CELEX: 51998PC0662(04)
Language: it
Date: 1998-11-18
Title: Proposta di direttiva del Consiglio concernente l'applicazione dell'orario di lavoro della gente di mare a bordo delle navi che usano i porti della Comunità

Avis juridique important

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51998PC0662(04)

Proposta di direttiva del Consiglio concernente l'applicazione dell'orario di lavoro della gente di mare a bordo delle navi che usano i porti della Comunità  /* COM/98/0662 def.- SYN 98/0321 */  

Gazzetta ufficiale n. C 043 del 17/02/1999 pag. 0016

Proposta di direttiva del Consiglio concernente l'applicazione dell'orario di lavoro della gente di mare a bordo di navi che usano i porti della Comunità (1999/C 43/04) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(1998) 662 def. - 98/0321(SYN)(Presentata dalla Commissione il 14 novembre 1998)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 84, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 C del trattato,(1) considerando che l'azione della Comunità nel settore della politica sociale mira tra l'altro al miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori nel loro ambiente di lavoro;(2) considerando che l'azione della Comunità nel settore dei trasporti marittimi mira tra l'altro al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro della gente di mare a bordo delle navi, alla sicurezza in mare e alla prevenzione dell'inquinamento dovuto ai sinistri marittimi;(3) considerando che la conferenza dell'Organizzazione internazionale del lavoro, nell'84a sessione tenuta dall'8 al 22 ottobre 1996, ha adottato la Convenzione sull'orario di lavoro della gente di mare e sulla composizione dell'equipaggio del 1996 (OIL n. 180) e il protocollo della Convenzione sulla marina mercantile (norme minime) del 1976;(4) considerando che la direttiva . . ./. . ./CE del Consiglio, di seguito denominata direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi, adottata ai sensi dell'articolo 4, punto 2, dell'accordo sulla politica sociale, è finalizzata all'attuazione dell'accordo europeo sull'organizzazione dell'orario di lavoro dei marittimi, concluso il 30 settembre 1998 tra le parti sociali, di seguito denominato «l'accordo»; che il contenuto dell'accordo rispecchia quello di talune disposizioni della Convenzione OIL n. 180 sull'orario di lavoro della gente di mare e sulla composizione dell'equipaggio; che tale accordo si applica al personale navigante a bordo di qualsiasi nave marittima, sia essa di proprietà pubblica o privata, iscritta nel registro di qualsiasi Stato membro e adibita normalmente ad operazioni commerciali marittime;(5) considerando che la presente direttiva è finalizzata ad applicare le disposizioni stabilite nella direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi, che rispecchiano quelle della Convenzione OIL n. 180, a tutte le navi che fanno scalo nei porti di uno Stato membro, a prescindere dalla loro bandiera; che tuttavia la direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi comprende requisiti non contemplati nella Convenzione OIL n. 180 e che pertanto non dovrebbe essere applicata a bordo delle navi che non battono bandiera di uno Stato membro;(6) considerando che la direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi si applica alla gente di mare a bordo di tutte le navi marittime iscritte nel registro di uno Stato membro; che gli Stati membri devono verificare che le navi iscritte nei loro registri rispettino le disposizioni della suddetta direttiva;(7) considerando che ai fini della sicurezza e per evitare distorsioni della concorrenza gli Stati membri devono essere autorizzati a verificare l'osservanza delle pertinenti disposizioni della direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi da parte di tutte le navi marittime che fanno scalo nei loro porti, a prescindere dallo Stato in cui esse sono immatricolate;(8) considerando che, in particolare, le navi battenti bandiera di uno Stato che non è parte della Convenzione OIL n. 180, né del protocollo della Convenzione OIL n. 147 non devono ottenere un trattamento più favorevole di quello riservato alle navi battenti bandiera di uno Stato che è parte di una di queste convenzioni;(9) considerando che per controllare l'effettiva attuazione e applicazione della direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi gli Stati membri devono svolgere ispezioni a bordo delle navi, in particolare in caso di denuncia sporta dal comandante, un membro dell'equipaggio o qualsiasi persona od organismo che abbia un interesse legittimo per la sicurezza in servizio della nave, la vita di bordo, le condizioni di lavoro o la prevenzione dell'inquinamento;(10) considerando che ai fini della presente direttiva gli Stati membri, ove necessario, possono di propria iniziativa designare gli ispettori responsabili del controllo dello Stato di approdo incaricati di effettuare ispezioni a bordo di navi che fanno scalo nei porti