CELEX: 51967PC0684
Language: it
Date: 1967-11-22
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa all'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti i regimi dei depositi doganali (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (67) 684
Vol. 1967/0120
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                        COM(67)684 def.
                                        Bruxelles . 22 novembre 19 67
                               Proposta di
                         DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
     relativa all' armonizzazione delle disposizioni legislative ,
              regolamentari e amministrative   riguardanti
                     i regimi dei  depositi doganali
              ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM(67 ) 684 def .
 ---pagebreak---                                RIASSUNTO
              Negli Stati membri esistono attualmente depositi doganali pub­
blici e privati nei quali vengono , introdotte le merci importate . Durante
la loro permanenza nei depositi , le merci sono considerate come al di
fuori della.linea doganale e possono quindi in seguito essere riesportate ,
o immesse in consumo , o sottoposte ad un regime doganale diverso .      I dazi
doganali , le tasse di effetto equivalente e i prelievi agricoli vengono
di conseguenza riscossi solo all' atto dell' immissione in consumo ,
   v          Le norme che regolano il funzionamento dei depositi sono state
                                          membro
emanate dalle autorità di ogni Stato/e variano attualmente da uno Stato
membro all' altro .    L' esistenza di tali differenza fra i vari Paesi della
Comunità potrebbe avere come conseguenza che gli operatori desiderosi di
avvalersi del regime dei depositi doganali preferiranno introdurre le
merci in un deposito soggetto ad un regime più liberale .
              Ai sensi della risoluzione del Consiglio di Ministri dell' ll
              e
maggio I9 66/al fine di evitare le deviazioni di traffico e di introiti
doganali che si produrebbero se tale situazione dovesse continuare , la
Commissione , richiamandosi anche del suo programma d' azione e tenuto
conto del fatto che talune disposizioni nazionali rientranti nel dominio
della presente direttiva hanno un' incidenza diretta sull' instaurazione
e il funzionamento del Mercato comune , ritiene che le disposizioni dell' ar­
ticolo 100 . del Trattato sono le sole applicabili .
              La presente direttiva fissa quindi le norme che le legislazioni
degli Stati membri devono disporre in materia .       Dopo aver fissato il
campo di applicazione della direttiva , queste norme vertono soprattutto
sugli effetti del regime dei depositi , sulle condizioni in cui possono
essere istituiti questi stabilimenti , sugli obblighi dei depositanti e dei
depositari .    Stabiliscono altresì' il principio secondo cùi ogni merce im­
portata può essere tenuta in deposito per un periodo massimo di 5 anni e
formare oggetto di cessione , prima di vedersi assegnare ad un altro regime
doganale , od essere riesportata .     Circa il trattamento tariffario delle
merci immesse
 ---pagebreak---   in consumo dopo il deposito , le disposizioni della direttiva , nel! ' obbligare
  gli Stati membri da stabilire la base imponibile secondo le norme comuni ,
„ nonché di applicare i dazi doganali , le tasse di effetto equivalente e i
  prelievi agricoli in vigore alla data di uscita dal deposito , permettono
  di assicurare l' uniformità di applicazione della tariffa doganale comune .
     •  E' 'previsto che le disposizioni della presente direttiva , che lascerà
  immutata    la possibilità di stoccaggio indispensabili sul piano economico
  ed attualmente esistenti negli Stati membri , debbono essere applicate prima
  del 1 « luglio 1968 .
 ---pagebreak---                              RILAZIONE
Osservazioni preliminari
1.       Lai messa in opera dell' Unione doganale , sulla quale è fondata la
Comunità Economica Europea, è disciplinata, per l' essenziale , nel Capitolo
del Trattato che le è dedicato . In tale Capitolo del Trattato figurano
delle prescrizioni precise per quanto attiene all' abolizione dei dazi do­
ganali . intracomunitari , all' instaurazione progressiva della Tariffa doga­
nale comune , nonché alle modifiche o alle sospensioni autonome di essa .
Per contro , per quanto riguarda le disposizioni nazionali legislative ,
regolamentari e amministrative in materia doganale , l' articolo 27 del
Trattato prevede soltanto un ravvicinamonto nella misura necessaria,
il quale deve essere effettuato dagli Stati membri prima della fine della
prima tappa . Tale articolo non conferisce alle istituzioni della Comunità
alcun potere per statuire delle disposizioni obbligatorie . .
         In seguito ai lavori ai quali è stato proceduto in materia, con la
partecipazione degli Stati membri , la Commissione ha constatato , però , che
è necessario, garantire l' applicazione uniforme della . Tariffa doganale co­
mune . A tal . fine occorre , in talune materie , adottare atti comunitari
obbligatori , necessari per precisare le . norme relative alla messa in
opera della legislazione doganale atta ad assicurare l' uniformità di
cui sopra . Trattandosi della messa in opera di un elemento di. base del­
l' unione doganale e , nell' assenza di un potere di azione conferito alle
istituzioni comunitarie nel relativo Capitolo del Trattato , non sembra che
gli atti comunitari di cui si tratta possano essere basati su altre dispo-
    spe ci fiche
sizioni/del Trattato , ed in particolare su quelle relative alla politica
commerciale comune .
 ---pagebreak---                                       - 2 -
Introduzione      '   '   '
2. ■ .        Le merci che giungono- dall' estero nel territorio di uno Stato
membro debbono essere poste sulle banchine dei porti o /portate in magazzini
o in luoghi ben determinati , ; come le aree di sdoganamento , dove , sotto
vigilanza- doganale , possono generalmente restare solo por un breve periodo
prima di essere assegnate ad un determinato regime doganale . Tra questi
regimi , ve n' è uno - quello del deposito doganale - la cui istituzione
s' è rivelata necessaria in tutti gli Stati membri ^ allo scopo di facilitare
le operazioni di mediazione e di ridistribuzione e permettere lo stoccaggio
delle merci provenienti dall' estero senza che siano applicate ad esse le
                                                  esse
misure doganali , fiscali ed economiche di cui /sono passibili all' importazione
nel territorio doganale , quando vengono dichiarate direttamente per il
consumo .
3 ,"    •   . Tali depositi doganali possono essere raggruppati in due
categorie :
              - i depositi pubblici , nei quali chiunque può , in linea di
massima, introdurre delle merci . Si tratta in genere di depositi istituiti
per motivi di pubblico interesse . Talvolta sono gestiti direttamente
dalla stessa Amministrazione doganale ; in altri casi le autorità nazionali ne
affidano la gestione a persone giuridiche designate dalla legge .
