CELEX: 52010PC0193
Language: it
Date: 2010-04-27
Title: Proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione - Parte II degli orientamenti integrati di EUROPA 2020 {SEC(2010) 488 definitivo}

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52010PC0193

 Proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione - Parte II degli orientamenti integrati di EUROPA 2020 {SEC(2010) 488 definitivo}  /* COM/2010/0193 def. - NLE 2010/0115 */  

	[pic] | COMMISSIONE EUROPEA |Bruxelles, 27.4.2010COM(2010) 193 definitivo2010/0115 (NLE)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOsugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazioneParte II degli orientamenti integrati di EUROPA 2020{SEC(2010) 488 definitivo}  RELAZIONEIl 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione europea di lanciare Europa 2020[1], una nuova strategia per l'occupazione e la crescita basata su un maggior coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per incentivare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell'Europa. A tal fine, il Consiglio europeo ha deciso di fissare gli obiettivi principali dell'UE, che costituiscono traguardi comuni su cui deve basarsi l'azione degli Stati membri e dell'Unione. In funzione di questi traguardi, gli Stati membri hanno definito i propri obiettivi nazionali. A livello di UE, la Commissione si adopererà per attuare la strategia, segnatamente attraverso le sette "iniziative faro" annunciate nella comunicazione su Europa 2020.A norma del trattato sul funzionamento dell'UE, gli Stati membri considerano le loro politiche economiche e la promozione dell'occupazione questioni di interesse comune e le coordinano nell’ambito del Consiglio. Due articoli distinti del trattato dispongono che il Consiglio adotti indirizzi di massima per le politiche economiche (articolo 121) e orientamenti in materia di occupazione (articolo 148), specificando che i secondi devono essere coerenti con i primi. In considerazione di queste basi giuridiche, gli orientamenti per l'occupazione e gli indirizzi per le politiche economiche sono presentati come due strumenti giuridici distinti, ma strettamente interconnessi:-  una raccomandazione del Consiglio relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione - Parte I degli orientamenti integrati di Europa 2020;-  una decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione - Parte II degli orientamenti integrati di Europa 2020.Questi orientamenti, attuati dai suddetti strumenti giuridici, costituiscono gli orientamenti integrati per l'attuazione della strategia Europa 2020.Gli "orientamenti integrati di Europa 2020" definiscono il quadro di attuazione della strategia Europa 2020 e delle riforme a livello degli Stati membri. Per garantire coerenza e chiarezza, gli orientamenti sono in numero limitato e rispecchiano le conclusioni del Consiglio europeo. Grazie alla natura integrata degli orientamenti, le politiche nazionali e dell'UE contribuiranno pienamente al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020. L'applicazione sincronizzata degli orientamenti permetterà agli Stati membri di beneficiare degli effetti positivi delle riforme strutturali coordinate, specialmente nell'area dell'euro.Su queste basi, gli Stati membri elaboreranno programmi nazionali di riforma in cui saranno illustrate dettagliatamente le azioni che intendono intraprendere nell'ambito della nuova strategia, in particolare gli sforzi diretti a conseguire i traguardi nazionali. Basandosi sul monitoraggio della Commissione e sul lavoro del Consiglio, il Consiglio europeo valuterà ogni anno i progressi globali registrati a livello nazionale e dell'UE nell'attuazione della strategia, analizzando simultaneamente gli sviluppi in termini macroeconomici, strutturali e di competitività e la stabilità finanziaria generale.In appresso sono elencati gli "orientamenti integrati di Europa 2020":Orientamento 1: garantire la qualità e la sostenibilità delle finanze pubblicheOrientamento 2: ovviare agli squilibri macroeconomiciOrientamento 3: ridurre gli squilibri nell'area dell'euroOrientamento 4: ottimizzare il sostegno alla R&S e all'innovazione, rafforzare il triangolo della conoscenza e sfruttare il potenziale dell'economia digitaleOrientamento 5: migliorare l'efficienza sotto il profilo delle risorse e ridurre le emissioni di gas a effetto serraOrientamento 6: migliorare il clima per le imprese e i consumatori e modernizzare la base