CELEX: 52004PC0486(03)
Language: it
Date: 2004-07-14
Title: Proposta di Direttive del Parlamento europeo e del Consiglio Rifusione della direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi e al suo esercizio e della direttiva 93/6/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi - Allegati tecnici {SEC(2004) 921}

IT
IT    IT
 ---pagebreak---                      COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                       Bruxelles, 14.7.2004
                                                       COM(2004) 486 definitivo
                                                       2004/0155 (COD)
                                                       2004/0159 (COD)
                                                       Allegati tecnici
                                           Proposta di
            DIRETTIVE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
       Rifusione della direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
   20 marzo 2000, relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi e al suo esercizio e della
        direttiva 93/6/CEE del Consiglio, del 15 marzo 1993, relativa all'adeguatezza
                patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi
                                 (presentata dalla Commissione)
                                        {SEC(2004) 921}
IT                                                                                                  IT
 ---pagebreak---      RELAZIONE
   -
IT       2     IT
 ---pagebreak---                                                 Proposta di
                                     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                                 del […]
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo […],
   vista la proposta della Commissione1,
   visto il parere del Parlamento europeo2,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo3,
   visto il parere del Comitato delle Regioni4,
   considerando quanto segue:
   (1)      […].
   (2)      […],
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                Articolo 1
   […]
                                               Articolo […]
   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed
   amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il […]. Essi ne
   informano immediatamente la Commissione.
   Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla
   presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione
   ufficiale. Gli Stati membri determinano le modalità di tali riferimenti.
   1
            GU C […] del […], pag. […].
   2
            GU C […] del […], pag. […].
   3
            GU C […] del […], pag. […].
   4
            GU C […] del […], pag. […].
IT                                                   3                                         IT
 ---pagebreak---                                             Articolo […]
   La presente direttiva entra in vigore il […] giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
                                            Articolo […]
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, […]
                                                Per il Consiglio
                                                Il Presidente
                                                […]
IT                                                 4                                       IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO
                                                              Ø nuovo
      Allegato V – Criteri tecnici relativi all’organizzazione e al trattamento dei rischi
   1.     GOVERNO SOCIETARIO
   1.     I responsabili della direzione di cui all’articolo 11 stabiliscono le modalità relative
          alla ripartizione delle funzioni nell’organizzazione e alla prevenzione dei conflitti di
          interesse.
   2.     TRATTAMENTO DEI RISCHI
   2.     I responsabili della direzione di cui all’articolo 11 approvano e riesaminano
          periodicamente le strategie e le politiche riguardanti l'assunzione, la gestione, la
          sorveglianza e l'attenuazione dei rischi ai quali l'ente creditizio è o potrebbe essere
          esposto, compresi quelli derivanti dal contesto macroeconomico nel quale esso
          opera, in relazione alla fase del ciclo economico.
   3.     RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE
   3.     La concessione dei crediti si basa su criteri solidi e ben definiti. La procedura per
          l’approvazione, la modifica, il rinnovo e il rifinanziamento dei crediti viene definita
          in modo chiaro.
   4.     L’amministrazione e la sorveglianza continue dei portafogli e delle esposizioni
          soggetti al rischio di credito, comprese l’identificazione e la gestione dei crediti
          problematici e la realizzazione di rettifiche di valore e di accantonamenti adeguati,
          vengono eseguiti tramite sistemi efficaci.
   5.     La diversificazione dei portafogli dei crediti è adeguata ai mercati di sbocco e alla
          strategia globale di credito dell’ente creditizio.
   4.     RISCHIO RESIDUO
   6.     Il rischio che le tecniche riconosciute per l’attenuazione del rischio di credito
          utilizzate dall’ente creditizio risultino meno efficaci del previsto viene affrontato e
          controllato mediante politiche e procedure scritte.
   5.     RISCHIO DI CONCENTRAZIONE
   7.     Il rischio di concentrazione derivante da esposizioni verso controparti, gruppi di
          controparti collegate e controparti del medesimo settore economico, della stessa
          regione geografica o che esercitano la stessa attività o trattano la stessa merce,
IT                                                 5                                               IT
 ---pagebreak---        nonché l’applicazione di tecniche di attenuazione del rischio di credito, compresi in
       particolare i rischi connessi con i grandi fidi indiretti (ad esempio verso un unico
       datore di garanzie), vengono affrontati e controllati mediante politiche e procedure
       scritte.
   6.  RISCHI DERIVANTI DA CARTOLARIZZAZIONI
   8.  I rischi derivanti da operazioni di cartolarizzazione in relazione alle quali gli enti
       creditizi sono cedenti o promotori vengono valutati e affrontati mediante politiche e
       procedure appropriate, al fine di garantire in particolare che la sostanza economica
       dell’operazione sia pienamente rispecchiata nelle decisioni di valutazione e di
       gestione del rischio.
   9.  Gli enti creditizi che sono cedenti di operazioni di cartolarizzazione rotative che
       prevedono clausole di rimborso anticipato approntano strategie di liquidità per far
       fronte alle implicazioni dei rimborsi sia programmati sia anticipati.
   7.  RISCHIO     DI TASSO DI INTERESSE DERIVANTE DA ATTIVITÀ DIVERSE DALLA
       NEGOZIAZIONE
   10. Si applicano dei sistemi per valutare e gestire il rischio derivante da variazioni
       potenziali dei tassi di interesse in quanto tali modifiche influiscono sulle attività
       dell’ente creditizio diverse dalla negoziazione.
   8.  RISCHIO OPERATIVO
   11. Vengono attuati politiche e processi intesi a valutare e a gestire l’esposizione al
       rischio operativo, nel quale sono compresi gli eventi di particolare gravità e di scarsa
       frequenza. Ferma restando la definizione di cui all’articolo 4, punto 22, gli enti
       creditizi stabiliscono dettagliatamente in che cosa consista il rischio operativo ai fini
       di tali politiche e procedure.
   12. Gli enti creditizi si dotano di piani di emergenza e di continuità operativa che
       assicurino la capacità di operare su base continuativa e di limitare le perdite in caso
       di gravi interruzioni dell’operatività.
   9.  RISCHIO DI LIQUIDITÀ
   13. Gli enti creditizi si dotano di politiche e processi per la misurazione e la gestione
       della loro posizione finanziaria netta su base continuativa e prospettica. Gli enti
       creditizi considerano possibili scenari alternativi e riesaminano periodicamente le
       ipotesi su cui si basano le decisioni relative alla posizione finanziaria netta.
   14. Gli enti creditizi si dotano di piani di emergenza per affrontare le crisi di liquidità.
IT                                              6                                                IT
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO VI
                                    Metodo standardizzato
                        Parte 1 – Fattori di ponderazione del rischio
   1.   ESPOSIZIONI VERSO AMMINISTRAZIONI CENTRALI O BANCHE
        CENTRALI
   1.1. Trattamento
   1.   Fermi restando i punti da 2 a 8, alle esposizioni verso amministrazioni centrali e
        banche centrali si applica un fattore di ponderazione del rischio del 100%.
   2.   Alle esposizioni verso amministrazioni centrali e banche centrali per le quali sia
        disponibile una valutazione del merito di credito di un’agenzia esterna di valutazione
        del merito di credito (External Credit Assessment Institution, di seguito ECAI)
        prescelta si applica un fattore di ponderazione del rischio in conformità della tabella
        1, nel rispetto dell’attribuzione da parte delle autorità competenti delle valutazioni
        del merito di credito delle ECAI idonee alle sei classi della scala di valutazione del
        merito di credito.
        Tabella 1:
        Classe     di            1            2            3          4           5            6
        merito     di
        credito
        Fattore di               0            2            5          1           1            1
        ponderazio               %            0            0          0           0            5
        ne        del                         %            %          0           0            0
        rischio                                                       %           %            %
   3.   Alle esposizioni verso la Banca centrale europea si applica un fattore di
        ponderazione del rischio dello 0%.
   1.2. Esposizioni nella valuta nazionale del debitore
   4.   A discrezione delle autorità competenti, alle esposizioni verso la loro
        amministrazione centrale e la loro banca centrale denominate e finanziate in valuta
        locale può applicarsi un fattore di ponderazione del rischio inferiore a quello indicato
        al punto 2.
   5.   Quando le autorità competenti di uno Stato membro esercitano la discrezionalità di
        cui al punto 4, le autorità competenti di altri Stati membri possono consentire ai loro
        enti creditizi di applicare lo stesso fattore di ponderazione del rischio alle esposizioni
        verso tale amministrazione centrale o banca centrale denominate e finanziate in
        quella valuta.
IT                                               7                                                 IT
 ---pagebreak---    6.      Quando le autorità competenti di un paese terzo che applicano prescrizioni
           prudenziali e regolamentari almeno equivalenti a quelle comunitarie assegnano un
           fattore di ponderazione del rischio inferiore a quello indicato ai punti 1 e 2 alle
           esposizioni verso la loro amministrazione centrale e la loro banca centrale
           denominate e finanziate nella valuta locale, gli Stati membri possono consentire ai
           loro enti creditizi di applicare lo stesso fattore di ponderazione del rischio a tali
           esposizioni.
   1.3.    Uso delle valutazioni del merito di credito delle agenzie per il credito
           all’esportazione (Export Credit Agencies)
   7.      Una valutazione del merito di credito di un’agenzia per il credito all’esportazione
           può essere riconosciuta solo se è soddisfatta una delle seguenti condizioni:
           a)    la valutazione è un punteggio concordato dalle agenzie per il credito
                 all’esportazione aderenti all’Arrangement on Guidelines for Officially
                 Supported Export Credits dell’OCSE;
           b)    l’agenzia per il credito all’esportazione pubblica le proprie valutazioni del
                 merito di credito e si conforma alla metodologia definita dall’OCSE e la
                 valutazione è associata ad uno dei sette premi minimi di assicurazione delle
                 esportazioni (minimum export insurance premiums, di seguito MEIP) stabiliti
                 dalla metodologia dell’OCSE.
   8.      Alle esposizioni per le quali, a fini di ponderazione del rischio, viene riconosciuta
           una valutazione del merito di credito di un’agenzia per il credito all’esportazione
           viene applicato un fattore di ponderazione del rischio secondo quanto previsto alla
           tabella 2.
           Tabella 2
   MEIP       1           2           3           4           5           6           7
   Fattore    0%          20%         50%         100%        100%        100%        150%
   di
   ponderaz
   ione del
   rischio
   2.      ESPOSIZIONI VERSO AMMINISTRAZIONI REGIONALI O AUTORITÀ
           LOCALI
   9.      Fermi restando i punti da 10 a 12, alle esposizioni verso amministrazioni regionali e
           autorità locali si applica un fattore di ponderazione del rischio pari a quello delle
           esposizioni verso enti. L’esercizio di questa discrezionalità da parte delle autorità
           competenti è indipendente dall’esercizio della discrezionalità da parte delle autorità
           competenti di cui all’articolo 80. Non si applica il trattamento preferenziale per le
           esposizioni a breve termine specificato ai punti 30, 31 e 36.
IT                                               8                                                IT
 ---pagebreak---    10.  A discrezione delle autorità competenti, le esposizioni verso amministrazioni
        regionali e autorità locali possono essere trattate come le esposizioni verso le
        amministrazioni centrali di rispettiva appartenenza, a condizione che non vi sia
        nessuna differenza di rischio tra tali esposizioni in quanto le amministrazioni
        regionali e le autorità locali hanno specifici poteri di imposizione fiscale e un assetto
        istituzionale tale da ridurre il loro rischio di inadempimento.
   11.  Quando le autorità competenti di uno Stato membro esercitano la discrezionalità di
        cui al punto 10, le autorità competenti di altri Stati membri possono consentire ai loro
        enti creditizi di applicare lo stesso fattore di ponderazione del rischio alle esposizioni
        verso tali amministrazioni regionali e autorità locali.
   12.  Quando le autorità competenti di un paese terzo che applicano prescrizioni
        prudenziali e regolamentari almeno equivalenti a quelle comunitarie trattano le
        esposizioni verso amministrazioni regionali e autorità locali come le esposizioni
        verso la rispettiva amministrazione centrale, gli Stati membri possono consentire ai
        loro enti creditizi di applicare a tali esposizioni un fattore di ponderazione identico.
   3.   ESPOSIZIONI VERSO ORGANI AMMINISTRATIVI E IMPRESE NON
        COMMERCIALI
   3.1. Trattamento
   13.  Fermi restando i punti da 14 a 18, alle esposizioni verso organi amministrativi e
        imprese non commerciali si applica un fattore di ponderazione del rischio del 100%.
   3.2. Enti del settore pubblico
   14.  Fermi restando i punti da 15 a 17, alle esposizioni verso gli enti del settore pubblico
        si applica un fattore di ponderazione del 100%.
   15.  A discrezione delle autorità competenti, le esposizioni verso enti del settore pubblico
        possono essere trattate come le esposizioni gli enti. L’esercizio di questa
        discrezionalità da parte delle autorità competenti è indipendente dall’esercizio della
        discrezionalità da parte delle autorità competenti di cui all’articolo 80. Non si applica
        il trattamento preferenziale per le esposizioni a breve termine specificato ai punti 30,
        31 e 36.
   16.  Quando le autorità competenti di uno Stato membro esercitano la discrezionalità di
        trattare le esposizioni verso enti del settore pubblico come esposizioni verso enti, le
        autorità competenti di altri Stati membri possono consentire ai loro enti creditizi di
        applicare lo stesso fattore di ponderazione alle esposizioni verso tali enti del settore
        pubblico.
   17.  Quando le autorità competenti di un paese terzo che applicano prescrizioni
        prudenziali e regolamentari almeno equivalenti a quelle comunitarie trattano le
        esposizioni verso enti del settore pubblico come esposizioni verso enti, gli Stati
        membri possono consentire ai loro enti creditizi di applicare a tali esposizioni un
        fattore di ponderazione del rischio identico.
IT                                                9                                                IT
 ---pagebreak---    3.3. Chiese e comunità religiose
   18.  Le esposizioni verso chiese e comunità religiose costituite come persone giuridiche
        di diritto pubblico e che riscuotono imposte secondo la legislazione che conferisce
        loro tale diritto vengono trattate come le esposizioni verso enti del settore pubblico.
   4.   ESPOSIZIONI VERSO BANCHE MULTILATERALI DI SVILUPPO
   4.1. Ambito di applicazione
   19.  Ai fini degli articoli da 78 a 83, la Inter-American Investment Corporation è
        considerata una banca multilaterale di sviluppo.
   4.2. Trattamento
   20.  Fermi restando i punti 21 e 22, le esposizioni verso banche multilaterali di sviluppo
        vengono trattate come le esposizioni verso enti creditizi conformemente ai punti da
        28 a 31. Non si applica il trattamento preferenziale per le esposizioni a breve termine
        come specificato ai punti 30, 31 e 36.
   21.  Alle esposizioni verso le seguenti banche multilaterali di sviluppo si applica un
        fattore di ponderazione del rischio dello 0%:
        a) la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo;
        b) la Società finanziaria internazionale;
        c) la Banca interamericana di sviluppo;
        c) la Banca asiatica di sviluppo;
        c) la Banca africana di sviluppo;
        f) la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa;
        g) la Nordic Investment Bank;
        h) la Banca di sviluppo dei Caraibi;
        i) la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo;
        j) la Banca europea per gli investimenti (BEI);
        k) il Fondo europeo per gli investimenti;
        l) l’Agenzia multilaterale di garanzia degli investimenti.
   22.  La quota non versata del capitale sottoscritto nel Fondo europeo per gli investimenti
        è ponderata al 20%.
IT                                            10                                                IT
 ---pagebreak---    5.       ESPOSIZIONI VERSO ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
   23.      Alle esposizioni verso le seguenti organizzazioni internazionali si applica un fattore
            di ponderazione del rischio dello 0%:
            a) la Comunità europea;
            b) il Fondo monetario internazionale;
            c) la Banca dei regolamenti internazionali.
   6.       ESPOSIZIONI VERSO ENTI
   6.1.     Trattamento
   24.      Ai fini della determinazione dei fattori di ponderazione del rischio per le esposizioni
            verso enti si applica uno dei due metodi descritti ai punti da 26 a 27 e ai punti da 28 a
            31.
   6.2.     Soglia minima di ponderazione del rischio per le esposizioni verso enti privi di
            rating
   25.      Le esposizioni verso enti privi di rating non possono ricevere un fattore di
            ponderazione del rischio inferiore a quello applicato alle esposizioni verso la propria
            amministrazione centrale.
   6.3.     Metodo basato sul fattore di ponderazione del rischio dell’amministrazione
            centrale
   26.      Alle esposizioni verso gli enti è assegnato un fattore di ponderazione del rischio
            corrispondente alla classe di merito di credito nella quale sono classificate le
            esposizioni verso l’amministrazione centrale di appartenenza di tali enti
            conformemente alla tabella 3.
            Tabella 3
   Classe di merito di 1               2           3            4           5            6
   credito alla quale è
   assegnata
   l’amministrazione
   centrale
   Fattore             di 20%          50%         100%         100%        100%         150%
   ponderazione      del
   rischio
   dell’esposizione
IT                                                11                                                  IT
 ---pagebreak---    27.     Per le esposizioni verso enti aventi sede in paesi la cui amministrazione centrale è
           priva di rating, il fattore di ponderazione del rischio non può essere superiore al
           100%.
   6.4.    Metodo basato sulla valutazione del merito di credito
   28.     Alle esposizioni verso enti aventi una durata originaria effettiva superiore a tre mesi
           per le quali sia disponibile una valutazione del merito di credito di un’ECAI prescelta
           si applica un fattore di ponderazione del rischio in conformità della tabella 4, nel
           rispetto dell’attribuzione da parte delle autorità competenti delle valutazioni del
           merito di credito delle ECAI idonee alle sei classi della scala di valutazione del
           merito di credito.
           Tabella 4
   Classe di merito di 1               2            3          4            5           6
   credito
   Fattore             di 20%          50%          50%        100%         100%        150%
   ponderazione       del
   rischio
   29.     Le esposizioni verso enti privi di rating ricevono un fattore di ponderazione del 50%.
   30.     Alle esposizioni verso enti aventi una durata originaria effettiva pari o inferiore a tre
           mesi per le quali sia disponibile una valutazione del merito di credito di un’ECAI
           prescelta si applica un fattore di ponderazione del rischio in conformità della tabella
           5, nel rispetto dell’attribuzione da parte delle autorità competenti delle valutazioni
           del merito di credito delle ECAI idonee alle sei classi della scala di valutazione del
           merito di credito.
           Tabella 5
   Classe di merito di 1               2            3          4            5           6
   credito
   Fattori             di 20%          20%          20%        50%          50%         150%
   ponderazione       del
   rischio
   31.     Alle esposizioni verso enti privi di rating aventi una durata originaria effettiva pari o
           inferiore a tre mesi si applica un fattore di ponderazione del rischio del 20%.
   6.5.    Interazione con valutazioni del merito di credito a breve termine
   32.     Se il metodo specificato ai punti da 28 a 31 viene applicato alle esposizioni verso
           enti, l’interazione con le specifiche valutazioni del merito di credito a breve termine
           avviene secondo le modalità seguenti.
IT                                                 12                                                IT
 ---pagebreak---    33.  Il trattamento preferenziale generale per le esposizioni a breve termine, così come
        definito al punto 30, si applica a tutte le esposizioni verso enti di durata iniziale fino
        a tre mesi quando non esiste una specifica valutazione delle esposizioni a breve
        termine.
   34.  Qualora esista una valutazione a breve termine e questa determini l’applicazione di
        un fattore di ponderazione del rischio più favorevole o identico a quello derivante dal
        trattamento preferenziale generale per le esposizioni a breve termine di cui al punto
        30, essa è impiegata esclusivamente per quella specifica esposizione. Altre
        esposizioni a breve termine ricevono il trattamento preferenziale generale per le
        esposizioni a breve termine, come specificato al punto 30.
   35.  Qualora esista una valutazione a breve termine e questa determini l’applicazione di
        un fattore di ponderazione del rischio meno favorevole di quello derivante dal
        trattamento preferenziale generale per le esposizioni a breve termine di cui al punto
        30, il trattamento preferenziale generale per le esposizioni a breve termine non può
        essere utilizzato e tutti i crediti a breve termine privi di rating ricevono lo stesso
        fattore di ponderazione del rischio applicato in base alla specifica valutazione a breve
        termine.
   6.6. Esposizioni a breve termine nella valuta nazionale del debitore
   36.  Laddove le autorità competenti abbiano adottato per le esposizioni verso
        amministrazioni centrali e banche centrali il metodo descritto ai punti da 4 a 6, a loro
        discrezione possono altresì assegnare alle esposizioni verso enti con durata originaria
        effettiva pari o inferiore a tre mesi, denominate e finanziate in valuta locale, sulla
        base di entrambi i metodi descritti ai punti da 26 a 27 e ai punti da 28 a 31, un fattore
        di ponderazione del rischio corrispondente alla categoria immediatamente meno
        favorevole del fattore di ponderazione preferenziale, di cui ai punti da 4 a 6,
        assegnato alle esposizioni verso l’amministrazione centrale.
   37.  Alle esposizioni con durata originaria effettiva pari o inferiore a tre mesi, denominate
        e finanziate nella valuta nazionale del debitore, non può essere assegnato un fattore
        di ponderazione del rischio inferiore al 20%.
   6.7. Investimenti in strumenti di patrimonio di vigilanza
   38.  Gli investimenti in strumenti di capitale o in strumenti di patrimonio di vigilanza
        emessi da enti sono ponderati al 100%, a meno che non siano dedotti dai fondi
        propri.
   7.   ESPOSIZIONI VERSO IMPRESE
   7.1. Trattamento
   39.  Alle esposizioni per le quali sia disponibile una valutazione del merito di credito di
        un’ECAI prescelta si applica un fattore di ponderazione del rischio in conformità
        della tabella 5, nel rispetto dell’attribuzione da parte delle autorità competenti delle
        valutazioni del merito di credito delle ECAI idonee alle sei classi di una scala di
        valutazione del merito di credito.
IT                                              13                                                 IT
 ---pagebreak---            Tabella 5
   Classe di merito di 1               2           3           4           5            6
   credito
   Fattore            di 20%           50%         100%        100%        150%         150%
   ponderazione      del
   rischio
   40.     Le esposizioni per le quali tale valutazione non sia disponibile ricevono una
           ponderazione del 100% o la ponderazione dell’amministrazione centrale di
           appartenenza, qualora quest’ultima sia più elevata.
   8.      ESPOSIZIONI AL DETTAGLIO
   41.     Le esposizioni che soddisfano i criteri elencati all’articolo 79, paragrafo 2, possono
           ricevere, a discrezione delle autorità competenti, una ponderazione del rischio del
           75%.
   9.      ESPOSIZIONI GARANTITE DA IMMOBILI
   42.     Fermi restando i punti da 43 a 57, alle esposizioni pienamente garantite da immobili
           si applica un fattore di ponderazione del rischio del 100%.
   9.1.    Esposizioni garantite da ipoteche su immobili residenziali
   43.     Alle esposizioni pienamente e totalmente garantite, secondo modalità ritenute
           soddisfacenti dalle autorità competenti, da ipoteche su immobili residenziali
           occupati, destinati ad essere occupati o dati in locazione dal proprietario si applica un
           fattore di ponderazione del 35%.
   44.     Le esposizioni pienamente e totalmente garantite, secondo modalità ritenute
           soddisfacenti dalle autorità competenti, da quote di partecipazione in imprese
           finlandesi di edilizia residenziale che operano in base alla legge finlandese relativa
           alle imprese di edilizia abitativa del 1991 o ad una successiva legislazione
           equivalente, a fronte di immobili di tipo residenziale occupati, destinati ad essere
           occupati o dati in locazione dal proprietario hanno un fattore di ponderazione del
           35%.
   45.     Nell’esercizio della loro discrezionalità, le autorità competenti si ritengono
           soddisfatte solo qualora siano rispettate le condizioni seguenti:
           a)    il valore dell’immobile non deve dipendere in misura rilevante dal merito di
                 credito del debitore. Questo requisito non esclude le situazioni in cui fattori
                 puramente macroeconomici influenzino sia il valore dell’immobile che la
                 regolarità dell’adempimento del debitore;
IT                                                14                                                 IT
 ---pagebreak---         b)     il rischio del debitore non deve dipendere in misura rilevante dai risultati
               dell’immobile o del progetto immobiliare sottostante, ma piuttosto dalla
               capacità di fondo del debitore stesso di rimborsare il debito attingendo ad altre
               fonti. Di conseguenza, il rimborso del debito non deve dipendere in misura
               rilevante dai flussi finanziari generati dall’immobile sottostante che funge da
               garanzia;
        c)     sono soddisfatti i requisiti minimi di cui all’allegato VIII, parte 2, punto 8 e le
               regole di valutazione di cui all’allegato VIII, parte 3, punti da 63 a 66;
        d)     il valore dell’immobile deve superare quello delle esposizioni per un margine
               consistente.
   46.  Le autorità competenti possono rinunciare ad esigere l’osservanza della condizione
        di cui al punto 45, lettera b) per le esposizioni pienamente e totalmente garantite da
        ipoteche su immobili residenziali situati sul loro territorio, se si accerta che sul loro
        territorio esiste un mercato di immobili residenziali ben sviluppato e consolidato con
        tassi di perdita sufficientemente bassi da giustificare tale trattamento.
   47.  Quando le autorità competenti di uno Stato membro esercitano la discrezionalità di
        cui al punto 46, le autorità competenti di altri Stati membri possono consentire ai loro
        enti creditizi di applicare un fattore di ponderazione del rischio del 35% a tali
        esposizioni pienamente e totalmente garantite da ipoteche su immobili residenziali.
   9.2. Esposizioni garantite da ipoteche su immobili non residenziali
   48.  A discrezione delle autorità competenti, le esposizioni pienamente e totalmente
        garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle predette autorità, da ipoteche
        su uffici o locali per il commercio situati sul loro territorio possono ricevere un
        fattore di ponderazione del rischio del 50%.
   49.  A discrezione delle autorità competenti, le esposizioni pienamente e totalmente
        garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle predette autorità, da quote di
        partecipazione in imprese finlandesi di edilizia residenziale che operano in base alla
        legge finlandese relativa alle imprese di edilizia abitativa del 1991 o ad una
        successiva legislazione equivalente, a fronte di uffici o locali per il commercio hanno
        un fattore di ponderazione del rischio del 50%.
   50.  A discrezione delle autorità competenti, le esposizioni relative ad operazioni di
        leasing su uffici o locali per il commercio situati sul loro territorio e soggetti a
        disposizioni di legge che garantiscono al locatore il mantenimento della piena
        proprietà del bene affittato fino al momento dell'opzione di acquisto da parte del
        locatario possono ricevere un fattore di ponderazione del rischio del 50%.
   51.  L’applicazione dei punti da 48 a 50 è soggetta alle condizioni seguenti:
        a)     il valore dell’immobile non deve dipendere in misura rilevante dal merito di
               credito del debitore. Questo requisito non esclude le situazioni in cui fattori
               puramente macroeconomici influenzino sia il valore dell’immobile che la
               regolarità dell’adempimento del debitore;
IT                                              15                                                 IT
 ---pagebreak---        b)     il rischio del debitore non deve dipendere in misura rilevante dai risultati
              dell’immobile o del progetto immobiliare sottostante, ma piuttosto dalla
              capacità di fondo del debitore stesso di rimborsare il debito attingendo ad altre
              fonti. Di conseguenza, il rimborso del debito non deve dipendere in misura
              rilevante dai flussi finanziari generati dall’immobile sottostante che funge da
              garanzia;
       c)     devono essere soddisfatti i requisiti minimi di cui all’allegato VIII, parte 2,
              punto 8 e le regole di valutazione di cui all’allegato VIII, parte 3, punti da 63 a
              66.
   52. Il fattore di ponderazione del rischio del 50% si applica alla parte del prestito che non
       supera un limite calcolato in base ad una delle seguenti condizioni:
       a)     il 50% del valore di mercato dell’immobile in questione;
       b)     il minore tra il 50 % del valore di mercato dell'immobile e il 60 % del valore
              del credito ipotecario negli Stati membri che hanno stabilito mediante
              disposizioni legislative o regolamentari criteri rigorosi per la valutazione del
              valore del credito ipotecario.
   53. Il fattore di ponderazione del rischio del 100% si applica alla parte del prestito che
       supera i limiti stabiliti al punto 52.
   54. Quando le autorità competenti di uno Stato membro esercitano la discrezionalità di
       cui ai punti da 48 a 50, le autorità competenti di altri Stati membri possono
       consentire ai loro enti creditizi di applicare un fattore di ponderazione del rischio del
       50% a tali esposizioni pienamente e totalmente garantite da ipoteche su immobili non
       residenziali.
   55. Le autorità competenti possono rinunciare ad esigere l’osservanza della condizione
       di cui al punto 51, lettera b), per le esposizioni pienamente e totalmente garantite da
       ipoteche su immobili non residenziali situati sul loro territorio se si accerta che sul
       loro territorio esiste un mercato di immobili non residenziali ben sviluppato e
       consolidato con tassi di perdita che non superino i limiti seguenti:
       a)     fino al 50% del valore di mercato (o laddove applicabile e se inferiore il 60%
              del valore del credito ipotecario non deve superare lo 0,3% dei prestiti in essere
              in un qualsiasi anno;
       b)     le perdite complessive derivanti da prestiti su immobili non residenziali non
              devono superare lo 0,5% dei prestiti in essere in un qualsiasi anno.
   56. Se uno dei limiti di cui al punto 55 non viene rispettato in un qualsiasi anno, cessa la
       possibilità di utilizzare questo trattamento e la seconda condizione di cui al punto 51,
       lettera b), deve essere nuovamente soddisfatta prima che sia ripristinata la possibilità
       di utilizzare il trattamento.
   57. Quando le autorità competenti di uno Stato membro esercitano la discrezionalità di
       cui al punto 55, le autorità competenti di altri Stati membri possono consentire ai loro
       enti creditizi di applicare un fattore di ponderazione del rischio del 50% a tali
IT                                             16                                                 IT
 ---pagebreak---        esposizioni pienamente e totalmente garantite da ipoteche su immobili non
       residenziali.
   10. POSIZIONI SCADUTE
   58. Ferme restando le disposizioni contenute ai punti da 59 a 62, la parte non garantita di
       una posizione scaduta da oltre 90 giorni ha il fattore di ponderazione del rischio
       seguente:
       a)     150% se le rettifiche di valore sono inferiori al 20% della parte non garantita
              dell’esposizione al lordo delle rettifiche di valore;
       b)     100% se le rettifiche di valore sono pari ad almeno il 20% della parte non
              garantita dell’esposizione al lordo delle rettifiche di valore;
       c)     50%, a discrezione delle autorità competenti, se le rettifiche di valore sono pari
              ad almeno il 50% della parte non garantita dell’esposizione al lordo delle
              rettifiche di valore.
   59. Per definire la parte garantita di una posizione scaduta valgono le stesse garanzie
       reali e personali ammissibili ai fini dell’attenuazione del rischio di credito.
   60. Tuttavia, quando una posizione scaduta è pienamente coperta da forme di garanzie
       reali non ammissibili ai fini dell’attenuazione del rischio di credito, può essere
       attribuito un fattore di ponderazione del rischio del 100%, a discrezione delle autorità
       competenti, sulla base di rigorosi criteri operativi intesi ad assicurare la qualità della
       garanzia reale, qualora le relative rettifiche di valore siano pari ad almeno il 15%
       dell’ammontare dell’esposizione al lordo delle rettifiche di valore.
   61. Alle esposizioni di cui ai punti da 43 a 47 scadute da oltre 90 giorni viene applicato
       un fattore di ponderazione del rischio del 100%, al netto delle rettifiche di valore. Se
       le rettifiche di valore sono pari ad almeno il 20% dell’ammontare delle esposizioni al
       lordo delle rettifiche di valore, le autorità competenti hanno la facoltà di ridurre al
       50% il fattore di ponderazione applicabile alla parte rimanente dell’esposizione.
   62. Alle esposizioni di cui ai punti da 48 a 57 scadute da oltre 90 giorni viene applicato
       un fattore di ponderazione del rischio del 100%.
   11. POSIZIONI APPARTENENTI A CATEGORIE AD ALTO RISCHIO PER
       FINI REGOLAMENTARI
   63. Le autorità competenti possono applicare un fattore di ponderazione del rischio del
       150% alle esposizioni connesse a rischi particolarmente elevati, come gli
       investimenti in venture capital e in strumenti di capitale privati.
   64. Le autorità competenti possono consentire che posizioni non scadute che siano
       ponderate al 150% secondo le disposizioni delle sezioni precedenti e per le quali
       siano state operate rettifiche di valore ricevano una ponderazione del:
IT                                             17                                                 IT
 ---pagebreak---        a)     100%, se le rettifiche di valore sono pari ad almeno il 20% dell’esposizione al
              lordo delle rettifiche di valore;
       b)     50%, se le rettifiche di valore sono pari ad almeno il 50% dell’esposizione al
              lordo delle rettifiche di valore.
   12. ESPOSIZIONI SOTTO FORMA DI OBBLIGAZIONI COPERTE
   65. Per “obbligazioni coperte” si intendono le obbligazioni che soddisfano i criteri di cui
       all’articolo 22, paragrafo 4, della direttiva 85/611/CEE garantite da una delle
       seguenti attività:
       a)     esposizioni verso amministrazioni centrali, banche centrali, banche
              multilaterali di sviluppo, organizzazioni internazionali classificate nella classe
              di merito di credito 1, secondo le modalità previste nel presente allegato, o
              esposizioni garantite da questi stessi soggetti;
       b)     esposizioni verso enti del settore pubblico, amministrazioni regionali ed
              autorità locali che siano ponderate come esposizioni verso enti o
              amministrazioni centrali e banche centrali rispettivamente secondo i punti 15, 9
              o 10 e che siano classificate nella classe di merito di credito 1, secondo le
              modalità previste nel presente allegato, o esposizioni garantite da questi stessi
              soggetti;
       c)     esposizioni verso enti che siano classificate nella classe di merito di credito 1,
              secondo le modalità previste nel presente allegato. L’importo totale di questa
              tipologia di esposizione non supera il 10% dell’ammontare nominale delle
              obbligazioni coperte in essere dell’ente creditizio emittente. Le esposizioni
              determinate dalla trasmissione di pagamenti dai debitori di prestiti garantiti da
              immobili ai possessori di obbligazioni coperte non vengono considerate ai fini
              del calcolo del limite del 10%;
       d)     prestiti garantiti da immobili residenziali o quote di partecipazione in imprese
              finlandesi di edilizia residenziale di cui al punto 44, nel caso in cui i gravami,
              combinati con eventuali gravami precedenti, non superano l’80% del valore
              degli immobili costituiti in garanzia;
       e)     prestiti garantiti da immobili non residenziali o da quote di partecipazione in
              imprese finlandesi di edilizia residenziale di cui al punto 49 nel caso in cui i
              gravami, combinati con eventuali gravami precedenti, non superano il 60% del
              valore degli immobili costituiti in garanzia. Quando l’indice di copertura del
              finanziamento del 60% è superato fino ad un livello massimo del 70%, le
              autorità competenti possono riconoscere come ammissibili i prestiti garantiti da
              immobili non residenziali, se il valore delle attività totali costituite a garanzia
              reale delle obbligazioni coperte supera il valore nominale di tali obbligazioni di
              almeno il 10% e il diritto dei possessori delle obbligazioni soddisfa i requisiti
              di certezza giuridica di cui all'allegato IX. Il diritto dei possessori delle
              obbligazioni deve essere prioritario rispetto a tutti gli altri diritti sui beni
              costituiti in garanzia.
IT                                              18                                                IT
 ---pagebreak---    66.     Per quanto riguarda gli immobili a garanzia delle obbligazioni coperte, gli enti
           creditizi soddisfano i requisiti minimi di cui all’allegato VIII, parte 2, punto 8 e le
           regole di valutazione di cui all’allegato VIII, parte 3, punti da 63 a 66.
   67.     In deroga ai punti 65 e 66, le obbligazioni coperte che soddisfano i criteri di cui
           all’articolo 22, paragrafo 4 della direttiva 85/611/CEE emesse prima del 31 dicembre
           2007 sono ammissibili al trattamento preferenziale fino alla loro scadenza.
   68.     Le obbligazioni coperte vengono ponderate sulla base del fattore di ponderazione
           assegnato alle esposizioni di primo rango (senior) non garantite verso l’ente
           creditizio emittente. Si applica la seguente corrispondenza tra i fattori di
           ponderazione del rischio:
           a)     se le esposizioni verso l’ente vengono ponderate al 20%, l’obbligazione
                  coperta riceve un fattore di ponderazione del 10%;
           b)     se le esposizioni verso l’ente vengono ponderate al 50%, l’obbligazione
                  coperta riceve un fattore di ponderazione del 20%;
           c)     se le esposizioni verso l’ente vengono ponderate al 100%, l’obbligazione
                  coperta riceve un fattore di ponderazione del 50%;
           d)     se le esposizioni verso l’ente vengono ponderate al 150%, l’obbligazione
                  coperta riceve un fattore di ponderazione del 100%.
   13.     VOCI         CHE       RAPPRESENTANO               POSIZIONI          INERENTI       A
           CARTOLARIZZAZIONE
   69.     Per le posizioni inerenti a cartolarizzazione gli importi delle esposizioni ponderati
           per il rischio sono determinati conformemente alle disposizioni degli articoli da 94 a
           101.
   14.     ESPOSIZIONI A BREVE TERMINE VERSO ENTI CREDITIZI E IMPRESE
   70.     Alle esposizioni a breve termine verso enti o imprese per cui sia disponibile una
           valutazione del merito di credito di un’ECAI prescelta è applicabile un fattore di
           ponderazione del rischio in conformità della tabella 6, nel rispetto dell’attribuzione
           da parte delle autorità competenti delle valutazioni del merito di credito delle ECAI
           idonee alle sei classi della scala di valutazione del merito di credito:
           Tabella 6
   Classe di merito di 1              2           3           4            5          6
   credito
   Fattore           di 20%           50%         100%        150%         150%       150%
   ponderazione     del
   rischio
IT                                                 19                                              IT
 ---pagebreak---    15.     ESPOSIZIONI VERSO ORGANISMI DI INVESTIMENTO COLLETTIVO
           (OIC)
   71.     Fermi restando i punti da 72 a 78, alle esposizioni verso OIC si applica un fattore di
           ponderazione del rischio del 100%.
   72.     Alle esposizioni verso OIC per cui sia disponibile una valutazione del merito di
           credito di un’ECAI prescelta si applica un fattore di ponderazione del rischio in
           conformità della tabella 7, nel rispetto dell’attribuzione da parte delle autorità
           competenti delle valutazioni del merito di credito delle ECAI idonee alle sei classi
           della scala di valutazione del merito di credito.
           Tabella 7
   Classe di merito di 1                2            3           4           5            6
   credito
   Fattori             di 20%           50           100%        100%        150%         150%
   ponderazione       del
   rischio
   73.     Quando le autorità competenti ritengono che una posizione in OIC sia associata a
           rischi particolarmente elevati prescrivono che tale posizione sia ponderata al 150%.
   74.     Gli enti creditizi possono determinare il fattore di ponderazione del rischio di un OIC
           secondo le modalità di cui ai punti da 76 a 78, se sono soddisfatti i seguenti criteri di
           ammissibilità:
           a)     l’OIC è gestito da una società che è soggetta a vigilanza in uno Stato membro
                  o, previa approvazione dell’autorità competente per l’ente creditizio, se:
           i)     l’OIC è gestito da una società che è soggetta ad una vigilanza considerata
                  equivalente a quella prevista dalla legislazione comunitaria; e
           ii)    la cooperazione tra autorità competenti è garantita in misura sufficiente;
           b)     il prospetto dell’OIC o un documento ad esso equivalente include:
           –      le categorie delle attività nelle quali l’OIC è autorizzato ad investire,
           –      se vigono limiti agli investimenti, i relativi limiti e le metodologie per
                  calcolarli;
           c)     una relazione sull’attività dell’OIC viene presentata quanto meno su base
                  annuale per consentire una valutazione delle attività e delle passività, del
                  risultato della gestione e delle operazioni nel periodo considerato.
   75.     Se un’autorità competente approva l’OIC di un paese terzo, come previsto al punto
           74, lettera a), l’autorità competente di un altro Stato membro può avvalersi di tale
           riconoscimento astenendosi dall’effettuare la propria valutazione.
IT                                                  20                                               IT
 ---pagebreak---    76.   Quando l’ente creditizio è a conoscenza delle esposizioni sottostanti di un OIC può
         considerare tali esposizioni per calcolare il fattore medio di ponderazione del rischio
         per l’OIC in base ai metodi di cui agli articoli da 78 a 83.
   77.   Quando l’ente creditizio non è a conoscenza delle esposizioni sottostanti di un OIC
         può calcolare il fattore medio di ponderazione del rischio per l’OIC in base ai metodi
         di cui agli articoli da 78 a 83, nel rispetto delle regole seguenti: si parte dal
         presupposto che l’OIC investe in primo luogo, nella misura massima consentita dal
         suo regolamento, nelle classi di esposizioni con il requisito patrimoniale più elevato e
         in seguito effettua investimenti in ordine discendente finché viene raggiunto il limite
         massimo degli investimenti totali.
   78.   Gli enti creditizi possono affidarsi ad un terzo per il calcolo e la segnalazione del
         fattore di ponderazione del rischio per l’OIC, conformemente ai metodi di cui ai
         punti 76 e 77, purché la correttezza del calcolo e della segnalazione sia
         adeguatamente garantita.
   16.   ALTRE POSIZIONI
   16.1. Trattamento
   79.   I beni materiali ai sensi dell'articolo 4, punto 10, della direttiva 86/635/CEE ricevono
         un fattore di ponderazione del rischio del 100%.
   80.   I ratei e risconti per i quali un ente non è in grado di stabilire la controparte
         conformemente alla direttiva 86/635/CEE sono ponderati al 100%.
   81.   I valori all’incasso ricevono una ponderazione del 20%. La cassa e i valori assimilati
         ricevono una ponderazione dello 0%.
   82.   Gli Stati membri possono consentire un fattore di ponderazione del 10% per le
         esposizioni verso enti specializzati nei mercati interbancari e del debito pubblico nel
         proprio Stato membro di origine, sottoposti a stretta vigilanza dalle autorità
         competenti, qualora le suddette voci dell'attivo siano pienamente e totalmente
         garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti dello
         Stato membro di origine, da voci dell'attivo ponderate allo 0% o al 20% e
         riconosciute da dette autorità quali garanzie adeguate.
   83.   Le partecipazioni in strumenti di capitale e di altro tipo, qualora non siano dedotte
         dai fondi propri, ricevono una ponderazione del rischio di almeno il 100%.
   84.   L’oro in lingotti detenuto in proprio o depositato in custodia nominativa, nella misura
         bilanciata da passività della stessa natura, è ponderato allo 0%.
   85.   Nel caso di contratti di riporto, di altre vendite con patto di riacquisto a termine e di
         impegni di acquisto a termine secco, i fattori di ponderazione attribuiti sono quelli
         degli attivi oggetto del contratto e non quelli delle controparti delle operazioni.
   86.   Quando un ente creditizio fornisce la protezione del credito per una serie di
         esposizioni alla condizione che l’n-mo inadempimento tra le esposizioni inneschi il
         pagamento e che questo evento creditizio ponga termine al contratto, se per lo
IT                                               21                                                IT
 ---pagebreak---    strumento esiste una valutazione esterna del merito di credito di un’ECAI idonea, si
   applicano i fattori di ponderazione del rischio prescritti agli articoli da 78 a 83. Se lo
   strumento è privo del rating di una di queste agenzie, al fine di ottenere l’importo
   dell’esposizione ponderato per il rischio i fattori di ponderazione delle esposizioni
   incluse nella serie sono aggregati, tranne le esposizioni n-1, fino a un massimo del
   1250% e moltiplicati per l’ammontare nominale della protezione fornita dal derivato
   su crediti. Le n-1 esposizioni da escludere dall’aggregazione sono determinate in
   base al fatto che comprendono le esposizioni che singolarmente producono un
   importo dell’esposizione ponderato per il rischio inferiore a quello di ciascuna
   esposizione inclusa nell’aggregazione.
IT                                       22                                                   IT
 ---pagebreak---        Parte 2 – Riconoscimento delle ECAI e attribuzione delle valutazioni del merito di
                                credito alle classi di merito di credito
   1.      METODOLOGIA
   1.1.    Obiettività
   1.      Le autorità competenti verificano che la metodologia per assegnare le valutazioni del
           merito di credito sia rigorosa, sistematica, continua e sottoposta a convalida sulla
           base dell’esperienza storica.
   1.2.    Indipendenza
   2.      Le autorità competenti verificano che la metodologia sia immune da influenze o
           pressioni politiche esterne e da pressioni economiche che possono influenzare la
           valutazione del merito di credito.
   3.      L’indipendenza della metodologia dell’ECAI è valutata dalle autorità competenti
           sulla base di fattori quali i seguenti:
           a)     gli assetti proprietari e organizzativi dell’ECAI;
           b)     le risorse finanziarie dell’ECAI;
           c)     la dotazione di personale e la competenza dell’ECAI;
           d)     il governo societario dell’ECAI.
   1.3.    Revisione costante
   4.      Le autorità competenti verificano che le valutazioni del merito di credito delle ECAI
           siano soggette ad un costante processo di revisione e tengano conto dei mutamenti
           nelle condizioni finanziarie. Tale revisione avviene dopo ogni evento significativo e
           quanto meno ogni anno.
   5.      Prima di riconoscere un’ECAI, le autorità competenti verificano che la metodologia
           di valutazione per ciascun segmento di mercato sia stabilita sulla base di criteri quali
           i seguenti:
           a)     i test retrospettivi devono essere stati effettuati per almeno un anno;
           b)     la regolarità del processo di revisione dell’ECAI deve essere sorvegliata dalle
                  autorità competenti;
           c)     le autorità competenti devono essere in grado di ricevere dall’ECAI
                  informazioni circa la portata dei contatti intercorsi con l’alta direzione delle
                  entità valutate.
   6.      Le autorità competenti adottano le misure necessarie per essere informate
           prontamente dalle ECAI in merito ad eventuali modifiche rilevanti della metodologia
           da esse utilizzata per assegnare le valutazioni del merito di credito.
IT                                                  23                                              IT
 ---pagebreak---    1.4. Trasparenza e pubblicità delle informazioni
   7.   Le autorità competenti adottano le misure necessarie per assicurare che i principi
        della metodologia utilizzata dall'ECAI per formulare le valutazioni del merito di
        credito siano pubblicamente disponibili, cosicché tutti gli utilizzatori potenziali
        possano decidere se tali valutazioni poggino su basi ragionevoli.
   2.   SINGOLE VALUTAZIONI DEL MERITO DI CREDITO
   2.1. Credibilità e accettazione da parte del mercato
   8.   Le autorità competenti verificano che nel mercato le singole valutazioni del merito di
        credito delle ECAI siano riconosciute come credibili e affidabili dai loro utilizzatori.
   9.   La credibilità è valutata dalle autorità competenti sulla base di fattori quali i seguenti:
        a)     la quota di mercato dell’ECAI;
        b)     i ricavi prodotti dall’ECAI e, più in generale, le sue risorse finanziarie;
        c)     il fatto che i rating dell’ECAI servano come base per la determinazione di
               qualche tipo di prezzo.
   2.2. Trasparenza e pubblicità delle informazioni
   10.  Le autorità competenti verificano che le singole valutazioni del merito di credito
        siano disponibili alle medesime condizioni quanto meno per tutti i soggetti titolari di
        un legittimo interesse in esse.
   11.  In particolare, le autorità competenti verificano che le singole valutazioni del merito
        di credito siano disponibili per soggetti esteri alle medesime condizioni che per i
        soggetti nazionali titolari di un legittimo interesse in esse.
   3.   ATTRIBUZIONE DELLE VALUTAZIONI DEL MERITO DI CREDITO
        ALLE CLASSI DI MERITO DI CREDITO
   12.  Per distinguere tra i gradi relativi di rischio espressi da ciascuna valutazione del
        merito di credito, le autorità competenti considerano fattori quantitativi quali il tasso
        di inadempimento di lungo termine associato a tutte le posizioni cui viene assegnata
        la stessa valutazione. Per le ECAI di recente costituzione e per quelle che
        dispongono di serie limitate di dati sugli inadempimenti, le autorità competenti
        chiedono all’ECAI quale ritenga essere il tasso di inadempimento di lungo termine
        associato a tutte le posizioni cui viene assegnata la stessa valutazione del merito di
        credito.
   13.  Per distinguere tra i gradi relativi di rischio espressi da ciascuna valutazione del
        merito di credito, le autorità competenti considerano fattori qualitativi quali la
        composizione del gruppo di emittenti preso in esame da ciascuna ECAI, la gamma e
        il significato delle valutazioni del merito di credito assegnate nonché la definizione
        di inadempimento utilizzata dall’ECAI.
