CELEX: 52014PC0005
Language: it
Date: 2014-02-11
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle condizioni zootecniche e genealogiche applicabili agli scambi commerciali e alle importazioni nell'Unione di animali riproduttori e del loro materiale germinale

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		52014PC0005
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle condizioni zootecniche e genealogiche applicabili agli scambi commerciali e alle importazioni nell'Unione di animali riproduttori e del loro materiale germinale /* COM/2014/05 final - 2014/0032 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La legislazione zootecnica dell'Unione intende favorire
il libero scambio degli animali riproduttori e del loro materiale genetico, assicurando
al contempo la sostenibilità dei programmi di riproduzione e la preservazione
delle risorse genetiche.
Tale legislazione è composta attualmente da quattro
atti di base specifici (verticali) che definiscono i principi fondamentali per
quanto riguarda gli animali riproduttori delle specie bovina, suina, ovina,
caprina ed equina. Queste direttive del Consiglio costituiscono la base giuridica
per l'adozione da parte della Commissione di misure dettagliate relative:
–              
all'approvazione o al riconoscimento delle
organizzazioni di allevamento, delle associazioni di allevatori e delle imprese
private, nonché alla compilazione di un loro elenco,
–              
alla registrazione e alla classificazione degli
animali delle specie bovina, ovina, caprina ed equina nei rispettivi libri
genealogici e, nel caso dei suini ibridi riproduttori, nei registri,
–              
alla prova di performance e alla valutazione genetica,
–              
nonché alla definizione del contenuto e della forma
dei certificati zootecnici degli animali riproduttori e del loro sperma, dei
loro ovuli e embrioni.
Requisiti tecnici di identica natura, che gli
animali riproduttori devono rispettare ai fini della loro ammissione alla
riproduzione, sono tuttavia oggetto attualmente di tre direttive del Consiglio
e di una decisione della Commissione.
Inoltre, non sono state adottate misure di
esecuzione per la direttiva 91/174/CEE del
Consiglio che fissa i principi che disciplinano gli scambi commerciali degli
animali riproduttori di razza pura di altre specie animali.
Una direttiva orizzontale integrata da misure di
esecuzione stabilisce le norme applicabili all'importazione dai paesi terzi di
animali riproduttori e del loro materiale germinale.
Infine, una decisione specifica del Consiglio
definisce le norme relative alla designazione di un centro di riferimento per
l'allevamento di animali della specie bovina.
La presente proposta si articola in dodici capi e
cinque allegati tecnici.
Come risulta dalla tavola di concordanza, nei capi
da I a VIII sono combinate tra loro le disposizioni delle direttive 2009/157/CE
(bovini), 88/661/CEE (suini riproduttori di razza pura e ibridi), 89/361/CEE
(ovini e caprini), 90/427/CEE (equidi), 91/174/CEE (tutte le specie) e 94/28/CE
(importazioni) del Consiglio.
In particolare, il capo III contiene
disposizioni in merito alla relazione tra gli allevatori e le società di
allevamento e alla composizione delle controversie, che tengono conto delle
procedure attualmente previste nella decisione 92/354/CEE della
Commissione.
Il capo IV comprende disposizioni relative
all'ammissione degli animali riproduttori alla riproduzione e all'inseminazione
artificiale attualmente previste nelle direttive 87/328/CEE (bovini), 90/118/CEE
(suini di razza pura) e 90/119/CEE (suini ibridi riproduttori) del
Consiglio, come risulta dalla tavola di concordanza, nonché nella
decisione 90/257/CEE della Commissione (ovini e caprini).
Infine, il capo V sulla prova di performance
integra le disposizioni della decisione 96/463/CE del Consiglio che
designa l'organismo di riferimento per i metodi di prova concernenti gli
animali riproduttori di razza pura della specie bovina.
I capi IX e X della proposta stabiliscono la base
giuridica per l'esecuzione dei controlli ufficiali in campo zootecnico e la
cooperazione tra le autorità competenti, tenendo conto dei principi generali
applicabili a detti controlli. Tali disposizioni sono state integrate alla luce
della nuova legislazione sulla salute animale e di una proposta di regolamento
relativo ai controlli ufficiali e ad altre attività ufficiali. A motivo di tali
iniziative legislative, le direttive del Consiglio che disciplinano il
controllo degli animali e del loro materiale germinale destinati agli scambi
commerciali nell'Unione (90/425/CEE) o all'importazione dai paesi terzi (91/496/CEE),
nonché la cooperazione con le autorità competenti (89/608/CEE) non saranno più
applicabili agli aspetti legati alla zootecnia. Il testo proposto, in
particolare il titolo II sui controlli ufficiali, il titolo IV sull'assistenza
amministrativa, il titolo VI sui controlli della Commissione e il
titolo VII sulle misure coercitive, richiama fortemente il testo della
proposta di un nuovo regolamento relativo ai controlli ufficiali e ad altre
attività ufficiali.
Il capo XI rispecchia l'entrata in vigore del
trattato di Lisbona, che impone di allineare le disposizioni d'attuazione
contenute negli atti di base della legislazione zootecnica dell'Unione con gli
articoli 290 e 291 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
(TFUE). A tal fine occorre definire per ciascuna misura, da adottare in virtù
dei poteri conferiti dall'atto di base, i poteri delegati conformemente
all'articolo 290 o le necessarie competenze di esecuzione conformemente
all'articolo 291 dello stesso trattato.
Il capo XII contiene le disposizioni finali
(abrogazione di atti e date di entrata in vigore e di applicazione).
L'allegato I (criteri dettagliati per il
riconoscimento delle società di allevamento e per l'approvazione dei programmi
di selezione) comprende le disposizioni che figurano negli allegati delle
decisioni della Commissione 84/247/CEE (bovini), 89/501/CEE (suini riproduttori
di razza pura), 89/504/CEE (suini ibridi riproduttori), 90/257/CEE (ovini e
caprini) e 92/353/CEE (equidi).
L'allegato II (criteri dettagliati per l'iscrizione
degli animali riproduttori nei libri genealogici) contiene le disposizioni che
figurano nelle decisioni della Commissione 84/419/CEE (bovini), 89/502/CEE (suini
riproduttori di razza pura), 89/505/CEE (suini ibridi riproduttori), 90/255/CEE
(ovini e caprini) e 96/78/CE (equidi).
L'allegato III (criteri dettagliati per la prova
di performance e la valutazione genetica) comprende le disposizioni che
figurano nelle decisioni della Commissione 2006/427/CE (bovini), 89/507/CEE (suini
riproduttori di razza pura e ibridi) e 90/256/CEE (ovini e caprini).
L'allegato IV (funzioni e obblighi dei centri
di riferimento dell'Unione europea) riflette l'allegato II della
decisione 96/463/CE del Consiglio.
L'allegato V (certificati zootecnici)
contiene i requisiti essenziali in materia di informazione che figurano negli
allegati delle decisioni della Commissione 2005/379/CE (bovini), 89/503/CEE (suini
riproduttori di razza pura), 89/506/CEE (suini ibridi riproduttori), 90/258/CEE
(ovini e caprini), 96/79/CE (equidi), 96/509/CE (importazioni di sperma di animali
riproduttori di razza pura delle specie bovina, suina ovina e caprina) e 96/510/CE
(importazione di animali riproduttori, di sperma, ovuli e embrioni).
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
I principi fondamentali e le norme principali
della legislazione zootecnica dell'Unione si sono dimostrati adeguati e sufficientemente
commisurati agli sviluppi tecnici nel campo della riproduzione animale; essi
sono pertanto mantenuti nella proposta. Tuttavia, dato che finora tale
legislazione è strutturata verticalmente per singole specie, le disposizioni
pressoché identiche sono state semplificate e redatte con maggiore precisione e
coerenza, sotto forma di un regolamento, al fine di evitare ostacoli agli
scambi commerciali derivanti dal loro recepimento negli ordinamenti giuridici
nazionali.
Nel corso degli ultimi venti anni, la Commissione ha
tenuto regolarmente riunioni con gli Stati membri per esaminare questioni
legate alla zootecnia in seno al comitato zootecnico permanente e per sviluppare
insieme ad essi la legislazione pertinente. Le attività transfrontaliere delle
società di allevamento riconosciute sono tuttora una questione controversa, in
quanto, secondo alcuni Stati membri, le direttive di base sono state recepite
in maniera diversa negli ordinamenti nazionali. La situazione non è cambiata
dall'ultima riunione del gruppo di lavoro Zootecnia del febbraio 2012, nel
corso della quale sono stati presentati ed esaminati il contenuto essenziale,
la struttura e i nuovi elementi della proposta.
Inoltre, la Commissione ha affrontato numerose
questioni sollevate dagli allevatori, dalle società di allevamento e dalle
autorità competenti, derivanti dalle diversità d'interpretazione delle
disposizioni esistenti da parte delle autorità competenti degli Stati membri.
La Commissione è pertanto pienamente consapevole delle esigenze del settore
dell'allevamento e delle autorità responsabili della sua sorveglianza.
Le disposizioni proposte in materia di controlli
ufficiali nel campo zootecnico sono pienamente allineate (dopo alcuni necessari
adeguamenti) con quelle del regolamento sui controlli e le attività ufficiali
in campo veterinario, proposto dalla Commissione dopo intense consultazioni con
le parti interessate.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Il regolamento proposto riunisce in un quadro giuridico
unico i principi che regolano il riconoscimento e la definizione di un elenco
delle organizzazioni di allevamento, delle associazioni di allevatori e delle
imprese private, l'approvazione dei loro programmi di selezione, l'iscrizione
degli animali delle specie bovina, ovina, caprina ed equina nei rispettivi
libri genealogici e la loro classificazione in funzione dei loro meriti genetici,
l'iscrizione dei suini ibridi riproduttori nei registri, la prova di
performance e la valutazione genetica, nonché il contenuto dei certificati
zootecnici degli animali riproduttori, del loro sperma e dei loro ovuli e
embrioni.
Inoltre, tale regolamento prevede norme relative
alle importazioni dai paesi terzi di animali riproduttori e del loro sperma,
dei loro ovuli e embrioni, e norme relative alla designazione dei centri di
riferimento per la riproduzione di animali.
Altre disposizioni del presente regolamento
riguardano la realizzazione dei controlli ufficiali e zootecnici e la composizione
delle controversie nei casi in cui i controlli zootecnici accertino il mancato
rispetto dei requisiti in materia zootecnica.
Le norme qui proposte riflettono tuttavia quelle
contemplate nella proposta della Commissione relativa a un nuovo regolamento
sui controlli ufficiali, attualmente in fase di discussione in seno al
Parlamento europeo e al Consiglio. Al fine di evitare incoerenze tra i due
testi e di assicurare un approccio armonizzato nel settore dei controlli la
Commissione seguirà attentamente l'evoluzione delle discussioni relative ai due
testi e presenterà le necessarie proposte in tempo utile al fine di garantire
che le disposizioni sui controlli ufficiali nel settore della zootecnia siano
incluse nel prossimo regolamento in materia di controlli ufficiali.
La proposta di regolamento costituisce la base
giuridica per l'adozione di atti delegati e di misure di esecuzione in
conformità agli articoli 290 e 291 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
Nessuna.
5.           ELEMENTI FACOLTATIVI 
Nessuno.
2014/0032 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo alle condizioni zootecniche e
genealogiche applicabili agli scambi commerciali e alle importazioni
nell'Unione di animali riproduttori e del loro materiale germinale 
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 42 e l'articolo 43,
paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea[1],
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[2],
visto il parere del Comitato delle regioni[3]
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       L'allevamento di animali
domestici delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina e, in misura
minore, l'allevamento di animali di altre specie, occupano un posto importante
nell'agricoltura dell'Unione e sono una fonte di reddito per la popolazione
agricola. Il modo migliore per incoraggiare l'allevamento degli animali di tali
specie è utilizzare animali riproduttori di razza pura o suini ibridi
riproduttori di riconosciuta elevata qualità genetica.
(2)       Nell'ambito delle loro
politiche agricole gli Stati membri si sono pertanto sempre adoperati per
promuovere, anche tramite investimenti pubblici, la produzione di animali di allevamento
dotati di particolari caratteristiche genetiche, conformi a determinati
parametri di prestazione. Le disparità tra tali criteri possono creare ostacoli
tecnici agli scambi commerciali di animali riproduttori e del loro materiale
germinale e alle loro importazioni nell'Unione.
(3)       La direttiva 88/661/CEE
del Consiglio, del 19 dicembre 1988, relativa alle norme zootecniche
applicabili agli animali riproduttori della specie suina[4], la direttiva 89/361/CEE
del Consiglio, del 30 maggio 1989, relativa agli animali delle specie
ovina e caprina riproduttori di razza pura[5],
la direttiva 90/427/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa
alle norme zootecniche e genealogiche che disciplinano gli scambi
intracomunitari di equidi[6],
la direttiva 91/174/CEE del Consiglio, del 25 marzo 1991, relativa
alle condizioni zootecniche e genealogiche che disciplinano la commercializzazione
degli animali di razza e che modifica le direttive 77/504/CEE e 90/425/CEE[7], la direttiva 94/28/CE
del Consiglio, del 23 giugno 1994, che fissa i principi relativi alle
condizioni zootecniche e genealogiche applicabili all'importazione di animali,
sperma, ovuli ed embrioni provenienti da paesi terzi e che modifica la
direttiva 77/504/CEE relativa agli animali della specie bovina
riproduttori di razza pura[8]
e la direttiva 2009/157/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009,
relativa agli animali della specie bovina riproduttori di razza pura[9] costituiscono il quadro
giuridico della legislazione dell'UE in materia di allevamento di riproduttori
di razza pura delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina nonché di
suini ibridi riproduttori. Tali direttive sono volte a promuovere l'allevamento
in seno all'Unione, disciplinando al contempo gli scambi commerciali di animali
riproduttori e del loro materiale germinale e le loro importazioni nell'Unione,
assicurando in tal modo la competitività del settore europeo degli animali riproduttori
e del loro materiale germinale.
(4)       La direttiva 87/328/CEE
del Consiglio, del 18 giugno 1987, relativa all'ammissione alla
riproduzione dei bovini riproduttori di razza pura[10], la direttiva 90/118/CEE
del Consiglio, del 5 marzo 1990, relativa all'ammissione alla riproduzione
dei suini riproduttori di razza pura[11]
e la direttiva 90/119/CEE del Consiglio, del 5 marzo 1990, relativa
all'ammissione alla riproduzione dei suini ibridi riproduttori[12] sono state adottate
per evitare che le disposizioni nazionali relative all'ammissione alla
riproduzione di animali riproduttori delle specie bovina e suina e alla
produzione e all'uso del loro sperma, dei loro ovociti e embrioni comportino un
divieto, una restrizione o un ostacolo agli scambi commerciali in seno
all'Unione, nel caso della monta naturale, della fecondazione artificiale o del
prelievo di sperma, ovociti o embrioni.
(5)       Sulla base delle direttive di
cui al considerando 3, la Commissione, dopo aver consultato gli Stati membri
nell'ambito del comitato zootecnico permanente istituito conformemente alla
decisione 77/505/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1977, che
istituisce un comitato zootecnico permanente[13],
ha adottato una serie di decisioni che determinano criteri specifici in
funzione della specie per l'approvazione o il riconoscimento delle
organizzazioni e associazioni di allevatori (nel seguito "società di
allevamento"), l'iscrizione degli animali riproduttori delle specie
bovina, ovina, caprina ed equina nei rispettivi libri genealogici (nel seguito "libri
genealogici"), l'ammissione di animali di razza pura delle specie ovina e
caprina alla riproduzione e all'inseminazione artificiale, per la prova di
performance e la valutazione genetica degli animali riproduttori delle specie
bovina, suina, ovina e caprina, nonché per la creazione di certificati
genealogici per gli scambi commerciali di animali riproduttori e del loro
materiale germinale.
(6)       La Commissione ha inoltre
redatto un elenco degli organismi di allevamento nei paesi terzi e istituito un
modello di certificato genealogico ai fini delle importazioni nell'Unione di
animali riproduttori, del loro sperma, dei loro ovociti e embrioni.
(7)       La legislazione dell'UE in
materia di allevamento ha inoltre contribuito alla conservazione delle risorse
genetiche animali, alla protezione della biodiversità genetica e alla
produzione di prodotti regionali tipici di qualità in base alle caratteristiche
qualitative ereditarie specifiche delle razze locali di animali domestici.
(8)       Le direttive 88/661/CEE,
89/361/CEE, 90/427/CEE, 91/174/CEE, 94/28/CE e 2009/157/CE presentano
numerose analogie sia nella struttura che nel contenuto. Gran parte di esse
sono state modificate nel tempo. Per semplificare e uniformare la legislazione
dell'UE, è opportuno snellire le norme dell'Unione ivi contenute.
(9)       Nel corso degli ultimi
vent'anni, la Commissione ha dovuto dare una risposta ad un numero
significativo di denunce presentate dagli allevatori e dalle loro
organizzazioni relativamente ai termini del recepimento e dell'interpretazione
a livello nazionale della legislazione dell'UE in materia di allevamento nei
vari Stati membri. Per garantire l'applicazione uniforme delle norme
dell'Unione in materia di allevamento e per evitare ostacoli al commercio degli
animali riproduttori e del loro materiale germinale per effetto di divergenze
nel recepimento delle direttive a livello nazionale, occorre riunire in un
regolamento le disposizioni dell'Unione relative alle norme zootecniche e
genealogiche applicabili agli scambi commerciali di animali riproduttori e del
loro materiale germinale e alle loro importazioni nell'Unione.
(10)     Inoltre, l'esperienza insegna
che per facilitare l'applicazione delle norme previste in tali direttive è
necessario che talune disposizioni siano formulate in maniera più chiara e con
una terminologia più coerente. Per esigenze di chiarezza e di coerenza della legislazione
dell'UE, è inoltre opportuno fornire nuove definizioni.
(11)     Tuttavia, il termine
"razza" dovrebbe restare un concetto giuridicamente indeterminato che
consenta alle società di allevamento di descrivere un gruppo di animali
sufficientemente omogeneo dal punto di vista genetico, distinto da altri
animali della stessa specie, e di iscrivere tale gruppo, indicandone gli
ascendenti noti, nei libri genealogici al fine di perpetuare le caratteristiche
ereditarie mediante la riproduzione, lo scambio e la selezione nell’ambito di
un preciso programma di selezione.
(12)     Il presente regolamento dovrà
definire le norme applicabili agli scambi commerciali di animali riproduttori e
del loro materiale germinale e alle loro importazioni nell'Unione al fine di
promuovere programmi di selezione sostenibili in vista del miglioramento delle
razze e della tutela della biodiversità genetica degli animali domestici.
(13)     Di conseguenza, le norme
applicabili ai riproduttori di razza pura di cui al presente regolamento devono
mirare a garantire l'accesso al commercio sulla base di principi comuni applicabili
al riconoscimento delle società di allevamento responsabili della gestione
delle razze e all'approvazione dei rispettivi programmi di selezione. Il
presente regolamento deve inoltre stabilire i criteri d'iscrizione dei
riproduttori di razza pura nelle varie classi della sezione principale dei
libri genealogici, le norme riguardanti la prova di performance e la
valutazione genetica e i criteri di ammissione alla riproduzione, nonché il
contenuto dei certificati zootecnici.
(14)     Analogamente, le norme
concernenti i suini ibridi riproduttori stabilite nel presente regolamento devono
mirare a garantire l'accesso al commercio sulla base di principi comuni
applicabili al riconoscimento dei suinicoltori che praticano diversi incroci di
suini ibridi riproduttori e all'approvazione dei rispettivi programmi di
selezione. Il presente regolamento deve inoltre definire i criteri d'iscrizione
dei suini ibridi riproduttori nella sezione principale dei registri di allevamento,
le norme riguardanti la prova di performance e la valutazione genetica e i
criteri di ammissione dei suini ibridi riproduttori alla riproduzione, nonché
il contenuto dei certificati zootecnici.
(15)     Dato che l'obiettivo del
presente regolamento, ossia assicurare un approccio armonizzato in materia di
scambi commerciali di animali riproduttori e del loro materiale germinale e di importazioni
degli stessi nell'Unione, nonché in materia di controlli ufficiali da
effettuare sui programmi di selezione realizzati dalle società di allevamento e
dai suinicoltori, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati
membri a livello nazionale e può quindi, a motivo dei suoi effetti, della sua complessità
e del suo carattere transfrontaliero e internazionale, essere conseguito meglio
a livello di Unione, questa può intervenire in base al principio di
sussidiarietà enunciato all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea.
Poiché il suo ambito di applicazione si limita a quanto necessario per il
conseguimento dei suoi obiettivi, il presente regolamento è conforme anche al
principio di proporzionalità enunciato all'articolo 5, paragrafo 4,
dello stesso trattato.
(16)     La qualità dei servizi forniti
dalle società di allevamento e dai suinicoltori e il modo in cui questi
valutano e classificano gli animali incidono sul valore dei riproduttori sul
mercato. Di conseguenza, occorre stabilire una serie di norme per il
riconoscimento delle società di allevamento e dei suinicoltori sulla base di
criteri armonizzati su scala dell'Unione e per il loro controllo da parte delle
autorità competenti degli Stati membri al fine di garantire che le norme da
essi stessi stabilite non diano luogo a disparità tra i programmi di selezione
e le norme in materia e non creino quindi ostacoli tecnici agli scambi
commerciali in seno all'Unione.
(17)     Nel presente regolamento devono
essere definite procedure analoghe a quelle previste rispettivamente nelle
direttive 88/661/CEE, 89/361/CEE, 90/427/CEE, 91/174/CEE, 94/28/CE e 2009/157/CE
relative alla compilazione di elenchi delle società di allevamento e dei
suinicoltori riconosciuti, nonché all'aggiornamento, alla trasmissione e alla
pubblicazione di tali elenchi.
(18)     Il diritto al riconoscimento
di una società di allevamento o di un suinicoltore che soddisfino i criteri
stabiliti è un principio fondamentale della legislazione zootecnica
dell'Unione. La protezione dell'attività economica di una società di
allevamento riconosciuta non deve più giustificare il rifiuto da parte dell'autorità
competente del riconoscimento di un'altra società di allevamento per la stessa
razza. Lo stesso dicasi per l'approvazione all'estensione geografica di un programma
di selezione, realizzato sulla stessa razza o su animali riproduttori
selezionabili tra la popolazione di animali riproduttori della società di
allevamento esistente. Tuttavia, l'autorità competente deve disporre di una
base giuridica che giustifichi il rifiuto del riconoscimento o
dell'approvazione qualora sia chiaramente dimostrato che tale riconoscimento o tale
approvazione rischiano di compromettere la conservazione di una razza rara o la
protezione della diversità genetica. 
(19)     Poiché la conservazione delle
razze rare impone la creazione e il riconoscimento di società di allevamento con
un numero limitato di animali riproduttori nei loro libri genealogici, occorre
che, in linea di massima, il numero di riproduttori iscritti in tali libri non
sia una condizione essenziale per il riconoscimento di una società di
allevamento e per l'approvazione del suo programma di selezione, anche perché
il riconoscimento è accordato a livello nazionale, mentre gli animali
riproduttori conformi potrebbero essere iscritti nei libri genealogici in altri
Stati membri o in paesi terzi.
(20)     Le società di allevamento e i
suinicoltori riconosciuti in uno Stato membro devono poter attuare il loro programma
di selezione approvato in uno o più Stati membri, in modo da assicurare il
migliore utilizzo possibile degli animali riproduttori di elevato valore
genetico in quanto fattore di produzione importante nell'Unione. A tal fine una
semplice procedura di notifica dovrebbe garantire che l'autorità competente
dell'altro Stato membro interessato sia informato dell'attività prevista.
(21)     Per evitare futuri conflitti
tra le società di allevamento che desiderano fornire i propri servizi agli
allevatori e le autorità che rifiutano di riconoscere le nuove società di
allevamento in concorrenza con quelle esistenti, è stato necessario separare il
riconoscimento ufficiale della società o dell'organizzazione di allevatori
dall'approvazione del programma di selezione previsto.
(22)     Da varie denunce pervenute
alla Commissione negli ultimi anni risulta che il presente regolamento deve
stabilire norme chiare che disciplinino le relazioni tra la società di
allevamento che istituisce un libro genealogico dei discendenti diretti per una
razza particolare di riproduttori di razza pura della specie equina e la
società di allevamento che dichiara di aver istituito il libro genealogico
d'origine di tale razza. 
(23)     Alla Commissione deve essere
conferito il potere di adottare atti delegati per modificare l'allegato I al
fine di adeguare all'evoluzione del settore i criteri per il riconoscimento
delle società di allevamento e dei suinicoltori e i criteri per l'approvazione
dei programmi di selezione.
(24)     È necessario chiarire la
relazione tra gli allevatori e le società di allevamento e i suinicoltori, in
particolare per garantire il diritto dei primi di diventare membri di tali
società o associazioni di suinicoltori, nonché di partecipare al programma
di selezione nella zona geografica in cui esso è realizzato. Le società di
allevamento devono disporre di norme volte ad evitare la discriminazione degli
allevatori a motivo della loro origine e devono fornire un minimo di servizi.
(25)     Dall'esperienza acquisita, in
particolare, nell'applicazione della direttiva 90/427/CEE e, in misura
minore, delle direttive 89/361/CEE e 2009/157/CE, risulta che è
necessario imporre regole più precise per risolvere in modo efficace le
controversie tra gli allevatori, da un lato, e le società di allevamento,
dall'altro, sulla base di un regolamento interno e di diritti e obblighi dei
membri chiaramente definiti. A tal fine, le controversie devono essere composte
nell'ambito del sistema giudiziario dello Stato membro in cui esse sorgono. La
Commissione deve intervenire unicamente in controversie riguardanti entità
stabilite in Stati membri diversi, che non possano essere risolte in modo
efficace dai sistemi giudiziari degli Stati membri in cui esse sono sorte.
(26)     Le società di allevamento che
istituiscono e tengono aggiornati libri genealogici per i riproduttori di razza
pura delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina e i suinicoltori che
prevedono la creazione e la gestione di registri genealogici per i suini ibridi
riproduttori devono iscrivere gli animali riproduttori nei loro libri e
registri, qualsivoglia sia lo Stato membro d'origine degli animali o dei loro
proprietari e, se previsto nel programma di selezione, classificare tali
animali in base ai loro meriti.
(27)     Alle società di allevamento deve
essere inoltre consentito di istituire sezioni supplementari per migliorare,
nell’ambito del loro programma di selezione, gli animali che non soddisfano le
condizioni previste per i riproduttori di razza pura della razza in questione.
(28)     Tuttavia, le società di
allevamento che tengono libri genealogici per taluni riproduttori di razza pura
della specie equina devono essere autorizzate a continuare a porre condizioni
all'iscrizione in tali libri dei riproduttori di razza pura della specie equina,
data la necessità di regolamentare l'iscrizione di tali animali ottenuti con
metodi di riproduzione artificiale.
