CELEX: 51988PC0368
Language: it
Date: 1988-06-30
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione dei vini e dei mosti di uve (presentata dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 368
Vol. 1988/0131
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
lieu par le règlement (UE) 2015/496 du Conseil du 17 mars 2015 (JO L79 du 25. 3.2015, p. 1), ce
dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents classifiés présents dans ce dossier
ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit règlement ou sont considérés déclassifiés
conformément aux articles 26(3) et 59(2) de la décision (UE, Euratom) 2015/444 de la
Commission du 13 mars 2015 concernant les règles de sécurité aux fins de la protection des
informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
Regulation (EU) 2015/496 of 17 March 2015 (OJ L 79, 27.3.2015, p. 1), this file is open to the
public. Where necessary, classified documents in this file have been declassified in conformity
with Article 5 of the aforementioned regulation or are considered declassified in conformity with
Articles (26.3) and 59(2) of the Commission Decision (EU, Euratom) 2015/444 of 13 March 2015
on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit erforderlich, wurden die Verschlusssachen in diesem Akt in
Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak---      COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                        COM(88 ) 368 def .
                                                        Bruxelles , 30 giugno 1988
che stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione dei
                           vini e dei mosti di uve
                       ( presentata dalla Commissione )
 ---pagebreak---    A causa delle modifiche apportate nel 1987 al regolamento ( CEE )
   n . 355 / 79 è sembrato opportuno sopprimere gli articoli 8 , 18 e 34
   nella presente proposta di regolamento codificata , in quanto le
   disposizioni dei medesimi costituiscono un doppione delle
   disposizioni , del resto molto più esaurienti , dell' articolo 43 ,
   introdotto dal regolamento            ( CEE ) n . 3485 / 87 .
   Il testo è fotocopiato , il che consente di individuare immediatamente
   gli eventuali miglioramenti o correzioni adesso apportati : la prece­
   dente numerazione degli articoli è stata mantenuta per facilitarne la
   lettura e la nuova numerazione si trova immediatamente al di sopra .
   Questo sistema ha infatti già dato buoni risultati in occasione della
   codificazione dei regolamenti ( CEE ) nn . 337 / 79 e 338 / 79 del Consiglio .
3.  La presente proposta di regolamento codificato si inserisce in un quadro
   più ampio di codificazione dei regolamenti del settore vitivinicolo ,
    iniziata nel 1987 con la pubblicazione del regolamento di base codifi­
   cato ( regolamento ( CEE ) n . 822 / 87 ).
    Il regolamento ( CEE ) n . 355 / 79 del Consiglio , del 5 febbraio 1979 , che
    stabilisce le norme generali per la designazione e la presentazione dei
    vini e dei mosti di uve , si indirizza non solo ai professionisti del
    settore ma , tramite il commercio all 'ingrosso e al dettaglio , interessa
    direttamente anche il consumatore .
 ---pagebreak---                               RELAZIONE
1. Nella seconda relazione presentata al Consiglio europeo di Milano ( 28-29
   giugno 1985 ) il Comitato ad hoc " Europa dei cittadini " ( comitato Adonnino ) ,
   nelle sue proposte relative ai diritti del cittadino di fronte agli atti
   giuridici comunitari ha insistito sulla necessità di codificare e
   semplificare il diritto comunitario , esprimendosi nei seguenti termini :
          " Il Comitato chiede al Consiglio europeo di raccomandare che
          vengano adottate misure per accelerare la codificazione e la
          semplificazione sistematica del diritto comunitario " .
   Il rapporte " Adonnino " è stato approvato dal Consiglio europeo di Milano
   del giugno 1985 .
   Con decisione del 1° aprile 1987 ( COM ( 87 ) PV 868 la Commissione ha
   incaricato i suoi servizi di procedere alla codificazione costitutiva
   degli atti al più tardi dopo la loro decima modifica .
2. La proposta di regolamento allegata , redatta dal Servizio giuridico in
   collaborazione con la Direzione generale dell' Agricoltura , mira a
   realizzare detta codificazione conformemente ai principi fondamentali
   convenuti dal Consiglio , dal Parlamento e dalla Commissione nel 1973 :
   si tratta di una codificazione costitutiva , nei senso che il nuovo
   regolamento si sostituirà ai vari regolamenti che costituiscono l' oggetto
   dell' operazione di codificazione ; essa rispetta la sostanza dei testi
   codificati e si limita quindi a raggrupparli apportandovi unicamente le
   modifiche formali richieste dall' operazione stessa di codificazione .
   La presente proposta riproduce in un testo unico le disposizioni in
   vigore al momento della codificazione , apportandovi solo le modifiche di
   ordine stilistico e testuale strettamente necessarie .    L' ordine della
   materia non è stato modificato , poiché il testo originale , malgrado
   numerose modifiche , ha conservato la sua struttura iniziale .
 ---pagebreak---                                          PROPOSTA          Dl
                           REGOLAMENTO (CEE ) N.                   DEL CONSIGLIO
                                                 del           19
      che stabtlisce le norme generáis per la designazione e la presentazione dei vini e dei mosti
                                                       di uve
        IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,
        visto U trattato che istinsisce la ComunitA económica euro¬
        pea ,
     visto il regolamento (CEE) n . 822/87 del Consiglio, del 16
      marzo 1987, relativo all’organizzazione comune del
      mercato vitivinicolo ( 'X modificato da ultimo dal regola¬
      mento (CEE) n . 1 A4 1 / 8 8                                 t2 ) '
     in particolare l' articolo 72 paragrafo 1 . e l' articolo 79 ,
     paragrafo 2 ,
     vista la proposta della Commissione ,
    visto ii parere del Parlamento europeo (3 ),
       corra                    le /vora» genera H            per la
       (Ì»iigrva2Ìon® • la presentaziona dei vini e dei mosti
       di uve stabilite dal regolamento tCEE ) n . 355 / 79 del
       Configlio < 4>, «odificato da ultimo dal regolamento
        tCEE? r . 3485 / 87 (*"), sono state ripetutamente modi ¬
       ficate ; cne tali rtor-K,;, a motivo del toro numero
       e dal fatto di ««sere pubblicate in diverse Gazzette
  ufficiali , sono di d'ifkiie consultazione e mancano pertanto
  delia chiarezza indispensabile ad ogni normativa ; che è
  quindi opportuno procedere «dia codificazione del
    citato regolamento ;
considerando che l’articolo                 del regolamento ( CEE)
n.                 pur stabilendo talune norme relative alla
designazione di alcuni vini in casi particolari, prevede
l’adozione dì norme generali per la designazione e la                        J.
presentazione di alce.™ prodotti del settore in que¬
stione ;
  considerando clic lo scopo di qualsiasi designazione e
  presentazione deve essere di fornire delle informazioni
  quanto più esatte e precise possibile per l’apprezza¬
  mento della merce tanto da parte dell’eventuale acqui¬
  rente quanto da pane degli enti pubblici incaricati della               «3 . 55-5 (49
  gestione e del controllo del commercio dei prodotti in
  questione ;
 ( ' ) GU n . L 84 de ! 2~ . 3 . 1987 , pag . 1 .
f3) GU n . L 132 del 28.5.1938.             , pag 1
(*) GU n. C .            del          i92£, p^g.
( ') Cl) n . L 54 del 5 3 . 1979 , pag. 99 ,
ï) GU n .              del JL * M . 1987 , pag A.
 ---pagebreak---   considerando che occorre armonizzare , nella misura del
  possibile, i diversi testi comunitari in materia di designa­            а . зда[Я>
  zione e presentazione dei prodotti alimentari, in partico­
  lare quelli del settore vitivinicolo ;
  considerando      che      le    norme    comunitarie        per    la
  designazione e la presentazione del vini e del mosti
  di     uve  s' Ispirano      per    buona     parte     alle    norme
  nazionali applicate dagli Stati membri prima della
   loro adozione ; che tali norme nazionali si basavano
  su     orientamenti       considerevolmente         diversi ;     che
   taluni    Stati   membri      consideravano      prioritari      gli
  aspetti relativi ad una corretta Informazione del
  consumatore      ed    alla       liberti     d' azione      per    II
   commercio , mentre altri Stati membri si sforzavano
   di    combinare tali        aspetti     con    la necessiti di
   tutelare I produttori nel loro territorio contro le
   distorsioni      di    concorrenza ;        che     al    fine    di
   conciliare nella misura del possibile tali diverse
   concezioni      ed    evitare        Interpretazioni          troppo
   divergenti si è dimostrato utile stabilire norme di
   designazione alquanto complete ; che per assicurare
    l' efficacia di    tali   norme occorre       Inoltre    stabilire
    Il  principio   In base al        quale per     la   designazione
   del   vini e del   mosti    di  uve sono ammesse soltanto           le
    Indicazioni previste dalle norme elesse                   o    dalle
   modaliti di applicazione che ne derivano ;
   considerando die, per quanto riguarda la designazione,
   è opportuno distinguere tra le indicazioni obbligatorie,
   necessarie per l’identificazione del prodotto, e le indica­
   zioni facoltative intese piuttosto a specificare le caratte- .
   ristiche intrinseche del prodono o a qualificare lo
   stesso ; die, data l’importanza del problema e Pam- :                  3 . 355
’ipiezza dd campo di applicazione, occorre ricercare 1
>. un’informazione ottimale degli interessati, pur tenendo
   conto della diversità degli usi e delle tradizioni sia negli
 'Stati membri die nei paesi terzi, nonché dell’evoluzione
    dd diritto comunitario ;
   considerando       che .     al    fine     di    rispettare        le
   particolari condizioni di produzione nelle varie
    zone di produzione e tenere conto delle tradizioni
    In taluni Stati membri , occorre prevedere che gli
    Stati membri possano , per I prodotti ottenuti sul
     loro territorio ,          rendere obbligatorie              talune
     Indicazioni     previste         come      facoltative        dalle
    disposizioni comunitarie , vietarle o limitarne
     l’utilizzazione ; che occorre peraltro precisare che
 ---pagebreak---    per    assicurare una    libera circolazione      delle  merci
   ogni Stato membro deve autorizzare la designazione
   di prodotti originari di altri Stati membri lassai In
   circolazione sul suo territorio se essa è conforme
   alle disposizioni      comunitarie ed A ammessa nello
   Stato     membro   produttore    In  virtù      del   presente
   regolamento ;
    considerando che, per una designazione e una presenta¬
    zione uniformi dei vini e dei mosti di uve comunitari
    destinati all’esportazione nei paesi terzi , occorre preve¬
    dere la possibilità di fissare norme complementari o              4 . 355 *4
     derogatone per tali prodotti nella misura in cui la legi¬
    slazione dei paesi terzi lo renda necessario ;
   considerando che, per sorvegliare il mercato, le autorità -
   nazionali dovrebbero conoscere il paese in cui è stato
   imbottigliato un vino, in particolare quando il paese in
   cui è avvenuto l' imbottigliamento è diverso da quello in
   cui l’imbottigliatore ha la propria sede principale ; che j
    l' indicazione del paese in cui l’imbottigliatore ha la '
    propria sede principale riveste un interesse particolare nel
    caso dei vini da tavola risultanti da un miscuglio di vini di
    diversi paesi della Comunità, dato che l’etichettatura di
    questi vini fa. apparire solo con un codice la sede dell im ¬
    bottigliatore o quella dello speditore ; che occorre dunque
    completare le indicazioni prescritte, facendo riferimento
   all’imbottigliatore e allo speditore con l’indicazione dello
*
   Stato in cui essi hanno la propria sede principale ;
                                                                    *
t
& considerando che la direttiva 79/112/CEE del Consiglio,
  del 18 dicembre 1978, relativa al ravvicinamento delle
I
  legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura
  e la presentazione dei prodotti alimentari destinati al
  consumatore finale, nonché la relativa pubblicità p), modi¬
  ficata da ultimo dalla direttiva 86/ 197/CEE              prevede
   l’introduzione del principio della menzione obbligatoria
  del titolo alcolometrico effettivo di tutte le bevande alcoli¬      A+3
   che ; che               per descrivere sull’etichettatura la
   natura del prodotto e facilitare così la scelta del consuma¬
  tore appare necessaria un’informazione sul titolo alcolo¬
  metrico               dei vini e dei mosti di uve, in partico­
  lare sul titolo alcolometrico effettivo ; che è dunque
  opportuno prevedere l’iscrizione obbligatoria per i
  prodotti in questione del titolo alcolometrico
  effettivo,                                                        •
  considerando che, per assicurare il rispetto del principio
  della 'libera circolazione delle merci nell’intero territorio
  della Comunità, occorre che la designazione dei vini e dei
  mosti di uve nella Comunità possa essere fatta in ciascuna          5.
   lingua ufficiale della Comunità ; che è tuttavia necessario
  che le indicazioni obbligatorie siano fatte in modo che il
  consumatore finale possa comprenderle anche se esse
     H GU 1 l J3 «feT*. Z 1979. paÿ. I.
         GU B-    UU (id        £ 19&6. p*g. A . .
 ---pagebreak--- appaiono sull’etichetta in una lingua diversa dalla lingua
ufficiale del paese di detto consumatore ; che è opportuno
che i nomi delle unità geografiche siano indicati unica¬
mente nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui il
vino o il mosto di uve sono prodotti, affinché il prodotto
così designato circoli sotto la sola denominazione tradi ¬
zionale ; che, date le difficoltà particolari di comprensione
delle indicazioni in greco, dovute al fatto che esse non
sono scritte in caratteri latini , occorre autorizzare la ripeti ¬
zione di dette indicazioni in una           o &<> «iti» un»» vfMct.11
della Comunità ;
 considerando che , per la quanti del vino o del
 mosto , le condizioni naturali del luogo In cui è
 situato il vigneto che ha fornito le uve utilizzate
 come materia prima per la preparazione di tali
 prodotti sono determinanti ; che , per la quanti del
 vino o del «osto , anche la variati di vite da cui
 provengono     le uve utilizzate nonché         le condizioni
 meteorologiche nel corso dell’anno di raccolta delle
 uve sono determinanti ; che l' utilizzazione del nome
 del     luogo   del  vigneto     o   del   nome       del l' unlti
 geografica In cui è situato tale luogo nonché II
 nome della varieté di vite o l’anno di raccolta
 delle uve utilizzate costituiscono Informazioni
 particolarmente preziose per             l’acquirente del
 prodotto ; che occorre pertanto stabilire norme per
 l' utilizzazione      di     tali      Indicazioni           nella
 designazione del vini e del mosti di uve .
  considerando che, per stabilire le condizioni di una
  concorrenza leale tra i diversi vini e mosti di uve, occorre
  vietare, nella designazione o nella presentazione di detti
  vini, gli elementi suscettibili di crear? confusione o
  opinioni erronee nello spirito delle persone cui esse sono
  rivolte ; che occorre in particolare prevedere divieti simili
  per i marchi impiegati per la designazione dei vini e dei
  mosti di uve ; che occorre, per proteggere efficacemente i
  nomi geografici utilizzati per la designazione di un
  prodotto nel settore vitivinicolo, eliminare i marchi conte¬
  nenti parole identiche al nome geografico utilizzato per
  designare un vino da tavola, un C /         ilo un vino impor¬
  tato la cui designazione è disciplinata da disposizioni
  comunitarie, senza che il prodono designato dal marchio
  in questione abbia diritto a j siffatta designazione ;
                                    vino di qualitá prodotto in Una
 regione determinas*, in appresso denominat»« v.q.p.r.d . »,
 ---pagebreak--- considerando tuttavia che , per evitare un eccessivo rigore ,
occorre tollerare, in taluni casi, durante un periodo transi ¬
torio, l’impiego di marchi registrati anteriormente al 31
dicembre 1985, identici al nome di un’unità geografica
più ridotta di una regione determinata utilizzata per la
designazione di un v.q.p.r.d. oppure di un’unità geografica
utilizzata per la designazione di un vino da tavola di cui
all'articolo 72, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n.
822/87 ;
considerando che, in un’ottica di armonizzazione, occorre
anche migliorare il coordinamento delle disposizioni rela¬
tive al ruolo degli organismi di controllo nel settore vitivi¬
nicolo nel caso di violazione delle disposizioni comuni ¬
tarie in materia di designazione e di presentazione dei
prodotti del suddetto settore,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
 ---pagebreak---                                                 Λ
                                         TTTOLO I
                                     DESIGNAZIONE
                                         Articoloalt.
                                                                                35Ç-|V*
              1. Il presente titolo staPi lisce
              designazione,.
              a) per quanto riguarda i prodotti originari della
                    Comunità,
                    – dei prodotti di cuialla voce 2204             delta
                        nomenclatura combinata ; e
                    – dei mosri di uve, anche concentrati, ai sensi dei
                         punri 2 e 6 dell’allegato 1 - del regolamento
                         ( CEE )               di cui alla voce ex
                        2009 délia nomenclatura combinata;
               b) per quanto riguarda i prodotti orginari di paesi terzi
                . e che soddisfano aile condizioni di cui agli ardcoli 9
                    e 10 dei trattato,
                    – dei prodocri di cui a'lla voce 2204 delia
                          nomenclatura ccmbinata,
                    – dei mosti di uve, ai sensi dei punto 2 dell'allc-
                         gato I del reeolamento (CEE) n                 di cui
                         alla voce ex 2009 delta nomenclatura combinata
                          e
                    – dei mosti di uve concentmri , ai sensi dcll'arti -
                         colo 2 dei rcgolamento (CEE) n. – /- - dei
( H3                      Consiglio, del                  , che stabilisce le
                          definizioni di taluni predotti delle voci 2009 e
                          2204 de lia . nomenclatura combinata ,
                          onginan dei paesi terzi ( ), di cui alla voce
                          ex 2009 délia nomenclatura combinata .
