CELEX: 52002PC0607
Language: it
Date: 2002-11-06
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo di adeguamento degli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti nuove concessioni reciproche nel settore agricolo

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52002PC0607

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo di adeguamento degli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti nuove concessioni reciproche nel settore agricolo  /* COM/2002/0607 def. - ACC 2002/0258 */  

Gazzetta ufficiale n. 071 E del 25/03/2003 pag. 0015 - 0030

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un protocollo di adeguamento degli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti nuove concessioni reciproche nel settore agricolo(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIl 30 marzo 1999 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati per stabilire ulteriori concessioni reciproche per i prodotti agricoli nel quadro degli accordi europei tra la Comunità europea e i paesi associati dell'Europa centrale ed orientale.Il fondamento giuridico dei negoziati con la Repubblica di Slovenia, avviati nel contesto generale della procedura di adesione, è l'articolo 21, paragrafo 5, dell'accordo europeo. A norma di tale disposizione, la Comunità e la Slovenia esaminano, in sede di consiglio di associazione, prodotto per prodotto e in modo ordinato e reciproco, le possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni, tenendo conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli, della loro appartenenza a settori particolarmente sensibili, delle regole della politica agricola comune della Comunità e del ruolo dell'agricoltura nell'economia slovena.A norma delle direttive del Consiglio, i negoziati dovrebbero garantire il raggiungimento di un equo equilibrio, in termini di esportazioni e importazioni, tra gli interessi della Comunità europea e dei suoi Stati membri e gli interessi dei paesi associati. Su questa base le due parti hanno avviato due cicli di negoziati, che si sono conclusi rispettivamente il 22 maggio 2000 e il 25 luglio 2002.I risultati dei negoziati tra la Commissione e la Slovenia su ulteriori concessioni nel settore agricolo implicano l'immediata, reciproca e piena liberalizzazione degli scambi di alcuni prodotti agricoli. È stato inoltre raggiunto un accordo sull'apertura di nuovi contingenti tariffari in alcuni settori e sull'aumento di alcuni contingenti già in vigore.Il presente protocollo riguardante nuove concessioni reciproche nel settore agricolo forma parte di un nuovo protocollo aggiuntivo all'accordo europeo che definisce tutte (vale a dire precedenti e nuove) le concessioni commerciali nel settore agricolo tra la Comunità e la Repubblica di Slovenia.Entrambe le parti hanno applicato i risultati del primo ciclo di negoziati su base autonoma e transitoria dal 1° luglio 2000. Per quanto concerne la Comunità, le nuove concessioni sono state messe in esecuzione con il regolamento (CE) n. 2475/2000 del Consiglio [1] del 7 novembre 2000. Il presente protocollo sostituisce le misure autonome e transitorie il giorno della sua entrata in vigore.[1]  GU L 286 dell'11.11.2000, pag. 15.2002/0258 (ACC)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un protocollo di adeguamento degli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti nuove concessioni reciproche nel settore agricoloIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133 in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase,vista la proposta della Commissione [2],[2]  GU C ... del ..., pag. ...considerando quanto segue:(1) L'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra [3], prevede concessioni commerciali reciproche per taluni prodotti agricoli.[3]  GU L 51 del 26.2.1999, pag. 3.(2) A norma dell'articolo 21, paragrafo 5, dell'accordo europeo, la Comunità e la Slovenia esaminano, prodotto per prodotto e in modo ordinato e reciproco, le possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni.(3) Miglioramenti del regime preferenziale sono stati inoltre decisi in esito ai negoziati volti a liberalizzare gli scambi agricoli conclusi nel 2000. Per quanto concerne la Comunità, tali miglioramenti sono entrati in vigore il 1° luglio 2000 con il regolamento (CE) n. 2475/2000, che stabilisce talune concessioni sotto forma di contingenti tariffari comunitari per taluni prodotti agricoli e prevede l'adeguamento autonomo e transitorio di talune concessioni agricole previste dall'accordo europeo con la Slovenia [4]. Questo adeguamento del regime preferenziale non è stato ancora integrato nell'accordo europeo in forma di protocollo aggiuntivo.[4]  GU L 286 dell'11.11.2000, pag. 15.(4) I negoziati in vista di ulteriori miglioramenti del regime preferenziale dell'accordo europeo con la Slovenia si sono conclusi il 25 luglio 2002.(5) Per consolidare tutte le concessioni sugli scambi agricoli tra le due parti, che comprendono i risultati dei negoziati conclusi nel 2000 e nel 2002, occorre approvare il nuovo protocollo aggiuntivo all'accordo europeo che adegua gli aspetti commerciali dell'accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra (in prosieguo denominato "il protocollo").(6) Il regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario [5], ha codificato le norme di gestione dei contingenti tariffari da utilizzare secondo l'ordine cronologico delle date di dichiarazione in dogana. Alcuni contingenti tariffari previsti dalla presente decisione devono quindi essere gestiti secondo tali norme.[5]  GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 444/2002 (GU L 68 del 12.3.2002, pag. 11).(7) Le ulteriori misure necessarie per l'attuazione della presente decisione devono essere adottate secondo la procedura del comitato di gestione prevista dalla decisione 1999/468/CE, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [6].[6]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(8) In seguito ai suddetti negoziati, il regolamento (CE) n. 2475/2000 del Consiglio è divenuto privo di oggetto e deve quindi essere abrogato,DECIDE:Articolo 1È approvato a nome della Comunità il protocollo allegato che adegua gli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti nuove concessioni reciproche nel settore agricolo.Articolo 2Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona abilitata a firmare il protocollo, al fine di impegnare la Comunità, e a procedere alla notifica di cui all'articolo 3 del protocollo.Articolo 31. All'entrata in vigore della presente decisione, il regime previsto dagli allegati del protocollo accluso alla presente decisione sostituisce il regime previsto negli allegati VI e VII, di cui all'articolo 21, paragrafi 2 e 4, dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra.2. La Commissione adotta le modalità di applicazione del presente regolamento conformemente alla procedura di cui all'articolo 5.Articolo 4La Commissione può modificare, conformemente alla procedura di cui all'articolo 5, i numeri d'ordine attribuiti ai contingenti tariffari nell'allegato della presente decisione. I contingenti tariffari recanti un numero d'ordine inferiore a 09.4000 sono gestiti dalla Commissione in conformità degli articoli 308 bis, 308 ter e 308 quater del regolamento (CEE) n. 2454/93.Articolo 51. La Commissione è assistita dal comitato di gestione per i cereali istituito dall'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 1766/92 [7] ovvero, laddove necessario, dal comitato istituito in virtù delle pertinenti disposizioni degli altri regolamenti che istituiscono organizzazioni comuni di mercato dei prodotti agricoli.[7]  GU L 181 dell'1.7.1992, pag. 21.2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese.Articolo 6Il regolamento (CE) n. 2475/2000 è abrogato con effetto a decorrere dall'entrata in vigore del protocollo.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO  Numeri d'ordine dei contingenti tariffari comunitari relativi a prodotti originari della Repubblica di Slovenia   (di cui all'articolo 4)(NPF = dazio della nazione più favorita)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>PROTOCOLLOdi adeguamento degli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti nuove concessioni reciproche nel settore agricoloLA COMUNITÀ EUROPEA, in seguito denominata la «Comunità»,da una parte, eREPUBBLICA DI SLOVENIA:dall'altra,considerando quanto segue:(1) L'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra (in prosieguo denominato "l'accordo europeo"), è stato firmato a Bruxelles il 10 gennaio 1996 ed è entrato in vigore il 1° febbraio 1999 [8].[8]  GU L 51 del 26.2.1999, pag. 3.(2) A norma dell'articolo 21, paragrafo 5, dell'accordo europeo, la Comunità e la Repubblica di Slovenia esaminano in sede di Consiglio di associazione, prodotto per prodotto e in modo ordinato e reciproco, le possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni nel settore agricolo. Su tale base le parti hanno svolto e concluso negoziati.(3) Altri due cicli di negoziati intesi a migliorare le concessioni commerciali nel settore agricolo si sono conclusi rispettivamente il 22 maggio 2000 e il 25 luglio 2002.(4) Da un lato, il Consiglio ha deciso, con il regolamento (CE) n. 2475/2000 [9], di applicare provvisoriamente, a partire dal 1° luglio 2000, le concessioni comunitarie risultanti dal ciclo di negoziati del 2000 e, dall'altro, il governo della Repubblica di Slovenia ha adottato disposizioni legislative per l'applicazione, a partire dalla stessa data del 1° luglio 2000, delle equivalenti concessioni slovene pubblicate in un regolamento (Ur. 1. RS. N.. 88/2000) [10], successivamente modificato.[9]  GU L 286 dell'11.11.2000, pag. 15.[10]  Ur. 1. N.. 88 del 29.9.2000, pag. 10120(5) Le concessioni sopra indicate saranno completate e sostituite dalle concessioni previste dal presente protocollo alla data dell'entrata in vigore di quest'ultimo,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 1Il regime applicabile all'importazione nella Comunità di determinati prodotti agricoli originari della Repubblica di Slovenia definito negli allegati A(a) e A(b) e il regime applicabile all'importazione nella Repubblica di Slovenia di determinati prodotti agricoli originari della Comunità definito negli allegati B(a) e B(b) del presente protocollo, sostituiscono quello stabilito negli allegati VI e VII di cui all'articolo 21, paragrafi 2 e 4, dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra.Articolo 2Gli allegati del presente protocollo ne costituiscono parte integrante. Il presente protocollo costituisce parte integrante dell'accordo europeo.Articolo 3Il presente protocollo è approvato dalla Comunità e dalla Repubblica di Slovenia secondo le rispettive procedure. Le parti contraenti adottano le misure necessarie per attuare il presente protocollo.Le parti contraenti si notificano reciprocamente l'avvenuto espletamento delle procedure di cui al primo comma del presente articolo.Articolo 4Fatto salvo l'espletamento delle procedure di cui all'articolo 3, il presente protocollo entra in vigore il 1° gennaio 2003. Qualora le procedure non fossero ultimate in tempo, esso entrerà in vigore il primo giorno del primo mese successivo a quello in cui le parti contraenti avranno notificato l'espletamento delle procedure.I quantitativi di prodotti soggetti a contingenti tariffari e immessi in libera circolazione a decorrere dal 1° gennaio 2003 nell'ambito delle concessioni previste dall'allegato A(b) del regolamento (CE) n. 2475/2000 e dall'allegato B(b) del regolamento (Ur. 1. RS. n. 88/2000), quale successivamente modificato, sono detratti integralmente dai quantitativi previsti negli allegati A(b) e B(b) del protocollo accluso, eccetto i quantitativi per i quali le licenze d'importazione sono state emesse anteriormente al 1° gennaio 2003.Articolo 5Il presente protocollo è redatto in due esemplari in lingua danese, finlandese, francese, greca, inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, svedese, tedesca e slovena, ciascun testo facente ugualmente fede.Fatto a Bruxelles, ilPer la Comunità europea Per la Repubblica di SloveniaALLEGATO A(a)  I dazi doganali all'importazione di seguito elencati applicabili nella Comunità ai prodotti originari della Repubblica di Slovenia sono aboliti - Codici NC (1)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>(1) Quali definiti dal regolamento (CE) n. 2031/2001 della Commissione, del 6 agosto 2001, che modifica l'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune (GU L 279 del 23.10.2001, pag. 1).ALLEGATO A(b)Le importazioni nella Comunità dei seguenti prodotti originari della Repubblica di Slovenia  sono soggette alle concessioni sotto indicate(NPF = dazio della nazione più favorita)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>(1) Indipendentemente dalle regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Laddove vengono indicati ex codici NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente descrizione.(2) Quando esiste un dazio minimo NPF, il dazio minimo applicabile è uguale al dazio minimo NPF moltiplicato per la percentuale indicata in questa colonna.(3) Peso carcassa.(4) La riduzione si applica unicamente alla parte ad valorem del dazio.(5) Questa concessione si applica soltanto ai prodotti che non fruiscono di alcun tipo di sovvenzione all'esportazione.ALLEGATO B(a)I dazi doganali all'importazione di seguito elencati applicabili nella Repubblica di Slovenia ai prodotti originari della Comunità sono aboliti - Codici tariffari della Slovenia  [11][11]  Quali definiti nel decreto governativo della Repubblica di Slovenia n. 88 del 29.9.2000.>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO B(b)Le importazioni nella Repubblica di Slovenia dei seguenti prodotti originari della Comunità  sono soggette alle concessioni sotto indicate(NPF = dazio della nazione più favorita)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>(1) Ferme restando le regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione dei prodotti è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Laddove vengono indicati gli ex codici NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente designazione.(2) Quando esiste un dazio minimo NPF, il dazio minimo applicabile è uguale al dazio minimo NPF moltiplicato per la percentuale indicata in questa colonna.(3) Questa concessione si applica soltanto ai prodotti che non fruiscono di alcun tipo di sovvenzione all'esportazione. 