(29)     Ad eccezione degli equidi, gli
animali riproduttori di razza pura iscritti nei libri genealogici sono
identificati conformemente alla legislazione dell'UE in materia di sanità
animale relativamente all'identificazione. Nel caso dei riproduttori di razza
pura della specie equina, le società di allevamento eseguono anche
l'identificazione di cavalli e asini che essi iscrivono o registrano in vista
della loro iscrizione nei libri genealogici ed emettono i documenti
identificativi (passaporti). In tal modo, essi forniscono un servizio non solo
agli allevatori, ma anche all'autorità competente responsabile per
l'identificazione e la registrazione degli animali da allevamento. Tuttavia,
tale sistema ha comportato il moltiplicarsi degli organismi che rilasciano i
passaporti, con conseguente complicanza dei controlli ufficiali volti a
verificare il rispetto della legislazione dell'UE in materia d'igiene degli
alimenti e di farmaci veterinari nei casi in cui le autorità veterinarie
competenti non abbiano accesso immediato alle informazioni essenziali (ad
esempio qualora manchi una base di dati centralizzata), non siano osservati gli
elevati parametri comuni relativi alla qualità dei documenti di identificazione
o la supervisione ufficiale sia carente. Occorre pertanto imporre l'iscrizione
anche dei riproduttori di razza pura della specie equina nei rispettivi libri
genealogici con la relativa identificazione sanitaria, consentendo al contempo
alle autorità veterinarie competenti di delegare, a determinate condizioni,
alle società di allevamento riconosciute l'emissione dei documenti di
identificazione per i riproduttori di razza pura della specie equina.
(30)     Al fine di garantire che le
condizioni per l'iscrizione dei riproduttori di razza pura nei libri
genealogici e la registrazione dei suini ibridi riproduttori nei registri anagrafici
della razza possano essere adattate agli sviluppi del settore dell'allevamento,
occorre conferire alla Commissione il potere di adottare atti delegati al fine
di modificare l'allegato II di conseguenza.
(31)     L'ammissione degli animali
riproduttori alla riproduzione, sia che si tratti di monta naturale che di
riproduzione assistita, deve essere disciplinata a livello dell'Unione per
evitare gli ostacoli agli scambi commerciali, in particolare nel caso in cui
tali animali siano stati sottoposti alla prova di performance o alla
valutazione genetica eseguite in conformità alle norme stabilite nel presente
regolamento, in particolare nell'allegato III.
(32)     Mentre le norme in materia di prova
di performance e di valutazione genetica sono state stabilite a livello
dell'Unione per gli animali riproduttori delle specie bovina, suina, ovina e
caprina sottoposti a prove limitatamente a taluni caratteri, la varietà dei
requisiti a seconda delle razze, degli utilizzi e delle selezioni dei
riproduttori di razza pura della specie equina ha fino ad oggi impedito
l'armonizzazione di tali requisiti. Le norme specifiche in materia di prova di
performance e di valutazione genetica, invece, sono attualmente stabilite dal
libro genealogico d'origine della singola razza.
(33)     Alla Commissione deve essere
conferito il potere di stabilire le condizioni relative alla prova di
performance e alla valutazione genetica anche per riproduttori di razza pura
della specie equina e di modificare le condizioni che figurano attualmente
nell'allegato III al fine di tener conto dei progressi tecnici e
scientifici o degli sviluppi del quadro giuridico pertinenti ai fini dei
controlli, come il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del
22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM)[14], o di includere, su
richiesta degli Stati membri, le condizioni per la prova di performance e la
valutazione genetica dei riproduttori di razza pura della specie equina.
(34)     La prova di performance e la
valutazione genetica possono essere svolte da istituzioni designate dalla
società di allevamento o dal suinicoltore. Tali istituzioni collaborano con
centri di riferimento dell'Unione europea designati dalla Commissione. Alla
Commissione deve pertanto essere conferito il potere di designare, mediante
atti di esecuzione, i centri di riferimento dell'Unione europea, nonché di
adottare atti delegati che definiscano i compiti e le funzioni di tali centri,
modificando, ove opportuno, l'allegato IV. Tali centri di riferimento
possono beneficiare del sostegno finanziario dell'Unione conformemente alla
decisione 2009/470/CE del Consiglio, del 25 maggio 2009, relativa a
talune spese nel settore veterinario[15].
Nel caso di riproduttori di razza pura della specie bovina la prova di
performance e la valutazione genetica eseguite da una società di allevamento
beneficiano attualmente della collaborazione dell'Interbull Centre, organismo
di riferimento dell'Unione europea designato dalla decisione 96/463/CE del
Consiglio, del 23 luglio 1996, che designa l'organismo di riferimento
incaricato di collaborare all'uniformazione dei metodi di prova e della
valutazione dei risultati delle prove dei bovini riproduttori di razza pura[16].
(35)     Poiché il presente regolamento
contiene disposizioni dettagliate riguardanti unicamente l'allevamento di
animali delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina, è necessario
conferire alla Commissione il potere di adottare atti delegati ai fini del
riconoscimento delle società di allevamento, dell'approvazione dei programmi di
selezione, dell'iscrizione degli animali riproduttori nei libri genealogici,
della prova di performance, della valutazione genetica e dell'ammissione alla
riproduzione, nonché il potere di adottare atti di esecuzione relativamente ai
certificati zootecnici per quanto concerne gli scambi commerciali di animali
riproduttori di altre specie e del loro materiale germinale e le loro importazioni
nell'Unione, qualora ciò si renda necessario per eliminare eventuali ostacoli
agli scambi.
(36)     Le importazioni di animali
riproduttori e del loro materiale germinale riveste un'importanza cruciale per
l'agricoltura europea. Occorre pertanto che tali importazioni avvengano nelle
condizioni previste dalle norme che regolano gli scambi commerciali tra gli
Stati membri. Tuttavia, gli animali riproduttori e il loro materiale germinale
devono poter essere iscritti nella sezione principale di un libro genealogico o
di un registro anagrafico della razza dell'Unione unicamente nel caso in cui il
livello dei controlli ufficiali realizzati nel paese terzo esportatore sia tale
da assicurare che le caratteristiche genealogiche e i risultati della prova di
performance e della valutazione genetica presentino lo stesso grado di certezza
di quello dell'Unione. Inoltre, gli organismi di allevamento dei paesi terzi dovrebbero
accettare, su una base di reciprocità, gli animali riproduttori e il loro
materiale germinale provenienti dalle rispettive società di allevamento e dai rispettivi
suinicoltori riconosciuti nell'Unione.
(37)     Il regolamento (CEE) n. 2658/87
del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura tariffaria e
statistica ed alla tariffa doganale comune[17]
prevede che la Commissione stabilisca una nomenclatura delle merci, ovvero la
"nomenclatura combinata" o, in forma abbreviata, "NC", che
risponde nel contempo alle esigenze della tariffa doganale comune, delle
statistiche del commercio estero e di altre politiche dell'Unione in materia di
importazione o esportazione di merci. L'allegato I del suddetto
regolamento reca l'elenco dei codici NC corrispondenti ai riproduttori di razza
pura delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina e allo sperma bovino
e indica che tali prodotti sono esentati dalle aliquote dei dazi convenzionali.
Pertanto, tali animali e il loro materiale germinale dovranno essere
accompagnati dal certificato zootecnico appropriato per giustificare la loro
classificazione come riproduttori di razza pura o loro materiale germinale.
(38)     All'ingresso nell'Unione gli
animali riproduttori e il loro materiale germinale sono sottoposti ai controlli
veterinari previsti dalla direttiva 91/496/CEE del Consiglio, del 15 luglio
1991, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari
per gli animali che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella
Comunità e che modifica le direttive 89/662/CEE, 90/425/CEE e 90/675/CEE[18] e dalla direttiva 97/78/CE
del Consiglio, del 18 dicembre 1997, che fissa i principi relativi
all'organizzazione dei controlli veterinari per i prodotti che provengono dai
paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità[19]. Tali prodotti devono
inoltre essere sottoposti ai necessari controlli zootecnici di cui al presente
regolamento.
(39)     La Commissione ha adottato una
proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai
controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali atti a verificare la
conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme
sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante e sul materiale
riproduttivo vegetale, sui prodotti fitosanitari e recante modifica dei
regolamenti (CE) n. 999/2001, 1829/2003, 1831/2003, 1/2005, 396/2005,
834/2007, 1099/2009, 1069/2009, 1107/2009, dei regolamenti (UE) n. 1151/2012,
[….]/2013 e delle direttive 98/58/CE, 1999/74/CE, 2007/43/CE, 2008/119/CE,
2008/120/CE e 2009/128/CE (regolamento sui controlli ufficiali)[20]. Tale regolamento
intende abrogare il regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi
a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e
alle norme sulla salute e sul benessere degli animali,[21] la direttiva 90/425/CEE
del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici
applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di
origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno[22] e le direttive 91/496/CEE
e 97/78/CE. Esso riprenderà inoltre determinate disposizioni di tali atti,
con i necessari adeguamenti. Tuttavia, non è previsto che rientrino nel campo
d'applicazione di detto regolamento condizioni zootecniche e genealogiche
applicabili agli scambi commerciali di animali riproduttori e del loro
materiale germinale e alle loro importazioni nell'Unione. Di conseguenza, è
necessario stabilire nel presente regolamento le norme concernenti i controlli
ufficiali e le altre attività ufficiali riguardanti gli animali riproduttori e
il loro materiale germinale .
(40)     Ai fini dell'efficace
applicazione delle norme dell'Unione in materia di animali riproduttori e del
loro materiale germinale stabilite nel presente regolamento, è necessario che
le autorità competenti degli Stati membri cooperino tra loro e, se del caso, si
prestino reciprocamente assistenza amministrativa. Occorre pertanto che nel
presente regolamento siano definiti, con i necessari adeguamenti, i principi
generali in materia di assistenza e cooperazione amministrativa, quali quelli
figuranti nel titolo IV del regolamento (CE) n. 882/2004 del
Parlamento europeo e del Consiglio.
(41)     Se i controlli ufficiali
realizzati negli Stati membri o i controlli all'importazione nell'Unione di
animali riproduttori e del loro materiale germinale hanno evidenziato la non
conformità alle prescrizioni zootecniche e genealogiche stabilite per tali
importazioni nel presente regolamento, che possa causare perturbazioni negli
scambi commerciali degli animali riproduttori e del loro materiale germinale
nell'Unione, deve essere conferito alla Commissione, in virtù del presente
regolamento, il potere di adottare misure speciali volte a limitare gli effetti
di tale non conformità.
(42)     Le autorità competenti degli
Stati membri devono disporre inoltre dei poteri necessari per far rispettare le
norme zootecniche e genealogiche dell'Unione relative agli animali
riproduttori, fissate nel presente regolamento, compresa la sospensione dell'approvazione
di un programma di selezione o la revoca del riconoscimento di una società di
allevamento o di un suinicoltore in caso di non conformità alle norme
zootecniche e genealogiche stabilite nel presente regolamento.
(43)     Ove opportuno, la Commissione
deve effettuare controlli negli Stati membri, in particolare alla luce dei
risultati dei controlli ufficiali effettuati dagli Stati membri per garantire
l'applicazione delle norme zootecniche e genealogiche stabilite nel presente
regolamento in ciascuno degli Stati membri.
(44)     Al fine di stabilire gli
elenchi dei paesi terzi dai quali devono essere consentite le importazioni
nell'Unione di animali riproduttori e del loro sperma, dei loro ovociti e
embrioni, di fissare le condizioni applicabili a tali importazioni e di ottenere
informazioni relative al funzionamento degli accordi bilaterali, qualora una
grave infrazione delle condizioni applicabili a tali importazioni, stabilite
nel presente regolamento, lo giustifichi, deve essere conferito alla
Commissione il potere di effettuare controlli, ove opportuno, nei paesi terzi
per conto dell'Unione.
(45)     Dal momento che le direttive 88/661/CEE,
89/361/CEE, 90/427/CEE, 94/28/CE e 2009/157/CE devono essere abrogate e
sostituite dal presente regolamento, è necessario abrogare anche gli atti della
Commissione adottati ai sensi di tali direttive e sostituirli con atti delegati
o atti di esecuzione adottati conformemente al presente regolamento. Alla
Commissione deve pertanto essere conferito il potere di adottare tali atti
delegati e atti di esecuzione.
(46)     Al fine di garantire la
corretta applicazione del presente regolamento e di integrarlo o di modificarne
gli allegati da I a V, alla Commissione deve essere delegato il
potere di adottare atti a norma dell'articolo 290 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea per quanto riguarda le procedure e i criteri
applicati e le condizioni necessarie per il riconoscimento delle società di
allevamento e dei suinicoltori, per l'approvazione dei programmi di selezione, per
l'iscrizione degli animali nei libri genealogici e nei registri anagrafici della
razza, per l'ammissione degli animali riproduttori alla riproduzione naturale o
assistita, per la prova di performance e la valutazione genetica, per la
definizione dei requisiti zootecnici e genealogici applicabili agli scambi
commerciali di animali riproduttori e del loro materiale germinale e alle loro
importazioni da paesi terzi, nonché per la descrizione dei compiti e delle
funzioni del centro di riferimento. 
(47)     Al fine di consentire agli
Stati membri di reagire non solo in caso di perturbazioni degli scambi
commerciali, ma soprattutto qualora sussista la minaccia di estinzione per una
razza rara o sia compromessa la protezione della diversità genetica, deve
essere conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati a norma
dell'articolo 290 del TFUE per quanto concerne gli scambi commerciali di
animali riproduttori di razza pura di specie diverse dalle specie bovina,
suina, ovina, caprina ed equina e del loro materiale germinale, nonché per
quanto concerne le loro importazioni nell'Unione.
(48)     È di particolare importanza
che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni,
anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti
delegati la Commissione deve provvedere alla contestuale, tempestiva e
appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al
Consiglio.
(49)     Alla Commissione devono essere
conferite competenze di esecuzione al fine di garantire condizioni
d'applicazione uniformi delle disposizioni del presente regolamento per quanto
riguarda la compilazione degli elenchi delle società e dei suinicoltori, la
designazione dei centri di riferimento al fine di garantire l'attuazione
uniforme dei metodi di prova della performance e di valutazione genetica
applicati agli animali riproduttori, la definizione dei modelli di certificati
zootecnici che accompagnano gli animali riproduttori e il loro materiale
germinale e talune norme relative all'effettuazione dei controlli ufficiali.
Tali competenze devono essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che
stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo
da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione
attribuite alla Commissione[23].
(50)     Le norme stabilite dalle
direttive 87/328/CEE, 88/661/CEE, 89/361/CEE, 90/118/CEE, 90/119/CEE,
90/427/CEE, 91/174/CEE, 94/28/CE e 2009/157/CE del Consiglio e dalla decisione 96/463/CE
del Consiglio devono essere sostituite dalle norme contenute nel presente
regolamento e negli atti delegati e atti di esecuzione adottati dalla
Commissione a norma di quest'ultimo. Di conseguenza occorre abrogare tali atti
legislativi.
(51)     La decisione 84/247/CEE
della Commissione del 27 aprile 1984 che determina i criteri di
riconoscimento delle organizzazioni e associazioni di allevatori che tengono o
istituiscono libri genealogici per i bovini riproduttori di razza pura[24], la decisione 84/419/CEE
della Commissione del 19 luglio 1984 che fissa i criteri d'iscrizione nei
registri genealogici dei bovini[25],
la decisione 2006/427/CE della Commissione, del 20 giugno 2006 , che
fissa i metodi di controllo dell'attitudine e di valutazione del valore
genetico degli animali riproduttori di razza pura della specie bovina[26], la decisione 89/501/CEE
della Commissione, del 18 luglio 1989, che determina i criteri di
riconoscimento e di sorveglianza delle associazioni di allevatori e delle
organizzazioni di allevamento che tengono o istituiscono libri genealogici per
i suini riproduttori di razza pura[27],
la decisione 89/502/CEE della Commissione, del 18 luglio 1989, che
fissa i criteri d'iscrizione nei libri genealogici dei suini riproduttori di
razza pura[28],
la decisione 89/504/CEE della Commissione, del 18 luglio 1989, che
determina i criteri di riconoscimento e di sorveglianza delle associazioni di
allevatori, delle organizzazioni di allevamento e delle imprese private che
tengono o istituiscono registri per i suini ibridi riproduttori[29], la decisione 89/505/CEE
della Commissione, del 18 luglio 1989, che fissa i criteri d'iscrizione
nei registri dei suini ibridi riproduttori[30],
la decisione 89/507/CEE della Commissione, del 18 luglio 1989, che
fissa i metodi di controllo dell'attitudine e di valutazione del valore
genetico dei suini riproduttori di razza pura e riproduttori ibridi[31], la decisione 90/254/CEE
della Commissione, del 10 maggio 1990, che determina i criteri di
riconoscimento delle organizzazioni e associazioni di allevatori che tengono o
istituiscono libri genealogici per gli ovini o i caprini riproduttori di razza
pura[32],
la decisione 90/255/CEE della Commissione, del 10 maggio 1990, che
determina i criteri d'iscrizione nei libri genealogici degli ovini e dei
caprini riproduttori di razza pura[33],
la decisione 90/256/CEE della Commissione, del 10 maggio 1990, che
fissa i metodi di controllo dell'attitudine e di valutazione del valore
genetico degli ovini e dei caprini riproduttori di razza pura[34], la decisione 90/257/CEE
della Commissione, del 10 maggio 1990, che stabilisce i criteri per
l'ammissione alla riproduzione degli animali riproduttori di razza pura delle
specie ovina e caprina e per l'utilizzazione dei loro spermi, ovuli ed embrioni[35], la decisione 92/353/CEE
della Commissione, dell'11 giugno 1992, che determina i criteri di
approvazione o di riconoscimento delle organizzazioni e associazioni che
tengono o istituiscono libri genealogici per gli equidi registrati[36], la decisione 96/78/CE
della Commissione, del 10 gennaio 1996, che stabilisce i criteri per
l'iscrizione e la registrazione di equidi nei libri genealogici a scopo di
riproduzione[37]
sono state adottate a norma degli atti di base di cui al considerando 46,
con criteri propri di ciascuna specie, relativi all'approvazione o al riconoscimento
delle società di allevamento e dei suinicoltori, all'iscrizione degli animali
riproduttori nei libri genealogici, all'ammissione alla riproduzione e
all'inseminazione artificiale, alla prova di performance e alla valutazione
genetica. Il presente regolamento definisce le norme che sostituiscono quelle
stabilite nei suddetti atti della Commissione.
(52)     Norme analoghe a quelle
contenute nella decisione 92/354/CEE della Commissione, dell'11 giugno
1992, che stabilisce talune norme di coordinamento tra organizzazioni o
associazioni che tengono o istituiscono libri genealogici per gli equidi
registrati[38]
sono stabilite dal presente regolamento.
(53)     La decisione 89/503/CEE
della Commissione, del 18 luglio 1989, che stabilisce il certificato per i
suini riproduttori di razza pura, il loro sperma e i loro ovuli ed embrioni[39], la decisione 89/506/CEE
della Commissione, del 18 luglio 1989, che stabilisce il certificato per i
suini ibridi riproduttori, il loro sperma e i loro ovuli ed embrioni[40], la decisione 90/258/CEE
della Commissione, del 10 maggio 1990, che determina il certificato
zootecnico per gli ovini e i caprini riproduttori di razza pura, il loro sperma
e i loro ovuli ed embrioni[41],
la decisione 96/79/CE della Commissione, del 12 gennaio 1996, che
istituisce i certificati zootecnici per lo sperma, gli ovuli e gli embrioni di
equidi registrati[42],
la decisione 2005/379/CE della Commissione, del 17 maggio 2005,
riguardante i certificati genealogici relativi ai bovini riproduttori di razza
pura, al loro sperma, ai loro ovuli ed embrioni nonché le indicazioni che vi
devono figurare[43],
il regolamento (CE) n. 504/2008 della Commissione, del 6 giugno 2008 ,
recante attuazione delle direttive 90/426/CEE e 90/427/CEE del
Consiglio per quanto riguarda i metodi di identificazione degli equidi[44], la decisione 96/509/CE
della Commissione del 18 luglio 1996 che stabilisce le condizioni
genealogiche e zootecniche per l'importazione di sperma di taluni animali[45] sono stati adottati
conformemente agli atti di base di cui al considerando 45.
(54)     Per garantire la chiarezza
giuridica ed evitare sovrapposizioni, l'abrogazione degli atti del Consiglio deve
entrare in vigore soltanto dopo che saranno state abrogate mediante atti
delegati le decisioni della Commissione in tema di criteri propri di ciascuna
specie relativi all'approvazione o al riconoscimento delle società di
allevamento o dei suinicoltori, all'iscrizione degli animali riproduttori nei
libri genealogici, all'ammissione alla riproduzione e all'inseminazione
artificiale, alla prova di performance e alla valutazione genetica, incluse nel
presente regolamento, e dopo che saranno stati definiti mediante atti di
esecuzione i modelli di certificati zootecnici per il commercio degli animali
riproduttori e del loro materiale germinale e per le importazioni nell'Unione
di animali riproduttori e del loro materiale germinale provenienti dai paesi
terzi. È quindi necessario assicurare che il presente regolamento sia
applicabile entro diciotto mesi dalla sua entrata in vigore.
HANNO ADOTTATO IL
PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO I
Disposizioni generali
Articolo 1
Oggetto e campo di applicazione
1.           Il presente regolamento stabilisce:
a)      le norme zootecniche e genealogiche
applicabili agli scambi commerciali di animali riproduttori, del loro sperma,
dei loro ovociti e embrioni, nonché alle importazioni nell'Unione di tali
animali, del loro sperma, dei loro ovociti e embrioni;
b)      le norme relative all'adesione alle
società di allevamento e alle associazioni di suinicoltori e le procedure di
composizione delle controversie sorte nell'ambito di tali società e associazioni;
c)      le norme generali relative all'esecuzione
dei controlli ufficiali sulle società di allevamento e sui suinicoltori e sui
loro programmi di selezione di animali riproduttori, compreso l'uso di sperma,
ovociti e embrioni, al fine di verificare il rispetto delle norme di cui alla
lettera a), nonché le norme che disciplinano altre attività ufficiali,
l'assistenza amministrativa, la cooperazione e la corretta applicazione della
legislazione da parte degli Stati membri;
d)      le norme generali che disciplinano
l'esecuzione dei controlli da parte della Commissione negli Stati membri e nei
paesi terzi.
2.           Il presente regolamento non si
applica agli scambi commerciali e alle importazioni nell'Unione di animali
riproduttori e del loro sperma, dei loro ovociti e embrioni se destinati a
sperimentazioni tecniche o scientifiche eseguite sotto il controllo
dell'autorità competente.
3.           In attesa dell'adozione degli atti
delegati o degli atti d'esecuzione previsti dal presente regolamento, gli Stati
membri possono continuare ad applicare le proprie norme zootecniche e
genealogiche agli scambi commerciali di animali riproduttori e del loro sperma,
dei loro ovociti e embrioni, nonché alle importazioni nello Stato membro
interessato di tali animali, del loro sperma, dei loro ovociti e embrioni,
sempreché, per quanto riguarda le importazioni, tali norme non siano più
favorevoli di quelle applicabili agli scambi all'interno dell'Unione.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del presente regolamento si intende
per:
a)           "animale": un animale
domestico appartenente
i)       alle specie bovina (Bos taurus e Bubalus
bubalis), suina (Sus scrofa), ovina (Ovis aries) o caprina (Capra
hircus);
ii)      alla specie equina (Equus caballus
e Equus asinus);
iii)     a specie diverse da quelle di cui ai
punti i) e ii) per le quali sono stati adottati atti delegati
conformemente all'articolo 35, paragrafo 1, o all'articolo 45,
paragrafo 1;
b)           "animale riproduttore": un
animale riproduttore di razza pura o un suino ibrido riproduttore;
c)           "materiale germinale": lo
sperma, gli ovociti e gli embrioni raccolti da animali riproduttori o prodotti
da tali animali ai fini della riproduzione assistita;
d)           "società di allevamento":
qualsiasi organizzazione di allevamento o associazione di allevatori
riconosciuta dall'autorità competente di uno Stato membro conformemente
all'articolo 4, paragrafo 2, ai fini della realizzazione di un programma
di selezione con animali riproduttori di razza pura iscritti nel libro o nei
libri genealogici istituiti o tenuti da tale società;
e)           "suinicoltore": qualsiasi
organizzazione di allevamento, associazione di allevatori o impresa privata
riconosciuta dall'autorità competente di uno Stato membro conformemente
all'articolo 4, paragrafo 2, ai fini della realizzazione di un programma
di selezione con suini ibridi riproduttori iscritti nel registro o nei
registri anagrafici della razza istituiti o tenuti da tali stabilimenti;
f)            "organismo di allevamento":
qualsiasi organizzazione di allevamento, associazione di allevatori, impresa
privata, impianto zootecnico o servizio ufficiale in un paese terzo che,
per quanto riguarda gli animali riproduttori di razza pura delle specie bovina,
suina, ovina, caprina o equina o i suini ibridi riproduttori, siano stati
riconosciuti da un servizio ufficiale in un paese terzo ai fini delle
importazioni nell'Unione di animali riproduttori destinati alla riproduzione;
g)           "autorità competente":
l'autorità centrale di uno Stato membro e qualsiasi altra autorità cui è
conferita tale competenza, incaricata di:
i)       riconoscere le società e gli
stabilimenti di allevamento e di approvare i programmi di selezione che essi
realizzano con animali riproduttori;
ii)      organizzare i controlli ufficiali sulle
società di allevamento e sui suinicoltori conformemente alle norme di cui
all'articolo 46 e agli atti delegati adottati in applicazione
dell'articolo 52, paragrafo 1;
iii)     prestare assistenza agli altri Stati
membri e ai paesi terzi in caso di riscontrata non conformità, conformemente
agli articoli 53, 54, 55 e 56;
iv)     organizzare altre attività ufficiali,
conformemente alle norme previste nel presente regolamento;
h)           "riconoscimento": la
dichiarazione formale e ufficiale dell'autorità competente secondo la quale, a
seguito di una valutazione, una società o uno stabilimento di allevamento sono
state giudicate conformi ai requisiti di cui all'articolo 4, paragrafo 2;
i)            "animale riproduttore di razza
pura": un animale domestico appartenente
i)       alle specie di cui alla lettera a),
punto i), i cui discendenti di primo e secondo grado sono iscritti
nella sezione principale di un libro genealogico della stessa razza, e a sua
volta iscritto oppure registrato e idoneo ad esservi iscritto, conformemente
all'articolo 19;
ii)      alle specie di cui alla lettera a),
punto ii), i cui discendenti di primo grado sono iscritti nella sezione
principale di un libro genealogico della stessa razza, e a sua volta iscritto
oppure registrato e idoneo ad esservi iscritto, conformemente
all'articolo 19;
iii)     a specie diverse da quelle di cui ai
punti i) e ii) della presente lettera per i quali le specifiche norme
zootecniche e genealogiche applicabili agli scambi commerciali di tali animali riproduttori
e del loro materiale germinale, nonché alle loro importazioni nell'Unione sono stabilite
in atti delegati adottati in applicazione, rispettivamente, dell'articolo 35,
paragrafo 1, e dell'articolo 45, paragrafo 1; 
j)            "suino ibrido
riproduttore": un animale della specie suina iscritto in un registro
anagrafico della razza, che provenga da un incrocio pianificato tra:
i)       suini riproduttori di razza pura
appartenenti a razze o linee diverse;
ii)      suini riproduttori a loro volta
risultanti da un incrocio (ibrido) tra razze o linee diverse;
iii)     suini riproduttori appartenenti all'una
o all'altra delle classi di cui ai punti i) o ii);
k)           "libro genealogico":
qualsiasi libro genealogico di animali delle specie bovina, ovina, caprina e
equina, schedario o supporto informatico tenuti da una società di allevamento
in cui siano iscritti o registrati a fini d'iscrizione animali riproduttori di
razza pura, con indicazione dei loro ascendenti e, se del caso, dei loro meriti,
che siano oggetto di un programma di selezione;
l)            "approvazione":
l'autorizzazione rilasciata dall'autorità competente ad una società di
allevamento o ad un suinicoltore di svolgere il loro programma di selezione conformemente
all'articolo 8, paragrafo 1;
m)          "sezione principale": la
parte di un libro genealogico nella quale sono iscritti o registrati in vista
della loro iscrizione gli animali riproduttori di razza pura;
n)           "classe": una
sottodivisione della sezione principale in cui gli animali riproduttori sono
iscritti in base ai loro meriti;
o)           "merito": una caratteristica
ereditaria quantificabile di un animale riproduttore;
p)           "registro anagrafico della
razza": qualsiasi schedario o supporto informatico tenuti da un
suinicoltore nel quale sono registrati i suini ibridi riproduttori destinati ad
un programma di selezione con indicazione dei loro ascendenti;
q)           "controllo ufficiale":
ogni forma di controllo eseguito dall'autorità competente o dalla Commissione
per la verifica della conformità alle norme zootecniche e genealogiche
stabilite dal presente regolamento;
r)            "altre attività
ufficiali": qualsiasi attività diversa dai controlli ufficiali, realizzata
dalle autorità competenti conformemente al presente regolamento per garantire
il rispetto delle norme zootecniche e genealogiche stabilite nel presente
regolamento;
s)            "certificato zootecnico":
i certificati ufficiali di allevamento, gli attestati ufficiali o la
documentazione commerciale certificata che forniscono informazioni sulla
discendenza, sull'identificazione e, se del caso, sulla valutazione genetica degli
animali riproduttori e del loro materiale germinale e che devono accompagnare tali
animali e tale materiale se spostati da uno Stato membro ad un altro o se
importati nell'Unione;
t)            "numero unico di
identificazione a vita": un codice alfanumerico unico a quindici cifre
contenente informazioni sull'equide cui esso è attribuito e sulla banca di dati
e sul paese in cui tali informazioni sono registrate in primo luogo
conformemente al sistema di codifica UELN[46](Universal
Equine Life Number), costituito da:
i)       un codice di identificazione a sei
cifre, compatibile con il sistema UELN, corrispondente alla base di dati
gestita dall'organismo emittente i passaporti che ha rilasciato il documento di
identificazione conformemente alla legislazione dell'UE in materia di sanità
animale, seguito da
ii)      un numero di identificazione individuale
a nove cifre attribuito all'equide;
u)           "importazione",
l'introduzione di animali riproduttori e del loro materiale germinale in uno
dei territori elencati nell'allegato VI; 
v)           "controllo zootecnico": i
controlli documentali e d'identità effettuati sugli animali riproduttori e sul
loro materiale germinale importati nell'Unione al fine di verificarne la
conformità alle condizioni zootecniche di cui all'articolo 42 e alle norme
zootecniche e genealogiche stabilite negli atti delegati adottati conformemente
all'articolo 45, paragrafo 1;
w)          "controllo documentale":
l'esame dei certificati ufficiali, degli attestati ufficiali e di altri
documenti, compresi i documenti di natura commerciale, che devono accompagnare
le partite di:
i)       animali riproduttori e del loro
materiale germinale importati nell'Unione, conformemente all'articolo 39;
ii)      animali riproduttori di razza pura e del
loro materiale germinale importati nell'Unione, conformemente agli atti
delegati adottati conformemente all'articolo 45, paragrafo 1;
x)           "controllo di identità":
un esame visivo volto a verificare che il contenuto e l'etichettatura di una
partita, inclusi i marchi sugli animali, i sigilli e i mezzi di trasporto,
corrispondano alle informazioni contenute nei certificati zootecnici, negli
attestati ufficiali e negli altri documenti di accompagnamento;
y)           "non conformità": il
mancato rispetto delle norme zootecniche e genealogiche previste nel presente
regolamento.
