CELEX: C2005/182/50
Language: it
Date: 2005-07-23 00:00:00
Title: Causa C-201/05: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court of Justice (England and Wales), Chanchery Division (Regno Unito) con ordinanza 18 marzo 2005 nel procedimento The Test Claimants in the CFC and Dividend Group Litigation contro The Commissioners of Inland Revenue

23.7.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 182/27
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court of Justice (England and Wales), Chanchery Division (Regno Unito) con ordinanza 18 marzo 2005 nel procedimento The Test Claimants in the CFC and Dividend Group Litigation contro The Commissioners of Inland Revenue
   (Causa C-201/05)
   (2005/C 182/50)
   Lingua processuale: l'inglese
   Con ordinanza 18 marzo 2005, pervenuta nella cancelleria della Corte di giustizia delle Comunità europee il 6 maggio 2005, nel procedimento The Test Claimants in the CFC and Dividend Group Litigation contro The Commissioners of Inland Revenue, la High Court of Justice (England and Wales), Chanchery Division ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
   
               1)
            
            
               Se sia in contrasto con gli artt. 43 o 56 del Trattato CE il fatto che uno Stato membro mantenga in vigore ed applichi misure che:
               
                           i)
                        
                        
                           esentano dall'imposta sulle società i dividendi che una società stabilita in tale Stato membro (la «società residente») abbia percepito da altre società residenti, ma che
                        
                     
                           ii)
                        
                        
                           assoggettano all'imposta sulle società i dividendi che una società residente abbia percepito da una società stabilita in un altro Stato membro e in particolare da una controllata stabilita in un altro Stato membro e soggetta in tale Stato ad un onere tributario inferiore (la «controllata»), una volta concessa l'esenzione dalla doppia imposizione per qualsiasi ritenuta alla fonte dovuta con riferimento al dividendo e per l'imposta sottostante pagata dalla controllata sui propri utili.
                        
                     
         
               2)
            
            
               Se gli artt. 43, 49 o 56 del Trattato CE ostino all'applicazione di una normativa tributaria nazionale quale quella in discussione nella causa principale, secondo cui, prima del 1o luglio 1997:
               
                           i)
                        
                        
                           alcuni dividendi pagati ad una società di assicurazioni stabilita in uno Stato membro da una società stabilita in un altro Stato membro (la «società non residente») siano stati assoggettati all'imposta sulle società, ma
                        
                     
                           ii)
                        
                        
                           la società di assicurazioni residente abbia potuto scegliere di non assoggettare all'imposta sulle società i dividendi distribuitile da una società stabilita nello stesso Stato membro, con l'ulteriore conseguenza che una società che aveva effettuato tale scelta non ha potuto far valere il credito d'imposta cui avrebbe altrimenti avuto diritto.
                        
                     
         
               3)
            
            
               Se gli artt. 43, 49 o 56 del Trattato CE ostino all'applicazione di una normativa tributaria di uno Stato membro quale quella in discussione nella causa principale che
               
                           a)
                        
                        
                           prevede in determinate circostanze la tassazione in capo alla società residente degli utili di una controllata stabilita in un altro Stato membro, quale definita nella prima questione, sub ii);
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           impone determinati adempimenti nel caso in cui la società residente non voglia o non possa chiedere alcuna esenzione e versi l'imposta sugli utili della controllata, e
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           impone ulteriori adempimenti nel caso in cui la società residente chieda di essere esentata da tale imposta.
                        
                     
         
               4)
            
            
               Se la soluzione delle prime tre questioni sarebbe diversa qualora la controllata (nelle questioni 1 e 3) o la società non residente (nella questione 2) fosse stabilita in un paese terzo.
            
         
               5)
            
            
               Qualora, precedentemente al 31 dicembre 1993, uno Stato membro abbia adottato le misure delineate nelle prime tre questioni e dopo tale data le abbia modificate nel modo indicato nella parte C del presente allegato, e tali misure, come modificate, costituiscano restrizioni vietate dall'art. 56 del Trattato CE, se tali restrizioni debbano essere considerate restrizioni non ancora esistenti alla data del 31 dicembre 1993, ai sensi dell'art. 57 CE.
            