industrialeOrientamento 7: aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e ridurre la disoccupazione strutturaleOrientamento 8: disporre di una forza lavoro qualificata conforme alle esigenze del mercato occupazionale, promuovendo la qualità del lavoro e la formazione continuaOrientamento 9: migliorare l'efficacia dei sistemi d'istruzione e formazione a tutti i livelli e aumentare la partecipazione all'insegnamento superioreOrientamento 10: promuovere l'inclusione sociale e lottare contro la povertà2010/0115 (NLE)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOsugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazioneParte II degli orientamenti integrati di EUROPA 2020IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 148, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione europea,visto il parere del Parlamento europeo[2],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[3],visto il parere del Comitato delle regioni[4],visto il parere del comitato per l’occupazione,considerando quanto segue:(1) Il trattato sul funzionamento dell’Unione europea dispone nell'articolo 145 che gli Stati membri e l'Unione si adoperino per sviluppare una strategia coordinata a favore dell'occupazione, e in particolare a favore della promozione di una forza lavoro competente, qualificata, adattabile e di mercati del lavoro in grado di rispondere ai mutamenti economici, al fine di realizzare gli obiettivi di cui all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea. Gli Stati membri, tenuto conto delle prassi nazionali in materia di responsabilità delle parti sociali, considerano la promozione dell'occupazione una questione di interesse comune e coordinano in sede di Consiglio le loro azioni al riguardo, in base alle disposizioni dell'articolo 148 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.(2) Il trattato sull'Unione europea sancisce nell'articolo 3, paragrafo 3 che l'Unione combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali e dispone che l'Unione prenda iniziative per assicurare il coordinamento delle politiche sociali degli Stati membri. L'articolo 9 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea stabilisce che nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni l'Unione tenga conto delle esigenze connesse con la garanzia di un'adeguata protezione sociale e la lotta contro l'esclusione sociale.(3) A norma del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, il Consiglio deve adottare orientamenti in materia di occupazione e indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri.(4) La strategia di Lisbona lanciata nel 2000 era basata sulla consapevolezza che l'UE doveva migliorare la sua produttività e la sua competitività, rafforzando nel contempo la coesione sociale, per far fronte alla concorrenza mondiale, ai cambiamenti tecnologici e all'invecchiamento della popolazione. La strategia di Lisbona è stata rilanciata nel 2005 a seguito di un riesame intermedio che ha conferito maggiore centralità alla crescita, da un lato, e al miglioramento quantitativo e qualitativo dell'occupazione.(5) La strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione ha contribuito a creare un consenso sull'impostazione generale delle politiche economiche e occupazionali dell'UE. Nel 2005[5] il Consiglio ha adottato nell'ambito di tale strategia indirizzi di massima per le politiche economiche e orientamenti in materia di occupazione, che sono stati riveduti nel 2008[6]. I 24 orientamenti hanno posto le basi dei programmi nazionali di riforma, definendo le principali priorità per le riforme macroeconomiche, microeconomiche e del mercato del lavoro per l'intera UE. L'esperienza dimostra tuttavia che le priorità definite dagli orientamenti non erano sufficientemente chiare e che i collegamenti tra di essi non erano abbastanza forti, il che ne ha limitato l'impatto sull'elaborazione delle politiche nazionali.(6) La crisi finanziaria ed economica iniziata nel 2008 ha provocato pesanti perdite di posti di lavoro e di produzione potenziale e un gravissimo deterioramento delle finanze pubbliche. Il piano europeo di ripresa economica[7], tuttavia, ha aiutato gli Stati membri ad affrontare la crisi, in parte mediante uno stimolo di bilancio coordinato, mentre l'euro ha costituito un'ancora per la stabilità macroeconomica. La crisi ha dimostrato pertanto che, se rafforzato e reso efficace, il coordinamento delle politiche economiche dell'UE può dare ottimi risultati. La crisi ha evidenziato altresì la stretta interdipendenza fra le economie e i mercati del lavoro degli Stati membri.