Articolo 3
Norme relative alle condizioni
zootecniche e genealogiche applicabili agli scambi commerciali e alle
importazioni nell'Unione di animali riproduttori e del loro materiale germinale
Gli scambi commerciali di animali riproduttori
e del loro materiale germinale e le importazioni nell'Unione di animali
riproduttori e del loro materiale germinale non sono vietati, limitati o
ostacolati per motivi zootecnici o genealogici diversi da quelli previsti dal
presente regolamento.
Gli animali riproduttori e il loro materiale
germinale, i proprietari o gli allevatori degli animali riproduttori, le
società di allevamento, i suinicoltori o gli organismi di allevamento non sono
oggetto di discriminazione sulla base del loro paese d'origine.
CAPO II
Riconoscimento delle società di allevamento e dei suinicoltori
negli Stati membri e approvazione dei programmi di selezione
Sezione 1
Riconoscimento delle società di allevamento e dei suinicoltori
Articolo 4
Riconoscimento delle società di
allevamento e dei suinicoltori
1.           Le società di allevamento e i
suinicoltori possono rivolgersi alle autorità competenti per ottenere il
riconoscimento in conformità al paragrafo 2.
2.           L'autorità competente riconosce
qualsiasi società di allevamento o suinicoltore che presentano domanda di
riconoscimento purché soddisfino le seguenti condizioni:
a)      abbiano la loro sede sociale nel territorio dello Stato membro in
cui è situata l'autorità competente;
b)      dimostrino nella loro domanda che essi
soddisfano le condizioni di cui all'allegato I, parte 1;
c)      definiscano nella loro domanda:
i)       la
natura del loro programma di selezione, che deve essere finalizzato:
–              
alla conservazione della razza o 
–              
al miglioramento della razza o dell'incrocio;
ii)      l'ambito
di applicazione del loro programma di selezione e le norme stabilite
conformemente ai requisiti di cui all'allegato I, parte 2, e, nel
caso degli equidi di razza pura, all'allegato I, parte 3;
iii)     il
territorio sul quale essi intendono svolgere il loro programma di selezione. 
3.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71, recanti
modifiche dei requisiti per il riconoscimento delle società di allevamento e dei
suinicoltori della riproduzione di cui all'allegato I, parte 1, e,
nel caso degli animali riproduttori della specie equina all'allegato I,
parte 3, al fine di tenere conto della varietà delle società di
allevamento e dei suinicoltori interessati.
Articolo 5
Deroga all'articolo 4,
paragrafo 2, lettera b), per quanto concerne il riconoscimento delle società
di allevamento
1.           In deroga all'articolo 4,
paragrafo 2, lettera b), l'autorità competente può rifiutare di
riconoscere una società di allevamento che soddisfa i requisiti di cui all'allegato I,
parte 1, se il programma di selezione di tale società rischia di nuocere
alla conservazione o alla diversità genetica degli animali riproduttori di
razza pura iscritti oppure registrati e idonei ad essere iscritti nel libro
genealogico istituito per tale razza da una società di allevamento che è già
stata riconosciuta da detto Stato membro.
2.           Ai fini del paragrafo 1,
l'autorità competente tiene debitamente conto dei seguenti criteri:
a)      numero di società di allevamento già
riconosciute per tale razza nello Stato membro in cui la società di allevamento
richiedente è stabilita;
b)      grandezza della popolazione degli animali
riproduttori di razza pura della razza in questione in tale Stato membro;
c)      eventuali apporti genetici di altre
società di allevamento, riconosciuti in altri Stati membri o in paesi
terzi, per la stessa razza.
Articolo 6
Rifiuto del riconoscimento di
società di allevamento e di suinicoltori
1.           L'autorità competente di cui
all'articolo 4, qualora intenda negare il riconoscimento di una società di
allevamento o di un suinicoltore, fornisce loro una spiegazione motivata di
tale intenzione e allo stesso tempo concede loro il diritto di presentare
ricorso contro tale decisione di rifiuto entro 30 giorni dalla data di
ricevimento della spiegazione motivata.
2.           Qualora, in esito al ricorso di cui
al paragrafo 1, l'autorità competente confermi la propria decisione, essa
fornisce alla società di allevamento o al suinicoltore una spiegazione motivata
del suo rifiuto entro 30 giorni dalla data di ricezione del ricorso e informa
al contempo la Commissione della propria decisione di negare il riconoscimento,
indicandone i motivi.
Articolo 7
Elenchi delle società e dei
suinicoltori riconosciuti
1.           Gli Stati membri redigono e tengono
aggiornato un elenco delle società e dei suinicoltori che la loro autorità
competente ha riconosciuto a norma dell'articolo 4, paragrafo 2, e lo
rendono pubblico.
2.           L'elenco di cui al paragrafo 1
comprende le seguenti informazioni:
a)      nome, recapiti e sito Internet della
società o del suinicoltore;
b)      razza o incrocio per i quali è stato
approvato il loro programma di selezione;
c)      nel caso di riproduttori di razza pura della
specie equina, nome e recapiti della società di allevamento che tiene il libro
genealogico d'origine della razza.
3.           Gli Stati membri indicano
nell'elenco di cui al paragrafo 1 la sospensione dell'autorizzazione di un
programma di selezione ordinata conformemente all'articolo 61, paragrafo 2,
lettera f).
4.           Gli Stati membri cancellano
immediatamente dall'elenco di cui al paragrafo 1 le società di allevamento
o i suinicoltori ai quali sia stato revocato il riconoscimento conformemente
all'articolo 61, paragrafo 2, lettera g).
5.           La Commissione può elaborare,
mediante atti di esecuzione, i modelli di formulari per le informazioni che gli
Stati membri devono fornire al pubblico sull'elenco delle società di
allevamento o dei suinicoltori riconosciuti di cui al paragrafo 1.
Tali atti di esecuzione sono adottati in
conformità alla procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
Sezione 2
Approvazione dei programmi di selezione
Articolo 8
Approvazione dei programmi di
selezione realizzati da società di allevamento o da suinicoltori
1.           L'autorità competente approva il programma
di selezione di una società di allevamento o di un suinicoltore da essa
riconosciuti conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, a condizione
che essi presentino una domanda d'approvazione del loro programma di selezione,
la quale ne dimostri la conformità ai requisiti di cui all'articolo 4,
paragrafo 2, lettera c), e di cui all'allegato I, parte 2,
e nel caso di equidi di razza pura, all'allegato I, parte 3.
2.           L'autorità competente di cui
all'articolo 4 può autorizzare le società di allevamento o i suinicoltori
ad affidare a terzi la gestione tecnica del loro libro genealogico o
registro anagrafico della razza e altri aspetti specifici del loro programma di
selezione, a condizione che:
a)      le società di allevamento o i
suinicoltori rimangano responsabili di fronte all'autorità competente
del rispetto dei requisiti di cui all'articolo 4, paragrafo 2,
lettera c);
b)      non esista alcun conflitto di interesse
tra detti terzi e le attività economiche degli allevatori che partecipano al programma
di selezione.
3.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 recanti
modifiche dei requisiti per l'approvazione dei programmi di cui all'allegato I,
parte 2, e, nel caso degli equidi di razza pura, all'allegato I,
parte 3, al fine di tener conto della varietà dei programmi di selezione
condotti dalle società di allevamento e dai suinicoltori.
Articolo 9
Notifica e approvazione dei programmi
di selezione realizzati in Stati membri diversi da quello in cui la società di
allevamento o il suinicoltore sono riconosciuti
1.           Se l'ambito di applicazione di un programma
di selezione o il territorio nel quale quest'ultimo deve essere realizzato
indicano che una società di allevamento o un suinicoltore intendono procedere
su animali riproduttori stabiliti in un altro Stato membro, l'autorità
competente di cui all'articolo 8, paragrafo 1:
a)      ne dà notifica all'autorità competente
dell'altro Stato membro fino a 90 giorni di calendario prima della data di
inizio prevista del programma di selezione;
b)      fornisce all'autorità competente di cui
alla lettera a), insieme alla notifica, anche una copia della domanda di
approvazione del programma di selezione di cui all'articolo 8, paragrafo 1.
2.           L'autorità
competente di cui al paragrafo 1, lettera a) del presente articolo
può, entro 90 giorni dalla data di ricevimento della notifica di cui al
paragrafo 1, negare alla società di allevamento riconosciuta dall'autorità
competente di cui all'articolo 8, paragrafo 1, l'autorizzazione a
realizzare sul suo territorio un programma di selezione, se:
a)      in tale Stato membro è già in fase di
attuazione un programma di selezione approvato su animali riproduttori di razza
pura della stessa razza;
b)      l'approvazione di un ulteriore programma
di selezione comporterebbe la frammentazione della popolazione di riproduttori
di razza pura presenti in tale Stato membro in misura tale da compromettere la
conservazione o la diversità genetica di tale razza.
3.           L'eventuale
silenzio da parte dell'autorità competente di cui al paragrafo 1, lettera a),
entro 90 giorni dalla notifica implica un suo consenso.
4.           L'autorità competente dello Stato
membro in cui la società di allevamento o il suinicoltore sono riconosciuti o
nel quale hanno presentato domanda di riconoscimento conformemente all'articolo 4,
informa prontamente la società o il suinicoltore in questione del
seguito della notifica di cui al paragrafo 1, lettera a), del
presente articolo.
5.           Se l'autorità competente di cui al
paragrafo 1, lettera a), intende rifiutare l'approvazione ai sensi
del paragrafo 2, essa ne informa la Commissione e le fornisce una
spiegazione motivata.
CAPO III
Diritti ed obblighi degli allevatori, delle società di allevamento
e dei suinicoltori
Articolo 10
Diritti degli allevatori che
partecipano ai programmi di selezione approvati in conformità
all'articolo 8, paragrafo 1,
o all'articolo 9
1.           Se il regolamento di una società di
allevamento o di un'associazione di suinicoltori prevede l'adesione di membri,
gli allevatori possono fare domanda:
a)      di adesione a tali società di allevamento
o associazioni di suinicoltori;
b)      di partecipazione al programma di
selezione nell'ambito e nella zona d'attività geografica approvati
conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9.
2.           Se il regolamento di una società di
allevamento o di un'associazione di suinicoltori non prevede l'adesione di
membri, gli allevatori che partecipano a un programma di selezione approvato
conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9
possono fare domanda:
a)      di iscrizione dei loro animali
riproduttori di razza pura nella sezione principale del libro genealogico
istituito per tale razza dalla società di allevamento conformemente
all'articolo 17, paragrafo 1;
b)      di registrazione dei loro animali in una
sezione supplementare del libro genealogico istituito per tale razza dalla
società di allevamento conformemente all'articolo 17, paragrafo 3;
c)      di registrazione dei loro suini ibridi
riproduttori in un registro anagrafico della razza istituito per l'incrocio da un'associazione
di suinicoltori conformemente all'articolo 24;
d)      di partecipazione alla prova di
performance e alla valutazione genetica conformemente all'articolo 27;
e)      di rilascio di un certificato zootecnico
conformemente all'articolo 33, paragrafi 1 e 2.
3.           Gli allevatori hanno il diritto di
scegliere il libro genealogico o il registro anagrafico della razza nel quale
essi desiderano che siano iscritti o registrati i propri animali riproduttori
conformemente agli articoli 19 e 24.
Articolo 11
Diritti degli allevatori di
contestare la decisione di una società di allevamento
1.           Gli allevatori possono far ricorso
alle misure di cui all'articolo 13 se ritengono ingiustificato il rifiuto
da parte di una società di allevamento:
a)      di una domanda avanzata a norma
dell'articolo 10, paragrafo 1;
b)      di una domanda di iscrizione di un
animale riproduttore di razza pura nella sezione principale di un libro
genealogico, conformemente all'articolo 19;
c)      di una domanda di registrazione di un
animale in una sezione supplementare di un libro genealogico, conformemente
all'articolo 20, paragrafo 3; 
d)      dell'ammissione di un animale
riproduttore di razza pura:
i)       alla riproduzione, conformemente
all'articolo 21 o
ii)      all'inseminazione artificiale,
conformemente all'articolo 23, paragrafo 1;
e)      dell'ammissione di un animale
riproduttore di razza pura o del suo sperma alla prova ufficiale della
performance e alla valutazione genetica, conformemente all'articolo 23,
paragrafo 2;
f)       dell'accettazione dei risultati della prova
di performance e della valutazione genetica eseguite conformemente all'articolo 27.
2.           Gli allevatori possono far ricorso
alle misure di cui all'articolo 13 se ritengono che una società di
allevamento non abbia effettuato la prova di performance o la valutazione
genetica a norma dell'articolo 27.
Articolo 12
Diritti degli allevatori di
contestare la decisione adottata da un suinicoltore
1.           Gli allevatori possono far ricorso
alle misure di cui all'articolo 13 se ritengono ingiustificato il rifiuto
da parte di un suinicoltore:
a)      di una domanda di registrazione di suini
ibridi riproduttori in un registro anagrafico della razza conformemente
all'articolo 24; 
b)      dell'ammissione di un suino ibrido
riproduttore all'inseminazione artificiale conformemente all'articolo 26,
paragrafo 1;
c)      dell'ammissione di un suino ibrido
riproduttore o del suo sperma alla prova di performance conformemente
all'articolo 26, paragrafo 2; 
d)      dell'accettazione dei risultati della prova
di performance effettuata conformemente all'articolo 27.
2.           Gli allevatori possono far ricorso
alle misure di cui all'articolo 13 se ritengono che un suinicoltore non
abbia effettuato la prova di performance o la valutazione genetica a norma
dell'articolo 27.
Articolo 13
Misure di cui possono avvalersi gli
allevatori che contestano una decisione presa da
una società di allevamento o da un
suinicoltore
1.           Nei casi di cui agli articoli 11
e 12, gli allevatori possono:
a)      richiedere il parere di un esperto
indipendente;
b)      ricorrere avverso il rifiuto di cui
all'articolo 11, paragrafo 1, e all'articolo 12, paragrafo 1,
o avverso i risultati della prova di performance e della valutazione genetica
di cui all'articolo 11, paragrafo 2, e all'articolo 12,
paragrafo 2, entro 30 giorni dalla data della comunicazione da parte della
società di allevamento o del suinicoltore del rifiuto o dei risultati.
2.           Nel ricorso di cui al paragrafo 1,
lettera b), l'allevatore espone i fatti e i motivi, basandosi, se disponibile,
sul parere dell'esperto indipendente di cui al paragrafo 1, lettera a),
secondo i quali egli ritiene che:
a)      il rifiuto da parte della società di
allevamento o del suinicoltore non è conforme agli articoli 19, 21, 23,
27, 28, 30 o 32, o
b)      i risultati della prova di performance e
della valutazione genetica non sono stati ottenuti conformemente all'articolo 27.
Articolo 14
Composizione delle controversie
1.           In caso di impugnazione da parte di
una società di allevamento o di un suinicoltore del ricorso depositato
da un allevatore conformemente all'articolo 13, paragrafo 1, lettera b),
essi ne informano l'allevatore e l'autorità competente che ha riconosciuto la
società di allevamento o il suinicoltore conformemente all'articolo 4,
paragrafo 2, entro un termine di 30 giorni a decorrere dalla data della
loro decisione di respingere il ricorso.
2.           L'autorità competente di cui
all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9, può invalidare la
decisione della società di allevamento o del suinicoltore qualora ritenga che
tale decisione non sia conforme agli articoli 19, 21, 23, 27, 28, 30 o 32.
3.           Gli Stati membri provvedono affinché
sia disponibile una procedura di ricorso e le decisioni in merito al ricorso
siano rese entro un termine ragionevole.
A tal fine, l'autorità competente può decidere di
istituire un tribunale speciale autorizzato a invalidare le decisioni di una
società di allevamento o di un suinicoltore qualora ritenga
ingiustificata la loro opposizione al ricorso presentato da un allevatore.
Articolo 15
Diritti delle società di
allevamento e delle associazioni di suinicoltori
1.           Per quanto attiene ai loro programmi
di selezione approvati conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o
all'articolo 9, le società di allevamento e le associazioni di
suinicoltori hanno il diritto:
a)      di realizzare il loro programma di
selezione nell'ambito e nella zona d'attività geografica definiti conformemente
all'articolo 4, paragrafo 2, lettera c);
b)      di essere autonomi, nella definizione e
nella conduzione dei loro programmi di selezione, soggetti alla supervisione
dell'autorità competente per quanto riguarda il rispetto dell'articolo 4,
paragrafo 2.
2.           Le società di allevamento e le
associazioni di suinicoltori che prevedono l'adesione di membri hanno il
diritto
a)      di rifiutare una domanda di adesione se
gli animali riproduttori non rientrano nell'ambito di applicazione del programma
di selezione o nel territorio di cui all'articolo 4, paragrafo 2,
lettera c), punti ii) e iii);
b)      di escludere dall'adesione gli allevatori
che non rispettano i loro obblighi stabiliti dal regolamento interno conformemente
all'allegato I, parte 1, punto 3 e).
Articolo 16
Obblighi delle società di
allevamento e delle associazioni di suinicoltori
1.           Le società di allevamento e le
associazioni di suinicoltori che prevedono l'adesione di membri, definiscono i
diritti e i doveri dei loro membri nel loro regolamento interno conformemente
all'allegato I, parte 1, punto 3 e).
2.           Nell'ambito del loro programma di
selezione approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o
all'articolo 9, le società di allevamento iscrivono nei loro libri
genealogici gli animali riproduttori di razza pura e le associazioni di
suinicoltori registrano nei loro registri anagrafici della razza i suini ibridi
riproduttori allevati in aziende situate nella zona di attività geografica
definita conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, lettera c).
3.           Spetta in primo luogo alle società
di allevamento e alle associazioni di suinicoltori la responsabilità di evitare
e, se necessario, di risolvere le controversie che possono insorgere tra gli
allevatori o tra questi e le società di allevamento e le associazioni di
suinicoltori nel corso della realizzazione dei programmi di selezione approvati
conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9,
applicando la procedura definita conformemente all'articolo 14, paragrafo 3,
dallo Stato membro in cui sia sorta la controversia e le regole di cui
all'allegato I, parte 1, punto 3.
CAPO IV
Iscrizione degli animali riproduttori nei libri genealogici e nei registri anagrafici
della razza e loro ammissione alla riproduzione, all'inseminazione artificiale
e alle prove
Sezione 1
Iscrizione degli animali riproduttori di razza pura nei libri genealogici
tenuti dalle società di allevamento e loro ammissione alla riproduzione,
all'inseminazione artificiale e alle prove
Articolo 17
Struttura dei libri genealogici
1.           I libri genealogici constano di una
sezione principale in cui possono essere iscritti o registrati in vista della
loro iscrizione gli animali riproduttori di razza pura che soddisfano i
requisiti di cui all'allegato II, parte 1, capitoli I e II.
2.           Le società di allevamento possono
suddividere la sezione principale in più classi che prevedono diversi criteri o
procedure per l'iscrizione degli animali riproduttori di razza pura in funzione
dei loro meriti. 
Tali criteri e procedure possono imporre l'obbligo
di sottoporre gli animali riproduttori a prove della performance e alla
valutazione genetica come previsto all'articolo 27 o nell'atto delegato
adottato conformemente all'articolo 28, paragrafo 1, o ad altre
valutazioni descritte nel programma di selezione approvato conformemente
all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9, prima
dell'iscrizione di detti animali in una data classe della sezione principale. 
Le società di allevamento possono operare la
suddivisione in classi in funzione del sesso e dell'età degli animali.
3.           Oltre alla sezione principale
prevista al paragrafo 1 del presente articolo, le società di allevamento
possono creare una o più sezioni supplementari nel libro genealogico per gli
animali che appartengono alla stessa specie, ma che non possono essere iscritti
nella sezione principale, purché tali animali soddisfino i requisiti di cui
all'articolo 20, paragrafo 1, e purché il regolamento interno della
società di allevamento ammetta l'iscrizione dei discendenti di tali animali
nella sezione principale conformemente alle norme di cui:
a)      all'allegato II, parte 1, capitolo III,
punto 3, nel caso delle femmine delle specie bovina, suina, ovina e
caprina o
b)      all'allegato II, parte 1,
capitolo III, punto 4, nel caso dei maschi e delle femmine della
specie equina.
4.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71
recanti modifiche delle norme fissate nell'allegato II, parte 1, capitolo III,
punti 3) e 4), in forza delle quali i discendenti degli animali
iscritti in una sezione supplementare possono essere iscritti nella sezione
principale.
Articolo 18
Sezione specifica del libro
genealogico
1.           L'autorità competente può approvare
un programma di selezione che impone, in deroga all'articolo 17, paragrafo 2,
l'iscrizione, in una sezione specifica del libro genealogico, di taluni animali
riproduttori di razza pura appartenenti alle specie suina, ovina o caprina, i
quali:
a)      siano iscritti nella sezione principale di
un libro genealogico di tale razza tenuto da una società di allevamento in un
altro Stato membro o in un paese terzo;
b)      presentino caratteristiche specifiche che
li differenzino dalla popolazione della stessa razza che vive nello Stato
membro in cui è stato approvato il programma di selezione. 
2.           Gli Stati membri che intendono invocare
la deroga prevista al paragrafo 1, informano della loro intenzione la
Commissione e gli altri Stati membri e forniscono loro una spiegazione
motivata.
Articolo 19
Iscrizione degli animali
riproduttori di razza pura nella sezione principale
1.           Le società di allevamento, su
richiesta degli allevatori, iscrivono o registrano in vista della loro
iscrizione nella sezione principale gli animali riproduttori di razza pura contemplati
dal loro programma di selezione che soddisfano i requisiti di cui all'allegato II,
parte 1.
2.           Le società di allevamento non
possono rifiutare l'iscrizione nella sezione principale dei loro libri
genealogici di un animale riproduttore di razza pura per il fatto che esso è
già iscritto nella sezione principale di un libro genealogico della stessa
razza o, nel caso di un programma di incrocio, di una razza diversa, istituito
da una società di allevamento riconosciuta conformemente all'articolo 4,
paragrafo 2, in un altro Stato membro o da un organismo di allevamento in
un paese terzo, conformemente all'articolo 36, paragrafo 1.
3.           Se la sezione principale è suddivisa
in classi, gli animali riproduttori di razza pura che soddisfano i criteri
d'iscrizione nella sezione principale, sono iscritti dalla società di
allevamento nella classe di merito corrispondente, senza discriminazione, anche
se originari di un altro Stato membro o di un paese terzo. 
4.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71
recanti modifiche dei criteri d'iscrizione degli animali riproduttori di razza
pura nella sezione principale dei libri genealogici definiti nell'allegato II,
parte 1, capitoli I e II.