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Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un protocollo di adeguamento degli aspetti commerciali dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Slovenia, dall'altra, per tenere conto dei risultati dei negoziati tra le parti riguardanti nuove concessioni reciproche nel settore agricolo  /* COM/2002/0607 def. - ACC 2002/0258 */  

Gazzetta ufficiale n. 071 E del 25/03/2003 pag. 0015 - 0030

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 30.10.2002COM(2002) 590 definitivoCOMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE E AL COMITATO DELLE REGIONIPROGRAMMA LEGISLATIVO E DI LAVORO DELLA COMMISSIONE PER IL 2003COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE E AL COMITATO DELLE REGIONIPROGRAMMA LEGISLATIVO E DI LAVORO DELLA COMMISSIONE PER IL 2003INDICEIntroduzione 31. Prospettive e sfide per il 2003 42. Priorità della Commissione per il 2003 62.1. Un'Europa allargata 62.2. Stabilità e sicurezza 92.3. Economia sostenibile e solidale 123. Analisi d'impatto approfondita delle proposte selezionate 174. Dialogo con il Parlamento europeo e con il Consiglio: valutazione e prospettive 185. Conclusioni 19Allegati1.  Valutazione dei progressi nel 20022.  Proposte per il 2003 che saranno sottoposte ad un'analisi d'impatto approfondita prima della loro adozione3.  Contributo della Commissione al programma annuale operativo annuale del Consiglio (proposte che attendono l'adozione di azioni da parte del Consiglio)4.  Elenco delle proposte legislative e degli atti non legislativi nell'ambito del Programma legislativo e di lavoro per il 2003INTRODUZIONEIl Programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2003 (il “Programma di lavoro”) è il primo ad essere elaborato sulla base di un ampio dialogo preparatorio con il Parlamento europeo ed il Consigio, nel quadro del ciclo di pianificazione strategica e di programmazione della Commissione. Esso segna l'inizio di un metodo di pianificazione politica più integrata e più coerente per l'Unione europea.Nel febbraio 2002, la Commissione ha adottato la sua Strategia politica annuale per il 2003 [1], nella quale ha definito tre priorità politiche per il prossimo anno, nonché gli obiettivi, le principali iniziative e le relative risorse:-  un'Europa allargata;-  stabilità e sicurezza;-  un'economia sostenibile e solidale.La Commissione ha presentato la sua Strategia politica annuale al Parlamento europeo e al Consiglio nel mese di marzo. Per la prima volta, un dialogo strutturato ha avuto luogo con entrambe le istituzioni, nel corso dei mesi successivi, in merito alle priorità e alle principali iniziative per il 2003. Entrambe le istituzioni hanno accolto favorevolmente le priorità politiche fissate dalla Commissione.Nel mese di agosto la Commissione ha adottato un documento di valutazione sul seguito da dare alla sua Strategia politica annuale per il 2003 [2], nella quale tiene conto dei pareri espressi dal Parlamento europeo e dal Consiglio.La strategia politica annuale, il dialogo strutturato con le altre istituzioni e il documento di valutazione che ne deriva costituiscono il fondamento del presente programma di lavoro.Sulla base delle iniziative principali definite nella strategia politica annuale e nel documento di valutazione, la presente comunicazione mette in luce le principali iniziative che la Commissione ha l'intenzione di avviare nel 2003 per le tre priorità politiche. Laddove presuppongono l'adozione di proposte legislative o di misure non legislative, esse sono riprese nel primo elenco allegato al programma di lavoro.Il secondo elenco comprende altre proposte e azioni suscettibili di essere presentate dalla Commissione nel 2003, nella misura in cui cio' puo' essere previsto alla fine dell'ottobre 2002, al momento dell'adozione del programma di lavoro.Inoltre, la Commissione continuerà a trasmettere periodicamente alle altre istituzioni comunitarie aggiornamenti mensili della sua pianificazione operativa, sotto forma di un programma di lavoro aperto, trimestrale e di relazioni sulle proposte che sono state adottate. A fini di trasparenza, la Commissione pone tali informazioni anche a disposizione del pubblico, accessibili a partire dalla pagina di apertura del suo sito Internet[3].E' inoltre opportuno sottolineare due altri elementi nuovi di questo Programma di lavoro:-  nel giugno 2002, la Commissione ha adottato una prima serie di iniziative volte a mantenere l'impegno, preso nel Libro bianco sulla governance europea, a contribuire ad un miglior funzionamento delle istituzioni europee. Nel quadro di questo primo pacchetto di misure "Una migliore regolamentazione", approvato dal Consiglio europeo di Siviglia, la Commissione ha instaurato un nuovo meccanismo al fine di analizzare l'impatto delle principali proposte e al fine di migliorare la qualità della legislazione comunitaria, rendendo sistematico l'esame dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità e analizzando i vantaggi economici, sociali e ambientali nel contesto della strategia di sviluppo sostenibile. Questo meccanismo di valutazione d'impatto si applicherà pienamente dal 2004 in poi, tuttavia un certo numero di proposte che figurano nel programma d'azione per il 2003 sono già state selezionate per essere oggetto di questa valutazione d'impatto;-  il Consiglio europeo di Siviglia ha stabilito di elaborare una migliore programmazione annuale e pluriennale delle attività del Consiglio. Nel mese di dicembre, il Consiglio "Affari generali e relazioni esterne" adotterà il primo programma operativo annuale per il 2003, su proposta delle prossime presidenze greca e italiana e tenendo conto dei risultati del dialogo con la Commissione. Il programma di lavoro costituisce il contributo della Commissione al programma operativo annuale del Consiglio, sia attraverso la presentazione delle priorità e delle iniziative principali, sia evidenziando le proposte che sono già state adottate dalla Commissione e che sono in attesa di decisione del Parlamento e del Consiglio nel 2003 (vedi sezione 4) .Infine, la Commissione presenta il programma di lavoro molte settimane prima che il Consiglio europeo adotti decisioni fondamentali sulla futura fisionomia di uns'Unione europea allargata, nel corso del vertice di Copenaghen. L'attuazione di questo programma di lavoro rischia di essere influenzata dal tenore di queste decisioni, nonché dall'eventualità che l'autorità di bilancio conceda o no alla Commissione risorse sufficienti per reclutare 500 agenti non permanenti per attività essenziali in preparazione dell'allargamento. Tenuto conto degli elementi precitati, è possibile che la Commissione debba apportare modifiche al suo programma di lavoro nel corso dell'anno 2003 al fine di rendere conto delle conseguenze delle decisioni sopra menzionate, nonché di altri eventi imprevedibili e significativi sulla scena internazionale.Prospettive e sfide per il 2003Questo quinto allargamento della storia della Comunità europea sarà di un'ampiezza senza precedenti ed avrà una componente storica che non avevano avuto gli altri.-  Questo allargamento comporterà una trasformazione politica fondamentale per l'Europa, poiché sfocerà nella riunificazione del continente, un evento inimmaginabile anche solo vent'anni fa. Avrà conseguenze profonde e un'importanza comparabile a quella del trattato di Roma.-  Gli allargamenti precedenti non hanno mai coinvolto più di tre paesi alla volta. Il prossimo allargamento è di un'ampiezza non comparabile. Gestire un'Europa che comprenderà sino a 25 paesi e 451 milioni di cittadini rappresenta una sfida di enormi dimensioni. l'Europa ha cominciato con 6 paesi. Ma ormai le dimensioni dell'Unione europea allargata coincideranno quasi con quelle dell'intero continente. La sfida consisterà nel gestire la diversità delle culture, delle tradizioni amministrative e delle strutture economiche che ne deriveranno: il 2003 è l'anno decisivo per questa transizione verso l'Europa allargata.Prospettive politicheNel 2003, l'UE dovrà raccogliere tre grandi sfide:-  Preparare l'allargamentoL'imminente allargamento dell'Unione europea determinerà in larga misura le prospettive per il 2003. Comporterà un certo numero di azioni formali che si iscrivono nel processo di adesione in quanto tale, l'adeguamento delle prospettive finanziarie 2004-2006, e una serie di lavori preparatori estremamente intensi nell'ambito della Commissione e delle altre istituzioni comunitarie. L'UE dovrà riesaminare le sue principali politiche al fine di determinare se esse richiedono adeguamenti nel contesto della nuova Europa. Dovrà inoltre consolidare alcune politiche, ad esempio accelerare l'adozione delle misure necessarie nei settori della libertà, della sicurezza e della giustizia, concentrandosi sulla gestione delle frontiere esterne dell'UE e sulla razionalizzazione del coordinamento delle politiche economiche.-  Definire il futuro dell'EuropaSarà inoltre nel 2003 che si preparerà il terreno per la nuova Europa. L'Unione dovrà adattare le sue istituzioni, in funzione dei lavori della Convenzione e della prossima Conferenza Intergovernativa, e rilanciare la partecipazione dei cittadini al progetto europeo.-  Ripensare i rapporti con i vicini dell'Unione allargataLa nuova Europa dovrà ridefinire i suoi rapporti con i vicini, nel contesto della grande Europa, sulla base delle discussioni avviate nel corso della riunione ministeriale "Gymnich" dell'agosto 2002. La rilanciata partnership Euro-Mediterranea dovrà portare alla creazione di una comunità fondata sulla liberalizzazione della circolazione dei beni e dei servizi, su scambi più approfonditi tra i popoli e le culture delle rive del Mediterraneo e sulla sicurezza e il rispetto dei diritti fondamentali. E' opportuno adottare un approccio analogo nei confronti dei paesi europei non candidati, quali la Russia, l'Ucraina e la Moldavia. Per concludere, alcuni dei paesi dei Balcani occidentali si troveranno presto sulla frontiera esterna dell'Unione europea. Allo stesso tempo, il processo di stabilizzazione e di associazione apre prospettive per future adesioni.Prospettive economiche per l'UE nel 2003Le tendenze economiche recenti lasciano intravedere una crescita inferiore a quella prevista nelle proiezioni della Commissione della primavera 2002. La ripresa tarda a prendere vigore. Anche le incertezze sono più numerose, in parte a causa delle accresciute tensioni nel Medioriente e in Iraq, e per la concomitante evoluzione del prezzo del petrolio. Altri rischi sono collegati all'impatto sulla fiducia delle famiglie e degli investitori in merito alla recente correzione dei corsi sui mercati borsistici, alla volatilità dei mercati finanziari e agli eventuali effetti di contagio delle crisi economiche che hanno colpito alcuni paesi dell'America Latina.Nella zona euro, la ripresa è iniziata nel primo trimestre 2002; tuttavia, non è stata constatata durante l'estate alcuna nuova intensificazione del movimento ascendente. La domanda interna e in particolare l'attività di investimento privato hanno ristagnato. E' stata inoltre registrata una flessione delle esportazioni. Gli indicatori continuano a lasciar prevedere una certa accelerazione della crescita nel corso del secondo semestre 2002; è tuttavia poco probabile che la crescita del PIL sia superiore all'1%. Tenuto conto di questa ripresa tardiva, il tasso di crescita per il 2003 dovrà essere rivisto al ribasso e la precedente previsione di un tasso di crescita medio vicino al 3 % nel 2003 sembra ormai fuori portata.In generale, esistono oggi maggiori incertezze sul momento nel quale si produrrà il consolidamento della crescita dell'Unione europea e sulla sua intensità. Allo stesso tempo è opportuno sottolineare che tutte le condizioni di tale ripresa rimangono intatte. L'inflazione è in calo. Le condizioni monetarie sono favorevoli e i tassi d'interesse sono relativamente bassi. L'adeguamento degli stock è stato probabilmente realizzato. Non si osservano gravi squilibri economici. Infine, gli indicatori relativi alle imprese e ai consumi rimangono vicini alle loro medie storiche.Questa situazione economica rende ancora più importante l'esigenza di completare le riforme strutturali intraprese e consolidare i progressi in direzione dei fini strategici dell'Unione europea consistenti nel creare un'economia sostenibile, solidale e basata sulla conoscenza.Priorità della Commissione per il 2003In questo contesto, la Commissione conferma le priorità politiche definite nella strategia politica annuale per il 2003:-  