CELEX: C2002/056/14
Language: it
Date: 2002-03-02 00:00:00
Title: Causa C-494/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro l'Irlanda proposto il 20 dicembre 2001

2.3.2002                  IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 56/7
1.     Se gli artt. 39 CE e 3 della direttiva del Consiglio                  Motivi e principali argomenti
       25 febbraio 1964, 64/221/CEE (1), contrastino con una
       normativa nazionale che prescrive in maniera obbligato-
       ria che le autorità espellano i cittadini di altri Stati membri
       i quali, per aver commesso un reato doloso previsto dal               a)   La Commissione ritiene che, non curandosi di esigere che
       Betäubungsmittelgestez (legge tedesca sugli stupefacenti),                 tutti gli stabilimenti e le imprese che effettuano le
       siano stati condannati con sentenza passata in giudicato                   operazioni elencate nell’allegato II A (operazioni di smalti-
       ad una pena detentiva per minorenni di almeno due anni                     mento) e nell’allegato II B (operazioni che comportano
       o ad una pena restrittiva della libertà personale e purché                 una possibilità di recupero) della direttiva abbiano un’au-
       l’esecuzione della pena non sia stata sospesa condizional-                 torizzazione, l’Irlanda è venuta meno agli obblighi gravan-
       mente.                                                                     ti su di essa in forza degli artt. 9 e 10 della direttiva.
2.     Se l’art. 3 della direttiva del Consiglio 25 febbraio
       1964, 64/221/CEE, sia da interpretare nel senso che,                  b)   La trasposizione e l’applicazione dell’art. 12 della direttiva
       nell’esaminare la legittimità dell’espulsione del cittadino                75/442/CEE rimane insoddisfacente per i seguenti motivi:
       dell’Unione, il giudice nazionale debba tener conto anche
       di un’esposizione di fatti e di una nuova situazione di
       fatto dell’interessato intervenute successivamente all’ulti-
       mo provvedimento dell’autorità.                                            In primo luogo stando ai termini della direttiva, il
                                                                                  requisito dell’autorizzazione o della registrazione avrebbe
                                                                                  dovuto essere oggetto di misure nazionali dalla scadenza
(1) GU L 56, pag. 850                                                             del termine di applicazione della direttiva 91/156/CEE. I
                                                                                  Waste Management (Collection Permit) Regulations 2001
                                                                                  non garantiscono che tutta la raccolta dei rifiuti sia di
                                                                                  fatto realizzata da operatori autorizzati. In secondo luogo,
                                                                                  la Commissione non ha avuto conferma che tutta la
                                                                                  raccolta di rifiuti in Irlanda sia ora effettuata da operatori
                                                                                  muniti di autorizzazione.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
           tro l’Irlanda proposto il 20 dicembre 2001                        c)   La Commissione ritiene che l’applicazione gravemente
                                                                                  incompleta dei requisiti dell’autorizzazione di cui all’art. 9
                           (Causa C-494/01)                                       rappresenti la prova che l’Irlanda non ha adottato le
                                                                                  misure appropriate per l’attuazione di una rete integrata
                                                                                  ed adeguata di impianti di smaltimento come prescritto
                            (2002/C 56/14)                                        dall’art. 5 della direttiva.
Il 20 dicembre 2001, la Commissione delle Comunità europee,                  d)   Consentendo che per un prolungato periodo lo smalti-
rappresentata dal sig. Richard Wainwright, in qualità di agente,                  mento e il recupero di un rilevante quantitativo di rifiuti
con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla                     fossero effettuati in Irlanda senza tener conto delle
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro                       disposizioni di autorizzazione di cui all’art. 9 della
l’Irlanda.                                                                        direttiva, l’Irlanda non ha manifestamente adottato tutte
                                                                                  le misure necessarie per gli scopi di cui all’art. 4 (le
                                                                                  operazioni di smaltimento e di recupero dei rifiuti devono
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                       evitare di mettere in pericolo la salute dell’uomo e devono
                                                                                  essere realizzate senza usare procedimenti o metodi che
—      dichiarare che, non avendo emanato le misure necessarie                    possano recare pregiudizio all’ambiente) in quanto, in
       per garantire la corretta applicazione degli artt. 4, 5, 8, 9,             mancanza di autorizzazione, i metodi di smaltimento e
       10, 12, 13 e 14 della direttiva del Consiglio 15 luglio                    di recupero non sono sottoposti a regole né a controlli
       1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti (1), come emendata                   adeguati.
       dalla direttiva del Consiglio 91/156/CEE (2), l’Irlanda è
       venuta meno agli obblighi che le incombono in forza
       della stessa direttiva;                                               e)   La Commissione ritiene che l’Irlanda non abbia osservato
                                                                                  l’art. 8 della direttiva, in quanto non s’è curata di garantire
—      dichiarare che, non avendo risposto in modo completo e                     che coloro che detengono rifiuti come conseguenze di
       soddisfacente ad una richiesta di informazioni datata                      operazioni non autorizzate facciano trattare tali rifiuti nei
       20 settembre 1999 concernente lo smaltimento ed il                         luoghi in cui si trovano da un raccoglitore di rifiuti
       recupero dei rifiuti nella città di Fermoy (contea di Cork),               privato o pubblico o da un’impresa che effettui le
       l’Irlanda è venuta meno agli obblighi che le incombono                     operazioni previste dall’allegato II A o II B, o che, in
       in forza dell’art. 10 del Trattato CE;                                     subordine essa non abbia assicurato che i detentori
                                                                                  provvedano essi stessi al recupero e allo smaltimento dei
—      condannare l’Irlanda alle spese.                                           rifiuti in conformità con la direttiva.
