CELEX: 32000H0164
Language: it
Date: 2000-02-14 00:00:00
Title: 2000/164/CE: Raccomandazione del Consiglio, del 14 febbraio 2000, riguardante l'attuazione delle politiche in materia di occupazione degli Stati membri

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32000H0164

2000/164/CE: Raccomandazione del Consiglio, del 14 febbraio 2000, riguardante l'attuazione delle politiche in materia di occupazione degli Stati membri  

Gazzetta ufficiale n. L 052 del 25/02/2000 pag. 0032 - 0040

RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIOdel 14 febbraio 2000riguardante l'attuazione delle politiche in materia di occupazione degli Stati membri(2000/164/CE)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 128, paragrafo 4, in base al quale il Consiglio può rivolgere raccomandazioni agli Stati membri alla luce dell'esame dell'attuazione delle politiche degli Stati membri in materia di occupazione,visti gli orientamenti per il 1998 e il 1999 adottati mediante le risoluzioni del Consiglio rispettivamente del 15 dicembre 1997 e del 22 febbraio 1999,viste le quindici relazioni sull'attuazione per il 1999 pervenute dagli Stati membri, che illustrano l'attuazione dei piani di azione nazionali in materia di occupazione del 1998 e descrivono le modifiche apportate per tenere conto dei cambiamenti introdotti dagli orientamenti per il 1999,vista la relazione comune sull'occupazione del 1999, elaborata congiuntamente con la Commissione, che descrive la situazione dell'occupazione nella Comunità ed esamina le misure adottate dagli Stati membri per l'attuazione delle proprie politiche in materia di occupazione, in linea con gli orientamenti,vista la raccomandazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche adottata dal Consiglio il 12 luglio 1999 e visti gli impegni previsti nella risoluzione del Consiglio europeo del 17 giugno 1997 sul patto di stabilità e crescita;vista la raccomandazione presentata dalla Commissione l'8 settembre 1999,considerando quanto segue:(1) Il Consiglio europeo di Colonia del 3 e 4 giugno 1999 ha affermato nelle sue conclusioni che l'aumento dell'occupazione costituisce tuttora l'obiettivo prioritario per l'Unione europea.(2) Il comitato per l'occupazione e il mercato del lavoro e il Comitato di politica economica hanno presentato congiuntamente, in data 28 ottobre 1999, un parere sulla presente raccomandazione.(3) Il Consiglio ritiene opportuno, alla luce dell'esame dell'attuazione delle politiche in materia di occupazione degli Stati membri, rivolgere raccomandazioni conformemente all'articolo 128, paragrafo 4, del trattato; tali raccomandazioni dovrebbero essere utilizzate con moderazione, dovrebbero concentrarsi su questioni prioritarie e dovrebbero basarsi su analisi valide e accurate.(4) Nell'integrare l'azione intrapresa dagli Stati membri per assicurare un elevato livello occupazionale sarebbe opportuno rispettare le competenze degli Stati membri.(5) Il Consiglio riconosce l'importanza degli sforzi già compiuti dagli Stati membri per attuare gli orientamenti in materia di occupazione; in sede di valutazione dell'impatto di tali politiche si dovrebbe tener conto delle prospettive pluriennali degli orientamenti in materia di occupazione.(6) Per affrontare il problema della disoccupazione giovanile, problema da lungo tempo presente nella maggior parte dei paesi dell'Unione europea, tutti i giovani dovrebbero avere la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro prima che siano trascorsi sei mesi di disoccupazione.(7) Per prevenire la disoccupazione di lunga durata degli adulti, che riguarda circa metà dei disoccupati nell'Unione europea, è opportuno offrire a tutti i disoccupati adulti una nuova possibilità prima che siano trascorsi dodici mesi di disoccupazione.(8) È importante ridurre i disincentivi all'occupazione contenuti nei sistemi fiscali o previdenziali, al fine di assicurare una maggiore partecipazione da parte delle donne e dei lavoratori più anziani.(9) Occorre sviluppare le condizioni atte a sfruttare il potenziale di crescita dell'occupazione nel settore dei servizi.(10) Per sostenere la creazione di posti di lavoro sono necessari sistemi di tassazione più favorevoli all'occupazione in cui il pesante carico fiscale attualmente imposto al lavoro sia spostato su fonti alternative di gettito fiscale, quali l'energia e l'ambiente.(11) L'istituzione di partenariati a tutti i livelli appropriati è fondamentale per modernizzare l'organizzazione del lavoro e promuovere l'adattabilità delle imprese e dei lavoratori.