CELEX: 51997PC0552
Language: it
Date: 1997-12-03
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1734/94 del Consiglio, dell'11 luglio 1994, relativo alla cooperazione finanziaria e tecnica con i territori occupati

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                 Bruxelles, 03.12.1997
                                                  COM(97) 552 del.
                                                  97/0316 (SYN)
Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n.
1734/94 del Consiglio, dell'I 1 luglio 1994, relativo alla cooperazione finanziaria^
tecnica con i territori occupati
                           (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                         RELAZIONE
1.      Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento 1734/94, la creazione e il
potenziamento delle istituzioni necessarie al buon funzionamento dell'amministrazione
pubblica sono fondamentali per il processo di sviluppo della Cisgiordania e della Striscia
di Gaza. Di norma, la Commissione non sostiene i costi ordinari di istituzioni di questo
tipo, ma preferisce destinare le sovvenzioni del bilancio comunitario previste per lo
sviluppo alle spese per gli investimenti. Il regolamento (CE) n. 1734/94 non contiene,
pertanto, disposizioni specifiche in materia di sostegno ai costi ordinari.
Attualmente, tuttavia, il funzionamento dell'Autorità palestinese e di altre istituzioni
palestinesi è seriamente compromesso da difficoltà di bilancio. La Comunità, insieme ad
altri  donatori,    ha   dovuto     quindi   contribuire    temporaneamente      al   bilancio
delFamministrazione palestinese.
Il presente regolamento adeguerebbe a tale realtà il regolamento 1734/94, relativo alla
cooperazione finanziaria e tecnica con i territori occupati, fornendo una s< lida base
giuridica alle azioni di sostegno ai costi ordinari dell'amministrazione palestinese
finanziate sul bilancio comunitario.
La Corte dei conti raccomanda alla Commissione questa linea d'azione nella sua relazione
del 1995 sul sostegnofinanziarioe tecnico al processo di pace in Medio Oriente.
2.      Alla conferenza dei donatori dell'ottobre 1993, il Consiglio ha annunciato, in
seguito alla dichiarazione sui principi tra Israele e OLP, che la Commissione e la BEI
avrebbero impegnato 500 MECU per lo sviluppo della Cisgiordania e della Striscia di
Gaza per il periodo 1994-1998, e che la metà di tale impegno sarebbe stato rappresentato
da prestiti della BEI. Per formalizzare quanto sopra, il Consiglio ha modificato il
regolamento 1763/92 (che all'epoca disciplinava i prestiti fuori protocollo della BEI nel
Mediterraneo), per poter concedere questi prestiti anche in Cisgiordania e nella Striscia di
Gaza come agli altri partner mediterranei. Nella sua lettera dell'11 luglio alla Banca, la
Commissione ha anche affermato che entro la fine del 1996 la Commissione stessa ed il
Consiglio avrebbero esaminato "quali eventuali misure possono essere necessarie affinché
la Banca continui gli interventi previsti a favore dei Territori fino alla fine del 1998". (Il
Consiglio ha formalmente adottato il rinnovo dei mandati della BEI fino al 2000 in data 14
aprile 1997 - DC 97/256/CE)
                                           il     3
 ---pagebreak--- Nella "relazione congiunta Commissione/BEI al Consiglio" relativa alla "situazione dei
prestiti concessi dalla BEI" in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza e ad una possibile
"estensione del mandato della BEI" per il finanziamento di progetti in quest'area, sono
elencati gli ostacoli all'adempimento del mandato, affidato dal Consiglio alla Banca
nell'ottobre 1993 (a seguito della dichiarazione sui principi tra Israele e l'OLP), per la
concessione, entro il 1998, di un prestito di 250 MECU dalle risorse proprie della Banca.
