CELEX: 21996A0219(01)
Language: it
Date: 1995-12-22 00:00:00
Title: Protocollo sul commercio dei prodotti tessili e dell'abbigliamento tra la Comunità europea e la Repubblica di Slovenia

Avis juridique important

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21996A0219(01)

Protocollo sul commercio dei prodotti tessili e dell'abbigliamento tra la Comunità europea e la Repubblica di Slovenia  

Gazzetta ufficiale n. L 041 del 19/02/1996 pag. 0002 - 0048

PROTOCOLLO sul commercio dei prodotti tessili e dell'abbigliamento tra la Comunità europea e la Repubblica di SloveniaIL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,da un lato, eIL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DI SLOVENIA,dall'altro,DESIDERANDO promuovere, in una prospettiva di cooperazione permanente e in condizioni tali da garantire la massima sicurezza negli scambi, un equo e ordinato sviluppo del commercio dei prodotti tessili e dell'abbigliamento tra la Comunità europea (in appresso denominata «Comunità») e la Repubblica di Slovenia (in appresso denominata «Slovenia»),DECISI a tenere nella massima considerazione i gravi problemi economici e sociali che caratterizzano attualmente l'industria tessile e dell'abbigliamento dei paesi importatori ed esportatori, e in particolare ad eliminare i rischi concreti di perturbazioni dei mercati comunitario e sloveno dei prodotti tessili e dell'abbigliamento,HANNO DECISO di concludere il presente protocollo e a tal fine hanno designato come plenipotenziari:IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE:IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA DI SLOVENIA:I QUALI HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 11. I futuri sviluppi della cooperazione commerciale e industriale tra le industrie dei tessili e dell'abbigliamento della Comunità e della Repubblica di Slovenia costituiscono un principio basilare del presente protocollo, che definisce il regime quantitativo applicabile agli scambi di prodotti tessili e dell'abbigliamento (in appresso denominati «prodotti tessili»), originari della Repubblica di Slovenia e della Comunità, elencati nell'allegato I.2. A norma del presente protocollo, tutte le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente applicate alle importazioni in entrambe le parti di prodotti tessili originari dell'altra parte saranno abolite all'entrata in vigore del presente protocollo, salvo diverse disposizioni dello stesso.Articolo 21. La classificazione dei prodotti contemplati dal presente protocollo si basa sulla nomenclatura tariffaria e statistica della Comunità (in appresso denominata «nomenclatura combinata» o, in forma abbreviata, «NC») e sulle relative modifiche.2. Le parti decidono che l'introduzione di modifiche dei metodi, delle norme, delle procedure e della suddivisione dei prodotti tessili in categorie, compresi i cambiamenti relativi al sistema armonizzato e alla nomenclatura combinata, nell'attuazione o nella gestione delle restrizioni applicate a norma del presente protocollo non inciderà sull'equilibrio tra diritti e obblighi delle parti previsto dallo stesso, non diminuirà l'accesso per una delle parti, non impedirà la piena utilizzazione di tale accesso e non perturberà gli scambi contemplati dal presente protocollo. La parte che introduce una delle suddette modifiche ne informa l'altra parte prima della loro entrata in vigore.Nell'appendice A figurano le procedure da seguire per i cambiamenti di classificazione.3. L'origine dei prodotti oggetto del presente protocollo è determinata conformemente alle norme di origine in vigore nella Comunità.La Slovenia viene informata di tutte le modifiche alle suddette norme d'origine, che non comportano riduzioni dei limiti quantitativi fissati a norma del presente protocollo.Nell'appendice A figurano le procedure di controllo dell'origine dei summenzionati prodotti.Articolo 31. A norma del presente protocollo, a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo le esportazioni dalla Slovenia nella Comunità dei prodotti elencati nell'allegato I originari della Slovenia non saranno soggette né a limiti quantitativi né a misure di effetto equivalente. In seguito, potranno essere introdotti limiti quantitativi secondo le modalità di cui all'articolo 8.2. Qualora vengano introdotti limiti quantitativi, alle esportazioni di prodotti tessili oggetto di limiti quantitativi si applicherà il sistema di duplice controllo di cui all'appendice A.3. A decorrere dall'entrata in vigore del presente protocollo, alle esportazioni dei prodotti elencati nell'allegato II non soggetti a limiti quantitativi si applicherà il sistema di duplice controllo di cui al paragrafo 2.4. Una volta entrato in vigore il presente protocollo, le esportazioni dei prodotti di cui all'allegato I non elencati nell'allegato II potranno essere assoggettate, previe consultazioni secondo le procedure di cui all'articolo 13, al sistema di duplice controllo di cui al paragrafo 2 o a un sistema di vigilanza preventiva.Articolo 4La Comunità e la Slovenia riconoscono il carattere particolare e differenziato, corrispondente ad un aspetto specifico della cooperazione industriale e commerciale, delle reimportazioni di prodotti tessili nella Comunità previo perfezionamento, trasformazione o lavorazione in Slovenia.Qualora vengano fissati limiti quantitativi a norma dell'articolo 8, essi non si applicano a dette reimportazioni purché vengano effettuate conformemente ai regolamenti sul traffico di perfezionamento passivo economico in vigore nella Comunità e siano soggette al regime specifico di cui all'allegato III.Non si applicano restrizioni alle importazioni in Slovenia di prodotti tessili di origine comunitaria destinati alla riesportazione previe operazioni di perfezionamento attivo in Slovenia.Articolo 5Le