CELEX: 52003XG1230(02)
Language: it
Date: 2003-11-27 00:00:00
Title: Conclusioni del Consiglio del 27 novembre 2003 sul contributo della politica industriale alla competitività europea

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52003XG1230(02)

Conclusioni del Consiglio del 27 novembre 2003 sul contributo della politica industriale alla competitività europea  

Gazzetta ufficiale n. C 317 del 30/12/2003 pag. 0002 - 0006

Conclusioni del Consigliodel 27 novembre 2003sul contributo della politica industriale alla competitività europea(2003/C 317/02)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEAI. IN MERITO ALLE QUESTIONI ORIZZONTALI:1. RAMMENTANDO CHE:- la comunicazione della Commissione relativa ad un approccio integrato alla competitività(1);- i contenuti della relazione del 2003 sulla competitività(2), del quadro di valutazione delle imprese (2003)(3), del quadro di valutazione dell'innovazione (2003)(4), nonché del quadro di valutazione degli aiuti di Stato (2003)(5), elaborati dalla Commissione;2. RICONOSCENDO che:- un approccio totalmente integrato per rafforzare la competitività necessita di coerenza, sinergie e politiche complementari;- la competitività industriale è uno dei settori chiave in cui è richiesto tale approccio integrato;- l'Unione europea e gli Stati membri hanno entrambi un ruolo attivo da svolgere per sviluppare questo approccio in modo ottimale;- è essenziale continuare a sviluppare, se necessario, i mezzi per coordinare le attività attinenti alla politica industriale intrapresa dagli Stati membri e dall'Unione europea al fine di raggiungere gli obiettivi fissati nella strategia di Lisbona;- tutte le politiche intese al rafforzamento della competitività dovrebbero fondarsi su un'analisi accurata di tutti gli aspetti pertinenti, nonché su un equilibrio tra i tre pilastri dello sviluppo sostenibile (economico, sociale e ambientale);- l'analisi settoriale dovrebbe contribuire ad affinare le politiche orizzontali e a rispondere alle esigenze dei settori industriali nell'Unione europea, compresi quelli con un alto potenziale di crescita;- le politiche comunitarie e nazionali, pur perseguendo i propri obiettivi principali, dovrebbero anche contribuire a migliorare le condizioni generali della competitività europea e a creare un ambiente favorevole per l'impresa;- occorre la consultazione aperta e trasparente delle parti interessate e il controllo costante dell'impatto delle proposte più rilevanti sia a livello legislativo che di altro genere sulle imprese europee; la proposta della Commissione sulle sostanze chimiche rappresenta il primo esempio di attuazione di questo approccio, mentre il programma di lavoro annuale della Commissione costituirà una base importante per la valutazione d'impatto sistematica in quanto agevolerà l'individuazione di altre proposte che potrebbero avere un'incidenza significativa sulla competitività;- il dialogo sociale costituisce un elemento importante per una politica industriale efficace;- è necessario migliorare il quadro industriale europeo per evitare la deindustrializzazione, e che occorre pertanto approfondire l'analisi;3. ACCOGLIE POSITIVAMENTE la relazione dei servizi della Commissione sulla competitività, nonché i quadri di valutazione sulle imprese, l'innovazione e gli aiuti di Stato, che rappresentano strumenti importanti per sviluppare un'analisi sistematica della situazione della competitività dell'economia dell'UE;4. PRENDE ATTO delle informazioni contenute in tali relazioni e, di conseguenza, SOTTOLINEA in particolare che:- le prospettive di miglioramento del tenore di vita nell'Unione europea sono direttamente legate al rafforzamento della competitività delle imprese UE in tutti i settori: occorrono ulteriori azioni per aumentare sia l'occupazione che la produttività del lavoro al fine di raggiungere gli obiettivi fissati nella strategia di Lisbona;- gli sviluppi positivi in termini di innovazione, investimenti nel campo delle