CELEX: C2000/372/29
Language: it
Date: 2000-12-23 00:00:00
Title: Causa T-328/00: Ricorso del signor Mario Costacurta contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 24 ottobre 2000

C 372/14                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       23.12.2000
Ricorso della società ICAT FOOD S.p.a. contro la Com-                        La autorità in parola, infatti, hanno ribadito la validità dei
missione delle Comunità europee, proposto il 20 ottobre                      certificati ART.1 rilasciati, dimostrando di non essere state
                                2000                                         indotte in errore da dichiarazioni interessate delle società
                                                                             esportatrici. Verrebbe cosı̀ a cadere il principale assunto della
                                                                             Commissione, secondo il quale nel caso di specie non si
                          (Causa T-327/00)                                   configura un errore attivo da parte di dette Autorità.
                           (2000/C 372/28)                                   L’esistenza delle altre due condizioni previste dall’art. 222
                                                                             sarebbe stata contestata dalla Commissione solo in modo
                                                                             indiretto.
                    (Lingua processuale: l’italiano)
                                                                             Trattandosi del preteso errore d’interpretazione relativo alla
Il 20 ottobre 2000, la società ICAT FOOD S.p.a., con gli                     regola del cumulo, la ricorrente sostiene che la convinzione
avvocati Roberto Delfino, del foro di Genova, Massimo Merola,                della Commissione che il cumulo fra merci turche e comunita-
del foro di Roma, Flora Santaniello, del foro di Lecce, Daniele              rie non fosse consentito ha fatto sı̀ che gli ispettori comunitari
P. Domenicucci, del foro di Pescara, con domicilio eletto in                 omettessero di calcolare la percentuale di materia prime
Lussemburgo presso lo studio dell’avvocato Alain Lorang, 51,                 proveniente da Paesi Terzi e di verificare in che misura,
rue Albert I, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado                eventualmente, questa eccedesse il limite di tolleranza (pari al
delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione                      10 %) previsto dalla Decisione del Consiglio di Associazione
europea.                                                                     CE-Turchia.
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—     annullare la Decisione del 19 giugno 2000, C(2000)
      1612, mediante la quale la Commissione ha respinto la
      richiesta di non recupero a posteriori, ex art. 220 $2, lett.
      b), del Codice Doganale Comunitario, dei dazi doganali
      relativi all’importazione di tre partite di tonno dalla                Ricorso del signor Mario Costacurta contro la Commis-
      Turchia, effettuate con bollette IM4 n. 548/P dell’8 set-              sione delle Comunità europee, proposto il 24 ottobre
      tembre 1995, n. 866/E del 9 gennaio 1996, e n. 2656/H                                                   2000
      del 24 gennaio 1996
                                                                                                        (Causa T-328/00)
—     condannare la convenuta Commissione alle spese del
      presente giudizio, ivi comprese le spese di assistenza
      legale sostenute dalla ricorrente                                                                  (2000/C 372/29)
Motivi e principali argomenti                                                                    (Lingua processuale: il francese)
Il presente ricorso trae causa dalla contestazione delle autorità            Il 24 ottobre 2000, il signor Mario Costacurta, residente in
comunitarie dei certificati ATR.1 rilasciati dalla Turchia, nel-             Lussemburgo, rappresentato dall’avv. Marc Petit, del foro di
l’ambito dell’immissione in libera pratica, presso la Dogana di              Lussemburgo, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo
Genova, di tre partite di tonno in scatola acquistate dalla ditta            grado delle Comunità europee, un ricorso contro la Commis-
turca Kervitas. Questa contestazione riteneva che gran parte                 sione delle Comunità europee.
della materia prima utilizzata nella fabbricazione dei prodotti
esportati non era di origine esclusivamente turca e che le ditte
                                                                             Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
in questione non avevano provveduto alla separazione fisica
delle materie prime di origine turca dalle altre.
                                                                             —     annullare la decisione tacita di rigetto della sua domanda
                                                                                   6 giugno 2000,
A sostegno delle sue pretensioni, la ricorrente fa valere la
violazione dell’art. 220, par. 2, lett. b), del Codice doganale              —     disporre la nuova destinazione del ricorrente in un paese
comunitario, del principio della proporzionalità, nonché del-                      terzo a far data dal 1o settembre 2000, in conformità
l’obbligo di motivazione, previsto nell’art. 253 del Trattato CE.                  all’art. 3 dell’allegato X dello Statuto,
Per quanto riguarda l’art. 220 del Codice sovracitato, viene                 —     condannare la Commissione delle Comunità europee
rilevato che qualora il ricupero a posteriori dei dazi fosse                       all’integralità delle spese,
fondato (il che sarebbe quanto meno dubbio) e fosse ipotizzabi-
le un errore da parte delle Autorità turche all’atto di emissione            —     riservare al ricorrente ogni altro diritto, obbligo, motivo
dei certificati di origine, quest’ultimo errore sarebbe comunque                   ed azione, segnatamente per quanto riguarda il risarci-
qualificabile come «errore attivo».                                                mento del danno.