IT                                               24                                                 IT
 ---pagebreak---    14. Le autorità competenti raffrontano i tassi di inadempimento riscontrati per ciascuna
       valutazione del merito di credito di una determinata ECAI con un parametro di
       riferimento basato sui tassi di inadempimento riscontrati da altre ECAI operanti su
       una popolazione di emittenti che le autorità competenti ritengono rappresentativa di
       un equivalente grado di rischio creditizio.
   15. Quando le autorità competenti constatano che i tassi di inadempimento riscontrati per
       le valutazioni del merito di credito di una determinata ECAI sono significativamente
       e sistematicamente più elevati del parametro di riferimento, le assegnano una classe
       più elevata della scala di valutazione.
   16. Quando le autorità competenti hanno aumentato il fattore di ponderazione associato
       ad una specifica valutazione del merito di credito espressa da una determinata ECAI,
       se tale ECAI dimostra che i tassi di inadempimento riscontrati per le sue valutazioni
       del merito di credito non sono più significativamente e sistematicamente più elevati
       del parametro di riferimento, le autorità competenti possono decidere di ripristinare
       la valutazione del merito di credito espressa dall’ECAI nella classe originaria della
       scala di valutazione.
IT                                            25                                             IT
 ---pagebreak---        Parte 3 – Impiego delle valutazioni del merito di credito delle ECAI ai fini della
                     determinazione dei fattori di ponderazione del rischio
   1.     TRATTAMENTO
   1.     Un ente può prescegliere una o più ECAI idonee per determinare i fattori di
          ponderazione del rischio applicabili alle voci dell’attivo e alle voci fuori bilancio.
   2.     Un ente creditizio che decide di utilizzare le valutazioni del merito di credito di
          un’ECAI idonea per una certa classe di posizioni deve utilizzarle in modo coerente
          per tutte le esposizioni appartenenti a tale classe.
   3.     Un ente che decide di utilizzare le valutazioni del merito di credito di un’ECAI
          idonea deve utilizzarle in modo continuo e coerente nel tempo.
   4.     Un ente creditizio può utilizzare solo le valutazioni del merito di credito delle ECAI
          che tengono conto degli importi complessivi ad esso dovuti, comprendenti sia il
          capitale che gli interessi.
   5.     Qualora per una posizione esista una sola valutazione del merito di credito ad opera
          di un’ECAI prescelta, tale valutazione viene impiegata per determinare il fattore di
          ponderazione del rischio della posizione in questione.
   6.     Qualora per una stessa posizione esistano due valutazioni del merito di credito da
          parte di ECAI prescelte ed esse corrispondano a fattori di ponderazione differenti, si
          applica il fattore più alto.
   7.     Qualora per una stessa posizione esistano più di due valutazioni del merito di credito
          da parte di ECAI prescelte, vengono selezionate le due valutazioni corrispondenti ai
          due fattori di ponderazione più bassi. Se i due fattori di ponderazione più bassi sono
          diversi, si applica il fattore più alto. Se i due fattori di ponderazioni più bassi sono
          identici, si applica tale fattore.
   8.     Gli enti creditizi utilizzano valutazioni del merito di credito che sono state richieste.
          Le autorità competenti possono consentire agli enti creditizi di utilizzare valutazioni
          che non sono state richieste.
   2.     VALUTAZIONI DEL MERITO DI CREDITO PER EMITTENTE E PER EMISSIONE
   9.     Quando una valutazione del merito di credito è stata attribuita ad uno specifico
          programma di emissione o linea di credito cui appartiene la posizione che costituisce
          l’esposizione, tale valutazione viene utilizzata per determinare il fattore di
          ponderazione da applicare alla posizione.
   10.    Ove per una determinata posizione non esista una valutazione del merito di credito
          direttamente applicabile, ma esista una valutazione per uno specifico programma di
          emissione o linea di credito ai quali la posizione che costituisce l’esposizione non
          appartiene o esista una valutazione generale del merito di credito per l’emittente, tale
          valutazione viene utilizzata se determina una ponderazione superiore a quanto
          accadrebbe altrimenti o se determina una ponderazione inferiore e l’esposizione in
IT                                                26                                                IT
 ---pagebreak---        questione è di rango pari o superiore, sotto ogni profilo, al programma di emissione o
       alla linea di credito specifici o alle esposizioni di primo rango non garantite di tale
       emittente, a seconda dei casi.
   11. I punti 9 e 10 non ostano all’applicazione dei punti da 65 a 68 della parte 1 del
       presente allegato.
   12. Le valutazioni del merito di credito assegnate a emittenti che rientrano in un gruppo
       societario non possono essere utilizzate come valutazioni del merito di credito di altri
       emittenti dello stesso gruppo.
   3.  VALUTAZIONI DEL MERITO DI CREDITO A BREVE E A LUNGO TERMINE
   13. Le valutazioni del merito di credito a breve termine possono essere applicate
       unicamente alle voci dell’attivo e alle voci fuori bilancio a breve termine che
       costituiscono esposizioni verso enti e imprese.
   14. Una valutazione del merito di credito a breve termine si applica solamente alla
       posizione cui si riferisce e non viene utilizzata per ricavare i fattori di ponderazioni
       del rischio per altre posizioni.
   15. In deroga al punto 14, se una linea di credito a breve termine dotata di rating ottiene
       una ponderazione del 150%, tutte le esposizioni non garantite prive di rating verso il
       medesimo debitore, sia a breve che a lungo termine, ricevono parimenti un fattore di
       ponderazione del 150%.
   16. In deroga al punto 14, se una linea di credito a breve termine dotata di rating ottiene
       una ponderazione del 50%, le esposizioni a breve termine prive di rating non
       possono ricevere un fattore di ponderazione inferiore al 100%.
   4.  POSIZIONI IN VALUTA NAZIONALE E IN VALUTA ESTERA
   17. Una valutazione del merito di credito relativa ad una posizione denominata nella
       valuta nazionale del debitore non può essere utilizzata per ottenere un fattore di
       ponderazione per un’altra esposizione verso lo stesso debitore che sia denominata in
       valuta estera.
   18. In deroga al punto 17, quando un’esposizione deriva dalla partecipazione dell’ente
       creditizio ad un prestito che è stato accordato da una banca multilaterale di sviluppo
       il cui status di creditore privilegiato è riconosciuto nel mercato, le autorità
       competenti possono consentire che la valutazione del merito di credito relativa alla
       posizione in valuta nazionale del debitore sia utilizzata a fini di ponderazione.
IT                                            27                                                IT
 ---pagebreak---                                                    ALLEGATO VII
                              Metodo basato sui rating interni (metodo IRB)
    Parte 1 – Importi delle esposizioni ponderati per il rischio e importi delle perdite attese
   1.      CALCOLO          DEGLI IMPORTI DELLE ESPOSIZIONI PONDERATI PER IL RISCHIO DI
           CREDITO
   1.      Salvo indicato altrimenti, i parametri immessi “probabilità di inadempimento”
           (probability of default, di seguito PD), “perdita in caso di inadempimento” (loss
           given default, di seguito LGD) e “valore della durata” (maturity value, di seguito M)
           vengono calcolati secondo le modalità di cui alla parte 2, mentre il valore
           dell’esposizione è calcolato come previsto alla parte 3.
   2.      L’importo ponderato per il rischio di ciascuna esposizione è calcolato
           conformemente alle formule indicate di seguito.
   1.1.    Importi ponderati per il rischio delle esposizioni verso imprese, enti,
           amministrazioni centrali e banche centrali
   3.      Fermi restando i punti da 4 a 8, l’importo ponderato per il rischio delle esposizioni
           verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche centrali è calcolato secondo le
           formule seguenti:
                                        0 .12 × (1 − EXP (− 50 * PD )) / (1 − EXP (− 50 )) + 0 .24 *
           Correlazione (R) = [1 − (1 − EXP (− 50 * PD )) / (1 − EXP (− 50 ))]
           Aggiustamento in funzione della durata (b) = (0.11852 − 0.05478 * ln (PD ))
                                                                                                  2
           Fattore                  di             ponderazione             del          rischio     =
                     ( [                                                     ]
            LGD * N (1 − R ) * G (PD ) + (R / (1 − R )) * G (0.999 ) − PD * LGD *
                                   −0.5                        0.5
                                                                                           )
            (1 − 1.5 * b ) −1
                              * (1 + (M − 2.5) * b ) *12.5 * 1.06
           N( x ) rappresenta la funzione di distribuzione cumulativa di una variabile casuale
           normale standard (ossia la probabilità che una variabile casuale normale con media 0
           e varianza 1 sia inferiore o uguale a x). G (z ) rappresenta la funzione di distribuzione
           cumulativa inversa di una variabile casuale normale standard (ossia il valore di x è
           tale per cui N (x) = z).
           Importo dell’esposizione ponderato per il rischio = RW * il valore dell’esposizione
   4.      Per le esposizioni verso imprese facenti parte di un gruppo consolidato il cui fatturato
           complessivo annuale è inferiore a 50 milioni di EUR, gli enti creditizi possono
           utilizzare per il calcolo dei fattori di ponderazioni del rischio la formula di
           correlazione riportata qui di seguito. Nella formula, S rappresenta il fatturato totale
           annuo in milioni di EUR e assume valori compresi fra 5 milioni di EUR e 50 milioni
IT                                                        28                                           IT
 ---pagebreak---       di EUR. Un fatturato inferiore a 5 milioni di EUR è trattato come equivalente a 5
      milioni di EUR. Per i crediti acquistati, il fatturato totale annuo è la media ponderata
      delle singole esposizioni comprese nell’aggregato.
                            0 .12 × (1 − EXP (− 50 * PD )) / (1 − EXP (− 50 )) + 0 . 24 *
                            [1 − (1 − EXP (− 50 * PD )) / (1 − EXP (− 50 ))]
      Correlazione (R) = − 0 .04 * (1 − (S − 5 ) / 45 )
      Gli enti creditizi utilizzano al posto del fatturato totale annuo le attività totali
      consolidate del gruppo quando detto fatturato non è un indicatore significativo della
      dimensione aziendale e le attività totali costituiscono un indicatore più significativo
      del fatturato totale.
   5. Per quanto riguarda le esposizioni da finanziamenti specializzati (specialised
      lending, di seguito SL), gli enti creditizi che non sono in grado di dimostrare che le
      loro stime della PD soddisfano i requisiti minimi di cui alla parte 4 assegnano i
      fattori di ponderazione del rischio a tali esposizioni conformemente alla tabella 1.
      Tabella 1
       Durata residua         categoria   categoria   categoria    categoria    categoria
                              1           2           3            4            5
       inferiore a 2,5 50%                70%         115%         250%         0%
       anni
       pari o superiore 70%               90%         115%         250%         0%
       a 2,5 anni
      Le autorità competenti possono consentire agli enti creditizi di assegnare in generale
      fattori di ponderazione preferenziali del 50% alle esposizioni di categoria 1 e del
      70% alle esposizioni di categoria 2, a condizione che le caratteristiche di assunzione
      di rischio e le altre caratteristiche di rischio degli enti creditizi siano sostanzialmente
      valide per la categoria interessata.
      Nell’assegnazione dei fattori di ponderazione del rischio alle esposizioni da
      finanziamenti specializzati gli enti tengono conto dei fattori seguenti: il grado di
      solidità finanziaria, il contesto politico-giuridico, le caratteristiche dell’operazione
      e/o dell’attività, la solidità del promotore e dello sponsor incluso ogni eventuale
      flusso di reddito da partenariato pubblico-privato, il pacchetto di garanzia.
   6. Per essere ammessi al trattamento previsto per le esposizioni verso imprese, i crediti
      verso imprese acquistati devono soddisfare i requisiti minimi di cui alla parte 4, punti
      da 104 a 108. Per i crediti verso imprese acquistati che rispettano inoltre le
      condizioni di cui al punto 12, qualora fosse indebitamente oneroso per un ente
      creditizio utilizzare per tali crediti i criteri di quantificazione del rischio per le
      esposizioni verso imprese esposti nella parte 4, possono essere utilizzati i criteri di
IT                                             29                                                 IT
 ---pagebreak---         quantificazione del rischio per le esposizioni al dettaglio secondo le modalità indicate
        nella parte 4.
   7.   Per i crediti verso imprese acquistati, gli sconti di acquisto rimborsabili, le garanzie
        reali o le garanzie personali parziali che forniscono protezione dalle prime perdite
        (first loss) in caso di perdite per inadempimento o di perdite per diluizione o in
        entrambi i casi possono essere trattate come posizioni first loss ai fini dello schema
        di cartolarizzazione IRB.
   8.   Quando un ente fornisce la protezione del credito per una serie di esposizioni alla
        condizione che l’n-mo inadempimento tra le esposizioni inneschi il pagamento e che
        questo evento creditizio ponga termine al contratto, se per il prodotto esiste una
        valutazione del merito di credito esterna di un’agenzia esterna di valutazione del
        merito di credito (ECAI) idonea, si applicano i fattori di ponderazioni del rischio
        prescritti agli articoli da 94 a 101. Se lo strumento è privo del rating di una di queste
        agenzie, i fattori di ponderazioni delle esposizioni incluse nella serie sono aggregati,
        escluse le esposizioni n-1, qualora la somma dell’importo delle perdite attese
        moltiplicato per 12,5 e dell’importo dell’esposizione ponderato per il rischio non
        superi l’importo nominale della protezione fornita dal derivato su crediti moltiplicato
        per 12,5. Le esposizioni n-1 da escludere dall’aggregazione sono determinate in base
        al fatto che comprendono le esposizioni che singolarmente producono un importo
        dell’esposizione ponderato per il rischio inferiore a quello di ciascuna esposizione
        inclusa nell’aggregazione.
   1.2. Importi ponderati per il rischio delle esposizioni al dettaglio
   9.   Fermi restando i punti 10 e 11, l’importo ponderato per il rischio delle esposizioni al
        dettaglio è calcolato secondo le formule seguenti:
                               0 .03 × (1 − EXP (− 35 * PD )) / (1 − EXP (− 35 )) + 0 .16 *
        Correlazione (R) = [1 − (1 − EXP (− 35 * PD )) / (1 − EXP (− 35 ))]
        Fattore                  di             ponderazione               del               rischio
                 ( [                                                 ]            )
         LGD * N (1 − R ) * G (PD ) + (R / (1 − R )) * G (0.999) − PD * LGD *12.5 *1.06
                            −0.5                      0.5
        N( x ) rappresenta la funzione di distribuzione cumulativa di una variabile casuale
        normale standard (ossia la probabilità che una variabile casuale normale con media 0
        e varianza 1 sia inferiore o uguale a x). G (z ) rappresenta la funzione di distribuzione
        cumulativa inversa di una variabile casuale normale standard (ossia il valore di x è
        tale per cui N (x) = z).
        Importo dell’esposizione ponderato per il rischio = RW * il valore dell’esposizione
   10.  Per le esposizioni al dettaglio garantite da immobili il valore derivante dalla formula
        di correlazione di cui al punto 9 è sostituito da un coefficiente di correlazione (R)
        dello 0,15.
   11.  Per le esposizioni rotative al dettaglio qualificate, quali definite alle lettere da a) a e),
        il valore derivante dalla formula di correlazione di cui al punto 9 è sostituito da un
        coefficiente di correlazione (R) dello 0,04.
IT                                               30                                                   IT
 ---pagebreak---        Un’esposizione che soddisfa i seguenti criteri rientra nella categoria delle esposizioni
       rotative al dettaglio qualificate :
       a)     la controparte dell’esposizione è una persona fisica;
       b)    le esposizioni sono rotative, non assistite da garanzia e, nella misura in cui non
              sono utilizzate, immediatamente e incondizionatamente revocabili dall’ente
              creditizio (in questo contesto, sono definite rotative le esposizioni il cui saldo
              in essere può oscillare a seconda dei prelievi e dei rimborsi decisi dai clienti
              entro i limiti stabiliti dall’ente creditizio). I margini non utilizzati possono
              essere considerati revocabili incondizionatamente se le clausole contrattuali
              consentono all’ente creditizio di revocarli nella misura massima consentita
              dalla legislazione a tutela dei consumatori e dalla normativa collegata;
       c)     l’esposizione massima verso un singolo nel subportafoglio è pari o inferiore a
              100 000 EUR;
       d)     l’ente creditizio può dimostrare che l’uso della formula di correlazione di cui al
              presente punto è vincolato a portafogli che hanno presentato una bassa
              volatilità dei tassi di perdita, rispetto al livello medio di tali tassi, in particolare
              all’interno delle fasce basse di PD. Le autorità di vigilanza verificano la
              volatilità relativa dei tassi di perdita dei subportafogli di esposizioni rotative al
              dettaglio qualificate, nonché del portafoglio aggregato di esposizioni rotative
              qualificate al dettaglio e si scambiano informazioni sulle caratteristiche tipiche
              dei tassi di perdita di tali esposizioni;
       e)     l’autorità competente si assicura che il trattamento delle esposizioni rotative al
              dettaglio qualificate sia coerente con le caratteristiche di rischio sottostanti il
              relativo subportafoglio.
   12. Per essere ammessi al trattamento delle esposizioni al dettaglio, i crediti acquistati
       devono soddisfare i requisiti minimi di cui alla parte 4, punti da 104 a 108 e le
       condizioni seguenti:
       a)     l’ente creditizio deve aver acquistato i crediti da terzi non collegati e la sua
              esposizione verso il debitore del credito commerciale non deve includere
              esposizioni di cui l'ente creditizio è all'origine né direttamente né
              indirettamente;
       b)     i crediti acquistati devono originare da un’operazione effettuata alle normali
              condizioni di mercato fra il cedente e il debitore. Di conseguenza, non sono
              ammessi i crediti intragruppo e quelli che transitano su conti di contropartita tra
              società che compravendono fra loro;
       c)     l’ente creditizio acquirente deve vantare una ragione di credito su tutti i
              proventi dei crediti acquistati o su una quota pro rata di tali proventi;
       d)    il portafoglio di crediti acquistati deve essere sufficientemente diversificato.
   13. Per i crediti acquistati, gli sconti di acquisto rimborsabili, le garanzie reali o le
       garanzie personali parziali che forniscono protezione dalle prime perdite in caso di
       perdite per inadempimento o di perdite per rischio di diluizione o in entrambi i casi
IT                                               31                                                    IT
 ---pagebreak---           possono essere trattate come posizioni first loss ai fini dello schema di
          cartolarizzazione IRB.
   14.    Per gli aggregati ibridi di crediti al dettaglio acquistati per i quali gli enti creditizi
          acquirenti non possono separare le esposizioni assistite da garanzie immobiliari e le
          esposizioni rotative al dettaglio qualificate da altre esposizioni al dettaglio, si applica
          la funzione di ponderazione del rischio al dettaglio che produce i requisiti
          patrimoniali più elevati per tali esposizioni.
   1.3.   Importi ponderati per il rischio delle esposizioni in strumenti di capitale
   15.    Previa approvazione delle autorità competenti, un ente creditizio può applicare
          differenti metodi a differenti portafogli se internamente l’ente creditizo stesso fa uso
          di approcci diversi. Qualora un ente creditizio sia autorizzato ad utilizzare differenti
          metodi, tale ente dimostra alle autorità competenti che la sua scelta è coerente e non
          è dettata da considerazioni di arbitraggio regolamentare.
   16.    In deroga al punto 15, le autorità competenti possono consentire che le esposizioni in
          strumenti di capitale verso imprese di servizi ausiliari ricevano importi ponderati per
          il rischio conformi al trattamento di altre attività diverse dai crediti.
   1.3.1. Metodo della ponderazione semplice
   17.    Gli importo delle esposizioni ponderati per il rischio sono calcolati conformemente
          alle formule seguenti:
          fattore di ponderazione del rischio (RW) = 190% per esposizioni in strumenti di
          capitale privati nell'ambito di portafogli sufficientemente diversificati;
          fattore di ponderazione del rischio (RW) = 290% per esposizioni in strumenti di
          capitale negoziati in mercati;
          fattore di ponderazione del rischio (RW) = 370% per tutte le altre esposizioni in
          strumenti di capitale;
          importo dell’esposizione ponderato per il rischio = RW * il valore dell’esposizione.
   18.    Le posizioni corte a pronti e in strumenti derivati detenute al di fuori del portafoglio
          di negoziazione possono essere portate a compensazione di posizioni lunghe in titoli
          azionari identici, a condizione che siano esplicitamente destinate alla copertura di
          specifiche esposizioni in strumenti di capitale e offrano tale copertura per almeno 1
          anno ancora. Le altre posizioni corte devono essere trattate alla stregua di posizioni
          lunghe, applicando il corrispondente fattore di ponderazione al valore assoluto di
          ciascuna di esse. Nel caso delle posizioni con disallineamento di durata si applica la
          metodologia prevista per le esposizioni verso imprese.
   19.    Gli enti creditizi possono riconoscere la protezione del credito non assistita ottenuta a
          fronte di un’esposizione in strumenti di capitale conformemente ai metodi di cui agli
          articoli da 90 a 93.
IT                                               32                                                   IT
 ---pagebreak---    1.3.2. Metodo PD/LGD
   20.    Gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio sono calcolati conformemente
          alle formule di cui al punto 3. Se gli enti non dispongono di sufficienti informazioni
          per poter impiegare la definizione di inadempimento di cui alla parte 4, punti da 44 a
          48, viene applicato un fattore di graduazione di 1,5 ai fattori di ponderazione.
   21.    A livello di singola esposizione la somma dell’importo delle perdite attese
          moltiplicato per 12,5 e dell’importo dell’esposizione ponderato per il rischio non
          supera il valore dell’esposizione moltiplicato per 12,5.
   22.    Gli enti creditizi possono riconoscere la protezione del credito non assistita a fronte
          di un’esposizione in strumenti di capitale, conformemente ai metodi di cui agli
          articoli da 90 a 93. Tale protezione è soggetta a una LGD del 90% sull’esposizione
          verso il datore della copertura. Per esposizioni in strumenti di capitale privati
          nell'ambito di portafogli sufficientemente diversificati si può utilizzare una LGD del
          65%. In questi casi M è pari a 5 anni.
   1.3.3. Metodo dei modelli interni
   23.    Gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio sono pari alla perdita potenziale
          sulle esposizioni in strumenti di capitale dell’ente ottenuta impiegando modelli
          interni VaR (value at risk – valore a rischio) soggetti all’intervallo di confidenza
          unilaterale al 99° percentile della differenza fra i rendimenti trimestrali e un
          opportuno tasso d’interesse privo di rischio calcolato su un periodo campione di
          lunga durata, moltiplicato per 12,5. Gli importi delle esposizioni ponderati per il
          rischio a livello di singola esposizione non sono inferiori alla somma degli importi
          minimi delle esposizioni ponderati per il rischio prescritti nell’ambito del metodo
          PD/LGD e degli importi corrispondenti delle perdite attese moltiplicati per 12,5.
   24.    Gli enti creditizi possono riconoscere la protezione del credito non assistita ottenuta a
          fronte di una posizione in strumenti di capitale.
   1.4.   Importi delle esposizioni ponderati per il rischio per altre attività diverse dai
          crediti
   25.    Gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio si calcolano conformemente alla
          formula seguente:
          importo dell’esposizione ponderato per il rischio = 100% * valore dell’esposizione.
   2.     CALCOLO       DEGLI IMPORTI DELLE ESPOSIZIONI PONDERATI PER IL RISCHIO DI
          DILUIZIONE DEI CREDITI ACQUISTATI
   26.    Fattori di ponderazione per il rischio di diluizione dei crediti verso imprese o al
          dettaglio acquistati:
          I fattori di ponderazione del rischio sono calcolati conformemente alla formula di cui
          al punto 3. I parametri immessi PD e LGD sono stabiliti secondo le modalità esposte
          nella parte 2, il valore dell’esposizione è determinato come indicato nella parte 3 e M
IT                                                33                                                IT
 ---pagebreak---             è pari ad 1 anno. Se gli enti creditizi possono dimostrare alle autorità competenti che
            il rischio di diluizione è irrilevante, non è necessario riconoscerlo.
   3.       CALCOLO DEGLI IMPORTI DELLE PERDITE ATTESE
   27.      Salvo indicato altrimenti, i parametri immessi PD e LGD sono calcolati secondo le
            modalità di cui alla parte 2, mentre il valore dell’esposizione è calcolato come
            previsto alla parte 3.
   28.      Gli importi delle perdite attese per le esposizioni verso imprese, enti,
            amministrazioni centrali e banche centrali nonché per le esposizioni al dettaglio sono
            calcolati secondo le formule seguenti:
            perdite attese (expected loss, di seguito EL)=          PD × LGD;
            importo delle perdite attese =          EL * il valore dell’esposizione.
            I premi su esposizioni acquistate sono trattati come EL.
   29.      I valori EL per le esposizioni da finanziamenti specializzati per le quali gli enti
            creditizi utilizzano i metodi di cui al punto 5 per l'assegnazione dei fattori di
            ponderazione del rischio vengono assegnati conformemente alla tabella 2.
            Tabella 2
    Durata residua           categoria   categoria    categoria   categoria   categoria
                             1           2            3           4           5
    inferiore a 2,5 anni     0%          5%           35%         100%        625%
    pari o superiore a 5%                10%          35%         100%        625%
    2,5 anni
            Quando le autorità competenti hanno consentito ad un ente creditizio di assegnare in
            generale ponderazioni preferenziali del 50% alle esposizioni di categoria 1 e del 70%
            alle esposizioni di categoria 2, il valore EL per le esposizioni della categoria 1 è pari
            a 0% e per le esposizioni della categoria 2 è pari al 5%.
   30.      Gli importi delle perdite attese per le esposizioni in strumenti di capitale i cui importi
            ponderati per il rischio si calcolano conformemente ai metodi di cui ai punti da 17 a
            19 sono calcolati secondo la formula seguente:
            importo delle perdite attese =          EL * il valore dell’esposizione.
            I valori EL sono:
            EL = 10% per le esposizioni in strumenti di capitale privati nell'ambito di portafogli
            sufficientemente diversificati;
IT                                                   34                                                IT
 ---pagebreak---        EL = 10% per le esposizioni in strumenti di capitale negoziati in mercati;
       EL = 30% per tutte le altre esposizioni in strumenti di capitale.
   31. Gli importi delle perdite attese per le esposizioni in strumenti di capitale i cui importi
       ponderati per il rischio sono calcolati conformemente ai metodi di cui ai punti da 20
       a 22 si calcolano secondo le formule seguenti:
       perdite attese (EL)= PD × LGD;
       importo delle perdite attese =        EL * il valore dell’esposizione.
   32. Gli importi delle perdite attese per le esposizioni in strumenti di capitale i cui importi
       ponderati per il rischio sono calcolati conformemente ai metodi di cui ai punti da 23
       a 24 sono pari a 0%.
   33. L’importo delle perdite attese per il rischio di diluizione dei crediti acquistati è
       calcolato conformemente alla formula seguente:
       perdite attese (EL)= PD × LGD
       importo delle perdite attese =        EL * il valore dell’esposizione
   4.  TRATTAMENTO DEGLI IMPORTI DELLE PERDITE ATTESE
   34. Gli importi delle perdite attese calcolati conformemente ai punti 28, 29 e 33 vengono
       sottratti dalla somma delle rettifiche di valore e degli accantonamenti relativi a tali
       esposizioni. Gli sconti sulle esposizioni acquistate di cui alla parte 3, punto 1
       vengono trattati nello stesso modo delle rettifiche di valore, i premi sulle esposizioni
       acquistate di cui alla parte 3, punto 1 vengono aggiunti agli importi delle perdite
       attese. Gli importi delle perdite attese per le esposizioni cartolarizzate e le rettifiche
       di valore e gli accantonamenti relativi a tali esposizioni non sono inclusi in questo
       calcolo.
IT                                            35                                                  IT
 ---pagebreak---                                   Parte 2 – PD, LGD e durata
   1.   I parametri “probabilità di inadempimento” (PD), “perdita in caso di
        inadempimento” (LGD) e “valore della durata” (M) utilizzati per il calcolo degli
        importi delle esposizioni ponderati per il rischio e degli importi delle perdite attese
        specificati nella parte 1 sono quelli stimati dall'ente creditizio conformemente alla
        parte 4, nel rispetto delle disposizioni che seguono.
   1.   ESPOSIZIONI      VERSO IMPRESE, ENTI, AMMINISTRAZIONI CENTRALI E BANCHE
        CENTRALI
   1.1. PD
   2.   La PD di un’esposizione verso un’impresa o un ente non può essere inferiore allo
        0,03%.
   3.   Per quanto riguarda i crediti verso imprese acquistati per i quali gli enti creditizi non
        possono dimostrare che le loro stime della PD soddisfano i requisiti minimi di cui
        alla parte 4, le PD sono determinate conformemente ai metodi seguenti: per i diritti di
        primo rango su crediti verso imprese acquistati la PD corrisponde alla stima della EL
        degli enti creditizi divisa per la LGD relativa a tali crediti. Per i diritti subordinati su
        crediti verso imprese acquistati la PD corrisponde alla stima della EL degli enti
        creditizi. Se un ente creditizio è autorizzato ad utilizzare le proprie stime della LGD
        per le esposizioni verso imprese e può scomporre in modo affidabile in PD e LGD le
        proprie stime della EL per i crediti verso imprese acquistati, può essere utilizzata la
        stima della PD.
   4.   La PD dei debitori inadempienti è pari al 100%.
   5.   Gli enti creditizi possono riconoscere la protezione del credito non assistita nel
        calcolo della PD conformemente alle disposizioni degli articoli da 90 a 93.
   6.   Gli enti creditizi che utilizzano le proprie stime della LGD possono riconoscere la
        protezione del credito non assistita adeguando le PD in applicazione del punto 11.
   7.   Per il rischio di diluizione dei crediti verso imprese acquistati la PD viene posta pari
        alla stima della EL per il rischio di diluizione. Se un ente creditizio è autorizzato ad
        utilizzare le proprie stime della LGD per le esposizioni verso imprese e può
        scomporre in modo affidabile in PD e LGD le proprie stime della EL per il rischio di
        diluizione dei crediti verso imprese acquistati, può essere utilizzata la stima della PD.
   1.2. LGD
   8.   Gli enti creditizi utilizzano i seguenti valori della LGD:
        a)     per le esposizioni di primo rango senza garanzie reali ammissibili: 45%;
        b)     per le esposizioni subordinate senza garanzie reali ammissibili: 75%;
IT                                              36                                                   IT
 ---pagebreak---         c)     gli enti creditizi possono riconoscere la protezione del credito assistita e non
               assistita nel calcolo della LGD conformemente alle disposizioni degli articoli
               da 90 a 93;
        d)     le obbligazioni coperte quali definite all’allegato VI, parte 1, punti da 65 a 67
               possono ricevere un valore LGD del 12,5%;
        e)     per le esposizioni in crediti verso imprese acquistati di primo rango per i quali
               un ente creditizio non può dimostrare che le proprie stime della PD soddisfano
               i requisiti minimi di cui alla parte 4: 45%;
        f)     per le esposizioni in crediti verso imprese acquistati subordinati per i quali un
               ente creditizio non può dimostrare che le proprie stime della PD soddisfano i
               requisiti minimi di cui alla parte 4: 100%;
        g)     per il rischio di diluizione dei crediti verso imprese acquistati: 75%.
   9.   In deroga al punto 8, per il rischio di diluizione e di inadempimento se un ente
        creditizio è autorizzato ad utilizzare le proprie stime della LGD per le esposizioni
        verso imprese e può scomporre in modo affidabile in PD e LGD le proprie stime
        della EL per i crediti verso imprese acquistati, può essere utilizzata la stima della
        LGD per i crediti verso imprese acquistati.
   10.  In deroga al punto 8, se un ente creditizio è autorizzato ad utilizzare le stime interne
        della LGD per le esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche
        centrali, la protezione del credito non assistita può essere riconosciuta rettificando le
        stime della PD o della LGD, a condizione che siano soddisfatti dei requisiti minimi
        come specificato nella parte 4 e previa approvazione delle autorità competenti. Un
        ente creditizio non può attribuire alle esposizioni garantite una PD o una LGD
        corrette in modo tale per cui il fattore di ponderazione successivo alla rettifica
        risulterebbe inferiore a quello di una esposizione diretta comparabile verso il garante.
   1.3. Durata
   11.  Fermo restando il punto 12, gli enti creditizi assegnano alle esposizioni derivanti da
        operazioni di vendita con patto di riacquisto o operazione di concessione e
        assunzione di titoli o di merci in prestito un valore della durata (M) di 0,5 anni e a
        tutte le altre esposizioni una M di 2,5 anni. Le autorità competenti possono imporre a
        tutti gli enti creditizi soggetti al loro controllo di utilizzare M per ciascuna
        esposizione come previsto al punto 12.
   12.  Gli enti creditizi autorizzati ad utilizzare le proprie LGD o i propri fattori di
        conversione per le esposizioni verso imprese, enti o amministrazioni centrali e
        banche centrali calcolano M per ciascuna di tali esposizioni secondo le modalità di
        cui alle lettere da a) a e) e fermi restando i punti da 13 a 15. In tutti i casi M non è
        superiore a 5 anni.
        a)     Per gli strumenti aventi flussi finanziari predeterminati, M è calcolata
               conformemente alla formula seguente:
IT                                               37                                               IT
 ---pagebreak---                                     ∑ t * CF / ∑ CF
                                             t        t
              M = MAX{1; MIN{        t          t        ; 5}}
              dove CFt indica i flussi finanziari (a titolo di capitale, interessi e commissioni)
              dovuti contrattualmente dal debitore nel periodo t.
       b)     Per gli strumenti derivati soggetti a un accordo tipo di compensazione, M è la
              durata residua media ponderata dell’esposizione e non può essere inferiore a 1
              anno. La durata viene ponderata in base all’ammontare nozionale di ciascuna
              esposizione.
       (c)    Per le esposizioni derivanti da operazioni di vendita con patto di riacquisto o da
              operazioni di concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito che sono
              soggette a un accordo tipo di compensazione, M è la durata residua media
              ponderata delle operazioni e non può essere inferiore a 5 giorni. La durata
              viene ponderata in base all’ammontare nozionale di ciascuna operazione.
       d)     Se un ente creditizio è autorizzato a utilizzare le stime interne della PD per i
              crediti verso imprese acquistati, per gli importi utilizzati M è pari alla durata
              media ponderata delle esposizioni in questione e non può essere inferiore ad 1
              anno. Il medesimo valore di M è impiegato anche per il margine non utilizzato
              su un programma di acquisti non revocabile, a condizione che questo preveda
              efficaci clausole accessorie, dispositivi automatici di rimborso anticipato o altre
              formule che tutelino l’ente creditizio acquirente da un significativo
              deterioramento nella qualità dei crediti futuri che esso è tenuto ad acquistare
              nel periodo di validità del programma. In assenza di tali protezioni, la M per il
              margine non utilizzato è calcolata come la somma della durata del credito
              commerciale con scadenza più distante incluso nell’accordo di acquisto e della
              durata residua del programma di acquisto e non può essere inferiore ad 1 anno.
       e)     Per strumenti diversi da quelli menzionati nel presente punto o quando un ente
              creditizio non è in grado di calcolare M secondo le modalità di cui alla lettera
              a), M è pari al tempo restante massimo (espresso in anni) di cui dispone il
              debitore per estinguere pienamente le sue obbligazioni contrattuali e non può
              essere comunque inferiore ad 1 anno.
   13. In deroga al punto 12, lettere a), b), d) e e), per talune esposizioni a breve termine,
       specificate dalle autorità competenti, con una durata residua inferiore ad un anno, che
       non fanno parte del finanziamento corrente del debitore da parte dell’ente creditizio,
       M non può essere inferiore ad 1 giorno.
   14. Le autorità competenti possono consentire di misurare M secondo le modalità di cui
       al punto 11 per le esposizioni verso imprese situate nella Comunità il cui fatturato e il
       cui attivo consolidato siano inferiori a 500 milioni di EUR.
   15. I disallineamenti di durata sono trattati come specificato agli articoli da 90 a 93.
IT                                             38                                                 IT
 ---pagebreak---    2.   ESPOSIZIONI AL DETTAGLIO
   2.1. PD
   16.  La PD di un’esposizione non può essere inferiore allo 0,03%.
   17.  La PD dei debitori o, in caso di uso del metodo dell’obbligazione debitoria, quella
        delle esposizioni in stato di inadempimento è pari al 100%.
   18.  Per il rischio di diluizione dei crediti acquistati la PD viene posta pari alla stima della
        EL per il rischio di diluizione. Se un ente creditizio può scomporre in modo
        affidabile in PD e LGD le proprie stime della EL per il rischio di diluizione dei
        crediti acquistati, può essere utilizzata la stima della PD.
   19.  La protezione del credito non assistita può essere riconosciuta rettificando la PD nel
        rispetto del punto 21.
   2.2. LGD
   20.  Gli enti creditizi forniscono stime interne della LGD, subordinatamente al rispetto
        dei requisiti minimi esposti nella parte 4 e all’approvazione delle autorità competenti.
        Per il rischio di diluizione dei crediti acquistati il valore da attribuire alla LGD è il
        75%. Se un ente creditizio può scomporre in modo affidabile in PD e LGD le proprie
        stime della EL per il rischio di diluizione dei crediti acquistati, può essere utilizzata
        la stima della PD.
   21.  La protezione del credito non assistita può essere riconosciuta rettificando le stime
        della PD o della LGD, subordinatamente al rispetto dei requisiti minimi di cui alla
        parte 4, punti da 95 a 103 e all’approvazione delle autorità competenti, in relazione o
        ad una singola esposizione o ad un aggregato di esposizioni. Un ente creditizio non
        può attribuire alle esposizioni garantite una PD o una LGD corrette in modo tale per
        cui il fattore di ponderazione successivo alla rettifica risulterebbe inferiore a quello
        di una esposizione diretta comparabile verso il garante.
   3.   ESPOSIZIONI IN STRUMENTI DI CAPITALE SOGGETTE AL METODO PD/LGD
   3.1. PD
   22.  Le PD sono determinate conformemente ai metodi applicati per le esposizioni verso
        imprese.
        Si applicano le seguenti PD minime:
        a)     0,09% per le esposizioni in strumenti di capitale negoziati in mercati, se
               l’investimento si inscrive in una relazione di lungo periodo con il cliente;
        b)     0,09% per le esposizioni in strumenti di capitale non negoziati in mercati se il
               reddito sull'investimento si basa su flussi finanziari regolari e periodici non
               derivanti da plusvalenze di capitale;
IT                                               39                                                 IT
 ---pagebreak---         c)     0,40% per le esposizioni in strumenti di capitale negoziati in mercati, comprese
               altre posizioni corte quali definite nella parte 1, punto 17;
        d)     1,25% per tutte le altre esposizioni in strumenti di capitale, comprese altre
               posizioni corte quali definite nella parte 1, punto 17.
   3.2. LGD
   23.  Per esposizioni in strumenti di capitale privati nell'ambito di portafogli
        sufficientemente diversificati si può utilizzare una LGD del 65%.
   24.  A tutte le altre esposizioni si assegna una LGD del 90%.
   3.3. Durata
   25.  Il valore di M assegnato a tutte le esposizioni è 5 anni.
IT                                              40                                              IT
 ---pagebreak---                              Parte 3 – Valore dell’esposizione
   1. ESPOSIZIONI      VERSO IMPRESE, ENTI, AMMINISTRAZIONI CENTRALI E BANCHE
      CENTRALI NONCHÉ ESPOSIZIONI AL DETTAGLIO
   1. Salvo indicato altrimenti, il valore delle esposizioni in bilancio viene misurato al
      lordo delle rettifiche di valore. Questa regola si applica anche alle attività acquistate
      a un prezzo diverso dall’importo dovuto. Per le attività acquistate la differenza fra
      l’importo dovuto e il valore netto iscritto nel bilancio dell’ente creditizio è
      denominata “sconto” se l’importo dovuto è maggiore, “premio” se minore.
   2. Quando gli enti creditizi utilizzano accordi tipo di compensazione in relazione ad
      operazioni di vendita con patto di riacquisto o ad operazioni di concessione e
      assunzione di titoli o di merci in prestito il valore dell’esposizione è calcolato
      conformemente agli articoli da 90 a 93.
   3. Per la compensazione in bilancio dei crediti e dei depositi, gli enti creditizi applicano
      per il calcolo del valore dell’esposizione i metodi di cui agli articoli da 90 a 93.
   4. Il valore dell’esposizione per i contratti di leasing è il flusso scontato dei canoni di
      leasing.
   5. Nel caso di posizioni elencate nell’allegato IV, il valore dell’esposizione è
      determinato mediante uno dei due metodi esposti nell’allegato III.
   6. Il valore dell’esposizione per il calcolo dell’importo ponderato per il rischio
      dell’esposizione derivante da crediti acquistati è l’importo in essere meno i requisiti
      patrimoniali per il rischio di diluizione prima dell’attenuazione del rischio di credito.
   7. In deroga al punto 5, i contratti negoziati su mercati ufficiali e i contratti sui cambi
      (ad eccezione dei contratti connessi all’oro) di durata iniziale non superiore ai 14
      giorni di calendario sono esenti dall’applicazione dei metodi di cui all’allegato III e il
      valore della relativa esposizione è pari a zero.
   8. In deroga al punto 5, le autorità competenti possono esentare dall'applicazione dei
      metodi di cui all'allegato III e attribuire valore zero all’esposizione in caso di
      contratti negoziati fuori borsa (OTC) regolati da una stanza di compensazione per i
      quali quest’ultima agisca come controparte legale e tutti i partecipanti garantiscano
      integralmente su base giornaliera con garanzia reale l'esposizione verso la stanza di
      compensazione, fornendo una copertura del costo corrente di sostituzione e
      dell’esposizione potenziale futura.
      La garanzia reale fornita:
      a)     o possiede i requisiti per ricevere una ponderazione dello 0%;
      b)     o consiste in depositi in contante presso l’ente creditizio che concede il
             prestito;
      c)     o consiste in certificati di deposito o strumenti simili emessi dal predetto ente
             creditizio e presso di esso depositati.
IT                                            41                                                 IT
 ---pagebreak---        Le autorità competenti si accertano che sia eliminato il rischio di un’accumulazione
       delle esposizioni verso la stanza di compensazione che oltrepassi il valore di mercato
       della garanzia reale fornita.
   9.  Il valore dell’esposizione per i margini non utilizzati acquistati delle esposizioni
       rotative da crediti verso imprese acquistati è calcolato moltiplicando il margine
       disponibile del credito accordato per 75%.
   10. Quando un’esposizione assume la forma di titoli venduti, costituiti in garanzia o dati
       in prestito nel quadro di operazioni di vendita con patto di riacquisto o di operazioni
       di concessione e assunzione di titoli o di merci il valore dell’esposizione è
       rappresentato dal valore dei titoli o delle merci determinato conformemente
       all’articolo 74. Quando viene utilizzato il metodo integrale per il trattamento delle
       garanzie reali finanziarie quale definito nell’allegato VIII, parte 3, al valore
       dell’esposizione viene aggiunta la rettifica per volatilità appropriata per tali titoli o
       merci, come indicato in tale allegato e parte.
   11. Il valore dell’esposizione per le posizioni indicate di seguito è calcolato
       moltiplicando il margine disponibile del credito accordato per un fattore di
       conversione.
       Gli enti creditizi utilizzano i seguenti fattori di conversione:
       a)     alle linee di credito senza impegno a fermo, revocabili incondizionatamente o
              provviste di clausola di revoca automatica, in qualsiasi momento a discrezione
              dell’ente e senza preavviso si applica un fattore di conversione dello 0%. Per
              applicare un fattore di conversione dello 0%, gli enti creditizi effettuano una
              sorveglianza attiva della situazione finanziaria del debitore e i loro sistemi di
              controllo interno permettono loro di rilevare immediatamente un
              deterioramento del suo merito di credito. Le linee di credito al dettaglio non
              utilizzate possono essere considerate revocabili incondizionatamente se le
              clausole contrattuali consentono all’ente creditizio di revocarle nella misura
              massima consentita dalla legislazione a tutela dei consumatori e dalla
              normativa collegata;
       b)     alle lettere di credito a breve termine per operazioni mercantili si applica un
              fattore di conversione del 20% sia all’ente ordinante che all’ente accettante;
       c)     alle altre linee di credito, alle agevolazioni per l’emissione di effetti (note
              issuance facilities o NIF) e di credito rinnovabile (revolving underwriting
              facilities o RUF) si applica un fattore di conversione del 75%;
       d)     gli enti creditizi che soddisfano i requisiti minimi per l’uso delle stime interne
              dei fattori di conversione di cui alla parte 4 possono utilizzare tali stime per i
              vari tipi di prodotti, previa approvazione delle autorità competenti.
   12. Nel caso in cui sia ottenuto un impegno su un altro impegno, viene utilizzato il
       minore tra i due fattori di conversione associati al singolo impegno.
   13. Per tutte le voci fuori bilancio diverse da quelle menzionate ai punti da 1 a 11, il
       valore dell’esposizione viene determinato conformemente all’allegato II.
IT                                              42                                               IT
 ---pagebreak---    2.  ESPOSIZIONI IN STRUMENTI DI CAPITALE
   14. Il valore dell’esposizione è quello iscritto a bilancio. Le misure ammissibili per le
       esposizioni in strumenti di capitale sono le seguenti:
       a)    per gli investimenti contabilizzati al valore equo (fair value), se le variazioni di
             valore incidono direttamente sul risultato economico e sui fondi propri, il
             valore dell’esposizione è pari al valore equo iscritto a bilancio;
       b)    per gli investimenti contabilizzati al valore equo, se le variazioni di valore non
             incidono direttamente sul risultato economico bensì su una componente distinta
             del patrimonio corretta per l’imposta, il valore dell’esposizione è pari al valore
             equo iscritto a bilancio;
       c)    per gli investimenti contabilizzati al costo o al minore fra questo e il valore di
             mercato, il valore dell’esposizione è pari al costo o al valore di mercato iscritto
             a bilancio.
   3.  ALTRE ATTIVITÀ DIVERSE DA CREDITI
   15. Il valore dell’esposizione per altre attività diverse da crediti è quello iscritto a
       bilancio.
IT                                            43                                                  IT
 ---pagebreak---                            Parte 4 - Requisiti minimi per il metodo IRB
   1.     SISTEMI DI RATING
   1.     Con “sistema di rating” si intende l’insieme di metodi, procedimenti, controlli,
          meccanismi di raccolta dati e sistemi informativi che fungono da supporto alla
          valutazione del rischio di credito, all’attribuzione delle esposizioni a gradi o
          aggregati (rating) e alla stima quantitativa degli inadempimenti e delle perdite per un
          dato tipo di esposizione.
   2.     Nel caso in cui l’ente creditizio decida di impiegare molteplici sistemi di rating, i
          criteri per l’applicazione di un sistema a un debitore o ad un’operazione sono
          documentati e applicati in modo da rispecchiare al meglio il profilo di rischio.
   3.     I criteri e i processi di assegnazione vengono riveduti periodicamente per accertare se
          continuano ad essere appropriati per il portafoglio corrente e le condizioni esterne.
   1.1.   Struttura dei sistemi di rating
   4.     Quando un ente creditizio usa stime dirette dei parametri di rischio, queste ultime
          possono essere considerate come le risultanze dei gradi di una scala continua di
          rating.
   1.1.1. Esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche centrali
   5.     Un sistema di rating tiene conto delle caratteristiche di rischio del debitore e
          dell'operazione.
   6.     Un sistema di rating ha una scala di rating del debitore che riflette esclusivamente la
          quantificazione del rischio di inadempimento del debitore. Tale scala di rating ha un
          minimo di 7 gradi per i debitori adempienti e 1 grado per quelli inadempienti.
   7.     Per “grado di merito del debitore” si intende una categoria di rischio, nell’ambito di
          una scala di rating del debitore appartenente ad un sistema di rating, alla quale un
          debitore è assegnato in base a un insieme ben definito e distinto di criteri di rating,
          dai quali viene derivata la stima della PD. L’ente creditizio documenta la relazione
          tra i gradi di merito del debitore in termini di livello del rischio di inadempimento
          che ogni grado implica e di criteri utilizzati per individuare tale livello di rischio.
   8.     Gli enti creditizi con portafogli concentrati in un particolare segmento di mercato e in
          una particolare gamma di rischio di inadempimento prevedono un numero sufficiente
          di gradi di merito del debitore all’interno di tale gamma al fine di evitare indebite
          concentrazioni di debitori in un determinato grado. Una rilevante concentrazione a
          livello di singolo grado è giustificata da evidenze empiriche comprovanti che il grado
          in questione copre una fascia di PD ragionevolmente ristretta e che il rischio di
          inadempimento di tutti i debitori assegnati a quel grado rientra in tale fascia.
   9.     Per ottenere il riconoscimento da parte delle autorità competenti dell’uso di stime
          interne della LGD a fini di calcolo dei requisiti patrimoniali, un sistema di rating
IT                                                44                                               IT
 ---pagebreak---           incorpora una scala di rating distinta per le operazioni, che riflette esclusivamente le
          caratteristiche dell’operazione connesse alla LGD.