TIC, diffusione e sfruttamento commerciale di Internet, nonché la pubblica amministrazione on-line debbono essere completati dall'innovazione organizzativa, in modo da utilizzare al massimo il potenziale che offrono;- i ritardi nel raggiungimento degli obiettivi di Lisbona devono essere affrontati sia mediante riforme strutturali sia stimolando in modo adeguato lo spirito di imprenditorialità, le condizioni di competitività, l'innovazione e fornendo capitali di rischio e meccanismi di garanzia a livello sia dell'UE che a livello nazionale e regionale;- l'istruzione, l'apprendimento permanente, il livello di competenza della forza lavoro e la qualità dei risultati sono fattori importanti per la competitività industriale europea;- per potenziare le prospettive di crescita, e quindi creare maggiore occupazione, l'UE e gli Stati membri devono incoraggiare un'alta produttività e competitività, nonché agevolare la trasformazione e l'ammodernamento industriali, tenendo presente le sfide e le opportunità derivanti dall'allargamento.In considerazione di quanto precede:5. INVITA l'industria europea:- ad avvalersi della propria eccellenza tecnologica e organizzativa per migliorare la competitività e raggiungere la leadership del mercato, segnatamente tramite maggiori investimenti in campo RST, l'innovazione e una migliore formazione della forza lavoro;- a ricorrere alle capacità specifiche e alle conoscenze specialistiche dei lavoratori e delle imprese dei paesi aderenti per migliorare la posizione dell'Europa sui mercati mondiali;- a adattarsi costantemente per rispondere alle sfide della competitività globale;- ad assumere le proprie responsabilità sociali per migliorare la competitività dell'industria europea;6. INVITA gli Stati membri e la Commissione, nell'ambito delle rispettive competenze:- ad attuare riforme strutturali e misure politiche intese a conseguire un contesto favorevole alle imprese capace di contribuire all'imprenditorialità, all'innovazione e alla competitività industriale, tenendo conto del principio di una migliore regolamentazione;- a incoraggiare le imprese ad aumentare gli investimenti, l'innovazione e la produttività per creare crescita e posti di lavoro, anche tramite il capitale di rischio e il raggruppamento, nonché l'innovazione organizzativa;- a portare avanti le iniziative per il rafforzamento della competitività industriale, tenendo in particolare conto delle necessità e particolarità dei singoli settori;- a migliorare ulteriormente i metodi di applicazione della valutazione dell'impatto alle proposte normative;- a incoraggiare l'aumento della produttività del lavoro nel settore industriale;- a proseguire gli sforzi per ampliare la pubblica amministrazione on-line e incentivare lo sfruttamento commerciale di Internet;- ad agevolare la gestione del cambiamento industriale, mediante la promozione, tra l'altro, di studi di prospettiva;- a fissare obiettivi volontari nel campo dell'innovazione, che servano alla Commissione come base per la valutazione periodica dei progressi realizzati;- previa un'analisi, a intraprendere azioni o nel settore regolamentare conformemente ai principi di una migliore regolamentazione, o nel settore dell'incentivazione della ricerca, dell'innovazione e dell'imprenditorialità, se del caso mediante il metodo di coordinamento aperto;7. ATTENDE CON INTERESSE di ricevere dalla Commissione:- il piano d'azione in materia di imprenditorialità citato nelle sue conclusioni del 3 marzo 2003(6);- un piano d'azione sull'innovazione contenente azioni specifiche volte ad attivare risorse e politiche per incrementare la capacità innovativa delle imprese europee;- una comunicazione nella prima metà del 2004 che farà il punto sulle attività di follow-up, in particolare l'applicazione della politica industriale a settori specifici, l'analisi e il risultato della deindustrializzazione allo scopo di migliorare l'impatto delle politiche dell'UE sulla competitività dell'industria;8. SI IMPEGNA, allo