITATA A PORRE IN DUBBIO, INVOCANDO L' ART . 86 DEL TRATTATO, CHE I DIPENDENTI DELLA SOCIETA ANONIMA FIDUCIARIA SVIZZERA AVESSERO VESTE PER PROCEDERE A CONTROLLI AI SENSI DEL TRATTATO E QUINDI CHE LA COMMISSIONE POTESSE VALERSI DEI RISULTATI DEI CONTROLLI STESSI COME MEZZO DI PROVA .  7 A QUESTO PROPOSITO L' ART . 47, IL QUALE DISCIPLINA LA MATERIA DI CUI TRATTASI, AUTORIZZAVA L' ALTA AUTORITA A FAR EFFETTUARE DEI CONTROLLI . DATO CHE IL MANDATO IN FORZA DEL QUALE ESSA LI FACEVA EFFETTUARE COSTITUIVA ESERCIZIO DEI SUOI POTERI, NON GIA DELEGA DI QUESTI, NON ERA NECESSARIO OSSERVARE LE FORME NE LA PUBBLICITA PRESCRITTE IN CASO DI DELEGA DI POTERI . INOLTRE, L' ESPRESSIONE " FAR EFFETTUARE " INDICA CHIARAMENTE CHE L' ALTA AUTORITA NON ERA TENUTA AD ESEGUIRE LE VERIFICHE VALENDOSI UNICAMENTE DEI PROPRI DIPENDENTI, BENSI' POTEVA FARLE EFFETTUARE DA CHIUNQUE RITENESSE IDONEO A CIO '.  8 L' IMPRESA NON HA AFFATTO CONTESTATO LA COMPETENZA O L' OBIETTIVITA DELLA PERSONA INCARICATA DEL CONTROLLO, NE SI E DEL RESTO OPPOSTA AL CONTROLLO STESSO .  9 LE DICHIARAZIONI DEL TESTE LUCCHINI SONO CONFERMATE DA ALTRE CIRCOSTANZE ADDOTTE DALLA CONVENUTA, E PRECISAMENTE L' ESISTENZA DI UN FORNO ELETTRICO DELLA CAPACITA DI 4-5 TONNELLATE, ISTALLATO NEL FEBBRAIO 1956, IL CONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA DI QUESTO FORNO, LE SCORTE DI SEMILAVORATI, DI PRODOTTI FINITI E DI ROTTAME, ACCERTATE AL 1 ) GENNAIO 1957, IL CONTO D' ESERCIZIO, IL BILANCIO E IL CONTO PROFITTI E PERDITE PER L' ANNO 1956 . QUESTE CIRCOSTANZE FORNISCONO LA PROVA DELL' ESATTEZZA DEI DATI SUI QUALI LA COMMISSIONE HA BASATO LA PROPRIA DECISIONE .  10 QUESTI DATI SONO STATI OTTENUTI CON UN PROCEDIMENTO AMMESSO DALL' ART . 47 DEL TRATTATO . LA DECISIONE IMPUGNATA LI HA ESPOSTI IN MODO CHIARO E PRECISO . IL MEZZO RELATIVO AL DIFETTO DI MOTIVAZIONE VA QUINDI DISATTESO .  SUL MEZZO DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO  11 LA RICORRENTE SOSTIENE POI CHE LA DECISIONE IMPUGNATA E ILLEGITTIMA NELLA PARTE IN CUI PRESCRIVE LA CORRESPONSIONE D' INTERESSI SULL' IMPORTO DEI CONTRIBUTI DOVUTI AL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE . PER QUESTO DEBITO NON SI SAREBBE AVUTA ALCUNA MESSA IN MORA ANTERIORE ALLA DECISIONE IMPUGNATA, CON LA QUALE LA RICORRENTE E STATA INFORMATA DEL SUO ESATTO AMMONTARE . INOLTRE, IL SISTEMA DEGLI INTERESSI CAPITALIZZATI INTRODOTTO DALLA DECISIONE 19/65 SAREBBE ILLEGITTIMO IN QUANTO CONTRARIO AI PRINCIPI GIURIDICI FONDAMENTALI IN MATERIA D' INTERESSI . LA DECISIONE IMPUGNATA VIOLEREBBE QUINDI IL TRATTATO E LE NORME RELATIVE ALLA SUA ATTUAZIONE, IN PARTICOLARE I PRINCIPI GIURIDICI RELATIVI AL DEBITO PER INTERESSI MORATORI, QUALI SONO ACCOLTI DAGLI ORDINAMENTI GIURIDICI DEGLI STATI MEMBRI .  