CELEX: C1999/136/11
Language: it
Date: 1999-05-15 00:00:00
Title: Causa C-66/99: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanzgericht di Brema, con ordinanza del 2 febbraio 1999, nella causa D. Wandel GmbH contro Hauptzollamt Bremen

15.5.1999              IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 136/7
Ricorso della signora Karola Gluiber contro l’ordinanza                  Motivi e principali argomenti
del Tribunale di primo grado delle Comunità europee
(Prima Sezione) 21 dicembre 1998, nella causa T-122/98,                  — Il Tribunale di primo grado non avrebbe dovuto dichiarare
Karola Gluiber contro Consiglio dell’Unione europea                          irricevibile il ricorso presentato in base agli artt. 173 e 215
e Commissione delle Comunità europee, presentato il                          del Trattato CE, in combinato con l’art. 5 del Trattato
                        19 febbraio 1999                                     sull’Unione europea, con la motivazione secondo cui i
                                                                             comportamenti contestati ricadrebbero nella competenza
                                                                             di un Stato membro. La distinzione tra comportamenti di
                       (Causa C-57/99 P)                                     uno Stato membro e quelli della Comunità è irrilevante per
                                                                             una comunità di diritto quale è l’Unione europea. Le
                                                                             direttive costituiscono atti giuridici che comportano per
                        (1999/C 136/10)                                      gli Stati membri un obbligo di attuazione nell’ambito degli
                                                                             obiettivi imposti dalla Commissione o dal Consiglio. In
Il 19 febbraio 1999, la signora Karola Gluiber, con l’avv.                   caso di omessa attuazione di une direttiva, la Corte di
Dr. Jur. Dieter Rogalla, con domicilio eletto in Lussemburgo                 giustizia deve intervenire per correggere la situazione
presso lo studio legale Decker & Braun, Avenue Marie-Thérèse,                esistente.
L-2013 Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di                    — Violazione del principio del diritto di essere sentiti: l’ordi-
giustizia delle Comunità europee un ricorso contro l’ordinanza               nanza impugnata è stata emessa senza che l’atto introdutti-
del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Prima                   vo fosse stato notificato ai convenuti. Del pari, la stessa
Sezione) 21 dicembre 1998 nella causa T-122/98, Karola                       ordinanza è stata emessa senza lo svolgimento della
Gluiber/Consiglio dell’Unione europea e Commissione delle                    trattazione orale ai sensi dell’art. 55 del regolamento di
Comunità europee.                                                            procedura.
La ricorrente in secondo grado conclude che la Corte voglia:
— annullare l’ordinanza del Tribunale di primo grado del
    21 dicembre 1998, nella causa T-122/98;                              Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanz-
                                                                         gericht di Brema, con ordinanza del 2 febbraio 1999, nella
                                                                           causa D. Wandel GmbH contro Hauptzollamt Bremen
— dichiarare la nullità dei singoli provvedimenti che discrimi-
    nano illegalmente la ricorrente a motivo della sua apparte-                                    (Causa C-66/99)
    nenza al sesso femminile;
                                                                                                   (1999/C 136/11)
— condannare i convenuti a impugnare in base alle norme
    del Trattato CE e a rendere inoperanti i provvedimenti,              Con ordinanza 2 febbraio 1999, pervenuta nella cancelleria
    discriminatori nei confronti della ricorrente, dello Stato           della Corte il 25 febbraio 1999, nella causa D. Wandel GmbH
    membro della Comunità Repubblica federale di Germania                e Hauptzollamt Bremen, il Finanzgericht di Brema, 2a Sezione,
    e del suo Stato federato;                                            ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
                                                                         seguenti questioni pregiudiziali:
— condannare i convenuti al versamento a favore della                    1. Se l’art. 201, n. 1, lett. A), in combinato disposto con il
    ricorrente di un importo totale pari a 18 700,32 DM,                     suo n. 2, del regolamento (CEE) del Consiglio del 12 ottobre
    corrispondente alle spese sostenute senza esito per il                   1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunita-
    giudizio dinanzi ai giudici tedeschi;                                    rio (GUCE L 302, del 19.10.1992, pag. 1), debba essere
                                                                             interpretato nel senso che sorge un’obbligazione doganale
— condannare i convenuti alle spese del presente procedi-                    all’importazione già se viene ricevuta dall’autorità doganale
    mento;                                                                   competente una dichiarazione doganale rispondente ai
                                                                             requisiti dell’art. 62 del codice doganale presentata per
— in subordine, sospendere il procedimento ai sensi del-                     l’immissione in libera pratica di merci non comunitarie e
    l’art. 82 bis, n. 1, lett. b), del regolamento di procedura              l’accettazione viene documentata da una annotazione sui
    della Corte di giustizia, per sottoporre la questione alla               registri doganali.