scopo di fornire al Consiglio europeo di primavera un contributo strutturato, ad esaminare con cura precisando le azioni prioritarie:- lo stato generale di competitività dell'UE e specialmente, in cooperazione con la Commissione, le proposte che hanno un impatto notevole sulla competitività;- la comunicazione della Commissione su un approccio integrato alla competitività.II. IN MERITO ALLE QUESTIONI SETTORIALI:1. RAMMENTANDO le comunicazioni della Commissione intitolate:- "Il futuro del settore tessile e dell'abbigliamento nell'Unione europea allargata"(7);- "LeaderSHIP 2015 - Definire il futuro dell'industria europea delle costruzioni e riparazioni navali - La competitività attraverso l'eccellenza"(8);- "Inquadrare in modo coerente le attività in campo aerospaziale - Una risposta al rapporto STAR 21"(9);2. RICORDANDO la comunicazione della Commissione dal titolo: "La politica industriale in un'Europa allargata"(10), nonché le conclusioni del Consiglio del 13 maggio 2003 sulla competitività industriale in un'Europa allargata(11) in cui si invitava, tra l'altro, la Commissione a elaborare modi concreti con i quali la politica industriale può contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona;3. RIBADENDO la necessità di assicurare che le politiche orizzontali dell'UE intese a garantire un contesto favorevole alla competitività industriale tengano conto delle esigenze specifiche e delle caratteristiche dei singoli settori, nonché delle piccole e medie imprese, in particolare delle nuove piccole e medie imprese innovative; RICONOSCENDO che l'attuazione della Carta europea per le piccole imprese svolge un ruolo importante a questo proposito;4. ACCOGLIE CON FAVORE le iniziative finora proposte dalla Commissione per migliorare la competitività europea, segnatamente nei settori industriali specificati in appresso, anche in quelli interconnessi, e attende con interesse le prossime comunicazioni della Commissione relative ad altri importanti settori industriali.Per quanto riguarda i TESSILI E L'ABBIGLIAMENTO:5. RICONOSCE che:- l'industria tessile e dell'abbigliamento, dalle fibre sintetiche ai prodotti industriali e tecnici, oltre ad apportare un notevole contributo globale all'occupazione, alla produzione e alle esportazioni nell'Unione europea allargata, ha anche un impatto particolare sull'economia di talune regioni;- il settore tessile e dell'abbigliamento europeo si trova a dover affrontare continue nuove sfide, in particolare l'eliminazione delle restrizioni quantitative (contingenti) a partire dal 1o gennaio 2005, un processo permanente di ristrutturazione e modernizzazione e un accentuato rallentamento dell'attività economica, della produzione e dell'occupazione;- l'industria tessile e dell'abbigliamento ha una notevole capacità di sviluppo ed innovazione, una prontezza a trarre insegnamento dalle imprese di successo ed una abilità di adattamento ai cambiamenti;6. PONE L'ACCENTO sull'importanza strategica, al final fine di rafforzare un settore competitivo che continua a dare occupazione, dell'interazione tra politiche diverse in settori quali la ricerca e lo sviluppo, l'innovazione, le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni, la formazione professionale e la protezione dei diritti di proprietà intellettuale;7. RILEVA- l'importanza, ai fini della competitività del settore tessile e dell'abbigliamento dell'UE, di garantire un quadro positivo di politica commerciale per consentire scambi aperti ed equi, in particolare un miglior accesso ai mercati dei paesi terzi;- l'importante contributo che potrebbe apportare una sollecita entrata in vigore della zona di libero scambio euromediterranea;8. PONE L'ACCENTO sull'importanza di incoraggiare le iniziative delle parti interessate tese a rafforzare la responsabilità sociale delle imprese e a promuovere, su base volontaria, il "commercio etico" a partire ad esempio dall'etichettatura;9. SI RALLEGRA dell'intenzione della Commissione di istituire un