CELEX: 62016CA0207
Language: it
Date: 2018-10-02 00:00:00
Title: Causa C-207/16: Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 2 ottobre 2018 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Audiencia Provincial de Tarragona — Spagna) — Procedimento avviato dal Ministerio Fiscal (Rinvio pregiudiziale — Comunicazioni elettroniche — Trattamento dei dati personali — Direttiva 2002/58/CE — Articoli 1 e 3 — Ambito di applicazione — Riservatezza delle comunicazioni elettroniche — Tutela — Articoli 5 e 15, paragrafo 1 — Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea — Articoli 7 e 8 — Dati raccolti nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica — Accesso delle autorità nazionali ai dati a fini di indagine — Soglia di gravità del reato che possa giustificare l’accesso ai dati)

3.12.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 436/2
            
         
      Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 2 ottobre 2018 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Audiencia Provincial de Tarragona — Spagna) — Procedimento avviato dal Ministerio Fiscal
      (Causa C-207/16) (1)
      
      ((Rinvio pregiudiziale - Comunicazioni elettroniche - Trattamento dei dati personali - Direttiva 2002/58/CE - Articoli 1 e 3 - Ambito di applicazione - Riservatezza delle comunicazioni elettroniche - Tutela - Articoli 5 e 15, paragrafo 1 - Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea - Articoli 7 e 8 - Dati raccolti nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica - Accesso delle autorità nazionali ai dati a fini di indagine - Soglia di gravità del reato che possa giustificare l’accesso ai dati))
      (2018/C 436/02)
      Lingua processuale: lo spagnolo
      
         Giudice del rinvio
      
      Audiencia Provincial de Tarragona
      
         Parti
      
      Ministerio Fiscal
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 15, paragrafo 1, della direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche (direttiva relativa alla vita privata e alle comunicazioni elettroniche), come modificata dalla direttiva 2009/136/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, letto alla luce degli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere interpretato nel senso che l’accesso delle autorità pubbliche ai dati che mirano all’identificazione dei titolari di carte SIM attivate con un telefono cellulare rubato, come il cognome, il nome e, se del caso, l’indirizzo di tali titolari, comporta un’ingerenza nei diritti fondamentali di questi ultimi, sanciti dai suddetti articoli della Carta dei diritti fondamentali, che non presenta una gravità tale da dover limitare il suddetto accesso, in materia di prevenzione, ricerca, accertamento e perseguimento dei reati, alla lotta contro la criminalità grave.
      
         (1)  GU C 251 dell’11.7.2016.