    Corte europea dei diritti dell’uomo, in particolare per              2. In caso di soluzione in senso affermativo della questione
    quanto riguarda la dichiarazione che la mancata completa                 sub 1):
    attuazione della direttiva 76/207/CEE del Consiglio delle
    Comunità europee nell’ordinamento tedesco costituisce                    Se l’art. 75 del codice doganale debba essere interpretato
    una violazione:                                                          nel senso che l’autorità doganale che a accettato una tale
                                                                             dichiarazione doganale è legittimata a considerare invalida
                                                                             la dichiarazione, o a invalidarla senza una richiesta del
    a) dell’art. 6 CEDU (Convenzione europea dei diritti                     dichiarante rivolta a tal fine, con la conseguenza che
         dell’uomo)                                                          un’obbligazione doganale sorta ai sensi dell’art. 201, n. 1,
                                                                             lett. a), del codice doganale va considerata come non sorta
    b) dell’art. 11 CEDU                                                     o, ai sensi dell’art. 233, lett. c), primo trattino, del codice
                                                                             doganale, è estinta, se le merci dichiarate non possono
                                                                             essere svincolate al dichiarante poiché prima dell’esecuzio-
    c) dell’art. 14 CEDU                                                     ne della visita doganale disposta sono state rimosse dal
                                                                             luogo di deposito a tal fine previsto e dall’ambito di
    d) dell’art. 50 CEDU.                                                    competenza dell’autorità doganale.
 ---pagebreak--- C 136/8                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          15.5.1999
3. In caso di soluzione in senso negativo della questione                 Motivi e principali argomenti
    sub 1) o di soluzione in senso affermativo della questione
    sub 2):                                                               L’art. 4, n. 1, della direttiva impone due obblighi. In primo
    Se l’art. 203, n. 1, del codice doganale debba essere                 luogo, gli Stati membri devono proporre un elenco di siti
    interpretato nel senso che si configura una sottrazione al            indicati come zone speciali di conservazione, in secondo luogo
    controllo doganale qualora le merci non comunitarie                   deve trasmettere tale elenco alla Commissione, in pari tempo
    dichiarate per l’immissione in libera pratica vengano                 con le pertinenti informazioni su tali siti.
    rimosse dal luogo di custodia e/o di visita previsto, e
    quindi dall’ambito di competenza territoriale dell’autorità           La Commissione asserisce che l’Irlanda non ha proposto alcun
    doganale interessata, benché l’autorità doganale avesse               sito in rapporto a 26 tipi di habitat dell’allegato I della direttiva
    disposto una visita doganale.                                         ed a 20 dell’allegato II in Irlanda. In particolare, l’Irlanda non
4. In caso di soluzione in senso affermativo della questione              ha proposto alcun sito per determinati tipi di habitat e
    sub 3):                                                               specie prioritari aventi una presenza significativa sul territorio
                                                                          irlandese.
