CELEX: 51974PC2010
Language: it
Date: 1974-12-10
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa al coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'accesso all'attività degli istituti di credito e il suo esercizio (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (74) 2010
Vol. 1974/0336
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---   COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                          COM(74)2010 def.
                                          Bruxelles , il 10 dicembre 1974
                                  Proposta di
                            DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                 relativa al coordinamento delle disposizioni
                 legislative , regolamentari e amministrative
                   riguardanti l' accesso all' attività degli
                     istituti di credito e il suo esercizio
                 ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM( 74 ) 2010 def .
 ---pagebreak---                              SCHEDA PIMKZIARIA
      Alcune spese potrebbero risultare dall' organizzazione di riunioni
del Comitato menzionato all' articolo 11 della proposta» Tuttavia , tuia
valutazione precìsa di tali spese non è per ora possibile , atteso che
le autorità rappresentate in detto Comitato ne assumeranno una parte     *
che non è stata ancora determinata .
 ---pagebreak---                                       I'TDICE
1. Relazione                       V:    " v
    I. Ragioni, ed obiettivi della direttiva ....»,, ..............  1-5
    II . Commento degli articoli ................................    6 - 14
2 . Proposta di direttiva
    - CQnsiderando                                                  15 - lo
    - Titolo I : Definizioni e campo d' applicazione
       (Articoli 1 e 2 )                                .           19 - 20
    - Titolo II : Disposizioni applicabili agli istituti
      di credito con sede in uno degli Stati membri e
      alle loro succursali negli altri Stati membri
       ( Articoli 3 a 8 ) ..                                      . 21-27
    - Titolo III: Succiarcali di istituti aventi la loro sede
      al di fuori della Comunità
       (Articolo 9 )                                                28
    - Titolo IV : Disposizioni transitorie e generali
       (Articoli 10 a 13 )                    ......                29 - 32
     - Titolo V ; Disposizione finale
         (Articolo 14 }                                             33
 ---pagebreak---                                    RELAZIONE
RAGIONI ED OBIETTIVI DELLA DIRETTIVA
1,     La presente proposta di direttiva costituisce un nuovo passo verso
la creazione di un mercato comune nel settore "bancario . Una prima misura in
tal ©Anso è rappresentata dalla direttiva 73/l83/CEE del 28 giugno 1973 che
ha attuato il principio della non-discriminazione conformemente agli articoli
52 e 59 del Trattato . L' integrazione in questo settore deve ora essere proso*
guita tramite il coordinamento dello più importanti disposizioni contenute
nelle regolamentazioni bancario dogli Stati membri .
2»     Esistono attualmente nella Comunità nove sistemi bancari distinti e in
ampia misura compartimentati « Il fine voluto – che deve essere perseguito     '
parallelamente alle azioni condotte per realizzare un'unione economica o _•
monetaria – consiste nel promuovere la loro interpenetrazione : l' effettivo
esercizio dell' attività dogli istituti di credito nell' insieme della Comu­
nità costituisce infatti un complemento alla libera circolazione dei capi–
tali . D' altro lato , la convergenza delle misure di politica monetaria sarà
notevolmente facilitata se esse possono indirizzarsi a istituti di credito ,
che presentano caratteristiche comuni . Questo obiettivo è lungi dall' essere
raggiunto a causa delle divergenze esistenti fra le disposizioni legislative
e le prassi     amministrative che disciplinano , nei diversi paesi , la vigi­
lanza sull * attività in questione .
3»     Gli istituti di credito non possono che trarre un beneficio dal coor­
dinamento di tali normative e prassi»      dato che il coordinamento amplierà
le loro possibilità di operare su tutto il territorio comunitario . In realtà ,
determinati istituti operano già , in particolare , sulla base di accordi di
collaborazione internazionale , su un piano più ampio di quello prettamente
 ---pagebreak--- intorno » Ma questa collaborazione parte essenzialmente dal presupposto che
i mercati finanziari nazionali restino separati e che tale separazione debba
essere superata tramite accordi che contemplino , ad esempio , il finanziamento
delle imprese multinazionali oppure operazioni in comune effettuate nei paesi
terzi , restando inteso che ciascuno istituto limita al proprio territorio
nazionale le consuete operazioni bancarie » Un' effettiva integrazione sarà
possibile solo se gli istituti di credito acquisteranno una dimensiono euro­
pea e , effettuando operazioni sui mercati di tutti gli Stati membri , entreranno
in concorrenza reciproca oltre le frontiere .
4.     Uno degli scopi principali del coordinamonto , basato sull' articolo 57
del Trattato , consiste pertanto ne11 * agevolare la creazione di succursali ed
il loro funzionamento . Tale obiettivo può * essere conseguito prevedendo , in-
uno stadio finale , ad esempio la possibilità di esonerare , nei limiti del
                                                                 /
possibile , un istituto di credito che abbia costituito una rete di succursali
estesa su tutto il territorio comunitario , dalla vigilanza di otto diversi
paesi ospitanti , e di prevedere invece un cóntrollo centralizzato presso il
solo paese di origino : l*effettiva attuazione di tale principio "del controllo
del paese di origine" consentirebbe alle banche di operare su scala europea,
realizzando notevoli effetti di razionalizzazione .
5.     Per le autorità di controllo la realizzazione di tale principio implica
la necessità di collaborare strettamente nell * esercizio della vigilanza intesa
a garantire l' affidabilità degli istituti di credito . Una siffatta collabora­
zione va distinta da quella ohe potrà inoltre instaurarsi fra le autorità
monetarie per il perseguimento di obbiettivi di carattere economico .
 ---pagebreak---        Occorre inoltro considerare che anche l' attuale grado ai integrazione
nel settore del credito , e in particolare gli accordi di cooperazione conclusi
fra un gran numero di banche f hanno come conseguenza che un controllo effet­
tivo non può * più essere esercitato da un' autorità nazionale che operi isoa»
latamente . Ma lo misure concertate delle autorità di controllo potranno in
realtà divenire effettive soltanto, se tali autorità possono "basarsi su stru–
menti analoghi e su idee cornimi circa gli obiettivi da realizzare .
6.     Le osservazioni che precedono si riferiscono allo succursali degli
istituti di credito : sarebbe auspicabile che misure della stessa natura
potessero applicarsi alle filiali . Ma la presente direttiva considera
questo ultime , ai fini dell' applicazione delle regole in materia di solvi­
bilità e liquidità , alla stregua di istituti autonomi . Per meglio garantire
l' efficacia della vigilanza svigli istituti di credito operanti in più paesi ,
occorrerà pertanto esaminare più a fondo la possibilità di assoggettare f
entro certi limiti , le filiali ed un regime analogo a quello previsto per
 ' '                            •                      /
le succursali .                                                         ■
7.     Le finalità del coordinamento illustrate più sopra non possono tuttavia
essere realizzate in un' unica soluzione . I servizi della Commissione avevano
prospettato , agli inizi dei lavori preparatori , l' elaborazione di un pro­
getto di direttiva contemplante tutti gli aspetti     essenziali della legista*-
zione bancaria. L' adesione alla Comunità di nuovi Stati membri che , soprat­
tutto per quanto riguarda il Regno Unito , non avevano una legislazione ban­
caria comparabile a quella in vigore negli Stati membri originari , non ha
consentito il mantenimento di tale     postazione globale . Ciò * ha indotto
la Commissione a modificare il suo orientamento e a seguire un metodo per
approssimazioni successive . Una siffatta impostazione , che consente di sepa­
rare i settori che presentano problemi di minor rilievo - da quelli che sol­
levano difficoltà maggiori, permetterà di realizzare progressi più rapidi .
