CELEX: C1998/184/23
Language: it
Date: 1998-06-13 00:00:00
Title: Ricorso dell'Union européenne de l'Artisanat e des Petites e Moyennes Entreprises (UEAPME) contro il Conseil dell'Union européenne, presentato il 1o aprile 1998 (Causa T-55/98)

C 184/12                IT                   Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                        13.6.98
grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la Com-               ha ignorato l'obiettivo perseguito dall'istituzione del con-
missione delle ComunitaÁ europee.                                     gedo cosiddetto di «maternitaÁ» e ha dato all'art. 58 un'in-
                                                                      terpretazione letterale non conforme alla sua finalitaÁ.
I ricorrenti concludono che il Tribunale voglia:
                                                                      Anche ammettendo che l'art. 58 dello Statuto non auto-
                                                                      rizzi un esercizio congiunto del diritto di dividere, di
Ð annullare la decisione 24 febbraio 1998, adottata dal-              comune accordo, il congedo di maternitaÁ, i ricorrenti
     l'autoritaÁ con il potere di nomina (APN), con il quale          sostegono, in subordine, che tale disposizione eÁ discrimina-
     eÁ stata respinta la domanda dei ricorrenti del                  toria e di conseguenza illegittima.
     1o dicembre 1997 con la quale si chiedeva che una
     parte del congedo postnatale, previsto all'art. 58 dello
                                                                      In subordine, essi sostengono che la Commissione ha igno-
     Statuto, potesse essere diviso tra la madre e il padre,
                                                                      rato l'interesse del servizio rifiutando di accordare con-
     per mezzo del lavoro a tempo parziale, secondo il
                                                                      giuntamente ai ricorrenti il congedo postnatale, nei limiti
     calendario da loro previsto a tale scopo;
                                                                      in cui questo sottindende che essa ha ritenuto preferibile
                                                                      che la madre fosse assente dal servizio per almeno sedici
Ð assegnare ai ricorrenti, in via equitativa, un risarci-             settimane.
     mento danni pari a 500 000 FB;
                                                                      Per quanto riguarda la domanda di risarcimento danni, i
Ð condannare la Commissione alle spese.                               ricorrenti sottolineano che qualora il Tribunale conside-
                                                                      rasse l'art. 58 dello Statuto illegittimo, l'istituzione
                                                                      potrebbe trarne le conseguenze che permetterebbero loro
Motivi e principali argomenti                                         di dividere il congedo postnatale. Di conseguenza occorre-
                                                                      rebbe constatare l'illiceitaÁ della decisione impugnata
                                                                      dichiarando altresì che essa ha causato ai ricorrenti un
I ricorrenti espongono che prestano entrambi servizio                 danno da risarcire.
presso le ComunitaÁ europee. Il 12 febbraio 1998 eÁ nato
loro un figlio. In prospettiva della nascita del figlio, i ricor-
renti avevano presentato domanda congiunta percheÂ una
parte del congedo postnatale, previsto all'art. 58 dello Sta-
tuto del personale, potesse essere diviso tra loro, sotto
forma di lavoro a tempo parziale. L'istituzione convenuta
ha respinto tale domanda poicheÂ l'art. 58 riguarda in                Ricorso dell'Union europeÂenne de l'Artisanat e des Petites
modo preciso le donne in stato interessante, per meglio               e Moyennes Entreprises (UEAPME) contro il Conseil
garantire il loro stato di salute e poicheÂ il fatto di dividere           dell'Union europeÂenne, presentato il 1o aprile 1998
il loro congedo andava contro le disposizioni dello Sta-                                       (Causa T-55/98)
tuto.
