CELEX: 52012PC0224
Language: it
Date: 2012-05-22
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 954/2006 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia, della Romania, della Russia e dell'Ucraina.

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		52012PC0224
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 954/2006 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia, della Romania, della Russia e dell'Ucraina. /* COM/2012/0224 final - 2012/0112 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           Contesto della proposta 
Motivazione e obiettivi della proposta 
La presente proposta riguarda l'attuazione
della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nelle cause riunite
C-191/09 P e C-200/09 P, Consiglio dell'Unione europea contro Interpipe
Nikopolsky Seamless Tube Plant Niko Tube ZAT e Interpipe Nizhnedneprovsky Tube
Rolling Plant VAT ("Interpipe"). Con la suddetta sentenza la Corte di
giustizia ha confermato la sentenza del Tribunale dell'Unione europea nella
causa T-249/06, con la quale è stato annullato l'articolo 1 del regolamento
(CE) n. 954/2006 del Consiglio, in quanto il dazio antidumping istituito sulle
esportazioni verso l'Unione europea effettuate dalla Interpipe era stato
calcolato sulla base dei prezzi all'esportazione adeguati per tenere conto
delle commissioni di vendita di un operatore commerciale collegato. 
Contesto generale
La presente
proposta è elaborata nel contesto dell'articolo 266 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale le istituzioni dell'Unione
europea che hanno adottato l'atto annullato sono tenute a prendere i
provvedimenti che l'esecuzione della sentenza della Corte di giustizia
comporta. 
Disposizioni vigenti nel settore della
proposta
Regolamento (CE)
n. 954/2006 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
di alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia,
della Romania, della Russia e dell'Ucraina.
Coerenza con le altre politiche e
obiettivi dell'Unione
Non pertinente.
2.           Consultazione delle parti
interessate e analisi d'impatto
Consultazione delle parti interessate
In conformità alle disposizioni del
regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo
alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non
membri della Comunità europea (regolamento di base), le parti interessate
coinvolte nell'esecuzione hanno già avuto la possibilità di difendere i loro
interessi quando sono state informate della proposta.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario ricorrere ad esperti
esterni.
Valutazione dell'impatto
La presente proposta è il risultato
dell'esecuzione della sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea
nelle cause riunite C-191/09 P e C-200/09 P relativa all'interpretazione del
regolamento di base.
Il regolamento di base non prevede una
valutazione d'impatto generale, ma contiene un elenco esaustivo delle
condizioni che devono essere valutate.
3.           Elementi giuridici della
proposta
Sintesi delle misure proposte
Con il regolamento (CE) n. 954/2006 il
Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
alcuni tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia,
della Romania, della Russia e dell'Ucraina. 
I richiedenti, il gruppo Interpipe, hanno
contestato dinanzi al Tribunale di primo grado il regolamento (CE)
n. 954/2006 per quanto riguarda, tra l'altro, il calcolo
dell'aliquota del loro dazio individuale. Con la sentenza del 10 marzo 2009 il
TPG ha annullato l'articolo 1 del regolamento (CE) n. 954/2006, dato che il
dazio antidumping istituito sulle esportazioni effettuate dai richiedenti
eccede il dazio che sarebbe stato applicabile se il prezzo all'esportazione non
fosse stato adeguato per tenere conto di una commissione sulle vendite
effettuate attraverso Sepco (una società di vendita collegata ai richiedenti).
In seguito ai ricorsi presentati dal Consiglio e dalla Commissione e al ricorso
incidentale dei richiedenti, la Corte di giustizia dell'Unione europea si è
pronunciata in via definitiva con la sentenza del 16 febbraio 2012 (la
sentenza) respingendo sia i ricorsi che il ricorso incidentale e dunque
confermando la sentenza del TPG (ora Tribunale). 
Per eseguire la sentenza, l'aliquota del dazio
applicabile al gruppo Interpipe è stata ricalcolata con un risultato diverso.
Si propone pertanto al Consiglio di adottare
l'allegata proposta di regolamento che modifica il regolamento (CE)
n. 954/2006.
Base giuridica
Articolo 266 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea.
Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio,
del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea.
Principio di sussidiarietà
La proposta rientra nell'ambito di competenza
esclusiva dell'Unione. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.
Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per le seguenti ragioni.
Il tipo d'intervento è descritto nel già
citato regolamento di base e non consente l'adozione di decisioni a livello
nazionale. 
Non sono necessarie indicazioni su come
ridurre al minimo e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere
finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli
enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
Scelta degli strumenti
Strumento proposto: regolamento.
