CELEX: C2007/082/25
Language: it
Date: 2007-04-14 00:00:00
Title: Causa C-16/07 P: Ricorso proposto il 22 gennaio 2007 da Marguerite Chetcuti avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee, 8 novembre 2006 nella causa T-357/04, Chetcuti/Commissione

14.4.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 82/13
            
         Ricorso proposto il 22 gennaio 2007 da Marguerite Chetcuti avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee, 8 novembre 2006 nella causa T-357/04, Chetcuti/Commissione
   (Causa C-16/07 P)
   (2007/C 82/25)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Marguerite Chetcuti (rappresentante: sig. M.-A. Lucas, avocat)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione) 8 novembre 2006, nella causa T-357/04, Chetcuti/Commissione;
            
         
               —
            
            
               accogliere la domanda proposta dalla ricorrente in primo grado, e pertanto:
               
                           —
                        
                        
                           annullare la decisione 22 giugno 2004 della giuria di concorso di respingere, sulla base del punto III del bando di concorso COM/PA/04 del 6 aprile 2004, la candidatura della ricorrente;
                        
                     
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                           annullare i successivi atti della procedura concorsuale, e segnatamente l'elenco dei candidati rispondenti alle condizioni previste dal bando di concorso, quale approvato dalla giuria, la decisione della Commissione che ha conseguentemente stabilito i posti da ricoprire, l'elenco degli idonei approvato dalla giuria al termine dei suoi lavori, e le conseguenti decisioni di nomina adottate dall'Autorità che ha il potere di nomina (APN);
                        
                     
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                           condannare la Commissione alle spese del primo grado di giudizio;
                        
                     
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese del procedimento dinanzi alla Corte.
            
         Motivi e principali argomenti
   La ricorrente deduce un unico motivo a sostegno della propria impugnazione, relativo alla violazione, da parte del Tribunale, della nozione di concorso interno ai sensi degli artt. 4 e 29, n. 1, lett. b), dello Statuto del personale, nella sua versione vigente al momento della pubblicazione del bando di concorso, nonché della finalità attribuita all'assunzione dai suoi artt. 27 e 4, n. 1, e del principio di parità di trattamento o, quanto meno, alla violazione dell'obbligo di motivazione.
   Nell'ambito di questo motivo, la ricorrente rileva, in sostanza, come dalla giurisprudenza della Corte e del Tribunale emerga che l'espressione «concorso interno all'istituzione »riguarda tutte le persone che sono al servizio di quest'ultima in virtù di un rapporto di diritto pubblico, tra cui gli agenti ausiliari, e che il Tribunale avrebbe violato tale giurisprudenza, nonché la portata dell'espressione «concorso interno», avendo mostrato interesse per l'essenziale vocazione del concorso, determinata sulla base di qualifiche di natura soggettiva, anziché per la sua stessa natura, determinata in funzione delle oggettive condizioni di ammissione al concorso stabilite nel bando di concorso.
   La ricorrente asserisce inoltre che, per quanto non si possa negare che l'APN dispone di un ampio potere discrezionale quando precisa nel bando di concorso le condizioni di ammissione a quest'ultimo, tale potere deve essere sempre esercitato in funzione delle esigenze inerenti ai posti da ricoprire e dell'interesse del servizio, cosicché non si può ammettere la tesi di un'esclusione degli agenti ausiliari motivata dal fatto che, a differenza dei dipendenti di ruolo e degli agenti temporanei, questi ultimi non avrebbero dovuto attestare, all'atto della loro assunzione iniziale, il possesso delle più elevate qualità di competenza, di rendimento e d'integrità. La prova di siffatte qualità dovrebbe, infatti, risultare solo dal successo alle prove di preselezione e di selezione previste dal bando di concorso. Lo stesso varrebbe con riguardo alla prova delle capacità a svolgere le funzioni dei posti da ricoprire.
   In subordine, la ricorrente rileva infine che la sentenza impugnata è priva di una sufficiente motivazione avendo il Tribunale omesso di rispondere al suo argomento relativo a una contraddizione interna al bando di concorso poiché quest'ultimo sembrerebbe escludere la candidatura degli agenti ausiliari, ma ammettere ai fini del calcolo dell'esperienza professionale quella acquisita in qualità di agente ausiliario in alcuni gruppi professionali.