(12) Le disparità esistenti tra donne e uomini sul mercato del lavoro, riguardanti in particolare occupazione, disoccupazione e retribuzione, nonché la segregazione tra i sessi a livello di settori e di occupazioni, richiedono strategie globali di integrazione ("mainstreaming") e misure volte a conciliare meglio lavoro e vita familiare.(13) Indicatori comuni e dati statistici comparabili sull'occupazione nonché analisi qualitative sono fondamentali per controllare l'attuazione e i risultati degli orientamenti e per identificare le buone prassi a livello europeo,ADOTTA le raccomandazioni rivolte a ciascuno degli Stati membri nell'allegato.Fatto a Bruxelles, addì 14 febbraio 2000.Per il ConsiglioIl PresidenteJ. GAMAALLEGATOI. BELGIOMalgrado un miglioramento del clima economico, la situazione dell'occupazione in Belgio ha conosciuto solo una modesta ripresa nel 1998. Il mercato del lavoro è caratterizzato da sfide presenti da lungo tempo:- elevato tasso di disoccupazione di lunga durata con schiere crescenti di disoccupati di lunga durata, che nel 1998 rappresentavano il 5,7 % della forza lavoro; esse possono essere connesse, tra l'altro, alla durata delle prestazioni, alle condizioni di ammissibilità e al controllo dell'applicazione;- scarsa partecipazione di persone di età avanzata all'attività lavorativa, in particolare di età superiore a 55 anni, il cui tasso di occupazione (22 %) è attualmente il più basso dell'Unione;- un'ampia disparità tra donne e uomini in termini di occupazione, simile alla media comunitaria di 20 punti percentuali;- potenziale per la creazione di posti di lavoro nel settore dei servizi, che, malgrado rappresenti un'elevata quota dell'occupazione globale, occupa solo il 40 % della popolazione in età lavorativa, percentuale inferiore di 10 punti percentuali alla media dei tre Stati membri che registrano i risultati migliori.Il Belgio è invitato a:1) rafforzare le politiche preventive, adottando azioni tempestive basate sulle necessità individuali, per arginare il fenomeno della disoccupazione di lunga durata. In particolare, il Belgio deve conformarsi pienamente agli orientamenti 1 e 2 e fornire ai disoccupati giovani e adulti misure efficaci per migliorare l'occupabilità prima che trascorrano rispettivamente sei e dodici mesi;2) esaminare in modo più preciso i disincentivi prodotti dal sistema fiscale e previdenziale che possono scoraggiare la partecipazione al mercato del lavoro, in particolare delle donne e dei lavoratori più anziani. Il Belgio deve in particolare riesaminare le politiche esistenti che facilitano il pensionamento anticipato e prendere in considerazione le scelte politiche più appropriate per evitare il ritiro anticipato dei lavoratori dal mercato del lavoro e per promuovere l'occupazione di persone di età avanzata;3) adottare e attuare strategie coerenti, comprendenti misure in materia di regolamentazione, di fiscalità e di mercato del lavoro, per sfruttare maggiormente il potenziale di creazione di posti di lavoro del settore dei servizi;4) rafforzare la cooperazione tra le diverse autorità incaricate dell'attuazione del piano nazionale d'azione in materia di occupazione.II. DANIMARCAI risultati del mercato del lavoro danese sono migliorati in misura significativa negli ultimi anni. La Danimarca vanta attualmente il tasso di occupazione più alto dell'Unione e uno dei più bassi tassi di disoccupazione. Le sfide prioritarie per la Danimarca sono:- promuovere il miglioramento delle competenze e delle qualifiche della forza lavoro, in modo da superare le attuali insufficienze del mercato del lavoro;- espandere l'attuale forza lavoro, incoraggiando i lavoratori a prolungare la vita lavorativa e riducendo il numero di persone in età lavorativa che beneficiano di prestazioni di sicurezza sociale;- raggiungere una partecipazione più equilibrata di donne e uomini in tutti i settori e le occupazioni.La Danimarca è invitata a:1) proseguire le riforme del sistema fiscale e previdenziale in modo da ridurre la pressione fiscale globale sul lavoro, in particolare il carico fiscale sui bassi redditi, ed aumentare gli incentivi ad accettare o a mantenere un posto di lavoro. La riforma dei programmi di pensionamento anticipato e di congedi dovrebbe essere completata e tenuta sotto attento controllo, alla luce della necessità di aumentare l'offerta di manodopera;2) promuovere opportunità di formazione