Altri strumenti non sarebbero adeguati per le
ragioni seguenti.
Il regolamento di base sopra indicato non
prevede opzioni alternative.
4.           Incidenza sul bilancio
La proposta ha un'incidenza sul bilancio
dell'Unione. Dal momento che il dazio antidumping modificato sarà applicabile
con effetto retroattivo, andrà rimborsata la differenza tra i dazi riscossi in
base all'aliquota iniziale e quelli calcolati in base all'aliquota modificata.
L'incidenza finale sul bilancio è stata stimata a 3,5 milioni di EUR (cfr.
scheda finanziaria legislativa acclusa in allegato). 
2012/0112 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 
che modifica il regolamento (CE) n. 954/2006
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni
tubi senza saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia, della
Romania, della Russia e dell'Ucraina.
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 266, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] ("il regolamento di
base"), in particolare l'articolo 9, paragrafo 4,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDIMENTO
(1)       Nel marzo 2005 la Commissione
ha avviato un'inchiesta[2]
relativa alle importazioni di determinati tubi senza saldature originari, tra
l'altro, dell'Ucraina ("l'inchiesta iniziale"). Nel giugno 2006 sono
stati istituiti dazi antidumping definitivi con il regolamento (CE)
n. 954/2006[3]
del Consiglio, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 812/2008[4] del Consiglio. Inoltre, il 30
novembre 2007, la Commissione ha pubblicato un avviso sulla Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea in seguito alla modifica delle denominazioni di due
produttori esportatori dell'Ucraina[5].
(2)       L'8 settembre 2006 le società
Interpipe Nikopolsky Seamless Tubes Plant Niko Tube e Interpipe
Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant ("il gruppo Interpipe" o "i
richiedenti") hanno presentato al Tribunale di primo grado delle Comunità
europee (TPG) una domanda[6]
di annullamento delle prescrizioni del regolamento (CE) n. 954/2006 che li
riguardano. 
(3)       Si rammenta che nel febbraio
2007 le società CJSC Nikopolosky Seamless Tubes Plant Niko Tube e OJSC
Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant (NTRP) avevano modificato le loro
denominazioni in CJSC Interpipe Nikopolsky Seamless Tubes Plant Niko Tube e
OJSC Interpipe Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant[7]. Di conseguenza, la società
CJSC Interpipe Nikopolsky Seamless Tubes Plant Niko Tube ha cessato di esistere
in quanto soggetto giuridico e tutti i suoi diritti di proprietà e non e le sue
passività sono stati assunti dalla società LLC Interpipe Niko Tube, fondata nel
dicembre 2007. 
(4)       Con la sentenza del 10 marzo
2009[8] il TPG ha annullato l'articolo
1 del regolamento (CE) n. 954/2006, dato che il dazio antidumping istituito
sulle esportazioni effettuate dai richiedenti eccede il dazio che sarebbe stato
applicabile se il prezzo all'esportazione non fosse stato adeguato per tenere
conto di una commissione sulle vendite effettuate attraverso la società di
vendita collegata ai richiedenti.
(5)       Il Consiglio dell'Unione
europea e la Commissione, come pure i richiedenti, hanno presentato ricorso
chiedendo alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGU) di annullare la
sentenza del TPG del 10 marzo 2009. Il 16 febbraio 2012 la CGU ha respinto i
due ricorsi ed il ricorso incidentale ("la sentenza")[9], confermando la sentenza del
TPG (ora "Tribunale") del 10 marzo 2009. 
(6)       L'articolo 1 del
regolamento n. 954/2006 è stato di conseguenza annullato in quanto il
dazio antidumping istituito sui prodotti fabbricati dal gruppo Interpipe e da
questo esportati nell'Unione europea ha superato quello che sarebbe stato applicabile
se il prezzo all'esportazione non fosse stato adeguato per tenere conto della
commissione sulle vendite effettuate attraverso la società di vendita
collegata.
(7)       Il Tribunale e la Corte[10] riconoscono che, nei casi in
cui un procedimento comprende diverse fasi, l'annullamento di una di queste
fasi non annulla l'intero procedimento. Il procedimento antidumping è un
esempio di procedimento composto da più fasi. Di conseguenza, l'annullamento di
parti del regolamento antidumping definitivo non implica l'annullamento
dell'intero procedimento precedente l'adozione del regolamento in questione.
