CELEX: 51994PC0177
Language: it
Date: 1994-05-17
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO RIGUARDANTE LA FIRMA DA PARTE DELLA COMUNITA EUROPEA DEL PROTOCOLLO DELLA CONVENZIONE DEL 1979 SULL' INQUINAMENTO ATMOSFERICO TRANSFRONTALIERO A GRANDE DISTANZA, RELATIVO AD UNA NUOVA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI ZOLFO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                         C0MC94) 177 def.
                                         Bruxelles, 17.05.1994
                           Proposta di
                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
                   RIGUARDANTE LA FIRMA
  DA PARTE DELLA GOKUNITA EUROPEA DEL PROTOCOLLO DELLA
    CONVENZIONE DEL 1979 SULL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO
TRANSFRONTALIERO A GRANDE DISTANZA. RELATIVO AD UNA NUOVA
            RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI ZOLFO
                 (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                         MOTIVAZIONE
     l.La Comunità europea è firmataria, al pari degli
     Stati membri di cui si compone, della convenzione
     sull'inquinamento atmosferico      transfrontaliere a
     grande distanza (convenzione di Ginevra, 1979),
     elaborata nell'ambito della Commissione economica per
     l'Europa delle Nazioni Unite.
     In un primo tempo è stato proposto alle parti nel
     1985 di firmare un primo protocollo SO2 che
     prevedeva una riduzione delle emissioni di zolfo del
     30% entro il 1993 rispetto ai livelli del 1980. La
     Comunità non figurava tra i firmatari di tale
     protocollo la cui scadenza è intervenuta alla fine
     del 1993.
     Nel quadro della suddetta convenzione è stato
     elaborato un secondo protocollo relativo alla lotta
     oontro le emissioni di zolfo (SOg) la cui firma
     sarà sottoposta alle parti.nel giugno 1994.
     2.La Comunità europea ha rioonosoiuto già da molto
     tempo la necessità di procedere alla riduzione delle
     emissioni di zolfo per proteggere la salute e
     l'ambiente dagli effetti nooivi, in particolare
     l'acidificazione, che ne derivano.
     A tale scopo la Comunità ha già adottato disposizioni
     di legge che le consentono di ridurre le emissioni di
     S02:
       -direttiva 75/716/CEE concernente il ravvicinamento
       delle legislazioni degli Stati membri relative al
       tenore di zolfo di taluni combustibili liquidi 1,
       modificata da ultimo dalla
       direttiva 93/12/CEE; 2
       -direttiva 80/779/CEE relativa ai valori limite e
       ai valori guida di qualità dell'aria per 3l'anidride
       sulforosa e le particelle in sospensione ;
       -direttiva 84/360/CEE oonoernente la lotta oontro
       l'inquinamento  atmosferico provocato dagli impianti
       industriali 4 ;
       -direttiva 88/609/CEE concernente la limitazione
       delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti
       originati dai grandi impianti di combustione 5 ;
1 GU n. L 307 del 27.11.1975, pag. 22
2 GU n. L 74 del 27.3.1993, pag. 81
3 GU n. L 229 del 30.08.1980, pag. 30
4 GU n. L 188 del 16.07.1984, pag. 20
5 GU n. L 336 del 07.12.1988, pag. 1
                                                          A-
 ---pagebreak---        -direttiva 89/369/CEE concernente la prevenzione
       dell'inquinamento atmosferico provocato dal 6 nuovi
       impianti di incenerimento dei rifiuti urbani ;
       -direttiva 89/429/CEE oonoernente la riduzione
       dell'inquinamento    atmosferico    provooato   dagli
       impianti   esistenti   d'incenerimento   dei  rifiuti
       urbani 7 .
     3.11 15 novembre 1993, il Consiglio ha dato mandato
     alla Commissione di partecipare ai lavori del gruppo
     di lavoro inoarioato di elaborare tale protocollo e
    di negoziare in nome della Comunità europea,
     mantenendo stretti rapporti di oonsultazione oon gli
     Stati membri.
     4.Tenuto conto delle responsabilità che la Comunità
     europea si è già assunta in materia e della
     necessità    di     promuovere    anche    a    livello
     internazionale    la   lotta    contro   l'inquinamento
     atmosferico, la Commissione ritiene necessario ohe
     l'Unione europea firmi 11 nuovo protocollo SO2.
     La Commissione invita pertanto il Consiglio a
     decidere favorevolmente in materia e a designare 11
     rappresentante abilitato a firmare 11 suddetto
     protocollo.
6 GU n. L 163 del 14.06.1989, pag. 32
7 GU n. L 203 del 16.07.1989, pag. 50                      2-
 ---pagebreak---  Deoisione del Consiglio del ... rlsguardante la firma da
 parte della        Comunità europea    del protocollo della
 convenzione    del     1979    sull'inquinamento atmosferico
 transfrontaliere a grande distanza, relativo ad una nuova
 riduzione   delle    emissioni di zolfo.
               Il Consiglio dell'Unione europea,
    visto il trattato ohe instituisoe la Comunità europea,
             vista la proposta della Commissione,
 considerando che il trattato prevede tra gli obiettivi della
 politica comunitaria in campo ambientale la promozione sul
 piano internazionale delle misure volte ad affrontare i
 problemi ambientali a livello regionale e mondiale; che
 invoca una cooperazione attiva da parte della Comunità
 europea e degli Stati membri con le azioni internazionali in
 materia di protezione dell'ambiente;
 considerando che la Comunità europea è parte della
 convenzione della Commissione economica per l'Europa delle
 Nazioni Unite sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero
 a grande distanza (convenzione di Ginevra 1979) d ) , di uno
 dei protocolli concernenti il finanziamento dell'EMEPt2)
 (Programma concertato di sorveglianza e valutazione del
 trasporto a grande distanza degli inquinanti atmosferici in
 Europa) e, dal 17 dicembre 1993, del protocollo relativo
 alla lotta oontro le emissioni di ossidi di3 azoto e dei loro
 flussi transfrontalieri (protocollo NOx);( )
 considerando ohe la Commissione delle Comunità europee ha
 partecipato a nome della Comunità ai negoziati condotti in
 seno ad un gruppo di lavoro sotto gli auspici della
 Commissione eoonomioa per l'Europa delle Nazioni Unite
 relativi ad un progetto per un secondo protocollo della
 convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliere a
 grande distanza relativo alle emissioni di zolfo;
 considerando che 11 protocollo SO2 sarà aperto alla firma
 delle parti della convenzione sull'inquinamento atmosferico
 transfrontaliero a grande distanza durante la riunione
 speciale dell'organo esecutivo della suddetta convenzione
 che si terrà ad Oslo il 13 e 14 giugno 1994,
(1) GU n. L 171, del 27.06.1981, pag. 11
(2) GU n. L 181, del 04.07.1986, pag. 1                       T
(3) GU n. L 149, del 17.05.1993, pag. 14                      ->
 ---pagebreak--- decide :
Articolo 1
La Comunità europea firma il seoondo protocollo della
convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a
grande distanza del 1979, relativo alla lotta contro le
emissioni di zolfo.
Articolo 2
Il Presidente del Consiglio designa un rappresentante
abilitato a firmare il protocollo in nome della Comunità.
Fatto a Bruxelles, il
                                        Per il Consiglio
                                        Il Presidente
                                                          ^U^
 ---pagebreak---                                                       Distr.
                                                      RESTREINTE
                                                      EB.AIR/R.84
                                                      11 mars 1994
                                                      FRANÇAIS
                                                      Original : ANGLAIS
ORGANE EXECUTIF DE LA CONVENTION SUR
LA POLLUTION ATMOSPHERIQUE TRANSFRONTIERS
A LONGUE DISTANCE
 (Session extraordinaire, Oslo, 13 et 14 juin 1994)
Point 2 de l'ordre du jour provisoire
           PROJET DE PROTOCOLE A LA CONVENTION DE 1979 SUR LA POLLUTION
              ATMOSPHERIQUE TRANSFRONT1ERE A LONGUE DISTANCE, RELATIF
                  A UNE NOUVELLE REDUCTION DES EMISSIONS DE SOUFRE
  La distribution des documents établis sous les auspices ou à la demande de
  l'Organe exécutif de la Convention sur la pollution atmosphérique
  trans frontière & longue distance est RESTREINTE et réservée aux
  gouvernements et organisations qui participent aux travaux de l'Organe
  exécutif. Les documents ne doivent pas être communiqués aux journaux ou
  revues, à moins que la RESTRICTION n'ait été LEVEE par l'Organe exécutif.