Fra queste limitazioni si possono citare:
• il fatto che il notevole aiuto estero impegnato per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza è
    maggiore della reale capacità di assorbimento dell'economia;
• la disponibilità di sovvenzioni da parte dei donatori, che tende a portare i prestiti in
    secondo piano;
• una relativa carenza della capacità delle istituzioni palestinesi di elaborare progetti;
• la relativa scarsità delle opportunità di investimenti privati in Cisgiordania e nella
    Striscia di Gaza, anche in condizioni normali;
• la precaria situazionefinanziariadell'Autorità palestinese;
• la renitenza dell'Autorità palestinese a contrarre prestiti a tasso di mercato, data la sua
    limitata capacità di indebitamento.
Nella relazione, la Banca e la Commissione concludono che la BEI non sarà in grado di
adempiere il mandato politico affidatole dal Consiglio, nell'ottobre 1993, a seguito della
dichiarazione sui principi tra Israele e OLP, di concedere un prestito di 250 MECU in
Cisgiordania e nella Striscia di Gaza entro il 1998, a meno che le condizioni relative
all'attuazione del mandato non vengono modificate con l'introduzione delle seguenti
misure:
• l'estensione fino al 1999 del mandato in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza;
• l'analisi caso per caso della possibilità di abbinare ai prestiti della Banca donazioni
    provenienti dalle risorse a disposizione della Comunità e destinate a studi di fattibilità,
    assistenza tecnica efinanziamentiparalleli;
 ---pagebreak--- • l'analisi caso per caso della possibilità di estendere, in Cisgiordania e nella Striscia di
    Gaza, le sovvenzioni in conto interessi ai prestiti concessi dalla BEI per progetti
    dell'intero settore pubblico, e non solo per quelli a carattere ambientale, sovvenzioni
    che sarebberofinanziatecon le risorse di bilancio a disposizione della Comunità.
Le ultime due misure potrebbero rendere i prestiti BEI più interessanti agli occhi
dell'Autorità palestinese. Benché la Commissione e la Banca ritengano che, 'in ogni caso,
... l'impegno della Banca in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza fino al 1999 non
raggiungerà i livelli del mandato iniziale che prevedeva prestiti fino a 250 MECU", la
relazione sostiene che, se venissero adottate azioni come quelle sopra descritte, il totale
del prestito BEI più le risorse di bilancio aggiuntive ad esso abbinate potrebbero costituire
un importo "accettabile per l'Autorità palestinese".
Solo l'ultima delle tre azioni raccomandate nella relazione e qui sopra descritte
richiederebbe un regolamento.
Il 14 aprile 1997, il Consiglio ha adottato i nuovi mandati di prestito della BEI. P sr quanto
riguarda la regione del Mediterraneo, il nuovo mandato comprende la Cisgiordania e la
Striscia di Gaza ed ha durata fino a fine gennaio 2000.
La Commissione ha già avviato l'esame caso per caso della possibilità di abbinare ai
prestiti della Banca le sovvenzioni, provenienti dalle risorse a disposizione della Comunità
e destinate agli studi di fattibilità, all'assistenza tecnica e al finanziamento parallelo, ai
sensi dei regolamenti 1488/96 e 1734/94.
Tuttavia, occorrerebbe creare una base giuridica per estendere la possibilità di sovvenzioni
in conto interessi a progetti diversi da quelli di tipo ambientale in Cisgiordania e nella
Striscia di Gaza. Nel verbale della riunione del Consiglio dell'11 luglio 1994 si legge: "Il
Consiglio e la Commissione dichiarano che la possibilità di applicare sovvenzioni in conto
interessi alla totalità dei prestiti BEI previsti a favore dei Territori occupati sarà esaminata
a tempo debito". Attualmente, la base giuridica per la concessione di sovvenzioni in conto
interessi sui prestiti BEI nella Regione del Mediterraneo è rappresentata dal regolamento
MEDA (1488/96). Tuttavia, ai sensi di detto regolamento, la Commissione può estendere
le sovvenzioni in conto interessi finanziate sulle risorse di bilancio della Comunità solo ai
progetti intrapresi dalla Banca in campo ambientale.
