CELEX: 51975PC0339
Language: it
Date: 1975-07-14
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa ai rifiuti provenienti dall'industria del biossido di carbonio

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (75) 339
Vol. 1975/0137
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE BEILE COMUNITÀ EUROPEE
                                      COM(75)339 def.
                                      Bruxelles , il 14 luglio 1975
                                Proposta di
                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
       relativa ai rifiuti provenienti dall * industria del biossido
                                di carbonio
 C0H( 75 ) 339 def .
 ---pagebreak---                                                             EHV/47/75 - I
                                                            Rev , 2
  MOTIVAZIOKE
  IFTRODUZIONE
  La preeen-te direttiva si basa sui prìncipi esposti nel programma d' azione
  delle Comunità europee in materia di ambiente del 20.12.1973 » G,U » n° C 112 ,
  e in particolare : "prevenire , ridurre , e , per quanto possibile , sopprimere
! l' inquinamento e gli inconvenienti ambientali " ( titolo I pag, 5 )»
  La maggior parte delle fabbriche produttrici di biossido di titanio (TiOg )
  scaricano attualmente i loro rifiuti in alto mare o negli estuari , facendo af­
  fidamento sull '"effetto tampone" del mare per neutralizzare la parte acida e
  sulla capacità di ossigeno dell' ambiente per trasformare il solfato ferroso in
  solfato ferrico , mentre gli altri rifiuti ( ossidi, vari di metalli pesanti) si depo
  tano naturalmente sul fondo del mare .
  Si deve inoltre osservare che la domanda di biossido di titanio sul mercato euro­
  peo è in aumento e che i produttori sperano di raddoppiare la. loro capacità in
  10 anni , sia aumentando la produzione di stabilimenti preesistenti , sia creando
  nuove fabbriche ,        •
  11 processo generalmente seguito in Europa è il processo " solfato" ( l ). Per ot­
  tenere TiOg a partire dai minerali più correnti ( ilmenite e Slag) è necessario
  attaccarli con acido solforico . Una tonnellata di TiOg produce 2,6 t di rifiuti ,
  composti soprattutto d' acido solforico e di solfato di ferro , Hel caso di auto­
  rizzazione dello scarico in mare e ipotizzando un raddoppio della produzione , si
  otterrebbe quasi inevitabilmente un raddoppio dell' inquincsmento marino provocato
  da tali rifiuti ,                                                                    '
                                                  /
  Una serie completa di campagne di controllo dell' inquinamento e stato effettuato
  sugli attuali luoghi di scarico , a richiesta delle autorità nazionali e talvolta
  degli stessi produttori .
  ( l ) Il capitolo 1 della relazione tecnica tratta dettagliatamente questa parte .
 ---pagebreak---                                                           Rev , 2
L' analisi dai risultati di tali controlli ha permesso di constatare che i
rifiuti dell' industria del TiOg sono potenzialmente o realmente nocivi . Gli
effetti negativi sull' ambiente marino sono dovuti soprattutto all' acidità ,
alla presenza di solfato ferroso e probabilmente di altri metalli ( metalli
pesanti ) .
Tali effetti negativi possono , secondo i casi , assumere le vario forme seguenti
a seconda del modo e lttogo di scarico .
1 ) riduzione dell' ossigenazione e del pH delle acque e aumento della loro con­
    centrazione di Fe e di metalli pesanti .
2 ) Rarefazione temporanea della "biomassa zooplanctonioa e induzione di effetti
    che provocano un' alterazione della, struttura morfologica dei suoi composti :
    – repulsione e allontanamento di talune specie ittiche ;
    - riduzione della biomassa della produzione e della diversità specifica delle
      biocenosi bentonica e/o nectobentonica nella zona di scarico . Nei casi più
      gravi , si pud' arrivare alla scomparsa totale della vita animale .
3 ) Alterazione del colore , della trasparenza e della torbidità dell' acqua ,
    riduzione temporanea della fotosintesi , del fitoplanoton e della produzione
    primaria , soprattutto nel caso di scarichi in superficie . Deposito sui fondi
    marini di ossidi ferrici e di ossidi di altri metalli nel caso di scarichi
    negli estuari e sui fondi a scarsa profondità .
4 ) Non si sono invece constatati rischi di tossicità per l' uomo per effetti in­
    dotti dal consumo di specie provenienti dai luoghi dove sono stati effettuati
    gli SCOTI chi .
E' opportuno quindi diminuire progressivamente , entro scadenze ragionevoli e rea­
listiche , gli scarichi in mare di tali rifiuti . Isella parte 1 della relazione
tecnica è stato compilato un inventario dei rifiuti derivanti dalla fabbricazione
del TiOg . Tali rifiuti sono stati suddivisi in quattro grandi categorie che cor­
rispondono ai rifiuti delle fabbriche ri vari stadi di fabbricazione :
 ---pagebreak---                                              M?               ETV . 47/75 - I
                                                              Rev , 2
            - insolùbili dopo filtrazione
            - copperas ( solfato ferroso )
            - acidi forti
           - acidi deboli o soluzioni povere.
In tale rapporto si è esaminato come e a che prezzo tali rifiuti potevano
essere eliminati sia mediante trasformasi one , sia mediante riciclaggio . Si
dove notare che i valori dei costi di trattamento datano fine 1973 – inizio 1974
e devono essere quindi aggiornati in funzione dell' evoluzione della congiuntura.
Uno studio è in corso in tal senso ; bisogna comunque tener presente che le cifre
esposte nella relazione rimangono valide ai fini di una valutazione dell' entità
dei costi di trattamento rispetto al prezzo finale e di un raffronto delle varie
soluzioni possibili ,                      '                 - ...
COTTMETTTI SU TALUFI ARTICOLI E ALLEGATI
La presente direttiva ha come obiettivo la diminuzione progressiva , e la successiva
soppressi one dell' inquinamento del mare provocato dai rifiuti provenienti dalla
industria del biossido di titanio .                             .
l ) Durante il perìodo di transizione fra la situazione attuale e la riduzione quasi
    completa degli scarichi in mare , sono state previste numerose fasi al fine di
    permettere all' industria di adattarsi alla situazione ;
    I a fase 1975 / 1.1.1978
    Durante tale periodo gli stabilimenti preesistenti e quelli nuovi potranno
    effettuare gli scarichi dei loro rifiuti in mare o negli estuari previa autoriz­
    zazione ( a,rt , 4 ® 5 ) 6 con riserva, del controllo ecologico dell' ambiente ( art .7 ),
    2   fase 1,1,1978 / 1,1,1981
                                                        «
    Gli stabilimenti preesistenti dovranno essere detati di impianti di trattamento
    in modo che " l' inquinamento risultante dopo trattamento non sia superiore al "JOfo
    dell' inquinamento totale lordo senza trattamento " ( art , 8-3 ) . Tali disposizioni
    corrispondono ad una diminuzione d' inouinamento del 30 il restante 70fo può'
 ---pagebreak---                                                         Rev , 2
ec«3r<5 scaricato in mare o negli estuari ( art . 4 e 5 e art , 8 ).
Gli stabilimenti nuovi dovranno essere dotati di impiotiti di trattamento
in modo che " 1' inquinamento risult?nte dopo trattamento non sia superiore
al 3C$ dell' inquinamento totale lordo senza trattrmento ( art , 8--2 ). Tali di­
sposizioni corrispondono ad una riduzione d' incruinamento del 70fo , mentre il
residuo 30;' può' essere scaricato in mare o negli estuari ( art . 4 e 5 e
art , 8 ),
Si arriverà quindi ad un certo grado di inquinamento totale cui potrà far
seguito una prima diminuzione .
3   fase 1.1.1981/1.1.1985
Gli stabilimenti prersistenti dovranno essere dotati di impianti di trat­
tamento in modo che "l' inquinamento risultante dopo trattamento non eia supe­
riore al 30fc dell' inquinamento totale lordo senza trattamento ( art , 8–3 e
ali . II ), Ciò' corrisponde alla situazione degli stabilimenti nuovi dell ^
seconda fase - ossia una riduzione d' inquinamento del 70^> °on il residuo 30$
scaricato in mare o negli estuari ( art , 4 e 5 e art , 8 ),
Gli stabilimenti nuovi sono      nella stessa situazione in cui si trovavano nella
2 a fase .
Si arriverà quindi a una notevole riduzione dell' inquinamento totale .
/ a fase - a partire dall' 1.1,1985
Gli stabilimenti preesistent i e quelli nuovi dovranno trattare ì loro effluenti
in modo che solo 5$ dell' inquinamento totale lordo possa essere scaricato in
mare 0 negli estuari ( art , 8/ 2-3 ),
La riduzione dell ' inetti namonto totale sarà del 95^»
 ---pagebreak---                            *  ι·
                                        - 5 ~                  EOT. 47/75 - I
2 ) La direttiva ei presenta quindi in tre parti :                             r
        la parte s autorizzazione preventiva
          α
        2   parte : controllo ecologico dell' ambiente
       3a parte : misure da adottare per "ridurre e sopprimere l' inquinamento e
                      gli inconvenienti ambientali " »           ,
        1 - La scelta del luogo di scarico e le caratteristiche dei rifiuti devono
             essere presi in considerazione e deve essere esaminata con cura la loro
             reciproca interazione » E' per tale ragione che lo scarico in mare potrà
             essere effettuato solo in determinate condizioni ( art , 5 ), e il deposito
             a terra dovrà rispondere a determinate esigenze imperative ( art , 6 ).
                                      ♦
      2 - Durante il perìodo in cui sara ancora effettuato lo scarico in mare , è
             necessario procedere ad un controllo ecologico dell' ambiente ; saranno
             quindi necessarie campagne di controllo dell' ambiente marino ( art ,7 ) •
             Esse avranno per oggetto la tossicità acuta , lo sviluppo larvale e i
             tests di bioaccumulo nelle catene pelagiche ,
      3 - Le industrie del settore saranno tenute a :                                  '
             a) immagazzinare a terra i rifiuti insolubili dopo filtrazione
                                  t
   -,        b ) procedere a un certo numero di riduzioni dell' inquinamento totale
 •        -    • ( ossia 3($, 70$ 95$) ( articolo 8 + Allegato II ).
             Tali riduzioni corrispondono a tecniche effettivamente realizzabili . .
                                                                                         »
             Per esempio , per gli stabilimenti che utilizzano l' ilmenite , la riduzione di
                 3O70 corrisponderebbe al trattamento dei copperas
                 70$ al trattamento dei copperas e degli acidi forti ,
                 95   al trattamento dei copperas , degli acidi forti e della maggior
                      parte degli acidi deboli »
      j
3 ) Si deve notare che i periodi di 3 anni in un caso e di 6 anni nell' altro
      devono permettere alle industrie di adattarsi in condizioni economiche e tecni­
      che realistiche , 'Vedi parte I , par» 2 e 3 del documento tecnico ).
 ---pagebreak---                                          - 6 *                3I-V . 47/ 75 ~ "
        Nel caso dx stabilimenti nuovi i progetti di costruzione possono tener conto
        di tali esigenze ( copperas + acidi forti ).
        liei caso di stabilimenti preesistenti , il trattamento dei copperas ( disidro.tar-
        zione + arrostimento o deposito su appositi terreni di scarico ), potrà essere
        effettuato nel corso di tale periodo di tre pnni . Il periodo previ sto di 6 anni
        dovrebbe permettere a tali stabilimenti di operare una scelta per il trattamen­
        to degli acidi forti . Infine il periodo di 10 anni proposto per la riduzione
        del 95$ sembra essere ragionevole per ottenere un trattamento ottimale degli
        acidi deboli .
2.4 » L' applicazione di ima tale direttiva , comporterà non soltanto la soppressione
        quasi totale dell' inquinamento marino dovuto a questo tipo di produzione , ma
        favorirà miche il riciclaggio dei rifiuti .
3 . ASPETTI GIURIDICI
    numerosi Stati membri hanno già adottato disposizioni legislative che si appli­
    cano fra l' altro all' eliminazione dei rifiuti provenienti dall' industria del
    biossido di titanio .
    La legge tedesca del 7 giugno 1972 sull' eliminazione dei rifiuti prevede l' obbligo,
    sia per la collettività che per i privati , di adottare impioti speciali por trat­
    tare , immagazzinare e evacuare i rifiuti solidi .
    Analogamente la legge francese del 1917 sugli stabilimenti industriali nocivi ,
    mal sistemati e insalubri si applica ai fabbricanti di biossido di titanio , in
    quanto procedono al trattamento dei minerali , fra l' altro con l' acido solforico
    che può' provocare un alteramento delle acque ( vedi n° 295 della nomenclatura
    di tale legge ). Le ordinasse prefettizie emesse in base alla suddetta legge che
    autorizzano la creazione di stabilimenti industriali prevedono condizioni che re­
    golano fra l' altro lo scarico delle acque residue nei corsi d' acqua .
    Un nuovo progetto di legge fissa condizioni ancor più severe . Secondo tale testo
    ogni autorizzazione accordata dovrà prendere in considerazione pericoli o inconve­
    nienti che lo stabilimento        industriale in causa può' presentare per la natura e
    1 ' Pir.bi ent e e deve fissare le condizioni di installazione e di funzionamento , in
    particolare per la depurazione e l' evacuazione delle acque residue , come pure per
    i rifiuti e i residui .
 ---pagebreak---                            - 7 -                  EîTV . .47/75 - I
In Italia , agli scarichi effettuati in mare si applica il codice della
pesca ( legge 9^3 del 1965 ).
Negli altri Stati membri sono applicate le leggi generali relative alla
tutela delle acque , dell' aria e del suolo .
La proposta di direttiva allegata, "basata sull' articolo 100 del trattato
CEE , ha tjuindi come obiettivo di ravvicinare le legislazioni e di costi­
tuire un insieme coerente di disposizioni applicabili in tutti gli Stati
membri .
In virtù * delle disposizioni dell' articolo 100 del Trattato , è richiesto
il parere del Parlamento europeo e del Comitato Economico e Sociale ,
 ---pagebreak--- Proposta di direttiva del Consiglio relativa ai rifiuti provenienti dalla
                       industria del biossido di titanio
IL CONIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea , in particolare
l' articolo 100 ,
Vista la proposta della Commissione ,
Visto il parere del Parlamento Europeo ,
Visto il parere del    Comitato Economico e Sociale ;
Considerando che i rifiuti prevenienti dall' industria del biossido di titanio
presentano rischi pregiudizievoli per la salute dell' uomo e per l' ambiente , com­
presa la fauna e la flora acquatiche ; che è cruindi opportuno diminuire progressi­
vamente l' incruinanento provocato dallo scarico in mare di tali rifiuti fino alla
sua soppressione totale ;
Considerando che il programma d' azione delle Comunità Europee in materia d' ambientò
( l ) approvato con la dichiarazione del 22 novembre 1973 dal Consiglio delle Comuni­
tà Europee e dai rappresentanti degli Stati membri , riuniti in sede di Consiglio ,
prevede la necessità di intraprendere un' azione comunitaria per guanto riguarda
taluni rifiuti tossici e in particolare i rifiuti provenienti dall' industria di
biossido di titanio ;
Considerando che le legislazioni nazionali relative ai rifiuti provenienti dalla
industria del biossido di titanio differiscono da viro Stato membro all' altro ; che
tali disparità possono ostacolare gli scambi all' interno della Comunità ed hanno
quindi un' incidenza diretta sul funzionamento del mercato comune ;
Considerando che la direttiva CEE n°           del Consiglio ( 2 ) riguarda l' elimina­
zione dei rifiuti in generale ; che per i rifiuti particolarmente nocivi occorre
prevedere un regime speciale che dia ogni garanzia per la tutela della salute del­
l' uomo e la salubrità dell' ambiente contro gli effetti pregiudizievoli causati dai
fl ) G.U. C 112 del 20.12.1973
( 2 ) G.U.
 ---pagebreak---                                 « 2 -                   EKV. 47/75 - I
rifiuti , l' abbandono o il deposito incontrollato di tali rifiuti ; che ciò'
riguarda in particolare i rifiuti , provenienti dall' industria Mossi do di
titcnio ;
Considerando che per raggiungere tali obiettivi occorre prevedere un meccanismo
di autorizzazione preventiva per tutti gli scarichi nei corsi d' acqua , nei laghi
e nel mare , come pure per l' immersione in mare o il deposito al suolo o nel suo­
lo dei rifiuti provenienti dal procedimento di produzione del biossido di titanio
che per gli stabilimenti industriali situati sul territorio di uno Stato membro ,
tale autorizzazione deve essere rilasciata dall' autorità competente di tale Stato
che per gli stabilimenti industriali situati sul territorio di uno Stato terzo ,
l' autorizzazione deve essere rilasciata dall' autorità competente dello Stato
membro sul cui territorio i rifiuti sono immagazzinati o depositati ;
Considerando che è opportuno subordinare inoltre il rilascio di tale autoriz­
zazione a condizioni specifiche , sia per «manto riguarda l' immersione in mare
o lo scarico negli estuari dei rifiuti che per quanto riguarda iL loro deposito
al suolo o nel suolo ;     ' .                           ,
Considerando che per garantire la sorveglianza dell' ambiente marino , è necessario
che tutti gli scarichi operati in una zona marittima o in un estuario siano ef­
fettuati contemporaneamente a un controllo sistematico dell' ecologia generale
dell' ambiente ;
Considerando che per proteggere i mari che circondano la Comunità occorre preve­
dere dei livelli ai quali debbono limitarsi gli scarichi di inquinanti , che tali
livelli debbono essere raggiunti in fasi successive entro un temine massimo di
10 anni dall' entrata in vigore della direttiva; che gli stabilimenti industriali
già esistenti o nuovi , come pure le nuove capacità degli stabilimenti industriali
già esistenti , debbono utilizzare le tecniche di lotta antinquinamento in modo
da raggiungere tali livelli entro i termini prescritti ;
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IA PHESEI7TI? DIFETTIVA s
Articolo 1
1 ) La presente direttiva ha come obiettivo la diminuzione progressiva e la
    soppressione dell' inquinamento marino causato dai rifiuti provenienti dal­
    l' industria di biossido di titanio .
2 ) Ai sensi della presente direttiva , si intende per :
    ~ rifiuti : ogni residuo risultante dai processi di produzione del biossid
       di titanio ;
    - eliminazione t la raccolta , il trasporto , il trattamento dei rifiuti , il
       riciclaggio o recupero , come pure l' immagazzinamento e il deposito al
       0 nel suolo e/o lo scarico nei corsi d' acqua , nei laghi e nel mare , noi.o
       l' immersione in mare ;
    - stabilimenti industriali già esistenti , gli stabilimenti industriali che
       hanno raggiunto la, loro piena capacità produttiva prima della data di e:
       trata in vigore d.ella presente direttiva,;
    - stabilimenti industriali nuovi ; gli stabilimenti industriali in corso di
       creazione che non hanno raggiunto la loro piena capacità di produzione !.
       giorno dell' entrata in vigore della presente direttiva , come pure tutti
       gli stabilimenti industriali che saranno creati dopo tale data.
 ---pagebreak---                    % •
                                   - 4-                    EUV. 47/75 - I
Articolo 2
Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché i rifiuti vengano ^ imi-
nati s
- senza pericolo per la salute dell' uomo ;
- senza rischio per l' acqua, l' aria ed il suolo , la fauna e la flora;
- senza degradazione della natura e del paesaggio »
Articolo 3
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per promuovere il trattamento , il
riciclaggio e il recupero dei rifiuti , -
Articolo 4
Lo scarico nei corsi d' acqua, nei laghi e nel mare , l' immersione in mare o il
deposito al suolo o nel suolo dei rifiuti debbono essere sottoposti ad un' auto­
rizzazione preventiva rilasciata dall' autorità competente dello Stato sul cui ter­
ritorio è situato lo stabilimento industriale .
Per quanto riguarda i rifiuti provenienti da stabilimenti industriali situati sul
territorio di uno Stato terzo , tale autorizzazione è rilasciata dall' autorità com­
petente dello Stato membro sul cui territorio tali rifiuti sono immagazzinati o de­
positati ,              ,                             -      r
Articolo 5
l ) In caso d' immersione in m?re o di scarico negli estuari , l' autorità competente ,
    in base alle informazioni fornite conformemente all' allegato 1 , accorda l' auto ­
    rizzazione di cui all' articolo precedente a condizione :
    a) che non si arrechi nessun pregiudizio alla navigazione , alla pesca, alla ri­
       creazione , all' estrazione minerale , alla dissalazione , alla pisoicoltura e
       alla molluschicoltura, allè regioni aventi un interesse scientifico partico­
       lare e agli altri usi leciti del mare ;
 ---pagebreak---                                      - 5 -                ENV . 47/75 - I
    b ) che non esistono altri mezzi di distruzione o di eliminazione .
2 ) Qualunque siano le modalità e il grado di trattamento applicati agli effluenti
    presi in considerazione , l' autorizzazione non può' essere accordata se il tasso
    di diluzione non è tale da assicurare che il pH delle acque recettrici , al di
    fuori del punto immediato dello scarico , non superi il pH che causa una tossi-
    cità acuta .
Articolo 6
In caso di deposito al suolo 0 nel suolo e crualunque siano le modalità e il grado
di trattamento applicati agli effluenti presi in considerazione , l' autorizzazione
di cui all' articolo 4 è subordinata al rispetto delle seguenti condizioni :
a) l' iniezione eotteri'anea è vietata;
b ) i residui insolubili della filtrazione debbono essere depositati a terra a con­
    dizioni tali da non arrecare pregiudizio alle falde freatiche ;
c ) i prodotti di trattamento dei copperas , degli acidi forti , degli acidi deboli ,
    e dei rifiuti diversi dagli insolubili dopo filtrazione , se non sono riutiliz­
    zati in seguito , possono essere depositati al suolo o nel suolo a condizione
    che non arrechino pregiudizio alle falde freatiche .