 ---pagebreak--- C 56/8                   IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            2.3.2002
f)     La Commissione rileva inoltre che, a causa della mancata              influisca direttamente sul prezzo dei foraggi essiccati. La
       osservanza dei requisiti di cui agli artt. 9 e 10 della               Commissione ritiene inoltre che, quando il beneficiario dell’aiu-
       direttiva riguardanti le autorizzazioni, l’Irlanda non rispet-        to è un’impresa produttrice di foraggi, che vende foraggi ai
       ta l’art. 13 della stessa direttiva, il quale prescrive che gli       terzi, ci si trovi di fronte ad una «cessione di beni effettuata a
       stabilimenti e le imprese che effettuano operazioni di                titolo oneroso» ai sensi della direttiva. In Finlandia tuttavia le
       rifiuti siano sottoposti a controlli periodici da parte delle         suddette sovvenzioni non sono assoggettate all’imposta sul
       autorità, né l’art. 14 della direttiva, il quale prescrive che        valore aggiunto.
       tali stabilimenti o imprese tengano un registro e lo
       esibiscano, su richiesta, alle autorità competenti.
                                                                             (1) GU L 63 del 21.3.1995, pag. 1.
                                                                             (2) Sesta direttiva del Consiglio in materia di armonizzazione delle
(1) Direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE, relativa ai               legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra
    rifiuti (GU L 194 del 25.7.1975, pag. 39).                                    d’affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base
(2) GU L 78 del 26.3.1991, pag. 32.                                               imponibile uniforme (GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1).
                                                                             Ricorso proposto il 24 dicembre 2001 (fax: 20.12.2001)
Ricorso proposto il 21 dicembre 2001 dalla Commissione                       dall’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno
delle Comunità europee contro la Repubblica di Finlandia                     (marchi, disegni e modelli) avverso la sentenza pronuncia-
                                                                             ta il 3 ottobre 2001 dal Tribunale di primo grado delle
                          (Causa C-495/01)                                   Comunità europee (Quarta Sezione) nella causa T-140/00,
                                                                             Zapf Creation AG contro Ufficio per l’armonizzazione
                                                                                     nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
                            (2002/C 56/15)
                                                                                                      (Causa C-498/01 P)
Il 21 dicembre 2001 la Commissione delle Comunità europee,                                               (2002/C 56/16)
rappresentata dai sigg. E. Traversa e I. Koskinen, in qualità di
agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
ricorso dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
contro la Repubblica di Finlandia.                                           Il 24 dicembre 2001 (fax: 20.12.2001) l’Ufficio per l’armoniz-
                                                                             zazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli),
                                                                             rappresentato dal sig. Detlef Schennen, dirigente del servizio
La Commissione conclude che la Corte voglia:                                 giuridico del detto Ufficio, e dalla sig.ra Carina Røhl Søberg,
                                                                             consulente amministrativo presso il medesimo servizio, ha
1.     dichiarare che la Repubblica di Finlandia, non applicando             proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
       l’imposta sul valore aggiunto alle sovvenzioni versate in             un ricorso avverso la sentenza pronunciata il 3 ottobre 2001
       base al regolamento (CE) del Consiglio 21 febbraio 1995,              dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta
       relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore            Sezione) nella causa T-140/00, Zapf Creation AG contro
       dei foraggi essiccati (1), ha violato l’art. 11 della direttiva       Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi,
       del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE (2);                         disegni e modelli).
2.     condannare la Repubblica di Finlandia alle spese.
                                                                             Il ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                             1.     rigettare il ricorso proposto in prima istanza dalla ditta
                                                                                    Zapf Creation AG;
Motivi e principali argomenti
                                                                             2.     condannare la ditta Zapf Creation AG (in quanto parte
In forza dell’art. 11, A 1 a della sesta direttiva in materia di                    ricorrente nel procedimento dinanzi al Tribunale di primo
imposta sul valore aggiunto la base imponibile è costituita                         grado) alle spese relative al primo grado di giudizio;
dal «corrispettivo versato o da versare per le operazioni»
menzionate in tale articolo a cui vanno aggiunte «le sovvenzio-              3.     annullare la sentenza pronunciata dal Tribunale di primo
ni direttamente connesse con il prezzo di tali operazioni».                         grado il 3 ottobre 2001 nella causa T-140/00, «New born
Poiché la sovvenzione comunitaria concessa per la coltivazione                      Baby» (1);
di piante foraggere e la vendita dei foraggi essiccati viene
pagata sulla base dei quantitativi di foraggio essiccato venduti             4.     condannare la ditta Zapf Creation AG alle spese relative
e trattati, secondo la Commissione si deve ritenere che l’aiuto                     al procedimento dinanzi alla Corte di giustizia.