12 GL' INTERESSI CONTEMPLATI DALLA DECISIONE DI CUI TRATTASI SONO CONFORMI ALLA DECISIONE GENERALE 19/65, LA QUALE HA SOSTITUITO VARIE DECISIONI ANTERIORI CHE AVEVANO ISTITUITO E DISCIPLINATO L' OBBLIGO DI CORRISPONDERE GL' INTERESSI LEGALI SUI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE INSOLUTI . IL PRESENTE MEZZO SI RISOLVE QUINDI IN UN' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA DIRETTA CONTROLLO LA DECISIONE GENERALE 19/65 .  13 QUESTA STABILISCE, ALL' ART . 5, CHE A PARTIRE DAL 31 MAGGIO 1963 I SALDI CREDITORI O DEBITORI DELLE IMPRESE CONSORZIATE PRODUCONO INTERESSE DEL 5 PER CENTO ANNUO, FINO ALLA DATA DEL LORO PAGAMENTO . A NORMA DELLO STESSO ARTICOLO, LA CAPITALIZZAZIONE ANNUA DEGLI INTERESSI SULLE SOMME DI CUI SOPRA VERRA EFFETTUATA AL 31 DICEMBRE DI OGNI ANNO, A PARTIRE DAL 1 ) GENNAIO 1966 .  14 LE DECISIONI RELATIVE AL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE HANNO A BUON DIRITTO STABILITO CHE I CREDITI E I DEBITI CUI ESSO DA LUOGO PRODUCONO INTERESSI . IN PARTICOLARE LE IMPRESE CHE, AVENDO ACQUISTATO DEL ROTTAME IMPORTATO O ASSIMILATO, AVEVANO DIRITTO ALLE SOVVENZIONI DI PEREQUAZIONE, POTEVANO LEGITTIMAMENTE PRETENDERE DI ESSERE COMPENSATE PER IL RITARDO NELLA LIQUIDAZIONE DI QUANTO ERA LORO DOVUTO . L' EQUILIBRIO NECESSARIO NELLA GESTIONE DEL CONSORZIO, LA PARITA DI TRATTAMENTO E L' INTERDIPENDENZA DELLE PRESTAZIONI IMPLICAVANO QUINDI CHE QUEST' ONERE SUPPLEMENTARE FOSSE COMPENSATO MEDIANTE L' APPLICAZIONE DELLO STESSO TASSO D' INTERESSE AI DEBITI DELLE IMPRESE CONSORZIATE .  15 IL TASSO D' INTERESSE DEL 5 PER CENTO ANNUO NON APPARE ECCESSIVO . INOLTRE, CONTRARIAMENTE A QUANTO SOSTIENE LA RICORRENTE, NON RISULTA CHE GLI ORDINAMENTI GIURIDICI DEGLI STATI MEMBRI NEL LORO COMPLESSO AMMETTANO UN PRINCIPIO FONDAMENTALE CONTRARIO ALL' ANATOCISMO . ONDE FACILITARE LA LIQUIDAZIONE DEL CONSORZIO, LE DECISIONI SOPRA MENZIONATE HANNO QUINDI INTRODOTTO A BUON DIRITTO L' ANATOCISMO, CHE DEL RESTO VALE PURE PER I CREDITI DELLE IMPRESE .  