                                                        Lo stadio finale del
 ---pagebreak--- coordinamento potrà tuttavia essere realizzato soltanto dopo un' evoluzione
a lungo termine , le prime tappo della quale daranno risultati relativamente
modesti »    '                           ' "    '
                                          ' ' '   *
8»      In tale prospettiva, è previsto che il campo di applicazione della di­
rettiva comprenderà in linea di massima tutte le istituzioni che rientrano
in senso relativamente ampio nolla definizione di attività di istituzioni di
credito , senza escludere peraltro la possibilità di procedere in futuro al-
1 * adozione di disposizioni più specifiche per determinati tipi di istituzioni
speoializzate »
9.      Il metodo dell' adozione di misure progressive articolate in più tappe
implica che la direttiva proposta in appresso si limita a fornire , per una
serie di punti , un primo abbozzo di soluzione a determinati problemi , e à
delineare , pel* altri punti , il programma delle misure da adottare in futuro »
In tale contesto la Commissione attribuisce un' importanza particolare in 'primo
luogo allo disposizioni della direttiva che prevedono il controllo della sol–
vibilità e della liquidità e in secondo luogo alla creazione di un Comitato
di contatto fra le autorità di controllo »
10 »    Per quanto riguarda il primo di tali aspetti , va sottolineato che la
realizzazione del principio del controllo da parte del paese di origine
dovrebbe far si. che l' istituto di credito avente succursali in più Stati
membri non debba, in uno stadio finale , più soddisfare alle regole sulla sol­
vibilità e sulla liquidità in vigore in ciascun paese ospitante » Infatti , in
caso contrario , tale istituto dovrebbe spesso dotare le proprie succursali
di determinati fondi speciali che assumerebbero la funzione del capitale
proprio e sarebbe costretto , per quanto riguarda le operazioni di queste
succursali , ad osservare contemporaneamente le regole del paese ospitante
e quelle del paese d' origine »
 ---pagebreak---        Sarebbe invece preferibile imporgli l' obbligo di rispettare esclusiva­
mente le regole in vigore nel proprio paese d' originej i dati riguardanti
la sua attività globale , compresi quindi quelli relativi a tutte le succur­
sali , dovrebbero essere comunicati a quest'ultimo ; la liquidità e la solvi­
bilità globale dell' istituto verrebbero calcolate in modo centralizzato , il
che avrebbe contemporaneamente un effetto di integrazione od un effetto di
razionalizzazione ( ad esempio , compensazione fra le liquidità dell' istituto
globalmente considerato )» Questa soluzione presuppone inderogabilmente , pena
la distorsione della concorrenza fra gli istituti con sedo in Stati membri
differenti , che si giunga , a termine , all' armonizzazione dei rapporti fra
determinate voci del bilancio .
                                           \
11 »    Per quanto riguarda il secondo aspetto essenziale della sua proposta,
la Commissione ritiene che la costituzione di un comitato di contatto in
cui fossero rappresentate le autorità di controllo consentirà di precisare'
i metodi , le priorità ed il ritmo delle ulteriori misure che dovranno essere
adottate in futuro in una serie di altre direttive di coordinamento per il
settore del credito . Si può * addirittura ritenere che la creazione di tale
comitato costituisce la realizzazione essenziale della presente direttiva#
 ---pagebreak---                                             6
II . COtUCTTO SSGLI ARTICOLI      :              .  -
     Articolo 1
             L' articolo definisco divorso nozioni che compaiono in vari punti '
     della direttiva . '
                                              Λ
     Istituto di credito :     la definizione di tale concetto si basa sulla
     funzione esercitata dalle banche , dalle casse di risparmio , dalle coope~
     rative di credito e da altre istituzioni analoghe nel circuito monetario
     delle eoonomie nazionali . La funzione essenziale di tali istituzioni
     consiste nello stabilire il collegamento fra il risparmio e l' investimento ,
     vale a dire nel raccogliere i fondi e nel concederli in prestito . I fondi
     raccolti sono rimborsabili , é in ciò * sta la distinzione fra l' attività
     delle istituzioni contemplate dalla direttiva e quella delle società di
     assicurazione o degli organismi d' investimento collettivo . Essi possono >
     consistere in depositi (a vista, a termine o a risparmio ), ma possono
     anche rivestirò un' altra forma, in particolare quella di obbligazioni ,1    "
     di buoni di cassa , ecc . Fra le operazioni " attive " figura il credito
     ohe è la forma più importante dell' investimento e che può' assumere tutte
     le forme immaginabili ( debito in conto corrente , credito d' accettazione ,
     prestiti a termine , ecc .)
             E' precisato che il credito devo essere concesso dall' istituto per
     conto . proprio , escludendo in tal modo gli intermediari nel settore del
     credito e la funzione che consiste nella distribuzione di fondi di terzi .
     La raccolta dei fondi e la concessione dei crediti devono essere effet­
     tuate in modo abituale , e questa olausola escludo lo imprese commerciali
     che ricevono occasionclmente fondi dal pubblico e concedono crediti ai
     propri clienti .
     Autorizzazione : La definizione si applica ad ogni atto amministrativo
     d' autorizzazione , anche se non porta espressamente la denominazione
     " autorizzazione", ma assume ad esempio la forma di una registrazione o
     di un " riconoscimento".
 ---pagebreak--- Succursale : Lo scopo essenziale di tale definizione è di distinguere l' unita
operativa in questione doli 5 affiliata (giuridicamente indipendente ) e dal­
l' ufficio di rappresentanza, che non effettua operazioni#
Autorità competenti : L' introduzione di tale nozione globale di " autorità
competenti" è necessaria poiché il controllo bancario è organizzato in
modo diverso nei vari Stati membri ; in alcuni è centralizzato presso orga­
nismi specializzati di vigilanza, in altri è svolto dalla banca centrale ,
in altri ancora esso è ripartito fra organi diversi * La definizione contempla
tutte lo autorità che applicheranno le disposizioni nazionali adottate
sulla base della direttiva, disposizioni che sono concepite in funzione
dell' interesse della tutela dei depositanti , vaio a dire che garantiscono
l' affidabilità delle imprese nel settore creditizio ; occorre distinguere
tali autorità da quelle monetarie , anche se talvolta le due funzioni –
controllo bancaria e controllo del credito – sono esercitate da uno stesso
organo ,                                                  -             .
