CELEX: 52004PC0708
Language: it
Date: 2004-10-25
Title: Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio che reca disposizioni sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive 75/106/CEE e 80/232/CEe del Consiglio e modifica la direttiva 76/211/CEE [SEC (2004) 1298]

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                     Bruxelles, 25.10.2004
                                                     COM(2004) 708 definitivo
                                                     2004/0248 (COD)
                                         Proposta di
           DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
   che reca disposizioni sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le
   direttive 75/106/CEE e 80/232/CEE del Consiglio e modifica la direttiva 76/211/CEE
                               (presentata dalla Commissione)
                                      SEC (2004) 1298
IT                                                                                       IT
 ---pagebreak---                                                RELAZIONE
   Dopo avere consultato le parti interessate e condotto una valutazione d’impatto, la
   Commissione propone di abrogare le direttive 75/106/CEE e 80/232/CEE per abolire le
   quantità nominali delle dimensioni degli imballaggi nella maggior parte dei settori e per
   mantenere quantità nominali obbligatorie in un numero molto ristretto di settori, includendole
   in un unico testo legislativo.
   1.         ANTEFATTI
   1.1.       Legislazione in vigore
   Negli anni 60 l’esistenza di norme nazionali diverse in materia di quantità nominali dei
   prodotti in imballaggi preconfezionati (dimensioni dell’imballaggio o della bottiglia)
   costituiva un grande ostacolo alla libera circolazione delle merci tra gli Stati membri.
   Se da un lato si sentiva quindi l'esigenza di armonizzare tali dimensioni, dall'altro non si
   voleva imporre nuove norme comunitarie ad imprese che operavano unicamente sul mercato
   nazionale e non intendevano esportare le loro merci verso altri Stati membri. La normativa
   d’armonizzazione aveva pertanto “carattere facoltativo”: gli Stati membri dovevano adottare
   le norme comunitarie, ma nel mercato nazionale potevano continuare ad applicare le norme
   nazionali vigenti. Solo i prodotti conformi alle norme comunitarie avrebbero beneficiato della
   libera circolazione.
   Pur tuttavia, per alcuni prodotti (ad esempio, vino, bevande spiritose ecc.) è stata introdotta
   un'armonizzazione totale: le dimensioni comunitarie sono obbligatorie, ovvero esclusive, per
   tutti gli operatori, e sono abolite tutte le dimensioni nazionali.
   La prima legislazione comunitaria in materia di gamme di dimensioni per prodotti in
   imballaggi preconfezionati risale al 1975 e prevede disposizioni per i requisiti metrologici e le
   gamme di dimensioni per liquidi. Tale legislazione è riassunta nella tabella seguente.
IT                                                   2                                               IT
 ---pagebreak---                                Liquidi destinati al consumo Altri liquidi e non liquidi
                                              umano
       Requisiti
                                  Direttiva 75/106 Allegati 1 e 2           Direttiva 76/2111
       metrologici
       Gamme                di
       dimensioni/quanti            Direttiva 75/1062 Allegato 3            Direttiva 80/2323
       tà
   Tabella 1. Sintesi della legislazione
   La presente proposta riguarda unicamente la normativa in materia di “gamme di
   dimensioni/quantità” e non i requisiti metrologici, che saranno oggetto di una proposta
   successiva.
   1.2.      Necessità di riesame
   Nell'ambito dell’esercizio SLIM-IV (Semplificare la legislazione per il mercato interno), è
   stato costituito un gruppo, di cui fanno parte rappresentanti designati dagli Stati membri e
   rappresentanti delle parti interessate indicati dalla Commissione, dal Consiglio nonché esperti
   indipendenti, che ha espresso raccomandazioni sulla legislazione relativa alle dimensioni
   degli imballaggi4:
             “[si è proposto] di ridurne la complessità (circa quaranta prodotti interessati,
             complessità di alcune gamme di valori, ecc.) e di tener conto dell'evoluzione delle
             tendenze e delle preferenze dei consumatori durante il periodo transitorio e delle
             riserve avanzate sull'opportunità di questo tipo di legislazione. Inoltre, le modifiche
             successive delle direttive e l'ampliamento del campo d'applicazione della direttiva
             del 1975 hanno reso problematica l'applicazione di queste norme.
             [...] l'applicazione delle direttive si è rivelata difficile, in particolare in conseguenza
             della varietà delle norme e delle pratiche applicate alle gamme: alcune gamme sono
             state rese obbligatorie (ad esempio per il vino), mentre altre sono rimaste
             facoltative. Inoltre, gli Stati membri hanno conservato il diritto di fissare gamme su
             scala nazionale dato il carattere facoltativo delle disposizioni comunitarie. La
             varietà delle norme, in parte, ha portato ad una compartimentazione in vari mercati
             nazionali all'interno della Comunità europea.
   1
           Direttiva 76/211/CEE del Consiglio, del 20 gennaio 1976, per il ravvicinamento delle legislazioni degli
           Stati membri relative al precondizionamento in massa o in volume di alcuni prodotti in imballaggi
           preconfezionati.
   2
           Direttiva 75/106/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1974, per il ravvicinamento delle legislazioni
           degli Stati membri relative al precondizionamento in volume di alcuni liquidi in imballaggi
           preconfezionati.
