CELEX: 62013CA0311
Language: it
Date: 2014-11-05 00:00:00
Title: Causa C-311/13: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 5 novembre 2014 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Centrale Raad van Beroep — Paesi Bassi) — O. Tümer/Raad van bestuur van het Uitvoeringsinstituut werknemersverzekeringen (Tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro — Direttiva 80/987/CEE — Dipendente, cittadino di paese terzo, non titolare di un valido permesso di soggiorno — Diniego del diritto ad un’indennità di insolvenza)

12.1.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 7/7
            
         Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 5 novembre 2014 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Centrale Raad van Beroep — Paesi Bassi) — O. Tümer/Raad van bestuur van het Uitvoeringsinstituut werknemersverzekeringen
   (Causa C-311/13) (1)
   
   ((Tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro - Direttiva 80/987/CEE - Dipendente, cittadino di paese terzo, non titolare di un valido permesso di soggiorno - Diniego del diritto ad un’indennità di insolvenza))
   (2015/C 007/09)
   Lingua processuale: il neerlandese
   
      Giudice del rinvio
   
   Centrale Raad van Beroep
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: O. Tümer
   
      Convenuto: Raad van bestuur van het Uitvoeringsinstituut werknemersverzekeringen
   
      Dispositivo
   
   Le disposizioni della direttiva 80/987/CEE del Consiglio, del 20 ottobre 1980, relativa alla tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro, come modificata dalla direttiva 2002/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 settembre 2002, devono essere interpretate nel senso che ostano ad una normativa nazionale sulla tutela dei lavoratori subordinati in caso di insolvenza del datore di lavoro, come quella di cui al procedimento principale, secondo la quale un cittadino di un paese terzo che non soggiorna legalmente nello Stato membro interessato non è considerato un lavoratore subordinato, legittimato a richiedere una prestazione di insolvenza in forza, in particolare, dei crediti salariali non pagati in caso di insolvenza del datore di lavoro, mentre il medesimo cittadino di paese terzo è qualificato, ai sensi delle norme di diritto civile di tale Stato membro, come «lavoratore subordinato» avente diritto ad una retribuzione che può costituire oggetto di ricorso contro il proprio datore di lavoro davanti agli organi giurisdizionali nazionali.
   
      (1)  GU C 250 del 31.8.2013.