CELEX: C2000/079/32
Language: it
Date: 2000-03-18 00:00:00
Title: Causa C-14/00: Ricorso del 18 gennaio 2000 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

18.3.2000               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 79/17
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                               Ricorso del 18 gennaio 2000 contro la Repubblica italiana,
                                                                            presentato dalla Commissione delle Comunità europee
a) accertare che, non avendo messo a disposizione della
     Commissione l’importo di Lire 29 223 322 226 e non
     avendo versato gli interessi di mora su tale importo a                                         (Causa C-14/00)
     partire dal 1o gennaio 1996, la Repubblica italiana è venuta
     meno agli obblighi ad essa imposti dalle disposizioni
     comunitarie relative alle risorse proprie;                                                      (2000/C 79/32)
b) condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
                                                                          Il 18 gennaio 2000, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                          rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, membro del
                                                                          suo servizio giuridico, e dal sig. Giacinto Bisogni magistrato di
Motivi e principali argomenti                                             appello messo a disposizione dello stesso servizio giuridico, in
                                                                          qualità di agenti, elettivamente domiciliata presso il sig. Carlos
La Commissione e la Repubblica Italiana hanno convenuto che               Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a Lussemburgo,
i dazi relativi alle importazioni in Italia di merci provenienti          ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee
da paesi terzi a destinazione di San Marino nel periodo                   un ricorso contro la Repubblica italiana.
1.1.1979-30.11.1992 (vale a dire prima dell’entrata in vigore
dell’accordo interinale di commercio e unione doganale tra la
Comunità e San Marino del 16.12.1991 (1), non costituivano                La ricorrente conclude che la Corte voglia:
risorse proprie della Comunità in considerazione della sovra-
nità della Repubblica di San Marino e della sua non adesione              — dichiarare che, la Repubblica italiana vietando che i
alla Comunità. Si è convenuto inoltre che occorreva distinguere                prodotti di cioccolato contenenti sostanze grasse vegetali
esattamente i dazi spettanti a San Marino rispetto ai dazi                     diverse dal burro di cacao, fabbricati legalmente negli
riscossi dall’Italia che costituivano risorse proprie comunitarie              Stati membri che autorizzano l’aggiunta di tali sostanze,
e che, per garantire la salvaguardia degli interessi finanziari                possano essere commercializzati in Italia con la denomina-
comunitari, tale distinzione non poteva essere fatta unilateral-               zione con cui sono commercializzati nello Stato di prove-
mente dall’Italia senza l’accordo della Commissione. Non si è                  nienza ed imponendo che tali prodotti possano essere
invece raggiunto un accordo in relazione al metodo da                          commercializzati solo a condizione che rechino la denomi-
impiegare per determinare i dazi spettanti a San Marino; l’Italia              nazione «surrogato di cioccolato» è venuta meno agli
ha pertanto indebitamente ridotto le risorse proprie dovute                    obblighi che ad essa incombono in virtù dell’articolo 28
alla Comunità effettuando, senza il preliminare accordo della                  del Trattato.
Commissione, delle detrazioni sulla base di un metodo conte-
stato da quest’ultima.
                                                                          — condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese
                                                                               processuali.
Secondo la Commissione, l’Italia, continuando ad effettuare
detrazioni unilaterali dai suoi versamenti di risorse proprie
senza l’accordo della Commissione e senza dare seguito alla
richiesta di quest’ultima di giustificare tali detrazioni, con il         Motivi e principali argomenti
rischio che le risorse proprie della Comunità subissero un’inde-
bita diminuzione, aveva violato gli obblighi ad essa imposti
dal trattato.                                                             Una circolare ministeriale adottata in data 15 marzo 1996
                                                                          stabilisce che i prodotti di cioccolato originari del Regno Unito,
Di conseguenza la Commissione aveva chiesto al governo                    dell’Irlanda e della Danimarca contenenti sostanze grasse
italiano di mettere a disposizione della Commissione l’importo            vegetali diverse dal burro di cacao possono essere commercia-
di Lit. 29 223 322 226 e di versare alla Commissione gli                  lizzati in Italia soltanto con la denominazione di «surrogato di
interessi di mora su detto importo, a decorrere dal 1o gennaio            cioccolato».
1996, data a partire dalla quale tali interessi erano dovuti in
considerazione del mancato versamento della somma, e fino
                                                                          I prodotti di cioccolato di cui si tratta sono prodotti legalmente
al momento della messa a disposizione di quest’ultima.
                                                                          fabbricati negli Stati membri che consentono l’aggiunta di
                                                                          sostanze grasse vegetali e che rispettano i requisiti di fabbrica-
Non avendo messo il suddetto importo a disposizione della                 zione prescritti dalla direttiva 73/241/CEE (1) relativa al ravvici-
Commissione e non avendo versato gli interessi di mora su                 namento delle legislazioni degli Stati membri concernenti i
tale importo la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi           prodotti di cacao e di cioccolato destinati all’alimentazione
ad essa imposti dalle disposizioni comunitarie relative alle              umana. Tali prodotti devono poter circolare liberamente
risorse proprie.                                                          all’interno della Comunità.
(1) GU L 359, del 9.12.1992, pag. 14.                                     Le autorità italiane deducono che le disposizioni nazionali di
                                                                          cui trattasi, non vietano l’accesso al mercato italiano dei
                                                                          prodotti in questione, ma consentono di modificare la loro
                                                                          denominazione per i motivi di tutela del consumatore.