(7) La Commissione ha proposto di definire una nuova strategia per il prossimo decennio, denominata Europa 2020[8], per consentire all'Unione di uscire più forte dalla crisi e di far progredire la sua economia verso una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Cinque obiettivi principali, elencati negli orientamenti corrispondenti, costituiscono traguardi comuni su cui deve basarsi l'azione degli Stati membri e dell'Unione. Gli Stati membri devono adoperarsi con il massimo impegno per conseguire i traguardi nazionali ed eliminare gli ostacoli che frenano la crescita.(8) Nell'ambito di strategie globali di uscita dalla crisi economica, gli Stati membri devono attuare riforme ambiziose per garantire la stabilità macroeconomica e la sostenibilità delle finanze pubbliche, migliorare la competitività, ridurre gli squilibri macroeconomici e migliorare le prestazioni del mercato del lavoro. Il ritiro dello stimolo fiscale deve essere operato e coordinato nell'ambito del patto di stabilità e crescita.(9) Nell'ambito della strategia Europa 2020 gli Stati membri devono attuare riforme finalizzate a una "crescita intelligente", guidata dalla conoscenza e dall'innovazione. Le riforme devono puntare a migliorare la qualità dell'istruzione, a garantire l'accesso a tutti e a migliorare i risultati della ricerca e delle imprese onde promuovere l'innovazione e il trasferimento delle conoscenze in tutta l'UE. Le riforme devono incoraggiare l'imprenditoria e contribuire a trasformare le idee creative in prodotti, servizi e processi che permettano di stimolare la crescita, creare posti di lavoro di qualità, favorire la coesione territoriale, economica e sociale e gestire meglio le sfide proprie della società europea e mondiale. In tale contesto, è di fondamentale importanza sfruttare appieno le tecnologie dell'informazione e della comunicazione.(10) I programmi di riforma degli Stati membri devono puntare anche a una "crescita sostenibile". Crescita sostenibile significa costruire un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse, sostenibile e competitiva, assicurare un'equa ripartizione di costi e benefici e avvalersi del ruolo guida dell'Europa per sviluppare nuovi processi e tecnologie, comprese le tecnologie verdi. Gli Stati membri devono intraprendere le riforme necessarie per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e garantire un uso efficiente delle risorse. Gli Stati membri devono inoltre migliorare il clima imprenditoriale, favorire la creazione di posti di lavoro verdi e modernizzare la propria base industriale.(11) Infine, i programmi di riforma degli Stati membri devono puntare anche a una "crescita inclusiva". Crescita inclusiva significa costruire una società coesa in cui i cittadini possano prepararsi ai cambiamenti e gestirli così da partecipare attivamente alla società e all'economia. Le riforme degli Stati membri devono pertanto garantire a tutti accesso e opportunità in tutto l'arco della vita, in modo da ridurre la povertà e l'esclusione sociale eliminando i fattori che ostacolano la partecipazione al mercato del lavoro, specialmente per le donne, i lavoratori più anziani, i giovani, i disabili e i migranti legali. Occorre inoltre estendere i benefici della crescita economica a tutti i cittadini e a tutte le regioni. I programmi di riforma degli Stati membri, quindi, devono puntare in via prioritaria a garantire il buon funzionamento dei mercati occupazionali mediante investimenti finalizzati al buon esito delle transizioni, allo sviluppo di competenze appropriate, al miglioramento qualitativo dei posti di lavoro e alla lotta contro la segmentazione, la disoccupazione strutturale e l'inattività, assicurando al tempo stesso una protezione sociale adeguata e sostenibile e un'inclusione attiva per ridurre la povertà.(12) Le riforme strutturali dell'Unione europea e degli Stati membri possono dare un contributo effettivo alla crescita e all'occupazione purché rafforzino la competitività dell'UE nell'economia mondiale, offrano nuovi sbocchi agli esportatori europei e assicurino un accesso competitivo alle importazioni vitali. Pertanto, le riforme devono tener conto delle proprie implicazioni in termini di competitività esterna per stimolare la crescita e la partecipazione dell'Europa ai mercati aperti ed equi di tutto il mondo.