CELEX: 31994R0486
Language: it
Date: 1994-03-04 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 486/94 del Consiglio, del 4 marzo 1994, che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di fluorite originaria della Repubblica popolare cinese e che decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio

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31994R0486

Regolamento (CE) n. 486/94 del Consiglio, del 4 marzo 1994, che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di fluorite originaria della Repubblica popolare cinese e che decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio  

Gazzetta ufficiale n. L 062 del 05/03/1994 pag. 0001 - 0004 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 29 pag. 0104  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 29 pag. 0104 

REGOLAMENTO (CE) N. 486/94 DEL CONSIGLIO del 4 marzo 1994 che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di fluorite originaria della Repubblica popolare cinese e che decide la riscossione definitiva del dazio antidumping  provvisorioIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), denominato in appresso « il  regolamento di base », in particolare l'articolo 12,  vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione del comitato consultivo a norma del suddetto regolamento,  considerando quanto segue:  A. Misure provvisorie (1) Con il regolamento (CEE) n. 2463/93 (2), denominato in appresso « il regolamento che istituisce il dazio provvisorio », la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di fluorite in panello o in polvere di cui ai  codici NC ex 2529 21 00 (codice Taric 2529 21 00 * 10) e ex 2529 22 00 (codice Taric 2529 22 00 * 10), originaria della Repubblica popolare cinese.  Con il regolamento (CE) n. 3529/93 (3) il Consiglio ha prorogato la validità di tale dazio per un periodo non superiore a due mesi.  B. Procedura successiva (2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio le parti interessate che ne hanno fatto richiesta sono state sentite dalla Commissione. Alcune parti hanno inoltre comunicato per iscritto le loro osservazioni in merito alle risultanze.  (3) Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state informate in merito ai fatti e alle considerazioni essenziali in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di misure antidumping definitive e la riscossione definitiva degli importi  garantiti dal dazio provvisorio.  È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano presentare osservazioni in merito a quanto loro comunicato.  (4) Le osservazioni delle parti sono state esaminate e la Commissione ha modificato le proprie conclusioni ove lo ha ritenuto opportuno.  (5) Data la complessità dei dati esaminati e le difficoltà incontrate nella scelta del paese di riferimento, non è stato possibile concludere l'inchiesta entro il limite previsto dall'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento di base.  C. Prodotto in esame e prodotto simile (6) In seguito alla pubblicazione del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la definizione del prodotto è stata modificata con il regolamento (CE) n. 3421/93.  La Commissione non ha ricevuto osservazioni in merito alla modifica e pertanto tale definizione del prodotto è confermata dal Consiglio ai fini della determinazione definitiva.  (7) Per quanto riguarda la definizione del prodotto simile ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento di base, la Commissione ha stabilito, ai considerandi 10 e 11 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, che la fluorite  originaria della Cina, del Sudafrica (scelto come paese di riferimento) e della Comunità europea, presenta identiche caratteristiche chimiche e fisiche, ha la medesima applicazione finale ed è del tutto intercambiabile, a prescindere dall'origine. In  assenza di nuovi argomenti addotti dalle parti, il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione esposte ai considerandi 10 e 11 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.  D. Dumping 1. Valore normale (8) Nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione è giunta alla conclusione che il Sudafrica è un paese di riferimento appropriato per determinare il valore normale delle importazioni cinesi nella Comunità.  Pertanto, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5, lettera a), punto i), il valore normale è stato stabilito in base ai prezzi della fluorite venduta da un produttore sudafricano sul mercato nazionale, per le ragioni esposte ai considerandi 14 e 15 del  regolamento che istituisce il dazio provvisorio.  Poiché le parti interessate non hanno fatto obiezioni in merito a tale scelta e al metodo di determinazione del valore normale, il Consiglio conferma le risultanze della Commissione esposte ai considerandi 14 e 15 del regolamento che istituisce il dazio  provvisorio.  (9) Come risulta dal considerando 13 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione ha inoltre ritenuto che, in considerazione del fatto che il produttore sudafricano ha maggiore difficoltà d'accesso alle materie prime, fosse  necessario un aggiustamento verso il basso dei prezzi di vendita in Sudafrica, al fine di stabilire il valore normale in maniera equa ed appropriata, secondo quanto disposto dall'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base.  (10) I denuncianti hanno affermato che l'adeguamento sopracitato non è conforme al regolamento di base per le seguenti ragioni giuridiche e tecniche:  i) l'aggiustamento verso il basso implica che la Commissione ha tenuto conto dei costi relativi ad un paese retto da un'economia non di mercato, contrariamente al disposto dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base;  ii) la Commissione ha preso in considerazione solo una scelta selettiva di vantaggi naturali, senza tener conto di molti altri vantaggi e svantaggi naturali, oltre alla facilità di accesso alle materie prime.  