CELEX: 31998R1556
Language: it
Date: 1998-07-17 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 1556/98 della Commissione del 17 luglio 1998 che istituisce un dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di barre di acciaio inossidabile originarie dell'India e modifica il regolamento (CE) n. 1084/98 che istituisce un dazio antidumping provvisorio su tali importazioni

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31998R1556

Regolamento (CE) n. 1556/98 della Commissione del 17 luglio 1998 che istituisce un dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di barre di acciaio inossidabile originarie dell'India e modifica il regolamento (CE) n. 1084/98 che istituisce un dazio antidumping provvisorio su tali importazioni  

Gazzetta ufficiale n. L 202 del 18/07/1998 pag. 0040 - 0054

REGOLAMENTO (CE) N. 1556/98 DELLA COMMISSIONE del 17 luglio 1998 che istituisce un dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di barre di acciaio inossidabile originarie dell'India e modifica il regolamento (CE) n. 1084/98 che istituisce un dazio antidumping provvisorio su tali importazioniLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 2026/97 del Consiglio, del 6 ottobre 1997, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (1), in particolare l'articolo 12,visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (2), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/98 (3), in particolare l'articolo 7,sentito il comitato consultivo,considerando quanto segue:A. PROCEDURA (1) Nell'ottobre 1997, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (4) (in appresso «avviso di apertura»), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antisovvenzioni relativo alle importazioni nella Comunità di barre di acciaio inossidabile originarie dell'India ed ha iniziato un'inchiesta.(2) Il procedimento è stato aperto in seguito ad una denuncia presentata dall'Associazione europea della siderurgia (Eurofer) per conto di produttori comunitari che rappresentano una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria di barre di acciaio inossidabile. La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di sovvenzioni per detto prodotto e al conseguente pregiudizio grave considerati sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento.(3) La Commissione ha ufficialmente informato dell'apertura del procedimento i produttori comunitari, i produttori esportatori e gli importatori notoriamente interessati, nonché i rappresentanti del paese esportatore e il denunziante, e ha offerto alle parti interessate la possibilità di presentare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.Il governo indiano, diversi produttori esportatori indiani e alcuni produttori, importatori e fornitori della Comunità hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. Tutte le parti che l'hanno richiesta entro i termini fissati nell'avviso di apertura hanno ottenuto un'audizione.(4) La Commissione ha inviato un questionario a tutte le parti notoriamente interessate e ha ricevuto risposte dal governo indiano e da diverse società della Comunità e dell'India.(5) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare delle sovvenzioni e del pregiudizio e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:a) Produttori comunitari - Cogne Acciai Speciali Srl, Aosta, Italia- Krupp Edelstahlprofile GmbH, Siegen, Germania- Rodacciai SpA, Bosisio Parrini Italia- Sprint Metal Edelstahlziehereien GmbH, Hemer, Germania- Trafilerie Bedini Srl, Peschiera Borromeo, Italia- Ugine-Savoie SA, Ugine, FranciaDurante la visita di verifica presso la Rodacciai SpA, la società ha ritirato la sua collaborazione. Di conseguenza, non si è potuto tener conto ai fini dell'inchiesta delle informazioni da essa fornite.b) Governo indiano - Ministero del Commercio, New Delhi- Sottosegretariato per le Dogane, New Delhi- Ministero delle Finanze, New Delhic) Produttori esportatori indiani - Bhansali Bright Bars Pvt Ltd, Bombay- Facor (Ferro Alloys Corp. Ltd), Nagpur- Grand Foundry Ltd, Bombay- Isibars Ltd, Bombay- Mukand Ltd, Bombay- Panchmahal Steel Ltd, Baroda- Raajratna Metal Industries Ltd, Ahmedabad- Venus Wire Industries Ltd, Bombay- Viraj Alloys Ltd, Bombayd) Importatori della Comunità collegati a produttori esportatori indiani - Isibars GmbH, Düsseldorf, Germania- Mukand International Ltd, Londra, Regno Unitoe) Importatori della Comunità non collegati a produttori esportatori indiani - Thyssen Schulte GmbH, Dortmund, Germania- Ibero Edelstahlhandel & Co KG, Mülheim, Germania- Metaalcompagnie «Brabant», Valkenswaard, Paesi BassiNel corso dell'inchiesta è emerso che la Ibero Edelstahlhandel e la Thyssen Schulte erano, in realtà, collegate a produttori comunitari.(6) L'inchiesta relativa alle sovvenzioni riguardava il periodo dal 1° ottobre 1996 al 30 giugno 1997 (in appresso «periodo dell'inchiesta»). L'esame del pregiudizio riguardava il periodo dal 1994 alla fine del periodo dell'inchiesta.(7) Il 30 agosto 1997, la Commissione ha iniziato un'inchiesta antidumping relativa alle importazioni dello stesso prodotto originario dell'India (5). Tale inchiesta è tuttora in corso; sono stati istituiti dazi antidumping provvisori con il regolamento (CE) n. 1084/98 della Commissione (6).B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE 1. Prodotto in esame (8) Il prodotto in esame consiste in barre di acciaio inossidabile semplicemente ottenute o rifinite a freddo, contenenti in peso 2,5 % o più di nichel, di sezione circolare o di altre sezioni trasversali, attualmente classificabili ai codici NC 7222 20 11, 7222 20 21, 7222 20 31 e 7222 20 81.(9) L'acciaio inossidabile è caratterizzato da un elevato tenore di nichel, cromo e, in alcuni casi, molibdeno. Queste leghe lo proteggono dalla corrosione. Le barre di acciaio inossidabile vengono utilizzate in diversi settori industriali quali il settore automobilistico, l'edilizia, l'ingegneria meccanica e le industrie chimiche.(10) Esiste una grande varietà di tipi di barre di acciaio inossidabile, che si differenziano per il contenuto di elementi di lega, la forma, la tolleranza e il diametro. Tutti questi tipi rientrano nondimeno nella definizione generale di barre di acciaio inossidabile, in quanto hanno le stesse caratteristiche fisiche, chimiche e tecniche di base, servono per gli stessi usi e vengono distribuiti attraverso gli stessi canali. Si ritiene pertanto che essi costituiscano un'unica categoria di prodotti ai fini della presente inchiesta.2. Prodotto simile (11) Dall'inchiesta è risultato che le barre di acciaio inossidabile prodotte in India e vendute sul mercato interno o esportate verso la Comunità e quelle prodotte e vendute nella Comunità dai produttori comunitari denunzianti avevano effettivamente caratteristiche fisiche e applicazioni identiche ed erano pertanto prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 2026/97 (in appresso «regolamento di base»).C. SOVVENZIONI 1. Introduzione (12) Sulla base delle informazioni contenute nella denuncia e delle risposte al questionario, la Commissione ha esaminato i cinque sistemi seguenti, che assertivamente comportano la concessione di sovvenzioni all'esportazione:- libretto crediti,- credito di dazi d'importazione,- esenzione totale o parziale dal dazio d'importazione sui beni capitali,- zone di trasformazione per l'esportazione/unità orientate all'esportazione- esenzione dall'imposta sul reddito.(13) I primi quattro sistemi sono basati sulla legge sul commercio estero (sviluppo e regolamentazione) del 1992 (in vigore dal 7 agosto 1992) che ha abrogato la legge sul controllo delle importazioni e delle esportazioni del 1947. La legge del 1992 autorizza il governo indiano a emettere comunicazioni relative alla politica in materia di esportazione e importazione. Queste sono riassunte nel documento di politica in materia di esportazione e importazione, emesso ogni cinque anni e aggiornato ogni anno. Nella fattispecie, i documenti attinenti al periodo dell'inchiesta sono due, ossia i piani quinquennali relativi ai periodi 1992-1997 e 1997-2002.L'ultimo sistema (Esenzione dall'imposta sul reddito) è basato sulla legge in materia di imposta sul reddito del 1961, modificata annualmente dalla legge finanziaria.