              Vanno annoverati in questa categoria t gli " Offentliche Zoll-
gutlager" tedeschi , gli "entrepSts douaniers publics " belgi , francesi e
lussemburghesi , i "magazzini sotto diretta custodia della dogana " e i
"magazzini generali " in quanto utilizzati come depositi doganali , e i
"depositi franchi " italiani .
                                          !
              - i depositi privati , in cui possonq venire immagazzinate ,
in linea di massima, solo le merci appartenenti ad una persona fisica
o giuridica autorizzata espressamente dall' Amministrazione doganale .
In alcun casi tuttavia i depositi privati sono concessi anche a persone
                                                               « • (/ • • •
 ---pagebreak--- che esercitano , a titolo di professione principale o secondaria , l' attivi­
tà inerente al deposito di merci per conto terzi .    E' questo il caso , per
esempio , dei depositi privati concessi agli spedizionieri doganali , alle
compagnie " di navigazione marittima, fluviale ed aerea, alle ditte import-
export .
4,              Il nome con cui vengono indicati i depositi di quest' ultima
categoria variano secondo la funzione ad essi attribuita .    La legislazione
tedesca prevede i "private Zollgutlager " ; altre legislazioni nazionali
prevedono gli "entrepòts particuliers " e gli "entrepfits fictifs " ( Belgio ,
Lussemburgo e Paesi Bassi ), gli "entrepQts privés banaux" e gli "entrepòts'
privés particuliers " ( Francia ), i "magazzini dati in affitto " è i "magaz­
zini di proprietà privata" ( Italia ), il " tijdelijke opslag" ( Paesi Bassi ).
                Rientrano inoltre nella categoria dei dei ositi privati s
i "depositi industriali " previsti dalle legislazioni francese ed olandese ,
concessi principalmente alle industrie che lavorano per l' esportazione $.
i depositi cosidetti " speciali " destinati a merci la cui conservazione
esige impianti tecnici adeguati ; i "depositi di vettovagliamento ", in cui
sono tenute le proviste di bordo destinate alle navi od aeromobili ; i
"depositi petroliferi " e , in Francia le "usines exercées ".
6 ..            Sul piano comunitario , il fatto di porre una merce in un
deposito doganale ha come principale conseguenza la non riscossione del
dazio doganale , delle tasse di effetto equivalente e dei prelievi agricoli .
La mancanza di disposizioni comunitarie in materia potrebbe venir interpre­
tata nel senso che gli Stati membri abbiano conservato ogni libertà di mo­
dificare le norme di funzionamento dei depositi doganali e potrebbe portare
a risultati contrari alle disposizioni fissate dal Trattato por . quanto f
riguarda là realizzazione dell' Unione doganale .
 ---pagebreak---                                             _ 4 -
  7»                 D' altra parte , le norme ài funzionamento che sono state ema­
  nate dalle autorità degli Stati membri variano , attualmente , da uno Stato
  membro , ali 'altro »     Ciò vale , ad esempio , per le formalità da espletare
  all' atto dell' introduzione in deposito delle merci, per le manipolazioni
                                                       ;
  autorizzate durante il loro stoccaggio , per la durata dallo '.^stesso,
  'per le condizioni di applicazione delle misure doganali allorché le merci
  immagazzinate sono immesse in consumo nel territorio doganale .             Queste dif­
  ferenze tra i vari Paesi della Comunità rischiano di indurre le persone
  desiderose di fruire del regime del deposito doganale a spedire le merci
  verso i depositi soggetti ad un regime più liberale .
  8.                 L' esigenza di un ravvicinamento risulta dalle c.onsidorazioni
  sopra esposte . ■ In tali condizioni ^ e tenuto conto del fatto che talune
  disposizioni nazionali rientranti nel dominio della presente proposta di
  direttiva hanno un' incidenza diretta sull' instaurazione e il funzionamento
  del Mercato comune , la        Commissione .. ritiene che le disposizioni dell' ar­
  ticolo 100 del Trattato sono le sole applicabili . In applicazione ' di
  tale articolo occorre , . in questo caso , consultare il Parlamento europeo
  ed il Comitato economico e sociale .
   9»                Tale armonizzazione risponde d' altra parte :
   » *                                                                  -
                     a ) al"memorandum sul programma d' azione della Comunità , pre­
  sentato dalla Commissione al Consiglio nel 1962 : in esso si rilevava ohe
  l' instaurazione e il buon funzionamento dell' unione doganale esigono fra
  l' altro l' elaborazione di una legislazione doganale ( l ).
                     b ) alla comunicazione fatta al Consiglio in data 31 luglio
  1963 ( 2), in cui la Commissione ha esposto un programma d' azione partico­
  lareggiato in materia di legislazione doganale comunitaria, insistendo sul
  fatto incontestabile che l' unione doganale deve costruirsi su un insieme
   coordinato di disposizioni comuni . '
                                                                       • • •/• • •
   ( l ) Cfr . par . 12 , pag . 15 del "Memorandum, sul programma d' azione della
    ••   Comunità per la seconda tappa " „           . -              . <
• ( 2 ) Cfr . doc . III/C0M(63)261
 ---pagebreak---                                       - 5 -
               c ) ai suggerimenti formulati dalla Commissiona nel 1 964
(" Iniziativa 1964"), in cu'i è stato precisato che le proposte in materia
di legislazione doganale e in particolare nel campo dei depositi doganali
dovevano > essere presentate al più presto affinchè la Comunità potesse di­
sporre degli strumenti doganali indispensabili per la corretta applicazione
della tariffa doganale comune e per l' attuazione della politica commerciale
comune .                       ■    .
               /
               d ) alla risoluzione del Consiglio in data 11 maggio 1 966,
con la quale gli Stati membri si sono dichiarati pronti a mettere in appli­
cazione norme armonizzate , nella misura necessaria, all' atto dell' aboli­
zione dei dazi doganali intracomunitari e dell' applicazione della tariffa
doganale comune , previste per il 1° luglio I968 , al fine di evitare
ogni   stimolo xaT    deviazioni di traffico o di' entrate doganali .
10 .           Questo è l' oggetto della presente direttiva, lo cui disposi­
zioni vengono qui di seguito analizzate e che trattano^sucsssTsivamemt© :
               - del campo di applicazione del regime dei depositi doganali ,
               - degli effetti del regime ,
               - delle condizioni del suo funzionamento e in particolare
del trattamento tariffario applicato alle merci immesse in consumo dopo
l' immagazzinamento .
