CELEX: 52004PC0058
Language: it
Date: 2004-02-03
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 850/98 per quanto riguarda la protezione delle scogliere coralline di acque profonde dagli effetti della pesca a strascico in talune zone dell'Oceano Atlantico

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52004PC0058

Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 850/98 per quanto riguarda la protezione delle scogliere coralline di acque profonde dagli effetti della pesca a strascico in talune zone dell'Oceano Atlantico  /* COM/2004/0058 def. - CNS 2004/0020 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CE) n. 850/98 per quanto riguarda la protezione delle scogliere coralline di acque profonde dagli effetti della pesca a strascico in talune zone dell'Oceano Atlantico(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIl processo di integrazione delle esigenze di protezione ambientale nella politica comune della pesca richiede l'adozione di misure intese a ridurre al minimo l'impatto delle attività di pesca sui sistemi ecomarini, come espressamente menzionato all'articolo 2 del regolamento (CE) n. 2371/2002 relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca.Da recenti rapporti scientifici emerge che alcuni habitat di acque profonde devono essere protetti dall'erosione meccanica esercitata dagli attrezzi da pesca. Fra questi, vanno inclusi gli habitat formati da aggregazioni, camini termici e monticoli di carbonato di coralli di acque profonde (Lophelia pertusa). Secondo rapporti scientifici recenti, in particolare del Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare (International Council of the Exploration of the Sea - ICES), numerosi habitat atlantici di questo tipo sono stati individuati e cartografati. La Lophelia pertusa è stata individuata al largo delle isole Canarie e in numerosi siti, generalmente a più di 1000 m di profondità, intorno alle isole atlantiche di Madeira e delle Azzorre.Tali habitat di acque profonde sono definiti habitat di interesse comunitario dalla direttiva 92/43/CE, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche [1]. Inoltre, questi habitat attirano sempre più l'attenzione di forum internazionali preoccupati con la protezione ambientale. Ad esempio, la Convenzione per la protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale ("Convenzione OSPAR") ha recentemente inserito le scogliere coralline di acque profonde in un elenco di habitat minacciati. Degli habitat di acque profonde, in quanto habitat sensibili che richiedono particolare protezione, ci si è occupati anche nell'ambito dell'iniziativa informale consultiva delle Nazioni Unite sugli oceani e il diritto del mare (UNICPOLOS). Numerosi Stati costieri di tutto il mondo hanno già adottato le necessarie misure di protezione. Il 20 agosto 2003 la Commissione, su richiesta del Regno Unito, ha approvato le misure di emergenza a norma dell'articolo 7 del regolamento n. 2371/2002 relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca, vietando l'uso di reti a strascico e di attrezzi analoghi nella zona intorno ai Darwin Mounds, ed una proposta all'esame del Consiglio renderebbe permanente tale divieto mediante una modifica del regolamento (CE) n. 850/98 per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame [2].[1]  GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.[2]  GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1.Inoltre, le zone di pesca comunitarie intorno alle Azzorre, a Madeira e alle isole Canarie contengono numerosi habitat di acque profonde, noti e potenziali, che fino ad oggi sono rimasti intoccati dalla pesca a strascico in virtù del regime speciale di accesso istituito dal regolamento (CE) n. 2027/95. Poiché tale regime decadrà nel 2004, è importante garantire la continuità della tutela di queste zone nell'ambito della legislazione comunitaria.In fase di elaborazione della presente proposta per la protezione di tali importanti habitat marini, la Commissione ha preso in considerazione gli ultimi rapporti dell'ICES. In particolare, l'ICES ha attirato l'attenzione sulla sensibilità di questi habitat agli effetti della pesca a strascico.Tenuto conto di queste considerazioni e vista l'entità del danno che l'azione erosiva esercitata dagli attrezzi per la pesca a strascico può recare a tali habitat, è opportuno vietare l'uso delle reti a strascico nelle zone interessate (cfr. cartina allegata), modificando di conseguenza il regolamento esistente in materia di misure tecniche (regolamento (CE) n. 850/98). Tale modifica sarà incorporata nella riformulazione del regolamento citato, attualmente in considerazione in sede di Consiglio dei ministri.Se da un lato questo provvedimento recherà vantaggi significativi all'ambiente, dall'altro il settore della pesca non subirà conseguenze di rilievo, perché il divieto alla pesca a strascico è già oggi in vigore. Inoltre, i pescherecci potranno continuare a pescare nella zona protetta con attrezzi da traino che non vengano a contatto con il fondale, quali reti da traino pelagiche, palangari, ciancioli e altri attrezzi fissi.Per informazione, una cartina allegata alla presente relazione evidenzia le zone interessate.