CELEX: 52012PC0725
Language: it
Date: 2012-12-05
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 659/1999 recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE

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		52012PC0725
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 659/1999 recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE /* COM/2012/0725 final - 2012/0342 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Le prime norme europee in materia di aiuti di
Stato risalgono al trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e
dell’acciaio del 1952 e al trattato che istituisce la Comunità economica
europea del 1957 e attualmente sono sancite dal trattato sul funzionamento dell’Unione
europea (di seguito “TFUE” o “il trattato”). 
L’articolo 107 del TFUE definisce la nozione
di aiuti di Stato e precisa i criteri in base ai quali tali aiuti possono
considerarsi compatibili con il mercato interno, mentre l’articolo 108 del TFUE
delinea i principi procedurali fondamentali che la Commissione applica per
garantire il rispetto delle norme sostanziali in materia di aiuti di Stato da
parte degli Stati membri. L’articolo 109 del TFUE autorizza il Consiglio, su
proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, a
stabilire tutti i regolamenti utili ai fini dell’applicazione degli articoli
107 e 108. 
Nel 1999 il Consiglio ha adottato il
regolamento (CE) n. 659/1999[1]
(di seguito “regolamento di procedura”), il quale delinea in modo dettagliato
le norme procedurali che disciplinano l’applicazione degli articoli 107 e 108
del TFUE, applicate fino ad oggi senza modifiche sostanziali.
Le procedure relative agli aiuti di Stato,
previste all’articolo 108 del TFUE e precisate nel regolamento di procedura, sono
caratterizzate da tre elementi fondamentali:
–              
la notifica preventiva, in capo agli Stati membri,
di tutte le misure di aiuto previste è obbligatoria, tranne nei casi in cui si
applica un regolamento di esenzione per categoria o una decisione, e lo Stato
membro interessato non può dare esecuzione alle misure prima che la Commissione
abbia adottato una decisione per autorizzarle; a tale scopo, dopo un’indagine
preliminare essenzialmente bilaterale (Stato membro/Commissione) (“prima fase”),
limitata in linea di principio a due mesi, la Commissione può approvare l’aiuto
oppure avviare un’indagine formale (“seconda fase”), adoperandosi per decidere
entro un termine di 18 mesi se approvare (eventualmente, a determinate
condizioni) o vietare l’aiuto;
–              
la Commissione è tenuta a svolgere un esame
diligente e imparziale delle denunce presentate dalle parti interessate e a
prendere una decisione in merito senza indebiti ritardi. Quando la Commissione
decide che il presunto aiuto di Stato segnalato da un denunciante non sussiste,
è comunque tenuta ad esporre adeguatamente al denunciante le ragioni per le
quali gli elementi di fatto e di diritto contenuti nella denuncia non sono considerati
sufficienti a dimostrare l’esistenza di un aiuto di Stato;
–              
infine, la Commissione è tenuta a procedere all’esame
permanente di tutti i regimi di aiuti esistenti negli Stati membri e può
proporre a questi ultimi le opportune misure richieste dal graduale sviluppo o
dal funzionamento del mercato interno.
Questi elementi fondamentali della procedura
sono la diretta conseguenza del sistema di controllo degli aiuti di Stato
previsto dal trattato e basato sulla competenza esclusiva della Commissione di
valutare la compatibilità delle misure di aiuto con il mercato interno. 
A oltre 13 anni dalla sua entrata in vigore,
occorre ora rivedere il regolamento di procedura in modo da adattare le
procedure relative agli aiuti di Stato a un’Unione europea con 27 Stati
membri, 500 milioni di abitanti e 23 lingue ufficiali.
La crisi economica e finanziaria ha messo a
dura prova l’integrità del mercato interno, dimostrando quanto siano importanti
meccanismi razionali ed efficienti per controllare e applicare le norme in
materia di aiuti di Stato. La crisi ha dimostrato anche che la Commissione deve
disporre di strumenti più efficaci per intervenire entro tempi congrui alle
esigenze delle imprese e promuovere una sana gestione delle risorse pubbliche
per politiche orientate alla crescita.
L’8 maggio 2012 la Commissione ha adottato la
comunicazione “Modernizzazione degli aiuti di Stato dell’UE”[2] che dà l’avvio a una vasta
riforma del quadro normativo in materia di aiuti di Stato il cui duplice scopo
è garantire che la politica in materia di aiuti di Stato contribuisca all’attuazione
della strategia Europa 2020[3]
per la crescita dell’Europa in questo decennio e al risanamento di bilancio.

La revisione del regolamento di procedura è
uno degli elementi con cui la Commissione intende conseguire gli obiettivi
previsti da questa iniziativa: riformando le procedure relative agli aiuti di
Stato otterrà anzitutto di migliorare l’efficacia del controllo degli aiuti di
Stato[4].
Anche la Corte dei conti ha sottolineato la
necessità di riformare le procedure in materia di aiuti di Stato nella
relazione speciale n. 15/2011 “Le procedure della Commissione consentono una
gestione efficace del controllo sugli aiuti di Stato?”[5]. Riformando il quadro
procedurale in materia di aiuti di Stato, la Commissione riuscirà in
particolare, in linea con le raccomandazioni della Corte dei conti, a: 
–              
ridurre al minimo il numero delle richieste d’informazione
inviate agli Stati membri;
–              
occuparsi celermente delle denunce infondate per
garantire la certezza del diritto a beneficio di tutti i portatori di
interessi;
–              
informare regolarmente il denunciante, lo Stato
membro e il beneficiario sui progressi relativi a ciascun caso e sull’esito
dell’indagine;
–              
migliorare l’efficienza e l’affidabilità del
processo di raccolta dei dati. 
Queste raccomandazioni sono state
esplicitamente avallate dal Consiglio[6]
e dal Parlamento europeo[7].
2.           SINTESI DELLE MODIFICHE PROPOSTE
La proposta di revisione del regolamento di
procedura si incentrerà, come già annunciato nella comunicazione sulla
modernizzazione degli aiuti di Stato[8],
su due aspetti: migliorare il trattamento delle denunce (2.1) e
garantire una raccolta di informazioni di mercato efficace e affidabile (2.2).
2.1.        MIGLIORARE IL TRATTAMENTO DELLE DENUNCE
Le denunce sono di per sé una fonte di
informazione utilissima in quanto orientano le indagini della Commissione verso
settori economici in cui gli aiuti di Stato illegali ostacolano la concorrenza
a livello dell’UE. Ogni anno però la Commissione riceve una media di oltre 300 denunce
dalle parti interessate[9]
o da terzi, per buona parte tali da non suscitare reali riserve in termini di
concorrenza oppure non sono sufficientemente circostanziate. Dal momento che la
maggior parte delle denunce non viene trattata in via prioritaria, la durata
media dei casi tende ad aumentare[10].,
con la conseguenza che Stati membri e denuncianti finiscono per percepire la
procedura di trattamento come imprevedibile e poco trasparente. 
Nel 2009 il codice delle migliori pratiche
applicabili nei procedimenti di controllo degli aiuti di Stato[11] ha introdotto una procedura di
trattamento trasparente, articolata in fasi successive. A due anni dalla sua
introduzione, tuttavia, l’esperienza insegna che i benefici auspicati in
termini di minore durata, maggiore efficienza e prevedibilità non si sono del
tutto concretizzati. Dal momento che il codice non è riuscito a colmare alcune
delle principali lacune del sistema direttamente connesse al regolamento di
procedura, si è resa necessaria una revisione dello stesso regolamento. 
*          *
*
Dato il contesto, le modifiche qui proposte
intendono migliorare la qualità delle informazioni ricevute, chiarendo le
condizioni per la presentazione di una denuncia e introducendo una procedura per
fasi successive, prevedibile e trasparente. 