GE.94-30905    (F)
                                                                             '4
 ---pagebreak---  EB.AIR/R-84
 page 2
       Les Parties,
       Décidées à donner effet à la Convention sur la pollution atmosphérique
 transfrontière à longue distance,
       Préoccupées par le fait que, dans les régions exposées de l'Europe et de
 l'Amérique du Nord, les émissions de soufre et d'autres polluants
 atmosphériques continuent d'être transportées par-delà les frontières
 internationales et causent des dommages étendus à des ressources naturelles
d'importance vitale pour l'environnement et l'économie, comme les forêts, les
 sols et les eaux, et aux matériaux, y compris les monuments historiques,
et ont, dans certaines circonstances, des effets nocifs pour la santé,
       Résolues à prendre des mesures de précaution en prévision des émissions
de polluants atmosphériques et afin de prévenir ou de réduire au minimum ces
émissions et d'en atténuer les effets nocifs,
       Convaincues qu'en cas de risque de dommage grave ou irréversible,
l'absence de certitude scientifique absolue ne saurait être une raison pour
remettre à plus tard de telles mesures, étant entendu que les mesures à titre
de précaution prises au sujet des émissions de polluants atmosphériques
devraient avoir le meilleur rapport coût-efficacité,
       Conscientes du fait que les mesures prises pour limiter les émissions de
soufre et d'autres polluants atmosphériques contribueront aussi à protéger le
milieu sensible de la région arctique,
      Considérant que les principales sources de pollution atmosphérique, qui
contribuent à l'acidification du milieu, sont la combustion de combustibles
fossiles pour la production d'énergie et les principaux procédés
technologiques utilisés dans divers secteurs industriels ainsi que les
transports, qui entraînent des émissions de soufre, d'oxydes d'azote et
d'autres polluants,
      Conscientes de la nécessité d'adopter, dans la lutte contre la pollution
atmosphérique, une approche régionale basée sur le meilleur rapport
coût-efficacité, qui tienne compte des variations des effets et des coûts de
cette lutte entre les pays,
      Désireuses de prendre de nouvelles mesures plus efficaces pour maîtriser
et réduire les émissions de soufre,
      Sachant qu'une politique de limitation des émissions de soufre, quel que
soit son rapport coût-efficacité au plan régional, entraînera une charge
économique relativement lourde pour les pays en transition vers l'économie de
marché,
      Avant à x esprit que les mesures prises pour réduire les émissions de
soufre ne sauraient être un moyen d'exercer une discrimination arbitraire ou
injustifiable, ni une façon détournée de restreindre la concurrence et les
échanges internationaux,
 ---pagebreak---                                                                  EB.AIK/R.U4
                                                                 page 3
        Prenant en considération les données scientifiques et techniques
 existantes sur les émissions, les processus atmosphériques et les effets sur
 l'environnement des oxydes de soufre, ainsi que sur le coût des mesures de
 réduction,
       Sachant que, tout comme les émissions de soufre, les émissions d'oxydes
 d'azote et d'ammoniac provoquent une acidification du milieu,
       Notant qu'en vertu de la Convention-cadre des Nations Unies sur les
 changements climatiques, adoptée à New York le 9 mai 1992, un accord a été
 établi pour l'élaboration des politiques nationales et l'établissement des
mesures correspondantes afin de lutter contre les changements climatiques, ce
 qui devrait, en principe, déboucher sur une réduction des émissions de soufre,
       Affirmant la nécessité d'assurer un développement durable et
écologiquement rationnel,
       Reconnaissant qu'il est nécessaire de poursuivre la coopération
scientifique et technique pour affiner l'approche fondée sur les charges
critiques et les niveaux critiques et de faire des efforts pour évaluer
plusieurs polluants atmosphériques et leurs divers effets sur l'environnement,
les matériaux et la santé,
       Soulignant le fait que les connaissances scientifiques et techniques
progressent et qu'il importera de prendre leur développement en considération
lorsqu'on examinera la pertinence des obligations contractées en vertu du
présent Protocole et qu'on décidera des mesures ultérieures à prendre,
       Prenant acte du Protocole relatif à la réduction des émissions de soufre
ou de leurs flux transfrontières d'au moins 30 %, adopté à Helsinki le
8 juillet 1985, et des mesures déjà prises par de nombreux pays, qui ont eu
pour effet de réduire les émissions de soufre,
       Sont convenues de ce qui suit :
                                  Article premier
                                    DEFINITIONS
      Aux fins du présent Protocole,
1.    On entend par "Convention" la Convention sur la pollution atmosphérique
trans frontière à longue distance, adoptée à Genève le 13 novembre 1979;
2.    On entend par "EMEP" le Programme concerté de surveillance continue et
d'évaluation du transport à longue distance des polluants atmosphériques
en Europe;
3.    On entend par "Organe exécutif" l'Organe exécutif de la Convention,
constitué en application du paragraphe 1 de l'article 10 de la Convention;
4.    On entend par "Commission" la Commission économique des Nations Unies
pour l'Europe;
 ---pagebreak---  EB.AIR/R.84
 page 4
 5.    On entend par "Parties", à moins que le contexte ne s'oppose à cette
 interprétation, les Parties au présent Protocole;
 6.    On entend par "zone géographique des activités de l'EMEP" la zone définie
 au paragraphe 4 de l'article premier du Protocole à la Convention de 1979 sur
 la pollution atmosphérique transfrontière à longue distance, relatif au
 financement à long terme du Programme concerté de surveillance continue et
d'évaluation du transport à longue distance des polluants atmosphériques
en Europe (EMEP), adopté à Genève le 28 septembre 1984;
7.     On entend par "ZGOS" les zones de gestion des oxydes de soufre spécifiées
à l'annexe III conformément aux conditions énoncées au paragraphe 3 de
l'article 2;
8.     On entend par "charge critique" une estimation quantitative de
l'exposition à un ou plusieurs polluants au-dessous de laquelle, selon les
connaissances actuelles, il n'y a pas d'effets nocifs appréciables pour des
éléments sensibles déterminés de l'environnement;
9.    On entend par "niveaux critiques" les concentrations de polluants dans
l'atmosphère au-dessus desquels, selon les connaissances actuelles, il peut
y avoir des effets nocifs directs pour des récepteurs comme les êtres humains,
les plantes, les écosystèmes ou les matériaux;
10.   On entend par "dépôt critique de soufre" une estimation quantitative
de l'exposition aux composés oxydés du soufre, compte tenu des effets de
l'absorption de cations basiques et des dépôts de cations basiques, en deçà
de laquelle, selon les connaissances actuelles, il n'y a pas d'effets nocifs
appréciables pour des éléments sensibles déterminés de l'environnement;
11.   On entend par "émission" le rejet de substances dans l'atmosphère;
12.   On entend par "émissions de soufre" l'ensemble des émissions dans
l'atmosphère, exprimées en kilotonnes de dioxyde de soufre (kt SO2),
de composés du soufre d'origine anthropique à l'exclusion des émissions
provenant des navires utilisés pour le transport international en dehors des
eaux territoriales;
13. On entend par "combustible" toute substance combustible, solide, liquide
ou gazeuse, à l'exception des ordures ménagères et des déchets toxiques ou
dangereux;
14. On entend par "source fixe de combustion" tout appareil technique
ou groupe d'appareils techniques situés en un même endroit et dégageant ou
pouvant dégager des gaz résiduaires à travers une cheminée commune, où l'on
procède à l'oxydation de combustibles en vue d'utiliser la chaleur produite;
15. On entend par "grande source fixe de combustion nouvelle" toute source
fixe de combustion dont la construction ou la modification notable est
autorisée après le 31 décembre 1995 et dont l'apport thermique, lorsqu'elle
fonctionne à pleine capacité, est d'au moins 50 MW^. Il appartient
                                                                                 }
 ---pagebreak---                                                                 EB.AIR/R.84
                                                                page 5
 aux autorités nationales compétentes de décider de ce qu'est une modification
 notable compte tenu de facteurs tels que les avantages de cette modification
 pour l'environnement;
 16. On entend par "grande source fixe de combustion existante" toute source
 fixe de combustion existante dont l'apport thermique, lorsqu'elle fonctionne
 à pleine capacité, est d'au moins 50 MW^;
 17. On entend par "gazole" tout produit pétrolier relevant du HS 2710 ou tout
produit pétrolier qui, en raison de ses limites de distillation, entre dans la
catégorie des distillata moyens destinés à être utilisés comme combustibles et
dont au moins 85 % en volume, y compris les pertes de distillation, distillent
à 350 °C;
 18. On entend par "valeur limite d'émission" la concentration admissible
de composés du soufre exprimée en dioxyde de soufre dans les gaz résîduaires
provenant d'une source fixe de combustion, exprimée en masse par volume de ces
gaz, eux-mêmes exprimés en mg S02/Nm3, dans l'hypothèse d'une teneur en oxygène
 (en volume) dans le gaz résiduaire de 3 % pour les combustibles liquides et
gazeux et de 6 % pour les combustibles solides;
19. On entend par "limite d'émission" la quantité totale admissible de
composés du soufre exprimée en dioxyde de soufre et rejetée par une source
de combustion ou un ensemble de sources de combustion situées soit en un même
endroit soit dans une zone géographique définie, et exprimée en kilotonnes
par an;
20. On entend par "taux de désuifuration" le rapport entre la quantité de
soufre qui est retirée à la source de combustion pendant une période donnée
et la quantité de soufre présente dans le combustible, qui est introduite dans
les installations de combustion et utilisée au cours de la même période;
21. On entend par "bilan du soufre" une matrice récapitulant les
contributions, telles qu'elles ont été calculées, des émissions dont les
sources sont situées dans des zones spécifiées, aux dépôts des composés oxydés
du soufre dans des zones réceptrices.
                                    Article 2
                            OBLIGATIONS FONDAMENTALES
1.    Les Parties maîtrisent et réduisent leurs émissions de soufre afin de
protéger la santé et l'environnement de tout effet nocif, en particulier de
l'acidification, et de veiller, dans toute la mesure possible, sans que cela
entraîne des coûts excessifs, à ce que les dépôts des composés oxydés du
soufre ne dépassent pas à long terme les charges critiques pour le soufre
exprimées, à l'annexe I, en dépôts critiques, compte tenu des connaissances
scientifiques actuelles.
2.    Dans un premier temps, les Parties doivent, au minimum, réduire et
stabiliser leurs émissions annuelles de soufre en respectant le calendrier
et les niveaux spécifiés à l'annexe II.
                                                                                g
 ---pagebreak---  EB.AIR/R.84
 page 6
 3.    En outre, toute Partie :
       a)     dont la superficie totale est supérieure à 2 millions de km2;
       b)     qui s'est engagée en vertu du paragraphe 2 ci-dessus à*parvenir à
 un plafond national d'émissions ne dépassant pas le niveau de ses émissions
 en 1990 ou, s'il est inférieur, à celui qu'elle est tenue d'atteindre en vertu
 du Protocole d'Helsinki de 1985 relatif à la réduction des émissions de soufre
 ou de leurs flux transfrontières d'au moins 30 %, tels qu'indiqués à
 l'annexe II;
       c)    dont les émissions annuelles de soufre concourant à l'acidification
dans des zones relevant de la juridiction d'une autre ou de plusieurs autres
Parties proviennent uniquement de 1'intérieur des zones relevant de sa
 juridiction mentionnées à l'annexe III sous le nom de Zones de gestion des
oxydes de soufre (ZGOS), et qui a soumis une documentation à cet effet;
       d)    qui, en signant le présent Protocole ou en y adhérant, a précisé
qu'elle avait l'intention de se prévaloir du présent paragraphe;
doit au minimum réduire et stabiliser ses émissions annuelles de soufre dans
les zones mentionnées, en respectant le calendrier et les niveaux spécifiés
à l'annexe II.
