CELEX: 51982PC0616
Language: it
Date: 1982-10-18
Title: PROGETTO MODIFICATO DI RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE E DEI RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO concernente il proseguimento e l'attuazione di una politica e di un programma d'azione delle Comunità europee in materia ambientale (presentata dalla Commissione al Consiglio, in virtù dell'articolo 149, comma 2, del trattato CEE e dell'articolo 119, comma 2, del trattato CEEA)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (82) 616
Vol. 1982/0193
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                     COM(82 ) 616 def .
                                     Bruxelles .  18 ottobre 1982
                        PROGETTO MODIFICATO
        DI RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO    DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
           E DEI RAPPRESENTANTI  DEI GOVERNI   DEGLI STATI
                MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
  concernente il proseguimento e l' attuazione di una politica e di
  un programma d' azione delle Comunità europee in materia ambientale
  ( presentata dalla Commissione al Consiglio , in virtù dell' articolo
  149 , comma 2 , del trattato CEE e   dell' articolo 119, comma 2 , del
  trattato CEEA )
 ---pagebreak---                             Relazione
IL 16 giugno , il Parlamento europeo ha deliberato in merito al progetto
di programma d' azione delle Comunità europee in materia ambientale e ha
adottato la relazione presentata a nome della Commissione per la Prote­
zione dell' Ambiente , la Sanità Pubblica e la Tutela dei Consumatori dal­
l' Onorevole ALBER . La Commissione ha accettato alcuni emendamenti al suo
testo originale .
Per quanto concerne il progetto di risoluzione del Consiglio , che intro­
duce il testo del progetto del programma d' azione , il Parlamento chiede
che il Consiglio s' impegni a mettere a disposizione della Commissione
i mezzi necessari per l' attuazione del suddetto programma . Inoltre , il
Parlamento ha invitato la Commissione a elaborare un catalogo di azioni
prioritarie .
Per quanto concerne il testo del progretto di programma d' azione , sono
stati  richiesti emendamenti dal Parlamento . Si tratta sia di modifica­
zioni di carattere redazionale sia di prendere meglio in considerazione
nel testo originale del progetto di programma le preoccupazioni del
Parlamento .
 ---pagebreak---                                        PROGETTO
RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE E DEI RAPPRESENTANTI DEI
          GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI RIUNITI IN SEDE DI CONSIGLIO
concernente il proseguimento e l' attuazione di una politica e di un programma
               d' azione delle Comunità europee in materia ambientale
Il Consiglio delle Comunità europee e i rappresentanti dei governi degli Sta­
ti membri riuniti in sede di Consiglio costatano che le azioni di cui ali 1 a l –
gato programma dovranno essere svolte in alcuni casi a livello comunitario e
in altri dagli Stati membri .
Per quanto concerne le azioni che dovranno essere svolte dagli Stati membri ,
questi ultimi veglieranno alla loro buona esecuzione, restando intese che il
Consiglio eserciterà nei confronti di tali azioni ;i poteri di coordinamento
previsti dai trattati .
Per quanto concerne le azioni del programma che dovranno essere svolte dalle
istituzioni delle Comunità europee ,
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell' ac­
ciaio ,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea ,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell' energia atomica ,
visto il progetto della Commissione ,
visto il parere del Parlamento europeo C1 ),
visto il parere del Comitato economico e sociale ( 2 ),
( 1 ) G.U. n .
( 2 ) G.U. n.'
 ---pagebreak---                                        - 2 -
considerando che La dichiarazione del Consiglio delle Comunità europee e dei
rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio ,
del 22 novembre 1973 ( 1 ), prevede l' attuazione di un programma d' azione delle
Comunità europee in materia ambientale ;
considerando che tale programma d' azione è stato prorogato e completato per
il periodo 1977-1981 con risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei
governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio , del 17 maggio 1977 ; ( 2 )
considerando i compiti delle Comunità definiti nei trattati che le hanno isti­
tuite ;
considerando in particolare che , ai sensi dell' articolo 2 del trattato che
istituisce la Comunità economica europea , la stessa ha tra l' altro il compito
di promuovere uno sviluppo armonioso delle attività economiche nell' insieme
della Comunità ed un' espansione continua ed equilibrata , il che non si può
ormai più concepire senza una gestione razionale e permanente delle risorse
ambientali , né senza un miglioramento qualitativo delle condizioni di vita
e della protezione ambientale ;
considerando pertanto che il miglioramento qualitativo delle condizioni di
vita e la gestione razionale delle risorse dell' ambiente naturale costituisco­
no uno dei compiti essenziali della Comunità economica europea e che una poli­
tica ambientale comunitaria può contribuire all' assolvimento di tale compito ;
considerando gli obiettivi ed i principi di tale politica già approvati e ri­
confermati dal Consiglio ;
considerando che è opportuno portare a compimento e aggiornare il programma
d' azione in materia ambientale del 22 novembre 1973, prorogato e completato
il 17 maggio 1977 , per assicurare la continuità delle azioni intraprese ed
avviare delle nuove nel periodo 1982-1986 ;
considerando in particolare che , al di là delle azioni già avviate più speci­
ficamente in materia di riduzione degli inquinamenti , la gestione razionale del­
l' insieme delle risorse dell' ambiente esige un rafforzamento del carattere pre­
ventivo della politica ambientale mediante l' adozione e l' attuazione di una
strategia globale intesa a integrare pienamente le preoccupazioni ambientali
nello sviluppo delle attività socio-economiche ;
APPROVA a tal fine gli orientamenti definiti in allegato ;
PRENDE ATTO che la Commissione presenterà proposte appropriate per l' esecuzione
del programma soprattutto nei settori in cui un' azione riveste un' importanza
particolare a livello comunitario (o internazionale ) come :
- integrazione della dimensione ambientale nelle altre politiche ;
- sviluppo di una stategia globale per quanto concerne la riduzione dell' in­
    quinamento al fine di evitare il trasferimento di tale inquinamento fra i
    diversi settori ambientali ;
- aspetti economici e sociali della politica ambientale ;
( 1 ) 6.U. n . C 112 del 20.12.1973, pag . 1
( 2 ) G.U. n . C 139 del 13.06.1977 , pag . 1
 ---pagebreak---                                      - 3 -
- sostanze pericolose introdotte nell' ambiente ;
- riduzione , perfino eliminazione , dell' inquinamento atmosferico , idrico e
  acustico ;
- migliore utilizzazione delle risorse e gestione dei rifiuti ; sviluppo di
  tecnologie pulite ;
- conservazione di varie specie minacciate e di talune zone d' importanza
  comunitaria .
SI IMPEGNA a deliberare su tali proposte entro nove mesi dalla data di inoltro
da parte della Commissione o , se del caso , dalla data d' inoltro dei pareri del
Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale .
SI IMPEGNA inoltre a mettere a disposizione della Commissione i mezzi finan­
ziari e il personale necessari per l' attuazione del Terzo programma d' azione ,
in particolare tramite i crediti d' intervento comunitario nel settore ambien­
tale , auspicati dal Parlamento europeo .
 ---pagebreak---                                                           ALLEGATO
                     PROGRAMMA D' AZIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                               IN MATERIA AMBIENTALE
                                      ( 1982 - 1986 )
                                          INDICE
                                                                   Pagina
I.    INTRODUZIONE                                                     2
II .  SVILUPPO DI UNA STRATEGIA GLOBALE                                5
      Azioni di carattere generale                                     5
      Ricerca , divulgazione e accessibilità delle informazioni        6
      Procedure atte ad assicurare la presa in considerazione         ^
      dei dati ambientali nei processi di progettazione e di
      deci sione
      Una migliore assegnazione delle risorse                         7
      Applicazione delle decisioni del Consiglio e dell' ac -         9
      cordo di   informazione  -
III . PREVENZIONE E RIDUZIONE DELL' INQUINAMENTO E DELLE             11
      PERTURBAZIONI AMBIENTALI NEI       DIVERSI SETTORI
      Acque dolci ed acque marine                                   12
      Atmosfera                                                     14
      Prodotti chimici                                              15
      Inquinamento acustico                                         16
      Inquinamenti e perturbazioni derivanti da rifiuti             17
      Tecnologie e inquinamenti                                     17
IV .  PROTEZIONE E GESTIONE RAZIONALE DEL TERRITORIO,               18
      DELL' AMBIENTE E DELLE RISORSE NATURALI
      Gestione razionle del territorio                               '8
      Conservazione della fauna e della flora                       19
      Gestione razionale delle risorse idriche                      20
      Gestione dei rifiuti                                          21
      Tecnologie e risorse                                          23
I.    AZIONE A LIVELLO INTERNAZIONALE                               24
      Azione in seno alle organizzazioni ed ai consessi inter-      24
      nazionali e cooperazione con i paesi terzi
      Cooperazione con i paesi in via di sviluppo nel settore       25
      del l 'ambiente
 ---pagebreak---                                          - 2 -
 I.    INTRODUZIONE
 1 . Le dichiarazioni della conferenza al Vertice dei Capi di Stato o di Governo
      degli Stati membri riuniti a Parigi nell' ottobre 1972 hanno dato un impuslo
      politico decisivo alla presa in considerazione dell' ambiente nell' organizza­
      zione dello sviluppo socio-economico della Comunità .
      Questo impulso ha fatto sì che il Consiglio adottasse i l 22 novembre 1973 ( 1 )
      un programma d' azione comunitario in materia ambientale , che è stato aggior­
      nato in data 17 maggio 1977 ( 2 ) per assicurare la continuità delle azioni av­
      viate e per intraprenderne delle nuove nel periodo 1977-1981 . Da allora
      esiste una politica ambientale .
2 . Inizialmente , al centro delle riflessioni era la preoccupazione di veder
      sorgere , come cpnseguenza di politiche nazionali troppo divergenti , dispa­
      rità , che potrebbero compromettere il buon funzionamento del mercato comune .
      Potrebbe essere il caso di norme di prodotti divergenti suscettibili di in­
      cidere sulla libera circolazione delle merci , oppure anche di politiche che
      impongano vincoli diversi alle imprese creando in questo modo distorsioni
      di concorrenza .