(13) La strategia Europa 2020 deve essere sostenuta da una serie integrata di politiche, che gli Stati membri devono attuare integralmente e allo stesso ritmo per assicurare le ricadute positive delle riforme strutturali coordinate.(14) Sebbene i presenti orientamenti siano destinati agli Stati membri, la strategia Europa 2020 deve essere attuata in partenariato con tutte le autorità nazionali, regionali e locali e in stretta collaborazione con i parlamenti, le parti sociali e i rappresentanti della società civile, che contribuiranno all'elaborazione dei programmi nazionali di riforma, alla loro attuazione e alla comunicazione globale sulla strategia.(15) Integra la strategia Europa 2020 una serie più limitata di orientamenti, che sostituisce i precedenti 24 e affronta in modo coerente questioni riguardanti l'occupazione e la politica economica in senso lato. Gli orientamenti per le politiche a favore dell'occupazione degli Stati membri, allegati alla presente decisione, sono strettamente legati agli orientamenti per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione allegati alla raccomandazione […] del Consiglio del […], insieme ai quali costituiscono gli "orientamenti integrati di Europa 2020".(16) Questi nuovi orientamenti integrati, che riflettono le conclusioni del Consiglio europeo, danno agli Stati membri indicazioni precise su come definire e attuare i propri programmi nazionali di riforma, tenendo conto dell'interdipendenza e in linea con il patto di stabilità e crescita. Gli orientamenti saranno alla base di tutte le eventuali raccomandazioni specifiche per paese rivolte dal Consiglio agli Stati membri. Costituiranno inoltre la base per la redazione della relazione comune sull'occupazione inviata annualmente dal Consiglio e dalla Commissione al Consiglio europeo.(17) Sebbene debbano essere elaborate ogni anno, i presenti orientamenti dovrebbero rimanere globalmente stabili fino al 2014 per garantire che venga conferita la debita importanza alla loro applicazione,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Sono adottati gli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione di cui in allegato. Questi orientamenti fanno parte degli "orientamenti integrati di Europa 2020".Articolo 2Le politiche occupazionali degli Stati membri tengono conto degli orientamenti contenuti nell'allegato e di esse si riferisce nei programmi nazionali di riforma. I programmi nazionali di riforma elaborati dagli Stati membri devono risultare in linea con gli obiettivi indicati negli "orientamenti integrati di Europa 2020".Articolo 3Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteAllegato: Orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazioneOrientamento 7: aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e ridurre la disoccupazione strutturaleGli Stati membri sono chiamati ad integrare nelle loro politiche occupazionali i principi di flessicurezza appoggiati dal Consiglio europeo ed applicarli sfruttando pienamente il sostegno del Fondo sociale europeo al fine di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e combattere la segmentazione, l'inattività e la disuguaglianza di genere, riducendo nel contempo la disoccupazione strutturale. I provvedimenti volti a migliorare flessibilità e sicurezza dovranno risultare equilibrati e rafforzarsi a vicenda. Gli Stati membri dovranno pertanto introdurre una combinazione di contratti di lavoro flessibili ed affidabili, politiche attive del mercato del lavoro, formazione continua efficace, politiche a favore della mobilità dei lavoratori e sistemi di previdenza sociale adeguati e volti a garantire che quando intende cambiare di ruolo professionale il disoccupato abbia chiari i propri diritti e le proprie responsabilità e possa di conseguenza cercare attivamente un impiego.Gli Stati membri sono parimenti chiamati ad intensificare il dialogo sociale e affrontare il problema della segmentazione del mercato del lavoro prendendo iniziative per contrastare l'occupazione temporanea e precaria, la sottoccupazione e il lavoro non dichiarato. La mobilità professionale va promossa e premiata. Occorre migliorare la qualità del posto di lavoro e le condizioni lavorative combattendo i salari troppo bassi e garantendo misure di previdenza sociale adeguate anche ai lavoratori con contratti a tempo determinato e ai lavoratori autonomi. I servizi di promozione dell'occupazione vanno migliorati e aperti a tutti, compresi i giovani e le persone che rischiano