CELEX: 51997PC0216
Language: it
Date: 1997-05-21
Title: Proposta riesaminata di regolamento (CE) del Consiglio riguardante gli aiuti alle politiche e ai programmi demografici nei paesi in via di sviluppo

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                            Bruxelles, 21.05.1997
                                            COM(97)216 def.
                                            95/0166 (SYN)
                     Proposta riesaminata di
           REGOLAMENTO (CW PEL CONSIGLIO
  riguardante gli aiuti alle politiche e ai programmi demografici
                    nei paesi in via di sviluppo
(presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 C,
                    lettera d) del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                         RELAZIONE
  Il regolamento proposto stabilisce gli obiettivi e le modalità delle azioni finanziate
  nell'ambito della linea di bilancio B7-631 "Aiuti alle politiche e ai programmi
  demografici nei paesi in via di sviluppo".
 La proposta di regolamento iniziale era stata presentata dalla Commissione l'8 settembre
  1995.
 In seguito alla prima lettura del Parlamento europeo, del 24 maggio 1996, il 4 settembre
 dello stesso anno la Commissione ha presentato una proposta modificata contenente 26
 emendamenti.
 Il 2 dicembre 1996 il Consiglio ha adottato una posizione comune.
 Sulla base di una relazione presentata dall'on. Nordman, il 13 marzo 1997 il Parlamento
 ha adottato all'unanimità, in seconda lettura, 3 emendamenti.
 A norma dell'articolo 189 C, lettera d) del trattato CE, la Commissione deve riesaminare
 la sua proposta e formulare il proprio parere in base a detti emendamenti.
La Commissione accoglie l'emendamento 2, volto a sostituire il comitato di
regolamentazione con un comitato consultivo, che rispecchia la sua proposta iniziale.
Essa non accoglie invece gli altri due emendamenti (1 e 5).
Per quanto riguarda l'emendamento 1, con cui si chiede di aumentare a 300 MECU entro
il 2000 il sostegno finanziario della Comunità a favore di programmi demografici, è
opportuno rammentare il contenuto del considerando n. 11 della posizione comune, che
sottolinea la volontà della Comunità di seguire gli orientamenti definiti durante la
Conferenza internazionale del Cairo, segnatamente attraverso un maggiore sostegno
finanziario. Si tratta tuttavia di un obiettivo politico e, in mancanza di una decisione in
merito da parte delle autorità di bilancio della Comunità, non bisogna assumere un
impegno formale in un atto giuridico quale il presente regolamento. Tale obiettivo non
verrà inoltre conseguito utilizzando la linea di bilancio specifica in questione (B7-631
"Aiuti alle politiche e ai programmi demografici nei paesi in via di sviluppo"), che
attualmente dispone soltanto di una dotazione di 8 MECU, e per la quale le autorità di
bilancio non hanno previsto un aumento graduale entro il 2000. Non è quindi opportuno
inserire nel presente regolamento l'importo proposto dal Parlamento. Per ottenere
l'aumento previsto, è essenziale continuare ad integrare i programmi demografici nelle
azioni finanziate nell'ambito delle linee di bilancio riguardanti le regioni ALA/MED,
nonché dal FES.
La Commissione ritiene poi che i principi dell'emendamento 5 siano già contenuti nei
considerando n. 9 (che condanna qualsiasi violazione dei diritti dell'uomo nella forma di
aborto obbligatorio, sterilizzazione forzata e infanticidio) e n. 12 (che sottolinea il
rispetto rigoroso della decisione adottata nel corso della Conferenza internazionale del
Cairo, secondo la quale non dev'essere assolutamente incoraggiato l'aborto come metodo
di pianificazione familiare).
L'elenco degli elementi che la Commissione non ha accolto figura in allegato.
 ---pagebreak--- Oltre alla posizione adottata nei confronti dei suddetti emendamenti, la Commissione
richiama l'attenzione sul fatto che essa non ha integrato nella proposta riesaminata le
disposizioni della posizione comune con le quali non si era allineata. Alla luce delle sue
dichiarazioni iscritte nel verbale del Consiglio durante l'adozione della posizione
comune, la Commissione non recepisce né le disposizioni relative a un importo di
riferimento (considerando n. 18 e articolo 9 della posizione comune), né quelle volte a
tener conto di ulteriori necessità di informazione (articolo 10, paragrafo 3 e articolo 12,
paragrafo 3 della posizione comune). La Commissione ritiene che le procedure da essa
previste (intervento del comitato per i progetti che superano 2 MECU, scambio di
opinioni sulla base degli orientamenti generali, presentazione di una relazione annuale)
garantiscano una trasparenza adeguata.
                                            3.
