CELEX: 51995PC0297
Language: it
Date: 1995-06-26
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo alle azioni nel settore dell' "aiuto alle popolazioni sradicate (profughi, sfollati e rimpatriati) nei PVS-ALA"

Avis juridique important

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51995PC0297

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo alle azioni nel settore dell' "aiuto alle popolazioni sradicate (profughi, sfollati e rimpatriati) nei PVS-ALA"  /* COM/95/297 DEF - SYN 95/0162 */  

Gazzetta ufficiale n. C 237 del 12/09/1995 pag. 0019

Proposta di regolamento (CE) del  Consiglio relativo alle azioni nel settore dell'«aiuto alle popolazioni sradicate (profughi,  sfollati e rimpatriati) nei PVS-ALA» (95/C  237/08)COM(95) 297 def. - 95/0162(SYN)(Presentata dalla Commissione il 28 giugno  1995)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130  W, vista la proposta della Commissione, in cooperazione con il Parlamento europeo  (1), considerando la convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, adottata il 28 luglio 1951 dalla  conferenza delle Nazioni Unite sullo statuto dei rifugiati e degli apolidi, nonché il protocollo di  New York adottato il 31 gennaio 1967; considerando la risoluzione del Parlamento europeo sull'aiuto a favore dei profughi nei paesi in  via di sviluppo, adottata il 16 dicembre 1983  (2); considerando che sia il Consiglio che il Parlamento europeo hanno invitato la Comunità ad  impegnarsi maggiormente in questo settore; considerando che l'efficacia dei programmi di appoggio alle popolazioni sradicate (profughi,  rimpatriati e sfollati) dipende dal coordinamento degli aiuti sia a livello europeo che degli altri  finanziatori, Organizzazioni non governative e Organizzazioni delle Nazioni Unite; considerando la necessità di favorire una soluzione pacifica dei conflitti politici o delle guerre,  causa degli spostamenti delle popolazioni; considerando l'esperienza notevole per quanto riguarda i soccorsi alle popolazioni sradicate  acquisita dagli organismi e dalle agenzie specializzate o dalle Organizzazioni non governative  nell'attuazione di questo tipo di azioni; considerando che la Comunità auspica che l'azione a favore delle popolazioni sradicate si inserisca  in una prospettiva volta a trasformare la fase di sussistenza in una fase di autosufficienza o di  riduzione della dipendenza di queste popolazioni, l'aiuto al loro insediamento o reinsediamento  consisterà di azioni destinate segnatamente a sviluppare l'autosufficienza attraverso la produzione  agricola, l'allevamento, la piscicoltura, la creazione di un sistema creditizio, l'istruzione di  base e la formazione professionale e a garantire un livello sanitario ed igienico decoroso; considerando che per i paesi in questione questo tipo di aiuto costituisce un requisito necessario  allo sviluppo e apporta pertanto un notevole contributo agli obiettivi della politica di  cooperazione dell'Unione enunciati nell'articolo 130  U del trattato; considerando che è necessario fissare le modalità e le norme di gestione applicabili alle azioni di  cooperazione nel settore dell'aiuto a favore dell'autosufficienza delle popolazioni sradicate  (profughi, sfollati e rimpatriati, smobilitati), HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 La Comunità attua un programma di assistenza destinato alle  popolazioni sradicate (profughi, sfollati e rimpatriati, smobilitati) nei paesi dell'America latina  e dell'Asia, per aiutarle nella fase intermedia che si inserisce tra l'intervento umanitario che  risponde ad una situazione d'emergenza, e l'eventuale attuazione di un aiuto al ripristino o una  cooperazione allo sviluppo nel momento in cui l'evolversi della situazione lo permetta. Articolo 2 In tale ambito, la Comunità appoggia le azioni che seguono: 1) aiuto alla sussistenza, al mantenimento e all'insediamento dei profughi nei paesi di asilo; 2) assistenza e appoggio alle popolazioni delle regioni d'asilo affinché esse siano rimborsate  delle perdite causate dalla presenza delle popolazioni sradicate e affinché non si sentano  discriminate rispetto a queste ultime; 3) aiuto al