CELEX: 41997X0730(02)
Language: it
Date: 1997-07-30 00:00:00
Title: Prescrizioni tecniche del regolamento n. 3 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite di cui all'articolo 3 e all'allegato II, punto 2.1 della direttiva 97/29/CE della Commissione che adegua al progresso tecnico la direttiva 76/757/CEE del Consiglio relativa ai catadiottri dei veicoli a motore e dei loro rimorchi

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Prescrizioni tecniche del regolamento n. 3 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite di cui all'articolo 3 e all'allegato II, punto 2.1 della direttiva 97/29/CE della Commissione che adegua al progresso tecnico la direttiva 76/757/CEE del Consiglio relativa ai catadiottri dei veicoli a motore e dei loro rimorchi  

Gazzetta ufficiale n. L 203 del 30/07/1997 pag. 0039 - 0054

Prescrizioni tecniche del regolamento n. 3 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite di cui all'articolo 3 e all'allegato II, punto 2.1 della direttiva 97/29/CE (1) della Commissione che adegua al progresso tecnico la direttiva 76/757/CEE del Consiglio relativa ai catadiottri dei veicoli a motore e dei loro rimorchi 2. DEFINIZIONI (2) Ai fini del presente regolamento:2.1. Al presente regolamento si applicano le definizioni del regolamento n. 48 e della sua serie di modifiche in vigore al momento della domanda di omologazione.2.2. Per «riflessione catadiottrica» si intende una riflessione caratterizzata dal rinvio della luce nelle direzioni vicine a quella da cui essa proviene. Questa proprietà si mantiene per notevoli variazioni dell'angolo di illuminazione.2.3. Per «ottica catadiottrica» si intende una combinazione di elementi ottici che permette di ottenere la riflessione catadiottrica.2.4. Per «dispositivo catadiottrico» (3) si intende un insieme di elementi pronti per l'uso, comprendente una o più ottiche catadiottriche.Nota:2.6. Per «angolo di illuminazione» si intende l'angolo compreso tra l'asse di riferimento e la retta che unisce il centro di riferimento al centro della sorgente luminosa.2.7. Per «angolo di rotazione» si intende l'angolo di rotazione del dispositivo catadiottrico intorno al proprio asse di riferimento, a partire da una determinata posizione.2.8. Per «apertura angolare del dispositivo catadiottrico» si intende l'angolo sotteso dalla dimensione maggiore dell'area visibile della superficie illuminante, al centro della sorgente luminosa oppure al centro del ricevitore.2.9. L'espressione abbreviata «illuminamento del dispositivo catadiottrico» è convenzionalmente utilizzata per designare l'illuminamento misurato in un piano perpendicolare ai raggi incidenti e passante per il centro di riferimento.2.10. Per «coefficiente di intensità luminosa» (CIL), si intende il quoziente dell'intensità luminosa riflessa, nella direzione considerata diviso per l'illuminamento del dispositivo catadiottrico, per determinati angoli di illuminazione, di divergenza o di rotazione.2.11. I simboli e le unità che figurano nel presente regolamento sono elencati nell'allegato 1.2.12. Un tipo di dispositivo catadiottrico è definito dai modelli e dal materiale descrittivo depositati al momento della domanda di omologazione. Possono essere considerati come appartenenti ad un medesimo tipo i dispositivi catadiottrici aventi una o più «ottiche catadiottriche» identiche a quelle del modello standard, oppure non identiche ma simmetriche e adatte ad essere installate una sul lato sinistro e una sul lato destro del veicolo, le cui parti annesse differiscano da quelle del modello standard soltanto per talune varianti senza influenza sulle caratteristiche alle quali si applica il presente regolamento.2.13. I dispositivi catadiottrici sono suddivisi, secondo le loro caratteristiche fotometriche, in tre classi: classe I A, classe III A e classe IV A.6. PRESCRIZIONI GENERALI 6.1. I dispositivi catadiottrici devono essere costruiti in modo da funzionare correttamente e in modo continuo nelle normali condizioni d'impiego. Inoltre, essi non devono presentare alcun difetto di progettazione o di costruzione nocivo al loro buon funzionamento o al loro mantenimento in buone condizioni.6.2. Non deve essere