CELEX: 51979PC0304
Language: it
Date: 1979-06-07
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CEE) n. 459/68, relativo alla difesa contro le pratiche di dumping, premi o sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (79) 304
Vol. 1979/0116
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---                                                                   COM ( 79 ) 304 def .
   COMMISSIONE
                                                                  Bruxelles, 7 giugno 1979
        DELLE
COMUNITÀ EUROPEE
                                                                  DOCUMENTO INTERNO
  Segretariato generale
                                             Proposta di
                                   REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO
                        che modifica il regolamento ( CEE ) n . 459/ 68 , relativo
                        alla difesa contro le pratiche di dumping , premj O
                        sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità
                                           economica europea
                          ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
C0M(79 ) 304 def .
 ---pagebreak---                           NOm   INTRODDTTIVA
L' esperienza acquisita dopo l'approvazione del regolamento
antidumping CES n, 459/68 ha rivelato la necessità di chiarire
alcuni concetti ivi contenuti per evitare motivi di incertezza
tra gli esportatori , gli importatori e le autorità incaricate
della gestione del regolamento ^ A tal fine è stata formulata la
presente proposta^
La Commissione richiama l' attenzione del Consiglio sul fatto che
la sua proposta tiene conto dei seguenti elementi :
– la conformità oon gli impegni internazionali della Comunità
  derivanti dall' articolo VI del GA.TT e dal codice antidumping
  del 1968;
– gli orientamenti recentemente espressi dalla Corte di giustizia
  europea ed in particolare i pareri formulati dall' avvocato
  generale ;
– la prassi vigente nei maggiori partner commerciali della Comunità
– la posizione ufficiale assunta dalla Comunità durante i recenti
  colloqui nell' ambito del GA.TT sui problemi di priorità e sulle
  questioni relative alla politica antidumping.
Poiché i risultati delle trattative commerciali multilaterali in
sede di GA.TT , non ancora ufficialmente approvati dalla Comunità,
non verranno comunque applicati prima del 1° gennaio 1980, la pre­
sente proposta non presuppone la loro attuazione , che dovrebbe
essere oggetto di una proposta separata*
 ---pagebreak---                                       Proposta di
                        REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
                                                         n.               elativo alla difesa
                   '·£;· ·.' ■                  ΓΤ– Λ ο_ΓΓ .:                 ο. Γ·>υρατ-ν»   :    οϋ ρ^ββΐ
                              ) . iLclo.t ) n (•cn"""i 'v"*'v r^.r;i .. rm,'\ o-, i.~rn,p'"w"v
                                                                              CûWWI
 IL CONSIGLIO PELLE_C0M UNITA * EUROPEE^
 visto il trattato che istituisco la Comunità economica europea , in parti­
 colare l'articolo 113 ,
  Vista La proposta delta Commissione ,
 considerando che la Comunità ha emanato norme comuni sulla difesa oontro
 le pratiche di dumping, premi o sovvenzioni da parte di paesi non membri
 della Conrunità e che , per i prodotti di cut al trattato che istituisce la
Comunità eoonomica europea , queste norme sono enunciato noi regolamento
CES n. 459/68 del Consiglio ( 1 ), modificato dal regolamentp_(CEE) j n . 1411 / 77 ( 2);
considerando che queste norme si ispirano ampiamente all' acoordo sull'ap­
plicazione dell'articolo VI del GA.TT , noto come codice antidumping,
considerando che , sulla base dell' esperienza acquisita nell' applicazione
di alcune delle suddette norme , è necessario chiarire alcuni concetti
in esse contenuti , tenendo conto fra l' altro della prassi vigente
tra i principali partner della Comunità, nonché nella Comunità stes­
sa nel settore del carbone e dell' acciaio , enunciati nella raccoman­
