CELEX: C2005/217/105
Language: it
Date: 2005-09-03 00:00:00
Title: Causa T-249/05: Ricorso della sig.ra Tineke Duyster contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 30 giugno 2005

3.9.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/50
            
         Ricorso della sig.ra Tineke Duyster contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 30 giugno 2005
   (Causa T-249/05)
   (2005/C 217/105)
   Lingua processuale: l'olandese
   Il 30 giugno 2005 la sig.ra Tineke Duyster, residente in Oetrange (Lussemburgo), rappresentata dal sig. W.H.A.M. van den Mujisenbergh, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha presentato dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               1.
            
            
               annullare la decisione del 6 aprile 2005 dell'autorità che ha il potere di nomina (APN);
            
         
               2.
            
            
               annullare la decisione di concessione di un congedo parentale dal 1o novembre 2004 al 30 aprile 2005 compreso, e/o il foglio paga del novembre 2004, e/o la decisione della Commissione del 30 novembre 2004 di non tener conto della domanda di sospensione o di revoca del congedo parentale;
            
         
               3.
            
            
               dichiarare che dal 1o novembre 2004 al 30 aprile 2005 compreso la sig.ra Duyster ha tutti i diritti sostanziali connessi al servizio attivo dei dipendenti e che pertanto dev'esserle pagata tra l'altro, con effetto retroattivo, la retribuzione corrispondente al suo grado e scatto;
            
         
               4.
            
            
               dichiarare che oltre a tale retribuzione vanno corrisposti interessi per ritardato pagamento;
            
         
               5.
            
            
               dichiarare che il congedo parentale relativamente a suo figlio può essere ancora chiesto (anche ove quest'ultimo, dopo che la sentenza del Tribunale prenda effetto, abbia più di 12 anni o quasi) in quanto il mancato accoglimento della domanda che era stata presentata è imputabile alla Commissione; ovvero, in subordine, che, poiché il fatto di non poter prendere il congedo parentale relativamente a suo figlio è imputabile alla Commissione, dev'esserle pagato per questo un risarcimento danni corrispondente alla perdita di prestazioni per congedo parentale, assicurazioni, anzianità di servizio, ricostruzione della pensione, rapporti informativi e possibilità di promozione, il che può essere stimato in un totale di ventisettemila euro; ovvero, in ulteriore subordine, che per il periodo di congedo parentale non goduto relativamente a suo figlio venga pagato per ogni mese un risarcimento danni di EUR 800 per perdita di indennità parentale, EUR 100 per perdita di assicurazione, EUR 1 200 per perdita di diritti a pensione;
            
         
               6.
            
            
               dichiarare che le dev'essere versato un risarcimento danni di EUR 2 500 come risarcimento per l'incertezza, da parte della sig.ra Duyster, circa il suo status ufficiale e per i danni non materiali derivanti da tale incertezza;
            
         
               7.
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   La ricorrente ha presentato una domanda di concessione di congedo parentale per il periodo dall'8 novembre 2004 al 7 maggio 2005 compreso. A seguito di tale domanda la Commissione ha concesso alla ricorrente un congedo parentale dal 1o novembre 2004 al 30 aprile 2005 compreso.
   La ricorrente afferma di non aver ricevuto alcun formale rigetto della sua domanda di congedo parentale dall'8 novembre 2004 al 7 maggio 2005 compreso e ne deduce che la sua domanda è stata implicitamente respinta. Essa afferma inoltre che, non avendo impugnato tale rigetto e non avendo presentato alcun'altra domanda, essa era in servizio attivo per il periodo dal 1o novembre 2004 al 30 aprile 2005 compreso e aveva pertanto diritto a tutti i benefici a ciò collegati.
   A sostegno del proprio ricorso la ricorrente adduce inoltre il fatto che la decisione di concedere il congedo parentale dal 1o novembre 2004 al 30 aprile 2005 compreso è stata adottata in contrasto con il principio di uguaglianza, con il principio di certezza del diritto, con l'art. 42 bis dello Statuto nonché con gli artt. 25, 26, 35, 36 e 62 dello Statuto.