possibile smontare facilmente i singoli componenti dei dispositivi catadiottrici.6.3. Le ottiche catadiottriche non possono essere sostituibili.6.4. La superficie esterna dei dispositivi catadiottrici deve poter essere pulita senza difficoltà. Essa non deve pertanto essere ruvida e le eventuali protuberanze non devono impedire una facile pulizia.6.5. I mezzi di fissaggio dei dispositivi della classe IV A devono consentire una connessione stabile e durevole tra il dispositivo ed il veicolo.7. PRESCRIZIONI PARTICOLARI (PROVE) 7.1. I dispositivi catadiottrici devono inoltre soddisfare le condizioni relative a dimensioni e forma, nonché le prescrizioni colorimetriche, fotometriche, fisiche e meccaniche indicate negli allegati 5-11 e nell'allegato 13 del presente regolamento. Le procedure delle prove sono descritte nell'allegato 4 (classi I A e III A) e nell'allegato 14 (classe IV A).7.2. A seconda della natura dei materiali di cui sono costituiti i dispositivi catadiottrici, e in particolare le loro ottiche, le autorità competenti possono autorizzare i laboratori a non eseguire alcune prove ritenute non necessarie, a condizione esplicita che ne sia fatta menzione nella scheda di comunicazione dell'omologazione CEE, alla voce «Osservazioni».(1) Detto anche «catadiottro».2.5. Per «angolo di divergenza» si intende l'angolo compreso tra le rette che uniscono il centro di riferimento al centro del ricevitore e al centro della sorgente luminosa.(2) GU n. L 171 del 30. 6. 1997, pag. 11.(3) Le definizioni dei termini tecnici (fatta eccezione per il regolamento n. 48) sono quelle adottate dalla Commissione internazionale per l'illuminazione (CIE).ALLEGATO 1 Dispositivo catadiottrico >SPAZIO PER TABELLA>Catadiottri Simboli >RIFERIMENTO A UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>Vista in elevazione>FINE DI UN GRAFICO>ALLEGATO 4 Procedura di prova per le classi I A e III A 1. Il richiedente deve presentare per l'omologazione 10 campioni che vengono sottoposti alle prove secondo l'ordine cronologico indicato nell'allegato 12.2. Dopo la verifica delle prescrizioni generali (punto 6 del regolamento) e delle prescrizioni sulla forma e sulle dimensioni (allegato 5), i dieci campioni sono sottoposti alla prova di resistenza al calore descritta nell'allegato 10 del presente regolamento e, non meno di un'ora dopo la fine di questa prova, sono sottoposti al controllo delle caratteristiche colorimetriche (allegato 6) e del CIL (allegato 7) per un angolo di divergenza di 20' e per un angolo di illuminazione V = H = 0°, oppure, se è necessario, nella posizione definita nell'allegato 7, punti 4 e 4.1. I due dispositivi che avranno dato i valori minimo e massimo vengono quindi sottoposti ad un esame completo secondo le indicazioni di cui all'allegato 7. Questi due campioni sono conservati dai laboratori per ogni ulteriore verifica ritenuta necessaria. Gli altri otto campioni sono divisi in quattro gruppi di due campioni.>SPAZIO PER TABELLA>3. Dopo essere stati sottoposti alle prove elencate nei punti precedenti, i dispositivi di ciascun gruppo devono:3.1. presentare un colore che soddisfi le condizioni dell'allegato 6. La verifica si effettua con un metodo qualitativo e, se sussistono dubbi, viene confermata con un metodo quantitativo;3.2. avere un CIL che soddisfi alle condizioni dell'allegato 7. La verifica è fatta unicamente per un angolo di divergenza di 20' e per un angolo d'illuminazione V = H = 0°, oppure, se è necessario, nella posizione specificata nell'allegato 7, punti 4 e 4.1.ALLEGATO 5 Prescrizioni relative a forma e dimensioni 1. FORMA E DIMENSIONI DEI DISPOSITIVI CATADIOTTRICI DELLA CLASSE I A 1.1. La forma delle superfici illuminanti deve essere semplice e non deve, alle distanze usuali di osservazione, poter essere facilmente confusa con una lettera, una cifra o un triangolo.1.2. In deroga al punto 1.1, è ammessa una forma simile alle lettere e alle cifre di forma semplice quali 0, I, U e 8.2. FORMA E DIMENSIONI DEI DISPOSITIVI CATADIOTTRICI DELLA CLASSE III A (cfr. appendice del presente allegato) 2.1. Le superfici illuminanti dei dispositivi della classe III A devono avere la forma di un triangolo equilatero. Se recano su