Articolo 2
       Il campo d' applicazione definito dal presente articolo è molto ampio »
Per assicurare la parità delle condizioni di concorrenza esso include in
linea di Massima tutte le istituzioni che esercitano la funzione essenziale
degli istituti di credito illustrata più sopraf senza operare distinzioni
in base alla vèste giuridica ( ad esempio pubblica o privata), al    raggio
d' azione ( locale o nazionale , o anche internazionale ), alla loro eventuale
specializzazionS^i'econdo il tipo di operazione (a breve termine ,   a medio :
e a lungo termine o universale ) sia secondo il settoro economico    ( credito
agrario , credito industriale, credito alberghiero , eoe ») o altre distinzioni
analoghe » Lo disposizioni della direttiva sono abbastanza generali per poter
essere applioate a tutte queste istituzioni »
 ---pagebreak---       Un breve elenco negativo esclude alcune istituzioni alle quali la *
direttiva non può * manifestamente applicarsi ( ad esempio le banche centrali ),
benché in linea di massima la definizione degli istituti di credito le
ricomprenda»
       Gli Stati membri devono poter disporre , come risulta dai lavori prepa­
ratori , di un' altra possibilità di eccezione , limitata nel tempo . Esistono
infatti istituzioni che , pur appartenendo indiscutibilmente al settore cre­
ditizio , sono soggette ad una normativa o ad un' autorità di controllo par«-
ticolari o che per motivi teonici o politici non sono considerato dai vari
Stati membri alla stessa stregua degli altri istituti di credito . Una parità
di trattamento , pur essendo auspicabile per ragioni ooncorrenziali e pur
essendo possibile sul piano del diritto comunitario , dato il carattere
generale delle disposizioni della direttiva, richiede nondimeno particolari
misure di adattamento da parte degli Stati membri ,; che non possono essere
sempre adottate immediatamente .
      Une procedura speciale mira a garantire che l' eventuale applioazione
differita della direttiva per quanto riguarda determinati tipi o gruppi di
istituzioni non duri troppo a lungo , v.'              ,'
Articolo 3 -                                       -
      Un * autorizzazione preventiva per l' accesso all' attività di istituto di
credito non esiste ancore in tutti gli Stati membri . La sua introduzione
generalizzata è necessaria perchè ogni paese ospitante dove essere certo che
ogni istituto che beneficia della libertà di stabilimento e della libera
prestazione dei serv.izi sia stato - sottoposto a determinati controlli nel
paoso di origine prima di iniziarvi l' attività. .
 ---pagebreak---                                         9
       Nello stadio finale di un mercato comune bancario , tple controllo
deve svolgersi , nell' insieme della Comunità , sulla base degli stessi cri­
teri . Per il momento è tuttavia necessario limitarsi all' indicazione di
condizioni di minima che devono essere richieste da ciascuno Stato membro .
       I criteri identici che devono essere applicati nello stadio finale
non dovrebbero comprendere , come è stato deciso in proposito nel vicino
settore delle Assicurazioni , un esame dell * occorrenza economica e non
dovrebbero lasciare alle autorità competenti la facoltà di concedere
1' autorizzazione con una decisione discrezionale . Per avvicinarsi a tale
obbiettivo è previsto che le istituzioni richiedenti indichino in tm pro­
gramma d' attività i tipi di operazioni che esse intendono effettuare ed
il progetto della propria organizzazione interna (par. 3 ). In tal modo ,
i motivi su cui si basano le decisioni degli Stati membri che per il mo«»
mento applicano ancora l' esame dell' occorrenza economica e dispongono di ./
poteri discrezionali , sono resi più trasparenti e sono sottoposti , in un
certo senso , ad una prima legislazione oggettiva . Gli altri Stati membri
non sono invece tenuti , in base a tale disposizione , a considerare le indi'
cazioni di cui sopra come criteri su cui fondare la loro decisione , e pos­
sono limitarsi a verificare se è stato presentato un programma.
       Le istituzioni autorizzato sono iscritte in un registro, comunitario :
tale registrazione non ha effetto costitutivo ma unicamente dichiarativo.
Articolo 4 o 5
       Nello stadio finale del coordinamento , 1 * istituto di credito , tuia
volta ottenuta, l' autorizzazione nel papse di origino , potrà considerarsi
autorizzato in tutta la Comunità e per tale motivo non avrà più bisogno
di una nuova autorizzazione per le succursali costituite negli altri .
Stati membri . In una prima fase , tuttavia,, la, maggior parte, degli Stati
 ---pagebreak---                                           10
membri non possono rinunciare a sottoporre ad. un esajrie particolare ^ isti­
tuto di credito che si stabilisca per la prima volta nel loro territorio
sotto forma di succursale . Cosi 1 come è impossibile armonizzare tutti i >          ■
criteri per l' autorizzazione di un nuovo istituto di credito , non è attual­
mente possibile coordinare i oriteri per l' autorizzazione delle succursali .
E * peraltro previsto un certo snellimento delle procedure por quanto ri­
guarda due punti •
       Anzitutto , il fatto che l' istituto di credito abbia nel paese di
origine una forma giuridica non ammessa per gli istituti di credito nel
paese ospitante , non può * ■ giustificare il diniego dell' autorizzazione . .
Questa specie di " recìproco riconoscimento " delle forme giuridiche cjnmesso
per gli istituti di credito non vale tuttavia per il banchiere persone,
fisica, vale a dire per una forma di impresa nei confronti della quale in
quasi tutti i paesi sussistono attualmente riserve fondate su motivi di            :
sicurezza »                               "             '
     " Una seconda attenuazione , prevista dall' articolo 5 » riguarda la tutela
delle denominazioni : ciascun istituto di credito sarà libero di usare la ,
propria denominazione di origine nel paese ospitante anche sé a rigore            v:
essa non è conforma alla leggo di tale paese . Le autorità competenti di
quest'ultimo potranno tuttavia esigere che tale denominazione sia accompa­
gnata da determinate precisazioni , onde evitare ogni rischio di confusione
che potrebbe creare ancho distorsioni dòlla' concorrenza.       *
Articoli 6 e 7 ,                                                       ,    . 4. /■
       Con questi articoli si è- intéso compiere un primo passo verso l' armo­
nizzazione dei coefficienti bancari . L' articolo 6 precisa anzitutto 1 quattro
rapporti che devono essero applicati da tutti gli Stati membri per scopi
di osservazione . Non si tratta tuttavia di un elenco esauriente : gli Stati
membri possono mantenere altri coòfficie'nti . Non si tratta neppure di
 ---pagebreak---                                        11 -
regole fisse ma , m une- prima fase , soltanto di rapporti non numerici
che dovrebbero essere applicati a titolo sperimentale . La definizione
delle voci di bilancio tra le quali si effettua il confronto sarà del
pari determinata dall' evoluzione futura, dato che la Commissione è consa»»   '
pevole della necessità di modificare eventualmente i rapporti indicati
         man mano che cambia la struttura del mercato bancario » Per tale
motivo si reputa necessaria una clausola di revisione generale .