 ---pagebreak--- La Commissione non intende proporre per il regolamento 1488/96 (MEDA) una modifica
che consenta l'estensione delle sovvenzioni in conto interessi a progetti diversi da quelli di
tipo ambientale. La Commissione ritiene che consentire eccezioni al principio generale
sancito nel MEDA, secondo cui solo i progetti di tipo ambientale possono accedere
sovvenzioni in conto interessi, creerebbe un precedente pericoloso.
Per questo motivo, la proposta di modifica si applicherebbe al regolamento 1734/94.
Attualmente, tale regolamento permette alla Commissione di impegnare gli aiuti
comunitari in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza per progetti di investimento, studi di
fattibilità, azioni di assistenza tecnica e azioni di formazione (articolo 2, paragrafo 2), in
via prioritaria nei seguenti settori (articolo 2, paragrafo 1): infrastrutture, produzione,
sviluppo urbano e rurale, istruzione, sanità, ambiente, servizi, commercio estero,
creazione e       potenziamento     delle istituzioni   necessarie    al buon    funzionamento
dell'amministrazione pubblica e alla promozione della democrazia e dei diritti dell'uomo.
Attualmente, il regolamento precisa che ifinanziamentidella Comunità per i progetti e le
azioni previste dal regolamento stesso sono concessi sotto forma di aiuti non rimborsabili.
L'articolo 3 già stabilisce che: "Gli aiuti contemplati dal presente regolamento possono
essere associati a finanziamenti sulle risorse proprie della Banca...". Questa modifica
darebbe la possibilità alla Commissione di concedere sovvenzioni in conto interessi sui
prestiti fatti dalla Banca per progetti del settore pubblico nelle aree indicate dal
regolamento e qui sopra richiamate.
Le procedure relative alla concessione di sovvenzioni in conto interessi sui prestiti
accordati dalla Banca in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza sono le stesse stabilite dal
regolamento 1488/96 (MEDA). Ciò garantisce che il Comitato mediterraneo venga
debitamente consultato in merito al progetto per il quale è proposta la sovvenzione in
conto interessi. Il tasso di sovvenzione è del 3 %.
In sintesi, la finalità della proposta di modifica è di rendere possibile P applicazione di
sovvenzioni in conto interessi a tutti i prestiti concessi al settore pubblico in Cisgiordania e
nella Striscia di Gaza.
 ---pagebreak---                                  ALLEGATO FINANZIARIO
Articoli pertinenti del bilancio comunitario
B7-420
Descrizione dell'azione
Modifica del regolamento (CE) n. 1734/94 del Consiglio per fornire la base giuridica al
sostegno ai costi ordinari dell'amministrazione palestinese finanziato sul bilancio
comunitario.
Modifica del regolamento (CE) n. 1734/94 del Consiglio per fornire la base giuridica al
sostegno, sulle risorse del bilancio comunitario, d'un abbuono d'interesse sui prestiti
concessi dalla BEI sulle sue risorse proprie ai progetti in Cisgiordania et nella Striscia di
Gaza.
Incidenza finanziaria
Nessuna (la decisione non incide sugli stanziamenti già destinati alle linee di bilancio
interessate).
 ---pagebreak--- Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n.
1734/94 del Consiglio, delPll luglio 1994, relativo alla cooperazione finanziaria e
tecnica con i territori occupati.
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 W,
vista la proposta della Commissione,
deliberando conformemente alla procedura prevista all'articolo 189 C del trattato,
considerando che il regolamento (CE) n. 1734/94 del Consiglio, dell'11 luglio 1994,
relativo alla cooperazione finanziaria e tecnica con i territori occupati riconosce che la
creazione e il potenziamento delle istituzioni necessarie al buon funzionamento
dell'amministrazione pubblica sono essenziali per il processo di sviluppo in Cisgiordania e
nella Striscia di Gaza;
considerando che occorre offrire un sostegno temporaneo per coprire i costi ordinari
dell'amministrazione pubblica palestinese;
considerando che occorre modificare il regolamento 1734/94 per prevedere espressamente
tale sostegno;
considerando che l'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1734/94 del Consiglio, dell'11
luglio 1994, relativo alla cooperazionefinanziariae tecnica con i territori occupati estende
la possibilità di associare gli aiuti comunitari in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza con
finanziamenti sulle risorse proprie della Banca;
 considerando che è ritenuto auspicabile estendere la possibilità di sovvenzioni in conto
 interessi a progetti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza nei settori prioritari enunciati
 all'articolo 2, paragrafo 1 di detto regolamento;
 considerando che per accordare tale possibilità occorre modificare il regolamento (CE) n.