3 . Oggi tuttavia la politica comune dell' ambiente si basa anche sulla costata­
      zione che le risorse ambientali sono non solo la base , ma anche il limite
      di ulteriore sviluppo economico e sociale nonché del miglioramento delle
      condizioni di vita . Essa ha dunque come obiettivo non soltanto di proteg­
      gere la salute dell' uomo ,- la natura ed il suo ambiente ma anche di assicu­
      rare una buona gestione delle risorse naturali introducendo segnatamente
      delle esigenze qualitative nella concezione e nell' organizzazione dello
      sviluppo economico e sociale . Questa politica è dunque un elemento indisso­
      ciabile dell' azione tendente a raggiungere gli obiettivi fondamentali della
      Comunità .
4 . La politica ambientale comunitaria , come del resto quelle nazionali nel
      loro insieme , ha portato in tempi relativamente brevi a risultati sostan­
     ziali , nonostante le crescenti difficoltà economiche .
      L' azione svolta si è concretata principalemente in un lavoro legislativo e
      regolamentare inteso a ridurre o addirittura ad eliminare l' inquinamento
     e le perturbazioni ambientali e a conservare l' ambiente naturale . Essa ha
     creato incontestabilmente una base e un quadro di riferimento comunitario .
      Del resto , altre azioni sono state condotte sotto forme diverse , come lo
     studio di nuovi strumenti d' intervento , la realizzazione e il coordinamento
     di ricerche , la sensibilizzazione dell' opinione pubblica .
      la politica ambientale comunitaria che in origine era volta essenzialmente
     a combattere l' inquinamento e le perturbazioni ambientali , è gradualmente
     divenuta una politica globale e preventiva . Questo nuovo sviluppo permette
     di prendere misure di protezione dell' ambiente assicurando che il loro
     costo sia il più ridotto possibile e di raggiungere nel contempo misure
     positive di sostegno che accompagnino lo sviluppo economico .
( 1 ) G.U. n . C 112 del 20.12.1973
( 2 ) G.U. n . C 139 del 13.06.1977
 ---pagebreak---                                         - 3 -
      Al riguardo , L' adozione nella Comunità di un controllo preventivo delle
      nuove sostanze chimiche ha costituito il primo passo di una politica più
      ampia che dovrebbe interessare ulteriormente le attività industriali pe­
      ricolose o che possono avere un impatto rilevante sull' ambiente .
      Nel suo insieme questa politica ha già permesso di dare a determinate
      azioni le adeguate dimensioni geografiche e politiche , di evitare intralci
      nel buon funzionamento del mercato comune , di fornire un quadro di riferi­
      mento alle politiche nazionali e di esercitare in definitiva un' azione di
      stimolo e di incitamento ai diversi livelli di intervento per quanto ri­
      guarda la conservazione delle risorse naturali e il miglioramento delle
      condizioni di vita .
      A livello internazionale , infine , la Comunità partecipa attivamente alle
      convenzioni internazionali di cui è parte contraente e collabora stretta­
      mente con le organizzazioni internazionali che si occupano dei problemi
      dell' ambiente , nonché con le amministrazioni di alcuni paesi terzi che de­
      vono affrontare i suoi stessi problemi .
  5 . Mentre la situazione economica della Comunità e degli Stati membri si ag­
      grava ancora , la questione si pone se convenga o no riorientare la politi­
      ca comunitaria dell' ambiente . La Commissione ed il Consiglio hanno già
      tenuto conto delle nuove condizioni economiche nell' esecuzione dei due
      primi programmi d' azione , segnatamente mediante lo sviluppo di misure pre­
      ventive .
      Tuttavia la politica ambientale è una politica strutturale che deve essere
      proseguita indipendentemente dai rischi della congiuntura , per non sacrifi­
      care la potenzialità dello sviluppo futuro e per evitare un degradarsi par­
      ticolarmente grave delle risorse naturali . Per di più le preoccupazioni am
      bientali rimangono molto vive nell' opinione pubblica che continua a sostene
      re , malgrado le difficoltà economiche attuali , le misure di protezione am­
      bientali .
      Le azioni da intraprendere nel periodo 1982 - 1986 dovranno quindi inqua­
      drare gli stessi obiettivi e basarsi sugli stessi principi che hanno ispi­
      rato negli anni passati , l' operato della Comunità e proseguire le medesime
      priorità per continuare e rinforzare l' azione di protezione ambientale ai fi
      ni di garantire la qualità dell' ambiente e delle condizioni di vita per le
      generazioni presenti e future .
      Occorrerà in primo luogo ultimare i numerosi lavori previsti dal programma
      1977 - 1981 , che non è stato possibile portare a termine per diversi motivi
      primo fra tutti la sproporzione esistente tra la vastità dei programmi e i
      mezzi destinati alla loro esecuzione .
      La Commissione intende proseguire gli sforzi già intrapresi per controllare
      l' applicazione dei dispositivi legislativi e regolamentari già adottati ,
      allo scopo di rendere più efficace e di consolidare i risultati comunitari .
  6 . Tuttavia , sia per il consolidamento di tali risultati , sia per il prosegui­
      mento delle azioni previste dai programmi del 1973 e del 1977 , bisognerà te
      ner conto da un lato del contesto socio-economico degli anni '80 e , dal­
      l' altro , delle nuove dimensioni politiche e geografiche della Comunità dei
      Dieci , nonché dei negoziati in corso con altri due Stati in vista della lo­
|     ro adesione .   La ripresa economica , basata sul l 'uti lizzo pieno e plurimo di
 ---pagebreak---      ogni risorsa ( umana e naturale ) è un obiettivo di primaria importanza per
     L' economia di tutta la Comunità . Pertanto la politica ambientale definirà
     i vincoli e le azioni attraverso cui è possibile raggiungere uno sviluppo
     più equilibrato e senza sprechi .
     Il contesto socio-economico degli anni '80 impone che le azioni in materia
     ambientale tengano non soltanto conto dei gravi problemi a cui la Comunità
     deve far fronte ( occupazione , inflazione , energia e bilancia dei pagamenti
     e l' aumento delle disparità regionali ), ma che esse contribuiscano anche
     agli sforzi intrapresi altrove ai fini di trovare una soluzione .
      Ferma restando la premessa che si deve evitare di prendere come pretesto
     il deterioramento della situazione economica per affievolire la politica
     ambientale attualmente avviata .
     Di conseguenza la politica ambientale sarà volta in particolare a :
     - contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro, favorendo e stimo­
        lando lo sviluppo di settori industriali di punta nel campo dei prodotti ,
        delle attrezzature e dei procedimenti meno inquinanti o che impiegano me­
        no risorse non rinnovabili ;
     - ridurre qualunque forma d' inquinamento , di perturbazione o di minaccia
        del territorio , dell' ambiente e delle risorse , che costituiscono uno
        spreco o comportono un costo inaccettabile per la collettività ;
     - risparmiare determinate materie prime non rinnovabili o il cui approvvi­
        gionamento risulta difficile e promuovere il riciclo dei rifiuti e la
        ricerca di alternative meno inquinanti ;
     - prevenire o ridurre i possibili effetti negativi dell' impiego di risorse
        energetiche alternative al petrolio , quali il carbone o l' energia nucleare ,
        e favorire il risparmio di energie e il ricorso a risorse energetiche meno
        inquinanti ;
     - applicare interamente l '"accordod'informazione " del 5 marzo 1973 ( 1 ) in
        modo da evitare che singole disposizioni nazionali incidano sul buon fun­
        zionamento del mercato interno o rendano più difficile l' approntamento
        delle opportune misure a livello comunitario .
7 . L' allargamento della Comunità ed il suo nuovo volto mediterraneo impongono
     che le azioni per la protezione dell' ambiente contribuiscano in modo più ef­
     ficace e specifico alla salvaguardia di questo mare nell' ambito della poli­
     tica mediterranea globale . In questo contesto la partecipazione attiva
     della Comunità alla Convenzione per la protezione del Mare Mediterraneo
     dall' inquinamento e ai relativi protocolli permetterà non solo di salvaguai
     dare meglio i valori economici , sociali e culturali di questo ambiente mari­
     no e di preservare un patrimonio comune , ma anche di contribuire al miglio­
     ramento del clima politico e alla ricerca di una pace durevole nel bacino
     mediterraneo .
     Anche per il secondo mare internazionale , il Mare del Nord che fa parte del
     territorio della Comunità , si dovrà seguire una politica coordinata .     In
     particolare , sarà necessario richiamare l' attenzione sulle conseguenze
( 1 ) G.U. n . C 9 del 15.03.1973 e 6.U. n . 86 del 20.07.1974
 ---pagebreak---                                        - 5 -
    negative delle attività umane ( che esercitano anche un' interazione ) sul
    sistema ecologico di questo mare , come l' estrazione del petrolio e del gas ,
    l' estrazione della sabbia e della ghiaia , la circolazione delle navi , l' in­
    quinamento proveniente dalla terra , dalle navi e dall' aria . Giungere ad
    una forma di gestione amministrativa e legislativa coordinata , tale da ga­
    rantire al massimo la sopravvivenza del Mare del Nord in quanto unità eco­
    logica di straordinaria importanza per l' uomo è una delle priorità più im­
    portanti .
8 . Per rafforzare le azioni di cui sopra e attuare pienamente ed efficacemente
    una politica preventiva nel campo della protezione dell' ambiente , la Comu­
    nità dovrà cercare un inserimento ottimale del fattore ambientale nella
    progettazione e nello sviluppo di determinate attività economiche , favoren­
    do così la messa a punto di una strategia globale . La partecipazione della
    politica ambientale allo sviluppo economico e sociale dovrà tradursi in una
    maggiore presa in considerazione della dimensione ambientale , segnatamente
    nei settori dell' agricoltura ( compresa l' economia forestale e la pesca ),
    dell' energia , dell' industria , dei trasporti e del turismo ;
    Inoltre ai fini di evitare che i divari di sviluppo tra le diverse regioni
    della Comunità si accentuino , la politica ambientale comunitaria dovrà te­
    nere maggiormente conto della dimensione regionale .
