CELEX: C2006/010/28
Language: it
Date: 2006-01-14 00:00:00
Title: Causa C-397/05: Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal Tribunale di Palermo con ordinanza  19/10/2005  nel procedimento penale contro Maria Grazia Di Maggio e Salvatore Buccola

14.1.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 10/14
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal Tribunale di Palermo con ordinanza 19/10/2005 nel procedimento penale contro Maria Grazia Di Maggio e Salvatore Buccola
   (Causa C-397/05)
   (2006/C 10/28)
   Lingua di procedura: italiano
   Con ordinanza 19/10/2005, pervenuta alla cancelleria della Corte di giustizia delle Comunità europee il 14/11/2005, nel procedimento penale contro Maria Grazia Di Maggio e Salvatore Buccola, il Tribunale di Palermo ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
   
               1)
            
            
               se una normativa nazionale, contenenete un divieto penalmente sanzionato di svolgere attività di raccolta di scommesse, in assenza di un'autorizzazione di polizia, costituisca una restrizione alla libertà di stabilimento prevista dall'art. 43 Tratt. CEE ed alla libera prestazione dei servizi prevista dall'art. 49 Tratt. CEE;
            
         
               2)
            
            
               se l'autorizzazione di polizia di cui all'art. 88 del TULPS Italiano soddisfi tutte le esigenze della Corte di Giustizia, per giustificare una restrizione del diritto di stabilimento;
            
         
               3)
            
            
               se la sanzione penale prevista dall'art. 4, co. 4 bis L. 401/89 sia adeguata, proporzionata e, soprattutto, non discriminatoria nei confronti dei titolari di Centri di Trasmissione Dati operanti in Italia e collegati al bookmaker Stanley L.T.D. con sede in Liverpool, nonostante i controlli cui questi ultimi sono sottoposti, risultino sostanzialmente identici a quelli dei concessionari italiani, così come subordinati all'ottenimento della licenza di polizia, finalizzata, secondo la Suprema Corte, alla prevenzione dalle infiltrazioni criminali nel settore della domanda e dell'offerta di gioco.