un'Europa allargata-  stabilità e sicurezza-  un'economia sostenibile e solidaleLa Commissione invita le altre istituzioni comunitarie a prendere in considerazione queste priorità, le principali iniziative, le proposte legislative e le misure non legislative nella loro programmazione per il 2003. La Commissione conferma di essere pronta a collaborare con le altre istituzioni comunitarie per affrontare queste priorità attraverso una programmazione congiunta.2.1. Un'Europa allargataAffinché l'allargamento sia un successo, saranno necessari sforzi senza precedenti. In quanto organo esecutivo dell'Unione e custode dei trattati, la Commissione si troverà in prima linea per proseguire le politiche dell'Unione in un quadro allargato. A tal fine la Commissione, così come le altre istituzioni, deve continuare a migliorare la sua gestione e i suoi metodi di lavoro, in particolare concentrando ulteriormente le sue risorse sulle attività essenziali.La Commissione dovrà essere in grado di garantire che l' acquis communautaire sia applicato in un'Europa allargata sin dal primo giorno dell'adesione e avrà bisogno di risorse adeguate per realizzare questo compito.a) Obiettivi:I principali obiettivi per il 2003 definiti dalla Commissione alla luce delle discussioni tenutesi con le istituzioni e del contesto fissato dalla strategia politica annuale per il 2003 sono i seguenti:-  garantire un adeguato sostegno, uno stretto controllo e una regolare presentazione di relazioni in modo tale che i futuri Stati membri possano assumere pienamente tutte le responsabilità derivanti dall'adesione ed inoltre garantire una regolare e graduale attuazione delle politiche comunitarie nei nuovi Stati membri e il normale funzionamento del mercato interno dopo l'adesione;-  garantire che la Commissione rispetterà pienamente i suoi obblighi sin dal primo giorno dell'adesione, sia sul piano dell'applicazione delle legislazioni, delle politiche e dei programmi comunitari che su quello delle misure necessarie per l'accoglienza dei nuovi Stati membri;-  ripensare in profondità le politiche comunitarie rendendo conto della dimensione qualitativa dell'allargamento più importante nella storia dell'integrazione europea.b) Principali iniziative – l'Europa allargata1. Seguire il processo sino alla firma e alla ratifica del trattato di adesione per consentire ai paesi candidati con i quali i negoziati saranno stati conclusi di divenire effettivamente membri dell'Unione nel 2004 e di partecipare in quanto tali all'elezione del Parlamento europeo:-  controllare costantemente e presentare regolarmente relazioni al Consiglio sull'attuazione degli impegni assunti dai paesi candidati nel corso dei negoziati di adesione, compresa una relazione globale di controllo;-  valutare l'attuazione degli impegni necessari alla programmazione dei fondi strutturali per i nuovi Stati membri;-  preparare i meccanismi di salvaguardia necessari ad evitare intralci nel funzionamento del mercato interno o nel settore della giustizia e degli affari interni durante i primi due anni successivi all'allargamento;-  controllare l'avanzamento dell'attuazione delle riforme necessarie a soddisfare i criteri economici di Copenaghen entro il 2004;-  sostenere la riconciliazione tra le due comunità cipriote sulla base del raggiungimento di un accordo politico;-  sostenere gli Stati membri e i paesi candidati fornendo informazioni ai loro cittadini sulle conseguenze dell'allargamento.2. Preparare e attuare una strategia di adesione modificata per la Bulgaria e la Romania e rafforzare la strategia di preadesione per la Turchia:-  preparare e attuare i percorsi per la Bulgaria e la Romania sino al momento dell'adesione;-  preparare e attuare azioni, compresa una maggiore assistenza finanziaria, connesse al rafforzamento della strategia di preadesione della Turchia3. Fornire orientamenti ed un maggiore sostegno finanziario al fine di aiutare i futuri Stati membri a rafforzare le rispettive capacità amministrative e giudiziarie:-  rafforzamento delle capacità amministrative e giudiziarie dei paesi candidati, in particolare attraverso un'azione di creazione di istituzioni e progetti specifici;-  misure volte a garantire gli standard comunitari di sicurezza alimentare;-  mobilitare i necessari investimenti nei paesi candidati in modo tale che essi possano partecipare pienamente alle reti transeuropee e garantire il pieno funzionamento del mercato interno.4. Preparare l'applicazione concreta della legislazione, dei programmi e delle procedure di sorveglianza comunitarie, nonché del metodo aperto di coordinamento nei nuovi Stati membri, adottando tra l'altro le seguenti misure:-  incorporare l'analisi delle politiche economiche, dell'occupazione e dell'ambiente dei paesi candidati nella relazione di sintesi della primavera del 2003 e seguire i progressi compiuti;-  associare i paesi candidati ai programmi di ricerca comunitari;-  partecipazione dei paesi candidati al piano d'azione e-Europe;-  adottare misure volte a garantire standard comuni di sicurezza nucleare all'interno ;ell'Unione europea.-  preparazione di programmi nell'ambito dei Fondi strutturali e di progetti nell'ambito del Fondo di coesione al fine di lanciarli sin dall'inizio del 2004.5. Preparare la concreta applicazione della politica agricola comune ai futuri Stati membri, in particolare attraverso le seguenti misure:-  adeguamenti tecnici e normativa in materia;-  preparazione dei programmi di sviluppo rurale al fine di lanciarli all'inizio del 2004.6. Mettere progressivamente in funzione le strutture necessarie ad estendere ai paesi candidati il dispositivo comune di lotta contro la frode, in particolare attraverso le seguenti misure:-  far sì che i paesi candidati adottino azioni necessarie a consentire loro di gestire le dogane comunitarie;-  rafforzare le strutture adeguate per evitare e controllare le frodi, aumentare gli interscambi e favorire la formazione sulla tutela degli interessi finanziari dell'Unione europea.7. Intensificare e completare la preparazione amministrativa e linguistica all'allargamento:-  completando la pubblicazione dei Trattati;-  procedendo al consolidamento della legislazione e avviando la codificazione nelle lingue esistenti. Pubblicare l' acquis communautaire nelle nuove lingue ufficiali;-  garantire l'adozione delle misure di preparazione amministrativa per la selezione, l'assunzione e l'integrazione nella Commissione dei funzionari provenienti dai nuovi Stati membri.8. Continuare l'attuazione della riforma amministrativa della Commissione al fine di garantire la modernizzazione effettiva entro il 2004.9. Continuare a valutare le principali politiche comunitarie, le loro procedure e il loro impatto, in modo da porre una base per le future proposte relative alle grandi prospettive di sviluppo delle politiche dell'Unione allargata e del futuro quadro di riferimento finanziario al di là del 2006.10. Contribuire ai lavori della Convenzione sul futuro quadro istituzionale di un'Unione europea allargata.Le corrispondenti proposte legislative e misure non legislative figurano nella prima parte dell'elenco allegato al Programma di lavoro; esse sono contraddistinte dal codice “100”.2.2. Stabilità e sicurezzaLa Commissione assumerà il suo ruolo contribuendo all'ampliamento della zona di prosperità, di pace e di stabilità europea, basandosi sul rispetto dei diritti fondamentali e delle libertà. La lotta contro la criminalità, sotto tutte le sue forme, compreso il terrorismo, rimarrà prioritaria.Un particolare sforzo sarà inoltre dedicato a sviluppare un'effettiva gestione delle frontiere esterne ed a coordinare i vari servizi incaricati della loro sorveglianza, e cio' comprenderà la preparazione dei paesi candidati che dovranno gestire la maggior parte delle frontiere terrestri dell'Unione europea. L'efficace azione contro l'immigrazione illegale dovrà essere controbilanciata da concrete politiche comunitarie in materia di immigrazione e di asilo, le quali riconoscano l'immigrazione legale quale fonte di ricchezza culturale e di forza economica, offrendo al tempo stesso garanzie a coloro per i quali è necessaria una protezione internazionale.All'esterno dell'Unione, i partenariati con i paesi europei vicini saranno trasformate in un fattore essenziale di stabilità e sicurezza.Infine, la Commissione contribuirà a rafforzare la politica estera e di sicurezza comune e a migliorarne la coesione e l'efficacia. La stabilità dei Balcani e il compimento di nuovi sforzi di pacificazione i Medioriente rimarranno i due principali obiettivi per il 2003. Dovrà tuttavia essere dedicata particolare attenzione anche alle fragili condizioni di sicurezza di alcuni paesi asiatici; la Commissione - in quanto protagonista della comunità internazionale - dovrà contribuire a favorire la pace e la stabilità in questa regione.a) ObiettiviGli obiettivi principali per il 2003 definiti dalla Commissione alla luce delle discussioni con le istituzioni e del quadro di riferimento fissato dalla Strategia politica annuale per il 2003 sono i seguenti:-  realizzare i sostanziali progressi previsti dal Consiglio europeo di Laeken e definiti a Siviglia in materia di creazione di uno spazio europeo di libertà, di sicurezza e di giustizia;-  migliorare la sicurezza dei trasporti nonché la sicurezza delle reti di informazione e di comunicazione e la sicurezza nel settore della protezione civile;-  operare a favore della pace e della stabilità alle frontiere esterne dell'Unione europea allargata e al di là di essa, comprendendo inoltre i progressi compiuti nel graduale processo di adesione all'Unione europea;-  reagire efficacemente alle crisi quando è minacciata la pace;-  sviluppare meccanismi che consentano di moltiplicare i contatti e di migliorare la comprensione tra i popoli e le culture d'Europa e delle altre parti del mondo.b) Principali iniziative – Stabilità e sicurezza1. Proporre misure legislative e non legislative volte a creare un sistema europeo integrato di gestione delle frontiere, comprese misure di lotta contro l'immigrazione illegale, conformemente al programma approvato dal Consiglio europeo di Siviglia:-  misure legislative volte ad adeguare e a consolidare le norme contenute nel manuale comune sulle frontiere esterne;-  misure volte ad attuare la politica comune in materia di visti e in particolare a creare un sistema comune di identificazione dei visti;-  esaminare le implicazioni giuridiche, istituzionali e di bilancio riguardanti la compartecipazione alla gestione delle frontiere esterne, sviluppando una formazione comune ai servizi di frontiera;-  creare un sistema di allertamento rapido nel settore dell'immigrazione illegale e del traffico di esseri umani.2. Proporre misure contro il finanziamento del terrorismo e relative al seguito da dare alla prossima comunicazione sulla lotta contro la corruzione, al fine di facilitare l'applicazione effettiva delle condanne penali nell'Unione e di contribuire a combattere e a prevenire la criminalità e il terrorismo, vigilando affinché tali misure siano controbilanciate da misure di tutela dei diritti degli individui:-  decisione quadro relativa al congelamento e alla confisca di fondi provenienti da entità controllate da persone fisiche coinvolte nel finanziamento di attività terroristiche, al fine di garantire che le attività commerciali legittime non siano utilizzate per finanziare il terrorismo;-  decisione quadro che fissa standard comuni riguardanti le salvaguardie procedurali per le persone accusate nell'ambito di procedimenti penali nell'UE.3. Proporre nuove misure volte a consolidare le politiche europee comuni in materia di immigrazione ed asilo, in particolare aumentando i mezzi del Fondo europeo per i rifugiati e rafforzando la collaborazione con i paesi terzi nel settore dell'immigrazione:-  lanciare un Programma d'azione comunitario volto ad incoraggiare l'integrazione dei cittadini di paesi terzi legalmente residenti nell'Unione (visto in rapporto con il punto 2.3,b), 7, 4° richiamo);-  creare uno strumento per il trattamento delle domande di asilo negli Stati membri.4. Rafforzare l'applicazione delle direttive relative alla lotta contro il riciclaggio di denaro sporco, adottare le misure relative ai sistemi di pagamento annunciate nel piano d'azione per la prevenzione della frode e sviluppare la collaborazione tra i servizi di informazione finanziaria:-  valutazione delle esistenti misure del Terzo pilastro nel settore della lotta contro i crimini finanziari ed esame della necessità di uno strumento volto a creare un sistema