CELEX: 51978PC0702
Language: it
Date: 1978-12-13
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI IN MATERIA DI ALCUNI TIPI DI APPARECCHI A PRESSIONE SEMPLICE

N. C 37/2                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       10. 2. 79
                                                               II
                                                       (Atti preparatori)
                                                COMMISSIONE
               Proposta di direttiva del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                             membri in materia di alcuni tipi di apparecchi a pressione semplice
                               (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 18 dicembre 1978)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE                                considerando che, per tener conto del progresso
                                                                   della tecnica, è necessario un sollecito adeguamento
                                                                   delle prescrizioni tecniche relative ai suddetti apparec-
visto il trattato che istituisce la Comunità economica             chi; che è opportuno applicare la procedura di cui
europea, in particolare l'articolo 100,                            l'articolo 20 della direttiva 7 6 / 7 6 7 / C E E ;
vista la proposta della Commissione,                               considerando che la progettazione e i procedimenti
                                                                   di fabbricazione dei recipienti possono scostarsi da ta-
                                                                   lune disposizioni, specie da quelle di cui ai punti da
visto il parere del Parlamento europeo,                            2.1 a 2.4 dell'allegato, a condizione di presentare
                                                                   una sicurezza almeno equivalente; che è pertanto op-
visto il parere del Comitato economico e sociale,                  portuno applicare la procedura all'uopo contemplata
                                                                   dall'articolo 17 della direttiva 7 6 / 7 6 7 / C E E ,
considerando che negli Stati membri alcune disposi-
zioni tassative determinano le caratteristiche di co-
struzione e di verifica dei recipienti a pressione sal-
dati in acciaio, di forma geometrica semplice, non
sottoposti all'azione della fiamma; che dette disposi-              HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
zioni differiscono da uno Stato membro all'altro;
che, a causa di questa disparità, esse ostacolano gli
scambi del prodotti in questione ed incidono per-
tanto direttamente sul funzionamento del mercato co-                                        Articolo 1
mune;
                                                                    1.    La presente direttiva si applica ai recipienti a
                                                                   pressione saldati in acciaio, di forma geometrica sem-
considerando che la direttiva 7 6 / 7 6 7 / C E E del Consi-       plice, non sottoposti all'azione della fiamma, quali
glio (') ha definito tra l'altro le procedure di approva-          definiti all'articolo 2, fissi o mobili, destinati a conte-
zione CEE e di verifica CEE per detti recipienti;                  nere aria o gas compressi, non corrosivi né tossici.
che, conformemente a questa direttiva, è opportuno
stabilire le prescrizioni tecniche alle quali devono               2.     I recipienti di cui al paragrafo 1 sono detti qui
conformarsi i suddetti recipienti per poter essere com-            di seguito «recipienti».
mercializzati e messi in servizio dopo aver subito i
controlli ed essere stati muniti dei marchi stabiliti;             3.     Sono esclusi:
                                                                   — i recipienti specialmente progettati per il tra-
(') G U n. L 262 del 27. 9. 1976, pag. 153.                             sporto dei gas;
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— i recipienti destinati all'equipaggiamento dei cir- ^         b) all'approvazione CEE del modello se il prodotto
     cuiti di frenatura dei veicoli a motore e loro ri-             P x V non supera 200 bar per litro.
     morchi ;
— i recipienti destinati agli estintori.
                                                                                             Articolo 4
                         Articolo 2                             Le modifiche necessarie per adeguare al progresso
                                                                tecnico l'allegato e le appendici sono emanate con la
Ai sensi della presente direttiva sono considerati reci-        procedura di cui all'articolo 20 della direttiva
pienti tutti quelli con le caratteristiche sotto indicate:      76/767/CEE.
a) — costituiti da una parte cilindrica a sezione cir-
        colare retta chiusi alle due estremità da fondi                                      Articolo 5
        bombati di rivoluzione aventi lo stesso asse e
        la cui concavità è rivolta all'interno del reci-        A norma dell'articolo 17 della direttiva 7 6 / 7 6 7 / C E E
        piente, oppure da fondi piatti;                         è possibile concedere deroghe alle disposizioni dei
    — costituiti da due fondi bombati di rivoluzione            punti da 2.1 a 2.4 dell'allegato.
        aventi lo stesso asse;
b) muniti soltanto di derivazioni saldate o rinforzi                                         Articolo 6
    circolari, eventualmente di forma ellittica, specie
    per le pulizie e le ispezioni, con asse perpendico-
                                                                Gli Stati membri non possono rifiutare, vietare o limi-
    lare alle pareti della parte cilindrica del recipiente
                                                                tare, per motivi inerenti alla costruzione e al con-
    sufficientemente distanziati gli uni dagli altri affin-
                                                                trollo, l'immissione in commercio e la messa in servi-
    ché possano essere considerati separati ai fini del
                                                                zio di un recipiente conforme alla prescrizioni della
    loro calcolo.
                                                                direttiva 7 6 / 7 6 7 / C E E e della presente direttiva.
Derivazioni saldate, specie per gli scarichi, possono
tuttavia essere previste sulle pareti dei fondi bombati                                      Articolo 7
a condizione che il loro diametro non superi 15 mm.
Queste derivazioni saldate possono non essere per-              1.    Gli Stati membri provvedono all'entrata in vi-
pendicolari alla parete dei fondi bombati.                      gore delle disposizioni legislative, regolamentari ed
                                                                amministrative necessarie per conformarsi alla pre-
I fondi di cui al presente articolo sono in un solo             sente direttiva entro un termine di 18 mesi a decor-
pezzo.                                                          rere dalla notifica e ne informano immediatamente la
                                                                Commissione.
                         Articolo 3                             2.    A decorrere dalla notifica della presente diret-
                                                                tiva gli Stati membri comunicano alla Commissione,
                                                                in tempo utile affinché quest'ultima possa presentare
I recipienti di cui all'articolo 1 sono sottoposti:
                                                                le sue osservazioni, qualsiasi progetto di disposizioni
a) all'approvazione CEE del modello e alla verifica             legislative, regolamentari o amministrative che inten-
    CEE del modello se il prodotto P x V (') supera             dano emanare nel settore disciplinato dalla presente
                                                                direttiva.
    200 bar per litro;
                                                                                              Articolo 8
(') P = pressione,
    V = volume.                                                  La presente direttiva è destinata agli Stati membri.
 ---pagebreak--- N. C 37/4                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      10. 2.79
                                                ALLEGATO TECNICO
                                                       CAPITOLO I
                                          C O N C E Z I O N E DEI R E C I P I E N T I
          1.     Campo d'applicazione
                 L'allegato tecnico della direttiva si applica ai recipienti di cui all'articolo 1 che presentino
                 le seguenti caratteristiche:
                 — pressione massima di servizio: 30 bar,
                 — volume massimo: 3 000 litri,
                 — prodotto PV massimo: 10 000 bar litro,
                 — spessore massimo effettivo delle virole e dei fondi bombati: 16 mm,
                 — spessore minimo effettivo delle virole e dei fondi bombati: 2 mm,
                 — spessore minimo effettivo dei fondi piatti: 25 mm,
                 — lunghezza massima della parte cilindrica: 12 volte il diametro medio,
                 — diametro massimo delle aperture: 0,3 volte il diametro medio della parte cilindrica,
                 — diametro massimo delle flange: 300 mm,
                 — la maggiore dimensione delle aperture d'ispezione circolari od ellittiche non può supe-
                      rare 400 mm,
                 — la temperatura minima di servizio non è inferiore a — 20 ° C oppure           10 °C,
                 — la temperatura massima di servizio non supera 300 ° C.
          2.     Materiali
                 Per la fabbricazione di parti sottoposte a pressione non possono mai essere usati pezzi
                 fusi.
          2.1,   Parti sottoposte a pressione
                 Gli acciai usati per fabbricare le parti sottoposte a pressione devono uniformarsi alle se-
                 guenti condizioni.
          2.1.1. Serbatoi per i quali è richiesta una temperatura minima di servizio di — 20 °C.
                 Sono richiesti i seguenti tipi e qualità di acciaio:
                 a) lamiere
                      Euronorm 28-69:                          Fe 37-2 k W ; Fe 37-2 kP; Fe 42-2 kW;
                                                               Fe 42-2 kP; Fe 47-2 k W ; Fe 47-2 kP,
                 b) tubi senza saldatura
                      Norma ISO/2604/II-1975:                  TS 6; TS 10; TS 15,
                 c) tubi saldati
                    ' Norma ISO/2604/III-1975:                 T W 6; T W 10; T W 15,
                 d) pezzi fucinati
                      Norma ISO/2604/I-1975:                   F 9,
                 e) rinforzi
                      Euronorm 25-72:                          Fe 360 D ; Fe 430 D.
 ---pagebreak--- 10. 2. 79                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       N. C 37/5
          2.1.2. Serbatoi per i quali è richiesta una temperatura minima di servizio di — 10 °C.
                 Sono richiesti i seguenti tipi e qualità di acciaio:
                 a) rinforzi
                      Euronorm 28-69:                          Fe 37; Fe 42,
                 b) tubi senza saldatura
                      Norma ISO/2604/II-1975 :                 T S 4 ; T S 6 ; T S 9; T S 10 ;
                                                               T S 13; T S 14; T S 15,
                 c) tubi saldati
                      Norma ISO/2604/III-1975:                 TW4;TW5;TW6;TW9;
                                                               T W 10; T W 13; T W 14; T W 15,
                 d) pezzi fucinati
                      Norma ISO/2604/I-1975:                   F8;F9,
                 e) rinforzi
                      Euronorm 25-72:                          Fe 310; Fe 360; Fe 430.