esportazioni da entrambe le parti di tessuti di fabbricazione artigianale ottenuti su telai azionati a mano o a pedale, di indumenti o di altri manufatti confezionati a mano con i tessuti suddetti e di prodotti artigianali che fanno parte del folclore tradizionale non sono soggette ai limiti quantitativi fissati a norma del presente protocollo purché questi prodotti, originari della Slovenia, soddisfino le condizioni di cui all'appendice B dello stesso.Articolo 61. Le importazioni in entrambe le parti dei prodotti tessili contemplati dal presente protocollo non sono soggette ai limiti quantitativi in esso fissati, purché si dichiari che sono destinate ad essere riesportate dalla parte importatrice, tali quali o previa trasformazione, nel quadro del sistema di controllo amministrativo in vigore nelle parti.L'immissione in consumo per uso interno dei prodotti importati nella Comunità alle suddette condizioni è tuttavia subordinata alla presentazione di una licenza di esportazione rilasciata dalle autorità della Slovenia e alla prova dell'origine conformemente all'appendice A.2. Se le autorità competenti di una delle parti constatano che determinate importazioni di prodotti tessili sono state imputate su uno dei limiti quantitativi stabiliti a norma del presente protocollo, ma che i prodotti sono poi stati riesportati dalla parte in questione, esse comunicano entro quattro settimane alle autorità dell'altra parte i quantitativi in oggetto e autorizzano importazioni dei medesimi quantitativi degli stessi prodotti, senza imputarle sul limite quantitativo stabilito a norma del presente protocollo per l'anno in corso o per quello successivo.Articolo 7Nel caso vengano introdotti limiti quantitativi a norma dell'articolo 8, si applicano le seguenti disposizioni:1) L'uso anticipato, durante un qualsiasi anno di applicazione del protocollo, di una parte del limite quantitativo fissato per l'anno successivo è autorizzato, per ciascuna categoria di prodotti, fino a concorrenza del 6 % del limite quantitativo dell'anno in corso.Le forniture anticipate vengono detratte dai corrispondenti limiti quantitativi stabiliti per l'anno successivo.2) I quantitativi non utilizzati nel corso di un anno di applicazione del protocollo possono essere riportati, per qualsiasi categoria di prodotti, sul corrispondente limite quantitativo per l'anno successivo fino a concorrenza del 10 % del limite quantitativo fissato per l'anno in corso.3) Per le categorie del gruppo I, sono autorizzati soltanto i seguenti trasferimenti:- tra le categorie 1, 2 e 3, fino a concorrenza del 7 % del limite quantitativo stabilito per la categoria verso la quale viene effettuato il trasferimento;- tra le categorie 4, 5, 6, 7 e 8, fino a concorrenza del 7 % del limite quantitativo stabilito per la categoria verso la quale viene effettuato il trasferimento.I trasferimenti da una categoria dei gruppi I, II e III a una categoria dei gruppi II e III sono autorizzati fino a concorrenza del 10 % del limite quantitativo stabilito per la categoria verso la quale viene effettuato il trasferimento.4) La tabella delle equivalenze applicabile ai summenzionati trasferimenti è riportata nell'allegato I del presente protocollo.5) L'aumento registrato in una categoria di prodotti per l'applicazione cumulativa dei paragrafi 1, 2 e 3 in un determinato anno di applicazione del protocollo non deve superare il 17 %.6) Le autorità della parte esportatrice notificano all'altra parte, con un preavviso di almeno 15 giorni, l'eventuale ricorso ai paragrafi 1, 2 e 3.Articolo 81. Le esportazioni in entrambe le parti di prodotti tessili non soggetti a limiti quantitativi possono essere assoggettate a limiti quantitativi secondo le modalità di cui ai paragrafi seguenti.2. Se una delle parti ritiene che le importazioni di prodotti tessili originari dell'altra parte e contemplati dal presente protocollo avvengano in quantitativi talmente maggiorati o in condizioni tali da causare o minacciare di causare grave pregiudizio alla produzione della parte importatrice di prodotti simili o direttamente concorrenti, essa può chiedere l'avvio di consultazioni a norma dell'articolo 13 del presente protocollo onde concordare un limite quantitativo adeguato per la categoria tessile in questione.I limiti quantitativi concordati non possono comunque essere inferiori al 110 % del livello delle importazioni dei prodotti di detta categoria, originari dell'altra parte, effettuate dalla parte importatrice nel periodo di dodici mesi conclusosi due mesi prima o, in mancanza di dati, tre mesi prima del mese in cui viene avanzata la richiesta di consultazioni.3. Qualora la situazione sia talmente critica che ogni ritardo provocherebbe danni difficilmente riparabili, la parte importatrice può prendere provvedimenti in via provvisoria, purché presenti subito dopo la richiesta di consultazioni, sotto forma di restrizioni quantitative per le esportazioni o le importazioni slovene, rispettivamente nella o dalla Comunità, per un periodo provvisorio di tre mesi a decorrere dalla data della richiesta. Il limite provvisorio non deve essere inferiore al 25 % del livello delle importazioni/esportazioni effettuate nel periodo di dodici mesi conclusosi due mesi prima o, in mancanza di dati, tre mesi prima del mese in cui viene avanzata la richiesta di consultazioni.4. Se, nel corso delle consultazioni, non si giunge ad una soluzione soddisfacente entro un mese, i limiti provvisori di cui al paragrafo 3 possono essere prorogati per altri tre mesi, in attesa di ulteriori consultazioni, o resi definitivi a un livello annuale non inferiore al 110 % delle importazioni effettuate nel periodo di dodici mesi conclusosi due mesi prima o, in mancanza di dati, tre mesi prima del mese in cui viene avanzata la richiesta di consultazioni.5. Se