CELEX: 51995PC0269
Language: it
Date: 1995-06-21
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO SULL' EQUIPAGGIAMENTO MARITTIMO

Avis juridique important

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51995PC0269

Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO SULL' EQUIPAGGIAMENTO MARITTIMO  /* COM/95/269 DEF - SYN 95/0163 */  

Gazzetta ufficiale n. C 218 del 23/08/1995 pag. 0009

Proposta di direttiva  del Consiglio sull'equipaggiamento marittimo(95/C  218/06)(Testo rilevante ai fini del  SEE)COM(95) 269 def. - 95/0163(SYN)(Presentata dalla Commissione il 22 giugno  1995)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 84, paragrafo  2, vista la proposta della Commissione, in cooperazione con il Parlamento europeo, visto il parere del Comitato economico e sociale, considerando che nel quadro della politica dei trasporti comune è necessario adottare ulteriori  misure per garantire la sicurezza; considerando che la Comunità è seriamente preoccupata per gli incidenti marittimi, in particolare  per la perdita in mare di vite umane, nonché per l'inquinamento dei mari e dei litorali degli Stati  membri; considerando che alti livelli di sicurezza dell'equipaggiamento sistemato a bordo possono  indubbiamente contribuire a ridurre il rischio di incidenti in mare e di inquinamento marino; che  norme e metodi di prova adeguati possono notevolmente influire sulle prestazioni future  dell'equipaggiamento; considerando che le convenzioni internazionali prescrivono agli Stati di bandiera di garantire il  rispetto dei requisiti di sicurezza dell'equipaggiamento sistemato a bordo e di rilasciare i  relativi certificati; che a tal fine sono state elaborate norme di prova per alcuni tipi di  equipaggiamento marittimo nell'ambito delle convenzioni internazionali in materia e in seno agli  organismi internazionali di normalizzazione; considerando che, malgrado l'esistenza di norme internazionali di prova, le norme nazionali che  danno attuazione a quelle internazionali non sono uniformi e lasciano margini di discrezionalità  alle autorità di certificazione, il cui livello di qualifiche e di esperienza non è uniforme; considerando che occorre stabilire norme comuni atte ad eliminare la mancanza di armonizzazione  nell'attuazione delle norme internazionali, che causa difformità nei livelli di sicurezza dei  prodotti di cui la autorità nazionali competenti hanno certificato la conformità alle  corrispondenti norme internazionali in materia di sicurezza e forte riluttanza da parte di numerosi  Stati membri ad accettare, senza ulteriore controllo, di collocare a bordo delle navi che battono  la loro bandiera un equipaggiamento approvato da un altro Stato membro; che tali norme comuni  avranno l'effetto di eliminare costi superflui e inutili procedure amministrative legate  all'omologazione di tale equipaggiamento e di migliorare così le condizioni operative e la  posizione competitiva del trasporto marittimo comunitario, nonché di rimuovere eventuali ostacoli  tecnici agli scambi; considerando che la libera circolazione di taluni prodotti che potrebbero anche essere utilizzati  come equipaggiamento a bordo di navi che battono la bandiera di uno Stato membro è già assicurata  in tutto o in parte dalle disposizioni di varie direttive, ivi compresa la direttiva 89/336/CEE del  Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità  elettromagnetica  (1); che tuttavia tali disposizioni non ne disciplinano anche la certificazione  da parte degli Stati membri in conformità delle convenzioni internazionali in materia e che, di  conseguenza, l'equipaggiamento da sistemare a bordo per conformarsi a tali convenzioni deve essere  disciplinato esclusivamente da nuove norme comuni; considerando che, nella comunicazione del 24 febbraio 1993 relativa a una politica comune sulla  sicurezza dei mari, la Commissione sottolinea l'esigenza di garantire che il margine  d'interpretazione delle norme internazionali lasciato alle amministrazioni o agli organismi  incaricati delle prove sia uniforme e che le regole e le norme relative all'equipaggiamento  marittimo siano effettivamente applicate in modo coerente in tutti gli Stati membri; che, con la  risoluzione dell'8 giugno 1993, il Consiglio dell'Unione ha sollecitato la Commissione ad  armonizzare l'attuazione delle norme IMO e le procedure di approvazione dell'equipaggiamento  marittimo; considerando che nella sopracitata comunicazione si afferma che le direttive da adottare dovrebbero  interessare anzitutto l'equipaggiamento di bordo per il quale la Convenzione internazionale sulla  salvaguardia della vita in mare (Solas) e la Convenzione internazionale per la prevenzione  dell'inquinamento da parte delle navi (Marpol) prescrivono l'approvazione delle  amministrazioninazionali conformemente alle norme di sicurezza fissate dalle convenzioni o dalle  risoluzioni internazionali; che i rappresentanti dell'industria marittima e delle amministrazioni  nazionali competenti degli Stati membri ritengono sia giustificato adottare disposizioni per  l'equipaggiamento per il quale le convenzioni internazionali prescrivono l'approvazione delle  amministrazioni nazionali e l'obbligo di sistemazione a bordo; considerando che un'azione a livello comunitario è il solo modo possibile per trovare una soluzione  ai summenzionati problemi, in quanto gli Stati membri, agendo autonomamente o tramite gli organismi  internazionali, non sono in grado di stabilire lo stesso livello di prestazioni  dell'equipaggiamento in materia di sicurezza a motivo dei margini di discrezionalità che gli  strumenti internazionali generalmente lasciano alle amministrazioni nazionali; che il  riconoscimento reciproco dei certificati rilasciati in Stati membri diversi risulta in genere  impraticabile dati gli elementi di discrezionalità esistenti; considerando che l'adozione di una direttiva del Consiglio è la procedura idonea per definire un  quadro legislativo atto ad accrescere le prestazioni dell'equipaggiamento in materia di sicurezza  attraverso un'applicazione uniforme e vincolante delle norme internazionali di prova per  l'equipaggiamento, lasciando nel contempo agli Stati membri la facoltà di scegliere i mezzi per  l'attuazione della direttiva; considerando che occorre eliminare tutti gli elementi di discrezionalità lasciati alle  amministrazioni nazionali stabilendo in modo inequivocabile nell'allegato A le prove da utilizzare  fra quelle menzionate negli strumenti internazionali; considerando che le amministrazioni nazionali o gli organismi che provvedono per loro conto alla  valutazione delle prestazioni in materia di sicurezza dell'equipaggiamento collocato a bordo di  navi che battono la bandiera di tali paesi e al rilascio o rinnovo dei relativi certificati di  sicurezza devono garantire la conformità alle disposizioni della presente direttiva; considerando che gli Stati membri devono designare gli organismi notificati incaricati di espletare  le procedure di valutazione della conformità e che essi devono anche garantire che tali organismi  siano efficienti e professionalmente capaci di svolgere i compiti loro assegnati; considerando che la conformità alla norme internazionali di prova sarà dimostrata mediante le  procedure di valutazione della conformità, come stabilito dalla decisione 93/465/CEE del 22 luglio  1993  (1); considerando che l'equipaggiamento a cui fa riferimento la presente direttiva deve, in linea di  massima, portare un marchio come prova della conformità alle prescrizioni della direttiva e per  poter essere sistemato a bordo e utilizzato secondo lo scopo a cui era stato destinato; considerando che è necessario concedere un periodo transitorio dopo l'entrata in vigore delle  legislazioni nazionali che attuano la direttiva, durante il quale l'equipaggiamento fabbricato  prima di tale data può essere sistemato a bordo anche se sprovvisto della marcatura CE al fine di  permettere