CELEX: C2001/317/09
Language: it
Date: 2001-11-10 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) 27 settembre 2001 nella causa C-16/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal administratif de Lille): Cibo Participations SA contro Directeur régional des impôts du Nord-Pas-de-Calais ("Sesta direttiva IVA — Attività economica — Interferenza di una holding nella gestione delle controllate — Detrazione dell'IVA che grava sui servizi acquistati dalla holding nell'ambito di un'assunzione di partecipazione in una controllata — Riscossione di dividendi da parte della holding")

10.11.2001                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                   C 317/5
                    SENTENZA DELLA CORTE                                              composto tale marchio siano divenuti di uso comune nel
                                                                                      linguaggio corrente o negli usi leali e costanti del commercio
                                                                                      per designare i prodotti o i servizi per cui detto marchio è
                            4 ottobre 2001                                            stato presentato alla registrazione. E’ irrilevante nel contesto
                                                                                      dell’applicazione di tale disposizione, che i segni o le indicazioni
                                                                                      controversi descrivano o meno le qualità o caratteristiche di detti
nella causa C-517/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale                              prodotti o servizi.
proposta dal Bundespatentgericht): causa promossa da
                   Merz & Krell GmbH & Co (1)
                                                                               (1) GU C 79 del 18.3.2000.
(«Marchi — Ravvicinamento delle legislazioni — Art. 3,
n. 1, lett. d), della prima direttiva 89/104/CEE — Cause di
rifiuto o di annullamento — Marchi composti esclusivamente
da segni o indicazioni che siano divenuti di uso comune nel
linguaggio corrente o negli usi leali e costanti del commercio
— Necessità che i segni o le indicazioni siano divenuti di uso
comune per designare i prodotti o i servizi per cui il marchio
è presentato alla registrazione — Assenza di necessità che i
segni o le indicazioni descrivano direttamente la proprietà o                                      SENTENZA DELLA CORTE
le caratteristiche dei prodotti o dei servizi per cui il marchio
                  è presentato alla registrazione»)                                                        (Prima Sezione)
                           (2001/C 317/08)                                                                27 settembre 2001
                     (Lingua processuale: il tedesco)                          nella causa C-16/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale
                                                                               proposta dal Tribunal administratif de Lille): Cibo Partici-
                                                                               pations SA contro Directeur régional des impôts du Nord-
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella                                     Pas-de-Calais (1)
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                               («Sesta direttiva IVA — Attività economica — Interferenza
Nella causa C-517/99, avente ad oggetto la domanda di                          di una holding nella gestione delle controllate — Detrazione
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-                      dell’IVA che grava sui servizi acquistati dalla holding
l’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Bundespa-               nell’ambito di un’assunzione di partecipazione in una con-
tentgericht (Germania), nella causa promossa da Merz & Krell                    trollata — Riscossione di dividendi da parte della holding»)
GmbH & Co., domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 3,
n. 1, lett. d), della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre
1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli                                              (2001/C 317/09)
Stati membri in materia di marchi d’impresa (GU 1989,
L 40, pag. 1), la Corte (Quinta Sezione) composta dai sigg.
G.C. Rodrı́guez Iglesias, presidente, C. Gulmann, M. Wathelet                                       (Lingua processuale: il francese)
e V. Skouris, presidenti di sezione, J.-P. Puissochet, P. Jann,
L. Sevón, R. Schintgen, dalle sigg.re F. Macken (relatore) e
                                                                               (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
N. Colneric e dal sig. C.W.A. Timmermans, giudici, avvocato
                                                                                             «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
generale: D. Ruı́z-Jarabo Colomer, cancelliere: R. Grass, ha
pronunciato il 4 ottobre 2001 una sentenza il cui dispositivo
è del seguente tenore:                                                         Nella causa C-16/00, avente ad oggetto la domanda di
                                                                               pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-
                                                                               l’art. 234 CE, dal tribunal administratif di Lille (Francia), nella
1.     L’art. 3, n. 1, lett. d), della prima direttiva del Consiglio           causa dinanzi ad esso pendente tra Cibo Participations SA e
       21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle                  Directeur régional des impôts du Nord-Pas-de-Calais, domanda
       legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa          vertente sull’interpretazione degli artt. 4, nn. 1 e 2, 13, parte B,
       va interpretato nel senso che non osta alla registrazione di un         lett. d), e 17, nn. 2, lett. a), e 5, della sesta direttiva del Consiglio
       marchio soltanto quando i segni o le indicazioni da cui tale            17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione
       marchio è esclusivamente composto siano divenuti di uso                 delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla
       comune nel linguaggio corrente o negli usi leali e costanti del         cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore
       commercio per designare i prodotti o i servizi per cui detto            aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1), la
       marchio è presentato alla registrazione.                                Corte (Prima Sezione) composta dai sigg. M. Wathelet, presi-
                                                                               dente di sezione, P. Jann e L. Sevón (relatore), giudici, avvocato
2.     Tale medesima disposizione va interpretata nel senso che                generale: sig.ra C. Stix-Hackl, cancelliere: D. Louterman-
       subordina l’esclusione dalla registrazione di un marchio alla sola      Hubeau, capo divisione, ha pronunciato il 27 settembre 2001
       condizione che i segni o le indicazioni da cui è esclusivamente         una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