        χ                                                  1
11 .           Per quanto riguarda le merci che formano oggetto dei Trat­
tati che istituiscono la Comunità Europea del Carbone e dell' Acciaio e la
Comunità Europea dell' Energia Atomica esse saranno ugualmente disciplinate
dalle disposizioni della direttiva . I due Trattati citati non prevedono ,
ne esplicitamente nè implicitamente , delle disposizioni relative al ravvi­
cinamento della legislazione doganale . Detto ravvicinamento non comporta
alouna modifica in rapporto al Trattato che istituisce la CECA - il quale
non limita la competenza degli Stati membri in tale materia - e non dèroga
alle prescrizioni del Trattato CEEA . Dunque è permesso di concludere , in
virtù dell' articolo 232 del Trattato CEE, che le disposizioni stabilite
in materia, sulla base di tale Trattato , sono valide per le treroi 3n
causa .
 ---pagebreak---     Articolo 1 - Campo di applicazione
    12# ".          Dopo avere preso in esame le disposizioni legislative , rego­
    lamentari ed amministrative applicabili in materia nei singoli Stati mem­
    bri , la Commissione , proponendo nella presente direttiva delle misure in­
    tese al loro ravvicinamento , non ha avvertito la necessità di modificare
    le' strutture di questo o quel tipo di deposito , nella convinzione che i ;
    vari tipi possono continuare a coesistere finche questa diversità non si
 . riveli di per sè come un fattore di perturbazione per il Mercato comune .
    L' articolo 1 del testo proposto , dopo aver ricordato l' oggetto della di­
    rettiva" ( paragrafo 1 ) ne definisce il campo di applicazione (paragrafo 2 ),
t precisando che i depositi doganali considerati sono quelli enumerati nel-
    1/elenco allegato alla direttiva ( cioè quelli attualmente previsti dalle
    legislazioni doganali nazionali ) e quelli che verranno istituiti dagli
    Stati membri dopo l' entrata in vigore della direttiva stessa .    Conviene
     tuttavia segnalare che i depositi franchi belghi e lussemburghesi e il , .
' • regime detto dei depositi pubblici ( publieke entrepots ) olandesi non sono
     previsti dalla presente direttiva , ma sono considerati nel quadro delle
     futuri disposizioni comunitari riguardanti le zone franche ..
    Articolo 2 - Effetti del regime dei depositi
   1.3 .             A questo riguardo, la Commissione ha ritenuto il principio
     secondo cvii l' armonizzazione proposta, iscrivendosi nel quadro dell' Unione
    doganale , deve riferirsi essenzialmente alle disposizioni concernenti gli-
    aspetti doganali dei regimi considerati , escludendo gli aspetti specifica­
    mente ficcali , come l' imposta sulla cifra d' affari, le imposte di consumo
    e le. altre imposte indirette . Ne consegue che gli Stati membri, sebbene
     saranno obbligati a raggiungere gli stessi risultati per quanto riguarda
     il debito doganale propriamente detto , avranno la facoltà di applicare ,
     in particolare nella determinazione del debito fiscale e delle relative
     modalità di pagamento , le rispettive disposizioni nazionali , fino a quando
  ; non verranno stabilite norme comuni in materia .
                                              qui                             .
                     Il fatto che gli effetti / mira la suddetta norma generale
     si limitino alla non riscossione del debito doganale , non va quindi consi–
  ■ derato come una lacuna della direttiva .
                       :                         >■   '                 /
 ---pagebreak---                                     - 7 -
 14 »           L' articolo 2 , che fissa gli effetti doganali del regime dei
 depositi sul piano comunitario , è stato redatto in "base a questo principio »
                Va preoisato che questo regime ha per effetto :                  '
                a ) di non percepire , per le merci depositate , durante il
 loro stoccaggio , i dazi doganali , le tasse di effetto equivalente e i
 prelievi agricoli ( paragrafo 1 ) j
                t>) d' attribuire a tali merci , alla loro uscita dal deposito,
 una destinazione doganale qualunque ( paragrafo 2 ) .    .
 Articolo 3 - Merci ammesse nei depositi doganali
 15 .           Per evitare ogni deviazione di traffioo all' interno della
 Comunità , occorre stabilire come regola generale l' ammissione nei depositi
 doganali di qualsiasi merce , indiperdentemente dalla specie , dalla quanti­
 tà, dal paese d' origine , di provenienza o di destinazióne .   In tal modo
 è consentito introdurre nei depositi non solo merci originarie dai paesi
 terzi , ma anche , se cosi' decide uno Stato membro , prodotti " comunitari " i qua­
 li   vengono perciò a trovarsi in una situazione di preesportazione .         La
 portata di tale disposizione , dettata dall' articolo 3j paragrafo 1 della
 direttiva, ha tuttavia dei limiti, motivati dalla necessità di prevedere
 una specie di misura di salvaguardia di carattere generale , che permetta
 di ricorrere alle restrizioni o ai divièti che si rivelassero ùtili sul
piano comunitario .    Il secondo paragrafo dell' articolo 2 prevede perciò
la facoltà per gli Stati membri di vietare 0 limitare il deposito per
motivi attinenti alle caratteristiche degli impianti del deposito o alla
natura delle merci ,                                                       <
                                                                   • :• • /• •
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    Articolo 4 - Istituzione dei depositi doganali
 . 16 »               Data la loro incidenza sullo sviluppo del regime , le norme
 ^ relative all' istituzione dei depositi doganali debbono basarsi sugli stessi
    principi , qualunque sia lo Stato membro considerato .
                      L' articolo 4 precisa che l' istituzione di un deposito è sub-
                                     che e
    ordinata ali ' autorizzazione,Revocabile , delle autorità nazionali competenti .
    Queste sono cosi' in grado di valutare le domande presentate e possono
   «prolungare o sospendere l' autorizzazione quando lo giudicano necessario .
    Ne consegue che i richiedenti non possono far valer© in nessuno Stato
 ?
    membro il diritto di istituire un deposito senza motivo economico valido
    e senza fornire le garanzie indispensabili circa il suo funzionamento e ,
    in particolare , circa la vigilanza doganale .                        ,        '
    Articolo 5 - Formalità da espletare all' atto dell' introduzione delle
              '      merci in deposito
    17 .              Stabilendo l' obbligo , salvo le eccezioni autorizzate dalle
    amministrazioni doganali degli Stati membri , della presentazione delle
    merci a un ufficio doganale ( paragrafo 1 ) e del deposito di una dichiara­
    zione ( paragrafo 2 ), l' articolo 5 permette all' ufficio doganale di deter­
    minare la situazione delle merci fin dal momento della loro entrata in
    deposito , in particolare in relazione alle disposizioni degli articoli 9
    e 10 del Trattato , e di fissare la data d' inizio del periodo di stoccaggio .