Attualmente, la Commissione è tenuta a
esaminare ogni presunta infrazione alle norme in materia di aiuti di Stato
proveniente da qualsiasi fonte. Mentre in caso di violazione delle norme di
concorrenza di cui agli articoli 101 e 102 del TFUE la presentazione della
denuncia è disciplinata dai regolamenti (CE) n. 1/2003[12] e n. 773/2004[13], non esistono requisiti
formali per la presentazione di una denuncia relativa a un aiuto di Stato. In
assenza di norme specifiche all’interno del regolamento di procedura, il
Tribunale ha concluso, nella sentenza Ryanair del 29 settembre 2011[14], che attualmente non esistono
requisiti formali per presentare alla Commissione una denuncia relativa a un
aiuto di Stato. 
Per motivi di trasparenza e certezza del
diritto, occorre chiarire le condizioni per la presentazione di una denuncia in
modo da consentire alla Commissione di ottenere informazioni in merito a
presunti aiuti illegali e decidere quindi di svolgere un esame preliminare (modifica
dell’articolo 10). In pratica, risulta opportuno che i denuncianti debbano:
–              
presentare un certo numero di informazioni
obbligatorie. A tal fine, la Commissione dovrà essere autorizzata ad adottare
disposizioni di esecuzione riguardanti la forma e il contenuto di una denuncia
(modifica dell’articolo 27);
–              
dimostrare di essere parti interessate ai sensi dell’articolo
108, paragrafo 2, del TFUE[15]
e dell’articolo 1, lettera h, del regolamento di procedura[16] e di avere quindi un interesse
legittimo a presentare denuncia. A tal fine, si propone di specificare all’articolo
20, paragrafo 2, “Diritti degli interessati” che “ogni parte interessata
può presentare una denuncia”. 
Se le informazioni ricevute non sono
ammissibili in base a criteri prestabiliti e quindi non costituiscono denuncia,
la Commissione non è più tenuta ad adottare una decisione formale e le
protocollerà come informazioni di mercato che potrà riutilizzare in una fase
successiva per indagini d’ufficio.
Per completare la procedura per fasi
successive introdotta dal codice delle migliori pratiche[17], il regolamento di procedura
dovrebbe conferire alla Commissione la possibilità, qualora il denunciante non
trasmetta informazioni significative oppure si rifiuti di collaborare nel corso
del procedimento, di ritenere che la denuncia è stata ritirata. In tal modo, si
potrebbe accelerare e migliorare il trattamento delle denunce (modifica dell’articolo
20, paragrafo 2).
*          *
*
Le denunce che pervengono alla Commissione riguardano
principalmente aiuti già concessi che costituiscono, quindi, potenziali aiuti
illegali. Nel 2009 la Commissione ha adottato una comunicazione relativa all’applicazione
della normativa in materia di aiuti di Stato da parte dei giudici nazionali[18] al fine di informare questi
ultimi e le parti interessate sulle misure correttive disponibili, e ha cercato
di sviluppare la collaborazione con i giudici nazionali introducendo strumenti
pratici per sostenerli nella pratica quotidiana. 
Si propone di sancire espressamente che i
giudici nazionali abbiano diritto a ottenere dalla Commissione informazioni ai
fini dell’applicazione dell’articolo 107, paragrafo 1, e dell’articolo 108 del
TFUE e a sollecitare un parere della Commissione su questioni relative all’applicazione
delle norme in materia di aiuti di Stato (nuovo articolo 23 bis, paragrafo 1).
Si propone inoltre di introdurre il diritto
della Commissione di presentare osservazioni ai giudici nazionali in forma
scritta o orale (nuovo articolo 23 bis, paragrafo 2). La Commissione potrà
agire solo in casi di interesse pubblico dell’Unione (a titolo di amicus
curiae), ossia non nell’interesse di una delle parti. L’obiettivo è far sì
che la Commissione possa richiamare l’attenzione dei giudici degli Stati membri
su questioni di considerevole importanza per l’applicazione uniforme del
diritto dell’UE in materia di aiuti di Stato in tutto il mercato interno. I
giudici nazionali non saranno vincolati al parere della Commissione. Il nuovo
articolo 23 bis non pregiudicherà inoltre il diritto o l’obbligo dei giudici
nazionali di chiedere alla Corte di giustizia di pronunciarsi in via
pregiudiziale a norma dell’articolo 267 del TFUE. 
*          *
*
Le modifiche proposte dovrebbero far sì che la
Commissione riceva denunce meglio circostanziate e avere quindi un impatto
positivo su tutti i soggetti coinvolti nel trattamento delle denunce relative
ad aiuti di Stato. 
L’uso obbligatorio del modulo di denuncia
consentirà alla Commissione di individuare più agevolmente le denunce che riguardano
gli aiuti di Stato e di determinare il grado di priorità da assegnare a
ciascuna, senza dover inviare ripetute richieste di informazioni allo Stato
membro interessato o al denunciante. Inoltre, poiché gli Stati membri possono
presentare osservazioni e reagire in merito a ciascuna denuncia, un’eventuale
riduzione del numero di denunce diminuirà automaticamente il carico di lavoro
per lo Stato membro interessato.
Ove si ricorra anche ai giudici nazionali per
violazione della normativa in materia di aiuti di Stato dell’UE, questi troveranno
nel regolamento di procedura gli strumenti necessari per avere il sostegno della
Commissione. Questa cooperazione dovrà svolgersi in tempi congrui e agevolare i
giudici nazionali nell’attuazione della normativa dell’UE in materia di aiuti
di Stato. Il fatto che la Commissione possa offrire assistenza ai giudici
nazionali anche di propria iniziativa contribuirà poi a diffondere sia fra i giudici
nazionali che fra i contendenti la conoscenza dei meccanismi di cooperazione
tra Commissione e giudici, dimostrandone l’utilità e promuovendone l’uso. 
I denuncianti non sempre sanno di quali
informazioni la Commissione ha bisogno per valutare in modo rapido una denuncia
in materia di aiuti di Stato. Il modulo di denuncia obbligatorio li guiderà per
l’appunto nella raccolta e presentazione delle informazioni che servono alla
Commissione per decidere in merito all’esistenza di aiuto. Il modulo dovrebbe
sensibilmente ridurre la necessità di chiedere ai denuncianti complementi di
informazioni, avendo questi già trasmesso sin dall’inizio tutte le informazioni
necessarie a loro disposizione. La maggiore trasparenza e prevedibilità della
procedura darà ai denuncianti un’immagine più chiara dell’andamento e
avanzamento dell’indagine, evitando così un’inutile scambio di corrispondenza. 
2.2.        GARANTIRE UNA RACCOLTA DI INFORMAZIONI DI
MERCATO EFFICACE E AFFIDABILE 
Negli ultimi anni la valutazione di
compatibilità delle misure di aiuto di Stato si è notevolmente perfezionata. La
Commissione ha sposato un approccio che cerca di mettere a confronto gli
effetti positivi e quelli negativi delle misure di aiuto di Stato all’esame. La
valutazione di compatibilità di una misura di aiuto dipende da come è impostata
e dall’incidenza che può avere sul mercato. Diventa quindi sempre più
importante effettuare una vera e propria valutazione basata sui fatti, in
particolare per i casi complessi.
Per far fronte alle esigenze della Commissione
in termini di raccolta delle informazioni, si propone pertanto di introdurre
strumenti per la raccolta di informazioni di mercato (2.2.1) e una base
giuridica per le indagini per particolari settori economici e per particolari strumento
di aiuti (2.2.2); in questo modo la Commissione potrà ottenere direttamente
dal mercato informazioni tempestive e attendibili, oltre che complete e corrette
dal punto di vista fattuale. 