    La politica comunitaria dell' ambiente rappresenta ugualmente un elemento
    importante della strategia d' innovazione industriale proposta recentemente
    dalla Commissione alle autorità di bilancio . In effetti , certe misure se­
    gnatamente per la lotta contro gli inquinamenti e per la gestione e la va­
    lorizzazione dei rifiuti creano degli incentivi all' innovazione tecnologica
    e possono , con questo contribuire a migliorare notevolmente la competitività
    dell' economia comunitaria . La Comunità proseguirà gli sforzi intrapresi con
    opportuni interventi .
    Perché questi obiettivi possano essere più facilmente conseguiti , la Commis­
    sione intende meglio utilizzare le possibilità offerte dagli strumenti fi­
    nanziari disponibili a livello comunitario . Lo strumento finanziario comu­
    nitario specifico in materia ambientale proposto al Consiglio potrebbe d' al­
    tra parte incoraggiare lo sviluppo di tecniche e di azioni esemplari per
    l' attuazione delle azioni non previste dagli strumenti finanziari esistenti .
II . SVILUPPO DI UNA STRATEGIA GLOBALE
9 . Scopo ultimo della politica ambientale è la protezione della salute umana,
    la possibilità di assicurare in modo durevole la disponibilità - in termi­
    ni soddisfacenti dal punto di vista quantitativo e qualitativo - di tutte
    le risorse che condizionano l' ambiente e la qualità della vita : acqua ,
    aria , territorio ( suolo e paesaggio ), clima , materie prime , ambiente edifi­
    cato , patrimonio naturale e culturale come pure la conservazione e , se del
    caso , il ricupero dell' ambiente naturale e di zone e aree circoscritte per
    la flora e per la fauna .
    Tenuto conto delle interrelazioni , talora molto strette , esistenti tra le
    diverse risorse, per gestire queste ultime in modo razionale occorre pre­
    disporre ed attuare una strategia globale . La necessità di una strategia
    siffatta , riconosciuta in linea di massima già nel primo e nel secondo pro­
    gramma , si è gradualmente affermata nel corso della loro attuazione .
    Occorre ora concretare tale strategia e collocare in un quadro generale
 ---pagebreak---                                         - 6 -
      appropriato le azioni in corso e quelle da intraprendere ispirandosi segna­
      tamente alla strategia mondiale della conservazione lanciata dall' UNEP ,
      dall' UICN e dalla WWF nel marzo 1980 .
      Per il conseguimento di tale obiettivo sono decisivi tre principi , che sarà
      opportuno ricordare : il principio del livello appropriato di intervento ,
|     il principio della conservazione e , se del caso , il principio del ripristino .
      Da un lato bisogna cercare il livello di intervento ( locale , regionale , na­
      zionale , comunitario o internazionale ) più adatto ai problemi affrontati e
      concentrare quindi a livello comunitario gli interventi che possono essere
      più efficaci a tale livello . Ciò risulta particolarmente importante in set­
      tori come quello della gestione del territorio , in cui spesso si riscontra
      nella Comunità un decentramento accentuato delle competenze .
      Dall' altro, è necessario prendere in considerazione le esigenze di conser­
      vazione possibilmente nella prima fase dei processi di progettazione e di
      decisione concernenti lo sviluppo socio-economico . Questo approccio , che è
      anche il più economico per la collettività , sarà imprescindibile per qua­
      lunque attività socio-economica .
      Affinchè il principio della prevenzione risulti pienamente efficace occorre :
      . migliorare le conoscenze e le informazioni necessarie e renderle facilmente
        accessibili ai responsabili delle decisioni e a tutte le parti interessate ,
        compreso il pubblico ;
      . elaborare ed introdurre procedure di arbitraggio che assicurino la presa
        in considerazione dei dati necessari a monte dei processi di decisione
        relativi ad attività che possono avere un impatto rilevante sull' ambiente .
        Tali procedure dovrebbero svolgersi in un quadro ecologico che andrebbe
        gradualmente definito e in cui dovrebbero essere indicati i limiti che
        non possono essere superati senza compromettere la capacità di rigenera­
        zione degli ecosistemi e la disponibilità delle risorse naturali ;
      . cercare la migliore destinazione possibile delle risorse ;
      . sorvegliare l' applicazione delle misure già prese ai fini di assicurare
        la loro corretta applicazione ed il loro eventuale adattamento a nuove
        circostanze o a nuove conoscenze ;
      . rinforzare la coerenza della politica comunitaria e delle politiche nazio­
        nali in materia d' ambiente ;
      . migliorare e intensificare la formazione e la sensibilizzazione in materia
        ambientale .
      La Commissione elaborerà un quadro delle modalità e possibilità di ripristino
      sulla base del quale presenterà proposte per la loro attuazione .
 10 . Ricerca , divulgazione e accessibilità delle informazioni
      Nell' attuazione dei vari programmi di ricerca approvati dal Consiglio la
      Commissione insisterà particolarmente sulle azioni atte a favorire a breve ,
      medio e lungo termine l' esecuzione del presente programma d' azione . In tale
      prospettiva , essa proseguirà anche gli sforzi di coordinamento dei programmi
      di ricerca degli Stati membri nel settore ambientale .
 ---pagebreak---                                           - 7 -
      Nel settore della diffusione dell' informazione scientifica e tecnica per
       la protezione ed il miglioramento ambientale , la Commissione proseguirà
       le attività già iniziate che s' inquadrano sia nel terzo piano d' azione
      IDTS che nella politica di sviluppo di un mercato e di una produzione
      europei dell' informatica . Uno sforzo particolare sarà fatto per sensibi­
      lizzare e formare le istanze responsabili per l' utilizzazione di fonti
      di  informazione sofisticate .
      Proseguirà la pubblicazione dei risultati delle misurazioni dell' inquina­
      mento , raccolti mediante le procedure comuni di scambio di informazioni
      decise dal Consiglio per le - acque superficiali e per l' inquinamento atmo­
      sferico .
      Un esempio particolarmente pertinente per il miglioramento dell' accessibi­
      lità delle informazioni sullo stato dell' ambiente a livello comunitario è
      costituito dall' azione " cartografia ecologica ", attualemente in corso di
      realizzazione .
1 1 . Procedure atte ad assicurare la presa in considerazione dei dati ambientali
      nei processi di progettazione e di decisione
      Lo strumento privilegiato per assicurare la presa in considerazione dei
      dati ambientali nel processo decisionale è costituito dalla procedura di
      valutazione dell' impatto ambientale , procedura che dovrebbe essere gradual­
      mente introdotta nella progettazione e nella preparazione di tutte le atti­
      vità umane che possono avere un impatto rilevante sull' ambiente : opere
      pubbliche e private , piani di assetto territoriale , programmi economici e
      di sviluppo regionale , nuavi prodotti , nuove tecnologie e provvedimenti
      legi slati vi .
      Una prima realizzazione a livello comunitario , volta a tale fine , è la
      direttiva 79 / 831 / CEE ( 6a modifica della direttiva 67 / 548 / CEE relativa alle
      sostanze pericolose )    ( 1 ).
      La Commissione ha inoltre presentato al Consiglio una proposta di direttiva
      intesa a introdurre la valutazione dell' impatto ambientale nelle procedure
      nazionali di autorizzazione di nuove opere industriali e di infrastrutture
      agricole ( 2 ). L' adozione di tale direttiva segnerà una tappa importante
      sulla via dell' effettiva integrazione della dimensione ambientale nelle de­
      cisioni relative allo sviluppo .
      Alla luce dell' esperienza acquisita in questi due settori la Commissione
      si riserva , se del caso , di presentare al Consiglio proposte intese ad al­
      largare gradualmente il campo di applicazione delle valutazioni di impatto .
      In ogni caso essa prenderà le iniziative necessarie affinché gradualmente
      tutte le azioni della Comunità che possono avere un impatto rilevante sul­
      l' ambiente formino oggetto di un' adeguata valutazione preliminare .
12 . Una migliore assegnazione delle risorse
      Occorre fare estrema attenzione che le risorse vengano impiegate in modo
      ottimale . Prima di prendere nuove misure è perciò necessario analizzarne
( 1 ) G.U. n . L. 259 del 15.10.1979 .
( 2 ) G.U. n . C. 169 del 9.07.1980 .
 ---pagebreak---                                         - 8 -
     attentamente Le giusti fi caz ioni e L' efficacia daL punto di vista deL costo
     e dei benefici . La Commissione prenderà appropriate disposizioni per raf­
     forzare questa prassi , da essa seguita in generaLe fin daLL'inizio del-
     L' azione . In una strategia finaLizzata aL migLior uso possibiLe deLLe ri­
     sorse , L 'appLicazione deL principio " chi inquina paga " ha una funzione de­
     cisiva ( 1 ). L' addebito dei costi destinati aLLa protezione deLL 'ambiente
     a chi inquina , incita quest' uLtimo a ridurre L' inquinamento provocato dal­
     Le proprie attività ed a ricercare prodotti o tecnoLogie meno inquinanti .
     TaLe principio costituisce dunque il mezzo priviLegiato per mettere Le forze
     deL mercato aL servizio di un orientamento ottimale delle strutture economi­
     che nel quadro di una economia     di mercato .  D' altra parte , un regime fonda­
     to su questo principio è indispensabile per evitare distorsioni di concor­
     renza .
     Il principio chi inquina paga è generalmente applicato imponendo agli inqui-
     natori obblighi sotto forma di norme e / o canoni e implica , conformemente
     ai principi generali del trattato CEE in materia di aiuti di stato , il non
     intervento dei poteri pubblici nel finanziamento degli investimenti neces­
     sari alla riduzione del loro inquinamento . Tuttavia , L' introduzione di
     nuove misure in materia ambientale potrebbe venir ritardata , per via del
     fatto che gli oneri finanziari che esse richiedono possono , in alcuni casi ,
     creare delle difficoltà a certe imprese e quindi all' occupazione . La Com­
     missione , di fronte a questa situazione , ha permesso , con due decisioni che
     datano rispettivamente del 1974 e del 1980, che gli Stati membri , per un
     determinato periodo di tempo che scade nel 1987 e a determinate condizioni ,
     accordino aiuti intesi a facilitare l' adozione di nuovi regolamenti che as­
     sicurino un' adeguata protezione dell' ambiente .