4.     En outre, les Parties appliquent à l'égard des sources nouvelles et des
sources existantes les mesures de réduction des émissions de soufre les plus
efficaces adaptées à leur situation particulière, notamment :
      -      des mesures visant à accroître l'efficacité énergétique;
      -      des mesures visant à accroître l'exploitation des énergies
             renouvelables;
      -      des mesures visant à réduire la teneur en soufre de certains
             combustibles et à encourager l'emploi de combustibles à faible
             teneur en soufre, y compris l'emploi combiné de combustibles
             à forte teneur en soufre et de combustibles à faible teneur en
             soufre ou ne contenant pas de soufre;
      -      des mesures propres à permettre l'utilisation, pour lutter contre
             les émissions, des meilleures technologies disponibles n'entraînant
             pas de coût excessif;
en s'inspirant des principes directeurs énoncés à l'annexe IV.
5.    Toutes les Parties, à l'exception de celles liées par l'Accord sur
la qualité de 1'air conclu par les Etats-Unis et le Canada en 1991, doivent au
minimum :
      a)     appliquer des valeurs limites d'émission au moins aussi strictes
que celles spécifiées à l'annexe V à toutes les grandes sources fixes de
combustion nouvelles;
 ---pagebreak---                                                                 EB.AIR/R.84
                                                                page 7
       b)    appliquer, le 1er juillet 2004 au plus tard, si possible sans que
 cela entraîne des coûts excessifs, des valeurs limites d'émission au moins
 aussi strictes que celles spécifiées à l'annexe V aux grandes sources fixes de
 combustion existantes d'une puissance supérieure à 500 MW^, compte tenu de
 la durée utile restante d'une installation, calculée à partir de la date
d'entrée en vigueur du présent Protocole, ou appliquer des limites d'émission
équivalentes ou d'autres dispositions appropriées, à condition que cela
permette d'atteindre les plafonds spécifiés pour les émissions de soufre
à l'annexe II puis, par la suite, de se rapprocher encore des charges
critiques indiquées à l'annexe I; et appliquer le 1er juillet 2004 au plus
tard des valeurs limites d'émission ou des limites d'émission aux grandes
sources fixes de combustion existantes ayant une puissance de 50 à 500 MW^,
en s'inspirant de l'annexe V.
       c)    appliquer, deux ans au plus tard après la date d'entrée en vigueur
du présent Protocole, des normes nationales relatives à la teneur en soufre
du gazole au moins aussi strictes que celles spécifiées à l'annexe V. Au cas
où l'approvisionnement en gazole ne pourrait, sinon, être assuré, un Etat a la
possibilité de prolonger jusqu'à dix ans le délai prévu dans le présent
alinéa. Dans ce cas, il doit préciser son intention de prolonger ce délai dans
une déclaration qui devra être déposée en même temps que l'instrument de
ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion.
6.    Les Parties peuvent, en outre, utiliser des instruments économiques pour
encourager l'adoption de méthodes de réduction des émissions de soufre du
meilleur rapport coût-efficacité.
7.    Les Parties au présent Protocole peuvent, lors d'une session de l'Organe
exécutif, conformément aux règles et conditions que l'Organe exécutif définira
et adoptera, décider si deux Parties ou plus peuvent s'acquitter conjointement
des obligations énoncées à l'annexe II. Ces règles et conditions doivent
garantir l'exécution des obligations énoncées au paragraphe 2 ci-dessus et,
également, promouvoir la réalisation des objectifs environnementaux énoncés au
paragraphe 1 ci-dessus.
8.    Les Parties, sous réserve des résultats du premier examen prévu à
l'article 8 et un an au plus tard après l'achèvement dudit examen,
entreprennent des négociations au sujet des nouvelles obligations à assumer
pour réduire les émissions.
                                     Article 3
                              ECHANGE DE TECHNOLOGIE
1.    Les Parties facilitent, conformément à leurs lois, réglementations et
pratiques nationales, l'échange de technologies et de techniques, y compris
celles qui permettent d'accroître l'efficacité énergétique, l'exploitation
des énergies renouvelables et le traitement des combustibles à faible teneur
en soufre pour réduire les émissions de soufre, notamment en s'attachant à
promouvoir :
      a)    L'échange commercial des technologies disponibles;
                                                                                10
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      b)    Les contacts directs et la coopération dans le secteur industriel,
y compris les coentreprises;
      c)    L'échange d'informations et de données d'expérience;
      d)    L'octroi d'une assistance technique.
2.    Pour promouvoir les activités spécifiées au paragraphe 1 ci-dessus, les
Parties créent des conditions favorables en facilitant les contacts et la
coopération entre les organisations et les personnes compétentes qui, tant
dans le secteur privé que dans le secteur public, sont à même de fournir une
technologie, des services d'études et d'ingénierie, du matériel ou des moyens
financiers.
3.    Les Parties, six mois au plus tard après la date d'entrée en vigueur du
présent Protocole, commencent à étudier des procédures appropriées pour créer
des conditions plus favorables à l'échange de technologies, en vue de réduire
les émissions de soufre.
                                     Article 4
          STRATEGIES, POLITIQUES, PROGRAMMES, MESURES ET RASSEMBLEMENT
                        D'INFORMATIONS AU NIVEAU NATIONAL
1.    Chaque Partie, pour s'acquitter des obligations au titre de l'article 2 :
      a)    adopte, des stratégies, politiques et programmes au niveau national
six mois au plus tard après l'entrée en vigueur du présent Protocole à son
égard; et
      b)    prend et applique des mesures au niveau national pour maîtriser et
réduire les émissions de soufre.
2.    Chaque Partie rassemble et tient & jour des informations :
      a)    sur les niveaux effectifs des émissions de soufre et sur les
concentrations ambiantes et les dépôts de soufre oxydé et d'autres composés
acidifiants, en tenant compte, pour les Parties situées dans la zone
géographique des activités de l'EMEP, du plan de travail de l'EMEP;
      b)    sur les effets des dépôts de soufre oxydé et d'autres composés
acidifiants.
                                     Article S
                            INFORMATIONS A COMMUNIQUER
1.    Chaque Partie, par l'intermédiaire du Secrétaire exécutif de
la Commission, communique à l'Organe exécutif, à intervalles fixés par ce
dernier, des informations :
      a)    sur la mise en oeuvre, au niveau national, des stratégies,
politiques, programmes et mesures visés au paragraphe 1 de l'article 4;
                                                                                \\
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       b)    sur les niveaux des émissions nationales annuelles de soufre,
 conformément aux directives adoptées par l'Organe exécutif, en fournissant des
 données sur les émissions pour toutes les catégories de sources pertinentes;
 et
       c)    sur la manière dont elle s'acquitte des autres obligations qu'elle
 a contractées en vertu du présent Protocole,
 conformément à la décision relative à la présentation et à la teneur des
 informations, que les Parties adopteront à une session de l'Organe exécutif.
Les termes de cette décision seront revus si nécessaire, pour déterminer tout
élément supplémentaire concernant la présentation et/ou la teneur des
 informations à communiquer.
2.     Chaque Partie située dans la zone géographique des activités de l'EMEP
communique à ce dernier, par l'intermédiaire du Secrétaire exécutif de la
Commission, à intervalles à fixer par l'Organe directeur de l'EMEP et
approuvés par les Parties lors d'une session de l'Organe exécutif, des
informations sur les niveaux des émissions de soufre selon la résolution
temporelle et spatiale spécifiée par l'Organe directeur de l'EMEP.
3.    En temps voulu avant chaque session annuelle de l'Organe exécutif, l'EMEP
fournit des informations :
      a)     sur les concentrations ambiantes et les dépôts des composés oxydés
du soufre;
      b)     sur les chiffres des bilans du soufre.
Les Parties situées en dehors de la zone géographique des activités de l'EMEP
communiquent des informations similaires si l'Organe exécutif en fait
la demande.
4.    L'Organe exécutif, en application du paragraphe 2 b) de l'article 10 de
la Convention, prend les dispositions voulues pour établir des informations
sur les effets des dépôts de soufre oxydé et d'autres composés acidifiants.
5.    Lors des sessions de l'Organe exécutif, les Parties prennent les
dispositions voulues pour l'établissement, à intervalles réguliers,
d'informations révisées sur les allocations de réductions des émissions
calculées et optimisées au niveau international pour les Etats situés dans
la zone géographique des activités de l'EMEP, au moyen de modèles d'évaluation
intégrée, en vue de réduire davantage, aux fins du paragraphe 1 de l'article 2
du présent Protocole, l'écart entre les dépôts effectifs des composés oxydés
de soufre et les valeurs des charges critiques.
                                                                                \L
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                                     Article 6
                      RECHERCHE-DEVELOPPEMENT ET SURVEILLANCE
       Les Parties encouragent la recherche-développement, la surveillance et la
 coopération dans les domaines suivants :
       a)    Harmonisation internationale des méthodes d'établissement des
charges critiques et des niveaux critiques et élaboration de procédures pour
une telle harmonisation;
      b)     Amélioration des techniques et systèmes de surveillance et de
la modélisation du transport, des concentrations et des dépôts des composés
du soufre;
      c)     Elaboration de stratégies visant à réduire davantage les émissions
de soufre en se fondant sur les charges critiques et les niveaux critiques
ainsi que sur les progrès techniques, et amélioration des modèles d'évaluation
intégrée pour calculer la répartition optimisée au niveau international des
réductions des émissions, compte tenu d'un partage équitable des coûts des
mesures de réduction;
      d)     Compréhension des effets plus généraux des émissions de soufre sur
la santé, l'environnement, en particulier l'acidification, et les matériaux,
y compris les monuments historiques et culturels, compte tenu de la relation
entre les oxydes de soufre, les oxydes d'azote, l'ammoniac, les composés
organiques volatils et l'ozone troposphérique;
      e)    Technologies de réduction des émissions et technologies et
techniques propres à permettre d'accroître l'efficacité énergétique, les
économies d'énergie et l'exploitation des énergies renouvelables.
      f)    Evaluation économique des avantages résultant de la réduction des
émissions de soufre pour l'environnement et la santé.
