CELEX: 52012PC0111
Language: it
Date: 2012-03-16
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO  che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di acido ossalico originario dell'India e della Repubblica popolare cinese

|
			
		
		
		52012PC0111
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO  che istituisce un dazio antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di acido ossalico originario dell'India e della Repubblica popolare cinese /* COM/2012/0111 final - 2012/0050 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           Contesto della proposta
·      Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione del
regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del
30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto
di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea
("regolamento di base") nel procedimento relativo alle importazioni
di acido ossalico originario dell'India e della Repubblica popolare cinese.
·      Contesto generale
La presente proposta rientra nel quadro dell'applicazione
del regolamento di base ed è il risultato di un'inchiesta svolta in conformità delle
disposizioni sostanziali e procedurali del regolamento di base.
·      Disposizioni vigenti nel settore della proposta
Regolamento (UE) n. 1043/2011 della Commissione,
del 19 ottobre 2011, che istituisce un dazio antidumping provvisorio
sulle importazioni di acido ossalico originario dell'India e della Repubblica
popolare cinese.
·      Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione
Non pertinente.
2.           Consultazione delle parti
interessate e valutazione dell'impatto
·      Consultazione delle parti interessate
In conformità delle disposizioni dei regolamenti
di base, le parti interessate coinvolte nel procedimento hanno avuto la
possibilità di difendere i loro interessi nel corso dell'inchiesta.
·      Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti esterni.
·      Valutazione dell'impatto
La presente proposta è il risultato
dell'attuazione del regolamento di base.
Il regolamento di base non prevede disposizioni sulla
valutazione generale dell'impatto, ma contiene un elenco esaustivo delle
condizioni da valutare.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
·      Sintesi delle misure proposte
L'allegata proposta di regolamento del Consiglio
si basa sulle conclusioni definitive riguardanti il dumping, il pregiudizio, il
nesso di causalità e l'interesse dell'Unione. Si propone quindi che il
Consiglio adotti la proposta di regolamento allegata, da pubblicare entro il
20 aprile 2012.
·      Base giuridica
Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio,
del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea.
·      Principio di sussidiarietà
La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione
europea. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.
·      Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per le seguenti ragioni.
Il tipo di intervento è descritto nel regolamento
di base sopraindicato e non consente l'adozione di decisioni a livello
nazionale.
Non sono necessarie indicazioni su come ridurre al
minimo e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e
amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e
regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
·      Scelta degli strumenti
Strumento proposto: regolamento.
Altri strumenti non sarebbero adeguati in quanto il
regolamento di base non prevede opzioni alternative.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Nessuna.
2012/0050 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 
che istituisce un dazio antidumping
definitivo e dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori istituiti
sulle importazioni di acido ossalico originario dell'India e della Repubblica
popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea,
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009
del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea ("regolamento di base")[1],
in particolare l'articolo 9, paragrafo 4,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
1.           PROCEDURA
1.1.        Misure provvisorie
(1)       Con il regolamento (UE)
n. 1043/2011[2]
("regolamento provvisorio") la Commissione ha istituito un dazio
antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico originario
dell'India e della Repubblica popolare cinese ("RPC"). Le aliquote
del dazio provvisorio variano dal 14,6% al 52,2%.
(2)       Il procedimento è stato
avviato in seguito a una denuncia presentata il 13 dicembre 2010 dal
Consiglio europeo dell'industria chimica (CEFIC) per conto della Oxaquim S.A.
("il denunziante"), che rappresenta una quota rilevante, in questo
caso superiore al 25%, della produzione complessiva dell'Unione di acido
ossalico.
(3)       Come indicato al
considerando 9 del regolamento provvisorio, l'inchiesta relativa al
dumping e al pregiudizio ha riguardato il periodo compreso tra il 1° gennaio 2010
e il 31 dicembre 2010 (''periodo dell'inchiesta'' o ''PI'').
L'analisi delle tendenze utili per la valutazione del pregiudizio ha riguardato
il periodo tra il 1° gennaio 2007 e la fine del periodo dell'inchiesta
("periodo considerato"). 
1.2.        Fase successiva del
procedimento
(4)       Dopo che sono stati resi noti
i fatti e le considerazioni principali in base a cui è stata decisa
l'istituzione delle misure antidumping provvisorie ("comunicazione delle
conclusioni provvisorie"), diverse parti interessate hanno presentato
osservazioni scritte sulle conclusioni provvisorie. Le parti che ne hanno fatto
richiesta hanno avuto la possibilità di essere sentite. In particolare, ad un
produttore esportatore dell'India che ha chiesto di essere sentito è stata concessa
un'audizione in presenza del consigliere-auditore della DG Commercio.
(5)       La Commissione ha continuato
a cercare tutte le informazioni ritenute necessarie per giungere a conclusioni
definitive. 
(6)       Il considerando 150 del
regolamento provvisorio ha invitato le società che non si erano ancora
manifestate, ma che ritenevano che dovesse essere istituito per loro un dazio
individuale, a manifestarsi entro dieci giorni dalla pubblicazione di detto
regolamento. Non si è manifestata alcuna società cinese.
(7)       Successivamente, tutte le
parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base
a cui si intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping
definitivo sulle importazioni di acido ossalico originario dell'India e della
RPC e la riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazi
provvisori ("comunicazione delle conclusioni definitive"). Tutte le
parti hanno inoltre avuto la possibilità di comunicare, entro il termine
stabilito, le loro osservazioni sulle conclusioni definitive. 
(8)       Le osservazioni orali e
scritte trasmesse dalle parti interessate sono state esaminate e prese in
considerazione se ritenute pertinenti.
1.3.        Parti interessate dal
procedimento
(9)       In assenza di osservazioni
delle parti interessate dal procedimento, si confermano i considerando da 3 a 8
del regolamento provvisorio.
2.           PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO
SIMILE
2.1.        Prodotto in esame
(10)     Il prodotto in esame è quello
descritto ai considerando 10 e 11 del regolamento provvisorio, vale a
dire l'acido ossalico, in forma diidrata (numero CUS 0028635-1 e numero
CAS 6153-56-6) o anidra (numero CUS 0021238-4 e numero
CAS 144-62-7) e in soluzione acquosa o meno, attualmente classificato al
codice NC ex 2917 11 00 e originario dell'India e della
RPC.
