CELEX: 31985R0595
Language: it
Date: 1985-03-07 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 595/85 della Commissione del 7 marzo 1985 che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di alcuni tipi di escavatori idraulici originari del Giappone

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31985R0595

Regolamento (CEE) n. 595/85 della Commissione del 7 marzo 1985 che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di alcuni tipi di escavatori idraulici originari del Giappone  

Gazzetta ufficiale n. L 068 del 08/03/1985 pag. 0013 - 0017

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 595/85 DELLA COMMISSIONE  del 7 marzo 1985  che istituisce un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di alcuni tipi di escavatori idraulici originari del Giappone  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,  previa consultazione in sede di comitato consultivo, istituito a norma del regolamento suddetto,  considerando quanto segue:  A. Procedura  (1) Nel maggio 1984 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla Federazione dei produttori di macchinari per costruzioni e di gru, per conto dei produttori comunitari che rappresentano quasi tutta l'industria comunitaria del settore. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e del notevole pregiudizio da esse derivante considerati sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha pertanto annunciato l'avvio di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di escavatori idraulici automotori, su cingoli o su ruote, di peso totale superiore a 6 t ma non eccedente 35 t, aventi una capacità di rotazione di 360° e forniti di un'unica benna, di cui alla sottovoce ex 84.23 A I b) della tariffa doganale comune, e corrispondente al codice Nimexe ex 84.23-11, originari del Giappone, ed ha iniziato un'inchiesta.  (2) La Commissione ne ha informato debitamente gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore ed i ricorrenti ed ha offerto a tutte le parti direttamente interessate la possibilità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere sentite oralmente.  (3) La maggior parte dei produttori noti, tutti gli esportatori e gli importatori ed alcuni venditori hanno reso note le loro osservazioni per iscritto ed alcuni produttori, tutti gli esportatori ed alcuni importatori hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti oralmente.  (4) Non sono state formulate osservazioni da parte degli acquirenti e degli utilizzatori comunitari di escavatori idraulici.  (6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di una valutazione preliminare ed ha svolto indagini in loco presso i seguenti:  Produttori comunitari  - Benati SpA, Imola (Italia)  - Fiat Allis Europe SpA, Torino (Italia)  - J.C. Bamford Excavators Ltd, Rocester (Regno Unito)  - Liebher GmbH, Kirchdorf/Iller (Germania)  - Poclain SA, Le Plessis-Belleville (Francia)  - Orenstein und Koppel AG, Dortmund (Germania)  - Ruston Bucyrus Ltd, Lincoln (Regno Unito)  - H. Weyhausen KG, Delmenhorst (Germania)  - Yumbo SA, Genas (Francia)  Produttori non comunitari  - Hitachi Construction Machinery Co. Ltd, Tokyo (Giappone)  - Japan Steel Works Ltd, Tokyo (Giappone)  - Mitsubishi Heavy Industries, Akashi (Giappone)  - Kobelco-Kobe Steel Ltd, Tokyo (Giappone)  - Komatsu Ltd, Tokyo (Giappone)  Esportatori nella Comunità  - C. Itoh & Co. Ltd, Tokyo (Giappone)  - Tokyo Menka Kaisha, Osaka (Giappone)  Importatori comunitari  - Komatsu Europe NV, Vilvoorde (Belgio)  - Équipco, Bagnolet (Francia)  - Hitachi BV, Oosterhout (Paesi Bassi)  - C. H. Beaze, Bridgewater, Somerset (Regno Unito)  - Kobemac Ltd, Harewood Forest Works (Regno Unito)  - Tridiam, Woking, Surrey (Regno Unito)  Venditori comunitari  - ECI, Dublin (Irlanda)  - P. O. Donnell & Co., Dublin (Irlanda)  (6) La Commissione ha chiesto ed ottenuto osservazioni scritte circostanziate da quasi tutti i produttori comunitari ricorrenti, da tutti gli esportatori ed importatori e da alcuni venditori ed ha verificato per quanto necessario le informazioni ivi contenute.  (7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo dal 1o gennaio 1983 al 31 marzo 1984.  B. Valore normale  (8) Il valore normale è stato determinato in via provvisoria in base ai prezzi praticati sul mercato interno dai produttori che, avendo esportato nella Comunità e fornito elementi di prova sufficienti, sono stati ritenuti rappresentativi del mercato interno considerato.  (9) Dall'indagine preliminare volta a determinare l'esistenza di pratiche di dumping, è emerso che i prezzi di alcuni dei prodotti simili praticati dagli esportatori sul mercato interno erano inferiori al costo di produzione in un periodo di tempo prolungato. In questi casi il valore normale è stato determinato adeguando i prezzi inferiori ai costi di produzione (per le società che hanno venduto alcuni modelli a prezzi inferiori al costo di produzione) allo scopo di eliminare le perdite e permettere un equo margine di profitto, in base al rendimento della società per quanto riguarda i modelli in questione durante un periodo sufficientemente rappresentativo dal punto di vista della redditività. In altri casi il valore normale è stato determinato in base al valore costuito, calcolato aggiungendo al costo di produzione un margine di profitto ritenuto equo. I costi di produzione sono stati calcolati tenendo conto di tutti i costi, tanto fissi quanto variabili, sostenuti nel paese d'origine nel corso di normali operazioni commerciali per i materiali e la produzione, più un importo adeguato per le spese di vendita e di gestione, nonché per le altre spese generali. Ai costi suddetti è stato aggiunto un margine di profitto del 5,2 %, considerato equo tenuto conto del rendimento della società nel corso di un periodo di tempo rappresentativo dal punto di vista della redditività.  L'esportatore in questione ha sostenuto di essere una filiale di una società siderurgica e pertanto ha chiesto che venisse applicato il margine di profitto nettamente inferiore relativo a tale settore. La richiesta è stata respinta in quanto, ai fini della determinazione del valore normale, sono pertinenti soltanto i margini di profitto dell'industria del prodotto simile.  C. Prezzo all'esportazione  (10) Per quanto riguarda le esportazioni effettuate da società giapponesi ad importatori indipendenti nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione nella Comunità.  (11) Nei casi in cui le esportazioni sono state destinate a società consociate nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti in base ai prezzi praticati per la prima rivendita del prodotto importato ad un acquirente indipendente, debitamente adeguati per tenere conto di tutti i costi incorsi tra l'importazione e la rivendita, dazi doganali compresi, e di un equo margine di profitto.  D. Confronto  (12) Quando si è accertata la fondatezza dei reclami in questi settori, nel paragonare il valore normale con i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto conto, se del caso, delle differenze in materia di condizioni e modalità di vendita tali da incidere sulla comparabilità dei prezzi e sono stati effettuati adeguamenti per tener conto di divergenze in termini di natura delle merci, condizioni di pagamento, spese di vendita, commissioni e trasporto. Tutti i confronti sono stati effettuati allo stadio franco fabbrica.  E. Margini  (13) Il valore normale, in base ad una media mensile ponderata, è stato confrontato in linea di massima con i prezzi all'esportazione praticati nei mesi corrispondenti prendendo in esame le singole transazioni. Dal suddetto esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda le importazioni di alcuni tipi di escavatori idraulici originari del Giappone, con un margine pari alla differenza tra il valore normale determinato in precedenza ed il prezzo all'esportazione nella Comunità.  