Articolo 7
1 ) Qualunque siano le modalità e il grado di trattamento degli effluenti che deb­
    bono essere scaricati , tutti gli scarichi effettuati in una zona marittima o
    in un estuario debbono essere accompagnati da un controllo sistematico dell' eco­
    logia- generale dell' ambiente ,
2 ) Tale controllo riguarda in particolare :
    a) l' inventario ecologico dello Btato attuale della zona in cui si effettuano
        gli scarichi . Tale disposizione è obbligatoria nel caso di installazione
        di stabilimenti industriali nuovi o dell' aumento della capacità di stabili­
        menti industriali preesistenti ;
 ---pagebreak---                                    - 6 -                  EHV. 47/75 - I
    b ) il prelievo di specie di molluschi , crostacei , pesci e organismi planctonici .
    Tali prelievi sono effettuati periodicamente da un organismo designato dallo
    Stato membro sul cui territorio è situato lo stabilimento industriale . In caso
    di inquinamento che oltrepassa i limiti delle frontiere nazionali , l' organismo
    è designato dalla Commissione .
3 ) Oltre a tale controllo dell' evoluzione dell' ambiente marino , vengono effettuate
    periodicamente prove di tossicità acuta su alcune specie di molluschi , crosta­
    cei , pesci e plmcton comuni nel luogo in cui avvengono gli scarichi » Entro le
  , 36 ore successive alle prove di controllo della tossicità acuta non si dovrà
    verificare alcun esito letale per le specie esaminate , ad una diluzione dell' ef­
    fluente di 1/5000 per 80io delle specie esaminate . Le prove saranno completate
    da altri esami sullo sviluppo delle larve , che dovranno concludersi con la so­
    pravvivenza totale delle larve dopo 24 ore ad una diluzione dell' effluente di
    1/5000.
4) Al termine di tali controlli , gli scarichi sono sospesi se :
    a) l' esame dell' ecologia generale della zona mostra una degradazione sensibile
        dell' ecologia generale della zona ;
    b ) le prove di tossicità indotta per accumulo dei metalli nelle catene trofiche
        indicano un accumulo pericoloso per la salute dell' uomo ;
    c ) le prove di, tossicità aouta non sono oonformi al valóri
        sopraindicati .
                                              ».           '            1
Articolo 8
1 ) Gli Stati membri adottano , le misure necessarie affinché gli stabilimenti in­
    dustriali nuovi e preesistenti siano provvisti di impianti per il trattamento
    dei loro effluenti .                                                   V
2 ) Dal 1° gennaio 1978 » l' inquinamento totale degli stabilimenti industriali
    nuovi risultante dopo trattamento deve essere inferiore al 30$ dell' inquina­
    mento totale lordo senza trattamento e a datare dal 1° gennaio 1985 l' inquina?-
    mento deve essere inferiore al
                                                                          ■/.
 ---pagebreak---                                     - 7 -                 ENV , 47/75 - I
 3 ) Dal 1° gennaio 1978 , l' inquinamento totale degli stabilimenti industriali
     preesistenti risultante dopo trattamento deve essere inferiore al 70^ dello
     inquinamento totale lordo senza trattamento , a datare dal 1° gennaio I98I de­
     ve essere inferiore al 30$ e a datare al 1° gennaio 1985 » deve essere inferio­
     re al
 4 ) Questo inquinamento totale lordo è definito secondo la categoria di inquinamen­
     to e il tipo di minerale utilizzato in conformità all' allegato II .
 Articolo 9
 Gli stabilimenti industriali preesistenti che aurnentr.no la loro capacità di pro­
 duzione dopo l' entrata in vigore della presente direttiva sono tenuti :
- sia a rispettare le disposizioni dell' articolo 8 paragrafo 2 di cui sopra per
    la parte corrispondente all' aumento della produzione nonché del l' arti colo 8 pa~
    rn^-rafo 3 per la parte oorrispondente alla produzione esistente alle date corri­
    spondenti all' attuazione di ognuna di tali disposizioni ;
 - Bia ad applicare un trattamento globale agli stabilimenti industriali preesisten­
    ti e nuovi , in modo che l' inquinamento totale risultante dopo trattamento non sia
    superiore al totale degli inquinamenti ammissibili in conformità all' articolo 8
    paragrafi 2 e 3 .
Articolo 10
Salve restando le disposizioni della presente direttiva , gli Stati membri possono
adottare disposizioni più severe .
Articolo 11
Gli allegati I e II sono parte integrante della presente direttiva .
Articolo 1%
Gli Stati membri attuano le misure necessarie per ottemperare alla presente diretti­
va entro un termine massimo di 18 mesi dalla notìfica e ne informano senza indugio
la Commissione ,
Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di dirit­
to interno da essi edottate nel settore regolato dalla presente direttiva .
Articolo 13,
La predente direttiva è destinata agli Stati membri .
                                                                              Λ
 ---pagebreak---                                                              EOT. 47/75 - X
                               ALLEGATO          1
Disposizioni che regolano il rilascio dell' autorizzazione preventiva per
l' immersione ( l ) dei rifiuti in mare e lo scarico negli estiiari »
1 . Caratteristiche del rifiuti
    a) Quantità e composizione }
    b ) Quantità delle sostanze e materiali che devono essere immersi o scaricati
         al giorno ( alla settimana , al mese );
    c ) Forma in cui i rifiuti sono destinati a essere immersi o scaricati : solida,
         fangosa , liquida;
  • d ) Proprietà fisiche ( in particolare solubilità e densità) chimiche , "biochimi­
         che ( domanda di ossigeno , apporto nutritivo ) e biologiche ( presenza di virus
         battei*!, lieviti , parassiti , ecc .);
    e)   Tossicità ;
    f)   Persistenza;
    g)   Accumulo nelle materie o sedimenti biologici ;
    h)   Trasformazioni chimiche e fisiche dei rifiuti dopo lo scarico , in particolar-
         re eventuale formazione di nuovi composti ;
    i ) Probabilità di alterazioni che diminuiscono la possibilità di commercializ­
         zazione delle risorse ( pesci , molluschi , eoe ,),
2 , Caratteristiche del luogo di immersione o di scarico e metodi di deposito ,
    a)   Situazione geografica, profondità e distanza rispetto alla costa;
    b)   Ubicazione rispetto alle risorse vive in fasi adulte e giovani ;
    c)   Ubicazioni rispetto alle zone di ricreazione ;
    d)   Metodi di condizionamento , se necessari ;
    e)   Diluzione iniziale realizzata col metodo di scarico proposto ;
    f)   Dispersione , caratteristiche dello spostamento orizzonale e del mescolamento
         verticale ;
    g) Esistenza ed effetti degli scarichi e immersioni in corso è precedenti nella
         regione ( compresi gli effetti di accumulo ).
    ( l ) A norma della Convenzione di Londra sulle operazioni d' immersione in mare .
 ---pagebreak---                                                     EEV , 47/75 - i
                                                    ALL5GAT0 2
Le categorie ai inquinamento da ridurre secondo le disposizioni      agli
articoli 8 e 9 sono le seguenti :
1° categoria : inquinamenti per tossicità diretta
               - ioni SO . aoidità ( per cruanto riguarda il sistema, all' acid:
                                     solforico )
               - ioni CL acidità ( per quanto riguarda il eistnma cloro )
               « cationi Pe ( per quanto rigurxda i due sistemi ).
2° categoria : inquinamento per tossicità indiretta :
               - cationi metallici diversi dal ferro ( Ti , Cr , V , Ni
                 ( per quanto riguarda i due sistemi ).
 ---pagebreak---                                                                                                      EHV. 47/75
                                              ALLEGAT O          2
                  Scarichi lordi corrispondenti al sistema solfato ( riferiti alla fabbricazione
                  di una tonnellata di Ti02 ed espressi in Kg»
                                 Ilmenite               Ilmenite      Slag canadese          Minérale
                                 norvegese         aastraliana                              arricchito
 inquinamento        Ioni SO .
 di categoria I              4
                     ( acidità)      4.250                 3.170         2.830                2.330
                                                             +                                   +
                    Cationx
                    ferro( 1 )         220 ;                 680           170                    55
   i
u                   Totale
                                 ζψ 5.200 :                3.850         3.000           ζφ. 2.400
Inquinamento di Altri                       ι
                                                    4 ..
                                                                                       i
categoría 2       : cationi            110  <            -   100
                    inetallici
                                                                           200         i        120
( l ) Tenuto conto delle aggiunte di fabbricazione
 ---pagebreak---                                                                                              ENV . 47/75 - I
                                              ALLEGATO          2   ( seguito )
                               Scarichi lordi col-rispondenti al sistema al CLORO
                               ( riferiti alla fabbricazione di una tonnellata di
                                              Ti02 ed espressi in Kg).
                                                   Rutile naturale          Rutile sintetico   Ilmemte austral iana
                 Horo consunato ( l )                   1.850                    1.860         2.500 - 2.800
! Inquinamento   Eoni CI ( acidità )                   70
                                                                        ι
                                                                          ■
                                                                                    55         da    970    a  680
I di categoria            +                             +                            +                      +
         I           Fer ( 2 )                          1                           25                     450
                       Totale                     #■                                80                   1.300
    Inqumamento litri cationi
                                                       16                           25                      35
                  metallici
    di categoria
 4       2
  •               ( l ) valori riportati come promemoria
  '               ( 2 ) tenuto conto delle aggiunte di fabbricazione.
 ---pagebreak--- COMISSIONE DELLE
COIMHTA  EOROPEE
                 L' IITQUINMSNTO PROVOCATO DALL' INDUSTRIA
                        DEL BIOSSIDO DI TITANIO     ■ .
                        RELAZIONE  TECNICA
 ---pagebreak---                                                                 ENV . 47/75 I
                                                                Orie . F    ■
          L' INQUINAMENTO PROVOCATO DALL' INDUSTRIA DEL BIOSSIDO
                              DI TITANIO - RELAZIONE TECNICA
   Generalità                                                pag .
   Parte 1 - L » industria del Ti02
   CAPITOLO 1 i PROPRIETÀ * ED IMPIEGHI DEL TI02              "
                  1 ) proprietà pigmentarie
                  2 ) impieghi                                '
                  3 ) situazione economica                    '      5
   CAPITOLO II S PROCEDIMENTI                                 »      6
   CAPITOLO III i MATERIE PRIME                               «      7
   CAPITOLO IV : RESIDUI DOVUTI ALLA PRODUZIONE DEL TI02'            8
                    1 . GENERALITA »                          "      8
                  II . PROCEDIMENTO ALLO ZOLFO                "     11
                        1 . Prodotti di rifiuto derivati
                            dal procedimento
                        2 » Eliminazione o trattamento dei
                            prodotti di rifiuto derivati
                            dal procedimento                  "     21
                            1° definizione
                            2° elenco dei principali mezzi
                               di eliminazione e trattamento
                               applicabili ai "prodotti di
                               rifiuto " derivati dal proce­
                               dimento                        "     21
                            3° insieme dei trattamenti e
                               prodotti di rifiuto finali     "     25
                               A. OBIETTIVI                   M
                                                              η     25
                               B. DATI DI BASE                "     26
                               C. VALUTAZIONE DEI COSTI       ii
                                                              »     28
                               D. RIEPILOGO                   "«    30
                 III . PROCEDIMENTO AL CLORO                   "    33
<3                      Prodotti di rifiuto derivati dal
                        procedimento
                        1° Generalità
                        2° A. Prodotti Ai rifiuto corriopondenti
                               al minerale rutilo naturai® pag . 35
                            B. Prodotti di rifiuto corri­
                               spondenti al minerale rutilo
                               sintetido                      "     3°
                            C. Prodotti di rifiuto corri­
                               spondenti al minerale ilmenite
                               australiana                    M     37
 ---pagebreak---                                                           EïïV. 47/75 - I
                     3° Trattamenti                            pag. 38
                         km Effluenti presi in considera*
                            zione                               "    3°
                         B. Principali procedimenti             "    39
Parte 2 - Aspetti ecologici
CAPITOLO V : STIMA DELLE MODIFICHE FISICO-CHIMICHE
              DOVUTE AGLI SCARICHI                              "    k2
CAPITOLO VI : STUDIO DEGLI EFFETTI BIOLOGICI DEGLI
              SCARICHI                                          "    *f9
              Vari aspetti del problema
              § 1 . AZIONI 'A BREVE TERMINE                     "    50
                     1 ) Dati sul comportamento della flora
                         e della fauna marine in prossimità
                         degli - scarichi                       "    50
                     2 ) Dati sperimentali sul comportamento
                         a diverse concentrazioni dell' ef­
                         fluente     ...     .
                         Determinazione delle soglie di
                         tossicità acuta                        "    53
                         Risultati                              "    57
                     3 ) Stima delle conseguenze dirette
                         degli scarichi sulla fauna e sulla
                         flora marine                           "    60
              §11 . AZIONI A LUNGO TERMINE                      "    63
                     1 ) Processi " naturali" di accumulo       '•   63
                     2 ) Studi svolti in laboratori sullo
                         accumulo e sulla tossicità indotta     "    66
                     3 ) Osservazioni su tenori in metalli
                         pesanti degli organismi marini rac­
                         colti nella zona dei residui           "    69
             § III . CONCLUSIONI                                M    72
 ---pagebreak---                                      ENV/47/75
                 PARTE I
L' INDUSTRIA DEL BIOSSIDO DI TITANIO
 ---pagebreak---                             - 2 -
                                ν      · ·-        . - ·
                                                         ENV/47/75 _ I
GENERALITÀ *
         Il mondo moderno ha bisogno di un determinato numero di
manufatti per garantire ad ogni cittadino un certo livello ed
una certa qualità di vita . _ . r    .
         L' ottenimento di questi differenti prodotti su scala in­
dustriale si può * sintetizzare nel seguente rapporto :
materia prima + materiali impiegati per la trasformazione + energia
                = prodotto + prodotti di rifiuto
                  ( allo stato solido , liquido , gassoso ).
         Un fatto risulta pertanto evidente : tutto ciò * che è im­
 messo nel ciclo di produzione si ritrova alla fine dello stesso .
        Nel caso di talune industrie , quasi tutta la materia prima
 di partenza viene trasformata e nel ciclo produttivo si ritrovano
 pochi prodotti di rifiuto ( ad esempio s petrolchimica ). In altre
                              I
 industrie , invece , la materia prima e relativamente povera di ele­
 menti di base del prodotto finito ed è quindi determinante l' apporto
 di altri materiali per la trasformazione della materia prima stessa .
    , \ Tale è il caso dell' industria per la produzione di ossido di
 titanio . Una tonnellata di Ti02 determina una quantità di prodotti
 di rifiuto dell' ordine di 2,6 t per il procedimento più comunemente
 impiegato , senza calcolare il consumo d' acqua .
                                                                       /.
 ---pagebreak---                                   - 3 -                  ENV/ '47/?5 - I
               CAPITOLO I - PPOPPIETA ' ED IMPIEGHI DEL Ti02
1 ) Proprietà pigmentarie
              Il biossido di titanio è attualmente considerato il miglior
    pigmento bianco : più avanti saranno esaminate le principali proprietà
    che contribuiscono ad assicurare questa superiorità .
              Si noterà innanzitutto che due forme commerciali di questo
    pigmento , " l' Anatasio " ed il "Rutilo " corrispondono a due forme
    cristalline del biossido di titanio : si ricorre agli stessi nomi
    per designare le analoghe forme cristalline che si possono trovare
    in natura con un grado di purezza inferiore .
              La qualità essenziale di un pigmento è la sua opacità , e cioè
    il potere di riflessione del pigmento stesso in dispersione in un am­
    biente .
              Questa opacità di riflettere la luce è dovuta alla riflessione
    della stéssa sulle interfacce cristallo – ambiente e dipende dall' indi­
    ce di rifrazione del cristallo e , per una determinata concentrazione
    di pigmento , dal numero di facce del cristallo .
              Il primo valore è intrinseco al cristallo , il secondo è mi­
    gliorato da dimensioni sempre più piccole dei cristalli , superiori
    tuttavia ad una dimensione minima connessa alla lunghezza d' onda della
    luce da riflettere .
              Pertanto , il biossido di titanio e un pigmento molto efficace ,
    dal momento che presenta i seguenti requisiti s
    - ha il più alto indice di rifrazione fra tutti i pigmenti tradizionali
      ( l' indice medio del "rutilo sintetico per una lunghezza d' onda di k^O
      nm è 2,291 );
    - se ne possono sintetizzare cristalli di dimensioni ottimali
      (0,05 - 1,5 /u)5
    - ha un' ottima trasparenza nel campo visibile .
 ---pagebreak---                                       - k -                      ENVA7/75 - I
                Il rutilo e l' anat&sio presentano un differente 'comportamento
     nel campo degli ultravioletti . Questo differente comportamento si con­
     cretizza in una diversa resistenza alla luce da parte delle pitture nelle
                                               t
     quali sono utilizzati .
                Infine si osservi che induzioni di ossidi metallici consentono
     di migliorare la umettibilità e la dispersibilità dei pigmenti e di con­
     seguenza di migliorare la qualità delle dispersioni .
2 ) Impieghi
                Sono state già osservate le caratteristiche fondamentali dei
    cristalli di rutilo e di anatasio . Queste proprietà hanno determinato
    una vastissima diffusione del biossido di titanio in numerosi campi di
    applicazione , di cui riportiamo i principali (1 ) t ,
    - pitture e vernici                    ...                           5^
    - carta                                                              20%
    - materie plastiche                                                  10%
    - gomma ,        *  ;
                            " ' !** t
                                      ~* "       " *" ''' "' r *  •
                                                                      >? '4,5#
    - rivestimenti per pavimenti        ■         «          !            k% ■
    - inchiostri                        1                    *            2,5$
    -» ceramiche         ?              .         \          !            2.5% •
    - fibre sintetiche          I       »i        k■     . . *
                                                                       l  1.2#
    - altri , fra cui cosmetici e prodotti farmaceutici !
                                                   s
                                                                    '     5»3# «
                Il consumo di questo pigmento , dato il suo campo di applicazione ,
    puo r essere considerato come un indice del grado di sviluppo industriale
    di un paese »                                                        ' ,
                Le ripartizioni fra i vari campi di applicazione possono cambiare
    da un paese ali 1 altro , ma tuttavia si può * osservare che , mentre gli altri
    settori variano da 3 a 15$ » 1® pitture e le vernici rappresentano più della
    metà del consumo totale­
                                                     , ^
         - 1    In ognuna di queste applicazioni , il biossido di titanio costitui­
    sce una sospensione nei differenti mezzi *
    ( 1 ) Questa ripartizione degli impieghi , relativa alla situazione USA , e
           tratta dallo studio EPA-230/1-73-015 del 197^.                        ,
 ---pagebreak---                                                  *• 5 -                  ENVA7/75 - I
             3 ) Situazione economica
                          E' evidente che < l' avvenire dèi biossido di titanio è legato allo
                 sviluppo dei suoi tradizionali campi d' applicazione , dove sono trascu­
                 rabili gli effetti della concorrenza di analoghi prodotti .
                          Nel 197 ^ l' incremento medio annuo del consumo mondiale di bios­
                 sido di titanio è stato calcolato a circa il 5%'» ei può * tuttavia pre­
                 vedere un ulteriore aumento di questa percentuale negli anni futuri .
                          Alla fine del 197^ questa notevole richiesta ha provocato un
                 aumento dei prezzi che si sono attestati su circa 595 UC per tonnellata
                 di anatasio e 720 UC per tonnellata di rutilo (prezzi rilevati a metà
                 dicembre 197^ per stock di 20 tonnellate ).
                          I prezzi dei prodotti provenienti dal Giappone sono i più eie-
                 vati ; seguono i prezzi europei , eccezion fatta per quelli della Francia
                 e della Gran Bretagna , sottoposti a tassazione aila data dell' 1.7^197^»
                 Infine , i prezzi praticati dagli USA sembrano i meno cari .
Î
|1 PrezziPaesi
           senza tasse UC/Kg
                             USA     Belgio    Franc xa R.F « G * Olanda  Italia    G.B.
                                     UC/Kg      UC/Kg   UC/Kg     UC/Kg   UC/Kg   ' UC/Kg '
 | stock di 20 t
           –            ,
 j¡ Luglio 7^ anata­        0,1+58   0,570      0,333   0,^32     0,561   0,585     0,380
 \                sio
 I              rutilo      0,500    0,676      0,580   0,67^     0,671   0,713     O.kZb ...
 S
                          I prezzi in UC/Kg del luglio 197^ sono calcolati sul corso dei
                 cambi del 16 . 7*197^ e considerando che 1 UC e 50 FB , come da European
                 Chemical New , voi . 25 n » 6k2 .
 ---pagebreak---                              - β -                  ENV . k7/75 - I
                      CAPITOLO II *. PROCEDIMENTI
Presentazione dei procedimenti
        La produzione dei pigmenti "biossido di titanio" consiste nel
preparare un biossido di titanio di elevatissima purezza , partendo da
un minerale che già lo contiene , ma combinato ad altri elementi .
        Nessun processo di preparazione industriale del biossido di ti-
                         L •                   •
tanio consente " d' estrarre" selettivamente questo prodotto .
                  *
        Infatti i due soli procedimenti industriali oggi esistenti con­
sistono in un attacco all' insieme del minerale , seguito da operazioni se­
lettive per estrarre il composto del titanio i un'ultima tappa consente
di ottenere il biossido di titanio partendo dal composto intermedio »
        Questi due procedimenti sono quello detto "allo zolfo" e quello
detto " al cloro ".
        Con il procedimento allo zolfo , il minerale è attaccato con l' acido
solforico ; l' idrossido di titanio è quindi precipitato selettivamente ed
infine si ottiene il biossido di titanio a mezzo di calcinazione dell' i­
drossido .