2.2.1    Strumenti per la raccolta di
informazioni di mercato
L’attuale quadro procedurale relativo ai
poteri della Commissione di ottenere informazioni nel corso di procedimenti di
aiuti di Stato comporta diverse difficoltà. Il fatto che la Commissione dipenda
dalle informazioni degli Stati membri può determinare ritardi se le
amministrazioni nazionali non dispongono prontamente dei dati necessari, oltre
a costituire talvolta un notevole onere per le amministrazioni. 
La Commissione ha tentato di affrontare alcune
di queste questioni nel codice delle migliori pratiche[19]. In particolare è stato
formalizzato il fatto che i servizi della Commissione possano inviare copia
della decisione di avvio del procedimento di indagine formale a determinate
parti interessate, invitandole a presentare osservazioni su aspetti specifici
del caso nel contesto del suddetto procedimento. Introducendo la possibilità di
applicare sanzioni nel caso di risposte incomplete o inesatte a una richiesta
di informazioni, si potrà migliorare la qualità delle informazioni ricevute
dalla Commissione. 
Per migliorare l’efficienza e la trasparenza
della procedura, si propone di muovere un ulteriore passo codificando il potere
di consultare il mercato che la Corte di giustizia dell’UE ha riconosciuto alla
Commissione in molteplici occasioni[20].

La proposta è che la Commissione possa, nell’ambito
di procedure relative ad aiuti notificati e illegali, chiedere informazioni con
una semplice richiesta di informazioni o una decisione anche a soggetti diversi
dallo Stato membro interessato dopo l’avvio dell’indagine formale (nuovo
articolo 6 bis e articolo 10 modificato).
Come avviene in materia di antitrust e
concentrazioni, questi strumenti per la raccolta di informazioni di mercato
implicherebbero, oltre alla possibilità di chiedere informazioni a qualsiasi
impresa, associazione d’imprese o Stato membro (nuovo articolo 6 bis),
quella di applicare alle imprese interessate ammende o penalità di mora (nuovo
articolo 6 ter) se non rispondono o se forniscono informazioni incomplete.
In questo modo, si eviterebbe che terzi presentino informazioni tendenziose.
Inoltre, ponendo la stessa domanda a diverse imprese e sottoponendo allo Stato
membro le risposte ricevute affinché esprima le sue osservazioni, la
Commissione potrà vagliare le informazioni e garantire l’affidabilità dei dati
ricevuti. 
Nel determinare l’importo delle ammende e
delle penalità di mora, la Commissione dovrebbe tener conto dell’esperienza
maturata in materia di concentrazioni e antitrust. Le sanzioni pecuniarie
sarebbero quindi in linea con i valori di cui al regolamento (CE) n. 139/2004
del Consiglio[21]
e al regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio[22].
I valori scelti sono tali da incoraggiare le parti interessate a rispettare le
norme, in quanto proporzionati alla potenziale gravità dell’infrazione:
–              
ammende non superiori all’1% del fatturato totale
per aver presentato informazioni inesatte o fuorvianti in risposta a semplici
richieste o richieste formulate nell’ambito di una decisione, oppure per non
aver risposto a richieste formulate nell’ambito di decisioni (nuovo articolo
6 ter, paragrafo 1). 
–              
penalità di mora non superiori al 5% del fatturato
medio giornaliero per ogni giorno lavorativo di ritardo a decorrere dalla data
fissata nella decisione, al fine di costringere la parte a fornire informazioni
complete ed esatte, come richiesto con decisione (nuovo articolo 6 ter,
paragrafo 2).
Il principio di leale cooperazione sancito dal
trattato sull’Unione europea esclude la possibilità di imporre ammende o
penalità di mora a norma del regolamento di procedura nel caso di richieste
inviate agli Stati membri e alle autorità pubbliche. 
Per motivi di certezza del diritto, è
opportuno fissare termini di prescrizione per l’applicazione e l’esecuzione di
ammende o penalità di mora che siano conformi alle disposizioni del regolamento
(CE) n. 1/2003 del Consiglio[23]
(nuovi articoli 15 bis e 15 ter). 
Gli strumenti per la raccolta di informazioni
di mercato sarebbero utilizzati prevalentemente in singoli casi di una certa
complessità che richiedono una valutazione approfondita, al fine di risolvere
una serie di questioni relative alla qualifica degli aiuti o alla loro
valutazione di compatibilità, e potrebbero servire in futuro a valutare le
normali pratiche sul mercato (ad esempio l’elemento di aiuto di Stato nelle
garanzie/nei prestiti), le carenze del mercato e/o l’effetto di incentivazione.
I destinatari delle richieste di informazioni sarebbero selezionati sulla base
di un criterio oggettivo, in funzione del singolo caso: ad esempio si
potrebbero inviare le richieste, oltre che al beneficiario dell’aiuto, ai
concorrenti, ai clienti, alle associazioni dei consumatori ecc., cercando di
garantire un campione rappresentativo di parti per ogni categoria.
Le informazioni richieste dovranno essere
facilmente disponibili per gli operatori di mercato interessati e consistere in
particolare in:
–              
dati di mercato fattuali (dimensioni del mercato,
quote di mercato, livello delle importazioni ecc.) e dati sulle imprese
(struttura dei costi, utili, proprietà e controllo, partecipazioni in altre
imprese ecc.); 
–              
una valutazione basata sui fatti del funzionamento
del mercato (ostacoli all’ingresso, costi totali dell’ingresso sul mercato, barriere
normative, tasso di crescita del mercato e prospettive di crescita,
sovraccapacità), probabile incidenza dell’aiuto sul beneficiario, valutazione
delle misure correttive o compensative proposte.
Nell’uso degli strumenti per la raccolta di
informazioni di mercato sarà pienamente garantita la riservatezza delle
informazioni commerciali sensibili. La decisione di avvio del procedimento,
nell’informare i terzi delle principali caratteristiche di un caso, già protegge
i dati potenzialmente sensibili. La Commissione provvederà anche a non
divulgare informazioni sensibili nell’elaborare le richieste a terzi.
Per rispondere a una richiesta di
informazioni, gli operatori del mercato saranno invitati a fornire alla
Commissione una versione non riservata della loro risposta. Se alcuni dati sono
considerati di carattere riservato, la Commissione si accerterà che siano
sufficientemente protetti (ad esempio aggregando i dati o specificando una
forchetta di cifre). 
Se la Commissione intende utilizzare
informazioni riservate trasmesse da terzi che non è possibile aggregare o rendere
anonime, dovrà ottenere il consenso alla divulgazione allo Stato membro prima
di poterle usare nella decisione. 
Per i casi di informazioni contrassegnate come
riservate che non sembrano protette da segreto professionale, occorre istituire
un meccanismo per cui la Commissione possa decidere in quale misura tali
informazioni siano divulgabili. Qualora respinga la richiesta di considerare un’informazione
riservata, la Commissione sarà tenuta a precisare una data oltre la quale l’informazione
sarà divulgabile, così che i terzi interessati possano tutelarsi in via
giudiziaria, anche chiedendo misure cautelari (nuovo articolo 7, paragrafo 9).
*          *
*
Gli strumenti per la raccolta di informazioni
di mercato dovrebbero comportare una riduzione degli oneri amministrativi a
carico degli Stati membri. Potendo la Commissione sollevare le autorità
nazionali di alcuni oneri di raccolta delle informazioni, specie se lo Stato
membro non dispone dell’informazione o dovrebbe compiere notevoli sforzi
aggiuntivi per ottenerla, e attingere direttamente ad informazioni già
esistenti a livello aziendale (azioni di mercato, struttura del mercato ecc.),
si otterrà un migliore equilibrio tra l’autorità che concede l’aiuto e il beneficiario
finale. 
