CELEX: 52004SC0824
Language: it
Date: 2004-06-24 00:00:00
Title: Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto dall'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza 2004-2007 della Slovenia

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52004SC0824

Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto dall'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza 2004-2007 della Slovenia  /* SEC/2004/0824 def. */  

Raccomandazione per il PARERE DEL CONSIGLIO previsto dall'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza 2004-2007 della Slovenia(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIl regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche [1], stabilisce che gli Stati membri non partecipanti, ossia quelli che non hanno adottato la moneta unica, devono presentare al Consiglio e alla Commissione programmi di convergenza, ai fini della sorveglianza multilaterale da esercitare a intervalli regolari a norma dell'articolo 99 del trattato.[1]  GU L 209 del 2.8.1997. Tutti i documenti menzionati nel presente testo figurano nel seguente sito web: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/ about/activities/sgp/main_en.htm.Ai sensi dell'articolo 9 del suddetto regolamento, il Consiglio deve esaminare ogni programma di convergenza in base alle valutazioni preparate dalla Commissione e dal Comitato istituito dall'articolo 114 del trattato (il Comitato economico e finanziario). In base alla raccomandazione della Commissione e previa consultazione del Comitato economico e finanziario, il Consiglio deve esaminare il programma ed esprimere un parere al riguardo. A norma del regolamento, gli Stati membri devono presentare aggiornamenti annuali del proprio programma di convergenza, che possono essere esaminati anch'essi dal Consiglio secondo le medesime procedure.Ai dieci paesi che hanno aderito all'UE il 1° maggio 2004 è stata concessa una deroga: non partecipano ancora al sistema della moneta unica. Essi si sono impegnati a presentare il loro programma di convergenza entro il 15 maggio 2004 e il primo aggiornamento verso la fine del 2004.La Slovenia ha presentato il 14 maggio 2004 il programma di convergenza, relativo al periodo 2004-2007. I servizi della Commissione hanno proceduto alla valutazione tecnica di tale programma, tenendo conto delle previsioni della primavera 2004 e sulla scorta del Codice di condotta [2] e dei principi stabiliti nella comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 27 novembre 2002, sul rafforzamento del coordinamento delle politiche di bilancio  [3]. Qui di seguito si espone il risultato di tale valutazione:[2]  Parere riveduto del Comitato economico e finanziario sul contenuto e la presentazione dei programmi si di stabilità e di convergenza, approvato dal Consiglio ECOFIN il 10 luglio 2001.[3]  COM(2002) 668 def. del 27.11.2002.La Slovenia ha presentato il 14 maggio il suo primo programma di convergenza, relativo al periodo 2004-2007. Essa punta ad una rapida adesione al nuovo meccanismo di cambio ERM II (al più tardi entro la fine del 2004), al fine di introdurre l'euro all'inizio del 2007.Nel complesso, il programma di convergenza risponde ai requisiti in materia di dati indicati nel testo riveduto del "codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e di convergenza" [4].[4]  La delimitazione delle amministrazioni pubbliche non è stata applicata in maniera completa e la contabilità per competenza necessita di ulteriori miglioramenti.Lo scenario macroeconomico alla base del programma di convergenza è stato rivisto al ribasso rispetto al programma economico di preadesione del 2003. Tuttavia, esso rimane leggermente più ottimistico rispetto alle previsioni fino al 2005 formulate dalla Commissione nella primavera del 2004. In particolare, le previsioni di crescita nel 2004 si collocano nella fascia superiore dell'attuale spettro previsionale. Per la parte restante del periodo in esame l'evoluzione della crescita - che dovrebbe avvicinarsi al livello potenziale (stimato al 3,7% dalle autorità nazionali) e superarlo leggermente a partire dal 2006 - appare plausibile ed è complessivamente in linea con le proiezioni della Commissione. La proiezione relativa al tasso di inflazione, che dovrebbe raggiungere il 3,3% nel 2004 e collocarsi al di sotto del 3,0% alla fine del 2005, rivela delle aspettative piuttosto ottimistiche riguardo al futuro andamento dei prezzi, mentre i servizi della Commissione mantengono una visione più cauta in ordine al processo di disinflazione.Il graduale calo dell'inflazione, iniziato nel 2001, ha registrato un'accelerazione nel secondo semestre del 2003. L'incremento annuale dei prezzi al consumo ha raggiunto il 4,6% alla fine dell'anno, portando la media annuale a quota 5,7% dal 7,5% dell'anno precedente. Il processo di disinflazione è continuato nel 2004; a maggio, tuttavia, il tasso d'inflazione dei prezzi al consumo su base annuale ammontava al 3,9%, registrando quindi un incremento dello 0,3% rispetto al mese precedente. É necessario rafforzare la sostenibilità a lungo termine del processo di abbattimento del tasso di inflazione che, con una