     Un settore particolare in cui gli aiuti pubblici nazionali possono essere
     tuttavia necessari e quello della protezione della natura e del paesaggio,
     aiuti generalmente concessi ad autorità locali o associazioni . Anche se
     tali aiuti non contravvengono alle disposizioni del trattato CEE in materia
     di aiuti di Stato , sarebbe auspicabile collocare alcuni di questi aiuti in
     un contesto comunitario , aL fine di assicurarne La coesione e di conseguenza
     aumentarne L' efficacia .
     Quanto al canone , esso costituisce uno degli strumenti per l 'appi i cazione
     del principio " chi inquina paga " e può favorire l' attuazione di misure anti-
     inquinamento , incitare all' osservanza delle norme e stimolare Le innovazioni ,
     soprattutto nel caso in cui sia applicato anche all' inquinamento residuo .
     E' necessario quindi esaminare attentamente i casi in cui il sistema dei ca­
     noni costituisca il mezzo più efficace per realizzare gli obiettivi della
     politica ambientale . Si deve tuttavia aver cura di assicurare che tali one­
     ri non conducano in pratica a consentire l' inquinamento .
     Nel quadro di una strategia ambientale su scala comunitaria occorre inoltre
     prevedere la diponibilità a tale Livello di mezzi finanziari specificamente
     destinati all' ambiente . Questi strumenti - che per il solo fatto di esiste­
     re già avrebbero un effetto trainante e favorirebbero la necessaria osmosi
( 1 ) Il primo programma d' azione comunitario in materia ambientale , titolo 11,5
      ( G.U. n . C. 112 del 20.12.1973 ) e la raccomandazione del Consiglio del
      3.3.1975 relativa alla distribuzione dei costi e all' intervento delle auto­
      rità pubbliche in materia ambientale ( G.U. n . L. 194 del 25.7.1975 ).
 ---pagebreak---                                       - 9 -
     tra politiche nazionali e comunitarie in materia d' ambiente - permettereb­
     bero alla Comunità di meglio contribuire all' attuazione equilibrata della
     politica ambientale nell' insieme delle sue regioni .
     Nel progetto preliminare di bilancio per l' esercizio 1982 la Commissione
     ha proposto l' iscrizione di importi , certo simbolici , da destinare a tali
     scopi . Sulla base dell' esperienza che verrà acquisita utilizzando questi
     stanziamenti bisognerà studiare la forma ottimale da dare all' intervento
     finanziario comunitario in campo ambientale .
     La Commissione richiama infine l' attenzione sulla necessità di intensifi­
     care gli sforzi per un migliore inserimento dei dati ambientali nella con­
     tabilità nazionale .    La classica contabilità nazionale non tiene conto
     per lo più dei costi ambientali nè dei vantaggi che derivano dal migliora­
     mento delle condizioni ambientali perchè non facilmente quantificabili .
     Sarà pertanto importante migliorare lo strumento degli indicatori della
     qualità ambientale per completare le contabilità nazionali che , attual­
     mente non prendono in considerazione nè i costi , nè i vantaggi derivanti
     da migliori condizioni ambientali . Per giungere a tali migliori condizioni
     è necessario stimolare e promuovere un' armonizzazione dei dati statistici
     riguardanti l' ambiente e introdurre una nomenclatura comunitaria per i para­
     metri dell' ambiente .
     Del resto , l' applicazione del principio " chi inquina paga " e l' utilizza­
     zione dei canoni per internalizzare i costi esterni faciliterà l' inclusione
     dei costi ambientali nel PNB .
13 . Applicazione delle decisioni del Consiglio e dell' accordo di informazione
     La Commissione continuerà ad esaminare molto da vicino il recepimento dei
     testi adottati a livello comunitario nell' ordinamento giuridico degli Sta­
     ti membri .   In particolare vigilerà
     - sulla natura giuridica degli atti nazionali con i quali viene recepita
        la legislazione comunitaria ,
     - sul recepimento completo in tutte le regioni degli Stati membri , soprat­
       tutto in quegli Stati in cui la protezione dell' ambiente non è esclusiva­
       mente di competenza del governo centrale ,
     - sulla pubblicazione di disposizioni legislative ed amministrative intese
        a dare esecuzione ai testi comunitari .
     La Commissione continuerà anche ad esaminare molto accuratamente l' effet­
     tiva esecuzione nazionale dei regolamenti , delle direttive e delle racco­
     mandazioni della Comunità , garantendo che vengano condotte le azioni ap­
     propriate . Tale esame comporterà lo studio delle sanzioni disponibili
     negli Stati membri in caso di violazione .
     Nella riunione del 29 e 30 giugno 1981 , il Consiglio europeo " ha convenuto
     che si dovrà compiere uno sforzo concertato per rafforzare e sviluppare il
     mercato interno ".   L' accordo di informazione in materia di ambiente del
     5 marzo 1973 è uno strumento importante che permette di compiere dei pro­
     gressi nel settore . Il numero dei provvedimenti notificati alla Commissione
     dagli Stati membri in virtù dell' accordo è sceso da 41 nel 1974 a 2 nel
     primo semestre del 1981 . La Commissione intraprenderà un esame approfon­
     dito del modo in cui l' accordo è stato applicato nei suoi nove anni di
     esistenza . Si procederà in particolare al confronto delle misure notifi­
     cate alla Commissione dagli Stati membri con l' insieme delle misure da essi
 ---pagebreak---                                       - 10 -
     prese e si individueranno le diverse interpretazioni nazionali delle dispo­
     sizioni dell' accordo . Al termine dell' esame la Commissione presenterà ,
     eventualmente , opportune proposte per una migliore applicazione di
     quest 'ultimo .
14 . Miglioramento e rinforzo della formazione e della sensibilizzazione in
     materia ambientale
     La presa di coscienza dell' importanza assunta dalla protezione e dal mi­
     glioramento dell' ambiente è la condizione indispensabile per un comporta­
     mento individuale più responsabile nei confronti dell' ambiente .
     Oltre che a livello individuale , è di primaria importanza che l' opinione
     pubblica , sensibilizzata specialmente dagli operatori socio-economici ,
     sostenga gli sforzi effettuali , sia a livello nazionale che comunitario
     per l' applicazione delle misure legislative necessarie alla protezione
     dell' ambiente . Per questa ragione , la Commissione continuerà la sua
     azione d' informazione e di sensibilizzazione in questo campo .
     Essa continuerà ad appoggiare , se del caso e ai livelli appropriati , le
     organizzazioni non governative che operano in campo ambientale .
     A questo proposito sarà data particolare importanza alla formazione di
     giovani studenti . L' esperienza della " rete di scuole pilota in materia
     di ambiente " sarà estesa al livello delle scuole medie ; un' azione simile
     sarà presa in considerazione anche per l' avviamento professionale .
 ---pagebreak---                                          - 11 -
III         PREVENZIONE E RIDUZIONE DELL' INQUINAMENTO E DELLE PERTURBAZIONI
           AMBIENTALI NEI DIVERSI SETTORI
      15 . Per attuare una buona gestione delle risorse naturali e per
           proteggere l' uomo è necessario innanzitutto combattere la degra­
           dazione del l 'ambiente , riducendo l' inquinamento e le altre per­
           turbazioni .
           Motivi di ordine pratico hanno indotto la Comunità e gli Stati
           membri a svolgere per lo più in materia azioni riguardanti speci­
           ficamente singoli settori ambientali . Pur continuando a seguire
           questa impostazione , la Commissione darà particolare importanza
           al coordinamento delle azioni . A tal fine studierà tra l' altro
           come disciplinare nel loro insieme taluni scarichi che possono
           danneggiare diversi ambienti , in modo da evitare ogni possibile
           trasferimento dell' inquinamento risultante da misure parziali .
           Per contribuire efficacemente alla conservazione dell' ambiente
           naturale , la Commissione vigilerà che l' applicazione delle diret­
           tive e delle decisioni del Consiglio non abbia come conseguenza
           di ridurre direttamente o indirettamente la qualità dell' ambiente .
           Essa studierà inoltre i mezzi per ridurre gradualmente gli scari­
           chi complessivi di determinate sostanze e per presentare al Con­
           siglio proposte in merito .
           Occorrerà inoltre migliorare il controllo dell' inquinamento dei
           diversi ambienti , in particolare , nel quadro del programma GEMS ( 1 )
           dell' UNEP .
           Alcuni studi settoriali eséguiti in diversi Stati membri hanno
           mostrato che determinate forme d' inquinamento e di perturbazione
           ambientale contribuiscono alla degradazione irreversibile del pa­
           trimonio culturale europeo . Per assicurare la salvaguardia di
           quest' ultimo sarà necessario intraprendere uno sforzo comune .
           La Commissione redigerà anzitutto l' inventario delle opere parti­
           colarmente minacciate e proseguirà gli studi per individuare
           i criteri in base ai quali stabilire le relazioni di causa ed ef­
           fetto per le diverse forme d' inquinamento e di perturbazione am­
           bientale .
                      I
           Nel l 'esegui re il presente programma , la Commissione rivolgerà
           particolare attenzione alle forme d' inquinamento che colpiscono
           contemporaneamente più Stati membri . Dovrà inoltre essere raffor­
           zata la partecipazione della Comunità agli sforzi intrapresi a
           livello internazionale per combattere gli inquinamenti transfron-
           talieri che colpiscono gli Stati membri ed i paesi terzi .
           Per sormontare talune difficoltà , create dall' applicazione di di­
           rettive e di decisioni del Consiglio in materia ambientale che
           possono recare pregiudizio sul piano economico a talune regioni
           della Comunità , la Commissione ha proposto la creazione di uno
                                                                      ■ m m/m mm
( 1 ) Global Environmental Monitoring System
 ---pagebreak---                                            - 12 -
           strumento finanziario in materia ambientale , che dovrà avere
           una funzione di stimolo e di catalizzatore .