                                     Article 7
                             RESPECT DES DISPOSITIONS
1.    Il est créé un comité d'application chargé d'examiner si le présent
Protocole est bien appliqué et si les Parties s'acquittent de leurs
obligations. Le Comité fait rapport aux Parties lors des sessions de l'Organe
exécutif et peut leur soumettre toute recommandation qu'il juge appropriée.
2.    Après examen du rapport et, éventuellement, des recommandations du Comité
d'application, les Parties peuvent, compte tenu des circonstances de l'espèce
et conformément à la pratique établie par la Convention, prendre une décision
et demander que des mesures soient prises pour assurer le plein respect
du présent Protocole et notamment pour aider les Parties à en respecter les
dispositions et pour en promouvoir les objectifs.
                                                                                 ,n
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 3.    A la première session de l'Organe exécutif, après l'entrée en vigueur du
 présent Protocole, les Parties adoptent une décision définissant la structure
 et les fonctions du Comité d'application ainsi que les procédures qu'il doit
 suivre pour examiner si les dispositions du Protocole sont bien respectées.
 4.    L'application de la procédure prévue pour s'assurer du respect
du Protocole est sans préjudice des dispositions de l'article 9 du présent
Protocole.
                                      Article 8
          EXAMENS PAR LES PARTIES LORS DES SESSIONS DE L'ORGANE EXECUTIF
 1.    Lors des sessions de l'Organe exécutif, les Parties, en application du
paragraphe 2 a) de l'article 10 de la Convention, examinent les informations
fournies par les Parties et par l'EMEP, les données sur les effets des dépôts
de composés du soufre et d'autres composés acidifiants et les rapports
du Comité d'application visés au paragraphe 1 de l'article 7 du présent
Protocole.
2.     a)     Lors des sessions de l'Organe exécutif, les Parties examinent
régulièrement les obligations énoncées dans le présent Protocole, y compris :
           i)       leurs obligations au regard des réductions des émissions
                    calculées et optimisées au niveau international les
                    concernant, visées au paragraphe 5 de l'article 5; et
          ii)       l'adéquation des obligations et les progrès réalisés en vue
                    d'atteindre les objectifs du présent Protocole;
      b)     Pour les examens, il est tenu compte des meilleures informations
scientifiques disponibles concernant l'acidification, notamment les
évaluations des charges critiques, des progrès technologiques, de l'évolution
de la situation économique et de la mesure dans laquelle les obligations
concernant les niveaux des émissions sont respectées;
      c)     Dans le cadre de ces examens, toute Partie dont les obligations
concernant les plafonds des émissions de soufre, telles que spécifiées à
l'annexe II du présent Protocole, ne correspondent pas aux réductions des
émissions optimisées au niveau international la concernant calculées pour
réduire d'au moins 60 % la différence entre les dépôts de soufre en 1990 et
les dépôts critiques pour les composés du soufre à l'intérieur de la zone
géographique des activités de l'EMEP, fait tout son possible pour s'acquitter
des obligations révisées;
      d)     Les modalités, les méthodes et le calendrier de ces examens sont
spécifiés par les Parties lors d'une session de l'Organe exécutif. Le premier
examen de ce type doit être achevé en 1997.
                                                                                 Ml
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 page 12
                                     Article 9
                             REGLEMENT DES DIFFERENDS
 1.    En cas de différend entre deux  ou plus de deux Parties au sujet de
 l'interprétation ou de l'application  du Protocole, les Parties concernées
 s'efforcent de le régler par voie de  négociation ou par tout autre moyen
pacifique de leur choix. Les Parties   au différend informent l'Organe exécutif
de leur différend.
2.     Lorsqu'elle ratifie, accepte ou approuve le Protocole ou y adhère,
ou à tout moment par la suite, une Partie qui n'est pas une organisation
d'intégration économique régionale peut déclarer dans un instrument écrit
soumis au Dépositaire que pour tout différend lié à l'interprétation ou à
l'application du Protocole, elle reconnaît comme obligatoire(s) ipso facto
et sans accord spécial un des deux moyens de règlement ci-après ou les deux,
à l'égard de toute Partie acceptant la même obligation :
       a)    la soumission du différend à la Cour internationale de Justice;
       b)    l'arbitrage conformément à la procédure que les Parties adopteront
dès que possible, à une session de l'Organe exécutif, dans une annexe
consacrée à l'arbitrage.
Une Partie qui est une organisation d'intégration économique régionale peut
faire une déclaration dans le même sens en ce qui concerne l'arbitrage
conformément à la procédure visée à l'alinéa b) ci-dessus.
3.    La déclaration faite en application du paragraphe 2 reste en vigueur
jusqu'à ce qu'elle expire conformément à ses propres termes ou jusqu'à
l'expiration d'un délai de trois mois à compter de la date à laquelle
notification écrite de la révocation de cette déclaration a été déposée auprès
du Dépositaire.
4.    Le dépôt d'une nouvelle déclaration, la notification de la révocation
d'une déclaration ou l'expiration d'une déclaration n'affecte en rien une
procédure engagée devant la Cour internationale de Justice ou le tribunal
arbitral, à moins que les Parties au différend n'en conviennent autrement.
5.    Sauf dans le cas où les Parties à un différend ont accepté le même moyen
de règlement prévu au paragraphe 2, si, à l'expiration d'un délai de 12 mois à
compter de la date à laquelle une Partie a notifié à une autre Partie
l'existence d'un différend entre elles, les Parties concernées ne sont pas
parvenues à régler leur différend en utilisant les moyens visés
au paragraphe 1, le différend, à la demande de l'une quelconque des Parties
au différend, est soumis à conciliation.
6.    Aux fins du paragraphe 5, une commission de conciliation est créée.
La commission est composée de membres désignés, en nombre égal, par chaque
Partie concernée ou, lorsque plusieurs Parties à la procédure de conciliation
font cause commune, par l'ensemble de ces Parties, et d'un président choisi
conjointement par les membres ainsi désignés. La commission émet une
recommandation que les Parties examinent de bonne foi.
                                                                                ir>
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                                                               page 13
                                   Article 10
                                     ANNEXES
      Les annexes du présent Protocole font partie intégrante du Protocole.
Les annexes I et IV ont un caractère de recommandation.
                                   Article 11
                           AMENDEMENTS ET AJUSTEMENTS
1.    Toute Partie peut proposer des amendements au présent Protocole. Toute
Partie à la Convention peut proposer un ajustement à l'annexe II du présent
Protocole en vue d'y ajouter son nom, ainsi que les niveaux d'émission, les
plafonds fixés pour les émissions de soufre et le pourcentage de réduction
des émissions.
2.    Les amendements et ajustements ainsi proposés sont soumis par écrit au
Secrétaire exécutif de la Commission, qui les communique à toutes les Parties.
Les Parties examinent les propositions d'amendement et d'ajustement à la
session suivante de l'Organe exécutif, à condition que le Secrétaire exécutif
les ait transmises aux Parties au moins quatre-vingt-dix jours à l'avance.
3.    Les amendements au présent Protocole et à ses annexes II, III et V sont
adoptés par consensus par les Parties présentes à une session de l'Organe
exécutif et entrent en vigueur pour les Parties qui les ont acceptés
le quatre-vingt-dixième jour qui suit la date à laquelle deux tiers
des Parties ont déposé leurs instruments d'acceptation de ces amendements
auprès du Dépositaire. Les amendements entrent en vigueur pour toute autre
Partie le quatre-vingt-dixième jour qui suit la date à laquelle ladite Partie
a déposé son instrument d'acceptation des amendements.
4.    Les amendements aux annexes du présent Protocole, à l'exception des
amendements aux annexes visées au paragraphe 3 plus haut, sont adoptés par
consensus par les Parties présentes à une session de l'Organe exécutif.
A l'expiration d'un délai de quatre-vingt-dix jours à compter de la date de sa
communication par le Secrétaire exécutif de la Commission, tout amendement
à une telle annexe prend effet à l'égard des Parties qui n'ont pas soumis au
Dépositaire de notification conformément aux dispositions du paragraphe 5
ci-dessus, à condition que 16 Parties au moins n'aient pas soumis cette
notification.
5.    Toute Partie qui ne peut pas approuver un amendement à une annexe
autre que celles visées au paragraphe 3 plus haut en donne notification
au Dépositaire par écrit dans un délai de quatre-vingt-dix jours à compter de
la date de la communication de son adoption. Le Dépositaire informe sans
retard toutes les Parties de la réception de cette notification. Une Partie
peut à tout moment substituer une acceptation à sa notification antérieure et,
après le dépôt d'un instrument d'acceptation auprès du Dépositaire,
l'amendement à cette annexe entre en vigueur pour cette Partie.
6.    Les ajustements à l'annexe XI sont adoptés par consensus par les Parties
présentes à une session de l'Organe exécutif et ils entrent en vigueur pour
                                                                               ty
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 page 14
 toutes les Parties au présent Protocole le quatre-vingt-dixième jour qui suit
 la date à laquelle le Secrétaire exécutif de la Commission donne aux Parties
 notification par écrit de l'adoption de l'ajustement.
                                     Article 12
                                      SIGNATURE
 1.    Le présent Protocole est ouvert à la signature des Etats membres de la
Commission, ainsi que des Etats dotés du statut consultatif auprès de la
Commission en vertu du paragraphe 8 de la résolution 36 (IV) du Conseil
économique et social du 28 mars 1947, et des organisations d'intégration
économique régionale constituées par des Etats souverains membres de la
Commission, ayant compétence pour négocier, conclure et appliquer des accords
internationaux dans les matières visées par le Protocole, sous réserve que
les Etats et organisations concernés soient Parties à la Convention et
figurent sur la liste de l'annexe II, à Oslo du 13 au 14 juin 1994 inclus,
puis au Siège de l'Organisation des Nations Unies à New York jusqu'au
12 décembre 1994.