la disoccupazione e dovranno venir resi capaci di offrire servizi personalizzati a quanti si trovano più ai margini del mercato del lavoro.Al fine di aumentare i livelli di competitività e partecipazione, in particolare quelli delle persone scarsamente qualificate, e in linea con il secondo orientamento di politica economica è opportuno che gli Stati membri riesaminino il proprio sistema fiscale e previdenziale e l'effettiva capacità dei servizi pubblici di fornire l'appoggio necessario. Occorre ottenere una più ampia partecipazione della forza lavoro mediante l'elaborazione di politiche a sostegno dell'invecchiamento attivo, delle pari opportunità, della parità salariale e dell'inserimento nel mercato del lavoro dei giovani, dei disabili, dei migranti legali e degli altri gruppi vulnerabili. Occorre altresì conciliare vita familiare e vita professionale mediante politiche che prevedono la fornitura di servizi di custodia a prezzi accessibili e un'organizzazione innovativa del lavoro per aumentare i tassi d'occupazione, in particolare quella giovanile, femminile e dei lavoratori anziani, e sfruttare appieno le potenzialità delle professioniste altamente qualificate in campi scientifici e tecnici. È inoltre opportuno che gli Stati membri rimuovano le barriere all'ingresso sul mercato del lavoro e promuovano il lavoro autonomo, l'innovazione sociale e la creazione di posti di lavoro in diversi settori tra i quali l’occupazione verde.L'obiettivo principale dell'UE, in base al quale gli Stati membri definiranno i propri obiettivi nazionali, è portare al 75% entro il 2020 il tasso di occupazione per gli uomini e le donne di età compresa tra i 20 e i 64 anni, ampliando la partecipazione giovanile, dei lavoratori anziani e scarsamente qualificati e facilitando l'integrazione dei migranti legali.Orientamento 8: disporre di una forza lavoro qualificata conforme alle esigenze del mercato occupazionale, promuovendo la qualità del lavoro e la formazione continuaGli Stati membri sono chiamati a sostenere produttività e occupabilità fornendo conoscenze e abilità in linea con le future esigenze del mercato del lavoro. Ad un'istruzione iniziale di alta qualità e una formazione professionale interessante devono affiancarsi incentivi alla formazione continua e una “seconda opportunità” di formazione che garantiscano ad ogni adulto la possibilità di migliorare le proprie qualifiche professionali, nonché politiche mirate in tema di immigrazione e di integrazione. Occorre che gli Stati membri mettano a punto sistemi per il riconoscimento delle competenze acquisite, rimuovano gli ostacoli alla mobilità professionale e geografica dei lavoratori, promuovano l'acquisizione di competenze trasversali e la creatività e si adoperino per sostenere i lavoratori scarsamente qualificati e aumentare l'occupabilità dei lavoratori più anziani, migliorando nel contempo la formazione, le abilità e l'esperienza dei lavoratori altamente qualificati, compresi i ricercatori.Gli Stati membri sono altresì chiamati, in collaborazione con le aziende e le parti sociali, ad aumentare l'accesso alla formazione nonché a migliorare l'orientamento scolastico e professionale mediante informazioni sistematiche sulle nuove opportunità di lavoro, la promozione dell'attività imprenditoriale e una maggiore capacità di anticipare le esigenze del mercato in termini di qualifiche richieste. È indispensabile incoraggiare l'investimento nello sviluppo delle risorse umane, la crescita della qualificazione e la partecipazione agli schemi di formazione continua per mezzo del contributo finanziario congiunto dei governi, dei lavoratori e dei datori di lavoro. Per sostenere i giovani, in particolare quelli disoccupati o non iscritti a corsi d'istruzione o di formazione, gli Stati membri dovrebbero prendere iniziative in collaborazione con le parti sociali per aiutare i neo-laureati nella ricerca di una prima occupazione, corsi postuniversitari o opportunità di formazione, compresi gli stage, e per intervenire prontamente contro la disoccupazione giovanile. Il monitoraggio regolare dei risultati ottenuti dalle politiche a sostegno della crescita della qualificazione dovrebbe contribuire ad individuare i settori da migliorare ed a delineare sistemi d'istruzione e di formazione in grado di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro. Per promuovere i suddetti obiettivi occorre che gli Stati membri mobilitino integralmente i fondi UE.Orientamento 