della Comunità;(11) considerando che l'inosservanza delle disposizioni della direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi su una nave può essere comprovata a seguito di verifica dell'organizzazione del lavoro a bordo e delle registrazioni concernenti le ore di lavoro e di riposo della gente di mare, oppure quando l'ispettore ha motivi fondati di ritenere che il personale sia eccessivamente affaticato;(12) considerando che per modificare le condizioni a bordo che risultano manifestamente pericolose per la sicurezza o la salute l'autorità competente dello Stato membro nel cui porto la nave ha fatto scalo può dichiararne il fermo fino a eliminazione degli inadempimenti o finché l'equipaggio abbia riposato a sufficienza;(13) considerando che, poiché la direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi rispecchia le disposizioni della Convenzione OIL n. 180, la verifica della conformità di una nave iscritta nel registro di un paese terzo alle disposizioni della citata direttiva può essere effettuata solo dopo l'entrata in vigore della suddetta convenzione;(14) considerando che, non essendo l'accordo sulla politica sociale applicabile al Regno Unito, la direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi non è giuridicamente vincolante per questo Stato membro; che tuttavia la direttiva . . ./. . ./CE ha esteso al Regno Unito le disposizioni della direttiva di attuazione dell'accordo europeo,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 Scopo e campo d'applicazione 1. Scopo della presente direttiva è predisporre un sistema di verifica ed esecuzione delle disposizioni sulle navi che fanno scalo nei porti degli Stati membri, prescritte dalla direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi, al fine di migliorare la sicurezza in mare e le condizioni di lavoro, sanitarie e di sicurezza della gente di mare a bordo delle navi.2. Ai fini della presente direttiva le disposizioni della direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi si applicano alle navi iscritte nel registro di uno Stato membro e alle navi che non sono iscritte nel registro o non battono bandiera di uno Stato membro, fatte salve per quest'ultime- le disposizioni mantenute o introdotte dagli Stati membri che risultano essere più favorevoli di quelle stabilite nella Convenzione OIL n. 180, e- le clausole da 13 a 16 dell'accordo europeo allegato alla direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi.Articolo 2 Definizioni Ai fini della presente direttivaa) per «nave» si intende qualsiasi imbarcazione marittima registrata in uno Stato membro conformemente alla direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi, nonché qualsiasi imbarcazione marittima cui si applica la Convenzione OIL n.180, che batte bandiera diversa da quella dello Stato di approdo,b) per «autorità competente» si intendono le autorità competenti incaricate dagli Stati membri di svolgere le funzioni contemplate dalla presente direttiva,c) per «ispettore» si intende un funzionario pubblico o altra persona debitamente autorizzata dall'autorità competente di uno Stato membro ad effettuare ispezioni per accertare le condizioni di lavoro a bordo e direttamente responsabile nei confronti dell'autorità suddetta,d) per «reclamo» si intende qualsiasi informazione trasmessa da un membro dell'equipaggio, un organismo di categoria, un'associazione, un sindacato o in generale da chiunque sia interessato alla sicurezza della nave, inclusa la sicurezza o i pericoli per la salute dell'equipaggio.Articolo 3 Esecuzione Fatto salvo l'articolo 1, paragrafo 2, qualora uno Stato membro, nel cui porto una nave abbia fatto scalo volontario nel normale esercizio delle proprie attività oppure per ragioni operative, riceva una denuncia o acquisisca prova del fatto che la nave non rispetta le disposizioni di cui alla direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi, è tenuto a darne comunicazione alle autorità del paese di immatricolazione della nave e a prendere le misure necessarie per modificare le condizioni a bordo che risultano manifestamente pericolose per la sicurezza o la salute della gente di mare.Articolo 4 Mezzi per acquisire la prova dell'inadempimento Per stabilire se sussistono prove dell'inosservanza a bordo delle disposizioni della direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi conformemente al precedente articolo 3, lo Stato membro nel cui porto ha fatto scalo la nave procede ai seguenti accertamenti:- presenza di una tabella dell'organizzazione del lavoro a bordo, redatta nelle lingue di lavoro utilizzate sulla nave ed in lingua inglese conforme al modello riprodotto nell'allegato I o ad altro analogo e affissa a bordo in un luogo di facile accesso;- esistenza delle registrazioni relative alle ore di lavoro e di riposo dei lavoratori, redatte nelle lingue di lavoro utilizzate sulla nave ed in lingua inglese conformi al modello riprodotto nell'allegato II o ad altro