ai fabbricanti di vendere gli equipaggiamenti in giacenza; considerando che ci sono elementi dell'equipaggiamento per i quali le convenzioni internazionali  prescrivono l'approvazione dell'amministrazione e l'obbligo di sistemazione a bordo, ma per i quali  non esistono norme internazionali di prova (equipaggiamento elencato nell'allegato A.2 della  direttiva); che, poiché la navigazione ha carattere internazionale e l'adozione di norme regionali  creerebbe svantaggi economici agli armatori e ai fabbricanti europei, è necessario stabilire norme  di prova a livello internazionale; che l'Organizzazione marittima internazionale (IMO) è ritenuta  l'organismo più idoneo a stabilire norme di prova e garantire che esse siano applicabili in tutto  il mondo e non solo a livello regionale; che, quando le norme di prova internazionali entreranno in  vigore, occorrerà mettere a punto apposite misure per tenerne conto ai fini della presente  direttiva; considerando che gli Stati membri devono permettere che l'equipaggiamento dotato di marchio circoli  liberamente nel loro territorio, possa essere immesso sul mercato, sistemato a bordo e usato  conformemente allo scopo a cui era stato destinato senza imporre ulteriori valutazioni o requisiti  tecnici; considerando che l'equipaggiamento sistemato a bordo di una nave non registrata in uno Stato membro  non è necessariamente conforme alle norme internazionali di prova; che, se tale nave viene  trasferita sul registro di uno Stato membro, si deve comprovare, a soddisfazione  dell'amministrazione dello Stato membro in questione, che il suo equipaggiamento è equivalente al  tipo di equipaggiamento approvato secondo quanto disposto dalla direttiva; considerando che, al fine di verificare la conformità dell'equipaggiamento alla direttiva, gli  Stati membri possono effettuare a proprie spese controlli su campioni e prima che l'equipaggiamento  sia sistemato a bordo; che, se l'equipaggiamento è stato già sistemato a bordo, la valutazione di  tale equipaggiamento è consentita solo qualora le convenzioni internazionali prescrivano prove  operative di prestazione a bordo per motivi di sicurezza e/o di prevenzione dell'inquinamento; considerando che è opportuno che gli Stati membri possano prendere provvedimenti temporanei per  limitare o vietare la sistemazione a bordo e l'uso di equipaggiamento che rappresenti un rischio  particolare per la sicurezza dell'equipaggio, dei passeggeri o di altre persone e per l'ambiente  marino, purché tali provvedimenti siano sottoposti a una procedura di controllo comunitaria; considerando che possono essere immessi sul mercato equipaggiamenti completamente nuovi; che gli  armatori europei devono poter beneficiare delle innovazione tecniche per non essere svantaggiati  economicamente rispetto agli armatori non europei, purché il nuovo equipaggiamento offra le stesse  garanzie di sicurezza dell'equipaggiamento oggetto della direttiva; che si devono stabilire a  livello internazionale dettagliate norme di prova per tale equipaggiamento, pur lasciando comunque  la possibilità di effettuare prove o di valutare l'equipaggiamento a bordo di navi comunitarie in  conformità delle prescrizioni internazionali corrispondenti; considerando che può verificarsi il caso in cui un elemento dell'equipaggiamento debba essere  sostituito in un porto al di fuori della Comunità nel quale sia assolutamente impossibile reperire  un elemento dell'equipaggiamento munito di attestato di esame CE del tipo; che la nave deve  comunque essere messa in grado di continuare la propria navigazione; considerando che è necessario che un comitato composto di rappresentanti degli Stati membri assista  la Commissione; che il comitato istituito con l'articolo 12 della direttiva del Consiglio 93/75/CEE  può svolgere tale funzione; che occorre stabilire una procedura per modificare la direttiva in modo  da tenere nel debito conto i progressi compiuti nelle sedi internazionali e per aggiornare  l'allegato della direttiva; che la procedura appropriata in base alla quale il comitato deve agire  è la procedura I dell'articolo 2 della decisione del Consiglio 87/373/CEE, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1 La presente direttiva ha lo scopo di migliorare la sicurezza dei  mari e di prevenire l'inquinamento marino mediante l'applicazione uniforme degli strumenti  internazionali relativi all'equipaggiamento elencato nell'allegato A da sistemare a bordo di navi  per la quali gli Stati membri rilasciano certificati di sicurezza conformemente alle convenzioni  internazionali, nonché di garantire la libera circolazione di tale equipaggiamento nella Comunità. Articolo 2 Ai fini della presente direttiva si applicano le seguenti definizioni: «approvazione del tipo»: le procedure di valutazione dell'equipaggiamento prodotto conformemente alle apposite norme di  prova e il rilascio del relativo certificato; «certificati di sicurezza»: i certificati rilasciati da o per conto di Stati membri in conformità delle convenzioni  internazionali; «convenzioni internazionali»: la Convenzione internazionali per la sicurezza della vita in mare del 1974, la Convenzione  internazionale sulle linee di massimo carico del 1966, la Convenzione internazionale per la  prevenzione dell'inquinamento proveniente dalle navi del 1973 e la Convenzione sui regolamenti  internazionali del 1972, per prevenire collisioni in mare, unitamente ai loro protocolli e  successivi emendamenti, in vigore alla data di adozione della presente direttiva; «equipaggiamento»: l'equipaggiamento elencato negli allegati A.1 e A.2 che deve essere sistemato a bordo della nave  per essere utilizzato in osservanza di quanto prescritto dagli strumenti internazionali o che viene  volontariamente sistemato a bordo per essere utilizzato, e per il quale è richiesta l'approvazione  dell'amministrazione dello Stato di bandiera in conformità degli strumenti internazionali; «marchio»: il simbolo citato nell'articolo 11 e definito nell'allegato D; «nave»: qualsiasi nave marittima oggetto delle pertinenti convenzioni internazionali; «nave UE»: una nave i cui certificati di sicurezza sono rilasciati dagli Stati membri in conformità delle  convenzioni internazionali; «nave nuova»: una nave la cui chiglia sia stata impostata, o sia a uno stadio di costruzione equivalente, alla  data o dopo la data di adozione della presente direttiva. Ai fini della presente definizione, uno  stadio di costruzione equivalente significa lo stadio in cui: i) cominci una costruzione identificabile con una determinata nave eii) il montaggio di detta nave  sia cominciato e abbia raggiunto almeno 50 tonnellate o l'uno per cento della massa prevista di  tutto il materiale strutturale, assumendo il valore inferiore; «nave esistente»: una nave che non sia una nave nuova; «norme di prova»: le norme fissate dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO), dall'Organizzazione  internazionale per la normalizzazione (ISO), dall'Istituto europeo per le norme di  telecomunicazione (ETSI) e dalla Commissione elettrotecnica internazionale (CEI), che sono in  vigore alla data di adozione della presente direttiva e che sono stabilite, in conformità delle  convenzioni internazionali in materia e delle risoluzioni e delle circolari dell'Organizzazione  marittima internazionale, allo scopo di definire i metodi di prova e i risultati delle prove solo  nella forma specificata nell'allegato A; «organismo notificato»: un organismo designato dall'amministrazione nazionale competente di uno Stato membro in conformità  dell'articolo 9; «procedure di valutazione della conformità»: le procedure descritte nell'articolo 10 e nell'allegato B della presente direttiva; «sistemato a bordo»: l'equipaggiamento installato o collocato a bordo della nave; «strumenti internazionali»: le convenzioni internazionali in materia; le Risoluzioni e le Circolari dell'Organizzazione  marittima internazionale (IMO), nonché le norme di prova internazionali pertinenti; Articolo 3 1.  