CELEX: 61987CJ0003
Language: it
Date: 1989-12-14
Title: Sentenza della Corte del 14 dicembre 1989. # The Queen contro Ministry of Agriculture, Fisheries and Food. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: High Court of Justice, Queen's Bench Division - Regno Unito. # Pesca - Licenze - Condizioni. # Causa C-3/87.

Avis juridique important

|

61987J0003

SENTENZA DELLA CORTE DEL 14 DICEMBRE 1989.  -  THE QUEEN CONTRO MINISTRY OF AGRICULTURE, FISHERIES AND FOOD, EX PARTE AGEGATE LTD.  -  DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE: HIGH COURT OF JUSTICE, QUEEN'S BENCH DIVISION - REGNO UNITO.  -  PESCA - LICENZA - REQUISITI.  -  CAUSA 3/87.  

raccolta della giurisprudenza 1989 pagina 04459

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . Pesca - Politica comune delle strutture - Conservazione delle risorse del mare - Regime di contingenti di pesca - Normativa di uno Stato membro sull' uso dei propri contingenti - Rilascio di licenze - Composizione dell' equipaggio dei pescherecci immatricolati in detto Stato - Proporzione minima di cittadini della Comunità - Condizione del versamento di contributi al regime nazionale di previdenza sociale - Ammissibilità - Condizione della residenza a terra nello Stato membro interessato - Inammissibilità - Possibilità per i privati di invocare dinanzi al giudice nazionale le disposizioni pertinenti del diritto comunitario  ( Regolamenti del Consiglio n . 1408/71, articoli 13, n . 2, lett . c ), e 14 ter, n . 101/76, articolo 2, n . 1, n . 170/83, articolo 4, e n . 172/83 )  2 . Libera circolazione delle persone - Lavoratore - Nozione - Esistenza di un rapporto di lavoro - Criteri di valutazione - Persone retribuite "in partecipazione" - Inclusione  ( Trattato CEE, articolo 48; Atto di adesione del 1985, articolo 55 )  3 . Adesione di nuovi Stati membri alle Comunità - Spagna - Libera circolazione delle persone - Lavoratori - Deroghe - Stretta interpretazione - Divieto di instaurare nuove restrizioni in materia di accesso al lavoro - Restrizioni concernenti i lavoratori a bordo di pescherecci - Ammissibilità - Condizioni  ( Atto di adesione del 1985, articoli 55 e 56, n . 1; regolamento del Consiglio n . 1612/68, articoli da 1 a 6 )  

Massima

1 . Il diritto comunitario non osta a che, per rilasciare ad uno dei suoi pescherecci una licenza che lo autorizzi a sfruttare i contingenti di pesca nazionali, uno Stato membro esiga che il 75% dell' equipaggio dell' imbarcazione sia composto di cittadini degli Stati membri della Comunità e che il comandante e l' intero equipaggio versino contributi alla previdenza sociale di detto Stato membro, nei limiti in cui l' obbligo di versare i contributi è conforme alle regole sui conflitti di leggi in materia d' applicazione delle normative nazionali, enunciate dal regolamento n . 1408/71 . Il diritto comunitario che i privati possono, nella fattispecie, far valere dinanzi al giudice nazionale non consente invece ad uno Stato membro di esigere, a questo fine, che il 75% dell' equipaggio risieda a terra nel suo territorio .  2 . La nozione di lavoratore, ai fini tanto dell' articolo 48 del trattato quanto dell' articolo 55 dell' Atto di adesione del 1985, deve essere definita in base a criteri obiettivi che caratterizzino il rapporto di lavoro sotto il profilo dei diritti e degli obblighi delle persone interessate . La caratteristica essenziale del rapporto di lavoro è la circostanza che una persona fornisca, per un certo periodo di tempo, a favore di un' altra e sotto la direzione di quest' ultima, prestazioni in contropartita delle quali riceva una retribuzione . Per determinare se si versi fuori da un siffatto rapporto di lavoro occorre tener conto del complesso degli elementi e delle circostanze che caratterizzano i rapporti tra le parti, quali, ad esempio, la partecipazione ai rischi d' impresa, la libera scelta del proprio orario di lavoro o la libertà di assumere i propri collaboratori . La mera circostanza che la retribuzione di una persona avvenga "in partecipazione" e sia eventualmente calcolata su base collettiva non è atta ad escludere la sua qualità di lavoratore ai sensi delle disposizioni precedentemente citate .  3 . Gli articoli 55 e 56, n . 1, dell' Atto di adesione della Spagna derogano al principio della libera circolazione dei lavoratori sancito dall' articolo 48 del trattato e vanno pertanto interpretati in senso stretto . Ne consegue che gli Stati membri, pur essendo autorizzati a mantenere in vigore, nei confronti dei cittadini spagnoli, restrizioni preesistenti, non possono in nessun caso, durante il periodo transitorio, rendere più gravose per queste persone le condizioni di accesso ad un posto di lavoro . Pertanto i predetti articoli, che i privati possono invocare dinanzi al giudice nazionale, non ostano ad una disciplina o prassi nazionale per cui i lavoratori spagnoli sono esclusi, fino al 1° gennaio 1993, dal 75% dell' equipaggio dei pescherecci di un altro Stato membro, purché tale limitazione, imposta dopo l' Atto di adesione del 1985, non peggiori in nessun modo la loro situazione e non riguardi i cittadini spagnoli già occupati come lavoratori subordinati, al momento dell' adesione, nel territorio o su un peschereccio del predetto Stato membro, qualora il rapporto di lavoro abbia un nesso abbastanza stretto con questo territorio .  