       Con il procedimento al cloro , il minerale è clorato , il tetra­
cloruro di titanio cosi * ottenuto viene prima separato meccanicamente
dagli altri cloruri con dei mezzi meccanici , poi viene distillato . Alla
fine del ciclo il biossido di titanio è ottenuto per ossidazione del
tetracloruro di titanio . ( Il procedimento al cloro si applica in generale
soltanto ai minerali ricchi di Ti ( Rutilo ). Una sola ditta è riuscita ad
applicare questo processo a dei minerali più poveri ( Ilmenite ).
 ---pagebreak---                                                      ENV . 47/75 - I
                      CAPITOLO III -.. MATERIE PSIME
            \
       Tutto il biossido di titanio e preparato partendo dal minerale
come si riscontra in natura . Il titanio è presente allo stato di ti»
tanato - di ferro nei minerali più ordinari ( Ilmenite ) e già sotto forma
di TiOg cristallizzato (forma Rutilo ) nei minerali più ricchi .
       Le riserve di minerale del tipo Rutilo sono scarse ed in via di
esaurimento , mentre quelle di minerali ordinari , come l' ilmenite , sono
molto consistenti . In particolare esistono enormi giacimenti in Canada
ed in Norvegia .
       Nel complesso , la disponibilità di minerale non dovrebbe porre
 A
problemi per i prossimi 75 anni . Ciò' nonostante sono in corso notevoli
forzi di ricerca e di sviluppo per la preparazione di un minerale molto
ricco di Ti©2 (Rutilo sintetico ) partendo dal minerale tipo Ilmenite, es
sendo ben noti i problemi ecologici posti dai minerali di quest' ultimo
tipo . ,           "■    •
 ---pagebreak---                                                             ENV . 1*7/75 - I
          COTTOLO IV - kkS TD"I ALI,A PRODUZIONE DI TiO_
      i                    ■                            –      2    '■
Generalità                                                                   . _
i                : ? -       •   .   • • 1 t 4           .
              In questo capitolo si citeranno due categorie di "prodotti di
rifiuto" *
a ) i prodotti di rifiuto inerenti al procedimento , corrispondono alla
     applicazione del processo di produzione , cioè alle differenti sepa­
     razioni che intervengono nel procedimento stesso prima di ogni
     trattamento ;                                                  " '    -   **
b ) i prodotti di rifiuto finali , che sono ottenuti dopo aver eliminato
     o trattato i prodotti di rifiuto del procedimento e che possono
     essere identici a questi ultimi , se l' impianto non effettua alcuna
     eliminazione o trattamento » Tuttavia si considera per definizione
     come " eliminazione o trattamento dei prodotti di rifiuto del procedi¬
     mento " ogni intervento in grado di apportare, una modifica alle loro
               '                                             =                         ι
     caratteristiche
          ...          ,
                         ,     dalla
                                   .
                                        semplice
                                       j.
                                                 diluzione
                                                   '
                                                           intesa  a   diminuire  la con ­
     centrazione , fino a procedimenti molto complessi in; grado di modifi­
     care profondamente la natura del prodotto stesso »
              Prima di affrontare più dettagliatamente questo capitolo concer­
     nente i prodotti di rifiuto , sarà bene notare che la produzione della'
   - industria dei pigmenti "TiO^" è molto semplice nella sua definizione ^
     poiché si tratta di biossido di titanio di grande purezza . In ogni
     stima si potranno trascurare i particolari additivi che consentono
     di migliorare le proprietà dei pigmenti , cosi 1 come le quantità di
     residui impuri che risultano essere di scarsa consistenza »
              Dal momento che la produzione è basata unicamente sul biossido di -
     titanio , ogni altra materia prima diverrà di conseguenza prodotto di
     rifiuto durante una delle fasi di lavorazione » Inoltre si avrà bles»
     «ido di titanio anche nei prodotti di rifiuto , poiché la produzione
     di questo è effettuata con una certa resa»
             Per questa ragione nel paragrafo II si sono presi in considerazione
     per,   ,
              il procedimento allo zolfo quattro casi di produzione di TiO_^
     basati sui seguenti minerali :
 ---pagebreak---                              - 9 -                ENV . H 7/75 - I
- Ilmemte norvegese
- Ilmenite australiana
- Slag canadese
- Un ipotetico minerale arricchito ehe contenga all' incirca l' 88$
  di Ti02 ( quantità massima possibile per il procedimento allo zolfo ).
        Ugualmente , nel § III sono presi in considerazione , per il pro­
cedimento al cloro , tre casi di produzione basati sui seguenti minerali t
- Rutilo naturale
- Rutilo sintetico
- Ilmenite ( ipotetico ).
        Per ognuna di queste produzioni , occorrerà tener conto t
• della quantità di materie prime immesse nel ciclo di lavorazione ;
- della quantità globale dei prodotti di rifiuto derivata da queste
  materie prime ;
- delle grandi categorie dei prodotti di rifiuto , specificandone natura
  e quantità .
        In tal modo sarà possibile discernere la distribuzione dei di­
versi elementi di base nei principali prodotti di rifiuto ottenuti nella
lavorazione .
                                                            /
 ---pagebreak---                                                                      BILANCIO
    ΙΓ\
                                                                                                                                I       Γ
         -,          H           r                    T                                                                                -,    !
          } minerali             l       i            li                                                                        I            '
   i
                H2£04 -
                                                                              __
                                                                              PRODOTTO
                                                                                                                            Γ+-ν   TiQ2 |
    (β ι
    (DI
                ^                                                                r:                                 >        j             i
   •§           H oj                  ^ PROCSDEECUTO      Prodotti di rifiuto      Trattamento dei prodotti    Prodotti di rifiuto       I
                  21                  7                   derivati
                                                          mento
                                                                   dal procedi-  I
                                                                                          di rifiuto                finali    I j»       ,
                                                                                                                                         |
                                                                                                                                               ,
                *TTO .              /      ■                                                                 '           -       ,       '
           i                     i                    î                   . '          '       ■                              11
           |                          7,                                ;                                                     I|         ' !
              ..dditivi             /               ■                                                                         jj         | |
o
           –                                                                                                                  !t         i ;
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                                                                                                                              , I        }      !
                                                TR\S5raiïâZI0N3                                                               ! 1        I
                                                         ; '                                                                  "M
             ,                                                                                            Prodotto finito e j |                  ;
                PRBUJ
                i XI T, l' I.i.l
                                                                                                          Prodotti di rifiuto il!
                                                                                                                                         '       j
           .. .       J           :                                                                                           LL         i ,J
 ---pagebreak---                                 11 -                   Εϊΐν/47 /75 - I
PROCSD EGITTO ALLO ZOLiTC»
l ) Prodotti di rifiuto derivati dal procedimento
    Generalità
    Lo scopo dei calcoli riportati in questo capitolo non potrebbe
    essere quello di ottenere l' esatta composizione degli effuenti :
    in effetti anche se tale calcolo è stato tentato , ciò' è avvenuto
    per ottenere un' analisi globale coerente , fondata su ipotesi ben
    definite .
    Queste ipotesi possono essere oggetto di discussioni ed i calcoli
    possono essere adattati , ma per quanto riguarda i principali pro­
    dotti di rifiuto esse consentano un ' impostazione quantitativa valida
    per i diversi tipi di produzione e per le differenti capacità degli
    stabilimenti industriali dei maggiori produttori europei .
    Si considerano quattro principali categorie di prodotti di rifiuto ,
    corrispondenti a possibili raggruppamenti degli effluenti derivati
    dal procedimento :
               - gli insolubili dopo filtrazione ( prodotto di rifiuto l )
               - i solfati ferrosi ( ,:Copporas " ( prodotti di rifiuto 2 )
               - gli i !acidi forti " ( prodotti di rifiuto 3 )
               - gli "acidi deboli " ( prodotto di rifiuto 4 )*
    Tali prodotti di rifiuto sono ottenuti dopo le operazioni schematiz­
    zate nella tavola seguente ( tavola 2 ),
 ---pagebreak--- Tabella 2                                               - 12 -                        EFV. 47/75 ~ 1
             TÍOS - PROCSDEENTO ALLO ZOLFO ( ILfEUJIIS )
             -         za__i
                       j ATT/LCCO                   I
                       I DISSOLUZION3                   r                               ~A           ;                -'
    k<\Moo                      J)                  , '           "                 .( solido)            , (T> j>
       fc           £ f " Separatone V.                         lavaggio -                ^––**
                          "1               ;         it                  ■                  t
     Hrfo         \     t       _                 i i                                        \                   -
       0          &             RIDUZIOFJS        I      I
                  .       ,~A                :   , I                       '                   i
       <?     –£         ( Separazione' j–1–1                                                  1
             :; ,-£=        CRISTALLIZZilZIOîTE
                                                     L              '                     .
                                                                                                 rI :                  !
                               ij/ . -
                        ( Sepaumaiorne ) ■ t ■ ■
                                                      5             1
                                                                                      K lava^io
                                                                                      ) '          j
                                                                                                                            ^
                                                                                                                            P
                               1                      I      \                           .à                >v      r
                                     *                        ^       ^    i
              1 n           CCNCSNTï&ZIOÏÎÏÏ            / ^=t> 1/               ..                     ..     1 . . • •
 ■ <ic        "                       " –            H                                                                 :
                    0 1             IDROLISI                               ■                                           .
          11                A~
                          ( Separazione
                                                     1          ■' " 1 ■
                                                                                      ' (u^ldo):
                                                                                     ->            –
                                                                                                                     VTi    ^
                          t .\^ i                   J                      ' 1 ■ ' (liquido)                         /Cì
                  * P LA VAGGIO                     ||                            ^                                      . 1>
      G–          0. |                 RIDUZI'OJE 1                          *                                           ^
                             I                             t'A?                              ■ '
                                 CALCIMAZXœsJ T^f–1 i
                          ,i                        ,1                                    j             '
                     t
                               ' RIPINIïURA.
                                          –-        w
                                                      |                      •i
       ••       .              ,1                    /
                                   Τιο ,
 ---pagebreak---      TABELLA 3                                                  - 13 -                      3HV 47 / 75 - I
                         PRODOTTI DI RIFIUTO CORRISPOND3TTI ALJJP^RÀL5 - A. IL-RN1TE
                                                                                             WQHVSCflSS        3-21
11 . I   ■  I ■ I   I ■■ I I II '          " – ■ * ' –"
       - KDERAL";] DI PART.3JTZA
           ILIIiTITL FORVEGESiU
1                 1        7o      f ' _ ICfi. _ZJ                 ^esa     88 f5/« | PRODOTTO
       Ti02 ~ 4/|-45              ~ 1130,000                                   –*   ΓγΓοΙ      : 1 t
       PeO           33-34              637,500
                                                                                    I PRODOTTI DI RIFIUTO
        Fe203        12-13              312,500                                        E1EJVITADILI
        S102         2,5-3,0             68,700 \                                    I emersi in quantità             I
        Zr02 c -                             -          \                            | di metallo (kg)                1
        .11203 0,5-0,7
        P205          0,03
                                         15,000
                                          0,700
                                                         \
                                                            \
                                                                                     £            1
                                                                                                  i         78,000
                                                                                     [/Θ                  766,000
        Mno c 0,2 - 0,3                    5,000              \                       LSI                    32,000
        MgO 4,5-5,5 . 125,000                                   \                     LZR
         Cr203 0,07                        1,700                 \ 'proaotu ^           Al                    4,000
         V205         0,15-0,17            4,000          .        \ rifiuto          VF                      0,142
         CaO ^. 0,2-0,3 < 6,200                                     /                 [ l!n           i       3,870
         Na20                                                     /                   Uîg             i
                                                                                                             75,000
         s               0,04              1,000                 /                    L>
                                                                                                      k
                                                                                                      i
                                                                                                      μ-
                                                                                                               0,559
                       p.p.m                grammi 1           /                      Ly              L        1,060
         Ni            84-119            253,000              /                          Ca          L.        4,275
         Zn 57-93                        187,000 /                                    EL            !L    111 grammi
         Cu < 6,8-8,2 £ 18,000 . /                                                    LP            1
                                                                                                     L       1000 ,
          Cd ^ 1,3 - 1,9 < 4,000 /                                                       II i             233,000
          pb,'£e           1              2,5 cias                                    | Zn       <        187,000
           Sb.Hg           1              2,5 cias .                                                        18,000
                                                                                                 <
                                                                                         Cd                   4,000
                                                                                       LPB«    Be        2,5 ciascuno
                                                                                          Sb , Hg
                                                                                                     L   2,5 ciascuno
           Massa di minerale corrispondente : Kg 2.500
           F B. Il totale della colonna non corrisponde a 2.500 Kg
                    per il fatto che le masse di ogni elemento presentano
                    valori medi in rapporto a differenti composizioni
                    ^còmìlSsità di questa tabella condente pero' di valutare la qualità e la
                    cruant ita globale dei prodotti di rifiuto .
 ---pagebreak---                                       - 14                          3NV 47/75 - I
ILÎS5TIT3 ÎT0RVSGSS3                                   '
Le quantità riportate qui dx seguito si riferiscono ad 1 tonnellata di
prodotto finito e si "basano sui valori della tabella precedente .
Prodotto di rifiuto 1 Insolubili
                    81 Kg     (Si02 , Ti02 , AL203 , MgÒ, Cr^, P^, IfnO, VgO , Ca 0
       '           '           Si / ITi - Zn , Cu , Cd. Be , Sb , Hg)
         +          81 Kg      HgO ( supponendo HgO = 50% del peso totale )
                  162 Kg
Prodotto di rifiuto 2 - "Copperas " -■
              3.372 Kg         vari solfati , di cui 2.941 Kg PeSO ., 7^0
         +       460 Kg        H2° /
         +           ?,3. Kg • H«S0 . libero
              3.855 Kg         /
                                                  ,                   *         .
Prodotto di rifiuto 3 - Acido forte
                                ■                    /
   i             727 Kg        vari solfati , di cui 585 Kg di PteSO .
         +     " 34 Kg         TiOg m sospensione ■                           /
         +       - 41 Kg       Ti0rt in soluzione
         +    1,482 Kg         HgSO . ( esp. in 100^) concentrazione 20$
              5.127 Kg         e2o
   *          7.411 Kg
Prodotto di rifiuto 4 - Acido debole
   •>
                  391 Kg     ~ vari solfati , di cui 315 Kg di PeSO
                    28 Kg      TiO« in sospensione
         +      - 22 Kg        TiO^ in soluzione               ,
     \
         +
           «'
                 800 Kg        HgSO . (e p,( in 100^) concentrazione 10^
         +    6.758 Kg         KO
              8.000 Kg
 ---pagebreak---     Tabella A                                 - 15 -                           E17V 47/75 - I
                  P uCDOTTI DI RIFIUTO CORRISPONDATI AL HiinRALII B .
                              ILUTSTIT"! AUSITELI INA
|      IffifJRlL;] DI PARTENZA
                                              rena : 38 , 5 '-1                   PRODOTTO
    ILIEÏÏJITJ AUSTRALLiM
                                                                                          ~             I
                                                                             Ti02   : 1     t onn ,    J
    Ti02                    1130 , OOCr
                 p5»4
    Pe O         23 , G      485,450                                         PRODOTTI DI RIFIUTO [
                                                                                  INEVITABILI            \
   ?e203         P»9      j 344,800                                        » espressi m quantità ;
  Si02             0,15        3,060                                       Idi metallo (]Cf)             |
| Z:-02                         -       !                                  t Ti            L 78,000 j
  A1203            0,94       19,200                                      » ?G                 498,000
  P205             0,08        1,650                                                             1,400
  I4n0             0,72       14,700
                                                     \. Prodotti d
                                                       \        rifiuto
  MgO              0,27        5,500                                       -Al            L 5,080
  Cr203         I 0,14         2,850                                         P            L 0,330
  V205             0,17        3,500                                      !jïn .          μ 11,370
  CaO              0,02 !      0,400 I                                                    L 3,300
                          }             ♦
  Na20                    ;       -     ι                               .1 Or             i      0,940
  K20                                                                      -v             L      0,920
  «                0,01        0,200                                         Ca                  0,280
  Ni
                          i
                                                                         L*                      0,200
  2η                                                                         Ni
  Cu
  Cd                _
                        1
                        t
                        !
                          i       ""
                                            !                            \Jn
                                                                         » Cu
                                                                         1-
                                                                                        '
                                                                                        t
  Pb , Be
                                         /
                                           /
  3b . Kg                                                                    Pb,Bo
                                                                                                           f
                                                                                                           I
  Massa di minerale corrispondente : 2,040 Kg
  N.B. : Il totale della colonna non corrispondo a 2.O4O Kg
             por il fatto che le masse di ogni elemento prosentano
             valori medi in rapporto a differenti composizioni dell' il-
             monite .
             La complessità di questa tabella consente poro * di valutare
             la qualità e la quantità globale dei prodotti di rifiuto .
 ---pagebreak---                                   - 16 -                         ©IV 47/75 - I
ILMETCTE AUSTRALIANA
          Le quantità riportate cui di seguito si riferiscono ad 1 tonnellata
di prodotto finito e si basano sui valori della tabella precedente , " (
Prodotto di rifiuto 1 - Insolubili
              ~ 20 Kg (Si02 , Ti02, A1203 , MgO, Cr^, P^, MnO, V^, CaO
                        ' Si , Ni , Zn, Cu , Cd , Be , Sb , Hg)           <    '
                  20 Kg   ILO ( ipotesi ELO ■ 50$ del peso totale )
               •  40 Kg
Prodotto di rifiuto 2 - " Copperas "
              1.768 Kg    solfati vari
      '+         241 Kg   HgO
        +         12 Kg   HgSO libero
              2.021 Kg
                  ι
Prodotto di rifiuto 3 - Aoido forte
                 637 Kg   solfati vari , di cui 584 Kg di FeSO .
      ;+          34 Kg   TiOg in sospeneione
     : +          38 Kg TiOg in soluzione
        +     1.250 ICg H^SO . ( esp. in 100$) concentrazione 20$
       .+     4.291 Kg    L0                      !            ;
              6.250 Kg ■ î
                  t       ,
                                                  ;
                                                  ;
                                                       :
Prodotto di rifiuto 4 - Acido debole              '
                                                  I
                 343 Kg   solfati vari , di cui 314 Kg di PeSO
                                                  1
        +         28 Kg   TiO_* in sospensione ]
        +         21 Kg TiOg in soluzione *              -
        ♦        672 Kg   fUSO . ( esp. in 100$) concentrazione 10$
    . +       5.663 Kg HgO
              6.727 Kg
 ---pagebreak--- Tabella 5                             - 17 -                     EIT 47/75 - I
      PRODOTTI DI RIFIUTO CORRISPOTOEFH AL TTINERALE - C. SLAG CANADESE
 MILTERALE DI PARTENZA                                       PRODOTTO
 SLA. G          CAÎTADESE        Resa 88 , 5>^ »   | Ti02 : 1 tonn.           j
         \_±             Kg
        II
 Ti02 II    70,72     1130,000                        PRODOTTI DI RIFIUTO
 FeO        12,15      194,138                      | INEVITABILI
 Fe203       1,50       23,960
                                                    I espressi in cuantità di (
 S102      3,5 -5,q     67,100
                                                    I metallo (Kg)
 Zr 02                                                Ti       |    78,000
 A1203 4,0-6,0          79,990                        Pe       I   159,751
                                                      Si       !    31,3
 P205      0,025         0,399
                                                      Zr
 MrtO      0,2           3,195
 MgO
 Cr20i 0,25
           4,5-5,5      79,892
                         3,994
                                      \\Ri?rsiott  . Al
                                             fiuto 1-
                                                                    21,14
                                                                      0,081
                                        r4
                                        yuriuTo
                                                      Mn              2,472
 V205      0,5 -0,6      8,783
 CaO       1,2          19,174                        Mg            47,935
 !Ta20                                                Cr              1,314
                                                      V               2,33
 K 20
                                                      Ca            13,210
 S         0,05          0,798
 lîiO      0,085         1,358                        Ua              0,798
                                                      S
 Zn                      1,1
 Cu        0,015         0,239                       (Ni     I        1,068
 Cd
                                                      Sb            ( 1,1
 Pb.Be
                                                      Gu              0,189
                         0,07
                                                      Pb     i      ( 0,07 )
 Sb.He
Massa di minerale corrispondente : 1,600 Kg,
 N.B. II. totale della colonna non corrisponde a 1.600 Kg per il fatto che le masse
         di ogni elemento presentano valori medi in rapporto a differenti composizioni
         di slag .
        La complessità di cruesta tabella consente pero * dì valutare la quantità e
         la qualità globali dei prodotti di rifiuto »
 ---pagebreak---                                      - 18 -                     EFJ. 47/ 75 - I
 SLAG CANADESE
            Le (juantità riportate qui di seguito si riferiscono ad 1 tonnellata
 di prodotto finito e si basano sui valori della tabella precedente » •
 Prodotto di rifiuto 1 - Insolubili
            1Q7 Kg (SiOg , Ti02 , AlgO^ MgO, Cr^, PgO , Mr>0,
                      V_0C
                       2 5
                           , CaO , Si , Ni , Zn , Cu, Cd , Be , Sb , Hg)
        + 107 Kg HgO ( ipotesi HeO » 50$ peso totale
            214 Kg
Prodotto di rifiuto 2 – " Cotmeras "                  ;
                                Non esiste
Prodotto di rifiuto 3 -» Acido forte
          • 630 Kg solfati vari , di cui 303 Kg di FeSO^
        + ' 34 Kg TiOg in sospensione .
        +    33 Kg TiOg in soluzione                  .
        + 1,440 Kg    HoS0 .. ( esp . in 100$) concentrazione 20$
        + 5.063 Kg    EL0                •   '5       •     - !
          7.200 Kg
Prodotto di rifiuto 4 - Acido debole
"             " in                     ■   i    i .