      Questa evoluzione dovrà essere determinata dall' esperienza comune
delle autorità di controllo , e potrà formare oggetto di prime discussioni
in seno al Comitato di contatto . Si pud prevedere fin d' ora che i rapporti
originariamente prospettati devranno essere completati e perfezionati
secondo orientamenti ohe è già possibile delineare . Si prospetta in parti­
colare un coefficiente che limiterà i rischi connessi con le operazioni
in valute : dati i recenti eventi verificatisi nel settore bancario , tale
coefficiente potrà infatti assumere un' importanza particolare in un futuro
molto prossimo ..
      L' articolo 7 riguarda l' applicazione di tale sistema alle succursali
create da un istituto di credito in un altro St^to membro » Attualmente si-
può'  ancora esigere che tali succursali dispongano di " fondi di dotazione".
In questo caso sarebbe opportuno che gli Stati membri interessati si accor­
dino per dedurre tali fondi dai fondi propri dell' istituto di credito nel
paese d' origine , a mono che le autorità competenti di quest' ultimo paese
non esigano un bilancio globale in cui figurino anche le attività e lo
passività della succursale .
Articolo 8
      Questo articolo elenca i motivi di revoca dell' autorizzazione » Si
tratta in particolare del caso in cui i fondi propri dell' istituto di
credito non sono più sufficienti (paragrafo 1° , lettera dj si è evitato
di contemplare questo caso nel paragrafo l d , lettera c dato che tale lettera
riguarda il oapitale iniziale e non il capitale di funzionamento ; perdite
di capitale iniziale nei primi esercizi sono da considerarsi normali ) *
 ---pagebreak---                                      -      -- 12
  E » del pari necessario provocare una clausola generalo che contempli ogni
                             Γ            Ν
'infrazione alla logge ( ad esempio , legislazione fiscale , legislazione sul
  controllo dei cambi , ecc .), per la quale quest'ultima prevede la sanzione
  della revoca dell' autorizzazione »
              ·■■'·■ '    ! ι   ·   ·«*...■ /  ·-'
  Articolo 9
         La posizione degli Stati membri per quanto riguarda l' accesso delle
  banche dei paesi terzi divergo sensibilmente » Le soluzioni variano dal
  regime molto rigoroso sino a situazioni estremamente liberali » Il principio
  che consiste nel garantirò agli istituti degli Stati membri un trattamento
  altrettanto favorevole di quello accordato allo banche dei paesi terzi può'
  solo servire da denominatore comune in questa prima fase del coordinamento .
         In tali condizioni, è .estremamentò importante che là Comunità in
  quanto tale sviluppi un atteggianento comune in questo settore in un pros­
  simo avvenire , e precisi tale atteggiamento noi confronti dei paesi terzi
  in occasione dei negoziati sulla costituzione di succursali in tutti gli
  Stati membri »
  Articolo 10
         Questo articolo adotta le disposizioni necessario per precisate la
 posizione degli istituti di credito e delle succursali esistenti noi diritto
 coordinato »          -
 Articolo 11                                       ■> -
         E * già stata sottolineata l' importanza che la Commissione attribuisbo
 alla collaborazione delle autorità competenti » Per inquadrare tale collabo­
 razione è stata, prevista la costituzione di un Comitato di contatto » Il nu­
 mero dei membri di tale Comitato dovrebbe essere ristretto , per garantirne
 il funzionamento ottimale » Secondo la Commissione , i membri del Comitato
 dovrebbero essero le persone che , noi rispettivi Stati , sono responsabili
 ---pagebreak---                                          13
del controllo sull 1 affidabilità dogli istituti di credito e che , in seno
alle rispettive amministrazioni , occupano una posizione che consente loro
di adottare direttanento le decisioni necessarie per la collaborazione .
                                                                   t
       Fra i compiti del Comitato , quelli che figurano nei paragrafi 1 b
e 1 o rivestono un' importanza del tutto particolare#
       Il primo di tali compiti consiste noi far convergere le prassi
seguite nell' attività di vigilanza, esaminando ad esempio una più esatta
definizione delle relazioni fra determinate voci del bilancio .
       Il Comitato non dispone di poteri decisionali per quanto riguarda
lo questioni del controllo "bancario nazionale . I membri del Comitato dovreb­
bero tuttavia includere , ogni qualvolta ciò *, sia possibile , noi loro pro­
cessi decisionali nazionali , uno . scambio di opinioni in seno al Comitato .
       Il' secondò' dei suddetti compiti consiste ne 11 * esaminare , ogni qualvolta
 i membri del Comitato constatino che determinate circostanze ostacolano la
convergenza delle prassi di vigilanza, se ima misura di coordinamento .o
un' altra misura basata sul Trattato CEE possa risolvere la difficoltà ; il
Comitato dovrebbe formulare per la Commissione ogni opportuno suggerimento
di cui quest' ultima terrà conto nella misura in cui lo riterrà valido .
Articolo 12
       Questa disposizione mira a risolvere i problemi che potrebbero derivare
dal fatto che i membri delle autorità competenti sono , da un lato , sottoposti
alle disposizioni riguardanti il segreto professionale e , d' all' altro , tenuti
a collaborare a livello internazionale ed eventualmente a comunicare determi­
nate informazioni . In linea di massima , siffatte informazioni conservano il
carattere riservato ad esse attribuito dall' autorità del paese di origino »
Tuttavia, per evitare che si produca un conflitto fra norme          cegenti * occorre
 ---pagebreak---                                      -H-
completare tale disposizione con una misura di ravvicinamento delle legis Ina­
zioni ; ì membri delle autorità di controllo non devono essere obbligati
dalla legislazione del proprio paese a divulgare lo informazioni dì carat­
tere riservato che essi ricevono dal colleghi di altri paesi * La divulga^»
zione può * tuttavia essere ammessa , ma solo à condizione ohe sia espressa-
mcnte autorizzata dalle autorità che hanno comunicato le informazioni»'
                                                         /
Articolo 13
       Questa disposizione garantisce , come è consuetudine in direttive
analoghe , l' esistenza di una tutela giuridizionale negli Stati membri .
Articolo 14
       Questo articolo contiene le consuete disposizioni finali , e' in par­
ticolare una preoisazione per quanto riguarda il termine d' applicazione
della direttiva: infatti j fermo restando in ogni caso il termine di due
anni , gli Stati membri daranno attuazione nazionale ' alla direttiva soltanto
18 mesi dopo aver avuto conoscenza, della sua eventuale applicazione diffe­
rita da parte di taluni Stati membri per cjuanto riguarda determinati isti­
tuti di credito .