D'altro canto, a norma dell'articolo 266 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, le istituzioni europee sono tenute a dare esecuzione alla
sentenza del Tribunale dell'Unione e della Corte di giustizia dell'Unione.
Pertanto le istituzioni europee, nell'applicare tali sentenze, hanno la
possibilità di porre rimedio agli aspetti del regolamento impugnato che hanno
determinato l'annullamento dello stesso e di lasciare immutate le parti non
contestate che non sono interessate dalla sentenza[11]. 
(8)       Il presente regolamento
intende correggere gli aspetti del regolamento (CE) n. 954/2006 che la sentenza
ha giudicato incongruenti con il regolamento di base e che hanno quindi
condotto all'annullamento di parti del regolamento impugnato. Tutte le altre
conclusioni di cui al regolamento (CE) n. 954/2006 del Consiglio restano
valide. 
(9)       Pertanto, conformemente
all'articolo 266 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il dazio
antidumping applicabile al gruppo Interpipe è stato ricalcolato sulla base
della sentenza. 
B. NUOVA VALUTAZIONE DELLE CONCLUSIONI
SULLA BASE DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA
(10)     La parte della sentenza cui si
riferisce il presente regolamento riguarda il calcolo del margine di dumping,
più specificamente il calcolo dell'adeguamento del prezzo all'esportazione per
tener conto delle differenze a livello delle commissioni, conformemente
all'articolo 2, paragrafo 10, lettera i), del regolamento di
base. 
(11)     Come illustrato dai
considerando 131 e 134 del regolamento (CE) n. 954/2006 del Consiglio, il
prezzo all'esportazione era stato adeguato per tenere conto delle commissioni,
a norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera i) del regolamento di base, per
le vendite effettuate tramite la società commerciale collegata.
(12)     Secondo la sentenza del TPG,
confermata dalla CGU, le istituzioni europee, confrontando il valore normale ed
prezzo all'esportazione, in tale caso specifico non avrebbero dovuto operare
adeguamenti per tenere conto delle commissioni.
(13)     Per tale motivo il margine di
dumping è stato ricalcolato senza adeguare il prezzo all'esportazione per
tenere conto di differenze di commissioni.
(14)     Il raffronto tra la media ponderata
del prezzo all'esportazione così ricalcolato e la media ponderata del valore
normale franco fabbrica per tipo di prodotto, stabilita nell'inchiesta
iniziale, ha rivelato l'esistenza di dumping. Il margine di dumping stabilito,
espresso come percentuale del prezzo all'importazione CIF frontiera
dell'Unione, dazio non corrisposto, è del 17,7%.
C. INFORMAZIONE DELLE PARTI
(15)     Tutte le parti interessate
dall'esecuzione della sentenza sono state informate della proposta intesa a
rivedere le aliquote del dazio antidumping applicabili al gruppo Interpipe. È
stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano presentare le
loro osservazioni in merito alle informazioni comunicate, conformemente alle
disposizioni del regolamento di base.
D. CONCLUSIONE
(16)     Sulla base di quanto finora
esposto, l'aliquota del dazio applicabile al gruppo Interpipe deve essere
modificata di conseguenza. L'aliquota modificata deve inoltre essere applicata
con effetto retroattivo a decorrere dalla data di entrata in vigore del
regolamento (CE) n. 954/2006, ovvero le domande di rimborso o di sgravio devono
essere presentate alle autorità doganali nazionali conformemente alla
regolamentazione doganale nazionale applicabile. Ad esempio, se il rimborso o
lo sgravio è chiesto sulla base dell'articolo 236, paragrafo 2, del regolamento
(CEE) n. 2913/92 del Consiglio, che istituisce un codice doganale comunitario,
in linea di principio deve essere concesso solo se la domanda è stata
presentata all'ufficio doganale interessato, entro tre anni dalla data della
notifica al debitore dei dazi stessi (Ad esempio, se il dazio era stato
riscosso poco dopo l'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 954/2006 e la
richiesta di rimborso era stata presentata entro tre anni dalla data di notifica
dell'importo dei dazi al debitore, normalmente la richiesta è accolta, qualora
siano rispettati anche tutti gli altri requisiti). 