            339 Kg solfati vari , di cui 163 Kg di FeSO^
        +    28 Kg TiO^ in sospensione \
        4    19 Kg TiOg in soluzione                . : (
    -*. + ; 778 Kg ®2^°4 ( esp# *n 100$)- , concentrazione 10$
        + 6.624 Kg h2o                                         ; -
          7.780 Kg
                                                                                Λ
 ---pagebreak---      Tahella 6                                19                       EîTV « 47/75 ~ I
         PRODOTTI DI RIFIUTO C0RRI5P0TTDETTI AL !- TINERAT;E - D. MINERALE ARRICCHITO
                               ( analogo allo sla£ canadese )                   ( ipotosi )
         MHÌERAISDI potenza                                               PRODOTTO
                                              resa : 88,5' *
I"
        MIFERALE ARRICCHITO                                        Ti02 :     1 tonnellata I
                                                                I
                  7o         "-g                                   PRODOTTI DI RIFIUTO
                                                                       imitabili
   Ti02        88,000     1130,000 y
                                                                I Espressi in cmantitàJ
   FeO          5,00        64,204                               I    di met alio ( Xff ) _ J
   l?, e203     0,50         6.420 k
                                                                   Ti               78,000
   Si02         1,65        21,107
                                                                   Pe               52,133
    Zr-02
                                                                   Si                9,746
   A1203      | 2,00    ;   25,681                                 Zr
    P205        0,01          0,128
                                                                   Al                6,779
    ΙίηΟ        0,08          1,027
                                                                   Ρ                 0,026
    MgO         2,00        25,681
                                               Prodotti di         11η      i        0,795
    Cr203       0,10   II     1,284            rifiuto
                                                                   Kg               15,408
    V205        0,20          2,568
                                                                    Cr               0,422
     CaO        0,40          5,136
                                                                    V                0,680
    11*20
                                                                    Ca     '         3,538
   Κ 20                 I
                                                                    Na
     S          0,02          0,256
                                                                    S                0,256
     ITiO        0,03         0,385
                                                                    Ni                1,068
     Zn
                                                                    Zn
     Cu          0,01         0,128
                                                                    Cu                0,101
      Cd
      P"bjBe
      S"b,Hg
                        L__l
      Messa di minerale corrispondente : 1.284 Kr*
 ---pagebreak---                                 - 20 -                    ΕΜ. 47/75 - Χ
                                                             ι .
KIMERALE ARRICCHITO
        Le quantità riportate crui di seguito si riferiscono ad 1 tonnellata
di prodotto finito e si "basano sui valori della tabella precedente .
Prodotti di rifiuto 1 - Insolubili
        57 Kg (SiOg , Ti02 , A1203 , MeO, Cr^, P^, MhO, V^, CaO
                 Si , Fi , Zn , Cu , Cd , Be , Sb , Hg)
   +    57 Kg . HgO ( ipotesi ILO + 50% peso totale )
       114 Kg
Prodotti di rifiuto 2 - " Copperas "
       Non esiste
Prodotto di rifiuto 3 - Acido forta
       185 Kg solfati vari , di cui 98 Kg di FeSO
                                           r■           '
   +    34 Kg   Ti02 in sospensione
   + ,  3l Kg Ti02 in soluzione
   + 1.395 Kg H^SO . ( espressa in 100$) concentrazione 20$
   + 5.330 Kg H20
     6.975 Kg                                        ;
Prodotti di rifiuto 4 - Acido debole
       100 Kg solfati vari , di cui 53 Kg di FeSO^
   +    28 Kg Ti02 in sospensione
   +    17 Kg Ti02 in soluzione
   + 750 Kg HgSO . ( espresso in 100$) concentrazione 10$
   + 6.605 Kg H2O > ; " "•
     7.500 Kg
 ---pagebreak---                                        - 21 -                 KIV. 47/75-1
2) Eliminazione o "trattamento dei prodotti di rifiuto derivati dal procedimento
     1 , Definizione
         Per " eliminazione 0 trattamento dei prodotti di rifiuto derivati dal
         procedimento" si intende qualsiasi intervento che determini una modi­
         fica delle loro caratteristiche : tale intervento può variare da una
         semplice diluzione al fine di ridurre la concentrazione sino a compli­
         catissime operazioni che modificano profondamente la natura del pro­
         dotto di rifiuto »
     2 » Elenco dei principali mezzi di eliminazione e trattamento applicabili
         ai "prodotti di rifiuto derivati dal procedimento ".
         SCARICO IN 1TAHTJ ( l )a Si può eseguire direttamente a partire dalla
                                  costa o mediante spargimento in mare : è un
                                  metodo molto seguito per i prodotti di rifiu­
                                  to solubili ("Copperas" e soluzioni acide ).
         Iniezione sotterranea    Richiede particolari condizioni geologiche »
                                  Il suo impiego negli "J.S.A. ( DuPont ) solleva
                                  forti critiche . Gli effluenti ''iniettati " non
                                  devono contenere sospensioni che potrebbero
                                  ostruire i pozzi »
         STOCCAGGIO A TERRA ( 2) Si ricorre a questo metodo per i prodotti di
                                  rifiuto insolubili . Lo stoccaggio a terra dei
                                  prodotti di rifiuto solubili ("Copperas") pone
                                  numerosi problemi a motivo di questa solubi­
                                  lità e delle rilevanti quantità dei prodotti
                                  stessi » La Società THANN & MULHOUSE a Thann
                                  ( Francia ) accumula a terra gli insolubili ,
                                  i " Copperas" ed anche i prodotti di neutra­
                                  lizzazione dei suoi succhi acidi (produzione
                                  20.000 tonnellate/anno di Ti02) »
         NSUTRALIZZAZICTOC ( 3 )  Si ricorre raramente a questo metodo che por­
                                  ta ad un inponente volume di prodotti di neu­
                                  tralizzazione ed il cui eosto è elevato . Al
                                  momento in Europa soltanto la Società THANN
                                  & MULHOUSE impiega questo metodo per i suoi
                                  suechi acidi (a Thann). Negli U.S.A» la "SCM"
                                  neutralizza la frazione di acido diluito , ed
 ( SE) Soltanto i metodi numerati sono applicabili a priori nel contesto europeo »
 ---pagebreak---                                      - 22                   Eî!7. 47/75-1
                              i prodotti neutralizzati sono nuovamente poi
                             diluiti ed eliminati *
 Produzione di Gesso         Per la produzione di gesso sulla "base della neu­
                             tralizzazione dei succhi acidi occorrono parti­
                             colari condizioni locali . Negli U.S.A» la socie­
                             tà, American Cyanamid ha realizzato un impianto
                             per la produzione di elementi da costruzione in
                             gesso » Va notato che in questo caso non esisto­
                             no risorso locali di gesso : inoltre , il tipo
                             delle costruzioni locali ai adatta facilmente
                             all' impiego di questo materiale »
 PRocTïïmsajTo " LURGI"      Questo procedimento consente di disidratare i
 II 3SSICAZICHE ICI          " Copperas" trasformandoli in solfato di ferro
 C0PPTII'.3 ( 4)           , tnonoidrato che può essere arrostito in un for­
                             no a letto fluidizzato ( unità esistente a Spi­
                             netta - Italia, ed in fase di allestimento a
                             Celje - Jugoslavia)»
"ssicaaione elei Coppe ras   Procedimento impiegato dalla "Bayer" per con­
in letto fluidizzato         sentire l*arrostiraento del solfato di ferro in
                             forni rotativi »
PROTOTrairTO " LURCI " DI    Il procedimento "Lurgi " di arrostimento consen­
ARROSSII SITO III L'OTTO     te il trattamento del solfato di ferro monoi-
FLUIDIZZATO ( 5)             drato ("Copperas" dopo disidratazione ) o degli
                             acidi concentrati ( 70^) contenenti sali in so­
                             luzione » Partendo dall'alimentazione solida o
                             liquida si ottiene da una parte S02 che può
                             essere direttamente impiegato in un' unità di sin­
                             tesi di H2S04, e si ottengono d' altra parte gli
                             ossidi dei metalli corrispondenti ai sali in
                             soluzione » 17on sono ancora stati effettuati
                             esperimenti nel caso di un' alimentazione liqui­
                             da »
ARROSTII STJTTO H! UIT       Questa tecnica, di vecchia data, rende possibi­
FORITO ROTATIVO ( 6 )        le il trattamento dei " Coppe ras" dopo disidra­
                             tazione oppure dei sali precipitati al momento
                             della concentrazione dei succhi acidi » la ne­
                             cessità di impiegare zolfo o piriti al fine di
                             ottenere la combustione provoca infatti la pro­
                             duzione di H2S04 in eccesso rispetto al fat>bi-
 ---pagebreak---                                   - 23                      V.hV i
                        sogno di un' unità di Ti02 : questo procedimento è
                        stato utilizzato in maniera marginale dalla Bayer,
                        dalla Titangesellschaft , dal Pigment Chemie in
                        Germania , nonché dalla British Titan Products a
                        Grimsby ( Gran Bretagna ),
 PROCEDIMENTO           Questo procedimento consente il trattamento dei
 "ÏÏEw JERSEY ZHJC"     succhi acidi , al termine del quale si ottiene un
         (7)            acido solforico puro e solfato di ferro nonoidrato
                        mescolato agli altri elementi presenti nella solu­
                        zione . Attualmente , la sola realizzazione tesata
                        su questo procedimento è un' esperienza pilota ne­
                        gli U.S. A »
PROCEDI1IMTO " LURGI "  Questo procedimento " tratta" i succhi acidi por­
DI C QtTCENTRAZI ONE DI tandoli ad una concentrazione del 70$ ' l' acido
ACIDO ( 8 )             non viene evaporato e l' acido al fC$> contiene ac­
                        cora tutti i sali in soluzione . Non ci sono rea­
                        lizzazioni pratiche sulla "base di questo princi­
                        pio .
PROCEDIMENTO BAYER DI   La Bayer ricorre ad un procedimento di concentra­
caucn-ITRAZIOIIE DI     zione mediante fiamma immersa , procedimelo che si
ACIDO ( 9)              è dimostrato di scarso effetto .
PROCEDIIOTTO            Per questo procedimento di concentrazione dei suc­
BAYER- BERTRAIIS DI     chi acidi si utilizza un evaporatore a pellicola :
CONCENTRAZIONE          non si sa ancora molto circa le sue possibilità di
D' ACIDO ( IO )         impiego nell' industria del Ti02 .
Produzione di           Il perfosfato è un concimo il cui impiego in Euro­
                        pa è notevolmente diminuito . Si ottiene attaccando
perfosfato
                        del fosfato tricalcico naturale a opera dell 'acido
                        solforico ; attualmente una sola società nazionale
                        in Polonia ricorre a questo prooediraento , che ri­
                        chiede come prima condizione una concentrazione
                        dei succhi acidi sino al 6^fo, '
 ---pagebreak---                                     - 24                      ENV» 47/75-1
Produzione di solfato        Questo procedimento consente la produzione di
di ammonio                   solfato di ammonio a partire dai succhi acidi .
                             La società Iskihara Sangyo Kaisha detiene un
                             procedimento che peimette un trattamento otti­
                             male dei succhi acidi con questo metodo . Oggi­
                             giorno in Europa non si impiega più il solfato
                             d' ammonio , cosicché il procedimento in questio­
                             ne presenta attualmente scarso interesse , peiv
                             lomeno per i Paesi europei »    , •
PROCEDIMEriTO I.F.P. (il )   Mediante questo procedimento è possibile trat­
                             tare i solfati in soluzione » Esso consente di
                             trattare esclusivamente i succhi acidi , oppure
                             i succhi acidi nei quali siano sta-i preventi­
                             vamente disciolti i "Copperas"» I prodotti otte­
                             nuti sono zolfo , idrossidi e sulfuri dei metal­
                             li in soluzione »
Si aggiungono ai procedimenti summenzionati quelli delle società BUTTNER
e SAINT GOBAIN " Tecniche nuove " nel canteo della concentrazione di acido .
N.B. : Nei Paesi Bassi esiste un sistema di tassazione sugli effluenti s
    i attualmente l' importo costituisce circa il 3,5 $ del prezzo di co­
       sto del Ti02 » Ogni anno questa tassa verrà raddoppiata»
 ---pagebreak---                              - 25 -                  niv. 47 /75-1
Insieme dei trattamenti e prodotti di rifiuto finali
A » OBICTTIVI
    Nel secondo paragrafo è stato compilato un elenco dei procedi­
    menti che si possono impiegare per il trattamento dei prodotti
    di rifiuto derivati dal procedimento .
    In questo terzo paragrafo si tenterà di stabilire dogli insiemi
    oompleti di trattamento , associando i vari procedimenti propo­
    sti , Ovviamente , dal momento che vi sono numerose possibilità ,
    sono state presi in considerazione soltanto i più caratteristi­
    ci »
    Secondo il grado di trattamento che si vuole ottenere , si pos­
    sono inoltre adottare globalmente gli insiemi proposti oppure
    se ne possono sostituire o addirittura eliminare taluni elementi »
    Per ciascuno di questi insiemi saranno precisati gli investi­
    menti ed i costi di funzionamento : gli investimenti si basano
    soltanto svi dati di " engineering" attualmente disponibili ed i
    costi di funzionamento sono stati calcolati sulla base di valo­
    ri stabiliti ad una data fissa ( fine 1973 ) e sono in fase di
    aggiornamento in funzione della congiuntura economica . Saranno
    anche indicate le caratteristiche ed i volumi degli effluenti
    finali .
    Queste soluzioni saranno prospettate per i differenti tipi di
    materie prime .
 ---pagebreak---                                                     - 26 -                    MV. 47/75-1
                         B. DATI DI BASI
                            Nella tabella qui di seguito e nella pagina seguente sono indi­
                            cate , per i 4 tipi di materie prime , le masse di effluenti da
                            trattare corrispondenti ad una produzione di 100 tAr. di. T4. 02
                                   Ilmenite            Ilmenite           . Slag         Minérale
                                  norvegcse         australiana            canadose    arricchito
     1 ) IÏÏ3QLTI3TLI
  Massa totale                        16  t/g            3,8 t/g           21 t/g       ' 11 t/g
  Volume Be da 2                      32 m3/g            7,6 m3/g          42 m3/g        22 m3/g
             if     | tjOC
  massa a " seoco "                     8 t/g            1,9 t/g           10,5 t/g          5,5 t/g
                                                                                           i •  :
■    2 ) COPPERAS                            t/g                  t/g            t/g              t/g " .
  Massa totale                    385                202
  PeS04, 1.1/2 H20                189                111               non esiste     non esiste
  Mg SO                            20,4                1,1
  Esp . in H2S04                  122                 62
  Esp . in Fe203                  169                 99
   x       d : densità dell' insieme degli insolubili
                (d a 2 è un' ipotesi )
  xx       rappresenta la massa degli insolubili se si esclude l' acqua .
 ---pagebreak---                                            - 27 -            ©TV . 47/ 75-1
                       I lmer.it e        Ilnenito      Slag               Linerale
                       norvcgece         Australiana   canadese            r.rricchito
3 ) SUCCO ACIDO                    "t /s           Vs         t /G                 Vs
     ( ipotesi 20fo)
Massa totale              741              625          720              697
H 20                      512              429          506              533
H2S04 ( li"bero )         143              125          144              140
PcS04 •                    53                 58         30                10
Solfati vari               14                  5         32                  9
II2S04 ( libero +
          coraV , )       196              165          184              152
r.sp . in Fe203            61                 61         31                11
llsp » in zolfo            64                 54         60                50
4) AGITO DILUITO                   V6              Vff        Vs                   V§
     ( ipotesi IQ/'ó )
l'assa totale             800              6;2          778               750
H2S04 libero               80                 67         78                 73
                          675               r           662              660
J'gS04                     31                 31         16                  5
 " olfat.i vari             8                  3         18                  5
H2S04 ( libero +
          comb .)         106                 89         99                 82
Esp . in Fe203             33                 33         17                  5
Esp . in zolfo             35                 29         32                 27
 ---pagebreak---                                     - 28 -                 ENV.47/75-I
VALUTAZIONE BEI COSTI
Investimenti
Per ogni insieme di trattamento , l' investimento globale si determina sulla
base degli investimenti relativi a ciascun elemento . Questi investimenti
 si riferiscono al periodo compreso tra la fine del 1973 e l' inizio del 1974
e devono pertanto essere adattati tenendo conto dell' attuale situazione
economica .
Si è tenuto conto anche del prezzo di recupero dello zolfo e dell' acido
solforico , secondo i casi , ad esclusione di ogni altro prodotto ed in par­
ticolare di FeO.
Consumo di energia
Per ogni trattamento , sono stati stabiliti i consumi di energia per i vari
tipi di materie prime *
Per quanto riguarda il prezzo del combustibile , si è considerato un prezzo
medio di 50 U.C ./tonnellata . Va tuttavia osservato che i procedimenti per
il trattamento dei gas contenenti SOg non vengono ostacolati d:.ll , impiego
di combustibili ad alto contenuto di zolfo , quali i "residui setto vuoto".
Questi due procedimenti sono quello di arrostimento ( LURGI ) e quello I.F.P.
Il valore dei "residui sotto vuoto", sempre inferiore a quello dell' olio
combustibile , dipenderà dalla situazione specifica di ciasoun gruppo pe­
trolifero , dall'ubicazione della raffineria e della distanza tra quest'ul­
tima e lo stabilimento consumatore »
Secondo i casi , il consumatore potrà pagare per il "residuo sotto vuoto"
un prezzo oscillante tra l' 80 % ed ( eccezionalmente ) il 60fo del prezzo del
combustibile pesante ordinario . Nel caso attuale si è presa in considera­
zione l' eventualità dell' impiego di "residui di distillazione" a 40 U.C./
tonnellata .
N.B. : Per quanto riguarda 1 'arrostimento , si ricordi che lo zolfo può '
       essere ira-piegato come combustibile , consentendo cosi 1 in taluni ca­
       si tuia riduzione del consumo di olio combustibile » Questa eventua­
       lità dipende in grande misura dalle situazioni locali ; si terrà
       presente che i consumi di combustibile indicati per l' arrostimento
       sono valori superiori .
 ---pagebreak---                                    .. 29 "                    Εϊ-τν. 47/73-1
c ) sottoprodotti
    In pratica saranno considerate soltanto tre catcgor-.c di sottoprodotti :
    - lo zolfo
    - l' acido solforico
    - l' ossido di ferro ( una parte ) o l' idrossido di ferro ( una parte ).
    Sarà considerato un credito di zolfo qualora i solfati e/o l' acido
    solforico siano scomposti in forma di S02 o di zolfo elementare .
    Sarà considerato un credito di acido solforico ogniqualvolta sia pos­
    sibile l' immediato riciclaggio dell' acido stesso senza ricorrere ad
    investimenti supplementari .
    Le economie si "basano sui seguenti valori :
                         Zolfo                   : 52 U.C. /t
                         Acido solforico          : 29 U.C. /t
    N.P , : poiché il prezzo dello zolfo e éstremanente variabile , e stato
            indicato anche un costo di trattamento corrispondente ad un
            prezzo dello zolfo di 30 U,C. /t e quindi ad un prezzo dell' aci­
            do solforico di 22 U«C, /'t .
            Per quanto riguarda il ferro in forma di ossido o idrossido ,
            sarà considerato cono sottoprodotto eventualmente valorizzatile
            soltanto il ferro proveniente dai " copperas ", raa ad esso sarà at­
            tribuito un valore nullo#
 ---pagebreak---                                                       - 3o -                          MV.47/75-I .
     D. RIEPILOGO
                           Insieue dei trattamenti applicabili
                           all' industria del "biossido di titanio
         Elementi                               ; investimenti                Prodotti di rifiuto al
                                      rif.
                                                    (U.C,/t anno )            termine del trattamento
                                                k                  _
                                 r              ar
- (disidratazione ) - Lurgi               I     i Ilm.          263        – ( Ossido di ferro )
- Arrostimento       – Lurgi                                               ~ ossidi di ferro + vari
- Concentrazione     – Lurgi                    I
                                                                           - CaSO ., Fe(OH) 2
- Neutralizzazione                                  Slag        195        - acqua
                                                  Γ           ·
–.( disidratazione ) - Lurgi                                               - ( ossido di ferro )
- arrostimento       - Lurgi           II           Ilm .       273        - ossidi di ferro + vari
- Concentrazione N.J.Z »                            Slag        195        - CaSO ., Pe(OH) 2
- Ueutralizzazione                                                         - acqua -            - •
                                                                 _   I
                                                                     ι
                                                                     i
                                                                                                  O
- (disidratazione ) - Lurgi
- ( arrostimento ) - Lurgi             III
                                                    Ilm.        338 |i
                                                                           - ( ossido di ferro )
                                                                           - Fe(0H)2 + solfuri vari
- Procedimento IPP                                  Slag 245    245 I      - CaSO ,, Fe(OH) 2
                                                                      I
– Neutralizzazione                                                         - acqua
                                                         .         ' I
               - ' •    ..     i  \
                                   *
                                       " - ■ ■–
                                                    Ilm.        339        - ( idrossido di ferro )
                                                                                                           0
                             ;  !
  Procedimento IPP              '      IV I                                - Fe(0H)2 + solfuri vari
                                                    Slag        254        - Acqua
- ( disidratazione ) – Lurgi                                               -• ( ossido di ferro )
- arrostimento       - Lurgi              V         Ilm .       351        - Pe(0H)2 + solfuri vari
- Procedimento I P P                                Slag        259        - acqua      ♦
                                                  L
- ( disidratazione ) – Lurgi                                         I     - ( ossido di ferro )
- arrostimento       - Lurgi           VI           Ilm.        312 | - ossido        di ferro + vari
                                                                                                    ■ :  :
- Concentrazione N.J.Z.