               Tuttavia, questo titolo non si applica ai vini spumanti,
               ai vini spumanti gassificati , ai vini frizzanti , ai vini friz­
               zanti gassificati ed ai vini liquorosi di cui all'allegato l
               dei rcgolamento ( CEE) n.ftifŸf e aU'articoIo 2 dei
               regolamento ( CEE ) ti . _
   t. u norm» <n cui «i Mr«rtio i sono applicabili per la designazione dei
               prodotti in questione
               a ) suiretichertatura,
               b) nei registri nonché sui documenti d’accompagna¬
                    mento e sugli altri documenti prescritti dalle disposi¬
                    zioni comunitarie, di seguito denominaci « docu ¬
                    menti ufficiali », eccettuati i documenti doganali ,
               c) sui doeumenti commcrciali , in particolare sullc fat-
                    ture c sullc bollette di conscgna e
               d) nelle pubblicitá purché nel presente regolamento sia
                    prevista una disposfzione particolare a tal fine.
                  o   L
 ---pagebreak--- 3. La none di ari al paragrafo 1 sono applicabili ai prodotti detenuti per
                la vendita e a quelli già immessi nel drcuito< commer¬
                ciale.
                Tuttavia gli Stati membri possono esentare dall’applica¬
                zione delle disposizioni relative alle indicazioni sull’eti¬
                chettatura :
                a) i prodotti rrasportati
                    – tra due o più impianti,
                    – tra i vignefi c gli impianti di vinificazione
                     di una stcssa impresa situata ncllo stesso comune,
                b) i quantitativi di mosti di uve e di vini inferiori a 15
                    litri per partira e non destinati alla vendita.
                c) i quantitativi di mosti di uve e di vini destinati al
                     consumo familiare del produttore e dei suoi dipen¬
                     denti .
                Qualora i mosti di uve e i vini di cui al . secondo cena*
                       , lettere a ) e b), siano muniti di etichette, queste
                devono essere conformi alle disposizioni del presente
                 regolamento .
 ---pagebreak---                                           ь
                             САГГГОШ I
 DESÏGNAZIONE DEI PRODOTT1 OR1GINARI DELLA
                              COMUNTTA
                                Sczione A
              DESIGNAZIONI - DEI VINI DA TAVOl.A
                          A I : Etichettatura
                               Artìcoli 2
 1 . Per i vini da tavola, la designazione sull’etichetta¬
tura contiene l' indicazione :
a) délia menzione « vino da tavola » ;
■b) del volume nominale del vino da tavola con ¬
      forme aile disposi /.ioni délia direuiva 75 / 106/    («o
      CEE del Consiglio (1 );
c) per qunnto riguarda :
    – i recipienti di volume nominale inferiore o
           uguale a 60 litri : del nome oppure della
           ragione sociale dell’imbottigliatore nonché
           del    comune      o   frazione    e dello Stato
           membro in cui l’imbottigliatore ha la
           propria sede principale ;
     – gli altri recipienti : del nome oppure della
           ragione sociale dello speditore nonché del
           comune o frazione e dello Stato membro
           in cui lo speditore ha la propria sede prin¬
           cipale. .
     Quando l’imbottigliamento t> la spedizione ha
     luogo in un comune o in una frazione diversi
     da quelli di cui sopra o da un comune vicino,
     le indicazioni di cui alla lettera c), primo e
     secondo trattino, sono accompagnate da un’in¬
     dicazione che precisa il comune o la frazione
     in cui questa operazione ha luogo e, se essa ha
     luogo in un altro Stato membro, dalla indica¬
     zione dello stesso ;
 d) per quanto riguarda -,
         i) la spedizione in un altro Stato membro o          r
            l’esportazione : dello Stato membro nel
            cui territorio sono state raccolte le uve ed
            ha avuto luogo la vinificazione, solo nel
            caso in cui queste due operazioni abbiano
            avuto luogo nello stesso Stato membro ;
        ii) il vino da tavola che è stato vinificato in
            uno Stato membro diverso da quello in
            cui sono state raccolte le uve utilizzate :
            dei termini « vino ottenuto in ... da uve
            raccolte in . . . » completati dall’indica¬
            zione degli Stati membri ;
       iii) il vino da tavola :
            – risultante da un "mélange” di uve o da
                  un taglio di prodotti originari di vari
                  Stati membri, o
            – risultante dal taglio di un vino da
                  tavola di cui al primo trattino con un
                  vino da tavola di cui al punto ii) :
             dei termini "mélange dï vini di vari paesi
             délia Comunità europea" ;
            Cl ) GU n.L 42 del 15.2.1975, pag.1
 ---pagebreak---     e) per quanto riguarda i vini da tavola di cui'
           all’allegato I., punto 1J , terzo comma, del
           regolamento (CEE) n. « it / 8?: del termine               До(Ь|§1
           ’retsina".
                     t
 . f) per quanto riguarda i vini da tavola ottenuti in           "T
           Spagna mescolando vini rossi con vini bianchi ,         j
           delia menzione : “vino tinto de rnezcla’’ sul terri -  J
           torio spagnolo .
    £) del titolo alcoromctrico volumico ettettivo.              J
2. Per i vini da tavola, la designazione sull’erichetta-'
tura può essere completata dall’indicazione :                     ^ ъъч ( м
     a ) della precisazione che si tratta di un vino rosso , di
           un vino rosato , di un vino bianco o , per quanto
          riguarda la Spagna , di una miscela di vino da             3€oÇ l&~
          tavola rosso e di vino da tavola bianco
    b)    di un marchio, secondo le condizioni di cui alParti^
          colo Uô
   c) del nome o della ragione sociale delle persone fisiche
          o giuridiche o di un' assodazione di persone che
          hanno partecipato al circuito commerciale del vino
          da tavola in questione, nonché del comune o fra ¬
          zione in cui Queste hanno la sede principale ;
  di ) di una distinzione attribuita da un organismo uffi¬
         ciale o da un organismo ufficialmente riconosciuto a
         tal fine ad una delle persone o ad un’associazione di
         persone di cui alla lettera c), cnc possa rafforzare il
         prestigio del vino da tavola in questione , purché tale
         distinzione sia disciplinata da modalità di applica ¬
         zione oppure , in mancanza , da disposizioni dello
         Staro membro interessato :
   e) qualora il vino da tavola non siaT spedito vene             •"
         un altro Stato membro né esportato e quando
         non sono soddisfatte le condizioni di cui al
         paragrafo 1 , lettera d), punti ii) e ili) :i deilo
         Stato membro nei cui territorio sono state
          raccolte le uve ed ha avuto luogo la vinifica¬
         zione     ;
    4 ) dei titoli alcolometrici volumici effettivo e totale
         o di uno dei due e di altri dati analitici , sempreché
         tali indicazioni siano disciplinate da modalità
         d’applicazione ;
   g) di una raccomandazione rivolta al consumatore per
           Putilizzazione del vino ;
                                                                         ζ Ή
   hj di predsazioni concementi :
          – il tipo del prodorto,
        -–, nn colore parti colare del vino da tavola ,
          purché tali indicazioni siamo disciplinate da moda¬
          lità. d’applicazione o, mancando queste, da disposi -
           rioni dello Stato membro interessato. Tuttavia; l’uso
           di tali’ indicazioni può essere riservato ai vini da
           tavola di cui al paragrafo 3.
             dalla lettera minuscola e , sempreché gli imbai-'
           laggi preconfezionati rispondano ai requisiti pre ¬
           scritti dalla direttiva 75 / 106 / CEE in materia di       ijn | eo
           riempimento .
 ---pagebreak---        3 . Per i vini da tavola designati in applicazione dell’ar¬
       ticolo 1-2, paragrafi 2 e 3 , del regolamento (CEE)                  35^ / 93
       cu BìXft% la designazione può inoltre essere completata
       dall’indicazione :
       a) del nome di un'unità geografica più piccola dcllo
            Stato membro, aile condizioni di cui alParticolo 4 ;
       b) del nome di una o di due varietà di vice, aile condi¬
            zioni di cui aU'articolo 5 ;
     ■ c) . delPannata di raccolta aile condizioni di cui alParti-
            colo 6 ;
       d) di una precisazionc concemente il modo di élabora-              |
         . zione del vino da tavola compreso r»u'.i«o <H OH              «, crtgrrfo 2
œ ., .y ,. ,–                In talc elenco possono figurare solamente    I
            menzioni la cui utilizzazione sia disciplinata da
            disposizioni dello Stato membro produttore ;
       ^ di una distinzione attribuita da un organismo uffi¬
             ciale o da un organismo ufficialmente riconosciuto a
             tal fine ad una quantità determinata di un vino da
            tavola, purché essa sia accompagnata dall’indica¬
             zione ddl’annata di raccolta e purché la distinzione
             possa essere provata da un apposito documento.
             Gli Stati membri informano la Commissione delle
             distinzioni che possono essere attribuite sui loro
              territori a taluni vini da tavola, nonché delle norme
              che vengono applicate al riguardo ;
        f) di una menzione indicante il loro imbottigliamento :
              – nell'azienda viticola nella quale le uve utilizzate
                    per tali vini sono State raccolte e vinificate,
              – o da parte di un'assodazione di aziende viticole,
              – o in un’impresa, situata nell’area di produzione
                     indicata , alla quale alcune aziende viticole nelle
                    quali sono state raccolte le uve utilizzate sono
                     collegato nell’ambito di un’associazione di
                     aziende viticole che ha effettuato la vinificazione
                     di tali uve ;
        g) del nome dell’azienda viticola o dcH'assooiazionc di
              aziende viticole in cui fc stato prodono il vino da
              tavola in questione che possa rafforzarne il presti¬
              gio, purché tale indicazione sia disciplinata da
               modalità di applicazione o, in mancanza , da dispo¬
              sizioni dello Stato membro produttore ;
         h ) di informazioni relative :
               – alla storia del vino in questione, dell' impresa di
                      imbottigliamento o di altra impresa apparte¬
                      nente ad una persona fisica o giuridica o un’as¬
                      sociazione di persone che abbia partecipato al
                      circuito commerciale del vino stesso ;
               – alle condizioni naturali o tecniche della viticol ¬
                      tura che sono all’origine del vino medesimo.
               – alPinvecchinmcnto di taie vino .
               purché tali informazioni vengano iirili / z.uc alle
               condizioni previste da modalità d' npphsu /.ionc ■
      [       GU n. L dtl 16.4.1901 , pag. 1 7
 ---pagebreak---                           A»
i) délia menzione :
   – “Landwein" per i vini da tavola originari
       délia 'Repubblica fédérale di Germania,
   – “vin de pays" per i vini da tavola originari
       délia Francia e del Lussemburgo,
   – “vino tipico’ per i vini da tavola originari
       dell’Italia, oppure a complemento o in
       sostituzione    di   questa  menzione,       la
       menzione :
       – “ Landwein " per i vini da tavola originari
           deJla provincia di Bolzano
       – “vin de pays’ per i vini da tavola origi ¬
           nari della regione Val d’Aosta .
   – “ονομασία        κατά    παράδοση",      “οίνος
       τοπικός” ρεΓ ί νίηί άα ϋνοΐα οπ^ίηαπ (1εΙΐ3
       ΟΓΟΟΪΒ,
   – “vino de la tierra” per i vini da tavola origi¬
       nari della Spagna,
   – “vinho regionaP per i vini da tavola origi¬
       nari del Portogallo, a decorrere dall’inizio
       della seconda tappa di transizione prevista
       per questo Stato membro,
   quando gli Stati membri produttori interessati
   ne hanno determinato le norme di utilizza¬
   zione secondo le condizioni , previste all'articolo
   4, paragrafo 3         ; qualora queste norme
   prevedano anche un numero di controllo,
   quest’ultimo deve essere indicato.
 ---pagebreak---                          Articolo 3
 1 . Le indicazioni di cui all’articolo 2 sono le uniche
ammesse per la designazione dei vini da tavola sull’eti¬
chettatura.
Tuttavia,
– per i vini da tavola destinati all’esportazione pos¬
     sono essere previste norme complementari o deroga¬
     torie, qualora dò sia reso necessario dalla legisla¬
     zione dei paesi terzi,
– per i vini da tavola messi in commerdo nel loro ter¬
     ritorio .e fino all' applicazione delle disposizioni
     comunitarie in materia di alimenti dietedd, gli Stati
     membri possono autorizzare indicazioni relative ad
     un uso dietetico di tali prodotti.
2. Gli Stati membri possono, per quanto riguarda i vini
da tavola ottenuti nel proprio territorio, rendere obbli¬
gatorie talune indicazioni di cui all’articolo 2, paragrafi
2 e 3, oppure vietarle o limitarne l'utilizzazione.
3. Ciascuno Stato membro ammette la designazione !*
dei vini da tavola originari di altri Stari membri e messi
in circolazione sul proprio territorio se è conforme alle
disposizioni comunitarie ed è ammessa nello Stato
membro produttore ai sensi del presente regolamento.
                                                            : • '+}
 ---pagebreak---                                  9
    4.        Sccondo modalità da definirsi , un codice :
 a) è utilizzato per indicare nell’etichettatura dei
       vini da tavola di cui all’articolo 2, paragrato 1 ,
       lettera d), punti ii) e iii), la sede principale
       dell’imbottigliatore o dello speditore e, se del
       caso, il luogo dell’imbottigliamento o della
       spedizione ;
 b) è utilizzato per indicare nell'etichettatura di un
       vino da tavola informazioni riferentisi in tutto o
       in parte al nome di una regione determinata ai
       sensi dell’articolo 3 del regolamento (CEE) n.
       823/87 del Consiglio, del . 16 marzo 1987, che
       stabilisce disposizioni particolari per i vini di
       qualità prodotti in regioni determinate (') ; gli
       Stati membri possono tuttavia prescrivere per il
       proprio territorio altre misure appropriate per
       evitare confusioni con la regione determinata di
       cui trattasi ;
 c) può essere utilizzato, senza pregiudizio delle
        lettere a) c b) e sempreché lo Stato membro nel
        cui territorio viene imbottigliato il vino da
        tavola labbia consentito, per le indicazioni di
        cui all'articolo 2, paragrafo 1 , lettera c) ; questa
        utilizzazione è sottoposta alla condizione che
        sull’etichetta figurino per esteso il nome o la
        ragione sociale di una persona o di un’associa¬
        zione di persone diverse ■dall’imbottigliatore,
        intervenute nel circuito commerciale del vino
        da tavola, nonché il comune o la frazione in cui
        tale persona o tale associazione hanno la
        propria sede.
    '5”*       Le indicazioni di eui :
   – all'articolo 2, paragrafo 1 sono redatte in una o
o più altre lingue ufficiali della Comunità, in modo
           che il consumatore finale possa comprendere
            facilmente ciascuna indicazione ;
 ■ – all’articolo 2, paragrafi 2 e 3 sono redatte in
            una o piü/ lingue ufficiali della Comumtá.
                      altre
   In deroga al primo comma :
   a) l'indicazione
          – del nome di un'unità geografica più ristretta
               dello Stato membro, di cui all’articolo 2,
               paragrafo 3 , lettera a),
         – di una menzione indicante l’imbottiglia¬
               mento, di cui all'articolo 2, paragrafo 3,
               lettera f,
         i– del nome dell'azienda viticola o dell’associa ¬
               zione di aziende viticole di cui all’articolo 2,
               paragrafo 3 , lettera g),
          è redatta in una lingua ufficiale dello Stato
          membro d’origine .
       ( ' ) GU n . L 84 del 27 . 3. 1987. F . g . 59 .
 ---pagebreak---                                       3
         Queste indicazioni possono :
         – essere ripetute in una o più altre lingue uffi¬
               ciali dtfia. Comunità per i vini da tavola
               originari della Grecia, oppure
         – essere redatte solamente in un'altra lingua
               ufficiale della Comunità, se questa è assimi ¬
               lata alla lingua ufficiale nella parte del terri¬
               torio dello Stato membro d’origine nella
               quale è situata l’unità geografica indicata,
               purché tali pratiche siano tradizionali e in
               uso nello Stato membro interessato,;
    b) l'indicazione di una deile menzioni di cui
   V     alTardcolo 2, paragrafo 3, lettera i) è redatta
    ■    conformemente aile disposizioni ivi stabilité.
          Questa indicazione può essere ripetuta in una o
più altee lingue ufficiali della Comunità per i vini da
          tavola originari della Grecia ;
      c) si puô decidere che l'indicazione :
          – di predsazioni di cui all'articolo 2, paragrafo
                2, lettera h), relative al tipo del prodotto o
                ad un colore particolare,
       • – di precisazioni di cui all'articolo 2, paragrafo
                3, lettera d), relative al modo di elaborazione
                del vino da tavola
          – di informazioni di cui all’articolo 2, para¬
                grafo 3, lettera h), relative alle condizioni
                 naturali o tecniche della viticoltura o all' in -
                 vecchiamento del vino da tavola
           possa essere redatta soltanto in una lingua uffi-
           ciale dello Stato membro d'origine ;
       d) gli Stati membri possono permettere che :
           – le indicazione di cui alla lettera c), primo
                 trattino o alla lettera b), prima frase, per i
                 vini da tavola prodotti e messi in circola¬
                 zione nel loro territorio ,
           – le altre indicazioni di cui al primo comma,
                 per i vini da tavola messi in circolazione nel
                 loro territorio .
           siano anche in una lingua diversa da una lingua
           ufficiale della Comunità, se l’impiego di questa
           lingua è tradizionale ed in uso nello Stato
            membro interessato o in una parte del suo terri ¬
            torio.
            Per la designazione dei vini da tavola destinati
            all' esportazione , le modalità di applicazione
            possono ammettere l’utilizzazione di altre
            lingue .