Articolo 20
Iscrizione degli animali in
sezioni supplementari
1.           Le società di allevamento, su
richiesta degli allevatori, registrano nella sezione supplementare appropriata di
cui all'articolo 17, paragrafo 3, gli animali delle specie contemplate
dal loro programma di selezione che non possono essere iscritti nella sezione
principale, purché tali animali soddisfino le condizioni di cui all'allegato II,
parte 1, capitolo III, punti 1 e 2.
2.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 recanti
modifiche dei criteri di registrazione degli animali nelle sezioni
supplementari dei libri genealogici definite nell'allegato II, parte 1,
capitolo III.
Articolo 21
Ammissione degli animali
riproduttori di razza pura alla riproduzione
1.           Le società di allevamento non
escludono per motivi zootecnici o genealogici, diversi da quelli derivanti
dall'applicazione dell'articolo 19, l'utilizzo a fini riproduttivi di
animali riproduttori di razza pura iscritti nella sezione principale del loro
libro genealogico, secondo le seguenti tecniche di riproduzione:
a)      monta naturale;
b)      raccolta e utilizzo a fini di
riproduzione di ovociti e di embrioni;
c)      raccolta di sperma di animali
riproduttori sottoposti, se del caso, alla prova di performance e alla
valutazione genetica conformemente all'articolo 27 o all'atto delegato
adottato conformemente all'articolo 28, paragrafo 1;
d)      inseminazione artificiale utilizzando lo
sperma di cui alla lettera c);
e)      produzione in vitro e utilizzo a fini di
riproduzione di embrioni ottenuti da ovociti conformemente alla lettera b)
e concepiti utilizzando lo sperma di cui alla lettera c).
2.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 per quanto
riguarda i criteri in materia di:
a)      ammissione alla riproduzione, ad opera
delle società di allevamento, di animali riproduttori di razza pura;
b)      raccolta e utilizzo di materiale
germinale di animali riproduttori di razza pura destinati alla riproduzione.
Articolo 22
Metodi di verifica dell'identità
1.           Le società di allevamento
prescrivono che i bovini riproduttori di razza pura e gli ovini o i caprini
maschi riproduttori appartenenti alla razza da latte siano identificati da
un'analisi del loro gruppo sanguigno o da altri metodi appropriati che offrano
quantomeno lo stesso grado di certezza quando sono utilizzati per:
a)      la raccolta di sperma per l'inseminazione
artificiale;
b)      la raccolta di ovociti e di embrioni.
2.           Su richiesta di uno Stato membro o
di un'associazione europea di società di allevamento di animali di razza pura
delle specie interessate, la Commissione può approvare, mediante atti di
esecuzione, i metodi di verifica dell'identità dei bovini riproduttori di razza
pura e degli ovini o caprini maschi riproduttori di razza pura appartenenti
alla razza da latte che offrano quantomeno un grado di certezza equivalente a
quello dell'analisi del gruppo sanguigno di tali riproduttori di razza pura,
tenendo conto dei progressi tecnici e delle raccomandazioni dei centri europei
di riferimento di cui all'articolo 31.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
Articolo 23
Ammissione dello sperma a fini
di inseminazione artificiale e di fecondazione in vitro degli ovociti e
ammissione degli animali riproduttori di razza pura e del loro materiale
germinale a fini di prova
1.           Le società di allevamento non
vietano l'utilizzo dello sperma per l'inseminazione artificiale di femmine
riproduttrici di razza pura o per la fecondazione in vitro di ovociti
provenienti da femmine riproduttrici di razza pura, a condizione che lo sperma sia
stato prelevato da donatori riproduttori di razza pura:
a)      delle specie bovina, suina, ovina e
caprina, ammessi alla raccolta di sperma a fini di inseminazione artificiale o
di fecondazione in vitro di ovociti in uno Stato membro, sulla base di una prova
di performance e di una valutazione genetica eseguite conformemente
all'articolo 27 e all'allegato III;
b)      della specie equina, ammessi alla
raccolta di sperma a fini di inseminazione artificiale o di fecondazione in
vitro di ovociti, sulla base del programma di selezione approvato conformemente
all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9.
2.           Gli animali riproduttori di razza
pura e il loro materiale germinale, iscritti nella sezione principale di un
libro genealogico istituito da una società di allevamento riconosciuta in uno
Stato membro, sono ammessi da una società di allevamento che realizza un programma
di selezione sulla stessa razza in un altro Stato membro a fini di prova di
performance e, se del caso, di valutazione genetica, alle stesse condizioni e
con gli stessi limiti quantitativi applicati ai riproduttori di razza pura e al
loro materiale germinale, iscritti in un libro genealogico istituito per la
stessa razza da una società di allevamento riconosciuta nello Stato membro in
cui devono essere eseguite, conformemente all'articolo 27, la prova di
performance e la valutazione genetica.
3.           Ai fini dei paragrafi 1 e 2,
il materiale germinale degli animali riproduttori di razza pura di cui ai
suddetti paragrafi è raccolto, trattato e conservato in un centro di raccolta o
di stoccaggio dello sperma o da un gruppo di raccolta e di produzione degli
embrioni, ufficialmente riconosciuto per il commercio di tali prodotti
nell'Unione, conformemente alla legislazione dell'UE in materia di sanità
animale.
4.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 che
determinano le condizioni di ammissione:
a)      degli equidi riproduttori di razza pura di
determinate razze all'inseminazione artificiale e alla fecondazione in vitro di
ovociti;
b)      degli equidi riproduttori di razza pura
di determinate razze e del loro materiale germinale alla prova di performance e
alla valutazione genetica.
Sezione 2
Registrazione dei suini ibridi riproduttori nei registri anagrafici della razza
tenuti dai suinicoltori e ammissione alla riproduzione,
all'inseminazione artificiale e alle prove
Articolo 24
Registrazione dei suini ibridi
riproduttori nei registri anagrafici della razza
1.           I suinicoltori, se del caso, su
richiesta dei loro membri iscrivono nei loro registri anagrafici della razza i
suini ibridi riproduttori, ottenuti dallo stesso incrocio, che soddisfano i
requisiti di cui all'allegato II, parte 2.
2.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 recanti
modifiche dei requisiti previsti per la registrazione dei suini ibridi
riproduttori nei registri anagrafici della razza di cui all'allegato II, parte 2
.
Articolo 25
Ammissione dei suini ibridi
riproduttori alla riproduzione
1.           I suinicoltori non escludono per
motivi zootecnici o genealogici, diversi da quelli derivanti dall'applicazione
dell'articolo 27, l'utilizzo a fini riproduttivi dei suini ibridi
riproduttori, iscritti nei loro registri anagrafici della razza, secondo le
seguenti tecniche di riproduzione:
a)      monta naturale;
b)      raccolta e utilizzo di ovociti e di
embrioni a fini di riproduzione;
c)      raccolta e utilizzo dello sperma di animali
riproduttori sottoposti alla prova di performance e alla valutazione genetica
conformemente all'articolo 27 o all'atto delegato adottato conformemente
all'articolo 28, paragrafo 1;
d)      inseminazione artificiale con sperma di
cui alla lettera c); 
e)      produzione in vitro e utilizzo a fini di
riproduzione di embrioni ottenuti da ovociti di cui alla lettera b) e da
sperma di cui alla lettera c).
2.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 per quanto
riguarda i criteri in materia di:
a)      ammissione alla riproduzione, ad opera
delle società di allevamento, di suini ibridi riproduttori; 
b)      raccolta e utilizzo a fini riproduttivi
di sperma, ovociti o embrioni di suini ibridi riproduttori.
Articolo 26
Ammissione dei suini ibridi
riproduttori all'inseminazione artificiale e alle prove
1.           I suinicoltori non vietano l'utilizzo
dello sperma a fini di inseminazione artificiale o di fecondazione in vitro di
ovociti provenienti da femmine riproduttrici ibride di razza suina, a
condizione che lo sperma sia ottenuto da donatori suini ibridi riproduttori la
cui linea sia stata sottoposta alla prova di performance e alla valutazione
genetica conformemente all'articolo 27 e all'allegato III.
2.           I suini ibridi riproduttori maschi e
il loro sperma, iscritti in un registro anagrafico della razza istituito da un
suinicoltore riconosciuto in uno Stato membro sono ammessi da un suinicoltore che
realizza un programma di selezione sullo stesso incrocio in un altro Stato
membro a fini di prova di performance e, se del caso, di valutazione genetica,
alle stesse condizioni e con gli stessi limiti quantitativi di quelli applicati
ai suini ibridi riproduttori maschi e al loro sperma, iscritti in un registro
anagrafico della razza istituito per lo stesso incrocio da un suinicoltore riconosciuto
nello Stato membro in cui devono essere eseguite, conformemente all'articolo 27,
la prova di performance e la valutazione genetica. 
3.           Ai fini dei paragrafi 1 e 2,
lo sperma di cui ai suddetti paragrafi è raccolto, trattato e conservato in un
centro di raccolta o di stoccaggio dello sperma ufficialmente riconosciuto per
il commercio di tali prodotti nell'Unione, conformemente alla legislazione
dell'UE in materia di sanità animale.
4.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 per quanto
riguarda le condizioni di ammissione dei suini ibridi riproduttori
all'inseminazione artificiale e alle prove.
CAPO V
Prova di performance, valutazione genetica
e certificati zootecnici
Articolo 27
Metodi di prova della
performance e di valutazione genetica
1.           Se un programma di selezione
approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9,
prevede la prova di performance e la valutazione genetica per la classificazione
degli animali riproduttori di razza pura delle specie bovina, suina, ovina e
caprina nei libri genealogici e per l'ammissione alla riproduzione dei
riproduttori maschi di tali specie e del loro sperma, le società di allevamento
provvedono a che tale prova e tale valutazione siano eseguite conformemente
alle norme di cui all'allegato III:
a)      parte 1, per gli animali riproduttori di
razza pura della specie bovina;
b)      parte 2, capitolo I, e parte 2,
capitolo II, punto 1, per i riproduttori di razza pura della specie
suina;
c)      parte 3, per gli animali riproduttori di
razza pura delle specie ovina e caprina.
2.           Se un programma di selezione
approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9,
prevede la prova di performance e la valutazione genetica per la
classificazione degli animali riproduttori di razza pura della specie equina nei
libri genealogici e per l'ammissione alla riproduzione dei riproduttori maschi
di tale specie e del loro sperma, le società di allevamento provvedono a che
tale prova e tale valutazione siano eseguite conformemente alle norme di cui
all'allegato I:
a)      parte 2, punto 1 e);
b)      parte 3, punti 1 a) i), e b)
i) e punto 2) b).
3.           Se un programma di selezione
approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9,
prevede la valutazione genetica per la classificazione dei suini ibridi
riproduttori nei registri anagrafici della razza e per l'ammissione alla
riproduzione dei suini ibridi riproduttori maschi e del loro sperma, i
suinicoltori provvedono a che tale valutazione sia effettuata conformemente
alle norme di cui all'allegato III, parte 2, capitolo II, punto 2.
Articolo 28
Poteri delegati e competenze
d'esecuzione per quanto riguarda i requisiti
in materia di prova di performance e di valutazione genetica
1.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71, per quanto
riguarda le norme in materia di prova di performance e di valutazione genetica
e, se necessario, per la modifica dell'allegato III per tenere conto:
a)      dei progressi scientifici;
b)      degli sviluppi tecnologici;
c)      del funzionamento del mercato interno o
d)      della necessità di proteggere preziose
risorse genetiche.
2.           La Commissione, tramite un atto di
esecuzione e sulla base del parere dell'esperto indipendente di cui
all'articolo 13, paragrafo 1, lettera a), può stabilire norme
uniformi relative alla prova di performance e alla valutazione genetica, nonché
all'interpretazione dei loro risultati. 
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
Articolo 29
Organismi designati per la prova
di performance e la valutazione genetica
1.           Le società di allevamento e i
suinicoltori, ove necessario per la realizzazione del loro programma di selezione
approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9,
designano l'organismo incaricato della prova di performance e della valutazione
genetica degli animali riproduttori di cui all'articolo 27.
2.           Gli organismi di cui al
paragrafo 1 possono:
a)      operare come unità specializzate sotto la
responsabilità di una società di allevamento o di un suinicoltore o
b)      essere autorizzati dall'autorità
competente che ha approvato il programma di selezione.
3.           Le società di allevamento e i
suinicoltori tengono aggiornato un elenco degli organismi da essi designati
conformemente al paragrafo 1 e rendono pubblico tale elenco.
Articolo 30
Obblighi degli organismi
designati a norma dell'articolo 29, paragrafo 1
1.           Gli organismi designati dalle
società di allevamento e dai suinicoltori conformemente all'articolo 29,
paragrafo 1, forniscono, su richiesta dell'autorità competente, le
seguenti informazioni:
a)      registrazioni di tutti i dati sulle prove
della performance eseguite;
b)      identità della società di allevamento o del
suinicoltore che hanno designato l'organismo e dell'autorità competente di cui
all'articolo 29, paragrafo 2, lettera b);
c)      indicazioni sulle modalità di
registrazione delle caratteristiche;
d)      informazioni sul modello di descrizione
della performance utilizzato per l'analisi dei risultati della prova di
performance;
e)      informazioni sul metodo statistico
utilizzato per l'analisi dei risultati della prova di performance per ciascuna
delle caratteristiche valutate;
f)       descrizione dei parametri genetici
utilizzati per ciascuna delle caratteristiche valutate.
2.           Gli organismi designati dalle
società di allevamento e dai suinicoltori conformemente all'articolo 29,
paragrafo 1, pubblicano e tengono aggiornati i risultati della valutazione
genetica degli animali riproduttori il cui sperma è destinato all'inseminazione
artificiale.
Articolo 31
Designazione dei centri di
riferimento dell'Unione europea
1.           La Commissione designa, mediante
atti di esecuzione, il centro di riferimento dell'Unione europea incaricato di
collaborare con le società di allevamento all'uniformazione dei metodi di prova
della performance e di valutazione genetica degli animali riproduttori di razza
pura della specie bovina.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
2.           La Commissione può designare,
mediante atti di esecuzione, il centro di riferimento dell'Unione europea
incaricato di armonizzare i metodi di prova della performance e di valutazione
genetica degli animali riproduttori di razza pura appartenenti a specie diverse
da quella bovina.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
Articolo 32
Criteri per la designazione dei
centri di riferimento dell'Unione europea e loro compiti e funzioni
1.           I centri di riferimento dell'Unione
europea designati conformemente all'articolo 31:
a)      soddisfano i requisiti di cui
all'allegato IV, punto 1;
b)      espletano i compiti e le funzioni di cui
all'allegato IV, punto 2;
c)      collaborano con le società di allevamento
e gli organismi da esse designati conformemente all'articolo 29, paragrafo 1,
al fine di facilitare l'applicazione uniforme dei metodi di prova della
performance e di valutazione genetica eseguite sugli animali riproduttori di
razza pura di cui all'articolo 27.
2.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 per quanto
riguarda le modifiche:
a)      dei criteri di designazione dei centri di
riferimento dell'Unione europea di cui all'allegato IV, punto 1;
b)      dei compiti e delle
funzioni dei centri di riferimento dell'Unione europea di cui all'allegato IV,
punto 2;
Gli atti delegati di cui al paragrafo 2 tengono
debitamente conto delle specie di animali riproduttori di razza pura per le
quali occorre uniformare i metodi di prova della performance e di valutazione
genetica, nonché dei progressi scientifici e tecnici compiuti nel campo della
valutazione genetica.
3.           La Commissione può sottoporre ad
audit i centri di riferimento dell'Unione europea designati conformemente all'articolo 31,
paragrafo 1 o paragrafo 2, al fine di verificare:
a)      la loro conformità ai requisiti di cui
all'allegato IV, punto 1;
b)      il corretto espletamento dei compiti e delle
funzioni di cui all'allegato IV, punto 2.
Se nel corso di tali audit si accerta che un
centro di riferimento dell'Unione europea non espleta a dovere i suoi compiti e
le sue funzioni di cui all'allegato IV, punto 2, la Commissione può
ridurre il contributo finanziario dell'Unione concesso a norma dell'articolo 31
della decisione 2009/470/CE del Consiglio o revocare la designazione
secondo la procedura di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
Articolo 33
Emissione, contenuto e formato
dei certificati zootecnici
per gli scambi commerciali
all'interno dell'Unione di animali riproduttori e del loro materiale germinale
1.           Ai fini dell'iscrizione degli
animali riproduttori e del loro materiale germinale nei libri genealogici o nei
registri anagrafici della razza, le società di allevamento e i suinicoltori
rilasciano certificati zootecnici che:
a)      forniscono le informazioni di cui
all'allegato V;
b)      sono conformi ai modelli corrispondenti di
certificati zootecnici previsti negli atti di esecuzione adottati conformemente
al paragrafo 4.
2.           Le società di allevamento e i
suinicoltori che eseguono la prova di performance e la valutazione genetica nel
quadro del loro programma di selezione approvato conformemente all'articolo 8,
paragrafo 1, o all'articolo 9, riportano nel certificato zootecnico
rilasciato per un animale riproduttore o per il suo materiale germinale quanto
segue:
a)      tutti i risultati disponibili delle prove
della performance;
b)      i risultati aggiornati della valutazione genetica;
c)      peculiarità e difetti genetici
dell'animale in questione nonché degli ascendenti di primo e di secondo grado,
secondo quanto prescritto dal programma di selezione.
3.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71, per quanto
riguarda le informazioni richieste ai sensi del paragrafo 1, lettera a),
e, se del caso, per le modifiche del contenuto dei certificati zootecnici di
cui all'allegato V.
4.           La Commissione elabora, mediante
atti di esecuzione, i modelli di certificati zootecnici per gli animali
riproduttori e per i rispettivi sperma, ovociti e embrioni.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
Articolo 34
Deroghe relative all'emissione,
al contenuto e al formato dei certificati zootecnici
per gli scambi commerciali
all'interno dell'Unione di animali riproduttori e del loro materiale germinale
1.           In deroga all'articolo 33,
paragrafo 1, l'autorità competente può autorizzare:
a)      l'emissione di certificati zootecnici da
parte dei centri di raccolta dello sperma e dai gruppi di raccolta o di
produzione degli embrioni approvati a fini di scambi commerciali di tale
materiale germinale nell'Unione conformemente alla legislazione dell'UE in materia
di sanità animale;
b)      l'inclusione
delle informazioni che devono figurare nel certificato zootecnico in altri
documenti che accompagnano gli animali riproduttori di razza pura delle specie
bovina, suina, ovina o caprina e i suini ibridi riproduttori, a condizione che
la società di allevamento e il suinicoltore che tiene il libro genealogico o il
registro anagrafico della razza certifichino il contenuto di tali altri documenti
conformemente all'allegato V, parte 1, punto 2;
c)      l'inclusione delle informazioni, che
devono figurare nel certificato zootecnico, nel documento di identificazione
rilasciato dalla società di allevamento conformemente alla legislazione dell'UE
in materia di sanità animale sull'identificazione degli equidi.
2.           In deroga all'articolo 33, paragrafo 2, lettera b), se i
risultati della valutazione genetica sono pubblicamente accessibili su
Internet, le società di allevamento e i suinicoltori possono fare riferimento
nel certificato zootecnico al sito web che riporta tali risultati.
CAPO VI
Norme zootecniche e genealogiche applicabili agli scambi commerciali di animali
riproduttori di razza pura di altre specie
Articolo 35
Poteri delegati e competenze
d'esecuzione per quanto riguarda le norme zootecniche e genealogiche
applicabili agli scambi commerciali di animali riproduttori di razza pura di
cui
all'articolo 2, lettera i),
punto iii), e
 del loro materiale germinale
1.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 per quanto
riguarda le norme zootecniche e genealogiche applicabili agli scambi
commerciali di animali riproduttori di razza pura di cui all'articolo 2,
lettera i), punto iii), e del loro materiale germinale, ove ciò sia
necessario per il funzionamento del mercato interno o per la protezione di
preziose risorse genetiche, relativamente:
a)      al riconoscimento delle società di
allevamento; 
b)      all'approvazione dei programmi di
selezione;
c)      ai criteri per l'iscrizione di tali
animali riproduttori di razza pura nei libri genealogici;
d)      all'ammissione da parte delle società di
allevamento di tali animali riproduttori di razza pura alla riproduzione,
all'inseminazione artificiale nonché alla raccolta e all'utilizzo del loro
materiale germinale;
e)      ai metodi di prova della performance e di
valutazione genetica di tali animali riproduttori di razza pura;
f)       alle informazioni che devono figurare
nei certificati zootecnici che accompagnano tali animali riproduttori di razza
pura.
2.           Una volta adottati gli atti delegati
di cui al paragrafo 1, la Commissione elabora, mediante atti di
esecuzione, i modelli di certificati zootecnici di cui al paragrafo 1,
lettera f), del presente articolo per gli animali riproduttori di razza
pura di cui all'articolo 2, lettera i), punto iii), e per il
loro sperma, i loro ovociti e embrioni.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
CAPO VII
Importazioni dai paesi terzi
Articolo 36
Organismi di allevamento
1.           Su richiesta dell'allevatore, le
società di allevamento e i suinicoltori iscrivono o registrano nei propri libri
genealogici o nei registri anagrafici della razza gli animali riproduttori importati
nell'Unione e i discendenti ottenuti da materiale germinale importati
nell'Unione a condizione che tali animali o i donatori del materiale germinale siano
iscritti in un libro genealogico o in un registro anagrafico della razza di un
organismo di allevamento di un paese terzo:
a)      che soddisfa i criteri previsti per
essere inserito nell'elenco degli organismi di allevamento di cui
all'articolo 37;
b)      che figura in un elenco degli organismi
di allevamento trasmesso alla Commissione dal paese terzo di origine degli
animali riproduttori o del loro materiale germinale.
2.           La Commissione tiene, aggiorna e
pubblica gli elenchi degli organismi di allevamento nei paesi terzi di cui al
paragrafo 1, lettera b).
Articolo 37
Criteri per la compilazione
dell'elenco degli organismi di allevamento 
1.           La Commissione riporta nell'elenco
di cui all'articolo 36, paragrafo 2, unicamente gli organismi di
allevamento per i quali essa ha ricevuto dal servizio ufficiale del paese terzo
interessato la documentazione che dimostra che gli organismi di
allevamento proposti per l'inserimento nell'elenco soddisfano i seguenti
requisiti:
a)      essi attuano programmi di selezione
equivalenti a quelli realizzati sulla stessa razza o sullo stesso incrocio da
società di allevamento o da suinicoltori per quanto riguarda in
particolare: 
i)       le norme che disciplinano l'iscrizione
degli animali riproduttori e del loro materiale germinale nei libri genealogici
o nei registri anagrafici della razza;
ii)      le norme che disciplinano l'ammissione
degli animali riproduttori alla riproduzione;
iii)     le norme che disciplinano l'utilizzo di
materiale germinale di animali riproduttori per l'esecuzione di prove e a fini
di riproduzione;
iv)     i metodi utilizzati per la prova di
performance e la valutazione genetica;
b)      essi sono sorvegliati e controllati da un
servizio ufficiale nel paese terzo che dispone dei poteri necessari per far
rispettare norme equivalenti a quelle previste dal presente regolamento in
materia di:
i)       riconoscimento delle società di
allevamento e dei suinicoltori;
ii)      approvazione dei loro programmi di
selezione;
iii)     iscrizione degli animali riproduttori di
razza pura nei libri genealogici e registrazione dei suini ibridi riproduttori
nei registri anagrafici della razza;
iv)     metodi da essi utilizzati per la prova di
performance e per la valutazione genetica.
2.           La Commissione riporta nell'elenco di
cui all'articolo 36, paragrafo 2, unicamente gli organismi di
allevamento per i quali ha ricevuto dal servizio ufficiale di cui al
paragrafo 1 del paese terzo interessato la documentazione che dimostra
che gli organismi di allevamento proposti per l'inserimento nell'elenco
dispongono di un regolamento interno che garantisce:
a)      l'iscrizione o la registrazione in vista
dell'iscrizione, senza discriminazione, nei libri genealogici, istituiti per la
stessa razza dagli organismi di allevamento del paese terzo interessato, di
animali riproduttori di razza pura iscritti nei libri genealogici delle società
di allevamento; 
b)      la registrazione o l'idoneità alla
registrazione, senza discriminazione, nei registri anagrafici della razza, istituiti
per lo stesso incrocio dagli organismi di allevamento del paese terzo interessato,
dei suini ibridi riproduttori iscritti in un registro anagrafico dei
suinicoltori.
Articolo 38
Accordi di equivalenza
1.           La Commissione può riconoscere,
mediante atti di esecuzione, che le misure applicate nel paese terzo sono
equivalenti a quelle imposte dalla legislazione zootecnica dell'UE in materia
di:
a)      riconoscimento e sorveglianza delle
società di allevamento e dei suinicoltori, previsti all'articolo 4 o
figuranti nell'atto delegato adottato conformemente all'articolo 35,
paragrafo 1;
b)      approvazione dei programmi di selezione delle
società di allevamento e dei suinicoltori, previsti all'articolo 8,
paragrafo 1, o figuranti nell'atto delegato adottato conformemente
all'articolo 35, paragrafo 1;
c)      iscrizione degli animali riproduttori nei
libri genealogici e nei registri anagrafici della razza previsti agli articoli 19
e 24, o figuranti nell'atto delegato adottato conformemente all'articolo 35,
paragrafo 1;
d)      ammissione degli animali riproduttori
alla riproduzione prevista agli articoli 21 e 25, o figurante
nell'atto delegato adottato conformemente all'articolo 35, paragrafo 1;
e)      utilizzo del materiale germinale a fini
di riproduzione, previsto all'articolo 23, paragrafo 1, o figurante nell'atto
delegato adottato conformemente all'articolo 35, paragrafo 1;
f)       utilizzo dello sperma a fini di prova,
previsto all'articolo 23, paragrafo 2, o figurante nell'atto
delegato adottato conformemente all'articolo 35, paragrafo 1;
g)      prova di performance e valutazione
genetica previste all'articolo 27, o figuranti nell'atto delegato
adottato conformemente all'articolo 35, paragrafo 1.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
2.           Gli
atti di esecuzione di cui al paragrafo 1 sono adottati sulla base:
a)      di un
esame approfondito delle informazioni e dei dati forniti dal paese terzo interessato
conformemente all'articolo 37, paragrafo 1;
b)      se del caso, dei risultati soddisfacenti
di un controllo eseguito conformemente all'articolo 67.
3.           Gli atti di esecuzione di cui al
paragrafo 1 possono stabilire le modalità che disciplinano l'ingresso
nell'Unione di animali riproduttori e del loro materiale germinale provenienti
dal paese terzo interessato e possono comprendere:
a)      la natura e il contenuto dei certificati
o dei documenti zootecnici conformemente ai requisiti di cui all'allegato V
che devono accompagnare gli animali riproduttori e il loro materiale germinale;
b)      le prescrizioni specifiche applicabili
all'ingresso nell'Unione degli animali riproduttori o del loro materiale
germinale nonché i controlli ufficiali da eseguire all'ingresso nell'Unione;
c)      ove necessario, le procedure per la
compilazione e la modifica degli elenchi degli organismi di allevamento nel
paese terzo interessato dai quali è consentito l'ingresso nell'Unione di
animali riproduttori e del loro materiale germinale.