          2.2.   Flange saldate
                 Saranno realizzate con un acciaio di tipo e qualità specificati al punto 2.1 oppure con un
                 acciaio al carbonio o al carbonio-manganese la cui composizione chimica di colata e le cui
                 proprietà meccaniche siano conformi ai valori limite che figurano nella seguente tabella.
                          °/oC          o/o        °/o Si        o/oS           R g max        Rj^max  Allungamento
                                                                0 % P
                                                                                      1             2
                                       max                                      N/mm           N/mm       min (°/o)
                         0,20          1,6         0,40         0,05             265            440         22
          2.3.   Elementi di fissaggio
                 Bulloni, viti, viti prigioniere e dadi sono conformi alle prescrizioni               delle  norme
                 ISO/R898/I-1968, ISO/R898/II-1969, e ISO/898/IV-1972.
                 Le categorie d'acciaio specificate nelle presenti norme possono essere usate, purché l'allun-
                 gamento minimo a rottura di questi acciai sia pari o superiore al 16
          2.4.   Pezzi riportati
                 T u t t e le parti non sottoposte a pressione saldate al corpo del recipiente devono essere di
                 materiali compatibili con l'acciaio del recipiente al quale esse sono saldate.
          2.5.   Ordinazione
          2.5.1. All'atto dell'ordinazione dei prodotti di base, il fabbricante dei recipienti.specifica il tipo
                 di prodotto, le sue dimensioni, le sue caratteristiche nonché il tipo e la qualità dell'acciaio.
          2.5.2. Egli precisa inoltre quali documenti devono accompagnare la fornitura in conformità del
                 punto 2.6 del presente allegato.
          2.6.   Documentazione
          2.6.1. Certificato di provenienza
                 Il certificato di provenienza è richiesto per gli acciai di cui al punto 2.1 conformemente
                 alle disposizioni dell'Euronorm 21-76.
          2.6.2. Attestato di conformità all'ordine
                 Conformemente all'Euronorm 21-76, l'attestato di conformità all'ordine è richiesto per gli
                 acciai di cui al punto 2.2 e per i prodotti di cui al punto 2.4 del presente allegato.
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          2.6.3. I documenti di conformità di cui ai punti 2.6.1 e 2.6.2 indicheranno i marchi posti sui
                 prodotti forniti onde potere assegnare, senza possibilità di errore, i documenti di confor-
                 mità ai rispettivi prodotti.
          2.7.   Identificazione
                 Tutti i prodotti usati nella costruzione degli apparecchi devono poter essere identificati.
          3.     Calcolo delle parti sottoposte a pressione
          3.1.   Definizioni
          3.1.1. Pressione di calcolo
                 È un valore della pressione scelto dal fabbricante, sotto la sua responsabilità, e introdotto
                 nelle formule per il calcolo delle parti sottoposte a pressione.
          3.1.2. Temperatura di calcolo
                 È un valore della temperatura scelto dal fabbricante sotto la sua responsabilità. Questa
                 temperatura consente di determinare il valore della sollecitazione alla temperatura conside-
                 rata.
          3.2.   Spessore delle parti del recipiente sottoposte a pressione
                 Gli spessori delle parti sottoposte a pressione non saranno inferiori a quelli calcolati con le
                 formule dell'appendice I.
                 In queste formule non è contemplato il sovrametallo di corrosione. Se però viene pre-
                 scritto un sovrametallo, il suo valore dovrà figurare sulla targhetta segnaletica apposta sul
                 recipiente.
          3.2.1. La sollecitazione ammessa «f» da introdurre in queste formule, per il calcolo delle parti
                 soggette a pressione, è il più basso fra i due valori seguenti:
                                                      Ret          RR
                 Il limite di elasticità R E T usato per il calcolo della sollecitazione ammessa delle parti sog-
                 gette a pressione è uno dei seguenti valori :
                 — se l'acciaio non presenta limiti inferiore e superiore del carico unitario di snervamento,
                      si deve prendere il carico unitario di scostamento dalla proporzionalità
                      ^0,2^
                 — se un'acciaio presenta un limite inferiore e superiore del carico unitario di snervamento
                      si può prendere:
                      — RCL
                      oppure
                      R C H x 0,92 a condizione che il valore R e H sia stato determinato con un diagramma
                      carico-allungamento oppure
                      Rcu;
                 — alla temperatura di calcolo superiore a 50 °C, il limite d'elasticità è considerato uguale
                      al limite di elasticità convenzionale a 0,2 % per la temperatura considerata.
          3.2.2. Per le saldature di testa il coefficiente «z» usato per il calcolo delle parti soggette a pres-
                  sione avrà i seguenti valori :
                  z = 1, z = 0,85 oppure z = 0,7.
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                                                CAPITOLO II
                                    FABBRICAZIONE DEI RECIPIENTI
        4.   Prescrizioni generali
        4.1. I prodotti di base, i prodotti di apporto, i procedimenti di saldatura e di fabbricazione,
             nonché i metodi di controllo, devono essere tali da consentire la realizzazione di recipienti
             conformi alle prescrizioni della presente direttiva.
        4.2. I procedimenti di saldatura applicati devono aver superato la prova di qualificazione di cui
             all'appendice III.
        4.3. Le saldature devono essere eseguite da saldatori qualificati conformemente alle disposi-
             zioni dell'appendice V.
        4.4. È ammesso qualsiasi procedimento di saldatura che consenta di ottenere una completa pe-
             netrazione.
        4.5. Orifizi d'ispezione e flange
             Ove siano previsti orifizi d'ispezione o flange, essi devono essere realizzati conforme-
             mente alle prescrizioni di cui ai punti 5 e 6 dell'appendice I.
        5.   Preparazione e saldatura degli assemblaggi soggetti a pressione                      ^
        5.1. Formatura delle lamiere
             La formatura delle lamiere non deve introdurre difetti che possano pregiudicare la sicu-
             rezza.
             Si chiama formatura a freddo una formatura per la quale la temperatura del metallo du-
             rante il procedimento è inferiore al punto di trasformazione AC 3
             In caso di formatura a freddo, se il valore di
                                              x 100 è superiore a 3,
             è richiesto un trattamento termico di normalizzazione.
             NB: e r : spessore reale della lamiera;
                   r;: minimo raggio di raccordo.
        5.2. Riduzione delle lamiere mediante smussatura
             Se lamiere di spessori diversi vengono saldate mediante saldatura circolare di testa, la la-
             mièra più spessa viene smussata per un tratto pari almeno a tre volte il dislivello.
        5.3. Saldatura delle lamiere
             Per gli assemblaggi circolari e longitudinali sono consentite soltanto le saldature di testa a
             penetrazione completa.
             Si possono però ammettere gli assemblaggi circolari a bordi ristretti se lo spessore delle
             lamiere è inferiore o pari a 8 millimetri.
             Se per i giunti longitudinali si ricorre ad una piastra di supporto, questa deve essere tolta
             dopo la saldatura e prima che si effettui una prova non distruttiva.
             Se per i giunti circolari si usa una piastra di supporto che non può essere tolta, occorre
             accertare che si sia ottenuta una penetrazione soddisfacente nella piastra.
             Quando vengono tolte, le piastre di supporto non devono provocare deformazioni ecces-
             sive.
             Il materiale della piastra di supporto deve essere tale da non pregiudicare in alcun modo
             la saldatura.
             Gli assemblaggi tra le tubazioni o le derivazioni saldate e la virola, nonché tra quest'ul-
             tima e/o i fondi piatti nel caso di saldatura d'angolo, devono essere concepiti in modo da
             consentire la completa fusione della radice.
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          5.4.   Allineamento delle lamiere
          5.4.1.  Per gli assemblaggi longitudinali, nonché per quelli circolari saldati da un solo lato, le
                  fibre medie delle lamiere devono essere allineate con tolleranza di ± 10 % dello spessore
                  della lamiera più spessa.
                  Nel caso di assemblaggio circolare saldato dai due lati, è consentita una tolleranza mag-
                  giore purché si ottenga dall'altro lato un cordone sano.
          5.4.2. Allineamento delle superfici di spessori diversi
                 Il difetto massimo di allineamento delle superfici delle lamiere deve essere un quarto dello
                 spessore della lamiera più spessa.
                 Se il difetto di allineamento è superiore, la superficie deve essere ridotta mediante smussa-
                 tura conformemente alle prescrizioni del punto 5.2.
                                                             _o                                                      —Q
                                                                                    _o
                        €>e                                 M                                                        in
                        _o
                               A s s e m b l a g g i longitudinali                   A s s e m b l a g g i circolari
                    b j < e'/IO                                      Saldati da un solo lato : b j < e / 1 0
                                                                     Saldati dai 2 lati : senza limite
                    b£ < e 7 4 p e r e ' < 16mm                      b^ < e74 se e' < 16 mm
                    h j < 3 mm per e' < 16 mm
          5.5.   Aspetto dei cordoni di saldatura
                 Tutte le saldature devono presentare una superficie regolare, priva di difetti di spessore;
                 esse devono raccordarsi alle superfici delle lamiere senza canaletti né cricche inaccettabili.