      16 . Acque dolci ed acque manne
           La Commissione proseguirà le azioni intraprese nel quadro dei
           primi programmi ed attuerà le decisioni e le direttive adottate
           dal Consiglio per prevenire e ridurre l' inquinamento delle acque ,
           in particolare nei seguenti settori :
           - lotta contro l' inquinamento provocato dalle sostanze pericolose ;
           - controllo dell' inquinamento da idrocarburi ;
           - sorveglianza e controllo al fine di migliorare la qualità delle
               acque e di ridurre l' inquinamento .
      17 . Per quanto riguarda l' inquinamento provocato dalle sostanze peri­
           colose scaricate nell' ambiente idrico , oggetto della direttiva
           76 / 464 / CEE ( 1 ), è essenziale adottare al più presto i primi prov­
           vedimenti esecutivi . Le azioni future saranno caratterizzate da
           una scelta avveduta delle priorità e da una semplificazione delle
           procedure , segnatamente per le sostanze dell' elenco I. Particolare
           attenzione sarà rivolta all' armonizzazione dei programmi di ridu­
           zione dell' inquinamento provocato dalle sostanze che figurano nel­
            l' elenco II di tale direttiva .
           Per accrescere l' efficacia di questa azione , la Commissione stu^-
           dierà alcune misure intese a ridurre gli scarichi indiretti o
           diffusi di determinate sostanze e presenterà eventualmente al
           Consiglio opportune proposte .
      18 . Nel campo dell' inquinamento marino da idrocarburi le gravi conse­
           guenze degli scarichi illegali delle acque di zavorra e dei ri­
           petuti incidenti , alcuni dei quali avvenuti in epoca recente ,
           mostrano l' insufficienza delle iniziative prese nell' ultimo de­
           cennio per contribuire alla riduzione dell' inquinamento da idro­
           carburi e l' urgente necessità di un' azione adeguata a tutti i
           livel li .
           Per combattere efficacemente l' inquinamento da idrocarburi è ne­
           cessario anzitutto attuare quanto prima una politica di preven­
           zione . A tal fine , la Commissione vigilerà in particolare alla
                                                                       •■■/■■•
( 1 ) GU n . L 129 del 18.05.1976
 ---pagebreak---                                               -  13-
            rapida applicazione delle convenzioni internazionali concluse
            sotto gli auspici dell' IMCO e dell' UIL ( 1 ) e prenderà opportune
            iniziative affinché vengano pienamente sfruttate e sviluppate
            le possibilità da esse offerte .
            In caso di sinistro , le autorità degli Stati interessati debbono
            poter intervenire rapidamente in modo coordinato e con mezzi
            adeguati . La Commissione , per quanto la riguarda , intende con­
            tribuire efficacemente a tale azione . A questo scopo , si farà
            premura di rendere operativo il sistema d' informazione adottato
            dal Consiglio , completando lo studio dei problemi indicati nella
            comunicazione al Consiglio del 26 giugno 1980 , e presenterà ap­
            propriate proposte . Essa coordinerà i suoi lavori con quelli
            svolti nel quadro della Convenzione di Barcellona per La prote­
            zione del Mar Mediterraneo dall' inquinamento e dell' Accordo di
            Bonn concernente l' inquinamento del Mar del Nord . Nell' esecuzione
            dei lavori di cui sopra , la Commissione consulterà regolarmente il
            Comitato consultivo in materia di         controllo e di riduzione del­
            l' inquinamento marino da idrocarburi , da essa istituito in data
            25 giugno 1980 ( 2 ).
      19 . La Commissione assicurerà l' applicazione tecnica delle direttive
            e delle decisioni del Consiglio , in particolare per quanto ri­
            guarda la procedura comune di scambio di informazioni del 12 di­
            cembre 19 77 ( 3 ), le relazioni periodiche ed i programmi previsti
            nelle direttive adottate dal Consiglio .
            Per quanto riguarda le acque dolci vanno studiate le normative
            per lo scarico di sostanze organiche e di certe sostanze inorga­
            niche che accelerano il processo di eutrofizzazione delle acque
            nonché l' inquinamento termico provocato dai processi di produ­
            zione     che , oltre ad interagire con le forme di inquinamento ,
            rappresenta uno spreco energetico .
                                                                           ■ ■ •/• ■ •
( 1 ) Le convenzioni sono citate nelle Raccomandazioni del Consiglio
      78 / 584 / CEE e 79 / 114 / CEE ( GU n . L 194 del 19.07.1978 e GU n . L 33
      dell' 8.02.1979 ).
( 2 ) GU n . L 188 del 22.07.1980
( 3 ) GU n . L 334 del 24.12.1977
 ---pagebreak---                                   - 14 -
20 . Infine , La Commissione continuerà a partecipare alle convenzioni
     internazionali per La protezione delle acque dolci e delle acque
     marine di cui la Comunità è parte contraente e negozierà , in base
     ai mandati del Consiglio , l' adesione di quest' ultima alle altre
     convenzioni che si propongono gli stessi scopi . Uno sforzo parti­
     colare sarà effettuato per il risanamento delle acque del Reno
     nell' ambito della Commissione internazionale per la protezione
     del Reno dall' inquinamento .
     La Comunità stessa sarà disposta a fornire un contributo appro­
     priato alla soluzione dell' inquinamento del Reno , specialmente del­
     l' inquinamento salino , come richiesto nella risoluzione del Parla­
     mento europeo del 20 novembre 1981 . Anche al problema dell' inquina­
     mento della Mosa , le cui acque scorrono in tre Stati membri , la Com­
     missione presterà particolare attenzione . Inoltre , sarà portata
     avanti l' azione per la protezione del Mare del Nord .
     La Commissione accrescerà i suoi sforzi per la protezione del
     Mar Mediterraneo . A tal fine ha già iscritto nel bilancio pre­
     ventivo per il 1982 degli stanziamenti che permetteranno di ren­
     dere più incisiva e più efficace la presenza della Comunità in
     questa regione .
21 . Atmosfera
     Nel campo della lotta contro l' inquinamento atmosferico la Com­
     missione continuerà i suoi sforzi per la fissazione di norme di
     qualità dell' aria . Per quanto concerne gli inquinanti provenienti
     da un gran numero di fonti sparse , cioè gli inquinanti onnipre­
     senti quali gli ossidi di azoto e gli idrocarburi , la Commissione
     continuerà a studiare la possibilità di emanare norme comunitarie ,
     con particolare riguardo , fra l' altro , agli ossidanti fotochimici .
     Per gli inquinanti provenienti da un numero limitato di fonti ,
     quali il fluoro , il cadmio , il mercurio e l' ossido di carbonio ,
     la Commissione esaminerà l' efficacia di norme di applicazione
     limitate geograficamente .
     Per alcuni inquinanti onnipresenti bisognerà elaborare una poli­
     tica che miri , in una prima fase , ad una stabilizzazione e quindi
     ad una graduale diminuzione delle emissioni complessive , orien­
     tandosi eventualmente , per determinati tipi di fonti , verso norme
     di emissione . Norme del genere potrebbero , ad esempio , essere
     applicate alle fonti fisse , di portata rilevante , provviste di
     alti camini che favoriscono la propagazione degli inquinanti a
     grande distanza . Quest' azione costituirà una parte del contributo
     che la Commissione apporta alla soluzione del problema delle
     piogge acide e dell' inquinamento atmosferico transfrontaliere
 ---pagebreak---                              - 15 -
a grande distanza , nel quadro della Convenzione di Ginevra sul­
 l' inquinamento atmosferico transfrontaliere a grande distanza ,
conclusa nell' ambito della Commissione economica per l' Europa .
Questa limitazione delle emissioni dovrebbe esser esaminata anche
nel caso del carbone . Visti i problemi di approvvigionamento
energetico , diverrà infatti necessario ricorrere ad altre fonti ,
in particolare al carbone , il che creerà però ulteriori problemi
d' inquinamento , particolarmente gravi in talune regioni . Biso­
gnerà attuare misure specifiche per ridurre le emissioni di in­
quinanti provenienti da questo tipo di combustibile , come l' ani­
dride solforosa , gli ossidi di azoto e le particelle in sospen­
sione . Queste misure dovrebbero abbinarsi allo sviluppo ed alla
promozione di nuove tecnologie meno inquinanti .
La Commissione esaminerà come rafforzare le misure prese per
combattere l' inquinamento prodotto dai veicoli a motore . Insieme
alle parti interessate essa studierà in particolare la possibi­
lità di esigere che tutte le nuove automobili immesse sul mercato
dopo una certa data siano dotate di un congegno anti inquinamento
0 funzionino con carburanti considerevolmente meno inquinanti ,
e presenterà adeguate proposte . Essa elaborerà degli orienta­
menti a lungo termine in una impostazione globale dei problemi
del settore dei veicoli a motore , tenendo presente - fra l' altro
l' esigenza che l' industria automobilistica europea sia in grado
di adeguarsi alle sevfere norme anti inquinamento applicate dai
grandi paesi concorrenti quali gli Stati Uniti e il Giappone .
La Commissione prenderà inoltre in considerazione i problemi at­
tinenti agli effetti sull' ambiente degli impianti municipali per
la combustione delle immondizie nonché con dei depositi di fil­
trazione provenienti dagli impianti municipali di depurazione .
Accanto ad una valutazione più approfondita delle ripercussioni
economiche delle azioni intraprese , occorrerà lanciare alcune
azioni d' inquadramento e di sostegno tecnico , ad esempio , l' ap­
plicazione più generalizzata degli inventari delle fonti di
emissione , lo sviluppo e l' applicazione di modelli matematici
di diffusione degli inquinanti . Occorrerà inoltre approfondire
maggiormente le ripercussioni economiche di tutte le misure
previste .,
1 lavori nel campo dell' armonizzazione dei metodi di misurazione
saranno proseguiti e sviluppati in modo più sistematico .