4.           La Commissione abroga senza indugio, mediante atti di esecuzione, gli
atti di esecuzione di cui al paragrafo 1 se non è più soddisfatta una
qualsiasi delle condizioni per il riconoscimento dell'equivalenza delle
garanzie stabilita al momento dell'adozione di tali atti.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
Articolo 39
Condizioni zootecniche
applicabili alle importazioni nell'Unione di
animali riproduttori e del loro
materiale germinale
1.           Gli allevatori possono importare
nell'Unione animali riproduttori e il loro materiale germinale iscritti in un
libro genealogico o in un registro anagrafico della razza di un organismo di
allevamento figurante nell'elenco istituito conformemente all'articolo 36,
paragrafo 2, o conformemente all'articolo 7, se stabilita
l'equivalenza a norma dell'articolo 38, paragrafo 1, purché siano
accompagnati da un certificato zootecnico, quale previsto all'articolo 40,
e soddisfino le seguenti condizioni supplementari:
a)      gli animali riproduttori sono
accompagnati da elementi di prova del fatto che devono essere iscritti nel libro
genealogico di una società di allevamento o in un registro anagrafico della
razza di un suinicoltore;
b)      il loro sperma:
i)       è ottenuto da animali riproduttori
sottoposti alla prova di performance e alla valutazione genetica realizzate
conformemente all'allegato III se tale prova e tale valutazione sono
previste a norma dell'articolo 27, paragrafo 1 o
ii)      è importato nella quantità necessaria
alla realizzazione della prova di performance e della valutazione genetica di
cui all'articolo 23, paragrafo 2;
c)      gli ovociti e gli embrioni sono raccolti
o prodotti da animali riproduttori sottoposti alla prova di performance e alla
valutazione genetica realizzate conformemente all'allegato III se tale prova
e tale valutazione sono previste a norma dell'articolo 27, paragrafo 1.
2.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 per quanto
riguarda le norme zootecniche e genealogiche applicabili alle importazioni
nell'Unione di animali riproduttori e del loro materiale germinale onde tener
conto della specifica situazione zootecnica del paese terzo di origine di un
animale riproduttore.
Articolo 40
Emissione, contenuto e formato
dei certificati zootecnici per le importazioni nell'Unione
di animali riproduttori e del
loro materiale germinale
1.           Ai fini dell'iscrizione degli
animali riproduttori e del loro materiale germinale nei libri genealogici o nei
registri anagrafici della razza, i certificati zootecnici di cui all'articolo 39,
paragrafo 1:
a)      sono rilasciati da un organismo di
allevamento figurante in un elenco conformemente all'articolo 36,
paragrafo 2;
b)      forniscono le informazioni di cui
all'allegato V;
c)      sono elaborati conformemente al modello
di certificato zootecnico stabilito in un atto di esecuzione adottato conformemente
al paragrafo 2.
2.           La Commissione elabora, mediante
atti di esecuzione, i modelli di certificati zootecnici per l'importazione
nell'Unione di animali riproduttori e del loro sperma, dei loro ovociti e
embrioni.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
Articolo 41
Deroghe relative all'emissione,
al contenuto e al formato dei certificati zootecnici per
le importazioni nell'Unione di
animali riproduttori e del loro materiale germinale
1.           In deroga all'articolo 40,
paragrafo 1, lettera a), il materiale germinale può essere
accompagnato da un certificato zootecnico rilasciato per conto dell'organismo
di allevamento di cui alla suddetta lettera a), da centri di raccolta dello
sperma o da gruppi di raccolta o di produzione di embrioni, approvati a fini di
importazione nell'Unione di tale materiale germinale conformemente alla
legislazione dell'UE in materia di sanità animale.
2.           In deroga all'articolo 40,
paragrafo 1, lettera b), le informazioni che devono figurare nel
certificato zootecnico possono: 
a)      figurare
in altri documenti che accompagnano gli animali riproduttori o il loro
materiale germinale a condizione che l'organismo di allevamento che tiene il
libro genealogico o il registro anagrafico della razza abbia certificato il
contenuto di tali documenti conformemente all'allegato V, parte 1,
punto 2;
b)      contenere un riferimento al sito web in
cui sono reperibili tali informazioni, a condizione che i risultati della
valutazione genetica siano pubblicati su Internet.
Articolo 42
Controlli zootecnici sugli animali riproduttori e sul
loro materiale germinale
importati nell'Unione
1.           Gli Stati membri procedono ai
controlli zootecnici sulle partite di animali riproduttori e sul loro materiale
germinale importati nell'Unione da paesi terzi ai posti di controllo
frontalieri, comprendenti controlli documentali, dell'identità e fisici
effettuati conformemente all'articolo 42 del regolamento (UE) n. [...] [COM/2013/0265
final - 2013/0140 (COD)].
2.           Ai fini del paragrafo 1, gli
importatori di animali riproduttori e del loro materiale germinale presentano
al funzionario incaricato dei controlli documentali, d'identità e fisici di cui
al paragrafo 1, il certificato zootecnico che deve accompagnare la partita
conformemente all'articolo 39, paragrafo 1.
Articolo 43
Condizioni per l'iscrizione nei
libri genealogici degli animali riproduttori di razza pura importati
nell'Unione
1.           Le società di allevamento iscrivono
nella sezione principale dei loro libri genealogici gli animali riproduttori di
razza pura:
a)      importati nell'Unione conformemente
all'articolo 39, paragrafo 1, lettera a);
b)      nati in uno Stato membro a seguito di
riproduzione assistita realizzata
i)       con sperma importato conformemente
all'articolo 39, paragrafo 1, lettera b);
ii)      con ovociti o embrioni importati
conformemente all'articolo 39, paragrafo 1, lettera c).
2.           Le società di allevamento possono
iscrivere nella sezione principale dei loro libri genealogici gli animali
riproduttori di razza pura importati nell'Unione che soddisfano le norme
stabilite per la razza nel programma di selezione approvato conformemente
all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9, a condizione che:
a)      l'organismo di allevamento soddisfi i
criteri previsti per essere inserito nell'elenco degli organismi di allevamento
di cui all'articolo 37;
b)      l'iscrizione di tali animali riproduttori
di razza pura nella sezione principale del libro genealogico sia prevista nel programma
di selezione approvato;
c)      gli animali riproduttori di razza pura
siano accompagnati da un certificato zootecnico:
i)       emesso da un organismo di allevamento di
cui alla lettera a); 
ii)      contenente le informazioni di cui
all'allegato V.
Articolo 44
Condizioni per l'iscrizione nei
registri anagrafici della razza dei suini ibridi riproduttori importati
nell'Unione
1.           I suinicoltori iscrivono nei loro
registri anagrafici della razza i suini ibridi riproduttori:
a)      importati nell'Unione conformemente
all'articolo 39, paragrafo 1, lettera a);
b)      nati in uno Stato membro tramite
riproduzione assistita realizzata 
i)       con sperma importato conformemente
all'articolo 39, paragrafo 1, lettera b);
ii)      con ovociti o embrioni importati
conformemente all'articolo 39, paragrafo 1, lettera c).
2.           I suinicoltori possono iscrivere nei
registri anagrafici della razza i suini ibridi riproduttori importati
nell'Unione che soddisfano le norme stabilite per l'incrocio nel programma di
selezione approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o
all'articolo 9, a condizione che:
a)      l'organismo di allevamento stabilito nel
paese terzo risponda ai requisiti dell'articolo 37;
b)      la registrazione di tali suini ibridi
riproduttori nel registro anagrafico della razza sia prevista nel programma di
selezione approvato.
CAPO VIII
Condizioni zootecniche e genealogiche applicabili alle importazioni nell'Unione
di animali riproduttori di razza pura di altre specie
Articolo 45
Poteri delegati e competenze di
esecuzione per quanto riguarda le norme zootecniche e genealogiche applicabili
alle importazioni nell'Unione degli animali riproduttori di razza pura di cui
all'articolo 2, lettera i), punto iii),
e del loro materiale germinale
1.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 per quanto
riguarda le norme specifiche applicabili alle importazioni nell'Unione degli
animali riproduttori di razza pura di cui all'articolo 2, lettera i),
punto iii), e del loro materiale germinale, ove ciò sia necessario per il
funzionamento del mercato interno o per la protezione di preziose risorse
genetiche, relativamente:
a)      alla compilazione dell'elenco degli
organismi di allevamento;
b)      alle condizioni per l'iscrizione di tali
animali riproduttori di razza pura nei libri genealogici istituiti dagli
organismi di allevamento;
c)      all'ammissione da parte delle società di
allevamento di tali animali riproduttori di razza pura alla riproduzione,
all'inseminazione artificiale nonché alla raccolta e all'utilizzo del loro materiale
germinale;
d)      ai metodi di prova della performance e di
valutazione genetica di tali animali di razza pura;
e)      alle principali informazioni che devono
figurare nel certificato zootecnico che accompagna tali animali riproduttori di
razza pura e il loro materiale germinale.
2.           Una volta adottati gli atti delegati
di cui al paragrafo 1, la Commissione elabora, mediante atti di
esecuzione, i modelli dei certificati zootecnici di cui al paragrafo 1,
lettera f), per gli animali riproduttori di razza pura di cui all'articolo 2,
lettera i), punto iii), e per il loro sperma, i loro ovociti e
embrioni.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
CAPO IX
Controlli ufficiali e altre attività ufficiali, assistenza amministrativa,
cooperazione e controllo dell'applicazione della legislazione da parte degli
Stati membri
Articolo 46
 Norme generali in materia di
controlli ufficiali
1.           L'autorità competente effettua
regolarmente controlli ufficiali sulle società di allevamento e sui
suinicoltori in funzione dei rischi e con frequenza adeguata, tenendo conto:
a)      dei casi accertati di non conformità riguardanti:
i)       gli animali riproduttori e il loro
materiale germinale;
ii)      le attività realizzate sotto il
controllo delle società di allevamento e dei suinicoltori;
iii)     l'ubicazione delle attività o delle
aziende degli allevatori, delle società di allevamento e dei suinicoltori;
b)      dei precedenti delle società e dei
suinicoltori per quanto riguarda i risultati dei controlli ufficiali cui sono
stati sottoposti e della loro conformità alle norme zootecniche e genealogiche
stabilite dal presente regolamento;
c)      dell'affidabilità e dei risultati dei
controlli interni effettuati dalle società stesse e dagli stessi suinicoltori o
da terzi, su loro richiesta, al fine di accertare la conformità alle norme
zootecniche e genealogiche stabilite dal presente regolamento;
d)      di qualsiasi informazione che possa
indicare un'eventuale non conformità.
2.           L'autorità competente effettua i controlli
ufficiali regolarmente e con frequenza adeguata al fine di individuare
eventuali violazioni intenzionali delle norme zootecniche e genealogiche
stabilite dal presente regolamento, tenendo conto, oltre che dei criteri di cui
al paragrafo 1, delle informazioni in merito a tali possibili violazioni
intenzionali comunicate attraverso i meccanismi di assistenza amministrativa di
cui all'articolo 53 e di qualsiasi altra informazione che indichi la
possibilità di tali violazioni.
3.           I controlli ufficiali eseguiti prima
degli scambi commerciali di determinati animali riproduttori e del loro
materiale germinale in vista dell'emissione dei certificati o degli attestati
ufficiali prescritti dalle norme zootecniche e genealogiche stabilite dal
presente regolamento come condizione per gli scambi commerciali di animali
riproduttori e del loro materiale germinale sono realizzati in conformità:
a)      alle norme zootecniche e genealogiche
stabilite dal presente regolamento;
b)      agli atti delegati adottati dalla
Commissione conformemente agli articoli 35 e 45.
4.           I controlli ufficiali sono
effettuati previa notifica all'allevatore, alla società di allevamento o al
suinicoltore, a meno che non sussistano fondati motivi per procedere a tali
controlli senza preavviso.
5.           I controlli ufficiali sono
effettuati, per quanto possibile, in modo tale da ridurre al minimo gli oneri
per l'allevatore, la società di allevamento o il suinicoltore.
6.           L'autorità competente effettua i
controlli ufficiali con la stessa accuratezza a prescindere dal fatto che essi
riguardino animali riproduttori o il loro materiale germinale:
a)      disponibili sul mercato dell'Unione e
provenienti dallo Stato membro in cui sono effettuati i controlli ufficiali o
da un altro Stato membro o
b)      in entrata nell'Unione da paesi terzi.
Articolo 47
Trasparenza dei controlli
ufficiali
1.           L'autorità competente effettua i
controlli ufficiali con un livello elevato di trasparenza e rende pubbliche le
informazioni pertinenti concernenti l'organizzazione e lo svolgimento dei
controlli ufficiali.
Essa provvede alla regolare e tempestiva
pubblicazione delle informazioni relative ai controlli ufficiali che essa
effettua e pubblica almeno le seguenti informazioni riguardanti:
a)      il tipo, il numero e i risultati dei
controlli ufficiali da essa effettuati;
b)      il tipo e il numero dei casi di non
conformità da essa rilevati;
c)      i casi in cui essa ha adottato misure
conformemente all'articolo 61;
d)      i casi in cui essa ha inflitto le
sanzioni previste all'articolo 62.
2.           La Commissione stabilisce mediante
atti di esecuzione e aggiorna ove necessario il formato per la pubblicazione
delle informazioni di cui al paragrafo 1.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
3.           L'autorità competente può pubblicare
o altrimenti divulgare le informazioni disponibili sul rating di ciascuna
società di allevamento e di ciascun suinicoltore sulla base di una valutazione
della loro conformità ai criteri di rating e dei risultati dei controlli
ufficiali, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
a)      i criteri di rating siano oggettivi,
trasparenti e pubblici;
b)      esistano procedure atte a garantire la
coerenza e la trasparenza del processo di attribuzione del rating.
Articolo 48
Procedure documentate di
controllo e verifica dei controlli
1.           I controlli ufficiali ad opera delle
autorità competenti sono eseguiti secondo procedure documentate contenenti
istruzioni particolareggiate per il personale addetto alla loro esecuzione.
2.           L'autorità competente dispone di
procedure interne per verificare la coerenza e l'efficacia dei controlli
ufficiali e delle altre attività ufficiali da essa svolte.
3.           L'autorità competente:
a)      adotta azioni correttive in tutti i casi
in cui le procedure interne di cui al paragrafo 2 rilevano carenze in
fatto di coerenza e di efficacia dei controlli ufficiali e delle altre attività
ufficiali;
b)      aggiorna, secondo necessità, le procedure
documentate di cui al paragrafo 1.
Articolo 49
Relazioni sui controlli
ufficiali
1.           L'autorità competente elabora
relazioni su tutti i controlli ufficiali che essa svolge. Tali relazioni
contengono:
a)      una descrizione degli obiettivi dei
controlli ufficiali;
b)      i metodi di controllo applicati;
c)      i risultati dei controlli ufficiali;
d)      se del caso, l'indicazione delle misure
che l'autorità competente impone di adottare all'allevatore, alla società di
allevamento e al suinicoltore a seguito dei risultati dei controlli ufficiali.
2.           L'autorità competente rilascia
all'allevatore, alla società di allevamento e al suinicoltore sottoposti a un
controllo ufficiale una copia della relazione di cui al paragrafo 1.
Articolo 50
Metodi e tecniche di esecuzione
dei controlli ufficiali
1.           I metodi e le tecniche di controllo
utilizzati dall'autorità competente per eseguire i controlli ufficiali consistono,
secondo il caso, in verifiche, ispezioni e audit.
2.           I controlli ufficiali degli
allevatori, delle società di allevamento e dei suinicoltori effettuati
dall'autorità competente, comprendono, secondo il caso, le seguenti attività:
a)      l'esame dei sistemi di controllo
applicati dalle società di allevamento e dai suinicoltori, nonché dei
risultati ottenuti grazie a tali sistemi;
b)      un'ispezione:
i)       dei locali, degli uffici e delle
attrezzature degli allevatori, delle società di allevamento e dei suinicoltori;
ii)      degli animali riproduttori e del loro
materiale germinale;
iii)     dell'etichettatura, della presentazione
e della pubblicità degli allevatori, delle società di allevamento e dei
suinicoltori;
c)      un esame dei documenti e di altri dati
che possano rivelarsi utili ai fini della valutazione della conformità alle
norme zootecniche e genealogiche stabilite dal presente regolamento;
d)      interviste con i membri e con il
personale delle società di allevamento e dei suinicoltori;
e)      qualsiasi altra attività necessaria per
rilevare eventuali casi di non conformità.
Articolo 51
Obblighi degli allevatori, delle
società di allevamento e dei suinicoltori
1.           Qualora necessario per lo
svolgimento dei controlli ufficiali o di altre attività ufficiali, gli
allevatori, le società di allevamento e i suinicoltori danno accesso ai
funzionari dell'autorità competente: 
a)      ai propri locali, uffici e
attrezzature;
b)      ai propri sistemi informatici di
trattamento delle informazioni;
c)      agli animali riproduttori e al loro
materiale germinale;
d)      ai propri documenti e a tutte le altre
informazioni pertinenti.
2.           Durante i controlli ufficiali e le
altre attività ufficiali gli allevatori, le società di allevamento e i
suinicoltori forniscono assistenza ai funzionari dell'autorità competente
nell'adempimento dei loro compiti.
3.           La Commissione può stabilire,
mediante atti di esecuzione, le disposizioni che definiscono:
a)      le modalità di accesso da parte dei
funzionari dell'autorità competente ai sistemi informatici di trattamento delle
informazioni di cui al paragrafo 1, lettera b);
b)      norme uniformi concernenti l'assistenza
di cui al paragrafo 2 fornita all'autorità competente dagli allevatori,
dalle società di allevamento e dai suinicoltori.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
Articolo 52
Delega di poteri per quanto
riguarda le norme specifiche in materia di controlli ufficiali e di misure che
l'autorità competente deve adottare riguardo agli animali riproduttori e al loro
materiale germinale
1.           Alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati in conformità all'articolo 71 recanti
norme:
a)      sull'esecuzione dei controlli ufficiali
sugli animali riproduttori e sul loro materiale germinale intesi a verificare
la conformità alle norme zootecniche e genealogiche stabilite dal presente
regolamento;
b)      sulle misure che l'autorità competente
deve adottare alla luce dei risultati di tali controlli ufficiali.
2.           Gli atti delegati di cui al
paragrafo 1 specificano:
a)      le responsabilità e i compiti specifici
dell'autorità competente, oltre a quelli previsti agli articoli da 46 a 50;
b)      i casi in cui l'autorità competente, se
accerta particolari non conformità, adotta una o più misure tra quelle previste
negli atti d'esecuzione di cui all'articolo 66, paragrafo 1, o altre
misure oltre a quelle previste in tale articolo.
Articolo 53
Principi generali in materia di
assistenza e cooperazione amministrativa
1.           Le autorità competenti degli Stati
membri si prestano reciprocamente assistenza amministrativa per garantire la
corretta applicazione delle norme zootecniche e genealogiche stabilite dal
presente regolamento per i casi di non conformità che si manifestano, si
diffondono e producono i loro effetti in più di uno Stato membro.
2.           L'assistenza amministrativa di cui
al paragrafo 1, comprende, se del caso, la partecipazione dell'autorità
competente di uno Stato membro ai controlli ufficiali svolti in loco dall'autorità
competente di un altro Stato membro.
3.           Le disposizioni del presente
articolo si applicano fatte salve le norme nazionali:
a)      applicabili alla divulgazione di
documenti che sono oggetto di procedimenti giudiziari o sono ad essi collegati;
b)      destinate a tutelare gli interessi
commerciali di una persona fisica o giuridica.
4.           Tutte le comunicazioni tra le
autorità competenti ai sensi degli articoli 54, 55 e 56 avvengono per
iscritto.
Articolo 54
Assistenza su richiesta
1.1.        1.       Se l'autorità
competente ("autorità competente richiedente") reputa che necessita
di informazioni da parte dell'autorità competente di un altro Stato membro ("autorità
destinataria della domanda") per poter eseguire i controlli ufficiali o
per dare loro un seguito efficace, presenta a quest'ultima una domanda
motivata.
L'autorità competente destinataria della domanda
procede senza indugio:
a)      ad accusare ricezione della domanda
motivata e indica il tempo necessario per fornire le informazioni richieste;
b)      ad eseguire i controlli ufficiali o le
indagini necessarie 
i)       per fornire all'autorità competente
richiedente tutte le informazioni necessarie e i documenti originali o copie
certificate degli stessi;
ii)      per verificare in loco, se del caso, il
rispetto, nel territorio di sua competenza, delle norme zootecniche e
genealogiche stabilite dal presente regolamento.
2.           L'autorità competente richiedente e
quella destinataria della domanda possono convenire che i funzionari designati
dalla prima siano presenti durante i controlli ufficiali di cui al paragrafo 1,
secondo comma, lettera b), punto i).
In tal caso i funzionari dell'autorità competente
richiedente:
a)      sono in grado di esibire, in qualsiasi
momento, un mandato scritto in cui siano indicate la loro identità e le loro
qualifiche ufficiali;
b)      hanno accesso, ai soli fini
dell'esecuzione dei controlli ufficiali, agli stessi locali e agli stessi
documenti cui hanno accesso i funzionari presenti dell'autorità competente
destinataria della domanda;
c)      non possono, di propria iniziativa,
esercitare i poteri di controllo ufficiale conferiti ai funzionari dell'autorità
competente destinataria della domanda.
Articolo 55
Assistenza spontanea
1.           Se l'autorità competente di uno
Stato membro viene a conoscenza di un caso di non conformità che potrebbe avere
conseguenze per un altro Stato membro, essa notifica di propria iniziativa e
senza indugio tali informazioni all'autorità competente dell'altro Stato
membro.
2.           L'autorità competente che riceve la
notifica conformemente al paragrafo 1:
a)      accusa immediatamente ricezione della
notifica;
b)      indica entro dieci giorni dalla data di
ricezione della notifica:
i)       le indagini che intende effettuare in
merito alla non conformità di cui al paragrafo 1 o
ii)      le ragioni per le quali ritiene inutile
indagare.
3.           Se l'autorità competente che riceve
la notifica conformemente al paragrafo 1 decide di svolgere indagini in
conformità al paragrafo 2, essa informa senza indugio l'autorità
competente notificante dei risultati di tali indagini e, se del caso, delle
misure intraprese a seguito delle stesse.
Articolo 56
Assistenza in caso di non
conformità
1.           Qualora, durante i controlli
ufficiali eseguiti su animali riproduttori e sul loro materiale germinale
originari di un altro Stato membro, l'autorità competente accerti che tali
animali o tale materiale non sono conformi alle norme zootecniche e
genealogiche stabilite dal presente regolamento, al punto da costituire una
violazione grave di tali norme, essa ne dà immediata notifica alle autorità
competenti dello Stato membro di spedizione e di ogni altro Stato membro
interessato affinché esse possano avviare le necessarie indagini.
2.           Le autorità competenti che ricevono
una notifica conformemente al paragrafo 1, procedono senza indugio:
a)      ad accusare ricezione della notifica e ad
indicare quali indagini esse intendono svolgere in merito alla non conformità
di cui al paragrafo 1;
b)      ad indagare in merito, ad adottare tutte
le misure necessarie e ad informare l'autorità competente notificante riguardo
alla natura delle indagini e dei controlli ufficiali effettuati, alle decisioni
prese e alle relative motivazioni.
3.           Se l'autorità competente notificante
di cui al paragrafo 1 ha motivo di credere che le indagini eseguite o le
misure adottate dalle autorità competenti destinatarie della notifica
conformemente al paragrafo 2 non siano adeguate a porre rimedio alla non
conformità accertata, chiede a queste ultime di effettuare controlli ufficiali
supplementari o di applicare ulteriori misure.
In tal caso le autorità competenti di entrambi gli
Stati membri:
a)      cercano di convenire un approccio comune
per poter rimediare in maniera adeguata alla non conformità di cui al paragrafo 1
del presente articolo, anche tramite controlli ufficiali in loco effettuati
congiuntamente, conformemente all'articolo 53, paragrafo 2, e
all'articolo 54, paragrafo 2;
b)      informano senza indugio la Commissione se
non sono in grado di concordare misure appropriate.
4.           Nel caso in cui i controlli
ufficiali eseguiti su animali riproduttori o sul loro materiale germinale
originari di un altro Stato membro mostrino ripetuti casi di non conformità
alle norme di cui al paragrafo 1, l'autorità competente dello Stato membro
di destinazione ne informa senza indugio la Commissione e le autorità
competenti degli altri Stati membri.
Articolo 57
Informazioni relative ai casi di
non conformità notificati dai paesi terzi
1.           Se un'autorità competente riceve da
un paese terzo informazioni indicanti un caso di non conformità alle norme
zootecniche e genealogiche stabilite dal presente regolamento, essa comunica
senza indugio tali informazioni:
a)      alla Commissione, se sono, o possono
essere, rilevanti a livello dell'Unione;
b)      alle autorità competenti degli altri
Stati membri interessati.
2.           Le informazioni ottenute grazie alle
indagini e ai controlli ufficiali effettuati conformemente al presente
regolamento possono essere comunicate al paese terzo di cui al paragrafo 1,
a condizione che:
a)      le autorità competenti che hanno fornito
le informazioni siano d'accordo;
b)      il paese terzo si sia impegnato a fornire
l'assistenza necessaria per raccogliere gli elementi di prova dell'esistenza di
pratiche che sono o sembrano essere in contrasto con le norme dell'Unione;
c)      siano rispettate le pertinenti norme
dell'Unione e le norme nazionali applicabili alla comunicazione di dati a
carattere personale a paesi terzi.
Articolo 58
Assistenza coordinata e
follow-up della Commissione
1.           La Commissione coordina senza
indugio le misure adottate dall'autorità competente conformemente al presente
capo nei seguenti casi:
a)      dalle informazioni di cui dispone la
Commissione risulta che le attività che sono o sembrano essere non conformi:
i)       hanno o possono avere ramificazioni in
più Stati membri o
ii)      possono aver luogo in più Stati membri; 
b)      le autorità competenti degli Stati membri
interessati non sono in grado di concordare azioni appropriate per rimediare a
tale non conformità.
2.           Nelle situazioni di cui al paragrafo 1,
la Commissione può:
a)      in collaborazione con lo Stato membro
interessato, inviare un gruppo di ispettori per effettuare un controllo ufficiale
in loco;
b)      chiedere che le autorità competenti dello
Stato membro di spedizione e, se del caso, di altri Stati membri interessati,
intensifichino opportunamente i loro controlli ufficiali e le riferiscano in
merito alle misure da esse adottate;
c)      presentare le informazioni relative a
tali situazioni al comitato di cui all'articolo 72, paragrafo 1,
corredate di una proposta di misure volte a porre rimedio ai casi di non
conformità di cui al paragrafo 1, lettera a).
Articolo 59
Principio generale del finanziamento
dei controlli ufficiali
1.           Gli Stati membri provvedono a che
siano disponibili risorse finanziarie adeguate per fornire all'autorità
competente il personale e le altre risorse necessarie per effettuare i controlli
ufficiali e altre attività ufficiali.