 1734/94 del Consiglio,
 HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                            Articolo 1
                                                   8
 ---pagebreak---  1.       L'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1734/94 del Consiglio, dell'I 1
luglio 1994, relativo alla cooperazione finanziaria e tecnica con i territori occupati è
sostituito dal testo seguente.
"Gli interventi della Comunità possono essere di sostegno a progetti d'investimento, studi
di fattibilità,    azioni   di   assistenza  tecnica   ed    azioni  di   formazione,   nonché,
temporaneamente, ai costi ordinari dell'amministrazione pubblica palestinese".
2.        L'articolo 2, paragrafo 3 è modificato come segue:
"Ifinanziamentidella Comunità per i progetti e le azioni previsti dal presente regolamento
sono concessi sotto forma di aiuti nonrimborsabilio sotto forma di sovvenzioni in conto
interessi sui prestiti concessi dalle risorse proprie della Banca. Il tasso di sovvenzione è del
3 %."
                                            Articolo 2
L'articolo 4 del regolamento (CE) n. 1734/94 del Consiglio, dell'11 luglio 1994, elativo
alla cooperazione finanziaria e tecnica con i territori occupati è sostituito dal testo
seguente:
"1.      Le decisioni di finanziamento relative ai progetti e alle azioni per i quali, ai sensi
del presente regolamento, sono concessi aiuti non rimborsabili sono adottate secondo la
procedura all'articolo 5.
2.       Le decisioni di finanziamento relative a stanziamenti globali per le azioni di
cooperazione tecnica, di formazione e di promozione del commercio sono adottate
secondo la procedura prevista all'articolo 5.
La Commissione informa regolarmente il comitato di cui al suddetto articolo in merito
all'utilizzazione di tali stanziamenti globali.
3.       Le decisioni che modificano quelle adottate secondo la procedura prevista
all'articolo 5 sono adottate dalla Commissione se non comportano modifiche sostanziali
né impegni supplementari superiori al 20 % dell'impegno iniziale.
 ---pagebreak--- 4.      Le decisioni di finanziamento relative alle sovvenzioni in conto interessi sono
adottate secondo la procedura all'articolo 12 del regolamento (CE) n. 1488/96 del 23
luglio 1996."
                                          Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
        Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
        applicabile in ciascuno degli Stati membri.
        Fatto a Bruxelles,
                                                 10
 ---pagebreak---                                   SCHEDA FINANZIARIA
Articolo B7 420: Azioni comunitarie connesse all'accordo di pace concluso tra Israele e
l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP)
                                                                                 in MECU
   esecuzione 1996            stanziamenti         stanziamenti richiesti    variazione in %
                            autorizzati 1997               1998
 impegni     pagam.       impegni      pagam.       impegni     pagam.     impegni     pagam.
     1            2           3            4           5            6       7=5/3       8=6/4
    52         49,4         50,0         50,0         50,0        50,0        0           0
1     TITOLO DELL'AZIONE
      vedi sopra
2     LINEA DI BILANCIO
      vedi sopra
3     BASE GIURIDICA
      Regolamento (CE) n. 1734/94 del Consiglio, dell'11 luglio 1994
4     DESCRIZIONE DELL'AZIONE
      4.1.   Obiettivo generale dell'azione
             Le condizioni di vita nei territori della Cisgiordania e della Striscia di Gaza
              sono compromesse dalle ripercussioni economiche e sociali di una lunga
             occupazione. Le infrastrutture sociali ed economiche sono carenti e poco
              efficienti mentre gli indicatori economicirivelanouna crescita poco elevata se
              confrontata ai livelli raggiunti dai paesi vicini. Prima che la Cisgiordania e la
              Striscia di Gaza possano realmente integrarsi nell'economia regionale e ancor
              più nello spazio euromediterraneo occorrerà che i donatori mirino alla
                                                       .i -   1
 ---pagebreak---        ristrutturazione e allo sviluppo istituzionale, sociale ed economico del popolo
       palestinese.