La Commissione continuerà ad occuparsi degli effetti di determi­
nate sostanze chimiche , quali i clorof luorocarburi , sulla cintura
stratosferica di ozono e sul clima e porterà avanti alcune azioni
intese a limitare l' impiego e l' emissione di tali prodotti , nel­
l' ambito del controllo dell' immissione sul mercato delle sostanze
 ---pagebreak---                                         - 16 -
            chimiche esistenti . A tal fine sta preparando nuove forme di
            accordi con gli ambienti economici interessati e parteciperà ai
            negoziati per una convenzione quadro concernente La protezione
            dello strato di ozono - in corso di elaborazione in seno all' UNEP .
       22 . Prodotti chimici
            Gli Stati membri e l' industria hanno collaborato alla creazione
            dei dispositivi comunitari sia per il divieto di sostanze peri­
            colose per l' ambiente che per il controllo preventivo tanto del­
             le sostanze chimiche nuove quanto di quelle già esistenti . Tali
            dispositivi dovranno tuttavia essere completati o migliorati .
            Bisognerà stabilire un' adeguata e vicendevole collaborazione e
            predisporre delle procedure di consultazione tra gli Stati membri
            e la Commissione . Tale esigenza è particolarmente sentita per
            quanto riguarda la sesta modifica della direttiva del 1967 sulle
            sostanze pericolose ( 1 ), che richiede sforzi notevoli da parte
            delle autorità nazionali competenti e della Commissione . Per fa­
            cilitare l' applicazione di tale provvedimento bisognerà sviluppare
            una stretta collaborazione tra le autorità nazionali competenti .
            La Commissione proseguirà , d' altro canto , i lavori relativi al­
            l' aggiornamento delle disposizioni previste dalle direttive già
            adottate nel settore delle sostanze e dei preparati pericolosi .
            Occorrerà , inoltre , armonizzare le metodologie per la valutazione
            dell' impatto delle sostanze chimiche sull' uomo e sull' ambiente ,
            al fine di evitare valutazioni differenti nei diversi Stati membri ,
            il che sarebbe pregiudizievole per il buon funzionamento del mer­
            cato comune . Tali metodologie dovranno essere applicate in modo
            sistematico sia alle sostanze nuove , sia a quelle già esistenti .
            A tal fine , la Commissione compilerà periodicamente elenchi delle
            sostanze pericolose esistenti da sottoporre a valutazione in via
            prioritaria . In tale compito sarà assistita dal " Comitato scien­
            tifico consultivo per l' esame della tossicità e dell' ecotossicità
            dei composti chimici ", istituito nel 1979 .
            Andranno poi intensificate le azioni che possono portare a degli
            accordi internazionali in materia di sostanze tossiche . Si trat­
            terà di ricercare e di riunire le condizioni per arrivare al ri­
            conoscimento reciproco sia dei dati specifici relativi alle prove ,
            sia dell' insieme dei dati richiesti per la valutazione e , possi­
            bilmente , delle procedure di valutazione . Tali azioni potranno
            essere svolte tanto a livello bilaterale , con alcuni paesi terzi ,
            quanto a livello internazionale , ad esempio nell' ambito dell' OCSE .
                                                                     ■ ■ ■/■ ■ ■
( 1 ) GU n . L 259 del 15.10.1979
 ---pagebreak---                                       -  17-
     23 . Inquinamento acustico
          Nel campo dell' inquinamento acustico , oltre a continuare ad
          orientare le azioni verso la promozione di prodotti meno rumo­
           rosi , sarà necessario - visti gli sviluppi della situazione
          economica comunitaria - esaminare a fondo le conseguenze socio­
          economiche che esse comportano .
          Particolare attenzione sarà rivolta alla relazione tra ridu­
          zione del rumore e risparmio energetico che può derivarne .
          Per tenere maggiormente conto dell' impatto ambientale delle di­
          verse sorgenti sonore e per evitare di etaborare soluzioni troppo
          parziali , bisognerà poi moltiplicare gli sforzi riguardanti :
          - la definizione di indicatori fisici semplici per la valutazione
             della qualità di un ambiente sonoro ;
          - il rapporto tra questi indicatori e le reazioni delle popola­
             zioni esposte alle emissioni sonore di diversi tipi di sorgenti
             raggruppate o isolate ;
          - l' armonizzazione dei metodi di previsione dei livelli di espo­
             sizione al rumore .
          Su questi temi sono in corso ricerche e discussioni a livello
          internazionale .
          Le norme di insonorizzazione dovranno essere studiate in correla­
          zione con le norme di isolamento termico .
          Particolare attenzione sarà rivolta ai problemi delle vibrazioni
          meccaniche nell' ambiente , specificamente nel campo della conser­
          vazione del patrimonio culturale europeo .
          In generale , la Commissione si adopererà per accelerare i lavori
          di unificazione in corso negli ambienti competenti .
          Per assolvere questi diversi compiti , la Commissione continuerà
          come in passato a partecipare attivamente ai lavori normativi di
          organismi quali l' ISO (*), la CEI (*), l' UIC (*) e , nel settore
          particolare del rumore aeronautico l' ICAO (*) e la CEAC (*) .
                                                                   mmm!mmm
(*) ISO :    Organizzazione internazionale per la standardizzazione
(*) CEI :    Commissione elettrotecnica internazionale
(*) UIC :    Unione internazionale delle ferrovie
(*) ICAO : Organizzazione internazionale dell' aviazione civile
(*) CEAC : Conferenza europea dell' aviazione civile .
 ---pagebreak---                                       -  18 -
      24 . Inquinamenti e perturbazioni derivanti da rifiuti
           Se La produzione dei rifiuti rappresenta un problema dal punto
           di vista della gestione razionale delle risorse , il trattamento
           e lo smaltimento dei rifiuti sono spesso , a causa del volume o
           della natura degli stessi , fonte d' inquinamento e di perturba­
           zioni ambientali .
           Per quanto riguarda questo secondo aspetto , la Commissione assi­
           curerà l' applicazione delle disposizioni relative al trattamento
           ed allo smaltimento innocuo dei    rifiuti contenuti nelle direttive
           già adottate dal Consiglio ( 1 ) e prenderà le misure complementari
           che si riveleranno necessarie in particolare per i rifiuti tossici
           e pericolosi .
      25 . Tecnologie poco inquinanti
           L' azione preventiva intesa a ridurre l' inquinamento alla fonte
           dovrà gradualmente sostituirsi per quanto possibile alla lotta
           contro gli effetti dell' inquinamento e delle perturbazioni am­
           bientali . Lo sviluppo di nuove tecnologie di produzione e lo
           studio di nuovi prodotti non solo contribuiranno ad una gestione
           più razionale delle risorse naturali , ma saranno di fondamentale
           importanza anche per la prevenzione dell' inquinamento .
( 1 ) GU  n.  L 194 del 25.07.1975
      GU  n.  L 108 del 26.04.1976
      GU  n.  L 54 del 25.02.1978
      GU  n.  L 84 del 31.03.1978
 ---pagebreak---                                         -  19 .
IV      PROTEZIONE E GESTIONE RAZIONALE DEL TERRITORIO , DELL' AMBIENTE E
        DELLE RISORSE NATURALI
   26 . Gestione razionate del territorio
        Il territorio è una delle risorse naturali della Comunità più
        limitate e più esposte a pressioni . Il modo in cui esso viene
        utilizzato condiziona poi in larghissima misura la qualità del­
        l' ambiente . L' assetto del territorio è pertanto uno dei settori
        in cui il ricorso ad una politica preventiva si rivela insieme
        più necessario e più proficuo .
        In tate prospettiva è necessario intensificare gli sforzi delle
        politiche a livello nazionale e comunitario al fine di :
        - meglio conservare e proteggere le zone che adempiono importanti
           funzioni ecologiche o culturali ( ecosistemi naturali o semina-
           turali , paesaggi , terreni agricoli di primaria importanza , zone
           di protezione delle acque sotterranee );
        - attuare una gestione integrata delle regioni particolarmente
           sensibili , quali le fasce costiere o talune zone montane , tenuto
           conto sia della loro importanza ambientate , sia del loro inte­
           resse ai fini dello sviluppo economico ;
        - accrescere gli effetti positivi e ridurre gli effetti negativi
           sull' ambiente dell' agricoltura che , con la silvicoltura copre
           oltre l ' 80% del territorio comunitario . AL riguardo rimangono
           validi gli orientamenti e le linee d' azione in materia di terri­
           torio rurale indicati nel programma del 17.05.1977 .
        In tate contesto , la Commissione porrà in particolare l' accento
        sulla valutazione preliminare dell' impatto ambientale dei programmi
        e progetti tecnici d' importanza rilevante .
        Considerato che determinate politiche comunitarie relative a set­
        tori specifici ( quali ad esempio La politica agricola , regionale ,
        energetica o dei trasporti ) possono influire in modo sensibile e
        spesso irreversibile sull' evoluzione del territorio , La Comunità
        ha i l dovere di contribuire alla realizzazione degli obiettivi
        sopra descritti .
        I lavori proseguiranno lungo due direttrici principali :
        - ricerca di una soluzione dei problemi comuni ai diversi Stati
           membri e divulgazione quanto più ampia possibile del patrimonio
           comune di cognizione ( manuali di gestione integrata , guide ,
           azioni d' informazione , ecc .);
 ---pagebreak---                                    - 20 _
     - integrazione di tali obiettivi nelle politiche comunitarie ,
        grazie soprattutto alla messa a punto di procedure adeguate ,
        nonché di un sistema di informazioni comparabili sullo stato
        dell' ambiente a livello comunitario ( cartografia ecologica ).
27 . Conservazione della fauna e della flora
     La diversità genetica , che fa parte del patrimonio comune , costi­
     tuisce un' importante risorsa economica ed è un fattore essenziale
     di equilibrio ecologico .
     In generale , le misure prese per la protezione dell' ambiente hanno
     effetti positivi anche sulla fauna e sulla flora . La preservazione
     di queste ultime richiede tuttavia misure specifiche . Per la loro
     efficacia , la Comunità è un importante intermediario tra il quadro
     nazionale , molto spesso troppo limitato , ed i l quadro mondiale ,
     che manca di possibilità istituzionali per un' azione vincolante .