                                  i
                                    h
                                                    Slag        233 |   Ιτ
                                                                           - acqua
                                                                                 ·'ι      ι ι >         ■ Κ» ■' κ*
Nota 1 : gli elementi tra parentesi scompaiono nel caso di un impiego di Slag
Nota 2 : i prodotti di rifiuto segnati da asterisco ( ° ) possono essere valoriz­
          zati
          nei
 ---pagebreak---                                               - 31 -                  EtJV. 47/75-1
                                Prezzo di costo dei principali trattamenti
                                applicabili nell 'industria del Diossido di
                                titanio ( Procedimento allo zolfo )
                                                       Ipotesi
  Trattamento       M,P .                           –      *
                             CombustiMle : 50 UC/t Comlousti^ile ^OUC /t CraourtiMle 50UC/t
                             solfo :        52 UC/t + rcs . Dist . 40UC/fc + res . Dist , 45UC/t
                            II2SG4 :        29 üO/t zolfo           52UC/t zolfo            30UC/t
                                                     II2S04         2JJC/t H2S04            22UC /'t
                            UC/t . di TiP2               UC/t d: Ti02          UC/ï di TiC2
      I            lira .            97,3                     οο? 9                 113,6
                   Slag              77                       72,8                    86
     II            Ilm .             77,4                     74,7                    95,2
                   Slag              53,8                     53,4                '  64,7
    III            Ilm .          134                        124,2                  145.7
                   Slag           105,6                       97,6                  110.8
     IV            Ilm ,          126                        100                    130
                   Slag           • 94,3                      82.9                  112,2
      V            Ilm .          122                        108                    138,4
                   Slag              8?, 3                    77,9                  112,2
     VI           -Ilm .            95,4                      92,1                  108
                   Slag             52,1                      50,9                   66,4
N.B. : Si tratta di tuia valutazione effettuata a fine 1973 - inizio 1974 «
        E T attualmente in corso una valutazione più aggiornata »
 ---pagebreak---                                       32 -                ENV. 47/45-1
Caratteri particolari dei principali trattamenti applicabili nell' industria
           del biossido di titano (procedimento allo zolfo )
TMTTAMEHTO I       - basso prezzo di costo
                   - procedimento di concentrazione non ancora e sperimenta­
                     to su scala industriale
                   - prodotti di rifiuto della neutralizzazione di diffici­
                     le stoccaggio
TRATTAMENTO IX     - Valgono le medesimo osservazioni del trattamento I
TRATT/jmiTO III    - Concorrenza di numerosi procedimenti di buona affidabi­
                     lità
                   - elevato prezzo di costo
                   - prodotti di rifiuto della neutralizzazione di difficile
                     stoccaggio
TRATTAMENTO IV     - Un unico procedimento utilizzato (I P P)
                   - prezzo di costo relativamente elevato
                   - prodotti di rifiuto finali a priori di più complesso
                     stoccaggio che per gli ossidi "
TRATTAIOTTC V      - Insieme di procedimenti di buona affidabilità
                   - prezzo di costo piuttosto elevato
                   - prodotti di rifiuto finali a priori di più complesso
                     stoccaggio che per gli ossidi
TIL1TTAMSNT0 VI    - " sezione concentrazione" non esperimentata su scala
                     industriale
                   - prezzo di costo sensibile alla concentrazione dell ♦aci­
                     do debole                        ,
                   - prodotti di rifiuto finali di stoccaggio abbastanza
                     agevole e/o possibilità di valorizzazione »   » -
 ---pagebreak---                                         - 33 -               ElîV. 47/75-1
§ III. PRQCEDBCTTO AL CLORO
    Prodottici rifilo deriva^i^d^_j5roicediment£
    1° - Generalità
    a)   Introduzi one
         Come è stato già osservato , i calcoli riportati in questo paragrafo
         intendono unicamente fornire ordini di grandezza sulla quantità dei
         prodotti di rifiuto da prendere in oomidorasions .
         Indubbiamente , data la scarsa diffusione in Europa del procedimento al
         cloro e la generale riservatezza che lo ciroonda , si possono formulare ,
         per questo processo di lavorazione , sol tanto ipotesi noi io approssimative .
         Tuttavia , anche se tali ipotesi possono rivalersi inesatte , l' imposta­
         zione quantitativa degli effluenti globali non è per questo meno valida .
   "b )  Ipotesi
         Dobbiamo considerare che :
         - il rendimento globale del procedimento è d?.l $Bfo in rapporto al TiC^
           introdotto , escludendo lo stadio di finitura (trattamento di euperfioie ).
           Questo tipo di trattamento è stato già esamintato per il prò oe dimento
           allo zolfo .  Gli effluenti che ne derivano risultano essere delle
           soluzione di sali diluiti e uria lieve quantità di TiO^ in sospensione .
         - L' ossido di zirconio presente nel minertile è inattaccato .
         - Tutti gli altri metalli e metalloidi risultano citrati .
         - L' l$ del minerale grezzo si perde nelle "purghe " dello strato fluidiz-
           zato e per assorbimento nel gas derivato dal procedimento .
         - Lo 0,5% del "biossido di titanio va perso in forma di TiCl^
         - Il 2^ del cloro necessario per la clorazione del "biossido di titanio
           si perde a seguito della sua combinazione oon l' idrogeno proveniente
           dal carbon ooke necessario alla riduzione e dal minerale .
 ---pagebreak---                                   - 34 -                    EUV. 47/75-1
   - Per la sezione •'ossidazione™ del TiCl^           .
      . lo 0,5Ì° del TiOg introdotto si perde sotto forma solida
      . gli effluenti provenienti da una eventuale liquefazione del cloro
        rientrano nella normalità e pertanto non sono stati presi in
        considerazione in questa relazione tecnioa.
c) Distribuzione dei vari prodotti di rifinto
   Abbiamo già osservato , in occasione della descrizione del procedimento
   al cloro , che le quattro principali fonti di prodotti di rifiuto sono :
      • prod. di rifiuto 1 - "purga" dello strato fluidizzato
      . prod» di rifiuto 2 - "residuo" della distillazione del TiCl^
      . prod. di rifiuto 3 - "sfiato" della distillazione del TiCl^
      . prod. di rifiuto 4 - prodotti di rifiuto dello stadio dell' ossida­
        zione .                                                        i
   Esaminando le temperature dì fusione e di evaporazione dei clururi dei
   vari metalli , si può * prevedere con una certa approssimazione la distribu­
   zione di questi cloruri nei prodotti di rifiuto. Sono state inoltre for­
   mulate delle ipotesi per là distribuzione delle perdite nei minerali , in
   TiCl . ed in cloro .
        4
      • Prodotto di rifiuto 1                                              ,
        Tutti i seguenti oomposti : ZrO^, MnClg , MgCl ,,, CaClg , NaCl
        La metà delle perdite in minerale                      _           ,
      » Prodotto di rifiuto 2                                            ,
        Tutti i seguenti composti : FeCl^, AlCl^, CrCl^, NbCl^
        Il vanadio è presente in forma di VOClg
        La metà delle perdite in minerale
    ■ • Prodotto di rifiuto 3
        Tutti i seguenti composti : SiCl/f
                                         4'
                                            PCI ά.. (P0C1
                                                    \
                                                          ,) •
                                                          3
        Tutte le perdite in HCL e TiCl .                             •
 ---pagebreak---                                                             „ 35 -                     ENV. 4 7/45-1
                                 2° - A. PRODOTTI DI RIFIUTO CORTtISPaTIQTTI AL MINERALE
                                           RUTILO NATURALE
                                                                                        PRODOTTO
    MINERALE     DI    PARTENZA
                                                                                      Ti02        1 torn
         RUTILO   NATURALE
               %                                            93 °p% '
                                                     recaa 9^
    Ti02        95,60         1020,400                                         PRODOTTI DI RIFIUTO
      PeO                I                                                      TENTABILI
                                                                                espressi in quantità
j Fe203          0,35              3,696                                       -di laetalÀP .( &")
    Si 02        0.35              3,696      .                                   Ti          12,240
|i Zr02
    A1203
                 0,65
                 0,45
                                   6,866
                                   4,752
                                                \.                                Fo
                                                                                        1
                                                                                         I     1,219
                                                                                  Si           1,700
     P205         0 , 05           0,527              \                      Λ    Zr            5 ; OC2
    MnO           0,02 I           0, 211                \                        Al            1,254
     MgO          0,06 t           0,633                                          Ρ             0,106
     Cr203        0,30             3,169                           >                            0,163
                                                    Prodotti
                                                    Prodotta      di rifiuto
     V205         0,66             6,971                           /
                                                                   /   \
                                                                                  Me            0,380
     CaO          0,01              0,105                    y//
                                                                                   Cr           1,042
     Na20           - j                -                  /                        Y             1,874
     K20                   I           ~               /                           Ca            0,072
                                                                                   Na
     H20                   !                     /                                 3
      Co                    I                                                      Ui
                                                                                   Zn
      !Tb02        0,30             3,169                                          Cn
  j E              0,20              2,113                                         Cu
  !                                                                              I Ub             2,352
                                                                                   Η              2,111
  L                           I
       Totale 105o kg
       Composizione tipica                           Di strifrazione deeli effluenti :
                                prodotto   di rifiuto 1 = 14 lcg/t 'li H02 (ZRO +
                                Adotto di rifiuto 2 : 30 kj/t di TÌ02 + cforuri «ri ;
                                                                                                         + Blneral6>
                                predotto di rifiuto 3 : 59 ks/t di TÌ02 (+ cloruri vari)
 ---pagebreak---                                                    - 36 -                  EW. 47/7 5-1
  2°- D.    • PRODOTTI DI RIFIUTO CORIESPOEDEMTI AL MINERALE RUTILO SDITETI CO
                                           ( tipo Benlinite )
i                    1         1
     MINERALE DI PARTENZA              I                                        PRODOTTO
                                       S
                                     J
I       RUTILO SINTETICO              j             resa 98 %                Ti02 : 1 tonn«
                                                                                                     3
                                                                                                     |
                                                                                                     â
a
I                        ! kg         I
                                      *
                                      t
                         (           J.                             .                          M
                                                                                                     1
   Ti02
           | 95            1020,4-0                                     PRODOTTI DI RIFIUTO          I
   PeO     i    1,8          18,96                                    "
                                                                        INEVITABILI                  |
   Fe203        2,0    i     21,60 '   1                            !   espressi in quantità         1
                                     if                             !        di metallo (kg)         |
                                     !                              !                            _ _ >
          ι
                                                                        Ti              12 , 240
   Vari         1,2          13,09                                      Fe              22,665
                                           i
                                                                           /
                                                                                   Vari
                                             \
                                             j
                                              i                                    ( 13,09 )
                                                Prodotti di rifiuto
                       |
                                            »
                                             }
                                         /
                                          /
                                       i
                                     *
                                     *
          Massa di minerale corrispondente : 1»074 kg»
          Distribuzione degli effluenti
  Prodotto di rifiuto 1 : 14 kg/t di Ti02
  Prodotto di rifiuto 2 : 90 kg/t di Ti02
  Prodotto di rifiuto 3 : 59 kg/t di Ti02
 ---pagebreak---                                                      - 37 -              ENV.47/75 I
      2°- C. PRODOTTI DI RIFIUTO CORRI SPONDETTI AL UMERALE ILIÌENITE AUSTRALI AITA *
          MINERALE DI PARTENZA                                          PRODOTTO
        IIMEHITE AUSTRALIANA                                         Ti02 :  1 tonru
î           |1    %
                  /°         ! kg
                              1
                                                 resa 98 %
   Ti02     I:   55,4           1020,40                        PRODOTTI DI RIFIUTO
                                                                    INEVITABILI
; l'fcO        ! 23,8            438,361
I Fe2C3          16,9       ! 311,350
                                                               di met alio           ( kg)
   Si02           0,15      !      2,763
i Zr02         I
                                                                Ti                  12,240
   Al 203      I  0,94            17,337-                       Fe          I
                                                                            î
                                                                                   449,513
   P205           0,08             1,489                        Si                   1,264
   îînO           0,72            13,274                        Zr           !
   MgO            0,27             4,966                        A!                   4,569
j Cr203      I    0,14   |         2,753                        P                    0,297
   V205           0,17             3,150                        Mil                 10,257
   CaO       !    0,02   ]j        0,361  ; prodotti di rinuto                       2,979
   ]9a20                                                        Cr                   0,848
   K20       !                                                  V              i     0,830
I             i
! S               0.01             0,180                        Ci             I     0,2^2
I Ni                                                            S'             !ί    o,i8o
                                                                                       '
   Zn                                                           Ni              !    -
                                                                                j
   Cu                                                           Zn               I
                                                                                 S
                                                                                 ι
| Cd                                                            Cu              i    -
                                                                                 i
: Fb,Be .                                                       Cd
                                                                                 i
                       i
. Sb,Hg                i                                        Pb , Bq          i
i                      i
               s       i
   Massa di minerale corrispondente : 1.842 kg,
  Ne B. Il totale della colonna non corrisponde a 2.040 kg, per il fatto che la massa
         di ogni elemento ha valori medi in relazione a differenti composizioni d' ilmenite .
  Dist ribuzione degli effluenti :
  Prodotto di rifiuto 1 : 44 kg/t di Ti02 ( ZrO + cloruri vari + minerale )
  Prodotto di rifiuto 2 : 1.339 kg/t di Ti02 di cloruri vari di cui 1.304 1-g di FeC13
  Prodotto di rifiuto 3:7 6 kg/t di Ti02 ( cloruri vari ).
 ---pagebreak---                                                       ENV. 47/75-1
Trattamenti
A. Effluenti presi in considerazione
   Come abbiamo già visto , il procedimento al cloro è poco diffuso in
   Europa . t si oonstata in ogni caso scarse capacità di produzione .
   Inoltre , queste unità di produzione utilizzano attualmente il rutilo
   naturale , cioè un minerale molto ricco di Ti02 ( circa 9^), e ohe
   pertanto produce quantità di effluenti di gran lunga minori .
   Questi due elementi fanno si che in Europa non esiste un vero problema
   degli effluenti derivati dal prooedimento al cloro .
   Due considerazioni ci portano tuttavia ad esaminare i principali           \
   trattamenti attuabili in questo caso : anche se il procedimento al
   cloro è attualmente poco impiegato in Europa , esso fappresenta tuttavia ,
   a determinate condizioni , una valida alternativa al procedimento allo
                                               C
   zolfo . ( Inoltre le possibilità di sviluppo del rutilo sintetico o la
   possibilità di utilizzare un minerale più povero potrebbero modificare
   le attuali posizioni .
                                                                          »
   Va tenuto presente ohe negli Stati Uniti , dove il procedimento al cloro
   è molto diffuso e dove la DuPont utilizzerebbe in un suo stabilimento
   un minerale relativamente povero , si pone il problema degli effluenti
   derivati da questo tipo di lavorazione .
   La EuPont , che è la società più impegnata in questa direzione non è
   ancora riuscita , nonostante notevoli sforzi di rioerca e forti moti­
   vazioni economiche , a mettere a punto la rigenerazione del cloro mediante
   ossidazione dei cloruri ottenuti come sottoprodotto.
   Questa società dopo aver preso in considerazione un deposito dei
   rifiuti nel sottosuolo , sembre abbia optato per uno scarico in mare .
 ---pagebreak---                                     - 39 -                ET/. 47/ 75-1
   Non saranno considerati in questo capitolo :
   - gli effluenti dell' unità di "rigenerazione " del cloro da rioiclare »
      poiché essi sono normali e non sono specifici di questa industria ;
   - gli effluenti derivati dalle operazioni di finitura ( trattamento di
      superfica ) : questi non sono caratteristici di questo prooedimento .
   Sarà invece considerato il trattamento dei oloruri che si formano
   oontemporaneamente al tetracloruro di titanio e che vengono separati nel
   prosieguo del precedimento .
   Sono state elencate tre fonti di prodotti di rifiuto relative a questo
   tipo di effluenti ed a questo procediarcnto .   Tali effluenti cono stati
   indicati come "prodotto di rifiuto 1 , 2 , 3 "»
B. Principali procediementi
   Non ripeteremo le considerazioni sullo scarico degli effluenti nel sot­
   tosuolo o in mare : questi casi sono stati già esaminati      a proposito
   del procedimento " allo zolfo", (pag.2l ).
   Bisogna tener presente tuttavia ohe questi sono i soli due sistemi che
   abbiamo avuto un' applicazione pratica negli Stati Uniti , dove d' altronde
   lo scarico sotterraneo è stato oggetto di vivaci critiche .
   I due unici procedimenti in grado di costituire un valido trattamento per
   questo tipo di effluenti sono quelli che consentono la decomposizione
   dei olururi raetallioi in ossidi : in tal caso il cloro si combina per
   formare EOI .
   Questi due procedimenti cono infatti abbastanza simili tra Icro per quel
   che riguarda il principio , mentre la principale differenza conciste nel
   tipo di alimentazione :
             - oloruri in soluzione in un caso ,
             - cloniri solidi nell' altro .
   Le società titolari di questi procedimenti sono rispettivamente la
   KOODALL DUCKHAM e la LURGI .
 ---pagebreak---                                   40 -»                ENV. 47/75-1
E * inoltre opportuno ricordare ohe la società " OHLORIHE TECHNOLOGY Ltd"
che opera nel campo della valorizzazione dell' ilmenite , applica un pro­
cedimento di ossidazione dei clururi che non è pero' ritenuto ancora del
tutto soddisfacente .  Tuttavia è fuori di dubbio che altre Sooietà , oltre
a quelle sopra citate , sarebbero in grado di sviluppare procedimenti i
cui principi di base risulterebbero simili .
Inoltre bisogna tener presente che nei due casi summenzionati si tratta
di adattamenti di procedinenti già in funzione e sperimentati , ma la
cui applicazione in questo settore particolare non è ancora stata
comprovata.
 ---pagebreak---    PARTE       2
ASPETTI ECOLOGICI
 ---pagebreak---                                   – Al Ms               ENV , 47/75 - I
 GENERALITÀ *
Esame dei risultati già acquisiti
        In seguito all' esame della documentazione scientifica internazionale
 relativa agli effetti dello scarico in mare dei residui della produzione del
"biossido di titanio , si è portati a considerare questi prodotti di rifiuto
come potenziali o reali elementi nocivi per l' ambiente acquatico marino .
        Il grado di nocivita dei residui può' variare secondo la loro composi­
 zione , il modo con cui vengono scaricati e le caratteristiche del luogo desti­
nato a riceverli . Le conseguenze negative per l' ambiente derivano principal­
mente dall' acidità , dalla presenza di solfato ferroso e probabilmente di altri
metalli (metalli pesanti ) ugualmente presenti ,
        A seconda dei casi , queste conseguenze negative per l' ambiente possono
 assumere i seguenti aspetti ;
1)        riduzione dell' ossigenazione e del pH delle acque e maggiore concentra?-
          zione di ferro e di altri metalli pesanti . Questi effetti assumono mag­
          giore o minore intensità nel tempo e nella portata a seconda delle carat­
          teristiche fisico-chimiche dei prodotti di rifiuto , in modo particolare a
          seconda della loro concentrazione ;
2)    a) temporanea rarefazione della biomassa zooplanctonica e sorgere di effetti
          collaterali che provocano un' alterazione della struttura morfologica dei
          suoi compostij
      b ) repulsione ed allontanamento di alcune specie ittiche ;
      c ) riduzione della biomassa, della produzione e della specifica varietà
          delle biocenosi bentoniche e/o nectobentoniche nella zona di scarico .
          Nei casi più gravi si può' giungere alla scomparsa di ogni forma di
          vita animale .
                                                                            I
 ---pagebreak---                              - 41     -              TTV. .37,75
3)   alterazione del colore , del grado di trasparenza e di torbidezza
     dell' acqua , e temporanea riduzione della fotosintesi , del fito­
     plancton   e della produzione primaria , in particolare nel caso di
     scarico in superficie , Bel caso di scarichi negli estuari e in punti
     non profondi , formazione di uno strato di ossidi ferrosi e di ossidi
     di altri metalli sul fondo del mare ,
4)   non sono stati invece riscontrati rischi di tossicità per l' uomo a
     seguito del consumo di specie provenienti dai luoghi nei quali erano
     stati effettuati gli scarichi ,
     I fenomeni sop-a riportati 3i producano in modo più 0 meno rilevante a
seconda dei differenti metodi di scarico , 'futtavia nella letteratura scienti­
fica pubblicata o segnalata dai vari esperti degli Stati membri non si riscon­
tra un solo caso dove non siano stati rilevati almeno uno 0 più fenomeni di
questo tipo .
     Tutto ciò' porta alla - conclusione c he lo scarico in mare de i re s idui
derivati dalla produzione di TiOg deve essere controllato , e , al limite ,
sospeso por un certo tempo , in modo da evitare danni all' ambiente marino ,
per il presente e per il futuro .
     Al fine di illustrare l' incidenza dogli scarichi degli effluenti dell' in­
dustria del TiOg , sono riportati qui di seguito i risultati del "Libro bianco"
edito dalla Trancia in occasione dell' immersione nel Mar Mediterraneo dei
prodotti di rifiuto della Montedison ,
 ---pagebreak---                                     42 -                    3NV. 47/75 - I
    CAPITOLO V - STIMA DELLE! MODIFICHE FISICO-CHIMICHE
                        . DOVUTE AGLI SCARICHI
         L' analisi seguente si riferisce principalmente alle modifiche fisico-
chimiche ( pH , indice di saturazione , variazione della concentrazione naturale ,
ecc .) che possono essere causate da scarichi simili a quelli effettuati dalla
Società Hontedison .
1)       Occorre prendere in considerazione tre elementi principali        - '
         Come abbiamo già ricordato , caratteristiche dei prodotti di rifiuto
         sono   :
         - una forte acidita , dovuta alla presenza di notevoli quantità di
            acido solforico libero negli effluenti : occorre quindi valutare r
            le reazioni dell' ambiente marino di fronte all' immissione di 330
            tonnellate di acido solforico puro al giorno ;      ,            .