 ---pagebreak---                               Proposta di direttiva del Consiglio
                              relativa al coordinamento delle disposizioni
                               legislative , regolamentari e amministrative
                                riguardanti l' accesso all' attività degli
                              istituti di credito e il suo esercizio
IL CONSIGLIO DELLE COMUEITA' EUROPEE,
visto il Trattato che      istituisce la Comunità economica europea , in parti­
colare l' articolo 57 ,                              t
vista la proposta della Commissione ,
visto il parere del Parlamento europeo ,
visto il parere del Comitato economico e sociale ,
considerando che , al fine di facilitare 1' accesso all' attività degli istituti
di credito ed il suo esercizio , è necessario eliminare le differenze più sen­
sibili tra .le ( legislazioni degli Stati membri per quanto riguarda il' regime
al quale detti istituti sono sottoposti ;
considerando tuttavia che , tenuto conto dell' importanza di tali differenze ,
non è possibile porre in essere le condizioni regolamentari richieste per un
mercato comune degli istituti di credito per il tramite di un' unica direttiva
che occorre quindi procedere per tappe successive ; che il risultato finale
di tale processo dovrebbe consentire , in particolare , di affidare la vigi­
lanza su un istituto di credito e sulle sue succursali in tutta la Comunità ,
essenzialmente alle autorità competenti dello Stato membro in cui l' istituto
di credito ha la sede sociale ;                                         .
considerando che le disposizioni della presente direttiva , per garantire
parità   di condizioni di concorrenza tra gli istituti di credito , dovrebbero
applicarsi all' insieme di questi ; che , per conseguenza , è necessario che il
loro campo di applicazione abbia la massima ampiezza possibile , nonostante
debbano essere previste talune deroghe relative a certi istituti di credito ,
 ---pagebreak---                                         - 16 -
quali le "banche centrali , cui la direttiva non può' applicarsi ;
considerando tuttavia che un unico e solo regime di vigilanza non sempre
può' applicarsi a tutti i tipi di istituti , di credito ; Che è dunque oppor­
tuno ammettere che l' applicazione della direttiva possa essere differita
 per       taluni gruppi o tipi di istituti per cui un' applicazione immediata
della stessa potrebbe risultare difficile a motivo di problemi di carattere
tecnico ; che ron bisogna escludere la possibilità che in futuro risultino
necessarie disposizioni più specifiche applicabili a tali istituti ; che tut­
tavia è auspicabile che dette disposizioni specifiche si basino su un certo
                                                   (
numero di principi comuni ;
considerando che lo scopo      perseguito è quello di introdurre in futuro ,
nell' insieme della Comunità , una procedura di autorizzazione analoga , che
preveda, condizioni uniformi ; che tuttavia , in una prima tappa , occorre . limi-,
tarsi a stabilire determinate condizioni minime che tutti gli Etati membri
dovranno imporre ;
considerando che lo scopo summenzionato potrà essere conseguito soltanto se
i criteri di , valutazione che prevedono-' un margine discrezionale - particolare'
mente ampio per alcune autorità      di controllo saranno progressivamente ri- ;
dotti ; che l' esigenza di un programma d' attività può *. soltanto , in : questa
prospettiva , essere caisLcterata un elemento che conserte alle autorità compe­
tenti di decidere sullg. base di un J informazione più accurata ,, nel quadro di :
criteri oggettivi ;
considerando che l' obiettivo finalè del coordinamento è di introdurre, ' ]paral-
lelamer^e, alla realizzazione progressiva di un' unione economica e monetaria *
un sistema secondo cui le succursali provenienti da uno Stato membro saranno
esentate da qualsiasi procedura di autorizzazion e ih tutta la Comunità ; >
che tale obiéttivo non può' essere realizzato '' immediatamente ; che sin dalla
prima tappa è peraltro possibile una maggiore elasticità per quanto riguarda
i requisiti relativi alle forme giuridiche degli istituti di credito e •
 ---pagebreak---                                        - 17 -
la tutela delle denominazioni ; che fino a quando non sara stato realizzato
uri ulteriore coordinamento le legislazioni nazionali resteranno pienamente
autonome per quanto riguarda gli altri punti ;
considerando che il controllo centralizzato nel paese d' origine sarà facili­
tato quanto maggiore sarà l' equivalenza delle condizioni finanziarie che
questi istituti devono soddisfare ; che senza attendere l' armonizzazione delle
situazioni contabili degli istituti di credito destinate alle autorità di
controllo , un primo passo in questa direzione può' essere fatto mediante una
definizione dei rapporti tra determinati elementi delle situazioni contabili
introdotti a fini di osservazione e complementariamente ad eventuali coeffi­
cienti obbligatori nei vari Stati membri ; che , inoltre , è necessario avviar©
senza indugio il coordinamento degli schemi di tali situazioni contabili ;
che nel quadro della cooperazione summenzionata si farà il possibile per
mettere a punto progressivamente un sistema di coefficienti definiti nella
stessa maniera ed equivalenti al fine di applicarlo ir: tutti i Paesi membri ;
che a questo proposito , sarebbe auspicabile distinguere i coefficienti volti
a garantire la solidità della gestione degli istituti di credito da quelli
aventi finalità di politica economica e monetaria ;
considerando che il regime applicato a.lle succursali degli istituti di cre­
dito aventi la loro sede al di fuori della Comunità dovrebbe essere analogo
in tutti gli Stati membri ; che , attualmente , occorre prevedere che questo
regime non possa essere più favorevole per queste succursali che per quelle
di istituti provenienti da un altro Stato membro ; che è opportuno precisare
che in future il regime di queste succursali sarà definito dagli accordi
conclusi tra la Comunità e gli Stati terzi interessati , tenendo conto del
principio di reciprocità ;
considerando che -l' csaae.'fioi problemi concreti eh© si1 pongono n<cllo istorie-
trattate dalle direttive adottate dal Consiglio por quanto tìonccrftè l' atti­
vità dogli' er-.ti creditizi , in particolare in vista di un coordinamento più
penetrante , esigo che le autorità competenti e la Commissione cooperino
in seno ad UÌ.
 ---pagebreak---                                       - 18 -
Comitato di contatto ; che e necessario eie le autorità realizzino in tale
ambito la più stretta collaborazione per quanto riguarda la vigilanza sugli
enti creditizi ;
considerando altresi' che per quanto riguarda l' orientamento del coordina­
mento futuro , occorrerà consultare gli ambienti professionali interessati
e che è necessario che la Commissione programmi di istituire un Comitato in
cui tali ambienti verranno rappresentati
HA ADOTTATO LA PRESENTE . DIRETTIVA :                                -,
 ---pagebreak---                                        - 19 -
                                       TITOLO I
                        EEFTFIZIOIï E CAilPO D' APPLICAZIOIME
                                     Articolo 1
       Ai sensi della presente direttiva si intende per :
- istituto di credito : un' impresa la cui attività abituale consiste nel
  ricevere direttamente o indirettamente depositi od altri fondi rirabor–
  sabili dal pubblico e nel concedere crediti per proprio conto ; .
- autorizzazione : un atto di un' autorità pubblica sotto qualsiasi forma ,
  dal quale discenda la- facoltà di- esercitare l' attività di istituto di
  credito ?  . <■ •.
