CELEX: 51993PC0449
Language: it
Date: 1993-11-30
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RELATIVA A TALUNI ELEMENTI O CARATTERISTICHE DEI VEICOLI A MOTORE A DUE O TRE ROUTE

CQMVIISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                          COM(93) 449 def. - COD 470
                                          Bruxelles, 30 novembre 1993
                         PROPOSTA DI DIRETTIVA
                DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
             RELATIVA A TALUNI ELEMENTI 0 CARATTERISTICHE
IISS            DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
                   (presentata dalla Commissione)
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                                RELAZIONE
La presente proposta si inserisce nel contesto della procedura di
omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote di cui alla
direttiva 92/61/CEE del 30 giugno 1992 (direttiva quadro).
Essa riguarda i dispositivi e le caratteristiche seguenti:
- pneumatici
- dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa
- sporgenze esterne
- retrovisori
- misure contro l'inquinamento atmosferico
- serbatoi di carburante
- misure contro la manomissione
- compatibilità elettromagnetica
- livello sonoro ammissibile e dispositivo di scappamento
- dispositivi di attacco dei rimorchi e di agganciamento delle
   carrozzette
- ancoraggi delle cinture di sicurezza e cinture di sicurezza
- vetri tergicristalli e lavacristalII, nonché dispositivi di
   sbrinamento e di disappannamento.
Si tratta delle prescrizioni applicabili agli elementi e alle
caratteristiche di cui sopra, le quali, insieme a quelle relative
agli altri elementi e caratteristiche di cui all'allegato I della
direttiva quadro, devono essere rispettate affinché detti veicoli
possano essere omologati ed immessi sul mercato comunitario senza più
ostacoli di ordine tecnico.
Elaborando la presente proposta, la Commissione ha tenuto ampiamente
conto, ove possibile, delle prescrizioni adottate dalla Commissione
economica per l'Europa delle Nazioni Unite (ECE/ONU) nel suo regolamento
n. 75 (pneumatici), nei regolamenti nn. 37, 50, 56, 57, 72 e 82
 (dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa) e nel
regolamento n. 16 (cinture di sicurezza).
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Per gli altri elementi, la Commissione ha tenuto conto delle normative
in vigore nei diversi Stati membri e ha basato le proprie proposte sulle
prescrizioni nazionali più rigorose.
Le presenti prescrizioni sono necessarie per armonizzare le disposizioni
legislative divergenti in vigore negli Stati membri e per migliorare la
sicurezza della circolazione stradale.
Tre dei dodici capitoli dell'allegato della presente proposta meritano
particolare attenzione in considerazione del loro impatto sulla tutela
dell'ambiente o sulla sicurezza. Si tratta delle prescrizioni proposte
per limitare le emissioni inquinanti ed il livello sonoro, nonché di
quelle volte a ridurre al minimo la possibilità di aumentare le
prestazioni dei veicoli (elaborazione) da parte degli utilizzatori.
Le misure proposte per ridurre le emissioni inquinanti dei veicoli in
questione (capitolo 5) sono volte a stabilire valori limite per l'ossido
di carbonio (CO), gli idrocarburi Incombusti (HC) e gli ossidi di azoto
 (NOx). In base alla strategia adottata dalla Commissione in materia di
 tutela dell'ambiente, si propone di procedere per tappe: la prima tappa,
 che fissa I valori limite delle emissioni inquinanti, dovrebbe entrare
 in vigore il più presto possibile, mentre ia seconda, che dovrebbe
 iniziare circa quattro anni dopo l'entrata in vigore della prima,
 prevede l'adeguamento del valori a livelli più severi per i motocicli ed
 i tricicli mediante decisione del Parlamento europeo e del Consiglio,
 sulla base di una proposta presentata dalia Commissione in tempo utile.
 Il termine di quattro anni deve consentire alle industrie di prendere le
 necessarie disposizioni per adeguare la produzione ai nuovi requisiti
 alla scadenza stabilita.
 La strategia futura si baserà, tra l'altro, sugli elementi seguenti:
 a) Qualità dell'aria
    Sarà necessario soddisfare I criteri comunitari di qualità dell'aria
    e attuare ie misure comunitarie armonizzate riguardanti il controllo
    e la misurazione della qualità dell'aria;
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b) Ulteriore riduzione dei valori limite
    Questi valori si baseranno su una valutazione del potenziale della
    tecnologia tradizionale del motore e della post-combustione, dei
    possibili miglioramenti del metodo di prova, ad esempio cicli di
    prova, avviamento a freddo, durata, evaporazioni e del potenziale
    delle nuove tecnologie di propulsione, ad esempio trazione elettrica;
e) Misure tecniche complementari nel quadro di direttive specifiche
    Miglioramento della qualità del carburante e prescrizioni relative ai
    carburanti alternativi per quanto riguarda le emissioni dei veicoli e
    adeguamento delle prescrizioni nel quadro di programmi di ispezione e
    di manutenzione;
d) Strategia coerente per altre misure complementari relative agli
    obiettivi di qualità dell'aria
    Concessione di incentivi fiscali, gestione del traffico e
    miglioramento dei trasporti pubblici urbani.
La proposta della Commissione terrà egualmente conto delle tecnologie
disponibili o prevedibili per raggiungere l'obiettivo perseguito, nonché
delle analisi del rapporto costo/benefici di tali tecnologie.
Per i ciclomotori, invece, la Commissione ha già potuto proporre i
valori limite della seconda tappa, in pieno accordo con gli esperti
 inviati dai ministeri nazionali e dalle industrie del settore.
Le misure proposte per ridurre le emissioni sonore dei veicoli in
questione (capitolo 9) sono intese a stabilire valori limite in decibel
A [dB(A)] in base alla categoria dei veicoli.
Sempre seguendo la strategia adottata dalla Commissione in materia di
tutela ambientale, si propone di procedere per tappe come per le
emissioni inquinanti. E' opportuno ricordare che per i motocicli
attualmente é in vigore una direttiva del 1978 (1), modificata da ultimo
nel 1989 (2), ma che i limiti del livello sonoro da rispettare, insieme
al carattere non cogente della direttiva, hanno indotto quasi tutti gli
Stati membri a mantenere in vigore la propria normativa interna meno
severa. In particolare, i valori limite che la direttiva aveva fissato a
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partire dall'ottobre 1993 per I motocicli di cilindrata inferiore a 80
cm 3 e superiore a 175 cm 3 (75 e 80 dB(A) rispettivamente), e a
partire dai gennaio 1995 per I motocicli di cilindrata compresa tra 80 e
175 cm 3 (77 dB(A), si sono rivelati talmente rigorosi che nel caso del
74X dei motocicli la loro osservanza non é possibile senza la messa a
punto di nuove tecnologie.
Di conseguenza, consapevole del fatto che le imprese comunitarie (una
cinquantina) sono per la maggior parte di piccole e medie dimensioni e
ohe la loro sopravvivenza verrebbe pregiudicata dal l'obbligo di
osservare i valori limite stabiliti dalla direttiva attuale alle date
 indicate, la Commissione ha proposto, con questa nuova direttiva di
armonizzazione obbligatoria e come prima tappa, che l'entrata in vigore
dei nuovi limiti sia fissata al 1' gennaio 1997.
La strategia futura si baserà, tra l'altro, sugli elementi seguenti:
a) Livello sonoro ammissibile
    Sarà necessario soddisfare i criteri comunitari relativi
     all'inquinamento acustico e attuare le misure comunitarie armonizzate
     riguardanti il controlio e la misurazione dei le emissioni sonore;
b) Ulteriore riduzione dei valori limite
    Questi valori si baseranno su una valutazione del potenziale della
     tecnologia tradizionale del motore e delle altre parti meccaniche del
     veicolo, del potenziale delle nuove tecnologie di riduzione delle
     emissioni sonore, dei possibili miglioramenti del metodo di prova -
     in particolare per talune categorie dei veicoli in questione - e
     della valutazione dei rumore proveniente dal contatto dei pneumatici
     con il rivestimento stradale, senza tuttavia trascurare I requisiti
     di sicurezza;
 e) Strategia coerente per altre misure complementari relative agli
     obiettivi di protezione dell'ambiente contro l'inquinamento acustico.
     Concessione di incentivi fiscali, gestione del traffico e
     rniglioramento dei trasporti pubblici urbani.
 (1) Direttiva 78/1015/CEE, GU L 349 del 13.12.1978, pag. 21.
 (2) Direttiva 89/235/CEE, GU L 98 del I'11.4.1989, pag. 1.
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Le misure proposte per ridurre al minimo le possibilità di manomissione
dei ciclomotori e dei motocicli da parte degli utilizzatori al fine di
accrescerne le prestazioni (capitolo 7) rispondono a requisiti
considerati sempre più necessari da tutti gli Stati membri, vista la
crescente diffusione del fenomeno che mette in pericolo la sicurezza
della circolazione stradale. Per quanto riguarda i ciclomotori, é
necessario porre fine al potenziamento indebito dei motori da parte dei
giovani utilizzatori, i quali ne aumentano le prestazioni portandoli a
livelli talvolta sproporzionati, soprattutto per quanto riguarda il
sistema di frenatura, i pneumatici e i dispositivi di illuminazione e di
segnalazione luminosa.
All'atto dell'adozione della direttiva 92/61/CEE, il Consiglio aveva
concordato che per i motocicli erano indispensabili misure adeguate
contro la manomissione, misure che potevano essere considerate
complementari a quelle che limitano la potenza dei motocicli a 74 kW.
Per elaborare le misure proposte, la Commissione si é avvalsa del parere
del gruppo di lavoro "Veicoli a motore", che l'assiste abitualmente In
tutti i lavori di armonizzazione tecnica e che é composto di esperti
nazionali e degli ambienti interessati degli Stati membri.
La Commissione ha però dovuto tralasciare il parere dei rappresentanti
dell'industria e degli utilizzatori, nonché di alcuni esperti nazionali,
sulle misure da prendere in merito al livello sonoro ammissibile in
quanto la protezione contro l'inquinamento acustico é necessaria e
realizzabile grazie agli sforzi che sono e saranno fatti dall'industria
nella messa a punto di tecnologie che consentano di rispettare i
requisiti proposti nei tempi previsti.
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                                          •i  »
                          PROPOSTA DI DIRETTIVA
                 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                                 RELATIVA
                   A TALUNI ELEMENTI E CARATTERISTICHE
                 DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l'articolo 100A,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Comitato economico e sociale (1),
considerando che occorre adottare le misure volte all'instaurazione del
mercato interno, il quale comporta uno spazio senza frontiere interne in
cui é assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei
servizi e dei capitali;
considerando che in ciascuno Stato membro I veicoli a motore a due o tre
ruote devono soddisfare, per quanto concerne gli elementi e le
caratteristiche di cui alla presente direttiva, taluni requisiti tecnici
stabiliti da prescrizioni cogenti che differiscono da uno Stato membro
all'altro; che, per la loro disparità, dette prescrizioni ostacolano gli
scambi all'interno della Comunità; che detti ostacoli all'instaurazione
e al funzionamento del mercato interno possono essere eliminati se le
stesse prescrizioni sono adottate da tutti gli Stati membri in luogo
delle rispettive regolamentazioni nazionali;
 (1) GU C
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considerando che l'introduzione di prescrizioni armonizzate per detti
elementi e caratteristiche dei veicoli a motore a due o tre ruote é
necessaria al fine di consentire l'applicazione, per ciascun tipo dei
suddetti veicoli, delle procedure di omologazione e di approvazione di
cui alla direttiva 92/61/CEE (2);
considerando che, per facilitare l'accesso ai mercati dei paesi non
membri della Comunità, é necessario stabilire l'equivalenza tre le
prescrizioni stabilite dai capitoli 1 (pneumatici), 2 (dispositivi di
illuminazione) e 11 (cinture di sicurezza) dell'allegato della presente
direttiva e quelle stabilite dal regolamenti analoghi nn. 75, 37, 50,
56, 57, 72, 82 e 16 rispettivamente, de 11'ECE/ONU;
considerando che, per quanto concerne gli aspetti relativi alla tutela
dell'ambiente, vale a dire l'inquinamento atmosferico e acustico, é
necessario perseguire l'obiettivo di un miglioramento costante
dell'ambiente; che a tal fine i valori limite degli inquinanti e del
 livello sonoro, fissati per essere applicati il più rapidamente
possibile, devono essere ulteriormente ridotti; che tale ulteriore
riduzione può essere decisa soltanto sulla base di studi e ricerche da
 intraprendere o da proseguire sulle possibilità delle tecnologie
disponibili o prevedibili e sull'analisi del rapporto costi/benefici per
consentire la produzione su scala industriale dei veicoli in grado di
rispettare i limiti più rigorosi; che la decisione sull'ulteriore
riduzione deve essere presa dal Parlamento europeo e dal Consiglio
almeno tre anni prima della loro entrata in vigore onde permettere
all'industria di prendere le disposizioni necessarie affinché alla data
prevista la produzione sia in grado di soddisfare le nuove disposizioni
comunitarie; che la decisione del Parlamento europeo e del Consiglio si
basa su proposte che la Commissione deve presentare in tempo utile;
considerando che é opportuno consentire agli Stati membri di promuovere,
 attraverso la concessione di incentivi fiscali, l'immissione sul mercato
di veicoli conformi anticipatamente alle prescrizioni adottate a livello
 comunitario per quanto concerne le misure contro le emissioni  inquinanti
e sonore;
 (2) GU L 225 dei 10.8.1992, pag. 72.
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considerando che i metodi di misurazione dell'immunità dei veicoli e
delle entità tecniche indipendenti alte radiazioni elettromagnetiche per
verificare il rispetto delle disposizioni relative alla compatibilità
elettromagnetica (capitolo 8) richiedono impianti complessi e costosi;
che, onde permettere agli Stati membri di installare tali impianti, é
opportuno prevedere che l'applicazione di detti metodi di misurazione
sia rinviata di tre anni a decorrere dall'entrata in vigore delà
presente direttiva;
considerando che, date la portata e le conseguenze dell'azione proposta
nel settore in questione, le misure comunitarie oggetto della presente
direttiva sono necessarie, anzi indispensabili, per conseguire gli
obiettivi prestabiliti, vale a dire l'omologazione comunitaria per tipo
di veicolo; che detti obiettivi non possono essere conseguiti in misura
sufficiente da parte dei singoli Stati membri;
considerando che occorre adeguare rapidamente al progresso tecnico le
prescrizioni tecniche contenute nell'allegato della presente direttiva;
che, eccezion fatta per i valori limite degli Inquinanti e del livello
sonoro, è opportuno affidare questo compito alla Commissione alio scopo
di semplificare ed accelerare la procedura; che, ogniqualvolta II
Parlamento europeo e il Consiglio conferiscono alla Commissione
competenze per l'esecuzione di norme stabilite nel settore dei veicoli a
motore a due o tre ruote, é opportuno prevedere una procedura di
 consultazione preliminare tra la Commissione e gli Stati membri
 nell'ambito di un comitato consultivo,
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HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                  Articolo 1
La presente direttiva ed il relativo allegato si applicano:
- ai pneumatici,
- ai dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa,
- alle sporgenze esterne,
- ai retrovisori,
- a l l e misure contro l'inquinamento atmosferico,
- ai serbatoi di carburante,
- alle misure contro la manomissione,
- alla compatibilità elettromagnetica,
- al livello sonoro ammissibile e al dispositivo di scappamento,
- ai dispositivi di attacco dei rimorchi e all'agganciamento delle
   carrozzette,
- a g l i ancoraggi delle cinture di sicurezza e alle cinture di sicurezza,
- ai vetri, ai tergicristalli e IavacristaiIi nonché ai dispositivi di
   sbrinamento e di disappannamento,
di tutti i tipi di veicoli definiti all'artìcolo 1 della direttiva
92/61/CEE.
                                  Articolo Z
1. Le procedure per la concessione dell'approvazione per i pneumatici, i
     dispositivi di iIluminazione e di segnalazione luminosa, I
     retrovisori, i serbatoi di carburante, i dispositivi di scappamento,
      le cinture di sicurezza ed i vetri di un tipo di veicolo a motore a
     due o tre ruote e dell'approvazione di un tipo di penumatico, di
     dispositivo di illuminazione e di segnalazione luminosa, di
     retrovisore, di serbatoio di carburante, di dispositivo di
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   scappamento, di cintura di sicurezza e di vetri in quanto componenti,
   nonché le condizioni per la libera circolazione di tali veicoli e per
   la libera immissione sul mercato dei componenti, sono quelle
   stabilite dalla direttiva 92/61/CEE, rispettivamente nei capitoli II
   e Ili.
2. La procedura per la concessione dell'approvazione concernente le
   sporgenze esterne, le misure contro l'inquinamento atmosferico, le
   misure contro la manomissione, la compatibilità elettromagnetica, il
    livello sonoro ammissibile, I dispositivi di attacco dei rimorchi e
   di agganciamento delle carrozzette, gli ancoraggi delle cinture di
   sicurezza, i tergicristalli e IavacristaiII, i dispositivi di
   sbrinamento e disappannamento di un tipo di veicolo a motore a due o
   tre ruote, nonché le condizioni per la libera circolazione di tali
   veicoli sono quelle stabilite dalla direttiva 92/61/CEE,
   rispettivamente nei capitoli II e M I .
                                Articolo 3
1. Conformemente dall'articolo 11 della direttiva 92/61/CEE, viene
    riconosciuta l'equivalenza tra le prescrizioni stabilite ai    capitoli
    1 (pneumatici), 2 (dispositivi di illuminazione e di segnalazione
    luminosa) e 11 (cinture di sicurezza) della presente direttiva e le
    prescrizioni stabilite dai regolamenti
    75 (documento E/ECE/TRANS/505/Rev. 1/Add. 74) per quanto riguarda i
    pneumatici,
    37 (documento E/ECE/TRANS/505/Rev. 1/Add. 36/Rev. 2/Suppl. 9 ) ,
    50 (documento E/ECE/TRANS/505/Rev. 1/Add. 49/Amend. 1/Corr. 2 ) ,
    56 (documento E/ECE/TRANS/505/Rev. 1/Add. 55/Rev. 1/Corr. 2 ) ,
    57 (documento E/ECE/TRANS/505/Rev. 1/Add. 56/Amend. 2/Suppl. 1 ) ,
    72 (documento E/ECE/TRANS/505/Rev. 1/Add. 71/Amend. 1/Suppl. 1 ) ,
    82 (documento E/ECE/TRANS/505/Rev. 1/Add. 81) per quanto riguarda i
    dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa, e
    16 (documento E/ECE/TRANS/505/Rev. 1/Add. 15/Rev. 3/Amend. 1/
    Suppl. 4) per quanto riguarda i cinture di sicurezza.
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2. Le autorità degli Stati membri che concedono l'approvazione accettano
   le approvazioni e i marchi di approvazione rilasciati conformemente
   alle prescrizioni dei suddetti regolamenti in luogo delle
   approvazioni e dei marchi di approvazione corrispondenti rilasciati
   conformemente alla presente direttiva.
                                Articolo 4
1. In conformità con le disposizioni del trattato, il Parlamento europeo
   e il Consiglio si pronunciano entro i l i * gennaio 1997 su una
   proposta della Commissione fissando un'ulteriore tappa che prevede
   misure volte a rendere più rigorosi i valori limite degli inquinanti
   e del livello sonoro dei veicoli in questione, fissati
   rispettivamente al capitolo 5, allegato II, tabelle I e II, e al
   capitolo 9, allegato I.
2. La decisione del Parlamento europeo e del Consiglio di cui al
   paragrafo 1, che si applica a decorrere dall'anno 2001, valuterà
   l'opportunità di inserire in queste misure elementi diversi dai
   semplici valori limite più rigorosi. Sarà eseguita una valutazione
   dei costi e dei vantaggi derivanti dall'applicazione di tali misure,
    le quali devono essere proporzionate e attuabili rispetto agli
   obiettivi perseguiti.
                                Articolo 5
1. Gli Stati membri possono concedere incentivi fiscali soltanto per I
   veicoli a motore conformi alle misure contro l'inquinamento
   atmosferico e acustico stabilite dalla presente direttiva,
   rispettivamente al capitolo 5, allegato I, punto 2.2.1.1.3 e allegato
    II, tabelle I e il, e al capitolo 9, allegato I.
2. Detti incentivi devono essere conformi alle disposizioni del trattato
   e soddisfare inoltre le condizioni seguenti:
   - devono valere per tutti i veicoli nuovi immessi sul mercato di uno
      Stato membro che soddisfano in anticipo le misure di cui al
      paragrafo 1 delia presente direttiva;
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   - cessare di esistere a decorrere dalla data di applicazione
      obbligatoria delle misure di cui al paragrafo 1;
   - per ogni tipo di veicolo a motore, l'importo deve essere
      notevolmente inferiore alla maggiorazione dei costi dovuta alle
      soluzioni tecniche introdotte e alla loro installazione sul veicolo
      a motore per rispettare i valori fissati.
3. La Commissione deve essere informata in tempo utile dei progetti
    miranti ad istituire o a modificare incentivi fiscali come quelli di
    cui al paragrafo 1. La Commissione deve dare il proprio accordo prima
    dell'Introduzione di detti incentivi e tener conto In particolare del
    loro impatto sul mercato interno.
                                 Articolo $
Le modifiche necessarie per adeguare l'allegato al progresso tecnico, ad
eccezione dei valori limite relativi all'inquinamento atmosferico ed
acustico ripresi rispettivamente al capitolo 5, allegato l, punto
2.2.1.1.3. e al legato 11, tabe I le I e II e al capitolo 9, allegato I,
sono adottate conformemente alla procedura seguente.
Qualora venga fatto riferimento alla procedura definita nel presente
articolo, il rappresentante della Commissione sottopone un progetto
delle misure da prendere al comitato istituito dall'articolo 13 della
direttiva 70/156/CEE (1), modificata da ultimo dalla direttiva 92/53/CEE
 (2). il comitato esprime un parere sul progetto entro un termine che il
presidente può fissare in base all'urgenza della questione, procedendo
eventualmente a    votazione.
 il parere é iscritto a verbale; inoltre, ogni Stato membro ha il diritto
 di chiedere che la sua posizione figuri nel verbale.
 La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal
 comi tao.  Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo
 parere.
 (1) GU L 42 del 23.2.1970, pag. 1.
 (2) GU L 225 del 10.8.1992, pag. 1.
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                                 Articolo 7
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
   regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla
   presente direttiva entro i l i ' giugno 1996. Essi ne informano
   immediatamente la Commissione.
   A decorrere dalla data suddetta, gli Stati membri non possono più
   vietare la prima immissione in circolazione dei veicoli conformi alle
   disposizioni della presente direttiva o a taluni suoi capitoli.
   Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1' gennaio 1997.
   Tuttavia, l'applicazione di alcune disposizioni dei capitoli 5, 8 e 9
   é rinviata in base alle indicazioni specifiche contenute in detti
   capi toi i.
2. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono
   un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un
   siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le
   modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
                                 Articolo 8
Alla data di entrata in vigore della presente direttiva, la direttiva
78/1015/CEE, relativa al livello sonoro ammissibile e al dispositivo di
scappamento dei motocicli (1), modificata da ultimo dal la direttiva
89/235/CEE (2), e la direttiva 80/780/CEE, relativa ai retrovisori dei
veicoli a motore a due ruote con o senza carrozzetta ed al loro
montaggio su tali veicoli (3), modificata da ultimo dalla direttiva
80/1272/CEE (4), sono abrogate.
(1) GU L 349 del 13.12.1978, pag. 21.
(2) GU L    98 dell'11.4.1989, pag. 1.
(3) GU L 229 del 30.8.1980, pag. 49.
(4) GU L 375 del 31.12.1980, pag. 73.
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                               Articolo 9
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
                           Fatto a Bruxelles, addi
   Per il Parlamento europeo,           Per il Consiglio,
       Il Presidente                       II Presidente
 ---pagebreak---                - 16 -
              ALLEGATO
                Ind i ce
Capitolo 1:          Pneumatici dei veicoli a motore a
                     due o tre ruote
Capitolo 2:          Dispositivi di illuminazione e di
                     segnalazione luminosa dei veicoli a
                     motore a due o tre ruote
Capitolo 3:          Sporgenze esterne dei veicoli a
                     motore a due o tre ruote
Capitolo 4:          Retrovisori dei veicoli a motore a
                     due o tre ruote
Capitolo 5:          Misure contro l'inquinamento
                     atmosferico provocato dai veicoli a
                     motore a due o tre ruote
Capitolo 6:          Serbatoio di carburante dei veicoli
                     a motore a due o tre ruote
Capitolo 7:          Misure contro la manomissione dei
                     ciclomotori e dei motocicli
Capitolo 8:          Compatibilità elettromagnetica dei
                     veicoli a motore a due o tre ruote
Capitolo 9:          Livello sonoro ammissibile e
                     dispositivo di scappamento dei
                     veicoli a motore a due o tre ruote
Capitolo 10:         Dispositivi di attacco dei rimorchi
                      dei veicoli a motore a due o tre
                      ruote e aggancI amento de 11e
                      carrozzette ai motocicli.
 Capitolo 11:         Ancoraggi delle cinture di
                      sicurezza e cinture di sicurezza
                      dei ciclomotori a tre ruote, dei
                      tricicli e dei quadricicli, muniti
                      di carrozzeria
 Capitolo 12:         Vetri, tergicristalli,
                      IavacristaiIi e dispositivi di
                      sbrinamento e di disappannamento
                      dei ciclomotori a tre ruote, dei
                      tricicli e dei quadricicli, muniti
                      di carrozzeria.
 ---pagebreak---               - ^
           CAPITOLO 1
PNEUMATICI DEI VEICOLI A MOTORE
       A DUE 0 TRE RUOTE
      E AL LORO MONTAGGIO
 ---pagebreak---                                   -<#-
ALLEGATO I      Condizioni per l'omologazione e la marcatura dei
                pneumatici
ALLEGATO iI     Definizioni, diciture e prescrizioni
ALLEGATO I Ii   Disposizione delle diciture sul pneumatico
ALLEGATO IV     Elenco degli indici di capacità di carico (LI) e
                corrispondente massa massima ammissibile (kg).
ALLEGATO V      Misure d'ingombro di taluni tipi di    pneumatici.
ALLEGATO VI     Metodo di misura delle quote dimensionali dei pneumatici.
ALLEGATO Vil    Procedimento per le prove di carico/velocità.
ALLEGATO Vili   Variazione della capacità di carico in funzione della
                velocità.
ALLEGATO IX     Metodo di prova per determinare l'espansione dinamica dei
                pneumat ici
ALLEGATO X            Scheda informativa relativa a un tipo di pneumatico
                      destinato ai veicoli a motore a due o a tre ruote.
                      Certificato di omologazione di un tipo di pneumatico
                      destinato ai veicoli a motore a due o a tre ruote.
ALLEGATO XI      Prescrizioni relative al montaggio dei pneumatici sui
                 ve i co Ii.
 ALLEGATO X I I       Scheda informativa relativa al montaggio di pneumatici
                      su un tipo di veicolo a motore a due o a tre ruote.
                      Certificato di omologazione relativo al montaggio dei
                      pneumatici su un tipo di veicolo a due o a tre ruote.
 ---pagebreak---                                       - ^ -
                                   ALLEGATO I
        CONDIZIONI PER L'OMOLOGAZIONE E LA MARCATURA DEI PNEUMATICI
1.         DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
1.1.       La domanda di omologazione per un tipo di pneumatico deve
           precisare il tipo di pneumatico sul quale verrà apposto il marchio
           di omologazione.
1.2.       Per ciascun tipo di pneumatico la domanda deve inoltre precisare
           quanto segue:
1.2.1.     la classe dimensionale del pneumatico quale definita al paragrafo
           1.16. del l'al legato 11 ;
1.2.2.     il marchio di fabbrica o commerciale;
1.2.3.     ia categoria di utilizzazione (normale, speciale o neve);
1.2.4.     la struttura;
1.2.5.     la categoria di velocità;
1.2.6.     gli indici di capacità di carico;
1.2.7.     se il pneumatico é destinato ad essere impiegato con o senza
           camera d'ar ia;
1.2.8.     se il pneumatico è "normale" o "rinforzato";
1.2.9.      il numero di "ply-rating" per i derivati di motocicli;
1.2.10.     le dimensioni fuori tutto: larghezza fuori tutto della sezione e
           diametro esterno;
1.2.11.     i cerchioni sui quali può essere montato il pneumatico;
1.2.12.     i cerchioni di riferimento e di prova;
1.2.13.     la pressione di riferimento e la pressione di prova;
1.2.14.     il fattore x di cui al punto 1.19. dell'allegato II;
1.3.       La domanda di omologazione deve inoltre comprendere i disegni o le
           fotografie in tre esemplari dei fianchi e del battistrada e il
           disegno quotato della sezione trasversale del pneumatico e/o due
           campioni di pneumatici di ciascun tipo di pneumatico da omologare.
           Le fotografie o i disegni devono indicare la posizione prevista
           per ii marchio di omologazione.
 ---pagebreak---                          -ix> -
MARCATURA
Gli esemplari dei tipo di pneumatico per il quale si chiede
l'omologazione devono riportare in modo chiaramente visibile e
 indelebile il marchio di fabbrica o il nome commerciale del
richiedente lasciando spazio sufficiente per l'apposizione del
marchio di omologazione.
MARCHIO Di OMOLOGAZIONE
Ogni pneumatico conforme ad un tipo omologato in applicazione
della presente direttiva deve recare il marchio di omologazione
descritto all'allegato 5 della direttiva 92/61/CEE del 30 giugno
1992 relativa all'omologazione dei veicoli a motore a due o a tre
ruote.
 Il valore "a", che definisce le dimensioni del rettangolo, delle
cifre e delle lettere che compongono il marchio deve essere di >. 2
 ---pagebreak---                                 ALLEGATO II
                    DEFINIZIONI, DICITURE E PRESCRIZIONI
1.        DEFINIZIONI
          Ai sensi del presente allegato si intende per:
1.1.      "tipo di pneumatico"
          I pneumatici che non presentano differenze sostanziali, in
          particolare per quanto riguarda i seguenti punti:
1.1.1.    marchio di fabbrica o commerciale;
1.1.2.    specificazione delle dimensioni del pneumatico;
1.1.3.    categoria di utilizzazione (normale: pneumatici per uso normale su
          strada; speciale: pneumatici per uso speciale, per uso misto su
          strada e fuori strada, pneumatici da neve e per ciclomotore);
1.1.4.    struttura (diagonale (bias-ply), a cintura incrociata, radiale);
1.1.5.    categoria di velocità;
1.1.6.     indici della capacità di carico; e
1.1.7.  - sezione trasversale;
1.2.       "struttura"
           l'insieme delle caratteristiche tecniche della carcassa di un
           pneumatico. In particolare si distinguono le seguenti strutture:
 1.2.1.    «diagonal»* (bias-ply)
           una struttura in cui i fili che costituiscono le tele giungono
           fino al tallone e sono orientati in modo da formare angoli
           alternati molto inferiori a 90' rispetto alla linea mediana del
           battistrada;
 1.2.2.    "diagonale cinturata"
           una struttura di tipo "diagonale" in cui la carcassa é contenuta
           da una cintura formata da due o più strati di fili praticamente
           inestensibili, che formano angoli alternati prossimi a quelli
           del la carcassa.
 1.2.3.    "radiale"
           una struttura nella quale i fili delle tele giungono fino al
           tallone e sono orientati sostanzialmente a 90* rispetto alla linea
           mediana del battistrada ed in cui la carcassa é stabilizzata da
           una cintura circolare praticamente inestensibile;
 1.2.4.     "rinforzata"
           una struttura in cui la carcassa é più resistente di quella del
           pneumatico normale corrispondente;
 ---pagebreak--- 1-3.        "tallone"
             l'elemento di un pneumatico che per forma e struttura ne consente
             l'adattamento ai cerchione e lo trattiene sullo stesso (1) ;
1.4.        "tortiglie"
                                                                      (1)
             i fili che formano il tessuto delle tele del pneumatico      ;
1.5.        "tola"
            uno strato costituito da fili gommati disposti parallelamente fra
             loro < 1 >;
1.6.        "carcassa"
             la parte del pneumatico compresa fra il battistrada e i fianchi
            che, quando il pneumatico é gonfiato, supporta il carico (1) ;
1.7.         "battistrada"
             la parte del pneumatico che viene a contatto col suolo, che
            protegge la carcassa dai danni meccanici e contribuisce a far
             aderire il pneumatico al suolo (1) ;
1.8.         "fianco"
             la parte del pneumatico compresa tra il battistrada e la zona
             destinata ad essere coperta dall'orlo del cerchione (1) ;
1.9.         "intagli del battistrada"
             lo spazio fra due nervature o due rilievi adiacenti della
             scolpi tura C ) ;
1.10.        "intagli principali"
             gli intagli larghi situati nella zona centrale del battistrada;
LU.          "larghetta (?) della sezione"
             la distanza lineare fra le superfici esterne dei fianchi di un
             pneumatico gonfiato, escluso il rilievo costituito da iscrizioni,
             decorazioni, cordoni o nervature di protezione (1) ;
 1.12.       "larghezza fuori tutto"
              la distanza (espressa in mm) lineare fra le parti esterne dei
             fianchi di un pneumatico gonfiato, comprese le iscrizioni, le
             decorazioni, i cordoni o le nervature di protezione ( D ; nel
             caso di pneumatici il cui battistrada è più largo della sezione la
              larghezza fuori tutto corrisponde alla larghezza del battistrada;
 1.13.       "altezza della sezione"
              la distanza (espressa in mm) uguale alla metà della differenza
             esistente fra il diametro esterno del pneumatico e il diametro
             nominale del cerchione (1) ;
 1.14.        "rapporto nominale d'aspetto (Ra)"
              il centuplo del numero ottenuto dividendo l'altezza della sezione
              (H) per la larghezza della sezione nominale (S-|), espresse
             entrambe nella stessa unità;
 (1) Vedi figura in appendice
 ---pagebreak--- 1.15         "diametro esterno (D)"
             il diametro fuori tutto del pneumatico nuovo gonfiato (1);
1.16.        "designazione della misura del pneumatico*
             essa indica:
1.16.1.      la larghezza nominale della sezione (S-,) (espressa in mm tranne
             che per alcuni tipi di pneumatici per i quali la designazione
             della misura figura nella prima colonna delle tabelle
             del l'ai legato V ) ;
1.16.2.       il rapporto nominale d'aspetto (Ra), salvo nel caso di taluni tipi
             di pneumatici la cui designazione delle misure figura nella prima
             colonna delle tabelle dell'allegato V;
1.16.3.      un numero convenzionale (d) che indica il diametro nominale del
             cerchione e corrisponde al suo diametro espresso in codice (numeri
              inferiori a 100) oppure in mm (numeri superiori a 100);
1.16.3.1.     i valori in millimetri del simbolo (d) espressi in codice sono
              indicati qui appresso:
       Simbolo "d", in una o due           Valore del simbolo
      cifre, che indica il diametro           espresso in mm
        nominale del cerchione
              in poi liei
                   '4                               102
                    5                               127
                    6                               152
                    7                               178
                    8                               203
                    9                               229
                   10                               254
                   11                               279
                   12                               305
                   13                               330
                   14                               356
                   15                               381
                   16                               406
                   17                               432
                   18                               457
                   19                               483
                   20                               508
                   21                               533
                   22                               559
                   23                                584
 1.17           "diametro nominale del cerchione (d)"
                il diametro del cerchione sul quale il pneumatico sarà
               montato d ) ;
 1.18           "cerchione"
                il supporto del complesso camera d'aria e pneumatico oppure solo
                del pneumatico senza camera d'aria, sul quale si appoggiano i
                talloni del pneumatico (1);
 (1) Vedi figura in appendice.
 ---pagebreak--- 1.19.    "cerchione teorico"
         il cerchione fittizio la cui larghezza sarebbe uguale a x volte la
         larghezza nominale della sezione di un pneumatico; il valore di x
         deve essere specificato dal fabbricante del pneumatico;
1.20.    "cerchione di riferimento"
         il cerchione sul quale deve essere montato il pneumatico per
         effettuare le misurazioni dimensionali;
1.21.    "cerchione, di prova"
         il cerchione sul quale deve essere montato il pneumatico per
         effettuare le prove;
1.22.    "strappamento"
          il distacco di pezzi di gomma dal battistrada;
1.23.    "scollatura delle tortiglie"
          l'uscita dei fili dal loro rivestimento;
1.24.    "scollatura delle tele"
          il distacco fra tele adiacenti;
1.25.    "distacco del battistrada"
          la separazione del battistrada dalla carcassa;
1.26.    "indice della capacità di carico"
         un numero che indica il carico massimo che il pneumatico può
         sopportare alla velocità indicata dal simbolo di velocità secondo
          le prescrizioni d'uso specificate dal fabbricante. L'elenco di
         questi indici ed i carichi corrispondenti figurano nell'allegato
          IV;
1.27.     "tabella della variazione della capacità di carico in funzione
         della velocità"
          la tabella dell'allegato Vili che indica le variazioni del carico
         di un pneumatico in funzione degli indici della capacità di carico
         e dei simboli della categoria di velocità nominale quando venga
         usato per velocità diverse da quelle corrispondenti al suo simbolo
         di categoria di velocità nominale;
 1.28.    "categoria di velocità":
 1.28.1.  le velocità, indicate da un simbolo, alle quali il pneumatico può
          sopportare il carico indicato nel corrispondente indice della
          capacità di car ico;
 1.28.2.   le categorie di velocità sono quelle indicate nella tabella
          seguente:
 ---pagebreak---                                  -ir -
          Simbolo della categoria   Velocità corrispondente
                di velocità                  (km/h)
                    B                          50
                    F                          80
                    G                          90
                    J                         100
                    K                         110
                    L                         120
                    M                         130
                    N                         140
                    P                         150
                    Q                         160
                    R                         170
                    S                         180
                    T                         190
                    U                         200
                    H                         210
                    V                         240
1.28.3. I pneumatici progettati per velocità massime superiori a 240 km/h
        sono identificati con le lettere "V" o "Z" che figurano nella
        designazione delle dimensioni del pneumatico.
1.29.   "pneumatici da neve"
        un pneumatico in cui il disegno del battistrada e la struttura
        sono progettati soprattutto per garantire, nel fango e nella neve
        fresca o fondenti, un comportamento migliore di quello dei
        pneumatici per uso su strada. Il disegno del battistrada è di
        solito caratterizzato da intagli e/o rilievi massicci, più
        spaziati tra di loro, che in un pneumatico per uso su strada;
1.30.   "MST" (pneumatico multiuso)
        un pneumatico multiuso, adatto su strada e fuoristrada;
1.31.   "carico massimo"
         la massa massima che può sopportare il pneumatico
1.31.1. per velocità inferiori a 130 km/h, il carico massimo non deve
        superare la percentuale del valore legato all'indice di capacità
        di carico corrispondente del pneumatico indicata nella tabella
        dell'allegato Vili in funzione del simbolo di categoria di
        velocità del pneumatico e della velocità raggiungibile dal veicolo
        sul quale il pneumatico è montato,
1.31.2. nel caso di pneumatici progettati per una velocità non superiore a
        210 km/h, il carico massimo non deve superare il valore legato
        all'indice di capacità di carico del pneumatico,
1.31.3. nel caso di pneumatici progettati per una velocità superiore a 210
        km/h, ma non superiore a 240 km/h (pneumatici con il simbolo della
        categoria di velocità "V" o pneumatici con indicata la lettera "V"
        nella designazione delle dimensioni), il carico massimo non deve
 ---pagebreak---                                      - u-
          superare la percentuale del valore legato all'indice di capacità
          di carico del pneumatico indicata nella tabella qui appresso, in
          funzione della velocità raggiungibile del veicolo sul quale il
          pneumatico è montato.
          Velocità massima                                  Carico
                  Km/h                                         (%)
                  210                                         100,0
                  215                                          97,5
                  220                                          95,0
                  225                                          92,5
                  230                                          90,0
                  235                                          87,5
                  240                                          85,0
          Per le velocità massime intermedie, sono ammesse interpolazioni
           lineari del carico massimo,
1.31.3.1. nel caso di pneumatici con indicata la lettera "Z" nella
          designazione delle dimensioni, il carico massimo si applica fino a
          240 km/h,
1.31.4.   nel caso di pneumatici progettati per una velocità superiore a 240
          km/h (pneumatici con indicata la lettera "V" nella designazione
          delle dimensioni) e di pneumatici con indicata la lettera "Z"
          nella designazione delle dimensioni, il carico massimo non deve
          superare il valore specificato dal fabbricante del pneumatico in
           funzione della velocità massima raggiungibile dal veicolo sul
          quale il pneumatico è montato;
1 1?.      "pneumatico per ciclomotori"
          un pneumatico progettato per essere montato su ciclomotori;
1.33.      "Pneumatico Per motociclo"
           un pneumatico progettato essenzialmente per essere montato su
          motocicli;
1.34.      "circonferenza di rotolamento (C r )"
           la distanza teorica percorsa dal centro (asse) della ruota di un
           veicolo in movimento in una rotazione completa del pneumatico è
           ottenuta con la formula seguente:
           C r - f x D,
           dove
           D è l i diametro esterno del pneumatico in base alla designazione
           del pneumatico indicato al punto 3.1.2. dell'allegato II,
           f -     3,02 per i pneumatici il cui codice di diametro del
                        cerchione è pari o superiore a 13,
                   3,03 per i pneumatici di costruzione radiale, il cui codice
                        di diametro del cerchione è pari o inferiore a 12,
                   2,99 per I pneumatici di costruzione diagonale o diagonale
                        cinturata il cui codice di diametro del cerchione è
                        pari o infer lore a 12.
 ---pagebreak---                                    -Lì   -
2.        DICITURE
2.1.      I pneumatici devono recare, almeno su un fianco, le seguenti
          diciture :
2.1.1.    il marchio di fabbrica o il marchio commerciale;
2.1.2.    la designazione delle misure del pneumatico, quali definite al
          punto 1.16;
2.1.3.    l'indicazione della struttura nel modo seguente:
2.1.3.1.  per I pneumatici a struttura diagonale, nessuna indicazione,
          oppure la lettera "D";
2.1.3.2.  per I pneumatici aventi struttura con cintura incrociata, la
           lettera "B" davanti all'indicazione del diametro del cerchione ed
          eventualmente il termine "BIAS-BELTED,
2.1.3.3.  per I pneumatici a struttura radiale, la lettera "R" davanti
          all'indicazione del diametro del cerchione, ed eventualmente il
          termine "RADIAL";
2.1.4.     l'indicazione della categoria di velocità cui appartiene il
          pneumatico, con il simbolo definito al paragrafo 1.28.2.
          Nel caso di pneumatici progettati per velocità superiori a 240
          km/h, la categoria di velocità del pneumatico è indicata con la
           lettera "V" o la lettera "Z" posta davanti all'indicazione della
          struttura (cfr. punto 2.1.3);
2.1.5.     l'indice del la capacità di carico quale definito al
          paragrafo 1.26;
 2.1.5.1.  tuttavia, nel caso di pneumatici progettati per velocità superiori
           a 240 km/h, l'indicazione dell'indice di capacità di carico può
           essere omessa-,
 2.1.6.    il termine "TUBELESS", se si tratta di un pneumatico destinato ad
           essere impiegato senza camere d'aria;
 2.1.7.    il simbolo "REINFORCED" o "REINF" se si tratta di un pneumatico
           rinforzato;
 2.1.8.    la data di fabbricazione mediante tre cifre, di cui le prime due
           indicano la settimana e la terza l'anno di fabbricazione. Ouesta
           dicitura va apposta su un solo fianco;
 2.1.9.    il simbolo "M+S" o "M.S" o "M&S", se si tratta di un pneumatico da
           neve ;
 2.1.10.    il simbolo "MST", se si tratta di pneumatici multiuso;
 2.1.11     l'indicazione "CICLOMOTORE" se si tratta di un pneumatico per
           ciclomotore.
 2.2.      L'ai legato 111 dà un esempio di disposizione delle diciture sul
           pneumatico.
 ---pagebreak---                                          - 26 -
2.3.     Le diciture di cui al punto 2.1. e il marchio di omologazione
         devono essere stampati in rilievo o scolpiti sui pneumatici e
         devono essere chiaramente leggibili.
3.       PRESCRIZIONI RELATIVE Al PNEUMATICI
3.1.     Dimensioni dei pneumatici
3.1.1.   Larghezza della sezione
3.1.1.1. La larghezza della sezione del pneumatico è calcolata con la
         seguente formula
                S- S 1 + K ( A - A 1 ) ,
         dove :
         S      la larghezza della sezione misurata sul cerchione di
                riferimento;
         S-|    è la larghezza nominale della sezione quale figura sul
                fianco del pneumatico nella designazione prescritta;
         A      é la larghezza del cerchione di riferimento indicata dal
                fabbricante nella nota descrittiva;
         A-|    è la larghezza del cerchione teorico.
         Si sceglie per Ai il valore Si moltiplicato per il fattore x
         specificato dal fabbricante e per K il valore 0,4.
3.1.1.2. Tuttavia, per i tipi di pneumatici la cui designazione della
         dimensione figura nella prima colonna delie tabelle dell'allegato
         V, la larghezza della sezione è quella indicata nella quinta
         colonna.
3.1.2.   Diametro esterno
3.1.2.1.  Il diametro esterno del pneumatico è calcolato con la seguente
         formula:
                D- d + 2H
         dove:
         D è il diametro esterno
         d è il diametro nominale del cerchione espresso in mm
         H è l'altezza nominale della sezione
                H - S 1 X 0,01 Ra,
         dove
         S-l ò la larghezza nominale della sezione
         Ra è iI rapporto nominale di aspetto,
         quali figurano sul fianco del pneumatico in conformità delle
         prescrizioni del punto 2.3.
 ---pagebreak---                                        - n-
3.1.2.2.    Tuttavia, per i tipi di pneumatici la cui designazione della
            misura figura nella prima colonna delle tabelle dell'allegato V,
            il diametro esterno è quello indicato accanto alla suddetta
            designazione nelle tabelle stesse.
3.1.3.      Metodo di misurazione
            Le dimensioni dei pneumatici vanno misurate con il procedimento
             indicato nell'allegato VI.
3.1.4.      Specificazioni relative alla larghezza della sezione
3.1.4.1.    La larghezza fuori tutto del pneumatico può essere inferiore alla
             larghezza della sezione (S) calcolata applicando il punto 3.1.1.
3.1.4.2.    Detta larghezza può superare questo valore di una percentuale
            massima pari al valore indicato all'allegato V, o, per le
            designazioni della misura che non figurano nell'allegato V, delle
            seguenti percentuali:
3.1.4.2.1.  per i pneumatici per ciclomotori o motocicli destinati ad uso
            normale su strada e su neve:
             + 1 0 % per cerchioni di diametro >. 13
             + 8% per un cerchione di diametro <. 12;
3.1.4.2.2.   per i pneumatici destinati ad uso speciale, adatti ad uso su
             strada limitato e recanti il marchio MST: 25%.
3.1.5.       Specificazioni relative al diametro esterno
3.1.5.1.     Il diametro esterno di un pneumatico non deve differire dai valori
             minimi e massimi specificati nell'allegato v.
 3.1.5.2.    Per le designazioni della misura non riprese nell'allegato V, il
             diametro esterno del pneumatico non deve differire dai valori
             minimi e massimi ottenuti applicando le seguenti formule:
                     Dmìn - d + (2H x a)
                     Dmax - d • (2H x b ) ,
     dove:   H e d sono i valori definiti al punto 3.1.2.1. e a e b sono i
             valori specificati rispettivamente ai punti 3.1.5.2.1. e
             3.1.5.2.2.
 3.1.5.2.1.  Per i pneumatici per ciclomotori o motocicli destinati ad uso
             normale su strada e per i pneumatici da neve
             diametro del cerchione £. 13                                   0,97
             diametro del cerchione <. 12                                   0,93
             Per i peumatici destinati ad uso speciale                      1,00
 ---pagebreak---                                     _ io -
3.1.5.2.2. Per i pneumatici per ciclomotori o motocicli destinati ad uso
           normale su strada
           diametro del cerchione >. 13                                  1,07
           diametro del cerchione <. 12                                   1,10
           Per i pneumatici da neve ed i pneumatici destinati
           ad uso speciale                                                1,12
3.2.       Prova di carico/velocità
3.2.1.     Il pneumatico deve subire la prova di carico/velocità eseguita con
           il procedimento indicato al l'ai legato VI I.
3.2.2.     Il pneumatico, dopo aver superato positivamente la prova di
           carico/velocità non deve presentare alcuno scollamento del
           battistrada, delle tele e delle tortiglie, né strappamenti del
           battistrada o rottura delle tortiglie.
3.2.3.     Il diametro esterno del pneumatico, misurato sei ore dopo la prova
           di carico/velocità, non deve differire di più del ± 3,5% dal
           diametro esterno misurato prima della prova.
3.2.4.     La larghezza fuori tutto del pneumatico misurata al termine della
           prova di carico/velocità non deve superare il valore indicato al
           punto 3.1.4.2.
3.3.       Espansione dinamica
            I pneumatici di cui ai punto 1.1. dell'allegato IX, che hanno
           superato positivamente le prove di carico/velocità indicate al
           punto 3.2. devono essere sottoposti ad una prova di espansione
           dinamica eseguita con il procedimento indicato nel suddetto
           al legato.
3.4.       Quando il fabbricante di pneumatici produce una gamma di
           pneumatici, non é necessario eseguire delle prove di prestazione
           carico/velocità e di espansione dinamica su ciascun tipo di
           pneumatico della gamma. La scelta nel caso più sfavorevole è
            lasciata all'autorità omologante.
 ---pagebreak---            ALLEGATO I I - Appendice
               FIGURA ESPLICATIVA
  (vedasi punto 1 del presente a l l e g a t o )
   Battistrada                           I n t a g l i del
                                         battistrada
Larghezza del cerchione (A)     fai Iòne
Larghezza della sezione (S)                            Diametro nominale
                                                       del cerchione
Larghezza fuori tutto                                    (d)
 ---pagebreak---                                        - 32, -
                                    ALLEGATO I I I
                    DISPOSIZIONE DELLE DICITURE SUL PNEUMATICO
                Esempio di diciture che i pneumatici devono recare
                   I                                       b >   4 mm
                          100/80 B 18 53 S    TUBELESS M+S   013
Queste iscrizioni    identificano un pneumatico avente le seguenti
caratteristiche:
     larghezza nominale di sezione pari a 100;
    rapporto nominale di aspetto pari a 80;
    struttura con cintura incrociata (B)
    diametro di cerchione pari a 457 mm, il cui codice é 18;
    capacità dì carico di 206 kg, pari all'indice di carico 53 (cfr. elenco
    al l'al legato IV);
    categoria di velocità S (velocità massima 180 km/h)
    possibilità di essere montato senza camera d'aria (tubeless)
    possibilità di essere usato per la neve (M + S)
    periodo di fabbricazione: prima settimana (01) dell'anno 1993 ( 3 ) .
L'ubicazione e l'ordine delle iscrizioni che compongono la designazione del
pneumatico devono essere le seguenti:
a)   la designazione della misura comprendente la larghezza nominale di
    sezione, il rapporto nominale di aspetto, il simbolo del tipo di
    struttura, se necessario, e il diametro nominale del cerchione devono
    essere raggruppati come indicato nell'esempio riportato qui sopra: 100/80
    B 18;
b)   l'indice di carico e il simbolo delia categoria di velocità devono essere
    disposti assieme vicino alla designazione della misura: prima o dopo;
    sopra o sotto-,
C)   le diciture "TUBELESS", "REINFORCED" O "RE INF", "M + S", "MST" e/O
    "CICLOMOTORE" possono essere disposte non in prossimità della designazione
    del la misura.
 ---pagebreak---                     co  l O O O O O O O O m o to o m o l O O l O O O O O O O O l O O i O O O O
                        T - C 0 l 0 r > - 0 l > T - C 0 l O h »OO CCM
                                                                    M IO
                                                                       l O h-
                                                                           h . OOC C
                                                                                   MMiO
                                                                                      l Oh h- O
                                                                                              - OCC0 O
                                                                                                     <DC0O>a C
                                                                                                             CM M «I O
                                                                                                                     OCCO
                                                                                                                        0Tr --liOOCCO0 C  CM MC
                                                                                                                                              <ODO
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               MISURE DI INGOMBRO DI TALUNI TIPI DI PNEUMATICI
        (Cfr. allegato II, punti 3.1.1.2, 3.1.2.2, 3.1.4.2 et 3.1.5.1)
                                          TABELLA 1 A
                                Pneumatici per ciclomotori
            Designazione e diametro dei cerchioni fino al codice 12
                 LARGHEZZA           DIAMETRO FUORI TUTTO (mm) LARGHEZZA LARGHEZZA
DESIGNAZIONE     DEL CERCHIONE                                    DI     MASSIMA
                 I M Dirrerue-LL-                              SEZIONE   FUORI
                 TO (codico)       D.inin       D        D.mox   (mm)    TUTTO (mm)
  2     - 12         1.35           413        417        426     55        59
  2 1/4 - 12         1.50           425        431        441     62        67
  2 1/2 - 8          1.75           339        345        356     70        76
  2 1/2 - 9          1.75           365        371        382     70        76
  2 3/4 - 9          1.75           375        381        393     73        79
  3     - 10         2.10           412        418        431     84        91
  3     - 12         2.10           463        469        482     84        91
 ---pagebreak---                                           TABELLA 1   B
                                  Pneumatici per motocicli
               Designazione e diametro dei cerchioni fino al codice 12
                    LARGHEZZA         DIAMETRO FUORI TUTTO (mm)  LARGHEZZA LARGHEZZA
DESIGNAZIONE        DEL CERCHIONE                                   DI     MASSIMA
                    m DtrreiuTkL-                                SEZIONE   FUORI
                    TO (codico)     D.min        D        D.mox    (mm)    TUTTO (mm)
  2.50  -   8                        328        338        352
  2.50  -   9                        354        364        378      65        70
  2.50  -  10          1.50          379        389        403
  2.50  -  12                        430        440        451
  2.75  -    8                       338        348        363
  2.75  -   9                        364        374        383      71        77
  2.75  -  10          1.75          389        399        408
  2.75  -  12                        440        450        462
  3.00  -    4                       241        251         264
  3.00  -    5                       266        276         291
  3.00  -    6                       291        301         314
  3.00  -    7                       317        327         342
  3.00  -    8         2.10          352        362         378     80        86
  3.00  -    9                       378        388         401
  3.00  -  10                        403        413         422
  3.00  -  12                        454        464         473
  3.25  -    8                       362        372         386
  3.25  -    9                       388        398         412
  3.25  -  10          2.50          414        424         441      88        95
  3.25  -  12                        465        475         492
  3.50  -    4                       264        274         291
  3.50  -    5                       289        299         316
  3.50  -    6                       314        324         341
  3.50  -    7         2.50          340        350         367      92        99
  3.50  -    8                       376         386        397
  3.50  -    9                       402         412        430
  3.50  -  10                        427         437        448
  3.50  -  12                         478        488        506
   4.00 -    5                        314        326        346
   4.00 -    6                        339        351        368
   4.00 -    7          2.50          365        377        394     105       113
   4.00 -    8                        401        415        427
   4.00 -  10                         452        466        478
   4.00 -  12                         505        517        538
   4.50 -    6                        364        376        398
   4.50 -    7                        390        402        424
   4.50 -    8          3.00          430        442        464     120       130
   4.50 -    9                        456        468        490
   4.50 -   10                        481        493         515
   4.50  -  12                        532        544         568
   5.00 - 8                           453        465         481
   5.00 - 10            3.50          504        516         532    134       145
   5.00 - 12                          555        567         583
   6.00  -   6                        424        436         464
   6.00  -   7          4.00          450        462         490    154       166
   6.00  -   8                        494        506         534
   6.00  -   9                        520        532         562
 ---pagebreak---                                               TABELLA 2
                           Pneumatici per ciclomotori e motocicli
                                          Sezione normale
                                                                               LARGHEZZA
                     LARGHEZZA             DIAMETRO FUORI TUTTO (mm) LARGHEZZA MASSIMA
    DESIGNAZIONE     DEL CERCHIONE                                      DI    FUORI TUTTO
                     m   DirronriL                                   SEZIONE
                     TO (codice)     D.min      D     D.max1  D.max2   (mm)      1    2
     1 3/4 - 19          1.20         582      589     597      605     50     54    58
     2      - 14                      461      468     477      484
     2      - 15                      486      493     501      509
     2      - 16                      511      518     526      534
     2      - 17                      537      544     552      560
     2      - 18         1.35         562      569     577      585     55     58    63
     2      - 19                      588      595     603      611
     2      - 20                      613      620     628      636
     2      - 21                      638      645     653      661
     2      - 22                      663      670     680      686
     2  1/4 - 14                      474      482     492      500
     2  1/4 - 15                      499      507     517      525
     2  1/4 - 16                      524      532     540      550
     2  1/4 - 17                      550      558     566      576
     2  1/4 - 18         1.50         575      583     591      601     62     66    71
     2  1/4 - 19                      601      609     617      627
     2  1/4 - 20                      626      634     642      652
     2  1/4 - 21                      651      659     667      677
     2  1/4 - 22                      677      685     695      703
     2  1/2 - 14                      489      498     508      520
     2  1/2 - 15                      514      523     533      545
     2  1/2 - 16                      539      548     558      570
     2  1/2 - 17                      565      574     584      596
     2  1/2 - 18         1.60         590      599     609      621     68     72    78
     2  1/2 - 19                      616      625     635      647
     2  1/2 - 20                      641      650     660      672
     2  1/2 - 21                      666      675     685      697
   * 2  1/2 - 22                      692      701     711      723
     2  3/4 - 14                      499      508     518      530
     2  3/4 - 15                      524      533     545      555
     2  3/4 - 16                      549      558     568      580
     2  3/4 -  17                     575      584     594      606
     2  3/4 -  18        1.85         600      609     621      631     75     80    86
     2  3/4 - 19                      626      635     645      657
     2  3/4 -  20                      651     660     670     ;682
     2  3/4 - 21                      676      685     695      707
     2  3/4 -  22                     702      711     721      733
     3      -  16                      560     570      582     594
     3      -  17                      586      596     608     620
      3     -  18        1.85          611      621     633     645      81     86    93
     3      -  19                      637      647     659     671
      3 1/4 -  16                      575      586     598      614
     3  1/4 -  17        2.15          601      612     624      640
     3  1/4 -  18                      626      637     651      665     89     94    102
     3  1/4 -  19                      652      663     675      691
1) Pneumatici per uso normale su strada
2) Pneumatici per uso speciale e pneumatici da neve
 ---pagebreak---                                                     -*> -
                                                  TABELLA 3
                                        Pneumatici per motocicl
                                             Sezione normale
                                                                                   LARGHEZZA
                       LARGHEZZA      DIAMETRO FUORI TUTTO (mm)         LARGHEZZA MASSIMA
   DESIGNAZIONE        DEL CERCHIONE                                       DI     FUORI TUTTO
                                                                        SEZIONE       \mmj
                       TO (codice)    D.min      D    D.max1  D.max*      (mm)
                                                                                    3     4    5
    2.00  -  14                        460     466     478
    2.00  -  15                        485     491     503
    2.00  -  16           1.20         510     516     528                 52       57    60    85
    2.00  -  17                        536     542     554
    2.00  -  18                        561     567     579
    2.00  -  19                        587     593     605
     2.25 -  14                        474     480     492      496
     2.25 -  15                        499     505     517      521
     2.25 -  16            1.60        524     530     542      546        61       67    70     75
     2.25 -  17                        550     556     568      572
     2.25 -  18                         575    581     593      597
    2.25  -  19                         601     607    619      623
     2.50 -  14                         486     492    506      508
     2.50 -  15                         511     517    531      533
     2.50 -  16            1.60         536     542    556      558        65       72     75    79
     2.50 -  17                         562     568    582      584
     2.50 -  18                         587     593    607      609
     2.50 -  19                         613     619    633      635
     2.50 -  21                         663     669     683      685
     2.75 -  14                         505     512     524      530
     2.75 -  15                         530     537     549      555
     2.75 -  16                         555     562     574      580
     2.75 -  17            1.85         581     588     600      606        75       83    86    91
     2.75 -  18                         606     613     625      631
     2.75 -  19                         632     639     651      657
     2.75 -  21                         682     689     701      707
     3.00 -  14                         519     526     540      546
     3.00 -  15                         546     551     565      571
     3.00 -  16                         569     576     590      596
     3.00 -   17           1.85         595     602     616      622        80       88    92    97
     3.00 -   18                        618     627     641      647
     3.00 -   19                        644     653     667      673
     3.00  - 21                         694     703     717      723
     3.00  -  23                        747     754     768      774
     3.25  -  14                        531     538     552      560
     3.25  -  15                        556     563     577      585
     3.25  -  16                        581     588     602      610
     3.25  -  17           2.15          607    614     628      636        89       98   102   108
     3.25  -  18                         630    639     653      661
     3.25  -  19                         656    665     679      687
     3.25  - 21                          708    715     729      737
1 Pneumatici   p%r uso normale su strada
2 Pneumotici   per uso speciale e pneumatici da neve
3 Pneumotici   per uso normale su strada impiegati fino alla categoria di velocita P compreso.
4 Pneumotici   per uso normale su strado utilizzati oltre la categoria di velocita P e pneumotici do
  neve
5 Pneumatici   per uso speciale.
 ---pagebreak---                                                     - 3d   -
                                            TABELLA 3 (seguito)
                                         Pneumatici per motocicli
                                              Sezione normale
                                                                                      LARGHEZZA
                        LARGHEZZA           DIAMETRO FUORI TUTTO (mm)   LARGHEZZA      MASSIMA
    DESIGNAZIONE       CERCHIONE DI                                          DI    FUORI TUTTO (mm)
                       RIFERIMENTO                                        SEZIONE
                        (codice)       D.min      D    D.max1  D.max*      (mm)      3    4     5
     3.50  - 14                         539     548     564      572
     3.50  - 15                         564     573     589      597
     3.50  - 16                         591     598     614      622
     3.50  - 17            2.15         617     624     640      648         93     102   107   113
     3.50  - 18                         640     649     665      673
     3.50  - 19                         666     675     691      699
     3.50  - 21                         716     725     741      749
     3.75 -  16                         601     610     626      634
     3.75 -  17            2.15         627     636     652      660         99     109   114   121
     3.75 -  18                         652     661     677      685
     3.75 -  19                         678     687     703      711
     4.00 -  16                         611     620     638      646
     4.CiO - 17            2.50         637     646     664      672       108      119   124   130
     4.00 -  18                         662     671     689      697
     4.00 -  19                         688     697      715     723
     4  25 - 16                         623     632      650     660
     4  ?5 - 17            2.50         649     628      676     686        112     123   129   137
     •  75 - 18                         674     683      701     711
     4  i/5 - 19                        700     709      727     737
     4.50  - 16                         631     640      658     665
     4.50  - 17            2.75         657     666      684     694        123     135    141  142
     4.50  - 18                         684     691      709     719
     4.50  - 19                         707     717      734     745
     4.75  - 16                         657     666      686     698
     4.75  - 17            3.00         683     692      710     724        129     142    148  157
     4.75  - 18                         708     717      735     749
     4.75  - 19                         734     743      761     775
1 Pneumatici   per uso normale su strada
2 Pneumatici  per  uso speciale e pneumatici àa neve
3 Pneumatici  per  uso normole su strada impiegati fino alla categoria di velocità P compresa.
4 Pneumatici   per uso normale su strodo utilizzati oltre la categoria di velocità P e pneumatici da
  neve
5 Pneumatici   per uso speciale.
 ---pagebreak---                                                  TABELLA 4
                                        Pneumatici per motocicli
                                            Sezione ribassata
                                                                                       LARGHEZZA
                      LARGHEZZA            DIAMETRO FUORI TUTTO (mm)   LARGHEZZA       MASSIMA
   DESIGNAZIONE       DEL CERCHIONE                                        DI     FUORI TUTTO (mm)
                      IM  Diereitfu-                                   SEZIONE
                      T0 (codice)     D.mìn     D     D.max1   D.max*     (mm)      3      4    5
     3.60 - 18                         605     615     628      633
                          2.15                                             93      102   108   113
     3.60 - 19                         631     641     653      658
     4.10 - 18                         629     641     654      663
                          2.50                                            108      119   124   130
     4.10 - 19                         655     667     679      688
     5.10 - 16                         615     625     643      651
     5.10 - 17            3.00         641     651     670      677       129      142    150   157
     5.10 - 18                         666     676     694      702
     4.25/85 - 18         2.50         649     659     673      683       112      123    129   137
     4.60 - 16                         594     604      619     628
     4.60 - 17            2.75         619     630      642     654       117      129    136  -
     4.60 - 18                         644     654      670     678
1 Pneumatici per  uso normale su strada
2 Pneunotici per  uso speciale e pneumatici da neve
3 Pneumotici per  uso normale su strodo impiegati fino alla cotegorio di velocità P compreso.
4 Pneumatici per  uso normole su strado utiiizzoti oltre la categoria di velocità P e pneumotici da
  neve
5 Pneumatici per uso speciale.
 ---pagebreak---                                      TABELLA 5
                            Pneumat ici per tr icicli
              LARGHEZZA         DIAMETRO FUORI TUTTO (mm) LARGHEZZA   LARGHEZZA
DESIGNAZIONE  DEL CERCHIONE                                   DI      MASSIMA
              DI RIF.(cod.)                                SEZIONE   FUORI TUTTO
                             D.min         D        D.max    (mm)       (mm)
   3.00 - 8C                   359        369        379
   3.00 - 10C     2.10         410        420        430      80          86
   3.00 - 12C                  459        471        479
   3.50 - 8C                   376        386        401
   3.50 - 10C     2.50         427        437        452      92          99
   3.50 - 12C                  478        488        513
   4.00 - 8C                   405        415        427
   4.00 - I X     3.X          456        466        478     IX         117
   4.00 - 12C                  507        517        529
   4.50 - 8C                   429        439        453
   4.50 - 10C     3.50         480        490        504     125        135
   4.50 - 12C                  531        541        555
   5.X - 8C                    455        465        481
   5.X - 1X       3.50         506        516        532     134        145
   5.X - 12C                   555        567        581
                                     TABELLA 6
                 Pneumatici a bassa pressione per motocicli
              LARGHEZZA         DIAMETRO FUORI TUTTO (mm)  LARGHEZZA  LARGHEZZA
'DESIGNAZIONE DEL CERCHIONE                                   DI      MASSIMA
              DI RIF.(cod.)                                 SEZIONE FUORI TUTTO
                              D.min        D        D.max    (mm)       (mm)
   5.4 - 6                     373        379         395
   5.4 - 10                    474        481         497
   5.4 - 12       4.X          525        532         547    135         146
   5.4 - 14                    576        582         598
   5.4 - 16                    626        633         649
   6.7 - 10                    532        541         561
   6.7 - 12        5.X         583        592         612    170         184
   6.7 - 14                    633        642         662
 ---pagebreak---                                         - V    -
                                      TABELLA 7
                             Pneumatici per motocicli
               Designazioni e misure dei pneumatici americani
               LARGHEZZA         DIAMETRO FUORI TUTTO (mm) LARGHEZZA LARGHEZZA
DESIGNAZIONE   DEL CERCHIONE                                   DI    MASSIMA
               DI RIF.(eod.)                                SEZIONE FUORI TUTTO
                               D.min         D       D.max   (mm)      (mm)
 MH90 - 21        1.85          682        686        700      80        89
 MJ90 - 18        2.15          620        625        640
 MJ90 - 19        2.15          645        650        665      89        99
 ML90 - 18        2.15          629        634        650
 ML90 - 19        2.15          654        659        675      93      IX
 MU90 - 19        2.15          663        669         685     95      IX
 MM90 - 18        2.15          656        662         681   104        116
 M&90 - 18        2.15          667        673         692   IX         120
 MR90 - 18        2.15          680        687         7X    114        127
 MS90 - 17        2.50          660        667         688    121       134
 MT90 - 16        3.X           642        650         672
 MT90 - 17         3.X          668        675         697    130       144
 MU90 - 15M/C      3.50         634         642        665
 MU90 - 16         3.50         659         667        690    142       158
 MV90 - 15M/C      3.50          643        651        675    150       172
 U=85 - 18         2.15          654        660        679    IX        120
 MR85 - 16         2.15          617        623        643    114       127
 MS85 - 18         2.50          675        682        702    121       134
  MT85 - 18        3.X           681        688        709    130       144
  MV85 - 15M/C     3.50          627        635        658    150       172
 ---pagebreak---                                       - n-
                                   ALLEGATO VI
            METODO DI MISURA DELLE QUOTE DIMENSIONALI DEI PNEUMATICI
1. Si monta il pneumatico sul cerchione di riferimento e lo si gonfia alla
   pressione (*) specificata dal fabbricante.
2. Si condiziona il pneumatico montato sul cerchione alla temperatura ambiente
   del laboratorio per almeno 24 ore.
3. Si riporta la pressione al valore specificato al punto 1.
4. Si misura la larghezza fuori tutto con un calibro su sei punti equidistanti
   tenendo conto dello spessore delle nervature o dei cordoni di protezione.
   La misura più elevata cosi ottenuta è considerata larghezza fuori tutto.
5. Si determina il diametro esterno come segue: si misura la circonferenza
   massima e la si divide per p (3,1416).
(•> La pressione di gonfiaggio può essere specificata anche come segue:
                                                                Pressione
         versione aei pneumatico       Categoria di
                                       velocità               bar      kPa
     CICLOMOTORI
     STANDARD                                    B            2.25     225
     RINFORZATO                                  B            2.80     280
     MOTOCICLI                          F, G, J, K, L, M,
                                        N, P, 0, R, S         2.25     225
     STANDARD
                                        T. U, H, V
                                                              2.80     280
                                               F - P
     RINFORZATO
                                        Q, R, S, T, U, H      3.30     330
                                 4PR                          3.50     350
      DERIVATI
      DA                         6PR           F - M          4.00     400
     MOTOCICLI
                                 8PR                          4.50     450
   Per le altre versioni di pneumatici, gonfiare alla pressione specificata
   dal fabbricante.
 ---pagebreak---                                     ALLEGATO VI I
                    PROCEDIMENTO PER LE PROVE DI CAR ICO/VELOCITA' f )
1.              PREPARAZIONE DEL PNEUMATICO
1.1.            Si monta il pneumatico nuovo sul cerchione di prova indicato dar
                fabbr icante.
1.2.            Si gonfia il pneumatico alla pressione indicata nella seguente
                tabella:
                     PRESSIONE DI GONFIAGGIO PER LA PROVA (kPa)
                                                                    Pressione
          versione aei pneumatico       Categor ia di
                                         velocità                bar       kPa
      CICLOMOTORI
      STANDARD                                    B              2.50      250
      RINFORZATO                                  B              3.00      300
      MOTOCICLI                           F, G, J, K             2.50      250
                                          L, M, N, P             2.50      250
      STANDARD
                                          Q, R, S                3.00      300
                                          T, U, H, V             3.50      350
                                          F,G,J,K,L,M,N,P        3.30      330
      RINFORZATO
                                          Q, R, S, T, U, H        3.90     390
                                    4PR                          3.70      370
      DERIVATI
      DA                            6PR   F, G, J, K, L, M        4.50     450
      MOTOCICLI
                                    8PR                           5.20     520
                 Per altri tipi di pneumatici, gonfiare alla pressione indicata
                 dal fabbricante.
 1.3.            Il fabbricante può chiedere, indicandone i motivi, che la
                 pressione di gonfiaggio per la prova sìa diversa da quella
                 riportata al punto 1.2. In questo caso si gonfia il pneumatico
                 alla pressione richiesta.
 (1)   Nel caso di pneumatici destinati a veicoli progettati per una velocità
       massima superiore a 240 km/h il fabbricante del pneumatico, in attesa
       che siano concordate procedure di prova uniformi, garantirà al servizio
        tecnico che le sue procedure di prova ed i risultati sono accettabili.
 ---pagebreak--- 1-4.   Si condiziona l'insieme pneumatico/ruota alla temperatura
       ambiente del locale di prova per almeno tre ore.
1-5.   Si riporta la pressione del pneumatico a quella specificata ai
       punt i 1.2. o 1.3.
2.     SVOLGIMENTO DELLA PROVA
2.1.   Si monta l'insieme pneumatico/ruota su un'asse di prova e lo si
       preme sulla superficie esterna di un cilindro rotante liscio di
       diametro di 1,70 m ± 1% o di 2,0 m ± 1%.
2.2.   Si applica all'asse di prova un carico pari al 65% del:
2.2.1. carico massimo corrispondente all'indice di capacità di carico
       concernente I pneumatici recanti l'indicazione dei simboli di
       velocità sino ad "H" compreso,
2.2.2. carico massimo associato ad una velocità massima di 240 km/h per
       quanto concerne i pneumatici recanti l'indicazione del simbolo
       di velocità "V" (cfr. paragrafo 1.31.3. dell'allegato II).
2.2.3. Nel caso di pneumatici per ciclomotori (simbolo di categoria di
       velocità B ) , il carico di prova è dei 65% su un tamburo dì prova
       di 1,7 m di diametro e del 67% su un tamburo di prova di 2,0 m
       di diametro.
2.3.   Durante tutta la durata della prova, non si effettua alcuna
       correzione della pressione del pneumatico e si mantiene costante
       iI car ico di prova.
2.4.   Durante la prova, la temperatura nel locale di prova deve essere
       mantenuta tra 20 e 30'C o ad una temperatura più elevata se il
       fabbricante lo consente.
2.5.   La prova va effettuata senza interruzioni, rispettando le
       seguenti indicazioni:
2.5.1. tempo per passare dalla velocità 0 alla velocità di partenza
       della prova: 20 minuti,
2.5.2. velocità  di inizio della prova: pari alla velocità massima
       prevista  per il tipo di pneumatico, diminuita di 30 km/h se si
       effettua   la prova su un cilindro avente un diametro di 2 m, o di
       40 km/h,  se si effettua la prova su un cilindro avente un
       diametro  di 1,7 m;
2.5.3.  incrementi scalari di velocità: 10 km/h
2.5.4. durata della prova per ciascun incremento: 10 minuti,
2.5.5. durata globale della prova: 1 ora,
2.5.6. velocità massima della prova: la velocità massima prevista per
       un tipo di pneumatico, se si effettua la prova su un tamburo
       avente un diametro di 2 m, e la velocità massima prevista per il
 ---pagebreak---                                - US -
       tipo di pneumatico diminuita di 10 km/h, se si effettua la prova
       su un tamburo avente un diametro di 1,7 m.
2.5.7. Nel caso di pneumatici per ciclomotori (simbolo di categoria di
       velocità B ) , la velocità di prova è di 50 km/h, il tempo per
       passare dalla velocità 0 a 50 km/h è di 10 minuti, il tempo di
       velocità massima è di 30 minuti, per una durata totale della
       prova di 40 minuti.
3.     METODI DI PROVA EQUIVALENTI
       Se viene applicato un metodo di prova diverso da quello
       descritto al punto 2, deve essere dimostrata la sua equivalenza.
                                   •H BÌBlìJh £
 ---pagebreak---                               ALLEGATO VI I I
    VARIAZIONE DELLA CAPACITA' DI CARICO IN FUNZIONE DELLA VELOCITA'
                                  Variazione di carico (%)
Velocità     Diametro cerchione < 13       Diametro cerchione >. 13
massima                                Codice di velocità
 (km/h)         J       K         L        J      K       L  M e N   P e
                                                                    oltre
    50        + 30    + 30     + 30      + 30   + 30   + 30   + 30   + 30
    60        + 23    + 23     + 23      + 23   + 23   + 23   + 23   + 23
    70        + 16    + 16     + 16      + 16   + 16   + 16   + 16   + 16
    80        + 10    + 10     + 10      + 10   + 10   + 10   + 10   + 14
    90        + 5     + 5      + 7.5     + 5    + 5 + 7.5 + 7.5      + 12
   100          0       0; A •;,;t„,.5     0      0    + 5    + 5    + 10
   110        -  7      0      + 2.5       /      0   + 2.5 + 2.5    +   8
   120        - 15    -   6        0       /      /     0       0    +   6
   130        - 25    - 12     - 5         /      /       /     0    +   4
 ---pagebreak---                                       - h% -
                                    ALLEGATO IX
      METODO DI PROVA PER DETERMINARE L'ESPANSIONE DINAMICA DEI PNEUMATICI
1.             PORTATA E CAMPO D'APPLICAZIONE
1.1.           Il presente metodo di prova si applica ai pneumatici nuovi per
               motocicli dei tipi indicati al punto 3.4.1.
1.2.           Esso serve a determinare l'espansione massima del pneumatico
               sotto l'effetto del la forza centrifuga alla velocità massima
               amm i ss i b iIe.
2.             DESCRIZIONE DEL METODO DI PROVA
2.1.           L'asse di prova ed il cerchione devono essere controllati per
               garantire una deviazione radiale inferiore a ± 0,5 mm e una
               deviazione laterale inferiore a ± 0,5 mm, misurate alla
               periferia della sede del tallone della ruota.
2.2.           Dispositivo di delimitazione del contorno
               Qualsiasi dispositivo (schermo munito di reticolo, apparecchio
               fotografico, lampade spot e altre) che consente di determinare
               distintamente il contorno esterno trasversale del pneumatico,
               perpendicolarmente alla circonferenza massima del pneumatico,
               nel punto di deformazione massima del battistrada.
                Il dispositivo deve ridurre al minimo ogni deformazione ed
               assicurare un rapporto (K) costante (noto) tra il contorno
                tracciato e le dimensioni reali del pneumatico.
                Il dispositivo permette di determinare il contorno del
                pneumatico rispetto all'asse della ruota.
2.3.            La velocità periferica del battistrada, misurata con uno
                stroboscopio, non deve differire di ± 2% dalla velocità massima
                applicabile al pneumatico.
 2.4.           Se sì applica un metodo di prova diverso dal presente, occorre
                dimostrarne l'equivalenza.
 3.             SVOLGIMENTO DELLA PROVA
 3.1.           Durante la prova, la temperatura nella camera di prova, deve
                essere mantenuta tra 20'C e 30*C oppure ad una temperatura più
                elevata previo accordo del fabbricante.
 3.2.            I pneumatici devono aver superato, senza rivelare difetti, la
                prova di fatica carico/velocità prevista all'allegato VII.
 3.3.            Il pneumatico deve essere montato su una ruota il cui cerchione
                risponde alla caratteristiche normalizzate applicabili.
 3.4.           La pressione di gonfiaggio dei pneumatici (pressione di
                gonfiaggio per la prova) deve essere conforme ai valori
                prescritti al punto 3.4.1.
 ---pagebreak---                             - 4*
3.4.1 Pneumatici per uso su strada aventi struttura diagonale e
      struttura con cintura incrociata.
        Categoria di                           Pressione di
           velocità           Versione       gonfiag. di prova
                                               bar       kPa
           P/Q/R/S            normale           2.50     250
           T/U/H/V            normale           2.90     290
3.5.  Si deve condizionare l'insieme pneumatico/ruota alla temperatura
      della camera di prova per almeno tre ore.
3.6.  Si riporta quindi la pressione di gonfiaggio al valore
      prescritto al punto 3.4.
3.7.  Si monta l'insieme pneumatico e cerchione sull'asse di prova e
      si verifica che esso ruoti liberamente. Il pneumatico può
      ruotare tramite un motore che agisce sull'asse del pneumatico o
      per pressione contro un rullo di prova.
3.8.  Si accelera l'insieme senza interruzione per raggiungere in 5
      minuti la velocità massima raggiungibile dal pneumatico.
3.9.  Si piazza il dispositivo di delimitazione del contorno
      controllando che sia perpendicolare alla rotazione del
      battistrada del pneumatico in prova.
3.10  Si verifica che ia velocità periferica della superficie di
      rotolamento sia pari alla velocità massima del pneumatico ± 2%.
      Si mantiene l'insieme ad una velocità costante per almeno 5
      minuti e quindi si disegna il contorno dei la sezione trasversale
      del pneumatico nella zona di massima deformazione.
 ---pagebreak---                                             - V? -
4.             VALUTAZIONE DEI RISULTATI
4.1 .          Si riporta la sagoma limite (sagoma di riferimento) prescritta
               per l'insieme pneumatico/ruota montato sullo schermo quadrettato
               di proiezione (cfr. l'esempio riportato qui sotto).
                                                                                 Spalla del cerchione
      8£               Larghezza del cerchione di riferimento
                r^^~
                     Larghezza massima in servizio (S max)
Tenuto conto dei punti 3 . 1 . 4 . e 3 . 1 . 5 . d e l l ' a l l e g a t o I I ,   i valori    l i m i t i per
 la sagoma di riferimento sono i seguenti:
                  Categor ia di
                   velocità              Larghezza mass.                   H x 1,16 (mm)
                  del pneumatico         in servizio
                     P/Q/R/S                    S x 1,15                           H x 1,10
                     T/U/H                      S x 1,15                           H x 1,13
                        V                       S X 1,15                           H X 1,15
 ---pagebreak---                              - Jò -
4.1.1. Si devono regolare le dimensioni principali della sagoma di
       riferimento in maniera da tener conto dell'eventuale
       deformazione, dovuta al dispositivo di illuminazione adottato,
       del profilo del pneumatico proiettato sullo schermo quadrettato.
4.2.   Il contorno dei pneumatico deformato alla velocità massima non
       deve superare la sagoma di riferimento rispetto agli assi del
       pneumat ico.
4.3.   Sul pneumatico non si eseguono altre prove.
5.     METODI DI PROVA EQUIVALENTI
       Se viene utilizzato un metodo di prova diverso da quello
       descritto al punto 2, si deve dimostrarne l'equivalenza.
 ---pagebreak---                                      -cv -
                                  ALLEGATO X A
              SCHEDA INFORMATIVA RELATIVA A UN TIPO DI PNEUMATICO
                         DESTINATO Al VEICOLI A MOTORE
                              A DUE O A TRE RUOTE
           (da allegare alla domanda di omologazione qualora questa
               sia presentata indipendentemente dalla domanda di
                             ricezione del veicolo)
N. d'ordine (attribuito dal richiedente)
La domanda di omologazione relativa a un tipo di pneumatico destinato ai
veicoli a motore a due o tre ruote deve essere corredata delle informazioni
che figurano all'allegato I, punti da 1.1 a 1.3.1, del presente capitolo.
 ---pagebreak---                                      - ?L -
                                  ALLEGATO X B
             CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE DI UN TIPO DI PNEUMATICO
               DESTINATO Al VEICOLI A MOTORE A DUE O A TRE RUOTE
                                     MODELLO
                                               Timbro dell'amministrazione
Verbale n            del servizio tecnico             data
N. di omologazione                           N. di estensione
1.  Marchio di fabbrica o commerciale del pneumatico
2.  Tipo di pneumatico
3.  Nomee indirizzo dei fabbricante
4.  Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
5.  Pneumatico presentato alla prova il ...
6.  L'omologazione è accordata/rifiutata(*)
7.  Luogo
8.  Data
9.  Firma
(*)  Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                        - i'S -
                                    ALLEGATO XI
   PRESCRIZIONI PER QUANTO CONCERNE IL MONTAGGIO DEI PNEUMATICI SUI VEICOLI
I pneumatici montati su un veicolo devono soddisfare i seguenti requisiti:
1.            tutti i pneumatici montati su un veicolo devono essere identici
              per quanto riguarda il punto 1.1.5 dell'allegato il;
1.1.          tutti i pneumatici montati su uno stesso asse devono essere
              dello stesso tipo (cfr. allegato il, punto 1.1.).
2.             Il carico massimo, quale definito al punto 1.31. dell'allegato
               II, deve essere almeno pari,
              -   nel caso di un solo pneumatico per asse, alla massa massima
                  amm i ss i b ile,
              -   nel caso di due pneumatici montati singoli, a 0,5 volte la
                  massa massima ammissibile,
              -   nel caso di due pneumatici montati gemellati, a 0,54 volte la
                  massa massima ammissibile,
              -   nel caso di quattro pneumatici montati gemellati, 0,27 volte
                  la massa massima ammissibile dichiarata dal costruttore del
                  veicolo per l'asse al quale è destinato il pneumatico, tenuto
                  conto delle prescrizioni di cui all'allegato Vili.
3.            La velocità massima, precisata al punto 1.28. dell'allegato II,
              per i pneumatici delia categoria di uso normale e per
              ciclomotore, deve essere almeno pari alla velocità massima di
              costruzione del veicolo, compresa la tolleranza ammessa per i
              controlli di conformità della produzione della serie, tenuto
              conto delle prescrizioni dì cui all'allegato Vili.
4.             I pneumatici omologati per i veicoli a motore delle categorie
              M-| e N-| possono essere montati anche sui tricicli. I
              pneumatici per i motocicli possono essere montati anche sui
              ciclomotor i.
5.             Il costruttore del veicolo definisce il o i tipi di pneumatici
               in base alle prescrizioni del presente capìtolo. Detto tipo o
               tipi di pneumatici prodotti dal fabbricante di pneumatici con le
               tolleranze dimensionali stabilite dalle prescrizioni di cui ai
               punti 3.1.4., 3.1.5. e 3.3. dell'allegato II devono potersi
              muovere liberamente nello spazio previsto.
6.             I pneumatici montati sui ciclomotori dalie prestazioni ridotte,
               quali definiti nella nota dell'allegato I della direttiva
               92/61/CEE relativa all'omologazione dei veicoli a motore a due o
               tre ruote, possono essere di un tipo diverso da quelli oggetto
               delle prescrizioni del presente allegato nel caso di condizioni
               particolari di impiego, purché l'autorità omologante riceva
               rassicurazione che i pneumatici montati sono adatti alle
               condizioni di utilizzazione del veicolo.
 ---pagebreak---                                     -Sk   -
                                ALLEGATO XI I A
            SCHEDA INFORMATIVA RELATIVA AL MONTAGGIO DI PNEUMATICI
                        SU UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE
                              A DUE O A TRE RUOTE
(da allegare alla domanda di omologazione del pneumatico qualora essa sia
presentata indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N' d'ordine (attribuito dal richiedente)
La domanda di omologazione relativa al montaggio di pneumatici su un tipo di
veicolo a motore a due o tre ruote deve essere corredata delle informazioni
che figurano all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30
giugno 1992, lettera A, punti:
0.1
0.2
0.4 - 0.6
2.3 - 2.3.2
4.6
5.2 - 5.2.3
Sono inoltre richieste le seguenti informazioni:
- simbolo della categoria di velocità minima compatibi le con la velocità
  massima teorica per costruzione del veicolo:
- indice di capacità di carico minimo compatibile con il carico massimo
  per asse:
 ---pagebreak---                                      - rr-
                                ALLEGATO XI I B
              CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE RELATIVO AL MONTAGGIO
                DEI PNEUMATICI SU UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE
                             A DUE O A TRE RUOTE
                                    MODELLO
                                              Timbro dell'amministrazione
Verbale n           del servizio tecnico             data
N. di omologazione                           N. di estensione
1.  Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo
2.  Tipo di veicolo
3.  Nome e indirizzo del costruttore
4.  Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore
5.  Veicolo presentato alla prova il
6.  L'omologazione è accordata/rifiutata***
7.  Luogo
8.  Data
9.  Firma
(*)  Cancellare la dicitura inutile
 ---pagebreak---                          -rc-
                       CAPITOLO 2
DISPOSITIVI DI ILLUMINAZIONE E DI SEGNALAZIONE LUMINOSA
         DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
 ---pagebreak---                                        -rv
                                    ALLEGATO I
                 PRESCRIZIONI GENERALI RELATIVE ALL'OMOLOGAZIONE
     DI UN TIPO DI DISPOSITIVO DI ILLUMINAZIONE E DI SEGNALAZIONE LUMINOSA
                      DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
1.            Ai sensi del presente capitolo, s'intende per
               "tipo di dispositivo"
               i dispositivi che non presentano tra di loro differenze per
              quanto riguarda le caratteristiche essenziali che seguono:
1.1.           il marchio di fabbrica o commerciale;
1.2.           le caratteristiche del sistema ottico;
1.3.           raggiunta o l'eliminazione di elementi che possono modificare i
               risultati ottici ottenuti per riflessione, rifrazione,
               assorbimento o/e deformazione durante il funzionamento;
1.4.           la destinazione alla circolazione a destra o alla circolazione a
               sinistra, oppure la destinazione ad entrambe.
2.             Domanda di omologazione di un tipo di dispositivo
2.1.          La domanda di omologazione di un tipo di dispositivo, presentata
             - in conformità con quanto disposto all'articolo 3 della direttiva
              92/61/CEE del Consiglio, del 30 giugno 1992, relativa
               all'omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote, deve
               inoltre precisare:
2.1.1.         la funzione o le funzioni cui è destinato il dispositivo;
2.1.2.         per i proiettori, se sono costruiti per I due sensi di
               circolazione oppure soltanto per la circolazione a destra o a
               sinistra;
2.1.3.         per gli indicatori di direzione: la categoria.
2.2.           Per ogni tipo di dispositivo per il quale si chiede
               l'omologazione, la domanda deve essere corredata:
2.2.1.         da disegni, in triplice esemplare, sufficientemente
               particolareggiati per permettere l'identificazione del tipo, nei
               quali siano precisate le prescrizioni geometriche del montaggio
               sul veicolo, nonché la direzione di osservazione che deve essere
               assunta nelle prove come asse di riferimento (angolo orizzontale
               H - 0', angolo verticale V - 0') e il punto che deve essere preso
               come centro di riferimento per le prove stesse; per I proiettori,
               i disegni devono rappresentare il proiettore in sezione verticale
               (assiale) e visto di prospetto, con i
 ---pagebreak---                                - re-
       part icolari delle rigature della lente, se esistono; i disegni
       devono inoltre indicare la posizione prevista per il marchio di
       omologazione, obbligatorio, e per gli eventuali simboli
       supplementari, rispetto al rettangolo del marchio stesso;
2.2.2. da una breve descrizione tecnica, che precisi in particolare la
       categoria o le categorie di lampada previste.
2.3.   Il richiedente deve presentare due campioni del dispositivo per
       il quale ò chiesta l'omologazione.
3.     Prescrizioni supplementari riguardanti la marcatura e le
       iscrizioni sui dispositivi
3.1.   Il dispositivo deve recare, in maniera chiaramente leggibile ed
       indelebile:
3.1.1. il marchio di fabbrica o commerciale del fabbricante;
3.1.2. la categoria o le categorie di lampada previste;
3.1.3. il marchio di omologazione, conformemente a quanto disposto
       all'articolo 8 della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30
       giugno 1992, relativa all'omologazione dei veicoli a motore a due'
       o a tre ruote.
       Nel caso dei proiettori, il marchio deve essere apposto sulla
       lente o sul corpo principale (lo specchio è considerato corpo
       principale). Se la lente non può essere separata dal corpo
       principale, é sufficiente apporre il marchio sulla lente stessa.
       Questa posizione deve essere indicata nei disegni di cui al
       precedente punto 2.2.1.
4.     Omologazione di un dispositivo
4.1.   Se due o più luci fanno parte di uno stesso dispositivo,
        l'omologazione può essere concessa soltanto se ciascuna di queste
        luci è conforme alle prescrizioni del presente capitolo.
5.     Requisiti minimi di verifica all'atto del controllo della qualità
       da parte del fabbricante
5.1.   Dal punto di vista meccanico e geometrico, i requisiti di
       conformità della produzione sono considerati soddisfatti se non
       sono superate le tolleranze di fabbricazione.
 ---pagebreak---                                _ iT4_
5.2.   Per quanto riguarda le prestazioni fotometriche, la conformità
       dei dispositivi di serie non é contestata se, durante le prove
       fotometriche di un qualsiasi dispositivo scelto a caso e munito
       di una lampada campione a incandescenza, nessuno dei valori
       misurati differisce da quelli prescrìtti dai presente regolamento
       di più del 20% in senso sfavorevole, salvo prescrizioni
       particolari stabilite nell'allegato relativo al dispositivo di
       cui si tratta.
       Se I risultati delle prove sopra descritte non sono conformi alle
       prescrizioni, le prove sul dispositivo contestato vengono
       ripetute utilizzando un'altra lampada campione a incandescenza.
5.3.   Per ciascun tipo di dispositivo, il detentore dell'omologazione
       deve effettuare almeno le prove che seguono, alla frequenza
       adeguata. Le prove sono eseguite in conformità con quanto
       prescritto nel presente capitolo.
       Se da un prelievo di campioni risulta la non conformità per il
       tipo di prova considerato, viene effettuato un nuovo prelievo e
       si procede ad un'altra prova. Il fabbricante prende le
       disposizioni necessarie per assicurare la conformità della
       produzione corrispondente.
5.4.   Natura delle prove
       Le prove di conformità riguardano le caratteristiche
       fotometriche.
5.5.   Modalità delle prove
5.5.1. Le prove vengono generalmente eseguite in conformità con i metodi
       definiti nel presente capitolo.
5.5.2. Per determinate prove di conformità effettuate dal fabbricante
       possono tuttavia essere seguiti metodi equivalenti, previa
       approvazione dell'autorità competente incaricata delle prove di
       omologazione. Il fabbricante deve comprovare che i metodi
        impiegati sono equivalenti a quelli indicati nel presente
       capitolo.
5.5.3. Ai fini dell'applicazione dei punti 5.5.1. e 5.5.2, si deve
       procedere ad un campionamento regolare dei materiali di prova e
       ad una correlazione con le misurazioni effettuate da un'autorità
       competente.
5.5.4.  I metodi di riferimento sono in ogni caso quelli presentati nel
       presente capitolo, in particolare per i controlli e i prelievi
       amministrativi.
 ---pagebreak---                                -£f-
5.6.   Natura del prelievo
       I campioni dei dispositivi devono essere prelevati a caso da un
       lotto omogeneo.' Per lotto omogeneo s'intende un insieme di
       dispositivi dello stèsso tipo, definito secondo i metodi di
       produzione del fabbricante.
5.7.   Caratteristiche fotometriche misurate e rilevate
       I dispositivi prelevati devono essere sottoposti a misurazione
       fotometrica nei punti prescritti dal presente capitolo.
5.8.   Criteri di accettazione
       II fabbricante è tenuto a sottoporre i risultati delle prove a
       trattamento statistico e a definire, d'accordo con la competente
       autorità, i criteri di accettazione della sua produzione allo
       scopo di soddisfare le specifiche relative al controllo di
       conformità della produzione.
       I criteri di accettazione devono essere tali che la probabilità
       minima di soddisfare le verifiche prescritte al punto 6 che segue
       (primo prelievo) sia di 0,95, con un grado di affidabilità del
       95%.
6.     Requisiti minimi delle verifiche che possono essere effettuate
       dalle autorità competenti all'atto del controllo di conformità
6.1.   Si applicano i requisiti di cui ai precedenti punti 5.1 e 5.2.
6.2.   La conformità della produzione dei dispositivi di serie non deve
       essere contestata se, in base alla procedura di prelievo
       schematizzata nella figura 1 dell'appendice al presente allegato,
       I valori misurati su un dispositivo del campione A, appartenente
       al primo prelievo di dispositivi scelti a caso, differiscono dai
       valori prescritti di più del 20% ma non più del 30% in senso
       sfavorevole, mentre l'altro dispositivo del campione A e I due
       campioni del campione B soddisfano le prescrizioni del precedente
       punto 5.2.
6.3.   La conformità é contestata e si chiede al fabbricante di rendere
        la sua produzione conforme ai requisiti del presente capitolo se
       dalle prove effettuate a norma dei precedente punto 6.2 risultano
       differenze inaccettabili:
6.3.1. per più di un dispositivo del campione A e del campione B,
 ---pagebreak---                               -fr-
6.3.2. per i due dispositivi del campione A o del campione B,
6.3.3. oppure se i valori misurati su uno o su entrambi i dispositivi
       del campione A o dei campione B differiscono dai valori
       prescritti di più del 40% in senso sfavorevole,
6.3.4  o se I valori misurati su un dispositivo del campione A o del
       campione B non differiscono dai valori prescritti di più del 20%
       in senso sfavorevole, mentre quelli del secondo dispositivo
       differiscono di oltre il 40% in senso sfavorevole.
6.4.   Qualora si applichi il precedente punto 6.3, altri due
       dispositivi, scelti a caso, devono essere prelevati da una
       produzione recente nell'arco di due mesi. Se i risultati relativi
       a questi ultimi non soddisfano I requisiti di cui al precedente
       punto 5.2, si applica l'articolo 10 della direttiva 92/61/CEE del
       Consiglio relativa all'omologazione dei veicoli a motore a due o
       tre ruote.
6.5.   La conformità viene contestata applicando l'artìcolo 10 della
       suddetta direttiva se, procedendo al prelievo descritto alla
       figura 1 dell'appendice al presente allegato, I risultati non
       sono conformi ai requisiti di cui ai precedenti punti 6.2 e 6.3.
 ---pagebreak---                                                                é/
                                                          APPENDICE
    Prelievo A                                                            Prelievo B
    2 dispositivi                                                         2 dispos i t i v i
                                   Pr imo pre I ievo
    see I t i a caso               « dispositivi scelti o                 s c e l t i a caso
                                   coso divisi in prelievo A
                                   e pre Iievo B
                                                                                 OD
   A
                                                                                                 8
     • >
           L0J10J                             FINE
                                     Proseguire con il prelievo B
                                              FINE
                                                                             0         0
                                 iSI Impone ol costruttore                  10 ol
                                         di modi fIcore                    L       1 l    I
a
    -^ Hoi |io                           lo produxione.
                                                                             10 10
                                Nuovo prelievo entro due mesi                                          •o
                   10.
                                                                           [ôJE!
                                                                                                       O
                          -3                                                                           (A
                                                                                                       W
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                                                                                                        CP
                                Secondo prelievo di 2 dispositivi
                                         ,scel t i o caso                                                03
                              lXKJl[ÏÏV~i0l I0| —» (                                     rine
         -) [ÌGJ g -
                                               Revoca
                                    del l'omologazione
                                                                             ©a
                                                         roggiunge olmeno (80 - x) X dei volori minimi
                  Significa che il dispositivo
         XìO                                              non supero di (120 - x) X i valori mossimi
                                                             Fig. 1
 ---pagebreak---                                         -<o-
                                     ALLEGATO II
   PRESCRIZIONI RELATIVE ALL'OMOLOGAZIONE DELLE LUCI DI POSIZIONE ANTERIORI,
            DELLE LUCI DI POSIZIONE POSTERIORI, DELLE LUCI DI ARRESTO,
                   DEGLI INDICATORI DI DIREZIONE, DEI DISPOSITIVI
          DI ILLLUMINAZIONE DELLA TARGA DI IMMATRICOLAZIONE POSTERIORE.
         DEI PROIETTORI FENDINEBBIA, DELLE LUCI POSTERIORI PER NEBBIA,
                  DEI PROIETTORI DI RETROMARCIA E DEI CATADIOTTRI
                       DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
1.              Definizioni
                Le definizioni pertinenti figurano nel l'al legato I della
                direttiva 93/.../CEE del Consiglio, del          relativa
                all'installazione dei dispositivi di illuminazione e di
                segnalazione luminosa sui veicoli a motore a due o tre ruote.
2.              Indicazioni supplementari che completano il marchio di
                omologazione dei dispositivi indicatori di direzione
2.1.            Nel caso di un indicatore di direzione in generale, accanto al
                rettangolo del marchio di omologazione e dal lato opposto al
                numero di omologazione, deve essere apposto un numero inteso a
                precisare se si tratta di un indicatore di direzione anteriore
                (categoria 11) o di un indicatore di direzione posteriore
                (categoria 12);
2.2.            nel caso in cui un indicatore di direzione non raggiunga su uno
                dei lati l'intensità luminosa minima prescritta sino ad un angolo
                di H « 80' conformemente al punto 4.7.1, sotto il rettangolo del
                marchio di omologazione deve essere apposta una freccia
                orizzontale con la punta diretta verso la direzione in cui
                l'intensità luminosa minima conformemente al punto 4.7.1 è
                raggiunta sino ad un angolo di almeno H - 80*.
3.              Prescrizioni generali
                 I dispositivi devono essere progettati e costruiti in modo tale
                che, nelle normali condizioni d'impiego e malgrado le vibrazioni
                alle quali possono essere sottoposti, il loro buon funzionamento
                resti assicurato ed essi mantengano le caratteristiche prescritte
                dal presente regolamento.
4.               Intensità della luce emessa
                Lungo l'asse di riferimento, l'intensità della luce emessa da
                ciascuno dei due dispositivi deve essere almeno uguale ai valori
                minimi e non essere superiore ai valori massimi indicati nella
                tabella che segue. I valori massimi indicati non devono essere
                superati in alcuna direzione.
 ---pagebreak---                                        -/*-
                                                   min (ed)         max (ed)
4.1.           Luci di posizione posteriori            4               12
4.2.           Luci di posizione anteriori             4               60
4.3.           Luci di arresto                        40              100
4.4.           Indicatori di direzione
4.4.1.         anteriori (categoria 11)               90            700<*>
               (vedi appendice 1)
4.4.2.         posteriori (categoria 12)              50              200
               (vedi appendice 1)
4.5.           Fuori dall'asse di riferimento, l'intensità della luce emessa
               all'interno dei campi angolari definiti negli schemi
               dell'appendice 1 deve, in ogni direzione corrispondente ai punti
               del quadro di ripartizione luminosa di cui al l'appendice 2,
               essere almeno uguale al prodotto dei valori minimi di cui ai
               punti 4.1-4.4 e della percentuale indicata nel quadro suddetto
               per quella determinata direzione.