                 L'altezza del sovraspessore di una cresta non può superare il maggiore dei seguenti due
                 valori: il decimo della larghezza del cordone oppure un millimetro.
                 È consentito un sovraspessore doppio nel punto di sovrapposizione all'estremità del cor-
                 done.
                 L'altezza della cresta dell'eventuale ripresa al rovescio non deve superare il maggiore dei
                 seguenti due valori: un decimo dello spessore della lamiera oppure un millimetro.
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        5.6.   Riparazione delle saldature
               Le saldature riparate devono essere rifatte a nuovo dopo aver eliminato la parte difettosa e
               non riparate mediante ricarica.
               Eccettuati eventuali ritocchi locali effettuati mediante saldatura manuale, tutte le ripara-
               zioni devono essere effettuate con lo stesso procedimento effettuato per la saldatura ini-
               ziale.
               Un altro procedimento può essere usato soltanto dopo aver informato gli organismi com-
               petenti per la verifica e dopo aver ottenuto il loro accordo nonché la qualificazione del
               procedimento.
        5.7.   Tolleranza sulla forma
        5.7.1. Ovalizzazione
               Il difetto di ovalizzazione è definito dalla differenza tra i diametri massimo e minimo
               divisa per la metà della loro somma.
               In qualsiasi sezione trasversale del recipiente questo rapporto non deve superare l'I %,
               tranne nei punti di applicazione delle tubazioni, ove è consentita un'ovalizzazione sino al
               2 o/o.
        5.7.2. Rettilineità
               La freccia massima di una generatrice qualunque della parte cilindrica del recipiente vuoto
               e senza pressione non deve superare 0,3 °/o.
        5.7.3. Irregolarità del profilo
               Le irregolarità di profilo (controllate mediante una sagoma avente un'apertura di 20
               gradi) non devono superare il 5 % dello spessore minimo della lamiera, più 3 mm.
               Questo valore massimo viene maggiorato del 25 % se la lunghezza dell'irregolarità non
               supera il quarto della lunghezza dell'elemento del corpo cilindrico compreso fra due
               giunti perimetrali, col limite massimo di un metro.
        6.     Saldatura degli accessori non sottoposti a pressione
               La concezione degli accessori, quali piedi, manici, colfari, rinforzi, ecc., deve consentire la
               loro saldatura alle parti soggette a pressione. La saldatura deve essere eseguita conforme-
               mente alle prescrizioni del punto 5.5.
                                                    CAPITOLO III
                                     OMOLOGAZIONE CEE DI MODELLO
        7.     Domanda di omologazione CEE
               La domanda e la relativa corrispondenza devono essere conformi alle prescrizioni dell'alle-
               gato I, paragrafo 1, della direttiva 76/767/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976.
        8.      Esame ai fini dell'omologazione CEE
        8.1.    L'esame ai fini dell'omologazione CEE si effettua in base al fascicolo tecnico e su apparec-
                chi campione.
        8.2.   — Il richiedente presenta 10 recipienti rappresentativi della produzione in programma.
                    L'organismo di controllo preleva 3 recipienti sui quali si effettuano le verifiche e le
                    prove.
                    Nel caso di produzione in piccola serie, però, il richiedente presenta il numero di reci-
                    pienti necessario per effettuare le verifiche e le prove stabilite dalla direttiva.
                — Per recipienti di cui è programmata una produzione in piccola serie, il richiedente pre-
                    senta il numero di recipienti che l'organismo di controllo ritiene necessario per le verifi-
                    che e le prove stabilite dalla direttiva.
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            8.3.      Esame del fascicolo tecnico
                      Questo esame comprende quanto segue:
                      a) la verifica che la scelta dei materiali sia stata fatta a norma dei punti da 2.1 a 2.4;
                      b) la verifica dei documenti di conformità di cui al punto 2.6;
                      c) la verifica progettuale dei recipienti a norma dell'appendice I, punti 5 e 6;
                      d) la verifica relativa alla posizione predisposta per l'iscrizione e il marchio CEE in confor-
                         mità del capitolo V ;
                      e) la verifica dei certificati inerenti al procedimento di saldatura ed alla qualifica dei salda-
                         tori, richiesti per i metodi di saldatura per la produzione in programma;
                      f) la verifica della conformità dei calcoli alle prescrizioni di cui al punto 3 ed all'appen-
                         dice I, punti da l a 4.
            8.4.      Controlli e prove da effettuare su recipienti finiti
            8.4.1.    Prove da effettuare su recipienti finiti:
                      a) esame radiografico al 100 % delle saldature di testa sui recipienti presentati all'orga-
                         nismo di controllo;
                      b) prova idraulica su ciascun recipiente prelevato dall'organismo di controllo;
                      c) prova di pulsazione su un recipiente se i recipienti della produzione in programma
                         sono a fondo piatto e con saldature d'angolo;
            8.4.2.    Controlli di buona esecuzione
                      Per controllare la buona esecuzione occorre quanto segue :
                     — verificare la progettazione degli assemblaggi saldati a norma dei punti da 4 a 6;
                     — verificare gli spessori delle parti sottoposte a pressione conformemente alle disposizioni
                          di cui al punto 3 e all'appendice I, punti da l a 4.
            8.5.     Controlli e prove da effettuare su provette prelevate da un recipiente finito
                     Le provette vengono prelevate in fabbrica dal produttore in presenza dell'organismo di
                     controllo.
            8.5.1.   Prove sulle virole ,
                     Le seguenti prove si effettuano quando le virole hanno subito un trattamento termico:
                      a) una prova di trazione;
                      b) tre prove di resilienza.
            8.5.2.   Prove sui fondi
                     Le seguenti prove sui fondi si effettuano in ogni caso:
                     a) una prova di trazione;
                     b) tre prove di resilienza.
            8.5.3.   Prove da effettuare sulle saldature
            8.5.3.1. Saldature longitudinali e perimetrali
                     Le seguenti prove vengono effettuate a scelta dell'organismo di controllo sulle saldature
                     logitudinali o su quelle perimetrali quando il tipo di saldatura eseguita è la stessa in en-
                     trambi i casi; diversamente le prove vengono effettuate sulle saldature perimetrali e su
                     quelle logitudinali:
                     a) una prova di trazione (perpendicolare alla saldatura) ;
                     b) una prova di piegamento: sul rovescio della saldatura;
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                  c) una prova di piegamento: sul diritto della saldatura;
                  d) tre prove di resilienza nella saldatura;
                  e) tre prove di resilienza nella zona termicamente interessata, limitata in funzione del dia-
                       metro e dello spessore della virola;
                  f) una prova di durezza;
                  g) un esame macrografico.
          8.5.3.2. Saldature di tubazioni, derivazioni saldate, virole e fondi piatti.
                    Su ciascun recipiente presentato all'organismo di controllo viene effettuato un controllo
                    con ultrasuoni di queste saldature.
                    Sulle saldature di tubazioni e derivazioni saldate viene effettuato un esame macrografico.
                    Questo esame viene effettuato inoltre sulle saldature di virola e fondi piatti in caso di
                    saldatura d'angolo.
          8.5.4.    Le prove di resilienza stabilite ai fini dell'omologazione CEE di modello vengono effet-
                   tuate a — 20 °C se la temperatura minima di servizio è — 2 0 ° C e a 0 ° C s e l a temperatura
                    minima di servizio è — 10 °C.
                    Queste prove vengono effettuate quando lo spessore della lamiera è superiore a 5 mm.
          9.        Certificato e marchio di omologazione CEE
                    Il certificato di omologazione CEE ed il relativo fascicolo tecnico devono riprodurre le
                    prescrizioni dell'allegato I, punto 3, della direttiva 76/767/CEE del Consiglio, 27 luglio
                    1976.
                    Il certificato deve essere conforme al modello di cui all'appendice VI del presente allegato.
                    Il certificato deve riportare quanto segue:
                   — le conclusioni dell'esame di modello;
                    — la limitazione nel tempo cui l'omologazione CEE è subordinata a norma del punto
                         10.3;
                   — le condizioni alle quali devono soddisfare le varianti di un recipiente per poter benefi-
                        ciare di una stessa omologazione CEE a norma del punto 10.2;
                   — i marchi relativi all'omologazione CEE conformi all'allegato I, punto 5, della direttiva
                        76/767/CEE del Consiglio, 27 luglio 1976, e al punto 14.1 del presente allegato.
          10.      Caratteristiche dei recipienti che possono beneficiare di una stessa omologazione CEE
          10.1.    L'omologazione CEE di modello può essere rilasciata per recipienti costituiti:
                    a) da due fondi o da una o più virole,
                        oppure
                   b) da due fondi bombati cui è destinato un bordo cilindrico a norma dell'appendice I,
                        punto 2.
          10.2.    L'omologazione CEE rilasciata per un modello di recipiente può coprire alcune varianti a
                   questo modello.
                   Una famiglia di recipienti è composto da una o più varianti.
                   Appartengono ad una stessa famiglia i recipienti che differiscono dal modello soltanto per
                   il loro diametro e/o per la lunghezza della loro parte cilindrica, entro i limiti seguenti:
                    a) variazioni del diametro :
                        — le variazioni di diametro sono consentite purché gli spessori effettivi delle pareti dei
                            recipienti di una famiglia siano identici agli spessori delle pareti del modello;
 ---pagebreak--- N. C 37/12                            Gazzetta ufficiale delle.Comunità europee                                  10.2.79
                     — le variazioni devono essere conformi al punto 3.2;
                     — le condizioni relative al trattamento termico di cui al punto 5.1 devono essere rispet-
                          tate;
                 b) variazioni di lunghezza della parte cilindrica:
                     — quando il modello è costituito, oltre che dai fondi, da una o più virole, i recipienti
                         della stessa famiglia devono necessariamente essere composti da una o più virole;
                     — quando il modello è costituito soltanto da due fondi bombati conformemente al
                         punto 10.1, lettera b), i recipienti della stessa famiglia non devono in alcun ^caso
                         essere composti da una o più virole;
                     — se le variazioni di lunghezza dei recipienti sono tali da modificare le aperture e le
                         derivazioni saldate (numero, dimensioni, distanziamento), essi devono figurare sul
                         disegno di ciascuna variante presentato al momento della domanda di omologa-
                         zione e devono rispettare le condizioni stabilite dalla direttiva.
           10.3. La validità di una omologazione CEE varia secondo i seguenti casi:
                 a) recipienti soggetti ad obbligo di omologazione:
                     la validità è di 5 anni e lo Stato membro che ha rilasciata l'omologazione può proro-
                     garla per periodi successivi massimi di 5 anni;
                 b) recipienti soggetti ad obbligo di omologazione e di verifica:
                     la durata è di 10 anni e lo Stato membro che ha rilasciata l'omologazione può proro-
                     garla per periodi successivi massimi di 10 anni.
                                                     CAPITOLO IV
                                            VERIFICA CEE DI MODELLO
           11.   Esame di conformità al modello omologato
                 Per la verifica CEE l'organismo di controllo accerta su ogni recipiente la conformità al
                 modello omologato, in particolare per quanto riguarda:
                 — le dimensioni principali, le iscrizioni prescritte, il marchio di omologazione, nonché la
                      posizione riservata ai marchi di verifica CEE conformemente al punto 14;
                 — la validità dei certificati ottenuti, relativi alla qualificazione del procedimento o dei
                      procedimenti di saldatura, nonché dei saldatori;
                 — le prescrizioni dei punti da 5.4 a 5.7;
                 — l'organismo di controllo verifica che i materiali impiegati siano quelli stabiliti nel fasci-
                      colo tecnico che accompagna il certificato di omologazione a norma del punto 2.7.
           12.   Prove da effettuare sul saggio campione
                 Il prelievo del saggio campione avviene in presenza dell'organismo di controllo.
                 Per ciascun lotto o frazione di lotto di 25 recipienti costruiti si fornisce un saggio cam-
                 pione rappresentativo del lotto o della frazione di lotto.
                 Per la produzione in grande serie, il numero di recipienti per lotto verrà determinato dal-
                 l'organismo di controllo.
                 Le dimensioni del saggio campione devono consentire il prelievo di un numero sufficiente
                 di provette sulle quali si effettuano le prove stabilite.
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        12.1.  Prove sulle saldature
              Vanno effettuate le seguenti prove:
               a) una prova di trazione (perpendicolare alla saldatura) ;
               b) una prova di piegamento: sul rovescio della saldatura;
               c) una prova di piegamento: sul diritto della saldatura;
              d) tre prove di resilienza nella saldatura.
                  — Quando si segue un procedimento di saldatura differente per le saldature longitudi-
                      nali e quelle perimetrali, queste prove vengono effettuate sui due tipi di saldatura.
                  — Quando si usa lo stesso procedimento per le saldature longitudinali e quelle perime-
                      trali, queste prove vengono effettuate sulle saldature longitudinali per ciascun lotto
                      e su quelle perimetrali ogni due lotti.
                  — Le prove di resilienza stabilite per la verifica CEE di modello vengono effettuate a
                      — 20 °C se la temperatura minima di servizio è di — 20 °C, e a 0 °C se la tempera-
                      tura minima di servizio è di — 10 °C.
                      Queste prove si effettuano quando lo spessore della lamiera è superiore a 5 mm.
        13.   Controlli non distruttivi da effettuare sui recipienti
        13.1. Esame radiografico
              L'esame radiografico delle saldature di testa si effettua conformemente alle prescrizioni
              dell'appendice II nelle seguenti condizioni:
              per Z = 1:              le saldature vengono sottoposte ad esame radiografico al 100 % per
                                      tutti i recipienti del lotto;
              per Z = 0,85:           le saldature eseguite con uno stesso procedimento vengono sottopo-
                                      ste ad esame radiografico mediante sondaggio sul 5 % della loro lun-
                                      ghezza.
                                      Questo esame può essere eseguito su uno o più recipienti includendo
                                      ogni volta le intersezioni dei giunti principali. Questa percentuale
                                      può, però, essere ridotta al 2 % se almeno un recipiente viene sotto-
                                      posto giornalmente ad un esame al 100 % ;
              per Z = 0,7 :           non è richiesto esame radiografico.
        13.2. Prova idraulica
              A norma dell'appendice II, questa prova viene effettuata su ciascun recipiente del lotto.
        13.3. Prova di trasudamento
              A norma dell'appendice II, questa prova si effettua sulle saldature di tubazioni, deriva-
              zioni saldate, tra virola e fondi piatti a saldatura ad angolo su un recipiente di ciascun
              lotto.
        13.4. Certificato e marchio di verifica CEE
              Se i risultati dei controlli sono soddisfacenti, l'organismo di controllo rilascia il certificato
              di verifica CEE.
              Il certificato di verifica CEE deve riprodurre le prescrizioni di cui al punto 3 dell'allegato
              II della direttiva 76/767/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976.
 ---pagebreak--- N . C 37/14                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                10..2. 79
                                                       CAPITOLO V
                                           TARGHETTE SEGNALETICHE
            14.   Marchi, simboli CEE ed iscrizioni
                  È vietata qualsiasi punzonatura sulla parete delle parti del recipiente sottoposte a pres-
                  sione. I marchi e le iscrizioni indicati qui di seguito vengono apposti su una targhetta
                  segnaletica.
                  La targhetta segnaletica deve essere applicata in modo da risultare inamovibile su ciascun
                  recipiente, in posizione ben visibile quando detto recipiente è installato.
            14.1. Marchi di omologazione CEE
                  In deroga alle prescrizioni del punto 3 dell'allegato I alla direttiva 76/767/CEE del Consi-
                  glio, il fabbricante appone il marchio di omologazione CEE di modello nell'ordine se-
                  guente :
                  a) per i recipienti di cui all'articolo 3, lettera a), della presente direttiva:
                      — la lettera stilizzata ^ ;
                      — il numero che designa la presente direttiva;
                      — la lettera o le lettere maiuscole di riconoscimento dello Stato che ha concesso l'omo-
                          logazione CEE e le ultime due cifre del millesimo dell'anno di omologazione;
                      — il numero dell'omologazione CEE;
                      — esempio: ^ 4 F 8453;
                  b) per i recipienti di cui all'articolo 3, lettera b), della presente direttiva:
                      — la lettera stilizzata £ inscritta in un esagono;
                      — il numero che designa la presente direttiva;
                     — la lettera o le lettere maiuscole di riconoscimento dello Stato che ha concesso l'omo-
                          logazione CEE e le ultime due cifre del millesimo dell'anno di omologazione;
                      — il numero di omologazione CEE;
                     — esempio:           4 F 8453.
            14.2. Marchi di verifica CEE
                  In deroga alle prescrizioni del punto 3 dell'allegato II della direttiva 76/767/CEE del Con-
                  siglio, l'organismo di controllo appone il marchio di verifica CEE nell'ordine seguente:
                  — la lettera minuscola «e»;
                  — la lettera o le lettere maiuscole di riconoscimento dello Stato in cui è avvenuta la veri-
                      fica, accompagnate eventualmente da una o due cifre al fine di stabilire una suddivi-
                      sione territoriale;
                  — il marchio dell'organismo di controllo apposto dall'incaricato della verifica, completato
                      eventualmente dalla sigla di quest'ultimo;
                  — un contorno esagonale;
                  — la data di verifica: anno, mese, giorno;
                  — esempio: e F 12 48         ^ 84/12/11.
            14.3. Iscrizioni
                  — Valore della pressione di prova nella forma:               Pj, =    . . . bar
                  — Valore della pressione di calcolo nella forma:             Ph =     . . . bar
 ---pagebreak--- 10. 2. 79                           G a z z e t t a ufficiale delle C o m u n i t à europee                             N . C 37/15
                    — Temperatura di calcolo nella forma: T = . . . ° C
                    — Temperatura minima di servizio nella forma:             T m i n = . . . °C
                    — Sovraspessore di corrosione nella forma:         S =     . . . mm
                    — Volume del recipiente nella forma:         V = ... 1
                    — Nome o marchio del fabbricante o del responsabile dell'immissione sul mercato
                    — Numero di fabbricazione.
            14.4.   Esempio di schema con marchi e iscrizioni.
                                   £ 4 F 84 53                                       e F 12 4 8 < ^ > 8 4 / 1 2 / 1 1
                                      Ph =     15 bar                                  P      =         10 bar
                                      T    = 200 °C                                   Tmin —       1     y
                                                                                                         o
                                      S    =   1 mm                                   V       =         2 0001
                                      Nome/marca:
                                      N . : SC 7592 B
                                                         APPENDICE        I
            CALCOLO      DELLE       PARTI       SOTTOPOSTE A PRESSIONE                      E DIMENSIONAMENTO
                                                     DELLE APERTURE
            1.1.       Calcolo delle virole cilindriche
                       Lo spessore minimo per la resistenza a pressione è calcolato mediante la seguente for-
                       mula:
                                                               P Dj
                                                             20 f Z — P
            1.2.       Calcolo dei fondi bombati
                       Figura 1.1
                       Fondi semisferici
                        0,003 D 0 s£es= 0,16 D 0
                        Figura 1.2
                        Fondi a profilo ellittico
                        Limitazioni simultanee
                        0,003 D 0 i £ e = £ 0,08 D 0
                        H 3= 0,18 D 0
 ---pagebreak--- N. C 37/16                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                               10. 2. 79
            Figura 1.3
            Fondi torosferici
            Limitazioni simultanee:         0,003
            0,003 D 0 e 0,08 D 0
                  r ^ 0,1 D„
                  Ri =SD0
                  H SB 0,18 D .
                  r 3= 2 e
           Lo spessore minimo di questi fondi bombati è calcolato mediante la formula seguente:
                                                    PD„
                                               e         c
                                                 " l ò f
           Inoltre, per un f o n d o torosferico lo spessore non deve essere inferiore a:
                                              e=
                                                 20 f — 0,5 P
           Il coefficiente di forma C da applicare per i fondi pieni si rileva dalla tabella 1.1. La
           figura 1.4 è una rappresentazione grafica dei valori di C in funzione di H / D per vari
           valori di P / 1 0 f.
           Eccettuati i fondi semisferici, i fondi con spessore inferiore a quello della virola de-
           vono essere dotati di un bordo cilindrico la cui lunghezza non deve superare tre volte
           lo spessore ovvero 50 mm.
 ---pagebreak--- 10.2.79     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee         N . C 37/17
                 Coefficiente di forma C per fondi bombati
        0,2              0,3                         0 , C 0,5
                                  Figura 1.4
 ---pagebreak--- N. C 37/18                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                      10. 2. 79
                                           TABELLA 1.1
                 P/lOf = 0,001       P/10 f = 0,0012   P/lOf - 0,0015    P/lOf = 0,002
           H/D0  e/Do            c   e/Do           C  e/Do            C e/D 0          C
           0,180                                       0,00211      2,81 0,00255     2,55
           0,200                                                         0,00218     2,18
                 P/lOf = 0,003       P/lOf = 0,004     P/lOf = 0,005     P/lOf = 0,01
           H/D0  e/Do            c   e/Do           c  e/D 0           c e/Do           c
           0,180 0,00340      2,27   0,00423     2,12  0,00500      2,00 0,0088      1,76
           0,190 0,00316      2,11   0,00395     1,98
           0,200 0,00290      1,93   0,00364     1,82  0,00433      1,73 0,0077      1,54
           0,210 0,00273      1,82   0,00342     1,71
           0,220 0,00256      1,71   0,00320     1,60  0,00382      1,53 0,0068      1,38
           0,230 0,00236      1,57   0,00295     1,48
           0,240 0,00220      1,47 • 0,00276     1,38
           0,250                                       0,00307      1,23 0,0055      1,10
           0,300                                       0,00220      0,88 0,00395     0,79
           0,350                                                         0,00325     0,65
           0,400                                                         0,0030      0,60
           0,450                                                         0,0028      0,56
           0,500                                                         0,0027      0,54
                 P/10 f = 0,02       P/lOf = 0,05      P/10 f = 0,1      P/lOf = 0,2
           H/D0  c/Do            C   e/D 0          C  e/Do            C e/Do           C
           0,180 0,0160       1,60   0,0366      1,46  0,0730       1,46 0,147       1,47
           0,200 0,0141       1,41   0,0330      1,32  0,0650       1,30 0,130       1,30
           0,220 0,0125       1,25   0,0292      1,17  0,0585       1,17 0,118       1,18
           0,250 0,0102       1,02   0,0250      1,00  0,0500       1,00 0,101       1,01
           0,300 0,0077       0,77   0,0193      0,77  0,0385       0,77 0,077       0/7
           0,350 0,0065       0,65   0,0162      0,65  0,0325       0,65 0,065       0,65
           0,400 0,0059       0,59   0,0149      0,60  0,0295       0,59 0,059       0,59
           0,450 0,0056       0,56   0,0140      0,56  0,0280       0,56 0,056       0,56
           0,500 0,0054       0,54   0,0136      0,54  0,0270       0,54 0,054       0,54
                 P/10 f = 0,5
           H/D0  e/Do            C
           0,350 0,163        0,65
           0,400 0,150        0,60
           0,450 0,140        0,56
           0,500 0,136        0,54
 ---pagebreak--- 10. 2. 79                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        N . C 37/19
          1.3. Calcolo dei fondi piani
               Lo spessore minimo di un f o n d o piano non rinforzato e senza aperture viene calcolato
               con la seguente formula:
                                                             p
                                             ef = Ci D>V-
                                                            10 £
               dove Q è un coefficiente di forma che deve avere i seguenti valori :
               — C; =     0,45 per i fondi illustrati nelle figure da 1.5 a 1.7;
               — Cj =     0,5 per i fondi illustrati nella figura 1.8.
                                Figura 1.5                                           Figura 1.6
               Corpo cilindrico chiuso mediante fucinatura               Fondo lavorato da sbozzo fucinato
                             EZZZZ
                                                2
                                 r 0,25 e,                                             r > 1,5 ef
                                 r ^ 5 mm
                                                   Figura 1.7
                                           Fondo piano imbutito
                                                           0,25 e ( S r ^ 2 e (
                                                           r > 5 mm
 ---pagebreak--- N . C 37/20     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 10. 2. 79
                               Fondi piani non rinforzati
            v/zz/ss/s/s/s/s/s//A
                          Saldatura classica di testa
             X/////////////////77T7
                                    Figura 1.8
 ---pagebreak--- 10. 2. 79                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  N. C 37/21
          1.4.    Dimensionamento delle aperture in una parte cilindrica e sferica
                  Il diametro delle aperture non può essere superiore a 0,3 volte il diametro medio della
                  parte cilindrica.
                  Lo spessore «e0» della parete in prossimità di un'apertura non deve essere inferiore a:
                                                        PD,
                                                C
                                                  °  20 fZ G - P
                  I vari tipi di rinforzo ammessi sono illustrati nelle figure da 1.9 a 1.13.
                                                            Figura 1.9
                                       Tipo I: Aumento generale dello spessore di parete
                                                    Figura 1.10
                                       Tipo II: Mediante corona di rinforzo
                                                    Figura 1.11
                                        Tipo III: Mediante tubatura saldata
                                               Sono possibili tre casi:
                                                                  ód,                              0d.
                   •n
                                                        yo
               non penetrante                         penetrante                          passante
 ---pagebreak--- N. C 37/22                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      10. 2. 79
                                                   Figura 1.12
                                     Tipo IV: Mediante tubatura estrusa
                                                                   0d.
                                                    Figura 1.13
                     Tipo V: Mediante una tubatura saldata ed una corona di rinforzo
                                                                 0d,                             0d,
                   o                                  ,o
           non penetrante                             penetrante                      passante
               Il coefficiente di indebolimento Z 0 è fornito alla figura 1.14 per le parti cilindriche ed
               alla figura 1.15 per le parti sferiche in funzione del seguente rapporto:
                                              d                                 e
                                                °       e per diversi valori di —
                                                                                e
                                       V (D; + e„) eQ                             °
               tenendo conto delle seguenti restrizioni:
               — per il tipo I:
                   si applicano le curve più basse
               (l=0)
 ---pagebreak--- 10. 2. 79 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee          N. C 37/23
                  Coefficiente ZD per virole cilindriche
                                              V (Di + e„) e,
                            Figura 1.14
 ---pagebreak--- N. C 37/24 Gazzétta ufficiale delle Comunità europee           10. 2. 79
               Coefficiente ZD per le parti sferiche
                                                      d0
                                                V (Di + eQ) eQ
                          Figura 1.15
 ---pagebreak--- 8. 1. 79                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                N . C 5/25
— degli sviluppi nel senso di un nuovo ordinamento e                civica, storia, geografia, sociologia e lingue straniere,
    degli sforzi di integrazione dopo il 1945 e dell'impor-         anche tutte le altre materie di insegnamento.
    tanza della cooperazione nella Comunità europea.
A parere dei ministri della pubblica istruzione dei Làn-            Il Consiglio è disposto a trasmettere per informazione e a
der, alla realizzazione di tali obiettivi possono in linea di       raccomandare tale accordo ai governi degli Stati membri
principio contribuire, oltre a materie come educazione              della Comunità europea?
                                                             Risposta
                                                       (6 dicembre 1978)
               Il Consiglio ha ricevuto il testo dell'accordo citato dall'onorevole parlamentare e l'ha portato
                a conoscenza dei governi degli Stati membri.
               Al Consiglio è stata inoltre trasmessa una comunicazione della Commissione sulle «attività
               pedagogiche a dimensione europea: lo studio della Comunità europea a scuola».
               Il Consiglio ed i ministri della pubblica istruzione riuniti in sede di Consiglio esamineranno
               questa comunicazione in tempo opportuno dopo aver preso conoscenza dell'accordo dei mini-
               stri dei Lànder.