gruppo ad alto livello composto da rappresentanti degli Stati membri e dalle parti interessate con il compito di stimolare il dibattito sulla situazione e sul futuro del settore tessile e dell'abbigliamento nell'Unione europea allargata nonché sulle possibili iniziative e raccomandazioni tese a facilitare l'adeguamento del settore alle sfide del futuro.In considerazione di quanto precede:10. INVITA gli Stati membri, in sintonia con le politiche comunitarie generali, a prendere i provvedimenti adeguati per aiutare il settore tessile e dell'abbigliamento europeo ad affrontare dette sfide anche grazie alla ricerca, all'istruzione e alla formazione;11. INVITA la Commissione ad informare periodicamente il Consiglio sui risultati dei lavori del gruppo ad alto livello sui tessili e l'abbigliamento, e a riferire, per la prima volta anteriormente alla fine di luglio del 2004, in merito alle iniziative considerate appropriate al riguardo che potrebbero configurarsi in un piano d'azione.Per quanto riguarda l'INDUSTRIA CANTIERISTICA:12. RICONOSCE:- la dimensione strategica per l'Europa dell'industria cantieristica e delle riparazioni navali specie per quanto riguarda il commercio di prodotti da importare/esportare, le possibilità di occupazione, comprese quelle fornite dall'industria delle attrezzature navali, le necessità di difesa, la competitività dei porti e delle attività marittime in Europa, lo sviluppo di tecnologie avanzate e la salvaguardia del know-how;- il ruolo importante che l'industria cantieristica europea, unitamente alle istituzioni comunitarie e agli Stati membri, dovrebbe svolgere per il miglioramento della sicurezza marittima e della tutela globale dell'ambiente promuovendo l'intermodalità mediante strumenti e programmi appropriati e relativamente alla crescita effettiva dei trasporti marittimi a corto raggio;- le distorsioni commerciali e la sovraccapacità che tuttora incidono sul mercato mondiale della cantieristica navale;13. SOTTOLINEA che l'UE dovrebbe mantenere un approccio politico volto a potenziare la competitività industriale del settore; sono necessari sforzi particolari per quanto riguarda:- lo sviluppo e l'armonizzazione di norme e regolamenti che hanno un'incidenza sul mercato europeo della difesa;- le norme che regolano gli aiuti di Stato, a livello di UE, relativamente agli investimenti nell'innovazione, laddove si dovrebbe tener conto delle condizioni specifiche dell'industria della costruzione navale europea per permettere l'attuazione di prorgrammi fattibili ed efficaci volti a mantenere la leadership tecnologica dell'industria europea;- il pieno sfruttamento da parte degli Stati membri delle possibilità di incoraggiare in modo efficace la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione;- la protezione dei diritti di proprietà intellettuale da parte degli Stati membri e dell'industria, sfruttando appieno gli strumenti esistenti ed esaminando la possibilità di rafforzare l'applicazione delle norme internazionali in materia di brevetti applicabili alla cantieristica;- un processo di consolidamento più agevole tra i produttori europei grazie alla definizione di adeguate condizioni quadro da parte degli Stati membri e della Commissione;- la promozione di approcci intesi a produrre una cooperazione migliore in Europa tra le risorse cantieristiche navali e civili, basandosi su meccanismi di mercato che coinvolgano imprese dei settori della cantieristica mercantile e militare e delle attrezzature navali;- l'analisi e la richiesta di nuove competenze, possibilmente nell'ambito del dialogo sociale all'interno del settore.In considerazione di quanto precede:14. INVITA gli Stati membri, in sintonia con le politiche comunitarie generali, a prendere i provvedimenti adeguati per far sì che il settore europeo della cantieristica possa affrontare le sfide che ha dinanzi;15. INVITA la Commissione a:- proseguire gli sforzi in ambito OMC e OCSE per stabilire una concorrenza equa, a livello mondiale, nel