CELEX: 52014PC0321
Language: it
Date: 2014-05-28
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo al regime comune applicabile alle importazioni (codificazione)

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		52014PC0321
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo al regime comune applicabile alle importazioni (codificazione) /* COM/2014/0321 final - 2014/0166 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           Nel contesto dell'Europa dei
cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza alla semplificazione e
alla chiara formulazione della normativa dell'Unione, affinché diventi più
comprensibile e accessibile ai cittadini, offrendo loro nuove possibilità di
far valere i diritti che la normativa sancisce.
Questo obiettivo non può essere realizzato
fintanto che le innumerevoli disposizioni, modificate a più riprese e spesso in
modo sostanziale, rimangono sparse, costringendo chi le voglia consultare a
ricercarle sia nell'atto originario sia negli atti di modifica.
L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole impegno di
ricerca e di comparazione dei diversi atti.
Per tale motivo è indispensabile codificare le
disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa
sia chiara e trasparente.
2.           Il 1° aprile 1987 la Commissione ha
deciso[1] di dare istruzione ai propri servizi di procedere alla codificazione
di tutti gli atti dopo non oltre dieci modifiche, sottolineando che si tratta
di un requisito minimo e che i vari servizi dovrebbero sforzarsi di codificare
i testi di loro competenza anche a intervalli più brevi, al fine di garantire
la chiarezza e la comprensione immediata delle disposizioni.
3.           Le conclusioni della presidenza del
Consiglio europeo di Edimburgo (dicembre 1992) hanno ribadito questa
necessità[2], sottolineando l’importanza della codificazione, poiché offre
la certezza del diritto applicabile a una determinata materia in un preciso
momento.
La codificazione va effettuata nel pieno rispetto
dell'iter di adozione degli atti dell'Unione.
Dal momento che in sede di codificazione
nessuna modificazione di carattere sostanziale può essere apportata agli atti
che ne fanno oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione
hanno concluso un accordo interistituzionale, del 20 dicembre 1994, per un
metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida adozione degli atti di
codificazione.
4.           Lo scopo della presente proposta è
quello di codificare il regolamento del regolamento (CE) n. 260/2009 del
Consiglio, del 26 febbraio 2009, relativo al regime comune applicabile alle
importazioni[3]. Il nuovo regolamento sostituisce i vari regolamenti che esso
incorpora[4], preserva in pieno la sostanza degli atti oggetto di codificazione e
pertanto non fa altro che riunirli apportando unicamente le modifiche
formali necessarie ai fini dell’opera di codificazione.
5.           La proposta di codificazione è stata
elaborata sulla base del consolidamento preliminare, in 22 lingue ufficiali, del
regolamento (CE) n. 260/2009 e degli strumenti di modifica dello stesso,
effettuato dall'Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, attraverso un sistema
di elaborazione dati. Nei casi in cui è stata assegnata una nuova numerazione
agli articoli, la concordanza tra la vecchia e la nuova numerazione è esposta
in una tavola che figura all'allegato III del regolamento codificato.
ê 260/2009
(adattato)
2014/0166 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al regime comune applicabile alle
importazioni (codificazione)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato Ö sul
funzionamento dell'Unione europea Õ, in particolare
l’articolo Ö 207, paragrafo
2 Õ ,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[5],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       Il regolamento (CE) n. Ö 260/2009 Õ del Consiglio[6] è stato modificato in
modo sostanziale[7].
A fini di razionalità e chiarezza è opportuno procedere alla codificazione di
tale regolamento.
(2)       La politica commerciale
comune dovrebbe essere fondata su principi uniformi.
(3)       La Comunità Ö europea Õ concluse l’accordo
che istituì l’Organizzazione mondiale del commercio, in seguito denominata
l’«OMC». L’allegato 1 A dell’accordo contiene tra l’altro l’accordo
generale sulle tariffe doganali e sul commercio 1994 Ö (nel prosieguo Õ 'GATT 1994') e un
accordo sulle misure di salvaguardia.
(4)       L’accordo sulle misure di
salvaguardia risponde alla necessità di chiarire e rafforzare le disposizioni
del GATT 1994, in particolare quelle dell’articolo XIX. Detto accordo impone
l’eliminazione delle misure di salvaguardia, che sfuggono a tali norme, quali
le misure di autolimitazione delle esportazioni, gli accordi di
commercializzazione regolata o qualsiasi altra misura analoga all’importazione
o all’esportazione.
(5)       L’accordo sulle misure di
salvaguardia contempla anche i prodotti carbo‑siderurgici. Il regime
comune delle importazioni, specialmente per quanto riguarda le misure di
salvaguardia, si applica quindi anche a tali prodotti lasciando impregiudicate
eventuali misure per applicare un accordo riguardante specificamente i prodotti
carbo‑siderurgici.
(6)       I prodotti tessili del
regolamento (CE) n. 517/94 del Consiglio[8]
sono oggetto di un trattamento specifico a livello sia Ö unionale Õ che internazionale.
Essi dovrebbero quindi essere esclusi dal campo di applicazione del presente
regolamento.
(7)       La Commissione dovrebbe
essere informata dagli Stati membri di qualunque pericolo conseguente
all’andamento delle importazioni che possa rendere necessario istituire una
vigilanza Ö unionale Õ o applicare misure
di salvaguardia.
(8)       In tal caso, la Commissione
dovrebbe esaminare le condizioni, le modalità e l’andamento delle importazioni,
nonché i diversi aspetti della situazione economica e commerciale e le misure
eventualmente necessarie.
(9)       Ove venga applicata una
vigilanza Ö unionale Õ preventiva, è
opportuno subordinare l’immissione in libera pratica dei prodotti in questione
alla presentazione di un documento di vigilanza che risponda a criteri
uniformi. Tale documento, su semplice richiesta dell’importatore, dovrebbe
essere rilasciato dalle autorità degli Stati membri entro un determinato
termine, senza però dar luogo ad alcun diritto d’importazione per
l’importatore. Di conseguenza, il documento di vigilanza dovrebbe essere
utilizzato soltanto finché non venga modificato il regime d’importazione.
(10)     Gli Stati membri e la
Commissione dovrebbero scambiarsi informazioni per quanto possibile complete
sui risultati della vigilanza Ö unionale Õ .
(11)     Spetta alla Commissione
adottare le misure di salvaguardia richieste dagli interessi dell' Ö Unione Õ. Questi ultimi
dovrebbero essere valutati nel loro insieme, tenendo conto in particolare di
quelli dei produttori dell'Ö Unione Õ, degli utilizzatori
e dei consumatori.