analogo, conservate a bordo e vidimate ad intervalli regolari dall'autorità competente dello Stato in cui la nave è registrata.Qualora sussistano indizi dello stato di eccessivo affaticamento dei lavoratori a bordo di una nave che fa scalo nel porto di uno Stato membro, dovuto ad un numero eccessivo di ore di lavoro o ad insufficienza di ore di riposo, l'ispettore ha la facoltà di decidere, sulla base del proprio giudizio professionale, che la nave non adempie sostanzialmente agli obblighi prescritti dalla direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi.Articolo 5 Eliminazione degli inadempimenti Qualora, ai sensi degli articoli 3 e 4, uno Stato membro abbia ricevuto una denuncia o acquisito prova del fatto che su una nave non sono rispettate le disposizioni della direttiva sull'orario di lavoro dei marittimi, esso è tenuto a prendere le misure necessarie per garantire che le condizioni di bordo che comportano un manifesto pericolo per la sicurezza o la salute dei marittimi imbarcati siano modificate opportunamente.Tali misure possono comprendere il fermo della nave fino a completa eliminazione degli inadempimenti constatati o fino a che l'equipaggio abbia potuto riposare a sufficienza.Articolo 6 Misure successive 1. Nel caso in cui sia stato prescritto ad una nave il fermo in un porto ai sensi dell'articolo 5, l'autorità competente dello Stato membro informa il comandante, l'armatore o operatore della nave, le autorità dello Stato di bandiera o lo Stato di registrazione della nave o le autorità consolari, oppure, in mancanza di queste, la rappresentanza diplomatica più vicina dello Stato di bandiera circa i risultati dell'ispezione, delle decisioni prese dall'ispettore e delle eventuali misure correttive prescritte.2. In sede di ispezione ai sensi della presente direttiva occorre evitare nella misura del possibile inutili ritardi per la nave. Qualora una nave subisca indebiti ritardi, l'armatore o l'operatore ha diritto ad un indennizzo per eventuali perdite o danni subiti. Nelle azioni basate sull'illegittimità dei ritardi, l'onere della prova incombe all'armatore o all'operatore della nave.Articolo 7 Diritto di ricorso 1. Il proprietario o l'armatore di una nave o il suo rappresentante in uno Stato membro ha il diritto di ricorrere contro una decisione di fermo presa dall'autorità competente. Il ricorso non sospende il fermo.2. A tal fine gli Stati membri istituiscono e mantengono in vigore le opportune procedure, in conformità delle rispettive legislazioni nazionali.3. L'autorità competente informa adeguatamente del diritto di ricorso il comandante della nave di cui al paragrafo 1.Articolo 8 Collaborazione a livello amministrativo Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per instaurare una collaborazione tra le proprie autorità e le autorità competenti degli altri Stati membri al fine di garantire l'effettiva applicazione della presente direttiva e ne danno comunicazione alla Commissione.Articolo 9 Clausola che vieta un trattamento più favorevole In sede di ispezione di una nave immatricolata o battente bandiera di uno Stato che non ha ratificato la Convenzione OIL n. 180, né il protocollo della Convenzione OIL n. 147, una volta entrati in vigore questi strumenti, gli Stati membri sono tenuti a vegliare affinché il trattamento riservato a tale nave e al suo equipaggio non sia più favorevole di quello riservato ad una nave immatricolata o battente bandiera di uno Stato che è parte di entrambe o di una di queste convenzioni.Articolo 10 Disposizioni finali 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 2001.2. In deroga al paragrafo 1, la presente direttiva non si applica al Regno Unito fino alla data di attuazione menzionata nella direttiva . . ./. . ./CE, che estende l'applicazione delle disposizioni dell'accordo europeo al Regno Unito.3. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della sua pubblicazione ufficiale. Le modalità di riferimento sono decise dagli Stati membri.4. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione tutte le disposizioni nazionali che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. La Commissione informa gli altri Stati membri al riguardo.Articolo 11 Imbarcazioni non immatricolate negli Stati membri Le disposizioni della presente direttiva si applicano ad imbarcazioni non iscritte nel registro o non battenti bandiera di uno Stato membro tre mesi dopo la data di entrata in vigore della Convenzione sull'orario di lavoro della gente di mare e sulla composizione dell'equipaggio del 1996 (OIL n. 180) e del protocollo del 1996 della Convenzione sulla marina mercantile (norme minime) del 1976.Articolo 12 Entrata in vigore La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 13 Destinatari Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.ALLEGATO I >RIFERIMENTO A UN GRAFICO>>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II >RIFERIMENTO A UN GRAFICO>>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>