   3
           Direttiva 80/232/CEE del Consiglio, del 15 gennaio 1980, per il ravvicinamento delle legislazioni degli
           Stati membri relative alle gamme di quantità nominali e capacità nominali ammesse per taluni prodotti
           in imballaggi preconfezionati.
   4
           COM(2000)56 def., pagg. 9-11 e 21-22.
IT                                                        3                                                        IT
 ---pagebreak---              L'introduzione sul mercato di nuove forme d'imballaggio e di nuovi prodotti e la loro
             classificazione nel sistema di gamme esistente hanno contribuito a peggiorare una
             situazione già confusa.”
   Nella risposta alle conclusioni del gruppo SLIM, la Commissione ha dichiarato che
             “esaminerà attentamente le diverse raccomandazioni formulate nella relazione del
             gruppo SLIM e, se del caso, proporrà le misure necessarie in stretta cooperazione
             con gli Stati membri e le altre parti interessate.”
   L’esigenza di un tale riesame è stata successivamente rafforzata dalla sentenza della Corte di
   giustizia europea nella causa Cidrerie-Ruwet, nella quale si afferma che la "giurisprudenza
   Cassis de Dijon" si applica anche alle dimensioni degli imballaggi nazionali, per cui gli Stati
   membri devono accettare nei propri mercati i prodotti legalmente fabbricati e
   commercializzati in un altro Stato membro5, salvo che non vi siano ragioni imperative
   d'interesse generale; il che, come prospetta la Corte, è difficile che accada per le dimensioni
   degli imballaggi.
   1.3.      Valutazione d’impatto delle strategie possibili
   Nell’ambito della sua strategia volta a migliorare la legiferazione6, la Commissione ha
   condotto una valutazione d’impatto delle varie strategie possibili7, che ha dimostrato come le
   dimensioni libere siano l’opzione più favorevole, in quanto garantiscono la piena concorrenza
   per le imprese e la libertà di scelta per i consumatori, senza pregiudicare gli obiettivi
   ambientali della Comunità. La deregolamentazione si giustifica alla luce della maggiore
   trasparenza offerta dalla normativa europea a favore dei consumatori, che prescrive
   l'indicazione del prezzo unitario e vieta le pratiche e la pubblicità ingannevoli. Si desume
   inoltre chiaramente dalla sentenza Cidrerie-Ruwet che la legislazione nazionale accresce la
   confusione nel mercato interno, mentre le dimensioni imposte limitano la possibilità di
   adattare i prodotti alle nuove esigenze dei consumatori, pratica di mercato invece consolidata
   nella maggior parte dei settori.
   Si è tuttavia giunti alla conclusione che in alcuni settori potrebbe essere opportuno mantenere
   una regolamentazione completamente armonizzata. Studi ulteriori8 indicano che le dimensioni
   imposte consentono di controbilanciare l’enorme pressione esercitata dagli acquirenti della
   grande distribuzione, quali i supermercati, sulle piccole e medie imprese, le quali altrimenti
   incorrerebbero in costi eccessivi, soprattutto in settori caratterizzati da una crescita strutturale
   debole della domanda e abituati a dimensioni imposte. Le gamme obbligatorie potrebbero
   quindi giustificarsi per i settori in cui la normativa comunitaria ha già fissato dimensioni
   obbligatorie armonizzate: vino, bevande spiritose, caffè solubile e zucchero bianco. Non è
   stato trovato alcun dato inconfutabile che motivi l’estensione delle dimensioni comunitarie
   imposte a settori diversi da quelli summenzionati.
   5
           Causa C-3/99, 12 ottobre 2000, Cidrerie Ruwet SA contro Cidre Stassen SA e HP Bulmer Ltd.
   6
           Progetto interistituzionale “Legiferare meglio”, siglato in dicembre 2003, e comunicazione della
           Commissione - Governance europea: legiferare meglio COM(2002) 275 def., 5.6.2002.
   7
           Dimensioni degli imballaggi nell'UE - Le soluzioni possibili e i loro effetti, del 28 maggio 2003,
           pubblicato in giugno 2003.
   8
           Relazione sulla valutazione d'impatto ampliata dei settori che richiedono dimensioni imposte (di
           prossima pubblicazione).
IT                                                      4                                                     IT
 ---pagebreak---    2.        FINALITÀ E OBIETTIVI DELLA PROPOSTA
   2.1.      Deregolamentazione e semplificazione
   Si propone, per le ragioni indicate in precedenza, di abrogare tutte le dimensioni degli
   imballaggi attualmente in vigore a titolo dell’armonizzazione facoltativa disciplinata dalle
   direttive 75/106/CEE e 80/232/CEE e di mantenere soltanto in settori molto specifici alcune
   delle norme vigenti fondate sull’armonizzazione totale (escludendo quindi le disposizioni
   nazionali). La proposta introduce pertanto un’armonizzazione totale, vietando agli Stati
   membri di legiferare in materia di dimensioni degli imballaggi, salvo quelle regolamentate
   dalla legislazione comunitaria.
   Le dimensioni obbligatorie si mantengono per quei settori attualmente soggetti a una
   normativa obbligatoria o per i quali la Commissione si è impegnata9 a ripristinare dimensioni
   in precedenza obbligatorie.
