CELEX: 51986PC0499
Language: it
Date: 1986-09-29
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE AI PRODOTTI CHE, AVENDO UN ASPETTO DIVERSO DA QUELLO CHE SONO IN REALTA, COMPROMETTONO LA SALUTE O LA SICUREZZA DEI CONSUMATORI

N . C 272/10                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    28.10.86
                                                 COMMISSIONE
               Proposta di direttiva del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
               membri relative ai prodotti che, avendo un aspetto diverso da quello che sono in realtà, compro-
                                         mettono la salute o la sicurezza dei consumatori
                                                        COM(86) 499 def.
                                   (Presentata dalla Commissione al Consiglio l'8 ottobre 1986)
                                                          (86/C 272/10)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                  sumatori nonché alla risoluzione del Consiglio del 23
                                                                      giugno 1986 (3) concernente un nuovo impulso per la po-
                                                                      litica di tutela dei consumatori;
visto il trattato che istituisce la Comunità economica eu-
ropea, in particolare l'articolo 100,                                 considerando che a tal fine la fabbricazione, l'importa-
                                                                      zione, la commercializzazione e l'esportazione dei pro-
                                                                      dotti che per l'aspetto diverso da quello che sono in
vista la proposta della Commissione,                                  realtà, compromettono la sicurezza o la salute dei consu-
                                                                      matori e in particolare dei più deboli tra questi, debbono
                                                                      essere disciplinate da norme uniformi applicabili in cia-
                                                                      scuno Stato membro;
visto il parere del Parlamento europeo,
                                                                      considerando che la salute e la sicurezza dei consumatori
                                                                      non possono essere oggetto di un livello diverso di prote-
visto il parere del Comitato economico e sociale,                     zione nei vari Stati membri;
                                                                      considerando che, data la diversità e la mobilità del mer-
considerando che in vari Stati membri esistono disposi-
                                                                      cato dei prodotti imitanti altri prodotti, il campo di ap-
zioni legislative su taluni prodotti che, avendo un aspetto
                                                                      plicazione della presente direttiva deve essere sufficiente-
diverso da quello che. sono in realtà, compromettono la
                                                                      mente ampio da coprire l'insieme dei prodotti esistenti o
sicurezza o la salute dei consumatori; che tali disposi-
                                                                      nuovi che possono compromettere la salute e la sicurezza
zioni hanno tuttavia un contenuto, un'ampiezza e un
                                                                      dei consumatori e che tuttavia possono essere fornite in-
campo d'applicazione diversi; che, in taluni casi tali di-
                                                                      dicazioni circa i tipi di prodotti pericolosi, le loro carat-
sposizioni riguardano l'insieme dei prodotti che assomi-
                                                                      teristiche e i rischi ad essi connessi;
gliano a derrate alimentari senza essere tali e in altri casi
prodotti particolari suscettibili di essere confusi con der-
rate alimentari, soprattutto dolciumi;                                considerando che, oltre al divieto di immissione sul mer-
                                                                      cato, è necessario, data la pericolosità di questi prodotti,
                                                                      prevedere specificatamente un divieto di fabbricazione,
 considerando che tale situazione crea ostacoli notevoli              d'importazione e di esportazione dei medesimi nonché
 alla libera circolazione dei prodotti e condizioni di con-           controlli che dovranno essere effettuati dalle competenti
 correnza ineguali all'interno della Comunità e non ga-                autorità degli Stati membri;
 rantisce nel mercato comune una tutela efficace del con-
 sumatore, soprattutto dei bambini;                                    considerando che, conformemente ai principi espressi
                                                                       nelle risoluzioni del Consiglio sulla tutela dei consuma-
                                                                       tori, i prodotti pericolosi debbono essere ritirati dal mer-
 considerando che questi ostacoli all'instaurazione e al               cato;
 funzionamento del mercato comune devono essere elimi-
 nati e che deve essere assicurata un'adeguata tutela del              considerando che è necessario istituire una procedura
 consumatore conformemente alle risoluzioni del Consi-                 d'esame sulle misure di divieto o di ritiro adottate dagli
 glio del 14 aprile 1975 (') e del 19 maggio 1981 (2) rela-            Stati membri al fine di assicurare un'applicazione uni-
 tive rispettivamente ad un programma preliminare e a un               forme nella Comunità dei principi della presente diret-
 secondo programma della Comunità economica europea                    tiva; che a tal fine è opportuno istituire un comitato con-
 per una politica di protezione e d'informazione dei con-              sultivo presso la Commissione;
 O GU n. C 92 del 25. 4. 1975, pag. 1.
 O GU n. C 133 del 3. 6. 1981, pag. 1.                                 C) GU n. C 167 del 5. 7. 1986, pag. 1.
 ---pagebreak--- 28.10. 86                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N. C 272/11
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:                                   ultimi ad adottare senza indugio misure in conformità
                                                                     dell'articolo 2, prima frase e dell'articolo 3. La Commis-
                                                                     sione tiene aggiornati e a disposizione delle autorità na-
                           Articolo 1                                zionali competenti elenchi annuali dei prodotti che sono
                                                                     stati oggetto di una decisione della Commissione.
La presente direttiva si applica ai prodotti di consumo
che, avendo un aspetto diverso da quello che sono in
realtà, compromettono la sicurezza o la salute dei consu-            3.     Qualora la Commissione, previa consultazione del
                                                                     comitato, constati che le misure comunicate ai sensi del
matori. Si tratta in particolare:
                                                                     paragrafo 1 non sono giustificate, essa trasmette imme-
                                                                     diatamente allo Stato membro interessato una decisione
a) di prodotti che, pur non essendo derrate alimentari,              recante abrograzione immediata delle misure adottate.
    hanno forma, odore, colore, aspetto o/e etichettatura            Gli altri Stati membri vengono immediatamente infor-
    nonché volume o taglia, nella loro interezza o in al-            mati di tale decisione.
    cune delle loro parti, tali da far prevedere che deter-
    minate categorie di consumatori, soprattutto bambini,            4.     Qualora le misure di cui agli articoli 2 e 3 debbano
    li possano confondere con prodotti alimentari e per-             essere comunicate in base alla decisione 84/133/CEE del
    tanto li portino alla bocca, li succhino o li ingeriscano        Consiglio, del 2 marzo 1984, recante instaurazione di un
    con conseguente rischio di soffocamento, intossica-              sistema comunitario di scambio rapido di informazioni
    zione, perforazione o ostruzione del tubo digerente;             sui pericoli connessi all'utilizzazione di prodotti di con-
                                                                     sumo ('), il paragrafo 1, prima e seconda frase, non si
                                                                     applica.
b) di prodotti di consumo che imitano altri prodotti, ad
    eccezione delle imitazioni delle derrate alimentari di
    cui alla lettera a), la cui probabile utilizzazione erro-        Non appena in possesso delle informazioni ricevute in
    nea può comportare rischi meccanici, chimici, elettrici          base alla decisione 84/133/CEE, la Commissione, oltre
    o di infiammabilità di natura tale da compromettere              agli obblighi che le incombono in base a questa stessa
    la salute o la sicurezza dei consumatori.                        decisione, prosegue la procedura di cui ai paragrafi 1, 2
                                                                     e 3.
                           Articolo 2                                                           Articolo 5
Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per-            Gli Stati membri designano le autorità competenti di cui
ché sia vietata la fabbricazione, l'importazione, la com-            all'articolo 4, paragrafo 2 e ne notificano la designazione
mercializzazione sul loro territorio e l'esportazione dei            alla Commissione.
prodotti di cui all'articolo 1. Essi effettuano inoltre con-
trolli sui prodotti presenti sul mercato per verificare che i
prodotti oggetto della presente direttiva non vengano                                           Articolo 6
commercializzati.
                                                                      1.    È istituito presso la Commissione un comitato con-
                                                                     sultivo; esso è composto di due rappresentanti per Stato
                                                                     membro ed è presieduto da un rappresentante della
                           Articolo 3                                Commissione.
Gli Stati membri adottano le misure opportune affinché
le rispettive autorità competenti ritirino o facciano riti-          2.     Il comitato esamina le informazioni che gli sono
rare i prodotti oggetto della presente direttiva che si tro-         trasmesse dalla Commissione in base all'articolo 4, para-
vino sul rispettivo mercato.                                         grafo 1. Esso può inoltre esaminare questioni relative al-
                                                                      l'attuazione e alla gestione della direttiva che vengono
                                                                      sollevate dal suo presidente sia su iniziativa di quest'ul-
                            Articolo 4                                timo che su richiesta di un rappresentante di uno Stato
                                                                      membro.
 1.    Gli Stati membri comunicano alla Commissione le
 misure specifiche di cui agli articoli 2 e 3 nonché una
 descrizione sufficiente del prodotto in questione. Essi in-          3.    La Commissione, sollecitando il parere del comi-
 dicano il motivo della loro decisione. La Commissione                tato, può fissare il termine entro il quale dovrà essere
 trasmette per parere tali informazioni al comitato consul-           reso il parere. Le deliberazioni del comitato non sono se-
 tivo di cui all'articolo 6, convoca una riunione urgente di          guite da votazione. Tuttavia, ciascun membro del comi-
 tale comitato e fissa il termine entro il quale dovrà essere         tato può esigere che la sua opinione sia messa a verbale.
 reso il parere.
                                                                      4.    Le funzioni di segreteria del comitato sono esple-
                                                                      tate dalla Commissione.
 2.    Qualora la Commissione, previa consultazione del
 comitato, constati che le misure comunicate ai sensi del
 paragrafo 1 sono giustificate, essa trasmette immediata-
 mente agli Stati membri una decisione che obbliga questi             0) GU n. L 70 del 13. 3. 1984, pag. 16.
 ---pagebreak--- N. C 272/12                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      28.10. 86
                           Articolo 7                                  2.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione il
                                                                       testo di tutte le disposizioni di diritto interno da essi
1.     Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie            adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
per conformarsi alla presente direttiva entro e non oltre
il 1° luglio 1987. Essi ne informano immediatamente la                                            Articolo 8
Commissione.
                                                                       Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
               Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 77/388/CEE in materia di armoniz-
               zazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari per quanto
                              concerne il regime particolare applicabile alle piccole e medie imprese
                                                         COM(86) 444 def.
                                    (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 9 ottobre 1986)
                                                           (86/C 272/11)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                       «Articolo 24
visto il trattato che istituisce la Comunità economica eu-
ropea, in particolare l'articolo 99,                                           Regime particolare delle piccole e medie imprese
vista la proposta della Commissione,                                        1. a) Gli Stati membri applicano una franchigia dal-
                                                                                   l'imposta ai soggetti passivi la cui cifra d'affari
visto il parere del Parlamento europeo,                                            annua è inferiore al controvalore in moneta na-
                                                                                   zionale di 10 000ECU.
visto il parere del Comitato economico e sociale,
                                                                                b) Gli Stati membri possono applicare una fran-
considerando che, conformemente all'articolo 24 della                              chigia dall'imposta ai soggetti passivi la cui ci-
sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio                            fra d'affari annua è inferiore al controvalore in
 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni de-                         moneta nazionale di 35 000 ECU.
gli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
— Sistema comune d'imposta sul valore aggiunto: base
 imponibile uniforme (*), modificata da ultimo dall'atto di
 adesione della Spagna e del Portogallo, gli Stati membri                   2.    La franchigia si applica alle cessioni di beni e
 applicano franchigie dall'imposta e regimi semplificati                    alle prestazioni di servizi effettuate dalle piccole e
 d'imposizione e riscossione dellTVA. alle piccole imprese                  medie imprese.
 diverse da quelle cui si applica il regime comune forfetta-
 rio per i produttori agricoli;
                                                                            3.    La cifra d'affari cui si fa riferimento per l'appli-
 considerando che la Commissione ha presentato al Con-                      cazione delle disposizioni del paragrafo 1 è costituita
 siglio una relazione sull'applicazione di questi diversi re-               dall'importo, al netto dell'imposta sul valore ag-
 gimi e ha suggerito misure di miglioramento che permet-                    giunto, delle cessioni di beni e delle prestazioni di
 terebbero di assicurare una maggiore convergenza di ap-                    servizi definite agli articoli 5 e 6, purché siano sog-
 plicazione dell'IVA in tale ambito e contemporanea-                        gette a imposizione, comprese le operazioni esenti
 mente di realizzare una maggiore semplificazione della                     con rimborso delle imposte pagate allo stadio ante-
 gestione dell'IVA per le piccole e medie imprese,                          riore, ai sensi dell'articolo 28, paragrafo 2, nonché
                                                                            dall'importo delle operazioni esenti a norma dell'arti-
                                                                            colo 15 e dall'importo delle operazioni immobiliari,
 HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:                                         delle operazioni finanziarie di cui all'articolo 13,
                                                                            punto B, lettera d), delle prestazioni di assicurazione,
                            Articolo 1                                      a meno che tali operazioni non abbiano carattere di
                                                                            operazioni accessorie.
 L'articolo 24 della direttiva 77/388/CEE è sostituito dal
 testo seguente:
                                                                            Tuttavia le cessioni di beni d'investimento materiali o
                                                                            immateriali dell'impresa non sono prese in considera-
 O GU n. L 145 del 13. 6. 1977, pag. 1.                                     zione per la determinazione della cifra d'affari.