 ---pagebreak---         EMENDAMENTI CHE LA COMMISSIONE NON HA ACCOLTO
Posizione comune del Consiglio Emendamenti del Parlamento
                               Emendamento 1
                               Considerando 8 bis (nuovo)
                               (8 bis) considerando che la Comunità si è
                               impeganta a dar seguito alla Conferenza del
                               Cairo, in particolare aumentando a 300
                               milioni di ECU entro il 2000 il suo
                               sostegno finanziario a favore di programmi
                               demografici nei paesi in via di sviluppo;
                               Emendamento 5
                               Articolo 4, paragrafo 2 bis (nuovo)
                               (2 bis) Paesi o organizzazioni che
                               approvano o promuovono l'aborto e la
                               sterilizzazione forzati nonché l'infanticidio
                               quali misure di controllo della crescita
                               demografica sono esclusi dal sostegno
                               comunitario.
 ---pagebreak---                               Propose riesaminata dj
                   REGOLAMENTO (CE)^'^CONSIGLIO
         riguardante gli aiuti alle politiche ; ai programmi demografici
                               nei paesi in virdi sviluppo
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPE/
visto il trattato che istituisce la Comunità euopea, in particolare l'articolo 130 \V.
vista la proposta della Commissione,
deliberando      secondo     la   procetlura   di   cui all'articolo  189    C   del   trattalo.
                                                 <7
 ---pagebreak--- 1) considerando che la capacità della maggior parte dei paesi in v*a di sviluppo di
   conseguire uno sviluppo umano sostenibile incontra numerosi ostacoli, tra cui
   l'elevato tasso di crescita demografica; che in tali paesi sono stati approvati
   programmi nazionali in materia demografica;
2)  considerando che la Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo
    tenutasi al Cairo nel 1994 ha adottato un programma d'azione;
3) considerando che, con le risoluzioni dell'I 1 novembre 1986 «Popolazione e
    sviluppo» e del 18 novembre 1992 «La pianificazione familiare nelle politiche
   demografiche dei paesi in via di sviluppo», il Consiglio ha riconosciuto la necessità
   di soddisfare la domanda urgente di servizi di pianificazione                   familiare,
   sottolineando allo stesso tempo la necessità di aiutare i paesi in via di sviluppo ad
   attuare programmi demografici globali che comprendano tutti i vari fattori che
   influenzano il controllo della fecondità;
4) considerando che l'audizione del Parlamento europeo del 25 novembre 1993 ha
   evidenziato le complesse relazioni tra demografia e sviluppo e che, entro certi
   limiti, l'aumento della popolazione può favorire il progresso economico; che,
   tuttavia, gli elevatissimi tassi di crescita osservati in alcuni paesi in via di sviluppo
   non consentono di far fronte alle esigenze che ne derivano e di offrire prospettive di
   sviluppo sostenibile, soprattutto in materia ambientale;
5) considerando che uno sviluppo demografico più moderato potrebbe essere
   promosso mediante:
   - una più equa distribuzione del reddito fra i diversi ceti sociali,
   - una politica economica che offra ai poveri la possibilità di disporre di mezzi di
       sostentamento diversificati,
   - investimenti nelle infrastrutture che rivestono importanza per la sanità pubblica,
       quali acqua potabile, migliori sistemi di fognature e abitazioni decorose,
   - una politica sanitaria che migliori l'accesso ai servizi sanitari per i poveri e
   - un accesso e una qualità migliori dell'istruzione generale e professionale per le
       donne e le ragazze;
                                            G
 ---pagebreak--- 6)  considerando che alcuni paesi in via di sviluppo sono entrati in una fase di
    transizione demografica caratterizzata da un calo significativo del tasso di
    fecondità, che rispecchia un'evoluzione dei comportamenti diretta a una riduzione
    delle dimensioni dei nuclei familiari; che altri paesi in via di sviluppo non sono
    ancora entrati in tale fase e devono pertanto beneficiare di una speciale assistenza;
7)  considerando che, per quanto riguarda i diritti in materia di riproduzione, la libertà
    di scelta individuale di uomini e donne, e in particolare degli adolescenti, attraverso
    un accesso adeguato all'informazione e ai servizi, rappresenta un importante
    elemento di progresso e sviluppo;
8)  considerando che, dal 1990, la Comunità aiuta il finanziamento di azioni specifiche
    e pilota, che perseguono tali obiettivi; che è adesso opportuno che la Comunità
    intensifichi la propria cooperazione in questo specifico settore, secondo il
    programma d'azione della Conferenza internazionale del Cairo;
9)  considerando che la Comunità incoraggia il diritto di scelta degli individui in
    merito al numero di figli e alla distanza nel tempo fra loro e condanna qualsiasi
    violazione dei diritti dell'uomo nella forma di aborto obbligatorio, sterilizzazione
    forzata, infanticidio, rifiuto, abbandono e maltrattamenti inflitti a figli indesiderati
    quale mezzo di controllo demografico;
10) considerando che il presente regolamento non fornisce sostegno all'incentivazione
    del ricorso alla sterilizzazione o all'aborto né alla sperimentazione scorretta di
    metodi contraccettivi nei paesi in via di sviluppo;
11) considerando che la Comunità si è impegnata a proseguire l'opera della
    summenzionata Conferenza internazionale del Cairo, segnatamente aumentando il
    proprio sostegno finanziario ai programmi demografici nei paesi in via di sviluppo;