4.6.           In deroga al precedente punto 4.1, ò ammessa un'intensità
               luminosa massima di 60 ed per le luci di posizione posteriori
               recìprocamente incorporate con le luci di arresto al di sotto di
               un piano che forma un angolo di 5* verso il basso con il piano
               orizzontale.
4.7.           Inoltre,
4.7.1.         in tutta l'estensione dei campi definiti all'appendice 1,
               l'intensità delia luce emessa deve essere almeno pari a 0,05 ed
               per le luci di posizione e almeno pari a 0,3 ed per le luci di
               arresto e per gli indicatori di direzione;
4.7.2.         se una luce di posizione è raggruppata o reciprocamente
               incorporata con una luce di arresto, il rapporto tra le intensità
               luminose realmente misurate delle due luci accese simultaneamente
               e l'intensità della luce di posizione posteriore accesa
               singolarmente, deve essere di almeno 5:1 negli undici punti di
               misura definiti all'appendice 2 e situati nel campo delimitato
               dalle rette verticali che passano per 0'V/± 10'H e le rette
               orizzontali che passano per + 5'V/0'H del quadro di ripartizione
               luminosa;
4.7.3.         le prescrizioni di cui al punto 2.2. dell'appendice 2 sulle
               variazioni locali di intensità devono essere rispettate.
4.8.           Le intensità luminose devono essere misurate con la lampada
               permanentemente accesa. In caso dì luci lampeggianti, occorre
               evitare il surriscaldamento del dispositivo.
(*)    Si applica unicamente alla zona tra due linee verticali che passano per V
       - 0*/H - ± 5* e due I inee or ìzzontal i che passano per V - +. 1 0 V H - 0*.
       In ogni altra direzione la luminosità massima è di 400 ed.
 ---pagebreak---                               -oT -
4.9.   L'appendice 2, cui si riferisce il precedente punto 4.5, fornisce
       precisazioni sui metodi di misura da applicare.
4.10.  Il dispositivo di illuminazione della targa di immatricolazione
       posteriore deve soddisfare le condizioni di cui all'appendice 3.
5.     Modalità delle prove
5.1.   Tutte le misurazioni vanno effettuate con una lampada campione
       incolore della categoria prevista per il dispositivo e regolata
       in modo da emettere il flusso luminoso di riferimento prescritto
       per questo tipo di lampada.
5.2.   I bordi verticali e orizzontali della superficie illuminante del
       dispositivo devono essere determinati e quotati rispetto al suo
       centro di riferimento.
6.     Proiettori fendinebbia e luci posteriori per nebbia
       Si applica la direttiva 76/762/CEE, relativa ai proiettori
       fendinebbia, e ia direttiva 77/538/CEE, relativa alle luci
       posteriori per nebbia.
7.     Proiettori di retromarcia
       Si applica la direttiva 77/539/CEE, relativa ai proiettori di
       retromarcia.
8.     Catadiottri
8.1.   Catadiottri dei pedali
8.1.1. La forma dei catadiottri deve consentire di iscrìverli in un
       rettangolo i cui lati hanno un rapporto <. 8.
8.1.2. La superficie efficace riflettente di ciascuno dei quattro
       catadiottri dei pedali non deve essere inferiore a 8 cm 2 .
8.2.   Altri catadiottri
       Si applica la direttiva 76/757/CEE relativa ai catadiottri.
 ---pagebreak---                                            6C -
                                      APPENDICE 1
                   ANGOLI ORIZZONTALI (H) e VERTICALI (V) MINIMI
                        DELLA RIPARTIZIONE LUMINOSA SPAZIALE
                                                                         asse di riferimento
1. Luci di posizione anteriori
          v - + 15V-10'
                                       H = 80
                                                                                         H = 80*
                                                                                 veicolo
                                                           V*s^£~y>sA'7'SS/-<y&r
2. Luci di posizione posteriori
          v - • 15V-10*
                                    veicolo
                                     H = 80°                                             H = 80'-
                         asse di r ifer imento
    3. Indicatori di direzione anteriori e posteriori              *
          v - db 15 -
                                                                  assi di
                                                               r ifer imento
                                       B = 80°                                          H = 8CP
                 per due ruote
                                    H = 20°                                               H = 20°
                                                                   assi di
                                                                 r ifer imento
                 per tre ruote
 4. Luci di arresto
                                         \^Y///'>///^///A/^è.       ve i co I o
           V - + 15V-10*
                                      H = 450                               asse di riferimento
 ---pagebreak---                                    6f
                              APPENDICE 2
                          MISURE FOTOMETRICHE
1.      Metodi di misura
1 .1 .  Durante le misure fotometriche, si devono evitare riflessi
        parassiti mediante un'adeguata schermatura.
1.2.     In caso di contestazione sui risultati delle misure, queste
        ultime devono essere eseguite in modo che:
1.2.1,   la distanza di misura sia tale che si possa applicare la legge
        dell'inverso del quadrato della distanza;
1.2.2    l'apparecchiatura di misura sia tale che l'apertura angolare del
        ricevitore, visto dal centro di riferimento della luce, sia
        compresa tra 10 minuti d'angolo e un grado-,
1.2.3    l'intensità minima prescritta per una determinata direzione di
        osservazione sia soddisfatta, purché tale intensità venga
        ottenuta in una direzione che non si discosti di più di un quarto
        di grado dalla direzione di osservazione.
2.      Quadro di ripartizione luminosa spaziale normalizzata
       10                      -20-        -20
                10-       -20         •70        •20     PO   *
                           35—90 — 100—90         35
           V---10-         20          20-        20-    *10
        10                      20          -20
                 20*       10°    5'    0°    5°  10°     20°
                                        H
2.1.     La direzione H - 0* e V - 0* corrisponde all'asse di riferimento
         (sul veicolo essa è orizzontale, parallela al piano longitudinale
        mediano del veicolo ed orientata nel senso di visibilità
         richiesto). Essa passa per il centro di riferimento. I valori
          indicati nel quadro danno, per le varie direzioni di misura, le
          intensità minime in % del minimo richiesto per ogni luce
         nell'asse (nella direzione H - 0* e V - 0 " ) .
 ---pagebreak---                             -S!
2.2. All'interno dei campo di ripartizione luminosa, rappresentato
     schematicamente al punto 2 da un reticolo, la distribuzione della
     luce deve essere essenzialmente uniforme in modo che l'intensità
     luminosa in ogni direzione di una parte del campo formata dalle
     linee del reticolo rispetti almeno il valore minimo più basso
     specificato in percentuale (o il valore più basso disponibile)
     sulle linee del reticolo che circondano la direzione di cui si
     tratta.
 ---pagebreak---                           - <7
                       APPENDICE 3
MISURE FOTOMETRICHE DEL DISPOSITIVO DI ILLUMINAZIONE
      DELLA TARGA DI IMMATRICOLAZIONE POSTERIORE
 Spazio da iI luminare
 I dispositivi possono essere di categoria 1 o di categoria 2. I
 dispositivi della categoria 1 devono essere progettati In modo da
 illuminare uno spazio di almeno 130 mm x 240 mm e quelli della
 categoria 2 in modo da illuminare uno spazio di almeno 200 mm x
 280 mm.
 Incidenza del la luce
 II fabbricante del dispositivo di illuminazione stabilisce le
 condizioni di montaggio di questo dispositivo rispetto allo
 spazio destinato alla targa di immatricolazione; il dispositivo
 deve essere montato in modo che, in nessun punto della superficie
 da illuminare, l'angolo di incidenza della luce sulla superficie
 della targa sia superiore a 82'; l'angolo è misurato rispetto
 alle estremità della superficie illuminante del dispositivo più
 lontana dalla superficie della targa. Qualora vi siano più
elementi ottici, questa prescrizione si applica soltanto alla
 parte della targa destinata ad essere illuminata dall'elemento
 corrispondente.
 Il dispositivo deve essere concepito in modo che nessun raggio di
 luce sia proiettato direttamente verso il retro, esclusi i raggi
 di luce rossa nel caso in cui il dispositivo sia combinato o
 raggruppato con altre luci posteriori.
Metodo di misura
 Le luminanze sono misurate su un foglio pulito di carta
 assorbente di colore bianco, con un fattore minimo di riflessione
 diffusa del 70%, avente le stesse dimensioni della targa di
 immatricolazione e collocato nello spazio da essa normalmente
 occupato in modo da sporgere di 2 mm dal suo supporto.
 Le luminanze sono misurate perpendicolarmente alla superficie
 della carta nei punti indicati nel disegno di cui al punto 4 che
 segue; ogni punto rappresenta una zona circolare di 25 mm di
 diametro.
 ---pagebreak---                                      - • & >  -
4.          Caratteristiche fotometriche
            La luminanza B deve essere almeno pari a 2 cd/m2 in ciascuno dei
            punti di misura qui di seguito definiti.
                                                         280
                                    25                                     -
             240
25
                                    75
40                                                                       > 200
                             130             ,
40               1                  75
                                                    1
25 1 i           1      4
    25' 65 ' 6o * 65      25
                                     25               1        1         ìI
                                           25I  80    |   70    |  80    l25
            Punto di misura per                         Punt ì di misura per
            la categoria 1                              la categor ia 2
            Il gradiente della luminanza fra i valori B1 e B 2 , misurati in
            due punti qualsiasi 1 e 2 scelti tra quelli sopraindicati, non
            deve superare 2 x B 0 /cm, dove B 0 è la luminanza minima
            rilevata nei vari punti di misura, ossia
                               B2 - B1             < 2 x Brt/cm
                       distanza 1 - 2 en cm
 ---pagebreak---                                        -?•/   -
                                    APPENDICE 4
                                SCHEDA INFORMATIVA
                              CONCERNENTE UN TIPO DI
                         -  LUCE DI POSIZIONE ANTERIORE
                         -  LUCE DI POSIZIONE POSTERIORE
                         -  LUCE DI ARRESTO
                         -  INDICATORE DI DIREZIONE
                         -  DISPOSITIVO DI ILLUMINAZIONE DELLA TARGA DI
                            IMMATRICOLAZIONE POSTERIORE
                         -  PROIETTORE FENDINEBBIA
                         -  LUCE POSTERIORE PER NEBBIA
                         -  PROIETTORE DI RETROMARCIA
                         -  CATADIOTTRO < 1 )
                 DESTINATO Al VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
          (da unire alla domanda di omologazione qualora sia presentata
           indipendentemente dalia domanda di omologazione dei veicolo)
N. d'ordine (attribuito dal richiedente)
La domanda di omologazione concernente un tipo di luce di posizione anteriore,
di luce di posizione posteriore, di luce di arresto, di indicatore di
direzione, di dispositivo di illuminazione della targa dì immatricolazione
posteriore, di proiettore fendinebbia, di luce posteriore per nebbia, di
proiettore di retromarcia, di catadiottro (1), destinata ai veicoli a motore a
due o tre ruote, deve essere accompagnata dalle seguenti informazioni:
1. Marchio di fabbrica o commerciale:
2. Nome e indirizzo del fabbricante:
3. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
4. Tipo e caratteristiche del dispositivo:
5. Numero e categoria delle lampade di cui è munito il dispositivo presentato
   per I'omologazione:
6. Il disegno n. ..., qui allegato, indica le condizioni geometriche di
   montaggio sul veicolo del dispositivo presentato per l'omologazione. Devono
    inoltre essere indicati l'asse di riferimento e la posizione dei contorni
   della superficie illuminante del dispositivo presentato per l'omologazione.
(1)   Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                          -n -
                                      APPENDICE 5
                                             Indicazione dell'amministrazione
                      CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE DI UN TIPO DI
                           - LUCE DI POSIZIONE ANTERIORE
                           - LUCE DI POSIZIONE POSTERIORE
                           - LUCE DI ARRESTO
                           -  INDICATORE DI DIREZIONE
                           - DISPOSITIVO DI ILLUMINAZIONE DELLA TARGA DI
                              IMMATRICOLAZIONE POSTERIORE
                           - PROIETTORE FENDINEBBIA
                           - LUCE POSTERIORE PER NEBBIA
                           - PROIETTORE DI RETROMARCIA
                           - CATADIOTTRO <1>
                   DESTINATO Al VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
                                        MODELLO
       Verbale n.               del servizio tecnico       in data
N. di omologazione....                                  N. di estensione
1. Marchio del dispositivo:
2. TIpò di disposi t i vo:
3. Nome e indirizzo del fabbricante:
4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
5. Di spos i t i vo presentato alla prova il:
6. L'omologazione ò concessa/rifiutata (1)
7. Luogo :
8. Data:
9. FIrma:
(1) Cancellare ia dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                       - »  -
                                   ALLEGATO III
       PRESCRIZIONI RELATIVE ALL'OMOLOGAZIONE DEI DISPOSITIVI MUNITI
        DI LAMPADE A INCANDESCENZA 0 ALOGENE CHE EMETTONO UN FASCIO
           ANABBAGLIANTE E/O UN FASCIO ABBAGLIANTE (PROIETTORI)
                      DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
1.           Definizioni
             Le definizioni pertinenti figurano all'allegato I della direttiva
             93/.../CEE del Consiglio, del         , relativa all'installazione
             dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa sul
             veicoli a motore a due o tre ruote.
2.           Proiettort
             Si distingue tra
2.1.         Proiettori per ciclomotori (vedi allegato lll-A)
2.1.1.       con lampada a un filamento                       15 W (categoria S3)
2.1.2.       con lampada a due filamenti                      15/15 W (categoria
             S4)
2.1.3.       con lampada alogena a un filamento               15 w (categorie
             HS 2 )
2.2.         Proiettori per motocicli e per tricicli
                  (vedi allegati Ili-B e ili-C)
2.2.1.       con lampada a due filamenti                      25/25 W (categoria
             SD
2.2.2.       con lampada a due filamenti                      35/35 W (categoria
             S2)
2.2.3        con lampada alogena a due filamenti              35/35 W (categoria
                                                              HSì)
 ---pagebreak---                             -7* -
                        ALLEGATO 111-A
                  PROIETTORI PER CICLOMOTORI
1.   Prescrizioni generali
1.1. I proiettori devono essere progettati e costruiti in modo tale
     che, nelle normali condizioni di impiego e malgrado le vibrazioni
     alle quali possono essere sottoposti, il loro buon funzionamento
     resti assicurato ed essi mantengano le caratteristiche prescritte
     dal presente allegato.
1.2. Le parti destinate a fissare la lampada debbono essere costruite
     in modo che, anche al buio, la lampada possa essere montata senza
     esitazioni nella posizione appropriata.
2.   Prescrizioni particolari
2.1. La posizione corretta della lente rispetto al sistema ottico deve
     essere indicata chiaramente; essa deve essere bloccata per non
     ruotare durante l'uso.
2.2. Per verificare l'illuminamento prodotto dal proiettore, si
     utilizza lo schermo di misura descritto all'appendice 2 o 3 ed
     una lampada campione con bulbo liscio ed incolore conformemente
     ad una delle categorie cui al punto 2.1 dell'allegato Ili.
     Le lampade campione devono essere regolate sul flusso luminoso di
     riferimento da applicare conformemente ai valori prescritti per
     queste lampade nella relativa scheda tecnica (vedi allegato IV).
2.3. Il fascio anabbagliante deve produrre una linea di demarcazione
     sufficientemente netta per consentire una buona regolazione
     mediante la linea stessa. La linea di demarcazione deve essere
     praticamente orizzontale e il più possibile diritta su una
     lunghezza orizzontale di almeno ± 900 mm, misurata ad una
     distanza di 10 m (per le lampade alogeno: lunghezza di almeno ±
     2250 mm misurata ad una distanza di 25 m; vedi appendice 3 ) .
     Regolati conformemente alle istruzioni dell'appendice 1, i
     proiettori devono soddisfare le condizioni ivi indicate.
2.4. La ripartizione luminosa non deve presentare variazioni laterali
     dannose ad una buona visibilità.
2.5. L'illuminamento sullo schermo, di cui al punto 2.2, deve essere
     misurato per mezzo di un fotoricevitore avente una superficie
     efficace compresa in un quadrato di 65 mm di lato.
 ---pagebreak---                           -2r-
3. Requisiti supplementari delle verifiche che possono essere
   effettuate dalle autorità competenti all'atto del controllo di
   conformità della produzione
   Le verifiche delle caratteristiche fotometriche dei proiettori,
   prelevati secondo le disposizioni generali concernenti le prove
   di conformità, devono essere limitate ai punti LH - RH-L 300 - V
   300 - R 300 - R 600 - L 600 (vedi figura all'appendice 2 ) .
 ---pagebreak---                                      -?c   -
                                  APPENDICE 1
       PROVE FOTOMETRICHE PER LAMPADE DELLE CATEGORIE S 3 e S 4
1.       Per le misurazioni, lo schermo di misura (vedi figura che segue)
         deve essere disposto ad una distanza di 10 m davanti al
         proiettore e perpendicolarmente alla linea che unisce il
         filamento del fascio abbagliante della lampada e il punto HV; la
         linea H-H deve essere orizzontale.
2.       Prescrizioni relative al fascio anabbagllante
2.1.     Lateralmente, il proiettore deve essere orientato in modo che il
         fascio sia per quanto possibile simmetrico rispetto alla linea di
         V-V.
2.2.     Verticalmente, il proiettore deve essere regolato in modo che la
         linea di demarcazione si trovi 100 mm al di sotto della linea H-
         H.
2.3.     Con il proiettore regolato conformemente ai precedenti punti 2.1
         e 2.2, i valori di illuminamento devono essere I seguenti:
2.3.1.   sulla linea H-H e al di sopra: 2 lux al massimo;
2.3.2. . su una linea situata a 300 mm al di sotto della linea H-H e su
         una larghezza di 900 mm da ambo le parti della linea verticale V-
         V: almeno 8 lux;
2.3.3.   su una linea situata a 600 mm al di sotto della linea H-H e su
         una larghezza di 900 mm da ambo le parti della linea verticale V-
         V: almeno 4 lux.
3.       Prescrizioni relative al fascio abbagliante (se esiste)
3.1.     Il proiettore, regolato conformemente ai precedenti punti 2.1 e
         2.2., deve essere conforme alle seguenti prescrizioni per quanto
         riguarda il fascio abbagltante:
3.2.     il punto di incrocio (HV) delle linee H-H e V-V deve trovarsi
         all'interno dell'isolux corrispondente ali'80% dell'illuminamento
         massimo;
3.1.2.    l'illuminamento ( E m a x ) del fascio abbagliante non deve essere
          inferiore a 50 lux;
3.1.3.   partendo dal punto HV, orizzontalmente verso destra e verso
         sinistra, l'illuminamento del fascio abbagliante deve essere
         almeno pari a E m a x / 4 sino ad una distanza di 0,90 m.
 ---pagebreak---                                        SCHERMO DI MISURA
                                               Figura
                                                v
          Linea di demarcazione
                                  \            .HV                       », | K
        J      ..    . .,            \       ì
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                                                                            I
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                                                V 3O0                 « 300
      o
      o
                                                                      * eoo
                    500
                          (dimensioni in mm per una distanza di 10 m)
 ---pagebreak---                           -n-
                       APPENDICE 2
 PROVE FOTOMETRICHE PER LAMPADE ALOGENE DI CATEGORIA H S 2
   Per le misurazioni, lo schermo di misura (vedi figura che segue)
   deve essere disposto ad una distanza di 25 m davanti al
   proiettore in modo che quest'ultimo sia perpendicolare alla linea
   che unisce il filamento della lampada e il punto HV; la linea H-H
   deve essere orizzontale.
   Lateralmente, il proiettore deve essere orientato in modo che la
   distribuzione del fascio sia simmetrica rispetto alla linea V-V.
   Verticalmente, il proiettore deve essere regolato in modo che la
   linea di demarcazione si trovi 250 mm al di sotto della linea H-
   H. Esso deve essere il più possibile orizzontale.
   Con il proiettore regolato conformemente ai precedenti punti 2 e
   3, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
Punto di misurazione                   Illuminazione E/lux
Ciascun punto sulla linea H-H                     <. 0,7
e al di sopra
Ciascun punto sulla linea 35L-35R                 >. 1
tranne 35V
Punto 35V                                         > 2
Ciascun punto sulla linea 25L-25R                 >_ 2
Ciascun punto sulla linea 15L-15R                 >. 0,5
 ---pagebreak---                                 -*? -
                          SCHERMO DI MISURA
                                Figura
5. Schermo di misura
  ft
         (dimensioni in mm per una distanza di 25 m)
 ---pagebreak---                                           - fu -
                                       APPENDICE 3
                                  SCHEDA INFORMATIVA
                          CONCERNENTE UN TIPO DI PROIETTORE
                               DESTINATO Al CICLOMOTORI
         (da unire alla domanda di omologazione qualora sia presentata
           indipendemente dalla domanda di omologazione dei veicolo)
N. d'ordine (attribuito dal richiedente)
La domanda di omologazione concernente un tipo di proiettore per ciclomotori
deve essere accompagnata dalle seguenti informazioni:
1. Marchio di fabbrica o commerciale:
2. Nome e i nd i r i zzo de I fabbr i cante:
3. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
4. Tipo e caratteristiche del proiettore presentato all'omologazione:
 ---pagebreak---                                       _U-
                                   APPENDICE 4
                           Indicazione dell'amministrazione
              CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE DI UN TIPO DI PROIETTORE
                            DESTINATO Al CICLOMOTORI
                                     MODELLO
Verbale n             del servizio tecnico           in data
N. di omologazione                                    N. di estensione
1. Marchio del proiettore:
2. Tipo di proiettore:
3. Nome e indirizzo del fabbricante:
4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
5. Proiettore presentato alla prova il ..
6. L'omologazione è concessa/rifiutata(1>
7. Luogo :                              •..
8. Data:
9. Firma:
(1) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                ALLEGATO 11l-B
                  PROIETTORI PER MOTOCICLI E PER TRICICLI
       CHE EMETTONO UN FASCIO ANABBAGLIANTE SIMMETRICO E UN FASCIO
           ABBAGLIANTE E SONO MUNITI DI LAMPADE A INCANDESCENZA
1.          Prescrizioni supplementari riguardanti la marcatura e le
            iscrizioni sui dispositivi particolari
1.1.        I proiettori devono recare le lettere N MB M (simbolo del
            proiettore anabbagltante), apposte in maniera nettamente
            leggibile ed indelebile dì fronte al numero di omologazione.
1.2.        Tutti i proiettori progettati in modo da escludere l'accensione
            simultanea del filamento del fascio anabbagliante e di una
            qualsiasi altra fonte luminosa con la quale possono essere
            integrati, devono essere contrassegnati da una barra obliquaC/)
            apposta nel marchio di omologazione dopo il simbolo (MB) del
            proiettore anabbagliante.
2.          Prescrizioni generali
2.1.        Ogni campione deve soddisfare le disposizioni di cui al punto 3
            che segue.
2.2.        I proiettori devono essere progettati e costruiti in modo tale
            che, nelle normali condizioni di impiego e malgrado le vibrazioni
            alle quali possono essere sottoposti, il loro buon funzionamento
            resti assicurato ed essi mantengano le caratteristiche
            prescritte.
2.2.1.      I proiettori devono essere muniti di un dispositivo che ne
            consenta la regolazione regolamentare sul veicolo conformemente
            alle norme ad esso relative. Tale dispositivo non è necessario
            per le unità di proiettori in cui il riflettore e la lente non
            possono essere separati, se tali unità sono impiegate soltanto su
            veicoli sui quali i proiettori vengono regolati con altri
            sistemi.
            Se un proiettore destinato esclusivamente al fascio abbagliante e
            un proiettore destinato esclusivamente al fascio anabbagliante,
            ciascuno munito della propria lampada, sono raggruppati o
            reciprocamente incorporati in un unico dispositivo, il
            dispositivo di regolazione deve consentire di effettuare
            separatamente la regolazione regolamentare di ciascuno dei
            sistemi ottici.
 ---pagebreak---                                    - fi* -
2.2.2. Queste prescrizioni non si applicano tuttavia ai proiettori con
       riflettori indivisibili, per i quali valgono le prescrizioni di
       cui al punto 3.3. Se il fascio principale viene emesso da più di
       una fonte luminosa, si determina il valore massimo di
       illuminamento ( E m a x ) utilizzando tutte le funzioni che
       producono il fascio principale.
2.3.   Le parti destinate a fissare la lampada ad incandescenza devono
       essere costruite in modo che, anche al buio, la lampada possa
       essere montata senza esitazioni nella posizione appropriata.
2.4.   Per controllare che non vi siano variazioni eccessive delle
       prestazioni fotometriche durante l'uso, devono essere effettuate
       prove complementari conformemente a quanto prescritto
       nel l'appendice 2.
3.     Prescrizioni particolari
3.1.   La posizione corretta della lente rispetto al sistema ottico deve
       essere indicata chiaramente; essa deve essere bloccata per non
       ruotare durante l'uso.
3.2.   Per verificare l'illuminamento prodotto dal proiettore, si
       utilizza lo schermo di misura descritto all'appendice 1 ed una
       lampada campione (S1 e/o S2, vedi allegato IV) con bulbo liscio e'
       incolore.
       Le lampade campione devono essere regolate sul flusso luminoso di
       riferimento da applicare conformemente ai valori prescritti per
       queste lampade.
3.3.   Il fascio anabbagliante deve produrre una linea di demarcazione
       sufficientemente netta per consentire una buona regolazione
       mediante la linea stessa. La linea di demarcazione deve essere il
       più possibile diritta e orizzontale su una lunghezza orizzontale
       di almeno ± 5 * . Regolati conformemente alle istruzioni
       dell'appendice 1, i proiettori devono soddisfare le condizioni
       ivi indicate.
3.4.   La ripartizione luminosa non deve presentare variazioni laterali
       dannose ad una buona visibilità.
3.5.   L'illuminamento sullo schermo, di cui al punto 3.2, deve essere
       misurato per mezzo di un fotoelemento avente una superficie
       efficace compresa in un quadrato di 65 mm di lato.
 ---pagebreak---                                          -u-
4.             Requisiti supplementari delle verifiche che possono essere
               effettuate dalle autorità competenti all'atto del controllo di
               conformità della produzione
               Per quanto riguarda le prestazioni fotometriche, la conformità
               dei proiettori della serie non é contestata:
4.1.           se nessuno dei valori misurati differisce dai valori prescritti
               di più del 20% in senso sfavorevole (per la zona III, la
               divergenza massima in senso sfavorevole può essere di 0,3 lux);
4.2.           oppure se,
4.2.1.         per II fascio anabbagliante, i valori prescritti sono soddisfate
               con una tolleranza di 0,2 lux nella linea hh e di 0,1 lux in
               almeno un punto della regione delimitata sullo schermo di misura
               (a 25 m) da un cerchio di 15 cm di raggio intorno ai punti 50L,
               50V, 50R, 25L, 25V, 25R e in tutta la regione della zona IV
               limitata a 37,5 cm al di sopra delia linea 25R e 2 0 L C ) ;
4.2.2.         e, per il fascio abbagliante, con HV situato all'interno
               dell'isolux 0,75 E m a x , per i valori fotometrici è osservata una
               toileranza del 20%.
(1)    Il controllo del rapporto degli iI luminamene 50L e 50R
                                                         50V    50V
       previsti ai punto 4.5 dell'appendice 1 è destinato unicamente a valutare
       le caratteristiche volute per il tipo di proiettore e non deve essere
       verificato durante il controllo di conformità della produzione.
 ---pagebreak---                                    - If -
                                APPENDICE 1
                          PROVE FOTOMETRICHE
1.       Per la regolazione, lo schermo di regolazione deve essere
         disposto ad almeno 10 m di distanza davanti al proiettore; la
         linea h-h deve essere orizzontale. Per la misurazione, il
         fotoelemento deve essere disposto a 25 m di distanza davanti al
         proiettore ed essere perpendicolare alla linea che unisce II
         filamento della lampada ad incandescenza e il punto HV.
2.       Lateralmente, il proiettore deve essere orientato in modo che la
         distribuzione del fascio abbagliante sia simmetrica rispetto alla
         linea V-V.
3.       Verticalmente, il proiettore deve essere regolato In modo che la
         linea di demarcazione del fascio anabbagliante si trovi 250 mm al
         di sotto della linea h-h.
4.       Con il proiettore regolato conformemente ai precedenti punti 2 e
         3, che prevede condizioni analoghe a quelle per il fascio
         abbagliante, devono essere osservate le seguenti condizioni:
4.1.     il centro luminoso del fascio abbagliante non deve essere situato
         a più di 0,6' al di sopra o al di sotto della linea h-h;
4.2.   . l'illuminamento del fascio abbagliante deve raggiungere il suo
         valore massimo E m a x al centro della distribuzione luminosa
         completa e diminuire lateralmente;
4.3.     l'illuminamento massimo ( E m a x ) del fascio abbagliante deve
         essere di almeno 32 lux-,
4.4.     gli illuminamenti prodotti dai fascio abbagliante devono
         rispondere ai seguenti valori:
4.4.1.   il punto HV di intersezione delle linee hh e vv deve trovarsi
         all'interno dell'isolux corrispondente al 90% dell'illuminamento
         massimo;
4.4.2.   partendo dal punto HV, orizzontalmente verso destra e verso
         sinistra, l'illuminamento del fascio abbagliante deve essere
         almeno pari a 12 lux fino ad una distanza di 1,125 m e a 3 lux
         fino ad una distanza di 2,25 m.
 ---pagebreak---                                         -H -
 4.5.           Gli illuminamenti prodotti dal fascio anabbagliante devono
                 rispondere ai seguenti valori:
             Ciascun punto sulla linea hh                       < 0,7 lux
             e al di sopra
             Ciascun punto sulla linea 50L-50R                  >_ 1,5 lux
             tranne 50V (*)
             Punto 50V                                          > 3,0 lux
             Ciascun punto sulla linea 25L-25R                  >. 3,0 lux
             Qualsiasi punto nella zona IV                      > 1,5 lux
                        5. SCHERMO DI MISURA E DI REGOLAZIONE
                        (quote in mm per una distanza di 25 m)
                                                            ZONA IIl
                                                           ZONA II LINEA DI DEMARCAZIONI.
                        22SO                               22S0
(*) Intensità £0R    n 0_  .
               60Y - 0,25 min.
 ---pagebreak---                                         - RI-
                                     APPENDI CE 2
                PROVE DI STABILITA' DEL COMPORTAMENTO FOTOMETRICO
                             DEI PROIETTORI IN FUNZIONE
               La conformità alle prescrizioni della presente appendice non è un
               criterio sufficiente per l'omologazione dei proiettori muniti di
               lenti di plastica.
               Prove dei proiettori completi
               Dopo aver eseguito le misurazioni fotometriche in conformità con
               quanto prescritto nel presente allegato, ai punti E m a x per il
               fascio abbagliante e HV, 50R, 50L, B 50 per il fascio
               anabbagliante, un campione del proiettore completo deve essere
               sottoposto ad una prova di stabilità del comportamento
               fotometrico in funzione. Per "proiettore completo" s'intende il
               complesso del proiettore stesso, comprese le parti di carrozzeria
               e le luci vicine che possono incidere sulla sua dissipazione
               termica.
1.             Prova di stabilità del comportamento fotometrico
1.1.           Proiettore pulito
               Il proiettore deve rimanere acceso per dodici ore come indicato
               al punto 1.1.1. e deve essere controllato come prescritto al
               punto 1.1.2.
1.1.1.         Prove
               Il proiettore deve rimanere acceso per il periodo prescritto:
1.1.1.1.       a) se deve essere omologata una sola fonte luminosa (proiettore
                   abbagliante o proiettore anabbagliante), Il filamento
                   corrispondente viene acceso per il periodo prescritto**);
               b) nel caso di un proiettore anabbagliante e di un proiettore
                   abbagliante reciprocamente incorporati (proiettore e filamento
                   doppio o proiettore a due filamenti):
               -   se iI richiedente precisa che il proiettore è destinato ad
                   essere utilizzato con un solo filamento acceso***), la prova
                   deve essere eseguita in conseguenza e ciascuna delle fonti
                   luminose specificate rimane accesa(*) durante la metà del
                   tempo indicato al punto 1.1.;
               -    in tutti gli altri casi (*) (**), il proiettore deve
(*)       Se il proiettore sottoposto alla prova è raggruppato o reciprocamente
          incorporato con le luci di posizione, queste ultime devono essere
          accese durante tutta la prova.
(**)   Se due filamenti o più si accendono simultaneamente quando il proiettore
       è utilizzato come avvertitore luminoso, questa funzione non deve essere
       considerata come un impiego simultaneo normale dei due filamenti.
 ---pagebreak---                                  -It   -
            essere sottoposto al ciclo seguente, per un periodo uguale
            alla durata prescritta:
                     15 minuti, filamento del fascio anabbagliante acceso;
                      5 minuti, tutti i filamenti accesi;
         e) in caso di fonti luminose raggruppate, tutte le fonti singole
            devono essere accese simultaneamente per la durata prescritta
            per le fonti luminose singole, (a) tenuto anche conto
            dell'impiego delie fonti luminose reciprocamente incorporate,
            (b) secondo le istruzioni del fabbricante.
1.1.1.2. Tensione di prova
         La tensione deve, essere regolata in modo da fornire il 90% della
         potenza massima specificata nel presente allegato per le lampade
         ad incandescenza della categoria S dell'allegato IV. La potenza
         applicata deve in ogni caso essere conforme al valore
         corrispondente di una lampada ad incandescenza di tensione
         nominale di 12 V, a meno che il richiedente dell'omologazione
         specifichi che il proiettore deve essere utilizzato con una
         tensione differente.
1.1.2.   Risultati della prova
1.1.2.1. Ispezione visiva
         Quando la temperatura del proiettore è stabilizzata alla
         temperatura ambiente, si pulisce la lente del proiettore e
         l'eventuale lente esterna con uno straccio di cotone pulito e
         inumidito. Si procede quindi ad un esame visivo; non si devono
         constatare distorsioni, deformazioni, incrinature o cambiamenti
         di colore della lente del proiettore o dell'eventuale lente
         esterna.
1.1.2.2. Prova fotometrica
         Conformemente al le prescrizioni del presente allegato, si
         controllano i valori fotometrici nei seguenti punti:
         Proiettore anabbagliante:
         SO R, SOL, B 50 HV
         Proiettore abbagliante:
         Punto di E m a x
         Si può procedere ad un'altra regolazione per tener conto di
         eventuali deformazioni del supporto del proiettore dovute al
         calore (per la regolazione della linea di demarcazione, vedi
         punto 2 ) .
 ---pagebreak---                                   -n -
         Tra le caratteristiche fotometriche ed i valori misurati prima
         della prova é tollerata una differenza del 10%, comprese le
         tolleranze dovute alla procedura di misurazione fotometrica.
1.2.     Proiettore sporco
         Dopo essere stato sottoposto alla prova prescritta al precedente
         punto 1.1., il proiettore è preparato nel modo descritto al punto
         1.2.1. ed acceso per un'ora come disposto al punto 1.1.1., ed in
         seguito verificato come prescritto al punto 1.1.2.
1.2.1.   Preparazione del proiettore
1.2.1.1. Miscela di prova
         La miscela di acqua e di inquinante da applicare sul proiettore è
         costituita da nove parti (in peso) di sabbia silicea di
         granulometria compresa tra 0 e 100 um, da una parte (in peso) di
         polveri di carbone vegetale di granulometria compresa tra 0 e 100
         um, di 0,2 parti (in peso) di NaCMC e da una quantità adeguata di
         acqua distillata di conduttività inferiore a 1 mS/m.
         La miscela non deve essere stata preparata da più di 14 giorni.
1.2.1.2. Applicazione della miscela di prova sul proiettore
         La miscela di prova viene applicata uniformemente su tutta la
         superficie di uscita delia luce dei proiettore e poi lasciata
         asciugare. L'operazione viene ripetuta sino a quando
         l'illuminamento sia sceso ad un valore compreso tra il 15 e il
         20% dei valori misurati per ciascuno dei punti che seguono, nelle
         condizioni descritte nella presente appendice.
         E m a x abbagliante per un proiettore anabbagliante-abbagliante,
         E m a x abbagliante per un proiettore unicamente abbagliante,
         B 50 e V 50 per un proiettore unicamente anabbagliante.
1.2.1.3. Apparecchiatura di misura
         L'apparecchiatura di misura deve essere equivalente a quella
         utilizzata per le prove di omologazione dei proiettori. Per la
         verifica fotometrica, deve essere impiegata una lampada ad
         incandescenza standard (di riferimento).
2.       Verifica dello spostamento verticale della linea di demarcazione
         sotto l'effetto del calore
         Si tratta di verificare che lo spostamento verticale, dovuto al
         calore, della linea di demarcazione di un proiettore
         anabbagliante acceso non superi il valore prescritto.
 ---pagebreak---                                  -4ù  -
       Dopo aver proceduto alle prove descritte al punto 1.1, il
       proiettore viene sottoposto alla prova descritta al punto 2.1
       senza essere smontato dal suo supporto o regolato nuovamente
       rispetto ad esso.
2.1.   Prova
       La prova deve essere eseguita in atmosfera asciutta e calma, ad
       una temperatura ambiente di 23'C + 5'C.
       Una lampada ad incandescenza di serie usata per almeno un'ora
       viene accesa in posizione proiettore anabbagliante senza essere
       smontata dai suo supporto, né regolata rispetto ad esso. (Ai fini
       di questa prova, la tensione deve essere regolata come prescritto
       al punto 1.1.1.2). La posizione della parte orizzontale della
       linea di demarcazione (tra le verticali che passano per I punti
       50L e 50R) è verificata, rispettivamente, tre minuti (r3) e 60
       minuti (r60) dopo l'accensione.
       Lo spostamento della linea di demarcazione sopradescritto deve
       essere misurato con qualsiasi metodo che offra una precisione
       sufficiente e risultati riproducibili.
2.2.   Risultati della prova
2.2.1. Il risultato espresso in mi 11iradian (mrad) viene accettato per
       un proiettore anabbagliante soltanto se il valore assoluto A ri
       - r3 - r60 registrato sul proiettore non é superiore a 1,0 mrad
       ( A r i < 1,0 mrad).
2.2.2. Se, tuttavia, questo valore è superiore a 1,0 mrad ma inferiore o
       uguale a 1,5 mrad (1,0 mrad < A ri <. 1,5 mrad), un secondo
       proiettore è sottoposto alla prova come predisposto al punto 2.1
       dopo essere stato sottoposto per tre volte consecutive al ciclo
       sottoindicato, al fine di stabilizzare la posizione delle parti
       meccaniche del proiettore su un supporto rappresentativo del suo
       montaggio corretto sul veicolo:
       proiettore anabbagliante acceso per un'ora (la tensione di
       alimentazione è regolata come previsto al punto 1.1.1.2),
       proiettore anabbagliante spento per un'ora.
        Il tipo di proiettore viene accettato se la media dei valori
       assoluti A ri misurata sul primo campione e A rll misurata sul
       secondo campione è inferiore o uguale a 1,0 mrad.
          A   ri - A ri I    « .
                          <. 1,0 mrad)
 ---pagebreak---                                          -H   -
                                      APPENDICE 3
                                  SCHEDA INFORMATIVA
                         CONCERNENTE UN TIPO DI PROIETTORE
                         MUNITO DI LAMPADE A INCANDESCENZA
                 E CHE EMETTE UN FASCIO ANABBAGLIANTE SIMMETRICO
                               ED UN FASCIO ABBAGLIANTE
                        DESTINATO Al MOTOCICLI E Al TRICICLI
      (da unire alla domanda di omologazione qualora sia stata presentata
          indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. d'ordine (attribuito dal richiedente)
La domanda di omologazione concernente un tipo di proiettore per motocicli e
tricicli deve essere accompagnata dalle seguenti informazioni:
1. Marchio di fabbrica o commerciale:
2. Nome e i nd i r i zzo de I fabbri canto :
3. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
4. Tipo e caratteristiche del proiettore presentato all'omologazione:
 ---pagebreak---                                        -IL  -
                                    APPENDICE 4
                            Indicazione deli'amministrazione
          CERTIFICATO DI OMOLOGAZONE CONCERNENTE UN TIPO DI PROIETTORE
                        MUNITO DI LAMPADE A INCANDESCENZA
                 E CHE EMETTE UN FASCIO ANABBAGLIANTE SIMMETRICO
                              ED UN FASCIO ABBAGLIANTE
                       DESTINATO Al MOTOCICLI E Al TRICICLI
                                      MODELLO
 Verbale n               dei servizio tecnico           in data
N. di omologazione                              N. di estensione
1. Marchio del proiettore:                                      ,
2. Tipo di proiettore:
3. Nome e indirizzo del fabbricante:
4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
5. Proiettore presentato alla prova il ..
6. L'omologazione è concessa/rifiutata^
7. Luogo :
8. Data:
9. Firma:
(1) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                -V -
                           ALLEGATO 11 I-C
     PROIETTORI PER MOTOCICLI E PER TRICICLI CHE EMETTONO UN
     FASCIO ANABBAGLIANTE ASIMMETRICO E UN FASCIO ABBAGLIANTE
           E SONO MUNITI DI LAMPADE ALOGENE (LAMPADE HS1)
1.      PRESCRIZIONI SUPPLEMENTARI RIGUARDANTI LA MARCATURA E LE
        ISCRIZIONI SUI DISPOSITIVI
1.1.    I proiettori progettati in modo da soddisfare i requisiti di un
        solo senso di circolazione (a destra oppure a sinistra) devono
        recare, sulla lente, I limiti della zona che può eventualmente
       essere occultata per evitare il disturbo agli utenti di un paese
        in cui il senso di circolazione non è quello per II quale il
        proiettore è stato costruito. Tuttavia, qualora per costruzione
        detta zona sia direttamente identificabile, questa limitazione
        non é necessar ia.
1.2.    I proiettori progettati in modo da soddisfare I requisiti sia
        della circolazione a destra sia della circolazione a sinistra,
        devono recare le iscrizioni necessarie per reperire le due
        posizioni di bloccaggio del gruppo ottico sul veicolo o della
        lampada sul riflettore; queste iscrizioni devono consistere nelle
        lettere "R/D" per la posizione corrispondente alla circolazione a
        destra e nelle lettere "L/G" per la posizione corrispondente alla
        circolazione a sinistra.
1.3.    Per I proiettori progettati in modo da escludere l'accensione
        simultanea del filamento del fascio anabbagliante e di una
        qualsiasi altra fonte luminosa con la quale possono essere
        integrati, devono essere contrassegnati da una barra obliqua (/)
        apposta nel marchio di omologazione, dopo il simbolo del
        proiettore anabbagliante.
1.4.    Sui proiettori che soddisfano unicamente i requisiti della
        circolazione a sinistra, sotto il marchio di omologazione deve
        essere apposta una freccia orizzontale con la punta diretta verso
        la destra di un osservatore che si trovi di fronte al proiettore,
        e cioè verso il iato della strada in cui si effettua la
        circolazione.
1.5.    Sui proiettori che soddisfano, mediante opportuna regolazione del
        gruppo ottico o della lampada, i requisiti dei due sensi di
        circolazione, sotto il marchio di omologazione deve essere
        apposta una freccia orizzontale con due punte dirette una verso
        sinistra e l'altra verso destra.
1.6.    Le lettere "MBH" devono essere apposte di fronte al numero di
        omologazione.
1.7.    I marchi e i simboli sopra indicati devono essere nettamente
        leggibiIi ed indelebili.
 ---pagebreak---                               - 9 1/-
2.     PRESCRIZIONI GENERALI
2.1.   Ogni campione deve soddisfare alle disposizioni di cui ai
       successivi punti 3-5.
2.2.   I proiettori devono essere progettati e costruiti in modo tale
       che, nelle normali condizioni di impiego e malgrado le vibrazioni
       alle quali possono essere sottoposti, il loro buon funzionamento
       resti assicurato ed essi mantengano le caratteristiche prescritte
       dal presente allegato.
2.2.1. I proiettori devono essere muniti di un dispositivo che consenta
       di regolarli sul veicolo in modo da soddisfare le norme ad esso
       relative. Non è necessario che tale dispositivo sia montato sulle
       parti in cui il riflettore e la lente di diffusione non possono
       essere separati, a condizione che tali parti siano impiegate
       soltanto su veicoli sui quali i proiettori possono essere
       regolati con altri sistemi.
       Se un proiettore che emette un fascio abbagliante e un proiettore
       che emette un fascio anabbagliante, ciascuno munito della propria
       lampada, sono raggruppati per formare un'unità composita, il
       dispositivo di regolazione deve consentire di regolare
       separatamente ciascun sistema ottico nel modo opportuno.
2.2.2. Queste disposizioni non si applicano tuttavia ai complessi di
       proiettori in cui i riflettori sono indivisibili, per i quali
       valgono le prescrizioni di cui al punto 2.3. dei presente
       allegato. Se il fascio principale viene emesso da più di una
       fonte luminosa, si determina il valore massimo di illuminamento
       (Em) utilizzando le fonti combinate.
2.3.   Le parti destinate a fissare la lampada a filamenti al riflettore
       devono essere costruite in modo che, anche al buio, la lampada a
       filamenti possa essere montata senza esitazioni nella posizione
       appropriata.
2.4.   La posizione corretta della lente rispetto al sistema ottico deve
       essere indicata chiaramente; essa deve essere bloccata in modo e
       non ruotare.
2.5.   Per i proiettori destinati sia al la circolazione a destra sia
       alla circolazione a sinistra, l'adeguamento ad un determinato
       senso di circolazione può essere ottenuto mediante un'opportuna
       regolazione iniziale all'atto del montaggio sul veicolo o
       mediante una manovra intenzionale dell'utente. Dette operazioni
       consistono, per esempio, in un determinato bloccaggio angolare
       del gruppo ottico rispetto al veicolo, oppure della lampada
       rispetto al gruppo ottico. In ogni caso devono essere possibili
       soltanto due posizioni angolari differenti, ben definite e
       ciascuna rispondente ad un
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                determinato senso di circolazione (a destra o a sinistra), e deve
                essere reso possibile lo spostamento in una posizione intermedia.
                Se la lampada può occupare due posizioni differenti, le parti
                destinate a fissare la lampada al riflettore devono essere
                progettate e costruite in modo che, in ognuna delle due
                posizioni, la lampada sia fissata con la stessa precisione
                richiesta per i proiettori destinati ad un solo senso di
                circolazione. La verifica della conformità si effettua a vista e,
                se occorre, mediante un montaggio di prova.
2.6.            Per controllare che il funzionamento non provochi variazioni
                eccessive delle prestazioni fotometriche, devono essere
                effettuate prove complementari conformemente a quanto prescritto
                nel l'appendice 3.
3.              PRESCRIZIONI RELATIVE ALL'ILLUMINAMENTO
3.1.            PRESCRIZIONI GENERALI
3.1.1.          I proiettori devono essere costruiti in modo da fornire, con
                lampade HS1 adeguate, una luce non abbagliante e tuttavia
                sufficiente come fascio anabbagliante e un buon illuminamento
                come fascio abbagliante.
3.1.2.          Per verificare l'illuminamento prodotto dal proiettore, si
                utilizza uno schermo disposto verticalmente ad una distanza di
                25 m davanti al proiettore, come indicato nell'appendice 1.
3.1.3.          Per l'esame dei proiettori, si deve utilizzare una lampada
                campione incolore costruita per una tensione nominale di 12 V.
                Durante l'esame del proiettore, la tensione ai morsetti della
                lampada deve essere regolata per le seguenti caratteristiche:
                                   Potenza in watt   Flusso luminoso in lumen
     Filamento anabbagliante           rGr 35                   450
     Fi lamento abbagliante             d2r 35                  700
                 Il proiettore viene accettato se soddisfa le prescrizioni di cui
                al punto 3 almeno con una lampada campione, che può essere
                presentata con il proiettore.
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3.1.4.   Le dimensioni che determinano la posizione dei filamenti
         all'interno della lampada campione a filamenti HS1 figurano
         nell'allegato 4, appendice 19.
3.1.5.   Il bulbo della lampada campione a filamenti deve avere forma e
         qualità ottiche tali per cui le riflessioni o le rifrazioni che
         incidono sfavorevolmente sulla distribuzione luminosa siano
         minime.
3.2.     Prescrizioni relative al fascio anabbaglIante
3.2.1.   Il fascio anabbagliante deve produrre una linea di demarcazione
         sufficientemente netta per consentire una buona regolazione
         mediante la linea stessa. La linea di demarcazione deve essere
         una retta orizzontale dal lato opposto al senso di circolazione
         per il quale é previsto il proiettore; dall'altro lato, la linea
         di demarcazione non deve superare né la linea spezzata HV H1 H4,
         formata da una retta HV H1 che forma un angolo di 45* con
         l'orizzontale e da una retta H1 H4 spostata dell'1% rispetto
         alla retta hh, né la retta HV H3 inclinata di 15'
         sull'orizzontale (vedi appendice 1 ) . In nessun caso è ammessa una
         linea di demarcazione che superi sia la linea HV H2 che la linea
         H2 H4 e che risulti dalla combinazione delle due possibilità
         precedent i.
3.2.2.   Il proiettore deve essere orientato in modo che:
3.2.2.1. per i proiettori destinati alla circolazione a destra, la linea
         di demarcazione nella metà sinistra dello schermo sia
         orizzontale; per i proiettori destinati alla circolazione a
         sinistra, la linea di demarcazione nella metà destra dello
         schermo sia orizzontale. Lo schermo di regolazione deve essere di
         larghezza sufficiente per permettere l'esame della linea di
         demarcazione su un'estensione di almeno 5' da ogni lato della
         Iinea vv;
3.2.2.2. detta parte orizzontale della linea di demarcazione si trovi,
         sullo schermo, 25 cm al di sotto del piano orizzontale che passa
         per il centro focale del proiettore (vedi appendice 1 ) ;
3.2.2.3. il punto estremo della linea di demarcazione si trovi sulla retta
         vv; se il fascio non presenta una demarcazione a "gomito" netto,
         la regolazione laterale deve soddisfare il più possibile i
         requisiti necessari per l'illuminamento rispettivamente nei punti
         75R e 50R per la circolazione a destra, e 75L e 50L per la
         circolazione a sinistra.
3.2.3.   Cosi orientato, il proiettore deve soddisfare le prescrizioni di
         cui ai punti 3.2.5.-3.2.7. e 3.3.
3.2.4.   Qualora un proiettore, orientato nel modo sopraindicato, non
         soddisfi le prescrizioni di cui ai punti 3.2.5-3.2.7 e 3.3., è
         consentito variarne la regolazione purché l'asse del fascio non
         si sposti lateralmente di più di un grado (- 44 cm) verso destra
         o verso sinistra. La tolleranza di orientamento orizzontale di un
         grado verso destra o verso sinistra non é incompatibile con una
         variazione d'orientamento verticale verso l'alto o verso il
         basso, che invece é limitata soltanto
 ---pagebreak---                                       - n-
              dalle prescrizioni di cui al punto 3.3.; la parte orizzontale
              della linea di demarcazione non deve tuttavia superare la linea
              hh. Per facilitare la regolazione mediante la linea di
              demarcazione, é consentito occultare parzialmente il proiettore
              affinché la linea di demarcazione risulti più netta.
3.2.5.        L'illuminamento prodotto sullo schermo dal fascio anabbagliante
              deve soddisfare le prescrizioni della seguente tabella:
           Punti sullo schermo di misura
                            1                               111um i namento
     Proiettori per                  Proiettori per            richiesto,
   circolazione a destra        circolazione a sinistra         in lux
  Punto B           50 L          Punto B        50 R           <   0,3
  Punto             75 R          Punto          75 L           >.  6
  Punto             50 R          Punto          SO L           >.  6
  Punto             25 L          Punto          25 R           >.  1,5
  Punto             25 R          Punto          25 L           >.  1,5
              Qualsiasi punto nella zona Ili                    < 0,7
              Qualsiasi punto nella zona IV                     > 2
              Qualsiasi punto nella zona I                      <. 20
3.2.6.         In nessuna delle zone I, II, Ili e IV, debbono riscontrarsi
              variazioni laterali dannose ad una buona visibilità.
3.2.7.         I proiettori destinati sia alla circolazione a destra sia alia
              circolazione a sinistra devono rispettare, per ognuna delle due
              posizioni di bloccaggio del gruppo ottico o della lampada, le
              prescrizioni sopraindicate per il senso di circolazione
              corrispondente alla posizione di bloccaggio considerata.
3.3.          Prescrizioni relative al fascio abbagliante
3.3.1.        La misurazione dell'illuminamento prodotto sullo schermo dal
              fascio abbagliante si effettua con il proiettore regolato come
              per le misurazioni indicate ai precedenti punti 3.2.5-3.2.7.
3.3.2.        L'illuminamento prodotto sullo schermo dal fascio abbagliante
              deve soddisfare le seguenti prescrizioni:
3.3.2.1        il punto HV d'incrocio delle linee hh e vv deve trovarsi
              all'interno dell'isolux corrispondente al 90% dell'illuminamento
              massimo. Il valore massimo (Em) deve essere di almeno 32 lux.
              Detto valore non dovrà essere superiore a 240 lux;
3.3.2.2.      partendo dal punto HV, orizzontalmente verso destra e verso
              sinistra, I'iIIuminamento deve essere almeno pari a 16 lux fino
              ad una distanza di 1,125 m e a 4 lux fino ad una distanza di 2,25
              m.
 ---pagebreak---                                -w -
3.4.   L'illuminamento sullo schermo, di cui ai punti 3.2.5-3.2.7 e
       3.3., deve essere misurato per mezzo di un fotoricevitore avente
       una superficie efficace compresa in un quadrato di 65 mm di lato.
4.     PROIETTORE CAMPIONE
       Per proiettore campione si intende un proiettore che:
4.1.   soddisfi alle prescrizioni di omologazione sopraindicate;
4.2.   abbia un diametro effettivo non inferiore a 160 mm;
4.3.   fornisca, munito di lampada campione, nei diversi punti e nelle
       diverse zone di cui al punto 3.2.5, valori di illuminamento:
4.3.1. non superiori al 90% dei limiti massimi;
4.3.2. non inferiori al 120% dei limiti minimi, prescritti nella tabella
       del punto 3.2.5.
5.     PRESCRIZIONI PARTICOLARI RIGUARDANTI LA VERIFICA DELLA
       CONFORMITÀ' DELLA PRODUZIONE
5.1.   Per quanto riguarda le prescrizioni fotometriche, la conformità
       dei proiettori della serie non é contestata se, all'atto delle
       prove fotometriche di un qualsiasi proiettore, scelto a caso e
       munito di lampada campione:
       -  nessuno dei valori misurati differisce dai valori prescritti
          di più del 20% in senso sfavorevole. (Per i valori BSOR o L e
           la zona M I , la divergenza massima in senso sfavorevole può
          essere rispettivamente di 0,2 lux (B50R o L) o di 0,3 lux
          (zona M I ) ;
       -  oppure se, per il fascio anabbagliante, i valori prescritti
          sono soddisfatti in HV (con una tolleranza di 0,2 lux) e in
          almeno un punto della regione delimitata sullo schermo di
          misura (a 25 m) da un cerchio di 15 cm di raggio intorno ai
          punti B50R o L (con una tolleranza di 0,1 lux), 75R o L, 50R o
          L, 25R o L e in tutta la regione della zona IV limitata a 22,5
          cm al di sopra della linea 25R e 25L; e se, per il fascio
          abbagliante, con HV situato all'interno dell'isolux 0,75 E
          max, per i valori fotometrici è osservata una tolleranza del
          20%
5.2.   Se I risultati delle prove descritte al precedente punto 3 non
       sono conformi alle prescrizioni, le prove sul proiettore
       contestato vengono ripetute utilizzando un'altra lampada
       campione.
 ---pagebreak---                                             -41 -
                                         APPPENDICE 1
                                      SCHERMO DI MISURA
                                  Fascio europeo unificato
                   Proiettore  oer il senso di circolazione a destra (**
                                        (quote in mm)
                                           V
                      3960                                  3960
                                          +J4
                              2?50                  22SSL
                                          >K
                                   150Q
                                <         M*H                           ..,..:•.(
                                      500^
                                                                                           ooe
                                                                                  ^5>
                                                                                  Iinea di
                                                                                  demarcazione
                                                               fiii!iii^i!lyi:ili;: i: "
h-h: traccia del piano orizzontale            ) che passa per il centro focale
v-v: traccia del piano verticale              ) del proiettore
     (*)   Lo schermo di misura per la circolazione a sinistra é simmetrico rispetto
           alla linea V-V dello schema del presente allegato.
 ---pagebreak---                                       -  JQO-
                                   APPENDICE 2
              PROVE DI STABILITA* DELLE PRESTAZIONI FOTOMETRICHE
                            DEI PROIETTORI IN FUNZIONE
La conformità alle prescrizioni di queste modifiche non è un criterio
sufficiente per l'omologazione dei proiettori muniti di lenti di plastica.
PROVE DEI PROIETTORI COMPLETI
Dopo aver eseguito le misurazioni fotometriche in conformità con quanto
prescritto nel presente allegato, ai punti Emax per il fascio abbagliante e HV,
50 R, B 50 L per il fascio anabbagliante (oppure HV, 50 L, 50 R per I
proiettori destinati alla circolazione a sinistra), un campione del proiettore
completo deve essere sottoposto ad una prova di stabilità delle prestazioni
fotometriche in funzione. Per "proiettore completo", s'intende il complesso del
proiettore stesso, comprese le parti di carrozzeria e le luci vicine che
possono incidere sulla sua dissipazione termica.
1.            PROVA DI STABILITA* DELLE PRESTAZIONI FOTOMETRICHE
              Le prove devono essere eseguite in atmosfera asciutta e calma, ad
              una temperatura ambiente di 23*C + S'C, con il proiettore
              completo fissato su un supporto che rappresenta il corretto
              montaggio sul veicolo.
1.1.          Proiettore puI ito
              Il proiettore deve rimanere acceso per dodici ore come indicato
              al punto 1.1.1 e deve essere controllato come prescritto al punto
              1.1.2.
1.1.1.        Prova
               Il proiettore deve rimanere acceso per il periodo prescritto:
1.1.1.1.      a)   i) -  se deve essere omologata una sola fonte luminosa
                         (fascio abbagliante o f-c), il filamento corrispondente
                         viene acceso per il periodo prescritto;
                  li) -  se II proiettore sottoposto alle prove è raggruppato o
                         reciprocamente incorporato con le luci di posizione,
                         queste ultime devono essere accese per la durata della
                         prova. Se si tratta di un indicatore di direzione,
                         questo deve essere acceso e lampeggiare secondo tempi
                         di accensione e spegnimento ali'incirca uguali;
 ---pagebreak---                                    - >fo*-
         b) nel caso di un proiettore anabbagliante e di un proiettore
            abbagliante reciprocamente incorporati (lampada a due
            filamenti o due lampade a filamenti):
              i) -    se iI richiedente precisa che il proiettore é destinato
                      ad essere utilizzato con un solo filamento acceso, la
                      prova deve essere eseguita in conseguenza e ciascuna
                      delle fonti luminose specificate rimane accesa durante
                      la metà del tempo indicato al punto 1.1;
             M) -     se due filamenti si accendono simultaneamente quanto il
                      proiettore è impiegato come avvertitore luminoso,
                      questa funzione non deve essere considerata come un
                      impiego simultaneo normale dei due filamenti;
                  -   in tutti gli altri casi, il proiettore deve essere
                      sottoposto al ciclo seguente, per un periodo uguale
                      alla durata prescritta:
                      15 minuti, filamento del fascio anabbagliante acceso,
                       5 minuti, tutti i filamenti accesi;
         e) in caso di fonti luminose raggruppate, tutte le fonti singole
            devono essere accese simultaneamente per la durata prescritta
            per le fonti luminose singole, a) tenuto anche conto
            dell'impiego delle fonti luminose reciprocamente incorporate,
            b) secondo le istruzioni del fabbricante.
1.1.1.2. Tensione di prova
         La tensione deve essere regolata in modo da fornire II 9 0 % della
         potenza massima specificata nell'allegato 4, appendici 19 e 20,
         per le lampade a filamenti della categoria HS.
1.1.2.   Risultati della prova
1.1.2.1. Ispezione visiva
         Quando la temperatura del proiettore é stabilizzata alla
         temperatura ambiente, si pulisce la lente del proiettore e
         l'eventuale lente esterna con uno straccio di cotone pulito e
         i num i d i to.
         Si procede quindi ad un esame visivo; non si devono constatare
         distorsioni, deformazioni, incrinature o cambiamenti di colore
         della lente del proiettore o dell'eventuale lente esterna.
 ---pagebreak---                                  -  <1c2-
1.1.2.2.  Prova fotometrica
          Conformemente aile prescrizioni del presente allegato, si
          controllano i valori fotometrici nei seguenti punti:
          Fascio anabbagliante:
          5 R - B 50 L - HV per i proiettori destinati alla circolazione a
          destra,
          50 L - B 50 R - HV per i proiettori destinati alla circolazione a
          sinistra.
          Fascio abbagliante:
          Punto di Emax
          Si può procedere ad un'altra regolazione per tener conto di
          eventuali deformazioni del supporto del proiettore dovute al
          calore (per lo spostamento della linea di demarcazione, vedi
          punto 2 ) .
          Tra le caratteristiche fotometriche ed i valori misurati prima
          della prova é tollerata una differenza del 10%, comprese le
          tolleranze dovute alla procedura di misurazione fotometrica.
1.2.     . Proiettore sporco
          Dopo essere stato sottoposto alla prova prescritta al precedente
          punto 1.1., il proiettore é preparato nel modo descritto al punto
          1.2.1. ed acceso per un'ora come disposto al punto 1.1.1.» ed in
          seguito verificato come prescritto al punto 1.1.2.
1.2.1.    Preparazione del proiettore
1.2.1.1.  Miscela di prova
          La miscela di acqua e di inquinante da applicare sul proiettore è
          costituita da nove parti (in peso) di sabbia silicea di
          granulometria compresa tra 0 e 100 um, da una parte (in peso) di
          polveri di carbone vegetale di granulometria compresa tra 0 e 100
          um, da 0,2 parti (in peso) di NaCMC e da una quantità adeguata di
          acqua distillata di conduttività inferiore a 1 mS/m.
          La miscela non deve essere stata preparata da più di 15 giorni.
1.2.1.2.  Applicazione della miscela di prova sul proiettore
          La miscela di prova viene applicata uniformemente su tutta la
          superficie di uscita della luce del proiettore e poi lasciata
          asciugare. L'operazione viene ripetuta sino a quando
          I'iIluminamento sia del 15-20% inferiore ai valori misurati per
          ciascuno dei punti che seguono, alle condizioni descritte nella
          presente appendice:
 ---pagebreak---                                  -  Jo3>-
         Emax  abbagliante per un proiettore anabbagliante-abbagliante,
         Emax  abbagliante per un proiettore unicamente abbagliante,
         50 R  e 50 V per un proiettore unicamente abbagliante destinato
         alla  circolazione a destra,
         50 L  e SO V per un proiettore unicamente anabbagliante destinato
         alla  circolazione a sinistra.
1.2.1.3. Apparecchiatura di misura
         L'apparecchiatura di misura deve essere equivalente a quella
         utilizzata per le prove di omologazione dei proiettori. Per la
         verifica fotometrica, deve essere impiegata una lampada campione
         a fi lamenti.
2.       VERIFICA DELLO SPOSTAMENTO VERTICALE DELLA LINEA DI DEMARCAZIONE
         SOTTO L'EFFETTO DEL CALORE
         Si tratta di verificare che lo spostamento verticale, dovuto al
         calore, della linea di demarcazione di un proiettore
         anabbagliante acceso non superi il valore prescritto.
         Dopo aver proceduto alle prove descritte al punto 1, il
         proiettore viene sottoposto alla prova descritta al punto 2.1
         senza essere smontato dal suo supporto o regolato nuovamente
         rispetto ad esso.
2.1.     Prova
         La prova deve essere eseguita in atmosfera asciutta e calma, ad
         una temperatura di 23*C + 5'C.
         Un proiettore munito di una lampada a filamenti di serie usata
         per almeno un'ora viene acceso in posizione fascio anabbagliante
         senza essere smontato dal suo supporto né regolato rispetto ad
         esso. (Ai fini di questa prova, la tensione deve essere regolata
         come prescritto al punto 1.1.2.). La posizione della parte
         orizzontale della linea di demarcazione (tra vv e la verticale
         che passa per il punto B 50 L per I proiettori destinati alla
         circolazione a destra, o per il punto B SO R per quelli destinati
         alla circolazione a sinistra) é verificata tre minuti (r3) e 60
         minuti (r60) dopo l'accensione.
         Lo spostamento della linea di demarcazione sopradescritto deve
         essere misurato con qualsiasi metodo che offra una precisione
         sufficiente e risultati riproducibili.
2.2.     Risultati della prova
2.2.1.    Il risultato espresso in milliradian (mrad) viene accettato per
         un proiettore anabbagliante soltanto se il valore assoluto A RI
         - I R3 - r60 I registrato sul proiettore non é superiore a 1,0
         mrad ( A r i <. 1,0 mrad).
 ---pagebreak---                               _ AOLj __
2.2.2. Se, tuttavia, questo valore é superiore a 1,0 mrad ma inferiore o
       uguale a 1,5 mrad (1,0 mrad < £ ri < 1,5 mrad), un secondo
       proiettore é sottoposto alla prova come predisposto al punto 2.1,
       dopo essere stato sottoposto per tre volte consecutive al ciclo
       sottoindicato, al fine di stabilizzare la posizione delle parti
       meccaniche dei proiettore su un supporto rappresentativo del suo
       montaggio sul veicolo:
       proiettore anabbagliante acceso per un'ora (la tensione di
       alimentazione è regolata come al punto 1.1.1.2.),
       proiettore anabbagliante spento per un'ora.
       Il tipo di proiettore viene accettato se la media dei valori
       assoluti A ri misurata sul primo campione e A rll misurata sul
       secondo campione é inferiore o uguale a 1,0 mrad.
                        A ri1-+JT A rii <.
                                         ' 1,0. mrad)
                                                   ..
 ---pagebreak---                                             - /tor -
                                         APPENDICE 3
                                      SCHEDA INFORMATIVA
                             CONCERNENTE UN TIPO DI PROIETTORE
                       MUNITO DI LAMPADE ALOGENE E CHE EMETTE
            UN FASCIO ANABBAGLIANTE ASIMMETRICO ED UN FASCIO ABBAGLIANTE
                   DESTINATO Al VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
            (da unire alla domanda di omologazione qualora sia presentata
             indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
      N. di ordine (attribuito dal richiedente):
La domanda di omologazione concernente un tipo di proiettore destinato ai
veicoli a motore a due o a tre ruote deve essere accompagnata dalle seguenti
informazioni:
- lettera A, punti da 8.1 a 8.4
1. Marchio di fabbrica o commerciale:
2. Nome e i nd i rI zzo de I fabbr icante:
3. N o m e e Indirizzo del l'eventuale mandatario del fabbricante:
4. Tipo e caratteristiche del proiettore presentato all'omologazione: (MBH;
    MBH/; MBH; MBH; MBH/; MBH/
             - V X  C     S.   *  v
              "  x. /      7   \  /
5. Il filamento del proiettore anabbagliante può/non può**) essere acceso
    contemporaneamente ai filamenti del proiettore abbagliante e/o un altro
    proiettore reciprocamente incorporato.
6. Illuminamento massimo (in lux) del fascio abbagliante a 25 m del proiettore
    (med i a d i due pro i et tor i):
(*)   Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                        -j*C -
                                    APPENDICE 4
                            Indicazione dell'amministrazione
                            CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                         CONCERNENTE UN TIPO DI PROIETTORE
                      MUNITO DI LAMPADE ALOGENE E CHE EMETTE
           UN FASCIO ANABBAGLIANTE ASIMMETRICO ED UN FASCIO ABBAGLIANTE
                 DESTINATO Al VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
                                      MODELLO
  Verbale N               del servizio tecnico          in data
N. di omologazione                                    N. di estensione
1. Marchio di fabbrica o commerciale del proiettore:
2. Tipo di proiettore:
3. Nome e indirizzo del fabbricante:
4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
5. Proiettore presentato alla prova il ...
6. L'omologazione é concessa/rifiutata (*)
7. Luogo :
8. Data:
9. Firma:
 ---pagebreak---                    - Jtù\ -
                 ALLEGATO IV
   LAMPADE AD INCANDESCENZA DESTINATE ALLE
               LUCI OMOLOGATE
DEI CICLOMOTORI, DEI MOTOCICLI E DEI TRICICLI
 ---pagebreak---                                         -   A&-
                                                                         R2/1
                                     APPENDICE 1
                             LAMPADE DELLA CATEGORIA R2
                 )2 D&X               *50 IlAX            Anabbagliante
                                                              Anabbagliante
Attacco P45t-41
                                                Abbagliante
                                                              Massa
                                         Piano di rif. 2
                                         Piano di rif. 1
         Nel disegno sono riportate soltanto le dimensioni esterne e quelle che
         incidono sull'intercambiabilità, che sono tassative.
         L'asse di riferimento é la perpendicolare al piano di riferimento 1 che
         passa nel punto d'incrocio di questo piano con il cilindro di centraggio
         corrispondente.
         La struttura interna e le dimensioni corrispondenti sono indicate nei
         fogli R2/2 e R2/3.
         Nessuna parte dell'attacco deve, per riflessione della luce emessa dal
         filamento anabbagliante, inviare un raggio parassita ascendente quando
         la lampada é in posizione normale di funzionamento del veicolo.
         Il bulbo deve essere incolore.
 ---pagebreak---                                      ->M -
                                                                     R2/2
                                Elementi interni
Leggenda
I     Asse della lampada.
II    Asse del filamento anabbagliante.
MI    Piano passante per l'asse di riferimento della lampada e perpendicolare
      al piano mediano dell'aletta di orientamento del piano di riferimento 1
IV    Asse del filamento abbagliante.
V     Spira estrema del filamento abbagliante.
VI    Prima spira brillante del filamento anabbagl!ante.
VII    II piano passante per l'asse del filamento abbagliante può non essere
      parallelo né al piano h-h né al piano z-z.
Vili Distanza "e" dal piano di riferimento.
      Nota: il disegno non é tassativo per quanto riguarda i particolari  dello
      scodellino e dei filamenti.
 ---pagebreak---                                          -sMo-
                                                                     R2/3
                                    Elementi interni
                 Dimensioni             Tolleranze in mm o in grodi
               (mm o gradi)
                     (1)
                                          Lampada       Lampada
                                             di       campione ad
                                           serie      incandescenza
           a              0.6            ± 0.35          ± 0.15
           b              0.2            ± 0.35          ± 0.15
           e              0.5            ± 0.30          ± 0.15
           d              0              ± 0.5           ± 0.3
                              (2)
           e             28.5            ± 0.35          ± 0.15
                              (3)
           f              1.8            ± 0.4           ± 0.2
           <J             0              ± 0.5           ± 0.3
            le            5.5            ± 1.5           ± 0.5
          0               0'             ± f   30'       ± 0* 30*
          *              15*             ± 1« 30'        ± 0' 30'
         cV4)             3/4(1c+f)
(1) Per il metodo di misurazione, vedi pubblicazione CEI N          [in
    preparazione].
(2) 28,8 per le lampade da 24 V.
(3)  2,2 per le lampade da 24 V.
(4) Il valore fissato per la quota Q-Q' si applica esclusivamente alla
    lampada campione ad incandescenza che viene impiegata per la prova di
    omologazione di un proiettore; le dimensioni dello scodellino devono
    essere tali che i punti Q' si trovino all'interno dello scodellino
    stesso.
 ---pagebreak---                                            -J44 -
                                                                      H3/2
                                        APPENDICE 2
                                LAMPADE DELLA CATEGORIA H3
                                                            Dimensioni   in millimetri
  Definizione: Centro della flangia                   Dimensioni del filamento e
                                                      tolleranze per lampada campione-
                                                      vedi foglio H3/3
         Asse di riferimento?/
                      x      "                                       Centro del filamento
                                                  Vista B
 Vista dall'alto
                                                                     f
    Centro de M a
    fIang i a
 Definizione della linea Z-Z
Vista dal l'alto               Punto di
                                                   Vista A : misurare h2
                                                   Vista B : misurare k.
                                                   Vista C : misurare t\A
     (*)    L'attacco deve essere avvitato nel la direzione indicata
 ---pagebreak---                                    -^<2    -
                                                                          H3/3
      Dimensioni   n mm               Lampada di serie    Lampada campio-
                                                          ne a incendese.
                                      6 V     12 V   24 V
              •   (7)                        18.0  (5)         18.0
              f   (7)               3,0min      4,0 min      5.0 ± 0.5
              k                                               0 ± 0.20
              hi
                                                            0 ± 0.15 (6)
              h3
                                               (5)
              h2
                                                            0 ± 0.25 <«)
              h4
           Attacco FK 22s secondo pubbl. CEI 61 (foglio   7004-47-2)
                 CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
                      Volt             6       12     24        12
    Valori
    nominali
                      Watt                55          70        55
Tensione di prova     Volt            6.3     13.2   28,0
                                     max.     max.   max.       max.
                      Watt            63       68     84    68 a 13.2 V
    Valori
    normal 1          Flusso         1 050 1 450 1 750
                       luminoso Im
                         ± X                   15
Flusso luminoso di riferimento per prova dei proiettori^ 100 Im a 12V
                                                             circa.
                                                                               17
 ---pagebreak---                                   - Mi -
                                                                  H3/4
(1) La deformazione del bulbo dal lato dell'attacco non deve essere visibile
    in qualsiasi direzione esterna all'angolo di occultamento di 80' max.
    Gli schermi non devono rinviare immagini parassite. L'angolo tra l'asse
    di riferimento e il piano di ciascuno schermo, misurato dal lato bulbo,
    non deve essere superiore a 90*.
(2) La deviazione ammissibile del centro della flangia rispetto all'asse di
    riferimento é di 0,5 mm nella direzione perpendicolare alla linea Z-Z e
    di 0,05 mm nella direzione parai loia alla linea Z-Z.
(3) Lunghezza minima al di sopra dell'altezza del centro luminoso  ("e")
    sulla quale il bulbo deve essere cilindrico.
(4) Qualsiasi parte della molla o qualsiasi elemento del portalampada devono
    appoggiarsi unicamente sulla flangia "pre-focus" all'esterno delle linee
    spezzate.
(5) Queste dimensioni delle lampade di serie sono controllate da un "Box
    System", foglio H3/5, figura che segue.
(6) Per le lampade campione, i punti da misurare sono quelli in cui la
    proiezione della parte esterna delle spire terminali interseca asse del
    fi lamento.
(7) La posizione della prima e dell'ultima spira del filamento é definita
    dall'intersezione della faccia esterna della prima e dell'ultima spira
    luminosa con il piano parallelo ai piano di riferimento che si trova ad
    una distanza di 18,0 mm. (Per i filamenti bispirali sono allo studio
    ulteriori istruzioni).
 ---pagebreak---                                       ->m -
                                                                       H3/5
Prescrizioni relative allo schermo di controllo
Questa prova consente di determinare se una lampada soddisfa i requisiti
controllando che il filamento sia montato correttamente rispetto all'asse di
riferimento e al piano di riferimento.
                                               dimensioni in mi 11imetris
       Viste A e C                                Vista B
                                ^  r   ,
                             del piano di riferimento
                               a          e        k         g
                    6 V                                     2,0
                  12 V        1,8d       1,6d               2,8
                                                  }-°
                  24 V                                      2,9
d - diametro del filamento
                  Il filamento deve trovarsi  interamente all'interno dei limiti
                   indicati.
                   Il centro del filamento deve trovarsi all'Interno della
                  dimensione k.
 ---pagebreak---                                             -m -
                                                                                  H4/1
                                         APPENDICE 3
                                LAMPADE DELLA CATEGORIA H4
                                          Asse del bulbo
                                                                          Anabbagliante
Attacco
         POt-3S I                                                           /Abbagl iante
                  Piano di riferimento
  (Dimensioni in mm)i                                                  Asse di
                                                Bulbo incolorè\o. riferimento
                                                di colore giallo
                                                selettivo
    I disegni non sono tassativi: essi servono unicamente per indicare le
   dimensioni da controllare.
                      Riferimento      Dimensioni         Toi leronza
                                      12 V       24 V    12 V       24 V
                                                        + 0.45
                         e           28.5       29.0    - 0.25     ± 0.35
                         P           28.95      29.25     -          -
                         m
                              (D       max. 60.0 .              -
                         n
                              (D       max. 34.5                -
                              (2)
                         s                 45.0                 -
                             (5)
                        (X             max. 40»                 -
 ---pagebreak---                                           - AU -
                                                                                   HA/2
                                   Caratteristiche
                                            Lampada di serie         Lampada camp,
                                                                    a incandescenza
       Valori             Volt           «(4>               uW            12W
       nominali
                          Watt       60        55       75      70     60      55
       Tensione di prova Volt           13.2               28
       Valori             Watt     max.     max.      max.    max.  max. 75 max. 68
       normali                      75        68       85      80   a 13.2V a 13,2V
                          Flusso
                         luminoso  1 650     1 000    1 900   1 200
                            Im
                             ± %                   15
       Flusso luminoso di misura
       per le misurazioni confor-
       memente al punto 3.8 del      -         750      -       800
       presente regolamento
                             Im
       Flusso luminoso di riferimento a 12 volt circa      Im        1 250     750
       P43t-38 secondo pubblicazione CEI 61 (foglio 7004 - 39 - 2)
(1) Se viene impiegato un bulbo esterno di colore giallo, "m" e M n N indicano
    le dimensioni massime di tale bulbo. Se non vi é un bulbo esterno, "m"
    indica la lunghezza massima della lampada.
(2) La lampada deve poter essere inserita all'interno di un cilindro di
    diametro "s" concentrico all'asse di riferimento e limitato, a d u n a
    delle sue estremità, da un piano parallelo al piano di riferimento ad
    una distanza di 20 mm da questo e, all'altra estremità, da una semisfera
    di raggio s/2.
(3) L'annerimento    deve estendersi fino alla parte cilindrica del bulbo e,
    inoltre, deve    sovrapporsi allo scodellino interno quando esso é visto in
    una direzione    perpendicolare all'asse di riferimento. L'effetto
    ricercato per    mezzo dell'annerimento può essere ottenuto anche con altri
    sistemi.
(4) I valori indicati nella colonna di sinistra riguardano il fascio
    abbagliante; quelli indicati nella colonna di destra riguardano il
    fascio anabbagliante.
 ---pagebreak---                                            -4<\ -
                                                                          H4/3
                          Posizione dello scodellino schermo (*)
    OH
Asse di riferimento
                            Asse di riferimento 2/
                        Y
        775    M disegno non é tassativo per quanto riguarda la forma dello scodellino
               schermo.
         (*•) 30,0 per il tipo da 24 volt.
 ---pagebreak---                                      _ Ait _
                                                                    HA/A
                          Posizione dei filamenti (*)
 0^H%=
       Asse di riferimento 2/
Asse del filamento abbagliante
            Asse del filamento anabbagliante
Dimensioni in mm
(*)   Il disegno non è tassativo per quanto riguarda la forma dello scodellino
      schermo.
(**) Per le lampade da 24 V - 30,0 mm.
 ---pagebreak---                                         -   Hi-
                                                                        H4/5
Spiegazioni supplementari per i fogli H4/3 e H4/4 delle pagine precedenti
               Le dimensioni sottoindicate sono misurate in tre direzioni:
1     per le dimensioni a, b-|, e, d, e, f, IR e lç.
2     per le dimensioni g, h, p e q
3     per le dimensioni b 2
      Le dimensioni p e q sono misurate in un piano parallelo al piano di
      riferimento, a 33 mm da quest'ultimo.
      Le dimensioni b 1 , b 2 . e e h sono misurate in piani paralleli al
      piano di riferimento a distanza di 29,5 mm (30,0 mm per il tipo 24
      volt), a 33 mm da quest'ultimo.
      Le dimensioni a e g sono misurate in piani paralleli al piano di
      riferimento, a 26,0 e a 23,5 mm.
Nota :    Per il metodo di misura, vedi pubblicazione CEI n. 809.
 ---pagebreak---                                           - AZo-
                                                                               H4/6
              Tabella delle dimensioni indicate sulle figure
                        dei fogli H4/3 e H4/4 (in mm)
                                                          Toi le ronza
                                    JVti
                                                   Lampada          Lampada
                                                  di serie        campione a
                                                                 incandescenza
   Volt 12         24       12           24      12       24           12
    a/26 •                       0.8               ± 0.35            ± 0.2
    a/23,5 *                     0.8               ± 0,60            ± 0.2
    bi/29,5*     30,0*           0                 ± 0.35            ± 0.2
           •                    e*          •»
    bì/33                b1/29.5mv   30,0mv        ± 0.35            ± 0.15
    b2/29.5       30.0           0                 * 0.35            ± 0.2
            •
    02/33                b2/29.5mv 30.0mv          ± 0.35            ± 0.15
            •         e
    C29.5         30.0      0.6          0.75      ± 0,35            ± 0.2
           •
    c/33                 c/29,5mv    30.0mv        ± 0.35            ± 0.15
    d                       min. 0,1                  -                -
       (7)                 28.5        29,0    4 0.45                4 0.2
                                               - 0,25   ± 0.35       - 0.0
    e
    f   (5) (6) (8)         1.7          2.0   4 0.50                4 0.3
                                               - 0.30   ± 0.40       - 0.1
    g/26 *                       0                 ± 0.5             ± 0.3
    g/23.5                       0                 ± 0.7             ± 0.3
    h/29.5        30.0           0                 ± 0.5             ± 0.3
          •                     ••          ••
    h/33                 h/29,5mv 30,0mv           ± 0,35            ± 0.2
     ,    (5) (8)
     IR                     4.5        5,25        ± 0.8             ± 0.4
     ,    (5) (6)
                            5.5        5.25        ± 0.8             ± 0.35
     •c
    p/33*                dipende dal la for-         -                 -
                        ma dello scodellino
    0733*                     p + q                ± 0.6             ± 0.3
                                  2
Dimensioni da misurare alla distanza del piano di riferimento indicata,
in mm, dopo la barra.
"./29,5mv" o "30,0mvM significa il valore misurato alla distanza di 29,5
mm o di 30,0 mm.dal piano di riferimento.
 ---pagebreak---                                   -  4U-
                                                                   H4/7
(5) Le spire estreme dei filamenti sono definite come la prima e l'ultima
    spira luminosa regolarmente spiralate, vale a dire che formano l'angolo
    di avvolgimento corretto. Nel caso di un filamento bìspirale, le spire
    sono definite dall'inviluppo delie spire primarie.
(6) Per il filamento anabbagliante, i punti da misurare sono le
    intersezioni, viste nella direzione (r) , del bordo laterale dello
    scodellino con la parte esterna delle spire estreme definite nella nota
    5.
(7) "e" indica la distanza dal piano di riferimento all'inizio del filamento
    anabbagliante sopradescritto.
(8) Per il filamento abbagliante, i punti da misurare sono le intersezioni,
    viste dalia direzione (T), di un piano parallelo al piano HH e situato
    ad una distanza di 0,8 mm al di sotto di quest'ultimo, con la parte
    esterna delle spire estreme definite nella nota 5.
(9) L'asse di riferimento é la linea perpendicolare al piano di riferimento
    che passa per il centro del cerchio di diametro "H" (vedi H4/1).
10) Il piano W è il piano perpendicolare al piano di riferimento che passa
    per l'asse di riferimento e per il punto d'intersezione del cerchio di
    diametro "M" e della linea mediana della linguetta di riferimento.
11) Il piano HH é iI piano perpendicolare al piano di riferimento e al piano
    W , che passa per l'asse di riferimento.
 ---pagebreak---                                     -4ZI-
                                                                        P21W/1
                                 APPENDICE 4
                       LAMPADE DELLA CATEGORIA P21W
                                        Asse di
                                        riferimento
       Piano di r ifer imento
    Pimenti oni                Lampada di serie        Lampada campione
                                                       a incandescenza
                            min.      nom.      max.
       e                               3,J3)              31.8 ± 0.3
                                                  7.0      7.0 - 0
       f                                                       - 2
      e                       75'       90'      105»      90* ± 5*
                       (i)
  Devi ozi one laterale                           (3)    0.3 max.
                                                                (2)
Attacco BA 15s secondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 11A - 6)
           CARATTERISTICHE ELETTRICHE E F0TOCTRICHE
 Valori             Volt      6        12        24           12
 nominali
                    Watt               21                     21
Tensione di prova Volt        6.75     13.5      28.0
              Watt           26        25        28      25 a 13.5 V
Valori            ± %                   6                      6
normal I
              Flusso                  460
              luminoso
                 Im
                  ± X                  15
 Flusso luminoso di riferimento: 460 Im a 3,5 V circa
 ---pagebreak---                                   -4X1-
(1) Deviazione laterale massima dal centro del filamento rispetto a due
    piani reciprocamente perpendicolari comprendenti l'asse di riferimento
    dell'attacco, ove uno dei piani comprende l'asse dei nasi.
(2) Le lampade ad attacco BA 15d possono essere impiegate per scopi
    speciali; le dimensioni sono le medesime.
(3) Sono controllate da un "Box System", foglio P 25-1/2.
 ---pagebreak---                                      - 42* -
                                                                             P21W/2
Prescrizioni relative allo schermo di controllo
Questa prova consente di determinare se una lampada soddisfa i requisiti
controllando che il filamento sia montato correttamente rispetto all'asse di
riferimento e al piano di riferimento e ad un asse perpendicolare, a ± 15'
circa, al piano che passa per il centro dei nasi e per l'asse di riferimento,
                                                            Dimensioni In millimetri
Vista              Asse di       Vista frontale                Asse di
laterale        riferimento                                    r ifer imento
                                                    k     k
                                                 •      /    .
                                                      V
             I       o o
  I                  e •-
                     ro e
  i          !       — 0)
             i       a
                     © ©
                         E
             b
       >__^_———      CO v.
          riferimento        a          b             h               k
          dimensioni        3.5        5.0         9,0               1.0
Metodo di prova e prescrizioni
 1     La lampada viene montata in un porta lampade che può ruotare intorno al
       proprio asse, munito di quadrante graduato oppure di arresto fisso
       corrispondente ai limiti tollerati dello spostamento angolare, vale a
       dire ± 15*. Il portalampade viene quindi ruotato in modo che sullo
       schermo su cui viene proiettata l'immagine del filamento si ottenga una
       vista dell'estremità del filamento.
       La vista dell'estremità del filamento deve essere ottenuta nel limiti
       tollerati dello spostamento angolare (± 15').
 2     Vista laterale.
       La lampada viene montata con l'attacco verso il basso e con l'asse di
       riferimento verticale, il filamento é visto dall'estremità: la
       proiezione del filamento deve trovarsi interamente all'interno di un
       rettangolo di altezza "a" e di larghezza "b", il cui centro si trova
       nella posizione teorica del centro del filamento.
 ---pagebreak---                                    - 415 -
3   Vista frontale
    La lampada viene montata con l'attacco verso il basso e con l'asse di
    riferimento verticale ed è vista in una direzione perpendicolare
    all'asse del filamento:
3.1 la proiezione del filamento deve trovarsi interamente all'interno di un
    rettangolo di altezza "a" e larghezza "h", centrato sulla posizione
    teorica del centro del filamento;
3.2 II centro del filamento non deve scostarsi dall'asse di riferimento di
    una distanza superiore a M k".
 ---pagebreak---                                              - 4U -
                                                                                          P21/5W/1
                             LAMPADE DELLA CATEGORIA P21/5W
                                                                     a ) Filamento principale
                                                                     b) Filamento ausiliario
                                       Lampoda di serie                  Lampada campione
    r t i M A M .. :~-i                                                          a
         in mm                                                            incandescenza
                                min.         nom.         max.
          e                                  31.8
                                                  (D                       31.8 ± 0.3
           f                                               7.0
                                                               (D                - 0
                                                                            7.0 - 2
                                                               (1)          n  , max( 2 )
Deviazione laterale                                                         0,3
                                                  (1)
        ». y                                                                2.8 ± 0.3
             fi                  T.- 0 »      90'         105. ( 1 )          90 ± 5*
  Attacco BAY15d secondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 11B - 5)
    CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
                                                              (3)
 Valori            Volt           6           12           24                   12
 normalf
                   Watt        21       5   21      5    21       5            21/5
 Tensione
 di prova Volt                   6.75        13.5         28.0
                   Watt        26       6   25      6    28     10      25 e 6 a 13.5 V
 Valori
                        ± %     6     10     6     10     6     10          6 e 10
 normal 1
                   Flusso     440 . 35     440     35   440     40
                    luninoso
                     Im
                        ± X    15     20    15     20    15     20
 Flusso luminoso di riferimento: 440 Im e 35 Im a 13.5 V circa
 ---pagebreak---                                   - 411-
(1) Queste dimensioni devono essere controllate da un "Box System" (fogli P
    25-2/2, P 25-2/3) basato sulle dimensioni e sulle tolleranze sopra
    indicate, x e y si riferiscono all'asse del filamento principale e non a
    quello della lampada (P 25-2/2). E' allo studio una definizione più
    precisa della posizione dei filamenti e del complesso attacco-
    portalampada.
(2) Deviazione laterale massima del centro del filamento principale rispetto
    a due piani reciprocamente perpendicolari comprendenti l'asse di
    riferimento, ove uno dei piani comprende l'asse dei nasi.
(3) La lampada da 24 V non è consigliata per le future realizzazioni.
 ---pagebreak---                                          -Alt -
                                                                         P21/5W/2
Prescrizioni relative allo schermo di controlio
Questa prova consente di determinare se una lampada soddisfa i requisiti
controllando che:
  (a) il filamento principale sia montato correttamente rispetto all'asse di
      riferimento e al piano di riferimento e ad un asse perpendicolare, a ±
      15' circa, ai piano che passa per il centro dei nasi e per l'asse di
      riferimento;
  (b) il filamento ausiliario sia montato correttamente rispetto al filamento
      principale.
Metodo di prova e prescrizioni
1     La lampada viene montata in un portalampada che può ruotare intorno al
      proprio asse, munito di un quadrante graduato oppure di arresto fisso
      corrispondente ai limiti tollerati del lo spostamento angolare, vale a
      dire ± 1 5 * . Il por ta lampade viene quindi ruotato in modo che sullo
      schermo su cui viene proiettata I'immagine del filamento si ottenga una
      vista dell'estremità del filamento principale. Questa vista deve essere
      ottenuta nei limiti tollerati dello spostamento angolare (± 15*).
2     Vista laterale
      La lampada viene montata con l'attacco verso il basso e con l'asse di
      riferimento verticale, il naso di riferimento è situato a destra e il
      filamento principale e visto dall'estremità:
2.1    la proiezione del filamento principale deve trovarsi interamente
      all'interno di un rettangolo di altezza "a" e di larghezza "b" il cui
      centro si trova nella posizione teorica del centro del filamento.
2.2   La proiezione del filamento ausiliario deve trovarsi interamente:
2.2.1 all'interno di un rettangolo di larghezza "e" e di altezza "d" il cui
      centro si trova alla distanza "v" a destra e "u" al di sopra della
      posizione teorica del centro del filamento principale;
2.2.2 ai di sopra di una linea retta tangente ai bordo superiore della
      proiezione del filamento principale e ascendente da sinistra verso
      destra seguendo un angolo di 25'-,
2.2.3 a destra della proiezione del filamento principale.
3     Vista frontale
      La lampada viene montata con l'attacco verso il basso e con l'asse di
      riferimento verticale ed è vista seguendo una direzione perpendicolare
      all'asse del filamento principale:
3.1    la proiezione del filamento principale deve trovarsi interamente
      all'interno di un rettangolo di altezza "a" e di larghezza "h", centrato
      sulla posizione teorica del centro del filamento;
3.2    il centro del filamento principale non deve scostarsi dall'asse di
      riferimento di una distanza superiore a "k";
3.3    il centro del filamento ausiliario non deve scostarsi dall'asse di
      riferimento di oltre ± 2 mm (± 0,4 mm per le lampade campione).
 ---pagebreak---                                             - /fi4 -
                                                                                  P21/5W/3
                                                                  Dimensioni     in millimetri
Vista laterale
                                                                      Fi lamento ausi M a r i o
                             Asse di      «
                             rifeTTmêntô"*
             o o
             C •"
             CO e  t
             — ©   »
             a E
             CO «-                                         ; Filamento principale
             o -a
                     Riferimento        a         b    e      d     u      V
                     Dimensioni        3.5      3.0      4.8          2.8
   Vista frontale
                            Asse di riferimento
                                                    t                         o
                                                                              ta
                                                                              —
                                                                                  o'
                                                                              e +•*
                                                                                  e
                                                                                  ©
                                                                              a E
                                                                              © ©
                                                    j.                        co
                                                                              co -a
                     Riferimento             a             h            k
                     Dimensioni             3.5          9.0           1.0
 ---pagebreak---                                             - Alt   -
                                                                                 R5W/1
                                         APPENDICE 5
                                LAMPADE DELLA CATEGORIA R5W
Plano di riferimento?
                       H
              Dimensioni                     Lampada            Lampada campione
                                            di serie            a incandescenza
                                         min.     nom.   max.
              e                          17.5     19.0   20.5    19.0 ±.0.3
                              (2)
          Deviazione laterale                             1.5    0.3 max.
              fi                          60*      90'   120*    90* ± 5*
                                                                           (1)
            Attacco   BA15s secondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 11A - 6)
                   CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
          Valori             Volt         6       12     24             12
          nominali
                             Watt                  5                     5
         Tensione di prova Volt           6.75    13.5   28.0
                                                            /
                              Watt             5          7        5 a 13.5 V
          Valori                   ± %            10                    10
          normali
                            Flusso                50
                             luminoso
                               Im
                                   ± X            20
          Flusso luminoso di riferimento: 50 Im a 13.5V circa
 ---pagebreak---                                     4&4 -
(1) Le lampade ad attacco BA 15d possono essere impiegate per scopi
    speciali; le dimensioni sono le medesime.
(2) Deviazione laterale massima del centro del filamento rispetto a due
    piani reciprocamente perpendicolari comprendenti l'asse di riferimento,
    ove uno dei piani comprende l'asse dei nasi.
(3) Vedi punto 3.3.
 ---pagebreak---                                             - 111.   -
                                                                                  R10W/1
                                         APPENDICE 6
                               LAMPADE DELLA CATEGORIA R10W
                                                        Asse di ri fer imento"
                                                           \
Piano di riferimento
              Dimensioni                     Lampada             Lampada campione
                                            di serie             a incandescenza
                                         min.      nom.   max.
              e                          17.5      19.0    20.5   19.0 ± 0.3
                              (2)
          Deviazione laterale                                1.5  0.5 max.
              fi                          60*       90»    120»   90* ± 5*
                                                                           (1)
            Attacco   BA15s secondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 11A - 6)
                   CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
          Valori              Volt        6        12      24           12
          nominai I
                              Watt                 10                   10
         Tensione di prova Volt           6.75     13.5    28.0
                              Watt             10          12.5    10 a 13.5 V
          Valori                   ± X             10                   10
          normal 1
                            Flusso               125
                             luminoso
                                Im
                                   ± X             20
          Flusso luminoso di riferimento: 125 Im a 13,5V circa
 ---pagebreak---                                   -4*1 -
(1) Le lampade ad attacco BA 15d possono essere impiegate per scopi
    speciali; le dimensioni sono le medesime.
(2) Deviazione laterale massima del centro del filamento rispetto a due
    plani reciprocamente perpendicolari comprendenti l'asse di riferimento,
    ove uno dei piani comprende l'asse dei nasi.
(3) Vedi punto 3.3.
 ---pagebreak---                                                                                    C5W/
                                          APPENDICE 7
                                 LAMPADE DELLA CATEGORIA C5W
                                                                         4-i
Asse di riferimento                                       -4feì
                                           L_i
                                                 Lampada          Lampada campione
            Dimensioni                           di serie         a incandescenza
              in mm
                                          min.     nom.   max.
                 b0)                      34.0     35.0   36.0    35 ± 0.5
                 f (2) (3)
                                           tf             15       9 ± 1.5
         Attacco    SV 8.5 secondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 81 - 3)
                   CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
            Valori            Volt         6       12     24             12
            nominali
                               Watt                 5                     5
         Tensione di prova Volt            6.75    13.5   28.0
                               Watt             5          7        5 a 13.5 V
           Valori                   ± X            10                    10
           normali
                             Flusso                45
                              luninoso
                                 Im
                                    ± X            20
         Flusso luminoso di riferimento: 45 Im a 13,5 V circa
 ---pagebreak--- (1) Questa dimensione corrisponde alla distanza tra due aperture di 3,5 mm
    di diametro, ciascuna delle quali si appoggia su uno degli attacchi.
(2) Il filamento deve trovarsi all'interno di un cilindro coassiale all'asse
    della lampada della lunghezza di 19 mm, collocato simmetricamente
    rispetto al centro della lampada. Il diametro di questo cilindro è, per
    le lampade da 6 e 12 V, d+4 mm (per le lampade campione: d+2 mm), e, per
    le lampade da 24 V, d+5 mm, dove "d" è il diametro nominale del
    filamento indicato dal fabbricante.
(3) La deviazione del centro del filamento rispetto al centro della
    lunghezza della lampada non deve superare ± 2,0 mm (per le lampade
    campione: ± 0 , 5 mm) nella direzione dell'asse di riferimento.
(4) 4,5 mm per le lampade da 6 V.
(5) 16,5 mm per le lampade da 24 V.
 ---pagebreak---                                          - 4$C -
                                                                               C21W/1
                                      APPENDICE 8
                            LAMPADE DELLA CATEGORIA C21W
                      Lampada per proiettore di retromarcia
                                                             Asse di riferimento
                                          Lampada di          Lampada campione
          Dimensioni                        serie             ad incandescenza
            in mm
                                      min.    nam.    max.
              >(,)                    40.0    41.0    42.0    41 ± 0.5
              f <2)
                                       7.5            10.5     8 ±1
        Attacco SV 8.5 secondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 81 - 3)
              CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
          Valori           Volt               12                     12
          nominali
                           Watt               21                     21
        Tensione di prova Volt                13.5
                           Watt               25               25 â 13.5 V
         Valori                 ± X            6                      6
         normali
                         Flusso              460
                          luminoso
                          Im
                                ± X           15
       Flusso luminoso di riferimento:  460 Im a 13,5 V circa
(1) Questa dimensione corrisponde alla distanza tra due aperture di 3,5 mm
    di diametro.
(2) La posizione del filamento é controllata da un "Box System", foglio
    C21W/2.
 ---pagebreak---                                        -43Ï-
                                                                         C21W/2
                                   CATEGORIA C21W
Prescrizioni relative allo schermo di controllo
Questa prova consente di determinare se una lampada soddisfa i requisiti
controllando che il filamento sia montato correttamente rispetto all'asse di
riferimento e al centro della lunghezza delia lampada.
                                                 Asse centrale ricercato
                                                         Dimensioni in millimetri
                              a                h               k
             12 V         4.0   4 d          14,5             2,0
      d - diametro nominale del filamento indicato dai fabbricante.
      Per lampade campione: - 2,0 4 d              0.5
Metodo di prova e prescrizioni:
      La lampada viene montata in un portalampade che può ruotare di 360'
       intorno all'asse di riferimento, in modo che sullo schermo su cui è
       proiettata l'immagine del filamento si ottenga una vista frontale. Il
       piano di riferimento sullo schermo deve coincidere con il centro della
       lampada. L'asse centrale ricercato sullo schermo deve coincidere con il
       centro della lunghezza della lampada.
      Vista frontale
2.1    La proiezione del filamento deve trovarsi interamente all'interno del
       rettangolo quando la lampada viene ruotata di 360*.
2.2    Il centro del filamento non deve scostarsi dall'asse centrale ricercato
       di una distanza superiore a "k".
 ---pagebreak---                                    _/*#_
                                                                        T4W/1
                                APPENDICE 9
                      LAMPADE DELLA CATEGORIA T4W
                                     Lampada di        Lampada campione
   Dimensioni                           serie          ad incandescenza
     in mm
                                min.     nom.   max.
        e                       13.5     15.0   16.5   15.0 ± 0.3
                       (1)
   Deviazione laterale                           1.5     0.5 max.
       fi                                 90*           90» ± 5»
                                                            (3)
Attacco   BA 9s secondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 14 - 6)
         CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
   Valori           Volt         6       12     24            12
   nominali
                    Watt                  4                    4
Tensione di prova Volt           6.75    13.5   28.0
                    Watt              4          5       4 a 13.5 V
  Valori                  ± X            10                   10
  normali
                    Flusso               35
                     luninoso
                       Im
                          ± X            20
  Flusso luninoso di riferimento: 35 Im a 13,5 V circa
 ---pagebreak---                                   - 49j -
(1) Deviazione laterale massima del centro del filamento rispetto a due
    piani reciprocamente perpendicolari comprendenti l'asse di riferimento,
    ove uno dei piani comprende l'asse dei nasi.