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Nella tabella
dell'Articolo 1 del regolamento (CE) n. 954/2006, la voce relativa alle società
CJSC Interpipe Nikopolsky Seamless Tubes Plant Niko Tube e OJSC Interpipe
Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant, va sostituita dal testo seguente:
 Società || Dazio antidumping || Codice addizionale TARIC 
 LLC Interpipe Niko Tube e OJSC Interpipe Nizhnedneprovsky Tube Rolling Plant (Interpipe NTRP) || 17,7% || A743 
Articolo 2
Sulla base di
quanto finora esposto, l'aliquota del dazio applicabile al gruppo Interpipe
deve essere modificata di conseguenza. Le domande di rimborso o di sgravio
devono essere presentate alle autorità doganali nazionali conformemente alla
regolamentazione doganale nazionale applicabile. 
Articolo 3
Il presente
regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
                                                                       […]
SCHEDA FINANZIARIA PER PROPOSTE DI
ATTI AVENTI UN'INCIDENZA DI BILANCIO LIMITATA ESCLUSIVAMENTE ALLE ENTRATE
1.           DENOMINAZIONE DELLA PROPOSTA
Regolamento del Consiglio che modifica il
regolamento (CE) n. 954/2006 del Consiglio, del 27 giugno 2006, che istituisce
un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tubi senza
saldature, di ferro o di acciaio, originari della Croazia, della Romania, della
Russia e dell'Ucraina.
2.           LINEE DI BILANCIO
Capitolo e articolo:
120
Importo iscritto a
bilancio per l'esercizio in questione: 19 171 200 000 EUR
3.           INCIDENZA FINANZIARIA 
Proposta senza incidenza finanziaria sulle spese
ma con incidenza finanziaria sulle entrate, il cui effetto è il seguente:
in Mio EUR (al primo decimale)
   ||   || 
 Linea di bilancio || Entrata[12]   || 2012 || 2013 
 Articolo 120   || Incidenza sulle risorse proprie || -2,6 || 0 
4.           MISURE ANTIFRODE
Non applicabile
5.           ALTRE OSSERVAZIONI
Il Tribunale di primo grado ha annullato
parzialmente l'articolo 1 del regolamento (CE) n. 954/2006 per quanto
riguarda il gruppo Interpipe ("i richiedenti", ovvero CJSC Interpipe
Nikopolsky Seamless Tubes Plant Niko Tube e OJSC Interpipe Nizhnedneprovsky
Tube Rolling Plant). In seguito al ricorso presentato dal Consiglio e dalla
Commissione e al ricorso incidentale dei richiedenti, la Corte di giustizia
dell'Unione europea si è pronunciata in via definitiva con la sentenza del 16
febbraio 2012 respingendo sia i ricorsi che il ricorso incidentale e dunque
confermando la sentenza del TPG (ora Tribunale). Di conseguenza, il dazio
antidumping definitivo per i richiedenti è stato ridotto dal 25,1% al 17,7%. Le
nuove aliquote del dazio, conformemente alla sentenza, si applicano
retroattivamente a decorrere dalla data d'entrata in vigore del dazio
antidumping, vale a dire il 30 giugno 2006.
L'importo dei dazi corrisposti tra l'istituzione
delle misure antidumping e la fine di febbraio 2012 è stato stimato in
base ai dati ricavati dalla banca dati per le statistiche sulle importazioni.
Ne consegue che gli importi rimborsabili ammontano
a circa 3,5 milioni di EUR. La domanda di restituzione va presentata alle
autorità doganali nazionali conformemente alla legislazione doganale
dell'Unione applicabile; pertanto, l'importo effettivo dipenderà dagli importi
richiesti dagli importatori.
Tenuto conto di
quanto precede, l'incidenza finale sulla voce "entrate" del bilancio è
pari a 2,6 milioni di EUR, il che corrisponde all'importo ammissibile meno
il 25% dei costi di riscossione.
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU C 77, del 31.3.2005, pag. 2.
[3]               GU L 175 del 29.6.2006, pag. 4.
[4]               GU L 220 del 15.8.2008, pag. 1.
[5]               GU C 288, del 30.11.2007, pag. 34.
[6]               GU C 261, del 28.10.2006, pag. 28.
[7]               GU C 288, del 30.11.2007, pag. 34.
[8]                      Causa T-249/06 – Interpipe Niko Tube e Interpipe NTRP contro Consiglio
[2009] II-00383
[9]               GU C 98, del 31.3.2012, pag. 2.
[10]             Causa T-2/95, Industrie des poudres sphériques (IPS)/Consiglio,
Raccolta 1998, pag. II-3939.
[11]             Causa C-458/98P IPS contro Consiglio, Racc. 2000 pag.
I-8147.
[12]             Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali
(prelievi agricoli, contributi zucchero, dazi doganali), gli importi indicati
devono essere al netto del 25% delle spese di riscossione.