CELEX: 62015CN0345
Language: it
Date: 2015-07-07 00:00:00
Title: Causa C-345/15 P: Impugnazione proposta il 7 luglio 2015 dalla Chelyabinsk electrometallurgical integrated plant OAO (CHEMK) e dalla Kuzneckie ferrosplavy OAO (KF) avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 28 aprile 2015, causa T-169/12, Chelyabinsk electrometallurgical integrated plant OAO (CHEMK) e Kuzneckie ferrosplavy OAO (KF)/Consiglio dell’Unione europea

21.9.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 311/33
            
         Impugnazione proposta il 7 luglio 2015 dalla Chelyabinsk electrometallurgical integrated plant OAO (CHEMK) e dalla Kuzneckie ferrosplavy OAO (KF) avverso la sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) del 28 aprile 2015, causa T-169/12, Chelyabinsk electrometallurgical integrated plant OAO (CHEMK) e Kuzneckie ferrosplavy OAO (KF)/Consiglio dell’Unione europea
   (Causa C-345/15 P)
   (2015/C 311/38)
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Chelyabinsk electrometallurgical integrated plant OAO (CHEMK), Kuzneckie ferrosplavy OAO (KF) (rappresentanti: B. Evtimov, avvocato, D. O’Keeffe, solicitor)
   
      Altre parti nel procedimento: Consiglio dell’Unione europea, Commissione europea, Euroalliages
   
      Conclusioni delle ricorrenti
   
   Le ricorrenti chiedono che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale;
            
         
               —
            
            
               statuire in via definitiva sulla controversia ove lo stato del procedimento lo consenta;
            
         
               —
            
            
               in subordine, rinviare la causa al Tribunale perché venga riesaminata;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio dell’Unione europea alle spese;
            
         
               —
            
            
               condannare gli intervenienti alle loro spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Le ricorrenti sostengono che il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione nella valutazione dei motivi delle ricorrenti nella sua sentenza, come emerge da quanto segue:
   
               —
            
            
               nel loro primo motivo di impugnazione, le ricorrenti adducono che il Tribunale ha commesso un errore nell’interpretazione dell’articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio (1) (in prosieguo: il «regolamento antidumping di base») e nella sua valutazione giuridica nei limiti in cui ha respinto il motivo, in primo grado, secondo il quale l’articolo 11, paragrafo 9, del regolamento antidumping di base e il suo riferimento all’articolo 2 del medesimo impongono alle istituzioni di calcolare un margine di dumping in tutti i riesami intermedi relativi a un caso di dumping, violando in tal modo anche i principi giuridici di buona amministrazione, trasparenza e certezza del diritto;
            
         
               —
            
            
               nel loro secondo motivo di impugnazione, le ricorrenti sostengono che il Tribunale ha commesso un errore nell’interpretazione della motivazione della sentenza adottata dallo stesso Tribunale nella causa T-143/06 MTZ Polyfilms/Consiglio dell’Unione europea.
            
         
      (1)  Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (GU L 343, pag. 51).