(2) Vedi punto 3.3.
(3) L'attacco non deve presentare protuberanze o saldature che superino il
    diametro massimo ammissibile dell'attacco stesso sulla sua lunghezza
    totale.
 ---pagebreak---                                                 -/the   -
                                                                                     W5W/1
                                           APPENDICE 10
                            LAMPADE DELLA CATEGORIA W5W
                                 l t fi r*\ar
                                  c
                                             1
                                             a             Asse di r ifer imento
                   y
              Piano di rifer imento
                                                 Lampada di         Lampada campione
          Dimensioni                                 serie          ad incandescenza
            in mm
                                            min.      nom.   max.
              e                             11.2      12.7    14.2 12.7 ± 0.3
                             (2)
          Deviazione laterale                                  1.5   0,5 max
              fi                            -15'       0'     415»  0» ± 5*
                                                                               (1)
        Attacco W 2.1 x 9.5d eecondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 91 - 2)
              CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
          Valori          Volt                6       12      24            12
          nominali
                          Watt                         5                     5
       Tensione di prova Volt                 6.75    13.5    28.0
                          Watt                     5           4      3 a 13.5 V
         Valori                 ± X                   15                    15
         normali
                          Flusso                      22
                           luninoso
                             Im
                                ± X                   30
         Flusso luminoso di riferimento: 22 Im a 13.5 V circa
(1) Questo tipo è protetto da brevetti, le condizioni ISO/CEI sono
    tassât ive.
(2) Deviazione laterale massima del centro del filamento rispetto a due
    piani reciprocamente perpendicolari comprendenti l'asse di riferimento,
    ove uno dei piani comprende l'asse XX.
(3) Vedi punto 3.3.
 ---pagebreak---                                            - 4<,1 .
                                                                                     R2/4
                                       APPENDICE 11
                              LAMPADE DELLA CATEGORIA R2
                            Tabella delle caratteristiche
                               elettriche e fotometriche
                                        Lampada di
                                                            (D                   (1)
                                                                  Lampada campione
                                          serie                   a incondescenza
        Valori        Volt           6        12          24            12
        nominal I
                      Watt        45   40   45    40    55   50     45         40
        Tens I one
        di prova      Volt          6.3      13.2        28.0
                      Watt        45   40   45    40    55   50     45         40
                                                                 a 12.0 V a 12.0 V
        Valori
        normali      To11 e ron-             4 10                  4 0        ± 5
                      za X                                         - 10
                (2)
                      Flusso     600 400 600 400 600 400
                       luminoso min. min. min. min. min. min.
                          Im
                                      550        550        550
                                      max.       max.       max.
       Flusso luminoso
       di misura per le
       misurazioni conforme-       - 450    -    450    -   450
       mente al punto 3.8 del
       presente regolamento
                         Im
       Flusso luminoso di riferimento a 12V circa      Im         700        450
                                                                            (3)
       Attacco P45t-41 secondo pubbl.     CEI 61    (foglio   7004-95-2)
(1) I valori indicati a sinistra (a destra) si riferiscono ai filamenti
    abbaglianti (filamenti anabbaglianti).
(2) In deroga al punto 3.1.3 dell'allegato M I - C , I valori normali devono
    essere misurati alla tensione nominale.
(3) La finestra indicata su questo foglio non è più necessaria. Il valore X
    deve essere di 1,3 min/1,7 max.
 ---pagebreak---                                                        -Aifl-
                                                                                                      H1/1
                                                    APPENDICE 12
                                          LAMPADE DELLA CATEGORIA H1
                                           Dimensioni      in millimetri
                                                                               Asse del bulbo ?
                                               1
                                   ,B*t                                                              FV
    Costruzione con
    due schiacciature
                                       n                          \n                                    Sezione D-t
  Asse di riferimento
                                                                                                              -JEJtì
                           K>
                                            Piano di^—J           ki -Y,*
                                                                       ' V ^ „_ ..""•
                                                                                 ••                \-Tr-d
                                                   .     * — D-f-\«Codetti
                                            riferimento p              v^\                          . .
                                     8         I                  '       E. Asse del filamento
                                     A _.                              - F Asse del bulbo
                                               1
Costruzione
alternativa con
                          |   3a.Scr.A*_|-
                                                 2.?, 5
                                                        'ir-                                         FV
                                                                                                        Sezione F-G
una schiacciatura 2 /                                           •  t e
                                                              i
  Asse di r ifer imento
                                                           ìr-bt-l
                                                               Hi                      _H       li             -^H
                                                            ^
                                                              •h.gi.
                                                                                             A
                                                                                      Codetta "i
                                                              P         Q
                                            Piano di riferimento                                        K
                                                                  L       f^
                                     B     —                           ""Asse del filamento
                                                                                                 fWamento
      Eccentricità ammissibile
      dell'asse del filamento                                                   *»   Asse        &l_—.
                                                               «—, F
                                                  JC
      r ispetto al l'asse di                                                        ".'Asse di r ifer imento
                                                   Î
      r ifer imento
                                       w
   Asse di riferimento 9                 '
                         1      Raccordo di riferimento                  Asse di riferimento
                         T    y                       .•...
                                                              ~-S*S
                                                                                                      s J     I
                                                                                              L
                                                            *
                                                     Ingombro massimo del
                                                                                                    3o         I
                                                                                                                 >n
                                                     buIbo ne I I a                        Limite d e l r angolo
     Sezione A-B                                      regione P-Q                       di'occultamento
                            Montaggio
                         nominale dei raccordi            Vista H                             Vista C
                        idei porta lampade
         Il bulbo deve essere incolore
 ---pagebreak---                                     -Alhi-
                                                                           H1/2
                                                 Toileranze
      Dimensioni
                                      Lampada di          Lampada campione
        in mm                            serie            ad incandescenza
  b               > 0.7 f
    (5) (9)                                 (8)
  •                25.0                                     ± 0.15
                  6 V      4.5
  f (5)  (9)
                 12 V                   ±1.0                ± 0.5
                           5.5
                 24 V
    (6)
                    0,5 d               ± 0.5 d             ± 0.25 d
                                           (8)                     (4)
  M                                                         ± 0.20
                    0
                                           (8)
  h2                                                        , o. 2 5 ( 4 >
  <L                45*                 ± 12*               ± Z'
Attacco    P14.5e secondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 46 - 1)
         CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
    Valori           Volt         6        12     24              12
    nominali
                     Watt             55          70              55
Tensione di prova Volt            6.3      13.2   28.0
                     Watt       max.     max.    max.            max.
  Valori                   ± X   63        68     84         68 a 13.2 V
  normali
                    Flusso      1 350    1 550   1 900
                     luminoso
                        Im
                           ± X             15
  Flusso luminoso di ri ferimento:1 150 Im a 12 V circa
  per prova dei proiettori
 ---pagebreak---                                    - 4M* -
                                                                   H1/3
(1) Queste dimensioni definiscono l'asse di riferimento.
(2) Se le lampade comprendono due elettrodi di alimentazione di corrente
    all'interno del bulbo, l'elettrodo più lungo deve trovarsi al di sopra
    dei filamento (con ia lampada vista come rappresentato nei disegno).
    Internamente la lampada deve essere costruita in modo che le immagini e
    le riflessioni luminose parassite siano il più possibile ridotte, ad
    esempio fissando dei manicotti di raffreddamento sulle parti non
    sp i raI ate de I fil amento.
(3) La parte cilindrica del bulbo sulla lunghezza H f" deve essere tale che
    l'immagine proiettata del fitamento non venga deformata al punto da
    incidere sensibilmente sui risultati ottici.
(4) L'eccentricità è misurata soltanto nelle direzioni orizzontale e
    verticale della lampada rappresentata nella figura. I punti da misurare
    sono quelli in cui la proiezione della parte esterna delle spire
    terminali più vicina o più lontana dal piano di riferimento interseca
     l'asse del fi lamento.
(5) La direzione di mira è la perpendicolare all'asse di riferimento situata
    nel piano definito dall'asse di riferimento e dal centro del secondo
    raccordo dell'attacco.
(6) Scostamento del filamento rispetto all'asse del bulbo a 27,5 mm dal
    piano di riferimento nella direzione K.
(7) d : diametro del filamento
(8) Sono controllate da un "Box System", foglio H1/4.
(9) Le estremità dei filamento sono definite come i punti in cui la
    proiezione della parte esterna delle spire terminali più vicina o più
     lontana dai piano di riferimento interseca l'asse di riferimento, e la
    direzione di mira è quella definita nella nota 5.
 ---pagebreak---                                                 - 4HÏ    -
                                                                                 H1/4
Prescrizioni  r e l a t i v e a l l o schermo di   controllo
Questa prova consente di determinare se una lampada soddisfa i requisiti
controllando che il filamento sia montato correttamente rispetto all'asse di
riferimento e al piano di riferimento.
                                                                    Dimensioni in
                                                                    mi IIimetr i
                al              a2           b1            b2  d        c2
      6v                                                         6         3.5
     12v
                 1,4d            1 ,9d                           7         4,5
     24v
                                                  o.ri D
 d- diametro del filamento
 L'inizio del filamento, definito nella nota 9 del foglio H1/3, deve trovarsi
 tra le I inee Z-j e Z 2 .
 La posizione del filamento è controllata soltanto nelle direzioni FH e FV
 quali sono rappresentate nella figura del foglio HI/1.
 Il filamento deve trovarsi            interamente all'interno dei limiti  indicati.
 ---pagebreak---                                                -4tiC-
                                                                                   H2/1
                                            APPENDICE 13
                                   LAMPADE DELLA CATEGORIA H2
   Vista secondo      £                                            Dimensioni in millimetri
    Piano d'appoggio                            Piano d'appoggio vista secondo
                                                                                   Asse del bulbo
     Vista secondo    Q
                           i _4> 3«n-ax .
                                                           Asse del fi lamento    r
       Asse del fi lamento                1 , Asse del bulbo
                                                                               A
                                                                               lì
                                                            h piano d'appoggio
                                                      Linea di
                                                      r iferimento
                                                                                y
    Vista secondo    B                 Asse del fi lamento
     Piano d'appoggio
                                      r       Piano d'appoggio
            A                             Asse del bulbo
            I
il bulbo deve essere incolore.
 ---pagebreak---                                     -4<i\-
                                                                           H2/2
                                                Toi leronza
      Dimension!
                                     Lampada di           Lampada campione
        in mm                          serie              ad incandescenza
                                  6 V     12 V   24 V
    (6)                                     (5)
  e                12.25                                    ± 0.15
                  6 V      4.5
  f (6)
                 12 V                  * 1.0                ± 0.50
                           5.5
                 24 V
    (D (2)
  9                 0.5 d              ± 0.5 d              ± 0.25 d
                                     (5)         (5)
  M<2>                                                      ± 0.20
                    7.1
     <4)                                  (5)
  h2                                                        ± 0.25
  M (D    (2)                        (5)         (5)
                                                            ± 0.20
                 0.5 d - 0.35
                                          (5)
  h40)      W
                                                            ± 0.25
Attacco    X511 secondo pubb. CEI 61 (foglio 7004 - 99 - 1)    -
         CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
    Valori           Volt         6        12    24              12
    nominali
                     Watt            55          70              55
Tensione di prova Volt            6.3      13.2  28.0
                     Watt       max.    max.    max.            max.
  Valori                         63       68     84          68 à 13.2 V
  normal I
                      Flusso    1 300    1 800  2 150
                      luminoso
                        Im
                           ± X             15
  Flusso luminoso di riferimento
  per prova dei proiettori       : 1 300 Im a 12 V circa
 ---pagebreak---                                    -4k£-
                                                                   H2/3
(1) d : diametro del filamento.
(2) Questi spostamenti devono essere misurati in una sezione trasversale
    perpendicolare all'asse dei bulbo, che passa per l'estremità del
    filamento <*) più vicina all'attacco.
(3) Le tre X sul piano d'appoggio indicano la posizione della cima dei tre
    raccordi che delimitano il piano d'appoggio sui portalampade. Centrato
    sui tre punti e all'interno di un cerchio di 3 mm di diametro, non deve
    risultare alcuna deformazione apparente, nò alcuna Incisione che
    influenzi il montaggio della lampada.
(4) Questi spostamenti devono essere misurati in una sezione trasversale
    perpendicolare all'asse del bulbo e che passa per l'estremità del
    filamento <*) più lontana dall'attacco.
(5) Sono controllate da un "Box System", foglio H2/4.
(6) Le estremità del filamento sono definite come punti in cui  la proiezione
    della parte esterna delle spire terminali più vicina o più  lontana
    dall'attacco interseca la linea parallela alla linea ZZ, e  ad una
    distanza di 7,1 mm da quest'ultima; la direzione di mira ò  definita da D
    (foglio H2/1).
(*)  I punti da misurare sono quelli in cui la parte esterna della spirale
    terminale più vicina o più lontana dall'attacco interseca l'asse del
    filamento.
 ---pagebreak---                                              -AV\-
                                                                                         H2/4
Prescrizioni relative allo schermo di controllo
Questa prova consente di determinare se una lampada soddisfa i requisiti
controllando che il filamento sia montato correttamente rispetto agli assi x-
x, y-y e z-z (**).
                               -GL'I   .                1/ J«.*_       1 _. _ ^ / * \  .  O^
Vista secondo D(*)                                      Vista    secondo     C C*>
                                                                    Piano di appoggio
                                                                            Linea di
                                                                            r ifer imento
L'estremità del filamento (**) più vicina all'attacco deve trovarsi tra b1 e
b2. Il filamento deve trovarsi interamente all'interno dei limiti indicati.
                               6 V     12 V      24 V
                    al          d -1- 0.50      d+  1.0
                    a2               d 4   1.0
                    b1. b2             0.25
                    di                 7.1
                    d2             0.5d -     0.35
                    h           6             7
                d • diametro del filamento                  Dimensioni in millimetri
                 (•) Vedi foglio H2/1.
                 (••) L'estremità del filamento e definito al foglio H2/3.
 ---pagebreak---                                                 - Aïo -
                                                                              H3/1
                                           APPENDICE 14
                                   LAMPADE DELLA CATEGORIA H3
                                                                    Dimensioni in millimetri
                                                                                —-e—
                                                     Asse di r i f e r imento
                                    71
i
         ÏJ
     2/» p » ** Mizy
               rnt r
                  *vx           £_
                     -4 Z m a x .      , 10nnn«
  Piano di rifer imento
                                                                         Tacca di riferimento
                                                         >
              Il bulbo deve essere incolore
 ---pagebreak---                                                                               W3W/1
                                    APPENDICE 15
                         LAMPADE DELLA CATEGORIA W3W
         Lb£ TìQA         _J
                                Asse di riferimento
                                          Lampada di         Lampada campione
     Dimensioni                             serie            od incandescenza
        in mm
                                     min.     nom.   max.
          e                          11.2     12.7   14.2   12.7 ± 0.3
                          (2)
     Deviazione laterale                              1.5     0.5 max
          fi                         -15«      0*    +15*    0» ± 5*
                                                                        (1)
  Attacco W 2.1 x 9.5d secondo pubbl. CEI 61 (foglio       7004 - 91 - 2)
          CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
     Valori           Volt            6       12     24              12
     nominai 1
                      Watt                     5                      5
  Tensione di prova   Volt            6.75    13.5   28.0
                       Watt                5          7        5 d 13.5 V
    Valori                   ± X              10                     10
    normali
                     Flusso                   50
                      luminoso
                         Im
                              ± X             20
  Flusso luminoso di riferimento:       50 Im a 13.5 V circa
(1)   Questo tipo è protetto da brevetti, le condizioni ISO/CEI sono di rigore.
(2)   Deviazione laterale massima dal centro del filamento rispetto a due piani
       reciprocamente perpendicolari comprendenti l'asse dell'attacco e di cui uno dei piani
      contiene I'asse XX.
(3)   Vedi punto 3.3.
 ---pagebreak---                                                 -  AfO-
                                           APPENDICE 16
                 LAMPADE A FILAMENTI PER I MOTOCICLI DELLE CATEGORIE S1 e S2
                                               36 nucc.                   dimensioni in mm
Piano di
ri fer imento
   Linguetta di 3 mm
    di larghezza
               Fi lamento abbagliante                    Filamento anabbagliante
                                                                                    Asse di
                                                                                    riferimento
                                                  Posizione dei filamenti
                                 Asse del
                                 fi lamento
                                                                                      Asse del
                                                                                      fi lamento
    Posizione del piano               Fi lamento                      Fi lamento
    del lo scode11 ino                abbagliante                   anabbagliante         Schermo
                                                             e- + 1.5"
  K
      / L(- Lr
  R Ç- V
                                                                         Scodellino'   Asse d|
                         I v                                                       riferimento-
     Nota :
     i ì i C r s , ^ ?pos!zfî;nrnnto v a                 ,inea che passa
                                                                            ^ •• «••*'•
     perpendicolare ai i l          (posizione normale dello scodellino) é
     perpenaicolare al piano VV e comprende l'asse di riferimento.
 ---pagebreak---                                    -Ari    -
            LAMPADE DELLE CATEGORIE S1 E S2 - DIMENSIONI
                                                    (5)
                                    Lampada di           Lampada campione
   Dimensioni                          serie             ad incandescenza
     in mm
                                min.     nom.     max.
       e                        32.35    32.70    33.05 32.7 ± 0.15
       f                         1.4      1.8      2.2   1.8 ± 0.2
        1                        4        5.5      7     5.5 ± 0.5
          (3)
       e                         0.2      0,5      0.8   0,5 ± 0.15
       b(3)                    - 0.15     0.2      0.55  0.2 ± 0,15
          (3)
       0                         0.25     0.6      0.95  0.6 ± 0.15
       h                       -0.5       0        0.5   0   ± 0.2
       9                       - 0.5      0        0,5   0   ± 0.2
          (3) (4)
       fi                     - 2»30'     0*     2»30'   0* ± 1»
 Attacco    BA 20d secondo pubbl. CEI 61 (foglio 7004 - 12 - 5)
     CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
   LAMPADE A FILAMENTO DELLA CATEGORIA S1
                                                     (5)
                               Lampade a filamento       Lampade campione
                                     di serie            ad incandescenza
   Valori           Volt           6            12               6
   nominali
                    Watt        25     25     25    25     25        25
Tensione di prova Volt             6.75         13.5             -
                                                           25    1 25
                    Watt        25     25     25    25     d 6.J5 V
  Valori
                         ± X       5             5               5
  normal 1
                    Lumen      435    315    435   315
                         ± X      20            20
  Flusso di riferimento a circa 6V: rispettivamente 398 e 284 Im
 ---pagebreak---                                              -4Sk  -
                        LAMPADE A FILAMENTI DELLA CATEGORIA S2
                                                              (5)
                                        Lampade a filamenti       Lampada campione
                                              di serie            ad incandescenza
             Valori          Volt            6           12             12
             nominali
                             Watt        35     35    35      35    35        35
          Tensione di prova Volt             6,3          13,5           -
                                                                    35   1   35
                             Watt        35     35     35     35    à 13|5   V
            Valori                * X        5             5             5
            normali
                             Lumen      650    465   650     465         1
                                   ± X      20           20
            Flusso di riferimento a circa 12 V: rispettivamente 568 • 426 1»
ligie.
(1)    Bulbo incolore o di colore giallo selettivo; le specifiche fotometriche
       riguardano i bulbi incolori.
 (2)   Il piano di riferimento è perpendicolare all'asse di riferimento e tocca
       il lato superiore della linguetta della larghezza di 4,5 mm.
 (3)   Le quote a, b, e et B si riferiscono ad un piano parallelo al piano di
       riferimento che interseca i due bordi dello scodellino ad una distanza
       di e + 1,5 mm.
 (4)   Spostamento angolare ammissibile del piano contenente i bordi dello
       scodellino rispetto alia posizione normale.
 (5)   Requisiti per l'omologazione di un tipo.
 ---pagebreak---                                             - AsC      -
                                         APPENDICE 17
                       LAMPADE     A FILAMENTO DELLA CATEGORIA S3
                                                              26 ,0 max
  Dimensioni in mm
                                             y             r        d >
                                                                                ~> o
                                                                                 * 6
                       Piano di riferimento
                                                   \
                                                           W
                                                           Gì-"            \     i
                             Asse di riferimento
                                               Lampada di           Lampada campione
            Dimensioni                            Serie             ad incandescenza
                                          min.     nom.    max.
                   (2)
                e                         19.0      19.5   20.0    19.5 ± 0.25
                f (6 V)                                     3.0     2.5 ± 0.5
                f (12 V)                                    4.0
                         (3)
                di. d2                   - 0.5       0    + 0.5         ± 0.3
          Attacco   P26s   secondo pubb.    CEI 61 (foglio    7004 - 36 - 1)
                CARATERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
            Valori            Volt           6           12                 6
            nominali
                              Watt                  15                    15
         Tensione di prova    Volt           6.75        13.5               -
                              Watt                  15             15 0 6.75 V
           Valori                  ± X               6                      6
           normal I
                               Lumen              240
                                   ± X              15
               Flusso di riferimento a circa 6.75 V : 240 Im
(1)   Bulbo incolore; le speoifiche fotometriche riguardano i bulbi incolori
(2)   Distanza connessa con il centro luminoso di gravità.
(3)   Deviazione laterale dell'asse del filamento rispetto all'asse di
      riferimento. E' sufficiente controllare questa deviazione su due piani
      perpendicolari l'uno rispetto all'altro.
 ---pagebreak---                                          -As-C  -
                                                                           S4/1
                                      APPENDICE 18
                LAMPADA DI CATEGORIA S4 PER PROIETTORI DI CICLOMOTORI
                                                                   dimensioni in mm
             Asse di r{ferimento
            Plano di riferimento 2/
        Naso di r iferimento
                       Contatto del                     to del
                       fi lamento del                amento del
                       fascio abbagliant6         fascio anabbagliante
      11 disegno ha valore
     unicamente indicativo
     per quanto riguarda
      lo scodellino schermo                  | L*
                                   Fi lamento ael
                               fascio abbagliante
Posizione dello scodellino schermo                      c • 1.5
                    T
                    I
                           Asse di riferimento
                                       Asse di riferimento
                                                                              schermo
 Il plano W contiene l'asse di riferimento e
passa per il centro dei nasi.
 Il piano HH contiene l'asse di riferimento
ed è perpendicolare al piano W .
Posizione oggettiva del piano SS
che passa per i bordi dello scodellino
schermo parallelamente al piano HH.
 ---pagebreak---                                  - Afï -
                                                                        S4/2
                                    Lampada di         Lampada campione
   Dimensioni                          serie
     In mm
                               min.     nom.    max.
       e                       33.25    33,6    33.95 33.6 ± 0.15
       f                        1.45     1.8     2.15   1.8 ± 0.2
       LC, LR                   2,5      3.5     4.5    3.5 ± 0.5
          (2)
       e                        0.05     0.4     0.75   0,4 * 0.15
       p(2)                   - 0,15     0.2     0.55   0,2 * 0.15
          (2)
       0                        0.25     0.6     0.95   0.6 ± 0.15
       h                      -0.5       0       0.5    0    * 0.2
       9                      -0.5       0       0.5    0    * 0.2
          (2) (5)
       fi                     -2*30*     0      2»30*   0    * 1*
                  (1)
 Attacco BAX 15d
      CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
Tensione nominale          V      6           12                6
                        (6)
Potenza nominale           W  15     15    15    15        1*        15
Tensione di prova          V      6.75        13.5
                    (6)                                    15   I   15
Potenza normale            W  15     15    15    15       (d 6.75 V)
Toileranza + X                    6            6                6
Flusso luminoso normale      180 125 190 180 125 190
(in Im) (4) (6)
                             min min max min min max
      Flusso luminoso di riferimento: 240 Im (luci abbaglianti)
      circa 6 V (4)                    160 Im (luci anabbaglianti)
 ---pagebreak---                                    - 458
(1) Attacco conforme alla pubblicazione CEI n. 61.
(2) Le dimensioni a, b, e et 8 riguardano il piano parallelo al piano di
    riferimento, che interseca i due bordi dello scodellino schermo ad una
    distanza uguale a e + 1,5 mm.
(3) Il piano di riferimento è perpendicolare all'asse di riferimento e
    tangente al lato superiore del naso, la cui lunghezza è di 2 mm.
(4) Il bulbo è incolore, le caratteristiche fotometriche della tabella si
    applicano ad un bulbo incolore.
(5) Deviazione ammissibile del piano dello scodellino schermo rispetto alla
    sua posizione normale.
(6) I valori che figurano nella colonna di sinistra riguardano il filamento
    del fascio abbagliante, quel Ii che figurano nella colonna di destra
    riguardano il filamento del fascio anabbagliante.
 ---pagebreak---                                        -Af<\    -
                                                                           Fog I io 1
                                   APPENDICE 19
          LAMPADE DELLA CATEGORIA W$A : LAMPADE ALOGENE PER MOTOCICLI
                                      Asse del bulbo
          32.0 tnexH-                -A      »-H Linguetta di riferimento
                                                                    Anabbagliante
                                                                       /Abbagl iante
                                                              I. n            ;\
 Attacco PX 43t-38                                              Asse di riferimento
   (Dimensioni  in mm)                          Bulbo incolore o color giailo.selettivo
I disegni non sono obbligatori; essi servono unicamente per indicare le
dimensioni da controllare.
            Riferimento   Dimensione             Tolleranza
                          6 V      12 V        6V        12 V
                                                  + 0.45
                 o           28.5                 - 0.25
                 P           28.95                   -
               m (1)         max. 60.0               -
               n (1)         max. 34.5               -
               s (2)         45.0                    -
             0((3)           max. 40*                -
                            UNICAMENTE PER MOTOCICLI
 ---pagebreak---                                    - Mo -
                                                                        FogI io 2
                            Caratter1st iche
                                Lampada di serie         Lampada camp.
                                ( 4 )             (4)            (4)
 Valori         Volt          .                12             12
 nominali
                Watt       35         35     35      35    35       35
 Tensione
 di prova       Volt          6.3              13.2
                Watt       35         35     35      35    35       35
                                                        at 13.2 at 13.2
                ± X         5          5      5       5     5        5
 Volori
 normali       Flusso
              luminoso    700       440     825     525
                (Im)
                * X                      15
Misura del
flusso lumi-
noso confor.
ai punto 3.8     Im                                 450
del presente
regolamento
Flusso di rferimento a circa 12 V Im                      700      450
Attacco PX43t-38 secondo la pubblicazione CEI 61 (foglio 7004-34-1)
                                                                                  ne
 ---pagebreak---                                                -4C1 -
                                                                                 Foglio 3
                Tabella delle dimensioni indicate negli schemi
                                 dei foglI 4 e 5 (mm)
                                                            Toi leronza
         DU.r                 n :«,.«.. t*...!
                                                      Lampade di        Lampada
                                                        serie           campione
         6 V        12 V      6 V           12 V      6 V      12 V       12 V
                 w
            ,/»                      0.8                 ± 0.35          ± 0.2
            ,/25(,)                  0.8                 ± 0,55          ± 0.2
                    (•)
            bl/29.5                  0                   ± 0.35          ± 0.2
                 (•)
            b1/33             b1/29.5 mv                 * 0.35          ± 0.15
                    (•)
            Ò2/29.5                  0                   ± 0.35          ± 0.2
            b2/33             b2/29.5 mv                 ± 0.35          ± 0.15
                   (•)
            c/29.5                   0.5                 ± 0.35          ± 0.2
           c/3/*'             e /29.5 mv                 ± 0.30          ± 0.15
           •d                 min. 0.1                     -              -
                              max. 1,5
             (7)                                         + 0.45          + 0.2
            e                       28.5                 - 0.25          - 0.0
            f(5)  (6) (8)                                + 0.50          + 0,3
                                      1.7                - 0.30          - 0.1
                 w                   0                   ± 0.5           ± 0.3
            ./»
            w- w                     0                   ± 0.7           ± 0,3
                   (•)
            h/29.5                   0                   ± 0.5           ± 0.3
            n/31^             h /29.5                    ± 0.30          ± 0.2
            , (5) (8)
            Ir                3.5           4.0          ± 0.8           ± 0.4
            , (5) (6)
            •e                3.3           4.5          ± 0.8           ± 0.35
            p/33           Dipende dal la for-
                          mo del lo scode 11 ino           _               «.
            q/33                   P + «.                ±0.6            ± 0.3
                                      2
(*) Dimensioni da misurare alla distanza del piano di riferimento, indicata
    in mm dopo la barra.
 ---pagebreak---                                        - MI -
                                                                       Foglio 4
                             Posizione dei filamenti <*>
  G-H*
                Asse del filamento anabbagliante
    Dimensioni  in mi IIimetri.
(*)     Il disegno non è obbligatorio per quanto riguarda la forma dello
        scodellino esterno.
 ---pagebreak---                                       - Afèj -
                                                                     Foglio 5
                       Posizione dello scodellino schermo ( *>
                          Asse del bulbo*
                                                                        b.
                                                                           11/
                                                                       Ì-H
  Asse di
  r ifer imento -
                                                                        -yU/
                                               29-5
                                                 J3o
(*)    Il disegno non é obbligatorio per quanto riguarda la forma dello
       scodellino schermo.
 ---pagebreak---                                      _ 4 Ci, -
                   Spiegazioni supplementari per I fooll 4 e 5
Le dimensioni sottoindicate sono misurate in tre direzioni:
1     per le dimensioni a, b-|, e, d, e, f, IR e lç
2     per le dimensioni g, h, p, e q
3     per le dimensioni b 2
Le dimensioni p e q sono misurate in un piano parallelo al piano di
riferimento, a 33 mm da quest'ultimo.
Le dimensioni b-| e b 2 sono misurate in piani paralleli al piano di
riferimento, a 29,5 e a 33 mm da quest'ultimo.
Le dimensioni a e g sono misurate in piani paralleli al piano di riferimento,
a 25 e a 26 mm da quest'ultimo.
Le dimensioni e e h sono misurate in piani paralleli al piano di riferimento,
a 29,5 e a 31 mm da quest'ultimo.
 ---pagebreak---                                             - ACf -
                                                                                 HS2/1
                                         APPENDICE 20
          LAMPADE DELLA CATEGORIA HS 2 : LAMPADE ALOGENE PER CICLOMOTORI HS2/1
                   10.0 max
                       i
                            Asse di r ifer imento 0) "f
                                T                  26.1 max
                                 «Piano di rifer imento
                       J        ì /
           < 1 ?
                                               Particolare a        i   Particolare b
                                                   hi ..                       h2
                                                   nir                          i Vi
                                                                                   II
                                  ^ Asse di 0)      J ||
                                   riferimento                 Asse di    /. p^=
Tacca di riferimento .                              ' ' | J ^ - riferimento 11 '     u
                                                                                       '
                       Direzione b
 ---pagebreak---                                    - 4a -
                                  Lampada di serie    Lampada campione
   Dimensioni
     i.     _
                                 min.    nom.    max.
                                           (3)
        •                                11,0          11.0 ± 0.15
                (6)
        f (6 V) V                 1.5     2.5     3.5   2.5 ± 0.15
                  (6)
         f (12 V)                 2.0     3.0     4.0
                                           (3)
        h1. h2                                          0   ± 0.15
          (4)
     oc                                          40
        / "                     - 15»     90*   + 15*    90* ± 5»
     S ,(7)                       15*                        15* min.
      •6 ,(7)                     40*                        40* min.
 Attacco P x 13,5s secondo pubb. CEI 61 (foglio 7004 - 35 - 1)
          CARATTERISTICHE ELETTRICHE E FOTOMETRICHE
   Valori            Volt   (6)     6          12             . 6
   nominal I
                       Watt        15          15               15
Tensione di prova Volt              6.75       13.5
                       Watt        15          15       15.0 ô 6.75 V
  Valori                    ± X     6           6                6
  normali            Flusso -     320         320
                      luminoso
                         Im
                            ±X     15          15
 Flusso luminoso di riferimento: 320 Im a 6,75 V circa
 ---pagebreak---                                     - j(6% -
                                      Nate
(1)  Se viene impiegato un bulbo esterno di colore giallo, "m" e "n" indicano
     le dimensioni massime di tale bulbo. Se non vi é bulbo esterno, Mm"
     indica la lunghezza massima della lampada.
(2)  La lampada deve poter essere inserita all'interno di un cilindro di
     diametro H s" concentrico all'asse di riferimento e limitato, ad una
     delle sue estremità, da un piano parallelo al piano di riferimento ad
     una distanza di 20 mm da questo e, all'altra estremità, da una semisfera
     di raggio s/2.
(3)  La brunitura deve estendersi almeno fino alla parte cilindrica del bulbo
     e, inoltre, deve sovrapporsi allo scodellino interno quando esso è visto
     in una direzione perpendicolare ali'asse di riferimento. L'effetto
     ricercato con la brunitura può essere ottenuto anche con altri sistemi.
(4)  I valori indicati nella colonna di sinistra riguardano il fascio
     abbagliante; quelli indicati nella colonna di destra riguardano il
     fascio anabbagliante.
(5)  Le spire estreme dei filamenti sono definite come la prima e l'ultima
     spira luminosa regolarmente avvolte a spirale, vale a dire che formano
     l'angolo di avvolgimento corretto. Per I filamenti a doppia estrusione,
     le spire sono definite dall'involucro dell'estrusione primaria.
(6)  Per il filamento anabbagliante, I punti da misurare sono le
     intersezioni, viste nella direzione 1, del bordo laterale dello
     scodellino con la parte esterna delle spire estreme definite nella nota
     5.
(7)  "e" indica la distanza dal piano di riferimento all'inizio del filamento
     anabbagliante sopradescritto.
(8)  Per il filamento abbagliante, i punti da misurare sono le intersezioni,
     viste nella direzione 1, di un piano parallelo al piano HH e situato ad
     una distanza di 0,8 mm al di sotto di quest'ultimo, con la parte esterna
     delle spire estreme definite nella nota 5.
(9)  L'asse di riferimento è la linea perpendicolare al piano di riferimento
     che passa per il centro del cerchio di diametro "M" (vedi foglio 1 ) .
(10)  Il piano W è il piano perpendicolare al piano di riferimento che passa
     per l'asse di riferimento e per il punto di intersezione del cerchio di
     diametro MM" e della linea mediana della linguetta di riferimento.
(11)  Il piano HH è iI piano perpendicolare al piano di riferimento e al piano
     W , che passa per l'asse di riferimento.
 ---pagebreak---                                   - Aft  -
                                                                  HS2/2
(1) L'asse di riferimento è perpendicolare al piano di riferimento e passa
    per l'intersezione di questo piano con l'asse della flangia
    del l'attacco.
(2) Riservare.
(3) Controllare con un "Box System", HS2/3.
(4) Tutti gli elementi che potrebbero attenuare la luce o Incidere sul
    fascio luminoso devono essere compresi nell'angolo 0( .
(5) L'angolo B indica la posizione del piano che passa attraverso gli
    elettrodi interni rispetto alla tacca di riferimento.
(6) La tensione di alimentazione non deve superare 8,5 V per le lampade da 6
    V e 15 V per le lampade da 12 V onde evitare una rapida usura delle
     lampade.
(7) Tra le quote esterne degli angoli ^ 1 e ^ 2 non devono esservi zone
    di deformazione ottica e il bulbo non dovrà avere un raggio di curvatura
     inferiore al 50% del suo diametro reale.
 ---pagebreak---                                              -  ^    -
                                                                                   HS2/3
                  Prescrizioni relative alla proiezione sullo schermo
  Questa prova consente di determinare se una lampada soddisfa i requisiti
  controllando che il filamento sia montato correttamente rispetto all'asse e al
  piano di riferimento. Tutte le dimensioni sono in mm.
            Asse di riferimento {])
11,0 dal piano di riferimento
                               Vista A + B
           Riferimento     al        o2        b1        b2     d  (6 V) d  (12 V)  c2
           Dimensioni   d 4 1.0   d + 1.4     0.25      0.25      4.0       4.5    1.75
          d • diametro reale del filamento.
          Il filamento deve trovarsi interamente all'interno dei limiti indicati.
          L'inizio del filamento deve trovarsi tra le linee 2\ et 22-
 ---pagebreak---                     _</-*»-
              ÇAPITOLO 3
SPORGENZE ESTERNE DEI VEICOLI A MOTORE
          A DUE 0 TRE RUOTE
 ---pagebreak---                                     -4%A-
                                 ALLEGATO I
               PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE SPORGENZE ESTERNE
            DEI VEICOLI A MOTORE A DUE RUOTE NON CARROZZATI
1.     DEFINIZIONI
       Ai sensi del presente allegato, si intende per:
1.1.   "parti esterne del veicolo", le parti del veicolo che possono
       essere urtate in caso di collisione con ostacoli esterni;
1.2.   "strisciamento", qualsiasi contatto che, in determinate
       condizioni, potrebbe provocare ferite da lacerazione;
1.3.   "urto", qualsiasi contatto che, in determinate condizioni,
       potrebbe provocare ferite da penetrazione-,
1.4.   "tipo di veicolo per quanto riguarda le sporgenze esterne", i
       veicoli che non presentano tra loro differenze essenziali per
       quanto riguarda la forma, le dimensioni, l'orientamento e la
       durezza delle parti esterne del veicolo;
1.5.   "raggio di curvatura", il raggio "r" dell'arco di cerchio che più
       si avvicina alla forma arrotondata della parte considerata.
2.     CRITERI DI DISTINZIONE TRA "STRISCIAMENTO"      E "URTO"
2.1.   Facendo avanzare il dispositivo di prova (presentato nella figura
       A dell'appendice 1) lungo il veicolo conformemente a quanto
        indicato nel punto 4.2 in appresso, le parti del veicolo toccate
       dal dispositivo devono essere considerate come appartenenti al
2.1.1. gruppo 1: le parti del veicolo che strisciano contro il
       dispositivo di prova, oppure al
2.1.2, gruppo 2: le parti dei veicolo che urtano il dispositivo di prova
2.1.3  Al fine di distinguere senza alcuna ambiguità tra le parti o
       componenti del gruppo 1 e quelli del gruppo 2, occorre applicare
        il dispositivo di prova con il metodo indicato nella figura
       seguente:
          \  \    \  \   \   \                              \  \ \
                                                   \\\J
                               C< < 45* : gruppo 1
                             0^>. 45* : gruppo 2
                        Dispositivo di prova
                        Icfr. figura A dell'appendice 1)
 ---pagebreak---                                 -4k-
3.     PRESCRIZIONI GENERALI
3.1.   Fatte salve le prescrizioni del punto 3.2, la parte esterna di
       qualsiasi tipo di veicolo non deve presentare alcun elemento
       appuntito, tagliente o sporgente, orientato verso l'esterno,
       avente forma, dimensione, orientamento e durezza tali da aumentare
       il rischio o la gravità delle lesioni corporali subite da una
       persona urtata o colpita di striscio dal veicolo in caso di
       incidente.
3.2.   I veicoli devono essere concepiti in modo tale che le parti con le
       quali altri utenti della strada possono entrare in contatto siano
       conformi alle prescrizioni dei punti 5 e 6 che figurano in
       appresso, a seconda del caso.
3.3.   Qualsiasi sporgenza esterna oggetto del presente allegato,
       fabbricata o ricoperta di gomma o di plastica tenera di durezza
       inferiore a 60 shore A è ritenuta conforme alle prescrizioni dei
       punti 5 e 6 che figurano in appresso.
3.4.   Tuttavia, nel caso dì motocicli con carrozzino laterale, le
       specificazioni riportate qui di seguito non si applicano allo
       spazio tra il carrozzino stesso ed il motociclo.
3.5.   I ciclomotori muniti di pedali, per quanto concerne II pedale,
       possono non rispettare tutti o parte dei requisiti fissati dalla
       presente direttiva. Per i requisiti che non sono rispettati, il
       costruttore è tenuto ad informarne le autorità presso le quali è
       introdotta la domanda di omologazione per quanto concerne le
       sporgenze esterne di un tipo di veicolo indicando le misure
       adottate per garantire la sicurezza.
4.     METODO DI PROVA
4.1.   Dispositivo e condizioni di prova
4.1.1.  Il dispositivo di prova deve essere conforme a quello descritto
       nella figura A dell'appendice 1.
4.1.2.  Il veicolo di prova deve essere mantenuto in linea retta e in
       posizione verticale. Il dispositivo di sterzo é libero di ruotare
       nel suo normale campo di movimento.
       Occorre montare un manichino antropomorfo di percentile AM 50 sul
       veicolo di prova in posizione normale di guida e in maniera tale
       che non riduca la libertà di movimento del dispositivo di sterzo.
4.2.   Procedimento di prova
       Spostare il dispositivo di prova dalla parte anteriore verso la
       parte posteriore del veicolo di prova portando il dispositivo di
       sterzo (se può essere bloccato dal dispositivo di prova) a ruotare
       fino all'arresto totale. Il dispositivo di prova deve restare a
       contatto con il veicolo (cfr. figura B dell'appendice 1 ) . Si
       esegue la prova dai due lati del veicolo.
 ---pagebreak---                                    -cn-
5.       CRITERI
5.1.     I criteri enunciati in questo punto non si applicano alle parti
         contemplate dalle prescrizioni del punto 6 in appresso.
5.2.     Fatta salva l'esenzione di cui al punto 3.3, si devono applicare i
         seguenti criteri minimi:
5.2.1.   Prescrizioni per le parti del gruppo 1
5.2.1.1. Piastre:
         - gli angoli devono avere un raggio di curvatura di almeno 3 mm;
         - i bordi devono avere un raggio di curvatura di almeno 0,5 mm.
5.2.1.2. Barre:
             il diametro deve essere di almeno 10 mm;
         - I bordi all'estremità devono avere un raggio di curvatura di
             almeno 2 mm.
5.2.2.   Prescrizioni per le parti del grupppo 2
5.2.2.1. Piastre:
         - gli angoli e i bordi devono avere un raggio di curvatura di
             almeno 2 mm.
5.2.2.2. Barre:
             la lunghezza deve essere inferiore alla metà del diametro della
             barra, se il diametro è inferiore a 20 mm;
         - il raggio di curvatura dei bordi all'estremità della barra deve
             essere di almeno 2 mm, se il diametro della barra ò uguale o
             superiore a 20 mm.
6.       PRESCRIZIONI PARTICOLARI
6.1.      Il bordo superiore dei parabrezza o della carenatura deve avere un
         raggio di curvatura di almeno 2 mm o deve essere rivestito di
         materiale di protezione dei bordi, conformemente a quanto disposto
         al punto 3.3.
6.2.     Le estremità e i bordi esterni delle leve a mano della frizione e
         dei freni devono essere sensibilmente sferici e avere un raggio di
         curvatura di almeno 7 mm.
6.3.      Il bordo di attacco del parafango deve avere un raggio di
         curvatura di almeno 2 mm.
6.4.      I tappi di riempimento posti sulla superficie superiore del
         serbatoio e che possono essere urtati dal conducente in caso di
         collisione non devono sporgere, al loro bordo posteriore, di più
         di 15 mm rispetto alla superficie sottostante; i loro raccordi con
          la superficie sottostante devono essere a livello o sensibilmente
         sferici. Si devono adottare altre misure (ad es.: nel caso di una
         protezione situata dietro la boccola di riempimento) qualora non
         si riesca a soddisfare la prescrizione di 15 mm di cui sopra (cfr.
         schizzo qui appresso).
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6.5. Le chiavi di accensione devono essere provviste di un'adeguata
     protezione. Questa prescrizione non si applica alle chiavi
     ripiegabili o che sono a livello delia superficie.
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                                  ALLEGATO II
           PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE SPORGENZE ESTERNE DEI VEICOLI
                        A MOTORE A TRE RUOTE CARROZZATI
            CONSIDERAZIONI GENERALI
            Ai veicoli a motore a tre ruote carrozzati, destinati al trasporto
            di persone, si applicano le prescrizioni della direttiva
            74/483/CEE<1) relativa alle sporgenze esterne dei veicoli a
            motore (della categoria M1).
            Ai veicoli a motore a tre ruote carrozzati, destinati al trasporto
            di merci, si applicano le seguenti prescrizioni.
1.          CAMPO D'APPLICAZIONE
1.1         II presente allegato si applica alle sporgenze situate davanti
            alla parete posteriore della cabina dei veicoli destinati al
            trasporto di merci; le sporgenze esterne sono limitate alla
            superficie esterna quale definita qui appresso. Esso non si
            applica ai retrovisori esterni, compreso il loro sostegno, né agli
            accessori quali le antenne radio ed i portabagagli.
1.2         Lo scopo è quello di ridurre il rischio o la gravità delle lesioni
            subite da una persona che entri a contatto con la superficie
            esterna dei veicolo in caso di collisione.
2.          DEFINIZIONI
            Ai sensi del presente allegato, si intende per:
2.1         "superficie esterna", la parte del veicolo situata davanti alla
            parete posteriore dalla cabina quale definita al punto 2.5 qui
            appresso, ad eccezione della parete posteriore stessa, e
            comprendente elementi quali il o i parafanghi anteriori (ove
            esistano), il paraurti anteriore (ove esista) e la o le ruote
            anteriori;
2.2         "tipo di veicolo per ouanto riguarda le sporgenze esterne", i
            veicoli che non presentano tra loro differenze essenziali per
            quanto riguarda la forma, le dimensioni, l'orientamento e la
            durezza delle parti esterne del veicolo;
2.3.        "cabina", la parte della carrozzeria che costituisce il
            compartimento riservato al conducente (e al passeggero), comprese
             le portiere;
2.4         "parete posteriore della cabina", la parte più arretrata della
            superficie esterna del compartimento riservato al conducente ed al
            passeggero;
2.5         "piano di riferimento", un piano orizzontale che passa per il
            centro della o delle ruote anteriori oppure un piano orizzontale
            situato 50 cm sopra il suolo, si sceglie il più basso di detti
            piani; tale piano é definito per il veicolo carico;
(1) GU L 266 del 2.10.1974, pag. 4.
 ---pagebreak---                                -tn-
2.6   "Iinea di base", una linea determinata come segue:
      Si sposta tuttintorno alla struttura esterna del veicolo carico un
      cono ad asse verticale di altezza non definita che abbia un
      semiangolo di 15*, in modo tale che rimanga tangente, nel punto
      più basso possibile, alla superficie esterna della carrozzeria. La
      lìnea di base è la traccia geometrica dei punti di tangenza.
      Nel determinare la linea di base non si deve tener conto dei tubi
      di scappamento, delle ruote, degli elementi meccanici funzionali
      localizzati e fissati alla base quali le sedi di sollevamento dei
      martinetto, i fissaggi della sospensione, i ganci di traino e di
      trasporto. Per quanto riguarda i vuoti esistenti in corrispondenza
      dei passaggi delle ruote, si supporranno continuati da una
      superficie immaginaria che prolunghi senza soluzione di continuità
      la superficie esterna adiacente. Nel fissare la linea di base si
      deve tener conto, a seconda del tipo di veicolo considerato,
      dell'estremità del profilo del pannello della carrozzeria, del
      parafango o dei parafanghi (ove esistano), dell'angolo esterno
      della sezione del paraurti (ove esista). Se esistono
      simultaneamente due o più punti di tangenza, la linea di base è
      determinata dal punto di tangenza più basso;
2.7   "raggio di curvatura", il raggio dell'arco di cerchio che più sì
      avvicina alla forma arrotondata della parte considerata;
2.8   "veicolo carico", il veicolo al suo carico massimo ammissibile
      tecnicamente, ripartito sui due assi conformemente alle istruzioni
      del costruttore.
3.    PRESCRIZIONI GENERALI
3.1   Le disposizioni del presente allegato non si applicano alle parti
      della "superficie esterna" che, qualora il veicolo sia a vuoto e
       le porte, le finestre e gli sportelli di accesso alla cabina, ecc.
      si trovino:
3.1.1 all'esterno di una zona del imitata super tormente da un piano
      orizzontale posto 2 m al di sopra del suolo inferiormente, a
      scelta del costruttore, dal piano di riferimento definito al
      precedente punto 2.6, oppure dalla linea di base definita al punto
      2.7, oppure
3.1.2 situate in modo tale che non possano entrare in contatto, in
      condizioni statiche, con una sfera di 100 mm di diametro.
3.1.3 Se il limite inferiore della zona è costituito dal piano di
      riferimento, sono considerate soltanto le parti del veicolo
      comprese tra due superfici verticali, una tangente alla superficie
      esterna del veicolo e l'altra parallela alla stessa ad una
      distanza di 80 mm verso l'interno del veicolo a partire dal punto
       in cui il piano di riferimento è tangente alla carrozzeria del
      veicolo.
3.2   La "superficie esterna" del veicolo non deve comportare parti
      orientate verso l'esterno in grado di agganciare pedoni, ciclisti
      o motociclisti.
 ---pagebreak--- 3.3   Nessun elemento, di cui al punto 4 qui appresso, deve presentare,
      diretta verso l'esterno, una parte appuntita o tagliente o una
      sporgenza di forma, dimensioni, orientamento o durezza tali da
      aumentare il rischio e la gravità delle lesioni corporali subite
      da una persona urtata o sfiorata dalla superfìcie esterna in caso
      di co II is ione.
3.4   Le sporgenze della superficie esterna di durezza non superiore a
      60 Shore (A), possono avere un raggio di curvatura inferiore ai
      valori prescritti ai punto 4 qui appresso.
3.5   In deroga al punto 4, il raggio di curvatura delle sporgenze
      esterne non deve essere inferiore a 2,5 mm. Se questa prescrizione
      non è rispettata, le sporgenze esterne devono essere rivestite di
      un elemento di protezione avente le caratteristiche prescritte al
      punto 4 o al punto 3.4.
4.    PRESCRIZIONI PARTICOLARI
4.1.  Motivi ornamentali, simboli commerciali, lettere e cifre di sigle
      commercial I
4.1.1 I motivi ornamentali, i simboli commerciali, le lettere e le cifre
      delle sigle commerciali non devono comportare alcun raggio di
      curvatura inferiore a 2,5 mm. Questa prescrizione non si applica
      agli elementi che sporgono meno di 5 mm dalla superficie
      adiacente, a condizione che non abbiano spìgoli taglienti
      orientati verso l'esterno.
4.1.2  I motivi ornamentali, i simboli commerciali, le lettere e le cifre
      delle sigle commerciali che sporgono più di 10 mm dalla superficie
      adiacente devono rientrare, staccarsi o piegarsi sotto l'azione di
      una forza di 10 daN esercitata in una direzione qualsiasi sul loro
      punto più sporgente, in un piano approssimativamente parallelo
      alla superficie sulla quale sono montati.
      La forza 10 daN è esercitata mediante un punzone ad estremità
      piatta con un diametro non superiore 50 mm. In mancanza di questo
      si applica un metodo equivalente. Dopo il rientro, il distacco o
       il piegamento dei motivi ornamentali, le parti rimanenti non
      devono sporgere più di 10 mm o presentare spigoli appuntiti, vivi
      o tagllenti.
4.2.  Visiere e incorniciature di proiettori
4.2.1 Le visiere e le incorniciature sporgenti sono ammesse sui
      proiettori a condizione che non sporgano più di 30 mm dalla
      superficie trasparente esterna del proiettore e che il loro raggio
      di curvatura non sia in alcun punto inferiore a 2,5 mm.
4.2.2  I proiettori a scomparsa devono rispondere alle disposizioni del
      precedente punto 4.2.1, sia in posizione di funzionamento che
      rientrati.
 ---pagebreak---                                 -m-
4
  -2.3 Le disposizioni del punto 4.2.1 che precede, non si applicano ai
       proiettori incassati nella carrozzerìa o arretrati rispetto alla
       parte della carrozzeria sovrastante se quest'ultima è conforme
       alle prescrizioni dei punto 3.2 che precede.
4.3    Gr iglie
       Gli elementi delle griglie devono presentare raggi di curvatura
       -   dì almeno 2,5 mm se la distanza tra gli elementi consecutivi
           supera 40 mm,
       -   di almeno 1 mm se questa distanza è compresa tra 25 e 40 mm,
       -   di almeno 0,5 mm se questa distanza é inferiore a 25 mm.
4.4    Tergicristailo e tergiproiettore
4.4.1  I dispositivi summenzionati devono essere fissati in modo che
       l'albero che porta la spazzola sia ricoperto da un elemento di
       protezione con un raggio di curvatura di almeno 2,5 mm ed una
       superficie minima di 150 mm 2 misurata in proiezione su una
       sezione distante al massimo 6,5 mm dal punto più sporgente.
4.4.2  Gli ugelli del lavacristallo e del tergiproiettore devono avere un
       raggio di curvatura di almeno 2,5 mm. Se sporgono meno di 5 mm, i
        loro spigoli orientati verso l'esterno devono essere smussati.
4.5    Parafango (ove esista)
       Se il parafango è la parte del veicolo più avanzata rispetto alla
       cabina, gli elementi che lo compongono devono essere progettati in
       modo che tutte le superfici rigide rivolte verso l'esterno abbiano
       un raggio di curvatura di almeno 5 mm.
4.6    Dispositivi di protezione (paraurti) (ove esista)
4.6.1  Le estremità dei dispositivi di protezione anteriori devono essere
       ripiegate verso la superficie esterna della carrozzeria.
4.6.2  Gli elementi dei dispositivi di protezione anteriori devono essere
       progettati in modo che tutte le superfici rigide rivolte verso
        l'esterno abbiano un raggio di curvatura di almeno 5 mm.
4.6.3  Gli accessori quali i ganci di traino ed i verricelli non devono
       sporgere oltre la superficie più avanzata del paraurti. Tuttavia,
        i verricelli possono sporgere oltre la superficie più avanzata del
       paraurti a condizione di essere ricoperti, se non utilizzati, da
       un opportuno dispositivo di protezione avente un angolo di
       curvatura di almeno 2,5 mm.
 4.6.4 Le prescrizioni di cui al punto 4.5.2 non si applicano agli
       elementi fissati sul paraurti o facenti parti dello stesso, né
       agli elementi incorporati nel paraurti che sporgono meno di 5 mm.
       Gli spigoli dei.dispositivi che sporgono meno di 5 mm devono
       essere smussati. Ai dispositivi fissati sul paraurti e di cui
        trattasi in altri punti del presente allegato, si applicano le
        rispettive prescrizioni particolari del presente capitolo.
 ---pagebreak---                                     -do-
4
  -7    Maniglie, cerniere e pulsanti delie porte, cofani, del motore e
        del vano bagagli, sportelli, botole e maniglie di accesso
4.7.1   Questi elementi non devono sporgere più di 30 mm nel caso di
        pulsanti, 70 mm nel caso di maniglie di accesso e di chiusura del
        cofano e 50 mm in tutti gli altri casi. Il loro raggio di
        curvatura deve essere almeno di 2,5 mm.
4.7.2   Se le maniglie delle porte laterali sono del tipo rotante, esse
        devono soddisfare uno dei requisiti seguenti:
4.7.2.1 nel caso di maniglie che ruotano parallelamente al piano della
        porta, l'estremità aperta della maniglia deve essere orientata
        verso la parte posteriore. Detta estremità deve essere curvata
        verso il piano della porta, protetta da una cornice o alloggiata
         in un alveolo;
4.7.2.2  le maniglie che ruotano verso l'esterno in una direzione non
        parallela al piano della porta, devono, in posizione chiusa,
        essere protette da una cornice o alloggiate in un alveolo.
        L'estremità aperta dev'essere orientata sia verso la parte
        posteriore sia verso il basso. Tuttavia, la maniglie che non
        soddisfano a quest'ultima prescrizione possono essere autorizzate
        se sussistono le quattro condizioni seguenti:
        -   sono munite di un sistema di richiamo indipendente;
        -   non sporgono più di 15 mm nel caso di mancato funzonamento dei
            sistemi di richiamo;
        -   nella posizione di apertura hanno un raggio di curvatura di
            almeno 2,5 mm (questa condizione non é richiesta se, in
            posizione di apertura massima, la sporgenza é inferiore a 5 mm,
            nel qual caso gli spigoli delle parti orientate verso l'esterno
            devono essere smussat i);
        -    la superficie della loro estremità libera, misurata ad una
            distanza non superiore a 2,5 mm dal punto più sporgente, non é
             Inferiore a 150 mm 2 .
4.8     Deflettori laterali dell'aria e della pioggia e deflettori
        dell'aria contro I'Insudici amento dei finestrini
        Gli spigoli eventualmente rivolti verso l'esterno devono avere un
        raggio di curvatura di almeno 1 mm.
 4.9    Spigoli di lamiera
        Gli spigoli di lamiera sono ammessi a condizione che I loro bordi
        siano ricoperti da un elemento di protezione con un raggio di
        curvatura di almeno 2,5 mm o da un materiale conforme alle
        prescrizoni di cui al punto 3.4.
 4.10   Dadi delle ruote, coprimozzi e dispositivi di protezione
 4.10.1  I dadi delle ruote, i coprimozzi ed i dispositivi di protezione
         non devono comportare alcuna sporgenza a forma di alette.
 ---pagebreak---                                 -SIÌ1-
4.10.2 Quando il veicolo marcia in lìnea retta, nessuna parte delle
       ruote, tranne i pneumatici, situata al di sopra del piano
       orizzontale che passa per il loro asse di rotazione deve sporgere
       oltre la proiezione verticale, su un piano orizzontale, dello
       spigolo del pannello di carrozzeria posto sopra la ruota.
       Nondimeno, se giustificato da esigenze di funzionamento, gli
       elementi di protezione che coprono i dadi delle ruote ed I mozzi
       possono sporgere oltre la proiezione verticale di detto spigolo, a
       condizione che il raggio di curvatura della superficie della parte
       sporgente sia almeno di 5 mm e che la sporgenza non superi
       comunque più di 30 mm la proiezione verticale dello spigolo del
       pannello della carrozzeria.
4.10.3 Se i dadi ed i bulloni sporgono oltre la proiezione sul piano
       della superficie esterna dei pneumatici (parte dei pneumatici
       situata al di sopra del piano orizzontale che passa per l'asse di
       rotazione della ruota), é obbligatorio montare uno o più elementi
       di protezione conformi al precedente punto 4.10.2.
4.11   Sedi di sollevamento per martinetto e tubo o tubi di scappamento
4.11.1 Le eventuali sedi di sollevamento per martinetto e il tubo o i
       tubi di scappamento non devono sporgere più di 10 mm rispetto alla
       proiezione verticale della linea di base o alla proiezione
       verticale dell'intersezione del piano di riferimento con la
       superficie esterna del veicolo.
4.11.2  In deroga alla suddetta prescrizione, un tubo di scappamento può
       presentare una sporgenza superiore a 10 mm a condizione che i suoi
       spigoli all'estremità siano arrotondati con un raggio di curvatura
       di almeno 2,5 mm.
4.12   Le sporgenze e le distanze devono essere misurate in base alle
       prescrizioni menzionate qui appresso.
 ---pagebreak---                                    - RI-
                                 APPENDI CE
              MISURAZIONE DELLE SPORGENZE E DEGLI INTERVALLI
1.   METODO PER DETERMINARE LA DIMENSIONE DELLA SPORGENZA DI UN ELEMENTO
     MONTATO SULLA SUPERFICIE ESTERNA
1.1. La dimensione della sporgenza di un elemento montato su un pannello
     convesso può essere misurata direttamente oppure mediante riferimento
     al disegno di un'adeguata sezione dell'elemento montato.
1.2  Se non é possibile una misurazione semplice della dimensione delle
     sporgenze di un elemento montato su un pannello non convesso, essa
     dev'essere determinata con la variazione massima della distanza tra il
     centro di una sfera di 100 mm di diametro e la linea nominale del
     pannello quando la sfera viene spostata su detto elemento ed in
     continuo contatto con esso.
     La figura 1 mostra un esempio dell'impiego di questo metodo.
1.3   In particolare, per le maniglie di accesso, la sporgenza é misurata
     rispetto al piano che passa per i punti di fissaggio di dette
     maniglie/come illustrato nella figura 2.
2.   METODO PER DETERMINARE LA SPORGENZA DELLE VISIERE E DELLE
      INCORNICIATURE DEI PROIETTORI
2.1. La -sporgenza rispetto alla superficie esterna del proiettore viene
     misurata orizzontalmente partendo dal punto di tangenza di una sfera
     avente diametro di 100 mm, come illustrato nella figura 3.
3.   METODO PER DETERMINARE LA DIMENSIONE DI UN INTERVALLO TRA GLI ELEMENTI
     DI UNA GRIGLIA
3.1. La dimensione di un intervallo tra gii elementi di una griglia viene
     determinata dalla distanza tra due piani che passano per i punti di
     tangenza della sfera e che sono perpendicolari alla linea che
     congiunge detti punti di tangenza.
     Le figure 4 e 5 mostrano esempi di applicazione di questo metodo.
 ---pagebreak---                                                             -4&-
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                                               t* tlit. Co.  «S
 ---pagebreak---                                     ALLEGATO III
                                     Appendice 1
                                 SCHEDA INFORMATIVA
                          RELATIVA ALLE SPORGENZE ESTERNE
                           DI UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE
                                 A DUE 0 TRE RUOTE
                     (da allegare alla domanda di omologazione
            nel caso in cui questa venga presentata indipendentemente
                    dalla domanda di omologazione del veicolo)
    N. d'ordine (attribuito dal richiedente):
La domanda di omologazione relativa alle sporgenze esterne di un tipo di
veicolo a motore a due o tre ruote deve essere corredata delle informazioni
che figurano nell'allegato II della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, lettera
A, punti
0.1
0.2
0.4 - 0.6
1.1
1.2
Nel caso citato al punto 3.5 dell'allegato I del presente capitolo indicare,
se necessario, le misure adottate per garantire la sicurezza.
 ---pagebreak---                                       _ /I if -
                                  ALLEGATO III
                                   Appendice 2
                                         Indicazione dell'amministrazione
                          CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                       RELATIVO ALLE SPORGENZE ESTERNE
                        DI UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE
                               A DUE 0 TRE RUOTE
                                     MODELLO
    Verbale n          del servizio tecnico            in data
   N. di omologazione          N. di estensione
1.  Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo
2.  Tipo di veicolo
3.  Nome ed indirizzo del costruttore
4.  Nome ed indirizzo dell'eventuale mandatario dei costruttore
5.  Veicolo presentato al la prova il
6.  L'omologazione é accordata/rifiutata       (*)
7.  Luogo
8.  Data
9.  Firma
(*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                     -4U-
              CAPITOLO 4
              RETROVISORI
DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
 ---pagebreak---                                  -4n-
                              ALLEGATO I
     DEFINIZIONI
1-   Per "retrovisore" s'intende un dispositivo, diverso da un sistema
     ottico complesso quale un periscopio, destinato a consentire una
     buona visione verso la parte posteriore del veicolo.
2.   Per "retrovisore interno" s'intende il dispositivo definito al
     punto 1, destinato ad essere installato all'interno dell'abitacolo
     del veicolo.
3.   Per "retrovisore esterno" s'intende il dispositivo definito al
     punto 1, destinato ad essere montato su un elemento della
     superficie esterna del veicolo.
4.   Per "tipo di retrovisore" s'intendono i dispositivi che non
     presentano fra loro notevoli differenze nelle caratteristiche
     essenziali elencate qui di seguito :
4.1. dimensioni e raggio di curvatura della superficie riflettente del
     retrovisore;
4.2. concezione, forma o materiali dei retrovisori, compresa la
     giunzione con la carrozzeria.
5.   Per "categoria di retrovisori" s'intende l'insieme dei dispositivi
     che possiedono una o più caratteristiche o funzioni comuni. Essi
     sono cos i e Iass i f i ca t i :
     Categoria I : Retrovisori interni,
     Categoria L : Retrovisori esterni, detti "principali".
6.   Per "r" s'intende la media dei raggi di curvatura misurati sulla
     superficie riflettente, secondo il metodo descritto al punto 2
     dell'appendice 1 del presente allegato.
7.   Per "raggi di curvatura principali in un punto della superficie
     riflettente" s'intendono i valori, ottenuti per mezzo
     dell'apparecchiatura definita nell'appendice 1, misurati sull'arco
     della superficie riflettente che passa per il centro di detta
     superficie ed é situato su un piano verticale (rj) che passa per
      il centro di detta superficie ed é situato su un piano orizzontale
      r(j) e sull'arco perpendicolare a detto segmento.
8.   Per "raggio di curvatura in un punto della superficie riflettente
      (rp)", s'intende la media aritmetica dei raggi principali di
     curvatura r{ ed r'j, cioè :
           r, + r'j
      rp
              2
 ---pagebreak---                                 -.0-
9.    Per "centro della superficie riflettente" s'intende i    bar icentro
      della zona visibile della superficie riflettente.
10.   Per "raggio di raccordo delle parti che costituiscono il
      retrovisore" s'intende il raggio "e" dell'arco di circonferenza
      che più si approssima alla forma arrotondata della parte
      considerata.
11.   Per "tipo di veicolo, con riferimento ai retrovisori" s'intendono
      i veicoli a motore che non presentano fra loro differenze
      essenziali in ordine agli elementi sotto indicati :
11.1  caratteristiche del veicolo che possono ridurre la visibilità e
       influire sul montaggio dei retrovisori;
11.2, posizioni e tipi di retrovisori obbligatori e facoltativi (se
       installati).
12.   Per "punti oculari del conducente", si intendono due punti
      distanti tra loro 65 mm e situati verticalmente a 635 mm sopra il
      punto R relativo al posto del conducente definito nell'appendice
      del presente allegato. La retta che li congiunge è perpendicolare
      al piano verticale longitudinale mediano del veicolo. Il centro
      del segmento avente per estremità i due punti oculari é situato in
      un piano verticale longitudinale che deve passare per il centro
      del posto a sedere del conducente, quale precisato dal
      costruttore.
 13.  Per "visione ambinoculare", si intende la totalità del campo di
      visibilità ottenuto con sovrapposizione dei campi monoculari
      dell'occhio destro e dell'occhio sinistro (vedasi fig. qui
      appresso).
                E.
                 E           retrovisore interno
                 OD }       occhi del conduttore
                 0E )
                 ID }        immagini virtuali monoculari
                 IE )
                 I           immagine virtuale ambinoculare
                 A           angolo di visibilità dell'ochio sinistro
                 B           angolo di visibilità dell'occhio destro
                 C           angolo di visibilità binoculare
                 D           angolo di visibilità ambinoculare
 ---pagebreak---                                           -Ati-
                                        APPENDICE
       METODO PER MISURARE IL RAGGIO DI CURVATURA "r" DELLA SUPERFICIE
                               RIFLETTENTE DEL RETROVISORE
1.          MISURAZIONI
1.1.        Apparecchiatura
            Si usa un apparecchio detto "sferometro" descritto alla figura 1.
1.2.        Punti di misurazione
1.2.1.      I raggi principali di curvatura vengono misurati in tre punti
            situati il più vicino possibile ad un terzo, alla metà e ai due
            terzi dell'arco della superficie riflettente che passa per il
            centro di detta superficie ed è situato in un piano verticale o
            dell'arco che passa per il centro di detta superficie ed è situato
             in un piano orizzontale nel caso che quest'ultimo arco sia più
             I ungo.
1.2.2.      S e , però, le dimensioni della superficie riflettente non
            consentono di misurare nelle direzioni definite al punto 7 del
            presente allegato, i servizi tecnici incaricati della prova
            potranno effettuare le misurazioni nel suddetto punto in due
            direzioni perpendicolari il più possibile vicine a quelle sopra
            prescr itte.
2.          CALCOLO DEL RAGGIO DI CURVATURA "r"
             II raggio " r " , espresso in mm, è calcolato mediante la formula :
                   r    + r     + r
                     p-     P,      P,
            r -
            dove r p i , r p ed r p indicano il raggio di curvatura
            rispettivamente nel primo, nel secondo e nel terzo punto di
            misurazione
 ---pagebreak---   -41c -
Figura 1
         r>
 ---pagebreak---                                   -•m-
                               ALLEGATO I I
       PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA COSTRUZIONE ED ALLE PROVE PER
                   L'OMOLOGAZIONE CEE DEI RETROVISORI
1.      SPECIFICHE GENERALI
1.1.    Ogni retrovisore deve essere regolabile.
1.2.    Il bordo della superficie riflettente deve essere racchiuso da una
        protezione (custodia, ecc.) che deve avere in ogni punto del suo
        perimetro e in ogni direzione un valore "e" maggiore o pari a
        2,5 mm. Se la superficie riflettente si estende oltre la custodia,
        il raggio di raccordo "e", sul perimetro che sporge dalia custodia
        stessa, deve essere maggiore o pari a 2,5 mm e la superficie
        riflettente deve rientrare nella custodia sotto la spinta di una
        forza di 50 newton, esercitata sul punto più sporgente rispetto a
        detta custodia in direzione orizzontale e ali'incirca parallela al
        piano longitudinale mediano del veicolo.
1.3.    Col retrovisore montato su una superficie piana, tutte le sue
        parti, qualunque sia la posizione di regolazione del dispositivo,
        nonché quelle che rimangono aderenti al supporto dopo la prova di
        cui al punto 4.2., che in condizioni statiche possono venire a
        contatto con una sfera avente un diametro di 165 mm (nel caso dei
        retrovisori interni) oppure di 100 mm (nel caso dei retrovisori
        esterni), devono avere un raggio "e" di raccordo pari ad almeno
        2,5 mm.
1.3.1.  La prescrizione enunciata per il raggio al punto 1.3. non si
        applica ai bordi dei fori di fissaggio o degli alveoli il cui
        diametro o la cui diagonale maggiore siano inferiori a 12 mm, a
        condizione che siano smussati.
1.4.     Il dispositivo di fissaggio sul veicolo dei retrovisori deve
        essere concepito in maniera che un cilindro con raggio di 50 mm,
        che abbia come asse l'asse o uno degli assi di snodo o di
        rotazione che consentono il cedimento del dispositivo retrovisore
        nella direzione considerata in caso d'urto, intersechi almeno in
        parte la superficie che permette il fissaggio del dispositivo
        stesso.
1.5.    Alle parti dei retrovisori esterni di cui ai punti 1.2. e 1.3.,
         costruite con materiale di durezza shore A inferiore o pari a 60,
        non si applicano le prescrizioni corrispondenti.
1.6.    Alle parti dei retrovisori interni costruite con materiale di
         durezza shore A inferiore a 50 e montate su supporti rigidi si
         applicano le disposizioni dei punti 1.2. e 1.3. unicamente per
         quanto riguarda detti supporti.
 ---pagebreak---                                   -4n -
2.       DIMENSIONI
2.1.     Retrovisori  interni (categoria I)
         La superficie riflettente deve avere dimensioni tali da potervi
         iscrivere un rettangolo con un lato di 4 cm e l'altro pari ad "a",
         dove :
         a • 15 cm x      1
                          1 000
                      1 +
                            r
2.2.     Retrovisori esterni "principali" (categoria L)
2.2.1.   La superficie riflettente deve avere dimensioni minime tali che :
2.2.1.1.  la superficie non sia inferiore a 69 cm,,
2.2.1.2. nel caso di retrovisori circolari, il diametro non sia inferiore a
         94 mm,
2.2.1.3. nel caso di retrovisori non circolari, le dimensioni consentano di
          iscrivere una circonferenza del diametro di 78 mm sulla superficie
         riflettente.
2.2.2.   La superficie riflettente deve avere dimensioni massime tali che :
2.2.2.1. nel caso di retrovisori circolari, il diametro non sia superiore a
         150 mm.,
2.2.2.2. nel caso di retrovisori non circolari, la superficie riflettente
         possa iscriversi in un rettangolo di 120 mm x 200 mm.
3.       SUPERFICIE RIFLETTENTE E COEFFICIENTI DI RIFLESSIONE
3.1.     La superficie riflettente di un retrovisore deve essere piana o
         sfer ica convessa.
3.2.      Il valore di "r" non deve essere inferiore a :
3.2.1.    1.200 mm per i retrovisori  interni (categoria I);
3.2.2.    la media "r" dei raggi di curvatura misurati sulla superficie
          riflettente non deve essere inferiore a 1.000 mm né superiore a
          1.500 mm per i retrovisori della classe L.
 3.3.     Il valore del coefficiente di riflessione regolare, calcolato con
          il metodo descritto nell'appendice 1 del presente allegato, non
         deve essere inferiore a 40 %.
          Se la superficie riflettente può assumere due posizioni
          («giorno>> e <<notte>>), nella posizione « g i o r n o » essa deve
          consentire di riconoscere i colori dei segnali usati per la
          circolazione stradale. Il valore del coefficiente di riflessione
          regolare nella posizione «notte>> non deve essere inferiore a
          4 %.
 ---pagebreak---                                       -/« -
3.4.     La superficie riflettente deve conservare le caratteristiche
         prescritte al punto 3.3. anche dopo una prolungata esposizione
         agli agenti atmosferici in normali condizioni d'impiego.
4.       PROVE
4.1.     I retrovisori sono sottoposti alle prove di cui ai punti 4.2. e
         4.3.
4.1.1.   La prova stabilita al punto 4.2. non é richiesta per tutti i
         retrovisori esterni nessuna parte dei quali si trova a meno di
         2 metri dal suolo, qualunque sia la regolazione adottata, quando
         il veicolo é al carico corrispondente alla massa totale
         tecn i camente amm i ss i b ile.
         La suddetta deroga si applica anche quando gli elementi di
         montaggio dei retrovisori (piastre di fissaggio, bracci, snodi,
         ecc.) sono situati a meno di 2 metri dal suolo ed all'interno
         della larghezza fuoritutto del veicolo. Tale larghezza é misurata
         nel piano verticale trasversale che passa per gli elementi di
         fissaggio più bassi del retrovisore o per qualsiasi altro punto
         davanti a detto piano quando con questa ultima configurazione la
          larghezza fuoritutto risulta maggiore.
          In questo caso deve essere fornita una descrizione in cui si
         precisi che il retrovisore deve essere montato in modo che la
         posizione dei suoi elementi di montaggio sul veicolo sia conforme
         a quanto detto sopra.
         Qualora venisse applicata questa deroga, il braccio deve essere
         contrassegnato in modo indelebile dal simbolo 2m che dovrà essere
          indicato nel certificato di omologazione.
4.2.     Prova di comportamento all'urto
4.2.1.   Descrizione del dispositivo di prova
4.2.1.1.  Il dispositivo di prova é costituito da un pendolo che può
         oscillare intorno a due assi orizzontali perpendicolari fra loro,
         di cui uno é perpendicolare al piano che contiene la traiettoria
         di lancio del pendolo.
          Il pendolo porta all'estremità un martello costituito da una sfera
          rigida con diametro di 165 ± 1 mm ricoperta da uno spessore di 5
         mm di gomma di durezza shore A 50.
         E' prescritto un dispositivo che consenta di individuare l'angolo
         massimo raggiunto dal braccio nel piano di lancio.
         Un supporto rigidamente collegato al telaio del pendolo serve per
          fissare i campioni nelle condizioni d'urto che verranno precisate
          al punto 4.2.2.6.
 ---pagebreak---               La seguente figura 1 indica le dimensioni dell'impianto di prova
              bed i dettagli costruttivi.
         f—— 200——J
                                     Figura 1
4.2.1.2.      Il centro di percussione del pendolo si considera coincidente con
              il centro della sfera che costituisce il martello. La sua distanza
             "1" dall'asse d'oscillazione nel piano di lancio é pari a
             1 m ± 5 mm. La massa ridotta del pendolo é m 0 - 6,8 ± 0,05 kg
              ("m0" é legato alla massa totale "m" del pendolo ed alla
             distanza "d" tra il baricentro del pendolo ed il suo asse di
             rotazione dalla relazione m,     md)
                                               i
4.2.2.       Descrizione della prova
4.2.2.1.      Il retrovisore viene fissato al supporto col procedimento
              raccomandato dai fabbricante del dispositivo, o, se del caso, dal
              costruttore del veicolo.
4.2.2.2.      Disposizione del retrovisore per la prova
4.2.2.2.1.    I retrovisori sono disposti sull'apparecchiatura per la prova
              d'urto con il pèndolo in maniera che gli assi prendano ali'incirca
              la posizione orizzontale e verticale che avranno una volta montati
              sul veicolo in conformità delle prescrizioni di montaggio fornite
              dal richiedente.
4.2.2.2.2.    Qualora un retrovisore sia regolabile rispetto alia base, la
              posizione di prova sarà quella più sfavorevole agli effetti del
              cedimento del dispositivo entro i limiti di regolazione indicati
              dal richiedente.
 ---pagebreak---                                     - M>- -
4.2.2.2.3. Qualora il retrovisore possieda un dispositivo per regolare la
           distanza rispetto alia base, detto dispositivo deve essere
           regolato in modo che la sua distanza tra la custodia e la base sia
           la minore possibile.
4.2.2.2.4. Qualora sia mobile nella custodia, la superficie riflettente viene
           regolata in maniera che il suo angolo superiore più distante dal
           veicolo si trovi nella posizione più sporgente rispetto alla
           custodia stessa.
4.2.2.3.   Fatta eccezione per la prova 2 per i retrovisori interni (vedi
           punto 4.2.2.6.1.), quando il pendolo si trova in posizione
           verticale, i piani orizzontale e longitudinale verticale che
           passano per il centro del martello devono passare per il centro
           delia superficie riflettente quale definito al punto 9
           dell'allegato I. La direzione longitudinale di oscillazione del
           pendolo é parallela al piano longitudinale di simmetria del
           veicolo.
4.2.2.4.   Quando, nelle condizioni di regolazione indicate ai punti 4.2.2.1.
           e 4.2.2.2. la risalita del martello è limitata dagli elementi del
           retrovisore, il punto d'impatto deve essere spostato in direzione
           perpendicolare all'asse di rotazione o di snodo considerato.
           Lo spostamento deve essere quello strettamente necessario per
            l'esecuzione della prova ed essere limitato in maniera che sia
           rispettata una delie seguunti condizioni :
               la sfera che delimita il martello rimane perlomeno tangente al
               cilindro definito al punto 1.4.,
               il contatto del martello avviene ad una distanza minima di
               10 mm dal bordo della superficie riflettente.
4.2.2.5.   La prova consiste nel far cadere il martello da un'altezza
           corrispondente ad un'angolazione di 60 gradi del pendolo con la
           verticale, in modo che il martello colpisca il retrovisore nel
           momento in cui il pendolo raggiunge la posizione verticale.
4.2.2.6.    I retrovisori vengono colpiti nelle varie condizioni descritte qui
           di seguito :
4.2.2.6.1. Retrovisori interni (categoria I)
           Prova 1 : 1 1 punto d'impatto é quello definito al punto 4.2.2.3.;
            il martello deve colpire il retrovisore sul lato della superficie
            riflettente.
           Prova 2 : 1 1 martello deve colpire il retrovisore sul bordo della
            custodia, in modo che ia percussione prodotta formi un angolo di
            45 gradi con il piano della superficie riflettente e sia situata
            sul piano orizzontale che passa per il centro di detta superficie.
            La percussione viene diretta sul lato della superficie
            riflettente.
 ---pagebreak---                                     -4M-
4.2.2.6.2. Retrovisori esterni (categoria L)
           Prova 1 : 1 1 punto d'impatto è quello definito al punto 4.2.2.3. o
           4.2.2.4.; il martello deve colpire il retrovisore sul lato della
           superficie riflettente.
           Prova 2 : 1 1 punto d'impatto é quello definito al punto 4.2.2.3. o
           4.2.2.4.; il martello deve colpire il retrovisore sul lato opposto
           alla superficie riflettente.
4.3.       Prova di flessione sulla custodia fissata al braccio
4.3.1.     Descrizione della prova
           La custodia viene posta orizzontalmente in un dispositivo, in modo
           che sia possibile bloccare solidamente gli elementi di regolazione
           del supporto di fissaggio. Nel senso della maggiore dimensione
           della custodia, l'estremità più ravvicinata del punto di attacco
           sull'elemento di regolazione del supporto é immobilizzata da un
           arresto rigido, largo 15 mm, che copre tutta la larghezza della
           custodia.
           All'altra estremità, un arresto identico a quello sopra descritto
           viene posto sopra la custodia per applicare il carico di prova
           previsto (figura 2 ) .
           E' consentito fissare l'estremità della custodia opposta a quella
           su cui si é esercitato lo sforzo invece di tenerla in posizione,
           come illustrato nella figura 2.
 ---pagebreak---                                         -41%-
          Esempio di dispositivo per la prova di flessione dei retrovisori
Biette metal Iiche
                    Arresto regolabile
                                                              Custodia
                                                                    Supporto
                                                                    regolabile
  Peso P
                                         Meccan i smo
                                         di bloccaggio
                                        Figura 2
    4.3.3        Il carico di prova è di 25 kg. Esso viene mantenuto per un minuto.
 ---pagebreak--- 5.     RISULTATI DELLE PROVE
5.1.   Nelle prove descritte al punto 4.2. il pendolo deve continuare la
       sua corsa in modo che la proiezione della posizione assunta dal
       braccio sul piano di lancio formi un angolo di almeno 20 gradi con
       la verticale.
       L'approssimazione della misura dell'angolo é di ± 1 grado.
5.1.1. Questa prescrizione non si applica ai retrovisori incollati al
       parabrezza, per i quali si applicano invece, dopo la prova, le
       disposizioni del punto 5.2.
5.2.   In caso di rottura del supporto del retrovisore incollato sul
       parabrezza durante le prove di cui al punto 4.2., la parte
       restante non deve presentare, rispetto alla base, una sporgenza
       superiore a 1 cm e la configurazione risultante dopo la prova deve
       essere conforme al punto 1.3.
5.3.   Durante le prove di cui ai punti 4.2. e 4.3., la superficie
       riflettente non deve rompersi. La rottura della superficie
       riflettente é però ammessa se é rispettata una delle condizioni
       seguent i :
5.3.1.  i frammenti rimangono aderenti al fondo della custodia o ad una
       superficie solidamente connessa a quest'ultima. E' però ammesso lo
       scollamento parziale del vetro, purché esso non sia di oltre
       2,5 mm su ambo i iati delle rotture. E' ammesso il distacco di
       frammenti minuti dalla superficie del vetro nel punto d'impatto;
5.3.2.  la superficie riflettente é costruita con vetro di sicurezza.
 ---pagebreak---                                        -Aty  -
                                    APPENDICE I
            METODO DI PROVA PER LA DETERMINAZIONE DELLA RIFLETTENZA
1.           DEFINIZIONI
1.1.         Illuminante normalizzato CIE A ( 1 ) : illuminante colorimetrico,
             che rappresenta il corpo nero a T 6 8 - 2.855,6 K.
1.2.         Sorgente normalizzata CIE A< 1 V : lampada a filamento di
             tungsteno in atmosfera gassosa, funzionante ad una temperatura di
             colore prossima a T 6 8 - 2.855,6 K.
1.3.         Osservatore di riferimento colorimetrico CIE 1931* 1 ) :
             ricevitore di radiazione, le cui caratteristiche colorimetriche
             corrispondono alle componenti tricromatiche spettrali
             x(A), y(4), z(^) (vedi tabella).
1.4.         Componenti tricromatiche spettrali CIE : componenti tr(cromatiche
             nel sistema CIE (XYZ), degli elementi monocromatici di uno spettro
             di pari energia.
1.5.         Visione fotopica* 1 ) : visione dell'occhio normale quando è
             adattato a livelli di luminanza di almeno varie candele per metro
             quadrato.
2.            APPARECCHIATURA
2.1.         Caratteristiche generali
              L'apparecchiatura e costituita da una sorgente luminosa, da un
              supporto per il campione, da un ricevitore a cellu la fotoelettrIca
              e da un indicatore (figura 1 ) , nonché dai mezzi necessari per
              eliminare gii effetti della luce estranea.
              Il ricevitore può comprendere una sfera di Ulbrìcht per facilitare
              la misurazione del fattore di riflessione dei retrovisori non
              piani (convessi) (figura 2 ) .
 2.2.         Caratteristiche spettrali della sorgente luminosa e del ricevitore
              La sorgente luminosa deve essere una sorgente normalizzata CIE A
              associata ad un sistema ottico che consenta di ottenere un fascio
              di raggi luminosi pressoché paralleli. Si raccomanda di
              prescrivere uno stabilizzatore di tensione per mantenere fissa la
              tensione della lampada per tutto il periodo di funzionamento
              del l'apparecchiatura.
               Il ricevitore deve comprendere una cellula fotoelettrica la cui
              risposta spettrale sia proporzionale alle funzione di luminosità
               fotopica dell'osservatore di riferimento colorimetrico CIE (1931)
               (vedi tabella). Si può anche ricorrere a qualsiasi altra
              combinazione di illuminante, filtro e ricevitore che dia un
              equivalente globale dell'illuminante normalizzato CIE A e della
               visione fotopica.
 (1) Definizioni ricavate dalla pubblicazione CEI 50 (45), vocabolario
      elettrotecnico internazionale, gruppo 45 : illuminazione.
 ---pagebreak---                               -Zoo -
     Se il ricevitore comprende una sfera di Ulbricht, la superficie
     interna della sfera deve essere rivestita da uno strato di pittura
     bianca opaca (diffondente) e non selettiva.
2.3. Condizioni geometriche
     Il fascio di raggi incidenti deve formare di preferenza un
     angolo (6) di 0,44 + 0,09 rad (25 ± 5 gradi) con la perpendicolare
     alia superficie di prova; detto angolo non deve però oltrepassare
     il limite superiore della tolleranza, ossia 0,53 rad oppure
     30 gradi. L'asse del ricevitore deve formare un angolo (8) uguale
     a quello del fascio di raggi incidenti con detta perpendicolare
     (figura 1 ) .
     Al suo arrivo sulla superficie di prova, il fascio incidente deve
     avere un diametro di almeno 19 mm. Il fascio riflesso non deve
     essere più largo della superficie sensibile della cellula
     fotoelettrica, deve coprire almeno il 50 % di questa superficie e,
     se possibile, la stessa porzione di superficie del fascio usato
     per la taratura dello strumento.
     Se il ricevitore comprende una sfera di Ulbricht, quest'ultima
     deve avere un diametro minimo di 127 mm. Le aperture praticate
     nella parete della sfera per il campione e per il fascio incidente
     devono avere dimensioni sufficienti per lasciar passare
     completamente i fasci luminosi incidente e riflesso. La cellula
     fotoelettrica deve essere disposta in modo da non ricevere
     direttamente la luce del fascio incidente o del fascio riflesso.
2.4. Caratteristiche elettriche dell'insieme cellula-indicatore
     La potenza della cellula fotoelettrica letta sull'indicatore deve
     essere una funzione lineare dell'intensità luminosa della
     superficie fotosensibile. Devono essere predisposti mezzi
      (elettrici e/o ottici) per facilitare la rimessa a zero e le
     regolazioni di taratura. Questi mezzi non devono pregiudicare la
      linearità o le caratteristiche spettrali dello strumento. La
     precisione dell'insieme ricevitore-indicatore deve essere di + 2 X
     dell'intera scala o di + 10 % del valore misurato, scegliendo tra
     questi due il valore più piccolo.
2.5. Supporto di campione
      Il meccanismo deve consentire di disporre i campioni in modo che
      l'asse del braccio della sorgente e quello del braccio del
      ricevitore si intersechino al livello della superficie
      riflettente. Quest'ultima può trovarsi all'interno del retrovisore
      campione o sui due lati di quest'ultimo, a seconda che si tratti
     di un retrovisore a prima superficie, a seconda superficie o di un
      retrovisore prismatico del tipo "flip".
 ---pagebreak---                                 - $04 -
3.   PROCEDURA
3.1. Metodo della taratura diretta
     Nel caso del metodo di taratura diretta, il campione di
     riferimento usato é l'aria. Questo metodo si applica agli
     strumenti costruiti in modo da consentire una taratura al 100 %
     della scala orientando il ricevitore direttamente nell'asse della
     fonte luminosa (figura 1).
     In taluni casi (per misurare, ad esempio, superfici con debole
     riflettenza), questo metodo consente di prendere un punto di
     taratura intermedio (fra 0 e 100 % della scala). In questi casi é
     necessario intercalare nella traiettoria ottica un filtro di
     densità neutra e con fattore di trasmissione noto e regolare il
     sistema di taratura fino a che l'indicatore dia la percentuale di
     trasmissione corrispondente al filtro di densità neutra. Detto
     filtro deve essere tolto prima di procedere alle misurazioni della
     riflettenza.
3.2. Metodo della taratura indiretta
     Questo metodo di taratura si applica agli strumenti con sorgente e
     ricevitore di forma geometrica fissa. Esso richiede un campione di
     riflessione opportunamente tarato e conservato, di preferenza un
     retrovisore piano con riflettenza per quanto possibile vicina a
     quella dei campioni provati.
3.3. Misurazione su retrovisore piano
     La riflettenza dei campioni di retrovisori piani può essere
     misurata con strumenti il cui funzionamento si basa sul principio
     della taratura diretta o indiretta. Il valore di riflettenza è
      letto direttamente sul quadrante dell'indicatore dello strumento.
3.4. Misurazione di retrovisore non piano (convesso)
     Per misurare la riflettenza di retrovisori non piani (convessi)
     occorrono strumenti che incorporano una sfera di Ulbricht nel
      ricevitore (figura 2 ) . Se l'apparecchio di lettura della sfera
     munito di uno specchio campione con riflettenza E % dà n e
     divisioni con uno specchio non conosciuto, n x divisioni
     corrisponderanno ad una riflettenza X % data dalla formula :
      X - E nY
 ---pagebreak---                                                     -    £<>*•-
           Figura 1     Schema generale dell'apparecchiatura per la misurazione della
                        riflettenza con i due metodi di taratura
                                             Indicatore con dispositivi di regolazione
                                                                 lo"
                                                                                  Coefficiente di
                                                                                  riflettenza in X
                           Regolazione zero
                                                        •©'           '©*        Regolazione taratura
                    Suppor*o del camp5 ione —*-*^,              ^. .                         "~1
                 Sorgente luminosa e                        //Braccio del ricevitore
                 col Iimatore                     \e,     .                            /   j
                                                      xjf-J       in posizione per la      '
                                                   j               taratura diretta      /
  Ricevitore a cellula fotoelettrica
  in posizione per una misurazione                                                  y
  ed una taratura "indiretta"                   &
            Figura 2 : Schema generale dell'apparecchiatura per la misurazione della
                         riflettenza con sfera di Ulbricht nel ricevitore
orgente luminosa e collimatore
                                              Indicatore con dispositivi di regolazione
                                                                                  |   Coefficiente di
                                                                                      riflettenza in X
                                   Regolazione zero          l » Q                     Regolazione taratura
                                    Ce I lu la fotoelettrica
                               Supporto del campione
                r t
 ---pagebreak---                                     - Xo'i -
     Valori delle componenti tricromatiche spettrali dell'osservatore di
                     riferimento colorimetrico CIE 193l(1>
         La tabella è estratta dalla pubblicazione CEI 50 (45) - 1970
      A                   '(A)              (A)               (A)
      pm
     380               0.001            0.000 0          0.006 5
     390               0.004            0.000 1          0.020 1
     400               0.014            0.000 4          0.067 9
     410               0.043            0.001 2          0.207 4
     420               0.134            0.004 0          0.645 6
     430               0.283            0.011 6          1.385 6
     440               0.348            0.023 0          1.747 1
     450               0.336            0.038 0          1.772 1
     460               0.290 8          0.060 0          1.669
     470               0.195 4          0.091 0          1.287
     480               0.095            0.139 0          0.813
     490               0.032            0.208 0          0.465
     500               0.004            0.323 0          0.272
     510               0.009            0.503 0          0.158
     520               0.063            0.710 0          0.078
     530               0.165            0.862 0          0.042
     540               0.290            0.954 0          0.020
     550               0.433            0.995 0          0.008
     560               0.594            0.995 0          0.003
     570               0.762 1          0.952 0          JO.002
     580               0.916 3          0.870 0          0.001
     590               1.026            0.757 0          0.001
     600               1.062            0.631 0          0.000 8
     610               1 .002           0.503 0          0.000 3
     620               0.854            0.381 0          0.000
     630               0.642            0.265 0          0.000
     640               0.447            0.175 0          0.000
     650               0.283            0.107 0          0.000
     660               0.164            0.061 0          0.000
     670               0.087            0.032 0          0.000
     680                                0.017 0
                       0.046 8                           0.000
     690
                       0.022 7           0.008 2         0.000
     700
                       0.011 A           0.004 1          0.000
     710
     720               0.005 8           0.002 1          0.000
     730               0.002 9           0.001 0          0.000
     740               0.001             0.000 5         0.000
     750               0.000             0.000 2(2)       0.000
     760               0.000             0.000 1          0.000
     770               0.000             0.000 1          0.000
     780               0.000 1           0.000 0          0.000
                       0.000 0           0.000 0          0.000
(1) Tabella ridotta. I valori di y (A) - V (A) sono arrotondati a quattro
    cifre decimaii.
(2) Modificate nel 1966 (da 3 a 2).
 ---pagebreak---                               APPENDICE 2
       I SCR IZION I, OMOLOGAZIONE E MARCATURA DE I RETROVI SOR I
1.   ISCRIZIONI
     Gli esemplari di un tipo di retrovisore presentato per
     l'omologazione devono recare, nettamente leggibile ed indelebile,
     il marchio di fabbrica o commerciale del richiedente e comportare
     uno spazio di grandezza sufficiente per il marchio di
     omologazione; detto spazio deve essere indicato sui disegni che
     corredano la domanda di omologazione.
2.   OMOLOGAZIONE
2.1. La domanda di omologazione deve essere accompagnata da
     4 retrovisori : 3 esemplari per le prove ed 1 conservato dai
      laboratorio per eventuali verifiche successive. Il laboratorio ha
     facoltà di richiedere ulteriori esemplari.
2.2. Se il tipo di retrovisore presentato conformemente al precedente
     punto 1 soddisfa le prescrizioni dell'allegato II, l'omologazione
     é concessa e viene assegnato un numero di omologazione.
2.3. Detto numero non é più assegnato ad un altro tipo di retrovisore.
3.   MARCATURA
3.1. Ogni retrovisore conforme ad un tipo omologato in applicazione del
     presente capitolo deve recare un marchio di omologazione quale
     descritto all'ai legato V del la dirett iva 92/61/CE del Consigi io,
     del 30 giugno 1992, relativa all'omologazione dei veicoli a motore
     a 2 o 3 ruote.
      Il valore "a" che definisce le dimensioni del rettangolo, delle
     cifre e delle lettere che costituiscono la marcatura deve essere
     > a 6mm.
3.2.  Il marchio di omologazione é completato dal simbolo addizionale
      I o L, che specifica la categoria del tipo di retrovisore.
      II simbolo addizionale deve essere posto in prossimità del
      rettangolo circoscritto alla lettera "e" in una posizione
     qualsiasi rispetto a detto rettangolo.
3.3.  Il marchio di omologazione e il simbolo addizionale devono essere
      apposti in una parte essenziale del retrovisore in maniera tale da
     essere indelebili e leggibili quando il retrovisore é montato sul
      veicolo.
 ---pagebreak---                                        -lùf-
                                    APPENDICE 3
                                SCHEDA INFORMATIVA
                               PER QUANTO CONCERNE
                             UN TIPO DI RETROVISORE
                     PER VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
(da allegare alla domanda di omologazione qualora venga presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo).
N. progressivo (assegnato dal richiedente) :
La domanda di omologazione per quanto concerne un tipo di retrovisore per
veicoli a motore a due o tre ruote deve contenere le seguenti informazioni
1.           Marchio di fabbr ica o commerciale :
2.           Nome ed indirizzo del fabbricante :
3.           Nome ed indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante :
4.           Categoria del tipo di retrovisore : I / L ( 1 )
5.           Simbolo M  di cui al punto 4.1.1. dell'allegato II : s i / n o < 1 )
6.           Punti 1.2.1. e 1.2.2. della direttiva L 90/17.
7.           Punti 1.2.1. e 1.2.2. della direttiva L 90/17.
 (1) Cancellare la menzione inutile
 ---pagebreak---                                       - 2 oi -
                                   APPENDICE 4
                           CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                               PER QUANTO CONCERNE
                              UN TIPO DI RETROVISORE
                     PER VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
                                         indicazione dell'amministrazione
Verbale n             del servizio tecnico                 in data
N* dell'omologazione                  N' dell'estensione
1.           Marchio di fabbrica o commerciale del retrovisore :
2.           Tipo e categoria del retrovisore
3.           Nome ed indirizzo del fabbricante :
4.           Nome ed indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
5.         . Retrovisore presentato alla prova il :
6.           L'omologazione è concessa/rifiutata < 1 )
7.           Luogo :
8.           Data  :
9.           Firma :
 (1) Cancellare la menzione inutile
 ---pagebreak---                               ALLEGATO I I I
     PRESCRIZIONI PER L'INSTALLAZIONE DEI RETROVISORI SUI VEICOLI
1.      Posizione
1.1.    Ogni retrovisore deve essere fissato in modo da restare in
        posizione stabile nelle normali condizioni di guida del veicolo.
1.2.    I retrovisori devono essere montati in maniera da consentire al
        conducente, seduto sulla sella in posizione normale di guida, di
        sorvegliare la ruota posteriore del veicolo.
1.3.    Per i veicoli non carrozzati, il retrovisore o i retrovisori
        devono essere montati o regolati in modo che la distanza del
        centro delia superficie riflettente verso l'esterno dal piano
         longitudinale mediano del veicolo sia almeno di 280 mm. Prima
        della misurazione, il manubrio deve restare nella posizione
        corrispondente allo spostamento del veicolo in linea retta ed i I o
         i retrovisori devono essere regolati nella loro normale posizione
        di ut iIizzazione.
1.4.    Per i veicoli muniti di carrozzeria si applica il punto 3
        dell'allegato M I della direttiva 71/127/CEE applicabile ai
        veicoli delle categorie M1 e N1.
2.      Numero
2.1.    Numero obbligatorio di retrovisori per i veicoli non carrozzati
                                       Retrovisore/i
            Categoria di veicolo       esterno/i
                                       pr incipale/i
                                        classe L
            Ciclomotore                      1
            Motociclo                        2
            Triciclo                         2
 ---pagebreak---                                       -2*& -
2.2.         Numero minimo obbligatorio di retrovisori per i veicoli muniti di
             carrozzer ia
                                             Retrovisore     Retrovisore/i
                 Categoria di veicolo          interno         esterno/i
                                                             pr incipale/i
                                              classe I         classe L
                 Ciclomotore a 3 ruote            1(1)          1 se esiste
                                                            iI retrovisore
                                                            interno
                 Tr ici e lo                       1(1)         2 se non
                 Triciclo                         -          esiste iI
                                                             retrovisore
                                                             interno
2.3.         Nel caso in cui sia montato un solo retrovisore esterno, questo
             dev'essere montato sul lato sinistro del veicolo negli Stati
             membri con circolazione a destra, sul lato destro del veicolo
             negli Stati membri con circolazione a sinistra.
2.4.         I retrovisori della categoria M I , omologati conformemente alle
             disposizioni della direttiva 71/127/CEE relativa ai retrovisori
             dei veicoli a motore, sono ammessi anche per i ciclomotori, i
             motocicli ed i tricicli.
2.5.         Numero massimo di retrovisori esterni facoltativi.
2.5.1        Per i ciclomotori é ammesso un retrovisore esterno installato sul
              lato opposto a quello del retrovisore obbligatorio di cui al punto
             2.1.
2.5.2        Per i veicoli muniti di carrozzeria è ammesso un retrovisore
             esterno installato sul lato opposto a quello del retrovisore
             obbligatorio di cui al punto 2.1.
2.5.3         I retrovisori di cui ai punti 2.5.1. e 2.5.2  devono soddisfare le
             presrizioni del presente capitolo.
3.           Regolazione
3.1.          I retrovisori devono poter essere regolati dal conducente nella
             sua posizione di guida. Nel caso dei veicoli a tre ruote muniti di
             carrozzeria, la regolazione deve poter essere effettuata con la
             porta chiusa ma con il finestrino eventualmente aperto.
              II bloccaggio in posizione può però essere effettuato
             dal l'esterno.
 (1) Il retrovisore interno non é richiesto se non possono essere soddisfatte
     le condizioni di visibilità di cui al punto 4.1. qui appresso. In questo
     caso sono obbligatori due retrovisori esterni, uno a sinistra e l'altro a
     destra del veicolo.
                                                                                 (i
 ---pagebreak--- 3.2.   Non sono soggetti alle prescrizioni del punto 3.1. i retrovisori
       che, dopo essere stati spostati sotto l'azione di una spinta,
       possono essere rimessi in posizione corretta senza necessità di
       regolazione.
4.     Campo di visibilità per i veicoli muniti di carrozzeria.
4.1.   Restrovisore interno.
4.1.1. Il campo della visibilità é quello definito al punto 5.2.
       dell'allegato M I della direttiva 71/127/CEE.
4.2.   Retrovisore esterno.
4.2.1.  Il campo di visibilità é quello definito ai punti 5.3.1.,
       5.3.1.1., 5.3.2. e 5.3.2.1. dell'allegato M I della direttiva
       71/127/CEE.
4.3.   Si applicano le prescrizioni relative alle ostruzioni del campo di
       visibilità quali definite al punto 5.7. dell'allegato III della
       direttiva 71/127.
 ---pagebreak---                                       -9.4c-
                                   APPENDICE 1
                               SCHEDA INFORMATIVA
                               PER QUANTO CONCERNE
                      L'INSTALLAZIONE DEL/DEI RETROVISORE/I
                    SU UN TIPO DI VEICOLO A DUE 0 TRE RUOTE
(da allegare alla domanda di omologazione qualora sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo).