(14) Gli obiettivi dichiarati della attuale politica dell'India in materia di esportazione e importazione sono i seguenti:- accelerare la transizione del paese verso un'economia dinamica orientata alla globalità, al fine di sfruttare al massimo le possibilità offerte da un mercato globale in espansione;- stimolare una crescita sostenuta dell'economia consentendo l'accesso alle materie prime, ai prodotti intermedi, ai beni di consumo e ai beni capitali essenziali necessari per aumentare la produzione;- accrescere il livello tecnologico e l'efficienza dell'agricoltura, dell'industria e dei servizi del paese, migliorando in tal modo la loro competitività e creando nuove opportunità di lavoro, e incoraggiare il conseguimento di standard di qualità accettati a livello internazionale;- offrire ai consumatori prodotti di buona qualità a prezzi adeguati.(15) La Commissione ha esaminato i cinque sistemi alla luce delle politiche esposte nei pertinenti piani in materia di esportazione e importazione sopra citati e nella legge in materia di imposta sul reddito del 1961, quale modificata.2. Libretto crediti (16) Uno strumento della politica in materia di esportazione e importazione che comporta un'assistenza all'esportazione è il libretto crediti, entrato in vigore il 30 maggio 1995.a) Ammissibilità (17) Possono beneficiare del sistema determinate categorie di esportatori, ossia quelli che fabbricano prodotti in India e successivamente li esportano (esportatori-produttori), e quelli, anche produttori o soltanto operatori commerciali, cui sia stato rilasciato un certificato di «Export House/Trading House/Star Trading House/SuperStar Trading House». Gli esportatori della seconda categoria, definita nel documento di politica in materia di esportazione e importazione, devono fornire in particolare prova della precedente attività di esportazione.b) Attuazione pratica (18) Qualsiasi esportatore ammissibile può chiedere un libretto. Questo è un documento in cui è registrato l'importo dei dazi a credito e a debito. Esso è emesso automaticamente per gli esportatori-produttori riconosciuti e per le case di esportazione/imprese commerciali autorizzate.(19) All'esportazione di prodotti finiti, l'esportatore può chiedere un credito che può essere usato per pagare i dazi doganali sulle successive importazioni. Diversi elementi vengono presi in considerazione nel calcolare l'importo del credito da concedere secondo le «Standard Input/Output norms» elaborate dal governo indiano per i prodotti esportati. Le Standard Input/Output norms determinano i quantitativi di materie prime normalmente importate necessari per produrre un'unità del prodotto finito. Esse sono stabilite dallo «Special Advance Licensing Committee» sulla base di un'analisi tecnica del processo produttivo e di dati statistici globali. In base a queste norme, il credito viene concesso fino ad un importo corrispondente al dazio doganale di base pagabile sui fattori produttivi normalmente importati usati dall'industria indiana produttrice del prodotto esportato in questione. Un altro elemento è il «valore aggiunto minimo» (VAM), ossia il valore minimo che il produttore indiano deve aggiungere (in termini di fattori produttivi/costi di manodopera di origine locale) al valore dei fattori importati nella produzione dei prodotti finiti. Il VAM per le esportazioni dei prodotti in questione è fissato dalle autorità indiane al 33 %.(20) Il credito concesso è registrato nel libretto e può essere utilizzato per compensare i dazi doganali dovuti sulle successive importazioni di qualsiasi bene (ad esempio materie prime, beni capitali, ecc.), tranne quelli compresi nell'elenco restrittivo delle importazioni definito nel quadro della politica in materia di esportazione e importazione. Tale elenco indica i beni che non possono essere importati o che possono essere importati soltanto previo rilascio all'importatore di una licenza speciale da parte del governo indiano. I beni importati non devono essere necessariamente attinenti all'effettiva produzione dell'esportatore e possono essere venduti sul mercato indiano.(21) I crediti del libretto non sono trasferibili. Il libretto è valido per un periodo di due anni dalla data del rilascio. L'eventuale credito esistente alla fine di tale periodo può ancora essere utilizzato entro i successivi 12 mesi. Alla fine del terzo anno, il credito non utilizzato decade. Nell'ambito di questo calendario generale non vi sono termini per la presentazione di richieste di credito per una particolare operazione d'esportazione.(22) Quando tutti i crediti del libretto sono stati usati, il libretto è chiuso e il titolare deve pagare una tassa all'autorità competente.(23) Il governo indiano, nella risposta al questionario relativa al libretto crediti, ha precisato quanto segue:«Con questo sistema l'esportatore recupera gli oneri all'importazione sul prodotto esportato, mentre non vi è remissione degli oneri all'importazione sul prodotto simile destinato al consumo nel paese esportatore. A questo riguardo il sistema è conforme al regolamento (CE) n. 3284/94 del Consiglio (regolamento antisovvenzioni).»(24) In risposta a quanto sopra occorre notare che non vi sono differenze su tale punto tra il regolamento citato, che nel frattempo è stato abrogato, e quello che lo ha sostituito, ossia il regolamento di base. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, punto ii), del regolamento di base, l'esenzione di un prodotto esportato dai dazi/oneri non si considera una sovvenzione, a condizione che sia concessa in conformità delle disposizioni degli allegati I, II e III del medesimo regolamento. La lettera (i) dell'allegato I (elenco illustrativo delle sovvenzioni all'esportazione) precisa che la remissione o la restituzione di oneri relativi all'importazione in eccesso rispetto a quelli riscossi sui fattori produttivi importati utilizzati per la realizzazione del prodotto esportato costituiscono sovvenzioni all'esportazione. Inoltre, a norma dell'allegato II del regolamento di base, le autorità inquirenti, nel determinare il consumo dei fattori produttivi nel processo di produzione, devono accertare se la pubblica amministrazione del paese esportatore ha istituito un meccanismo o una procedura che consente di stabilire quali fattori produttivi sono utilizzati nel processo di produzione del prodotto esportato. Nella fattispecie tale meccanismo non esiste. Infatti, il vantaggio concesso in India agli esportatori dei prodotti in questione sotto forma di crediti è automaticamente calcolato in base alle Standard Input/Output norms, indipendentemente dal fatto che i fattori produttivi siano stati importati o meno, che su di essi sia stato o meno pagato un dazio o che essi siano o non siano stati realmente utilizzati per i prodotti destinati all'esportazione.Inoltre, con il libretto crediti l'esportatore non è tenuto a importare effettivi fattori produttivi o a utilizzare le merci importate nel processo di produzione. Con questo sistema, infatti, all'esportazione di un prodotto finito un esportatore ottiene un credito il cui importo è basato sull'importo del dazio doganale che si ritiene sia stato pagato sui fattori produttivi normalmente importati utilizzati nella fabbricazione del prodotto finito. Il credito può essere usato per compensare il dazio doganale dovuto su future importazioni di qualsiasi prodotto. Ne deriva un vantaggio per l'esportatore sotto forma di mancato pagamento del dazio sulle importazioni di qualsiasi prodotto (materie prime o beni capitali). Il sistema pertanto consente a un esportatore che abbia precedentemente esportato alcuni prodotti di importare merci senza pagare il dazio. Esso non è quindi un sistema di remissione/restituzione