    Questa disposizione è tanto più giustificata se si considera che la per­
    centuale delle merci immagazzinate e immesse in consumo è dell' ordine
' del ' ^0 Ì° circa della totalità delle merci introdotte in deposito ; la !
    maggior parte di tale percentuale è costituita da prodotti petroliferi
    e derivati dal petrolio , nonché da prodotti agricoli .             v
  " Articolo 6 - Obblighi dei depositanti e depositari
   18 .         . . ■ Nello stesso ordine di idee , affinchè sia possibile assicu­
    rare in ogni momento il buon funzionamento del regime sospensivo dei dazi
    cui dà luogo il deposito doganale , l' articolo 6 fissa gli obblighi di
  ■ ógni depositario 0 depositante » Queste disposizioni , che fanno obbligo
. a queste persone di rispettare le eventuali istruzioni che possono essere A
 ---pagebreak--- impartite a tale effetto dall' ufficio doganale competente per tale deposito
( paragrafo 1 , comma l ), fissano altresì' la norma che il servizio doganale
deve assicurare il controllo della presenza , nei magazzini di deposito ,
delle merci regolarmente introdottevi ( paragrafo 1 , commi b ) e c ) e para­
grafo 2 ) . Tuttavia, affinchè le Amministrazioni degli Stati membri pos­
sano tenere conto delle particolari condizioni di funzionamento dei vari
depositi , è parso sufficiente lasciare alla loro discrezionalità l' obbli­
go fatto ai depositari 0 depositanti di tenere una contabilità di carico
e di scarico e di segnalare all' ufficio doganale ogni circostanza atta a
modificare lo stato delle merci messe in deposito (paragrafo 3 )»
Articolo 7 - Cessioni in deposito
19 »             Sarebbe pregiudizievole al buon funzionamento dell' unione
doganale se alcuni Stati membri autorizzassero cessioni di merci in depo­
sito ed altri le vietassero . E' parso quindi opportuno prevedere nell' ar­
ticolo 7» la possibilità di effettuare tali transazioni s gli Stati membri
                                                         >       ν
restano liberi di stabilire le modalità di applioazione di questa disposi­
zione .  Va notato tuttavia che le disposizioni di quest' articolo non ri­
guardano le condizioni in cui i prezzi di rivendita devono 0 non devono
essere considerati per la determinazione della base imponibile dei dazi
applicabili alle merci che lasciano il deposito per essere immesse in
consumo ; questo problema è regolato dall' articolo 10 .
Articoli 8 e 9 - Durata del deposito - Manipolazioni autorizzate durante
                    l"f immagazzinamento
20 .             Per lo stesso motivo è stata avvertita la necessità di 'fis-
               .                                       per il periodo
sare negli articoli 8 e 9 un limite massimo di durata/di deposito , nonché
i principi in base ai quali possono essere autorizzate talune manipolazioni ,
senza che le merci perdano il beneficio del regime . • Tenendo conto delie-
pratiche seguite nella maggior parte degli Stati membri , è parso suffi­
ciente fissare come principio che la durata del deposito non deve supera­
re i 5 =mni , lasciando alle "autorità nazionali la facoltà di limitare o
aumentare questa durata quando lo giustifichi la natura, delle merci
messe in deposito 0 il' tipo di deposito considerato .
 ---pagebreak---  ; 21 .            Circa le manipolazioni , va notato che gran parte delle
. merci acquistate sui mercati dei Paesi "terzine quindi messe in deposito ,
  doganale, è costituita da prodotti    alla rinfusa o sprovvisti di un con­
  dizionamento vero e proprio . Per migliorare , in fase di deposito , la •     i -
  presentazione o . la qualità commerciale delle merci destinate alla ridi­
  stribuzione , gli utenti si trovano ad utilizzare manodopera e - materiale
  comunitari ( imballaggi di ogni tipo , prodotti destinati alle miscele
  semplici , per esempio ) ciò che è indubbiamente proficuo per l' economia
  della Comunità . Per contro , se questi utentiypotessero fruire di tali       ^
  possibilità, essi ricorrerebbero a depositi extracomunitari , con evidenti
  conseguenze economiche e commerciali sfavorevoli per quest' ultima .
 E' quindi interesse della Comunità che siano previste ( articolo 9 para­
  grafo l ) ampie possibilità per la realizzazione di tali manipolazioni usuai
 nei depòsiti doganali pubblici e privati degli Stati membri , senza che
 per questo le merci siano escluse dal regime del deposito doganale , e che
  si proceda rapidamente alla completa armonizzazione delle pratiche in ma­
 teria .   Perciò , il secondo paragrafo dell' articolo 9 precisa che il Con­
  siglio dovrà stabilire , su proposta della Commissione e entrò un anno
                y              '                         •              -
 dall' entrata in vigore della direttiva , un elenco comune delle manipola­
  zioni autorizzate nei depositi .    Lo stesso articolo specifica inoltre che
            ohe
 le merci/formano oggetto di operazioni diverse dalle manipolazioni scpraa-
 menzionate perdono il beneficio del regime del deposito e sono soggette
 al regime del traffico di perfezionamento ( articolo 9> paragrafo 3 ).
  Articolo 10 - Trattamento tariffario delle merci immesse in consumo : 1
   22 .           La permanenza nei depositi delle merci comporta la non
 riscossione dei dazi doganali , delle tasse di effetto equivalente e dei
 prelievi agrioóli ;          1 " .