vengono applicati i paragrafi 2, 3 o 4, ciascuna parte autorizza l'importazione di prodotti appartenenti alla categoria tessile in questione spediti dall'altra parte prima della richiesta di consultazioni.Se vengono applicati i paragrafi 2, 3 o 4, la parte interessata s'impegna a rilasciare licenze di esportazione o di importazione per i prodotti contemplati da contratti effettivamente conclusi prima dell'introduzione del limite quantitativo, fino a concorrenza del limite quantitativo stabilito.6. Nell'introdurre la misura si stabiliscono altresì la sua durata e i tassi di incremento annuali da applicare a tutti i limiti quantitativi introdotti a norma del presente articolo.7. Le disposizioni del presente protocollo relative alle esportazioni di prodotti soggetti ai limiti quantitativi stabiliti negli allegati II o III si applicano anche ai prodotti per i quali vengono fissati limiti quantitativi a norma del presente articolo.8. Le misure adottate a norma del presente articolo non possono in nessun caso rimanere in vigore una volta scaduto il termine fissato nel presente protocollo per l'abolizione di tutte le restrizioni quantitative e misure di effetto equivalente.Articolo 91. La Slovenia s'impegna a fornire alla Commissione precisi dati statistici su tutte le licenze di esportazione e di importazione rilasciate dalle sue autorità per tutte le categorie di prodotti tessili soggetti ai limiti quantitativi fissati a norma del presente protocollo o a un sistema di duplice controllo, espressi in quantitativi e in valore e ripartiti per Stato membro della Comunità, e su tutti i certificati rilasciati da dette autorità per tutti i prodotti di cui all'articolo 5 cui si applicano le disposizioni dell'appendice B del presente protocollo.Parimenti, la Comunità trasmette alle autorità slovene precisi dati statistici sulle autorizzazioni d'importazione rilasciate dalle autorità comunitarie riguardo alle licenze e ai certificati di esportazione rilasciati dalla Slovenia.2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 vengono trasmesse, per tutte le categorie di prodotti, entro la fine del mese successivo a quello cui si riferiscono le statistiche.3. Le parti si impegnano a fornire alle autorità dell'altra parte, entro il 15 aprile di ciascun anno di calendario, le statistiche dell'anno precedente relative alle importazioni di tutti i prodotti tessili contemplati dal presente protocollo.Ciascuna parte fornisce all'altra, su richiesta, le informazioni statistiche disponibili su tutte le esportazioni di prodotti tessili contemplati dal presente protocollo.Ciascuna parte trasmette alle autorità dell'altra i dati statistici relativi ai prodotti contemplati dall'articolo 5.4. Le informazioni di cui al paragrafo 3 vengono trasmesse, per tutte le categorie di prodotti, entro la fine del terzo mese successivo al trimestre cui si riferiscono le statistiche.5. Qualora l'analisi delle informazioni scambiate dovesse rivelare notevoli divergenze tra le statistiche relative alle esportazioni e alle importazioni, possono essere avviate consultazioni secondo la procedura di cui all'articolo 13 del presente protocollo.Articolo 101. Per garantire il buon funzionamento del presente protocollo, la Comunità e la Slovenia decidono di collaborare pienamente nella prevenzione, nelle indagini e nell'adozione di tutti i necessari provvedimenti giuridici e/o amministrativi per combattere le elusioni mediante trasbordo, deviazioni, false dichiarazioni concernenti il paese o il luogo di origine, contraffazione dei documenti, false dichiarazioni concernenti il contenuto di fibre, i quantitativi, la designazione o la classificazione delle merci o qualsiasi altro mezzo. La Slovenia e la Comunità convengono pertanto di definire le procedure giuridiche e amministrative necessarie per poter intervenire in modo efficace contro dette elusioni, anche adottando misure correttive giuridicamente vincolanti nei confronti degli esportatori/importatori coinvolti.2. Qualora, sulla base delle informazioni disponibili, una delle parti ritenga che si stia eludendo il presente protocollo, essa si consulta con l'altra parte per trovare una soluzione reciprocamente soddisfacente. Le consultazioni vengono avviate quanto prima e comunque non oltre trenta giorni dalla data della richiesta.3. In attesa dei risultati delle consultazioni di cui al paragrafo 2, su richiesta dell'altra parte ciascuna parte può prendere, in via cautelare, tutte le misure necessarie per consentire, previa presentazione di prove sufficienti dell'elusione, di adeguare i limiti quantitativi fissati a norma dell'articolo 8 che potrebbero essere concordati in seguito alle consultazioni di cui al paragrafo 2 per l'anno di contingentamento nel quale è stata presentata la richiesta di consultazioni conformemente al paragrafo 2, o per l'anno successivo se il contingente per l'anno in corso è esaurito.4. Se, nel corso delle consultazioni di cui al paragrafo 2, le parti non giungono a una soluzione reciprocamente soddisfacente, la parte che ha presentato la richiesta ha il diritto:a) se esistono prove sufficienti che i prodotti originari dell'altra parte sono stati importati eludendo il presente protocollo, di imputare i quantitativi corrispondenti sui limiti quantitativi stabiliti a norma dell'articolo 8;b) se viene sufficientemente dimostrata l'esistenza di false dichiarazioni relative al contenuto di fibre, ai quantitativi, alla designazione o alla classificazione dei prodotti originari dell'altra parte, di rifiutarsi di importare i prodotti in questione;c) se risulta che il territorio dell'altra parte è coinvolto nel trasbordo o nella deviazione di prodotti non originari di detta parte, di introdurre limiti quantitativi per gli stessi prodotti originari dell'altra parte, sempre che non siano