- succursale : sede  di attività che costituisce parte , sprovvista di auto­
  nomia giuridica , di un istituto di credito e che effettua direttamente le
  operazioni inerenti all' attività 'soprammenzionata : parecchie sedi di atti- .
  vità costituite nello stesso Stato membro da un istituto di credito con sede
  sociale in un altro Stato membro sono considerate come una succursale unica ;
  più istituti di credito , affiliati ad un organismo centrale che , sulla base
  della regolamentazione nazionale , garantisce la totalità dei loro impegni ,
  possono essere assimilati alle succursali ;                        . •
- autorità competenti : le autorità cui gli Stati membri affidano l' applica­
  zione delle disposizioni legislative , regolamentari ed amministrative in
  materia di istituti di credito , nonché la vigilanza degli stessi »
 ---pagebreak---                                        - 20 -
                                       Articolo 2
1 , La presente direttiva riguarda l' accesso all' attività degli istituti di
      credito e il suo esercizio .         ,
  2• Ne è esclusa l' attività
     - delle banche centrali degli Stati membri ,
     - degli uffici dei conti correnti postali ,
     - degli organismi competenti per lo sviluppo regionale negli Stati membri ,
     - della "Kreditanstalt für Wiederaufbau" m Germania ,
     - della " N.v . Export-Pinanciering-Iiaatschappi j ", della "Nederlandse
        Financieringsmaatschappij voor Ontwikkelingslanden ïiT.V. " e della
        " Nederlandse Investeringsbank voor Ontwikkelings landen N.V. " nei
        Paesi Bassi .
 3 . Gli Stati membri possono differire l' applicazione della presente direttiva
     nei confronti di taluni gruppi o tipi di istituti di credito nel caso che
     una applicazione immediata delle norme coordinate ponga       problemi tecnici
     che non possono essere risolti a breve scadenza# Tali problemi possono
     risultare sia in quanto tali istituti sono soggetti al controllo di
     un' autorità diversa da quella normalmente competente per il controllo
     bancario , sia in quanto essi sono sottoposti ad un regime particolare .
     L' applicazione differita non può' comunque essere motivata dallo statuto
     di diritto pubblico , dalle modeste dimensioni o dalla limitatezza del
     raggio d' azione degli istituti di credito in questione . Essa può' solo
     applicarsi agli istituti       esistenti al momento della notifica.
     della direttiva .
 4. L' applicazione differita di cui al paragrafo 3 è motivata e notificata alla
     Commissione dallo Stato membro interessato .
     Essa interessa un periodo di due anni rinnovabile previa consultazione del
     Comitato di cui all' articolo 11 , e diviene effettiva alla data di pubbli­
     cazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee , cioè al massimo
     éntro sei mesi a decorrere dalla notifica della presente direttiva .
     Su proposta della Commissione , che ha preliminarmente consultato il Comi­
     tato , il Consiglio decide la data alla quale gli Stati membri mettono fine
     a tale obbligazione differita .
 ---pagebreak---                                          TITOLO II
                             DISPOSIZIONI APPLICABILI AGLI ISTITUTI
                             DI CREDITO CON SEDE III UilO DEGLI STATI
                             MEMBRI E ALLE LORO SUCCURSALI ITEGLI
                             ALTRI STATI MEMBRI
                                         Articolo 3
1.         Gli Stati membri prescrivono che gli istituti di credito soggetti alle
■ disposizioni della presente direttiva debbono avere ottenuto un' autorizzazione
    prima di iniziare la loro attività . Essi ne definiscono le condizioni fatto
    salvo quanto disposto dai successivi paragrafi 2 e 3 » e le notificano alla
    Commissione »
2.         Senza pregiudizio delle altre   condizioni eventualmente fissate dalle
    legislazioni nazionali , le autorità competenti non rilasciano l' autorizzazione
    quando :
   '- l' istituto di credito non possiede fondi propri sufficienti ;
    – le persone che determinano effettivamente l 1 orientamento della sua atti­
      vità non possiedono adeguato qualifiche professionali e non sonò degne di
      fiducia .
3.         Gli Stati membri prescrivono inoltre che la domanda di autorizzazione
    deve essere corredata da un programma di attività in cui siano specificati
    in particolare    il genere delle operazioni previste e la struttura dell' or­
    ganizzazione dell' istituto .
4;         Il Comitato di cui all' articolo 11 ha il compito di esaminare le defi­
    nizioni    previste dalle autorità competenti in ordine alle condizioni enunciate
    al paragrafo 2 , nonché le indicazioni che devono figurare nel programma di
                                                                                  < .
    attività , e formula eventualménte alla Commissione proposte per un coordina­
    mento più articolato .
 ---pagebreak---                                               - 22 -
   5«         Il diniego dell' autorizzazione dovrà essere motivato e comunicato al
       richiedente entro sei mesi dalla presentazione della domanda , o qualora
       quest' ultima sia incompleta , al massimo sei mesi dopo la presentazione di una
       documentazione contenente tutti ^-li elementi richiesti dalle disposizioni in
       vigore *
   6»         Tutte le autorizzazioni e tutti i casi di diniego della stessa sono
      notificati alla Commissione . Ogni istituto di credito deve essere iscritto in
      un elenco di cui la Commissione curerà la pubblicazione nella Gazzetta Uffi­
      ciale delie Comunità Europee e l' aggiornamento .
                                              Articolo 4
   1*         In attesa di un ulteriore coordinamento che permetta di creare succur­
      sali in tutta la Comunità senza dover sottostare a procedure di autorizzazione ,
      gli Stati membri possono subordinare l' accesso nel loro territorio delle suc­
      cursali di istituti di credito soggetti alla presente direttiva e aventi la
      sede sociale in un altro Stato membro , ad un' autorizzazione conforme alla
      legislazione e alla procedura applicabile agli istituti di credito aventi
      sede nel loro territorio .
   2.         Gli Stati membri non possono tuttavia rifiutare l' autorizzazione allo
      succursali di un istituto di credito per il solo motivo che quest' ultimo è
      costituito in un altro Stato membro in una forma giuridica non ammessa per
      gli istituti di credito che svolgono funzioni analoghe nel paese ospitante .
      La presente disposizione non si applica tuttavia agli istituti di credito
      formati da una sola persona fisica .
. 3»         Le autorità competenti informano la Commissione dell' esito che esse
      danno alle richieste di autorizzazione ad esse presentate per la creazione di
 '    tali succursali .
 ---pagebreak---                                                - 23 -
' 4»          Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano il regime che
        gli Stati membri applicano alle succursali costituite nel loro territorio
        dagli istituti di credito che vi hanno la sede sociale . Nonostante l' arti­
        colo 1 , 3° trattino , seconda frase , la legislazione degli Stiti membri che
        esigono un' autorizzazione separata per ogni succursale di un istituto di cre­
        dito avente la sede sociale nel loro territorio si applica anche alle suc­
       cursali degli istituti di credito avente la sede sociale in un altro Stato
       membro .                                        .   ' -
                                            Articolo 5
               Gli istituti di credito soggetti alle disposizioni della presente
       direttiva possono utilizzare sul territorio della Comunità la stessa denomi­
       nazione utilizzata nel paese in cui hanno la sede sociale , nonostante le
       disposizioni relative all' uso dei termini "banca", " cassa di risparmio " o di
       altre denominazioni simili che possono esistere nel paese ospite , liei caso
       che vi fosse un pericolo di confusione , le autorità competenti dei paesi
       membri ospiti possono esigere , a fini di chiarezza , l' aggiunta di un termine
       esplicativo alla denominazione .