ai sensi dell'allegato I, lettera i), o dell'allegato II del regolamento di base.c) Conclusione sul libretto crediti (25) Il libretto crediti non è un sistema consentito di remissione/restituzione o di restituzione sostitutiva ai sensi del regolamento di base, in quanto il credito non è calcolato in relazione ai fattori produttivi da utilizzare realmente nel processo di produzione. Inoltre, l'esportatore non è tenuto a importare in esenzione doganale merci che devono essere utilizzate nel processo di produzione.In ogni caso, ammesso che il sistema in questione fosse un sistema di remissione/restituzione o di restituzione sostitutiva, non esiste un meccanismo o una procedura che consente di stabilire quali fattori produttivi sono utilizzati nel processo di produzione del prodotto esportato ai sensi dell'allegato I, lettera i) e degli allegati II e III, del regolamento di base. A norma dell'allegato II, parte II, punto 5 e dell'allegato III, parte II, punto 3, del medesimo regolamento, qualora si accerti che la pubblica amministrazione del paese esportatore non ha istituito tale meccanismo, si rende necessario un ulteriore esame da parte del paese esportatore sulla base, rispettivamente, degli effettivi fattori produttivi consumati o delle effettive transazioni, al fine di determinare se sia stato effettuato un pagamento eccessivo. Il governo indiano non ha effettuato l'esame in questione. Quindi, la Commissione non ha esaminato se vi era o meno un'eccessiva restituzione degli oneri all'importazione sui fattori produttivi utilizzati nel processo di produzione del prodotto esportato.(26) Il sistema costituisce una sovvenzione, in quanto il contributo finanziario dato dal governo indiano sotto forma di rinuncia ai dazi all'importazione conferisce un vantaggio al titolare del libretto crediti, che può importare merci in esenzione doganale usando crediti ottenuti in base a esportazioni. Si tratta di una sovvenzione condizionata, di diritto, all'andamento delle esportazioni ed è pertanto considerata specifica ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a) del regolamento di base. Inoltre, si considera che la condizione del VAM (cfr. sopra, considerando 19) comporti l'uso preferenziale di merci nazionali rispetto a prodotti importati. A tale riguardo, il sistema del libretto crediti costituisce una sovvenzione specifica ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera b) del regolamento di base.(27) All'inizio del 1997, il governo indiano ha annunciato che il sistema veniva soppresso e che non avrebbero più potuto essere presentate richieste di credito per operazioni d'esportazione effettuate dopo il 31 marzo 1997. Gli esportatori già in possesso di un libretto possono tuttavia continuare ad usarlo per un periodo di tre anni a decorrere dalla data in cui è stato concesso. Inoltre, non vi è alcun termine di presentazione per le richieste di credito basate su operazioni d'esportazione effettuate prima del 31 marzo 1997. Anche se il sistema è tecnicamente terminato, gli esportatori possono continuare a beneficiarne importando merci in esenzione doganale fino ad esaurimento di tutti i crediti o fino al 31 marzo 2000. In tali circostanze, il sistema si ritiene compensabile.d) Calcolo dell'importo della sovvenzione (28) Il vantaggio conferito agli esportatori è stato calcolato in base all'importo del dazio normalmente dovuto sulle importazioni effettuate durante il periodo dell'inchiesta, ma non corrisposto in virtù del sistema. Per determinare l'intero vantaggio conferito dal sistema al beneficiario, si è proceduto ad adeguare detto importo sommando ad esso l'interesse per il periodo dell'inchiesta. Poiché i vantaggi derivanti dalle esenzioni dal dazio all'importazione sono ottenuti regolarmente durante il periodo dell'inchiesta, essi sono equivalenti ad una serie di sussidi. È prassi consueta indicare il vantaggio ottenuto dal beneficiario di un sussidio isolato sommando all'importo nominale del sussidio l'interesse commerciale annuo, in base al presupposto che il sussidio sia stato accordato il primo giorno del periodo dell'inchiesta. Tuttavia, nella fattispecie, è chiaro che i singoli sussidi possono essere stati accordati in qualsiasi momento tra il primo e l'ultimo giorno del periodo dell'inchiesta. Pertanto, invece di sommare l'interesse annuo all'importo complessivo, si ritiene appropriato presumere che sia stato ricevuto un sussidio medio a metà del periodo dell'inchiesta; l'interesse deve quindi coprire un periodo di sei mesi ed è di conseguenza equivalente alla metà del tasso commerciale annuo vigente in India durante il periodo dell'inchiesta, ossia al 7,29 %. L'importo così determinato (dazio non pagato maggiorato dell'interesse) è stato ripartito sul totale delle esportazioni del periodo dell'inchiesta.Nove società hanno beneficiato del sistema durante il periodo dell'inchiesta e ottenuto sovvenzioni comprese tra lo 0,2 % e l'84,5 %. Nei casi in cui le società hanno chiesto deduzioni a fronte delle tasse pagate per beneficiare del sistema, tali deduzioni sono state accordate. Una delle società ha chiesto una deduzione supplementare per le spese sostenute per ricevere la sovvenzione; si trattava in particolare di spese di consulenza per le pratiche relative alla presentazione della domanda. Ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera a), del regolamento di base, può essere concessa la deduzione delle spese necessarie per ricevere la sovvenzione. Poiché le società possono ottenere il vantaggio senza necessità di rivolgersi a consulenti esterni, la richiesta di deduzione non è giustificata.Facor (Ferro Alloys Corporation Ltd) ha fornito informazioni verificabili incomplete in merito al sistema. A norma dell'articolo 28, paragrafo 1, del regolamento di base, le conclusioni provvisorie relative alle sovvenzioni ricevute da detta società in virtù del sistema sono state elaborate in base ai dati disponibili. In assenza di altre informazioni attendibili da parte di fonti indipendenti e per evitare di premiare l'omessa collaborazione, è stato ritenuto opportuno applicare alla società il tasso di vantaggio più elevato stabilito in relazione al sistema per gli altri esportatori che hanno collaborato, ossia l'84,5 %.3. Credito di dazi d'importazione (29) Un altro strumento della Politica in materia di esportazione e importazione che comporta un'assistenza all'esportazione è il Credito di dazi d'importazione. Esso è entrato in vigore il 7 aprile 1997, subentrando al sistema del libretto crediti, terminato il 31 marzo 1997. Questo strumento comprende due tipi di credito:- credito pre-esportazione- credito post-esportazione.a) Credito pre-esportazione (30) Possono beneficiare del credito pre-esportazione gli esportatori-produttori (ossia ogni produttore indiano esportatore) e gli operatori commerciali collegati ai produttori. Per essere ammissibile al credito una società deve aver effettuato esportazioni per un periodo di tre anni prima della richiesta di credito.Tuttavia nessun produttore esportatore del prodotto in questione ha chiesto di beneficiare o si è avvalso del sistema pre-esportazione. Pertanto non occorre che la Commissione valuti questa parte del sistema nel contesto dell'inchiesta.b) Ammissibilità al credito post-esportazione (31) Il sistema di credito post-esportazione è praticamente identico al libretto crediti sopra descritto. Possono beneficiarne gli esportatori-produttori (ossia ogni produttore indiano esportatore) e gli operatori commerciali.c) Attuazione pratica del sistema di credito post-esportazione (32) Secondo questo sistema, ogni esportatore ammissibile può chiedere crediti che sono calcolati in percentuale del valore dei prodotti finiti esportati. Tali aliquote sono state stabilite dalle autorità indiane per la maggior parte dei prodotti, compresi quelli in questione, in base alle Standard Input/Output norms. Una licenza indicante l'importo del credito concesso è emessa automaticamente.Il sistema di credito post-esportazione consente l'uso dei crediti per successive importazioni di qualsiasi merce (ad esempio materie prime o beni capitali) non figurante nell'elenco restrittivo delle importazioni. I beni importati possono essere venduti sul mercato interno (subordinatamente al pagamento dell'imposta sulle vendite) o utilizzati in altro modo.I crediti post-esportazione sono liberamente trasferibili. La licenza è valida per un periodo di 12 mesi dalla data di concessione.