di lavoro per le donne disoccupate ed esaminare, nel contesto di un approccio di "mainstreaming", vari modi per ridurre gli attuali livelli di segregazione occupazionale e settoriale nel mercato del lavoro.III. GERMANIACon la ripresa dell'economia nel 1998, si è interrotta la protratta tendenza alla diminuzione dei livelli di occupazione e la disoccupazione si è lievemente ridotta, considerate le persistenti conseguenze dell'unificazione della Germania. Le sfide fondamentali che si presentano al mercato del lavoro tedesco comprendono:- crescita negativa dell'occupazione durante gran parte degli anni '90 (-1,2 % l'anno nel periodo 1991-1998 e -0,7 % nel periodo 1994-1998) e notevoli differenze regionali in termini di disoccupazione, in particolare a discapito dei nuovi Länder;- livelli costantemente elevati di disoccupazione di lunga durata, che rappresenta il 5 % della forza lavoro;- notevole potenziale per la creazione di posti di lavoro nel settore dei servizi, che occupa solo il 38,5 % della popolazione in età lavorativa (50 % negli Stati membri che registrano i risultati migliori);- bassa quota di persone di età compresa tra 50 e 64 anni ancora in attività lavorativa (circa il 47,5 %), che indica un ulteriore potenziale di occupazione inutilizzato.La Germania è invitata a:1) rafforzare le politiche preventive, mediante interventi tempestivi basati sulle esigenze individuali per prevenire la disoccupazione di lunga durata. La Germania deve stabilire obiettivi più ambiziosi, per ridurre la disoccupazione di lunga durata ai livelli degli Stati membri che registrano i risultati migliori (meno del 10 % dopo 12 mesi);2) adottare e realizzare una strategia coerente per sfruttare il potenziale occupazionale del settore dei servizi, comprendente misure normative, fiscali e di altro genere per ridurre gli oneri richiesti per la creazione di nuove imprese;3) esaminare in modo più preciso i disincentivi prodotti dal sistema fiscale e previdenziale che possono scoraggiare la partecipazione al mercato del lavoro di tutte le categorie, in particolare dei lavoratori in età avanzata. La Germania dovrebbe in particolare riesaminare le politiche esistenti che favoriscono il pensionamento anticipato e prendere in considerazione le scelte politiche più appropriate per evitare il ritiro anticipato dei lavoratori dal mercato del lavoro e per promuovere l'occupazione di persone di età avanzata;4) proseguire e verificare gli sforzi mirati a ridurre gradualmente la pressione fiscale sul lavoro, riducendo tasse e contributi previdenziali. In particolare, è opportuno ridurre ulteriormente i costi del lavoro a bassa retribuzione, rispettando nel contempo la necessità di consolidamento fiscale;5) adottare misure appropriate per migliorare e adattare il proprio sistema statistico, in modo da fornire entro il 2000 dati compatibili con gli indicatori comuni. La Germania deve altresì studiare l'introduzione di un'indagine trimestrale sulle forze di lavoro, alla luce del regolamento (CE) n. 577/98 del Consiglio.IV. GRECIANel 1998, che è stato un anno di notevoli risultati economici, l'occupazione ha registrato un significativo aumento del 3 % mentre la disoccupazione è aumentata dell'1 %. Tale recente peggioramento della situazione dell'occupazione è sintomo di gravi insufficienze strutturali del mercato del lavoro:- un basso tasso di occupazione, dovuto ad una partecipazione molto scarsa delle donne alla vita lavorativa (41,3 %, di dieci punti percentuali al di sotto della media comunitaria), mentre l'occupazione nel terziario rimane bassa, malgrado un recente miglioramento;- la disoccupazione giovanile è particolarmente elevata: quasi il 12 % dei giovani, contro una media comunitaria del 9,3 %;- anche la disoccupazione di lunga durata è elevata e il tasso riferito alle donne è di tre volte superiore a quello maschile;- nonostante la crescita costante della produttività, i livelli di quest'ultima continuano ad essere bassi e occorre migliorare ulteriormente le competenze della forza lavoro e introdurre nuove tecnologie, oltre che modernizzare l'organizzazione del lavoro.La Grecia è invitata a:1) intraprendere un'azione decisa, coerente e misurabile per prevenire il diffondersi della disoccupazione di lunga durata tra i disoccupati giovani e adulti. In particolare, occorrono sforzi più intensi per completare la riforma dei servizi per l'occupazione, per attuare politiche preventive in conformità con gli orientamenti 1 e 