                                         INTERROGAZIONE SCRITTA N. 645/78
                                                         dell'on. Dalyell
                                          alla Commissione delle Comunità europee
                                                        (4 ottobre 1978)
               Oggetto: Importazioni di tapioca
               Qual è il quantitativo di tapioca importata annualmente da Taiwan e con quale incidenza
               sulle politiche comunitarie?
                                                             Risposta
                                                       (4 dicembre 1978)
               Le importazioni di prodotti di sostituzione di cereali provenienti dai paesi asiatici sono
               ammontate a circa 5 milioni di t nella campagna cerealicola 1977/1978.
               L'importazione di questi quantitativi ha una certa importanza sul piano del consumo di cereali
               all'interno della Comunità. Tuttavia, visto che il volume delle importazioni di tapioca in pro-
               venienza da Taiwan ammonta soltanto a 435 t, negli ultimi quattro anni si tratta di importa-
               zioni che non hanno attualmente quasi alcuna incidenza sul mercato comunitario.
 ---pagebreak--- N. C 37/26                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 10.2.79
           Nota (')  Se la lunghezza supera 1 500 mm, si devono aggiungere spie supplementari.
                   2
           Nota ( )  Le spie devono essere situate vicino ai fondi (con vista del giunto longitudinale).
           Nota f )  Un'apertura per testa ed un'apertura per pugno uniche che devono trovarsi nel terzo
                     centrale della lunghezza del corpo.
           Nota (")  Il numero degli orifizi per l'ispezione deve essere conseguentemente aumentato. Per una
                     lunghezza inferiore a 3 000 mm è sufficiente collocare un'apertura per testa nel centro
                     del corpo cilindrico. Sul corpo cilindrico la maggiore distanza non deve superare rispetti-
                     vamente 3 000 mm tra due aperture per testa e 2 000 mm tra due aperture per pugno.
                     Queste ultime devono essere situate ciascuna vicino ad un fondo.
           1.5.2.      Dimensione degli orifizi
           1.5.2.1.    Le spie sono orifizi il cui diametro interno è almeno di 30 mm (piccola spia) oppure 50
                       mm (grande spia). L'altezza del collare non deve superare il diametro dell'orifizio.
           1.5.2.2.    Le aperture per pugno sono orifizi attraverso i quali può passare una mano ed una
                       lampada. Un'apertura per pugno deve avere forma ellittica pari ad almeno 80 x 100
                       mm, oppure un diametro interno di 100 mm.
                       L'altezza del collare non deve superare 65 mm (100 mm nel caso di forma conica). Se
                       esiste una sola apertura per pugno, questa deve misurare almeno 100 x 120 mm, op-
                       pure avere un diametro interno di 120 mm.
           1.5.2.3.    Le aperture per testa sono orifizi nei quali si può introdurre simultaneamente la testa,
                       un braccio ed una lampada. Esse devono misurare almeno 220 x 320 mm, oppure
                       avere un diametro interno di 320 mm; l'altezza del collare non deve superare 100 mm.
           1.5.2.4.    I passi d'uomo sono orifizi che permettono l'entrata e l'uscita di una persona che non
                       porti equipaggiamento ausiliare. Essi devono misurare almeno 300 x 400 mm oppure
                       avere un diametro interno di 400 mm. L'altezza del collare non deve superare 150 mm
                       (170 mm nel caso di forma conica).
           1.5.3.      Osservazioni
           1.5.3.1.    Se per motivi di calcolo la suindicata altezza massima del collare è stata superata, le
                       aperture devono essere aumentate in modo da lasciare le stesse possibilità per l'ispe-
                       zione interna degli apparecchi.
           1.5.3.2.    Si applicano le condizioni di cui alla tabella, fatte salve le disposizioni del punto 1
                       dell'allegato.
           1.6.        Flange
                       Le flange devono corrispondere a una norma nazionale e possono essere utilizzate sol-
                       tanto per la pressione stabilita dalla norma stessa.
 ---pagebreak---  8. 1. 79                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    N. C 5/27
                — il regime che dovrebbe essere previsto nel futuro accordo di adesione del Portogallo alla
                    Comunità per quanto concerne i prodotti tessili portoghesi, e più in particolare quelli
                    compresi fra le posizioni 55.09 e 56.07 della tariffa doganale comune;
                — il mercato potenziale che la Comunità dei Nove e quella ampliata dovrebbero o potreb-
                    bero rappresentare per le esportazioni dei suddetti prodotti tessili protoghesi;
                — le modifiche che l'industria tessile portoghese dovrebbe apportare nel corso dei prossimi
                    5 o 10 anni alle strutture, alla tecnologia e ai prodotti per tener conto della crisi del settore
                    tessile, dell'adesione probabile del Portogallo alla Comunità, dell'ampliamento della
                    Comunità, delle condizioni preferenziali concesse a numerosi paesi terzi, ecc.?
                                                              Risposta
                                                        (7 dicembre 1978)
 1.    Dopo l'adesione del Portogallo, le esportazioni por-           3.     Attualmente la Comunità prosegue il perfeziona-
 toghesi di prodotti tessili godranno, come tutti i prodotti,         mento di una strategia industriale nel settore tessile,
 del libero accesso ai mercati degli altri Stati membri,              sembra quindi prematuro tentare di fissare fin d'ora
 sempreché i negoziati di adesione non prevedano un                   obiettivi precisi per i diversi aspetti della politica indu-
 regime particolare per un periodo di transizione.                    striale.
 2.    Nella prospettiva di una Comunità composta di
                                                                      Tale esercizio consentirà di stabilire i dati di base
 dodici Srati membri, i prodotti tessili si troveranno di
                                                                      sull'evoluzione di questo settore.
 fronte un mercato di circa 300 milioni di consumatori
 potenziali.
                                                                      D'altro canto la Commissione, nel suo documento
 Si aggiunga che i prodotti portoghesi hanno attualmente              «Riflessioni generali sui problemi dell'ampliamento», del
 libero accesso ai mercati dei paesi dell'EFTA, e che in              20 aprile 1978, ha sottolineato la necessità di concertare
 conformità dell'accordo di libero scambio tra la Comu-               con gli Stati candidati, prima dell'adesione, discipline
 nità e i medesimi paesi tali prodotti continueranno a                comuni per poter attuare in futuro una migliore politica
 godere del libero accesso.                                           delle strutture industriali.
                                         INTERROGAZIONE SCRITTA N. 654/78
                                                          dell'on. Schyns
                                          alla Commissione delle Comunità europee
                                                         (9 ottobre 1978)
 Oggetto:    Tutela economica del consumatore e proce-                     politica economica quando essa consente di perve-
            dura di lotta contro l'inflazione                              nire ad una decisione oltre 11 anni dopo l'apertura
                                                                           della pratica da parte dei servizi della Commissione
 La Commissione ha adottato una decisione che ingiunge                     stessa ed oltre 15 anni dopo la conclusione dell'in-
 ad un'intesa tra due aziende olandesi produttrici di con-                 tesa? Un tale ritardo (suscettibile di prolungarsi ulte-
 cimi azotati di por fine all'infrazione rappresentata                     riormente in caso di ricorso alla Corte di giustizia),
dall'intesa stessa (1). Tale decisione è il risultato di una               benché spiegabile per motivi inerenti a questa azione
procedura d'ufficio iniziata il 13 marzo 1967 dalla                        particolare, non riflette forse l'inadeguatezza della
 Commissione. L'intesa, nella sua forma iniziale, è stata                  procedura rispetto alle esigenze di una politica eco-
conclusa l'I 1 aprile 1963 e non è stata notificata.                       nomica moderna?
 1. Ritiene la Commissione che la sua politica in materia             2. In via generale, non ritiene la Commissione che una
     di concorrenza rappresenti un efficace strumento di                   procedura rapida sia indispensabile quando ri-
                                                                           schiano di essere lesi l'interesse generale o degli inte-
(!) GU n. L 242 del 4. 9. 1978, pag. 15.                                   ressi particolari (concorrenza, consumatori. ..)
 ---pagebreak---                                t
N. C 3 7 / 2 8                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           10. 2. 79
               II. 1.2.4.  Prova di durezza delle saldature
                           La durezza Vickers massima del metallo depositato e quella della zona di transizione
                           non possono superare rispettivamente di oltre 80 e 100 unità quella del metallo di base.
               II.2.       Prove non distruttive
               II.2.1.     Esame radiografico
               11.2.1.1.   Preparazione
                           Le onde di solidificazione della saldatura o altre irregolarità superficiali sulle due facce
                           della saldatura devono essere, se necessario, eliminate o ridotte mediante un adeguato
                           procedimento meccanico, in modo che la risultante immagine radiografica delle irrego-
                           larità non possa nascondere l'immagine di un difetto ricercato oppure confondersi con
                           essa. Se prescritto, il sovrametallo di ciascun cordone deve essere ridotto a 2 mm.
               11.2.1.2.   Procedimento
                           Le saldature devono essere radiografate in conformità delle prescrizioni ISO R 1166 o
                           1167, utilizzando le norme delle classi B o C o le tecniche dell'ISO 2405.
               11.2.1.3.   Identificazione delle radiografie
                           Lungo le saldature devono essere marcati alcuni riferimenti per permettere di identifi-
                           care ciascuna radiografia secondo la sua posizione.