16 BENCHE, CON L' ISTITUIRE IL SISTEMA D' INTERESSI CRITICATO, LE DECISIONI DI CUI TRATTASI NON ABBIANO VIOLATO IL TRATTATO NE LE NORME RELATIVE ALLA SUA ATTUAZIONE, SAREBBE TUTTAVIA INGIUSTO ESIGERE IL PAGAMENTO DEGL' INTERESSI - SOPRATTUTTO D' INTERESSI CAPITALIZZATI - PRIMA DI AVER INFORMATO I DEBITORI DELL' AMMONTARE DEL LORO DEBITO . CIO' NONDIMENO, LA QUESTIONE DEL SE QUESTA CONDIZIONE SIA STATA SODDISFATTA VA ESAMINATA SENZA PERDERE DI VISTA LE PARTICOLARITA DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE, IN ISPECIE DELLA CIRCOSTANZA CHE, IN UN ORGANISMO DEL GENERE, I SALDI DEBITORI DEI CONSORZIATI NON POTEVANO ESSERE CONSIDERATI COME DEFINITIVI PRIMA DELLA CHIUSURA DEI CONTI DEL CONSORZIO . STANDO COSI' LE COSE, GLI ESTRATTI CONTO INVIATI ALLE IMPRESE NON POTEVANO ESSERE CHE PROVVISORI E, DURANTE QUESTO PERIODO, LA CAPITALIZZAZIONE SAREBBE STATA INAMMISSIBILE .  17 L' ANATOCISMO PERO' - COME SI E DETTO TESTE - E STATO INTRODOTTO SOLO COL 1 ) GENNAIO 1966, VALE A DIRE DOPO L' ENTRATA IN VIGORE DELLA DECISIONE 19/65, LA QUALE CONTEMPLA LA CHIUSURA DEFINITIVA DEI CONTI . E' PACIFICO CHE LA RICORRENTE E STATA REGOLARMENTE INFORMATA DELL' AMMONTARE DEL SUO DEBITO MEDIANTE CONTEGGI DI PEREQUAZIONE O ESTRATTI CONTO, CHE LE CONSENTIVANO DI CONOSCERE L' ENTITA DELLE SUE OBBLIGAZIONI .  18 DATO CHE QUESTI DOCUMENTI ERANO FONDATI SULLE DICHIARAZIONI MENSILI EFFETTUATE DALLA STESSA RICORRENTE, QUESTA NON PUO' DOLERSI DELL' AUMENTO DELL' ONERE PER INTERESSI CONSEGUENTE ALLA RETTIFICA DELLE SUE DICHIARAZIONI INESATTE . IL MEZZO E QUINDI INFONDATO .  SULL' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA SOLLEVATA CONTRO LE DECISIONI GENERALI 7/63 E 19/65  19 LA RICORRENTE ECCEPISCE L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI GENERALI 7/63 E 19/65, DI CUI LA DECISIONE IMPUGNATA COSTITUISCE UN' APPLICAZIONE, FORMULANDO VARIE CENSURE .  20 A - LE DECISIONI SAREBBERO INIQUE IN QUANTO ESENTANO DAI CONTRIBUTI ED ESCLUDONO DALLA PEREQUAZIONE IL ROTTAME DI ACCIAI LEGATI E, NEL CASO DELLE IMPRESE CHE POSSIEDONO PURE UNA FONDERIA D' ACCIAIO, IL ROTTAME DESTINATO ALLA PRODUZIONE DI GETTI D' ACCIAIO .  21 LA CONVENUTA HA OPPOSTO CHE L' ESENZIONE DEL ROTTAME D' ACCIAI LEGATI E GIUSTIFICATA DAL FATTO CHE IL MERCATO DI QUESTO E DISTINTO DAL MERCATO DEL ROTTAME ORDINARIO, DATO CHE IL PREZZO DEL PRIMO E DETERMINATO DAGLI ELEMENTI NOBILI CH' ESSO CONTIENE, ANZICHE DA QUELLO DEL ROTTAME D' ACCIAIO . L' INCLUSIONE DEL ROTTAME DI ACCIAI LEGATI NEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE AVREBBE CERTO INFLUITO SUL MERCATO DEI METALLI NON FERROSI, CHE NON SONO SOGGETTI AL TRATTATO CECA . LA CONVENUTA HA POI MOTIVATO L' ESCLUSIONE DEL ROTTAME DESTINATO ALLE FONDERIE INTEGRATE CON LA NECESSITA DI NON ALTERARE LA POSIZIONE CONCORRENZIALE DI QUESTE RISPETTO ALLE FONDERIE INDIPENDENTI .  