   Pur tuttavia, alla luce dell’esperienza acquisita, laddove continuano a vigere dimensioni
   imposte, si dovrebbero introdurre le seguenti modifiche:
   1.        potrebbe essere necessario rivedere la definizione utilizzata per i settori attualmente
             disciplinati, al fine di garantire una certa coerenza con gli sviluppi legislativi nel
             settore dell’agricoltura: aggiunta di vini aromatizzati e liquorosi, ora inclusi nella
             normativa sul vino10;
   2.        laddove alcune dimensioni rappresentano la maggior parte delle vendite ai
             consumatori, non vi è motivo di imporre dimensioni che si vendono esclusivamente
             per uso professionale e dimensioni “mini” (ad esempio 3, 4, 5 cl per le bevande
             spiritose). Si dovrebbero imporre solo le dimensioni vendute ai consumatori
             comprese entro un intervallo definito, mentre le dimensioni che non rientrano in tale
             intervallo dovrebbero essere libere.
   Non avendo ricevuto alcun parere dal settore dei filati per maglieria, in cui attualmente vigono
   dimensioni imposte, la Commissione non propone di mantenere le dimensioni obbligatorie
   per tale settore.
   La Commissione propone inoltre di continuare ad applicare le attuali disposizioni in materia
   di dimensioni degli imballaggi dei prodotti presentati sotto forma di aerosol contenute nella
   direttiva 75/324/CEE. Pur tuttavia, diversamente dalla normativa sulle dimensioni degli
   imballaggi, intesa a tutelare interessi economici legittimi, le dimensioni degli aerosol e i livelli
   di riempimento sono dettati da considerazioni di sicurezza e saranno pertanto prossimamente
   inclusi in una direttiva modificata 75/324/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle
   legislazioni degli Stati Membri relative agli aerosol.
   9
           Considerando nella direttiva 1999/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio 1999,
           relativa agli estratti di caffè e agli estratti di cicoria e nella direttiva 2001/111/CE del Consiglio, del 20
           dicembre 2001, relativa a determinati tipi di zucchero destinati all'alimentazione umana.
   10
           Regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune
           del mercato vitivinicolo e regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio, del 10 giugno 1991, che
           stabilisce le regole generali relative alla definizione, alla designazione e alla presentazione dei vini
           aromatizzati, delle bevande aromatizzate a base di vino e dei cocktail aromatizzati di prodotti
           vitivinicoli.
IT                                                              5                                                         IT
 ---pagebreak---    Per favorire la trasparenza, tutte le quantità nominali per i prodotti in imballaggi
   preconfezionati dovrebbero figurare in un unico testo legislativo. È quindi necessario
   abrogare le direttive 80/232/CEE e 75/106/CEE, in quanto le quantità nominali figureranno
   nella direttiva proposta. Poiché i requisiti metrologici per i prodotti liquidi attualmente
   stabiliti dalla direttiva 75/106/CEE sono gli stessi previsti dalla direttiva 76/211/CEE, essi
   saranno disciplinati dalla presente direttiva, che è modificata in modo da ampliare il proprio
   campo d'applicazione al fine d’includere tali prodotti.
   2.2.       Limiti di tempo
   Le quantità nominali obbligatorie che si prevede di mantenere sono fondamentalmente delle
   deroghe alla strategia generale fondata sulla valutazione d’impatto per deregolamentare le
   quantità nominali e dovrebbero pertanto essere soggette a limiti di tempo. Un limite di 20 anni
   riflette il ciclo di investimenti medio per gli impianti d’imballaggio e consentirà ai settori
   interessati di adeguarsi alla deregolamentazione.
   2.3.       Forma giuridica dell’atto
   L’attuale legislazione sulle dimensioni degli imballaggi è emanata sotto forma di direttive. Per
   ragioni di coerenza formale e legale, la legislazione che modifica e abroga la legislazione
   vigente dovrebbe anch’essa essere una direttiva. Gli Stati membri, quando recepiranno la
   direttiva, dovranno rivedere la loro legislazione in materia di dimensioni degli imballaggi.
   2.4.       Base giuridica
   La base giuridica della direttiva proposta è l'articolo 95 del trattato CE.
   3.         COERENZA CON I PRINCIPI COMUNITARI
   3.1.       Proporzionalità
   L’obiettivo che s’intende conseguire è di deregolamentare le dimensioni degli imballaggi,
   tranne nei settori per i quali a livello comunitario sono state stabilite dimensioni obbligatorie o
   sono stati conclusi accordi politici tra la Commissione e il Parlamento europeo11. Tale
   obiettivo è avvalorato dalle opinioni raccolte presso i consumatori e le organizzazioni dei
   consumatori nell'ambito del processo di consultazione, e dalla valutazione d’impatto, da cui è
   emersa la necessità di controbilanciare l’eccessiva pressione esercitata dagli acquirenti in
   questi settori particolari. Il solo modo di raggiungere tale obiettivo è mediante l'imposizione
   di dimensioni obbligatorie per questi settori a livello comunitario. La proposta si limita alle
   dimensioni e agli intervalli in cui si riscontra il maggior numero di vendite ai consumatori.
   3.2.       Sussidiarietà
   Laddove è riconosciuta la necessità di dimensioni imposte, solo dimensioni imposte a livello
   comunitario possono garantire la libera circolazione delle merci. Alla luce della
   11
            Nei considerando della direttiva 1999/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio
            1999, relativa agli estratti di caffè e agli estratti di cicoria e della direttiva 2001/111/CE del Consiglio,
            del 20 dicembre 2001, relativa a determinati tipi di zucchero destinati all'alimentazione umana, il
            Consiglio e il Parlamento europeo hanno rilevato l'intenzione della Commissione di ripristinare quantità
            nominali obbligatorie per i prodotti disciplinati da queste direttive.
IT                                                             6                                                          IT
 ---pagebreak---    giurisprudenza "Cidrerie-Ruwet” è altamente improbabile che si possano imporre gamme
   nazionali a prodotti legalmente commercializzati in un altro Stato membro.
   4.        COERENZA CON LE POLITICHE COMUNITARIE
   4.1.      Politica delle imprese
   La liberalizzazione delle dimensioni stimola la concorrenza poiché incoraggia lo spirito
   d’impresa e l’innovazione, oltre a favorire l’accesso ai mercati12. La deregolamentazione
   rimuove gli ostacoli potenziali alla concorrenza nel mercato interno. Le dimensioni imposte
   che si prevede di mantenere andranno a beneficio delle piccole e medie imprese.
   4.2.      Politica dei consumatori
   Vari aspetti della protezione dei consumatori sono stati abbordati in diversi testi legislativi
   comunitari13, elaborati sulla scorta della legislazione sul preconfezionamento. Tale
   legislazione in materia di protezione dei consumatori vieta le pratiche commerciali sleali tra
   imprese e consumatori e instaura un sistema coerente ed adeguato d’informazione ai
   consumatori mediante l'etichettatura. L’indicazione dei prezzi per kilogrammo o per litro
   consente ai consumatori di effettuare un rapido raffronto dei prodotti confezionati in
   imballaggi di dimensioni diverse ed è in linea con l'approccio della Corte di giustizia europea,
   la quale fa riferimento al “consumatore medio, normalmente informato e ragionevolmente
   attento ed avveduto”14.
   4.3.      Politica ambientale
   La normativa ambientale non ha alcuna ripercussione sulle dimensioni, così come, viceversa,
   le dimensioni non hanno alcun effetto sulla normativa ambientale. Le disposizioni vigenti in
   materia ambientale continuano ad essere applicabili e le dimensioni non ostacolano la piena e
   congrua attuazione delle norme ambientali, in particolare la prevenzione dei rifiuti, che
   presuppone la riduzione degli imballaggi15
   5.        RIFERIMENTO AL PROGRAMMA DI LAVORO
   La presentazione della proposta in oggetto al Consiglio e al Parlamento europeo figura nel
   programma di lavoro della Commissione per il 2003 (pag. 27, punto 2003/ENTR/33).
   12
           A. Peterse, L. Nijhuis, A. Palmigiano Regulation and Innovation in the area of pre-packaging sizes, F.
           Leone (ed.), EC DG JRC-IPTS Technical Report Series, Siviglia, 2002, pagg. 55-67.
   13
           Di seguito si indicano gli strumenti principali della protezione dei consumatori: direttiva 2000/13/CE su
           etichettatura e presentazione dei prodotti alimentari (art. 2); direttiva 84/450/CEE sulla pubblicità
           ingannevole (modificata dalla direttiva 97/55/CE al fine di includere la pubblicità comparativa), che
           sarà modificata da COM(2003)356 def., del 18.6.2003: proposta di direttiva del Parlamento europeo e
           del Consiglio relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno;
           direttiva 98/6/CE sulla protezione dei consumatori in materia di indicazione dei prezzi dei prodotti
           offerti ai consumatori (prezzi per litro/kilogrammo): prezzi unitari, obbligatori per tutti i prodotti nei
           supermercati.
   14
           Causa C-220/98 Estée Lauder Cosmetics contro Lancaster Group, racc. 2000 pag. I-117, § 30, di cui
           nella causa Cidrerie-Ruwet C-3/99.
   15
           Allegato 2 della direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sugli
           imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
IT                                                          7                                                         IT
 ---pagebreak---    6.         RILEVANZA AI FINI DEL SEE
   La presente proposta è coperta dall’accordo sullo Spazio economico europeo.
   7.         CONSULTAZIONE ESTERNA
   Tra l'8 novembre 2002 e il 31 gennaio 2003 la DG Imprese ha tenuto una consultazione
   pubblica tramite Internet, in 11 lingue, rivolta a consumatori, produttori e dettaglianti,
   conformemente ai requisiti minimi per la consultazione fissati dalla Commissione16. Gli
   intervistati dovevano indicare se, a loro avviso, fosse opportuno mantenere l'attuale
   legislazione sugli imballaggi dei prodotti preconfezionati o se fosse preferibile autorizzare
   dimensioni non regolamentate. Un documento di lavoro preparato dai servizi della
   Commissione ha esposto i punti cruciali17 e una relazione ha sintetizzato i risultati principali
   della consultazione18.
   In un'indagine Eurobarometro dell'ottobre 200119 i consumatori dell'UE sono stati consultati
   in merito alla loro esperienza generale con i prodotti impacchettati ed imbottigliati venduti nei
   negozi e nei supermercati. L’indagine ha dimostrato che la maggior parte dei consumatori è a
   favore di dimensioni standard, ma desidera una scelta più ampia. Nei settori con misure
   standardizzate i consumatori vorrebbero poter trovare nei negozi una gamma di possibilità
   sufficientemente ampia, tale da poter scegliere la dimensione desiderata.
   Le organizzazioni dei consumatori dei 25 Stati membri e le federazioni europee dei
   consumatori sono state invitate ad esprimere il loro parere in base ai documenti relativi alla
   valutazione d'impatto generale e agli effetti sui settori che richiedono esenzioni. Hanno
   risposto otto organizzazioni (appartenenti a 6 Stati membri) e tutte tranne una sono favorevoli
   in generale alle dimensioni libere e accettano di mantenere gamme limitate20.
   Nel Regno Unito, il Royal National Institute for the Blind rappresenta gli interessi di due
   milioni di persone non vedenti e ipovedenti. Esso è a favore delle dimensioni obbligatorie
   imposte, in quanto garanzia di trasparenza, elemento particolarmente importante per gli
   ipovedenti, per i quali le informazioni che figurano sull'etichetta sono spesso inaccessibili e le
   informazioni sul prezzo unitario di difficile lettura. Accetta che la gamma delle dimensioni si
   limiti a quelle più vendute nei settori oggetto della presente proposta.
   Gli interessi delle persone diabetiche erano rappresentati su base individuale. Il diabete è in
   aumento e colpisce oltre il 5% della popolazione, gran parte della quale deve iniettarsi una
   dose fissa d’insulina per ogni quantità di carboidrati consumati. Le dimensioni libere
   consentono di adattare l’imballaggio a dimensioni che siano di facile uso per i diabetici e nella
   16
            COM(2002)704 def., dell’11.12.2002.
   17
            "Dimensioni degli imballaggi nell'UE", documento di lavoro della DG Imprese, luglio 2002.
   18
            Risultati della consultazione pubblica sulle dimensioni degli imballaggi, maggio 2003.
   19
            Gallup Europe: FLASH Eurobarometer N°113 “Les emballages et les ménages” (22-29/10/01).
   20
            Si veda l'allegato 2 della relazione sulla valutazione d'impatto ampliata dei settori che richiedono
            dimensioni imposte.
IT                                                          8                                                    IT
 ---pagebreak---    presente proposta tutti i settori d’interesse per questa categoria di persone mantengono le
   dimensioni libere21.
   Nel complesso, la risposta dal settore industriale è stata positiva. Le imprese sono a favore
   delle dimensioni libere, senza alcuna legislazione comunitaria o nazionale, in quanto possono
   così adeguarle rapidamente ai nuovi bisogni dei consumatori, introdurre agevolmente
   innovazioni e realizzare economie di scala complete nel mercato interno. Le dimensioni
   comunitarie obbligatorie, invece, riducono i rendimenti e obbligano a investimenti
   supplementari, poiché le imprese devono modificare le loro pratiche attuali. Laddove la
   presente proposta mantiene le dimensioni comunitarie imposte, i settori interessati hanno
   manifestato il loro pieno sostegno.
   Non tutti i settori si sono espressi (ad esempio, quello dei filati per maglieria). È probabile che
   alcuni settori non siano stati in grado di pervenire ad una visione comunitaria, ad esempio,
   quello dei prodotti lattiero-caseari, nel qual caso un accordo sulle dimensioni armonizzate
   potrebbe rivelarsi estremamente difficile. Nei casi in cui le pratiche vigenti sul mercato
   forniscono risultati soddisfacenti, esse possono essere mantenute, dal momento che, a titolo
   della proposta, gli Stati membri non sono autorizzati a limitare la commercializzazione di
   prodotti per ragioni di dimensioni.
   21
           I prodotti seguenti contengono carboidrati: latte e prodotti lattiero-caseari, formaggio, pane, riso,
           cereali, pasta, succhi di frutta, bevande con aggiunta di zucchero o altri dolcificanti, frutta, ortaggi o e
           legumi essiccati o congelati,, conserve, macedonie di frutta.
IT                                                         9                                                            IT
 ---pagebreak---                                                                   2004/0248 (COD)
                                                    Proposta di
               DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
      che reca disposizioni sulle quantità nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le
      direttive 75/106/CEE e 80/232/CEE del Consiglio e modifica la direttiva 76/211/CEE
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,
   vista la proposta della Commissione22,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo23,
   visto il parere del Comitato delle regioni24,
   deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del trattato25,
   considerando quanto segue:
   (1)      La direttiva 75/106/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1974, per il ravvicinamento
            delle legislazioni degli Stati membri relative al precondizionamento in volume di
            alcuni liquidi in imballaggi preconfezionati26 e la direttiva 80/232/CEE del Consiglio,
            del 15 gennaio 1980, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri
            relative alle gamme di quantità nominali e capacità nominali ammesse per taluni
            prodotti in imballaggi preconfezionati27 hanno stabilito quantità nominali per una serie
            di prodotti liquidi e non liquidi in imballaggi preconfezionati, allo scopo di garantire la
            libera circolazione dei prodotti che soddisfano i requisiti delle direttive. Per la maggior
            parte dei prodotti, è consentita la coesistenza di quantità nominali nazionali e di
            quantità nominali comunitarie. Per alcuni prodotti, tuttavia, sono stabilite quantità
            nominali comunitarie che escludono qualsiasi quantità nominale nazionale.
   (2)      L’evoluzione delle preferenze dei consumatori e l'innovazione nel settore del
            preconfezionamento e della vendita al dettaglio a livello comunitario e nazionale
            hanno reso necessario valutare l’adeguatezza della legislazione in vigore.
   22
            GU C […] del […], pag. […].
   23
            GU C […] del […], pag. […].
   24
            GU C […] del […], pag. […].
   25
            GU C […] del […], pag. […].
   26
            GU L 42 del 15.2.1975, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dall'atto di adesione del 2003.
   27
            GU L 51 del 25.2.1980, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 87/356/CEE (GU L 192
            dell’11.7.1987, pag. 48).
IT                                                       10                                                    IT
 ---pagebreak---    (3)  La Corte di giustizia europea ha confermato nella sentenza del 12 ottobre 2000, nella
        causa C-3/99 Cidrerie-Ruwet28, che gli Stati membri non sono autorizzati a vietare lo
        smercio di un imballaggio preconfezionato di volume nominale non compreso nella
        gamma comunitaria, legalmente fabbricato e immesso in commercio in un altro Stato
        membro, salvo il caso che tale divieto sia diretto a soddisfare un'esigenza imperativa
        attinente alla tutela dei consumatori, sia indistintamente applicabile ai prodotti
        nazionali ed ai prodotti di importazione, sia necessario per soddisfare tale esigenza
        imperativa e proporzionato all'obiettivo perseguito, e tale obiettivo non possa essere
        raggiunto con provvedimenti che ostacolino in misura minore gli scambi comunitari.
   (4)  È improbabile che si possa invocare un’esigenza imperativa attinente alla tutela dei
        consumatori per mantenere le quantità nominali, dal momento che gli interessi dei
        consumatori sono tutelati da una serie di direttive adottate in seguito alle direttive
        75/106/CEE e 80/232/CEE, in particolare la direttiva 98/6/CE del Parlamento europeo
        e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa alla protezione dei consumatori in
        materia di indicazione dei prezzi dei prodotti offerti ai consumatori29.
   (5)  Una valutazione d’impatto, comprendente un'ampia consultazione di tutte le parti
        interessate, ha indicato che le quantità nominali libere aumentano il margine di
        manovra dei produttori nel fornire merci rispondenti ai gusti dei consumatori e
        stimolano la concorrenza in termini di qualità e prezzo nel mercato interno.
   (6)  Le quantità nominali, pertanto, non dovrebbero in linea di massima essere
        regolamentate a livello comunitario o nazionale e dovrebbe essere possibile
        commercializzare merci in imballaggi preconfezionati in qualsiasi quantità nominale.
   (7)  Pur tuttavia, in taluni settori tale deregolamentazione potrebbe tradursi in costi
        supplementari onerosi, in particolare per le piccole e medie imprese. Per questi settori,
        si dovrebbe quindi adeguare la legislazione comunitaria vigente alla luce
        dell’esperienza acquisita, in particolare per garantire che vengano fissate quantità
        nominali comunitarie almeno per i prodotti più venduti ai consumatori.
   (8)  Dal momento che il mantenimento delle quantità nominali andrebbe considerato una
        deroga, dovrebbe essere limitato nel tempo, tenuto conto del ciclo d’investimenti
        adeguato per gli impianti nei rispettivi settori. Per questi settori, tuttavia, la
        legislazione comunitaria in vigore dovrebbe essere modificata alla luce dell’esperienza
        acquisita, in particolare per limitare le quantità nominali comunitarie imposte solo ai
        prodotti più venduti ai consumatori.
   (9)  Per favorire la trasparenza, tutte le quantità nominali per i prodotti in imballaggi
        preconfezionati dovrebbero figurare in un unico testo legislativo e le direttive
        75/106/CEE e 80/232/CEE dovrebbero essere abrogate.
   (10) Per taluni prodotti liquidi, la direttiva 75/106/CEE stabilisce requisiti metrologici
        identici a quelli di cui alla direttiva 76/211/CEE del Consiglio, del 20 gennaio 1976,
        per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative al
        precondizionamento in massa o in volume di alcuni prodotti in imballaggi
   28
        Racc. 2000 pag. I-8749.
   29
        GU L 80, del 18.3.1998, pag. 27.
IT                                               11                                               IT
 ---pagebreak---            preconfezionati30. La direttiva 76/211 dovrebbe essere pertanto modificata per
           includere nel campo d’applicazione i prodotti attualmente disciplinati dalla direttiva
           75/106/CEE.
   (11)    Poiché gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati
           dagli Stati membri e possono dunque, mediante la soppressione delle gamme
           comunitarie e l’introduzione di quantità nominali comunitarie uniformi, laddove
           necessario, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare
           misure, in conformità con il principio di sussidiarietà di cui all’articolo 5 del trattato.
           Secondo il principio di proporzionalità, definito nello stesso articolo, la presente
           direttiva non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento di suddetti
           obiettivi,
   HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                               Capo 1 - Disposizioni generali
                                                 Articolo 1
                                    Oggetto e campo d'applicazione
   La presente direttiva stabilisce norme relative alle quantità nominali dei prodotti in imballaggi
   preconfezionati. Si applica ai prodotti in imballaggi preconfezionati e agli imballaggi
   preconfezionati, di cui all’articolo 2 della direttiva 76/211/CEE.
                                                 Articolo 2
                                     Libera circolazione delle merci
   Fatto salvo quanto disposto dagli articoli 3 e 4, gli Stati membri non possono, per motivi
   attinenti alle quantità nominali degli imballaggi, rifiutare, vietare o limitare la
   commercializzazione dei prodotti in imballaggi preconfezionati.
                            Capo II - Disposizioni particolari
                                                 Articolo 3
                      Commercializzazione e libera circolazione di taluni prodotti
   Fino al [20 anni dalla data di cui all’articolo 9], gli Stati membri fanno sì che i prodotti
   indicati al punto 3 dell'allegato e presentati in imballaggi preconfezionati negli intervalli
   enumerati ai punti 1 e 2 dell'allegato siano commercializzati solo se preconfezionati in
   imballaggi nelle quantità nominali di cui ai punti 1 e 2 dell'allegato.
   30
           GU L 46 del 21.2.1976, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 78/891/CEE della
           Commissione (GU L 311 del 4.11.1978, pag. 21).
IT                                                   12                                                   IT
 ---pagebreak---                                                Articolo 4
   1.       Gli Stati membri non possono, per motivi attinenti alle quantità nominali, rifiutare,
            vietare o limitare la commercializzazione dei prodotti in imballaggi preconfezionati
            venduti sotto forma di aerosol ed enumerati al punto 4 dell’allegato, che soddisfano
            quanto disposto dalla presente direttiva.
   2.       I contenitori per aerosol recano un’indicazione della capacità nominale, in
            conformità con il punto 4, lettera a), dell'allegato. Tale indicazione è fatta in modo da
            evitare confusione con il volume nominale.
   3.       In deroga all’articolo 8, paragrafo 1, lettera e), della direttiva 75/324/CEE del
            Consiglio31, i prodotti venduti in aerosol conformi alle prescrizioni della presente
            direttiva possono non recare l'indicazione della quantità nominale espressa in massa.
                                               Articolo 5
   1.       Ai fini degli articoli 3 e 4, qualora due o più imballaggi preconfezionati singoli
            costituiscano un imballaggio multiplo, le quantità nominali indicate nell'allegato si
            applicano a ciascun imballaggio preconfezionato singolo.
   2.       Qualora un imballaggio preconfezionato sia costituito da due o più imballaggi singoli
            non destinati ad essere venduti singolarmente, le quantità nominali indicate
            nell'allegato si applicano all’imballaggio preconfezionato.
            Capo III - Abrogazioni, modifiche e disposizioni finali
                                               Articolo 6
                                              Abrogazioni
   Sono abrogate le direttive 75/106/CEE e 80/232/CEE.
                                               Articolo 7
                                               Modifica
   Nell’articolo 1 della direttiva 76/211/CEE, la frase “non contemplati dalla direttiva
   75/106/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1974, per il ravvicinamento delle legislazioni
   degli Stati membri relative al precondizionamento in volume di alcuni liquidi in imballaggi
   preconfezionati” è soppressa.
   31
           GU L 147 del 9.6.1975, pag. 40.
IT                                                 13                                                 IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 8
                                               Recepimento
   1.        Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro [12 mesi dalla data di cui all’articolo
             9], le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
             conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla
             Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra
             quest'ultime e la presente direttiva.
             Essi applicano tali disposizioni a partire da [18 mesi dalla data di cui all'articolo 9].
             Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste devono contenere un
             riferimento alla presente direttiva od essere corredate di siffatto riferimento all'atto
             della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati
             membri.
   2.        Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali
             di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
                                                Articolo 9
                                             Entrata in vigore
   La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
   Gli articoli 6 e 7 si applicano a decorrere dal [18 mesi dalla data d'entrata in vigore].
                                                Articolo 10
                                                Destinatari
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, […]
   Per il Parlamento europeo                       Per il Consiglio
   Il Presidente                                   Il Presidente
IT                                                   14                                                IT
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO
   GAMME DEI VALORI DELLE QUANTITÀ NOMINALI DEL CONTENUTO DEGLI
                               IMBALLAGGI PRECONFEZIONATI
   1.         PRODOTTI VENDUTI A VOLUME (VALORE IN ML)
                   Nell’intervallo 100 ml - 1500 ml, solo le 8 dimensioni seguenti:
    Vino corrente
                   Ml: 100 — 187— 250 — 375 — 500— 750 — 1000 — 1500
                   Nell’intervallo 100 ml - 1500 ml, solo l’unica dimensione seguente:
    Vino bianco
                   Ml: 620
                   Nell’intervallo 125 ml - 1500 ml, solo le 5 dimensioni seguenti:
    Vino
    spumante
                   Ml: 125 — 200 — 375 —750 —1500
    Vino           Nell’intervallo 100 ml - 1500 ml, solo le 7 dimensioni seguenti: ml: 100— 200 —
    liquoroso      375 — 500 — 750 — 1000 — 1500
                   Nell’intervallo 100 ml - 1500 ml, solo le 7 dimensioni seguenti:
    Vino
    aromatizzato
                   Ml: 100 — 200 — 375 — 500 —750 — 1000 — 1500
                   Nell’intervallo 100 ml - 1500 ml, solo le 7 dimensioni seguenti:
    Bevande
    alcoliche
                   Ml: 100 — 200 — 350 — 500 — 700 — 1000— 1500
   2.         PRODOTTI VENDUTI A PESO (VALORE IN G)
                   Nell’intervallo 50 g - 300 g, solo le 4 dimensioni seguenti:
    Caffè solubile
                   g: 50 — 100 — 200 — 300
                   Nell’intervallo 250 g - 1500 g, solo le 5 dimensioni seguenti:
    Zucchero
    bianco
                   g: 250 —500 —750 —1000 – 1500
IT                                                      15                                         IT
 ---pagebreak---    3.          DEFINIZIONI DEI PRODOTTI
     Vino corrente           Vino di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1493/1999
                             del Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo32 (numero
                             della tariffa doganale comune: codice NC ex 2204).