                , Si pregiudicherebbe l' uniformità di applicazione della
  tariffa doganale . comune e dei regolamenti agricoli se la base imponibile
  • • 1               '               '
 dei dazi doganali,' delle tasse di effetto equivalente e dei prelievi agri­
  coli variasse da uno Stato membro all' altro .    L' articolo 10 fissa dunque
  le norme che devono permettere di evitare una situaziorie del genere ,,
 tenendo conto dell' interesse economico che il regime dei depositi doganali,
 presenta sul piano' comunitario , nonché delle esigenze di carattere ammi­
  nistrativo .          •                                           •
 ---pagebreak---  23.*'       " ' Sul, spiano praticoj;<lì9 merci , che escono dal deposito per
essere immesse -in consumo ali ,' atto dell' uscita dal deposito       saranno
quindi soggette ai dazi doganali, alle tasse di effetto equivalente
e ai prelievi agricoli > iai base alle aliquote o agli importi vigenti alla
data dell' uscita dal. deposito .: . . 21 . paragrafo 1 precisa che , a tal fine.,
l' ufficio doganale potrà "basarsi , se le ritiene valide , sulle constata­
zioni effettuate in materia di specie e di quantità . E' dunque inteso
che , con riserva dell' applicazione dell' articolo 10 paragrafo 2, ogni
Stato, membro ha la possibilità di decidere se vuole intervenire una sola
volta , ali 'atto dell' uscita delle merci dal deposito , o se desidera limi­
tarsi ad un solo, intervento amministrativo ,ali 'atto dell' entrata della
stessa' merce in tale deposito .                  .    '                 v     '
 24 ,            Lo stesso vale per il valore in dogana .       Tuttavia, su questo
punto , pur stabilendo il principio che sono applicabili le norme generali
previste per la determinazione del valore delle, merci importate per l' im­
missione' in' consumo diretto , s.' è ravvisata la necessità di prevedere , af-
finchè i depositi doganali possano assolvere pienamente alla loro funzione
economica , sia ché il valore in dogana sia stato determinato all' entrata
o all' uscita della mercè dal - deposito , delle disposizioni particolari
rispondenti alle seguenti situazioni .;
                 a ) se ìé merci sono state oggetto di cessione in regime di
deposito , possono presentarsi" due situazioni :             ;
                     - le merci, cedute avevano formato oggetto di una vendita .
                        ad una persona stabilita nel territorio doganale
       ' ■             'della Comunità ; ......
                     - le merci cedute erano state introdotte in deposito
                        senza avere formato oggetto di una simile vendita .
                 Nel primo caso, non è sembrato possibile prescrivere i ''ob­
bligo di tener conto del prezzo di rivendita per determinare il valore
i^ dogana. - Infatti , sarebbe facile eludere una prescrizione del genere :
basterebbe che il venditore ritirasse la merce dal deposito prima di pro­
cedere alla vendita .          . ,
                 Nel secondo caso , invece , è necessario tener conto del prezzo
corrispondente alla cessione effettuata nel deposito , poiché questo
prezzo è il solo che possa essere eventualmente preso in considerazione
per applicare la definizione di Bruxelles sul valore in dogana .
 ---pagebreak---                E' in base a questi principi , ' e tenendo    conto del fatto che
è opportuno ■ favorire le cessioni delle merci in regime dì deposito , che
è stato redatto il paesaggio dell 'articolo 10 , paragrafo 2, relativo alla
presa in considerazione dei prezzi di rivendita stipulati in occasione di
tali transazioni .       Va notato, d' altronde, che la soluzione scelta è simile ,
in pratica , a quella attualmente applicata in uno Stato membro -,
   ■    ,      b ) quando il servizio doganale ammette che il valore in dogana
                                              \
può basarsi sul prezzo risultante da una fattura presentata all' atto del­
          . Jf     •            '                                • ' .
l' introduzione in deposito e riguardante una : vendita a persona stabilita
nel territorio doganale della Comunità,- 1 ' inclusione delle spese sostenute
                                                                             loro
per il • deposito e la conservazione delle merci si risolverebbe in una/so-
prawaìutazione sul piano doganale , ciò che sarebbe una remora ali 'utilizzo
del deposito . L' articolo 10 , paragrafo 2, prescrive quindi che in questo
caso tali spese non vengano considerate per la determinazione del valore
in dogana ,                                             •
      '        c ) l' ultima delle disposizioni particolari relative alla deter­
minazione del valore in dogana delle merci dichiarate per l' immissione in
consumo ! ali 'uscita dal deposito è intesa a facilitare il compito del ser­
vizio doganale , senza recare- peraltro pregiudizio all' applicazione uniforme
della tariffa doganale comune . E' infatti pratica corrente negli Stati
membri , ove i servizi doganali procedono all' accertamento del valore in
dogana delle merci all' entrata in deposito , basarsi , nella maggior parte
dei casi , sul medesimo valore al momento dell' uscita dal deposito . ,
               Questo metodo , consentito    dall' articolo 10 paragrafo 1 della
                                  e ssere utilizzato
direttiva, non deve tuttavia ~T quando fra la data d' entrata e la data
d' uscita dal deposito si constatino fluttuazioni anormali di prezzi , dovute
per esempio a manipolazioni monetarie .                                        ■<
25 ,           L' ultimo comma dell' articolo 10, rifacendosi del resto allo
stesso principio adottato per la determinazione del valore in dogana delle
merci importate per l' immissione in consumo diretto ai fini dell' applica­
zione delle tolleranze di tempo , prevede quindi che le fluttuazioni dei
prezzi : constatate nel corso del deposito vengano prese in considerazione
solo se si tratta di fluttuazioni anormali .
 ---pagebreak---                                                            /
                                         - 13- -
  25 .        In definitiva l' articolo 10 assicura nella Comunità, qualunque
  sia il tipo di deposito utilizzato o la durata dello stoccaggio delle mer­
  ci , la neutralità del regime di deposito rispetto alla concorrenza tra gli
  utenti dei depositi e gli importatori che non vi fanno ricorso .
  Articolo* 11 - Casi particolari
  2f t        Le merci in deposito possono subire perdite totali o parziali,
  nonché avarie dovute al fatto stesso del loro stoccaggio .
            ' L' articolo 11 tratta di questi casi particolari , ai quali deb­
  bono applicarsi soluzioni comunitarie ispirate ai principi accolti dal­
  l' articolo 10 .
  28 «        Il paragrafo 1 dell' articolo 11 precisa che le autorità ammini­
  strative di ogni Stato membro debbono essere in grado di applicare l' esen­
  zione totale     alle    >■ perdite dovute a " casi fortuiti " o: di " forza mag­
  giore " o a " cause dipendenti dalla natura stessa della merce ". ■ Questa
  disposizione garantisce sia gli interessi dei depositari e depositanti ,
  sia quelli della Comunità , subordinando la concessione della esenzione a
  un esame preliminare di ogni caso da parte del servizio doganale . : E'
  quindi escluso che il debitore del tributo doganale possa invocare un calo
  di peso dovuto alla natura della merce , quando ciò non àvrà avuto alcuna
  incidenza sul valore del prodotto messo in deposito e che i dazi e le tasse
  applicabili saranno ad valorem .
  29 «•       Le espressioni " caso fortuito " e "forza maggiore " dovranno es­
  sere interpretate secondo il loro significato generalmente ammesso .
