CELEX: C2001/150/32
Language: it
Date: 2001-05-19 00:00:00
Title: Causa C-136/01 P: Ricorso proposto il 23 marzo 2001 da Autosalone Ispra Snc dei Fratelli Rossi con sede in Ispra contro l'ordinanza pronunciata il 17 gennaio 2001 dalla II Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-124/99, tra Autosalone Ispra Snc dei Fratelli Rossi e Comunità europea dell'energia atomica rappresentata dalla Commissione delle Comunità europee

19.5.2001                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         C 150/17
—     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle                  grado delle Comunità europee nella causa T-124/99, tra
      spese di giudizio.                                                    Autosalone Ispra Snc dei Fratelli Rossi e Comunità europee
                                                                            dell’energia atomica rappresentata dalla Commissione delle
                                                                            Comunità europee.
Motivi e principali argomenti
a)    L’articolo 94 del Regio Decreto n. 1127 del 29 giugno                 Il ricorrente conclude che la Corte voglia:
      1939 impedisce a consulenti in proprietà industriali che
      svolgono regolamente la loro attività in altri Stati membri,          —     provvedere all’annullamento totale dell’ordinanza del
      se non iscritti nell’apposito albo esistente in Italia, di                  Tribunale di primo grado delle Comunità europee qui
      effettuare occasionalmente ed in via temporanea l’attività                  impugnata;
      di mandatario presso l’Ufficio predetto per conto di clienti
      che ad essi si rivolgono.
                                                                                  —    accertare e dichiarare che la predetta ordinanza è
                                                                                       stata emessa in violazione dell’art. 111 del Capo II
      A parere della Commissione quanto precede contrasta
                                                                                       del Regolamento di procedura del Tribunale di
      con l’articolo 49 del Trattato CE in quanto, se è vero che,
                                                                                       primo grado, con ogni inerente conseguenza;
      in assenza di armonizzazione, gli Stati membri restano in
      linea di principio competenti a definire i requisiti di
      accesso all’esercizio di un’attività ciò non toglie tuttavia               —    in ogni caso rigettare l’eccezione di prescrizione
      che essi debbano rispettare le libertà fondamentali garan-                       sollevata dalla Commissione delle Comunità europee
      tite dal Trattato e segnatamente quanto stabilito dall’arti-                     avanti al Tribunale di primo grado delle Comunità
      colo 49.                                                                         europee,
b)    Per l’iscrizione all’albo dei consulenti in materia di brevetti             —    in ogni caso accertare e dichiarare che il ricorso
      autorizzati a svolgere la loro attività in Italia l’articolo 2                   introduttivo della causa avanti al Tribunale di primo
      del D.M. 342/95 prevede l’ulteriore requisito della resi-                        grado delle Comunità europee T-124/99 è ricevibile;
      denza ovvero del domicilio professionale in Italia, salvo
      che si tratti di cittadino di Stati che consentono ai cittadini
      italiani l’iscrizione a corrispondenti albi senza tale requi-         —     provvedere all’accoglimento totale delle conclusioni pre-
      sito.                                                                       sentate dalla ricorrente in primo grado:
      Appare evidente che ben difficilmente un consulente che                     —    accertare e dichiarare la responsabilità della C.E.E.A.
      intende svolgere una prestazione isolata in Italia sarà in                       ex art. 188, 2o co.T. CEEA pei fatti e titoli dedotti
      grado di dotarsi di una struttura professionale stabile in                       dalla ricorrente in quel ricorso e da intendersi
      quel paese. Egli sarà indotto a rinunciare, per cui anche                        integralmente richiamati in questo atto di impugna-
      in questo caso si verifica un ostacolo ingiustificato al                         zione;
      principio della libera prestazione dei servizi.
                                                                                  —    condannare conseguentemente la C.E.E.A., rappre-
                                                                                       sentata dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                                       a pagare in favore dell’Autosalone Ispra Snc
                                                                                       dei Fratelli Rossi, ricorrente, in persona dei suoi
                                                                                       legali rappresentanti, la capital somma di
                                                                                       1 245 000 000 LIT oltre alla rivalutazione moneta-
                                                                                       ria e agli interessi dal dovuto al saldo effettivo o la
Ricorso proposto il 23 marzo 2001 da Autosalone Ispra                                  diversa somma che risulterà di giustizia;
Snc dei Fratelli Rossi con sede in Ispra contro l’ordinanza
pronunciata il 17 gennaio 2001 dalla II Sezione del
Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella                             —    con esecutività e con vittoria di spese, diritti ed
causa T-124/99, tra Autosalone Ispra Snc dei Fratelli Rossi                            onorari dei due gradi di giudizio e di causa;
e Comunità europea dell’energia atomica rappresentata
         dalla Commissione delle Comunità europee                                 —    in via istruttoria: accogliere le istanze istruttorie
                                                                                       formulate dalla ricorrente avanti al Tribunale di
                         (Causa C-136/01 P)                                            primo grado.