     Le misure da prendere sono le seguenti :
     - conservazione degli habitat ,
     - controllo dei prelievi nell' ambiente naturale ,
     - controllo o divieto . del commercio delle specie minacciate
        e dei prodotti derivati da queste specie .
     Quest' ultima misura rientra direttamente nelle competenze della
     Comunità e richiede quindi la fissazione di norme a livello comu­
     nitario poiché può influire sull' unicità del mercato e la libertà
     degli scambi .
     Quanto ai prelievi nell' ambiente naturale , sarà necessario procedere
     ad un' adeguata armonizzazione delle norme nazionali , nel rispetto
     della diversità delle situazioni regionali .
     Il problema centrale è quello della conservazione degli habitat ,
     la cui graduale sparizione , in molti casi irreversibile , costi­
     tuisce la minaccia più grave alla sopravvivenza delle specie . Pur
     riconoscendo che al riguardo le responsabilità locali , regionali
     e nazionali sono decisive , è indispensabile un quadro comunitario
     che renda più coerenti gli sforzi . Un quadro del genere dovrebbe
     assicurare la creazione ed il mantenimento di una rete di biotopi
     effettivamente protetti , di superficie adeguata e numericamente
     sufficienti , articolati tra di loro in modo coerente . La rete do­
     vrebbe essere concepita in modo da garantire - dal punto di vista
     dell' habitat - la sopravvivenza di tutte le specie indigene della
     Comunità . Quest' azione sarebbe molto facilitata dalla possibilità
     di ricorrere a mezzi finanziari comunitari , in particolare quelli
,    a finalità ambientali . Un modo per utilizzare efficacemente tali
     risorse può consistere nel garantire un aiuto alle organizzazioni
     benevole , nell' ambito di norme appropriate per la gestione delle
     riserve naturali .
 ---pagebreak---                                 - 21 -
  La Commissione vigilerà poi che Le politiche attuate a Livello
  comunitario non abbiano ripercussioni inaccettabili sui principali
  biotopi attualmente esistenti . In particolare , l' impatto ambientale
  delle sovvenzioni effettuate o proposte nell' ambito delle politiche
  regionali industriale , energetica , dei trasporti , del turismo e
  dell' agricoltura , dovrebbe essere esaminato affinché tali sovvenzioni
  forniscano un maggior contributo alla realizzazione di questi obiet­
  tivi di conservazione . Nell' ambito della PAC , occorrerebbe inoltre
  esaminare se la direttiva CEE relativa alle aree meno favorite
  potrà anche contribuire al raggiungimento di questi obiettivi .
  In particolare la Commissione darà priorità alle esigenze della
  tutela dell' ambiente piuttosto che a considerazioni di tipo commer­
  ciale laddove siano in gioco la protezione di specie vegetali ed
  animali in via di estinzione e la sopravvivenza di sistemi ecologici
  rari .
  La Comunità dovrà svolgere infine un' importante funzione nelle con­
  venzioni internazionali per la conservazione delle specie , cioè
  quelle di Washington , di Berna e di Bonn .
  Nella stesso contesto , -
  la Comunità dovrebbe esaminare anche la possibilità di
  aderire al Trattato Antartico al fine di destinare i    suoi sforzi
  migliori alla protezione del sistema ecologico marino dagli effetti
  dello sfruttamento incontrollato dell' Antartide , ad esempio per il
  petrolio e per i minerali .
. Gestione razionale delle risorse idriche
  Il compito della Commissione per quel che concerne la gestione
  delle risorse idriche è essenzialmente di promuovere l' utilizza­
  zione razionale di tali risorse e di migliorare i metodi di valu­
  tazione delle risorse disponibili .
  In questo campo in passato l' informazione non è stata sempre sod­
  disfacente , e non sempre la vulnerabilità delle acque è stata va­
  lutata nelle sue precise dimensioni , cosicché la situazione delle
  risorse idriche nella Comunità comincia a destare preoccupazione .
  La conservazione di queste risorse è dunque un elemento di cui
  bisognerà tener conto in tutti i processi decisionali .
 ---pagebreak---      Occorrerà anzitutto :
     - avanzare verso il conseguimento degli obiettivi definiti nel
        programma 1977-1981 ;
     - aggiornare e completare i dati relativi alla disponibilità di
        risorse idriche nella Comunità ;
     - completare lo studio sul bilancio di sintesi delle risorse idriche
        sotterranee con uno studio sulla qualità e la vulnerabilità delle
        medesime .
     Questi dati contribuiranno ad una migliore gestione delle acque ,
     in particolare di quelle sotterranee , e ad una migliore utilizza­
     zione delle risorse esistenti di fronte alla crescente domanda dei
     consumatori .
     Un' attenzione particolare sarà rivolta ai problemi dell' approvvi­
     gionamento nelle regioni deficitarie nonché nelle zone in cui
     l' eccessivo sfruttamento delle risorse rappresenta un pericolo
     per la qualità dell' ambiente .
     La Commissione pubblicherà un prospetto delle regioni in cui i pre­
     lievi di acqua dolce hanno condotto a conseguenze inaccettabili per
     l' ambiente naturale . Essa farà proposte che possano condurre ad
     un ripristino della situazione , tra cui in particolare proposte
     che possano condurre ad una riduzione del consumo di acque freatiche
     per lavorazioni industriali . Si presterà inoltre particolare atten­
     zione alle conseguenze dei prelievi di acqua dolce su certi ambienti
  j vulnerabili come le Lande , i boschi e le zone dunose .
     L' insieme di queste attività costituirà un contributo ai lavori del
     Decennio internazionale dell' acqua potabile , deciso dalle Nazioni
     Unite per gli anni 1980-1990 .
29 . Gestione dei   rifiuti
     La Comunità proseguirà l' azione desóritta nella risoluzione del
     17.05.1977 , tenendo conto , in tutti i settori della sua attività ,
     dei seguenti tre obiettivi principali della politica comunitaria
     in materia di gestione dei rifiuti :
     - prevenzione e riduzione quantitativa dei rifiuti non ricupera­
        bili ;
     - ricupero , riciclo e riutilizzo dei rifiuti come materie prime
        e come energia ;
     - smaltimento innocuo e gestione dei rifiuti non ricuperati .
 ---pagebreak---                                        - 23 -
     Un accento particolare sarà posto sul ricupero , il riciclo e i l ri
     utilizzo dei rifiuti , come pure sulla prevenzione di rifiuti e la
     creazione di prodotti meglio riciclabili .
     Conformemente agli orientamenti decisi dal Comitato di gestione
    dei rifiuti ( 1 ), l' azione dovrà svilupparsi specialmente nei se­
     guenti settori :
    - utilizzazione dei rifiuti in agricoltura ;
    - utilizzazione dei rifiuti come fonte di energia .
     In generale , l' ottenimento di materie prime secondarie dai rifiuti
    al fine di economizzare risorse ( tenuto conto delle difficoltà di
    approvvigionamento e spesso del costo elevato delle materie prime ,
    nonché del problema delle valute connesso con gli approvvigiona­
    menti ) dovrà figurare tra i principali compiti della Comunità nel
    settore .
    L' intera problematica del trattamento dei rifiuti domestici ( trat­
    tamento meccanico , raccolta selettiva , costo delle discariche ,
    ecc .), che è in stretto rapporto con il riciclo , dovrà formare
    oggetto di particolare attenzione .
    Nel campo dello smaltimento dei rifiuti andranno completate e raf­
    forzate soprattutto le .norme comunitarie riguardanti la gestione
    dei rifiuti tossici e pericolosi , sviluppando nei prossimi anni
     la valorizzazione dei rifiuti che dovrà gradualmente sostituirsi
    al loro puro e semplice smaltimento .
    Per quanto riguarda la prevenzione dei rifiuti , bisognerà incorag­
    giare lo sviluppo di nuove tecnologie che permettano di riciclare
    meglio i rifiuti o di produrne minori quantità . Tenuto conto del­
     l' importanza della gestione dei rifiuti per l' economia comunitaria
    sarà essenziale che la Comunità disponga di incentivi efficaci e
    di adeguati strumenti finanziari .
    In particolare essa esaminerà se differenze esistenti nella Legi­
    slazione sui rifiuti chimici (o nell' applicazione della legisla­
    zione ) creino un commercio extracomunitario di rifiuti pericolosi ,
    con implicazioni non soltanto a livello di concorrenza ma anche
    di inquinamento .
    Per promuovere il raggiungimento degli obiettivi suindicati , la
| Commissione:
j - pubblicherà regolarmente il bilancio delle materie prime e
j       secondarie disponibili ;
    - avviera un piano di incentivazione per il recupero di materiali
        secondari ;
    - avvierà un piano di incentivazione per l' impiego prolungato
        dei prodotti .
                                                               .../.
  GU n . L 115 del 1° . 05 . 1976 , pag . 73
 ---pagebreak---                                     - 24 -
30 . Tecnologie pulite
     Le tecnologie pulite si propongono obiettivi diversi , ma comple­
     mentari inquinare meno , produrre meno rifiuti e gestire nel modo
     più razionale possibile le risorse naturali ( energia e materie
     prime ) .
     E * evidente che bisognerà cercare volta per volta un compromesso
     tra queste tre finalità che - pur non essendo necessariamente in­
     compatibili - non possono essere sempre conseguite contemporanea­
     mente . Questo compromesso potrà in certi casi essere raggiunto mo­
     dificando le tecniche di produzione , in altri , cambiando le carat­
     teristiche dei prodotti . E' quindi necessario un approccio concreto
     e settoriale . Il Consiglio dei Ministri per l' ambiente del 9 apri­
     le 1977 ha invitato la Commissione a :
     - analizzare e confrontare le politiche seguite dagli Stati membri
        per incoraggiare lo sviluppo delle tecnologie pulite , e prepa­
        rare raccomandazioni sulle modalità più efficaci di sostegno
        delle diverse iniziative da parte dei pubblici poteri ;
     - inventoriare , basandosi sui lavori in corso nell' ambito della
        Commissione economica per l' Europa delle Nazioni Unite a Ginevra ,
        i principali settori interessati e le migliori tecnologie svilup­
        pate negli Stati membri ;
     - favorire lo scambio di informazioni su tali tecnologie fra gli
        Stati membri ;
     - presentare , nel quadro del programma di ricerca della Comunità
        sull' ambiente , proposte volte ad intensificare gli sforzi consa­
        crati alle tecnologie pulite .