2;2) esaminare in modo più preciso i disincentivi prodotti dal sistema fiscale e previdenziale che possono scoraggiare la partecipazione al mercato del lavoro, in particolare delle donne, in modo da aumentare il tasso di occupazione femminile verso la media comunitaria del 50 % e rafforzare il "mainstreaming" sulla base dei progressi già compiuti in relazione all'imprenditorialità;3) proseguire gli sforzi mirati a migliorare ulteriormente la qualità dell'istruzione e della formazione professionale e rafforzare il sostegno alla formazione permanente, in particolare coinvolgendo più attivamente le parti sociali;4) adottare e realizzare strategie coerenti, comprendenti misure normative, fiscali e di altro genere, mirate a ridurre gli oneri amministrativi richiesti per la creazione di nuove imprese, allo scopo di stimolare l'imprenditorialità e sfruttare il potenziale del settore dei servizi in termini di creazione di posti di lavoro;5) promuovere un approccio di compartecipazione e un impegno concreto da parte delle parti sociali, a tutti i livelli appropriati, per l'ammodernamento dell'organizzazione del lavoro, allo scopo di migliorare la produttività e la competitività delle imprese e raggiungere nel contempo il necessario equilibrio tra flessibilità e sicurezza;6) adottare misure appropriate per migliorare il sistema statistico di controllo, in modo da fornire entro il 2000 gli indicatori politici sulla prevenzione e l'attivazione, con le definizioni e i metodi concordati.V. SPAGNALa Spagna ha registrato sin dal 1996 una vigorosa crescita dell'occupazione, tre volte superiore alla media dell'Unione, seguita da un costante miglioramento della situazione relativa alla disoccupazione e dei cambiamenti strutturali. Tuttavia, restano alcune sfide impegnative, che comprendono:- il più basso tasso di occupazione dell'Unione (50,2 %), che comprende un tasso di occupazione nel settore dei servizi inferiore alla media (30 %);- un tasso di disoccupazione del 18,8 %, che è elevatissimo, sebbene la Spagna abbia realizzato una forte tendenza alla diminuzione;- il più elevato tasso di disoccupazione di lunga durata nell'Unione, che non diminuirà finché non sarà ridotto in misura significativa l'elevato numero di disoccupati che restano senza lavoro per periodi prolungati. Attualmente, il 21,5 % dei giovani disoccupati e il 15,5 % dei disoccupati adulti superano rispettivamente la soglia dei sei mesi e dei dodici mesi;- le disparità tra donne e uomini in termini di occupazione e disoccupazione sono le più ampie dell'Unione: il tasso di disoccupazione femminile raggiunge il 26,6 %, percentuale più che doppia rispetto alla media comunitaria, e soltanto il 35 % delle donne in età lavorativa è occupato (contro il 51 % nell'Unione nel suo insieme);- un'elevata percentuale di lavoratori con contratti a tempo determinato, nella maggior parte dei casi di breve durata, che rappresentano quasi un terzo del numero totale dei contratti.La Spagna è invitata a:1) proseguire le politiche preventive avviate nel 1998, basandosi sull'individuazione delle esigenze dei disoccupati, aumentando il numero e l'efficacia delle misure di attivazione personalizzate, in modo da ridurre in misura significativa i disoccupati di lunga durata giovani e adulti;2) adottare e realizzare strategie coerenti, comprendenti misure normative, fiscali e di altro genere, mirate a ridurre gli oneri amministrativi sulle imprese, allo scopo di stimolare l'imprenditorialità e sfruttare il potenziale per aumentare la stabilità dell'occupazione nel settore dei servizi;3) intensificare gli sforzi per introdurre il principio delle pari opportunità nella politica in materia di occupazione, oltre alle misure preparatorie già annunciate, allo scopo di aumentare il tasso di occupazione femminile ravvicinandolo la media comunitaria;4) proseguire gli sforzi volti a migliorare il sistema statistico di monitoraggio, in modo da fornire entro il 2000 gli indicatori riguardanti la prevenzione e l'attivazione, conformemente alle definizioni e ai metodi concordati. Questo aspetto è particolarmente importante nel quadro attuale di decentramento delle politiche attive per il mercato del lavoro.VI. FRANCIAA seguito della ripresa della crescita economica registrata nel 1997, è migliorata nel 1998 la situazione relativa all'occupazione. Tuttavia, rimangono da affrontare gravi problemi strutturali:- tasso di occupazione inferiore alla media (60,8 %), dovuto alla scarsa partecipazione