CELEX: 52000PC0820
Language: it
Date: 2000-12-01
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa a talune misure di protezione nei confronti delle encefalopatie spongiformi trasmissibili e la somministrazione di proteine animali

Avis juridique important

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52000PC0820

Proposta di decisione del Consiglio relativa a talune misure di protezione nei confronti delle encefalopatie spongiformi trasmissibili e la somministrazione di proteine animali  /* COM/2000/0820 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa a talune misure di protezione nei confronti delle encefalopatie spongiformi trasmissibili e la somministrazione di proteine animali(presentata dalla Commissione)RELAZIONELa normativa comunitaria sul controllo di talune proteine animali trasformate nei mangimi per ruminanti è entrata in vigore nel luglio 1994.Casi di ESB sono stati registrati in animali nati nel 1995 e in anni successivi in taluni Stati membri.Sulla base di pareri scientifici, la Commissione ha adottato una serie di misure per i mangimi, ivi compresi elevati livelli di lavorazione considerati quanto mai efficaci per l'inattivazione degli agenti di scrapie ed ESB, per la produzione di proteine animali trasformate provenienti da mammiferi, l'esclusione di materiali a rischio specificato dalla catena alimentare animale, misure di sorveglianza attiva per evitare che casi di encefalopatia spongiforme bovina (ESB) entrino nella catena alimentare animale. Il Comitato direttivo scientifico ha adottato un parere il 27-28 novembre. Esso raccomanda che, poiché non è possibile escludere una contaminazione incrociata di mangimi per il bestiame con mangimi destinati ad altri animali e contenenti proteine animali forse contaminate dall'agente ESB, occorre prendere in considerazione un divieto temporaneo di proteine animali nei mangimi per gli animali.Alcuni Stati membri hanno riferito in merito a carenze di attuazione della legislazione comunitaria sui mangimi, ed hanno di conseguenza adottato misure di salvaguardia.Le ispezioni comunitarie hanno individuato carenze sistematiche i sede di attuazione della normativa comunitaria in vari Stati membri.In considerazione di quanto sopra, a titolo precauzionale è opportuno vietare l'utilizzazione di proteine animali nei mangimi in attesa di una rivalutazione globale dell'attuazione della legislazione comunitaria negli Stati membri. Questo è l'obiettivo della presente decisione. Poiché tale divieto, se non adeguatamente controllato, potrebbe avere ripercussioni ambientali, la presente decisione stabilisce che i rifiuti di origine animale siano raccolti, trasportati, trasformati, immagazzinati ed eliminati in modo sicuro. Per evitare una flessione degli scambi, è inoltre vietata l'esportazione di proteine animali trasformate nei paesi terzi.Un programma comunitario di test su larga scala avrà inizio il 1° gennaio 2001. Il programma fornirà dati concreti sulla prevalenza dell'ESB negli Stati membri. I dati forniranno informazioni concrete sull'efficacia della passata legislazione comunitaria sui mangimi e individueranno gli Stati membri in cui un riciclaggio dell'ESB attraverso le proteine animali trasformate è una possibilità. Queste informazioni saranno utilizzate in sede di riesame della misura stabilita dalla presente decisione.La presente decisione non comporta implicazioni finanziarie per il bilancio comunitario.Il 29 novembre 2000, il Collegio dei Commissari ha concordato di sottoporre la proposta al parere del Comitato veterinario permanente. Il 30 novembre 2000 il Comitato veterinario permanente ha espresso parere negativo.Il Regno Unito si è opposto sulla scorta di considerazioni scientifiche e tecniche. Ha in particolare sottolineato che la proposta procedeva 'troppo speditamente e troppo lontano' nel vietare l'utilizzazione di proteine non provenienti da mammiferi.La Svezia si è opposta in quanto riteneva che la proposta dovesse essere discussa alla riunione del Consiglio dei Ministri del 4 dicembre 2000.La Finlandia si è opposta dichiarando che la proposta non si fonda su una motivazione scientifica. Invece di imporre divieti, occorre adoperarsi maggiormente per far applicare l'attuale legislazione comunitaria negli Stati membri.Il Belgio si è opposto per considerazioni di ordine tecnico; è stata in particolare considerata troppo ravvicinata la data di entrata in vigore del 1° gennaio 2001. È inoltre del parere che un divieto del riciclaggio di mangimi fra le varie specie animali sarebbe più opportuno del proposto divieto totale di proteine animali.I Paesi Bassi e l'Irlanda si sono astenuti in quanto del parere che occorresse adottare altre misure di gestione dei rischi invece di un siffatto divieto globale.La Danimarca si è astenuta in quanto priva di mandato per votare a favore di una siffatta misura globale.I risultati della votazione sono stati i seguenti:Favorevoli: 54 (P, A, L, IT, FR, SP, GR, DE)Contrari: 22 (UK, S, FIN, B)Astenuti: 11 (NL, IRL, DK)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa a talune misure di protezione nei confronti delle encefalopatie spongiformi trasmissibili e la somministrazione di proteine animaliIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la direttiva del consiglio 90/425/EEC del 26 giugno 1990 relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno [1], in particolare l'articolo 10, paragrafo 4,[1]  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29. Direttiva da ultimo modificata dalla direttiva 92/118/CEE (GU L 62 del 15.3.1993, pag. 49)Considerando quanto segue:(1) La normativa comunitaria sul controllo di talune proteine animali trasformate nei mangimi per ruminanti è entrata in vigore nel luglio 1994.