La presente direttiva si applica all'equipaggiamento destinato ad essere usato a  bordo: a) di una nave UE nuova, che si trovi o meno all'interno della Comunità europea al momento della  costruzione; b) di una nave UE esistente che in precedenza non aveva a bordo tale equipaggiamento, o che ha  sostituito l'equipaggiamento di cui la nave era precedentemente dotata, che si trovi o meno  all'interno della Comunità europea alla data in cui l'equipaggiamento viene sistemato a bordo. 2.  La presente direttiva non si applica all'equipaggiamento che, alla data di adozione della  presente direttiva, sia già stato sistemato a bordo di una nave. 3.  Nonostante che l'equipaggiamento di cui al paragrafo 1 possa rientrare, ai fini delle norme  sulla libera circolazione, nel campo d'applicazione di direttive del Consiglio diverse dalla  presente, in particolare la direttiva 89/336/CEE del Consiglio, l'equipaggiamento in questione è  soggetto ai fini delle suddette norme solo alle disposizioni della presente direttiva, che esclude  tutte le altre a tal fine. Articolo 4 Ciascuno Stato membro o gli organismi che agiscono per suo conto, al momento di  rilasciare o di rinnovare i relativi certificati di sicurezza, si assicurano che l'equipaggiamento  a bordo delle navi che battono la bandiera di detto Stato sia conforme alle prescrizioni della  presente direttiva. Articolo 5 1.  L'equipaggiamento elencato nell'allegato A.1, sistemato a bordo di una nave UE  alla data o successivamente alla data di cui all'articolo 21, paragrafo 1, concernente l'entrata in  vigore delle leggi nazionali di attuazione della presente direttiva, deve soddisfare i requisiti  previsti in materia dagli strumenti internazionali indicati nel suddetto allegato. 2.  La conformità dell'equipaggiamento ai requisiti delle convenzioni internazionali e delle  Risoluzioni e Circolari emanate dall'Organizzazione marittima internazionale in materia dev'essere  attestata esclusivamente in base alle apposite norme di prova e alle procedure di valutazione della  conformità di cui all'articolo A.1. 3.  Anche l'equipaggiamento elencato nell'allegato A.1 e fabbricato anteriormente alla data di  entrata in vigore delle leggi nazionali di attuazione della presente direttiva può essere immesso  sul mercato e sistemato a bordo di una nave, i cui certificati siano rilasciati da uno Stato membro  in conformità delle convenzioni internazionali, per un periodo di due anni dalla data di entrata in  vigore delle leggi nazionali di attuazione della presente direttiva, se fabbricato conformemente  alle procedure di approvazione del tipo in vigore nel territorio di detto Stato membro prima della  data di adozione della presente direttiva. Articolo 6 Gli Stati membri si impegnano a non vietare l'immissione sul mercato, o la  sistemazione a bordo di una nave UE dell'equipaggiamento di cui all'articolo A.1 che risulti  conforme a quanto disposto dalla presente direttiva, e a non rifiutare il rilascio o il rinnovo dei  relativi certificati di sicurezza. Articolo 7 1.  La Comunità europea, immediatamente dopo la data di adozione della presente  direttiva, si impegna a presentare una richiesta all'Organizzazione marittima internazionale  affinché questa stabilisca norme di prova dettagliate per l'equipaggiamento elencato nell'allegato  A.2. 2.  La richiesta viene presentata dalla Commissione per conto della Comunità. 3.  Gli Stati membri si adoperano per garantire che l'Organizzazione marittima internazionale  intraprenda speditamente l'elaborazione di dette norme. 4.  La Commissione sorveglia e verifica l'elaborazione delle norme di prova a scadenze regolari. 5.  Quando le norme di prova di cui al paragrafo 1 entrano in vigore per un determinato elemento  dell'equipaggiamento, questo può essere trasferito dall'allegato A.2 all'allegato A.1, secondo la  procedura descritta nell'articolo 19. Di conseguenza, le disposizioni dell'articolo 5 sono  applicabili da tale data. Articolo 8 Una nave nuova che, indipendentemente dalla sua bandiera, non è registrata in uno  Stato membro e deve essere trasferita nel registro di uno Stato membro, al momento del  trasferimento deve essere sottoposta ad ispezione da parte dello Stato membro del registro di  accoglienza per verificare se le effettive condizioni del suo equipaggiamento corrispondano ai  certificati di sicurezza e se siano conformi alle disposizioni della presente direttiva e portino  il relativo marchio oppure siano, a soddisfazione dell'amministrazione di detto Stato membro,  equivalenti al tipo di equipaggiamento approvato secondo quanto prescritto dalla presente  direttiva. Qualora non porti il marchio o l'amministrazione non lo ritenga equivalente, detto  equipaggiamento dovrà essere sostituito. Articolo 9 1.  Gli Stati membri notificano alla Commissione e agli altri Stati membri gli  organismi che hanno incaricato di esperire le procedure di cui all'articolo 10, indicando in  precedenza dalla Commissione. Gli organismi forniscono allo Stato membro che intende notificarli  informazioni complete che ne comprovino la conformità dei criteri stabiliti nell'allegato C. 2.  Uno Stato membro che ha designato un organismo notificato deve ritirare tale designazione se  constata che l'organismo non risponde più ai criteri elencati nell'allegato C. Lo Stato membro ne  informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri. Articolo 10 1.  La procedura di valutazione della conformità, le cui caratteristiche sono  elencate dettagliatamente nell'allegato B, consiste in: i) un esame CE del tipo (modulo B) e, prima che l'equipaggiamento sia immesso sul mercato, e a  seconda della scelta operata dal fabbricante o dal suo mandatario nella Comunità tra le possibilità  indicate nell'allegato A.1, tutto l'equipaggiamento deve ottenere una delle seguenti  dichiarazioni: a) dichiarazione CE di conformità al tipo (modulo C), ob) dichiarazione CE di conformità al tipo  (garanzia di qualità della produzione) (modulo D), oc) dichiarazione CE di conformità al tipo  (garanzia di qualità dei prodotti) (modulo E), od) la dichiarazione CE di conformità al tipo  (verifica su prodotto) (modulo F), oppureii) garanzia CE di qualità totale (modulo H). 2.  La dichiarazione di conformità al tipo deve essere in forma scritta e contenere le informazioni  specificate nell'allegato B. 3.  Per l'equipaggiamento prodotto in piccole quantità o per un equipaggiamento unico, la procedura  di valutazione della conformità può consistere nella verifica CE di un unico prodotto (modello G). Articolo 11 1.  L'equipaggiamento di cui all'allegato A.1, fabbricato in conformità dei relativi  strumenti internazionali e delle procedure di valutazione della conformità deve portare il marchio  apposto dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunità. 2.  Il marchio sarà seguito dal numero di identificazione dell'organismo notificato che ha esperito  la procedura di valutazione della conformità, se il suddetto organismo partecipa alla fase di  controllo della produzione, come pure dalle ultime due cifre dell'anno in cui il marchio è stato  apposto. Il numero di identificazione dell'organismo notificato deve essere apposto, sotto la sua  responsabilità, dall'organismo stesso o dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella  Comunità. 3.  La forma del marchio da utilizzarsi è illustrata nell'allegato D. 4.  Il marchio viene apposto sull'equipaggiamento o sulla relativa targhetta contenente i dati, in  modo tale da essere visibile, leggibile e indelebile per tutta la durata utile prevista  dell'equipaggiamento. Tuttavia, laddove non sia possibile o giustificato a causa della natura  dell'equipaggiamento, il marchio deve essere apposto sull'imballaggio del prodotto, su un'etichetta  o su un foglio illustrativo. 5.  È fatto divieto di apporre marchi o iscrizioni che potrebbero trarre in inganno i terzi sul  significato o sulla grafica del marchio di cui alla presente direttiva. 