 ---pagebreak---                                lo
                           Articolo 4
 1 . Per la designazione di un vino da tavola sull’etichet-
tatura si intende per nome di una « unità geografica più
piccola dello Stato membro * di cui all’articolo 2, para¬
grafo 3 , lertera a ), il nome di !
– una località o un'unità raggruppante delle località,
– un comune o una frazione,
– una sottoregione vitícola o una parte di sottoregione
      vitícola,
– una regione diversa da una regione determinata .
Le unità geografiche di cui al         primo tcna       costi-
tuiscono delle arce di produzione ai sensi dell’ardcolo
'fl, paragrafo 3 , primo comma, del rcgolamento (CEE)
n. eu /Çf.
2. Per quanto riguarda i vini da tavola ottenuti nel
proprio territorio e designati in applicazione dell’arti¬
colo 7^ , paragrafi 2 e 3 , del regolamento ( CEE) n.
8U / 8% gli Stati membri produttori possono vietare
l’uso di uno o più nomi di unità geografiche _; iù piccole
 dello Stato membro, di cui al paragrafo 1 .
  3.        Le norme di utilizzazione di cui all’articolo
  2, paragrafo 3 , punto i), devono prevedere che tali
  menzioni siano connesse all’impiego di un' indica¬
  zione geografica determinata e riservate ai vini da
  tavola rispondenti a precise condizioni di produ¬
  zione, in particolare per quanto riguarda le varietà
  di viti, il titolo alcolometrico volumico naturale
  minimo e i caratteri organolettici .
  Tuttavia,     le norme di       utilizzazione suddette
   possono permettere che La menzione           “ovopaoict
   •corrà nrapàbocrq’’, quando completa la menzione
  “ A-etsina", non sia obbligatoriamente connessa
   all’impiego di un' indicazione geografica determi¬
   nata .
     , L’utilizzazione di uno dei nomi di cui al paragrafo 1
  ger la designazione di un vino da tavola è legata alla
  condizione che non vi sia identità
  – né col nome della zona di produzione di un
       altro vino da tavola a cui lo Stato membro
       interessato ha attribuito una delle menzioni
       “ Landwein", “vin de pays”, “vino tipico”,
       “ ovopctoia icarà napàSocrri’’, “olvoq roni-
       1C65”, “vino de la tierra”, o dall’inizio della
       seconda tappa di transizione prevista per il
       Portogallo, “vinho regional".
 ---pagebreak---                            Ai
 -‘~r'Ksé con 3 complesso di Ladieszioni della denomina-
      ijskme fpsografka di uc v.q«p„r.d. costituito dal norne
      r-didla regione determinata e, se del esao, da uno o          3«|И
             dd nomi di eui all’arøcokHo , paragrafo 1 ,
 – ffiif con la designazione di un vino ireportato di cui
        aff'ardcolo 3£> ;                                         j
; ë;à>c sia escluso ogni risekio di confr.sione con an j
ijMî»pJ.d. o con un vino importato.                              »  m\n
        ■                                         *–-[■
  •X&tfiavia, sine al 31 agosro 19*1 , possono essere usati i
 føeria designayione dei vini da tavola i nomi delle se- j
 ^jsSeBoi regioni deterrainate :                                |
 «iaiV'Mo«dUe luxembourgeoise                                   i
        Pugllb                                                j
        Abruzr.0                                              I
        Sardina
                                                              t
  ™ Romagna
        Monferrato
   --- Friuli
  •-«. isdùa. '
 ---pagebreak---                                    A1~
                           Articolo S
  1. L’indicazione sull’etichettatura del nome di una
 «vieti di vite, di cui all’articolo 2, paragrafo 3, lettera
       per designare un vino da tavola può essere fatta
 unicamente se :
  a) tale varietà figura come varietà raccomandata o          £ν«5γβ^
      autorizzata nella classificazione delle varietà di
     vite stabilita conformemente all'articolo 13 del
      regolamento (CE H) n“ 822/ 87 per l’unità
      amministrativa    in cui sono state raccolte le
      uve utilizzate per l’elaborazione del vino da
      tavola in questione ;
b ) la varietà è indicata" con il nome che figura :
                                                              3*r|/V?
     – nella classificazione delle varietà di vite per
          l’unità amministrativa di cui alla tenera a ) ;
     – se del caso in un elenco di sinonimi da stabilire ;
          questo elenco può prevedere che un dato sino¬
          nimo possa essere utilizzato solo per la designa¬
           zione di un vino da tavola prodotto nelle arce di
          produzione, in cui questa utilizzazione è tradi ¬
           zionale e d’uso ;
c) il vino da tavola in questione è ottenuto, ad ecce¬
     zione dei prodotti utilizzati per un' eventuale dolcifi¬
     cazione, interamente da uve provenienti dalla va¬
     rietà la cui indicazione è prevista ;
d) taie varietà è déterminante per il carattere dcl vino
     da tavola in questions ;
e) essa e accompagnata dall’indicazionc di un'unicá
      geográfica piü piccola dello Stato membro interes-
      sato di cui alTarticolo 4, parágrafo 1 ;
f) il nome di tale varietà non può essere confuso con il
     nome di. una regione determinata o di una unirà
      geografica utilizzato per la designazione di un
      v.q.p.r.d. o di un vino importato.
   2.      In deroga al paragrafo 1 e fatto salvo l’arti¬          89-
 colo 7, gli Stati membri produttori possono
 ammettere l’indicazione
 – dei nomi di due varietà di vite per un solo e
       stesso vino da tavola, a condizione che questo
       sia ottenuto interamente dalle varietà indicate,
       eccezione fatta dei prodotti utilizzati per la sua
       eventuale dolcificazione , oppure
  – del nome di una varietà di vite se ii prodotto in
       questione è ottenuto per almeno I’85 % , previa
       detrazione del quantitativo dei prodotti utiliz¬
       zati per un’eventuale dolcificazione, da uve
       provenienti dalla varietà di cui è prevista l’indi¬
       cazione e purché questa sia deteri-mante per il
       carattere del prodotto in questione, oppure
 ---pagebreak---                            АЪ
– del      nome di      una varietà  classificata  come
    varietà temporaneamente autorizzata, in
    conformità dell’articolo 11 , paragrafo 2, lettera
    b) del regolamento (CEE) n. 347/79 del Consi¬
    glio, del 5 febbraio 1979, relativo alle norme
    generali , per la classificazione delle varietà di
    viti ('),
                            per un pertodo di 15 anni
    o meno a decorrere dalla data in cui tale varietà
    è così classificata, allorché l’indicazione del
    nome della varietà era tradizionale nello Stato
    membro interessato, oppure
– durante un periodo che deve essere determi ¬
    nato dallo Stato membro interessato e che non
    può superare i cinque anni, salvo proroga del
    termine in base a disposizioni comunitarie
    concernenti      l’esame   della validità   culturale
    delle varietà di vite , del nome di una varietà di
    vite di cui all’articolo 13, paragrafo 2, primo
     trattino del regolamento (CEE) n. 347/79,
     purché :
     – l’autorizzazione di coltivare questa varietà
          riguardi una superficie ridotta ,
     – le autorità competenti dello Stato membro
          le quali hanno autorizzato la coltura di tale
          varietà assicurino il controllo di cui all’arti ¬
          colo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE)
          n. 347/79,
   – l’indicazione del nome di questa varietà
        sull’etichetta sia associata ad una menzione
         che precisi il carattere sperimentale della
         coltura di tale varietà ;
(') GU n . L 54 del 5. 3 . 1979, pag. 75 .
 ---pagebreak---                          Articolo 6
1 . L’indicazione dell’annata di raccolta di cui all’arti¬
colo 2, paragrafo 3 , lettera c), è ammessa per designare
sull’etichettatura i vini da tavola solo se tutte le uve uti ¬
lizzate per la vinificazione del vino da tavola in que¬
stione sono state raccolte durante l’annata di cui è pre¬
vista l’indicazione.
2. In deroga al paragrafo 1 e fatto salvo l’articolo 7 , gli
Stati membri produttori possono ammettere l’indica ¬
zione dell’annata di raccolta se il vino da tavola in que¬
stione è ottenuto per almeno P85 % , previa detrazione
del quantitativo dei prodotti utilizzati per un’eventuale
doldbcazione, da uve raccolte nell’annata di cui è previ¬
sta l’indicazione.
 ---pagebreak---                          Articolo 7
L’articolo 'T-i, paragrafo 3 , primo comma, del regola ¬
mento ( CEE) n . 8£i /9p., l’articolo 5 , paragrafo 2 , e l’ar¬
ticolo 6 , paragrafo 2 , del presente regolamento possono
essere applicati contemporaneamente solo se almeno
 l’85 % del vino da tavola ottenuto dalla miscela pro¬
viene dall’area di produzione, dalla varietà di vite e
dall’annata di raccolta indicata nella designazione di
detto vino da tavola .
 ---pagebreak---                  A II : Document! uffidali e registri
                             Articolo 9                         Articolo 8
  1 . Per i vini dn [ avola , la designazione sui documenti
  ufficiali contiene l' indicazione :
                                                                { 355
>a ) della menzione “vino da tavola” o , per i vini da          T
      tavola ottenuti in Spagna mescolando vino da
      tavola rosso con vino da tavola bianco , della
      menzione “ vino tinto de mezda” ;
 b ) della precisazione che si tratta di un vino rosso ,-
      di un vino rosato , di un vino bianco o , per quanto
      riguarda la Spagna , di una miscela di vino da
      tavola rosso e di vino da tavola bianco
 c) per quanto riguarda :
         i) la spedizione in un altro Stato membro o
            l’esportazione : dello Stato membro nel
            cui territorio sono state raccolte le uve ed                fc \
            ha avuto luogo la vinificazione, solo nel
            caso in cui queste due operazioni abbiano
            avuto luogo nello stesso Stato membro ;
        ii) il vino da tavola che è stato vinificato
            in uno Stato membro diverso da quello
            in cui sono state raccolte le uve : dei
            termini "vino ottenuto in ... da uve
            raccolte in . .      completati dall’indica¬
            zione degli Stati membri ;
       iii) il vino da tavola
            – risultante da "mélange di uve o da un
                 taglio di prodotti originari di vari Stati
                 membri ,
             – risultante da un taglio di un vino da
                 tavola di cui al primo trattino con un
                 vino da tavola di cui al punto ii) :
             dei termini "mélange di vini di vari paesi
     >       délia Comunità europea" ;
d) per quanto riguarda i vini da. tavola di cui all ai-
     legato I „ punto li , terzo comma, del regola¬
     mento (CEE) n . fiiXt% \, della menzione                     1
     "retsina" » ;
  2. La designazione dei vini da tavola sui documenta
  ufficiali contiene inoltre le indicazioni di cui all’articolo     355
  2, paragrafi 2 e 3, in appresso elencate, sempreché siano
  utilizzate o si preveda di utilizzarle sull etichettatura .
  a) l' annata di raccolta ;
   b) il nome di un'unità geografica più piccola dello
         Stato membro interessato ;
   c) il nome di una o due variera di vite ;
 ---pagebreak--- d} fc preasazioai concernent! il modo di elaborazione o
    il ripo dcl prodorto, esduso quanto atrienc al tcnorc     ssBjq-^
    ds zucchcro residuo ;
e) a seconda dei casi, !a rnenzione “ovonarría KHtá
    KOpáÔOOTj”, “olvoç TOJUKÒç", “vino de la tierra",
    nonché dalTinizio delia seconda tappa di transi-
    zione prevista per il Portogaílo, "vinho regional",      ЗЧ85ЧЗ ?-
                                                           i
    o una rnenzione corrispondente in una língua
    uíficialc deila Comunica ;                            J
 f) le informazioni relative alie cc-ndizioni naturalizo
     tecnichc della viticokura che sono sH:origine del       3SSj?5
    vino medesimo .
 ---pagebreak---                                  18
                                                             Art Ico I o 9
                       Articolo 10
1. Per i vini da tavola la designazione nei registri tenuti
dai produtrori condene le indicazioni di cui :
– alParricolofi , paragrafo 1, lettere a) e b) ;             355(^5
– all’articolo 9 , paragrafo 2, semprechf si preveda di
    udiizzarle sull’edchertarura o, in mancanza di essa,
    sul documento di accompagnamento.
2. Per i vini da tavola la designazione nei registri tenud -
da persone diverse dai produttori condene :
– le indicazioni di cui all'ardcoloS , paragrafo 1,
– il numéro del documento di accompagnamento e la
    data délia sua compilazione.
 ---pagebreak---                                       43
                                                            Ar t I co l o 1 o
                        Articolo 11
1. Se per un vino da tavola non é compilato un docu-
mento di accompagnamento, la designazione sui docu-
menri commerdali di cui aU’articolo 1, paragrafo 2,
kttera c), contiene :
- Ieindicazioni di cui aU'articolo 8, paragrafo 1, e
– sempreché siano udlizzate suU'etichettatura, le indi-
    cazioni di cui aU'articolo g , paragrafo 2.
2*' Qualora la designazione dei vini da tavola sui
documenti commerciali comporti inoltre le indicazioni
di cui all’articolo 2, tali indicazioni devono essere con¬
formi agli articoli «da*           e. £              tf. O.
3. Per i vini da tavola messi in circolazione sul proprio
territorio, gli Stati membri possono ammettere che le
indicazioni di cui all'articolo 2 siano riportate sui
documenti commerciali utilizzando un codice. Tale
codice deve essere tale da consentire all’organismo inca¬
ricato del controllo di procedere alla rapida identifica¬
zione della designazione del vino da tavola in questione.
 ---pagebreak---                                     Sezione B
 DESIGNAZIONE DEI VINI DI QUALITÀ PRODOTTI IN
                            REGIONI DETERMINATE
                               В I : ЕпсЬепашга
                                                                   Articolo 1.1
  . '“J                           Articolo 12
 1. Per i v.q.p.r.d. la designazione suU'etichertatura
 coutiene Tindicazione : 1
 a) délia regione determinata da cui i vini provengono ;              35W
  » • *. ‘    ,•
 b) di unâ delle menzioni di cui all'arücolofS- , para-
           . grafo ^, secondo comma, del regolamento (CEE)
 c) ciel volume nominale del v.q.p.r.d. conforme
            alle disposizioni dclla direttiva 75/ 106 /CEE ;
  d) per quanto rigunrdn :
            – i recipienti di volume nominale inferiore o
                   uguale a 60 litri : del nome oppure della           34SS |TV
                   ragione sociale dell’imbottigliatore nonché
                   del   comune    o  frazione e dello    Stato
                   membro in cui l’imbottigliatore ha la
                   propria sede principale,
            – gli altri recipienti : del nome oppure della
                   ragione sociale dello speditore nonché del
                   comune o frazione e dello Stato membro
                   in cui lo speditore ha la propria sede prin ¬
                   cipale .
Quando l’imbottigliamento o la spedizione ha
luogo in un comune o in una frazione diversi da
quelli di cui sopra o da un comune vicino, le indi¬
cazioni di cui i alla lettera d), primo e secondo trat¬
tino, sono accompagnate da un’indicazione che
precisa il comune o la frazione in cui . questa
operazione ha luogo e, se essa ha luogo in un altro
Stato membro, dalla indicazione dello stesso ;                     .4
        e) nel caso di spedizione in un altro Stato membro o di
                 esportazione : dello Stato membro al quale appar¬
                 tiene la regione determinata.
           f) del titolo alcolometrico volumico effettivo.            MS /?<■
                                                                             1
    2. Per i v.q.p.r.d. la designazione sull'etichettatura può
               essere completata dall' indicazione :
    a) délia predsazione che si tratta di un vino rosso, di           iSS l'VN
              un vino rosato o di un vino bianco ;
   b) dell annata di raccolta, secondo le condizioni di cui
             airarticoio'15’ ;
   c) di un marchio, secondo le condiziom di cui all'arti -
              colo 4 O;
   d) del nome o della ragione sociale delle persone fisiche
             o giuridiche o di un’associazione di persone che
             hanno partecipato al circuito commerciale del
             v.q.p.r.d. in questione nonché del comune o frazione
             in cui queste hanno la sede principale ,
 ---pagebreak---                                                        x\
e) di una distinzione attribuita da un organismo uffi¬
      ciale o da un organismo ufficialmente riconosciuto a
      tal fine ad una delle persone o all’associazione di
      persone di cui alla lettera d), che possa rafforzare i!
      prestigio del v.q.p.r.d. in questione, purché tale di¬
      stinzione sia disciplinata da modalità di applicazione
      oppure, in mancanza di esse, dallo Stato membro
      interessato ;
f) purché 1’indicazione dello Stato membro non sia
       prescritta dal paragrafo 1, lettera e) , dello Stato
       membro d’origine ;
 gj di alcuni dati analitici diversi dal titolo alcolo-
      metrico volumico effettivo, sempreché questa
      indicazione sia disciplinata da modalità d'appli¬
       cazione ;
h) di una raccomandazione rivolta al consumatore per
       l’utilizzazione del vino ;
 i)    delle menzioni tradizionali complementari, purché
       esse siano utilizzate alle condizioni previste dalla
       legislazione dello Stato membro produttore ed
       iscritte f»U'«Ur» « all •U'artlwlo 2, pangrafo 3 , *1 iqolm <CS> n./.. ,
                                                                                L mlsfj
 I ) – della menzione comunitaria « vino di qualità
            prodotto in una regione determinata >• o
             « v.q.p.r.d . », sempreché non sia indicara in
            virtù del paragrafo 1 , lettera hj . oppure
       – di una menzione specifica tradizionale «uni», smpre-
            ché non sia indicata in virtù del paragrafo 1 ,
            lettera b ) -,
  k) di precisazioni concernenti :
        – il modo di elaborazione,
        – il tipo del prodotto,
        – un colore particolare del v.q.p.r.d .,
        – purché tali indicazioni siano definite da disposi¬
              zioni comunitarie o da disposizioni dello Stato
              membro produttore. Tuttavia , si può vietare
              l' uso di tali indicazioni per designare v.q.p.r.d .
              provenicnn da una regione determinata in cui le
              stesse indicazioni non siano tradizionali           «dinu» .