                           Lungo la saldatura si porranno caratteri di piombo in modo da avere su ciascuna radio-
                           grafia le indicazioni seguenti:
                           1. la zona del cordone di saldatura corrispondente alla radiografia;
                           2. la posizione del cordone di saldatura, mediante lettere speciali per i vari cordoni
                              con un numero per indicare se si tratti del primo, secondo, terzo e così via;
                           3. lo specifico recipiente cui si riferiscono le radiografie, con un numero di serie o
                              progressivo;
                          4. l'indicazione delle ripartizioni saldate effettuate sulla lunghezza degli assemblaggi
                              saldati rappresentati dalle radiografie.
               11.2.1.4.  Indicatore di qualità dell'immagine (IQI)
                          L'indicatore di qualità dell'immagine deve essere conforme alle prescrizioni della racco-
                          mandazione ISO R 1027 «Indicatore di qualità di immagini radiografiche. Principi e
                          identificazione». Quando si utilizza un indicatore del tipo a filo, il minore diametro
                          del filo visibile non deve superare i valori indicati qui di seguito.
                          Qualora si utilizza l'indicatore del tipo a gradini e a fori, il minore diametro del foro
                          visibile non deve superare i seguenti valori.
                                  Spessore delle lamiere in mm          Indicatore a filo       Indicatore a gradini e a fori
                                                 e < 6                      0,10                           0,25
                                         6 < e < 8                          0,125                          0,32
                                         8<e<10                             0,16                           0,40
                                        10 < e < 16                         0,20                           0,50
               II.2.1.5.  Esame delle radiografie
                          L'esame delle radiografie delle saldature viene effettuato sulle lastre originali, in con-
                          formità della prassi raccomandata nella norma ISO 2504.
 ---pagebreak---  8. 1. 79                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   N. C 5/29
Cionondimeno, una politica attiva di concorrenza ha de-              Per questo motivo la Commissione cerca di giungere ad
gli effetti indiretti anche sui prezzi: opponendosi infatti          un'armonizzazione delle legislazioni che sono all'origine
agli accordi sui prezzi, alle intese sulle quote, alle restri-       di taluni dei fattori suddetti e ridurre l'incidenza sulle di-
zioni della concorrenza, ai comportamenti che pregiudi-              sparità dei prezzi tra Stati membri. A tal fine si impon-
cano l'unità del mercato comune, nonché alle tendenze                gono diverse azioni, e in particolare la rimozione degli
all'espansione del potere economico, essa esercita indub-            ostacoli di ogni tipo (amministrativo, fiscale, tecnico
biamente degli effetti moderatori sul livello dei prezzi.            ecc.) che impediscono ancora la realizzazione nella Co-
                                                                     munità di un effettivo mercato unico.
4.     Questa politica costituisce un mezzo di tutela degli
interessi dei consumatori in quanto consente loro di ap-             6.     Il problema è ancora allo studio della Commis-
provvigionarsi alle migliori condizioni di prezzo e di qua-          sione.
lità esistenti all'interno della Comunità.
5.     Alle inchieste effettuate in diversi settori per i quali      7.     La direzione generale degli affaci economici e fi-
sono state rilevate notevoli differenze di prezzo tra gli            nanziari è incaricata della politica ecconomica in senso
Stati membri è emerso che, oltre agli elementi che carat-            lato. Il controllo dei prezzi è di competenza delle autorità
terizzano la posizione concorrenziale sul mercato, nume-             nazionali e rappresenta soltanto uno degli strumenti
rosi altri fattori possono contribuire a determinare o               della politica di lotta contro l'inflazione e della politica
mantenere prezzi diversi per uno stesso prodotto. In certi           delle strutture.
settori, come ad esempio quello dei prodotti farmaceutici,
la regolamentazione dei prezzi applicata in determinati
paesi, gli abbassamenti decretati dai poteri pubblici, le            Come si è precisato al punto 3 che precede, l'efficacia di
differenze tra le legislazioni nazionali per quanto con-             questo strumento come mezzo di realizzazione dei grandi
cerne l'immissione sul mercato, i cambiamenti di parità              equilibri economici è soggetta a molte riserve. Sul piano
delle monete possono incidere sul grado di diversità dei             generale, il controllo dei prezzi può essere efficace solo
prezzi.                                                              quando si applica a casi precisi e per una durata limitata.
                                         INTERROGAZIONE SCRITTA N. 659/78
                                                         dell'on. Kaspereit
                                           alla Commissione delle Comunità europee
                                                         (10 ottobre 1978)
               Oggetto:     Esportazione di automobili giapponesi
               Può la Commissione confermare se abbia affidato ad un ufficio studi tedesco (Essen) l'analisi
               della probabile evoluzione delle esportazioni di automobili giapponesi (a prescindere dal
               paese di destinazione) e se abbia chiesto, segnatamente, che in tale studio vengano analizzati
               gli effetti che potrebbe avere nei paesi terzi un'eventuale limitazione, ai livelli del 1976, delle
               esportazioni di automobili nella Comunità? Quando sarà reso pubblico tale studio? La Com-
               missione ha richiesto o prevede di richiedere uno studio analogo per quanto riguarda le cre-
               scenti esportazioni di automobili americane?
               Potrebbe la Commissione, in questa occasione, precisare quali sono le basi essenziali della sua
               politica nei confronti delle esportazioni giapponesi e americane di automobili nella Comu-
               nità?
 ---pagebreak--- N. C 37/30                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   10. 2. 79
                                           Cartoncini di porosità per spessori superiori a 13 mm
                      di varia grandezza
                      grossi
                      medi
                      piccoli
                                                                  Figura II.3
           11.2.3.   Esame macrografico
                     L'esame macrografico di una sezione trasversale completa di saldatura deve rivelare
                     una buona penetrazione e la mancanza di difetti di fusione, di inclusioni rilevanti e di
                     altri difetti.
                     In caso di dubbio si deve procedere a un esame micrografico della zona in questione.
           11.2.4.   Esame per trasudamento
                     L'esame, viene effettuato a norma del documento ISO/DIS 2694, allegato J.
           11.2.5.   Esame con ultrasuoni
           11.2.5.1. Tecniche
                     L'esame viene eseguito a norma del documento ISO/DIS 2694.
           11.2.5.2. Difetti inaccettabili delle saldature
                     I limiti relativi ai difetti lineari specificati nei primi due commi del punto II.2.1.6 pos-
                     sono ritenersi validi per le prove di magnetizzazione e di trasudamento. Quando l'in-
                     terpretazione dei difetti rivela cricche, mancanza di fusione e una penetrazione incom-
                     pleta, questi difetti sono ritenuti inaccettabili indipendentemente dalla loro lunghezza.
 ---pagebreak--- 10. 2. 79                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     N . C 37/31
          II.3.     Prove globali
          II.3.1.   Prova di pulsazione
                    Per eseguire questa prova si procede ad una prova idraulica portando ripetutamente
                    sotto pressione il recipiente dalla pressione iniziale o residua sino alla cosiddetta pres-
                    sione di prova.
                    I parametri di prova debbono rispettare una delle seguenti due condizioni, a scelta
                    dello Stato membro:
                     1. — numero totale di cicli:        80 000,
                                                    2
                         — pressione di prova: h Ph + pressione residua,
                         — frequenza: 15 dicli/minuto;
                    2. — numero totale dei cicli: 15 000,
                         — pressione di prova: Ph + pressione residua,
                         — frequenza: 5 cicli/minuto.
                    La pressione residua (quella restante al termine della fase di decompressione del reci-
                    piente) non deve superare il 5 % del valore della pressione di prova.
                    La temperatura misurata sulla parete esterna del recipiente non deve superare, durante
                    la prova, 50 °C.
                    La prova è ritenuta soddisfacente se il recipiente giunge al numero di cicli richiesto
                    senza presentare fughe.
          II.3.2.   Prova idraulica
                    Ciascun recipiente deve subire una prova idraulica a pressione Pj, che non sia inferiore
                    al valore ottenuto con la formula seguente:
                                                        P„ = 1 , 4 P ^
                                                                   Ret
                    dove
                    Re:     limite minimo di elasticità garantito a temperatura di prova,
                    R e t : limite di elasticità alla temperatura di funzionamento,
                    P:      pressione di funzionamento. ,
                    La pressione Pj, deve essere tale dà non creare nel recipiente una sollecitazione totale
                    di membrana superiore di 90 % del valore minimo di R E .
                    La pressione di prova deve essere mantenuta al valore richiesto per una durata suffi-
                    ciente a consentire l'esame visuale di tutte le superfici e di tutti i punti. Il recipiente
                    non deve presentare traccia di scorrimento plastico locale né perdite.
                    Ogni recipiente collaudato che non superi la prova idraulica deve essere scartato.
          II.4.     Prova distruttiva
          II.4.1.   Prova di rottura sotto pressione idraulica
          II.4.1.1. Procedimento di prova
                    La prova di rottura sotto pressione idraulica deve essere eseguita in due fasi successive
                    con un impianto che consenta di aumentare regolarmente la pressione fino allo scop-
                    pio della bombola e di registrare la curva di variazione della pressione in funzione del
                    tempo.
                    Nella prima fase la velocità di aumento della pressione fino al valore corrispondente
                    all'inizio della deformazione plastica deve essere uguale a circa 5 bar/s.