6.  Il marchio deve essere apposto alla fine della fase di produzione. Articolo 12 1.  Fatte salve le disposizioni dell'articolo 6, gli Stati membri possono adottare i  provvedimenti necessari per garantire che controlli su campione siano effettuati  sull'equipaggiamento recante il marchio che si trova sui loro mercati e che non è stato ancora  sistemato a bordo, in modo da verificarne la conformità alla presente direttiva. I controlli su  campione sono effettuati a spese dello Stato membro. 2.  Fatte salve le disposizioni dell'articolo 6, dopo l'installazione a bordo di una nave UE di  equipaggiamento conforme ai requisiti della presente direttiva, la sua valutazione, da parte  dell'amministrazione di bandiera di tale nave, è consentita qualora siano richieste dagli strumenti  internazionali prove operative di prestazione a bordo per ragioni di sicurezza e/o di prevenzione  dell'inquinamento, o purché non costituiscano una duplicazione delle procedure di valutazione della  conformità già esperite. Articolo 13 1.  Qualora uno Stato membro accerti, tramite un'ispezione o con altri mezzi, che un  elemento dell'equipaggiamento di cui all'allegato A.1, pur dotato di apposito marchio, quando è  correttamente installato, mantenuto in efficienza e utilizzato per gli scopi previsti, può  pregiudicare la salute e/o la sicurezza dell'equipaggio, dei passeggeri o, eventualmente, di altre  persone, o danneggiare l'ambiente marino, adotta idonei provvedimenti temporanei per ritirare tale  equipaggiamento dal mercato o per vietare o limitare la sua immissione sul mercato o la sua  sistemazione a bordo delle navi. Lo Stato membro informa immediatamente gli altri Stati membri e la  Commissione di tale provvedimento, indicando le ragioni della propria decisione e, in particolare,  se l'inosservanza della presente direttiva sia dovuta a: a) inosservanza delle disposizioni degli articoli 5 o 6, paragrafi 1 e 2; b) scorretta applicazione delle norme di prova di cui all'articolo 5, paragrafi 1 e 2; c) carenze delle norme di prova stesse. 2.  La Commissione inizia a consultarsi con le parti interessate appena possibile. Qualora, dopo  tale consultazione, la Commissione riscontri che: - i provvedimenti sono giustificati, essa provvede a informare in tal senso lo Stato membro che  aveva assunto l'iniziativa e gli altri Stati membri; qualora la decisione di cui al paragrafo 1 sia  attribuita a carenze delle norme di prova, la Commissione, previa consultazione delle parti  interessate, sottopone entro due mesi la questione al comitato di cui all'articolo 17, se lo Stato  membro che ha preso la decisione intende mantenerla, e avvia la procedura di cui all'articolo 19; - i provvedimenti sono ingiustificati, essa provvede a informare immediatamente lo Stato membro che  aveva assunto l'iniziativa e il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità. 3.  Qualora un elemento dell'equipaggiamento non conforme rechi il marchio, lo Stato membro che  esercita l'autorità su coloro che hanno apposto il marchio adotta opportuni provvedimenti e ne  informa la Commissione e gli altri Stati membri. 4.  La Commissione provvede affinché gli Stati membri siano tenuti informati dello stato di  avanzamento e dell'esito di tale procedura. Articolo 14 1.  In deroga alle disposizioni dell'articolo 5, in casi eccezionali di innovazione  tecnica, l'amministrazione dello Stato di bandiera può consentire che un equipaggiamento non  conforme alle procedure di valutazione della conformità sia sistemato a bordo di una nave UE  qualora venga constatato, mediante prove o con altri mezzi, e a soddisfazione dell'amministrazione  dello Stato di bandiera, che il suddetto equipaggiamento è almeno altrettanto efficace rispetto  all'equipaggiamento conforme alle procedure di valutazione della conformità. 2.  Tali procedure di prova non devono comportare discriminazioni di sorta fra l'equipaggiamento  prodotto nello Stato di bandiera e quello prodotto in altri Stati membri. 3.  Lo Stato membro rilascia un certificato per l'equipaggiamento che rientra nel campo di  applicazione del presente articolo. Tale certificato, che deve sempre accompagnare  l'equipaggiamento, contiene l'autorizzazione, da parte dello Stato membro di bandiera, a tenere a  bordo della nave l'equipaggiamento, e le eventuali restrizioni o disposizioni relative all'uso  dell'equipaggiamento stesso. 4.  Nel caso in cui uno Stato membro consenta la sistemazione a bordo di una nave UE di  equipaggiamenti che rientrino nel campo di applicazione del presente articolo, detto Stato membro  deve comunicare senza indugio alla Commissione e agli altri Stati membri i particolari del caso,  unitamente ai rapporti delle prove, degli accertamenti e delle procedure di valutazione della  conformità. 5.  L'equipaggiamento di cui al paragrafo 1 viene aggiunto all'allegato A.2 della presente  direttiva secondo le procedure descritte nell'articolo 19. Articolo 15 In deroga alle disposizioni dell'articolo 5, esclusivamente a fini di prova o  valutazione e solo quando le condizioni di seguito elencate siano soddisfatte, l'amministrazione  dello Stato di bandiera può consentire che un equipaggiamento che non soddisfa le procedure di  valutazione della conformità e che non rientra nel campo di applicazione dell'articolo 14 possa  essere sistemato a bordo di una nave UE: a) lo Stato membro rilascia un certificato, che deve sempre accompagnare l'equipaggiamento,  contenente il permesso dello Stato membro di sistemare l'equipaggiamento a bordo della nave UE e le  eventuali restrizioni e disposizioni relative al suo uso; b) l'equipaggiamento non deve essere ritenuto affidabile al punto da essere considerato sostitutivo  dell'equipaggiamento sottoposto all'esame CE di conformità al tipo. L'equipaggiamento conforme  all'esame CE del tipo deve rimanere a bordo della nave UE. Articolo 16 1.  Qualora l'equipaggiamento debba essere sostituito in un porto all'esterno della  Comunità e vi siano circostanze eccezionali, che devono essere debitamente giustificate  all'amministrazione dello Stato di bandiera e che non consentono di sistemare a bordo  equipaggiamento CE conforme al tipo contenendo tempi, ritardi e costi in termini ragionevoli, può  essere sistemato a bordo equipaggiamento di altro tipo secondo la seguente procedura: a) l'equipaggiamento deve essere accompagnato da una documentazione rilasciata da un organismo  equivalente a un organismo notificato, nel caso in cui sia stato concluso un accordo tra la  Comunità e il paese terzo per il riconoscimento reciproco di tali organismi; b) se dovesse dimostrarsi impossibile procedere secondo le disposizioni di cui alla lettera a), è  consentito sistemare a bordo equipaggiamento approvato da un organismo non riconosciuto  reciprocamente, a condizione che siano rispettate le disposizioni dei paragrafi 2 e 3. 2.  L'amministrazione dello Stato di bandiera viene informata immediatamente sulla natura e sulle  caratteristiche del suddetto equipaggiamento. 3.  L'amministrazione dello Stato di bandiera deve assicurare, alla prima occasione, che  l'equipaggiamento di cui al paragrafo 1 e la documentazione sulle prove soddisfano i requisiti  richiesti dagli strumenti internazionali. Articolo 17 La Commissione è assistita dal comitato istituito dall'articolo 12 della direttiva  93/75/CE secondo la procedura descritta nell'articolo 19. Articolo 18 La direttiva può essere emendata secondo la procedura descritta nell'articolo 19,  allo scopo di: - applicare ai fini della presente direttiva i successivi emendamenti degli strumenti  internazionali: - aggiornare l'allegato A, sia introducendo nuovo equipaggiamento, sia trasferendo equipaggiamento  dall'allegato A.1 all'allegato A.2 e viceversa. Articolo 19 Quando si fa riferimento al presente articolo, si applica la seguente procedura: a) il rappresentante della Commissione sottopone al comitato di cui all'articolo 17 una bozza dei  provvedimenti da adottare; b) il comitato comunica il proprio parere entro un limite di tempo stabilito dal presidente a  seconda dell'urgenza del caso; c) tale parere è iscritto a verbale; inoltre ogni Stato membro ha diritto di chiedere che la sua  posizione sia iscritta a verbale; d) la Commissione deve tenere nel massimo conto il parere espresso dal comitato. Essa informerà il  comitato sul modo in cui ha tenuto conto del suo parere. Articolo 20 Gli Stati membri si prestano assistenza reciproca ai fini dell'efficace attuazione  della presente direttiva. Articolo 21 1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed  amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 1998. Gli Stati membri applicano le suddette disposizioni a decorrere dal 1° gennaio 1999. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste devono contenere un riferimento alla  presente direttiva od essere corredate di siffatto riferimento all'atto della pubblicazione  ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. 2.  Gli Stati membri comunicano senza indugio alla Commissione il testo delle principali  disposizioni legislative nazionali da essi adottate nel settore disciplinato dalla presente  direttiva. La Commissione ne informa gli altri Stati membri. Articolo 22 La presente direttiva entra in vigore alla data della pubblicazione nella Gazzetta  ufficiale delle Comunità europee. Articolo 23 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. (1) GU n. L 139 del 23. 5. 1989, pag. 19.  (1) GU n. L 220 del 30. 8. 1993.   ALLEGATO A ALLEGATO A.1 EQUIPAGGIAMENTO PER IL QUALE ESISTONO NORME DI PROVA  DETTAGLIATE NEGLI STRUMENTI INTERNAZIONALI  (1)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>> SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO A.2  EQUIPAGGIAMENTO PER IL QUALE NON ESISTONO NORME DI PROVA DETTAGLIATE NEGLI STRUMENTI  INTERNAZIONALI>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>(1)  Quando nella  sesta colonna figura il modulo H, si deve intendere il modulo H più l'attestato di valutazione del  progetto.  ALLEGATO B MODULI PER LA VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ ESAME CE DEL TIPO  (MODULO B)1. Un organismo notificato accerta e dichiara che un esemplare rappresentativo della  produzione considerata soddisfa le disposizioni degli strumenti internazionali ad esso relativi. 2. La domanda di esame CE del tipo deve essere presentata dal fabbricante, o dal suo mandatario  stabilito nella Comunità, ad un organismo notificato di sua scelta. La domanda deve contenere: - il nome e l'indirizzo del fabbricante e, qualora la domanda sia presentata dal suo mandatario,  anche il nome e l'indirizzo di quest'ultimo; - una dichiarazione scritta che la stessa domanda non è stata presentata a nessun altro organismo  notificato; - la documentazione tecnica descritta al paragrafo 3. Il richiedente mette a disposizione dell'organismo notificato un esemplare rappresentativo della  produzione considerata, qui di seguito denominato «tipo»  (1). L'organismo notificato può chiedere  altri esemplari dello stesso tipo qualora ciò sia necessario per eseguire il programma di prove. 3. La documentazione tecnica deve consentire di valutare la conformità del prodotto ai requisiti  degli strumenti internazionali. Deve perciò contenere, nella misura necessaria a tale valutazione,  i dati relativi al progetto, alla fabbricazione e al funzionamento del prodotto. 4. L'organismo notificato: 4.1. esamina la documentazione tecnica e verifica che il tipo sia stato fabbricato in conformità di  tale documentazione; 4.2. effettua o fa effettuare gli esami appropriati e le prove necessarie per verificare se i  requisiti degli strumenti internazionali siano stati effettivamente applicati; 4.3. concorda con il richiedente il luogo in cui gi esami e le necessarie prove devono essere  effettuati. 5. Se il tipo è conforme alle disposizioni dei competenti organismi internazionali, l'organismo  notificato rilascia al richiedente un attestato di esame CE del tipo. L'attestato deve contenere il  nome e l'indirizzo del fabbricante, i risultati dell'esame, le condizioni di validità del  certificato e i dati necessari all'identificazione del tipo approvato. All'attestato è allegato un elenco delle sezioni pertinenti della documentazione tecnica, di cui  l'organismo notificato conserva una copia. Se al fabbricante viene negato il rilascio di un attestato di esame del tipo, l'organismo  notificato deve darne una motivazione dettagliata. 6. Il richiedente informa l'organismo notificato che detiene la documentazione tecnica relativa  all'attestato di esame CE del tipo tutte le modifiche al prodotto approvato che devono  ricevereun'ulteriore approvazione, in quanto possono influire sulla conformità ai requisiti o sulle  prescritte modalità d'uso. La nuova approvazione viene rilasciata sotto forma di supplemento  all'attestato originale di esame CE del tipo. 7. Ogni organismo notificato comunica agli altri organismi notificati le informazioni utili  riguardanti gli attestati di esame CE del tipo ed i supplementi rilasciati e ritirati. 8. Gli altri organismi notificati possono ottenere copia degli attestati di esame CE del tipo e/o  dei loro supplementi. Gli allegati degli attestati sono tenuti a disposizione degli altri organismi  notificati. 9. Il fabbricante o il suo mandatario conserva, insieme con la documentazione tecnica, copia degli  attestati di esame CE del tipo e dei loro supplementi per almeno dieci anni dall'ultima data di  fabbricazione del prodotto. Nel caso in cui né il fabbricante né il suo mandatario siano stabiliti nella Comunità, l'obbligo di  tenere a disposizione la documentazione tecnica incombe alla persona responsabile dell'immissione  del prodotto sul mercato comunitario. CONFORMITÀ AL TIPO (MODULO C)1. Il fabbricante, o il suo mandatario stabilito  nella Comunità, garantisce e dichiara che i prodotti in questione sono conformi al tipo descritto  nell'attestato di esame CE del tipo e soddisfano i requisiti degli strumenti internazionali ad essi  applicabili. Il fabbricante, o il suo mandatario stabilito nella Comunità, appone il marchio a  ciascun prodotto e redige una dichiarazione di conformità. 2. Il fabbricante prende tutte le misure necessarie affinché il processo di fabbricazione assicuri  la conformità dei prodotti fabbricati al tipo oggetto dell'attestato di esame CE del tipo e ai  requisiti degli strumenti internazionali ad essi applicabili. 3. Il fabbricante, o il suo mandatario, conserva copia della dichiarazione di conformità per almeno  dieci anni dall'ultima data di fabbricazione del prodotto. Nel caso in cui né il fabbricante, né il suo mandatario siano stabiliti nella Comunità, l'obbligo  di tenere a disposizione la documentazione tecnica incombe alla persona responsabile  dell'immissione del prodotto sul mercato comunitario. GARANZIA DI QUALITÀ DELLA PRODUZIONE (MODULO D)1. Il fabbricante che soddisfa  gli obblighi del paragrafo 2 garantisce e dichiara che i prodotti in questione sono conformi al  tipo descritto nell'attestato di esame CE del tipo. Il fabbricante, o il suo mandatario stabilito  nella Comunità, appone il marchio a ciascun prodotto e redige una dichiarazione scritta di  conformità. Il marchio deve essere accompagnato dal numero di identificazione dell'organismo  notificato responsabile della sorveglianza di cui al paragrafo 4. 2. Il fabbricante deve utilizzare un sistema qualità approvato per la produzione, eseguire  l'ispezione e le prove del prodotto finito secondo quanto specificato al paragrafo 3, e deve essere  assoggettato alla sorveglianza di cui al paragrafo 4. 