dei lavoratori di età superiore a 55 anni (29 %), molto inferiore alla media comunitaria (40,3 %);- crescita molto lenta dell'occupazione durante gran parte degli anni '90 (0,1 % nel periodo 1991-1998);- elevato tasso di disoccupazione, superiore di quasi due punti percentuali alla media comunitaria, ed elevata disoccupazione di lunga durata;- elevati livelli di disoccupazione giovanile collegati a difficoltà incontrate nel passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, in particolare per chi ha scarse qualifiche;- elevati costi non salariali del lavoro, superiori alla media comunitaria;- potenziale di creazione di posti di lavoro nel settore dei servizi, che, malgrado rappresenti una quota elevata dell'occupazione complessiva, occupa solo il 40 % circa della popolazione in età lavorativa, percentuale inferiore di dieci punti percentuali alla media dei tre Stati membri che registrano i risultati migliori.La Francia è invitata a:1) rivedere i programmi previdenziali esistenti, in particolare quelli che favoriscono il pensionamento anticipato, al fine di prolungare la vita attiva dei lavoratori di età avanzata;2) adottare e realizzare strategie coerenti, comprendenti misure normative, fiscali e di altro genere, mirate a ridurre gli oneri amministrativi imposti alle imprese, allo scopo di sfruttare il potenziale del settore dei servizi in termini di creazione di posti di lavoro, basandosi tra l'altro sui recenti sforzi compiuti per creare nuove opportunità di lavoro per i giovani;3) proseguire e valutare le misure atte a ridurre la pressione fiscale sul lavoro, rivolte in particolare ai lavoratori non specializzati e a bassa retribuzione;4) rafforzare la partnership in campo sociale allo scopo di sviluppare un approccio globale all'ammodernamento dell'organizzazione del lavoro.VII. IRLANDAL'economia ha goduto negli anni '90 di un prolungato periodo di forte crescita economica e di creazione di posti di lavoro. È in corso un profondo cambiamento strutturale del mercato del lavoro e la tipologia dei problemi si sta spostando gradualmente da una elevata disoccupazione, anche di lunga durata (sia tra i giovani che tra la popolazione adulta) a nuove sfide quali le seguenti:- irrigidimento delle condizioni del mercato del lavoro che costituirà un limite per la futura crescita economica;- sostanziale disparità tra donne e uomini in termini di occupazione, che implica l'obiettivo di un aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro;- bassi livelli di partecipazione dei lavoratori ad attività di istruzione e formazione (5 % circa);- massimizzazione del potenziale occupazionale del settore dei servizi, nel quale, malgrado il successo di recenti iniziative volte a creare condizioni favorevoli alla creazione di posti di lavoro, il tasso di occupazione resta inferiore alla media comunitaria.L'Irlanda è invitata a:1) adottare una strategia globale volta ad aumentare la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro, comprendente l'eliminazione dei disincentivi di natura fiscale e previdenziale e che preveda misure atte a facilitare la conciliazione tra lavoro e vita familiare. In particolare, è necessario uno sforzo sostenuto per innalzare gli standard relativi all'assistenza ai figli e ad altri familiari a carico, nonché sistemi di congedo flessibili;2) proseguire le politiche recentemente avviate, comprendenti misure normative, di istruzione e fiscali, allo scopo di sfruttare meglio il potenziale di crescita occupazionale nel settore dei servizi;3) intensificare gli sforzi mirati a diffondere e a migliorare la formazione dei lavoratori sul luogo di lavoro.VIII. ITALIAIl mercato del lavoro ha mostrato una lieve ripresa nel 1998. L'occupazione ha registrato un moderato aumento dello 0,6 % in un contesto di modesta crescita economica e di un netto calo dei costi unitari della manodopera in termini reali. Tuttavia, tale miglioramento non è stato sufficiente a risolvere i problemi strutturali che da lungo tempo affliggono il mercato del lavoro, tra cui:- lenta crescita dell'occupazione e basso tasso di occupazione, del 50,8 % (inferiore di quasi 10 punti percentuali rispetto alla media comunitaria), in collegamento con un basso tasso di occupazione medio nel settore dei servizi (31,7 %);- elevato tasso medio di disoccupazione, che rimane di due punti superiore alla media comunitaria, cui si aggiungono elevati livelli, in aumento, di disoccupazione giovanile (12,9 % dei giovani) e di