  1 ) del nome di un’unità geografica più piccola della
        regione determinata , alle condizioni di cui all’arti¬
        colo 43 ;
  m ) del nome dell' azienda viticola o dell’associazione di
        aziende viticole in cui è stato prodotto il v.q.p.r.d . in
        questione , che possa rafforzarne il prestigio, purché
        tale indicazione sia disciplinata da modalità di ap¬
        plicazione o, in mancanza di esse, da disposizioni
        dello Stato membro produttore ;
   n ) del nome di una o di due varietà di vite , aile condi -
        zioni di cui all'articolo 4lj ;
  o) di un numero di controllo di qualita attribuito da un
        organismo uffieiale al v.q.p.r.d . in questione ;
 ---pagebreak---                                 гх
p) di una distinzione attribuita al v.q.p.r.d. in questione
     da un organismo ufficiale o da un organismo uffi¬
     cialmente riconosciuto a tal fine, purché possa essere
     provata da un apposito documento ;
q) di una menzione indicante il loro imbortigliamenro :
     – nelPazicnda viricola nella quale le uve utilizxate
          per tali vini sono State raccolte e vinificate,
     – o da parte di un'assodazione di aziende viticole,
     – o in un' impresa, situata nella regione determi ¬
          nata indicata o nelle sue immediate vicinanze,
          alla quale alcune aziende viticole nelle quali
          sono stare raccolte le uve utilizzate sono colle¬
          gate nell' ambito di un’ associ azione di aziende
          viticole, che ha effettuato la vinificazione di tali
          uve ;
  r) di una menzione indicante il loro imbottiglia¬
      mento nella regione determinata, purché
      questa menzione sia tradizionale e in uso nella           3ysÇ (r>
      regione determinata in questione ;
  *) del numéro del recipiente o del numéro délia
       partita ;                                               j /lo-tfe» [51
 t)   di informazioni relative :
      – alla storia del vino in questione, dell’impresa di
           imbottigliamento o di altra impresa apparte¬
           nente ad una persona fisica o giuridica o ad una
           associazione di persone che abbia partecipato al
           circuito commerciale del vino stesso,
      – aile condizioni naturali o tecniche délia viricol-
           rura che sono aU'origine del vino medesimo,
      – all'invecchiamcnto di taie vino.
    purché tali informazioni vengano utilizzate alle
    condizioni previste da modalità d’applicazione.
uldalla lettera minuscola e , sempreché gli imbal¬
  laggi preconfezionati rispondano ai requisiti pre¬                   [ 80
  scritti dalla direttiva 75 / 106 / CEE in materia di
  riempimento..
 ---pagebreak---                                         U
                                                                Art 1 col o 12
                           Articolo 13
1 . Le indicazioni di cui all’articolo         sono le uniche
ammesse per la designazione di un v.q.p.r.d. sull’etichet-
tarura .
                                                                   355 ^
Tuttavia,
– per i v.q.p.r.d. destinati all’esportazione 'possono
       essere previste norme complementari o derogatorie,
       qualora dò sia reso necessario dalla legislazione dei
       paesi terzi,
– per i v.q.p.r.d. messi in commerdo nel loro territo¬
       rio e fino all’applicazione delle disposizioni comuni¬
       tarie in materia di alimenti dietetid, gli Stati membri
       possono autorizzare indicazioni relative ad un uso
       dietetico di tali prodotti.
–jgii Stati membri possono autorizzare
     l’aggiunta, accanto al nome della regione deter¬
     minata di cui all’articolo /)1 , paragrafo 1 ,
    detterà a), del nome di un’unità geografica più
    "estesa comprendente entro i propri limiti la
    ;tegione determinata in causa, al fine di preci¬
     sarne l’ubicazione, sempreché vengano rispet¬
      tate le . disposizioni che disciplinano l’uso del
      nome della regione determinata e dell’unità
                                                                 j
     geografica di cui trattasi .
   2. Gli Stati membri possono, per quanto riguarda i
   v.q.p.r.d. ottenuti nel proprio territorio, rendere obbli¬      3 55 /”^
    gatoria, vietare o limitare l’utilizzazione di talune indi¬
    cazioni di cui all’articolo di , paragrafo 2, fatta ecce¬
    zione per quella di cui alla Lettera j ), primo
   trattino .
    3 . Ciascuno Stato membro ammette la designazione
    dei v.q.p.r.d. originari di altri Stati membri e messi in
    circolazione sul proprio territorio se è conforme alle
    disposizioni comunitarie ed è ammessa nello Stato
    membro produttore ai sensi del presente regolamento .
 ---pagebreak---                                            гч
       4.       Secondo     modalità    da   determinare,     un
     codice :
     a) è utilizzato per indicare sull’etichettatura di un
          v.q.p.r.d. informazioni riferentisi in tutto o in
          parte al nome di una regione determinata ai
         sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE) n .
          823/ 87, diversa da quella che può essere utiliz¬
          zata per il v.q.p.r.d. in questione ; gli Stati
          membri possono tuttavia prescrivere per il
          proprio territorio altre misure appropriate, per
         evitare confusioni con la regione determinata di
         cui trattasi ;
     b) può essere utilizzato, senza pregiudizio della
          lettera a) e sempreché lo Stato membro nel cui
          territorio viene imbottigliato il v.q.p.r.d . l abbia
          consentito, per le indicazioni di cui all' articolo
        /f^, paragrafo 1 , lettera d) ; questa utilizzazione è
          sottoposta alla condizione che sull’etichetta
          figurino per esteso il nome o la ragione sociale
          di una persona o di un’associazione di persone
          diverse dall’imbottigliatore intervenute nel
          circuito commerciale del v.q.p.r.d., nonché il
          comune o frazione in cui tale persona o asso¬
          ciazione hanno la propria sede .
       5*       Le indioazioni di cui :
     – all'articolo M , paragrafo 1 sono redatte in una
o più altre lingue ufficiali délia Comunità, in modo
            che il consumatore finale possa comprendere
            facilmente ciascuna indicazione ;
     – all'articolo A 1 , paragrafo 2 sono redatte in una |
o ciù
  K
        altre lingue ufficiali délia Comunità.                   ji
 In deroga al primo comma :
 a) l'indicazionc :
    _ del nome délia regione determinatn dn cui
           proviene il v.q.p.r.d. in questione.
    – del nome di un'unità geografica più ristretta
           délia regione déterminât», di cui all'articolo
                  paragrafo 2, lettera 1),
     – del nome dcll'azienda viticola o dell'associa-
            zione di aziende viticole, di cui all'articolo
           Wf, paragrafo 2, lettera m).
     – di una menzione indicante ('imbottiglia-                   j
          . mento di cui all’arócolo vii, paragrafo 2,            I
            lettera q),                                           j
     è redatta in una lingua ufficiale dello Stato                 •
      membro d’originc.                                            j
      Queste indicazioni possono :
     – essere ripetute in una o più altre lingue uffi¬
             ciali délia Comunità per i v.q.p.r.d. originari
             délia Grecia ;
      – essere redatte solamente in un’altra lingua
             ufficiale della Comunità, se questa c assimi¬
             lata alla lingua ufficiale nella parte del terri¬
             torio dello Stato membro d’origine nella
             quale è situata la regione determinata indi¬
             cata, purché tali pratiche siano tradizionali
             ed in uso nello Stato membro interessato .
 ---pagebreak--- b) l’indicazione di una delle menzioni specifiche
    tradizionali di cui all’articolo 15, paragrafo 2 del
    regolamento (CEE) n. 823/87 può essere redatta
    soltanto nella lingua ufficiale utilizzata confor¬
    memente alle disposizioni stabilite in questo
    articolo.
    Questa indicazione può essere ripetuta in una o più altre
           lingue ufficiali della Comunità per i            I
    v.q.pj.d. originari della Grecia ;
c) si puô decidere che l'indicazione :
    – di precisazioni di cui all’articolo 1 1 , para¬
         grafo 2, lettera k), relative al modo di elabo¬
         razione, al tipo del prodotto o ad un colore
         particolare,
         e
     – di informazioni di cui all'articolo 11 , para¬
         grafo 2, lettera t), relative alle condizioni
         naturali o tecniche della viticoltura e all'ela ¬
         borazione o alfinvecchiamento del v.q.p.r.d..
     possa essere redatta soltanto in una língua uffi -
     ciale dello Stato membro d’origine ;
 d) gli Stati membri possono permetterc che :
     – le indicazioni di cui alla lettera c), primo e
         secono trattino o alla lettera b), prima frase,
          per i v.q.p.r.d. prodotti e messi in circola¬
          zione nel loro territorio.
     – le altre indicazioni di cui al primo comma,
          per i v.q.p.r.d. messi in circolazione nel loro
          territorio,
      siano redatte anche in una lingua diversa da
      una     lingua    ufficiale   della  Comunità,     se
      l’impiego di questa lingua è tradizionale ed in
      uso nello Stato membro interessato o in una
      pane del suo territorio.
  Per la designazione dei v.q.p.r.d. destinati all’esporta¬
  zione, le modalità di applicazione possono ammettere
  l’utilizzazione di altre lingue.
 ---pagebreak---                                            U>
                           Articolo 14                              Art ICQ | o 13
  1 . Ai fini della designazione dei v.q.p.r.d . sull’etichetTa - 7
  tura, per nome di una « unità geografica più piccola
  della regione determinata », di cui all' articolo di ., para¬
  grafo 2, lettera 1), si intende il nome di :                      3S5(V>
  – una località o un'unità raggruppantc ddlc localirâ .
  – un comune o una frazione,
  – una sottoregione \iticola o una parte di sottoregione
        viticola.
   2. Gli Stati membri produttori possono accordare a dei
  v.q.p.r.d. il nome di un'unità geografica più piccola
   délia regione determinata di cui trattasi perché :
  – taie unità geografica sia ben delimitata .
  – tutte le uve con le quali sono stati ottenuti tali vini
        provengano da detta unità.
   3 . Nel caso in cui un v.q.p.r.d. sia ottenuto con pro¬
   dotti provenienti da uve raccolte in diverse unità geo¬
   grafiche, di cui al paragrafo 1 , situate aU’intemo della
   stessa regione determinata, quale indicazione comple¬
   mentare al nome della regione determinata è ammesso
   solo il nome dell'unità geografica più ampia da cui
1 dipendono tutte le superfid viticole interessate.
   Tutiavia, fatto salve l'articolo / tf", gli Stati mem¬
 bri produttori possono autorizzare per la designa-                      ( £0
 zione di un v.q.p.r.d . l' utilizzazione :
  a) del nome di un’unità geografica di cui al para¬
      grafo 1 , se il vino è stato oggetto di dolcifica¬
      zione con un prodotto ottenuto nella stessa
      regione determinata.
  b) del nome di un’unità geografica di cuial para¬
      grafo 1 , se il vino proviene da una miscela di
      uve, di mosti di uve , di vini nuovi ancora in
      fermentazione o, fino al 31 agosto I99I , di
      vini originari dell’unità geografica! il cui nome
       4 previsto per la designazione, con un prodotto
       ottenuto nella stessa regione determinata, ma
       fuori da tale unità, purché il v.q.p.r.d . in causa
       sia ottenuto per almeno l’85 °/o da uve raccolte
       nell’unità geografica di cui porta il nome,
 ---pagebreak---                                     tf
e) del nome di un'unità geografica di cui al para¬
   grafo 1 , accompagnato dal nome di un comune o
   frazione oppure di uno dei comuni sul cui terri¬
   torio si trova tale unità geografica, purché :
   – una disposizione di questo tipo sia stata
        abituale, in uso e prevista nelle disposizioni
        dello Stato membro in questione anterior¬
        mente al 1 * settembre 1976 e
   – un nome di comune o di frazione oppure uno
        dei nomi di comuni menzionati in un elenco
        sia utilizzato in modo rappresentativo per
        tutti i comuni sul cui territorio si trova tale
        unità geografica.
  Gli Stati membri produttori fissano l’elenco dei
  nomi di comuni di cui alia lettera c) • li comu¬
  nicano alla Commissione.
 Q, H nome di una regione determinata e il nome di
un'unità geografica di cui al paragrafo 1 non possono
essere attribuiti ad :                                       35^
– un vino risultante da una miscela di un v.q.p.r.d.
     con nn prodotto ottenuto fuori della regione deter¬
     minara in quesdone,
     un v.q.p.r.cL che é srato oggetto di doldficazione
     con nn, prodotto ottenuto fuori della regione deter¬
     minara in quesdone,
 se tali vini non figurano nell'elenco da stabilire ai sensi
 ddPerricolo 6, paragrafo 3, del regolamcnto (CEE)
                     *
 ---pagebreak---                             Articolo 1S                               Ar 1 1 co lo 14
1 . L'indicazione sull’etichettatura del nome di una
varietà di vite di cui al l’ articolo Ain paragrafo 2, lettera             èSS fB
n), per designare un v.q.p.r.d. può essere fatta unica¬
mente se :
a) tale varietà figura nell’elenco stabilito dagli Stati
      membri ai sensi delParticolo 4, paragrafo 1 , del
      rcgolamento (CEE) n. 813/Ç} per designare i vitigni
      atti alla produzione di ciascuno dei v.q.p.r.d. pro¬
      dotti nel loro territorio ;
 b) la la varietà è indicata con 11 nome che figura :
     – nella classe delle varietà raccomandate o
           autorizzate      della  classificazione      delle
           varietà di vite per l'unità amministrativa
           interessata ;
     – se del caso "H 1*» *                dill'iliigm m « n«tanD «ai n..../.j
                     • ; detto elenco può prevedere che
                                                                               {jez/sQ
            un determinato sinonimo possa essere
            impiegato soltanto per designare un
            v.q.p.r.d. prodotto nelle zone di produzione
            in cui l’impiego del sinonimo stesso è
            tradizionale ed in uso ;
  C)   il v.q.p.r.d. è ottenuto, ad eccezione dei prodotti 1
       utilizzati per un’eventuale dolcificazione, intera¬
       mente da uve provenienti dalla varietà la cui indica¬
       zione è prevista ;
  d) talc varietà è déterminante per il carattere del
       v.q.p.r.d. in questione ;
  e) il norne di tale varietå non pud essere confuso con il
       norne di una regione determinata o di un’unitå
       geografi ca utilizzato per la designazione di un altro
       v.q.p.r.d. o di un vino importato.
    2. In de roga a! paragrafo 1 e fatto salvo 1'arti -
  colo/f€ , gli Stati membri produttori possono
  ammettere 1’indicazione
  – dei nomi di due varietà di vite per un solo e
       stesso v.q.p.r.d ., a condizione che questo sia
       ottenuto interamente dalle varietà indicate ,
       eccezion fatta dei prodotti impiegati per la sua
       eventuale dolcificazione, oppure
  – del nome di una varietà di vite, se il prodotto
       in questione è ottenuto per almeno f 85 % ,
       previa detrazione del quantitativo dei prodotti
       utilizzati per un’eventuale dolcificazione, da
       uve provenienti dalla varietà di cui è prevista
        1 indicazione e purché questa sia determinante
 ---pagebreak--- per il carattere del prodotto in questione,
oppure
del nome di una varietà di vite classificata
come varietà temporaneamente autorizzata, in
conformità dev'articolo dò , paragrafo 2, lettera
b) del regolamento (CEE) n. 347/79 per un
periodo di 15 anni o meno a decorrere dalla
data in cui tale varietà è stata così classificata,
allorché l’indicazione del nome della varietà
era tradizionale/nello Stato membro interessato,
oppure * ed in uso;         ..
durante un periodo che deve essere determi¬
nato dallo Stato membro interessato e che non
può superare i cinque anni, salvo proroga del
termine in base a disposizioni comunitarie
concernenti l’esame della validità culturale
delle varietà di vite, del nome di una varietà di
vite di cui all’articolo .43 • paragrafo 2, primo
trattino del regolamento (CEE) n . 347/79,
purché :
– si tratti di una varietà délia spccie “vitis
    vinifera".
– l’autorizzazione di coltivare questa varietà
     riguardi una superfìcie ridotta,
– le autorità competenti dello Stato membro
     le quali hanno' autorizzato la coltura di tale
     varietà assicurino il controllo di cui all’arti ¬
     colo 43 , paragrafo 3 del regolamento (CEE)
     n. 347/ 79 ,
 – l'indicazione del nome di questa varietà
     sull'etichetta sia associata ad una menzione
     che precisi il carattere sperimentale della
     coltura di tale varietà.
 ---pagebreak---                                  2>o
                                                              Art l col o 15
                        Articolo 76
1.   L' indicazione dell’annata di raccolta di cui all’arti ¬
colo 41 , paragrafo 2, lettera b), è ammessa per desi¬
gnare sull’etichettatura un v.q.p.r.d. solo se tutte le uve
utilizzate per la vinificazione del v.q.p.r.d. in questione
sono state raccolte durante l'annata di cui è prevista
l’indicazione.
2. In deroga al paragrafo 1 e fatto salvo l’articolo /7£ ,
gli Stati membri produttori possono ammettere l' indica¬
zione dell'annata di raccolta se il v.q.p.r.d. in questione
è ottenuto per almeno l’85 % , previa detrazione del
quantitativo dei prodotti utilizzati per una eventuale
dolcificazione, da uve raccolte nell’annata di cui è previ¬
sta l' indicazione.
