CELEX: C2005/217/14
Language: it
Date: 2005-09-03 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Grande Sezione), 21 luglio 2005, nel procedimento C-231/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia): Consorzio Aziende Metano (Coname) contro Comune di Cingia de' Botti («Artt. 43 CE, 49 CE e 81 CE — Concessione relativa alla gestione del servizio pubblico di distribuzione del gas»)

3.9.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/7
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Grande Sezione)
   21 luglio 2005
   nel procedimento C-231/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia): Consorzio Aziende Metano (Coname) contro Comune di Cingia de' Botti (1)
   
   («Artt. 43 CE, 49 CE e 81 CE - Concessione relativa alla gestione del servizio pubblico di distribuzione del gas»)
   (2005/C 217/14)
   Lingua processuale: l'italiano
   Nel procedimento C-231/03, avente ad oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dal Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, con ordinanza 14 febbraio 2003, pervenuta in cancelleria il 28 maggio 2003, nella causa tra Consorzio Aziende Metano (Coname) e Comune di Cingia de' Botti, con l'intervento di: Padania Acque SpA, la Corte (Grande Sezione), composta dal sig. V. Skouris, presidente, dai sigg. P. Jann, C.W.A. Timmermans (relatore), A. Rosas, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta e dal sig. A. Borg Barthet, presidenti di sezione, dai sigg. R. Schintgen, S. von Bahr, J.N. Cunha Rodrigues, G. Arestis, M. Ilešič, J. Malenovský e J. Klučka, giudici; avvocato generale: sig.ra C. Stix-Hackl; cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore principale, ha pronunciato, il 21 luglio 2005, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   Gli artt. 43 CE e 49 CE ostano, in circostanze come quelle oggetto della causa principale, all'affidamento diretto da parte di un comune di una concessione relativa alla gestione del servizio pubblico di distribuzione del gas ad una società a prevalente capitale pubblico, capitale nel quale il detto comune detiene una partecipazione dello 0,97 %, qualora tale affidamento non risponda a condizioni di trasparenza che, senza necessariamente implicare un obbligo di fare ricorso ad una gara, siano, in particolare, tali da consentire a un'impresa con sede nel territorio di uno Stato membro diverso da quello del detto comune di avere accesso alle informazioni adeguate riguardo alla detta concessione prima che essa sia attribuita, di modo che tale impresa, se lo avesse desiderato, sarebbe stata in grado di manifestare il proprio interesse a ottenere la detta concessione.
   
      (1)  GU C 226 del 20.9.2003.