22 QUESTI ARGOMENTI, SOSTANZIALMENTE NON CONTESTATI DALLA RICORRENTE, APPAIONO FONDATI . L' ALTA AUTORITA, NELL' ADOTTARE LE DECISIONI GENERALI 7/63 E 19/65 - LE QUALI DEL RESTO SI SONO LIMITATE A RIPRODURRE DISPOSIZIONI ANTERIORI - HA POTUTO LEGITTIMAMENTE RITENERE CONFORME AI PRINCIPI DEL TRATTATO L' ESCLUSIONE DALLA PEREQUAZIONE DELLE DUE CATEGORIE DI ROTTAME DI CUI TRATTASI, E NULLA INDICA CHE CON CIO' ESSA ABBIA ALTERATO IL SISTEMA, RENDENDOLO INIQUO .  23 LA CENSURA VA QUINDI RESPINTA .  24 B - SECONDO LA RICORRENTE, LE AUTORITA COMPETENTI NON SI SAREBBERO ATTENUTE ALLE RACCOMANDAZIONI CHE IL CONSIGLIO CECA AVEVA UNITO AL PARERE CONFORME SULLA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA 26 MARZO 1955 N . 14, RELATIVA ALL' ISTITUZIONE DI UN CONSORZIO ATTO A GARANTIRE IL REGOLARE RIFORNIMENTO DI ROTTAME DEL MERCATO COMUNE ( GU PAG . 685 ).  25 LE RACCOMANDAZIONI FORMULATE DAL CONSIGLIO IN OCCASIONE DELL' ADOZIONE DI UN PARERE CONFORME, PARERE CONTEMPLATO DAGLI ARTT . 28 E 53 DEL TRATTATO, NON POSSONO LIMITARE NE MODIFICARE I POTERI ESPRESSAMENTE ATTRIBUITI DALLA DECISIONE CHE COSTITUISCE OGGETTO DEL PARERE . LA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI ADOTTATE IN FORZA DI UNA DECISIONE GENERALE CHE HA COSTITUITO OGGETTO DI UN PARERE CONFORME, VA DUNQUE ACCERTATA UNICAMENTE ALLA LUCE DELLE DISPOSIZIONI DI DETTA DECISIONE GENERALE .  26 DI CONSEGUENZA, ANCHE SE FOSSE PROVATO - IL CHE LA CONVENUTA CONTESTA - CHE, NELL' ESERCIZIO DEI POTERI LORO ATTRIBUITI DALLA DECISIONE 14/55, LE AUTORITA COMPETENTI NON SI SONO ATTENUTE ALLE RACCOMANDAZIONI DEL CONSIGLIO, QUESTA CIRCOSTANZA SAREBBE RILEVANTE UNICAMENTE NEI RAPPORTI FRA DETTE AUTORITA E IL CONSIGLIO, MA NON RENDEREBBE INVALIDE LE DECISIONI BASATE SUL TESTO CHE HA COSTITUITO OGGETTO DEL PARERE CONFORME . LA DECISIONE 14/55 E STATA INOLTRE COMPLETATA E MODIFICATA DA NUMEROSE DECISIONI POSTERIORI ( CHE HANNO DEL PARI OTTENUTO IL PRESCRITTO PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO - IN PARTICOLARE, LA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA 24 LUGLIO 1958 N . 