già soggetti a limiti quantitativi, oppure di prendere le altre misure del caso.5. Fatto salvo il pertinente protocollo sull'assistenza reciproca nel settore doganale, le parti decidono di instaurare un sistema di cooperazione amministrativa onde prevenire e risolvere tutti i problemi connessi all'elusione conformemente all'appendice A del presente protocollo.Articolo 111. I limiti quantitativi stabiliti a norma del presente protocollo per le importazioni nella Comunità di prodotti tessili di origine slovena non sono suddivisi dalla Comunità in quote regionali.2. Le parti collaborano per prevenire variazioni repentine e pregiudizievoli delle correnti commerciali tradizionali tali da causare una concentrazione regionale delle importazioni dirette nella Comunità.3. La Slovenia sorveglia le sue esportazioni nella Comunità di prodotti oggetto di restrizioni o di vigilanza. In caso di variazione repentina e pregiudizievole delle correnti commerciali tradizionali, la Comunità ha il diritto di chiedere consultazioni per trovare una soluzione soddisfacente. Le consultazioni si tengono entro quindici giorni lavorativi dalla data della richiesta.4. La Slovenia si accerta che le esportazioni nella Comunità di prodotti tessili soggetti a limiti quantitativi vengano ripartite nel modo più equo possibile su tutto l'anno tenendo debitamente conto, in particolare, dei fattori stagionali.Articolo 121. La Slovenia e la Comunità evitano qualsiasi discriminazione nell'assegnare le licenze di esportazione e le autorizzazioni o i documenti d'importazione di cui alle appendici A e B.2. Se una delle parti riscontra che l'applicazione del presente protocollo o le pratiche commerciali dell'altra parte perturbano le relazioni commerciali esistenti tra la Comunità e la Slovenia si avviano tempestivamente consultazioni, secondo la procedura di cui all'articolo 13, al fine di rimediare alla situazione.Articolo 131. Salvo diverse disposizioni del presente protocollo, alle procedure di consultazione ivi previste si applicano le regole seguenti:- ogni richiesta di consultazioni viene notificata per iscritto all'altra parte contraente;- la richiesta di consultazioni è seguita, entro un periodo ragionevole e comunque entro e non oltre 15 giorni dalla notifica, da una relazione sulle circostanze che, secondo la parte richiedente, ne giustificano la presentazione;- le parti contraenti avviano consultazioni entro un mese dalla notifica della richiesta onde pervenire ad un accordo o ad una conclusione reciprocamente accettabili entro l'ulteriore termine di un mese;- il suddetto termine di un mese onde pervenire ad un accordo o ad una conclusione reciprocamente accettabili può essere prorogato di comune accordo.2. Se necessario, su richiesta di una parte contraente si avviano consultazioni in merito a qualsiasi problema derivante dall'applicazione del presente protocollo. Le consultazioni avviate a norma del presente articolo si svolgono in uno spirito di cooperazione e col proposito di sormontare le divergenze tra le parti contraenti.Articolo 141. Se una parte ritiene che le importazioni di prodotti tessili non soggetti a limiti quantitativi, originari dell'altra parte e contemplati dal presente protocollo, avvengano in quantitativi talmente maggiorati, in termini assoluti o relativi, e in condizioni tali da recare o minacciare di recare:- pregiudizio alla produzione della parte importatrice di prodotti simili o direttamente concorrenti, oppure- se lo giustificano gli interessi economici della parte importatrice,essa può istituire un sistema di vigilanza preventiva o a posteriori per la categoria di prodotti in questione, per il periodo di tempo che giudicherà opportuno.2. La parte che intende introdurre un sistema di vigilanza a norma del paragrafo 1 ne informa, con un preavviso di almeno un giorno lavorativo, l'altra parte; entrambe le parti possono chiedere l'avvio di consultazioni a norma dell'articolo 13 del presente protocollo.3. Qualora la Comunità introduca, a norma del presente articolo, un sistema di vigilanza, la Slovenia applica le pertinenti disposizioni dell'appendice A in materia di duplice controllo, classificazione e certificazione dell'origine.Articolo 15Il presente protocollo si applica, da un lato, ai territori dove si applica il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni ivi stabilite, e, dall'altro, al territorio della Repubblica di Slovenia.Articolo 161. Il presente protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla data in cui le parti si sono notificate reciprocamente l'avvenuto espletamento delle procedure all'uopo necessarie.Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 1996 fino al 31 dicembre 1997.2. Ciascuna parte può proporre consultazioni in qualsiasi momento, conformemente all'articolo 13, al fine di concordare modifiche al presente protocollo.3. Ciascuna parte può, in qualsiasi momento, denunciare il presente protocollo informandone l'altra parte. Il protocollo cessa di applicarsi dopo sei mesi dalla notifica e i limiti quantitativi previsti a norma del protocollo vengono ridotti proporzionalmente.4. Gli allegati, le appendici, i protocolli e le note scambiati o acclusi al presente protocollo ne costituiscono parte integrante.Articolo 17Il presente protocollo è redatto in duplice esemplare nelle lingue danese, finnica, francese, greca, inglese, italiana, neerlandese, portoghese, spagnola, svedese, tedesca e slovena, ciascun testo facente ugualmente fede.Per il governo della Repubblica di SloveniaPer il Consiglio delle Comunità europeeALLEGATO I ELENCO DEI PRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 11. Non disponendo di elementi precisi circa la materia costitutiva dei prodotti delle categorie 1-114, si considera che essi siano costituiti esclusivamente di lana o di peli fini, di cotone o di fibre sintetiche o artificiali.2. Gli oggetti di vestiario che non siano riconoscibili come per uomo o per ragazzo o come per donna o per ragazza sono classificati come per donna o per ragazza.3. L'espressione indumenti per bambini piccoli («bébés») comprende gli indumenti sino alla misura commerciale 86 compresa.