N* progressivo (assegnato dal richiedente) :
La domanda di omologazione per quanto concerne l'installazione del/dei
retrovi sore/i su un tipo di veicolo a motore a due o tre ruote deve essere
corredata dalle informazioni che figurano nell'allegato II della direttiva
92/61/CEE del 30.06.1992:
- lettera A, punt i :
  0.1.
  0.2.
  da 0.4. a 0.6.
- lettera B, punti da 1.1.1. a 1.1.5.
- lettera C, punti da 2.6.1. a 2.6.5.
 ---pagebreak---                                        -Z44-
                                    APPENDICE 2
                           CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                                PER QUANTO CONCERNE
                      L'INSTALLAZIONE DEL/DEI RETROVI SORE/1
                SU UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
                                          indicazione dell'amministrazione
Verbale n              del servizio tecnico                 in data
N* dell'omologazione                   N* dell'estensione
1.           Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo:                ,
2.           Tipo del veicolo:
3.           Nome ed indirizzo del costruttore:
4.           Nome ed indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore
5.           Veicolo presentato alla prova il : ....
6.           L'omologazione è concessa/rifiutata (1*
7.           Luogo :
8.           Data   :
9.           Firma :
 (1) Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak---                           -î^i
                      CAPÌTOLO 5
MISURE CONTRO L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO PRODOTTO DAI
         VEICOLI A MOTORE A DUE E A TRE RUOTE
 ---pagebreak---                                          -SV-
                                ELENO) DEGLI ALLEGATI
ALLEGATO I:      Prescrizioni relative alle misure contro l'Inquinamento
                 atmosferico prodotto dai ciclomotori
      Appendice 1: Prova di tipo I
          * Sottoappendice 1: Ciclo di funzionamento sui banco dinamometrico
                                (prova di tipo 1)
          * Sottoappendice 2: Esempio n. 1 di sistema di raccolta dei gas di
                                scarico
          * Sottoappendice 3: Esempio n. 2 di sistema di raccolta dei gas di
                                scarico
          * Sottoappendice 4: Metodo di taratura del banco dinamometrico
      Appendice 2: Prova di tipo II
ALLEGATO II:     Prescrizioni relative alle misure contro l'inquinamento
                 atmosferico prodotto dai motocicli e dal tricicli
      Appendice 1: Prova di tipo I
          * Sottoappendice 1: Ciclo di funzionamento dei motori a benzina per la
                                prova di tipo 1
          * Sottoappendice 2: Esempio n. 1 di sistema di raccolta dei gas di
                                scarico
          * Sottoappendice 3: Esempio n. 2 di sistema di raccolta dei gas di
   i                             scarico
      Appendice 2: Prova di tipo II
          * Sottoappendice 2: Metodo di taratura della potenza assorbita su
                                strada dal freno dinamometrico dei motocicli e dei
                                 tricicli
 ALLEGATO III: Prescrizioni complementari relative alle misure contro
                  l'inquinamento atmosferico visibile prodotto dai veicoli a
                  motore a due e a tre ruote muniti di un motore ad accensione
                  spontanea.
       Appendice  1: Prova in regimi stabilizzati sulla curva di pieno carico
       Appendice  2: Prova in accelerazione libera
       Appendice  3: Valori limite applicabili per la prova in regimi stabilizzati
       Appendice  4: Caratteristiche degli opacimetri
       Appendice  5: Installazione ed uso del l'opacimetro
 ---pagebreak--- ALLEGATO IV: Specifiche del carburante di riferimento
ALLEGATO V:  Scheda informativa concernente le misure contro l'inquinamento
             atmosferico prodotto da un tipo di veicolo a motore a due e a
             tre ruote
ALLEGATO VI: Certificato di omologazione concernente le misure
             control ' Inquinamento atmosferico prodotto da un tipo di veicolo
             a motore a due e tre ruote.
 ---pagebreak---                                        -lìf-
                                    ALLEGATO I
PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE MISURE CONTRO L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO
                             PRODOTTO DAI CICLOMOTORI
1.           DEFINIZIONI
             Ai sensi del presente capitolo:
1.1.         "per tipo di veicolo per quanto riguarda le emissioni di gas
             inquinanti prodotti dal motore",
             s'intendono i ciclomotori che non differiscono sostanzialmente fra
             loro per quanto riguarda i seguenti elementi:
1.1.2.       inerzia equivalente determinata in funzione della massa di
             riferimento come prescritto ai punto 5.2. dell'appendice 1-,
1.1.3.       caratteristiche del motore e del ciclomotore definite nei punti da
             1 a 6 ed 8 de 11'append i ce 3 ;
1.2.         per "massa di riferimento",
             s'intende la massa del ciclomotore in ordine di marcia, aumentata
             di una massa forfettaria di 75 kg. La massa del ciclomotore in
             ordine di marcia corrisponde alla massa totale a vuoto, con tutti
              i serbatoi riempiti almeno al 90X delia loro capacità massima;
1.3.         per "inquinanti gassosi",
             s'intendono i monossidi di carbonio, gli idrocarburi e gli ossidi
             d'azoto, espressi, quest'ultimi, in biossido di azoto (N02).
2.           PRESCRIZIONI E PROVE
2.1.         Considerazioni generali
             Gli elementi che possono influire sulle emissioni di gas
              inquinanti devono essere progettati, costruiti e montati in modo
             che il ciclomotore, in condizioni normali di utilizzazione e
             malgrado le vibrazioni cui può essere sottoposto, possa soddisfare
              le prescrizioni del presente allegato.
2.2.         Descrizione delle prove
2.2.1.        Il ciclomotore é sottoposto a prove di due tipi I e II, descritti
             qui appresso.
2.2.1.1.     Prova di tipo I (controllo delle emissioni medie di gas inquinanti
              in una zona urbana a densa circolazione).
2.2.1.1.1.    Il ciclomotore é posto su un banco dinamometrico provvisto di
              freno e di volano d'inerzia. Si esegue senza interruzione una
             prova della durata totale di 448s, comprendente quattro cicli.
             Ogni ciclo comprende sette fasi (minimo, accelerazione, velocità
             costante, decelerazione, ecc.). Durante la prova I gas di scarico
             sono diluiti con aria in modo da ottenere una portata volumetrica
             costante della miscela. Per l'intera durata della prova, dalia
             miscela cosi ottenuta:
 ---pagebreak---                                        -«AS.
             -   si preleva una portata costante di campioni in un sacco per la
                 successiva determinazione delle concentrazioni (valori medi per
                 la prova) di monossido di carbonio, di idrocarburi incombusti e
                 di ossidi di azoto;
             - si determina il volume totale.
             Alla fine della prova si determina la distanza effettiva percorsa
             indicata da un contagiri totalizzatore azionato dal rullo.
2.2.1.1.2.   La prova viene eseguita con il metodo descritto nell'appendice 1.
             I gas sono prelevati ed analizzati con i metodi prescritti.
2.2.1.1.3.   Fatte salve le disposizioni del punto 2.2.1.1.4. che segue, la
             prova viene ripetuta tre volte. Durante ciascuna prova, le masse
             di monossido di carbonio e di idrocarburi insieme all'ossido di
             azoto devono essere inferiori ai valori limite indicati nella
             tabella qui appresso.
                                   OMOLOGAZIONE E
                                 CONFORMITÀ' DELLA
                                      PRODUZIONE
                Fas i              CO       HC+NOx
                                 (g/km)      (g/km)
                                   L1          L2
                01.01.1997         6(1)        3(1)
                01.10.1999         1(2)        1,2
(1)          Per I ciclomotori a tre ruote e per i quadricicli leggeri, i
             valori limite per le masse di CO e per le masse di HC+NOx sono
             moltiplicati per il fattore 2.
(2)          Per i ciclomotori a tre ruote e per i quadricicli leggeri, i
             valori limite per la massa di CO é 3,5 g/km.
2.2.1.1.3.1. Nondimeno, per ciascuno degli inquinanti di cui al punto
             precedente, uno dei tre risultati ottenuti può superare al massimo
             del 10% Il valore limite ivi prescritto per il ciclomotore In
             questione, a condizione che la media aritmetica dei tre risultati
             sia Inferiore al valore limite prescritto. Qualora I valori limite
             prescritti fossero superati per più di un inquinante, é
              indifferente che tale superamento si verifichi nel corso di una
             stessa prova o nel corso di prove diverse.
 ---pagebreak---                                       -!/> -
2.2.1.1.4.   Il numero di prove prescritte al precedente punto 2.2.1.1.3 è
             ridotto qualora si verifichino le condizioni definite qui
             appresso, ove il termine V1 indica il risultato della prima prova
             e V2 iI risultato della seconda prova, per ciascuno degli
             inquinanti di cui al punto 2.2.1.1.3.
2.2.1.1.4.1. E' necessaria un'unica prova se, per tutti gli inquinanti
             considerati, si ottiene V1 <. 0,70 L.
2.2.1.1.4.2. Sono necessarie soltanto due prove se, per tutti gii inquinanti
             considerati, si ottiene V1 <. 0,85 L ma, per almeno uno di detti
             inquinanti, si ottiene V1 > 0,70 L. Inoltre, per ciascuno degli
             Inquinanti considerati, V2 dovrà essere tale da ottenere V1 + V2 <
             1,70 L e V2 <L.
2.2.1.2.     Prova di tipo II (controllo delle emissioni di monossido di
             carbonio e di idrocarburi incombusti con motore al minimo).
2.2.1.2.1.   Devono essere registrate per la durata di un minuto le masse di
             monossido di carbonio e di idrocarburi incombusti emesse con il
             motore al minimo.
2.2.1.2.2.   La prova é eseguita con il procedimento descritto nell'appendice
             2.
3.           CONFORMITÀ' DELLA PRODUZIONE
3.1.         Per il controllo della conformità della produzione si applicano le
             disposizioni previste ai paragrafo 1 dell'allegatovi della
             direttiva 92/61/CEE relativa all'omologazione dei veicoli a motore
             a due e a tre ruote.
3.1.1.       Tuttavia, per il controllo della conformità per quanto concerne la
             prova di tipo I, si procede come segue:
3.1.1.1.     Si preleva un veicolo dalla serie e lo si sottopone alla prova
             descritta al punto 2.2.1.1. del presente allegato. I valori limite
             specificati sono quelli della tabella del punto 2.2.1.1.3., sotto
              il titolo "conformità della produzione".
3.1.2.       Se II veicolo prelevato dalla serie non soddisfa le prescrizioni
             del precedente punto 3.1.1., il costruttore può chiedere che si
             eseguano delle misure su un campione di veicoli prelevati dalla
             serie e comprendenti il veicolo inizialmente prelevato. Il
             costruttore fissa la dimensione del campione. Si determina allora,
             per ciascun gas inquinante, la media aritmetica x dei risultati
             ottenuti col campione e lo scarto tipo S del campione. Si ritiene
             che la produzione della serie sia conforme se soddisfa la seguente
             condizione:
             7 + k . S < L (1)
             dove
             L: valore limite prescritto nella tabella di cui al punto
                 2.2.1.1.3., sotto il titolo "conformità della produzione" per
                 ciascun gas inquinante considerato;
 ---pagebreak---                                          -2//-
               k: fattore statistico in funzione di n e dato dalla seguente
                  tabella:
                   N        2      3     4     5     6     7     8     9     10
                   k      0.973 0.613 0.489 0.421 0.376 0.342 0.317 0.296 0.279
                   n        11     12    13    14    15    16    17    18     19
                   k      0.265 0.253 0.242 0.233 0.224 0.216 0.210 0.203 0.198
Se n >. 20 si prende k - 0.860
     n
x- £_ xi/n
            n (x, - X ) 2
(1)    S2.£                    dove X| è uno qualsiasi dei singoli risultati
                n -1           ottenuti con il campione n.
          ti 4
 ---pagebreak---                                       -ih-
                                   APPENDICE 1
                                 Prova di tipo I
(Controllo delle emissioni medie di gas inquinanti in zona urbana a denso
traffico).
1.           INTRODUZIONE
             La presente appendice descrive il metodo da seguire per la prova
             di tipo I definita al punto 2.2.1.1. dell'allegato I.
2.           CICLI DI FUNZIONAMENTO SUL BANCO DINAMOMETRICO
2.1.         Descrizione del ciclo
             Il ciclo di funzionamento da applicare sul banco dinamometrico é
             quello indicato nella tabella qui appresso e rappresentato nel
             grafico della sottoappendìce 1.
Ciclo di funzionamento sul banco dinamometrico
  Fase       Tipo di                Accelera-  Velocità   Durata  Durata
  N*         funzionamento            zione                       totale
                                   (m/s2)        (km/h)    (s)      (s)
   1       Minimo                                           8        8
   2       Accelerazione      )   a tutto gas    0 - max )
   3       Velocità costante )    a tutto gas     max     )57
   4       Decelerazione      )    - 0,56        max - 20 )         65
   5       Velocità costante                    20         36      101
   6       Decelerazione           - 0,93       20    - 0   6      107
   7       Minimo                                           5      112
2.2          Condizioni generali per l'esecuzione del ciclo
             Occorre dapprima effettuare eventuali cicli di prova preliminari
             per determinare il miglior metodo d'azionamento dei comandi
             dell'acceleratore e, all'occorrenza, del cambio e del freno.
2.3.         Uso del cambio
              Il cambio viene utilizzato con le modalità eventualmente
             prescritte dal costruttore; in mancanza di istruzioni si applicano
              le seguenti regole:
2.3.1        Cambio manuale
             Alla velocità costante di 20 km/H, il regime del motore deve
             essere compreso, per quanto possibile, tra il 50 ed il 90X del
             regime a potenza massima. Se é possibile raggiungere questa
             velocità con due o più marce, si applica la marcia più alta.
 ---pagebreak---        Durante l'accelerazione, la prova del ciclomotore deve essere
       eseguita con la marcia che consente l'accelerazione massima. Si
       passa alla marcia superiore al più tardi quando il regime del
       motore raggiunge il 110% del regime a potenza massima. Durante la.
       decelerazione, si passa alla marcia inferiore prima che il motore
       cominci a vibrare, e, al più tardi, quando il regime del motore é
       sceso al 30X dei regime a potenza massima. Durante la
       decelerazione non si deve innestare la prima marcia.
2.3.2. Cambio automatico e convertitore di coppia
       Si utilizza la posizione "strada"
2.4.   Tolleranze
2.4.1. Si tollera uno scarto di più meno 1 km/h rispetto alla velocità
       teorica nel corso di tutte le fasi.
       Ai cambiamenti del tipo di funzionamento, si accettano scarti
       superiori alle suddette tolleranze a condizione che la loro durata
       non superi 0,5 s ogni volta.
       Se il ciclomotore decelera più rapidamente del previsto senza che
       si usino i freni, ci si attiene alle prescrizioni del punto
       6.2.6.3.
2.4.2. E' ammessa una tolleranza di ± 0 , 5 s sulle durate teoriche.
2.4.3. Le tolleranze sulla velocità e sul tempo sono combinate come
        indicato nella sottoappendice 1 della presente appendice.
3.     CICLOMOTORE E CARBURANTE
3.1.   Ciclomotore di prova
3.1.1.  Il ciclomotore presentato deve essere in buone condizioni
       meccaniche. Esso deve essere rodato ed aver percorso almeno 250 km
       prima del la prova.
3.1.2.  Il dispositivo di scarico non deve presentare perdite tali da
       ridurre la quantità dei gas raccolti, che deve essere quella
       uscente dal motore.
3.1.3. Si può controllare l'ermeticità del sistema di aspirazione per
       verificare che la carburazione non sia alterata da una presa
       d'aria accidentale.
3.1.4. Le regolazioni del motore e dei comandi del ciclomotore sono
       quelle previste dal costruttore. Questa esigenza si applica in
       particolare alle regolazioni del minimo (regime di rotazione e
        tenore di monossido di carbonio del gas di scarico) del
       dispositivo di avviamento automatico e del sistema di epurazione
       del gas di scarico.
3.1.5.  Il laboratorio può verificare che il ciclomotore abbia prestazioni
       conformi alle specifiche del costruttore e che esso sia
       utilizzabile per la guida normale, ed in particolare sia in grado
        di partire sia a freddo che a caldo e di mantenere il minimo senza
        fermarsi.
 ---pagebreak---                                      -li*   -
3.2.   Carburante
       Si deve usare per ia prova il carburante di riferimento
       raccomandato dal costruttore, le cui caratteristiche sono
       specificate nell'allegato IV. se il motore é lubrificato con
       miscela, la qualità e il dosaggio dell'olio aggiunto al carburante
       di riferimento devono essere conformi alle raccomandazoni del
       costruttore.
4.     APPARECCHIATURA DI PROVA
4.1.   Bando dinamometrico
       Il banco dinamometrico deve presentare le seguenti caratteristiche
       principali:
       -   equazione della curva di assorbimento di potenza: il banco deve
           consentire di riprodurre, con una tolleranza di + 15X, a
           partire dalla velocità iniziale di 12 km/h, la potenza
           sviluppata su strada dal motore quando il ciclomotore circola
           su tratto piano e con velocità del vento praticamente nulla.
       In caso contrario, la potenza assorbita dai freni e dagli attriti
       interni del banco (PA) deve essere di:
       per una velocità 0 < V <, 12 km/h:
       0 < P A < * V 3 1 2 + 5X kv3
                                    l 2 + 5 * P V50 <1>
       per una velocità V             > 12 km/H:
       P A - kv3 + 5X kV 3 + 5X P V 5o ( D
       senza assumere un valore negativo;
       (il metodo di taratura é conforme alle disposizioni della
  1
       sottoappendice 4)
       - Inerzia di base: 100 kg
       - inerzie addizionali (2): di 10 in 10 kg
       - il rullo é munito di un contagiri azzerabile, che consente di
           misurare la distanza effettiva percorsa.
4.2.   Materiale di raccolta dei gas
        Il sistema di raccolta dei gas é costituito dai seguenti elementi
        (vedasi sottoappendici 2 e 3 della presente appendice):
4.2.1. un dispositivo che consente di raccogliere tutti i gas di scarico
       prodotti nel corso della prova mantenendo la pressione atmosferica
       alla o alle uscite dello scappamento del ciclomotore;
4.2.2. un tubo di raccordo che collega il sistema di raccolta dei gas di
       scarico e il sistema di prelievo degli stessi.
 (1)   Per un rullo semplice con diametro di 400 mm.
(2)    Queste masse addizionali possono essere eventualmente sostituite
       da un dispositivo elettronico purché sia dimostrata l'equivalenza
       dei risultati.
 ---pagebreak---                                -Ut   _
       Detto tubo ed il dispositivo di raccolta sono di acciaio
       inossidabile oppure di altro materiale che non alteri la
       composizione dei gas raccolti e che resista alla loro temperatura;
4.2.3. un aspiratore dei gas diluiti. Detto dispositivo deve fornire una
       portata costante e sufficiente a garantire l'aspirazione totale
       dei gas di scar ico;
4.2.4. una sonda, fissata all'altezza del dispositivo di raccòlta del gas
       che consenta di raccogliere, tramite una pompa, un filtro ed un
       flussometro, un campione a portata costante dell'aria di
       diluizione per la durata della prova;
4.2.5. una sonda diretta a monte del flusso di gas diluiti, che consenta
       di prelevare un campione a flusso costante della miscela per la
       durata della prova tramite, all'occorrenza un filtro, un
       flussometro ed una pompa. La portata minima del flusso di gas nei
       due sistemi di prelievo suddetti deve essere di almeno 150 l/h;
4.2.6. valvole a tre vie nei suddetti circuiti di prelievo che dirigono i
       flussi dei campioni sia verso l'esterno, sia verso i rispettivi
       sacchi di prelievo per la durata della prova;
4.2.7. dei sacchi di prelievo stagni che raccolgono l'aria di diluizione
       e la miscela di gas diluiti, inerti agli inquinanti in questione e
       di capacità sufficiente per non impedire il normale flusso dei
       campioni. Detti sacchi devono essere muniti di chiusura
       automatica e poter essere fissati rapidamente in modo ermetico sia
       sul circuito di prelievo sia su quello di analisi a fine prova;
4.2.8. deve essere previsto un metodo per misurare il volume totale dei
       gas diluiti che attraversano il dispositivo di prelievo durante la
       prova.
4.3.   Apparecchiatura di analisi
4.3.1. La sonda di prelievo può essere costituita da un tubo di prelievo
       che sbocca nei sacchi di raccolta o da un tubo di scarico dei
       sacchi. Detta sonda deve essere di acciaio inossidabile oppure di
       un materiale che non a iteri la composizione del gas. La sonda di
       prelievo ed il tubo di raccordo ali'analizzatore devono essere a
       temperatura ambiente.
4.3.2. Gli analizzatori sono dei seguenti tipi:
       - non dispersivo a raggi infrarossi del tipo ad assorbimento per
           il monossido di carbonio;
       - a ionizzazione di fiamma per gli idrocarburi;
       - a chemiluminiscenza per gli ossidi di azoto.
4.4.   Precisione degli apparecchi e delle misurazioni
4.4.1. Dato che il freno é tarato mediante una prova separata (punto
       5.1), non é necessario indicare la precisione del banco
       dinamometrico. L'inerzia totale delle masse ruotanti, compresa
       quella del rullo e della parte ruotante del freno (punto 4.1), é
       misurata con un'approssimazione di ± 5 kg.
 ---pagebreak--- 4.4.2.  La distanza percorsa dal ciclomotore si determina in base al
        numero di giri eseguiti dal rullo con un'approssimazione di
        +. 10 m.
4.4.3.  La velocità del ciclomotore si determina in base alla velocità di
        rotazione dei rulli con un'approssimazione di + 1 km/h per
        velocità superiori a 10 km/h.
4.4.4.  La temperatura ambiente é misurata con un'approssimazione di
        ± 2*C.
4.4.5.  La pressione atmosferica é misurata con un'approssimazione di
        ± 2 mbar.
4.4.6.  L'umidità relativa dell'aria ambiente é misurata con
        un'approssimazione di + 5 % .
4.4.7.  La precisione richiesta per il tenore dei vari inquinanti, senza
        tener conto della precisione dei gas di campionamento, è di ± 3X.
         Il tempo di risposta totale del circuito d'analisi deve essere
         inferiore ad 1 minuto.
4.4.8.   li tenore dei gas di taratura non deve scostarsi di oltre ± 2X dai
        rispettivi valori  di riferimento. Il diluente é costituito
        dall'azoto per il  monossido di carbonio e gli ossidi d'azoto e
        dall'aria per gli  idrocarburi (propano).
4.4.9.  La velocità dell'aria di raffreddamento é misurata con
        un'approssimazione di + 5 km/h.
4.4.10. La tolleranza ammessa sulla durata dei cicli e delle operazioni di
        prelievo dei gas é di ± 1 s. Questi tempi sono misurati con una
        precisione di 0,1 s.
4.4.11.  Il volume totale dei gas diluiti é misurato con un'approssimazione
        di ± 3X.
4.4.12.  Il flusso totale ed il flusso di prelievo devono essere costanti
        con un'approssimazione di + 5 % .
5.      PREPARAZIONE DELLA PROVA
5.1.     Regolazione del freno
         Il freno é regolato in modo che la velocità del ciclomotore sul
         banco, a tutto gas, sia pari alla velocità massima che può essere
         raggiunta su strada, con una tolleranza di + 1 km/h. Questa
         velocità massima non deve scostarsi di oltre ± 2 km/h dalla
         velocità massima nominale indicata dal costruttore. Se il
         ciclomotore é munito di un dispositivo di regolazione della
         velocità massima su strada si deve tener conto dell'effetto di
         tale dispositivo.
         Il freno può essere regolato con un altro metodo se il costruttore
         ne dimostra l'equivalenza.
 ---pagebreak---                                - 224-
5.2.  Adattamento delie inerzie equivalenti alle inerzie di traslazione
      del ciclomotore.
      Si regola il o i volani d'inerzia in modo da ottenere un'inerzia
      totale delle masse ruotanti corrispondente alla massa di
      riferimento del ciclomotore, conformemente ai limiti indicati
      nella tabella qui appresso:
           Massa di riferimento           Inerzie
            del ciclomotore             equivalenti
               P (kg)                       (kg)
                   P  < 105                 100
           105  <  P  < 115                 110
           115  <  P  < 125                 120
           125  <  P  < 135                 130
           135  <  P  < 145                 140
           145  <  P  < 165                 150
           165  <  P  < 185                 170
           185  <  P  < 205                 190
           205  <  P  < 225                 210
           225  <  P  < 245                 230
           245  <  P  < 270                 260
           270  <  P  < 300                 280
           300  <  P  < 330                 310
           330  <  P  < 360                 340
           360  <  P  < 395                 380
           395  <  P  < 435                 410
           435  <  P  < 475
5.3.  Raffreddamento del ciclomotore
5.3.1 Durante la prova viene disposto un dispositivo ausiliario di
      ventilazione dinanzi al ciclomotore in modo da dirigere il flusso
      d'aria di raffreddamento sul motore. La velocità del flusso d'aria
      deve essere di 25 ± 5 km/h. L'apertura di uscita del ventilatore
      deve avere una sezione di ameno 0,2 m 2 , il suo piano deve essere
      perpendicolare all'asse longitudinale del ciclomotore e situato
      fra 30 e 45 cm davanti alla ruota anteriore. Il dispositivo di
      misurazione della velocità lineare dell'aria di ventilazione é
      posto al centro del flusso a 20 cm dall'apertura di uscita
      dell'aria. La velocità dell'aria deve essere per quanto possibile
      costante sull'intera sezione di uscita.
5.3.2  Il raffreddamento del ciclomotore può essere realizzato anche con
      un altro metodo descritto qui appresso. Si dirige un flusso d'aria
      a velocità variabile sul ciclomotore. La regolazione del
      ventilatore deve essere tale che per la gamma di funzionamento
       fino a 10 km/h, la velocità lineare dell'aria all'uscita del
      ventilatore sia pari alla velocità equivalente del rullo con
      un'approssimazione di ± 5 km/h. Per velocità equivalenti del rullo
       inferiori a 10 km/h, la velocità dell'aria di ventilazione può
      essere nulla. L'apertura di uscita del ventilatore deve avere una
                                                                         U<
 ---pagebreak---                                 -tlf-
       sezione di almeno 0,2 m 2 ed il suo bordo inferiore deve essere
       situato ad un'altezza fra 15 e 20 cm dal  suolo. Il piano
       dell'apertura deve essere perpendicolare  all'asse longitudinale
       del ciclomotore e situato fra 30 e 45 cm  davanti alla ruota
       anterlore.
5.4.   Condizionamento del ciclomotore
5.4.1, Immediatamente prima di iniziare il primo ciclo di prova si
       eseguono con il ciclomotore quattro cicli di prova consecutivi di
       112 s ciascuno per riscaldare il motore.
5.4.2  La pressione dei pneumatici é quella raccomandata dal costruttore
       per una normale utilizzazione su strada. Se però il diametro del
       rullo é inferiore a 500 mm, la pressione dei penumatici può essere
       aumentata del 30 - 50X.
5.4.3  Carico sulla ruota motrice: il carico sulla ruota motrice deve
       essere pari, con un'approssimazione di ± 3 kg, a quella di un
       ciclomotore in normale utilizzazione su strada, con un conducente
       del peso di 75 kg +. 5 kg ed in posizione eretta.
5.5.   Controllo della contropressione
5.5.1  Nel corso delle prove preliminari si verifica che la
       contropressione creata dal dispositivo di prelievo non si scosti
       di oltre ± 7,5 mbar dalla pressione atmosferica.
5.6.   Regolazione dell'apparecchiatura di analisi
5.6.1  Taratura degli analizzatori
       S'invia nell'analizzatore tramite il flussometro ed il manometro
       di uscita montati su ciascuna bombola la quantità di gas alla
       pressione indicata, compatibile con il buon funzionamento degli
       apparecchi. Si regola l'apparecchio in modo che indichi quale
       valore stabilizzato il valore indicato sulla bombola del gas
       campione. Si traccia, a partire dalia regolazione ottenuta con la
       bombola a tenore massimo, la curva delle deviazioni
       dell'apparecchio in funzione del tenore delie varie bombole di gas
       campione utilizzate.
5.6.2  Risposta globale dell'apparecchiatura
       S'invia all'estremità della sonda di prelievo il gas della bombola
       a tenore massimo. Si verifica che il valore indicato
       corrispondente alla deviazione massima sia raggiunto in meno di 1
       minuto. Se non si raggiunge detto valore si controlla il circuito
       d'analisi da un capo all'altro per individuare le fughe.
6.     PROCEDIMENTO PER LE PROVE SUL BANCO
6.1.   Condizioni particolari di esecuzione dei ciclo
6.1.1  La temperatura del locale del banco dinamometrico deve essere
       compresa tra 20 e 30' C per tutta la durata della prova.
 ---pagebreak---                                  _ UC-
6.1.2.   L'assetto del ciclomotore deve essere per quanto possibile
         prossimo all'orizzontale in modo da evitare qualsiasi ripartizione
         anomala del carburante o dell'olio del motore.
6.1.3.   Durante la prova si registra la velocità in funzione del tempo per
         controllare la validità dei cicli eseguiti.
6.2.     Messa in moto del motore
6.2.1.   Dopo aver eseguito le operazioni preliminari sull'apparecchiatura
         di raccolta, di diluizione, di analisi e di misurazione del gas
         (vedasi punto 7.1 qui appresso), si mette in moto il motore usando
         i dispositivi previsti a tal fine: starter, valvola di avviamento,
         ecc. conformemente alle istruzioni del costruttore.
6.2.2.   L'inizio del primo ciclo coincide con l'inizio del prelievo dei
         campioni e della misurazione della portata che passa attraverso
         I'aspiratore.
6.2.3.   Minimo
6.2.3.1. Camb i o manuaI e
         Per poter effettuare normalmente le accelerazioni, si inserisce la
         prima marcia del ciclomotore con frizione disinnestata nei 5
         secondi precedenti l'inizio dell'accelerazione a seconda del
         minimo considerato.
6.2.3.2. Cambio automatico e convertitore di coppia
          il selettore di velocità é inserito all'inizio della prova. Se
         esistono due posizioni "città" e "strada" si utilizza la posizione
         "strada".
6.2.4.   Accelerazioni
         Dopo la fine di ciascuna fase di minimo, si esegue la fase di
         accelerazione azionando al massimo il comando del gas e
         all'occorrenza usando il cambio in modo da raggiungere il più
         rapidamente possibile la velocità massima.
6.2.5.   Velocità costante
         La fase a velocità costante massima é eseguita mantenendo il
         comando del gas nella sua posizione mass ima fino a raggiungere la
         successiva fase di decelerazione. Durante la fase a velocità
         costante di 20 km/h si mantiene possibilmente fissa la posizione
         del comando del gas.
6.2.6.   Decelerazione
6.2.6.1. Tutte le decelerazioni sono eseguite chiudendo totalmente il
         comando del gas con motore innestato. Il disinnesto manuale del
         motore é eseguito alla velocità di 10 km/h senza toccare il
         selettore di velocità.
 ---pagebreak---                                  _ HT-
6.2.6.2. Se la decelerazione è più debole di quella prevista per la fase
         corrispondente, si utilizzano i freni del ciclomotore per eseguire
         iI ciclo.
6.2.6.3. Se la decelerazione è più forte di quella prevista per la fase
         corrispondente, si ristabilisce la concordanza con il ciclo
         teorico con un periodo a velocità costante o di minimo col legata
         con ia sequenza di velocità costante o di minimo successiva. In
         tal caso non si applica il punto 2.4.3.
6.2.6.4. Alla fine della seconda fase di decelerazione (arresto del
         ciclomotore sul rullo), il cambio é in posizione di folle ed il
         motore é innestato.
7.       PROCEDIMENTO DI PRELIEVO E DI ANALISI
7.1.     Prelievo
7.1.1.    Il prelievo comincia all'inizio della prova, come indicato al
         punto 6.2.2.
7.1.2.   I sacchi sono chiusi ermeticamente subito dopo la fine del
         r ìempimento.
7.1.3.   Al termine dell'ultimo ciclo, si chiude il sistema di raccolta dei
         gas diluiti e dell'aria di diluizione ed i gas prodotti dal motore
         sono évacuâti nell'atmosfera.
7.2.     Ana lisi
7.2.1.    I gas contenuti in ciascun sacco sono analizzati al più presto
         possibile, comunque non oltre 20 minuti dall'inizio del loro
         r iempimento.
7.2.2.   Se la sonda di prelievo non viene lasciata nei sacchi, si deve
         evitare che l'aria entri in questi ultimi all'introduzione della
         sonda o che dei gas sfuggano al momento della sua estrazione.
7.2.3.   L'analizzatore deve indicare un valore stabilizzato entro 1 minuto
         dal suo collegamento al sacco.
7.2.4.   Si determinano le concentrazioni di HC, CO e NOx nei campioni di
         gas di scarico diluiti e nei sacchi di raccolta dell'aria di
         diluizione a partire dai valori indicati o registrati
         dall'apparecchio di misura ed applicando le opportune curve di
         taratura.
7.2.5.    Il valore preso in considerazione per il tenore di ciascuno dei
         gas inquinanti nei gas analizzati é quello letto dopo che
          l'apparecchio di misurazione si è stabilizzato.
 ---pagebreak---                                     -&LÎ-
8.       DETERMINAZIONE DELLA QUANTITÀ' DI GAS INQUINANTI EMESSI
8.1.     La massa di ossido di carbonio emessa durante la prova é
         determinata con la seguente formula:
         COM   - 1 . V . dco
                 S              106
         dove
8.1.1.   CO|y| é la massa di ossido di carbonio emesso durante la prova in
         g/km;
8.1.2.   S, é la distanza effettivamente percorsa moltiplicando il numero
         di giri letti sul contagiri totalizzatore per lo sviluppo del
         rullo. Questa distanza é espressa in km;
8.1.3.   dço à la massa volumica di monossido di carbonio alla
         temperatura di 0*C e alla pressione di 1013,3 mbar, vale a dire
         1,250 kg/m3;
8.1.4.   C0 C é la concentrazione volumetrica, espressa in milionesimi di
         ossido di carbonio nei gas diluiti, corretta per tener conto
         dell'inquinamento dell'aria di diluizione:
         C0 C - C0 e - C0 d (1-1)
                                 DF
         dove
8.1.4.1. C0 e é la concentrazione di ossido di carbonio misurata in
         milionesimi nel campione di gas diluiti raccolto nel sacco SA;
8.1.4.2. C0 d é la concentrazione di ossido di carbonio misurata in
         milionesimi nel campione di aria di diluizione accumulato nel
         sacco SB;
8.1.4.3. DF é II coefficiente definito al punto 8.4. qui appresso;
8.1.5.   V é i l volume totale, espresso in m3/prova, di gas diluiti
         convertito nelle condizioni di riferimento
         0*C (273* K) e 1013,3 mbar:
         V- Vo . N (Pfl - Pf) . 273
                    1013,3 . (Tp+273)        ,
         dove
8.1.5.1. Vo é iI volume di gas trasferito dalla pompa P1 in una rotazione
         ed espresso in m3/giro. Detto volume é funzione delle diverse
         pressioni tra le sezioni di entrata e di uscita della pompa
         stessa;
8.1.5.2. N é il numero di rotazioni eseguite dalla pompa P1 durante i
         quattro cicli della prova;
8.1.5.3. Pa é la pressione ambiente espressa in mbar;
 ---pagebreak--- 8.1.5.4. Pi é il valore medio della depressione nella sezione di entrata
         della pompa P1 durante l'esecuzione dei quattro cicli, espressa in
         mbar ;
8.1.5.5. Tp é iI valore della temperatura dei gas diluiti misurata nella
         sezione di entrata della pompa P1 durante l'esecuzione dei quattro
         cicli.
8.2.     La massa di idrocarburi incombusti emessa dallo scarico del
         veicolo nel corso della prova é calcolata con la seguente formula:
         HC M + 1 . V d H C . MT4
                 S            106
         dove :
8.2.1.   H C M é la massa di idrocarburi emessi nel corso della prova in
         g/km;
8.2.2.   S é la distanza definita ai punto 8.1.2.;
8.2.3.   d H C é la massa voiumica degli idrocarburi alla temperatura di
         O'C ed alla pressione di 1013,3 mbar (per un rapporto medio
         carbonio/idrogeno di 1:1,85), vale a dire 0,619 kg/m 3 ;
8.2.4.   HCc é la concentrazione dei gas diluiti espressi, ad esempio, in
         milionesimi di carbonio equivalente: la concetrazione di propano
         moltiplicata per 3 ) , corretta per tener conto dell'aria di
         d iIu i z i one :
         HCc - HCe - HCd (1 - 1 )
                                DF
         dove :
8.2.4.1. HCe é la concentrazione degli idrocarburi espressa in milionesimi
         di carbonio equivalente nel campione di gas diluiti raccolti nel
         sacco SA;
8.2.4.2. HCd é la concentrazione degli idrocarburi espressa In milionesimi
         di carbonio equivalente nel campione di aria di diluizione
         raccolta nel sacco SB;
8.2.4.3. DF é iI coefficiente definito al punto 8.4;
8.2.5.   V é l i volume totale (vedasi punto 8.1.5.).
8.3.     La massa degli ossidi di azoto emessa allo scarico del ciclomotore
         nel corso della prova deve essere calcolata con ia seguente
         formula:
         N0XM -     1 • V . duo   . N0.XC i *h
                      S                 IO 6
         dove:
8.3.1.   NO X M é la massa degli ossidi di azoto emessi nel corso della
         prova, espressa in g/km;
8.3.2.   S é la distanza definita al punto 8.1.2;
 ---pagebreak---                                          - lo* -
8.3.3.     dN02 é la massa voi umica degli ossidi di azoto nei gas di scarico,
           espressi in equivalente di biossido di azoto, alla temperatura di
           0*C ed alia pressione di 1013,3 mbar, vale a dire 2,5 kg/m3;
8.3.4.     N 0 X C é la concentrazione di ossido di azoto nei gas diluiti
           espressa in milionesimi e corretta per tener conto dell'aria di
           diluizione.
           N 0 X C - N0 x e - N0 x d (1-1)
           dove:
8.3.4.1.   No x e é la concentrazione degli ossidi di azoto espressa in
           milionesimi nel campione di gas diluiti raccolto nei sacco SA;
           No
8.3.4.2.      xd e la concentrazione degli ossidi di azoto espressa in
           milionesimi nel campione di aria dì diluizione accumulato nel
           sacco SB;
8.3.4.3.   DF è iI coefficiente definito al punto 8.4 qui appresso;
8.3.5      Kh é iI fattore di correzione per l'umidità
           Kh -             1
                     1-0,0329 (H - 10,7)
           dove:
8.3.5.1.   H é l'umidità assoluta in grammi di acqua per kg di aria secca
           H - 6, 2111 . U.Pd (fl/kq)
                            Pa - Pd     U
                                       100
           dove:
8.3.5.1.1.  Uè     la percentuale di umidità;
8.3.5.1.2.  Pd é la tensione di vapore d'acqua di saturazione alla temperatura
            di prova in mbar;
8.3.5.1.3.  Pa è la pressione atmosferica in mbar.
8.4.        DF è un coefficiente espresso dalla formula:
                 DF :            14.5
                      C0 2 + 0,5 CO + HC
            dove
8.4.1.      CO, C0 2 e HC sono concentrazioni di monossido di carbonio, di
            anidride carbonica e di idrocarburi, espresse in percentuali, nel
            campione di gas diluiti contenuto nel sacco SA.
 ---pagebreak---                         -134-
PRESENTAZIONE DEI RISULTATI
I risultati sono espressi in g/km:
HC in g/km - HC massa/S
CO in g/km - CO massa/S
NOx in g/km» NOx massa/S
dove:
HC massa: vedi definizione al punto 8.2
CO massa: vedi definizione al punto 8.1
NOx massa-.vedi definizione al punto 8.3
                distanza effettivamente percorsa dal ciclomotore
                durante la prova.
 ---pagebreak---                                     -i.il-
                              SOTTOAPPENDICE 1
         CICLO DI FUNZIONAMENTO SUL BANCO DINAMOMETRICO (PROVA DI
                                   TIPO I)
                          Le tolleranze sulle velocità (+ 1 km/h) e sui temi
                          (+.0,5 sec.) sono combinate geometricamente per
                          ciascun punto come rappresentato qui appresso
                                                     km/h
(km/h)
                                                              1 2   3  U 5    sec
                                                                   ut,  tv /+)
                                                               - 0,93
       10   20   30    40   50    60 ' 70   80 90  100 110    120   t (s)
                                     65             101
                                                      107
                                                          112
 ---pagebreak---                                      -£35-
                                SOTTOAPPEND ICE 2
             ESEMPIO N. 1 Di SISTEMA DI RACCOLTA DEI GAS DI SCARICO
                                       verso
                                       1 ' atmosfera
ciclorrotort                                                       vei-so 1 ' atinmsiera
                               misurazione del volume totale
                               dei gas di scarico diluiti
 ---pagebreak---                                                    SOTTOAPPENDICE 3
                               ESEMPIO N. 2 DI SISTEMA DI RACCOLTA DEI GAS DI SCARICO
                                                   verso l'atmos for; i
    sacco a;, raccolta                                                                            sacco di raccolta
         l'aria di                                                                                dei gas d i l u i t i
    diluizione
                                                                                       fhewonrtri con
                                                                                       regolatore del liusso
                                                                                                          verso
jf«nti (Jr-11'nn.i <ii . i ; I I I I . - . I . t v          Ti! i r i                                  l'nUncv.rcm
                                                                                                                 t
V                                                                                 ( a^iiirt'.i'xw
      y    sr.a[>fwiK:?iib>
           del ciclomotore                                                          diluiti
                                                                                                                        J
                                                                                misurazione del
                                                         sonda dei gas diluiti
                                                                               .volume totale
                                                                               •del campione di
                                                                               Igas d i l u i t i
                                                                               4         -
 ---pagebreak---                               - lis' -
                         SOTTOAPPENDICE 4
            METODO DI TARATURA DEL BANCO DINAMOMETRICO
1.   OGGETTO
     La presente sottoappendice descrive il metodo da applicare per
     verificare che la curva della potenza assorbita dal banco
     dinamometrico sia conforme alla curva di assorbimento prescritta
     al punto 4.1 dell'appendice 2. La potenza assorbita misurata
     comprende la potenza assorbita per attrito e la potenza assorbita
     dal freno, ad esclusione della potenza dissipata dall'attrito tra
     penumat ico e rullo.
2.   PRINCIPIO DEL METODO
     Questo metodo consente di calcolare la potenza assorbita misurando
     il tempo di decelerazione del rullo. L'energia cinetica del
     dispositivo è dissipata dal freno e dagli attriti del banco
     dinamometrico. Il metodo non tiene conto delie variazioni degli
     attriti interni del rullo dovute al peso del ciclomotore.
3.   PROCEDIMENTO
3.1. Utilizzare il sistema di simulazione d'inerzia corrispondente alia
     massa del ciclomotore destinato alla prova.
3.2. Regolare il freno conformemente al punto 5.1. dell'appendice 2.
3.3. Trascinare il rullo alla velocità di v + 10 km/h.
3.4. Disinnestare il dispositivo utilizzato per trascinare il rullo e
     lasciare che il rullo deceleri liberamente.
3.5. Registrare il tempo impiegato dal rullo per passare dalla velocità
  *• di v + 0,1 v alla velocità di v - 0,1 v.
3.6. Calcolare ia potenza assorbita mediante la seguente formula:
     P A - 0,2 x M vi x 10" 3
                      t
     dove :
     P A ò la potenza assorbita dal banco dinamometrico, espressa in KW
     M è l'inerzia equivalente espressa in kg
     v è la velocità di prova di cui al punto 3.3. espressa in m/s.
     t è l i tempo espresso in s impiegato dal rullo per passare da
     v + 0,1 v a v - 0,1 v.
3.7. Ripetere le fasi descrìtte nei punti da 3.3. a 3.6. per
     comprendere la gamma di velocità da 0 a 50 km/h, di 10 in 10 km/h.
3.8. Tracciare la curva che rappresenta la potenza assorbita in
     funzione della velocità.
 ---pagebreak---                                             -%U-
      3.9          Verif Icare che detta curva rispetti la tolleranza di cui al punto
                   4.1. de II'appendice 1.
      Potenza assorbita PA in kW
PV 50
PV 12
                12                                       50
                                                               velocità in km/h
 ---pagebreak---                                - u> -
                            APPENDICE 2
                         Prova di tipo II
     (Misurazione delle emissioni di monossido di carbonio
                    e di idrocarburi al mìnimo)
1.   INTRODUZIONE
     Nella presente appendice é descritto il metodo da applicare per fa
     prova di tipo II definita al punto 2.2.1.2. dell'allegato i.
2.   CONDIZIONI DI MISURAZIONE
2.1. Il carburante utilizzato é quello descritto al punto 3.2
     del l'appendice 1.
2.2. Anche per il lubrificante da utilizzare ci si conforma alle
     disposizioni del punto 3.2. dell'appendice 1.
2.3. Le emissioni massiche di ossido di carbonio e di idrocarburi sono
     determinate immediatamente dopo la prova del tipo I descritta al
     punto 2.1. dell'appendice 1 non appena i valori sono stabilizzati
     e con il motore al minimo.
2.4. Per i ciclomotori muniti di cambio manuale, la prova è eseguita al
     punto morto, a frizione innestata.
2.5. Per i ciclomotori muniti di cambio automatico, la prova è eseguita
     a frizione innestata ma con la ruota motrice mantenuta immobile.
2.6. La velocità del minimo del motore nel corso del periodo di minimo
     deve essere regolata conformemente alle specificazioni dei
     costruttore.
3.   PRELIEVO ED ANALISI DEI GAS DI SCARICO
3.1. Le valvole elettromagnetiche vengono poste nella posizione
     corrispondente all'analisi diretta dei gas dì scarico diluiti e
     del l'ar ia di diluizione.
3.2. L'analizzatore deve indicare un valore stabile entro un minuto dal
     suo collegamento alla sonda.
3.3. Si determinano le concentrazioni di HC e di CO nel campione di gas
     di scarico diluiti e nell'aria di diluizione a partire dai valori
      indicati o registrati dall'apparecchio di misurazione applicando
      le opportune curve di taratura.
3.4.  Il valore preso in considerazione per il tenore di ciascuno dei
     gas inquinanti nei gas analizzati é il valore letto dopo la
     stabilizzazione dell'apparecchio di misura.
 ---pagebreak---                                    -UT   -
4.       CALCOLO DELLA QUANTITÀ* DI GAS INQUINANTI EMESSI
4.1.     La massa di ossido di carbonio emessa durante la prova è calcolata
         con la seguente formula:
         C0M - V . dco     . £0^
         dove:
4.1.1.   C 0 M è la massa di ossido di carbonio emessa durante la prova in
         g/min;
4.1.2.   d c o è la massa voi umica di monossido di carbonio alla
         temperatura di O'C ed alla pressione di 1013,3 mbar, vale a dire
         1,250 kg/m 3 ;
4.1.3.   C 0 C è la concentrazione volumetrica, espressa in milionesimi di
         ossido di carbonio, nei gas diluiti, corretta per tener conto
         dell'inquinamento dell'aria di diluizione.
         COc - COe - COd (1- 1 )
                               D/r
         dove:
4.1.3.1. COe è la concentrazione di ossido di carbonio, misurata in
         milionesimi, nel campione di gas diluiti;
4.1.3.2. Cod é la concentrazione di ossido di carbonio, misurata in
         milionesimi, nel campione di aria di diluizione;
4.1.3.3. DF è il coefficiente definito al punto 4.3. qui appresso;
4.1.4.   V è i l volume totale, espresso in m3/min, di gas diluiti,
         riportato alle condizioni di riferimento O'C (273*K) e 1013,3
         mbar ;
              V - V o . N (Pa - PI) . 273
                           1013,3 . (Tp+273)
              dove :
4.1.4.1  Vo è iI volume di gas trasferito dalla pompa P1 nel corso di una
         rotazione, espresso in m 3 /giro. Detto volume è funzione delle
         diverse pressioni tra le sezioni di entrata e di uscita della
         pompa stessa;
4.1.4.2. N é il numero di rotazioni eseguito dalla pompa P1 durante la
         prova al minimo diviso per il tempo in min.:
4.1.4.3. Paè     la pressione ambiente espressa in mbar;
4.1.4.4. Pi è il valore medio durante la prova della depressione nella
         sezione di entrata nella pompa P1, espressa in mbar;
 ---pagebreak--- 4.1.4.5. Tp è iI valore, durante l'esecuzione dei quattro cicli, delia
         temperatura dei gas diluiti misurato nella sezione di entrata
         nel la pompa P1.
4.2.     La massa di idrocarburi incombusti emessa dallo scappamento del
         veicolo nel corso della prova è calcolata con la seguente formula:
         HC M - V . d H C . Ufi-
                               10 6
         dove:
4.2.1.   HCu la massa di idrocarburi emessa nel corso della prova in
         g/m in.;
4.2.2.   due A • * massa voiumica degli idrocarburi alla temperatura di
         O'C ed alla pressione di 1013,3 mbar (per un rapporto medio
         carbon io/idrogeno di 1: 1,85), vale a dire 0,619 kg/m 3 ;
4.2.3.   HCc è la concentrazione dei gas diluiti espressa in milionesimi di
         carbonio equivalente (ad es.: la concentrazione in propano
         moltiplicata per 3 ) , corretta per tener conto dell'aria di
         diluizione:
         HCc - HCe - HCd (1 - 1 )
                                    DF
         dove:
4.2.3.1. HCe è la concentrazione di idrocarburi espressa in milionesimi di
         carbonio equivalente nel campione di gas diluiti.
4.2.3.2. HCd è la concentrazione di idrocarburi espressa in milionesimi di
         carbonio equivalente nel campione d'aria di diluizione;
4.2.3.3. DF è iI coefficiente definito al punto 4.3 qui appresso;
4.2.4.   V é l i volume totale (vedasi punto 4.1.4.)
4.3.     DF è un coefficiente espresso con la formula:
         DF -           14 t §
                   C 0 2 + 0,5 CO + HC
         dove :
4.3.1.   C0 t C 0 2 ed HC sono concentrazioni di monossido di carbonio, di
         biossido di carbonio e di idrocarburi del campione di gas diluiti,
         espresse in percentuale.
 ---pagebreak---                               ALLEGATO II
       PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE MISURE CONTRO L'INQUINAMENTO
                              ATMOSFERICO
                 PRODOTTO DAI MOTOCICLI E DAI TRICICLI
1.      DEFINIZIONE
        Ai sensi del presente capitolo:
1.1.    "Per tipo di veicolo per quanto riguarda le emissioni di gas
        Inquinanti prodotte dal motore"
        s'intendono motocili o tricicli che non differiscono
        sostanzialmente fra loro per quanto riguarda, in particolare i
        seguent i punt I :
1.1.1.  inerzia equivalente, determinata in funzione della massa di rife-
        rimento, secondo quanto prescritto al punto 5.2 dell'appendice 1
1.1.2.  caratteristiche del motore e del veicolo definite nei punti da 1 a
        6 e 8 dell'appendice 3.
1.2.    Per "massa di riferimento"
        s'intende la massa del veicolo in ordine di marcia, aumentata di
        una massa forfettaria di 75 kg. La massa del motociclo o del
        triciclo in ordine di marcia è quella che corrisponde alia massa
        totale a vuoto con tutti i serbatoi riempiti almeno al 90% della
        loro capacità massima.
1.3.    Per "carter del motore"
        s'intendono le capacità presenti sia nel motore sia all'esterno
        dello stesso, collegate al carter dell'olio mediante passaggi
         interni o esterni attraverso i quali possono sfuggire i gas ed i
        vapor i.
1.4.    Per "inquinanti gassosi"
        s'intendono il monossido di carbonio, gli idrocarburi e gli ossidi
        di azoto, quest'ultimi espressi in equivalente di biossido d'azoto
        (N0 2 ).
2.      PRESCRIZIONI E PROVE
2.1.    Considerazioni generali
        Gli elementi che possono infuire sulle emissioni di inquinanti
        gassosi devono essere progettati, cost rut iti e montati in modo che
         il motociclo o il triciclo, in condizioni normali di utilizzazione
        e malgrado le vibrazioni cui può essere sottoposto, possa
        soddisfare le prescrizioni del presente allegato.
2.2.    Descrizione delle prove
2.2.1.   Il motociclo o il triciclo é sottoposto a prove dei due tipi l e
         Il a seconda della sua categoria e come indicato qui di seguito.
                                                                             (i
 ---pagebreak---                                       -IH4-
2.2.1.1.     Prova di tipo I (controllo della quantità media di inquinanti
             gassosi emessi in una zona urbana a forte traffico).
2.2.1.1.1.   La prova è eseguita con il metodo descritto all'appendice 1 del
             presente allegato. I gas devono essere prelevati ed analizzati con
             i metodi prescr itti.
2.2.1.1.2.   Fatte salve le disposizioni del punto 2.2.1.1.3. qui appresso, la
             prova viene eseguita tre volte. Durante ciascuna prova, le masse
             di monossido di carbonio, di idrocarburi e di ossido di azoto
             ottenute devono essere inferiori ai valori figuranti nelle tabelle
             I e l l a seconda della massa di riferimento dei motociclo o del
             triciclo. La misurazione della massa al km degli ossidi di azoto è
             indicata unicamente a titolo informativo.
2.2.1.1.2.1. Per ciascuno degli inquinanti di cui al punto precedente é ammesso
             che uno dei tre risultati ottenuti superi al massimo del 10% il
             limite prescritto in detto punto per il motociclo od il triciclo
             considerato, a condizione che la media aritmetIca dei tre
             risultati sia inferiore al limite prescritto. Qualora i limiti
             prescritti fossero superati da più di un inquinante, detto
             superamento può verificarsi indifferentemente nel corso della
             stessa prova o di prove diverse.
2.2.1.1.3.   Il numero dì prove prescrìtte al punto 2.2.1.1.2. è ridotto
             qualora si verifichino le condizioni definite qui appresso ove il
             termine Vf indica il risultato della prima prova e V 2 il
           . risultato della seconda prova per ciascuno degli inquinanti di cui
             al punto 2.2.1.1.2.
2.2.1.1.3.1. E' necessaria un'unica prova se per gli inquinanti considerati si
             ottiene V-j < 0,70 L.
2.2.1.1.3.2. Sono necessarie soltanto due prove se per gli inquinanti
             considerati si ottiene V-| <. 0,85 L ma se, per almeno uno di
             detti inquinanti, si ha V 1 > 0,70 L. Inoltre, per ciascuno degli
              inquinanti considerati, V 2 deve essere tale da dare V-j + V 2
             < 1,70 L e V 2 < L.
2.2.1.2.     Prova di tipo II (controllo dell'emissione di ossido di carbonio
             al minimo)
2.2.1.2.1.    Il tenore di monossido di carbonio dei gas di scarico emessi al
             regime di minimo non deve superare 4,5 V0L%.
2.2.1.2.2.   Questa prescrizione è verificata nel corso della prova di cui
             al l'appendice 2.
 ---pagebreak---                             Tabella I
      LIMITI PER MOTOCICLI E TRICICLI CON MOTORE A 2 TEMPI
               E DATE DELLA LORO ENTRATA IN VIGORE
                            Omologazione
                         e Conformità del la
                             produzione
    01.01.97(1)
                        CO-8g/km
                        HC-4g/km
                        NOx-0,1g/km
(1)   Tuttavia, per quanto concerne i tricicli ed i quadricicli, i
      valori limite sono moltiplicati per il fattore 1,5.
 ---pagebreak---                               - ÎHh -
                            Tabella II
      LIMITI PER MOTOCICLI E TRICICLI CON MOTORE A 4 TEMPI
               E DATE DELLA LORO ENTRATA IN VIGORE
                            Omologazione
                         e Conformità del la
                               produzione
    01.01.97(1)
                        CO-13g/km
                        HC-3g/km
                        NOx-0,3g/km
(1)   Tuttavia, per quanto concerne i tricicli ed i quadricicli, i
      valori limite sono moltiplicati per il fattore 1,5.
 ---pagebreak--- 3.             CONFORMITA' DELLA PRODUZIONE
3.1.           Per il controllo delia conformità della produzione, sì applicano
               le disposizioni previste al paragrafo 1 dell'allegato VI della
               direttiva 92/61/CEE relativo all'omologazione dei veicoli a motore
               a due e a tre ruote.
3.1.1.         Tuttavia, se la massa di monossido di carbonio o degli idrocarburi
               prodotti dal veicolo prelevato dalla serie é superiore ai limiti
               che precedono, il costruttore ha la possibilità di chiedere che
               vengano effettuate delle misure su un campione di veicoli
               prelevati dalla serie e contenente il veicolo prelevato
               inizialmente. Il costruttore stabilisce l'importanza n del
               campione. Si determina allora, per ciascun gas inquinante, la
               media aritmetica x dei risultati ottenuti con il campione e lo
               scarto tipo S (1) del campione. Si ritiene che la produzione
               della serie sia conforme se è rispettata la seguente condizione:
               x + k . S < L (1)
               dove
               L: valore limite prescritto nella tabella di cui al punto
                  2.2.1.1.3., sotto il titolo "conformità della produzione 1  per
                  ciascun gas inquinante considerato;
               k: fattore statist co in funzione di n e dato dalla tabella
                  seguente:
                  N       2     3     4     5     6     7     8     9     10
                  k     0,973 0,613 0,489 0,421 0,376 0,342 0,317 0,296 0,279
                  n       11    12    13    14    15    16    17    18    19
                  k     0,265 0,253 0,242 0,233 0,224 0,216 0,210 0,203 0,198
                     n>20    k -
(1)    sffix - x ) .  dove x è uno qualsiasi dei singoli risultati
         ** n - 1              ottenuti con il campione n.
 ---pagebreak---                                   -Ikf-
                               APPENDICE 1
                             Prova dì tipo I
         (Controllo degli inquinanti emessi in una zona urbana
                            a forte traffico)
1.        INTRODUZIONE
         La presente appendice descrive il metodo da seguire per la prova
         di tipo I definita al punto 2.2.1.1. dell'allegato II.
1.1.     Il motociclo o il triciclo è posto su un banco dinamometrico che
         comprende un freno ed un volano d'inerzia. Si procede senza
         interruzione ad una prova della durata complessiva di 13 minuti e
         comprendente quattro cicli. Ogni ciclo è composto di 15 fasi di
         funzionamento (minimo, accelerazione, velocità costante,
         decelerazione, ecc.). Durante la prova, i gas di scarico sono
         diluiti con aria per ottenere un flusso volumetrico costante della
         miscela. Per l'intera durata della prova si raccolgono in un sacco
         i campioni prelevati in condizioni di flusso costante per
         determinare successivamente la concentrazione (media durante la
         prova) di monossido di carbonio, di idrocarburi incombusti, di
         ossido di azoto e di biossido di carbonio.
2.       CICLI DI FUNZIONAMENTO AL BANCO DINAMOMETRICO
2.1.     Descrizione del ciclo
          Il ciclo di funzionamento da applicare sul banco dinamometrico è
         quello descritto nella tabella qui appresso e rappresentato nel
         grafico di cui alla sottoappendice 1.
2.2.     Condizioni generali per l'esecuzione del ciclo
         Occorre dapprima effettuare eventuali cicli di prova preliminari
  ,       per determinare il miglior metodo d'azionamento dei comandi
         dell'acceleratore e del freno, in modo che il ciclo effettivo
         riproduca il ciclo teorico entro i limiti prescritti.
2.3.     Uso del cambio
2.3.1.   L'uso del cambio è determinato come segue:
2.3.1.1. A velocità costante, il regime del motore è compreso, se
         possibile, tra il 50 e il 90% della velocità corrispondente alla
         potenza massima del motore. Se tale velocità può essere raggiunta
         con due o più marce, il ciclo del motore è eseguito innestando la
         marcia più alta.
2.3.1.2. Durante l'accelerazione si esegue la prova del ciclo del motore
         con la marcia adatta all'accelerazione imposta dal ciclo. Si
          innesta una marcia superiore al più tardi quando la velocità di
          rotazione è pari al 110% della velocità corrispondente alla
         potenza massima del motore. Se un motociclo o un triciclo
 ---pagebreak---                                  -îkC-
         raggiunge la velocità di 20 km/h in prima, oppure 35 km/h in
         seconda, si inserisce a queste velocità il rapporto successivo
         (più alto). In questi casi non è ammesso alcun altro cambio di
         marcia per marce più alte. Se durante la fase di accelerazione i
         cambi di marcia sono eseguiti a queste velocità fisse del
         motociclo o del triciclo, la fase successiva a velocità costante è
         eseguita con la marcia innestata quando ii motociclo o il triciclo
         entra in questa fase a velocità costante, indipendentemente dal
         regime del motore.
2.3.1.3. Durante la decelerazione, si innesta un rapporto inferiore prima
         che il motore cominci a ruotare ali'incirca al minimo, oppure
         quando il numero di giri del motore è pari al 30% della velocità
         corrispondente alla potenza massima del motore e si sceglie la
         condizione che si verifica per prima. Durante la decelerazione non
         sì deve scendere in prima.
2.3.2.   I motocicli o i tricicli muniti di cambio a comando automatico
         vengono sottoposti alla prova innestando il rapporto più alto
         ("drive"). Sì aziona l'acceleratore in modo da ottenere
         accelerazioni possibilmente costanti che consentano alla
         trasmissione d'innestare le varie marce nell'ordine normale. Si
         applicano le tolleranze prescritte al punto 2.4.
2.4.     Tolleranze
2.4.1.   Si tollera uno scarto di ± 1 km/h rispetto alla velocità teorica
         durante tutte le fasi del ciclo. Ai cambiamenti di fase, si
         accettano tolleranze sulla velocità superiore a quelle prescritte,
         a condizione che la durata degli scarti constatati non superi mai
         0,5 s e ogni volta, fatte salve le disposizioni dei punti 6.5.2. e
         6.6.3.
2.4.2.   Le tolleranze sui tempi sono di ± 0 , 5 s.
2.4.3.   Le tolleranze sulla velocità e sui tempi sono combinate come
          indicato nella sottoappendice 1.
2.4.4.   La distanza percorsa durante il ciclo é misurata con una
         tot leranza di ± 2 % .
 ---pagebreak---                                           CICLO DI FUNZIONAMENTO AL BANCO DINAMOMETRICO
 Numero             Sequenza             Fasi  Acceleraz.   Veloc. Durata d ciasc. Progr. Rapporto da utilizzare con cambio
 sequenza                                       (m/sec2)    (km/h) sequenza fase     tempi         meccanico
                                                                     (sec)    (sec) (sec)
                                                                                                                            I
     1     Minimo                          1                           11      11       11  6 sec. PM/5 sec. K(*)
     2     Accelerazione                   2       1,04     0-15        4       4       15
     3     Velocità costante               3                  15        8       8       23  vedi punto 2.3.
     4     Decelerazione                         - 0,69     15 - 10     2               25
     5     Decelerazione a friz, disln.    4                10-0        3       5       28                K
     6     Minimo                          5     - 0,92                21      21       49  16 sec. PM/5 sec. K
     7     Accelerazione                   6                0-32       12      12      61
     8     Velocità costante               7       0,74       32       24      24       85  vedi punto 2.3.
     9     Decelerazione                                    32 - 10     8              93
    10     Decelerazione a friz, dis in.   8     - 0,75     10-0        3      11      96                 K                   I
                                                                                                                              Ko
    11     Minimo                          9                           21      21     117   16 sec. PM/5 sec. K
    12     Accelerazione                  10     - 0,92     0-50       26      26     143
    13     Velocità costante              11                  50       12      12     155
    14     Decelerazione                  12       0,53     50 - 35     8       8     163   vedi punto 2.3.
    15     Velocità costante              13                  35       13      13     176
    16     Decelerazione                         - 0,52     35 - 10     9             185
    17     Decelerazione a friz, disln.   14                10-0        3      12     188                 K
    18     Minimo                         15     - 0,68                 7       7     195   7 sec. PM
                                                 - 0,92
(*) PM - cambio in folle, motore innestato
     K - motore disinnestato
 ---pagebreak---                                       - Vtî -
3.            MOTOCICLO 0 TRICICLO E CARBURANTE
3.1.          Motociclo o triciclo da provare
3.1.1.        Il motociclo o triciclo presentato deve essere in buone condizioni
              meccaniche. Esso deve essere rodato ed aver percorso almeno 1000
              km prima della prova. Il laboratorio può decidere se un motociclo
              o un triciclo che abbia percorso meno di 1000 km prima della prova
              possa essere accettato.
3.1.2.        Il dispositivo di scarico non deve presentare perdite che rischino
              di ridurre la quantità di gas raccolti, che deve essere quella
              uscente dal motore.
3.1.3.        Può essere verificata l'ermeticità del sistema di aspirazione per
              accertare che la carburazione non sia alterata da una presa d'aria
              accidentale.
3.1.4.        Le regolazioni del motociclo o del triciclo sono quelle previste
              dal costruttore.
3.1.5.         Il laboratorio può verificare che il motociclo o il triciclo
              corrisponda alle prescrizioni indicate dal costruttore e sia
              utilizzabile per la guida normale, e, in particolare, sia adatto a
              partire sia a freddo che a caldo.
3.2.          Carburante
              Si deve usare per la prova il carburante di riferimento
              raccomandato dal costruttore, le cui caratteristiche sono
              specificate nell'allegato IV. Se il motore è lubrificato a
              miscela, si aggiunge al carburante di riferimento dell'olio della
              qualità e nella quantità raccomandate dal costruttore.
4.            MATERIALE DI PROVA
4.1.          Banco dinamometrico
              Le caratteristiche principali del banco sono le seguenti:
              un rullo a contatto del pneumatico per ogni ruota motrice:
              -   diametro del rullo >. 400 mm
              -   equazione della curva di assorbimento di potenza: il banco deve
                  consentire di simulare, con un'approssimazione del 15% e a
                  partire da una velocita iniziale di 12 km/h, la potenza
                  sviluppata dal motore quando il motociclo o il triciclo
                  circolino su strada piana con una velocità del vento prossima
                  allo zero. In caso diverso, la potenza assorbita dal freno e
                  dagli attriti interni del banco deve essere pari a:
                     K V 3 i SX di K V 3 ± 5% d i P V 5 0
                  La potenza assorbita del freno e dagli attriti interni del
                  banco verrà calcolata secondo le prescrizioni di cui al punto
                  11 del sottoappendice 1 dell'Appendice 2.
              - Inerzie addizionali: di 10 kg in 10 kg< 1 >.
(1)    Queste masse addizionali possono essere eventualmente sostituite da un
       dispositivo elettronico purché sia dimostrata l'equivalenza dei
       risultati.
 ---pagebreak---                                    -tti*\ -
4.1.1.   La distanza effettivamente percorsa deve essere misurata con un
         contagiri trascinato dal rullo che a sua volta trascina il freno e
         i volani d'inerzia.
4.2.     Materiale per il campionamento dei gas e per ia misurazione del
         loro volume.
4.2.1.   Nelle sottoappendici 2 e 3 è indicato uno schema di principio del
         materiale per la raccolta, la diluizione, il prelievo e la
         misurazione volumetrica dei gas di scarico durante la prova.
4.2.2.   Nei punti successivi sono descritti gli elementi che compongono
          l'apparecchiatura di prova (per ciascun elemento viene indicato il
         simbolo di riferimento che figura sul disegno delle sottoappendici
         2 e 3. Il servizio tecnico può autorizzare l'uso di
         un'apparecchiatura diversa che dia risultati equivalenti):
4.2.2.1  un dispositivo per ia raccolta di tutti i gas di scarico emessi
         durante la prova; si tratta generalmente di un dispositivo del
         tipo aperto, che mantiene la pressione atmosferica nella condotta
         o nelle condotte dello scappamento del motore. Se però sono
         rispettate le condizioni di contropressione (con ± 125 mm di
         H 2 0 ) si potrà utilizzare un sistema chiuso. La raccolta dei gas
         deve avvenire senza condensazione che rischi di alterare in modo
         rilevante la natura dei gas di scarico alla temperatura di prova.
4.2.2.2. Una condotta di collegamento (Tu) tra detto dispositivo e
          l'apparecchiatura per il prelievo del campioni di gas. Tale
         condotta ed il dispositivo di raccolta devono essere fabbricati in
         acciaio inossidabile o con qualsiasi altro materiale che non
          influisca sulla composizione dei gas raccolti e resìsta alle
         temperature degli stessi.              j
4.2.2.3. Uno scambiatore di calore (Se) in grado di limitare la variazione
         di temperatura dei gas diluiti all'entrata della pompa a ± 5?C
         durante l'intera prova. Tale scambiatore (Se) deve essere munito
         di un sistema di preriscaldamento in! grado di portarlo alla sua
         temperatura di funzionamento (con una tolleranza di + 5?C) prima
         del I'inizio del la prova.
4.2.2.4. Una pompa volumetrica P1 destinata ad aspirare i gas diluiti,
         azionata da un motore a più velocità rigorosamente costanti. La
         mandata deve essere sufficiente per garantire l'aspirazione della
          totalità dei gas di scarico. Può essere usato anche un dispositivo
         che utilizza un tubo di Venturi a flusso critico.
4.2.2.5.  Un dispositivo che consenta la registrazione continua della
          temperatura dei gas diluiti che entrano nella pompa.
4.2.2.6.  Una sonda S3 fissata a livello del      ispositivo di raccolta dei
         gas, all'esterno di quest'ultimo, pe r raccogliere tramite una
          pompa, un filtro ed un flussometro, un campione a mandata costante
          di aria di diluizione durante I Vintera prova.
 ---pagebreak---                                   -Uo   -
4.2.2.7.  Una sonda S2 diretta a monte del flusso di gas diluiti, a monte
          della pompa volumetrica, che consenta di raccogliere tramite una
          pompa, un filtro ed un flussometro, un campione a mandata costante
          della miscela di gas diluiti per l'intera durata della prova. La
          mandata minima del flusso di gas nei due sistemi di campionamento
          suddetti deve essere di almeno 150 l/h.
4.2.2.8.  Due filtri F2 e F3 disposti rispettivamente dopo le sonde S2 e S3
          destinati a trattenere le particelle solide in sospensione nel
          flusso del campione inviato nei sacchi di raccolta. Si farà
          attenzione in particolare che essi non modifichino le
          concentrazioni dei componenti gassosi dei campioni.
4.2.2.9.  Due pompe P2 e P3 che prelevano I campioni mediante
          rispettivamente le sonde S2 ed S3 e riempiono i sacchi SA e SB.
4.2.2.10. Due valvole a regolazione manuale V2 e V3 montate in serie
          rispettivamente con le pompe P2 e P3 che consentono di regolare la
          mandata del campione inviato nei sacchi.
4.2.2.11. Due flussometri R2 e R3 disposti in serie nelle successioni
          "sonda, filtro, pompa, valvole, sacco"
          "S2, F2, P2, V2, SA" e rispettivamente "S3, F3, P3, V3, SB" per
          consentire un controllo visivo immediato delle mandate istantanee
          del campione prelevato.
4.2.2.12. Dei sacchi di campionamento per l'aria di diluizione e per la
          miscela di gas diluiti, ermetici e di capacità sufficiente per non
          ostacolare il flusso normale dei campioni. Essi devono essere a
          chiusura automatica su un lato del sacco e poter essere fissati
          rapidamente ed ermeticamene sia sul circuito di prelievo del
          campione sia sul circuito di misurazione a fine prova.
4.2.2.13. Due manometri gì e g2 a pressione differenziale disposti:
          gì-    davanti alla pompa P1 per determinare la depressione della
                 miscela "gas di scarico e aria di diluizione" rispetto
                 al l'atmosfera;
          g2-    dopo e prima della pompa P1 per valutare l'aumento della
                 pressione indotta nel flusso di gas.
4.2.2.14. Un contatore totalizzatore CT dei giri della pompa volumetrica
          rotativa P1.
4.2.2.15. Rubinetti a tre vie sul circuiti di prelievo del campione
          suindicati per dirigere i flussi dei campioni verso l'esterno e
          verso I rispettivi sacchi di raccolta durante l'intera prova. Le
          valvole devono essere ad azione rapida ed essere fabbricate con
          materiali che non provocano alterazioni della composizione dei
          gas-, esse devono inoltre avere sezioni di deflusso e forme tali da
          minimizzare, per quanto tecnicamente possibile, le perdite di
          carico.
 ---pagebreak---                                   -U4   -
4.3.     Materiale di analisi
4.3.1.   Determinazione della concentrazione degli HC
4.3.1.1. La concentrazione degli idrocarburi HC incombusti nei campioni
         raccolti nei sacchi SA e SB durante le prove è determinata con un
         analizzatore del tipo a ionizzazione di fiamma.
4.3.2.   Determinazione delle concentrazioni di CO e C0 2
4.3.2.1. Le concentrazioni di ossido di carbonio CO e di anidride carbonica
         C0 2 nei campioni raccolti nei sacchi SA e SB durante le prove
         sono determinate con un analizzatore non dispersivo a raggi
          infrarossi del tipo ad assorbimento.
4.3.3.   Determinazione delle concentrazioni di NOx
4.3.3.1. La concentrazione degli ossidi di azoto Nox nei campioni raccolti
         nei sacchi SA e SB durante le prove è determinata con un
         analizzatore del tipo a chemiluminescenza.
4.4.     Precisione degli apparecchi
4.4.1.   Dato che iI freno è   tarato con una prova separata, la precisione
         del dinamometro non   è indicata. L'inerzia totale delle masse in
          rotazione, compresa  quella dei rulli e del rotore del freno
          (vedasi punto 5.2.)  è indicata in un'approssimazione di + 2 % .
4.4.2.    La velocità del motociclo e del triciclo deve essere misurata a
          partire dalla velocità di rotazione dei rulli collegati al freno e
          ai volani d'inerzia. Essa deve poter essere misurata con
          un'approssimazione di ± 2 km/h nella gamma da 0 a 10 km/h e di
         ± 1 km/h per velocità superiori a 10 km/h.
 4.4.3.   La temperatura di cui al punto 4.2.2.5. deve poter essere misurata
          con un'approssimazione di ± 1*C. La temperatura di cui al punto
          6.1.1. deve poter essere misurata con un'approssimazione di ± 2*C.
 4.4.4.   La pressione atmosferica deve poter essere misurata con
          un'approssimazione di + 1 mm di mercurio.
 4.4.5.   La depressione della miscela dei gas diluiti all'entrata nella
          pompa P1 (vedasi punto 4.2.2.12) rispetto alla pressione
          atmosferica deve essere misurata con un'approssimazione di + 3 mm
          di mercurio. La differenza di pressione dei gas diluiti tra le
          sezioni situate a monte ed a. y % M e della pompa P1 (vedasi punto
          4.2.2.13) deve essere misurata con un'approssimazione di + 3 mm di
          mercurio.
 4.4.6.    Il volume spostato ad ogni rotazione completa della pompa P1 ed il
          valore dello spostamento alla velocità di pompaggio più ridotta
          possibile, registrata dal contagiri totalizzatore CT, deve
          permettere di determinare il volume globale della miscela "gas di
          scarico/aria di diluizione" spostato da P1 durante la prova con
          un'approssimazione di ± 2 % .
 ---pagebreak---                                    -tri  -
4.4.7.     Gli analizzatori devono avere un'ampiezza di misurazione
           compatibile con la precisione di ± 3 % richiesta per la misurazione
           dei tenori dei diversi componenti senza tener conto della
           precisione del gas di taratura. L'analizzatore a ionizzazione di
           fiamma per la determinazione della concentrazione degli HC deve
           poter giungere al 90% dei fondo scaia in un tempo inferiore a 1
           secondo.
4.4.8.     I gas campioni devono avere un tenore che non si scosti di ± 2%
           dal rispettivo valore di riferimento. Il diluente ò costituito
           dal l'azoto.
5.         PREPARAZIONE DELLA PROVA
5.1.       Regolazione del freno
5.1.1.     La regolazione del freno deve consentire di riprodurre il
           funzionamento del motociclo e del triciclo in piano alla velocità
           costante compresa tra 45 km/h e 55 km/h.
5.1.2.     La regolazione del freno viene effettuata come segue:
5.1.2.1.   Nel dispositivo di regolazione dell'alimentazione deve essere
           montato un arresto regolabile che limita la velocità massima tra
           45 km/h e 55 km/h. La velocità del motociclo o del triciclo è
           misurata con un tachimetro di precisione o dedotta dalla misura
           del tempo per una data distanza, su strada piana e asciutta, nei
           due sensi, con l'arresto bloccato. Le misurazioni, che dovranno
         • essere ripetute almeno tre volte nei due sensi, saranno effettuate
           su un percorso di almeno 200 m e con un tratto di accelerazione
           sufficientemente lungo. Si deve determinare la velocità media.
5.1.2.2.   Potranno essere inoltre accettati altri metodi di misurazione
           della potenza necessaria alla propulsione del veicolo (ad es.
           misurazione del la coppia alla trasmissione, della decelerazione,
           ecc.).
5.1.2.3.    Il motociclo o il triciclo viene successivamente disposto sul
           banco dinamometrico regolando il freno in modo da ottenere la
           stessa velocità raggiunta nella prova su strada (dispositivo di
           regolazione dell'alimentazione in posizione di arresto e stessa
           marcia). Questa regolazione del freno è mantenuta per tutta la
           durata della prova. Dopo la regolazione del freno si toglie
            l'arresto del dispositivo di alimentazione.
5.1.2.4.   La regolazione del freno eseguita a partire da prove su strada può
           essere effettuata soltanto se, tra la strada ed il locale del
           banco dinamometrico, la pressione barometrica non varia di oltre ±
            10 Torr e la temperatura dell'aria di ± 8*C.
5.1.3.     Se non si può applicare il metodo precedente, il banco viene
            regolato conformemente ai valori della tabella del punto 5.2. I
           valori della tabella indicano la potenza in funzione della massa
           di riferimento alla velocità di 50 km/h. Questa potenza è
           determinata con il metodo indicato nella sottoappendice 2.
 ---pagebreak---                              -Zi3-
5.2 Adattamento delle inerzie equivalenti alle inerzie di traslazione
    del motociclo o del triciclo. Si adatta il volano d'inerzia che
    consente di ottenere un'inerzia totale delle masse rotanti
    corrispondente alla massa di riferimento secondo i seguenti
    limiti:
        Massa di riferimento             Inerzie
               (in kg)                 equivalenti
                                            (kg)
                R  <     105                100
         105    R        115                110
         115    R  <     125                120
         125    R   <    135                130
         135    R   k    150                140
         150    R   <    165                150
         165    R  k     185                170
         185    R   k    205                190
         205    R   <    225                210
         225    R        245                230
         245    R   k    270                260
         270    R        300                280
         300    R        330                310
         330    R  'k    360                340
         360    R   k    395                380
         395    R   <    435                410
         435    R        480                450
         480    R        540                510
         540    R        600                570
         600    R        650                620
         650    R   5    710                680
         710    R   <    770                740
         770    R        820                800
         820    R        880                850
         880    R        940                910
         940    R        990                960
         990    R   <   1050               1020
        1050    R   * 1110                 1080
        1110     R  * 1160                 1130
        1160     R   < 1220                1190
        1220     R  .< 1280                1250
        1280     R   S 1330                1300
        1330     R   < 1390                1360
        1390     R   $ 1450                1420
        1450     R   * 1500        one     1470
        1500     R   * 1560                1530
        1560     R   * 1620                1590
        1620     R   < 1670                1640
        1670     R   •s 1730               1700
        1730     R   « 1790                1760
        1790     R   «c 1870               1810
        1870     R   $ 1980                1930
        1980     R   < 2100                2040
        2100     R   < 2210                2150
        2210     R   * 2320                2270
        2320     R   5 2440                2380
        2440     R                         2490
 ---pagebreak---                                - ib*1 -
5.3.   Condizionamento del motociclo o del triciclo
5.3.1. Prima della prova, il motociclo o il triciclo è mantenuto ad una
       temperatura compresa tra 20' e 30*C. Dopo aver fatto funzionare il
       motore al minimo per 40 secondi, si eseguono due cicli completi
       prima di raccogliere i gas di scarico.
5.3.2. La pressione dei pneumatici deve essere quella specificata  dal
       costruttore e usata durante la prova preliminare su strada   per la
       regolazione del freno. Nondimeno, se il diametro dei rulli   è
       inferiore a 500 mm, si aumenta la pressione dei pneumatici   del 30
       - 50% per evitare il loro deterioramento.
5.3.3. La massa che grava sulla ruota motrice è uguale a quella del
       motociclo o del triciclo usata in condizioni normali di guida con
       un conducente della massa di 75 kg.
5.4.   Regolazione degli apparecchi d'analisi
5.4.1. Taratura degli analizzatori
       S'immette nell'analizzatore, per mezzo di un flussometro e di una
       valvola di riduzione applicata su ciascuna bombola, la quantità di
       gas alla pressione indicata compatibilmente con il corretto
       funzionamento degli apparecchi. L'apparecchio viene regolato in
       modo da indicare, come valore stabilizzato, il valore indicato
       sulla bombola campione. Si traccia, partendo dalla taratura
       ottenuta con la bombola a tenore massimo, la curva delle
       deviazioni dell'apparecchio in funzione del tenore delle diverse
       bombole di gas campione utilizzate. Per l'analizzatore a
       ionizzazione di fiamma si devono usare per la taratura periodica,
       da eseguirsi almeno una volta ai mese, delle miscele di aria e
       propano (oppure esano) con delle concentrazioni nominali di
        idrocarburo pari al 50% ed al 90% del fondo scala. Per gli
       analizzatori non dispersivi a raggi infrarossi del tipo ad
       assorbimento, ai fini della stessa taratura periodica si devono
       misurare miscele di azoto con CO e C0 2 nelle concentrazioni
       nominali del 10%, 40%, 60%, 85% e 90% del valore di fondo scala.
       Per la taratura dell'analizzatore NOx a chemiluminescenza, si
       devono utilizzare miscele di ossido d'azoto NO diluite in azoto
       con una concentrazione nominale pari al 50% ed al 90% del valore
       di fondo scala. Per la taratura di controllo, da eseguirsi prima
       di ogni serie di prove, si devono utilizzare per tutti i tre tipi
       di analizzatori delle miscele contenenti i gas da determinare in
       una concentrazione pari ali'80% del valore di fondo scala. Per
       ridurre un gas di taratura da una concentrazione del 100% alla
       concentrazione voluta può essere applicato un dispositivo di
       di luizione.
6.     PROCEDIMENTO PER LE PROVE AL BANCO
6.1.   Condizioni particolari di esecuzione del ciclo
6.1.1. Durante la prova, la temperatura del locale del banco a rulli deve
       essere compresa tra 20' e 30'C ed essere per quanto possibile
       vicina a quella del locale di condizionamento del motociclo o del
       tr iciclo.
 ---pagebreak---                                   -2ff-
6.1.2.    Il motociclo deve essere praticamente su un piano orizzontale
          durante la prova per evitare una distribuzione anormale del
          carburante.
6.1.3.    Alla fine del primo periodo di minimo di 40 secondi (vedasi punto
          6.2.2.), il motociclo od il triciclo viene sottoposto ad un flusso
          d'aria di velocità variabile. Seguono due cicli completi durante i
          quali non vengono raccolti i gas di scarico. Il sistema di
          ventilazione deve comprendere un meccanismo controllato dalla
          velocità del rullo del banco di modo che, nel campo compreso tra
          10 km e 50 km/h, la velocità lineare dell'aria all'uscita sia
          uguale alla velocità relativa del rullo con un'approssimazione del
          10%. Per velocità del rullo inferiore a 10 km/h, la velocità del
          vento può essere nulla. La sezione finale del dispositivo che
          invia il flusso d'aria deve avere le seguenti caratteristiche:
          - una superficie di almeno 0,4 m 2 ;
          - un'altezza dal suolo del suo bordo inferiore compresa tra 0,15
              e 0,20 m;
          - una distanza dall'estremità anteriore del motociclo o dei
              triciclo compresa tra 0,3 e 0,45m.
6.1.4.    Durante la prova si deve registrare il diagramma della velocità in
          funzione del tempo per poter controllare la validità dei cicli
          esegu iti.
6.1.5.    Possono essere registrate le temperature dell'acqua di
          raffreddamento e dell'olio del carter del motore.
6.2.      Avviamento del motore
6.2.1.    Dopo aver eseguito le operazioni preliminari sulle apparecchi aure
          di raccolta, di diluizione, di analisi e di misurazione dei gas
          (vedasi punto 7.1. qui appresso) si mette in moto M motore
          utilizzando i dispositivi di avviamento previsti a questo scopo:
          starter, valvola di avviamento, ecc., seguento le istruzioni del
          costruttore.
6.2.2.     Il motore è mantenuto al minimo per una durata massima di 40
          secondi. L'inizio del primo ciclo di prova coindice con l'inizio
          del prelievo dei campioni e della misurazione delle rotazioni
          de 11 a pompa.
6.3.       Impiego dello starter a comando manuale
          Lo starter deve essere disinserito il più presto possibile e di
          massima prima dell'accelerazione da 0 a 50 km/h. Se non é
          possibile attenersi a tale prescrizione, dovrà essere indicato il
          momento della chiusura effettiva. Lo starter è regolato
          conformemente alle istruzioni del costruttore.
 6.4.     Minimo
 6.4.1.   Cambio manuale
 6.4.1.1.  Le fasi di minimo si effettuano con frizione innestata e cambio in
           folle.
 ---pagebreak---                                  -2ïC-
6.4.1.2. Per poter effettuare le accelerazioni seguendo il ciclo normale,
         si inserisce ia prima marcia del motociclo o del triciclo con
         frizione disinnestata, 5 secondi prima della fase di accelerazione
         successiva al periodo di minimo.
6.4.1.3. Il primo periodo di minimo all'inizio del ciclo si compone di 6
         secondi, con cambio in folle, frizione innestata, e di 5 secondi,
         con prima marcia inserita, frizione disinnestata.
6.4.1.4. Per le fasi intermedie di minimo di ciascun ciclo, I tempi
         corrispondenti sono rispettivamente di 16 secondi in folle e di 5
         secondi con prima marcia inserita, frizione disinnestata.
6.4.1.5. L'ultima fase di minimo del ciclo deve avere una durata di 7
         secondi durante i quali il cambio è in folle con frizione
         innestata.
6.4.2.   Cambio semiautomatico
         Si applicano le indicazioni del costruttore per la guida in città
         e, eventualmente, le prescrizioni relative ai cambi di velocità a
         comando manuale.
6.4.3.   Cambio automatico
         Il selettore non dev'essere azionato durante tutta la prova salvo
         indicazioni contrarie del costruttore. In questo caso si
         applicherà la procedura prevista per i cambi a comando manuale.
6.5.     Accelerazioni
6.5.1.   Le fasi di accelerazione vengono effettuate in modo da ottenere il
         valore più costante possibile per tutta la durata della fase.
6.5.2.   Se le possibilità di accelerazione del motociclo o del triciclo
         non sono sufficienti per effettuare le fasi di accelerazione nei
          limiti di tolleranza prescritti, il motociclo o il triciclo viene
         utilizzato con il massimo dell'accelerazione fino a raggiungere la
         velocità prescritta per il ciclo e il ciclo prosegue in seguito
         normalmente.
6.6.     Decelerazioni
6.6.1.   Tutte le decelerazioni vengono effettuate togliendo totalmente il
         gas e mantenendo la frizione innestata. Quest'ultima viene
         disinnestata alla velocità di 10 km/h.
6.6.2.   Se la decelerazione richiede più tempo del previsto nella fase
         corrispondente, si fa ricorso ai freni del veicolo per seguire il
         ciclo.
6.6.3.   Se la durata della decelerazione è più breve del previsto nella
         fase corrispondente, si ristabilisce la concordanza con il ciclo
          teorico mediante un periodo a velocità costante o al minimo, senza
         soluzione di continuità con l'operazione successiva a velocità
         stabilizzata o. di minimo. In questo caso non è applicabile il
         punto 2.4.3.
6.6.4.   Al termine del periodo di decelerazione (arresto del motociclo o
         del triciclo sui rulli) il cambio viene passato in folle e la
          frizione innestata.
                                                                             (i<
 ---pagebreak--- 6.7.       Velocità costante
6.7.1. Sarà evitato il "pompaggio" o la chiusura della farfalla dei gas
       durante il passaggio dall'accelerazione alia velocità costante
       successiva.
6.7.2. Durante i periodi a velocità costante si mantiene fissa la
       posizione dell'acceleratore.
7.     PROCEDIMENTO DI PRELIEVO, DI ANALISI E DI MISURAZIONE VOLUMETRICA
       DELLE EMISSIONI
7.1.   Operazioni che precedono l'avviamento del motociclo o del
       triciclo.
7.1.1. Vengono svuotati e chiusi i sacchi di raccolta dei campioni SA e
       SB.
7.1.2. Si avvia la pompa rotante volumetrica P1 mantenendo fermo il
       contagiri.
7.1.3. Si azionano le pompe P2 e P3 di prelievo dei campioni, disponendo
       le valvole di deviazione in modo da scaricare nell'atmosfera. Sì
       regola il flusso con le valvole V2 e V3.
7.1.4. Si mettono in funzione i registratori dei rivelatori di
       temperatura T e dei rivelatori di pressione gì e g2.
7.1.5. Si azzera II totalizzatore di giri CT e il contagiri del rullo.
7.2.    Inizio delle operazioni di prelievo e misura volumetrica.
7.2.1. Dopo 40 secondi di funzionamento preliminare del motore al minimo
       a vuoto e due cicli preliminari (istante iniziale del primo ciclo)
       si svolgono con una rigorosa contemporaneità le operazioni
        indicate ai punti 7.2.2. - 7.2.5. che seguono.
7.2.2. Si dispongono le valvole di deviazione per la raccolta nei sacchi
       SA e SB dei campioni prelevati in continuo dalle sonde S2 e S3,
       precedentemente deviate nell'atmosfera.
7.2.3. Si indica l'istante dell'inizio delia prova sui grafici dei
       registratori analogici collegati con le sonde della temperatura T
       e della pressione differenziale gì e g2.
7.2.4. Si fa partire il totalizzatore CT dei giri della pompa P1.
7.2.5. Si aziona il dispositivo che invia sul motociclo o sul triciclo il
       flusso d'aria di cui al punto 6.1.3.
7.3.   Fine delle operazioni di prelievo e di misurazione volumetrica.
7.3.1. Alla fine del quarto ciclo di prova, si svolgono con una rigorosa
       contemporaneità le operazioni di cui ai punti 7.3.2. -7.3.5. che
       seguono.
 ---pagebreak---                                       -Ift-
7.3.2.   si dispongono le valvole di deviazione per la chiusura dei sacchi
         SA e SB e lo scarico nell'atmosfera dei campioni aspirati dalle
         pompe P2 e P3 attraverso le sonde S2 e S3.
7.3.3.   Si prende nota dell'istante della fine della prova sui grafici dei
         registratori analogici (punto 7.2.3.).
7.3.4.   Si ferma il contagiri totalizzatore CT dei giri della pompa P1.
7.3.5.   Si ferma il dispositivo che invia al motociclo o al triciclo il
         flusso d'aria di cui al punto 6.1.3.
7.4.     Analisi dei campioni contenuti nei sacchi.
         Non appena possibile e non oltre 20 minuti dopo la fine delle
         prove, si iniziano le analisi per determinare:
         -     la concentrazione di idrocarburi, di monossido di carbonio, di
              ossidi di azoto e di anidride carbonica nel campione di aria di
              diluizione contenuto nel sacco SB;
         -     la concentrazione di idrocarburi, di monossido di carbonio e di
              ossidi di azoto e di anidride carbonica nei campioni di gas di
              scarico diluiti contenuti nel sacco SA.
7.5.     Misurazione della distanza percorsa
         La distanza S effettivamente percorsa si ottiene moltiplicando il
         numero di giri letto sul contagiri totalizzatore (punto 4.1.1.)
         per la circonferenza del rullo. Tale distanza deve essere espressa
         in km.
8.       DETERMINAZIONE DELLA QUANTITÀ* DI GAS EMESSO
8.1.     La massa di carbonio emesso durante la prova è determinata
         mediante la formula:
         C 0 M - 1 . V . d c o . ___c
                  S               106
8.1.1.   C 0 M è la massa di ossido di carbonio emessa durante la prova in
         g/km;
8.1.2.   S è la distanza definita al punto 7.5;
8.1.3.   d c o è la densità dell'ossido di carbonio alla temperatura di 07C
         e alla pressione di 760 mm di mercurio - 1,250 kg/m 3 ;
8.1.4.   COe é la concentrazione volumetrica espressa in parti per
         milionesimi di ossido di carbonio nei gas diluiti, corretta per
         tener conto dell'inquinamento dell'aria di diluizione;
         COe - COe - COd (1 - 1 )
                                   DF
         dove :
8.1.4.1. COe è la concentrazione di ossido di carbonio, misurata in
         milionesimi, nel campione di gas diluiti contenuto nel sacco SA;
 ---pagebreak---                                       -2S*i-
8.1.4.2. COd è la concentrazione di ossido di carbonio, misurata in
         milionesimi, nel campione di aria di diluizione accumulato nel
         sacco SB;
8.1.4.3. QFè    il coefficiente definito al precedente punto 8.4;
8.1.5.   V è t i volume totale, espresso in m 3 /prova, dei gas diluiti
         portato alle condizioni di riferimento O'C (273*K) e 760 mm di
         mercur io:
         V - Vo . N (Pa - Pi) . 273
                        760 . (Tp + 273)
         dove :
8.1.5.1. Vo è II volume di gas spostato dalla pompa P1 durante una
         rotazione, espresso in m 3 /giro. Tale volume dipende dalle
         differenze di pressioni tra le sezioni di entrata e quelle di
         uscita della pompa stessa;
8.1.5.2. N e i l numero di rotazioni effettuato dalla pompa P1 durante I
         quattro cicli della prova;
8.1.5.3. Pa é la pressione ambiente espressa in mm di mercurio;
8.1.5.4. Pi è il valore medio durante l'esecuzione dei quattro cicli, della
         depressione nella sezione di entrata della pompa P1, espressa in
         mm di mercur io;
8.1.5.5. Tp è iI valore, durante l'esecuzione dei quattro cicli, della
         temperatura dei gas diluiti misurata nella sezione di entrata
         del la pompa P1.
8.2.     La massa di idrocarburi incombusti emessa dallo scappamento del
         motociclo o del triciclo durante la prova si calcola nel modo
         seguente:
         HC M - 1 . V . d H C •    %
                 S               10 6
         dove:
8.2.1.   HC|g| è la massa di idrocarburi emessa durante la prova, in g/km;
8.2.2.   S è la distanza definita al punto 7.5. precedente;
8.2.3.   d H C è la densità degli idrocarburi ad una temperatura di 07C e
         alla pressione di 760 mm di mercurio per un rapporto medio
         carbon io/idrogeno di 1 : 1,85, pari a 0,619 kg/m 3 ;
8.2.4.   HCc è la concentrazione dei gas diluiti espressa in milionesimi di
         carbonio equivalente (per es.: la concentrazione di propano
         moltiplicata per 3 ) , corretta per tener conto dell'aria di
         di Iu i z i one :
         HCc - HCe - HCd ( 1 - 1 )
                                  DF
         dove:
8.2.4.1. HCe è la concentrazione di idrocarburi espressa in milionesimi di
         carbonio equivalente nel campione di gas diluiti, raccolti nel
         sacco SA;
 ---pagebreak---                                       -tCù-
8.2.4.2.   HCd é la concentrazione degli idrocarburi, espressa in milionesimi
           di carbonio equivalente nel campione dell'aria di diluizione
           raccolta nel sacco SB;
8.2.4.3.   DF è iI coefficiente definito al precedente punto 8.4;
8.2.5.     Vèil       volume totale (cfr. punto 8.1.5.).
8.3.       La massa degli ossidi di azoto emessa allo scappamento del
           motociclo o del triciclo durante la prova deve essere calcolata
           con la seguente formula:
           N 0 x M - . 1 . V . dNo 2 . NQ xc     Kh
                        S                   10 6
           dove :
8.3.1.     NOX|y| è la massa degli ossidi di azoto emessa durante la prova,
           espressa in g/prova;
8.3.2.     S è la distanza definita al precedente punto 7.5;
8.3.3.     dN0 2 è la massa voi umica degli ossidi di azoto nei gas di
           scappamento in equivalente biossido di azoto ad una temperatura di
           O'C ed una pressione di 760 mm Hg - 2,05 kg/m3;
8.3.4.     N 0 X C è la concentrazione di ossido di azoto dei gas diluiti
           espressa in milionesimi, corretta per tener conto dell'aria di
           di luizione:
           NOxc - Noxe - NOxd ( 1 - 1 )
                                       DF
           dove :
8.3.4.1.   NOxe è la concentrazione degli ossidi di azoto, espressa in
           milionesimi, nel campione di gas diluiti;
8.3.4.2.   Noxd è la concentrazione degli ossidi di azoto, espressa in
           milionesimi, nel campione di aria di diluizione raccolto nel sacco
           SB;
8.3.4.3.   D F ò il coefficiente definito al precedente punto 8.4;
8.3.5.     Kh è iI fattore di correzione per l'umidità:
           Kh -             3
                      1 - 0,0329 (H - 10,7)
                 dove:
8.3.5.1.   H è l'umidità assoluta in grammi di acqua per kg di aria secca
                 H - 6,2111 . g . Pd (g/kg)
                      Pa - Pd    _J_
                               100
           dove:
8.3.5.1.1. Uè      la percentuale di umidità;
 ---pagebreak---                                     -2C4-
8.3.5.1.2. Pd è la tensione del vapore acqueo saturante alla temperatura di
           prova, in mm Hg;
8.3.5.1.3. P a è la pressione atmosferica in mm Hg;
8.4.       DF è un coefficiente dato dalla formula:
               DF -            14.5           % voI.
                     C02 + 0,5 CO + HC
           dove
8.4.1.     CO, C 0 2 e HC sono concentrazioni di monossido di carbonio, di
           anidride carbonica e di idrocarburi, espresse in percentuale, nel
           campione di gas diluiti contenuto nel sacco SA.
 ---pagebreak---                                                                SOTTOAPPENDICE 1
                                          CICLO DI FUNZIONAMENTO DEI MOTORI A BENZINA PER LA PROVA
                                                                    DI TIPO I
                    K - frizione disinnestata
                    PM - cambio in folle
                    R - minimo                              Le tolleranze sulle                   km/h
                                                            velocità (+ 1 km/h) e sui
 Vkm/h                                                      tempi (+ 1 sec.) sono
                                                            cambiate geometricamente
                                                            per ogni punto, come
                                                            raffigurato qui di fianco
50 km/h
                                                                                                                             i
35 km/h
32 km/h
15 km/h
Î0 km/h      ili
                                                                                                                     t (sec)
       1 2       3   4 5    G        7         8      0  10      11           12      13     14   15     1G 17 10
                                                                                          Tempi per sequenza
      IT   4"    8"  5"    21"      12" ,     2<r               21"          i £   , ir , a- , l3"      ,r     ?•• a
  •t     M          r—l          »      h                 +
                                                                                         Numeri delle sequenze
                                                                                         Tempi parziali per fase
 ---pagebreak---                                        -Hì-
                                  SOTTOAPPENDICE 2
               ESEMPIO N. 1 DI SISTEMA DI RACCOLTA DEI GAS Di SCARICO
S3
Tubi di scappamento
del motociclo o del
triciclo
                                                A H 'atmosfera
 ---pagebreak---                                           SOTTOAPPENDICE 3
                       ESEMPIO N. 2 DI SISTEMA DI RACCOLTA DEI GAS DI SCARICO
                                                    verso L 'atmosfera
sacco di raccolta
dell'aria di                                                                   sacco di raccolta
diluizione                                                                    dei gas d i l u i t i
                                                                     flussometri
                                                                                         verso
                                                                                    l'atmosfera -
 sonda aria di diluizione            F2      filtri
                                                                  aspira-
     tubi di scappa-?"                                            zione
     mento d.l motoci-                                            dei gas       P1
     clo o del trici->-                                           diluiti
            ciò
                                                                 determinazio-
                                                                 ne del volume
                                         sonda gas d i l u i t i dei gas d i -
                                                                 luiti
 ---pagebreak---                                  -zcs-
                              APPENDICE 2
                           Prova di tipo II
         (Controllo dell'emissione di ossido di carbonio
                       con il motore al minimo)
1.   INTRODUZIONE
     Nella presente appendice é riportata una descrizione del metodo da
     seguire per la prova di tipo li di cui ai punto 2.2.1.2.
     del l'al legato 11.
2.   CONDIZIONI DI MISURAZIONE
2.1. Il carburante è quello di riferimento le cui specifiche sono
     definite nella sottoappendice 1.
2.2. Il tenore in volume di monossido di carbonio e di idrocarburi
     incombusti è misurato immediatamente dopo la prova di tipo I, con
     i i motore al minimo.
2.3. Per i motocicli o per i tricicli a cambio manuale o
     semiautomatico, la prova è svolta in folle con frizione innestata.