Le nuove norme non incidono invece sull’obbligo
in capo agli Stati membri di fornire tutte le prove atte a dimostrare la
compatibilità di una misura di aiuto, né modificano la natura bilaterale della
procedura relativa agli aiuti di Stato. Attraverso gli strumenti per la
raccolta di informazioni di mercato, gli Stati membri saranno debitamente
coinvolti nella procedura, avendo la possibilità di presentare osservazioni in risposta
alle richieste di informazioni (nuovo articolo 7, paragrafo 8). In tal
modo, ne saranno tutelati i diritti di difesa e sarà garantita la trasparenza
delle procedure. 
Il contatto diretto tra il beneficiario degli
aiuti e i servizi della Commissione dovrebbe consentire di individuare meglio
le informazioni effettivamente necessarie per concludere la valutazione di
compatibilità in tempi rapidi, a vantaggio sia del beneficiario che dello Stato
membro, aumentando anche la prevedibilità della situazione del beneficiario. I
dati fattuali richiesti, proprio perché circoscritti, saranno facilmente reperibili
per il beneficiario e comporteranno solo un minimo sforzo che questi sarà
disposto a compiere per dimostrare che l’aiuto richiesto è effettivamente
giustificato.
L’uso di strumenti per la raccolta di
informazioni di mercato risulterà utile anche per i concorrenti e i
denuncianti, in quanto consentirà alla Commissione di valutare più
accuratamente la compatibilità dell’aiuto, evitando o correggendo indebite
distorsioni della concorrenza dovute ad aiuti incompatibili. 
Inoltre, attraverso questi strumenti la
Commissione sarà in grado di contattare i terzi interessati direttamente e
simultaneamente, il che renderà gli scambi di informazioni più trasparenti,
accurati e rapidi e consentirà di ridurre il numero di richieste di informazioni
ripetitive e successive, limitando anche la durata dell’indagine. La
Commissione applicherà un criterio di proporzionalità nel richiedere informazioni
al mercato. L’onere per le imprese interessate sarà quindi ridotto allo stretto
necessario affinché la Commissione possa completare la valutazione di una
misura di aiuti di Stato. Le piccole e medie imprese (PMI) saranno interpellate
in questo modo solo in via eccezionale, in quanto gli strumenti di raccolta
saranno prevalentemente usati per casi complessi che richiedono una valutazione
approfondita, mentre la maggior parte degli aiuti alle PMI è concessa nel
quadro di regimi approvati o che beneficiano di un’esenzione per categoria[24]. Nell’ipotesi remota in cui la
raccolta delle informazioni riguardi una PMI, la Commissione adeguerà i suoi
requisiti alla luce del principio di proporzionalità su menzionato. 
Il ricorso agli strumenti per la raccolta di
informazioni di mercato a indagine formale già avviata non cambierà il ruolo
che i terzi svolgono come fonte di informazioni, già previsto e confermato
chiaramente dalla giurisprudenza della Corte di giustizia. Tuttavia, i
destinatari delle decisioni che applicano ammende e/o penalità di mora avranno
il diritto di esprimersi (nuovo articolo 6 ter, paragrafo 5) e di
impugnare tali decisioni (nuovo articolo 6 ter, paragrafo 6).
Le nuove norme sulla raccolta di informazioni
sono necessarie in quanto permettono alla Commissione di prendere decisioni
ragionevoli e circostanziate in tempi adeguati alle esigenze delle imprese. In
questo modo, la Commissione aumenterà la certezza del diritto a beneficio degli
Stati membri e delle imprese, rendendo al contempo la politica in materia di
aiuti di Stato più efficiente e trasparente.
2.2.2    Indagini per settori economici e
per strumento di aiuti
Secondo gli obiettivi dell’iniziativa per la modernizzazione
degli aiuti di Stato, la Commissione si impegna a concentrare i propri sforzi
sui casi più distorsivi per il funzionamento del mercato interno. Applicando un
approccio orizzontale rafforzato alle sue indagini, la Commissione avrà
maggiori possibilità di individuare aiuti concessi in un particolare settore o
basati su un particolare strumento che possano comportare restrizioni o
distorsioni della concorrenza. 
La necessità di ottenere maggiori informazioni
orizzontali è particolarmente sentita quando i dati in possesso della
Commissione (ottenuti attraverso denunce, notifiche o informazioni di mercato)
rischiano di sollevare problemi legati a un settore specifico in diversi Stati
membri e vi è motivo di credere che potrebbero verificarsi problemi analoghi in
altri Stati membri.
Per conformarsi alle raccomandazioni della
Corte dei conti secondo cui la Commissione dovrebbe potenziare le sue attività
di controllo sia in termini di dimensioni del campione che di portata[25], la Commissione ha già provveduto
a fare un uso più ampio dei suoi poteri di controllo ex-post delle misure di
aiuto approvate e dei regimi che godono di un’esenzione. Ciò le permette di ottenere
dagli Stati membri informazioni orizzontali su specifici settori economici o
sull’uso di particolari strumenti di aiuto in diversi Stati membri. Per
approfondire le proprie conoscenze di un particolare settore economico o di una
particolare questione relativa agli aiuti di Stato può per giunta inviare
questionari, rivolgere richieste agli Stati membri o commissionare relazioni di
esperti e, in futuro, potrà anche inviare richieste di informazioni agli
operatori del mercato.
Per integrare i poteri della Commissione e ottenere
una visione ex ante esaustiva del mercato, si propone di introdurre una
base giuridica specifica per le indagini per settori economici e per strumento di
aiuti (nuovo articolo 20 bis). 
La Commissione potrebbe avvalersi del proprio
potere di inviare richieste di informazioni agli Stati membri e ad altri
operatori di mercato interessati e pubblicare, alla fine dell’indagine, una
relazione sui risultati ottenuti nei particolari settori economici.
Prima di avviare formalmente un’indagine
settoriale, la Commissione analizzerà tutte le informazioni già a disposizione
o di dominio pubblico. Avviare un’indagine settoriale significherà quindi, per
motivi di proporzionalità, disporre di indicazioni da fonti pubblicamente
accessibili che in diversi Stati membri esistono problemi di aiuti di Stato in
un particolare settore o riguardo all’uso di un particolare strumento di aiuto:
ad esempio, misure di aiuto esistenti in un particolare settore o basate su un
particolare strumento di aiuto in diversi Stati membri che non sarebbero, o avrebbero
smesso di essere, compatibili con il mercato interno. 
Le indagini settoriali richiederanno lo sforzo
iniziale limitato di alcuni operatori del mercato cui verrebbero inviate in
prima battuta le richieste di informazioni non pubbliche. Successivamente, la
Commissione chiederà informazioni anche agli Stati membri, invitandoli ad
esprimere osservazioni e a dare il loro parere sulle sue conclusioni. Questo onere
iniziale sarà tuttavia compensato da una riduzione significativa di lavoro nella
futura indagine su casi individuali, per tutte le parti interessate (Stati
membri, beneficiari, operatori di mercato e Commissione), anche grazie a una
riduzione del numero delle richieste di informazioni necessarie e al probabile
incremento di efficienza dovuto a un’applicazione più trasparente e rapida
delle norme in materia di aiuti di Stato.
3.           RISULTATO DELLE CONSULTAZIONI DELLE
PARTI INTERESSATE E DELLE VALUTAZIONI D’IMPATTO
Consultazione delle parti interessate e
ricorso al parere di esperti
La riforma delle procedure relative agli aiuti
di Stato è stata presentata e discussa con gli Stati membri nelle riunioni di
alto livello del 6 marzo e dell’11 luglio 2012. Il 19 settembre 2012 si è
svolto inoltre un seminario tecnico sugli strumenti per la raccolta di
informazioni di mercato e sulle indagini settoriali. 