(11)     Esistono due tipi di acido
ossalico: l'acido ossalico non raffinato e l'acido ossalico raffinato. L'acido
ossalico raffinato, che è prodotto nella RPC ma non in India, è fabbricato
grazie ad un processo di purificazione dell'acido ossalico non raffinato, il
cui scopo è rimuovere ferro, cloruri, tracce metalliche ed altre impurità.
(12)     L'acido ossalico presenta una
vasta gamma di impieghi, ad esempio è utilizzato come agente riducente e
sbiancante, nella sintesi farmaceutica e nella fabbricazione di prodotti
chimici.
2.2.        Prodotto simile
(13)     L'inchiesta ha inoltre
dimostrato che l'acido ossalico prodotto e venduto dall'industria dell'Unione
sul mercato dell'Unione, quello fabbricato e venduto sul mercato interno
dell'India e della RPC e quello importato sul mercato dell'Unione dall'India e
dalla RPC presentano essenzialmente le stesse caratteristiche fisiche e
chimiche di base e sono destinati ai medesimi impieghi finali di base. 
(14)     In assenza di osservazioni
riguardo al prodotto in esame o al prodotto simile, si confermano i
considerando da 10 a 13 del regolamento provvisorio.
3.           DUMPING
3.1.        India 
3.1.1.     Osservazione preliminare
(15)     Al considerando 14 del regolamento provvisorio la
Commissione ha constatato che un produttore esportatore indiano non poteva
essere considerato una parte che ha collaborato all'inchiesta e, di
conseguenza, le conclusioni relative a tale società si sono basate sui dati
disponibili, in conformità dell'articolo 18 del regolamento di base. 
(16)     Dopo che le sono state
comunicate le conclusioni provvisorie, la società Star Oxochem Pvt. Ltd. ha
fornito ulteriori spiegazioni e chiarimenti per quanto riguarda le informazioni
da essa precedentemente comunicate nel corso dell'inchiesta. Ha chiesto inoltre
di essere sentita dalla Commissione e dal consigliere-auditore della DG Commercio.
La società ha affermato che, dal momento che aveva risposto al questionario,
fornendo successivamente ulteriori spiegazioni e chiarimenti, e che i servizi
della Commissione avevano ispezionato la sua sede, non sarebbe corretto
continuare a considerarla alla stregua dei produttori esportatori che non hanno
collaborato in alcun modo all'inchiesta. 
(17)     Sulla base di quanto sopra, e in
particolare delle ulteriori spiegazioni e chiarimenti, i servizi della
Commissione ritengono di poter utilizzare parte delle informazioni originali,
segnatamente i dati sui prezzi all'esportazione in quanto giudicati
attendibili. Da quanto precede risulta che le conclusioni provvisorie di cui al
considerando 14 del regolamento provvisorio, sono accolte solo in parte e
che, conformemente all'articolo 18, paragrafi 1 e 3, del
regolamento di base, le conclusioni relative a tale società sono basate in
parte sui dati disponibili e in parte sui prezzi praticati all'esportazione. 
3.1.2.     Valore normale
(18)     Non sono pervenute
osservazioni riguardo al metodo di calcolo del valore normale per l'India. Di
conseguenza, si confermano le conclusioni di cui ai considerando da 15 a 18 del
regolamento provvisorio per quanto riguarda la società che ha collaborato.
(19)     Stanti le conclusioni di cui
ai considerando 16 e 17, il valore normale per la Star Oxochem è
stato stabilito in base ai dati disponibili conformemente all'articolo 18,
paragrafo 1, del regolamento di base. Di conseguenza, il valore normale
per questa società è stato determinato sulla base della media ponderata di una
quantità rappresentativa di vendite realizzate sul mercato interno dall'altra
società che ha collaborato, vale a dire Punjab Chemicals. 
3.1.3.     Prezzo all'esportazione
(20)     In assenza di osservazioni in
merito, si conferma la determinazione del prezzo all'esportazione per la
società Punjab Chemicals quale descritta al considerando 19 del
regolamento provvisorio.
(21)     Viste le conclusioni enunciate
ai considerando 16 e 17, il prezzo all'esportazione per la società Star
Oxochem è determinato, conformemente all'articolo 2, paragrafo 8, del
regolamento di base, sulla base dei prezzi effettivamente pagati o pagabili dagli
acquirenti indipendenti per il prodotto in esame esportato nell'Unione.
3.1.4.     Confronto
(22)     In assenza di ulteriori
osservazioni relative al confronto tra il valore normale e il prezzo
all'esportazione, per quanto riguarda il produttore che ha collaborato, vale a
dire la società Punjab Chemicals, si confermano i considerando 20
e 21 del regolamento provvisorio. 
(23)     Per quanto concerne la società
Star Oxochem sono stati effettuati adeguamenti ai sensi dell'articolo 2,
paragrafo 10, del regolamento di base, tenendo debitamente conto delle informazioni
verificate fornite dalla società Punjab Chemicals. 
3.1.5.     Margine di dumping
(24)     Per quanto riguarda il
produttore che ha collaborato non sono state formulate osservazioni sulle
conclusioni provvisorie della Commissione. Pertanto, si conferma il margine di
dumping di cui ai considerando 22 e 23 del regolamento provvisorio.
(25)     Tenuto conto di quanto sopra,
il margine di dumping per la società Star Oxochem, espresso in percentuale del
prezzo CIF franco frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto, è pari al
31,5%.
(26)     Data
la scarsa collaborazione da parte dell'India (al di sotto dell'80%), si è
concluso, in via provvisoria, che il metodo più appropriato per calcolare il
margine di dumping per l'intero paese consistesse nell'utilizzare l'operazione
oggetto del dumping più elevato della parte che ha collaborato. Tale operazione
non è eccezionale in termini né di volume, né di prezzo ed è pertanto
considerata un campione rappresentativo che consente di ottenere un risultato ragionevole
e proporzionato per quanto riguarda la determinazione del margine di dumping
per il produttore che ha collaborato.
(27)     Stante quanto precede, si
confermano le conclusioni di cui ai considerando 24 e 25 del
regolamento provvisorio.
