CELEX: 62008TJ0017
Language: it
Date: 2010-09-09
Title: SENTENZA DEL TRIBUNALE (Sezione delle impugnazioni) 9 settembre 2010.#Marta Andreasen contro Commissione europea.#Impugnazione — Funzione pubblica — Contabile della Commissione — Procedimento disciplinare — Destituzione — Garanzie procedurali — Tutela giurisdizionale effettiva.#Causa T‑17/08 P.

Raccolta della giurisprudenza
                          SENTENZA DEL TRIBUNALE (Sezione delle impugnazioni)
                                                 9 settembre 2010
                                                 Causa T-17/08 P
                                                Marta Andreasen
                                                       contro
                                              Commissione europea
   «Impugnazione — Funzione pubblica — Contabile della Commissione — Procedimento disciplinare —
                   Destituzione — Garanzie procedurali — Tutela giurisdizionale effettiva»
   Oggetto:      Impugnazione diretta all’annullamento della sentenza del Tribunale della funzione
                 pubblica dell’Unione europea (Seconda Sezione) 8 novembre 2007, causa F-40/05,
                 Andreasen/Commissione (Racc. FP pagg. I-A-1-337 e II-A-1-1859).
   Decisione: L’impugnazione è respinta. La sig.ra Marta Andreasen sopporterà le proprie spese e quelle
                 sostenute dalla Commissione europea nel presente grado di giudizio.
                                                     Massime
   1. Impugnazione — Competenza del Tribunale — Questioni di diritto — Controllo della
   proporzionalità di una sanzione disciplinare — Portata
   (Statuto dei funzionari, allegato IX, art. 10)
   2. Diritto dell’Unione — Principi — Diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva — Diritto sancito
   dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo — Riferimento alla Carta dei diritti fondamentali
   dell’Unione europea
   (Artt. 263 TFUE e 270 TFUE; Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, art. 47)
   1. La questione della proporzionalità di una sanzione disciplinare costituisce una questione di diritto,
   che è, di conseguenza, soggetta al sindacato del giudice dell’impugnazione nell’ambito di
   un’impugnazione, purché tale sindacato possa essere realizzato senza rimettere in discussione gli
   accertamenti e le valutazioni dei fatti effettuati dal primo giudice.
IT
          ECLI:EU:T:2010:374                                                                              1
 ---pagebreak---                                                  MASSIME — CAUSA T-17/08 P
                                                 ANDREASEN / COMMISSIONE
Nell’ambito dell’impugnazione, il sindacato del Tribunale è inteso, da una parte, ad esaminare in che
misura il Tribunale della funzione pubblica abbia preso in considerazione, in maniera giuridicamente
corretta, i criteri sanciti dall’art. 10 dell’allegato IX dello Statuto e, dall’altra, a verificare se il Tribunale
della funzione pubblica abbia sufficientemente risposto, sul piano di diritto, agli argomenti fatti valere
dalla parte ricorrente e diretti alla valutazione della proporzionalità della sanzione disciplinare inflitta.
                                                                                                             (v. punti 93 e 94)
           Riferimento:
           Corte 16 luglio 1998, causa C-252/97 P, N/Commissione (Racc. pag. I-4871, punti 58-64); 6 marzo 2001, causa
           C-274/99 P, Connolly/Commissione (Racc. pag. I-1611, punti 127 e 128); 29 aprile 2004, causa C-359/01 P, British
           Sugar/Commissione (Racc. pag. I-4933, punto 47), e 12 novembre 2009, causa C-554/08 P,
           Carbone-Lorraine/Commissione, punto 71
2. In quanto principio generale del diritto dell’Unione, il diritto sancito dall’art. 6, n. 1, della
Convenzione europea dei diritti dell’uomo è applicabile nell’ambito di un ricorso giurisdizionale
contro una decisione della Commissione.
Il principio della tutela giurisdizionale effettiva costituisce un principio generale del diritto dell’Unione,
che deriva dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e che è stato sancito dagli artt. 6
e 13 della detta convenzione, principio che è stato peraltro ribadito dall’art. 47 della Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione.
Il sindacato giurisdizionale operato dal giudice dell’Unione nell’ambito di un ricorso di annullamento,
ai sensi dell’art. 263 TFUE o ai sensi dell’art. 270 TFUE, permette di esercitare un ricorso adeguato ed
effettivo dinanzi ad un giudice indipendente e imparziale, ai sensi dell’art. 6, n. 1, della Convenzione
europea dei diritti dell’uomo e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, di modo
che esso consente di rimediare, in ogni caso, alle insufficienze e alle carenze relative ad un
procedimento disciplinare che abbia preceduto l’adizione del Tribunale della funzione pubblica.
A questo proposito, il ricorso di annullamento dinanzi al Tribunale della funzione pubblica permette a
quest’ultimo di rettificare sia gli errori di fatto sia gli errori di diritto e di controllare la proporzionalità
tra l’infrazione addebitata e la sanzione disciplinare contestata.
                                                                                                 (v. punti 141, 142, 145 e 146)
           Riferimento:
           Corte 3 settembre 2008, cause riunite C-402/05 P e C-415/05 P, Kadi e Al Barakaat International
           Foundation/Consiglio e Commissione (Racc. pag. 6351, punto 335); 16 luglio 2009, causa C-385/07 P, Der Grüne
           Punkt - Duales System Deutschland/Commissione (Racc. pag. I-6155, punti 178 e 179 e giurisprudenza ivi citata)
           Tribunale 11 luglio 2007, causa T-351/01, Schneider Electric/Commissione (Racc. pag. II-2237, punto 184)
2                                                                                                        ECLI:EU:T:2010:374