2.4. Per i motocicli o i tricicli a trasmissione automatica, la prova
     viene svolta con il seiettore in posizione "zero" o "parcheggio".
3.   PRELIEVO DEI GAS
3.1. L'uscita del tubo di scappamento deve essere munita di una
     prolunga abbastanza stagna affinchè la sonda di prelievo dei gas
     di scarico possa essere introdotta per almeno 60 cm senza
     aumentare la contropressione di più di 125 mm H 2 0 e senza
     perturbare il funzionamento del motociclo o del triciclo. La forma
  ,  della prolunga sarà tuttavia prevista in modo da evitare, nella
     zona in cui è collocata la sonda, una considerevole diluizione dei
     gas di scarico nel l'aria. Se il motociclo o il triciclo sono
     dotati di più di un tubo di scappamento, si devono raccordare le
     uscite ad un tubo comune, rilevare il tenore di monossido di
     carbonio in ciascuna di esse calcolando poi la media aritmetica
     dei valor i ottenuti.
3.2. Si determinano le concentrazioni di CO (C c o ) e di C 0 2 (C C 0 2 )
      in base alla lettura degli strumenti o delle registrazioni
     utiI(zzando appropriati grafici di taratura.
3.3. La concentrazione corretta di monossido di carbonio per i motori a
     due tempi è la seguente:
     Cco c o r r " CC0         10         (voi - %)
                            C
                              C0 + CC02
 ---pagebreak---                                  -2U-
3.4. La concentrazione corretta di monossido di carbonio per i motori a
     quattro tempi è la seguente:
     Cco c o r r " c co        15     (vo1 " x >
                            +
                        Cco   Cco2
3.5. Non è necessario correggere la concentrazione di Cco (Punto
     3.2.) misurata secondo le formule di cui ai punti 3.3. o 3.4., se
     la somma delle concentrazioni misurata (Cco + c co2* °
     superiore o uguale a 10 per i motori a due tempi e a 15 per I
     motori a quattro tempi.
 ---pagebreak---                                     -1C%
                               SOTTOAPPENDICE 2
             METODO DI TARATURA DELLA POTENZA ASSORBITA SU STRADA
             DAL FRENO DINAMOMETRICO DEI MOTOCICLI E DEI TRICICLI
La presente sottoappendice descrive il metodo da impiegare per determinare la
potenza assorbita misurata su strada con un banco dinamometrico.
La potenza assorbita misurata su strada comprende la potenza assorbita
dall'attrito e la potenza assorbita dal dispositivo di assorbimento della
potenza. Il banco dinamometrico è messo in funzione ad una velocità superiore
a quella di prova. Il dispositivo utilizzato per mettere in movimento il banco
dinamometrico è disinserito dal banco per cui la velocità di rotazione del (o
degli) rullo (i) diminuisce.
L'energia cinetica del dispositivo è dissipata dall'unità di assorbimento
della potenza del banco dinamometrico e dall'attrito del banco. Tale metodo
trascura le variazioni degli attriti interni dei rulli dovute alla messa in
rotazione del motocilo o del triciclo. La differenza tra il tempo di arresto
del rullo lìbero posteriore e del rullo motore anteriore può essere trascurata
nei caso di un banco dinamometrico a due cilindri.
Si applica la seguente procedura:
1.          Misurare, se non è già stato fatto, la velocità di rotazione del
            rullo. A tale scopo si può usare un'apposita ruota addizionale, un
            contagiri o qualsiasi altro metodo.
2.          Collocare il motociclo o il triciclo sul banco dinamometrico
            oppure trovare una altro metodo per avviare il banco.
3.          Utilizzare ii volano di inerzia o qualsiasi altro sistema di
            simulazione di inerzia per la categoria di massa dei motocicli o
            dei tricicli usata più correntemente con il banco dinamometrico.
4.          Portare il banco alla velocità di 50 km/h.
5.          Annotare la potenza assorbita.
6.          Portare il banco dinamometrico alla velocità di 60 km/h.
7.          Disinnestare il dispositivo impiegato per avviare il banco
            dinamometr ico.
8.          Annotare il tempo impiegato dal banco dinamometrico per passare
            dalla velocità di 55 km/h alla velocità di 45 km/h.
9.          Regolare il dispositivo di assorbimento di potenza su un valore
            diverso.
10.         Ripetere le operazioni da 4 a 9 un numero di volte sufficiente per
            coprire la gamma delle potenze usate su strada.
 ---pagebreak---                             -ta-
11 Calcolare la potenza assorbita con la formula
   Pd - M1____£1____y£22   0.03858 M1
           2000 t                         t
   dove
   P d - potenza in kW
   M-| - inerzia equivalente in kg
   V-|- velocità iniziale in m/s (55 km+h - 15,28 m/s)
   V 2 - velocità finale in m/s (45 km/h - 12,50 m/s)
   t - tempo impiegato dai rulli per passare da 55 km/h a 45 km/h
12 Diagramma della potenza assorbita dal banco dinamometrico in
   funzione della potenza indicata per la velocità di prova di 50
   km/h considerata alla precedente fase.
   Potenza assorbita
   P d (kW)
                  34
                  21
                  1
                                                    Potenza indicata (kW)
 ---pagebreak---                                   -2<1-
                               ALLEGATO III
         PRESCRIZIONI COMPLEMENTARI RELATIVE ALLE MISURE CONTRO
                   L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO VISIBILE
             PRODOTTO DAI VEICOLI A MOTORE A DUE E TRE RUOTE
               MUNITI DI UN MOTORE AD ACCENSIONE SPONTANEA
1.       DEFINIZIONE
         Ai sensi del presente capitolo s'intendono per:
1.1.     "Tipo di veicolo",
         i veicoli a motore che non differiscono sostanzialmente fra loro
         per quanto concerne le caratteristiche del veicolo e del motore
         definite nell'appendice 7.
2.       PRESCRIZIONI E PROVE
2.1.     Prescrizione generale
         Gli elementi che possono influire sulle emissioni di inquinanti
         visibili devono essere progettati, costruiti e montati in modo che
          il veicolo, in condizioni normali di impiego, continui a
         soddisfare alle prescrizioni del presente allegato, malgrado le
         vibrazioni cui può essere soggetto.
2.2.     Prescrizioni relative ai dispositivo di avviamento a freddo.
2.2.1.    Il dispositivo di avviamento a freddo deve essere progettato e
         realizzato in modo che non possa essere mantenuto o messo in
         azione quando il motore funziona normalmente.
2.2.2.   Le disposizioni del punto 2.2.1. precedente non si applicano se è
         soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni:
2.2.2.1.  Il coefficiente di assorbimento luminoso da parte dei gas emessi
         dal motore a regimi stabilizzati, misurato con il procedimento
         descritto all'appendice 1, con il dispositivo di avviamento a
         freddo in funzione, nei limiti fissati nell'appendice 4;
2.2.2.2.  Il dispositivo di avviamento a freddo, mantenuto in funzione,
         provoca l'arresto del motore entro un periodo di tempo
         ragionevole.
2.3.     Prescrizioni relative alle emissioni di inquinanti visibili.
2.3.1.   Le emissioni di inquinanti visibili del tipo di veicolo presentato
         all'omologazione devono essere misurate con i metodi descritti
         nelle appendici 1 e 2 che trattano rispettivamente delle prove in
         regimi stabilizzati e delle prove in accelerazione libera.
2.3.2.   Le emissioni di inquinanti visibili, misurate con il metodo
         descritte nell'appendice 1, non devono superare i limiti descritti
         nel l'appendice 3.
 ---pagebreak---                                   -2lo-
2.3.3. Per i motori a turbocompressore, il coefficiente di assorbimento
       misurato in accelerazione al punto morto non deve superare il
       limite prescritto nell'appendice 3 per il valore di portata
       nominale corrispondente al coefficiente di assorbimento massimo
       misurato durante le prove in regimi stabilizzati maggiorato di 0,5
       m~ 1 .
2.3.4. E' consentito l'uso di apparecchiature di misurazione equivalenti.
       Se viene utilizzato un apparecchio diverso da quelli descritti
       nell'appendice 4, se ne deve dimostrare l'equivalenza per il
       motore considerato.
 ---pagebreak---                               APPENDICE 1
       PROVA IN REGIMI STABILIZZATI SULLA CURVA DI PIENO CARICO
1.      INTRODUZIONE
1.1.    Nella presente appendice è descritto il metodo per determinare le
        emissioni di inquinanti visibili a vari regimi stabilizzati sulla
        curva di pieno carico.
1.2.    La prova può svolgersi su un motore oppure su un veicolo.
2.      PRINCIPIO DELLA MISURAZIONE
2.1.    Si misura l'opacità dei gas di scappamento prodotti dal motore
        quando quest'ultimo funziona a pieno carico in regime
        stabi Iizzato.
2.2.    Si esegue un numero sufficiente di misurazioni suddivise tra il
        regime nominale massimo e il regime nominale minimo: i punti di
        misura estremi devono essere situati alle estremità
        dell'intervallo definito in precedenza e un punto di misura
        coincide con il regime al quale il motore sviluppa la potenza
        massima e il regime al quale sviluppa la coppia massima.
3.      CONDIZIONI DI PROVA
3.1.    Veicolo o motore
3.1.1.  Il motore o il veicolo devono essere presentati in buone
        condizioni meccaniche. Il motore deve essere rodato.
3.1.2.   Il motore deve essere provato con le apparecchiature di cui
        all'appendice 5 del presente allegato.
3.1.3.  Qualora venga provato un motore, la sua potenza è misurata in
        conformità del regolamento particolare relativo alla potenza
        massima applicando però le tolleranze di cui al punto 3.1.4.
        Qualora la prova venga eseguita su un veicolo, occorre controllare
        che la mandata del carburante non sia inferiore a quella
        dichiarata dal costruttore.
3.1.4.  Per quanto concerne la potenza del motore misurata al banco
        durante la prova a regimi stabilizzati sulla curva di pieno
        carico, si possono ammettere le seguenti tolleranze rispetto alla
        potenza dichiarata dai costruttore:
        - potenza massima ± 2%
        - agli altri punti di misura + 6%/ - 2%.
3.1.5.   Il dispositivo di scappamento non deve presentare alcuna apertura
        che possa provocare una diluizione dei gas emessi dal motore. Se
         il motore ha più di una uscita del gas di scarico, queste uscite
        devono essere raccordate ad un'uscita unica nella quale sarà
        svolta la misurazione di opacità.
 ---pagebreak---                                     -111-
3.1.6.      Il motore deve essere nelle condizioni normali di funzionamento
            previste dal costruttore. In particolare, l'acqua di
            raffreddamento e l'olio devono essere alla temperatura normale
            prevista dal costruttore.
3.2.       Carburante
            Per le prove si deve usare il carburante diesel di riferimento le
            cui specifiche sono Indicate nell'allegato IV.
3.3.        Laboratorio di prova
3.3.1.      Vengono misurate la temperatura assoluta T dell'aria (1) ammessa
            nel motore, ad un massimo di 15 cm a monte dell'entrata del filtro
            dell'aria oppure, in mancanza del filtro dell'aria, ad un massimo
            di 15 cm dalla presa d'aria, espressa in k, e la pressione
            atmosferica ps, espressa in kPa, mentre il fattore atmosferico è
            determinato conformemente alle prescrizioni del regolamento
            particolare relativo alla potenza massima, vale a dire alle
            seguenti disposizioni:
3.3.1.1.   Motori ad aspirazione normale o a compressore meccanico:
                                0,7
            fa - (9j_) . (_T_)
                 (ps)     (298)
3.3.1.2.    Motori a turbocompressore con o senza raffreddamento dell'aria di
            ammissione:
                     0,7        1,5
            fa - (ââ) .     Q J
                 (ps)     (298)
3.3.2.      Affinché una prova sia riconosciuta valida, il parametro fa deve
            essere tale che 0,98 < fa < 1,02.
3.4.        Apparecchiatura di prelievo e di misurazione.
            Il coefficiente di assorbimento luminoso dei gas di scappamento
            deve essere misurato con un opacimetro che soddisfi alle
            prescrizioni dell'appendice 4, installato in conformità delle
            prescrizioni dell'appendice 5.
(1) La prova può essere eseguita in una camera di prova climatizzata nella
     quale le condizioni atmosferiche possono essere regolate.
                                                                               d
 ---pagebreak---                              -Î13-
4.   VALUTAZIONE DEL COEFFICIENTE DI ASSORBIMENTO
4.1. Per ciascuno dei regimi di rotazione ai quali sono eseguite le
     misurazioni del coefficiente di assorbimento in applicazione del
     punto 2.2. precedente, si calcola il flusso nominale di gas con le
     seguenti formule:
     - per i motori a due tempi G - Vn
                                    60
     - per i motori a quattro tempi G • Vn
                                       120
     dove
     G - il flusso nominale di gas, in litri al secondo (l/s)
     V - cilindrata del motore espressa in litri (I)
     n - regime di rotazione espresso in giri/min.
4.2. Se il valore del flusso nominale non coincide con uno dei valori
     di cui alla tabella dell'appendice 3, il valore limite da
     considerare è determinato attraverso un'interpolazione per parti
     proporzionali.
 ---pagebreak---                                   - m-
                               APPENDICE 2
                      PROVA IN ACCELERAZIONE LIBERA
1.      CONDIZIONI DI PROVA
1.1.    La prova è eseguita su un motore installato su un banco di prova o
        su un veicolo.
1.1.1.  Se la prova ò eseguita su un motore al banco, deve essere svolta
         il più presto possibile dopo la prova di controllo dell'opacità a
        pieno carico a regime stabilizzato. In particolare, l'acqua di
        raffreddamento e l'olio devono avere le temperature normali
         indicate dal costruttore.
1.1.2.  Quando la prova è svolta su un veicolo fermo, il motore deve
        essere stato portato preventivamente alle condizioni normali di
         funzionamento dopo un percorso su strada o una prova dinamica. La
        prova di misurazione deve èssere svolta il più presto possibile
        dopo la fine di detto periodo di riscaldamento.
1.2.    La camera di combustione non deve essere stata raffreddata o
        sporcata da un prolungato periodo di funzionamento al minimo prima
        del la prova.
1.3.    Si applicano le condizioni di prova di cui ai punti 3.1., 3.2. e
       . 3.3. de II'appendice 1.
1.4.    Si applicano le condizioni relative all'apparecchiatura di
         prelievo e di misurazione di cui al punto 3.4. dell'appendice 1.
2.      METODO DI PROVA
2.1.     Le emissioni di inquinanti visibili in accelerazione libera devono
         essere misurate quando il motore funziona al regime massimo
         nominale e alla potenza massima.
2.2.    Quando la prova è eseguita al banco, il motore deve essere
         disinserito dal freno che dovrà essere sostituito dagli organi che
         rimangono in rotazione quando il cambio è in folle oppure
         dall'inerzia sensibilmente equivalente a quella di tali organi.
2.3.     Quando la prova è eseguita su un veicolo, il comando del cambio
         dev'essere in folle e la frizione inserita.
2.4.     Con il motore al minimo si aziona rapidamente e gradualmente il
         comando dell'acceleratore in modo da ottenere la mandata massima
         della pompa di iniezione. Tale posizione è mantenuta fino a
         raggiungere il regime massimo del motore e l'entrata in funzione
         del regolatore. Non appena raggiunto tale regime, si lascia
         l'acceleratore fino a quando il motore raggiunge nuovamente il
         minimo e l'opacimetro ritorna nelle condizioni corrispondenti.
 ---pagebreak--- 2.5.   Si ripete l'operazione descritta al precedente punto 2.4 almeno
       sei volte per ripulire il dispositivo di scappamento e poter
       eventualmente intervenire sull'apparecchiatura. Si prende nota dei
       valori massimi di opacità rilevati per ciascuna accelerazione
       successiva fino a quando non si ottengono valori stabilizzati. Non
       si tiene conto dei valori rilevati durante il periodo di
       funzionamento al minimo che segue ciascuna accelerazione. I valori
       letti sono considerati stabilizzati quando quattro valori
       consecutivi si collocano in uno spazio di ampiezza uguale a 0,25
       m"*1 e non formano una serie decrescente. Il coefficiente di
       assorbimento XM da considerare è la media aritmetica di questi
       quattro valori.
2.6.    I motori muniti di compressore di sovralimentazione sono soggetti,
       secondo i casi, alle seguenti prescrizioni particolari:
2.6.1. per i motori a compressore di sovraIimentazione mosso dal motore
       stesso attraverso un giunto o meccanicamente e disinseribile, si
       eseguono due cicli preliminari completi di misurazione con
       accelerazione, una volta con il compressore inserito e la seconda
       volta con il compressore disinserito. Il risultato della
       misurazione preso in considerazione è quello più elevato tra i due
       risultati ottenuti ;
2.6.2. se iI motore ha più uscite di scappamento, si eseguono le prove
       riunendo tutte le uscite in un dispositivo adeguato che garantisca
        la miscelazione dei gas e termini con un unico orifizio. Tuttavia,
        le prove in accelerazione libera possono essere svolte su ciascuna
       delle uscite. In questo caso, il valore utilizzato per il calcolo
       della correzione del coefficiente di assorbimento è la media
       aritmetica dei valori rilevati su ciascuna uscita e ia prova è
       considerata valida soltanto se i valori estremi misurati non
       differiscono di più di 0,15 m~ 1 .
3.     DETERMINAZIONE DEL VALORE CORRETTO DEL COEFFICIENTE DI
       ASSORBIMENTO
       Le seguenti disposizioni si applicano se il coefficiente di
       assorbimento in regime stabilizzato é stato effettivamente
       determinato sullo stesso tipo derivato di motore.
3.1.   Simboli
       Si designa con
       X M il valore del coefficiente di assorbimento in
            accelerazione al punto morto, misurato come previsto al
            punto 2.6.;
        X|_      il valore corretto del coefficiente di assorbimento in
                 accelerazione libera;
        SM        il valore del coefficiente di assorbimento misurato In
                 regime stabilizzato (punto 2.1. dell'appendice 1) più
                 prossimo al valore limite prescritto corrispondente allo
                 stesso flusso nominale;
 ---pagebreak---                                 -?v-
     S|_        il valore del coefficiente di assorbimento prescritto al
               punto 4.2. dell'appendice 1 per il flusso nominale
               corrispondente al punto di misura che ha dato il valore
               SM.
3.2. Poiché I coefficienti di assorbimento sono espressi in m~ 1 , il
     valore corretto X_ é dato dalla più piccola delle due seguenti
     espressioni:
     XL - S L — - J É M
                      $M
     oppure
     X|_ - X|y| + 0,5
 ---pagebreak---                                     -2??-
                                  APPENDICE 3
               VALORI LIMITE APPLICABILI PER LA PROVA IN REGIMI
                                 STABILIZZATI
      Flusso nominale G          Coefficiente di assorbimento k
      li tri/secondi                             m~1
        < 42                                   2,26
           45                                  2,19
           50                                  2,08
           55                                  1,985
           60                                  1,90
           65                                  1,84
           70                                  1,775
           75                                  1,72
           80                                  1,665
           85                                  1,62
           90                                  1,575
           95                                  1,535
         100                                   1,495
         105                                   1,465
         110                                   1,425
         115                                   1,395
          120                                  1,37
          125                                  1,345
          130                                  1,32
          135                                   1,30
          140                                  1,27
          145                                  1,25
          150                                   1,225
          155                                   1,205
          160                                   1,19
          165                                   1,17
          170                                   1,155
          175                                   1,14
          180                                   1,125
          185                                   1,11
          190                                  1,095
          195                                   1,08
        >200                                    1,065
Nota:       Sebbene i valori di cui sopra siano arrotondati allo 0,01 e allo
            0,005 più prossimi, ciò non significa che le misurazioni debbano
            essere svolte con tale precisione.
 ---pagebreak---                                 ^S'-
                             APPENDI CE 4
                  CARATTERISTICHE DEGLI OPACIMETRI
1.     CAMPO DI APPLICAZIONE
       La presente appendice definisce te condizioni cui debbono
       soddisfare gli opacimetri destinati ad essere impiegati nelle
       prove descritte nelle appendici 1 e 2.
2.     SPECIFICHE DI BASE PER GLI OPACIMETRI
2.1.   Il gas oggetto della misurazione è contenuto in un involucro la
       cui superficie interna non é riflettente.
2.2.   La lunghezza effettiva del percorso dei raggi luminosi attraverso
       il gas da misurare é determinata tenendo conto del possibile
       influsso dei dispositivi di protezione della fonte luminosa e
       della cellula fotoelettrica. Tale lunghezza effettiva deve essere
       indicata sull'apparecchio.
2.3.   L'indicatore di misura dell'opacimetro deve avere due scale di
       misura, la prima in unità assolute di assorbimento luminosa da 0 i
            (m~1) e l'altra lineare da 0 a 100; le due scale di misura
       si estendono da 0 per il flusso luminoso totale fino al massimo
       della scala per l'oscuramento completo.
3.     SPECIFICHE DI COSTRUZIONE
3.1.   Osservazioni generali
       L'opacimetro dev'essere tale per cui, in condizioni di
       funzionamento a regimi stabilizzati, la camera di fumo sia
       riempita di un fumo di opacità uniforme.
3.2.   Camera di fumo e carter dell'opacimetro
3.2.1. L'arrivo sulla cellula fotoelettrica di luce parassita dovuta ai
       riflessi interni oppure agli effetti di diffusione deve essere
       ridotto al minimo (per es.: rivestendo le superfici interne di
       nero opaco e creando condizioni generali adeguate).
3.2.2. Le caratteristiche ottiche devono essere tali per cui l'effetto
       combinato della diffusione e della riflessione non superi una
       unità della scala lineare quando la camera di fumo é riempita di
       un fumo con un coefficiente di assorbimento prossimo a 1,7 m~ 1 .
3.3.   Fonte luminosa
       Deve essere costituita da una lampada ad incandescenza con una
       temperatura di colore compresa fra 2 800 e 3 250'K.
 ---pagebreak---                                     -2>1-
3.4.   Ricettore
3.4.1. il ricettore é costituito da una cellula fotoelettrica con una
       curva di risposta spettrale analoga alla curva fotopica
       dell'occhio umano (massimo di risposta nella fascia 550/570 nm,
       meno del 4% di tale risposta massima al di sotto di 430 nm e al di
       sopra di 680 nm).
3.4.2. La costruzione del circuito elettrico comprendente l'indicatore di
       misura deve essere tale che la corrente di uscita della cellula
       fotoelettrica sia una funzione lineare dell'intensità della luce
       ricevuta nella gamma delle temperature di funzionamento della
       cellula fotoelettrica.
3.5.   Scala di misura
3.5.1. Il coefficiente di assorbimento della luce k é calcolato con la
       formula x - x 0 . e ~ k L , dove L é la lunghezza effettiva del
       percorso dei raggi luminosi attraverso il gas da misurare, x 0 il
       flusso incidente e x i l flusso emergente. Quando la lunghezza
       effettiva L di un tipo di opacimetro non può essere valutata
       direttamente in base alla sua geometria, la lunghezza effettiva L
       deve essere determinata:
       - o con il metodo descritto al punto 4,
       - oppure facendo il raffronto con un altro tipo di opacimetro di
           cui si conosca la lunghezza effettiva.
3.5.2.  Il rapporto fra la scala lineare da 0 a 100 e il coefficiente dì
       assorbimento k é dato dalla formula:
       k -_J_Jog e (1- N)
            L          100
       ove N rappresenta una lettura della scala lineare e k il valore
       corrispondente del coefficiente di assorbimento.
3.5.3. L'indicatore di misura dell'opacimetro dovrebbe consentire di
        leggere un coefficiente di assorbimento di 1,7 m~ 1 con una
       precisione di 0,025 m~ 1 .
3.6.   Regolazione e controllo dell'apparecchio di misura
3.6.1.  Il circuito elettrico della cellula fotoelettrica e
       dell'indicatore deve essere regolabile per poter riportare
        l'indice a zero quando il flusso luiminoso attraversa la camera di
       fumo riempita di aria pulita oppure una camera di caratteristiche
        ident iche.
3.6.2. Con la lampada spenta ed il circuito elettrico di misura aperto o
        in cortocircuito, la lettura sulla scala dei coefficienti di
       assorbimento è o o e con il circuito di misura reinserito, il
       valore letto deve rimanere sull'ex*.
 ---pagebreak---                                  -ZI*.
3.6.3. Deve essere effettuata una verifica intermedia introducendo nella
       camera di fumo un filtro che rappresenti un gas il cui
       coefficiente di assorbimento noto k, misurato come indicato al
       punto 3.5.1., sia compreso fra 1,6 m~ 1 e 1,8 n r 1 . Il valore di
       k deve essere noto con una precisione di 0,025 m _ 1 . La verifica
       consiste nel controllare che tale valore non differisca di più di
       0,05 m~ 1 da quello letto sull'indicatore di misura quando il
       filtro é introdotto tra la fonte luminósa e la cellula
       fotoelettrica.
3.7.   Risposta del l'opacimetro
3.7.1. Il tempo di risposta del circuito elettrico di misura,
       corrispondente al tempo necessario all'indicatore per raggiungere
       una deviazione totale del 90% della scala completa quando é
       inserito uno schermo che oscuri totalmente la cellula
       fotoelettrica, deve essere di 0,9-1,1 secondi.
3.7.2. L'ammortizzatore del circuito di misura elettrica deve essere tale
       che il superamento iniziale del valore finale stabile, dopo
       eventuali variazioni istantanee del valore di entrata (ad es.: Il
       filtro di verifica) non superi il 4% di tale valore in unità della
       scala lineare.
3.7.3. Il tempo di risposta del l'opacimetro dovuto ai fenomeni fisici
       nella camera di fumo é quello che corre fra l'inizio dell'entrata
       dei gas nell'apparecchio di misura e il riempimento completo della
       camera di fumo; tale tempo non dev'essere superiore a 0,4 secondi.
3.7.4. Le suddette disposizioni sono applicabili soltanto agli opacimetri
       utilizzati per le misure di opacità in accelerazione libera.
3.8.   Pressione dei gas da misurare e dell'aria di ricambio
3.8.1. La pressione dei gas di scappamento nella camera di fumo non deve
       differire da quella dell'aria ambiente di più di 75 mm di colonna
       d'acqua.
3.8.2. Le variazioni di pressione dei gas da misurare e dell'aria di
       ricambio non devono provocare una variazione del coefficiente di
       assorbimento di più di 0,05 m" 1 per un determinato gas da
       misurare corrispondente ad un coefficiente di assorbimento di 1,7
       m-1.
3.8.3. L'opacimetro dev'essere munito di adeguati dispositivi per ia
       misura della pressione nella camera di fumo.
3.8.4.  I limiti di variazione della pressione dei gas e dell'aria di
       ricambio nella camera di fumo sono indicati dal fabbricante
       del l'apparecchio.
3.9.   Temperatura dei gas da misurare
 ---pagebreak---                                 -2Î4-
3.9.1. In ogni punto della camera di fumo, la temperatura dei gas al
       momento della misurazione deve essere compresa tra 70*C e una
       temperatura massima specificata dal fabbricante del l'opacimetro,
       in modo che le letture all'interno di tale intervallo di
       temperatura non varino di più di 0,1 m~1 quando la camera è
       riempita di un gas con un coefficiente di assorbimento di
       1,7 m" 1 .
3.9.2. L'opacimetro deve essere munito di adeguati dispositivi per la
       misurazione della temperatura nella camera di fumo.
4.     LUNGHEZZA EFFETTIVA "L" DELL'OPACIMETRO
4.1.   Considerazioni generali
4.1.1. In alcuni tipi di opacimetro, i gas tra la sorgente luminosa e la
       cellula fotoelettrica, oppure fra le parti trasparenti che
       proteggono la sorgente e la cellula fotoelettrica, non hanno
       un'opacità costante. In questi casi la lunghezza effettiva L é
       quella di una colonna di gas di opacità uniforme che conduce ad un
       assorbimento della luce uguale a quello osservato quando il gas
       attraversi normalmente l'opacimetro.
4.1.2. La lunghezza effettiva del percorso dei raggi luminosi si ottiene
       confrontando la lettura N suM'opacimetro che funziona normalmente
       con la lettura N 0 ottenuta con l'opacimetro modificato in modo
       che il gas di prova riempia una lunghezza L 0 ben definita.
4.1.3. Si deve procedere a letture comparative in rapida successione per
       determinare la correzione di spostamento dello zero.
4.2.   Metodo di valutazione di L
4.2.1.  I gas di prova devono essere gas di scappamento di opacità
       costante o di gas assorbenti con una densità analoga a quella dei
       gas di scappamento.
4.2.2. Si determina con esattezza una colonna L 0 dell'opacimetro che
       può essere riempita uniformemente con i gas di prova e le cui basi
       sono per quanto possibile perpendicolari alla direzione dei raggi
        luminosi. Tale lunghezza L 0 deve essere prossima alla lunghezza
       effettiva supposta dell'opacimetro.
4.2.3. Si procede alla misurazione della temperatura media dei gas di
       prova nella camera di fumo.
4.2.4. Se necessario si può introdurre nel canale di prelievo un vaso di
       espansione di forma compatta e di capacità sufficiente per
       smorzare le pulsazioni, il più vicino possibile alla sonda. Si può
       montare inoltre un dispositivo di raffreddamento. L'aggiunta del
       vaso di espansione e del dispositivo di raffreddamento non deve
       perturbare la composizione del gas di scappamento.
4.2.5. La prova per la determinazione della lunghezza effettiva consiste
       nel far passare un campione del gas di prova alternativamente
       attraverso l'opacimetro funzionante normalmente ed attraverso lo
       stesso apparecchio modificato come indicato al punto 4.1.2.
 ---pagebreak---                                   -271-
4.2.5.1. Le indicazioni fornite dati'opacimetro devono essere registrate
         continuamente durante la prova con un registratore avente un tempo
         di risposta per quanto possibile identico a quello
         del l'opacimetro.
4.2.5.2. Con l'opacimetro funzionante normalmente, la lettura della scala
         lineare é N e quella della temperatura media dei gas espressa in
         gradi Kelvin é T.
4.2.5.3. Con la lunghezza nota L 0 riempita dello stesso gas di prova, la
         lettura della scala lineare è N 0 e quella della temperatura
         media dei gas espressi in gradi Kelvin é T 0 .
4.2.6.   La lunghezza effettiva é
                       log (1- N )
         L - Loi            IÛQ
                T0  log (1 - JNol
                              100
4.2.7.   La prova deve essere ripetuta con almeno quattro gas di prova che
         conducano a indicazioni distribuite regolarmente sulla scala
          Iineare da 20 a 80.
4.2.8.   La lunghezza effettiva L del l'opacimetro é la media aritmetica
         delle lunghezze effettive ottenute come indicato al punto 4.2.6.
         per ciascuno dei gas di prova.
 ---pagebreak---                                  -215-
                              APPENDICE 5
                  INSTALLAZIONE E USO DELL'OPACIMETRO
1.     CAMPO D'APPLICAZIONE
       Nella presente appendice si definiscono l'installazione e l'uso
       degli opacimetri destinati ad essere utilizzati nelle prove di cui
       alle appendici 1 e 2.
2.     OPACIMETRO A PRELIEVO
2.1.   Installazione per le prove in regimi stabilizzati
2.1.1. Il rapporto tra la superficie della sezione della sonda e quella
       del tubo di scappamento deve essere almeno 0,05. La compressione
       misurata nel tubo di scappamento all'entrata della sonda non deve
       essere superiore a 75 mm di colonna d'acqua.
2.1.2. La sonda è costituita da un tubo con un'estremità aperta verso
        I'avanti nell'asse del tubo di scappamento o dell'eventuale
       prolunga necessaria. Essa deve trovarsi in una sezione in cui la
       distribuzione del fumo è approssimativamente uniforme. Per
       ottenere queste condizioni, la sonda deve essere collocata il più
       possibile a valle del tubo di scappamento oppure, se necessario,
        in un tubo di prolunga in modo che essendo D il diametro del tubo
       di scappamento all'uscita, l'estremità della sonda sia collocata
       su una parte rettilinea avente una lunghezza di almeno 6 D a monte
       del punto di prelievo e 3 D a valle. Qualora venga utilizzata una
       prolunga, devono essere evitate le entrate d'aria nel punto di
       giunzione.
2.1.3. La pressione nel tubo di scappamento e le caratteristiche di
       caduta di pressione nel canale di prelievo devono essere tali che
        la sonda raccolga un campione per quanto possibile equivalente a
       quello che si sarebbe ottenuto mediante un prelievo isocinetico.
2.1.4. Se necessario, si può introdurre nel canale di prelievo un vaso di
       espansione di forma compatta e di capacità sufficiente per
       smorzare le pulsazioni, il più vicino possibile alla sonda. Si può
       montare inoltre un dispositivo di raffreddamento. Il vaso di
       espansione e il dispositivo di raffreddamento devono aver
       caratteristiche tali da non perturbare la composizione dei gas di
       scar ico.
2.1.5. Nel tubo di scappamento può essere collocata, almeno a 3 D a valle
       della sonda di prelievo, una valvola a farfalla o qualsiasi altro
       dispositivo che aumenti la pressione del prelievo.
2.1.6.  I tubi tra la sonda, il dispositivo di raffreddamento, il vaso di
       espansione (se necessario) e l'opacimetro devono essere i più
       corti possibile pur rispondendo ai requisiti di pressione e di
       temperatura previsti ai punti 3.8. e 3.9. dell'appendice 4. I tubi
       devono presentare una pendenza ascendente dal punto di prelievo
       al l'opacimetro evitando la presenza di curve acute in cui potrebbe
       accumularsi la fuliggine. Qualora non sia incorporata
       nel l'opacimetro, va prevista a monte una valvola "by-pass".
 ---pagebreak---                                 -ZSH-
2.1.7. Nel corso della prova si verifica che siano rispettate le
       prescrizioni del punto 3.8. dell'appendice 4 relative alla
       pressione, e quelle del punto 3.9. relative alla temperatura nella
       camera di misurazione.
2.2.   installazione per le prove in accelerazione libera
2.2.1. Il rapporto tra la superficie della sezione della sonda e quella
       del tubo di scappamento deve essere di almeno 0,05. La
       contropressione misurata nel tubo di scappamento all'entrata della
       sonda non deve essere superiore a 75 mm di colonna d'acqua.
2.2.2. La sonda é costituita da un tubo con un'estremità aperta verso
       l'avanti nell'asse del tubo di scappamento o dell'eventuale
       prolunga. Essa deve trovarsi in una sezione in cui la
       distribuzione del fumo é approssimativamente uniforme. Per
       ottenere queste condizioni, la sonda deve essere collocata il più
       possibile a valle del tubo di scappamento oppure, se necessario,
       in un tubo di prolunga in modo che essendo D il diametro del tubo
       di scappamento all'uscita, l'estremità della sonda sia collocata
       su una parte rettilinea avente una lunghezza di almeno 6 D a monte
       del punto di prelievo e 3 D a valle. Qualora venga utilizzata una
       prolunga, devono essere evitate le entrate d'aria nel punto di
       giunzione.
2.2.3.  Il sistema di prelievo deve essere tale che per tutte le velocità
       del motore la pressione del campione nel l'opacimetro sia nei
        limiti specificati al punto 3.8.2. dell'appendice 4. Ciò può
       essere verificato notando la pressione del campione al minimo e
       alla velocità massima senza carico. Secondo le caratteristiche
       dell'opacimetro, il controllo della pressione del campione può
       essere ottenuto attraverso una strozzatura fissa oppure con una
       valvola a farfalla nel tubo di scappamento o nel tubo di raccordo.
       Qualunque sia il metodo utilizzato, la contropressione misurata
       nel tubo di scappamento all'entrata della sonda non deve superare
        i 75 mm di colonna d'acqua.
2.2.4.  I tubi di raccordo all'opacimetro devono essere i più corti
       possibile. Il tubo deve presentare una pendenza ascendente dal
       punto di prelievo ali'opacimetro e deve essere evitata la presenza
       di eventuali curve acute in cui potrebbe accumularsi la fuliggine.
       Prima dell'opacimetro può essere prevista una valvola "by-pass"
       per isolarla dai gas di scappamento quando non si stia effettuando
        la misurazione.
3.     OPACIMETRO A FLUSSO TOTALE
       Le sole precauzioni generalmente necessarie per le prove in regimi
       stabilizzati e in accelerazione libera sono le seguenti:
3.1.    I raccordi fra il tubo di scappamento e l'opacimetro non devono
       consentire l'entrata di aria esterna.
 ---pagebreak---                              -IF-
3.2. i tubi di raccordo con l'opacimetro devono essere i più corti
     possibile come previsto per gli opacimetri a prelievo. Il sistema
     di tubi deve presentare una pendenza ascendente dal tubo di
     scappamento verso l'opacimetro e devono essere evitati eventuali
     curve acute in cui possa accumularsi la fuliggine. Può essere
     prevista una valvola "by-pass" prima del l'opacimetro per isolarlo
     dai gas di scappamento quando non sì stia effettuando ia
     misurazione.
3.3. Può essere necessario anche un sistema di raffreddamento a monte
     del l'opacimetro.
 ---pagebreak---                                           - tfC-
                                       ALLEGATO IV
                 SPECIFICHE DEL CARBURANTE DI RIFERIMENTO (BENZINA)
              Caratteristiche tecniche del carburante di riferimento:
                   CEC 08-A-85 (tipo: benzina super, senza piombo)
             da utilizzare per la prova dei veicoli a due e tre ruote
Caratter1st iche                        Limiti ed unità          metodo ASTM1>
                                         min.           mass.
Indice di ottano teorico      (R.M, )    95,0                       D 2699
Indice di ottano motore (M.M.)           85,0                       D 2700
Densità 15* C                            0,748          0,762       D 1298
Pressione di vapore
(metodo Re id)                           0,56 bar       0,64 bar    D 323
Disti 11azione
     Punto di eboli izione
        iniziale                         24 *C          40 'C         86
     Punto 10 % voi.                     42 "C          58 *C         86
     Punto 50 % voi.                     90 *C         110 *C         86
     Punto 90 % voi.                    155 *C         180 *C         86
     Punto di ebolIizione
        finale                          190 *C         215 *C         86
Residuo                                                2 %            86
Analisi degli idrocarburi
     Oiefinici                                         20 % vol.    D 1319
     Aromat ici                       (compreso
                                     5 % voi. massimo
                                     di benzene*)      45 % vol. *D 3606/D 2267
      Saturi                                      complemento       D 1319
Rapporto idrocarburi/
idrogeno                                          rapporto
Resistenza all'ossidazione              480 min.                    D 525
Gomma attuale                                          4 mg/100ml   D 381
Tenore in zolfo                                        0,04 %       D 1266/D 2622
                                                       in peso     /D 2785
Corrosione foglio di rame
50* C                                                  1            D 130
Tenore in piombo                                       0,005 g/l    D 3237
Tenore In fosforo                                      0,0013g/l    D 3231
1)             Sigla dell'American Society for Testing and Materials, 1916 Race
               St., Filadelfia, Pensìlvania 19103, Stati Uniti d'America.
*)             Vietata l'addizione di ossigenati.
 ---pagebreak---                                       -ttt-
               SPECIFICHE DEL CARBURANTE DI RIFERIMENTO (GASOLIO)
                                 (CEC RF 03-A-84)
Caratteristiche                     Limiti ed unità              Metodo ASTM
Densità a 15* C                     min. 0,835 kg/l                D 1298
                                    mas. 0,845 kg/l
Numero di cetano                    min. 49                        D 613
                                    mas. 53
Disti 11azione                                                     D 86
      Punto 50 % voi.               min.  245*C
      Punto 90 % voi.               min.  320'C
                                    mas.  340'C
      Punto finale                  mas.  370*C
Viscosità a 40'C                    min.  2,5 mm2/s               D 445
                                    mas.  3,5 mm2/s
Tenore in zolfo                     min.  da riportare    D 1266, D 2622 ou D 2785
                                    mas.  0,30 % (in peso)
Punto di occlusione                 min. 55'C                      D 93
filtro freddo (CFPP)
                                    max.-5*C                (CEN)          EN116
                                                                 OU IP309
Carbonio Conradson sul 10%          mas. 0,20 % (in peso)          D 189
di residuo disti I lato
Tenore in ceneri                    mas. 0,01 % (in peso)          D 482
Tenore in acqua                     mas. 0,05 % (in peso)           D 95 OU D 1744
Corrosione foglio di rame           mas. 1                          D 130
a 100*C
 Indice di neutralizzazione         mas. 0,20 mg KOH/g              D 974
Stabilità di ossidazione            mas. 2,5 mg/100ml               D 2274
Nota 1.      Si adotteranno i metodi ISO equivalenti quando saranno stati
             pubblicati per tutte le caratteristiche indicate sopra.
Nota 2.      Le cifre citate indicano i quantitativi evaporati totali (perdite
             comprese).
Nota 3.      Questo carburante si può basare su distillati di prima
             distillazione e di piroscissione; e ammessa la desolforazione. Non
             deve contenere additivi metallici di nessun genere nò additivi
              intensificanti di cetano.
 ---pagebreak---                                  -til-
Nota 4. i valori indicati nella specificazione sono "valori effettivi".
        Per la determinazione dei loro valori limite sono stati utilizzati
        i termini del documento ASTM D 3244 "che definisce una base di
        discussione per le controversie sulle qualità dei prodotti
        petroliferi" e per fissare il valore massimo si é tenuto conto di
        una differenza minima di 2R sopra lo zero; per fissare un valore
        massimo e uno minimo la differenza minima é di 4R (R -
        riproducibilità).
        Nonostante questo accorgimento, necessario per motivi statistici,
        il produttore di un carburante dovrebbe cercare di ottenere un
        valore zero quando il valore massimo stabilito è di "2R" e un
        valore medio nel caso in cui siano indicati limiti massimi e
        minimi. Qualora risulti necessario determinare se un carburante
        soddisfa o meno le prescrizioni della specifica si applicano i
        termini dell'ASTM D 3244.
Nota 5. Qualora sia prescritto di calcolare il rendimento termico di un
        motore o di un veicolo, il valore calorifico di combustibile può
        venir calcolato a partire dai seguenti dati:
        Potere calorifico inferiore (in MJ/kg) -
        (46,423 - 8,792d a + 3,170d)[1- (x+y+s)) + 9,420s - 2,499x.
        dove:
        d  é  la densità a 15'C,
        x  ò  l'aliquota d'acqua in termini di massa,. (% diviso per 100)
        y  è  l'aliquota di ceneri in termini di massa, (% diviso per 100)
        s  é  l'aliquota di zolfo in termini di massa (% diviso per 100)
                                                                           (i
 ---pagebreak---                                      -m-
                                   ALLEGATO V
                               SCHEDA INFORMATIVA
            CONCERNENTE LE MISURE CONTRO L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO
                  PRODOTTO DA UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE (1)
                                A DUE E TRE RUOTE
     (da allegare alla domanda di omologazione qualora essa sia presentata
          indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. progressivo (assegnato dal richiedente)
La domanda di omologazione per quanto concerne le misure contro l'inquinamento
atmosferico prodotto da un tipo di veicolo a motore a due e tre ruote deve
essere corredata dalle informazioni di cui all'allegato II della direttiva
92/61/CEE del 30 giugno 1992, lettera A, punti:
0.1.
0.2.
0.4. - 0.6,
2. - 2.3.2.
3. - 3.2.2.
3.2.4. - 3.2.4.4.
3.2.6. - 3.2.6.7.
3.2.7. - 3.2.13.
3.5. - 3.6.3.1.2.
4. - 4.6.
(1)   Per i motori o sistemi convenzionali, il costruttore fornirà i dati
      equivalenti a quelli menzionati qui appresso.
 ---pagebreak---                                      -zt>-
                                  ALLEGATO VI
                          CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
           CONCERNENTE LE MISURE CONTRO L'INQUINAMENTO ATMOSFERICO
                   PRODOTTO DA UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE
                               A DUE E TRE RUOTE
                                    MODELLO
                                                    Indicazione
                                                    dei l'amministrazione
Verbale n            del servizio tecnico           in data
N. dell'omologazione                    N. dell'estensione
1. Marca o denominazione commerciale del veicolo
2. Tipo di veicolo
3. Nome ed indirizzo del costruttore
4. Nome ed indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore
5. Veicolo presentato ai la prova il ....
6. L'omologazione è concessa/rifiutata *
7. Luogo
8. Data
9. Firma
* Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak---                      -/<M-
               CAPiTOLO 6
        SERBATOIO DI CARBURANTE
DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
 ---pagebreak---                               ALLEGATO I
                     PRESCRIZIONI DI COSTRUZIONE
1.     DATI GENERALI
1.1.   I serbatoi di carburante devono essere fabbricati con materiali il
       cui comportamento termico, meccanico e chimico non si alteri nelle
       condizioni di impiego cui essi sono destinati.
1.2.   I serbatoi di carburante e i pezzi posti in prossimità devono
       essere concepiti in modo da non creare una carica elettrostatica
       che potrebbe provocare scintille tra il serbatoio ed il telaio del
       veicolo, con rischio di infiammare la miscela benzina-aria.
1.3.   I serbatoi di carburante devono essere fabbricati in modo da
       resistere alia corrosione. Essi devono soddisfare le prove di
       tenuta eseguite dal costruttore ad una pressione pari o doppia
       della pressione relativa di servizio e comunque pari almeno alla
       pressione assoluta di 130 kPa. Ogni eventuale sovrapressione od
       ogni pressione che eccede la pressione di servizio deve essere
       automaticamente compensata con opportuni dispositivi (sfiati,
       valvole di sicurezza, ecc.). Gli sfiati devon essere progettati in
       modo da prevenire qualsiasi rischio di formazione di fiamme. Il
       carburante non deve poter sfuggire dal tappo del serbatoio o dai
       dispositivi previsti per compensare la sovrapressione, anche in
       caso di capovolgimento completo del serbatorio; é ammesso un
       gocciolamento.
2.     PROVE
        I serbatoi di carburante di materiale non metallico devono essere
       sottoposti, nell'ordine, alle seguenti prove :
2.1.   PROVA DI PERMEABILITÀ'
2.1.1. Metodo di prova
        II serbatoio di carburante deve essere sottoposto alla prova ad
       una temperatura di 313 K ± 2 K.
        Il carburante di prova è quello di riferimento di cui al capitolo
       V relativo alle misure contro l'inquinamento atmosferico provocato
       dai veicoli a motore a due o tre ruote.
        Il serbatoio deve essere riempito con il carburante di riferimento
       al 50 % della sua capacità nominale ed essere ventilato ad una
        temperatura ambiente di 313 K ± 2 K, fino a quando si ottiene una
       perdita di peso costante; il periodo deve essere di almeno 4
       settimane (durata di deposito preliminare). Il serbatoio deve
       essere svuotato e poi riempito nuovamente al 50 % della sua
       capacità nominale con il carburante di prova.
        Il serbatoio viene quindi depositato in ambiente ventilato ad una
        temperatura di 313 K ± 2 K, fino quando il contenuto raggiunge la
       pressione di prova. A questo punto il serbatoio viene chiuso.
       L'aumento di pressione nel serbatoio durante la prova può essere
       compensato.
 ---pagebreak---                                  -m~
       La perdita di peso per diffusione deve essere determinata all'atto
       della prova di 8 settimane. Durante detta prova, é tollerata una
       fuoriuscita massima dì 20 g ogni 24 ore in media. Se le perdite
       per diffusione sono superiori, deve essere determinata anche la
       perdita di carburante ad una temperatura ambiente di 296 K ± 2 K,
       lasciando inalterate tutte le altre condizioni (deposito
       preliminare a 313 K ± 2 K ) . La perdita determinata in queste
       condizioni non deve superare 10 g ogni 24 ore.
       L'eventuale compensazione della pressione interna durante la prova
       deve essere indicata nel verbale di prova e la perdita di
       carburante dovuta a tale a compensazione deve essere considerata
       nel calcolo delle perdite per diffusione.
2.2.   PROVA D'URTO
2.2.1. Metodo di prova
        Il serbatoio di carburante viene riempito fino  alla sua capacità
       nominale con una miscela al 50 % di acqua e di   glicole etilenico o
       con un altro liquido di raffreddamento che non   corroda il
       materiale del serbatoio di carburante e il cui   punto crioscopico
       sia inferiore a 243 K ± 2 K.
       La temperatura delle sostanze contenute nel serbatoio di
       carburante durante la prova deve essere di 253 ± 5 K. 11
       raffreddamento deve essere effettuato ad una temperatura ambiente
       corrispondente. Il serbatoio di carburante può inoltre essere
       riempito con un liquido sufficientemente raffreddato, a condizione
       che la temperatura di prova del serbatoio di carburante venga
       mantenuta almeno per un'ora.
       Per la prova deve essere impiegato un pendolo. La massa d'urto
       deve avere la forma di una piramide triangolare equilatera, con un
       raggio di curvatura di 3 mm agli spigoli e alle punte. Se la massa
       è di 15 kg, l'energia del pendolo non deve essere inferiore a
       30,0 J.
        I punti del serbatoio di carburante da sottoporre alla prova sono
       quelli considerati a rischio a causa del montaggio del serbatoio
       stesso e della sua posizione sul veicolo. Dopo un solo urto su uno
       di questi punti, non si devono constatare perdite di liquido.
2.3.    RESISTENZA MECCANICA
2.3.1. Metodo di prova
        Il serbatoio di carburante viene riempito sino alla sua capacità
        nominale con acqua a 338 K i 2 K come liquido di prova. La
        pressione relativa all'interno non deve essere inferiore a 30 kPa,
        Se il serbatoio di carburante é concepito per una pressione
        interna relativa d'impiego superiore a 15 kPa, la pressione
        relativa di prova deve essere il doppio della pressione interna
        relativa d'impiego per la quale il serbatoio è concepito.
         Il serbatoio deve rimanere chiuso per 5 ore.
 ---pagebreak---                                 -W-
       Un'eventual e deformazione non deve pregiudicare l'uso al quale é
       destinato il serbatoio di carburante (ad esempio, il serbatoio non
       deve essere perforato). Nel valutare la deformazione del
       serbatoio, si deve tener conto delle condizioni particolari di
       montaggio.
2.4.   PROVA DI RESISTENZA AL CARBURANTE
2.4.1. Metodo di prova
       Per la prova di trazione devono essere prelevate dalle superfici
       piatte sei provette aventi ali'incirca lo stesso spessore.
       La loro resistenza alla rottura per trazione e il limite elastico
       devono essere determinati a 296 K ± 2 K e per una velocità di
       trazione di 50 mm/minuto.
       Questi valori devono essere confrontati con i valori di resistenza
       alla rottura per trazione e di elasticità ottenuti effettuando
       prove analoghe con un serbatoio di carburante sottoposto al
       periodo di deposito preliminare. Il materiale é considerato
       accettabile se non sono state osservate differenze superiori al
       25 % dal punto di vista della resistenza alla rottura per
       trazione.
2.5.   PROVA DI RESISTENZA AL FUOCO
2.5.1. Metodo di prova
        I materiali del serbatoio non devono bruciare con una velocità di
        fiamma superiore a 0,64 mm/s, conformemente alla prova descritta
       nel l'appendice 1.
2.6.   PROVA AD ALTA TEMPERATURA
2.6.1. Metodo di prova
        II serbatoio di carburante, riempito al 50 % della sua capacità
        nominale con acqua a 293 K ± 2 K, non deve presentare deformazioni
        permanenti o perdite dopo essere stato depositato per un'ora ad
       una temperatura ambiente di 343 K ± 2 K. Dopo la prova, il
        serbatoio deve mantenere intatta la sua idoneità all'impiego
        previsto.
        Il dispositivo di prova deve tener conto delle condizioni di
        montaggio.
 ---pagebreak---                                  -W-
2.7.   PROVA DI ABRASIONE
2.7.1. Questa prova si applica unicamente ai serbatoi di carburante posti
       all'esterno e destinati ai veicoli a motore a due ruote.
2.7.2. Metodo di prova
       Il serbatoio, riempito al 50% della sua capacità nominale con un
       liquido che non corroda il materiale, deve essere disposto con un
       fianco sul rivestimento stradale. Detto rivestimento deve avere
       una superficie di calcestruzzo o di asfalto pulita e secca durante
       le prove.
        Il serbatoio é rimorchiato con una fune di trazione in modo da
       raggiungere una velocità di 25 km/h entro un tempo non superiore a
       sei secondi. Raggiunta questa velocità, si libera il serbatoio e
       lo si lascia arrestare unicamente sotto l'effetto dell'attrito sul
       suolo. La velocità deve essere misurata con una tolleranza del
       10%. Se si verifica una perdita, essa non deve superare 30 g/min.
       La durata della misurazione deve essere compresa tra uno e tre
       minuti. Il risultato deve essere rilevato subito dopo la fine
       del la prova.
 ---pagebreak---                                 -2U-
                             APPENDICE 1
1.   MATERIALE DI PROVA
1.1. Camera di prova
     Una cappa di laboratorio, completamente chiusa, con una spia di
     vetro resistente al calore che consenta di osservare la prova
     (Nota 1 ) .
     La turbina di estrazione del fumo viene arrestata durante la prova
     e rimessa in funzione immediatamente dopo di essa per eliminare i
     prodotti della combustione che possono essere tossici.
     La prova può inoltre essere effettuata in un contenitore metallico
     sistemato sotto la cappa, lasciando in funzione la turbina di
     estrazione.
     Le pareti inferiori e superiori dei contenitore devono avere dei
     fori di aerazione che devono consentire un passaggio di aria
     sufficiente per la combustione, ma non devono provocare correnti
     d'aria sul campione in fase di combustione.
     Nota 1:      In alcune camere di prova può rivelarsi utile uno
                 specchio che offra una vista posteriore del campione.
1.2. Supporto
     Supporto di laboratorio comprendente due pinze regolabili in tutte
      le posizioni per mezzo di articolazioni.
1.3. Bruciatore
     Tipo becco BUNSEN (o TIRRIL), con un ugello di 10 mm e
     alimentazione a gas.
     L'ugello non deve essere munito di alcun accessorio.
1.4. Tela metal I Ica
     Maglia di 20; telaio di 100 x 100 mm.
1.5. Dispositivo di cronometraggio
     Un cronometro o altro dispositivo, con suddivisioni di 1 secondo o
     meno.
1.6. Vasca piena d'acqua
1.7. Riga graduata
     Graduazione in millimetri.
2.   CAMPIONE DI PROVA
2.1. Almeno 10 campioni di prova della lunghezza di 125 ± 10 mm ed una
      larghezza di 12,5 ± 0,2 mm, devono essere prelevati direttamente
      da un serbatoio di carburante rappresentativo.
      Se la forma del serbatoio non lo consente, una parte di esso deve
      essere modellata In forma di piastra dello spessore di 3 mm e deve
      presentare una superficie sufficiente per prelevare i campioni
      necessar i.
 ---pagebreak---                                - $T7-
2.2. Salvo indicazione contraria, i campioni devono essere sottoposti
     normalmente a prova nelle condizioni di consegna.
2.3. Su ciascun campione devono essere incisi due tratti,
     rispettivamente a 25 mm e a 100 mm da una delle estremità del
     campione stesso.
2.4. I bordi dei campioni di prova devono essere netti.
     I bordi ottenuti mediante segatura devono essere smerigliati per
     ottenere una finizione liscia.
3.   METODO DI PROVA
3.1. Il campione deve essere fissato sul supporto con una delle pinze
     all'estremità più vicina al tratto posto a 100 mm, l'asse
     longitudinale in posizione orizzontale e l'asse trasversale
     inclinato di 45' sull'orizzontale. Sotto il campione di prova deve
     essere fissato uno schermo di tela metallica (100 x 100 mm circa),
     sistemato orizzontalmente 10 mm sotto il bordo del campione la cui
     estremità sporge di circa 13 mm dal bordo della tela metallica
     (vedi figura 1 ) . Prima di ciascuna prova, gli eventuali residui
     sullo schermo metallico devono essere bruciati oppure lo schermo
     deve essere sostituito.
     Sul ripiano della cappa deve essere sistemata una vasca piena
     d'acqua in modo da raccogliere le particelle incandescenti che
     potrebbero cadere durante la prova.
3.2. Regolare la presa d'aria del bruciatore per ottenere una fiamma
     blu dell'altezza di circa 25 mm.
3.3. Sistemare il bruciatore in modo che la fiamma sfiori l'estremità
     del campione di prova come illustrato nella figura 1 e avviare
     simultaneamente il cronometro.
     Mantenere la fiamma a contatto per 30 s. Se il campione si
     deforma, fonde o si ritrae dalla fiamma, questa deve essere
     spostata e mantenuta a contatto dei campione.
     Una deformazione notevole dei campione durante la prova può
      invalidare i risultati. Ritirare il bruciatore dopo 30 s o quando
      ia parte anteriore della fiamma raggiunge il tratto a 25 mm. Se
     quest'ultimo viene raggiunto prima di 30 s, allontanare il
     bruciatore dal campione di almeno 450 mm e chiudere la cappa.
3.4. Annotare come tempo ti il tempo, in secondi, letto sul
     cronometro quando la parte anteriore della fiamma raggiunge il
      tratto posto a 25 mm.
3.5. Fermare il cronometro quando la combustione (con o senza fiamma)
     si é esaurita o ha raggiunto il segno posto a 100 mm
     dal l'estremità Iibera.
3.6. Annotare come tempo t il tempo, in secondi, letto sul cronometro.
3.7.  Se la combustione non raggiunge il segno posto a 100 mm, misurare
      la lunghezza incombusta a partire dal tratto a 100 mm, lungo il
      bordo inferiore del campione, arrotondata al millimetro.
     La lunghezza combusta é pari a 100 mm meno la lunghezza incombusta
     espressa in mm.                 Hv
 ---pagebreak---                                      -Jif.
3.8.     Se il campione è combusto sino al tratto posto a 100 mm od oltre,
          la velocità di combustione é la seguente :
               75            in mm/s
             t - t,
3.9.     Ripetere la prova (da 3.1. a 3.8.) sino a quando tre campioni
         siano combusti fino al tratto posto a TOO mm od oltre, oppure sino
         a quando siano stati sottoposti a prova 10 campioni.
         Se un campione su 10 brucia fino al tratto posto a 100 mm od
         oltre, ripetere la prova (da 3.1. a 3.8.) con altri 10 campioni.
4.       ESPRESSIONE DEI RISULTATI
4.1.     Se due o più campioni sono combusti sino al tratto posto a 100 mm,
          la velocità media di combustione (in mm/s) da indicare é la media
         delle velocità di combustione di tutti i campioni combusti sino al
          tratto.
4.2.     Se nessun campione su 10 o non più di uno su 20 é combusto fino al
          tratto posto a 100 mm, devono essere indicati la durata media di
          combustione e la lunghezza di combustione.
4.2.1.   Tempi medi di combustione (TMC) :
        . TMC -        (t - 30 s)
                  numero di campioni
          arrontondato al multiplo più prossimo di 5 s :
          ad esempio, si indica "meno di 5 s" se la durata della combustione
          è inferiore a 3 s dopo aver ritirato il bruciatore.
          In nessun caso deve essere indicato un TMC pari a zero.
4.2.2.    Lunghezza media di combustione (LMC) :
          LMC - (100 mm - lunghezza non bruciata)
                         numero di campioni
          arrontondato al multiplo più prossimo di 5 mm :
          per una lunghezza di combustione inferiore a 3 mm indicare "meno
          di 5 mm".
           In nessun caso deve essere indicato un LMC pari a zero.
          La lunghezza di combustione di un solo campione che brucia sino al
          tratto é considerata di 100 mm.
4.3.       I risultati completi devono comprendere le seguenti informazioni :
4.3.1.     Identificazione del campione, compreso il metodo di preparazione e
          di condizionamento;
4.3.2.    Spessore medio dei campioni a ± 1 %;
4.3.3.    Numero dei campioni sottoposti alla prova;
4.3.4.    Dispersione dei valori dei tempi di combustione;
 4.3.5.   Dispersione dei valori delle lunghezze di combustione;
 ---pagebreak---                                 -M-
4.3.6  Indicare se un campione non brucia fino al tratto perché gocciola,
       cola o cade in particelle in combustione;
4.3.7. Indicare se un campione viene riacceso da materiale in combustione
       depositatosi sullo schermo di tela metallica.
                    Figura 1 : MATERIALE DI PROVA
                                           Campione
                                                                   4S*
 ---pagebreak---                                      -Beo-
                                   APPENDICE 2
                               SCHEDA INFORMATIVA
                                   CONCERNENTE
                           IL SERBATOIO DI CARBURANTE
                DI UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
         (da unire alla domanda di omologazione qualora sia presentata
          indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. di ordine (attribuito dal richiedente)
La domanda di omologazione concernente il serbatoio di carburante di un tipo
di veicolo a motore a due o tre ruote deve essere accompagnata dalle
informazioni di cui all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del 30 giugno
1992, lettera A, punti :
0.1.
0.2.
0.4. - 0.6.
3.2.2. - 3.2.3.3.
Inoltre, sono richieste le seguenti informazioni:
a) marchio di fabbrica o commerciale dei serbatoio
b) nome e indirizzo del fabbricante
e) nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
 ---pagebreak---                                           -Ì04-
                                      APPENDICE 3
                              CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                                       CONCERNENTE
                               IL SERBATOIO DI CARBURANTE
                 DI UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
                                        Indicazione dell'Amministrazione
Verbale n                del servizio tecnico             in data
N. di omologazione                                N. di estensione
1.    Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo :
2.    T i pò d ì ve i co Io :
3.    Nome e indirizzo del costruttore :
4.    Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore
5.    Veicolo presentato alla prova il :
6.    L'omologazione é concessa/rifiutata(*):
7.    Luogo :
8.    Data    :
9.    Firma :
(*) Cancellare la dicitura inutile
 ---pagebreak---                          -ÓÙJL-
                      ALLEGATO I I
    PRESCRIZIONI PER L'INSTALLAZIONE DEL SERBATOIO
     DI CARBURANTE E DEL CIRCUITO DI ALIMENTAZIONE
 DI CARBURANTE SUI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
SERBATOIO DI CARBURANTE
Ogni sistema di fissaggio di un serbatoio deve essere progettato,
costruito ed installato in modo da soddisfare alla sua funzione,
indipendentemente dalle condizioni di guida.
CIRCUITO DI ALIMENTAZIONE DI CARBURANTE
Gli elementi dei circuiti di alimentazione del motore devono
essere opportunamente protetti da una parte del telaio o della
carrozzeria, in modo da non poter entrare in contatto con
ostacolli al suolo. Detta protezione non é prescritta se gli
elementi in questione, situati sotto il veicolo, si trovano ad una
distanza dal suolo superiore a quella della parte del telaio della
carrozzeria situata immediatamente davanti ad essi.
Il circuito di alimentazione di carburante deve essere progettato,
costruito ed installato in modo da resistere agli effetti della
corrosione interna ed esterna ai quali é esposto. I movimenti di
torsione e di flessione nonché le vibrazioni della struttura del
veicolo, del motore e della trasmissione non devono sottoporre gli
elementi del circuito di alimentazione ad attriti o a sforzi
anormali.
 ---pagebreak---                                       - 3 65-
                                   APPENDICE 1
                         SCHEDA INFORMATIVA CONCERNENTE
           L'INSTALLAZIONE DEL SERBATOIO 0 DEI SERBATOI DI CARBURANTE
                SU UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
         (da unire alla domanda di omologazione qualora sia presentata
          indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. d'ordine (attribuito dal richiedente)
La domanda di omologazione concernente, l'installazione del serbatoio o dei
serbatoi di carburante su un tipo di veicolo a motore a due o a tre ruote deve
essere corredata dalle informazioni di cui all'allegato II della direttiva
92/61/CEE del 30.06.1992, lettera A, punti:
0.1.
0.2.
0.4.-0.6.
3.2.3.3.
 ---pagebreak---                                        -   .lÒlf-
                                     APPENDICE 2
                             CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
            CONCERNENTE L'INSTALLAZIONE DEL SERBATOIO 0 DEI SERBATOI
                   DI CARBURANTE SU UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE
                                  A DUE 0 TRE RUOTE
                                         Indicazione dell'amministrazione
Verbale n               del servizio tecnico              in data
N. di omologazione                                N. dell'estensione
1.    Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo :
2.    T i pò d i ve i co Io :
3.    Nomee indirizzo del costruttore :
4.    Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore
5.    Veicolo presentato alla prova il :
6.    L'omologazione é concessa/rifiutata (*)
7.    Luogo :
8.    Data    :
9.    Firma :
(*) Cancellare la dicitura inutile
                                                                          (i<
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                 CAPITOLO 7
MISURE CONTRO LA MANOMISSIONE DEI CICLOMOTOR
               E DEI MOTOCICLI
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                                 ALLEGATO
1.     DEFINIZIONI
       Ai sensi del presente allegato, si intende per:
1.1.   misure contro la manomissione dei ciclomotori a due ruote e dei
       motocicli
       l'insieme delle prescrizioni e delle specifiche tecniche aventi lo
       scopo di impedire, per quanto possibile, modifiche non autorizzate
       che possono compromettere la sicurezza e l'ambiente, in particolare
       aumentando le prestazioni dei veicoli;
1.2.   prestazioni del veicolo
        la velocità massima nel caso dei ciclomotori; la potenza del motore
       nel caso dei motocicli;
1.3.   categorie di veicoli
        i veicoli suddivisi in una delle seguenti categorie:
1.3.1. veicoli delia categoria A, vale a dire i ciclomotori;
1.3.2. veicoli delle categoria B, vale a dire i motocicli di cilindrata
        inferiore o pari a 125 cm3 e di potenza inferiore o pari a 11 kW;
1.3.3. veicoli delle categoria C, vale a dire i motocicli di potenza
        inferiore o pari a 25 kW e con un rapporto potenza/massa inferiore o
       pari a 0,16 kW/kg;
1.3.4. veicoli della categoria D, vale a dire i motocicli che non rientrano
       nelle categorie B o C;
1.4.   modifica non autorizzata
       una modifica che non é consentita dalle disposizioni del presente
       capitolo;
1.5.    intercambiabilità dei pezzi
        l'intercambiabilità dei pezzi che non sono identici;
1.6.   condotto di ammissione
        la combinazione della luce di ammissione e del tubo di ammissione;
1.7.    luce di ammissione
        la luce di ammissione dell'aria nel cilindro, nella testata o nel
       basamento;
 ---pagebreak---                                         -30?-
1.8.   tubo di ammissione
       un pezzo che collega il carburatore o il sistema di controllo
       dell'aria al cilindro, alla testata o al basamento;
1.9.   dispositivo di ammissione
       il complesso formato dal condotto di ammissione e dal silenziatore
       di ammissione;
1.10.  sistema di scappamento
       l'insieme formato dal tubo di scappamento, dalla marmitta e dal
       si lenzlatore-,
1.11.  attrezzi speciali
       gli attrezzi messi a disposizione esclusivamente dei distributori
       autorizzati dal costruttore del veicolo e non disponibili al
       pubbIi co.
2.     PRESCRIZIONI GENERALI
2.1.    Intercambiabilità di pezzi non identici tra veicoli omologati:
2.1.1. per ogni veicolo delle categorie A o B, non é ammessa
        I'i ntercamb i ab iIi tà de i seguent ì component i:
       a) per I due tempi: cilindro/pistone, carburatore, tubo
             d'ammissione, sistema di scappamento,
       b) per i quattro tempi: testata, alberi a camme, cilindro/pistone,
             carburatore, tubo di ammissione, sistema di scappamento,
       tra detto veicolo e qualsiasi altro veicolo dello stesso costruttore
       se una siffatta intercambiabilità fa si che la potenza del veicolo
       della categoria A superi i limiti della sua categoria e la velocità
       massima per costruzione del veicolo della categoria B aumenti di più
       del 10%.
2.1.2. L'intercambiabilità di componenti tra un veicolo della categoria C
       ed un veicolo di un'altra categoria dello stesso costruttore deve
       essere possibile soltanto se:
             la differenza di potenza tra i veicoli in questione é inferiore
             o pari al 10%,
             almeno due dei componenti indicati qui appresso intervengono per
             almeno il 75% nella differenza di prestazione,
        a) due tempi: sistema di scappamento e di ammissione, regolazione
             dello scappamento, curva di accensione, cilindro/pistone, albero
             a gomito, biella, carburatore,
 ---pagebreak---        b)   quattro tempi: testata, alberi a camme (ammissione e/o
            scappamento), pistone/cilindro, sistemi di scappamento e di
            ammissione, albero a gomito, biella, carburatore, sistema di
            controllo elettronico del motore.
2.1.3. Per ogni veicolo della categoria D dello stesso costruttore è
       vietata l'intercambiabilità dei componenti di cui al punto 2.1.1,
       lettere a) e b) se più del 75% della differenza di potenza fra i
       veicoli in questione é fornita da uno solo dei componenti e senza
       che, in alcun caso, sia superata la potenza massima di 74 kW.
2.1.4. Nei casi in cui sia in gioco l'intercambiabilità di componenti, il
       costruttore deve accertarsi che le autorità competenti ricevano le
       informazioni ed eventualmente i veicoli necessari per consentire
       loro di verificare che le prescrizioni di questo punto sono
       r{spettate.
2.2.   Il costruttore deve dichiarare che le modifiche delle seguenti
       caratteristiche, non devono aumentare ia potenza massima di un
       motociclo di più del 10%, né. aumentare la velocità massima di un
       ciclomotore di più di 5 km/h:
       accensione (anticipo, ecc.), alimentazione.
2.3.   Ogni motociclo deve essere conforme ad uno dei punti 2.3.1.,    2.3.2.
       o 2.3.3. seguent i:
2.3.1. un manicotto non smontabile deve essere situato nel condotto di
       ammissione. Se detto manicotto é situato nel tubo di ammissione,
       questo deve essere fissato sul blocco motore con bulloni
       autorompenti o smontabili soltanto con attrezzi speciali.
        Il manicotto deve avere una durezza minima di 60 HRC. A livello
       della sezione ristretta, lo spessore deve essere inferiore a 4 mm.
       Qualsiasi intervento avente lo scopo di rimuovere o modificare il
       manicotto deve provocare ia distruzione di quest'ultimo e dei
       relativo pezzo di supporto oppure sregolare in modo completo e
       permanente il motore sino alla sua rimessa in condizioni di
       conformità.
       Sulla superficie del manicotto o in prossimità dello stesso deve
       essere apposta ben leggibile una marcatura con l'indicazione della
       categoria(delle categorie) del veicolo quale(i) definita(e) al punto
        1.3.
2.3.2. Ogni tubo di ammissione deve essere fissato con bulloni autorompenti
       o smontabili soltanto con attrezzi speciali. Una sezione ristretta,
        indicata all'esterno, deve essere localizzata all'interno dei tubi;
        in questo punto la parete deve avere uno spessore inferiore a 4 mm,
       5 mm nel caso di utilizzazione di un materiale cedevole come ad
       esempio la gomma.
 ---pagebreak---                                          -?x?\-
           Qualsiasi intervento sui tubi avente lo scopo di modificare la
           sezione ristretta deve provocare la distruzione degli stessi oppure
           sregolare in modo completo e permanente il motore sino alla sua
           rimessa in condizioni di conformità.
           Sui tubi deve essere apposta ben leggibile una marcatura con
           l'indicazione della categoria(delle categorie) del veicolo quale(i)
           definita(e) al punto 1.3.
2.3.3.     La parte del condotto di ammissione situata nella testata deve avere
           una sezione ristretta. Nell'intera luce di ammissione non deve
           trovarsi alcuna sezione più ridotta (fatta salva la sezione delle
           sedi del le valvole).
           Qualsiasi intervento sui condotto avente lo scopo di modificare la
           sezione ristretta deve provocare la distruzione dello stesso oppure
           sregolare in modo completo e permanente il motore sino alla sua
           rimessa in condizioni di conformità.
           Sulla testata deve essere apposta in modo ben leggibile una
           marcatura con l'indicazione della categoria del veicolo quale
           definita al punto 1.3.
2.3.4.     La sezione ristretta dei punti precedenti ha un diametro diverso a
           seconda de i motoc i d i .
2.3.5.      il costruttore deve fornire il diametro della sezione ristretta e
           dimostrare alle autorità competenti che detta sezione ristretta é la
           più critica per il passaggio dei gas e che non esiste alcuna altra
           sezione che, modificata, potrebbe aumentare le prestazioni del
           veicolo di più del 10% ( 1 ) .
2.4.       L'asportazione del filtro dell'aria non deve consentire al
           ciclomotore un aumento delia velocità massima per costruzione di più
           del 10%.
3.         PRESCRIZIONI PARTICOLARI
3.1.       Guarnizione della testata: lo spessore della guarnizione di testata,
           se esiste, non deve superare dopo il montaggio:
            1,3 mm per i ciclomotori,
            1,6 mm per ì motociIi.
(1) Quattro anni dopo l'entrata in vigore della direttiva e sulla base dei
     diametri delle sezioni ristrette fornite dal costruttore si procederà, con
     la procedura di cui all'articolo .... alla determinazione numerica dei
     diametri massimi della sezione ristretta dei vari motocicli.
 ---pagebreak---                                  -Me.
3.2. Guarnizioni cilindro/basamento per i due tempi: lo spessore della
     guarnizione tra la sede del cilindro ed il basamento, se esiste, non
     deve superare 0,5 mm dopo il montaggio..
3.3. Pistone per i due tempi: quando si trova nella posizione punto morto
     superiore, il pistone non deve coprire l'orifizio di ammissione.
     Questa prescrizione non si applica alle parti della luce di travaso
     che coincidono con l'orifizio di ammissione nei caso dei veicoli
     muniti di un sistema di ammissione a valvola o a valvola vibrante.
3.4. Sui due tempi, il fatto di ruotare il pistone di 180? non deve
     migliorare le prestazioni del motore.
3.5. Fatte salve le prescrizioni di cui al punto 2.3 le luci di
     ammissione e di scarico non devono essere ostruite artificialmente.
     Le guide delle valvole di un motore a quattro tempi non sono
     considerate ostruzioni artificiali.
3.6. La o ie parti del sistema di scarico situate all'interno del o dei
     silenziatori, che determinano la lunghezza effettiva dei tubo di
     scappamento, devono essere fissate ai silenziatori o alla marmitta
     in modo da non poter essere smontate.
3.7. Per i veicoli delle categorie A e B è vietato qualsiasi elemento
     (meccanico, elettrico, strutturale, ecc.) che limita il pieno carico
     del motore (arresto su farfalla, arresto su manopola, ecc.). Per i
     veicoli delle categorie C e D, tali elementi sono ammessi se possono
     essere modificati soltanto impiegando attrezzi previsti per tagliare
      iI metal lo.
3.8. Se iI veicolo di categoria A é munito di dispositivi
     elettrici/elettronici che limitano la sua velocità, il costruttore
     deve mettere a disposizione dei servizi incaricati delle prove i
     dati e gli elementi comprovanti che la modifica o il disinserimento
     del dispositivo o del suo sistema di cablaggio non aumentano ia
     velocità massima del ciclomotore di più di 5 km/h.
      I dispositivi elettrici/elettronici che interrompono e/o
     neutralizzano l'accensione sono vietati se il loro funzionamento
     provoca un aumento del consumo di carburante o delle emissioni di
      i drocarbur i incombust i;
      i dispositivi elettrici/elettronici che modificano l'anticipo di
     accensione devono essere progettati in modo che la potenza fornita
     dal motore misurata con il sistema in funzione non si scosti di più
     del 10% dalla potenza fornita misurata con lo stesso dispositivo
     disinserito e con l'anticipo di accensione regolato sulle condizioni
     di velocità massima su strada.
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         Le condizioni di velocità massima su strada sono realizzate quando
         l'anticipo di accensione é regolato a ± 5* rispetto al valore
         specificato per sviluppare la potenza massima.
3.9.     Nel caso di un motore che utilizzi una valvola a lamina vibrante,
         questa deve essere fissata con bulloni autorompenti che impediscano
         la riutilizzazione del pezzo di supporto, o smontabili soltanto con
         attrezzi speciali.
4.       PRESCRIZIONI PER L'IDENTIFICAZIONE DI UN TIPO DI MOTORE MONTATO SU
         UN VEICOLO
4.1.     Marcatura di determinati pezzi o componenti
4.1.1.   I pezzi o i componenti sottoelencati devono essere marcati in modo
         duraturo ed indelebile con il numero o con i numeri di codice ed i
         simboli di identificazione attribuiti dal costruttore del veicolo
         oppure dai fabbricanti di tali pezzi o componenti. Questa marcatura
         può essere realizzata sotto forma di un'etichetta a condizione che
         resti leggibile in normali condizioni d'uso e che non possa essere
         rimossa senza distruggersi.
          In generale la marcatura deve essere visibile senza dover smontare
         il pezzo su cui é apposta o altre parti del veicolo.
         Nel caso in cui la carrozzeria o altri pezzi occultassero la
         marcatura, il costruttore del veicolo deve fornire alle autorità
         competenti le indicazioni relative alla loro posizione e qualsiasi
         altra indicazione relativa all'apertura e allo smontaggio dei pezzi
         di carrozzeria in questione.
4.1.2.   Le lettere, le cifre o i sìmboli devono avere un'altezza di almeno
         2,5 mm ed essere facilmente leggibili. Tuttavia, per la marcatura
         degli elementi specificati ai punti 4.1.3.7. e 4.1.3.8. che seguono,
          l'altezza minima deve essere conforme alle analoghe disposizioni del
         capitolo 9.
4.1.3.    I pezzi ed i componenti di cui al precedente punto 4.1.1. sono i
         seguent i:
4.1.3.1. silenziatore di ammissione (filtro dell'aria),
4.1.3.2. carburatore o dispositivo equivalente,
4.1.3.3. condotti di ammissione (se non formano un unico pezzo con il
         carburatore, il cilindro o il basamento),
4.1.3.4. cilindro,
4.1.3.5.  testata,
4.1.3.6. basamento dell'albero a gomiti,
4.1.3.7.  tubo o tubi di scappamento (se separati dal silenziatore).
 ---pagebreak---                                       -M-
4.1.3.8.  silenziatore,
4.1.3.9.  organo motore di trasmissione (pignone o puleggia anteriore),
4.1.3.10. organo condotto di trasmissione (pignone o puleggia posteriore),
4.1.3.11. dispositivi elettrici/elettronici che regolano il funzionamento del
          motore (accensione, iniezione, ecc.) e tutte le varie schede
          elettroniche nel caso di un dispositivo che può essere aperto,
4.1.3.12. sezione ristretta (manicotto o altro).
4.2.      Targhetta di controllo antimanomissione
4.2.1.    Su ogni veicolo deve essere fissata in maniera permanente una
          targhetta di almeno 60 mm x 40 mm (essa può essere adesiva, ma non
          deve poter essere rimossa senza danneggiarne l'integrità) in un
          punto facilménte accessibile del veicolo.
          Su questa targhetta il costruttore deve indicare:
4.2.1.1.  il suo nome o il marchio di fabbrica,
4.2.1.2.  le lettere che rappresentano la categoria del veicolo,
4.2.1.3.  il numero dei denti (pignone) o ii diametro in mm (puleggia) per gli
          organi motori o condotti,
4.2.1.4.  ii o i numeri di codice o simboli che identificano i pezzi o
          componenti marcati conformemente al precedente punto 4.1.
4.2.2.    Le lettere, le cifre o i simboli devono avere un'altezza di almeno
          2,5 mm ed essere facilmente leggibili. La figura 1 contiene uno
          schema semplice di corrispondenza tra i pezzi o i componenti ed i
          rispettivi numeri di codice ed i simboli.
4.2.3.    Nel caso di componenti omologati per il veicolo ai sensi delle
          disposizioni del presente capitolo che siano delle varianti rispetto
          a quelli enumerati al punto 4.1.3. e che siano venduti dal
          costruttore del veicolo, il numero o i numeri di codice o i simboli
          di queste altre varianti devono figurare sia sulla targhetta di
          controllo sia su un'etichetta autoadesiva (che deve restare
           leggibile in normali condizioni di utilizzazione e che non può
          essere rimossa senza danneggiarne l'integrità) che deve essere
          fornita con il componente per essere fissata accanto alla targhetta
          di control lo.
4.2.4.    Nel caso di componenti omologati per il veicolo ai sensi delle
          disposizioni del presente capitolo che siano delle varianti rispetto
          a quelle enumerate al punto 4.1.3. e che siano venduti da un
          costruttore diverso dal costruttore del veicolo, M o i numeri di
          codice o i simboli di queste altre varianti devono figurare su
          un'etichetta autoadesiva (che deve restare leggibile in normali
          condizioni di uso e che non può essere rimossa senza danneggiarne
           l'integrità) che deve essere fornita con il componente per essere
          fissata accanto alla targhetta di controllo.
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  FIGURA 1
MARCHIO DI FABBRICA: ..
   CATEGORIA DEL VEICOLO
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                                   Appendice 1
                                SCHEDA INFORMATIVA
                   CONCERNENTE LE MISURE CONTRO LA MANOMISSIONE
                     DI UN TIPO DI CICLOMOTORE 0 DI MOTOCICLO
         (da unire alla domanda di omologazione qualora sia presentata
         indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
 N. d'ordine (attribuito dal richiedente):
La domanda di omologazione concernente le misure contro ia manomissione di un
tipo di ciclomotore o di motociclo deve essere accompagnata dalle informazioni
di cui all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30 giugno
1992, lettera A, punti:
               0.1
               0.2
               0.4-0.6
               3.2.1.1-3.2.1.3
               3.2.1.5
               3.2.4.1-3.2.4.1.3
               oppure
               3.2.4.2-3.2.4.2.3.2
               oppure
               3.2.4.3-3.2.4.3.2.2
               3.2.9 e 3.2.9.1
               4-4.5
 ---pagebreak---                                       -llf    -
                                    Appendice 2
                            CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                   CONCERNENTE LE MISURE CONTRO LA MANOMISSIONE
                     DI UN TIPO DI CICLOMOTORE 0 DI MOTOCICLO
                                                                 Timbro
                                                         del l'amministrazione
Verbale n               del servizio tecnico                 in data
N. di omo I ogaz i one                     N. di es tens i one
1.   Marchio di fabbrica o commerciale dei veicolo:
2.   Tipo di veicolo:
3.   Nome e indirizzo del costruttore:
4.   Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore
5.   Veicolo presentato alla prova il:
6.   L'omologazione è concessa/rifiutata (*)
7.   Luogo :
8.   Data:
9.   Firma:
 (*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                * 3tf-
              CAPITOLO 8
    COMPATIBILITA' ELETTROMAGNETICA
DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
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                            ELENCO DEGLI ALLEGATI
ALLEGATO I    PRESCRIZIONI APPLICABILI Al VEICOLI
ALLEGATO I I  METODO DI MISURA DELLA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA A BANDA LARGA
              DEI VEICOLI
ALLEGATO I Ii METODO DI MISURA DELLA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA A BANDA
              STRETTA DEI VEICOLI
ALLEGATO IV   METODO DI PROVA DELL'IMMUNITÀ ELETTROMAGNETICA DEI VEICOLI
ALLEGATO V    METODO DI MISURA DELLA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA A BANDA LARGA
              DELLE ENTITÀ TECNICHE (ET)
ALLEGATO VI   METODO DI MISURA DELLA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA A BANDA
              STRETTA DELLE ENTITÀ TECNICHE (ET)
ALLEGATO VII  METODI DI PROVA DELL'IMMUNITÀ ELETTROMAGNETICA DELLE ENTITÀ
              TECNICHE (ET)
ALLEGATO Vili MODELLI DI SCHEDA INFORMATIVA (APPENDICE 1) E DI CERTIFICATO DI
              OMOLOGAZIONE (APPENDICE 2)
ALLEGATO IX . MODELLI DI SCHEDA INFORMATIVA (APPENDICE 1) E DI CERTIFICATO DI
              OMOLOGAZIONE (APPENDICE 2) DI UN TIPO DI ENTITÀ TECNICA (ET)
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               PRESCRIZIONI APPLICABILI Al VEICOLI
1.   DEFINIZIONI
     Ai sensi del presente capitolo, s'intende per:
1.1. "Compatibilità elettromagnetica"
     La capacità di un veicolo o di un suo sistema elettronico/elettrico
     di funzionare in modo adeguato nel suo ambiente elettromagnetico
     senza introdurre perturbazioni elettromagnetiche inammissibili in
     detto ambiente.
1.2. "Perturbazione elettromagnetica"
     Qualsiasi fenomeno elettromagnetico tale da alterare il
     funzionamento di un veicolo o di un suo sistema
     elettronico/elettrico. Un rumore elettromagnetico, un segnale
     indesiderato o qualsiasi altra modifica dello stesso ambiente di
     propagazione sono considerati perturbazioni elettromagnetiche.
1.3. "Immunità elettromagnetica"
     La capacità di un veicolo o di un suo sistema elettronico/elettrico
     di funzionare in presenza di perturbazioni elettromagnetiche
     specifiche senza che il suo funzionamento risulti alterato.
1.4. "Ambiente elettromagnetico"
     La totalità dei fenomeni elettromagnetici che si producono in una
     determinata situazione.
1.5. "Limite di riferimento"
     Il livello teorico cui fanno riferimento sia l'omologazione del
     tipo di veicolo sia il. valore limite adottato per controllare la
     conformità della produzione.
1.6. "Antenna di riferimento"
     Un dipolo a mezza onda equilibrato a risonanza, accordato sulla
     frequenza misurata.
1.7. "Radiazione a banda larga"
     La radiazione elettromagnetica che ha una larghezza di banda
     superiore a quella di un ricevitore o di un apparecchio di misura
     specifico.
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1.8.    "Radiazione a banda stretta"
        La radiazione elettromagnetica che ha una larghezza di banda
        inferiore a quella di un ricevitore o di un apparecchio di misura
        specifico.
1.9.    "Entità tecnica elettronica/elettrica (ET)"
        Il componente elettronico o elettrico o l'insieme dei suddetti
        componenti destinati ad essere installati su un veicolo, unitamente
        al rispettivo collegamento elettrico o cablaggio, che realizza una
        0 più funzioni specifiche.
1.10.   "Prova dell'entità tecnica"
        La prova eseguita su una o più entità tecniche specifiche.
1.11.   "Tipo di veicolo per quanto concerne la compatibilità
        elettromagnetica"
        1 veicoli che non differiscono sostanzialmente tra loro per quanto
        riguarda, in particolare, i seguenti punti:
1.11.1. la disposizione generale dei componenti elettronici o elettrici;
1.11.2. la dimensione, la disposizione e la forma complessive del motore e
         la posizione dell'eventuale cablaggio di alta tensione;
1.11.3.  il materiale con II quale sono costruiti il telaio e la carrozzeria
        del veicolo (ad es.: telaio o carrozzerìa in fibra di vetro, in
        alluminio, in acciaio, ecc.).
1.12.   "Tipo di entità tecnica per quanto concerne la compatibilità
        e Iet t romagnetIca"
        L'entità tecnica che non differisca sostanzialmente dalle altre per
        quanto riguarda i seguenti punti:
1.12.1.  la funzione realizzata dall'entità tecnica;
1.12.2.  la disposizione generale dei componenti elettronici o elettrici.
1.13.    "Controllo diretto del veicolo"
         Il controllo del veicolo eseguito dal conducente azionando lo
        sterzo, I freni ed il comando del l'acceleratore.
2.      DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
2.1.    La domanda di omologazione per quanto concerne la compatibilità
        elettromagnetica di un tipo di veicolo deve essere corredata, oltre
        che dalle informazioni di cui all'allegato Vili, appendice 1, dai
        seguenti elementi:
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2.1.1. un catalogo che descriva tutte le combinazioni specifiche dei
       sistemi elettronici/elettrici o delle entità tecniche, nonché ii
       tipo, le versioni e le varianti del veicolo da omologare. Sono
       definiti sistemi elettronici, elettrici ed entità tecniche
       specifici, quelli che possono emettere radiazioni significative a
       banda larga o stretta o quelli che possono influire sul controllo
       diretto del veicolo (cfr. punto 5.4.2.2. del presente allegato);
2.1.2. un'entità tecnica rappresentativa rispetto alla prova di
       compatibilità scelta fra le varie combinazioni di sistemi
       elettrici/elettronici progettati per la produzione in serie.
2.2.   La domanda di omologazione per quanto concerne la compatibilità
       elettromagnetica di un tipo di entità tecnica deve essere
       corredata, oltre che dalle informazioni di cui all'allegato IX,
       appendice 1, dai seguenti elementi:
2.2.1. una documentazione che descriva le caratteristiche tecniche
       del l'entità tecnica;
2.2.2. un'entità tecnica rappresentativa del tipo.
       Se l'autor ita competente io ritiene necessario, può richiedere un
       esemplare supplementare.
3.     MARCATURA
3.1.   Tutte le entità tecniche elettroniche/elettriche, esclusi i cavi
       diversi da quelli del collegamento di accensione, devono recare:
3.1.1. il marchio o il nome dei fabbricante delle entità tecniche e dei
        loro component i;
3.1.2.  la designazione commerciale.
3.2.    I marchi devono essere ben leggibili e indelebili.
4.     OMOLOGAZIONE DI UN TIPO DI VEICOLO
4.1.   Se il veicolo presentato alla prova risponde alle prescrizioni dei
       presente capitolo, l'omologazione viene concessa ed é valida per
       tutte le combinazioni specifiche indicate nel catalogo di cui al
       punto 2.1.1.
4.2.   Tuttavia, i servizi tecnici incaricati delle prove di omologazione
       possono dispensare dalla prova di immunità di cui al punto 5.4.
       unicamente i veicoli muniti di dispositivi elettrici o elettronici
        I cui eventuali guasti non pregiudichino le funzioni di sicurezza
       relative alla frenatura, alle segnalazioni luminose e acustiche e
       al controllo diretto del veicolo. Dette esenzioni, debitamente
       motivate, devono figurare esplicitamente nel verbale di prova.
4.3.   Omologazione del veicolo
       Si dispone delle seguenti possibilità di omologazione del veicolo:
                                                                          (2<
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4.3.1.   Omologazione dell'installazione completa sul veicolo
         L'installazione completa sul veicolo può ricevere direttamente
         l'omologazione se soddisfa le prove per quanto concerne i limiti e
         le procedure di cui al punto 5. Se ii costruttore del veicolo
         sceglie questa possibilità, non é richiesta alcuna prova
         del l'entità tecnica.
4.3.2.   Omologazione di un tipo di veicolo mediante prove indipendenti
         del l'entità tecnica
         Il costruttore del veicolo può ottenere l'omologazione di
         quest'ultimo se dimostra all'autorità omologante che tutte le
         entità tecniche in questione (cfr. punto 2.1.1.) sono state
         omologate indipendentemente ai sensi del presente capitolo e sono
         state installate in base alle condizioni ivi previste.
4.4.     Omologazione di un'entità tecnica
         Un'entità tecnica può essere omologata se soddisfa le prove
         eseguite rispettando i limiti e le procedure di cui al punto 5.
         L'omologazione può essere concessa per l'installazione su tutti i
         tipi di veicoli oppure su tipi specifici a seconda delia richiesta
         del costruttore.
5.       PRESCRIZIONI
5.1.     Prescrizioni generali
         Ogni veicolo o entità tecnica deve essere progettato e costruito in
         modo tale che, in condizioni normali di utilizzazione, soddisfi le
         prescrizioni del presente capitolo.
         Tuttavia, l'applicazione dei metodi di misura destinati a
         verificare l'immunità elettromagnetica dei veicoli e delle entità
         tecniche, di cui agli allegati IV e Vii rispettivamente, é
         richiesta soltanto a partire da tre anni dall'entrata in vigore del
         presente capitolo.
5.2.     Prescrizioni relative alla radiazione a banda larga dei veicoli
5.2.1.   Metodo di misura
         La radiazione elettromagnetica generata dal tipo di veicolo
         sottoposto alla prova é misurata con il metodo descritto
         nel l'ai legato 11.
5.2.2.   Limiti di riferimento nella banda larga del veicolo
5.2.2.1. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato II,
         per una distanza tra veicolo e antenna di 10,0 ± 0,2 m, il limite
         di riferimento di radiazione ò di 34 dB (^V/m) nella banda di
          frequenza da 30 a 75 MHz e di 34-45 dB (/iV/m) nella banda di
          frequenza da 75 a 400 MHz; detto limite subisce un aumento
          logaritmico per frequenze superiori a 75 MHz come indicato
         nell'appendice 1. Nella banda di frequenza da 400 a 1000 MHz, il
          limite resta costante a 45 dB (/_V/m).
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5.2.2.2. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato II,
         per una distanza tra veicolo e antenna di 3,0 + 0,05 m, il limite
         di riferimento di radiazione é di 44 dB (/xV/m) nella banda di
         frequenza da 30 a 75 MHz, e di 44-55 dB (/xV/m) nella banda di
         frequenza da 75 a 400 MHz; detto limite subisce un aumento
         logaritmico per frequenze superiori a 75 MHz come indicato
         nell'appendice 2. Nella banda di frequenza da 400 a 1000 MHz, il
         limite resta costante a 55 dB (ftV/m).
5.2.2.3. Per il tipo di veicolo sottoposto alla prova, i valori misurati
         espressi in dB (/*V/m), devono essere almeno di 2,0 dB inferiori al
         I imite di riferimento.
5.3.     Prescrizioni relative alla radiazione a banda stretta dei veicoli
5.3.1.   Metodo di misura
         La radiazione elettromagnetica generata dal tipo di veicolo
         sottoposto alla prova é misurata con il metodo descritto
         nell'allegato M I .
5.3.2.   Limiti di riferimento di radiazione nella banda stretta del veicolo
5.3.2.1. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato M I ,
         per una distanza tra veicolo e antenna di 10,0 ± 0,2 m, il limite
         di riferimento di radiazione è di 24 dB (/~V/m) nella banda di
         frequenza da 30 a 75 MHz e di 24-35 dB (/-V/m) nel la banda di
         frequenza da 75 a 400 MHz; detto limite subisce un aumento
         logaritmico per frequenze situate al di sopra di 75 MHz come
         indicato nell'appendice 3. Nella banda di frequenza da 400 a 1000
         MHz, il limite resta costante a 35 dB (£iV/m).
5.3.2.2. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato M I ,
         per una distanza tra veicolo e antenna di 3,0 ± 0,05 m, il limite
         di riferimento di radiazione è di 34 dB (^tV/m) nella banda di
         frequenza da 30 a 75 MHz e di 34-45 dB (/nV/m) nella banda di
         frequenza da 75 a 400 MHz; detto limite subisce un aumento
          logaritmico per frequenze situate al di sopra di 75 MHz come
         indicato nell'appendice 4. Nella banda di frequenza da 400 a 1000
         MHz, il limite resta costante a 45 dB (/xV/m).
5.3.2.3. Per il tipo di veicolo sottoposto al la prova, i valori misurati
         espressi in dB (j*V/m) devono essere almeno di 2,0 dB inferiori al
          I imite di riferimento.
5.4.     Prescrizioni relative all'immunità elettromagnetica del veicolo
5.4.1.   Metodo di misura
         L'immunità elettromagnetica del tipo di veicolo deve essere
         verificata con il metodo descritto nell'allegato IV.
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5.4.2.   Limiti di riferimento del l'immunità del veicolo
5.4.2.1. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato IV, il
         limite di riferimento d'intensità di campo è di 20 V/m nella banda
         di frequenza da 20 a 1000 MHz.
5.4.2.2. Il veicolo rappresentativo del tipo sottoposto alla prova non deve
         presentare alcuna alterazione del controllo diretto che potrebbe
         essere riscontrata dai conducente o da qualsiasi altro utente della
         strada quando il suddetto veicolo si trovi nelle condizioni
         definite al punto 4 dell'allegato IV e sia sottoposto ad
         un'intensità di campo espressa in V/m superiore del 25% al limite
         di riferimento.
5.5.     Prescrizioni relative alla radiazione a banda larga dell'entità
         tecnica
5.5.1.   Metodo di misura
         La radiazione elettromagnetica generata dall'entità tecnica
         sottoposta alla prova deve essere misurata con il metodo descritto
         nel l'al legato V.
5.5.2.   Limiti di riferimento di radiazione della banda larga dell'entità
         tecnica
5.5.2.1. Se si esegue la misura con il metodo descritto nel l'allegato V, il
         limite di riferimento di radiazione é di 64-54dB (/-tV/m) nella banda
         di frequenza da 30 a 75 MHz (detto limite subisce una diminuzione
         logaritmica) e di 54-65 dB (*xV7m) nella banda di frequenza da 75 a
         400 MHz (detto limite subisce un aumento logaritmico come indicato
         nell'appendice 5 ) . Nella banda di frequenza da 400 a 1000 MHz, il
         limite resta costante a 65 dB (izV/m).
5.5.2.2. Per l'entità tecnica sottoposta alla prova, i valori misurati
         espressi in dB (/xV/m), dovranno essere di almeno 2,0 dB al di sotto
         dei limiti di riferimento.
5.6.     Prescrizioni relative alla radiazione a banda stretta dell'entità
         tecnica.
5.6.1.   Metodo di misura
         La radiazione elettromagnetica generata dall'entità tecnica
         sottoposta alla prova deve essere misurata con il metodo descritto
         nel l'allegato VI.
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5.6.2.   Limiti di riferimento di radiazione nella banda stretta dell'entità
         tecnica
5.6.2.1. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato VI, M
         limite di riferimento di radiazione è di 54-44 dB (fiV/m) nella
         banda di frequenza da 30 a 75 MHz (detto limite subisce una
         diminuzione logaritmica) e di 44-55 dB (yuV/m) nella banda da 75 a
         400 MHz (detto limite aumenta linearmente come indicato
         nell'appendice 6 ) . Nella banda di frequenza da 400 a 1000 MHz il
         limite resta costante a 55 dB (/xV/m).
5.6.2.2. Per l'entità tecnica sottoposta alla prova, i valori misurati
         espressi in dB (/xV/m) devono essere di almeno 2,0 dB inferiori al
         I imite di riferimento.
5.7.     Prescrizioni relative all'immunità elettromagnetica dell'entità
         tecnica
5.7.1.   Metodo di misura
         L'immunità elettromagnetica dell'entità tecnica sottoposta alla
         prova deve essere misurata con uno dei metodi descritti
         nel l'allegato VI I.
5.7.2.   Limiti di riferimento dell'immunità dell'entità tecnica
5.7.2.1. Se si esegue la misura con i metodi descritti nell'allegato VII, i
         livelli di riferimento della prova di immunità saranno di 10 V/m se
         si tratta del metodo della linea piana (stripline), di 50 Vt/m per
         il metodo della cellula TEM (Transverse Electromagnetic Mode), di
         40 mA per il metodo di iniezione di corrente di massa (ICM) e di 20
         V/m per il metodo del campo libero.
5.7.2.2. Le entità tecniche rappresentative del tipo sottoposto alla prova
         non devono presentare alcuna disfunzione osservabile dal conducente
         del veicolo o da qualsiasi altro utente della strada che possa
         provocare una qualsiasi alterazione del controllo diretto del
         veicolo quando si trovi nelle condizioni definite al punto 4
         dell'allegato IV e sia sottoposto ad un'intensità di campo di forza
         o a un tipo di corrente, espressi nelle rispettive unità lineari,
         superiori del 25% al limite di riferimento.
6.       CONFORMITÀ* DELLA PRODUZIONE
6.1.     Ai fini de Ila verifica della conformità di un veicolo prodotto in
         serie, si ritiene che la produzione sia conforme alle condizioni
         del presente capitolo per quanto concerne le radiazioni a banda
          larga e a banda stretta, se i livelli misurati sul veicolo non
         superano di più di 2 dB i limiti di riferiménto prescritti ai punti
         5.2.2.1. o 5.2.2.2. e 5.3.2.1. o 5.3.2.2.
 ---pagebreak---                                - *«$--.
6.2. Se almeno uno dei livelli misurati per il veicolo prelevato dalla
     produzione in serie supera i limiti di riferimento prescritti ai
     punti 5.2.2.1., 5.2.2.2, 5.3.2.1 o 5.3.2.2 (a seconda del caso) di
     più di 2 dB, il fabbricante può chiedere che le suddette misure
     vengano eseguite su un lotto di almeno 6 veicoli prelevati dalia
     produzione in serie. Se per ragioni pratiche si dispone di meno di
     6 veicoli per eseguire le prove, ciascun veicolo supplementare
     dovrà rispettare i limiti di riferimento prescritti ai punti
     5.2.2.1., 5.2.2.2., 5.3.2.1. e 5.3.2.2. (a seconda del caso).
6.3. Ai fini della verifica della conformità di un veicolo prodotto in
     serie, si ritiene che la produzione sia conforme alle condizioni
     del presente capitolo in materia di immunità elettromagnetica se il
     suddetto veicolo non presenta alcuna alterazione del suo controllo
     diretto eventualmente riscontrata dai conducente o da qualsiasi
     altro utente della strada quando il veicolo si trovi nelle
     condizioni definite al punto 4 dell'allegato IV e sia sottoposto ad
     un'intensità di campo (espressa in V/m) sino ali'80% dei limiti di
     riferimento prescritti al punto 5.4.2.1.
6.4. Se il veicolo prelevato dalla produzione in serie non é conforme
     alle condizioni del punto 6.3., il costruttore può chiedere che
     siano eseguite altre misure su un lotto di almeno sei veicoli
     prelevati dalla produzione in serie. Se per ragioni pratiche si
     dispone di meno di 6 veicoli per eseguire le prove, ciascun veicolo
     supplementare dovrà rispettare i limiti di riferimento prescritti
     al punto 5.4.2.1.