 ---pagebreak---                                        3<
                                                              Art I co lo 16
                         A rticolo 1 7
L’articolo ^ 3 /, paragrafo 3 , secondo comma, lettera a),
l’articolo '(*/•, paragrafo 2, secondo trattino, e l’articolo  b 55 (13
W57 paragrafo 2, possono essere applicati contempora¬
neamente solo se almeno l’85 % del v.q.p.r.d. ottenuto
dalla miscela proviene dall’unità geografica più piccola
della regione determinata, dalla varietà di vite e dall’an¬
nata di raccolta indicate nella designazione di questo
v.q.p.r.d.
 ---pagebreak---                                     зъ
             В П : Ооситспо иШааЕ с геф$т
                                                           Art I co I o 17
                         Articolo 19
 1 . Per i v.q.p.r.d. la designazione sui documenti uffi-
 ciali contiene l’indicazione :
 a) délia menzione « v.q.p.r.d. »,
 b) ove occorra, di una delle menzioni di cui all’articolo
      16, paragrafo 5 , secondo comma, del regolamento
      ( CEE) n. ili
 c) délia regione determinata,
 d) délia predsazione che si tratta di un vino rosso, di
      un vino rosato o di un vino bianco,
e) nel caso di spedizione in un altro Stato membro o di
     esportazione : dello Stato membro cui appartiene la
     regione determinata .
2. La designazione dei v.q.p.r.d. sui documenti ufficiali
comporta inoltre le indicazioni di cui all’articolo M ,
paragrafo 2, in appresso elencate, sempreché siano uti¬
lizzate o si preveda di utilizzarle suU'etichettatura :
a) Pannata di raccolta,
b) una didrura specifica tradizionale volta ad indicare
     la qualità,
c) le predsazioni concernenti il modo di elaborazione o
     un colore particolare, o il tipo del prodotto escluso
     quanto attiene al tenore di zucchero residuo.
d) il nome di una unità geografica più piccola della
     regione determinata,
«ÿ il nome di una o di due variera di vite,
f)   le informazioni relative alie condizioni natural) o
     tecniche della vihcoltura che sono all’origine del
     vino medesimo .
 ---pagebreak---                                      33
                                                                Articolo 18
                           Articolo 20
  1. Per i v.q.p.r.d. la designazione nei registri tenuti dai
  produttori contiene le indicazioni di cui :
  – all'articolo        paragrafo 1 , lettere a), b), c) e d) ;
. – all’articolo ty-, paragrafo 2, sempreché si preveda di
       utilizzarle sull’etichettatura o, in mancanza di essa,
       sul documento di accompagnamento.
  '2. Per i v.q.p.r.d. la designazione nei registri tenuti
   dalle persone diverse dai produttori, condene
  – le indicazioni di cui all'articolo'Q-, paragrafo 1,
   – il numéro del documento di accompagnamento e la
       data délia sua compilazione.
 ---pagebreak---                                      3*
              B ΠΙ : Documenti commerciali
                                                             Articolo
                        Artìcolo 21
1 . Se per un v.q.p.r.d. non è compilato un documento
di ' accompagnamento, la designazione sui documenti
commerciali di cui all'articolo 1 , paragrafo 2, lettera c),
contiene :
–-" le indicazioni di cui all'articolo    paragrafo 1 e
- le indicazioni di cui all'articolo If , paragrafo 2,
      sempreché siano riportate sull'etichettatura.
2. Qualora la designazione dei v.q.p.r.d. sui documenti
commerciali comporti inoltre le indicazioni d cui all'ar¬
ticolo -Ή , tali indicazioni devono essere conformi agli
articoli cLou ^3        Ί6 e (J cmi-i Certo 1^0-
3 . Per i v.q.p.r.d. messi in circolazione sul proprio ter¬
ritorio, gli Stati membri possono ammettere che le indi¬
cazioni di cui all'articolo Ή vengano fatte sui docu ¬
menti commerciali utilizzando un codice . Tale codice
deve essere tale da consentire all'organismo incaricato
del controllo di procedere alla rapida indentificazione
della designazione del v.q.p.r.d. in questione.
 ---pagebreak---                                    зг
                                                                                  /
                           Sezione C
DESIGNA2IONE DEI PRODOTTl DIVERSI DAi VINI DA                     Art i CO I O 20
                   TAVOLA E DAI V.Q.P.R.D.                        -
                      C I : Etichettatura
                           Articolo 22
 1. Nel caso in cui siano crichettctati prodotti diversi
dai vini da tavola e dai v.q.p.r.d., le etichette utilizzate
contengono l’indicazione:
 a) del dpo di prodotto ; taie indicazione c effettuata
      utilizzando :
      – la definizione che figura’ nelle disposizioni
           comunitarie che descrive il prodotto in que¬
           stione nel modo più preciso, ovvero
     – per i prodotti che circolano nel territorio dello
          Stato membro interessato, menzioni diverse da
           quelle definite nelle disposizioni comunitarie e il
           cui impiego sia tradizionale e d'uso comune in
           tale Stato membro ;
b) per quanto riguarda :
      – il mosto di uve e il mosto di uve concentrato :
           délia densità ;
     . – il mosto di uve parzialmente fermentato ed il
          vino nuovo ancora in fermentazione : dei titoli
          alcolometrici volumici effettivo e totale o di       Mx(fc|î1
          uno di essi ;
  c) del volume nominale del prodotto conforme
       alie disposizioni delia direttiva '75/ 106/CEE ;        If f 8o
   d) per quanto riguarda :
       –: i recipienti di volume nominale . inferiore o
            uguale a 60 litri : del nome oppure della
            ragione sociale delfimbottigliatore nonché
            del comune o frazione e dello Stato membro
            in cui l’imbottigliatore ha la propria sede
            principale ;
       – gli altri recipienti : del nome oppure della
            ragione sociale dello speditore nonché del
            comune o frazione e dello Stato membro in
            cui lo speditore ha la propria sede princi ¬
            pale ;
 ---pagebreak---                                  3C,
e) nel caso di spedizione in un altro Stato membro o di
     esportazione :
     – per quanto riguarda i vini : dello Stato membro
          nel cui territorio sono state raccolte le uve ed ha
          avuto luogo la vinificazione, solo nel caso in cui
          queste due operazioni abbiano luogo nello
          stesso Stato membro ;
     – per quanto riguarda i mosti di uve : dello Stato
          membro nel cui territorio sono state raccolte le
          uve e ha avuto luogo l’elaborazione, solo nel
          caso in cui queste due operazioni abbiano luogo
          nello stesso Stato membro j
f) per quanto riguarda i vini e i mosti d' uve :
     – risultanti da un taglio di prodotti originari di
          vari Stati membri dell’espressione « ottenuto
          da prodotti di vari paesi delta Comunitá euro¬
          pea » ;
     – che non sono stari elaborati , quando trattasi di
          mosti di uve, o vinificati, quando trattasi di vini,
          nello Stato membro in cui sono state raccolte le
          uve di cui si è fatto uso : della menzione
          « CEE - :
g) di un’eventuale limitazione dell’urilizzszione pre¬
     scritta dalle disposizioni comunitarie.
2. La designazione, sull'etichettarura^ def prodotri di cui al paragrafo 1
puô essere completata daU'indica^ione :                   '                 *
 a} dell'annata di raccolta,
b) del nome o della ragione sociale delle persone fisiche
     o giuridiche o di un’associazione di persone, che
     hanno partecipato al circuito commerciale del pro¬
     dotto in questione, nonché del comune o frazione in
     cui queste hanno la sede principale,
 c) se il prodotto non è spedito in un altro Stato mem¬
      bro o esporram e sc Ic condizioni di cui al paragrafo
      1 , lettera f), non sono soddisfatte : dello State
      membro sul cui território sono State raccolte le uve e
      ha avuto luogo 1'claborazione^
 4) dalla lettera minuscola e , sempreché gli imbal -
    laggi preconfezionati rispondano ai requisiti pre¬          (j,bl j&o
    scritti dalla direttiva 75 / 106 / CEE in materia di
    riempimento^.
 e) oltreché dei dati di cui al paragrafo 1 , lettera,
      b), di altri dati analitici, sempreché quests<
      indicazione sia disciplinata da modalità                          jSl
      d’applicazione.
3 . Qualora un mosto di uve parzialmente fermentato
sia destinato al consumo umano diretto, la sua designa¬
zione suH’eticherrntura può inoltre essere completata
con l' indicazione :
a) dell’unità geografica, ai sensi dell’articolo 4, para¬
     grafo l , di cui tale prodono è originario, purché
     siano rispettate le condizioni di cui all’articoio 4 ,
     paragrafo 3 , per il vino da tavola ;
b ) del nome di una varietà di vite ;
c) della precisazione che si tratta di un prodotto rosso,
     rosato o bianco .
 ---pagebreak---                                       3*
                                                               Art I col o 21
                         Articolo 23
1 . Le indicazioni di cui all’articolo £<o sono le uniche
ammesse per la designazione sull’etichettatura dei pro¬
dotti diversi dai vini da tavola e dai v.q.p.r.d. Tuttavia,
per i prodotti diversi dai vini da tavola e dai v.q.p.r.d.
destinati all’esportazione, le modalità d’applicazione
possono prevedere norme complementari, nella misura
in cui la legislazione dei paesi terzi lo renda necessario.
2. Ciascuno Stato membro ammette la designazione
dei prodotti diversi dai vini da tavola e dai v.q.p.r.d.
originari di altri Stati membri e messi in circolazione sul
proprio territorio se è conforme alle disposizioni comu¬
nitarie ed è ammessa nello Stato membro produttore ai
sensi del presente regolamento.
Tuttavia, gli Stati membri possono :
– rendere obbligatorie, per i prodotti diversi dai vini
      da tavola e dai v.q.p.r.d. ottenuti nel proprio terri¬
      torio, talune indicazioni di cui all’articoloZo., para¬
      grafi ^ e 3, oppure vietarle o limitarne l’applica¬
      zione ;
– autorizzare, per i mosti di uve messi in commercio
      nel loro territorio e fino all’applicazione delle dispo¬
      sizioni comunitarie in materia di alimenti dietetici,
      indicazioni relative ad un uso dietetico di tali pro¬
      dotti.
 3 . L’indicazione dell’annata di raccolta di cui all’arti¬
 colo -Jo , paragrafo 2, lettera a), è ammessa per desi¬
 gnare sull’etichettatura un prodotto diverso da un vino
 da tavola e da un v.q.p.r.d. solo se tutte le uve usate per
 elaborare il prodotto in questione sono state raccolte
 nell’annata di cui è prevista l’indicazione.
 L’indicazione sull’etichettatura di una varietà di vite di
  cui all’articolo 30, paragrafo 3 , lettera b), per designare
  un prodottto diverso da un vino da tavola o da un
  v.q.p.r.d., può essere effettuata soltanto se vengono
  osservate le condizioni analoghe a quelle di cui alParti-
  colo 5, paragrafo 1 .
 ---pagebreak---                                      ъ*
      4.    Per la designazione sull’etichettatura        dei
    prodotti diversi dai vini da tavola e dai v.q.p.r.d„ le
    indicazioni di cui :
    – all’articolo iO , paragrafo I sono redatte in una o
più altre lingue ufficiali della Comunità, in modo che
         il consumatore finale possa comprcmlerc faeil -
         mente ciascuna indicazione ;
    – all’articolo iO^ paragrafo 2 sono redatte in una o
più altre lingue ufficiali della Comunità.
    Per tali prodotti messi in circolazione nel loro territo¬
    rio, gli Stati membri possono permettere che queste
    indicazioni siano redatte anche in una lingua diversa
    da una lingua ufficiale della Comunità, se l'impiego
    di questa lingua è tradizionale ed in uso nello Stato
    membro interessato o in una parte del suo territorio.
    Per la designazione dei prodotti diversi dai vini da
    tavola e dai vjq.p.r.d. destinati all’esportazione, le
    modalità di applicazione possono ammettere l’utiliz¬
    zazione di altre lingue.
 ---pagebreak---                                     зз
             C II : Document! ufficiali e registri
                                                                 Artlcolo 22
                          Articolo 24 '
1. Per i prodons divers! dai vini da tavola e dai
v.q.p.r.cL, la designazionc sui documenri uffidali con-
oeoe l'indicaziouc :
a) délia pretisazione die si tratta di un vino rosso, di
     un vino rosato o di un vino bianeo ;
b) de! dpo del prodotto ; taie indicazione è effettuata
     urilizzando :
    – la definizione che figura nelle disposizioni
          ccmunitarie e che descrive il prodotto in que-
          stiocc nel modo più predso ,
    – per i prodotti che circolano sul territorio dello
         Stato membro interessato, menzioni diverse da
          quelle definite dalle disposizioni comunitarie e la
          coi utilizzatone è tradizionale e d'uso comune
          in detto Stato membro ;
c) ad caso di spedizionc in un altro Stato membro o di
    esooRaaone :
    – per quanto riguarda i vini : dello Stato membro
          nei cui territorio sono state raccolte le uve ed ha
          avuto luogo la vinificazione, solo nel caso in cui
          queste due operazioni siano state effettuate nello stesso
          Stato membro ,                                         I
     – per quanto riguarda i mosti di uve : dello Stato
          membro nel cui território sono State raccolte le
          uve e ha avuto luogo 1’elaborazione, solo nci
           caso in cui quesre due eperazioni siaro state effettuate
           udlo stfcsso Stato membro ;                            I
d) pèr quanto riguarda i vini e i mosti di uve :
     – risultanti da un taglio di prodotti originari di
           diversi Stati membri.: dd termini « ottenuti da
           prodotti di diversi paesi della Comunità - euro-
           pea »,
     – che non sono staci elaborati, quando trattasi di
           mesa di uve, o vinificati, quando trattasi di vini,
           nello Stato membro in cui sono state raccolte le
           uve utilizzate : delia menzione « CEE ».
 2. La designazione dei prodotd diversi dai vini da ra¬
 vda e dai v.q.p.r.d. sui doeumenti uffidali contiene
 inoitre
 a) per quanto riguarda i prodotti destinati alla tra¬
      sformazione in vini da tavola nonché i vini atti a
      diventare vini da tavola : le indicazioni di cui all’ar-
      tieolofi , paragrafo 2,
 b) per quanto riguarda i prodotti destinati alla tra¬
      sformazione in v.q.p.r.d. : le indicazioni di cui all’ar-
      ticoio 'f?., paragrafo 1 , lettera c), se del caso lettera
      b), e paragrafo 2,
  c) per quanto riguarda gli altri prodocti : le indicazioni
       di cui &n’amco!o20 , paragrafo 2, lettere a) e c). e
      paragrafo 3,
  sempreché siano utilizzate o si preveda di utilizzarle
  sull‘etichettacura dei vini da tavola e dei v.q.p.r.d. orte¬
  nuti dai prodotti di cui alle lettere a) e b ) o sull’erichet-
  tatura dei prodotti di cui alla lettera c).
 ---pagebreak---                                    l*.o
                                                           Art Icolo 23
                                                           m          " %
                       Articolo 25
1». Per i prodotti diversi dai vini da tavola e dai
▼.q.p.r.d. la designazione nei registri tenuti dai produt-
tori contiene                                              3S5 |^
– le indicazioni di oii airarticolo -i *. , paragrafo 1 ,
     lettere a) c b),
– le indicazioni di cui alTarocolo         , parngrafo 2,
    sempreché si preveda di utilizzarle suIIVrichcttatura
    o, in mancanza di essa , sul documento di aceompn -
    gnamento.
2. Nei registri tenuti dalle persone diverse dai produr-
tori, Ia designazione di qucsti prodocti contiene :
– le indicazioni di cui all'arricolo      paragrafo I ,
– il numéro del documento di accompagnamento e la
     data délia sua compilaziqne.
 ---pagebreak---                С Ш : Ооситепи соттсгстН
                                                              Art Icolo 24
                         Articolo 26
1. Se per un prodono diverso da un vino da tavola o
da un v.q.p.r.d. non è compilato un documento di
accompagnamento, la designazione sui documenti
commerciali di cui all’articolo 1 , paragrafo 2, lettera c).
contiene almeno le indicazioni di cui all' articolo «£ ?,.
paragrafo 1.
2. Qualora si indichi , inoltre , l’annata di raccolta o la
varietà di vite, tali indicazioni devono essere fatte con ¬
formemente all’articolo 5,1, paragrafo 3 .
3 . Se per i mosti di uve, i mosti di uve parzialmente
fermentati, i vini nuovi ancora in fermentazione , desti ¬
nati alla trasformazione in vini da tavola nonché per i
vini atti a diventare vini da tavola, la designazione sui
documenti commerciali contiene inoltre delle indica ¬
zioni di cui all’articolo 2, queste devono essere conformi
agli articoli ck*-> 4 (Aj ^       "fi ‘«ut/Vcd-Co AfO •
4. Se per i mosti di uve, i mosd di uve parzialmente
fermentati e i vini nuovi ancora in fermentazione, desti ¬
nati alla trasformazione in v.q.p.r.d., la designazione sui
 documenti commerciali condene inoltre delle indica ¬
 zioni di cui all’arricolo M , queste devono essere con¬
 formi agli articoli eLaj AJ,       A 6" &- £        co-fio
 Ц.О .
 5.   Le indicazioni utilizzate sui documenti commerciali
 per i prodotti di cui ai paragrafi 3 e 4 devono essere
 conformi a quelle utilizzate sui documenti di accompa¬
 gnamento.
 6. Per i prodotti diversi dai vini da tavola o dai
•v.q.p.r.d. messi in commercio sul loro territorio, gli Stati
 membri possono consentire che le indicazioni di cui
 all'articolo ìo siano apposte sui documenti commerciali
 mediante codice. Il codice deve essere tale da permettere
  all’organismo incaricato del controllo di procedere ad
 una rapida identificazione della designazione del pro¬
 dotto in questione.