(28)     Su tale base, i margini di
dumping definitivi per l'India, espressi in percentuale del prezzo CIF
frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto, sono i seguenti: 
 Società || Margine di dumping definitivo 
 Punjab Chemicals e Crop Protection Limited || 22,8% 
 Star Oxochem Pvt. Ltd || 31,5% 
 Tutte le altre società || 43,6% 
3.2.        Repubblica popolare cinese
3.2.1.     Trattamento riservato alle
società operanti in condizioni di economia di mercato (TEM) e trattamento
individuale (TI)
(29)     Come previsto dal regolamento
provvisorio, un gruppo di società cinesi ha richiesto il TEM o il TI qualora
l'inchiesta avesse stabilito che i requisiti per ottenere il TEM non erano
soddisfatti, mentre un altro gruppo di società cinesi ha richiesto solo
quest'ultimo trattamento. Come enunciato ai considerando da 26 a 32 del regolamento
provvisorio, la richiesta del TEM è stata respinta, ma ad entrambi i gruppi di
società è stato concesso in via provvisoria il TI. 
(30)     Non sono pervenute
osservazioni riguardo a queste conclusioni provvisorie; si confermano pertanto
i considerando da 26 a 32 del regolamento provvisorio.
3.2.2.     Paese di riferimento
(31)     Non
sono pervenute osservazioni in merito alla scelta provvisoria del paese di
riferimento. Sono pertanto confermati i considerando da 33 a 34 del regolamento
provvisorio.
3.2.3.     Valore normale
(32)     Nel regolamento provvisorio è
specificato che la Commissione ha stabilito valori normali distinti per l'acido
ossalico non raffinato e l'acido ossalico raffinato. Mentre il
valore normale per l'acido ossalico non raffinato è stato determinato sulla
base del valore normale stabilito per l'India, il valore normale per l'acido
ossalico raffinato, che non viene prodotto in India, è stato costruito sulla
base dei costi di fabbricazione dell'acido ossalico non raffinato indiano,
maggiorati del 12% per tener conto dei costi di produzione aggiuntivi e delle
spese di vendita, generali e amministrative, nonché degli utili.
(33)     I due produttori cinesi che
hanno collaborato hanno contestato la maggiorazione del 12% per i costi di
produzione aggiuntivi, sostenendo che tali costi non sono mai stati verificati
dalla Commissione e che la stima non era che una stima approssimativa basata su
un metodo di calcolo di cui non erano stati informati al momento della
comunicazione delle conclusioni provvisorie. Uno dei produttori esportatori ha
sostenuto che la sua stima dei costi di produzione aggiuntivi era inferiore al
5%, ma non ha fornito tuttavia alcun elemento di prova a sostegno della sua
tesi.
(34)     Va notato che la maggiorazione
del 12% è stata determinata sulla base delle informazioni fornite dagli stessi
produttori esportatori cinesi che hanno collaborato. In primo luogo, la stessa
società che ora sostiene che i costi di produzione aggiuntivi non superano il
5%, nel modulo di richiesta di TEM e/o di trattamento individuale aveva
inizialmente esplicitamente indicato costi aggiuntivi del 10-15%. In secondo
luogo, durante le visite di verifica presso le loro sedi, entrambi i produttori
che hanno collaborato hanno confermato che i costi supplementari per la produzione
di acido ossalico raffinato rispetto a quelli della produzione di acido
ossalico non raffinato sono stimati tra il 10 e il 12%. Infine, quest'ultimo
dato percentuale è stato confermato anche dai calcoli dell'industria
dell'Unione. Sulla base delle informazioni fornite dai produttori che hanno
collaborato, una maggiorazione del 12% poteva considerarsi appropriata.
(35)     Pertanto, in assenza di
informazioni circostanziate o di elementi di prova che giustifichino un
aggiustamento minore, si confermano le conclusioni di cui ai considerando da 35
a 37 del regolamento provvisorio.
3.2.4.     Prezzo all'esportazione 
(36)     I due produttori esportatori
della RPC hanno ottenuto il beneficio del trattamento individuale; pertanto, i
loro prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi
effettivamente pagati o pagabili dal primo acquirente indipendente dell'Unione,
in conformità dell'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base.
(37)     In assenza di osservazioni
riguardanti il prezzo all'esportazione, si conferma il considerando 38 del
regolamento provvisorio. 
3.2.5.     Confronto
(38)     Uno dei produttori che hanno
collaborato ha sostenuto che i costi di vendita, generali e amministrativi
dell'operatore commerciale collegato e le commissioni non vanno detratti dal
prezzo all'esportazione a titolo di adeguamento, ai sensi dell'articolo 2,
paragrafo 10, lettera i) del regolamento di base. Tale produttore ha
dichiarato che i costi di vendita diretti del loro operatore commerciale
collegato erano già stati dedotti dal prezzo all'esportazione al fine di
ottenere un prezzo franco fabbrica da confrontare sulla stessa base con il
valore normale.
(39)     Il produttore ha precisato che
l'operatore commerciale collegato è una società controllata al 100% che,
nell'ottica della strategia di distribuzione degli utili delle esportazioni
all'interno del gruppo, non applica commissioni. Inoltre, le restanti SGAV
rappresenterebbero i costi combinati di esercizio della società, non spese
direttamente collegate alle vendite; pertanto, non andavano eliminate dal
prezzo all'esportazione.
(40)     L'articolo 2,
paragrafo 10, lettera i), del regolamento di base precisa che nel
termine "commissione" si intende incluso il rialzo ricevuto da un
commerciante, se le funzioni di tale commerciante sono analoghe a quelle di un
agente che opera sulla base di commissioni. È pertanto irrilevante che una
commissione sia stata effettivamente pagata o meno. Ciò che conta è stabilire se
il commerciante ha rivenduto le merci ad un prezzo maggiorato e se le sue
funzioni sono analoghe a quelle di un agente.
(41)     Dagli elementi di prova
disponibili, ottenuti prima e durante la visita di controllo della società
commerciale, risulta che durante il PI il commerciante ha venduto ad un cliente
dell'UE l'acido ossalico del produttore collegato. Contemporaneamente anche il produttore
vendeva direttamente a questo stesso cliente. L'operatore collegato operava
pertanto sullo stesso piano del produttore, ma con personale diverso in altri
uffici in un'altra città, sostenendo così spese proprie con conseguente ricaduta
sul prezzo d'esportazione.
(42)     È inoltre dimostrato dagli
elementi disponibili che la società commerciale ha acquistato la merce esportata
dal produttore esportatore collegato e l'ha rivenduta, con un ricarico a
proprio vantaggio, dopo aver contrattato il prezzo con l'acquirente
indipendente finale. 
(43)     Sono state inoltre raccolte
prove riguardo alla società commerciale che esercitava le funzioni di agente.