       L'obiettivo generale di questa voce di bilancio è, quindi, ilfinanziamentodi
       progetti relativi ad infrastrutture socio-economiche di base con un'attenzione
       particolare al settore dell'istruzione. La Commissione annette anche una
       particolare importanza allo sviluppo istituzionale dell'amministrazione
       palestinese al fine di restituire agli abitanti infrastrutture e servizi,
       migliorandone il livello di vita. Questa voce di bilancio può eventualmente
       servire anche a favorire la crescita economica sostenendo il settore privato.
       È già successo che la Commissione sia stata invitata, con altri donatori, a
       contribuire per un periodo di tempo limitato                  ai costi ordinari
       dell'amministrazione palestinese allo scopo di garantire alla popolazione
       palestinese la continuità dei servizi durante il periodo di insediamento della
       nuova amministrazione.
       L'impegno della Comunità si situa non solo tra le azioni inserite nel contesto
       del processo di pace in Medio Oriente, ma anche nell'ambito delle azioni di
       tutti i donatori coinvolti nello sviluppo della Cisgiordania e della Striscia di
       Gaza. Tutti questi donatori lavorano secondo le priorità che vengono
       comunicate loro dall'Autorità palestinese.
  4.2. Periodo previsto per l'azione e modalità dirinnovoo proroga
        5 anni (1994-1998)
       Al termine di questo periodo, tenendo conto dei suggerimenti dell'ufficio di
       assistenza tecnica della Commissione in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza,
        si deciderà, se necessario, di rinnovare l'aiuto finanziario della Comunità. La
        Commissione proporrebbe eventualmente una modifica della base giuridica
        presentando la propria proposta di importo all'autorità di bilancio.
5 CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE E DELLE ENTRATE
  5.1. Spese non obbligatorie
  5.2. Stanziamenti dissociati
                                           12
 ---pagebreak---   5.3.    Tipi di entrate previste: nessuno
6 NATURA DELLE SPESE E DELLE ENTRATE
  - Sovvenzione al 100%
  - Sovvenzione nel quadro di un cofinanziamento con altre fonti del settore
     pubblico o privato, per alcuni progetti, soprattutto relativi alle infrastrutture, si
     potrebbe prevedere un finanziamento in parallelo con la Banca europea per gli
     investimenti.
  - Abbuono di interessi
  - Altre: nessuno
  - Qualora l'azione produca risultati economici positivi, è previsto il rimborso
     parziale o totale del contributofinanziariocomunitario? No.
  - L'azione proposta implica una variazione del livello delle entrate? In caso
     affermativo, precisare la natura della variazione e il tipo di entrate in questione:
     No.
  - Riutilizzazione: nel caso in cui la Commissione possa creare fondi rotativi per
     taluni progetti.
7 INCIDENZA FINANZIARIA
  7.1.    Metodo di calcolo del costo dell'azione per l'esercizio 1997
          In occasione della conferenza dei donatori dell'ottobre 1993, è stato
          annunciato un importo di 250 MECU, per il quinquennio 1994 - 1998, dal
          bilancio comunitario, il che corrisponde, su questa linea di bilancio, a circa 50
          MECU/anno fino al 1998 incluso.
          La popolazione palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza subisce
          la carenza di pubblici servizi nel settore sociale con un conseguente
          inaccettabile livello di infrastrutture di base quali scuole, servizi sanitari, e
          altri sistemi si assistenza sociale. Il fabbisogno infrastnitturale è dunque
                                              4*
 ---pagebreak---           illimitato come illimitata è l'esigenza di creare le istituzioni governative e
          l'amministrazione pubblica.
