CELEX: C2000/034/13
Language: it
Date: 2000-02-05 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 9 novembre 1999 nella causa C-365/97: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana ("Inadempimento di uno Stato — Direttive 75/442/CEE e 91/156/CEE — Gestione dei rifiuti")

5.2.2000                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  C 34/7
     75/117/CEE per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati          dei pedaggi e diritti d’utenza riscossi per l’uso di alcune
     membri relative all’applicazione del principio della parità di           infrastrutture (GU L 279, pag. 32), la Corte (Sesta Sezione),
     retribuzione dei lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso          composta dai signori P.J.G. Kapteyn (relatore), facente funzione
     femminile, e 4, n. 1 della direttiva 79/7/CEE relativa alla              di presidente della Sesta Sezione, G. Hirsch e H. Ragnemalm,
     graduale attuazione del principio di parità di trattamento fra gli       giudici; avvocato generale: D. Ruiz-Jarabo Colomer, cancelliere:
     uomini e le donne in materia di sicurezza sociale, normative che,        H.A. Rühl , amministratore principale, ha pronunciato, il 28
     per quanto riguarda la concessione ai lavoratori dipendenti degli        ottobre 1999, una sentenza il cui dispositivo è del seguente
     assegni familiari o dell’assegno per il coniuge, presi in conto per      tenore:
     determinare l’importo delle retribuzioni che danno diritto a
     pensione, impongono ai lavoratori di sesso femminile coniugati           Per stabilire se un autoveicolo o un insieme di autoarticolati sia
     condizioni specifiche che non impongono ai lavoratori di sesso           destinato esclusivamente al trasporto di merci su strada, ai sensi
     maschile coniugati, la Repubblica ellenica è venuta meno agli            dell’art. 2, quarto trattino, della direttiva del Consiglio 25 ottobre
     obblighi che ad essa incombono in forza di tali disposizioni del         1993, 93/89/CEE, relativa all’applicazione da parte degli Stati
     diritto comunitario.                                                     membri delle tasse su taluni autoveicoli commerciali adibiti al
                                                                              trasporto di merci su strada, nonché dei pedaggi e dei diritti di utenza
2) La Repubblica ellenica è condannata alle spese.
                                                                              riscossi per l’uso di alcune infrastrutture, occorre far riferimento alla
                                                                              destinazione generale dell’autoveicolo, indipendentemente dall’uso che
(1) GU C 258 del 15.8.1998.                                                   può esserne fatto in un caso particolare.
                                                                              (1) GU C 234 del 25.7.1998.
                   SENTENZA DELLA CORTE
                            (Sesta Sezione)
                                                                                                 SENTENZA DELLA CORTE
                           28 ottobre 1999
                                                                                                        9 novembre 1999
nella causa C-193/98 (domanda di pronuncia pregiudiziale
dell’Oberlandesgericht Köln): ricorso in giudizio contro
un’ammenda amministrativa proposto da Alois Pfennig-                          nella causa C-365/97: Commissione delle Comunità euro-
                                mann (1)                                                       pee contro Repubblica italiana (1)
(«Direttiva 93/89/CEE — Trasporto di merci su strada —                        («Inadempimento di uno Stato — Direttive 75/442/CEE e
Tasse sugli autoveicoli — Diritti di utenza per l’uso di talune                              91/156/CEE — Gestione dei rifiuti»)
           strade — Autoveicoli da trasporto pesanti»)
                                                                                                          (2000/C 34/13)
                            (2000/C 34/12)
                     (Lingua processuale: il tedesco)                                              (Lingua processuale: l’italiano)
                                                                              Nella causa C-365/97, Commissione delle Comunità europee
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella       (agente: signor P. Stancanelli, assistito dall’avv. Massimo Mero-
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                   la) contro Repubblica italiana (agente: professor Umberto
                                                                              Leanza, assistito dal signor P.G. Ferri), avente ad oggetto un
Nella causa C-193/98, avente ad oggetto la domanda di                         ricorso inteso a far dichiarare che la Repubblica italiana, non
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell’art.                avendo correttamente e integralmente attuato, nella zona
177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dall’Oberlandesge-                dell’alveo del torrente San Rocco, la direttiva del Consiglio
richt Köln (Germania), nel ricorso in giudizio contro un’am-                  15 luglio 1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti (GU L 194,
menda amministrativa proposto dinanzi a detto organo giuri-                   pag. 47), è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono
sdizionale da Alois Pfennigmann, domanda vertente sull’inter-                 in forza del Trattato CE e degli artt. 4, 5, 7, primo trattino, e
pretazione degli artt. 2, n. 1, dell’Accordo 9 febbraio 1994,                 10 della direttiva 75/442 o delle disposizioni corrispondenti,
relativo alla riscossione dei diritti di utenza per determinate               come modificate dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991,
strade da parte di autoveicoli da trasporto pesanti, concluso                 91/156/CEE (GU L 78, pag. 32), la Corte, composta dai signori
tra i governi della Repubblica federale di Germania, del Regno                G.C. Rodriguez Iglesias, presidente, J.C. Moitinho de Almeida,
del Belgio, del Regno di Danimarca, del Granducato di                         D.A.O. Edward e R. Schintgen, presidenti di sezione, P.J.G.