dazione della Commissione n. 77/329/CECA (3 ), modificata dalla rac­
comandazione _n . 158/ 79/ CECA ( 4 );
considerando in particolare che è necessario allineare maggiormente
la definizione di dumping al linguaggio impiegato nell' articolo VI
del GiTT e nel codice antidumping introducendo l' espressione
"valore normale" e stabilendo i r.atorti per determinarlo :
                                                                                                ./■
Cil  GU n. L 93 del 17.4.1968, pag . 1
(2 ) GU n. L 160 del 30.6.1977 , pag . 4
 3 GU   n. L 114 del 5.5.1977 , pag . 6
(4) GU  n. L 21 del 30.1.1979, pag . 14
 ---pagebreak---   considerando che è necessario definire con maggior precisione
 i metodi di calcolo del valore costruito d.a utilizzare nei ca­
 si in cui il presso di un prodotto analogo sul mercato interno
 non consenta un valido confronto e particolarmente nei casi in
 cui non ci realizzino profitti nel mercato interno del paese
 di origine del prodotto considerato ;
 considerando che ò necessario chiarire le situazioni in cui le
 vendite si possono considerare come effettuato al di fuori del
 nomale andamento degli scambi , soprattutto noi casi in cui un
 prodotto è venduto a prezzi inferiori al suo costo di produzio­
 ne » nonché definire con maggiore precisione il metodo per detei*-
minaro il valore normale ;
 considerando che 5 necessario specificare che , in caso d' impor­
tazione da paesi a corameroio di Stato , il valore nomale è de­
terminato sulla "base dei prezzi o dei costi di un prodotto simile
in un paese ad economia di mercato ovvero , se necessario , dei
prezzi praticati nella Comunità;
considerando che 6 opportuno dare una definizione del prezzo
all' esportazione ed : indicare con maggiore precisione gli elementi
da prendere in considerazione nei casi in cui è necessario ricostruii
recale prezzo in base al primo prezzo di ; libero mercato ;-
considerando che , por quanto concerne le concessioni applicabili
nel confronto tra il prezzo all' esportazione ed il valore norma­
le , 5 opportuno stabilire che l' onere della prova ricada sulla
persona che richiede le concessioni ;
considerando che , per eliminare ogni possibilità di equivoco ,
è necessario definire nuovamente il termine "margine di dumping"
e stabilire i metodi di calcolo nei casi in oui i prezzi e i
margini variano ;
considerando ohe per quanto riguarda il pregiudizio è necessario
chiarire i criteri per determinarlo ed in particolare stabilire
che i pregiudizi causati da altri fattori non possono essere attri­
buiti alle pratiche di dumping, ma devono essere ben distinti ;
                                                      •••/ •••
 ---pagebreak---   considerando che è essenziale chiarire le circostanze nelle quali le
  p^rti intorriRpato possono accedere alle infornazioni impiegate nel
  corso dolio indagini ;
  ccnsìdom.ndo cho , per impedire il perdurare di una situazione di dumping,
 nei cr-ni in cri dalla constatazione definitiva doi fatti risulta l' esi­
  stenza di condizioni di dumping e di pregiudizio, ò necessario creare la
 possibilità di riscuotere definitivamente i dazi provvisori anche se ra­
  gioni specifiche , ad esempio ^accettazione di un inpegno , rendono inu­
 tile l'applicazìono di xm dazio antidumping definitivo ;
 considerando cho , per ragioni di utilità pratica , è necessario modifica­
  re talune nome che disciplinano il campo d* applicasi one delle misure
 antidumping provvisorie }
 considerando che è necessario ;stabil           una procedura semplificata per
 1 * esame delle domande di restituzione di dazi antidumping;
 considerando che sembra opportuno autorizzare la Commissione a fissare ,
 conformemente agli impegni internazionali della Comunità, le disposi­
 zioni per attuare le norme relative alle concessioni al trattamento
 delle informazioni ?
 considerando che le modifiche qui enunciate non pregitidicano ogni ulteriore
adeguamento del regolamento comunitario antidumping - in conseguenza dei
negoziati- cOmmerciàli.'mul'f.Tttteral:i >"'TieC.:quadro del 6ATT ,          - ù.
 ' *•  r  , _r r.
  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                     Articolo 1
  'ìl regolamento ( CEE ) n . 459/ 68 è modificato come segue :
1 . L' articolo 3 j; sostituito dal seguente testo :
      wl» Un prodotto immesso sul mercato comunitario viene considerato
            come formante oggetto di dumping se il» suo prezzo di esportazione
            nella Comunità è inferiore al valore normale di un prodotto analogo#
       2. a) Ai fini del presente articolo si considera come valore normale :
                  aa) il prezzo comparatile , nell'andamento normale degli scambi ,
                      del prodotto simile._destinato al consumo del paese esporta­
                      toreVdi origine ,
                      oppure
                                                                   •••/ • ••
 ---pagebreak---      bb) se il prodotto simile non viene venduto neli*andamento normale
          degli scambi sul mercato interno del paese esportatore o se, a
          causa della particolare situazione del mercato, tale vendita
         non consente un valido confronto ,
           il ) il presso comparabile del prodotto càrdie esportato in un
                 qualsiasi paese terzo, che può essere il presso all' esporta–
                 sione più alto, ma deve comunque rintanerò rn presso rappresen­
                tativo 5
                oppure
         il) il valore costruito, ovvero il oosto di produzione incluse le
                spese generali , nel paese di origine, cui va aggiunto un impor­
                to ragionevole per il profitto ; in linea di massima tale im­
                porto non deve superare il profitto normalmente realizzato
             . sulle vendite dei prodotti della stessa categoria generale
               nel mercato interno del paese di origine. Se non si realizza
               nessun profitto , la Commissione determina l'ammontare da ag­
               giungere sulla base dei dati disponibili più opportuni .
b) Qualora vi siano motivi ragionevoli per ritenere o sospettare ohe il
    prezzo al quale un prodotto è venduto al consumo nel paese di origine
    sia inferiore al suo costo di produzione , le vendite effettuate a
   tali prezzi possono essere considerate al di fuori dell'andamento noiw
   male degli scambi nei seguenti casi :
   aa) se sono state effettuate per un periodo prolungato ed in quantità
        notevoli e
   bb) a prezzi che non consentono il recupero dei costì in un periodo
        ragionevole nell'andamento normale degli scambi .
   In tali circostanze il valore normale può essere determinato sulla
  base delle vendite rimanenti nel mercato interno ad un., prezzo non
  inferiore al costo di produzione , oppure delle vendite all' esporta­
  zione nei paesi terzi o del valore costruito oppure adeguando il
  suddetto prezzo inferiore al costo di produzione in modo da elimi­
  nare le perdite e garantire un profitto ragionevole. Tali calcoli
  del valore normale si basano sugli elementi disponibili più op­
  portuni .
                                                             • ••/•••
 ---pagebreak--- c ) Nel caso di importazioni provenienti dai paesi ai quali
 j «. Ii si--     applicano
           ; * I*. ' Γ »·'ν.   .....
                                     ! rego'tament
                                              κ *
                                                   i.C
                                                    ,
                                                       C EEV ) - '·n.~
                                                                    · ·«
                                                                         1 09/' " 70
                                                                                  ^
                                                                                     < 1··■-'> ««- e n·* . V· 253,2/
                                                                                                              ' ·ν ■»
                                                                                                                          78 ( 2>,
                                                                                                                      "'-Η '·*·' .
            o da . attri' paesi con una struttura economica simile ,;                                                   il
     V wal nrp normale sarà_deitermi nata_J n_moda_adegùa_tQ_e_non irragiópevple,
        _.in-baso.-ad.4jno doi. seguenti , criteri : . .                                      _..–                         __–L'J–;
          aa) i prezzi r.i cmali è venduto rn prodotto cimile di un paese
                    terso al quale non ni applicano i suddetti regolamenti
                     i ) per il constano nel mercato intorno di quel paese
                             oppure
                    ii) ad altri paesi , inclusa la Comunità}
                             oppure
          bb) il valor8 costruito di un prodotto simile in un paese terzo
                    al quale non si applicano i suddetti regolamenti ;
             >*' oppure
          cc) qualora né i prezzi né il valore costruito fissato in base ai
                    metodi di cui ai punti aa) o bb) di cui sopra forniscano una
                    base adeguata, il prezzo applicato nella Comunità, eventual­
                    mente modificato per riflettore tin profitto ragionevole.
  d) Qualora tin prodotto non sia importato direttanente dal paese di ori­
          gine , ma venga, esportato nella Comunità da vai paese intermedio, il
          valore nomale corrisponde di norca al prezzo comparabile del pro­
          dotto simile sul mercato interno del paese esportatore»
          (Tuttavia si può effettuare il confronto con il prezzo del paese
          di origino se , ad esempio , il predotto viene unicamente t raspo r-
         Jiato_ attraverso, il paese di esportazione oppure se non esiste
          una produzione di questo tipo o manca un prezzo comparabile .
          relativo nel paese di esportazione.