12) considerando che bisogna rispettare rigorosamente, durante l'attuazione delle
    misure di cooperazione, la decisione adottata nel corso della Conferenza
    internazionale del Cairo, secondo la quale non dev'essere assolutamente
    incoraggiato l'aborto come metodo di pianificazione familiare;
                                           5f
 ---pagebreak--- 13) considerando che i paesi beneficiari devono essere aiutati ad avviare politiche
    demografiche compatibili con lo sviluppo sostenibile e a sviluppare strategie intese
    a conferire il potere di decisione alle donne e a promuovere la parità tra i sessi,
    fattori decisivi affinché le donne possano effettuare scelte in materia di
    procreazione, pianificazione familiare e controllo della loro salute riproduttiva,
    mediante azioni a carattere sociale, economico e culturale, in particolare nei settori
    chiave della sanità e dell'istruzione;
14) considerando che, per essere davvero efficaci, tali programmi demografici devono
    inserirsi nel più ampio contesto delle misure di lotta contro la povertà e contro le
    minacce che incombono sull'ambiente;
15) considerando che nuove azioni in tal senso saranno efficaci unicamente se legate ad
    uno sviluppo sostenibile che consenta l'inserimento armonioso e progressivo dei
    paesi in via di sviluppo nell'economia mondiale;
16) considerando che il ruolo delle organizzazioni non governative e degli operatori
    privati è determinante per la riuscita delle politiche in materia di sanità, istruzione e
    pianificazione, rivolte in particolare alle donne, cherivestonoun ruolo centrale per
    qualsiasi politica in materia di sviluppo umano sostenibile, e alle adolescenti;
17) considerando che le misure adottate in base al presente regolamento debbono essere
    finanziate dal bilancio generale delle Comunità;
18) considerando che devono essere determinate le modalità e le regole di gestione di
    tale forma di cooperazione,
                                            *
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                           Articolo 1
La Comunità attua azioni di cooperazione per sostenere politiche e programmi
demografici nei paesi in via di sviluppo.
                                           Articolo 2
Le misure adottate ai sensi del presente regolamento sono destinate innanzitutto ai paesi
che più si discostano dai criteri definiti dalla Conferenza internazionale del Cairo sulla
popolazione e lo sviluppo, ai paesi più poveri e meno sviluppati e alle fasce più
svantaggiate della popolazione dei paesi in via di sviluppo.
                                           Articolo 3
L'assistenza fornita ai sensi del presente regolamento completa e potenzia l'assistenza
fornita nel quadro di altri strumenti di cooperazione allo sviluppo nei settori
deiristmzione e della sanità, al fine di tener interamente conto dei problemi demografici e
integrarli nei programmi comunitari.
                                           Articolo 4
Î. Le azioni da finanziare nell'ambito della cooperazione di cui all'articolo 1 devono
   tener conto dei seguenti obiettivi prioritari:
   - consentire alle donne, agli uomini e agli adolescenti di scegliere liberamente con
      cognizione di causa il numero di figli che desiderano e la distanza fra loro;
   - contribuire a creare un ambiente socioculturale, economico ed educativo, in
      particolare per le donne e gli adolescenti, favorevole al libero esercizio di tale
      scelta, segnatamente condannando ed eliminando qualsiasi forma di violenza,
      mutilazione e sevizia sessuale che incide sulla loro dignità e sulla loro salute;
   - aiutare a sviluppare o a riformare i sistemi sanitari per migliorare l'accessibilità e la
      qualità dell'assistenza alla salute riproduttiva per le donne e gli uomini, compresi
      gli adolescenti, e in tale modo ridurre notevolmente irischisanitari per le donne e i
      bambini.
                                             ^
 ---pagebreak--- 2. L'aiuto comunitario può essere concesso a progetti comprendenti attività riguardanti:
    - il sostegno alla creazione, allo sviluppo e ad una maggiore accessibilità dei servizi
      di assistenza alla salute riproduttiva, nell'ambito di politiche e programmi attuati
      dai governi, dagli organismi internazionali, dalle organizzazioni non governative
      (in appresso, per brevità «ONG») e dal settore privato, rivolte segnatamente ai
      gruppi in cui tale problematica è più sentita, ad esempio gli adolescenti, le donne
      incinte e altri gruppi definiti a livello locale;
    - il sostegno alla elaborazione, all'applicazione o al finanziamento delle politiche che
      possono contribuire a migliorare la salute riproduttiva di donne e ragazze;
    - il miglioramento dei servizi di assistenza alla salute riproduttiva, in termini di
      maternità senza rischi, assistenza perinatale, pianificazione familiare, prevenzione e
      cura delle malattie trasmissibili sessualmente, compreso l'AIDS, per quanto
      riguarda infrastrutture, attrezzature, rifornimenti, formazione o ricerca;
   -  il sostegno alle campagne d'informazione, istruzione e sensibilizzazione intese a
      favorire una migliore salute riproduttiva e una presa di coscienza dei problemi
      demografici, compresi i vantaggi che l'accelerazione della transizione demografica
      possono offrire all'intera società;
   -  la politica e l'assistenza in materia di pianificazione familiare, compresa
      l'informazione su metodi di pianificazione familiare affidabili ed efficaci;
   - lo sviluppo delle comunità di base, del settore del volontariato, delle organizzazioni
      non governative locali e della cooperazione Sud/Sud per l'attuazione dei
      programmi, nonché per lo scambio di esperienze e il sostegno delle reti di
      cooperazione fra partner.