(2) Casi di ESB sono stati registrati in animali nati nel 1995 e in anni successivi in taluni Stati membri.(3) Sulla base di pareri scientifici, la Commissione ha adottato una serie di misure per i mangimi, ivi compresi elevati livelli di lavorazione considerati quanto mai efficaci per l'inattivazione degli agenti di scrapie ed ESB, per la produzione di proteine animali trasformate provenienti da mammiferi, l'esclusione di materiali a rischio specificato dalla catena alimentare animale, misure di sorveglianza attiva per evitare che casi di encefalopatia spongiforme bovina (ESB) entrino nella catena alimentare animale. Il Comitato direttivo scientifico ha adottato un parere il 27-28 novembre. Esso raccomanda che, poiché non è possibile escludere una contaminazione incrociata di mangimi per il bestiame con mangimi destinati ad altri animali e contenenti proteine animali forse contaminate dall'agente ESB, occorre prendere in considerazione un divieto temporaneo di proteine animali nei mangimi per gli animali.(4) Alcuni Stati membri hanno riferito in merito a carenze di attuazione della legislazione comunitaria sui mangimi, ed hanno di conseguenza adottato misure di salvaguardia.(5) Le ispezioni comunitarie hanno individuato carenze sistematiche in sede di attuazione della normativa comunitaria in vari Stati membri.(6) In considerazione di quanto sopra, a titolo precauzionale è opportuno vietare temporaneamente l'utilizzazione di proteine animali nei mangimi in attesa di una rivalutazione globale dell'attuazione della legislazione comunitaria negli Stati membri. Poiché tale divieto, se non adeguatamente controllato, potrebbe avere ripercussioni ambientali, è necessario far sì che i rifiuti di origine animale siano raccolti, trasportati, trasformati, immagazzinati ed eliminati in modo sicuro.(7) Un programma comunitario di test su larga scala avrà inizio il 1° gennaio 2001. Il programma fornirà dati concreti sulla prevalenza dell'ESB negli Stati membri. I dati forniranno informazioni concrete sull'efficacia della passata legislazione comunitaria sui mangimi e individueranno gli Stati membri in cui un riciclaggio dell'ESB attraverso le proteine animali trasformate rimane una possibilità. Queste informazioni saranno utilizzate in sede di riesame della misura stabilita dalla presente decisione.(8) Il Comitato veterinario permanente non ha espresso parere favorevole,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Ai fini della presente decisione, si applicano le seguenti definizioni:Proteine animali trasformate: farina di carne e ossa, farina di carne, farina di ossa, farina di sangue, plasma essiccato e altri emoderivati, proteine idrolizzate, farina di zoccoli, farina di corna, farina di frattaglie di pollame, farina di penne, ciccioli essiccati, farina di pesce, fosfato dicalcico, gelatina e prodotti analoghi, compresi miscugli, mangimi, additivi di mangimi e miscugli che contengono tali prodotti.Articolo 21 Gli Stati membri vietano la somministrazione di proteine animali trasformate ad animali d'allevamento che sono tenuti, ingrassati o allevati per la produzione di alimenti.2. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica all'alimentazione di:- pesci con farina di pesce,- animali d'allevamento che sono tenuti, ingrassati o allevati per la produzione di alimenti, con latte o prodotti lattieri.Articolo 31. Ad eccezione della farina di pesce destinata all'alimentazione dei pesci e del latte e dei prodotti lattieri, gli Stati membria) vietano l'immissione sul mercato, gli scambi, l'importazione da paesi terzi e l'esportazione nei paesi terzi di proteine animali trasformate destinate all'alimentazione di animali da allevamento tenuti, ingrassati o allevati per la produzione di alimenti,b) fanno sì che tutte le proteine animali trasformate destinate all'alimentazione di animali da allevamento tenuti, ingrassati o allevati per la produzione di alimenti, siano ritirate dal commercio, dai canali di distribuzione e dai depositi in azienda.2. Gli Stati membri fanno sì che i rifiuti di origine animale quali definiti dalla direttiva 90/667/CEE [2] siano raccolti, trasportati, trasformati, immagazzinati o eliminati in conformità di detta direttiva, della decisione del Consiglio 1999/534/CEE [3] e della decisione della Commissione 1997/735/CE [4].[2]  GU L 363 del 27.12.1990, pag. 51. Direttiva da ultimo modificata dall'atto di adesione di Austria, Finlandia e Svezia.[3]  GU L 204 del 4.8.1999, pag. 37[4]  GU L 294 del 28.10.1997, pag.7. Decisione da ultimo modificata dalla decisione 1999/534/CE.Articolo 4La presente decisione entra in vigore il 1° gennaio 2001 e si applica fino al 30 giugno 2001.Prima del 30 giugno 2001, la presente decisione può essere adattata alla situazione di ciascuno Stato membro alla luce dei risultati delle ispezioni della Commissione e dell'incidenza dell'ESB, sulla base dei risultati della sorveglianza ESB, con particolare riferimento ai testi sui bovini di età superiore ai 30 mesi, come stabilito dalla decisione della Commissione 2000/.../CE [5].[5]  GU L .Articolo 5Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, ilPer la CommissioneMembro della Commissione