16; GU PAG . 454 ) CON CUI IL CONSORZIO E STATO RINNOVATO, MA NON RISULTA CHE IN TALI OCCASIONI IL CONSIGLIO ABBIA RILEVATO CHE LE SUE RACCOMANDAZIONI INIZIALI NON ERANO STATE OSSERVATE .  27 LA CENSURA VA QUINDI DISATTESA .  28 C - LA RICORRENTE DEDUCE ANCORA CHE SONO ERRATI I DATI ASSUNTI COME BASE DEI PREZZI MEDI PONDERATI DI PEREQUAZIONE FISSATI DALLE DECISIONI 7/63 E 19/65 . I PREZZI MEDI PONDERATI DEL ROTTAME INTERNO SAREBBERO STATI TENUTI TROPPO BASSI, MENTRE I PREZZI MEDI DEL ROTTAME IMPORTATO SAREBBERO STATI AUMENTATI, CON LA CONSEGUENZA CHE LE ALIQUOTE DI PEREQUAZIONE SAREBBERO STATE PIU ELEVATE DEL DOVUTO . SECONDO L' ESPERIENZA DELLA RICORRENTE STESSA, I PREZZI DEL ROTTAME INTERNO SAREBBERO STATI COSTANTEMENTE PIU ELEVATI DEI PREZZI MEDI INDICATI DALLE DECISIONI 7/63 E 19/65 .  29 LA CONVENUTA RIBATTE CHE I DATI DI BASE PER LA DETERMINAZIONE DEI PREZZI MEDI DEL ROTTAME IMPORTATO SONO STATI TRATTI DIRETTAMENTE DAI CONTRATTI D' ACQUISTO STIPULATI DALL' UFFICIO COMUNE DEI CONSUMATORI DI ROTTAME, UNICO ENTE COMPETENTE AD EFFETTUARE ACQUISTI DI ROTTAME SUL MERCATO INTERNAZIONALE PER CONTO DELLE IMPRESE CHE GLIENE FACEVANO RICHIESTA . QUESTA DETERMINAZIONE SAREBBE QUINDI AL RIPARO DA OGNI CRITICA . PER QUANTO RIGUARDA I PREZZI MEDI DEL ROTTAME ACQUISTATO ALL' INTERNO DEL MERCATO COMUNE, I DATI RELATIVI SAREBBERO STATI TRATTI DALLE DICHIARAZIONI MENSILI DELLE IMPRESE, LE QUALI INDICAVANO IL PREZZO D' ACQUISTO . QUESTE DICHIARAZIONI SAREBBERO STATE ACCURATAMENTE CONTROLLATE MEDIANTE VERIFICA DELLE FATTURE D' ACQUISTO . IL MERCATO DEL ROTTAME SAREBBE CARATTERIZZATO DA DIFFERENZE DI PREZZO, DOVUTE SOPRATTUTTO ALL' UBICAZIONE DELLE IMPRESE CONSUMATRICI, DIFFERENZE NON INCOMPATIBILI CON L' UNICITA DEL MERCATO .  30 LA RICORRENTE NON HA FORNITO NEMMENO UN INIZIO DI PROVA DEI PROPRI ASSUNTI . IN PARTICOLARE, ESSA NON HA PROVATO CHE LE DIFFERENZE DI PREZZO SUL MERCATO SIANO STATE ALTERATE DALLA PRESENZA DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE, NE CHE QUESTA PRESENZA ABBIA AGGRAVATO LO SVANTAGGIO IN CUI ESSA SI TROVAVA RISPETTO ALLE IMPRESE UBICATE PIU FAVOREVOLMENTE .  31 LA CENSURA VA QUINDI RESPINTA .  32 D - LA RICORRENTE SOSTIENE POI CHE LE DECISIONI 7/63 E 19/65 NON SONO ADEGUATAMENTE MOTIVATE . NELLA REPLICA ESSA HA PRECISATO CHE QUESTA CENSURA NON RIGUARDA LA MANCATA PRODUZIONE IN ALLEGATO O PUBBLICAZIONE DELLE PEZZE GIUSTIFICATIVE DELLE VARIE CIFRE STABILITE DA DETTE DECISIONI, BENSI' E DIRETTA AD OTTENERE CHE LA CONVENUTA SOTTOPONGA LE SCRITTURE CONTABILI DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE AD UN REVISORE DEI CONTI O AD UNA COMMISSIONE DI RAPPRESENTANTI DELLE IMPRESE, E NE PUBBLICHI LA RELAZIONE .  33 LE DECISIONI 7/63 E 19/65 SONO MOTIVATE TANTO DAI LORO CONSIDERANDI E VISTI, QUANTO DAI LORO ALLEGATI . IL CONTROLLO DEFINITIVO DELLA CONTABILITA DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE NON PUO' ESSERE VOLTO AD ACCERTARE LA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI DI CUI TRATTASI, BENSI' L' EFFICIENZA DEL CONSORZIO, E COME TALE SPETTA AD ALTRE ISTITUZIONI ED ORGANI DELLA COMUNITA, IN ISPECIE AL PARLAMENTO E AL REVISORE DEI CONTI .  34 LA CONVENUTA HA POI PRECISATO CHE TUTTI I DATI CONTENUTI NEGLI ALLEGATI DELLE DECISIONI 7/63 E 19/65 SONO STATI SOTTOPOSTI, DAI SUOI UFFICI COMPETENTI, A RIPETUTI ESAMI E VERIFICHE E CHE IL REVISORE DEI CONTI DELLA CECA HA SEMPRE CONTROLLATO LA GESTIONE E I BILANCI ANNUALI DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE .  35 LA CENSURA VA PERCIO' DISATTESA .  36 NE CONSEGUE CHE VA RESPINTA L' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA SOLLEVATA CONTRO LE DECISIONI DI CUI TRATTASI .  L' AZIONE DEI DANNI  37 NELL' ATTO INTRODUTTIVO, LA RICORRENTE CHIEDE ALLA CORTE DI DICHIARARE CHE LA CONVENUTA E RESPONSABILE DI ILLECITI AI SENSI DELL' ART . 40 DEL TRATTATO CECA . UN PRIMO ILLECITO CONSISTEREBBE NEL FATTO CHE LA COMMISSIONE, IN PRIMO LUOGO, LE HA COMUNICATO L' IMPORTO DEFINITIVO DEI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE A SUO CARICO SOLO CON DECISIONE 9 OTTOBRE 1969 E, IN SECONDO LUOGO, LA RICORRENTE SAREBBE STATA COSTRETTA A PUBBLICARE I LISTINI DEI PREZZI PER IL PERIODO IN CUI VIGEVA LA PEREQUAZIONE ( APRILE 1954 - NOVEMBRE 1958 ) SENZA CONOSCERE L' IMPORTO DI DETTI CONTRIBUTI . IL DANNO ARRECATO ALLA RICORRENTE DA QUESTO ILLECITO CORRISPONDEREBBE AL 15 PER CENTO DEL VALORE DELLE SUE VENDITE DI ACCIAIO DURANTE IL PERIODO DELLA PEREQUAZIONE .  38 UN SECONDO ILLECITO CONSISTEREBBE NEL FATTO CHE, A CAUSA DI IMPEGNI ASSUNTI NEI CONFRONTI DEL CONSIGLIO, L' ALTA AUTORITA AVREBBE VIOLATO GRAVEMENTE IL DOVERE DI SORVEGLIANZA IMPOSTOLE DAL TRATTATO ED ALTRESI' DALLA NORMALE DILIGENZA CUI E TENUTA QUALSIASI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, FACILITANDO IN TAL MODO LA PERPETRAZIONE DI FRODI ENORMI NELL' AMBITO DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE . NELLE CONCLUSIONI, LA RICORRENTE SI E INFINE DICHIARATA D' ACCORDO SU QUALSIASI SOLUZIONE AMICHEVOLE PER QUANTO RIGUARDA LA DETERMINAZIONE DELL' ENTITA DEL DANNO .  