         - un elevato tenore di ferro ferroso Fe       : la forma più comune di •
                                                    HH
            ferro noi mar3 e la forma ferrica Fé       : bisogna quindi prendere
            in con siderazione i meccanismi di questa ossidazione nell' ambiente
            marino ;
         - un tenore non trascurabile di metalli pesanti , come il titanio ,
            il cromo , il vanadio , il cadmio , ecc .
2)       L' azione dell' acido solforico
         L' acqua del mare è un ambiente dal potere tampone molto forte nei con­
         fronti degli acidi e delle basi . Questo potere tampone è in stretta re­
       : lazione con l' equilibrio del sistema gas carbonico , bicarbonati-carbo-
         nati , Occorrono 3 mill i-equivalenti di acido forte al litro per poter
         trasformare i carbonati e bicarbonati in gas carbonico ed ottenere un
         pH dell' ordine di 6 .
         Con questo dato , si può' calcolare che occorrono 12        di acqua marina
         per "tamponare " un litro di acido solforico puro ( pH riportato ad un
         valore superiore o uguale a 6 ).
 ---pagebreak---                                        • 43                     1/77
                                                                 W ' A * /7
                                                                         S ■ / i V
            Si considera ( lavori americani ) che 15 m di acqua marina neutraliz­
   zano completamento un litro di acido solforico puro .
            Sulla base dei precedenti valori ( 33O tonnellate di HgSO/i. scaricate
   ogni giorno ) si ottiene un volume di neutralizzazione di
                              ■5 ?■Ι.ϋ330»°0° =   2.800.000 m3
            Per stabilire vai ordine di grandezza , si può' considerare la super­
   ficie nella quale viene effettuata la neutralizzazione di uno scarico gior­
   naliero pari ad una trentina di ettar i , so si assume che questi scarichi si
   diffondono lentamente in senso verticale , qualunque sia la pro??ondità alla
   quale s:no effettuati e che essi interessano soltanto uno strato di acqua
   di circa 10 metri di altezza ( cf, le conclusioni del rapporto C.H.3.X.0 , sui
   rapporti orizzontali e verticali della ^ona ).
3) L' ossidazione del ferro ferroso in ferro ferrico
            Se e vero che l' acqua del mare possiede una capacita tampone nei con­
   fronti degli equilibri acidi-base , è anche vero cho essa non ha tale potere
   per le coppie ossidanti-riduttori . Pertanto occorre tener presento che elevate
   richieste di ossigeno possono essere soddisfatta soltanto utilizzando l' ossi­
   geno disciolto nell' acqua del mare .
            Ammettendo che occorra una molecola di ossigeno per ossidare 4 ioni
       2+ .    «
   i?e    in 4 ioni Fe      si perviene al seguente calcolo :
   per ossidare 140 tonnellate di ferro ferroso scaricate ogni giorno occorrono :
                     1 /| 0     ^2
                     –ir?   x   ~rr    «= 20 tonnellate di ossigeno .
                       56       54
            A questo proposito si può' notare che questo dato è pari alla domanda
   di ossigeno degli effluenti di una città di circa :
                     gP.O-9l „ 350.OOO abitanti (l )
   ( l ) Questa osservazione è importante e censente di paragonare questi scarichi
         a quelli delle città del litorale della Costa Azzurra e del -Golfo di Genova,
                                                                                   ■/
 ---pagebreak---                                    - AA -                    ssrv. 47/75 ~ I
       I dati disponibili sulla zona indicano una quantità di ossigeno
disciolto di 8 mg/litro , pari a 8 g/m3. Quindi la quantità di acqua ne­
cessaria per un' ossidazione completa dello scarico risulta essere s ( am­
mettendo che l' ossidazione avvenga in superficie )
                       ■ ■' g ■■ ■ « 2.500.000 m3
(E' da notare l' evidente analogia tra questo valore e quello relativo al vo­
lume necessario per "tamponare " l' effluente , tenendo presente il carattere
approssimativo dei due precedenti calcoli che hcnno soltanto lo scopo di dare
degli ordini di grandezza ).
                                                                             6     3
- Sarebbe tuttavia illusorio immaginare in realta un volume di          3 10    ni
  attaccato dall' acido solforico : infatti solo misurazioni effettuate in
                                                                                     I
  loco potrebbero consentire una -più precisa determinazione del volume in­
  teressato . volume probabilmente minore a causa delle turbolenze che com­
  paiano sulla superficie delle vene degli scarichi e ohe provocano la di-           ;
  stribuzione nel tempo del fenòmeno della       diluzione ,
- Allo stesso modo , l' ossidazione del ferro ferroso in ferro ferrico risulta
  essere verosimilmente un fenomeno di lunga durata t i risultati delle espe- >
  rienze effettuate nel luogo degli scarichi , nel Mare del Nord e nella Baia
  di Nevi-York , fanno riscontrare una lenta ossidazione , che non ha mai abbassat
  di oltre il 305» l' indice di saturazione in ossigeno della zona.          .<
         E' dunque logico supporre che gli scarichi provochino la formazione
di una massa di acqua con una lieve carenza di ossigeno , ma di volume molto
superiore a quella presa in considerazione .
 ---pagebreak---                                                     » 45 -                     liî r"     "/ . - -
                                                                                          V-' - ■ '
      4)          Ruolo a comfort amonto dogli elementi pcsant i , corno il cromo , il
                  vanadio , il cadmio od il titanio
                           E' parso necessario ricordare in quanto paragrafo qualche dato
                  d' insieme sulla presenza o sul possibile ruolo di questi elementi , che
                  recentemente sono stati oggetto di prese di posizione tra loro contra­
                  stanti ,
                  1°        Occorre anzitutto ricordare che eruesti elementi , nel loro insieme ,
                            sono di natura prosenti nell' acqua del mare , come testimoniano le
                            cifre tratte dagli studi di Rilo;'- e Skirow ( 1965 ) e di Ivanoff
                            ( 1972 ), cifre riportate nella cagliente tavola comparativa .
                   Massa pre pente       C onc ent r az 1 one    aas^a premonto          Tempo di penna-  |
  Elementi 1       in un Kg . di     j nell' acqua del           in 1 Kg di se­          nenza nel mare   j
                r
                   rocce(media ) j mare in mg/l '
                       in mg .
                               1 1 ■ i
                                                                 dimento pelagi­
                                                                   co in mg.              in anni         |
                                                                                                          i
         .    1                                                                             8    103      I
       Si     «        275.000                  3             !
                                                              ι
                                                                     199.000
I      A1     :•         88.000      1ι         ° > 01                65.000              100             I
I             i          52.000      I          0,01          !       41.000        ;     140
       Mg                22.000      I     1.300                      17.000                4,    5 10' '
       Ti                 6.300      I          0,001                  3.500              160
       Mn       I           930        I        0,002                  3.200            1.400
         V                  120                 0,002                    330               10     4
         Cr                   65                0,00005        I
                                                               1
                                                                          80          !   350
         Cd     |              0,5              0,0001                 ?           1        5   105
                                                                                   !
         Pb     !             15                0,00003                  160                2   10J
    ( l ) Il "tempo di permanenza " di un elemento noi maro è pari al tempo medio in
           cui tale elemento è presente nell' acqua marina , prima di scomparirò a seguito
           di sedimentazione o assorbimento biologico . Un tempo di permanenza breve per
           un elemento presunto tossico – fattore positivo da un punto di vista globale -
           non è quindi un criterio rassicurante per il consumatore dei prodotti del
           mare , nella misura in cui questa rapida eliminazione è ottenuta in parte a
           seguito doi fenomeni di cono ent razione nelle catene biologiche .
 ---pagebreak---                                         r u È                             £ f
                 Si vede quindi che la composizione chimica delle rocce è abbastanza
       simile a quella dei sedimenti : la composizione relativa delle acque del
       mare è invece del tutto differente da quella della crosta terrestre . Ciò'
       presuppone l' esistenza nel mare di processi capaci di limitare la concentra­
       zione di alcuni elementi che pure vengono forniti in continuazione dai fiumi ,
       dalle acque di scorrimento e dagli apporti eolici .
                 L' intensità dell' azione di questi meccanismi sui vari elementi è rap­
       presentata in modo efficace dai "tempi di permanenza", che possono variare da
       un centinaio di anni per l' alluminio , il ferro , il titanio , a diverse diecine
       di milioni di anni per alcuni alcalini e alcalino-ferrosi •     *           -   "
                 I procedimenti di regolazione tendono in definitiva ad eMinare al­
                                                                                          i
       cuni elementi dell' acqua del mare incorporandoli ai sedimenti . Essi sono di
       ordine fisico-chimico ( formazione di oomplessi , co-precipitazione , assorbimento
       e scambio di ioni sulle particelle o al - livello del sedimento ) e biologico ,
       ( Numerosi organismi marini effettuano una concentrazione selettiva di alcuni
       elementi . Durante la mineralizzazione della materia organica , una parte sedimenta
       costituisce una perdita per le acque del mare),
2°               Per quel che concerne in modo più particolare il titanio , si rileva che
       questo elemento è uno dei principali componenti della crosta terrestre : ali 'in­
       circa lo 0,5$ in peso . Questo minerale é presente in quantità quasi uguale nei
       sedimenti : si riscontra in concentrazione molto debole nell' acqua del mare ; il
       suo tempo di permanenza è stato calcolato a 160 anni . Per queste caratteristiche
       assomiglia molto ai tre elementi presenti in maggior quantità nella crosta ter­
      restre : silicio , alluminio e ferro . Il titanio è ritenuto fisiologicamente iner­
       te ,                                                                -
                 Tra gli elementi in tracce , il cromo esavalente ( l ) e soprattutto il
       cadmio sono beh noti per la loro tossicità . Anche il vanadio sarebbe tossico ma
       i testi su questo argomento sono ancora relativamente poco numerosi .
( l ) Il cromo è nocivo nella sua forma esavalente , ma in ambiente marino viene
      rapidamente riportato alla forma trivalente meno nociva. Il cromo contenuto
      nei residui della fabbricazione del biossido di titanio si trova già sotto
      forma di ossido trivalente .
 ---pagebreak---                                   *   Y -
     3°         Per meglio mettere in evidenza la reale importanza degli
         elementi in tracce scaricati insieme ai residui dalla società
         Montedison , ci è parso utile elaborare la seguente tabella , uti­
         lizzando i dati che precedono ;
Elementi            Massa presente m                   lóassa presente nello 3000 T
                    3000 T di rocce                    di prodotti di rifiuto derì
                        in Kg                          vati dalla produzione dì
                                                          150 T di Ti02/g.
                                                              (Kg)
  Pe                   156.000                               145.000
  Ti                    18.900                                 7.800
  lin                    2.790                                 1.750
  V                        360                                   710
  Pb                        45                                     30
  Cd                          1,5                                  30
                           195                                   100
                Questa tabella inette in risalto l' analogia tra le quantità di
     metalli pesanti presenti negli scarichi ed in tuia massa analoga di rocce j
     i dati sono tuttavia relativi , poiché si osserva che gli effluenti conten­
      gono vanadio e cadmio in quantità maggiore di quella riscontrabile nelle
     rocce .
                Da questi dati non è possibile trarre conclusioni in merito alla
     tossicità diretta o indotta dei metalli pesanti contenuti nei prodotti di
      rifiuto : infatti una parte di questi metalli si trova sciolta nell' effluente
     liquido , cosa che invece non avviene per i metalli contenuti nello rocce .
 ---pagebreak---                                                             - 48 -                                            Elf/. 47/75 - I
        Durante la diluzione degli effluenti , gran parte dei metalli
precipita in forma minerale e sedimenta sul fondo marino ! i fenomeni
di tossicità indiretta sono connessi alle due frazioni ( di sciolta e preci­
pitata) dei sali metallici degli scarichi»                                                                              s
        Pertanto , il raffronto di cui sopra ha un valore esclusivamente glo­
bale , ed è quantitativamente valido per le caratteristiche geochimiche del
bacino ligure. E * altresì * opportuno ricordare che in detto "basino conflui­
scono naturalmente quantità non trascurabili di metalli pesanti trascinati
dai fiumi in seguito alla lisciviazione e all , erosione dei terreni#
                                                - ç' -                                     - ; ■       . ,f     ;    s
              • .f   . • ■ ^                   :                                                                          • ■
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                                                                                                              ♦
                                                                                         r    V. - .        }
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                            · -      ■.·· '  ,         ·.' ■ Γ          .. '     .                                             –
                               *    1 "             ·■- ; χ      - ._      . .     "                                   ·'         % ■
                                                                                                                                      •Λ
 ---pagebreak---                              - 49 -                    E1JV. 47/75 - I
CAPITOLO VI - S2UDIO BEGLI EFFETTI BIOLOGICI DEGLI SCARICHI
I vari aspetti del problema
         Lo studio della potenziale azione causata da uno scarico in mare di
effluenti industriali si rivela molto complesso . Infatti una tale azione
presenta due diversi aspetti :
- un' azione a breve termine , per intossicazione diretta o " acuta" che può 1
  giungere sino alla morte degli essere viventi che si trovano in prossimi­
  tà immediata della zona degli scarichi . Nel caso qjecifioo degli scarichi
  della Monteoatini-rEdison , questa azione sarà causata principalmente dal
  loro elevato tenore di acido solforico e di ferro ;
- un 1 azione di tossicità indiretta a lungo termine , causata dall ' accumularsi
  di taluni elementi nelle varie fasi delle catene alimentari » Questo fenomo
  no non provoca necessariamente gravi scompensi per gli essere marini :
  tuttavia si possono porre dei problemi per quel che riguarda la consumazio
  ne , da parte dell' uomo , d \ pesci o di molluschi che abbiano accumulato for
  ti quantità di elementi non desiderabili nella zona geografica degli sca^
  ri chi .
  Nel caso degli scarichi della Hontedioon , la loro tossicità indiretta
  potrà derivare dal loro tenore di metalli pesanti : titanio , vanadio ,
  cadmio , cromo »
         Nello studiare l' influenza biologica degli scarichi , è dunque neces­
sario distinguere questi due settori di ricerca . Si può * procedere in due
direzioni :
- per mezzo di rilevamenti biologici "in loco "
- per mezzo di esperimenti in laboratorio .
 ---pagebreak---                                   - 50 -                  EWV. 47/74 - I
            Gli studi sulla tossicità diretta o indiretta effettuati in laboratorio
si "basano tutti sulle osservazioni del comportamento di vegetali o di animali
marini immersi , per un periodo sufficientemente lungo , in concentrazioni varia­
bili dell * effluente sottoposto alla prova»'
            E' necessario sottolineare sin d' ora questo carattere "temporale ", nella
misura in cui un certo numero di specie sottoposte all' esperimento manifesteranno ,
nell' ambiente naturale , una tendenza ad allontanarsi dalla zona più attiva degli
scarichi » In tal modo queste non saranno esposte , se non per breve tempo , alle
diluzioni degli effluenti più deboli ,
          J Sono state svolte numerose ricerche sul grado di tossicità degli scarichi
effettuati dalla Società Montedison o di altri ad essi simili# ■
            ' *              ,          »
            I risultati attualmente conosciuti saranno riportati , alla luce di ciò *
che precede , e in base ai seguenti criteri :                    '
- analisi delle azioni a breve termine
- analisi delle possibili azioni a lungo termine *
§ 1 . - AZIONI A BREVE TERMOS
l ) Dati sul comportamento della flora e della fauna marine in prossimità degli
     scarichi »
    a) Comportamento degli animali macroscopici                    *
        Occorre insistere su questo punto , che si è rivelato fonte di malintesi
        nel corso degli ultimi mesi s non si è mai potuto riscontrare , nella rena
        degli scarichi , un anomalo tasso di mortalità di animali macroscopici come
        pesci , molluschi o mammiferi marini ,                 ;       ■'
    ■            '  .      '   ■'              ...         i
                                                                           •A
 ---pagebreak---                                 - 51 -                   ENV. 47/75 - I
          Inoltre nessuno dei vari rapporti elaborati dalle cinque missioni
compiute sul posto da tecnici francesi cita la presenza , sulla superficie
dell' acqua , di cadaveri di animali .
          Per quel che riguarda gli arenamenti di capodogli e cetacei avvenuti
più o meno recentemente nel Mediterraneo , il rapporto dell' Istituto Scienti­
fico e Tecnico delle Pesche Marittime è giunto a queste conclusioni :
"Riguardo gli arenamenti di cetacei in Corsica , abbiamo avuto la possibilità
 di analizzare la carne ed il grasso di un capodoglio arenatosi vicino a
 Bonifacio , Si è riscontrato un forte tenore di mercurio ( circa 4 mg/Kg di
 peso bagnato ), ma il fatto che la percentuale di altri metalli pesanti non
 avesse nulla di anocalo , lascia supporre che la morte di questo animale non
 sia da addebitare agli scarichi della Montedison , che appunto non contengono
 mercurio . La forte quantità di mercurio presente può' spiegarsi con gli sca­
 richi effettuati dall' industria del cloro nel golfo di Genova e con quelli
 dei residui provenienti dalle miniere di mercurio ed ugualmente effettuati in
 mare ".
          D' altronde lo Btudio dei diversi rappòrti stranieri elaborati sui
 luofhi degli scarichi , . nel . mare . del Nord o nella baia di New York , portano
 ad identiche conclusioni : nelle zone interessate non è stata riscontrata
 alcuna mortalità di pesci pelagici e nemmeno bentonici (benché questi scarichi
  siano effettuati in fondali da 20 a 30 m ,).
          E' ragionevole supporre , che gli animali maoroscopici , trovandosi in
 vicinanza immediata di     eoque dove gli.,,effluenti hanno la più forte concen­
 trazione , si allontanino da esse , evitando in tal modo l' azione tossica im­
 mediata degli scarichi . D' altronde è poco probabile che degli animali macro­
  scopici siano conglobati direttamente dagli scarichi e che vengano colpiti
 ---pagebreak---                                  - 52 -                  EW. 47/75 - I
    dalla loro -tossicità acuta * Soltanto delle esperienze oomplementari
    potrebbero consentire di stabilire , sulla base di elementi sufficien-
    temente numerosi per poter essere utilizzati statisticamente , se la
    quantità di pesci presenti nella zona degli scarichi in mare abbia o
    meno subito una sensibile variazione .
b ) Comportamento del plancton nella zona degli scarichi
    Si comprende facilmente " che un simile Btudio sia di difficile attuazione
    "in loco " per ragioni puramente tecniche s viene quindi elaborato in mo­
    do molto più dettagliato alla presentazione dei risultati ottenuti in
    laboratorio » Occorre tuttavia notare che il plancton è sprovvisto di
    mezzi che gli consentono di allontanarsi dalla zona dello scarico t
    l' esperienza in laboratorio fornisoe una rappresentazione accettabile
    del suo comportamento nell' ambiente naturale *            •
            Sarà tuttavia utile citare le conclusioni di uno studio americano
    svolto su scarichi analoghi nella Baia di New York .
            Il "National Research Council of National Academy of Sciences , Fish
    and Wildlife service " afferma che ..».." gli organismi zooplanctonici sono
    stati immobilizzati dall' esposizione nell' effluente . Ma in gran parte hanno
    ripreso la loro attività e sono ritornati normali dopo 2 o 3 minuti , anche
    restando nell'acqua contaminata.
        :   Degli esemplari immersi in campioni prelevati dalla scia dell' imbar­
    cazione meno di un minuto dopo non hanno reagito » Non appena quest' acqua è
    stata diluita a metà con acqua di mare non contaminata , essi hanno reagito e
    hanno ripreso a nuotare ",
          . Occorre osservare che questi esperimenti , effettuati "in loco " , sono
    privi di dati sperimentali precisi ( concentrazione , specie osservate ......»):
    tuttavia , essi consentono di escludere una mortalità elevata ed immediata dello
    zooplancton nella scia dell' imbarcazione operante lo scarico degli effluenti
                            V
    in mare »
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               Comunque sia , questo studio porta alla conclusione clic " il
       volume di acqua acida riscontrabile in ogni scarico è di cosi' lieve
       entità , se paragonato al volume di acqua disponibile , che le eventuali
       conseguenze per lo zooplancton e per il fitoplancton sono del tutto tra­
       scurabili ".
2 ) Dati sperimentali sul comportamento della flora e della fauna macino a di ver;-
    concentrazioni dell' effluente
    a) Rapporto dell' Istituto Scientifico e Tecnico delle Pesche Marittime
       - 1 alga fitoplanctonica               : Phaedactylum Tricormtum
       - 1 crostaceo zooplanctonico           : Artemia Salina
       - 3 molluschi lamellibranchi           :: Ostrea
                                                 Ostrea Edulis
                                                         Edulis (( ostrica
                                                                   ostrica))
                                                 Cardium Edule ( tellina )
                                                 Kjrcilus Edulis ( mitilo )
       - 1 mollusco gasteropodo               : Littorina Littorea ( litorina )
       - 2 crostacei                          : Crangon Scrratus ( gamberetto grigio)
                                                 Palaemon Serraturs ( gamberetto rosa)
       - 2 pesci                               : Pomatoschistus minutus
                                                 Cieche ( post-larva dell' Anguilla
                                                          Anguilla)
               Gli esperimenti sono stati effettuati su gruppi di dieci animali
       in cristallizzatori di vetro con 4 litri di capienza , in ognuno dei quali
       erano stati immersi 2 litri di soluzione . Per tutta la durata delle provo ,
       la necessaria aerazione era stata ottenuta mediante gorgogliamento »
               Gli animali morti venivano tolti , e dopo 48 e 96 ore sono state
       annotate le percentuali complessive di mortalità .
                                                                             .