>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II Prodotti non soggetti a limiti quantitativi a cui si applica il sistema di duplice controllo di cui all'articolo 3, paragrafo 3 del presente protocollo (Nell'allegato I del presente protocollo figura la designazione completa dei prodotti delle categorie elencate nel presente allegato) Categorie: 5, 6, 7, 8, 9.ALLEGATO III Alle reimportazioni nella Comunità, ai sensi dell'articolo 4 del presente protocollo, dei prodotti elencati nell'allegato IV si applicano le disposizioni del presente protocollo, fatte salve le seguenti disposizioni particolari:1) Fatto salvo il paragrafo 2, sono considerate reimportazioni ai sensi dell'articolo 4 del protocollo soltanto le reimportazioni nella Comunità di prodotti oggetto dei limiti quantitativi specifici stabiliti nell'allegato IV.2) Le reimportazioni di prodotti non contemplati dall'allegato IV possono essere assoggettate a limiti quantitativi specifici, previe consultazioni secondo le procedure di cui all'articolo 13 del protocollo, purché i prodotti in questione siano soggetti a limiti quantitativi stabiliti a norma del protocollo, a un sistema di duplice controllo o a misure di vigilanza.3) Considerati gli interessi di entrambe le parti, a sua discrezione o in seguito a una richiesta a norma dell'articolo 13 del protocollo, la Comunità può prendere in considerazione ed effettuare:a) trasferimenti tra categorie, usi anticipati o riporti da un anno all'altro di parti dei limiti quantitativi specifici;b) aumenti dei limiti quantitativi specifici.4) La Comunità, tuttavia, può applicare automaticamente le norme di flessibilità di cui al paragrafo 3 entro i seguenti limiti:a) i trasferimenti tra categorie non possono superare il 25 % del quantitativo per la categoria verso la quale viene effettuato il trasferimento;b) il riporto di un limite quantitativo specifico da un anno all'altro non può superare il 13,5 % del quantitativo stabilito per l'anno di utilizzazione effettiva.5) La Comunità informa la Slovenia di tutte le misure prese a norma dei paragrafi precedenti.6) Le competenti autorità della Comunità addebitano i limiti quantitativi specifici di cui al paragrafo 1 al momento del rilascio dell'autorizzazione preventiva richiesta dal regolamento (CE) n. 3036/94 del Consiglio che disciplina il regime di perfezionamento economico passivo. I limiti quantitativi specifici vengono addebitati per l'anno in cui è rilasciata l'autorizzazione preventiva.7) Per tutti i prodotti contemplati dal presente allegato le organizzazioni autorizzate dalla legislazione slovena rilasciano, conformemente all'appendice A del protocollo, un certificato di origine su cui figura un riferimento all'autorizzazione preventiva di cui al paragrafo 6 per dimostrare che l'operazione di perfezionamento descritta è stata effettuata in Slovenia.8) La Comunità comunica alla Slovenia i nomi e gli indirizzi delle competenti autorità della Comunità che rilasciano le autorizzazioni preventive di cui al paragrafo 6, nonché i modelli dei timbri utilizzati.ALLEGATO IV (La descrizione completa dei prodotti delle categorie elencate nel presente allegato figura nell'allegato I del protocollo) >SPAZIO PER TABELLA>Appendice A TITOLO I CLASSIFICAZIONE Articolo 11. Le competenti autorità della Comunità si impegnano ad informare la Slovenia di qualsiasi modifica della nomenclatura combinata (NC) prima della sua entrata in vigore nella Comunità.2. Le competenti autorità della Comunità si impegnano ad informare le competenti autorità slovene di qualsiasi decisione concernente la classificazione dei prodotti contemplati dal presente protocollo, entro e non oltre un mese dall'adozione. Tale comunicazione comprende:a) una descrizione dei prodotti;b) la categoria e i codici NC corrispondenti;c) i motivi della decisione.3. Se una decisione di classificazione modifica il metodo adottato o la categoria per qualsiasi prodotto contemplato dal presente protocollo, ai prodotti in questione si applica il regime commerciale previsto per il metodo o la categoria in cui rientrano a seguito della modifica, conformemente al presente protocollo. La decisione entra in vigore dopo trenta giorni dalla notifica all'altra parte.Le parti contraenti convengono di avviare consultazioni secondo la procedura di cui all'articolo 13 del protocollo onde adempiere l'obbligo previsto all'articolo 2, paragrafo 2 dello stesso.Ai prodotti spediti anteriormente alla data di applicazione della decisione continua ad applicarsi la classificazione precedente, sempre che vengano presentati all'importazione entro sessanta giorni a decorrere da tale data.4. Qualora, al punto di entrata nella Comunità, vi sia una divergenza di opinioni tra la Repubblica di Slovenia e le competenti autorità comunitarie circa la classificazione dei prodotti contemplati dal presente protocollo, ci si baserà provvisoriamente sulle indicazioni delle parti importatrici in attesa di avviare consultazioni a norma dell'articolo 13 per giungere a un accordo. Qualora non si pervenga ad un accordo, si sottoporrà la questione alla sezione nomenclatura tariffaria e statistica del comitato del codice doganale, che stabilirà la classificazione definitiva delle merci nella nomenclatura combinata.TITOLO II ORIGINE Articolo 21. I prodotti originari della Slovenia possono essere esportati nella Comunità secondo le disposizioni del titolo I del presente protocollo purché corredati di un certificato di origine slovena