2.    Dans les matières qui relèvent de leur compétence, ces organisations
d'intégration économique régionale exercent en propre les droits et
s'acquittent en propre des responsabilités que le présent Protocole confère
à leurs Etats membres. En pareil cas, les Etat? membres de ces organisations
ne sont pas habilités à exercer ces droits individuellement.
                                    Article 13
                RATIFICATION, ACCEPTATION, APPROBATION ET ADHESION
1.    Le présent Protocole est soumis à la ratification, l'acceptation ou
l'approbation des Signataires.
2.    Le présent Protocole est ouvert à l'adhésion des Etats et organisations
qui répondent aux conditions fixées au paragraphe 1 de l'article 12 à compter
du 12 décembre 1994.
                                    Article 14
                                    DEPOSITAIRE
      Les instruments de ratification, d'acceptation, d'approbation ou
d'adhésion sont déposés auprès du Secrétaire général de l'Organisation des
Nations Unies, qui exerce les fonctions de Dépositaire.
                                    Article 15
                                ENTREE EN VIGUEUR
1.    Le présent Protocole entre en vigueur le quatre-vingt-dixième jour qui
suit la date du dépôt du seizième instrument de ratification, d'acceptation,
d'approbation ou d'adhésion auprès du Dépositaire.
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2.     A l'égard de chaque Etat ou organisation visé au paragraphe 1 de
 l'article 12, qui ratifie, accepte ou approuve le présent Protocole ou
y adhère après le dépôt du seizième instrument de ratification, d'acceptation,
d'approbation ou d'adhésion, le Protocole entre en vigueur le
quatre-vingt-dixième jour qui suit la date de dépôt par cette Partie de son
instrument de ratification, d'acceptation, d'approbation ou d'adhésion.
                                    Article 16
                                   DENONCIATION
       A tout moment après l'expiration d'un délai de cinq ans commençant à
courir à la date à laquelle le présent Protocole est entré en vigueur à
l'égard d'une Partie, cette Partie peut dénoncer le Protocole par notification
écrite adressée au Dépositaire. La dénonciation prend effet le
quatre-vingt-dixième jour qui suit la date de réception de sa notification par
le Dépositaire, ou à toute autre date ultérieure qui peut être spécifiée dans
la notification de la dénonciation.
                                    Article 17
                               TEXTES AUTHENTIQUES
      L'original du présent Protocole, dont les textes anglais, français et
russe sont également authentiques, est déposé auprès du Secrétaire général de
l'Organisation des Nations Unies.
      EN FOI DE QUOI les soussignés, à ce dûment autorisés, ont signé le
présent Protocole.
      FAIT à Oslo, le treize juin mille neuf cent quatre-vingt-quatorze.
                                                                               \<f
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Annexe I
                                    Annexe I
                           DEPOTS CRITIQUES DE SOUFRE
 (au cinquième percentile en centigrammes de soufre par mètre carré et par an)
                                                                               1*1
 ---pagebreak---                                                                                                               page 17
                                                                                                              Annexe II
                                                                Annexe II
                                    PLAFONDS DES EMISSIONS DE SOUFRE ET POURCENTAGES
                                                    DE REDUCTION DES EMISSIONS
            Les plafonds des émissions de soufre indiqués sur le tableau ci-après correspondent aux obligations dont il est fait état aux
 paragraphes 2 et 3 de l'article 2 du présent Protocole. Les niveaux d'émission pour 1980 et 1990 et les pourcentages de réduction des
 émissions qui figurent ci-après ne sont indiqués que pour information.
                                Niveaux d'émission     Plafonds des émissions de soufre a/     Réduction des émissions en pourcentage
                                   kt SOj par an                  kt S0 2 par an                       (année de base 1980 b/)
                                  1980       1990        2000         2005         2010          2000           2005           2010
  Autriche                         397         90            78                                     80
  Belarus                          740                      456          400          370          38             46             50
  Belgique                         828        443           248          232          215          70             72             74
  Bulgarie                       2050       2020          1374         1230         1 127          33             40             45
  Canada- national               4 614     3 700         3200                                      30
           -ZGOS                 3 245                    1750                                     46
  Croatie                           150       160           133          125          117           11            17             22
  République tchèque             2 257      1 876         1 128          902         632           50             60             72
  Danemark                         451        180            90                                    80
  Finlande                         584        260           116                                    80
  France                         3 348      1 202           868          770         737           74            77              78
  Allemagne                      7 494     5 803         I 300          990                        83            87
  Grece                            400        510          595          580          570             0             3              4
  Hongrie                        1 632      1010            898         816          653           45            50              60
  Irlande                          222        168           155                                    30
  Italie                         3800                    1 330        1042                         65            73
  Liechtenstein                       0.4       0,1           0,1                                  75
 Luxembourg                          24                      10                                    58
 Pays-Bas                          466       207            106                                    77
 Norvège                           142         54            34                                    76
 Pologne                         4 100     3 210         2 583        2 173        1397            37            47              66
 Portugal                          266       284           304          294                         0              3
 Fédération de Russie d          7 161     4 460         4440         4 297        4 297           38            40             40
 Slovaquie                         843       539           337          295          240           60            65             72
 Slovénie                          235        195           130           94           71          45            60             70
 Espagne                         3 319     2 316         2 143                                     35
 Suède                             507        130           100                                    80
 Suisse                            126         62            60                                    52
 Ukraine                        3850                     2 310        2 118        1 696           40            45             56
 Royaume-Uni                    4 898      3 780         2 449        1470           980          50             70             80
 Communauté européenne         25 513                    9 598                                     62
           a/        Si, au cours d'une année donnée avant 2005, une Partie constate qu'en raison d'un hiver particulièrement froid,
d'un été particulièrement sec et d'une perte passagère et imprévue de capacité dans le réseau de distribution d'électricité, sur le
territoire national ou dans un pays voisin, elle n'est pas en mesure d'observer les obligations assumées en vertu de la présente
annexe, elle peut néanmoins s'acquitter desdites obligations en calculant la moyenne de ses émissions annuelles nationales de soufre
durant l'année en question, l'année qui précède celle-ci et l'année qui la suit, sous réserve que le niveau des émissions au cours d'une
année quelconque ne dépasse pas de plus de 20 % le plafond fixé.
           Le motif du dépassement au cours d'une année donnée et la méthode de calcul de la moyenne pour les trois années seront
communiqués au Comité d'application.
           b/        Pour la Grèce et le Portugal, le pourcentage indiqué de réduction des émissions est fondé sur le plafond des
émissions de soufre fixé pour l'an 2000.
           çf        Partie européenne à l'intérieur de la zone de l'EMEP.
                                                                                                                                         lo
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Annexe III
                                   ANNEXE   m
                  ZONES DE GESTION DES OXYDES DE SOUFRE (ZGOS)
      La ZGOS suivante est indiquée aux fins du présent Protocole :
La ZGOS du Sud-Est canadien
      Cette zone couvre une superficie de 1 million de km2 englobant tout le
territoire des provinces de l'Ile du Prince-Edouard, de la Nouvelle-Ecosse et
du Nouveau-Brunswick, tout le territoire de la province du Québec au sud d'une
ligne droite allant du Havre-saint-Pierre, sur la côte septentrionale du golfe
du Saint-Laurent au point où la frontière Québec-Ontario coupe la côte de la
baie James, ainsi que tout le territoire de la province de l'Ontario au sud
d'une ligne droite allant du point ou la frontière Ontario-Québec coupe la
côte de la baie James au fleuve Nipigon, près de la rive septentrionale du
lac Supérieur.
                                                                               IV
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                                                                page 19
                                                                Annexe IV
                                     Annexe IV
                TECHNIQUES DE LUTTE CONTRE LES EMISSIONS DE SOUFRE
                            PROVENANT DE SOURCES FIXES
 I.    INTRODUCTION
1.    L'annexe a pour but d'aider à déterminer les options et techniques de
lutte contre les émissions de soufre propres à assurer le respect des
obligations du présent Protocole.
2.    Elle est fondée sur des renseignements concernant les options générales
relatives à la réduction des émissions de soufre, en particulier sur les
résultats et les coûts de l'application des techniques de lutte qui figurent
dans la documentation officielle de l'Organe exécutif et de ses organes
subsidiaires.
3.    Sauf indication contraire, les mesures de réduction qui sont énumérées
sont considérées, sur la base d'une expérience pratique acquise, dans la
plupart des cas, sur plusieurs années, comme les meilleures techniques
disponibles les mieux établies et les plus rentables. Toutefois, l'expérience
toujours plus vaste des techniques peu polluantes appliquées dans les
nouvelles installations, ainsi que de l'adaptation antipollution des
installations existantes, impose le réexamen régulier de la présente annexe.
4.    Bien que l'annexe énumère un certain nombre de mesures et de techniques
au coût et à l'efficacité très variables, elle ne saurait être considérée
comme un tableau exhaustif des moyens de lutte possibles. De plus, le choix
des mesures et techniques à appliquer dans un cas particulier dépend de divers
facteurs, notamment la législation et les dispositions réglementaires en
vigueur, et, en particulier, les prescriptions relatives aux techniques de
lutte, la composition des énergies primaires, l'infrastructure industrielle,
la conjoncture économique et l'état de l'installation.
5.    L'annexe vise essentiellement la lutte contre les émissions de soufre
oxydé considérées comme le total du dioxyde de soufre (SO2) et du trioxyde de
soufre (SO3), exprimés ponderalement en SO2. La part de soufre émise sous forme
d'oxydes de soufre ou d'autres composés sulfureux, sans combustion, est faible
par rapport aux émissions de soufre résultant d'une combustion.
6.    Si des mesures ou techniques sont prévues pour lutter contre des sources
de soufre émettant aussi d'autres éléments, en particulier des oxydes d'azote
(N0X) des particules, des métaux lourds et des composés organiques volatils
(COV), il vaut la peine de les considérer en corrélation avec les moyens
applicables à ces autres polluants, afin de porter au maximum l'effet de
réduction d'ensemble et de réduire au minimum les atteintes à l'environnement,
et en particulier d'éviter que la pollution ne se reporte sur d'autres milieux
(par exemple sur les eaux résiduaires et les déchets solides).