La Commissione non ritiene accettabili tali argomentazioni. Infatti, la considerazione dei vantaggi naturali, esposta nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio, non implica l'inclusione di alcun costo relativo ad un paese con un'economia non  di mercato. L'aggiustamento verso il basso è limitato all'eliminazione, ai fini della determinazione del valore normale nel paese di riferimento, di taluni fasi del processo di produzione, necessarie in Sudafrica ma non nella Repubblica popolare cinese.  In tal modo i costi pertinenti, stabiliti nel paese di riferimento, non devono essere inclusi nella determinazione del valore normale.  A tale riguardo, la Commissione è del parere che lo scopo dell'adeguamento suddetto, basato sul vantaggio naturale di cui beneficia il paese esportatore, consiste nello stabilire il valore normale nel paese di riferimento in maniera equa ed appropriata,  secondo quanto disposto dall'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base.  (11) Per quanto concerne le argomentazioni tecniche presentate dai ricorrenti a tale riguardo, la Commissione ritiene che tali elementi non siano connessi ai vantaggi naturali dei quali beneficia la produzione cinese. L'esistenza di tutti gli altri  vantaggi o svantaggi ai quali fanno riferimento i denuncianti è sostenuta inoltre solo da affermazioni, senza alcun elemento di prova. In contrasto con quanto sopra, è opportuno sottolineare che l'adeguamento del valore normale è giustificato dai dati  forniti dal produttore sudafricano nel corso del controllo, dai quali risulta che talune fasi del processo di produzione in Sudafrica non sono necessarie in Cina, in quanto l'accesso alle principali materie prime è più agevole, dato il maggior tenore di  fluorite del materiale estratto.  (12) La Commissione ritiene che le argomentazioni presentate non siano debitamente provate e conferma pertanto le risultanze del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.  Il Consiglio conferma le sopracitate conclusioni della Commissione.  2. Prezzo all'esportazione (13) Dato il livello insufficiente di cooperazione da parte dei produttori cinesi e come risulta dai considerandi da 16 a 18 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, il prezzo all'esportazione è stato determinato in base alle migliori  informazioni disponibili, conformemente all'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base. Nel caso specifico si è ritenuto che tali informazioni fossero rappresentate dai dati Eurostat relativi alle esportazioni dei prodotti cinesi  classificati ai codici NC ex 2529 22 00, secondo i quali il prezzo medio cif alla frontiera comunitaria è di 82,5 ECU per tonnellata.  Poiché questa determinazione non è stata contestata dalle parti, il Consiglio conferma la conclusione della Commissione.  3. Confronto (14) Ai fini della determinazione provvisoria, si è confrontato il valore normale franco fabbrica in Sudafrica con il prezzo all'esportazione fob in un porto cinese.  (15) I denuncianti hanno contestato il metodo seguito sostenendo che tale confronto non avviene allo stesso stadio di commercializzazione e che pertanto i costi di trasporto per il prodotto dalla fabbrica al porto non sono stati presi in considerazione.   Gli esportatori hanno nuovamente sostenuto che il confronto doveva essere effettuato a livello fob per il prezzo di esportazione nel paese retto da un'economia di mercato e allo stadio franco fabbrica per il valore normale nel paese di riferimento,  affermando che in un paese non retto da un'economia di mercato la sede dell'esportatore corrisponde ai confini del paese.  La Commissione, in considerazione di tutte le argomentazioni presentate, riconosce che, ai fini del confronto, il valore normale e il prezzo all'esportazione dovrebbero normalmente essere paragonati a livello franco fabbrica, in modo che il confronto  avvenga allo stesso stadio commerciale. Nel caso di un paese non retto da un'economia di mercato, l'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base non consente di verificare i costi di trasporto all'interno del paese. Non è pertanto possibile  determinare il valore normale allo stadio franco fabbrica, a meno che i costi di trasporto non siano calcolati in base al paese di riferimento. Ciò richiede, tuttavia, una conoscenza precisa della collocazione geografica dei centri di produzione nel  paese non retto da un'economia di mercato e, qualora vi fossero diversi produttori in luoghi diversi, dalla produzione effettiva di ciascuno di essi.  Nel caso specifico e in considerazione del fatto che gli esportatori che hanno collaborato rappresentano solo il 21 % della totalità delle importazioni di fluorite cinese nella Comunità nel periodo d'inchiesta, la Commissione non possiede informazioni  sufficienti sulla distanza effettiva di tutti i centri di produzione dai porti. A causa della mancanza di cooperazione è impossibile valutare la reale collocazione geografica dei centri di produzione che esportano nella Comunità europea.  Date le circostanze, la Commissione in considerazione del fatto che il confronto non può essere effettuato allo stadio franco fabbrica, ritiene che il primo stadio equivalente per il quale sono disponibili informazioni affidabili sia il livello fob. Per  questo motivo, la Commissione ritiene che il confronto a livello fob sia il più equo e appropriato.  Il Consiglio conferma tali conclusioni.  (16) Le parti non hanno presentato alcuna osservazione per quanto riguarda gli altri adeguamenti apportati dalla Commissione. Le conclusioni della Commissione sono pertanto confermate dal Consiglio.  4. Margine di dumping (17) In seguito alla modifica del prezzo all'esportazione, il margine dumping definitivo, espresso in percentuale del valore cif, è pari al 37,8 %. Il Consiglio conferma le conclusioni suesposte, nonché tutte le altre conclusioni enunciate nei  considerandi 21 e 22 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.  