3. Sistema qualità3.1. ll fabbricante presenta ad un organismo notificato di sua scelta una  domanda di valutazione del suo sistema qualità per i prodotti oggetto della presente direttiva. La domanda deve contenere: - tutte le informazioni utili sulla categoria di prodotti prevista; - la documentazione relativa al sistema qualità; - la documentazione tecnica relativa al tipo approvato e una copia dell'attestato di esame CE del  tipo. 3.2. Il sistema qualità deve garantire la conformità dei prodotti di tipo descritto nell'attestato  di esame CE del tipo. Tutti i criteri, i requisiti e le disposizioni adottati dal fabbricante devono essere documentati  in modo sistematico e ordinato, sotto forma di strategie, procedure e istruzioni scritte. La  documentazione relativa al sistema qualità deve permettere un'interpretazione uniforme dei  programmi, dei progetti, dei manuali e dei rapporti riguardanti la qualità. Detta documentazione deve includere in particolare un'adeguata descrizione: - degli obiettivi di qualità, della struttura organizzativa, delle responsabilità e dei poteri dei  dirigenti in materia di qualità dei prodotti; - dei metodi di fabbricazione, delle tecniche di controllo e di garanzia della qualità, dei  processi e delle azioni sistematiche che si intende applicare; - degli esami e delle prove che saranno effettuati prima, durante e dopo la fabbricazione, con  indicazione della frequenza con cui si intende effettuarli; - della documentazione in materia di qualità, quali i rapporti ispettivi e i dati sulle prove, e  sulle tarature, i rapporti sulle qualifiche del personale interessato, ecc.; - dei mezzi impiegati per verificare costantemente che il prodotto abbia raggiunto il livello di  qualità richiesto e che il sistema qualità funzioni efficacemente. 3.3. L'organismo notificato valuta il sistema qualità per determinare se soddisfa i requisiti di  cui al paragrafo 3.2. Esso presume che i sistemi qualità che applicano la corrispondente norma  armonizzata siano conformi a tali requisiti. Nel gruppo incaricato della valutazione deve essere presente almeno un esperto nella tecnologia  produttiva oggetto della valutazione. La procedura di valutazione deve comprendere una visita agli  impianti del fabbricante. La decisione viene notificata al fabbricante. La notifica deve contenere i risultati dell'esame e  la motivazione circostanziata della decisione. 3.4. Il fabbricante si impegna ad adempiere gli obblighi derivanti dal sistema qualità approvato e  a fare in modo che esso rimanga adeguato ed efficiente. Il fabbricante, o il mandatario, tiene informato l'organismo notificato che ha approvato il sistema  qualità di qualsiasi prevista revisione del sistema. L'organismo notificato valuta le modifiche proposte e decide se il sistema modificato continua a  soddisfare i requisiti di cui al paragrafo 3.2 o se è necessaria una seconda valutazione. L'organismo notificato comunica le sue decisioni al fabbricante. La comunicazione deve contenere i  risultati dell'esame e la decisione motivata risultante dalla valutazione. 4. Sorveglianza sotto la responsabilità dell'organismo notificato4.1. La sorveglianza ha lo scopo  di garantire che il fabbricante adempia tutti gli obblighi derivanti dal sistema qualità  approvato. 4.2. Il fabbricante consente all'organismo notificato di accedere, a fini ispettivi, ai locali di  fabbricazione, ispezione, prove e deposito a fornire tutte le necessarie informazioni, in  particolare: - la documentazione relativa al sistema qualità; - la documentazione in materia di qualità, quali i rapporti ispettivi e i dati sulle prove, i dati  sulle tarature, i rapporti sulle qualifiche del personale interessato, ecc. 4.3. L'organismo notificato svolge periodicamente verifiche ispettive per assicurarsi che il  fabbricante mantenga ed utilizzi il sistema qualità e fornisce al fabbricante un rapporto sulle  verifiche ispettive effettuate. 4.4. Inoltre l'organismo notificato può effettuare visite senza preavviso presso il fabbricante. In  tale occasione, l'organismo notificato può svolgere o far svolgere prove per verificare il buon  funzionamento del sistema qualità, se necessario. Esso fornisce al fabbricante un rapporto sulla  visita e, se sono state svolte prove, anche un rapporto sulle prove. 5. Il fabbricante tiene a disposizione delle autorità nazionali per almeno dieci anni dall'ultima  data di fabbricazione del prodotto: - la documentazione di cui al paragrafo 3.1, secondo comma, secondo trattino; - gli aggiornamenti di cui al paragrafo 3.4, secondo comma; - le decisioni e i rapporti dell'organismo notificato di cui al paragrafo 3.4, ultimo comma, e ai  paragrafi 4.3 e 4.4. 6. Ogni organismo notificato comunica agli altri organismi notificati le informazioni riguardanti  tutti i casi in cui ha rilasciato o ritirato l'approvazione per un sistema qualità. GARANZIA DI QUALITÀ DEI PRODOTTI (MODULO E)1. Il fabbricante che soddisfa gli  obblighi del paragrafo 2 garantisce e dichiara che i prodotti sono conformi al tipo descritto  nell'attestato di esame CE del tipo. Il fabbricante, o il suo mandatario stabilito nella Comunità,  appone il marchio a ciascun prodotto e redige una dichiarazione di conformità. Il marchio deve  essere accompagnato dal numero d'identificazione dell'organismo notificato responsabile della  sorveglianza di cui al paragrafo 4. 2. Il fabbricante utilizza un sistema qualità approvato per l'ispezione e le prove finali secondo  quanto specificato al paragrafo 3, e si deve sottoporre alla sorveglianza di cui al paragrafo 4. 3. Sistema qualità3.1. Il fabbricante presenta una domanda per la valutazione del suo sistema  qualità per i suoi prodotti ad un organismo notificato di sua scelta. La domanda deve contenere: - tutte le informazioni utili sulla categoria di prodotti prevista; - la documentazione relativa al sistema qualità; - la documentazione tecnica relativa al tipo approvato e una copia dell'attestato di esame CE del  tipo. 3.2. Nel quadro del sistema qualità, ciascun prodotto viene esaminato e su di esso vengono  effettuate opportune prove per verificarne la conformità ai requisiti degli strumenti  internazionali. Tutti i criteri, i requisiti e le disposizioni adottati dal fabbricante devono  essere documentati in modo sistematico e ordinato, sotto forma di strategie, procedure e istruzioni  scritte. La documentazione relativa al sistema qualità deve permettere un'interpretazione uniforme  dei programmi, dei progetti, dei manuali e dei documenti aventi attinenza con la qualità. Detta documentazione deve includere, in particolare, un'adeguata descrizione: - degli obiettivi di qualità e della struttura organizzativa, delle responsabilità e dei poteri dei  dirigenti in materia di qualità del prodotto; - degli esami e delle prove che saranno effettuati dopo la fabbricazione; - dei mezzi di controllo del funzionamento del sistema qualità; - della documentazione in materia di qualità, quali i rapporti ispettivi e i dati sulle prove, i  dati sulle tarature, i rapporti sulle qualifiche del personale interessato, ecc.; 3.3. L'organismo notificato valuta il sistema qualità per stabilire se soddisfa i requisiti di cui  al paragrafo 3.2. Esso presume la conformità a tali requisiti per i sistemi qualità che applicano  la corrispondente norma armonizzata; Nel gruppo incaricato della valutazione deve essere presente almeno una persona esperta nella  tecnologia produttiva esaminata. La procedura di valutazione deve comprendere una visita agli  impianti del fabbricante. La decisione viene notificata al fabbricante. La notifica deve contenere i risultati dell'esame e  la motivazione circostanziata della decisione. 3.4. Il fabbricante si impegna ad adempiere gli obblighi derivanti dal sistema qualità approvato e  a fare in modo che esso rimanga adeguato ed efficiente. Il fabbricante, o il mandatario, tiene informato l'organismo notificato che ha approvato il sistema  qualità di qualsiasi prevista revisione del sistema stesso. L'organismo notificato valuta le modifiche proposte e decide se il sistema qualità modificato  continua a soddisfare i requisiti di cui al paragrafo 3.2 o se è necessaria una seconda  valutazione. L'organismo notificato comunica le sue decisioni al fabbricante. La comunicazione deve contenere il  risultato dell'esame e la motivazione circostanziata della decisione. 