comunitario di lotta contro il riciclaggio di denaro sporco e in grado di coprire i grandi pagamenti in contanti.5. Garantire il seguito del Libro verde sulla protezione degli interessi finanziari comunitari e la creazione di un Pubblico ministero europeo e presentare le principali conclusioni alla Convenzione europea in vista della prossima Conferenza Intergovernativa.6. Garantire l'attuazione effettiva delle disposizioni in materia di sicurezza nell'ambito della Commissione.7. Migliorare tutti gli aspetti comunitari della sicurezza dei trasporti, dell'energia, della sanità pubblica e delle reti d'informazione e di comunicazione:-  determinazione di standard comuni europei per la sicurezza degli impianti nucleari, attuazione delle disposizioni ambientali del trattato Euratom e miglioramento della protezione civile attraverso proposte legislative ed iniziative di altro tipo, garantendo la sicurezza del trasporto, del trattamento e dell'eliminazione dei rifiuti radioattivi;-  proposta di un regolamento che istituisce un Centro europeo per il controllo delle malattie;-  creazione di una task force sulla sicurezza cibernetica.8. Recare un contributo significativo alla risoluzione del conflitto Mediorientale e sviluppare la partnership mediterranea, in particolare facendo avanzare il processo di Barcellona, concentrandosi sulla promozione della riforma politica ed economica, sulla cooperazione e sugli investimenti economici nella regione e continuando a migliorare l'efficacia di MEDA.9. Sviluppare il processo di stabilizzazione e di associazione nei Balcani, nonché la cooperazione con la Russia e con i nuovi Stati indipendenti:-  negoziazione di un accordo di stabilizzazione e di associazione con l'Albania.10. Dare un sostegno finanziario e politico al processo di ricostruzione avviato dal governo rappresentativo in Afghanistan, e sostenere la pace e la stabilità nell'Asia centrale.11. Rafforzare il meccanismo di reazione rapida e dare un contributo attivo alla politica estera e di sicurezza comune e alla dimensione civile della politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa.12. Adottare il programma Erasmus World, volto a migliorare la qualità dell'insegnamento superiore e a promuovere la comprensione interculturale attraverso la cooperazione con i paesi terzi (2004-2008), ed inoltre attuare il programma TEMPUS nei paesi MEDA.Le proposte legislative e le misure non legislative corrispondenti figurano nella prima parte dell'elenco allegato al programma di lavoro e sono contraddistinte dal codice “200”.2.3. Economia sostenibile e solidaleIl rilancio dell'economia e dell'occupazione dovrà beneficiare di un forte appoggio nel 2003, sulla base degli sforzi congiunti sul fronte economico, sociale ed ambientale. A tal fine, le misure previste nel quadro della Strategia europea di sviluppo sostenibile e della Strategia di Lisbona, dovranno essere adottate e realizzate. La principale sfida consisterà nel favorire l'evoluzione verso una società basata sulla conoscenza. Inoltre, l'UE dovrà vigilare sul buon funzionamento del mercato interno dei servizi – siano essi finanziari, energetici, di trasporto o di telecomunicazioni – e massimizzare l'effetto dell'introduzione dell'euro per i consumatori e le imprese.Sul piano esterno, la Commissione intende controllare e dominare gli effetti della globalizzazione e garantire che i vantaggi che ne derivano siano condivisi quanto più ampiamente possibile tra i vari paesi e al loro interno. I negoziati multilaterali sul commercio avviati a Doha entreranno in un fase cruciale, in particolare durante la riunione ministeriale dell'OMC a Cancun nel settembre 2003, e sarà opportuno vigilare affinché gli impegni presi a Kyoto siano tradotti in atti adeguati. Infine, occorrerà operare a favore di una migliore partnership globale, in particolare mantenendo gli impegni presi a Monterrey e a Johannesburg nei settori del commercio, della finanza e della globalizzazione. Una maggiore e più efficace assistenza esterna, misure concrete volte ad alleviare l'insostenibile situazione debitoria di molti paesi in via di sviluppo, una maggiore integrazione regionale comprendente accordi regionali di commercio, una speciale attenzione ai problemi del continente africano e dei paesi meno sviluppati in generale, oltreché una migliore prevenzione dei conflitti, costituiranno elementi essenziali in una lotta contro la povertà che abbia speranze di successo.a) ObiettiviI principali obiettivi per il 2003 definiti dalla Commissione alla luce delle discussioni tenutesi con le istituzioni e del quadro di riferimento fissato dalla Strategia politica annuale per il 2003 sono i seguenti:-  mantenere le politiche macroeconomiche orientate verso la stabilità e accelerare l'attuazione della strategia di Lisbona, compresa la promozione di una società basata sulla conoscenza, il rafforzamento del mercato interno dei servizi, l'eliminazione delle distorsioni fiscali e la promozione dell'occupazione attraverso l'attuazione dell'aggiornata Strategia europea dell'occupazione;-  promuovere lo sviluppo sostenibile e rafforzare la coesione sociale ed economica affrontando le preoccupazioni ambientali, sociali ed economiche attraverso l'attuazione della Strategia europea di sviluppo sostenibile;-  promuovere una genuina politica dell'immigrazione che rifletta il fatto che una positiva integrazione degli immigranti nella società è al tempo stesso una questione di coesione ed un prerequisito di efficenza economica. La possibilità di perseguire le finalità economiche individuate nel vertice di Lisbona - mantenere la crescita economica e aumentare l'occupazione entro il 2010 ed oltre - dipenderà infatti in larga misura dalle caratteristiche e dalle dinamiche dell'immigrazione;-  garantire che gli effetti positivi della globalizzazione siano equamente ripartiti tra i vari paesi e al loro interno; favorire una più equa ripartizione delle risorse tra Nord e Sud rispettando le diversità culturali e il patrimonio ambientale.b) Principali iniziative – Economia sostenibile e solidale1. Redigere la relazione di primavera della Commissione per il Consiglio europeo, valutando i progressi compiuti nell'attuazione dell'ambizioso programma decennale di trasformazioni economiche, sociali e ambientali lanciato dal Consiglio europeo di Lisbona nel marzo 2000. La relazione analizzerà i progressi compiuti, in particolare negli Stati membri, in rapporto agli obiettivi concreti determinati dal Consiglio di Lisbona e dai successivi Consigli europei, identificando le priorità per i prossimi 12 mesi al fine di proseguire nell'attuazione della Strategia di Lisbona. Conterrà inoltre il seguito dato al Vertice mondiale di Johannesburg sullo svilupposostenibile.- Politiche economiche2. Misure intese a completare il mercato interno dei servizi attraverso l'eliminazione degli ostacoli alla fornitura e all'utilizzazione di servizi, arrecando vantaggi sia alle imprese che ai consumatori, e pervenire ad un accordo definitivo sulle misure più importanti al fine di rispettare le scadenze, rispettivamente del 2003 per un mercato integrato dei valori mobiliari e del 2005 per un mercato integrato dei servizi finanziari:-  comunicazione sulle principali conquiste conseguiti dal mercato interno a partire dal 1992, con particolare riguardo ai vantaggi per i cittadini europei, in occasione del 10° anniversario del mercato interno;-  attuazione del nuovo Programma quadro "Energia intelligente per l'Europa";-  adozione delle rimanenti azioni nell'ambito del piano d'azione per i servizi finanziari;-  attuazione e gestione di un nuovo quadro di riferimento normativo per i servizi di comunicazione elettronica (compresa la gestione dello spettro);-  un Libro verde che lanci un dibattito sul nostro ruolo nel garantire un'ampia gamma di servizi di elevata qualità e di interesse generale per tutti i cittadini, e in particolare sulla possibilità di consolidare e specificare i principi relativi ai servizi di interesse generale in una direttiva quadro.3. Migliorare le condizioni di concorrenza nel mercato interno, in particolare attraverso la modernizzazione degli strumenti di politica della concorrenza, compresi gli aiuti di Stato e le misure fiscali:-  attuazione di nuove misure volte a garantire la modernizzazione e l'effettiva applicazione delle norme anti-trust e di quelle che disciplinano le fusioni e gli aiuti di Stato, in particolare per quanto riguarda l'ulteriore liberalizzazione dei settori delle poste e dell'energia;-  un Libro verde sulla imprenditorialità volto a stimolare le discussioni sulla competitività dell'Europa;-  proposta di direttiva sul commercio equo;-  misure volte a garantire il coordinamento dei sistemi fiscali nazionali;-  misure legislative e non legislative volte ad adeguare il sistema IVA all'economia moderna, e in particolare al commercio elettronico.4. Iniziative per rafforzare il coordinamento delle politiche economiche e, in particolare, delle politiche di bilancio, per fare in modo che gli Stati membri pervengano ad una posizione di bilancio sana e la mantengano, assicurando il buon funzionamento dell'Unione economica e monetaria:-  rafforzamento dei meccanismi di coordinamento esistenti e dell'efficacia del coordinamento delle politiche, attraverso un ciclo di coordinamento delle politiche migliorato e meglio definito, ulteriormente incentrato sull'attuazione (razionalizzazione);-  miglioramento ulteriore dell'attuazione del Patto di Stabilità e di Crescita, in particolare intensificando la sorveglianza delle politiche di bilancio e incoraggiando l'impegno degli Stati membri a rispettare i principi comuni destinati a rafforzare l'efficacia e la credibilità del Patto;-  attuazione della nuova procedura razionalizzata di coordinamento delle politiche economiche.5. Iniziative volte a promuovere la società cognitiva, in particolare attraverso l'elaborazione e l'attuazione di una strategia integrata per uno spazio europeo del sapere, come pure attraverso l'iniziativa eEurope:-  attuazione del programma di lavoro comune alla Commissione e al Consiglio relativo agli obiettivi dei sistemi di istruzione e di formazione in Europa;-  realizzazione della "società dell'informazione per tutti", in particolare attraverso e- Europe 2005;-  misure volte a sviluppare le buone pratiche in materia di istruzione e di formazione permanenti e dell'apprendimento elettronico (e-learning);-  proposte riguardanti un'azione mirata volta ad accrescere gli investimenti nella ricerca in Europa, in modo da raggiungere l'obiettivo del 3% del PIL fissato dal vertice di Barcellona;-  quale importante contributo allo Spazio di ricerca europeo, lancio del sesto programma quadro di ricerca e di sviluppo tecnologico, comprendente proposte relative a nuovi orientamenti riguardanti i principi bioetici;-  adozione di un nuovo programma d'azione relativo all'e-learning, che integrerà le nuove tecnologie nell'istruzione e nella formazione.