rimpatrio; 4) aiuto al reinsediamento delle popolazioni rifugiate o sfollate nei luoghi di origine o in  un'altra regione da loro scelta; 5) assistenza all'insediamento temporaneo o definitivo degli sfollati in altre regioni all'interno  del loro paese; 6) aiuto all'integrazione economica nel paese d'asilo dei profughi che non desiderano o non possono  rientrare nel loro paese di origine; 7) eventuale reinsediamento dei rifugiati in un paese terzo; 8) sostegno alla ripresa socioeconomica e al reinserimento sociale nelle zone di rientro, compreso  un aiuto destinato all'autonomia alimentare e allo sviluppo rurale, la sanità e l'istruzione, in  attesa di azioni di ripristino o di sviluppo; 9) appoggio alla smobilitazione e al reinserimento nella vita civile degli ex combattenti; 10) operazioni di sminamento, quando necessarie, per garantire la sicurezza delle popolazioni  durante i loro spostamenti, e per permettere il loro insediamento, il reinsediamento e  l'integrazione nella vita sociale ed economica del paese o della regione d'asilo o di rientro. Articolo 3 1.  I beneficiari finali sono le persone sradicate, provenienti o provvisoriamente  residenti in tutti i paesi in via di sviluppo dell'Asia e dell'America latina: a) secondo la Convenzione relativa allo statuto dei profughi adottata il 28 luglio 1951 dalla  Conferenza delle Nazioni Unite sullo statuto dei profughi e degli apolidi, per profugo si intende  «qualsiasi persona che temendo di essere perseguitata a causa della sua razza, della sua religione,  della sua nazionalità, della sua appartenenza a un certo gruppo sociale o delle sue opinioni  politiche, si trova al di fuori del paese di cui ha la nazionalità e che non è in grado, o in  ragione del timore di cui sopra, non intende chiedere la protezione di questo paese»; b) per «sfollati» si intendono le persone o i gruppi che hanno bisogno di una protezione  internazionale ma che non beneficiano dello statuto di profughi definito dalla Convenzione del  1951; c) per «rimpatriati» si intendono le persone o i gruppi che, dopo essere fuggiti dai luoghi di  origine, in seguito, spontaneamente o per l'evolversi della situazione, hanno deciso di rientrare  nel loro paese o regione di origine. 2.  L'aiuto s'indirizza anche: a) alle popolazioni locali dei paesi d'asilo le cui risorse economiche e amministrative  contribuiscono ad accogliere e ad assistere i profughi e gli sfollati, per la realizzazione a più  lungo termine di progetti destinati all'autosufficienza, l'integrazione o il reinserimento di  queste persone; b) agli ex combattenti degli eserciti regolari e dei movimenti armati di opposizione smobilitati, e  alle loro famiglie e basi sociali. Articolo 4 Possono essere considerati partner le Organizzazioni non governative, le Agenzie delle  Nazioni Unite, le Organizzazioni internazionali, gli Stati o le regioni, le amministrazioni  decentralizzate, gli organismi regionali, gli enti pubblici, le comunità locali o tradizionali, gli  istituti, gli operatori privati o i consulenti per l'attuazione dell'assistenza tecnica. Articolo 5 1.  I mezzi previsti dalle azioni di cui all'articolo 2 comprendono segnatamente  studi, assistenza tecnica, istruzione o altri servizi, forniture e lavori, controlli e missioni di  valutazione e di verifica. 2.  I fondi comunitari possono finanziare anche spese d'investimento, ad esclusione dell'acquisto  di beni immobili, spese di funzionamento in valuta o in moneta locale, a seconda delle esigenze di  attuazione delle azioni. 3.  Sono previste azioni sistematiche per ottenere un contributo, segnatamente finanziario, da  parte dei responsabili o dei partner che trarranno il beneficio finale dall'azione (paesi, comunità  locali, imprese o altri), nei limiti delle loro possibilità, in funzione della natura di ogni  singola azione. 4.  Saranno incoraggiate opzioni di cofinanziamento, in particolare con gli Stati membri o con  organizzazioni multilaterali, regionali o di altro tipo. Le misure necessarie saranno adottate per  sottolineare il carattere comunitario degli aiuti forniti a titolo del presente regolamento. 5.  