39 PER QUANTO RIGUARDA IL PRIMO CAPO DELLA DOMANDA, LA NATURA STESSA DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE, QUALE ERA STATO LEGITTIMAMENTE ISTITUITO CON DECISIONI GENERALI DELL' ALTA AUTORITA, IMPLICAVA NECESSARIAMENTE DEI CALCOLI A POSTERIORI . L' ALIQUOTA DI PEREQUAZIONE POTEVA INFATTI ESSERE DETERMINATA SOLO CON RIFERIMENTO A NUMEROSI DATI, QUALI I PREZZI E LE QUANTITA COMPLESSIVE DI ROTTAME IMPORTATO E, RISPETTIVAMENTE, ACQUISTATO ALL' INTERNO DEL MERCATO COMUNE .  40 PER LA CONOSCENZA DI QUESTI DATI, LE AUTORITA COMPETENTI DIPENDEVANO ESSENZIALMENTE DALLA DILIGENZA CON CUI LE IMPRESE EFFETTUAVANO LE DOVUTE DICHIARAZIONI . E' NOTORIO, E DEL RESTO DIMOSTRATO DALLA STESSA FATTISPECIE IN ESAME, CHE TALUNE IMPRESE NON HANNO SEMPRE SPIEGATO LA NECESSARIA DILIGENZA . LA RICORRENTE NON HA TUTTAVIA SOSTENUTO CHE L' AMMINISTRAZIONE SIA STATA NEGLIGENTE PER NON AVER RICHIAMATO ALL' ORDINE LE IMPRESE CON SUFFICIENTE ENERGIA .  41 IN REALTA, GLI SVANTAGGI DENUNCIATI ERANO INEVITABILI E INERENTI AL SISTEMA DI PEREQUAZIONE . ESSI NON POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME UN DANNO RISARCIBILE E CIO' TANTO MENO IN QUANTO COLPISCONO TUTTE LE IMPRESE SIDERURGICHE DELLE COMUNITA E LA PEREQUAZIONE HA ARRECATO IN COMPENSO, AI CONSUMATORI DI ROTTAME NEL LORO COMPLESSO, VANTAGGI RILEVANTI .  42 NON E PROVATO CHE LO SVANTAGGIO SUBITO DALLA RICORRENTE SUPERI QUELLO NORMALMENTE INERENTE AL SISTEMA ADOTTATO OVVERO QUELLI SUBITI DAI SUOI CONCORRENTI . E' INOLTRE ASSODATO CHE, PER TUTTA LA DURATA DEL CONSORZIO, ESSA E STATA REGOLARMENTE INFORMATA DELL' IMPORTO DEI CONTRIBUTI, RISULTANTE DAI CALCOLI PROVVISORI DELL' AMMINISTRAZIONE E DALLE SUE STESSE DICHIARAZIONI RELATIVE AGLI ACQUISTI DI ROTTAME . AL PIU TARDI NEL DICEMBRE 1965 ESSA HA RICEVUTO IL CONTEGGIO QUASI DEFINITIVO, AD ESCLUSIONE NATURALMENTE DEGLI INTERESSI LEGALI .  43 POSTO CHE NON SONO STATI PROVATI NE L' ILLECITO, NE UN DANNO SPECIALE SUBITO DALLA RICORRENTE, IL PRIMO CAPO DELLA DOMANDA DI RISARCIMENTO VA RESPINTO .  