Dal 13 luglio al 5 ottobre 2012 si è tenuta una
consultazione pubblica sul trattamento delle denunce relative agli aiuti di
Stato e sulla raccolta di informazioni nelle indagini. Le risposte sono
consultabili sul sito web della DG Concorrenza e i risultati sono stati
presentati agli Stati membri in una riunione ad alto livello il 9 novembre
2012. 
Valutazione d’impatto
Non applicabile.
4.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Sintesi della misura proposta
La proposta consiste nella modifica delle
disposizioni del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio recante il
regolamento di procedura per le indagini in materia di aiuti di Stato per
quanto riguarda il trattamento delle denunce e la raccolta di informazioni di
mercato. 
Base giuridica
La base giuridica della proposta è l’articolo
109 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Sussidiarietà e proporzionalità
Obiettivo della proposta di modifica del regolamento
di procedura è rendere più efficienti le procedure in materia di aiuti di Stato,
contribuendo così a mantenere l’integrità del mercato interno e a conseguire
gli obiettivi dell’iniziativa per la modernizzazione degli aiuti di Stato e,
più in generale, della strategia Europa 2020. Le modifiche proposte ridurranno
inoltre l’onere amministrativo che grava sugli Stati membri e sui terzi.
Pertanto, la presente proposta della Commissione è proporzionata all’obiettivo
perseguito.
Dal momento che la proposta riguarda l’applicazione
delle norme in materia di aiuti di Stato, che è competenza esclusiva dell’Unione
europea, il principio di sussidiarietà non si applica.
Scelta dello strumento
Regolamento del Consiglio che modifica il
regolamento (CE) n. 659/1999, del 22 marzo 1999, recante modalità
di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE.
5.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
La presente proposta di modifica non incide
sul bilancio dell’UE (articolo 28 del regolamento finanziario e articolo 22
delle modalità di esecuzione). 
2012/0342 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
che modifica il regolamento (CE) n. 659/1999
recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 109,
vista la proposta della Commissione europea,
visto il parere del Parlamento europeo[26],
considerando quanto segue:
(1)       Nel quadro di una profonda
modernizzazione delle norme in materia di aiuti di Stato volta a contribuire
all’attuazione della strategia Europa 2020 per la crescita[27] e al risanamento di bilancio,
è opportuno applicare l’articolo 107 del trattato in modo efficace e uniforme
in tutta l’Unione. Il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo
1999, ha codificato e rafforzato la precedente prassi della Commissione al fine
di accrescere la certezza del diritto e sostenere lo sviluppo di una politica
in materia di aiuti di Stato in un contesto trasparente. Tuttavia, alla luce
dell’esperienza acquisita con l’applicazione del regolamento e dei recenti
sviluppi, quali l’allargamento e la crisi economica e finanziaria, occorre
modificare taluni aspetti del richiamato regolamento per consentire alla
Commissione di operare in modo più efficace. 
(2)       Per valutare la compatibilità
con il mercato interno di qualsiasi aiuto di Stato notificato o illegale per il
quale la Commissione ha la competenza esclusiva a norma dell’articolo 108 del
trattato, è opportuno garantire che, ai fini dell’applicazione delle norme in
materia di aiuti di Stato, la Commissione abbia il potere di chiedere tutte le
informazioni necessarie a qualsiasi impresa, associazione di imprese o Stato
membro qualora nutra dubbi circa la compatibilità della misura in questione e
abbia quindi avviato un procedimento di indagine formale. 
(3)       Ai fini della valutazione
della compatibilità di una misura di aiuto a seguito dell’avvio del
procedimento di indagine formale, in particolare nel caso di misure nuove o
tecnicamente complesse soggette a una valutazione dettagliata, la Commissione
dovrebbe poter chiedere, mediante semplice richiesta o decisione, a qualsiasi
impresa, associazione di imprese o Stato membro, tutte le informazioni
necessarie per completare la sua valutazione, qualora le informazioni a sua
disposizione non siano sufficienti, tenendo debito conto del principio di
proporzionalità, in particolare per quanto riguarda le piccole e medie imprese.
(4)       La Commissione dovrebbe poter
esigere l’adempimento di una richiesta di informazioni da qualsiasi impresa o
associazione di imprese, se del caso mediante ammende e penalità di mora.
Occorre tutelare i diritti delle parti invitate a fornire informazioni dando
loro l’opportunità di esprimersi prima che sia decisa l’applicazione di ammende
o penalità di mora. Sarebbe opportuno attribuire alla Corte di giustizia una
competenza giurisdizionale anche di merito per quanto riguarda le ammende e le penalità
di mora, conformemente all’articolo 261 del trattato.
(5)       Le ammende e le penalità di
mora non si applicano agli Stati membri in quanto, in virtù dell’articolo 4 del
trattato sull’Unione europea, sono tenuti a cooperare lealmente con la
Commissione e a fornirle tutte le informazioni necessarie per consentirle di
adempiere ai compiti previsti dal regolamento (CE) n. 659/1999. 
(6)       Affinché siano tutelati i
diritti di difesa dello Stato membro interessato, occorre che questo sia
informato del contenuto delle richieste di informazioni inviate a imprese,
associazioni di imprese o Stati membri e che possa presentare le sue
osservazioni sui commenti pervenuti che sollevano dubbi circa la compatibilità
delle misure di aiuto in esame. 
(7)       La Commissione dovrebbe tener
debito conto del legittimo interesse delle imprese alla protezione dei segreti
aziendali. La Commissione non dovrebbe poter utilizzare, ai fini di una
decisione, le informazioni riservate trasmesse da terzi che non è possibile aggregare
o altrimenti rendere anonime, tranne ove abbia precedentemente ottenuto il
consenso alla divulgazione allo Stato membro interessato. 
(8)       Per i casi di informazioni
contrassegnate come riservate che non sembrano protette da segreto
professionale, occorre istituire un meccanismo per cui la Commissione possa
decidere in quale misura tali informazioni siano divulgabili. Qualora respinga
la richiesta di considerare tali informazioni riservate, la Commissione deve precisare
un termine oltre il quale le informazioni saranno divulgate, così che i terzi
interessati possano tutelarsi in via giudiziaria, anche con misure cautelari. 
(9)       La Commissione può, di
propria iniziativa, esaminare informazioni su aiuti illegali di qualsiasi
fonte, al fine di assicurare il rispetto dell’articolo 108 del trattato, in
particolare dell’obbligo di notifica e della clausola di sospensione di cui all’articolo 108,
paragrafo 2, del trattato, e di valutarne la compatibilità con il mercato
interno. In questo contesto, le denunce sono una fonte essenziale di
informazione per individuare casi di infrazione delle norme dell’Unione in
materia di aiuti di Stato. 
(10)     Per migliorare la qualità
delle denunce presentate alla Commissione garantendo al contempo maggiore trasparenza
e certezza del diritto, è opportuno definire le condizioni per la presentazione
di una denuncia, affinché la Commissione possa entrare in possesso di informazioni
su presunti aiuti illegali e decidere di svolgere un esame preliminare. 
(11)     È opportuno che sia fatto
obbligo ai denuncianti di dimostrare di essere parti interessate ai sensi dell’articolo
108, paragrafo 2, del TFUE e dell’articolo 1, lettera h, del regolamento (CE)
n. 659/1999. È altresì opportuno che questi debbano presentare le informazioni
in un formato che la Commissione dovrà avere facoltà di definire con disposizioni
di esecuzione. 
(12)     Per motivi di certezza del
diritto, è opportuno fissare termini di prescrizione per l’applicazione e l’esecuzione
di ammende e penalità di mora. 