                           (2001/C 150/32)
                                                                            Motivi e principali argomenti
Il 23 marzo 2001, l’Autosalone Ispra Snc i Fratelli Rossi, con
l’avv. Francandrea Venuto del foro di Busto Arsizio, domiciliata
                                                                            Il ricorrente sostiene che l’ordinanza del Tribunale di primo
presso lo Studio dell’avvocato Kronshagen, rue Marie Adélaïde,
                                                                            grado è viziata per le ragioni seguenti:
n. 22, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
Comunità europee un ricorso contro l’ordinanza pronunciata
il 17 gennaio 2001 dalla II Sezione del Tribunale di primo                  —     Mancanza di audizione dell’avvocato generale.
 ---pagebreak--- C 150/18                 IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            19.5.2001
—     Il Tribunale ha ritenuto di pronunciarsi sulla ricevibilità         Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
      del ricorso senza valutare tutti gli elementi dei fatto e di             tro il Regno di Spagna, proposto il 30 marzo 2001
      diritto presenti in causa;
                                                                                                    (Causa C-143/01)
—     il Tribunale ha leso il diritto di azione della ricorrente
      non tenendo in considerazione la possibilità o meno della
      parte di disporre adeguatamente dei fatti da dedurre in                                        (2001/C 150/34)
      causa, disponibilità che fu impossibile fino a tutto il
      10.05.1995 per fatti oggettivi in concorso con il compor-
      tamento della Comunità. Ovvero sotto un altro profilo               Il 30 marzo 2001 la Commissione delle Comunità europee,
      indebitamente abbrevia il termine prescrizionale invece             rappresentata dai sigg. Miguel Dı́az-Llanos La Roche e Carlos
      inderogabile da quella norma previsto.                              Gómez de la Cruz Talegón, con domicilio eletto in Lussembur-
                                                                          go presso il sig. Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner,
                                                                          C2/254, Plateau de Kirchberg, ha presentato alla Corte di
                                                                          giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il Regno di
                                                                          Spagna.
                                                                          La ricorrente conclude che la Corte voglia:
Ricorso del 28 marzo 2001 contro la Repubblica italiana,                  —      dichiarare che, applicando un’aliquota ridotta alle cessio-
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                            ni, agli acquisti intracomunitari ovvero alle importazioni
                                                                                 di gas liquido di petrolio, il Regno di Spagna è venuto
                          (Causa C-142/01)                                       meno agli obblighi che gli incombono in forza dell’art. 12
                                                                                 della sesta direttiva IVA del Consiglio 17 maggio 1977,
                                                                                 77/388/CEE (1);
                           (2001/C 150/33)
                                                                          —      condannare il Regno di Spagna alle spese.
Il 28 marzo 2001, la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dalla sig.ra Maria Patakia e dal sig. Antonio Arsu,
in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.                Motivi e principali argomenti
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                          La Commissione non condivide gli argomenti addotti dalle
                                                                          autorità spagnole secondo cui il gas butano è un combustibile
—     constatare che la Repubblica italiana mantenendo in                 analogo al gas naturale e dovrebbe pertanto beneficiare dello
      vigore l’art. 12, n. 1, della legge 8 marzo 1991, n. 81, che        stesso regime fiscale. L’art. 13, n. 3, lett. b), della sesta direttiva
      subordina ad una condizione di reciprocità il riconosci-            IVA costituisce una norma eccezionale che non consente
      mento del diploma di maestro di sci, è venuta meno                  l’applicazione per analogia.
      agli obblighi derivanti dalla direttiva 92/51/CEE (1) del
      Consiglio, del 18 giugno 1992, relativa ad un secondo
      sistema generale di riconoscimento della formazione                 Nel caso in cui si potesse considerare che la cessione di gas
      professionale, che integra la direttiva 89/48/CEE (2).              butano, combustibile usato dalle classi sociali con minori
                                                                          risorse economiche, rientri nella sfera del «servizio culturale o
—     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle                sociale» ai sensi dell’allegato H, cui rimanda l’art. 12, n. 3,
      spese processuali.                                                  lett. a), l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta sarebbe priva,
                                                                          anche in questo caso, di base giuridica. Il punto 14 dell’allegato
                                                                          H della direttiva indica che tali prestazioni di servizi o forniture
Motivi e principali argomenti                                             di beni devono essere effettuate da «enti che sono riconosciuti
                                                                          come enti di carattere sociale dagli Stati membri e che sono
                                                                          impegnati in attività di assistenza e di sicurezza sociale».
L’art. 12, n. 1, della legge 81/91 è incompatibile con la direttiva
92/51/CEE dato che impone una condizione di reciprocità per
ottenere il riconoscimento del diploma di maestro di sci
ottenuto in un altro Stato membro e aggiunge in tal modo alla             (1) in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri
direttiva stessa una condizione che essa non prevede.                         relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di
                                                                              imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145
                                                                              del 13.06.1977, pag. 1 — edizione speciale spagnola: capitolo 9,
(1) GU L 209 del 24.07.1992, pag. 25.                                         tomo 1, pag. 54).
(2) GU L 19 del 24.01.1989, pag. 16.