                                                                                                 (98/C 184/23)
I ricorrenti ritengono che tale decisione sia illegittima in                           (Lingua processuale: il francese)
quanto che essa contiene un'interpretazione dell'art. 58
non conforme alla sua finalitaÁ e, in tal modo, trasgredisce
tale disposizione. Infatti, nell'ipotesi di una gravidanza e          Il 1o aprile 1998, l'Union europeÂenne de l'Artisanat e des
di un parto normali, la madre non ha bisogno di sedici set-           Petites e Moyennes Entreprises (UEAPME), con sede in
timane per tornare alla normalitaÁ quanto a condizione                Bruxelles, con gli avv.ti Francis Herbert e Daniel Tomase-
noncheÂ funzioni psicologiche e fisiche tali da permetterle           vic, del foro di Bruxelles, con domicilio eletto in Lussem-
di riprendere la sua attivitaÁ professionale. Il congedo di           burgo, presso lo studio dell'avv. Carlos Zeyen, 56-58, rue
maternitaÁ eÁ quindi, in gran parte, concepito nell'interesse         Charles Martel, ha presentato dinanzi al Tribunale di
del bambino che ha bisogno, durante i primi mesi di vita,             primo grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro il
della presenza assidua dei genitori per ricevere le cure,             Conseil dell'Union europeÂenne.
l'affetto, l'attenzione ed un controllo costante. Secondo i
ricorrenti, il padre del bambino può senza dubbio incari-             La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
carsi di tutti i compiti che non sono in alcun modo parti-
colari o propri delle donne. Si deve perciò dedurre che
l'art. 58 accorda un diritto alla madre che spetta a lei eser-        Ð annullare la direttiva del Consiglio 15 dicembre 1997,
citare nei limiti che essa si pone, in accordo con il padre                97/81/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a
del bambino, e nel rispetto dell'interesse del servizio. Que-              tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla
sta eÁ la sola interpretazione conforme con la finalitaÁ di                CES;
tale disposizione, come chiarita alla luce dei principi gene-
rali, del diritto derivato, della giurisprudenza e degli ordi-        Ð annullare la detta direttiva unicamente quanto alla sua
namenti giuridici nazionali degli Stati membri.                            applicazione alle piccole e medie imprese di cui
                                                                           all'art. 2, n. 2, dell'accordo sulla politica sociale;
I ricorrenti ne deducono che impedendo al padre di benefi-
ciare della facoltaÁ di prendere il congedo per occuparsi del         Ð statuire sul mantenimento temporaneo del testo
bambino, in accordo con la madre, l'istituzione convenuta                  annullato attendendo l'adozione di un nuovo testo
 ---pagebreak--- 13.6.98                 IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                    C 184/13
      che rispetti il     diritto   di  negoziazione    in  capo       Ricorso del signor Antonio Giannini contro la Commis-
      all'UEAPME;                                                        sione delle ComunitaÁ europee, proposto il 6 aprile 1998
                                                                                               (Causa T-57/98)
Ð condannare il Consiglio alle spese.                                                           (98/C 184/24)
Motivi e principali argomenti                                                         (Lingua processuale: il francese)
Oggetto del presente ricorso eÁ la seconda direttiva che               Il 6 aprile 1998, il signor Antonio Giannini, residente a
attua un accordo concluso da talune parti sociali a livello            Bruxelles, con gli avv.ti Marc Dallemagne e Carlo Locchi,
comunitario in base all'accordo sulla politica sociale alle-           del foro di Bruxelles, ha proposto dinanzi al Tribunale di
gato al Protocollo sulla politica sociale, a sua volta alle-           primo grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la
gato al Trattato di Roma, come modificato dal Trattato di              Commissione delle ComunitaÁ europee.