                                                                                10
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Annexe IV
II.    PRINCIPALES SOURCES FIXES D'EMISSION DE SOUFRE
7.     La combustion de combustibles fossiles est la principale source d'origine
humaine des émissions de soufre provenant de sources fixes. En outre,
certaines opérations autres que la combustion peuvent contribuer beaucoup à
ces émissions. Selon l'EMEP/CORINAIR'90, les grandes catégories de sources
fixes sont les suivantes :
     i)      Centrales électriques publiques, installations mixtes et
             installations de chauffage urbain :
             a)     chaudières;
             b)     turbines à combustion fixes et moteurs à combustion interne;
    ii)       Installations de combustion commerciales, institutionnelles et
             résidentielles :
             a)     chaudières commerciales;
             b)     réchauffeurs domestiques;
   iii)       Installations de combustion industrielles et procédés à
             combustion :
             a)     chaudières et réchauffeurs industriels;
             b)     opérations, par exemple en métallurgie : grillage et
                    frittage, cokéfaction, traitement du dioxyde de titane (TÌO2),
                    etc. ;
              c)    fabrication de pâte à papier;
    iv)      Opérations autres que la combustion, par exemple la production
              d'acide sulfurique, certaines synthèses organiques, le traitement
             des surfaces métalliques;
     v)       Extraction, transformation et distribution de combustibles
              fossiles;
    vi)       Traitement et élimination des déchets (traitement thermique des
              ordures ménagères et déchets industriels, etc.)•
8.      Dans la région de la CEE, d'après les données dont on dispose pour 1990,
environ 88 % des émissions de soufre sont imputables à l'ensemble des procédés
de combustion (dont 20 % dans l'industrie), 5 % aux procédés de fabrication et
 7 % aux raffiuaries de pétrole. Dans nombre de pays, les centrales électriques
 sont la principale source de ces émissions. Dans certains pays, le secteur
 industriel (raffineries comprises) est lui aussi une source importante
d'émissions de SOj. Si les émissions en provenance des raffineries sont
 relativement faibles dans la région de la CEE, la teneur en soufre des
 produits pétroliers est une cause importante des émissions de soufre provenant
                                                                                   2^
 ---pagebreak---                                                                   EB.AIR/R.84
                                                                  page 21
                                                                  Annexe IV
 d'autres sources. Généralement, 60 % du soufre présent dans les produits bruts
 subsistent, 30 % sont récupérés sous forme de soufre élémentaire et 10 % sont
 émis par les cheminées de raffinerie.
 III. MOYENS GENERAUX DE REDUIRE LES EMISSIONS DE SOUFRE DUES A LA COMBUSTION
 9.     Les moyens généraux de réduire les émissions de soufre sont les
 suivants :
     i)        Mesures de gestion de l'énergie ±J :
               a)    Economies d'énergie
        L'utilisation rationnelle de l'énergie (amélioration du rendement et de
 l'application des procédés, production mixte et/ou gestion de la demande)
entraîne habituellement une réduction des émissions de soufre.
              b)     Utilisation de plusieurs sources d'énergie
       En général, on arrive à réduire les émissions de soufre en augmentant
dans la gamme des énergies la proportion de celles qui ne nécessitent pas de
combustion (hydraulique, nucléaire, éolienne, etc.). Mais d'autres atteintes à
l'environnement doivent être considérées.
    ii)       Moyens techniques :
              a)    Renoncement à certains combustibles
       Le S0 2 émis pendant la combustion est directement lié à la teneur en
soufre du combustible employé.
       Le remplacement de certains combustibles (par exemple de charbons très
soufrés par des charbons peu soufrés et/ou des combustibles liquides, ou bien
du charbon par le gaz) entraîne une diminution des émissions de soufre, mais
peut se heurter à certaines difficultés, par exemple celle d'obtenir des
combustibles peu soufrés ou l'adaptabilité des systèmes de combustion en place
à d'autres combustibles. Dans beaucoup de pays de la CEE, on remplace
actuellement des installations fonctionnant au charbon ou aux hydrocarbures
par des installations au gaz. La mise en place d'installations mixtes pourrait
faciliter le remplacement des combustibles.
              b)    Epuration des combustibles
       L'épuration du gaz naturel, parfaitement au point, est largement utilisée
pour des raisons pratiques.
       L'épuration des gaz de l'industrie (gaz acide de raffinerie, gaz de four
à coke, biogaz, etc.) est elle aussi parfaitement rodée.
      ±/      Les moyens i) a) et b) sont intégrés à la structure et à la
politique énergétiques d'une Partie à la Convention. Leur degré de mise en
oeuvre, leur efficacité et leurs coûts par secteur ne sont pas examinés ici.
                                                                                 ?»L
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 page 22
 Annexe IV
        Il en est de même pour la désulfuration des combustibles liquides
 (fractions légères et moyennes).
       La désulfuration des fractions lourdes est techniquement réalisable, mais
 il n'en faut pas moins tenir compte des propriétés du brut. La désulfuration
 des résidus présents dans l'atmosphère (produits de bas de colonne d'unités de
 distillation atmosphérique de pétrole brut) pour obtenir un combustible
 pétrolier à faible teneur en soufre n'est toutefois pas couramment pratiquée.
 Il est généralement préférable de traiter du brut peu soufré. L'hydrocraquage
et les techniques de conversion totale sont maintenant bien au point et
 associent une forte élimination du soufre à une amélioration du rendement des
produits légers. Les raffineries pratiquant des conversions totales sont
encore peu nombreuses. Généralement ces raffineries récupèrent 80 à 90 % du
 soufre présent et convertissent tous les résidus en produits légers ou autres
produits commercialisables. Ce type de raffineries consomme davantage
d'énergie et exige des investissements plus importants. La teneur en soufre
des produits de raffinage est indiquée dans le tableau 1 ci-dessous.
                                      Tableau 1
                     Teneur en soufre des produits du raffinage
                               (Teneur en soufre (%))
          Combustible          Classique actuellement   Attendue pour l'avenir
  Essence                                0,1                   0,05
  Carburéacteur                          0,1                   0,01
  Carburant diesel                   0,05-0,3                <0,05
  Huile de chauffe                   0,01-0,2                < 0,1
  Fioul                              0,2 - 3,5               < 1
  Diesel marin                       0,5-1,0                 < 0,5
  Soutes                             3,0-5,0              < 1 (zones côtières)
                                  ___=____=====^^         < 2 (haute mer)
       Les techniques modernes d'épuration de l'anthracite permettent d'éliminer
environ la moitié du soufre inorganique (selon les propriétés du charbon),
mais pas le soufre organique. On a entrepris de mettre au point des techniques
plus efficaces qui impliquent toutefois des coûts et des investissements plus
élevés. Ainsi, la désulfuration par épuration du charbon est moins rentable
que la désulfuration des gaz de combustion. Il semble que l'on puisse trouver,
dans chaque pays, le moyen de combiner au mieux ces deux procédés.
              c)   Techniques de combustion modernes
       Il s'agit de techniques de combustion dont le rendement technique a été
amélioré et qui émettent moins de soufre : combustion en lit fluidisé (CLF);
lit bouillonnant (CLFB); lit circulant (CLFC) et lit sous pression (CLFSP);
cycle combiné avec gazéification intégrée (CCGI) et turbines à gaz pour cycle
combiné (TGCC).
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                                                                Annexe IV
      On peut intégrer des turbines & gaz fixes aux systèmes de combustion des
centrales électriques traditionnelles, ce qui permet d'améliorer le rendement
général de 5 à 7 % et entraîne, par exemple, une réduction sensible des
émissions de SC^. Toutefois, cette intégration nécessite une modification
profonde des chaudières.
      La combustion en lit fluidisé, mise au point pour l'anthracite et le
lignite, s'accommode aussi d'autres combustibles solides, tels que le coke de
pétrole et des combustibles pauvres comme les déchets, la tourbe et le bois.
On peut réduire encore les émissions en intégrant aux foyers un dispositif de
réglage de la combustion par adjonction de chaux/calcaire aux matériaux
constitutifs du lit. La puissance installée totale des CLF a atteint
environ 30 000 MWm (250 à 350 installations), y compris 8 000 MH m dans la
gamme des puissances supérieures à 50 MW a . L'utilisation et/ou l'élimination
des sous-produits issus de ce procédé peuvent poser des problèmes et de
nouvelles adaptations sont donc nécessaires.
      Le CCGI comprend la gazéification du charbon et la production
d'électricité en cycle combiné dans une turbine à gaz et à vapeur. Le charbon
gazéifié est brûlé dans la chambre de combustion de la turbine à gaz.
Pour réduire les émissions de soufre, on a recours aux méthodes les plus
modernes d'épuration du gaz brut en amont de la turbine & gaz. Cette technique
est également appliquée aux résidus d'huile lourde et à 1'emulsion
bitumineuse. La puissance installée est actuellement de quelque 1 000 MW^
(cinq installations).
      Des centrales à gaz à turbines en cycle combiné fonctionnant au gaz
naturel avec un rendement énergétique d'environ 48 è 52 % sont actuellement à
l'étude.
             d)  Modifications des procédés et du mode de combustion
      On ne peut modifier le mode de combustion comme on le fait pour réduire
les émissions de NOx, étant donné que la quasi-totalité du soufre organique
et/ou inorganique s'oxyde pendant la combustion (le soufre restant, dont la
quantité dépend des propriétés du combustible et de la technique de
combustion, se retrouve dans la cendre).
      Dans la présente annexe, les procédés additifs par voie sèche utilisés
dans les chaudières classiques sont considérés comme des modifications de
procédé du fait de l'injection d'un agent dans la chambre de combustion.
L'expérience a toutefois montré que lorsqu'on applique ces procédés, la
capacité thermique diminue, le rapport Ca/S est élevé et la désulfuration peu
active. Les problèmes que pose la réutilisation du sous-produit doivent être
pris en compte, de sorte que cette solution devrait être normalement retenue
en tant que mesure intermédiaire et ce pour de petites installations
(tableau 2 ) .