4. Sorveglianza sotto la responsabilità dell'organismo notificato4.1. Lo scopo della sorveglianza  è di assicurare che il fabbricante adempia tutti gli obblighi derivanti dal sistema qualità  approvato. 4.2. Il fabbricante consente all'organismo notificato di accedere, a fini ispettivi, ai locali di  ispezione, prova e deposito e fornisce tutte le necessarie informazioni, in particolare: - la documentazione relativa al sistema qualità; - la documentazione tecnica; - altra documentazione in materia di qualità, quali i rapporti ispettivi e i dati sulle prove, i  dati sulle tarature, i rapporti sulle qualifiche del personale interessato, ecc. 4.3. L'organismo notificato svolge periodicamente verifiche ispettive per assicurarsi che il  fabbricante mantenga ed utilizzi il sistema qualità e fornisce al fabbricante un rapporto sulle  verifiche ispettive effettuate. 4.4. L'organismo notificato può inoltre effettuare visite non preannunciate presso il fabbricante.  In tale occasione, l'organismo notificato può effettuare o fare effettuare, se necessario, prove  per verificare il corretto funzionamento del sistema qualità. Esso fornisce al fabbricante un  rapporto sulla visita e, se sono state effettuate prove, anche un rapporto sulle prove. 5. Il fabbricante tiene a disposizione delle autorità nazionali per almeno dieci anni dall'ultima  data di fabbricazione del prodotto: - la documentazione di cui al paragrafo 3.1, secondo comma, secondo trattino; - gli aggiornamenti di cui al paragrafo 3.4, secondo comma; - le decisioni e i rapporti dell'organismo notificato di cui al paragrafo 3.4, ultimo comma, e ai  paragrafi 4.3 e 4.4. 6. Ogni organismo notificato comunica agli altri organismi notificati le informazioni riguardanti  tutti i casi in cui ha rilasciato o ritirato l'approvazione per un sistema qualità. VERIFICA DEL PRODOTTO (MODULO F)1. Il fabbricante, o il suo mandatario  stabilito nella Comunità, verifica e dichiara che i prodotti cui sono state applicate le  disposizioni del paragrafo 3 sono conformi al tipo descritto nell'attestato di esame CE del tipo. 2. Il fabbricante adotta tutte le misure necessarie affinché il processo di fabbricazione  garantisca la conformità di tutti i prodotti al tipo descritto nell'attestato di esame CE del tipo.  Il fabbricante appone il marchio su ciascun prodotto e redige una dichiarazione di conformità. 3. L'organismo notificato procede agli esami e alle prove del caso, per verificare la conformità  del prodotto ai requisiti degli strumenti internazionali, o effettuando esami e prove per ogni  singolo prodotto secondo quanto stabilito al paragrafo 4, o effettuando esami e prove statistici  sui prodotti secondo quanto stabilito al paragrafo 5, a scelta del fabbricante. 3a. Il fabbricante, o il suo mandatario, conserva copia della dichiarazione di conformità per  almeno dieci anni dall'ultima data di fabbricazione del prodotto. 4. Verifica mediante esame e prova di ogni singolo prodotto4.1. Tutti i prodotti vengono esaminati  singolarmente e su di essi vengono effettuate opportune prove per verificarne la conformità al tipo  descritto nell'attestato di esame CE del tipo. 4.2. L'organismo notificato appone o fa apporre il suo numero di identificazione su ciascun  prodotto approvato e redige un attestato di conformità in base alle prove effettuate. 4.3. Il fabbricante, o il suo mandatario, deve essere in grado di esibire, su richiesta, gli  attestati di conformità dell'organismo notificato. 5. Verifica statistica5.1. Il fabbricante deve presentare i suoi prodotti sotto forma di lotti  omogenei e prende tutte le misure necessarie affinché il processo di fabbricazione garantisca  l'omogeneità di ciascun lotto prodotto. 5.2. I prodotti devono essere presentati alla verifica sotto forma di lotti omogenei. Da ciascun  lotto viene prelevato un campione a caso. Gli esemplari di un campione vengono esaminati  singolarmente e su di essi vengono effettuate opportune prove per verificarne la conformità ai  requisiti degli strumenti internazionali e per stabilire se si debba accettare o rifiutare il  lotto. 5.3. Per i lotti accettati, l'organismo notificato appone o fa apporre il suo numero di  identificazione su ogni singolo prodotto e redige un attestato di conformità in base alle prove  effettuate. Tutti gli esemplari del lotto possono essere immessi sul mercato, ad eccezione degli  esemplari del campione risultati non conformi. Se un lotto è rifiutato, l'organismo notificato competente prende le misure appropriate per  evitarne l'immissione sul mercato. Qualora il rifiuto di lotti sia frequente, l'organismo  notificato può decidere di sospendere la verifica statistica. Il fabbricante può apporre, sotto la responsabilità dell'organismo notificato, il numero di  identificazione di quest'ultimo nel corso della fabbricazione. 5.4. Il fabbricante, o il suo mandatario, deve essere in grado di esibire, su richiesta, gli  attestati di conformità dell'organismo notificato. VERIFICA DI UN UNICO PRODOTTO (MODULO G)1. Questo modulo descrive la procedura  con cui il fabbricante accerta e dichiara che il prodotto considerato, cui è stato rilasciato  l'attestato di cui al paragrafo 2, è conforme ai requisiti degli strumenti internazionali ad esso  relativi. Il fabbricante, o il suo mandatario stabilito nella Comunità, appone il marchio sul  prodotto e redige una dichiarazione di conformità. 2. L'organismo notificato esamina il singolo prodotto e procede alle opportune prove per  verificarne la conformità rispetto ai requisiti degli strumenti internazionali ad esso relativi. L'organismo notificato appone o fa apporre il proprio numero di identificazione sul prodotto  approvato e redige un attestato di conformità in base alle prove effettuate. 3. La documentazione tecnica deve consentire di valutare la conformità del prodotto ai requisiti  degli strumenti internazionali e a comprendere il progetto, la fabbricazione e il funzionamento del  prodotto stesso. GARANZIA DI QUALITÀ TOTALE (MODULO H)1. Il fabbricante che adempie gli  obblighi di cui al paragrafo 2 garantisce e dichiara che i prodotti soddisfano i requisiti degli  strumenti internazionali ad essi applicabili. Il fabbricante, o il suo mandatario stabilito nella  Comunità, appone il marchio a ciascun prodotto e redige una dichiarazione di conformità. Il marchio  deve essere accompagnato dal numero di identificazione dell'organismo notificato responsabile della  sorveglianza di cui al paragrafo 4. 2. Il fabbricante applica un sistema qualità approvato per la progettazione, la fabbricazione,  l'ispezione finale e il collaudo del prodotto secondo quanto specificato al paragrafo 3 e si deve  sottoporre alla sorveglianza di cui al paragrafo 4. 3. Sistema qualità3.1. Il fabbricante presenta una domanda di valutazione del suo sistema qualità  ad un organismo notificato. La domanda deve contenere: - tutte le informazioni utili sulla categoria di prodotti prevista, - la documentazione relativa al sistema qualità. 