(13)     Al fine di garantire un
trattamento coerente di questioni simili in tutto il mercato interno, è
opportuno integrare i poteri della Commissione introducendo una base giuridica
specifica per le indagini per settori economici e per strumenti di aiuto nei diversi
Stati membri. Per motivi di proporzionalità, è opportuno che le indagini
settoriali si basino su un’analisi previa delle informazioni pubblicamente
accessibili da cui si evinca il sussistere di problemi di aiuti di Stato in un
particolare settore o riguardo all’uso di un particolare strumento di aiuto in
diversi Stati membri, ad esempio informazioni secondo cui misure di aiuto
esistenti in un particolare settore o basate su un particolare strumento di
aiuto in diversi Stati membri non sarebbero o non sarebbero più compatibili con
il mercato interno. Queste indagini consentirebbero alla Commissione di
trattare in modo efficiente e trasparente i problemi di aiuti di Stato di tipo
orizzontale. 
(14)     Per l’applicazione uniforme
delle norme in materia di aiuti di Stato occorre inoltre istituire meccanismi
di cooperazione fra i giudici degli Stati membri e la Commissione. Questa cooperazione
investe tutti i giudici degli Stati membri nell’applicazione dell’articolo 107,
paragrafo 1, e dell’articolo 108 del trattato in qualsiasi ambito. In
particolare, è opportuno che i giudici nazionali possano rivolgersi alla
Commissione per ottenere informazioni o un parere sull’applicazione della
normativa in materia di aiuti di Stato, e che la Commissione possa formulare
osservazioni per iscritto o oralmente ai giudici chiamati ad applicare l’articolo
107, paragrafo 1, o l’articolo 108 del trattato. Queste osservazioni dovrebbero
essere formulate nel quadro delle regole e prassi procedurali nazionali,
comprese quelle intese a tutelare i diritti delle parti. 
(15)     Per motivi di trasparenza e di
certezza del diritto, occorre dare pubblicità alle decisioni della Commissione.
È quindi opportuno pubblicare le decisioni che applicano ammende o penalità di
mora, in quanto incidono sugli interessi delle fonti interessate. Nel dare pubblicità
alle proprie decisioni, la Commissione deve rispettare le disposizioni relative
al segreto professionale, in ossequio all’articolo 339 del trattato.
(16)     La Commissione, in stretto
collegamento con il comitato consultivo in materia di aiuti di Stato, dovrebbe essere
autorizzata a adottare disposizioni di esecuzione per stabilire regole
dettagliate di forma, contenuto e altri criteri applicabili alle denunce
presentate a norma dell’articolo 10, paragrafo 1, e dell’articolo 20 del
regolamento (CE) n. 659/1999. 
(17)     È opportuno modificare di
conseguenza il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il
regolamento (CE) n. 659/1999 è così modificato: 
(1)        Il
titolo dell’articolo 5 è sostituito dal seguente:
“Richiesta di informazioni allo Stato
membro notificante”.
(2)        Sono
inseriti i seguenti articoli 6 bis e 6 ter: 
“Articolo 6 bis
Richiesta di informazioni di altre fonti 
1. Avviato
il procedimento d’indagine formale di cui all’articolo 6, la Commissione può, se
lo ritiene opportuno, richiedere a un’impresa o associazione di imprese o a un
altro Stato membro di fornire tutte le informazioni necessarie per completare
la valutazione della misura in esame, se le informazioni di cui dispone non sono
sufficienti. 
2.
Gli Stati membri forniscono le informazioni su semplice richiesta ed entro un
termine che di norma non deve superare un mese.
3.
La Commissione può richiedere informazioni a un’impresa o associazione di
imprese mediante semplice domanda. Nell’inviare una semplice domanda d’informazioni
a un’impresa o associazione di imprese, la Commissione indica la base giuridica
e lo scopo della domanda, precisa le informazioni richieste e stabilisce il
termine entro il quale le informazioni devono essere fornite nonché le sanzioni
previste dall’articolo 6 ter, paragrafo 1, nel caso in cui siano fornite
informazioni inesatte o fuorvianti.
4.
La Commissione può richiedere informazioni a un’impresa o associazione di
imprese mediante decisione. Quando richiede a un’impresa o associazione di
imprese di comunicare informazioni mediante decisione, la Commissione indica la
base giuridica e lo scopo della domanda, precisa le informazioni richieste e
stabilisce un termine entro il quale devono essere fornite. Indica altresì le
sanzioni previste dall’articolo 6 ter, paragrafo 1, e indica o commina le
penalità di mora di cui all’articolo 6 ter, paragrafo 2. Fa menzione inoltre
del diritto dell’impresa o associazione di imprese di presentare ricorso
dinanzi alla Corte di giustizia.
5.
La Commissione informa lo Stato membro interessato del contenuto delle
richieste di informazioni inviate ai sensi dei paragrafi da 1 a 4.
6.
L’obbligo di fornire le informazioni richieste incombe, a nome dell’impresa
interessata, ai proprietari delle imprese o ai loro rappresentanti e, se si
tratta di persone giuridiche, di società, o di associazioni non dotate di
personalità giuridica, a coloro che, per legge o in base allo statuto, ne hanno
la rappresentanza. Le persone debitamente incaricate possono fornire le
informazioni richieste a nome dei loro clienti. Questi ultimi restano
pienamente responsabili qualora le informazioni fornite siano incomplete,
inesatte o fuorvianti.
Articolo 6 ter
Ammende e penalità di mora
1.
La Commissione può, mediante decisione, irrogare alle imprese o associazioni di
imprese ammende il cui importo può giungere fino all’1% del fatturato totale
realizzato durante l’esercizio sociale precedente, quando esse,
intenzionalmente o per negligenza:
a)
forniscono informazioni inesatte o fuorvianti in risposta a una richiesta
rivolta a norma dell’articolo 6 bis, paragrafo 3;
b) in
risposta a una decisione adottata a norma dell’articolo 6 bis, paragrafo 4, forniscono
informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti oppure non forniscono le
informazioni entro il termine stabilito.
2.
La Commissione può, mediante decisione, irrogare alle imprese o associazioni di
imprese penalità di mora il cui importo può giungere fino al 5% del fatturato
medio giornaliero realizzato durante l’esercizio sociale precedente per ogni
giorno lavorativo di ritardo a decorrere dalla data fissata nella decisione,
finché non avranno fornito informazioni complete ed esatte, come richiesto dalla
Commissione mediante decisione adottata a norma dell’articolo 6 bis, paragrafo
4.
3.
Per determinare l’ammontare dell’ammenda o della penalità di mora, occorre
tener conto della natura, della gravità e della durata dell’infrazione.
4.
Quando le imprese o associazioni di imprese hanno adempiuto all’obbligo per la
cui osservanza è stata inflitta la penalità di mora, la Commissione può fissare
l’ammontare definitivo di questa in una misura inferiore a quella che risulta
dalla decisione originaria di imporre tali penalità. 
5.
Prima di adottare una decisione a norma dei paragrafi 1 e 2, la Commissione dà
modo di esprimersi alle imprese o associazioni di imprese interessate.
6.
Ai sensi dell’articolo 261 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
la Corte di giustizia dell’Unione europea ha competenza giurisdizionale anche
di merito per modificare le ammende o penalità di mora irrogate dalla Commissione.
Essa può estinguere, ridurre o aumentare l’ammenda o la penalità di mora
irrogata.”.
(3)        All’articolo
7, sono aggiunti i seguenti paragrafi 8 e 10:
“8.
Prima di adottare una decisione a norma dei paragrafi da 2 a 5, la Commissione
dà modo allo Stato membro interessato di esprimersi sulle informazioni che
quella ha ricevuto a norma dell’articolo 6 bis, qualora tali informazioni
sollevino dubbi in ordine alla compatibilità della misura. 