2.           Gli Stati membri
possono imporre tariffe per coprire i costi sostenuti per i controlli ufficiali
da essi effettuati.
Articolo 60
Obblighi generali delle autorità
competenti per quanto concerne la verifica dell'attuazione
1.           Nell'agire conformemente alle
disposizioni del presente capo, le autorità competenti danno priorità a misure
volte ad eliminare la non conformità o a ridurne al minimo gli effetti sugli
scambi commerciali di animali riproduttori e del loro materiale germinale.
2.           In caso di sospetta non conformità,
le autorità competenti svolgono un'indagine per confermare o eliminare tale
sospetto.
3.           Se necessario per le sue finalità,
l'indagine di cui al paragrafo 2 comprende l'intensificazione, per
un periodo di tempo opportuno, dei controlli ufficiali sugli animali
riproduttori e sul loro materiale germinale, nonché sugli allevatori, sulle
società di allevamento e sui suinicoltori.
Articolo 61
Indagini e misure in caso di
accertata non conformità
1.           Se il caso di non conformità è
accertato, le autorità competenti:
a)      svolgono ogni altra indagine necessaria per
determinare l'origine e l'entità della non conformità e per stabilire le
responsabilità degli allevatori, delle società di allevamento e dei
suinicoltori;
b)      adottano le misure opportune per
assicurare che gli allevatori, le società di allevamento e i suinicoltori
pongano rimedio ai casi di non conformità e ne impediscano il ripetersi.
Nel decidere le misure da adottare, le autorità
competenti tengono conto della natura della non conformità e dei precedenti quanto
a conformità degli allevatori, delle società di allevamento e dei suinicoltori.
2.           Quando agiscono conformemente al
paragrafo 1, le autorità competenti, a seconda dei casi:
a)      rinviano l'iscrizione nei libri
genealogici degli animali riproduttori di razza pura o nei registri anagrafici
della razza dei suini ibridi riproduttori;
b)      impongono la modifica della qualifica degli
animali o del loro materiale germinale destinati alla riproduzione conformemente
al presente regolamento o la comunicazione agli allevatori di informazioni
correttive;
c)      limitano o vietano gli scambi commerciali
di animali e di materiale germinale in quanto animali riproduttori o materiale
germinale quali definiti all'articolo 2, le loro importazioni nell'Unione
o le loro esportazioni verso paesi terzi, oppure vietano o dispongono il loro
il rinvio nello Stato membro di spedizione;
d)      impongono all'allevatore, alla società di
allevamento e al suinicoltore di intensificare la frequenza dei controlli;
e)      dispongono che determinate attività
dell'allevatore, della società di allevamento e del suinicoltore interessati
siano soggette a controlli ufficiali rafforzati o sistematici;
f)       dispongono la cessazione per un periodo
di tempo appropriato della totalità o di una parte delle attività
dell'allevatore, della società di allevamento o del suinicoltore interessati
e, se del caso, dei siti Internet che essi gestiscono o utilizzano, oppure
dispongono la sospensione dell'approvazione di un programma di selezione
realizzato da una società di allevamento o da un suinicoltore del settore
laddove questi non rispettino, in maniera ripetuta, continua o generale, i
requisiti del programma di selezione approvato conformemente all'articolo 8,
paragrafo 1, o all'articolo 9;
g)      dispongono la revoca del riconoscimento
della società di allevamento o del suinicoltore concesso conformemente
all'articolo 4, paragrafo 2, se la pratica amministrativa di tale
società o suinicoltore dimostra che essi non rispettano, in maniera
ripetuta, continua o generale, i requisiti di cui all'articolo 4,
paragrafo 2, lettera c);
h)      adottano qualsiasi altra misura che le
autorità competenti ritengano opportuna per garantire la conformità alle norme
zootecniche e genealogiche stabilite dal presente regolamento.
3.           Le autorità competenti trasmettono
all'allevatore, alla società di allevamento o al suinicoltore interessati o a
un loro rappresentante:
a)      notifica scritta della loro decisione
concernente l'azione o la misura da adottare conformemente ai paragrafi 1
e 2, unitamente alle relative motivazioni e
b)      informazioni sui loro diritti di ricorso avverso
tali decisioni e sulla procedura e sui termini applicabili.
4.           Tutti i costi sostenuti a norma del
presente articolo sono a carico dell'allevatore, della società di allevamento o
del suinicoltore responsabili.
Articolo 62
Sanzioni
Gli Stati membri stabiliscono le norme
relative alle sanzioni da applicare in caso di violazione delle disposizioni
del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie ad assicurare la
loro applicazione. Le sanzioni previste devono essere efficaci, proporzionate e
dissuasive.
Gli Stati membri
notificano tali disposizioni alla Commissione entro la data di cui all'articolo 74,
secondo comma, e provvedono a notificare immediatamente alla stessa ogni
successiva modifica.
CAPO X
Controlli da parte della Commissione
Sezione 1
Controlli della Commissione negli Stati membri
Articolo 63
Controlli della Commissione
negli Stati membri
1.           Gli esperti della Commissione
eseguono controlli in ciascuno Stato membro al fine di:
a)      verificare il rispetto globale delle
norme zootecniche e genealogiche stabilite nel presente regolamento;
b)      verificare il funzionamento dei sistemi
nazionali di controllo di cui all'articolo 46 e dell'autorità competente
che li attua;
c)      indagare e raccogliere informazioni:
i)       sui controlli ufficiali e sulle pratiche
di verifica dell'attuazione;
ii)      su problemi importanti o ricorrenti
nell'applicazione o nella verifica dell'attuazione delle norme zootecniche e
genealogiche stabilite dal presente regolamento;
iii)     in relazione a problemi emergenti o a nuovi
sviluppi negli Stati membri.
2.           I controlli della Commissione di cui
al paragrafo 1 sono organizzati in collaborazione con le autorità
competenti degli Stati membri e possono includere verifiche in loco insieme al
personale dell'autorità competente che effettua i controlli ufficiali.
3.           Esperti degli Stati membri possono
assistere gli esperti della Commissione.
Gli esperti nazionali che accompagnano gli esperti
della Commissione hanno i loro stessi diritti di accesso.
Articolo 64
Relazioni sui controlli della Commissione negli
Stati membri
1.           La Commissione:
a)      elabora e invia allo Stato membro in cui
sono stati effettuati i controlli della Commissione conformemente all'articolo 63,
paragrafo 1, perché presenti le sue osservazioni, una copia del suo
progetto di relazione sui risultati di tali controlli;
b)      elabora la relazione finale sui risultati
di tali controlli della Commissione, tenendo conto delle osservazioni dello
Stato membro di cui alla lettera a);
c)      rende disponibile al pubblico la
relazione finale e le osservazioni dello Stato membro di cui alle lettere a)
e b).
2.           Se del caso, nelle sue relazioni
finali di cui al paragrafo 1, lettera b), la Commissione può
raccomandare che gli Stati membri adottino misure correttive o preventive per
rimediare alle carenze specifiche o di sistema individuate durante i controlli
effettuati conformemente all'articolo 63, paragrafo 1.
Articolo 65
Obblighi degli Stati membri in
materia di controlli della Commissione
1.           Per assistere la Commissione nell'esecuzione
dei controlli di cui all'articolo 63, paragrafo 1, gli Stati membri:
a)      forniscono tutta l'assistenza necessaria,
tutta la documentazione e ogni altro sostegno tecnico richiesto dagli esperti
della Commissione per consentire loro di eseguire i controlli in modo
efficiente ed effettivo;
b)      assicurano che gli esperti della
Commissione abbiano accesso a tutti i locali o parti di locali e alle
informazioni necessarie per l'espletamento dei loro compiti, compresi i sistemi
informatici. 
2.           Gli Stati membri adottano adeguate
misure di follow-up alla luce delle raccomandazioni contenute nella relazione
finale di cui all'articolo 64, paragrafo 1, lettera b), al fine
di garantire la conformità alle norme zootecniche e genealogiche stabilite dal
presente regolamento.
Articolo 66
Gravi carenze nel sistema di
controllo di uno Stato membro
1.           Se la Commissione dispone di prove
dell'esistenza di gravi carenze nel sistema di controllo di uno Stato membro e
se tali carenze possono comportare una diffusa violazione delle norme
zootecniche e genealogiche stabilite nel presente regolamento, essa adotta,
mediante atti di esecuzione, una o più delle seguenti misure, da applicare
finché tali carenze non vengano eliminate:
a)      divieto di scambi commerciali di animali
riproduttori e del loro materiale germinale interessati dalle carenze esistenti
nel sistema di controllo ufficiale;
b)      imposizione di condizioni particolari,
oltre a quelle previste al capo II, per il riconoscimento delle società di
allevamento o dei suinicoltori, per l'approvazione dei programmi di selezione o
per gli scambi commerciali di animali riproduttori e del loro materiale
germinale;
c)      altre misure temporanee appropriate.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
2.           Le misure di cui al paragrafo 1 sono
adottate solo dopo che lo Stato membro interessato non ha posto rimedio alla
situazione, in seguito alla richiesta della Commissione ed entro i termini da
essa stabiliti.
Sezione 2
Controlli della Commissione in paesi terzi
Articolo 67
Controlli della Commissione in
paesi terzi
1.           Gli esperti della Commissione
possono eseguire controlli in paesi terzi, al fine di:
a)      verificare che le norme zootecniche e
genealogiche relative agli animali riproduttori e al loro materiale germinale
previste dalla legislazione del paese terzo offrano garanzie equivalenti a
quelle previste dal presente regolamento per l'Unione;
b)      verificare che il sistema di controlli in
vigore nel paese terzo in questione sia tale da garantire che le partite di
animali riproduttori e del loro materiale germinale esportate nell'Unione
rispettino i requisiti pertinenti del capo VII del presente regolamento;
c)      raccogliere informazioni per chiarire le
cause dei casi ricorrenti di non conformità degli animali riproduttori e del loro
materiale germinale importati nell'Unione ai requisiti zootecnici e genealogici
applicabili alle importazioni nell'Unione impropriamente certificate come conformi.
2.           I controlli della Commissione di cui
al paragrafo 1 tengono conto in particolare:
a)      della legislazione zootecnica e
genealogica del paese terzo in materia di animali riproduttori e loro materiale
germinale;
b)      dell'organizzazione dell'autorità
competente del paese terzo, dei poteri di cui essa dispone e della sua
indipendenza, della vigilanza cui è sottoposta nonché dell'autorità di cui gode
per verificare efficacemente l'attuazione della legislazione di cui alla lettera a);
c)      della formazione del personale per
l'esecuzione dei controlli ufficiali;
d)      delle risorse di cui dispone l'autorità
competente del paese terzo;
e)      dell'esistenza e del funzionamento di
procedure di controllo documentate e di sistemi di controllo basati sulle
priorità;
f)       dell'entità e del funzionamento dei
controlli ufficiali eseguiti sugli animali riproduttori e sul loro materiale
germinale provenienti da altri paesi terzi;
g)      delle assicurazioni che il paese terzo
può fornire in materia di conformità o di equivalenza ai requisiti fissati
nelle norme zootecniche e genealogiche stabilite dal presente regolamento.
Articolo 68
Frequenza e organizzazione dei
controlli della Commissione nei paesi terzi
1.           La frequenza dei controlli della
Commissione nei paesi terzi è determinata in base:
a)      alle norme zootecniche e genealogiche
stabilite dal presente regolamento;
b)      al volume e alla natura degli animali
riproduttori e del loro materiale germinale che entrano nell'Unione dal paese
terzo interessato;
c)      ai risultati dei controlli già eseguiti
dalla Commissione;
d)      ai risultati dei controlli ufficiali
sugli animali riproduttori e sul loro materiale germinale che entrano
nell'Unione dal paese terzo e di ogni altro controllo ufficiale eseguito dalle
autorità competenti degli Stati membri.
2.           Al fine di accrescere l'efficienza e
l'efficacia dei controlli di cui al paragrafo 1, la Commissione può, prima
di eseguire tali controlli, chiedere al paese terzo interessato di fornire:
a)      le informazioni di cui all'articolo 37,
paragrafo 1, lettera b);
b)      se del caso, la documentazione scritta
relativa ai controlli ufficiali in esso eseguiti.
3.           La Commissione può nominare esperti
degli Stati membri che assistano i propri esperti durante l'esecuzione dei
controlli di cui al paragrafo 1.
Articolo 69
Relazioni della Commissione sui
controlli dei suoi esperti in paesi terzi
1.           Se i controlli sono stati eseguiti
dalla Commissione conformemente all'articolo 67, paragrafo 1,
quest'ultima:
a)      elabora e invia al paese terzo in cui
essi sono stati effettuati, perché esso presenti le sue osservazioni, una copia
del suo progetto di relazione sulle conclusioni di tali controlli;
b)      elabora la relazione finale sulle
conclusioni dei controlli effettuati dagli esperti della Commissione nel paese
terzo, tenendo conto delle osservazioni formulate da quest'ultimo;
c)      rende pubblica la relazione finale e le
osservazioni del paese terzo in cui sono stati eseguiti tali controlli.
2.           Se del caso, nella sua relazione
finale elaborata conformemente al paragrafo 1 la Commissione può raccomandare
che il paese terzo adotti misure correttive o preventive per rimediare alle
carenze specifiche o di sistema individuate dai suoi esperti durante i
controlli effettuati conformemente all'articolo 67, paragrafo 1.
Articolo 70
Istituzione di misure speciali
relative all'importazione nell'Unione
di animali riproduttori e del
loro materiale germinale
1.           Qualora si abbia motivo di temere
che siano in atto casi gravi e diffusi di non conformità alle norme zootecniche
e genealogiche stabilite dal presente regolamento, la Commissione adotta,
mediante atti di esecuzione, misure speciali necessarie per rimediarvi.
Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 72, paragrafo 2.
2.           Le misure speciali di cui al
paragrafo 1 identificano gli animali riproduttori e il loro materiale germinale
facendo riferimento ai loro codici nella nomenclatura combinata, e possono
prescrivere:
a)      il divieto, per motivi zootecnici, di importazione
nell'Unione degli animali riproduttori e del loro materiale germinale,
originari o spediti dai paesi terzi, interessati dalla non conformità di
cui al paragrafo 1;
b)      la condizione che gli animali
riproduttori e il loro materiale germinale di cui al paragrafo 1, originari
o spediti dai paesi terzi, interessati dalla non conformità di cui a tale
paragrafo:
i)       siano soggetti a controlli specifici
effettuati prima della loro spedizione o al momento del loro ingresso nell'Unione;
ii)      siano accompagnati da un certificato
ufficiale o da qualsiasi altro elemento di prova della conformità degli animali
riproduttori e del loro materiale germinale ai requisiti di cui al capo VII
del presente regolamento o indicati nell'atto delegato adottato conformemente
all'articolo 45, paragrafo 1;
c)      la condizione che gli elementi di prova
di cui alla lettera b), punto ii), siano presentati in un formato
specifico;
d)      altre misure necessarie per rimediare
alla non conformità di cui al paragrafo 1.
3.           Nell'adottare le misure speciali di
cui al paragrafo 2 è tenuto conto:
a)      delle informazioni raccolte in conformità
all'articolo 67, paragrafo 2;
b)      di eventuali altre informazioni
presentate dai paesi terzi interessati dalla non conformità di cui al paragrafo 1;
c)      se necessario, dei risultati dei
controlli della Commissione di cui all'articolo 67, paragrafo 1.
4.           La Commissione segue l'evoluzione
della situazione e, secondo la procedura di cui all'articolo 72, paragrafo 2,
modifica o abroga, in funzione di detta evoluzione, le misure adottate.
CAPO XI
Delega ed esecuzione
Articolo 71
Esercizio della delega
1.           Il potere di adottare atti delegati
è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2.           Il potere di adottare atti delegati
di cui all'articolo 4, paragrafo 3, all'articolo 8, paragrafo 3,
all'articolo 17, paragrafo 4, all'articolo 19, paragrafo 4,
all'articolo 20, paragrafo 2, all'articolo 21, paragrafo 2,
all'articolo 23, paragrafo 4, all'articolo 24, paragrafo 2,
all'articolo 28, paragrafo 1, all'articolo 32, paragrafo 2,
all'articolo 33, paragrafo 3, all'articolo 35, paragrafo 1,
all'articolo 39, paragrafo 2, all'articolo 45, paragrafo 1,
e all'articolo 52, paragrafo 1, è conferito alla Commissione per un
periodo indeterminato a decorrere dall'entrata in vigore del presente
regolamento. 
3.           Il Parlamento europeo o il Consiglio
possono revocare in qualunque momento la delega dei poteri di cui all'articolo 4,
paragrafo 3, all'articolo 8, paragrafo 3, all'articolo 17,
paragrafo 4, all'articolo 19, paragrafo 4, all'articolo 20,
paragrafo 2, all'articolo 21, paragrafo 2, all'articolo 23,
paragrafo 4, all'articolo 24, paragrafo 2, all'articolo 28,
paragrafo 1, all'articolo 32, paragrafo 2, all'articolo 33,
paragrafo 3, all'articolo 35, paragrafo 1, all'articolo 39,
paragrafo 2, all'articolo 45, paragrafo 1, e all'articolo 52,
paragrafo 1. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi
specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla
pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli
atti delegati già in vigore.
4.           Non appena adotta un atto delegato,
la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.
5.           L'atto delegato adottato a norma
dell'articolo 4, paragrafo 3, dell'articolo 8, paragrafo 3,
dell'articolo 17, paragrafo 4, dell'articolo 19, paragrafo 4,
dell'articolo 20, paragrafo 2, dell'articolo 21, paragrafo 2,
dell'articolo 23, paragrafo 4, dell'articolo 24, paragrafo 2,
dell'articolo 28, paragrafo 1, dell'articolo 32, paragrafo 2,
dell'articolo 33, paragrafo 3, dell'articolo 35,
paragrafo 1, dell'articolo 39, paragrafo 2, dell'articolo 45,
paragrafo 1 e dell'articolo 52, paragrafo 1, entra in vigore
solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni
entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o
se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il
Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni.
Tale termine può essere prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento
europeo o del Consiglio.
Articolo 72
Procedura di comitato
1.           La Commissione è assistita dal comitato zootecnico permanente istituito
dalla decisione 77/505/CEE del Consiglio. Tale comitato è un comitato ai
sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
2.           Nei casi in cui è fatto riferimento
al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE)
n. 182/2011.
Se il parere del comitato deve essere ottenuto
tramite procedura scritta, la procedura si conclude senza esito qualora, entro
il termine per la presentazione del parere, il presidente del comitato decida
in tal senso o lo richieda la maggioranza semplice dei membri del comitato.
3.           Nei casi in cui è fatto riferimento
al presente paragrafo, si applica l'articolo 8 del regolamento (UE)
n. 182/2011 in combinato disposto con l'articolo 5 dello stesso.
CAPO XII
Disposizioni finali
Articolo 73
Abrogazioni
1.           Le direttive 87/328/CEE, 88/661/CEE,
89/361/CEE, 90/118/CEE, 90/119/CEE, 90/427/CEE, 91/174/CEE, 94/28/CE e
2009/157/CE del Consiglio e la decisione 96/463/CE del Consiglio sono
abrogate.
2.           I riferimenti alle direttive e alla
decisione 96/463/CE abrogate s'intendono fatti al presente regolamento e
si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato VII.
Articolo 74
Entrata in vigore e
applicabilità
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
Esso si applica a decorrere dal
[01/mm/aaaa] [date to be inserted: please insert the first day of the
eighteen month following the date referred to in the first paragraph.]
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 
Per il Parlamento europeo                                                                  Per
il Consiglio
Il presidente                                                                                         Il
presidente
ALLEGATO I
Società di allevamento e SUINICOLTORI
che tengono o istituiscono libri genealogici o registri anagrafici della razza
di cui al capo II
Parte 1
Condizioni generali per il riconoscimento delle società di allevamento e dei
suinicoltori di cui all'articolo 4, paragrafo 2
Per essere riconosciuti a norma dell'articolo 4,
paragrafo 2, una società di allevamento che istituisce o tiene aggiornato
un libro genealogico o un suinicoltore che istituisce o tiene aggiornato un
registro anagrafico della razza:
1.           dispongono della personalità
giuridica conformemente alla legislazione vigente nello Stato membro in cui è
presentata la domanda di riconoscimento;
2.           sono giuridicamente e
finanziariamente indipendenti dall'autorità competente;
3.           presentano all'autorità competente
una documentazione attestante:
a)      che essi dispongono di un numero
sufficiente di personale qualificato e di strutture e attrezzature adeguate per
attuare efficacemente il loro programma di selezione, da approvare
conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, e, se del caso,
all'articolo 9;
b)      che essi sono in grado di eseguire o che
effettuano i controlli necessari alla tenuta delle genealogie degli animali
riproduttori che sono oggetto del loro programma di selezione, da approvare
conformemente all'articolo articolo 8, paragrafo 1, e, se del
caso, all'articolo 9;
c)      che essi sono in grado di disporre o dispongono
di una popolazione sufficientemente ampia di animali riproduttori e di un
numero sufficiente di allevatori nella zona geografica di attività in cui è
prevista l'attuazione del programma di selezione, da approvare conformemente all'articolo 8,
paragrafo 1, e, se del caso, all'articolo 9, per il miglioramento
della razza o dell'incrocio o per la conservazione della razza;
d)      che essi sono in grado di produrre e di
utilizzare i dati relativi alla performance zootecnica degli animali
riproduttori necessari per l'attuazione del loro programma di selezione, da
approvare conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, e, se del caso,
all'articolo 9;
e)      qualora la società di allevamento o l'associazione
di suinicoltori prevedano l'adesione di allevatori, che essi hanno adottato uno
regolamento interno che assicura:
i)       parità di trattamento degli allevatori,
membri o futuri membri, che detengono i loro animali riproduttori in aziende
situate nella zona geografica in cui è attuato il programma di selezione
approvato;
ii)      la prestazione, su richiesta, di
determinati servizi agli allevatori membri che spostano i loro animali
riproduttori in aziende situate al di fuori della zona geografica in cui è
attuato il programma di selezione approvato;
f)       che essi hanno adottato norme
procedurali relative alla composizione delle controversie con gli allevatori
riguardo alla prova di performance e alla valutazione genetica degli animali
riproduttori, all'iscrizione in classi di merito e all'ammissione di
animali riproduttori alla riproduzione e alla raccolta e all'utilizzo del
materiale germinale.
Parte 2
Condizioni generali per l'approvazione dei programmi di selezione attuati
dalle società di allevamento e dai suinicoltori conformemente
all'articolo 8, paragrafo 1, e all'articolo 9
1.           Per ottenere l'approvazione dei loro
programmi di selezione, la società di allevamento o il suinicoltore presentano
all'autorità competente le informazioni seguenti, conformemente all'articolo 8,
paragrafo 1, e all'articolo 9:
a)      nome e caratteristiche dettagliate della
razza o, nel caso dei suini ibridi riproduttori, dell'incrocio figuranti nel
libro genealogico o nel registro anagrafico della razza al fine di evitare
confusioni con animali riproduttori simili iscritti o registrati in altri libri
o registri;
b)      sistema di identificazione di ciascun
animale riproduttore che garantisca che questo è iscritto in un libro
genealogico o in un registro anagrafico della razza solo se identificato
conformemente alla legislazione dell'UE in materia di sanità animale relativamente
all'identificazione e alla registrazione degli animali appartenenti alle specie
interessate;
c)      sistema di registrazione delle genealogie
degli animali riproduttori di razza pura iscritti o registrati e idonei ad essere
iscritti nei libri genealogici o dei suini ibridi riproduttori iscritti nei
registri anagrafici della razza;
d)      obiettivi del programma di selezione e
criteri di valutazione dettagliati concernenti la selezione degli animali
riproduttori che, nel caso dell'istituzione di un libro genealogico per una
nuova razza, devono comprendere informazioni sulle circostanze
particolareggiate che giustificano la costituzione della nuova razza;
e)      sistemi per la produzione, la
registrazione, la comunicazione e l'utilizzo dei risultati della prova di
performance e, ove necessario ai sensi dell'articolo 27, per la
realizzazione di una valutazione genetica volta a stimare il valore genetico
degli animali riproduttori a fini di miglioramento, di selezione o di
conservazione della razza o di miglioramento dell'incrocio;
f)       informazioni dettagliate sulle regole
per la suddivisione della sezione principale del libro genealogico in classi,
se esistono diversi criteri o procedure di classificazione degli animali
riproduttori di razza pura iscritti nel libro in base ai loro meriti;
g)      ove necessario, sistemi per l'iscrizione
nei libri genealogici di ascendenti già figuranti in un altro libro genealogico.
2.           Le società
di allevamento e i suinicoltori informano, in modo trasparente e tempestivo,
l'autorità competente, i loro membri, gli allevatori di cui all'articolo 10,
paragrafo 2, di ogni eventuale modifica delle informazioni di cui al punto 1.
Parte 3
Requisiti specifici per le società di allevamento e i suinicoltori che
istituiscono o tengono
libri genealogici per gli animali riproduttori di razza pura della specie
equina
1.           Agli animali riproduttori di razza
pura della specie equina si applicano, oltre ai requisiti di cui alla parte 2,
punto 1, i seguenti requisiti specifici:
a)      una società di allevamento può dichiarare
all'autorità competente che il libro genealogico che ha istituito è il libro
genealogico d'origine della razza oggetto del suo programma di selezione, a
condizione che la stessa società:
i)       disponga di una documentazione
attestante che ha già stabilito in passato i criteri di cui alla parte 2,
punto 1, e che li ha resi pubblici;
ii)      dimostri che, al momento della
presentazione della domanda di cui all'articolo 4, paragrafo 1, non
esistono altre società di allevamento note che siano state riconosciute nello
stesso Stato membro, in un altro Stato membro o in un paese terzo, che abbiano
istituito un libro genealogico per la medesima razza e che abbiano stabilito e
resi pubblici i criteri di cui alla parte 2, punto 1;
iii)     cooperi strettamente con le società di
allevamento di cui al punto b), in particolare ai fini dei requisiti
generali di cui alla parte 2, punto 2;
iv)     abbia stabilito, se del caso, criteri non
discriminatori per quanto riguarda la sua gestione dei libri genealogici
istituiti dagli organismi di allevamento per la stessa razza, ma che non
figurano negli elenchi stilati conformemente all'articolo 37, paragrafo 2.
b)      una società di allevamento può dichiarare
all'autorità competente che il libro genealogico che ha istituito è un libro genealogico
riconosciuto della razza oggetto del suo programma di selezione, a condizione
che la stessa società:
i)       abbia integrato nel suo programma di
selezione i criteri stabiliti dalla società di allevamento di cui al punto 1 a),
che tiene il libro genealogico d'origine della stessa razza;
ii)      abbia reso pubbliche le informazioni
sull'applicazione dei criteri di cui al punto i) e la loro fonte;
iii)     disponga di meccanismi e si impegni ad
adeguare in tempo utile le norme che disciplinano il suo programma di selezione
approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9,
alle modifiche apportate a tali norme dalla società di allevamento di cui alla
lettera a) che tiene il libro genealogico d'origine della razza.