          Del suo stanziamento di 50 MECU, la Commissione intende impegnare nel
          1997 circa il 15 % per far fronte al deficit di bilancio del settore pubblico, il
          65 % per progetti di infrastrutture, soprattutto a livello municipale e più in
          particolare nel settore dell'istruzione, tenendo da parte ancora il 10% per
          azioni di sostegno istituzionale. Per il resto, la Commissione impegnerà circa
          5 MECU per l'assistenza tecnica che comprende non solo azioni per la
          gestione e il controllo, compreso il controllo finanziario, dei progetti, ma
          anche la preparazione dei grandi progetti di infrastrutture (per es. studi di
          fattibilità).
  7.2.    Ripartizione per elementi del costo dell'azione
         SI/SP in MECU
          Ripartizione per elementi             Bilancio 97           PPB98           Var. in %
          Disavanzo pubblico SI                 7,5                   7,5             0
          Infrastrutture SI                     32,5                  32,5           0
           Sostegno istituzionale SI            5 •                   5              0
          Assistenza tecnica SI                 5                     5              0
          TOTALE SI                             50                    50             0
8 DISPOSIZIONI ANTIFRODE PREVISTE (E RISULTATI DELLA LORO
  APPLICAZIONE)
  La Commissione è consapevole del fatto che l'amministrazione palestinese non ha
  molta esperienza e che le regole e le procedure di controllofinanziariosono state
  introdotte solo di recente. Gli assistenti tecnici dell'ufficio di assistenza tecnica della
  Commissione in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza garantiscono il controllo dei
  progetti della Commissione, sulla base dei suggerimenti dei consulenti europei
                                             A4
 ---pagebreak--- retribuiti tramite impegni su questa voce di bilancio (alla voce assistenza tecnica). Per
quanto riguarda i contributi comunitari ai costi ordinari, la Commissione insiste
particolarmente sul controllo e sulla revisione finanziaria.
Tali misure non compromettono in alcun modo i normali controlli della Commissione
o della Corte dei conti, poiché in tutti gli accordifinanziariche disciplinano i progetti
della Commissione alle due istituzioni in questione è garantito il diritto di accesso a
posteriori ai documenti per tutti i progetti.
                                            A 5
 ---pagebreak--- 9 ELEMENTI DI ANALISI COSTO-EFFICACIA
  9.1. Obiettivi specifici e quantificabili; beneficiari dell 'azione
       Beneficiaria     dell'azione è sempre la popolazione palestinese della
       Cisgiordania e della Striscia di Gaza, che conta circa 2,3 milioni di abitanti
       (numero che potrebbe aumentare nei prossimi anni quando si prevede il
       ritorno nei territori in oggetto di numerosi esiliati) e soprattutto le fasce più
       povere di questa popolazione. Queste persone vivono per lo più nella Striscia
       di Gaza (dove circa i tre quarti della popolazione sono costituiti da profughi,
       ma anche nei comuni e nelle regioni rurali della Cisgiordania, dove le
       infrastrutture sono spesso poco sviluppate e comunque generalmente poco
       efficienti).
       La strategia di intervento della Commissione è elaborata secondo le priorità
       dell'Autorità palestinese. La Commissione dipende, come tutti i donatori,
       dall'elenco delle priorità stabilito dall'autorità Palestinese, che in questo
       settore si basa sempre sui suggerimenti formulati dalla banca mondiale.
       In linea di massima, l'Autorità palestinese comunicherà un elenco delle sue
       priorità per il 1997, insieme con la sua strategia di sviluppo a lungo termine
       (attualmente in via di preparazione), in occasione della prossima riunione del
       gruppo consultivo presieduto dalla Banca mondiale, che dovrebbe tenersi
       nell'autunno 1996. (Non è tuttavia da escludere la possibilità che la nuova
       Autorità palestinese, che si sta insediando stabilmente a seguito delle elezioni
       del gennaio 1996, per quella data non abbia ancora redatto l'elenco definitivo
       di tali priorità.)
       In funzione delle priorità così stabilite, l'Autorità palestinese presenta alla
       Commissione indicazioni riguardo alle sue esigenze in materia di uso dei fondi
       comunitari.
