CELEX: E1998C0045
Language: it
Date: 1998-03-04 00:00:00
Title: Decisione dell'Autorità di Vigilanza EFTA n. 45/98/COL del 4 marzo 1998 recante tredicesima modifica delle norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato

23. 4. 98      ¬ IT ¬                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                L 120/27
                                    SPAZIO ECONOMICO EUROPEO
                          AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
                             DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
                                                       N. 45/98/COL
                                                    del 4 marzo 1998
          recante tredicesima modifica delle norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti
                                                          di Stato
          L’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,
          ha modificato nel modo seguente le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (1)
          adottate il 19 gennaio 1994 (2) e modificate da ultimo il 17 dicembre 1997 (3):
          Le seguenti norme sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine e ed il seguente
          elenco dei paesi con rischi assicurabili sul mercato (ai fini dell’applicazione delle norme conte-
          nute nel capitolo 17A sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine) sono
          aggiunti alla guida in materia di aiuti di Stato rispettivamente come capitolo 17A ed allegato IX.
          «17A.    ASSICURAZIONE DEL CREDITO ALL’ESPORTAZIONE A BREVE TERMINE (1)
            17A.1. Introduzione
            1)     Le sovvenzioni all’esportazione incidono direttamente sulla concorrenza nel mercato tra
                   potenziali fornitori concorrenti di beni e servizi. Riconoscendone gli effetti pregiudizie-
                   voli, la Commissione delle Comunità europee e l’Autorità di vigilanza EFTA hanno
                   sempre condannato tali sovvenzioni negli scambi commerciali all’interno dello Spazio
                   economico europeo (2). Tuttavia, sebbene il sostegno fornito dagli Stati SEE alle proprie
                   esportazioni verso paesi terzi possa incidere anche sulla concorrenza all’interno del
                   SEE (3), l’Autorità di vigilanza e la Commissione si sono astenute dall’intervenire sistema-
                   ticamente su queste attività in forza delle norme sugli aiuti di Stato contenute nel trattato
                   CE (articoli 92, 93 e 94) o nell’accordo SEE (articolo 61, nonché articolo 1 del protocollo
                   3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte), e ciò per diversi motivi. In primo
                   luogo, nella Comunità europea tale materia è parzialmente disciplinata dalle disposizioni
                   del trattato CE relative agli scambi commerciali con i paesi terzi (articoli 112 e 113). In
                   secondo luogo, l’erogazione di aiuti per le esportazioni verso paesi terzi non influisce
                   solo sulla concorrenza all’interno della Comunità o del SEE, ma anche sulla competiti-
                   vità degli esportatori del SEE rispetto ai partner commerciali degli Stati SEE che erogano
                   aiuti analoghi. Infine sono stati realizzati progressi in materia di controllo degli aiuti in
                   sede OCSE e OMC.
          (1) Denominate nel prosieguo «guida in materia di aiuti di Stato».
          (2) GU L 231 del 3. 9. 1994, pag. 1; supplemento SEE della GU 32 del 3. 9. 1994.
          (3) GU C 38, del 5. 2. 1998, pag. 19; supplemento SEE della GU 5 del 5. 2. 1998, pag. 214.
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         2)    Se la Commissione si è astenuta — sino all’emanazione della comunicazione corrispon-
               dente alle presenti norme — dall’esercitare i poteri ad essa spettanti in materia di
               controllo sugli aiuti di Stato in riferimento al settore del credito all’esportazione nonché
               dell’assicurazione del credito all’esportazione, i lavori svolti dal gruppo “Credito all’espor-
               tazione” del Consiglio (4) e le cause promosse davanti alla Corte di giustizia delle Comu-
               nità europee (5) hanno dimostrato, a parere della Commissione, che perlomeno in un
               settore, vale a dire in quello dell’assicurazione del credito all’esportazione a breve
               termine, le distorsioni reali o potenziali della concorrenza nella Comunità possono
               giustificare un intervento della Commissione in forza delle norme sugli aiuti di Stato,
               senza che sia necessario attendere la realizzazione di progressi su altri fronti.
         3)    L’accordo SEE non prevede una politica commerciale comune nei confronti dei paesi
               terzi e di conseguenza non contiene disposizioni corrispondenti agli articoli 112 e 113
               del trattato CE. Pertanto l’accordo non limita in modo analogo al trattato CE la facoltà
               degli Stati EFTA di promuovere gli scambi commerciali con i paesi terzi, sempreché i
               provvedimenti adottati a tal fine non pregiudichino gli scambi commerciali tra gli Stati
               aderenti all’accordo SEE. Siffatti provvedimenti, come si è già detto, possono tuttavia
               incidere sulla concorrenza e sul commercio all’interno del SEE. Inoltre le distorsioni
               della concorrenza possono verificarsi non solo tra gli esportatori dei vari Stati SEE negli
               scambi commerciali interni od esterni al SEE, ma anche tra assicuratori del credito all’e-
               sportazione che offrano i loro servizi all’interno del SEE. Di conseguenza l’Autorità
               ritiene che l’applicabilità dell’articolo 61 dell’accordo SEE e dell’articolo 1 del protocollo
               3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, all’assicurazione del credito all’e-
               sportazione a breve termine, si configuri in modo analogo a quella degli articoli 92 e 93
               del trattato CE. In altri termini, le distorsioni effettive o potenziali degli scambi commer-
               ciali all’interno del SEE impongono un intervento dell’Autorità basato sulle norme rela-
               tive agli aiuti di Stato.