 ---pagebreak---                                 kl
                        CAPITOLQ n
 DESIGNAZIONE DEI PRODOTTI ORIGINARI DEI PAESI
                            TERZI
                           Sezione A
                       ETICHETTATURA
                                                           Art I CO lo 25
                         Articolo 27
 1 . Per i vini importati destinati al consumo umano
 direno, non inclusi nell’elenco di cui all’articolo 2è ,         3 55
 paragrafo 1 , la designazione sull’erichettarura contiene
 l’indicazione :
 a) délia menzione « vino »;
 b) del volume nominale del vino importato con¬
     forme aile disposizioni délia direttiva 75 / 106 /
     CEE ;
c) quando tali vini :
    – sono stati messi, nella Comunità, in recipienti
        di un volume nominale inferiore o uguale a
        60 litri, del nome oppure della ragione sociale
        dell’imbottigliatore nonché del comune o
        frazione e dello Stato membro in cui l' imbot¬
        tigliatore ha la propria sede principale ; tutta¬
        via, quando l'imbottigliamento ha avuto luogo
        in un comune o in una frazione diversi da
        quelli di cui sopra o da un comune vicino,
        l’indicazione della sede principale dell’imbot¬
        tigliatore è accompagnata da una menzione
        che precisa il comune o la frazione in cui
        l’imbottigliamento ha avuto luogo e, se questo
        ha avuto luogo in un altro Stato membro,
        dall’indicazione dello stesso ;
    – sono stati messi, fuori della Comunità, in
         recipienti di un volume nominale inferiore o
         uguale a 60 litri, del nome oppure della
         ragione sociale dell’importatore nonché del
         comune o frazione in cui l'importatore ha la
         propria sede principale ;
     – sono presentati in altri recipienti :
         – del nome o della ragione sociale dell’im-
             portatore nonché del comune o frazione
             in cui l’importatore ha la propria sede
             principale ,o
         – se l'importatore e lo speditore non sono la
             stessa persona, del nome o della ragione
             sociale e dello Stato membro dello spedi¬
              tore, nonché del comune o frazione in cui
              lo speditore ha la propria sede princi ¬
              pale ;
 ---pagebreak---                                                                                            -4-
'y- .
             d) del paese terzo d’origine quale è indicato nei docu¬
                  menti di cui al regolamento (CEE) n. 354/79 del           àSSW)
                  Consiglio, del 5 febbraio 1979, che fissa le regole
                  generali per l’importazione dei vini, dei succhi e dei
                  mosti di uve ( ’), che accompagnano il vino in que¬
                  stione all’ano dell’importazione.
              e) del titolo alcolometrico volumico effettivo.
              2. Per i vini di cui al paragrafo 1 la designazione .
              sulTedchettatura puô essere complétata dalT indicazione :      Z SS |43
               a) délia predsazione che si tratta di un vino rosso, di
                    un vino rosato o di un vino bianco ;
               b) di un marduo, secondo le condizioni di cui all'arti-
                    coIoi^O ;
               c) del nome o della ragione sodale delle persone fisiche
                    o giuridiche o di un’associazione di persone che
                    hanno partecipato al circuito commerdale del vino
                    importato nonché del comune in cui queste hanno la
                    sede prindpale ;
                d) di alcuni dati analitiri diversi dal titolo alcolo-
                    metrico volumico effettivo, sempreché questa
                    indicazione sia disciplinata da modalità d’appli¬               (61
                    cazione ;
              e) <U una raccomandazione rivolta al consumatore per
                   l’utilizzazione del vino ;
               £) di informazioni relative :
                    – alla storia del vino in questione, dell’impresa di .
                         imbottigliamento o di altra impresa; apparte¬
                         nente ad una persona fisica o giuridica p di
                         un’associazione di persone che abbia partecipato
                         a circuito commerciale del vino stesso,
                    – alle condizioni naturali o tecniche della viticol¬
                         tura die sono alforigine del vino medesimo,
                    – alPisvecchiamento di taie vino,
                    purché tali informazioni vengano utilizzate .- alle
                    condizioni previste da modalità d’applicazione ;
                g) di una menzione attribuita da un organismo uffi¬
                     ciale od ufficialmente riconosciuto a tal fine ad una
                     delle persone o assodaxioni di persone di ori- alla
                     lettera c), che possa rafforzare il prestigio del vino
                     importato in causa, sempreché cale menzione ‘sia
                     disciplinata da modalità di applicazione comunitarie
                     o, in mancanza di esse, da disposizioni del paese
                     terzo d’origine.
               Oh dei titoli alcolometrici volumici effettivo e totale
                    o di uno dei due e di altri dati analitici, sempreché
                    tali indicazioni siano disciplinate da modalità            Lpfel I $c>
                    d’applicazione ;
                 7 di una precisazione sul tipo del prodotto,
                     sempreché tale indicazione sia definita da              A<yu>j8i
                      modalità d'applicazione comunitarie.
      Λ Ιίί) » I. 'ιΗ Λ4 ξ,.5 . Ι'Ή
 ---pagebreak---                                                         w
                                                                                  Ar 1 1 co I o 26
                                               Articolo 28
              1 . Per i vini importati destinati al consumo umano
             diretto, designati da un'indicazione geografica ed inclusi
•elenco che   »U ,»U«9«to U <3*1 rrgDUoento (Œ£) n.!.. ^ jj dcSÎgnazioilC SulTcO-      3SÇ|=K,
             chettacura contiene Pindicazione :
              a) del nome di un'unità geografica si tu ata nel paese
                    terzo interessato, sccondo le condizioni di cui all'ar-
                    ricolo Z3 ;
            •b) dcl volume nominale dcl vino importato con ¬
                   forme aile disposizioni délia direttiva 75 / 106 /
                   CEE ;.
                                                                                  ]          1 5o
             c) quando tali vini :
                 – sono stati messi , nella Comunità, in recipienti
                       di un volume nominale inferiore o uguale a
                       60 litri : del nome o della ragione sociale
                       deU’imbottigliatore nonché del comune o
                       frazione e dello Stato membro, in cui l’imbot¬
                       tigliatore ha la propria sede principale ; tutta¬
                       via, quando l’imbottigliamento ha avuto luogo
                        in un comune o in una frazione diversi da
                        quelli di cui sopra o da un comune vicino,
                        l’indicazione della sede principale dell’imbot¬
                        tigliatore è accompagnata da una menzione
                        che precisa il comune o la frazione in cui
                        rimbottigliamento ha avuto luogo e, se questo
                        ha avuto luogo in un altro Stato membro.
                    ' dall'indicazione dcllo stesso ;
                   – sono stati messi , fuori della Comunità, in
                        recipienti di un volume nominale inferiore o
                        uguale a 60 litri : del nome o della ragione
                        sociale deH’importatore nonché del comune o
                         frazione in cui l'importatore ha ia propria
                         sede principale ;
                    – sono presentati in altri recipienti :
                         – del nome o della ragione sociale dcll’im-
                               portatore nonché del comune o frazione
                               in cui l’importatore ha la propria sede
                               principale ; oppure
                         – se l’importatore e lo speditore non sono la
                               stessa persona, del nome o della ragione
                               sociale dello speditore, nonché del
                               comune o frazione e dello Stato membro
                               in cui lo speditore ha la propria sede prin ¬
                               cipale ;
                 d) del paese terzo d’origine quale è indicato nei docu- ~
                      menti di cui al regolamento (CEE) n. 354 /79 che                   355/ >9
                     ;accompagnano il vino in questione all’arto dell’im-
                      portazione.
                  e) del titolo alcolometrico volumico effettivo.                   3. A<o25l ££•
                 Poctooo essere inclusi nell' elenco di cui al primo comma
                 fftltinm i vini importaci per i quali è riconosciuta                           L
                 ^equivalenza delle condizioni di produzione dì ciascun
                 vino quelle di un v.q.p.r.d. o di un vino da tavola con
                  indicanone geografica.
                                          ♦
 ---pagebreak---  2. Per i vini di cui al paragrafo 1 la designazione
 sull’etichettatura può essere completata dall’indica¬
 zione :
 a) della menzione « vino » con o senza la predsazione
      che si tratta di un vino rosso, di un vino rosato o di
      un vino bianco ;
 b) dd nome di un’unitá geográfica diversa da quella
     indicara nell’elenco di cui al parágrafo 1 , alie condi-
     zioni di cui all’articolo    ;
 c) delle menzioni :
      – abbinate aU'indicazione geografica per sottoli-
           neare il caxanere dpicamente régionale del vino
           in questione, oppure
      – relative ad una qualità superiore,
      purché esse siano previste, per il mercato interno del
      paese terzo di cui il vino è originario, dalle sue
      disposizioni nazionali e siano riconosciute dalla
      Comunità ;
 d) del nome di una o di due varietà di vite , secondo le
     condizioni di cui all’articolo30 ;
e) dell’annata di raccolta, secondo le condizioni di cui
      all'articolo 3j ;
f) di alcuni dati analitici diversi dal titolo alcolo-
   metrico effettivo, sempreché questa indicazione
   sia disciplinata da modalità d’aoDlicazione ;
g) di un marchio, secondo le condizioni di oui all'arti -
     colo Uù ;
h ) del nome o della ragione sociale delle persone fisiche
     o giuridiche o di ' un' associazione di persone che
     hanno partecipato al circuito commerciale del vino
     importato nonché del comune o frazione in cui que ¬
     ste hanno la sede principale ;
 i) di una raccomandazione rivolta al consumatore per
     l’utilizzazione del vino ;
 k) di precisazioni concernent! :
      – il modo di elaborazione,
      – il tipo del prodotto,
      – un colore particolare del prodotto,
      purché tali indicazioni siano disciplinate da
      modalità d’applicazione comunitarie o da
      disposizioni      del  paese    terzo   d’origine.
      Tuttavia, l'utilizzazione di tali indicazioni può
      essere vietata per la designazione di certi vini
    ■ importati, qualora non siano tradizionali o
       possano creare confusione sul tipo o l’origine
       del vino .
                i
 ---pagebreak--- 1) del nome dell'azienda viricola o delTassociazione di
     aziende viticole in cui è stato prodotto il vmo in
     quesrione, che possa rafforzame il prestigio , purché
     taie indicazione sia disciplinata da norme del pncsc
     terzo di origine ;
m) di un numero di controllo di qualitá attribuito al
     vino in questione da un organismo ufficinlc ;
n) di una distinzione attribuita al vino in qui-stionc da
     un organismo ufficiale o da un organismo ufficial ¬
     mente riconosciuto a tal fine ed a condizione che
     essa , possa essere provata da un apposito docu ¬
     mento ;
o)   di una menzione indicante il loro imbottigliamcnto :
     – nelPazienda viricola nella quale sono sta :- rac-
          colte e vinificate le uve utilizzate per tali vini,®f»p-*4>’ifl'>
     –       da parte di un'assodazione di aziende viticole.
             in un’impresa, situata nell’arca di produzione
          indicata, alla quale alcune aziende viticole nelle
          quali sono state raccolte le uve utilizzate sono
          collegate nell’ambito di un’associazione di
          aziende viticole che ha effettuato la vinificazione
          di tali uve ;
p ) di informazioni relative :
     – alla storia del vino in questione , dell' impresa di
          imbottigliamento o di altra impresa apparte¬
          nente ad una persona fisica o giuridica o ad
           un’associazione di persone che abbia partecipato
           al circuito commerciale del vino stesso,
     – alle condizioni naturali o tecniche della viticol ¬
           tura che sono all’origine del vino medesimo ,
      – all'invecchiamcnro di raie vino .
     purché tali informazioni vengano utilizzate alle
     condizioni previste da modalità d’applicazione ;
q) di una menzione attribuita da un organismo ufficiale
     od ufficialmente riconosciuto a tal fine ad una delle
     persone o associazioni di persone di cui alla lettera
     h ), che possa rafforzare il prestigio del vino impor¬
     tato in causa , scmpreché tale menzione sia discipli ¬
     nata da modalità di applicazione comunitarie o , in
     mancanza di esse, da disposizioni del paese terzo
     d’origine.
     dalia lettera minuscola e , scmpreché gli imbal¬
    laggi preconfez.ionati rispondano ai requisiti pre¬                  Cuti | SI
    scritti dalla direttiva 75 / 106/ CEE in materia di
    riempimento .
  s) del numéro del recipiente o del numéro délia
      parti ta.                                                          t©4.to ( '
 ---pagebreak---                           Arîicolo 29                              Art I co fo 27
 1. Qualora siano apposte etichette- sui prodotti impor¬
 tât! diversi dai vini di eui agli arricoli ciB, le eti¬         555
 chette udlizzate contcngono l'indicazione :
 a) del tipo di prodotto : tale indicazione è effettuata
      utilizzando 'la definizione che figura nelle disposi¬
      zioni comunitarie e che descrìve il prodotto in que¬
      stione nel modo più preciso ;
 b) per quanto riguarda :
      – il mosto di uve e il raosto di uve concentrato :
          délia densità.
      – Π νίηο : (Ιοί ΠΓΟΙΟ αίοοίοπιβαΐοο νοίυπτίοο βίίβϊ-
          ήνο β ΓοΓ3ΐ« ο <1ί υηο <1« «Ιυε ;
^•Selftrefeffine nominale del prodotto importato
    conforme alle disposizioni delia direttiva
     75/ 106/CEE, che può essere accompagnato                  UkA | 80
     dalla lettera minuscola e , sempreché gli im¬
     ballaggi preconfezionati rispondano ai requisiti
    prescrìtti da tale direttiva in materia di riempi-
            *
 d) dei nome o della Bigione sociale dell'importatore,
    nonché del comune o- frazione in cui l'importa¬
    tore ha la propria sede principale o, se il prodotto
    importato è presentato in recipienti di volume
    nominale superiore a 60 litri e se l’importatore e
    lo speditore non sono la stessa persona, del nome
    o della ragione sociale deilo speditore, nonché
     del comune o frazione deilo Stato membro in cui
     lo speditore ha la propria sede principale ;
e) nci coso in aii :
     – i vini o i mosti di uve in questione siano stari
          ottenuti nei paese terzo in cui sono state raccolte
          tutte le uve utilizzate : di detto' paese terzo,
      – non siano soddisfatte le condizioni di cui al
          primo trattino : della menzione * prodotto
          importato ».
2. La designazione sull’etichettatura dei prodotti di cui
al paragrafo 1 può essere completata con l'indicazione
del nome o delia ragione sodale delle persone fisiche o
giuridiche o di un’associazione di persone che hanno
parrtrippto al circuito commerciale del prodotto in
questione nonché del comune o trazione in cui queste
hanno la sede prindpale.
  Oltreché con i dati di cui al paragrafo 1 , letteA
b), le designazione può essere completata con altri           / oit, m
dati analitici, sempreché questa indicazione sia
disciplinata da modalità d’applicazione.
 ---pagebreak---                                     4*
                                                                     Art I col o 28
                            Articolo 30
  L Le indiràTinnì di cui agli articoliÎ.5" , ¿6 e 2^·sono le
 uniche ammesse sull'etichettatura per la designazione
 dei prodotti originari di paesi terzi.
' 2. Le indicazioni di cui al paragrafo 1 possono essere
  completate con altre indicazioni facoltative che saranno
  determinate secondo la procedura di cui alParticoio
  del regolamento (CEE) n. $21 ( $3- tenuto conto del¬
  l'esperienza acquisita e delie. disposizioni corrispondenti
  adottate per i prodotti originan dulia Comunità.
  3 . Secondo la stessa procedura ,
  – le indicazioni di cui all'articolo 25", paragrafo 2,
        all'articolo .24 , paragrafo 2, e all'articolo^^- , para¬
        grafo 2, possono essere obbligatorie oppure vietate
        o limitate nell'applicazione;
  – piccoli quantitativi di vini originari di paesi terzi
        possono essere esonerati dall'applicazione dell'arti¬
        coloi. 5", paragrafo 1 , e dell'articolo 1 6, paragrafo 1,
        lenere b ), c) e d).
    4 « Condizioni particolari relative al controllo dell'os¬
   servanza delle disposizioni in materia di designazione
   sull'etichenatura dei prodotti importati possono essere
   previste, specialmente per quanto concerne l'origine
   geografica, le menzioni relative ad una qualità supe¬
    riore, la varietà di vite e l'imbottigliatore.
      Secondo modalità da definire e sempreché lo                  “
      Stato membro nel cui territorio viene imbotti ¬
      gliato il vino importato l'abbia consentito, può
      essere utilizzato un codice per le indicazioni
      di cui all'articolo 25", paragrafo !, lettera c),
      primo trattino ed all'articolo 26 , paragrafo 1 ,
      lettera c), primo trattino. Questa utilizzazione
      è sottoposta alla condizione che sull'etichetta
      figurino per esteso il nome o la ragione sociale
      di una persona o di un'associazione di persone
      diverse dall'imbottigliatore intervenute nel
      circuito commerciale del vino              importato,
      nonché il comune o la frazione in cui' tale
      persona o associazione hanno la propria sede . ■
           Per 'a designazione sull'etichetta'ura dei
  prodotti importati le indicazioni di cui :
  – all'articolo.? 5, paragrafo 1 , all'articolo        para-
       grafo 1 ed alfarricoloià· , paragrafo 1 sono
       redatte in un ® 0 P-^^pJingue ufficiali della
       Comunità, in modo che il consumatore finale
       possa comprendere facilmente ciascuna indica¬
       zione ;
 ---pagebreak---  – aH'articolo 25", paragrafo 2, all’articolo 24, para¬
         grafo 2 ed all’articolo           , paragrafo 2 sono
         redatte m uno/          OPM «iti* un»»  ufficiali della
         Comunità.