3.2. Il sistema qualità deve garantire la conformità dei prodotti ai requisiti degli strumenti  internazionali ad essi applicabili. Tutti i criteri, i requisiti e le disposizioni adottati dal fabbricante devono essere documentati  in modo sistematico e ordinato, sotto forma di strategie, procedure e istruzioni scritte. La  documentazione relativa al sistema qualità deve permettere una interpretazione uniforme dei  programmi, dei progetti, dei manuali e dei rapporti riguardanti la qualità. Detta documentazione deve includere in particolare un'adeguata descrizione: - degli obiettivi di qualità e della struttura organizzativa, delle responsabilità e dei poteri dei  dirigenti in materia di qualità dei prodotti; - delle specifiche tecniche di progettazione, norme incluse, che si intende applicare e la garanzia  che saranno soddisfatti i requisiti essenziali degli strumenti internazionali che si applicano ai  prodotti; - delle tecniche, dei processi e degli interventi sistematici in materia di controllo e verifica  della progettazione che verranno applicati nella progettazione dei prodotti appartenenti alla  categoria considerata; - delle tecniche, dei processi e degli interventi sistematici che si intende applicare nella  fabbricazione, nel controllo di qualità e nella garanzia della qualità; - degli esami e delle prove che saranno effettuati prima, durante e dopo la fabbricazione, con  indicazione della frequenza con cui si intende effettuarli; - della documentazione in materia di qualità, quali i rapporti ispettivi e i dati sulle prove e  sulle tarature, i rapporti sulle qualifiche del personale, ecc.; - i mezzi per controllare costantemente il livello richiesto in materia di progettazione e di  qualità del prodotto e l'efficace funzionamento del sistema qualità. 3.3. L'organismo notificato valuta il sistema qualità per stabilire se soddisfa i requisiti di cui  al paragrafo 3.2. Esso presume la conformità a tali requisiti per i sistemi qualità che applicano  la corrispondente norma armonizzata. Nel gruppo incaricato della valutazione deve essere presente almeno una persona esperta nella  tecnologica produttiva esaminata. La procedura di valutazione deve comprendere una visita agli  impianti del fabbricante. La decisione viene notificata al fabbricante. La notifica deve contenere i risultati dell'esame e  la motivazione circostanziata della decisione. 3.4. Il fabbricante si impegna ad adempiere gli obblighi derivanti dal sistema qualità approvato, e  a fare in modo che esso rimanga adeguato ed efficiente. Il fabbricante, o il suo mandatario, tiene informato l'organismo notificato che ha approvato il  sistema qualità di qualsiasi prevista revisione del sistema. L'organismo notificato valuta le modifiche proposte e decide se il sistema qualità modificato  continua a soddisfare i requisiti di cui al paragrafo 3.2 o se è necessaria una seconda  valutazione. L'organismo notificato comunica la sua decisione al fabbricante. La notifica deve contenere i  risultati dell'esame e la decisione motivata della valutazione. 4. Sorveglianza CE sotto la responsabilità dell'organismo notificato4.1. La sorveglianza CE ha lo  scopo di garantire che il fabbricante adempia tutti gli obblighi derivanti dal sistema qualità  approvata. 4.2. Il fabbricante consente all'organismo notificato di accedere, a fini ispettivi, ai locali di  progettazione, fabbricazione, ispezione, prova e deposito, e fornisce tutte le necessarie  informazioni, in particolare: - la documentazione relativa al sistema qualità; - la documentazione prevista dalla sezione «progettazione» del sistema qualità, quali i risultati  di analisi, calcoli, prove, ecc.; - la documentazione prevista dalla sezione «fabbricazione» del sistema qualità, quali i rapporti  ispettivi e i dati sulle prove e sulle tarature, i rapporti sulle qualifiche del personale, ecc. 4.3. L'organismo notificato svolge periodicamente verifiche ispettive per assicurarsi che il  fabbricante mantenga ed utilizzi il sistema qualità, e fornisce al fabbricante un rapporto sulle  verifiche effettuate. 4.4. L'organismo notificato può anche effettuare visite senza preavviso presso il fabbricante,  procedendo o facendo procedere in tale occasione, se necessario, a prove atte a verificare il  corretto funzionamento del sistema qualità. Esso fornisce al fabbricante un rapporto sulla visita  e, se sono state effettuate prove, anche un rapporto sulle prove. 5. Il fabbricante, per almeno dieci anni a decorrere dall'ultima data di fabbricazione del  prodotto, tiene a disposizione delle autorità nazionali: - la documentazione di cui al paragrafo 3.1, secondo comma, secondo trattino; - le modifiche di cui al paragrafo 3.4, secondo comma; - le decisioni e i rapporti dell'organismo notificato di cui al paragrafo 3.4, ultimo comma a ai  paragrafi 4.3 e 4.4. 6. Ogni organismo notificato comunica agli altri organismi notificati le opportune informazioni,  tutti i casi in cui ha rilasciato o ritirato l'approvazione per un sistema qualità. Documentazione tecnica fornita dal fabbricante all'organismo notificatoLa documentazione tecnica  di cui all'allegato B deve comprendere tutti i dati o i mezzi usati dal fabbricante per garantire  che l'equipaggiamento soddisfi i requisiti essenziali ad esso relativi.La documentazione tecnica deve consentire di comprendere il progetto, la fabbricazione e il  funzionamento del prodotto e di valutarne la conformità ai requisiti dei pertinenti strumenti  internazionali. La documentazione contiene, nella misura in cui sia utile ai fini della valutazione: - la decrizione generale del tipo; - il progetto teorico, i disegni e gli schemi di fabbricazione dei componenti, delle sottounità,  dei circuiti, ecc.; - descrizioni e spiegazioni necessarie alla comprensione dei disegni e degli schemi di  fabbricazione sopra indicati, compreso il funzionamento del prodotto; - risultati dei calcoli di progetto degli esami eseguiti, ecc.; - i rapporti di prova; - i manuali di installazione, uso e manutenzione. Laddove sia opportuno, la documentazione relativa alla progettazione deve contenere i seguenti  elementi: - le attestazioni relative all'equipaggiamento incorporato nell'apparecchiatura; - gli attestati e i certificati relativi ai metodi di fabbricazione e/o alle ispezioni e/o al  controllo dell'apparecchiatura; - qualsiasi altro documento che consenta all'organismo notificato di migliorare la valutazione. (1) Uno stesso tipo può comprendere più varianti di un prodotto a condizione  che le differenze tra le varianti non influiscano sul livello di sicurezza e su altri requisiti in  materia di prestazioni del prodotto.   ALLEGATO C CRITERI MINIMI CHE GLI STATI MEMBRI DEVONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PER LA  DESIGNAZIONE DEGLI ORGANISMI NOTIFICATI 1. Gli organismi notificati devono soddisfare i requisiti  della serie EN 45000. 2. Laddove i certificati di conformità al tipo siano rilasciati da un organismo notificato per  conto di uno Stato membro, lo Stato membro deve assicurarsi che le qualifiche, l'esperienza tecnica  e il personale dell'organismo notificato siano tali da metterlo in grado di rilasciare certificati  di conformità al tipo che rispettino i requisiti della presente direttiva e di garantire un alto  livello di sicurezza. 3. L'organismo notificato deve essere in grado di fornire l'opinione di esperti in campo  marittimo. Gli organismi notificati sono autorizzati a svolgere procedure di valutazione della conformità per  qualsiasi operatore economico stabilito all'interno o all'esterno della Comunità. Gli organismi notificati possono esperire le procedure di valutazione della conformità in qualsiasi  Stato membro o Paese terzo utilizzando il proprio personale locale o il personale dell'ufficio  distaccato all'estero. Nel caso in cui una consociata dell'organismo notificato esperisca le procedure di valutazione  della conformità, tutti i documenti relativi alle procedure di valutazione della conformità vengono  rilasciati dall'organismo notificato a proprio nome e non a nome della consociata. Tuttavia, la consociata di un organismo notificato stabilita in un altro Stato membro può  rilasciare documenti relativi alle procedure di valutazione della conformità se è notificata da  detto Stato membro.  ALLEGATO D MARCHIO DI CONFORMITÀ Il marchio di conformità ha la forma seguente: >RIFERIMENTO A UN FILM>In caso di riduzione o di ingrandimento del marchio dovranno essere  rispettate le proporzioni indicate dal grafico graduato riportato qui sopra. I vari elementi del marchio hanno sostanzialmente la stessa dimensione verticale, che non può  essere inferiore a 5 mm. Tale dimensione minima può essere ignorata per oggetti in scala ridotta.