6.5. Ai fini della verifica della conformità di un'entità tecnica
     prodotta in serie, si considera la produzione conforme alle
     prescrizioni del presente capitolo relative alla radiazione a banda
      larga e a banda stretta, se i livelli misurati non superano di più
     di 2 dB i limiti di riferimento prescritti rispettivamente al punti
     5.5.2.1. e 5.6.2.1.
6.6. Se almeno uno dei livelli misurati per l'entità tecnica prelevata
     dalla produzione in serie supera i limiti di riferimento prescritti
     ai punti 5.5.2.1. e 5.6.2.1. di più di 2 dB, il fabbricante potrà
     chiedere che le suddette misure siano realizzate su un campione di
     almeno sei entità tecniche prelevate dalla suddetta produzione in
     serie. Se per motivi pratici si dispone di un numero di entità
     tecniche inferiore a sei per effettuare le prove, ogni entità
     tecnica supplementare dovrà rispettare i limiti di riferimento
     prescritti ai punti 5.5.2.1. e 5.6.2.1.
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6.7. Ai fini della verifica della conformità di un'entità tecnica
     prodotta in serie, si ritiene che la produzione sia conforme alle
     prescrizioni del presente capitolo relative all'immunità
     elettromagnetica se l'entità tecnica non presenta alcuna
     disfunzione che possa essere causa di un'alterazione qualsiasi del
     controllo diretto del veicolo che potrebbe essere riscontrata dal
     conducente o da qualsiasi altro utente della strada quando il
     suddetto veicolo si trovi nelle condizioni definite al punto 4
     dell'allegato IV e sia sottoposto a intensità di campo o a correnti
     fino ali'80% dei limiti di riferimento prescrìtti al punto 5.7.2.1.
6.8. Se l'entità tecnica prelevata dalla produzione in serie non é
     conforme alle condizioni del punto 6.7., il fabbricante potrà
     chiedere che le misure siano eseguite su un campionamento di almeno
     sei entità tecniche prelevate dalla suddetta produzione in serie.
     Se per ragioni pratiche sì dispone di meno di sei entità tecniche
     per eseguire le prove, ciascuna entità tecnica supplementare dovrà
     rispettare i limiti di riferimento prescritti al punto 5.7.2.1.
7.   ECCEZIONI
7.1. Si presume che i veicoli a motore ad accensione a compressione
     rispettino le prescrizioni del punto 5.2.2.
7.2. Si presume che un veicolo o un'entità tecnica elettrica/elettronica
     che non comprenda un oscillatore elettronico con frequenza
     operativa superiore a 9 kHz, rispetti le prescrizioni del punto
     5.3.2. e quelle dell'allegato M I .
7.3.  I veicoli che non dispongono di alcun dispositivo elettronico
     sensibile sono dispensati dalle prove di cui all'allegato IV.
7.4. Non si ritiene necessario realizzare la prova di immunità sulle
     entità tecniche le cui funzioni non sono considerate essenziali per
      il controllo diretto del veicolo.
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                                  ALLEGATO I
                                 APPENDICE 1
                        Limite L [dB (/xV/m)]
                    in funzione della frequenza f (MHz)
  Larghezza
  di banda    30 - 75              75 - 400               400 - 1000
                MHz                  MHz                     MHz
  120 kHz           34    L - 34 + 15,13 log(f/75)          L - 45
  QUASI-
  CRESTA
  Larghezza
  di banda
  120 kHz
                           Lineare quando sia tracciata
                           in dB in funzione della
  dB                       frequenza logaritmica
(MV/m)
  45   t
                                                      450  6Ô0   7é0 9ÔC
   40 t
   34 f 50
              45    6é
                              FREQUENZE UNICHE
            30                                     400                  1000
                    FREQUENZA - MEGAHERTZ - LOGARITMICA
                             vedi punto 5.2.2.1.
 ---pagebreak---                                        -<U*-
                                   ALLEGATO I
                                  APPENDICE 2
                        Limite L [dB (/xV/m)]
                    in funzione della frequenza f (MHz)
  Larghezza
  di banda    30 - 75               75 - 400                400 - 1000
                MHz                   MHz                      MHZ
  120 kHz      L - 44     L - 44 + 15,13 log(f/75)            L - 55
  QUASI-
  CRESTA
  Larghezza
  di banda
  120 kHz
                           Lineare quando sia tracciata
                            in dB In funzione della
  dB                       frequenza logaritmica
(/iV/m)
  55 t
                                                        léo  6Ô0   750 9Ó(
   50 f
    44 t
              45    eè
            30                                      400                   1000
                    FREQUENZA - MEGAHERTZ - LOGARITMICA
                              vedi punto 5.2.2.2.
 ---pagebreak---                                       -?ï<i-
                                  ALLEGATO I
                                 APPENDICE 3
                        Lìmite L [dB (/xV/m)]
                    in funzione della frequenza f (MHz)
  Larghezza
  di banda    30 - 75              75 - 400                 400 - 1000
                MHz                  MHz                       MHz
  120 kHz      L - 24     L - 24 + 15,13 log(f/75)            L - 35
  MEDIA
  Larghezza
  di banda
  120 kHz
                           Lineare quando sia tracciata
                           in dB in funzione del lai
  dB                       frequenza logaritmica
(/xV/m)
  35   t
                                                        450  6Ò0 7é0   90C
   30 t
    24 t
                              FREQUENZE UNICHE
            30            75                         400                  1000
                    FREQUENZA - MEGAHERTZ - LOGARITMICA
                             vedi punto 5.3.2.1.
 ---pagebreak---                                       -rtfc-
                                   ALLEGATO I
                                  APPENDICE 4
                        Limite L [dB (>xV/m)]
                    in funzione della frequenza f (MHz)
  Larghezza
  di banda   30 - 75                75 - 400               400 - 1000
                MHz                   MHz                     MHZ
  120 kHz      L - 34     L - 34 + 15,13 log(f/75)           L - 45
  MEDIA
  Larghezza
  di banda
  120 kHz
                           Lineare quando sia tracciata
                            in dB in funzione della
  dB                       frequenza logaritmica
(/xV/m)
  45   t
                                                       4.0  6Ò0   7é0 9Ò(
   40 t*
    34 f
              45    65
            30                                      400                  1000
                    FREQUENZA - MEGAHERTZ - LOGARITMICA
                              vedi punto 5.3.2.2.
 ---pagebreak---                                       -B.W-
                                   ALLEGATO I
                                  APPENDICE 5
                         Lìmite L [dB O-iV/m)]
                     in funzione della frequenza f (MHz)
   Larghezza
   di banda    30 - 75              75 - 400               400 - 1000
                 MHz                  MHz                     MHz
   120 kHz    L-64-25,13   L - 34 + 15,13 log(f/75)          L - 45
              log(f/30)
   QUASI-
   CRESTA
   Larghezza
   di banda
   120 kHz
                            Lineare quando sia tracciata
                            in dB in funzione della
   dB                       frequenza logaritmica
ifiV/m)
   65   t
                                                        I50 6Ó0   7Ô0 90(
    60 t
     54 t
                               FREQUENZE UNICHE
             30            75                       400                  1000
                     FREQUENZA - MEGAHERTZ - LOGARITMICA
                              vedi punto 5.5.2.1.
 ---pagebreak---                                      -3lu. -
                                 ALLEGATO I
                                 APPENDICE 6
                       Limite L [dB (A*V/m)]
                   in funzione della frequenza f (MHz)
  Larghezza
  di banda   30 - 75              75 - 400                  400 - 1000
               MHz                  MHz                        MHz
  120 kHz   L-54-25,13   L - 44 + 15,13 log(f/75)             L - 55
            log(f/30)
  MEDIA
  Larghezza
  di banda
  120 kHz
                          Lineare quando sia tracciata
                           in dB in funzione dei la
  dB                      frequenza logaritmica
(/xV/m)
  55 t
                                                        ilo  6Ó0   750 9Ó(
   50 t
    44 T
                              FREQUENZE UNICHE
                         75                         400                   1000
                   FREQUENZA - MEGAHERTZ - LOGARITMICA
                             vedi punto 5.6.2.1.
 ---pagebreak---                                  -3.3J-
                             ALLEGATO II
       METODO DI MISURA DELLA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA
                     A BANDA LARGA DEI VEICOLI
1.   CONSIDERAZIONI GENERALI
1.1. Apparecchiatura di misura
     L'apparecchiatura di misura deve soddisfare le condizioni della
     pubblicazione n. 16, 2a edizione, del Comitato internazionale
     speciale delle perturbazioni radioelettriche (CISPR).
     Si utilizza un rivelatore dì quasi-cresta per misurare la
     radiazione elettromagnetica a banda larga.
1.2. Metodo di prova
     La prova ha lo scopo di misurare le radiazioni elettromagnetiche a
     banda larga generate dai sistemi di accensione a scintilla e dai
     motori elettrici che equipaggiano i sistemi progettati per
     un'utilizzazione continua (come i motori per trazione elettrica, i -
     motori dei sistemi di riscaldamento/sbrinamento, le pompe per
     carburante, ecc.).
     Per l'antenna di riferimento sono ammesse, a scelta, due distanze:
     a 10 oppure a 3 m dal veicolo. Detta scelta é stabilita di comune
     accordo tra il costruttore e il servizio tecnico. In entrambi i
     casi devono essere soddisfatte le condizioni del punto 3 qui
     appresso.
2.   ESPRESSIONE DEI RISULTATI
      I risultati delle misure sono espressi in dB (/xV/m) per larghezze
     di banda di 120 kHz. Se la larghezza di banda reale B (espressa in
     kHz) dell'apparecchio di misura é leggermente diversa da 120 kHz,
      le letture eseguite in microvolt/m sono convertite in larghezza di
     banda di 120 kHz aggiungendo un fattore di 20 log(120/B). B deve
     essere inferiore a 120 kHz.
3.   CONDIZIONI DI PROVA
3.1. La superficie di prova deve essere orizzontale e libera, priva di
     superfici di riflessione elettromagnetica entro una circonferenza
     con raggio minimo di 30 m, misurato a partire da un punto situato a
     metà distanza tra il veicolo e l'antenna (cfr. figura 1
     dell'appendice 1 ) . In alternativa, la superficie di prova può
     essere una superficie qualsiasi che soddisfi le condizioni indicate
     nella figura 2 dell'appendice 1.
3.2. Sia l'apparecchio di misura che ila cabina di prova o il veicolo in
     cui si trova l'apparecchio di misura sono situati nella parte della
     superficie di prova indicata nella figura 1 dell'appendice 1. Se la
     superficie di prova soddisfa le condizioni di cui alla figura 2
     dell'appendice 1, l'apparecchio di misura deve essere situato al di
     fuori della parte indicata nella suddetta figura 2.
 ---pagebreak---                                    -3?<r-
3.3,     Per le prove si possono utilizzare installazioni chiuse qualora si
         possa dimostrare una corrispondenza tra le suddette installazioni e
         la superficie esterna quanto alla propagazione e all'assorbimento
         elettromagnetici. Dette installazioni non sono soggette aile
         condizioni dimensionali delle figure 1 e 2 dell'appendice 1,
         eccettuata la distanza del veicolo dall'antenna e l'altezza di
         quest'ultima.
3.4,     Per accertarsi che non esistano rumori o segnali estranei di valore
         tale da influire materialmente sulle misure, si deve procedere alla
         misura della radiazione prima e dopo aver effettuato la prova
         principale. Occorre accertarsi che non vi siano radiazioni
         provenienti dal veicolo tali da influire significativamente sulle
         misure (ad esempio estraendo la chiave di contatto o disinserendo
         la o le batterie dopo aver ritirato il veicolo dalla superficie di
         prova). Per i due tipi di misura, il rumore o il segnale estraneo
         deve essere inferiore di almeno 10 dB ai limiti indicati ai punti
         5.2.2.1. o 5.2.2.2. dell'allegato I, fatte salve le emissioni
         ambiente a banda stretta intenzionali.
4.       CONDIZIONI DEL VEICOLO DURANTE LE PROVE
4.1      Motore
         Il motore deve funzionare alla sua temperatura normale di
         funzionamento e l'eventuale cambio deve essere in folle. Se per
         ragioni pratiche ciò non é possibile, sì devono cercare soluzioni
         alternative di comune accordo tra ii costruttore e il servizio
         tecnico. Occorre accertarsi che il meccanismo del cambio di marcia
         non eserciti alcun influsso sulle radiazioni elettromagnetiche a
         partire dal veicolo. Nel corso di ogni misurazione il motore deve
         funzionare nel modo seguente:
         Tipo di motore                       Metodi di misura
     Accensione a scintilla            Quasi-cresta
            Un cilindro                2500 g/min.          ±10%
            Più cilindri               1500 g/min.          +10%
      Motori elettrici                 3/4 del regime di potenza
                                       massima dichiarata dal
                                       costruttore
4.2.     Equipaggiamento controllato dal conducente
         L'equipaggiamento controllato dal conducente é previsto per un
         funzionamento continuo (compresi i componenti quali i motori dei
         ventilatori di riscaldamento e dell'aria condizionata ed esclusi i
         motori dei sedili e quelli dei lavacristallo) e deve funzionare in
         modo da assorbire il massimo di corrente.
 ---pagebreak---                                     -l> •> > -
4.3.     La prova non deve essere eseguita sotto la pioggia e neppure nei
         dieci minuti successivi alla cessazione della pioggia.
4.4.     Il conducente deve occupare il sedile previsto per la guida se, a
         giudizio del servizio tecnico, ciò rappresenta il caso più
         sfavorevole.
5.       TIPO, POSIZIONE E ORIENTAMENTO DELL'ANTENNA
5.1.     Tipo di antenna
         E' ammesso qualsiasi tipo di antenna a polarizzazione lineare, a
         condizione che possa essere normalizzata con l'antenna di
         riferimento.
5.2.     Altezza e distanza della misura
5.2.1.   Altezza della misura
5.2.1.1. Prova a 10 m
         Il centro di fase dell'antenna deve essere 3,00 ± 0,05 m al di
         sopra del piano sul quale si trova il veicolo.
5.2.1.2. Prova a 3 m
         Il centro di fase dell'antenna deve essere 1,80 ± 0,05 m ai di
         sopra del piano sul quale si trova il veicolo.
5.2.1.3. Nessuna parte degli elementi di ricezione dell'antenna deve
         trovarsi a meno di 0,25 m dai piano sul quale si trova ii veicolo.
5.2.2.   Distanza della misura
5.2.2.1. Prova a 10 m
         La distanza orizzontale dal centro di fase dell'antenna alla
         superficie esterna del veicolo deve essere di 10,0 ± 0,2 m.
5.2.2.2. Prova a 3 m
         La distanza orizzontale dal centro di fase dell'antenna alla
         superficie esterna del veicolo deve essere di 3,00 ± 0,05 m.
5.2.2.3. Se si esegue ia prova in un'installazione chiusa al fine di creare
         uno schermo elettromagnetico per le onde radioelettriche, gli
         elementi di ricezione dell'antenna non devono trovarsi a meno di
         0,5 m da qualsiasi materiale che assorbe le onde, né a meno di 1,5
         m dalla parete della suddetta installazione. Non deve esservi
         materiale assorbente tra l'antenna di ricezione ed il veicolo
         sottoposto alla prova.
5.3.     Posizione dell'antenna rispetto al veicolo
         L'antenna deve essere situata successivamente ai due lati del
         veicolo, parallelamente al piano longitudinale mediano del veicolo
         e In corrispondenza del punto centrale del motore (cfr. figura 3
         del l'appendice 1 ) .
 ---pagebreak---                                   -BSd
5.4,        Orientamento dell'antenna
     Le letture sono eseguite per ciascun punto di misura con l'antenna
     polarizzata prima sui piano verticale e poi su quello orizzontale
     (cfr. figura 3 dell'appendice 1).
5.5  Misure
     Il valore massimo delle quattro misure eseguite per ciascuna
     frequenza conformemente ai punti 5.3. e 5.4. é considerato quale
     misura caratteristica per detta frequenza.
6.   FREQUENZE
6.1  Misure
     Le misure devono essere eseguite nella gamma di frequenze da 30 a
     1000 MHz. Si ritiene che un veicolo soddisfi il limite prescritto
     nella gamma completa di frequenze quando soddisfi i limiti
     prescritti per i seguenti 11 valori di frequenza: 45, 65, 90, 150,
     180, 220, 300, 450, 600, 750 e 900 MHz.
     Se nel corso della prova si dovesse superare il limite, occorre
     accertarsi che detto superamento sia dovuto al veicolo e non alla
     radiazione ambiente.
6.2  Toileranze
            Frequenza unica                      Tolleranza
                       (MHz)                         (MHz)
            45, 65, 90, 150, 180, 220        + 5
            300, 450,. 600, 750, 900         +20
     Le tolleranze applicate alle frequenze summenzionate hanno lo scopo
     di evitare le interferenze delle trasmissioni che si verificano
     entro o vicino alle frequenze nominali durante la misura.
                                                                         (2
 ---pagebreak---                                       -33>-
                                  ALLEGATO II
                                  APPENDICE 1
                                    FIGURA 1
                        SUPERFICIE DI PROVA DEL VEICOLO
Superficie orizzontale libera e priva di riflessione elettromagnetica
Consultare: CISPR 12, 2a edizione
                              Raggio minimo 30 m
                                                  VEICOLO
                                            '   il centro della superficie circolare di
                                               -prova con raggio di 30 m si tr,ova a
                                              metà distanza tra l'antenna e il] veicolo
                                              Antenna
                                    Raggio minimo 15 m
                   \
                                                                    /
                  Posizione consentita per l'apparecchio di misura
                  (o per la^cabina oppure per il veicolo)     s'"
 ---pagebreak---                                        -33?-
                                   ALLEGATO I I
                                   APPENDICE 1
                                     FIGURA 2
                         SUPERFICIE DI PROVA DEL VEICOLO
Superficie orizzontale libera e priva di riflessione elettromagnetica
Superficie delimitata da un'elisse
Consultare: CISPR 12, 2a edizione
                     Punto medio del motore
                      situato sulla perpendicolare
                   'a partire dal centro di|
                     fase del l'antenna
 CM
  OC
                    Diametro minore -    VTF
  o
  o
  <
  2
   o
   OC
   y-
   UJ
 ---pagebreak---                                                          -337-
                                                    ALLEGATO II
                                                    APPENDICE 1
                                                      FIGURA 3
                              POSIZIONE DELL'ANTENNA RISPETTO AL VEICOLO
                               h_ (3.00
                                      10.0 ±02 m .
                                           i 0.05 m )
       3.00 ± 0.05 m
      (1.80 ±0.05 m)
                                                    Sezione verticale
        Posizione dell'antenna a dipolo per misurare i componenti orizzontali della
        radiazione
                                              VEICOLO
                                                                             Punto medio del motore
                      10.0 1 0 2 m
                     (3.00 ± 0.05 m )           MOTORE
                                                            Vista dal l'alto
Posizione dell'antenna a dipolo per misurare ì componenti orizzontali della
radiazione
 ---pagebreak---                                    !>hc
                             ALLEGATO I I I
        METODO DI MISURA DELLA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA
                    A BANDA STRETTA DEI VEICOLI
1.   CONSIDERAZIONI GENERALI
1.1. Apparecchiatura di misura
     L'apparecchiatura di misura deve soddisfare le condizioni della
     pubblicazione n. 16, 2a edizione, del Comitato internazionale
     speciale delle perturbazioni radioelettriche (CISPR).
     Si utilizza un rivelatore di valore medio per misurare la
     radiazione elettromagnetica a banda stretta.
1.2. Metodo di prova
     La prova ha lo scopo di misurare la radiazione elettromagnetica a
     banda stretta generata da un sistema basato su un microprocessore o
     da un'altra sorgente a banda stretta.
     Per l'antenna sono ammesse due distanze a scelta: a 10 oppure a 3 m
     dal veicolo. Detta scelta é stabilita di comune accordo tra il
     costruttore e il servizio tecnico. In entrambi i casi devono essere
     soddisfatte le condizioni del punto 3 qui appresso. In un primo
     tempo (da 2 a 3 minuti), dopo aver scelto la polarizzazione
     dell'antenna, si può analizzare la gamma dì frequenze definite al
     punto 6.1. utilizzando un analizzatore di spettro o un ricevitore
     automatico per indicare le frequenze di radiazione massima. Ciò può
     essere utile per selezionare le frequenze da misurare in ciascuna
     banda (cfr. punto 6 ) .
2.   ESPRESSIONE DEI RISULTATI
      I risultati delle misure eseguite sono espressi in dB (/xV/m).
3.   CONDIZIONI DI PROVA
3.1. La superficie di prova deve essere orizzontale, libera e priva di
     superfici di riflessione elettromagnetica entro una circonferenza
     con un raggio minimo di 30 m, misurato a partire da un punto
     situato a uguale distanza dai veicolo e dall'antenna (cfr. figura 1
     dell'appendice 1 dell'allegato II). In alternativa, la superficie
     di prova può essere una superficie qualsiasi che soddisfi le
     condizioni della figura 2, appendice 1, dell'allegato II.
3.2. L'apparecchiatura di misura, la cabina di prova o il veicolo nel
     quale si trova I'apparecchio.di misura sono situati all'interno
     della superficie di prova nella parte indicata nella figura 1
     dell'appendice 1 dell'allegato II. Nel caso di una superficie di
     prova che soddisfi tutte le condizioni della figura 2, appendice 1,
     dell'allegato II, l'apparecchio di misura deve essere situato al di
     fuori della parte indicata in detta figura.
 ---pagebreak---                                     -3^
3.3.     Per la prova si possono utilizzare installazioni chiuse se si può
         dimostrare una corrispondenza tra dette installazioni e la
         superficie esterna per quanto concerne la propagazione e
         l'assorbimento elettromagnetici.
         Queste installazioni non sono soggette alle condizioni dimensionali
         delie figure 1 e 2 dell'appendice 1 dell'allegato II, esclusa la
         distanza tra il veicolo e l'antenna e l'altezza di quest'ultima.
3.4.     Per accertarsi che non esistano rumori o segnali estranei di valore
         tale da influire materialmente sulle misure, si deve procedere a
         misurare la radiazione dì fondo prima e dopo la prova principale.
         Occorre accertarsi che nessuna radiazione proveniente dal veicolo
         possa influire in modo significativo sulle misure (ad esempio,
         estraendo la chiave di contatto o disinserendo la o le batterie
         dopo aver ritirato il veicolo dalla superficie di prova). Per le
         due misure, il rumore o il segnale estraneo deve essere di almeno
         10 dB inferiore ai limiti indicati ai punti 5.3.2.1. o 5.3.2.2.
         dell'allegato I, fatte salve le emissioni di ambiente a banda
         stretta intenzionali.
4.       CONDIZIONI DEL VEICOLO DURANTE LE PROVE
4.1.     I sistemi elettronici del veicolo devono essere in condizioni
         normali di funzionamento con veicolo fermo.
4.2.     L'accensione deve essere inserita. Il motore non deve essere in
         moto.
4.3.     La prova non deve essere eseguita mentre piove né durante i dieci
         minuti successivi alla cessazione della pioggia.
5.       TIPO, POSIZIONE E ORIENTAMENTO DELL'ANTENNA
5.1.     Tipo di antenna
         E' ammesso qualsiasi tipo di antenna a polarizzazione lineare, a
         condizione che possa essere normalizzata con l'antenna di
         riferimento.
5.2.     Altezza e distanza della misura
5.2.1.   Altezza della misura
5.2.1.1. Prova a 10 m
          11 centro di fase dell'antenna deve essere 3,00 ± 0,05 m al di
         sopra del piano sul quale si trova il veicolo.
5.2.1.2. Prova a 3 m
          Il centro di fase dell'antenna deve essere 1,80 ± 0,05 m al di
         sopra del piano sul quale si trova il veicolo.
5.2.1.3. Nessuna parte degli elementi di ricezione dell'antenna deve
          trovarsi a meno di 0,25 m dal piano sul quale si trova il veicolo.
 ---pagebreak---                                     -J*£-
5.2.2.   Distanza della misura
5.2.2.1. Prova a 10 m
         La distanza orizzontale dal centro di fase dell'antenna sino alla
         superficie esterna del veicolo deve essere di 10,0 ± 0,2 m.
5.2.2.2. Prova a 3 m
         La distanza orizzontale dal centro di fase dell'antenna fino alla
         superficie esterna del veicolo deve essere di 3,00 ± 0,05 m.
5.2.2.3. Se si esegue la prova in un'installazione chiusa al fine di creare
         uno schermo elettromagnetico per le onde radioelettriche, gli
         elementi di ricezione dell'antenna non devono trovarsi a meno di
         0,5 m da qualsiasi materiale che assorbe le onde e a meno di 1,5 m
         dalla parete dell'installazione in questione. Non deve esservi
         materiale assorbente fra l'antenna di ricezione e il veicolo
         sottoposto alla prova.
5.3.     Posizione dell'antenna rispetto al veicolo
         L'antenna deve essere situata successivamente ai due lati del
         veicolo, parallelamente al piano longitudinale mediano del veicolo
         e In corrispondenza del punto centrale del motore (cfr. figura 3,
         appendice 1, dell'allegato li).
5.4.     Orientamento dell'antenna
         Le letture sono eseguite per ciascun punto di misura con l'antenna
         situata in polarizzazione successivamente sul piano verticale e
         orizzontale, (cfr. figura 3, appendice 1, dell'allegato II).
5.5.     Misure
         Il valore massimo delle quattro misure eseguite per ciascuna
         frequenza conformemente ai punti 5.3. e 5.4. è considerato quale
         misura caratteristica per detta frequenza.
6.       FREQUENZE
6.1.     Misure
         Le misure sono eseguite nella gamma di frequenza da 30 a 1000 MHz
         che viene suddivisa in 11 bande. In ciascuna banda si esegue una
         prova su una frequenza unica al fine di verificare che il livello
         di radiazione si trovi entro i limiti prescritti. Si ritiene che un
         veicolo soddisfi i limiti prescritti nella gamma completa di
         frequenze se soddisfa I limiti prescritti per una frequenza scelta
          in ciascuna delle seguenti undici bande di frequenza: 30-45, 45-80,
         80-130, 130-170, 170-225, 225-300, 300-400, 400-525, 525-700. 700-
         850, 850-1000 MHz.
         Qualora si dovesse superare detto limite nel corso della prova, ci
         si deve accertare che detto superamento sia dovuto al veicolo e non
         alla radiazione ambiente.
 ---pagebreak---                                - 3hì -
6.2. Se nel corso della prima prova eseguita applicando il metodo di
     prova descritto al punto 1.2., la radiazione a banda stretta per
     una qualsiasi delle bande definite al punto 6.1. é inferiore di
     almeno 10 dB al limite di riferimento, si ritiene che il veicolo
     soddisfi le condizioni del presente allegato per la banda di
     frequenze considerata ed in tal caso si può non eseguire la prova
     completa.
 ---pagebreak---                                     ~3<r4
                                ALLEGATO IV
       METODO DI PROVA DELL'IMMUNITÀ ELETTROMAGNETICA DEI VEICOLI
1.       CONSIDERAZIONI GENERALI
1.1.     Metodo di prova
         La prova ha lo scopo di dimostrare l'immunità del veicolo nei
         confronti di qualsiasi alterazione del controllo diretto del
         veicolo stesso. Il veicolo deve essere sottoposto ai campi
         elettromagnetici come descritto nel presente allegato e controllato
         durante tutta la prova.
2.       ESPRESSIONE DEI RISULTATI
         L'intensità del campo é espressa in v/m.
3.       CONDIZIONI DI PROVA
         L'apparecchiatura di prova deve poter generare le intensità di
         campo richieste nella gamma di frequenze definita nel presente
         allegato e deve soddisfare le normative stabilite da leggi
         (nazionali) sulle emissioni di segnali elettromagnetici.
         L'apparecchiatura di controllo e di sorveglianza non deve essere
         influenzata dal campi elettromagnetici che possono infirmare le
         prove.
4.       CONDIZIONI DEL VEICOLO DURANTE LE PROVE
4.1.      Il veicolo deve avere la massa del veicolo in ordine di marcia.
4.1.1.    Il motore deve fare ruotare le ruote motrici ad una velocità
         costante, prestabilita dal servizio tecnico, di comune accordo con
          il costruttore del veicolo. Il veicolo deve essere posto su di un
         banco dinamometrico opportunamente caricato oppure, se non si
         dispone di banco dinamometrico, deve essere sostenuto da supporti
         d'asse isolati elettromagneticamente, situati ad una distanza
         minima dal suolo.
4.1.2.    I proiettori anabbaglianti devono essere accesi.
4.1.3.   Gli indicatori di direzione sinistro o destro devono essere in
         funzione.
4.1.4.   Tutti gli altri sistemi del veicolo devono essere in condizioni di
         normale funzionamento.
4.1.5.    Il veicolo non deve essere collegato elettricamente con il suolo né
         con gli apparecchi, fatto salvo il caso in cui sia richiesto ai
         punti 4.1.1. o 4.2. Il contatto delle ruote con il suolo non é
         considerato connessione elettrica.
 ---pagebreak---                                     -3 hi -
4.2.     Se esistono entità tecniche che partecipano al controllo diretto
         del veicolo e che non funzionano alle condizioni descritte al punto-
         4.1.1.. il servìzio tecnico può procedere separatamente alle prove
         delle entità tecniche in questione alle condizioni concordate con
         il costruttore del veicolo.
4.3.     Durante le prove del veicolo si devono utilizzare soltanto
         apparecchi che non generano interferenze (cfr. punto 8 ) .
4.4.     Normalmente il veicolo deve trovarsi di fronte all'antenna.
5.       TIPO, POSIZIONE E ORIENTAMENTO DEL GENERATORE DI CAMPO
5.1.     Tipo di generatore di campo
5.1.1.   Il generatore di campo deve poter raggiungere l'intensità di campo
         richiesta nel punto di riferimento (cfr. punto 5.4.) e alle
         opportune frequenze.
5.1.2.   Il generatore di campo può essere sia una o più antenne sia un
         sistema di linee di trasmissione (SLT).
5.1.3.   La costruzione e l'orientamento del generatore di campo devono
         essere tali che il campo generato sia polarizzato in uno dei
         seguenti modi :
         (i)   verticalmente, nella banda da 20 a 1000 Mz
         (ii) oppure orizzontalmente, nella banda da 20 a 30 MHz.
5.2.     Altezza e distanza della misura
5.2.1.   Altezza della misura
5.2.1.1.  Il centro di fase di qualsiasi antenna non deve essere situato ad
         un'altezza inferiore a 1,5 m dal piano sul quale si trova il
         ve I co Io.
5.2.1.2. Nessun elemento di radiazione dell'antenna deve trovarsi a meno di
         0,25 m dal piano sul quale si trova il veicolo.
5.2.2.   Distanza della misura
5.2.2.1. Si potrà ottenere un'approssimazione migliore delle condizioni dì
         servizio se si pone il generatore dì campo il più lontano possibile
         dal veicolo. Tale distanza deve essere compresa tra 1 e 5 m.
 ---pagebreak---                                     - 3 v<r-
5.2.2.2. Se la prova é eseguita in un'installazione chiusa al fine di creare
         uno schermo elettromagnetico per le onde radioelettriche, gli
         elementi di radiazione del generatore di campo non devono trovarsi
         a meno di 0,5 m da qualsiasi materiale che assorbe le onde e a meno
         di 1,5 m dalla parete dell'installazione in questione. Non deve
         esservi materiale assorbente tra il generatore di campo e il
         veicolo da sottoporre alla prova.
5.3.     Posizione del generatore di campo rispetto al veicolo
5.3.1.   Il generatore di campo deve essere posto nel piano longitudinale
         mediano del veicolo.
5.3.2.   Nessuna parte del sistema di linea di trasmissione, eccettuato il
         piano sul quale si trova il veicolo, deve trovarsi a meno di 0,5 m
         da una parte qualsiasi del veicolo.
5.3.3.   Qualsiasi generatore di campo posto sul veicolo deve coprire almeno
         il 75% della lunghezza del veicolo.
5.4.     Punto di riferimento
5.4.1.   Il punto di riferimento é quello rispetto al quale si stabiliscono
         le intensità dei campo ed é definito come segue:
5.4.1.1. orizzontalmente, ad almeno due metri dal centro di fase
         dell'antenna o verticalmente, ad almeno un metro dagli elementi di
         radiazione del SLT;
5.4.1.2. nel piano longitudinale mediano del veicolo;
5.4.1.3. ad un'altezza di 1,0 ± 0,05 m al di sopra del piano sul quale si
         trova il veicolo;
5.4.1.4. a 1 , 0 + 0,2 m dietro l'asse della ruota anteriore (punto C
         dell'appendice 1) nel caso dei tricicli,
         oppure:
         a 0,2 ± 0,2 m dietro l'asse della ruota anteriore (punto D
         dell'appendice 2) nel caso dei motocicli.
5.5.     Se il servizio tecnico sceglie di esporre alla radiazione la parte
         posteriore del veicolo, il punto di riferimento é stabilito come
          indicato al punto 5.4. In tal caso, si dispone il veicolo con la
         parte anteriore in direzione opposta all'antenna come se lo si
         fosse fatto ruotare di 180 gradi sul piano orizzontale. La distanza
         dall'antenna alla parte più vicina della superficie esterna del
         veicolo resta invariata (vedi appendice 3 ) .
 ---pagebreak---                                     -3 0-
6.     PROCEDURA DI PROVA
6.1.   Gamma di frequenze, durata delie prove, polarizzazione
       Il veicolo é esposto a radiazioni elettromagnetiche nella gamma di
       frequenze comprese tra 20 e 1000 MHz.
6.1.1. Le prove sono eseguite per le 12 frequenze seguenti: 27, 45, 65,
       90, 150, 180, 220, 300, 450, 600, 750, 900 MHz + 10% per una durata
       di 2 s + 10% in ciascuna frequenza.
6.1.2. Per ciascuna frequenza deve essere utilizzato uno dei metodi di
       polarizzazione descritti al punto 5.1.3. La scelta é stabilita di
       comune accordo tra il costruttore ed il servizio tecnico.
6.1.3. Tutti gli altri paràmetri di prova sono definiti nel presente
       allegato.
6.2.   Prova per verificare l'alterazione del controllo diretto del
       veicolo
6.2.1. Si presume che un veicolo soddisfi le condizioni prescritte di
       immunità se, durante le prove eseguite conformemente alle
       prescrizioni del presente allegato, la velocità delle ruote motrici
       del veicolo non subisce modifiche anormali, se non si riscontrano
       sintomi di alterazione nel funzionamento che potrebbero indurre in
       errore gli altri utenti della strada e se non si verificano altre
       situazioni che potrebbero alterare il controllo diretto del
       veicolo.
6.2.2. Per l'osservazione del veicolo devono essere utilizzati soltanto
       gli apparecchi di controllo descritti al punto 8.
6.2.3. Se un veicolo non soddisfa le prove definite al punto 6.2., si deve
       verificare che gli eventuali difetti siano apparsi in condizioni
       normali e non siano dovuti a campi spuri.
7.     GENERAZIONE DELL'INTENSITÀ' DI CAMPO PRESCRITTA
7.1.   Metodo di prova
7.1.1. Per stabilire le condizioni del campo si utiI izza il cosiddetto
       "metodo di sostituzione".
7.1.2. Metodo di sostituzione
       Per ciascuna frequenza di prova desiderata, si deve stabilire un
        livello di potenza del generatore di campo per produrre l'intensità
       di campo desiderata nel punto di riferimento (quale definito al
       punto 5) dopo aver allontanato il veicolo; questo livello di
       potenza e qualsiasi altro parametro in relazione all'intensità di
       campo vengono misurati e i loro risultati registrati. Questi
       risultati si utilizzano per le prove del tipo, eccettuato il caso
       di modifiche degli apparecchi o delle attrezzature che costringano
       a ripetere questo procedimento.
 ---pagebreak---                                    - 3Hi
7.1.3. Il veicolo viene quindi introdotto nella superficie di prova e
       posizionato come prescritto al punto 5. Viene quindi applicata al
       generatore di campo la potenza, definita al punto 7.1.2. per
       ciascuna delle frequenze di cui al punto 6.1.1.
7.1.4. Indipendentemente dal parametro scelto per definire il campo
       conformemente alle prescrizioni del punto 7.1.2., si deve
       utilizzare lo stesso parametro per riprodurre l'intensità di campo
       desiderata durante tutta la prova.
7.1.5. Il generatore di campo e la configurazione dell'attrezzatura sono
       quelli utilizzati per le operazioni eseguite in applicazione del
       punto 7.1.2.
7.1.6. Dispositivo di misura dell'intensità di campo
       Il dispositivo utilizzato per determinare l'intensità di campo
       nella fase di taratura del metodo di sostituzione deve essere
       costituito da una sonda isotropica compatta oppure da un'antenna di
       ricezione tarata.
7.1.7. Nella fase di taratura, il centro di fase del dispositivo di misura
       dell'intensità di campo deve coincidere con il punto di
       riferimento.
7.1.8. Se si utilizza un'antenna di ricezione tarata quale dispositivo di
       misura dell'intensità di campo, si ottengono letture in tre
       direzioni ortogonali tra loro e l'intensità di campo è pari al
       valore isotropo equivalente delle suddette misure.
7.1.9. Per tener conto delle diverse geometrie del veicolo, occorre
       fissare vari punti di riferimento per l'installazione di prova in
       questione.
7.2.   Contorno dell'Intensità del campo
7.2.1. Nella fase di taratura (prima d'introdurre il veicolo nella
       superficie di prova), l'intensità del campo non deve essere
        inferiore al 50% dell'intensità nominale di campo nelle seguenti
       posizioni:
         (i)  per tutti i generatori di campo, a 1 , 0 0 + 0 , 5 m da un lato e
              dall'altro del punto di riferimento su una linea che passa
              per detto punto e perpendicolare al piano longitudinale
              mediano del veicolo;
        (i i) nel caso di un SLT, a 1,50 + 0,05 m su una Iinea orizzontale
              che passa per il punto di riferimento, situata nel piano
              longitudinale mediano del veicolo.
 ---pagebreak--- 7.3.   Caratteristiche del segnale di prova da generare
7.3.1. Deviazione massima della curva
       La deviazione massima della curva del segnale di prova deve essere
       pari a quella di un'onda sinusoidale non modulata, il cui valore
       efficace in volt/m é definito al punto 5.4.2. dell'allegato I.
7.3.2. Forma dell'onda del segnale di prova
       Il segnale di prova deve essere un'onda radioelettrica sinusoidale,
       modulata in ampiezza da un'onda sinusoidale di 1 kHz, con un
       supporto di modulazione m di 0,8 + 0,04.
7.3.3. Rapporto di modulazione
       Rapporto di modulazione m é definito come segue:
             Deviazione massima della curva - deviazione minima
       m -
             Deviazione massima della curva + deviazione minima
8.     APPARECCHI DI SORVEGLIANZA E DI CONTROLLO
8.1.   Per sorvegliare la parte esterna del veicolo e l'abitacolo nonché
       per determinare se sono soddisfatte le condizioni prescritte al
       punto 6.2. si fa ricorso ad una o più videocamere.
 ---pagebreak---                                              3 fc
                                        ALLEGATO IV
                                        APPENDICE 1
                                    Il punto di riferimento si trova in questo piano
      1.0 ±0.2 m
Asse della ruota anteriore (punto C)
 ---pagebreak---                                          - 35-f-
                                     ALLEGATO IV
                                     APPENDICE 2
                          Il punto di riferimento si trova in questo piano
              0.2 ± 0.2 m
Asse della ruota anteriore ,
         (punto D)
 ---pagebreak---                                             -If I
                                       ALLEGATO IV
                                       APPENDICE 3
                           1a fase                       2a fase
              Determinare il punto di riferimento                Ruotare iI veicolo
                           Parte posteriore              Parte anter iore
               Veicolo                                                          Veicolo
Punto di riferimento
                         Parte anteriore                     Parte posteriore
                   Distanza mantenuta tra veicolo e antenna
                              Antenna
                                                                                        (2;
 ---pagebreak---                                -3fT3-
                            ALLEGATO V
       METODO DI MISURA DELLA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA A
              BANDA LARGA DELLE ENTITÀ TECNICHE (ET)
1.   CONSIDERAZIONI GENERALI
1.1. Apparecchiatura di misura
     L'apparecchiatura di misura deve soddisfare le condizioni della
     pubblicazione n. 16, seconda edizione, del Comitato internazionale
     speciale delle perturbazioni radioelettriche (CISPR).
     Si deve utilizzare un rivelatore di quasi-cresta per misurare la
     radiazione elettromagnetica a banda larga.
1.2. Metodo di prova
     Questo metodo ha lo scopo di misurare la radiazione
     elettromagnetica a banda larga generata dai sistemi di accensione a
     scintilla o dai motori elettrici che equipaggiano i sistemi
     progettati per un'utilizzazione continua (come i motori per
     trazione elettrica, i motori dei sistemi di
     riscaldamento/sbrinamento, le pompe per carburante, ecc.).
2.   ESPRESSIONE DEI RISULTATI
     I risultati delle misure sono espressi in dB (fiV/m) per larghezze
     di banda di 120 kHz. Se l'effettiva larghezza di banda B (espressa
     in kHz) dell'apparecchiatura di misura é leggermente diversa da 120
     kHz, le misure eseguite sono convertite in una larghezza di banda
     di 120 kHz aggiungendo un fattore di 20 log(120/B). B deve essere
     inferiore a 120 kHz.
3.   CONDIZIONI DI PROVA
3.1. Il posto destinato alla prova deve soddisfare le condizioni della
     pubblicazione n. 16, seconda edizione, del Comitato internazionale
     speciale delie perturbazioni radioelettriche (CISPR) (cfr. la
     figura 1 dell'appendice 1 del presente allegato).
3.2. L'apparecchiatura di misura, la cabina di prova o il veicolo in cui
     si trova l'apparecchiatura di misura sono situati al di fuori della
     parte della superficie di prova indicata nella figura 1
     dell'appendice 1 del presente allegato.
3.3. Per la prova si possono utilizzare installazioni chiuse qualora sia
     dimostrata una corrispondenza tra le suddette installazioni e la
     superficie esterna quanto alla propagazione e all'assorbimento
     elettromagnetici. Le installazioni chiuse hanno il vantaggio di
     consentire l'esecuzione delle prove in qualsiasi condizione
     meteorologica, in un ambiente controliato e con una riproducibilità
     perfezionata delle prove in quanto posseggono caratteristiche
     elettriche più stabi li.
     Dette installazioni non sono soggette alle condizioni dimensionali
     prescritte nella figura 1 dell'appendice 1 del presente allegato,
     eccettuata la condizione relativa alla distanza dell'entità tecnica
     dall'antenna e all'altezza di quest'ultima.
 ---pagebreak---                                  -3J4-
3.4. per accertarsi che non esistano rumori o segnali estranei di valore
     tale da influire materialmente sulle misure della radiazione di
     fondo, queste devono essere eseguite prima e dopo aver effettuato
     la prova principale. In entrambi i casi, i rumori o i segnali
     estranei devono essere inferiori di almeno 10 dB ai limiti indicati
     al punto 5.5.2.1. dell'allegato I, fatte salve le emissioni di
     ambiente a banda stretta intenzionali.
4.   CONDIZIONI DELL'ENTITÀ TECNICA DURANTE LA PROVA
4.1. L'entità tecnica deve trovarsi in normali condizioni di
     funzionamento.
4.2. Non si esegue alcuna prova quando piove o nei 10 minuti successivi
     alla cessazione della pioggia.
4.3. L'entità tecnica ed i suoi cablaggi devono essere posti su supporti
     isolanti a 50 + 10/-0 mm al di sopra del piano di massa. Tuttavia,
     se una delle parti dell'entità tecnica é destinata ad essere
     col legata elettricamente alia carrozzeria metallica di un veicolo,
     essa viene posta sul piano di massa e col legata elettricamente a
     detto piano.
     Il piano di massa é costituito da una lamiera metallica dello
     spessore minimo di 0,25 mm. Le dimensioni minime del piano di massa
     dipendono dalla dimensione dell'entità tecnica e devono essere
     sufficienti da permettere la distribuzione del cablaggio e dei
     componenti dell'entità tecnica. Il piano di massa é collegato ad un
     conduttore di messa a terra. Il piano di massa è situato ad
     un'altezza di 1,0 + 0,1 m al di sopra del suolo ed é parallelo a
     quest'ultimo.
     L'entità tecnica deve essere disposta e collegata come prescritto.
      Il cablaggio di alimentazione di potenza deve essere situato
     parallelamente al bordo del piano di massa più vicino all'antenna
     ad una distanza massima di 100 mm.
     L'entità tecnica deve essere col legata al sistema di messa a terra
     conformemente alle prescrizioni del fabbricante; non sono ammesse
     altre connessioni a terra.
     La distanza minima tra l'entità tecnica e tutte le altre strutture
     conduttrici, quali le pareti di un'arena protetta (tranne il piano
     di massa situato sotto l'ET in questione) è di 1,0 m.
4.4. Si applica all'entità tecnica una potenza tramite una rete di
     stabilizzazione dell'impedenza di linea (LISN) di 50 (ohm)
     collegata elettricamente al piano di massa. La tensione
     dell'alimentazione é pari, + 10%, alla tensione nominale operativa
     dell'entità tecnica. Eventuali oscillazioni della tensione devono
     essere inferiori ali'1,5% della tensione nominale operativa
     dell'ET, misurata all'uscita di controllo della LISN.
 ---pagebreak---                                    - rib S"
4.5.   Se l'entità tecnica è costituita da più elementi, sarebbe opportuno
       col legarli con i cavi dei cablaggio previsti per l'utilizzazione
       sul veicolo. Se questi cavi non fossero disponibili, la distanza
       minima tra l'unità di controllo elettronico e la LISN deve essere
       di almeno 1,5 m. Tutti i cavi del fascio devono essere terminati
       nel modo più realistico possibile e muniti preferibilmente di
       carichi ed azionatori reali. Se occorre un altro tipo di
       apparecchiatura per far funzionare correttamente l'entità tecnica,
       si deve effettuare una compensazione per il suo contributo alle
       radiazioni misurate.
5.     TIPO, POSIZIONE E ORIENTAMENTO DELL'ANTENNA
5.1.   Tipo di antenna
       Può essere utilizzato qualsiasi tipo di antenna a polarizzazione
       lineare purché possa essere normalizzata con l'antenna di
       riferimento.
5.2.   Altezza e distanza della misura
5.2.1. Altezza della misura
       Il centro di fase dell'antenna deve essere 0,50 ± 0,05 m al di
       sopra del piano di massa.
5.2.2. Distanza della misura
       La distanza misurata orizzontalmente tra il centro di fase
       dell'antenna e il bordo del piano di massa è di 1,00 ± 0 , 0 5 m.
       Nessuna parte dell'antenna deve trovarsi a meno di 0,5 m dal piano
       di massa.
       L'antenna ò posta parallela ad un piano perpendicolare al piano di
       massa e coincidente con il limite di quest'ultimo, lungo il quale
       si trova la parte principale del cablaggio.
5.2.3. Se la prova é realizzata in un'installazione chiusa destinata a
       creare uno schermo per le onde radioelettriche, gli elementi di
       ricezione dell'antenna non devono trovarsi a meno di 0,5 m da
       qualsiasi materiale di assorbimento delle onde né a meno di 1,5 m
       dalla parete dell'Installazione in questione. Tra l'antenna di
       ricezione e l'entità tecnica oggetto della prova non deve trovarsi
       alcun materiale di assorbimento.
5.3.   Orientamento del l'antenna
       Le letture sono eseguite in ciascun punto di misura con l'antenna
       polarizzata nel piano verticale e in quello orizzontale.
5.4.   Misure
        Il valore massimo delle due misure eseguite conformemente al punto
       5.3. per ciascuna frequenza é considerato come la misura
       caratteristica per detta frequenza.
 ---pagebreak---                                - 2U-
6.  FREQUENZE
6.1 Misure
    Le misure sono eseguite nella gamma di frequenze comprese tra 30 e
    1000MHz. Si ritiene che l'entità tecnica rispetti i limiti
    prescritti per l'intera gamma di frequenze se soddisfa ai limiti
    prescritti per le seguenti 11 frequenze: 45, 65, 90, 150, 180, 220,
    300, 450, 600, 750, 900 MHz.
    Se durante la prova il limite viene superato, occorre accertarsi
    che ciò sia dovuto all'entità tecnica e non alla radiazione di
    ambiente.
6.2 Toileranze
                 Frequenza unica                Tolleranza
                     (MHz)                         (MHz)
           45, 65, 90, 150, 180, 220       + 5
           300, 450, 600, 750, 900         + 20
    Le tolleranze che si applicano alle frequenze summenzionate hanno
    lo scopo di evitare le interferenze delle trasmissioni che
    avvengono nelle o vicino alle frequenze nominali durante il tempo
    de IIe misure.
 ---pagebreak---                                      -Ifì-
                                   ALLEGATO V
                                  APPENDICE 1
                                    Figura 1
                            LIMITE DELLA SUPERFICIE
Area libera da superfici di riflessione elettromagnetica
Consultare: piano CISPR 16
 ---pagebreak---                                -3r?
                            ALLEGATO VI
        METODO DI MISURA DELLA RADIAZIONE ELETTROMAGNETICA
            A BANDA STRETTA DELLE ENTITÀ TECNICHE (ET)
1.   CONSIDERAZIONI GENERALI
1.1. Apparecchiatura di misura
     L'apparecchiatura di misura deve soddisfare le condizioni
     prescritte nella pubblicazione n. 16, seconda edizione, del
     Comitato internazionale speciale delle radiointerferenze (CISPR).
     Per misurare la radiazione elettromagnetica a banda stretta si
     utilizza un rivelatore di valore medio.
1.2. Metodo di prova
     La prova serve a misurare la radiazione elettromagnetica a banda
     stretta emanata da un sistema basato su un microprocessore o da
     un'altra sorgente a banda stretta.
     In un primo tempo (da 2 a 3 minuti), dopo aver selezionato una
     polarizzazione di antenna, si eseguono delle esplorazioni della
     gamma di frequenza identificata al punto 6.1. utilizzando un
     analizzatore di spettro o un ricevitore automatico che segnali le
     frequenze della radiazione massima. Ciò può facilitare la selezione
     delle frequenze di misura in ciascuna banda (cfr. punto 6 ) .
2.   ESPRESSIONE DEI RISULTATI
     I risultati delle misure sono espressi in dB (/iV/m).
 ---pagebreak---                                  -35}-
3.   CONDIZIONI DI PROVA
3.1  il luogo della prova deve soddisfare le condizioni prescritte nella
     pubblicazione n. 16, seconda edizione, del Comitato internazionale
     speciale delle radiointerferenze (CSPR) (cfr. figura 1, appendice
     1. dell'allegato V ) .
3.2. L'apparecchiatura di misura, la cabina di prova o il veicolo nel
     quale si trova la suddetta apparecchiatura di misura, devono
     trovarsi al di fuori della parte della superficie di prova indicata
     nella figura 1 dell'appendice 1 dell'allegato V.
3.3. Per la prova si possono utilizzare installazioni chiuse purché si
     dimostri che esiste una corrispondenza tra le suddette
     installazioni e la superficie esterna quanto alla propagazione e
     al l'assorbimento elettromagnetici. Dette installazioni presentano
      il vantaggio che le prove si possono eseguire con qualsiasi
     condizione atmosferica, in un ambiente controllato e con una
     maggiore riproducibilità grazie alle caratteristiche elettriche più
     stabili.
     Le installazioni chiuse non devono soddisfare le condizioni
     dimensionali della figura 1, appendice 1. dell'allegato V tranne
     quella della distanza tra l'entità tecnica e l'antenna e
     dell'altezza di quest'ultima.
3.4. Per accertarsi che non esistono rumori o segnali estranei di
     ampiezza tale da pregiudicare materialmente le misure della
     1 ad lazione di fondo, queste saranno eseguite prima e dopo aver
     realizzato la prova principale. In entrambi i casi. I rumori e i
     segnali dovranno rimanere almeno 10 dB al di sotto dei limiti
      indicati al punto 5.6.2.1. dell'allegato I. tranne il caso delle
     emissioni d'ambiente a banda stretta intenzionali.
 ---pagebreak---                                   3 Ce -
4.   CONDIZIONI DELL'ENTITÀ' TECNICA DURANTE LA PROVA
4.1. L'entità tecnica deve essere in normali condizioni di
     funzionamento.
4.2. Non si esegue alcuna prova quando piove o nei 10 minuti successivi
     all'arresto della pioggia.
4.3. L'entità tècnica ed i suoi cablaggi devono essere posti su supporti
     isolanti a 50 + 10/-0 mm ai di sopra del piano di massa. Tuttavia,
     se una delle parti dell'entità tecnica é destinata ad essere
     col legata elettricamente alla carrozzeria metallica di un veicolo,
     essa viene posta sul piano di massa e collegata elettricamente a
     detto piano.
     Il piano di massa é costituito da una lamiera metallica dello
     spessore minimo di 0.25 mm. La dimensione minima del piano di massa
     dipende dalla dimensione dell'entità tecnica ma deve essere
     sufficiente da permettere la distribuzione del cablaggio e dei
     componenti dell'entità tecnica. Il piano di massa è collegato ad un
     conduttore di messa a terra. Il piano di massa deve essere situato
     1,0 ± 0,1 m al di sopra del suolo e parai le lo ad esso.
     L'entità tecnica deve essere disposta e col legata come prescritto.
     Il cablaggio di alimentazione di potenza deve essere parallelo al
     limite del piano di massa più vicino all'antenna, a una distanza
     massima di 100 mm.
     L'entità tecnica deve essere col legata al sistema di messa a terra
     conformemente alle prescrizioni del fabbricante; non sono ammesse
     altre connessioni a terra.
     La distanza minima tra l'entità tecnica e tutte le altre strutture
     conduttrici, quali le pareti di una zona protetta (ad eccezione del
     piano di massa che sostiene l'entità tecnica) deve essere di 1,0 m.
4.4. Si applica la potenza all'entità tecnica tramite una rete di
     stabilizzazione dell'impedenza di linea (LISN) di 50 ohm, che deve
     essere collegata elettricamente ai piano di massa. La tensione
     dell'alimentazione elettrica é pari, + 10%, alla tensione nominale
     di funzionamento dell'entità tecnica. Le eventuali oscillazioni
     della tensione devono essere inferiori ali'1,5% della tensione
     nominale di funzionamento dell'entità tecnica, misurata all'uscita
     di controllo del la LISN.
4.5  Se l'entità tecnica é costituita da più elementi, sarebbe opportuno
     col legarli con i cavi del cablaggio previsti per l'utilizzazione
     sul veicolo. Se questi cavi non fossero disponibili, la distanza
     minima tra l'unità di controllo elettronico e la LISN deve essere
     di 1,5 m. Tutti i cavi del fascio devono terminare nel modo più
     realistico possibile ed essere muniti, di preferenza, di carichi ed
     azionatori reali. Se occorre un altro tipo di apparecchiatura per
     far funzionare correttamente l'entità tecnica, si deve effettuare
     una compensazione per il suo contributo alle radiazioni misurate.
 ---pagebreak---                                   -U1
5.     TIPO. POSIZIONE E ORIENTAMENTO DELL'ANTENNA
5.1.   Tipo di antenna
       Può essere utilizzato qualsiasi tipo di antenna a polarizzazione
       lineare purché possa essere normalizzata con l'antenna di
       riferimento.
5.2.   Altezza e distanza della misura
5.2.1. Altezza del la misura
       Il centro di fase dell'antenna deve essere situato 0,50 ± 0,5 m al
       di sopra del piano di massa.
5.2.2. Distanza della misura
       La distanza misurata orizzontalmente tra il centro di fase
       dell'antenna e il bordo del piano di massa deve essere di 1,00 ±
       0,05 m. Nessuna parte dell'antenna deve trovarsi a meno di 0,5 m
       dal piano di massa.
       L'antenna deve essere posta parallela ad un piano perpendicolare al
       piano di massa e coincidente con il limite di quest'ultimo, lungo
       il quale si trova la parte principale del cablaggio.
5.2.3. Se si esegue la prova in un'installazione chiusa destinata a creare
       uno schermo elettromagnetico per le onde radioelettriche, gli
       elementi di ricezione dell'antenna non devono trovarsi a meno di
       0,5 m da qualsiasi materiale di assorbimento delle onde né a meno
       di 1,5 m dalla parete dell'installazione in questione. Tra
       l'antenna di ricezione e l'entità tecnica oggetto della prova non
       deve trovarsi alcun materiale di assorbimento.
5.3.   Orientamento dell'antenna
   '•  Le letture sono eseguite in ciascun punto di misura con l'antenna
       polarizzata nel piano verticale e orizzontale.
5.4.   Misure
        Il valore massimo delle due misure eseguite conformemente al punto
       5.3. per ciascuna frequenza viene considerato come la misura
       caratteristica per detta frequenza.
6.      FREQUENZE
6.1.   Misure
       Le misure sono eseguite nella gamma di frequenze comprese tra 30 e
       1000 MHz. Detta gamma deve essere divisa in 11 bande. Si esegue una
       prova su una frequenza unica in ciascuna banda per verificare che i
        limiti prescritti per la radiazione siano rispettati. Si ritiene
       che l'entità tecnica rispetti i limiti prescritti per l'intera
       gamma di frequenze se essa rispetta i limiti prescritti per le
       seguenti 11 bande di frequenza: 30-45, 45-80, 80-130, 130-170, 170-
       225, 225-300, 300-400, 400-525, 525-700, 700-850, 850-1000 MHZ;
       qualora nel corso della prova detto limite fosse superato, occorre
       accertarsi che ciò sia dovuto all'entità tecnica e non ad una
       radiazione di ambiente.
 ---pagebreak---                                -le:
6.2. Se durante la prima prova eseguita applicando il metodo descritto
     al punto 1.2., la radiazione a banda stretta per qualsiasi delle
     bande identificate al punto 6.1. é almeno 10 dB al di sotto del
     limite di riferimento, si suppone che l'entità tecnica soddisfi le
     condizioni del presente allegato per la banda di frequenza
     considerata ed in tal caso non occorre realizzare la prova
     completa.
 ---pagebreak---                                 - ia-
                            ALLEGATO VII
          METODI DI PROVA DELL'IMMUNITÀ ELETTROMAGNETICA
                     DELLE ENTITÀ TECNICHE (ET)
1.   CONSIDERAZIONI GENERALI
1.1. Metodi di prova
     Le entità tecniche devono soddisfare i limiti (cfr. punto 5.7.2.1.
     dell'allegato I) di uno dei metodi di prova seguenti, a discrezione
     del fabbricante, nella gamma da 20 a 1000 MHz:
            prova di linea piana (stripline): cfr. figura 1
            del l'appendice 1 ;
     -      prova di iniezione di corrente di massa: cfr. figure 1 e 2
            del l'appendice 2;
            prova nella cellula TEM: cfr. figura 1 dell'appendice 3;
            prova in campo libero: cfr. figura 1 dell'appendice 4.
     NOTA: Per evitare l'irradiazione di campi elettromagnetici durante
            queste prove, esse saranno realizzate in un'area protetta.
2.   ESPRESSIONE DEI RISULTATI
     Le intensità di campo sono espresse in V/m e la corrente applicata
     sarà espressa in mA per tutte le prove descritte nel presente
     allegato.
3.   CONDIZIONI DI PROVA
3.1. L'apparecchiatura di prova deve essere in grado di generare il
     segnale di prova richiesto per la gamma di frequenze definita nel
     presente allegato e deve soddisfare le condizioni legali
     (nazionali) relative all'emissione di segnali elettromagnetici.
3.2. Le attrezzature di controllo e quelle di sorveglianza non devono
     risentire dei campi elettromagnetici che possono invalidare le
     prove.
4.   CONDIZIONI DELL'ENTITÀ TECNICA DURANTE LA PROVA
4.1. L'entità tecnica deve essere in normali condizioni di
     funzionamento. Essa è disposta come indicato nel presente allegato,
     tranne il caso in cui altri metodi di prova specifici indichino il
     contrario.
 ---pagebreak---                                  -3A
4.2. L'entità tecnica ed i suoi cablaggi devono essere posti su supporti
     isolanti a 50 + 10/-0 mm al di sopra del piano di massa. Tuttavia,
     se una delle parti dell'entità tecnica é destinata ad essere
     col legata elettricamente alla carrozzeria metallica del veicolo,
     essa viene posta sul piano di massa e col legata elettricamente allo
     stesso.
     Il piano di massa é costituito da una lamiera metallica dello
     spessore minimo di 0,25 mm, tranne il caso in cui si utilizza una
     prova nella cellula TEM. Le dimensioni minime del piano di massa
     dipendono dalla dimensione dell'entità tecnica e devono essere
     sufficienti da permettere la distribuzione del cablaggio e dei
     componenti dell'entità tecnica. Il piano di massa é collegato ad un
     conduttore di messa a terra. Il piano di massa é situato ad
     un'altezza di 1,0 + 0,1 m al di sopra del suolo ed é parallelo ad
     esso.
     La distanza minima tra l'entità tecnica e tutte le altre strutture
     conduttrici quali le pareti di un'area protetta (tranne il piano di
     massa situato sotto l'entità tecnica) deve essere di 1,0 m tranne
     il caso in cui si ricorra alla cellula TEM.
4.3. Si applica all'entità tecnica un'alimentazione di potenza tramite
     una rete di stabilizzazione dell'impedenza di linea (LISN)
     col legata elettricamente al piano di massa. La tensione
     dell'alimentazione elettrica é pari, + 10%, alla tensione nominale
     di funzionamento dell'entità tecnica. Le oscillazioni della
     tensione devono essere inferiori a 1,5% della tensione nominale di
     funzionamento dell'ET, misurata all'uscita dì controlio della LISN.
4.4. Qualsiasi altra attrezzatura necessaria al funzionamento
     dell'entità tecnica deve essere installata durante la fase di
     taratura e deve trovarsi ad almeno 1 m dal punto di riferimento
     durante la taratura.
4.5. Per garantire risultati riproducìbili, il generatore dei segnali e
      la sua disposizione durante le prove devono corrispondere a quelli
     utilizzati nella fase di taratura corrispondente (punti 7.2., 8.2.
     e 10.3. del presente allegato).
5.   GAMMA DI FREQUENZE, DURATA DELLE PROVE
5.1. Si possono eseguire le misure nella gamma di frequenze da 20 a 1000
     MHz.
5.2. Le prove sono eseguite per le seguenti 12 frequenze: 27, 45, 65,
     90, 150, 180, 220, 300, 450, 600, 750, 900 MHz + 10% per 2 s + 10%
     per ciascuna frequenza.
 ---pagebreak---                                - Ite
6.   CARATTERISTICHE DEL SEGNALE DI PROVA DA GENERARE
6.1. Deviazione massima della curva
     La deviazione massima della curva del segnale di prova deve essere
     uguale a quella di un'onda sinusoidale non modulata il cui valore
     efficace in volt/m é definito al punto 5.7.2. dell'allegato I.
6.2. Forma dell'onda del segnale di prova
     Il segnale di prova deve essere un'onda radioelettrica sinusoidale
     ad ampiezza modulata mediante un'onda sinosoidale di 1 kHz, con un
     rapporto di modulazione m di 0,8 + 0,04.
6.3. Rapporto di modulazione
     Il rapporto di modulazione m é definito come segue:
          deviazione massima della curva - deviazione minima
     m -
          deviazione massima della curva + deviazione minima
7.   PROVA DELLA LINEA PIANA (STRIPLINE)
7.1. Metodo di prova
     Questo metodo di prova consiste nel sottoporre i cablaggi che
     collegano i componenti di un'entità tecnica a campi di intensità
     specifica.
     Questo metodo di prova consente la generazione di campi omogenei
     tra un conduttore attivo (la linea piana) ed un piano di massa (la
     superficie conduttrice di una tavola di montaggio), tra cui può
      inserirsi una parte del cablaggio.
7.2. Misura dell'intensità dei campo sul circuito stripline.
     Per ciascuna frequenza di prova scelta, si introduce nel circuito
     stripline un livello di potenza per produrre l'intensità di campo
     desiderata nella superficie di prova senza la presenza dell'entità
     tecnica. Questo livello di potenza, o qualsiasi altro parametro
     connesso con l'intensità di campo, viene misurato ed i suoi
     risultati sono registrati. I risultati vengono in seguito
     utilizzati per le prove di approvazione del modello, a meno che non
     siano eseguite modifiche sia dell'apparecchiatura sia delle
     attrezzature che richiedano la ripetizione del procedimento.
     Durante questo procedimento, la testina della sonda di misura deve
     trovarsi sotto il conduttore attivo ed essere orientata nelle
     direzioni longitudinale, verticale e trasversale. Le parti
     elettroniche delle sonda devono essere sistemate il più lontano
     possibile dall'asse longitudinale della linea piana.
 ---pagebreak---                                   -:uv~
7.3.   Installazione dell'entità tecnica
7.3.1. Il dispositivo o i dispositivi elettronici di controllo del l'entita
       tecnica sono installati sul piano di massa ma al di fuori della
       linea piana, con uno dei loro bordi parallelo al conduttore attivo
       della suddetta linea piana. E' necessaria una distanza di 200 + 10
       mm da una linea situata sul piano di massa, direttamente sotto il
       bordo del conduttore attivo.
       La distanza tra uno qualsiasi dei bordi del conduttore attivo e
       ogni altro dispositivo periferico utilizzato per la misura deve
       essere di almeno 200 mm.
       Il cablaggio dell'entità tecnica deve essere posto in posizione
       orizzontale tra il conduttore attivo ed il piano di massa.
7.3.2. Una linea piana di 800 mm può essere utiIizzata alternativamente
       per provare il o i dispositivi di controllo elettronici, cablaggio
       e i sensori. Il dispositivo di controllo elettronico dell'entità
       tecnica deve essere installato al centro del volume di prova con i
       relativi cavi e i sensori come indicato in figura 2 dell'appendice
       1. Al fine di ottenere un campo omogeneo e delle misure
       riproducibili, l'entità tecnica non dovrà avere dimensioni
       superiori a un terzo della distanza tra le placche.
7.4.   Cavi di alimentazIone, di trasmissione del segnale e di controllo
7.4.1. La lunghezza minima del cablaggio disposto sotto la linea piana,
       comprendente il cablaggio di potenza dell'unità di controllo
       elettronica, deve essere di 1,5 m tranne il caso in cui il
       cablaggio del veicolo abbia una lunghezza inferiore a 1,5 m.
       In questo caso, la lunghezza del cablaggio deve essere pari a
    -  quella del cablaggio più lungo di tutti quelli utilizzati
       nell'installazione del veicolo. Ogni eventuale diramazione di linee
       deve essere disposta perpendicolarmente all'asse longitudinale del
       fascio di cavi.
7.4.2.  In alternativa, la lunghezza totale del cablaggio, compresa la più
        lunga delle ramificazioni, deve essere di 1,5 m.
8.     PROVE DI INIEZIONE DI CORRENTE DI MASSA
8.1.   Metodo di prova
       Questa prova d'immunità avviene mediante l'induzione diretta di
       corrente in un cablaggio utilizzando a tale fine una sonda di
        iniezione di corrente. Detta sonda comprende un morsetto di
       accoppiamento attraverso il quale passano i cavi dell'entità
       tecnica. Si possono cosi realizzare delle prove di immunità
       semplicemente variando la frequenza dei segnali indotti.
 ---pagebreak---                                  -ia-
     L'entità tecnica può essere installata su un piano di massa come
     indicato al punto 4.2. o su un veicolo, conformemente alle
     specifiche di progetto dello stesso.
8.2. Taratura della sonda di iniezione di corrente di massa
     Prima di iniziare le prove, si monta una sonda di iniezione sul
     supporto visibile in figura 2 dell'appendice 2. Mentre si esplora
     la gamma di frequenze di prova, si sorveglia continuamente la
     potenza necessaria per raggiungere la corrente prescritta
     dall'allegato I.
     Questo metodo determina, prima della prova, il rapporto tra la
     potenza di entrata e la corrente indotta ed é proprio questa
     potenza che viene applicata alla sonda di iniezione quando la si
     collegherà all'entità tecnica tramite i cavi utilizzati per la
     taratura. Si deve tener conto del fatto che la potenza misurata,
     applicata alla sonda di iniezione é la suddetta potenza di entrata.
8.3. Installazione dell'entità tecnica
     Per l'entità tecnica montata su un piano di massa come indicato al
     punto 4.2. tutti i cavi del cablaggio devono essere terminati nel
     modo più realistico possibile ed essere di preferenza muniti di
     azionatori e carichi reali.
     Per entrambe le entità tecniche, quel le montate sul piano di massa
     e quelle sul veicolo, la sonda di Iniezione di corrente é montata a
     spirale attorno a tutti i cavi del cablaggio e a 100 ± 10 mm da
     ciascun connettore delle unità di controllo elettronico dell'ET,
     dei moduli di strumenti o dei sensori attivi, come iI lustrato nel la
     figura 1 dell'appendice 2.
8.4. Cavi di alimentazione, di trasmissione dei segnali e di controllo
     Per l'entità tecnica montata su un piano di massa come indicato al
     punto 4.2. un cablaggio deve col legare una LISN all'unità di
     controllo elettronico principale. Il cablaggio deve essere
     parallelo al bordo del piano di massa e a 100 ± 10 mm da
     quest'ultimo.
      Il cablaggio deve contenere il cavo di alimentazione di potenza
     utilizzato per col legare la batteria del veicolo alla suddetta
     unità di controllo elettronico e il cavo di ritorno di corrente se
     utilizzato sul veicolo.
     La distanza tra l'unità di controllo elettronico e la LISN deve
     essere di 1,5 + 0,1 m; essa può essere anche pari alla lunghezza
     del cablaggio tra l'unità di controllo elettronico e la batteria
     utilizzata nel veicolo se essa é nota. Non importa la distanza
     purché sia la più corta. Se si utilizza il cablaggio del veicolo,
     qualsiasi derivazione di linea che figurasse in questa lunghezza
     deve essere diretta lungo il piano di massa ma perpendicolarmente
     all'asse del bordo del suddetto piano di massa. In alternativa la
     derivazione del cavi dell'entità tecnica deve avvenire a livello
     della LISN.
 ---pagebreak--- 9.   PROVE NELLA CELLULA TEM
9.1. Metodo di prova
     La cellula TEM (Transverse Electromagnetic Mode) genera dei campi
     omogenei tra il conduttore interno (diaframma) e l'alloggiamento
     (piano di massa). Viene utilizzata per provare le entità tecniche.
9.2. Misura dell'intensità del campo in una cellula TEM
     Il dispositivo di misura dell'intensità del campo é posto nella
     metà superiore della cellula TEM. In questa parte della cellula
     l'unità o le unità di controllo elettroniche hanno soltanto una
     piccola influenza sul campo da misurare. Il segnale d'uscita del
     dispositivo esprime l'intensità del campo. Il campo elettrico può
     essere determinato alternativamente utilizzando la seguente
     equazione:
             (P x Z)
     E  -    intensità del campo elettrico (V/m)
     P  -    potenza che fluisce nella cellula (W)
     Z  -    impedenza della cellula (50 ohm)
     d  -    distanza di separazione (in metri) tra la parete superiore e
             il diaframma
9.3. Dimensioni della cellula TEM
     Per mantenere un campo omogeneo nella cellula TEM e per la
     ripetibilità dei risultati delle misure, l'altezza dell'entità
     tecnica non deve essere superiore ad un terzo dell'altezza interna
     de II a ce IIuI a.
9.4. Cavi di alimentazione, di trasmissione del segnale e di controllo
     La cellula TEM deve essere fissata ad un pannello munito di presa
     di corrente coassiale e coi legata il più vicino possibile ad un
     connettore munito di un opportuno numero di spine di connessione,
     cavi di alimentazione elettrica e di trasmissione del segnale del
     connettore situato sulla parete della cellula devono essere
     collegati direttamente con l'entità tecnica.
      I componenti esterni, quali i sensori, i gruppi di controllo e di
     alimentazione di potenza potranno essere collegati:
      (i)    tramite un dispositivo periferico blindato;
      (II) tramite il veicolo vicino alla cellula TEM;
      (ili) direttamente al pannello di connessione blindato.
     Per collegare la cellula TEM agli apparecchi periferici o al
     veicolo si usano cavi blindati.
 ---pagebreak---                                        -ici
10.         PROVA IN "CAMPO LIBERO"
10.1.       Questo metodo consente di realizzare le prove delle entità tecniche
            esponendo un'entità tecnica completa alla radiazione
            elettromagnetica.
10.2.       Tipo, posizione e orientamento del generatore di campo
10.2.1.     Tipo di generatore di campo
10.2.1.1.   Il generatore di campo deve essere scelto in modo da raggiungere
            l'intensità di campo prescritta nel punto di riferimento ed alle
            frequenze opportune.
10.2.1.2.   Il generatore di campo può essere sia una o più antenne sia
            un'antenna a piastra.
10.2.1.3.   La costruzione e l'orientamento del generatore di campo devono
            essere tali che il campo generato sia polarizzato in uno dei modi
            seguent i:
                   (I) verticalmente, nella banda da 20 a 1000 MHz,
                   (li) orizzontalmente, nella banda da 20 a 30 MHz.
10.2.2.     Altezza e distanza di misurazione
10.2.2.1.   Altezza di misurazione
10.2.2.1.1. Il centro di fase di qualsiasi antenna non deve trovarsi a meno di
            0,5 m al di sopra del piano sul quale si trova l'entità tecnica.
10.2.2.1.2. Nessun elemento radiante dell'antenna deve trovarsi a meno di 0,25
            m al di sopra del piano sul quale si trova l'entità tecnica.
10.2.2.2.   Distanza della misura
10.2.2.2.1. Si può ottenere una migliore approssimazione delle condizioni di
            servizio se si dispone il generatore di campo II più lontano
            possibile dall'entità tecnica. Questa distanza deve essere compresa
            tra 1 e 5 m.
10.2.2.2.2. Se la prova é realizzata in un'installazione chiusa al fine di
            creare uno schermo elettromagnetico per le onde radioelettriche,
            gli elementi radianti del generatore di campo non devono trovarsi a
            meno di 0,5 m da qualsiasi materiale di assorbimento delle onde né
            a meno di 1,5 m dalla parete della suddetta installazione. Tra il
            generatore di campo e l'entità tecnica sottoposta alla prova non
            deve trovarsi alcun materiale di assorbimento.
10.2.3.     Posizione del generatore di campo rispetto all'entità tecnica
10.2.3.1.    Il generatore di campo non deve essere situato a meno di 0,5 m dal
             limite del piano di massa.
 ---pagebreak---                                            37C-
10.2.3.2.   M centro di fase del generatore di campo deve trovarsi su un piano
            che:
                  (i)      sia perpendicolare al piano di massa,
                  (ii) sia perpendicolare al limite del suddetto piano di
                           massa lungo il quale si trova la parte principale del
                           cablaggio,
                  (ili) intersechi il limite del piano di massa nel punto medio
                           della parte principale del cablaggio.
                   Il generatore di campo deve essere parallelo ad un piano
                  perpendicolare al piano di massa e coincidere con il limite
                  del suddetto piano di terra lungo il quale passa la parte
                  principale del cablaggio.
10.2.3.3.   Qualsiasi generatore di campo situato al di sopra dei piano di
            massa o dell'entità tecnica si deve estendere su tutta l'entità
            tecnica in questione.
10.2.4.     Punto di riferimento
10.2.4.1.   Il punto di riferimento é quello nel quale si stabilisce
            l'intensità del campo ed è definito come indicato di seguito.
10.2.4.1.1. Orizzontalmente, ad almeno 2 m dai centro di fase dell'antenna o
            verticalmente, ad almeno 1 m dagli elementi radianti di un'antenna
            a piastra.
10.2.4.1.2. Su un piano che:
                  (i)      sia perpendicolare al piano di massa,
                   (ii) sia perpendicolare al limite del suddetto piano di
                           massa lungo il quale passa la parte principale del
                           cablaggio,
                   ( M i ) intersechi il limite dei piano di massa nel punto medio
                           della parte principale del cablaggio.
10.2.4.1.3. Il punto di riferimento deve coincidere con il punto medio della
            parte principale del cablaggio che si trova lungo il limite del
            piano di massa più vicino all'antenna e a 100 +_ 10 mm al di sopra
            del piano in questione.
10.3.       Generazione dell'intensità del campo richiesta
10.3.1.     Metodo di prova
10.3.1.1.   Per stabilire le condizioni del campo di prova si utilizza il
            metodo di sostituzione.
10.3.1.2.   Metodo di sostituzione
            Per ciascuna frequenza desiderata si introduce un livello di
            potenza nel generatore di campo per produrre l'intensità di campo
            richiesta nel punto di riferimento (come definito al punto 10.2.)
            senza la presenza dell'entità tecnica. Detto livello di potenza, o
            qualsiasi altro parametro in relazione con l'intensità di campo,
            sono misurati ed (risultati registrati. Questi risultati sono
            quindi utilizzati per le prove di approvazione del modello a meno
            che non si eseguano modifiche nell'apparecchiatura o nelle
            attrezzature, nel qual caso occorre ripetere il procedimento.
 ---pagebreak---                                    -lit-
10.3.1.3. L'entità tecnica, che può comprendere un piano di massa
          addizionale, viene allora introdotta nella superficie di prova e
          disposta conformemente alle condizioni prescritte al punto 10.2. Se
          si utilizza un secondo piano di massa, esso deve trovarsi a meno di
          0,5 mm dal piano di massa del banco e col legatovi elettricamente.
          La potenza definita al punto 10.3.1.2. richiesta per ciascuna
          frequenza definita al punto 5.2., viene allora applicata al
          generatore di campo.
10.3.1.4. Durante la taratura le attrezzature estranee devono essere situate
          ad una distanza minima di 1 m dal punto di riferimento.
10.3.1.5. Il parametro prescelto per definire il campo conformemente al punto
          10.3.1.1., qualunque esso sia, deve essere io stesso per tutta la
          prova al fine di riprodurre l'intensità di campo desiderata.
10.3.1.6. Dispositivo di misura dell'intensità del campo
          Il dispositivo utilizzato per determinare l'intensità del campo
          durante la fase di taratura del metodo di sostituzione é
          rappresentato da una sonda di misura isotropica compatta.
10.3.1.7. Durante la fase di taratura il centro di fase del dispositivo di
          misura dell'intensità del campo deve coincidere con il punto di
          riferimento.
10.3.2.   Contorno dell'intensità del campo
10.3.2.1. Durante la fase di taratura (prima di introdurre l'entità tecnica
          nella superficie di prova), l'intensità del campo non deve essere
          inferiore al 50% dell'intensità nominale del campo a 1,00 + 0,05 m
          dalle due partì del punto di riferimento, su una linea parallela al
           limite del piano di massa più vicino all'antenna e che passa per il
          suddetto punto di riferimento.
 ---pagebreak---                                       -3^-
                                   ALLEGATO VII
                                   APPENDICE 1
                                     Figura 1
                      PROVA DELLA LINEA PIANA (STRIPLINE)
 1) Elemento blindato
 2) Cablaggio
 3) Entità tecnica
 4) Resistenza di chiusura
 5) Generatore di frequenza
 6) Alternativa:
 7) Batteria
 8) Alimentazione elettrica
 9) Filtro
10) Periferico
11) Filtro
12) Circuito video periferico
13) Convertitore optoelet troni co
14) Linee ottiche
15) Periferico non a prova di radiazioni
16) Periferico a prova di radiazioni
17) Convertitore optoelettronico
18) Base isolata
19) Videocamera
                      14
 ---pagebreak---                                                  ALLEGATO VII
                                                  APPENDICE 1
                                                   Figura 2
                                                         £o**i*tt«vie
                                  ?&vK>«. ù^&de                                 Sc«ufe"^  AHJTOM-**.     ro-     ^ t t
                                                                                   CniimtAAcM'
              O + i +2 ^")
                                                                                                                                         \
                                                                                                y^ôW«v*Jt      dU a f i l l o [^!Ò.'6».« S O / :
Soviet AC* .?*{*p**' —'
                                                                                                Co*».»»* f f W  ( ^    C«V5CL » i )
   ~Mn/i«
                        Dimensioni in millimetri
                                            Banco di prova del circuito stripline.
 ---pagebreak---                                     -3V-
                               ALLEGATO VI I
                                APPENDICE 2
                                  Figura 1
                  PROVA DI INIEZIONE DI CORRENTE DI MASSA
                                                    SORGENTE DEL SEGNALE
                    ENTITÀ TECNICA
                                                        AMPLIFICATORE
                                                        MISURA DELLA
                                                     POTENZA DI ENTRATA
SONDA D'INIEZIONE
                    .I
                                                     Lisa
                                                     LiSN
                                   C AJtfCftt                 TENSIONE
                                                              LINEA DI
                                                             POTENZA DEL
                                                               VEICOLO
                            tvrtim
 ---pagebreak---                                    _53?5"'
                               ALLEGATO VI I
                               APPENDICE 2
                                 Figura 2
                    CIRCUITO DI TARATURA DELLA SONDA
                          MONTAGGIO DI TARATURA
    SORGENTE DEL SEGNALE
  AMPLIFICATORE DI            CARICO
  POTENZA                         50 w
                                  1
MISURA DELLA
POTENZA DI ENTRATA       c:
                                  TT
                                   x±
                                  ATTENUATORE
                                    T
                                 RICEVITORE
 ---pagebreak---                                       -.w-
                                  ALLEGATO VII
                                  Appendice 3
                                    Figura 1
                            PROVA NELLA CELLULA TEM
 1) Conduttore esterno, blindaggio
 2) Conduttore interno (diaframma)
 3) Isolante
 4) Entrata
 5) Isolante
 6) Porta
 7) Pannello di connessione
 8) Alimentazione elettrica dell'entità tecnica
 9) Resistenza di chiusura di 50 ohm
10) Isolamento
11) Entità tecnica (altezza massima: 1/3 dell'altezza interna della
    cellula)
                                                                    __ -J=#3
 ---pagebreak---                      -3??-
               ALLEGATO VII
                APPENDICE 4
                  Figura 1
           PROVA DI CAMPO LIBERO
SCHEMA SUGGERITO PER IL COMPLESSO BLINDATO
 ---pagebreak---                                    ALLEGATO VI I I
                                    APPENDICE 1
                                     MODELLO DI
                                 SCHEDA INFORMATIVA
                  RELATIVA ALLA COMPATIBILITA' ELETTROMAGNETICA
                               DI UN TIPO DI VEICOLO
                            A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
(da allegare alla domanda di omologazione se essa é presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. progressivo (assegnato dal richiedente)
La domanda di omologazione relativa alla compatibilità elettromagnetica di un
tipo di veicolo a motore a due o tre ruote deve essere corredata dalle
informazioni di cui all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del Consiglio del
30 giugno 1992:
            lettera A, punti :
            0.1, 0.2, da 0.4 a 0.6
            1.1. e 1.4.
            da 3.0 a 3.6, 3.1.2
            4.1 e 4.2.
             lettera B, punti :
            da 1.1 a 1.1.5.
             lettera C, punti :
            2.1., 2.1.3, 2.1.4, da 2.3 a 2.7.2, da 2.8 a 2.8.2.4.
Chi richiede l'omologazione deve inoltre fornire una breve descrizione delle
entità tecniche elettriche e/o elettroniche eventualmente utilizzate nei
sistemi di trasmissione, di sospensione, di frenatura, di illuminazione, di
segnalazione luminosa e di sterzatura.
 ---pagebreak---                                        ^T'-
                                  ALLEGATO V I M
                                   APPENDICE 2
                                              Indicazione dell'Amministrazione
                                    MODELLO DI
                   CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE RELATIVO ALLA
                       COMPATIBILITA' ELETTROMAGNETICA DI
                 UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
Verbale n               del servizio tecnico      in data       ,
N. dell'omologazione         n. dell'estensione                 ,
1. Marca e denominazione commerciale del veicolo:               ,
2. Tipo di veicolo ed eventuali versioni e varianti             ,
3. Nome e indirizzo del costruttore:
4. Nome e indirizzo del l'eventuale mandatario del costruttore:.
5. Veicolo presentato alla prova il:
6. L'omologazione è concessa/rifìutata<*>
7. Luogo:
8. Data:
9. Firma:
(*)  Cancellare la voce inutile.
 ---pagebreak---                                       -3fr-
                                  ALLEGATO IX
                                  APPENDICE 1
                                   MODELLO DI
                               SCHEDA INFORMATIVA
                  RELATIVA ALLA COMPATIBILITÀ ELETTROMAGNETICA
                          DI UN TIPO DI ENTITÀ TECNICA
                   (da allegare alla domanda di omologazione)
N. Progressivo (assegnato dal richiedente):..
La domanda di omologazione relativa alla compatibilità elettromagnetica di un
tipo di entità tecnica deve essere corredata dalle informazioni di cui
all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del Consiglio del 30 giugno 1992,
relativo all'entità tecnica in questione.
 ---pagebreak---                                            -3^
                                      ALLEGATO IX
                                      APPENDICE 2
                                       MODELLO DI
                             CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                  RELATIVO ALLA COMPATIBILITA' ELETTROMAGNETICA
                           DI UN TIPO DI ENTITÀ' TECNICA
                                                  Indicazione del l'Amministrazione
Verbale n                del servizio tecnico            in data
N. dell'omologazione              n. dell'estensione
1. Marca o denominazione commerciale dell'entità tecnica
2. Tipo di entità tecnica ed eventuali versioni e varianti
3. Nome ed Ind i r i zzo de I fabbri cante
4. Nome ed indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
5. Entità tecnica presentata alla prova il
6. L'omologazione é concessa/rifiutata^)
7. Luogo
8. Data
9. Firma
(*) Cancellare la voce inutile
 ---pagebreak---                        - 382 -
                     CAPITOLO 9
LIVELLO SONORO AMMISSIBILE E DISPOSITIVO DI SCARICO
       DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
 ---pagebreak---                                        - 383 -
                             ELENCO DEGLI ALLEGATI
ALLEGATO  I  VALORI LIMITE DEL LIVELLO SONORO IN dB(A) E DATE DI ENTRATA IN
             VIGORE PER L'OMOLOGAZIONE PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO
             AMMISSIBILE DI UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
ALLEGATO II  PRESCRIZIONI RELATIVE Al CICLOMOTORI A DUE RUOTE
1.           Definizioni.
2.           Omologazione per quanto concerne il livello sonoro e il
             dispositivo di scarico di origine in quanto entità tecnica di un
             tipo di ciclomotore a due ruote.
3.           Omologazione di un tipo di dispositivo di scarico non di origine
             o degli elementi di detto tipo di dispositivo in quanto entità
             tecniche per ciclomotori a due ruote.
Appendice 1  A - Scheda informativa per quanto concerne il livello sonoro
                  ammissibile e il dispositivo di scarico di origine di un
                  tipo di ciclomotore a due ruote.
             B - Certificato di omologazione per quanto concerne il livello
                  sonoro amen I ss i b 11 e e il di spos i 11 vo o i di spos itivi di
                  scarico di origine di un tipo di ciclomotore a due ruote.
Appendice 2  A - Scheda informativa per quanto concerne un dispositivo di
                  scarico non di origine per ciclomotori a due ruote o
                  elemento(i) di detto dispositivo in quanto entità tecnica o
                  tecniche.
             B - Certificato di omologazione per quanto concerne un
                  dispositivo di scarico non di origine per ciclomotore(i) a
                  due ruote.
ALLEGATO M I PRESCRIZIONI RELATIVE Al MOTOCICLI
1.           Definizioni.
2.           Omologazione per quanto concerne il livello sonoro e il
             dispositivo di scarico di origine, in quanto entità tecnica di
             un tipo di motociclo.
3.           Omologazione di un tipo di dispositivo di scarico non di origine
             o degli elementi di detto tipo di dispositivo in quanto entità
              tecniche per motocicli.
Appendice 1  A - Scheda informativa per quanto concerne il livello sonoro
                  ammissibile e il dispositivo di scarico di origine di un
                  tipo di motociclo.
             B - Certificato di omologazione per quanto concerne il livello
                  sonoro ammissibile ed il(i) dispositivo(i) di scarico di
                  origine di un tipo di motociclo.
Appendice 2  A - Scheda informativa per quanto concerne un dispositivo di
                  scarico non di origine per motocicli o elemento(i) di detto
                  dispositivo in quanto entità tecnica o tecniche.
              B - Certificato di omologazione per quanto concerne un
                  dispositivo di scarico non di origine per motociclo(i).
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ALLEGATO IV: PRESCRIZIONI RELATIVE Al CICLOMOTORI A TRE RUOTE E Al TRICICLI
1.           Definizioni.
2.           Omologazione per quanto concerne il livello sonoro e il
             dispositivo di scarico di origine in quanto entità tecnica di un
             tipo di ciclomotore a tre ruote o di triciclo.
3.           Omologazione di un tipo di dispositivo di scarico non di origine
             o degli elementi di detto tipo di dispositivo, in quanto entità
             tecniche, per ciclomotori a tre ruote e tricicli.
Appendice 1  A - Scheda informativa per quanto concerne il livello sonoro
                 ammissibile e dispositivo di scarico di origine di un tipo
                 di ciclomotore a tre ruote o di triciclo.
             B - Certificato di omologazione per quanto concerne il livello
                 sonoro ammissibile ed M ( i ) dispositivo(i) di scarico di
                 origine di un tipo di ciclomotore a tre ruote o di triciclo.
Appendice 2  A - Scheda informativa per quanto concerne un dispositivo di
                 scarico di sostituzione non di origine per ciclomotori a tre
                 ruote o tricicli o elemento(i) di detto dispositivo in
                 quanto entità tecnica o tecniche.
             B - Certificato di omologazione per quanto concerne un
                 dispositivo di scarico non di origine per ciclomotoreCi) a
                 tre ruote o per triciclo(i).
ALLEGATO V:  PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA CONFORMITÀ' DELLA PRODUZIONE
ALLEGATO VI  PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE MARCATURE
                                                                              (2
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                          ALLEGATO I
VALORI LIMITE DEL LIVELLO SONORO IN dB(A) E DATE DI ENTRATA
                           IN VIGORE
  PER L'OMOLOGAZIONE PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO
                         AMMISSIBILE
      DI UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
            VEICOLI           Valori limite del
                               li voi lo sonoro a
                               partire dal
                                 1.1.1997
            1. Ciclomotori
               a due ruote
              < 25 km/h                   66
              > 25 km/h                   71
            a tre ruote                   76
            2. Motoc idi
              <. 80 cm,                    75
             > 80 <. 175 cm,              77
             > 175 cm,                    80
            3. Tricicli                   80
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                             ALLEGATO II
        PRESCRIZIONI RELATIVE Al CICLOMOTORI A DUE RUOTE
1.     DEFINIZIONI
       Ai sensi del presente capitolo s'intende per:
1.1.   "tipo di ciclomotore a due ruote per quanto concerne il livello
       sonoro ed il dispositivo di scarico",
       i ciclomotori che non presentano tra loro differenze sostanziali
       in ordine ai seguenti elementi:
1.1.1. tipo di motore (a due o a quattro tempi, a pistone alternativo o
       rotante, numero e volume dei cilindri, numero e tipo dei
       carburatori o del sistema d'iniezione; disposizione delle
       valvole, potenza massima e regime di rotazione corrispondente).
       Per i motori a pistone rotante si deve considerare come
       cilindrata il doppio volume della camera;
1.1.2. sistema di trasmissione, in particolare numero dei rapporti e
        loro riduzione;
1.1.3. numero, tipo e disposizione dei dispositivi di scarico;
1.2.   "dispositivo di scarico" o "silenziatore", la serie
       completa degli elementi necessari per attenuare il rumore
       provocato dal motore del ciclomotore e dal suo scarico;
1.2.1. "dispositivo di scarico o silenziatore di origine",
       un dispositivo del tipo montato sul veicolo all'atto
       dell'omologazione o dell'estensione dell'omologazione. Esso può
       essere sia di primo montaggio sia di sostituzione;
1.2.2.  "dispositivo di scarico o silenziatore non di origine",
       un dispositivo di tipo diverso da quello montato sul veicolo
       all'atto dell'omologazione o dell'estensione dell'omologazione.
       Esso può essere usato soltanto come dispositivo di scarico o
       silenziatore di sostituzione;
1.3.    "dispositivi di scarico di tipi diversi",
       dei dispositivi che presentino fra/ loro differenze sostanziali,
       basate sulle caratteristiche seguenti:
1.3.1.  i dispositivi i cui elementi hanno marchi di fabbrica o
       commerei a Ii di vers i;
1.3.2.  i dispositivi per i quali le caratteristiche dei materiali che
       costituiscono uno qualsiasi degli elementi sono diverse o i cui
       elementi hanno una forma o una grandezza diversa;
1.3.3.  i dispositivi per i quali i principi di funzionamento di almeno
       un elemento sono diversi;
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1.3.4.   i dispositivi i cui elementi sono combinati diversamente;
1.4.     "elemento di un dispositivo di scarico",
         uno dei componenti isolati il cui insieme forma il dispositivo
         di scarico (per es.: tubi e tubazioni di scarico, il
         silenziatore propriamente detto) o il dispositivo di aspirazione
         (filtro dell'aria).
         Se il motore é munito di un dispositivo di aspirazione (filtro
         dell'aria e/o ammortizzatore di rumori d'aspirazione),
         indispensabile per garantire l'osservanza dei valori limite del
         livello sonoro, detto dispositivo deve essere considerato come
         elemento avente la stessa importanza del dispositivo di scarico.
2.       OMOLOGAZIONE PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO E IL
         DISPOSITIVO DI SCARICO DI ORIGINE IN QUANTO ENTITÀ' TECNICA DI
         UN TIPO DI CICLOMOTORE A DUE RUOTE
2.1.     RUMORE DEL CICLOMOTORE IN MOVIMENTO (condizioni e metodo di
         misura per il controllo del veicolo all'omologazione)
2.1.1.   Limiti: cfr. allegato I.
2.1.2.   Strumenti di misura
2.1.2.1. Misure acustiche
         L'apparecchio per la misura dei livelli sonori é un fonometro di
         precisione conforme al modello descritto nella pubblicazione n.
         179 "fonometri di precisione", seconda edizione, della
         Commissione elettrotecnica internazionale (CEI). Per le
         misurazioni viene utilizzata la risposta "veloce" del fonometro
         nonché la curva di ponderazione "A", entrambi descritti nella
         suddetta pubblicazione.
         All'inizio ed alla fine di ogni serie di misurazioni, il
         fonometro deve essere calibrato secondo le indicazioni del
         fabbricante con un'opportuna fonte sonora (ad es.: pistofono).
2.1.2.2. Misurazioni di velocità
         La velocità di rotazione del motore e la velocità del
         ciclomotore sul percorso di prova devono essere determinate con
         un'approssimazione di ± 3 % .
2.1.3.   Condizioni di misura
2.1.3.1. Condizioni del ciclomotore
         La massa combinata del conducente e dell'attrezzatura di prova
         utilizzata sul ciclomotore dovrà essere compresa tra 70 e 80 kg.
         Se non viene raggiunto questo minimo di 70 kg verranno aggiunte
         delle masse al ciclomotore.
         Durante le misurazioni, il ciclomotore deve essere in ordine di
         marcia (compresi liquido di raffreddamento, lubrificanti,
         carburante, attrezzi, ruota dì scorta e conducente).
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         Prima di procedere alle misurazioni, il motore del ciclomotore
         deve essere portato alla temperatura normale di funzionamento.
         Se il ciclomotore é munito di ventilatori a comando automatico,
         non si deve azionare tale dispositivo quando si misura il
         li ve I lo sonoro.
         Nei ciclomotori aventi più di una ruota motrice, si deve
         utilizzare unicamente la trasmissione destinata al normale uso
         su strada. Nel caso di un ciclomotore munito di carrozzino,
         questo deve essere tolto per la prova.
2.1.3.2. Terreno di prova
         Il terreno di prova deve essere costituito da un tratto di
         accelerazione disposto centralmente, circondato da una zona
         praticamente piana. Il tratto di accelerazione deve essere
         piano; la pista deve essere asciutta e di natura tale che il
         rumore di rotolamento resti basso.
         Sul terreno di prova, le condizioni del campo acustico libero
         devono essere rispettate con una tolleranza di ± 1 dB tra la
         fonte sonora al centro del tratto di accelerazione ed il
         microfono. Questa condizione si considera soddisfatta quando a
         una distanza di 50 m attorno al centro del tratto di
         accelerazione non esistono grossi ostacoli suonorif lettent I,
         come siepi, rocce, ponti o edifici. La superficie del terreno di
         prova deve essere costituita per almeno 10 m intorno al centro
         del tratto di accelerazione, di materiale duro, quale cemento,
         asfalto o altro materiale acusticamente equivalente e non essere
         ricoperta da neve farinosa, da erbe alte, terra soffice o
         cenere.
          In prossimità del microfono non deve trovarsi alcun ostacolo che
         possa avere influssi sul campo acustico-, nessuno dovrà restare
         tra il microfono e la fonte sonora. L'osservatore che esegue le
         misurazioni deve di sporsi in modo da non alterare comunque le
          indicazioni dello strumento di misura.
2.1.3.3. Varie
         Le misurazioni non devono essere effettuate in condizioni
         atmosferiche sfavorevoli e in particolare in presenza di
         raffiche di vento.
         La velocità del vento deve essere < 3 m/s. La misura é
         accettabile se vengono rilevate raffiche di velocità <. 5 m/s.
         Nelle misurazioni il livello sonoro ponderato (A) prodotto da
         fonti diverse dal ciclomotore in prova nonché il livello sonoro
         che risulta dall'effetto del vento, devono essere inferiori di
         almeno 10 dB(A) al livello sonoro del ciclomotore.
         Se la differenza tra il rumore ambiente ed il rumore misurato é
         compresa tra 10 e 16 db(A), per il calcolo dei risultati di
         prova si deve dedurre la rispettiva correzione dai valori letti
         sul fonometro, sulla base del seguente diagramma:
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 CfHA)
  0>
  0,3
  CU
  OJ
                                        Differenza tra rumore ambiente e
                                         rumore da misurare
         Il microfono può essere protetto dal vento mediante apposito
         schermo, purché si tenga conto della sua influenza sulla
         sensibilità e sulle caratteristiche direzionali del microfono.
2.1.4.   Metodo di misura
2.1.4.1  Natura e numero delle misurazioni
         Il livello sonoro massimo espresso in decibel (dB). ponderato
         (A), deve essere misurato durante il passaggio del ciclomotore
         tra le linee AA' e BB' (figura 1 ) . La misurazione non é valida
         se si rileva un valore di punta che differisce anormalmente dal
         livello sonoro generale.
         Si effettuano almeno due misure su ciascun lato del ciclomotore.
2.1.4.2  Collocazione del microfono
          Il microfono deve essere collocato ad una distanza di 7.5 m
         dalla linea di riferimento C C (figura 1) della pista,
         all'altezza di 1.2 m dal suolo.
2.1.4.3. Condizioni di guida
          Il ciclomotore deve avvicinarsi alla linea AA' ad una velocità
          iniziale costante, secondo quanto indicato al punto 2.1.4.3.1.
         Non appena la parte anteriore del ciclomotore ha raggiunto la
          linea AA*, si spinge a fondo il comando dell'acceleratore con la
         massima rapidità possibile, mantenendolo in questa posizione
         finché la parte posteriore del ciclomotore avrà raggiunto la
          linea BB'; in questo momento il comando dell'acceleratore deve
         essere riportato al più presto in posizione di minimo.
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           Per tutte le misure il ciclomotore deve essere guidato in linea
           retta sul percorso di accelerazione in modo che la traccia sul
           suolo del piano longitudinale mediano del ciclomotore sia il più
           v i e i no poss i b iIe alla li nea CC'.
2.1.4.3.1. Velocità di avvicinamento
           Il ciclomotore si avvicina alla linea AA' ad una velocità
           costante pari a 50 km/h o pari alla sua velocità massima se
           questa è inferiore a 30 km/h.
2.1.4.3.2. Scelta delle marce
           -    Se M ciclomotore é munito di un cambio di velocità a comando
               manuale, si sceglie la marcia più alta del cambio che
               consente di passare la linea AA' con un regime superiore o
               pari alla metà del regime di potenza massima.
           -    Se iI ciclomotore è munito di un variatore automatico, si
               scelgono le velocità indicate dal punto 2.1.4.3.1.
2.1.5.     Risultati (verbale di prova)
2.1.5.1.   Nel verbale di prova, redatto per il rilascio del documento di
           cui all'appendice 1B. si annotano tutte le circostanze e
            infuenze di rilievo per I risultati di misurazione.
2.1.5.2.    I valori letti sul fonometro sono corretti conformemente al
           punto 2.1.3.3. I valori cosi corretti devono essere arrotondati
           al decibel più vicino.
           Per il rilascio del documento di cui all'appendice 1B. sono
           presi in considerazione soltanto valori di misura che presentino
            in due misurazioni consecutive effettuate dallo stesso lato del
           ciclomotore un divario non superiore a 2 dB(A).