                             ..   . V
                                            Articolo 6
  1.         In attesa di un ulteriore coordinamento , le autorità competenti stabi­
       liscono a titolo di osservazione e complementariamente agli eventuali coef­
       ficienti obbligatori da esse applicati i seguenti rapporti , allo scopo di
       esaminare la sicurezza finanziaria degli istituti soggetti alla presente
       direttiva :
       a ) rapporto tra fondi propri e depositi ;
     . b ) rapporto tra fondi propri e complesso delle poste attive ; tuttavia le
           autorità competenti possono escludere taluni gruppi di attività che non
           comportano rischi , ad esempio i crediti verso uno Stato membro o garan­
           titi da quest' ultimo ;
       c ) rapporto tra fondi propri e attività immobilizzate ;
       d ) rapporto tra passività esigibili ed attività liquide .
 ---pagebreak---                                          - 24 -
2»       Almeno una volta ogni tre mesi le autorità competenti procedono al cal­
   colo dei rapporti di cui al paragrafo 1 .
3,       Le autorità competenti esaminano , in seno al Comitato di cui all' arti­
   colo 11 , l' opportunità
   a ) di stabilire , oltre ai rapporti previsti dal paragrafo 1 , il rapporto fra
       i fondi propri ed il totale delle diverse posizioni di cambio aperte , in
       contanti e a termine, nonché il rapporto fra i fondi propri e le posizioni
       relative alle diverse scadenze prese in considerazione ;
   b ) di estendere il rapporto di cui al paragrafo 1 , lettera a, alla totalità ,
       o a una parte delle passività esigibili e di operare , per tutti gli Stati
       membri , una scelta fra taié rapporto e quello di cui al paragrafo 1 ,
       lettera b > .
   c ) di completare e anche sostituire il rapporto di cui al paragrafo 1 , lette­
       ra d , con un rapporto fra le passività esigibili a breve termine e le atti­
       vità liquido e con un rapporto fra la totalità o tuia parte delle passività
       esigibili e le attività investite a medio o a lungo termine .
4.       Previa consultazione del Comitato di cui all' articolo 11 , la Commissione
   può * modificare l' elenco dei rapporti di cui al paragrafo 1 onde prendere in
 ' considerazione differenze e mutamenti strutturali nel settore disciplinato
   dalla presente direttiva »
5•       Le autorità competenti esaminano , in seno al Comitato di cui all' articolo
   11 e ai fini del loro coordinamento , i metodi da applicare per il calcolo dei
   rapporti di cui al precedente paragrafo 1 , in particolare le definizioni pre­
   cise da dare ai vari elementi ; in sede di esame' esse si basano sui risultati
   dei loro calcoli ottenuti per gruppi comparabili di istituti di credito .
 ---pagebreak---                                          - 25 -
                                       Articolo 7
1,       Per vigilare sugli istituti di credito che hanno costituito succursali
   in uno o vari Stati membri diversi da quello in cui si trova la sede sociale ,
   le autorità competenti degli Stati membri interessati collaborano stretta­
   mente . Est e si comunicano tutte le informazioni che possono agevolare la
   vigilanza di dette succursali e dell' istituto di credito che le ha costi­
   tuite .            i
2.      Le autorità competenti di uno Stato membro nel cui territorio è costi­
   tuita una delle succitate succursali , possono esigere , in attesa di un ulte­
   riore coordinamento , che siano posti a disposizione della succursale fondi
   di dotazione ; esse possono osservare la solvibilità di quest' ultima in
   base ai rapporti di cui all' articolo 6 , paragrafo 1 , lettere a , b e c ,
   basandosi su detti fondi di dotazione ; esse informano le autorità competenti
   del paese di origine sui risultati delle loro osservazioni .
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                                         Articolo 8
  1*         Le autorità competenti revocano 1 * autorizzazione ad un istituto eli
      credito soggetto alla presente direttive, o a una succursale autorizzata
      ir. virtù dell' articolo 4 quando l' istituto o la succursale
     a ) non si serv.c dell' autorizzazione entro sei mesi , vi rinuncia espressa­
          mente o ha cessato di esercitare la sua attività per un periodo superiore
          a sei mesi , a meno che lo Stato membro interessato non preveda in tal
,         caso che l' autorizzazione è scaduta ;
     b ) ha ottenuto l' autorizzazione presertando false dichiarazioni o con
          qualsiasi altro mezzo irregolare ;
     c ) non soddisfa più le condizioni cui è vincolata l' autorizzazione , fatta
          esclusione dei requisiti attinenti ai fondi propri ;
     d ) non possiede, più fondi propri o fondi di dotazione sufficienti o non
          soddisfa ai più necessari requisiti di solvibilità o liquidità ;
                                                         /
     e ) incorre ir. gravi mancanze relativamente agli altri obblighi previsti
          dalle rogolamor.taziori nazionali , quando queste ultime contengono norme
          che prevedono espressamente la revoca dell' autorizzazione    per tale
          motivo .
  2.        Inoltre , l' autorizzazione di una succursale accordata in virtù dell' ar­
     ticolo 4 viene revocata quando l' autorità competente del paese in cui l' isti­
     tuto di credito che ha costituito la succursale , ha revocato l' autorizza­
     zione a tale istituto ,
3.          Si procedo alla revoca ai sensi del paragrafo 1° , lettere c e d , solo
     quando i provvedimenti prescritti dalle autorità compotenti per ristabilire
     la situazione dell' istituto o della succursale non hanno manifestamente
  ι
     possibilità di successo o non sono posti in essere dall' istituto o dalla
     succursale .
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4.       Prima di revocare ad una succursale l' autorizzazione accordata in virtù
   dall' articolo 4 » viene consultata l' autorità competente dolio Stato membro
   in cui si trova la sua sede sociale . La consultazione può' essere sostituita
   da una semplice cor/amicasi ore nei casi in cui sia necessario un intervento
   di estrema urgenza . Identica procedure, si applica , per analogia , in caso di
   revoca dell' autorizzazione ad un istituto di credito avente succursali in
   altri   Stati membri »
5»       La revoca dell' autorizzazione deve essere motivata e notificata agli
   interessati , nonché alla Commissione .
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                                     TITOLO III
                SUCCURSALI DI ISTITUTI AVENTI LA LORO SEDE AL PI FUORI
                                    IELLA COMUNITÀ'
1.   "   In attesa di un ulteriore coordinamento delle disposizioni ? egislative ,
   regolamentali ed amministrative sullo succursali di istituti di credito aventi
   la loro sedo sociale al di fuori della Comunità , gli Stati membri non appli­
   cano a tali succursali , per quanto riguarda l' accesso all' attività o 1' eser­
   cizio di questa , disposizioni da cui risulta un trattamento più favorevole di
   quello cui sono sottoposte le succursali di istituti di credito degli Stati
   membri .                                                                 <
2.       Le autorità competenti comunicano al Comitato di cui all' articolo 11 le
   domande di autorizzazione di succursali presentate loro da istituti di credito
   averti la loro sede sociale al di fuori della Cciflunità »
3.      Kediant e accordi conclusi conformemente al Trattato con    .uno o più Stati
   terzi , la Comunità può' stabilire l' applicazione di disposizioni che , sulla
   base del principio di reciprocità , accordano alle succursali di un istituto
   avente la sua sede sociale al di fuori della Comunità , il medesimo tratta­
   mento sull' insieme del territorio di quest' ultima »
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                                        TITOLO IV .