Tali prove indicano in primo luogo che il produttore ha venduto all'UE
quantitativi considerevoli del prodotto in esame, direttamente o esportandolo
tramite la sua società commerciale collegata. Solo un terzo circa delle vendite
nell'UE sono state effettuate attraverso tale società collegata. Il commerciante
ha inoltre rivenduto acido ossalico di altri produttori non collegati. Dagli
atti risulta che oltre la metà degli acquisti del commerciante di acido
ossalico proveniva da fornitori non collegati e meno della metà dal produttore
collegato.
(44)     Di conseguenza, l'operatore
commerciale non ha potuto essere considerato il servizio interno di vendita
all'esportazione del produttore esportatore nonostante le sue relazioni con
quest'ultimo.
(45)     Dai documenti giustificativi
presentati e verificati emerge inoltre chiaramente che l'operatore paga la
merce fornita dal produttore esportatore collegato solo quando l'acquirente
nell'UE ha pagato l'operatore. Il rischio finanziario è, pertanto, del
produttore, non dell'operatore.
(46)     Si è ritenuto quindi che
l'operatore svolgeva funzioni analoghe a quelle di un agente che opera sulla
base di commissioni. Di conseguenza, è respinta l'argomentazione secondo cui
non va applicato alcun adeguamento per commissioni conformemente al
paragrafo 2, punto 10, lettera i), del regolamento di base.
(47)     L'argomentazione secondo cui
le SGAV non vanno prese in considerazione in quanto non includono le spese di
vendita dirette non può essere accolta. Simili spese hanno un impatto sulla
struttura dei costi della società e pertanto influiscono sul suo prezzo
all'esportazione. Ne consegue che una parte di tali costi è stata eliminata dal
prezzo all'esportazione per consentire un equo confronto tra il valore normale
e il prezzo all'esportazione franco fabbrica. Tale argomentazione è respinta.
(48)     La commissione è stata
stabilita sulla base del margine di profitto di un importatore indipendente
dell'UE, non dell'effettivo ricarico applicato dal commerciante, nettamente più
elevato. Questo metodo è stato ritenuto più appropriato in quanto il margine reale
si sarebbe basato sui valori di scambi interni che non riflettono le reali
condizioni di mercato. 
(49)     In assenza di osservazioni
riguardanti il confronto tra il valore normale ed il prezzo all'esportazione,
si confermano i considerando da 39 a 44 del regolamento provvisorio.
3.2.6.     Margini di dumping
Per i produttori esportatori che hanno
collaborato
(50)     Un gruppo di produttori
esportatori ha sostenuto che occorre determinare separatamente margini di
dumping individuali per l'acido ossalico non raffinato e per quello raffinato.
Essi hanno fatto notare che, anche se i margini di dumping sono stati stabiliti
in base al confronto tra la media ponderata del valore normale e la media
ponderata del prezzo all'esportazione di ciascun tipo di prodotto in esame, è
stato stabilito un margine di dumping comune per entrambi i tipi di acido
ossalico. Inoltre, hanno affermato che sarebbe più opportuno determinare un
margine di dumping per ciascun tipo di acido ossalico in quanto tale gruppo
consta di due società, una delle quali produce acido ossalico raffinato e l'altra
acido ossalico non raffinato.
(51)     L'acido ossalico non raffinato
può essere sostituito dall'acido ossalico raffinato. Entrambi i tipi di acido
ossalico figurano allo stesso codice NC e non sono facilmente distinguibili. Il
grado di purezza dell'acido ossalico è lo stesso; la differenza sta nelle
concentrazioni di altre sostanze presenti nel prodotto di scarto. Dato che
entrambi rientrano nella stessa definizione di prodotto in esame, secondo la
pratica abituale è stato determinato un margine di dumping unico. Considerata
la sostanziale differenza di prezzo tra i due tipi e la difficoltà di
distinguerli l'uno dall'altro, la determinazione di margini di dumping
individuali per l'acido ossalico raffinato e quello non raffinato aumenterebbe
il rischio di elusione. La richiesta di assegnare margini di dumping
individuali a ciascun tipo di acido ossalico è respinta e sono confermati i
margini di dumping stabiliti nei considerando 45 e 46 del regolamento
provvisorio. 
(52)     Infine, tenuto conto delle
differenze tra i margini di dumping dei due gruppi di esportatori, lo stesso
gruppo di produttori esportatori ha contestato i diversi margini di dumping
stabiliti per i due gruppi di produttori esportatori della RPC e ha chiesto un
chiarimento della metodologia di calcolo e della classificazione dell'acido
ossalico raffinato e non raffinato. 
(53)     Ad entrambi i gruppi di
produttori esportatori della RPC è stata applicata la stessa metodologia e il
prezzo medio ponderato d'esportazione del prodotto in esame si riferisce sia all'acido
ossalico raffinato che a quello non raffinato. Le differenze dei margini di
dumping sono dovute pertanto semplicemente al peso relativo delle esportazioni
dei rispettivi tipi, tenuto conto del fatto che l'acido ossalico raffinato è
normalmente venduto ad un prezzo più elevato rispetto dell'acido ossalico non
raffinato. 
(54)     I margini di dumping
definitivi, espressi in percentuale del prezzo CIF frontiera dell'Unione, dazio
non corrisposto, sono i seguenti: 
 Società || Margine di dumping definitivo 
 Shandong Fengyuan Chemicals Stock Co., Ltd e Shandong Fengyuan Uranus Advanced material Co., Ltd || 37,7% 
 Yuanping Changyuan Chemicals Co., Ltd || 14,6% 
Per tutti gli altri produttori esportatori che
non hanno collaborato
(55)     In
assenza di osservazioni in merito ai margini di dumping, si confermano i
considerando 47 e 48 del regolamento provvisorio. 
(56)     In base a quanto precede, il
margine di dumping per l'intero paese è definitivamente stabilito al 52,2% del
prezzo CIF frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto; si conferma quindi il
considerando 49 del regolamento provvisorio.
4.           PREGIUDIZIO
4.1.        Produzione
e industria dell'Unione
(57)     Un produttore esportatore ha
osservato che il riferimento, ai considerando 50 e 51 del regolamento
provvisorio, ai due produttori dell'Unione che rappresentano l'industria
dell'Unione (il denunziante e un altro produttore che non ha collaborato) non
rispecchiava adeguatamente la situazione in termini di indicatori
macroeconomici. Egli ha sostenuto inoltre che i dati relativi al produttore che
non ha collaborato e i dati relativi ad un terzo produttore dell'Unione che ha
cessato la produzione di acido ossalico non dovrebbero essere considerati, né
inclusi in alcuni macroindicatori (cfr. considerando 72, 74 e 78 del
regolamento provvisorio). In primo luogo è confermato che, contrariamente a
quanto affermato ai considerando 50 e 51 del regolamento provvisorio,
nel periodo considerato il prodotto in esame era fabbricato da tre produttori
nell'Unione che costituivano l'industria dell'UE ai sensi dell'articolo 4,
paragrafo 1, del regolamento di base, e rappresentavano quindi la
produzione totale dell'UE. In secondo luogo, l'argomentazione secondo la quale
le cifre relative al produttore che non ha collaborato e al terzo produttore
dell'Unione che ha cessato l'attività nel 2008 dovrebbero essere ignorate è
respinta, in quanto ai fini dell'analisi del pregiudizio è corretto invece
includere tutte le cifre relative al periodo considerato per ottenere una
rappresentazione quanto più fedele possibile della situazione economica
dell'industria europea conformemente al disposto dell'articolo 4,
paragrafo 1, del regolamento di base. 
(58)     Lo stesso produttore
esportatore ha inoltre affermato che le ragioni per le quali il terzo
produttore ha cessato di fabbricare il prodotto simile non sono state
debitamente esaminate durante l'inchiesta. Tuttavia, questo aspetto è stato
esaminato nel corso dell'inchiesta e la società ha motivato la cessazione della
sua attività semplicemente con "ragioni interne" senza fornire
ulteriori spiegazioni. Inoltre, un produttore esportatore ha condiviso tale
motivazione e ha sostenuto che la decisione di sospendere la produzione non era
dovuta a presunte pratiche di dumping da parte dei produttori esportatori
cinesi, il che sarebbe in contraddizione con le informazioni fornite dal
denunziante nella versione non riservata della denuncia, in cui si precisa che
"[la società] ha cessato la produzione definitivamente, chiudendo lo
stabilimento a causa delle pratiche aggressive di dumping da parte di Cina e
India". Tuttavia, il produttore esportatore non ha fornito altre
informazioni in merito alle presunte cifre di produzione di questo terzo produttore
dell'Unione. Pertanto, questo non preclude la possibilità di utilizzare i dati
relativi a questo terzo produttore dell'UE nella presente inchiesta. 
(59)     Un altro produttore
esportatore ha sostenuto che la quota minima per la rappresentatività all'apertura
della procedura non è stata indicata correttamente e non è stata di fatto rispettata.
Come indicato al considerando 2 del regolamento provvisorio, il
denunziante rappresentava più del 25% della produzione totale dell'Unione di
acido ossalico e nessun produttore si è manifestato prima dell'apertura
dell'inchiesta per esprimere la sua opposizione. Nel fascicolo non riservato
contenente una sintesi dei risultati della verifica della rappresentatività al
momento dell'apertura della procedura è stata inserita una nota informativa.
Inoltre, l'analisi del pregiudizio effettuata conformemente all'articolo 4,
paragrafo 1, del regolamento di base ha coperto una parte rilevante dell'industria
dell'Unione.
(60)     In assenza di ulteriori
osservazioni relative alla definizione dell'industria e della produzione
dell'Unione, si confermano i considerando 50 e 51 del regolamento
provvisorio, con riserva della precisazione di cui al considerando 57. 
4.2.        Determinazione del mercato
dell'Unione in questione
(61)     Un produttore esportatore ha
osservato che l'uso vincolato di acido ossalico non andrebbe considerato nella
determinazione di alcuni indicatori del pregiudizio e che, in ogni caso, per
tutti andrebbe applicato lo stesso metodo coerente. Tuttavia, la distinzione tra
mercato libero e mercato vincolato è stata spiegata conformemente al
regolamento di base, ai considerando 52, 53 e 55 del regolamento
provvisorio; l'analisi ha riguardato principalmente il mercato libero, anche se
nella determinazione di alcuni indicatori del pregiudizio si è tenuto conto
dell'acido ossalico sia destinato ad un uso vincolato sia al mercato libero,
come risulta dal considerando 55. Infatti, alcuni indicatori del
pregiudizio possono essere esaminati solo per quanto riguarda l'uso del
prodotto simile sul mercato libero, in quanto, data la natura stessa delle
vendite vincolate, tali indicatori rischiano di essere distorti a causa della
relazione venditore-acquirente. L'obiezione è quindi respinta.
(62)     In mancanza di altre
osservazioni riguardo alla determinazione del mercato dell'Unione in questione,
si confermano i considerando da 52 a 55 del regolamento provvisorio.
4.3.        Consumo dell'Unione
(63)     In assenza di osservazioni sul
consumo dell'Unione, si confermano i considerando da 56 a 58 del regolamento provvisorio.
5.           Importazioni dai paesi
interessati
5.1.        Valutazione cumulativa degli
effetti delle importazioni in esame
(64)     In assenza di osservazioni
relative alla valutazione cumulativa degli effetti delle importazioni in esame,
si confermano i considerando da 59 a 62 del regolamento provvisorio.
5.2.        Volume e quota di mercato
delle importazioni oggetto di dumping provenienti dai paesi interessati
(65)     In assenza di osservazioni sul
volume e sulla quota di mercato delle importazioni dai paesi interessati, si
confermano i considerando 63 e 64 del regolamento provvisorio.
5.3.        Prezzo
delle importazioni oggetto di dumping e sottoquotazione del prezzo (price
undercutting)
(66)     Come indicato nel
considerando 144 del regolamento provvisorio, nel calcolo del margine di
pregiudizio i prezzi medi all'importazione dei produttori esportatori della RPC
e dell’India che hanno collaborato sono stati debitamente adeguati per tener
conto dei costi di importazione e dei dazi doganali. Un produttore esportatore
ha sostenuto tuttavia che nel calcolo del margine di pregiudizio la Commissione
ha omesso di inserire l'intero adeguamento del 6,5% corrispondente al normale dazio
doganale. Questa argomentazione è stata giudicata fondata e i margini di
pregiudizio sono stati ricalcolati di conseguenza per questo produttore
esportatore e per gli altri produttori esportatori che hanno collaborato. Ciò
non ha tuttavia inciso sulle proposte misure definitive, come risulta dal
considerando 87. 
(67)     In assenza di altre
osservazioni sui prezzi delle importazioni in dumping e sulla sottoquotazione
dei prezzi, si confermano i considerando da 65 a 68 del regolamento
provvisorio. 
