CELEX: 62020CN0116
Language: it
Date: 2020-02-28 00:00:00
Title: Causa C-116/20: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Timişoara (Romania) il 28 febbraio 2020 — SC Avio Lucos SRL / Agenţia de Plăţi şi Intervenţie pentru Agricultură — Centrul judeţean Dolj, Agenţia de Plăţi şi Intervenţie pentru Agricultură (APIA) — Aparat Central

24.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 279/19
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Timişoara (Romania) il 28 febbraio 2020 — SC Avio Lucos SRL / Agenţia de Plăţi şi Intervenţie pentru Agricultură — Centrul judeţean Dolj, Agenţia de Plăţi şi Intervenţie pentru Agricultură (APIA) — Aparat Central
      (Causa C-116/20)
      (2020/C 279/26)
      Lingua processuale: il rumeno
      
         Giudice del rinvio
      
      Curtea de Apel Timişoara
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: SC Avio Lucos SRL
      
         Resistenti: Agenţia de Plăţi şi Intervenţie pentru Agricultură — Centrul judeţean Dolj, Agenţia de Plăţi şi Intervenţie pentru Agricultură (APIA) — Aparat Central
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se il diritto [dell’Unione] applicabile al sostegno finanziario relativo all’anno agrario 2014 — in particolare il regolamento (CE) n. 73/2009 (1) e il regolamento n. 1122/2009 (2) — osti all’istituzione, attraverso il diritto nazionale, di un obbligo di fornire la prova del diritto di uso su una superficie di terreno al fine di ottenere il sostegno finanziario relativo ai regimi di superficie.
               
            
                  2)
               
               
                  Nella misura in cui il diritto [dell’Unione] sopra richiamato non osti alla normativa nazionale indicata nella prima questione, se il diritto [dell’Unione] (ivi compreso il principio di proporzionalità) osti — nel caso particolare in cui il diritto di sfruttamento della superficie agricola sia stato giustificato dal beneficiario attraverso la presentazione di un contratto di concessione di una superficie di pascolo (contratto in base al quale il richiedente ha acquisito il diritto di sfruttare il pascolo a suo rischio e a suo vantaggio, dietro pagamento di un canone) — a una normativa nazionale che impone, per la valida conclusione di un siffatto contratto di concessione, la condizione che il futuro concessionario sia esclusivamente allevatore o proprietario di animali.
               
            
                  3)
               
               
                  Se rientri nella definizione di attività agricola di cui all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 73/2009 l’attività di un beneficiario di un regime di superficie che — stipulando un contratto di concessione di un pascolo al fine di ottenere il diritto di sfruttare tale superficie e di ottenere diritti all’aiuto nell’anno agrario 2014 — stipula successivamente un contratto di collaborazione con allevatori, contratto con cui consente l’utilizzo gratuito del terreno concesso ai fini del pascolo di animali, conservando il beneficiario il diritto di uso del terreno, ma obbligandosi a non ostacolare l’attività di pascolo e a realizzare attività di ripulitura del terreno da pascolo.
               
            
                  4)
               
               
                  Se il diritto dell’[Unione] osti a un’interpretazione di una normativa nazionale quale l’articolo 431, paragrafo 2, del codice di procedura civile — relativo all’autorità di cosa giudicata di una decisione giudiziale definitiva, interpretazione secondo cui una decisione giudiziale definitiva con cui è stata accertata l’inammissibilità di una domanda di pagamento in considerazione del mancato rispetto del diritto nazionale relativo al requisito della legittimità del titolo di sfruttamento/uso sul terreno per il quale è stato chiesto un regime di superficie nell’anno agrario 2014 (nell’ambito di una controversia in cui è stato chiesto l’annullamento della decisione di applicazione di sanzioni pluriennali) -, interpretazione che impedisce di analizzare la conformità di tale requisito nazionale al diritto [dell’Unione] applicabile all’anno agricolo 2014 in una nuova controversia in cui viene esaminata la legittimità dell’atto di recupero delle somme indebitamente versate al richiedente, per il medesimo anno agrario 2014, atto fondato sulla stessa situazione di fatto e sulle stesse normative nazionali che sono state oggetto dell’analisi della decisione giudiziale definitiva precedente.
               
            
         (1)  Regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e che modifica i regolamenti (CE) n. 1290/2005, (CE) n. 247/2006, (CE) n. 378/2007 e abroga il regolamento (CE) n. 1782/2003 (GU 2009 L 30, pag. 16).
      
         (2)  Regolamento (CE) n. 1122/2009 della Commissione del 30 novembre 2009 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio per quanto riguarda la condizionalità, la modulazione e il sistema integrato di gestione e di controllo nell’ambito dei regimi di sostegno diretto agli agricoltori di cui al medesimo regolamento e modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio per quanto riguarda la condizionalità nell’ambito del regime di sostegno per il settore vitivinicolo (GU 2009 L 316, pag. 65).