2.           Agli animali riproduttori di razza
pura della specie equina si applicano le seguenti deroghe:
a)      in deroga alla parte 1, punto 3 e) i),
qualora per una stessa razza sul territorio dell'Unione definito nell'allegato
VI esistano più libri genealogici tenuti da diverse società di allevamento e
qualora i programmi di selezione di queste società approvati conformemente
all'articolo 8, paragrafo 1, siano estesi all'insieme del territorio,
i criteri di cui alla parte 1, punto 3 e) i), stabiliti da
tali società:
i)       possono disporre che gli animali
riproduttori di razza pura della specie equina di tale razza devono essere nati
in una determinata parte del territorio dell'Unione per essere iscritti nel
libro genealogico di tale razza per fini anagrafici;
ii)      devono garantire che la limitazione di
cui al punto i) non sia applicabile all'iscrizione in un libro genealogico di
tale razza a fini di riproduzione.
b)      In deroga al punto 1 a) della presente
parte, quando i criteri di cui alla parte 2, punto 1 d), sono stabiliti
esclusivamente da un'organizzazione internazionale che opera a livello mondiale
e il libro genealogico d'origine di tale razza non è tenuto da una società di
allevamento di uno Stato membro, né da un organismo di allevamento di un paese
terzo, l'autorità competente di uno Stato membro riconosce le società di
allevamento che tengono un libro genealogico riconosciuto di tale razza, a
condizione che i criteri di cui alla parte 2, punto 1 d), stabiliti da tale
organizzazione internazionale:
i)       siano messi a disposizione dalla
suddetta società di allevamento, dell'autorità competente di cui all'articolo 4,
paragrafo 2, a fini di verifica;
ii)      siano integrati nel programma di
selezione approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1,
attuato da tale società di allevamento.
c)      In deroga al punto 1 b) della
presente parte, una società di allevamento che tenga un libro genealogico riconosciuto
può stabilire classi supplementari in base al merito, a condizione che gli
animali riproduttori di razza pura della specie equina, iscritti nelle classi
della sezione principale del libro genealogico d'origine della razza, possano
essere iscritti nelle classi corrispondenti della sezione principale del libro
genealogico riconosciuto.
ALLEGATO II
Iscrizione nei libri genealogici e nei
registri anagrafici della razza
conformemente al capo IV
Parte 1
Iscrizione degli animali riproduttori di razza pura nei libri genealogici
Capitolo I
Sezione principale
1.           Su richiesta dell'allevatore,
conformemente all'articolo 19, paragrafo 1, una società di
allevamento iscrive o registra in vista dell'iscrizione nella sezione
principale del suo libro genealogico, gli animali riproduttori di razza pura
che soddisfano le seguenti condizioni:
a)      essi rispondono ai criteri di ascendenza
stabiliti:
i)       all'articolo 2, lettera i),
punto i), nel caso dei riproduttori di razza pura delle specie bovina (Bos
taurus e Bubalus bubalis), suina (Sus scrofa), ovina (Ovis
aries) e caprina (Capra hircus);
ii)      all'articolo 2, lettera i),
punto ii), nel caso dei riproduttori di razza pura della specie equina (Equus
caballus ed Equus asinus);
ii)      negli atti delegati adottati
conformemente all'articolo 35, paragrafo 1, e all'articolo 45,
paragrafo 1, nel caso dei riproduttori di razza pura di altre specie di
cui all'articolo 2, lettera i), punto iii);
b)      la loro genealogia è stabilita secondo i
criteri indicati nel libro genealogico conformemente al programma di selezione
approvato a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, o dell'articolo 9;
c)      essi sono stati identificati dopo la
nascita conformemente alla legislazione dell'UE in materia di sanità animale
relativamente alle specie interessate e conformemente alle norme stabilite nel programma
di selezione approvato a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, o
dell'articolo 9, che devono prescrivere, nel caso dei riproduttori di
razza pura della specie equina, l'identificazione come redo e almeno un
certificato di monta;
d)      essi sono accompagnati, se del caso, da
un certificato zootecnico rilasciato conformemente all'articolo 33,
paragrafo 1.
2.           In deroga al punto 1 a) ii), una
società di allevamento che attui un programma di incrocio su riproduttori di
razza pura della specie equina può iscrivere nella sezione principale del suo
libro genealogico un animale riproduttore di razza pura della specie equina
iscritto nella sezione principale di un libro genealogico per un'altra razza,
sempre che l'altra razza e i criteri di iscrizione di tali riproduttori di
razza pura siano indicati nel programma di selezione approvato a norma dell'articolo 8,
paragrafo 1, o dell'articolo 9.
3.           Una società di allevamento che
iscrive nel suo libro genealogico un animale riproduttore di razza pura della
specie equina già iscritto in un libro genealogico istituito da una società di
allevamento in un altro Stato membro, iscrive tale riproduttore di razza pura
con il suo numero di identificazione unico a vita e, salvo deroga convenuta
dalle due società di allevamento interessate, con lo stesso nome, menzionando,
conformemente agli accordi internazionali per la razza in questione, il codice
del paese di nascita.
Capitolo II
Deroghe relative ai nuovi libri genealogici istituiti per gli animali
riproduttori di razza pura
1.           All'atto del riconoscimento di una
società di allevamento conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, in
vista dell'istituzione di un libro genealogico per una razza per la quale non
esiste tale libro in uno Stato membro, l'autorità competente può, in deroga al
capitolo I, punto 1 a), autorizzare l'iscrizione diretta nella
sezione principale del nuovo libro genealogico dei riproduttori di razza pura o
di discendenti di animali riproduttori di razza pura di razze diverse, a
condizione che:
a)      nel programma di selezione, da approvare
conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, e all'articolo 9, sia
stabilito un periodo appropriato per l'istituzione del nuovo libro genealogico che
tenga conto dell'intervallo generazionale della specie interessata;
b)      sia fatto riferimento ad eventuali libri
genealogici preesistenti in cui i riproduttori di razza pura o i loro genitori
sono stati iscritti per la prima volta dopo la nascita, nonché al numero di
registrazione originale di tale libro genealogico;
c)      gli animali riproduttori siano iscritti
nella sezione principale e, se del caso, nelle classi appropriate,
conformemente alle norme di cui al programma di selezione, da approvare a norma
dell'articolo 8, paragrafo 1, e dell'articolo 9.
2.           Entro la fine del periodo di cui al
punto 1 a), l'autorità competente effettua i controlli ufficiali
previsti all'articolo 50.
Capitolo III
Sezioni supplementari
1.           Una società di allevamento che tiene
un libro genealogico può decidere che un animale delle specie bovina, suina,
ovina, caprina o equina, che non soddisfa le condizioni di cui al capitolo I,
punto 1, può essere iscritto in una sezione supplementare di tale libro istituita
conformemente all'articolo 20, paragrafo 1, a condizione che
l'animale soddisfi le seguenti condizioni:
a)      è identificato conformemente alla legislazione
dell'UE in materia di sanità animale relativamente alle specie in questione e conformemente
alle norme stabilite per tale libro genealogico dalla società di allevamento;
b)      è giudicato conforme dalla società di
allevamento alle caratteristiche di tale razza di cui all'allegato I,
parte 2, punto 1 a);
c)      possiede un livello minimo di performance
conformemente alle norme stabilite per tale libro genealogico dalla società di
allevamento relativamente alla performance nelle caratteristiche per i quali
gli animali riproduttori di tale specie iscritti nella sezione principale sono
sottoposti a prove in conformità all'allegato III.
2.           La società di allevamento può
applicare requisiti diversi per quanto riguarda la conformità alle
caratteristiche della razza di cui al punto 1 b), o alla performance di cui al
punto 1 c), a seconda che l'animale:
a)      appartenga alla razza, pur essendo di
origine sconosciuta o
b)      sia stato ottenuto da un programma di
incrocio approvato dalla società di allevamento.
3.           Le società di allevamento non
rifiutano l'iscrizione conformemente alle condizioni di cui al capitolo I,
nella sezione principale del libro genealogico da esse istituito, delle femmine
delle specie bovina, suina, ovina o caprina considerate di razza pura alle
seguenti condizioni:
a)      la loro madre e la loro nonna materna sono
iscritte in una sezione supplementare del libro genealogico della stessa razza,
come previsto al punto 1;
b)      il loro padre e i loro nonni sono
iscritti nella sezione principale di un libro genealogico della stessa razza.
4.           Le società di allevamento che hanno
istituito libri genealogici per gli animali riproduttori di razza pura della
specie equina fissano nel loro programma di selezione, approvato conformemente
all'articolo 8, paragrafo 1, e all'articolo 9, i criteri
d'iscrizione nella sezione principale degli animali riproduttori maschi e
femmine registrati nella sezione supplementare. 
Nel caso di femmine riproduttrici di razza pura
della specie equina, tali criteri non sono più rigorosi di quelli di cui al
punto 3 a) e b) del presente capitolo.
Parte 2
Registrazione dei suini ibridi riproduttori nei registri anagrafici della
razza
1.           Un suinicoltore riconosciuto
conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, può, su richiesta di un
allevatore, registrare nel suo registro anagrafico della razza i suini ibridi
riproduttori dello stesso incrocio:
a)      che siano stati identificati
conformemente alla legislazione dell'UE in materia di sanità animale
relativamente alla specie in questione e conformemente alle norme di tale
registro; 
b)      la cui genealogia sia stata stabilita
conformemente alle norme relative al registro anagrafico della razza nel quale
l'animale deve essere registrato;
c)      che siano accompagnati, se del caso, da
un certificato zootecnico rilasciato conformemente all'articolo 33,
paragrafo 1.
2.           I suinicoltori non rifiutano
l'iscrizione, nei loro registri anagrafici della razza, di suini ibridi
riproduttori iscritti conformemente al punto 1 in un tale registro
istituito per lo stesso incrocio da un suinicoltore riconosciuto
conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, nello stesso o in un altro
Stato membro.
ALLEGATO III
Prova di performance e valutazione genetica di
cui al capo V
Parte 1
Animali della specie bovina
Capitolo I
Prova di performance
Le società di allevamento effettuano una prova
di performance per determinare il valore genetico dei riproduttori di razza
pura della specie bovina secondo uno o più metodi tra quelli indicati nel
presente capitolo.
La prova di
performance si basa sulle norme e sugli standard stabiliti dal centro di riferimento
dell'Unione europea competente conformemente all'articolo 31, paragrafo 1,
in cooperazione con l'International Committee for Animal Recording (ICAR).
Sezione
1
Caratteristiche legate alla produzione di carne
1.           Ai fini della prova di performance individuale
di un animale riproduttore o dei suoi discendenti ("animali sottoposti a
controllo") in una stazione di controllo, sono fornite le seguenti
informazioni:
a)      il metodo di controllo utilizzato e il
numero di animali sottoposti a controllo;
b)      il protocollo del controllo, comprendente
i seguenti elementi:
i)       condizioni di ammissione degli animali
nella stazione di controllo;
ii)      risultati di controlli precedenti
effettuati su animali sottoposti a controlli e, se del caso, performance in
azienda di tali animali;
iii)     identità del proprietario degli animali
sottoposti al controllo;
iv)     età massima degli animali che entrano nella
stazione di controllo e classi d'età degli animali presenti nella stazione;
v)      durata del periodo di adattamento e del
periodo di controllo nella stazione;
vi)     tipo di dieta e sistema di alimentazione
utilizzato durante il controllo;
c)      le caratteristiche da registrare al
momento del controllo comprendenti l'aumento del peso vivo e lo sviluppo
muscolare (conformazione da carne) nonché, eventualmente, altri caratteri quali
l'indice di conversione alimentare e il carattere della carcassa.
2.           Prova di performance sul campo (in azienda)
Il metodo di controllo e il metodo di convalida
dei risultati sono indicati dall'istituzione designata di cui all'articolo 29,
paragrafo 1.
Vanno registrati il peso vivo e l'età degli
animali nonché, eventualmente, altre caratteristiche quali la conformazione da carne.
3.           Controlli sotto forma di indagini eseguite
in aziende, punti di vendita e macelli
Se del caso, la società di allevamento registra il
peso vivo e il peso alla macellazione, i prezzi di vendita, la classe di conformazione
della carcassa secondo le tabelle dell'Unione per la classificazione delle
carcasse di cui all'articolo 42 del regolamento (CE) n. 1234/2007 del
Consiglio, la qualità delle carni e altre caratteristiche relative a
quest'ultima.
Sezione
2
Caratteristiche legate alla produzione di latte
Le società di allevamento registrano i dati
relativi alla produzione di latte conformemente alle norme e agli standard
stabiliti dal centro di riferimento dell'Unione europea competente
conformemente all'articolo 31, paragrafo 1, in collaborazione con
l'ICAR.
Sezione
3
Caratteristiche non legate alla produzione
1.           Laddove la valutazione genetica
realizzata dalle società di allevamento comprenda la valutazione della
fertilità, dell'attitudine al parto e della longevità, tali caratteristiche
sono stimate sulla base della percentuale di non ritorni o di altri dati
relativi alla fecondazione, del punteggio di parto e della durata del periodo
produttivo e dell'età della riforma.
2.           Laddove nella valutazione genetica
sia tenuto conto anche del temperamento, della valutazione morfologica e della
resistenza alle malattie, tali dati sono presi in considerazione solo se
ottenuti tramite un sistema di registrazione approvato dall'istituzione
designata conformemente all'articolo 29, paragrafo 1.
Capitolo II
Valutazione genetica
1.           La valutazione genetica degli
animali riproduttori è effettuata dall'istituzione designata conformemente
all'articolo 29, paragrafo 1, e comprende, a seconda degli obiettivi
della selezione fissati nel programma di selezione, approvato conformemente
all'articolo 8, paragrafo 1, e all'articolo 9, le
caratteristiche di produzione seguenti:
a)      caratteristiche legate alla produzione
lattiera per gli animali riproduttori delle razze da latte;
b)      caratteristiche legate alla produzione
carnea per gli animali riproduttori delle razze da carne;
c)      caratteristiche legate alla produzione
lattiera e carnea per le razze a duplice attitudine.
2.           La valutazione genetica comprende le
caratteristiche non legate alla produzione di cui al capitolo I,
sezione 3, per le razze sottoposte a registrazione di tali caratteristiche
dalle società di allevamento nel quadro del loro programma di selezione,
approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, e all'articolo 9.
Il valore riproduttivo di un animale riproduttore
è calcolato sulla base dei risultati della prova di performance del singolo
animale o dei suoi genitori e la fiducia nei confronti di tale valore può
essere migliorata utilizzando le informazioni genomiche o sulla base di un
altro metodo convalidato dal centro di riferimento dell'Unione europea di cui
all'articolo 31, paragrafo 1.
3.           I metodi statistici applicati nella
valutazione genetica sono conformi alle norme e agli standard stabiliti dal
centro di riferimento dell'Unione europea competente designato conformemente
all'articolo 31, paragrafo 1, in collaborazione con l'ICAR e
garantiscono una valutazione non distorta da importanti fattori ambientali né
dalla struttura dei dati.
L'affidabilità della valutazione genetica è
misurata mediante il coefficiente di determinazione in conformità alle norme e
agli standard stabiliti dal centro di riferimento dell'Unione europea designato
conformemente all'articolo 31, paragrafo 1, in collaborazione con
l'ICAR. Quando vengono pubblicati i risultati della valutazione, vanno indicate
anche la loro affidabilità e la data in cui è stata effettuata la valutazione.
4.           Le peculiarità e i difetti genetici
di un animale riproduttore indicate dalla società di allevamento sono rese pubbliche.
5.           I tori destinati all'inseminazione
artificiale, ad eccezione dei tori appartenenti alle razze minacciate di
estinzione, sono sottoposti a valutazione genetica relativamente alle
caratteristiche obbligatorie descritte ai punti 6 o 7. Tali valori riguardanti
la riproduzione sono pubblicati dalla società di allevamento.
La società di allevamento pubblica anche gli altri
valori disponibili relativi ai tori destinati all'inseminazione artificiale.
6.           La valutazione genetica delle
caratteristiche legate alla produzione lattiera dei tori destinati
all'inseminazione artificiale riguarda inoltre:
a)      la resa in latte e il tenore di materia
grassa butirrica e di proteine;
b)      altre caratteristiche disponibili e
pertinenti legate o meno alla produzione.
Il livello minimo di affidabilità della
valutazione genetica dei tori destinati all'inseminazione artificiale
appartenenti alla razza lattiera equivale almeno allo 0,5 per quanto riguarda
le caratteristiche legate alla resa in latte e al tenore di materia grassa
butirrica e di proteine, conformemente alle norme e agli standard previsti dal
centro di riferimento dell'Unione europea competente designato conformemente
all'articolo 31, paragrafo 1, in collaborazione con l'ICAR per la
valutazione delle principali caratteristiche legate alla produzione, tenendo
conto di tutte le informazioni disponibili ricavate da discendenti e collaterali.
I giovani tori valutati sul piano del genoma,
senza dati relativi alla performance dei discendenti, sono considerati idonei
all'inseminazione artificiale se la loro valutazione genomica è convalidata
secondo le norme e gli standard stabiliti dal centro di riferimento dell'Unione
europea competente designato conformemente all'articolo 31,
paragrafo 1, in collaborazione con l'ICAR.
7.           La valutazione genetica delle
caratteristiche legate alla produzione carnea dei tori destinati
all'inseminazione artificiale è effettuata sulla base di uno dei seguenti
metodi di controllo:
a)      prova di performance individuale in
stazione;
b)      prova di performance dei discendenti e dei
collaterali in stazione o in unità specializzate;
c)      prova di performance dei discendenti o
dei collaterali in azienda; i discendenti devono essere distribuiti nelle
mandrie registrate in modo da consentire un valido raffronto tra i tori;
d)      prova di performance dei discendenti o
dei collaterali tramite la raccolta di dati nelle aziende, nelle vendite
all'asta o nei macelli, in modo da consentire un valido raffronto tra i tori;
e)      valutazione genomica o altri metodi,
anche più metodi combinati, convalidati conformemente alle norme e agli
standard stabiliti dal centro di riferimento dell'Unione europea competente
designato conformemente all'articolo 31, paragrafo 1, in
collaborazione con l'ICAR.
Se vengono registrati il peso della carcassa ed
eventualmente le caratteristiche relative alla qualità delle carni, alla
crescita e all'attitudine al parto, tali dati e qualsiasi altra caratteristica utile
figurano nella valutazione genetica del toro.
Il livello minimo di affidabilità della
valutazione genetica dei tori destinati all'inseminazione artificiale
appartenenti alla razza da carne equivale almeno allo 0,5 per quanto riguarda
le caratteristiche legate all'aumento del peso vivo e allo sviluppo muscolare
(conformazione da carne) conformemente alle norme e agli standard stabiliti dal
centro di riferimento dell'Unione europea competente designato conformemente
all'articolo 31, paragrafo 1, in collaborazione con l'ICAR per la
valutazione delle principali caratteristiche legate alla produzione.
L'indice genomico registrato è convalidato per le
caratteristiche in questione conformemente alle norme e agli standard stabiliti
dal centro di riferimento dell'Unione europea competente designato
conformemente all'articolo 31, paragrafo 1, in collaborazione con
l'ICAR.
Una nuova convalida di tali valori deve essere
richiesta a intervalli regolari e in qualsiasi momento qualora subentrino
importanti cambiamenti nella valutazione genomica, nella valutazione
convenzionale o nella popolazione di riferimento.
Parte
2
Animali della specie suina
Capitolo I
Prova di performance
1.           Prova di performance in una stazione
di controllo
Ai fini della prova di performance di un animale
riproduttore o dei suoi discendenti ("animali sottoposti a controlli")
in una stazione di controllo, sono fornite le seguenti informazioni:
a)      nome della società di allevamento, del
suinicoltore o dell'autorità competente responsabile della stazione di
controllo;
b)      metodo di controllo utilizzato e numero
di animali sottoposti a controlli;
c)      protocollo del controllo, comprendente i
seguenti elementi:
i)       condizioni di ammissione degli animali
nella stazione di controllo;
ii)      età massima degli animali che entrano
nella stazione di controllo e classi d'età degli animali presenti nella
stazione;
iii)     durata del periodo di controllo nella
stazione,
iv)     tipo di dieta e sistema di alimentazione
utilizzato durante il controllo;
v)      identità del proprietario degli animali
sottoposti al controllo in caso di prova di performance individuale;
d)      caratteristiche registrate, comprendenti
il peso vivo, l'indice di trasformazione degli alimenti e un estimatore della
composizione corporea o altri dati pertinenti;
e)      il metodo utilizzato per stimare il merito
genetico dichiarato come valore riproduttivo o confronto tra contemporanei per
ciascun carattere genetico, è scientificamente accettabile secondo i principi
zootecnici stabiliti.
2.           Prova di performance in azienda
Se la prova di performance è effettuata in
azienda, la società di allevamento o il suinicoltore provvedono a che il valore
riproduttivo possa essere misurato secondo i principi zootecnici stabiliti
tenendo conto delle tabelle dell'Unione per la classificazione delle carcasse
di cui all'articolo 42 del regolamento (CE) n. 1234/2007 del
Consiglio.
Capitolo II
Valutazione genetica
1.           Controllo della discendenza o dei
collaterali
a)      Il merito genetico del riproduttore è
calcolato valutando le qualità di un numero appropriato di discendenti o di
collaterali in base alle caratteristiche di produzione: 
i)       è fornita una descrizione
particolareggiata del metodo di controllo applicato oppure ne sono indicati i
riferimenti;
ii)      i discendenti o i collaterali non sono
trattati in maniera selettiva;
iii)     sono riconosciuti tre tipi di controllo
dei discendenti e/o dei collaterali:
–              
controllo centrale in stazione dei discendenti o
dei collaterali; 
–              
controllo pianificato in azienda, purché i discendenti
o i collaterali siano stati distribuiti tra mandrie in modo da consentire un
valido raffronto tra animali riproduttori;
–              
raccolta di dati sulle carcasse identificate dei
discendenti o dei collaterali;
b)      i discendenti o i collaterali sono selezionati
in modo oggettivo. Per misurare il valore riproduttivo dei riproduttori sono
utilizzati tutti i dati pertinenti. Nel determinare il valore ereditario sono
eliminati con procedure adeguate i fattori di influenza diversi dal merito
genetico;
c)      sono indicate le caratteristiche
registrate (ad esempio l'aumento di peso vivo, l'indice di
trasformazione degli alimenti, la qualità della carcassa, i caratteri di
riproduzione, la fertilità, la prolificità, la vitalità dei discendenti o dei
collaterali e qualsiasi altro dato pertinente);
d)      il metodo utilizzato per la stima del merito
genetico è scientificamente accettabile secondo i principi zootecnici
stabiliti.
2.           Controllo dei contemporanei per i
suini ibridi riproduttori
Qualora nel certificato zootecnico che accompagna
i suini ibridi riproduttori o il loro materiale germinale siano indicati i dati
sulla performance o i valori genetici, le condizioni applicabili ai discendenti
o ai collaterali di cui al punto 1 a), b), c) e d), si applicano, dopo aver
apportato le necessarie modifiche, ai contemporanei delle linee ibride dei
suini ibridi riproduttori.
Parte 3
Animali delle specie ovina e caprina
Capitolo I
Prova di performance
1.           Prova di performance in stazione
a)      Il metodo utilizzato per la stima del merito
genetico è scientificamente accettabile secondo i principi zootecnici
stabiliti. Il merito genetico dei riproduttori sottoposti a controllo sono
dichiarate per ciascuna caratteristica come valore riproduttivo o come
confronto tra contemporanei.
b)      Sono specificati i seguenti elementi:
i)       condizioni di ammissione nella stazione;
ii)      età massima o peso massimo dei giovani
riproduttori all'inizio del controllo e numero degli animali;
iii)     durata del periodo di controllo nella
stazione o peso finale;
iv)     tipo di dieta e sistema di alimentazione
utilizzato durante il controllo.
2.           Prova di performance in azienda
Se la prova di performance è effettuata in
azienda, la società di allevamento provvede a che il valore riproduttivo possa
essere misurato secondo principi zootecnici stabiliti tenendo conto delle
tabelle dell'Unione per la classificazione delle carcasse di cui
all'articolo 42 del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio.
3.           Il controllo della produttività
lattiera e la valutazione del merito genetico delle femmine relativamente alle
caratteristiche lattiere sono realizzati come segue:
a)      sono precisati i caratteri registrati
conformemente ai principi stabiliti dall'ICAR, quali la produzione di latte, la
composizione del latte o altri dati pertinenti;
b)      i dati relativi alla produzione lattiera
utilizzati per determinare il merito genetico delle femmine: 
i)       riguardano una durata conforme alle
norme stabilite dall'ICAR per il controllo della produzione lattiera;
ii)      sono adeguati in modo da tener
conto di eventuali influssi ambientali rilevanti.
Capitolo II
Valutazione genetica
Il merito genetico di un animale riproduttore
è misurato valutando le qualità di un numero appropriato di discendenti e, se
del caso, di collaterali:
a)           in base alle caratteristiche legate
alla produzione di carne
i)       è fornita una descrizione
particolareggiata del metodo di controllo applicato oppure ne sono indicati i
riferimenti;
ii)      i discendenti o i collaterali ricevono
lo stesso trattamento;
iii)     sono riconosciuti tre tipi di controllo
dei discendenti o dei collaterali:
–              
controllo centrale in stazione dei discendenti o
dei collaterali;
–              
controllo pianificato in azienda, purché i
discendenti o i collaterali siano stati distribuiti tra mandrie in modo da
consentire un valido raffronto tra animali riproduttori;
–              
raccolta di dati sulle carcasse identificate dei
discendenti o dei collaterali;
b)           in base alle caratteristiche legate
alla produzione di latte:
i)       sono specificate le modalità del
controllo;
ii)      le femmine non sono trattate in maniera
selettiva;
iii)     nel calcolo del merito genetico sono
prese in considerazione la produzione lattiera e la composizione del latte;
c)           i discendenti o i collaterali sono
selezionati in modo oggettivo. Per misurare il valore riproduttivo dei
riproduttori sono utilizzati tutti i dati pertinenti. Nel determinare il
valore riproduttivo sono eliminati con procedure adeguate i fattori di
influenza diversi dal merito genetico;
d)           sono precisati i caratteri registrati,
quali l'aumento di peso vivo, l'indice di trasformazione degli alimenti, la
qualità della carcassa tenendo conto delle tabelle dell'Unione per la
classificazione delle carcasse di cui al regolamento (CE) n. 1234/2007 del
Consiglio, la produzione lattiera, la composizione del latte, la qualità della produzione
laniera, le caratteristiche di riproduzione, la fertilità, la prolificità, la
vitalità dei discendenti e/o dei collaterali e qualsiasi altro dato pertinente;
e)           il metodo utilizzato per stimare il merito
genetico è scientificamente accettabile secondo i principi zootecnici
stabiliti.