       In termini di investimenti, la Commissione potrebbe, per esempio, farsi carico
       dei costi per la creazione di infrastrutture nei settori della sanità,
       dell'istruzione e della produzione, ma è probabile che nel 1997 l'attenzione
       sarà concentrata, da un lato, sull'istruzione elementare, superiore e
                                          A6
 ---pagebreak--- universitaria nonché sulla formazione professionale e, dall'altro, sullo
sviluppo delle infrastrutture urbane e rurali (depurazione delle acque, sistemi
fognari, trattamento dei rifiuti solidi, infrastrutture per l'energia).
Di primaria importanza sarà anche la creazione delle istituzioni dell'Autorità
palestinese, compresi i ministeri, le giunte comunali, il Consiglio e altre
istituzioni centrali.
La Commissione prevede anche l'assistenza tecnica necessaria all'attuazione
di tali aiuti e i costi della formulazione, gestione e controllo (finanziario e di
altro genere) dei progetti.
Occorre precisare che la preparazione e l'attuazione dei progetti è fatta
secondo il "Logicai Framework Approach" della Commissione. Tale
approccio tende non solo alla corretta preparazione dei progetti e all'efficacia
della loro realizzazione, ma, di conseguenza, anche al rispetto del criterio
costo-efficacia e alla sostenibilità rispetto a soluzioni alternative.
Il successo degli obiettivi della Commissione si misura sulla realizzazione
delle priorità dell'Autorità palestinese e, più particolarmente, dei progetti che
rientrano nella strategia di sviluppo stabilita. Tenendo anche conto delle
attività degli altri donatori, la Commissioneriterràche i suoi obiettivi saranno
stati raggiunti una volta che le infrastrutture sociali di base saranno state
create o rinnovate, che i servizi (di cui sopra) destinati alla popolazione
palestinese saranno migliorati, diventando più efficaci e mirati, e che
l'amministrazione palestinese sarà pronta a gestire e a pianificare i suoi
servizi.
Per quantoriguardaun eventuale contributo comunitario destinato a colmare
il disavanzo del settore pubblico, la Commissione terrà conto dei progressi
compiuti dall'Autorità palestinese verso il risanamento del bilancio mediante
un'efficace riscossione delle imposte e soprattutto un rigido controllo delle
spese.
Durante l'intera durata di questa realizzazione, il rappresentante della
Commissione in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza si occupa del
                                     17
 ---pagebreak---      coordinamento dei progetti con gli altri donatori mediante i "Locai Aid
     Coordination Committees" costituiti dai donatori e dall'Autorità palestinese
     con l'aiuto dei gruppi degli assistenti tecnici in loco e, eventualmente, dei
     consulenti finanziati su questa linea di bilancio. Le consulenze possono
     evitare il rischio di sovrapposizione fra donatori, dato l'alto numero di
     donatori. Inoltre, queste consulenze possono garantire che le azioni di
     ciascuno abbiano un massimo di valore aggiunto, soprattutto se ogni
     donatore fìssa le proprie priorità nei settori in cui ha più esperienza e in cui ha
     maggiori possibilità di assicurare l'azione più efficace.
9.2. Giustificazione dell'azione
     - Necessità di un intervento finanziario della Comunità
     L'assistenza comunitaria fornita al popolo palestinese rientra nel quadro dei
     fondi destinati allo sviluppo dell'area mediterranea. Questa politica di
     sostegno finanziario consiste nel rinforzare l'equilibrio politico, economico e
     sociale del bacino mediterraneo e quindi dei confini meridionali dell'Unione
     europea.
     La popolazione palestinese ha vissuto un lungo periodo di vicissitudini
     durante il quale le infrastrutture sociali ed economiche si sono degradate ed è
     adesso    necessario    rinnovare    queste     infrastrutture  e   costituire   un
     amministrazione palestinese attiva ed efficace, capace di far fronte alla
     ricostruzione dei territori interessati. Il popolo palestinese non potrà mai
     integrarsi nell'economia regionale o nello spazio euromediterraneo senza uno
     sviluppo economico che lo porti ai livelli già raggiunti dai paesi vicini. È
     inutile pensare ad un simile sviluppo senza aver prima creato le infrastrutture
     di base ed aver avviato un'amministrazione efficiente.