- Altre politiche interne6. Garantire la sostenibilità, la coerenza e la compatibilità di un certo numero di politiche interne ed esterne essenziali, in particolare nei settori dell'agricoltura (revisione a medio termine della PAC), della pesca, dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia, dell'immigrazione, della coesione e dei Fondi strutturali (terza relazione sulla politica di coesione), della sicurezza alimentare, delle malattie trasmissibili e delle finanze pubbliche nel contesto dell'Unione monetaria, nonché un seguito effettivo dato alle conclusioni del Consiglio europeo di Göteborg; migliorare l'applicazione della legislazione comunitaria in materia d'ambiente; creare l'ambiente necessario affinché le operazioni transfrontaliere ispirino fiducia ai consumatori e proseguire l'espansione permanente delle reti transeuropee di trasporto e di energia:-  oltre alla revisione a medio termine della PAC, la Commissione presenterà proposte di revisione in altri settori. Ciò riguarda il vino, lo zucchero, l'olio d'oliva, il tabacco, il cotone ed eventualmente altri prodotti;-  proposte legislative e misure volte ad attuare la riforma della politica della pesca: ad esempio, istituzione dei primi Consigli consultivi regionali, creazione di una struttura comune di ispezione nell'ambito della Comunità per la pesca, elaborazione di piani di gestione pluriennali per alcuni grandi stock di pesca e proposte riguardanti le misure di esecuzione necessarie all'applicazione della nuova politica in materia di flotte di pesca;-  terza relazione sulla politica di coesione alla fine del 2003, comprese eventualmente proposte legislative riguardanti i fondi strutturali dopo il 2006;-  attuazione del Quadro di riferimento normativo della Sicurezza alimentare e proposta di regolamento riguardante le informazioni nutrizionali, funzionali e relative alla salute a proposito dei generi alimentari;-  elaborazione ed attuazione delle 7 strategie tematiche nel quadro del Sesto programma d'azione per l'ambiente, in particolare sull'utilizzazione sostenibile delle risorse naturali e sull'ambiente urbano;-  proposte per una politica integrata dei prodotti e una nuova strategia in materia di sostanze chimiche e compimento delle misure di riduzione dei rischi richieste dalla legislazione vigente riguardante le sostanze pericolose;-  preparazione e attuazione di un piano d'azione sulle tecnologie pulite per la crescita e lo sviluppo;-  applicazione efficace del nuovo strumento di valutazione d'impatto, al fine di poter meglio legiferare e progredire sulla via dello sviluppo sostenibile;-  attuazione del nuovo Fondo di Solidarietà dell'Unione europea destinato a venire in aiuto delle vittime di gravi catastrofi;-  misure in materia di costi destinati a sostenere lo sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda le politiche dell'ambiente, dell'energia e dei trasporti (alla luce delle reazioni a un documento relativo alla metodologia, nel caso dei trasporti).7. Attuazione dell'Agenda sulla politica sociale, utilizzando tutti gli strumenti comunitari (metodo aperto di coordinamento, legislazione, dialogo sociale, sostegno attraverso i fondi strutturali) in modo da realizzare gli obiettivi strategici fissati dal Consiglio europeo di Lisbona:-  adozione di una comunicazione sulla revisione a medio termine dell'Agenda sulla politica sociale;-  attuazione effettiva del metodo aperto di coordinamento attraverso l'adozione di un "pacchetto occupazione" modificato, una seconda relazione congiunta sull'integrazione sociale e applicazione di questo metodo di lavoro al settore delle pensioni;-  adeguato seguito dato alla consultazione in corso tra le parti sociali, conformemente all'art. 138 del Trattato, sulla protezione dei dati relativi ai lavoratori, gli aspetti sociali delle ristrutturazioni delle imprese e la trasferibilità delle pensioni complementari-  elaborazione di una comunicazione sulle interazioni tra immigrazione, occupazione e politica sociale, a livello europeo, tenendo presente la situazione dei mercati nazionali del lavoro.(Vedi 2.2.b),3, primo punto)- Dimensione esterna8. Attuare l'accordo di Cotonou e i programmi per l'Asia e l'America latina al fine di ridurre efficacemente la povertà, mettendo in particolare l'accento sulla realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio, in particolare quelli relativi alla salute e all'istruzione, e riducendo il peso del debito nel contesto dell'iniziativa a favore dei paesi poveri eccessivamente indebitati:-  conclusione degli accordi di partenariato con i paesi ACP e attuazione dei programmi; attuazione del programma sulle malattie trasmissibili;-  negoziazione degli accordi di partenariato economica con i paesi ACP.9. intensificare il nostro dialogo con l'Africa, sostenendo l'Unione africana nei suoi sforzi di dare al continente governance, coesistenza pacifica e sviluppo sostenibile e adoperandosi affinchè il vertice di Lisbona Unione europea-Africa dell'aprile 2003 sia coronato da successo;10. Intensificare i negoziati del ciclo di Doha, garantendo il successo della conferenza ministeriale dell'OMC a Cancun nel settembre 2003, al fine di garantire il rispetto del termine previsto (la fine del 2004) per la conclusione dei negoziati.11. Nel contesto delle relazioni esterne, proseguire i negoziati bilaterali con il Mercosur, gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, il Consiglio di Cooperazione del Golfo e i paesi Mediterranei. Esame dei rapporti dell’UE con l’Asia Sud orientale.12. Garantire la coerenza tra le politiche interne e le politiche in materia di relazioni esterne e di cooperazione dell'Unione europea, in modo tale da garantire un equilibrio ottimale tra i nostri interessi economici e i migliori risultati in materia di sviluppo ed ambiente, facilitando al tempo stesso gli scambi commerciali con i nostri paesi partner e tra di essi.Le proposte legislative e le misure non legislative corrispondenti figurano nella prima parte dell'elenco allegato al programma di lavoro; esse sono contraddistinte dal codice “300”.Analisi d'impatto approfondita delle proposte selezionateNel giugno 2002, la Commissione ha posto in essere un nuovo metodo integrato d'analisi d'impatto, destinato a migliorare la qualità e la coerenza del processo di elaborazione delle politiche[4]. Questo metodo si propone di valutare l'impatto di azioni proposte dalla Commissione, sistematizzando l'esame dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità in termini operativi e analizzando l'equilibrio tra le componenti economica, sociale e ambientale dello sviluppo sostenibile. Come convenuto durante il Consiglio europeo di Siviglia, la Commissione inizierà a realizzare l'analisi d'impatto a partire dal 2003.Questo nuovo metodo integra, rafforza, razionalizza e sostituisce tutti i meccanismi diversi di analisi di impatto utilizzati precedentemente per le proposte della Commissione. Si applicherà a tutte le proposte principali adottate dalla Commissione nel quadro della Strategia politica annuale e/o del programma di lavoro, si tratti di misure regolamentari o di altre proposte che abbiano un'incidenza economica, sociale ed ambientale. Anche se l'approccio è nuovo, l'attuazione di questo metodo si basa su prassi e conoscenze esistenti. Il metodo sarà attuato progressivamente e diverrà pienamente operativo per il ciclo di pianificazione strategica e di programmazione 2004, che inizierà con l'adozione, nel febbraio 2003, della Strategia politica annuale della Commissione per il 2004.Al fine di garantire una rapida applicazione di questo strumento, la Commissione ha deciso che un certo numero di proposte figuranti nel programma di lavoro per il 2003 sarebbero state oggetto di un'analisi di impatto approfondita. Tali proposte sono menzionate nell'allegato 2. Dal momento che non è stato possibile realizzare un'analisi preliminare per la prima fase, la Commissione ha effettuato la sua selezione sulla base dell'importanza delle proposte selezionate rispetto alle priorità politiche, della capacità dei servizi ad effettuare l'analisi a breve termine basandosi sulle ricerche esistenti e sui lavori già avviati, e della necessità di mantenere un equilibrio tra i vari tipi di proposte e la partecipazione di un'ampia gamma di servizi. Il numero di analisi di impatto è stato limitato a quanto poteva essere realizzato nel corso di questa prima fase di attuazione. Tali analisi di impatto saranno naturalmente effettuate con la flessibilità e il pragmatismo necessari e prenderanno in considerazione, eventualmente, gli studi o i lavori analitici già realizzati. E' chiaro che la selezione delle valutazioni approfondite d'impatto elencate nell'allegato 2 non libera i servizi della Commissione dalle normali procedure preparatorie delle proposte legislative, che comprendono l'analisi del loro impatto e che devono essere realizzate in modo proporzionato.In futuro, una breve analisi preliminare d'impatto sarà realizzata all'inizio del processo di formulazione politica; essa condizionerà l'inserimento di una proposta legislativa o di azione nella Strategia politica annuale o, al più tardi, l'inserimento nel programma di lavoro. Queste analisi preliminari consentiranno alla Commissione di determinare le proposte che dovranno essere oggetto di un'analisi d'impatto approfondita.Per scegliere le proposte che saranno oggetto di un'analisi d'impatto approfondita, la Commissione si baserà, tra gli altri criteri, sulla probabilità che la proposta avrà incidenze economiche, ambientali e/o sociali sostanziali su uno o più settori fondamentali, se avrà un impatto significativo sulle principali parti interessate e se costituisce un'importante riforma politica.Un'analisi d'impatto approfondita si propone di realizzare un'analisi delle incidenze potenziali, nonché di favorire la consultazione delle parti interessate e degli esperti competenti, conformemente alle norme minime di consultazione che si è data la Commissione.DIALOGO CON IL PARLAMENTO EUROPEO E CON IL CONSIGLIO: VALUTAZIONE E PROSPETTIVEIL LAVORO LEGISLATIVO E IL PROGRAMMA DI LAVORO DELLA COMMISSIONE RAPPRESENTANO UN IMPORTANTE CONTRIBUTO ALLE ATTIVITÀ DELLE ALTRE ISTITUZIONI EUROPEE NEL 2003. NEL GENNAIO DI QUEST'ANNO, LA COMMISSIONE E IL PARLAMENTO EUROPEO HANNO CONCORDATO UN CALENDARIO PER LA DISCUSSIONE DELLA STRATEGIA POLITICA ANNUALE E IL PROGRAMMA LEGISLATIVO E DI LAVORO. TALE PROCEDURA È STATA RISPETTATA. LA COMMISSIONE HA DISCUSSO LE PRIORITÀ POLITICHE E HA SVILUPPATO LE INIZIATIVE PRINCIPALI ATTRAVERSO UN DIALOGO SIA CON IL PARLAMENTO EUROPEO CHE CON IL CONSIGLIO. ENTRAMBE LE ISTITUZIONI HANNO ACCOLTO CON FAVORE LE PRIORITÀ PROPOSTE DALLA COMMISSIONE ED HANNO PRESO NOTA DELLE INIZIATIVE PRINCIPALI. LA COMMISSIONE, DAL CANTO SUO, HA RIFLESSO LE LORO OSSERVAZIONI NEL PROGRAMMA LEGISLATIVO E DI LAVORO.La Commissione invita pertanto il Parlamento europeo, il Consiglio, il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni a tenere conto delle priorità, delle iniziative principali e delle specifiche proposte presentate nel presente programma legislativo e di lavoro al momento di pianificare i loro lavori per il 2003.Per quanto riguarda il Consiglio, come concordato al Consiglio europeo di Siviglia, esso adotterà il suo primo programma operativo annuale nel mese di dicembre, tenendo conto dei risultati del dialogo con la Commissione.Il presente programma legislativo e di lavoro rappresenta il contributo della Commissione al programma operativo annuale del Consiglio per il 2003.La Commissione invita pertanto il Consiglio a prendere in considerazione le priorità e le iniziative fondamentali esposte nel presente programma di lavoro e a prevedere l'esame delle nuove proposte e misure non legislative specifiche che figurano nel primo elenco allegato.La Commissione invita inoltre il Consiglio a garantire, in sede di elaborazione del suo programma operativo annuale, l'esame e l'adozione delle proposte più importanti già presentate dalla Commissione, contenute nell'allegato 3 del presente programma di lavoro. La Commissione è inoltre fermamente intesa a collaborare, nel corso del 2003, con le istituzioni e con le presidenze per quanto riguarda l'elaborazione del primo programma strategico pluriennale del Consiglio europeo.E' opportuno rammentare che il Gruppo tecnico di alto livello sulla cooperazione interistituzionale esamina attualmente se sia possibile accedere alla domanda del Parlamento di essere associato alla programmazione annuale del Consiglio nel contesto delle discussioni sull'accordo interistituzionale che fa seguito al Consiglio europeo di Siviglia. La Commissione si dichiara pienamente favorevole alla conclusione di un accordo tra le tre istituzioni, che contribuirebbe a realizzare un metodo di pianificazione politica più integrato e più coerente per l'Unione europea.ConclusioniIl 2003 sarà un anno decisivo per l'Unione europea. Il compito essenziale consisterà nel definire l'architettura dell'Europa allargata.A tale proposito, la Commissione assumerà le sue responsabilità, in particolare contribuendo attivamente ai lavori della Convenzione. Al di là di questo, le principali sfide per l'elaborazione delle politiche comunitarie sono chiare:-  l'Unione europea dovrà completare i preparativi in vista dell'allargamento, i paesi candidati dovranno essere pronti ad assumere le loro responsabilità e l'UE dovrà fare in modo che le sue politiche siano ben adeguate alle esigenze di un'Europa allargata;-  la stabilità e la sicurezza resteranno preoccupazioni fondamentali per l'Unione europea, in particolare a causa della minaccia permanente di attività terroristiche e dell'incertezza riguardante la piega che potranno prendere gli eventi nel Medioriente e in altre regioni del mondo. L'Unione europea deve fare la sua parte, garantendo la pace e la stabilità ai propri cittadini e lavorando di concerto con la comunità internazionale per raggiungere lo stesso risultato in altre regioni;-  l'Unione europea dovrà consolidare i progressi compiuti sulla via dell'obiettivo strategico consistente nel realizzare un'economia sostenibile e solidale, perseguendo gli ambiziosi obiettivi che si è fissata ed impegnandosi a