(33) Quando tutti i crediti sono stati usati, la società deve pagare una tassa all'autorità competente.d) Conclusione sul sistema di credito post-esportazione (34) Il sistema è chiaramente condizionato all'andamento delle esportazioni. Quando una società esporta dei prodotti, ottiene un credito che può essere utilizzato per compensare l'importo dei dazi doganali pagabili su future importazioni di qualsiasi merce (materie prime o beni capitali). Come il libretto crediti, non è un sistema consentito di remissione/restituzione o di restituzione sostitutiva per le stesse ragioni esposte sopra al considerando 25. Il sistema costituisce una sovvenzione, in quanto il contributo finanziario dato dal governo indiano sotto forma di rinuncia ai dazi all'importazione conferisce un vantaggio ad una società che può importare merci in esenzione doganale. Si tratta di una sovvenzione condizionata, di diritto, all'andamento delle esportazioni ed è pertanto considerata specifica ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base.e) Calcolo dell'importo della sovvenzione per il credito post-esportazione (35) Alcune società hanno chiesto crediti post-esportazione durante il periodo dell'inchiesta. Tuttavia, non essendo stato fatto alcun uso dei crediti durante tale periodo, non ne sono risultati vantaggi compensabili. A questo riguardo non è stato determinato alcun margine di sovvenzione in relazione al sistema in oggetto.4. Esenzione totale o parziale dal dazio d'importazione sui beni capitali (36) Un altro strumento della politica in materia di esportazione e importazione che comporta un'assistenza all'esportazione è il sistema di esenzione per i beni capitali, introdotto il 1° aprile 1990 e modificato il 5 giugno 1995.a) Ammissibilità (37) Possono beneficiare di questo sistema gli esportatori-produttori (ossia ogni produttore indiano esportatore) e gli operatori commerciali. Dal 1° aprile 1997 ne possono beneficiare anche i produttori collegati a operatori commerciali.b) Attuazione pratica (38) Per beneficiare del sistema, una società deve fornire alle autorità competenti informazioni particolareggiate sul tipo e sul valore dei beni capitali che devono essere importati. A seconda dei livelli di esportazione che si impegna a realizzare, la società è autorizzata a importare beni capitali a dazio nullo o ridotto. Una licenza che autorizza l'importazione ad aliquote preferenziali è rilasciata automaticamente.Per soddisfare l'obbligo di esportazione, nella produzione dei beni esportati devono essere stati utilizzati i beni capitali importati.(39) Per ottenere una licenza occorre pagare la tassa di domanda.c) Conclusioni sul sistema di esenzione per i beni capitali (40) Il sistema rappresenta una sovvenzione compensabile, in quanto il pagamento da parte di un esportatore di un dazio ridotto o nullo costituisce un contributo finanziario del governo indiano, la pubblica amministrazione rinuncia ad entrate altrimenti dovute e viene conferito un vantaggio al beneficiario con la riduzione dei dazi pagabili o la totale esenzione dal pagamento dei dazi all'importazione.(41) La sovvenzione è condizionata, di diritto, all'andamento delle esportazioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base, in quanto non può essere ottenuta senza un impegno ad esportare merci, ed è pertanto considerata specifica.d) Calcolo dell'importo della sovvenzione (42) Il vantaggio conferito agli esportatori è stato calcolato in base all'importo del dazio dovuto sui beni capitali importati non corrisposto, ripartito su un periodo che riflette il normale ammortamento di detti beni capitali nell'industria del prodotto in questione. Tale periodo è stato determinato usando la media ponderata (sulla base del volume di produzione dei prodotti interessati) dei periodi di ammortamento dei beni capitali effettivamente importati nel quadro del sistema da ciascuna società; è stato in tal modo stabilito un periodo normale di ammortamento di 15,5 anni. L'importo così calcolato imputabile al periodo dell'inchiesta è stato adeguato sommando ad esso gli interessi per il periodo dell'inchiesta in modo da determinare l'intero vantaggio conferito al beneficiario dal sistema. Dato il carattere della sovvenzione, equivalente ad un sussidio unico, è stato ritenuto appropriato il tasso d'interesse commerciale vigente in India durante il periodo dell'inchiesta, ossia il 14,58 %. L'importo ottenuto è stato ripartito sul totale delle esportazioni del periodo dell'inchiesta.Tre società hanno beneficiato del sistema durante il periodo dell'inchiesta e ottenuto vantaggi compresi tra lo 0,1 % e l'1,1 %.Facor (Ferro Alloys Corporation Ltd) ha fornito informazioni verificabili incomplete in merito al sistema. A norma dell'articolo 28, paragrafo 1 del regolamento di base, data l'insufficienza delle informazioni fornite, le conclusioni provvisorie relative alle sovvenzioni ricevute da detta società in virtù del sistema sono state elaborate in base ai dati disponibili. In assenza di altre informazioni attendibili da parte di fonti indipendenti e per evitare di premiare l'omessa collaborazione, è stato ritenuto opportuno applicare alla società il tasso di vantaggio più elevato stabilito in relazione al sistema per gli altri esportatori che hanno collaborato, ossia l'1,1 %.Una società, Raajratna Metal Industries Ltd, si è avvalsa del sistema per macchinari importati per la fabbricazione di un prodotto (vergelle) non soggetto all'inchiesta. La Commissione ha verificato che i macchinari importati potevano essere usati soltanto per operazioni di finitura su vergelle vendute separatamente, ossia che i macchinari non erano usati nella fabbricazione di barre lucide di acciaio, inossidabile in nessuna fase del processo produttivo (compresa la produzione di materiale grezzo comune). Pertanto, si considera che il sistema in oggetto non conferiva alla società in questione alcun vantaggio per quanto riguarda la fabbricazione di barre di acciaio inossidabile.5. Zone di trasformazione per l'esportazione/Unità orientate all'esportazione (43) Un altro strumento della politica in materia di esportazione e importazione che comporta un'assistenza all'esportazione è il sistema relativo alle zone di trasformazione per l'esportazione /unità orientate all'esportazione, introdotto il 22 giugno 1994.La Commissione ha accertato che nessun produttore del prodotto in questione era stabilito in una zona di trasformazione per l'esportazione o era un'unità orientata all'esportazione. Non occorre pertanto che la Commissione valuti il sistema in oggetto nel contesto dell'inchiesta.6. Esenzione dall'imposta sul reddito (44) La legge sull'imposta sul reddito del 1961 costituisce la base giuridica del sistema in oggetto. Detta legge, modificata ogni anno dalla legge finanziaria, pone la base per la riscossione delle imposte e per diverse esenzioni/detrazioni che possono essere chieste. Tra le esenzioni che possono essere chieste dalle imprese vi sono quelle di cui alle sezioni 10A, 10B e 80HHC della legge.a) Ammissibilità (45) L'esenzione a norma della sezione 10A può essere chiesta dalle imprese situate nelle zone di libero scambio. L'esenzione a norma della sezione 10B può essere chiesta dalle unità orientate all'esportazione. L'esenzione a norma della sezione 80HHC può essere chiesta da qualsiasi impresa esportatrice di beni.b) Attuazione pratica (46) Per beneficiare delle detrazioni/esenzioni suindicate, una società deve presentare la relativa domanda al momento