2.1.5.3.   Per tener conto dell'imprecisione delle misure, il risultato di
           ogni misurazione é pari ai valori ottenuti in conformità del
           punto 2.1.5.2., diminuito di un dB(A).
2.1.5.4.   Se la media dei quattro risultati della misurazione é inferiore
           o pari al livello massimo ammissibile per la categoria cui
           appartiene il ciclomotore in prova, la prescrizione di cui al
           punto 2.1.1. si considera soddisfatta.
           Detto valore medio costituisce il risultato della prova.
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                    Figura 1
       PROVA DEL CICLOMOTORE IN MOVIMENTO
                    E
       7.5 m                 7.5 m
fono ^
                     Figura 2
             PROVA DEL VEICOLO FERMO
              altezza dell'asse di uscita dello scappamento
                                              ^_1_S
 ---pagebreak---                                - 392 -
2.2.     RUMORE DEL CICLOMOTORE FERMO (condizioni e metodo di misura per
         il controllo del veicolo in circolazione)
2.2.1.   Livello di pressione sonora in prossimità dei ciclomotori
         Inoltre, per facilitare successivamente il controllo del rumore
         di ciclomotori in circolazione, il livello di pressione sonora
         deve essere misurato vicino allo sbocco del dispositivo dì
         scarico (silenziatore), conformemente alle seguenti
         prescrizioni, e il risultato della misurazione deve essere
         registrato nel verbale di prova redatto per il rilascio del
         documento di cui all'appendice 1B.
2.2.2.   Strumenti di misura
         Per le misure deve essere usato un fonometro di precisione
         conformemente al punto 2.1.2.1.
2.2.3.   Condizioni di misura
2.2.3.1. Condizioni del ciclomotore
         Prima di procedere alle misurazioni, il motore del ciclomotore
         dovrà essere portato alla temperatura normale di funzionamento.
         Se il ciclomotore é munito di ventilatori a comando automatico,
         durante il controllo non si debbono azionare tali dispositivi
         durante la misurazione del livello sonoro.
         Durante le misurazioni, la leva del cambio deve trovarsi in
         posizione di folle. Qualora sia impossibile disinnestare la
         trasmissione, si deve lasciare che la ruota motrice del
         ciclomotore giri a vuoto, per esempio tenendo sollevato il
         ciclomotore con un cavalletto.
2.2.3.2. Terreno di prova (figura 2)
         Come terreno di prova può essere usata qualsiasi zona libera da
         disturbi acustici di rilievo. Particolarmente idonee sono zone
         piane, rivestite di cemento, asfalto o altro materiale duro e
         che siano altamente riflettenti; sono escluse le piste in terra
         battuta per mezzo di rullo compressore, il terreno di prova deve
         avere la forma di un rettangolo i cui lati siano lontani almeno
         3 m dai punti più esterni del ciclomotore (manubrio escluso).
         All'interno di detto rettangolo non devono trovarsi ostacoli di
         rilievo, come per esempio una persona, esclusi l'osservatore e
          iI conducente.
          Il veicolo deve essere disposto nel rettangolo in maniera tale
         che II microfono sia distante almeno 1 m da eventuali spigoli
         del marciapiede.
2.2.3.3. Varie
         Le indicazioni dello strumento di misura provocate da rumori
         circostanti e dal vento devono essere inferiori di almeno
         10 dB(A) al livello sonoro da misurare. Il microfono può essere
         protetto dal vento mediante apposito schermo, purché si tenga
         conto della sua influenza sulla sensibilità del microfono.
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2.2.4.   Metodo di misura
2.2.4.1. Natura e numero delle misurazioni
         Il livello sonoro massimo espresso in decibel (dB), ponderato
         (A), deve essere misurato durante il periodo di funzionamento
         previsto al punto 2.2.4.3.
         In ciascun punto di misura devono essere eseguite almeno tre
         misurazioni.
2.2.4.2. Posizioni del microfono (figura 2)
         Il microfono deve essere collocato all'altezza dell'orifizio di
         uscita del tubo di scarico, comunque a non meno di 0,2 m dalla
         superficie delia pista. La capsula del microfono deve essere
         orientata verso l'apertura di scarico dei gas ad una distanza di
         0,5 m. L'asse di sensibilità massimo del microfono deve essere
         parallelo alla superfìcie della pista e formare un angolo di 45'
         + 10' rispetto al piano verticale in cui si trova la direzione
         d'uscita dei gas di scarico.
         Rispetto a detto piano verticale il microfono deve essere
         collocato dal lato in cui si ottiene la massima distanza tra il
         microfono e il profilo del ciclomotore (manubrio escluso).
         Se il sistema di scarico ha più orifizi di uscita i cui centri
         distino 0,3 m o meno, il microfono dev'essere orientato verso
          l'orifizio di uscita più vicino al profilo del ciclomotore
         (manubrio escluso) o a quello più alto rispetto alla superficie
         della pista. Se i centri degli orifizi di uscita di stano gli uni
         dagli altri più di 0,3 m, si devono eseguire per ogni orifizio
         di uscita misurazioni separate, prendendo come risultato il
         massimo valore misurato.
2.2.4.3. Condizioni di funzionamento
          Il numero di giri del motore deve essere tenuto costante a uno
         dei seguenti valori:
         -i se S è superiore a 5 000 giri/minuto
           2
         -3S se S è inferiore o pari a 5 000 giri/minuto
           4
          in cui "S" indica il regime di cui al punto 3.2.1.7.
         del l'Appendice 1A.
         Appena raggiunto un numero di giri costante, il comando
         dell'acceleratore deve essere riportato rapidamente nella
         posizione di "minimo". Il livello sonoro deve essere misurato
         durante un periodo di funzionamento che comprenda un breve
         mantenimento del regime costante e tutta la durata della
         decelerazione, prendendo come risultato valido l'indicazione
         massima del fonometro.
 ---pagebreak---                                    394 -
2.2.5    Risultati (verbale di prova)
2.2.5.1. Nel verbale di prova redatto per il rilascio del documento di
         cui all'Appendice 1B devono essere annotati tutti i dati
         necessari, in particolare quelli utilizzati per misurare il
         rumore del ciclomotore fermo.
2.2.5.2. I valori letti sullo strumento di misura devono essere
         arrotondati al decibel intero più vicino.
         Sono presi in considerazione soltanto I valori ottenuti in 3
         misurazioni consecutive, i cui rispettivi divari non siano
         superiori a 2 dB(A).
2.2.5.3  II valore preso in considerazione è la media di queste tre
         misurazioni.
2.3.     DISPOSITIVO DI SCARICO (SILENZIATORE) DI ORIGINE
2.3.1.   Prescrizioni per i silenziatori che contengono mater lai I
         assorbenti fibrosi
2.3.1.1. I materiali assorbenti fibrosi non devono contenere amianto e
         possono essere utilizzati nella costruzione del silenziatore
         soltanto se adeguati dispositivi garantiscono il mantenimento
         sul posto di detti materiali per l'intera durata d'impiego del
         silenziatore e se sono rispettate le prescrizioni di uno dei
         punti 2.3.2., 2.3.3. o 2.3.4. che seguono:
2.3.2.    il livello sonoro deve soddisfare le prescrizioni di cui al
         punto 2.1.1. dopo che sono stati tolti i materiali fibrosi;
2.3.3.    i materiali assorbenti fibrosi non possono essere collocati
         nelle parti del silenziatore attraversate dai gas di scarico e
         devono rispondere alle seguenti condizioni:
2.3.3.1.  i materiali, condizionati in un forno ad una temperatura di
         650 + 5*C per quattro ore, non devono subire alcuna riduzione
         della lunghezza media, del diametro o della densità delle fibre;
2.3.3.2. dopo il condizionamento in un forno ad una temperatura di 650 ±
         5'C per un'ora, almeno il 98% del materiale deve essere
         trattenuto da un reticolo le cui maglie abbiano una dimensione
         nominale di 250 /xm e conforme alla norma ISO 3310/1 qualora la
         prova sia stata effettuata conformemente alla norma ISO 2599;
2.3.3.3.  la perdita di peso del materiale non deve essere superiore al
         10,5% dopo che é stato immerso per 24 ore a 90 + 5'C in un
         condensato sintetico avente la seguente composizione:
          1 N Acido idrobromico (HBr): 10 mi
          1 N Acido solforico (H 2 S0 4 ): 10 mi
         Acqua distillata fino a 1 000 mi
         Nota: il materiale deve essere lavato in acqua distillata ed
         essiccato a 105*C per un'ora prima della pesatura.
 ---pagebreak---                                    - 395 -
2.3.4.     Prima che il sistema venga sottoposto alla prova in conformità
           dei punto 2.1., deve essere fatto funzionare normalmente con uno
           de i seguent i metod i:
2.3.4.1.   condizionamento mediante impiego continuo su strada;
2.3.4.1.1. la distanza minima da percorrere durante il ciclo di
           condizionamento è di 2 000 km;
2.3.4.1.2. il 50% + 10% di questo ciclo di condizionamento consiste in un
           impiego urbano mentre la parte restante va effettuata su lunghe
           distanze; il ciclo di funzionamento continuo su strada può
           essere sostituito da un condizionamento corrispondente su pista
           di prova-,
2.3.4.1.3.  i due regimi di velocità devono essere alternati almeno sei
           volte;
2.3.4.1.4.  il programma di prova completo deve comprendere un minimo di
           dieci fermate della durata dì almeno tre ore per riprodurre gli
           effetti del raffreddamento e della condensazione.
2.3.4.2.   Condizionamento mediante pulsazione
2.3.4.2.1.  Il sistema di scarico o i suoi componenti devono essere montati
           sul ciclomotore o sul motore.
           Nel primo caso il ciclomotore deve essere collocato su un banco
           dinamometrico. Nel secondo caso il motore deve essere collocato
           su un banco di prova.
           L'attrezzatura di prova illustrata in modo particolareggiato
           nella figura 3 é collocata all'uscita del sistema di scarico. E'
           ammessa qualsiasi altra attrezzatura che garantisca risultati
           analoghi.
2.3.4.2.2. L'attrezzatura di prova deve essere regolata in modo tale che il
           flusso dei gas di scarico sia alternativamente interrotto e
           ristabilito 2 500 volte da una valvola ad azione rapida.
2.3.4.2.3. La valvola deve aprirsi quando la contropressione dei gas di
           scarico, misurata almeno 100 mm a valle del manicotto di
           entrata, raggiunge un valore compreso fra 0,35 e 0,40 bar. Se le
           caratteristiche del motore non consentono tale valore, la
           valvola deve aprirsi quando la contropressione dei gas raggiunge
           un valore uguale al 90% del valore massimo che può essere
           misurato prima che il motore si fermi. La valvola deve
            richiudersi quando tale pressione non differisce di più del 10%
           dal suo valore stabilizzato allorché la valvola é aperta.
2.3.4.2.4.  Il relè tempori zzato deve essere regolato per la durata dei gas
           di scarico risultante dalle prescrizioni del precedente punto
            2.3.4.2.3.
2.3.4.2.5.  Il regime del motore deve essere il 75% del regime (S) al quale
            il motore sviluppa la potenza massima.
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2.3.4.2.6. La potenza indicata dal dinamometro deve essere pari al 50%
           della potenza a tutto gas misurata al 75% del regime del motore
           (S).
2.3.4.2.7. Durante la prova devono essere chiusi tutti gii eventuali fori
           di drenaggio.
2.3 4.2.8. La prova deve essere completata in 48 ore. Se necessario deve
           essere previsto un periodo di raffreddamento dopo ogni ora.
2.3.4.3.   Condizionamento sul banco di prova
2.3.4.3.1. Il dispositivo di scarico deve essere montato su un motore
           rappresentativo del tipo impiegato sul ciclomotore per il quale
           il sistema è stato previsto; il motore è montato a sua volta sul
           banco di prova.
2.3.4.3.2. Il condizionamento consiste in 3 cicli di prova.
2.3.4.3.3. Per riprodurre gli effetti del raffreddamento e della
           condensazione, ogni ciclo al banco di prova deve essere seguito
           da un periodo di arresto di almeno sei ore.
2.3.4.3.4. Ogni ciclo al banco di prova viene effettuato in sei fasi. Le
           condizioni di funzionamento del motore per ogni fase e la durata
           di quest'ultimo sono:
            Fase           Condizioni               Durata di
                                                    ogn i fase
                                                    (minuti) .
             1      Minimo                                6
             2      25% del  carico al 75% di S          40
             3      50% de I car I co a I 75% d i S       40
             4     100% del  carico al 75% di S          30
             5      50% del  carico al 100% di S         12
             6      25% del  carico al 100% di S         22
                                   Durata totale :      2 h 30
2.3.4.3.5. Durante questo condizionamento, su richiesta del costruttore, il
           motore e il silenziatore possono essere raffreddati affinché la
           temperatura registrata in un punto che non disti oltre
           100 mm dall'uscita dei gas di scarico non sia superiore a
           quella registrata allorché il ciclomotore viaggia al 75% di S
           col rapporto più alto. La velocità del ciclomotore e/o la
           velocità del motore sono determinati con una tolleranza di ± 3%.
 ---pagebreak---                               397 -
                           Figura 3
                 APPARECCHIATURA DI PROVA DI
            CONO IZIONAMENTO MED I ANTE PULSAZION I
Cï>^
     1. Flangia o manicotto di entrata da col legare alla parte
        posteriore del dispositivo di scàrico oggetto della prova.
     2. Valvola di regolazione a comando manuale.
     3. Serbatoio di compensazione del la capacità massima di 40 litri
        con una durata di riempimento di almeno 1 secondo.
     4. Manometro a contatto, intervallo di misura: da 0,05 a
        2,5 bar.
     5. Relè temporìzzato.
     6. Contatore di pulsazioni.
     7. Valvola a chiusura rapida; si può utilizzare una valvola di
        chiusura di rallentamento motore sullo scarico del diametro
        di 60 mm. Tale valvola é comandata da un martinetto
        pneumatico che può sviluppare una forza di 120 N con una
        pressione di 4 bar. Il tempo di risposta, sia all'apertura
        che alla chiusura, non deve superare 0,5 s.
     8. Aspirazione dei gas di scarico.
     9. Tubo fless ibi le.
     10.Manometro di controllo.
 ---pagebreak---                                - 398 -
2.3.5.   Schema e marcature
2.3.5.1. Al documento di cui all'appendice 1A deve essere allegato lo
         schema del dispositivo di scarico.
2.3.5.2. Tutti i silenziatori d'origine devono essere marcati con un
         riferimento, chiaramente leggìbile ed indelebile, alla marca e
         al tipo.
2.3.5.3. Tutti gli imballaggi dei dispositivi di sostituzione d'origine
         dei silenziatori di scarico devono recare la menzione "pezzo
         d'origine" e i riferimenti alla marca ed al tipo chiaramente
         leggibili.
2.3.6.   Silenziatori di ammissione
         Se il tubo di aspirazione di un motore è munito di un filtro
         dell'aria e/o di un ammortizzatore dei rumori di ammissione
         necessario(i) per garantire il rispetto del livello sonoro
         ammissibile, detto filtro e/o ammortizzatore sono considerati
         come parte dei silenziatore e si applicano anche ad essi le
         prescrizioni del punto 2.3.
3.       OMOLOGAZIONE DI UN TIPO DI SCARICO NON DI ORIGINE 0 DEGLI
         ELEMENTI DI TALE TIPO DI DISPOSITIVO, IN QUANTO ENTITÀ'
         TECNICHE, PER CICLOMOTORI A DUE RUOTE
3.0      CAMPO D'APPLICAZIONE
          Il presente punto si applica all'omologazione in quanto entità
         tecnica dei dispositivi di scarico o degli elementi di detti
         dispositivi, destinati ad essere montati su uno o più tipi
         determinati di ciclomotori come dispositivi di sostituzione non
         di origine.
3.1.     DEFINIZIONE
3.1.1.   Per "dispositivo df scarico dì sostituzione non di origine od
         elementi di detto dispositivo" si intende qualsiasi componente
         del dispositivo di scarico definito al punto 1.2. del presente
         allegato, destinato a sostituire su un ciclomotore quello del
         tipo montato sul ciclomotore al momento del rilascio del
         documento di cui all'appendice 1B.
3.2.     DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
3.2.1.   La domanda di omologazione per un dispositivo di scarico di
         sostituzione o per elementi di detto dispositivo in quanto
         entità tecniche è presentata dal fabbricante del dispositivo o
         dal suo mandatario.
3.2.2.   La domanda di omologazione deve essere corredata, per ciascun
          tipo di dispositivo di scarico di sostituzione o di elementi di
         detto dispositivo per i quali é richiesta l'omologazione, dei
         documenti che figurano qui di seguito, in triplice copia, e
         delle seguenti indicazioni:
 ---pagebreak---                                    - 399 -
3.2.2.1.   -   descrizione del tipo o dei tipi di ciclomotore o dei
               ciclomotori cui il dispositivo o gìi elementi di detto
               dispositivo sono destinati, per quanto riguarda le
               caratteristiche indicate al punto 1.1. del presente allegato.
               Devono essere indicati i numeri e/o i simboli che
               caratterizzano il tipo del motore e quello del ciclomotore;
3.2.2.2.   -   descrizione del dispositivo di scarico di sostituzione con
               indicazione della posizione relativa di ciascun elemento del
               dispositivo, nonché delle istruzioni di montaggio;
3.2.2.3.   -   disegni di ciascun elemento al fine di poterlo individuare ed
               identificare facilmente, con indicazione dei materiali usati.
               Detti disegni devono anche indicare la posizione prevista per
               l'apposizione obbligatoria del numero d'omologazione.
3.2.3.     A richiesta del servizio tecnico il richiedente deve presentare:
3.2.3.1.   -   due campioni del dispositivo per il quale è richiesta
               l'omologazione;
3.2.3.2.   -   un dispositivo di scarico conforme a quello montato sul
               ciclomotore al momento del rilascio del documento di cui
               al l'appendice 1B;
3.2.3.3.   -   un ciclomotore rappresentativo del tipo sul quale il
               dispositivo di scarico di sostituzione è destinato ad essere
               montato; detto ciclomotore deve trovarsi in condizioni tali
               da rispondere alle prescrizioni di uno dei seguenti punti,
               quando sia dotato di un silenziatore di tipo identico a
               quel lo di origine;
3.2.3.3.1. se il ciclomotore di cui al punto 3.2.3.3. è di un tipo per il
           quale l'omologazione è stata rilasciata in conformità del
           presente capitolo:
           -   durante la prova in movimento, non deve superare di più di 1
               dB(A) il valore previsto al punto 2.1.1. del presente
               al legato;
           -   durante la prova a fermo, non deve superare di più di 3 dB(A)
                il valore indicato sulla targhetta del costruttore;
3.2.3.3.2. se il ciclomotore di cui al punto 3.2.3.3. non è di un tipo per
            il quale è stata rilasciata l'omologazione ai sensi del presente
           capitolo, non deve superare di più di 1 dB(A) il valore limite
           applicabile a questo tipo di ciclomotore al momento della sua
           prima entrata in circolazione;
3.2.3.4.   -   un motore separato identico a quello del ciclomotore
               menzionato in precedenza qualora le autorità competenti lo
               ritengano necessario.
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3.3.     MARCATURA ED ISCRIZIONI
3.3.1.   Il dispositivo di scarico non di origine o gli elementi di detto
         dispositivo devono essere marcati conformemente alle
         disposizioni del l'al legato V.
3.4.     OMOLOGAZIONE
3.4.1.   Al termine delie verifiche prescritte dal presente capitolo,
         l'autorità competente compila un certificato conforme al modello
         che figura all'appendice 2B. Il numero di omologazione deve
         essere preceduto dal rettangolo comprendente la lettera "e"
         seguita dal numero o dal gruppo di lettere distintivo dello
         Stato membro che ha rilasciato o rifiutato l'omologazione.
3.5.     SPECIFICHE
3.5.1.   Specifiche di carattere generale
          Il silenziatore deve essere progettato, costruito e atto ad
         essere montato in modo che:
3.5.1.1. -   in condizioni normali di impiego e, in particolare, malgrado
             le vibrazioni alle quali può essere sottoposto, il
             ciclomotore possa soddisfare le prescrizioni del capitolo,
3.5.1.2. -   presenti, per quanto concerne i fenomeni di corrosione ai
             quali è sottoposto, una resistenza adeguata alle condizioni
             di impiego del ciclomotore,
3.5.1.3. -   la distanza dal suolo prevista per il silenziatore di origine
             e l'eventuale posizione inclinata del ciclomotore non siano
             ridotte,
3.5.1.4. -   non raggiunga temperature anormalmente elevate sulla
             superfìcie,
3.5.1.5. -   i contorni non present ino sporgenze o bordi taglienti,
3.5.1.6. -   rimanga uno spazio sufficiente per le molle,
3.5.1.7. -   consenta uno spazio di sicurezza sufficiente per le
             condutture,
3.5.1.8. -   sia resistente agli urti compatibilmente con le prescrizioni
             di montaggio e di manutenzione chiaramente definite.
3.5.2.   Specifiche relative ai livelli sonori
3.5.2.1. Per controllare il rendimento acustico del dispositivo di
         scarico di sostituzione o di un elemento di detto dispositivo si
         applicano i metodi descritti ai punti 2.1.2, 2.1.3., 2.1.4. e
         2.1.5. del presente allegato.
         Con il dispositivo di scarico di sostituzione o l'elemento di
         detto dispositivo montati sul ciclomotore descritto al punto
         3.2.3.3. i valori del livello sonoro ottenuti devono soddisfare
          le seguenti condizioni:
                                                                           (i
 ---pagebreak---                                  - 401 -
3.5.2.1.1. non superare i valori misurati secondo le prescrizioni del punto
           3.2.3.3. con lo stesso ciclomotore munito del silenziatore
           d'origine sia durante ia prova in movimento che durante la prova
           a fermo.
3.5.3.     Verifica delle prestazioni del ciclomotore
3.5.3.1.   Il silenziatore di sostituzione deve poter consentire al
           ciclomotore prestazioni paragonabili a quelle realizzate con un
           silenziatore di origine o un elemento di detto dispositivo
           originale.
3.5.3.2.   Il silenziatore di sostituzione è paragonato con un silenziatore
           d'origine pure allo stato nuovo, montati successivamente sul
           ciclomotore descritto al punto 3.2.3.3.
3.5.3.3.   La verifica deve essere eseguita misurando la curva di potenza
           del motore. La potenza massima netta e la velocità massima
           misurate con il silenziatore di sostituzione non devono superare
           di oltre il 5% la potenza massima netta e la velocità massima
           misurate nelle stesse condizioni con il dispositivo di scarico
           d'or igìne.
3.5.4.     Prescrizioni complementari per i silenziatori in quanto entità
           tecniche, muniti di materiali fibrosi
           Per la costruzione di detti silenziatori possono essere usati
           materiali fibrosi unicamente se sono rispettate le disposizioni
           del punto 2.3.1. del presente allegato.
 ---pagebreak---                                       - 402 -
                                   APPENDICE 1A
                                SCHEDA INFORMATIVA
               PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO AMMISSIBILE
                          ED IL DISPOSITIVO DI SCARICO
                DI ORIGINE DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A DUE RUOTE
               (da allegare alla domanda di omologazione qualora
              venga presentata indipendentemente dalla domanda di
                            omologazione del veicolo)
                                      MODELLO
 N. d'ordine (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne il livello sonoro ammissibile
ed il dispositivo di scarico di un tipo di ciclomotore a due ruote deve
contenere le informazioni che figurano all'allegato II della direttiva
92/61/CEE del Consiglio, del 30 giugno 1992, lettera A ai punti:
0.1.
0.2.
0.5.
0.6.
2.1.
3.
3.0.
3.1.
3.1.1.
3.2.1.7.
3.2.8.3.3.
3.2.8.3.3.1.
3.2.8.3.3.2.
3.2.9.
3.2.9.1.
4.
4.1.
4.2.                                               '
4.3.
4.4.
4.4.1.
4.4.2.
4.5.
4.6.
5.2.
 ---pagebreak---                                        - 403 -
                                    APPENDICE 1B
                                         Indicazione dell'amministrazione
                            CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
            PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO AMMISSIBILE E IL
               DISPOSITIVO 0 I DISPOSITIVI DI SCARICO DI ORIGINE
                       DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A DUE RUOTE
                                       MODELLO
   Verbale n                   del servizio tecnico            in data
1.            Marchio dì fabbrica o commerciale del veicolo:
2.            Tipo del veicolo:
3.            Eventuated) variante(i):
4.            Eventuated) versione(i):
5.            N o m e e indirizzo del costruttore:
6.            Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:
7.            Ti p o d ) di disposi t ivo( i) di scarico di origine:
8.            Ti p o d ) di disposi t ivo( i) di ammissione (se indispensabi le( i )
              per rispettare ii valore limite del Mvello sonoro)
9.            Livello sonoro del veicolo fermo:            dB(A) a:.... min - 1 .
10.           Veicolo presentato alla prova il:
11.           L'omologazione è stata concessa/rif lutata**)
(*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                        - 404 -
                                     APPENDICE 2A
                                 SCHEDA INFORMATIVA
          PER QUANTO CONCERNE UN DISPOSITIVO DI SCARICO NON DI ORIGINE
         PER CICLOMOTORI A DUE RUOTE 0 ELEMENTO(I) DI DETTO DISPOSITIVO
                        IN QUANTO ENTITÀ* TECNICA (TECNICHE)
                                        MODELLO
  N. d'ordine (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne un dispositivo di scarico non
di origine per ciclomotori a due ruote deve contenere le seguenti
informazioni :
1. Marca :
2. Tipo:
3. Nome e i nd i r i zzo de 1 fabbri cante:
4. Nomee indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
5. Elenco degli elementi che compongono l'entità tecnica (allegare I disegni):
6. Marca(che) e tipo(i) di motocicli cui è destinato il silenziatore**):
7. Eventuali restrizioni relative all'uso e prescrizioni di montaggio:
La domanda deve inoltre contenere le informazioni che figurano all'allegato II
della direttiva 92/61/CEE de Consiglio, del 30 giugno 1992, lettera A, ai
punt i:
0.1.
0.2.
0.5.
0.6.
2.1.
3.
3.0.
3.1.
3.1.1.
3.2.1.7.
4.
4.1.
4.2.
4.3.
4.4.
4.4.1.
4.4.2.
4.5.
4.6.
5.2.
 (*) cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                        - 405 -
                                    APPENDICE 2B
                                         Indicazione dell'amministrazione
                           CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
         PER QUANTO CONCERNE UN DISPOSITIVO DI SCARICO NON DI ORIGINE
                           PER CICLOMOTORI A DUE RUOTE
                                       MODELLO
   Verbale n           del servizio tecnico                 in data:
1.            Marca de I di spos i 11vo:
2.            TI pò de I d ispos i t i vo:
3.            Nomee indirizzo del fabbricante:
4.            Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
5.            Marca(che) e tipo(i) ed eventualmente vari anted) e versioned)
              del(dei) veicolo(i) cui è destinato il dispositivo:
6.            Dispositivo presentato alla prova il:
7.            L'omologazione è concessa/rifiutata**)
8.            Luogo:
9.            Data:
10.           Firma:
(*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                 - 406 -
                            ALLEGATO III
                PRESCRIZIONI RELATIVE Al MOTOCICLI
1.     DEFINIZIONI
       Ai sensi del presente capitolo s'intende per:
1.1.   "tipo di motociclo per quanto concerne il livello sonoro ed il
       dispositivo di scarico",
       i motocicli che non presentano tra loro differenze sostanziali
       in ordine ai seguenti elementi:
1.1.1. tipo di motore (a due o a quattro tempi, a pistone alternativo o
       rotante, numero e volume dei cilindri, numero e tipo dei
       carburatori o del sistema d'iniezione, disposizione delle
       valvole, potenza massima e regime di rotazione corrispondente).
       Per i motori a pistone rotante si deve considerare come
       cilindrata il doppio volume della camera;
1.1.2. sistema di trasmissione, in particolare numero dei rapporti e
        loro riduzione;
1.1.3. numero, tipo e disposizione dei dispositivi di scarico;
1.2.   "dispositivo di scarico" o "silenziatore", la serie
       completa degli elementi necessari per attenuare il rumore
       provocato dal motore del motociclo e dal suo scarico;
1.2.1. "dispositivo di scarico o silenziatore di origine",
       un dispositivo del tipo montato sul veicolo ali'atto
       dell'omologazione o dell'estensione dell'omologazione. Esso può
       essere sia di primo montaggio sia di sostituzione;
1.2.2. "dispositivo di scarico o silenziatore non di origine",
       un dispositivo di tipo diverso da quello montato sul veicolo
       all'atto dell'omologazione o dell'estensione dell'omologazione.
       Esso può essere usato soltanto come dispositivo di scarico o
       silenziatore di sostituzione;
1.3.   "dispositivi di scarico di tipi diversi",
       dei dispositivi che presentino fra loro differenze sostanziali,
       basate sulle caratteristiche seguenti:
1.3.1.  i dispositivi i cui elementi hanno marchi di fabbrica o
       commere I a 11 di vers i;
1.3.2.  i dispositivi per I quali le caratteristiche dei materiali che
       costituiscono uno qualsiasi degli elementi sono diverse o i cui
       elementi hanno una forma o una grandezza diversa;
1.3.3.  i dispositivi per i quali i principi di funzionamento di almeno
       un elemento sono diversi;
1.3.4.  i dispositivi i cui elementi sono combinati diversamente;
 ---pagebreak---                                   - 407 -
1.4.     "elemento di un dispositivo di scarico",
         uno dei componenti isolati il cui insieme forma il dispositivo
         di scarico (per es.: tubi e tubazioni di scarico, il
         silenziatore propriamente detto) o il dispositivo di aspirazione
         (filtro dell'aria).
         Se il motore è munito di un dispositivo di aspirazione (filtro
         dell'aria e/o ammortizzatore di rumori d'aspirazione),
         indispensabile per garantire l'osservanza dei valori limite del
         livello sonoro, detto dispositivo deve essere considerato come
         elemento avente la stessa importanza del dispositivo di scarico.
2.       OMOLOGAZIONE PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO E IL
         DISPOSITIVO DI SCARICO DI ORIGINE IN QUANTO ENTITÀ' TECNICA DI
         UN TIPO DI MOTOCICLO
2.1.     RUMORE DEL MOTOCICLO IN MOVIMENTO (condizioni e metodo di misura
         per il controllo del veicolo all'omologazione)
2.1.1.   Limiti: cfr. allegato I.
2.1.2.   Strumenti di misura
2.1.2.1. Misure acustiche
         L'apparecchio per la misura dei livelli sonori è un fonometro di
         precisione conforme al modello descritto nella pubblicazione
         n. 179 "fonometri di precisione", seconda edizione, della
         Commissione elettrotecnica internazionale (CEI). Per le
         misurazioni viene utilizzata la risposta "veloce" del fonometro
         nonché la curva di ponderazione "A", entrambi descritti nella
         sudde 11 a pubbIi caz i one.
         All'inizio ed alla fine di ogni serie di misurazioni, il
         fonometro deve essere calibrato secondo le indicazioni del
         costruttore con un'opportuna fonte sonora (ad es.: pistofono).
2.1.2.2. Misurazioni di velocità
         La velocità di rotazione del motore e la velocità del motociclo
         sul percorso di prova devono essere determinate con
         un'approssimazione di ± 3 % .
2.1.3.   Condizioni di misura
2.1.3.1. Condizioni del motociclo
         Durante le misurazioni, il motociclo deve essere in ordine di
         marcia (compresi liquido di raffreddamento, lubrificanti,
          carburante, attrezzi, ruota di scorta e conducente).
          Prima di procedere alle misurazioni, il motore del motociclo
          deve essere portato alla temperatura normale di funzionamento.
          Se il motociclo è munito di ventilatori a comando automatico,
          non si deve azionare tale dispositivo quando si misura il
          livello sonoro. Nei motocicli aventi più di una ruota motrice,
          si deve utilizzare unicamente la trasmissione destinata al
          normale uso su strada. Nel caso di un motociclo munito di
          carrozzino, questo deve essere tolto per la prova.
 ---pagebreak---                                - 408 -
2.1.3.2. Terreno di prova
         Il terreno di prova deve essere costituito da un tratto di
         accelerazione disposto centralmente, circondato da una zona
         praticamente plana. Il tratto di accelerazione deve essere
         piano; la pista deve essere asciutta e di natura tale che il
         rumore di rotolamento del motociclo resti basso.
         Sul terreno di prova, le condizioni del campo acustico libero
         devono essere rispettate con una tolleranza di ± 1 dB tra la
         fonte sonora al centro del tratto di accelerazione ed il
         microfono. Questa condizione si considera soddisfatta quando a
         una distanza di 50 m attorno al centro del tratto di
         accelerazione non esistono grossi ostacoli suonorif lettenti,
         come siepi, rocce, ponti o edifici. La superficie del terreno di
         prova deve essere costituita per almeno 10 m intorno al centro
         del tratto di accelerazione, di materiale duro, quale cemento,
         asfalto o altro materiale acusticamente equivalente e non essere
         ricoperta da neve farinosa, da erbe alte, terra soffice o
         cenere.
         In prossimità del microfono non deve trovarsi alcun ostacolo che
         possa avere influssi sul campo acustico; nessuno dovrà restare
         tra il microfono e la fonte sonora. L'osservatore che esegue le
         misurazioni deve di sporsi in modo da non alterare comunque le
         indicazioni dello strumento di misura.
2.1.3.3. Varie
         Le misurazioni non devono essere effettuate in condizioni
         atmosferiche sfavorevoli e in particolare in presenza di
         raffiche di vento.
         La velocità del vento deve essere <. 3 m/s. La misura è
         accettabile se vengono rilevate raffiche di velocità < 5 m/s.
         Nelle misurazioni il livello sonoro ponderato (A) prodotto da
         fonti diverse dal motociclo in prova nonché il livello sonoro
         che risulta dall'effetto del vento, devono essere inferiori di
         almeno 10 dB(A) al livello sonoro del motociclo.
         Se la differenza tra il rumore ambiente ed il rumore misurato è
         compresa tra 10 e 16 db(A), per il calcolo dei risultati di
         prova si deve dedurre la rispettiva correzione dai valori ietti
         sul fonometro, sulla base del seguente diagramma:
 ---pagebreak---                                   - 409 -
dB(A>
          C
          o
          r
          r
          e
 0.*.     z
          i
          o
          n
 0,3      e
 0,2
 0,1
                                                                     c3(A)
                      io    n      i?     n       u,    15     16
                                            Differenza tra rumore ambiente e
                                            rumore da misurare
            Il microfono può essere protetto dal vento mediante apposito
            schermo, purché si tenga conto della sua influenza sulla
            sensibilità e sulle caratteristiche direzionali del microfono
 2.1.4.     Metodo di misura
 2.1.4.1    Natura e numero delle misurazioni
            Il livello sonoro massimo espresso in decibel (dB), ponderato
            (A), deve essere misurato durante il passaggio del motociclo tra
            le linee AA' e BB' (figura 1 ) . La misurazione non è valida se si
            rileva un valore di punta che differisce anormalmente dal
             livello sonoro generale.
            Si effettuano almeno due misure su ciascun lato del motociclo.
 2.1.4.2    Collocazione del microfono
             Il microfono deve essere collocato ad una distanza di 7,5 m
            dalla linea di riferimento C C (figura 1) della pista,
            all'altezza di 1,2 m dal suolo.
 2.1.4.3,   Condizioni di guida
             Il motociclo deve avvicinarsi alla linea AA' ad una velocità
             iniziale costante, secondo quanto indicato ai punti 2.1.4.3.1. e
            2.1.4.3.2. Non appena la parte anteriore del motociclo ha
            raggiunto la linea AA', si spinge a fondo il comando
            dell'acceleratore con la massima rapidità possibile,
            mantenendolo in questa posizione finché la parte posteriore dei
            motociclo avrà raggiunto la linea BB'; in questo momento il
            comando dell'acceleratore deve essere riportato al più presto in
            posizione di minimo.
 ---pagebreak---                                     - 410 -
               Per tutte le misure il motociclo deve essere guidato in linea
               retta sul percorso di accelerazione in modo che la traccia
               sul suolo del piano longitudinale mediano del motociclo sia
               il più v i e i no possIb ile alla li nea CC'.
2.1.4.3.1.     Motociclo con cambio di velocità non automatico
2.1.4.3.1.1.   Velocità di avvicinamento
               Il motociclo si avvicina alla linea AA' ad una velocità
               costante:
                    par i a 50 km/h
               oppure
                    corrispondente ad una velocità di rotazione del motore
                    pari al 75% del regime di cui al punto 3.2.1.7.
                    del l'appendice 1A.
               Si sceglie la velocità meno elevata.
2.1.4.3.1.2.   Scelta del rapporto del cambio
2.1.4.3.1.2.1.  I motocicli, indipendentemente dalla cilindrata del loro
               motore, muniti di un cambio di velocità con almeno quattro
               marce sono sottoposti alla prova in seconda.
2.1.4.3.1.2.2.  I motocicli muniti di un motore di cilindrata non superiore a
               175 cm 3 e di un cambio di velocità con cinque rapporti o
               più, sono sottoposti alla prova unicamente in terza.
2.1.4.3.1.2.3.  I motocicli muniti di un motore di cilindrata superiore a
               175 cm 3 e di un cambio di velocità con cinque marce o più
               sono sottoposti ad una prova in seconda e ad una prova in
               terza. Si considera la media delle due prove.
2.1.4.3.1.2.4. Se durante la prova eseguita in seconda (vedasi punti
               2.1.4.3.1.2.1., 2.1.4.3.1.2.2. e 2.1.4.3.1.2.3.) e se il
               regime del motore all'avvicinarsi della linea di uscita della
               pista di prova supera il 100% del regime di cui al punto
               3.2.1.7. dell'appendice 1A, la prova è eseguita in terza e si
               tiene conto di questo unico livello sonoro misurato.
2.1.4.3.2.     Motocicli con cambio automatico
2.1.4.3.2.1.   Motocicli senza selettore manuale
2.1.4.3.2.1.1  Velocità di avvicinamento
                Il motociclo si avvicina alla linea AA' con varie velocità
               costanti a 30, 40, 50 km/h oppure con il 75% della velocità
               massima su strada se questo valore é più basso. Si sceglie la
               condizione da cui risulti il livello sonoro più alto.
2.1.4.3.2.1.2. Motocicli muniti di seiettore manuale a X posizioni di marcia
               avant i.
 ---pagebreak---                                    - 411 -
2.1.4.3.2.1.3. Velocità di avvicinamento
               Il motociclo si avvicina alla linea AA' ad una velocità
               costante:
                    inferiore a 50 km/h con velocità di rotazione del motore
                    pari al 75% del regime di cui al punto 3.2.1.7.
                    del l'appendice 1A,
               oppure
                    pari a 50 km/h con velocità di rotazione del motore
                    inferiore al 75% del regime di cui al punto 3.2.1.7.
                    del l'appendice 1A.
               Se durante la prova a velocità costante di 50 km/h si
               verifica una retrogradazione in prima, la velocità di
               avvicinamento del motociclo può essere aumentata sino ad un
               massimo di 60 km/h per evitare che i rapporti scalino.
2.1.4.3.2.1.4. Posizione del selettore manuale
               Se il motociclo è munito di un selettore manuale a X
               posizioni di marcia avanti, la prova deve essere eseguita con
                il selettore nella posizione più alta-, il dispositivo
               volontario dì passaggio ad una marcia inferiore (ad esempio:
               kickdown) non deve essere utilizzato. Se un passaggio
               automatico alla marcia inferiore si produce dopo la linea
               AA', si ricomincia la prova utilizzando la posizione più alta
               - 1 e la posizione più alta - 2 se necessario, al fine di
               trovare la posizione più alta del settore che garantisce lo
               svolgimento della prova senza il passaggio automatico ad una
               marcia inferiore (e senza utilizzare l'apposito dispositivo).
2.1.5.         Risultati (verbale dì prova)
2.1.5.1.       Nel verbale di prova, redatto per il rilascio del documento
               di cui all'appendice 1B, si annotano tutte le circostanze e
                infuenze di rilievo per i risultati di misurazione.
2.1.5.2.        I valori letti sul fonometro sono corretti conformemente al
               punto 2.1.3.3. I valori cosi corretti devono essere
               arrotondati al decibel più vicino.
               Per il rilascio del documento di cui all'appendice 1B, sono
               presi in considerazione soltanto valori di misura che
               presentino in due misurazioni consecutive effettuate dallo
               stesso lato del motociclo un divario non superiore a 2 dB(A).
2.1.5.3.       Per tener conto dell'imprecisione delle misure, il risultato
               di ogni misurazione è pari ai valori ottenuti in conformità
               del punto 2.1.5.2., diminuito di un dB(A).
2.1.5.4.       Se la media dei quattro risultati della misurazione é
                inferiore o pari al livello massimo ammissibile per ia
               categoria cui appartiene il motociclo in prova, la
               prescrizione di cui al punto 2.1.1. si considera soddisfatta
               Detto valore medio costituisce il risultato della prova.
 ---pagebreak---                                 - 412 -
         Se i quattro risultati della misurazione sono inferiori o pari
         al livello massimo ammissibile per ia categoria cui appartiene
         il motociclo in prova, la prescrizione di cui al punto 2.1.1. si
         considera soddisfatta.
         Se uno solo dei quattro risultati supera il livello massimo
         ammissibile e se questo superamento non è superiore a 1 dB(A),
         si procede a una seconda serie di quattro misurazioni. In questo
         caso, la prescrizione di cui al punto 2.1.1. é considerata
         soddisfatta soltanto se i quattro nuovi risultati sono inferiori
         o uguali al livello massimo ammissibile.
          In tutti gli altri casi la prescrizione di cui al punto 2.1.1. é
         considerata non soddisfatta.
2.2.     RUMORE DEL MOTOCICLO FERMO (condizioni e metodo di misura per il
         controllo del veicolo in circolazione)
2.2.1.   Livello di pressione sonora in prossimità dei motocicli
          Inoltre, per facilitare successivamente II controllo del rumore
         di motocicli in circolazione, il livello di pressione sonora
         deve essere misurato vicino allo sbocco del dispositivo di
         scarico, conformemente alle seguenti prescrizioni, e il
         risultato della misurazione deve essere registrato nel verbale
         di prova redatto per il rilascio del documento di cui
         al l'appendice 1B.
2.2.2.   Strumenti di misura
         Per le misure deve essere usato un fonometro di precisione
         conformemente al punto 2.1.2.1.
2.2.3.   Condizioni di misura
2.2.3.1. Condizioni del motociclo
         Prima di procedere alle misurazioni, il motore del motociclo
         dovrà essere portato alia temperatura normale di funzionamento.
         Se il motociclo é munito di ventilatore a comando automatico,
         durante il controllo non si debbono azionare tali dispositivi
         durante la misurazione del livello sonoro.
         Durante le misurazioni, la leva del cambio deve trovarsi in
         posizione di folle. Qualora sia impossibile disinnestare la
          trasmissione, si deve lasciare che la ruota motrice del
         motociclo giri a vuoto, per esempio tenendo sollevato il
         motociclo con un cavalletto.
2.2.3.2. Terreno di prova (figura 2)
         Come terreno di prova può essere usata qualsiasi zona libera da
          disturbi acustici di rilievo. Particolarmente idonee sono zone
         piane, rivestite di cemento, asfalto o altro materiale duro e
          che siano altamente riflettenti; sono escluse le piste in terra
          battuta per mezzo di rullo compressore. Il terreno di prova deve
          avere la forma di un rettangolo ì cui lati siano lontani almeno
          3 m dai punti più esterni del motociclo (manubrio escluso).
 ---pagebreak---                                - 413 -
         All'interno di detto rettangolo non devono trovarsi ostacoli di
         rilievo, come per esempio una persona, esclusi l'osservatore e
         iI conducente.
         Il motociclo deve essere disposto nel rettangolo in maniera tale
         che il microfono sia distante almeno 1 m da eventuali spigoli
         del marciapiede.
2.2.3.3. Varie
         Le indicazioni dello strumento di misura provocate da rumori
         circostanti e dal vento devono essere inferiori di almeno
         10 dB(A) al livello sonoro da misurare. Il microfono può essere
         protetto dal vento mediante apposito schermo, purché si tenga
         conto della sua influenza sulla sensibilità del microfono.
2.2.4.   Metodo di misura
2.2.4.1. Natura e numero delle misurazioni
          11 livello sonoro massimo espresso in decibel (dB), ponderato
         (A), deve essere misurato durante il periodo di funzionamento
         previsto al punto 2.2.4.3.
          In ciascun punto di misura devono essere eseguite almeno tre
         misurazioni.
2.2.4.2. Posizioni del microfono (figura 2)
          il microfono deve essere collocato all'altezza dell'orifizio di
         uscita del tubo di scarico, comunque a non meno di 0,2 m dalla
         superfìcie della pista. La capsula del microfono deve essere
         orientata verso l'apertura di scarico dei gas ad una distanza di
         0,5 m. L'asse di sensibilità massimo del microfono deve essere
         parallelo alla superficie della pista e formare un angolo di 45'
         ± 10* rispetto al piano verticale in cui si trova la direzione
         d'uscita dei gas di scarico.
         Rispetto a detto piano verticale il microfono deve essere
         collocato dal lato in cui si ottiene la massima distanza tra il
         microfono e il profilo del motociclo (manubrio escluso).
         Se il sistema di scarico ha più orifizi dì uscita i cui centri
         distino 0,3 m o meno, il microfono dev'essere orientato verso
          l'orifizio di uscita più vicino al profilo del motociclo
          (manubrio escluso) od a quello più alto rispetto alla superficie
         della pista. Se i centri degli orifizi di uscita di stano gli uni
         dagli altri più di 0,3 m, si devono eseguire per ogni orifizio
         di uscita misurazioni separate, prendendo come risultato il
         massimo valore misurato.
2.2.4.3. Condizioni di funzionamento
          Il numero di giri del motore deve essere tenuto costante a uno
         dei seguenti valori:
         -li se S è superiore a 5 000 giri/minuto
           2
 ---pagebreak---                                   414 -
         -3S se S è inferiore o pari a 5 000 giri/minuto
           4
         in cui "S" indica ii regime di cui al punto 3.2.1.7.
         del l'Appendice 1A.
         Appena raggiunto un numero di giri costante, il comando
         dell'acceleratore deve essere riportato rapidamente nella
         posizione di "minimo". Il livello sonoro deve essere misurato
         durante un periodo di funzionamento che comprenda un breve
         mantenimento del regime costante e tutta la durata della
         decelerazione, prendendo come risultato valido l'indicazione
         massima del fonometro.
2.2.5    Risultati (verbale di prova)
2.2.5.1. Nel verbale di prova redatto per il rilascio del documento di
         cui all'Appendice 1B devono essere annotati tutti I dati
         necessari, in particolare quelli utilizzati per misurare il
         rumore del motociclo fermo.
2.2.5.2.  I valori letti sullo strumento di misura devono essere
         arrotondati al decibel intero più vicino.
         Sono presi in considerazione soltanto i valori ottenuti in 3
         misurazioni consecutive, i cui rispettivi divari non siano
         superiori a 2 dB(A).
2.2.5.3   II valore preso in considerazione é la media di queste tre
         misurazioni.
 ---pagebreak---                     - 415 -
                   Figura 1
       PROVA DEL MOTOCICLO IN MOVIMENTO
                    C
      7.5 m   f             7.5 m
7-O                                      fon*
4 0*0
                    Figura 2
            PROVA DEL VEICOLO FERMO
                   altezza dell'asse di uscita dello scappamento
 ---pagebreak---                                  - 416 -
2.3.      DISPOSITIVO DI SCARICO (SILENZIATORE) DI ORIGINE
2.3.1.    Prescrizioni per i silenziatori che contengono materiali
          assorbenti fibrosi
2.3.1.1   I materiali assorbenti fibrosi non devono contenere amianto e
          possono essere utilizzati nella costruzione del silenziatore
          soltanto se adeguati dispositivi garantiscono il mantenimento
          sul posto di detti materiali per l'intera durata d'impiego del
          silenziatore e se sono rispettate le prescrizioni di uno dei
          punti 2.3.2., 2.3.3. o 2.3.4. che seguono:
2.3.2.    il livello sonoro deve soddisfare le prescrizioni di cui ai
          punto 2.1.1. dopo che sono stati tolti i materiali fibrosi;
2.3.3.    i materiali assorbenti fibrosi non possono essere collocati
          nelle parti del silenziatore attraversate dai gas di scarico e
          devono rispondere alle seguenti condizioni:
2.3.3.1   i materiali, condizionati in un forno ad una temperatura di
          650 ± 5*C per quattro ore, non devono subire alcuna riduzione
          della lunghezza media, del diametro o della densità delle fibre;
2.3.3.2   dopo il condizionamento in un forno ad una temperatura di 650 +_
          5'C per un'ora, almeno il 98% del materiale deve essere
          trattenuto da un reticolo le cui maglie abbiano una dimensione
          nominale di 250 firn e conforme alla norma ISO 3310/1 qualora la
          prova sia stata effettuata conformemente alla norma ISO 2599;
2.3.3.3    la perdita di peso del materiale non deve essere superiore al
          10,5% dopo che è stato immerso per 24 ore a 90 ± 5*C in un
          condensato sintetico avente la seguente composizione:
          1 N Acido idrobromi co (HBr): 10 mi
          1 N Acido solforico (H 2 S0 4 ): 10 mi
          Acqua distillata fino a 1 000 mi
          Nòta: il materiale deve essere lavato in acqua distillata ed
          essiccato a 105*C per un'ora prima della pesatura.
2.3.4.    Prima che il sistema venga sottoposto alla prova in conformità
          del punto 2.1., deve essere fatto funzionare normalmente con uno
          dei seguenti metodi :
2.3.4.1.  condizionamento mediante impiego continuo su strada;
2.3.4.1.1 secondo la categoria del motociclo, le distanze minime da
          percorrere durante il ciclo di condizionamento sono:
            Categoria di motociclo secondo la     Distanza (km)
                 ci Iindrata (in cm3)
                     1. < 80                         4 000
                     2. > 80   < 175                 6 000
                     3. > 175                        8 000
 ---pagebreak---                                  - 417 -
2.3.4.1.2. il 50% ± 10% di questo ciclo di condizionamento consiste in un
           impiego urbano mentre la parte restante va effettuata su lunghe
           distanze ad alta velocità; il ciclo di funzionamento continuo su
           strada può essere sostituito da un condizionamento
           corrispondente su pista di prova;
2.3.4.1.3. i due regimi di velocità devono essere alternati almeno sei
           volte;
2.3.4.1.4. il programma di prova completo deve comprendere un minimo di
           dieci fermate della durata di almeno tre ore per riprodurre gli
           effetti del raffreddamento e della condensazione.
2.3.4.2.   Condizionamento mediante pulsazione
2.3.4.2.1. Il sistema di scarico o i suoi componenti devono essere montati
           sul motociclo o sul motore.
           Nel primo caso il motociclo deve essere collocato su un banco
           dinamometrico. Nel secondo caso il motore deve essere collocato
           su un banco di prova.
           L'attrezzatura di prova illustrata in modo particolareggiato
           nella figura 3 ò collocata all'uscita del sistema di scarico. E'
           ammessa qualsiasi altra attrezzatura che garantisca risultati
           analoghi.
2.3.4.2.2. L'attrezzatura di prova deve essere regolata in modo tale che il
           flusso dei gas di scarico sia alternativamente interrotto e
           ristabilito 2 500 volte da una valvola ad azione rapida.
2.3.4.2.3. La valvola deve aprirsi quando la contropressione dei gas di
           scarico, misurata almeno 100 mm a valle del manicotto di
           entrata, raggiunge un valore compreso fra 0,35 e 0,40 bar. Se le
           caratteristiche del motore non consentono tale valore, la
           valvola deve aprirsi quando la contropressione dei gas raggiunge
           un valore uguale ai 90% del valore massimo che può essere
           misurato prima che il motore si fermi. La valvola deve
           richiudersi quando tale pressione non differisce di più del 10%
           dal suo valore stabilizzato allorché la valvola ò aperta.
2.3.4.2.4.  Il relè tempor(zzato deve essere regolato per la durata dei gas
           di scarico risultante dalle prescrizioni del precedente punto
           2.3.4.2.3.
2.3.4.2.5.  Il regime del motore deve essere il 75% del regime (S) al quale
            il motore sviluppa la potenza massima.
2.3.4.2.6. La potenza indicata dal dinamometro deve essere pari al 50%
           della potenza a tutto gas misurata al 75% del regime dei motore
            (S).
2.3.4.2.7. Durante la prova devono essere chiusi tutti gli eventuali fori
           di drenaggio.
2.3 4.2.8. La prova deve essere completata in 48 ore. Se necessario deve
           essere previsto un periodo di raffreddamento dopo ogni ora.
 ---pagebreak---                                     - 418 -
2.3.4.3.   Condizionamento sul banco di prova
2.3.4.3.1. Il sistema di scarico deve essere montato su un motore
           rappresentativo del tipo impiegato sul motociclo per il quale il
           sistema è stato previsto; il motore é montato a sua volta sul
           banco di prova.
2.3.4.3.2. Il condizionamento consiste in un numero di cicli di prova
           specificato per la categoria di motocicli per il quale è stato
           concepito il sistema di scarico. Il numero di cicli per ogni
           categoria di motocicli è il seguente:
              Categoria di motociclo secondo      Numero di cicli
                  la ci Iindrata (in cm3)
                         1. < 80                           6
                         2. > 80      < 175                9
                         3. > 175                         12
2.3.4.3.3. Per riprodurre gli effetti del raffreddamento e della
           condensazione, ogni ciclo al banco di prova deve essere seguito
           da un periodo di arresto di almeno sei ore.
2.3.4.3.4. Ogni ciclo al banco di prova viene effettuato in sei fasi. Le
           condizioni di funzionamento del motore per ogni fase e la durata
           di quest'ultimo sono:
                                                     Durata di ogni fase
             Fase            Condizioni
                                                    Motore    Motore di
                                                    fino a    175 cm3
                                                    175 cm3      o più
                                                    (minuti)    (minuti)
              1      Minimo                             6           6
              2      25% del  carico  ai 75% di  S     40          50
              3      50% del  carico  al 75% di  S     40          50
              4     100% del  carico  al 75% di  S     30          10
              5      50% del  carico  al 100% di S     12          12
              6      25% del  carico  al 100% di S     22          22
                                   Durata totale       2h30        2h30
2.3.4.3.5. Durante questo condizionamento, su richiesta del costruttore, il
           motore e il silenziatore possono essere raffreddati affinché la
            temperatura registrata in un punto che non disti oltre
            100 mm dall'uscita dei gas di scarico non sia superiore a
           quella registrata allorché il motociclo viaggia a 110 km all'ora
           o al 75% di S col rapporto più alto. La velocità del motociclo
           e/o la velocità del motore sono determinati con una tolleranza
           di + 3 % .
 ---pagebreak---                                    - 419 -
                                   Figura 3
                         APPARECCHIATURA DI PROVA DI
                     CONDIZIONAMENTO MEDIANTE PULSAZIONI
                                      ©
     ®—0                              L
                                 tfvV
                   GH
                                                    ©
                                            àr"
                                                      Me*
                   ©s«„.                 o         J®
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                                  V I T.
                                            --+•
1. Flangia o manicotto di entrata da col legare alla parte posteriore del
   dispositivo di scarico oggetto della prova.
2. Valvola di regolazione a comando manuale.
3. Serbatoio di compensazione della capacità massima di 40 litri con una
   durata di riempimento di almeno 1 secondo.
4. Manometro a contatto, intervallo di misura: da 0,05 a 2,5 bar.
5. Relè temporizzato.
6. Contatore di pulsazioni.
7. Valvola a chiusura rapida; si '-.può but-Il izzare una valvola di chiusura di
   rallentamento motore sullo scarico del diametro di 60 mm. Tale valvola è
   comandata da un martinetto pneumatico che può sviluppare una forza di
   120 N con una pressione di 4 bar. Il tempo di risposta, sia all'apertura
   che alla chiusura, non deve superare 0,5 s.
8. Aspirazione dei gas di scarico.
9. Tubo fI ess ibi le.
10.Manometro di controllo.
 ---pagebreak---                                - 420 -
2.3.5.   Schema e marcature
2.3.5.1. Al documento di cui all'Appendice 1A deve essere allegato lo
         schema del dispositivo di scarico.
2.3.5.2. Tutti i silenziatori d'origine devono essere marcati con un
         riferimento, chiaramente leggibile ed indelebile, alla marca e
         al tipo.
2.3.5.3. Tutti gli imballaggi dei dispositivi di sostituzione d'origine
         dei silenziatori di scarico devono recare la menzione "pezzo
         d'origine" e i riferimenti alla marca ed al tipo chiaramente
         leggibili.
2.3.6.   Silenziatori di ammissione
         Se il tubo di aspirazione di un motore é munito di un filtro
         dell'aria e/o di un ammortizzatore dei rumori di ammissione
         necessario(i) per garantire il rispetto del livello sonoro
         ammissibile, detto filtro e/o ammortizzatore sono considerati
         come parte del silenziatore e si applicano anche ad essi le
         prescrizioni del punto 2.3.
3.       OMOLOGAZIONE DI UN TIPO DI SCARICO NON DI ORIGINE 0 DEGLI
         ELEMENTI DI TALE TIPO DI DISPOSITIVO, IN QUANTO ENTITÀ'
         TECNICHE, PER MOTOCICLI
3.0      CAMPO D'APPLICAZIONE
          Il presente punto si applica all'omologazione in quanto entità
         tecnica ai sensi dell'articolo 2 della direttiva di cui
         all'articolo 1, dei dispositivi di scarico o degli elementi di
         detti dispositivi, destinati ad essere montati su uno o più tipi
         determinati di motocicli come dispositivi di sostituzione non di
         origine.
3.1.      DEFINIZIONE
3.1.1.   Per "dispositivo di scarico di sostituzione non di origine od
         elementi di detto dispositivo" si intende qualsiasi componente
         del dispositivo di scarico definito al punto 1.2. del presente
         allegato, destinato a sostituire su un motociclo quello del tipo
         montato sul motociclo al momento del rilascio del documento di
         cui ali'Appendice 1B.
3.2.     DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
3.2.1.   La domanda di omologazione per un dispositivo di scarico di
         sostituzione o per elementi di detto dispositivo in quanto
         entità tecniche é presentata dal fabbricante del dispositivo o
         dal suo mandatario.
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3.2.2.     La domanda di omologazione deve essere corredata, per ciascun
           tipo di dispositivo di scarico di sostituzione o di elementi di
           detto dispositivo per i quali é richiesta l'omologazione, dei
           documenti che figurano qui di seguito, in triplice copia, e
           delle seguenti indicazioni:
3.2.2.1.   -  descrizione del tipo o dei tipi di motociclo o dei motocicli
              cui il dispositivo o gli elementi di detto dispositivo sono
              destinati, per quanto riguarda le caratteristiche indicate al
              punto 1.1. del presente allegato.
              Devono essere indicati i numeri e/o i simboli che
              caratterizzano il tipo del motore e quello del motociclo;
3.2.2.2.   -  descrizione del dispositivo di scarico di sostituzione con
               indicazione della posizione relativa di ciascun elemento del
              dispositivo, nonché delle istruzioni di montaggio;
3.2.2.3.   -  disegni di ciascun elemento al fine di poterlo individuare ed
               identificare facilmente, con indicazione dei materiali usati.
              Detti disegni devono anche indicare la posizione prevista per
               l'apposizione obbligatoria del numero d'omologazione.
3.2.3.     A richiesta del servizio tecnico il richiedente deve presentare:
3.2.3.1.   -  due campioni del dispositivo per il quale è richiesta
               I'omologazione;
3.2.3.2.   -  un dispositivo di scarico conforme a quello montato sul
              motociclo al momento del rilascio del documento di cui
              al l'appendice 1B;
3.2.3.3.   -  un motociclo rappresentativo del tipo sul quale il
              dispositivo di scarico di sostituzione é destinato ad essere
              montato; detto motociclo deve trovarsi in condizioni tali da
              rispondere alle prescrizioni di uno dei seguenti punti,
              quando sia dotato di un silenziatore di tipo identico a
              quel lo di or igine-,
3.2.3.3.1. se il motociclo di cui al punto 3.2.3.3. é di un tipo per il
           quale l'omologazione é stata rilasciata in conformità del
           presente capitolo:         <&*!
           -   durante la prova in movimento, non deve superare di più di 1
              dB(A) il valore previsto al punto 2.1.1. del presente
              al legato;
           -   durante la prova a fermo, non deve superare di più di 3 dB(A)
               il valore indicato sulla targhetta del costruttore;
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3.2.3.3.2. se il motociclo di cui al punto 3.2.3.3. non é di un tipo per il
           quale é stata rilasciata l'omologazione ai sensi delle
           disposizioni del presente capitolo, non deve superare di più di
           I dB(A) il valore limite applicabile a questo tipo di motociclo
           al momento della sua prima entrata in circolazione;
3.2.3.4.   -   un motore separato identico a quello del motociclo menzionato
               in precedenza qualora le autorità competenti lo ritengano
               necessario.
3.3.       MARCATURA ED ISCRIZIONI
3.3.1.     Il dispositivo di scarico non di origine o gli elementi di detto
           dispositivo devono essere marcati conformemente alle
           disposizioni del l'allegato V.
3.4.       OMOLOGAZIONE
3.4.1.     Al termine delle verifiche prescritte dal presente capitolo,
            l'autorità competente compila un certificato conforme al modello
           che figura all'appendice 2B. Il numero di omologazione deve
           essere preceduto dal rettangolo comprendente la lettera "e"
           seguita dal numero o dal gruppo di lettere distintivo dello
           Stato membro che ha rilasciato o rifiutato l'omologazione.
3.5.       SPECIFICHE
3.5.1.     Specifiche di carattere generale
            II silenziatore deve essere progettato, costruito e atto ad
           essere montato in modo che:
3.5.1.1.   -    in condizioni normali di impiego e, in particolare, malgrado
                le vibrazioni alle quali può essere sottoposto, il motociclo
               possa soddisfare le prescrizioni del capitolo,
3.5.1.2.   -   presenti, per quanto concerne i fenomeni di corrosione ai
               quali é sottoposto, una resistenza adeguata alle condizioni
               di impiego del motociclo,
3.5.1.3.   -    la distanza dal suo Imprevista per il silenziatore di origine
               e l'eventuale posizione inclinata del motociclo non siano
               ridotte,
3.5.1.4.   -   non raggiunga temperature anormalmente elevate sulla
               superficie,
3.5.1.5.   -    i contorni non presentino sporgenze o bordi taglienti,
3.5.1.6.   -   rimanga uno spazio sufficiente per le molle,
3.5.1.7.   -   consenta uno spazio di sicurezza sufficiente per le
               condutture,
3.5.1.8.   -   sia resistente agli urti compatibilmente con le prescrizioni
               di montaggio e di manutenzione chiaramente definite.
 ---pagebreak---                                  - 423 -
3.5.2.     Specìfiche relative ai livelli sonori
3.5.2.1.   Per controllare il rendimento acustico del dispositivo di
           scarico di sostituzione o di un elemento di detto dispositivo si
           applicano i metodi descritti ai punti 2.1.2, 2.1.3., 2.1.4. e
           2.1.5. dei presente allegato.
           Con il dispositivo di scarico di sostituzione o l'elemento di
           detto dispositivo montati sul motociclo descritto al punto
           3.2.3.3., i valori del livello sonoro ottenuti devono soddisfare
           le seguenti condizioni:
3.5.2.1.1. non superare i valori misurati secondo le prescrizioni del punto
           3.2.3.3 con lo stesso motociclo munito del silenziatore
           d'origine sia durante la prova in movimento che durante la prova
           a fermo.
3.5.3.     Verifica delle prestazioni del motociclo
3.5.3.1.    Il silenziatore di sostituzione deve poter consentire al
           motociclo prestazioni paragonabili a quelle realizzate con un
           silenziatore di origine o un elemento di detto dispositivo
           originale.
3.5.3.2.    Il silenziatore di sostituzione é paragonato con un silenziatore
           d'origine pure allo stato nuovo, montati successivamente sul
           motociclo indicato al punto 3.2.3.3.
3.5.3.3.   La verifica deve essere eseguita misurando la curva di potenza
           del motore. La potenza massima netta e la velocità massima
           misurate con il silenziatore di sostituzione non devono superare
           di oltre il 5% la potenza massima netta e la velocità massima
           misurate nelle stesse condizioni con il dispositivo dì scarico
           d'origine.
3.5.4.     Prescrizioni complementari per i silenziatori in quanto entità
           tecniche, muniti di materiali fibrosi
           Per la costruzione di detti silenziatori possono essere usati
           materiali fibrosi unicamente se sono rispettate le disposizioni
           del punto 2.3.1. del presente allegato.
 ---pagebreak---                                       - 424 -
                                   APPENDICE 1A
                                SCHEDA INFORMATIVA
               PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO AMMISSIBILE
                          ED IL DISPOSITIVO DI SCARICO
                       DI ORIGINE DI UN TIPO DI MOTOCICLO
               (da allegare alla domanda di omologazione qualora
              venga presentata indipendentemente dalla domanda d
                            omologazione del veicolo)
                                      MODELLO
 N. d'ordine (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne il livello sonoro ammissibile
ed il dispositivo di scarico di un tipo di motociclo deve contenere le
informazioni che figurano all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del
Consiglio, del 30 giugno 1992. lettera A ai punti:
0.1.
0.2.
0.5.
0.6.
2.1.
3.
3.0.
3.1.
3.1.1.
3.2.1.7.
3.2.8.3.3.
3.2.8.3.3.1.
3.2.8.3.3.2.
3.2.9.
3.2.9.1.
4.
4.1.
4.2.
4.3.
4.4.
4.4.1.
4.4.2.
4.5.
4.6.
5.2.
 ---pagebreak---                                     - 425 -
                                  APPENDICE 1B
                                       Indicazione dell'amministrazione
                          CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
            PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO AMMISSIBILE E IL
               DISPOSITIVO 0 I DISPOSITIVI DI SCARICO Di ORIGINE
                            DI UN TIPO DI MOTOCICLO
                                     MODELLO
   Verbale n                 del servìzio tecnico           in data
1.            Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo:
2.            Tipo del veicolo:
3.            Eventuated) variante(i):
4.            Eventuale(i) versioned):
5.            Nome e indirizzo del costruttore:
6.            Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:
7.            Tipo(i) dì dispositivo(i) di scarico di origine:
8.            Tipo(i) di dispositivo(i) di ammissione (se indispensabile(i)
              per rispettare il valore limite dei livello sonoro)
9.            Livello sonoro del veicolo fermo:         dB(A) a:.... min"1.
10.           Veicolo presentato al la prova il:
11.           L'omologazione è stata concessa/rif lutata^*)
12.           Luogo :
13.           Data:
14.           Firma:
(*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                         - 426 -
                                     APPENDICE 2A
                                 SCHEDA INFORMATIVA
          PER QUANTO CONCERNE UN DISPOSITIVO DI SCARICO NON DI ORIGINE
                PER MOTOCICLI 0 ELEMENTO(I) DI DETTO DISPOSITIVO
                        IN QUANTO ENTITÀ* TECNICA (TECNICHE)
                                        MODELLO
  N. d'ordine (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne un dispositivo di scarico non
di origine per motocicli deve contenere le seguenti informazioni:
1. Marca :
2. Tipo:
3. Nome e i nd i r i zzo de I fabbr i cante:
4. Nomee indirizzo del l'eventuale mandatario del fabbricante:
5. Elenco degli elementi che compongono l'entità tecnica (allegare I disegni):
6. Marea(che) e tipo(i) di motocicli cui é destinato il silenziatore**):
7. Eventuali restrizioni relative all'uso e prescrizioni di montaggio:
La domanda deve inoltre contenere le informazioni che figurano all'allegato II
della direttiva 92/61/CEE de Consiglio, del 30 giugno 1992. lettera A, ai
punti:
0.1.
0.2.
0.5.
0.6.
2.1 .
3.
3.0.
3.1.
3.1.1.
3.2.1.7.
4.
4.1.
4.2.
4.3.
4.4.
4.4.1.
4.4.2.
 4.5.
 4.6.
 5.2.
 (*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                          - 427 -
                                     APPENDICE 2B
                                           Indicazione dell'amministrazione
                            CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
         PER QUANTO CONCERNE UN DISPOSITIVO DI SCARICO NON DI ORIGINE
                                   PER MOTOCICLO(I)
                                         MODELLO
   Verbale n             del servizio tecnico                 in data:
1.            Marca del dispositivo:
2.            T i pò de I d i spos i t i vo:
3.            N o m e e indirizzo del fabbricante:
4.            Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
5.            Marca(che) e tipo(i) ed eventualmente varianted) e versioned)
              del(dei) veicolo(i) cui é destinato il dispositivo:
6.            Dispositivo presentato alla prova il:
7.            L'omologazione è concessa/rif lutata**)
8.            Luogo:
9.            Data :
10.           Firma:
(*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                       428 -
                                  ALLEGATO IV
       PRESCRIZIONI RELATIVE Al CICLOMOTORI A TRE RUOTE E Al TRICICLI
1.           DEFINIZIONI
             Ai sensi del presente capitolo s'intende per:
1.1.         "tipo di ciclomotore a tre ruote o di triciclo per quanto
             concerne il livello sonoro ed il dispositivo di scarico",
             i ciclomotori a tre ruote e i tricicli che non presentano tra
             loro differenze sostanziali in ordine ai seguenti elementi:
1.1.1.       forme o materiali della carrozzeria (in particolare, il
             compartimento motore e la sua insonorizzazione);
1.1.2.        lunghezza e larghezza dei veicolo;
1.1.3.       tipo di motore (a benzina o a diesel, a due o a quattro tempi, a
             pistone alternativo o rotante, numero e volume dei cilindri,
             numero e tipo dei carburatori o del sistema d'iniezione,
             disposizione delle valvole, potenza massima e regime di
             rotazione corrispondente).
             Per i motori a pistone rotante si deve considerare come
             cilindrata il doppio volume della camera;
1.1.4.       sistema di trasmissione, in particolare numero dei rapporti e
              loro riduzione;
1.1.5.       numero, tipo e disposizione dei dispositivi di scarico;
1.2.         "dispositivo di scarico" o "silenziatore",
              la serie completa degli elementi necessari per attenuare il
             rumore provocato dal motore del ciclomotore a tre ruote o dal
             triciclo e dal suo scarico;
1.2.1.       "dispositivo di scarico o silenziatore di origine",
             un dispositivo del tipo montato sul veicolo all'atto
             dell'omologazione o dell'estensione dell'omologazione. Esso può
             essere sia di primo montaggio sia di sostituzione;
1.2.2.        "dispositivo di scarico o silenziatore non di origine",
             un dispositivo di tipo diverso da quello montato sul veicolo
             all'atto dell'omologazione o dell'estensione dell'omologazione.
             Esso può essere usato soltanto come dispositivo di scarico o
             silenziatore di sostituzione;
1.3.          "dispositivi di scarico di tipi diversi",
             dei dispositivi che presentino fra loro differenze sostanziali,
             basate in particolare sulle caratteristiche seguenti:
1.3.1.        i dispositivi i cui elementi hanno marchi di fabbrica o
             commerc iati di vers i;
 ---pagebreak---                                - 429 -
1.3.2.   i dispositivi per i quali le caratteristiche dei materiali che
         costituiscono uno qualsiasi degli elementi sono diverse o i cui
         elementi hanno una forma o una grandezza diversa;
1.3.3.   i dispositivi per i quali i principi di funzionamento di almeno
         un elemento sono diversi;
1.3.4.   i dispositivi i cui elementi sono combinati diversamente;
1.4.     "elemento di un dispositivo di scarico",
         uno dei componenti isolati il cui insieme forma il dispositivo
         di scarico (per es.: tubi e tubazioni di scarico, il
         silenziatore propriamente detto) o eventualmente il dispositivo
         di aspirazione (fiItro dell'aria).
         Se il motore è munito di un dispositivo di aspirazione (filtro
         dell'aria e/o ammortizzatore di rumori d'aspirazione),
         indispensabile per garantire l'osservanza dei valori limite del
         livello sonoro, detto dispositivo deve essere considerato come
         elemento avente la stessa importanza del dispositivo di scarico.
2.       OMOLOGAZIONE PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO E IL
         DISPOSITIVO DI SCARICO DI ORIGINE IN QUANTO ENTITÀ' TECNICA DI
         UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE 0 DI TRICICLO
2.1.     RUMORE DEL CICLOMOTORE A TRE RUOTE 0 DEL TRICICLO (condizioni e
         metodo di misura per il controllo del veicolo all'omologazione)
2.1.1.    Il veicolo, il suo motore e il suo dispositivo di scarico devono
         essere progettati, costruiti e montati in modo che, nelle
         normali condizioni di impiego e malgrado le vibrazioni cui
         possono essere esposti, il veicolo possa soddisfare le
         prescrizioni del presente capitolo.
2.1.2.    Il dispositivo di scarico deve essere progettato, costruito e
         montato in modo tale da poter resistere ai fenomeni di
         corrosione cui é esposto.
2.2.     SPECIFICHE RELATIVE Al LIVELLI SONORI
2.2.1.   Limiti: cfr. al legato I.
2.2.2.   Strumenti di misura
2.2.2.1. L'apparecchio per la misura dei livelli sonori é un fonometro di
         precisione conforme al modello descritto nella pubblicazione
         n. 179 "fonometri di precisione", seconda edizione, della
         Commissione elettrotecnica internazionale (CEI). Per le
         misurazioni viene utilizzata la risposta "veloce" del fonometro
         nonché la curva di ponderazione "A", entrambi descritti nella
         suddetta pubblicazione.
         All'inizio ed alla fine di ogni serie di misurazioni, il
          fonometro deve essere calibrato secondo le indicazioni dei
         costruttore con un'opportuna fonte sonora (ad es.: pistofono).
 ---pagebreak---                                  - 430 -
2.2.2.2.   Misurazioni di velocità
           La velocità di rotazione del motore e la velocità del veicolo
           sul percorso di prova devono essere determinate con
           un'approssimazione di +.3%.
2.2.3.     Condizioni di misura
2.2.3.1.   Condizioni del veicolo
           Durante le misurazioni, ii veicolo deve essere in ordine di
           marcia (compresi liquido di raffreddamento, lubrificanti,
           carburante, attrezzi, ruota di scorta e conducente).
           Prima di procedere alle misurazioni, il motore del veicolo deve
           essere portato alla temperatura normale di funzionamento.
2.2.3.1.1. Le misure devono essere fatte con i veicoli vuoti e, tranne il
           caso di veicoli non separabili, senza rimorchio o semirimorchio,
            in una zona libera e sufficientemente silenziosa.
2.2.3.2.   Terreno di prova
            Il terreno di prova deve essere costituito da un tratto di
           accelerazione disposto centralmente, circondato da una zona
           praticamente piana. Il tratto di accelerazione deve essere
           piano; la pista deve essere asciutta e di natura tale che il
           rumore di rotolamento resti basso.
           Sul terreno di prova, le condizioni del campo acustico libero
           devono essere rispettate con una tolleranza di + 1 dB tra la
           fonte sonora al centro del tratto di accelerazione ed il
           microfono. Questa condizione si considera soddisfatta quando a
           una distanza di 50 m attorno al centro del tratto di
           accelerazione non esistono grossi ostacoli suonorif lettenti,
           come siepi, rocce, ponti o edifici. La superficie del terreno di
           prova deve essere costituita per almeno 10 m intorno al centro
           del tratto di accelerazione, di materiale duro, quale cemento,
           asfalto o altro materiale acusticamente equivalente e non essere
           ricoperta da neve farinosa, da erbe alte, terra soffice o
           cenere.
            In prossimità del microfono non deve trovarsi alcun ostacolo che
           possa avere influssi sul campo acustico; nessuno dovrà restare
           tra il microfono e la fonte sonora. L'osservatore che esegue le
           misurazioni deve di sporsi in modo da non alterare comunque le
            indicazioni dello strumento di misura.
2.2.3.3.   Varie
           Le misurazioni non devono essere effettuate in condizioni
           atmosferiche sfavorevoli e in particolare in presenza di
           raffiche di vento.
           La velocità del vento deve essere <. 3 m/s. La misura é
           accettabile se vengono rilevate raffiche di velocità <. 5 m/s.
 ---pagebreak---                                - 431 -
        Nelle misurazioni il livello sonoro ponderato (A) prodotto da
        fonti diverse dal veicolo in prova nonché il livello sonoro che
        risulta dall'effetto del vento, devono essere inferiori di
        almeno 10 dB(A) al livello sonoro del veicolo.
        Se la differenza tra ii rumore ambiente ed il rumore misurato è
        compresa tra 10 e 16 db(A), per il calcolo dei risultati di
        prova si deve dedurre la rispettiva correzione dai valori letti
        sul fonometro, sulla base del seguente diagramma:
CO(A)
      C
      o
      r
      r
      e
 0>   z
      i
      o
      n
 0,3  e
 0,2
 0,1
                                                                €&(*)
                 10    11     1?     13      K             16
                                        Differenza tra rumore ambiente e
                                        rumore da misurare
          Il microfono può essere protetto dal vento mediante apposito
         schermo, purché si tenga conto della sua influenza sulla
         sensibilità e sulle caratteristiche direzionali del microfono
 ---pagebreak---                                       - 432 -
2.2.4.     Metodo di misura
2.2.4.1.   Natura e numero delle misurazioni
           Il livello sonoro massimo espresso in decibel (dB), ponderato
           (A), deve essere misurato durante il passaggio del veicolo tra
           le linee AA' e BB' (figura 1 ) . La misurazione non ò valida se si
           rileva un valore di punta che differisce anormalmente dal
           livello sonoro generale.
           Si effettuano almeno due misurazioni su ciascun lato del
           veicolo.
2.2.4.2.   Collocazione del microfono
           Il microfono deve essere collocato ad una distanza di 7.5 m
           dalla linea di riferimento C C (figura 1) delia pista,
           all'altezza di 1,2 m dal suolo.
2.2.4.3.   Condizioni di guida
           Il veicolo deve avvicinarsi alla linea AA' ad una velocità
           iniziale costante, secondo quanto indicato al punto 2.2.4.4. Non
           appena la parte anteriore del veicolo ha raggiunto la linea AA',
           si spinge il comando dell'acceleratore con la massima rapidità
           possibile fino alla posizione corrispondente al pieno carico,
           mantenendolo in questa posizione finché la parte posteriore del
           veicolo avrà raggiunto la linea BB'; in questo momento il
           comando dell'acceleratore deve essere riportato al più presto in
           posizione di minimo.
           Per tutte le misure il veicolo deve essere guidato in linea
           retta sul percorso di accelerazione in modo che la traccia sul
           suolo del piano longitudinale mediano del veicolo sia il più
           v i e i no poss i b iIe alla li nea CC'.
2.2.4.3.1. Per i veicoli articolati composti di due elementi indissociabili
           che si ritiene non costituiscano un veicolo unico, non si deve
           tener conto del semirimorchio per il passaggio della linea BB'.
2.2.4.4.   Determinazione della velocità stabilizzata da adottare
2.2.4.4.1. Veicolo senza cambio di velocità
            Il veicolo deve avvicinarsi alla linea AA' ad una velocità
           stabilizzata corrispondente sia a una velocità di rotazione del
           motore pari ai tre quarti di quella alla quale il motore
           sviluppa la sua potenza massima, sia ai tre quarti della
           velocità di rotazione massima del motore consentita dal
           regolatore, vaie a dire 50 km/h. Si sceglie la velocità più
           bassa.
                                                                              (2
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2.2.4.4.2. Veicolo con cambio di velocità a comando manuale
           Se il veicolo è munito di un cambio a due, tre o quattro marce,
           si deve utilizzare la seconda marcia. Se il cambio ha più di
           quattro marce, si deve utilizzare la terza. Se, procedendo in
           questo modo, il motore raggiunge una velocità di rotazione che
           supera il suo regime di potenza massima, si deve innestare, in
           luogo della seconda o della terza marcia, la prima marcia
           superiore che consente di evitare di superare questo regime sino
           alla linea BB' della base di misurazione. Non si devono
           innestare marce sovramoltiplicate ausiliarie ("overdrive"). Se
           il veicolo é munito di un ponte a doppio rapporto, il rapporto
           scelto deve essere quello corrispondente alla velocità più alta
           del veicolo. Il veicolo deve avvicinarsi alla linea AA' ad una
           velocità uniforme corrispondente sia ad una velocità di
           rotazione del motore pari ai tre quarti di quella alla quale il
           motore sviluppa la sua potenza massima sia ai tre quarti della
           velocità di rotazione massima del motore consentita dal
           regolatore, vale a dire a 50 km/h. Si sceglie la velocità più
           bassa.
2.2.4.4.3. Veicolo con cambio automatico
           Il veicolo deve avvicinarsi alla linea AA' ad una velocità
           uniforme di 50 km/h o pari ai tre quarti della sua velocità
           massima. Si sceglie la velocità più bassa. Se si dispone di più
           posizioni di marcia avanti, si deve scegliere quella che produce
            l'accelerazione media più alta del veicolo tra le linee AA' e
           BB'. Non si deve utilizzare la posizione del selettore impiegata
           unicamente per la frenatura, il parcheggio o altre manovre lente
           analoghe.
2.2.5.     Risultati (verbale di prova)
2.2.5.1.   Nel verbale di prova, redatto per il rilascio del documento di
           cui all'appendice 1B, si annotano tutte le circostanze e
            infuenze di rilievo per i risultati di misurazione.
2.2.5.2.    I valori letti sul fonometro sono corretti conformemente al
           punto 2.2.3.3. I valori cosi corretti devono essere arrotondati
           al decibel più vicino.
           Per il rilascio dei documento di cui all'appendice 1B, sono
           presi in considerazione soltanto valori di misura che presentino
            in due misurazioni consecutive effettuate dallo stesso lato del
           veicolo un divario non superiore a 2 dB(A).
2.2.5.3.   Per tener conto dell'imprecisione delle misure, il risultato di
           ogni misurazione é pari al valore ottenuto in conformità del
           punto 2.1.5.2., diminuito di un dB(A).
 ---pagebreak---                                 - 434 -
2.2.5.4. Se la media dei quattro risultati della misurazione é inferiore
         o pari al livello massimo ammissibile per la categoria cui
         appartiene il veicolo in prova, la prescrizione di cui al punto
         2.2.1. si considera soddisfatta. Detto valore medio costituisce
         il risultato della prova.
         Se I quattro risultati della misurazione sono inferiori o pari
         al livello massimo ammissibile per la categoria cui appartiene
         il veicolo in prova, la prescrizione di cui al punto 2.2.1. si
         considera soddisfatta.
         Se uno solo dei quattro risultati supera il livello massimo
         ammissibile e se questo superamento non é superiore a 1 dB(A),
         si procede a una seconda serie di quattro misurazioni.
         In questo caso, la prescrizione di cui al punto 2.2.1. é
         considerata soddisfatta soltanto se I quattro nuovi risultati
         sono inferiori o uguali al livello massimo ammissibile.
          In tutti gli altri casi la prescrizione di cui al punto 2.1.1. é
         considerata non soddisfatta.
2.3.     RUMORE DEL VEICOLO FERMO (per il controllo del veicolo in
         circolazione)
2.3.1.   Livello di pressione sonora in prossimità dei veicoli
          Inoltre, per facilitare successivamente il controllo ulteriore
         del rumore dei veicoli in circolazione, il livello di pressione
         sonora deve essere misurato vicino allo sbocco del dispositivo
         di scarico (silenziatore), conformemente alle seguenti
         prescrizioni, e il risultato della misurazione deve essere
         registrato nel verbale di prova redatto per il rilascio del
         documento di cui all'appendice 1B.
2.3.2.   Strumenti di misura
         Per le misure deve essere usato un fonometro di precisione
         conformemente al punto 2.2.2.1.
2.3.3.   Condizioni di misura
2.3.3.1. Condizioni del veicolo            /
         Prima di procedere alle misurazioni, il motore del veicolo dovrà
         essere portato alla temperatura normale di funzionamento. Se il
         veicolo é munito di ventilatore a comando automatico, non si
         debbono azionare tali dispositivi durante la misurazione del
          Iivello sonoro.
 ---pagebreak---                                - 435 -
         Durante le misurazioni, la leva del cambio deve trovarsi in
         posizione di folle. Qualora sia impossibile disinnestare la
         trasmissione, si deve lasciare che la ruota motrice del veicolo
         giri a vuoto, per esempio tenendo sollevato il veicolo con un
         cavai letto.
2.3.3.2. Terreno di prova (figura 2)
         Come terreno di prova può essere usata qualsiasi zona libera da
         disturbi acustici di rilievo. Particolarmente idonee sono zone
         piane, rivestite di cemento, asfalto o altro materiale duro e
         che siano altamente riflettenti; sono escluse le piste in terra
         battuta per mezzo di rullo compressore. Il terreno di prova deve
         avere la forma di un rettangolo I cui lati siano lontani almeno
         3 m dai punti più esterni del veicolo (manubrio escluso).
         All'interno di detto rettangolo non devono trovarsi ostacoli di
         rilievo, come per esempio una persona, esclusi l'osservatore e
          iI conducente.
          Il veicolo deve essere disposto nel rettangolo in maniera tale
         che il microfono sia distante almeno 1 m da eventuali spigoli
         del marciapiede.
2.3.3.3. Varie
         Le indicazioni dello strumento di misura provocate da rumori
         circostanti e dal vento devono essere inferiori di almeno
         10 dB(A) al livello sonoro da misurare. Il microfono può essere
         protetto dal vento mediante apposito schermo, purché si tenga
         conto della sua influenza sulla sensibilità del microfono.
2.3.4.   Metodo di misura
2.3.4.1. Numero delle misurazioni
          In ciascun punto di misura devono essere eseguite almeno tre
         misurazioni. Le misurazioni saranno considerate valide soltanto
         se M divario tra i risultati di tre misurazioni eseguite
          immediatamente I'una dopo l'altra non é superiore a 2 db(A). Si
         terrà conto del valore più alto dato da queste tre misurazioni.
 ---pagebreak---                                - 436 -
2.3.4.2. Posizioni del microfono (figura 2)
         Il microfono deve essere collocato all'altezza dell'orifizio di
         uscita del tubo di scarico, comunque a non meno di 0.2 m dalla
         superficie della pista. La capsula del microfono deve essere
         orientata verso l'apertura di scarico dei gas ad una distanza di
         0.5 m. L'asse di sensibilità massimo del microfono deve essere
         parallelo alla superficie della pista e formare un angolo di 45*
         ± 10' rispetto al piano verticale in cui si trova la direzione
         d'uscita dei gas di scarico.
         Rispetto a detto piano verticale il microfono deve essere
         collocato dal lato in cui si ottiene la massima distanza tra il
         microfono e il profilo del veicolo (manubrio escluso). Se il
         s(sterna di scarico ha più orifizi di uscita i cui centri distino
         0.3 m o meno, il microfono dev'essere orientato verso l'orifizio
         di uscita più vicino al profilo del veicolo (manubrio escluso)
         od a quello più alto rispetto alla superficie della pista. Se i
         centri degli orifizi di uscita di stano gli uni dagli altri più
         di 0,3 m, si devono eseguire per ogni orifizio di uscita
         misurazioni separate, prendendo come risultato M massimo valore
         misurato.
2.3.4.3. Condizioni di funzionamento
          Il numero di giri del motore deve essere tenuto costante a uno
         dei seguenti valori:
         -S_ se S é superiore a 5 000 giri/minuto
           2
         -3S se S è inferiore o pari a 5 000 giri/minuto
           4
          in cui "S" indica ii regime di cui al punto 3.2.1.7.
         del l'Appendice 1A.
         Appena raggiunto un numero di giri costante, il comando
         dell'acceleratore deve essere riportato rapidamente nella
         posizione di "minimo". Il livello sonoro deve essere misurato
         durante un periodo di funzionamento che comprenda un breve
         mantenimento del regime costante e tutta la durata della
         decelerazione, prendendo come risultato valido l'indicazione
         massima del fonometro.
 ---pagebreak---                              - 437 -
2.4.   RISULTATI (VERBALE DI PROVA)
2.4.1. Nel verbale di prova redatto per il rilascio del documento di
       cui all'Appendice 1B devono essere annotati tutti i dati
       necessari, in particolare quelli utilizzati per misurare il
       rumore del veicolo fermo.
2.4.2. I valori letti sullo strumento di misura devono essere
       arrotondati al decibel intero più vicino.
       Sono presi in considerazione soltanto I valori ottenuti In 3
       misurazioni consecutive, i cui rispettivi divari non siano
       superiori a 2 dB(A).
2.4.3. Il valore preso in considerazione é la media di queste tre
       misurazioni.
 ---pagebreak---                                - 438 -
                               Figura 1
       Posizioni per la prova dei veicoli in movimento
muro          ì.rJ "I   f             / l , M<
                                                        /e».
                            Figura 2
          Posizioni per la prova del veicoli fermi
                   »3
     L__3
                               :H-
                             / \
                                                            /^Sr
                                                               *\
     [4ll_J                                      4>f         b
                      altezza dell'asse di uscita        /j]
                                               —  — • ^  *
                      dello scappamento
 ---pagebreak---                                  - 439 -
2.5.     DISPOSITIVO DI SCARICO (SILENZIATORE) DI ORIGINE
2.5.1.   Prescrizioni per i silenziatori che contengono materiali
         assorbenti fibrosi
2.5.1.1. I materiali assorbenti fibrosi non devono contenere amianto e
         possono essere utilizzati nella costruzione del silenziatore
         soltanto se adeguati dispositivi garantiscono il mantenimento
         sul posto di detti materiali per l'intera durata d'impiego del
         silenziatore e se sono rispettate le prescrizioni di uno dei
         punti 2.3.2., 2.3.3. o 2.3.4. dell'allegato II:
2.5.2.   il livello sonoro deve soddisfare le prescrizioni di cui al
         punto 2.2.1. dopo che sono stati tolti i materiali fibrosi;
2.5.3.   i materiali assorbenti fibrosi non possono essere collocati
         nelle parti del silenziatore attraversate dai gas di scarico e
         devono rispondere alle seguenti condizioni:
2.5.3.1. i materiali, condizionati in un forno ad una temperatura di
         650 ± 5*C per quattro ore, non devono subire alcuna riduzione
         della lunghezza media, del diametro o della densità delle fibre;
2.5.3.2. dopo il condizionamento in un forno ad una temperatura di 650 +
         5'C per un'ora, almeno il 98% del materiale deve essere
         trattenuto da un reticolo le cui maglie abbiano una dimensione
         nominale di 250 firn e conforme alla norma ISO 3310/1 qualora la
         prova sia stata effettuata conformemente alla norma ISO 2599;
2.5.3.3.  la perdita di peso dei materiale non deve essere superiore al
         10,5% dopo che ò stato immerso per 24 ore a 90 + 5'C in un
         condensato sintetico avente la seguente composizione:
         1 N Acido idrobromi co (HBr): 10 mi
         1 N Acido solforico (H 2 S0 4 ): 10 mi
         Acqua distillata fino a 1 000 mi
         Nota: il materiale deve essere lavato in acqua distillata ed
         essiccato a 105*C per un'ora prima della pesatura.
2.5.4.   Prima che il sistema venga sottoposto alla prova in conformità
         del punto 2; deve essere fatto funzionare normalmente con uno
         de i seguent i metod i:
2.5.4.1. condizionamento mediante impiego continuo su strada;
 ---pagebreak---                                  - 440 -
2.5.4.1.1. secondo la categoria del veicolo, le distanze minime da
           percorrere durante il ciclo di condizionamento sono:
            Categoria di veicolo secondo la       Distanza (km)
                 ci Iindrata (in cm3)
                     1. <  250                       4 000
                     2. >  250 < 500                 6 000
                     3. >  500                       8 000
2.5.4.1.2. il 50% ± 10% di questo ciclo di condizionamento consiste in un
           impiego urbano mentre la parte restante va effettuata su lunghe
           distanze ad alta velocità; il ciclo di funzionamento continuo su
           strada può essere sostituito da un condizionamento
           corrispondente su pista di prova;
2.5.4.1.3. i due regimi di velocità devono essere alternati almeno sei
           volte;
2.5.4.1.4. il programma di prova completo deve comprendere un minimo di
           dieci fermate della durata di almeno tre ore per riprodurre gli
           effetti del raffreddamento e della condensazione.
2.5.4.2.   Condizionamento mediante pulsazione
2.5.4.2.1. Il sistema di scarico o i suoi componenti devono essere montati
           sul veicolo o sul motore.
           Nel primo caso il veicolo deve essere collocato su un banco
           dinamometrico. Nel secondo caso il motore deve essere collocato
           su un banco di prova.
           L'attrezzatura di prova illustrata in modo particolareggiato
           nella figura 3 é collocata all'uscita del sistema di scarico. E'
           ammessa qualsiasi altra attrezzatura che garantisca risultati
           analoghi.
2.5.4.2.2. L'attrezzatura di prova deve essere regolata in modo tale che il
           flusso dei gas di scarico sia alternativamente interrotto e
           ristabilito 2 500 volte da una valvola ad azione rapida.
2.5.4.2.3. La valvola deve aprirsi quando la contropressione dei gas di
           scarico, misurata almeno 100 mm a vaile dei manicotto di
           entrata, raggiunge un valore compreso fra 0,35 e 0,40 bar. Se le
           caratteristiche del motore non consentono tale valore, la
           valvola deve aprirsi quando la contropressione dei gas raggiunge
           un valore uguale al 90% del valore massimo che può essere
           misurato prima che il motore si fermi. La valvola deve
           richiudersi quando tale pressione non differisce di più del 10%
           dal suo valore stabi Iizzato allorché la valvola é aperta.
 ---pagebreak---                                    - 441 -
2.5.4.2.4. Il relè temporizzato deve essere regolato per la durata dei gas
           di scarico risultante dalle prescrizioni del precedente punto
           2.5.4.2.3.
2.5.4.2.5. Il regime del motore deve essere il 75% del regime (S) al quale
           il motore sviluppa la potenza massima.
2.5.4.2.6. La potenza indicata dal dinamometro deve essere pari al 50%
           della potenza a tutto gas misurata al 75% del regime del motore
           (S).
2.5.4.2.7. Durante la prova devono essere chiusi tutti gli eventuali fori
           di drenaggio.
2.5 4.2.8. La prova deve essere completata in 48 ore. Se necessario deve
           essere previsto un periodo di raffreddamento dopo ogni ora.
2.5.4.3.   Condizionamento sul banco di prova
2.5.4.3.1.  Il sistema di scarico deve essere montato su un motore
           rappresentativo del tipo impiegato sul veicolo per il quale il
           sistema è stato previsto; il motore è montato a sua volta sul
           banco di prova.
2.5.4.3.2.  Il condizionamento consiste in un numero di cicli di prova
           specificato per la categoria di veicoli per i quali è stato
           concepito il sistema di scarico. Il numero di cicli per ogni
           categoria di veicoli è il seguente:
              Categoria di veicolo secondo     Numero di cicli
                  la ci Iindrata (in cm3)
                         1. <  250                      6
                         2. >  250   < 500              9
                         3. >  500                     12
2.5.4.3.3. Per riprodurre gli effetti del raffreddamento e della
           condensazione, ogni ciclo al banco di prova deve essere seguito
           da un periodo di arresto di almeno sei ore.
 ---pagebreak---                                   - 442 -
2.5.4.3.4. Ogni ciclo al banco di prova viene effettuato in sei fasi. Le
           condizioni di funzionamento del motore per ogni fase e la durata
           di quest'ultimo sono:
                                                  Durata di ogni fase
             Fase          Condizioni
                                                 Motore    Motore di
                                                 fino a    250 cm3
                                                 250 cm3   o più
                                                 (minuti)  (minuti)
              1     Minimo                           6          6
              2     25% del carico al 75% di  S     40         50
              3     50% del carico al 75% di  S     40         50
              4    100% del carico al 75% di  S     30         10
              5     50% del carico al 100% di S     12         12
              6     25% del carico al 100% di S     22         22
                                 Durata totale      2h30       2h30
2.5.4.3.5. Durante questo condizionamento, su richiesta del costruttore, il
           motore e il silenziatore possono essere raffreddati affinché la
           temperatura registrata in un punto che non disti oltre
           100 mm dall'uscita dei gas di scarico non sia superiore a
           quella registrata allorché il veicolo viaggia a 110 km all'ora o
           al 75% di S col rapporto più alto. La velocità del veicolo e/o
            il regime del motore sono determinati con una tolleranza di
           + 3%.
 ---pagebreak---                               - 443 -
                              Figura 3
                    APPARECCHIATURA DI PROVA DI
               CONDIZIONAMENTO MEDIANTE PULSAZIONI
                                    ©
    ®-0
                                  sFU
                 (M
                                                tó>
                                          A
                                                H--®
                 (?) : > m,r         Q
    ©--41
                                       tSÉ
             T
       Flangia o manicotto di entrata da col legare alla parte
       posteriore del dispositivo di scarico oggetto della prova.
2.     Valvola di regolazione a comando manuale.
3.     Serbatoio di compensazione della capacità massima di 40 litri
       con una durata di riempimento di almeno 1 secondo.
4.     Manometro a contatto, intervallo di misura: da 0,05 a 2,5 bar.
5.     Relè temporizzato.
6.     Contatore di pulsazioni.
7.     Valvola a chiusura rapida-, si può utilizzare una valvola di
       chiusura di rallentamento motore sullo scarico del diametro di
       60 mm. Tale valvola è comandata da un martinetto pneumatico che
       può sviluppare una forza di 120 N con una pressione di 4 bar. I
       tempo di risposta, sia all'apertura che alla chiusura, non deve
       superare 0,5 s.
8.     Aspirazione dei gas di scarico.
9.     Tubo f less ibi le.
10,    Manometro di controllo.
 ---pagebreak---                                - 444 -
2.5.5.   Schema e marcature
2.5.5.1. Al documento di cui all'Appendice 1A deve essere allegato lo
         schema del dispositivo di scarico.
2.5.5.2. Tutti i silenziatori d'origine devono essere marcati con un
         riferimento, chiaramente leggibile ed indelebile, alla marca e
         al tipo.
2.5.5.3. Tutti gli imballaggi dei dispositivi di sostituzione d'origine
         dei silenziatori di scarico devono recare la menzione "pezzo
         d'origine" e i riferimenti alla marca ed al tipo chiaramente
         leggibili.
2.5.6.   Silenziatori di ammissione
         Se il tubo di aspirazione di un motore è munito di un filtro
         dell'aria e/o di un ammortizzatore dei rumori di ammissione
         necessario(i) per garantire il rispetto del livello sonoro
         ammissibile, detto filtro e/o ammortizzatore sono considerati
         come parte del silenziatore e si applicano anche ad essi le
         prescrizioni del punto 2.3.
3.       OMOLOGAZIONE DI UN TIPO DI SCARICO NON DI ORIGINE 0 DEGLI
         ELEMENTI DI TALE TIPO DI DISPOSITIVO, IN QUANTO ENTITÀ*
         TECNICHE, PER CICLOMOTORI A TRE RUOTE E TRICICLI
3.0      CAMPO D'APPLICAZIONE
          Il presente punto si applica all'omologazione in quanto entità
         tecniche, dei dispositivi di scarico o degli elementi di detti
         dispositivi, destinati ad essere montati su uno o più tipi
         determinati di ciclomotori a tre ruote e tricicli come
         dispositivi di sostituzione non di origine.
3.1.      DEFINIZIONE
3.1.1.   Per "dispositivo di scarico di sostituzione non di origine od
         elementi di detto dispositivo" si intende qualsiasi componente
         del dispositivo di scarico definito al punto 1.2. del presente
         allegato, destinato a sostituire su un ciclomotore a tre ruote
         su un triciclo quello del tipo montato sul ciclomotore a tre
          ruote o sul triciclo al momento del rilascio del documento di
         cui ali'Appendice 1B.
3.2.     DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
3.2.1.   La domanda di omologazione per un dispositivo di scarico di
         sostituzione o per elementi di detto dispositivo in quanto
         entità tecniche è presentata dal fabbricante del dispositivo o
         dal suo mandatario.
 ---pagebreak---                                     445 -
3.2.2.     La domanda di omologazione deve essere corredata, per ciascun
           tipo di dispositivo di scarico di sostituzione o di elementi di
           detto dispositivo per i quali è richiesta l'omologazione, dei
           documenti che figurano qui di seguito, in triplice copia, e
           del le seguenti indicazioni:
3.2.2.1.   -   descrizione del tipo o dei tipi di triciclo o dei tricicli
               cui il dispositivo o gli elementi di detto dispositivo sono
               destinati, per quanto riguarda le caratteristiche indicate al
               punto 1.1. del presente allegato.
               Devono essere indicati i numeri e/o i simboli che
               caratterizzano il tipo del motore e quello del veicolo;
3.2.2.2.   -   descrizione del dispositivo di scarico di sostituzione con
               indicazione della posizione relativa di ciascun elemento del
               dispositivo, nonché delle istruzioni di montaggio;
3.2.2.3.   -   disegni di ciascun elemento al fine di poterlo individuare ed
               identificare facilmente, con indicazione dei materiali usati.
               Detti disegni devono anche indicare la posizione prevista per
               l'apposizione obbligatoria del numero d'omologazione.