Parti

Nel procedimento C-3/87,  avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell' art . 177 del trattato CEE, dalla High Court of Justice d' Inghilterra e del Galles nella causa dinanzi ad essa pendente tra  The Queen ( La Regina )  e  Ministry of Agriculture, Fisheries and Food ( Ministero dell' agricoltura, della pesca e dell' alimentazione ),  ex parte : Agegate Ltd,  domanda vertente sull' interpretazione delle disposizioni del diritto comunitario, segnatamente in materia di libera circolazione di lavoratori ed in materia di pesca, nonché degli articoli 55 e 56 dell' atto relativo all' adesione del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese alle Comunità europee del 1985 ( GU L 302, pag . 23 ), onde valutare la compatibilità con il diritto comunitario delle condizioni cui deve soddisfare, ai sensi della normativa nazionale, l' equipaggio dei pescherecci battenti bandiera britannica,  LA CORTE,  composta dai sigg . O . Due, presidente, Sir Gordon Slynn, C.N . Kakouris e F.A . Schockweiler, presidenti di sezione, T . Koopmans, G.F . Mancini, R . Joliet, T.F . O' Higgins, G.C . Rodríguez Iglesias, F . Grévisse e M . Díez de Velasco, giudici,  avvocato generale : J . Mischo  cancelliere : H.A . Ruehl, amministratore principale  viste le osservazioni presentate :  - per la Agegate Limited, dai sigg . David Vaughan, QC, e K.P.E . Lasok, barrister, nonché dal sig . S . J . Swabey, solicitor, dello studio Thomas Cooper & Stibbard,  - per il governo britannico, dal sig . H.R.L . Purse, del Treasury Solicitor' s Department, in qualità di agente, assistito dai sigg . J . Laws e C . Vajda, barristers, durante la fase scritta, e dal sig . T.J.G . Pratt, in qualità di agente, assistito dai sigg . C . Bellamy, QC, e C . Vajda, barrister, durante la fase orale,  - per il governo irlandese, dal sig . L.J . Dockery, Chief State Solicitor, in qualità di agente, assistito dal sig . James O' Reilly, barrister,  - per il governo italiano, dal sig . O . Fiumara, avvocato dello stato, in qualità di agente,  - per il governo spagnolo, dal sig . F.J . Conde de Saro, direttore generale del coordinamento giuridico e istituzionale comunitario, e dalla sig.ra R . Silva de Lapuerta, avvocato dello stato, in qualità di agenti,  - per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg . P . Oliver e J . Currall, in qualità di agenti,  vista la relazione di udienza e in seguito alla trattazione orale del 26 ottobre 1988,  sentite le conclusioni dell' avvocato generale, presentate all' udienza del 18 novembre 1988,  ha pronunciato la seguente  Sentenza  

