CELEX: C2001/161/12
Language: it
Date: 2001-06-02 00:00:00
Title: Causa C-122/01 P: Ricorso della T. Port GmbH & Co. KG contro la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione) 1° febbraio 2001, nella causa T-1/99, T. Port GmbH & Co. KG contro Commissione delle Comunità europee, proposto il 19 marzo 2001

C 161/6                     IT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           2.6.2001
—      mantenendo in vigore l’art. 15, titolo IV, della legge                      1.    Se la direttiva 15 luglio 1975, 75/442/CEE (1), relativa ai
       24 luglio 1985, n. 409, che rinvia all’art. 1 della legge                         rifiuti (la direttiva quadro) debba essere interpretata nel
       14 dicembre 1964, n. 1398, da cui risulta che solamente                           senso che consente di considerare come un insieme un
       i dentisti di cittadinanza italiana possono restare iscritti                      processo di trasformazione di rifiuti in cui viene svolta
       all’albo professionale in caso di trasferimento della resi-                       più di un’operazione, come sopra descritto.
       denza in un altro Stato membro,
la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi imposti                         2.    Se, in caso affermativo, vi sia recupero ai sensi dei
dagli artt. 48 e 52 del Trattato CE (divenuti, in seguito a                              punti R1, R3 e R5, ndt leggasi R9, R2 e R4, dell’allega-
modifica, artt. 39 CE e 43 CE), la Corte (Sesta Sezione),                                to II B della direttiva quadro, qualora il processo di
composta dai sigg. C. Gulmann, presidente di sezione, V. Skou-                           trasformazione comporti l’utilizzo completo dei rifiuti in
ris, J.-P. Puissochet, R. Schintgen (relatore) e sig.ra F. Macken,                       esso compresi.
giudici, avvocato generale: P. Léger, cancelliere: R. Grass, ha
pronunciato il 18 gennaio 2001 una sentenza il cui dispositivo
                                                                                   3.a Se, in caso di soluzione negativa della questione 1,
è del seguente tenore:                                                                   sia rilevante per la qualificazione di ciascuna specifica
1)     —      Permettendo che il decreto legislativo del Capo provvisorio                operazione come recupero o smaltimento (RI, R3 e R5,
              dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, relativo alla                       ndt leggasi R9, R2 e R4, e, rispettivamente, DIO) in
              ricostituzione degli ordini delle professioni sanitarie e alla             quale misura (espressa in potere calorifico) i rifiuti
              disciplina dell’esercizio delle professioni stesse, pur essendo            contribuiscano al processo di incenerimento e rispettiva-
              stato modificato dall’art. 9 della legge 8 novembre 1991,                  mente (espressa in entità del riutilizzo del materiale) i
              n. 362, relativa alle norme di riordino del settore                        residui dei rifiuti contribuiscano al processo produttivo.
              farmaceutico, continui ad applicarsi in modo tale che i
              dentisti che esercitano in Italia rimangano de facto
                                                                                   3.b In caso affermativo, sulla base di quali criteri si debba
              soggetti a un obbligo di residenza,
                                                                                         accertare se il contributo sia sufficiente per la qualificazio-
       —      mantenendo in vigore l’art. 15, della legge 24 luglio                      ne come recupero. Se al riguardo, in assenza di criteri
              1985, n. 409, concernente l’istituzione della professione                  comunitari, possano essere applicati criteri nazionali.
              sanitaria di odontoiatra e le disposizioni relative al diritto
              di stabilimento ed alla libera prestazione dei servizi da
                                                                                   4.    Come debba essere considerato nel suo insieme il proces-
              parte di dentisti cittadini di Stati membri delle Comunità                 so di trasformazione qualora un’operazione debba essere
              europee, che rinvia all’art. 1 della legge 14 dicembre                     qualificata come recupero ed un’altra come smaltimento.
              1964, n. 1398, recante modifiche e integrazioni alla
              legge 10 luglio 1960, n. 736, per l’iscrizione all’albo dei
              sanitari italiani residenti all’estero, da cui risulta che
              solamente i dentisti di cittadinanza italiana possono
                                                                                   (1) GU 1975 L 194, pag. 39.
              restare iscritti all’albo professionale in caso di trasferimen-
              to della residenza in un altro Stato membro, la Repubblica
              italiana è venuta meno agli obblighi imposti dagli artt. 48
              e 52 del Trattato CE (divenuti, in seguito a modifica,
              artt. 39 CE e 43 CE).
2)     La Repubblica italiana è condannata alle spese.
(1) GU C 188 del 3.7.1999.
                                                                                   Ricorso della T. Port GmbH & Co. KG contro la sentenza
                                                                                   del Tribunale di primo grado delle Comunità europee
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Raad                               (Quinta Sezione) 1o febbraio 2001, nella causa T-1/99,
Van State, con ordinanza 13 marzo 2001, nella causa                                T. Port GmbH & Co. KG contro Commissione delle
Società a responsabilità limitata «Verol Recycling Limburg                                Comunità europee, proposto il 19 marzo 2001
B.V.», contro Minister van Volkshuisvesting, Ruimtelijke
Ordening en Milieubeheer (Ministero della salute pubblica
                              e dell’ambiente)                                                              (Causa C-122/01 P)
                             (Causa C-116/01)
                                                                                                             (2001/C 161/12)
                              (2001/C 161/11)
Con ordinanza 13 marzo 2001, pervenuta nella cancelleria                           Il 19 marzo 2001, la T. Port GmbH & Co. KG, con l’avv. Gert
della Corte il 15 marzo 2001, nella causa Società a responsabi-                    Meier, del foro di Colonia, ha proposto dinanzi alla Corte di
lità limitata «Verol Recycling Limburg B.V.» contro Minister                       giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la sentenza
von Volkshuisvesting, Ruimtelijke Ordening en Milieubeheer,                        del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta
il Raad Van State ha sottoposto alla Corte di giustizia delle                      Sezione) 1o febbraio 2001 nella causa T-1/99, T. Port GmbH
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                              & Co KG contro Commissione delle Comunità europee (1).