un angolo la dicitura «TOP», questa indica che il vertice dell'angolo deve essere rivolto verso l'alto.2.2. La superficie illuminante può avere, al centro, una parte triangolare non catadiottrica i cui lati sono paralleli a quelli del triangolo esterno.2.3. La superficie illuminante può essere continua o meno. In ogni caso, la distanza minima tra due ottiche catadiottriche adiacenti non deve superare 15 mm.2.4. La superficie illuminante di un dispositivo è considerata continua quando i bordi delle superfici illuminanti di ottiche catadiottriche adiacenti indipendenti sono paralleli e quando tali ottiche sono ripartite uniformemente su tutta la superficie piena del triangolo.2.5. Quando la superficie illuminante non è continua, il numero delle ottiche catadiottriche indipendenti non può essere inferiore a quattro per ciascun lato del triangolo, comprese quelle situate in corrispondenza dei vertici.2.5.1. Le ottiche catadiottriche indipendenti non devono essere sostituibili, salvo quando siano costituite da dispositivi catadiottrici omologati della classe I A.2.6. I bordi esterni delle superfici illuminanti dei dispositivi triangolari della classe III A devono avere una lunghezza compresa tra 150 e 200 mm. Per i dispositivi triangolari aventi la parte centrale vuota, la larghezza dei bordi, misurata perpendicolarmente a questi, deve essere almeno uguale al 20 % della lunghezza utile tra le estremità della superficie illuminante.3. FORMA E DIMENSIONI DEI DISPOSITIVI CATADIOTTRICI DELLA CLASSE IV A 3.1. La forma delle superfici di uscita della luce deve essere semplice e non deve, alle distanze usuali di osservazione, poter essere facilmente confusa con una lettera, una cifra o un triangolo. È tuttavia ammessa una forma simile alle lettere e alle cifre di forma semplice quali 0, I, U e 8.3.2. La superficie di uscita della luce di un dispositivo catadiottrico deve essere di almeno 25 cm².4. La conformità alle prescrizioni sopra indicate viene verificata con un esame visivo.Appendice CATADIOTTRI PER RIMORCHI - CLASSE III A >RIFERIMENTO A UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>150 mm &le; A &le; 200 mmB &ge; A 5C &le; 15 mm>FINE DI UN GRAFICO>>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>Nota: Questi disegni sono riportati soltanto a titolo d'esempio.ALLEGATO 6 Prescrizioni colorimetriche 1. Le presenti prescrizioni si applicano unicamente ai dispositivi incolori e a quelli di colore rosso o giallo ambra.1.1. I dispositivi catadiottrici possono consistere di una combinazione di un'ottica catadiottrica e di un filtro, che, per costruzione, non possano essere separati nelle normali condizioni di uso.1.2. La colorazione delle ottiche catadiottriche e dei filtri per mezzo di pittura o di vernici non è ammessa.2. Quando il dispositivo viene illuminato dall'illuminante A della CIE, con un angolo di divergenza di 1/3° e con un angolo di illuminazione V = H = 0°, oppure V = ± 5, H = 0° qualora si produca una riflessione sulla superficie incolore, le coordinate tricromatiche del flusso luminoso riflesso, devono essere comprese entro i limiti seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>2.1. Per i colori rosso e giallo ambra la conformità alle prescrizioni colorimetriche viene verificata con una prova visiva comparativa.2.2. Dopo tale prova, se sussistono dubbi, la conformità alle prescrizioni colorimetriche viene verificata determinando le coordinate tricromatiche del campione più dubbio.3. I dispositivi incolori non devono presentare una riflessione selettiva, ovvero le coordinate tricromatiche «x» e «y» dell'illuminante A utilizzato per l'illuminamento del dispositivo non devono subire una modifica superiore a 0,01 dopo riflessione da parte del dispositivo.3.1. Questa condizione viene verificata con la prova visiva comparativa di cui sopra, illuminando il campo di controllo con una sorgente luminosa le cui coordinate tricromatiche differiscono di 0,01 da quelle dell'illuminante A.3.2. In caso di dubbio, vengono determinate le coordinate tricromatiche del campione più selettivo.ALLEGATO 7 Prescrizioni fotometriche 1. Nella domanda di omologazione, il richiedente deve precisare l'asse di riferimento. Esso