     La Commissione svolgerà queste azioni in contatto con le industrie
     interessate . Particolare attenzione sarà inoltre rivolta allo studio
     dei metodi di analisi e alla valutazione delle nuove tecnologie ,
     per poterne valutare oggettivamente i costi e i benefici .
     Sulla base dei risultati ottenuti , la Commissione proporrà idonee
     misure . Lo sviluppo delle tecnologie pulite sarebbe favorito dalla
     creazione di adeguati strumenti finanziari .
 ---pagebreak--- AZIONE A LIVELLO INTERNAZIONALE
Azione in seno alle organizzazioni ed ai consessi internazionali
e cooperazione con i paesi terzi
Oggigiorno , un numero sempre maggiore di problemi ambientali debbono
essere affrontati a livello mondiale . Ciò dipende sia dalla natura
stessa di certi problemi , che esige soluzioni globali , sia dal
fatto che alcune forme d' inquinamento hanno effetti al di là delle
frontiere , sia dalle ripercussioni che alcune misure nazionali hanno
sulle economie o sugli scambi internazionali .
La Comunità deve dunque proseguire e intensificare la sua azione
internazionale attraverso una presenza attiva nei diversi consessi
in cui si elaborano le grandi linee e gli orientamenti delle azioni
internazionali in campo ambientale , al fine di contribuire alla ri­
cerca di soluzioni comuni e per far si che si tenga conto delle
azioni comunitarie in materia .
In tali consessi , la Comunità continuerà ad esprimersi con una sola
voce , mettendo a profitto per la sua azione l' influenza acquisita
negli altri settori della cooperazione internazionale in cui è im­
pegnata .
Più particolarmente , si avvarrà della sua autorità per far tradurre
in realtà progetti elaborati a livello internazionale , come quelli
del Programma delle Nazioni Unite per l' ambiente e della Strategia
mondiale della conservazione elaborata dall' IUCN , in maniera che
la Comunità svolga il suo ruolo in questo processo . In particolare ,
la Commissione promuoverà riunioni di esperti degli Stati membri
per studiare la Strategia mondiale della conservazione , al fine di
individuare settori , ad esempio la protezione delle foreste tropi­
cali , dell' Antartide , delle specie minacciate , ecc ., in cui risulti
possibile ed auspicabile un' ulteriore azione internazionale da
parte della Comunità . Promuoverà inoltre lo sviluppo del diritto in­
ternazionale in materia ambientale .     Per quanto riguarda il Diritto
del mare , la Commissione continuerà ad insistere affinché vengano
pienamente presi in considerazione i fattori ambientali . La Commis­
sione esaminerà La legislazione già adottata da parecchi Stati mem­
bri riguardo allo sfruttamento minerario dei fondi marini ed ela­
borerà , se del caso , delle proposte riguardanti un regime comuni­
tario in materia di sfruttamento minerario dei fondi marini che
attribuisca un peso adeguato ai fattori di natura ambientale ed
alla necessità di salvaguardare l' ambiente marino naturale .
Per quanto riguarda i rapporti con i paesi terzi nel settore del­
l' ambiente , la Commissione proseguirà e svilupperà la cooperazione
bilaterale instaurata con diversi paesi al fine di intensificare
 ---pagebreak---                                      - 26 -
      lo scambio di informazioni e di esperienze sugli argomenti di comune
     interesse , facendo , in particolare , attenzione che l' applicazione
     delle legislazioni ambientali in tali paesi non crei ostacoli non
     tariffari agli scambi o non dia luogo , mediante la concessione di
     aiuti , a distorsioni delle condizioni di concorrenza .
     D' altra parte , per motivi geopolitici , economici e culturali , la
     Comunità è direttamente sensibile ai problemi d' inquinamento e di
     sviluppo del bacino mediterraneo . E' perciò necessario che essa
     contribuisca in modo più efficace e specifico alla buona gestione
     delle risorse di questa regione , nonché alla soluzione dei problemi
     d' inquinamento e di sviluppo che si presentano , mettendo in atto
     tutte le opportune iniziative nel quadro del Piano d' azione per il
     Mediterraneo , a cui partecipa , e prendendo le iniziative necessarie
     per giungere a un migliore coordinamento dell' approccio dei problemi
     attinenti al Mare del Nord .
     Essa cercherà inoltre di far sì che si concretizzino le possibilità
     di azione in materia ambientale offerte dagli accordi di coopera­
     zione con i paesi del bacino mediterraneo , nonché dal Dialogo euro-
     arabo .
32 . Cooperazione con i paesi in via di sviluppo nel settore dell' ambiente
     Il secondo choc petrolifero e l' aggravarsi della situazione dei paesi
     più poveri hanno richiamato l' attenzione internazionale sui rapporti
     tra i paesi industrializzati ed i paesi in via di sviluppo , dando
     luogo ad una serie di importanti incontri internazionali consacrati
     ai problemi dello sviluppo : Vertice di Ottawa , Conferenza di Nairobi
     sulle energie nuove , riunione di Parigi sui paesi meno progrediti .
     Vertici di Cancun sul dialogo Nord-Sud .
     Contemporaneamente , la protezione dell' ambiente è apparsa non come
     una preoccupazione di paesi industrializzati , ma come una condizione
     essenziale dello sviluppo . Questo stretto legame tra sviluppo e pro­
     tezione dell' ambiente è oggetto di una presa di coscienza sempre
     più evidente : messo in evidenza dal rapporto Interfuturs e dai la­
     vori degli organi dell' ONU , è stato recentemente ripreso , tra l' altro ,
     dal rapporto della Commissione indipendente sui problemi di sviluppo
     internazionale ; inoltre , un numero crescente di goveri e di istituti
     finanziari fanno posto , nei loro programmi di aiuti , alle preoccu­
     pazioni ambientali .
     La Comunità , che ha già preso in considerazione la relazione svi­
     luppo / ambiente , nel suo secondo programma d' azione in materia am­
     bientale , nonché nella seconda Convenzione di Lomé e negli accordi
     con i paesi mediterranei , deve ormai considerare la protezione del­
     l' ambiente come un elemento della sua politica di cooperazione allo
 ---pagebreak---                                   -  27 -
   sviluppo . Del resto , con La firma , il 1° febbraio 1980 , insieme ad
   altre otto istituzioni multilaterali di sviluppo , della Dichiarazione
   sulle politiche ambientali e le procedure relative allo sviluppo
   economico , la Comunità ha riconosciuto l' importanza della protezione
   ambientale nel successo delle politiche di sviluppo e si è impegnata
   ad includere questo obiettivo nei programmi e progetti di coopera­
   zione realizzati nel contesto degli accordi di cooperazione con i
   paesi in via di sviluppo . Il Parlamento europeo , da parte sua , ha
   approvato una risoluzione volta a perseguire gli obiettivi della
   Strategia mondiale per la Conservazione , da parte della Comunità e
   a realizzarli nel quadro dell' insieme delle sue politiche ( 1 ).
   La grave situazione ambientale nei paesi in via di sviluppo risulta
   dalle enormi pressioni esercitate sul loro ambiente dalle popolazio­
   ni più povere sempre più numerose ; queste popolazioni comportano
   un deterioramento progressivo dell' ambiente come pure un cattivo
   utilizzo delle risorse . Del resto , l' inserimento di industrie o
   aziende agricole moderne può dare avvio a nuove perturbazioni del­
   l' equilibrio ecologico simili a quelle riscontrabili nei paesi in­
   dustrializzati .
   Per contribuire alla soluzione di questi problemi , la Comunità ,
   nella sua cooperazione con i paesi in via di sviluppo , deve dunque
   favorire le condizioni di uno sviluppo economico durevole che tenga
   conto dell' interdipendenza tra sviluppo , ambiente , popolazione e ri­
   sorse . La Comunità terrà conto dei problemi ambientali tanto nel­
   l' elaborazione delle sue politiche di sviluppo che nella realizza­
   zione della Convenzione di Lomé e degli altri accordi di coopera­
   zione . Nel contesto di questi accordi , La Comunità aiuterà questi
   paesi ad affrontare i problemi ambientali esistenti , a porre riparo
   alle situazioni di deterioramento esistenti e a gestire razionalmente
   le risorse di cui dispongono . Un' attenzione particolare sarà riser­
   vata alle domande di assistenza tecnica in materia di formazione
   ambientale .
   Gli obiettivi prioritari saranno la conservazione delle foreste
   tropicali , la lotta contro la desertificazione , la gestione delle
   acque , la realizzazione di sistemi agricoli e di utilizzo dell' enei–
   già compatibili con l' ambiente . Per definire questi problemi quanto
   più esattamente possibile nelle zone minacciate ed anche per contri­
   buire in tal modo a raggiungere l' obiettivo della " World Conservation
   Strategy ", la Commissione si adopererà attivamente a favore dello
   sviluppo di strategie nazionali di conservazione nei paesi in via
   di sviluppo . Questo obiettivo dovrà essere tenuto costantemente in
   debito conto nello svolgimento delle sue azioni nel quadro della Con­
   venzione di Lomé e a tal fine la Commissione dovrà anche fornire un
   appoggio finanziario e tecnico adeguato . Una particolare importanza
   sarà data ad azioni di educazione e di informazione che permettano
   ai paesi in via di sviluppo di assolvere integralmente questi compiti
   in futuro .
   La Comunità continuerà a promuovere la protezione ambientale nei
   consessi internazionali e nei negoziati globali sullo sviluppo .
) Risoluzione del 20.05.1980 , GU n . C 47 del 16.06.1980 , pag . 27