Motivazione della sentenza

1 Con ordinanza 1° dicembre 1986, pervenuta in cancelleria il 12 gennaio 1987, la High Court of Justice d' Inghilterra e del Galles ha sottoposto alla Corte, a norma dell' articolo 177 del trattato CEE, quattro questioni pregiudiziali relative all' interpretazione delle disposizioni del diritto comunitario, segnatamente in materia di libera circolazione dei lavoratori e in materia di pesca, nonché degli articoli 55 e 56 dell' atto relativo alle condizioni di adesione del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese alle Comunità europee del 1985 ( GU L 302, pag . 23, in prosieguo : l' "atto di adesione del 1985 ").  2 Dette questioni sono state sollevate nell' ambito di una controversia sorta tra il Ministero dell' agricoltura, della pesca e dell' alimentazione e la Agegate Ltd, società costituita nel Regno Unito e controllata in buona parte da azionisti spagnoli ( in prosieguo : la "ricorrente nella causa principale ").  La normativa e la prassi del Regno Unito in materia di pesca  3 A norma del Sea Fish ( Conservation ) Act 1967 ( legge del 1967 sulla conservazione delle specie ittiche marine ) come modificato dal Fishery Limits Act 1976 ( legge del 1976 sulle zone di pesca ) e dal Fisheries Act 1981 ( legge del 1981 sulla pesca ), i pescherecci immatricolati nel Regno Unito devono essere muniti di una licenza di pesca . Tale normativa è stata integrata dal British Fishing Boats Act 1983 ( legge del 1983 sui pescherecci britannici ), dal British Fishing Boats Order 1983 ( decreto del 1983 sui pescherecci britannici ) e dal Sea Fish Licensing Order 1983 ( decreto del 1983 sulle specie ittiche marine ).  4 Le licenze di pesca concesse dalle autorità britanniche ai sensi della suddetta disciplina, a partire dal 1° gennaio 1986, fissavano le zone di pesca e le specie ittiche ricomprese nelle licenze nonché le condizioni che dovevano essere cumulativamente soddisfatte in ogni momento, pena la revoca delle licenze, e mediante le quali si intendeva garantire che i pescherecci avessero un "effettivo legame economico" con il Regno Unito . Dette condizioni riguardavano, da un lato, le attività del peschereccio per le quali la licenza era stata accordata e, dall' altro, il suo equipaggio .  5 Le condizioni relative all' equipaggio del peschereccio erano così formulate :  "i ) L' equipaggio dev' essere composto, almeno per il 75%, di cittadini britannici o della Comunità ( esclusi, fino al 1° gennaio 1988, i cittadini greci e, fino al 1° gennaio 1993, i cittadini spagnoli e portoghesi che non siano coniugi o figli di età inferiore a 21 anni di lavoratori greci, spagnoli o portoghesi già stabiliti nel Regno Unito a norma degli accordi transitori sulla libera circolazione dei lavoratori in seguito all' entrata della Grecia, della Spagna e del Portogallo nelle Comunità, come stabilito nei rispettivi atti di adesione ), residenti nel Regno Unito, nell' isola di Man o nelle isole del Canale; residenza significa residenza a terra e, sotto questo aspetto, il servizio a bordo di una nave britannica non vale come residenza nel Regno Unito, nell' isola di Man o nelle isole del Canale .  ii ) Il comandante e l' intero equipaggio devono versare contributi alla previdenza sociale del Regno Unito o agli enti corrispondenti dell' isola di Man o delle isole del Canale : ciò significa i contributi per i lavoratori autonomi della classe 1, del ruolo speciale per la gente di mare, delle classi 2 o 4 ".  La controversia nella causa principale  6 Dagli atti di causa risulta che la ricorrente nella causa principale è proprietaria di un peschereccio denominato "Ama Antxine", registrato nel Regno Unito e battente bandiera britannica . L' equipaggio di questo peschereccio è composto in parte da pescatori spagnoli retribuiti "in partecipazione", ossia in base al ricavato della vendita delle loro catture .  7 Il 23 gennaio 1986 la ricorrente nella causa principale otteneva per l' Ama Antxine una serie di licenze in cui figuravano le condizioni sopra menzionate .  8 Ritenendo che le condizioni relative all' equipaggio del peschereccio fossero, tra l' altro, contrarie al diritto comunitario, la ricorrente adiva la High Court of Justice d' Inghilterra e del Galles con un ricorso diretto a far sindacare la legittimità delle licenze contenenti dette condizioni .  9 Per essere messa in grado di risolvere tale controversia sulle condizioni relative all' equipaggio, la High Court ha sottoposto alla Corte di giustizia le seguenti questioni pregiudiziali :  "A - Quali siano i criteri da seguire per decidere se, a norma del diritto comunitario, il pescatore in partecipazione sia un prestatore di servizi ovvero un lavoratore .  B - Se uno Stato membro, nel concedere, dopo l' adesione della Spagna e del Portogallo alle Comunità europee, una licenza al proprietario o noleggiatore di un peschereccio battente la sua bandiera ed in esso registrato, possa rifarsi agli articoli 55 e 56 dell' atto di adesione della Spagna e del Portogallo alle Comunità europee ( che riguardano unicamente i lavoratori ) e prescrivere che :  i ) il 75% dell' equipaggio di un peschereccio registrato in tale Stato membro e battente la sua bandiera sia composto di cittadini della CEE residenti a terra in tale Stato membro, escludendo tuttavia, fino al 1° gennaio 1993, i cittadini spagnoli che non siano coniugi o figli di meno di 21 anni di lavoratori spagnoli già stabiliti nello Stato membro che rilascia la licenza;  e che  ii ) il comandante e l' intero equipaggio versino contributi alla previdenza sociale di detto Stato membro .  