 ---pagebreak--- 2.6.2001                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 161/7
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                         per le quali erano state acquistate licenze di esportazione.
                                                                                  Se il Tribunale di primo grado avesse mostrato dubbi su
                                                                                  ciò, la ricorrente avrebbe potuto specificare le quantità
—     annullare parzialmente la sentenza impugnata,                               in udienza. Pertanto il Tribunale non avrebbe dovuto
                                                                                  respingere il ricorso in toto con detta motivazione.
—     accogliere la domanda di cui al punto 1 del ricorso di
      primo grado.
                                                                            (1) Non ancora pubblicata nella Raccolta della giurisprudenza.
Motivi e principali argomenti
—     A torto il Tribunale ha ritenuto che la ricorrente avrebbe
      scaricato i costi delle licenze di esportazione sui suoi
      clienti e che perciò non sarebbe stata alla fine danneggiata.
      La ricorrente non ha fornito a tal proposito alcuna
      spiegazione riguardo la questione di un possibile impove-
      rimento in quanto in ogni caso tale questione non ricade              Ricorso del 16 marzo 2001 contro la Repubblica italiana,
      nell’ambito del suo onere di esposizione dei fatti e della              presentato dalla Commissione delle Comunità europee
      prova.
                                                                                                     (Causa C-124/01)
      Se la ricorrente ha scaricato sui propri clienti il prezzo
      delle licenze di esportazione ciò è perché il mercato lo
      ammetteva. Senza la necessità della presentazione di                                            (2001/C 161/13)
      licenze di esportazione dal Costa Rica, la ricorrente
      avrebbe ottenuto lo stesso prezzo di acquisto ma un
      maggiore guadagno. Il danno si è verificato con il                    Il 16 marzo 2001, la Commissione delle Comunità europee,
      pagamento delle licenze di esportazione illegali il quale             rappresentata dal sig. Antonio Aresu, in qualità di agente, ha
      perfeziona il nesso giuridico tra danneggiante e danneg-              presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
      giato. Questione completamente diversa è quella se, e                 ricorso contro la Repubblica italiana.
      fino a che punto, in base al più nuovo (più adeguato)
      nesso di causalità il danneggiato è capace di conseguire
      guadagni supplementari in base alla sua abilità e alla                La ricorrente conclude che la Corte voglia:
      situazione di mercato, che gli permettano di compensare
      le sue spese per le licenze di esportazione. In questo                —     constatare che la Repubblica italiana, non adottando le
      modo le giurisdizioni superiori tedesche hanno deciso                       disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
      tale questione. L’aspetto determinante è il riconoscimento                  necessarie per conformarsi alla direttiva 94/47/CE (1) del
      che il danneggiante non può essere esonerato ingiusta-                     Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 1994,
      mente.                                                                      concernente la tutela dell’acquirente per taluni aspetti dei
                                                                                  contratti relativi all’acquisizione di un diritto di godimen-
—     Neanche le riflessioni sussidiarie del Tribunale riguardo                   to a tempo parziale di beni immobili, è venuta meno agli
      alla compensazione dei vantaggi giustificano la sentenza                    obblighi derivanti da tale direttiva;
      impugnata. Il principio della compensazione dei vantaggi
      vale solo quando il vantaggio risultante (aumento del                 —     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
      contingente, diminuzione del dazio doganale) proviene                       spese processuali.
      dalla stessa violazione giuridica che ha causato il danno
      (spese per le licenze di esportazione). L’aumento del
      contingente e dei dazi doganali non rappresenta invece
      alcuna violazione di diritto. Inoltre alla ricorrente non             Motivi e principali argomenti
      risulta chiaro dalla sentenza come dovrebbe essere esatta-
      mente contabilizzata la compensazione del danno nel
      calcolo della ricorrente.
                                                                            a)     Mancato rispetto dell’art. 9 della diret-
—     La sentenza impugnata è viziata da mancanza di motiva-                       tiva 94/47
      zione poiché non è chiaro se il Tribunale vuole ammettere
      in linea di principio come mezzo di prova la certificazione
      del danno fatta dal revisore.                                         Le autorità italiane hanno indicato, che avrebbero proceduto
                                                                            ad una modifica dell’art. 11 del decreto 427/98 al fine di
                                                                            recepire pienamente l’art. 9 della direttiva stessa. Orbene, fino
—     A torto il Tribunale mette in dubbio la forza probatoria              ad oggi non è stato comunicato alcun calendario preciso
      dei pagamenti doganali effettuati dalla ricorrente certifica-         riguardante tale modifica, dal che deve desumersi che l’infrazio-
      ti dal revisore che sono stati effettuati per le importazioni         ne persista.