  Per i prodotti importati messi in circolazione nel
  loro territorio, gli Stati membri possono permet¬
  tere che queste indicazioni siano redatte anche in
  una lingua diversa da una lingua ufficiale della
  Comunità, se l’impiego di questo lingua è tradizio¬
  nale ed in uso nello Stato membro interessato, o in
  una parte del suo territorio. -
 Tuttavia, l’indicazione :
 – dei nome di una unità geografica situata nel paese
       ■ terzo interessato di cui all'articolo 26, paragrafo 1 ,
         Jettera a), e paragrafo 2, lettera b),
 – delie menzioni di cui all’articolo «lift paragrafo 2,
         lettera c)P relative a una qualità superiore,
 – di predsazioni di cui all'ardcoio 2. (a paragrafo 2,
         lettera k), concernent il sistema di elaborazione, il
     I
       ' tipo del prodotto o un colore particolare,
         del nome di un'azienda viricola o di un'associazionc
         di aziende viticole di cui all'articolo 24* paragrafo 2,
         lettera 1),
 – di una menzione di cui all'articolo 2.4 paragrafo 2,
         lettera o), reiativa all'imboctigliamento,
  I fatta in una dclle lingue uífidali del paese terzo di
 origine. Tali indicazioni possono inoltre essere fatte in
  una lingua uffíciale delia Comunica.
  L*tsso di taiune menzioni risultanti dalla traduzione
  deüe iudicazioni di cui al secondo comma puô essere
  disdplinato da modaiità di applicazione.
   .1 nomi delle varietà di viti di cui a!l’articolo2.4 ,
  paragrafo 2, lettera d ), e i loro sinonimi sono indi¬
  cati così come figurano nell'elenco di cui all’arti¬
  colo           paragrafo 1 , lettera a).-
tf . L’indicazione :
a) del nome o della ragione sodale delle persone fìsiche
       o giuridiche o di un’assodazione di persone che
       hanno partecipato ai dreuito commerdaie del pro¬
       dotto importato, compreso il nome dell'imbottiglia¬
       tore, dell’importatore nonché il nome del comune o
       frazione in cui questi hanno la loro sede prindpale
       di cui
       – all'articolo 25", paragrafo 1 , lettera c),
       – all'articolo 25", paragrafo 2, lettera c),
       –• all'articolo $&, paragrafo 1, lettera c),
      – all'articolo ^fe , paragrafo 2, lettera h),
      –- all'articolo 23- paragrafo 1 , lettera d),
             all’articolo ^, paragrafo 2%
 ---pagebreak---                                    5«
 Ъ) <1е11е тегшош сИ 011 а!1’атсо1о 56, рага^га^о 2,
   ‘ lcttera c), relative ad una qualité supenore,
   > ■ del nome di un’azienda viticola o di un’associazione
   1 di aziende viticole di cui all’articolo 56, paragrafo 2,
       lettera 1),
(jjoô essere farta unicamente se non puô essere confus a
 con 3, nome di nna regione utilizzato per la designazione
;di un v.q.p.r.d. o di un alrro vino importato.
0'W‘Per.i vini importati messi in commercio nel loro ter-
,XÌtorio e fino all'applicazione delle disposizioni comuni¬
  tarie      materia di alimenti_ dietetici, gli Stati membri
   possono autorizzare indicazioni relative ad un uso diete¬
   tico di tali prodoni .
 ---pagebreak---                                51
                                                              Artlçolo 29
                         Articolo 31
1. Per la designazione di un vino importato può essere
utilizzato sull’etichettatura, a mezzo di un'indicazione
geografica ai sensi dell’articoloib, paragrafo 1 , lettera
a), e paragrafo 2, Ietterà b), soltanto il nome di un'unità
geografica :
a) che designa un’area di produzione viticola , ben
     delimitata
     – piu ristretta del território dd paese ter/.o in
          questione,
     – da cui provengono le uve con le quali è staro
           ottenuto il prodotto,
     – in cui sono state raccolte uve che forniscono vini
          aventi caratteristiche qualitative tipiche ;
b) utilizzato sul mercato intemo del paese ter/.o di ori ¬
     gine per la designazione dei vini e previsto a tali fini
     dalle disposizioni di taie paese e
c) che non si presta a confusione con un' indicazione
      utilizzata per la designazione di un v.q.p.r.d ., di un
      vino da tavola o di un altro vino importato.
 2. Per la designazione di un vino importato, il nome di
 una unità geografica utilizzato per la designazione di un
 vino da tavola o di un v.q.p.r.d. o di una regione deter¬
 minata situata nella Comunità non può essere utilizzato,
 né nella lingua del paese produttore nel quale è situata
 detta unità o regione, né in un’altra lingua .
 3. Possono essere decise deroghe al paragrafo 1 , let¬
 tera a), per quanto riguarda l’utilizzazione del nome di
 un’unità geografica per la designazione di un vino risul¬
 tante da una miscela, a condizione :
 – che esse siano conformi aile disposizioni del paese
       tetzo d'origine , e
  – che si ano pressoché equivalenti alie dcroghe am-
       messe per i v.q.p.r.d. a norma deH’articolo^<3 para-
       grafo 3.
  Possono essere decise deroghe al paragrafo 2 quando vi
  sia identità tra il nome geografico di un vino prodotto
  nella Comunità e quello di un’unità geografica situata in
  un paese terzo, quando in tale paese detto nome c
  impiegato per un vino in conformità di usi antichi e
  cribranti e a condizione che il suo impiego sia da detto
  * » cse regolamentato.
 ---pagebreak---                                                                Art I co ! O 30
                           Articolo 32
1 . L’indicazione del nome di una varietà di vite di cui
alParticolo 26 , paragrafo 2, lettera d), per designare           355 ]^
suH’edchettatura un vino importato può essere utilizzata
solo, se
a) il nome di tale varietà ed eventualmente un sino¬
      nimo figurano in un elenco da stabilire per ciascun
      paese terzo ; tuttavia , in tale elenco non possono
      figurare nomi di varietà la cui coltura non è am¬
      messa dalle disposizioni regolamentari del paese
      terzo interessato o che sono suscettibili di creare
      confusione con :
      – il nome di una regione determinata o di una
            unità geografica utilizzato per la designazione di
            un v.q.p.r.d., di un vino da tavola o di un altro
            vino importato ,
       – il nome di un'altra varietà, geneticamente diffe¬
            rente, coltivata nella Comunità ;
 b) il prodotto in questione é ottenuto interamente con
       uve della varietá di cui si prevede l’indicazione.
   2. Possono essere decise deroghe al paragrafo
 1 , purché siano conformi alle disposizioni del                  W(So
paese terzo d'origine c :
– per quanto riguarda la disposizione di cui alia
       leñera a), esse riguardino una varietá che bene¬
       ficia di una particolare notorietá sul mércalo
       del paese terzo in questione,
 – per quanto' riguarda la disposizione di cui alla
       lenera b), esse siano pressoché equivalenti alle
       deroghe ammesse per i vini da tavola e per i
   "■ v.q.pj-.d. ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 2 , e
     ■ dell'articolo-fy , paragrafo 2 .
 ---pagebreak---                                                                  Art Icolo 31
                           Articolo 33
1.    L’indicazione dell' annata di raccolta di cui all’arn-
colo        paragrafo 2 , lettera c), è ammessa sull’etichetta ¬
tura dei vini importati soltanto se :                               Wf»
a) tutte le uve utilizzate per l’elaborazione del vino in
      questione sono state raccolte durante l’annata di cui
      è prevista l’indicazione,
b) é accompagnata dall’indicazione di una unitá geo¬
      gráfica, e
 c) è ammessa in virtù di disposizioni del paese terzo
       interessato .
 2. Possono essere decisc deroghe al paragrafo 1 , lettera
 a ), in taluni casi , a condizione
 – che siano conformi aile disposizioni del paese terzo
       d'origine,
 – e che siano pressoché equivalenti alle deroghe
       ammesse per i vini da tavola e i v.q.p.r.d. ai sensi
       dell’articolo 6 , paragrafo 2, e dell’articolo 45*, para¬
        grafo 2 .
 ---pagebreak---                                         Sh
                                Sezione B
                   DOCUMENT! UFFICIALI E REGISTRI
                              Articolo 35                          Art Icolo 32
   1 . Per i vini importati destinati al consumo umano
   diretto che non figurano nell’elenco di cui all’articolo
           paragrafo 1 , la designazione sui documenti ufficiali      Ъ55\Ц
   contiene l' indicazione :
   a) del termine « vino »,
   b) délia predsazione che si tratta di un vino rosso, di .
           un vino rosato o di un vino bianco ,
    c) del paese terzo d' origine indicaro nei document! di
           cui al regolamenro ( CEE) n. 354 /79 che accompa-
           gnano all'atto dell'importazione il vino in questione.
   2.      Per i vini destinan al consurao umano diretto desi-
   gnati da un'indicazione geografica ed inclusi nelPelenco
   di cui alParticolo ié, paragrafo 1, la designazione nei
   documenti uffidali contiene Pindicazione :
^   a) del nome di un'unità geografica di cui alParticolo
Il       5^,, paragrafo 1 , lettera a),
    b) della precisazione che si tratta di vino rosso, di vino
           rosato o di vino bianco,
     c) del paese terzo d'origine.
    La designazione          di tali Vini           ,          nei
    documenti ufficiali contiene inoltre le indicazioni di cui
    all’articolo 261 oaraerafo ly enumerate in aoDresso.
    purché siano utilizzate o si preveda di utilizzarle sull’eti¬
     chettatura :
     a) il nome di un'unità geografica di cui alParticolo 16 ,
    ,    , paragrafo 2, lettera b),
     b) una menzione rclativa ad una qualité superiore,
      c) il nome di una o di due varietà di vite,
      d) Pannata di raccolta ,
      e) le precisazioni conccrncnti il modo di elaborazione o
            il tipo del prodorto, escluso quanto attienc al tenorc
       1 ; di zucchero residuo.
      f) le informazioni relative alle condizioni naturali o
            tecniche della viticoltura che sono all' origine del
          . vino medesimo .
      3. Per ì prodotti importati, diversi dai vini di cui agli
      articoli 25” e 26i la designazione nei documenti ufficiali
      contiene l’indicazione :
 ---pagebreak--- del tipo del prodotto ; questa indicazione è effet¬
tuata utilizzando la definizione che figura nelle
disposizioni comunitarie e che descrive il prodotto
in questione nella maniera più precisa ;
nel caso in cui :
– i vini o i mosti di uve in questione siano stati
    ottenuti nel paese terzo in cui sono state raccolte
    rune le uve utilizzate : di tale paese terzo,
– le condizioni del primo trattino non siano soddi¬
    sfatte : della menzione « prodono importato ».
 ---pagebreak---                                       %
                           Articolo 36
                                                             Art I col o 33
Xa. designazdone nei registri contiene :
 iO'per quanto riguarda i vini importad desdnad al
     ■ consumo umano direrto che non figurano
       ndTelenco di cui alTarticolo¿£>, parágrafo 1 :
                                                              355|n
           le indicazioni di cui alTarticolo^i paragrafo 1 ,
      –‘ il ntlmero dcl documente di accompagnamento
           e la data délia sua compilazione,
:1>) per quanto riguarda i vini importati destínad al
      consumo uznano diretto designad da un’indicazione
       geografíca ed indusi nelTelenco di cui aLTardcolo
     26. paragrafo 1 :
       – le indicazioni di cui all'articolo 3i paragrafo 2,
           primo comma ,
       – il numéro del documento di accompagnamento
            e la data délia sua compilazione,
  c) per quanto riguarda i prodotti importati diversi dai
      .vini di cui agli articoli XZ" e 2 6:
       – le indicazioni di cui all'articolo    paragrafo 3 ,
       – il numéro del documento di accompagnamento
            e la data délia sua compilazione.
 ---pagebreak---                                                             Art I COl O
                       Artìcolo 37
La designazione dei vini originari dei paesi terzi e desti¬
nati al consumo umano diretto nei documenti rilasciati
dagli organismi e laboratori competenti del paese terzo
interessato ed esibiti all’importazione , in applicazione
del regolamento (CEE) n.8à2 / S^, in particolare del l' ar¬
ticolo fO, contiene tutte le indicazioni necessarie affin ¬
ché gli organismi competenti degli Stati membri o le
persone fisiche o giuridiche o un’associazione di persone
che agiscono in loro veca. siano in grado di rilasciare un
documento di accompagnamento conformemente all’ar-
ricolons..
 ---pagebreak---                                       St
                           Sczione C
                DOCUMENT! COMMERCIAL !
                                                                  Art I CO f o 35
                          Articolo   ìS
1 . Se per un vino importato di cui all’articolo If non è
compilato un documento di accompagnamento, la desi ¬
gnazione nei documenti commerciali di cui all’articolo
1 , paragrafo 2 , lettera c), contiene le indicazioni di cui
all’articolo bX, paragrafo 1 .
Se f nei documenri commerdali^ la design-zione
 di    tale vino                    contiene inoltre I’indica-
zione di una marca prevista dall’articolo -2-5”, paragrafo
2, lettera b ), tale indicazione deve essere conforme
all’articolo tld .
 2. Se per un vino importato di cui all’articolo 2 6 non è
 compilato un documento di accompagnamento, la desi¬
 gnazione nei documenti commerciali di cui all' articolo
 1 , paragrafo 2, lettera c), contiene le indicazioni di cui
all'arucoloòii , paragrafo 2.
 Se nei documenri commerciali , la designazione
di tale vino                      contiene inoltre talune indi-
 cazioni di cui all'articolo 28 , paragrafo 2 , tali indica-
 zioni debbono essere conformi - agli articolii^ 3o,31
e all'articolo 40 .                                      '
 3 . Per i prodotti importati , diversi dai vini di cui agli
 articoli 25” e 2.6, la designazione nei documenti commer¬
 ciali di cui all’articolo 1 , paragrafo 2 , lettera c), contiene
 almeno le indicazioni di cui all’articolo 3£. paragrafo 3 .
 4. Per i prodotti importati e messi in commercio sul
 loro territorio, gli Stari membri possono consentire che
 le indicazioni di cui agli articoli 55”, Ifc e      siano appo¬
 ste sui documenti commerciali mediante codice. 11 co¬
  dice deve essere tale da permettere all’organismo incari¬
  cato del controllo di procedere ad una rapida identifica¬
  zione della designazione del prodotto in questione .
 ---pagebreak---                                         TTTOLO II
                                  PRESENTAZIONE
                                                                             Ar t i co I o 36
                                       Articolo 39
           1 . Il présente titolo fissa le norme generali relative ai
           rccipienti, all'ctichettatura ed all'imballaggio :                 3 SS
           a ) per quanto riguarda i prodoni originari della
                 Comunità,
                 – de¡ prodorri di cuialla voce 2204               delta
                     nomenclatura cartrinata e
                 – dei mosri di uve, anche concentrati , ai sensi dei
                     punti 2 e i dell' allegato I del regolamento
                     ( CEF.i n                  di cui alla voce ex
                    2009 délia ncmenclatura comb-inata ;
            b) pef quanto riguarda i prodoni orginari di paesi terzi
                 e che soddisfano aile condizioni di cui agli arricoli 9
                 e 10 del trattato ,
                 – dei prodoni di cui a'ila voce 2204 delta
                      ncmenclatura ccntnnata ,
                 – dci mosti di uve, ai sensi del punto 2 dell'allc-
                      gato I del recolamento (CEE) n.9íi ( &}■. di cui
                      alla voce ex 2009 delta ncmenclatura ccmbinata
                 – ^ci mosri di uve concentrari, ai sens' dcll'arti-
t                     colo 2 dcl rcgolamento ( CEE) _ _ /
                                                           di* cuT alla voce
                      ex 2009 delta nomenclatura combinata .
            Tunavia , qucsm titolo non si applica ai vini spumanri ,
            ai vini spumanci gassificad , ai vini frizzanti , ai vini friz-
            zanti gassiftcati cd ai vini liquorosi di cui all'allcgaro I
            del rcgolamento ( CEE) n.Sfî-(3f e all'articolo 2 del
[ 3Z3 /1QJ  regolamento ( CEE ) n .           ,| _
            2 . Ш погм     еи1 «I рлгвдг«1о 1
                               sono applicabili ai prodotti dctenuti per
           la vcndita c a qucili mcssi in circolazione.
 ---pagebreak---                           Articolo 40
1 . I prodotti oggetto del presente titolo possono essere
collocati o trasportati soltanto in recipienti •
a ) puliti all'intcrno .
b ) che non eseremno un’azione nociva sull’odore, sul
      gusto o sulla composizione del prodono in que-
      srione .
 c) composti o rivestiti internamente di materiali am¬
       messi al contatto delle derrate alimentari ,
 d) destinati unicamente a contenere o trasportare
      prodotti alimentari .
   2. L’utilizzazione dei recipienti può essere sottoposta a
   talune condizioni da determinare che garantiscano in
   particolare :
   a) la conservazione delle caratterisriche organoletticht
         e délia composizionc ded prodotti , c
   b) la distinzione della qualità e dell' origine dei pro¬
        dotti .
   3 . I recipienti per il magazzinaggio dei prodotti di cui
   al presente titolo sono contrassegnati in caratteri inde¬
   lebili, in modo che l’organismo incaricato del controllo
   possa procedere ad una rapida identificazione del loro
   contenuto mediante i registri o i documenti che li sosti¬
   tuiscono .
   Tuttavia, per i recipienti di un volume nominale infe¬
   riore o uguale a 60 litri, riempiti dello stesso prodotto
   ed immagazzinan insieme nella stessa partita , la marca¬
    tura dei recipienti può essere sostituita da quella della
    partita, purché tale partita sia nettamente separata dalle
    altre.