 ---pagebreak--- C 79/18                   IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             18.3.2000
Secondo la Commissione non si può affermare che la sola                         — oppure se la detrazione debba essere ammessa trattan-
presenza di sostanze grasse vegetali alteri la natura del prodotto                    dosi di spese generali.
al punto che la denominazione «cioccolato» possa creare
confusione circa le caratteristiche essenziali del prodotto                 (1) Sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in
stesso.                                                                         materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
                                                                                relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di
L’imposizione di un mutamento della denominazione (peggio-                      imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU
rativa) del prodotto deve essere esclusa in quanto essa pregiudi-               L 145, pag. 1).
ca fortemente la riconoscibilità del prodotto all’interno di una
categoria cui ha diritto di appartenere. Come tale si rivela una
misura sproporzionata rispetto all’obiettivo perseguito della
informazione dei consumatori.
                                                                            Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
(1) Direttiva del Consiglio del 24.07.1973; GU L 228 del 16.08.1973,        nale di Asti — Ufficio del Giudice per le Indagini Prelimi-
    pag. 23.                                                                nari, con ordinanza 17 dicembre 1999, nel procedimento
                                                                            penale dinanzi ad esso pendente a carico di Maurizio
                                                                                                            Perino
                                                                                                      (Causa C-18/00)
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-                                                 (2000/C 79/34)
nal administratif di Lilla (Quarta Sezione), con sentenza
6 gennaio 2000, nella causa Société Cibo Participations                     Con ordinanza 17 dicembre 1999, pervenuta nella Cancelleria
contro Direttore regionale delle imposte del dipartimento                   della Corte delle Comunità europee il 20 gennaio 2000, nel
                          Nord-Pas de Calais                                procedimento penale dinanzi ad esso pendente a carico di
                                                                            Maurizio Perino, il Tribunale di Asti ha sottoposto alla Corte
                           (Causa C-16/00)                                  di giustizia delle Comunità europee la seguente questione
                                                                            pregiudiziale:
                            (2000/C 79/33)
                                                                            se la direttiva del Consiglio del 18 marzo 1991
Con sentenza 6 gennaio 2000, pervenuta nella cancelleria                    n. 91/156/CEE (1) ammetta l’esecuzione della fase della messa
della Corte il 19 gennaio 2000, nella causa Société Cibo                    in riserva di rifiuti per sottoporli, oltre che a una delle
Participations contro Direttore regionale delle imposte del                 operazioni indicate nei punti da R 1 a R 12 nell’allegato IIB,
dipartimento Nord-Pas de Calais, il Tribunal administratif di               anche ad altra autonoma fase di messa in riserva dei rifiuti
Lilla (Quarta Sezione), ha sottoposto alla Corte di giustizia               medesimi oppure se la direttiva imponga al soggetto che
delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                 esegua la fase della messa in riserva di rifiuti di conferirli
1. Quale sia il criterio da seguire per la definizione dell’interfe-        esclusivamente ad un soggetto che effettui le operazioni di
     renza. Se esso possa essere costituito in particolare dall’esi-        recupero degli stessi.
     stenza di prestazioni retribuite, o dall’animazione di un
     gruppo da parte di una holding, oppure dalla gestione di               (1) Direttiva 91/156/CEE del Consiglio che modifica la direttiva
     fatto, che esclude qualsiasi indipendenza della controllata,               75/442/CEE relativa ai rifiuti, G.U. L 78, del 26.3.91, pag. 32.
     ovvero da qualsiasi altro elemento.
2. In caso d’interferenza, se la percezione di dividendi esuli
     dall’ambito di applicazione dell’imposta sul valore aggiun-
     to per un motivo diverso dall’attività economica, in
     quanto non costituisce il corrispettivo di un’operazione di            Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Court
     fornitura di beni o di prestazione di servizi,                         of Session, Scozia, con ordinanza 11 gennaio 2000, nella
                                                                            causa Booker Aquaculture Limited, operante nel commer-
     — ovvero, tenuto conto del fatto che le spese vengono                  cio con la ditta Marine Harvest McConnell contro Scottish
          sostenute per l’acquisto di azioni avente come oggetto                                          Ministers
          diretto la partecipazione ad attività economiche, se la
          percezione di dividendi rientri nell’ambito dell’imposta                                    (Causa C-20/00)
          sul valore aggiunto e, in tal caso, se essa sia esentata
          dall’art. 13, parte B, lett. d), punto 1, della sesta                                        (2000/C 79/35)
          direttiva (1) o soggetta ad imposta.
                                                                            Con ordinanza 11 gennaio 2000, pervenuta nella cancelleria
3. Nel caso in cui la percezione di dividendi esuli dall’ambito             della Corte il 24 gennaio 2000, nella causa Booker Aquaculture
     di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, quali ne             Limited, operante nel commercio con la ditta Marine Harvest
     siano le conseguenze sulla questione dei diritti a detrazione:         McConnell contro Scottish Ministers, la Court of Session,
                                                                            Scozia, ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità
     — se sia assolutamente escluso il diritto a detrazione                 europee le seguenti questioni pregiudiziali:
          dell’imposta relativa alle spese sostenute per l’acquisto
          di azioni, dato che non concorrono ad alcuna operazio-            1) Nel caso in cui uno Stato membro adotti, nell’adempimen-
          ne soggetta ad imposta,                                                to dell’obbligo sancito dalla direttiva 93/53/CEE (1) di