              Per " caso fortuito " s' intende ogni circostanza che , per . la
  natura della merce e le caratteristiche del deposito in questione , possa
. essere ragionevolmente considerata come previdibile da parte del deposi­
  tante o depositario , ma che , nondimeno , essi non hanno potuto evirare ,
  per " caso di forza maggiore " s' intende ogni evento o causa che possa pro­
  dursi indipendentemente dalla volontà di queste persone e che queste non
  potevano ne" prevedere , ne* scongiurare .
 ---pagebreak--- 30 .        i II paragrafo 2 permette di esentare da ogni dazio doganale ,
tassa di effetto equivalente e prelievo agricolo le merci messe in depo­
sito , purché vengano distrutte : sotto controllo doganale ; tuttavia , il
paragrafo 3 stabilisce che gli. scarti e i residui eventualmente risultan­
ti dalla distruzione sono soggètti , se vengono immessi in consumo , ai dazi
doganali , alle tasse di effetto equivalente e ai prelievi agricoli even­
tualmente applicabili * In questo caso ? il debito doganale viene detenni– •
nato in base alla' voce tariffaria , alla quantità e al valore di tali
scarti e residui , nelle condizioni previste dall' articolo 10 .
31 >         .'•'■Il paragrafo 4 dell' articolo 11 contempla il caso di asportazioni
irregolari di merci dal deposito e dispone che tali , ritiri non possono dar
luogo ad esenzione dai dazi esigibili , i quali .devono essere pagati in
ogni caso , secondo le aliquote dei dazi doganali        e secondo gli importi dei
                                                         zione o ,
prelievi . applicabili alla dat? della stessa asportasse non è stato possi­
bile determinare quest' ultima , alla data in cui l' asportazione è stata
accertata . dalla dogana ,.     Il rigore di questa disposizione è giustificato so-
       irto dalla necessità di circondare di alcune precauzioni il rapporto
di fiducia a cui s' ispira In definitiva , in ampia misura, l' istituzione
del regime dei depositi doganali .
Articoli 12. , 13 e 14 - Disposizioni finali       ,
 32 .            Poiché la decisione del Consiglio del 26 luglio 1966 ha previ­
sto l' attuazione dell' unione tariffaria al 1° luglio 1 968 , l' articolo 12
precisa che , per contribuire all' effettiva e corretta applicazione della
tariffa doganale comune , gli Stati membri metteranno in vigore , entro la
stessa data , le misure necessarie per conformarsi alle disposizioni della
direttiva .           ;                                                     "     . .\
 33 .             Gli articoli 13 e 14 contengono le disposizioni di prammatica ,
che fanno obbligo agli Stati membri di comunicare alla Commissione le di­
sposizioni legislative o altre che adotteranno in materia di depositi do­
ganali , e specificano che la direttiva è destinata a tutti gli Stati
membri .
 ---pagebreak---                                      - 15 -
Conclusiono
34 .        In una prospettiva economica moderna e senza perdere di vista
i regimi corrispondenti e concorrenti dei paesi terzi , la Commissione ri­
tiene che le dÌ3posizioni della presente direttiva permetteranno s
            - di realizzare il ravvicinamento delle disposizioni attual­
              mente vigenti in materia negli Stati membri , necessario
              per l' applicazione della tariffa doganale comune ;
            - di lasciare coesistere i vari tipi di depositi fra i quali
              ogni Stato membro potrà scegliere anche per il seguito ,
              secondo le necessità, offrendo alle industrie interessate
              un' ampia gamma di soluzioni doganali , sia sotto forma di de­
              posito di stoccaggio , sia sotto forma di depositi industriali ,
              nei quali potranno aver luogo lavorazioni o trasformazioni
              proficue per l' eoonomia comunitaria .
            Cosi' il regime comune proposto risponde , nell' attuale fase
dell' integrazione , sia agli imperativi del Trattato , sia alle esigenze
del commercio con l' estero , e rappresenta un passo decisivo verso l' ef­
fettiva attuazione dell' unione doganale .
                                       \
 ---pagebreak---                                 Proposta ai
          • Direttiva del Consiglio relativa all' armonizzazione
      delle disposizioni legislative , regolamentari e amministrative
                   riguardanti i regimi dei depositi doganali      \  •
                ( presentata dalla Commissione al Consiglio )   .
  IL CONSIGLIO r>ELLB COMUNITÀ 1 EUROPEE,
  VISTO il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea ed in
  particolare l' articolo 100,
  VISTA la proposta dalla Commissione ,
  VISTO il parere del Parlamento europeo ,
  VISTO il parere del Comitato economico e sociale ,
  CONSIDERANDO che la Comunità Economica Europea è fondata su di una
                             ν
  Unione doganale , la cui messa in opera e disciplinata, per l' essenziale ,
  dalle disposizioni del Titolo I, Capitolo l,del Trattato j
   CONSIDERANDO che tale Capitolo del Trattato comporta un insieme di pre­
  scrizioni precise , per quanto attiene , in particolare , all' abolizione
  dei dazi doganali tra gli Stati membri , all' instaurazione e alla massa
  in opera progressiva dellà Tariffa doganale comune , nonché alle modi­
  fiche e alle sospensioni autonome dei dazi di essa ; che , per contro ,
  se il predetto capitolo contiene , nel suo articolo 27 , una disposizione
  in virtù della quale gli Stati membri procedono , prima della fine della
  prima tappa , e nella misura necessaria , al ravvicinamento delle loro
  disposizioni legislative , regolamentari e amministrative in materia doga­
  nale , esso non conferisce alle istituzioni della Comunità il potere di
  statuire delie disposizioni obbligatorie in tale materia ; che un esame
  approfondito cui si è proceduto , unitamente con gli Stati membri , ha però
  josto in luce la necessità di precisare in talune materie , con atti comu­
  nitari obbligatori , le misure indispensabili alla messa in opera di una
  legislazione doganale che garantisca un' applicazione uniforme della
   Tariffa doganale comune ;
• CONSIDERANDO che in c>gni Stato membro esistono dei deposoti doganali e
   che il fatto di immagazinarvi una merce ha per conseguenza principale
   di non percepire , per la merce considerata,* i dazi doganali e le tasse
   di effetto equivalente , nonché i prelievi agricoli ;
 ^ CONSIDERANDO che le disparità esistenti tra le disposizioni legislative ,
   regolamentari e amministrative degli Stati membri nel dominio del regime
 ---pagebreak---                                                              ί
                                     – 2 -
dei depositi doganali avrebbero per effetto , se non fossero eliminate ,
di provocare delle distorsioni di traffico e di introiti doganali 5