conforme al modello allegato allo stesso.2. I prodotti del gruppo III possono tuttavia essere importati nella Comunità, secondo le disposizioni del presente protocollo, previa presentazione di una dichiarazione dell'esportatore figurante sulla fattura o su un altro documento commerciale in cui si attesti che i prodotti in questione sono originari della Slovenia a norma delle disposizioni vigenti in materia nella Comunità.3. Il certificato di origine di cui al paragrafo 1 non è richiesto per le importazioni di merci coperte da un certificato di circolazione EUR 1 o da un formulario EUR 2 rilasciati a norma del protocollo n. 1 dell'accordo di cooperazione.Articolo 3Il certificato di origine viene rilasciato all'esportatore soltanto previa richiesta scritta dello stesso o, sotto la sua responsabilità, del suo rappresentante autorizzato. Le competenti autorità slovene sono tenute ad accertarsi che i certificati di origine siano compilati correttamente; a tal fine, esse richiedono tutte le prove documentali e procedono a tutti i controlli considerati necessari.Articolo 4Quando vengono adottati criteri diversi per determinare l'origine di prodotti della stessa categoria, i certificati o le dichiarazioni di origine devono contenere una descrizione delle merci sufficientemente dettagliata, che consenta di individuare il criterio in base al quale è stato rilasciato il certificato o è stata compilata la dichiarazione.Articolo 5La constatazione di lievi divergenze tra i dati del certificato di origine e quelli che figurano sui documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità di importazione dei prodotti non compromette ipso facto la veridicità delle dichiarazioni contenute nel certificato.TITOLO III SISTEMA DI DUPLICE CONTROLLO Sezione I Esportazione Articolo 6Le competenti autorità slovene rilasciano una licenza di esportazione per tutte le spedizioni dalla Slovenia dei prodotti tessili soggetti ai limiti quantitativi definitivi o provvisori stabiliti a norma dell'articolo 8 del presente protocollo entro i corrispondenti limiti quantitativi, eventualmente modificati a norma degli articoli 7, 10 e 16 del presente protocollo, nonché per tutte le spedizioni dei prodotti tessili soggetti ad un sistema di duplice controllo senza limiti quantitativi a norma dell'articolo 3, paragrafi 3 e 4 del presente protocollo.Articolo 71. Le licenze di esportazione per i prodotti soggetti a limiti quantitativi a norma del presente protocollo devono essere conformi al modello 1 allegato alla presente appendice e sono valide per l'esportazione in tutto il territorio doganale cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea.2. Qualora siano stati introdotti limiti quantitativi a norma del presente protocollo, ciascuna licenza di esportazione deve specificare, tra l'altro, che il quantitativo del prodotto in questione è stato imputato sul limite quantitativo stabilito per la categoria di prodotti corrispondente e copre unicamente una delle categorie di prodotti soggette a limiti quantitativi. La licenza può essere utilizzata per una o più spedizioni dei prodotti in questione.3. Le licenze di esportazione per i prodotti soggetti a un sistema di duplice controllo senza limiti quantitativi devono essere conformi al modello 2 allegato alla presente appendice. Esse riguardano soltanto una categoria di prodotti e possono essere utilizzate per una o più spedizioni dei prodotti in questione.Articolo 8Le competenti autorità comunitarie devono essere informate immediatamente del ritiro o della modifica di tutte le licenze di esportazione già rilasciate.Articolo 91. Le esportazioni dei prodotti tessili soggetti a limiti quantitativi a norma del presente protocollo vengono imputate sui limiti quantitativi stabiliti per l'anno in cui sono state spedite le merci, anche se la licenza di esportazione è rilasciata dopo la spedizione.2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, le merci si considerano spedite alla data in cui vengono caricate, per l'esportazione, sull'aereo, sul veicolo o sulla nave.Articolo 10La presentazione di una licenza di esportazione, a norma dell'articolo 12, avviene entro e non oltre il 31 marzo dell'anno successivo a quello in cui sono state spedite le merci da essa contemplate.Sezione II Importazione Articolo 11L'importazione nella Comunità di prodotti tessili soggetti a limiti quantitativi o a un sistema di duplice controllo a norma del presente protocollo è subordinata alla presentazione di un'autorizzazione d'importazione.Articolo 121. Le competenti autorità della Comunità rilasciano l'autorizzazione d'importazione di cui all'articolo 11 entro cinque giorni lavorativi dalla presentazione, da parte dell'importatore, dell'originale della corrispondente licenza di esportazione.2. Le autorizzazioni d'importazione sono valide per sei mesi a decorrere dalla data del rilascio per l'importazione in tutto il territorio doganale cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea.3. Le competenti autorità della Comunità annullano l'autorizzazione d'importazione già rilasciata se la corrispondente licenza di esportazione è stata ritirata.Nondimeno, fatto salvo l'articolo 10 del presente protocollo, se le competenti autorità della Comunità vengono informate del ritiro o dell'annullamento di una licenza di esportazione soltanto dopo l'importazione dei prodotti nella Comunità, i quantitativi corrispondenti vengono imputati sui limiti quantitativi stabiliti per la categoria e l'anno di contingentamento in questione.Articolo 131. Se le competenti autorità della Comunità constatano che i quantitativi totali coperti dalle licenze di esportazione rilasciate dalle competenti autorità della Slovenia per una determinata categoria, in un anno qualsiasi, superano il limite quantitativo fissato a norma dell'articolo 