6.           Situazione economica
dell'industria dell'Unione
(68)     Come indicato nel
considerando 57, un produttore esportatore ha osservato che le cifre
relative ad un terzo produttore dell'Unione che ha cessato la produzione di
acido ossalico nel 2008 non avrebbero dovuto essere incluse in alcuni
macroindicatori (cfr. considerando 72, 74 e 78 del regolamento
provvisorio). Tuttavia, sono di fatto tre i produttori di prodotto simile
nell'Unione che costituivano l'industria dell'Unione ai sensi
dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento di base, e che
rappresentavano la produzione totale dell'Unione durante l'intero periodo considerato,
anche se uno di loro ha cessato di produrre acido ossalico prima del PI.
L'argomentazione secondo la quale non si dovrebbe tener conto delle cifre
riguardanti il terzo produttore dell'Unione che ha cessato l'attività nel 2008
è respinta, in quanto ai fini della determinazione della situazione
dell'industria dell'Unione è corretto invece includere tutte le cifre relative
al periodo considerato.
(69)     Lo stesso produttore
esportatore ha dichiarato che, nonostante la pretesa inesattezza di cui al
considerando 66, i dati relativi al numero di dipendenti, ai salari annui
totali e al costo medio del lavoro per dipendente che figurano nella tabella 6
del regolamento provvisorio non corrispondono. Tuttavia, il produttore
esportatore non ha indicato una cifra corretta affermando che i salari medi
sono aumentati del 21%; infatti, la cifra esatta è 19%.
(70)     Per quanto riguarda la crisi
economica, i considerando 95, 96 e 97 del regolamento provvisorio
dimostrano chiaramente che la quota di mercato delle importazioni dai paesi
interessati ha continuato ad aumentare nonostante il calo del consumo ed ha
avuto un impatto negativo sui vari indicatori di pregiudizio, quali il volume
delle vendite, l'occupazione, la capacità di produzione e la quota di mercato.
(71)     In assenza di osservazioni in
merito ai considerando da 69 a 94 del regolamento provvisorio, tali
considerando sono confermati.
7.           Conclusioni relative al
pregiudizio
(72)     Un produttore esportatore ha
affermato che, contrariamente alle conclusioni provvisorie, l'industria
dell'Unione non ha subito un pregiudizio notevole. Nel complesso, l'andamento
negativo dell'industria dell'Unione sarebbe imputabile agli effetti della crisi
economica del 2008 e al fatto che sia stata presa in considerazione l'informazione
inesatta riguardante il terzo produttore dell'Unione che ha cessato l'attività
nel 2008. Tutto ciò avrebbe contribuito a dare una rappresentazione scorretta
della situazione del pregiudizio. Tuttavia, come si è detto, la presa in
considerazione dei dati relativi al terzo produttore è stata considerata legittima
e le quote di mercato dei paesi interessati hanno continuato a crescere
nonostante la crisi. 
(73)     Pertanto si confermano i
considerando da 94 a 98 del regolamento provvisorio in cui si è concluso che
l'industria dell'Unione ha subito un pregiudizio notevole ai sensi
dell'articolo 3, paragrafo 5, del regolamento di base.
8.           NESSO DI CAUSALITÀ
(74)     Secondo un produttore
esportatore l'inserimento dei dati relativi ad un terzo produttore dell'Unione
che ha cessato la produzione di acido ossalico nel 2008 avrebbe distorto le
conclusioni provvisorie relative all'analisi del nesso di causalità, che
dovrebbe basarsi esclusivamente sulle attività di produzione in corso. Come per
l'analisi del pregiudizio, si è accertato che, per contro, non includere questo
terzo produttore significherebbe falsare le conclusioni relative al prodotto
simile. Tuttavia, come indicato nel considerando 57, nell'analisi della
situazione dell'industria dell'Unione occorre tener conto anche dei dati
relativi a questa società; tale argomentazione è pertanto respinta. 
(75)     Un produttore esportatore ha
sostenuto che, dato che il volume delle importazioni oggetto di dumping è
aumentato contestualmente al miglioramento della redditività dell'industria
dell'Unione, le importazioni in dumping non potevano essere la principale causa
di pregiudizio. Tuttavia, questa leggera progressione della redditività non
smentirebbe la conclusione secondo cui la redditività globale si è attestata a
livelli molto bassi, al di sotto del normale profitto dell'8%. Inoltre,
nonostante il sostanziale aumento del consumo nel 2008 e, di nuovo, nel corso del
PI, l'industria dell'Unione ha subito una perdita della quota di mercato del 9%
rispetto alle importazioni dalla Cina durante il periodo considerato.
(76)     Un altro produttore
esportatore ha sostenuto che, sulla base delle informazioni disponibili,
l'industria dell'Unione ha raggiunto nel corso del PI un profitto molto vicino
al margine dell'8% di utile perseguito. Considerato che le informazioni sui
profitti riguardano un solo produttore dell'Unione, non è possibile divulgare i
livelli di profitto esatti. Tuttavia, come affermato nel considerando 88
del regolamento provvisorio, il denunziante ha realizzato un modesto utile nel
PI, dopo aver subito perdite nel 2009. Le
argomentazioni in base alle quali il produttore esportatore ha concluso che gli
utili realizzati nel PI avrebbero quasi raggiunto il margine di utile
perseguito erano di fatto scorrette in quanto non includevano i dati finanziari
e i dati di produzione del denunziante, che, per ragioni di riservatezza, non
potevano essere resi noti. Il livello di utile
del denunziante è stato verificato attentamente, tra l'altro nel corso di una
visita in loco; le conclusioni riguardo al margine di utile sono state pertanto
giudicate inesatte. 
(77)     In mancanza di ulteriori
osservazioni relative al nesso di causalità, si confermano i considerando da 99
a 122 del regolamento provvisorio.
9.           INTERESSE DELL'UNIONE
(78)     Due importatori hanno
sostenuto che le misure potrebbero determinare una penuria di acido ossalico
nell'UE. L'industria dell'Unione non sarebbe
infatti in grado di soddisfare la domanda interna di acido ossalico.