   10.    Per ottenere il riconoscimento da parte delle autorità competenti dell’uso di stime
          interne dei fattori di conversione a fini di calcolo dei requisiti patrimoniali, un
          sistema di rating incorpora una scala di rating distinta per le operazioni, che riflette
          esclusivamente le caratteristiche dell’operazione connesse al fattore di conversione.
   11.    Per “grado di merito dell’operazione” si intende una categoria di rischio, nell’ambito
          di una scala di rating dell’operazione appartenente ad un sistema di rating, alla quale
          un’esposizione è assegnata in base a un insieme ben definito e distinto di criteri, dai
          quali sono derivate le stime interne della LGD o dei fattori di conversione. La
          definizione del grado comprende una descrizione sia delle modalità di assegnazione
          delle esposizioni al grado sia dei criteri utilizzati per distinguere il livello di rischio
          dei diversi gradi.
   12.    Una rilevante concentrazione di esposizioni a livello di singolo grado di merito
          dell’operazione è giustificata da evidenze empiriche comprovanti che quel grado
          copre una fascia di LGD o di fattore di conversione ragionevolmente ristretta e che il
          rischio di tutte le esposizioni assegnate a quel grado rientra in tale fascia.
   13.    Gli enti creditizi che utilizzano i metodi di cui alla parte 1, punto 5 per assegnare i
          fattori di ponderazioni del rischio per le esposizioni da finanziamenti specializzati
          sono esentati dall’obbligo di avere una scala di rating del debitore che rifletta
          esclusivamente la quantificazione del rischio di inadempimento del debitore per tali
          esposizioni. In deroga al punto 6, tali enti hanno per tali esposizioni almeno 4 gradi
          per i debitori adempienti e almeno 1 grado per i debitori inadempienti.
   1.1.2. Esposizioni al dettaglio
   14.    I sistemi di rating riflettono il rischio sia del debitore che dell’operazione e colgono
          tutte le caratteristiche rilevanti di entrambi.
   15.    Il livello di differenziazione del rischio assicura che il numero di esposizioni presenti
          in un dato grado o aggregato sia sufficiente a permettere una significativa
          quantificazione e validazione delle caratteristiche di perdita a livello di grado o di
          aggregato. La distribuzione delle esposizioni e dei debitori tra i vari gradi o aggregati
          è tale da evitare un’eccessiva concentrazione.
   16.    Gli enti creditizi sono tenuti a dimostrare che il processo di assegnazione delle
          esposizioni a gradi o ad aggregati consente un’appropriata differenziazione del
          rischio, il raggruppamento di esposizioni sufficientemente omogenee, nonché una
          stima accurata e coerente delle caratteristiche di perdita a livello di grado o di
          aggregato. Per i crediti acquistati, il raggruppamento rispecchia le pratiche di
          sottoscrizione del cedente e l’eterogeneità della sua clientela.
   17.    Nell’attribuire le esposizioni a un dato grado o aggregato gli enti creditizi
          considerano i seguenti fattori di rischio:
          le caratteristiche di rischio del debitore
IT                                                 45                                                 IT
 ---pagebreak---           a)     le caratteristiche di rischio dell’operazione, compresa la tipologia del prodotto
                 e/o delle garanzie reali. Gli enti creditizi affrontano esplicitamente i casi in cui
                 diverse esposizioni beneficiano della stessa garanzia reale;
          b)     la morosità dell’esposizione, a meno che l’ente creditizio dimostri alla sua
                 autorità competente che essa non è un fattore di rischio significativo per
                 l’esposizione;
          c)     l’attribuzione a gradi o aggregati.
   18.    Un ente creditizio prevede specifiche definizioni, nonché processi e criteri per
          l’assegnazione delle esposizioni ai vari gradi di merito o aggregati nell’ambito del
          sistema di rating.
          a)     Le definizioni e i criteri di classificazione dei gradi di merito o degli aggregati
                 sono sufficientemente dettagliati da permettere al personale a ciò addetto di
                 assegnare in modo coerente al medesimo grado o aggregato debitori od
                 operazioni che comportano rischi analoghi. Tale coerenza è assicurata fra le
                 varie aree di attività, unità organizzative e articolazioni geografiche.
          b)     La documentazione del processo di rating consente a terzi di comprendere e
                 replicare l‘assegnazione delle esposizioni a gradi di merito o aggregati e di
                 valutarne l'appropriatezza.
          c)     I criteri sono inoltre coerenti con le regole interne dell’ente creditizio per la
                 concessione di crediti e con la sua politica per il trattamento di operazioni e
                 debitori problematici.
   19.    Nell’assegnare i debitori e le operazioni a gradi di merito o aggregati, un ente
          creditizio tiene conto di tutte le informazioni rilevanti. Queste ultime sono aggiornate
          e consentono all’ente creditizio di prevedere l’andamento futuro dell’esposizione.
          Quanto più limitate sono le informazioni di cui l’ente creditizio dispone, tanto più
          prudente deve essere l’assegnazione delle esposizioni a un certo grado di merito o a
          un determinato aggregato. Se un ente creditizio usa un rating esterno come parametro
          primario per la valutazione interna, accerta che esso sia coerente con le altre
          informazioni rilevanti in suo possesso.
   1.2.   Assegnazione delle esposizioni
   1.2.1. Esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche centrali
   20.    Ciascun debitore è assegnato ad un grado di merito nel quadro del processo di
          concessione del credito.
   21.    Per gli enti creditizi autorizzati ad utilizzare le stime interne della LGD o dei fattori
          di conversione, ciascuna esposizione è altresì assegnata ad un grado di merito
          dell’operazione nel quadro del processo di concessione del credito.
   22.    Gli enti creditizi che utilizzano i metodi esposti nella parte 1, punto 5 per assegnare i
          fattori di ponderazioni del rischio per le esposizioni da finanziamenti specializzati
          attribuiscono ciascuna di tali esposizioni ad un grado di merito conformemente al
          punto 13.
IT                                                 46                                                 IT
 ---pagebreak---    23.    Ciascuna entità distinta verso cui l’ente creditizio è esposto è valutata separatamente.
          Un ente creditizio dimostra alla rispettiva autorità competente di seguire orientamenti
          accettabili per quanto riguarda il trattamento dei singoli clienti debitori o dei gruppi
          di clienti debitori collegati.
   24.    Le varie esposizioni verso lo stesso debitore sono assegnate al medesimo grado di
          merito del debitore, a prescindere dalle eventuali differenze nella natura delle varie
          operazioni. Le eccezioni in cui distinte esposizioni verso lo stesso debitore possono
          essere assegnate a diversi gradi di merito riguardano i casi seguenti:
          a)     il caso del rischio di trasferimento valutario, dove l’ente creditizio può
                 assegnare le esposizioni a diversi gradi a seconda che siano denominate in
                 moneta nazionale o in valuta estera;
          b)     quando il trattamento delle garanzie personali associate ad un’esposizione può
                 tradursi in una rettifica nell’assegnazione al grado di merito del debitore.
   1.2.2. Esposizioni al dettaglio
   25.    Ciascuna esposizione è assegnata ad un grado di merito o aggregato nel quadro del
          processo di concessione del credito.
   1.2.3. Scostamenti
   26.    Per l’assegnazione a gradi di merito e aggregati, gli enti creditizi documentano le
          situazioni in cui il giudizio umano può discostarsi dai paramteri immessi o dai
          risultati del processo di assegnazione e il personale responsabile per l’approvazione
          degli scostamenti. Gli enti creditizi documentano tali scostamenti e il personale
          responsabile. Gli enti creditizi analizzano l’andamento delle esposizioni per le quali
          vi sia stato uno scostamento nelle assegnazioni. Tale analisi include la valutazione
          delle prestazioni delle esposizioni, dal cui rating vi è stato uno scostamento
          riconducibile ad una determinata persona, dando conto di tutto il personale
          responsabile.
   1.3.   Integrità del procedimento di assegnazione dei rating
   1.3.1. Esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche centrali
   27.    Le assegnazioni e la loro revisione periodica sono compiute o approvate da soggetti
          indipendenti che non traggono un diretto beneficio dalla concessione del credito.
   28.    Gli enti creditizi aggiornano le assegnazioni almeno una volta l’anno. I debitori a più
          alto rischio e le esposizioni problematiche sottostanno a verifiche più frequenti. Gli
          enti creditizi ripetono l’assegnazione ogniqualvolta emergano nuove informazioni
          significative sul debitore o sull’esposizione.
   29.    Un ente creditizio dispone di processi efficaci per acquisire e aggiornare le
          informazioni rilevanti sulle caratteristiche del debitore che influenzano la PD e sulle
          caratteristiche dell'operazione che influenzano la LGD e i fattori di conversione.
IT                                                 47                                              IT
 ---pagebreak---    1.3.2. Esposizioni al dettaglio
   30.    Un ente creditizio rivede almeno una volta l’anno le assegnazioni del debitore e
          dell’operazione o le caratteristiche di perdita e lo status di morosità di ciascun
          aggregato di rischi identificato, a seconda dei casi. Un ente creditizio riesamina
          inoltre almeno una volta l’anno, utilizzando un campione rappresentativo, lo status
          delle singole esposizioni all’interno di ciascun aggregato al fine di accertare che le
          esposizioni continuino ad essere assegnate all’aggregato appropriato.
   1.4.   Impiego dei modelli
   31.    Se un ente creditizio utilizza modelli statistici ed altri metodi automatici per
          l’assegnazione delle esposizioni a gradi di merito o ad aggregati relativi a debitori o
          ad operazioni, allora:
          a)     l’ente creditizio dimostra all’autorità competente che il modello possiede una
                 buona capacità previsionale e che il suo impiego non produce effetti distorsivi
                 sui requisiti patrimoniali. Le variabili immesse nel modello formano una base
                 ragionevole ed efficace per le previsioni da esso derivate. Il modello è esente
                 da distorsioni significative;
          b)     l’ente creditizio dispone di un processo per vagliare i dati immessi nel modello
                 di previsione che contempli una valutazione dell’accuratezza, completezza e
                 pertinenza dei dati;
          c)     l’ente creditizio dimostra che i dati impiegati per costruire il modello sono
                 rappresentativi della sua effettiva popolazione di debitori e di esposizioni;
          d)     l’ente creditizio prevede un ciclo regolare di validazione del modello che
                 comprenda la sorveglianza sulle prestazioni e la stabilità, la verifica delle
                 specifiche e il raffronto periodico delle risultanze con gli esiti effettivi;
          e)     l’ente creditizio combina il modello statistico con la valutazione umana e la
                 revisione umana in modo da verificare le assegnazioni effettuate in base al
                 modello ed assicurare che i modelli siano utilizzati in modo appropriato. Le
                 procedure di revisione mirano a scoprire e a limitare gli errori derivanti da
                 carenze del modello. Le valutazioni umane tengono conto di tutte le
                 informazioni rilevanti non considerate dal modello. L’ente creditizio
                 documenta il modo in cui la valutazione umana e i risultati del modello devono
                 essere combinati.
   1.5.   Documentazione dei sistemi di rating
   32.    Gli enti creditizi documentano l’assetto e i particolari operativi dei propri sistemi di
          rating. La documentazione comprova l’osservanza dei requisiti minimi di cui alla
          presente parte e affronta aspetti quali la differenziazione del portafoglio, i criteri di
          rating, le responsabilità degli addetti alla valutazione dei debitori e delle esposizioni,
          la frequenza delle verifiche sulle assegnazioni e la supervisione del processo da parte
          del management.
   33.    Gli enti creditizi documentano la logica che sottende alla scelta dei propri criteri di
          rating e sono in grado di produrre un’analisi a sostegno di tale scelta. L’ente
IT                                                48                                                 IT
 ---pagebreak---           creditizio documenta tutte le principali modifiche apportate al processo di rating del
          rischio e tale documentazione permette di individuare i cambiamenti successivi
          all’ultima revisione delle autorità competenti. È parimenti documentata
          l’organizzazione del processo di assegnazione dei rating, ivi compresa la struttura
          interna di controllo.
   34.    L’ente creditizio documenta le definizioni specifiche di inadempimento e di perdita
          impiegate internamente e dimostra la loro coerenza con le definizioni di riferimento
          contenute nella presente direttiva.
   35.    Gli enti creditizi che impiegano modelli statistici nel processo di rating ne
          documentano la metodologia. Tale documentazione:
          a)     fornisce una descrizione dettagliata della teoria, delle ipotesi e/o delle basi
                 matematiche ed empiriche su cui si fonda l’assegnazione delle stime a gradi di
                 merito, singoli debitori, esposizioni o aggregati, nonché le fonti dei dati, una o
                 più, utilizzate per costruire il modello;
          b)     stabilisce un rigoroso processo statistico (comprendente test extra-temporali ed
                 extra-campionari di prestazione) per la validazione del modello;
          c)     indica le eventuali circostanze in cui il modello non opera in modo efficace.
   36.    L’impiego di un modello acquisito da un fornitore esterno che vanti una tecnologia
          brevettata non esime l’ente creditizio dagli obblighi di documentazione e da ogni
          altro requisito prescritto per i sistemi di rating. Spetta all’ente creditizio dimostrare
          alle autorità competenti l’idoneità del modello.
   1.6.   Conservazione dei dati
   37.    Gli enti creditizi rilevano e conservano i dati su talune caratteristiche dei propri
          rating interni secondo quanto prescritto agli articoli da 145 a 149.
   1.6.1. Esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche centrali
   38.    Gli enti creditizi rilevano e conservano:
          a)     serie storiche complete dei rating dei debitori e dei garanti riconosciuti,
          b)     le date di assegnazione dei rating,
          c)     la metodologia e i parametri chiave impiegati nella determinazione del rating,
          d)     la persona responsabile per l’assegnazione del rating,
          e)     le generalità dei debitori e delle esposizioni che hanno dato luogo ad
                 inadempimenti,
          f)     la data e le circostanze di tali inadempimenti,
          g)     i dati sulle PD e sui tassi effettivi di inadempimento associati ai vari gradi di
                 rating e sulle migrazioni tra tali gradi,
IT                                                  49                                              IT
 ---pagebreak---           h)    gli enti creditizi che non utilizzano le stime interne della LGD e/o dei fattori di
                conversione rilevano e conservano i dati sui raffronti tra le LGD effettive e i
                valori determinati secondo le modalità di cui alla parte 2, punto 8 e tra i fattori
                di conversione effettivi e i valori determinati secondo le modalità di cui alla
                parte 3, punto 11.
   39.    Gli enti creditizi che utilizzano stime interne della LGD e/o dei fattori di conversione
          rilevano e conservano:
          a)    serie storiche complete dei dati relativi ai rating delle operazioni e delle stime
                delle LGD e dei fattori di conversione associati a ciascuna scala di rating,
          b)    le date di assegnazione dei rating e di elaborazione delle stime,
          c)    la metodologia e i parametri chiave impiegati per determinare il rating delle
                operazioni e per stimare la LGD e i fattori di conversione,
          d)    l’identità della persona che ha assegnato il rating all’operazione e della persona
                che ha elaborato le stime della LGD e dei fattori di conversione,
          e)    i dati sulle LGD e i fattori di conversione stimati ed effettivi connessi con
                ciascuna esposizione insoluta,
          f)    i dati sulla LGD dell’esposizione prima e dopo la valutazione degli effetti delle
                garanzie personali o dei derivati su crediti, per gli enti creditizi che tengono
                conto degli effetti di attenuazione del rischio di tali garanzie e di tali derivati
                attraverso la LGD,
          g)    dati sulle componenti delle perdite per ciascuna esposizione insoluta.
   1.6.2. Esposizioni al dettaglio
   40.    Gli enti creditizi rilevano e conservano:
          a)    i dati utilizzati nell’assegnare le esposizioni ai gradi di merito o aggregati,
          b)    i dati sulle stime della PD, della LGD e dei fattori di conversione connessi con
                i gradi di merito o gli aggregati di esposizioni,
          c)    le generalità dei debitori e delle esposizioni che hanno dato luogo ad
                inadempimenti,
          d)    per le esposizioni insolute, i dati concernenti i gradi di merito o gli aggregati
                cui le esposizioni erano state assegnate nell’anno precedente l’inadempimento
                e i risultati effettivi in termini di LGD e di fattori di conversione;
          e)    i dati sui tassi di perdita e sui margini reddituali per le esposizioni rotative al
                dettaglio qualificate.
IT                                                  50                                              IT
 ---pagebreak---    1.7. Prove di stress utilizzate per valutare l’adeguatezza patrimoniale
   41.  Un ente creditizio dispone di processi validi per le prove di stress impiegate per
        valutare la propria adeguatezza patrimoniale. Tali prove individuano gli eventi
        potenziali o i cambiamenti nelle condizioni economiche atti a produrre effetti
        sfavorevoli sulle esposizioni dell’ente creditizio e valutano la capacità dello stesso di
        far fronte a tali circostanze.
   42.  Gli enti creditizi eseguono regolarmente prove di stress mirate al rischio di credito
        per valutare l’impatto di talune condizioni specifiche sui loro requisiti patrimoniali
        complessivi per il rischio di credito. La prova da utilizzare è scelta dall’ente
        creditizio ma è soggetta alla revisione dell’autorità di vigilanza. Tale prova è
        significativa e ragionevolmente prudente e considera almeno l'effetto di situazioni di
        moderata recessione. Gli enti creditizi valutano la migrazione fra i propri rating nel
        quadro degli scenari delle prove di stress. Gli enti creditizi sottopongono a prove di
        stress i portafogli contenenti la grande maggioranza delle proprie esposizioni.
   2.   QUANTIFICAZIONE DEL RISCHIO
   43.  Ai fini della determinazione dei parametri di rischio da associare ai gradi di merito o
        agli aggregati, gli enti creditizi applicano i requisiti indicati di seguito.
   2.1. Definizione di inadempimento
   44.  Si ritiene che sia intervenuto un inadempimento in relazione a un particolare debitore
        allorché si verifica almeno uno degli eventi sotto indicati:
        a)     l’ente creditizio giudica improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali
               l’escussione delle garanzie (eventualmente possedute), il debitore adempia
               integralmente alle sue obbligazioni creditizie verso l’ente creditizio stesso, la
               sua impresa madre o una delle sue filiazioni;
        b)     il debitore è in arretrato da oltre 90 giorni su una obbligazione creditizia
               rilevante verso l’ente creditizio, la sua impresa madre o una delle sue filiazioni.
        Il conteggio dei giorni di arretrato inizia dal momento in cui il debitore ha superato il
        limite concesso, ha ricevuto notifica di un limite inferiore al saldo negativo in essere
        o ha utilizzato credito senza autorizzazione.
        Per limite concesso si intende un limite notificato al debitore.
        Nel caso delle esposizioni al dettaglio e verso enti del settore pubblico, le autorità
        competenti fissano un termine per il periodo di arretrato secondo le modalità di cui al
        punto 48.
        Nel caso delle esposizioni verso imprese, le autorità competenti possono fissare un
        termine per il periodo di arretrato secondo le modalità di cui all’articolo 154,
        paragrafo 4.
        Nel caso delle esposizioni al dettaglio gli enti creditizi possono applicare la presente
        definizione a livello di singola operazione.
IT                                               51                                                IT
 ---pagebreak---    45.  Fra gli elementi da considerare come indicativi dell’improbabile adempimento
        figurano le seguenti circostanze:
        a)     l’ente creditizio include il credito tra le sofferenze o gli incagli;
        b)     l’ente creditizio effettua una rettifica di valore ritenendo che sia intervenuto un
               significativo scadimento della qualità del credito successivamente
               all’assunzione dell’esposizione;
        c)     l’ente creditizio cede il credito subendo una perdita economica significativa;
        d)     l’ente creditizio acconsente a una ristrutturazione onerosa del credito, che
               implica verosimilmente una ridotta obbligazione finanziaria dovuta a una
               remissione sostanziale del debito o al differimento dei pagamenti del capitale,
               degli interessi o (se del caso) delle commissioni. Sono comprese, nel caso delle
               esposizioni in strumenti di capitale valutate secondo il metodo PD/LGD, le
               ristrutturazioni onerose delle partecipazioni stesse;
        e)     l’ente creditizio ha presentato istanza di fallimento per il debitore o ha avviato
               una procedura analoga in relazione all’obbligazione creditizia del debitore
               verso l’ente creditizio stesso, la sua impresa madre o una delle sue filiazioni;
        f)     il debitore ha chiesto o è stato posto in stato di fallimento o situazione
               assimilabile, ove ciò impedisca o ritardi il pagamento dell’obbligazione
               creditizia verso l’ente creditizio, la sua impresa madre o una delle sue
               filiazioni.
   46.  Gli enti creditizi che utilizzano dati esterni di per sé non coerenti con la definizione
        di inadempimento dimostrano alle autorità competenti che i dati stessi sono stati
        opportunamente adattati al fine di realizzare una sostanziale equivalenza con tale
        definizione.
   47.  Se un ente creditizio giudica che una esposizione precedentemente classificata come
        insolvente è tale per cui per essa non ricorre più nessuna delle circostanze previste
        dalla definizione di inadempimento, esso classifica il debitore o l’operazione come se
        si trattasse di una esposizione regolare. Qualora in seguito dovesse verificarsi una
        delle circostanze suddette, si riterrebbe intervenuto un altro inadempimento.
   48.  Nel caso delle esposizioni al dettaglio e verso enti del settore pubblico, le autorità
        competenti di ciascuno Stato membro stabiliscono il numero preciso di giorni di
        arretrato che tutti gli enti creditizi situati sul proprio territorio rispettano ai fini della
        definizione di inadempimento di cui al punto 44, per le esposizioni verso le predette
        controparti situate in tale Stato. Tale numero è compreso tra 90 e 180 giorni e può
        variare a seconda delle linee di prodotto. Per le esposizioni verso le predette
        controparti situate nei territori di altri Stati membri, le autorità competenti fissano un
        numero di giorni di arretrato che non è più elevato di quello stabilito dall’autorità
        competente dello Stato membro in questione.
   2.2. Requisiti generali per il processo di stima
   49.  Le stime interne dell’ente creditizio dei parametri di rischio PD, LGD, fattore di
        conversione e EL integrano tutti i dati, le informazioni e i metodi rilevanti. Le stime
IT                                                52                                                   IT
 ---pagebreak---        si basano sull’esperienza storica e su evidenze empiriche e non semplicemente su
       valutazioni discrezionali. Le stime sono plausibili e intuitive e sono basate sulle
       determinanti sostanziali dei rispettivi parametri di rischio. Quanto più limitati sono i
       dati di cui dispone un ente creditizio, tanto più prudente deve essere la stima.
   50. L’ente creditizio è in grado di fornire una disaggregazione dei dati relativi alle
       proprie esperienze di perdita in termini di frequenza degli inadempimenti, LGD,
       fattore di conversione o perdite, qualora siano utilizzate stime della EL, in base ai
       fattori che esso considera essere le determinanti dei rispettivi parametri di rischio.
       L’ente creditizio dimostra che le proprie stime sono rappresentative di un’esperienza
       di lungo periodo.
   51. Va inoltre preso in considerazione ogni cambiamento intervenuto nelle pratiche di
       affidamento o nei procedimenti di recupero dei crediti durante i periodi di
       osservazione di cui ai punti 66, 71, 81, 85, 92 e 94. Le stime dell’ente creditizio
       integrano le implicazioni dei progressi tecnologici, i nuovi dati e ogni altra
       informazione man mano che tali elementi diventano disponibili. Gli enti creditizi
       rivedono le proprie stime ogniqualvolta emergano nuove informazioni e quantomeno
       con cadenza annuale.
   52. La popolazione delle esposizioni rappresentata nei dati impiegati per la stima, i
       criteri di affidamento utilizzati nel momento in cui i dati sono stati prodotti e gli altri
       aspetti caratteristici sono comparabili a quelli delle esposizioni e dei parametri
       dell’ente creditizio. L’ente creditizio dimostra inoltre che le condizioni economiche e
       di mercato su cui si basano i dati sono coerenti con la situazione attuale e prospettica.
       Il numero delle esposizioni incluse nel campione e il periodo temporale coperto dai
       dati impiegati per la quantificazione sono sufficienti ad assicurare all’ente creditizio
       l’accuratezza e la solidità delle proprie stime.
   53. Per i crediti acquistati le stime tengono conto di tutte le informazioni significative a
       disposizione dell’ente creditizio acquirente in merito alla qualità dei crediti
       sottostanti, compresi i dati forniti dal cedente relativi ad aggregati analoghi, dall’ente
       creditizio acquirente o da fonti esterne. L’ente creditizio acquirente verifica eventuali
       dati sui quali il cedente abbia fatto affidamento.
   54. Gli enti creditizi integrano nelle proprie stime un fattore di cautela commisurato al
       presumibile margine di errore. Allorché le metodologie e i dati sono meno
       soddisfacenti e il presumibile margine di errore più ampio, il fattore di cautela è
       maggiore.
   55. Gli enti creditizi che usano stime diverse per il calcolo dei fattori di ponderazione del
       rischio e per fini interni lo documentano e dimostrano all’autorità competente la
       ragionevolezza di tali stime.
   56. Se gli enti creditizi possono dimostrare alle autorità competenti che per i dati che
       sono stati rilevati prima della data di attuazione della presente direttiva sono state
       effettuate le rettifiche necessarie per realizzare una sostanziale equivalenza con le
       definizioni di inadempimento o di perdita, le autorità competenti possono consentire
       agli enti creditizi una certa flessibilità nell’applicazione dei requisiti prescritti per i
       dati.
IT                                             53                                                  IT
 ---pagebreak---    57.    L’ente creditizio che usa dati aggregati con altri enti creditizi dimostra che:
          a)     i sistemi e i criteri di rating impiegati da altri enti creditizi partecipanti
                 all’aggregazione sono comparabili con i propri;
          b)     l’aggregato è rappresentativo per il portafoglio per il quale vengono utilizzati i
                 dati aggregati;
          c)     i dati aggregati vengono utilizzati in modo uniforme nel tempo dall’ente
                 creditizio per le proprie stime permanenti.
   58.    L’ente creditizio che usa dati aggregati con altri enti creditizi rimane responsabile
          dell'integrità dei suoi sistemi di rating. Gli enti creditizi dimostrano all’autorità
          competente di disporre a livello interno di una sufficiente capacità di comprensione
          dei propri sistemi di rating, compresa l’effettiva capacità di sorvegliare e di
          controllare il processo di rating.
   2.2.1. Requisiti specifici per la stima della PD
          Esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche centrali
   59.    Gli enti creditizi stimano la PD per ciascun grado di merito del debitore sulla base di
          medie di lungo periodo dei tassi di inadempimento relativi a un orizzonte temporale
          annuale.
   60.    Per i crediti verso imprese acquistati, gli enti creditizi possono stimare la EL per
          grado di merito del debitore sulla base delle medie di lungo periodo dei tassi effettivi
          di inadempimento relativi ad un orizzonte temporale annuale.
   61.    Se l’ente creditizio deriva stime di lungo periodo dei tassi medi della PD e della LGD
          per i crediti verso imprese acquistati da una stima della EL nonché da una stima
          appropriata della PD o LGD, il processo per stimare le perdite totali soddisfa i
          requisiti globali fissati nella presente parte per la stima della PD e della LGD e il
          risultato è conforme al concetto di LGD di cui al punto 73.
   62.    Gli enti creditizi utilizzano le tecniche di stima della PD previa un’analisi che ne
          giustifichi la scelta. Gli enti creditizi sono consapevoli dell’importanza rivestita dalle
          valutazioni discrezionali nel combinare i risultati di tecniche diverse e nell’effettuare
          rettifiche in considerazione di lacune nelle tecniche e nelle informazioni.
   63.    Nella misura in cui, per la stima della PD, un ente creditizio impiega i dati sugli
          inadempimenti desunti dalla propria esperienza, esso dimostra nella sua analisi che le
          stime rispecchiano i requisiti per la sottoscrizione ed eventuali differenze fra il
          sistema di rating che ha prodotto i dati e quello corrente. Se i requisiti per la
          sottoscrizione o i sistemi di rating sono cambiati, l’ente creditizio applica un più
          ampio margine di cautela nella sua stima della PD.
   64.    Nella misura in cui un ente creditizio associa i gradi di merito utilizzati internamente
          alla scala impiegata da ECAI o da organismi analoghi e assegna ai propri gradi di
          merito i tassi di inadempimento osservati per i gradi dell’organismo esterno, questo
          processo di associazione si basa su una comparazione dei criteri utilizzati per i rating
          interni con quelli impiegati dall’organismo esterno nonché su una comparazione dei
IT                                                 54                                                IT
 ---pagebreak---        rating interni ed esterni per eventuali debitori comuni. Vengono evitate distorsioni o
       incoerenze nel metodo di associazione e nei dati sottostanti. I criteri adottati
       dall’agenzia esterna in relazione ai dati che sottendono alla quantificazione sono
       orientati solo al rischio di inadempimento e non alle caratteristiche dell’operazione.
       L’analisi dell’ente creditizio contempla un raffronto delle definizioni di
       inadempimento, fatti salvi i criteri indicati ai punti da 44 a 48. L’ente creditizio
       documenta i criteri alla base del processo di associazione.
   65. Nella misura in cui un ente creditizio impiega modelli statistici di previsione degli
       inadempimenti, può stimare la PD come media semplice delle stime della probabilità
       di inadempimento per i singoli debitori assegnati a un certo grado di merito.
       L’impiego di tali modelli per questo fine è subordinato al rispetto dei criteri
       specificati al punto 31.
   66. A prescindere dal fatto che l’ente creditizio impieghi fonti di dati esterni, interni,
       aggregati o una loro combinazione, ai fini della stima della PD il periodo storico di
       osservazione di almeno una fonte ha una durata minima di cinque anni. Se il periodo
       di osservazione disponibile per una qualsiasi fonte ha una durata maggiore e i dati in
       questione sono rilevanti, va impiegato il periodo più lungo. Il presente punto si
       applica anche in caso di applicazione del metodo PD/LGD agli strumenti di capitale.
       Esposizioni al dettaglio
   67. Gli enti creditizi stimano la PD per i debitori ricompresi nel rispettivo grado di
       merito o aggregato sulla base della media di lungo periodo dei tassi di
       inadempimento relativi a un orizzonte temporale annuale.
   68. In deroga al punto 67, le stime della PD possono essere altresì derivate dalle perdite
       effettive e da stime appropriate della LGD.
   69. Gli enti creditizi considerano i dati interni relativi all’assegnazione delle esposizioni
       ai vari gradi di merito o aggregati come fonte primaria di informazione per la stima
       delle caratteristiche di perdita. È consentito l’utilizzo di dati esterni (compresi i dati
       aggregati) o di modelli statistici per la quantificazione, a condizione che possa essere
       dimostrato uno stretto nesso fra:
       a)     il processo seguito dall’ente creditizio per assegnare le esposizioni a un dato
              grado di merito o aggregato e quello seguito dalla fonte esterna;
       b)     il profilo di rischio interno dell’ente creditizio e la composizione dei dati
              esterni.
       Per i crediti al dettaglio acquistati gli enti creditizi possono impiegare dati esterni e
       interni. Gli enti creditizi utilizzano tutte le fonti di dati rilevanti come basi di
       raffronto.
   70. Se l’ente creditizio deriva stime di lungo periodo della PD e della LGD per i crediti
       al dettaglio da una stima delle perdite totali nonché da una stima appropriata della
       PD o della LGD, il processo per stimare le perdite totali soddisfa i requisiti globali
       fissati nella presente parte per la stima della PD e della LGD, e il risultato è
       conforme al concetto di LGD di cui al punto 73.
IT                                             55                                                 IT
 ---pagebreak---    71.    A prescindere dal fatto che l’ente creditizio impieghi fonti di dati esterni, interni,
          aggregati o una loro combinazione, ai fini della stima delle caratteristiche di perdita
          il periodo storico di osservazione di almeno una fonte ha una durata minima di
          cinque anni. Se il periodo di osservazione di una qualsiasi fonte ha una durata
          maggiore e i dati in questione sono rilevanti, va impiegato il periodo più lungo. Un
          ente creditizio non è tenuto ad attribuire uguale importanza ai dati storici se può
          dimostrare all’autorità competente che le informazioni più recenti costituiscono un
          migliore indicatore dei tassi di perdita.
   72.    Gli enti creditizi identificano e analizzano le previste modifiche dei parametri di
          rischio lungo la durata delle esposizioni creditizie (seasoning effects - effetti di
          maturazione).
   2.2.2. Requisiti specifici per le stime interne della LGD
   73.    Gli enti creditizi stimano la LGD per grado di merito o aggregato sulla base della
          LGD media effettiva per grado o aggregato utilizzando tutti gli inadempimenti
          osservati nell’ambito delle fonti di dati (media ponderata degli inadempimenti).
   74.    Gli enti creditizi impiegano stime della LGD adatte per una fase recessiva se queste
          sono più prudenti della media di lungo periodo. Considerato che un sistema di rating
          dovrebbe fornire LGD effettive costanti nel tempo per grado di merito o aggregato,
          gli enti creditizi apportano rettifiche alle loro stime dei parametri di rischio per grado
          o aggregato al fine di limitare l’impatto patrimoniale di una recessione economica.
   75.    Gli enti creditizi considerano la portata dell’eventuale dipendenza fra il rischio del
          debitore e il rischio della garanzia reale o del suo datore. I casi in cui è presente un
          elevato grado di dipendenza sono trattati in modo prudente.
   76.    Nella valutazione della LGD da parte dell’ente creditizio va inoltre trattato con
          cautela ogni disallineamento di valuta fra l’obbligazione sottostante e la garanzia.
   77.    Nella misura in cui le stime della LGD tengono conto dell’esistenza di garanzie reali,
          esse non sono basate unicamente sul presunto valore di mercato della garanzia. Le
          stime della LGD tengono conto del rischio che l’ente creditizio non possa disporre
          prontamente della garanzia e liquidarla.
   78.    Nella misura in cui un ente creditizio non soddisfa i requisiti minimi per le garanzie
          reali di cui all’allegato VIII, l’importo recuperabile da tali garanzie non è preso in
          considerazione nelle sue stime della LGD.
   79.    Per il caso specifico delle esposizioni già in stato di inadempimento, l’ente creditizio
          usa le proprie migliori stime della perdita attesa per ciascuna esposizione, date le
          circostanze economiche correnti e lo status dell’esposizione stessa.
   80.    Le indennità di mora non riscosse, nella misura in cui esse sono state contabilizzate
          al conto economico dell’ente creditizo, vanno aggiunte alla misura dell’esposizione o
          della perdita.
          Esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche centrali
IT                                                56                                                 IT
 ---pagebreak---    81.    Le stime della LGD si basano su dati derivanti da un periodo di osservazione minimo
          di sette anni per almeno una fonte di dati. Se il periodo di osservazione di una
          qualsiasi fonte ha una durata maggiore e i dati in questione sono rilevanti, va
          impiegato il periodo più lungo.
          Esposizioni al dettaglio
   82.    In deroga al punto 73, le stime della LGD possono essere derivate dalle perdite
          effettive e da stime appropriate delle PD.
   83.    Nonostante il punto 88, gli enti creditizi possono tenere conto degli utilizzi futuri nel
          calcolo del proprio fattore di conversione o nelle proprie stime della LGD.
   84.    Per i crediti al dettaglio acquistati gli enti creditizi possono impiegare dati di
          riferimento esterni e interni per stimare le LGD.
   85.    Le stime della LGD si basano su dati relativi a un periodo di osservazione minimo di
          cinque anni. In deroga al punto 73, gli enti creditizi non sono tenuti ad attribuire
          uguale importanza ai dati storici se possono dimostrare all’autorità competente che le
          informazioni più recenti costituiscono un migliore indicatore dei tassi di perdita.
   2.2.3. Requisiti specifici per le stime interne dei fattori di conversione
   86.    Gli enti creditizi stimano i fattori di conversione per grado di merito o aggregato
          sulla base dei fattori di conversione medi effettivi per grado o aggregato utilizzando
          tutti gli inadempimenti osservati nell’ambito delle fonti di dati (media ponderata
          degli inadempimenti).
   87.    Gli enti creditizi impiegano stime dei fattori di conversione adatte per una fase
          recessiva se queste sono più prudenti della media di lungo periodo. Considerato che
          un sistema di rating dovrebbe fornire fattori di conversione effettivi costanti nel
          tempo per grado di merito o aggregato, gli enti creditizi apportano rettifiche alle loro
          stime dei parametri di rischio per grado o aggregato al fine di limitare l’impatto
          patrimoniale di una recessione economica.
   88.    Le stime interne dei fattori di conversione rispecchiano la possibilità di ulteriori
          utilizzi del credito da parte del debitore prima e dopo il momento in cui si verifica un
          evento qualificato come inadempimento.
          Se è ragionevolmente prevedibile una più forte correlazione positiva fra la frequenza
          degli inadempimenti e l’entità del fattore di conversione, la stima di quest’ultimo
          incorpora un maggior fattore di cautela.
   89.    Nell’elaborare le stime dei fattori di conversione gli enti creditizi tengono conto delle
          particolari politiche e strategie seguite in relazione alla sorveglianza sui conti e al
          trattamento dei pagamenti. Gli enti creditizi tengono inoltre nel dovuto conto la
          propria capacità e volontà di impedire ulteriori utilizzi del credito in circostanze
          diverse dall’inadempimento, come la violazione di clausole accessorie o altri
          inadempimenti tecnici.
   90.    Gli enti creditizi dispongono inoltre di adeguati sistemi e procedure per sorvegliare
          gli importi dei crediti, il rapporto fra credito accordato e margine utilizzato, nonché
IT                                                57                                                IT
 ---pagebreak---           le variazioni degli importi in essere per debitore e grado di merito. L’ente creditizio è
          in grado di effettuare tale sorveglianza su base giornaliera.
   91.    Gli enti creditizi che usano stime diverse dei fattori di conversione per il calcolo
          degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio, da un lato, e per fini interni,
          dall’altro, lo documentano e dimostrano all’autorità competente la ragionevolezza di
          tali stime.
          Esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche centrali
   92.    Le stime del fattore di conversione si basano su dati derivanti da un periodo di
          osservazione minimo di sette anni per almeno una fonte di dati. Se il periodo di
          osservazione di una qualsiasi fonte ha una durata maggiore e i dati in questione sono
          rilevanti, va impiegato il periodo più lungo.
          Esposizioni al dettaglio
   93.    In deroga al punto 88, gli enti creditizi possono tenere conto degli utilizzi futuri del
          credito nel calcolo dei loro fattori di conversione o nelle loro stime della LGD.
   94.    Le stime dei fattori di conversione si basano su dati derivanti da un periodo di
          osservazione minimo di cinque anni. In deroga al punto 86, un ente creditizio non è
          tenuto ad attribuire uguale importanza ai dati storici se può dimostrare all’autorità
          competente che le informazioni più recenti costituiscono un migliore indicatore degli
          utilizzi.
   2.2.4. Requisiti minimi per la valutazione degli effetti delle garanzie personali e dei
          derivati su crediti
          Esposizioni verso imprese, enti, amministrazioni centrali e banche centrali nel caso
          di impiego di stime interne della LGD ed esposizioni al dettaglio
   95.    I requisiti di cui ai punti da 96 a 103 non si applicano alle garanzie prestate da enti e
          da amministrazioni centrali e banche centrali se l’ente creditizio è stato autorizzato
          ad applicare le regole di cui agli articoli da 78 a 83 per le esposizioni verso tali entità.
          In tal caso si applicano i requisiti di cui agli articoli da 90 a 93.
   96.    Nel caso delle garanzie su crediti al dettaglio, questi requisiti si applicano anche
          all’assegnazione di una esposizione a un dato grado di merito o aggregato, nonché
          alla stima della PD.
          Garanti e garanzie personali ammissibili
   97.    Gli enti creditizi dispongono di criteri chiaramente definiti riguardo ai tipi di garanti
          che essi riconoscono per il calcolo delle esposizioni ponderate per il rischio.
   98.    Ai garanti riconosciuti si applicano le stesse regole relative ai debitori di cui ai punti
          da 18 a 30.
   99.    La garanzia è documentata per iscritto, non revocabile da parte del garante
          fintantoché l’obbligazione non sia stata interamente onorata (nella misura prevista
          dall’ammontare e dalla natura della garanzia) e validamente opponibile al garante in
IT                                                 58                                                  IT
 ---pagebreak---           una giurisdizione in cui questi possiede averi sui quali esercitare le ragioni di diritto.
          Le garanzie che prevedono clausole a termini delle quali il garante può non essere
          costretto ad adempiere (garanzie condizionali) possono essere riconosciute previa
          approvazione delle autorità competenti. Spetta all’ente creditizio dimostrare che i
          criteri di assegnazione tengono adeguatamente conto di eventuali limitazioni
          dell’effetto di attenuazione del rischio.
          Criteri di rettifica
   100.   Gli enti creditizi dispongono di criteri chiaramente definiti per rettificare i gradi di
          merito, gli aggregati o le stime della LGD e, nel caso dei crediti al dettaglio e dei
          crediti acquistati ammissibili, il processo di assegnazione delle esposizioni ai vari
          gradi o aggregati in modo da rispecchiare l’effetto delle garanzie personali ai fini del
          calcolo delle attività ponderate per il rischio. Tali criteri rispondono ai requisiti
          minimi di cui ai punti da 18 a 30.
   101.   I criteri sono plausibili e intuitivi. Essi considerano la capacità e la volontà del
          garante di ottemperare ai termini della garanzia, il presumibile profilo temporale dei
          suoi pagamenti, il grado di correlazione tra la capacità del garante di adempiere ai
          termini della garanzia e la capacità del debitore di rimborsare il suo debito e l’entità
          di un’eventuale rischio residuale verso il debitore.
          Derivati su crediti
   102.   I requisiti minimi stabiliti per le garanzie personali nella presente parte si applicano
          anche ai derivati su crediti single-name. Per quanto riguarda l’eventuale
          disallineamento tra l’obbligazione sottostante e l’obbligazione su cui si basa la
          protezione dei derivati su crediti o quella utilizzata per determinare se si sia
          verificato un evento creditizio si applicano i requisiti di cui all’allegato VIII, parte 2,
          punto 20. Nel caso delle esposizioni al dettaglio e dei crediti acquistati ammissibili, il
          presente punto si applica al processo di attribuzione delle esposizioni a gradi di
          merito o aggregati.
   103.   I criteri considerano la struttura dei flussi di pagamento del derivato su crediti e
          valutano prudentemente l’effetto che questa può avere sul livello e sui tempi dei
          recuperi. L’ente creditizio tiene conto altresì della misura in cui permangano altre
          forme di rischio residuale.
   2.2.5. Requisiti minimi per i crediti acquistati
          Certezza giuridica
   104.   La struttura dell’operazione assicura che in tutte le prevedibili circostanze l’ente
          creditizio mantenga la proprietà e il controllo effettivi su tutti gli introiti rivenienti
          dai crediti. Qualora il debitore effettui i pagamenti direttamente al cedente o al
          gestore, l’ente creditizio si assicura regolarmente che questi gli siano retrocessi per
          intero e conformemente alle condizioni contrattuali. Per gestore (servicer) si intende
          un’entità che gestisce un aggregato di crediti acquistati o l’esposizione creditizia
          sottostante su base giornaliera. Gli enti creditizi si dotano di procedure intese ad
          assicurare che il diritto di proprietà sui crediti e sugli introiti pecuniari sia protetto
          contro moratorie fallimentari o azioni legali che possano sensibilmente ostacolare la
IT                                               59                                                   IT
 ---pagebreak---         capacità del creditore di liquidare o cedere i crediti o di mantenere il controllo sugli
        introiti stessi.
        Efficacia dei sistemi di sorveglianza
   105. L’ente creditizio sorveglia sia la qualità dei crediti acquistati, sia la situazione
        finanziaria del cedente e del gestore. In particolare:
        a)     l’ente creditizio valuta la correlazione fra la qualità dei crediti acquistati e la
               situazione finanziaria sia del cedente sia del gestore e pone in atto politiche e
               procedure interne che offrano adeguate salvaguardie contro tali evenienze, fra
               cui l’attribuzione di un rating di rischio interno a ciascun cedente e gestore;
        b)     l’ente creditizio dispone di politiche e procedure chiare ed efficaci per
               determinare l’idoneità del cedente e del gestore. L’ente creditizio o un suo
               rappresentante effettuano periodici riesami del cedente e del gestore per
               verificare l’accuratezza delle loro segnalazioni, individuare eventuali frodi o
               carenze operative e vagliare la qualità delle politiche di credito del cedente e la
               qualità delle politiche e delle procedure di incasso del gestore. I risultati di
               questi riesami sono documentati;
        c)     l’ente creditizio valuta le caratteristiche degli aggregati di crediti acquistati
               compresi i debordi, le evidenze storiche concernenti arretrati, crediti anomali e
               svalutazione crediti del cedente, i termini di pagamento e gli eventuali conti di
               contropartita;
        d)     l’ente creditizio è dotato di efficaci politiche e procedure per sorvegliare su
               base aggregata le concentrazioni di esposizioni verso singoli debitori
               all’interno di ogni aggregato di crediti acquistati e a livello trasversale fra un
               aggregato e l’altro;
        e)     l’ente creditizio si assicura di ricevere dal gestore segnalazioni tempestive e
               sufficientemente dettagliate sulla struttura per scadenze e sul grado di
               diluizione dei crediti, al fine di accertare la conformità con i criteri di idoneità e
               le politiche di finanziamento che regolano i crediti acquistati e disporre di un
               efficace mezzo per sorvegliare e verificare i termini di vendita del cedente e il
               grado di diluizione.
        Efficacia dei sistemi per la risoluzione delle situazioni problematiche
   106. L’ente creditizio è dotato di sistemi e procedure che consentano non solo di accertare
        precocemente il deterioramento della situazione finanziaria del cedente e della
        qualità dei crediti acquistati, ma anche di anticipare l’insorgere di problemi. In
        particolare l’ente creditizio dispone di politiche, procedure e sistemi informativi
        chiari ed efficaci per sorvegliare le violazioni delle clausole contrattuali nonché di
        procedure chiare ed efficaci per l’avvio di azioni legali e il trattamento dei crediti
        acquistati anomali.
        Efficacia dei sistemi per controllare le garanzie reali, la concessione dei crediti e gli
        incassi
IT                                               60                                                   IT
 ---pagebreak---    107. L’ente creditizio dispone di politiche e procedure chiare ed efficaci per disciplinare il
        controllo dei crediti acquistati, dei finanziamenti concessi e del flusso degli incassi.
        In particolare, dispone di politiche interne scritte che specificano tutti gli aspetti
        sostanziali del programma di acquisto di crediti, fra cui i tassi delle anticipazioni, le
        garanzie reali ammissibili e la documentazione prescritta, i limiti di concentrazione,
        il trattamento degli incassi. Tali elementi tengono adeguatamente conto di tutti i
        fattori rilevanti e sostanziali, come la situazione finanziaria del cedente e del gestore,
        le concentrazioni di rischio e le tendenze nella qualità dei crediti acquistati e della
        clientela del cedente e i sistemi interni assicurano che l’anticipazione di fondi
        avvenga unicamente contro consegna delle garanzie e della documentazione
        prescritte.
        Conformità con le politiche e le procedure interne dell’ente creditizio
   108. L’ente creditizio dispone di un efficace processo interno per verificare la conformità
        con tutte le politiche e procedure interne. Il processo include regolari revisioni di
        tutte le fasi critiche del programma di acquisto dei crediti, verifiche della separatezza
        funzionale tra 1) la valutazione del cedente e del gestore e quella del debitore e 2) la
        valutazione del cedente e del gestore e le risultanze delle verifiche in loco su questi
        condotte, e la valutazione dell'attività di back office, con particolare riguardo a
        qualifiche, esperienza, risorse umane disponibili e sistemi informatici di supporto.
   3.   VALIDAZIONE DELLE STIME INTERNE
   109. Presso ogni ente creditizio sono presenti solidi meccanismi con cui validare
        l’accuratezza e la coerenza dei sistemi e dei processi di rating, nonché delle stime di
        tutte le componenti rilevanti di rischio. Ogni ente creditizio dimostra all’autorità
        competente che i meccanismi interni di validazione gli permettono di stimare le
        prestazioni dei sistemi interni di rating e di stima del rischio in modo coerente e
        affidabile.
   110. Gli enti creditizi comparano regolarmente i tassi effettivi di inadempimento con le
        stime della PD per ciascun grado di merito e qualora tali tassi non rientrino
        nell’intervallo atteso di valori per il grado in questione gli enti creditizi analizzano le
        ragioni di tale scostamento. Gli enti creditizi che utilizzano stime interne della LGD
        o dei fattori di conversione effettuano un’analisi analoga anche per tali stime. Tali
        comparazioni si basano su dati storici osservati su un periodo quanto più lungo
        possibile. L’ente creditizio documenta i metodi e i dati utilizzati per le comparazioni.
        L’analisi e la documentazione sono aggiornate almeno una volta l’anno.
   111. Gli enti creditizi fanno uso di altri strumenti di validazione quantitativa ed effettuano
        raffronti con fonti informative esterne pertinenti. L’analisi si basa su dati che sono
        appropriati per il portafoglio in esame, che vengono aggiornati regolarmente e che
        abbracciano un periodo di osservazione rilevante. Le valutazioni interne degli enti
        creditizi sulle prestazioni dei propri sistemi di rating sono basate su un periodo
        quanto più lungo possibile.