                                                                                                         • • •/• • •
  (1) Regolamento relativo al regime comune applicabile alle importazioni
              da paesi a commercio di Stato (GU n« L 19 del 26o l«l970, pag «- 1 )
    (2) Regolamento relativo al regime comune applicabile alle importazioni,
              dalla Repubblica popolare cinese (C-U n* L 306 del 31«10»1978, pag. l )
 ---pagebreak---  3* a) Il prezzo ali» esportazione corrisponde al prezzo effettivamente
                pagato o pagabile per il prodotto venduto per 1 * esportazione
                nella Comunità®
      la) P.tirMido non esiste prezzo ali 'esportazione, eppure quando esiste
                i_n'ansoci?,nione o un accordo di ccnpencanicno tra l' esportatore
                e l'importatore od un terzo, il prezzo all' esportazione si può
                costruire in taso ài prezzo al quale il prodotto importato è
                rivenduto una prima volta ad un acquirente indipendente , ovvero ,
                ce il nrodotto non viene rivenduto a . uri acquirente indipendènte o
                non vi en § venduto, ne l lo?. Stato in cui è stato :imp<ort.ator'su
                una qualsiasi ragionevole base . In tali
   . . • _ casi si terrà conto dei costi intervenuti tra l'importazione e
                il momento in cui il prodotto è rivenduto , compresi tutti i dazi
                e le tasse , nonché di un ragionevole margine di profitto.
4? a) Per effettuare un giusto confronto il prezzo ali 'esportazione ed il
              valore normale devono essere paragonati H e l medesimo stadio commer­
                ciale, hórmàtrirentè a l-l'uscità - del là '-fabbrica e > per - quanto :è jDoss-ibi le , 1
          , né' ^ medesimo" periodo .                periodo,,
    b) In ciascun caso si terrà opportunamente conto delle differenze
              esistenti nelle condizioni e . 'moda ITtà. di vendita, delle di­
              sparità nelle tassazioni o d.elle altre differenze che influenza­
              no la comparabilità dei prezzi , a condizione che , quando tali con­
              cessioni ^cno richieste dalle parti interessate, queste ultime
              possano diribstrare alla Connissione la fondatezza della propria
              dcranda ,
    c) Un prodotto non può essere considerato formante oggetto di un dumping
              per il fatto che esso ò esente da dazio o tasse gravanti sul prodotto
              cimile destinato al consumo interno nel paese di origine o di espor»-
              tazione , o por il fatto che tali dazi o tasse sono rimborsate»
5* Per "margine di dumping" si intende la differenza tra il, valore norma­
    le ed il prezzo all' esportazione.
    Se i prezzi variano , il margine di dumping può essere caloolato ^transazione
                   r an sazi one>? ovvero in . funzi one di prezzi pre valenti , rappresent a t i v i
    0 medi . ponderati .                 •„
   Qualora vengano rilevati margini di dumping variabili , se ne può
   calcolare . la . media :porrderartafi"                                         vtei s.~L
       T. lT" .          rc~    –v ■   _
 ---pagebreak--- I paragrafi 1 , 2 e 3 dell articolo 4 l!!sono sostituiti .dal seguente testo
 1 » La valutazione degli effetti delle importazioni in condizioni
      di dumping noli f industria in cuosticne ci ban*v stili * rTT^ di
      tutti i fr-ttori che irfltiennaro l.o stato dell' industria stessa ,
      qeali &Li cvilwird e lo rronpottivo por cr?,nto rigcarcla il volu­
      me degli affari , la penetrazione siti mercato , i profitti , i prez­
      zi (nella misura nella quale il presso alla consegna del prodotto
      adornato è inferiore o superiore al prezzo comparabile più rap­
     presentativo del prodotto cimile predominante nell' andamento nor­
     male degli scambi all' interno della Comunità) , l' occupazione del­
     le importazioni effettuate in condizioni di dumping o no , il gra­
     do di utilizzazione della capacità dell f indtV3tria comunitaria , la
     produttività, nonché le pratiche restrittive degli scambi# Uno so­
     lo o diversi oriteri tra quelli citati non costituiscono necessa­
     riamente un orientamento determinante»
 2, Por stabilire se le importazioni in condizioni di dumping causano
     un pregiudizio , sono esaminati tutti gli altri fattori che posso­
    no esercitare , singolamente o combinati fra loro , un' influenza