                                                                               V.
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   page 24
   Annexe IV
                                                                      Tableau 2
                            Niveaux d'émission d'oxvdes de soufra ohtenti» «r**t,, rapplication da technique» da réduction
                                                    sur des chaudières utilisant des combustibles fossiies
                                         Emissions non mesurées        Injection d'additifs        Lavage a/                  Absorption è sac par
                                                                                                                               pulvérisation b/
   Taux d'élimination (%)                                             Jusque 60                    95                         Jusqu'à 90
   Rendement énergétique
   (kW^IO 3 m 3 /h|                                                   0.1-1                        6-10                        3-6
   Puissance totale installée                                                                     '194 000                     16 000
   (CEE Eur) ( M W J
   Type de sous-produits                                              Mélange de sels de Ce et Gypse (boues/eaux              Mélange de CaS0 3 *
                                                                      de cendres volantes          usées)                     1/2 HjO et de cendres
                                                                                                                              volantes
   Dépenses d'investissement
   spécifique (Ecu(1990)/kWJ                                          20-50                        60-250                     50-220
                                                3
                                        mg/m ç/             g/tcWh^   mg/m 3 c/          g/kWh,,   mg/m 3 ç/        g/kWh^ mg/m 3 ç/             g/kVVr^
   Anthracite d/                        1 000-10 000        3.5-35    400-4 000          1.4-14    <400              <1.4     <400               <1.4
                                                                                                   « 2 0 0 . 1 % S)  <0.7     « 2 0 0 . 1 % S)   <0.7
   Lignite il                           1 000-20 000        4.2-84    400-8 000          1.7-33.6 < 4 0 0            <1.7     <400               <1.7
                                                                                                   « 2 0 0 , 1 % S)  <0.8     « 2 0 0 . 1 % S)   <0.6
  Fioul lourd d/                        1 000-10 000        2.8-28    400-4 000          1.1-11    <400              <1.1     <400               <1.1
                                                                                                  « 2 0 0 . 1 % S)   <0.6     « 2 0 0 . 1 % S)   <0.6
                                        Absorption ammoniacale b/ WeKmann Lord al                 Charbon activé a/          Extraction catalytique
                                                                                                                             combinée a/
  Taux d'élimination (%)                Jusqu'à 90                    95                          95                         95
  Rendements énergétiques
  (kW^/103 m 3 /h|                      3-10                          10-15                       4-8                        2
  Puissance totale installée            200                           2000                        700                        1 300
  (CEE Eur) ( M W ^
  Type de sous-produits                 Engrais ammoniacaux          S élémentaire                S élémentaire              Acide sulfurique
                                                                     Acide sulfurique             Acide sulfurique           (70 % en poids)
                                                                     (99 % en volume)             (99 % en volume)
  Dépense d'investissement
  spécifique (Ecu(1990)/kWJ            230-270 a/                    200-300 a/                   280-320 e/f/               320-350 a/ il
                                               3                             3
                                       mg/m c/             g/kWh„    mg/m c/            g/KWrg    mg/m 3 ç/         g/tcWh., mg/m 3 £/          g/kWh^
  Anthracite d/                         <400                <1.4      <400              <1.4      <400              <1.4     <400               <1.4
                                       « 2 0 0 . 1 % S)     <0.7     « 2 0 0 . 1 % S) <0.7        « 2 0 0 . 1 % S)  <0.7     « 2 0 0 . 1 % S)   <0.7
  Lignite d/                            <400                <1,7      <400              <1.7      <400              <1.7     <400               <1.7
                                       « 2 0 0 . 1 % S)     <0,8     « 2 0 0 . 1 % S) <0,8       « 2 0 0 . 1 % S)   <0.8     « 2 0 0 . 1 % S)   <0,8
  Fioul lourd d/                        <400                <1.1     <400                <1.1     <400              <1.1     <400               <1.1
                                       « 2 0 0 , 1 % S)     <0,6     « 2 0 0 , 1 % SI <0,6       « 2 0 0 . 1 % S)   <0.6     « 2 0 0 . 1 % S)   <0.6
             êl      Pour les combustibles à forte teneur an soufre, le degré de désulfuration doit être adapté. Mais cela peut dépendra de la
nature du procédé employé. Applicabilité de ces procédés : en général 9 5 %.
             toi     Possibilité d'application fimitée pour las combustibles à forts teneur en soufre.
             ç/      Emission en mg/m 3 (PTN), 4 sec. 6 % d'oxygène pour les combustibles solides, 3 % d'oxygène pour les combustibles
liquide*.
             AI      Le factaur de conversion dépand des caractéristiques du combustible, du volume spécifique des fuméas at du rendement
thermique de la chaudiè» ffactaurs de conversion appliqués (nrfykWh^. rendement thermique : 36 %) : anthracita : 3.50; Hgnite : 4.20; fioul
lourd : 2.80).
             e/      La coût d'investissement spécifique concerne un échantillon Imité d'installations.
             Il      La coût d'investissement spécifique tient compte de la dénitrification.
             Ca tableau a été établi pour des installations importantes dans la secteur public da la production d'électricité. Mais les techniques de
réduction sont aussi applicables a d'autres secteurs ou les émissions de fumées sont comparables.
                                                                                                                                                        ^
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                                                                  page 25
                                                                  Annexe IV
       e)    Procédés de désulfuration des gaz de combustion
       Ces procédés visent à éliminer les oxydes de soufre déjà formés; c'est
 pourquoi on parle aussi à leur propos de mesures secondaires. Les
 connaissances actuelles en la matière sont toutes fondées sur l'extraction du
 soufre au moyen de procédés chimiques par voie humide, sèche ou semi-sèche et
 catalytique.
       Pour que le programme de réduction des émissions de soufre soit le plus
 efficace possible, au-delà des mesures de gestion de l'énergie de la
 catégorie i) ci-dessus, il faudrait envisager de combiner les moyens
 techniques énumérés dans la catégorie ii) ci-dessus.
       Dans certains cas, les moyens mis en oeuvre pour réduire les émissions de
 soufre peuvent aussi entraîner une diminution des émissions de CO2, de NOx et
d'autres polluants.
       Pour les centrales électriques publiques, les installations mixtes et les
installations de chauffage urbain, on applique notamment les procédés de
traitement des gaz de combustion suivants : absorption par voie humide à la
chaux/au calcaire; absorption à sec par pulvérisation; procédé We1Iman Lord;
absorption ammoniacale; procédés d'extraction combinée des NOx et des S0X
 (charbon activé et extraction catalytique combinée des NOx et des SO x ).
       Dans le domaine de la production d'énergie, l'absorption par voie humide
à la chaux/au calcaire et l'absorption à sec par pulvérisation représentent
respectivement 85 % et 10 % de la puissance installée des installations de
traitement des gaz de combustion.
       Plusieurs nouveaux procédés de désulfuration des gaz de combustion tels
que l'épuration à sec au faisceau électronique et le procédé Mark 13A en sont
encore au stade expérimental.
      L'efficacité des mesures secondaires susmentionnées est indiquée dans le
tableau 2 ci-dessus. Les chiffres sont tirés de l'expérience pratique acquise
dans un grand nombre d'installations en service. La puissance installée ainsi
que l'éventail des puissances sont également mentionnés. Bien que plusieurs
techniques de réduction du soufre soient comparables, les conditions propres à
l'installation ou à son emplacement peuvent faire écarter telle ou telle
méthode.
      Le tableau 2 indique aussi les fourchettes habituelles de coût
d'investissement correspondant à l'application des techniques de réduction des
émissions de soufre décrites sous les rubriques ii) c ) , d) et e ) . Cependant,
lorsqu'on applique ces techniques à des cas particuliers, il convient de noter
que les coûts d'investissement correspondant aux mesures de réduction des
émissions dépendent, entre autres choses, des techniques particulières
utilisées, des systèmes antipollution requis, des dimensions de
l'installation, du degré de réduction requis et de l'échelle temporelle des
cycles de maintenance prévus. Le tableau ne présente donc que des fourchettes
générales des coûts d'investissement. Les dépenses d'investissement
                                                                                 oc
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Annexe IV
nécessaires à l'adaptation antipollution dépassent en général celles
entraînées par la construction de nouvelles installations.
IV.    TECHNIQUES ANTIPOLLUTION DANS D'AUTRES SECTEURS                  f
10.    Les techniques antipollution (énumérées aux rubriques ii) a) à e) du
paragraphe 9) sont applicables non seulement dans les centrales électriques
  - où, dans la plupart des cas, une expérience pratique a été acquise pendant
plusieurs années - mais aussi dans plusieurs autres secteurs de l'industrie.
11.    L'application des techniques de réduction des émissions de soufre ne
dépend que des limitations afférentes à chaque procédé dans les secteurs
considérés. On trouvera dans le tableau 3 ci-dessous les sources importantes
d'émission de soufre et les mesures antipollution correspondantes.
                                     Tableau 3
                   Source                          Mesures antipollution
 Grillage des sulfures non ferreux        Réduction catalytique par voie humide
                                          à l'acide sulfurique
 Production de viscose                    Procédé à double contact
 Production d'acide sulfurique            Procédé à double contact, rendement
                                          amélioré
 Production de pâte kraft                 Divers dispositifs incorporés
12.    Dans les secteurs énumérés au tableau 3, on peut recourir à des
dispositifs incorporés, et notamment à des modifications de la matière
première (combinées le cas échéant avec un traitement spécifique des gaz de
combustion), pour réduire le plus efficacement possible les émissions de
soufre.
13.    Les exemples suivants ont été signalés :
       a)    Dans les nouvelles usines de pâte kraft, on peut obtenir des
niveaux d'émission inférieurs à 1 kg de soufre par tonne de pâte séchée à
l'air ii/;
       b)    Dans les usines de pâte au bisulfite, on peut ramener les émissions
à 1-1,5 kg de soufre par tonne de pâte séchée à l'air;
       c)    Dans le cas du grillage des sulfures, des taux de désulfuration
de 80 à 99 % pour des installations de 10 000 à 200 000 m3/h ont été signalés
(selon le procédé employé);
      *»/    Il faut surveiller le rapport soufre/sodium, par l'élimination du
soufre sous forme de sels neutres et l'addition de composés sodiques non
soufrés.