CONSIDERANDO che tale sarebbe particolarmente il caso delle disparità
esistenti tra le disposizioni riguardanti :
-  gli effetti giuridici del regime dei depositi, doganali.,
-  le merci ammesse allo stoccaggio ,
-  le condizioni di stabilimento dei depositi ,
-  gli obblighi degli utenti ,
- le possibilità di cessione e di manipolazioni delle merci durante
   lo stoccaggio ,                                 1
-. la durata di permanenza delle merci in deposito ,
- il trattamento tariffario applicabile alle merci immesse in consumo
   all' uscita dal deposito 5
CONSIDERANDO, di conseguenza , che tali disposizioni hanno un' incidenza
diretta sull' instaurazione e il funzionamento del Mercato comune ;
CONSIDERANDO che , salvo per ragioni attinenti alle caratteristiche degli
stabili destinati a servire come depositi , oppure^quelle di alcune merci ,
è opportuno ammettere in deposito le merci di ogni specie , quali che siano
la loro qualità, il loro paese di origine o di destinazione ;                ;
CONSIDERANDO che , poiché la funzione essenziale da attribuire al regime dei
depositi è' quella di assicurare lo stoccaggio delle merci , le manipolazioni
autorizzate durante lo stoccaggio _ assono soltanto essere quelle praticate
 (                                                               ■»
per assicurarne la conservazione o per migliorarne la presentazione o la
qualità commerciale e che , quando le merci immagazzinate in deposito formano
oggetto di manipolazioni diverse , esse non beneficiano più del regime dei
depositi doganali e dunque non hanno più da essere sottoposte alle disposizio­
ni della presente direttiva 5
CONSIDERANDO, infine , che il ravvicinamento delle disposizioni nazionali
previsto dalla presente direttiva non fa ostacolo all' esistenza di diversi
tipi di depositi , fin a quando e nella misura in cui tale diversità non
sarà, in se stessa, un impedimento al buon funzionamento del mercato
comune , nel quel caso sarà opportuno riesaminare la situazione allo scopo
di istituire , ali 'occorrenza, dei tipi di depositi comuni a tutti gli
Stati membri ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :                  - .
 ---pagebreak---                                 - 2 Dis -
                              Articolo    1
1.        ,    La presente direttiva fissa le regole che le legislazioni
degli Stati membri , relative ai depositi doganali , devono comportare .
2.             I depositi doganali previsti al paragrafo 1 di cui sopra , e
qui di seguito denominati " depositi ", sono quelli figuranti nell' allegato
alla presente direttiva , che ne fa' parte integrante , e quelli che dovessero
essere istituiti  posteriormente alla sua data di entrata - in vigore .
                                                        « •/• * •
 ---pagebreak---                                   - 3 -
                              Articolo 2
1.     Il regime dei depositi ha per effetto , per quanto riguarda le
merci che ne formano oggetto , di non percepire , nel corso della durata del
loro stoccaggio , i-dazi doganali e le tasse di effetto equivalente ,
nonché i prelievi agricoli .
2.     All' uscita dal deposito , le merci debbono potere essere immesse
in consumo , essere sottoposte ad un altro regime doganale oppure formare
oggetto di una esportazione .
                              Articolo 3
1 .. . Sbtte salve       le disposizioni del paragrafo 2 di cui appresso ,
sono ammesse nei depositi le merci di ogni specie , quali che siano la
loro quantità , il loro paese di origine , di provenienza o di destinazione .
2.     Le disposizioni del paragrafo precedente non fanno ostacolo alle
interdizioni o restrizioni di stoccaggio giustificate da ragioni
attinenti alle caratteristiche delle istallazioni destinate al depo­
sito oppure alla natura delle merci in causa .
                              Articolo 4
       L' istituzione dei depositi è subordinata all' autorizzazione
delle autorità nazionali competenti . Appartiene a tali autorità di
prolungare o, di sospendere l' autorizzazione quando esse lo ritengono
necessario .
                              Articolo 5
1.     Prima della sua introduzione in deposito , ogni merce deve essere
presentata all' ufficio doganale competente dello Stato membro ove è
situato tale deposito .
       Tuttavia , le amministrazioni delle dogane nazionali possono ,
alle condizioni che esse determinano e sempre che sia assicurato al
contempo il controllo doganale della merce , dispensare questa dalla
presentazione .
 ---pagebreak---                                      - 4 -
2.          Ogni merce destinata ad essere immagazzinata in un deposito deve
formare oggetto , alle condizioni e secondo le modalità determinate da
ogni Stato membro , di una dichiarazione scritta che consenta , in parti­
colare , di determinare la situazione doganale delle merci in relazione
alle disposizioni degli articoli 9 e 10 del Trattato .
                                   Articolo 6
1.          Gli Stati membri adottano le misure legislative , regolamentari e
amministrative necessarie affinchè il depositante o il depositario sia
tenuto a :
a ) conformarsi a tutti gli obblighi fissati in materia di depositi e
      ad applicare le istruzioni impartite dall' ufficio doganale
      competente j
b ) presentare le merci ad ogni richiesta ,
c ) prestarsi ad ogni controllo o verifica.
2.          Le  amministrazioni doganali nazionali assicurano ogni controllo
necessario per l' esecuzione delle disposizioni prese in virtù della
presente direttiva .
3.          Gli Stati membri adottano ugualmente le misure legislative , re­
golamentari e amministrative necessarie affinchè il servizio doganale
possa obbligare il depositante o il depositario a :
a ) tenere , nell ' interesse dell 'Amministrazione doganale , una conta­
      bili tà-materia delle merci ,
b ) segnalare all' ufficio doganale competente ogni circostanza
       atta     a modificare lo stato delle merci immagazzinate nel deposito .
                               ■ . Articolo 7
    >   4 •
            Le merci immagazzinate nei depositi debbono potere formare
oggetto di cessioni , alle condizioni e secondo le modalità previste
in materia dalla legislazione nazionale dello Stato membro considerato .
 ---pagebreak---                                Articolo 8
1»     Le merci immagazzinate nei depositi debbono potervi
permanere    durante un periodo non superiore a 5 anni .
2.     Tuttavia , quando ciò si rivela giustificato da ragioni attinenti
alla natura della merce considerata , appartiene alle amministrazioni
delle dogane nazionali sia di prolungare , sia di ridurre la durata
di cui sopra .   Le amministrazioni doganali nazionali possono ugualmente
ridurre tale durata , quando le merci sono immagazzinate in locali che
non sono posti sotto la costante sorveglianza del servizio doganale .