(79)     L'inchiesta ha rivelato che,
nel periodo dell'inchiesta, il denunziante disponeva di capacità inutilizzate. Inoltre, quest'ultimo ha dichiarato che stava
aumentando la produzione, ma che, basandosi la fabbricazione del prodotto in
esame su reazioni chimiche, l'incremento dell'utilizzo degli impianti richiede un
certo tempo. Tuttavia, sulla base dei dati sul
consumo dell'UE e della capacità di produzione totale dell'UE, si può ritenere
che il denunziante sarebbe in grado di soddisfare la domanda totale dell'Unione
di acido ossalico non raffinato se operasse al massimo della sua capacità
produttiva. Per quanto riguarda l'acido
ossalico raffinato, si ricorda che è usato principalmente per la fabbricazione
di prodotti da esportazione e che gli utilizzatori possono operare nel quadro
del regime di perfezionamento attivo. Inoltre,
il principale esportatore cinese di acido ossalico è quello che beneficia dell'aliquota
più bassa del dazio proposto (14,6%).
(80)     L'autore della denuncia ha
inoltre sostenuto che il mercato mondiale di acido ossalico (non raffinato) è
dominato dai produttori cinesi che ne stabiliscono i prezzi. Attualmente i
produttori cinesi sono più preoccupati per il loro mercato interno e non è da
escludere che, in assenza di misure e con la probabile scomparsa dell'ultimo
produttore UE di acido ossalico non raffinato, gli utilizzatori europei saranno
confrontati con problemi di sicurezza d'approvvigionamento caratterizzati potenzialmente
da carenze croniche e prezzi oligopolistici. 
(81)     Un altro
importatore/utilizzatore che opera su un segmento di mercato a valle diverso da
quello dell'importatore/utilizzatore precedente ha sostenuto che l'esistenza di
misure provvisorie ha avuto un impatto negativo sulla redditività dei propri
prodotti per i quali l'acido ossalico costituisce la principale materia prima,
senza però fornire informazioni più dettagliate. La società è stata invitata a
partecipare a un'audizione per approfondire tali argomentazioni e
circostanziarle, ma non ha risposto a tale invito. Pertanto, non è stato
possibile verificare tali affermazioni. 
(82)     In mancanza di altre
osservazioni relative all'interesse dell'Unione, si confermano i considerando
da 123 a 139 del regolamento provvisorio.
10.         MISURE ANTIDUMPING DEFINITIVE
10.1.      Livello di eliminazione del
pregiudizio
(83)     Come si è detto al
considerando 66, un produttore esportatore ha sostenuto che la Commissione
ha omesso di includere nel calcolo del margine di pregiudizio un adeguamento
del 6,5%, corrispondente al normale dazio doganale. Questa argomentazione è
stata ritenuta in parte esatta in quanto per alcune importazioni pagate dagli acquirenti
dell'UE al netto del dazio, il dazio era stato sottostimato. Pertanto, i
margini di pregiudizio sono stati opportunamente corretti, senza che ciò abbia tuttavia
inciso in modo significativo sulle misure definitive proposte (cfr.
considerando 87). 
(84)     Tenuto conto delle conclusioni
relative alla società Star Oxochem, anche per tale produttore esportatore è
stato stabilito un margine di pregiudizio in base alla stessa metodologia di
calcolo conformemente ai considerando da 142 a 144 del regolamento provvisorio.
(85)     In mancanza di osservazioni
relative al livello di eliminazione del pregiudizio, si confermano i
considerando da 145 a 148 del regolamento provvisorio.
10.2.      Forma e
livello dei dazi
(86)     Alla luce delle conclusioni di
cui sopra e in conformità dell'articolo 9, paragrafo 4, del
regolamento di base, è opportuno istituire un dazio antidumping definitivo al
livello dei margini di dumping constatati, dal momento che per tutti i produttori
esportatori interessati il livello necessario per eliminare il pregiudizio è
risultato più elevato dei margini di dumping.
(87)     Stante quanto sopra, sono
stabiliti i margini di dumping e di pregiudizio seguenti: 
 Nome della società/del gruppo || Margine di pregiudizio (%) || Margine di dumping (%) || Dazio provvisorio (%) || Dazio proposto (%) 
 India ||   ||   ||   ||   
 Punjab Chemicals e Crop Protection Limited (PCCPL) || 38,9 || 22,8 || 22,8 || 22,8 
 Star Oxochem Pvt. Ltd || 32,3 || 31,5 || 43,6 || 31,5 
 Tutte le altre società || 47,9 || 43,6 || 43,6 || 43,6 
 RPC ||   ||   ||   ||   
 Shandong Fengyuan Chemicals Stock Co., Ltd e Shandong Fengyuan Uranus Advanced Material Co., Ltd || 53,3 || 37,7 || 37,7 || 37,7 
 Yuanping Changyuan Chemicals Co., Ltd || 18,7 || 14,6 || 14,6 || 14,6 
 Tutte le altre società || 63,5 || 52,2 || 52,2 || 52,2 
(88)     Le aliquote individuali del
dazio antidumping indicate nel presente regolamento sono state stabilite in
base alle risultanze della presente inchiesta. Esse
rispecchiano quindi la situazione constatata durante l'inchiesta per le società
interessate. Tali aliquote del dazio (a differenza
del dazio a livello nazionale, applicabile a "tutte le altre
società") si applicano perciò esclusivamente alle importazioni di prodotti
originari dell'India e della RPC, fabbricati dalle società in questione, ovvero
dalle specifiche persone giuridiche delle quali viene fatta menzione. I prodotti importati fabbricati da altre società il
cui nome e indirizzo non siano specificamente menzionati nel dispositivo del
presente regolamento, comprese le persone giuridiche collegate alle società
specificamente menzionate, non possono beneficiare di tali aliquote e sono
soggette all'aliquota del dazio applicabile a "tutte le altre
società".
(89)     Le eventuali richieste di
applicazione di tali aliquote individuali (ad esempio, in seguito a un
cambiamento della ragione sociale della società o alla creazione di nuove
entità produttive o di vendita) devono essere inoltrate senza indugio alla
Commissione[3],
complete di tutte le informazioni pertinenti, in particolare l'indicazione di
eventuali mutamenti nelle attività della società riguardanti la produzione, le
vendite sul mercato interno e le vendite all'esportazione, collegati ad esempio
al cambiamento della ragione sociale o ai cambiamenti a livello di entità
produttive o di vendita. Se opportuno, il regolamento sarà modificato di
conseguenza, aggiornando l'elenco delle società che beneficiano di aliquote del
dazio individuali.
(90)     Tutte le parti sono state
informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva
raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping definitivo sulle
importazioni di acido ossalico originario della RPC e dell'India. È stato inoltre concesso loro un termine entro il
quale potevano presentare osservazioni in seguito alla comunicazione delle
conclusioni definitive.