   112. I metodi e i dati utilizzati per la validazione quantitativa sono omogenei nel tempo.
        Gli eventuali cambiamenti riguardanti sia i dati (fonti utilizzate e periodi coperti) che
        i metodi di stima e di validazione sono documentati.
IT                                               61                                                 IT
 ---pagebreak---    113. Gli enti creditizi prevedono regole interne ben articolate in ordine alle situazioni in
        cui gli scostamenti, rispetto alle stime, dei valori effettivi della PD, della LGD, dei
        fattori di conversione e delle perdite totali, ove la EL sia utilizzata, diventano tali da
        mettere in discussione la validità delle stime stesse. Tali regole tengono conto dei
        cicli economici e di analoghi fattori sistematici di variabilità degli inadempimenti. Se
        i valori riscontrati continuano a essere superiori a quelli attesi, gli enti creditizi
        correggono le stime verso l’alto affinché rispecchino gli inadempimenti e le perdite
        effettive.
   4.   CALCOLO       DEGLI IMPORTI PONDERATI PER IL RISCHIO DELLE ESPOSIZIONI IN
        STRUMENTI DI CAPITALE NEL QUADRO DEL METODO DEI MODELLI INTERNI
   4.1. Requisito patrimoniale e quantificazione del rischio
   114. Ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali gli enti creditizi rispettano le regole
        seguenti:
        a)     le perdite stimate sono tali da fronteggiare sfavorevoli movimenti di mercato
               relativamente al profilo di rischio a lungo termine degli investimenti specifici
               dell’ente creditizio. I dati impiegati per rappresentare le distribuzioni dei
               rendimenti sono desunti dal periodo campione di maggiore durata per il quale
               sono disponibili dati e rispecchiano il profilo di rischio delle specifiche
               esposizioni in strumenti di capitale dell’ente creditizio. Essi sono inoltre in
               grado di originare stime di perdita prudenti, statisticamente affidabili e solide,
               che non siano puramente basate su valutazioni soggettive o discrezionali. Gli
               enti creditizi dimostrano alle autorità competenti che lo shock simulato fornisce
               una stima prudente delle perdite potenziali sull’arco del relativo ciclo
               economico o di mercato di lungo periodo. L’ente creditizio combina l’analisi
               empirica dei dati disponibili con rettifiche basate su molteplici fattori al fine di
               ottenere stime adeguatamente realistiche e prudenti. Nel costruire i modelli
               VaR per la stima delle perdite trimestrali potenziali, gli enti creditizi possono
               impiegare dati trimestrali o rapportare al trimestre dati di periodi più brevi
               impiegando un metodo di conversione che sia valido sul piano analitico e
               sorretto dall’evidenza empirica e tramite metodi concettuali e di analisi ben
               strutturati e documentati. Tale metodo viene applicato in modo prudente e
               uniforme nel tempo. Quando sono disponibili solo dati limitati, gli enti creditizi
               prevedono ulteriori margini di cautela;
        b)     i modelli impiegati sono in grado di rilevare adeguatamente tutti i rischi
               sostanziali connessi con i rendimenti degli strumenti di capitale dell’ente
               creditizio, come il rischio generico di mercato e il rischio specifico del
               portafoglio azionario dell’ente creditizio. I modelli interni spiegano
               adeguatamente le variazioni storiche dei prezzi, colgono la portata e la
               dinamica di potenziali concentrazioni e mantengono la propria validità in
               circostanze di mercato avverse. La popolazione di esposizioni rappresentata nei
               dati utilizzati per le stime coincide o è almeno comparabile con le esposizioni
               effettive in strumenti di capitale dell’ente creditizio;
        c)     il modello interno è adeguato al profilo di rischio e alla complessità del
               portafoglio di strumenti di capitale dell’ente creditizio. Gli enti creditizi che
IT                                              62                                                  IT
 ---pagebreak---               detengono cospicue posizioni in valori aventi per natura un comportamento
              marcatamente non lineare impiegano modelli interni concepiti in modo da
              cogliere adeguatamente i rischi insiti in tali strumenti;
        d)    l’associazione di singole posizioni in relazione a grandezze che ne siano
              rappresentative, a indici di mercato e a fattori di rischio è plausibile, intuitiva e
              concettualmente solida;
        e)    gli enti creditizi dimostrano con analisi empiriche l’appropriatezza dei fattori di
              rischio, ivi compresa la capacità di rilevare sia il rischio generico che quello
              specifico;
        f)    le stime della volatilità dei rendimenti delle esposizioni in strumenti di capitale
              incorporano tutti i dati, le informazioni e le metodologie rilevanti disponibili.
              Si usano dati interni soggetti a revisione indipendente oppure dati di
              provenienza esterna (anche se aggregati);
        g)    è in essere un rigoroso ed esauriente programma di prove di stress.
   4.2. Processo di gestione del rischio e controlli
   115. Per quanto riguarda l’elaborazione e l’utilizzo di modelli interni ai fini dei requisiti
        patrimoniali, gli enti creditizi applicano politiche, procedure e controlli atti a
        garantire l’integrità del modello e del processo di modellizzazione. Tali politiche,
        procedure e controlli prevedono quanto segue:
        a)    piena integrazione del modello interno nei sistemi informativi per la direzione
              dell’ente creditizio e nella gestione degli strumenti di capitale non compresi nel
              portafoglio di negoziazione. I modelli interni sono pienamente integrati
              nell’infrastruttura per la gestione del rischio se sono utilizzati in particolare
              per: misurare e valutare le prestazioni del portafoglio di strumenti di capitale
              (incluse quelle corrette per il rischio); allocare capitale economico alle
              esposizioni in strumenti di capitale e valutare l'adeguatezza patrimoniale
              complessiva e il processo di gestione degli investimenti;
        b)    sistemi di gestione, procedure e funzioni di controllo che assicurino la
              revisione periodica e indipendente di tutti gli elementi del processo di
              modellizzazione interno, come l’approvazione di eventuali modifiche, l’esame
              dei parametri immessi e l’analisi dei risultati, mediante ad esempio la verifica
              diretta delle misurazioni del rischio. Tali revisioni vagliano l’accuratezza, la
              completezza e la congruità dei parametri immessi e dei risultati, mirando sia a
              rilevare e limitare i potenziali errori dovuti a debolezze note del modello, sia a
              individuare carenze non conosciute. Le revisioni possono essere effettuate da
              unità indipendenti interne o da terzi esterni indipendenti;
        c)    adeguati sistemi e procedure per sorvegliare i limiti di investimento e le
              esposizioni soggette a rischio del portafoglio di strumenti di capitale;
        d)    indipendenza funzionale delle unità responsabili dell’elaborazione e
              dell’applicazione del modello rispetto a quelle cui compete la gestione dei
              singoli investimenti;
IT                                              63                                                  IT
 ---pagebreak---         e)     adeguata qualificazione professionale degli addetti ai vari aspetti del processo
               di modellizzazione. La direzione assegna a questa funzione sufficienti risorse
               di provata formazione e competenza.
   4.3. Validazione e documentazione
   116. Gli enti creditizi dispongono di solidi sistemi per validare l’accuratezza e la coerenza
        dei propri modelli interni e dei propri processi interni di modellizzazione. Tutti gli
        aspetti critici dei modelli interni e del processo di modellizzazione e della
        validazione sono documentati.
   117. Gli enti creditizi utilizzano il processo interno di validazione per valutare le
        prestazioni dei propri modelli e processi interni in modo coerente e attendibile.
   118. I metodi e i dati utilizzati per la validazione quantitativa sono omogenei nel tempo.
        Gli eventuali cambiamenti riguardanti sia i metodi di stima e di validazione che i dati
        (fonti utilizzate e periodi coperti) sono documentati.
   119. Gli enti creditizi comparano regolarmente i rendimenti effettivi del portafoglio di
        strumenti di capitali (computando le plus/minusvalenze realizzate e latenti) con le
        stime dei modelli. Tali comparazioni fanno uso di dati storici osservati su un periodo
        quanto più lungo possibile. L’ente creditizio documenta i metodi e i dati utilizzati per
        le comparazioni. L’analisi e la documentazione sono aggiornate almeno una volta
        l’anno.
   120. Gli enti creditizi fanno uso di altri strumenti di validazione quantitativa ed effettuano
        raffronti con fonti informative esterne. L’analisi si basa su dati che sono appropriati
        per il portafoglio in esame, che vengono aggiornati regolarmente e che abbracciano
        un periodo di osservazione rilevante. Le valutazioni interne degli enti creditizi sulle
        prestazioni dei propri modelli sono basate su un periodo quanto più lungo possibile.
   121. Gli enti creditizi dispongono di regole interne ben definite per le situazioni in cui il
        raffronto tra i rendimenti effettivi degli strumenti di capitale e le previsioni dei
        modelli pone in dubbio la validità delle stime o dei modelli in quanto tali. Le regole
        tengono conto dei cicli economici e di analoghi fattori sistematici di variabilità dei
        rendimenti degli strumenti di capitale. Tutte le rettifiche apportate a seguito di una
        revisione dei modelli interni sono documentate e risultano conformi alle regole di cui
        sopra.
   122. Il modello interno e il processo di modellizzazione sono documentati, compresi le
        responsabilità delle parti che intervengono nella modellizzazione e i processi di
        approvazione e di revisione dei modelli.
   5.   GOVERNO SOCIETARIO E SUPERVISIONE
   5.1. Governo societario
   123. Tutti gli aspetti sostanziali del processo di rating e di stima sono approvati dal
        consiglio di amministrazione – o un suo comitato esecutivo - e dall’alta direzione
        dell'ente creditizio. Tali organi hanno una nozione generale dei sistemi di rating
IT                                               64                                               IT
 ---pagebreak---         dell’ente creditizio e una conoscenza particolareggiata delle connesse segnalazioni
        alla direzione.
   124. L’alta direzione informa il consiglio di amministrazione, o il comitato esecutivo, sui
        cambiamenti sostanziali o sulle deroghe dalle politiche stabilite che influiscono in
        modo sostanziale sul funzionamento dei sistemi di rating dell’ente creditizio.
   125. L’alta direzione ha una buona conoscenza dell’impostazione e del funzionamento dei
        sistemi di rating. Essa si assicura, su base continuativa, che i sistemi di rating operino
        in modo appropriato. L’alta direzione è informata regolarmente dalle unità di
        controllo del rischio di credito in merito alle prestazioni del processo di valutazione,
        alle aree che necessitano di miglioramenti e allo stato di avanzamento delle azioni
        decise per rimediare alle carenze individuate.
   126. L’analisi del profilo di rischio di credito dell’ente creditizio basata sui rating interni
        costituisce parte integrante delle segnalazioni ai suddetti organi. Tali segnalazioni
        contemplano almeno i profili di rischio per gradi di merito, la migrazione fra i vari
        gradi, la stima dei parametri pertinenti per ciascun grado e il raffronto dei tassi di
        inadempimento effettivi e delle stime interne della LGD e dei fattori di conversione
        con le previsioni e i risultati delle prove di stress. La frequenza delle segnalazioni
        dipende dalla rilevanza e dalla tipologia delle informazioni, nonché dal livello del
        destinatario.
   5.2. Controllo del rischio di credito
   127. L’unità di controllo del rischio di credito è indipendente dal personale a vario titolo
        responsabile della concessione e del rinnovo dei crediti e riferisce direttamente
        all’alta direzione. L’unità è responsabile dell’elaborazione, selezione, messa in opera,
        supervisione e funzionalità dei sistemi di rating. Elabora ed analizza periodicamente
        segnalazioni sui risultati dei sistemi di rating.
   128. Rientrano tra le competenze dell'unità (una o più) di controllo del rischio di credito:
        a)     la verifica e la sorveglianza dei gradi di merito e degli aggregati;
        b)     la produzione e l’analisi delle segnalazioni sintetiche provenienti dal sistema di
               rating dell’ente creditizio;
        c)     l’applicazione di procedure volte a verificare che le definizioni di grado di
               merito e di aggregato siano applicate in modo omogeneo nei vari dipartimenti e
               aree geografiche;
        d)     l’esame e la documentazione di eventuali cambiamenti nel processo di rating,
               indicando le ragioni dei mutamenti stessi;
        e)     la revisione dei criteri di valutazione per accertare se essi mantengano la loro
               capacità predittiva del rischio. Ogni modifica del processo di rating, dei criteri
               di valutazione o di singoli parametri è documentata e conservata;
        f)      partecipazione attiva all’elaborazione, scelta, messa in opera e validazione dei
               modelli utilizzati nel processo di valutazione;
IT                                              65                                                 IT
 ---pagebreak---         g)     la sorveglianza e la supervisione dei modelli impiegati nel processo di
               valutazione;
        h)     la revisione su base continuativa e la modifica dei modelli impiegati nel
               processo di valutazione.
   129. In deroga al punto 128, gli enti creditizi che utilizzano dati aggregati conformemente
        ai punti 57 e 58 possono affidare a terzi le seguenti attività:
        a)     la produzione di informazioni rilevanti per la verifica e la sorveglianza dei
               gradi di merito e degli aggregati;
        b)     la produzione delle segnalazioni sintetiche provenienti dal sistema di rating
               dell’ente creditizio;
        c)     la produzione di informazioni rilevanti per la revisione dei criteri di
               valutazione, intesa ad accertare se essi mantengano la loro capacità predittiva
               del rischio;
        d)     la documentazione delle modifiche del processo di rating, dei criteri di
               valutazione o di singoli parametri;
        e)     la produzione di informazioni rilevanti per la revisione su base continuativa e
               la modifica dei modelli impiegati nel processo di valutazione.
        Gli enti creditizi che si avvalgono del presente punto assicurano che le autorità
        competenti abbiano accesso a tutte le informazioni di terzi necessarie per verificare
        l’osservanza dei requisiti minimi e possano compiere ispezioni in loco nella stessa
        misura in cui ciò è possibile all’interno dell’ente creditizio.
   5.3. Audit interno
   130. L’audit interno rivede almeno una volta l’anno il sistema di rating dell’ente creditizio
        e il suo funzionamento, ivi comprese l’attività del servizio crediti e le stime della PD,
        della LGD, della EL e dei fattori di conversione. Fra gli aspetti da esaminare rientra
        la conformità con tutti i requisiti minimi applicabili.
IT                                             66                                                 IT
 ---pagebreak---                    ALLEGATO VIII – Attenuazione del rischio di credito
                                      Parte 1 - Ammissibilità
   1.   La presente parte descrive le forme ammissibili di attenuazione del rischio di credito
        ai fini dell’applicazione dell’articolo 92.
   2.   Ai fini del presente allegato si intende per
        “operazioni di prestito garantite”: operazioni che danno origine ad un’esposizione
        assistita da garanzia reale che non include clausole che conferiscono all'ente
        creditizio il diritto di ricevere margini frequentemente;
        “operazioni correlate ai mercati finanziari”: operazioni che danno origine ad
        un’esposizione assistita da garanzia reale che include clausole che conferiscono
        all'ente creditizio il diritto di ricevere margini frequentemente.
   1.   PROTEZIONE DEL CREDITO ASSISTITA
   1.1. Compensazione in bilancio
   3.   La compensazione in bilancio di crediti reciproci tra l’ente creditizio e la sua
        controparte può essere riconosciuta.
   4.   Fermo restando il punto 5, l’ammissibilità è limitata a reciproci saldi in contante tra
        l’ente creditizio e la controparte. Soltanto i prestiti e i depositi dell’ente creditizio che
        concede il prestito possono essere soggetti ad una modifica degli importi delle
        esposizioni ponderati per il rischio e, se del caso, degli importi delle perdite attese a
        seguito di un accordo di compensazione in bilancio.
   1.2. Accordi tipo di compensazione riguardanti operazioni di vendita con patto di
        riacquisto e/o operazioni di concessione e assunzione di titoli o di merci in
        prestito e/o altre operazioni correlate ai mercati finanziari
   5.   Quando gli enti creditizi utilizzano il metodo integrale per il trattamento delle
        garanzie reali finanziarie quale definito nella parte 3 del presente allegato, possono
        essere riconosciuti gli effetti dei contratti di compensazione bilaterali riguardanti
        operazioni di vendita con patto di riacquisto, operazioni di concessione e assunzione
        di titoli o di merci in prestito e/o altre operazioni correlate ai mercati finanziari con
        una controparte. Fermo restando l’allegato II della direttiva [93/6/CEE], per essere
        riconosciute le garanzie reali costituite e i titoli o le merci presi a prestito nel quadro
        di tali accordi devono rispettare i requisiti di ammissibilità per le garanzie reali di cui
        ai punti da 7 a 11.
   1.3. Garanzie reali
   6.   Quando la tecnica di attenuazione del rischio di credito impiegata si basa sul diritto
        dell’ente creditizio di liquidare o di mantenere le attività, l’ammissibilità dipende dal
        fatto che gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e, se rilevante, gli
        importi delle perdite attese siano calcolati conformemente agli articoli da 78 a 83 o
IT                                                67                                                  IT
 ---pagebreak---           agli articoli da 84 a 89. È altresì rilevante se venga utilizzato il metodo semplificato o
          il metodo integrale per il trattamento delle garanzie reali finanziarie di cui alla parte
          3. Per quanto riguarda le operazioni di vendita con patto di riacquisto e le operazioni
          di concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito, l’ammissibilità dipende
          inoltre dal fatto che l'operazione sia contabilizzata o meno nel portafoglio di
          negoziazione.
   1.3.1. Ammissibilità nel quadro di tutti i metodi
   7.     I seguenti strumenti finanziari possono essere riconosciuti come garanzie reali
          ammissibili nel quadro di tutti i metodi:
          a)     i depositi in contante presso l’ente creditizio che concede il prestito o gli
                strumenti assimilabili detenuti da tale ente;
          b)    i titoli di debito emessi da amministrazioni centrali o da banche centrali, per i
                quali sia disponibile una valutazione del merito di credito di un’agenzia esterna
                di valutazione del merito di credito (ECAI) o di un’agenzia per il credito
                all’esportazione riconosciute idonee ai fini degli articoli da 78 a 83 che è stata
                associata dall’autorità competente alla classe 4 della scala di valutazione del
                merito di credito o ad una classe superiore, in applicazione delle regole per la
                ponderazione del rischio delle esposizioni verso amministrazioni centrali e
                banche centrali di cui agli articoli da 78 a 83;
          c)     i titoli di debito emessi da enti, per i quali sia disponibile una valutazione del
                merito di credito di un’ECAI idonea che è stata associata dall’autorità
                competente alla classe 3 della scala di valutazione del merito di credito o ad
                una classe superiore, in applicazione delle regole per la ponderazione del
                rischio delle esposizioni verso enti creditizi di cui agli articoli da 78 a 83;
          d)    i titoli di debito emessi da altre entità, per i quali sia disponibile una
                valutazione del merito di credito di un’ECAI idonea che è stata associata
                dall’autorità competente alla classe 3 della scala di valutazione del merito di
                credito o ad una classe superiore, in applicazione delle regole per la
                ponderazione del rischio delle esposizioni verso imprese di cui agli articoli da
                78 a 83;
          e)    i titoli di debito per i quali sia disponibile una valutazione del merito di credito
                a breve termine di un’ECAI idonea che è stata associata dall’autorità
                competente alla classe 3 della scala di valutazione del merito di credito o ad
                una classe superiore, in applicazione delle regole per la ponderazione del
                rischio delle esposizioni a breve termine di cui agli articoli da 78 a 83;
          f)    gli strumenti di capitale o le obbligazioni convertibili compresi in uno dei
                principali indici di borsa;
          g)    l’oro.
          Ai fini dell’applicazione della lettera b) la categoria “titoli di debito emessi da
          amministrazioni centrali o da banche centrali” include:
IT                                                 68                                                IT
 ---pagebreak---       i)     i titoli di debito emessi da amministrazioni regionali o da autorità locali
             quando, in forza dell’allegato VI, le esposizioni nei loro confronti sono trattate
             come esposizioni verso l’amministrazione centrale del paese sul cui territorio
             sono situate;
      ii)    i titoli di debito emessi da banche multilaterali di sviluppo cui si applica un
             fattore di ponderazione del rischio dello 0% in applicazione degli articoli da 78
             a 83;
      iii)   i titoli di debito emessi da organizzazioni internazionali cui è assegnato un
             fattore di ponderazione del rischio dello 0% in applicazione degli articoli da 78
             a 83.
      Ai fini dell’applicazione della lettera c), la categoria “titoli di debito emessi da enti”
      include:
      i)     i titoli di debito emessi da amministrazioni regionali o da autorità locali
             quando, in applicazione degli articoli da 78 a 83, le esposizioni nei loro
             confronti non sono trattate come esposizioni verso l’amministrazione centrale
             del paese sul cui territorio sono stabilite;
      ii)    i titoli di debito emessi da enti del settore pubblico quando, in applicazione
             degli articoli da 78 a 83, le esposizioni verso tali enti sono trattate come
             esposizioni verso enti creditizi;
      iii)   i titoli di debito emessi da banche multilaterali di sviluppo cui non si applica un
             fattore di ponderazione del rischio dello 0%.
   8. I titoli di debito emessi da enti i cui titoli sono privi di una valutazione del merito di
      credito di un'ECAI idonea possono essere riconosciuti come garanzie reali
      ammissibili se rispettano i criteri seguenti:
      a)     devono essere quotati in mercati ufficiali;
      b)     devono essere classificati come debito di primo rango (senior);
      c)     tutte le altre emissioni dell’ente emittente con pari rango per le quali sia
             disponibile una valutazione del merito di credito emessa da un’ECAI idonea
             devono essere state classificate con una valutazione che è stata associata
             dall’autorità competente alla classe 3 della scala di valutazione del merito di
             credito o ad una classe superiore, in applicazione delle regole per la
             ponderazione del rischio delle esposizioni verso enti o delle esposizioni a breve
             termine di cui agli articoli da 78 a 83;
      d)     l’ente creditizio che concede il prestito non deve avere informazioni tali da
             giustificare che l’emissione sia classificata con una valutazione del merito di
             credito inferiore a quella di cui alla lettera c);
      e)     l’ente creditizio può dimostrare alle autorità competenti che la liquidità di
             mercato dello strumento è sufficiente per tali fini.
IT                                             69                                                IT
 ---pagebreak---    9.     Le quote di organismi di investimento collettivo possono essere riconosciute come
          garanzie reali ammissibili se sono soddisfatte le condizioni seguenti:
          a)     devono avere una quotazione pubblica giornaliera;
          b)     l’organismo di investimento collettivo deve limitarsi ad investire in strumenti
                 che possono essere riconosciuti in applicazione dei punti 7 e 8.
          L’uso (effettivo o potenziale) di strumenti derivati da parte di un organismo di
          investimento collettivo a copertura di investimenti consentiti non impedisce che le
          quote di tale organismo siano considerate ammissibili.
   10.    In relazione al punto 7, lettere da b) a e), quando un titolo dispone di due valutazioni
          del merito di credito di ECAI idoneee, si applica la valutazione meno favorevole. Nei
          casi in cui un titolo dispone di più di due valutazioni del merito di credito di ECAI
          idonee, si applicano le due valutazioni più favorevoli. Se le due valutazioni più
          favorevoli sono diverse, si applica la meno favorevole delle due.
   1.3.2. Altri strumenti ammissibili nel quadro del metodo integrale per il trattamento delle
          garanzie reali finanziarie
   11.    Oltre alle garanzie reali di cui ai punti da 7 a 10, quando un ente creditizio impiega il
          metodo integrale per il trattamento delle garanzie reali finanziarie di cui alla parte 3, i
          seguenti strumenti finanziari possono essere riconosciuti come garanzie reali
          ammissibili:
          a)     gli strumenti di capitale o le obbligazioni convertibili non compresi in uno dei
                 principali indici, ma quotati in mercati ufficiali;
          b)     le quote di organismi di investimento collettivo se sono soddisfatte le seguenti
                 condizioni:
          i)     devono avere una quotazione pubblica giornaliera; e
          ii)    l’organismo di investimento collettivo deve limitarsi ad investire in strumenti
                 che possono essere riconosciuti in applicazione dei punti 7 e 8 e in quelli
                 menzionati al presente punto, lettera a).
          L’uso (effettivo o potenziale) da parte di un organismo di investimento collettivo di
          strumenti derivati a copertura di investimenti consentiti non impedisce che le quote
          di tale organismo siano considerate ammissibili.
   1.3.3. Altri strumenti ammissibili per i calcoli di cui agli articoli da 84 a 89
   12.    In aggiunta alle garanzie reali di cui sopra, le disposizioni dei punti da 13 a 22 si
          applicano quando un ente creditizio calcola gli importi delle esposizioni ponderati
          per il rischio e gli importi delle perdite attese nel quadro del metodo di cui agli
          articoli da 84 a 89.
          a)     Garanzie immobiliari
IT                                                70                                                  IT
 ---pagebreak---    13. Gli immobili residenziali occupati, destinati ad essere occupati o dati in locazione dal
       proprietario e gli immobili non residenziali quali gli uffici e i locali per il commercio,
       possono essere riconosciuti come garanzie reali ammissibili se sono soddisfatte le
       condizioni seguenti:
       a)     il valore dell’immobile non deve dipendere in misura rilevante dal merito di
              credito del debitore. Questo requisito non esclude le situazioni in cui fattori
              puramente macroeconomici influenzino sia il valore dell’immobile che la
              regolarità dell’adempimento del debitore;
       b)     il rischio del debitore non deve dipendere in misura rilevante dai risultati
              dell’immobile o del progetto immobiliare sottostante, ma piuttosto dalla
              capacità di fondo del debitore stesso di rimborsare il debito attingendo ad altre
              fonti. Di conseguenza, il rimborso del debito non deve dipendere in misura
              rilevante dai flussi finanziari generati dall’immobile sottostante che funge da
              garanzia.
   14. Gli enti creditizi possono altresì riconoscere come garanzie reali ammissibili le quote
       di partecipazione in imprese finlandesi di edilizia residenziale operanti in base alla
       legge finlandese relativa alle imprese di edilizia abitativa del 1991 o ad una
       successiva legislazione equivalente, a fronte di immobili di tipo residenziale
       occupati, destinati ad essere occupati o dati in locazione dal proprietario,
       considerandole garanzie immobiliari residenziali, purché le suddette condizioni siano
       soddisfatte.
   15. Le autorità competenti possono altresì autorizzare i loro enti creditizi a riconoscere
       come garanzie reali ammissibili le quote di partecipazione in imprese finlandesi di
       edilizia operanti in base alla legge finlandese relativa alle imprese di edilizia
       abitativa del 1991 o ad una successiva legislazione equivalente, considerandole come
       garanzie immobiliari non residenziali, purché le suddette condizioni siano
       soddisfatte.
   16. Le autorità competenti possono rinunciare ad esigere dai loro enti creditizi
       l’osservanza della condizione di cui al punto 13, lettera b) per le esposizioni garantite
       da immobili residenziali situati sul loro territorio, se si sono accertate che sul loro
       territorio esiste un mercato di immobili residenziali ben sviluppato e consolidato con
       tassi di perdita sufficientemente bassi da giustificare tale trattamento. Ciò non
       impedisce alle autorità competenti di uno Stato membro che non si avvalgono della
       deroga di cui sopra di riconoscere come immobili residenziali ammissibili quelli
       riconosciuti tali in virtù di tale deroga in un altro Stato membro. Gli Stati membri
       rendono pubblico l'uso che essi fanno di tale deroga.
   17. Le autorità competenti degli Stati membri possono rinunciare ad esigere dai loro enti
       l’osservanza della condizione b) di cui al punto 13 per gli immobili non residenziali
       situati sul loro territorio, se si sono accertate che sul loro territorio esiste un mercato
       di immobili non residenziali ben sviluppato e consolidato e che i tassi di perdita
       derivanti da prestiti garantiti da immobili non residenziali soddisfano le condizioni
       seguenti:
IT                                              71                                                 IT
 ---pagebreak---           a)    fino al 50 % del valore di mercato (o laddove applicabile e se inferiore il 60%
                del valore del credito ipotecario non deve superare lo 0,3% dei prestiti in essere
                garantiti da immobili non residenziali in un qualsiasi anno;
          b)    le perdite complessive derivanti da prestiti garantiti da immobili non
                residenziali non devono superare lo 0,5 % dei prestiti in essere in un qualsiasi
                anno.
   18.    Se una di queste condizioni non viene soddisfatta in un qualsiasi anno, la possibilità
          di utilizzare questo trattamento cessa finché le condizioni saranno nuovamente
          soddisfatte in uno degli anni successivi.
   19.    Le autorità competenti di uno Stato membro che non si avvalgono della deroga di cui
          al punto 17 possono riconoscere come immobili non residenziali ammissibili quelli
          riconosciuti tali in virtù di tale deroga in un altro Stato membro.
          b)    Crediti
   20.    Le autorità competenti possono riconoscere come garanzie reali ammissibili i crediti
          derivanti da operazioni commerciali o da operazioni con una durata originaria non
          superiore ad un anno. Sono esclusi i crediti collegati a cartolarizzazioni, sub-
          partecipazioni e derivati su crediti o gli importi dovuti da soggetti affiliati.
          c)    Altre garanzie reali materiali
   21.    Le autorità competenti possono riconoscere come garanzie reali materiali ammissibili
          strumenti di un tipo diverso da quelli di cui ai punti da 13 a 19 purché siano
          soddisfatte le condizioni seguenti:
          a)    esistenza di un mercato liquido per lo smobilizzo della garanzia reale in modo
                rapido ed economicamente efficiente; e
          b)    esistenza di prezzi di mercato della garanzia ben consolidati e pubblicamente
                disponibili. L’ente deve essere in grado di dimostrare che nulla indica che
                l’importo netto derivante dallo smobilizzo della garanzia si discosti in misura
                significativa da tali prezzi di mercato.
          d)    Leasing
   22.    Ferme restando le disposizioni della parte 3, punto 73, quando i requisiti di cui alla
          parte 2, punto 11, sono soddisfatti, le esposizioni derivanti da operazioni nel quadro
          delle quali un ente creditizio dà in leasing un immobile ad un terzo sono trattate in
          modo identico ai prestiti garantiti dal tipo di immobile dato in leasing.
   1.4.   Altri tipi di protezione del credito assistita
   1.4.1. Depositi in contante presso un ente terzo o strumenti assimilabili detenuti da tale
          ente
   23.    I depositi in contante presso un ente terzo o gli strumenti assimilabili detenuti da tale
          ente non nel quadro di un servizio di custodia e costituiti in garanzia a favore
IT                                                72                                                IT
 ---pagebreak---           dell’ente creditizio che concede il prestito possono essere riconosciuti come
          protezione dei crediti.
   1.4.2. Polizze di assicurazione vita costituite in garanzia a favore dell’ente creditizio che
          concede il prestito
   24.    Le polizze di assicurazione vita costituite in garanzia a favore dell’ente creditizio che
          concede il prestito possono essere riconosciute come protezione dei crediti.
   1.4.3. Strumenti di enti riacquistati su richiesta
   25.    Gli strumenti emessi da enti terzi che saranno riacquistati da tali enti su richiesta
          possono essere riconosciuti come protezione dei crediti.
   2.     PROTEZIONE DEI CREDITI NON ASSISTITA
   2.1.   Fornitori di protezione ammessi nel quadro di tutti i metodi
   26.    I seguenti soggetti possono essere riconosciuti come fornitori di protezione dei
          crediti non assistita:
          a)    amministrazioni centrali e banche centrali;
          b)    amministrazioni regionali o autorità locali;
          c)    banche multilaterali di sviluppo;
          d)    organizzazioni internazionali, quando alle esposizioni nei loro confronti è
                assegnato un fattore di ponderazione del rischio dello 0% in applicazione degli
                articoli da 78 a 83;
          e)    enti del settore pubblico, quando i crediti nei loro confronti sono trattati dalle
                autorità competenti come esposizioni verso enti in applicazione degli articoli
                da 78 a 83;
          f)    enti;
          g)    altre società, comprese le imprese madri, le filiazioni e le imprese collegate
                dell’ente creditizio, che
          i)    dispongano di una valutazione del merito di credito di un’ECAI riconosciuta
                che è stata associata dalle autorità competenti alla classe 2 della scala di
                valutazione del merito di credito o ad una classe superiore, in applicazione
                delle regole per la ponderazione del rischio delle esposizioni verso imprese di
                cui agli articoli da 78 a 83;
          ii)   nel caso degli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni
                ponderati per il rischio e gli importi delle perdite attese in applicazione degli
                articoli da 84 a 89, non dispongano di una valutazione del merito di credito di
                un’ECAI riconosciuta e siano valutate internamente con una probabilità di
                inadempimento equivalente a quella associata alle valutazioni del merito di
IT                                               73                                                 IT
 ---pagebreak---                credito di ECAI che, secondo le autorità competenti, devono essere connesse
               alla classe 2 della scala di valutazione del merito di credito o ad una classe
               superiore, in applicazione delle regole per la ponderazione del rischio delle
               esposizioni verso imprese di cui agli articoli da 78 a 83.
   27.  Quando gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e gli importi delle
        perdite attese sono calcolati conformemente agli articoli da 84 a 89, per essere
        ammissibile un garante deve essere valutato internamente dall’ente creditizio
        conformemente alle disposizioni dell’allegato VII, parte 4.
   28.  In deroga al punto 26, gli Stati membri possono inoltre riconoscere come fornitori di
        protezione dei crediti non assistita altri enti finanziari autorizzati e controllati dalle
        autorità competenti responsabili dell’autorizzazione e della vigilanza degli enti
        creditizi e sottoposti a requisiti prudenziali equivalenti a quelli applicati agli enti
        creditizi.
   3.   TIPI DI DERIVATI SU CREDITI
   29.  Possono essere riconosciuti ammissibili i seguenti tipi di derivati su crediti e
        strumenti che possono essere composti da tali derivati o che sono effettivamente
        simili sotto il profilo economico:
        a)     i credit default swaps;
        b)     i total return swaps;
        c)     le credit linked notes (strumenti collegati al merito di credito) a seconda del
               grado di copertura in contante.
   30.  Se un ente creditizio acquista una protezione del credito mediante un total return
        swap e contabilizza come reddito netto il saldo positivo degli introiti ricevuti sullo
        swap senza però registrare la corrispondente perdita di valore dell’attività protetta
        (attraverso una riduzione del valore equo (fair value) dell’attività o un aumento degli
        accantonamenti), la protezione del credito non è riconosciuta.
   3.1. Coperture interne
   31.  Quando un ente creditizio effettua una copertura interna ricorrendo a un derivato su
        crediti - ossia copre il rischio di credito di un’esposizione esterna al portafoglio di
        negoziazione con un derivato su crediti contabilizzato nel portafoglio di
        negoziazione - per ottenere il riconoscimento della protezione ai fini del presente
        allegato, il rischio di credito trasferito al portafoglio di negoziazione è trasferito a
        una o più parti terze esterne. In tali circostanze, subordinatamente alla conformità di
        tale trasferimento ai requisiti per il riconoscimento dell'attenuazione del rischio di
        credito di cui al presente allegato, si applicano le regole per il calcolo degli importi
        delle esposizioni ponderati per il rischio e degli importi delle perdite attese in caso di
        acquisizione di protezione del credito non assistita di cui alle parti da 3 a 6.
IT                                              74                                                 IT
 ---pagebreak---                                    Parte 2 – Requisiti minimi
   1.   Gli enti creditizi dimostrano alle autorità competenti di disporre di adeguati processi
        per controllare i rischi cui l'ente creditizio può essere esposto a seguito dell’uso di
        tecniche di attenuazione del rischio di credito.
   2.   Nonostante l'attenuazione del rischio di credito presa in considerazione ai fini del
        calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e, se del caso, degli
        importi delle perdite attese, gli enti creditizi continuano a compiere una valutazione
        completa del rischio di credito dell’esposizione sottostante e sono in grado di
        dimostrare alle autorità competenti l’osservanza di tale requisito. Nel caso di
        operazioni di vendita con patto di riacquisto e/o operazioni di concessione e
        assunzione di titoli o di merci in prestito, solo ai fini dell’applicazione del presente
        punto, per esposizione sottostante si intende l’importo netto dell’esposizione.
   1.   PROTEZIONE DEL CREDITO ASSISTITA
   1.1. Compensazione in bilancio (diversa dagli accordi tipo di compensazione
        riguardanti operazioni di vendita con patto di riacquisto, operazioni di
        concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito e/o altre operazioni
        correlate ai mercati finanziari)
   3.   Il riconoscimento degli accordi di compensazione in bilancio - diversi dagli accordi
        tipo di compensazione riguardanti operazioni di vendita con patto di riacquisto,
        operazioni di concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito e/o altre
        operazioni correlate ai mercati finanziari - ai fini degli articoli da 90 a 93 presuppone
        il rispetto delle condizioni seguenti:
        a)     gli accordi devono disporre di una solida base giuridica ed essere applicabili
               nella giurisdizione competente, anche in caso di insolvenza o fallimento della
               controparte;
        b)     l’ente creditizio deve essere in grado in ogni momento di identificare le attività
               e le passività che rientrano nell’accordo di compensazione;
        c)     l’ente creditizio deve sorvegliare e controllare i rischi connessi con la
               cessazione della protezione del credito;
        d)     l’ente creditizio deve sorvegliare e controllare le esposizioni rilevanti su base
               netta.
   1.2. Accordi tipo di compensazione riguardanti operazioni di vendita con patto di
        riacquisto, operazioni di concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito
        e/o altre operazioni correlate ai mercati finanziari
   4.   Per essere riconosciuti ai fini degli articoli da 90 a 93, gli accordi tipo di
        compensazione riguardanti operazioni di vendita con patto di riacquisto, operazioni
        di concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito e/o altre operazioni
        correlate ai mercati finanziari devono:
IT                                              75                                                IT
 ---pagebreak---           a)      disporre di una solida base giuridica ed essere applicabili nella giurisdizione
                  competente, anche in caso di insolvenza o fallimento della controparte;
          b)      assicurare alla parte non inadempiente il diritto di porre termine e di chiudere
                  tempestivamente tutte le operazioni contemplate nell’accordo al verificarsi
                  dell’inadempimento, includendo in quest’ultimo l’insolvenza o il fallimento
                  della controparte;
          c)      assicurare la compensazione tra i profitti e le perdite delle operazioni chiuse nel
                  quadro del relativo accordo, così che un solo ammontare netto sia dovuto da
                  una controparte all’altra.
   5.     Inoltre devono essere soddisfatti i requisiti minimi per il riconoscimento delle
          garanzie reali finanziarie nel quadro del metodo integrale per il trattamento delle
          garanzie reali finanziarie di cui al punto 6.
   1.3.   Garanzie reali finanziarie
   1.3.1. Requisiti minimi per il riconoscimento delle garanzie reali finanziarie nel quadro di
          tutti i metodi
   6.     Il riconoscimento delle garanzie reali finanziarie e dell’oro presuppone che siano
          rispettate le condizioni indicate di seguito:
          a)      Bassa correlazione
          Non deve sussistere una rilevante correlazione positiva fra il merito di credito del
          debitore e il valore della garanzia.
          I titoli emessi dal debitore, o da altra entità collegata del gruppo, non sono ammessi.
          b)      Certezza giuridica
          Gli enti creditizi devono ottemperare alle prescrizioni contrattuali e di legge inerenti
          all’applicabilità dei contratti di garanzia nel sistema giurisdizionale applicabile al
          loro diritto sulla garanzia ed adottare tutte le misure necessarie per assicurare tale
          applicabilità.
          Gli enti creditizi devono effettuare un’analisi giuridica sufficientemente approfondita
          per accertarsi dell’applicabilità dei contratti di garanzia in tutte le giurisdizioni
          pertinenti. Essi devono ripetere all’occorrenza tali analisi per assicurare la continuità
          dell’applicabilità.
          c)      Requisiti operativi
          Il contratto di garanzia deve essere documentato nelle forme dovute e prevedere una
          chiara e solida procedura per la tempestiva escussione della garanzia.
          Gli enti creditizi devono impiegare solidi processi e dispositivi per controllare i rischi
          derivanti dall’uso di garanzie – compresi i rischi del mancato funzionamento o della
          riduzione della protezione del credito, i rischi di valutazione, i rischi connessi alla
IT                                                 76                                                 IT
 ---pagebreak---           cessazione della protezione del credito, il rischio di concentrazione derivante dall’uso
          di garanzie e l’interazione con il profilo di rischio complessivo dell’ente creditizio.
          Gli enti creditizi devono disporre di politiche e di pratiche documentate per quanto
          riguarda i tipi di garanzie accettate e il relativo ammontare.
          Gli enti creditizi devono calcolare il valore di mercato della garanzia e rivalutarla di
          conseguenza con frequenza almeno semestrale e ogni qualvolta abbiano ragione di
          ritenere che si sia verificato un calo significativo del suo valore di mercato.
          Se la garanzia reale è detenuta da terzi, gli enti creditizi devono assumere ogni
          ragionevole misura per assicurarsi che il detentore distingua tale garanzia dai propri
          elementi patrimoniali.
   1.3.2. Requisiti minimi aggiuntivi per il riconoscimento delle garanzie reali finanziarie nel
          quadro del metodo semplificato per il trattamento delle garanzie reali finanziarie
   7.     In aggiunta ai requisiti di cui al punto 6 supra, il riconoscimento delle garanzie reali
          finanziarie nel quadro del metodo semplificato per il trattamento delle garanzie reali
          finanziarie presuppone che la durata residua della protezione sia quanto meno
          altrettanto lunga della durata residua dell’esposizione.
   1.4.   Requisiti minimi per il riconoscimento delle garanzie immobiliari
   8.     Il riconoscimento delle garanzie immobiliari presuppone che siano rispettate le
          condizioni indicate di seguito.
          a)     Certezza giuridica
          L’ipoteca o il vincolo devono essere validamente opponibili in tutti i sistemi
          giurisdizionali ed essere prontamente registrati nella forma prescritta. La garanzia
          deve essere validamente costituita (ossia, devono essere stati osservati tutti i requisiti
          giuridici per perfezionare la garanzia stessa). Il contratto di protezione e il
          procedimento giuridico sottostante devono essere tali da consentire all’ente creditizio
          di escutere la garanzia in tempi ragionevoli.
          b)     Sorveglianza sui valori immobiliari
          Il valore dell’immobile deve essere sorvegliato frequentemente ed almeno una volta
          all’anno. Una verifica più frequente deve aver luogo nel caso in cui le condizioni di
          mercato siano soggette a variazioni significative. È possibile utilizzare metodi di
          valutazione statistici per sorvegliare il valore dell’immobile e individuare gli
          immobili che necessitano di una rivalutazione. L’immobile deve essere stimato da un
          perito indipendente, se le informazioni indicano che il valore può essere diminuito in
          misura rilevante in relazione ai prezzi generali del mercato. Per prestiti superiori a 3
          milioni di EUR o al 5% dei fondi propri dell'ente creditizio, l'immobile deve essere
          valutato da un perito indipendente almeno ogni tre anni.
          Per “perito indipendente” si intende una persona che possieda le necessarie
          qualifiche, capacità ed esperienze per compiere una valutazione e che sia
          indipendente dal processo di decisione del credito.
IT                                                77                                                 IT
 ---pagebreak---         c)     Documentazione
        I tipi di immobili residenziali e non residenziali accettati dall’ente creditizio e la
        connessa politica creditizia devono essere chiaramente documentati.
        d)     Assicurazione
        Gli enti creditizi devono disporre di procedure per accertare che il bene ricevuto in
        garanzia sia adeguatamente assicurato contro il rischio di danni.
   1.5. Requisiti minimi per il riconoscimento di crediti a titolo di garanzia
   9.   Il riconoscimento dei crediti presuppone che siano rispettate le condizioni indicate di
        seguito:
        a)     Certezza giuridica
        i)     Il meccanismo giuridico attraverso il quale vengono costituite le garanzie deve
               essere solido ed efficace e assicurare che il prestatore possa vantare diritti
               chiari sul ricavato fornito dalle garanzie stesse.
        ii)    Gli enti creditizi devono adottare tutte le misure necessarie per ottemperare alle
               prescrizioni locali in materia di opponibilità del diritto sulla garanzia. Il quadro
               giuridico deve essere tale da garantire al prestatore di vantare un diritto di
               prelazione di primo grado sul bene costituito in garanzia, fatta salva la
               possibilità per le autorità nazionali di consentire che tali crediti siano
               subordinati ai diritti di taluni creditori privilegiati previsti nelle disposizioni
               legislative o di attuazione.
        (iii) Gli enti creditizi devono effettuare un’analisi giuridica sufficientemente
               approfondita per accertare l’applicabilità dei contratti di garanzia in tutte le
               giurisdizioni pertinenti.
        iv)    L’atto costitutivo della garanzia deve essere documentato nelle forme dovute e
               prevedere una chiara e solida procedura per la pronta escussione della garanzia.
               Le procedure interne dell’ente creditizio devono assicurare che vengano
               osservate le condizioni giuridiche per dichiarare l’inadempimento del cliente e
               ottenere la pronta escussione della garanzia. In caso di crisi finanziaria o di
               inadempimento del debitore, l’ente creditizio deve avere il diritto di vendere o
               trasferire i crediti ad altre parti senza il previo consenso dei debitori interessati.
        b)     Gestione del rischio
        i)     L’ente creditizio deve disporre di adeguate procedure per valutare il rischio di
               credito insito nei crediti. Queste devono prevedere, fra l’altro, analisi
               concernenti l’attività del debitore e il settore economico in cui esso opera,
               nonché la tipologia dei suoi clienti. Nel caso in cui l’ente creditizio si basi sul
               debitore per la valutazione del rischio di credito dei clienti, esso deve vagliare
               la politica creditizia del debitore per accertarne la solidità e l’affidabilità.
        ii)    Il margine fra l’importo dell’esposizione e il valore dei crediti deve riflettere
               tutti i fattori pertinenti, compresi i costi di incasso, le concentrazioni presenti
IT                                                 78                                                 IT
 ---pagebreak---                nell’aggregato dei crediti dato in garanzia da uno stesso debitore e i potenziali
               rischi di concentrazione a livello delle esposizioni complessive dell’ente
               creditizio oltre a quelli controllati dalla metodologia generale dell’ente stesso.
               L’ente creditizio deve mantenere un appropriato e continuo processo di
               sorveglianza sui crediti. Deve essere sorvegliata la conformità con i limiti
               complessivi di concentrazione applicabili all’ente creditizio. Inoltre occorre
               rivedere su base regolare il rispetto delle clausole accessorie del contratto di
               finanziamento, dei vincoli ambientali e delle altre prescrizioni legali.
        iii)   I crediti dati in garanzia dal debitore devono essere diversificati e non
               indebitamente correlati con la situazione del debitore. Nei casi in cui la
               correlazione positiva sia elevata, si deve tenere conto dei rischi connessi nel
               fissare i margini per l’aggregato di garanzie nel suo insieme.
        iv)    I crediti emananti da soggetti collegati al debitore (includendo fra questi le
               filiazioni e i dipendenti) non devono essere riconosciuti come fattori di
               attenuazione del rischio.
        (v)    L’ente creditizio deve disporre di una procedura documentata per l’incasso
               diretto dei pagamenti su crediti in situazioni critiche. I necessari strumenti per
               l’incasso devono essere operativi anche quando l’ente creditizio si basa
               normalmente sul debitore per gli incassi.
   1.6. Requisiti minimi per il riconoscimento di altre garanzie reali materiali
   10.  Il riconoscimento di altre garanzie reali materiali presuppone che siano rispettate le
        condizioni seguenti:
        a)     il contratto di garanzia deve essere validamente opponibile a termini di tutte le
               leggi applicabili e consentire all’ente creditizio di escutere la garanzia in tempi
               ragionevoli;
        b)     con la sola eccezione dei crediti privilegiati consentiti menzionati al punto 9,
               lettera a), ii), sono ammissibili solo privilegi di primo grado o vincoli sulla
               garanzia reale. Pertanto, l’ente creditizio deve vantare sul ricavato fornito dalla
               garanzia un diritto di priorità rispetto a tutti gli altri creditori;
        c)     il valore della garanzia deve essere verificato con frequenza ed almeno una
               volta all’anno. Una verifica più frequente deve aver luogo nel caso in cui le
               condizioni di mercato siano soggette a variazioni significative;
        d)     il contratto di prestito deve contemplare una descrizione particolareggiata della
               garanzia e specificare in dettaglio la modalità e la frequenza delle rivalutazioni;
        e)     i tipi di garanzie materiali accettate dall’ente creditizio e i criteri da esso
               applicati in merito al rapporto appropriato fra l’ammontare di ciascun tipo di
               garanzia e l’importo dell’esposizione devono essere chiaramente documentati
               nelle politiche e procedure interne di fido e visionabili per ispezioni;
        f)     le politiche di credito dell’ente creditizio riguardo alla struttura dell’operazione
               devono prevedere congrui requisiti concernenti l’ammontare della garanzia
               rispetto a quello dell’esposizione, la capacità di liquidare prontamente la
IT                                               79                                                 IT
 ---pagebreak---                  garanzia, la possibilità di stabilire in modo obiettivo un prezzo o un valore di
                 mercato, la frequenza con cui questo può essere ottenuto (ad esempio,
                 mediante perizie di esperti) e la volatilità del valore della garanzia;
          g)     sia la valutazione iniziale che la rivalutazione devono tenere pienamente conto
                 dell’eventuale deterioramento o obsolescenza della garanzia. Il processo di
                 valutazione e di rivalutazione deve prestare particolare attenzione agli effetti
                 del passare del tempo per le garanzie reali sensibili ai cambiamenti di moda o
                 data;
          h)     l’ente creditizio deve avere il diritto di ispezionare fisicamente i beni. Deve
                 disporre di politiche e procedure riguardanti il proprio esercizio del diritto
                 all’ispezione fisica;
          i)     l’ente creditizio deve adottare le misure necessarie per accertare che il bene
                 ricevuto in garanzia sia adeguatamente assicurato contro il rischio di danni.
