CELEX: 62009TJ0086
Language: it
Date: 2011-09-22
Title: Sentenza del Tribunale (Settima Sezione) del 22 settembre 2011.#Evropaïki Dynamiki - Proigmena Systimata Tilepikoinonion Pliroforikis kai Tilematikis AE contro Commissione europea.#Appalti pubblici di servizi - Procedura di gara d’appalto - Prestazione di servizi informatici, inclusa la manutenzione e lo sviluppo dei sistemi informatici della Direzione generale della Pesca e degli Affari marittimi - Rigetto dell’offerta di un concorrente - Obbligo di motivazione - Parità di trattamento - Trasparenza - Criteri di aggiudicazione - Conflitto di interessi - Errore manifesto di valutazione - Responsabilità extracontrattuale.#Causa T-86/09.

Sentenza del Tribunale (Settima Sezione) 22 settembre 2011 – Evropaïki Dynamiki / Commissione
      (causa T‑86/09)
      «Appalti pubblici di servizi – Procedura di gara d’appalto – Prestazione di servizi informatici, inclusa la manutenzione e lo sviluppo dei sistemi informatici della Direzione generale
         della Pesca e degli Affari marittimi – Rigetto dell’offerta di un concorrente – Obbligo di motivazione – Parità di trattamento – Trasparenza – Criteri di aggiudicazione – Conflitto di interessi – Errore manifesto di valutazione – Responsabilità extracontrattuale»
      
      1.                     Atti delle istituzioni – Motivazione – Obbligo – Portata – Decisione di escludere un’offerta nell’ambito di una procedura
            di aggiudicazione di un appalto pubblico di servizi – Obbligo di comunicare, su istanza scritta, le caratteristiche ed i vantaggi
            relativi all’offerta prescelta nonché il nominativo dell’aggiudicatario, (Art. 253 CE; regolamento del Consiglio n. 1605/2002,
            art. 100, n. 2; regolamento della Commissione n. 2342/2002, art. 149, n. 3) (v. punti 26, 29-32)
      2.                     Appalti pubblici delle Comunità europee – Gara d’appalto – Obbligo di rispettare il principio della parità di trattamento
            degli offerenti – Necessità di garantire pari opportunità e di conformarsi al principio di trasparenza – Disparità nell’informazione
            comunicata agli offerenti, a favore dell’attuale appaltatore – Informazione non necessaria né utile per la formulazione delle
            offerte – Assenza di violazione del principio della parità di trattamento (v. punti 60-63, 65-83)
      3.                     Appalti pubblici delle Comunità europee – Conclusione di un appalto a seguito di gara – Potere delle istituzioni in sede di
            svolgimento della gara d’appalto – Conflitto di interessi tra un offerente e un membro del comitato di valutazione delle offerte
            – Nozione (Regolamento del Consiglio n. 1605/2002, art. 52, n. 2) (v. punti 100-103)
      4.                     Appalti pubblici delle Comunità europee – Conclusione di un appalto a seguito di gara – Potere discrezionale delle istituzioni
            – Sindacato giurisdizionale – Limiti (v. punto 123)
      Oggetto 
      
         
               Da un lato, l’annullamento della decisione della Commissione 12 dicembre 2008, recante il rigetto dell’offerta presentata
                  dalla ricorrente nell’ambito della gara d’appalto MARE/2008/01, avente ad oggetto la fornitura di servizi informatici, inclusa
                  la manutenzione e lo sviluppo dei sistemi informatici della Direzione generale della Pesca e degli Affari marittimi della
                  Commissione(GU 2008, S 115), nonché della decisione di assegnare l’appalto ad un altro partecipante; dall’altro, una domanda
                  di risarcimento dei danni.
               
            Dispositivo 
      
         
                  1)
               
               
                  
               
               
                  	Il ricorso è respinto. 
               
            
         
                  2)
               
               
                  
               
               
                  	La Evropaïki Dynamiki – Proigmena Systimata Tilepikoinonion Pliroforikis kai Tilematikis AE è condannata a sopportare le proprie
                     spese e quelle sostenute dalla Commissione europea.