                                                                                 S*
 ---pagebreak---                                                                 EB.AIR/R.84
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                                                                Annexe IV
       d)    Pour une installation de frittage du minerai de fer, une unité de
désulfuration des gaz de combustion d'une puissance de 320 000 m3/h permet de
ramener à moins de 100 mg SOj/Nm3, à 6 % de O2, la teneur en soufre;
       e)    Dans les fours à coke, on obtient une teneur inférieure
à 400 mg SOx/Nra3 à 6 % de Oj;
       f)   Dans les installations de production d'acide sulfurique, le taux de
conversion est supérieur à 99 %;
      g)    Le procédé Claus perfectionné permet d'extraire plus de 99 %
du soufre.
V.    SOUS-PRODUITS ET EFFET SECONDAIRES
14.   L'accroissement des efforts déployés par les pays de la région de la CEE
pour réduire les émissions de soufre provenant de sources fixes s'accompagnera
d'une augmentation proportionnelle de la quantité de sous-produits.
15.   Il conviendrait de retenir les techniques qui débouchent sur des
sous-produits utilisables. Il faudrait en outre retenir les techniques qui,
dans la mesure du possible, permettent d'accroître le rendement thermique et
de résoudre le problème de l'élimination des déchets. Bien que la plupart des
sous-produits soient utilisables ou recyclables - gypse, sels ammoniaques,
acide sulfurique, soufre, etc. - certains facteurs tels que la situation du
marché et les normes de qualité doivent être pris en compte. La réutilisation
des sous-produits de la combustion en lit fluidisé et de l'absorption à sec
par pulvérisation nécessite que l'on fasse des progrès dans ce domaine, vu que
dans plusieurs pays, les possibilités d'élimination des déchets sont limitées
par la capacité des décharges et les critères applicables en la matière.
16.   Les effets secondaires ou inconvénients ci-après n'empêchent
l'application d'aucune technique ou méthode, mais n'en sont pas moins à
prendre en considération quand plusieurs moyens de réduction du soufre sont
possibles :
      a)    Dépense d'énergie pour le traitement des gaz;
      b)    Corrosion due à la formation d'acide sulfurique par réaction des
oxydes de soufre avec la vapeur d'eau;
      c)    Utilisation accrue d'eau et nécessité de traiter les eaux usées;
      d)    Utilisation de réactifs;
      e)    Nécessité d'éliminer les déchets solides.
                                                                                *?.
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page 28
Annexe IV
VI.   CONTROLE ET COMMUNICATION
17. Les mesures prises par les pays pour mettre en oeuvre leurs stratégies et
politiques de réduction de la pollution atmosphérique comprennent des lois et
des règlements, des instruments économiques incitatifs ou dissuas if s, ainsi
que des exigences techniques (nécessité d'utiliser la meilleure technique
disponible).
18. En général, les normes sont fixées, par source d'émission, en fonction de
la taille de l'installation, du mode opératoire, de la technologie de
combustion, du type de combustible et de l'ancienneté de l'installation.
Une autre solution également retenue consiste à fixer un objectif de réduction
globale des émissions de soufre d'un groupe de sources et à permettre de
choisir le secteur d'intervention approprié pour l'atteindre (principe de la
bulle).
19.   Pour limiter les émissions de soufre aux niveaux fixés par la législation
nationale, il faut mettre en place un système permanent de contrôle et de
communication des données aux autorités de surveillance.
20. On dispose actuellement de plusieurs systèmes de contrôle fondés sur des
méthodes de mesure continue ou discontinue. Toutefois, les normes de qualité
varient. Les mesures doivent être effectuées par des instituts qualifiés
utilisant des systèmes de mesure et de surveillance. A cette fin, un système
de certification est de nature à fournir la meilleure assurance.
21. Avec les systèmes de contrôle automatique et le matériel de commande
modernes, la communication des données ne pose pas de problèmes. Leur collecte
en vue d'une utilisation ultérieure se fait selon les techniques actuelles.
Toutefois, les données à communiquer aux autorités compétentes varient d'un
cas à l'autre. Pour améliorer la comparabilité des séries, il faut harmoniser
les réglementations. L'harmonisation est également souhaitable pour assurer la
qualité des systèmes de mesure et de contrôle. Cette nécessité est à prendre
en considération lorsqu'on compare des données.
22.   Pour éviter les disparités et les discordances, il s'agit de bien définir
les éléments et paramètres essentiels, notamment les suivants :
      a)    Les normes doivent être exprimées en ppmv, mg/Nm3, g/GJ, kg/h ou
kg/tonne de produit. La plupart de ces unités sont à calculer et à spécifier
pour la température du gaz, l'humidité, la pression, la teneur en oxygène ou
la valeur de l'apport thermique;
      b)    Il importe de définir la période, exprimée en heures, mois ou
années, par rapport à laquelle les valeurs moyennes des normes doivent être
établies;
      c)    Il convient de définir les temps d'arrêt et les règles de sécurité
correspondantes concernant la mise en dérivation des systèmes de surveillance
ou l'arrêt de l'installation;
                                                                                %\
 ---pagebreak---                                                                EB.AIR/R.84
                                                               page 29
                                                               Annexe IV
      d)    Il faut aussi définir les méthodes à appliquer pour compléter des
données manquantes ou perdues, suite à une défaillance du matériel;
      e)    Il importe de définir la série de paramètres à mesurer! Suivant le
type de procédé industriel, les renseignements voulus peuvent varier, ce qui
requiert de situer le point de mesure dans le système.
23.   Il convient d'assurer la qualité des mesures.
                                                                               ??
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page 30
Annexe V
                                                   Annexe V
                         VALEURS LIMITES D'EMISSION ET DE TENEUR EN SOUFRE
 A. VALEURS LIMITES D'EMISSION POUR LES GRANDES SOURCES FIXES n/
                                                                 K)                              S)
                                                     Valeur limita d'émission          Taux da désulfuration
                                                        (mg S0 2 . Nm 3 fe/)                    (%)
                                           50-100             2000
 1. COMBUSTIBLES SOUDES (sur In            100-500         2000-400                  40 (pour 100-167 MW,,,)
 base de 6 % d'oxygène dans les gaz da                 (diminution linéaire)     40-90 (accroissement linéaire pour
 combustion)                                                                              167-500 MW,,,)
                                            > 500              400                              90
                                           50-300             1 700
 2. COMBUSTIBLES LIQUIDES
                                           300-500         1 700-400                             90
 (sur la base da 3 % d'oxygène dans les
                                                       (diminution linéaire)
 gaz de combustion)
                                            > 500              400                              90
 3. COMBUSTIBLES GAZEUX
 (sur la basa da 3 % d'oxygène dans las
 gaz da combustion)
Combustibles gazeux an général                                  35
Gaz liquéfiés                                                     5
Gaz à faible pouvoir calorifique                               800
 (gazéification des résidus da' raffinage,
gaz de cokeries, gaz à» hauts fourneaux)
 B.     GA20LES                                                              Teneur en soufre         (%)
Carburant diesel pour véhicules routiers                         '                      0,05
Autres types                                                                            0,2
                                                     Notes
          a/       A titre indicatif, pour une installation dotée d'un dispositif
utilisant simultanément au moins deux types de combustibles, les autorités
compétentes fixent des valeurs limites d'émission en tenant compte des valeurs
limites de la colonne ii) applicables à chaque combustible particulier, de
l'apport thermique de chaque combustible et, pour les raffineries, des
caractéristiques spécifiques de l'installation qui sont pertinentes. Pour les
raffineries, une telle valeur limite combinée ne doit en aucune circonstance
dépasser 1 700 rag SC^/Nm3.
                                                                                                                    1Z
 ---pagebreak---                                                                 EB.AIR/R.84
                                                                page 31
                                                                Annexe V
       Les valeurs limites ne s'appliquent pas aux installations suivantes :
             Installations dont les produits de combustion servent directement
             au chauffage, au séchage ou à tout autre traitement d'objets ou de
             matériaux, par exemple les fours de réchauffage, les fours de
             traitement thermique;
       -     Installations de postcombustion, c'est-à-dire tout appareil
             industriel, conçu pour purifier par combustion les effluents
             gazeux, qui n'est pas exploité comme installation de combustion
             indépendante;
       -     Installations pour la régénération des catalyseurs de craquage
             catalytique;
       -     Installations pour la conversion de sulfure d'hydrogène en soufre;
            Réacteurs de l'industrie chimique;
            Fours de cokéfaction;
      -      Régénérateurs de haut fourneau (cowpers);
      -      Incinérateurs de déchets;
      -      Installations à moteurs diesel, à moteurs à essence ou à gaz, ou
            encore à turbines à gaz, quel que soit le combustible utilisé.
      Lorsqu'une Partie, par suite de la teneur élevée en soufre des
combustibles solides ou liquides d'origine locale, ne peut pas respecter les
valeurs limites d'émission fixées dans la colonne ii), elle peut appliquer les
taux de désulfuration indiqués dans la colonne iii) ou une valeur limite
maximale de 800 mg SC^/Nra3 (quoique de préférence ne dépassant pas
650 mg SC^/Nm3). La Partie signale alors le fait au Comité d'application durant
l'année civile où il a lieu.
      Quand deux ou plusieurs installations nouvelles sont construites de façon
telle que, compte tenu des facteurs techniques et économiques, leurs effluents
gazeux puissent, de l'avis des autorités compétentes, être évacués par une
cheminée commune, l'ensemble formé par ces deux installations doit être
considéré comme une seule unité.
      b/    mg SC^/Nm3 aux conditions de référence : température 273° K,
pression 101,3 kPa, après correction pour tenir compte de la teneur en vapeur
d'eau.
                                                                                *v
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM (94)177 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                         11 14
                                          N. di catalogo : CB-CO-94-190-IT-C
                                                             ISBN 92-77-68411-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                                                   •£>