C - In ogni caso, se, dopo l' adesione della Spagna e del Portogallo alle Comunità europee, il rilascio, da parte di uno Stato membro, di una licenza al proprietario o noleggiatore di un peschereccio registrato in tale Stato membro e battente la sua bandiera, rilascio subordinato alle seguenti condizioni :  i ) che almeno il 75% dei membri dell' equipaggio siano :  1 ) cittadini dello Stato membro che rilascia la licenza o cittadini della CEE ( esclusi tuttavia fino al 1° gennaio 1993 i cittadini spagnoli che non siano coniugi o figli di meno di 21 anni di lavoratori spagnoli già stabiliti nello Stato membro che rilascia la licenza, a norma degli accordi transitori sulla libera circolazione dei lavoratori in seguito all' adesione della Spagna alle Comunità contenuti nel trattato di adesione ) e  2 ) residenti nello Stato membro che rilascia la licenza ( residenza significa residenza a terra, restando escluso il servizio a bordo di navi di detto Stato membro );  ii ) che il comandante e l' intero equipaggio versino contributi alla previdenza sociale dello Stato membro che rilascia la licenza;  sia compatibile col diritto comunitario, ivi comprese le norme relative alla pesca .  D - Se, dinanzi al giudice nazionale, il titolare di una licenza del genere possa far valere l' incompatibilità col diritto comunitario di una o di entrambe le condizioni esposte nella questione n . 3 ( 1 ), al fine di provare che le condizioni, o una di esse, sono illegittime e vanno annullate ".  10 Per una più ampia illustrazione degli antefatti della controversia nella causa principale, dello svolgimento del procedimento nonché delle osservazioni presentate alla Corte, si fa rinvio alla relazione di udienza . Questi elementi del fascicolo sono richiamati solo nella misura necessaria alla comprensione del ragionamento della Corte .  11 Risulta dagli atti che la causa principale verte, in sostanza, sulle condizioni cui possono essere assoggettati i pescherecci britannici che imputano le loro catture ai contingenti che la Comunità assegna al Regno Unito . Fermo restando il problema della conformità di tali condizioni al diritto comunitario per quel che riguarda la pesca al di fuori dei contingenti, occorre pertanto ricordare, prima di tracciare un quadro dei punti sollevati dalle questioni sottoposte alla Corte e di procedere al loro esame, quelle che sono le linee fondamentali della disciplina dei contingenti entro l' ambito generale della normativa comunitaria in materia di pesca .  12 La normativa comunitaria sancisce il principio della parità delle condizioni di accesso al patrimonio ittico per tutte le navi da pesca che battono bandiera di uno degli Stati membri o che vi sono immatricolate ( articolo 2, n . 1, del regolamento ( CEE ) del Consiglio 19 gennaio 1976, n . 101, relativo all' attuazione di una politica comune delle strutture nel settore della pesca, GU L 20, pag . 19 ), tranne che per la zona di 12 miglia marine calcolate a partire dalle linee di base degli Stati membri, per la quale questi ultimi possono derogare, fino al 31 dicembre 1992, alla regola della parità delle condizioni di accesso ( combinato disposto dell' articolo 100 dell' atto di adesione del 1972 e dell' articolo 6 del regolamento ( CEE ) del Consiglio 25 gennaio 1983, n . 170, che istituisce un regime comunitario di conservazione e di gestione delle risorse della pesca, GU L 24, pag . 1 ). Le questioni sollevate non riguardano il regime particolare che si applica a questa zona di 12 miglia .  13 Per quanto attiene alla conservazione del patrimonio ittico, con il regolamento del Consiglio n . 170/83, testé citato, si è istituito, in attuazione dell' articolo 102 del summenzionato atto di adesione del 1972, un regime comunitario di conservazione e di gestione, comportante la limitazione dell' attività di pesca . Peraltro, il regolamento ( CEE ) del Consiglio 29 giugno 1982, n . 2057 ( GU L 220, pag . 1 ), aveva già stabilito le norme di controllo, dirette a garantire il rispetto delle limitazioni apportate alle possibilità di esercitare la pesca . Quest' ultimo regolamento è stato modificato dal regolamento ( CEE ) del Consiglio 18 dicembre 1986, n . 4027 ( GU L 376, pag . 4 ).  14 L' articolo 3 del citato regolamento n . 170/83 prevede la fissazione, ogni anno, del totale di catture ammesse ( in prosieguo : il "TAC ") a disposizione della Comunità per popolazione o gruppo di popolazioni ittiche, qualora sia necessario limitare il volume delle catture per una specie o per specie affini . L' articolo 4, n . 1, del medesimo regolamento, stabilisce che "il volume delle catture disponibili per la Comunità menzionato all' articolo 3 è ripartito fra gli Stati membri in modo da assicurare a ciascuno Stato membro una stabilità relativa delle attività esercitate su ciascuna delle popolazioni ittiche considerate ". Secondo il tenore dell' articolo 4, n . 2, si tratta di una "ripartizione delle risorse tra gli Stati membri ". Ai sensi dell' articolo 5, n . 1, del regolamento n . 170/83, gli Stati membri possono scambiare la totalità o parte dei contingenti loro assegnati .  