                                            Articolo 5
I partner della cooperazione ammessi al sostegno finanziario a titolo del presente
regolamento sono: le organizzazioni regionali ed internazionali, le ONG locali e degli
Stati membri, le amministrazioni e gli enti pubblici nazionali, provinciali e locali e le
organizzazioni delle comunità locali, comprese le organizzazioni femminili, gli istituti e
gli operatori pubblici o privati.
                                               AO
 ---pagebreak---                                            Articolo 6
Le azioni di cooperazione sono realizzate sulla base di un dialogo con le autorità
nazionali, regionali e locali interessate, onde evitare programmi coercitivi, discriminanti
o lesivi dei fondamentali diritti dell'uomo. Si tiene conto della situazione economica,
sociale e culturale delle fasce della popolazione interessata, nel rispetto dei diritti
universali dell'uomo.
Le    donne,    in   particolare,  sono   chiamate    a partecipare    all'elaborazione, alla
programmazione, all'attuazione e alla valutazione di tutti i progetti e programmi
demografici.
                                           Articolo 7
1. I mezzi da impiegare nell'ambito delle azioni realizzate in base all'articolo 2
   comprendono studi, assistenza tecnica, formazione o altri servizi, forniture e lavori,
   revisioni contabili e missioni di valutazione e di controllo.
2. A seconda delle necessità delle azioni, il finanziamento comunitario può coprire spese
   tanto di investimento, ad esclusione dell'acquisto di beni immobili, quanto di
   funzionamento, in valuta o in moneta locale. Tuttavia, ad eccezione dei programmi di
   formazione, le spese di funzionamento possono in generale essere prese in carico
   unicamente per la fase di avvio e in modo decrescente.
3. Per ciascuna azione di cooperazione è richiesto un contributo dei partner di cui
   all'articolo 5. Tale contributo è richiesto entro i limiti delle possibilità dei partner
   interessati ed in funzione delle caratteristiche di ciascuna azione.
4. Per assicurare la vitalità dei progetti una volta terminato il finanziamento della
   Comunità, dev'essere ricercato in via prioritaria il contributo finanziario dei partner
   locali, segnatamente per le spese di funzionamento, nel caso di progetti che prevedano
   lo svolgimento di azioni a lungo termine.
5. Possono essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altri finanziatori, in
   particolare con gli Stati membri.
6. La Commissione fa in modo che sia posto in evidenza il carattere comunitario degli
   aiuti forniti nell'ambito del presente regolamento.
                                               y w
 ---pagebreak--- 7. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e allo
    scopo di garantire la massima efficacia di tutte queste azioni nel loro insieme, la
    Commissione può prendere tutte le misure necessarie per il coordinamento, in
    particolare:
    a) la creazione di un sistema per lo scambio e l'analisi sistematica di informazioni
       sulle azioni già finanziate e quelle che la Comunità e gli Stati membri propongono
       di finanziare;
    b) il coordinamento nel paese di attuazione delle azioni, attraverso incontri periodici e
       scambi d'informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri
       nel paese beneficiario.
8. Per raggiungere il massimo impatto possibile a livello mondiale e nazionale, la
   Commissione prende, in consultazione con gli Stati membri, le iniziative necessarie
   per assicurare un buon coordinamento e una collaborazione stretta con i paesi
   beneficiari e con i finanziatori e gli altri organismi internazionali interessati, in
   particolare con quelli del sistema delle Nazioni Unite e più specificamente il Fondo
   delle Nazioni Unite per le attività demografiche.
                                           Articolo 8
Il sostegno finanziario di cui al presente regolamento è costituito da aiuti non
rimborsabili.
                                           Articolo 9
1. La Commissione ha il compito di istruire, decidere e gestire le azioni di cui al presente
   regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure in vigore, in
   particolare quelle previste dal regolamento finanziario del 21 dicembre 19771
   applicabile al bilancio generale delle Comunità.
2. I progetti ed i programmi sono valutati tenuto conto dei seguenti fattori:
   - efficacia e vitalità delle operazioni,
   - aspetti culturali, sociali, ambientali e connessi alla parità uomo-donna,
    GU n. L 356 del 31.12.1977, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE,
    Euratom, CECA) n. 2335/95 (GU n. L 240 del 7.10.1995, pag. 12).