E. Pregiudizio (18) Nelle considerazioni preliminari (considerando 23 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio) la Commissione ha valutato il pregiudizio basandosi su dati relativi al libero mercato e ha concluso che l'industria comunitaria della fluorite  ha subito un pregiudizio sostanziale a causa degli effetti delle importazioni in dumping dal paese interessato.  (19) Gli esportatori hanno affermato che il pregiudizio non è stato arrecato all'industria comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base e che i denuncianti non hanno i requisiti necessari per essere considerati un'industria  comunitaria.  A tale riguardo, la Commissione ha stabilito che i produttori che hanno collaborato rappresentano il 90 % circa della produzione comunitaria complessiva di fluorite (cfr. considerando 3 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio) e che pertanto  rispondono ai requisiti di cui all'articolo 4, paragrafo 5 riguardo alla definizione di industria comunitaria.  Come stabilisce il considerando 23 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione ha ritenuto che, a causa delle caratteristiche particolari del mercato della fluorite nella Comunità, la valutazione del pregiudizio poteva essere  limitata al mercato libero. Tale separazione riguarda solo la valutazione del pregiudizio e non implica una riduzione delle dimensioni dell'industria comunitaria ai sensi della definizione di cui all'articolo 4, paragrafo 5.  (20) Gli esportatori hanno inoltre contestato la divisione del mercato in due segmenti diversi, che ritengono del tutto ingiustificata e hanno messo in dubbio la conformità di tale di visone ai criteri indicati dalla giurisprudenza della Corte di  giustizia delle Comunità europee.  Non sono state tuttavia presentate comprovate argomentazioni in merito al mancato rispetto di tali criteri e pertanto la Commissione conferma le risultanze esposte nel considerando 23 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.  (21) Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione in relazione al mercato da valutare e a tutti i dati relativi alla determinazione del pregiudizio.  F. Nesso causale tra pregiudizio e importazioni oggetto di dumping (22) Nel considerando 40 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio, la Commissione ha concluso che le importazioni in dumping originarie della Repubblica popolare cinese, a causa del costante aumento della quota di mercato, dei prezzi bassi e  della conseguente scarsa redditività dell'industria comunitaria, hanno arrecato un pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.  Gli esportatori hanno contestato il nesso causale tra le importazioni in dumping provenienti della Cina e il pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria, stabilito dalla Commissione.  La Commissione ha replicato a tali argomentazioni senza ricevere ulteriori osservazioni da parte degli esportatori.  Il Consiglio conferma pertanto le conclusioni della Commissione esposte ai considerandi da 35 a 39 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio.  G. Interesse della Comunità (23) La Commissione non ha ricevuto alcuna osservazione dalle parti interessate in merito alle risultanze provvisorie. Pertanto, le considerazioni relative all'interesse della Comunità, esposte ai considerandi da 41 a 44 del regolamento che istituisce  il dazio provvisorio, devono essere considerate definitive.  Il Consiglio conferma tali conclusioni.  H. Dazio definitivo (24) Per stabilire se fosse opportuno istituire un dazio antidumping meno elevato, la Commissione ha confrontato la media ponderata del prezzo di vendita della fluorite cinese (franco frontiera comunitaria dopo lo sdoganamento) con il prezzo medio  corrispondente della fluorite prodotta e venduta durante lo stesso periodo dall'industria comunitaria. Poiché la differenza è superiore al margine di dumping calcolato, deve essere istituito un dazio corrispondente a tale margine.  In seguito alla modifica del margine di dumping, il prezzo minimo di cui al considerando 45 del regolamento che istituisce il dazio provvisorio deve essere pari a 113,5 ECU per tonnellata. Tutte le altre conclusioni di cui al considerando 45 sono  confermate ai fini delle determinazioni definitive.  Il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione.  I. Riscossione dei dazi provvisori (25) In considerazione del margine di dumping stabilito e della gravità del pregiudizio arrecato all'industria comunitaria, il Consiglio ritiene necessario stabilire la riscossione definitiva degli importi quantitativi del dazio antidumping provvisorio,   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:   Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di fluorite in panello o in polvere, di cui al codice NC ex 2529 21 00 (codice Taric 2529 21 00 * 10) o al codice NC ex 2529 22 00 (codice Taric 2529 22 00 * 10), originaria  della Repubblica popolare cinese.  2. Il dazio è pari alla differenza tra il prezzo minimo di 113,5 ECU per tonnellata (peso netto a secco) ed il prezzo netto franco frontiera comunitaria prima dello sdoganamento.  3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.   Articolo 2  Sono definitivamente riscossi gli importi garantiti in base al dazio antidumping provvisorio istituito a norma del regolamento (CEE) n. 2463/93.   Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 4 marzo 1994.  Per il Consiglio Il Presidente C. SIMITIS  (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.  (2) GU n. L 226 del 7. 9. 1993, pag. 3. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3421/93 (GU n. L 312 del 15. 12. 1993, pag. 5).  (3) GU n. L 321 del 23. 12. 1993, pag. 1.