disoccupazione di lunga durata (8,4 % della forza lavoro);- grande disparità tra donne e uomini in termini di occupazione, di quasi 30 punti percentuali, contro i 20 punti percentuali registrati per l'Unione nel suo insieme; inoltre, la disoccupazione riguarda in misura molto maggiore le donne rispetto agli uomini (rispettivamente 16,7 % e 9,4 %);- rimangono significative le differenze regionali in termini di disoccupazione tra il nord e il sud (nel sud la disoccupazione raggiunge il 22,8 %, percentuale di dieci punti superiore alla media nazionale);- carico fiscale sul lavoro superiore alla media, con un'aliquota d'imposta implicita sul reddito da lavoro che si attesta al 50 % (contro una media comunitaria del 43 %).L'Italia è invitata a:1) intraprendere un'azione decisa, coerente e misurabile per prevenire il diffondersi della disoccupazione di lunga durata tra i disoccupati giovani e adulti. In particolare, occorrono sforzi più intensi per completare la riforma dei servizi per l'occupazione, per attuare politiche preventive in conformità con gli orientamenti 1 e 2 e per migliorare la qualità della formazione professionale. Occorre proseguire gli sforzi mirati a migliorare il sistema statistico di monitoraggio, in modo da fornire entro il 2000 gli indicatori sulla prevenzione e l'attivazione, conformemente alle definizioni e ai metodi concordati;2) adottare e realizzare strategie coerenti, comprendenti misure normative, fiscali e di altro genere, mirate ad alleggerire l'onere amministrativo che grava sulle imprese, a stimolare l'imprenditorialità e a sfruttare il potenziale del settore dei servizi in termini di creazione di posti di lavoro;3) proseguire gli attuali sforzi di riforma mirati a spostare il carico fiscale dal lavoro ad altre basi imponibili;4) proseguire l'attuazione della riforma delle pensioni e di altri sistemi previdenziali, allo scopo di ridurre il passaggio dal mercato del lavoro al pensionamento e ad altri regimi previdenziali;5) adottare politiche globali al fine di colmare le ampie disparità tra donne e uomini in termini di occupazione e disoccupazione, basandosi tra l'altro sulle specifiche iniziative già esistenti. Occorre inoltre introdurre politiche di parità tra i sessi nel quadro di tutti i pilastri del piano di azione nazionale (PAN) in materia di occupazione.IX. LUSSEMBURGOLa situazione dell'occupazione è in generale positiva ed è sostenuta da una forte crescita economica accompagnata da un costante aumento dell'occupazione. Tuttavia, per alcune categorie della popolazione si registrano tassi molto bassi di occupazione, che coesistono con un'enorme affluenza di lavoratori frontalieri. Le questioni chiave relative al mercato del lavoro sono:- tasso di occupazione molto basso dei lavoratori di età superiore a 50 anni (38 %), risultante principalmente da politiche intese a facilitare il ritiro precoce dal mercato del lavoro, come pensioni di invalidità e programmi di pensionamento anticipato;- tasso di occupazione femminile molto basso (45 %), che determina una disparità tra donne e uomini vicina a 29 punti percentuali, una delle più elevate nell'Unione;- crescita di occupazione, di cui il 75 % è rappresentato dai lavoratori frontalieri;- bassa partecipazione all'istruzione e alla formazione permanente.Il Lussemburgo è invitato a:1) esaminare in modo più preciso il sistema fiscale e previdenziale allo scopo di eliminare i disincentivi che possono scoraggiare la partecipazione all'occupazione, in particolare dei lavoratori più anziani;2) proseguire gli sforzi verso una strategia globale volta ad aumentare la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro, che comprenda l'esame dei disincentivi di natura fiscale e previdenziale e misure atte a facilitare la conciliazione tra lavoro e vita familiare.X. PAESI BASSIL'economia ha goduto di un periodo prolungato di forte crescita economica e di creazione di posti di lavoro, con una costante diminuzione della disoccupazione. Benché l'andamento del mercato del lavoro dei Paesi Bassi sia tra i più positivi dell'Unione, restano alcune sfide chiave da affrontare nel mercato del lavoro:- scarsa partecipazione delle persone di età superiore a 55 anni all'attività lavorativa (solo il 31 %, contro una media comunitaria del 40,6 %); il tasso è ancora più basso per le donne (19,8 % contro una media comunitaria del 26,1 %);- malgrado una recente diminuzione, il carico fiscale sul lavoro rimane considerevole;- elevata percentuale di