della presentazione della denuncia dei redditi all'amministrazione finanziaria alla fine dell'anno fiscale. L'anno fiscale va dal 1° aprile al 31 marzo. La denuncia dei redditi deve essere presentata all'amministrazione entro il 30 novembre successivo. L'accertamento definitivo da parte di quest'ultima può richiedere fino a tre anni dalla presentazione della denuncia dei redditi. Una società può chiedere soltanto una delle detrazioni previste dalle tre sezioni sopracitate.In base alle sezioni 10A, 10B e 80HHC, le società possono chiedere l'esenzione dall'imponibilità per i profitti realizzati sulle vendite per esportazione. Durante il periodo dell'inchiesta le società si sono avvalse dell'esenzione dall'imposta sul reddito soltanto in base alla sezione 80HHC.c) Conclusioni sul sistema di esenzione dall'imposta sul reddito (47) Alla lettera e) dell'elenco illustrativo delle sovvenzioni all'esportazione (allegato I del regolamento di base) figura «l'esenzione totale o parziale. . . riferita alle esportazioni, da imposte dirette». Con il sistema in esame il governo indiano dà un contributo finanziario alla società rinunciando ad entrate sotto forma di imposte dirette che sarebbero dovute se la società non avesse chiesto l'esenzione dall'imposta sul reddito. Questo contributo finanziario conferisce un vantaggio al beneficiario, riducendone la soggettività tributaria.(48) La sovvenzione è condizionata, di diritto, all'andamento delle esportazioni ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base, in quanto comporta l'esenzione soltanto per i profitti realizzati sulle vendite per esportazione, ed è pertanto considerata specifica.d) Calcolo dell'importo della sovvenzione (49) Come indicato sopra al considerando 46, le domande di esenzione ai sensi delle sezioni 10A, 10B e 80HHC devono essere presentate al momento della presentazione della denuncia dei redditi alla fine dell'anno fiscale. Poiché in India l'anno fiscale va dal 1° aprile al 31 marzo, si considera appropriato calcolare il vantaggio conferito dal sistema sulla base dell'anno fiscale 1996/1997 (dal 1° aprile 1996 al 31 marzo 1997), che comprende sei mesi del periodo dell'inchiesta. Il vantaggio conferito agli esportatori è stato pertanto calcolato in base alla differenza tra l'importo delle imposte normalmente dovute con e senza il beneficio dell'esenzione. È stato tenuto conto del fatto che alcune società sono soggette al pagamento dell'imposta alternativa minima, che rappresenta un modo alternativo di calcolare l'imposta dovuta in base alla legge sull'imposta sul reddito. L'aliquota dell'imposta sulle società applicabile durante l'anno fiscale in questione era del 43 %. Per determinare l'intero vantaggio conferito al beneficiario, si è proceduto ad adeguare tale importo sommando ad esso l'interesse per il periodo dell'inchiesta. Dato il carattere della sovvenzione, equivalente ad un sussidio unico, è stato ritenuto appropriato il tasso d'interesse commerciale vigente in India durante il periodo dell'inchiesta, ossia il 14,58 %. L'importo così ottenuto è stato ripartito sul totale delle esportazioni effettuate durante l'anno fiscale 1996/1997.Durante l'anno fiscale 1996/1997, sei società hanno beneficiato del sistema con riferimento alla sezione 80HHC, ottenendo sovvenzioni comprese tra lo 0,7 % e il. 2,8 %.7. Importo delle sovvenzioni compensabili (50) In considerazione di quanto precede, l'importo totale delle sovvenzioni compensabili per ciascuno degli esportatori soggetti all'inchiesta è il seguente:>SPAZIO PER TABELLA>D. PREGIUDIZIO 1. Industria comunitaria (51) La produzione complessiva dei cinque produttori comunitari di barre di acciaio inossidabile che hanno appoggiato la denuncia e collaborato pienamente con la Commissione (cfr. considerando 5) rappresenta il 45 % della produzione comunitaria totale. Queste società costituiscono l'«industria comunitaria» ai sensi degli articoli 9, paragrafo 1, e 10, paragrafo 8, del regolamento di base.2. Osservazioni generali (52) Dato che il periodo dell'inchiesta copre solo nove mesi, ai fini del confronto le risultanze relative a tale periodo sono state estrapolate a 12 mesi per consentire un confronto su base annuale (in appresso «periodo d'inchiesta 12»).3. Consumo nella Comunità (53) Il consumo apparente di barre di acciaio inossidabile nella Comunità, nel periodo gennaio 1994-giugno 1997 è stato stabilito sulla base della produzione comunitaria totale maggiorata delle importazioni totali meno le esportazioni totali. A tal fine, la Commissione ha utilizzato i dati forniti dall'industria comunitaria, dagli altri produttori aventi sede nella Comunità e dall'Eurofer nonché i dati Eurostat.(54) Tra il 1994 e il giugno 1997, il consumo totale nella Comunità è stato pari a 117 039 t nel 1994, a 146 025 t nel 1995, a 113 448 t nel 1996 e a 148 457 t nel periodo d'inchiesta 12.4. Volumi di importazione e quota di mercato delle importazioni sovvenzionate (55) L'andamento del volume di importazione dall'India è stato il seguente: 7 597 t nel 1994, 11 170 t nel 1995, 10 329 t nel 1996 e 8 311 t nel periodo d'inchiesta 12, per un aumento globale di 714 t, ovvero del 9,4 %, con una punta massima del 36 % (2 732 t) tra il 1994 e il 1996.(56) La quota di mercato indiana (dati Eurostat) è aumentata costantemente, passando dal 6,5 % nel 1994 al 7,6 % nel 1995 e al 9,1 % nel 1996, con un incremento del 40 % tra il 1994 e il 1996. Nel periodo dell'inchiesta la quota di mercato è diminuita, ma si è comunque mantenuta ad un livello considerevole (5,6 %).5. Prezzi delle importazioni dall'India sovvenzionate e sottoquotazione (57) In base ai dati Eurostat si è stabilito che, tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta, le importazioni dall'India sono state costantemente effettuate a prezzi inferiori a quelli dell'industria comunitaria. Quest'analisi è stata confermata dettagliatamente per il periodo dell'inchiesta.(58) In particolare, per stabilire se i prezzi degli esportatori indiani che hanno collaborato fossero inferiori ai prezzi di vendita dell'industria comunitaria si è proceduto a un'analisi approfondita per ciascuno di essi relativa alle vendite effettuate nel periodo dell'inchiesta. A tal fine, si è confrontata, per tipo di prodotto, la media ponderata dei loro prezzi all'esportazione con la media ponderata dei prezzi di vendita applicati dall'industria comunitaria alle parti non collegate. I prezzi delle esportazioni effettuate attraverso società collegate sono stati debitamente adeguati in considerazione dei costi sostenuti tra l'importazione e le vendite al primo cliente indipendente. Ai fini del confronto, i prodotti sono stati riuniti in tipi di prodotti a seconda del tipo di acciaio, della forma, del diametro e della tolleranza.(59) All'occorrenza, i prezzi delle esportazioni indiane sono stati adeguati in funzione dei costi di trasporto e di movimentazione per arrivare al prezzo franco frontiera comunitaria, dazio corrisposto.(60) I prezzi di vendita dei produttori comunitari sono stati adeguati in funzione delle differenze inerenti allo stadio commerciale, poiché si è riscontrato che i produttori indiani vendevano solo a operatori commerciali, mentre l'industria comunitaria vendeva sia a operatori commerciali che a utilizzatori, con notevoli sconti ai primi. L'adeguamento è consistito nel ridurre i prezzi di vendita dell'industria comunitaria agli utilizzatori finali in funzione degli sconti concessi. Inoltre, i prezzi di vendita dell'industria comunitaria sono stati adeguati, all'occorrenza, per tener conto dei costi di trasporto.(61) I produttori esportatori indiani hanno chiesto un adeguamento per presunte differenze di qualità, ma la richiesta non ha potuto essere accolta, poiché la composizione chimica del prodotto è disciplinata da norme internazionali. Inoltre, essendo la richiesta stata formulata in modo generale - non avendo cioè i produttori indiani fornito informazioni relative alle singole società - non è stato possibile procedere ad una verifica accurata dei dati.(62) Analogamente, le richieste indiane di adeguamento per differenze (1) nei tempi che intercorrono tra l'ordinazione e la consegna e (2) nei meccanismi di fissazione dei prezzi (i produttori indiani vendono a prezzi fissi mentre i produttori comunitari utilizzano un prezzo di base a cui aggiungono il cosiddetto «extra di lega» per il nichel, il cromo e il molibdeno) non hanno potuto essere accolte poiché non è stato dimostrato che tali differenze incidevano sulla comparabilità dei prezzi.(63) Si è dovuta respingere anche una richiesta di adeguamento per differenze tra i termini di pagamento avanzata da due produttori esportatori indiani, i quali hanno dichiarato che, contrariamente all'industria comunitaria, essi richiedevano il pagamento circa 30 giorni prima della consegna delle merci. Quest'affermazione, però, è smentita dalle conclusioni della Commissione, la quale ha accertato che i produttori indiani in questione richiedono che il pagamento avvenga 60 giorni dopo la data di spedizione. Dato che, in media, il trasporto dall'India alla Comunità non richiede più di 30 giorni, i produttori indiani ricevevano il pagamento non prima della consegna ma dopo, come accertato anche per l'industria comunitaria.(64) Infine, i produttori indiani hanno chiesto che, nel calcolare la sottoquotazione e il prezzo necessario per eliminare il pregiudizio (cfr. considerando 97), si tenesse conto del fatto che l'India è esentata dal dazio doganale del 4,2 % sul prodotto in questione nell'ambito del regime SPG. Secondo questi produttori, i prezzi delle esportazioni indiane dovrebbero essere maggiorati del 4,2 % «come se» le importazioni dall'India non beneficiassero del sistema SPG. L'argomentazione non è stata accettata, perché il calcolo della sottoquotazione si basa sui prezzi effettivi pagati sul mercato, e quindi non si possono prendere in considerazione dazi ipotetici. Secondo la legislazione in materia, in particolare l'articolo 13 del regolamento (CE) n. 3281/94 del Consiglio (7), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 602/98 (8), la concessione del trattamento SPG non impedisce di prendere misure per controbilanciare pratiche di dumping pregiudizievoli.(65) Dal confronto tra la media ponderata dei prezzi all'esportazione debitamente adeguati e la media ponderata dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria è risultato che i prezzi dei produttori esportatori indiani erano inferiori ai prezzi dei produttori comunitari delle seguenti percentuali:>SPAZIO PER TABELLA>(66) Nel corso dell'inchiesta alcuni produttori indiani hanno obiettato che nel contesto della stessa non aveva senso calcolare i margini di sottoquotazione date le conclusioni esposte in una recente decisione della Commissione in materia di concorrenza (Caso IV/35.814 - Extra di lega) (9).La decisione suddetta ha stabilito che i produttori comunitari di prodotti piatti di acciaio inossidabile avevano modificato «in maniera concordata i valori di riferimento della formula di calcolo dell'extra di lega, pratica che ha avuto per oggetto ed effetto di limitare e falsare il gioco normale della concorrenza sul mercato comune».Va osservato, tuttavia, che la decisione non riguarda il prodotto oggetto dell'inchiesta antisovvenzioni. Le barre di acciaio inossidabile rientrano infatti fra i prodotti lunghi di acciaio inossidabile e non fra i prodotti piatti di acciaio inossidabile, contemplati dalla suddetta decisione della Commissione.Le società indiane hanno confermato tale distinzione, ma hanno sostenuto che esisteva una pratica concordata anche per le barre di acciaio inossidabile. Due di esse hanno presentato una formale denuncia ai sensi dell'articolo 3 del regolamento n. 17/62 del Consiglio (10). A questo stadio, tuttavia, non sono state presentate né messe a disposizione della Commissione prove conclusive tali da far pensare che i produttori di barre di acciaio inossidabile avessero stabilito, in modo concordato, un meccanismo di fissazione dei prezzi per questi prodotti. A tale riguardo, è importante sottolineare che i produttori di prodotti piatti di acciaio inossidabile sono in gran parte diversi dai produttori di barre di acciaio inossidabile.Inoltre, è stato osservato che dal confronto dei prezzi delle vendite dell'industria comunitaria risultavano notevoli variazioni, nello stesso periodo di tempo, dei prezzi di vendita per tipi di prodotti identici venduti a categorie paragonabili di clienti. Si è altresì osservato che i prezzi delle vendite variavano a seconda dei periodi (con una tendenza al ribasso dal 1995 in poi), con conseguenti diversi livelli di redditività tra un periodo e l'altro per i produttori che costituiscono l'industria comunitaria. La Commissione, pertanto, ha concluso che, contrariamente a quanto affermato dai produttori indiani, a questo stadio dell'inchiesta non vi erano elementi tali da indicare che il calcolo della sottoquotazione fosse inutile.6. Situazione dell'industria comunitaria 6.1. Volume di produzione, capacità e utilizzazione degli impianti (67) Fra il 1994 e il giugno 1997 la produzione totale dell'industria comunitaria è stata pari a 60 800 t nel 1994, a 65 459 t nel 1995, a 53 070 t nel 1996 e a 66 640 t nel periodo d'inchiesta 12.(68) Si è concluso che negli ultimi anni la produzione totale dell'industria comunitaria aveva subito fluttuazioni in seguito a mutamenti della domanda e alle importazioni a basso prezzo dall'India. Dopo i buoni risultati registrati nel 1995 dall'industria comunitaria in termini di produzione grazie ad una domanda molto alta, nel 1996 il livello di produzione è calato in misura considerevole, sia perché in tale anno il consumo comunitario è diminuito sia perché i produttori esportatori indiani vendevano i loro prodotti a prezzi molto bassi, inferiori ai prezzi di vendita dell'industria comunitaria. Nel periodo dell'inchiesta la produzione dell'industria comunitaria è nuovamente aumentata, grazie alla ripresa della domanda, ma i prezzi di vendita sono ulteriormente scesi.(69) Per quanto riguarda la capacità e l'utilizzazione degli impianti, dato che l'industria comunitaria utilizza gli stessi macchinari anche per fabbricare altri prodotti è difficile valutare con precisione la capacità e il tasso di utilizzazione degli impianti per il prodotto in questione. Si è pertanto ritenuto opportuno non trarre conclusioni sulla base di questi due fattori.6.2. Volume delle vendite (70) Il volume delle vendite dell'industria comunitaria alle parti non collegate della Comunità è stato di 31 659 t nel 1994, di 33 264 t nel 1995, di 22 988 t nel 1996, di 21 081 t nel periodo dell'inchiesta e di 28 108 t nel periodo d'inchiesta 12, mentre il volume delle vendite alle parti collegate è stato pari a 12 977 t nel 1994, a 13 675 t nel 1995, a 11 930 t nel 1996, a 13 092 t nel periodo dell'inchiesta e a 17 456 t nel periodo d'inchiesta 12.(71) Si è concluso che il volume delle vendite alle parti non collegate della Comunità e il volume combinato delle vendite alle parti non collegate e collegate della Comunità hanno avuto un andamento analogo a quello del volume di produzione. Negli ultimi anni, i volumi delle vendite hanno subito fluttuazioni, con un crollo nel 1996. Solo dopo le forti riduzioni di prezzo nel periodo dell'inchiesta si è registrata un'inversione di tendenza, con un volume di vendite in tale periodo superiore a quello del 1996.(72) Questo andamento corrisponde ad una perdita di oltre l'11 % del volume delle vendite alle parti collegate tra il 1994 e il periodo d'inchiesta 12. A tale riguardo, si è altresì osservato che l'industria comunitaria non ha potuto trarre vantaggio dalla crescita globale sul mercato.6.3. Quota di mercato (73) Al notevole incremento della quota di mercato delle importazioni indiane verificatosi tra il 1994 e il 1996 (vedi sopra) ha fatto riscontro un'evoluzione negativa della quota di mercato dell'industria comunitaria. Per quanto riguarda le vendite alle parti sia collegate che non collegate, la quota dell'industria comunitaria, pari al 38,1 % del mercato nel 1994, era del 32,1 % nel 1995 e del 30,8 % nel 1996. Queste cifre corrispondono ad una perdita del 19,2 %. Il livello più basso è stato raggiunto nel periodo dell'inchiesta con il 30,7 %.(74) Per quanto riguarda le sole vendite alle parti non collegate, si è stabilito che la quota di mercato è considerevolmente diminuita, passando dal 27,0 % nel 1994 al 22,8 % nel 1995 e al 20,1 % nel 1996. Queste cifre corrispondono ad una perdita del 25,6 %. Il livello più basso è stato raggiunto nel periodo dell'inchiesta con il 18,9 %.6.4. Prezzi di vendita (75) I prezzi di vendita dell'industria comunitaria hanno iniziato a diminuire sin dal 1995. Per evitare ulteriori perdite della sua quota di mercato l'industria comunitaria, dal 1995, ha abbassato i prezzi del 21 %. I prezzi di vendita, espressi in forma indicizzata, sono scesi da 134 nel 1995 a 126 nel 1996 e a 106 nel periodo dell'inchiesta (l'indice 100 corrisponde al 1994).6.5. Redditività (76) Per quanto riguarda la redditività, l'inchiesta ha dimostrato che tutti i produttori che costituiscono l'industria comunitaria, tranne uno, si trovavano in una situazione finanziaria migliore nel 1994 che nel periodo dell'inchiesta. I margini di utile di tutte le società sono considerevolmente diminuiti, soprattutto tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta; una società in particolare ha registrato durante tale periodo perdite significative. Nel periodo dell'inchiesta, la media ponderata dei margini di utile è stata insufficiente per tutti i produttori tranne uno a causa della riduzione dei prezzi di vendita.L'andamento dell'indice del margine di utile è stato il seguente: 100 nel 1994, 312 nel 1995, 151 nel 1996 e 73 nel periodo dell'inchiesta.6.6. Occupazione e scorte (77) Per quanto riguarda l'occupazione, la forza lavoro dell'industria comunitaria è rimasta pressoché stabile (da 602 nel 1994 a 592 nel periodo dell'inchiesta). In alcuni casi, si sono potuti evitare licenziamenti solo riducendo l'orario di lavoro.(78) Tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta le scorte sono aumentate di oltre 3 000 tonnellate; alla fine del periodo dell'inchiesta erano pari a 10 923 tonnellate.7. Conclusioni (79) Sulla base di quanto precede, si può concludere che l'industria comunitaria subisce attualmente un grave pregiudizio, causato principalmente dalla notevole sottoquotazione praticata dai produttori esportatori indiani, dalla conseguente depressione dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria, dalla redditività insufficiente, dal notevole aumento della quota di mercato dei produttori esportatori indiani nel periodo 1994-1996 e dalla corrispondente perdita di quota di mercato dell'industria comunitaria, dal calo dei volumi delle vendite e dall'aumento delle scorte.E. NESSO DI CAUSALITÀ 1. Effetto delle importazioni sovvenzionate (80) Il rapido aumento della quota di mercato delle importazioni indiane (40 % tra il 1994 e il 1996) e la forte sottoquotazione rilevata (fino al 16,3 %) hanno coinciso con il deterioramento della situazione dell'industria comunitaria, in particolare la perdita della quota di mercato, la depressione dei prezzi e la redditività insufficiente.(81) Di fronte alle importazioni sovvenzionate originarie dell'India, l'industria comunitaria aveva - dopo i buoni risultati del 1995 - due alternative: mantenere invariati i propri prezzi o allinearsi ai prezzi sovvenzionati, con ripercussioni negative sulla redditività. Nel 1996, alcuni produttori comunitari hanno cercato di mantenere i prezzi di vendita ad un livello elevato, mentre altri li hanno abbassati. Entrambe le strategie hanno avuto un impatto negativo sulla redditività, direttamente (prezzi più bassi) o indirettamente (calo del volume delle vendite con un conseguente aumento delle spese generali per tonnellata venduta). Durante il periodo dell'inchiesta, tutti i produttori comunitari hanno abbassato ulteriormente i prezzi di vendita, nuovamente con un impatto negativo sulla redditività. Ciò dimostra in modo evidente la sensibilità del mercato ai prezzi e la notevole incidenza della sottoquotazione praticata dai produttori esportatori indiani.(82) Alcuni produttori esportatori indiani hanno sostenuto di non aver causato un grave pregiudizio poiché vendevano solo a un numero limitato di operatori commerciali, mentre i produttori comunitari vendevano anche a utilizzatori e a operatori commerciali che non erano clienti dei produttori indiani. Di conseguenza la concorrenza tra i prodotti indiani e comunitari sarebbe alquanto limitata, riguardando il 35 % del mercato comunitario totale. Quest'argomentazione, però, viene smentita dalla trasparenza del mercato, che reagisce rapidamente ai cambiamenti di prezzo; e dal fatto che i produttori indiani possono vendere ad altri acquirenti della Comunità.2. Altri fattori (83) La Commissione ha inoltre esaminato se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria potesse essere stato causato da altri fattori, quali lo sviluppo globale del mercato, il comportamento della stessa industria comunitaria o le importazioni da altri paesi.(84) Alcuni produttori indiani hanno sostenuto che l'industria comunitaria denunziante era inefficiente, sottolineando, in particolare, il basso tasso di utilizzazione degli impianti. In ogni caso, come indicato sopra, non si è ritenuto opportuno usare il tasso di utilizzazione degli impianti come fattore determinante di pregiudizio. Tuttavia, qualsiasi diminuzione dell'utilizzazione degli impianti coincideva con un notevole calo delle vendite dell'industria comunitaria in concomitanza di un aumento delle importazioni sovvenzionate.(85) Nel corso dell'inchiesta, si è anche esaminato se la situazione dei produttori della Comunità che non fanno parte dell'industria comunitaria quale definita al considerando 51 fosse in qualche modo diversa dalla situazione dell'industria comunitaria. In mancanza di informazioni verificabili, e considerata la trasparenza del mercato comunitario delle barre di acciaio inossidabile, soprattutto per quanto riguarda i prezzi, si conclude che gli altri produttori aventi sede nella Comunità hanno seguito probabilmente una tendenza analoga a quella dei produttori che hanno collaborato.(86) Inoltre, si è accertato che le importazioni da altri paesi non avevano avuto un'incidenza determinante sull'industria comunitaria, in quanto erano state effettuate in quantitativi minimi e/o a prezzi più elevati. Solo i prezzi delle importazioni dalla Russia risultano, in media, inferiori a quelli delle importazioni dall'India, ma i quantitativi importati nel periodo dell'inchiesta rappresentavano solo l'1,2 % del mercato comunitario.(87) Infine, i produttori indiani hanno obiettato che negli ultimi anni i prezzi delle barre laminate a caldo, principale materia prima per la produzione di barre di acciaio inossidabile, e quelli delle barre di acciaio inossidabile non hanno registrato la stessa tendenza al ribasso, con conseguenti difficoltà per i produttori non integrati, costretti ad acquistare le materie prime a prezzi più elevati. I problemi dei produttori non integrati, pertanto, non potevano essere attribuiti alle importazioni indiane. Questa argomentazione non è stata sufficientemente documentata e non è stato quindi possibile tenerne conto in questa fase.3. Conclusione (88) Vista la concomitanza tra il livello di sottoquotazione, il calo del prezzo di vendita dell'industria comunitaria e la sua insufficiente redditività, la notevole quota di mercato conquistata dalle importazioni indiane nel periodo 1994-1996 (una tendenza che è stato possibile invertire solo dopo la riduzione dei prezzi da parte dell'industria comunitaria) e la corrispondente perdita di quota di mercato subita dall'industria comunitaria, si è concluso che le importazioni sovvenzionate dall'India, considerate isolatamente, avevano causato un grave pregiudizio all'industria comunitaria.F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ (89) In conformità dell'articolo 31 del regolamento di base, per decidere se l'adozione di misure compensative fosse contraria all'interesse della Comunità nel suo insieme, la Commissione ha valutato l'impatto che l'applicazione o meno delle misure avrebbe sui diversi interessi in causa.(90) Non si possono applicare misure se le istituzioni comunitarie chiaramente concludono, in base a tutte le informazioni fornite, che non è nell'interesse della Comunità applicarle.(91) Per analizzare a fondo la questione, è stato inviato un questionario a 59 utilizzatori di barre di acciaio inossidabile, ma non sono state ricevute risposte documentate. Da ciò è stato dedotto che probabilmente l'esito dell'inchiesta non avrebbe un impatto significativo sugli utilizzatori, perché le barre di acciaio inossidabile non incidono in misura rilevante sui loro costi o perché la loro produzione di prodotti a valle delle barre di acciaio inossidabile rappresenta solo una proporzione limitata della produzione totale. Si è comunque osservato che, dato il gran numero di concorrenti sia all'interno che all'esterno della Comunità, gli eventuali aumenti di prezzo risultanti dalle misure compensative sarebbero contenuti.(92) Sono stati contattati anche quattordici fornitori di materie prime ai produttori comunitari di barre di acciaio inossidabile. Dalle loro risposte è emerso che il ripristino di condizioni commerciali leali comporterebbe vantaggi per questa industria fornitrice in termini di produzione, vendite, occupazione e redditività.(93) Infine, è stato sostenuto che non poteva essere nell'interesse della Comunità imporre misure in considerazione delle presunte pratiche sopracitate nel calcolo dell'extra di lega. A tale riguardo, si rimanda alle osservazioni di cui sopra. Si è tenuto conto anche del fatto che nessun utilizzatore ha risposto al questionario della Commissione, dichiarando che i prezzi d'acquisto dell'industria comunitaria per le barre di acciaio inossidabile erano indebitamente elevati.(94) In sintesi, non sono emersi elementi atti a dimostrare che non è nell'interesse della Comunità imporre misure.G. DAZIO PROVVISORIO (95) Sulla base delle conclusioni relative alle sovvenzioni, al pregiudizio, al nesso di causalità e all'interesse della Comunità, la Commissione ritiene necessario adottare misure compensative provvisorie.(96) Per stabilire il livello di dette misure, la Commissione ha tenuto conto dei margini di sovvenzione rilevati e dell'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.(97) A tal fine, la Commissione ha ritenuto che i prezzi delle importazioni sovvenzionate dovessero essere portati a un livello non pregiudizievole. Il necessario aumento dei prezzi è stato determinato in base ad un confronto tra la media ponderata dei prezzi all'importazione utilizzata per determinare la sottoquotazione (cfr. considerando 58 e seguenti) e la media ponderata dei costi di produzione dell'industria comunitaria, con un congruo utile sulle vendite del prodotto in questione. A tal fine, si è utilizzato un margine di utile del 5 % sul fatturato, margine che la Commissione ha giudicato sufficiente essendo i prodotti in questione prodotti maturi.(98) Dal confronto sono risultati i seguenti margini di pregiudizio (espressi in relazione al prezzo franco frontiera comunitaria):>SPAZIO PER TABELLA>(99) In conformità dell'articolo 12, paragrafo 1, del regolamento di base, l'aliquota del dazio dovrebbe corrispondere al margine di sovvenzione, a meno che il margine di pregiudizio non sia inferiore. Ai produttori che hanno collaborato si applicano pertanto le seguenti aliquote del dazio:>SPAZIO PER TABELLA>(100) Per evitare di ricompensare la mancata collaborazione, si è ritenuto opportuno fissare l'aliquota del dazio per le società che non hanno collaborato al livello dell'aliquota del dazio più elevata, vale a dire il 25 %.H. DISPOSIZIONI FINALI (101) A fini di buona gestione, è necessario fissare un periodo entro il quale le parti interessate che si sono manifestate entro il termine specificato nell'avviso di apertura possano presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Inoltre, va precisato che tutte le risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate ai fini dell'adozione di eventuali dazi definitivi.(102) Ai sensi dell'articolo 24, paragrafo 1, del regolamento di base, nessun prodotto può essere soggetto nel contempo a dazi antidumping e a dazi compensativi al fine di porre rimedio ad una medesima situazione risultante da pratiche di dumping oppure dalla concessione di sovvenzioni all'esportazione. Considerando che sono stati imposti dazi antidumping sulle importazioni del prodotto in questione, occorre determinare se e in quale misura il margine di sovvenzione e il margine di dumping derivino dalla stessa situazione.(103) Nella fattispecie, tutti i sistemi esaminati sono risultati sovvenzioni all'esportazione ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a), del regolamento di base. Le sovvenzioni, in quanto tali, possono soltanto influire sui prezzi all'esportazione dei produttori indiani, dando luogo ad un aumento dei margini di dumping. In altri termini, i margini di dumping stabiliti sono interamente o in parte dovuti all'esistenza delle sovvenzioni all'esportazione. In tali circostanze, non si ritiene appropriato imporre sia dazi compensativi che dazi antidumping fino a totale concorrenza dei margini di sovvenzione e di dumping determinati. Visto che i margini di dumping stabiliti sono interamente o in parte dovuti all'esistenza delle sovvenzioni all'esportazione, i dazi antidumping istituiti dal regolamento (CE) n. 1084/98 devono essere adeguati in funzione degli effettivi margini di dumping rimanenti dopo l'imposizione dei dazi compensativi volti a controbilanciare l'effetto delle sovvenzioni all'esportazione,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 1. È istituito un dazio compensativo provvisorio sulle importazioni di barre di acciaio inossidabile semplicemente ottenute o rifinite a freddo, contenenti in peso 2,5 % o più di nichel, di sezione circolare e di altre sezioni trasversali, di cui ai codici NC 7222 20 11, 7222 20 21, 7222 20 31 e 7222 20 81, originarie dell'India.2. Le aliquote del dazio applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, sono le seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>3. Salvo diversa indicazione, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.Articolo 2 L'articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1084/98 è modificato nel modo seguente:«2. Le aliquote del dazio applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto sono le seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>Articolo 3 Fatto salvo l'articolo 30 del regolamento (CE) n. 2026/97, le parti interessate che si sono manifestate entro il termine specificato nell'avviso di apertura possono presentare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.Ai sensi dell'articolo 31, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2026/97, le parti interessate possono comunicare osservazioni sull'applicazione del presente regolamento entro un mese a decorrere dalla data della sua entrata in vigore.Articolo 4 Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.L'articolo 1 del presente regolamento si applica per quattro mesi.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il 17 luglio 1998.Per la CommissioneLeon BRITTANVicepresidente(1) GU L 288 del 21. 10. 1997, pag. 1.(2) GU L 56 del 6. 3. 1996, pag. 1.(3) GU L 128 del 30. 4. 1998, pag. 18.(4) GU C 328 del 30. 10. 1997, pag. 16.(5) GU C 264 del 30. 8. 1997, pag. 2.(6) GU L 155 del 29. 5. 1998, pag. 3.(7) GU L 348 del 31. 12. 1994, pag. 1.(8) GU L 80 del 18. 3. 1998, pag. 1.(9) GU L 100 dell'1. 4. 1998, pag. 55.(10) GU 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62.