settore dell'industria cantieristica;- esaminare le conseguenze della scadenza del meccanismo difensivo temporaneo per la costruzione navale, specie in relazione al calendario della procedura OMC per la composizione delle controversie;- tenere regolarmente informato il Consiglio circa i risultati dell'iniziativa "LeaderSHIP 2015" e riferirgli riguardo all'attuazione delle raccomandazioni prima della fine del 2004;- esaminare, di concerto con l'industria cantieristica, se un'entità europea quale ad esempio la Banca europea degli investimenti possa assumere un ruolo leader nel finanziamento anticipato o posticipato di progetti di costruzione navale.Per quanto riguarda il SETTORE AEROSPAZIALE:16. RICONOSCE che l'industria aerospaziale:- genera e promuove tecnologie di punta e competenze fondamentali, è un importante polo d'innovazione e contribuisce a sostenere la concorrenza internazionale per una vasta gamma di prodotti in mercati commerciali e strategici;- fa confluire vari segmenti, quali quelli dell'aeronautica civile, della difesa e dello spazio, e che importanti segmenti di mercato richiedono una più vigorosa presenza europea in modo da accrescere la competitività.17. PONE L'ACCENTO sulla necessità di:- un approccio consolidato sul piano industriale e istituzionale per salvaguardare e sviluppare l'industria spaziale europea, pur avendo preso atto dei buoni progressi in relazione al programma Galileo e al sistema globale di osservazione per l'ambiente e la sicurezza (GMES) nonché all'intensificazione della cooperazione tra l'Agenzia spaziale europea e l'Unione europea;- un migliore coordinamento a livello europeo dei programmi civili con quelli connessi alla difesa aerospaziale oltre che di un'efficiente assegnazione di risorse;- un'Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) pienamente operativa, per dotare l'UE di un adeguato quadro normativo capace di soddisfare le esigenze interne ed internazionali;- un migliore trasferimento delle tecnologie, specie in relazione alle PMI operanti come subfornitori;18. RICONOSCE la proposta di azione preparatoria della Commissione riguardante la ricerca in materia di sicurezza e PRENDE ATTO dei lavori in corso che porteranno alla creazione programmata di un'agenzia intergovernativa nel settore dello sviluppo delle capacità di difesa, della ricerca, dell'acquisizione e degli armamenti.In considerazione di quanto precede:19. INVITA gli Stati membri e la Commissione, nell'ambito delle rispettive competenze, a:- proseguire le attività in corso in collaborazione con l'ESA, per mettere a punto una politica spaziale europea coerente che tenga conto delle disposizioni dell'accordo quadro CE-ESA e del piano d'azione per l'attuazione della politica spaziale europea(12);- continuare le attività in corso relative alla piena operatività dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea;- prendere, le necessarie iniziative per continuare a sostenere la realizzazione dell'agenzia nel settore dello sviluppo delle capacità di difesa, della ricerca, dell'acquisizione e degli armamenti, tra cui la continuazione, se del caso, degli sforzi degli Stati membri in collegamento con la Commissione volti alla creazione di un mercato della difesa dell'UE competitivo a livello internazionale.(1) Cfr. doc. 15287/03 COMPET 70 IND 171 MI 299 RECH 234 ECO 251 ECOFIN 382.(2) Cfr. doc. 15217/03 COMPET 69 IND 169 MI 296 RECH 231 ECOFIN 375 ECO 249.(3) Cfr. doc. 15036/03 COMPET 63 IND 165 MI 292 ECO 244.(4) Cfr. doc. 14793/03 COMPET 61 IND 159 MI 282 RECH 205.(5) Cfr. doc. 14584/03 RC 13 ECO 221.(6) GU C 64 del 18.3.2003.(7) Cfr. doc. 14314/03 COMPET 56 IND 149 MI 269 RECH 190 ECO 217 TEXT 17 WTO 115.(8) Cfr. doc. 15288/03 COMPET 71 IND 172 MI 300 RC 20 RECH 235 ECO 252 ECOFIN 383 WTO 131.(9) Cfr. doc. 13705/03 COMPET 49 IND 140 RECH 176 TRANS 263 POLARM 24.(10) Cfr. doc. 5078/03 IND 1 ECO 2.(11) GU C 149 del 26.6.2003.(12) Cfr. doc. 14886/03 RECH 211 COMPET 62 IND 164 TRANS 293 POLARM 36.