corrisponde all'angolo di illuminazione V = H = 0° della tabella dei coefficienti di intensità luminosa (CIL).2. Per le misure fotometriche viene considerata soltanto la superficie illuminante compresa all'interno di una circonferenza di 200 mm di diametro per la classe I A e la suddetta superficie è limitata ad un'area massima di 100 cm², anche se l'area delle superfici delle ottiche catadiottriche non deve necessariamente raggiungere questo valore. Il fabbricante indica il perimetro della superficie da utilizzare. Per le classi III A e IV A, viene considerata la totalità delle superfici illuminanti, senza alcuna limitazione di dimensioni.3. VALORI DEL CIL3.1. Classi I A e III A3.1.1. I valori del CIL dei dispositivi catadiottrici di colore rosso devono essere almeno uguali a quelli della tabella sotto riportata, espressi in millicandele per lux, per gli angoli di divergenza e di illuminazione indicati:>SPAZIO PER TABELLA>I valori del CIL inferiori a quelli indicati nelle ultime due colonne della tabella non sono ammessi all'interno dell'angolo solido avente per vertice il centro di riferimento e delimitato dai piani che si intersecano lungo le linee sotto indicate:>SPAZIO PER TABELLA>3.1.2. I valori del CIL dei dispositivi della classe I A di colore giallo ambra devono essere almeno uguali a quelli della tabella del punto 3.1.1, moltiplicati per il coefficiente 2,5.3.1.3. I valori del CIL dei dispositivi incolori della classe I A devono essere almeno uguali a quelli della tabella del punto 3.1.1, moltiplicati per il coefficiente 4.3.2. Per i dispositivi della classe IV A, i valori del CIL devono essere almeno uguali a quelli della tabella seguente, espressi in millicandele per lux, per gli angoli di divergenza e di illuminazione indicati:>SPAZIO PER TABELLA>4. Quando si misura il CIL di un dispositivo catadiottrico per un angolo â pari a V = H = 0°, si deve verificare se ruotando leggermente il dispositivo si produce un effetto di specchio. Se tale fenomeno si verifica, si deve effettuare la misura per un angolo â uguale a V = ±5°, H = 0°. La posizione scelta deve essere quella corrispondente al CIL minimo per una di queste posizioni.4.1. Per l'angolo di illuminazione â uguale a V = H = 0° o per quello indicato al punto 4 e per l'angolo di divergenza di 20', si fanno ruotare attorno al proprio asse di riferimento i dispositivi che non portano l'indicazione «TOP» fino ad ottenere il CIL minimo, il quale deve corrispondere al valore indicato al punto 3. Quando si misura il CIL per gli altri angoli di illuminazione e di divergenza, il dispositivo catadiottrico deve essere posto nella posizione corrispondente al valore di å così determinato. Se i valori prescritti non vengono ottenuti, si può far ruotare il dispositivo di ±5° intorno all'asse di riferimento partendo da questa posizione.4.2. Per l'angolo di illuminazione â uguale a V = H = 0° o per quello definito al punto 4 e per l'angolo di divergenza di 20', si fanno ruotare i dispositivi catadiottrici che recano l'indicazione «TOP» di ±5° intorno all'asse di riferimento. In nessuna delle posizioni assunte dal dispositivo durante questa rotazione il CIL deve essere inferiore al valore prescritto.4.3. Se per la direzione V = H = 0° e per (å = 0° il CIL supera il valore prescritto di almeno il 50 %, tutte le misure, per ciascun angolo di illuminazione e di divergenza, devono essere effettuate con å = 0°.ALLEGATO 8 Resistenza agli agenti esterni 1. IMPERMEABILITÀ 1.1. I dispositivi catadiottrici, anche quelli combinati con altre luci, dopo la rimozione delle eventuali parti smontabili vengono immersi per 10 minuti in un bagno di acqua alla temperatura di 50°±5°C, con il punto più alto della parte superiore della superficie illuminante a circa 20 mm sotto il pelo dell'acqua. Questa prova viene ripetuta ruotando il dispositivo di 180° in modo che la superficie illuminante si trovi verso il basso e la superficie posteriore a circa 20 mm sotto il pelo dell'acqua. Questi dispositivi vengono quindi immersi immediatamente e nelle stesse condizioni in un bagno alla temperatura di 25°±5°C.1.2. L'acqua non deve penetrare nella superficie riflettente dell'ottica catadiottrica. Se un esame visivo rivela senza possibilità di dubbio la presenza di acqua, il dispositivo è considerato come non soddisfacente alla prova.1.3. Se il controllo visivo non rivela la presenza di acqua oppure se permane un dubbio, si misura il CIL con il metodo descritto nell'allegato 4, punto 3.2 o nell'allegato 14, punto 4.2, dopo aver leggermente scosso il dispositivo per eliminare l'eccesso di acqua dalla superficie.2. RESISTENZA ALLA CORROSIONE 2.1. I dispositivi catadiottrici devono essere costruiti in modo da conservare le caratteristiche fotometriche e colorimetriche prescritte, nonostante le condizioni di umidità e di corrosione alle quali sono normalmente sottoposti. Deve essere verificata la resistenza della superficie anteriore all'offuscamento e della protezione della superficie posteriore al deterioramento, soprattutto qualora un componente metallico essenziale appaia particolarmente esposto alle azioni di agenti esterni.2.2. Il dispositivo catadiottrico, oppure la luce con cui è raggruppato, viene privato delle parti smontabili e sottoposto all'azione di nebbia salina per un periodo di 50 ore, comprendente due periodi di esposizione della durata di 24 ore ciascuno, con un intervallo di due ore fra l'uno e l'altro durante il quale si lascia asciugare il campione.2.3. La nebbia salina viene prodotta polverizzando a 35°±2°C una soluzione salina ottenuta sciogliendo 20±2 parti di cloruro di sodio in 80 parti di acqua distillata avente un tenore massimo di impurità dello 0,02 %.2.4. Immediatamente dopo la fine della prova, il campione non deve presentare tracce di eccessiva corrosione tale da influire sul buon funzionamento del dispositivo.3. RESISTENZA AI CARBURANTI La superficie esterna del dispositivo catadiottrico ed in particolare della superficie illuminante viene strofinata leggermente con un tessuto di cotone imbevuto di una miscela formata da 70 % in volume di n-eptano e da 30 % in volume di toluolo. Dopo circa 5 minuti la superficie suddetta è sottoposta ad un esame visivo. Essa non deve presentare alcun mutamento visibile; sono tuttavia tollerate leggere incrinature superficiali.4. RESISTENZA AGLI OLI LUBRIFICANTI La superficie esterna del dispositivo catadiottrico ed in particolare la superficie illuminante viene strofinata leggermente con un tessuto di cotone imbevuto di olio lubrificante detergente. Dopo circa 5 minuti la superficie suddetta viene pulita. Viene quindi misurato il CIL (in conformità dell'allegato 4, punto 3.2 oppure dell'allegato 14, punto 4.2).5. RESISTENZA DELLA SUPERFICIE POSTERIORE ACCESSIBILE DEI DISPOSITIVI CATADIOTTRICI A SPECCHIO 5.1. Dopo aver spazzolato la superficie posteriore del dispositivo con una spazzola di nylon rigida, si applica un tessuto di cotone imbevuto nella miscela di cui al punto 3 per un minuto. Si toglie quindi il tessuto di cotone e si lascia asciugare il dispositivo.5.2. Terminata l'evaporazione, viene effettuata una prova di abrasione spazzolando la superficie posteriore con la stessa spazzola di cui sopra.5.3. Viene quindi misurato il CIL (allegato 4, punto 3.2 oppure allegato 14, punto 4.2) dopo aver ricoperto con inchiostro di china tutta la superficie posteriore a specchio.ALLEGATO 9 Stabilità nel tempo delle proprietà ottiche dei dispositivi catadiottrici (1) 1. L'autorità che ha rilasciato l'omologazione può verificare la stabilità nel tempo delle proprietà ottiche di un tipo di dispositivo catadiottrico in servizio.2. Le autorità competenti di paesi diversi da quello in cui è stata rilasciata l'omologazione possono effettuare verifiche analoghe sul loro territorio. Se un tipo di catadiottro in servizio presenta un difetto sistematico, dette autorità inviano all'autorità che ha rilasciato l'omologazione gli esemplari prelevati per esame, chiedendo il suo parere.3. In mancanza di altri criteri, il concetto di «difetto sistematico» di un tipo di catadiottro in servizio va interpretato in conformità del punto 6.1 del presente regolamento.Nota:(1) Nonostante l'importanza delle prove volte a controllare la stabilità nel tempo delle proprietà ottiche dei dispositivi catadiottrici, allo stato attuale delle conoscenze tecnologiche non è ancora possibile effettuare questa valutazione con prove di laboratorio di breve durata.ALLEGATO 10 Resistenza al calore 1. Il dispositivo catadiottrico viene tenuto per 48 ore consecutive in atmosfera secca alla temperatura di 65°±2°C.2. Dopo la prova non deve essere visibile alcuna apparente deformazione o incrinatura del dispositivo e, in particolare, degli elementi ottici.ALLEGATO 11 Stabilità del colore (1) 1. L'autorità che ha rilasciato l'omologazione può verificare la stabilità del colore di un tipo di dispositivo catadiottrico in servizio.2. Le autorità competenti di paesi diversi da quello in cui è stata rilasciata l'omologazione possono effettuare verifiche analoghe sul loro territorio. Se un tipo di catadiottro in servizio presenta un difetto sistematico, dette autorità inviano all'autorità che ha rilasciato l'omologazione gli esemplari prelevati per esame, chiedendo il suo parere.3. In mancanza di altri criteri, il concetto di «difetto sistematico» di un tipo di catadiottro in servizio va interpretato in conformità del punto 6.1 del presente regolamento.Nota:(1) Nonostante l'importanza delle prove volte a controllare la stabilità del colore dei dispositivi catadiottrici, allo stato attuale delle conoscenze tecnologiche non è ancora possibile effettuare questa valutazione con prove di laboratorio di durata limitata.ALLEGATO 12 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO 13 Resistenza all'urto - classe IV A 1. Il dispositivo catadiottrico è montato in maniera analoga a quella con cui è montato sul veicolo, ma con il trasparente orizzontale e rivolto verso l'alto.2. Lasciar cadere una sfera piena di acciaio, lucida, del diametro di 13 mm, una sola volta, da un'altezza di 0,76 m in verticale, sulla parte centrale del trasparente. La sfera può essere guidata, ma la caduta deve essere libera.3. Quando un dispositivo è sottoposto alla prova a temperatura ambiente con questo metodo, il trasparente non deve incrinarsi.ALLEGATO 14 Procedura di prova - classe IV A 1. Il richiedente deve presentare per l'omologazione 10 campioni che vengono sottoposti alle prove secondo l'ordine cronologico indicato nell'allegato 15.2. Dopo la verifica delle prescrizioni di cui ai punti 6.1-6.5 e delle prescrizioni sulla forma e sulle dimensioni (allegato 5), i dieci campioni sono sottoposti alla prova di resistenza al calore (allegato 10) e, non meno di un'ora dopo la fine di questa prova, sono sottoposti al controllo delle caratteristiche colorimetriche (allegato 6) e del CIL (allegato 7) per un angolo di divergenza di 20' e per un angolo di illuminazione V = H = 0°, oppure, se è necessario, nelle posizioni definite nell'allegato 7. I due dispositivi che avranno dato i valori minimo e massimo vengono quindi sottoposti ad un esame completo secondo le indicazioni di cui all'allegato 7. Questi due campioni sono conservati dai laboratori per ogni ulteriore verifica ritenuta necessaria.3. Quattro degli altri otto campioni sono scelti a caso e divisi in due gruppi di due campioni.Primo gruppoI due campioni vengono sottoposti in ordine successivo alla prova di impermeabilità (allegato 8, punto 1) e quindi, se il risultato è soddisfacente, alle prove di resistenza ai carburanti e agli oli lubrificanti (allegato 8, punti 3 e 4).Secondo gruppoI due campioni vengono sottoposti, se necessario, alla prova di corrosione (allegato 8, punto 2) e quindi alla prova di resistenza all'abrasione della parte posteriore del dispositivo (allegato 8, punto 5). I due campioni vengono sottoposti anche alla prova d'urto (allegato 13).4. Dopo essere stati sottoposti alle prove elencate nei punti precedenti, i dispositivi di ciascun gruppo devono:4.1. presentare un colore che soddisfi le condizioni dell'allegato 6. La verifica si effettua con un metodo qualitativo e, se sussistono dubbi, viene confermata con un metodo quantitativo;4.2. avere un CIL che soddisfi le condizioni dell'allegato 7. La verifica è fatta unicamente per un angolo di divergenza di 20' e per un angolo d'illuminazione V = H = 0°, se necessario, nelle posizioni specificate nell'allegato 7.5. I rimanenti quattro campioni possono eventualmente essere impiegati per qualsiasi altro scopo.ALLEGATO 15 >SPAZIO PER TABELLA>