     Inoltre, dal momento che la ristrutturazione dei territori interessati è
     l'obiettivo di un impegno internazionale senza precedenti che vede riuniti
     almeno quaranta donatori, l'Unione europea potrebbe difficilmente discostarsi
     da questa azione.
     - Scelta delle modalità di intervento
                                         48
 ---pagebreak---      In forma di donazioni
     - Principali fattori di incertezza che possono incidere sui risultati specifici
        dell'azione:
     Benché la situazione politica sia ancora precaria, i maggiori rischi
     provengono      dalla  relativa   mancanza     di  capacità   e   di  esperienza
     dell'amministrazione palestinese. Dato il consistente volume degli aiuti
     finanziari internazionali e il numero di settori e di progetti per i quali è
     richiesto l'intervento dei donatori, c'è il rischio che l'Autorità palestinese, a
     causa della sua scarsa esperienza e nonostante l'appoggio dei 'Locai Aid
     Coordination Committees", non sia in grado di programmare questi aiuti in
     modo efficace e mirato.
     Per ridurre al minimo i rischi di un aiuto non mirato correttamente, la
     Commissione si adopera a garantire il più stretto coordii, amento con *li altri
     donatori e, naturalmente, con la stessa Autorità palestinese.
9.3. Controllo e valutazione dell' azione
     - Indicatori di efficacia preselezionati
     La Commissione applica il "Logical Framework Approach" a tutti i suoi
     progetti. Essa assicura oltre che un monitoraggio effettuato da consulenti per
     i progetti che interessano tutti i settori importanti, anche un'eventuale
     valutazione degli stessi progetti per determinare se occorre continuare o
     ampliare un'azione.
     - Modalità e periodicità previste per la valutazione
     Nel 1997, a seguito della risoluzione del Consiglio del 1° giugno 1995, è stata
     avviata una valutazione globale. Essa riguarda tutte le azioni finanziate sulla
     linea di bilancio B7-420 nell'arco degli ultimi dieci anni e dovrebbe
     concludersi nel giugno 1998.
     -   Valutazione dei risultati ottenuti
                                        19
 ---pagebreak--- La Commissione mira non solo al rallentamento del processo di degrado
socio-economico, ma anche al miglioramento delle infrastrutture di base e alla
creazione di istituzioni statali con l'obiettivo di far migliorare il livello di vita
degli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza e di stimolare la
crescita economica. Resta comunque difficile misurare i risultati ottenuti,
viste le carenze in materia di capacità statistica degli organi palestinesi.
Ciò premesso e considerando che la Commissione entra già nella fase di un
secondo ciclo di interventi infrastnitturali in Cisgiordania e nella Striscia di
Gaza, le azioni in questi settori si faranno in base alle valutazioni delle azioni
portate a termine i cui risultati costituiranno un fattore del processo
decisionale.
L'obiettivo europeo per l'area del Mediterraneo è quello di integrare i paesi
vicini dell'Europa in uno spazio euromediterraneo. Tale integrazione potrà
essere raggiunta mediante tre obiettivi: pace, democrazia, Stato di diritto;
sviluppo economico e sociale sostenibile; dialogo socioculturale e società
civile (obiettivi della linea di bilancio MEDA B7-410). Anche se per alcuni
aspetti i programmi della Commissione si dirigono già in queste tre direzioni e
anche se i territori interessati possono già usufruire di una parte degli
stanziamento della linea B7-410, occorre che le infrastrutture sociali di base e
le istituzioni statali siano create. La Commissione si servirà di questa voce di
bilancio separata per insistere, soprattutto negli anni a venire, sulla
ricostruzione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza affinché questi
territori    possano       essere    effettivamente     integrati    nello     spazio
euromediterraneo.
                                              Zo
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 552 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 11 32 09
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-611-IT-C
                                                              ISBN 92-78-27519-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                   z-1