CELEX: C2006/060/45
Language: it
Date: 2006-03-11 00:00:00
Title: Causa C-462/05: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica portoghese, presentato il  22 dicembre 2005

11.3.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 60/23
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica portoghese, presentato il 22 dicembre 2005
   (Causa C-462/05)
   (2006/C 60/45)
   Lingua processuale: il portoghese
   Il 22 dicembre 2005, la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal sig. Richard Lyal e dalla sig.ra Margarida Afonso, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica portoghese.
   La ricorrente conclude che la Corte voglia:
   
               1)
            
            
               dichiarare che, mantenendo in vigore una aliquota IVA ridotta del 5 % applicabile al pedaggio sull'attraversamento stradale del fiume Tago, in Lisbona, la Repubblica portoghese è venuta meno agli obblighi che le derivano in forza degli artt. 12 e 28 della sesta direttiva (1);
            
         
               2)
            
            
               condannare la Repubblica portoghese alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Come risulta con chiarezza dalla sentenza della Corte di giustizia 8 marzo 1998, emessa nella causa C-276/98 — Commissione/Portogallo (Racc. pag. I-1699), e come è peraltro implicitamente riconosciuto dalle autorità portoghesi, la sesta direttiva non contiene alcuna disposizione che consenta di applicare una aliquota ridotta del 5 % ai servizi di cui trattasi. Ciononostante le autorità portoghesi hanno ritardato a tempo indefinito l'adozione delle misure necessarie per porre fine alla situazione di inadempimento esistente dal 1o gennaio 1995, ricorrendo a una serie di argomenti contradditori, come pure a dichiarare ambigue e a frequenti voltafaccia circa la questione dell'eventuale applicazione dell'art. 4, n. 5 della sesta direttiva.
   Dopo avere attentamente esaminato gli argomenti e le varie prese di posizione del governo portoghese a tale riguardo durante la fase precontenziosa del procedimento, la Commissione considera che non sono soddisfatte le condizioni per considerare applicabile alle prestazioni di cui trattasi, l'art. 4, n. 5, primo comma della sesta direttiva.
   Dall'art. 12, n. 3, lett. a), della sesta direttiva risulta che una aliquota IVA ridotta può essere applicata ad operazioni che, pur essendo imponibili, non rientrano in nessuna delle categorie enunciate nell'allegato H — caso in cui non ricadono le prestazioni che consistono nel mettere a disposizione degli utenti una infrastruttura stradale mediante pagamento di pedaggio.
   Per quanto riguarda l'art. 28, n. 2, lett. e), della sesta direttiva, invocato dalle autorità portoghesi, la Commissione considera che tale disposizione contiene un obbligo di non tornare ad applicare una aliquota ridotta ad operazioni per la quali è già stato possibile effettuare l'auspicato passaggio al campo di applicazione dell'aliquota normale. Ammettere infatti che uno Stato membro possa, come sostenuto dal governo portoghese, applicare nuovamente una aliquota ridotta dopo un periodo più o meno lungo di applicazione dell'aliquota normale significa rendere impraticabile il graduale o progressivo ravvicinamento delle aliquote e dei livelli di IVA ritenuto necessario dal legislatore comunitario.
   In ogni caso, anche nell'ipotesi in cui la Corte non dovesse concordare con una interpretazione restrittiva dell'art. 28, n. 2, lett. e) della sesta direttiva, fatta propria dalla Commissione, si dovrebbe pur sempre constatare che la normativa portoghese, prevedendo l'applicazione al pedaggio sull'attraversamento stradale del fiume Tago, in Lisbona, di una aliquota ridotta del 5 %, o comunque inferiore al 12 %, non è conforme a tale disposizione.
   
      (1)  Sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1).