15 Lo stesso articolo, al n . 2, stabilisce che "gli Stati membri determinano, conformemente alle disposizioni comunitarie applicabili, le modalità di utilizzazione dei contingenti loro assegnati ". E previsto che le modalità applicative di tale disposizione siano adottate, all' occorrenza, secondo la procedura contemplata all' articolo 14, detta del "comitato di gestione ".  16 Le disposizioni di questo regolamento hanno, quindi, istituito un sistema di contingenti di pesca nazionali . Come si evince dal citato regolamento n . 2057/82, segnatamente dal suo articolo 10, n . 1, e dal regolamento n . 4027/86, anch' esso citato, il legislatore comunitario ricollega i contingenti nazionali ai pescherecci battenti bandiera di ciascuno Stato membro o in questo registrati, i quali sono i soli a poter imputare le proprie catture ai suoi contingenti .  17 Va osservato che gli Stati membri, nell' esercizio della competenza, loro attribuita, a definire le modalità di sfruttamento dei loro contingenti, possono stabilire quali siano le navi della loro flotta peschereccia autorizzate a imputare le proprie catture ai loro contingenti nazionali, purché i criteri adottati siano compatibili con il diritto comunitario .  18 A tal proposito gli Stati membri possono autorizzare i pescherecci a imputare le loro catture ai propri contingenti nazionali solo subordinatamente a talune condizioni attinenti, ad esempio, alle dimensioni, all' età o allo stato del peschereccio, alle sue attrezzature, alla consistenza dell' equipaggio, alle strutture esistenti a bordo per nutrire ed alloggiare l' equipaggio stesso, alle questioni sanitarie, di sicurezza (...), nei limiti in cui tali condizioni non vengano disciplinate in modo esclusivo dalla normativa comunitaria .  19 Il problema da esaminare è pertanto quello di stabilire se ed in quale misura il diritto comunitario osti all' imposizione di condizioni come quelle di cui si discute nella causa principale . Le questioni sollevate dal giudice nazionale, al riguardo, possono essere sintetizzate nel seguente modo :  "I - Se il diritto comunitario osti a che uno Stato membro, per permettere ad un suo peschereccio di imputare le proprie catture ai contingenti di pesca nazionali, imponga come condizione :  a ) che il 75% dell' equipaggio del peschereccio sia composto di cittadini degli Stati membri delle Comunità;  b ) che costoro risiedano a terra in tale Stato membro, e  c ) che il comandante e l' intero equipaggio versino contributi alla previdenza sociale di detto Stato membro .  II - Se gli articoli 55 e 56 dell' atto di adesione del 1985 autorizzino ad escludere da questo 75%, fino al 1° gennaio 1993, i componenti spagnoli dell' equipaggio retribuiti 'in partecipazione' .  III - Se le norme del diritto comunitario possano, qualora ostino all' imposizione delle condizioni testé menzionate, essere fatte valere in giudizio dagli interessati dinanzi ai giudici nazionali ".  Sulla questione sub I a )  20 Come la Corte ha dichiarato nella sentenza 19 gennaio 1988 ( causa 223/86, Pesca Valentia, Racc . pag . 103 ), il diritto comunitario non osta a che uno Stato membro emani una normativa la quale prescriva che gli equipaggi dei pescherecci immatricolati nei suoi registri siano costituiti, per una percentuale minima, da cittadini della Comunità .  21 Tale questione va pertanto risolta nel senso che il diritto comunitario non osta a che uno Stato membro imponga, come condizione affinché uno dei suoi pescherecci possa imputare le proprie catture ai contingenti di pesca nazionali, che il 75% dell' equipaggio del peschereccio di cui trattasi sia composto di cittadini degli Stati membri della Comunità .  Sulla questione sub I b )  22 E appena il caso di rilevare, ai fini della soluzione di tale questione, che il requisito della residenza non appare giustificato dalle finalità del sistema dei contingenti nazionali .  23 Dette finalità si desumono soprattutto dall' articolo 4 del regolamento n . 170/83, interpretato alla luce della motivazione di quest' ultimo . L' articolo 4 precisa che la ripartizione dei TAC è intesa ad "assicurare a ciascuno Stato membro una stabilità relativa delle attività esercitate su ciascuna delle popolazioni ittiche considerate ". I concetti di stabilità e relatività vengono chiariti nella motivazione del regolamento . Nel sesto 'considerando' si precisa che "tale stabilità (...) deve salvaguardare le necessità specifiche delle regioni, i cui abitanti dipendono in modo particolare dalla pesca e dalle industrie collegate (...)". Nel settimo 'considerando' si legge che "la nozione di relatività nella stabilità perseguita deve essere intesa in questo senso ". Del pari, dalla lettera del quarto 'considerando' del regolamento ( CEE ) del Consiglio 25 gennaio 1983, n . 172, che fissa, per alcune popolazioni o gruppi di popolazioni ittiche presenti nelle zone di pesca della Comunità, il totale delle catture ammesse per il 1982, la parte di queste catture disponibile per la Comunità, la ripartizione di detta parte tra gli Stati membri e le condizioni cui è soggetta la pesca del totale delle catture ammesse ( GU L 24, pag . 