   1.7.   Requisiti minimi per il trattamento delle esposizioni di leasing come esposizioni
          garantite
   11.    Il trattamento delle esposizioni derivanti da operazioni di leasing come esposizioni
          garantite dal tipo di bene dato in leasing presuppone che siano rispettati i requisiti
          seguenti:
          a)     per il riconoscimento come garanzia del tipo di bene dato in leasing devono
                 essere rispettate le condizioni di cui ai punti da 8 a 10, a seconda del caso;
          b)     vi deve essere una sana gestione del rischio da parte del locatore riguardo alla
                 locazione del bene, alla sua destinazione d’uso, alla sua età e al piano di
                 ammortamento;
          c)     vi deve essere una solida base giuridica che assicuri il diritto di proprietà del
                 locatore sul bene e la possibilità di far valere tempestivamente tale diritto; e
          d)     il divario fra il tasso di ammortamento del bene materiale e il piano di
                 ammortamento dei canoni dovuti non deve essere talmente ampio da
                 sovrastimare l’effetto di attenuazione del rischio di credito attribuito al bene
                 dato in leasing.
   1.8.   Requisiti minimi per il riconoscimento di altri tipi di protezione del credito
          assistita
   1.8.1. Depositi in contante presso un ente terzo o strumenti assimilabili detenuti da tale
          ente
   12.    Per essere ammessa al trattamento di cui alla parte 3, punto 80, la protezione di cui
          alla parte 1, punto 23 deve soddisfare le condizioni seguenti:
          a)     il credito del debitore verso l’ente terzo deve essere esplicitamente costituito in
                 garanzia o ceduto in pegno a favore dell’ente creditizio che concede il prestito;
IT                                                80                                                 IT
 ---pagebreak---           b)     l’ente terzo deve ricevere notifica della costituzione in garanzia o della
                 cessione in pegno;
          c)     a seguito della notifica l’ente terzo deve essere in grado di effettuare pagamenti
                 solo all’ente creditizio che concede il prestito o ad altre parti con il consenso
                 del predetto ente creditizio;
          d)     la costituzione in garanzia o la cessione in pegno deve essere incondizionata e
                 irrevocabile.
   1.8.2. Polizze di assicurazione vita costituite in garanzia a favore dell’ente creditizio che
          concede il prestito
   13.    Il riconoscimento delle polizze di assicurazione vita costituite in garanzia a favore
          dell’ente creditizio che concede il prestito presuppone che siano soddisfatte le
          seguenti condizioni:
          a)     la società che fornisce l’assicurazione vita può essere qualificata come
                 fornitore riconosciuto di protezione del credito non assistita ai sensi della parte
                 1, punto 26;
          b)     la polizza di assicurazione vita deve essere esplicitamente costituita in garanzia
                 o ceduta in pegno all’ente creditizio che concede il prestito;
          c)     la società che fornisce l’assicurazione vita deve ricevere notifica della
                 costituzione in garanzia o della cessione in pegno e di conseguenza non può
                 risolvere il contratto o versare importi esigibili ai termini del contratto senza il
                 consenso dell’ente creditizio che concede il prestito;
          d)     la polizza deve avere un valore di riscatto dichiarato che non è riducibile;
          e)     l’ente creditizio che concede il prestito deve avere il diritto di risolvere la
                 polizza e di ricevere il valore di riscatto tempestivamente in caso di
                 inadempimento del debitore;
          f)     l’ente creditizio che concede il prestito deve essere informato dell’eventuale
                 mancata esecuzione di pagamenti sulla polizza da parte del detentore di essa;
          g)     la protezione del credito deve essere fornita per tutta la durata del prestito; e
          h)     la garanzia deve essere legalmente opponibile in tutti i sistemi giurisdizionali
                 interessati.
   2.     LA PROTEZIONE DEL CREDITO NON ASSISTITA E LE CREDIT LINKED NOTES
   2.1.   Requisiti comuni alle garanzie personali e ai derivati su crediti
   14.    Fermo restando il punto 16, il riconoscimento della protezione del credito derivante
          da garanzie personali o derivati su crediti presuppone che siano soddisfatte le
          seguenti condizioni:
IT                                                 81                                                 IT
 ---pagebreak---           a)     la protezione del credito deve essere diretta;
          b)     l’entità della protezione del credito deve essere chiaramente definita e
                 incontrovertibile;
          c)     il contratto di protezione del credito non deve contenere alcuna clausola il cui
                 adempimento sfugga al controllo diretto del prestatore che:
          i)     consentirebbe al fornitore della protezione di annullare unilateralmente la
                 protezione,
          ii)    aumenterebbe il costo effettivo della protezione a seguito di un deterioramento
                 della qualità creditizia dell’esposizione protetta,
          iii)   eviterebbe al fornitore della protezione l’obbligo di effettuare tempestivamente
                 i pagamenti nel caso in cui il debitore principale non abbia versato gli importi
                 dovuti; o
          iv)    consentirebbe al fornitore della protezione di ridurre la durata della protezione
                 del credito;
          d)     la protezione del credito deve essere validamente opponibile in tutti i sistemi
                 giurisdizionali interessati.
   2.1.1. Requisiti operativi
   15.    L’ente creditizio deve dimostrare all’autorità di vigilanza competente di aver posto in
          atto sistemi per gestire la potenziale concentrazione di rischio derivante dall’uso di
          garanzie personali o derivati su crediti. L’ente creditizio deve essere in grado di
          dimostrare che la sua strategia per quanto riguarda l’uso di derivati su crediti e
          garanzie personali interagisce con la gestione del suo profilo di rischio complessivo.
   2.2.   Controgaranzie di governi e di altri organismi del settore pubblico
   16.    Quando un’esposizione è protetta da una garanzia personale che è a sua volta
          assistita dalla controgaranzia di un’amministrazione centrale o di una banca centrale,
          di un’amministrazione regionale o di un’autorità locale i crediti verso le quali sono
          trattati come i crediti verso il governo del paese in cui hanno sede, in applicazione
          degli articoli da 78 a 83, di una banca multilaterale di sviluppo alla quale si applica
          un fattore di ponderazione del rischio dello 0% in base agli articoli da 78 a 83, o di
          un ente del settore pubblico le esposizioni verso il quale sono trattate come le
          esposizioni verso enti creditizi, in applicazione degli articoli da 78 a 83, l'esposizione
          può essere trattata come un'esposizione protetta da una garanzia personale fornita
          dall’entità in questione purché siano soddisfatte le condizioni seguenti:
          a)     la controgaranzia deve coprire tutti gli elementi di rischio di credito del credito
                 in questione;
          b)     la garanzia principale e la controgaranzia devono soddisfare tutti i requisiti
                 operativi previsti per le garanzie personali ai punti 14, 15 e 17, fatto salvo che
                 la controgaranzia non deve riferirsi in modo diretto all’obbligazione principale;
IT                                                82                                                 IT
 ---pagebreak---         c)     l’autorità competente deve accertare che la copertura è solida e che non
               esistono precedenti storici dai quali si possa evincere che la copertura della
               controgaranzia è di fatto inferiore a quella fornita da una garanzia diretta
               dell’entità in questione.
   2.3. Requisiti aggiuntivi per le garanzie personali
   17.  Il riconoscimento di una garanzia personale presuppone che siano rispettate anche le
        condizioni seguenti:
        a)     in caso di inadempimento o di mancato pagamento della controparte
               riconosciuto come tale, l’ente creditizio che concede il prestito deve avere il
               diritto di rivalersi tempestivamente sul garante per le somme dovute a titolo del
               credito per il quale è fornita la protezione. Il pagamento da parte del garante
               non deve essere subordinato alla condizione che l’ente creditizio che concede il
               prestito si rivalga in primo luogo sul debitore;
        b)     la garanzia personale deve essere un’obbligazione esplicitamente documentata
               assunta dal garante;
        c)     fermo restando il disposto della frase che segue, la garanzia personale deve
               coprire la totalità dei pagamenti cui è tenuto il debitore principale rispetto al
               credito. Quando taluni tipi di pagamenti sono esclusi dalla garanzia personale,
               il valore riconosciuto della garanzia deve essere corretto in modo da tenere
               conto della limitazione della copertura.
   18.  Nel caso di garanzie personali fornite nel contesto di sistemi di mutua garanzia
        riconosciuti a tal fine dalle autorità competenti o fornite dalle entità di cui al punto 16
        o assistite da una loro controgaranzia, i requisiti di cui alla lettera a) possono essere
        considerati rispettati quando è soddisfatta una delle seguenti condizioni:
        a)     le autorità competenti si sono accertate che l’ente creditizio che concede il
               prestito ha il diritto di ottenere tempestivamente un pagamento provvisorio da
               parte del garante, corrispondente ad una stima attendibile dell'importo delle
               perdite economiche che l’ente creditizio stesso potrebbe subire, comprese le
               perdite derivanti dal mancato versamento di interessi e di altri tipi di pagamenti
               cui il debitore è tenuto, in proporzione alla copertura della garanzia personale;
        b)     le autorità competenti si sono accertate in altro modo degli effetti di protezione
               delle perdite assicurati dalla garanzia personale, tenuto conto anche delle
               perdite derivanti dal mancato versamento di interessi e di altri tipi di pagamenti
               cui il debitore è tenuto.
   2.4. Requisiti operativi aggiuntivi per i derivati su crediti
   19.  Il riconoscimento di un derivato su crediti presuppone che siano altresì rispettate le
        condizioni seguenti:
        a)     fatto salvo il disposto della lettera b), gli eventi creditizi specificati nel derivato
               su crediti devono includere quanto meno:
IT                                               83                                                    IT
 ---pagebreak---        i)    il mancato pagamento degli importi dovuti ai termini dell’obbligazione
             contrattuale sottostante, in essere all’epoca del mancato pagamento (con un
             periodo di tolleranza strettamente in linea con quello previsto nell’obbligazione
             sottostante o ad esso inferiore),
       ii)   il fallimento, l’insolvenza o l’incapacità del debitore di far fronte al proprio
             debito, ovvero il mancato pagamento o l’ammissione scritta della sua
             incapacità di pagare in generale i propri debiti in scadenza, ed eventi analoghi,
       iii)  la ristrutturazione dell’obbligazione sottostante che comporti la remissione o il
             rinvio dei pagamenti in linea capitale, degli interessi o delle commissioni, e si
             configuri come evento all’origine di perdite su crediti (rettifiche di valore o
             altri costi analoghi da imputare al conto economico);
       b)    quando gli eventi creditizi specificati nel derivato su crediti non includono la
             ristrutturazione dell'obbligazione sottostante di cui alla lettera a), iii), la
             protezione del credito può essere comunque riconosciuta previa una riduzione
             del valore riconosciuto come previsto alla parte 3, punto 84;
       c)    per i derivati su crediti che consentono il regolamento per contante deve
             esistere un solido processo di valutazione atto a stimare le perdite in maniera
             affidabile. Deve essere chiaramente specificato il periodo entro cui si possono
             ottenere valutazioni dell’obbligazione sottostante dopo l’evento creditizio;
       d)    se il regolamento presuppone il diritto e la capacità dell’acquirente della
             protezione di trasferire al fornitore della protezione l’obbligazione sottostante,
             le condizioni contrattuali di questa devono stabilire che il consenso
             eventualmente necessario a tale trasferimento non possa essere negato senza
             ragione;
       e)    devono essere chiaramente identificate le parti cui spetta di accertare se si sia
             determinato un evento creditizio. Tale accertamento non deve competere
             esclusivamente al venditore della protezione. L’acquirente della protezione
             deve avere il diritto o la capacità di informare il fornitore della stessa circa il
             verificarsi dell’evento creditizio.
   20. Nel quadro di un derivato su crediti, è ammesso un disallineamento tra
       l’obbligazione sottostante e l’obbligazione di riferimento del derivato stesso (ossia
       l’obbligazione impiegata per determinare il valore di regolamento per contante o
       l’obbligazione consegnabile) o tra l’obbligazione sottostante e l’obbligazione
       impiegata per accertare se si sia verificato un evento creditizio solo a condizione che:
       a)    l’obbligazione di riferimento o, a seconda dei casi, l’obbligazione impiegata
             per accertare se si sia verificato un evento creditizio abbia rango pari o
             subordinato rispetto a quello dell’obbligazione sottostante;
       b)    l’obbligazione sottostante e l’obbligazione di riferimento o, a seconda dei casi,
             l’obbligazione impiegata per accertare se si sia verificato un evento creditizio
             si riferiscano al medesimo debitore (vale a dire, allo stesso soggetto giuridico),
             e siano presenti clausole di cross-default o di cross-acceleration validamente
             opponibili.
IT                                             84                                                IT
 ---pagebreak---              Parte 3 – Calcolo degli effetti dell’attenuazione del rischio di credito
   1.     Ferme restando le parti da 4 a 6, quando sono rispettate le disposizioni delle parti 1 e
          2, il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio di cui alla
          sottosezione 1, articoli da 78 a 83 e il calcolo degli importi delle esposizioni
          ponderati per il rischio e degli importi delle perdite attese di cui agli articoli da 84 a
          89 possono essere modificati conformemente alle disposizioni della presente parte.
   2.     Il contante, i titoli o le merci acquistati, presi a prestito o ricevuti nel quadro di
          operazioni di vendita con patto di riacquisto o di operazioni di concessione e
          assunzione di titoli o di merci in prestito sono trattati come garanzie reali.
   1.     PROTEZIONE DEL CREDITO ASSISTITA
   1.1.   Credit linked notes
   3.     Gli investimenti in credit linked note emesse dall’ente creditizio che concede il
          prestito possono essere trattati come garanzie in contante.
   1.2.   Compensazione in bilancio
   4.     I crediti e i depositi presso l’ente creditizio che concede il prestito soggetti a
          compensazione in bilancio sono trattati come garanzie in contante.
   1.3.   Accordi tipo di compensazione riguardanti operazioni di vendita con patto di
          riacquisto e/o operazioni di concessione e assunzione di titoli o di merci in
          prestito e/o altre operazioni correlate ai mercati finanziari
   1.3.1. Calcolo del valore dell’esposizione corretto integralmente
   a)     Uso del metodo delle rettifiche di vigilanza per volatilità o del metodo delle rettifiche
          per volatilità basate su stime interne
   5.     Fermi restando i punti da 12 a 22, nel calcolare il valore dell’esposizione corretto
          integralmente (E*) per le esposizioni soggette ad un accordo tipo di compensazione
          ammissibile riguardante operazioni di vendita con patto di riacquisto e/o operazioni
          di concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito e/o altre operazioni
          correlate ai mercati finanziari, le rettifiche per volatilità da applicare sono calcolate
          secondo le modalità esposte in appresso utilizzando il metodo delle rettifiche di
          vigilanza o il metodo delle rettifiche basate su stime interne, come indicato ai punti
          da 35 a 60 per il metodo integrale per il trattamento delle garanzie reali finanziarie.
          Per l’uso del metodo basato sulle stime interne si applicano le stesse condizioni e gli
          stessi requisiti previsti per il metodo integrale per il trattamento delle garanzie reali
          finanziarie.
   6.     La posizione netta in ciascun tipo di titolo è calcolata sottraendo dal valore totale dei
          titoli di tale tipo dati in prestito, venduti o forniti nel quadro di un accordo tipo di
          compensazione, il valore totale dei titoli di tale tipo presi in prestito, acquistati o
          ricevuti nel quadro dell’accordo.
IT                                                85                                                 IT
 ---pagebreak---    7.  Ai fini dell’applicazione del punto 6, per tipo di titolo si intendono i titoli che sono
       emessi dalla stessa entità, hanno la stessa data di emissione, la stessa durata e sono
       soggetti agli stessi termini e alle stesse condizioni nonché agli stessi periodi di
       liquidazione indicati ai punti da 35 a 60.
   8.  La posizione netta in ciascuna valuta diversa da quella di regolamento dell’accordo
       tipo di compensazione è calcolata sottraendo dal valore totale dei titoli denominati in
       tale valuta dati in prestito, venduti o forniti nel quadro dell’accordo tipo di
       compensazione, sommato all’importo del contante in tale valuta dato in prestito o
       trasferito nel quadro dell'accordo, il valore totale dei titoli denominati in tale valuta
       presi a prestito, acquistati o ricevuti nel quadro dell'accordo, sommato all'importo del
       contante in tale valuta preso a prestito o ricevuto nel quadro dell'accordo.
   9.  La rettifica per volatilità appropriata per un dato tipo di titolo o di posizione in
       contante è applicata alla posizione netta positiva o negativa in titoli di tale tipo.
   10. La rettifica per la volatilità dovuta al rischio di cambio (fx) si applica alla posizione
       netta positiva o negativa in ciascuna valuta diversa dalla valuta di regolamento
       dell’accordo tipo di compensazione.
   11. E* è calcolata conformemente alla formula seguente:
       E* = max {0, [(∑(E) - ∑(C)) + ∑(|posizione netta in ciascun titolo| x Hsec) + + (∑|Efx|
       x Hfx)]}
       Quando gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio sono calcolati in
       applicazione degli articoli da 78 a 83, E è il valore che ciascuna distinta esposizione
       rientrante nell’accordo avrebbe in assenza della protezione del credito.
       Quando gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e gli importi delle
       perdite attese sono calcolati in applicazione degli articoli da 84 a 89, E è il valore che
       ciascuna distinta esposizione rientrante nell’accordo avrebbe in assenza della
       protezione del credito.
       C è il valore dei titoli o delle merci presi a prestito, acquistati o ricevuti o il contante
       preso a prestito o ricevuto rispetto a ciascuna di tali esposizioni.
       ∑(E) è la somma di tutte le E nel quadro dell’accordo.
       ∑(C) è la somma di tutte le C nel quadro dell’accordo.
       Efx è la posizione netta (positiva o negativa) in una data valuta diversa da quella di
       regolamento dell’accordo quale calcolata in applicazione del punto 8.
       Hsec è la rettifica per volatilità appropriata per un determinato tipo di titolo.
       Hfx è la rettifica per la volatilità dovuta al cambio.
       E* è il valore dell’esposizione corretto integralmente.
   b)  Metodo dei modelli interni
IT                                              86                                                  IT
 ---pagebreak---    12. In alternativa all’uso del metodo delle rettifiche di vigilanza per volatilità o delle
       rettifiche per volatilità basate su stime interne per il calcolo del valore
       dell’esposizione corretto integralmente (E*) derivante dall’applicazione di un
       accordo tipo di compensazione ammissibile riguardante operazioni di vendita con
       patto di riacquisto, operazioni di concessione e assunzione di titoli o di merci in
       prestito e/o altre operazioni correlate ai mercati finanziari diverse dalle operazioni in
       derivati, gli enti creditizi possono essere autorizzati a utilizzare un metodo basato su
       modelli interni che tenga conto degli effetti di correlazione tra le posizioni in titoli
       soggette all’accordo tipo di compensazione e della liquidità degli strumenti
       interessati. I modelli interni utilizzati per questo metodo forniscono stime della
       variazione potenziale di valore dell’importo non garantito dell’esposizione (∑E -
       ∑C).
   13. Un ente creditizio può optare per il metodo dei modelli interni indipendentemente
       dalla scelta operata fra metodo standardizzato e metodo IRB di base per la
       misurazione del rischio di credito. Tuttavia se un ente creditizio decide di utilizzare il
       metodo basato su modelli interni, lo applica all’intera gamma di controparti e di
       titoli, esclusi i portafogli non rilevanti per i quali può utilizzare il metodo delle
       rettifiche di vigilanza o quello delle rettifiche basate su stime interne di cui ai punti
       da 5 a 11.
   14. È consentito l’impiego del metodo dei modelli interni agli enti creditizi che abbiano
       ottenuto il riconoscimento di un modello interno per la gestione del rischio ai termini
       dell’allegato V della direttiva [93/6/CEE].
   15. Gli enti creditizi che non hanno ottenuto dalle autorità di vigilanza il riconoscimento
       di uno di tali modelli ai termini della direttiva 93/6/CEE possono presentare alle
       autorità competenti una domanda di riconoscimento di un modello interno per la
       misurazione del rischio ai fini dell’applicazione dei presenti punti.
   16. Il riconoscimento viene concesso solo a condizione che l’autorità competente si sia
       accertata che il sistema per la gestione dei rischi derivanti dalle operazioni coperte
       dall'accordo tipo di compensazione utilizzato dall’ente creditizio sia concettualmente
       solido e venga applicato con correttezza e, in particolare, che siano rispettati i
       seguenti requisiti qualitativi:
       a)     il modello interno di misurazione del rischio per il calcolo della volatilità di
              prezzo potenziale delle operazioni deve essere strettamente integrato nei
              processi di gestione quotidiana del rischio dell’ente creditizio e servire come
              base per la segnalazione delle esposizioni soggette a rischio all’alta direzione
              dell’ente stesso;
       b)     l’ente creditizio deve avere un’unità di controllo del rischio che sia
              indipendente dalle unità operative e riferisca direttamente all’alta direzione.
              L’unità deve essere responsabile dell’elaborazione e dell’applicazione del
              sistema di gestione del rischio dell’ente creditizio. Essa deve elaborare ed
              analizzare quotidianamente segnalazioni sui risultati del modello di
              misurazione del rischio e sulle misure appropriate da adottare in termini di
              limiti di posizione;
IT                                            87                                                  IT
 ---pagebreak---        c)     le segnalazioni quotidiane elaborate dall’unità di controllo del rischio devono
              essere verificate da dirigenti che abbiano l’autorità necessaria per imporre
              riduzioni delle posizioni assunte e dell’esposizione complessiva al rischio;
       d)     l’ente creditizio deve avere un numero sufficiente di dipendenti specializzati
              nell’uso di modelli sofisticati utilizzati nell’unità di controllo del rischio;
       e)     l’ente creditizio deve disporre di procedure per sorvegliare e assicurare
              l'osservanza di una serie documentata di politiche e di controlli interni
              concernenti il funzionamento complessivo del sistema di misurazione del
              rischio;
       f)     i modelli dell’ente creditizio devono aver dimostrato di possedere una
              ragionevole accuratezza nella misurazione dei rischi, comprovata da test
              retrospettivi dei loro risultati relativi ai dati di almeno un anno;
       g)     l’ente creditizio deve attuare con frequenza un programma rigoroso di prove di
              stress e i risultati di tali prove devono essere verificati dall’alta direzione e
              influire sulle politiche ed i limiti che essa impone;
       h)     nell’ambito del suo processo regolare di revisione interna, l’ente creditizio
              deve condurre una verifica indipendente del suo sistema di misurazione del
              rischio. Tale verifica deve includere le attività sia delle unità operative sia
              dell’unità indipendente di controllo del rischio;
       i)     l’ente creditizio deve condurre una verifica del proprio sistema di gestione del
              rischio, quanto meno con frequenza annuale.
   17. Il calcolo della variazione potenziale di valore è soggetto ai seguenti requisiti
       minimi:
       a)     calcolo quanto meno quotidiano della variazione potenziale di valore;
       b)     intervallo di confidenza unilaterale al 99° percentile;
       c)     periodo di liquidazione equivalente a 5 giorni, eccetto nel caso di operazioni
              diverse dalle operazioni di vendita con patto di riacquisto o dalle operazioni di
              concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito per le quali si applica
              un periodo di liquidazione equivalente a 10 giorni;
       d)     periodo di osservazione storica effettiva di almeno un anno salvo qualora un
              periodo di osservazione più breve sia giustificato da un significativo aumento
              della volatilità dei prezzi;
       e)     aggiornamenti trimestrali delle serie di dati.
   18. Le autorità competenti impongono che il modello interno per la misurazione del
       rischio comprenda un numero sufficiente di fattori di rischio in modo da cogliere tutti
       i rischi di prezzo significativi.
   19. Le autorità competenti possono autorizzare gli enti creditizi ad utilizzare correlazioni
       empiriche nell’ambito di categorie di rischio e tra categorie di rischio se si sono
IT                                               88                                             IT
 ---pagebreak---        accertate che il sistema applicato dall’ente per misurare le correlazioni è solido e
       viene attuato con correttezza.
   20. Un ente creditizio che impieghi il metodo dei modelli interni è tenuto a verificarne i
       risultati mediante un test retrospettivo effettuato su un campione di 20 controparti
       individuato su base annuale. Questo campione comprende le dieci controparti
       maggiori, determinate dall’ente creditizio in base al proprio metodo di calcolo delle
       esposizioni, e altre dieci controparti scelte a caso. Per ciascun giorno e per ciascuna
       controparte l’ente creditizio confronta la variazione effettiva dell’importo
       dell’esposizione verso la controparte su un arco temporale di un giorno con la
       variazione stimata dell’importo dell’esposizione calcolato tramite il metodo dei
       modelli interni alla chiusura della giornata lavorativa precedente. Ogni osservazione
       in cui la variazione effettiva dell’esposizione eccede la stima del modello interno dà
       origine a un’eccezione. A seconda del numero di eccezioni rilevate nelle osservazioni
       riferite alle 20 controparti negli ultimi 250 giorni (per un totale di 5 000
       osservazioni), la stima prodotta dal modello interno è maggiorata sulla base del
       moltiplicatore di cui alla tabella 1.
       Tabella 1
            Zona                     Numero di eccezioni      Moltiplicatore
            Zona verde                       0-99                    1
                                             100-119                 1,13
                                             120-139                 1,17
            Zona gialla                      140-159                 1,22
                                             160-179                 1,25
                                             180-199                 1,28
            Zona rossa                       200 o più               1,33
       Nell’ambito dei suoi test retrospettivi, l’ente creditizio conferma che le eccezioni non
       sono concentrate nelle sue esposizioni verso una o più controparti.
   21. Il valore dell’esposizione corretto integralmente (E*) per gli enti creditizi che
       utilizzano il metodo dei modelli interni viene calcolato secondo la formula seguente:
       E* = max {0, [(∑E - ∑C) + (stima risultante dal modello interno x il moltiplicatore
       se del caso)]}
       Quando gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio sono calcolati in
       applicazione della sottosezione 1, articoli da 78 a 83, E è il valore che ciascuna
       distinta esposizione rientrante nell’accordo avrebbe in assenza della protezione del
       credito.
IT                                             89                                               IT
 ---pagebreak---           Quando gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e gli importi delle
          perdite attese sono calcolati in applicazione degli articoli da 84 a 89, E è il valore che
          ciascuna distinta esposizione rientrante nell’accordo avrebbe in assenza della
          protezione del credito.
          C è il valore corrente dei titoli presi a prestito, acquistati o ricevuti o il contante preso
          a prestito o ricevuto rispetto a ciascuna di tali esposizioni.
          ∑(E) è la somma di tutte le E rientranti nell’accordo.
          ∑(C) è la somma di tutte le C rientranti nell’accordo.
   22.    Per il calcolo dei requisiti patrimoniali sulla base di modelli interni, gli enti creditizi
          impiegano il risultato del modello riferito al giorno lavorativo precedente.
   1.3.2. Calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e degli importi delle
          perdite attese per operazioni di vendita con patto di riacquisto e/o operazioni di
          concessione e assunzione di titoli o di merci in prestito e/o altre operazioni correlate
          ai mercati finanziari coperte da accordi tipo di compensazione
          Metodo standardizzato
   23.    E*, quale calcolata in applicazione dei punti da 5 a 22, è considerata come il valore
          dell’esposizione verso la controparte derivante dalle operazioni soggette all’accordo
          tipo di compensazione ai fini dell’articolo 80.
          Metodo IRB di base
   24.    E*, quale calcolata in applicazione dei punti da 5 a 22, è considerata come il valore
          dell’esposizione verso la controparte derivante dalle operazioni soggette all’accordo
          tipo di compensazione ai fini dell’allegato VII.
   1.4.   Garanzie reali finanziarie
   1.4.1. Metodo semplificato per il trattamento delle garanzie reali finanziarie
   25.    Il metodo semplificato per il trattamento delle garanzie reali finanziarie può essere
          utilizzato solo se gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio sono calcolati
          in applicazione degli articoli da 78 a 83. Un ente creditizio non può utilizzare sia il
          metodo semplificato che il metodo integrale per il trattamento delle garanzie reali
          finanziarie.
          Valutazione
   26.    In base al metodo semplificato, alle garanzie reali finanziarie riconosciute viene
          assegnato un valore pari al valore di mercato quale determinato conformemente alla
          parte 2, punto 6.
          Calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
   27.    Il fattore di ponderazione del rischio applicabile in forza degli articoli da 78 a 83 se il
          creditore avesse un’esposizione diretta verso lo strumento dato in garanzia si applica
IT                                                 90                                                   IT
 ---pagebreak---        alle parti dei crediti coperte dal valore di mercato della garanzia riconosciuta. Il
       fattore di ponderazione del rischio relativo alla parte garantita non può essere
       inferiore al 20%, ad eccezione dei casi previsti ai punti da 28 a 30. La parte residua
       dell’esposizione riceve la ponderazione del rischio applicabile ad un’esposizione non
       garantita verso la controparte in forza degli articoli da 78 a 83.
       Operazioni di vendita con patto di riacquisto e operazioni di concessione e
       assunzione di titoli in prestito
   28. Un fattore di ponderazione del rischio dello 0% si applica alla parte garantita
       dell’esposizione derivante da operazioni conformi ai criteri enumerati ai punti 59 e
       60. Se la controparte in tale operazione non è un operatore primario di mercato, si
       applica un fattore di ponderazione del rischio del 10%.
       Operazioni in strumenti derivati OTC soggette a rivalutazione (marking-to-market)
       giornaliera
   29. Un fattore di ponderazione del rischio dello 0% è applicato, nella misura della
       copertura della garanzia, ai valori delle esposizioni determinati in forza dell’allegato
       III per gli strumenti derivati enumerati nell’allegato IV e soggetti ad una
       rivalutazione giornaliera, garantite da contante o da strumenti assimilabili, quando
       non vi siano disallineamenti di valuta. Un fattore di ponderazione del rischio del 10%
       si applica, nella misura della copertura della garanzia, ai valori delle esposizioni delle
       operazioni in strumenti derivati garantite da titoli di debito emessi da
       amministrazioni centrali o da banche centrali che beneficiano di un fattore di
       ponderazione del rischio dello 0% in applicazione degli articoli da 78 a 83.
       Ai fini dell’applicazione del presente punto, la categoria “titoli di debito emessi da
       amministrazioni centrali o da banche centrali” include:
       a)    i titoli di debito emessi da amministrazioni regionali o da autorità locali quando
             le esposizioni nei loro confronti sono trattate come esposizioni verso
             l’amministrazione centrale del paese sul cui territorio sono situate in
             applicazione degli articoli da 78 a 83;
       b)    i titoli di debito emessi da banche multilaterali di sviluppo cui si applica un
             fattore di ponderazione del rischio dello 0% in base agli articoli da 78 a 83;
       c)    i titoli di debito emessi da organizzazioni internazionali cui è assegnato un
             fattore di ponderazione del rischio dello 0% in applicazione degli articoli da 78
             a 83.
       Altre operazioni
   30. Può essere attribuito un fattore di ponderazione del rischio dello 0% se l’esposizione
       e la garanzia sono denominate nella stessa valuta e si verifica una delle condizioni
       seguenti:
       a)    la garanzia è costituita da un deposito in contanti o da uno strumento
             assimilabile;
IT                                            91                                                  IT
 ---pagebreak---           b)     la garanzia è costituita da titoli di debito emessi da amministrazioni centrali o
                 da banche centrali ammessi a un fattore di ponderazione del rischio dello 0% in
                 applicazione degli articoli da 78 a 83 e al suo valore di mercato è stato
                 applicato uno sconto del 20%.
          Ai fini del presente punto, la categoria “titoli di debito emessi da amministrazioni
          centrali o da banche centrali” include i titoli indicati alla sezione precedente.
   1.4.2. Metodo integrale per il trattamento delle garanzie reali finanziarie
   31.    Nella valutazione delle garanzie reali finanziarie ai fini dell’uso del metodo integrale,
          si applicano rettifiche per volatilità al valore di mercato della garanzia, come previsto
          ai punti da 35 a 60 infra, per tenere conto della volatilità dei prezzi.
   32.    Fermo restando il trattamento per i disallineamenti di valuta nel caso delle operazioni
          in strumenti derivati OTC di cui al punto 33, quando una garanzia è denominata in
          una valuta diversa da quella nella quale è denominata l’esposizione sottostante, una
          rettifica per la volatilità delle valute viene aggiunta alla rettifica per volatilità
          appropriata alla garanzia secondo quanto stabilito ai punti da 35 a 60.
   33.    Nel caso delle operazioni in strumenti derivati OTC coperte da accordi di
          compensazione riconosciuti dalle autorità competenti in forza dell’allegato III, si
          applica una rettifica per volatilità per riflettere la volatilità delle valute, laddove
          sussista un disallineamento tra la valuta di denominazione della garanzia e quella di
          regolamento. Anche nel caso in cui intervengano più valute nelle operazioni coperte
          dall’accordo di compensazione, si applica solo un’unica rettifica per volatilità.
   a)     Calcolo dei valori corretti
   34.    Il valore della garanzia corretta per la volatilità è calcolato come segue per tutte le
          operazioni eccetto quelle soggette ad accordi tipo di compensazione riconosciuti, alle
          quali si applicano le disposizioni di cui ai punti da 5 a 24:
          CVA = C x (1-HC-HFX)
          Il valore dell’esposizione corretto per la volatilità da prendere in considerazione è
          calcolato come segue:
          EVA = E x (1+HE), e nel caso delle operazioni in derivati OTC EVA = E.
          Il valore dell’esposizione corretto integralmente, tenuto conto sia della volatilità che
          degli effetti di attenuazione del rischio della garanzia, è calcolato come segue:
          E* = max {0, [EVA - CVAM]}
          dove:
          E è il valore dell’esposizione quale determinato in applicazione degli articoli da 78 a
          83 o, a seconda dei casi, degli articoli da 84 a 89, se l’esposizione non fosse
          garantita.
          EVA è l’importo dell’esposizione corretto per la volatilità.
IT                                                92                                                IT
 ---pagebreak---            CVA è il valore della garanzia corretto per la volatilità.
           CVAM è CVA ulteriormente corretto per eventuali disallineamenti di durata
           conformemente alle disposizioni della parte 4.
           HE è la rettifica per volatilità appropriata per l’esposizione (E), quale calcolata in
           applicazione dei punti da 35 a 60.
           HC è la rettifica per volatilità appropriata per la garanzia, quale calcolata in
           applicazione dei punti da 35 a 60.
           HFX è la rettifica per volatilità appropriata per il disallineamento di valuta, quale
           calcolata in applicazione dei punti da 35 a 60.
           E* è il valore dell’esposizione corretto integralmente, tenuto conto sia della volatilità
           che degli effetti di attenuazione del rischio della garanzia.
   b)      Calcolo delle rettifiche per volatilità da applicare
   35.     Le rettifiche per volatilità possono essere calcolate in due modi: in base al metodo
           delle rettifiche di vigilanza per volatilità o al metodo delle rettifiche per volatilità
           basate su stime interne.
   36.     Un ente creditizio può optare per il metodo delle rettifiche di vigilanza per volatilità
           o per il metodo delle rettifiche per volatilità basato su stime interne
           indipendentemente dalla scelta operata tra gli articoli da 78 a 83 e gli articoli da 84 a
           89 per il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio. Tuttavia, gli
           enti creditizi che decidano di impiegare il metodo delle rettifiche per volatilità basato
           su stime interne devono applicarlo all’intera gamma di strumenti, esclusi i portafogli
           non rilevanti, per i quali possono utilizzare il metodo delle rettifiche di vigilanza per
           volatilità.
           Se la garanzia reale consiste in un paniere di elementi riconosciuti, la rettifica per
                               H = ∑ ai H i
           volatilità è pari a        i      , dove ai rappresenta la proporzione di un elemento del
           paniere rispetto alla garanzia complessiva e Hi è la rettifica per volatilità applicabile a
           tale elemento.
   i)      Rettifiche di vigilanza per volatilità
   37.     Le tabelle da 2 a 5 riportano le rettifiche per volatilità applicabili nel quadro del
           metodo delle rettifiche di vigilanza per volatilità (ipotizzando una rivalutazione
           giornaliera).
           RETTIFICHE PER VOLATILITÀ
           Tabella 2
   Classe      di Durata        Rettifiche per volatilità per Rettifiche per volatilità per titoli di
   merito      di residua       titoli di debito emessi dalle debito emessi dalle entità di cui alla
   credito   alla               entità di cui alla parte 1, punto parte 1, punto 7, lettere c) e d)
   quale        è
IT                                                  93                                                 IT
 ---pagebreak---    associata la                 7, lettera b)
   valutazione
   del merito di
   credito    del
   titolo       di
   debito
                                periodo     periodo       periodo    periodo di     periodo di    periodo di
                                di          di            di         liquidazion    liquidazio    liquidazion
                                liquida     liquidazi     liquidazi  e di 20        ne di 10      e di 5
                                zione di    one di        one di 5   giorni (%)     giorni        giorni (%)
                                20          10 giorni     giorni
                                giorni      (%)           (%)
                                (%)
   1                ≤ 1 anno    0,707       0,5           0,354      1,414          1             0,707
                    >1 ≤ 5 2,828            2             1,414      5,657          4             2,828
                    anni
                    > 5 anni    5,657       4             2,828      11,314         8             5,657
   2-3              ≤ 1 anno    1,414       1             0,707      2,828          2             1,414
                    >1 ≤ 5 4,243            3             2,121      8,485          6             4,243
                    anni
                    > 5 anni    8,485       6             4,243      16,971         12            8,485
   4                ≤ 1 anno    21,213      15            10,607     NA             NA            NA
                    >1 ≤ 5 21,213           15            10,607     NA             NA            NA
                    anni
                    > 5 anni    21,213      15            10,607     NA             NA            NA
            Tabella 3
   Classe di      Rettifiche per volatilità per titoli di debito   Rettifiche per volatilità per titoli di debito
   merito di      emessi dalle entità di cui alla parte 1,         emessi dalle entità di cui alla parte 1,
   credito alla   punto 7, lettera b) con valutazioni del          punto 7, lettere c) e d) con valutazioni del
   quale      è   merito di credito a breve termine                merito di credito a breve termine
   associata la
   valutazione
   del merito
   di credito
   di un titolo
   di debito a
   breve
   termine
IT                                                    94                                                        IT
 ---pagebreak---                   periodo di      periodo di       periodo di      periodo di      periodo di    periodo di
                  liquidazione    liquidazione     liquidazione    liquidazione    liquidazione  liquidazione
                  di 20 giorni    di 10 giorni     di 5 giorni     di 20 giorni    di 10 giorni  di 5 giorni
                  (%)             (%)              (%)             (%)             (%)           (%)
   1              0,707           0,5              0,354           1,414           1             0,707
   2-3            1,414           1                0,707           2,828           2             1,414
            Tabella 4
                                        Altri tipi di garanzie o di esposizioni
                                      periodo             di periodo             di periodo           di
                                      liquidazione di 20 liquidazione di 10 liquidazione di 5
                                      giorni (%)              giorni (%)              giorni (%)
   Principali indici strumenti di 21,213                      15                      10,607
   capitale, principali indici
   obbligazioni convertibili
   Altri strumenti di capitale o 35,355                       25                      17,678
   obbligazioni         convertibili
   quotati in mercati ufficiali
   Contante                           0                       0                       0
   Oro                                21,213                  15                      10,607
            Tabella 5
                              Rettifica per volatilità per disallineamenti di valuta
   periodo di liquidazione di 20 periodo di liquidazione di 20 periodo di liquidazione di 5
   giorni (%)                         giorni (%)                         giorni (%)
   11,314                             8                                  5,657
   38.      Per le operazioni di prestito garantite il periodo di liquidazione è pari a 20 giorni
            lavorativi. Per le operazioni di vendita con patto di riacquisto (salvo nella misura in
            cui tali operazioni implichino il trasferimento di merci o di diritti garantiti relativi
            alla proprietà di merci) e le operazioni di concessione e assunzione di titoli in
            prestito, il periodo di liquidazione è pari a 5 giorni lavorativi. Per le altre operazioni
            correlate ai mercati finanziari, il periodo di liquidazione è pari a 10 giorni lavorativi.
   39.      Nelle tabelle da 2 a 5 e nei punti da 40 a 42, la classe di merito di credito alla quale è
            associata una valutazione del merito di credito di un titolo di debito è la classe di
            merito di credito alla quale le autorità competenti associano la valutazione esterna
            del merito di credito in applicazione degli articoli da 78 a 83. A tali fini si applica
            altresì il disposto della parte 1, punto 10.
IT                                                     95                                                   IT
 ---pagebreak---    40. Per i titoli non ammissibili prestati o venduti nell’ambito di operazioni di vendita con
       patto di riacquisto o di operazioni di concessione e assunzione di titoli in prestito, la
       rettifica per volatilità è la stessa applicabile agli strumenti di capitale quotati in un
       mercato ufficiale e non inclusi nei principali indici.
   41. Per le quote di organismi di investimento collettivo ammissibili, la rettifica per
       volatilità è la più elevata applicabile, visto il periodo di liquidazione dell’operazione
       di cui al punto 38, ad una qualsiasi delle attività nelle quali il fondo ha il diritto di
       investire.
   42. Per i titoli di debito privi di rating emessi da enti che soddisfano i criteri di
       ammissibilità di cui alla parte 1, punto 8, le rettifiche per volatilità sono le stesse
       applicabili ai titoli emessi da enti o imprese con una valutazione esterna del merito di
       credito associata alle classi di merito di credito 2 o 3.
   ii) Stime interne delle rettifiche per volatilità
   43. Le autorità competenti possono consentire agli enti che soddisfano i requisiti di cui ai
       punti da 48 a 57 di utilizzare le proprie stime interne della volatilità per calcolare le
       rettifiche per volatilità da applicare a garanzie reali ed esposizioni.
   44. Per i titoli di debito con valutazione del merito di credito di un’ECAI riconosciuta
       pari o superiore a investment grade (qualità elevata), le autorità competenti possono
       consentire agli enti creditizi di calcolare una stima della volatilità per ciascuna
       categoria di titoli.
   45. Nel definire le relative categorie gli enti creditizi considerano la tipologia
       dell’emittente del titolo, la valutazione esterna del merito di credito del titolo, la
       durata residua del titolo e la sua durata finanziaria modificata. Le stime della
       volatilità sono rappresentative dei titoli inclusi dall’ente creditizio nella categoria
       specifica.
   46. Per i titoli di debito con valutazione del merito di credito di un’ECAI riconosciuta
       inferiore a investment grade e per altre garanzie ammissibili, le rettifiche per
       volatilità sono calcolate per ciascuna singola voce.
   47. Gli enti creditizi che impiegano il metodo delle rettifiche per volatilità basato su
       stime interne stimano la volatilità della garanzia reale o il disallineamento di valuta
       senza tenere conto delle eventuali correlazioni tra esposizione non garantita, garanzia
       reale e/o tassi di cambio.
       Criteri quantitativi
   48. Per il calcolo delle rettifiche per volatilità viene impiegato un intervallo di
       confidenza unilaterale al 99° percentile.
   49. Il periodo di liquidazione è pari a 20 giorni lavorativi per le operazioni di prestito
       garantite; a 5 giorni lavorativi per le operazioni di vendita con patto di riacquisto,
       salvo nella misura in cui tali operazioni implichino il trasferimento di merci o diritti
       garantiti relativi alla proprietà di merci, e le operazioni di concessione e assunzione
       di titoli in prestito; e a 10 giorni lavorativi per altre operazioni correlate ai mercati
       finanziari.
IT                                             96                                                IT
 ---pagebreak---    50. Gli enti creditizi possono impiegare rettifiche per volatilità calcolate su periodi di
       liquidazione più brevi o più lunghi, aggiustandole verso l'alto o verso il basso a
       seconda del periodo di liquidazione di cui al punto 49 per il tipo di operazione in
       questione, usando la radice quadrata del periodo di tempo secondo la fomula
       seguente:
        HM = HN TM / TN
       dove TM è il periodo di liquidazione rilevante;
       HM è la rettifica per volatilità basata sul periodo di liquidazione rilevante;
       HN è la rettifica per volatilità basata sul periodo di liquidazione TN.
   51. Gli enti creditizi tengono conto della illiquidità delle attività di minore qualità
       creditizia. Il periodo di liquidazione è corretto verso l’alto ove vi siano dubbi sulla
       liquidità della garanzia reale. Essi sono altresì tenuti ad individuare i casi in cui
       l’evidenza storica rischi di sottostimare la volatilità potenziale (ad esempio, un
       regime di ancoraggio valutario). Tali casi sono studiati tramite prove di stress.
   52. Il periodo storico di osservazione (periodo campione) per il calcolo delle rettifiche
       per volatilità è come minimo di un anno. Per gli enti creditizi che a tale proposito
       impiegano schemi di ponderazione o altri metodi, il periodo di osservazione effettivo
       è parimenti di un anno almeno (ossia, lo scarto temporale medio ponderato delle
       singole osservazioni non può essere inferiore a sei mesi). Le autorità competenti
       possono inoltre richiedere agli enti creditizi di calcolare le rettifiche per volatilità
       sulla base di periodi di osservazione più brevi ove, a loro giudizio, ciò sia giustificato
       da un significativo aumento della volatilità dei prezzi.
   53. Gli enti creditizi aggiornano le loro serie di dati con frequenza non inferiore a tre
       mesi, verificandone l'appropriatezza ogniqualvolta i prezzi di mercato subiscano
       variazioni sostanziali. Ciò implica che le rettifiche per volatilità siano calcolate
       quantomeno ogni tre mesi.
       Criteri qualitativi
   54. Le stime della volatilità sono impiegate nel processo giornaliero di gestione del
       rischio dell’ente creditizio, anche in relazione ai limiti interni di esposizione.
   55. Se il periodo di liquidazione impiegato dall’ente creditizio nel suo processo
       giornaliero di gestione del rischio è più lungo di quello previsto nella presente parte
       per il tipo di operazione in questione, le rettifiche per volatilità dell'ente creditizio
       sono maggiorate utilizzando la formula della radice quadrata del periodo di tempo di
       cui al punto 50.
   56. Gli enti creditizi dispongono di solide procedure di sorveglianza, intese ad assicurare
       l’osservanza di una serie documentata di politiche e di controlli concernenti il
       funzionamento del loro sistema di stima delle rettifiche per volatilità e di
       integrazione di tali stime nel processo di gestione del rischio.
   57. Nell'ambito del processo di revisione interna dell’ente creditizio è condotta
       periodicamente una verifica indipendente del sistema di stima delle rettifiche per
IT                                              97                                                IT
 ---pagebreak---         volatilità. La verifica del sistema globale di stima delle rettifiche per volatilità e di
        integrazione di tali rettifiche nel processo di gestione del rischio dell’ente creditizio
        ha luogo con cadenza mimima annuale e riguarda quanto meno i seguenti aspetti:
        a)     l’integrazione delle rettifiche per volatilità stimate nella gestione giornaliera
               del rischio;
        b)    la validazione di ogni modifica rilevante nel processo di stima delle rettifiche
               per volatilità;
        c)     la verifica della coerenza, della tempestività e dell’affidabilità delle fonti
               informative usate per il sistema di stima delle rettifiche per volatilità, anche
               sotto il profilo della loro indipendenza;
        d)     l’accuratezza e la congruità delle ipotesi di volatilità.
   iii) Maggiorazione delle rettifiche per volatilità
   58.  Le rettifiche per volatilità di cui ai punti da 37 a 42 sono quelle applicabili in caso di
        rivalutazione giornaliera. Analogamente, quando un ente creditizio utilizza le proprie
        stime interne delle rettifiche per volatilità conformemente ai punti da 43 a 57, esse
        vengono calcolate in primo luogo sulla base della rivalutazione giornaliera. Se la
        frequenza della rivalutazione è meno che giornaliera, le rettifiche per volatilità sono
        maggiorate. Esse si calcolano maggiorando le rettifiche per volatilità applicabili in
        caso di rivalutazione giornaliera, utilizzando la seguente formula della radice
        quadrata del periodo di tempo:
                     N R + (TM − 1)
         H = HM
                           TM
        dove
        H è la rettifica per volatilità applicabile,
        HM     è la rettifica per volatilità in caso di rivalutazione giornaliera,
        NR è pari al numero effettivo di giorni lavorativi intercorrenti tra le rivalutazioni,
        TM è il periodo di liquidazione per il tipo di operazione in questione.
   iv)  Condizioni per l’applicazione di una rettifica per volatilità dello 0%
   59.  Per quanto riguarda le operazioni di vendita con patto di riacquisto e le operazioni di
        concessione e assunzione di titoli in prestito, quando un ente creditizio impiega il
        metodo delle rettifiche di vigilanza per volatilità o il metodo delle rettifiche per
        volatilità basate su stime interne e quando le condizioni di cui alle lettere da a) a h)
        sono soddisfatte, le autorità competenti possono consentire agli enti creditizi di non
        applicare le rettifiche per volatilità calcolate in forza dei punti da 35 a 38 e di
        applicare invece una rettifica per volatilità dello 0%. Questa opzione è preclusa agli
        enti creditizi che impiegano il metodo dei modelli interni di cui ai punti da 12 a 22.
