CELEX: 31988S0163
Language: it
Date: 1988-01-20 00:00:00
Title: DECISIONE  N. 163/88/CECA DELLA COMMISSIONE  del 20 gennaio 1988  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di nastri di ferro o di acciaio in rotoli, originari dell'Algeria, del Messico e della Iugoslavia

Avis juridique important

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31988S0163

DECISIONE  N. 163/88/CECA DELLA COMMISSIONE  del 20 gennaio 1988  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di nastri di ferro o di acciaio in rotoli, originari dell'Algeria, del Messico e della Iugoslavia  

Gazzetta ufficiale n. L 018 del 22/01/1988 pag. 0031 - 0035

*****DECISIONE  N. 163/88/CECA DELLA COMMISSIONE  del 20 gennaio 1988  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di nastri di ferro o di acciaio in rotoli, originari dell'Algeria, del Messico e della Iugoslavia  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio,  vista la decisione n. 2177/84/CECA della Commissione, del 27 luglio 1984, relativa alla difesa contro le importazioni da paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio oggetto di dumping e/o di sovvenzioni (1), in particolare l'articolo 11,  previa consultazione del comitato consultivo istituito da detta decisione,  considerando quanto segue:  A. Procedura  (1) Nell'ottobre 1986 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dalla Confederazione europea delle industrie sideurgiche (EUROFER) per conto del fabbricanti che rappresentano la maggior parte della produzione comunitaria del prodotto in questione. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping e al pregiudizio sostanziale da esse derivante, elementi che sono stati considerati sufficienti per giustificare l'avvio di una procedura. Con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2) la Commissione ha pertanto annunciato l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di nastri di ferro o di acciaio in rotoli di cui alla sottovoce 73.08 B della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 73.08-21, 25, 29, 41, 45, 49 e ai codici della nomenclatura combinata 7208 11 00, 7208 12 91, 7208 12 99, 7208 13 91, 7208 13 99, 7208 14 90, 7208 21 10, 7208 21 90, 7208 22 91, 7208 22 99, 7208 23 91, 7208 23 99, 7208 24 90, 7211 12 10, 7211 19 10, 7211 22 10 e 7211 29 10, originari dell'Algeria, del Messico e della Iugoslavia ed ha iniziato l'inchiesta.  (2) La Commissione ne ha debitamente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e i ricorrenti e ha offerto alle parti direttamente interessate l'opportunità di rendere note per iscritto le loro osservazioni e di essere intese.  (3) Tutti i produttori/esportatori e alcuni importatori hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. I produttori/esportatori algerini e messicani hanno chiesto e ottenuto di essere intesi.  (4) Non sono state formulate osservazioni per conto degli acquirenti comunitari oppure delle industrie di trasformazione dei nastri di ferro o di acciaio.  (5) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della conclusione preliminare ed ha effettuato inchieste in loco presso le seguenti società:  Produttori comunitari:  - Usinor, Paris la Défense, Francia,  - Thyssen Stahl AG, Duisburg, Repubblica federale di Germania,  - Peine-Salzgitter AG, Salzgitter, Repubblica federale di Germania,  - Nuova Italsider Spa, Genova, Italia,  - Sidmar, Gent, Belgio,  - Hoogovens BV, IJmuiden, Paesi Bassi;  Produttori/esportatori non comunitari:  - Sidermex, SA de CV Mexico D.F., Messico (società finanziaria),  - Altos Hornos de Mexico Spa, Monciova, Messico (produttore/esportatore),  - Sidermex international Inc. San Antonio, Texas USA (esportatore),  - Hylsa SA, Monterrey, Messico,  - Ensider, Algeri, Algeria;  Importatori comunitari:  - Intersteel and Metals, Milano, Italia,  - Primary Industry Ltd, Londra, Regno Unito.  (6) La Commissione ha chiesto e ricevuto osservazioni scritte particolareggiate da parte dei produttori comunitari ricorrenti e di alcuni importatori ed ha verificato per quanto necessario le informazioni ivi contenute.  (7) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping ha riguardato il periodo dal 1o gennaio al 31 dicembre 1986.  B. Valore normale  Messico  (8) I valori normali sono stati determinati per ciascuna transazione all'esportazione ricalcolando i prezzi di vendita sul mercato interno messicano per dei prodotti simili, di qualità e dimensioni identiche, compresi i supplementi, in base al listino dei prezzi applicabile alle vendite sul mercato interno al momento dell'esportazione. A questo proposito la  Commissione ha accertato che le fatture relative alle vendite sul mercato interno erano conformi al listino dei prezzi ufficiali pubblicati dal produttore/esportatore interessato.  