                                                A*L-
 ---pagebreak---      - sviluppo istituzionale necessario per conseguire gli obiettivi del progetto,
     - esperienza acquisita in operazioni analoghe.
 3. Le decisioni riguardanti gli aiuti finanziati a titolo dal presente regolamento di importo
     superiore a 2 milioni di ECU per azione e qualsiasi modifica che comporti un aumento
     superiore al 20% dell'importo inizialmente deciso per l'azione sono adottate secondo la
     procedura di cui all'articolo 10.
4. La Commissione è autorizzata ad approvare, senza chiedere il parere del comitato di
     cui all'articolo 11, gli impegni supplementari necessari per coprire gli eventuali
     superamenti previsti o constatati a titolo delle azioni, purché il superamento o il
     fabbisogno supplementare sia inferiore o uguale al 20% dell'impegno Inizialmente
     fissato nella decisione di finanziamento.
5. Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso a titolo del presente
    regolamento prevede che la Commissione e la Corte dei conti possano effettuare
    controlli in loco secondo le consuete modalità stabilite dalla Commissione nell'ambito
    delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento di cui al paragrafo 1.
6. Quando le azioni comportano una convenzione di finanziamento tra la Comunità e il
    paese beneficiario, questa prevede che i pagamenti di tasse, dazi e oneri non siano a
    carico della Comunità.
7. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni, a
    tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario. Essa
    può essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo.
8. Le forniture sono originarie degli Stati membri, dello Stato beneficiario o di altri paesi
   in via di sviluppo. In casi eccezionali, debitamente giustificati, le forniture possono
   provenire da altri paesi.
9. Particolare attenzione sarà data:
   - al perseguimento di un buon rapporto costo/efficacia e dell'impatto sostenibile nella
        concezione del progetto;
   - ad una chiara definizione e controllo degli obiettivi e degli indicatori di
        realizzazione di tutti i progetti.
                                                A^
 ---pagebreak---                                            Articolo 10
 1. La Commissione è assistita da un comitato consultivo composto dai rappresentanti
    degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione, vale a dire, a
     seconda del paese o della regione beneficiaria delle misure:
     a) per i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, il comitato FES, istituito
        dall'articolo 21 dell'accordo interno n. 91/401/CEE, relativo al finanziamento e alla
        gestione degli aiuti della Comunità nell'ambito della Quarta Convenzione di Lomé,
        concluso il 16 luglio 1990 dai rappresentanti degli Stati membri riuniti in sede di
        Consiglio;
    b) per i paesi del Mediterraneo, il comitato MED, istituito dall'articolo 6 del
        regolamento (CEE) n. 1762/92 del Consiglio concernente l'applicazione dei
        protocolli relativi alla cooperazione finanziaria e tecnica conclusi dalla Comunità
        con i paesi terzi mediterranei;
    e) per i paesi dell'America latina e dell'Asia, il comitato ALA, istituito dall'articolo
        15 del regolamento (CEE) n. 443/92 riguardante l'aiuto finanziario e tecnico per i
        paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia, nonché la cooperazione
        economica con tali paesi.
2. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da
    adottare. Il comitato formula il proprio parere sul progetto in questione entro un
    termine che il presidente ha la facoltà di fissare in funzione dell'urgenza della
    questione, se del caso, procedendo a votazione. Il parere è iscritto a verbale e ciascuno
    Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione vi figuri.
    La Commissione tiene nel massimo conto il parere del comitato e lo informa della
    maniera in cui ne ha tenuto conto.
3. Una volta l'anno si procederà ad uno scambio di opinioni sulla base degli orientamenti
    generali per le azioni da attuare nel corso dell'anno seguente presentati dal
    rappresentante della Commissione nel quadro di una riunione congiunta dei tre
    comitati di cui al paragrafo 1.
                                               AL\
 ---pagebreak---                                            Articolo 11
 1. Alla fine di ogni esercizio finanziario la Commissione sottopone al Parlamento
    europeo e al Consiglio una relazione comprendente una sintesi delle azioni finanziate
    nel corso dell'esercizio e una valutazione sull'esecuzione del presente regolamento
    durante lo stesso esercizio.
    La sintesi contiene in particolare informazioni riguardanti gli operatori con i quali
    sono stati conclusi i contratti d'appalto o di esecuzione d'opera.
 2. La Commissione effettua una valutazione periodica delle azioni finanziate dalla
    Comunità per stabilire se i loro obiettivi siano stati conseguiti e fornire linee direttrici
    per migliorare l'efficacia delle azioni future. La Commissione presenta una sintesi
    delle valutazioni effettuate al comitato di cui all'articolo 10, che potrebbe
    eventualmente esaminarle. Le relazioni di valutazione sono a disposizione degli Stati
    membri che ne fanno richiesta.