 ---pagebreak--- 23.12.2000              IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 372/15
Motivi e principali argomenti                                                La ricorrente oppone alla Commissione che quest’ultima
                                                                             avrebbe leso il suo diritto ad essere ascoltata, poiché al
                                                                             momento dell’esame degli atti non sarebbero stati sottoposti
Il ricorrente, in servizio presso l’Ufficio delle pubblicazioni
                                                                             alla ricorrente tutti i documenti rilevanti. Inoltre si sarebbe in
ufficiali delle CE, impugna la decisione mediante la quale è                 presenza delle circostanze particolari previste dall’art. 13 del
stata respinta la domanda di ottenere l’assegnazione in un
                                                                             regolamento, a ragione del comportamento scorretto tenuto
paese terzo in applicazione dell’art. 3 dell’allegato X dello
                                                                             dalle autorità spagnole e dalla Commissione in particolare in
Statuto del personale.                                                       materia di gestione del contingente. Per quanto riguarda
                                                                             l’asserita falsificazione, mancherebbero inoltre prove e indizi
I motivi e principali argomenti coincidono ampiamente con                    convincenti. Per di più, la Commissione avrebbe illustrato in
quelli fatti valere nella causa T-202/00.                                    modo insufficiente e lacunoso la fattispecie.
                                                                             (1) Regolamento (CEE) del Consiglio 2 luglio 1979, N. 1430 relativo
                                                                                 al rimborso o allo sgravio dei diritti all’importazione o all’esporta-
                                                                                 zione (G.U. L 175 del 12 luglio 1979, pag. 1).
Ricorso della Bonn Fleisch Ex- und Import GmbH contro
la Commissione delle Comunità europee, proposto il
                          25 ottobre 2000
                         (Causa T-329/00)                                    Ricorso di Stefano Cocchi e Evi Hainz contro la Commis-
                                                                             sione delle Comunità europee, presentato il 26 ottobre
                                                                                                             2000
                          (2000/C 372/30)
                                                                                                      (Causa T-330/00)
                    (Lingua processuale: il tedesco)
                                                                                                       (2000/C 372/31)
Il 25 ottobre 2000, la Bonn Fleisch Ex- und Import GmbH,
con sede in Troisdorf (Germania), rappresentata dall’avv.
Dr. Dietrich Ehle, Ehle & Schiller, del foro di Colonia (Germa-                                  (Lingua processuale: il francese)
nia), ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado delle
Comunità europee, un ricorso contro la Commissione delle
Comunità europee.                                                            Il 26 ottobre 2000 Stefano Cocchi e Evi Hainz, domiciliati in
                                                                             Italia, con gli avv.ti Georges Vandersanden e Laure Levi, del
                                                                             foro di Bruxelles, hanno proposto dinanzi al Tribunale di
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                              primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
                                                                             Commissione delle Comunità europee.
—     annullare la decisione della Commissione 25 luglio 2000,
      K (2000) 2207 def.;                                                    I ricorrenti concludono che il Tribunale voglia:
—     condannare la convenuta alle spese.                                    —      annullare le decisioni dell’Autorità competente per la
                                                                                    conclusione dei contratti (ACCC) 16 marzo 2000 e 22
                                                                                    febbraio 2000 di non prendere in considerazione la
Motivi e principali argomenti                                                       candidatura dei ricorrenti per i posti dichiarati vacanti
                                                                                    rispettivamente con gli avvisi di posto vacante
                                                                                    COM/R/5530/00          del      24        febbraio    2000        e
Il ricorso riguarda la decisione della Commissione 25 luglio
                                                                                    COM/R/5500/00 del 24 gennaio 2000 e, in via subordi-
2000, con la quale l’istituzione comunitaria respinge la
                                                                                    nata, annullare tali avvisi di posto vacante;
richiesta della Repubblica federale di Germania di sgravare
la ricorrente, ai sensi dell’art. 13 del regolamento (CEE)
n. 1430/79 (1), dei diritti d’importazione percarni bovine                   —      annullare le decisioni di nomina adottate dall’ACCC, in
importate. La Commissione, nella decisione impugnata, sostie-                       data sconosciuta, nell’ambito delle procedure di assunzio-
ne la tesi che gli estratti delle licenze presentati dalla ricorrente               ne aperte con i due suddetti avvisi di posto vacante;
per lo sdoganamento all’entrata sarebbero falsificati. La falsifi-
cazione delle licenze ricadrebbe nel rischio d’impresa della                 —      condannare la convenuta al pagamento della somma di
ricorrente. Né le autorità spagnole, che avevano emesso le                          un euro a titolo di risarcimento del danno cagionato da
licenze, né la Commissione avrebbero tenuto un comporta-                            tale decisione, somma fissata in via equitativa e a titolo
mento illegittimo, cosicché non risulterebbe oltrepassato il                        provvisorio;
normale rischio d’impresa che dev’essere sopportato dagli
importatori di merci con privilegio doganale.                                —      condannare la convenuta alla totalità delle spese.