 ---pagebreak--- N. C 37/32                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   10. 2. 79
                         La prova di rottura sotto pressione idraulica deve consentire di determinare quanto
                         segue:
                         a) pressione alla quale inizia la deformazione plastica;
                         b) pressione di rottura;
                         c) deformazione locale e globale del recipiente.
           II.4.1.2.     Criteri di accettazione della prova
                         La pressione di rottura (Pr) misurata deve essere superiore alla pressione teorica mi-
                         nima di rottura calcolata (P rt ).
                         Questa pressione teorica si calcola sulla base dello spessore minimo ottenuto appli-
                         cando le formule dell'appendice I e della resistenza a trazione minima garantita (R R )
                         di calcolo dei recipienti secondo la formula:
                                                                 20WR*
                                                             "    D- e
                                                          APPENDICE III
                                                      SAGGIO CAMPIONE
           Il controllo della costanza della qualità è eseguito su uno o più saggi campioni di produzione.
           Per rappresentare il giunto longitudinale, il saggio campione viene situato nel prolungamento del
           giunto considerato ed è saldato contemporaneamente a quest'ultimo. Inoltre, il materiale di base e
           lo spessore del campione saranno identici a quelli della virola.
           Non occorre disporre di un saggio campione per i giunti perimetrali se il procedimento e la tecnica
           di saldatura sono identici per i due tipi di giunti.
           Se il metodo di saldatura dei giunti perimetrali differisce dal metodo utilizzato per i giunti longitu-
           dinali, bisogna eseguire un saggio campione separato secondo il procedimento applicato per le sal-
           dature perimetrali del recipiente.
           Questo saggio campione consisterà in due tronchi di tubo dello stesso materiale, spessore e diame-
           tro dei tubi per la costruzione, saldati fra di loro con una saldatura perimetrale.
           Le dimensioni del saggio campione devono consentire il prelievo di provette in numero sufficiente
           per effettuare le prove di cui al punto 12.
                                                         APPENDICE IV
                              QUALIFICAZIONE DEL PROCEDIMENTO DI SALDATURA
           IV. 1.        Prescrizioni generali
                         Il fabbricante deve provare, mediante la qualificazione del procedimento di saldatura,
                         di essere in grado di saldare materiali da usare per la costruzione dei recipienti sottopo-
                         sti a pressione della produzione in programma.
                         Egli eseguirà a tal fine saldature di prova conformi alle seguenti specifiche.
                         Le saldature di prova consistono nell'eseguire saldature di testa e saldature d'angolo.
                         Queste saldature devono essere rappresentative delle saldature per la fabbricazione di
                         tutte le parti dei recipienti sottoposte a pressione.
 ---pagebreak--- 10.2.79                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N . C 37/33
        IV. 2.    Esecuzione delle saldature
        IV.2.1.   Metallo di base
                  Le lamiere e i tubi usati per le prove di qualificazione del procedimento sono dello
                  stesso tipo e corrispondono alle stesse specifiche delle lamiere e dei tubi usati nella
                  costruzione. La qualificazione per una certa varietà vale però anche per le varietà con
                  resilienza più debole e analisi chimica più sfavorevole.
        IV.2.2.    Prodotti d'apporto
                   I materiali d'apporto della saldatura, cioè gli elettrodi e le combinazioni di filo, pol-
                  vere e gas di protezione, devono essere gli stessi per la qualificazione del procedi-
                   mento e per la fabbricazione.
        IV.2.3.   Tipo di preparazione del giunto
                  Nel caso di saldatura manuale, il tipo di preparazione (V semplice o doppio, U sem-
                  plice o doppio e smusso diritto) può essere cambiato nella saldatura di fabbricazione
                  senza dover procedere a una nuova prova di qualificazione del procedimento di salda-
                  tura.
                  Per la saldatura semiautomatica od automatica, ciascun tipo di preparazione del
                  giunto richiede una nuova qualificazione.
        IV.2.4:   Procedimento di saldatura                                                             (
                  II procedimento di saldatura e, nel caso di saldatura semiautomatica od automatica, il
                  tipo di dispositivo di saldatura deve essere lo stesso per la prova di qualificazione e per
                  la saldatura di fabbricazione.
        IV.2.5.   Validità del procedimento di saldatura
        IV.2.5.1. Si richiede una nuova prova di qualificazione nei seguenti casi:
                  a) se nella saldatura ad arco la gamma di corrente e la velocità di saldatura nonché,
                      per la saldatura ad arco sotto flusso elettroconduttore, la gamma delle tensioni
                      usate vengono variate in modo sensibile;
                  b) se per la saldatura di testa, semplice, ad arco di un assemblaggio si aggiunge o si
                      toglie il supporto applicato sul rovescio;
                  c) se per una saldatura di testa, semplice, al cannello ossiacetilenico di un assemblag-
                      gio si toglie il supporto applicato sul rovescio;
                  d) se per la saldatura a macchina si passa da una saldatura a passaggi multipli su cia-
                      scun lato a una saldatura a passaggio unico su ciascun lato;
                  e) se il gas di protezione viene cambiato o eliminato.
        IV.2.5.2. Giunti longitudinali e perimetrali
                  Se una lamiera di prova viene saldata per rappresentare i giunti longitudinali, non oc-
                  corre prescrivere una prova per i giunti perimetrali, purché il procedimento, le moda-
                  lità e le tecniche di saldatura siano le stesse per i due tipi di giunti.
                  Se il metodo di saldatura dei giunti perimetrali differisce da quello usato per i giunti
                  longitudinali, un pezzo di prova rappresentato da due spezzoni di tubo uniti deve es-
                  sere preparato con saldatura perimetrale, secondo il procedimento stabilito per le salda-
                  ture perimetrali del recipiente.
        IV.2.6.   Dimensioni dell'assemblaggio di prova
                  Le dimensioni dell'assemblaggio di prova devono consentire di prelevare provette in
                  numero sufficiente per effettuare le prove di cui al punto 2.7 dell'appendice IV.
 ---pagebreak--- N. C 37/34                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  10.2.79
           IV.2.7.       Prove e controlli
           IV.2.7.1.     Saldature di testa
                         Le prove di trazione, piegamento, resilienza e durezza vengono eseguite a norma del
                         punto II. 1.1 dell'appendice II.
                         Si devono effettuare gli esami e le prove seguenti:
                         a) un esame radiografico
                            l'esame radiografico deve essere eseguito su tutta la lunghezza della saldatura del-
                            l'assemblaggio, prima di prelevare le provette;
                         b) una prova di trazione
                             la provetta di trazione viene prelevata trasversalmente alla saldatura;
                         c) tre prove di resilienza nella saldatura;
                         d) una prova di piegamento: sul rovescio della saldatura;
                         e) una prova di piegamento: sul diritto della saldatura;
                         f) una prova macrografica;
                         g) una prova di durezza.
           IV.2.7.2.     Saldature d'angolo
                         Si effettuano i seguenti esami:
                         a) un esame a vista;
                         b) un esame macrografico.
           IV.2.8.       Criteri di accettazione
           IV.2.8.1.     I criteri d'accettazione relativi alle prove di trazione, piegamento, resilienza e durezza
                         sono specificati al punto II. 1.2 dell'appendice II.
           IV.2.8.1.1.   L'esame radiografico deve essere conforme al punto II.2.1 dell'appendice II.
           IV.2.8.1.2.   L'esame macrografico deve essere conforme al punto II.2.3 dell'appendice II.
                                                         APPENDICE       V
                              QUALIFICAZIONE DEI SALDATORI O DEGLI OPERATORI
           Le prove di qualificazione dei saldatori o degli operatori sono eseguite esattamente allo stesso
           modo ed alle stesse condizioni di quelle relative al procedimento di saldatura.
           I requisiti per le prove di qualificazione dei saldatori o degli operatori sono identici a quelli per le
           prove di qualificazione del procedimento di saldatura.
           È d'obbligo una riqualificazione dei saldatori o degli operatori qualora si debba rifare una qualifica-
           zione del procedimento di saldatura in seguito al cambiamento di una delle condizioni di cui al
           punto 2.5 dell'allegato IV.
           I saldatori o operatori devono essere riqualificati se non sono stati impiegati per lo stesso tipo di
           lavoro di costruzione di un recipiente sottoposto a pressione per un periodo di almeno 6 mesi.
 ---pagebreak--- 10. 2. 7 9                          G a z z e t t a ufficiale delle Comunità europee                                  N . C 37/35
                                                           APPENDICE       VI
                               CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE CEE DI MODELLO
           rilasciato in applicazióne delle direttive del Consiglio 7 6 / 7 6 7 / C E E , del 27 luglio 1976, e
                                         n               / C E E del             relative agli
                                                        Apparecchi a pressione
           Omologazione n.:                          Data:
           Tipo di recipiente:                       «Designazione del recipiente o della variante che è oggetto del-
                                                     l'omologazione»
                                                     Capacità:         L:         ep:
                                                     Pmax:             D:
           Fabbricante o mandatario:                 «Nome ed indirizzo del fabbricante o del suo mandatario»
           Marchio di omologazione
           CEE di modello:                           «Articolo 3, lettera a):   £    4 F 8453»
                                                     «Articolo 3, lettera b): ( ^ ) 4 F 8453»
           Validità dell'omologazione:               «5 anni/10 anni».
           Qualsiasi informazione può
           essere richiesta presso:                  (Denominazione ed indirizzo dell'autorità di controllo)
            Fatto a                  addì
                                                                                                  (Firma)