IT                                                98                                               IT
 ---pagebreak---    a) L’esposizione e la garanzia reale devono essere entrambe rappresentate da
      contante ovvero da titoli di cui alla parte 1, punto 7, lettera b).
   b) L’esposizione e la garanzia reale devono essere denominate nella stessa valuta.
   c) La durata dell’operazione non deve superare un giorno oppure sia l’esposizione
      sia la garanzia reale devono essere soggette a rivalutazione e ad adeguamento
      dei margini su base giornaliera.
   d) Viene considerato che il lasso di tempo tra l’ultima rivalutazione precedente un
      omesso adeguamento dei margini da parte della controparte e l’escussione della
      garanzia reale non debba superare i quattro giorni lavorativi.
   e) L’operazione deve essere regolata tramite un sistema di regolamento abilitato a
      quel tipo di operazioni.
   f) La documentazione che disciplina l’operazione deve essere conforme a quella
      normalmente utilizzata per operazioni di vendita con patto di riacquisto o per
      operazioni di concessione e assunzione di titoli in prestito sui titoli in
      questione.
   g) L’operazione deve essere disciplinata da norme contrattuali, opportunamente
      documentate, che ne prevedono l’immediata cessazione nel caso in cui la
      controparte non ottemperi all’obbligo di consegna del contante, dei titoli o dei
      margini, oppure si riveli altrimenti inadempiente.
   h) La controparte deve essere considerata un operatore primario di mercato dalle
      autorità competenti. La categoria “operatori primari di mercato” può
      comprendere i seguenti soggetti:
   –  le entità di cui alla parte 1, punto 7, lettera b), alle esposizioni verso le quali è
      assegnato un fattore di ponderazione del rischio dello 0% in applicazione degli
      articoli da 78 a 83;
   –  gli enti;
   –  le altre società finanziarie (comprese le imprese di assicurazioni) alle
      esposizioni verso le quali è applicabile un fattore di ponderazione del rischio
      del 20% in forza degli articoli da 78 a 83 o che, nel caso degli enti creditizi che
      calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e gli importi
      delle perdite attese conformemente agli articoli da 83 a 89, non dispongono di
      una valutazione del merito di credito di un’ECAI riconosciuta e sono valutate
      internamente con una probabilità di inadempimento equivalente a quella
      associata alla classe di merito di credito 2 della scala di valutazione del merito
      di credito o ad una classe superiore in applicazione delle regole per la
      ponderazione del rischio delle esposizioni verso imprese di cui agli articoli da
      78 a 83;
   –  gli organismi di investimento collettivo regolamentati e soggetti a requisiti
      patrimoniali o di leva finanziaria;
   –  i fondi pensione regolamentati;
IT                                     99                                                   IT
 ---pagebreak---           –      gli organismi di compensazione riconosciuti.
   60.    Se un’autorità competente autorizza il trattamento di cui al punto 59 nel caso di
          operazioni di vendita con patto di riacquisto o di operazioni di concessione e
          assunzione di titoli in prestito a fronte di titoli emessi dalla propria amministrazione
          centrale, le altre autorità competenti possono consentire agli enti creditizi di loro
          competenza di trattare le operazioni di quel tipo allo stesso modo.
   c)     Calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e degli importi delle
          perdite attese
          Metodo standardizzato
   61.    E* quale calcolata secondo le modalità di cui al punto 34 è considerata come valore
          dell’esposizione ai fini dell’articolo 80.
          Metodo IRB di base
   62.    LGD* (la perdita effettiva in caso di inadempimento), calcolata come stabilito al
          presente punto, è considerata come LGD ai fini dell’allegato VII.
          LGD* = Max {0, LGD x [(E*/E]}
          dove
          LGD è la perdita in caso di inadempimento applicabile, in applicazione degli articoli
          da 84 a 89, all’esposizione qualora non fosse garantita,
          E è il valore dell’esposizione in applicazione degli articoli da 84 a 89;
          E* è calcolata come previsto al punto 34.
   1.5.   Altre garanzie reali ammissibili ai fini dell’applicazione degli articoli da 84 a 89
   1.5.1. Valutazione
   a)     Garanzie immobiliari
   63.    L’immobile è stimato da un esperto indipendente ad un valore pari o inferiore al
          valore di mercato. Per contro, negli Stati membri che hanno stabilito mediante
          disposizioni legislative o regolamentari criteri rigorosi per la valutazione del valore
          dei crediti ipotecari, l’immobile può essere valutato da un esperto indipendente ad un
          valore pari o inferiore al valore del credito ipotecario.
   64.    Per valore di mercato si intende l’importo stimato al quale l’immobile verrebbe
          venduto alla data della valutazione in un'operazione svolta tra un venditore e un
          acquirente consenzienti alle normali condizioni di mercato dopo un’adeguata
          promozione commerciale, nell’ambito della quale entrambe le parti hanno agito con
          cognizione di causa, con prudenza e senza costrizioni. Il valore di mercato è
          documentato in modo chiaro e trasparente.
IT                                               100                                               IT
 ---pagebreak---    65.    Per valore del credito ipotecario si intende il valore dell'immobile quale determinato
          in base ad un prudente apprezzamento della futura negoziabilità dell'immobile stesso,
          tenuto conto degli aspetti durevoli a lungo termine dell'immobile, delle condizioni
          normali e locali del mercato, dell'uso corrente dell'immobile e dei suoi appropriati usi
          alternativi. Nella stima del valore del credito ipotecario non possono intervenire
          considerazioni di carattere speculativo. Il valore del credito ipotecario è documentato
          in modo chiaro e trasparente.
   66.    Il valore della garanzia reale è il valore di mercato o il valore del credito ipotecario,
          ridotto se del caso per tenere conto dei risultati della sorveglianza di cui alla parte 2,
          punto 8 e di eventuali diritti di prelazione sull’immobile.
   b)     Crediti
   67.    Il valore dei crediti è l’ammontare incassabile.
   c)     Altre garanzie reali materiali
   68.    Il bene è valutato al suo valore di mercato, che corrisponde all’importo stimato al
          quale il bene verrebbe venduto alla data della valutazione in un’operazione svolta tra
          un venditore e un acquirente consenzienti alle normali condizioni di mercato.
   1.5.2. Calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e degli importi delle
          perdite attese
   a)     Trattamento generale
   69.    LGD* (la perdita effettiva in caso di inadempimento), calcolata in applicazione dei
          punti da 70 a 73, è considerata come LGD ai fini dell’allegato VII.
   70.    Quando il rapporto tra il valore della garanzia reale (C) e il valore dell’esposizione
          (E) è inferiore al livello soglia C* (il livello minimo di copertura prescritto) di cui
          alla tabella 6, LGD* è pari alla LGD prevista nell’allegato VII per le esposizioni non
          garantite verso la controparte.
   71.    Quando il rapporto tra il valore della garanzia reale e il valore dell’esposizione
          supera un secondo più elevato livello soglia C** (ossia il livello di copertura
          prescritto per il pieno riconoscimento della LGD) di cui alla tabella 6, LGD* è
          determinata conformemente alla tabella seguente.
   72.    In questo ambito, quando il prescritto livello di copertura C** non è assicurato per
          l’esposizione nel suo complesso, l’esposizione è scomposta in due parti: la parte per
          la quale è assicurato il prescritto livello di copertura C** e la parte residua.
   73.    La tabella 6 riporta la LGD* applicabile e i livelli di copertura prescritti per le parti
          garantite delle esposizioni.
          Tabella 6
          LGD minima per la parte garantita delle esposizioni
                      LGD*           per LGD*             per Livello minimo Livello minimo
IT                                                101                                                IT
 ---pagebreak---                         crediti di primo crediti                di      copertura di       copertura
                        rango o crediti subordinati          o dell’esposizione dell’esposizione
                        potenziali          crediti potenziali prescritto (C*)     prescritto (C**)
   Crediti              35%                 65%                 0%                 125%
   Immobili             35%                 65%                 30%                140%
   residenziali/imm
   obili         non
   residenziali
   Altre   garanzie 40%                     70%                 30%                140%
   reali
            A titolo di deroga, conformemente ai livelli di copertura indicati, fino al 31 dicembre
            2012 le autorità competenti possono
            a)     consentire agli enti creditizi di assegnare una LGD del 30% alle esposizioni di
                   primo rango in forma di leasing di immobili non residenziali; e
            b)     consentire agli enti creditizi di assegnare una LGD del 35% alle esposizioni di
                   primo rango in forma di leasing di attrezzature.
            Alla scadenza del periodo summenzionato, la deroga è soggetta a riesame.
   b)       Trattamento alternativo per le garanzie immobiliari
   74.      Previo il rispetto dei requisiti di cui al presente punto e al punto 75 ed in alternativa
            al trattamento di cui ai punti da 69 a 73, le autorità competenti di uno Stato membro
            possono autorizzare gli enti creditizi ad applicare un fattore di ponderazione del
            rischio del 50% alla parte dell’esposizione pienamente garantita dal bene immobile
            residenziale o non residenziale situato nel territorio di tale Stato membro, se si sono
            accertate che i mercati rilevanti siano ben sviluppati e consolidati e i tassi di perdita
            da prestiti garantiti rispettivamente da immobili residenziali o da immobili non
            residenziali si mantengano entro i limiti seguenti:
            a)     fino al 50 % del valore di mercato (o, laddove applicabile e se inferiore, il 60%
                   del valore del credito ipotecario) non deve superare lo 0,3% dei prestiti in
                   essere garantiti da immobili residenziali e/o non residenziali in un qualsiasi
                   anno;
            b)     le perdite complessive derivanti da prestiti garantiti rispettivamente da
                   immobili residenziali o da immobili non residenziali non devono superare lo
                   0,5% dei prestiti in essere garantiti da tale forma di beni immobili in un
                   qualsiasi anno.
   75.      Se una delle condizioni di cui al punto 74 non viene soddisfatta in un qualsiasi anno,
            la possibilità di utilizzare questo trattamento cessa finché le condizioni non saranno
            nuovamente soddisfatte in uno degli anni successivi.
IT                                                  102                                               IT
 ---pagebreak---    76.    Le autorità competenti che non autorizzano il trattamento di cui al punto 73 possono
          autorizzare gli enti creditizi ad applicare i fattori di ponderazione del rischio ammessi
          nell’ambito del predetto trattamento per le esposizioni garantite rispettivamente da
          immobili residenziali o da immobili non residenziali ubicati nel territorio degli Stati
          membri le cui autorità competenti autorizzano detto trattamento, previa l’osservanza
          delle condizioni applicabili nello Stato membro in oggetto.
   1.6.   Calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e degli importi
          delle perdite attese nel caso di aggregati di garanzie miste
   77.    Quando gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e gli importi delle
          perdite attese sono calcolati in applicazione degli articoli da 84 a 89 ed
          un’esposizione è coperta sia da garanzie reali finanziarie sia da altre garanzie reali
          ammissibili, la LGD* (la perdita effettiva in caso di inadempimento) da utilizzare
          quale LGD ai fini dell’allegato VII è calcolata secondo le modalità seguenti.
   78.    L’ente creditizio fraziona il valore dell’esposizione corretto per la volatilità (ovvero
          il valore dopo l'applicazione della rettifica per volatilità di cui al punto 34) in parti
          coperte ciascuna da un unico tipo di garanzia reale. L’ente creditizio, ad esempio,
          suddivide l’esposizione, a seconda dei casi, in una quota coperta da garanzia reale
          finanziaria ammissibile, una coperta da crediti, una coperta da immobili non
          residenziali e/o residenziali, una coperta da altre garanzie reali ammissibili e una non
          garantita.
   79.    La LGD* di ciascuna parte dell’esposizione è calcolata                      separatamente
          conformemente alle disposizioni pertinenti del presente allegato.
   1.7.   Altri tipi di protezione del credito assistita
   1.7.1. Depositi presso enti terzi
   80.    Quando sono soddisfatte le condizioni di cui alla parte 2, punto 12, la protezione del
          credito conforme ai termini della parte 1, punto 23 può essere trattata come una
          garanzia dell’ente terzo.
   1.7.2. Polizze di assicurazione vita costituite in garanzia a favore dell’ente creditizio che
          concede il prestito
   81.    Quando sono soddisfatte le condizioni di cui alla parte 2, punto 13, la protezione del
          credito conforme ai termini della parte 1, punto 24 può essere trattata come una
          garanzia offerta dall’impresa di assicurazione che fornisce l’assicurazione vita. Il
          valore di protezione del credito riconosciuto è il valore di riscatto della polizza di
          assicurazione vita.
   1.7.3. Strumenti di enti riacquistati su richiesta
   82.    Gli strumenti ammessi in applicazione della parte 1, punto 25, possono essere trattati
          come garanzia dell’ente emittente.
   83.    A tali fini il valore di protezione del credito riconosciuto è il seguente:
IT                                                103                                               IT
 ---pagebreak---         a)    quando lo strumento è riacquistato al suo valore nominale, il valore della
              protezione corrisponde a tale importo;
        b)    quando lo strumento è riacquistato al prezzo di mercato, il valore della
              protezione corrisponde al valore dello strumento valutato secondo le stesse
              modalità applicate ai titoli di debito di cui alla parte 1, punto 8.
   2.   LA PROTEZIONE DEL CREDITO NON ASSISTITA
   2.1. Valutazione
   84.  Il valore della protezione del credito non assistita (G) è l’importo che il fornitore
        della protezione si è impegnato a versare in caso di inadempimento o di non
        pagamento da parte del debitore o in caso di altri eventi creditizi specificati. Nel caso
        dei derivati su crediti che non includono come evento creditizio la ristrutturazione
        dell’obbligazione sottostante che comporti la remissione o il rinvio dei pagamenti per
        capitale, interessi o commissioni e si configuri come evento all’origine di perdite su
        crediti (ad esempio l’imputazione di una rettifica di valore o di costi analoghi al
        conto economico), il valore di protezione del credito calcolato in applicazione del
        presente punto, prima frase è ridotto del 40%.
   85.  Quando la protezione del credito non assistita è denominata in una valuta diversa da
        quella dell’esposizione (disallineamento di valuta) il valore di protezione del credito
        è ridotto mediante l’applicazione di una rettifica per volatilità HFX secondo la
        formula seguente:
        G* = G x (1-HFX)
        dove
        G è l’importo nominale della protezione del credito,
        G* è G corretto per l’eventuale rischio di cambio e
        Hfx è la rettifica per volatilità dovuta a disallineamento di valuta fra la protezione del
        credito e l’obbligazione sottostante;
        in assenza di disallineamento di valuta
        G* = G
   86.  Le rettifiche per volatilità da applicare in caso di disallineamenti di valuta possono
        essere calcolate in base al metodo delle rettifiche di vigilanza per volatilità o al
        metodo delle rettifiche basate su stime interne come indicato ai punti da 35 a 58.
IT                                              104                                                IT
 ---pagebreak---    2.2.   Calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e degli importi
          delle perdite attese
   2.2.1. Protezione parziale – Divisione in segmenti (tranche)
   87.    Quando un ente creditizio trasferisce una parte del rischio di un credito in uno o più
          segmenti, si applicano le regole di cui agli articoli da 94 a 101. Le soglie di rilevanza
          al di sotto delle quali non saranno effettuati pagamenti in caso di perdita sono
          considerate equivalenti a posizioni first loss non traslate e danno origine ad un
          trasferimento del rischio in segmenti.
   2.2.2. Metodo standardizzato
   a)     Protezione completa
   88.    Ai fini dell’applicazione dell’articolo 80, g è il fattore di ponderazione del rischio da
          assegnare ad un’esposizione pienamente coperta da una protezione del credito non
          assistita (GA),
          dove
          g è il fattore di ponderazione del rischio delle esposizioni verso il fornitore della
          protezione come specificato agli articoli da 78 a 83; e
          GA è il valore di G* quale calcolato secondo le modalità di cui al punto 85,
          ulteriormente corretto per eventuali disallineamenti di durata come stabilito nella
          parte 4.
   b)     Protezione parziale – Stesso rango
   89.    Quando l’importo garantito è inferiore a quello del valore dell’esposizione e le quote
          garantite e non garantite hanno lo stesso rango, ossia l’ente creditizio e il fornitore
          della protezione condividono pro quota le perdite, è concesso un alleggerimento
          proporzionale dei requisiti patrimoniali. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 80 gli
          importi delle esposizioni ponderati per il rischio sono calcolati conformemente alla
          formula seguente:
          (E-GA) x r + GA x g
          dove
          E è il valore dell’esposizione;
          GA è il valore di G* quale calcolato secondo le modalità di cui al punto 85,
          ulteriormente corretto per eventuali disallineamenti di durata come stabilito nella
          parte 4;
          r è il fattore di ponderazione del rischio delle esposizioni verso il debitore come
          specificato agli articoli da 78 a 83;
          g è il fattore di ponderazione del rischio delle esposizioni verso il fornitore della
          protezione come specificato agli articoli da 78 a 83.
IT                                              105                                                 IT
 ---pagebreak---    c)     Garanzie di governi
   90.    Le autorità competenti possono estendere il trattamento di cui all’allegato VI, punti
          da 4 a 6, alle esposizioni o alle quote di esposizioni assistite da garanzia
          dell’amministrazione centrale o della banca centrale nel caso in cui la garanzia stessa
          sia denominata nella valuta nazionale del debitore e l’esposizione sia finanziata nella
          medesima valuta.
   2.2.3. Metodo IRB di base
          Protezione completa / Protezione parziale – Stesso rango
   91.    Per la quota garantita dell’esposizione (sulla base del valore corretto della protezione
          del credito GA), la PD, ai fini dell’applicazione dell’allegato VII, parte 2, può essere
          la PD del fornitore della protezione o una PD intermedia tra quella del debitore e
          quella del garante se si ritiene che la piena sostituibilità non sia assicurata. Nel caso
          delle esposizioni subordinate e della protezione del credito non assistita non
          subordinata, la LGD da applicare ai fini dell’allegato VII, parte 2 può essere quella
          associata a crediti di primo rango.
   92.    Per eventuali quote non garantite dell’esposizione la PD è quella del debitore e la
          LGD è quella dell’esposizione sottostante.
   93.    GA è il valore di G* quale calcolato in applicazione del punto 85 supra ulteriormente
          corretto per eventuali disallineamenti di durata come stabilito nella parte 4.
IT                                              106                                                 IT
 ---pagebreak---                              Parte 4 – Disallineamenti di durata
   1.   Ai fini del calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio si ha
        disallineamento di durata quando la durata residua della protezione del credito è più
        breve di quella dell’esposizione protetta. Non sono riconosciute protezioni con durata
        residua inferiore ai tre mesi la cui scadenza precede quella delle esposizioni
        sottostanti.
   2.   In caso di disallineamento di durata, la protezione del credito non è riconosciuta
        qualora
        a)     la sua durata originaria sia inferiore ad 1 anno; o
        b)     l’esposizione sia un’esposizione a breve termine soggetta, in base alle
               indicazioni delle autorità competenti, a soglia minima di 1 giorno anziché di 1
               anno per il valore della durata (M) di cui all’allegato VII, parte 2, punto 13.
   1.   DEFINIZIONE DI DURATA
   3.   Fatto salvo il limite massimo di 5 anni, la durata effettiva dell’attività sottostante è
        calcolata come il periodo massimo rimanente prima che il debitore sia chiamato ad
        adempiere la sua obbligazione. Fermo restando il punto 4, la durata della protezione
        del credito è il periodo di tempo rimanente fino alla prima data alla quale è possibile
        che la protezione cessi o che vi si ponga fine.
   4.   Quando l’opzione di porre fine alla protezione è a discrezione del venditore della
        protezione, la durata della protezione è il periodo di tempo rimanente fino alla prima
        data alla quale tale opzione può essere esercitata. Quando l’opzione di porre fine alla
        protezione è a discrezione dell’acquirente della protezione e i termini contrattuali
        all’origine della protezione incentivano l’ente creditizio ad esercitare tale opzione
        prima della scadenza contrattuale, la durata della protezione è il periodo di tempo
        rimanente fino alla prima data alla quale tale opzione può essere esercitata; altrimenti
        si può considerare che tale opzione non influenzi la durata della protezione.
   5.   Se è possibile che il derivato su crediti si concluda prima della scadenza del periodo
        di tolleranza previsto per il verificarsi dell’inadempimento sull’obbligazione
        sottostante a seguito del mancato pagamento, il periodo di tolleranza viene dedotto
        dalla durata della protezione.
   2.   VALUTAZIONE DELLA PROTEZIONE
   2.1. Operazioni soggette a protezione del credito assistita - Metodo semplificato per
        il trattamento delle garanzie reali finanziarie
   6.   In caso di disallineamento tra la durata dell’esposizione e la durata della protezione,
        la garanzia reale non viene riconosciuta.
IT                                              107                                              IT
 ---pagebreak---    2.2. Operazioni soggette a protezione del credito assistita - Metodo integrale per il
        trattamento delle garanzie reali finanziarie
   7.   La durata della protezione del credito e quella dell’esposizione devono essere riflesse
        nel valore corretto della garanzia reale mediante la seguente formula:
        CVAM = CVA x (t-t*)/(T-t*)
        dove
        CVA è il valore corretto per volatilità della garanzia reale quale specificato alla parte
        3, punto 34 o, se inferiore, l’importo dell’esposizione;
        t è pari al numero di anni restanti fino alla data di scadenza della protezione del
        credito calcolati conformemente ai punti da 3 a 5 oppure è pari al valore di T, se
        inferiore;
        T è pari al numero di anni restanti fino alla data di scadenza dell’esposizione
        calcolati conformemente ai punti da 3 a 5, o a 5 anni, se il primo valore è superiore; e
        t* è pari a 0,25.
        CVAM corrisponde a CVA ulteriormente corretto per disallineamenti di durata da
        includere nella formula per il calcolo del valore dell’esposizione corretto
        integralmente (E*) di cui alla parte 3, punto 34.
   2.3. Operazioni soggette a protezione del credito non assistita
   8.   La durata della protezione del credito e quella dell’esposizione devono essere riflesse
        nel valore corretto della protezione del credito mediante la seguente formula:
        GA = G* x (t-t*)/(T-t*)
        dove
        G* è l’importo della protezione corretto per eventuali disallineamenti di valuta;
        GA è G* corretto per eventuali disallineamenti di durata;
        t è pari al numero di anni restanti fino alla data di scadenza della protezione del
        credito calcolati conformemente ai punti da 3 a 5, oppure è pari al valore di T se
        inferiore;
        T è pari al numero di anni restanti fino alla data di scadenza dell’esposizione
        calcolati conformemente ai punti da 3 a 5, o a 5 anni, se il primo valore è superiore; e
        t* è pari a 0,25.
        GA è considerato come il valore della protezione ai fini dell’applicazione della parte
        3, punti da 84 a 93.
IT                                            108                                                 IT
 ---pagebreak---    Parte 5 – Combinazioni di strumenti di attenuazione del rischio di credito nel quadro del
                                       metodo standardizzato
   1.      Quando un ente creditizio che calcola gli importi delle esposizioni ponderati per il
           rischio in applicazione degli articoli da 78 a 83 dispone di più strumenti di
           attenuazione del rischio di credito a fronte di una singola esposizione (ad esempio
           una garanzia reale e una personale a parziale copertura dell’esposizione), esso è
           tenuto a suddividere l’esposizione fra le varie quote garantite da ciascun tipo di
           strumento di attenuazione del rischio di credito (ad esempio la parte coperta da
           garanzia reale e quella coperta da garanzia personale) e per ciascuna quota procedere
           separatamente al calcolo dell’importo dell’esposizione ponderato per il rischio
           conformemente agli articoli da 78 a 83 e al presente allegato.
   2.      Analogamente, quando le protezioni del credito fornite da un singolo soggetto hanno
           durata diversa, si applica un metodo analogo a quello descritto al punto 1.
IT                                              109                                              IT
 ---pagebreak---     Parte 6 – Tecniche di attenuazione del rischio di credito per una pluralità di esposizioni
                                                  (basket)
   1.       DERIVATI SU CREDITI DI TIPO “FIRST-TO-DEFAULT”
   1.       Quando un ente creditizio ottiene la protezione del credito per una pluralità di
            esposizioni alla condizione che il primo inadempimento tra le esposizioni inneschi il
            pagamento e che questo evento creditizio ponga termine al contratto, l’ente creditizio
            può modificare il calcolo dell’importo dell’esposizione ponderato per il rischio e, se
            del caso, dell’importo delle perdite attese per l’esposizione che, in mancanza della
            protezione del credito, determinerebbe l’importo minimo dell’esposizione ponderato
            per il rischio in applicazione degli articoli da 78 a 83 o degli articoli da 84 a 89
            secondo quanto previsto nel presente allegato, ma solo se il valore dell’esposizione è
            inferiore o pari al valore della protezione del credito.
   2.       DERIVATI SU CREDITI DI TIPO “nTH-TO-DEFAULT”
   2.       Qualora sia l’n-mo caso di inadempimento tra le esposizioni a far scattare il
            pagamento nel quadro della protezione del credito, l’ente creditizio che acquista la
            protezione può riconoscere la protezione nel calcolo degli importi delle esposizioni
            ponderati per il rischio e, se del caso, degli importi delle perdite attese solo se è stata
            ottenuta una protezione anche per gli inadempimenti da 1 a n-1 o qualora si siano già
            verificati n-1 inadempimenti. In tali casi la metodologia è analoga a quella di cui al
            punto 1 per i derivati di tipo first-to-default con le opportune modifiche per i prodotti
            di tipo nth-to-default.
IT                                                  110                                                 IT
 ---pagebreak---                           ALLEGATO IX – Cartolarizzazione
                       Parte 1 – Definizioni ai fini dell’allegato IX
   1. Ai fini del presente allegato si intende per:
      –     “margine positivo” (excess spread): il flusso di ricavi e ogni altra commissione
            percepiti in relazione alle esposizioni cartolarizzate al netto di costi e spese;
      –     “opzione clean-up call”: un’opzione contrattuale che consente ad un ente
            cedente (originator) di riacquistare o di estinguere le posizioni inerenti a
            cartolarizzazione prima che tutte le esposizioni sottostanti siano state
            rimborsate, quando l’importo delle esposizioni in essere scende al di sotto di un
            determinato livello;
      –     “linea di liquidità”: la posizione inerente a cartolarizzazione derivante da un
            accordo contrattuale a fornire finanziamenti per assicurare la tempestività dei
            flussi finanziari destinati agli investitori;
      –     “Kirb”: l’8% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio quali
            calcolati in applicazione degli articoli da 84 a 89 in relazione alle esposizioni
            cartolarizzate qualora queste non fossero state cartolarizzate, addizionato
            all’importo delle perdite attese associato a tali esposizioni calcolate in
            applicazione dei predetti articoli;
      –     “metodo basato sui rating”: il metodo di calcolo degli importi delle esposizioni
            ponderati per il rischio per le posizioni inerenti a cartolarizzazione di cui alla
            parte 4, punti da 45 a 49;
      –     “metodo della formula di vigilanza”: il metodo di calcolo degli importi delle
            esposizioni ponderati per il rischio per le posizioni inerenti a cartolarizzazione
            di cui alla parte 4, punti da 50 a 52;
      –     “posizione priva di rating”: una posizione inerente a cartolarizzazione per la
            quale non esista una idonea valutazione del merito di credito di un’agenzia
            esterna di valutazione del merito di credito (ECAI) idonea quale definita
            all’articolo 97;
      –     “posizione con rating”: una posizione inerente a cartolarizzazione per la quale
            esista una idonea valutazione del merito di credito di un’ECAI idonea quale
            definita all’articolo 97;
      –     “programma di cambiali finanziarie garantite da attività” (asset-backed
            commercial paper programme” – programma ABCP)”: un programma di
            cartolarizzazione i cui titoli assumono in prevalenza la forma di cambiali
            finanziarie (commercial paper) con una durata originaria pari o inferiore ad un
            anno.
IT                                            111                                              IT
 ---pagebreak---     Parte 2 – Requisiti minimi per il riconoscimento di trasferimenti significativi del rischio
     di credito e per il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio e degli
                    importi delle perdite attese per le esposizioni cartolarizzate
   1.       REQUISITI MINIMI PER IL RICONOSCIMENTO DI TRASFERIMENTI SIGNIFICATIVI DEL
            RISCHIO DI CREDITO PER LE CARTOLARIZZAZIONI TRADIZIONALI
   1.       L’ente creditizio cedente in una cartolarizzazione tradizionale può escludere le
            esposizioni cartolarizzate dal calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il
            rischio e degli importi delle perdite attese se il rischio di credito associato con le
            esposizioni cartolarizzate è stato trasferito in misura significativa a parti terze e il
            trasferimento è conforme alle condizioni seguenti:
            a)    la documentazione relativa alla cartolarizzazione riflette la sostanza economica
                  dell’operazione;
            b)    le esposizioni cartolarizzate sono poste al di fuori del potere di intervento
                  dell’ente creditizio cedente e dei suoi creditori, anche in caso di fallimento e di
                  altre procedure concorsuali. Il soddisfacimento di queste condizioni è
                  suffragato da un parere fornito da consulenti legali qualificati;
            c)    i titoli emessi non rappresentano obbligazioni di pagamento dell’ente creditizio
                  cedente;
            d)    il cessionario è un soggetto giuridico costituito ad hoc per la cartolarizzazione
                  (securitisation special purpose entity, di seguito SSPE);
            e)    l’ente creditizio cedente non mantiene un controllo effettivo o indiretto sulle
                  esposizioni trasferite. Si considera che il cedente abbia mantenuto il controllo
                  effettivo sulle esposizioni creditizie trasferite se ha il diritto di riacquistare dal
                  cessionario le esposizioni precedentemente trasferite al fine di realizzare
                  profitti o se è vincolato a riassumere il rischio delle esposizioni cedute. Il
                  mantenimento da parte dell’ente creditizio cedente dei diritti o degli obblighi
                  inerenti alle funzioni amministrative (servicing) non costituisce
                  necessariamente una forma di controllo indiretto sulle esposizioni;
            f)    per quanto riguarda le opzioni clean-up call, sono soddisfatte le condizioni
                  seguenti:
            i)    l’esercizio dell’opzione clean-up call è a discrezione dell’ente creditizio
                  cedente;
            ii)   l’opzione clean-up call è esercitabile solo quando l’ammontare non
                  ammortizzato delle esposizioni originarie cartolarizzate è pari o inferiore al
                  10%; e
            iii)  l’opzione clean-up call non è strutturata in modo da evitare l’attribuzione delle
                  perdite a posizioni di rafforzamento del credito (credit enhancement) o ad altre
                  posizioni detenute dagli investitori né è in altro modo concepita allo scopo di
                  rafforzare il credito;
IT                                                112                                                    IT
 ---pagebreak---       g)     la documentazione relativa alla cartolarizzazione non contiene clausole che:
      i)     a differenza delle clausole di ammortamento anticipato, richiedono all’ente
             creditizio cedente di migliorare le posizioni inerenti a cartolarizzazione, anche,
             ma non solo, modificando le esposizioni sottostanti o aumentando il
             rendimento pagabile agli investitori a seguito del deterioramento della qualità
             creditizia delle esposizioni cartolarizzate, o
      ii)    accrescono il rendimento da corrispondere ai possessori di posizioni inerenti a
             cartolarizzazione a seguito del deterioramento della qualità creditizia
             dell’aggregato sottostante.
   2. REQUISITI MINIMI PER IL RICONOSCIMENTO DI TRASFERIMENTI SIGNIFICATIVI DEL
      RISCHIO DI CREDITO PER LE CARTOLARIZZAZIONI SINTETICHE
   2. L’ente creditizio cedente in una cartolarizzazione sintetica può calcolare gli importi
      delle esposizioni ponderati per il rischio e, se del caso, gli importi delle perdite attese
      per le esposizioni cartolarizzate conformemente ai punti 3 e 4 infra se il rischio è
      stato trasferito in misura significativa a terzi mediante protezione del credito assistita
      o non assistita e il trasferimento è conforme alle condizioni seguenti:
      a)     la documentazione relativa alla cartolarizzazione riflette la sostanza economica
             dell’operazione;
      b)     gli strumenti di protezione del credito con i quali il rischio di credito viene
             trasferito sono conformi alle prescrizioni in materia di ammissibilità e di altro
             tipo di cui agli articoli da 90 a 93 per il riconoscimento di tale protezione del
             credito. In questo ambito, le SSPE non sono fornitori ammissibili di protezione
             del credito non assistita;
      c)     gli strumenti usati per trasferire il rischio di credito non prevedono termini o
             condizioni che:
      i)     impongono soglie di rilevanza significative al di sotto delle quali la protezione
             del credito è ritenuta non attivata nonostante il verificarsi di un evento
             creditizio;
      ii)    consentono la cessazione della protezione a seguito del deterioramento della
             qualità creditizia delle esposizioni sottostanti;
      iii)   a differenza delle clausole di ammortamento anticipato, richiedono all’ente
             creditizio cedente di migliorare le posizioni inerenti a cartolarizzazione;
      iv)    innalzano il costo della protezione del credito a carico dell’ente creditizio o
             accrescono il rendimento da corrispondere ai possessori di posizioni inerenti a
             cartolarizzazione in risposta ad un deterioramento della qualità creditizia
             dell’aggregato sottostante;
      d)     è ottenuto un parere da consulenti legali qualificati, che confermi l’opponibilità
             della protezione del credito in tutte le giurisdizioni pertinenti.
IT                                            113                                                 IT
 ---pagebreak---    3.   CALCOLO     DEGLI IMPORTI DELLE ESPOSIZIONI CARTOLARIZZATE PONDERATI PER
        IL RISCHIO DA PARTE DELL’ENTE CREDITIZIO CEDENTE NELL’AMBITO DI UNA
        CARTOLARIZZAZIONE SINTETICA
   3.   Ai fini del calcolo degli importi delle esposizioni cartolarizzate ponderati per il
        rischio, quando sono soddisfatte le condizioni di cui al punto 2, l'ente creditizio
        cedente in una cartolarizzazione sintetica usa, fermi restando i punti da 5 a 8, le
        metodologie di calcolo rilevanti di cui alla parte 4 e non quelle di cui agli articoli da
        78 a 89. Per gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per
        il rischio e gli importi delle perdite attese in applicazione degli articoli da 84 a 89,
        l'importo delle perdite attese per tali esposizioni è pari a zero.
   4.   Per ragioni di chiarezza, si specifica che il punto 3 si riferisce all’intero aggregato di
        esposizioni incluso nella cartolarizzazione. Fermi restando i punti da 5 a 8, l’ente
        creditizio cedente è tenuto a calcolare gli importi delle esposizioni ponderati per il
        rischio per tutti i segmenti della cartolarizzazione conformemente alle disposizioni
        della parte 4, compresi quelli relativi al riconoscimento dell’attenuazione del rischio
        di credito. Ad esempio quando un segmento è trasferito ad un terzo mediante una
        protezione del credito non assistita, il fattore di ponderazione del rischio di tale parte
        terza si applica al segmento nel calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per
        il rischio dell’ente creditizio cedente.
   3.1. Trattamento dei disallineamenti di durata nelle cartolarizzazioni sintetiche
   5.   Ai fini del calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
        conformemente al punto 3, vengono presi in considerazione eventuali disallineamenti
        di durata tra la protezione del credito che accompagna i segmenti e le esposizioni
        cartolarizzate conformemente ai punti da 6 a 8. Si considera come durata delle
        esposizioni cartolarizzate la durata più lunga tra tutte le esposizioni, fino ad un
        massimo di 5 anni.
   6.   Si considera come durata delle esposizioni cartolarizzate la durata più lunga tra tutte
        le esposizioni, fino ad un massimo di 5 anni. La durata della protezione del credito è
        determinata conformemente all’allegato VIII.
   7.   Quando un ente creditizio cedente utilizza la parte 4, punti da 6 a 35 per il calcolo
        degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio, esso ignora eventuali
        disallineamenti di durata nel calcolo di detti importi per i segmenti che sono privi di
        una valutazione del merito di credito o che ne hanno una di qualità inferiore a
        “investment grade”. Per tutti gli altri segmenti, il trattamento dei disallineamenti di
        durata di cui all’allegato VIII si applica conformemente alla formula seguente:
        RW* è [RW(SP) x (t-t*)/(T-t*)] + [RW(Ass) x (T-t)/(T-t*)]
        dove:
        RW* rappresenta gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio ai fini
        dell’articolo 75, lettera a);
        RW(Ass) rappresenta gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio qualora
        esse non fossero state cartolarizzate pro-quota;
IT                                              114                                                IT
 ---pagebreak---       RW(SP) rappresenta gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio calcolati in
      forza del punto 3, in caso non vi sia disallineamento di durata;
      T rappresenta la durata delle esposizioni sottostanti, espressa in anni;
      t rappresenta la durata della protezione del credito, espressa in anni;
      t* è pari a 0,25.
   8. Quando un ente creditizio cedente utilizza la parte 4, punti da 36 a 74 per il calcolo
      degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio, esso ignora eventuali
      disallineamenti di durata nel calcolo di detti importi per i segmenti o le quote di essi
      che sono associati ad un fattore di ponderazione del rischio del 1250% in forza di tali
      punti. Per tutti gli altri segmenti o quote di segmenti, il trattamento dei
      disallineamenti di durata di cui all’allegato VIII si applica conformemente alla
      formula di cui al punto 7.
IT                                          115                                                IT
 ---pagebreak---                    Parte 3 - Valutazioni esterne del merito di credito
   1. REQUISITI    PER L’UTILIZZO DELLE VALUTAZIONI DEL MERITO DI CREDITO DELLE
      ECAI
   1. Per essere utilizzata ai fini del calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il
      rischio di cui alla parte 4 del presente allegato, una valutazione del merito di credito
      di un’ECAI idonea deve soddisfare le condizioni seguenti:
      a)     non vi deve essere disallineamento tra i tipi di pagamenti presi in
             considerazione nella valutazione del merito di credito e i tipi di pagamento cui
             l’ente creditizio ha diritto a titolo del contratto che dà origine alla posizione
             inerente a cartolarizzazione in questione;
      b)     deve essere a disposizione del pubblico e del mercato. Le valutazioni sono
             considerate pubblicamente disponibili solo se sono state pubblicate in una
             forma accessibile al pubblico e se sono incluse nella matrice di migrazione
             dell’ECAI. Le valutazioni che sono messe a disposizione esclusivamente di un
             numero limitato di entità non sono considerate pubblicamente disponibili.
   2. USO DELLE VALUTAZIONI DEL MERITO DI CREDITO
   2. L’ente creditizio può decidere di utilizzare le valutazioni del merito di credito di una
      o di più ECAI idonee, dette perciò “ECAI prescelte”, ai fini del calcolo degli importi
      delle esposizioni ponderati per il rischio in applicazione degli articoli da 94 a 101.
   3. Fermi restando i punti da 5 a 7 infra, un ente creditizio utilizza le valutazioni delle
      ECAI prescelte in modo coerente rispetto alle sue posizioni inerenti a
      cartolarizzazione.
   4. Fermi restando i punti 5 e 6, un ente creditizio non può usare le valutazioni di una
      ECAI per le sue posizioni in alcuni segmenti e le valutazioni di un’altra ECAI per le
      sue posizioni in altri segmenti nell’ambito della stessa struttura di cartolarizzazione
      che possono essere o non essere valutati dalla prima ECAI.
   5. Nei casi in cui le ECAI prescelte forniscano due valutazioni diverse per una
      posizione, l’ente creditizio usa la valutazione meno favorevole.
   6. Nei casi in cui le ECAI prescelte forniscano più di due valutazioni per una posizione,
      si usano le due valutazioni più favorevoli. Se le due valutazioni più favorevoli sono
      diverse, si applica la meno favorevole delle due.
   7. Qualora forme di protezione del credito ammissibili in applicazione degli articoli da
      90 a 93 siano fornite direttamente alla SSPE e si riflettano nella valutazione attribuita
      alla posizione inerente a cartolarizzazione da un’ECAI prescelta, può essere
      utilizzato il fattore di ponderazione del rischio associato a tale valutazione. Se la
      protezione non è ammessa in applicazione degli articoli da 90 a 93, la valutazione
      non è riconosciuta. Nel caso in cui la protezione del credito non venga fornita alla
IT                                           116                                                 IT
 ---pagebreak---       SSPE bensì direttamente ad una posizione inerente a cartolarizzazione, la valutazione
      non è riconosciuta.
   3. ASSOCIAZIONE      TRA LE VALUTAZIONI DEL MERITO DI CREDITO E LE CLASSI DI
      MERITO DI CREDITO
   8. Le autorità competenti stabiliscono con quale classe di merito di credito delle tabelle
      di cui alla parte 4 è associata ciascuna valutazione del merito di credito di un’ECAI
      idonea. A tal fine le autorità competenti distinguono tra i gradi relativi di rischio
      espressi da ciascuna valutazione. Esse considerano i fattori quantitativi, quali i tassi
      di inadempimento e/o di perdita, e i fattori qualitativi, quali la gamma di operazioni
      valutate dall’ECAI e il significato della valutazione.
   9. Le autorità competenti si adoperano per assicurare che le posizioni inerenti a
      cartolarizzazione alle quali è applicato lo stesso fattore di ponderazione del rischio
      sulla base delle valutazioni del merito di credito di ECAI idonee siano soggette a
      gradi di rischio di credito equivalenti. A tal fine possono anche decidere, se del caso,
      di modificare la classe alla quale è associata una determinata valutazione.
IT                                          117                                                IT
 ---pagebreak---                                        Parte 4 - Calcolo
   1. CALCOLO DEGLI IMPORTI DELLE ESPOSIZIONI PONDERATI PER IL RISCHIO
   1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 96, l’importo dell’esposizione ponderato per il
      rischio di una posizione inerente a cartolarizzazione è calcolato applicando al valore
      dell’esposizione della posizione il fattore di ponderazione del rischio rilevante come
      indicato nella presente parte.
   2. Fermo restando il punto 3,
      a)     quando un ente creditizio calcola gli importi delle esposizioni ponderati per il
             rischio in applicazione dei punti da 6 a 35, il valore dell’esposizione di una
             posizione inerente a cartolarizzazione iscritta a bilancio è pari al suo valore di
             bilancio;
      b)     quando un ente creditizio calcola gli importi delle esposizioni ponderati per il
             rischio in applicazione dei punti da 36 a 74, il valore dell’esposizione di una
             posizione inerente a cartolarizzazione iscritta a bilancio è misurato al lordo
             delle rettifiche di valore; e
      c)     il valore dell’esposizione di una posizione inerente a cartolarizzazione fuori
             bilancio è pari al suo valore nominale moltiplicato per un fattore di
             conversione, come prescritto nel presente allegato. Tale fattore è pari a 100%
             salvo che sia specificato altrimenti.
   3. Il valore dell’esposizione di una posizione inerente a cartolarizzazione derivante da
      uno strumento derivato di cui all’allegato IV è determinato conformemente
      all’allegato III.
   4. Quando una posizione inerente a cartolarizzazione è soggetta ad una protezione del
      credito assistita, il valore dell’esposizione di tale posizione può essere modificato
      conformemente ai requisiti dell’allegato VIII, come ulteriormente specificato nel
      presente allegato.
   5. Quando un ente creditizio ha due o più posizioni sovrapposte inerenti ad una
      cartolarizzazione, esso è tenuto, in funzione dell'entità di tale sovrapposizione, ad
      includere nel suo calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio solo
      la posizione o la parte della posizione che produce gli importi più elevati. In questo
      quadro “sovrapposizione” significa che le posizioni, nella loro integralità o in parte,
      costituiscono un’esposizione allo stesso rischio cosicché nella misura della
      sovrapposizione l’esposizione è unica.
   2. CALCOLO      DEGLI IMPORTI DELLE ESPOSIZIONI PONDERATI PER IL RISCHIO NEL
      QUADRO DEL METODO STANDARDIZZATO
   6. Fermi restando i punti 8 e 9, l’importo dell’esposizione ponderato per il rischio di
      una posizione inerente a cartolarizzazione provvista di rating è calcolato applicando
      al valore dell’esposizione il fattore di ponderazione del rischio assegnato alla classe
IT                                           118                                                IT
 ---pagebreak---              di merito di credito alla quale la valutazione è stata associata dalle autorità
             competenti conformemente all’articolo 98, come indicato nelle seguenti tabelle 1 e 2.
             Tabella 1
             Posizioni diverse da quelle con valutazioni del merito di credito a breve termine
   Classe      di 1              2         3            4            pari e inferiore a 5
   merito      di
   credito
   Fattore di 20%                50%       100%         350%         1250%
   ponderazion
   e del rischio
             Tabella 2
             Posizioni con valutazioni del merito di credito a breve termine
   Classe di merito di 1                      2           3              Tutte le altre valutazioni
   credito                                                               del merito di credito
   Fattore di ponderazione 20%                50%         100%           1250%
   del rischio
   7.        Fermi restando i punti da 10 a 16, l’importo dell’esposizione ponderato per il rischio
             relativo ad una posizione inerente a cartolarizzazione priva di rating è calcolato
             applicando un fattore di ponderazione del rischio del 1250%.
   2.1.      Enti creditizi cedenti e promotori
   8.        Gli enti creditizi cedenti e quelli promotori applicano un fattore di ponderazione del
             rischio del 1250% a tutte le posizioni inerenti a cartolarizzazione mantenute e
             riacquistate che hanno una valutazione del merito di credito di un’ECAI prescelta
             che sia stata associata dalle autorità competenti ad una classe di merito di credito
             inferiore a 3. Nel determinare se una posizione abbia una valutazione di tale tipo, si
             applicano le disposizioni della parte 3, punti da 2 a 7.
   9.        Per un ente creditizio cedente o promotore, gli importi delle esposizioni ponderati per
             il rischio calcolati per le posizioni inerenti a cartolarizzazione possono essere limitati
             agli importi che verrebbero calcolati per le esposizioni cartolarizzate qualora queste
             non fossero state cartolarizzate, ferma restando la presunta applicazione di un fattore
             di ponderazione del 150% a tutte le posizioni scadute e a tutte quelle appartenenti a
             categorie ad alto rischio.
   2.2.      Trattamento di posizioni prive di rating
   10.       Le autorità competenti possono consentire che gli enti creditizi applichino alle
             posizioni inerenti a cartolarizzazione prive di rating il trattamento di cui al punto 11
             per quanto riguarda il calcolo dell’importo dell’esposizione ponderato per il rischio,
IT                                                   119                                                IT
 ---pagebreak---           purché la composizione dell’aggregato di esposizioni cartolarizzate sia nota in ogni
          momento.
   11.    L’ente creditizio può applicare il fattore di ponderazione del rischio medio ponderato
          che sarebbe applicato alle esposizioni cartolarizzate in forza degli articoli da 78 a 83
          qualora un ente creditizio le detenesse, moltiplicato per un coefficiente di
          concentrazione. Tale coefficiente è pari alla somma degli importi nominali di tutti i
          segmenti divisa per la somma degli importi nominali dei segmenti aventi rango pari o
          subordinato al segmento cui si riferisce la posizione, incluso il segmento stesso. Il
          fattore di ponderazione del rischio che ne deriva non può essere superiore al 1250%
          né inferiore a qualsiasi fattore di ponderazione del rischio applicabile ad un segmento
          provvisto di rating e caratterizzato da un rango più elevato. Quando l’ente creditizio
          non è in grado di determinare i fattori di ponderazione del rischio applicabili alle
          esposizioni cartolarizzate in applicazione degli articoli da 78 a 83, esso applica alla
          posizione un fattore di ponderazione del rischio del 1250%.
   2.3.   Trattamento delle posizioni inerenti a cartolarizzazione in segmenti second loss
          o in situazione di rischio migliore nei programmi ABCP
   12.    Fatta salva la disponibilità di un trattamento più favorevole in virtù delle disposizioni
          concernenti le linee di liquidità di cui ai punti da 14 a 16, un ente creditizio può
          applicare alle posizioni inerenti a cartolarizzazione che soddisfano le condizioni di
          cui al punto 13 un fattore di ponderazione pari al più elevato tra i) il 100% e ii) il
          fattore massimo che verrebbe applicato ad una qualunque delle esposizioni
          cartolarizzate in applicazione degli articoli da 78 a 83 da un ente creditizio che
          detiene le esposizioni.