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Risultati                     .   ... .... .    ......                                              ■(
Le curve di crescita del Phaedactylum tricornutum ai diversi gradi di
diluzione dell' effluente sono riportate nella fig. 1 . -                                 - –
Si può * constatare che la crescita della cultura ad una diluzione di
l/lOOOO rientra praticamente nella florma.                          !         '
                                             :   ■       ;          i    • ;                      ■
La dLuzione 1/5000 determina una crescita quasi uguale al 65$ della
                                                                                              i
crescita della cultura campione .            '           \             •      »
        :       «      !                     '•          ;        .}■■:■                      }
La diluzione 1/3000 è pressoché uguale alla concentrazione che riduce
della metà la crescita della cultura o DL 50 *
Infine le diluzioni 1/2OOO e l/lOOO sembrano non consentire lo sviluppo
del Phaedactylum tricornutum.. Ma il mancato sviluppò , con questi dae tipi
di diluzioni , sembra sia da addebitare al valore di pH delle culture *
                '               I                        !                                     i
Le percentuali di mortalità complessive dopo 48 e 90 óre sono riportate
nella fig, 2# '        1 ;   , i- '                                  i . ' 1                   '
                       i                               ■  >   ■      <          I               •
Si può * constatare che l.e Artemie dimostrano la maggiore sensibilità poi ohe
il 45»50 ® 100^ dei campioni muore rispettivaménte alle diluzioni di 1/3000 ,
1/2000 e 1/1000 dopo 96 ore. ,                          -| ' -             -          : -
        i               •  •                                                          ;
Anche i gambaretti grigi ed i due pesci sottoposti alla prove si rivelano
ugualmente sensibili , dal momento che una diluzione a l/lOOO causa la morte
della totalità dei campioni dopo 96 ore»                 j                . .          ■
Infine , per quel che concerne il Pàlaiemon serratus , l*0strea edulis , il
                                                                                  « -   '
Cardium edulis ,, il Mytilus edulis e la Littorina Littorea, non è stata ri­
scontrata alcuna mortalità nelle cinque diluzioni e sperimentate .
              i
Si può 1 dunque concludere per una tossicità acuta dell' effluente per delle
 ---pagebreak---                                          - 55 -               EITV , 47/75 I
 30         fi g. 1 Crescita del Phaedactylum tricornutum in rapporto al tempo
                                                           Campione di riferimento
130 Ir–>     1        j    j       1          1        1         -rl/lO 000
110                                               J-
loo                                             4-J-
 90                                       -I.J-
 80                                   //                            1/5 000
 70                                  LL
 60               ■          //                                     1/3 ooo
 50                        / />^~
 40          «–––-                                              – 1■    ■     –
 30                   -ΖΖ6/
                      ΤΊΤ ^
 10                 L             L                                               1
  λo I1^-4–-Η––
       –rvr–r–      i            f
                                     ι/ιοοο I        ι
                                                     I   I
                                                                Τ1          1     1
            123456789 gioami
 ---pagebreak---                                                           - 56 -                                  EB7„ 47/75 - I
                                 •                           )          Λ * ' ,           .                   '·    τ
       Fi .cara 2 : percentuale di mortalità in rapporto alla diluzione dell' effluente
                                                                                                              .  V         V
                                        1/10 000            1/5 000           J 1/3.' 000 .     I . 1/2 000              I î/iooo
                                                                                                                         I
Artemia
                     48 h                      0          .     o                       4          -    4     -              « - 100
                                                                                                                      i1
Balxna
                     96 h          . - '       0 -             16     !               45               50 i f • : ji             100
                                                                                              ι                        I
Palaemon             48 h                      0 ' J            0                 ■ - "0' ' • I         0          ' I             0
serratus                                                                                      1                       1
                     96 h                      0        L       0                       0               0
                                                                                                                       I
                                                                                                                                   0
Crangon              48 h          .. « 0 J                     0     S ______ 0               I
                                                                                                        o        ,     j          66
crangon                                                                ι» ' »  ' -
               j     96 h
                            J
                                           ;   o                o      I - " 0                           0   •                   100
                               . - I ... . . – Ml .. I j
Ostrea
edulis
                     48 h                      0 '|             0                       0               0
                     96 h                      0                0                       0               0    •                     0
Cardxum              48 h                      0                0                     . 0          ,·   0 . .                      0 -
edule
                     96 h                 '    0        γξ-γ                            o               o       -                  o
Mytilus              48 h                      0                0 .                     0            -   o *                       0
edulis                       I
                     96 h !                    o                0                       0                o             !
                                                                                                                       i
                                                                                                                        |          0
Littonna             48 h                      0                0 *                     0                0                         0
littorea
                     96 h                      0                0                       0       I       o                          0
                                                                                                1
Potato schisti   is 43 h I                     0                0   .                   0            -Τ-Ί                        100
                     06 1ι ίί                  0                0                       0               .0                       100
Cieche             : 46 h                    1 °                0                       0       i        0. • .                  100
Anguilla
Anguilla             96 h                       °_J            •o           :·          0       ! ,, o                I          100
 ---pagebreak---                                        - 57 -              ENV .  7/75 - I
     concentrazioni comprese fra 1/5000 e 1/8000 ( quest • ultima concentrazione
     non provoca la morte degli organismi , ma ritardi di crescita per alcuni
     di essi ).
b ) Risultati forniti dal " Centre d' études et de recherches de Biologie et
     d 1 Océanographie Médicales'1 ( C.E.R.B.O.M. )
     I lavori effettuati dal CERBOM hanno consentito di rilevare soglie di tos-
     sicità dello stesso ordine di grandezza di quelle osservate dall' ISTPM ;
     gradi di tossicità varianti per concentrazioni da 1/1000 a 1/10000 ( cfr . i
     risultati qui appresso ). E * da segnalare che la diluzione di 1/35000 risul­
     ta tossica per il pesce più sensibile , ma ciò' dopo una sua permanenza di
     10 giorni in acqua inquinata ; queste condizioni ( artificiali ) non hanno
     riscontro in natura .
   - Multati
     1.       Cat en a di tipo pelagico .
              - Fitoplancton        ' t Asterionella japonica        Ì/'IOOO
              - Zooplancton           : Artemia salina               1/1000
              - Pesci                 : Carassius Auratus            1/2000
     2.       Catena di tipo benton ico
              - Batteri marini        i compresi tra 1/1000 e 1/10.000
              - Anellidi              : Nercis diversicolor circa    1/2000
              - Pesci                 : Labrus Bergylta             1/16000
     3.       Catena di tipo neritìco di crostacei
              - Per i batteri di mare , le soglie erano state determinate
                durante precedenti esperimenti .
              - Molluschi             : Mytilus edulis    circa      1/8000
              » Crostacei             : Leander serratus             1/2000
     k.       Catena di tipo neritieo di molluschi
              - Fitoplancton          : Diogenes sp              da 1/2000 a 1/3000
              - Molluschi             t Mytilus edulis               1/8000
 ---pagebreak---                                  • 58                    ENVo ^7/75 - I
c ) Gli esperimenti stranieri                       .•      ^
    La "Woods Hole Oceanographic Institution , Massachusetts" ha svolto
    interessanti studi nella Baia di New York .
    Una parte di questi fornisce i seguenti risultati per studi di
    tossicità " in vitro •' eseguiti su copepodi e fitoplancton raccolti
    in prossimità della zona degli scarichi . Detti risultati si possono
    riassumere in questi termini t
    "L' esperimento di sviluppo di fitoplancton non ha messo in risalto
    effetti particolari sull * accrescimento del fitoplancton stesso       per
    una concentrazione di 1/10.000 .
    Dopo 12 giorni » la cultura immersa nello     scarico diluito e quella di
    paragone mostravano un accrescimento non      dissimile del numero delle
    cellule , senza alcun apparente mutamento     delle specie .
    Gli studi eseguiti con la clorofilla a e      con particelle di carbone hanno
    confermato i precedenti risultati .
    Non sembra vi siano conseguenze per la sopravvivenza delle uova o per
    lo sviluppo del copepodo "pneudodiaptomus coronatus" in soluzioni a
                                                -5     ... .-6
    concentrazione di acido di scarico di 10        e di 10    di volume . Con
    questi gradi di concentrazione il periodo di sviluppo dallo stadio
    uovo a quello adulto , in uno scarico filtrato o no , risultava di 13
    O 1^ giorni , mentre l' esperienza paragone , eseguita nell' acqua di mare
    ( acqua del ponte di Woods Hole ) indicava 13 giorni . Nel corso dello
                                                                  -k
    stesso esperimento , ma in una concentraeione acida di 10        , le uova
    non si sono dischiuse ed è stata riscontrata una elevata mortalità di nau-
    plii : il periodo di sviluppo uovo-adulto si è rilevato , in ogni caso ,
    di maggior durata di quello riseontrato nell' esperienza-paragone . Poiché
    l' esame faceva risultare la presenza di ferro negli esoscheletri e nelle
    appendici dei nauplii e degli adulti , è stato utilizzato dell' acido di
    scarico filtrato per un' altra serie di analisi , durante le quali sono
    state comparate le percentuali di mortalità ed il tempo di sviluppo di
                                        –■b
    ognuna delle concentrazioni al 10       dell' acido di scarico e nella con­
    centrazione di paragone . In due di queste soluzioni nessun copepode ha
    raggiunto lo stadio adulto . Nelle altre due il periodo di sviluppo è
    aumentato da 3 a 7 giorni in rapporto ai tempi rilevati per raggiungere
    uno stadio di evoluzione identico a quello dei soggetti campione del
    porto di Woods Hole".
 ---pagebreak---                                       59 -                      ENV . 47/75 - I
Le foglie di tossicità acuta                                             .   .... .   .
E * certamente cosa delicata trarre conclusioni definitive partendo
da risultati di studi condotti in, condizioni a volte eterogenee e
cu ' differenti'- organismi "i ' al stù;s "cifra riportate presentano inoltre
degli scart i "non ' t'raacurnb ili »
Si può 1 tuttavia                       ' 1 - innieae dei risultati nel nodo seguente :
- ad una diluzione di -1/10-000 gli effluenti non presentano né tocjei-
   cita né impedimenti alla c-ree sita " nei confronti degli clementi del
   ί· · I ν,   Λ        / ·     ·Ι· I >   «ι    ·  >           *>·              ■       · Λ
   fii.opiar:c'ion '(tetti i riei-.ltrti sono concordi c»u questo parto );
• per quel che riguarda lo aooj.X'UiS^cn » la soglia di tossicità s' at­
   testa su dilucior.i da 1/2000 a'D /^COO . Tuttavia 'alcuni stadi di svi­
   luppo sono sensibili fino a diluzioni dell' l/iÒ0„00Ó ( esperimenti
   aKesdcani)'!- -»' "- "• • '•                        "           - -              ?
- per 1 molluschi i risultati sono divergenti e nel caso meno favorevole
                                               »1 *  -   .
   indicane .'••tossicità per una dil'vti^iif» di 1/8000 {                 ,      .         ,
- per 1 crostacei , le dìliUAìoni to?:jiohe sono dell' ordino di .1/2000 1
- infine l' accrescimento doi batteri marini risulta normale per una
   dilMEiórie di'1/ÌÒ.ÒOO.' " : - i :             ^          •       : :
Si può * qiiiridi chiudere che gli effetti di tossicità diretta dello
effluante .compaiono • jsoltan so. al di sotto di una diluzione di 1/100.000 .
 ---pagebreak---                                             60 -                          ENV . 47/75 - I
 3 ) Stirar "ielle conseguenze dirette de^li scarichi Bulla fauna e sulla
    . flora marina (l 'influenza degli scarichi fangoai è esclusa dai cai-
       coli »                                       , -               •                 ;
                     Risulta che una certa parte della "biomassa" ( insieme della
       materia vivente ) è attaccata dalla tossicità diretta degli scarichi , se
                       »
       questi non sono diluiti a sufficienza : lo stesso può' avvenire per una
       parte delle scorte alimentari della zona interessata .-
                     E * rischioso formulare una stima precisa della perdita annua di
       materia vivente a seguito degli scarichi : come abbiamo visto , le soglie
       di tossicità variano secondo le analisi effettuate ed inoltre occorre
       formulare delle ipotesi sulla diffusione dello scarico » la produttività
       primaria della zona , ecc . .
                     Si può 1 tuttavia procedere alle seguenti valutazioni t
       a ) Produttività fitoplanctonica nella zona degli scarichi in mare
       • o ( produttività primaria ) : ir • ' ' ;                '      '       *•:,
              I soli dati che si possiedono sulla zona sono stati pubblicati da
              Kondratieva ( 1970 ). Nel marzo 1968 la produzione primaria era di circa
              5 mg di carbonio per m3 al giorno , in superficie . Questo valore , con
              quelli degli altri posti di osservazione nel Mar Ligure , è uno dei
            . più elevati fra quelli che . 1 * autore Ila rilevato con le varie misura­
              zioni che egli ha eseguito attraverso tutto il Mediterraneo . Tuttavia ,
              in valore assoluto , i risultati di Kondratieva non appaiono di grande
            " credibilità .                                                          ' " '''
      " ;                              ; f-             ' ' • T'   ' ' "  ''     <*'      '  ri
, ,
              Ci sembra più ragionevole considerare i dati di Minas ( 1968 ) riguardan
               ·                - - .        . · ..  .                     V ·· ' >  ·'        * "
              ti la"Bouée Laboratoire" (^2° , k?' N 7° 29' E ).. La produzione primaria
              annuale vi è stata valutata a 76 g di carbonio per m^ . (Produzione inte
              grata su tutta la profondità).
      b ) Stima della perdita di produttività primaria dovuta agli effettivi-
              retti^degli scarichi     *
              Sulla base di uno scarico di 3-000 tonnellate di effluenti al giorno
    .     <                  «X
              ( circa 2500 m con densità 1,2 ), risulta che il volume necessario per
              diluire 10.000 volte questi effluenti è di 25*000.000 di m^ (In questa
              stima non è stato possibile tener conto della funzione di schermo dello
              sc-irico fangoso ).
 ---pagebreak---                                                        ENV . k7/75 - I
          Dal momento che le velocita di diffusione orizzontale sono di
gran lunga maggiori di quelle verticali , si può' pensare che lo spessore
della massa attaccata sia inferiore a 70 m ( massima profondità della zona
eufotica (1 ). Se si tiene presente che nella zona 0-70 m . la produttività
primaria è indipendente dalla profondità , si può' osservare che per un' este:
sione in profondità di 70 m interessata allo scarico , la superficie attac­
cata da un' insufficiente diluzione dell' effluente risulta essere di
           2
^ 60.000 m   corrispondenti a 36 ha .
          E' necessario ora formulare un' ipotesi sul tempo impiegato dai
prodotti di rifiuto per diluirsi sino alla soglia di 1/10.000 : se si tiene
presente che occorre una giornata affinché l' ambiente ritorni alle normali
condizioni (e che pertanto gli scarichi del giorno successivo si effettuano
in acque che si possono considerare incontaminate ), si può * dedurre che si
avranno sempre , per tutta la durata dell' anno , 36 ha persi per la produzior
della zona .
          Tenuto conto della cifra di produttività primaria riportata al
§ 3 b ), questo si traduce in una perdita di :
          360.000 x 0,076 s 27.360 Kg di carbonio all' anno .
          Se si considera d' altro canto ( dati elaborati da Riley e Skirro )
che ad 1 grammo di carbonio organico corrispondono 10 grammi di biomassa ,
si ottiene una perdita di produttività primaria ( fitoplancton ) di 273*600
Kg/anno »
          Ammettendo infine che 1000 g di fitoplancton con entono l' accresci­
mento di 10 g . di pesci consumatori di plancton o di 1 grammo di quelli car
nivori , si oonstata una perdita annuale di risorse di pesca dell' ordine di
alcune continaia di chilogrammi all' anno .
( 1 ) Zona in cui si produce la fotosintesi . Una " lente d' acqua" di produtti­
      vità elevata viene a situarsi non lontano dalla zona . Essa avrebbe come
      massimo uno spessore di 150-200 m .
 ---pagebreak---                                - 62 -                         ENV . k7/75 - I
                                                       •                      ' ■ r ■
        IX ragionamento si b~sa su un certo numero di parametri di
                                                             . - .   ' 1
difficile valutazione , e riveste evidèntemente un carattere arbitrario .
Anche considerando una percentuale di errore dell' ordine di 10 , risulta
che la perdita di risorse nutritive , dovuta dall' azione diretta dei pro­
dotti di rifiuto , è di lievissima entità , „
        Occorre tuttavia ricordare che non si è potuto tener conto del ruolo
dello scarico : questo risulterebbe certamente trascurabile , tenuto conto
della presenza di un' area a forte produttività in prossimità della zona .ri
degli scarichi .                                         ' •
Su questo punto , più che su altri » la quantità di 'ipotesi possibili consiglia
la più elementare prudenza*. Ciononostante bisogna notare i minimi valori
espressi dalle cifre ottenute s Questi valori coincidono con i risultati dei
rilevamenti eff attuati sul luogo degli scarichi nella Baia di New York , che
fanno supporre una perdita trascurabile di risorse alieutiche .
                 , - . .     \                ? f '■ '    ' '            •' "
        Tuttavia occorre mitigare queste conclusioni osservando " in loco"
l' influenza degli scarichi in acqua sulla pesca locale , ed affrontando , nelle
pagine seguenti , il problema dell' influenza a. lungo termine degli scarichi
provocata indirettamente dai fenomeni di accumulo .                . .      '
 ---pagebreak---                                  - 63 -              ENV . V7/75 - I              |
                                 ' 1   1                                            !
§ II . AZIONI A LUNGO TERMINE
            E 1 già stata rilevata 1 * importanza sul piano fisico-chimico della
       immissione dei metalli . pesanti contenuti negli effluenti .                   j
            Ora si tratta di esaminare quali siano le possibili conseguenze ,
       sul piano biologico , dell' accumulo di questi elementi nelle catene
       alimentari ,. Queste conseguenze possono essere esaminate seoondo i
       seguenti due metodi t                               •    <
       • il primo consiste nel riprodurre in vitro i fenomeni di intossica­
          zione cronica ;
       - il secondo , che agisce più in prospettiva , consiste nel rilevare             i
          in loco i tenori degli elementi non desiderabili contenuti negli ani*
          mali pescati o raccolti, nell' area geografica degli scarichi in mare ,
          per poter iri tal modo trarre conclusioni sui periodi che la loro
          ingestione presenta . Questo sistema deve tener conto della, grande
          varietà dei risultati ottenuti e deve basarsi su un numero di analisi
          tale da poter mettere in risalto la reale influenza degli scarichi .
          • Sarebbe utile , in primo luogo , di ricordare qualche dato sui feno­
       meni di concentrazione degli elementi presenti negli scarichi .
       l)   Processi "naturali" di accumulo
            a) I vari tenori rilevati nell^ambi ente^naturai e
                Come è stato già messo in risalto , il titanio , il eromo , il
                vanadio ed il cadmio sono presenti in natura nell' acqua del
                mare , in peroentuali molto deboli .
                I tenori naturali di questi elementi vengono concentrati per
                mezzo di alcuni organismi »
                                                                            /.
 ---pagebreak---                                          - bk -                         ENV . k?/75 " I
             In tal modo sono etati rilavati , in .«louni. bi-ra.lvi                                 SaJanda,.
       i seguenti tenori ( 3rooks e Rumsby, 1965 )» citati da Horne ).
                  Tenori medi in p.p.m. (^ug/grammo) del jpeso asciutto
                           Conchìglia St Jacques               Ostrica' :         Mitilo'         -•
Ferro                              2.915                         680           1.960       . .. :
Cromo                     . ■        , 10 ; o                      3        -        16
Vanadio                                  9   :     -               3                  5
Cadmio                                 250                        35                 10
          . Ugualmente si riscontra , nella carne di alcuni organismi ( dati
      dall' ISTPM citati nel rapporto G.I.P.M. , 1973 ). -                       ^ '
                                     1
     Tenori in p.p.m. (^/Ufl/grammo ) di materia asciutta :
      cromo     :   pesci     : 0,02 a 1 (                   .
      cadmio : :    pesci     : 0,15 a 3         »     .                      .•
                    alghe     : 0,0006 .                                          .     .
                                                     - • * •       -           g  ..
            E 1 più raro reperire dei dati sul tenore                in titanio , vanadio e
     alluminio degli esseri marini .
            Alcune indicazioni , di provenienza del C.E.E.B.O.M. , riportano chea
     " La letteratura specializzata riconosce che , in pesci non inquinati , non
     sia possibile misurare il titanio ed il vanadio presenti ; per l' alluminio
                                          -6
     i tassi medi sono di circa 10             g/g asciutti di pesce".
 b ) Tossicità di questi vari elementi per l' uomo
     Xe dosi ammissibili negli alimenti sono :
     1 mg/kg nel pesce             )
     5 mg/kg nei Bollusohl j per 11 oadml° (Pcso frcs00>
     0,1 mg/kg in alcuni alimenti per il cromo .
                                                                                          /.
 ---pagebreak---                                   - 65 -                  ΕΝ7 . ^7/75 - Χ
                                   5 • '                   ».      M.-  i,
  (Dati "dell' ISTPM riportati nel rapportò GIPM )                                   |
       Per quanto riguarda il titanio ed il vanadio, non risulta che esistano j
 norme nazionali od int ernaeiono.li sulla tossicità . D' altronde. r:on cono repe--
 ribili risultati di lavori sulla tossicità di questi due elementi , che fino ,
 ad ora non sono stati oggetto di molte pubblicazioni .