8 del presente protocollo, eventualmente modificato a norma degli articoli 7, 10 e 16 dello stesso, dette autorità possono sospendere il rilascio delle autorizzazioni d'importazione. In tal caso, esse informano immediatamente le autorità slovene e viene avviata senza indugio la procedura speciale di consultazione di cui all'articolo 13 del protocollo.2. Le competenti autorità della Comunità possono rifiutare un'autorizzazione di importazione per le esportazioni di prodotti di origine slovena, soggetti a limiti quantitativi o a un sistema di duplice controllo, non coperte da licenze di esportazione slovene rilasciate conformemente alle disposizioni del presente protocollo.Tuttavia, se le competenti autorità della Comunità autorizzano l'importazione di questi prodotti nella Comunità, i quantitativi corrispondenti non vengono imputati sui limiti quantitativi a norma del presente protocollo senza l'esplicito consenso delle competenti autorità della Slovenia.TITOLO IV FORMA E PRESENTAZIONE DELLE LICENZE DI ESPORTAZIONE E DEI CERTIFICATI DI ORIGINE E DISPOSIZIONI COMUNI RELATIVE ALLE ESPORTAZIONI NELLA COMUNITÀ Articolo 141. La licenza di esportazione e il certificato di origine possono comprendere copie supplementari debitamente indicate come tali. Essi sono redatti in inglese o in francese. Se vengono compilati a mano, le informazioni devono essere scritte ad inchiostro e in stampatello.Il formato dei suddetti documenti è di 210 × 297 mm. Si deve utilizzare una carta bianca per scrittura, incollata, non contenente pasta meccanica, di peso non inferiore a 25 g/m². Se i documenti sono redatti in più copie, soltanto la prima, che è l'originale, viene stampata su fondo arabescato. Detta copia viene chiaramente contraddistinta dalla dicitura «originale», mentre le altre recano l'indicazione «copia». Le competenti autorità della Comunità accettano soltanto l'originale quale documento valido ai fini dell'esportazione nella Comunità, conformemente alle disposizioni del presente protocollo.2. Ogni documento deve recare un numero di serie standard, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.Detto numero è composto dai seguenti elementi:- due lettere che indicano il paese esportatore: Sl per la Slovenia;- due lettere che indicano lo Stato membro dove avviene lo sdoganamento:AT= AustriaBL = BeneluxDE = Repubblica federale di GermaniaDK = DanimarcaEL = GreciaES = SpagnaFI = FinlandiaFR = FranciaGB = Regno UnitoIE = IrlandaIT = ItaliaPT = PortogalloSE = Svezia- un numero di una cifra che indica l'anno di contingentamento, corrispondente all'ultima cifra dell'anno, ad esempio 6 per il 1996;- un numero di due cifre, da 01 a 99, che indica l'ufficio di rilascio nel paese esportatore;- un numero di cinque cifre, da 00001 a 99999, assegnato allo Stato membro dove avviene lo sdoganamento.Articolo 15La licenza di esportazione e il certificato di origine possono essere rilasciati dopo la spedizione dei prodotti a cui si riferiscono. In tal caso, essi dovranno recare la dicitura «délivré a posteriori» o «issued retrospectively».Articolo 161. In caso di furto, perdita o distruzione di una licenza di esportazione o di un certificato di origine, l'esportatore può rivolgersi alle competenti autorità slovene per ottenere un duplicato sulla base dei documenti di esportazione in suo possesso. I duplicati dei certificati o delle licenze devono recare la dicitura «duplicata» o «duplicate».2. I duplicati devono recare la data dei rispettivi originali (licenza di esportazione o certificato di origine).TITOLO V DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE ESPORTAZIONI COMUNITARIE NELLA REPUBBLICA DI SLOVENIA Articolo 17In caso di necessità, ciascuna parte può chiedere che vengano avviate consultazioni a norma dell'articolo 13 del protocollo onde definire disposizioni amministrative specifiche per le esportazioni comunitarie in Slovenia.Dette disposizioni garantiscono agli esportatori comunitari un livello di protezione equivalente a quello previsto dal presente protocollo per gli esportatori sloveni.TITOLO VI COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA Articolo 18La Comunità e la Slovenia collaborano strettamente all'attuazione del presente protocollo. A tal fine, le parti agevolano i contatti e gli scambi di opinioni, anche su argomenti di carattere tecnico.Articolo 19Per garantire una corretta applicazione della presente appendice, la Comunità e la Slovenia si prestano reciprocamente assistenza nel controllare l'autenticità e l'esattezza delle licenze di esportazione e dei certificati di origine rilasciati nonché di tutte le dichiarazioni fatte a norma della presente appendice.Articolo 20La Slovenia trasmette alla Commissione delle Comunità europee i nomi e gli indirizzi delle autorità competenti per il rilascio e la verifica delle licenze di esportazione e dei certificati di origine, unitamente ai modelli dei timbri da esse utilizzati e ai facsimili delle firme dei funzionari preposti alla firma delle licenze. La Slovenia informa inoltre la Comunità delle eventuali modifiche di questi dati.Articolo 211. Vengono effettuati controlli a posteriori dei certificati di origine e delle licenze di esportazione, per sondaggio oppure ogniqualvolta le competenti autorità della Comunità nutrano fondati dubbi sull'autenticità del certificato o della licenza o sull'esattezza delle informazioni relative alla vera origine dei prodotti in questione.2. In tal caso, le competenti autorità comunitarie rinviano il certificato di origine, la licenza di esportazione o una copia degli stessi alle competenti autorità della Slovenia indicando, eventualmente, i motivi di forma o di fondo che giustificano l'inchiesta. Nel caso sia stata presentata una fattura, quest'ultima o una sua copia viene allegata all'originale o alla copia