Algeria  (9) Come aveva affermato il produttore/esportatore interessato e secondo quanto è stato accertato dalla Commissione con l'inchiesta in loco, l'esportatore non ha venduto il prodotto in questione sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali, dato che tutte le vendite sono state effettuate ad un'unica società collegata. Nel periodo dell'inchiesta non si sono verificate esportazioni del prodotto in questione in paesi terzi. La Commissione ha inoltre esaminato se era possibile costruire il valore normale relativo al produttore algerino. Dato che la società algerina non ha fornito elementi di prova sufficienti in merito alla struttura dei suoi costi di produzione, la Commissione, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera b) della decisione n. 2177/84/CECA, ha determinato provvisoriamente il valore normale a partire dal prezzo di base pubblicato dalla Commissione medesima relativamente al prodotto in questione (3). Il produttore/esportatore interessato non ha sollevato obiezioni nei confronti del metodo impiegato per determinare il valore normale.  Iugoslavia  (10) Gli esportatori iugoslavi non hanno fornito informazioni particolareggiate in base alle quali avrebbe potuto essere stabilito il valore normale. La Commissione ha pertanto deciso che un'inchiesta in loco non era giustificata e, analogamente a quanto è stato fatto per l'Algeria, ha determinato a titolo provvisorio il valore normale a partire dal prezzo di base pubblicato dalla Commissione per il prodotto in questione.  C. Prezzi all'esportazione  (11) Quando i produttori/esportatori hanno presentato elementi di prova sufficienti con un'adeguata documentazione, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione nella Comunità.  (12) Per quanto riguarda la Iugoslavia la Commissione non ha ricevuto le informazioni necessarie sui prezzi all'esportazione. Pertanto, in conformità all'articolo 7, paragrafo 7, lettera b), questi ultimi sono stati determinati in base agli elementi di prova disponibili. A tal fine la Commissione ha utilizzato i dati contenuti nelle domande di autorizzazione d'importazione, in particolare per quanto riguarda i prezzi di acquisto dichiarati dagli importatori.  D. Confronto  (13) Nel confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione la Commissione ha tenuto opportunamente conto, in considerazione degli elementi di prova disponibili, delle differenze nelle condizioni e nelle modalità di vendita relative alle spese di trasporto, assicurazione, spedizione e movimentazione, nonché di alcune differenze relative alla natura delle merci.  (14) Un produttore messicano ha chiesto che fossero apportate delle modifiche per tener conto di determinate differenze relative ai costi di carattere finanziario, dovute all'altissimo saggio di interesse passivo, corrispondente all'elevato tasso di inflazione del paese.  (15) Per quanto riguarda i costi relativi alla gestione dei magazzini al livello della distribuzione interna, la Commissione ha stimato che tali spese di gestione di magazzino nella fase precedente alla vendita devono essere considerate spese generali non aventi un rapporto diretto con le vendite in questione, e che pertanto non si deve procedere alle modifiche di cui all'articolo 2, paragrafo 10, lettera c) della decisione n. 2177/84/CECA.  (16) Riguardo ai costi di carattere finanziario la Commissione, in base agli elementi di prova presentati dall'esportatore, ha tenuto conto del fatto che sul mercato interno messicano i pagamenti sono effettuati con un certo ritardo rispetto alle vendite. Per calcolare l'entità dell'adeguamento da effettuare per tener conto delle condizioni di pagamento in un paese caratterizzato da un altissimo tasso d'inflazione, la Commissione si è basata sul costo reale del finanziamento e non sul costo nominale del danaro. A tal fine è stata presa in considerazione la differenza tra il tasso d'interesse passivo in vigore sul mercato monetario e il tasso di inflazione prevalente durante il periodo dell'inchiesta. Nel rendiconto finanziario l'esportatore messicano ha inoltre eliminato gli effetti dell'inflazione sulle attività e sulle passività monetarie impiegando un equivalente fattore di svalutazione. La Commissione ha utilizzato gli stessi fattori applicati dagli esportatori messicani per fini contabili.  (17) È stato inoltre chiesto di tener conto di risparmi sul costo di produzione di quantità differenti. A sostegno di tale richiesta è stato affermato che i costi fissi unitari sarebbero aumentati se non fossero stati prodotti i quantitativi esportati nella Comunità. La domanda non ha potuto essere accolta in quanto non sono state fornite prove dell'effettivo risparmio realizzato con la produzione di maggiori quantitativi del prodotto in questione destinati al mercato dell'esportazione. L'argomentazione era invece basata su considerazioni esclusivamente teoriche.  (18) Per quanto riguarda il Messico tutti i confronti sono stati effettuati allo stadio franco-fabbrica.  (19) Il produttore/esportatore algerino ha chiesto di tener conto di differenze nella natura delle merci sostenendo che, nel periodo dell'inchiesta, aveva esportato nella Comunità quasi esclusivamente  prodotti di seconda qualità, in seguito ad errori nel processo produttivo. La Commissione, dopo aver accertato i fatti, ha concluso che oltre il 98 % dei nastri laminati a caldo in rotoli esportati dall'Algeria nella Comunità sono stati venduti come prodotti di seconda qualità e che il corrispondente valore sul mercato interno era nettamente inferiore a quello del materiale di prima qualità. Dal controllo effettuato dalla Commissione in Algeria sul prodotti destinati all'esportazione è emerso che i nastri in questione dovevano effettivamente essere classificati di seconda qualità. La Commissione ha quindi tenuto debitamente conto di tali differenze.  (20) Dato che, per quanto riguarda l'Algeria e la Iugoslavia, i prezzi di base sono stati calcolati cif frontiera comunitaria, tutti i confronti sono stati effettuati allo stadio cif frontiera comunitaria, dazi non corrisposti.  E. Margini  (21) Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping con margini pari alla differenza tra i valori normali determinati e i prezzi all'esportazione nella Comunità. Dal confronto effettuato prendendo in esame le singole transazioni è emersa la seguente media ponderata dei margini di dumping:  Iugoslavia: 25,2 %,  Sidermex SA, Messico: 22,2 %,  Hysia SA, Messico: 15,8 %,  Algeria: 5,8 %.  F. Pregiudizio  (22) Per quanto riguarda il pregiudizio provocato dalle importazioni in dumping, e dagli elementi di prova di cui la Commissione dispone risulta che, nel periodo 1983-1986, le esportazioni nella Comunità provenienti dal Messico sono passate da 9 700 t a 63 800 t, mentre le esportazioni dalla Iugoslavia e dall'Algeria sono rispettivamente aumentate da 18 000 t a 72 600 t e da 22 000 t a 70 900 t.  (23) Data la qualità inferiore del prodotto esportato dall'Algeria durante il periodo dell'inchiesta, la Commissione ha esaminato se era opportuno considerare le importazioni dei prodotti originari dell'Algeria insieme con quelle del prodotti originari del Messico e della Iugoslavia. La Commissione ha accertato che i prodotti oggetto dell'inchiesta provenienti dai singoli paesi esportatori interessati erano in concorrenza con i prodotti dell'industria comunitaria sul mercato europeo. Inoltre, dato che l'incremento di tali importazioni era dello stesso ordine di grandezza, la Commissione ha concluso che, ai fini della determinazione del pregiudizio provocato dai prodotti importati in dumping, le importazioni effettuate dall'Algeria potevano essere considerate insieme con quelle effettuate dal Messico e dalla Iugoslavia. La quota di mercato complessiva delle importazioni di nastri laminati a caldo in rotoli originari dell'Algeria, del Messico e della Iugoslavia, effettuate a prezzi di dumping, è passata da 1,6 % nel 1983 a 5,9 % nel 1986. Negli Stati membri maggiormente interessati l'incremento della quota di mercato è stato da 0 a 9,6 % in Belgio, da 1,4 % a 7,6 % nel Regno Unito, da 5,9 % a 9 % nella Repubblica federale di Germania e da 1,8 % a 6,4 % in Italia.  (24) Dagli elementi di prova di cui la Commissione dispone risulta che i prezzi dei prodotti importati erano inferiori ai prezzi di listino pubblicati dai produttori comunitari nel periodo dell'inchiesta, di un margine compreso tra il 18 % e il 47 %, secondo il mercato e la qualità dell'acciaio. I prezzi di base pubblicati che sono depositati presso la Commissione sono in linea di massima vincolanti per i produttori comunitari. Questi ultimi, in determinate condizioni hanno tuttavia la facoltà di allineare i loro prezzi su quelli delle offerte provenienti da paesi terzi, fatta eccezione per i paesi con i quali la Comunità ha concluso un accordo sui prodotti siderurgici (4), nonché di notificare alla Commissione particolari sconti settoriali accordati per salvaguardare la competitività rispetto alle offerte non conformi ai regimi dei prezzi comunitari.  