(12)     Si possono prevedere misure di
salvaguardia contro un paese membro dell’OMC solo se il prodotto in questione è
importato nell' Ö Unione Õ in quantitativi talmente maggiori e a condizioni tali che i produttori Ö unionali Õ di prodotti analoghi
o direttamente concorrenti subiscano o rischino di subire un grave pregiudizio,
a meno che gli obblighi internazionali consentano una deroga a tale norma.
(13)     È opportuno definire le
nozioni di «grave pregiudizio», «minaccia di grave pregiudizio» e «produttori dell'
Ö Unione Õ», nonché stabilire criteri precisi per la determinazione del
pregiudizio.
(14)     Prima dell’applicazione di
qualsiasi misura di salvaguardia dovrebbe essere effettuata un’inchiesta, ferma
restando per la Commissione la facoltà di applicare in caso d’urgenza misure
provvisorie.
(15)     È opportuno prevedere disposizioni
più particolareggiate sull’apertura delle inchieste, sulle ispezioni e sui
controlli necessari, sull’accesso dei paesi esportatori e delle parti
interessate alle informazioni raccolte e sull’audizione delle parti
interessate, nonché sulla possibilità, per queste ultime, di comunicare le loro
osservazioni.
(16)     Le disposizioni relative alle
inchieste del presente regolamento non pregiudicano le norme Ö unionali Õ e nazionali in
materia di segreto professionale.
(17)     È anche necessario fissare i
termini per l’apertura delle inchieste e per le decisioni in merito
all’opportunità o meno di adottare misure, affinché tali decisioni siano
adottate rapidamente, onde aumentare la certezza del diritto per gli operatori
economici interessati.
(18)     Quando le misure di
salvaguardia assumono la forma di un contingente, il livello di quest’ultimo
non può in linea di principio essere inferiore alla media delle importazioni
effettuate durante un periodo rappresentativo di almeno tre anni.
(19)     Se il contingente è suddiviso
tra i paesi fornitori, le rispettive quote possono essere fissate d’accordo con
gli stessi paesi o determinate tenendo conto delle importazioni effettuate
durante un periodo rappresentativo. Tuttavia, in caso di grave pregiudizio e di
sproporzionato aumento delle importazioni, si dovrebbe derogare a tali
disposizioni fermo restando l’obbligo di consultazioni nell’ambito del comitato
per le misure di salvaguardia dell’OMC.
(20)     È opportuno fissare il periodo
massimo di applicazione delle misure di salvaguardia e prevedere specifiche
disposizioni per la proroga, la liberalizzazione progressiva e il riesame delle
stesse.
(21)     È opportuno stabilire le
condizioni alle quali le misure di salvaguardia non devono essere applicate nei
confronti di un prodotto originario di un paese in via di sviluppo membro
dell’OMC.
(22)     Determinate misure di
vigilanza o di salvaguardia limitate a una o più regioni dell'Ö Unione Õ possono rivelarsi
più adatte di misure applicabili a tutta l'Ö Unione Õ . Tuttavia, tali misure dovrebbero essere autorizzate soltanto in
mancanza di soluzioni alternative e in via eccezionale. Occorre far sì che esse
siano temporanee e perturbino il meno possibile il funzionamento del mercato
unico.
(23)     Ai fini dell'uniformità del
regime d'importazione è necessario che le formalità espletate dagli importatori
siano Ö semplici Õ e uguali, quale che
sia il luogo di sdoganamento delle merci. A tale scopo, è opportuno prevedere
in particolare che le eventuali formalità siano espletate utilizzando moduli
conformi al modello allegato al Ö presente Õ regolamento.
(24)     I documenti d’importazione
rilasciati nell’ambito delle misure di vigilanza Ö unionale Õ dovrebbero essere
validi in tutta l'Ö Unione Õ indipendentemente
dallo Stato membro che li ha rilasciati.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19 (adattato)
(25)     Ö L'esecuzione del
presente regolamento Õ richiede condizioni
uniformi per l'adozione di misure di salvaguardia provvisorie e definitive, e per
l'istituzione di misure di vigilanza preventiva. Tali misure dovrebbero essere
adottate dalla Commissione in conformità del regolamento (UE) n. 182/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio[9].

(26)     È opportuno che la procedura
consultiva sia utilizzata per l’adozione di misure di vigilanza e provvisorie,
dati gli effetti di tali misure e la loro logica sequenziale in relazione all’adozione
delle misure di salvaguardia definitive. Qualora un ritardo nell'imposizione di
misure possa causare un danno che sarebbe difficile da riparare è necessario
consentire alla Commissione di adottare misure provvisorie immediatamente
applicabili,
ê 260/2009
(adattato)
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPITOLO I
Principi generali
Articolo 1
1. Il presente regolamento si applica alle
importazioni di prodotti originari di paesi terzi, ad eccezione:
a)           dei prodotti tessili soggetti alle
norme specifiche sull’importazione a norma del regolamento (CE) n. 517/94;
b)           dei prodotti originari di alcuni
paesi terzi elencati nel regolamento (CE) n. 625/2009 del Consiglio[10].
2. L’importazione nell' Ö Unione Õ dei prodotti di cui
al paragrafo 1 è libera, vale a dire non è sottoposta ad alcuna restrizione
quantitativa, fatte salve le misure di salvaguardia che possono essere adottate
ai sensi del capitolo V.
CAPITOLO II
Procedura Ö unionale Õ di informazione e di consultazione
Articolo 2
Quando l’evoluzione delle importazioni può
rendere necessario il ricorso a misure di vigilanza o di salvaguardia, gli
Stati membri ne informano la Commissione. L’informazione deve comprendere gli
elementi di prova disponibili, determinati in base ai criteri stabiliti
dall’articolo 9. La Commissione trasmette immediatamente tale informazione
a tutti gli Stati membri.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 2
Articolo 3
1. La Commissione è assistita da un comitato
per le misure di salvaguardia. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE)
n. 182/2011.
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 4 del regolamento (UE) n. 182/2011.
3. Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.
4. Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 8 del regolamento (UE) n.
182/2011 in combinato disposto con l'articolo 5 dello stesso.
5. A norma dell'articolo 3, paragrafo 5, del
regolamento (UE) n. 182/2011, laddove si faccia ricorso alla procedura scritta
per l'adozione di misure definitive a norma dell'articolo 16 del presente
regolamento, detta procedura si conclude senza esito quando, entro il termine
fissato dal presidente, decida in tal senso il presidente o lo richieda una
maggioranza dei membri del comitato quale definita nell'articolo 5, paragrafo
1, del regolamento (UE) n. 182/2011. Laddove si faccia ricorso alla
procedura scritta in altri casi in cui si è svolta una discussione del progetto
di misura in sede di comitato, detta procedura si conclude senza esito quando,
entro il termine fissato dal presidente, decida in tal senso il presidente o lo
richieda una maggioranza semplice dei membri del comitato. Laddove si faccia
ricorso alla procedura scritta in altri casi in cui non si è svolta una
discussione del progetto di misura in sede di comitato, detta procedura si
conclude senza esito quando, entro il termine fissato dal presidente, decida in
tal senso il presidente o lo richieda almeno un quarto dei membri del comitato.
ê 260/2009
(adattato)
CAPITOLO III
Procedura Ö unionale Õ d’inchiesta
Articolo 4
1. Fatto salvo l’articolo 7, prima
dell’applicazione di qualsiasi misura di salvaguardia va svolta una procedura Ö unionale Õ d'inchiesta.
2. L’inchiesta è intesa a determinare, sulla
base degli elementi di cui all’articolo 9, se le importazioni del prodotto in
questione minaccino di arrecare o arrechino un grave pregiudizio ai produttori Ö dell'Unione Õ interessati.
3. Si intende per:
a)           «grave pregiudizio», un
considerevole deterioramento generale della situazione dei produttori Ö dell'Unione Õ ;
b)           «minaccia di grave pregiudizio»,
l’imminenza evidente di un grave pregiudizio;
c)           «produttori Ö dell'Unione Õ», l’insieme dei
produttori di prodotti simili o direttamente concorrenti operanti sul
territorio Ö dell'Unione Õ, o quelli la cui
produzione complessiva di prodotti simili o direttamente concorrenti
costituisca una quota cospicua della produzione Ö unionale Õ complessiva di tali
prodotti.
Articolo 5
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 3
1. Qualora la Commissione ritenga che esistono
elementi di prova sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta, essa
avvia un'inchiesta entro un mese dalla data alla quale ha ricevuto le
informazioni dallo Stato membro e ne pubblica l'avviso nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea. Tale avviso:
ê 260/2009
a)           riassume le informazioni ricevute e
precisa che ogni informazione utile deve essere comunicata alla Commissione;
b)           stabilisce il termine entro il quale
gli interessati possono rendere note le loro osservazioni per iscritto e
fornire informazioni, qualora tali osservazioni e informazioni siano prese in
considerazione durante l’inchiesta;
c)           stabilisce il termine entro il quale
le parti interessate possono chiedere di essere sentite dalla Commissione ai
sensi del paragrafo 4.
La Commissione avvia l’inchiesta in
collaborazione con gli Stati membri.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 3
La Commissione fornisce informazioni agli
Stati membri in merito alla sua analisi delle informazioni normalmente entro 21
giorni dalla data in cui le informazioni sono fornite alla Commissione.
2. La Commissione raccoglie tutte le
informazioni che ritiene necessarie e, se lo considera opportuno, dopo aver
informato gli Stati membri, procede alla verifica di tali informazioni presso
importatori, commercianti, agenti, produttori, associazioni e organizzazioni
commerciali.
ê 260/09 (adattato)
La Commissione è coadiuvata in questo compito
da personale dello Stato membro sul cui territorio si effettuano tali
verifiche, a condizione che lo Stato in questione si sia espresso in tal senso.
3. Su richiesta della Commissione e secondo
modalità da essa definite, gli Stati membri le forniscono le informazioni di
cui dispongono sull’andamento del mercato del prodotto oggetto dell’inchiesta.
4. La parti interessate che si sono
manifestate ai sensi del paragrafo 1, primo comma, nonché i rappresentanti del
paese di esportazione, possono esaminare, previa domanda scritta, tutte le
informazioni messe a disposizione della Commissione nel quadro dell’inchiesta,
eccetto i documenti interni preparati dalle autorità Ö dell'Unione Õ o dei suoi Stati
membri, purché esse siano pertinenti per la presentazione del loro fascicolo,
non siano riservate ai sensi dell’articolo 8 e siano usate dalla Commissione
nell’ambito dell’inchiesta.
Le parti interessate manifestatesi possono
comunicare alla Commissione le loro osservazioni circa le suddette
informazioni, che possono essere prese in considerazione nella misura in cui
sono sostenute da elementi di prova sufficienti.
5. La Commissione può sentire le parti
interessate. Queste devono essere ascoltate quando lo abbiano chiesto per
iscritto entro il termine stabilito nell’avviso pubblicato nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea, dimostrando che possono effettivamente
essere interessate dal risultato dell’inchiesta e che esistono motivi
particolari per sentirle oralmente.
6. Quando le informazioni non vengono fornite
entro il termine stabilito dal presente regolamento o dalla Commissione a norma
del medesimo, o quando l’inchiesta è ostacolata in modo rilevante, si possono
elaborare conclusioni in base ai dati disponibili. Se la Commissione scopre che
una parte interessata o un paese terzo le hanno fornito informazioni false o
ingannevoli, non tiene conto di tali informazioni e può avvalersi dei dati di
cui dispone.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 3
7. Ove la Commissione ritenga che non esistano
elementi di prova sufficienti per giustificare un'inchiesta, informa gli Stati
membri della sua decisione entro un mese dalla data alla quale le sono
pervenute le loro informazioni.
ê 260/2009
Articolo 6
1. Al termine dell’inchiesta la Commissione
presenta al comitato una relazione sui risultati della stessa.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 4
2. Ove, entro nove mesi dall'avvio
dell'inchiesta, la Commissione ritenga che non sia necessaria alcuna misura di
vigilanza o di salvaguardia dell'Unione, l'inchiesta viene chiusa entro un
mese. La Commissione chiude l'inchiesta secondo la procedura consultiva di cui
all'articolo 3, paragrafo 2.
ê 260/2009
(adattato)
3. Quando la Commissione ritiene necessaria
una misura di vigilanza o di salvaguardia Ö unionale Õ , adotta le necessarie decisioni a tal fine, conformemente ai capitoli
IV e V, entro nove mesi dall’avvio dell’inchiesta. In circostanze eccezionali,
questo periodo può essere prolungato al massimo di altri due mesi; in tal caso,
la Commissione pubblica un avviso nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea, indicando la durata del prolungamento e le relative ragioni.
Articolo 7
1. Le disposizioni del presente capitolo non
ostano a che siano prese, in qualsiasi momento, misure di vigilanza
conformemente agli articoli da 10 a 14 o misure di salvaguardia provvisorie
conformemente agli articoli 15, 16 e 17.
Le misure di salvaguardia provvisorie vengono
prese:
a)           quando circostanze critiche in cui
ogni indugio causerebbe un danno difficilmente riparabile richiedono una misura
immediata; e
b)           quando sia stato determinato in via
preliminare che esistono elementi di prova sufficienti del fatto che un
incremento delle importazioni abbia causato o minacci di causare un grave
pregiudizio.
La durata di tali misure non può superare 200
giorni.
2. Le misure in questione assumono la forma di
aumenti dei dazi doganali rispetto al livello vigente, sia esso uguale o
superiore a 0, sempre che tali provvedimenti possano impedire o porre rimedio
al grave pregiudizio.
3. La Commissione avvia immediatamente le
procedure d’inchiesta ancora necessarie.
4. Qualora le misure di salvaguardia
provvisorie siano abrogate per assenza di un grave pregiudizio o della minaccia
di un grave pregiudizio, i dazi doganali riscossi in applicazione di dette
misure sono rimborsati d’ufficio quanto prima. Si applica la procedura di cui
all’articolo 79 e seguenti del regolamento (CE) n. 450/2008 del Parlamento
europeo e del Consiglio[11].
Articolo 8
1. Le informazioni ricevute a norma del
presente regolamento possono essere utilizzate soltanto per lo scopo per il
quale sono state richieste.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 5
2. La Commissione e gli Stati membri, inclusi
i loro funzionari, non divulgano, salvo espressa autorizzazione della parte che
le ha fornite, le informazioni riservate che hanno ricevuto a norma del
presente regolamento o quelle fornite in via riservata.
ê 260/2009
(adattato)
3. Ogni richiesta di trattamento riservato
deve addurre le debite motivazioni.
Tuttavia, quando una richiesta di trattamento
riservato non è giustificata e colui che fornisce l’informazione non vuole né
renderla pubblica né autorizzarne la divulgazione in termini generali o sotto
forma di riassunto, si può non tener conto dell’informazione in questione.
4. Un’informazione è comunque considerata
riservata se la sua divulgazione può avere conseguenze fortemente sfavorevoli
per colui che l’ha fornita o che ne è la fonte.
5. I paragrafi da 1 a 4 non ostano a che le
autorità Ö dell'Unione Õ facciano riferimento
a informazioni generali e, in particolare, ai motivi su cui si basano le
decisioni adottate in forza del presente regolamento. Queste autorità, tuttavia,
devono tener conto del legittimo interesse delle persone fisiche e giuridiche a
che i loro segreti d’affari non siano divulgati.
Articolo 9
1. L’esame dell’andamento delle importazioni,
delle condizioni in cui vengono effettuate e del grave pregiudizio o della
minaccia di grave pregiudizio che ne derivano per i produttori Ö dell'Unione Õ si basa
principalmente sui fattori seguenti:
a)           il volume delle importazioni,
soprattutto quando siano aumentate in misura considerevole, in termini assoluti
o rispetto alla produzione o al consumo Ö nell'Unione Õ ;
b)           il prezzo delle importazioni,
soprattutto se si è registrata una sottoquotazione significativa rispetto al
prezzo di un prodotto simile Ö nell'Unione Õ ;
c)           l’impatto che ne deriva per i
produttori Ö dell'Unione Õ e che risulta dalle
tendenze di taluni fattori economici quali:
–              
produzione,
–              
utilizzo della capacità produttiva,
–              
scorte,
–              
vendite,
–              
quota di mercato,
–              
prezzi (vale a dire, la diminuzione dei prezzi o
l’impedimento dei rincari che normalmente si sarebbero verificati),
–              
utili,
–              
rendimenti dei capitali investiti,
–              
flussi di liquidità,
–              
occupazione;
d)           i fattori diversi dall’andamento
delle importazioni, che arrecano o possono aver arrecato un pregiudizio ai
produttori Ö dell'Unione Õ interessati.
2. Quando è addotta una minaccia di grave
pregiudizio, la Commissione esamina altresì se sia chiaramente prevedibile che
una situazione particolare possa trasformarsi in un pregiudizio reale.
A tale riguardo, essa può tener conto anche di
fattori come:
a)           il tasso d’incremento delle
esportazioni verso Ö l'Unione Õ;
b)           la capacità di esportazione del paese
di origine o del paese di esportazione che già esiste o che esisterà in un
futuro prevedibile, e la probabilità che le esportazioni da essa derivanti
siano destinate Ö all'Unione Õ.
CAPITOLO IV
Vigilanza
Articolo 10
1. Qualora l’andamento delle importazioni di
un prodotto originario di uno dei paesi terzi contemplati dal presente
regolamento rischi di arrecare un pregiudizio ai produttori Ö dell'Unione Õ e ove gli interessi Ö dell'Unione Õ lo esigano,
l’importazione di tale prodotto può essere soggetta, secondo i casi:
a)           a vigilanza Ö unionale Õ a posteriori,
effettuata secondo quanto dispone la decisione di cui al paragrafo 2;
b)           a vigilanza Ö unionale Õ preventiva
effettuata conformemente all’articolo 11.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 6
2. La decisione di imporre la vigilanza è
adottata dalla Commissione mediante atti di esecuzione secondo la procedura
consultiva di cui all'articolo 3, paragrafo 2.
ê 260/2009
(adattato)
3. La durata delle misure di vigilanza è
limitata. Salvo disposizioni contrarie, la loro validità scade alla fine del
secondo semestre successivo a quello nel quale sono state introdotte.
Articolo 11
1. L’immissione in libera pratica dei prodotti
soggetti a vigilanza Ö unionale Õ preventiva è
subordinata alla presentazione di un documento di vigilanza. Il documento di
vigilanza è emesso gratuitamente dall’autorità competente designata dagli Stati
membri, per tutti i quantitativi richiesti, entro un termine massimo di cinque
giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui l’autorità nazionale competente
ha ricevuto una richiesta di un qualsiasi importatore Ö unionale Õ, indipendentemente
dal suo luogo di stabilimento Ö nell'Unione Õ. Salvo prova
contraria, si presume che la richiesta sia pervenuta all’autorità nazionale
competente entro tre giorni lavorativi dalla presentazione.
2. Il documento di vigilanza è emesso sotto
forma di un modulo conforme al modello che figura nell’allegato I.
Salvo altre disposizioni nella decisione che
istituisce la misura di vigilanza, la richiesta di documenti di vigilanza
dell’importatore reca esclusivamente le seguenti indicazioni:
a)           il nome e l’indirizzo completo del
richiedente (inclusi i numeri di telefono, di fax e l’eventuale numero
d’identificazione presso l’autorità nazionale competente) e la sua partita IVA,
qualora sia soggetto all’IVA;
b)           all’occorrenza, il nome e
l’indirizzo completo del dichiarante o del rappresentante eventuale del
richiedente (inclusi i numeri di telefono e di fax);
c)           una descrizione delle merci, che Ö ne Õ specifichi:
–              
denominazione commerciale,
–              
codice nomenclatura combinata,
–              
origine e provenienza;
d)           i quantitativi dichiarati, espressi
in kg e, se del caso, in qualsiasi altra unità supplementare pertinente (paia,
unità, ecc.);
e)           il valore cif frontiera Ö unionale Õ delle merci in euro;
f)            la dichiarazione seguente, datata e
firmata dal richiedente con l’indicazione del nome in lettere maiuscole:
              «Il sottoscritto dichiara che le
informazioni contenute nella presente domanda sono esatte e fornite in buona
fede e di essere stabilito sul territorio Ö dell'Unione Õ».
3. Il documento di vigilanza è valido in tutta
Ö l'Unione Õ, indipendentemente
dallo Stato membro che l’ha rilasciato.
4. La constatazione che il prezzo unitario al
quale si effettua la transazione supera di meno del 5 % quello indicato nel
documento di vigilanza, oppure che il valore totale o il quantitativo totale
dei prodotti presentati alla vigilanza supera di meno del 5 % il valore o il
quantitativo indicati in detto documento, non osta all’immissione in libera
pratica. Dopo aver sentito i pareri espressi in seno al comitato, e tenendo
conto della natura dei prodotti e delle altre particolarità delle transazioni
in questione, la Commissione può fissare una percentuale diversa che tuttavia
non può, di massima, superare il 10 %.
5. I documenti di vigilanza possono essere
utilizzati soltanto finché per le operazioni in questione rimane in vigore il
regime di liberalizzazione delle importazioni, e comunque entro un termine
fissato all’atto di instaurare la vigilanza e secondo la stessa procedura,
tenendo conto della natura dei prodotti e delle altre particolarità di tali
operazioni.
6. Quando la decisione presa a norma
dell’articolo 10 lo prevede, l’origine dei prodotti sotto vigilanza Ö unionale Õ deve essere
giustificata da un certificato d’origine. Il presente paragrafo lascia
impregiudicate altre disposizioni sulla presentazione di tale certificato.
7. Quando il prodotto sottoposto a vigilanza Ö unionale Õ preventiva è oggetto
di una misura di salvaguardia regionale in uno Stato membro, l’autorizzazione
d’importazione concessa da quest’ultimo può sostituire il documento di
vigilanza.
8. I moduli dei documenti di vigilanza, nonché
i loro estratti, sono redatti in due esemplari di cui il primo, denominato
«originale per il destinatario» e recante il numero 1, è rilasciato al
richiedente e il secondo, denominato «esemplare per l’autorità competente» e
recante il numero 2, è conservato dall’autorità che ha rilasciato il documento.
A fini amministrativi l’autorità competente può aggiungere copie supplementari
al modulo n. 2.
9. I moduli sono stampati su carta bianca
esente da paste meccaniche, per scrittura e di peso tra 55 e 65 grammi per
metro quadro. Il formato è di 210 millimetri su 297; l’interlinea
dattilografica è di 4,24 millimetri (un sesto di pollice); la disposizione dei
moduli è rigorosamente rispettata. Le due facce dell’esemplare n. 1 che
costituisce il documento di vigilanza propriamente detto, sono inoltre
rivestite da un fondo arabescato di colore giallo che rivela qualsiasi
falsificazione con mezzi meccanici o chimici.
10. Spetta agli Stati membri procedere alla
stampa dei moduli. Essi possono essere altresì stampati da tipografie che hanno
ricevuto l’autorizzazione dallo Stato membro in cui sono stabilite. In
quest’ultimo caso si fa riferimento a tale autorizzazione su ogni modulo. Sul modulo
sono iscritti il nome e l’indirizzo del tipografo o un segno che ne consenta
l’identificazione.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 7
Articolo 12
Qualora le importazioni di un prodotto non
siano assoggettate a vigilanza preventiva dell'Unione, la Commissione può
disporre, conformemente all'articolo 17, una vigilanza limitata alle
importazioni destinate a una o più regioni dell'Unione. La Commissione fornisce
informazioni agli Stati membri una volta che decida di disporre una vigilanza.
ê 260/2009
(adattato)
Articolo 13
1. L’immissione in libera pratica dei prodotti
soggetti a vigilanza regionale è subordinata, nella regione interessata, alla
presentazione di un documento di vigilanza. Il documento di vigilanza è emesso
gratuitamente dall’autorità competente designata dallo o dagli Stati membri
interessati, per tutti i quantitativi richiesti, entro un termine massimo di
cinque giorni lavorativi dalla data in cui l’autorità nazionale competente ha
ricevuto una richiesta di un qualsiasi importatore Ö unionale Õ, indipendentemente
dal suo luogo di stabilimento Ö nell'Unione Õ. Salvo prova
contraria, si presume che tale richiesta sia pervenuta all’autorità nazionale
competente entro tre giorni lavorativi dalla presentazione. I documenti di
vigilanza possono essere utilizzati soltanto finché il regime di
liberalizzazione delle importazioni rimane in vigore per le operazioni in
questione.
2. Si applica l’articolo 11, paragrafo 2.
Articolo 14
1. In caso di vigilanza Ö unionale Õ o regionale, gli
Stati membri comunicano alla Commissione, nei primi dieci giorni di ogni mese:
a)           in caso di vigilanza preventiva, i
quantitativi e gli importi, calcolati in base ai prezzi cif, per i quali sono
stati rilasciati o vidimati, nel periodo precedente, documenti di vigilanza;
b)           in ogni caso, le importazioni
effettuate nel periodo che precede quello di cui alla lettera a).
Le informazioni fornite dagli Stati membri
sono ripartite per prodotto e per paese.
Possono essere stabilite disposizioni diverse
nello stesso tempo e secondo la stessa procedura della messa sotto vigilanza.
2. Quando la natura dei prodotti o situazioni
particolari lo rendono necessario, su richiesta di uno Stato membro o di sua
iniziativa, la Commissione può modificare la periodicità delle informazioni.
3. La Commissione provvede a informare gli
Stati membri.
CAPITOLO V
Misure di salvaguardia
Articolo 15
1. Se un prodotto è importato Ö nell'Unione Õ in quantitativi
talmente maggiori e/o in condizioni tali da arrecare o da minacciare di
arrecare un pregiudizio grave ai produttori Ö dell'Unione Õ, per la salvaguardia
degli interessi Ö dell'Unione Õ la Commissione può,
su richiesta di uno Stato membro oppure di propria iniziativa:
a)           abbreviare il periodo durante il
quale sono utilizzabili i documenti di vigilanza di cui all’articolo 11
rilasciati dopo l’entrata in vigore di questa misura;
b)           modificare il regime d’importazione
del prodotto in questione subordinandone l’immissione in libera pratica alla
presentazione di un’autorizzazione d’importazione che dovrà essere rilasciata
secondo modalità ed entro limiti definiti dalla Commissione.
Le misure di cui alle lettere a) e b) sono di
immediata applicazione.
2. Per quanto riguarda i membri dell’OMC, le
misure di cui al paragrafo 1 sono adottate solo quando ricorrono le due
condizioni indicate nel primo comma del paragrafo stesso.
3. Nell’instaurare un contingente si tiene
conto in particolare:
a)           dell’interesse a mantenere, per
quanto possibile, le correnti di scambio tradizionali;
b)           del volume delle merci esportate in
forza di contratti stipulati a condizioni e secondo modalità normali prima
dell’entrata in vigore di una misura di salvaguardia ai sensi del presente
capitolo, se essi sono stati notificati alla Commissione dallo Stato membro
interessato;
c)           del fatto che non deve essere
compromessa la realizzazione dell’obiettivo perseguito con l’instaurazione del
contingente.
Il livello del contingente non deve essere
inferiore alla media delle importazioni effettuate negli ultimi tre anni di
riferimento per i quali sono disponibili dati statistici, salvo qualora sia
necessario prevedere un livello diverso al fine di impedire un grave
pregiudizio o di porvi rimedio.
4. Nel caso in cui un contingente venga
suddiviso tra paesi fornitori, la ripartizione può essere concordata con i
paesi fornitori che abbiano un interesse sostanziale nelle importazioni Ö unionali Õ del prodotto in
questione.
Diversamente, il contingente viene suddiviso
tra i paesi proporzionalmente alle rispettive quote nelle importazioni Ö unionali Õ del prodotto in
questione nell’arco di un precedente periodo rappresentativo, tenendo conto di
qualsiasi fattore particolare che abbia potuto o possa incidere sul commercio
del prodotto.
Tuttavia, sempre che si osservi l’obbligo Ö dell'Unione Õ di procedere a
consultazioni in sede di comitato per le misure di salvaguardia dell’OMC, si
può derogare al metodo di ripartizione di cui sopra in caso di grave
pregiudizio, se le importazioni originarie di uno o di taluni paesi fornitori
sono aumentate di una percentuale sproporzionata rispetto all’incremento totale
delle importazioni del prodotto in questione durante un precedente periodo
rappresentativo.
5. Le misure di cui al presente articolo si
applicano a ogni prodotto immesso in libera pratica dopo la loro entrata in
vigore. Esse possono essere limitate, conformemente all’articolo 17, a una
o più regioni Ö dell'Unione Õ.
Tuttavia, tali misure non ostano
all’immissione in libera pratica dei prodotti già avviati verso Ö l'Unione Õ, sempre che non sia
possibile mutarne la destinazione e che i prodotti la cui immissione in libera
pratica è subordinata, a norma degli articoli 10 e 11, alla presentazione di un
documento di vigilanza ne siano effettivamente corredati.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 8
6. Qualora l'intervento della Commissione sia
stato richiesto da uno Stato membro, la Commissione, che delibera secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 3, paragrafo 3, o, in casi di urgenza,
conformemente all'articolo 3, paragrafo 4, si pronuncia entro un termine
massimo di cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data alla quale ha
ricevuto la richiesta.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 9
Articolo 16
Quando gli interessi dell'Unione lo
richiedano, la Commissione, deliberando secondo la procedura d'esame di cui
all'articolo 3, paragrafo 3 e a norma del capitolo III, può adottare le misure
appropriate per impedire che un prodotto sia importato nell'Unione in
quantitativi talmente accresciuti e/o a condizioni tali da danneggiare o
rischiare di danneggiare gravemente i produttori di prodotti simili o
direttamente concorrenti dell'Unione.
Si applica l'articolo 15, paragrafi da 2 a 5.
ê 260/2009
(adattato)
Articolo 17
Ove, in base principalmente agli elementi di
valutazione di cui all’articolo 9, risulti che in una o più regioni Ö dell'Unione Õ sussistono le
condizioni previste per l’adozione di misure in forza degli articoli 10 e 15,
la Commissione, dopo aver esaminato le soluzioni alternative, può autorizzare
in via eccezionale l’applicazione di misure di vigilanza o di salvaguardia
limitate alle regioni in questione, qualora ritenga che tali misure, applicate
a questo livello, siano più appropriate di misure applicabili all’intera Ö Unione Õ.
Dette misure devono avere carattere temporaneo
e perturbare il meno possibile il funzionamento del mercato interno.
Esse vengono adottate a norma degli articoli 10
e 15.
Articolo 18
Nessuna misura di salvaguardia può essere
applicata nei confronti di un prodotto originario di un paese in via di
sviluppo membro dell’OMC finché la quota di importazioni Ö unionali Õ del prodotto fornita
dal paese non supera il 3%, sempre che i paesi in via di sviluppo membri
dell’OMC la cui quota nelle importazioni Ö unionali Õ è inferiore al 3%
non forniscano tutti insieme oltre il 9% del totale delle importazioni del
prodotto in questione nell' Unione.
Articolo 19
1. La durata delle misure di salvaguardia deve
essere limitata al periodo necessario per prevenire o porre rimedio a un grave
pregiudizio e per facilitare l’adeguamento dei produttori Ö dell'Unione Õ. Tale periodo non
deve comunque superare quattro anni, compreso il periodo d’applicazione di una
eventuale misura provvisoria.
2. Il suddetto periodo iniziale può essere
prorogato, fatta eccezione per le misure di cui al terzo comma dell’articolo 15,
paragrafo 4, qualora sia accertata:
a)           la necessità di una proroga delle
misure di salvaguardia per prevenire un grave pregiudizio o porvi rimedio;
b)           l’esistenza di elementi di prova
circa l’avvio di adeguamenti da parte dei produttori Ö dell'Unione Õ.
3. Le misure di proroga sono adottate a norma
del capitolo III e secondo le procedure applicate per le misure iniziali. Le
misure prorogate non possono essere più restrittive di quanto lo fossero alla
fine del periodo iniziale.
4. Se la durata della misura di salvaguardia
supera un anno, la misura deve essere progressivamente liberalizzata, a
intervalli regolari, durante il periodo d’applicazione, compreso quello di
proroga.
5. Il periodo d’applicazione complessivo di
una misura di salvaguardia, compresi il periodo di applicazione di eventuali
misure provvisorie, il periodo iniziale di applicazione ed eventuali proroghe,
non può superare gli otto anni.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 10
Articolo 20
1. Durante il periodo d'applicazione di
qualsiasi misura di vigilanza o di salvaguardia istituita conformemente ai capi
IV e V, la Commissione può, su richiesta di uno Stato membro o su propria
iniziativa, e al più tardi a metà del periodo di applicazione delle misure di
durata superiore a tre anni:
a)           valutare gli effetti della misura;
b)           determinare se e in che modo sia
opportuno accelerare il processo di liberalizzazione;
c)           verificare se sia necessario
mantenere in vigore il provvedimento.
Se la Commissione ritiene che l'applicazione
della misura sia ancora necessaria ne informa gli Stati membri.
2. Se la Commissione ritiene necessaria
l'abrogazione o la modifica delle misure di vigilanza o di salvaguardia di cui
agli articoli 10, 12, 15, 16 e 17, essa revoca o abroga le misure deliberando
secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 3, paragrafo 3.
Se la decisione riguarda misure di vigilanza
regionale, essa si applica a decorrere dal sesto giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
ê 260/2009
Articolo 21
1. Nessuna nuova misura di salvaguardia può
essere applicata all’importazione di un prodotto che è già stato oggetto di una
misura di salvaguardia, per un periodo uguale al periodo di applicazione della
misura precedente. Tale periodo non può essere inferiore a due anni.
2. In deroga al paragrafo 1, una misura di
salvaguardia di durata non superiore a 180 giorni può essere nuovamente
applicata all’importazione di un prodotto:
a)           se è trascorso almeno un anno dalla
data di introduzione di una misura di salvaguardia sull’importazione del
prodotto; e
b)           se tale misura di salvaguardia non è
stata applicata allo stesso prodotto più di due volte nel quinquennio
immediatamente precedente la data di introduzione della misura.
CAPITOLO VI
Disposizioni finali
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 11
Articolo 22
Quando gli interessi dell'Unione lo
richiedono, la Commissione, deliberando secondo la procedura d'esame di cui
all'articolo 3, paragrafo 3, può adottare le misure appropriate di esecuzione
degli atti legislativi per consentire l'esercizio dei diritti o l'adempimento
degli obblighi dell'Unione o di tutti gli Stati membri sul piano
internazionale, in particolare in materia di commercio dei prodotti di base.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 19, 12
Articolo 23 
La Commissione include informazioni
sull'attuazione del presente regolamento nella sua relazione annuale
sull'applicazione e sull'attuazione delle misure di difesa commerciale al
Parlamento europeo e al Consiglio ai sensi dell'articolo 22 bis del
regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio[12].
ê 260/2009
(adattato)
Articolo 24
1. Il presente regolamento non osta
all’adempimento di obblighi derivanti da disposizioni speciali di accordi
conclusi tra Ö l'Unione Õ e paesi terzi.
2. Fatte salve le altre disposizioni Ö dell'Unione Õ, il presente
regolamento non osta all’adozione o all’applicazione, da parte degli Stati
membri, di:
a)           divieti, restrizioni quantitative o
misure di vigilanza giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine
pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle
persone e degli animali o di preservazione dei vegetali, di protezione del
patrimonio artistico, storico e archeologico o di tutela della proprietà
industriale e commerciale;
b)           speciali formalità in materia di
cambio;
c)           formalità introdotte a norma di
accordi internazionali conformemente al trattato.
Gli Stati membri informano la Commissione
delle misure o formalità che prevedono di introdurre o di modificare a titolo
del primo comma.
In caso di estrema urgenza, le misure o
formalità nazionali in questione vengono comunicate alla Commissione sin
dall’adozione.
Articolo 25
1. Il presente regolamento non osta
all’applicazione dei regolamenti relativi all’organizzazione comune dei mercati
agricoli, di disposizioni amministrative Ö unionali Õ o nazionali derivanti
da tali regolamenti, o di normative specifiche applicabili alle merci che
derivano dalla trasformazione di prodotti agricoli; esso si applica a titolo
complementare.
2. Le disposizioni degli articoli da 10 a 14 e
dell’articolo 21 non si applicano ai prodotti oggetto delle disposizioni
menzionate al paragrafo 1, per i quali il regime Ö unionale Õ degli scambi con i
paesi terzi prevede la presentazione di un certificato o di un altro titolo
d’importazione.
Gli articoli 15, 17 e da 20 a 24 non si
applicano ai prodotti per i quali il regime sopra citato prevede la possibilità
di applicare restrizioni quantitative all’importazione.
Articolo 26
Il regolamento (CE) n. Ö 260/2009 Õ è abrogato.
I riferimenti al regolamento abrogato si
intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di
concordanza dell’allegato III.
Articolo 27
Il presente
regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
[1]               COM(87) 868 PV.
[2]               V. allegato 3, parte A, delle
conclusioni. 
[3]               Iscritto
nel programma legislativo per il 2014.
[4]               V. allegato II della presente
proposta. 
[5]               GU C del […], pag. […].
[6]               Regolamento (CE) n. 260/2009 del Consiglio, del 26
febbraio 2009, relativo al regime comune applicabile alle importazioni (GU L 84
del 31.3.2009, pag. 1).
[7]               Cfr. allegato II.
[8]               Regolamento (CE) n. 517/94 del Consiglio, del 7 marzo
1994, che concerne il regime comune applicabile alle importazioni di prodotti
tessili da taluni paesi terzi, non contemplati da accordi bilaterali, da
protocolli o da altre disposizioni né da altro regime comunitario specifico in
materia di importazioni (GU L 67 del 10.3.1994, pag. 1).
[9]               Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi
generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri
dell'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (GU L
55 del 28.2.2011, pag. 13).
[10]             Regolamento (CE) n. 625/2009 del Consiglio, del 7 luglio
2009 , relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi
terzi (GU L 185 del 17.7.2009, pag. 1).
[11]             Regolamento (CE) n. 450/2008 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 aprile 2008, che istituisce il codice doganale comunitario
(Codice doganale aggiornato) (GU L 145 del 4.6.2008, pag. 1).
[12]             Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30
novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping
da parte di paesi non membri della Comunità europea (GU L 343 del 22.12.2009,
pag. 51).
ê 260/2009
(adattato)
ALLEGATO I
   || UNIONE EUROPEA || DOCUMENTO DI VIGILANZA 
 1 || 1.    Destinatario (nome, indirizzo completo, paese, n. di IVA) || 2.    Numero di rilascio 
 Originale per il destinatario ||   ||   
   || 3.   Luogo e data previsti per l'importazione 
   ||   
   || 4.    Αutorità competente per il rilascio (nome, indirizzo e telefono)   
 5.    Dichiarante/rappresentante (se del caso) (nome, indirizzo completo) || 6.    Paese d'origine        (e numero di geonomenclatura) 
   ||   ||   
   || 7.    Paese di provenienza (e numero di geonomenclatura) 
   ||   ||   
   || 8.    Ultimo giorno di validità 
 1 ||   ||   
   || 9.    Designazione delle merci || 10.     Codice delle merci (NC) e categoria 
   ||   ||   
   ||   || 11.     Quantità espressa in kg (massa netta) o in unità supplementari 
   ||   ||   
   ||   || 12.     Valore cif frontiera UE in euro 
   ||   ||   
   || 13.  Indicazioni supplementari 
   ||   
   ||   
   || 14.  Visto dell'autorità competente 
   ||   
   || Data: …………………………….   
   || Firma: ………………………….   || Timbro: 
   ||   ||   
 15.    Imputazioni 
 Indicare nella parte 1 della colonna 17 la quantità disponibile e nella parte 2 la quantità indicata 
 16.    Quantità netta (massa netta o altra unità di misura con indicazione dell'unità) || 19.  Documento doganale (modello e numero) o numero di estratto e data di imputazione || 20.    Nome, Stato membro, firma e timbro dell'autorità di imputazione 
 17. In cifre || 18.   In lettere per la quantità imputata ||   ||   
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 Unire qui l'eventuale aggiunta. 
   || UNIONE EUROPEA || DOCUMENTO DI VIGILANZA 
 2 || 1.    Destinatario (nome, indirizzo completo, paese, n. di IVA) || 2.    Numero di rilascio 
 Esemplare per l'autorità competente ||   ||   
   || 3.   Luogo e data previsti per l'importazione 
   ||   
   || 4.    Αutorità competente per il rilascio (nome, indirizzo e telefono) 
   ||   
 5.    Dichiarante/rappresentante (se del caso) (nome, indirizzo completo) || 6.    Paese d'origine        (e numero di geonomenclatura) 
   ||   ||   
   || 7.    Paese di provenienza (e numero di geonomenclatura) 
   ||   ||   
   || 8.    Ultimo giorno di validità 
 2 ||   ||   
   || 9.    Designazione delle merci || 10.     Codice delle merci e categoria   
   ||   ||   
   ||   || 11.     Quantità espressa in kg (massa netta) o in unità supplementari   
   ||   ||   
   ||   || 12.     Valore di frontiera UE in euro   
   ||   ||   
   || 13. Indicazioni supplementari 
   ||   
   ||   
   || 14.  Visto dell'autorità competente 
   ||   
   || Data: …………………………….   
   || Firma: …………………………... || Timbro: 
   ||   ||   
 15.    Imputazioni   
 Indicare nella parte 1 della colonna 17 la quantità disponibile e nella parte 2 la quantità indicata 
 16.    Quantità netta (massa netta o altra unità di misura con indicazione dell'unità) || 19.  Documento doganale (modello e numero) o numero di estratto e data di imputazione || 20.    Nome, Stato membro, firma e timbro dell'autorità di imputazione 
 17.    In cifre || 18.   In lettere per la quantità imputata ||   ||   
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 1. ||   ||   ||   
 2. 
 Unire qui l'eventuale aggiunta. 
_____________
é
ALLEGATO II
Regolamento
abrogato e relativa modificazione 
 Regolamento (CE) n. 260/2009 del Consiglio (GU L 84 del 31.3.2009, pag. 1) ||   || 
 || Regolamento (UE) n. 37/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 18 del 21.1.2014, pag. 1) || limitatamente al punto 19 dell'allegato 
_____________
ALLEGATO
III
Tavola
di concordanza
 Regolamento (CE) n. 260/2009 || Il presente regolamento 
 Articolo 1 || Articolo 1 
 Articolo 2 || Articolo 2 
 Articolo 4 || Articolo 3 
 Articolo 5 || Articolo 4 
 Articolo 6 || Articolo 5 
 Articolo 7 || Articolo 6 
 Articolo 8 || Articolo 7 
 Articolo 9 || Articolo 8 
 Articolo 10 || Articolo 9 
 Articolo 11 || Articolo 10 
 Articolo 12 || Articolo 11 
 Articolo 13 || Articolo 12 
 Articolo 14 || Articolo 13 
 Articolo 15 || Articolo 14 
 Articolo 16 || Articolo 15 
 Articolo 17 || Articolo 16 
 Articolo 18 || Articolo 17 
 Articolo 19 || Articolo 18 
 Articolo 20 || Articolo 19 
 Articolo 21 || Articolo 20 
 Articolo 22 || Articolo 21 
 Articolo 23 || Articolo 22 
 Articolo 23a || Articolo 23 
 Articoli da 24 a 27 || Articoli da 24 a 27 
 Allegato I || Allegato I 
 Allegato II || Allegato II 
 Allegato III || Allegato III 
__________________