(91)     Le osservazioni comunicate
dalle parti sono state debitamente esaminate. Nessuna
delle osservazioni è di natura tale da comportare una modifica delle
conclusioni dell'inchiesta.
(92)     Per garantire una corretta
applicazione del dazio antidumping, il livello del dazio residuo dovrebbe
essere applicato non soltanto agli esportatori che non hanno collaborato
all'inchiesta, ma anche alle società che non hanno esportato verso la Comunità
durante il PI. Tuttavia, queste ultime società, se soddisfano le condizioni di
cui all'articolo 11, paragrafo 4, secondo comma del regolamento di
base, sono invitate a presentare una richiesta di riesame ai sensi di tale
articolo affinché la loro situazione possa essere esaminata individualmente.
10.3.      Riscossione definitiva dei dazi
provvisori
(93)     In considerazione dell'entità
dei margini di dumping accertati e del livello di pregiudizio subito
dall'industria dell'Unione, si ritiene necessario che gli importi depositati a
titolo del dazio antidumping provvisorio istituito dal regolamento provvisorio
siano definitivamente riscossi sino a concorrenza dei dazi istituiti in via
definitiva. Se il dazio definitivo è inferiore a quello provvisorio, gli
importi depositati in via provvisoria sono svincolati nella parte eccedente
l'aliquota dei dazi antidumping definitivi.
11.         impEGNI
(94)     Un produttore esportatore indiano
e due produttori esportatori cinesi hanno presentato offerte di impegno relativamente
ai prezzi a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, del regolamento di
base. 
(95)     Negli ultimi anni il prezzo
del prodotto in esame è stato caratterizzato da una notevole instabilità, il
che lo rende inadatto ad impegni su prezzi fissi. Per ovviare a questo problema
il produttore esportatore indiano ha proposto una clausola di indicizzazione
senza peraltro determinare il rispettivo prezzo d'importazione minimo. A tale
proposito si osserva che non si è potuto stabilire un nesso diretto tra la
fluttuazione dei prezzi del prodotto in esame e quelli della materia prima
principale; pertanto, non si è ritenuta opportuna l'indicizzazione. Inoltre, la
collaborazione di tale società nel corso dell'inchiesta e l'esattezza delle
informazioni da essa fornite non sono risultate soddisfacenti. La Commissione
non ritiene, pertanto, di poter esercitare un controllo efficace sull'impegno
di questa società.
(96)     Inoltre, per quanto riguarda i
produttori esportatori cinesi, l'inchiesta ha stabilito che esistono diversi
tipi di prodotto in esame difficilmente distinguibili e a prezzi notevolmente
diversi. Il prezzo minimo d'importazione unico offerto da uno dei produttori
esportatori cinesi non sarebbe sufficiente ad eliminare quindi l'effetto
pregiudizievole del dumping. A ciò si aggiunge che i due produttori esportatori
cinesi interessati fabbricano vari tipi di altri prodotti chimici che possono
vendere ad acquirenti comuni nell'Unione europea tramite operatori commerciali
collegati. Ciò comporterebbe il grave rischio di compensazione incrociata e di
rendere estremamente difficile controllare efficacemente il rispetto
dell'impegno. I diversi prezzi minimi d'importazione proposti dall'altro
produttore esportatore cinese renderebbero impossibile il controllo a causa
della complessità di una distinzione tra i diversi tipi di prodotto. Stante
quanto precede, si è concluso che le offerte di impegno non possono essere
accettate.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1.           È istituito un dazio
antidumping definitivo sulle importazioni di acido ossalico, in forma diidrata
(numero CUS 0028635-1 e numero CAS 6153-56-6) o anidra (numero
CUS 0021238-4 e numero CAS 144-62-7) e in soluzione acquosa o meno,
attualmente classificato al codice NC ex 2917 11 00 (codice
TARIC 2917 11 00 91) e originario dell'India e della Repubblica
popolare cinese.
2.           L'aliquota del dazio antidumping
definitivo applicabile al prezzo netto, franco frontiera dell'Unione, dazio non
corrisposto, per il prodotto descritto nel paragrafo 1 e fabbricato dalle
società in appresso elencate è la seguente:
 Paese || Società || Aliquota del dazio antidumping % || Codice addizionale TARIC 
 India || Punjab Chemicals e Crop Protection Limited || 22,8 || B230 
 Star Oxochem Pvt. Ltd || 31,5 || B270 
 Tutte le altre società || 43,6 || B999 
 RPC || Shandong Fengyuan Chemicals Stock Co., Ltd; Shandong Fengyuan Uranus Advanced Material Co., Ltd. || 37,7 || B231 
 Yuanping Changyuan Chemicals Co., Ltd || 14,6 || B232 
 Tutte le altre società || 52,2 || B999 
3.           L'applicazione dell'aliquota
di dazio individuale indicata per le società menzionate al paragrafo 2 del
presente articolo è subordinata alla presentazione alle autorità doganali degli
Stati membri di una fattura commerciale valida, conforme ai requisiti indicati
nell'allegato. In caso di mancata presentazione di tale fattura si applica
l'aliquota del dazio applicabile a tutte le altre società.
4.           Salvo disposizioni contrarie,
si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Gli importi depositati a titolo di dazio
antidumping provvisorio in conformità del regolamento (UE) n. 1043/2011
che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido
ossalico originario dell'India e della Repubblica popolare cinese sono riscossi
in via definitiva. Gli importi depositati sono svincolati nella parte eccedente
il dazio antidumping definitivo.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO 
La fattura commerciale valida di cui
all'articolo 1, paragrafo 4, del presente regolamento deve essere
corredata da una dichiarazione firmata da un responsabile della società interessata,
contenente i seguenti elementi:
(1)              
nome e funzione del responsabile della società che
ha emesso la fattura commerciale;
(2)              
la seguente dichiarazione: "Il sottoscritto
certifica che [il quantitativo] di acido ossalico venduto per l'esportazione
nell'Unione europea e coperto dalla presente fattura è stato fabbricato da
[nome della società e indirizzo] [codice addizionale TARIC] in [paese]. Il
sottoscritto dichiara che le informazioni fornite nella presente fattura sono
complete ed esatte."
Data e firma
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 275 del 20.10.2011, pag.1
[3]               Commissione europea
                Direzione
generale del Commercio
                Direzione
H Ufficio N105 04/092 
                B -
1049 Bruxelles