     Vino bianco             Vino di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1493/1999 del
                             Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (numero della tariffa
                             doganale comune: codice NC ex 2204) con denominazione d’origine: “Côtes du Jura”,
                             “Arbois”, “L’Etoile” e “Château-Chalon” in bottiglie di cui all'allegato 1, punto 3, del
                             regolamento (CE) n. 753/2002 della Commissione, del 29 aprile 2002, che fissa talune
                             modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio per quanto
                             riguarda la designazione, la denominazione, la presentazione e la protezione di taluni
                             prodotti vitivinicoli33.
     Vino spumante           Vino di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettera b), e all’allegato 1, punti 15, 16, 17 e 18 del
                             regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio relativo all'organizzazione comune del
                             mercato vitivinicolo (numero della tariffa doganale comune 2204.10).
     Vino liquoroso          Vino di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettera b, e all’allegato 1, punto 14, del
                             regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio relativo all'organizzazione comune del
                             mercato vitivinicolo (numero della tariffa doganale comune 2204.21 - 2204.29).
                             Bevande aromatizzate a base di vino di cui all’articolo 2, paragrafo 1, del regolamento
     Vino aromatizzato       (CEE) n. 1601/91 del Consiglio che stabilisce le regole generali relative alla definizione,
                             alla designazione e alla presentazione dei vini aromatizzati, delle bevande aromatizzate a
                             base di vino e dei cocktail aromatizzati di prodotti vitivinicoli34 (numero della tariffa
                             doganale comune 2205)
     Bevande spiritose       Bevande spiritose di cui all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 1576/89 del
                             Consiglio, del 29 maggio 1989, che stabilisce le regole generali relative alla definizione,
                             alla designazione e alla presentazione delle bevande spiritose35 (numero della tariffa
                             doganale comune 2208).
     Caffè solubile          Estratti di caffè di cui al punto 1 dell'allegato della direttiva 1999/4/CE del Parlamento
                             europeo e del Consiglio, del 22 febbraio 1999, relativa agli estratti di caffè e agli estratti di
                             cicoria36.
     Zucchero bianco         Zucchero di cui all’allegato A, paragrafi 1, 2 e 3 della direttiva 2001/111/CE del Consiglio,
                             del 20 dicembre 2001, relativa a determinati tipi di zucchero destinati all'alimentazione
                             umana37.
   4.          GAMME DEI VOLUMI PER I PRODOTTI VENDUTI SOTTO FORMA DI
               AEROSOL
   Le gamme indicate di seguito si applicano a tutti i prodotti venduti sotto forma di aerosol, ad
   eccezione delle acque aromatiche, lozioni per capelli, lozioni pre e dopo barba comprendenti
   meno del 3 % in volume di olio di profumo naturale o sintetico e meno del 70 % in volume di
   alcole etilico puro, e ad eccezione dei medicinali.
   32
             GU L 179, del 14.7.1999, pag. 1.
   33
             GU L 272, del 23.10.2003, pag. 38.
   34
             GU L 149, del 14.6.1991, pag. 1.
   35
             GU L 160, del 12.6.1989, pag. 1.
   36
             GU L 66, del 13.3.1999, pag. 26.
   37
             GU L 10, del 12.1.2002, pag. 53.
IT                                                              16                                                             IT
 ---pagebreak---    a. PRODOTTI VENDUTI IN CONTENITORI METALLICI
   VOLUME IN ML DELLA CAPACITÀ IN ML DEL CONTENITORE PER
   FASE LIQUIDA
                          Prodotti con   gas  propulsore (a) Prodotti con solo gas propulsore
                          liquido                        compresso
                                                         (b) Prodotti con gas propulsore composto
                                                         unicamente di protossido d’azoto o di
                                                         anidride carbonica o di una miscela di
                                                         questi due gas se l’insieme del prodotto
                                                         presenta un coefficiente Bunsen inferiore
                                                         o pari a 1,2
              25                        40                                   47
              50                        75                                   89
              75                       110                                  140
             100                       140                                  175
             125                       175                                  210
             150                       210                                  270
             200                       270                                  335
             250                       335                                  405
             300                       405                                  520
             400                       520                                  650
             500                       650                                  800
             600                       800                                 1 000
             750                      1 000                                  —
   b. PRODOTTI VENDUTI IN CONTENITORI DI VETRO O DI PLASTICA
   TRASPARENTE O NON TRASPARENTE (volume in ml della fase liquida)
   25 — 50 — 75 — 100 — 125 — 150
IT                                           17                                                    IT