Maastricht. La ricorrente, una federazione padronale che
raggruppa, a livello europeo, piccole e medie imprese,
impugna la direttiva in parola nella misura in cui quest'ul-           Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
tima le riguarda. La prima direttiva di applicazione del-
l'accordo citato (1) era stata anch'essa impugnata con un
ricorso, proposto dalla medesima ricorrente (2).                       Ð dichiarare che la presente causa eÁ connessa alla causa
                                                                            T-282/97 e ordinare la riunione con quest'ultima;
I motivi e principali argomenti fatti valere dalla ricorrente
nella presente causa riproducono in larga misura quelli                Ð annullare la decisione delle convenuta di procedere
dedotti nell'ambito della causa T-135/96, UEAPME/Consi-                     alla copertura del posto COM/062/97 con la nomina
glio.                                                                       di un'altra persona;
Ad avviso della ricorrente, la direttiva impugnata viola il            Ð annullare la decisione della convenuta 18.12.1997,
suo diritto di negoziazione, la libertaÁ di associazione delle              n. 6872, di rigetto del reclamo n. R/560/97, portata a
piccole e medie imprese, noncheÂ i principi che costitui-                   conoscenza del ricorrente il 6 gennaio 1998;
scono il fondamento della democrazia sociale. A suo
parere, la Commissione aveva l'obbligo non solo di verifi-
care il carattere rappresentativo delle parti firmatarie del-          Ð risarcire il danno subito dal ricorrente sino alla concor-
l'accordo quadro, ma anche e soprattutto quello di verifi-                  renza della differenza tra lo stipendio attualmente per-
care il carattere rappresentativo di altre parti sociali che                cepito dal ricorrente e quello che egli avrebbe perce-
del pari avevano fatto parte della loro volontaÁ di nego-                   pito nel posto controverso a partire dal 28 aprile
ziare, segnatamente se l'uno di loro rappresenti le imprese                 1995;
i cui interessi sono considerati in modo specifico all'art. 2,
n. 2, dell'accordo sulla politica sociale. Non fosse che per
questo, la direttiva impugnata pone in non cale anche tale             Ð condannare la convenuta a pagare tutte le spese.
disposizione.
                                                                       Motivi e principali argomenti
Parimenti la direttiva di cui trattasi eÁ in contrasto, secondo
la ricorrente, con gli artt. 3 e 4 del detto accordo, nella
misura in cui la Commissione avrebbe dovuto, al fine di                In ordine all'esposizione dei fatti, il ricorrente fa riferi-
vigilare sul sostegno equilibrato delle parti al dialogo               mento alle conclusioni giaÁ presentate nella causa T-282/
sociale, richiamare l'attenzione delle altre parti sulla neces-        97 (1), e che, a suo parere, fanno parte integrante del pre-
sitaÁ di associare l'UEAPME al negoziato e non stabilire               sente ricorso. Il ricorrente fa valere uno sviamento di
per contro una distinzione tra le organizzazioni intercate-            potere, in quanto la decisione controversa non eÁ stata
goriali a vocazione professionale e le altre che non avreb-            adottata nell'interesse del servizio ma allo scopo di offrire
bero tale caratteristica.                                              ad un collega del ricorrente una promozione non meritata.
                                                                       A parere del ricorrente, tale persona non possedeva, al
                                                                       momento della sua nomina, i requisiti necessari per svol-
La ricorrente sostiene da ultimo che l'adozione della diret-           gere le mansioni che era chiamata ad esercitare.
tiva in causa mette in non cale i principi patere legem
quam ipse fecisti e della paritaÁ di trattamento.
                                                                       Inoltre, il ricorrente contesta il rifiuto opposto alla sua
                                                                       richiesta di essere informato sui meriti degli altri candidati.
( ) Direttiva del Consiglio, 3 giugno 1996, 96/34/CE, concernente
 1
                                                                       Il ricorrente ritiene che il rifiuto della convenuta possa
     l'accordo quadro sul congedo parentale conclusa dall'UNICE,
     dal CEEP e dalla CES (GU L 145 del 19.6.1996, pag. 4).
                                                                       avere soltanto lo scopo di proteggere la nomina di un
(2) Causa T-135/96, UEAPME/Consiglio (GU C 318 del 26.10.96,           dipendente privo delle qualificazioni richieste.
     pag. 21).
                                                                       Infine, il ricorrente reitera la sua domanda di risarcimento
                                                                       del danno morale e materiale in quanto ritiene di aver