Per potenziare la coerenza e la complementarità tra le azioni finanziate dalla Comunità e  quelle finanziate dagli Stati membri, per garantire un'efficacia ottimale di tutte le azioni, la  Commissione adotta tutte le misure necessarie al coordinamento, segnatamente: a) la creazione di un sistema di scambio sistematico delle informazioni sulle azioni finanziate o  il cui finanziamento è previsto da parte della Comunità e degli Stati membri; b) il coordinamento in loco delle azioni attraverso riunioni periodiche e lo scambio di  informazioni tra i rappresentanti della Commissione e gli Stati membri nel paese beneficiario. Articolo 6 Il sostegno finanziario a titolo del presente regolamento si attua attraverso aiuti  non rimborsabili. Articolo 7 1.  La Commissione è responsabile della preparazione, della decisione e della gestione  delle azioni descritte nel presente regolamento, secondo le procedure di bilancio e di altro tipo  in vigore, segnatamente quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio  generale delle Comunità. 2.  Le decisioni concernenti le azioni il cui finanziamento a titolo del presente regolamento  superi 5 Mio di ECU per azione e qualsiasi modifica di tali azioni che comporti un superamento pari  al 20  % dell'importo inizialmente previsto per l'azione interessata, sono adottate secondo la  procedura di cui all'articolo  9. 3.  Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento stipulati a titolo del presente regolamento  prevedono segnatamente la possibilità per la Commissione e la Corte dei conti di procedere a  controlli in loco secondo le modalità usuali definite dalla Commissione nel quadro delle  disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio  generale delle Comunità. 4.  Nella misura in cui le azioni si attuano attraverso convenzioni di finanziamento tra la  Comunità e il paese beneficiario, queste non prevedono il finanziamento da parte della Comunità dei  pagamenti di tasse, diritti e imposte. 5.  La partecipazione alle gare e ai contratti è aperta a parità di condizioni, a tutte le persone  fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario. Essa può essere estesa ad altri  paesi in via di sviluppo. 6.  Le forniture provengono dagli Stati membri o dallo Stato beneficiario o da altri paesi in via  di sviluppo. Eccezionalmente, e previa giustificazione, le forniture possono provenire da altri  paesi. Articolo 8 1.  La Commissione è assistita da un comitato consultivo composto dai rappresentanti  degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione, ossia il comitato ALA, creato  ai sensi dell'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio, del 25 febbraio 1992. 2.  Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da adottare.  Il comitato presenta il suo parere sul progetto in questione entro un termine che il presidente ha  la facoltà di fissare in funzione dell'urgenza della questione, se del caso procedendo a votazione.  Il parere è inserito nel verbale e ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua  posizione vi figuri. La Commissione tiene nel massimo conto il parere del comitato ed essa lo informa della maniera in  cui ne ha tenuto conto. 3.  Una volta all'anno è previsto lo scambio dei punti di vista in base ad una presentazione da  parte del rappresentante della Commissione degli orientamenti generali per le azioni da attuare  nell'anno successivo. Articolo 9 Al termine di ogni esercizio di bilancio, la Commissione presenta una relazione  annuale al Parlamento europeo e al Consiglio, comprendente la sintesi delle azioni finanziate  durante l'esercizio e una valutazione dell'attuazione del presente regolamento durante  l'esercizio. La sintesi presenta in particolare informazioni concernenti i responsabili con i quali gli accordi  o i contratti di esecuzione sono stati conclusi. La relazione include inoltre un riassunto delle valutazioni esterne effettuate, se del caso,  relative alle azioni specifiche. Articolo 10 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) Parere del  .  .  . (GU n.  .  .   . del  .  .  .) e decisione del  .  .  . (GU n.  .  .  . del  .  .  .).  (2) GU n. C 10 del 16. 1. 1984, pag. 278.