L'entità dei margini varia secondo l'esportatore, con il seguente margine medio ponderato per ciascun esportatore:  - Hitachi Construction  Machinery Co. Ltd: 12,4 %  - Japan Steel Works Ltd: 2,9 %  - Kobelco - Kobe Steel Ltd: 31,9 %  - Komatsu Ltd: 27,6 %  - Mitsubishi Heavy Industries: 21,6 % (14) Per gli esportatori che non hanno risposto al questionario della Commissione e non si sono espressi in altro modo nel corso dell'inchiesta, il dumping è stato determinato in base ai dati disponibili. A questo proposito, a parere della Commissione, i risultati dell'inchiesta costituiscono la base più confacente per determinare il margine di dumping e, inoltre, si premierebbero gli esportatori che non hanno cooperato e si offrirebbe la possibilità di eludere il dazio se si attribuisse loro un margine di dumping inferiore al margine più elevato del 31,9 % stabilito per un esportatore che ha collaborato all'inchiesta. Per tali motivi si ritiene opportuno applicare il margine di dumping suddetto al gruppo di esportatori in questione.  F. Pregiudizio  (15) Per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni oggetto di dumping, dagli elementi di prova a disposizione della Commissione emerge che le importazioni nella Comunità di alcuni tipi di escavatori idraulici originari del Giappone tra il 1980 e il 1983 sono passate da 276 a 1 127 unità, raggiungendo 498 unità nel primo trimestre 1984, con un conseguente incremento della quota di mercato detenuta dal paese esportatore da 2,4 % nel 1980 a 10,4 % nel 1983 ed a 19,2 % nel primo trimestre 1984. La quota di mercato di escavatori idraulici detenuta da paesi terzi, escluso il Giappone, è invece diminuita da 1,3 % nel 1980 a 0,4 % ed a 0,7 % nel primo trimestre 1984.  (16) Nel periodo oggetto dell'inchiesta i prezzi di rivendita di queste importazioni al primo acquirente indipendente sono stati inferiori a quelli necessari per coprire i costi di produttori comunitari e garantire loro un equo margine di profitto; secondo l'esportatore, e per il modello interessato, tale differenza è compresa tra 15 % e 52 %.  (17) Le conseguenti ripercussioni sull'industria comunitaria si sono manifestate principalmente con un calo della produzione da 17 800 unità nel 1980 a 15 158 unità nel 1983 ed a 3 076 unità nel primo trimestre del 1984. Contemporaneamente le vendite sono scese rispettivamente da 11 109 unità a 9 636 unità ed a 2 063 unità. La quota di mercato detenuta dai produttori comunitari tra il 1980 e il 1983 ha subito una flessione da 96,3 % a 89,2 % ed era pari a 80,1 % nel primo trimestre 1984.  (18) Dagli elementi di prova a disposizione della Commissione risulta che il livello dei prezzi nella Comunità è soggetto ad una forte pressione ed i produttori comunitari non sono più un grado di coprire tutti i costi di produzione. In molti casi i produttori comunitari hanno dovuto diminuire nettamente i propri prezzi in modo da adeguarsi a quelli praticati dagli esportatori giapponesi, al fine di evitare un ulteriore calo della produzione che avrebbe provocato nuovi incrementi dei costi unitari. I produttori comunitari hanno quindi dovuto allinearsi su un livello di prezzi estremamente basso ed insufficiente e conseguentemente tutti i ricorrenti hanno subito perdite rilevanti dal 1982 in poi.  (19) La chiusura di impianti, il calo della produzione, nonché la diminuizione dello sfruttamento del potenziale hanno avuto gravi conseguenze sull'occupazione dell'industria interessata, che tra il 1980 e il 1983 è scesa del 50 %.  (20) La costante ed ininterrotta penetrazione sul mercato comunitario dei cinque esportatori giapponesi che vendono i prodotti in questione a prezzi di dumping, al fine di conquistare una quota di mercato, è stata la causa principale delle difficoltà dell'industria comunitaria negli ultimi anni, che hanno provocato il fallimento di alcuni produttori, la cessazione della produzione da parte di altri e le difficile situazione finanziaria di tutte le restanti società del settore.  (21) Per definire l'incidenza delle importazioni oggetto di dumping sull'industria comunitaria, la Commissione ha preso in esame le conseguenze delle importazioni in questione, considerate complessivamente, effettuate da tutte le società oggetto dell'inchiesta. Alcuni esportatori hanno sostenuto che l'incidenza delle loro esportazioni avrebbe dovuto essere considerata isolatamente ed essere esclusa dalle cause di pregiudizio, data la bassa percentuale della loro quota di mercato nella Comunità ed il periodo in cui hanno esportato nel mercato comunitario.  Per determinare se la procedura di considerare le importazioni complessivamente era adeguata in ciascun caso, la Commissione ha esaminato se le importazioni in questione hanno contribuito al notevole pregiudizio subito dall'industria comunitaria. A questo proposito, la Commissione ha preso in esame la comparabilità dei prodotti importati in termini di natura delle merci, l'incremento del volume delle importazioni rispetto ad un periodo precedente comparabile, il basso livello dei prezzi attribuibile ai prodotti di tutte le società esportatrici, nonché la portata della concorrenza esercitata dalle singole importazioni sul mercato comunitario nei confronti del prodotto simile dell'industria comunitaria. In base a tale analisi, la Commissione ha concluso che le importazioni oggetto di dumping effettuate dalle società in questione contribuivano al notevole pregiudizio subito dall'industria comunitaria e venivano effettuate in condizioni tali che la Commissione non poteva considerare isolatamente una singola società senza operare una discriminazione nei confronti di tutte le altre. La Commissione ha quindi concluso che, ai fini della definizione dell'entità del pregiudizio subito dall'industria comunitaria, occorre prendere in considerazione gli effetti delle importazioni oggetto di dumping, considerate complessivamente, effettuate da tutte le società esportatrici oggetto dell'inchiesta.  (22) La Commissione ha esaminato inoltre se il pregiudizio sia stato causato da altri fattori, quali le importazioni provenienti da altri paesi terzi oppure l'andamento della domanda. Si è tuttavia accertato che la quota di mercato delle importazioni dei prodotti in questione originari di paesi terzi, escluso il Giappone, è scesa da 1,3 % nel 1980 a 0,4 % nel 1983 ed era pari a 0,7 % nel primo trimestre 1984. Per quanto riguarda l'andamento della domanda è stato accertato che il consumo di escavatori idraulici nella Comunità è sceso da 11 537 unità nel 1980 a 10 804 nel 1983 e a 2 591 unità nel primo trimestre del 1984. Tuttavia, mentre la quota di mercato dei produttori comunitari nel periodo suddetto è diminuita nettamente, le esportazioni giapponesi hanno notevolmente aumentato le vendite e la quota di mercato. Gli esportatori interessati hanno sostenuto che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria era dovuto ad altri fattori quali la scarsa produttività e la mancanza di ammodernamento degli impianti dei produttori comunitari. L'argomentazione è stata respinta in quanto, ai fini del confronto di cui al paragrafo 16, sono stati presi in considerazione unicamente i dati relativi ai principali produttori comunitari, i cui impianti sono comparabili a quelli del paese esportatore. Dall'indagine è emerso comunque che un'aliquota rilevante delle differenza tra i prezzi praticati dagli esportatori giapponesi sul mercato comunitario e quelli dei produttori comunitari deriva da pratiche di dumping e non da normali vantaggi di concorrenza.  L'incremento notevole delle importazioni oggetto di dumping e i relativi prezzi di vendita nella Comunità hanno quindi indotto la Commissione a stabilire che le conseguenze delle importazioni di alcuni tipi di escavatori idraulici originari del Giappone, considerati isolatamente, provocano un notevole pregiudizio all'industria comunitaria interessata.  G. Interesse della Comunità  (23) In considerazione delle gravi difficoltà in cui versa l'industria comunitaria e in mancanza di reazioni da parte dei consumatori comunitari dei prodotti in questione, la Commissione ha concluso che nell'interesse della Comunità occorre prendere le disposizioni opportune.  