       Il Professor BRISON scrive , in una lettera indirizzata alla CIESM e
 comunicata dal Presidente del Comitato "Lotta contro l' inquinamento marino"
 di questa organizzazione internazionale :
 "I aali di titanio sono per loro natura inoffensivi poiché sono insolubili
   fatte alcune eccezioni ( bromuri , cloruri , floruri , ioduri ». •)
   X sali solubili sono molto instabili t si decompongono rapidamente nell' am­
   biente esterno . Allò stato puro alcuni di essi sono ritenuti irritanti , ma
   ciò * non ha nulla a che vedere con questa ricerca . I trattati di tossicità j
   più renetìti precisano che non è stato riscontrato alcun caso di intossica­
   zione da titanio o da suoi sali . L' ossido di titanio , come tutti sanno ,
   è largamente impiegato in terapeutica . E' somministrato in dosi molto forti ,
   parecchie diecine di grammi al giorno . Il titanio Coirre contiene 9 grammi
   di anidride titanica ogni 10 grammi : ne vengono ingeriti da 2 a 3 dosi al
   giorno, cioè 30 grammi. Il bismutitanio contiene 7*^ grammi dì anidride di j
   titanio e 2,5 grammi di sottonitrato di bismuto per 10 grammi : se ne prendono
   ugualmente una o due dosi al giorno , cioè circa una ventina di grammi . Io
   stesso utilizzo in gran quantità questi prodotti e ne prescrivo sovente
   l' uso .
        L' ossido di titanio è un componente di numerose pomate , di cui la più        ì
« nota è quella denominata "Metatitanio". ^                                            !
                                                                           /
 ---pagebreak---                                            66 -                   ENV . if 7/75 - I
·■»                                    '     *
     Il solfato citato nella lettera del Sig . PAOI35TTI -< 1 ) è «Uo
     tempo insolubile ed instabile ; le analisi presentate dai rapporti
     italiani mettono in risalto un elevato tenore di H^SO^' e di solfato di
     ferro , ma è evidente che l' acido solforico viene immediatamente diluito
     e neutralizzato una volta immerso nel mare".
                                              T T            ■■■ -*•
                   Tuttavia , in un documento trasmesso dal CERBOM , e riportato che :
     "Esperimenti russi hanno dimostrato che l' ingestione di titanio (TÌC13 )
        nell * organismo dei conigli ( 2mg/kg) dopo un certo periodo ( 129 giorni )
    t produceva turbe nel metabolismo . Altre turbe si verificano' in seguito
        all' ingestione di 0,05 mg/kg di TÌC13 * Nel medesimo documento , si ri­
        chiama l' attenzione sulle turbe nel metabolismo dovute all' ingestione
        di un eccesso di vanadio ".      • T         "
 2 ) Studi svolti in laboratori sull' accumulo e sulla tossicità indotta
     a ) Rapporto dell'ISTPM
          Alla data di pubblicazione del primo rapporto dell' ISTPM ( febbraio ), era
          stata portata a termine un' unica esperienza , di breve durata , sui fenomeni
          di concentrazione ? gli animali sopravvissuti dopo k giorni negli effluen»
          ti a diverse concentrazioni e gli animali campione non presentavano varia»
          zioni sensibili nel loro tenore di ferro e di cadmio .
          E * in corso un esperimento di durata molto lunga ( da 3 a k mesi ):
          partendo da culture di diatomee in effluenti diluiti a 1/5000 sarà
          effettuata una cultura in Artemia Salina , la quale servirà da nutrimento
                                 * .
     ( 1 ) esperto della commissione scientifica italiana. ' '
      -?         ;        J • '•     ,            -y            1     • a  ,   )
 ---pagebreak---                                      - 6? -              ENV . 47/75 - I
    per gamberetti e pesci . I risultati di questo studio saranno conosciuti
    in giugno .
b ) Risultati provenienti dal CERBOM
    A. FENOMENI DI CONCENTRAZIONE
    Il CERBOM è stato in grado di misurare .! fenomeni di concentrazione
    indotta per- mezzo della ricostruzione , in laboratorio , di quattro ca­
    tene alimentari principali dell' ambiente oceanico : il metodo seguito
    consiste nell' allevare gli elementi delle quattro catene in vasche che
    ricevono diluzioni variabili di effluenti . Ogni gradino alimentare , dopo
    aver eventualmente accumulato le sostanze indesiderabili dello scarico ,
    serve da nutrimento al gradino superiore , anche lui immerso in una solu­
    zione diluita dell' effluente . Alla fine si può' rilevare l' effetto dei
    fenomeni di concentrazione sul consumatore finale ( topo ).
    I risultati comunicati dal CERBOM sono i seguenti :
    " 1 ) Catena neritica di crostacei , formata da micro-organismi , molluschi ,
          gamberetti ( intossicazione della durata di due settimane per ognuno
       -  dei componenti ):
          - I molluschi ( mitili ) hanno fatto riscontrare dei tassi di titanio
            varianti da 2 a k ^ug e di vanadio da 0,5 a .1 /^g/g, mentre i campion
            presentavano dei tassi di titanio inferiori al limite di individuazio
            ne e per il vanadio tassi di circa 0,1 ^ug/g. I fattori di concentra­
            zione variavano da 6 a 13 per il titanio e da 80 a 170 per il vana­
            dio , in rapporto ai tenori dell' acqua inquinata soggetta ad esperi­
            mento .
          - i crostacei ( gamberetti ) presentavano un tasso da 5 a 7»5 ^ug/g di
            titanio e da 2,6 a 2,9 ^ug/g di vanadio , mentre i campioni davano
            tassi non individuabili per il titanio , e di 0,5 yus/B per il vana­
            dio . La concentrazione rispetto all' acqua dell' esperimento variava
            da 16 a 25 per il titanio e da kJO a 490 per il vanadio . ( La diluzio-
            ne dell' effluente era di 1/50.000 ).
 ---pagebreak---                                - 68 -               ENV . k7/75 - I
2 ) Catena bcntonioa formata da micro-organismi , aneliidi , pesci ,
    con una permanenza in vasca nell' effluente diluito a 1/5000 di
    una settimana per i micro-organismi e gli anellidi e di due mesi
    per i pesci t
    » Gli anellidi hanno fatto riscontrare dei tassi varianti da 25 a
      65 ^ug/g di titanio e da 1,5 a 19»5 y^s/s di vanadio, mentre i
      campioni presentavano rispettivamente 1 yUg/g di' titanio ed un
      tasso non individuabile per il vanadio . Si ha un grado di con:
      centrazione variante da *f00 a 1000 per il titanio e da 1250 a 2500
      per il vanadio , in rapporto ai tenori di questi metalli nelle acque
      dell' esperimento .       ;    ì •
    - I pesci bentonici ( blenni ) hanno presentato dei tassi varianti
      da 0,3 a 0,6 yUg/g di sostanza umida di titaaio e da 0,5 a 1,1
      ^ug/g di vanadio , mentre i campioni si mantenevano al di sotto del
      limite individuatile per il titanio e ad un tasso di 0,3 /Ug/g di
                            ;•    ■             ■ ;        ,        '
      vanadio : i fattori di concentrazione in rapporto all' acqua inqui-
 '    nata variavano da 5 a 10 per il titanio e da «fOO a 600 per il vanadio .
3 ) Catena pelagica formata da fitoplancton , zooplancton ( intossicazione
    di 8 giorni ) e pesci ( intossicazione di 15 gioni ). Diluzione dell' espe­
    rimento : i/10000 .
    Per i pesci è stato riscontrato un tasso di titanio variante da 6 a 16
    ^ug/g di sostanza umida e di 1,5 ^ug/g per il vanadio , mentre i cam­
    pioni non presentavano tassi apprezzabili . Il tasso di concentrazione
    risultava variare da 20 a 55 per il titanio ed era dell' origine di
    250 per il vanadio , in rapporto alla concentrazione di questi metalli
    nell' acqua dell' esperimento".
 ---pagebreak---                                 - 69 -                    S!TV. 47/75 - I
     4 / Catena neritica di molluschi
         Le concentrazioni rilevata non couraioao nei risultati cor u-:ioati .
         I risultati ottenuti dal CTi!Ri30II conformano dunque quelli citati al
         punto II - l ) per quel che concerne la ponsibilità di accumulo di
         vanadio e di titanio .
         Questa organiszazione non ha invece fornito alcun dato sui possibili
         fattori di accumulo del cromo e del cadmio .
E , Pdguardo le tossicità indotte rincontrate in vitro , occorre rilevare che
    nessun fenomeno di tal' genere è comparso durante gli esperimenti del
    CEHBOM . Mentre gli atessi esperimenti eseguiti su altri effluenti industria­
    li ( scarichi dell' industria della carta , delle fabbriche di ceramiche )
    avevano effettivamente comportato la morte dei consumatori finali ( topi ),
    nessuna mortalità è stata riscontrata in questo stadio cTal CDR30M , ohe con­
    clude :
   "Nessuna tossicità acuta a livello del consumatore finale u apparsa dopo la
    successiva consumazione de^li ultimi gradini di quattro catane trofodinamiche
    marine ". Lo stesso documento precisa tuttavia : "benché , a medio termine , non
    si siano avuta manifestazioni letali per il consumatore terrestre , la conoscen­
    za degli effetti a lungo termine di alcuni suoi elementi non esclude la pos­
    sibilità di manifentazicni patologiche tavdive ".
Osservazioni sui tenori in metalli pesanti deA'li organismi marini raccolti nella
zona degli scarichi
Per ora non si hanno numerosi risultati in questo campo . Soltanto il CERBOM ha
eseguito due serie di analisi : la prima concerne i pesci forniti dalla direzione
dei servizi veterinari della Prefettura di Aiaccio ( non si conosce il luogo
 ---pagebreak---                                                     - 70 -                                     EFV. 47/75 - I
             della, pesca), 1?, seconda, riguarda dai pesci Inviati-
             e pescati cone da indicazioni fomite da questi ultimi a Nord Capo Corso# Il
             CERBOM fa notare , a questo proposito , che questi due prelievi non aono avvenuti
             sotto la sua responsabilità , fatto che può 1 aver causato delle manipolazioni »
            I risultati sono i seguenti :                                                                         1
            PESCI FORNITI DALLA DIREZIONE DEI SERVIZI VETERINARI DELLA PREFETTURA DI AIACCIO
            Caopionx                 Titanio                      Vanadio                         Alluminio
                       carne           N.A.                         N.A.                                1,35
                                                                                                        6.35          '
   I Sciarrano        intestino
                      fegato
                      testa
                                       N.A.
                                       N.A.
                                       N.A.
                                                                  • N.A.
                                                                    N.A.
                                                                    1,33
                                                                                                        9.36 ,
                                                                                                        6.30
  i<      –      –
                      came             N.A.                  • .    N.A.                                1,24
     Pagello          intestino        N.A.                         2,47           ;                    9,87        ' '
     Fragolino        fegato      !    N.A.     |                   N.A».          ;                    7,46
                      testa      I     N.A.     I                   1,93           i                    9,90
                      carne            N.A.                   .     N.A.                                1,39
     Pesce
                      intestino        N.A.                         1,63                                2,45
                      fegato          N.A.                          N.A.                             14,92
     caetagna         tenta           N.A.                          2,06                                6,18
 •    ■  ,M             ■        i           ■■■  - 1 1 ■■ 1    -     i. N . . i i     .  i in   .... i  i< i . ii   N ■ ii . . >■ i i in
            PESCI FORNITI DAI PESCATORI DI BASTIA E ASSERITAMENE PESCATI A NORD DI CAPO
1 Campioni                 !    I Titanio      I                Vanadio                           Alluminio                               1
                    ■ came            N.A.                          N.A. .                              1,79
     Razza            intestino       N.A.                          N.A.             :   '              1,44
                     franchie         N.A.                          N.A.                                4,94
r
{ Pesce spada                                                                        !             110
i    carne                          * 1)50                          1,50
1
     Polipo tentacoli                 8,45                          N.A.             !               84,53                                I
     N.A. s non apprezzabile
 ---pagebreak---                                  - 71 -                  E1TV . 47/75 - I
         Si noterà che la quantità di titanio non è individuabile nella maggior
parte dei campioni , tranne che nella e -,me del pecce spada e rei tentacolo del
polipo .
         Al contrario   anche se le parti commestibili degli animali nel loro in
sieme non contengono vanadio (a parte il pesce spada), si possono rilevare nelle
teste e nei visceri tenori relativamente elevati di questo elemento .
         Questi primi risultati possono sembrare significativi . Tuttavia è molto
difficile trarre conclusioni definitive .
         Infatti alcuni punti necessitano di una più approfondita riflessione :
1)   Nella letteratura vengono raramente citati tenori per organo , ma piuttosto
     tenori medi per organismo : pertanto i tassi di vanadio e di titanio su cui
     basarsi ai fini di un raffronto con altri risultati dovrebbero essere corret­
     ti effettuando una media fra i dati riscontrati nelle viscere e nelle teste e
     quelli della carne dei pesci .
2)   Risulta inoltre difficile comprendere i forti tenori di alluminio riscontrati
     nei vari organismi : in generale non vi sono molte indicazioni sul grado di con­
     centrazione di questo elemento, che d' altronde non è presente in quantità molto
     elevate negli scarichi ,
3)   Come è stato già messo in rilievo , per ora non si hanno dati d' insieme sulla
     effettiva tossicità del titanio e del vanadio . Sarebbe pertanto opportuno
     esaminare , in un primo tèmpo , i tenori degli organismi marini in cadmio ed in
     cloro , tenori che sono stati già oggetto di approfondite ricerche che hanno
     imposto alcune norme . La conoscenza dei tenori in titanio ed in vanadio , che
     merita interesse per se stessa, non consente di valutare per il momento gli
     eventuali rischi derivati dal consumo di predotti marini e ciò' per mancanza di
     paragoni con tenori di animali raccolti in zone del Mediterraneo non inquinate ,
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N.B. Ulteriori risultati seno stati fomiti dal CEHBOM con una lettera
     del 18 aprile 1973 *
••••••"na, inoltre , su richiesta della Direzione dei Servizi Veterinari
della Prefettura della Corsica, abbiamo effettuato una serie di rileva­
zioni su pesci pescati al largo della Corsica Q inviatici regolarmente
durante parecchie settimane# Questi campioni oi hanno permesso di riscon­
trare valori medi di 0,42 per il titanio , di 0,51 per il vanadio e di 0,40
per il mercurio (microgrammo/grammo - peso umido ).
Questo studio è attualmente in corso# Vi terremo al corrente degli ulte­
riori risultati ottenuti .
Sano da notare i seguenti due punti ;
1)      1 tenori di titanio seno più. elevati di quelli riscontrati in pre­
        cedenza} quelli in vanadio presentano dei valori medi del tutto
        simili ai valori precedenti » .      .
                                *               •               ■    '
2)      X tenori di mercurio , anche se importanti , restano al di sotto
        delle soglie ammissibili , Dal momento che fino ad ora ncn è stata
        mai segnalata la presenza di mercurio negli scarichi , attualmente
        appare difficile mettere in relazione i tenori riscontrati con gli
        scarichi italiani".
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ASPETTI ECOLOGICI - COMCLUGIOITg
         Dall' analisi dei dati scientifici G "bibliografici raccolti noi tentativo
di conoscere meglio le modalità e gli effetti dogli scarichi della Società Mcm-
tediscn , si possono trarre alcuno conclusioni ,
         I residui industriali immersi prosentano una tossicità diretta definibile
in ragione della loro acidità e del loro tenore in ferro che determina , nella
scia dell' imbarcazione che effettua lo scarico , e cioè in un volume d' acqua li­
mitato , la scomparsa delle npecie che non possono fuggire o che non resistono
a diluzioni dall' effluente nell 'ambiente a l/lO„COO ( valore di sog?.ia ottenuto
in permojienze prolungate ): il plancton è probabilmente la vittima più colpita
da questo tipo di tossicità , anche se la stima delle qurr.tità raggiunte giornal­
mente dagli scarichi fa riscontrare valori deboli nel raggio del Mar Ligure ,
         Sino ad oggi non è stato porsibile dimostrare in modo incontrovertibile
la tossicità perdurante degli scarichi , cioè la nocività che può' risultare a
lungo termine dalla sistematica introduzione nell' ambiente dei metalli psscnti
contenuti negli scarichi stessi . Dallo analisi chimiche è risultato che in effet­
ti gli scarichi contengono sostanza tossiche che permangono in deboli proporzioni .
Mediante studi effettuati in vitro si è potuto dimostrare la possibilità che
queste costanza si accumulino durante le catene alimentari , Questa constatazione
potrebbe inoltre essera confermata dalla presenza di elementi ohe permangano in
alcuni pesci prelevati nella zona degli scarichi , anche se ncn si può' con asso­
luta certezza attribuire agli scarichi della Ilantedisan la presenza nei pesci di
tali sostanzo . E' opportuno ricordare arnhe che , a tutt' oggi , non è stato possi­
bile dimostrare , nemmeno in laboratorio , la tossicità cranica delle sostanze con­
tenute negli scarichi industriali dalla Mcntedison .
         Tuttavia , la mancanza di conclusioni definitive a questo proposito impecia \
ad un continuo controllo nell' attesa di conoscerò i risultati ottenuti da£li
istituti che ancora oggi procedano ad esperimenti di lunga durata.
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            EHV/47/75-I
CONCLUSIONI
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                                                               ΕΝ7/47/73-1
CONCLUSI 031
La capacità di produzione degli stabilimenti che fabbricano il biossido di ti­
tanio per l' Europa dei Nove è di 84*000 tonnellate annue ( c/a). Tale capacità ,
che rappresenta il 39 /ideila capacità mondiale ( 2 . 175*000 t/a), si suddivide
come segue :
                                                                          I
               741 . 000 t/a ( 88 fo) per il processo solfato
                99.000 t/a (?.2 f) per il processo cloro .
Gli stabilimenti che scaricano i rifiuti nella Manica o nel Mare del Word rap­
presentano 727.000 t/a ( 87 %) e quelli che scaricano nel Mediterraneo 50.C00 t/a
(6 ) o) • due stabilimenti ( 63.000 t/a, ossia 7 >'->) trattano i loro rifiuti a terra .
Gli scarichi attuali sono :
1 ) nel Mare del Ilord e nella Manica, negli estuari o in alto mare :
                 4.100 t/giorno di SO^H^ calcolato al 100 fo
                 3.000 t/giorno di FeSO^^^O ( coyperas )
                 1.300 t/giorno di FeSO^ scarica-te con il "liquido acido" (SO^H^)
2) nel Mediterraneo :
                     335 t/giorno di SO^H^ calcolato al 100 f sotto forma di prodotti
neutralizzati ( 2.600 t/giorncj. Le 580 t/giorno di FeSO^^H^O sono attualmente im­
magazzinate a terra .
Tutta, una serie di campagne di controllo ecologico dell' inquinamento è stata ef­
fettuata negli attuali luoghi dì scarico , ad iniziativa delle autorità nazionali
e talvolta degli stessi produttori .
L' analisi dei risultati di tali controlli ha permesso di accertare che i rifiuti
dell' industria del TiO^ sono potenzialmente o realmente nocivi . Gli effetti
negativi sull' ambiente marino sono soprattutto dovuti all' acidità , alla presenza
di solfato ferroso e probabilmente di altri metalli ( metalli pesanti ).
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                                         I  '
                                                            ENV/47/75-I
Tali effetti negativi possono assumere forme diverse secondo il modo e il luogo
di scarico :
1 ) riduzione dell' ossigenazione e del pH delle acque e aumento del loro tenore
    di Pe e di metalli pesanti »
2) -rarefazione temporanea della "biomassa dello zooplancton e induzione di effet­
    ti che provocano un' alterazione della struttura morfologica dei suoi composti
   -repulsione e allontanamento di talune specie di pesci ;
   -riduzione della "biomassa, della produzione e della diversità specifica delle
    biocenosi bentoniche e/o nectobentoniche nella zona di scarico ; Nei casi più
    gravi si può arrivare alla scomparsa totale della vita animale .
3) Alterazione del colore , della trasparenza e della torbidità dell' acqua, ridu­
    zione temporanea della fotosintesi , del fitoplancton e della produzione pri­
    maria, soprattutto nei casi di scarico in superficie .  Deposito sul fondo ma­
    rino di ossidi ferrici e di ossidi di altri metalli nel caso di scarico in
    estuari e in bassi fondali .
4) Non si sono invece accertati rischi di tossicità per l'uomo per effetto del
    consumo di specie provenienti dai luoghi dove sono stati effettuati gli sca­
    richi .
E' opportuno quindi diminuire progressivamente , entro termini ragionevoli e
realistici , gli scarichi in mare dei rifiuti in questione .
Nella parte 1 della presente relazione è stato fatto un inventario dei rifiuti
provenienti dalla fabbricazione del TiO^. Tali rifiuti sono stati suddivisi
in quattro grandi categorie corrispondenti ai rifiuti delle fabbriche nei vari
stadi dì fabbricazione s
                         - insolubili dopo filtrazione
                         - copperas ( solfato ferroso )
                         - acidi forti
                         - acidi deboli (o 'petites eaux").
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                                                                ENV/47/75-I
Sembra ragionevole proporre che lo industrie del settore siano tenute , entro
certi termini , a :
a) depositare a terra i rifiuti insolubili dopo filtrazione ;
b ) procedere a un certo numero di riduzioni dell' inquinamento totale fcissia 30 fi,
    70 % 95 lo) .
    Tali riduzioni corrispondono a tecniche effettivamente realizzabili .
    Per esempio , per gli stabilimenti che utilizzano l' ilmenite , la riduzione
    del 30     corrisponderebbe al trattamento dei coppe ra.? t
    dal 70 ejo al trattamento dei copperas e degli acidi forti ,
    del 95 % al trattamento dei copperas , degli acidi forti e della maggior parte
               degli acidi deboli »
Fella relazione viene esaminato anche come e a che prezzo questi rifiuti possano
essere eliminati mediante trasformazione o riciclo ( cfr . pag.         e seguenti)#
Va fatto presente che i valori dei costi di trattamento si riferiscono alla fine
del 1973 - inizio del 1974 e devono essere aggiornati in funzione dell' evoluzione
della congiuntura .     E' in corso uno studio a tal fine ; le cifre indicate nella re­
lazione permettono nondimeno di valutare l' entità dei costi di trattamento rispetto
al prezzo di costo e di confrontare le varie soluzioni possibili .