                                           Articolo 12
 1. Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione
    nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
    Esso si applica fino al 31 dicembre 2002.
2. Tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione sottopone
    ai Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione complessiva delle azioni
    finanziate dalla Comunità a titolo del presente regolamento, eventualmente corredata
    di proposte per il futuro e, se necessario, di proposte di modifica o di proroga.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì...
                                                                       Per il Consiglio
                                                                       Il Presidente
                                                 AÇ
 ---pagebreak---                                   SCHEDA FINANZIARIA
Articolo B7-631:       Aiuti alle politiche e ai programmi demografici nei paesi in via di
                       sviluppo
1.      TITOLO DELL'OPERAZIONE
     Aiuti alle politiche e ai programmi demografici nei paesi in via di sviluppo
2.      LINEA DI BILANCIO INTERESSATA
     Articolo B7-631
3.      BASE GIURIDICA:
     Proposta modificata di regolamento del Consiglio sugli aiuti alle politiche e ai
     programmi demografici nei paesi in via di sviluppo, presentata dalla Commissione
      il 4 settembre 1996 (GU n. C 323, del 29.10.1996, pag. 7).
4.      DESCRIZIONE DELL'OPERAZIONE
4.1.    Obiettivo generale
     Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo si riscontrano un alto tasso di
     crescita demografica e l'impossibilità di accedere ad una buona assistenza in
     materia di sanità riproduttiva. La presente azione intende aiutare i paesi in via di
     sviluppo ad elaborare, attuare e valutare programmi e progetti demografici e in
     materia di sanità riproduttiva basati su due principi fondamentali: i singoli e le
     famiglie devono essere liberi di scegliere e le attività nel campo della sanità
     riproduttiva devono essere messe a punto quale componente integrante dei servizi
     d'assistenza sanitaria. Si cercherà di garantire la complementarità con azioni
     sostenute nell'ambito della voce B7-6000 (azioni realizzate da Organizzazioni non
     governative).
     La posizione delle donne, il loro livello d'istruzione e il loro stato di salute, nonché
     l'accesso alle attività sociali, culturali ed economiche, costituiscono un elemento
     essenziale del piano d'azione della Conferenza internazionale su popolazione e
      sviluppo (CIPS - settembre 1994, Cairo). L'Unione europea si è impegnata a
     proseguire l'azione della conferenza nello stesso spirito.
      Gli strumenti utilizzati e i progetti avviati saranno destinati a:
     - consentire alle donne, agli uomini e agli adolescenti di scegliere liberamente con
          cognizione di causa il numero di figli che desiderano e la distanza fra questi;
     - contribuire a creare un ambiente socioculturale, economico ed educativo, in
          particolare per le donne e gli adolescenti, favorevole al libero esercizio di tale
          scelta, segnatamente condannando ed eliminando qualsiasi forma di violenza,
          mutilazione e sevizie sessuali che incida sulla loro dignità e sulla loro salute;
                                               Mo
 ---pagebreak---      - aiutare a sviluppare o a riformare i sistemi sanitari per migliorare l'accessibilità
         e la qualità dell'assistenza alla salute riproduttiva per le donne e gli uomini,
         compresi gli adolescenti, e in tale modo ridurre notevolmente i rischi per la
         salute di donne e bambini.
     Per informazioni più particolareggiate cfr. i punti 9.1 b), 9.1 e) e 9.2.
4.2.   Periodo interessato e disposizioni per il rinnovamento o la proroga
     Dato che l'iniziativa in questione ha chiaramente una durata indeterminata, le
     singole operazioni saranno rinnovabili annualmente finché non sarà adottato il
     regolamento.
5.     CLASSIFICAZIONE DELLA SPESA
     - Spese non obbligatorie
     - Stanziamenti dissociati
6.     TIPI DI SPESA
     - Sovvenzione costituita al 100% da aiuti non rimborsabili per coprire i costi del
         progetto. Di norma, le ONG dei paesi in via di sviluppo possono beneficiare di
         tale finanziamento.
     - Sovvenzione costituita dal cofinanziamento di progetti unitamente ad altre fonti
         del settore pubblico e/o privato, segnatamente agenzie e ONG degli Stati
         membri, paesi terzi della regione, agenzie multilaterali e gli stessi paesi in via di
         sviluppo. La partecipazione del beneficiario ai costi delle azioni proposte sarà un
         elemento positivo ai fini della valutazione delle proposte.
     - Misure di sostegno, segnatamente sotto forma di assistenza tecnica, valutazione,
        formazione, studi e forniture.
7.     INCIDENZA FINANZIARIA
7.1.   Calcolo del costo operativo complessivo (determinazione dei costi unitari)
     La dotazione finanziaria richiesta per il 1998 rispecchia la serie di attività che
     verranno avviate per conseguire gli obiettivi specifici dell'operazione. In
     particolare, i costi sono stati calcolati sulla base dell'esperienza acquisita
     nell'ambito del finanziamento (o del cofinanziamento) di azioni a sostegno di
     politiche demografiche nei paesi in via di sviluppo, nonché di misure
     complementari di informazione e sensibilizzazione, che costituiranno un elemento
     importante delle azioni future. I servizi e le forniture finanziati attraverso il bilancio
     saranno soggetti alle consuete procedure comunitarie in materia di gare d'appalto o
     stipulazione di contratti.
