CELEX: 62015FN0063
Language: it
Date: 2015-04-23 00:00:00
Title: Causa F-63/15: Ricorso proposto il 23 aprile 2015 — ZZ/UAMI

6.7.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 221/28
            
         Ricorso proposto il 23 aprile 2015 — ZZ/UAMI
   (Causa F-63/15)
   (2015/C 221/38)
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: ZZ (rappresentante: Heinrich Tettenborn, avvocato)
   
      Convenuto: Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
   
      Oggetto e descrizione della controversia
   
   L’annullamento della decisione del convenuto, del 4 giugno 2014, di porre fine al contratto di lavoro della ricorrente, ai sensi di una clausola di tale contratto.
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione dell’UAMI, comunicata con lettera dell’UAMI del 4 giugno 2014, secondo cui il contratto della ricorrente di agente temporaneo presso l’UAMI, deve considerarsi risolto decorso il termine di 6 mesi a partire dal 4 giugno 2014;
            
         
               —
            
            
               condannare l’UAMI a risarcire i danni morali e immateriali subiti dalla ricorrente a seguito della decisione dell’UAMI di cui al primo trattino, nella misura che il Tribunale giudicherà equa;
            
         
               —
            
            
               condannare l’UAMI a reintegrare la ricorrente nel servizio con integrale ricostruzione degli avanzamenti di carriera che la stessa avrebbe conseguito in caso di ininterrotta prosecuzione del rapporto di lavoro, e a risarcirle integralmente i danni materiali subiti, in particolare mediante il pagamento di tutti gli arretrati di retribuzione e risarcendo ogni altro danno materiale causato alla ricorrente dall’illegittimo operato dell’UAMI (dedotta l’indennità di disoccupazione percepita);
            
         
               —
            
            
               in subordine, qualora per motivi di diritto o di fatto non avvenga nel caso di specie la reintegrazione in servizio della ricorrente e/o la prosecuzione del rapporto di lavoro alle medesime condizioni in precedenza applicate, condannare l’UAMI a risarcire alla ricorrente i danni materiali conseguenti all’illegittima cessazione della sua attività lavorativa, in misura pari alla differenza tra la sua concreta aspettativa di reddito nell’arco della vita e il reddito che la ricorrente avrebbe percepito nell’arco della vita se il contratto fosse stato mantenuto, tenuto conto delle prestazioni pensionistiche e degli ulteriori diritti;
            
         
               —
            
            
               condannare l’UAMI alle spese.