3.2.3.     A richiesta del servizio tecnico il richiedente deve presentare:
3.2.3.1.   -   due campioni del dispositivo per il quale è richiesta
               I'omologazione;
3.2.3.2.   -   un dispositivo di scarico conforme a quello montato sul
               veicolo al momento del rilascio del documento di cui
               al l'appendice 1B;
3.2.3.3.   -   un veicolo rappresentativo del tipo sul quale il dispositivo
               di scarico di sostituzione è destinato ad essere montato;
               detto veicolo deve trovarsi in condizioni tali da rispondere
               alle prescrizioni di uno dei seguenti punti, quando sia
               dotato di un silenziatore di tipo identico a quello di
               origine;
3.2.3.3.1. se il veicolo di cui al punto 3.2.3.3. è di un tipo per il quale
            l'omologazione è stata rilasciata in conformità del presente
           capitolo:
           -   durante la prova in movimento, non deve superare di più di 1
               dB(A) il valore previsto al punto 2.2.1.3. del presente
               al legato;
           -   durante la prova a fermo, non deve superare di più di 3 dB(A)
                il valore indicato sulla targhetta del costruttore;
3.2.3.3.2. se il veicolo di cui al punto 3.2.3.3. non è di un tipo per il
           quale è stata rilasciata l'omologazione ai sensi delle
           disposizioni del presente capitolo, non deve superare di più di
            1 dB(A) il valore limite applicabile a questo tipo di veicolo al
           momento della sua prima entrata in circolazione;
 ---pagebreak---                                 - 446 -
3.2.3.4. -   un motore separato identico a quello del veicolo menzionato
             in precedenza qualora le autorità competenti lo ritengano
             necessar io.
3.3.     MARCATURA ED ISCRIZIONI
3.3.1.   Il dispositivo di scarico non di origine o gli elementi di detto
         dispositivo devono essere marcati conformemente alle
         disposizioni dell'al legato V.
3.4.     OMOLOGAZIONE
3.4.1.   Al termine delie verifiche prescritte dal presente capitolo,
         l'autorità competente compila un certificato conforme al modello
         che figura all'appendice 2B. Il numero di omologazione deve
         essere preceduto dal rettangolo comprendente la lettera "e"
         seguita dal numero o dal gruppo di lettere distintivo dello
         Stato membro che ha rilasciato o rifiutato l'omologazione.
3.5.     SPECIFICHE
3.5.1.   Specifiche di carattere generale
          Il silenziatore deve essere progettato, costruito e atto ad
         essere montato in modo che:
3.5.1.1. -   in condizioni normali di impiego e, in particolare, malgrado
             le vibrazioni alle quali può essere sottoposto, il veicolo
             possa soddisfare le prescrizioni dei capitolo,
3.5.1.2. -   presenti, per quanto concerne i fenomeni di corrosione ai
             quali é sottoposto, una resistenza adeguata alle condizioni
             di impiego del veicolo,
3.5.1.3. -    la distanza dal suolo prevista per il silenziatore dì origine
             e l'eventuale posizione inclinata del veicolo non siano
             ridotte,
3.5.1.4. -   non raggiunga temperature anormalmente elevate sulla
             superficie,
3.5.1.5. -    i contorni non presentino sporgenze o bordi taglienti,
3.5.1.6. -   rimanga uno spazio sufficiente per le molle,
3.5.1.7. -   consenta uno spazio di sicurezza sufficiente per le
             condutture,
3.5.1.8. -   sia resistente agli urti compatibilmente con le prescrizioni
             di montaggio e di manutenzione chiaramente definite.
3.5.2.   Specifiche relative ai livelli sonori
 ---pagebreak---                                   - 447 -
3.5.2.1.   Per controllare il rendimento acustico del dispositivo di
           scarico di sostituzione o di un elemento di detto dispositivo si
           applicano i metodi descritti ai punti 2.3., 2.4., 2.5. e 2.6.
           del presente allegato.
           Con il dispositivo di scarico di sostituzione o l'elemento di
           detto dispositivo montati sul veicolo descritto al punto
           3.2.3.3., I valori del livello sonoro ottenuti devono soddisfare
           Ie seguentI condIz i on I :
3.5.2.1.1. non superare i valori misurati secondo le prescrizioni del punto
           3.2.3.3 con lo stesso veicolo munito del silenziatore d'origine
           sia durante la prova in movimento che durante la prova a fermo.
3.5.3.     Verifica delle prestazioni del veicolo
3.5.3.1.   Il silenziatore di sostituzione deve poter consentire al veicolo
           prestazioni paragonabili a quelle realizzate con un silenziatore
           di origine o un elemento di detto dispositivo originale.
3.5.3.2.   Il silenziatore di sostituzione é paragonato con un silenziatore
           d'origine pure allo stato nuovo, montati successivamente sul
           veicolo indicato al punto 3.2.3.3.
3.5.3.3.   La verifica deve essere eseguita misurando la curva di potenza
           del motore. La potenza massima netta e la velocità massima
           misurate con il silenziatore di sostituzione non devono superare
           di oltre il 5% la potenza massima netta e la velocità massima
           misurate nelle stesse condizioni con il dispositivo di scarico
           d'origine.
3.5.4.     Prescrizioni complementari per i silenziatori in quanto entità
           tecniche, muniti di materiali fibrosi
           Per la costruzione di detti silenziatori possono essere usati
           materiali fibrosi unicamente se sono rispettate le disposizioni
           del punto 2.5.1. del presente allegato.
 ---pagebreak---                                      - 448 -
                                  APPENDICE 1A
                               SCHEDA INFORMATIVA
               PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO AMMISSIBILE
                          ED IL DISPOSITIVO DI SCARICO
        DI ORIGINE DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE 0 DI TRICICLO
               (da allegare alia domanda di omologazione qualora
              venga presentata indipendentemente dalla domanda di
                           omologazione del veicolo)
                                     MODELLO
 N. d'ordine (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne il livello sonoro ammissibile
ed il dispositivo di scarico di un tipo di ciclomotore a tre ruote o di
triciclo deve contenere le informazioni che figurano all'allegato II della
direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30 giugno 1992, lettera A ai punti:
0.1.
0.2.
0.5.
0.6.
2.1.
3.
3.0.
3.1.
3.1.1.
3.2.1.7.
3.2.8.3.3.
3.2.8.3.3.1.
3.2.8.3.3.2.
3.2.9.
3.2.9.1.
4.
4.1.
4.2.
4.3.
4.4.
4.4.1.
4.4.2.
4.5.
4.6.
5.2.
                                                                             (2
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                                       APPENDICE 1B
                                            Indicazione dell'amministrazione
                              CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
            PER QUANTO CONCERNE IL LIVELLO SONORO AMMISSIBILE E IL
                DISPOSITIVO 0 I DISPOSITIVI DI SCARICO DI ORIGINE
              DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE 0 DI TRICICLO
                                          MODELLO
   Verbale n                     del servizio tecnico             in data
1.             Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo:
2.             Tipo del veicolo:
3.             Eventuated) varianted):
4.             Eventuated) versioned):
5.             Nome e indirizzo del costruttore:
6.             Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:
7.             T i p o d ) di disposi t ivo( i) di scarico di origine:
8.             T i p o d ) di disposit ivo( i ) di ammissione (se indispensabiied )
               per rispettare il valore limite del Mvello sonoro)
9.             Livello sonoro del veicolo fermo:              dB(A) a:.... min - 1 .
10.            Veicolo presentato alla prova il:
11.            L'omologazione è stata concessa/rIf lutata**)
12.            Luogo :
13.            Data:
14.            Firma:
(*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                          - 450 -
                                     APPENDICE 2A
                                  SCHEDA INFORMATIVA
            PER QUANTO CONCERNE UN DISPOSITIVO DI SCARICO NON DI ORIGINE
PER CICLOMOTORI A TRE RUOTE 0 TRICICLI 0 ELEMENTO(I) DI DETTO DISPOSITIVO
                        IN QUANTO ENTITÀ' TECNICA (TECNICHE)
                                         MODELLO
  N. d'ordine (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne un dispositivo di scarico non
di origine per ciclomotori a tre ruote o tricicli deve contenere le seguenti
informazioni:
1. Marca :
2. Tipo:
3. Nome e i nd i r i zzo de I f abbr i cante :
4. N o m e e indirizzo del l'eventuale mandatario del fabbricante:
5. Elenco degli elementi che compongono l'entità tecnica (allegare i disegni):
6. Marca(che) e tipod) di veicolo(i) cui è destinato il silenziatore***:
7. Eventuali restrizioni relative all'uso e prescrizioni di montaggio:
La domanda deve inoltre contenere le informazioni che figurano all'allegato II
della direttiva 92/61/CEE de Consiglio, del 30 giugno 1992, lettera A, ai
punt i:
0.1.
0.2.
0.5.
0.6.
2.1.
3.
3.0.
3.1.
3.1.1.
3.2.1.7.
4.
4.1.
4.2.
4.3.
4.4.
4.4.1.
4.4.2.
4.5.
4.6.
5.2.
 (*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                                          - 451 -
                                      APPENDICE 2B
                                           Indicazione dell'amministrazione
                             CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
         PER QUANTO CONCERNE UN DISPOSITIVO DI SCARICO NON DI ORIGINE
                       PER CICLOMOTORI A TRE RUOTE 0 TRICICLI
                                         MODELLO
   Verbale n             del servizio tecnico                 in data:
1.            Marca del dispositivo:
2.            T i pò de I d i spos i t i vo:
3.            N o m e e indirizzo del fabbricante:
4.            Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante:
5.            Marcacene) e t i p o d ) ed eventualmente varianted) e versioned)
              del (dei) ve I col o d ) cui è destinato il dispositivo:
6.            Dispositivo presentato alla prova il:
7.            L'omologazione è concessa/rif lutata**)
8.            Luogo:
9.            Data:
10.           Firma:
(*) Cancellare la dicitura inutile.
 ---pagebreak---                          - 452 -
                       ALLEGATO V
PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA CONFORMITÀ' DELLA PRODUZIONE
   CONFORMITÀ' DEL VEICOLO
  Ogni veicolo costruito deve essere conforme al tipo di veicolo
  omologato in applicazione del presente capitolo, essere munito
   del dispositivo silenziatore con il quale è stato omologato e
   soddisfare ai requisiti del punto 2 dell'allegato relativo al
   tipo di veicolo in questione.
   Per verificare la conformità prescritta sopra, si preleva dalla
   serie un veicolo del tipo omologato in applicazione del presente
   capitolo. La produzione è ritenuta conforme alle disposizoni del
   presente capitolo se il livello sonoro misurato con il metodo
   descritto al punto 2.1. di ciascun allegato non supera di più di
   3 dB(A) il valore misurato all'omologazione né di più di 1 dB(A)
   i limiti prescritti dal presente capitolo.
   CONFORMITÀ' DI UN DISPOSITIVO DI SOSTITUZIONE NON DI ORIGINE
   Ogni dispositivo di scarico fabbricato dev'essere conforme al
   tipo omologato in applicazione del presente capitolo e
   soddisfare i requisiti del punto 3 dell'allegato relativo al
   tipo di veicolo cui è destinato.
   Per verificare la conformità prescritta sopra si preleva dalla
   serie un dispositivo del tipo omologato in applicazione del
   presente capitolo.
   La produzione è ritenuta conforme alle disposizioni del presente
   capitolo se le prescrizioni dei punti 3.5.2. e 3.5.3. di ciascun
   allegato sono soddisfatte e se iI livello sonoro misurato con il
   metodo descritto al punto 2.1. di ciascun allegato non supera di
   più di 3 dB(A) il valore misurato all'omologazione del tipo né
   di più di 1 dB(A) i limiti prescritti dal presente capitolo.
 ---pagebreak---                             - 453 -
                          ALLEGATO VI
             PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA MARCATURA
1.   Il dispositivo di scarico non di origine o gli elementi di detto
     dispositivo, ad esclusione dei pezzi di fissaggio e dei tubi
     deve (o devono) recare:
1.1. il marchio di fabbrica o commerciale del fabbricante del
     dispositivo di scarico e dei suoi elementi,
1.2. la designazione commerciale data dal fabbricante,
1.3. il marchio di omologazione costituito ed apposto secondo le
     prescrizioni di cui all'allegato V della direttiva relativo
     all'omologazione dei veicoli a motore a due o tre ruote.
2.   I marchi di cui ai punti 1.1. e 1.3. nonché la designazione di
     cui al punto 1.2. devono essere indelebili e chiaramente
     leggibili anche quando il dispositivo è montato sul veicolo.
3.   Un elemento può recare più numeri di omologazione se è stato
     omologato come elemento di più dispositivi di scarico di
     sostituzione.
4.   Il dispositivo di scarico e di sostituzione dev'essere fornito
     in un imballaggio o recare un'etichetta con le seguenti
     indicazioni :
4.1. il marchio di fabbrica o commerciale del fabbricante del
     silenziatore di sostituzione e dei suoi elementi,
4.2.  l'indirizzo del fabbricante o del suo mandatario,
4.3.  l'elenco dei modelli dei veicoli cui è destinato il silenziatore
     di sostituzione.
5.    Il fabbricante deve fornire:
5.1.  le istruzioni dettagliate per un corretto montaggio sul veicolo,
5.2.  le istruzioni per la manutenzione del silenziatore,
5.3. un elenco degli elementi con il numero dei pezzi corrispondenti,
     esclusi i pezzi di fissaggio.
 ---pagebreak---                     ~4s~</-
                 ÇAPITQLQ 10
     DISPOSITIVI DI ATTACCO DEI RIMORCHI
   DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
                      E
AGGANCIAMENTO DELLE CARROZZETTE Al MOTOCICLI
 ---pagebreak---                                -ttÇÇ-
                            ALLEGATO I
              DISPOSITIVI DI RIMORCHIO PER RIMORCHI
             DEI VEICOLI A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
1.   Ogni dispositivo di rimorchio deve essere progettato e
     costruito in modo da rispettare le condizioni di mobilità
     definite al punto 2 e le condizioni di resistenza definite al
     punto 3.
2.   Condizioni di mobilità
      I dispositivi di rimorchio per rimorchi dei veicoli a motore a
     due o tre ruote devono consentire uno spostamento angolare in
     un piano orizzontale di 90* da una parte e dall'altra del
     piano longitudinale mediano del veicolo trattore e in un piano
     verticale di 15' al di sopra e al di sotto di un piano
     orizzontale.
      II dispositivo deve inoltre permettere un'inclinazione
      laterale del veicolo trattore di almeno 40* se il veicolo è a
     due ruote e di almeno 15* se il veicolo è a tre ruote,
     rispetto alla posizione verticale, sia a sinistra che a
     destra.
     Tuttavia quest'ultima prescrizione non è richiesta se il
     dispositivo è destinato ad un rimorchio monoruota.
     Gli spostamenti summenzionati devono potersi effettuare senza
     offrire sensibile resistenza.
3.   Condizioni    di resistenza
3.1. Resistenza longitudinale
      Il dispositivo di rimorchio deve poter resistere senza rottura
     né deformazione permanente del dispositivo stesso o del suo
     supporto ad una forza FL orizzontale applicata al centro
     dell'articolazione diretta prima verso la parte anteriore e
     quindi verso la parte posteriore.
     FL, espressa in Newton, è data dalla seguente formula :
      FL -  1,5 M ^
     M :    massa totale in kg del rimorchio con il carico massimo
            previsto dal costruttore;
     X      decelerazione media massima in m / s 2 che può essere
            ottenuta con il veicolo trattore nella prova di
            frenatura di tipo 0 quale definita nell'Appendice 1
            dell'allegato alla direttiva 93/.../CEE relativa alia
            frenatura dei veicoli a motore a due o tre ruote.
 ---pagebreak---                             -W-
3.2 Resistenza verticale
    Il dispositivo di rimorchio deve poter resistere senza rottura
    né deformazione permanente del dispositivo stesso e del suo
    supporto ad una forza Fv verticale applicata al centro
    dell'articolazione diretta prima verso l'alto e quindi verso
    iI basso e pari a 0,1 FL.
3.3 Resistenza trasversale
     Il dispositivo di rimorchio deve poter resistere senza rottura
    né deformazione permanente del dispositivo stesso o del suo
    supporto ad una forza Ft trasversale, perpendicolare al piano
     longitudinale del veicolo trattore, diretta prima a sinistra e
    poi a destra e pari a 0,1 FL.
 ---pagebreak---                                     -WL
                                 APPENPJÇE 1
                             SCHEDA INFORMATIVA
                            PER QUANTO CONCERNE
                 IL DISPOSITIVO DI RIMORCHIO PER RIMORCHI
            DI UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
(da allegare alla domanda di omologazione qualora essa sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. progressivo (assegnato dal richiedente) :
La domanda di omologazione per quanto concerne il dispositivo di
rimorchio per rimorchi dì un tipo di veicolo a motore a due o tre ruote
deve essere corredata dalle informazioni di cui all'allegato II della
Direttiva 92/61/CEE dei 30 giugno 1992, lettera A, punti :
0.1.
0.2.
da 0.4 a 0.6.
da 9.1. a 9.1.2.
 ---pagebreak---                                   -4tf-
                               APPENP1CE 2
                                      Indicazione dell'amministrazione
                       CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                           PER QUANTO CONCERNE
                       IL DISPOSITIVO PER RIMORCHI
            DI UN TIPO DI VEICOLO A MOTORE A DUE 0 TRE RUOTE
                                  MODELLO
Verbale n                del servizio tecnico               in data
N. dell'omologazione                       N. dell'estensione
1.        Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo :
2.        Tipo dì veicolo :
3.        Nome e indirizzo del costruttore :                           ,
4.        Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore
5.        Veicolo presentato alla prova il :
6.        L'omologazione è concessa/rifiutata **) :
7.        Luogo :
8.        Data   :
9.        Firma :
(*)    Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak---                              -45? -
                          ALLEGATO II
     DISPOSITIVI DI FISSAGGIO PER CARROZZINO DI MOTOCICLI
1.   Se sono previsti dei dispositivi di fissaggio sul motociclo
     per il montaggio di un carrozzino, questi devono rispondere
     alle condizioni dì resistenza di cui ai punti da 3.1 a 3.3.
2.   Dispositivo di prova
     Il motociclo é posto su un piano orizzontale con il suo piano
     longitudinale mediano in posizione verticale.
     Esso é immobilizzato e fissato mediante appoggi multipli
     agenti preferibilmente sui pneumatici, sulla sella, sul
     portapacchi, sugli assi delle ruote, sul manubrio, sulla
     colonna dello sterzo.
     Sono utilizzati tutti gli appoggi necessari per immobilizzare
      in modo soddisfacente il veicolo.
     Un telaio di prova, quale rappresentato a titolo di esempio
     nell'appendice 1, é collegato al motociclo mediante ì
     dispositivi di fissaggio da sottoporre alla prova.
      Il telaio comporta un punto 0 situato a 1,25 m dal piano
      longitudinale mediano del motociclo e a 0,3 m al di sopra del
     piano orizzontale di appoggio dei motociclo.
      Il punto 0 é inoltre situato in un piano trasversale posto tra
     gli assi delle ruote anteriori e poster lori del motociclo e
     tale che la distanza di questo piano dall'asse della ruota
     posteriore rappresenti la terza parte della distanza di detto
     piano dall'asse della ruota anteriore.
3.   Condizioni di resistenza
3.1. Sollecitazioni verticali:
      I dispositivi di fissaggio devono poter resìstere senza
      rottura né deformazione permanente dei dispositivi stessi o
     del telaio del motociclo qua lore al punto 0 del dispositivo di
     prova descritto al punto 2 venga applicata una forza verticale
      Fv diretta prima verso l'alto e poi verso il basso.
      Fv :  espresso in Newton è dato dalla seguente formula :
      Fv - 10 (M + C)
     M :    è la massa in kg del carrozzino indicata dal conduttore;
     C :    è il carico massimo in kg che può trasportare il
            carrozzino, previsto dal costruttore, ove ciascun
            passeggero é considerato pari a 75 kg.
 ---pagebreak---                             -*£?-
3.2. Sollecitazione trasversale :
     I dispositivi dì fissaggio devono poter resistere senza
     rottura né deformazione permanente dei dispositivi stessi o
     del telaio del motociclo qualora al punto 0 del dispositivo di
     prova descritto al punto 2 venga applicata una forza
     orizzontale, trasversale Ft orientata verso il motociclo e poi
     in direzione opposta al motociclo e pari 0,3 Fv.
3.3. Sollecitazione longitudinale :
     I dispositivi di fissaggio devono poter resistere senza
     rottura né deformazione permanente dei dispositivi stessi o
     del telaio del motociclo, qualora al punto 0 venga applicata
     una forza longitudinale FL diretta prima verso la parte
     anteriore e poi verso la parte posteriore.
     FL : espressa in Newton é data dalla seguente formula :
     FL -  1,5 (M + C) y
     £     decelerazione media massima in m / s 2 che può essere
           ottenuta con il veicolo trattore nella prova di
           frenatura di tipo 0 quale definita nell'Appendice 1
           dell'allegato alla direttiva 93/.../CEE relativa alla
           frenatura dei veicoli a motore a due o tre ruote.
 ---pagebreak---        _ tfC4 -
     APPFNDICE 1
Dispositivo di prova
                  1.25w
 ---pagebreak---                                   -hél-
                                APPENDICE 2
                            SCHEDA INFORMATIVA
                           PER QUANTO CONCERNE
                I DISPOSITIVI DI FISSAGGIO PER CARROZZINO
                         DI UN TIPO DI MOTOCICLO
(da allegare alla domanda dì omologazione qualora essa sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. progressivo (assegnato dal richiedente)
La domanda di omologazione per quanto concerne i dispositivi di
fissaggio per carrozzino di un tipo di motociclo deve essere corredata
dalle informazioni di cui all'allegato il della
Direttiva 92/61/CEE del 30 giugno 1992, lettera A, punti :
0.1.
0.2.
da 0.4 a 0.6.
e lettera B, punti 1.3 e 1.3.1.
 ---pagebreak---                                  -4Û-
                               APPENDICE 3
                      CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                          PER QUANTO CONCERNE
               I DISPOSITIVI DI FISSAGGIO PER CARROZZINO
                         DI UN TIPO DI MOTOCICLO
                                 MODELLO
                                     Indicazione dell'amministrazione
Verbale n               del servizio tecnico               in data
N. dell'omologazione                       N. dell'estensione        .
1.        Marchio di fabbrica o commerciale del veicolo :            .
2.        Tipo di veicolo :                                          ,
3.        Nome e indirizzo del costruttore :
4.        Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore
5.        Veicolo presentato alla prova il :
6.        L'omologazione é concessa/rifiutata **)
7.        Luogo :
8.        Data  :
9.        Firma :
(*)    Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak---                             -4<Tf
                        CAPITOLO 11
ANCORAGGI DELLE CINTURE DI SICUREZZA E CINTURE DI SICUREZZA
         DEI CICLOMOTORI A TRE RUOTE, DEI TRICICLI
                E DEI QUADRICICLI CARROZZATI
                                                            0
 ---pagebreak---                                  -kéf-
                              ALLEGATO I
1.       DEFINIZIONI
         Ai sensi del presente capitolo si intende per:
1.1.     "tipo dì veicolo per quanto concerne gli ancoraggi delle cinture
         dì sicurezza", i veicoli a motore che non presentano fra loro
         differenze essenziali, in particolare per i seguenti punti:
         dimensioni, forme e materiali dei componenti la struttura del
         veicolo o del sedile cui sono fissati gli ancoraggi;
1.2.     "ancoraggi della cintura", le parti delia struttura del veicolo
         o del sedile, o qualsiasi altra parte del veicolo, alle quali
         vanno fissate le cinture;
1.3.     "ancoraggio effettivo", il punto utilizzato per determinare
         convenzionalmente l'angolo di ogni parte della cintura dì
         sicurezza rispetto all'utilizzatore, come previsto al punto 4.;
         ossia il punto in cui una cinghia dovrebbe essere fissata per
         assumere la medesima configurazione prevista per la cintura al
         momento dell'uso; tale punto può anche non corrispondere
         all'ancoraggio effettivo della cintura a seconda della
         configurazione degli elementi di fissaggio della cintura nel
         punto in cui questa é fissata all'ancoraggio;
1.3.1.   per esempio,
1.3.1.1. quando una cintura di sicurezza comporta, fissato all'ancoraggio
          inferiore, un pezzo rigido sia esso bloccato oppure lìbero di
         ruotare, l'ancoraggio effettivo, per tutte le posizioni di
         regolazione del sedile, è il punto un cui la cinghia è fissata
         ai pezzo rigido suddetto;
1.3:1.2. quando sulla struttura del veicolo o del sedile si utilizza una
         guida della cinghia, verrà considerato come ancoraggio effettivo
          il punto medio della guida in corrispondenza dell'uscita della
         cinghia dal lato dell'utilizzatore della cintura;
1.3.1.3. quando ia cintura passa direttamente dall'utilizzatore ad un
         riavvolgitore fissato alla struttura del veicolo o alla
         struttura del sedile, senza l'intervento di una guida della
         cinghia, verrà considerata come ancoraggio effettivo
          l'intersezione fra l'asse del cilindro di riavvolgimento e il
         piano mediano che passa per l'asse normale della cinghia avvolta
         su ci Iindro;
1.4.      "pavimento", la parte inferiore della carrozzeria del veicolo
         che collega le pareti laterali dello stesso. In questo senso, il
         pavimento comprende le nervature, i rilievi imbutiti ed altri
         eventuali elementi di rinforzo anche se disposti al di sotto del
         pavimento, ad esempio i longheroni e le traverse;
1.5.      "sedile", una struttura che può essere o meno parte integrante
         della struttura del veicolo, completa di rivestimento e
         destinata a servire quale posto a sedere per un adulto; il
         termine definisce sia un sedile separato sia la parte di un
         sedile a panchina corrispondente ad un posto a sedere;
 ---pagebreak--- 1.6.    "gruppo di sedili", sia un sedile a panchina, sia dei sedili
        separati ma adiacenti (ossia in modo tale che gli ancoraggi
        anteriori di un sedile siano allineati o davanti agli ancoraggi
        posteriori di un altro sedile e allineati o dietro gli ancoraggi
        anteriori di quest'altro sedile), che offrono uno o più posti a
        sedere per adult i;
1.7.    "sedile a panchina", una struttura completa di rivestimento, che
        offre almeno due posti a sedere per adulti;
1.8.    "strapuntino", un sedile ausiliario destinato ad essere
        impiegato saltuariamente e che normalmente si tiene ripiegato;
1.9.    "tipo di sedile", una categoria di sedili che non presentano tra
        loro differenze sostanziali sui punti appresso indicati:
1.9.1.  forma e dimensioni della struttura del sedile e materiali che la
        compongono,
1.9.2.  tipo e dimensioni dei sistemi di regolazione e di tutti i
        sistemi di blocaggio,
1.9.3.  tipo e dimensioni degli ancoraggi della cintura sul sedile,
        dell'ancoraggio del sedile e delle parti della struttura del
        veicolo interessati all'ancoraggio;
1.10.   "ancoraggio del sedile", il sistema mediante il quale tutto il
        sedile viene fissato alla struttura del veicolo, comprese le
        parti interessate della struttura dei veicolo;
1.11.   "sistema di regolazione", iI dispositivo che permette di
        regolare il sedile o le sue parti in modo da adeguare la
        posizione a sedere alle caratteristiche morfologiche
        dell'occupante; il dispositivo può in particolare consentire:
1.11.1.  uno spostamento longitudinale,
1.11.2. uno spostamento in altezza,
1.11.3. uno spostamento angolare;
1.12.   "posto protetto", un posto le cui zone schermo all'interno dello
        spazio di protezione hanno una superficie totale di almeno 800
        cm2;
1.13.   "spazio di protezione", lo spazio situato davanti ad un sedile e
        compreso:
        -   tra due piani orizzontali, uno dei quali passa per il punto H
           e l'altro é situato a 400 mm al di sopra del precedente;
        -   tra due piani verticali- longitudinali, simmetrici rispetto al
           punto H e distanti fra loro 400 mm;
        -   posteriormente ad un piano verticale trasversale distante
            1,30 m dal punto H.
 ---pagebreak---                                 -kÛ-
        ln un piano verticale trasversale qualsiasi, si definisce zona
        schermo una superficie continua tale che; se si proietta una
        sfera di 165 mm di diametro in una direzione orizzontale
        longitudinale passante per un punto qualsiasi della zona e per
        il centro della sfera, non esiste nello spazio di protezione
        alcuna apertura attraverso la quale sia possibile far passare la
        sfera;
1.14.   "sistema di spostamento", un dispositivo che consente ai sedile
        o a una delle sue parti una rotazione o uno spostamento, senza
        posizione intermedia fissa, per agevolare l'accesso allo spazio
        situato dietro al sedile in questione;
1.15.   "sistema di bloccaggio", un dispositivo destinato a mantenere il
        sedile e le sue parti, in qualsiasi posizione di impiego,
        comprendente dei meccanismi per il blocaggio dello schienale
        rispetto al sedile e del sedile rispetto al veicolo;
1.16.   "punto H", un punto di riferimento quale definito al punto 1.1
        dell'allegato M I , determinato con la procedura indicata in
        detto al legato;
1.17.   "punto H*", punto di riferimento che corrisponde al punto H
        definito al punto 1.16. e che è determinato per tutte le normali
        posizioni di impiego del sedile-,
1.18.   "punto R", punto di riferimento di un sedile quale definito al
        punto 1.2. dell'allegato III;
1.19.   "linea di riferimento", la retta definita al punto 3.4.
        de II'al legato II I;
1.20.   "punti L1 e L2", gli ancoraggi   inferiori effettivi;
1.21.   "punto C", il punto situato a 450 mm al di sopra e sulla
        verticale del punto R. Tuttavia, se la distanza S definita al
        punto 1.23 non è inferiore a 280 mm e se il costruttore applica
         l'altra formula possibile BR - 260 mm + 0,8 S, specificata al
        paragrafo 4.3.3, la distanza verticale tra C e R deve essere di
        500 mm;
1.22.   "angolini e & 2 " , rispettivamente, gli angoli che i piani
        perpendicolari al piano longitudinale mediano del veicolo
        passanti per il punto H1 ed i punti L1 e L2 formano con un piano
        or izzontale-,
1.23.   "S", la distanza in millimetri che separa gli ancoraggi
        effettivi superiori da un piano di riferimento P, parallelo al
        piano longitudinale mediano del veicolo, definito come segue:
1.23.1. se la posizione a sedere è ben definita dalla forma del sedile,
         il piano P é il,pi ano mediano di questo sedile,
1.23.2.  in assenza di posizione a sedere ben definita:
 ---pagebreak--- 1.23.2.1. il piano P relativo alla posizione del conducente è quello
          parallelo al piano mediano longitudinale del veicolo e passante
          verticalmente per il centro del volante nella sua posizione
          intermedia, se è regolabile, e situato sul piano della corona
          del volante,
1.23.2.2. il piano P relativo alla posizione del passeggero laterale
          anteriore è simmetrico al piano P stabilito per il conducente,
1.23.2.3. il piano P relativo ad un posto laterale posteriore è quello
          specificato dal costruttore a condizione che, per la distanza A
          tra il piano longitudinale mediano del veicolo ed il piano P, si
          rispettino i seguenti limiti:
              A é uguale o superiore a 200 mm se ia panchina é prevista per
              solo due posti,
              A é uguale o superiore a 300 mm se la panchina è prevista per
              più di due post i.
2.        PRESCRIZIONI GENERALI
2.1.      Gli ancoraggi delle cinture di sicurezza devono essere
          progettati, costruiti e montati in modo da:
2.1.1.    permettere il montaggio di una cintura di sicurezza adatta. Gli
          ancoraggi dei sedili laterali anteriori devono consentire il
          montaggio di cinture di sicurezza munite di riavvolgitore e di-
          rinvio all'ancoraggio superiore, tenendo soprattutto presenti le
          caratteristiche di resistenza degli ancoraggi, a meno che il
          fabbricante fornisca il veicolo equipaggiato con altri tipi di
          cinture munite di riavvolgi tori. Se gli ancoraggi risultano
          adatti soltanto per alcuni tipi di cinture di sicurezza, detti
          tipi dovranno essere indicati sulla scheda di cui all'allegato
          V, appendice 1 ;
2.1.2.    ridurre al minimo il rischio di scivolamento della citura quando
          è indossata correttamente-,
2.1.3.    ridurre al minimo il rischio di deterioramento della cinghia
          dovuto ad attrito con le parti rigide taglienti della struttura
          del veicolo o del sedile;
2.1.4.     in normali condizioni di impiego, ,M veicolo soddisfi le
          prescrizioni del presente capitolo;
2.1.5.    trattandosi di ancoraggi che assumono posizioni differenti per
          consentire alle persone di entrare nel veicolo e per trattenere
          gli occupanti, le disposizioni del presente regolamento devono
          applicarsi agli ancoraggi nella loro effettiva posizione di
          ritenuta.
2.2.      Gli ancoraggi delle cinture di sicurezza non sono richiesti per
           i ciclomotori a tre ruote muniti di carrozzeria con massa a
          vuoto < à 250 kg.
 ---pagebreak--- 3.           NUMERO MINIMO DI ANCORAGGI DI CINTURE DI SICUREZZA
3.1.         Per ì posti anteriori occorre prevedere due ancoraggi inferiori
             ed uno superiore. Tuttavia, per i posti centrali anteriori sono
              considerati sufficienti due ancoraggi se esistono altri posti
              davanti. Per quanto concerne gli ancoraggi, il parabrezza è
              considerato parte della zona di riferimento quando può entrare
              in contatto statico con il dispositivo di prova in base al
             metodo descritto nell'allegato II della direttiva 74/60/CEE
              relativa alle finiture interne dei veicoli a motore* 1 ).
3.2.          Per gli altri posti laterali occorre prevedere due ancoraggi
              inferiori ed uno superiore.
3.3.          Per tutti gii altri posti, ad eccezione degli strapuntini per i
              quali non sono prescritti ancoraggi, occorrono almeno due
              ancoraggi inferiori.
4.            POSIZIONE DEGLI ANCORAGGI
              (cfr. allegato II, figura 1)
4.1.          Considerazioni generali
4.1.1.        Gli ancoraggi di una stessa cintura possono essere fissati tutti
              alla struttura del veicolo, a quella del sedile o a qualsiasi
            • altra parte del veicolo, oppure essere distribuiti in queste
              var ie posizioni.
4.1.2.        Al medesimo ancoraggio possono essere fissate le estremità di
              due cinture di sicurezza adiacenti, purché siano soddisfatte le
              prescrizioni di prova.
4.2.          Posizione degli ancoraggi effettivi inferiori
4.2.1.        Gli angolini e*C2 devono essere compresi tra 30* e 80* per
              tutte le normali posizioni di utilizzazione del sedile.
4.2.2.        Nel caso delle panchine posteriori e dei sedili regolabili
              muniti del sistema di regolazione di cui al punto 1.11, con
               inclinazione dello schienale inferiore a 20* (cfr. al leg. Il,
              fig. 1 ) . gii angolini e cx2 possono essere inferiori al minimo
               indicato al punto 4.2.1 purché non siano inferiori a 20* in
              nessuna delle normali posizioni di impiego del sedile.
4.2.3.        La distanza fra i due piani verticali, paralleli al piano
              mediano longitudinale del veicolo, che passano per ciascuno dei
              due ancoraggi effettivi inferiori (L1 e L2) della stessa cintura
              non dovrà essere inferiore a 350 mm. Il piano mediano
               longitudinale del sedile deve passare tra i punti L1 e L2 ad
              almeno 120 mm da detti punti.
4.3.          Posizione dee li ancoraggi effettivi superiori
               (cfr. al legato II, fig.
4.3.1.        Qualora venga utilizzata una guida della cinghia o un
              dispositivo analogo che influisca sulla posizione
              dell'ancoraggio effettivo superiore, sì determina questa
 (1) GU n. L 38 del I'11.2.1974
 ---pagebreak---                                 -de-
         posizione in modo convenzionale prendendo in considerazione la
         posizione dell'ancoraggio allorché la. linea centrale
         longitudinale della cinghia passa per il punto J1, definito
         nell'ordine dai tre seguenti segmenti, a partire dal punto R:
         RZ: segmento della linea di riferimento, misurato a partire dal
         punto R verso l'alto e lungo 530 mm;
         ZX: segmento perpendicolare al piano mediano longitudinale del
         veicolo, misurato a partire dal punto Z verso l'ancoraggio e
         lungo 120 mm;
         XJ1: segmento perpendicolare al piano definito dai segmenti RZ e
         ZX, misurato a partire dal punto X verso ('avanti e lungo 60 mm.
         Il punto J2 è simmetrico con il punto J1 attorno al piano
         longitudinale che attraversa verticalmente la linea di
         riferimento, definita al punto 5.1.2, del manichino posto sul
         sedi le in quest ione.
4.3.2.   L'ancoraggio effettivo superiore deve trovarsi al di sotto del
         piano FN perpendicolare al piano mediano longitudinale del
         sedile e forma un angolo di 65' con la linea di riferimento. Per
         i sedili posteriori, detto angolo può essere ridotto a 60*. Il
         piano FN deve essere disposto in modo da intersecare la linea di
         riferimento in un punto D tale che DR « 315 mm +1,8 S.
         Tuttavia, se S < 200 mm, DR diventa - 675 mm.
4.3.3.   L'ancoraggio effettivo superiore della cintura di sicurezza deve
         trovarsi in posizione arretrata rispetto al piano FK
         perpendicolare al piano mediano longitudinale del sedile e
         tagliare la linea di riferimento con un angolo di 120* in un
         punto B tale che BR - 260 mm + S. Se S > 280 mm, il costruttore
         può utilizzare, a sua scelta, BR - 260 mm + 0,8 S.
4.3.4.    Il valore di S non deve essere inferiore a 140 mm.
4.3.5.   L'ancoraggio effettivo superiore deve essere situato in
         posizione arretrata rispetto ad un piano verticale
         perpendicolare al piano mediano longitudinale del veicolo e che
         passa per il punto R come indicato nell'allegato II.
4.3.6.   L'ancoraggio effettivo superiore deve essere situato al di sopra
         del piano orizzontale che passa per il punto C definito ai punto
         1.21.
4.3.7.   Oltre all'ancoraggio superiore indicato al punto 4.3.1, possono
         essere installati altri ancoraggi effettivi superiori purché sia
         soddisfatta una delle seguenti condizioni:
4.3.7.1. gli ancoraggi supplementari sono conformi alle prescrizioni dei
         punti da 4.3.1 a 4.3.6;
 ---pagebreak---                                   -ih-
4.3.7.2.   gli ancoraggi supplementari possono essere utilizzati senza
           l'aiuto di utensili, sono conformi alle prescrizioni dei punti
           4.3.5 e 4.3.6 e si trovano in una delle zone determinate
           spostando la zona delimitata nella figura 1 dell'allegato 11 di
           80 mm verso i'alto o verso il basso in direzione verticale;
4.3.7.3.   l'ancoraggio o gli ancoraggi destinati ad una cintura a
           bretella, sono conformi alle prescrizioni del punto 4.3.6 se si
           trovano in posizione arretrata rispetto al piano trasversale che
           passa per la linea di riferimento e sono situati:
4.3.7.3.1. nel caso di un unico ancoraggio, nella zona comune a due diedri
           delimitati dalle verticali che passano per i punti J1 e J2
           definiti al punto 4.3.1 e le cui sezioni orizzonta M sono
           definite alla figura 2 dell'allegato II,
4.3.7.3.2. nel caso di due ancoraggi, in quello più opportuno dei diedri
           summenzionati, a condizione che nessun ancoraggio disti più 50
           mm dalla posizione simmetrica rispetto all'altro ancoraggio
           attorno ai piano P definito al punto 1.23 del sedile in
           questione.
5.         RESISTENZA DEGLI ANCORAGGI
5.1.       Ogni ancoraggio deve poter resistere alle prove di cui ai punti
           6.3 e 6.4. E' ammessa una deformazione permanente, compresa una
           rottura, di un ancoraggio o della zona adiacente, a condizione
           che la forza prescritta sia stata mantenuta per la durata
           prevista. Nel corso della prova, devono essere rispettate le
           distanze minime per gli ancoraggi inferiori effettivi,
           prescritte al punto 4.2.3 ed i requisiti formulati ai punti
           4.3.6 e 4.3.7 per gli ancoraggi superiori effettivi.
5.2.       Nei veicoli in cui sono montati, i sistemi di spostamento e di
           bloccaggio che consentono agli occupanti di tutti i sedili di
           uscire dal veicolo devono ancora poter essere azionati
           manualmente dopo l'arresto della forza di trazione.
5.3.       Dimensioni dei fori filettati di ancoraggio
            I fori filettati degli ancoraggi devono essere di 7/16-20 UNF 2B
            in base alia norma di ISO/TR 1417.
5.4.       Se il costruttore ha munito il veicolo di cinture di sicurezza
           fissate a tutti gli ancoraggi prescritti per il sedile di cui
           trattasi, non é necessario che detti ancoraggi siano conformi
           alla prescrizione del punto 5.3, a condizione che soddisfino le
           altre disposizioni del presente capitolo. Inoltre, la
           prescrizione del punto 5.3 non si applica agli ancoraggi
           supplementari che soddisfano la prescrizione di cui al punto
           4.3.7.3.
5.5.       Deve essere possibile togliere la cintura di sicurezza
           dall'ancoraggio senza danneggiare quest'ultimo.
 ---pagebreak---                                 -4?i-
6.       PROVE
6.1.     Considerazioni generali
6.1.1.   Fatta salva l'applicazione delle disposizioni del punto 6.2 e su
         richiesta del fabbricante,
6.1.1.1  le prove possono essere effettuate su una struttura del veicolo
         o su un veicolo completamente finito,
6.1.1.2. i finestrini e le portiere possono essere montati o meno e, in
         caso positivo, possono essere chiusi o aperti,
6.1.1.3. si puù montare qualsiasi elemento normalmente previsto che possa
         contribuire a migliorare la rigidità della struttura.
6.1.2.    I sedili devono essere montati e sistemati, a scelta del
         servizio tecnico che effettua le prove di omologazione, nella
         posizione di guida o di utilizzazione più sfavorevole dal punto
         di vista della resistenza del sistema. La posizione dei sedili
         va indicata nel verbale. Se l'inclinazione é regolabile, io
         schienale dovrà essere bloccato conformemente alle indicazioni
         del fabbricante, oppure, in mancanza di queste applicazioni, in
         una posizione corrispondente ad un angolo effettivo del sedile
         quanto più vicino possibile a 15*.
6.2.     Bloccaggio del veicolo
6.2.1.    Il metodo impiegato per bloccare il veicolo durante le prove non
         deve comportare come conseguenza quella di rinforzare gli
         ancoraggi o le zone di ancoraggio o di limitare la normale
         deformazione della struttura.
6.2.2.   Un dispositivo di bloccaggio é considerato soddisfacente se non
         esercita alcun effetto su una zona che si estende per tutta la
          larghezza della struttura, quando il veicolo o la struttura sono
         bloccati o fissati anteriormente ad una distanza non inferiore a
         500 mm dall'ancoraggio da collaudare e quanto sono trattenuti o
         fissati posteriormente ad una distanza non inferiore a 300 mm da
          tale ancoraggio.
6.2.3.   Si raccomanda di far poggiare la struttura su supporti allineati
         approssimativamente sulla verticale degli assi delie ruote o,
         qualora non sia possibile, sulla verticale dei punti di
          fissaggio della sospensione.
6.2.4.   Se viene utilizzato un metodo di prova diverso da quello
          prescritto ai punti da 6.3.1 a 6.3.8, si dovrà dimostrarne
          l'equivalenza.
6.3.      Prescrizioni generali per le prove
 6.3.1.  Tutti gli ancoraggi di uno stesso gruppo di sedili devono essere
          collaudati simultaneamente.
 6.3.2.   La forza di trazione deve essere applicata verso I'avanti con un
          angolo di 10* ± 5 * al di sopra dell'orizzontale su un piano
          parallelo al piano mediano longitudinale del veicolo.
 ---pagebreak--- 6.3.3.     La messa sotto carico deve essere effettuata il più rapidamente
           possibile. Gli ancoraggi devono resistere al carico prescritto
           per almeno 0,2 s.
6.3.4.     L'allegato IV mostra uno dei dispositivi di trazione da
           utilizzare durante le prove descritte al successivo punto 6.4.
6.3.5.     Gli ancoraggi dei posti che prevedono ancoraggi superiori devono
           essere collaudati nelle seguenti condizioni:
6.3.5.1.   Posti laterali anteriori:
           gli ancoraggi devono essere sottoposti alla prova prescritta al
           punto 6.4.1, durante la quale i carichi vengono loro trasmessi
           mediante un dispositivo che riproduce la geometria di una
           cintura di sicurezza a tre punti munita di riavvolgitore e di un
           rinvio all'ancoraggio superiore, inoltre, se gli ancoraggi sono
            in numero superiore a quello prescritto al punto 3, detti
           ancoraggi devono essere sottoposti alia prova prescritta al
           punto 6.4.5, durante la quale i carichi vengono loro trasmessi
           mediante un dispositivo che riproduce la geometria del tipo di
           cintura di sicurezza destinato ad essere fissato a questi
           ancoraggi.
6i3.5.1.1. Se il riavvolgitore non è fissato all'ancoraggio inferiore
           esterno prescritto o se è fissato all'ancoraggio superiore,
           anche gli ancoraggi inferiori devono essere sottoposti alla
           prova di cui al punto 6.4.3.
6.3.5.1.2. Nel caso di cui al punto precedente, le prove prescritte ai
           punti 6.4.1 e 6.4.3 possono essere effettuate a richiesta del
           costruttore su due strutture differenti.
6.3.5.2.   Posti laterali posteriori e tutti i posti centrali:
           gli ancoraggi sono sottoposti alla prova di cui al punto 6.4.2,
           durante la quale i carichi sono loro trasmessi mediante un
           dispositivo che riproduce la geometria di una cintura di
           sicurezza a tre punti senza riavvolgitore, ed alla prova di cui
           al punto 6.4.3, durante la quale i carichi vengono trasmessi ai
           due ancoraggi inferiori mediante un dispositivo che riproduce la
           geometria di una cintura subaddominale. A richiesta del
           costruttore, le due prove possono essere effettuate su due
           strutture differenti.
6.3.5.3.    In deroga alle prescrizioni di cui ai punti 6.3.5.1 e 6.5.3.2,
           quando un costruttore consegna un veicolo provvisto di cinture
           di sicurezze munite di riavvolgi tore, gli ancoraggi
           corrispondenti devono essere sottoposti alla prova durante la
           quale i carichi vengono loro trasmessi mediante un dispositivo
           che riproduce la geometria della o delle cinture di sicurezza
           per le quali gli ancoraggi devono essere omologati.
6.3.6.     Se i posti laterali posteriori e i posti centrali non sono
           muniti di ancoraggi superiori, sono gli ancoraggi inferiori che
           devono essere sottoposti alla prova di cui al punto 6.4.3
           durante la quale i carichi vengono loro trasmessi mediante un
           dispositivo che riproduce la geometria di una cintura
           subaddominale.
 ---pagebreak---                                       -4?4-
6.3.7.         Se la progettazione del veicolo prevede il montaggio di altri
               dispositivi che non consentono di fissare le cinghie
               direttamente agli ancoraggi se non mediante rinvii intermedi,
               ecc., oppure che necessitano di ancoraggi supplementari in
               aggiunta a quelli menzionati al punto 3, la cintura di sicurezza
               oppure un sistema di cavi, rulli, ecc., ri producente il
               complesso della cintura di sicurezza, verrà collegato mediante
               tale dispositivo agli ancoraggi del veicolo, i quali saranno
               sottoposti, a seconda del caso, ad una delle prove di cui al
               punto 6.4.
6.3.8.         E' possibile applicare un metodo di prova diverso da quelli
               prescritti purché se ne dimostri l'equivalenza.
6.4.           Prescrizioni particolari per le prove da eseguire sui veicoli
               con massa a vuoto inferiore o pari a 400 kg**)
6.4.1.         Prova nel caso di una cintura di sicurezza a tre punti munita di
               riavvolgitore con rinvio fissato all'ancoraggio superiore.
6.4.1.1.       Vengono fissati agli ancoraggi superiori un rinvio speciale per
                il cavo o la cinghia con le caratteristiche adatte per
               trasmettere gli sforzi provenienti dal dispositivo di trazione,
               oppure il rinvio fornito da fabbricante.
6.4.1.2.       Un carico di prova di 675 daN + 20 daN viene applicato ad un
               dispositivo di trazione (cfr. allegato IV, fig. 2 ) , collegato
               agli ancoraggi della cintura, mediante un dispositivo che
               riproduce la geometria della cinghia che interessa a la parte
               superiore del torso.
6.4.1.3.       Simultaneamente una forza di trazione di 675 daN + 20 daN viene
               applicata ad un dispositivo di trazione (cfr. allegato IV, fig.
               1) collegato ai due ancoraggi inferiori.
6.4.2          Prova nel caso di una cintura di sicurezza a tre punti senza
               riavvolgi tore oppure con riavvolgi tore all'ancoraggio superiore.
6.4.2.1.       Un carico di prova di 675 daN ± 20 daN viene applicato ad un
               dispositivo di trazione (cfr. allegato IV, fig. 2 ) , collegato
               all'ancoraggio superiore e all'ancoraggio inferiore opposto
               della stessa cintura, utilizzando, se fornito dal fabbricante,
               un riavvolgitore fissato all'ancoraggio superiore.
6.4.2.2.       Simultaneamente, una forza dì trazione di 675 daN ± 20 daN viene
               applicata ad un dispositivo di trazione (cfr. allegato IV, fig.
               1) collegato ai due ancoraggi inferiori.
6.4.3          Prova nel caso di una cintura subaddominale.
6.4.3.1.       Un carico di prova di 1110 daN + 20 daN viene applicato ad un
               dispositivo di trazione (cfr. allegato IV, fig. 1) collegato ai
               due ancoraggi inferiori.
6.4.4.         Prove per ancoraggi tutti fissati alla struttura del sedile o
               suddivisi tra la struttura del veicolo e la struttura del
               sedi le.
 (*) La massa delle batterie di propulsione dei veicoli elettrici non é
     compresa nella massa a vuoto.
 ---pagebreak---                                     - *?r-
6.4.4.1.      Vengono effettuate, secondo il caso, le pròve di cui ai
              precedenti punti 6.4.1, 6.4.2 e 6.4.3 aggiungendo, per ogni
              sedile e per ogni gruppo di sedili, la forza supplementare
              indicata in appresso.
6.4.4.2.      Oltre alle forze indicate ai punti 6.4.1, 6.4.2 e 6.4.3, si
              applica al baricentro del sedile una forza longitudinale e
              orizzontale pari a 10 volte il peso del sedile completo.
6.4.5.        Prova nel caso di una cintura di tipo speciale
6.4.5.1.      Un carico di prova di 675 daN +. 20 daN viene applicato ad un
              dispositivo di trazione (cfr. allegato IV, fig. 2 ) , collegato
              agli ancoraggi di una cintura di sicurezza di detto tipo
              mediante un dispositivo che riproduce la geometria della cinghia
              o delle cinghie che interessano la parte superiore del torso.
6.4.5.2.      Simultaneamente, una forza di trazione di 675 daN + 20 daN viene
              applicata ad un dispositivo di trazione (cfr. allegato IV, fig.
              3) collegato ai due ancoraggi inferiori.
6.5.          Prescrizioni particolari per le prove da eseguire sui veicoli
              con massa a vuoto superiore a 400 kg (o 550 kg se i veicoli sono
              destinati al trasporto di merci).
              Si applicano le prescrizioni di cui all'allegato I concernente i
              metodi di prova particolari della direttiva 76/115/CEE relativa
              agli ancoraggi delle cinture di sicurezza dei veicoli a
              motore*1)
7.            VERIFICA DOPO LE PROVE
              Dopo le prove, viene rilevato qualsiasi deterioramento degli
              ancoraggi o delle strutture che hanno sopportato il carico
              durante le prove.
(1) GU n. L 24 del 30.01.1976, pag. 6.
 ---pagebreak---                                             -w-
                                         ALLEGATO II
                  Figura 1: ZONE DI UBICAZIONE DEGLI ATTACCHI EFFETTIVI
    DR - 315 + 1,8 S              Zona autorizzata per               Linea di rife-
    BR - 260 + S                  ancoraggi supplemen-              rimento secondo
    Salvo indicazione             tari secondo                       iI punto 1.19
    contraria ai punti 4.3.2,     iI punto 4.3.7.2                  dell'allegato I
    4.3.3 e 4.3.6.                de II'al legato I
          Distanza indicata al
     punto 1.21 dell'allegato I
       Angolo indicato al punto\J
           6.1.2 dell'allegato I
                                                     /  Tutte le quote sono in millimetri
                         Linea di riferimento conforme
                                                              Piano mediano longitudinale
                         al punto 1.19 dell'allegato I        del sedile
                                                                \   /Ancoraggio effettive
Per i sedili esterni sul lato sinistro                                  superiore
 ---pagebreak---                  -4??-
Flgura 2: ANCORAGGI EFFETTIVI SUPERIORI
         CONFORMI AL PUNTO 4.3.7.3 DELL'ALLEGATO I
 ---pagebreak---                                    -W-
                                ALLEGATO III
       PROCEDURA DA SEGUIRE PER DETERMINARE LA POSIZIONE DEL PUNTO H
              E L'ANGOLO REALE DI INCLINAZIONE DELLO SCHIENALE
        E VERIFICARE LA LORO RELAZIONE CON LA POSIZIONE DEL PUNTO R
            E L'ANGOLO PREVISTO DI INCLINAZIONE DELLO SCHIENALE
1.           DEFINIZIONI
1.1.         Il punto "H", che caratterizza la posizione nell'abitacolo di un
             occupante seduto, é la traccia, su un piano verticale
             longitudinale, dell'asse teorico di rotazione esistente tra la
             gambe ed il tronco di un corpo umano, rappresentato dai
             manichino descritto al punto 3 in appresso.
1.2.         Il punto "R" o "punto di riferimento del posto a sedere" è il
             punto di riferimento indicato dal costruttore, che
1.2.1.       ha coordinate determinate rispetto alla struttura del veicolo,
1.2.2.       corrisponde alla posizione teorica del punto di rotazione
             tronco/gambe (punto "H") per la posizione di guida o di normale
             utilizzazione più bassa e più arretrata data a ciascuno dei
             sedili previsti dal costruttore del veicolo.
1.3.         L'"angolo di inclinazione dello schienale" è l'inclinazione
             dello schienale rispetto alla verticale.
1.4.         L'"angolo reale di inclinazione delle schienale" è l'angolo
             formato dalla verticale passante per il punto H e la linea di
             riferimento del tronco del corpo umano rappresentato dal
             manichino descritto al punto 3 in appresso.
1.5.         L'"angolo previsto d'inclinazione dello schienale" è l'angolo
             prescritto dal costruttore che
1.5.1.       determina l'angolo di inclinazione dello schienale per ia
             posizione di guida o di normale utilizzazione più bassa e più
             arretrata data a ciascuno dei sedili dal costruttore del
             veicolo,
1.5.2.       é formato nel punto R dalla verticale e dalla linea di
             riferimento del tronco,
1.5.3.       corrisponde teoricamente all'angolo reale di inclinazione.
2.           DETERMINAZIONE DEI PUNTI H E DEGLI ANGOLI REALI DI INCLINAZIONE
             DEGLI SCHIENALI
2.1.         Per ogni posto a sedere previsto dal costruttore del veicolo si
             determina un punto "H" ed un "angolo reale di inclinazione dello
             schienale". Quando i sedili di una stessa fila possono essere
             considerati simili (panchina, sedili identici, e c c . ) , si
             determina un unico punto "H" ed un unico "angolo reale
             d'inclinazione dello schienale" per ogni fila di sedili,
             sistemando il manichino di cui al punto 3 in un posto
             considerato rappresentativo della fila di sedili.
             Questo posto è:
 ---pagebreak--- 2.1.1. per ia fila anteriore, il posto del conducente,
2.1.2. per la fila o le file posteriori, un posto esterno.
2.2.   Per ogni determinazione del punto "H" e dell'"angolo reale di
       inclinazione dello schienale", il sedile considerato é collocato
       nella posizione normale di guida o in quella di utilizzazione
       normale la più bassa e la più arretrata prevista per questo
       sedile dal costruttore. Lo schienale, se inclinabile, è bloccato
       nella posizione indicata dal costruttore, o in mancanza di
       indicazione, in modo tale che l'angolo reale di inclinazione sia
       compreso tra 25* e 15*.
3.     CARATTERISTICHE DEL MANICHINO
3.1.   Si utilizza un manichino tridimensionale che, per massa e forma,
       rappresenta un adulto di media statura. Questo manichino é
       rappresentato dalle figure 1 e 2 dell'appendice del presente
       al legato.
3.2.   Questo manichino comporta:
3.2.1. due elementi che simulano rispettivamente la schiena e la parte
       seduta del corpo, articolate secondo un asse che rappresenta un
       asse di rotazione fra ii busto e la coscia. La traccia di questo
       asse sul fianco del manichino é il punto H del manichino;
3.2.2. due elementi che simulano le gambe, articolati rispetto
       all'elemento che simula la parte seduta-,
3.2.3. due elementi che simulano i piedi, collegati alle gambe da
       articolazioni che simulano che caviglie;
3.2.4.  inoltre, l'elemento che simula la parte seduta è munito di una
        livella che permette di controllare il suo orientamento nella
       direzione trasversale.
3.3.   Delle masse, che rappresentano il peso di ogni elemento del
       corpo, sono collocate nei punti appropriati, corrispondenti ai
       centri di gravità, in modo da dare al manichino la massa totale
       di circa 75,6 kg. La tabella della figura 2 dell'appendice del
       presente allegato specifica le varie masse.
3.4.   La linea di riferimento del tronco del manichino é rappresentata
       da una retta che passa per il punto di articolazione della gamba
       nel bacino ed il punto di articolazione teorica del collo sul
       torace (cfr. fig 1 dell'appendice).
4.       SISTEMAZIONE DEL MANICHINO
       La sistemazione del manichino tridimensionale avviene come
       segue :
4.1.   sul veicolo fermo su un piano orizzontale si regolano i sedili
       come previsto al punto 2.2;
 ---pagebreak---                               -kîo -
4.2.   ricoprire il sedile sottoposto alla prova con un tessuto
       destinato a facilitare la corretta sistemazione del manichino;
4.3.   sistemare in posizione a sedere il manichino sul sedile
       considerato, con l'asse di articolazione perpendicolare al piano
       longitudinale di simmetria del veicolo;
4.4.   sistemare i piedi del manichino come segue:
4.4.1. per i sedili anteriori, in modo che la livella che controlla
       l'orientamento trasversale della parte seduta assuma una
       posizione orizzontale;
4.4.2. per i sedili posteriori, i piedi vengono disposti in modo da
       venire, in quanto possibile, a contatto con i sedili anteriori.
       Se i piedi poggiano su parti del pavimento a livello differente,
       il piede che arriva per primo in contatto con il sedile
       anteriore serve da riferimento, mentre l'altro piede è disposto
       in modo da costringere la livella che controlla l'orientamento
       trasversale della parte seduta ad assumere una posizione
       or izzontale.
4.4.3. se si determina il punto "H" di un sedile di mezzo, i piedi sono
       posti da una parte e dall'altra del tunnel-,
4.5.   collocare le masse sulle cosce, obbligare il livello trasversale
       della parte seduta ad assumere una posizione orizzontale e
       sistemare le masse sull'elemento che rappresenta la parte
       seduta;
4.6.   allontanare il manichino dallo schienale del sedile utilizzando
       la barra di articolazione delle ginocchia e piegare la schiena
       in avanti. Risistemare il manichino sul sedile facendo scivolare
       indietro la parte seduta sino ad incontrare resistenza, quindi
       rovesciare di nuovo indietro la schiena contro lo schienale del
       sedi le.
4.7.   appiicare al manichino due voi te una forza or izzontale di 10 + 1
       daN. La direzione e il punto di applicazione della forza sono
       rappresentati da una freccia nera nella figura 2 dell'appendice;
4.8.   collocare le masse sui fianchi destro e sinistro e, quindi, le
       masse del busto. Mantenere orizzontale la livella trasversale
       del manichino ;
4.9.   mantenendo orizzontale la livella trasversale del manichino ,
       piegare la schiena in avanti fino a che le masse del busto siano
       al di sopra del punto H, in modo da annullare qualunque
       strisciamento contro lo schienale del sedile;
4.10.  Riportare delicatamente indietro la schiena per terminare la
       sistemazione. La livella trasversale del manichino deve indicare
        la posizione orizzontale. In caso contrario procedere di nuovo
       come precedentemente indicato.
 ---pagebreak---                               -W-
5.     RISULTATI
5.1.   Una volta sistemato il manichino come indicato al punto 4, il
       punto H e l'angolo reale di inclinazione dello schienale
       considerato sono costituiti dal punto H e dall'angolo di
       inclinazione della linea di riferimento del tronco del
       manichino.
5.2.   Le coordinate del punto H rispetto a tre piani rispettivamente
       perpendicolari e l'angolo reale di inclinazione dello schienale
       sono misurati per essere comparati ai dati forniti dal
       costruttore del veicolo.
6.     VERIFICA DELLA POSIZIONE RELATIVA DEI PUNTI "R" E "H" E DEL
       RAPPORTO TRA L'ANGOLO PREVISTO E L'ANGOLO REALE DI INCLINAZIONE
       DELLO SCHIENALE
6.1.   I risultati delle misure previste al punto 5.2 per il punto "H"
       e per l'angolo reale di inclinazione delio schienale devono
       essere comparati con le coordinate del punto "R" e 1'angolo
       previsto di inclinazione dello schienale indicati dal
       costruttore del veicolo.
6.2.   La verifica della posizione relativa dei punti "R" e "H" e del
       rapporto fra l'angolo previsto e l'angolo reale di inclinazione
       dello schienale é considerata soddisfacente per la posizione
       seduta presa in considerazione se il punto "H", quale definito
       dalle sue coordinate, si trova in un quadrato di centro "R" e
       con il lato di 50 mm e se l'angolo reale di inclinazione dello
       schienale non si scosta di oltre 5" dall'angolo previsto di
        inclinazione.
6.2.1. Se queste condizioni non sono soddisfatte, il punto "R" e
        l'angolo previsto di inclinazione sono utilizzati per la prova
       e, se necessario, il manichino é sistemato in modo tale che il
       punto "H" coincida con il punto "R" e che l'angolo reale di
        inclinazione dello schienale coincida con l'angolo previsto.
6.3.   Se il punto "H" o l'angolo reale di inclinazione non soddisfano
        le prescrizioni del punto 6.2, si procede a due altre
       determinazioni del punto "H" o dell'angolo reale di inclinazione
       (tre determinazioni in tutto). Se i risultati ottenuti nel corso
       di due di queste tre operazioni soddisfano le prescrizioni, il
       risultato della prova é considerato soddisfacente.
6.4.   Se almeno due delle tre operazioni non soddisfano le
       prescrizioni del punto 6.2, il risultato della prova é
       considerato insoddisfacente.
6.5.   Qualora si produca la situazione descritta al punto 6.4, o
       qualora la verifica non possa aver luogo perché il costruttore
       ha omesso di fornire informazioni relative alla posizione dei
       punto "R" o all'angolo previsto di inclinazione dello schienale,
       si può utilizzare la media dei risultati di tre determinazioni e
       considerarla applicabile in tutti i casi in cui il punto "R" o
        l'angolo previsto di inclinazione dello schienale è menzionato
       nel presente capitolo.
 ---pagebreak---                                 -4#-
                       ALLEGATO III - Appendice
ELEMENTI CHE COMPONGONO IL MANICHINO TRIDIMENSIONALE
                               Figura 1
                                                             Linea di riferimento
                                          schiena
                                 supporto delle
                                 masse dorsali
       supporlo delle
       masse delle cosce
   barra di
   articolazione
   delle ginocchia
                                                  asse d'articolazione
 ---pagebreak---                                           - 4/5 -
                       DIMENSIONI E MASSA DEL MANICHINO
Massa del manichino                                      l_g
Elementi che simulano la schiena
e le parte seduta del corpo                               16,6
Masse dorsali                                            31,2  39.47 cm
Masse della parte seduta                                   7.8
Masse de IIe cosce                                         6,8
Masse de II e gambe                                       13,2
                                           direzione e punto
                                           d'applicazione del
                                           carico
                               variabile da
                               10.8 cm      r**"^.
                               a 42.4 cm
                                             \
                                             \
                                          Figura 2
 ---pagebreak---                   --M'-
              ALLEGATO IV
   DISPOSITIVO DI TRAZIONE
        Gommapiuma ricoperta di tessuto, spessore 25
P<4-
          R50
                            Figura 2          r Gommapiumaricopertadi tessuto,
                                                 spessore 25
     -Cinghia che collega il blocco agli attacchi
      Tutte le dimensioni sono in millimetri.
 ---pagebreak---                          Figura 3
                                  RSO
Gommapiuma coperta di tessuto
Spessore 25
                                    Tutte le dimensioni sono in mm
 ---pagebreak---                                      -kU-
                            ALLEGATO V - Appendice 1
                               SCHEDA INFORMATIVA
                              PER QUANTO CONCERNE
                   GLI ANCORAGGI DELLE CINTURE DI SICUREZZA
              DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE, DI TRICICLO
                            0 QUADRICICLO CARROZZATO
(da allegare alla domanda di omologazione qualora essa sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. progressivo (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne gli ancoraggi delle cinture di
sicurezza di un tipo di ciclomotore a tre ruote, di triciclo o quadriciclo
carrozzato deve essere corredata dalle informazioni di cui all'allegato II
della direttiva 92/61/CEE del 30.06.1992, lettera A, punti:
0.1.
0.2.
da 0.4 a 0.6.
e lettera C, punti
da 2.7 a 2.7.5.2
da 2.10 a 2.10.5
 ---pagebreak---                            ALLEGATO V - Appendice 2
                          CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                              PER QUANTO CONCERNE
                   GLI ANCORAGGI DELLE CINTURE DI SICUREZZA
              DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE, DI TRICICLO
                           0 QUADRICICLO CARROZZATO
                                     MODELLO
                                        Indicazione dell'amministrazione
Verbale n         del servizio tecnico           in data
N. dell'omologazione                  N. dell'estensione
1. Marca del ciclomotore a tre ruote, triciclo o quadriciclo (*)
2. Tipo di ciclomotore a tre ruote, triciclo o quadriciclo (*)..
3. Nome e indirizzo del costruttore:
4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:..
5. Ciclomotore a tre ruote, triciclo o quadriciclo*** presentato alla prova
   il :
6. L'omologazione è concessa/rifiutata**):
7. Luogo :
8. Data:
9. Firma
(*) Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak---                                   ALLEGATO VI
                PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE CINTURE DI SICUREZZA
1.            Si applicano le prescrizioni degli allegati della direttiva
              77/541/CEE( 1 >.
2.            Tuttavia, in deroga alle prescrizioni di installazione dì cui al
              punto 3 dell'allegato I della suddetta direttiva, i veicoli con
              massa a vuoto inferiore o pari a 400 kg (o 550 kg se i veicoli
              sono destinati al trasporto di merci) possono essere muniti di
              cinture o di sistemi di ritenuta che incorporano le cinture
              aventi le seguenti configurazioni:
2.1.          ai posti laterali, cinture a tre punti munite o meno di
              r iavvolgi tor i;
2.2.          ai posti centrali, cinture subaddominali a tre punti, munite o
              meno di riavvolgi tori.
(1)  GU n. L 220 del 29.8.1977, pag. 95.
 ---pagebreak---                                      - Wï -
                           ALLEGATO VI - Appendice 1
                               SCHEDA INFORMATIVA
                              PER QUANTO CONCERNE
                UN TIPO DI CINTURA DI SICUREZZA PER CICLOMOTORI
                A TRE RUOTE, TRICICLI E QUADRICICLI CARROZZATI
(da allegare alla domanda di omologazione qualora essa sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. progressivo (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne un tipo di cintura
di sicurezza per ciclomotori a tre ruote, tricicli o quadricicli carrozzati
deve essere corredata dalle informazioni di cui all'allegato II della
direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30.06.1992, lettera A, punti:
0.1.
0.2.
da 0.4 a 0.6.
e lettera C, punto
2.9.1.
 ---pagebreak---                                      - V\o -
                           ALLEGATO VI - Appendice 2
                          CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                              PER QUANTO CONCERNE
                        UN TIPO DI CINTURA DI SICUREZZA
        PER CICLOMOTORI A TRE RUOTE. TRICICLI 0 QUADRICICLI CARROZZATI
                                     MODELLO
                                        Indicazione dell'amministrazione
Verbale n         del servizio tecnico            in data
N. dell'omologazione                  N. dell'estensione
1. Marca delle cinture di sicurezza:                           ,
2. Tipo di cintura di sicurezza:
3. Nome e indirizzo del fabbricante:
4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
5. Cintura di sicurezza presentata alla prova il:
6. L'omologazione è concessa/rifiutata^*):
7. Luogo :
8. Data:
9. Firma
(*)  Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak---                                      -tyf-
                           ALLEGATO VI - Appendice 3
                               SCHEDA INFORMATIVA
                              PER QUANTO CONCERNE
             L'INSTALLAZIONE DELLE CINTURE DI SICUREZZA SU UN TIPO
         DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE, TRICICLO E QUADRICICLO CARROZZATO
(da allegare alla domanda di omologazione qualora essa sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo)
N. progressivo (assegnato dal richiedente)
La domanda di omologazione per quanto concerne un tipo di cintura
di sicurezza su un tipo di ciclomotore a tre ruote, triciclo o quadriciclo
carrozzato deve essere corredata dalle informazioni di cui all'allegato II
della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30.06.1992, lettera A, punti:
0.1.
0.2.
da 0.4 a 0.6.
e lettera C, punto
2.9.1
da 2.10 a 2.10.5.
 ---pagebreak---                             ALLEGATO VI - Appendice 4
                           CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
                               PER QUANTO CONCERNE
                   L'INSTALLAZIONE DELLE CINTURE DI SICUREZZA
    SU UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE, TRICICLO 0 QUADRICICLO CARROZZATI
                                      MODELLO
                                         Indicazione del l'amministrazione
Verbale n          del servizio tecnico           in data
N. dell'omologazione                   N. dell'estensione
1. Marca del ciclomotore a tre ruote/triciclo/quadriciclo**)
2. Tipo di ciclomotore a tre ruote/triciclo/quadriciclo**)
3. Nome e indirizzo del costruttore:
4. Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:
5. Ciclomotore a tre ruote.triciclo/quadriciclo presentato alla prova il
                                         (*)
6. L'omologazione é concessa/rifiutata
7. Luogo:
8. Data:.
9. Firma
 (*) Cancellare la menzione inutile.
(*) Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak---                         ~W'
                   ÇAPITO^O 1?
      VETRI, TERGICRISTALL I. LAVACRISTALL I
                        E
DISPOSITIVI DI SBRINAMENTO E DI DISAPPANNAMENTO
  DEI CICLOMOTORI A TRE RUOTE, DEI TRICICLI E
     DEI QUADRICICLI MUNITI DI CARROZZERIA
 ---pagebreak---                                 ALLEGATO I
                VETRI
1.              Prescrizioni per la costruzione
1.1.            I veicoli oggetto del presente capitolo, la cui velocità
                massima, per costruzione è superiore ad 80 Km/h, sono
                soggetti   alle   prescrizioni   di   costruzione    e di
                installazione della direttiva 92/22/CEE *1> concernente
                i vetri di sicurezza ed i materiali per vetri dei
                veicoli a motore.
1.2.            I veicoli oggetto della presenta direttiva, la cui
                velocità massima per costruzione é inferiore o pari a
                80 Km/h,   sono soggetti     alle prescrizioni     di cui
                all'allegato M I , concernenti i parabrezza ed altri
                vetri, della direttiva 89/173/CEE *2^ relativa a taluni
                elementi   o   caratteristiche   dei   trattori   agricoli
                forestali a ruote, tuttavia:
1.2.1.          il testo del punto 10 dell'allegato I l l-A della suddetta
                direttiva è sostituito dal        testo seguente: "Sono
                autorizzate due ispezioni all'anno";
1.2.2.          gli allegati 11l-B e I Il-P della suddetta direttiva sono
                sostituiti rispettivamente dalle appendici da 1 a 4.
2.              Prescrizioni per l'installazione dei parabrezza ed altri
                vetri sui veicoli di cui al punto 1.2.
2.1.            I veicoli carrozzati possono essere muniti, a scelta del
                costruttore:
2.1.1.          di "parabrezza" e di "vetri diversi dai parabrezza"
                conformi alle prescrizioni dell'allegato Ml-A della
                direttiva 89/173/CEE, oppure
2.1.2.          di parabrezza che soddisfano le prescrizioni applicabili
                ai "vetri diversi dai parabrezza" dell'allegato II l-A
                della direttiva 89/173/CEE esclusi quelli soggetti alte
                disposizioni del punto 9.1.4.2. dell'allegato MI-C
                della stessa direttiva (vetri il cui coefficiente di
                trasmissione luminosa regolare può essere inferiore al
                70%).
(1) GU L 129 del 14.5.1992, pag. 11
(2) GU L 67 del 10.3.1989, pag. 1.
 ---pagebreak---                                   ALLEGATO I
                                  APPENDICE 1
                             SCHEDA INFORMATIVA
            PER QUANTO CONCERNE UN TIPO DI VETRO DESTINATO Ai
      CICLOMOTORI A TRE RUOTE, Al TRICICLI 0 QUADRICICLI CARROZZATI
(da allegare alla domanda di omologazione qualora essa venga presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo).
N. progressivo (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne un tipo di vetro
destinato ai ciclomotori a tre ruote, ai tricicli o quadricicli
carrozzati deve essere corredata dalle seguenti informazioni:
1.            Marchio di fabbrica o commerciale-.
2.            Nome e i nd i r i zzo de I fabbri cante:
3.            Nome    e     indirizzo     dell'eventuale    mandatario  del
              fabbr icante:
Essa deve     inoltre essere corredata         dalle   informazioni  di cui
all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30 giugno
1992, lettera C, punti:
da 2.2. a 2.2.2.1.
 ---pagebreak---                                      -W-
                                 APPENDICE 2
                                                  Indicaz ione
                                         del l'Amministraz ione
                         CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE
             PER QUANTO CONCERNE UN TIPO DI VETRO DESTINATO
                Al CICLOMOTORI A TRE RUOTE, Al TRICICLI 0
                           Al QUADRIO ILI CARROZZATI
                                    MODELLO
Verbale n            del servizio tecnico           in data
N. dell'omologazione                 N. dell'estensione
1.  Marchio di fabbrica o commerciale del vetro:                ,
2.  Tipo di vetro:
3.  Nome e i nd i r i zzo de I fabbri cante:
4.  Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
5.  Vetro presentato alla prova il
6.  L'omologazione è concessa/rifiutata***
7.  Luogo :
8.  Data:
9.  Fi rma
(*) Cancellare la menzione inutile
 ---pagebreak---                                     -W-
                                 APPENDICE 3
                       SCHEDA INFORMATIVA PER QUANTO
              CONCERNE L'INSTALLAZIONE DEI VETRI SU UN TIPO
                 DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE, DI TRICICLO 0
                          DI QUADRICICLO CARROZZATO
(da allegare alla domanda di omologazione qualora essa sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo).
N. progressivo (assegnato dal
r ichiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne l'installazione dei vetri
su un tipo di ciclomotore a tre ruote, di triciclo o di quadriciclo
carrozzato deve essere corredata dalle informazioni di cui all'allegato
Il della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30 giugno 1992, lettera
A, punti
0.1
0.2
da 0.4 a 0.6
1.1.
4.6.
e lettera C, punt i
da 2.2 a 2.2.2.1.
 ---pagebreak---                                   -RI-
                               APPENDI CE 4
                                            Indicazione
                                            del l'Amministrazione
    CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE PER QUANTO CONCERNE L'INSTALLAZIONE
            DEI VETRI SU UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE,
                 DI TRICICLO 0 DI QUADRICICLO CARROZZATO
                                 MODELLO
Verbale n.... del servizio tecnico               in data del
N. dell'omologazione               N. del l'estensione
1.  Marchio   di   fabbrica  o   commerciale     del   ciclomotore a tre
    ruote/triciclo/quadriciclo (*)
2.  Tipo di ciclomotore a tre ruote/triciclo/quadriciclo (*) ....
3.  Nome e indirizzo del costruttore:
4.  Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore:..
5.  Veicolo presentato alla prova il:
6.  L'omologazione è concessa/rifiutata**)
7.  Luogo :
8.  Data:
9.  Fi rma:
(*)  Cancellare la menzione inutile
 ---pagebreak---                                  -W-
                                ALLEGATO II
       TERGICRISTALLO. LAVACRISTALLO, DISPOSITIVI DI SBRINAMENTO
            E DI DI SAPPANNAMENTO DEI CICLOMOTORI A TRE RUOTE,
                DEI TRICICLI 0 DEI QUADRICICLI CARROZZATI
1.        DEFINIZIONI
          Ai sensi del presente allegato, per:
1.1.      "Tipo di veicolo per quanto concerne i tergicristallo, i
          lavacristallo, i dispositivi di sbrinamento e di disappannamento
          del parabrezza"
          s'intendono i veicoli che non presentano tra loro differenze per
          quanto concerne i seguenti elementi essenziali:
1.1.1.    forme e sistemazioni esterne ed interne che, nel settore di cui
          al punto 1 del l'appendice 1, possono influire sulla visibilità;
1.1.2.    forma e dimensioni del parabrezza e suo fissaggio;
1.1.3.    caratteristiche del tergicristallo, del Iavacristallo e del
          sistema di riscaldamento della cabina.
1.2.       "Punti   V
          s'intendono i punti la cui posizione all'interno dell'abitacolo è
          determinata dai piani verticali longitudinali passanti per i
          centri delle posizioni a sedere previste come estreme per il
          sedile anteriore e rispetto al punto R e all'angolo teorico
          previsto per l'inclinazione dello schienale; questi punti servono
           a verificare la conformità con i requisiti relativi al campo di
           visibilità (vedi appendice 1 ) .
1.3.       "Punti R o punto dì riferimento della posizione a sedere e punto
           H": si applicano le definizioni di cui alla direttiva ài capitolo
           relativo agli ancoraggi delle cinture di sicurezza e alle cinture
           di sicurezza.
1.4.       "Punti di riferimento del parabrezza"
           s'intendono i punti posti all'intersezione tra il parabrezza e le
           linee che, partendo dai punti V, si irraggiano verso I'avanti
           fino alla superficie esterna del parabrezza.
 1.5.      "Superficie trasparente di un parabrezza"
           s'intende la parte di questa superficie il cui fattore di
           trasmissione luminosa, misurato perpendicolarmente alla
           superficie stessa, corrisponde almeno al 70%.
 ---pagebreak---                              - fOO-
1.6.   "Tergicristallo"
       s'intende un insieme costituito da un dispositivo atto a
       detergere la superficie esterna del parabrezza e dagli accessori
       e comandi necessari per azionare e fermare il dispositivo stesso.
1.7.   "Raggio di azione del tergicristallo"
       s'intende la parte della superficie esterna di un parabrezza
       bagnato sulla quale agisce il tergicristallo.
1.8.   "Lavacristallo"
       s'intende un dispositivo atto a contenere e a spruzzare un
        liquido sulla superficie esterna del parabrezza, con I comandi
       necessari per azionare e fermare il dispositivo stesso.
1.9.   "Comando del lavacristallo"
       s'intende un mezzo o accessorio per azionare o fermare il
        lavacristallo. Il sistema per azionare e fermare il
        lavacristallo può essere coordinato con il funzionamento del
       tergicristallo o del tutto indipendente da quest'ultimo.
1.10.  "Pompa del lavacristallo"
       s'intende un dispositivo atto a convogliare il liquido del
        lavacristallo dal serbatoio fino alia superficie dei parabrezza.
1.11.   "Ugello"
       s'intende un dispositivo orientabile che serve a dirigere il
        liquido del lavacristallo sul parabrezza.
 1.12.  "Funzionamento del  lavacristallo"
        s'intende la capacità di un lavacristallo di applicare il liquido
        sulla zona bersaglio del parabrezza senza che, in condizioni
        normali di utilizzazione, si verifichino fughe o si disinnesti ui.
        tubo del lavacristallo.
 1.13.  "Dispositivo di sbrinamento"
        s'intende il dispositivo destinato a far fondere la brina o il
        ghiaccio sulle superfici del parabrezza e a ripristinare quindi
        la visiblI ita.
 1.14.  "Sbrinamento"
        s'intende l'eliminazione dello strato di brina o di ghiaccio che
        ricopre le superfici vetrate, sotto l'azione del dispositivo di
        sbrinamento e del tergicristallo.
 ---pagebreak---                              -Çù4-
1.15  "Zona sbr inata'
      s'intende la zona delle superfici vetrate che presenta una
      superficie asciutta o ricoperta di brina sciolta o parzialmente
      sciolta (umida) che può essere rimossa dall'esterno mediante il
      tergicristallo, ad eccezione della zona del parabrezza ricoperta
      da br ina asciutta.
1.16, "Dispositivo di disappannamento"
      s'intende il dispositivo destinato ad eliminare lo strato di
      vapore sulla superficie interna del parabrezza e a ripristinare
      quindi la vis ibi I ita.
1.17  "Vapore"
      s'intende lo strato di condensazione sulla faccia interna delle
      superfici vetrate.
1.18  "D i sappannamento"
      s'intende l'eliminazione del vapore che ricopre le superfici
      vetrate, sotto l'azione del dispositivo di disappannamento.
 ---pagebreak---                                    - foi -
2.       PRESCRIZIONI
2.1.     Tergicr istailo
2.1.1.   Ogni veicolo deve essere dotato almeno di un tergicristallo
         automatico, vale a dire in grado di funzionare, quando il motore
         del veicolo è in moto, senza alcun altro intervento da parte del
         conducente che quello necessario per avviare ed arrestare il
         tergicristallo stesso.
2.1.1.1. Il raggio di azione del tergicristallo deve rappresentare almeno
          iI 9 0 % de II a zona di visibilità A definita al punto 2.2
         del l'appendice 1.
2.1.2.    Il tergicristallo deve avere almeno una frequenza di
         funzionamento superiore a 40 cicli al minuto.
2.1.3.   La frequenza o le frequenze indicate al punto 2.1.2 si devono
         ottenere come indicato ai punti da 3.1.1. a 3.1.6., 3.1.7. e
         3.1.8.
2.1.4.    Il braccio del tergicristallo deve essere montato in modo da
         poter essere scostato dal parabrezza per permetterne il lavaggio
         manuale.
2.1.5.    Il tergicristallo deve poter funzionare per due minuti sul
         parabrezza asciutto, alle condizioni prescritte al punto 3.1.9.
2.2.     Lavacr istailo:
2.2.1.   Ogni veicolo deve essere dotato di un lavacristallo capace di
         resistere alle pressioni che si producono quando gli ugelli sono
         ostruiti ed il sistema viene messo in funzione conformemente alla
         procedura descritta ai punti 3.2.1.
2.2.2.    Il funzionamento del lavacristallo e del tergicristallo non deve
         risentire dell'esposizione ai cicli di temperatura prescritti ai
         punti 3.2.2. e 3.2.3.
2.2.3.    Il lavacristallo deve poter fornire abbastanza liquido per poter
          lavare il 60% della zona definita al punto 2.2. dell'appendice 1,
         alle condizioni descritte al punto 3.2.4.
2.2.4.   La capacità del serbatoio del liquido non deve essere inferiore a
          1 litro.
2.3.      Dispositivo di sbrinamento e di disappannamento
2.3.1.   Ogni veicolo deve essere munito di un dispositivo di sbrinamento
         e di disappannamento del parabrezza che permetta di eliminare la
          brina, il ghiaccio ed il vapore che ricoprono la superficie
          interna vetrata del parabrezza.
          Tuttavia, questo dispositivo non è richiesto sui ciclomotori a
          tre ruote carrozzati e muniti di un motore di potenza <. 3 kW.
 ---pagebreak---                                     -fc2-
2.3.2.         Le condizioni indicate al punto 2.3.1. sono considerate
               soddisfatte se il veicolo è munito di un sistema adeguato per ii
               riscaldamento dell'abitacolo che soddisfi le condizioni della
               direttiva 78/548/CEE^1) relativa al riscaldamento
               dell'abitacolo dei veicoli a motore, con la seguente aggiunta ai
               punti 2.4.1.1. e 2.4.1.2. dell'allegato 1 della suddetta
               direttiva: "in alternativa, si deve dimostrare chiaramente che
               eventuali fughe non possono raggiungere l'abitacolo";
2.3.3.         In deroga al precedente punto 2.3.2., nel caso di veicoli con
               potenza superiore a 15 kW, si applicano le prescrizioni delia
               direttiva 78/317/CEE ( 2 ) , relativa ai dispositivi di sbrinamento
               e di disappannamento delle superfici vetrate dei veicoli a
               motore.
   (1) GU L 168 del 26.6.1978, pag. 40
   (2) GU L 81 del 28.3.1978, pag. 27.
 ---pagebreak---                                -ScH-
3.       PROCEDURA DI PROVA
3.1.     Tergicr istai lo
3.1.1.   Salvo disposizione contraria, le prove descritte qui di seguito
         devono essere eseguite alle condizioni seguenti:
3.1.2.   La temperatura ambiente non deve essere inferiore a 10* C né
         super iore a 40'C;
3.1.3.   Il parabrezza deve essere mantenuto costantemente bagnato;
3.1.4.   in caso di tergicristallo elettrico, vanno rispettate le seguenti
         condizioni supplementari:
3.1.4.1.  la batteria deve essere completamente carica;
3.1.4.2.  I I motore deve girare ad una velocità corrispondente ai 30% ± 10%
         del regime di potenza massima;
3.1.4.3.  I proiettori anabbaglianti devono essere accesi;
3.1.4.4.  i dispositivi di riscaldamento e/o di ventilazione, qualora
         esistano e se elettrici, devono funzionare al regime
         corrispondente ad un consumo massimo corrente;
3.1.4.5.  i dispositivi di sbrinamento e di disappannamento, qualora
         esistano e se elettrici, devono funzionare al regime
         corrispondente ad un consumo massimo di corrente.
3.1.5.    ii tergicristailo ad aria compressa o a depressione deve poter
         funzionare in maniera continua alle frequenze prescritte,
         qualunque sia il regime e il carico del motore.
3.1.6.   Le frequenze di funzionamento del tergicristallo devono essere
         conformi alle prescrizioni di cui al punto 2.1.3. dopo 20 minuti
         di funzionamento preliminare del dispositivo su una superficie
         bagnata.
3.1.7.   La superficie esterna del parabrezza viene sgrassata a fondo con
         alcole denaturato o altro agente sgrassante equivalente. Appena
         asciutta, vi si applica una soluzione di ammoniaca al 3% minimo e
         al 10% massimo, si lascia di nuovo asciugare e si deterge la
         superficie del parabrezza con uno straccio di cotone asciutto.
 3.1.8.  Si applica sulla superficie esterna del parabrezza uno strato
         uniforme di miscela di prova (vedi appendice 2 ) , che si lascia
          asciugare.
 3.1.9.   Le prescrizioni del punto 2.1.5. sono rispettate quando siano
          soddisfatte le condizioni del punto 3.1.4.
 3.2.     Lavacr istailo:
          Condizioni di prova
 ---pagebreak---                                -fùf-
3.2.1.   Prova n. 1
3.2.1.1. M lavacristallo viene riempito d'acqua e innescato
         completamente, quindi esposto ad una temperatura ambiente di 20 +
         5'C per almeno quattro ore. Tutti gli ugelli vengono ostruiti e
         il comando viene azionato per sei volte in un minuto, ogni volta
         per la durata di 3 secondi. Se il dispositivo è azionato
         dall'energia muscolare del conducente, la forza prescritta é
         quella indicata nella tabella seguente-.
                                  tipo di pompa     forza prescritta
                                  a mano            11-13,5 daN
                                  a pedale          40-44,5 daN
3.2.1.2. Per le pompe elettriche, la tensione di prova deve essere almeno
         pari alla tensione nominale senza eccedere quest'ultima di più di
         2 volt.
3.2.1.3.  Il funzionamento del lavacristallo, una volta effettuata la
         prova, deve rispondere ai requisiti di cui al punto 1.12.
3.2.2.   Prova n. 2 (prova di esposizione alle basse temperature)
3.2.2.1.  Il lavacristallo viene riempito di acqua, innescato completamente
         ed esposto ad una temperatura ambiente di -18*C ± 3'C per almeno
         4 ore, assicurandosi che tutta l'acqua contenuta nel dispositivo
         sia congelata. Il dispositivo è quindi esposto ad una temperatura
         ambiente di 20'C ± 2'C fino a che il ghiaccio sia completamente
         sciolto. Si verifica quindi il funzionamento del dispositivo
         azionandolo conformemente alle prescrizioni dei punto 3.2.1.
3.2.3.   Prova n. 3 (prova di esposizione alle alte temperature)
3.2.3.1.  Il lavacristallo viene riempito di acqua ad una temperatura di
         60 ± 3'C. Si verifica il funzionamento del dispositivo
         attenendosi, per quanto concerne l'azionamento, alle prescrizioni
         del punto 3.2.1.
3.2.4.   Prova n. 4 (prova di efficienza del lavacristallo di cui al punto
         2.2.3.).
3.2.4.1.  Il lavacristallo viene riempito di acqua e innescato
         completamente. Con veicolo fermo non esposto ad un'azione
         significativa del vento, il o g l i ugelli del Iavacristallo sono
         orientati verso la zona bersaglio della superficie esterna del
         parabrezza. A tal fine, se il dispositivo è azionato dall'energia
         muscolare del conducente, la forza da applicare non deve eccedere
 ---pagebreak---                                - Se-
         quel la prevista al punto 3.2.1.1. Se il dispositivo è azionato da
         una pompa elettrica, si applicano le prescrizioni del punto
         3.1.4.
3.2.4.2. La superficie esterna del parabrezza viene preparata
         conformemente alle prescrizioni dei punti 3.1.7 e 3.1.8.
3.2.4.3. Il lavacristallo viene quindi azionato come indicato dal
         costruttore per 10 cicli di funzionamento automatico del
         tergicristallo alla frequenza massima e si misura la proporzione
         della zona di visibilità definita al punto 2.2 dell'appendice 1
         che viene cosi lavata.
3.3.     Tutte le prove del lavacristallo di cui ai punti 3.2.2. e 3.2.3.
         vengono effettuate su un solo e medesimo dispositivo.
 ---pagebreak---                               - fô\ -
                             APPENDICE 1
      PROCEDURA PER DETERMINARE LE ZONE DI VISIBILITÀ' SUI
       PARABREZZA DEI CICLOMOTORI A TRE RUOTE, DEI TRICICLI
          E DEI QUADRICICLI CARROZZATI RISPETTO Al PUNTI V
1.      POSIZIONI DEI PUNTI V
1.1.    Le tabelle I e II indicano le posizioni dei punti V r ispetto al
        punto R, quali risultano dalle coordinate x, y, z nel sistema di
        riferimento tridimensionale.
1.2.    La tabella I indica le coordinate di base per un angolo teorico
        di inclinazione del io schienale di 25*. Il senso positivo delle
        coordinate è indicato nella figura 1 dell'allegato M I .
                              TABELLA I
              Punto V          X          Y          Z
              Vi               68 mm    - 5 mm       665 mm
              v2               68 mm    - 5 mm       589 mm
1.3.    Correzione di ango li teorici di inclinazione dello schienale
        diversi da 25*
1.3.1   La tabella II indica le ulteriori correzioni da apportare alla
        coordinate À X di ciascun punto V, quando l'angolo teorico di
         inclinazione dello schienale è diverso da 25*. Il senso positivo
        delle coordinate è indicato nella figura 1.
 ---pagebreak---                                       fcg.
                                   TABELLA I I
 Angolo di            Coordinate   Angolo di        Coordinate
 inclinazione        or izzontali  inclinaz ione    or izzontali
 dello                 à X         del lo             A x
 schienale                         schienale
 (in gradi)                        (in gradi)
          5          -  186 mm       23              - 18 mm
          6          -  177 mm       24              - 9 mm
          7          -  167 mm       25                  0 mm
          8          -  157 mm       26                  9 mm
          9          -  147 mm       27                 17 mm
         10          -  137 mm       28                 26 mm
         11          -  128 mm       29                 34 mm
         12          -  118 mm       30                 43 mm
         13          -  109 mm       31                 51 mm
         14          -   99 mm       32                 59 mm
         15          -   90 mm       33                 67 mm
         16          -   81 mm       34                 76 mm
         17          -   72 mm       35                 84 mm
         18          -   62 mm       36                 92 mm
         19          -   53 mm       37                100 mm
         20          -   44 mm       38                108 mm
         21          -   35 mm       39                115 mm
         22          -   26 mm       40                123 mm
2.            ZONE DI VISIBILITÀ'
2.1.          Rispetto ai due punti V si possono determinare due zone V di
              visibiI ita.
2.2.          La zona di visibilità A è la zona della superficie esterna
              apparente del parabrezza delimitata dai seguenti quattro piani
              che partendo dai punti V vanno verso la parte anteriore (vedi
              fig. 1):
                  un piano verticale passante per V-j e V2 ed inclinato di
                   13* verso sinistra rispetto all'asse x;
                  un piano parallelo all'asse y, passante per V-j ed inclinato
                  di 1' verso l'alto rispetto all'asse x;
                  un piano parallelo all'asse y, passante per V 2 ed inclinato
                  di 1* verso il basso rispetto all'asse x;
                  un piano verticale passante per V-| e V 2 ed inclinato di
                  20' verso destra rispetto all'asse x.
 ---pagebreak---                                           APPENDICE 1
                                            Figura 1
                                     Zona di visibiilità A
                                                                   i
                                                                -Y
                                                             -Z
(1) Traccia del piano longitudinale di simmetria del veicolo
(2) Traccia del piano verticale passante per R
(3) Traccia del piano verticale passante per V-j e V 2
 ---pagebreak---                                    -S'A* -
                                APPENDICE 2
       MISCELA PER LA PROVA DEI TERGICRISTALLI E DEI LAVACRISTALLI
La miscela di prova di cui ai punti 3.1.8. e 3.2.4.2. comprende, in
volume, il 92,5% di acqua (di durezza inferiore a 205 g/1000 kg dopo
evaporazione), il 5% di soluzione satura di sale (cloruro di sodio) e il
2,5% di polvere la cui composizione figura nelle tabelle I e II.
                                 TABELLA I
                      Analisi della polvere di prova
     Elemento               Percentuale in massa
     Si0 2                     67-69
     Fe203                      3-5
     Al203                     15-17
     CaO                        2-4
     MgO                      0.5-1,5
     Alcali                     3-5
     Perdite al                 2-3
     fuoco
                                 TABELLA I I
Ri part izione  della polvere   grossolana  secondo  la dimensione delle
part icelle
  Dimensione delle       Ripartizione secondo
  particelle              la dimensione
     (in fi/m)            (in %)
           0-5               12+2
           5-10              12+3
      10-20                  14+3
      20-40                  23+3
      40-80                  30+3
      80-200                  9+3
 ---pagebreak---                                     _5V» _
                                 APPENDICE 3
                   SCHEDA INFORMATIVA PER QUANTO CONCERNE
         IL TERGICRISTALLO DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE,
                  DI TRICICLO 0 DI QUADRICICLO CARROZZATO
(da allegare alla domanda di omologazione qualora essa sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo).
N. progressivo (assegnato dal richiedente):
La domanda di omologazione per quanto concerne il tergicristallo di un
tipo di ciclomotore a tre ruote, di triciclo o di quadriciclo carrozzato
deve essere corredata dalle seguenti informazioni:
1.                Marchio di fabbrica o commerciale:
2.                Nome e indirizzo del fabbricante:
3.                Nome    e   indirizzo    dell'eventuale   mandatario  del
                  fabbr icante:
Essa   deve    inoltre essere corredata        dalle  informazioni   di cui
all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30 giugno
1992, lettera C, punti 2.3. e 2.3.1.
 ---pagebreak---                                     -S 41-
                                 APPENDICE 4
                                              Indicazione
                                      del l'Amministrazione
             CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE PER QUANTO CONCERNE IL
                  TERGICRISTALLO DI UN TIPO DI CICLOMOTORE
            A TRE RUOTE, DI TRICICLO 0 DI QUADRICICLO CARROZZATO
                                   MODELLO
Verbale n             del servizio tecnico         in data
N. dell' omologazione                         N. dell'estensione
1.   Marchio di fabbrica o commerciale del tergicristallo:...
2.   Tipo di tergi cri staiteli ir?
3.   Nomee indirizzo del fabbricante:
4.   Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
5.   Tergicristallo presentato alla prova il
6.   L'omologazione è stata concessa/rifiutata<*>
7.   Luogo :
8.   Data:
9.   Fi rma
 (*)   Cancellare la menzione inutile
 ---pagebreak---                                     -Sll-
                                 APPENDICE 5
        SCHEDA INFORMATIVA PER QUANTO CONCERNE IL LAVACRISTALLO
            DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE, DI TRICICLO
                         0 DI QUADRICICLO CARROZZATO
(da allegare alia domanda di omologazione qualora essa sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo).
N. progressivo (assegnato dal richiedente)
La domanda     di omologazione     per    quanto concerne     il   dispositivo
lavacristallo di un tipo di ciclomotore a tre ruote, di triciclo o di
quadriciclo     carrozzato    deve    essere    corredata    dalle    seguenti
informazioni :
1.                Marchio di fabbrica o commerciale:
2.                Nome e indirizzo del fabbricante:
3.                Nome    e   indirizzo    dell'eventuale    mandatario    del
                  fabbr icante:
Essa   deve    inoltre   essere   corredata    dalle   informazioni    di  cui
all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30 giugno
1992, lettera C, punti 2.4. e 2.4.1.
 ---pagebreak---                                   -S4k-
                               APPENDICE 6
                                            Indicazione
                                    del l'Amministrazione
   CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE PER QUANTO CONCERNE IL LAVACRISTALLO
            DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE, DI TRICICLO
                       0 DI QUADRICICLO CARROZZATO
                                  MODELLO
Verbale n           del servizio tecnico          in data
N. dell'omologazione                        N. dell'estensione...
1.  Marchio di fabbrica o commerciale del lavacristallo:
2.  Tipo di lavacristallo:
3.  Nome e indirizzo del fabbricante:....
4.  Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
5.  Lavacristallo presentato alla prova il
6.  L'omologazione è concessa/rifiutata(*)
7.  Luogo :
8.  Data:
9.  Fi rma
 (*) Cancellare la menzione inutile.
 ---pagebreak---                                    - S4C-
                                 APPENDICE 7
           SCHEDA INFORMATIVA PER QUANTO CONCERNE IL DISPOSITIVO
               DI SBRINAMENTO E DI DISAPPANNAMENTO DI UN TIPO
                   DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE, DI TRICICLO
                         0 DI QUADRICICLO CARROZZATO
(da allegare alla domanda di omologazione qualora essa sia presentata
indipendentemente dalla domanda di omologazione del veicolo).
N. progressivo (assegnato dai richiedente)
La domanda di omologazione per quanto concerne il dispositivo di
sbrinamento e di disappannamento di un tipo di ciclomotore a tre ruote,
di triciclo o di quadriciclo carrozzato deve essere corredata delle
seguenti informazioni
1.  Marchio di fabbrica commerciale
2.   Nomee indirizzo del fabbricante
3.   Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
Essa    deve    inoltre essere corredata     dalle   informazioni di cui
all'allegato II della direttiva 92/61/CEE del Consiglio, del 30 giugno
1992, lettera C, punti 2.5 e 2.5.1.
 ---pagebreak---                                    -SIC-
                                APPENDICE 8
                                                      Indicaz ione
                                              de II'Amministraz ione
             CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE PER QUANTO CONCERNE
                     IL DISPOSITIVO DI SBRINAMENTO E DI
          DISAPPANNAMENTO DI UN TIPO DI CICLOMOTORE A TRE RUOTE,
                  DI TRICICLO 0 DI QUADRICICLO CARROZZATO
                                   MODELLO
Verbale n            del servizio tecnico          in data
N. dell'omologazione                 N. dell'estensione
1. Marchio di fabbrica o commerciale del dispositivo di
  sbrinamento e di disappannamento
2.   Tipo di dispositivo di sbrinamento o di disappannamento . .
3.   Nome e indirizzo del fabbricante:
4.   Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante
5. Dispositivo di sbrinamento e di disapannamento presentato
  alla prova il
6.   L'omologazione è concessa/rifiutata(*)
7.   Luogo :
8.   Data:
9.   Fi rma
 (*)  Cancellare la menzione inutile.
                                                                     O
 ---pagebreak---                                                                         ISSN 0254-1505
                                                                 COM(93) 449 def.
                                                             DOCUMENTI
IT                                                                            06 05
                                          N. di catalpgo : CB-CO-93-496-IT-C
                                                               ISBN 92-77-59510-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità eurqj. ee
L-2985 Lussemburgo