44 PER QUANTO RIGUARDA IL SECONDO CAPO DELLA DOMANDA, DALL' ATTO INTRODUTTIVO SI DESUME CHE GL' IMPEGNI CUI LA RICORRENTE SI RIFERISCE CONSISTEREBBERO NELLA RACCOMANDAZIONE - FORMULATA DAL CONSIGLIO IN OCCASIONE DEL PARERE CONFORME RELATIVO ALLA DECISIONE 14/55 SOPRA MENZIONATA - SECONDO LA QUALE L' ALTA AUTORITA AVREBBE DOVUTO LIMITARE AL MINIMO GL' INTERVENTI E I CONTROLLI SULL' ATTIVITA DEGLI ORGANISMI DI BRUXELLES E DEI LORO UFFICI NAZIONALI . COLL' UNIFORMARSI A QUESTA RACCOMANDAZIONE L' ALTA AUTORITA SAREBBE VENUTA MENO AL DOVERE DI GARANTIRE IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI SCOPI TANTO DEL TRATTATO, QUANTO DEL CONSORZIO .  45 L' EVENTUALE ESISTENZA DEGLI IMPEGNI CRITICATI E COMUNQUE IRRILEVANTE NELLA FATTISPECIE, DATO CHE LA RESPONSABILITA DELLE AUTORITA COMUNITARIE VA ACCERTATA IN BASE ALLE NORME ESPRESSE ED AI PRINCIPI VIGENTI IN MATERIA . L' ALTA AUTORITA NON HA MAI INVOCATO A DISCARICO - NE AVREBBE POTUTO FARLO - DETTE RACCOMANDAZIONI DEL CONSIGLIO .  46 LA RICORRENTE HA FONDATO LE CENSURE DI INSUFFICIENTI VIGILANZA E DILIGENZA SULLA SOLA CIRCOSTANZA CHE, NELLA GESTIONE DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE, SAREBBERO STATE PERPETRATE FRODI INGENTI .  47 LA CONVENUTA OPPONE CHE LA DOMANDA E IRRICEVIBILE IN QUANTO NON SAREBBE POSSIBILE STABILIRE SU QUALI FATTI PRECISI LA RICORRENTE INTENDA FONDARE LA PRETESA DI RISARCIMENTO .  48 IL SEMPLICE FATTO CHE SIANO STATE COMMESSE DELLE FRODI NON E SUFFICIENTE A PROVARE CHE L' AMMINISTRAZIONE SIA VENUTA MENO AL DOVERE SI SORVEGLIANZA ED ABBIA QUINDI COMMESSO UN ILLECITO . LA COMMISSIONE HA PRECISATO CHE IL ROTTAME INDEBITAMENTE AMMESSO ALLA PEREQUAZIONE RAPPRESENTA CIRCA IL 2 PER CENTO DEL TOTALE E CHE LE FRODI CRITICATE, BENCHE COSTITUISCANO UN NOTEVOLE DANNO, NON SONO STATE TALI DA ALTERARE O SQUILIBRARE IL SISTEMA DI PEREQUAZIONE . ESSA HA PURE PRECISATO CHE FINORA SONO STATI RECUPERATI I QUATTRO QUINTI DELLE SOMME INDEBITAMENTE CORRISPOSTE E CHE PER LA PARTE RESTANTE LE AZIONI DI RICUPERO SONO TUTTORA IN CORSO .  49 DI FRONTE A QUESTE PRECISAZIONI, NON CONTESTATE DALLA CONTROPARTE, LE DEDOTTE CENSURE AVREBBERO DOVUTO ESSERE MOLTO PIU CIRCOSTANZIATE PER POTER FORNIRE LA PROVA DELL' ESISTENZA DI UN ILLECITO . QUESTO CAPO DELLA DOMANDA DI RISARCIMENTO VA QUINDI DEL PARI RESPINTO .  

Decisione relativa alle spese

50 A NORMA DELL' ART . 69, N . 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE . 

Dispositivo

LA CORTE,  RESPINGENDO OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) LA RICORRENTE E CONDANNATA ALLE SPESE DEL GIUDIZIO .