9.
La Commissione non utilizza, in una decisione adottata a norma dei paragrafi da
2 a 5, le informazioni riservate provenienti da terzi che non è possibile
aggregare o altrimenti rendere anonime, salvo ove abbia ottenuto il consenso
alla loro divulgazione allo Stato membro interessato. La Commissione può
adottare una decisione motivata, che sarà notificata all’impresa o associazione
di imprese interessata, in cui constata che le informazioni contrassegnate come
riservate da un terzo non sono protette e fissa un termine oltre il quale le
informazioni saranno divulgate. Tale termine non può essere inferiore a un mese.

10.
La Commissione tiene debito conto del legittimo interesse delle imprese alla
protezione del segreto aziendale. Se un’impresa o associazione di imprese che
forniscono informazioni ai sensi dell’articolo 6 bis ne fanno richiesta,
adducendo un danno potenziale, la loro identità non è rivelata allo Stato
membro interessato.”.
(4)        L’articolo
10 è così modificato:
I paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti: 
“1. Fatto
salvo l’articolo 20, la Commissione può, di propria iniziativa, esaminare
informazioni di qualsiasi fonte su presunti aiuti illegali.
Essa esamina senza
indebiti ritardi la denuncia presentata da una parte interessata a norma dell’articolo
20, paragrafo 2. 
2. Se necessario, la Commissione richiede
informazioni allo Stato membro interessato. Si applicano in tal caso,
con gli opportuni adattamenti, l’articolo 2, paragrafo 2 e l’articolo 5,
paragrafi 1 e 2. 
Avviato il procedimento di indagine formale, la Commissione
può richiedere informazioni anche da altre fonti. Si applicano in tal
caso, con gli opportuni adattamenti, gli articoli 6 bis e 6 ter.”;
(5)        Dopo l’articolo 14 è inserito il seguente capo:
“Capo III
bis 
Prescrizione”.
(6)        Il
titolo dell’articolo 15 è sostituito dal seguente: 
“Prescrizione per il recupero degli aiuti”.
(7)        Sono
inseriti i seguenti articoli 15 bis e 15 ter:
“Articolo 15 bis
Prescrizione in materia di imposizione di
ammende e penalità di mora
1.
I poteri conferiti alla Commissione in virtù dell’articolo 6 ter sono soggetti
a un termine di prescrizione di tre anni. 
2.
La prescrizione decorre dal giorno in cui è commessa l’infrazione. Tuttavia, per
quanto concerne le infrazioni continuate o ripetute, la prescrizione decorre
dal giorno in cui è cessata l’infrazione.
3.
La prescrizione riguardante l’imposizione di ammende o di penalità di mora si
interrompe con qualsiasi atto della Commissione destinato all’accertamento o
alla repressione dell’infrazione, a partire dal giorno in cui l’atto è
notificato all’impresa o associazione di imprese interessate.
4. Per
effetto dell’interruzione si inizia un nuovo periodo di prescrizione. La
prescrizione opera tuttavia al più tardi allo spirare del doppio del termine
previsto, se la Commissione non ha irrogato un’ammenda o una penalità di mora
entro tale termine. Detto termine è prolungato della durata della sospensione
in conformità al paragrafo in conformità del paragrafo 5.
5.
La prescrizione in materia di imposizione di ammende o di penalità di mora rimane
sospesa per il tempo in cui pende dinanzi alla Corte di giustizia un ricorso
contro la decisione della Commissione.
Articolo 15 ter
Prescrizione in materia d’esecuzione di
ammende e penalità di mora
1.
Il potere della Commissione di procedere all’esecuzione delle decisioni
adottate ai sensi dell’articolo 6 ter si prescrive dopo cinque anni. 
2.
La prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui la decisione è inoppugnabile.
3.
La prescrizione in materia di esecuzione delle ammende o penalità di mora è
interrotta:
a)
dalla notificazione di una decisione che modifica l’ammontare iniziale dell’ammenda
o della penalità di mora, oppure respinge una domanda intesa ad ottenere una
tale modifica;
b)
da ogni atto compiuto dalla Commissione o da uno Stato membro, su richiesta
della Commissione, ai fini dell’esecuzione forzata dell’ammenda o della
penalità di mora.
4. Dopo
ogni interruzione inizia un nuovo periodo di prescrizione.
5. La
prescrizione in materia di esecuzione delle ammende o penalità di mora è sospesa:
a)
per tutto il periodo nel quale è consentito il pagamento;
b)
per tutto il periodo nel quale l’esecuzione forzata è sospesa in virtù di una
decisione della Corte di giustizia.”.
(8)        L’articolo 16 è sostituito dal seguente:
“Articolo 16
Aiuti attuati in modo
abusivo
Fatto salvo l’articolo 23, la Commissione può, nei casi di
aiuti attuati in modo abusivo, avviare il procedimento d’indagine formale di
cui all’articolo 4, paragrafo 4. Si applicano, per quanto compatibili, gli
articoli 6, 6 bis e 6 ter, l’articolo 7, paragrafi da 1 a 5, gli articoli 9
e 10, l’articolo 11, paragrafo 1 e gli articoli da 12 a 15.”. 
(9)        All’articolo 20, il paragrafo 2 è
sostituito dal seguente:
“2. Ogni parte interessata può presentare
denuncia per informare la Commissione di presunti aiuti illegali e della presunta
attuazione abusiva di aiuti. A tal fine, le parti interessate compilano un
modulo, in un formato che la Commissione dovrà avere facoltà di definire con
disposizioni di esecuzione, e forniscono tutte le informazioni obbligatorie ivi
richieste. 
La Commissione, se ritiene che, in base a un
primo esame, gli elementi di fatto e di diritto presentati dalla parte interessata
non siano sufficienti a dimostrare l’esistenza di un aiuto illegale o l’attuazione
abusiva di aiuti, ne informa la parte interessata invitandola a presentare
osservazioni entro un termine stabilito, di norma non superiore a un mese.
Se la parte interessata non presenta osservazioni entro il termine stabilito,
la denuncia può considerarsi ritirata. 
La Commissione invia copia alla parte
interessata della decisione adottata su un caso riguardante l’oggetto della
denuncia.”.
(10)      Dopo l’articolo 20 è inserito il seguente capo: 
“Capo
VI bis 
Indagini
per settori economici e per strumento di aiuti
Articolo
20 bis
Indagini
per settori economici e per strumento di aiuti
1. Se dalle informazioni
disponibili emerge che le misure di aiuto in un particolare settore o basate su
un particolare strumento di aiuto comportano restrizioni o distorsioni della
concorrenza nel mercato interno di diversi Stati membri, oppure che misure di
aiuto esistenti in un particolare settore o basate su un particolare strumento
di aiuto in diversi Stati membri non sono o non sono più compatibili con il
mercato interno, la Commissione può svolgere la sua indagine in un settore
economico o riguardo all’uso di uno strumento di aiuto in diversi Stati membri.
Nel corso di tale indagine la Commissione può richiedere agli Stati
membri, alle imprese o associazioni di imprese interessate di fornire le
informazioni necessarie per l’applicazione degli articoli 107 e 108 del
trattato, tenendo debito conto del principio di proporzionalità. 
La Commissione può pubblicare una relazione
sui risultati della sua indagine in particolari settori dell’economia o per particolare
strumento di aiuto in diversi Stati membri e invitare gli Stati membri e le imprese
o associazioni di imprese interessate a presentare le loro osservazioni.
2. Si applicano, per quanto compatibili, gli
articoli 5, 6 bis e 6 ter.”.