9: migliorare l'efficacia dei sistemi d'istruzione e formazione a tutti i livelli e aumentare la partecipazione all'insegnamento superiorePer garantire a tutti l'accesso ad un sistema d'istruzione e di formazione di qualità e migliorarne gli esiti, gli Stati membri sono chiamati ad investire nei sistemi d'istruzione e di formazione, segnatamente per innalzare il livello di competenza della forza lavoro dell'UE in modo da soddisfare le esigenze in rapida evoluzione dei mercati del lavoro moderni. Le iniziative dovrebbero interessare tutti i settori (dall'istruzione e dalle scuole della prima infanzia all'istruzione superiore e all'istruzione e alla formazione professionali fino all'istruzione e alla formazione degli adulti) senza escludere l'apprendimento in contesti informali e non formali. È importante che le riforme mirino a garantire l'acquisizione di competenze chiave, ovvero quelle competenze necessarie per il successo in un'economia basata sulla conoscenza, in particolare in termini di occupabilità, apprendimento ulteriore o competenze in tema di TIC. S'impongono anche interventi miranti a far sì che la mobilità studentesca e degli insegnanti diventi la norma. Per favorire l'accesso ai sistemi d'istruzione e di formazione e migliorarne la qualità, gli Stati membri dovrebbero perfezionare gli schemi d'istruzione nazionali con percorsi formativi flessibili e creare collegamenti tra il mondo dell'istruzione e della formazione e quello del lavoro. La professione dell'insegnamento va resa più attraente. L'istruzione superiore deve diventare maggiormente aperta a discenti non tradizionali e consentire un'elevata partecipazione all'istruzione terziaria o equipollente. Al fine di ridurre il numero di giovani disoccupati e non frequentanti corsi di istruzione o di formazione vanno prese tutte le misure necessarie per contrastare l'abbandono scolastico precoce.L'obiettivo principale dell'UE, in base al quale gli Stati membri definiranno i propri obiettivi nazionali, è ridurre al 10% il tasso di abbandono scolastico e portare almeno al 40% entro il 2020 la quota di popolazione di età compresa tra i 30 e i 34 anni in possesso di un titolo di studio universitario.Orientamento 10: promuovere l'inclusione sociale e lottare contro la povertàGli Stati membri sono chiamati ad adoperarsi per ridurre la povertà e in particolar modo per favorire la piena partecipazione sociale e lavorativa e aumentare le occasioni di lavoro avvalendosi appieno del sostegno del Fondo sociale europeo. Vanno garantite le pari opportunità, segnatamente la fruizione di servizi accessibili, sostenibili e di alta qualità (compresi i servizi on-line, in linea con il quarto orientamento) ed in particolare dei servizi sanitari. Gli Stati membri sono parimenti chiamati a mettere in opera misure antidiscriminatorie efficaci. Per combattere l'esclusione sociale, sensibilizzare i cittadini ai loro diritti, promuovere la partecipazione al mercato del lavoro e sostenere i sistemi di protezione sociale occorre puntare sulla formazione continua e migliorare le politiche attive d'inclusione in modo da creare opportunità nelle diverse fasi della vita e proteggere dal rischio di esclusione. I sistemi previdenziali e di pensionamento vanno modernizzati e resi capaci di fornire un'idonea integrazione del reddito e l'accesso alla sanità pubblica— creando così coesione sociale — senza per questo diventare finanziariamente insostenibili. I sistemi previdenziali dovrebbero mirare a garantire la sicurezza del reddito ai lavoratori che stanno cambiando ruolo professionale e a ridurre la povertà, in particolare fra i gruppi maggiormente a rischio d'esclusione sociale, come le famiglie monoparentali, le minoranze, i disabili, i bambini ed i giovani, gli anziani, i migranti legali ed i senzatetto. Gli Stati membri sono infine chiamati a promuovere attivamente l'economia sociale e l'innovazione sociale a sostegno della parte più vulnerabile della cittadinanza.L'obiettivo principale dell'UE, in base al quale gli Stati membri definiranno i propri obiettivi nazionali, è ridurre del 25% il numero dei cittadini europei che vivono al di sotto delle soglie di povertà nazionali facendo uscire dalla povertà più di 20 milioni di persone. [1] COM(2010) 2020 del 3.3.2010[2] GU C […] del […], pag. […].[3] GU C […] del […], pag. […].[4] GU C […] del […], pag. […].[5] COM (2005) 141[6] COM (2007) 803[7] COM (2009) 615 del 19/11/2009[8] COM (2010) 2020 del 03/03/2010