Dato che la Commissione ha attenuato il regime dei prezzi a decorrere dal 1o gennaio 1986, i produttori comunitari hanno fatto sempre più frequentemente ricorso alle possibilità previste per far fronte alla concorrenza esercitata dai paesi con i quali non sono stati conclusi accordi. Le notificazioni di sconti speciali si sono diffuse sul mercato ed hanno provocato progressive riduzioni dei prezzi.  (25) La Commissione ha determinato la sottoquotazione dei prezzi direttamente in base alle notificazioni di allineamento sulle offerte di esportazione dei prodotti in questione dai paesi interessati, notificazioni effettuate dal produttori comunitari nell'ambito del regime dei prezzi CECA. Da tali cifre si rileva che l'effetto depressivo sui prezzi derivante da tali offerte può raggiungere un volume di vendite nettamente superiore alle importazioni in dumping finalmente effettuate. Le conseguenze sull'equilibrio del mercato sono ancora più gravi nel caso di prodotti ampiamente standardizzati, a livello della fabbricazione e della commercializzazione, come avviene nel settore siderurgico. Le difficoltà dell'industria comunitaria sono accentuate da condizioni quali l'eccesso di capacità e lo squilibrio del mercato, appena corretto dai regolari interventi della Commissione con l'adeguamento dei contingenti di produzione imposti ai produttori comunitari. La Commissione ha tenuto conto di tali circostanze ai fini della valutazione del pregiudizio provocato dalle importazioni in dumping, le cui quote di mercato sono relativamentre modeste.  (26) La Commissione ha inoltre tenuto conto dei contingenti di produzione di nastri laminati a caldo in rotoli che sono fissati dalla Commissione ogni tre mesi. Qualsiasi intervento volto a ridurre i contingenti di produzione implica un'ulteriore diminuzione dell'utilizzazione degli impianti dei produttori comunitari e quindi un calo degli utili. La Commissione, soprattutto a causa della crescente pressione delle importazioni, ha dovuto ridurre i contingenti di produzione durante tutto il periodo dell'inchiesta.  (27) La produzione comunitaria di nastri laminati a caldo in rotoli, in costante aumento dal 1983, è nuovamente diminuita nel 1986, quando rispetto all'anno precedente si è registrata una flessione di 8,3 %, calcolata in base alle forniture dei produttori comunitari sul libero mercato.  (28) A causa della flessione dei prezzi, cominciata agli inizi del 1986 e accentuatasi nella seconda metà dell'anno, quando gli effetti delle importazioni in dumping si sono manifestati sul mercato, è stato interrotto il processo di recupero di redditività dell'industria comunitaria che era in corso e che aveva indotto la Commissione ad avviare un graduale attenuamento del regime dei prezzi.  (29) Le importazioni nella Comunità di rilevanti quantitativi di prodotti in dumping hanno inoltre pregiudicato gli obiettivi della politica esterna attuata dalla Comunità nel settore siderurgico. I paesi terzi che hanno concluso accordi commerciali con la Comunità relativi ai prodotti siderurgici rispetteranno e rinnoveranno tali accordi soltanto se avranno la possibilità di vendere i quantitativi previsti ai livelli di prezzi concordati. Nel periodo dell'inchiesta oltre il 70 % di tutte le importazioni di nastri laminati a caldo in rotoli provenivano da paesi con i quali sono stati conclusi accordi.  (30) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio era stato provocato da altri fattori, quali le importazioni di prodotti simili da altri paesi terzi. A titolo provvisorio è stato accertato che anche dette importazioni sono aumentate nel periodo dell'inchiesta. Secondo la Commissione, tuttavia, tale incremento deve essere attribuito principalmente al fatto che i paesi terzi che hanno concluso accordi hanno sfruttato in misura maggiore i quantitativi concordati, nonché al principio della reciprocità degli scambi con gli Stati dell'EFTA. Nel 1986 i paesi terzi suddetti hanno quindi recuperato la quota di mercato già conquistata nel 1983. Tali importazioni inoltre non sono tali da sconvolgere l'equilibrio del mercato, dato che i paesi interessati sono tenuti a rispettare il regime comunitario dei prezzi.  (31) Il sostanziale incremento delle importazioni in dumping e i prezzi ai quali i prodotti importati sono venduti nella Comunità, hanno indotto la Commissione a concludere che le conseguenze delle importazioni in dumping di alcuni tipi di nastri di ferro o di acciaio laminati a caldo in rotoli originari dell'Algeria, del Messico e della Iugoslavia, considerate separatamente, sono tali da provocare un pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria interessata.  G. Interesse della Comunità  (32) Data la situazione particolarmente grave dell'industria comunitaria e alla luce degli elementi precedentemente illustrati, la Commissione ha concluso che nell'interesse della Comunità occorre attuare provvedimenti adeguati.  Per evitare che nel corso della procedura sia provocato ulteriore pregiudizio, appare opportuno istituire dazi antidumping provvisori sulle importazioni di alcuni tipi di nastri di ferro o di acciaio laminati a caldo in rotoli originari della Iugoslavia, dell'Algeria e del Messico.  H. Aliquota del dazio  (33) Vista la gravità del pregiudizio causato, le aliquote dei dazi devono essere sufficienti per eliminare il pregiudizio, ma inferiori ai margini di dumping accertati a titolo provvisorio.  (34) In considerazione del fatto che l'industria comunitaria deve realizzare prezzi soddisfacenti per nastri laminati a caldo in rotoli di generare un flusso di entrate sufficienti per finanziare il processo di ristrutturazione per limitare le perdite di posti di lavoro, l'aliquota del dazio deve essere sufficiente per evitare l'erosione del sistema dei prezzi della Comunità (che è stato recentemente modificato con la pubblicazione di nuovi prezzi da parte della Commissione per tener conto di alcune variazioni nei costi di produzione e nelle condizioni di mercato), senza tuttavia superare il margine di dumping. Il dazio deve essere espresso con un importo in ECU da versare su ciascuna tonnellata importata nella Comunità. Appare opportuno applicare tale forma di dazio in considerazione delle caratteristiche specifiche del mercato dei prodotti in questione, per evitare possibilità di elusione. La Commissione ha calcolato l'importo del dazio per mille chilogrammi come segue:  - nei confronti della Iugoslavia: 64 ECU;  - nei confronti dell'Algeria: 15 ECU;  - nei confronti del Messico: 50 ECU, ad eccezione dei prodotti importati dalla società Hyisa SA de CV, Monterrey, sui quali è imposto un dazio provvisorio di 39 ECU, essendo stati accertati margini di dumping inferiori. (35) È necessario fissare un termine entro il quale le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni e chiedere di essere intese,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di nastri di ferro o di acciaio laminati a caldo in rotoli, non destinati alla rilaminazione, di cui alla sottovoce 73.08 B della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 73.08-21, 25, 29, 41, 45, 49 e ai codici della nomenclatura combinata 7208 11 00, 7208 12 91, 7208 12 99, 7208 13 91, 7208 13 99, 7208 14 90, 7208 21 10, 7208 21 90, 7208 22 91, 7208 22 99, 7208 23 91, 7208 23 99, 7208 24 90, 7211 12 10, 7211 19 10, 7211 22 10 e 7211 29 10, originari dell'Algeria, del Messico e della Iugoslavia.  2. Ai prodotti originari dei paesi sotto indicati si applicano dazi aventi i seguenti importi:  - Iugoslavia 64 ECU per 1 000 kg,  - Algeria 15 ECU per 1 000 kg,  - Messico 50 ECU per 1 000 kg.  3. In deroga al paragrafo 2, l'importo del dazio provvisorio è di 39 ECU per 1 000 kg per i prodotti fabbricati dalla Hylsa SA de CV, Monterrey, Messico ed esportati dalla Hylsa International Corporation, Houston, Texas, Stati Uniti.  4. Sono applicabili le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.  5. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) della decisione n. 2177/84/CECA, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore della presente decisione le parti interessate possono comunicare per iscritto le loro osservazioni e chiedere di essere sentite dalla Commissione.  Articolo 3  La presente decisione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 della decisione n. 2177/84/CECA, la presente decisione si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che la Commissione non approvi misure definitive prima della scadenza di detto periodo.  La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 20 gennaio 1988.  Per la Commissione  Willy DE CLERCQ  Membro della Commissione  (1) GU n. L 201 del 30. 7. 1987, pag. 17.  (2) GU n. C 126 del 12. 5. 1987, pag. 2.  (3) GU n. C 119 del 5. 5. 1987, pag. 3.  (4) Decisione della Commissione n. 1031/86/CECA, GU n. L 95 del 10. 4. 1986, pag. 14.