30 ), risulta che "ai fini di un' equa ripartizione delle risorse disponibili, occorre tener conto in particolare delle attività di pesca tradizionali, delle esigenze specifiche delle regioni i cui abitanti dipendono prevalentemente dall' industria della pesca e dalle industrie connesse, nonché della perdita di potenziale di cattura nelle acque dei paesi terzi ".  24 Come si evince da quanto sopra, la finalità dei contingenti sta nell' assicurare a ciascuno Stato membro una parte del TAC comunitario, determinata essenzialmente in funzione delle catture delle quali, anteriormente all' istituzione dei contingenti, hanno fruito le attività di pesca tradizionali e le popolazioni locali dipendenti dalla pesca e dalle industrie connesse di tale Stato membro .  25 Sotto tale profilo, una condizione di residenza come quella in esame non ha alcun nesso con la finalità del sistema dei contingenti e non può trovare quindi all' interno di esso la sua giustificazione .  26 Conseguentemente occorre risolvere la questione nel senso che il diritto comunitario non consente che uno Stato membro imponga, come condizione perché uno dei suoi pescherecci possa imputare le proprie catture ai contingenti di pesca nazionali, che il 75% dell' equipaggio del peschereccio di cui trattasi risieda a terra in detto Stato membro .  Sulla questione sub I c )  27 Quanto alla condizione che impone al comandante e all' intero equipaggio l' obbligo di versare contributi alla previdenza sociale dello Stato membro interessato, va ricordato che, come la Corte ha dichiarato nella sentenza 10 luglio 1986 ( causa 60/85, Luijten, Racc . pag . 2368 ), con cui ha interpretato il regolamento ( CEE ) del Consiglio 14 giugno 1971, n . 1408, nella versione risultante dal regolamento ( CEE ) del Consiglio n . 1390/81 ( GU 1981, L 143, pag . 1 ), le disposizioni contenute nel titolo II del regolamento costituiscono un sistema di norme di conflitto il cui carattere completo ha l' effetto di sottrarre al legislatore di ciascuno Stato membro il potere di determinare la portata e le condizioni di applicazione della propria normativa nazionale, ratione personae e ratione loci .  28 Va rilevato, nondimeno, che una condizione come quella di cui si tratta corrisponde all' obbligo imposto dall' articolo 13, compreso nel titolo II di tale regolamento, il quale al n . 2, lett . c ), stabilisce che "con riserva degli articoli da 14 a 17 (...) la persona che esercita la sua attività professionale a bordo di una nave che batte bandiera di uno Stato membro è soggetta alla legislazione di tale stato ". Ne consegue che una siffatta condizione non può essere considerata vietata dal diritto comunitario .  29 Occorre tuttavia precisare che tale constatazione presuppone che la condizione prescritta sia conforme non soltanto alle regole, ma anche alle eccezioni previste in particolare dall' articolo 14 ter del regolamento n . 1408/71 . Quest' ultima disposizione, che interessa specificamente la gente di mare, contempla un' eccezione alla regola ex articolo 13, n . 2, lett . c ), poiché essa prevede, ricorrendo talune ipotesi, l' applicazione della legislazione di uno Stato membro diverso da quello di cui la nave batte bandiera .  30 Ne consegue che una condizione che imponga al comandante e all' equipaggio di versare contributi alla previdenza sociale dello Stato membro interessato non è vietata dal diritto comunitario, nei limiti in cui essa è conforme alle regole sancite dal regolamento del Consiglio n . 1408/71 .  31 Tale questione va pertanto risolta nel senso che il diritto comunitario non osta a che uno Stato membro imponga, come condizione perché uno dei suoi pescherecci possa imputare le proprie catture ai contingenti di pesca nazionali, che il comandante e l' intero equipaggio del peschereccio versino contributi alla previdenza sociale di detto Stato membro, fatte salve le ipotesi per le quali il regolamento del Consiglio n . 1408/71 stabilisce diversamente .  Sulla questione sub II  32 Va rilevato, al riguardo, che gli articoli 55 e 56 dell' atto di adesione del 1985 servono a determinare, transitoriamente, il regime applicabile ai lavoratori spagnoli . In particolare, i suddetti articoli contemplano una deroga al principio della libera circolazione dei lavoratori, sancito dall' articolo 48 del trattato CEE, in quanto escludono, fino al 1° gennaio 1993, l' applicazione ai cittadini spagnoli degli articoli da 1 a 6 del regolamento ( CEE ) del Consiglio 15 ottobre 1968, n . 1612, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all' interno della Comunità ( GU L 257, pag . 2 ).  33 Il giudice nazionale chiede se i pescatori che lavorano a bordo di pescherecci britannici debbano essere considerati lavoratori ai fini dell' articolo 55 dell' atto di adesione del 1985, qualora siano retribuiti "in partecipazione", ossia in base al ricavato della vendita delle loro catture .  34 Per risolvere tale questione va osservato, innanzitutto, che la nozione di lavoratore ai fini dell' articolo 55 dell' atto di adesione del 1985 è identica a quella risultante dall' articolo 48 del trattato CEE . Occorre quindi definire il significato comunitario della nozione di lavoratore .  35 Come la Corte ha rilevato nella sentenza 3 luglio 1986 ( causa 66/85, Lawrie-Blum, Racc . pag . 2121 ), la nozione comunitaria di lavoratore deve essere definita in base a criteri obiettivi che caratterizzino il rapporto di lavoro sotto il profilo dei diritti e degli obblighi delle persone interessate . Ora, la caratteristica essenziale del rapporto di lavoro è la circostanza che una persona fornisca, per un certo periodo di tempo, a favore di un' altra e sotto la direzione di quest' ultima, prestazioni in contropartita delle quali riceva una retribuzione .  36 Il problema di stabilire se si versi fuori da un siffatto rapporto di lavoro va risolto di volta in volta in base al complesso degli elementi e delle circostanze che caratterizzano i rapporti tra le parti, quali ad esempio la partecipazione ai rischi d' impresa, la libera scelta del proprio orario di lavoro o la libertà di assumere i propri collaboratori . In ogni caso, la mera circostanza che la retribuzione di una persona avvenga "in partecipazione" e sia eventualmente calcolata su base collettiva non è atta ad escludere la sua qualità di lavoratore .  37 Conseguentemente, l' applicazione ai pescatori spagnoli che lavorano a bordo di pescherecci britannici degli articoli 55 e seguenti dell' atto di adesione del 1985 non è esclusa semplicemente per il fatto che essi sono retribuiti "in partecipazione ".  38 E tuttavia necessario ricordare che, a norma dell' articolo 56, n . 1, secondo comma, del suddetto atto di adesione, "il regno di Spagna e gli altri Stati membri hanno la facoltà di mantenere in vigore fino al 31 dicembre 1992, rispettivamente nei confronti dei cittadini degli altri Stati membri e dei cittadini spagnoli, le norme nazionali o risultanti da accordi bilaterali, per cui l' immigrazione allo scopo di esercitare un lavoro salariato e/o l' accesso ad un impiego salariato sono subordinati ad un' autorizzazione preventiva ".  39 Su tale punto va ricordata la sentenza 23 marzo 1983 ( causa 77/82, Peskeloglou, Racc . pag . 1085 ), vertente sull' interpretazione dell' articolo 45, n . 1, secondo comma, dell' atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica ellenica alle Comunità europee del 1979 ( GU L 291, pag . 17 ), disposizione identica a quella dell' articolo 56, n . 1, secondo comma, d' atto di adesione del 1985 . In questa sentenza si precisa che la suddetta disposizione, in quanto costituisce deroga al principio della libera circolazione dei lavoratori sancito dall' articolo 48 del trattato CEE, va interpretata in senso stretto e che, di conseguenza, gli Stati membri sono autorizzati a mantenere in vigore restrizioni preesistenti, ma non possono in nessun caso, durante il periodo transitorio, rendere più gravose le condizioni di accesso a un posto di lavoro nei confronti dei rispettivi cittadini con l' adozione di nuovi provvedimenti restrittivi . Tale interpretazione è altresì valida per l' articolo 56, n . 1, secondo comma, dell' atto di adesione del 1985 .  40 Del pari va ricordato che la Corte, nella sentenza 27 settembre 1989 ( causa 9/88, Lopes da Veiga, Racc . 1989, pag . 2989 ), ha rilevato, a proposito dell' articolo 216, n . 1, dell' atto di adesione del 1985, disposizione che ha per i lavoratori portoghesi un contenuto identico a quello dell' articolo 56, n . 1, dello stesso atto di adesione, che non vi sono motivi per rifiutarsi di applicare ai lavoratori portoghesi già occupati nel territorio di uno degli Stati facenti già parte della Comunità il titolo II del regolamento n . 1612/68, relativo all' esercizio dell' impiego ed alla parità di trattamento . Da questa sentenza emerge che gli Stati facenti già parte della Comunità sono autorizzati, in forza dell' articolo 216, n . 1, dell' atto di adesione del 1985, a mantenere in vigore le restrizioni preesistenti nei confronti dei cittadini portoghesi, ma non possono mantenere siffatte restrizioni nei confronti di coloro i quali, da data anteriore all' adesione del Portogallo, esercitano a bordo di una nave battente bandiera di un altro Stato membro un' attività lavorativa subordinata e non hanno ottenuto alcun titolo di soggiorno per esercitare una simile attività nel territorio di detto stato, qualora il rapporto di lavoro presenti un nesso abbastanza stretto con il territorio di questo stesso Stato membro . Tale interpretazione è altresì valida per l' articolo 56, che disciplina la situazione di lavoratori spagnoli .  41 In conclusione la soluzione da dare a tale questione è che gli articoli 55 e 56 dell' atto di adesione del 1985 vanno interpretati nel senso che non può escludersene l' applicazione al caso dei pescatori spagnoli che lavorano a bordo dei pescherecci britannici per il solo fatto che detti pescatori sono retribuiti "in partecipazione", e nel senso che non ostano ad una disciplina o prassi nazionale per cui i lavoratori spagnoli sono esclusi, fino al 1° gennaio 1993, dal 75% dell' equipaggio di questi pescherecci, purché tale limitazione, imposta dopo l' atto di adesione del 1985, non peggiori in nessun modo la loro situazione e non riguardi i cittadini spagnoli già occupati come lavoratori subordinati, al momento dell' adesione, in territorio britannico o su pescherecci britannici, qualora il rapporto di lavoro abbia un nesso abbastanza stretto con detto territorio .  Sulla questione sub III  42 Tale questione va risolta nel senso che nessuna delle norme del diritto comunitario che la Corte ha ritenuto applicabili è priva di efficacia immediata . Conseguentemente, i singoli possono farle valere in giudizio dinanzi ai giudizi nazionali .  

Decisione relativa alle spese

Sulle spese  43 Le spese sostenute dal governo irlandese, dal governo del Regno Unito, dal governo italiano, dal governo spagnolo e dalla Commissione delle Comunità europee, che hanno presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione . Nei confronti delle parti nella causa principale, il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese .  

Dispositivo

Per questi motivi,  LA CORTE,  pronunciandosi sulle questioni sottopostele dalla High Court of Justice d' Inghilterra e del Galles, con ordinanza 1° dicembre 1986, dichiara :  1 ) Il diritto comunitario non osta a che uno Stato membro imponga, come condizione perché uno dei suoi pescherecci possa imputare le proprie catture ai contingenti di pesca nazionali, che il 75% dell' equipaggio del peschereccio di cui trattasi sia composto di cittadini degli Stati membri della Comunità .  2 ) Il diritto comunitario non consente che uno Stato membro imponga, come condizione perché uno dei suoi pescherecci possa imputare le proprie catture ai contingenti di pesca nazionali, che il 75% dell' equipaggio del peschereccio di cui trattasi risieda a terra in detto Stato membro .  3 ) Il diritto comunitario non osta a che uno Stato membro imponga, come condizione perché uno dei suoi pescherecci possa imputare le proprie catture ai contingenti di pesca nazionali, che il comandante e l' intero equipaggio del peschereccio versino contributi alla previdenza sociale di detto Stato membro, fatte salve le ipotesi per le quali il regolamento del Consiglio n . 1408/71 stabilisce diversamente .  4 ) Gli articoli 55 e 56 dell' atto di adesione del 1985 vanno interpretati nel senso che non può escludersene l' applicazione al caso dei pescatori spagnoli che lavorano a bordo di pescherecci britannici per il solo fatto che detti pescatori sono retribuiti in partecipazione e nel senso che non ostano ad una disciplina o prassi nazionale per cui i lavoratori spagnoli sono esclusi, fino al 1° gennaio 1993, dal 75% dell' equipaggio di questi pescherecci, purché tale limitazione, imposta dopo l' atto di adesione del 1985, non peggiori in nessun modo la loro situazione e non riguardi i cittadini spagnoli già occupati come lavoratori subordinati al momento dell' adesione, in territorio britannico o su pescherecci britannici, qualora il rapporto di lavoro abbia un nesso abbastanza stretto con detto territorio .  5 ) Poiché tutte le norme di diritto comunitario vigenti in materia hanno immediata efficacia, i singoli possono farle valere in giudizio dinanzi ai giudici nazionali .