     sfavorevole sulla produzione della Comunità» I fattori da prendere
     in considerazione sono , fra l'altro , il voltarne ed i prezzi delle
    importazioni del predotto non in dumping, la concorrenza tra i
    produttori^^punitari stessi , la contrazione della domanda dovuta
    alla sostituSrone di altri prodotti o alle modifiche' nei gusti dei
    consumatori , nonché l'andamento delle esportazioni »
3* a) ITon si può attribuire un pregiudizio al dumping a meno che -
         si dimostri che le importazioni in dumping costituiscono la
         causa principale di tale pregiudizio» A tal fine , le conseguen­
         ze del dumping accertato come tale devono essere valutate in
         rapporto a tutti gli altri fattori noti che possono analogamen­
         te influire sfavorevolmente sull' industria» I pregiudizi causa­
         ti da tali altri fattori non devono essere attribuiti alle im­
         portazioni in dumping»
    b) La determinazione dell' esistenza del pregiudizio deve comunque
       • basarsi su fatti e non semplicemente su affermazioni , congetture
         o remote possibilità» Nel caso di tuia minaccia di pregiudizio , il
         mutamento di circostanze tali da creare una situazione in cui il
 ---pagebreak---             dumping causerebbe un pregiudizio deve essere chiaramente
            previsto ed imminente11 »
3# Il paragrafo 4 dell'artìcolo 10 è sostitu ito dal seguente' test o :
   "4» a) Il ricorrente , gli importatori e gli esportatori interessati ,
            nonché i rappresentanti del paese esportatore , possono prende­
            rò conoscenza di tutte le informazioni fornite alla Commissio­
            ne da ima qualsiasi parto ai fini dell' inchiesta , distinte dai
            dooincnti intorni preparati dalle autorità comunitarie , a con­
            diziono cho esse siano pertinenti alla difesa dei rispettivi
            interessi   e non abbiano carattere confidenziale ai sensi del­
            l''articolo 11 , e cho vengano impiegato dalla Cenni sDione nel­
            l' inchiesta antidumping» A tal fino essi devono presentare tuia
          • domanda scritta alla Commissione , indicando le informazioni
            richieste,,
       b) Gli esportatori e gli importatori del prodotto sotto inchiesta
            possono chiedere di essere informati dal servizio della com­
            missione a capo dell' indagine sui fatti essenziali e stille con­
            siderazioni in baso ai quali esso intendo raccomandare 1 'appli­
            cazione di dazi definitivi o la riscossione definitiva degli
         . importi provenienti dal dazio provvisorio"»
4* Il paragrafo 2_lett era . a > del t' art i colo 1 4, è sostituito da (. seguente testo
   "2fra) Le procedure antidumping possono essere chiuse senza l'applica^
            E ione di dazi antidumping o di misure transitorio quando ,
            durante l' esame dei fatti , gli esportatori si impegnano vo­
            lontariamente a rivedere 1 prezzi in modp da g liminare_..i _L
            narrino di dumping ovvero a cessare le esportazioni, del .
            predotto nella Comunità, a condizione che la Commissione, dopo
            aver ascoltato i pareri del _Comit ato^rit eng a,a c c.etr_:          –
            tabile tale soluzione . La chiusura della procedura deve essere
            decisa in conformità del procedimento de l paragrafo
            precedente e non esclude la riscossione definitiva di importi
            provenienti dai dazi provvisori a norma dell'articolo 17 (2) M«
                                                                    • ••/• •
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5 » Il paragrafo 2 dell'artìcolo 16 è sosti tu ito da l s egue nte testo ;
    "2, Al più tardi tua mese prima dello scadere del termine di tre
         mesi di cui all , articolo 15 , paragrafo 2 , Letter a a ), L a Comm issione , fatto
         salvo il     d is post o ^ dell'articolo 13 , presenta al Consiglio
         una proposta relativa ad ungasi ono conunitaria , ai sensi
         dell'articolo 17 , ovvero , se gli esportatori e gli importato­
         ri che rappresentano una quota significativa degli scambi in
         questione lo richiedono e l' esame dei ' fatti non è stato, an­
         cora concluso , ad una proroga , per un massimo di tre mesi ,
         delle misure provvisorie »
         In quest' ultimo caso , il Consiglio delibera a maggioranza
         qualificata".