media mobile di 12 mesi pari al 4,7%, appare ancora relativamente elevato. Un buon coordinamento delle politiche economiche viene considerato come lo strumento chiave per ridurre l'inflazione in maniera durevole. In particolare, la moderazione salariale e la riforma del sistema di indicizzazione dei salari sono stati identificati come elementi essenziali per sostenere il processo di disinflazione. Il nuovo metodo di adeguamento salariale per il 2004-2005, che introduce dei meccanismi di indicizzazione lungimiranti (basati sul tasso di inflazione interno previsto piuttosto che su quello effettivo e che tengono conto delle aspettative riguardanti l'inflazione nell'UE e del tasso di cambio euro/tolar) dovrebbe contenere gli aumenti salariali e ridurre le relative pressioni inflazionistiche. La Banca di Slovenia, il cui obiettivo principale è la stabilità dei prezzi, applica una politica monetaria basata sul controllo dei tassi d'interesse e sulla gestione dei tassi di cambio. Dal 2003 i tassi di interesse sono stati ridotti complessivamente di 350 punti base - determinando un tasso d'interesse reale a breve termine pari attualmente a circa il 2% - mentre la percentuale mensile di deprezzamento del tasso di cambio nei confronti dell'euro è scesa allo 0,1%.Senza menzionare esplicitamente il patto di stabilità e di crescita, il programma punta a raggiungere una posizione stabile di bilancio prossima al pareggio. Tuttavia, con un previsto disavanzo pari allo 0,9% del PIL nel 2007, una tale posizione potrà essere raggiunta soltanto alla fine del periodo in esame attraverso la graduale riduzione del disavanzo delle pubbliche amministrazioni. Il programma di convergenza, che traccia un percorso leggermente più lento rispetto al programma di preadesione del 2003, prevede un consolidamento fiscale concentrato a fine esercizio in quanto rinvia l'intervento di riduzione del disavanzo alla fine del periodo del programma, operando l'adeguamento principalmente attraverso una diminuzione del rapporto spesa/PIL.Il percorso di consolidamento appare credibile, ma poco ambizioso nella definizione degli obiettivi di bilancio. Il programma di convergenza non fornisce i relativi dettagli e, in particolare, non descrive l'impatto quantitativo delle previste misure di bilancio. Tuttavia, rispetto al programma di preadesione del 2003, sembrerebbe che la strategia di consolidamento sia rimasta in gran parte inalterata. Essa prevede una ristrutturazione della spesa e delle entrate pubbliche finalizzata a migliorare la flessibilità del bilancio. In particolare, la riduzione della spesa pubblica obbligatoria è ritenuta necessaria per far fronte agli impegni finanziari derivanti dalla partecipazione all'UE e alla NATO, che le autorità sembrano considerare come una fonte di ulteriore pressione sul bilancio, quando già la spesa obbligatoria rappresenta oltre l'80% del bilancio. Il governo si è impegnato a raggiungere gli obiettivi fissati riducendo in maniera graduale il disavanzo corretto per il ciclo e, in condizioni avverse, applicherà gli stabilizzatori automatici soltanto in misura ridotta (nell'ordine dello 0,2% del PIL, secondo la legge di attuazione relativa al bilancio 2004). Poiché il previsto deficit di bilancio nel periodo 2004-2005 è di poco inferiore al 2% del PIL, il margine di sicurezza per evitare di superare il massimale del 3% del PIL stabilito per il disavanzo potrebbe non essere sufficiente qualora le autorità non riuscissero a limitare l'impiego degli stabilizzatori fiscali. In caso di eventuali battute d'arresto legate a sviluppi economici negativi, simili a quelli verificatisi recentemente, i risultati di bilancio potrebbero essere inferiori alle aspettative.Il debito pubblico lordo è relativamente contenuto e rimarrà tale nel corso del periodo in esame. Nel 2003 il rapporto debito-PIL ha raggiunto il 28,6% del PIL. A causa del disavanzo primario persistente, il governo prevede un ulteriore aumento del rapporto debito-PIL nel corso dei primi due anni, con una punta del 29,5% del PIL nel 2005. Nel 2007, il debito dovrebbe tornare al 28,4% del PIL in quanto la crescita del PIL nominale dovrebbe essere superiore al tasso di interesse, facilitando in tal modo la stabilizzazione del debito pubblico. Inoltre, le autorità considerano adeguate la scadenza e la composizione valutaria del portafoglio di debito, poiché un piano di rimborso a lungo termine opera una ripartizione equa nel tempo, con una percentuale crescente di debito denominato in tolar e un debito estero denominato prevalentemente in euro.Il programma esamina brevemente il programma di riforma strutturale del governo, il quale punta a rafforzare la competitività dell'economia aumentando le spese di bilancio a favore della R&S. Esso annuncia inoltre ulteriori misure per fornire sostegno alla crescita economica, come ad esempio la promozione degli investimenti finalizzati a creare nuovi posti di lavoro e l'eliminazione delle rigidità strutturali nel mercato del lavoro. Tuttavia, il programma non illustra in dettaglio il processo di ristrutturazione; gli obiettivi della strategia appaiono alquanto generici e solo in casi