                               Articolo 9
1.    Le merci immagazzinate nei depositi debbono potere formare
oggetto di manipolazioni usuali destinate ad assicurarne la conser­
vazione od a migliorarne la presentazione o la qualità commerciale .
2.    Al più tardi un anno dopo l' entrata in vigore della présente
direttiva , il Consiglio , su proposta della Commissione , stabilisce
la lista comune delle manipolazioni previste al paragrafo 1 di cui
sopra e suscettibili di essere effettuate nei depositi .
3.    Le merci che formano oggetto di operazioni diverse dalle mani­
polazioni aspra .menzionate sono sottoposte alle disposizioni adottate
in materia di traffico di perfezionamento .
                         -     Articolo 10
1.    Quando le merci immagazzinate nei depositi sono immesse in
consumo , i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente e
i prelievi agricoli esigibili all' importazione sono percepiti in
funzione delle aliquote o ammontare in vigore alla data della loro
uscita dal deposito , in base alla voce doganale , alla quantità e al
valore in dogana constatati o ammessi a tal fine dal servizio doganale .
 ---pagebreak--- 2.      Le regole relative alla determinazione del valore in dogana delle
merci dichiarate per l' immissione diretta in consumo si applicano alle
merci previste al paragrafo 1 di cui sopra ,    fatte salve le dispo­
sizioni particolari seguenti :
- i prezzi di rivendita fìssati all' occasione di cessioni in deposito
   sono presi in considerazione soltanto nel caso in cui , al momento
   della, loro entrata in deposito , le merci cedute non avevano formato
   oggetto di una vendita ad una persona stabilita nel territorio doga­
   nale della Comunità ;
- le spese sostenute per assicurare lo stoccaggio e la conservazione
   delle merci in deposito non sono prese in considerazione se il valore
   in dogana è basato sul prezzo di una fattura presentata all' atto del­
   l' introduzione in   deposito e risultante dalla vendita ad una persona
   stabilita nel territorio doganale della Comunità }
- le fluttuazioni di prezzi constatate nel corso dello stoccaggio sono
   prese in considerazione soltanto nei casi in cui si tratta di flut­
   tuazioni anormali che abbiano dato luogo , durante tale periodo »
   a sospensione della tolleranza riguardante la data del contratto di
   vendita , e prevista per l' ammissione del prezzo pagato o da pagare
   come valore in dogana delle merci dichiarate per l' immissione diretta
   in consumo .                                  '
                                Articolo 11
1.      I depositanti debbono potere beneficiare della franchigia
totale dei dazi doganali e delle tasse di effetto equivalente      e
                             le
dei prelievi agricoli perderdi te dovute a casi fortuiti o di forza
maggiore , oppure a cause dipendenti dalla natura stessa della merce
e intervenute durante l' immagazzinamento .
2c      Le merci avariate durante il soggiorno nei depositi debbono
potere essere distrutte senza dare luogo alla percezione dei dazi
doganali e delle tasse di effetto equivalente e dei prelievi
agriooli .   Tale distruzione deve avere luogo sotto controllo doganale .
 ---pagebreak---                                 - 7 -
3.     Gli scarti e residui eventualmente risultanti dalla distruzione
sono , in caso di immissione in consumo , assoggettati ai dazi doganali
e alle tasse di effetto equivalente     e     ai prelievi agricoli appli­
cabili a tali scarti e residui nelle condizioni previste all' articolo
10 di cui sopra .
4«     In caso di asportazioni irregolari di merci , i dazi doganali e
le tasse di effetto equivalente ,    e     i prelievi agricoli sono
percepiti , per le merci asportate , in funzione delle aliquote o
ammontare in vigore alla data dell' asportazione e nelle
condizioni previste all' articolo 10 .  Se non è possibile constatare la
data di asportazione , tale data è sostituita da quella in cui i
servizi doganali constatano la mancanza delle merci .
                           Articolo 12
       Gli Stati membri mettono in vigore , al più tardi il 1° luglio
1968, le misure necessarie per conformarsi alla presente 4irettiva .
                           Articolo 13
       Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione i
testi delle disposizioni legislative , regolamentari e amministrative
che adottano nel campo disciplinato dalla presente direttiva .
                           Articolo 14
       La presente direttiva è destinata a tutti gli Stati membri .
                                  Fatto a Druxollos ,
                                 Per il Conai^lio
                                  Il Présidente
 ---pagebreak---                      ALLEGATO PREVISTO' ALL' ARTICOLO 1 . par . 2
1 ) Repubblica federale di Germania
    - öffentliche Zollgutlager            - Zoll ge setz vom 14 . juni 1961 ;
      ( Zollniederlagen)                     Zweiter Teil   Kapitel V
    - Private Zollgutlager                - Allgemeine Zollordnung, §§ 88 a 102
    - Zollaufschublager
2 ) Regno del Belgio
    - Entrepots douaniers publics         - Loi du 4 mars I846 s Chapitre I
      Opanbare entrepots                     à VT et VIII
    - Entrepôts douaniers parti­          - Règlement général du ^ juillet
      culiers
                                             1847 sur le service des entrepôts
      Particuliere entrepots
    - Entrepots douaniers fictifs
      Fictieve entrepots
3 ) Repubblica francese
    - Entrepots douaniers publics ,       - Code des douanes : Titre V,
      y compris les entrepôts doua­          Chapitre III , Sections I à VI et
      niers spéciaux                         Chapitre IV
    - Entrepôts douaniers privés
      banaux et particuliers
    - Entrepôts douaniers industriels
4 ) Repubblica italiana
    - Magazzini doganali sotto diretta    - Legge doganale del 25 settembre
      custodia della dogana                  1940, n° 1424 •. Titolo V, Capo I
    - Magazzini doganali dati in             e II
      affitto                             - Regolamento per l' esecuzione
    - Magazzini doganali di                  della legge doganale : Titolo V
      proprietà privata
    - Magazzini generali
    - Depositi franchi
5) Gran Ducato del Lussemburgo
    - Entrepots douaniers publics            Arrêté Grand Ducal du 20 avril 1922
    - Entrepôts douaniers particuliers
    - Entrepôts douaniers fictifs
 ---pagebreak---                  ' ALLEGATO PREVISTO ALL' ARTICOLO 1 , par . 2 ( seguito )
6 ) Regno dei Paesi Bassi   ■
    - Particuliere entrepots voor   - Algemene Wet inzake de douane en
      acci jnsgoedeten .              de accijnzen van 26 januari 1961
    - Fictieve entrepots              Hoofdstuk III
    - Fabrieksentrepots
    - Tijdelijke opslag             - Idem s Hoofdstuk I , artikel 8