         4)    Le presenti norme intendono eliminare le suddette distorsioni dovute agli aiuti di Stato
               nei settori dell’assicurazione del credito all’esportazione in cui competono assicuratori
               pubblici (od operanti con il sostegno pubblico) ed assicuratori privati. Questo settore
               commerciale riguarda l’assicurazione dei rischi di credito all’esportazione a breve termine
               negli scambi commerciali all’interno del SEE e negli scambi commerciali con numerosi
               paesi terzi. Tali rischi sono definiti “assicurabili sul mercato” e saranno specificati nella
               sezione 17A.2. La definizione comprende attualmente solo i rischi detti “commerciali” in
               opposizione a quelli “politici”, negli scambi commerciali all’interno del SEE e con la
               maggior parte dei paesi membri dell’OCSE, elencati nell’allegato IX della presente guida.
               Sebbene gli Stati EFTA si siano adoperati in misura considerevole per eliminare gli aiuti
               dal settore commerciale dell’assicurazione del credito all’esportazione, il buon funziona-
               mento dell’accordo SEE presuppone l’adozione di misure di salvaguardia affinché la
               parità delle condizioni sia garantita in ogni circostanza.
         5)    Le presenti norme non investono il problema dell’assicurazione dei rischi del credito
               all’esportazione a medio e lungo termine, che in gran parte oggi non sono assicurabili
               sul mercato. I fattori che hanno indotto la Commissione delle Comunità europee e
               l’Autorità di vigilanza EFTA ad astenersi dall’esercitare in misura significativa i propri
               poteri di controllo sugli aiuti di Stato concessi a tal fine rendono tuttora sconsigliabile un
               intervento in tale settore.
         6)    La sezione 17A.2 delle presenti norme descrive la struttura del mercato dell’assicurazione
               del credito all’esportazione. In riferimento al settore commerciale o di mercato, in cui
               agiscono gli assicuratori privati e che forma oggetto delle presenti norme, essa distingue
               fra assicuratori privati del credito all’esportazione e assicuratori pubblici od operanti con
               il sostegno pubblico. Essa illustra inoltre perché e in quale misura si applicano le dispo-
               sizioni dell’accordo SEE relative agli aiuti di Stato. Infine, nella sezione 17A.4, l’Autorità
               indica quali misure considera necessarie per eliminare dal settore di mercato qualsiasi
               residuale aiuto statale concesso nelle forme elencate nella sezione 17A.3 ed invita gli
               Stati EFTA ad intervenire in tal senso — se necessario — a norma dell’articolo 1, para-
               grafo 1, del protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte.
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          17A.2. Settori di mercato e non di mercato nell’assicurazione del credito all’esporta-
                 zione a breve termine
          1)     La relazione del gruppo “credito all’esportazione” del Consiglio menzionata in una nota
                 in calce al punto 17A.1.2) (in prosieguo “la relazione”), nonché le denunce presentate alla
                 Commissione da assicuratori privati del ramo e le cause promosse dinanzi alla Corte di
                 giustizia delle Comunità europee hanno dimostrato che in alcuni Stati membri le stesse
                 agenzie di credito all’esportazione “ufficiali”, che assicurano i rischi a medio e lungo
                 termine degli esportatori per conto dello Stato o con la sua garanzia (6), agiscono altresì
                 per conto o con la garanzia dello Stato in taluni settori del mercato delle assicurazioni
                 del credito all’esportazione a breve termine, in cui competono con assicuratori privati
                 che non hanno legami di questo genere con lo Stato. Dall’esame preliminare effettuato
                 dall’Autorità di vigilanza EFTA emerge che tale situazione ricorre anche in due dei tre
                 Stati EFTA aderenti all’accordo SEE, ossia in Norvegia ed in Islanda. Le agenzie “uffi-
                 ciali” in questione possono far parte dell’amministrazione pubblica, essere imprese statali
                 o sotto controllo statale o imprese interamente di proprietà e sotto il controllo di privati.
                 Ai fini delle presenti norme, tali agenzie sono denominate “asicuratori del credito all’e-
                 sportazione pubblici (od operanti con il sostegno pubblico)”. Oltre alle agenzie “ufficiali”
                 che svolgono la propria attività sia nel settore a medio e lungo termine che in quello a
                 breve termine, anche taluni assicuratori di proprietà o sotto il controllo di privati, che
                 offrono unicamente assicurazioni a breve termine, possono essere sostenuti dallo Stato
                 mediante garanzie, o convenzioni riassicurative equivalenti, in riferimento a determinati
                 settori della loro attività. Anche questi assicuratori vanno pertanto classificati nella cate-
                 goria degli assicuratori “pubblici (od operanti con il sostegno pubblico)”. Invece gli assi-
                 curatori attivi principalmente o esclusivamente nel settore a breve termine, che non
                 agiscono per conto o con la garanzia (7) dello Stato in nessun ramo della propria attività,
                 devono essere qualificati come “assicuratori privati del credito all’esportazione”.
          2)     La relazione ha dimostrato che gli assicuratori del credito all’esportazione pubblici (od
                 operanti con il sostegno pubblico), quando agiscono per conto o con la garanzia dello
                 Stato su parti del mercato a breve termine in cui competono con gli assicuratori privati,
                 beneficiano di certi vantaggi finanziari che potrebbero costituire distorsioni di concor-
                 renza rispetto agli assicuratori privati stessi. In nessun paese gli assicuratori pubblici (od
                 operanti con il sostegno pubblico) detengono un monopolio per il settore a breve
                 termine.
          3)     Una delle aree più problematiche fra quelle esaminate dalla relazione è costituita dalla
                 riassicurazione offerta direttamente o indirettamente dallo Stato. La relazione ha equipa-
                 rato alle sovvenzioni certe convenzioni riassicurative che offrono una copertura del
                 100 % e sono equivalenti alle garanzie. Oggi si riconosce che anche gli strumenti di
                 riassicurazione con cui lo Stato semplicemente partecipa ad un accordo di riassicurazione
                 del settore privato, o lo integra, possono conferire agli assicuratori che ne beneficiano un
                 vantaggio rispetto agli assicuratori privati che non usufruiscono di siffatta copertura,
                 falsando così la concorrenza.
          4)     Malgrado i recenti progressi compiuti (gli assicuratori pubblici od operanti con il
                 sostegno pubblico tendono sempre di più a scorporare il proprio portafoglio a breve,
                 trasferendolo a società separate, oppure a separare la contabilità), appaiono necessari,
                 come si è già detto sopra, interventi destinati ad instaurare l’auspicata parità di condi-
                 zioni. In primo luogo deve essere determinato l’ambito del mercato concorrenziale. Il
                 criterio decisivo applicato nella relazione per circoscrivere l’ambito del mercato consiste
                 nel verificare se la riassicurazione privata sia disponibile in modo generale e non già
                 sporadico. Il risultato di tale verifica è stato generalmente positivo per quanto riguarda i
                 rischi commerciali relativi agli acquirenti non pubblici, mentre per i rischi politici
                 (segnatamente i rischi relativi agli acquirenti pubblici, i rischi connessi ai trasferimenti di
                 valuta e i rischi catastrofici non commerciali) la capacità disponibile è risultata finora
                 tanto inadeguata da escludere chiaramente la relativa copertura dal novero delle attività
                 di mercato. In base ad un’analisi del mercato della riassicurazione privata basata sui tre
                 criteri costituiti dalla durata, dal settore geografico e dalla natura del rischio assicurato, la
                 relazione considera rischi “assicurabili sul mercato” i rischi di natura commerciale aventi
                 durata non superiore a tre anni per le esportazioni in qualsiasi parte del mondo.
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         5)     Dalle osservazioni successivamente presentate da Stati membri della CE, Stati EFTA,
                associazioni di imprese ed assicuratori è emerso che questa definizione è in linea gene-
                rale troppo ampia. La maggior parte degli autori di tali osservazioni concorda con la rela-
                zione nel ritenere che i rischi politici vadano esclusi perché il mercato della riassicura-
                zione privata non è abbastanza vasto, ma preferirebbe un periodo di rischio non supe-
                riore a due anni per i rischi commerciali. Risulta inoltre molto difficile riassicurare sul
                mercato privato il rischio commerciale dell’inadempimento protratto in paesi non
                aderenti all’OCSE.
         6)     Dati gli stretti legami tra inadempimento protratto e insolvenza (il rischio dell’inadempi-
                mento protratto può trasformarsi facilmente in rischio di insolvenza) e la conseguente
                necessità di classificare entrambi i rischi nella stessa categoria (assicurabile sul mercato o
                meno), prudenza vuole che si escludano per il momento tutti i rischi commerciali rela-
                tivi a paesi non aderenti all’OCSE dalla definizione dei rischi assicurabili sul mercato e
                dall’ambito di applicazione delle presenti norme. Risulti infine che sussistono tuttora
                difficoltà riguardo alla riassicurazione privata dei rischi commerciali in taluni paesi
                dell’OCSE.
         7)     Tenuto conto di quanto precede, ai fini delle presenti norme si definiscono come “rischi
                assicurabili sul mercato” i rischi commerciali inerenti a debitori non pubblici (8) stabiliti
                nei paesi elencati nell’allegato IX della presente guida. Per questi rischi la durata
                massima (comprendente il periodo di fabbricazione più la durata del credito con la
                normale decorrenza prevista dall’Unione di Berna e le normali condizioni di credito) è
                inferiore a due anni.
         8)     Tutti gli altri rischi [rischi politici, rischi catastrofici (9) e rischi commerciali inerenti ad
                acquirenti pubblici ed a paesi non elencati nell’allegato IX] non sono ancora considerati
                assicurabili sul mercato.
         9)     Ai fini delle presenti norme, per “rischi commerciali” si intendono:
                — il rifiuto ingiustificato del debitore di adempiere il contratto, ossia la decisione del
                     debitore non pubblico di recedere dal contratto o di sospenderne l’esecuzione senza
                     motivo legittimo;
                — il rifiuto senza senza legittimo motivo, da parte del debitore non pubblico, di accet-
                     tare i beni oggetto del contratto:
                — l’insolvenza del debitore non pubblico o del suo garante;
                — il mancato pagamento, da parte del debitore non pubblico o di un garante, del debito
                     derivante dal contratto, qualificabile come inadempimento protratto.
         10)    La capacità del mercato della riassicurazione privata è soggetta a variazioni e, quindi,
                anche la definizione dei rischi assicurabili sul mercato non è immutabile e può modifi-
                carsi nel tempo; per esempio, potrebbe essere estesa anche ai rischi politici. L’Autorità
                dovrà pertanto riesaminare periodicamente (cioè almeno una volta all’anno) tale defini-
                zione, ed intende farlo consultando gli Stati EFTA nonché, all’occorrenza, gli altri inte-
                ressati. Le modifiche della definizione eventualmente necessarie dovranno tener conto
                dell’ambito di applicazione della normativa SEE relativa all’assicurazione dei crediti all’e-
                sportazione, onde evitare casi di conflitto o di incertezza del diritto.
         17A.3. Fattori atti a provocare distorsioni della concorrenza tra assicuratori privati e
                assicuratori pubblici (od operanti con il sostegno pubblico) nel ramo del
                credito all’esportazione
         1)     I fattori che potrebbero provocare distorsioni della concorrenza a favore degli assicuratori
                pubblici (od operanti con il sostegno pubblico) del credito all’esportazione, per quanto
                riguarda i rischi assicurabili sul mercato, comprendono (10):
                — garanzie statali de iure o de facto per i prestiti e le perdite. Tali garanzie danno modo
                     all’assicuratore di accedere a prestiti a tassi d’interesse inferiori a quelli normali di
                     mercato o gli permettono di avere accesso a prestiti che gli verrebbero altrimenti
                     negati. Essi eliminano inoltre la necessità per gli assicuratori di riassicurarsi sul
                     mercato privato;
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                — qualsiasi differenza, rispetto agli assicuratori privati, nell’obbligo di costituire riserve
                     adeguate. Va osservato che la direttiva 73/239/CEE del Consiglio (11) è stata modifi-
                     cata dalla direttiva 87/343/CEE (12), sul presupposto che l’esclusione delle attività di
                     assicurazione del credito all’esportazione effettuate per conto o con la garanzia dello
                     Stato [articolo 2, paragrafo 2, lettera d) della direttiva originaria] non si applicasse alle
                     attività assicurative nel settore dei rischi commerciali a breve termine svolte dagli
                     assicuratori pubblici (od operanti con il sostegno pubblico) per proprio conto e senza
                     la garanzia dello Stato (13). Ne consegue che, al fine di assicurare i rischi commerciali
                     a breve termine, gli assicuratori pubblici (od operanti con il sostegno pubblico)
                     devono possedere fondi propri per un determinato importo (margine di solvibilità,
                     comprendente il fondo di garanzia) ed accantonamenti tecnici (in particolare una
                     riserva di compensazione), nonché aver previamente ricevuto l’autorizzazione di cui
                     agli articoli 6 e seguenti della direttiva 73/239/CEE;
                — sgravi o esenzioni dalle imposte normalmente dovute (quali le imposte sulle società e
                     le imposte gravanti sulle polizze assicurative);
                — erogazione di aiuti o conferimento di capitali da parte dello Stato. Per quanto
                     riguarda quest’ultimo aspetto va osservato il principio secondo il quale, a meno che
                     lo Stato non agisca alla stregua di un investitore privato in economia di mercato, gli
                     apporti di capitale contengono elementi di aiuto di Stato (14); il conferimento da parte
                     dello Stato di vantaggi in natura quali l’accesso e l’utilizzazione di infrastrutture e
                     servizi pubblici o di informazioni privilegiate (ad esempio le informazioni sui debi-
                     tori raccolte dalle ambasciate) a condizioni che non riflettono i relativi costi; e la rias-
                     sicurazione offerta dallo Stato direttamente oppure indirettamente tramite un altro
                     assicuratore pubblico (od operante con il sostegno pubblico) del credito all’esporta-
                     zione a condizioni più favorevoli di quelle praticate sul mercato riassicurativo privato,
                     determinando l’eccessivo ribasso del prezzo della riassicurazione ovvero la costitu-
                     zione artificiale di capacità che non sarebbero disponibili sul mercato privato.
          2)    I tipi di trattamento di cui al punto 17A.3.1)      conferiscono o possono conferire agli assi-
                curatori del credito all’esportazione che ne        sono beneficiari un vantaggio finanziario
                rispetto ad altri assicuratori. Siffatti vantaggi   concessi a determinate imprese falsano la
                concorrenza e costituiscono aiuti di Stato ai       sensi dell’articolo 62, paragrafo 1, dell’ac-
                cordo SEE.
          3)    L’articolo 61, paragrafo 1, si applica a tutti i provvedimenti che conferiscono un
                vantaggio finanziario o economico a talune imprese o prodotti e che comportano poten-
                zialmente od effettivamente un onere o una perdita a carico delle finanze pubbliche,
                mentre in contropartita il beneficiario interessato non è tenuto ad alcuna prestazione o
                soltanto ad una prestazione modesta, sempreché incidano sugli scambi tra Stati membri
                e, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la
                concorrenza (15).
          4)    I vantaggi finanziari elencati nel punto 17A.3.1), per i rischi assicurabili sul mercato defi-
                niti nei punti 17A.2.7)-9), incidono sugli scambi commerciali di servizi all’interno del
                SEE e si traducono inoltre in differenze fra le coperture assicurative offerte per i rischi
                assicurabili sul mercato nei diversi Stati SEE, alterando pertanto le condizioni di concor-
                renza tra le imprese di detti Stati con ripercussioni indirette sugli scambi commerciali
                all’interno del SEE, indipendentemente dal fatto che si tratta di esportazioni interne al
                SEE o verso territori non appartenenti alle parti contraenti (16). Le deroghe di cui all’arti-
                colo 61 dell’accordo SEE non si applicano agli aiuti concessi per la copertura dei rischi
                assicurabili sul mercato. Gli effetti distorsivi di siffatti aiuti nel SEE prevalgono sull’inte-
                resse nazionale o sul comune interesse del SEE al sostegno delle esportazioni. Tale posi-
                zione ha trovato conferma nella sentenza della Corte di giustizia nella causa C-63/89,
                riguardante direttamente il problema cui si riferiscono le presenti norme. La Corte ha
                concluso che, anche se la direttiva sull’armonizzazione parziale delle riserve di compen-
                sazione delle imprese assicurative, che esenta le operazioni di assicurazione del credito
                all’esportazione realizzate per conto o con la garanzia dello Stato, non è illegittima, i
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                fattori atti a provocare distorsioni della concorrenza tra gli assicuratori del credito all’e-
                sportazione privati e pubblici (od operanti con il sostegno pubblico) possono giustificare
                “l’esperimento dei rimedi giuridici apprestati per sanzionare l’inosservanza” delle disposi-
                zioni (17) (dell’articolo 92 del trattato CE). Nella sentenza nella causa C-44/93 la Corte ha
                dichiarato che i vantaggi in questione costituiscono aiuti di Stato ed ha confermato che
                la Commissione può intervenire per imporne la soppressione.
         17A.4. Misure necessarie per eliminare le distorsioni di concorrenza nel campo
                dell’assicurazione dei crediti all’esportazione a breve termine in materia di
                rischi assicurabili sul mercato
         1)     Gli aiuti di Stato nelle forme elencate nel punto 17A.3.1), di cui beneficiano gli assicura-
                tori del credito all’esportazione pubblici (od operanti con il sostegno pubblico) per i
                rischi assicurabili sul mercato definiti nei paragrafi 17A.2.7)-9), possono provocare distor-
                sioni della concorrenza e non sono quindi ammissibili alle deroghe previste dalle dispo-
                sizioni dell’accordo SEE riguardanti gli aiuti di Stato.
         2)     In applicazione dell’articolo 1, paragrafo 1, del protocollo 3 dell’accordo sull’Autorità di
                vigilanza e sulla Corte, gli Stati EFTA sono pertanto invitati a modificare all’occorrenza
                le loro normative sull’assicurazione del credito all’esportazione per i rischi assicurabili sul
                mercato in modo tale che, in riferimento a questi rischi, la concessione dei seguenti tipi
                di aiuti di Stato destinati agli assicuratori pubblici (od operanti con il sostegno pubblico)
                abbia termine anteriormente al 1o gennaio 1999:
                a) garanzie di Stato per prestiti o perdite;
                b) esenzione dall’obbligo di costituire riserve adeguate e dagli altri obblighi di cui al
                    secondo trattino del punto 17A.3.1);
                c) sgravio o esenzione da imposte o altri tributi normalmente dovuti;
                d) sovvenzioni, conferimenti di capitale o altre forme di finanziamento apprestate in casi
                    nei quali un investitore privato operante nelle normali condizioni di mercato non
                    investirebbe nell’impresa, o a condizioni che un investitore privato non accetterebbe;
                e) vantaggi in natura messi a disposizione dallo Stato, come l’accesso e l’uso dell’infra-
                    struttura e dei servizi pubblici o di informazioni privilegiate (ad esempio le informa-
                    zioni sui debitori raccolte dalle ambasciate), a condizioni che non ne riflettono il
                    costo;
                f) riassicurazione del credito all’esportazione effettuata dallo Stato, direttamente o indi-
                    rettamente tramite un altro assicuratore pubblico (od operante con il sostegno
                    pubblico), a condizioni più favorevoli di quelle praticate dal mercato riassicurativo
                    privato, determinando l’eccessivo ribasso della copertura riassicurativa o la costitu-
                    zione artificiale di capacità che non sarebbero disponibili sul mercato privato.
         3)     Tuttavia, in attesa dell’esito del riesame menzionato nel paragrafo 17A.4.6), restano
                ammissibili in via provvisoria le convenzioni di riassicurazione statale complementare
                che sono attualmente in vigore, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
                — la riassicurazione rappresenti un elemento minoritario nella copertura riassicurativa
                     generale dell’assicuratore;
                — qualora gli accordi di riassicurazione stipulati dall’assicuratore comprendano rischi
                     assicurabili sul mercato e rischi non assicurabili sul mercato, e qualsiasi forma di rias-
                     sicurazione statale risulti pertanto inevitabilmente connessa al rischio assicurabile sul
                     mercato, la copertura riassicurativa dello Stato per i rischi assicurabili sul mercato
                     non può essere superiore a quella che mercato riassicurativo privato avrebbe offerto
                     se fosse stata chiesta unicamente la riassicurazione per questi rischi;
                — la riassicurazione statale non ha l’effetto di consentire all’assicuratore di coprire i
                     rischi relativi a singoli acquirenti oltre i limiti fissati dai riassicuratori del mercato
                     privato che partecipano all’operazione;
                — il premio per la riassicurazione statale riflette chiaramente il rischio, è calcolato
                     mediante tecniche commerciali e, ove viga un tasso di mercato, è perlomeno uguale a
                     quest’ultimo;
                — la riassicurazione statale per i rischi assicurabili sul mercato è disponibile per tutti gli
                     assicuratori del credito che possiedano i comuni requisiti di ammissibilità.
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          4)     Al fine di conformarsi con quanto indicato nei punti 17A.4.2)-3), gli assicuratori del
                 credito all’esportazione pubblici (od operanti con il sostegno pubblico) dovranno tenere
                 quanto meno un’amministrazione e una contabilità separate per la copertura dei rischi
                 non assicurabili sul mercato fornita per conto o con la garanzia dello Stato e per la
                 copertura dei rischi assicurabili sul mercato, in modo che risulti che essi non usufrui-
                 scono di aiuti di Stato nelle loro operazioni di assicurazione dei rischi assicurabili sul
                 mercato. La contabilità relativa alle polizze stipulate dall’assicuratore per conto proprio
                 dovrà essere conforme all’atto menzionato nel punto 12 ter dell’allegato IX dell’accordo
                 SEE (18).
          5)     Inoltre gli Stati EFTA che offrano una copertura riassicurativa agli assicuratori del credito
                 all’esportazione partecipando a convenzioni di riassicurazione del settore privato riguar-
                 danti sia rischi assicurabili sul mercato che rischi non assicurabili sul mercato dovranno
                 dimostrare che tali convenzioni non implicano aiuti di Stato ai sensi del punto 17A.4.2),
                 lettera f).
          6)     A tal fine l’Autorità di vigilanza EFTA, in stretto collegamento con gli Stati EFTA, a
                 decorrere dalla pubblicazione delle presenti norme sottoporrà tali convenzioni ad un
                 controllo permanente sulla base di relazioni semestrali presentate dagli Stati EFTA inte-
                 ressati e procederà ad un esame completo di tali convenzioni entro il mese di febbraio
                 del 1999. L’esame terrà conto di tutte le conoscenze ed esperienze nel frattempo acqui-
                 site sul funzionamento del mercato dell’assicurazione del credito all’esportazione a breve
                 termine e sull’intervento degli Stati EFTA, ricavate dalle relazioni sull’attuazione di cui al
                 punto 17.A.4.14), dal primo dei riesami annuali da effettuarsi secondo il punto 17A.4.15)
                 e dalle eventuali notificazioni dell’uso della clausola di salvaguardia di cui ai punti
                 17A.4.8)-13). Qualora dall’esame risultasse che le convenzioni vigenti in uno degli Stati
                 EFTA implichino aiuti di Stato, lo Stato di cui trattasi sarà tenuto a porvi termine entro
                 la fine del 1999.
          7)     Il principio secondo il quale l’assicurazione del credito all’esportazione per i rischi assi-
                 curabili sul mercato non dev’essere fornita da assicuratori pubblici (od operanti con il
                 sostegno pubblico) cui non siano stati ritirati i vantaggi economici menzionati nel punto
                 17A.4.2) — fatto salvo il punto 17A.4.3) — può formare oggetto di deroga nei casi indi-
                 cati nei seguenti punti 8)-13) (clausola di salvaguardia).
          8)     In certi paesi la copertura per i rischi di credito all’esportazione assicurabili sul mercato
                 può risultare temporaneamente indisponibile, per insufficiente capacità assicurativa o
                 riassicurativa, presso gli assicuratori privati o presso gli assicuratori pubblici (od operanti
                 con il sostegno pubblico) che agiscono per proprio conto. Tali rischi sono quindi consi-
                 derati temporaneamente inassicurabili sul mercato.
          9)     In tali casi i rischi temporaneamente inassicurabili sul mercato possono essere assunti da
                 un assicuratore pubblico (od operante con il sostegno pubblico) e assicurati per conto o
                 con la garanzia dello Stato. Nella misura del possibile, per questi rischi l’assicuratore alli-
                 neerà i premi sui tassi praticati altrove dagli assicuratori privati in riferimento allo stesso
                 tipo di rischi.
          10)    Gli Stati EFTA che intendono ricorrere a tale clausola di salvaguardia dovranno notifi-
                 care immediatamente alla Autorità il correlativo progetto di decisione. La notificazione
                 dovrà contenere una rassegna del mercato che dimostri l’indisponibilità della copertura
                 dei rischi sul mercato dell’assicurazione privata, sulla base di una documentazione otte-
                 nuta da due grandi e note imprese private internazionali di assicurazione del credito
                 all’esportazione, e da un assicuratore nazionale, giustificando pertanto l’uso della clausola
                 di salvaguardia. La notificazione dovrà altresì contenere una descrizione delle condizioni
                 che l’assicuratore del credito all’esportazione pubblico (od operante con il sostegno
                 pubblico) intende applicare per tali rischi.
          11)    Entro due mesi dal ricevimento della notificazione, l’Autorità di vigilanza valuterà se il
                 ricorso alla clausola di salvaguardia è conforme alle condizioni sopra specificate e
                 compatibile con l’accordo SEE.
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          12)     La decisione sulla compatibilità, adottata dall’Autorità di vigilanza dopo aver accertato la
                  sussistenza delle condizioni prescritte per il ricorso alla clausola di salvaguardia, ha
                  effetto per due anni a decorrere dalla data dell’adozione, purché durante questo periodo
                  non mutino le condizioni di mercato che giustificano l’applicazione della clausola stessa.
          13)     Inoltre l’Autorità di vigilanza, consultati gli altri Stati membri, può modificare le condi-
                  zioni del ricorso alla clausola di salvaguardia e può altresì decidere di sospenderne
                  l’applicazione o di sostituirla con un altro sistema appropriato.
          14)     Le presenti norme si applicano dal 1o gennaio 1998 alla fine dell’anno 2002. Gli Stati
                  EFTA sono invitati a comunicare all’autorità di vigilanza, entro due mesi dalla notifica-
                  zione delle presenti norme, se ne accettano le raccomandazioni. Entro il 1o gennaio
                  1999, gli Stati membri comunicano all’Autorità di vigilanza le iniziative prese per
                  conformarvisi. Qualora risulti, da tali relazioni o da altre fonti, che nei sistemi applicati
                  negli Stati EFTA persistono elementi di aiuto, l’Autorità di vigilanza valuterà tali aiuti ai
                  sensi dell’articolo 61 dell’accordo SEE e dell’articolo 1 del protocollo 3 dell’accordo
                  sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte di giustizia, conformemente agli orientamenti
                  sopra illustrati.
          15)     In collaborazione con gli Stati EFTA e gli altri interessati, l’Autorità di vigilanza riesami-
                  nerà la definizione dei rischi assicurabili sul mercato e l’applicazione delle presenti
                  norme alla luce degli sviluppi del mercato e delle eventuali normative rilevanti ai fini del
                  SEE. Tutte le informazioni perventue all’Autorità di vigilanza dagli Stati EFTA e dagli
                  interessati in relazione a tale riesame saranno messe a disposizione degli altri parteci-
                  panti al riesame, previa l’autorizzazione da parte dei soggetti che hanno fornito l’infor-
                  mazione.
         (1) Questo capitolo corrisponde alla comunicazione rivolta dalla Commissione agli Stati membri,
             ai sensi dell’articolo 93, paragrafo 1, del trattato CE, sull’applicazione degli articoli 92 e 93
             del trattato all’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine (GU C 281 del 17. 9.
             1997, pag. 4).
         (2) Nella Settima relazione sulla politica di concorrenza (1977), punto 242, la Commissione ha
             dichiarato che gli aiuti all’esportazione negli scambi intracomunitari “non sono atti ad otte-
             nere alcuna deroga, indipendentemente dalla loro intensità, forma, valutazione o finalità”.
         (3) Cfr. sentenza della Corte di giustizia del 21 marzo 1990 nella causa C-142/87 Belgio/
             Commissione, Racc. 1990, pag. I-959; cfr. anche sentenza del 9 agosto 1994 nella causa C-44/
             93, Assurances du Crédit/OND e Belgio, Racc. 1994, pag. I-3829, punto 30.
         (4) “L’assurance crédit et le marché unique 1992 (court-terme)”, relazione presentata dal gruppo
             di coordinamento, relatore: Ph. Callut.
         (5) Cfr. sentenze della Corte di giustizia del 18 aprile 1991 nella causa C-63/89, Assurances du
             Crédit e Cobac/Consiglio e Commissione, Racc. 1991, pag. I-1799, e nella causa C-44/93,
             Assurances du Crédit/OND e Belgio, Racc. 1994, pag. I-3829.
         (6) In alcuni casi, come nei Paesi Bassi, la copertura a medio e lungo termine viene ottenuta non
             tramite una garanzia, ma nel quadro di un sistema globale di riassicurazione con lo Stato.
         (7) O con formule di riassicurazione equivalenti.
         (8) O a garanti non pubblici. Un debitore o garante pubblico è un debitore o garante che, in una
             forma o nell’altra, rappresenta l’autorità pubblica e non può essere dichiarato insolvente in
             virtù di procedimenti amministrativi o giudiziari. Ai fini delle presenti norme, le imprese
             pubbliche o sotto controllo pubblico con sede nei paesi elencati in allegato fra i “paesi con
             rischi assicurabili sul mercato” e soggette alle normali disposizioni di diritto societario privato
             sono considerate debitori/garanti non pubblici.
         (9) Guerra, rivoluzione, calamità naturali, incidenti nucleari, ecc., esclusi i cosiddetti “rischi di
             catastrofe commerciale” (accumulazioni catastrofiche delle perdite su singoli paesi o acqui-
             renti) che possono essere coperti da una riassicurazione sull’eccesso di perdite e costituiscono
             rischi commerciali.
 ---pagebreak--- 23. 4. 98        ¬ IT ¬                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 L 120/35
          (10) Il fatto che un assicuratore pubblico (od operante con il sostegno pubblico) subordini l’assi-
               curazione di rischi non assicurabili sul mercato all’accettazione di una copertura per i rischi
               assicurabili sul mercato potrebbe configurarsi come una violazione dell’articolo 54 dell’ac-
               cordo SEE. Una tale prassi potrebbe formare oggetto sia di un procedimento da parte della
               Commissione, sia di un’impugnazione davanti all’autorità giudiziaria o davanti alle autorità
               nazionali garanti della concorrenza.
          (11) Prima direttiva 73/239/CEE del Consiglio, del 24 luglio 1973, rcante coordinamento delle
               disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di accesso e di esercizio
               dell’assicurazione diretta diversa dall’assicurazione sulla vita (GU L 228 del 16.8.1973, pag. 3);
               punto 2 dell’allegato IX dell’accordo SEE.
          (12) Direttiva 87/343/CEE del Consiglio, del 22 giugno 1987, che modifica la direttiva 73/239/
               CEE recante coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrtive in
               materia di accesso e di esercizio dell’assicurazione diretta diversa dall’assicurazione sulla vita
               (GU L 185 del 4. 7. 1987, pag. 72); terzo trattino del punto 2 dell’allegato IX dell’accordo
               SEE.
          (13) Cfr. sentenza della Corte di giustizia nella causa C-63/89, Assurances du Crédit e Cobac/
               Consiglio e Commissione, Racc. 1991, pag. I-1848 (punto 22 della motivazione).
          (14) Cfr. capitoli 19 e 20 della presente guida in materia di aiuti di Stato.
          (15) Cfr. sentenza della Corte di giustizia del 23 febbraio 1961, causa 30/59, Steenkolenmijnen/
               Alta Autorità, Racc. 1961, pag. 1-19; sentenza del 2 luglio 1974, causa 173/73, Italia/Commis-
               sione, Racc. 1974, pag. 709 e seguenti; sentenza del 17 settembre 1980, causa 730/79, Philip
               Morris/Commissione, Racc. 1980, pag. 2671 e seguenti.
          (16) Nella sentenza pronunciata nella causa C-142/87, Belgio/Commissione (cfr. nota 3), la Corte
               ha dichiarato che non soltanto gli aiuti alle esportazioni intracomunitarie, ma anche gli aiuti
               alle esportazioni extracomunitarie possono incidere sugli scambi intracomunitari. In effetti,
               in entrambi i tipi di operazioni la copertura è garantita da assicuratori del credito all’esporta-
               zione cosicché in entrambi i tipi di operazioni la copertura è garantita da assicuratori del
               credito all’esportazione cosicché in entrambi i casi gli aiuti possono avere effetti sulla concor-
               renza e sugli scambi intracomunitari.
          (17) Sentenza del 18 aprile 1991 nella causa C-63/89, Racc. 1991, pag. I-1849 (punto 24 della
               motivazione). Nelle sue conclusioni nella causa citata, l’avvocato generale Tesauro ha soste-
               nuto che, quando esiste concorrenza tra gli assicuratori privati e pubblici (od operanti con il
               sostegno pubblico) nel settore del credito all’esportazione, è “quanto mai dubbio che gli Stati
               possano legittimamente offrire copertura finanziaria agli operatori pubblici. Un simile inter-
               vento infatti potrebbe risultare incompatibile con le regole sugli aiuti pubblici”, racc. 1991,
               pag. I-1835 (punto 15).
          (18) Direttiva 91/674/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1991, sui conti annuali e i conti conso-
               lidati delle imprese di assicurazione (GU L 374 del 31. 12. 1991, pag. 7), adattata ai fini
               dell’accordo SEE con decisione del comitato misto SEE n. 7/94 (GU L 160 del 28. 6. 1994;
               supplemento SEE della GU n. 17 del 28. 6. 1994).»
                                                     «ALLEGATO IX
          ELENCO DEI PAESI CON RISCHI ASSICURABILI SUL MERCATO AI FINI
          DELL’APPLICAZIONE DELLE NORME CONTENUTE NEL CAPITOLO 17A
          SULL’ASSICURAZIONE DEL CREDITO ALL’ESPORTAZIONE A BREVE
                                                         TERMINE
          Paesi aderenti all’accordo SEE
          Austria
          Belgio
          Danimarca
 ---pagebreak--- L 120/36       ¬ IT ¬             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                   23. 4. 98
         Finlandia
         Francia
         Germania
         Grecia
         Irlanda
         Italia
         Lussemburgo
         Paesi Bassi
         Portogallo
         Regno Unito
         Spagna
         Svezia
         Islanda
         Liechtenstein
         Norvegia
         Altri paesi membri dell’OCSE considerati paesi con rischi assicurabili sul mercato
         Australia
         Canada
         Giappone
         Nuova Zelanda
         Stati Uniti
         Svizzera»
         Fatto a Bruxelles, il 4 marzo 1998.
                                                             Per l’Autorità di vigilanza EFTA
                                                                        Il Presidente
                                                                      Knut ALMESTAD