raggiungere quelli definiti dalla comunità internazionale, in particolare a Johannesburg, Monterrey e Doha.La Commissione è determinata a svolgere pienamente il suo ruolo raccogliendo queste sfide. Tuttavia, sarà sempre più necessaria un'attuazione coerente e integrata delle priorità selezionate da parte di tutte le istituzioni comunitarie.ALLEGATO 1Valutazione dei progressi nel 2002La presentazione del programma di lavoro per l'anno prossimo costituisce anche l'occasione per effettuare una prima valutazione politica della realizzazione, da parte della Commissione, del programma di lavoro elaborato per l'anno in corso. La valutazione definitiva della Commissione riguardante i risultati ottenuti e l'utilizzazione delle risorse sarà presentata nella relazione di sintesi e nelle relazioni annuali di attività dei direttori generali e dei capi servizio per il 2002 (la cui adozione è prevista per il secondo trimestre 2003). Tali relazioni annuali d'attività aumentano la trasparenza delle attività della Commissione, e la sua responsabilità in merito, e sono state accolte con favore dalle altre istituzioni comunitarie.Prima di valutare l'esecuzione del programma di lavoro 2002, è opportuno ricordare l'azione della Commissione all'indomani delle devastanti inondazioni che hanno colpito numerosi paesi europei durante l'estate 2002. La Commissione ha reagito immediatamente. Il Presidente della Commissione e i commissari interessati si sono rapidamente recati sui luoghi per rendersi conto direttamente della portata dei danni. Nello spazio di alcune settimane la Commissione ha elaborato un vasto piano d'azione ed ha presentato proposte volte a creare un nuovo strumento per gli aiuti d'emergenza, il Fondo di solidarietà dell'Unione europea, per aiutare gli abitanti delle regioni sinistrate degli Stati membri e dei paesi che hanno avviato negoziati di adesione in caso di catastrofe di grandi dimensioni.Nell'insieme, la Commissione ha compiuto notevoli progressi nell'attuazione delle iniziative principali annunciate nel suo programma di lavoro per il 2002. Alcuni dei punti essenziali sono presentati nelle pagine seguenti:AllargamentoLa Commissione ha intensificato i suoi sforzi in modo tale che le decisioni fondamentali relative alla questione di sapere quali paesi candidati saranno pronti per aderire all'Unione europea nel 2004 possano essere adottate. Queste decisioni si basano sulle relazioni periodiche riguardanti la preparazione dei paesi candidati e sul documento strategico della Commissione.Il 9 ottobre, la Commissione ha adottato le relazioni periodiche e la strategia per l'allargamento annuali ed ha sottoposto al Consiglio raccomandazioni riguardanti i paesi candidati che potrebbero essere pronti ad aderire nel 2004.La Commissione ha continuato a fornire un'assistenza tecnica attraverso i programmi PHARE, SAPARD e ISPA e ha proposto di consentire la partecipazione dei paesi candidati ad un'ampia gamma di programmi comunitari. Sono state anche moltiplicate le azioni volte a rafforzare la tutela degli interessi finanziari della Comunità nei paesi candidati.Ha inoltre valutato l'impatto dell'allargamento sulle attività della Commissione e sulle risorse umane, compresa la necessità di fare in modo che i lavori preparatori indispensabili siano realizzati, al fine di applicare l' “acquis communautaire” fin dal primo giorno d'esistenza dell'UE allargata.SicurezzaIn seguito ai tragici avvenimenti dell'11 settembre 2001, la Commissione ha continuato a mostrarsi attiva in tutti i settori del piano d'azione del Consiglio europeo in materia di lotta contro il terrorismo.La Commissione ha compiuto sforzi, in particolare, nei settori della giustizia e degli affari interni, del riciclaggio di denaro sporco, delle relazioni esterne, della sicurezza delle reti di informazione e di comunicazione e della protezione civile. In un contesto più ampio di sicurezza, la Commissione a presentato numerose proposte volte a rafforzare la sicurezza nei settori della salute, dei trasporti e dell'energia, in particolare le assicurazioni nel settore dell'aviazione, le scorte di petrolio, nonché le regole e norme di sicurezza per le varie modalità di trasporto. Adotterà nei prossimi mesi una proposta, relativa alla sicurezza nelle gallerie, nonché un importante pacchetto di misure nel settore dell'energia nucleare, vertente su questioni quali le norme di sicurezza, i rifiuti nucleari e il declassamento delle centrali nucleari.Nel quadro della lotta contro la criminalità ed il terrorismo, la Commissione ha presentato proposte legislative destinate a rafforzare le attività di coordinamento antiterroristico di Europol e a combattere la criminalità informatica, nonché una comunicazione sul miglioramento del controllo democratico esercitato su Europol. Presenterà entro la fine dell'anno una relazione sulle azioni intraprese per lottare contro il finanziamento del terrorismo.La Commissione ha presentato una comunicazione e un piano d'azione particolarmente importanti riguardanti la gestione integrata delle frontiere esterne dell'UE, che il Consiglio europeo di Siviglia ha elevato al rango di priorità per l'UE nel 2003. Il Consiglio dispone ora di tutte le proposte relative all'immigrazione legale, conformemente al Trattato. Inoltre, la Commissione ha presentato una serie di proposte volte a lottare contro l'immigrazione illegale, nonché misure destinate ad accentuare la sicurezza dei visti e dei permessi di soggiorno per i cittadini di paesi terzi (queste ultime sono già state adottate dal Consiglio).Nell'aprile 2002 la Commissione ha presentato la sua prima relazione annuale sullo stato del processo di stabilizzazione e di associazione per i Balcani occidentali. Ne deriva che la regione dovrà ancora affrontare numerose sfide comuni, ma anche che il processo di stabilizzazione e di associazione è divenuto un motore essenziale per le riforme politiche, democratiche ed economiche e che comincia già a portare i suoi frutti in termini di stabilità e di progresso delle riforme.Introduzione dell'euro, approfondimento dell'integrazione economica e finanziariaL'introduzione delle monete e delle banconote in euro è stata un importante successo, realizzato grazie ai numerosi lavori preparatori realizzati dalle varie istituzioni comunitarie e dalle autorità nazionali interessate.La Commissione ha collaborato strettamente con il Consiglio, il Parlamento europeo e le parti sociali per attuare la strategia di Lisbona. Nel corso del periodo che ha preceduto il Consiglio europeo di Barcellona, la Commissione ha manifestato le sue preoccupazioni riguardanti un "deficit di attuazione", vale a dire il fatto che le decisioni del Consiglio non fossero adottate entro i termini fissati a Lisbona. Dopo il Consiglio europeo di Barcellona, sono stati registrati significativi progressi in settori quali il piano d'azione per i servizi finanziari, la ricerca e l'iniziativa eEurope; sono stati più lenti in altri settori, come la realizzazione del cielo unico, la creazione del mercato interno dell'energia e la revisione delle reti transeuropee, che facevano tuttavia parte delle priorità definite durante i Consigli europei di Barcellona e di Siviglia.In ottobre, la Commissione ha adottato una nuova proposta di direttiva sulle offerte pubbliche d'acquisto, il cui campo d'applicazione e i cui principi restano immutati rispetto alla sua precedente proposta del 1996, ma che integra gli emendamenti del Parlamento e le raccomandazioni del gruppo di esperti di alto livello.La Commissione ha formulato raccomandazioni relative al seguito da dare al patto di stabilità e di crescita. Ha presentato proposte volte a razionalizzare il coordinamento delle politiche economiche e dell'occupazione, nonché a fissare norme comuni per il coordinamento delle politiche economiche.La Commissione ha proposto una nuova strategia per la politica dei consumatori ed ha proseguito i suoi lavori nel settore della tutela dei consumatori, in modo tale che il mercato unico e l'euro arrechino loro i maggiori vantaggi possibili.A livello degli investimenti nella ricerca, la Commissione ha presentato una prima comunicazione che identifica i principali settori nei quali le politiche europee, nazionali e regionali dovrebbero essere attuate in modo coerente affinché questi investimenti si avvicinino al 3% del PIL entro il 2010, come ha chiesto il Consiglio europeo di Barcellona.Il Sesto programma quadro di ricerca e sviluppo tecnologico è stato adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio; il suo principale obiettivo è quello di contribuire alla strutturazione dello Spazio europeo della ricerca. In ottobre, la Commissione ha adottato una comunicazione sulle nuove prospettive per lo Spazio europeo della ricerca, che si avvale dei progressi compiuti e definisce le nuove prospettive e le azioni da intraprendere.Contrariamente a quanto era stato annunciato nel programma di lavoro 2002, la Commissione non ha presentato proposte di revisione delle direttive riguardanti i ricorsi (appalti pubblici). Cio' si spiega con il fatto che le direttive di base in materia di appalti pubblici proposte dalla Commissione nel maggio 2000 non saranno verosimilmente adottate in via definitiva prima della metà del 2003. La Commissione ha quindi l'intenzione di proporre una modifica delle direttive sui ricorsi nel 2004.Sviluppo sostenibileLa Commissione ha cominciato ad attuare la strategia comunitaria di sviluppo sostenibile ed ha partecipato ad importanti riunioni internazionali dedicate a questo tema.La Commissione ha contribuito attivamente al vertice mondiale per lo sviluppo sostenibile, contribuendo a fare in modo che l'UE svolga un ruolo di primo piano nel raggiungimento di un accordo su un patto globale per lo sviluppo sostenibile. La Commissione si è mostrata globalmente soddisfatta degli accordi raggiunti a Johannesburg, anche se non tutte le iniziative comunitarie - come quella riguardante le fonti d'energia rinnovabile - hanno potuto essere prese in considerazione nel documento finale. La Commissione ha lavorato insieme alla presidenza danese e agli altri Stati membri al fine di riuscire a lanciare, nel corso del vertice, le iniziative comunitarie riguardanti l'acqua e l'energia.La Commissione ha presentato la sua revisione di metà percorso della politica agricola comune ed inoltre proposte di riforma della politica comune e della pesca, con l'obiettivo, in entrambi i casi, di garantire una maggiore sostenibilità sui piani economico, sociale e ambientale.Nel quadro della strategia di Lisbona e del seguito dato all'Agenda sociale lanciata durante il Consiglio europeo di Nizza, la Commissione ha presentato una serie di proposte, tra le quali una valutazione della strategia europea per l'occupazione e una comunicazione sulla responsabilità sociale delle imprese. Ha inoltre consultato le parti sociali sugli aspetti sociali della ristrutturazione delle imprese ed ha inoltre proposto una strategia comunitaria in materia di salute e di sicurezza nel lavoro.Nel gennaio 2002, la Commissione ha adottato una comunicazione che stabilisce un piano d'azione per le scienze del vivente e la biotecnologia, nuove settore importante dell'economia della conoscenza.E' stata creata l'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ed è stato nominato il suo consiglio d'amministrazione. Altri progressi sono stati registrati a livello del programma legislativo che figura nel Libro bianco sulla sicurezza alimentare, in particolare grazie all'adozione del regolamento sulla legislazione alimentare generale e che istituisce l'EFSA, delle direttive sui complementi alimentari e le sostanze indesiderabili negli alimenti per animali e del regolamento sui sotto prodotti animali. La Commissione ha proposto altre misure legislative, conformemente al Libro bianco, e adotterà inoltre entro la fine del 2002 una proposta di regolamento sui controlli dell'alimentazione umana e animale. Tenendo conto dell'esperienza acquisita durante l'epidemia di afta epizootica nel 2001, proporrà, inoltre entro la fine del 2002 una direttiva sul controllo di questa malattia.Il nuovo programma di sanità pubblica (2003-2008) è stato adottato dalla Commissione, che ne ha iniziato l'attuazione.Nel settore dell'ambiente, la Commissione ha adottato un progetto di direttiva quadro sulla responsabilità ambientale, una comunicazione relativa agli accordi ambientali e tre comunicazioni che daranno luogo a strategia tematiche per i suoli, gli antiparassitari e l'ambiente marino. Nel 2002, la ratifica del protocollo di Kioto da parte dell'UE ha