    Se l’art. 204, n. 1, del codice doganale debba essere
    interpretato nel senso che la rimozione non autorizzata
    delle merci dal luogo di custodia «non ha avuto in pratica            La Commissione segnala anche che, per taluni tipi di habitat
    alcuna conseguenza» sul corretto funzionamento della                  e specie, la competente autorità irlandese ha comunicato
    custodia temporanea ove, dopo la rimozione, le merci                  l’intenzione di non proporre alcun sito. La Commissione
    avessero potuto essere presentate su richiesta ad un’altra            ritiene che un’esclusione siffatta siffatta dalla proposta di sito
    autorità doganale.                                                    di tipi di habitat naturali e di specie è in contrasto con i criteri
                                                                          stabiliti all’art. 4, n. 1, della direttiva.
5. Se sia escluso il sorgere di un’obbligazione doganale
    all’importazione
                                                                          In secondo luogo, la Commissione conclude che nell’ipotesi di
    a) ai sensi dell’art. 201, n. 1, lett. a), in combinato               determinati tipi di habitat e di habitat di specie, il numero di
         disposto con il suo n. 2, del codice doganale, in caso di        siti definitivamente proposti dall’Irlanda è manifestamente
         mera ricezione della dichiarazione doganale da parte             insufficiente alla luce dei criteri enumerati all’allegato III e nella
         dell’autorità doganale, o                                        prospettiva dell’obiettivo di conservazione perseguito dalla
    b) ai sensi dell’art. 203, n. 1, del codice doganale, o               direttiva. L’ovvia importanza di tali habitat esige sia che si
                                                                          proponga un ampio numero di siti, sia che questi ultimi siano
    c) ai sensi dell’art. 204 del codice doganale                         distribuiti con maggiore uniformità su tutto il territorio
         qualora alla dichiarazione doganale ricevuta dall’auto-          nazionale.
         rità doganale fossero allegati certificati d’origine for-
         malmente ineccepibili in base al modulo A e per le
         merci su cui verteva la dichiarazione valesse il dazio           (1) GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.
         preferenziale ad «aliquota nulla».
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
         tro l’Irlanda, presentato il 25 febbraio 1999                    Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                                tro il Regno Unito, presentato il 26 febbraio 1999
                          (Causa C-67/99)
                          (1999/C 136/12)                                                             (Causa C-69/99)
Il 25 febbraio 1999, la Commissione delle Comunità europee,                                           (1999/C 136/13)
rappresentata dai signori Richard Wainwright, consigliere
giuridico principale e Paolo Stancanelli, membro del servizio             Il 26 febbraio 1999, la Commissione delle Comunità europee,
giuridico in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussem-           rappresentata dal signor Richard Wainwright, consigliere giuri-
burgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro del               dico principale, in qualità di agente, con domicilio eletto in
servizio giuridico, Centre Wagner, Kirchberg, ha presentato               Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz,
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                 membro del servizio giuridico, Centre Wagner, Kirchberg, ha
ricorso contro l’Irlanda.                                                 presentato dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                 europee un ricorso contro il Regno Unito.
— dichiarare che l’Irlanda, non avendo trasmesso alla Com-
                                                                          La ricorrente chiede che la Corte voglia:
    missione l’elenco completo dei siti di cui all’art. 4, n. 1,
    primo comma, della direttiva del Consiglio 21 maggio
                                                                          — dichiarare che il Regno Unito, non avendo adottato tutte
    1992, 92/43/CEE (1), relativa alla conservazione degli habi-
                                                                               le misure necessarie a conformarsi agli obblighi ex artt. 3,
    tat naturali e seminaturali e delle forme selvatiche, contem-
                                                                               nn. 1 e 2, e 5 della direttiva del Consiglio del 12 dicembre
    poraneamente alle informazioni su ogni sito richieste
                                                                               1991, 91/676/CEE (1), relativa alla protezione delle acque
    dall’art. 4, n. 1, secondo comma della direttiva medesima,
                                                                               dall’inquinamento provocati dai nitrati provenienti da fonti
    è venuta meno agli obblighi incombentile ai sensi della
                                                                               agricole, è venuta meno agli obblighi incombentigli ai sensi
    direttiva;
                                                                               della direttiva e del Trattato che istituisce la Comunità
— condannare l’Irlanda alle spese.                                             europea;