ALLEGATO IV
Centri di riferimento dell'Unione europea
1.           I centri di riferimento dell'Unione
europea designati conformemente all'articolo 31, paragrafo 1, devono
disporre:
a)      di personale adeguatamente qualificato e
formato alle tecniche di prova di performance e di valutazione genetica dei
riproduttori di razza pura;
b)      di un'adeguata infrastruttura
amministrativa;
c)      di personale formato a rispettare il
carattere riservato di alcuni argomenti, risultati o comunicazioni; 
d)      di personale in possesso di adeguate
conoscenze in materia di attività di ricerca condotte a livello nazionale,
europeo e internazionale;
e)      delle attrezzature e degli strumenti
necessari per svolgere i compiti e le funzioni di cui al punto 2.
2.           I compiti e le funzioni dei centri
di riferimento dell'Unione europea designati conformemente all'articolo 31,
paragrafo 1, sono i seguenti:
a)      informare gli Stati membri circa i metodi
di prova della performance e di valutazione genetica degli animali riproduttori
di razza pura sulla base:
i)       della ricezione e dell'esame regolari dei
risultati delle prove della performance e delle valutazioni genetiche eseguite
dalle società di allevamento, nonché dei dati sui quali essi si basano;
ii)      del raffronto dei diversi metodi di prova
della performance e di valutazione genetica applicabili ai riproduttori di
razza pura;
b)      fornire, su richiesta della Commissione o
di uno Stato membro, assistenza:
i)       volta ad armonizzare i vari metodi di prova
della performance e di valutazione genetica dei riproduttori di razza pura, in
particolare raccomandando i metodi di calcolo da utilizzare;
ii)      istituendo una piattaforma per il
confronto dei risultati dei metodi di prova della performance e di valutazione
genetica dei riproduttori di razza pura negli Stati membri, in particolare:
–              
mettendo a punto protocolli di prova di performance
e di valutazione genetica dei riproduttori di razza pura realizzate negli Stati
membri per migliorare la comparabilità dei risultati e l'efficacia dei programmi
di selezione;
–              
realizzando una valutazione internazionale degli
animali, sulla base dell'insieme dei risultati delle prove della performance e
delle valutazioni genetiche dei riproduttori di razza pura eseguite negli Stati
membri;
–              
diffondendo i risultati individuali delle
valutazioni internazionali;
–              
pubblicando le formule di conversione e tutte le
attività in campo genetico ad esse pertinenti;
iii)     fornendo dati sulla valutazione genetica
dei riproduttori di razza pura e offrendo formazioni alle istituzioni designate
conformemente all'articolo 29, paragrafo 1, che partecipano ai
raffronti internazionali dei risultati di tali valutazioni;
iv)     facilitando la soluzione di problemi
emergenti negli Stati membri connessi alla valutazione genetica dei
riproduttori di razza pura;
v)      fornendo, su richiesta della Commissione,
assistenza tecnica al comitato zootecnico permanente.
ALLEGATO V
Informazioni che devono figurare nei
certificati zootecnici di cui ai capi VI e VII
Parte 1
Requisiti generali
1.           Se i risultati della valutazione
genetica di un animale riproduttore sono pubblicati su Internet è sufficiente
citare, nei certificati zootecnici di cui alle parti 2 e 3, il sito web in cui
tali risultati sono consultabili.
2.           Qualora le informazioni che devono
figurare nel certificato zootecnico conformemente alla parte 2 o alla parte 3,
capitoli I e II del presente allegato, siano contenute in altri documenti di
accompagnamento dell'animale riproduttore o del suo materiale germinale, la società
di allevamento o il suinicoltore:
a)      certificano il contenuto di tale
documento dichiarando che esso contiene le informazioni richieste dall'atto di
esecuzione adottato conformemente all'articolo 33, paragrafo 4);
b)      aggiungono a tale dichiarazione un elenco
esaustivo dei pertinenti documenti allegati.
3.           Il titolo del certificato
zootecnico:
a)      per gli animali riproduttori vivi, il
loro sperma, i loro ovociti e embrioni fa riferimento alla specie tassonomica;
b)      specifica se la partita è destinata agli
scambi commerciali all'interno dell'Unione o all'importazione nell'Unione.
Parte 2
Certificati zootecnici per gli animali riproduttori di razza pura,
il loro sperma, i loro ovociti e embrioni
Capitolo
I
Certificati zootecnici per gli animali riproduttori di razza pura
1.           I certificati zootecnici per i
riproduttori di razza pura contengono le seguenti informazioni:
a)      nome della società o, nel caso delle
importazioni nell'Unione, dell'organismo di allevamento;
b)      nome del libro genealogico; 
c)      razza;
d)      sesso; 
e)      numero di iscrizione nel libro
genealogico ("Libro genealogico n.");
f)       sistema di identificazione dell'animale
riproduttore di razza pura;
g)      numero di identificazione attribuito
all'animale riproduttore di razza pura conformemente alla legislazione dell'UE
in materia di sanità animale relativamente all'identificazione degli animali
della specie contemplata dal certificato zootecnico o, nel caso delle
importazioni nell'Unione, conformemente alla legislazione nazionale;
h)      data di nascita dell'animale riproduttore
di razza pura;
i)       nome, recapito e indirizzo di posta
elettronica dell'allevatore;
j)       nome e recapito del proprietario;
k)      genealogia:
 Padre || Nonno || Nonna 
 Libro genealogico n. || Libro genealogico n. || Libro genealogico n. 
 Madre || Nonno || Nonna 
 Libro genealogico n. || Libro genealogico n. || Libro genealogico n. 
l)       tutti i risultati disponibili delle
prove della performance e i risultati aggiornati della valutazione genetica,
comprese peculiarità e difetti genetici dell'animale riproduttore di razza pura
nonché degli ascendenti, secondo quanto prescritto dal programma di selezione,
approvato conformemente all'articolo 8, paragrafo 1, o all'articolo 9,
relativamente alla classe e all'animale in questione;
m)     nel caso di femmine gravide, data
dell'inseminazione o dell'accoppiamento e identificazione del maschio donatore;
n)      nome e qualifica del firmatario, data e
luogo di emissione del certificato nonché firma della persona autorizzata dalla
società di allevamento che lo rilascia o, nel caso delle importazioni
nell'Unione, dell'organismo di allevamento.
2.           In deroga al punto 1 del presente
capitolo, il certificato zootecnico per gli scambi di riproduttori di razza
pura della specie equina può essere il documento di identificazione
conformemente alla legislazione dell'UE in materia di sanità animale, a
condizione:
a)      che vi figurino, oltre alle informazioni
richieste dalla legislazione dell'UE in materia di sanità animale e di sanità
pubblica, almeno le informazioni di cui al punto 1 da a) a k) e punto 1 n);
b)      che sia stato rilasciato da una società
di allevamento alla quale l'autorità competente abbia delegato il compito di
emettere il documento di identificazione;
c)      che le informazioni relative all'identità
dei riproduttori di razza pura della specie equina e al rilascio dei documenti
di identificazione siano messe a disposizione delle competenti autorità
veterinarie in una banca dati centrale stabilita conformemente alla legislazione
dell'UE in materia di sanità animale.
Capitolo II
Certificati zootecnici per lo sperma degli animali riproduttori di razza pura
I certificati zootecnici per lo sperma dei
riproduttori di razza pura contengono le seguenti informazioni:
a)           tutte le indicazioni di cui al
capitolo I del presente allegato relative all'animale riproduttore di razza pura
donatore dello sperma nonché il suo gruppo sanguigno o i risultati delle prove
che diano garanzie scientifiche equivalenti per certificarne l'identità e la
filiazione conformemente agli atti di esecuzione adottati a norma dell'articolo 22,
paragrafo 2;
b)           informazioni che consentano di
identificare lo sperma: data della raccolta nonché nomi e recapiti del centro
di raccolta o di magazzinaggio e del destinatario;
c)           per lo sperma destinato al controllo
ufficiale dei riproduttori di razza pura, nome e recapito della società di
allevamento o dell'istituzione designata a norma dell'articolo 29,
paragrafo 1), incaricate di svolgere le prove della performance
conformemente all'articolo 27;
d)           nome e qualifica del firmatario,
data e luogo di emissione del certificato zootecnico nonché firma della persona
autorizzata dalla società di allevamento che lo rilascia o, nel caso delle
importazione nell'Unione, dell'organismo di allevamento.
Capitolo
III
Certificati zootecnici per gli ovociti degli animali riproduttori di razza pura
I certificati zootecnici per gli ovociti dei
riproduttori di razza pura contengono le seguenti informazioni:
a)           tutte le informazioni di cui al
capitolo I relative alla femmina donatrice degli ovociti nonché il suo gruppo
sanguigno o i risultati delle prove che diano garanzie scientifiche equivalenti
per certificarne l'identità e la filiazione;
b)           informazioni che consentano di
identificare gli ovociti: data della raccolta nonché nomi e recapiti del gruppo
di raccolta e di produzione degli ovociti e del destinatario;
c)           se ogni paillette contiene più di un
ovocita, un'indicazione chiara del numero di ovociti che devono provenire tutti
dallo stesso animale riproduttore di razza pura;
d)           nome e qualifica del firmatario,
data e luogo del rilascio del certificato zootecnico nonché firma della persona
autorizzata dalla società di allevamento che lo rilascia o, nel caso delle
importazione nell'Unione, dell'organismo di allevamento.
Capitolo
IV
Certificati zootecnici per gli embrioni degli animali riproduttori di razza
pura
I certificati zootecnici per gli embrioni dei
riproduttori di razza pura contengono le seguenti informazioni:
a)           tutte le informazioni di cui al
capitolo I relative alla femmina donatrice e al maschio donatore nonché il loro
gruppo sanguigno o i risultati delle prove che diano garanzie scientifiche
equivalenti per certificarne l'identità e la filiazione;
b)           informazioni che consentano di
identificare l'embrione: data della raccolta nonché nomi e recapiti del gruppo
di raccolta o di produzione degli embrioni e del destinatario;
c)           se ogni paillette contiene più di un
embrione, una chiara indicazione del numero degli embrioni che devono provenire
dalla stessa filiazione;
d)           nome e qualifica del firmatario,
data e luogo di emissione del certificato zootecnico nonché firma della persona
autorizzata dalla società di allevamento che lo rilascia o, nel caso delle
importazione nell'Unione, dell'organismo di allevamento.
Parte
3
Certificati zootecnici per i suini ibridi riproduttori, il loro sperma, i
loro ovociti e embrioni

Capitolo
I
Certificati zootecnici per i suini ibridi riproduttori
I certificati zootecnici per i suini ibridi
riproduttori contengono le seguenti informazioni:
a)           nome del suinicoltore o, nel caso
delle importazioni nell'Unione, dell'organismo di allevamento che lo rilascia;
b)           nome del registro anagrafico della
razza; 
c)           tipo genetico o linea;
d)           sesso; 
e)           numero di iscrizione nel registro
anagrafico della razza;
f)            sistema di identificazione
dell'animale;
g)           numero di identificazione attribuito
al suino ibrido riproduttore conformemente alla legislazione dell'UE in materia
di sanità animale relativamente all'identificazione degli animali della specie
suina o, nel caso delle importazioni nell'Unione, conformemente alla legislazione
nazionale;
h)           data di nascita dell'animale;
i)            nome e recapito dell'allevatore;
j)            nome e recapito del proprietario;
k)           nome e qualifica del firmatario,
data e luogo di emissione del certificato nonché firma della persona
autorizzata dal suinicoltore che lo rilascia o, nel caso delle importazioni
nell'Unione, dell'organismo di allevamento.
Capitolo
II
Certificati zootecnici per lo sperma dei suini ibridi riproduttori
I certificati zootecnici per lo sperma dei
suini ibridi riproduttori contengono le seguenti informazioni:
a)           tutte le informazioni di cui al capitol I
per quanto concerne il suino ibrido riproduttore donatore dello sperma;
b)           informazioni che consentano di
identificare lo sperma e la data in cui è stato prelevato, nonché nomi e
recapiti del centro di prelievo e del destinatario;
c)           nome e qualifica del firmatario,
data e luogo di emissione del certificato zootecnico nonché firma della persona
autorizzata dal suinicoltore che lo rilascia o, nel caso delle importazioni
nell'Unione, dell'organismo di allevamento.
Capitolo III
Certificati zootecnici per gli ovociti dei suini ibridi riproduttori
I certificati zootecnici per gli ovociti dei
suini ibridi riproduttori contengono le seguenti informazioni:
a)           tutte le informazioni di cui al
capitolo I per quanto concerne il suino ibrido riproduttore donatore degli
ovociti;
b)           informazioni che consentano di
identificare gli ovociti: data della raccolta nonché nomi e recapiti del gruppo
di raccolta e di produzione degli ovociti e del destinatario;
c)           nome e qualifica del firmatario,
data e luogo di emissione del certificato zootecnico nonché firma della persona
autorizzata dal suinicoltore che lo rilascia o, nel caso delle importazioni
nell'Unione, dell'organismo di allevamento.
Capitolo
IV
Certificati zootecnici per gli embrioni dei suini ibridi riproduttori
I certificati zootecnici per gli embrioni dei
suini ibridi riproduttori contengono le seguenti informazioni:
a)           tutte le informazioni di cui al
capitolo I relative alla femmina donatrice e al maschio donatore;
b)           data della raccolta dell'embrione o
dell'ovocita, nomi e recapiti del gruppo di raccolta o di produzione dell'embrione
e del destinatario, nonché identificazione dello sperma utilizzato per
l'inseminazione artificiale o la fecondazione degli ovociti;
c)           se ogni paillette contiene più di un
embrione, una chiara indicazione del numero degli embrioni che devono provenire
dalla stessa filiazione;
d)           nome e qualifica del firmatario,
data e luogo di emissione del certificato zootecnico nonché firma della persona
autorizzata dal suinicoltore che lo rilascia o, nel caso delle importazioni
nell'Unione, dell'organismo di allevamento.
ALLEGATO VI
TERRITORI
DI CUI ALL'ARTICOLO 2, LETTERA u)
1.           Il territorio del Regno del Belgio
2.           Il territorio della Repubblica di
Bulgaria
3.           Il territorio della Repubblica ceca
4.           Il territorio del Regno di
Danimarca, ad eccezione delle Isole Færøer e della Groenlandia
5.           Il territorio della Repubblica
federale di Germania
6.           Il territorio della Repubblica di
Estonia
7.           Il territorio dell'Irlanda
8.           Il territorio della Repubblica
ellenica
9.           Il territorio del Regno di Spagna,
ad eccezione di Ceuta e Melilla
10.         Il territorio della Repubblica
francese
11.         Il territorio della Repubblica di
Croazia
12.         Il territorio della Repubblica
italiana
13.         Il territorio della Repubblica di
Cipro
14.         Il territorio della Repubblica di
Lettonia
15.         Il territorio della Repubblica di
Lituania
16.         Il territorio del Granducato di
Lussemburgo
17.         Il territorio dell'Ungheria
18.         Il territorio della Repubblica di
Malta
19.         Il territorio del Regno dei Paesi
Bassi in Europa
20.         Il territorio della Repubblica
d'Austria
21.         Il territorio della Repubblica di
Polonia
22.         Il territorio della Repubblica
portoghese
23.         Il territorio della Romania
24.         Il territorio della Repubblica di
Slovenia
25.         Il territorio della Repubblica
slovacca
26.         Il territorio della Repubblica di
Finlandia
27.         Il territorio del Regno di Svezia
28.         Il territorio del Regno Unito di Gran
Bretagna e Irlanda del Nord.
ALLEGATO VII
Tavola
di concordanza
 Atto legislativo: || Disposizioni || Disposizioni corrispondenti nel presente regolamento 
 Direttiva 2009/157/CE del Consiglio (ex 77/504/CEE) (bovini) || Articolo 1 || Articolo 2 
 Articolo 2, lettere a), b) e e) || Articolo 3, primo comma 
 Articolo 2, lettera c) || Articolo 8, paragrafo 1 
 Articolo 2, lettera d) || Articolo 4, paragrafo 2 
 Articolo 3 || Articolo 19, paragrafo 1 
 Articolo 4, paragrafo 1 || Articolo 7, paragrafo 1 
 Articolo 4, paragrafo 2 || Articolo 7, paragrafo 5 
 Articolo 5 || Articolo 33, paragrafo 1, e allegato II, parte 1, capitolo I, punto 1 d) 
 Articolo 6 || Articolo 28, paragrafo 1, articolo 4, paragrafo 3, articolo 8, paragrafo 3, articolo 17, paragrafo 4, articolo 19, paragrafo 4, articolo 20, paragrafo 2, e articolo 24, paragrafo 2 
 Articolo 7, paragrafo 1 || Articolo 72, paragrafo 1 
 Articolo 7, paragrafo 2 || Articolo 72, paragrafo 2 
 Articolo 8 || – 
 Articolo 9 || – 
 Articolo 10 || – 
 Articolo 11 || – 
 Direttiva 87/328/CEE del Consiglio (ammissione alla riproduzione) || Articolo 1 || Articolo 21 
 Articolo 2, paragrafo 1 || Articolo 23, paragrafi 1 e 2 
 Articolo 2, paragrafo 2 || Articoli 12 e 13, e articolo 28, paragrafo 2 
 Articolo 2, paragrafo 3 || – 
 Articolo 3 || Articolo 22 
 Articolo 4 || Articolo 23, paragrafo 3 
 Articolo 5 || Articolo 31, paragrafo 1 
 Articolo 6 || – 
 Articolo 7 || – 
 Decisione 96/463/CE (Interbull) || Articolo 1, paragrafo 2 || Articolo 32, paragrafo 1 
 Articolo 2 || – 
 Allegato II || Allegato IV 
 Direttiva 88/661/CEE del Consiglio (suini) || Articolo 1 || Articolo 2 
 Articolo 2, paragrafo 1 || Articolo 3, primo comma, articolo 4, paragrafo 2, e articolo 8, paragrafo 1 
 Articolo 2, paragrafo 2 || Articolo 1, paragrafo 3 
 Articolo 3 || Articolo 21, paragrafo 2 
 Articolo 4, paragrafo 1 || Articolo 19, paragrafo 1 
 Articolo 4, paragrafo 2 || Articolo 18, paragrafo 1 
 Articolo 4 bis, primo comma || Articolo 7, paragrafo 1 
 Articolo 4 bis, secondo comma || Articolo 7, paragrafo 5 
 Articolo 5 || Articolo 33, paragrafo 1, e allegato II, parte 1, capitolo I, punto 1 d) 
 Articolo 6, paragrafo 1 || Articolo 28, paragrafo 1, articolo 8, paragrafo 3, articolo 17, paragrafo 4, articolo 19, paragrafo 4, articolo 4, paragrafo 3, e articolo 33, paragrafo 3 
 Articolo 6, paragrafo 2 || – 
 Articolo 7, paragrafo 1 || Articolo 3, articolo 8, paragrafo 1, e articolo 4, paragrafo 2 
 Articolo 7, paragrafo 2 || Articolo 1, paragrafo 3 
 Articolo 7 bis || Articolo 7, paragrafo 1 
 Articolo 8 || Articolo 25, paragrafo 2 
 Articolo 9 || Articolo 33, paragrafo 1, e allegato II, parte 2, punto 1 c 
 Articolo 10, paragrafo 1 || Articolo 28, paragrafo 1, articolo 17, paragrafo 4, articolo 19, paragrafo 4, articolo 4, paragrafo 3, e articolo 33, paragrafo 3 
 Articolo 10, paragrafo 2 || – 
 Articolo 11, paragrafo 1 || Articolo 72, paragrafo 1 
 Articolo 11, paragrafo 2 || Articolo 72, paragrafo 2 
 Articolo 11, paragrafo 3 || Articolo 72, paragrafo 2 
 Articolo 12 || Articolo 1, paragrafo 3 
 Articolo 13 || – 
 Articolo 14 || – 
 Direttiva 90/118/CEE del Consiglio (ammissione alla riproduzione – animali di razza pura) || Articolo 1 || Articolo 21, paragrafo 1 
 Articolo 2, paragrafo 1 || Articolo 23, paragrafi 1 e 2 
 Articolo 2, paragrafo 2 || Articoli 12 e 13 e articolo 28, paragrafo 2 
 Articolo 2, paragrafo 3 || Articolo 14 e articolo 28, paragrafo 2 
 Articolo 3 || Articolo 23, paragrafo 3 
 Articolo 4 || Articolo 72, paragrafo 1 
 Articolo 5 || – 
 Articolo 6 || – 
 Direttiva 90/119/CEE del Consiglio (ammissione alla riproduzione – animali ibridi) || Articolo 1 || Articolo 25, paragrafo 1, e articolo 26, paragrafi 1 e 2 
 Articolo 2 || Articolo 23, paragrafo 3 
 Articolo 3 || – 
 Articolo 4 || – 
 Direttiva 89/361/CEE del Consiglio (ovini e caprini) || Articolo 1, paragrafo 1 || Articolo 1, paragrafo 1 
 Articolo 1, paragrafo 2 || Articolo 1, paragrafo 3 
 Articolo 2 || Articolo 2 
 Articolo 3, paragrafo 1 || Articolo 3, primo comma, e articolo 4, paragrafo 2 
 Articolo 3, paragrafo 2 || Articolo 1, paragrafo 3 
 Articolo 4 || Articolo 4, paragrafo 3, articolo 19, paragrafo 4, articolo 28, paragrafo 1, e articolo 21, paragrafo 2 
 Articolo 5 || Articolo 7, paragrafo 1 
 Articolo 6 || Articolo 33, paragrafo 1, e allegato II, parte 1, capitolo I, punto 1 d 
 Articolo 7 || Articolo 1, paragrafo 3 
 Articolo 8 || Articolo 72, paragrafo 1 
 Articolo 9 || – 
 Articolo 10 || – 
 Direttiva 90/427/CEE del Consiglio (equidi) || Articolo 1 || Articolo 1, paragrafo 1 
 Articolo 2 || Articolo 2 
 Articolo 3, primo comma || Articolo 3, primo comma 
 Articolo 3, secondo comma || Articolo 1, paragrafo 3 
 Articolo 4, paragrafo 1, lettera a) || Allegato I, parte 1, e parte 3, punto 1 a) 
 Articolo 4, paragrafo 1, lettera b) || Allegato II, parte 1, capitolo I, punto 1 c) 
 Articolo 4, paragrafo 2 || Articolo 4, paragrafo 3, articolo 19, paragrafo 4, articolo 33, articolo 34, paragrafo 1, lettera c), articolo 14 e allegato II, parte 1, capitolo I, punto 1 c) 
 Articolo 5 || Articolo 7, paragrafo 1 
 Articolo 6 || Allegato II, parte 1, capitolo I, punto 3 
 Articolo 7 || Articolo 28, paragrafo 1, e articolo 21, paragrafo 2 
 Articolo 8, paragrafo 1 || Allegato II, parte 1, capitolo I, punto 1 c) 
 Articolo 8, paragrafo 2 || Articolo 33, paragrafo 1 
 Articolo 9 || Articolo 1, paragrafo 3 
 Articolo 10 || Articolo 72, paragrafo 1 
 Articolo 11 || – 
 Articolo 12 || – 
 Allegato || – 
 Direttiva 91/174/CEE del Consiglio (tutte le specie) || Articolo 1 || Articolo 2 
 Articolo 2 || Articolo 3, articolo 35, paragrafo 1, e articolo 45, paragrafo 1 
 Articolo 3 || – 
 Articolo 4 || – 
 Articolo 5 || – 
 Articolo 6 || – 
 Articolo 7 || – 
 Articolo 8 || – 
 Direttiva 94/28/CE del Consiglio (importazioni) || Articolo 1 || Articolo 1 
 Articolo 2 || Articolo 2 
 Articolo 3 || Articolo 37 
 Articolo 4 || Articolo 39, paragrafo 1, lettera a), e articolo 40, paragrafo 1 
 Articolo 5 || Articolo 39, paragrafo 1, lettera b), e articolo 40, paragrafo 1 
 Articolo 6 || Articolo 39, paragrafo 1, lettera c), e articolo 40, paragrafo 1 
 Articolo 7 || Articolo 39, paragrafo 1, lettera c), e articolo 40, paragrafo 1 
 Articolo 8 || Articolo 39, paragrafo 2 
 Articolo 9, paragrafi 1 e 2 || Articolo 42 
 Articolo 9, paragrafo 3 || - 
 Articolo 10 || Articoli 67 e 70 
 Articolo 11 || – 
 Articolo 12 || Articolo 72, paragrafo 1 
 Articolo 13 || – 
 Articolo 14 || – 
 Articolo 15 || – 
[1]               GU C […] del [gg/mm/aaaa], pag. […].
[2]               GU C […] del [gg/mm/aaaa], pag. […].
[3]               GU C […] del [gg/mm/aaaa], pag. […].
[4]               GU L 382 del 31.12.1988, pag. 36.
[5]               GU L 153 del 6.6.1989, pag. 30.
[6]               GU L 224 del 18.8.1990, pag. 55.
[7]               GU L 85 del 5.4.1991, pag. 37.
[8]               GU L 178 del 12.7.1994, pag. 66.
[9]               GU L 323 del 10.12.2009, pag. 1.
[10]             GU L 167 del 26.6.1987, pag. 54.
[11]             GU L 71 del 17.3.1990, pag. 34.
[12]             GU L 71 del 17.3.1990, pag. 36.
[13]             GU L 206 del 12.8.1977, pag. 11.
[14]             GU L 299, del 16.11.2007, pag. 1.
[15]             GU L 155 del 18.6.2009, pag. 30.
[16]             GU L 192 del 2.8.1996, pag. 19.
[17]             GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1.
[18]             GU L 268 del 24.9.1991, pag. 56.
[19]             GU L 24 del 30.1.1998, pag. 9.
[20]             COM(2013) 0265 final - 2013/0140 (COD).
[21]             GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1.
[22]             GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29.
[23]             GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[24]             GU L 125 del 12.5.1984, pag. 58.
[25]             GU L 237 del 5.9.1984, pag. 11.
[26]             GU L 169 del 22.6.2006, pag. 56.
[27]             GU L 247 del 23.8.1989, pag. 19.
[28]             GU L 247 del 23.8.1989, pag. 21.
[29]             GU L 247 del 23.8.1989, pag. 31.
[30]             GU L 247 del 23.8.1989, pag. 33.
[31]             GU L 247 del 23.8.1989, pag. 43.
[32]             GU L 145 del 8.6.1990, pag. 30.
[33]             GU L 145 del 8.6.1990, pag. 32.
[34]             GU L 145 del 8.6.1990, pag. 35.
[35]             GU L 145 del 8.6.1990, pag. 38.
[36]             GU L 192 del 11.7.1992, pag. 63.
[37]             GU L 19 del 25.1.1996, pag. 39.
[38]             GU L 192 del 11.7.1992, pag. 66.
[39]             GU L 247 del 23.8.1989, pag. 22.
[40]             GU L 247 del 23.8.1989, pag. 34.
[41]             GU L 145 del 8.6.1990, pag. 39.
[42]             GU L 19 del 25.1.1996, pag. 41.
[43]             GU L 125 del 18.5.2005, pag. 15.
[44]             GU L 149 del 7.6.2008, pag. 3.
[45]             GU L 210 del 20.8.1996, pag. 47.
[46]             http://www.ueln.net/.