CELEX: 62010CA0050
Language: it
Date: 2011-03-31 00:00:00
Title: Causa C-50/10: Sentenza della Corte (Settima Sezione) 31 marzo 2011 — Commissione europea/Repubblica italiana (Inadempimento di uno Stato — Ambiente — Direttiva 2008/1/CE — Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento — Condizioni di autorizzazione degli impianti esistenti)

21.5.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 152/8
            
         Sentenza della Corte (Settima Sezione) 31 marzo 2011 — Commissione europea/Repubblica italiana
   (Causa C-50/10) (1)
   
   (Inadempimento di uno Stato - Ambiente - Direttiva 2008/1/CE - Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento - Condizioni di autorizzazione degli impianti esistenti)
   2011/C 152/14
   Lingua processuale: l'italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: A. Alcover San Pedro e C. Zadra, agenti)
   
      Convenuta: Repubblica italiana (rappresentanti: G. Palmieri, agente, assistita da M. Russo, avvocato dello Stato,)
   
      Oggetto
   
   Inadempimento uno Stato — Violazione dell'art. 5, n. 1, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 15 gennaio 2008, 2008/1/CE, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (GU L 24, pag. 8) — Impianti che possono avere un impatto sulle emissioni nell'atmosfera, nell'acqua e nel suolo così come sull’inquinamento — Condizioni di autorizzazione degli impianti esistenti
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               La Repubblica italiana, non avendo adottato le misure necessarie affinché le autorità competenti controllino, attraverso autorizzazioni rilasciate a norma degli artt. 6 e 8 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 15 gennaio 2008, 2008/1/CE, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (versione codificata), ovvero, nei modi opportuni, mediante il riesame e, se del caso, l’aggiornamento delle prescrizioni, che gli impianti esistenti ai sensi dell’art. 2, punto 4, di tale direttiva funzionino secondo i requisiti di cui agli artt. 3, 7, 9, 10, 13, 14, lett. a) e b), e 15, n. 2, della medesima, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 5, n. 1, della citata direttiva.
            
         
               2)
            
            
               La Repubblica italiana è condannata alle spese.
            
         
      (1)  GU C 100 del 17.4.2010.