CELEX: 62019TN0059
Language: it
Date: 2019-01-31 00:00:00
Title: Causa T-59/19: Ricorso proposto il 31 gennaio 2019 — Makhlouf/Consiglio

15.4.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 139/63
            
         
      Ricorso proposto il 31 gennaio 2019 — Makhlouf/Consiglio
      (Causa T-59/19)
      (2019/C 139/66)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Ehab Makhlouf (Damasco, Siria) (rappresentante: E. Ruchat, avvocato)
      
         Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare l’azione del ricorrente ricevibile e fondata;
               
            
                  —
               
               
                  di conseguenza, condannare l’Unione europea a risarcire la totalità del danno subito dal ricorrente mediante un importo che il Tribunale fisserà secondo equità;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio dell’Unione europea alle spese del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce un motivo in via principale e un motivo in subordine, vertenti sul danno che essa avrebbe subito, la cui responsabilità graverebbe sul Consiglio dell’Unione europea.
      Il motivo dedotto in via principale verte sulla presunta illegittimità delle controverse misure restrittive, nello specifico la decisione (PESC) 2018/778 del Consiglio, del 28 maggio 2018, che modifica la decisione 2013/255/PESC relativa alle misure restrittive adottate nei confronti della Siria, nonché i suoi successivi atti di esecuzione. In primo luogo, esse violerebbero l’obbligo di motivazione così come previsto agli articoli 296 TFUE e 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e, in secondo luogo, arrecherebbero pregiudizio al diritto di proprietà della parte ricorrente e al diritto al rispetto della sua reputazione. Tale violazione sarebbe stata causa diretta di un notevole pregiudizio morale nei suoi confronti, consistente in una lesione alla sua reputazione, pregiudizio per il quale avrebbe diritto a un risarcimento.
      Il motivo dedotto in subordine verte sull’esistenza di un regime di responsabilità oggettiva dell’Unione europea.