                                             AH-
 ---pagebreak--- 7.2.  Ripartizione indicativa della spesa
       RIPARTIZIONE INDICATIVA
       Settore                                                                    MECU
       Sostegno allo sviluppo di politiche e strategie                             1,0
       Migliore accesso ai servizi di assistenza alla salute riproduttiva          2,0
       Migliore qualità dei servizi di assistenza alla salute riproduttiva         2,0
       Sostegno a campagne informative, educative e di sensibilizzazione           1,0
       Sostegno al potenziamento delle capacità e alla cooperazione Sud-           1,2
       Sud
       Sostegno alle questioni intemazionali in materia di emigrazione             0,8
        TOTALE                                                                     8,0
     La spesa sarà ampiamente ripartita: 25% circa nel Mediterraneo orientale, 10% in
     Asia, 25% in America latina, 15% per la collaborazione Sud-Sud e 25% nei paesi
     ACP. Le cifre sono indicative e andrebbero considerate nel più ampio contesto
     delle spese finanziate da altre fonti regionali (ad esempio il FES nei paesi ACP).
8.    MISURE PER LA PREVENZIONE DELLE FRODI
     - Normali controlli effettuati dai funzionari della Commissione.
     - Verifiche contabili esterne.
     - Tutti i contratti autorizzeranno la Commissione ad effettuare controlli finanziari
        e a verificare l'esecuzione presso la sede dell'appaltatore.
     - Le delegazioni della Commissione nei paesi interessati procederanno alla
        sorveglianza dei progetti in loco.
9.    ELEMENTI DELL'ANALISI COSTO-EFFICACIA
9.1.  Tipi di azioni finanziate che contribuiscono agli obiettivi generali della linea
      di bilancio
     - Sostegno alla creazione, allo sviluppo e a una maggiore accessibilità dei servizi
        di assistenza alla salute riproduttiva, nell'ambito di politiche e programmi attuati
        dai governi, dagli organismi internazionali, dalle ONG e dal settore privato.
     - Sostegno all'elaborazione, all'applicazione o al finanziamento delle politiche
        che possono contribuire a migliorare la saluteriproduttivadi donne e ragazze.
     - Miglioramento dei servizi di assistenza alla salute riproduttiva, in termini di
        maternità senza rischi, assistenza perinatale, pianificazione familiare,
        prevenzione e cura delle malattie trasmissibili sessualmente, compreso l'AIDS.
     - Sostegno alle campagne di informazione, istruzione e sensibilizzazione intese a
        favorire una migliore salute riproduttiva e una presa di coscienza dei problemi
        demografici.
                                                A%
 ---pagebreak---      - Sviluppo delle comunità di base, del settore del volontariato, delle ONG locali e
        della cooperazione Sud-Sud per l'attuazione dei programmi, nonché per lo
        scambio di esperienze e il sostegno delle reti di cooperazione fra partner.
9.2.  Motivazione dell'operazione
      9.2.1. Necessità dell'intervento finanziario della Comunità
              La voce di bilancio B7-631 (ex B7-5050), creata su richiesta del
              Parlamento, consentirà all'Unione europea di contribuire concretamente,
              secondo i suoi desideri, al proseguimento dell'azione avviata dalla
              Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo.
              L'azione proposta dall'Unione aiuterà i paesi in via di sviluppo ad
              affrontare i gravi problemi economici e sociali causati dall'alto tasso di
              crescita demografica e dalla scarsa assistenza alla sanità riproduttiva, che
              minacciano di compromettere i progressi compiuti in altri settori e
              sollecitano in maniera eccessiva l'infrastruttura sociale esistente. Si spera
              in tal modo di contribuire significativamente al benessere socioeconomico
              delle popolazioni beneficiarie, soprattutto soddisfando la richiesta di
              servizi di assistenza alla salute riproduttiva (compresa la salute della
              madre e del bambino) e riducendo il tasso di mortalità e morbilità materna
              e infantile.
              L'azione proposta completerà inoltre misure bilaterali già sostenute dagli
              Stati membri. Una stretta collaborazione con i responsabili di programmi
              finanziati bilateralmente dagli Stati membri contribuirà a migliorare
              sensibilmente il coordinamento delle politiche e delle attività dell'Unione
              europea e degli Stati membri.
              Sono previsti incontri tra i donatori per migliorare il coordinamento tra gli
              organismi competenti. Tali scambi di informazioni eviteranno le
              sovrapposizioni e miglioreranno la coerenza e il rapporto costo-efficacia
              del programma europeo.