H. Informazione  (24) Gli esportatori interessati sono stati informati delle principali risultanze dell'inchiesta preliminare ed hanno espresso le proprie osservazioni. Gli elementi di prova e i calcoli sono stati riesaminati alla luce di tali osservazioni e sono stati apportati, ove necessario, gli opportuni adeguamenti per tener conto delle argomentazioni degli esportatori, quando queste ultime erano giustificate.  I. Impegni  (25) Tutti gli esportatori hanno successivamente offerto impegni in merito alle loro esportazioni nella Comunità di alcuni tipi di escavatori idraulici.  (26) Data l'urgenza dei provvedimenti da prendere e tenendo conto del fatto che sarebbe necessario un maggior lasso di tempo per valutare l'accettabilità degli impegni, la Commissione, previa consultazione degli Stati membri, ha deciso che per il momento tali provvedimenti devono concretarsi nella imposizione di un dazio provvisorio antidumping.  (27) Taluni altri produttori giapponesi di escavatori idraulici che non hanno mai effettuato esportazioni nella Comunità hanno espresso il desiderio di offrire impegni sui prezzi in merito a future esportazioni. Dato che le conclusioni della Commissione in questa fase potevano essere considerate unicamente preliminari, e che sarebbe necessario più tempo per valutare gli impegni sui prezzi da parte di esportatori potenziali, è stato deciso di non accettare eventuali impegni di questo tipo.  Non essendo stata svolta in seguito alcuna inchiesta su tali produttori, in conformità della prassi generalmente seguita dalla Commissione, l'inchiesta si è limitata unicamente ai produttori ed agli esportatori che effettivamente hanno esportato nella Comunità durante il periodo in esame. Di norma, inoltre, è necessario svolgere un'inchiesta preliminare prima di poter valutare l'accettabilità di un impegno sui prezzi. Inoltre, per i motivi esposti nel regolamento (CEE) n. 3337/84 del Consiglio (1), non è conforme alla prassi della Commissione accettare impegni sui prezzi offerti da esportatori potenziali.  Qualora tali esportatori potenziali iniziassero effettivamente ad esportare nella Comunità, si potrebbero applicare i provvedimenti di cui agli articoli 14 e 16 del regolamento (CEE) n. 2176/84, relativi rispettivamente al riesame ed alla restituzione dei dazi antidumping.  J. Aliquota dal dazio  (28) Considerata l'entità del pregiudizio arrecato, l'aliquota del dazio dovrebbe corrispondere al margine di dumping valutato in via provvisoria.  (29) Si deve stabilire un periodo durante il quale le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di escavatori idraulici, di peso totale superiore a 6 t ma non eccedente 35 t, su cingoli o su ruote, aventi una capacità di rotazione di 360o e forniti di un'unica benna, di cui alla sottovoce ex 84.23 A I b) della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 84.23-11, originari del Giappone.  2. L'importo dal dazio è espresso in percentuale del prezzo netto, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto:  1.2 // Produttori/esportatori  // Aliquota del dazio provvisorio  // Hitachi Construction Machinery Co. Ltd:  // 12,4 %  // Japan Steel Works Ltd:  // 2,9 %  // Kobelco-Kobe Steel Ltd:  // 31,9 %  // Komatsu Ltd:  // 27,6 %  // Mitsubishi Heavy Industries:  // 21,6 %  // Altri:  // 31,9 %  3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è soggetta al deposito di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 2176/84, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono rendere note le loro osservazioni e chiedere di essere sentite oralmente dalla Commissione.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 2176/84, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 7 marzo 1985.  Per la Commissione  Willy DE CLERCQ  Membro della Commissione  (1) GU n. L 201 del 30. 7. 1984, pag. 1.  (2) GU n. C 201 del 31. 7. 1984, pag. 3.  (1) GU n. L 311 del 29. 11. 1984, pag. 26.