Lussemburgo e del Regno dei Paesi Bassi (Bundesgesetzblatt                    Kapteyn, J.-P. Puissochet, G. Hirsch e P. Jann e H. Ragnemalm
1994, II, pag. 1768), e 2, quarto trattino, della direttiva del               (relatore), giudici; avvocato generale: J. Mischo, cancelliere:
Consiglio 25 ottobre 1993, 93/89/CEE, relativa all’applicazio-                signora L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato, il
ne da parte degli Stati membri delle tasse su taluni autoveicoli              9 novembre 1999, una sentenza il cui dispositivo è del
commerciali adibiti al trasporto di merci su strada, nonché                   seguente tenore:
 ---pagebreak--- C 34/8                    IT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             5.2.2000
1) Non avendo adottato le misure necessarie per assicurare che i                 1) Un familiare di un lavoratore migrante avente cittadinanza
     rifiuti scaricati nel corso d’acqua che attraversa il vallone San               marocchina, allorché quest’ultimo ha acquistato la cittadinanza
     Rocco fossero eliminati senza pericolo per la salute dell’uomo e                dello Stato membro ospitante prima della data in cui tale
     senza recare pregiudizio all’ambiente e non avendo adottato le                  familiare ha cominciato a risiedere presso di lui nel detto
     misure necessarie affinché i rifiuti raccolti in una discarica abusiva          Stato membro ed ha richiesto l’attribuzione di una prestazione
     fossero consegnati ad un raccoglitore privato o pubblico o ad                   previdenziale in forza della normativa di questo Stato, non può
     un’impresa di smaltimento, la Repubblica italiana è venuta meno                 richiamarsi all’art. 41, n. 1, dell’Accordo di cooperazione tra la
     agli obblighi che ad essa incombono in forza degli artt. 4, primo               Comunità economica europea e il Regno del Marocco, firmato a
     comma, e 8, primo trattino, della direttiva del Consiglio 15 luglio             Rabat il 27 aprile 1976 e approvato, a nome della Comunità,
     1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti, come modificata dalla                    con regolamento (CEE) del Consiglio 26 settembre 1978,
     direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE.                              n. 2211, e far leva sulla cittadinanza marocchina del detto
                                                                                     lavoratore al fine di giovarsi del principio della parità di
2) Il ricorso è respinto per il resto.                                               trattamento in materia di previdenza sociale enunciato da questa
                                                                                     disposizione.
3) La Repubblica italiana è condannata alle spese.
                                                                                     Tale familiare di un lavoratore migrante marocchino, allorché
(1) GU C 387 del 20.12.1997.
                                                                                     quest’ultimo possiede simultaneamente la cittadinanza dello
                                                                                     Stato membro ospitante, non può far valere la cittadinanza
                                                                                     marocchina del lavoratore ai fini dell’applicazione dell’art. 41,
                                                                                     n. 1, del detto Accordo, se non in base al diritto dello Stato
                                                                                     membro considerato, diritto la cui interpretazione ed applicazione
                                                                                     sono tuttavia riservate esclusivamente al giudice nazionale
                                                                                     nell’ambito della controversia che è chiamato a dirimere.
                    SENTENZA DELLA CORTE                                         2) La nozione di «familiari» del lavoratore migrante marocchino, ai
                                                                                     sensi dell’art. 41, n. 1, del citato Accordo, deve intendersi
                            (Sesta Sezione)                                          ricomprendere gli ascendenti di questo lavoratore e del coniuge
                                                                                     con lui residenti nello Stato membro ospitante.
                          11 novembre 1999
                                                                                 (1) GU C 209 del 4.7.1998.
nel procedimento C-179/98 (domanda di pronuncia pre-
giudiziale proposta dalla Cour du travail di Bruxelles):
                Stato belga contro Fatna Mesbah(1)
(«Accordo di cooperazione CEE-Marocco — Art. 41, n. 1 —
Principio della parità di trattamento in materia di previdenza
           sociale — Ambito d’applicazione personale»)
                                                                                                  ORDINANZA DELLA CORTE
                            (2000/C 34/14)
                                                                                                           (Prima Sezione)
                     (Lingua processuale: il francese)                                                     14 ottobre 1999
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella          nella causa C-437/98 P: Industria del Frio Auxiliar Conser-
                                                                                 vera SA (Infrisa) contro Commissione delle Comunità
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                                               europee (1)
Nel procedimento C-179/98, avente ad oggetto la domanda di
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art.                  («Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado
177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dalla Cour du                        — Ricorso dichiarato manifestamente infondato — Polizia
travail di Bruxelles (Belgio), nella causa dinanzi ad essa                       sanitaria — Misure di salvaguardia — Decisione
pendente tra Stato belga e Fatna Mesbah, domanda vertente                                                     95/119/CE»)
sull’interpretazione dell’art. 41, n. 1, dell’Accordo di coopera-
zione tra la Comunità economica europea e il Regno del                                                      (2000/C 34/15)
Marocco, firmato a Rabat il 27 aprile 1976 e approvato, a
nome della Comunità, con regolamento (CEE) del Consiglio
26 settembre 1978, n. 2211 (GU L 264, pag. 1), la Corte                                             (Lingua processuale: lo spagnolo)
(Sesta Sezione), composta dai signori R. Schintgen (relatore),
presidente della Seconda Sezione, facente funzione di presiden-
te della Sesta Sezione, P.J.G. Kapteyn e H. Ragnemalm,                           (Traduzione provvisoria: la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
giudici; avvocato generale: S. Alber; cancelliere: signora D.                                 «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Louterman-Hubeau, amministratore principale, ha pronuncia-
to, l’11 novembre 1999, una sentenza il cui dispositivo è del                    Nel procedimento C-437/98, Industri a del Frio Auxiliar
seguente tenore:                                                                 Conservera SA, con sede in Bermeo (Spagna), rappresentata