   13.    Per beneficiare del trattamento di cui al punto 12, la posizione inerente a
          cartolarizzazione deve soddisfare le condizioni seguenti:
          a)     deve rientrare in un segmento second loss o in situazione di rischio migliore e
                 il segmento first loss deve fornire un significativo rafforzamento del credito a
                 quello second loss;
          b)    deve essere di qualità almeno equivalente a investment grade; e
          c)     deve essere detenuta da un ente creditizio che non detiene una posizione nel
                 segmento first loss.
   2.4.   Trattamento delle linee di liquidità prive di rating
   2.4.1. Linee di liquidità ammissibili
   14.    Quando sono soddisfatte le condizioni indicate di seguito, per determinare il valore
          dell’esposizione, un fattore di conversione del 20% può essere applicato all’importo
          nominale di una linea di liquidità con una durata originaria pari o inferiore ad un
          anno e un fattore di conversione del 50% può essere applicato all’importo nominale
          di una linea di liquidità con una durata originaria superiore ad un anno:
          a)     la documentazione relativa alla linea di liquidità individua e delimita con
                 chiarezza le circostanze in presenza delle quali la linea può essere utilizzata;
IT                                               120                                                IT
 ---pagebreak---           b)     la linea non può essere utilizzata per fornire rafforzamento al credito mediante
                 la copertura di perdite già verificatesi al momento dell’utilizzo - ad esempio
                 fornendo liquidità per esposizioni in stato di inadempimento al momento
                 dell’utilizzo o acquistando attività ad un valore superiore a quello equo;
          c)     la linea non viene utilizzata per fornire finanziamenti permanenti o regolari per
                 la cartolarizzazione;
          d)     i rimborsi degli utilizzi della linea non sono subordinati a crediti di investitori
                 diversi da quelli risultanti da contratti derivati su tassi di interesse o valute,
                 commissioni o altri pagamenti di questo tipo, né sono soggetti a differimento o
                 rinuncia;
          e)     la linea non può più essere utilizzata dopo che le forme applicabili di
                 rafforzamento del credito di cui essa potrebbe beneficiare sono state totalmente
                 utilizzate;
          f)     la linea include una disposizione che determina la deduzione automatica
                 dall’ammontare che può essere utilizzato dell’importo delle esposizioni in stato
                 di inadempimento ai sensi degli articoli da 84 a 89 o, qualora l’aggregato di
                 esposizioni cartolarizzate consista di titoli provvisti di rating, pone fine
                 all’utilizzo della linea se la qualità media dell’aggregato scende al di sotto di
                 investment grade.
          Il fattore di ponderazione del rischio applicabile è quello massimo che verrebbe
          applicato ad una qualsiasi delle esposizioni cartolarizzate in applicazione degli
          articoli da 78 a 83 da un ente creditizio che detiene le esposizioni.
   2.4.2. Linee di liquidità che risultano disponibili solo in caso di turbative generali del
          mercato
   15.    Per determinare il valore dell’esposizione, un fattore di conversione dello 0% può
          essere applicato all’importo nominale di una linea di liquidità che può essere
          utilizzata solo in caso di una generale turbativa dei mercati (ovvero quando più SSPE
          impegnate in operazioni diverse non sono in grado di rinnovare le cambiali
          finanziarie in scadenza e tale incapacità non deriva da un deterioramento della qualità
          creditizia delle esposizioni cartolarizzate), purché siano soddisfatte le condizioni di
          cui al punto 14.
   2.4.3. Anticipi per cassa
   16.    Per determinare il valore dell’esposizione, un fattore di conversione dello 0% può
          essere applicato all’importo nominale di una linea di liquidità che sia revocabile
          incondizionatamente purché le condizioni di cui al punto 14 siano soddisfatte e il
          rimborso degli utilizzi abbia priorità rispetto ad altri diritti sui flussi finanziari
          derivanti dalle esposizioni cartolarizzate.
   2.5.   Requisiti patrimoniali aggiuntivi per le cartolarizzazioni delle esposizioni
          rotative provviste di clausola di ammortamento anticipato
   17.    In aggiunta agli importi delle esposizioni ponderati per il rischio calcolati a fronte
          delle posizioni inerenti a cartolarizzazione, l’ente creditizio cedente calcola l’importo
IT                                                121                                                IT
 ---pagebreak---           dell’esposizione ponderato per il rischio conformemente al metodo di cui ai punti da
          18 a 32 quando cede esposizioni rotative in una cartolarizzazione che contiene una
          clausola di ammortamento anticipato.
   18.    L’ente creditizio calcola l’importo dell’esposizione ponderato per il rischio a fronte
          della somma delle ragioni di credito del cedente e dell’investitore.
   19.    Per le operazioni di cartolarizzazione in cui le esposizioni cartolarizzate
          comprendono esposizioni rotative e non, un ente creditizio cedente applica il
          trattamento esposto in appresso alla parte dell’aggregato che contiene le esposizioni
          rotative.
   20.    In questo ambito, per “ragioni di credito” del cedente si intende l’importo nominale
          della parte nozionale di un aggregato di importi utilizzati ceduti in una
          cartolarizzazione, la cui proporzione in relazione all’importo dell’aggregato totale
          ceduto nell’operazione determina la proporzione dei flussi finanziari generati dalla
          riscossione di capitale e interessi e da altri importi associati che non sono disponibili
          per effettuare pagamenti a coloro che hanno posizioni inerenti alla cartolarizzazione.
          Le ragioni di credito del cedente, in quanto tali, non possono essere subordinate alle
          ragioni di credito degli investitori.
          Per “ragioni di credito degli investitori” si intende l’importo nominale della parte
          nozionale residua dell’aggregato di importi utilizzati.
   21.    L’esposizione dell’ente creditizio cedente associata ai suoi diritti rispetto alle ragioni
          di credito del cedente non è considerata come una posizione inerente a
          cartolarizzazione bensì come un’esposizione su base proporzionale verso le
          esposizioni cartolarizzate come se queste non fossero state cartolarizzate.
   2.5.1. Esenzioni dal trattamento dell’ammortamento anticipato
   22.    I cedenti dei seguenti tipi di cartolarizzazioni sono esenti dai requisiti patrimoniali di
          cui al punto 17:
          a)     le cartolarizzazioni di esposizioni rotative nell’ambito delle quali gli investitori
                 restano interamente esposti ai futuri utilizzi da parte dei debitori, cosicché il
                 rischio relativo alle linee sottostanti non viene riassunto dall’ente creditizio
                 cedente nemmeno dopo che si sia verificato un evento determinante
                 l’ammortamento anticipato, sono esenti dal trattamento dell’ammortamento
                 anticipato, e
          b)     le cartolarizzazioni nell’ambito delle quali una procedura di ammortamento
                 anticipato è attivata unicamente da eventi non collegati all’andamento delle
                 attività cartolarizzate o all’ente creditizio cedente, ad esempio da modifiche
                 rilevanti nella normativa fiscale primaria o secondaria.
   2.5.2. Requisito patrimoniale massimo
   23.    Per un ente creditizio cedente soggetto al requisito di cui al punto 17, il totale degli
          importi delle esposizioni ponderati per il rischio a fronte delle sue posizioni nelle
IT                                               122                                                  IT
 ---pagebreak---           ragioni di credito degli investitori e degli importi delle esposizioni ponderati per il
          rischio calcolati in forza del punto 17 non può essere superiore al maggiore tra
          a)     gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio calcolati a fronte delle sue
                 posizioni nelle ragioni di credito degli investitori,
          b)     gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio che verrebbero calcolati a
                 fronte delle esposizioni cartolarizzate da un ente creditizio che detiene le
                 esposizioni come se non fossero state cartolarizzate in un importo pari alle
                 ragioni di credito degli investitori.
   24.    La deduzione di eventuali profitti netti derivanti dalla capitalizzazione di redditi
          futuri di cui all’articolo 57 è trattata al di fuori dell’importo massimo indicato al
          punto 23.
   2.5.3. Calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
   25.    L’importo dell’esposizione ponderato per il rischio da calcolare conformemente al
          punto 17 è determinato moltiplicando l'importo delle ragioni di credito degli
          investitori per il prodotto tra il fattore di conversione appropriato di cui ai punti da 27
          a 32 e il fattore di ponderazione medio ponderato che si applicherebbe alle
          esposizioni cartolarizzate se queste non fossero state cartolarizzate.
   26.    Una clausola di ammortamento anticipato è considerata come “controllata” quando
          sono soddisfatte le condizioni seguenti:
          a)     l’ente creditizio cedente dispone di un piano appropriato che gli assicuri di
                 disporre di fondi propri e di liquidità sufficienti per affrontare eventuali
                 situazioni di ammortamento anticipato;
          b)     per tutta la durata dell’operazione, i pagamenti di interessi e di capitale, le
                 spese, le perdite e i recuperi sono ripartiti pro rata fra le ragioni di credito del
                 cedente e degli investitori sulla base del saldo dei crediti risultante all’inizio di
                 ogni mese;
          c)     il periodo di ammortamento viene considerato sufficiente se il 90% del debito
                 totale (in termini di ragioni di credito del cedente e degli investitori) in essere
                 all’inizio del periodo di ammortamento anticipato può essere rimborsato o
                 riconosciuto come in stato di inadempimento;
          d)     la frequenza dei rimborsi non è più rapida di quella che sarebbe consentita da
                 un piano di ammortamento lineare nel periodo di cui alla lettera c).
   27.    Nel caso di cartolarizzazioni soggette ad una clausola di ammortamento anticipato
          delle esposizioni al dettaglio senza impegno a fermo, revocabili incondizionatamente
          e senza preavviso, quando l’ammortamento anticipato è innescato dalla discesa del
          margine positivo ad un determinato livello, gli enti creditizi confrontano il margine
          positivo medio a tre mesi con i livelli ai quali detto margine deve essere bloccato.
   28.    Nei casi in cui la cartolarizzazione non richieda il blocco del margine positivo, il suo
          punto di arresto (trapping point) è ritenuto situarsi 4,5 punti percentuali al di sopra
          del livello che innesca il rimborso anticipato.
IT                                                 123                                                 IT
 ---pagebreak---    29.       Il fattore di conversione da applicare è determinato dal livello del margine positivo
             medio effettivo a tre mesi conformemente alla tabella 3.
             Tabella 3
                            Cartolarizzazioni            Cartolarizzazioni provviste
                            provviste di una clausola    di    una     clausola    di
                            di          ammortamento     ammortamento anticipato
                            anticipato controllato       non controllato
   margine positivo fattore di conversione               fattore di conversione
   medio a tre mesi
   superiore al livello 0%                               0%
   A
   livello A                1%                           5%
   livello B                2%                           15%
   livello C                20%                          50%
   livello D                20%                          100%
   livello E                40%                          100%
   30.       Nella tabella 3, il livello A corrisponde a livelli del margine positivo inferiori al
             133,33% del punto di arresto ma non inferiori al 100% di tale punto; il livello B
             corrisponde a livelli del margine positivo inferiori al 100% del punto di arresto ma
             non inferiori al 75% di tale punto; il livello C corrisponde a livelli del margine
             positivo inferiori al 75% del punto di arresto ma non inferiori al 50% di tale punto; il
             livello D corrisponde a livelli del margine positivo inferiori al 50% del punto di
             arresto ma non inferiori al 25% di tale punto e il livello E corrisponde a livelli del
             margine positivo inferiori al 25% del punto di arresto.
   31.       Tutte le altre cartolarizzazioni provviste di clausola di ammortamento anticipato
             controllato delle esposizioni rotative sono soggette ad un fattore di conversione del
             credito del 90%.
   32.       Tutte le altre cartolarizzazioni provviste di clausola di ammortamento anticipato non
             controllato delle esposizioni rotative sono soggette ad un fattore di conversione del
             credito del 100%.
   2.6.      Riconoscimento dell’attenuazione del rischio di credito per le posizioni inerenti
             a cartolarizzazione
   33.       Quando un ente creditizio ottiene una protezione del credito su una posizione
             inerente a cartolarizzazione, il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il
             rischio può essere modificato conformemente all’allegato VIII.
IT                                                 124                                                 IT
 ---pagebreak---    2.7.   Riduzione degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
   34.    Come previsto all’articolo 66, paragrafo 2, nel caso di una posizione inerente a
          cartolarizzazione alla quale si applica un fattore di ponderazione del 1250% gli enti
          creditizi possono dedurre dai fondi propri il valore dell’esposizione della posizione in
          alternativa alla sua inclusione nel calcolo degli importi delle esposizioni ponderati
          per il rischio. In questo quadro, il calcolo del valore dell’esposizione può riflettere la
          protezione del credito assistita ammissibile secondo modalità conformi al punto 33.
   35.    Quando un ente creditizio si avvale dell’alternativa indicata al punto 34, l’importo
          dedotto conformemente a tale punto moltiplicato per 12,5 è sottratto, ai fini del punto
          9, dall’importo specificato in tale punto come l’importo massimo dell’esposizione
          ponderato per il rischio calcolato dagli enti creditizi ivi indicati.
   3.     CALCOLO      DEGLI IMPORTI DELLE ESPOSIZIONI PONDERATI PER IL RISCHIO NEL
          QUADRO DEL METODO BASATO SUI RATING INTERNI
   3.1.   Priorità nell’applicazione delle metodologie
   36.    Ai fini dell’applicazione dell’articolo 96 l’importo dell’esposizione ponderato per il
          rischio delle posizioni inerenti a cartolarizzazione è calcolato conformemente ai
          punti da 36 a 74.
   37.    Per le posizioni provviste di rating o per le quali possa essere utilizzata una
          valutazione del merito di credito desunta, per calcolare l’importo dell’esposizione
          ponderato per il rischio è utilizzato il metodo basato sui rating interni di cui ai punti
          da 45 a 49.
   38.    Per le posizioni prive di rating si utilizza il metodo della formula di vigilanza di cui
          ai punti da 50 a 52 eccetto quando sia consentito il metodo della valutazione interna
          di cui ai punti 42 e 43.
   39.    Un ente creditizio diverso dall’ente creditizio cedente o promotore può utilizzare il
          metodo della formula di vigilanza solo con l’approvazione delle autorità competenti.
   40.    Nel caso di enti creditizi cedenti o promotori non in grado di calcolare il Kirb e che
          non hanno ottenuto l’approvazione ad utilizzare il metodo della valutazione interna
          per le posizioni in programmi ABCP e nel caso di altri enti creditizi che non hanno
          ottenuto l’approvazione ad utilizzare il metodo della formula di vigilanza o, per le
          posizioni in programmi ABCP, il metodo della valutazione interna, un fattore di
          ponderazione del 1250% si applica alle posizioni inerenti a cartolarizzazione prive di
          rating e per le quali non può essere utilizzata una valutazione del merito di credito
          desunta.
   3.1.1. Utilizzo di valutazioni del merito di credito desunte
   41.    Un ente attribuisce ad una posizione priva di rating una valutazione del merito di
          credito desunta equivalente a quella delle posizioni provviste di rating (“posizioni di
          riferimento”) con massimo rango subordinate sotto tutti i profili alla posizione
          inerente a cartolarizzazione priva di rating in questione, quando sono soddisfatti i
          requisiti operativi minimi seguenti:
IT                                               125                                                 IT
 ---pagebreak---           a)    le posizioni di riferimento devono essere subordinate sotto ogni aspetto al
                segmento della cartolarizzazione privo di rating;
          b)    la durata delle posizioni di riferimento deve essere pari o superiore a quella
                della posizione priva di rating in questione;
          c)    tutti i rating desunti devono essere aggiornati su base continuativa per riflettere
                ogni variazione della valutazione del merito di credito delle posizioni inerenti a
                cartolarizzazione di riferimento.
   3.1.2. Metodo della valutazione interna per posizioni in programmi ABCP
   42.    Previa approvazione delle autorità competenti, un ente creditizio può attribuire ad
          una posizione priva di rating in un programma ABCP una valutazione del merito di
          credito desunta come indicato al punto 43, purché le condizioni seguenti siano
          soddisfatte:
          a)    le posizioni su cambiali finanziarie emesse dal programma devono essere
                provviste di rating;
          b)    l'ente creditizio deve dimostrare alle autorità competenti che la sua valutazione
                interna della qualità creditizia della posizione è basata sulla metodologia
                pubblicamente disponibile di una o più ECAI idonee per la valutazione dei
                titoli connessi a esposizioni della medesima tipologia di quelle cartolarizzate;
          c)    tra le ECAI la cui metodologia viene utilizzata come prescritto alla lettera b)
                devono essere incluse quelle che hanno fornito la valutazione esterna delle
                cambiali finanziarie emesse dal programma. Gli elementi quantitativi – ad
                esempio i fattori di stress – utilizzati per assegnare alla posizione una
                determinata qualità creditizia devono essere ispirati a principi di prudenza
                almeno equivalenti a quelli utilizzati nella metodologia di valutazione rilevante
                delle ECAI in questione;
          d)    in fase di elaborazione della propria metodologia di valutazione interna l’ente
                creditizio deve prendere in considerazione tutte le metodologie pubblicate delle
                ECAI idonee per la valutazione dei titoli connessi a esposizioni della medesima
                tipologia di quelle cartolarizzate. Questo esercizio deve essere documentato
                dall’ente creditizio e ripetuto almeno una volta all’anno;
          e)    la metodologia interna di valutazione dell’ente creditizio deve includere diversi
                livelli di rating. Vi deve essere una corrispondenza tra tali livelli di rating e le
                valutazioni del merito di credito delle ECAI idonee. La corrispondenza deve
                essere documentata esplicitamente;
          f)    la metodologia interna di valutazione deve essere impiegata nei processi interni
                di gestione del rischio dell’ente creditizio, compresi i sistemi decisionali, di
                informazione della direzione e di allocazione del capitale;
          g)    i revisori interni o esterni, le ECAI o le funzioni aziendali preposte alla
                revisione interna del merito di credito o alla gestione del rischio dell’ente
                creditizio devono effettuare con frequenza regolare apposite verifiche del
                processo di valutazione interna e della qualità delle valutazioni interne della
IT                                               126                                                 IT
 ---pagebreak---         qualità creditizia delle esposizioni dell’ente creditizio verso un programma
        ABCP. Qualora siano le funzioni di revisione interna, di revisione del merito di
        credito o di gestione del rischio ad effettuare tali verifiche, esse devono essere
        indipendenti dall’area di attività attinente al programma ABCP, nonché dalle
        connesse funzioni di relazione con la clientela;
   h)   l’ente creditizio deve seguire l’andamento delle sue valutazioni interne nel
        corso del tempo al fine di valutare l’affidabilità della sua metodologia e, se del
        caso, correggere tale metodologia, qualora l’andamento delle esposizioni
        diverga sistematicamente dalle valutazioni interne assegnate a tali esposizioni;
   i)   il programma ABCP deve prevedere requisiti per la sottoscrizione in apposite
        linee guida in materia di credito e di investimento. In vista dell’acquisto di
        un’attività, l’amministratore del programma deve considerare il tipo di attività
        da acquistare, la tipologia e l’importo monetario delle esposizioni derivanti
        dalla fornitura di linee di liquidità e di rafforzamenti del credito, la
        distribuzione delle perdite e la separazione giuridica ed economica fra le
        attività trasferite e l’entità cedente. Deve essere effettuata un’analisi creditizia
        del profilo di rischio del cedente le attività, considerando anche l’andamento
        finanziario passato e atteso, la posizione di mercato attuale, la competitività
        futura attesa, il grado di leva finanziaria, i flussi finanziari, la copertura degli
        interessi e il rating del debito. Deve inoltre essere condotta una verifica dei
        requisiti per la sottoscrizione del cedente, delle sue capacità di gestione e delle
        procedure di recupero crediti;
   j)   i requisiti per la sottoscrizione del programma ABCP devono fissare le regole
        minime in materia di ammissibilità delle attività, in particolare:
   i)   devono escludere l’acquisto di attività scadute da molto tempo o in stato di
        inadempimento,
   ii)  devono limitare l’eccessiva concentrazione verso singoli debitori o aree
        geografiche, e
   iii) devono limitare la natura delle attività da acquistare;
   k)   il programma ABCP deve prevedere politiche e procedure di recupero crediti
        che tengano conto della capacità operativa e del merito di credito del gestore
        (servicer). Il programma deve attenuare il rischio in capo al cedente/gestore
        attraverso l’impiego di vari meccanismi quali le clausole basate sulla qualità
        creditizia corrente che impediscono la commistione dei fondi;
   l)   la perdita complessiva stimata su un aggregato di attività che il programma di
        ABCP è in procinto di acquistare deve tenere conto di tutte le potenziali fonti
        di rischio, come i rischi di credito e di diluizione. Se il rafforzamento del
        credito fornito dal cedente è commisurato unicamente alle perdite su crediti,
        deve venire accantonata una riserva distinta per il rischio di diluizione
        sempreché questo sia rilevante per quel particolare aggregato di esposizioni.
        Inoltre, nel determinare il livello richiesto di rafforzamento del credito, il
        programma deve utilizzare diverse serie storiche pluriennali relative alle
IT                                        127                                                IT
 ---pagebreak---                    perdite, ai tassi di insolvenza, al livello di diluizione e al tasso di rotazione dei
                   crediti;
            m)     il programma ABCP deve basarsi su determinate caratteristiche strutturali nelle
                   decisioni di acquisto di esposizioni – ad esempio clausole contrattuali che
                   consentono in maniera esplicita la liquidazione automatica di un determinato
                   portafoglio (wind down triggers) – al fine di attenuare il potenziale
                   deterioramento della qualità del portafoglio sottostante.
            Le autorità competenti possono rinunciare ad esigere l’osservanza del requisito che la
            metodologia di valutazione dell’ECAI sia pubblicamente disponibile se si accertano
            che per via delle caratteristiche specifiche della cartolarizzazione – ad esempio la sua
            struttura innovativa – nessuna metodologia di valutazione di ECAI sia ancora
            pubblicamente disponibile.
   43.      L’ente creditizio assegna la posizione priva di rating ad uno dei livelli di rating
            descritti al punto 42. Alla posizione viene attribuito un rating desunto identico alle
            valutazioni corrispondenti a tale livello di rating come indicato al punto 42. Quando,
            all’avvio della cartolarizzazione, questa valutazione desunta è almeno corrispondente
            al livello di investiment grade, viene considerata pari ad una valutazione del merito
            di credito ammessa di un’ECAI idonea ai fini del calcolo degli importi delle
            esposizioni ponderati per il rischio.
   3.2.     Importi massimi delle esposizioni ponderati per il rischio
   44.      Per gli enti creditizi cedenti, per gli enti creditizi promotori o per altri enti creditizi
            che possono calcolare il KIRB, gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
            calcolati a fronte delle posizioni inerenti a cartolarizzazione possono essere limitati a
            quanto prodotto dal requisito patrimoniale di cui all’articolo 75, lettera a), che è pari
            alla somma dell’8% degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio che
            sarebbero stati calcolati se le attività cartolarizzate non fossero state cartolarizzate e
            fossero a bilancio e degli importi delle perdite attese di tali esposizioni.
   3.3.     Metodo basato sui rating
   45.      Nell’ambito del metodo basato sui rating, l’importo dell’esposizione ponderato per il
            rischio di una posizione inerente a cartolarizzazione provvista di rating è calcolato
            applicando al valore dell’esposizione il fattore di ponderazione del rischio associato
            con la classe di merito di credito alla quale la valutazione del merito di credito è stata
            associata dalle autorità competenti conformemente all’articolo 98 come indicato alle
            tabelle 4 e 5.
            Tabella 4
            Posizioni diverse da quelle con valutazioni del merito di credito a breve termine
   Classe di merito         di Fattore di ponderazione del rischio
   credito (CQS)
                                 A                            B                         C
IT                                                  128                                                  IT
 ---pagebreak---    CQS 1                         7%                           12%                      20%
   CQS 2                         8%                           15%                      25%
   CQS 3                         10%                          18%                      35%3
   CQS 4                         12%                          20%                      35%
   CQS 5                         20%                          35%                      35%
   CQS 6                         35%                          50%                      50%
   CQS 7                         60%                          75%                      75%
   CQS 8                         100%                         100%                     100%
   CQS 9                         250%                         250%                     250%
   CQS 10                        425%                         425%                     425%
   CQS 11                        650%                         650%                     650%
   Al di sotto della CQS 11      1250%                        1250%                    1250%
            Tabella 5
            Posizioni con valutazioni del merito di credito a breve termine
   Classe di merito di credito Fattore di ponderazione del rischio
   (CQS)
                                  A                           B                        C
   CQS 1                          7%                          12%                      20%
   CQS 2                          12%                         20%                      35%
   CQS 3                          60%                         75%                      75%
   Tutte le altre valutazioni 1250%                           1250%                    1250%
   del merito di credito
   46.      Fermo restando il punto 47, i fattori di ponderazione del rischio della colonna A di
            ciascuna tabella si applicano quando la posizione riguarda il segmento con rango più
            elevato della cartolarizzazione. Per determinare se un segmento abbia il rango più
            elevato a tal fine, non è obbligatorio prendere in considerazione gli importi dovuti a
            titolo di contratti derivati su tassi di interesse o valute, commissioni o altri pagamenti
            di questo tipo.
IT                                                   129                                               IT
 ---pagebreak---    47.  I fattori di ponderazione del rischio della colonna C di ciascuna tabella si applicano
        quando la posizione è inerente ad una cartolarizzazione in cui il numero effettivo
        delle esposizioni cartolarizzate sia inferiore a sei. Nel calcolare il numero effettivo
        delle esposizioni cartolarizzate le esposizioni multiple verso lo stesso debitore
        vengono trattate come un’unica esposizione. Il numero effettivo delle esposizioni è
        calcolato come segue:
                  ( ∑ EAD    i   )2
         N =         i
                    ∑  i
                         EAD   i
                                2
        dove EADi rappresenta la somma dei valori di tutte le esposizioni verso l’iesimo
        debitore. In caso di ricartolarizzazione (cartolarizzazione di esposizioni inerenti a
        cartolarizzazione), l’ente creditizio considera il numero di esposizioni inerenti a
        cartolarizzazione dell’aggregato e non il numero delle esposizioni sottostanti negli
        aggregati originari dai quali discendono tali esposizioni. Se la quota di portafoglio
        associata alla massima esposizione (C1) è disponibile, l’ente creditizio può calcolare
        N come 1/C1.
   48.  I fattori di ponderazione del rischio della colonna B si applicano a tutte le altre
        posizioni.
   49.  Le forme di attenuazione del rischio di credito per le posizioni inerenti a
        cartolarizzazione possono essere riconosciute conformemente ai punti da 58 a 60.
   3.4. Metodo della formula di vigilanza
   50.  Fermi restando i punti 56 e 57, nel quadro del metodo della formula di vigilanza, il
        fattore di ponderazione del rischio per una posizione inerente a cartolarizzazione è il
        maggiore tra 7% e il fattore di ponderazione del rischio applicabile conformemente
        al punto 51.
   51.  Fermi restando i punti 56 e 57, il fattore di ponderazione del rischio applicabile
        all’importo dell’esposizione è pari a
        12,5 x (S[L+T] – S[L]) / T
        dove
                 ⎧x         quando x ≤ Kirbr                                                         ⎫
         S[ x] = ⎨                                                                                   ⎬
                 ⎩ Kirbr + K[x] − K[Kirbr] + (d ⋅ Kirbr/ω )(1 − e                    )quando Kirbr<
                                                                  ω(Kirbr − x)/Kirbr
                                                                                                    x⎭
        dove
        τ = 1000,
        e ω = 20.
IT                                            130                                                      IT
 ---pagebreak---    In queste espressioni, Beta [x; a, b] si riferisce alla distribuzione cumulativa beta con
   parametri a e b valutati a x.
   T (lo spessore del segmento nel quale è detenuta la posizione) è definito come il
   rapporto tra a) l'ammontare nominale del segmento e b) la somma dei valori delle
   esposizioni cartolarizzate. In questo ambito, il valore dell’esposizione di uno
   strumento derivato di cui all’allegato IV, se il valore corrente di sostituzione non è
   positivo, è pari all’esposizione potenziale futura calcolata conformemente
   all’allegato III.
   Kirbr è il rapporto tra a) Kirb e b) la somma dei valori delle esposizioni che sono
   state cartolarizzate. Kirbr è espresso in forma decimale (ad esempio, per un Kirb pari
   al 15% del portafoglio esso è pari a 0,15).
   L (il livello del rafforzamento del credito) è definito come il rapporto tra l'ammontare
   nominale di tutti i segmenti subordinati a quello nel quale è detenuta la posizione e la
   somma dei valori delle esposizioni cartolarizzate. I redditi futuri capitalizzati non
   sono inclusi nel calcolo di L. Gli importi dovuti dalle controparti nei contratti
   derivati enumerati all’allegato IV che rappresentano segmenti con rango inferiore
   rispetto al segmento in questione possono essere misurati al loro valore corrente di
   sostituzione (senza le esposizioni potenziali future) nel calcolo dei livelli di
   rafforzamento del credito.
   N è il numero effettivo di esposizioni calcolato conformemente al punto 47.
   ELGD, la LGD media ponderata per l’esposizione, è calcolata come segue:
               ∑ LGD ⋅ EAD
                        i       i
    ELGD =       i
                   ∑ EAD
                     i
                            i
   dove LGDi rappresenta la LGD media associata a tutte le esposizioni verso l’iesimo
   debitore e la LGD è calcolata conformemente agli articoli da 84 a 89. In caso di
   ricartolarizzazione, alle posizioni ricartolarizzate si applica una LGD del 100%.
   Qualora i rischi di insolvenza e di diluizione per i crediti acquistati siano trattati in
   modo aggregato nell'ambito di una cartolarizzazione (ad esempio quando è
   disponibile una sola riserva o un eccesso di garanzia per la copertura delle perdite di
   entrambe le fonti), la LGD immessa è costruita come media ponderata della LGD per
   il rischio di credito e della LGD del 75% per il rischio di diluizione. I predetti fattori
   di ponderazione coincidono con i requisiti patrimoniali prescritti rispettivamente per
   il rischio di credito e per il rischio di diluizione.
   Parametri semplificati
   Se il valore della massima esposizione cartolarizzata, C1, non supera il 3% della
   somma dei valori delle esposizioni cartolarizzate, ai fini del metodo della formula di
   vigilanza l'ente creditizio può porre LGD=50% e N uguale al seguente ammontare:
                                                     −1
         ⎛          ⎛ C − C1 ⎞                     ⎞
    N = ⎜⎜ C1 Cm + ⎜ m        ⎟ max{1 − m C1 , 0 }⎟⎟
         ⎝          ⎝ m −1 ⎠                       ⎠ .
IT                                          131                                               IT
 ---pagebreak---           in alternativa
          N=1/C1.
          Cm rappresenta il rapporto tra la somma dei valori delle “m” esposizioni di importo
          massimo e la somma dei valori delle esposizioni cartolarizzate. Il livello di ‘m’ può
          essere fissato dall’ente creditizio.
          Per le cartolarizzazioni che riguardano esposizioni al dettaglio, le autorità competenti
          possono consentire che sia applicato il metodo della formula di vigilanza utilizzando
          le semplificazioni h = 0 e v = 0.
   52.    Le forme di attenuazione del rischio di credito per le posizioni inerenti a
          cartolarizzazione possono essere riconosciute conformemente ai punti 58, 59 e ai
          punti da 61 a 65.
   3.5.   Linee di liquidità
   53.    Le disposizioni di cui ai punti 54 e 55 si applicano al fine di determinare il valore
          dell’esposizione di una posizione priva di rating inerente a cartolarizzazione
          consistente in taluni tipi di linee di liquidità.
   3.5.1. Linee di liquidità disponibili solo in caso di generale turbativa di mercato
   54.    Un fattore di conversione del 20% può essere applicato all’importo nominale di una
          linea di liquidità che può essere utilizzata solo in caso di generale turbativa di
          mercato e che soddisfa le condizioni per essere ammessa a fini prudenziali di cui al
          punto 14.
   3.5.2. Anticipi per cassa
   55.    Un fattore di conversione dello 0% può essere applicato all'importo nominale di una
          linea di liquidità che soddisfa le condizioni di cui al punto 16.
          Trattamento eccezionale qualora il calcolo del Kirb non sia possibile
   56.    Qualora per un ente creditizio risulti impraticabile il calcolo degli importi ponderati
          per il rischio delle esposizioni cartolarizzate come se queste non fossero state
          cartolarizzate, esso può, in via eccezionale e previo consenso delle autorità
          competenti, essere temporaneamente autorizzato ad applicare il metodo esposto di
          seguito per il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio per le
          posizioni prive di rating inerenti a cartolarizzazione consistenti in linee di liquidità.
   57.    Il massimo fattore di ponderazione del rischio applicabile in forza degli articoli da 78
          a 83 ad una qualsiasi delle esposizioni cartolarizzate qualora queste non fossero state
          cartolarizzate può essere applicato alla posizione inerente a cartolarizzazione
          rappresentata dalla linea di liquidità. Per determinare il valore dell’esposizione della
          posizione un fattore di conversione del 50% può essere applicato all’importo
          nominale della linea di liquidità se quest’ultima ha durata originaria pari o inferiore
          ad un anno. Se la linea di liquidità soddisfa le condizioni di cui al punto 54, può
          essere applicato un fattore di conversione del 20%.
IT                                                 132                                              IT
 ---pagebreak---    3.6.   Riconoscimento dell’attenuazione del rischio di credito per le posizioni inerenti
          a cartolarizzazione
   3.6.1. Protezione del credito assistita
   58.    La protezione del credito assistita è limitata a quella ammessa per il calcolo degli
          importi delle esposizioni ponderati per il rischio in applicazione degli articoli da 78 a
          83, come indicato agli articoli da 90 a 93, e il riconoscimento è subordinato
          all'osservanza dei requisiti minimi rilevanti come previsto ai predetti articoli.
   3.6.2. Protezione del credito non assistita
   59.    La protezione del credito non assistita e i fornitori di tale protezione sono limitati a
          quelli ammissibili in applicazione degli articoli da 90 a 93 ed il riconoscimento è
          subordinato all’osservanza dei requisiti minimi rilevanti come previsto ai predetti
          articoli.
   3.6.3. Calcolo dei requisiti patrimoniali per le posizioni inerenti a cartolarizzazione con
          attenuazione del rischio di credito
          Metodo basato sui rating
   60.    Quando gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio sono calcolati secondo il
          metodo basato sui rating, il valore dell’esposizione e/o l’importo dell’esposizione
          ponderato per il rischio di una posizione inerente a cartolarizzazione per la quale è
          stata ottenuta una protezione del credito possono essere modificati conformemente
          alle disposizioni dell’allegato VIII quali si applicano per il calcolo degli importi delle
          esposizioni ponderati per il rischio in applicazione degli articoli da 78 a 83.
          Metodo della formula di vigilanza – Protezione completa
   61.    Quando gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio sono calcolati secondo il
          metodo della formula di vigilanza, l’ente creditizio determina il “fattore di
          ponderazione del rischio effettivo” della posizione. A tal fine divide l’importo
          dell’esposizione ponderato per il rischio della posizione per il valore dell’esposizione
          della posizione e moltiplica il risultato per 100.
   62.    Nel caso della protezione del credito assistita, l’importo dell’esposizione ponderato
          per il rischio della posizione inerente a cartolarizzazione è calcolato moltiplicando
          l’importo dell’esposizione corretto per la protezione del credito assistita della
          posizione (E*, quale calcolata in applicazione degli articoli da 90 a 93 per il calcolo
          degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio in applicazione degli articoli
          da 78 a 83, considerando E l’importo della posizione inerente a cartolarizzazione) per
          il fattore di ponderazione del rischio effettivo.
   63.    Nel caso della protezione del credito non assistita, l’importo dell’esposizione
          ponderato per il rischio della posizione inerente a cartolarizzazione viene calcolato
          moltiplicando GA (l’importo della protezione corretto per eventuali disallineamenti di
          valuta e di durata conformemente alle disposizioni dell’allegato VIII) per il fattore di
          ponderazione del rischio del fornitore della protezione e addizionando questo
          risultato all'importo prodotto dalla moltiplicazione dell'importo della posizione
IT                                               133                                                 IT
 ---pagebreak---         inerente a cartolarizzazione meno GA per il fattore effettivo di ponderazione del
        rischio.
        Metodo della formula di vigilanza – Protezione parziale
   64.  Se lo strumento di attenuazione del rischio di credito copre le prime perdite o le
        perdite su base proporzionale della posizione inerente a cartolarizzazione, l’ente
        creditizio può applicare le disposizioni di cui ai punti da 61 a 63.
   65.  Negli altri casi l’ente creditizio tratta la posizione inerente a cartolarizzazione come
        due o più posizioni e considera la porzione dell’esposizione priva di copertura come
        la posizione con la qualità creditizia più bassa. Ai fini del calcolo dell’importo
        dell’esposizione ponderato per il rischio di tale posizione, si applicano le disposizioni
        di cui ai punti da 50 a 52 correggendo T in funzione di e* nel caso della protezione
        assistita, o di T-g nel caso della protezione non assistita, dove e* rappresenta il
        rapporto tra E* e l’importo nozionale totale dell’aggregato sottostante, E* è
        l’importo dell’esposizione corretto della posizione inerente a cartolarizzazione
        calcolato conformemente alle disposizioni dell’allegato VIII quali applicabili per il
        calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio in applicazione degli
        articoli da 78 a 83, considerando E come l’importo della posizione inerente a
        cartolarizzazione; g è il rapporto tra l’importo nominale della protezione del credito
        (corretto per eventuali disallineamenti di valuta o di durata conformemente alle
        disposizioni dell’allegato VIII) e la somma degli importi delle esposizioni
        cartolarizzate. Nel caso della protezione del credito non assistita il fattore di
        ponderazione del rischio del fornitore della protezione si applica alla porzione della
        posizione che non rientra nel valore corretto di T.
   3.7. Requisiti patrimoniali aggiuntivi per le cartolarizzazioni delle esposizioni
        rotative provviste di clausole di ammortamento anticipato
   66.  In aggiunta agli importi delle esposizioni ponderati per il rischio calcolati a fronte
        delle proprie posizioni inerenti a cartolarizzazione, l’ente creditizio cedente è tenuto
        a calcolare gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio conformemente al
        metodo di cui ai punti da 17 a 32 quando cede esposizioni rotative in una
        cartolarizzazione contenente una clausola di ammortamento anticipato.
   67.  Ai fini dell’applicazione del punto 66, i punti 68 e 69 sostituiscono i punti 20 e 21.
   68.  Ai fini dell’applicazione di queste disposizioni, le “ragioni di credito del cedente”
        sono pari alla somma
        a)     dell’importo nominale della parte nozionale di un aggregato di importi
               utilizzati ceduti in una cartolarizzazione, la cui proporzione in relazione
               all’importo dell’aggregato totale ceduto nell’operazione determina la
               proporzione dei flussi finanziari generati dalla riscossione di capitale e interessi
               e altri importi associati che non sono disponibili per effettuare pagamenti a
               coloro che hanno posizioni inerenti a cartolarizzazione e
        b)     dell’importo nominale della parte dell’aggregato di importi non utilizzati delle
               linee di credito i cui importi utilizzati sono stati ceduti nella cartolarizzazione,
               la cui proporzione in relazione all’importo totale di tali importi non utilizzati è
IT                                              134                                                 IT
 ---pagebreak---                la stessa della proporzione tra l’importo nominale descritto alla lettera a) e
               l’importo nominale dell’aggregato di importi utilizzati ceduti nella
               cartolarizzazione.
        Le ragioni di credito del cedente, in quanto tali, non possono essere subordinate alle
        ragioni di credito degli investitori.
        Per “ragioni di credito degli investitori” si intende l’importo nominale della parte
        nozionale dell’aggregato di importi utilizzati che non rientrano nella lettera a) più
        l’importo nominale della parte dell’aggregato di importi non utilizzati delle linee di
        credito, i cui importi utilizzati sono stati ceduti nella cartolarizzazione che non
        rientrano nella lettera b).
   69.  L’esposizione dell’ente creditizio cedente associata ai suoi diritti rispetto alla parte
        delle ragioni di credito del cedente di cui al punto 68, lettera a) non è considerata
        come una posizione inerente a cartolarizzazione bensì come un’esposizione su base
        proporzionale verso le esposizioni degli importi utilizzati cartolarizzate come se
        queste non fossero state cartolarizzate per un importo pari a quello descritto al punto
        68, lettera a). Si considera inoltre che l’ente creditizio cedente ha un’esposizione su
        base proporzionale verso gli importi non utilizzati delle linee di credito, i cui importi
        utilizzati sono stati ceduti nella cartolarizzazione, per un importo pari a quello
        descritto al punto 68, lettera b).
   3.8. Riduzione degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
   70.  L’importo dell’esposizione ponderato per il rischio di una posizione inerente a
        cartolarizzazione alla quale si applica un fattore di ponderazione del rischio del
        1250% può essere ridotto di 12,5 volte l’importo di eventuali rettifiche di valore
        effettuate dall’ente creditizio rispetto alle esposizioni cartolarizzate. Nella misura in
        cui le rettifiche di valore sono prese in considerazione a tal fine, esse non vengono
        prese in considerazione nel calcolo di cui all'allegato VII, parte 1, punto 34.
   71.  L’importo dell’esposizione ponderato per il rischio di una posizione inerente a
        cartolarizzazione può essere ridotto di 12,5 volte l’importo di eventuali rettifiche di
        valore effettuate dall’ente creditizio rispetto a tale posizione.
   72.  Come previsto all’articolo 66, paragrafo 2, nel caso di una posizione inerente a
        cartolarizzazione alla quale si applica un fattore di ponderazione del rischio del
        1250% gli enti creditizi possono dedurre dai fondi propri il valore dell’esposizione
        della posizione in alternativa alla sua inclusione nel calcolo degli importi delle
        esposizioni ponderati per il rischio.
   73.  Ai fini dell’applicazione del punto 73
        a)     il valore dell’esposizione della posizione può essere derivato dall’importo
               dell’esposizione ponderato per il rischio tenuto conto di eventuali riduzioni
               effettuate conformemente ai punti 70 e 71;
        b)     il calcolo del valore dell’esposizione può riflettere la protezione del credito
               assistita ammissibile secondo modalità conformi alla metodologia prescritta ai
               punti da 58 a 65;
IT                                             135                                                IT
 ---pagebreak---        c)    quando il metodo della formula di vigilanza viene utilizzato per calcolare gli
             importi delle esposizioni ponderati per il rischio e L < KIRBR e [L+T] > KIRBR,
             la posizione può essere trattata come due posizioni con L pari al KIRBR della
             posizione con il maggior rango nel rimborso.
   74. Quando un ente creditizio si avvale dell’alternativa indicata al punto 72, l’importo
       dedotto conformemente a tale punto moltiplicato per 12,5 è sottratto, ai fini
       dell’applicazione del punto 44, dall’importo specificato in tale punto come l’importo
       massimo dell’importo dell’esposizione ponderato per il rischio calcolato dagli enti
       creditizi ivi indicati.
IT                                          136                                              IT
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO X
                                       Rischio operativo
                            Parte 1 – Metodo base dell’indicatore
   1.   REQUISITO PATRIMONIALE
   1.   Nell’ambito del metodo base dell’indicatore, il requisito patrimoniale per il rischio
        operativo è pari al 15% dell’indicatore rilevante definito in appresso.
   2.   INDICATORE RILEVANTE
   2.   L’indicatore rilevante è la media riferita a tre esercizi della somma dei proventi netti
        da interessi e dei proventi netti non da interessi.
   3.   La media triennale è calcolata sulla base delle sei ultime osservazioni su base
        annuale effettuate alla metà e alla fine dell’esercizio. Se non sono disponibili dati
        sottoposti a revisione contabile, possono essere utilizzate stime aziendali.
   4.   Qualora da una delle osservazioni risulti che la somma dei proventi netti da interessi
        e dei proventi netti non da interessi è negativa o nulla, tale dato non viene preso in
        considerazione nel calcolo della media triennale. L’indicatore rilevante è costituito
        dalla somma dei dati positivi divisa per il numero dei dati positivi.
   2.1. Enti creditizi soggetti alla direttiva 86/635/CEE
   5.   Sulla base delle voci contabili del conto profitti e perdite degli enti creditizi di cui
        all’articolo 27 della direttiva 86/635/CEE, l’indicatore rilevante è pari alla somma
        degli elementi enumerati nella tabella 1. Ciascun elemento è incluso nella somma
        con il suo segno positivo o negativo.
   6.   Potrebbe essere necessario correggere questi elementi per tenere conto dei requisiti di
        cui ai punti 7 e 8.
        Tabella 1
                        1       Interessi e proventi assimilati
                        2       Interessi e oneri assimilati
                        3       Proventi su titoli
                        a) proventi di azioni, quote ed altri titoli a
                        reddito variabile
                        b) proventi di partecipazioni
                        c) proventi di partecipazioni in imprese
IT                                             137                                               IT
 ---pagebreak---                            collegate
                           4       Proventi per commissioni/provvigioni
                           5       Oneri per commissioni/provvigioni
                           6       Profitto    (perdita)   da    operazioni
                           finanziarie
                           7       Altri proventi di gestione
   2.1.1. Requisiti
   7.     L’indicatore è calcolato al lordo di accantonamenti e di spese operative.
   8.     I seguenti elementi non sono utilizzati nel calcolo dell’indicatore:
          a)     profitti e perdite realizzati sulla vendita di titoli non inclusi nel portafoglio di
                 negoziazione,
          b)     i proventi derivanti da partite straordinarie o irregolari,
          c)     i proventi derivanti da assicurazioni.
          Quando la rivalutazione di titoli del portafoglio di negoziazione rientra nel conto
          profitti e perdite, tale rivalutazione può essere inclusa. Quando si applica l’articolo
          36, paragrafo 2 della direttiva 86/635/CEE, la rivalutazione contabilizzata nel conto
          profitti e perdite deve essere inclusa.
   2.2.   Enti creditizi soggetti ad un diverso quadro di regolamentazione contabile
   9.     Gli enti creditizi soggetti ad un quadro di regolamentazione contabile diverso da
          quello stabilito dalla direttiva 86/635/CEE calcolano l’indicatore rilevante sulla base
          dei dati che meglio riflettono la definizione di cui sopra.
IT                                                138                                                 IT
 ---pagebreak---                                    Parte 2 – Metodo standardizzato
   1.       REQUISITO PATRIMONIALE
   1.       Nel quadro del metodo standardizzato il requisito patrimoniale per il rischio
            operativo è pari alla semplice somma dei requisiti patrimoniali per ciascuna delle
            aree di attività riportate nella tabella 2.
   2.       Il requisito patrimoniale per ciascuna area di attività è pari ad una determinata
            percentuale di un indicatore rilevante.
   3.       L’indicatore è calcolato individualmente per ciascuna area di attività.
   4.       Per ciascuna area di attività, l’indicatore rilevante è la media riferita a tre esercizi
            della somma dei proventi netti da interessi e dei proventi netti non da interessi, come
            previsto alla parte 1, punti da 5 a 9.
   5.       La media triennale è calcolata sulla base delle sei ultime osservazioni su base
            annuale effettuate alla metà e alla fine dell’esercizio. Se non sono disponibili dati
            sottoposti a revisione contabile, possono essere utilizzate stime aziendali.
   6.       Qualora da una delle osservazioni risulti che la somma dei proventi netti da interessi
            e dei proventi netti non da interessi è negativa, tale dato viene posto pari a zero.
            Tabella 2
   Area di attività                      Elenco di attività                         Percentuale
   Servizi finanziari per l’impresa      Assunzione a fermo di strumenti 18%
                                         finanziari e/o collocamento di strumenti
                                         finanziari sulla base di un impegno
                                         irrevocabile
                                         Servizi connessi con l'assunzione a
                                         fermo.
                                         Consulenza in materia di investimenti
                                         Consulenza alle imprese in materia di
                                         struttura del capitale, di strategia
                                         industriale e di questioni connesse
                                         nonché consulenza e servizi concernenti
                                         le concentrazioni e l'acquisto di imprese
                                         Ricerca in materia di investimenti e
                                         analisi finanziaria e altre forme di
                                         raccomandazione generale riguardanti
                                         le operazioni relative a strumenti
                                         finanziari
IT                                                   139                                             IT
 ---pagebreak---    Negoziazioni e vendite              Negoziazione per conto proprio          18%
                                       Servizi di intermediazione finanziaria
                                       del tipo money broking
                                       Ricezione e trasmissione di ordini
                                       riguardanti uno o più strumenti
                                       finanziari.