6 » I paragrafi 1 o 2 dell'articolo 17 soncv sostituitidal seguente testo :
    Ml » Quando , dalla constatazione definitiva dei fatti , risulta
         l' esistenza di dumping e di pregiudizio , e quando gli interes­
         si della Comunità esigono un' azione comunitaria , la Commissione ,
         dopo aver udito i pareri espressi nell' ambito del Comitato ,
         presenta una proposta al Consiglio. IL Consiglio delibera a
         maggioranza qualificata»
     2, a) In seguito all'applicazione dell'articolo 15 (l )» paragrafo 1 , il
           ^ConsigJ-io, fatto salvo i l di sposta[ del l' articolo__1 5, paragrafo 2 ed
             indipendentemente dall' imposizione di un dazio antidumping
             definitivo , stabilisce in quale misura gli importi garantiti
             a titolo di dazio provvisorio devono essere riscossi defini­
             tivamente» Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata su
             proposta della Commissione »
         b) La riscossione definitiva di tale ammontare non può essere
             decisa se dalla contrtatazione definitiva dei fatti non risulta
             l 'esistenza di condizioni di dumping e di grave pregiudizio (e
             non semplicemente una minaccia      di grave pregiudizio o di
             sostanziale ritardo nella creazione di un' industria comuni­
             taria) o che tale pregiudizio sarebbe stato causato se non
             fossero state applicate disposizioni provvisorie"»
                                                                      • ••/•••
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  7» Il paragrafo 4 dell articolo 19 è _sosti£uiio--da U~seguenteiesto :
       "4» a) Quando , in seguito all'applicazione di m dazio antidumping,
                   rn importatore piò dimostrare che il ciazio calcolato è supe­
                   riora all' effettivo margino di dumping ri conni dell' artico–
                > colo 3 , paragrafo 5 , L' importo in eccqss o r is petto a l ma rgi ne viene re-
                   ntitii.it o ; qualora siano stato applicato disposizioni transi­
                   torie , lo stesse condizioni ci applicano alla liberazione del­
                   le garanzie »
             b ) A tal fine , entro un termine di 3 mesi dall' immissione in con­
                   sumo di dotti prodotti , l' importatore può presentare una do­
                  manda allo Stato membro sul territorio del quale tale immissio­
                  ne in consumo è stata effettuata® Lo Stato membro trasmette
                  ài più" presto la domanda alla Commissione , eventualmente con
                  un parere sulla sua fondatezza» La Commissione informa senza
                  indugio gli altri Stati membri ed esprime il proprio parere
                  in proposito » Se , entro 20 giorni dal ricevimento di tale
                  informazione , gli Stati membri concordano con l' opinione espres­
                  sa dalla Commissione e non presentano obiezioni , lo Stato
                  membro in questione delibera in conformità del parere suddetto»
                 -3Tsgli altri casi , la Commissione , dopo aver ascoltato i pareri
                  espressi degli Stati membri , decide se e in quale misura lo
                  Stato membro deve accogliere la domanda"»
  8 . L'articolo 21 bis seauente e inseritn ;                  _      –         -
       "La Commissione , previa consultazione del Comitato ed in conformità
        degli impegni internasi onali della Comunità, è autorizzata a fissare
         le disposizioni che attuano le norme del presente regolamento relativo
      ..a qccSnto.. sogaos
        a) le concessioni riguardanti la comparabilità dei prezzi tra il
             valore normale ed il prezzo all' esportazione (art » 3 (3 ) 0 (4) »
        b) trattamento delle informazioni ricevute durante l' indagine
             (artt . 10 e 11 ).
, 9 . Il riferimento all' articolo 3 paragrafo 5 di cui al-
        l' articolo 22 è sostituito dal riferimento all' articolo 3 paragrafo 4 ,
        lettera c ).
                                                                        • ••/•••
 ---pagebreak---                               - 11 -
                          Articolo 2
                          ■ I'liaaiiw Mm ■ mmm m
 Il presente regiamente entra in vigore 'il giorno » della sua
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comraità europee»
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elemen­
ti e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Eatto a Bruxelles ,