&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;1500m Contour  //  Curva di livello 1500 mAzores  //  AzzorreMadeira and Canaries  //  Madeira e Isole CanarieCarta delle zone proposte di divieto di pesca a strascico.2004/0020 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CE) n. 850/98 per quanto riguarda la protezione delle scogliere coralline di acque profonde dagli effetti della pesca a strascico in talune zone dell'Oceano AtlanticoIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione [3],[3]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Parlamento europeo [4],[4]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1)  L'articolo 2 del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca [5] dispone che la politica comune della pesca applichi l'approccio precauzionale adottando misure intese a ridurre al minimo l'impatto delle attività di pesca sui sistemi ecomarini.[5]  GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.(2) Il regolamento (CE) n. 850/98 del Consiglio, del 30 marzo 1998, per la conservazione delle risorse della pesca attraverso misure tecniche per la protezione del novellame [6] introduce restrizioni all'uso di attrezzi da traino demersali.[6]  GU L 125 del 27.04.1998, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 973/2001 (GU L 137, del 19.5.2001, pag. 1). [Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. [.../...] GU L [...] del [...], pag. [...].(3) Secondo rapporti scientifici recenti, in particolare del Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare (International Council of the Exploration of the Sea - ICES), habitat di acque profonde altamente sensibili sono stati individuati e cartografati nell'Atlantico. Tali habitat ospitano importanti comunità biologiche altamente specifiche, che si ritiene necessitino di una protezione prioritaria. In particolare, essi sono definiti habitat di interesse comunitario dalla direttiva 92/43/CE, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche [7]. Inoltre, la convenzione per la protezione dell'ambiente marino dell'Atlantico nordorientale ("Convenzione OSPAR") ha recentemente inserito le scogliere coralline di acque profonde in un elenco di habitat minacciati.[7]  GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.(4) Dagli studi scientifici risulta che il recupero di habitat di questo tipo danneggiati dagli attrezzi per la pesca a strascico è impossibile o molto lento e difficile. È pertanto opportuno vietare l'uso di reti a strascico e di attrezzi analoghi in zone in cui tali habitat si trovano tuttora in una situazione favorevole dal punto di vista della conservazione.(5) Le acque intorno alle Azzorre, a Madeira e alle isole Canarie contengono numerosi habitat di acque profonde noti o potenziali che fino ad oggi sono rimasti intoccati dalla pesca a strascico in virtù del regime speciale di accesso di cui al regolamento (CE) n. 2027/95, del 15 giugno 1995, che istituisce un regime di gestione dello sforzo di pesca riguardante talune zone e risorse di pesca comunitarie [8].[8]  GU L 199 del 24.8.1995, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1954/2003 (GU L 289, del 7.11.2003, pag. 1).(6) È pertanto opportuno garantire la protezione di queste zone estendendo le restrizioni all'uso di attrezzi da traino demersali di cui al regolamento (CE) n. 850/98.(7) Il regolamento (CE) n. 850/98 deve essere quindi modificato di conseguenza,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1All'articolo 30 del regolamento (CE) n. 850/98 è aggiunto il seguente paragrafo 4:"4. Ai pescherecci è vietato utilizzare reti a strascico o reti da traino di tipo analogo, operanti a contatto con il fondo marino, nelle zone delimitate dalla linea congiungente le seguenti coordinate:a) zona denominata "Madeira e Canarie"Latitudine 27° 00' N longitudine 19° 00' OLatitudine 26°00' N longitudine 15° 00' OLatitudine 29° 00' N longitudine 13° 00' OLatitudine 36° 00' N longitudine 13° 00' OLatitudine 36° 00' N longitudine 19° 00' Ob) zona denominata "Azzorre"Latitudine 36° 00' N longitudine 23° 00' OLatitudine 42° 00' N longitudine 23° 00' OLatitudine 42° 00' N longitudine 34° 00' OLatitudine 36° 00' N longitudine 34° 00' O".Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl Presidente