CELEX: 62022TN0049
Language: it
Date: 2022-01-27 00:00:00
Title: Causa T-49/22: Ricorso proposto il 27 gennaio 2022 — Romania/Commissione

28.3.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 138/26
            
         
      Ricorso proposto il 27 gennaio 2022 — Romania/Commissione
      (Causa T-49/22)
      (2022/C 138/31)
      Lingua processuale: il rumeno
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Romania (rappresentanti: E. Gane e L. Bațagoi, agenti)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare parzialmente la decisione 2021/2020, per quanto concerne l’esclusione dal finanziamento dell’Unione europea di spese pari a un importo totale di EUR 178 320 110,85 sostenute dall’organismo pagatore riconosciuto in Romania e dichiarate a titolo del FEAGA e del FEASR, le quali rappresentano rettifiche finanziarie forfettarie (5 % e 2 %) applicate in conseguenza di una violazione del diritto dell’Unione in relazione ai pagamenti per superficie per gli anni di domanda 2017 e 2018 (esercizi finanziari 2018 e 2019) (1);
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sull’esercizio inappropriato, da parte della Commissione, del potere di escludere taluni importi dal finanziamento dell’Unione sulla base dell’articolo 52 del regolamento n. 1306/2013 (2).
                  La Commissione avrebbe condotto in modo inadeguato la procedura di verifica di conformità relativa agli anni di domanda 2017 e 2018:
                  la Commissione sarebbe incorsa in un errore nel ritenere che sussistesse un’irregolarità relativamente ai controlli amministrativi riguardanti i pagamenti di inverdimento avente un impatto sui fondi. Anche supponendo che sussistesse un’irregolarità siffatta, la condotta dell’istituzione dell’Unione — segnatamente la formulazione particolarmente vaga delle risultanze e la coincidenza temporale delle indagini del 2017 e del 2018 — avrebbe reso impossibile la presentazione di pertinenti calcoli d’impatto nel rispetto del termine di cui all’articolo 34, paragrafo 3, terzo comma, del regolamento n. 908/2014 (3). In tale contesto, la Commissione avrebbe rifiutato, ingiustificatamente e in violazione dell’articolo 34, paragrafo 6, del medesimo regolamento, di analizzare i dati e i calcoli forniti dalle autorità rumene nella richiesta di conciliazione relativa all’indagine del 2018 ([richiesta del] 5 febbraio 2020). In nessun caso la Commissione avrebbe dovuto applicare rettifiche forfettarie del 5 %.
                  La condotta dell’istituzione dell’Unione, nell’ambito dell’indagine del 2018, per quanto concerne le irregolarità riguardanti l’aggiornamento del SIPA (4)
                     - qualità e corretta identificazione delle parcelle di riferimento nel SIPA-SIG (5) — in particolare il fatto che aspetti essenziali siano stati chiariti nella sua posizione finale relativa all’indagine del 2017 ([posizione trasmessa il] 20 dicembre 2019) — avrebbe reso impossibile la determinazione della portata di dette irregolarità e la presentazione di pertinenti calcoli d’impatto nel rispetto del termine di cui all’articolo 34, paragrafo 3, terzo comma, del regolamento n. 908/2014. In tale contesto, la Commissione avrebbe rifiutato, ingiustificatamente e in violazione dell’articolo 34, paragrafo 6, del medesimo regolamento, di analizzare i dati e i calcoli forniti dalle autorità rumene nella richiesta di conciliazione relativa all’indagine del 2018 ([richiesta del] 5 febbraio 2020).
                  La condotta dell’istituzione dell’Unione, nell’ambito dell’indagine del 2018, per quanto concerne l’irregolarità riguardante la superficie massima ammissibile per le misure di sostegno connesse alla superficie finanziate dal FEASR, condotta consistente nell’imporre il proprio metodo di calcolo, non potrebbe sostituire l’analisi dei dati e dei calcoli forniti dalle autorità rumene il 10 giugno 2019. Inoltre, tale condotta avrebbe posto le autorità rumene nell’impossibilità di identificare, entro il termine di cui all’articolo 34, paragrafo 3, terzo comma, del regolamento n. 908/2014, gli adattamenti necessari da apportare ai dati e ai calcoli forniti. In tale contesto, la Commissione avrebbe rifiutato, ingiustificatamente e in violazione dell’articolo 34, paragrafo 6, del medesimo regolamento, di analizzare i dati e i calcoli forniti dalle autorità rumene nella richiesta di conciliazione relativa all’indagine del 2018 ([richiesta del] 5 febbraio 2020).
                  La Commissione avrebbe ritenuto a torto che sussistesse un’irregolarità relativamente all’esecuzione di un numero sufficiente di controlli in loco nell’ambito del regime di pagamento riguardante l’inverdimento, facendo erroneamente riferimento ai dati e alle statistiche di controllo comunicati ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 1, del regolamento n. 809/2014 (6). Anche supponendo che sussistesse un’irregolarità siffatta, la Commissione non avrebbe dovuto applicare rettifiche forfettarie del 5 %.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione del principio di proporzionalità.
                  La Romania ritiene che la decisione impugnata sia contraria al principio di proporzionalità, tenuto conto del fatto che l’applicazione di rettifiche forfettarie del 5 % per quanto riguarda i pagamenti a titolo del FEAGA e del 2 % per quanto riguarda i pagamenti a titolo del FEASR per gli anni di domanda 2017 e 2018 (esercizi finanziari 2018 e 2019) ha determinato una sopravvalutazione della perdita di fondi dell’Unione dovuta alle irregolarità constatate, atteso che le aliquote del 5 % e del 2 % non terrebbero conto della natura e della gravità della violazione, né delle sue implicazioni finanziarie per il bilancio dell’Unione.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione dell’obbligo di motivazione previsto dall’articolo 296, secondo comma, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
                  La Commissione avrebbe violato l’obbligo di motivazione previsto dall’articolo 296, secondo comma, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea omettendo di motivare sufficientemente e adeguatamente, da un lato, la sussistenza di irregolarità, nonché il rigetto degli argomenti e dei calcoli presentati dalle autorità rumene e, dall’altro, l’inapplicabilità dell’articolo 34, paragrafo 6, del regolamento n. 908/2014 in relazione alle specificità della procedura di verifica di conformità che ha riguardato gli anni di domanda 2017 e 2018.
               
            
         (1)  GU 2021, L 413, pag. 10.
      
         (2)  GU 2013, L 347, pag. 549.
      
         (3)  GU 2014, L 255, pag. 59.
      
         (4)  Sistema di identificazione delle parcelle agricole.
      
         (5)  Sistema di identificazione delle parcelle agricole — Sistema di informazione geografica.
      
         (6)  GU 2014, L 227, pag. 69.