 ---pagebreak--- C 317/6                   IT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               10.11.2001
1)     L’interferenza di una holding nella gestione delle società nelle          ad esso pendente tra Tele Danmark A/S e Handels- og
       quali ha assunto partecipazioni costituisce un’attività economica         Kontorfunktionærernes Forbund i Danmark (HK), agente in
       ai sensi dell’art. 4, n. 2, della sesta direttiva del Consiglio           qualità di mandatario della sig.ra Marianne Brandt-Nielsen,
       17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione                  domanda vertente sull’interpretazione degli artt. 5, n. 1, della
       delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla         direttiva del Consiglio 9 febbraio 1976, 76/207/CEE, relativa
       cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore                    all’attuazione del principio della parità di trattamento fra gli
       aggiunto: base imponibile uniforme, ove essa implichi il                  uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla
       compimento di operazioni soggette all’imposta sul valore                  formazione e alla promozione professionali e le condizioni di
       aggiunto ai sensi dell’art. 2 di tale direttiva, quali la prestazione     lavoro (GU L 39, pag. 40), e 10 della direttiva del Consiglio
       di servizi amministrativi, finanziari, commerciali e tecnici da           19 ottobre 1992, 92/85/CEE, concernente l’attuazione di
       parte della holding alle sue controllate.                                 misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e
                                                                                 della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in
2)     Le spese sostenute da una holding per i vari servizi da essa              periodo di allattamento (decima direttiva particolare ai sensi
       acquistati nell’ambito di un’assunzione di partecipazione in una          dell’art. 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE) (GU
       controllata fanno parte delle sue spese generali e presentano             L 348, pag. 1), la Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg.
       quindi, in via di principio, un nesso immediato e diretto con il          A. La Pergola, presidente di sezione, M. Wathelet (relatore),
       complesso della sua attività economica. Pertanto, se la holding           P. Jann, L. Sevón, C.W.A. Timmermans, giudici, avvocato
       effettua nel contempo operazioni che danno diritto a detrazione           generale: D. Ruı́z-Jarabo Colomer, cancelliere: H. von Holstein,
       e operazioni che non conferiscono tale diritto, dall’art. 17, n. 5,       cancelliere aggiunto, ha pronunciato il 4 ottobre 2001 una
       primo comma, della sesta direttiva 77/388 risulta che essa può           sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
       unicamente detrarre la parte dell’imposta sul valore aggiunto
       proporzionale all’importo relativo alle operazioni del primo
       tipo.
                                                                                 1)     Gli artt. 5, n. 1, della direttiva del Consiglio 9 febbraio 1976,
                                                                                        76/207/CEE, relativa all’attuazione del principio della parità
3)     La riscossione di dividendi non rientra nell’ambito di applicazio-
                                                                                        di trattamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda
       ne dell’imposta sul valore aggiunto.
                                                                                        l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professio-
                                                                                        nali e le condizioni di lavoro, e 10 della direttiva del Consiglio
(1) GU C 79 del 18.3.2000.                                                              19 ottobre 1992, 95/82/CEE, concernente l’attuazione di
                                                                                        misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e
                                                                                        della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in
                                                                                        periodo di allattamento (decima direttiva particolare ai sensi
                                                                                        dell’art. 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE), devono
                                                                                        essere interpretati nel senso che ostano al licenziamento di una
                                                                                        lavoratrice a motivo del proprio stato interessante
                    SENTENZA DELLA CORTE
                                                                                        —      quand’anche la lavoratrice sia stata assunta a tempo
                           (Quinta Sezione)                                                    determinato,
                             4 ottobre 2001
                                                                                        —      abbia omesso di informare il datore di lavoro in merito al
                                                                                               proprio stato interessante, pur essendone a conoscenza al
nella causa C-109/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale                                       momento della conclusione del contratto di lavoro,
proposta dal Højesteret): Tele Danmark A/S contro Han-
dels- og Kontorfunktionærernes Forbund i Danmark
                                 (HK) (1)                                               —      e, a motivo di tale stato, non sia più in grado di svolgere
                                                                                               l’attività lavorativa per una parte rilevante della durata
(«Parità di trattamento tra uomini e donne — Art 5,                                            del contratto stesso.
n. 1, della direttiva 76/207/CEE — Art. 10 della direttiva
92/85/CEE — Licenziamento di una lavoratrice gestante —
             Contratto di lavoro a tempo determinato»)                           2)     La circostanza che la lavoratrice sia stata assunta da un’impresa
                                                                                        di grandi dimensioni che assuma frequentemente personale a
                            (2001/C 317/10)                                             tempo determinato resta del tutto irrilevante ai fini del
                                                                                        l’interpretazione degli artt. 5, n. 1, della direttiva 76/207 e 10
                                                                                        della direttiva 92/85.
                      (Lingua processuale: il danese)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                      (1) GU C 149 del 27.5.2000.
Nella causa C-109/00, avente ad oggetto la domanda di
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma del-
l’art. 234 CE, dallo Højesteret (Danimarca), nella causa dinanzi