                         Dir,?03Trj0NT TFAiïSITORIE E GSVERALI
                                     Articolo 10
      Gli istituti di credito soggetti alla presente direttiva che hanno
iniziato la loro attività in condizioni regolari prima dell' entrata in vigore
delle disposizioni di applicazione della direttiva , sono considerati come
autorizzati . Essi devono soddisfare la condizione di cui all' articolo 3 , para­
grafo 2 , secondo trattino , e sono soggetti alle disposizioni della presente
direttiva relative all' esercizio dell' attività degli istituti di credito .
Essi figurano nell' elenco di cui all' articolo 3 , paragrafo 6 .
    Le succursali che un istituto di credito soggetto alla presente direttiva
ha costituito in condizioni regolari prima dell' entrata in vigore delle       dis­
posizioni della predetta direttiva in uro Stato membro che esige un' autoriz­
zazione di tali succursali , vengono considerate autorizzate      e soggette alla
                                      1      .        .   - \     '          ! N1
presente direttiva .
      So un istituto o una succursale sono considerati come autorizzati ai
sensi dei paragrafi 1 e 2, senza che , prima dell' inizio della loro attività ,
si sia avuta una procedura di autorizzazione , il divieto di proseguire la loro
attività sostituisce la revoca dell' autorizzazione . Tale disposizione consente
l' applicazione per analogia dell' articolo 8 ,
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                                            Articolo 11
                                                                              •    4
1 . ■;      Presso la Commissione è costituito un Comitato di contatto con il com­
     pito :
     a ) di facilitare , ferme restando le disposizioni degli articoli 169 e 170
         del Trattato , un' applicazione armonizzata delle direttive adottate dal
         Consiglio per quaato riguarda l' attività degli istituti di credito , attra­
         verso una regolare concertazione sui problemi concreti della loro appli­
         cazione ;                                             1
     b ) di facilitare una concertazione fra le autorità competenti per quanto
         riguarda l' accesso all' attività di istituto di credito ed 5.1 suo eser­
         cizio ; tale concertazione riguarda in particolare :
       - le decisioni che gli Stati membri potrebbero adottare in ordine all' appli­
         cazione differita della direttiva ;                                -
       - le condizioni alle quali sono autorizzati i nuovi istituti di credito ,
         nonché le succursali di istituti aventi sede in un altro Stato membro o
         al di fuori della Comunità ;
       – i rapporti fra determinate posizioni del bilancio enunciate all' articolo 6 ;
       – le revoche dell' autorizzazione ;
   ' «- le informazioni che la Commissione riceve relativamente ai mutamenti delle
         legislazioni nazionali nel settore disciplinato dalla presente direttiva ;
     c ) di assistere la Coronù-s siòne nell' elaborazione di nuove proposte al
         Consiglio per quanto riguarda il coordinamento da perseguire in questo
         settore e di censi gliarla sulle questioni relative all' evoluzione della
         struttura del settore bancario ;
     d) di realizzare la coopcrazione prevista dall' articolo 7 della direttiva
         73/183/CEE del 28 giugno 1973 .
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2.        Il Comitato di contatto e composto da rappresejrtanti delle autorità
   competenti di ciascuno Stato membro nel numero massimo di 2 , nonché da due
   rappresentanti della Como&ssione . A questi rappresentanti possono occasio-» •
   nalinente aggiungersi , con il consenso preliminare del Comitato , yuo o più '
   esperti .. Alla segreteria provvedono i servizi della Commissione . ■
3»        Il Comitato si riunisce per la prima volta su convocazione della Com­
   missione e sotto la presidenza di uno dei suoi rappresentarti . In tale occa­
   sione esso adotta il proprio regolamento interno che conprenderà in partico­
   lare delle disposizioni sulle sue relazioni con il Pondo Europeo di Coopc-
   razione Monetaria ed elegge il presidente e il vicepresidente »
4.        La presidenza e la vicepresidenza sono esercitate a turno , por la durata
   di un anno , dai membri che rappresentano le autorità competenti di tino stesso
   Stato membro .
5.      - Il Comitato è convocato dal Presidente sia di iniziativa propria , sia
   a richiesta di uno dei membri .
6.        Le deliberò del Comitato sono coperte dal segreto professionale di cui
   all' articolo 12. Ad esse non deve essere data alcuna pubblicità, salvo deci­
sione espressa del Comitato.
                                     Articolo 12
1.        Gli Stati membri prescrivono che tutte le persone che esercitano un' at­
tività presso le autorità competenti sono tenute al segreto professionale .
Questo segreto implica che nessuna informazione da esse ricevuta a titolo pro­
fessionale può' essere divulgata se non in forza di disposizioni legislative.
Esso implica anche- -l' assenza di qualsiasi obbligo di comunicare tali informa­
zioni ad altre autorità .
2.         Il pars-grafo 1 sì applica pure ai rappresentanti della Commissione in
seno al Comitato di cui all' articolo 11 .
3.         La disposizione del paragrafo 1 non impedisce tuttavia alle autorità
competenti dei vari Stati membri di scambiarsi le informazioni previste dalla
presente direttiva. Le informazioni cosi * scambiate sono coperte dal segreto
cui sono tenute le persone che lavorano presso l' autorità competente che le
riceve . Quest'ultima può * divulgarle solo se autorizzata espressamente e per
iscritto dall' autorità che tali informazioni ha comunicate .
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                                       Articolo 13
      Gli Etati membri stabiliscono che contro le decisioni prese nei riguardi
di un istituto di credito in applicazione delle disposizioni legislative , rego­
lamentari ed amministrative adottate conforrnente alla presente direttiva sia
possibile un ricorso ghE'sdiaicnàle ; ciò' vale anche nel caso che non si decida
su una domanda di autorizzazione che contiene tutti gli elementi richiesti
dalie disposizioni vigenti , entro sei mesi dalla sua presentazione »
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                                        TITOLO V
                                 DISPOSIZIONE FINALE    :
                                       Articolo 14
1.      !\Tei 18 mesi ohe seguono la pubblicazione di cui all' articolo 2 , para­
   grafo 4 » & comunque entro i 24 mesi che seguono la notif ica della pre-t ;J .. ■
   sente direttiva , gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per la
   sua applicazione , JDssi ne danno imnediata comunicazione alla Commissione .
2»      A decorrere dalla notifica         della presente direttiva , gli Stati
   membri comunicano alla Commissione qualsiasi progotto di disposizioni legi­
   slative , regolamentari ed amministrative relative alla materia disciplinata
   dalla preserte direttiva entro un termine sufficiente perchè essa sia in
   grado di pronunciarsi .
3.       Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .