CELEX: C2002/017/27
Language: it
Date: 2002-01-19 00:00:00
Title: Causa T-245/01: Ricorso presentato il 4 ottobre 2001 dalla Showa Denko K.K contro la Commissione delle Comunità europee

19.1.2002                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 17/15
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                             La ricorrente afferma che la Commissione ha rifiutato a torto
                                                                            di prendere in considerazione alcune circostanze attenuanti
                                                                            esposte negli orientamenti enunciati dalla Commissione riguar-
—     annullare l’art. 1 della decisione della Commissione                  do al metodo per stabilire le ammende ed ha quindi violato il
      18 luglio 2001 nel procedimento COMP/E-1/36.490 —                     principio «patere legem quam ipse fecisti» e il principio della tutela
      elettrodi di grafite, nella parte in cui dichiara che la              di interessi legittimi. Essa ha anche agito ultra vires e in
      ricorrente ha partecipato alla violazione degli artt. 81 CE           violazione degli artt. 3 (g), 5 e 81 CE imponendo un’ammenda
      e 53 (1) SEE per il periodo maggio 1992-marzo 1993;                   calcolata sulla base del fatturato mondiale della ricorrente,
                                                                            sebbene l’ammenda si riferisca ad una violazione attuata dalla
                                                                            ricorrente quasi esclusivamente fuori dall’Unione Europea.
—     annullare l’art. 3 della decisione della Commissione
      18 luglio 2001 nel procedimento COMP/E-1/36.490 —
      elettrodi di grafite, nella parte in cui impone alla ricorrente       Infine, la ricorrente afferma che la Commissione ha violato il
      un’ammenda di 12,2 milioni di euro;                                   principio di equità e il principio «ne bis in idem», astenendosi dal
                                                                            prendere in considerazione, quando ha determinato l’importo
                                                                            dell’ammenda da infliggere alla ricorrente, l’ammenda già
—     in subordine, ridurre sostanzialmente l’ammenda sopra                 inflitta da uno Stato terzo.
      menzionata;
—     in ogni caso, ordinare che le spese del procedimento
      siano sopportate dalla Commissione.
                                                                            Ricorso presentato il 4 ottobre 2001 dalla Showa Denko
Motivi e principali argomenti                                                  K.K contro la Commissione delle Comunità europee
                                                                                                      (Causa T-245/01)
La ricorrente è una piccola impresa giapponese che produce
elettrodi di grafite. Secondo la decisione contestata, la ricorren-                                     (2002/C 17/27)
te e altre sette imprese avevano violato gli artt. 81 (1) del
Trattato CE e 53 (1) dell’Accordo SEE partecipando ad un
complesso di accordi e pratiche concordate nel settore della                                      (Lingua processuale: l’inglese)
grafite. Nella decisione, la Commissione definı̀ i produttori
giapponesi «membri attivi» dell’accordo illecito e inflisse alla
ricorrente un’ammenda pari a 12,2 milioni di euro. La
trasgressione fu pure oggetto di procedimenti paralleli avviati
in altri stati, ad es. negli Stati Uniti.                                   Il 4 ottobre 2001 è stato presentato un ricorso dinanzi al
                                                                            Tribunale di primo grado delle Comunità europee dalla Showa
                                                                            Denko K.K, rappresentata da Maurits Dalmans e da Peter
                                                                            Werdmuller dello studio legale Cleary Gottlieb Steen Hamilton,
                                                                            Bruxelles (Belgio).
La ricorrente nega sia l’esistenza di una trasgressione sia la
propria partecipazione alla stessa. Essa afferma, tuttavia, che la
Commissione ha violato forme e diritti procedurali sostanziali,
incluso il diritto della difesa, l’obbligo di motivazione, e il             La ricorrente chiede che il Tribunale:
principio della parità di trattamento, dichiarando, nonostante
la mancanza di prove sufficienti e/o ammissibili, che la
ricorrente partecipò alla trasgressione nel periodo maggio                 —      annulli l’art. 3(d) della decisione della Commissione nella
1992-marzo 1993.                                                                   causa No COMP/E-1/36.490, elettrodi di grafite oppure;
                                                                            —      in subordine riduca l’ammenda inflitta alla Showa Denko
                                                                                   K.K a 2,95 milioni di euro o a qualsiasi altro importo che
Inoltre, determinando in modo illegittimo l’importo di base                        il Tribunale consideri proporzionato, ragionevole e non
dell’ammenda inflitta alla ricorrente ed imponendo un’ammen-                       discriminatorio;
da spropositata rispetto al volume e al valore dei prodotti in
questione realizzati dalla ricorrente, la Commissione ha violato
i principi di proporzionalità e di parità di trattamento come               —      ordini alla Commissione di rimborsare per intero le spese
pure l’obbligo di motivazione.                                                     della ricorrente.
 ---pagebreak--- C 17/16                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          19.1.2002
Motivi e argomenti principali                                                International Inc., rappresentata da K.P.E. Lasok QC dello
                                                                             studio legale Monckton, Londra (Regno Unito) e B. Harnett
                                                                             dello studio legale Squire Saunders Dempsey LLP, Bruxelles
Il ricorso riguarda la decisione della Commissione C(2001)                   (Belgio).
1986 18 luglio 2001, con la quale la Commissione ha
constatato che la ricorrente, un’impresa giapponese, insieme
ad altre sette imprese,ha violato l’art. 81(1) del Trattato CE e
                                                                             La ricorrente chiede che il Tribunale:
l’art. 53(1) dell’Accordo SEE, partecipando ad un sistema
complesso di accordi e di pratiche concordate nel settore degli
elettrodi di grafite. La Commissione ha inflitto alla ricorrente             —     annullare l’art. 3 della decisione adottata dalla Commis-
una multa di 17,4 milioni di euro. In un procedimento                              sione il 18 luglio 2001 nella causa No COMP/E-1/36.490
parallelo negli Stati Uniti è stata inflitta un’ammenda ad una                     — elettrodi di grafite nella misura in cui impone un’am-
consociata della ricorrente.                                                       menda alla UCAR; in subordine che riduca l’ammontare
                                                                                   di questa ammenda;
La ricorrente contesta il calcolo dell’ammenda che ritiene
ingiustificata, discriminatoria e sproporzionata. Essa sostiene              —     annullare l’art.4 della decisione adottata dalla Commis-
che la Commissione ha violato i principi di non discriminazio-                     sione il 18 luglio 2001 nella causa No COMP/E-1/36.490
ne e di proporzionalità nell’applicare un «fattore di deterrenza»                  — elettrodi di grafite, nella misura in cui si applica
pari al 250 % solo alla ricorrente; la maggiorazione che ne è                      alla UCAR; in subordine che modifichi le modalità di
derivata ha di fatto annullato la riduzione concessa per ragioni                   pagamento applicabile all’ammenda pagabile da UCAR,
di equità. Un tale «fattore di deterrenza» non è obiettivamente                    in accordo con i termini e le condizioni stabilite nell’alle-
giustificato e la Commissione ha commesso un errore di diritto                     gato 50;
nel considerare il fatturato totale del gruppo come una
giustificazione, anche se il «fattore di deterrenza» non è
razionalmente collegato o necessario ad un’effettiva deterrenza.             —     annullare la decisione contenuta nella lettera della Com-
                                                                                   missione 23 luglio 2001, nella misura in cui prevede che
                                                                                   la Commissione provvederà alla riscossione dell’ammen-
                                                                                   da allo scadere del termine di pagamento, a meno che
Inoltre, la ricorrente sostiene che la Commissione ha commes-                      l’UCAR abbia, non solo dato inizio alla procedura per
so un errore di diritto nel calcolare l’importo di base dell’am-                   l’annullamento della decisione adottata il 18 ottobre
menda con riferimento alla quota di mercato detenuta a livello                     2001, ma soddisfi anche le due condizioni a cui si fa
mondiale, anziché con riferimento al fatturato in ambito SEE,                      riferimento nella lettera; in subordine che modifichi la
ignorando contemporaneamente le ammende inflitte in altri                          decisione in accordo con i termini e le condizioni stabilite
ordinamenti giuridici. Infine, la Commissione ha violato i                         nell’allegato 50;
principi di non discriminazione e di proporzionalità, nel
ridurre del 15 % l’ammenda inflitta alla UCAR International
Inc., senza ridurre proporzionalmente l’ammenda della ricor-                 —     annullare la decisione contenuta nella lettera della Com-
rente.                                                                             missione 9 agosto 2001, nella misura in cui la Commis-
                                                                                   sione ha rifiutato qualsiasi proposta che non prevedesse
                                                                                   il pagamento integrale dell’ammenda, il pagamento degli
                                                                                   interessi e/o la fornitura di una garanzia bancaria relativa
                                                                                   al pagamento dell’ammenda e degli interessi, ed ha, in
                                                                                   particolare, rifiutato un privilegio sul patrimonio della
                                                                                   UCAR; in subordine che modifichi la decisione secondo i
                                                                                   termini e le condizioni stabilite nell’allegato 50;
Ricorso presentato il 6 ottobre 2001 dalla UCAR contro                       —     ordinare alla Commissione di sopportare le proprie spese
           la Commissione delle Comunità europee                                   e di rimborsare quelle sostenute dalla UCAR International
                                                                                   Inc.
                         (Causa T-246/01)
                          (2002/C 17/28)
                                                                             Motivi e argomenti principali
                    (Lingua processuale: l’inglese)
                                                                             Con decisione 18 luglio 2001, la Commissione europea ha
                                                                             riscontrato che otto imprese avevano violato l’art. 81(1) del
                                                                             Trattato CE e l’art. 53 dell’Accordo SEE, partecipando ad un
Il 6 ottobre 2001 è stato presentato un ricorso dinanzi al                   complesso di accordi e di pratiche concordate nel settore degli
Tribunale di primo grado delle Comunità europee dalla UCAR                   elettrodi di grafite. Alla ricorrente è stata inflitta un’ammenda