                                       Esecuzione di ordini per conto dei
                                       clienti
                                       Collocamento di strumenti finanziari
                                       senza impegno irrevocabile
                                       Gestione di sistemi multilaterali di
                                       negoziazione
   Intermediazione al dettaglio        Ricezione e trasmissione     di ordini 12%
                                       riguardanti uno o più         strumenti
   (Attività con singole persone finanziari
   fisiche o con entità di piccole e
   medie        dimensioni        che Esecuzione di ordini per     conto dei
   soddisfano i criteri di cui clienti
   all’articolo 55 per la classe delle
   esposizioni al dettaglio)           Collocamento di strumenti    finanziari
                                       senza impegno irrevocabile
   Servizi bancari       a   carattere Raccolta di depositi o di altri fondi 15%
   commerciale                         rimborsabili
                                       Operazioni di prestito
                                       Leasing finanziario
                                       Rilascio di garanzie e di impegni di
                                       firma
   Servizi bancari al dettaglio        Raccolta di depositi o di altri fondi 12%
                                       rimborsabili
   (Attività con singole persone
   fisiche o con entità di piccole e Operazioni di prestito
   medie        dimensioni        che
   soddisfano i criteri di cui Leasing finanziario
   all’articolo 55 per la classe delle
   esposizioni al dettaglio)           Rilascio di garanzie e di impegni di
                                       firma
   Pagamenti e regolamenti             Servizi di pagamento                    18%
                                       Emissione e gestione di mezzi di
IT                                                 140                             IT
 ---pagebreak---                                           pagamento
   Gestioni fiduciarie                    Custodia e amministrazione di strumenti 15%
                                          finanziari per conto dei clienti, inclusi la
                                          custodia e i servizi connessi come la
                                          gestione di contante/garanzie reali
   Gestioni patrimoniali                  Gestione di portafogli                        12%
                                          Gestione di OICVM
                                          Altre forme di gestioni patrimoniali
   7.       Le autorità competenti possono autorizzare gli enti creditizi a calcolare il proprio
            requisito patrimoniale per il rischio operativo utilizzando un metodo standardizzato
            alternativo, come indicato ai punti da 9 a 16.
   2.       PRINCIPI PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE AREE DI ATTIVITÀ
   8.       Gli enti creditizi elaborano politiche e criteri specifici documentati per l’attribuzione
            dell’indicatore alle aree di attività e alle attività correnti nell’ambito del metodo
            standardizzato. I criteri vengono rivisti e adattati se del caso in funzione di attività e
            rischi nuovi o mutevoli. I principi per la classificazione delle aree di attività sono:
            a)     tutte le attività devono essere classificate in aree in modo reciprocamente
                   esclusivo e complessivamente esauriente;
            b)     ogni attività che non può essere facilmente attribuita a un’area nello schema,
                   ma che rappresenta una funzione ausiliaria di un’attività ivi compresa, deve
                   essere allocata all’area di attività cui si riferisce. Qualora l’attività ausiliaria
                   faccia capo a più di un’area, deve essere utilizzato un criterio oggettivo di
                   classificazione;
            c)     qualora un’attività non possa essere attribuita a una specifica area, essa deve
                   essere imputata a quell'area che produce la percentuale più elevata. La stessa
                   regola si applica anche alle sue attività ausiliarie;
            d)     gli enti creditizi possono utilizzare metodi interni di stima per attribuire
                   l’indicatore alle varie aree di attività. I costi prodotti in un’area di attività che
                   sono imputabili ad una diversa area possono essere riattribuiti all’area alla
                   quale si riferiscono usando ad esempio un trattamento basato su costi interni di
                   trasferimento tra le due aree;
            e)     la classificazione delle attività in aree ai fini del calcolo del capitale a fronte del
                   rischio operativo deve essere coerente con le categorie impiegate per il rischio
                   di credito e per il rischio di mercato;
            f)     l’alta direzione deve essere responsabile delle strategie di classificazione, sotto
                   il controllo degli organi di governo dell’ente creditizio;
IT                                                   141                                                   IT
 ---pagebreak---           g)    il processo di classificazione delle aree di attività deve essere sottoposto a
                revisione indipendente.
   3.     INDICATORI ALTERNATIVI PER TALUNE AREE DI ATTIVITÀ
   3.1.   Modalità
   9.     Le autorità competenti possono autorizzare l’ente creditizio ad utilizzare un
          indicatore alternativo per le aree di attività “servizi bancari al dettaglio” e “servizi
          bancari a carattere commerciale”.
   10.    Per queste aree di attività l’indicatore rilevante è un indicatore di reddito
          normalizzato pari alla media triennale dell’ammontare nominale totale dei prestiti e
          delle anticipazioni moltiplicato per 0,035.
   11.    Per l’area di attività “servizi bancari al dettaglio”, il totale di prestiti e anticipazioni è
          composto dagli importi complessivamente utilizzati nei seguenti portafogli creditizi:
          crediti al dettaglio, crediti a PMI considerati come crediti al dettaglio, crediti al
          dettaglio acquistati.
   12.    Per l’area “servizi bancari a carattere commerciale”, il totale di prestiti e
          anticipazioni è composto dagli importi complessivamente utilizzati nei seguenti
          portafogli creditizi: imprese, governi, enti, finanziamenti specializzati, PMI trattate
          come imprese e crediti verso imprese acquistati. Vi è altresì incluso il valore dei titoli
          non detenuti nel portafoglio di negoziazione.
   3.2.   Condizioni
   13.    L’autorizzazione ad utilizzare indicatori alternativi è soggetta alle condizioni di cui ai
          punti da 14 a 16.
   3.2.1. Condizione generale
   14.    L’ente creditizio soddisfa i criteri di idoneità di cui al punto 17.
   3.2.2. Condizioni specifiche per le aree “servizi bancari al dettaglio” e “servizi bancari a
          carattere commerciale”
   15.    L’ente creditizio opera in misura assolutamente prevalente nei “servizi bancari al
          dettaglio” e nei “servizi bancari a carattere commerciale”, che costituiscono almeno
          il 90% del suo reddito.
   16.    L’ente creditizio è in grado di dimostrare alle autorità competenti che una quota
          significativa delle sue attività nei “servizi bancari al dettaglio” e/o nei “servizi
          bancari a carattere commerciale” comprende prestiti associati ad un’elevata
          probabilità di inadempimento e che il metodo standardizzato alternativo offre una
          base migliore per valutare il rischio operativo.
IT                                                142                                                    IT
 ---pagebreak---    4.  CRITERI DI IDONEITÀ
   17. Oltre ai requisiti generali di gestione del rischio di cui all’articolo 22 e all’allegato V,
       gli enti creditizi soddisfano i seguenti criteri di idoneità:
       a)    gli enti creditizi devono avere un sistema di gestione e di valutazione del
             rischio operativo ben documentato e con responsabilità chiaramente assegnate.
             Essi devono rilevare le loro esposizioni soggette al rischio operativo e i dati
             rilevanti sul rischio operativo, incluse le perdite significative. Questo sistema
             deve essere soggetto a revisioni periodiche indipendenti;
       b)    il sistema di valutazione del rischio operativo deve essere strettamente
             integrato nel processo di gestione del rischio complessivo dell’ente creditizio. I
             risultati da esso prodotti devono costituire parte integrante del processo di
             sorveglianza e controllo del profilo di rischio operativo dell’ente creditizio;
       c)    gli enti creditizi devono disporre di un sistema di informazione della direzione
             che fornisce segnalazioni sull’esposizione al rischio operativo ai responsabili
             delle funzioni rilevanti all’interno dell’ente creditizio. Gli enti creditizi devono
             dotarsi di procedure con cui intraprendere azioni appropriate sulla base delle
             informazioni contenute in tali segnalazioni.
IT                                            143                                                   IT
 ---pagebreak---                             Parte 3 – Metodi avanzati di misurazione
   1.     CRITERI DI IDONEITÀ
   1.     Per poter essere ammessi all’uso di un metodo avanzato di misurazione, gli enti
          creditizi devono dimostrare alle autorità competenti di soddisfare i criteri di idoneità
          enumerati in appresso, oltre ai requisiti generali di gestione del rischio di cui
          all’articolo 22 e all’allegato V.
   1.1.   Requisiti qualitativi
   2.     Il sistema interno di misurazione del rischio operativo dell’ente creditizio deve essere
          strettamente integrato nei suoi processi di gestione quotidiana del rischio.
   3.     L’ente creditizio deve disporre di una funzione indipendente di gestione del rischio
          operativo.
   4.     Le esposizioni soggette al rischio operativo e le perdite rilevate devono essere
          oggetto di segnalazioni periodiche. L’ente creditizio deve dotarsi di procedure con
          cui intraprendere appropriate azioni correttive.
   5.     Il sistema di gestione del rischio dell’ente creditizio deve essere ben documentato.
          L’ente creditizio deve porre in essere processi iterativi che assicurino l’osservanza
          dei requisiti e prevedere direttive per il trattamento dei casi di difformità.
   6.     Revisori interni e/o esterni devono effettuare revisioni periodiche dei processi di
          gestione del rischio operativo e dei relativi sistemi di misurazione.
   7.     La validazione del sistema di misurazione del rischio operativo da parte delle autorità
          competenti deve prevedere:
          a)     la verifica che i processi interni di validazione operino in modo soddisfacente;
                 e
          b)     l’accertamento che i flussi di dati e i processi associati al sistema di
                 misurazione del rischio siano trasparenti e accessibili.
   1.2.   Requisiti quantitativi
   1.2.1. Procedura
   8.     Gli enti creditizi calcolano il proprio requisito patrimoniale come somma delle
          perdite attese e di quelle inattese, a meno che possano dimostrare di essere in grado
          di stimare adeguatamente le perdite attese nelle loro prassi operative interne.
          L’approccio di misurazione del rischio operativo seguito è in grado di cogliere eventi
          estremi a forte impatto, raggiungendo caratteristiche di solidità comparabili a quelle
          di un intervallo di confidenza del 99,9% su un periodo di un anno.
   9.     Il sistema di misurazione del rischio operativo di un ente creditizio deve possedere
          taluni elementi basilari per poter soddisfare il requisito di solidità summenzionato.
          Tali elementi comprendono l’impiego di dati interni e di dati esterni, le analisi di
IT                                               144                                               IT
 ---pagebreak---           scenario e i fattori che rispecchiano il contesto operativo e i sistemi di controllo
          interni, come indicato infra ai punti da 13 a 24. L'ente creditizio deve avere un
          approccio ben documentato per ponderare l’uso di questi quattro elementi nel suo
          sistema complessivo di misurazione del rischio operativo.
   10.    Il sistema di misurazione del rischio coglie le maggiori determinanti del rischio che
          influiscono sul profilo della coda di distribuzione delle stime di perdita.
   11.    I meccanismi per correlare le perdite effettive con le singole stime di perdita da
          rischio operativo possono essere riconosciuti soltanto se l’ente creditizio può
          dimostrare all’autorità competente che i propri sistemi per la misurazione delle
          correlazioni sono solidi e applicati con correttezza, e che tengono conto
          dell’incertezza associata a stime di questo tipo, specialmente in periodi di stress.
          L’ente creditizio valida le proprie ipotesi sulle correlazioni attraverso appropriate
          tecniche quantitative e qualitative.
   12.    Il sistema di misurazione del rischio è intrinsecamente coerente ed evita duplicazioni
          nel computo delle valutazioni qualitative o delle tecniche di attenuazione del rischio
          riconosciute in altre componenti dello schema di adeguatezza patrimoniale.
   1.2.2. Dati interni
   13.    Le misurazioni interne del rischio operativo sono basate su un periodo di
          osservazione di almeno cinque anni. Quando un ente creditizio adotta per la prima
          volta un metodo avanzato di misurazione, è accettabile un periodo di osservazione di
          tre anni.
   14.    Gli enti creditizi sono in grado di classificare i propri dati storici di perdita in
          funzione delle pertinenti aree di attività definite nella parte 2 e delle tipologie di
          eventi definite nella parte 5, nonché di fornire su richiesta questi dati alle autorità
          competenti. Esistono criteri documentati e oggettivi per attribuire le perdite alle
          specifiche aree di attività e tipologie di eventi. Le perdite da rischio operativo
          collegate al rischio di credito e storicamente incluse nella banca dati interna relativa
          al rischio di credito sono registrate nella banca dati sul rischio operativo e rilevate
          separatamente. Tali perdite non sono soggette all’applicazione del requisito previsto
          per il rischio operativo fintantoché continuano ad essere trattate come rischio di
          credito ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali minimi. Le perdite da rischio
          operativo collegate ai rischi di mercato vengono computate ai fini del calcolo del
          requisito patrimoniale per il rischio operativo.
   15.    I dati interni sulle perdite dell’ente creditizio sono esaurienti, nel senso che colgono
          tutte le attività e le esposizioni rilevanti da tutti i pertinenti sottosistemi e
          articolazioni territoriali. Gli enti creditizi sono in grado di dimostrare che l’eventuale
          esclusione di attività o esposizioni, individualmente o in combinazione tra loro, non
          produce un impatto significativo sulle stime di rischio complessive. Viene definita
          un’adeguata soglia minima di perdita per la raccolta dei dati interni.
   16.    Oltre ai dati sull’importo della perdita lorda, gli enti creditizi raccolgono
          informazioni sulla data dell’evento, su eventuali recuperi degli importi lordi, nonché
          altre informazioni descrittive sulle determinanti o sulle cause dell’evento di perdita.
IT                                                145                                                IT
 ---pagebreak---    17.    Esistono criteri specifici per classificare i dati relativi alle perdite derivanti da un
          determinato evento verificatosi in una funzione centralizzata ovvero in un’attività
          che si estenda su più aree, come pure da eventi collegati tra loro nel tempo.
   18.    Gli enti creditizi dispongono di procedure documentate per valutare la rilevanza su
          base continuativa dei dati storici sulle perdite, compresi i casi in cui si possa ricorrere
          a rettifiche discrezionali, riparametrazioni e altri aggiustamenti, in quale misura essi
          possono essere effettuati e quali debbano essere i responsabili di siffatte decisioni.
   1.2.3. Dati esterni
   19.    Il sistema di misurazione del rischio operativo dell’ente creditizio utilizza dati esterni
          rilevanti, specialmente quando vi è motivo di ritenere che l’ente creditizio sia esposto
          a perdite ad impatto potenzialmente elevato, ancorché infrequenti. L’ente creditizio
          dispone di un processo sistematico atto a individuare le situazioni in cui impiegare i
          dati esterni e le metodologie usate per incorporare tali dati nel proprio sistema di
          misurazione. Le condizioni e le prassi per l’utilizzo di dati esterni sono regolarmente
          riviste, documentate e assoggettate a periodica revisione indipendente.
   1.2.4. Analisi di scenario
   20.    Al fine di valutare la propria esposizione a eventi di particolare gravità, l’ente
          creditizio utilizza, unitamente ai dati esterni, analisi di scenario condotte da esperti.
          Al fine di garantirne la fondatezza, queste valutazioni vengono validate e rivedute in
          base al confronto con le perdite effettivamente subite.
   1.2.5. Fattori di contesto operativo e di controllo interno
   21.    Una metodologia complessiva di valutazione del rischio dell’ente creditizio è in
          grado di cogliere i fattori cruciali del contesto operativo e del sistema di controllo
          interno che possono modificare il profilo di rischio operativo dell’ente stesso.
   22.    La scelta di ciascun fattore è giustificata dalla sua natura di significativa causa del
          rischio operativo, determinata in base all’esperienza e al giudizio autorevole delle
          aree di attività interessate.
   23.    La sensibilità delle stime di rischio ai mutamenti dei fattori e la ponderazione relativa
          dei vari fattori sono ben fondate. Oltre a cogliere le modifiche del profilo di rischio
          dovute al miglioramento dei sistemi di controllo, il sistema individua inoltre
          potenziali aumenti del rischio derivanti dalla maggiore complessità delle attività o
          dagli accresciuti volumi operativi.
   24.    Questo sistema è documentato e sottoposto a revisione indipendente all’interno
          dell’ente creditizio e da parte delle autorità competenti. Con l’andar del tempo il
          processo e i risultati sono validati e riesaminati mediante raffronto con i dati interni
          di perdita effettiva e con i dati esterni rilevanti.
   2.     EFFETTO DELLE ASSICURAZIONI
   25.    Gli enti creditizi possono riconoscere l’effetto delle assicurazioni previo il rispetto
          delle condizioni di cui ai punti da 26 a 29.
IT                                                146                                                 IT
 ---pagebreak---    26. L’assicuratore deve essere autorizzato ad esercitare l’attività di assicurazione o di
       riassicurazione.
   27. L’assicuratore deve possedere un rating sulla sua capacità di indennizzo pari almeno
       ad A (o equivalente);
       a)     la polizza assicurativa deve avere una durata iniziale non inferiore a un anno.
              Per le polizze con durata residua inferiore a un anno l’ente creditizio deve
              adottare appropriati coefficienti di scarto (haircut) rappresentativi della
              decrescente vita residua della polizza; per polizze con durata residua pari o
              inferiore a 90 giorni, è previsto un coefficiente di scarto pari al 100%;
       b)     la polizza deve prevedere un periodo minimo di preavviso di 90 giorni per la
              disdetta del contratto;
       c)     la polizza di assicurazioni non deve prevedere esclusioni o limitazioni attivate
              da azioni di vigilanza ovvero, nel caso di un ente creditizio fallito, che
              precludano all’ente creditizio, al commissario straordinario o al liquidatore di
              recuperare somme a titolo di danni subiti o spese sostenute dall’ente creditizio
              stesso, eccettuato il caso di eventi verificatisi dopo l’attivazione delle
              procedure di commissariamento o di liquidazione dell’ente creditizio, a
              condizione che la polizza assicurativa possa escludere ammende, sanzioni
              pecuniarie o penalizzazioni derivanti da provvedimenti assunti dalle autorità
              competenti;
       d)     i calcoli dell’attenuazione del rischio devono riflettere la copertura assicurativa
              in modo tale da esprimere in maniera trasparente e coerente la relazione
              esistente con l’effettiva probabilità e con l’impatto delle perdite utilizzate per la
              determinazione del requisito patrimoniale per il rischio operativo;
       e)     l’assicurazione deve essere fornita da un terzo. Nel caso di assicurazione
              fornita tramite controllate o affiliate, l’esposizione deve essere trasferita a un
              terzo indipendente, ad esempio mediante un contratto di riassicurazione, che
              soddisfi i criteri di idoneità;
       f)     lo schema per il riconoscimento dell’assicurazione deve essere ben fondato e
              documentato.
   28. La metodologia per il riconoscimento dell’assicurazione deve cogliere, attraverso
       l’applicazione di coefficienti di sconto o di scarto sull’ammontare della polizza in
       questione, i seguenti elementi:
       a)     la durata residua della polizza, se inferiore a un anno, come sopra menzionato;
       b)     i termini di disdetta della polizza, se inferiori ad un anno;
       c)     il grado di incertezza associato ai rimborsi e i disallineamenti di copertura delle
              polizze assicurative.
   29. La riduzione dei requisiti patrimoniali derivante dal riconoscimento delle
       assicurazioni deve essere limitata al 20% del requisito patrimoniale per il rischio
       operativo precedente al riconoscimento delle tecniche di attenuazione del rischio.
IT                                             147                                                  IT
 ---pagebreak---    3.  RICHIESTA DI UTILIZZARE UN METODO AVANZATO DI MISURAZIONE A LIVELLO DI
       GRUPPO
   30. Quando è previsto che un metodo avanzato di misurazione venga utilizzato dall’ente
       creditizio impresa madre nell’UE e dalle sue filiazioni o dalle filiazioni di una
       società di partecipazione finanziaria madre nell’UE, la richiesta include una
       descrizione della metodologia utilizzata per attribuire tra le diverse entità del gruppo
       il capitale a copertura del rischio operativo.
   31. Nella domanda viene indicato se e in che modo gli effetti di diversificazione vengano
       presi in considerazione nel sistema di misurazione del rischio.
IT                                            148                                               IT
 ---pagebreak---                       Parte 4 – Uso congiunto di diverse metodologie
   1. USO   DI UN METODO AVANZATO DI MISURAZIONE IN COMBINAZIONE CON ALTRI
      METODI
   1. Gli enti creditizi possono utilizzare un metodo avanzato di misurazione in
      combinazione con il metodo base dell’indicatore o con il metodo standardizzato
      purché vengano soddisfatte le seguenti condizioni:
      a)     devono essere colti tutti i rischi operativi dell’ente creditizio. L’autorità
             competente deve approvare la metodologia utilizzata per coprire le diverse
             attività, articolazioni territoriali, strutture giuridiche o altre suddivisioni
             stabilite in base a criteri interni;
      b)     la parte di attività rientrante nell’applicazione di un dato metodo, sia esso il
             metodo standardizzato o un metodo avanzato di misurazione, deve soddisfare i
             criteri di idoneità previsti nelle parti 2 e 3 per quel dato metodo.
   2. Caso per caso, l’autorità competente può imporre le seguenti condizioni aggiuntive:
      a)     alla data di applicazione di un metodo avanzato di misurazione, tale metodo
             deve essere in grado di cogliere una parte significativa dei rischi operativi
             dell’ente creditizio;
      b)     l’ente creditizio deve impegnarsi ad applicare il metodo avanzato di
             misurazione ad una parte rilevante delle sue operazioni sulla base di un
             calendario concordato con le autorità competenti.
   2. USO     CONGIUNTO       DEL    METODO       BASE   DELL’INDICATORE      E   DEL METODO
      STANDARDIZZATO
   3. Un ente creditizio può utilizzare congiuntamente il metodo base dell’indicatore e il
      metodo standardizzato solo in circostanze eccezionali, quali la recente acquisizione
      di nuove attività, che potrebbero richiedere un periodo di transizione per
      l'applicazione del metodo standardizzato.
   4. L’uso congiunto del metodo base dell’indicatore e del metodo standardizzato è
      subordinato all’impegno dell’ente creditizio ad applicare il metodo standardizzato
      sulla base di un calendario approvato dalle autorità competenti.
IT                                             149                                            IT
 ---pagebreak---                     Parte 5 - Classificazione delle tipologie di eventi di perdita
   Tabella 3
   Categoria di eventi         Definizione
   Frode interna               Perdite dovute a frode, appropriazione indebita o elusione di leggi,
                               regolamenti o direttive aziendali – ad esclusione degli episodi di
                               discriminazione o di mancata applicazione di condizioni paritarie –
                               in cui sia coinvolta almeno una risorsa interna dell’ente creditizio
   Frode esterna               Perdite     dovute      a     frode,   appropriazione     indebita     o
                               violazione/elusione di leggi da parte di terzi
   Rapporto di impiego e Perdite derivanti da atti non conformi alle leggi o agli accordi in
   sicurezza sul lavoro        materia di impiego, salute e sicurezza sul lavoro, dal pagamento di
                               risarcimenti a titolo di lesioni personali o da episodi di
                               discriminazione o di mancata applicazione di condizioni paritarie
   Clientela, prodotti     e Perdite derivanti da inadempienze, involontarie o per negligenza,
   prassi professionali        relative a obblighi professionali verso clienti specifici (inclusi i
                               requisiti di affidabilità e di adeguatezza), ovvero dalla natura o dalle
                               caratteristiche del prodotto
   Danni a beni materiali      Perdite dovute a danneggiamento o a distruzione di beni materiali
                               per catastrofi naturali o altri eventi
   Interruzioni                Perdite dovute a interruzioni dell’operatività o a disfunzioni dei
   dell’operatività        e sistemi
   disfunzioni dei sistemi
   Esecuzione, consegna e Perdite dovute a carenze nel trattamento delle operazioni o nella
   gestione dei processi       gestione dei processi, nonché perdite dovute alle relazioni con
                               controparti commerciali e fornitori
IT                                                150                                                   IT
 ---pagebreak---                                           Allegato XI
      Criteri tecnici relativi alla revisione e valutazione delle autorità competenti
   1.  Oltre al rischio di credito, di mercato e operativo, la revisione e la valutazione che le
       autorità competenti svolgono conformemente all’articolo 124 hanno per oggetto i
       seguenti elementi:
       a)    i risultati delle prove di stress effettuate dagli enti creditizi che applicano il
             metodo IRB;
       b)    l’esposizione al rischio di liquidità e di concentrazione degli enti creditizi e la
             relativa gestione, compresa l’osservanza degli obblighi di cui agli articoli da
             108 a 118;
       c)    la solidità, l’appropriatezza e l’applicazione delle politiche e delle procedure
             attuate dagli enti creditizi per la gestione del rischio residuale associato all’uso
             di tecniche riconosciute di attenuazione del rischio di credito;
       d)    la misura in cui i fondi propri detenuti dall’ente creditizio a fronte delle attività
             che ha cartolarizzato siano adeguati al contenuto economico dell’operazione,
             considerata anche l’entità del rischio trasferito.
   2.  Le autorità competenti controllano se un ente creditizio abbia fornito un supporto
       implicito ad una cartolarizzazione. Se viene appurato che un ente creditizio ha fornito
       un supporto implicito in più di un’occasione, l’autorità competente adotta misure
       appropriate che riflettano la maggior probabilità che in futuro l’ente creditizio
       fornisca un supporto alle sue cartolarizzazioni, mancando pertanto di operare un
       trasferimento significativo del rischio.
IT                                            151                                                  IT
 ---pagebreak---                                           Allegato XII
                          Criteri tecnici in materia di informativa
                                  Parte 1 – Criteri generali
   1. Un’informazione è da considerarsi rilevante se la sua omissione o la sua errata
      indicazione può modificare o influenzare il giudizio o le decisioni degli utilizzatori
      che su di essa fanno affidamento per l’adozione di decisioni economiche.
   2. Sono considerate esclusive di un ente creditizio quelle informazioni che, se rese note
      al pubblico, intaccherebbero la sua posizione competitiva. Possono essere
      considerate tali le informazioni su prodotti o sistemi che, se rese note alla
      concorrenza, diminuirebbero il valore degli investimenti dell’ente creditizio.
   3. Le informazioni sono considerate riservate se vi sono obbligazioni nei confronti dei
      clienti o altre relazioni con la controparte che vincolano l’ente creditizio alla
      riservatezza.
   4. Le autorità competenti prescrivono agli enti creditizi di valutare la necessità di
      pubblicare alcune o tutte le informazioni più frequentemente che una volta l’anno
      alla luce delle caratteristiche rilevanti delle loro attività, quali la portata delle
      operazioni, la gamma delle attività, la presenza in diversi paesi e in diversi settori
      finanziari e la partecipazione a mercati finanziari e a sistemi internazionali di
      pagamento, di regolamento e di compensazione. Gli enti creditizi valutano in
      particolare l’eventuale necessità di pubblicare con maggiore frequenza le
      informazioni di cui alla parte 2, punto 3, lettere b) e e) e punto 4, lettere da b) a f)
      nonché le informazioni sulle esposizioni soggette a rischio o su altre voci suscettibili
      di rapidi cambiamenti.
   5. L’obbligo di informativa di cui alla parte 2, punto 4, lettera f) è previsto
      conformemente all’articolo 72, paragrafi 1 e 2.
                                 Parte 2 – Obblighi generali
   1. Per ciascuna categoria di rischio, compresi i rischi di cui ai punti da 1 a 13, si
      pubblicano gli obiettivi e le politiche di gestione del rischio dell’ente creditizio, in
      particolare:
      a)     le strategie e i processi per la gestione di tali rischi;
      b)     la struttura e l’organizzazione della pertinente funzione di gestione del rischio
             o di altri dispositivi rilevanti;
      c)     l’ambito di applicazione e la natura dei sistemi di segnalazione e di
             misurazione del rischio;
      d)     le politiche di copertura e di attenuazione del rischio, le strategie e i processi
             per la sorveglianza continuativa sulla loro efficacia.
   2. Per quanto riguarda l’ambito di applicazione degli obblighi della presente direttiva,
      vengono pubblicate le seguenti informazioni:
IT                                             152                                              IT
 ---pagebreak---       a)    la ragione sociale dell’ente creditizio al quale si applicano gli obblighi della
            presente direttiva;
      b)    un profilo delle differenze nelle basi per il consolidamento a fini contabili e di
            vigilanza, con una breve descrizione delle entità all’interno del gruppo che:
      i)    sono consolidate integralmente,
      ii)   sono consolidate proporzionalmente,
      iii)  sono dedotte dai fondi propri,
      iv)   non sono né consolidate né dedotte;
      c)    eventuali impedimenti giuridici o sostanziali attuali o prevedibili che
            ostacolino il rapido trasferimento dei fondi propri o il rimborso di passività tra
            l’impresa madre e le sue filiazioni;
      d)    l’ammontare aggregato dei deficit patrimoniali rispetto al minimo obbligatorio
            di tutte le filiazioni non incluse nel consolidamento e le ragioni sociali di tali
            filiazioni;
      e)    se applicabile, il fatto di avvalersi delle disposizioni di cui agli articoli 69 e 70.
   3. Gli enti creditizi pubblicano le seguenti informazioni riguardanti i loro fondi propri:
      a)    informazioni sintetiche su termini e condizioni attinenti alle principali
            caratteristiche di tutti gli strumenti di capitale e relative componenti;
      b)    l’ammontare dei fondi propri di base, con informazioni separate su tutti gli
            elementi patrimoniali positivi e le deduzioni;
      c)    l’ammontare totale dei fondi propri supplementari e dei fondi propri quali
            definiti all’[allegato V della direttiva 93/6/CEE];
      d)    le deduzioni dai fondi propri di base e dai fondi propri supplementari a norma
            dell’articolo 66, paragrafo 1, lettera c), con informazioni separate sugli
            elementi di cui all’articolo 57, lettera q);
      e)    l’importo dei fondi propri totali ammissibili, al netto delle deduzioni e delle
            limitazioni di cui all’articolo 66.
   4. Per quanto riguarda l’osservanza dei requisiti di cui agli articoli 75 e 123, l’ente
      creditizio pubblica le seguenti informazioni:
      a)    la descrizione sintetica del metodo adottato dall’ente creditizio nella
            valutazione dell’adeguatezza del proprio capitale interno per il sostegno delle
            attività correnti e prospettiche;
      b)    per gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il
            rischio conformemente agli articoli da 78 a 83, l’8% di tali esposizioni per
            ciascuna delle classi di esposizioni di cui all’articolo 79;
IT                                            153                                                  IT
 ---pagebreak---       c)    per gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il
            rischio conformemente agli articoli da 84 a 89, l’8% di tali esposizioni per
            ciascuna delle classi di esposizioni di cui all’articolo 86. Per la classe delle
            esposizioni al dettaglio, tale requisito si applica a ciascuna delle categorie di
            esposizioni alle quali corrispondono le diverse correlazioni di cui all’allegato
            VII, parte 1, punti da 9 a 11. Per la classe delle esposizioni in strumenti di
            capitale tale requisito si applica a:
      i)    ciascuno dei metodi di cui all’allegato VII, parte 1, punti da 15 a 25;
      ii)   esposizioni negoziate in mercati, esposizioni in strumenti di capitale privati
            nell'ambito di portafogli sufficientemente diversificati ed altre esposizioni;
      iii)  esposizioni soggette a disposizioni di vigilanza transitorie per quanto riguarda i
            requisiti patrimoniali;
      iv)   esposizioni soggette a clausole di salvaguardia per quanto riguarda i requisiti
            patrimoniali;
      d)    i requisiti patrimoniali minimi calcolati conformemente all’articolo 75, lettere
            b) e c);
      e)    i requisiti patrimoniali minimi calcolati conformemente agli articoli da 103 a
            105 e indicati separatamente;
      f)    i coefficienti di solvibilità calcolati sulla base dei fondi propri totali e dei fondi
            propri di base.
   5. Per quanto riguarda l’esposizione al rischio di credito e al rischio di diluizione, l’ente
      creditizio pubblica le seguenti informazioni:
      a)    le definizioni di crediti scaduti e deteriorati a fini contabili;
      b)    la descrizione degli approcci e dei metodi adottati per determinare le rettifiche
            di valore e gli accantonamenti;
      c)    l’ammontare totale delle esposizioni al netto di compensazioni contabili ma
            senza tenere conto degli effetti delle tecniche di attenuazione del rischio di
            credito e l’ammontare medio delle esposizioni nel periodo ripartite per classi di
            esposizioni;
      d)    la distribuzione geografica delle esposizioni ripartite per aree significative e per
            classi principali di esposizioni e se necessario ulteriori dettagli;
      e)    la distribuzione delle esposizioni per settore economico o per tipo di
            controparte, disaggregata per classe di esposizioni e se necessario ulteriori
            dettagli;
      f)    il portafoglio complessivo delle esposizioni disaggregato in funzione della
            durata residua per classe di esposizioni e se necessario ulteriori dettagli;
      g)    per settore economico o tipo di controparte significativi, l’ammontare di:
IT                                            154                                                  IT
 ---pagebreak---       i)    esposizioni deteriorate e scadute, indicate separatamente,
      ii)   rettifiche di valore e accantonamenti,
      iii)  oneri per rettifiche di valore effettuate nel periodo;
      h)    gli importi delle esposizioni deteriorate e scadute, indicati separatamente,
            ripartiti per area geografica significativa, compreso, se praticabile, gli importi
            delle rettifiche di valore e degli accantonamenti relativi a ciascuna area
            geografica;
      i)    il raccordo delle variazioni delle rettifiche di valore e degli accantonamenti per
            le esposizioni deteriorate, indicato separatamente. Le informazioni
            comprendono:
      i)    la descrizione del tipo di rettifica di valore e dell’accantonamento,
      ii)   il saldo iniziale,
      iii)  le riprese effettuate nel periodo su accantonamenti,
      iv)   gli accantonamenti effettuati o ripresi a fronte di perdite presunte su
            esposizioni durante il periodo, ogni altra rettifica, ad esempio per oscillazioni
            del cambio, fusioni societarie, acquisizioni e dismissioni di filiazioni, compresi
            i trasferimenti tra fondi di accantonamento,
      v)    il saldo finale.
      Le rettifiche e le riprese di valore imputate direttamente al conto economico vengono
      evidenziate separatamente.
   6. Gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
      conformemente agli articoli da 78 a 83 pubblicano le seguenti informazioni per
      ciascuna delle classi di esposizioni di cui all’articolo 79:
      a)    le denominazioni delle agenzie esterne di valutazione del merito di credito e
            delle agenzie per il credito all’esportazione prescelte, nonché le ragioni di
            eventuali modifiche;
      b)    le classi di esposizioni per le quali ogni agenzia esterna di valutazione del
            merito di credito o agenzia per il credito all’esportazione viene utilizzata;
      c)    la descrizione del processo impiegato per trasferire le valutazioni del merito di
            credito relative all’emittente o all’emissione ad attività non incluse nel
            portafoglio di negoziazione;
      d)    l’associazione del rating esterno di ciascuna agenzia esterna di valutazione del
            merito di credito o agenzia per il credito all’esportazione prescelta alle classi di
            merito di credito prescritte all’allegato VI; non è necessario pubblicare queste
            informazioni se l’ente creditizio rispetta l’associazione normale pubblicata
            dall’autorità competente;
IT                                            155                                                IT
 ---pagebreak---        e)     i valori delle esposizioni, con e senza attenuazione del rischio di credito,
              associati a ciascuna classe di merito di cui all’allegato VI nonché i valori delle
              esposizioni dedotti dai fondi propri.
   7.  Gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
       conformemente all’allegato VII, parte 1, punto 5 o punti da 17 a 19 indicano le
       esposizioni assegnate a ciascuna categoria della tabella di cui al punto 5
       summenzionato o a ciascun fattore di ponderazione del rischio menzionato nei punti
       da 17 a 19.
   8.  Gli enti creditizi che calcolano i loro requisiti patrimoniali conformemente
       all’articolo 75, lettere b) e c) indicano tali requisiti separatamente per ciascun rischio
       menzionato in tali disposizioni.
   9.  Ciascun ente creditizio che calcola i propri requisiti patrimoniali conformemente
       all’[allegato VIII della direttiva 93/6/CEE] pubblica le seguenti informazioni:
       a)     per ciascun subportafoglio coperto:
       i)     le caratteristiche dei modelli usati,
       ii)    la descrizione delle prove di stress applicate al subportafoglio,
       iii)   la descrizione dell’approccio usato per effettuare test retrospettivi e per
              validare l’accuratezza e la coerenza dei modelli interni e dei processi interni di
              modellizzazione;
       b)     il grado di accettazione da parte dell’autorità competente;
       c)     per i subportafogli rientranti nel modello:
       i)     i dati VaR massimi, medi e minimi nel corso del periodo di segnalazione e di
              fine periodo,
       ii)    il raffronto delle stime del VaR con i profitti e le perdite effettivi registrati
              dall’ente creditizio, e l’analisi delle principali anomalie nei risultati dei test
              retrospettivi.
   10. Gli enti creditizi pubblicano le seguenti informazioni riguardanti il rischio operativo:
       a)     i metodi per la valutazione dei requisiti patrimoniali relativi al rischio operativo
              che l’ente creditizio può applicare;
       b)     la descrizione della metodologia di cui all’articolo 105, se utilizzata dall’ente
              creditizio, ivi compresa una descrizione dei fattori interni ed esterni di rilievo
              presi in considerazione nel metodo di misurazione adottato dall’ente. In caso di
              utilizzo parziale, l’ambito di applicazione e la copertura delle diverse
              metodologie impiegate.
   11. Per quanto riguarda le esposizioni in strumenti di capitale non incluse nel portafoglio
       di negoziazione, l’ente creditizio pubblica le seguenti informazioni:
IT                                             156                                                 IT
 ---pagebreak---        a)    la differenziazione tra le esposizioni in funzione dei loro obiettivi, tra cui la
             realizzazione di guadagni in linea capitale e altri obiettivi strategici, e la
             descrizione delle tecniche contabili e delle metodologie di valutazione
             impiegate, incluse le ipotesi di fondo e le pratiche che influiscono sulla
             valutazione, nonché le modifiche significative di tali pratiche;
       b)    il valore di bilancio, il valore equo (fair value) e, per i titoli quotati, il raffronto
             con la quotazione di mercato qualora questa si discosti in modo significativo
             dal suo valore equo;
       c)    la tipologia, la natura e gli importi delle esposizioni negoziate in mercati, delle
             esposizioni in strumenti di capitale privati nell'ambito di portafogli
             sufficientemente diversificati e di altre esposizioni;
       d)    i profitti/le perdite cumulativi/e realizzati/e su vendite e liquidazioni nel
             periodo;
       e)    i profitti/le perdite totali non realizzati/e, i profitti/le perdite totali da
             rivalutazione latenti, nonché ogni eventuale importo di questa natura incluso
             nei fondi propri di base o supplementari.
   12. Per quanto riguarda l’esposizione al rischio di tasso di interesse su posizioni non
       incluse nel portafoglio di negoziazione, l’ente creditizio pubblica le seguenti
       informazioni:
       a)    la natura del rischio di tasso di interesse e le ipotesi di fondo (tra cui quelle
             relative ai rimborsi anticipati dei crediti e alla dinamica dei depositi non
             vincolati) e la frequenza della misurazione di questa tipologia di rischio;
       b)    la variazione dei profitti, del valore economico o di altre misure pertinenti
             adottate dalla direzione in presenza di shock di tasso verso l’alto o verso il
             basso, a seconda del metodo di misurazione del rischio di tasso di interesse
             prescelto dalla direzione, per ciascuna valuta.
   13. Gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
       conformemente agli articoli da 94 a 101 pubblicano le informazioni seguenti:
       a)    la descrizione degli obiettivi dell’ente creditizio relativamente all’attività di
             cartolarizzazione;
       b)    i ruoli svolti dagli enti creditizi nel processo di cartolarizzazione;
       c)    per ciascuno di essi, l’indicazione della misura del coinvolgimento dell’ente
             creditizio;
       d)    i metodi per il calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
             che l’ente creditizio applica per le sue attività di cartolarizzazione;
       e)    la sintesi delle politiche contabili dell’ente creditizio per le attività di
             cartolarizzazione, specificando:
       i)    se le operazioni siano trattate come vendite o come finanziamenti,
IT                                             157                                                    IT
 ---pagebreak---        ii)   il riconoscimento dei profitti sulle vendite,
       iii)  le ipotesi di base per la valutazione degli impegni conservati,
       iv)   il trattamento delle cartolarizzazioni sintetiche, se ciò non è già contemplato da
             altre norme contabili;
       f)    le denominazioni delle agenzie esterne di valutazione del merito di credito
             utilizzate per le cartolarizzazioni e le tipologie di esposizioni per le quali
             ciascuna agenzia è usata;
       g)    l’ammontare totale delle esposizioni in essere cartolarizzate dall’ente creditizio
             e rientranti nello schema di cartolarizzazione (suddivise fra ordinarie e
             sintetiche), per tipologia di esposizione;
       h)    per le esposizioni cartolarizzate dall’ente creditizio e che rientrano nello
             schema, la ripartizione, per tipologia di esposizione, dell’importo delle
             esposizioni deteriorate e scadute e le perdite riconosciute dall’ente creditizio
             nel periodo;
       i)    l’ammontare aggregato delle posizioni inerenti a cartolarizzazione mantenute o
             acquistate, ripartito per tipologia di esposizione;
       j)    l’ammontare aggregato delle posizioni inerenti a cartolarizzazione mantenute o
             acquistate, ripartito in funzione di un numero significativo di fasce di
             ponderazione del rischio. Le posizioni alle quali è stata applicata una
             ponderazione del rischio del 1250% o che sono state dedotte vengono indicate
             separatamente;
       k)    l’ammontare aggregato in essere delle esposizioni rotative cartolarizzate,
             separate in base alle ragioni di credito, rispettivamente, del cedente e
             dell’investitore;
       l)    la sintesi delle operazioni di cartolarizzazione effettuate nel periodo, compreso
             l’ammontare delle esposizioni cartolarizzate (per tipologia), nonché i profitti o
             le perdite riconosciuti sulle vendite, per tipologia di esposizione.
   1.  PARTE 3 – REQUISITI DI IDONEITÀ PER L’IMPIEGO            DI PARTICOLARI STRUMENTI O
       METODOLOGIE
   14. Gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il rischio
       conformemente agli articoli da 84 a 89 pubblicano le informazioni seguenti:
       a)    l’autorizzazione da parte dell’autorità competente all’uso del metodo prescelto
             o all’applicazione del processo di transizione;
       b)    la spiegazione e l’esame:
       i)    della struttura dei sistemi di rating interni e della relazione tra rating interni ed
             esterni,
IT                                            158                                                  IT
 ---pagebreak---    ii)  dell’uso di stime interne per finalità diverse dal calcolo degli importi delle
        esposizioni ponderati per il rischio conformemente agli articoli da 84 a 89,
   iii) del processo di gestione e di riconoscimento dell’attenuazione del rischio di
        credito,
   iv)  dei meccanismi di controllo e di revisione dei sistemi di rating, anche in
        termini di indipendenza e di responsabilità;
   c)   la descrizione del processo di rating interno, separatamente per le seguenti
        classi di esposizioni:
   i)   amministrazioni centrali e banche centrali,
   ii)  enti,
   iii) imprese, comprese le PMI, finanziamenti specializzati e crediti verso imprese
        acquistati,
   iv)  crediti al dettaglio, per ciascuna delle categorie di esposizioni alle quali
        corrispondono le diverse correlazioni di cui all’allegato VII, parte 1, punti da 9
        a 11,
   v)   strumenti di capitale;
   d)   i valori delle esposizioni per ciascuna delle classi di esposizioni specificate
        all’articolo 86. Le esposizioni verso le amministrazioni centrali, le banche
        centrali, gli enti creditizi e le imprese, laddove gli enti creditizi utilizzano stime
        interne della LGD o di fattori di conversione per il calcolo degli importi delle
        esposizioni ponderati per il rischio, vengono indicate separatamente dalle
        esposizioni per le quali gli enti creditizi non utilizzano tali stime;
   e)   per ciascuna delle classi di esposizioni – amministrazioni centrali, banche
        centrali, enti, imprese e strumenti di capitale – distribuite su un numero di
        classi di debitori (compreso l’inadempimento) sufficiente a consentire una
        differenziazione significativa del rischio di credito, gli enti creditizi indicano:
   i)   le esposizioni totali (per le classi di esposizioni verso amministrazioni centrali,
        banche centrali, enti e imprese, la somma dei prestiti in essere e i valori delle
        esposizioni per margini non utilizzati; per gli strumenti di capitale,
        l’ammontare delle esposizioni in essere),
   ii)  per gli enti creditizi che utilizzano stime interne della LGD per il calcolo degli
        importi delle esposizioni ponderati per il rischio, la LGD media ponderata per
        l'esposizione in percentuale,
   iii) il fattore di ponderazione del rischio medio ponderato per l’esposizione,
   iv)  per gli enti creditizi che utilizzano stime interne dei fattori di conversione per il
        calcolo degli importi delle esposizioni ponderati per il rischio, l’importo dei
        margini inutilizzati e i valori delle esposizioni medi ponderati per l'esposizione
        per ciascuna classe di esposizioni;
IT                                         159                                                 IT
 ---pagebreak---        f)     per la classe delle esposizioni al dettaglio e per ciascuna delle categorie di cui
              alla lettera c) supra, le informazioni di cui alla lettera e) supra (se applicabile, a
              livello di aggregato) o un’analisi delle esposizioni (prestiti in essere e valori
              delle esposizioni per margini non utilizzati) con un numero di gradi di EL
              sufficiente a consentire una differenziazione significativa del rischio di credito
              (se applicabile, a livello di aggregato);
       g)     le rettifiche di valore effettive nel periodo precedente per ciascuna classe di
              esposizioni (esposizioni al dettaglio e ciascuna delle categorie di cui alla lettera
              c) supra) e variazioni rispetto al passato;
       h)     la descrizione dei fattori che hanno avuto un impatto sulle perdite effettive
              dell’esercizio precedente (ad esempio, l’ente creditizio ha registrato tassi di
              inadempimento più alti della media, oppure LGD e fattori di conversione
              superiori alla media);
       i)     le stime dell’ente creditizio rispetto ai risultati effettivi su un periodo più lungo.
              Esse dovrebbero quantomeno includere informazioni sulle stime di perdita a
              fronte delle perdite effettive in ciascuna classe di esposizioni (esposizioni al
              dettaglio e ciascuna delle categorie di cui alla lettera c) supra), su un lasso di
              tempo sufficiente a consentire una valutazione significativa della prestazione
              dei processi di rating interni per ciascuna classe di esposizioni (esposizioni al
              dettaglio e per ciascuna delle categorie di cui alla lettera c) supra). Se del caso,
              gli enti creditizi disaggregano ulteriormente tali dati per fornire un’analisi della
              PD e, per quelli che adottano stime interne della LGD e/o dei fattori di
              conversione, dei risultati della LGD e dei fattori di conversione a fronte delle
              stime fornite nelle summenzionate segnalazioni quantitative sulla valutazione
              del rischio.
       Ai fini della lettera c) supra, la descrizione include le tipologie di esposizioni
       ricomprese nella classe di esposizioni, le definizioni, i metodi e i dati utilizzati per la
       stima e la validazione della PD e, se applicabile, della LGD e dei fattori di
       conversione, incluse le ipotesi impiegate nella derivazione di queste variabili e la
       descrizione degli scostamenti dalla definizione di inadempimento, così come prevista
       all’allegato VII, parte 4, punti da 44 a 48, laddove essi siano ritenuti rilevanti,
       compresi i segmenti di massima interessati da tali scostamenti.
   15. Gli enti creditizi che applicano tecniche di attenuazione del rischio di credito
       pubblicano le informazioni seguenti:
       a)     le politiche e i processi in materia di compensazione in bilancio e fuori bilancio
              e la misura in cui l’ente ricorre alla compensazione;
       b)     le politiche e i processi per la valutazione e la gestione delle garanzie reali;
       c)     la descrizione dei principali tipi di garanzie reali accettate dall’ente creditizio;
       d)     le principali tipologie di garanti e di controparti in operazioni su derivati su
              crediti e il loro merito di credito;
IT                                              160                                                  IT
 ---pagebreak---        e)    le informazioni sulle concentrazioni del rischio di mercato o di credito
             nell’ambito degli strumenti di attenuazione del credito adottati;
       f)    per gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il
             rischio conformemente agli articoli da 78 a 83 o agli articoli da 84 a 89 ma che
             non forniscono stime interne della LGD o dei fattori di conversione
             separatamente per ciascuna classe di esposizioni, il valore dell’esposizione
             totale (se applicabile, dopo compensazione in e fuori bilancio) coperto, dopo
             l’applicazione delle rettifiche per volatilità, da garanzie reali finanziarie
             ammissibili e da altre garanzie reali ammissibili;
       g)    per gli enti creditizi che calcolano gli importi delle esposizioni ponderati per il
             rischio conformemente agli articoli da 78 a 83 o agli articoli da 84 a 89,
             separatamente per ciascuna classe di esposizioni, l’esposizione totale (se
             applicabile, dopo compensazione in o fuori bilancio) coperta da garanzie
             personali o derivati su crediti. Per la classe delle esposizioni in strumenti di
             capitale tale requisito si applica a ciascuno dei metodi di cui all’allegato VII,
             parte 1, punti da 15 a 24.
   16. Gli enti creditizi che utilizzano il metodo di cui all’articolo 105 per il calcolo dei
       requisiti patrimoniali per il rischio operativo pubblicano una descrizione dell’uso
       dell’assicurazione ai fini dell’attenuazione del rischio.
IT                                            161                                                IT