      9.2.2. Procedure
             Le decisioni riguardanti le azioni il cui importo supera 2 MECU, nonché
             qualsiasi modifica di tali azioni che comporti un aumento superiore al
              20% dell'importo inizialmente fissato, verranno adottate soltanto previa
             consultazione del comitato consultivo composto da rappresentanti degli
              Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione. Le
              azioni di valore inferiore a 2 MECU verranno selezionate in seguito a
             consultazioni dei servizi della Commissione. Dato che le delegazioni
             dell'Unione europea dispongono di maggiori informazioni sulle attività di
             altri donatori nei loro paesi, tutte le proposte verranno prima vagliate dalle
             delegazioni o inviate ad esse per conoscere le loro osservazioni prima di
             prendere una decisione. Tale procedura dovrebbe garantire la massima
             complementarità e ridurre al minimo le sovrapposizioni.
                                             M
 ---pagebreak---              Gli orientamenti per il finanziamento di iniziative in campo
             demografico nei paesi in via di sviluppo verranno ampiamente riveduti
             per fornire tutte le informazioni necessarie sul finanziamento di azioni
             previste dalla linea di bilancio (condizioni di finanziamento, costi
             ammissibili, ammissibilità di richiedenti, iniziative e paesi; procedure per
             la presentazione delle domande, ecc.).
             Gli orientamenti preciseranno che vanno privilegiate le iniziative che
             completano altre attività nazionali e/o regionali finanziate dall'Unione
             europea o dal FES nei paesi ACP, ALA e MED.
9.3. Controllo e valutazione dell'operazione
     La preparazione, il controllo e la valutazione del progetto si svolgono nell'ambito
     di un quadro logico.
     L'avanzamento del progetto rispetto agli obiettivi fissati potrà essere valutato
     sulla base di indicatori oggettivi quali:
     - maggior ricorso ai servizi di assistenza alla salute riproduttiva;
     - tasso di utilizzo di metodi contraccettivi;
     - numero di nuovi utilizzatori;
     - riduzione del tasso di fatalità in seguito a complicazioni ostetriche dirette;
     - riduzione della mortalità perinatale;
     - percentuale di nascite assistite da personale sanitario qualificato;
     - riduzione del tasso di mortalità materna;
     - riduzione del tasso di mortalità infantile.
     Si ricorrerà all'assistenza tecnica per valutare i risultati, mediante un controllo
     costante dei progetti.
     Verranno effettuati alcuni studi di impatto. Per tutte le principali operazioni
     finanziate nell'ambito della voce B7-631, l'elaborazione dei progetti dovrà
     comprendere una valutazione.
     La Commissione attingerà inoltre ai risultati di valutazioni effettuate da altri
     organismi (ad esempio US AID, APS, Banca mondiale, Fondo delle Nazioni Unite
     per le attività demografiche, Federazione internazionale per la pianificazione
     familiare).
     Nel 1995 è stata effettuata una valutazione globale della linea di bilancio per il
     periodo 1990-1995, le cui raccomandazioni e i cui risultati verranno inseriti negli
     orientamenti riveduti per la presentazione di proposte. Su tale base saranno
     vagliati il rinnovamento, la conclusione o il riorientamento di tutte le azioni.
     Verso la fine del ciclo del programma sarà realizzata una valutazione analoga.
                                               Za
 ---pagebreak--- 10.       SPESE AMMINISTRATIVE
          La mobilitazione effettiva del personale richiesto dipenderà dalla decisione
          annuale della Commissione in merito allo stanziamento di risorse, tenendo conto
          dell'aumento del personale eventualmente previsto dall'autorità di bilancio.
 10.1. Impatto sul numero di posti di lavoro
          I funzionari richiesti possono essere distaccati dalle unità interessate delle
          direzioni generali IB e Vili.
   Tipo di posto     Personale da assegnare al progetto                   Di cui              Durata/anno
                          Posti              Posti          Ricorrendo a         Ricorrendo a
                       permanenti         temporanei         personale in          personale
                                                          servizio presso la      aggiuntivo
                                                           DG o il servizio
                                                              interessato
Funzionari o     A         0,2                 1,0                1,2                         Indetermina-
agenti           B          0                 0,1                 0,1                  -           ta
temporanei       C          0                   0                  0
Altro personale
Totale                     0,2                 1,1                1,3
10.2. Incidenza finanziaria complessiva del personale aggiuntivo
          Le spese per il personale richiesto dall'operazione saranno coperte attraverso la
          mobilitazione di funzionari in servizio (presso l'unità interessata): 0,2 funzionari
          + 1,1 agenti temporanei (Al, A2, A4, A5): 130.000 ECU l'anno.
10.3. Aumento di altre spese operative determinate dall'operazione
          Per quanto riguarda le risorse richieste per l'operazione si ricorrerà al personale in
          servizio presso l'unità o la direzione interessata.
                                                        ZA
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 216 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                   01   11 17
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-204-IT-C
                                                              ISBN 92-78-19599-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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