persone a carico del sistema previdenziale rispetto alla popolazione attiva (35 %). Gli assegni di invalidità sono di recente aumentati ed è altresì elevato il numero di persone che beneficiano del sussidio di disoccupazione (9 % della forza lavoro);- emergono strozzature dell'offerta di manodopera, con circa 136000 posti vacanti alla fine del 1998;- elevate disparità tra donne e uomini in termini di occupazione, malgrado il recente aumento della partecipazione femminile all'attività lavorativa. Il tasso di occupazione femminile rimane di circa 24 punti percentuali inferiore al tasso di occupazione riferito agli uomini (80,0 %), il che rappresenta un divario di un milione di posti di lavoro.I Paesi Bassi sono invitati a:1) proseguire gli sforzi volti a migliorare il sistema fiscale allo scopo di eliminare i disincentivi che possono scoraggiare la partecipazione all'occupazione, in particolare delle donne e dei lavoratori più anziani. È necessario un impegno deciso per ridurre l'elevato numero di persone che restano fuori dal mercato del lavoro beneficiando di programmi di sostegno passivo al reddito;2) proseguire gli sforzi mirati a migliorare il sistema statistico di monitoraggio, in modo da fornire entro il 2000 gli indicatori relativi alla prevenzione e all'attivazione, conformemente alle definizioni e ai metodi concordati.XI. AUSTRIALa situazione occupazionale rimane in generale favorevole, malgrado nel 1998 si sia registrato un lieve aumento della disoccupazione. L'economia presenta uno dei più alti tassi di occupazione e uno dei più bassi tassi di disoccupazione nell'Unione. Le sfide principali riguardanti il mercato del lavoro sono:- lenta crescita dell'occupazione durante gran parte degli anni '90 (0,4 % nel periodo 1991-1998 e - 0,03 % nel periodo 1994-1998);- scarsa partecipazione dei lavoratori di età avanzata all'occupazione (43 % nella fascia di età 50-64);- significativa disparità tra donne e uomini in termini di occupazione (21 punti percentuali), malgrado il fatto che il tasso di occupazione femminile sia superiore alla media comunitaria;- carico fiscale sul lavoro superiore alla media, con un'aliquota d'imposta implicita sul reddito da lavoro del 46 %.L'Austria è invitata a:1) riesaminare gli incentivi al pensionamento anticipato e sviluppare sistemi flessibili relativi all'orario di lavoro, in modo da prolungare la vita lavorativa delle persone di età avanzata;2) proseguire una strategia globale volta a ridurre le disparità tra donne e uomini in termini di occupazione, tra l'altro avviando misure atte a facilitare la conciliazione tra lavoro e vita familiare;3) proseguire gli sforzi volti a ridurre l'elevato carico fiscale sul lavoro, con particolare attenzione ai gruppi problematici del mercato del lavoro.XII. PORTOGALLOLa situazione dell'occupazione è migliorata costantemente negli ultimi anni come risultato della forte attività economica. Tuttavia, gli indicatori positivi sui risultati in termini di occupazione nascondono debolezze strutturali che rendono vulnerabile il mercato del lavoro. Le sfide principali nel mercato del lavoro sono:- scarsa partecipazione dei lavoratori ad attività di istruzione e formazione e basso livello di istruzione formale tra i lavoratori adulti;- potenziale significativo di creazione di posti di lavoro nel settore dei servizi, che occupa solo il 38 % della popolazione in età lavorativa;- bassi livelli medi di produttività della manodopera, che indicano livelli insufficienti di competenze della forza lavoro e una lentezza nell'introduzione di nuove tecnologie, nonché la possibilità di modernizzare l'organizzazione del lavoro.Il Portogallo è invitato a:1) proseguire gli sforzi volti a migliorare la qualità del sistema di istruzione e a promuovere la formazione permanente, in particolare coinvolgendo più attivamente le parti sociali;2) adottare e realizzare strategie coerenti, comprendenti misure normative, fiscali e di altro genere, allo scopo di ridurre gli oneri amministrativi sulle imprese, di stimolare l'imprenditorialità e di sfruttare il potenziale del settore dei servizi in termini di creazione di posti di lavoro;3) promuovere un approccio improntato alla compartecipazione e un impegno concreto da parte delle parti sociali, a tutti i livelli appropriati, per l'ammodernamento dell'organizzazione del lavoro, allo scopo di migliorare la produttività e la competitività delle imprese e raggiungere il necessario equilibrio tra flessibilità e