eccezionali sono accompagnati da misure ben elaborate. Non è possibile distinguere in maniera chiara le implicazioni di bilancio, dal momento che non è stato fatto alcun tentativo di quantificare le previste riforme strutturali nelle proiezioni relative ai principali aggregati fiscali.I costi legati all'invecchiamento demografico pongono la Slovenia di fronte al rischio di squilibri di bilancio. La piena attuazione della riforma delle pensioni e la creazione di un efficiente sistema di assistenza sanitaria, unite al raggiungimento di un adeguato avanzo primario, sono fondamentali per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche.Tabella: Comparazione tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;In base a questa sua valutazione, la Commissione ha adottato e trasmette al Consiglio la raccomandazione, qui allegata, per il parere del Consiglio sul programma di convergenza della Slovenia.Raccomandazione per il PARERE DEL CONSIGLIO previsto dall'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di convergenza 2004-2007 della SloveniaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche [5], in particolare l'articolo 9, paragrafo 3,[5]  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. I documenti menzionati nel presente testo figurano nel seguente sito web: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/ about/activities/sgp/main_en.htm.vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del Comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:Il [5 luglio 2004] il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza della Slovenia, relativo al periodo 2004-2007. Nel complesso, il programma risponde ai requisiti in materia di dati indicati nel testo riveduto del "codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e di convergenza".La strategia di bilancio alla base del programma punta a risanare le finanze pubbliche raggiungendo una posizione di bilancio prossima al pareggio. A tal fine, il programma prevede una graduale diminuzione del disavanzo delle pubbliche amministrazioni nel corso del periodo in esame che risulta coerente con la riduzione del rapporto entrate/PIL e del rapporto spesa primaria/PIL (quest'ultima mediante una limitazione della spesa obbligatoria). In base al percorso di adeguamento, il disavanzo dovrebbe dimezzarsi nel corso dei prossimi quattro anni, scendendo appena al di sotto dell'1% nel 2007. Adattando la strategia in maniera tale da operare una graduale riduzione del disavanzo strutturale, le autorità permetteranno agli stabilizzatori fiscali di funzionare - benché in misura limitata - in condizioni economiche sfavorevoli.Lo scenario macroeconomico alla base del programma per il periodo successivo al 2005 sembrerebbe riflettere delle ipotesi di crescita plausibili e prevede una crescita del PIL reale leggermente superiore alla produzione potenziale. Ciononostante, per il 2004 si presume che le prospettive di crescita siano piuttosto favorevoli. La proiezione relativa all'inflazione si colloca nella parte inferiore dell'attuale spettro previsionale per il 2004. Per il periodo successivo essa appare tuttavia realistica, a condizione che il governo continui a coordinare le politiche economiche al fine di ridurre l'inflazione in maniera durevole.I disavanzi delle pubbliche amministrazioni, per i quali si prevede un leggero aumento nel 2004 (1,9% del PIL) e una progressiva riduzione fino allo 0,9% del PIL entro il 2007, dovrebbero rimanere al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL nel corso dei singoli anni. Gli obiettivi di bilancio indicati nel programma non sono sufficienti per garantire la realizzazione dell'obiettivo di medio termine del patto di stabilità e di crescita, ossia il raggiungimento di una posizione di bilancio prossima al pareggio; tale obiettivo verrebbe raggiunto soltanto alla fine del periodo in esame. Inoltre, i risultati di bilancio potrebbero essere inferiori alle previsioni, soprattutto considerando che i rischi di un'evoluzione negativa dei dati macroeconomici (associati alle suddette previsioni di crescita ottimistiche per il 2004) potrebbero determinare, come in passato, uno sconfinamento delle spese. Pertanto, la politica di bilancio delineata nel programma potrebbe non fornire un sufficiente margine di sicurezza per evitare di superare il massimale del 3% del PIL stabilito per il disavanzo in presenza di normali fluttuazioni macroeconomiche, soprattutto nei primi anni del periodo in esame.Il debito pubblico lordo è relativamente contenuto e rimarrà tale anche in futuro. Dopo aver raggiunto il 29,5% del PIL nel 2005, il rapporto debito-PIL dovrebbe riscendere al 28,4% del PIL nel 2007. I costi legati all'invecchiamento demografico pongono la Slovenia di fronte al rischio di squilibri di bilancio. La piena attuazione della riforma delle pensioni e la creazione di un efficiente sistema di assistenza sanitaria, unite al raggiungimento di un adeguato avanzo primario, sono fondamentali per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche.Le principali proiezioni del programma di convergenza della Slovenia&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;