(11) Dopo l’articolo 23 è inserito il seguente capo: 
“Capo
VII bis 
Cooperazione
con i giudici nazionali
Articolo 23 bis
Cooperazione con i giudici nazionali
1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 107, paragrafo
1, e dell’articolo 108 del trattato, i giudici degli Stati membri possono chiedere
alla Commissione di trasmettere loro le informazioni in suo possesso o i suoi
pareri su questioni relative all’applicazione delle norme in materia di aiuti
di Stato.
2. Ove necessario ai fini dell’applicazione uniforme dell’articolo
107, paragrafo 1, e dell’articolo 108 del trattato, la Commissione può, di
propria iniziativa, presentare osservazioni scritte ai giudici degli Stati
membri. Previa autorizzazione del giudice in questione, può
inoltre presentare osservazioni orali.
Ai soli fini della preparazione delle sue osservazioni, la Commissione
può chiedere al giudice dello Stato membro in questione di trasmetterle o di fare
in modo che le vengano trasmessi i documenti necessari alla valutazione del
caso.”. 
(12)      L’articolo 25 è sostituito dal seguente:
“Articolo 25
Destinatario delle decisioni
1.
Le decisioni adottate a norma dell’articolo 6 bis, paragrafo 4, dell’articolo 6
ter, paragrafi 1 e 2, e dell’articolo 7, paragrafo 9, sono indirizzate all’impresa
o associazione di imprese interessata. La Commissione notifica le decisioni
tempestivamente al destinatario e gli dà modo di indicare quali informazioni
ritiene debbano essere protette da segreto professionale.
2.
Tutte le altre decisioni adottate a norma dei capi II, III, IV, V e VII sono
indirizzate allo Stato membro interessato. La Commissione gli notifica le
decisioni tempestivamente e gli dà modo di indicare quali informazioni ritiene debbano
essere coperte da segreto professionale.”.
(13)      All’articolo
26 è inserito il seguente paragrafo 2 bis:
“2
bis. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea le
decisioni da essa adottate a norma dell’articolo 6 ter, paragrafi 1 e 2.”.
(14)      L’articolo
27 è sostituito dal seguente:
“Articolo 27
Disposizioni di esecuzione
La Commissione è autorizzata ad adottare, secondo la procedura di cui
all’articolo 29, disposizioni di esecuzione riguardanti: 
a) la forma, il contenuto e le altre modalità della notificazione; 
a) la forma, il contenuto e le altre modalità delle relazioni annuali;
a) la forma, il contenuto e le altre modalità delle denunce presentate a
norma dell’articolo 10, paragrafo 1, e dell’articolo 20, paragrafo 2;
d) le modalità dei termini e il calcolo dei termini, 
e) il tasso di interesse di cui all’articolo 14, paragrafo 2.”
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
La presente proposta di
modifica non incide sul bilancio dell’UE.
[1]               Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo
1999, recante modalità di applicazione dell’articolo 93 del trattato CE, GU L 83
del 27.3.1999, pag. 1.
[2]               Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo,
al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle
Regioni, Modernizzazione degli aiuti di Stato dell’UE, COM(2012) 209
final dell’8.5.2012.
[3]               Comunicazione della Commissione “Europa 2020 - Una
strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, COM (2010) 2020
definitivo del 3.3.2010.
[4]               Punto 23, lettera b), della comunicazione “Modernizzazione
degli aiuti di Stato dell’UE” in nota 2.
[5]               Corte dei conti europea, “Le procedure della
Commissione consentono una gestione efficace del controllo sugli aiuti di
Stato?”, Relazione speciale n. 15 del 15.12.2011,
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=SRCA:2011:15:FIN:EN:PDF.
[6]               Consiglio dell’Unione europea, Conclusioni relative alla
relazione speciale n. 15/2011 della Corte dei conti europea: “Le procedure
della Commissione consentono una gestione efficace del controllo sugli aiuti di
Stato?”- Adozione: 2.5.2012, 9149/12.
[7]               Parlamento
europeo, Risoluzione sulle relazioni speciali della Corte dei conti nel
contesto del discarico alla Commissione per l’esercizio 2010, 10.5.2012,
paragrafi 116-125, 2011/2225(DEC).
[8]               Punto 23, lettera b), della comunicazione “Modernizzazione
degli aiuti di Stato dell’UE” in nota 2.
[9]               Secondo la definizione di cui all’articolo 108,
paragrafo 2, del TFUE e all’articolo 1, lettera h, del regolamento di
procedura.
[10]             Al 31 marzo 2012 la durata media del trattamento di una
denuncia nella DG COMP era di 17 mesi. 
[11]             Comunicazione della Commissione “Codice delle migliori
pratiche applicabili nei procedimenti di controllo degli aiuti di Stato”,
GU C 136 del 16.6.2009, pag. 13.
[12]             Regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002,
concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81
e 82 del trattato, GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1.
[13]             Regolamento (CE) n. 773/2004 del Consiglio, del 7 aprile 2004,
concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81
e 82 del trattato, GU L 123 del 27.4.2004, pag. 18.
[14]             Causa T-442/07, Ryanair Ltd/Commissione (Raccolta 2011,
non ancora pubblicata, punto 33).
[15]             Cfr. causa 323/82, Intermills/Commissione (Raccolta
1984, pag. 3809, punto 16).
[16]             Articolo 1, lettera h) del regolamento (CE) n. 659/99 del
Consiglio: “«interessati»: qualsiasi Stato membro e qualsiasi persona, impresa
o associazione d’imprese i cui interessi possono essere lesi dalla concessione
di aiuti, in particolare il beneficiario, le imprese concorrenti e le
organizzazioni professionali.”
[17]             Vedi nota 11.
[18]             Comunicazione della Commissione relativa all’applicazione
della normativa in materia di aiuti di Stato da parte dei giudici nazionali, GU
C 85 del 9.4.2009, pag. 1
[19]             Punto 34 del Codice delle migliori pratiche applicabili
nei procedimenti di controllo degli aiuti di Stato in nota 11.
[20]             Causa C-84/82, Germania/Commissione (Raccolta 1984,
pag. 1451), causa T-198/01, Technische Glaswerke Ilmenau (Raccolta 2004,
pag. II-2717), causa T-73/98, Prayon-Rupel (Raccolta 2001, pag. II-867),
causa T-304/08, Smurfit Kappa (Raccolta 2012, non ancora pubblicata).
[21]             Articoli 13 e 14 del regolamento (CE) n. 139/2004 del
Consiglio, del 20 gennaio 2004, relativo al controllo delle concentrazioni tra
imprese (“Regolamento comunitario sulle concentrazioni”), GU L 24 del 29.1.2004,
pag. 1. 
[22]             Articoli 22 e 23 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio,
del 16 dicembre 2002, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di
cui agli articoli 81 e 82 del trattato, GU L 1 del 4.1.2003, pag. 1.
[23]             Articoli 25 e 26 del regolamento (CE) n. 1/2003, del 16
dicembre 2002, citato nella nota 22.
[24]             Secondo i dati pubblicati nell’ultima valutazione degli
aiuti di Stato (SEC (2011) 1487 definitivo), nel 2010 l’88,5% del totale
degli aiuti concessi dagli Stati membri è stato erogato nel quadro di regimi
approvati o di misure che beneficiano di un’esenzione per categoria. Inoltre,
il 100% degli aiuti per l’obiettivo orizzontale PMI è stato concesso nel quadro
di regimi approvati o di misure che beneficiano di un’esenzione per categoria. 
[25]             Relazione speciale n. 15/2011, Corte dei conti europea,
pag. 41, in nota 5.
[26]             GU C […] del […], pag. […].
[27]             Comunicazione della Commissione “Europa 2020 - Una
strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, del 3.3.2010,
COM (2010) 2020 definitivo.