sicurezza.XIII. FINLANDIAL'economia ha registrato negli ultimi anni una forte crescita economica e occupazionale, che ha portato ad una significativa riduzione del tasso di disoccupazione. I problemi chiave del mercato del lavoro sono:- bassi tassi di occupazione riferiti agli uomini e alle donne di età superiore a 50 anni (rispettivamente 55,2 % e 50,6 %), notevolmente inferiori ai tassi corrispondenti riferiti ai lavoratori adulti di età inferiore (rispettivamente 76 % e 71 %);- persistenza di un gruppo di disoccupati di difficile inserimento, specialmente tra i lavoratori di età avanzata (7 % della forza lavoro);- elevata disoccupazione giovanile (superiore all'11 %, di due punti percentuali sopra la media comunitaria);- mentre il tasso di occupazione femminile è elevato, in particolare per la fascia di età non avanzata, si registra una notevole segregazione occupazionale e settoriale;- carico fiscale sul lavoro superiore alla media, con un'aliquota di imposta implicita sul lavoro del 55 % (contro una media comunitaria del 43 %).La Finlandia è invitata a:1) proseguire il riesame dei programmi previdenziali esistenti, in particolare quelli che favoriscono il pensionamento anticipato, al fine di prolungare la vita attiva dei lavoratori più anziani;2) proseguire i recenti orientamenti volti a ridurre il carico fiscale sul lavoro;3) esaminare, nel contesto di un approccio di integrazione delle questioni di genere, vari modi per ridurre gli attuali livelli di segregazione occupazionale e settoriale nel mercato del lavoro.XIV. SVEZIALa ripresa globale dell'economia ha determinato un marcato miglioramento del mercato del lavoro nel 1998. Malgrado l'elevato tasso di occupazione, rimangono alcune sfide da affrontare:- lenta crescita dell'occupazione durante gran parte degli anni '90 (-1,7 % nel periodo 1991-1998 e 0,3 % nel periodo 1994-1998);- la disoccupazione si mantiene elevata, all'8,2 %, anche se lievemente inferiore alla media comunitaria;- elevata segregazione occupazionale tra i sessi;- il carico fiscale sul reddito da lavoro è il più pesante dell'Unione, con un'aliquota d'imposta implicita che raggiunge il 58 % (contro la media comunitaria del 43 %).La Svezia è invitata a:1) adottare misure atte a ridurre l'elevato carico fiscale sul reddito della manodopera, in particolare per le fasce con un basso salario netto;2) esaminare, nel contesto di un approccio di mainstreaming, vari modi per ridurre gli attuali livelli di segregazione occupazionale e settoriale nel mercato del lavoro.XV. REGNO UNITOIl mercato del lavoro presenta un andamento recente relativamente favorevole a confronto della media comunitaria. Tuttavia, rimangono da affrontare alcune sfide strutturali:- malgrado una situazione favorevole del mercato del lavoro, i disoccupati giovani e adulti di lunga durata (rispettivamente 18 % e 12 %) rappresentano una quota ancora superiore a quella degli Stati membri che registrano i risultati migliori;- rimangono sacche persistenti di disoccupazione di lunghissima durata e/o di inattività tra i lavoratori più anziani, le minoranze etniche, i genitori di famiglie monoparentali e le comunità svantaggiate;- la disparità tra donne e uomini è superiore alla media comunitaria in termini di occupazione a tempo pieno, con circa 33 punti percentuali, situazione che riflette l'importanza del lavoro a tempo parziale per le donne.Il Regno Unito è invitato a:1) concentrare l'attenzione sul problema della disparità di retribuzione tra donne e uomini e formulare politiche appropriate per affrontare tale questione, basandosi tra l'altro sugli effetti positivi attesi dall'introduzione del salario minimo avvenuta nel 1998;2) incoraggiare un approccio di collaborazione per consentire alle parti sociali, a tutti i livelli appropriati, di raggiungere accordi per l'ammodernamento dell'organizzazione del lavoro, per migliorare la produttività e la competitività delle imprese, raggiungendo il necessario equilibrio tra flessibilità e sicurezza;3) migliorare il sistema statistico di monitoraggio, in modo da fornire entro il 2000 gli indicatori sulla prevenzione e l'attivazione, conformemente alle definizioni e ai metodi concordati;4) proseguire gli sforzi volti a diffondere e a migliorare la qualità delle disposizioni in materia di custodia dei bambini, allo scopo di consentire in particolare alle donne di partecipare maggiormente all'attività lavorativa sia a tempo parziale che a tempo pieno, secondo le preferenze individuali.