del certificato o della licenza. Le autorità forniscono inoltre tutte le informazioni di cui dispongono e che inducono a ritenere inesatte le indicazioni che figurano nei documenti.3. Il paragrafo 1 si applica anche ai controlli a posteriori delle dichiarazioni di origine di cui all'articolo 2 della presente appendice.4. I risultati dei controlli a posteriori effettuati a norma dei paragrafi 1 e 2 vengono comunicati entro tre mesi alle competenti autorità comunitarie. Le informazioni trasmesse indicano se il certificato, la licenza o la dichiarazione oggetto della contestazione riguardano le merci effettivamente esportate e se queste possono essere esportate sotto il regime definito dal presente protocollo. La Comunità può inoltre richiedere copie di tutta la documentazione necessaria onde accertare i fatti, in particolare la vera origine delle merci.Se dalle verifiche emergono irregolarità sistematiche nell'uso delle dichiarazioni di origine, la Comunità può assoggettare le importazioni dei prodotti in questione alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 1 della presente appendice.5. Ai fini dei controlli a posteriori dei certificati di origine, le competenti autorità slovene conservano per almeno tre anni le copie dei certificati e tutti i documenti di esportazione ad essi inerenti.6. Il ricorso alla procedura di controllo per sondaggio descritta nel presente articolo non deve costituire un ostacolo all'immissione in consumo per uso interno dei prodotti in questione.Articolo 221. Se dalla procedura di verifica di cui all'articolo 21 o dalle informazioni in possesso delle competenti autorità della Comunità o della Slovenia risultano o sembrano risultare una violazione o un'elusione delle disposizioni del presente protocollo, le parti contraenti collaborano strettamente, e con la necessaria tempestività, onde prevenire siffatte infrazioni.2. A tal fine, di propria iniziativa o su richiesta della Comunità, le competenti autorità della Slovenia svolgono o fanno svolgere le indagini del caso riguardo alle operazioni che la Comunità considera o tende a considerare elusive o trasgressive del presente protocollo. La Slovenia comunica alla Comunità i risultati delle indagini, comprese tutte le informazioni necessarie per determinare la causa dell'elusione o dell'infrazione, tra cui la vera origine delle merci.3. Previo accordo tra la Comunità e la Slovenia, possono presenziare alle indagini di cui al paragrafo 2 funzionari designati dalla Comunità.4. Nell'ambito della cooperazione di cui al paragrafo 1, le competenti autorità della Comunità e della Slovenia si scambiano tutte le informazioni ritenute utili per prevenire l'elusione o la violazione del presente protocollo. Queste informazioni possono riguardare la produzione di tessili in Slovenia e il commercio del tipo di prodotti oggetto del presente protocollo tra la Slovenia e i paesi terzi, soprattutto se la Comunità ha fondati motivi di ritenere che i prodotti in questione possano transitare per il territorio sloveno prima di essere importati nella Comunità. Su richiesta della Comunità, dette informazioni possono comprendere copie di tutta la documentazione utile.5. Se esistono prove sufficienti dell'elusione o della violazione delle disposizioni del presente protocollo, le competenti autorità della Slovenia o della Comunità possono decidere di prendere le misure di cui all'articolo 10, paragrafo 4 del protocollo e tutte le altre misure necessarie per prevenire nuove elusioni o violazioni.>RIFERIMENTO A UN FILM>>RIFERIMENTO A UN FILM>>RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice B di cui all'articolo 5 Prodotti dell'artigianato e del folclore originari della Slovenia 1. L'esonero di cui all'articolo 5 relativo ai prodotti di fabbricazione artigianale si applica soltanto ai seguenti tipi di prodotti:a) tessuti ottenuti su telai azionati esclusivamente a mano o a pedale, che fanno parte della tradizionale fabbricazione artigianale della Slovenia;b) indumenti o altri prodotti tessili della tradizionale fabbricazione artigianale slovena, fabbricati a mano con i tessuti di cui sopra e cuciti solo a mano, senza l'intervento di alcuna macchina;c) prodotti tradizionali del folclore sloveno, fabbricati a mano e indicati in un elenco da concordarsi tra la Comunità e la Slovenia.L'esonero riguarda solo i prodotti corredati di un certificato rilasciato dalle competenti autorità della parte fornitrice conformemente al modello allegato alla presente appendice. Detti certificati devono indicare i motivi che ne giustificano il rilascio; le competenti autorità della parte importatrice li accettano dopo essersi accertate che i prodotti in questione rispondono ai requisiti enunciati nella presente appendice. Sui certificati relativi ai prodotti di cui alla lettera c) deve figurare a caratteri ben visibili la dicitura «FOLCLORE». Qualora vi siano divergenze di opinioni tra le Parti circa la natura dei prodotti, si tengono consultazioni entro un mese per risolvere il problema.Se le importazioni di uno qualsiasi dei prodotti contemplati dalla presente appendice raggiungono proporzioni tali da causare difficoltà alla Comunità, si avviano quanto prima consultazioni con la Slovenia per ovviare alla situazione fissando, se necessario, un limite quantitativo secondo la procedura di cui all'articolo 13 del presente protocollo.2. Le disposizioni dei titoli V e VI dell'appendice A si applicano «mutatis mutandis» ai prodotti contemplati dal paragrafo 1 della presente appendice.Appendice C Il tasso annuale d'incremento dei limiti quantitativi che possono essere introdotti a norma dell'articolo 8 del presente protocollo per i prodotti da esso contemplati viene concordato tra le parti conformemente alle procedure di consultazione di cui all'articolo 13 del protocollo.