    4. Può essere previsto che i recipienti adibiti al tra¬
    sporto, specie le autocisterne, i carri-dstema e le navi-
    cistema, rechino in un punto ben visibile e in caratteri
    indelebili :
    a) una menzione che indichi che tali recipienti sono
          ammessi per il trasporto delle bevande o dei pro¬
          dotti alimentari , e
     b) delle istruzioni speciali per la loro pulizia .
 ---pagebreak---                              Articolo 41
                                                               Art I co I o 38
    ■ 1.      Ai sensi dei titoli I e II
                per etichettatura s’intende il complesso delle
   designazioni e delle altre menzioni, contrassegni, illu¬
   strazioni o marchi caratterizzanti il prodotto i quali
    figurano sullo stesso recipiente, incluso il dispositivo
    di chiusura, o sul contrassegno attaccato al recipiente.
    Non fanno parte del’etichettatura le indicazioni , i
    contrassegni e gli altri marchi :
    – previsti dalle disposizioni fiscali          degli Stati
          membri ,
    – relativi al fabbricante o al volume del recipiente,
          apposti direttamente in modo indelebile sul reci ¬
          piente,
  • – utilizzati ai fini del controllo dell' imbottiglia-
          mento e precisati nelle modalità da stabilire,
    ■–• utilizzati per identificare il prodotto con un
          códice numérico e/o un símbolo leggibile da una
          macchina,
     – relativi al prezzo del prodotto in questione,
     – previsti dalle disposizioni degli Stati membri rela-
          tive al controllo quantitativo e qualitativo dei
      , prodotti sottoposti ad un esame sistematico e uffi -
           ciale .
     2.      Fatte salve le deroghe di cui all’articolo 1 ,
     paragrafo 3 , secondo comma, a decorrere dal mo ¬
     mento in cui il prodotto è messo in circolazione in
     uh recipiente di volume nominale pari o inferiore
     a 60 litri, tale recipiente deve essere etichettato.
     Tale etichettatura deve essere Conforme alle dispo¬
     sizioni del presente regolamento ; lo stesso vale per
     i recipienti di volume nominale superiore a 60 litri
     qualora siano etichettati..
 3. ‘ Lîetichettatura è effetruata secondo le condizioni
 'd>e saranno determinate.                                     355 1^9
/Tab:;. condizioni, che possono essere differentiate se-
  condo.i prodotti, hanno per oggctto in particolare :
        iPapposizione delle cachette sui redpieriti,
  b) la dimensione minima delle cachette,
,c); (a ripartizione, pulle etichette, degli elementi di
         designazionc,
  dl la dimensione dei caratteri stampati sulle etichette,
  e) li'utilizzazionc di contrassegni , illustrazioni o mar-
       ",dhi, .    •
)£)';Ia lingua nella quale sono redane le etichette, sem-
         preché non sia prescritta dal présenté regolamento.
 ---pagebreak---                          Articolo 42                         Art I co
1.. Ai sensi dei ritoli I e II                          per
imballaggio si intendono gli involucri protettivi, quali
carte, rivestimenti di paglia di ogni genere, cartoni e
casse, utilizzati per il trasporto di uno o più recipienti .
2,- A prescindere dalle indicazioni necessarie per la
spedizione o figuranti sugli imballaggi effettuati dai
rivenditori al minuto alla presenza dell’acquirente, gli
imballaggi non possono recare indicazioni relative al
prodotto imballato non conformi agli articoli 2, , %0,
 ---pagebreak---                                  έ>3
                    TITOLO III
            DISPOSIZIONI GENERALI
                                                            Ar 1 1 CO I O 40
   Articolo 43
1 . L:i designazione c la presentazione dei prodotti
di cui al presente regolamento, ivi compreso qualsiasi
                                                                   3 4-éS” |
tipo di pubblicità dei medesimi, non devono essere
erronee o di natura tale da creare confusione o da
indurre in errore le persone cui si rivolgono, in parti¬
colare per quanto riguarda :
– le indicazioni previste agli articoli
     e%Pr'- questa disposizione si applica anche se dette
     indicazioni sono utilizzate in una traduzione,
     rinviano alla provenienza effettiva o sono corre¬
     date da menzioni quali “genere", “tipo”, “ metodo",
     “ imitazione”, “ marchio” o simili ,
– le caratteristiche dei prodotti, quali in particolare
     la natura, la composizione, il titolo alcolometrico
     volumico, il colore, l’origine o la provenienza, la
     qualità, la varietà di vite, l’annata di raccolta , il
     volume nominale dei recipienti         f o    una
     menzione relativa ad una qualità superiore,
– l’identità e la qualità delle persone fisiche e giuri¬
     diche o di un’associazione di persone, che parteci¬
     pano o hanno partecipato alla fabbricazione o alla
     commercializzazione del prodotto.
2.      Se la designazione, la presentazione e la pubbli¬
cità concernenti . i prodotti di cui al presente regola¬
mento sono completate con marchi, questi ultimi
non possono comportare parole, parti di parole, segni
o illustrazioni :
 a) che siano di natura tale da creare confusioni o
    indurre in errore, ai sensi del paragrafo 1 , le
    persone cui si rivolgono, o
 b) che possano essere confusi dalle persone cui sono
    destinati con la designazione totale o parziale di
    un vino da tavola, di un vino di qualità prodotto in
    una regione determinata o di un vino importato la
    cui designazione è disciplinata da disposizioni
    comunitarie o con la designazione di un altro
     prodotto di cui all’articolo 1 , paragrafo 1 , primo
     comma e all’articolo             paragrafo 1 , primo
     comma, o che siano identici alla designazione di
     tale prodotto, senza che i prodotti utilizzati per
     l’elaborazione dei prodotti finali summenzionati
     abbiano diritto a tale designazione o presentazione.
 3 . In deroga al parágrafo 2, lettera b), il titolare di
 un marchio registrato per un vino o un mosto di uve
 che sia idéntico :
 ---pagebreak--- – al nome di un’unità geografica più ridotta di una
      regione determinata utilizzato per la designazione
     di un v.q.p.r.d . oppure
– al nome di un’unità geografica utilizzato per la
     designazione di un vino da tavola di cui all’arti ¬
     colo 72, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n.
     822/ 87, oppure
– al nome di un vino importato designato da un’in -
     dicazione geográfica di cui all'articolo 7£>, pará¬
     grafo 1 ,
DUO, anche se non ha diritto a qucsto nome a norma
del paragrafo 2, continuare ad usare talc marchio fino
al 31 dicembre 2002 a condizione che il marchio in
questione :
a) sia stato registrato al più tardi il 31 dicembre 1985
     dall'autorità competente di uno Stato membro
     conformcmente al diritto vigcntc al momento di
     questa registrazione e
b) sia stato effettivamente utilizzato fino al 31
     dicembre 1986 senza interruzione dopo la sua
     registrazione o, se quest’ultima è anteriore al 1°
     gennaio 1984, almeno dopo tale data.
 1 marchi conformi aile condizioni del primo comma
 non possono essere opposti aU'utilizzazione dei nomi
 di unità geografiche utilizzati per la designazione di
 un v.q.p.r.d. o di un vino da tavola.
 Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su
 proposta della Commissione, deciderà anteriormente
 al 31 dicembre 2002 dell'eventuale proroga del
  termine indicato al primo comma.
  4.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione
  i marchi di cui al paragrafo 3, a mano a mano che
  essi vengono loro comunicati.
  La Commissione ne informa gli organismi compe¬
  tenti degli Stati membri incaricati del controllo
  dell'osservanza delle disposizioni comunitarie nel
  settore vitivinicolo.
 ---pagebreak---                              (oÇ
                                                         АПГСО!О 41
   Art unit * 44
Sc neixssario , possono esserc adottate norme per
l' inipicito dci numcri di controllo di cui all'articoio
À{ t parn^rafo 2.
 ---pagebreak---                                   и
                               _A.rtic.olo 42
  Articolo 44 bis
Gli organismi competenti in materia di sorveglianza e
di controllo di prodotti di cui al presente regolamento
possono, osservando le nonne generali di procedura
•dottate da ciascuno Stato membro, esigere dall’im¬
bottigliatore o da una persona che ha partecipato alla
commercializzazione e di cui figura una menzione
nella designazione o nella presentazione di questi
prodotti la prova dell’esattezza delle menzioni utiliz¬
zate per la designazione o la presentazione, concer¬
nenti la natura, l' identità, la qualità, la composizione,
l’origine o la provenienza del prodotto in questione o
dei prodotti utilizzati durante l’elaborazione dello
stesso .
Allorché tale richiesta proviene :
– dall’organismo competente dello Stato nvmbro in
     cui e stabilito l'imbottigliatore o la persona che
     partecipa alla commercializzazione e di cui figura
     una menzione nella designazione o nella presen¬
     tazione di questi prodotti, detto organismo
     richiede loro direttamente la prova ;
– dall’organismo competente di un altro Stato
     membro, questo, nell’ambito della loro diretta
      collaborazione, fornisce all’organismo competente
      del paese in cui è stabilito l’imbottigliatore o la
      persona che partecipa alla commercializzazione e
      di cui figura una menzione nella designazione o
      nella presentazione di questi prodotti tutti gli
      elementi utili che consentano a detto organismo
      di esigere la prova in questione ; l’organismo
      richiedente è informato del seguito dato alla
      propria richiesta.
 Qualora gli organismi competenti constatino che tale
 prova non è stata fornita, le menzioni in questione
 sono considerate come non conformi al presente
 regolamento.
 ---pagebreak---                                  Art ! col o 43
                        Articolo 4S
1 . La denominazione :
a) -« vint» » i riservata ai prodotd rispoodenci alla defi-
    nmone dae figura al punto 4o dcH'aDegato I del
    regolamento (CEE) n.
b) « vino da tavola » è riservata ai prodotd rispondcnti
    «Sa dcfinizione cbe figura al punto 1 ?» dello stesso
    aliegato.
2. Έααχ ββίνβ 1β <&ρο$ϊζιοηϊ ρβτ Γαπηοηίζζβζίοηβ εΐοΐΐο
Ιΐφάχάοοί, ϋ ρ*ϊΖ§ηίο 1 1β$αη ηιηβνώ ϊπρΓί^ίικϋοαΐα
1η ροκΜίιεϊ ρβτ §1ϊ 5»ά ιηβπώή <ϋ βιηιηκΚΓβ :
– l’utilizzazione della parola < vino » accompagnata
    da un nome di frutta e sotto forma di denomina­
    zione composta per la designazione di prodotti otte­
    nuti dalla fermentazione di frutta diversa dall’uva,
– alore denominazioni composte comportanti la pa-
    rola « vino ».
Se «4 ht mo di denominazioni composte di cui al prece-
dente comtna, deve essere éliminata qualsiasi possibilitâ
di eqsivoc© con i prodorà di cui al paragrafo 1 .
                                                            fc
 ---pagebreak---                                                            Art I col o 44
     Articolo 46
  1 . I prodotti la cui designazione o presentazione
  non corrisponde alle disposizioni del presente regola¬
  mento o alle relative modalità di applicazione non
  possono essere detenuti per la vendita, né messi in
  circolazione nella Comunità, né esportati .
  Tuttavia, per quanto riguarda i prodotti destinati
  aU'csportazione , deroghe alle disposizioni del presente
  regolamento possono :
  – essere autorizzate dagli Stati membii se la legisla-
       zione del paese terzo importatore lo esige ;
  – essere previste nella modalitá d’applicazione nei
       casi non cómpresi nel primo trattino.
  2.     Lo Stato membro nel cui territorio si trova il
  prodotto la cui designazione o presentazione non
  corrisponde alle disposizioni del paragrafo 1 prende
  le misure necessarie per sanzionare le infrazioni
  commesse secondo la loro gravità.
   Lo Stato . membro può tuttavia autorizzare la deten¬
  zione del prodotto in questione ai fini della vendita,
  dell’immissione in commercio nella Comunità o
   dell’esportazione, sempreché la designazione e la
   presentazione di detto prodotto siano rese conformi al
   paragrafo I .
r
 ---pagebreak---                        Articolo 47
                                                           Art ico!o 45
1. Per un periodo transitorio che terminerà il 3 1 ago¬
sto 1579, gii Stati membri possono autorizzare, in de¬
roga al presente regolamento, l’uso di menzioni com¬
plementari consentite a tale data per i prodotti che cir¬  35ь (Н
colane sul proprio territorio.
2. Altre disposizioni transitoire saranno adottate per
quant» riguarda :
– la messa in circolazione dei prodotri la cai designa-
    zionc e presentazione non corrispondono aile dispo¬
    sizioni del présente regolamento ,
– l’utilizzazione di scorte di etichette e di altri acces¬
    sori per l’etichettatura stampati anteriormente alla
    data dell’entrata in vigore del presente regolamento.
3 . Le modaiità di applicazione del présente articolo
sono adottate con la procedura prevista dairarticolo Bh
del regolamento ( CEE) n .      73^.
 ---pagebreak---                                         >0
                                                              Art I col o
                            Articolo 48
    1 . Il regolamento ( CEE) n.                è abrogato.
  2. I richiami al regolamento abrogato a norma dcl
  paragrafo 1 sono da intendersi riferiri al presente rego-
  lamento.
  Per i visto e i richiami agli anicoli del regolamento abro-
  gato vale la tabella di concordanza che figura nell’alle-
  gato.
/
 ---pagebreak---                                                                              Ar 1 1 co I o 37
                                                                           Articolo 49
                                                    Il présente regolamento entra in vigore il  3S5(>3
                                                                             1988 .
  Il presente regolamento è obbligatorio in rutti i suoi elementi c direttamente applicabile in
• ciascuno degli Stati membri.
  Farto a Bruxelles, addi
                                                                       Per il Consiglio
                                                                         Il Presidents
 ---pagebreak---                                      ALLEGATO
                              TABELLA DI CONCORDANZA
amento(CEE ) N° 355 / 79                      Presente   Rego I amento
Articolo  1                                   Articolo   1
Articolo  2                                   Articolo   2
Articolo  3,     paragrafo  1                 Articolo   3 , paragrafo  1
Articolo  3,     paragrafo  2                 Articolo   3,paragrafo    2
Articolo  3,     paragrafo  3                Articolo    3 , paragrafo  3
Articolo  3,     paragrafo  4                 Articolo   3 , paragrafo  4
Articolo  3,     paragrafo  6                 Articolo   3 , paragrafo  5
Articolo  3,     paragrafo  7                 Articolo   3 , paragrafo  6
Articolo  4,     paragrafo  1                 Articolo   4 , paragrafo  1
Articolo  4,     paragrafo  2                 Articolo   4 , paragrafo  2
Articolo  4 , paragrafo     2 bis             Articolo 4 , paragrafo    3
Articolo  4 , paragrafo     3                 Articolo 4 , paragrafo    4
Articolo  5                                   Articolo   5
Articolo  6                                   Art Icolo  6
Articolo  7                                   Articolo   7
Articolo  8                                   Articolo   -
Articolo  9                                   Articolo   8
Articolo  10                                  Articolo   9
Articolo  11                                  Articolo   10
Articolo  12                                  Articolo   11
Articolo  13     paragrafo 1                  Articolo   12 , paragrafo   1
Articolo  13     paragrafo 2                  Articolo   12 , paragrafo   2
Articolo  13     paragrafo 3                  Articolo   12 , paragrafo   3
Articolo  13     paragrafo 4                  Articolo   12 , paragrafo   4
Articolo  13   . paragrafo 6                  Articolo   12 , paragrafo   5
Articolo  14                                  Articolo   13
Articolo  15                                  Articolo   14
Articolo  16                                  Articolo    15
Articolo   17                                 Articolo    16
Articolo   18                                 Articolo   -
Articolo   19                                 Articolo    17
Articolo   20                                 Articolo    18
Articolo   21                                 Articolo    19
Articolo   22                                 Articolo    20
Articolo   23                                 Articolo    21
Articolo   24                                 Articolo    22
Articolo   25                                 Articolo    23
Articolo   26                                 Articolo    24
Articolo   27                                 Articolo    25
Articolo   28                                 Articolo    26
 Articolo  29                                 Art Icolo   27
 Articolo  30 . paragrafo 1                   Articolo    28 , paragrafo   1
 Articolo  30 . paragrafo 2                   Articolo    28 , paragrafo   2
 Articolo  30 . paragrafo 3                   Articolo    28 , paragrafo   3
 Articolo  30 . paragrafo 5                   Articolo    28 , paragrafo  4
 Articolo  30   . paragrafo  6                Articolo    28 , paragrafo  5
 Articolo  30 . paragrafo    7                 Articolo   28 , paragrafo  6
 Articolo  30 . paragrafo    8                Articolo    28 , paragrafo  7
 Articolo  30 . paragrafo    9                 Articolo   28 , paragrafo  δ
 Articolo  31                                  Articolo   29
 Articolo  32                                 Articolo    30
 Articolo   33                                 Art Icolo  31
 Articolo   34                                 Articolo     -
 ---pagebreak--- Articolo 35       Art I col o  32
Articolo 36       Art I co I o 33
Art Icolo 37      Art I col o  34
Articolo 38       Art I col o  35
Articolo  39      Artlcolo     36
Articolo  40      Art I col o  37
Art Icolo 41      Artlcolo     38
Articolo  42      Artlcolo     39
Articolo  43      Artlcolo     40
Art Icolo 44      Artlcolo     41
Articolo  44b I s Artlcolo     42
Art Icolo 45      Artlcolo     43
Articolo  46      Artlcolo     44
Articolo  47      Art Icolo    45
Articolo  48      Artlcolo     46
Articolo  49      Artlcolo 47