costituito un altro evento importante. La Commissione adotterà nel 2003 la comunicazione sulla politica integrata dei prodotti. Per quanto riguarda la comunicazione relativa a una strategia per l'utilizzazione sostenibile delle risorse, è stato deciso di rimandare questa priorità al 2003, poiché lo studio particolareggiato di questo settore ha evidenziato un campo d'applicazione più complesso di quanto era stato inizialmente previsto.Nei settori dell'energia e dei trasporti, la Commissione ha proposto un programma pluriennale sul tema "Energia intelligente per l'Europa". Sulla base del Libro bianco sui trasporti , ha proseguito l'elaborazione di un approccio integrati in questo settore. Nel quadro del seguito dato alle decisioni del Consiglio europeo di Göteborg, la Commissione ha l'intenzione di procedere a un'ampia consultazione concernente il metodo suscettibile di essere utilizzato per la tariffazione delle infrastrutture di trasporto, al fine di presentare proposte legislative volte a modernizzare il quadro giuridico comunitario nel 2003.Nuova Governance EuropeaLa Commissione ha presentato una serie di proposte volte a mantenere gli impegni presi nel Libro bianco sulla Governance europea, migliorando il funzionamento delle istituzioni europee e rafforzando l'apertura e l'efficacia dei metodi di lavoro comunitari. Ha inoltre contribuito attivamente al dibattito sul futuro dell'Europa.Tra le proposte sopra indicate figurano un piano d'azione a favore di una migliore regolamentazione, norme minime in materia di consultazione e un nuovo meccanismo di valutazione d'impatto per la legislazione comunitaria. Le istituzioni comunitarie negoziano attualmente un accordo interistituzionale volto ad applicare tali proposte al fine di ottenere una migliore regolamentazione. Entro la fine del 2002, la Commissione adotterà una relazione sulla concretizzazione dei suoi impegni in materia di governance e un secondo pacchetto di proposte a favore di una migliore regolamentazione.La Commissione ha esposto la sua visione del progetto europeo in un importante contributo ai lavori della Convenzione, cui ha attivamente partecipato. Ha continuato a porre in opera le riforme interne lanciate dal Libro bianco sulla riforma del marzo 2000. In particolare, il 2002 è stato il primo anno nel corso del quale la Commissione ha applicato un ciclo completo di pianificazione strategica e di programmazione. Ha inoltre presentato una serie di misure globali sulle riforme del personale al Consiglio, ha partecipato ai negoziati che hanno portato alla conclusione di un accordo sul nuovo regolamento finanziario dell'UE ed ha continuato ad attuare la gestione per attività nell'insieme dei suoi servizi.La Commissione ha inoltre intrapreso un certo numero di azioni concrete volte a migliorare la governance in una serie di settori d'azione, tra cui eEurope, il riconoscimento delle qualifiche professionali e la politica della concorrenza, in particolare un Libro bianco sulla politica delle fusioni.Contrariamente a quanto era stato annunciato nel programma di lavoro 2002, la Commissione non ha presentato proposte riguardanti le possibili formule utilizzabili per meglio informare i parlamenti nazionali sulle proposte legislative comunitarie. Tale questione è attualmente esaminata dal gruppo di lavoro "parlamenti nazionali" creato nel quadro della Convenzione, al quale la Commissione ha comunicato la sua volontà di trasmettere ai parlamenti nazionali l'insieme delle proposte - legislative o non-legislative - che essa presenta.MediterraneoLa Commissione si proponeva in particolare di dare un nuovo dinamismo alla partnership Euro-Mediterranea. Questo obiettivo è stato raggiunto, in particolare attraverso le decisioni adottate durante la Conferenza ministeriale di Valencia e un certo numero di conferenze ministeriali e settoriali.Tali conferenze hanno portato all'adozione di tutta una serie di proposte della Commissione, vertenti su questioni quali la creazione di una zona Euro-Mediterranea di libero scambio, la creazione di una Fondazione Euro-Mediterranea destinata a promuovere il dialogo tra le culture, e il rafforzamento della cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (compresa l'immigrazione) e l'ambiente.La Commissione ha proposto di stimolare gli investimenti del settore privato nella regione mediterranea. Il Consiglio europeo di Barcellona ha deciso, in un primo tempo, di creare un meccanismo di investimento Euro-Mediterraneo nell'ambito della Banca europea per gli Investimenti.Nel 2002, accordi di associazione euro-mediterranei sono stati conclusi con l'Algeria e il Libano, e i negoziati sono proseguiti con la Siria. L'accordo d'associazione con la Giordania è entrato in vigore e l'accordo d'associazione interinale concluso col Libano prenderà effetto entro la fine del 2002.Nell'ottobre 2002, la Commissione ha adottato un piano d'azione per la conservazione e lo sfruttamento sostenibile delle risorse alieutiche nel Mediterraneo, nel quadro delle proposte della Commissione per la riforma della politica comune della pesca.Conformemente al programma di lavoro per il 2002, la Commissione ha proposto un prolungamento del programma TEMPUS ai paesi MEDA.Cooperazione allo sviluppoLa Commissione ha posto in particolare l'accento sulle politiche a favore della salute e dell'istruzione nel quadro della lotta contro la povertà.La Commissione ha proposto nuovi quadri settoriali e tematici per la salute, l'HIV/AIDS e la popolazione, nonché per l'istruzione nel contesto della lotta contro la povertà. La Commissione ha inoltre presentato proposte per linee di bilancio destinate alla salute riproduttiva e al programma d'azione sulle malattie trasmissibili, lanciato nel 2002. La Commissione è divenuta membro del consiglio d'amministrazione del Fondo mondiale di lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e il paludismo. Ha attivamente contribuito ai risultati della task force "istruzione" del G8.La comunicazione della Commissione in preparazione della Conferenza di Monterrey sul finanziamento dello sviluppo ha consentito all'UE di pervenire ad un accordo durante il Consiglio europeo di Barcellona, ai termini del quale gli Stati membri porteranno il volume dell'aiuto ai paesi in via di sviluppo allo 0,39%/ del loro PIL, in media, entro il 2006. Sono stati inoltre presi impegni volti a rendere l'aiuto allo sviluppo dell'UE più efficace, accentuando il coordinamento delle politiche e l'armonizzazione delle procedure entro il 2004. Inoltre, gli Stati membri hanno accettato di continuare le loro discussioni al fine di proseguire la liberazione progressiva degli strumenti d'aiuto. Nel mese di settembre, la Commissione ha adottato una comunicazione sul commercio e lo sviluppo, indicando le modalità secondo le quali l'UE intende rispettare gli impegni sottoscritti a Doha, a Monterrey e a Johannesburg a favore dello sviluppo.Sulla base di una raccomandazione della Commissione, il Consiglio ha adottato le direttive di negoziazione riguardanti gli accordi di partnership economica con i paesi e le regioni coperti dall'accordo di Cotonou e i negoziati hanno avuto inizio entro i termini previsti, nel settembre 2002.ALLEGATO 2Proposte per il 2003 che saranno oggetto di un'analisi d'impatto approfondita prima della loro adozioneProposta o atto (n. di riferimento nell'elenco allegato al programma di lavoro) | Servizi responsabili |Priorità "Allargamento" |Proposta di decisione che sostituisce la decisione 1692/96/CE sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (orientamenti RTE). (2003/TREN/35) | TREN |Priorità "Stabilità e sicurezza" |Regolamento sulla sicurezza nelle industrie (2003/ADMIN/8) | ADMIN |Comunicazione della Commissione sullo stato d'avanzamento e dello sviluppo del meccanismo Euro-Mediterraneo (2003/CEFIN+/23) | ECFIN |Strategia integrata per prevenire i rischi naturali, provocati dall'uomo o da altri fattori, ed inoltre per prepararvisi e rispondervi (2003/ENV/77) | ENV con GPI |Comunicazione sull'integrazione dei cittadini di paesi terzi (2003/JAI/172) | JAI |Comunicazione sul trattamento delle domande di asilo all'esterno dell'UE (2003/JAI/143) | JAI |Progetto di decisione quadro che fissa norme comuni in materia di garanzia e di procedura per le persone accusate di delitti penali nell'insieme dell'UE (2003/JAI/158) | JAI |Priorità "Economia sostenibile e solidale" |Revisione della strategia europea per l'occupazione (2003/EMPL/11) | EMPL |Rifusione delle direttive relative all'uguaglianza tra donne e uomini (2003/EMPL/34) | EMPL |Integrazione dell'ambiente nella normalizzazione (2003/ENV/22) | ENV/ENTR |Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla protezione delle acque sotterranee (2003/ENV/39) | ENV |Direttiva sull'infrastruttura dell'informazione spaziale in Europa (2003/ENV+70) | ENV |Legislazione sull'attuazione congiunta degli strumenti flessibili di Kyoto (JI) e sul meccanismo di sviluppo pulito (CDM) (2003/ENV/75 | ENV |Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle pile e agli accumulatori (2000/088) | ENV |Comunicazione ????on financing of NATURA??? 2000 (2003/ENV+/40) | ENV, AGRI, REGIO, BUDG |Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce piani di gestione pluriennale per le risorse alieutiche che superano i limiti biologici sicuri (2003/FISH/7) | FISH |Regolamento del Consiglio che stabilisce una struttura d'ispezione comune nell'ambito della Comunità per la pesca (2003/FISH/9) | FISH |Comunicazione sul futuro della politica audiovisiva europea (2003/EAC/11) | EAC con GPI |Proposta di modifica della direttiva "disegni o modelli" (2003/ MARKT/16) | MARKT |Proposta di direttiva sulla riassicurazione (2003/ MARKT/21) | MARKT |Comunicazione sul piano d'azione per il capitale di rischio (2003/ MARKT/+28) | MARKT |Proposta di direttiva sui servizi nell'ambito del mercato interno (2003/ MARKT/23) | MARKT |Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 77/388/CEE per quanto riguarda il regime applicabile ai poteri pubblici e alle sovvenzioni (2003/TAXUD/10) | TAXUD |Revisione del regime applicabile al tabacco (2003/AGRI/19) | AGRI con GPI |Revisione del regime dello zucchero (2003/AGRI/9) | AGRI con GPI |Proposta di direttiva quadro del Parlamento europeo e del Consiglio sulle prassi commerciali leali (2003/SANCO/53) | SANCO |Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla presenza di cadmio nei fertilizzanti (2003/ENTR/40) | ENTR con GPI |Comunicazione: orientamenti di base volti a conferire un carattere di sostenibilità al turismo europeo (2003/ENTR/46) | ENTR con GPI |Proposta di direttiva relativa alla riduzione del livello delle emissioni di sostanze inquinanti provenienti da veicoli a motore a due o a tre ruote (2003/ENTR/61) | ENTR |Proposta di direttiva che modifica la direttiva 70/220/CEE concernente le misure da adottare contro l'inquinamento atmosferico con i gas prodotti dai veicoli a motore (2003/ENTR/63) | ENTR |Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle medicine utilizzate in pediatria (2003/ENTR/59) | ENTR |Proposta di direttiva relativa all'ingegneria del tessuto umano e ai prodotti fabbricati a partire da tessuti (2003/ENTR/37) | ENTR |Revisione delle direttive 75/106/CEE e 80/232/CEE (imballaggi preconfezionati - gamme di quantità e capacità nominali) (2003/ENTR/33) | ENTR |Comunicazione sulla transizione dalla televisione analogica alla televisione numerica: l'Europa passa al numerico (2003/INFSO/13) | INFSO |Comunicazione sui veicoli intelligenti e la sicurezza stradale (2003/INFSO/14) | INFSO |Direttiva che garantisce che gli operatori postali non esercitino attività riservate e non riservate all'interno di una stessa entità giuridica (2003/COMP/27) | COMP |Iniziativa europea per la democrazia e di diritti dell'uomo, regolamenti 975/976/1999 (2003/RELEX/30) | RELEX |Direttiva sull'accesso al mercato del trasporto ferroviario internazionale di passeggeri (2003/TREN/3) | TREN con GPI |Regolamenti che modificano il "terzo pacchetto aereo" (2002/TREN/28) | TREN |Revisione del regolamento relativo ai sistemi informatizzati di prenotazione (2002/TREN/29) | TREN |Regolamento riguardante la pubblicazione di relazioni relative alla qualità del trasporto aereo di passeggeri (2003/TREN/43) | TREN |Regolamenti che modificano il "terzo pacchetto aereo" (2002/TREN/28) | TREN |Mandato di negoziazione per un nuovo accordo internazionale riguardante le foreste tropicali (2003/DEV/7) | DEV |-  GPI = Gruppo di pilotaggio interservizi Nell'elenco allegato al programma di lavoro, tali proposte sono segnalate dalla notazione "Analisi d'impatto approfondita", sotto la rubrica "motivazione politica".ALLEGATO 3Proposte della Commissione adottate precedentemente e alle quali altre istituzioni comunitarie devono dare seguitoAffari generali e relazioni esterne-  Accordo sulle proposte della Commissione relative alla riforma del personale (2002/0100/CNS)Affari economici e finanziari-  Adozione di proposte presentate nel contesto del piano d'azione per i servizi finanziari, vertenti in particolare sugli abusi di mercato (2001/0118/COD), i prospetti, (2001/0117/COD), i fondi pensione (2000/0260/COD), i conglomerati (2001/0095/COD) e la direttiva riguardante le offerte pubbliche d'acquisto (2002/0240/COD)-  Pacchetto fiscale (1998/0193/CNS, 1998/0087/CNS)-  Fiscalità energetica (1997/0111/CNS)Giustizia e affari interniPolitica comune in materia di asilo:-  Proposta di direttiva del Consiglio riguardante le norme minime relative alla condizioni cui devono soddisfare i cittadini dei paesi terzi e gli apolidi per poter pretendere lo status di rifugiato o di persona che, per altre ragioni, ha bisogno di una protezione internazionale, e relative al contenuto di tale status (2001/0207/CNS)-  Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro responsabile dell'esame di una domanda di asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo (2001/0182/CNS)-  Proposta di direttiva del Consiglio relativa a norme minime per l'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri (2001/0091/CNS)-  Proposta di direttiva del Consiglio norme minime concernenti la procedura di concessione e di ritiro dello status di rifugiato negli Stati membri (2000/0238/CNS)Politica comune in materia di immigrazione e lotta contro l'immigrazione illegale:-  Proposta di direttiva del Consiglio relativa alle condizioni di entrata e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi a fini di studio, di formazione professionale o di volontariato (2002/0242/CNS)-  Proposta di direttiva del Consiglio relativa al titolo di soggiorno di breve durata rilasciato alle vittime di azioni volte ad agevolare l'immigrazione clandestina o la tratta di esseri umani che cooperano con le autorità competenti (2001/0043/CNS)-  Proposta di direttiva del Consiglio relativa alle condizioni di entrata e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi per l'esercizio di un'attività lavorativa dipendente o di un'attività economica indipendente (2001/0154/CNS)-  Proposta di direttiva del Consiglio relativa allo status di cittadini di paesi terzi residenti di lunga durata (2001/0074/CNS)-  Proposta di direttiva del Consiglio relativa al diritto alla riunione familiare (1999/0258/CNS)Frontiere interne ed esterne, politica comune in materia di visti:-  Proposta di direttiva del Consiglio relativa alle condizioni alle quali i cittadini di paesi terzi possono circolare liberamente sul territorio degli Stati membri per una durata massima di tre mesi con l'introduzione di un'autorizzazione specifica di viaggio e fissazione delle condizioni di entrata in vista di uno spostamento avente una durata massima di sei mesi (2001/0155/CNS)Cittadinanza europea:-  Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente sul territorio degli Stati membri (2001/0111/COD)Un vero spazio di giustizia in materia di diritto civile:-  Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità parentale che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000 e modifica il regolamento (CE) n. 44/2001 per quanto riguarda le questioni alimentari (2002/0110/CNS)-  Proposta di regolamento del Consiglio recante creazione di un titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati (2002/0090/CNS)-  Proposta di direttiva del Consiglio volta a migliorare l'accesso alla giustizia nelle cause transfrontaliere attraverso la fissazione di regole minime comuni relative all'assistenza legale e ad altri aspetti finanziari delle procedure civili (2002/0020/CNS)-  Proposta di direttiva del Consiglio relativa all'indennizzazione delle vittime della criminalità (COM(2002)562)-  Proposta di atto del Consiglio che stabilisce la Convenzione relativa alla competenza giudiziaria, al riconoscimento e all'esecuzione, negli Stati membri dell'Unione europea, delle decisioni in materia civile o commerciale (1997/0339/CNS)Lotta contro la criminalità e il terrorismo e creazione di un vero spazio di giustizia in materia penale:-  Proposta di decisione del Consiglio relativa al finanziamento di alcune attività realizzate da Europol nel quadro della cooperazione in materia di lotta contro il terrorismo (2002/0196/CNS)-  Proposta di decisione quadro del Consiglio relativa agli attacchi diretti contro i sistemi di informazione (2002/0086/CNS)-  Proposta di decisione quadro del Consiglio relativa alla lotta contro il razzismo e la xenofobia (2001/0270/CNS)-  Proposta di decisione quadro del Consiglio relativa alla determinazione delle disposizioni minime relative agli elementi costitutivi delle infrazioni penali e delle sanzioni applicabili nel settore del traffico di droga (2001/0114/CNS)-  Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla tutela dell'ambiente attraverso il diritto penale (2001/0076/COD)-  Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla tutela degli interessi finanziari della Comunità attraverso il diritto penale (2001/0115/COD)Occupazione, politica sociale, salute e consumatori-  Adozione di proposte volte a riformare il regolamento 1408/71 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (1998/0230/COD, 2001/0137/COD)-  Adozione della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle condizioni di lavoro dei lavoratori temporanei (2002/0072/COD)-  Adozione della proposta che crea un vertice sociale tripartito per la crescita e l'occupazione (2002/0136/CNS)-  Adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle norme di qualità e di sicurezza per le cellule e i tessuti umani (2002/0128/COD)Competitività (mercato interno, industria e ricerca)-  Pacchetto sugli appalti pubblici (2000/0115/COD, 2000/0117/COD, 2001/0179/COD)-  Adozione del pacchetto sulla riforma della legislazione farmaceutica (2001/0252/COD, 2001/0253/COD, 2001/0254/COD)-  Accordo sul brevetto comunitario prima del Consiglio europeo della primavera 2003 (2000/0177/CNS)-  Comunicazione sulla tassazione dei veicoli (COM(2002)431)Trasporti, telecomunicazioni ed energia-  Proposte relative all'apertura del mercato dell'elettricità e del gas (2001/0077/COD)-  Reti transeuropee dell'energia e dei trasporti (2001/0311/COD, 2001/0226/COD, 2001/0229/COD)-  Accordo sul pacchetto "cielo unico europeo" in particolare sulla fornitura di servizi di navigazione (2001/0235/COD), sullo spazio aereo (2001/0236/COD), sull'interoperabilità della gestione del traffico aereo (2001/0237/COD), e sul contesto per la realizzazione del cielo unico europeo (2001/0060/COD)-  Accordo sul secondo "pacchetto ferroviario sulla sicurezza e le licenze" (2002/0022/COD), sull'interoperabilità del sistema ferroviario (2002/0023/COD), sull'agenzia ferroviaria (2002/0024/COD) e sullo sviluppo delle ferrovie (2002/0025/COD)-  Accordo sui diritti dei passeggeri del trasporto aereo (2001/0305/COD)-  Programma pluriennale per azioni nel settore dell'energia: programma Energia intelligente per l'Europa, 2003-2006 (2002/0082/COD)-  Pacchetto di misure volte a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti di petrolio e di gas, nel quadro del mercato interno dell'energia (2002/0219/COD, 2002/0220/COD, 2002/0221/CNS e COM(2002)488, da 1 a 5)-  Regolamento sulla promozione del trasporto combinato e della navigazione marittima a breve distanza (“Marco Polo”) (2002/0038/COD)-  Direttiva sull'accesso al mercato dei servizi portuali (2001/0047/COD)Agricoltura e pesca-  Adozione di proposte che devono essere presentate dalla Commissione nel corso di quest'anno e che riguardano la revisione di metà percorso della politica agricola comune-  Adozione di proposte relative alla riforma della politica della pesca (COM(2002)180, COM(2002)185, COM(2002)186, COM(2002)187, COM(2002)190 e 2002/0114/CNS)*-  Adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli organismi geneticamente modificati nei generi alimentari e negli alimenti per animali (2001/0173/COD) e sulla rintracciabilità e l'etichettatura degli organismi geneticamente modificati (2001/0180/COD)-  Adozione della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici (2001/0176/COD) e del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo della salmonellosi e di altri agenti zoonotici negli alimenti (2001/0177/COD)Ambiente-  Adozione della direttiva sulla responsabilità ambientale (2002/0021/COD)*-  Adozione del regolamento sulla biosicurezza (2002/0046/COD)*-  Adozione del regolamento sul previo consenso informato (2002/0026/ACC, 2002/0030/ACC )*-  Adozione del regolamento sulle foreste e le interazioni ambientali (2002/0164/COD)*-  Adozione del regolamento relativo ai movimenti transfrontalieri degli organismi geneticamente modificati (2002/0046/COD) nonché la tracciabilità e l'etichettatura degli OGM (…)-  Adozione della direttiva relativa agli imballaggi (2001/0291/COD)Istruzione, Gioventù e Cultura-  Adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce un programma per il potenziamento della qualità nell'istruzione superiore e la promozione della comprensione interculturale attraverso la cooperazione con i paesi terzi, "Erasmus World" (2002/0165/COD)(*=se non già adottata nel 2002)ALLEGATO 4PROGRAMMA LEGISLATIVO E DI LAVORO DELLA COMMISSIONE PER IL 2003Elenco delle proposte legislative e delle misure non-legislative1: Proposte legislative e misure non-legislative corrispondenti alle priorità politiche per il 20032: Altre proposte legislative e misure non-legislative suscettibili di essere presentate nel 2003Note esplicative5.  Il programma di lavoro presenta tre priorità politiche per il 2003, ciascuna delle quali comprendente un certo numero di iniziative principali. Quando queste iniziative comportano l'adozione di proposte legislative o di misure non-legislatives (comunicazioni o Libri bianchi ad esempio), esse figurano nel primo elenco .6.  Il secondo elenco contiene altre proposte e misure delle quali la Commissione poteva prevedere l'adozione per il 2003 al momento del compimento del presente programma di lavoro. Tale elenco comprende proposte e misure la cui adozione è stata rimandata a partire da anni precedenti.7.  Tali elenchi esistono solo nella loro versione linguistica originale (parte in inglese, parte in francese).8.  La Commissione procede ad un aggiornamento mensile della sua pianificazione ed invia un "programma trimestrale aperto" alle altre istituzioni comunitarie, al fine di aiutarle ad organizzare i loro lavori.[5]9.  Il primo elenco è classificato in primo luogo per ordine di priorità, e quindi per settore politico (ad es. “Agricoltura” o “Mercato interno”), mentre il secondo elenco è organizzato in funzione dei settori politici. Questi elenchi comprendono le seguenti informazioni:10.  numero di riferimento: ad es. 2003/ADMIN/1 per le nuove proposte. I rimandi degli anni precedenti sono indicati secondo il seguente modello: 2002/ADMIN/1 o 2001/111.  servizi della Commissione responsabili12.  previsioni sulla data d'adozione13.  proposta legislativa o misura non-legislativa14.  indicazione provvisoria della base giuridica probabile e della procedura interistituzionale corrispondente (ad es. codecisione)15.  consultazione obbligatoria o opzionale del Comitato delle Regioni (CdR) e/o del Comitato economico e sociale (CES) prevista o non prevista16.  breve descrizione, motivazione politica, analisi d'impatto approfondita prevista o non prevista;17.  utilizzazione di un “codice in funzione della motivazione politica”, che consente una nuova classificazione delle proposte in funzione delle priorità politiche: allargamento (100), stabilità e sicurezza (200), economia sostenibile e solidale (300)18.  indicazione delle eventuali implicazioni di bilancio della proposta (spese di funzionamento previste o non previste) per il 2003 e/o gli anni seguenti; se questo punto è preso in considerazione attualmente nella programmazione finanziaria; appare inoltre la linea di bilancio corrispondente.[1] SEC(2002)217 del 27 febbraio 2002[2] COM(2002)427 del 28 agosto 2002[3] http://europa.eu.int/comm/index_en.htm[4] COM(2002)276 del 5 giugno 2002[5] Nell'interesse della trasparenza, è accessibile al pubblico anche sulla pagina web della Commissione http://europa.eu.int/comm/index_en.htm ("The Commission at your service", "Organisation", "3-month rolling programme").