         
               6)
            
            
               Qualora le misure di cui alle prime tre questioni siano contrarie alle menzionate disposizioni comunitarie, nel caso in cui la società residente e/o la controllata propongano una o più delle seguenti domande:
               
                           i)
                        
                        
                           una domanda di ripetizione (o di compensazione per il mancato godimento dell'importo versato a titolo) dell'imposta sulle società illegittimamente riscossa in capo alla società residente nelle circostanze di cui alle prime tre questioni;
                        
                     
                           ii)
                        
                        
                           una domanda di rimborso e/o di compensazione di tutte le perdite, mancate agevolazioni e spese sostenute dalla società residente (o trasferite alla società residente da altre società dello stesso gruppo stabilite nel medesimo Stato membro) per eliminare o ridurre gli oneri fiscali sopportati per effetto delle misure di cui alle prime tre questioni, nel caso in cui tali perdite, mancate agevolazioni e spese avrebbero potuto essere destinate ad altri usi o riportate ad esercizi successivi;
                        
                     
                           iii)
                        
                        
                           una domanda di compensazione dei costi, delle perdite e delle spese sopportati per conformarsi alla normativa nazionale menzionata nella terza questione;
                        
                     
                           iv)
                        
                        
                           nel caso in cui una controllata abbia distribuito riserve alla società residente per adempiere gli obblighi impostile dalla normativa nazionale in alternativa al pagamento da parte della società residente dell'imposta di cui alla terza questione e a tal fine la controllata abbia sostenuto costi e spese che avrebbe potuto evitare qualora avesse potuto destinare tali riserve ad altri usi, una domanda di compensazione per tali costi e spese;
                        
                     se tali domande debbano essere considerate quali:
               
                            
                        
                        
                           una domanda di rimborso di somme indebitamente corrisposte, che costituisce una conseguenza, e un complemento, della violazione delle menzionate disposizioni comunitarie; o
                        
                     
                            
                        
                        
                           una domanda di compensazione o di risarcimento che deve soddisfare le condizioni sancite dalla sentenza 5 marzo 1995, cause riunite C-46/93 e C 48/93, Brasserie du Pêcheur e Factortame; o
                        
                     
                            
                        
                        
                           una domanda diretta ad ottenere un importo equivalente ad un'indennità indebitamente negata.
                        
                     
         
               7)
            
            
               Nel caso in cui la soluzione di una parte della sesta questione sia nel senso che la domanda costituisce una domanda di rimborso di un importo equivalente ad un'indennità indebitamente negata:
               
                           a)
                        
                        
                           se tali domande siano conseguenti e complementari al diritto conferito dalle menzionate disposizioni comunitarie, o
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           se debbano essere soddisfatte alcune o tutte le condizioni per il rimborso sancite dalla sentenza 5 marzo 1995, cause riunite C-46/93 e C-48/93, Brasserie du Pêcheur e Factortame, o
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           se debbano ricorrere altre condizioni.
                        
                     
         
               8)
            
            
               Se per la soluzione rilevi il fatto che ai sensi della normativa nazionale le pretese di cui alla sesta questione siano azionate come richieste di rimborso o lo siano, o debbano esserlo, come domande di risarcimento dei danni.
            
         
               9)
            
            
               Quali precisazioni, se del caso, la Corte di giustizia ritenga adeguato fornire, nella fattispecie, in merito alle circostanze che il giudice nazionale dovrebbe prendere in considerazione al momento di valutare se sussista una violazione sufficientemente grave stando al contenuto della sentenza 5 marzo 1995, cause riunite C-46/93 e C-48/93, Brasserie du Pêcheur e Factortame, e in particolare se, tenendo conto dello stato della giurisprudenza sull'interpretazione delle disposizioni comunitarie pertinenti, la violazione fosse giustificabile.
            
         
               10)
            
            
               In linea di principio, se possa esservi un nesso causale diretto (secondo quanto stabilito dalla sentenza 5 marzo 1995, cause riunite C 46/93 e C 48/93, Brasserie du Pêcheur e Factortame) tra l'eventuale violazione degli artt. 43, 49 e 56 CE e le perdite rientranti nelle categorie definite nella sesta questione, punti i)-iv), che assertivamente ne derivano. In caso affermativo, quali precisazioni, se del caso, la Corte di giustizia ritenga adeguato fornire in merito alle circostanze che il giudice nazionale dovrebbe prendere in considerazione per stabilire se esista tale nesso causale diretto.
            
         
               11)
            
            
               Se, al fine di valutare le perdite o i danni per i quali possa riconoscersi un diritto al risarcimento, il giudice nazionale possa tenere conto della questione se i danneggiati abbiano dimostrato una diligenza ragionevole per evitare o limitare le perdite, in particolare avvalendosi dei rimedi giuridici con cui si sarebbe potuto dimostrare che le disposizioni nazionali (per effetto dell'applicazione delle convenzioni relative alla doppia imposizione) non avevano l'effetto di imporre gli obblighi indicati nelle prime tre questioni.
            
         
               12)
            
            
               Se ai fini della soluzione della questione precedente rilevino le aspettative delle parti all'epoca dei fatti per quanto riguarda l'effetto delle convenzioni sulla doppia imposizione.