CELEX: 31991L0542
Language: it
Date: 1991-10-01 00:00:00
Title: Direttiva 91/542/CEE del Consiglio del 1o ottobre 1991 che modifica la direttiva 88/77/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai provvedimenti da prendere contro l'emissione di gas inquinanti prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli

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31991L0542

Direttiva 91/542/CEE del Consiglio del 1o ottobre 1991 che modifica la direttiva 88/77/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative ai provvedimenti da prendere contro l'emissione di gas inquinanti prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli  

Gazzetta ufficiale n. L 295 del 25/10/1991 pag. 0001 - 0019 edizione speciale finlandese: capitolo 15 tomo 10 pag. 0153  edizione speciale svedese/ capitolo 15 tomo 10 pag. 0153 

DIRETTIVA DEL CONSIGLIO del 1o ottobre 1991 che modifica la direttiva 88/77/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da prendere contro l'emissione di gas inquinanti prodotti dai motori ad  accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli (91/542/CEE)IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 100 A,  vista la proposta della Commissione (1),  in cooperazione con il Parlamento europeo (2),  visto il parere del Comitato economico e sociale (3),  considerando che occorre adottare le misure volte all'instaurazione progressiva del mercato interno nel corso di un periodo che scade il 31 dicembre 1992; che detto mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne nel quale è assicurata la  libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali;  considerando che il primo programma d'azione della Comunità europea per la tutela dell'ambiente, approvato il 22 novembre 1973 dal Consiglio, raccomanda di tener conto dei più recenti progressi scientifici nella lotta contro l'inquinamento atmosferico  provocato dai gas emessi dai veicoli a motore e di adeguare in tal senso le direttive già emanate; che il terzo programma d'azione prevede che vengano compiuti ulteriori sforzi per ridurre significativamente il livello attuale delle emissioni dei  veicoli a motore;  considerando che la direttiva 88/77/CEE (4) prescrive i valori limite per le emissioni di ossido di carbonio, di idrocarburi incombusti e di ossidi di azoto prodotti da motori ad accensione spontanea utilizzati nei veicoli a motore, basati su una  procedura di prova rappresentativa delle condizioni europee di circolazione per i veicoli in questione; che ai sensi dell'articolo 6 di detta direttiva tali valori limite saranno ulteriormente ridotti sulla base del progresso tecnico e sarà fissato un  valore limite per le emissioni di particolato;  considerando che in sede di fissazione di nuove norme e procedure di prova occorrerà considerare la futura evoluzione dei trasporti nella Comunità europea; che in vista del mercato unico occorre prevedere un aumento del numero di immatricolazioni di  veicoli a motore e in particolare delle nuove immatricolazioni di autocarri;  considerando che dall'attività compiuta dalla Commissione in questo settore è emerso che l'industria motoristica comunitaria dispone ormai da molto tempo, o le sta perfezionando, delle tecnologie che consentono una forte riduzione dei valori limite in  questione e della norma per le emissioni di particolato; che tale circostanza e il prevedibile aumento del numero di veicoli nella Comunità a seguito della creazione del mercato interno rendono urgentemente necessaria una drastica riduzione dei valori  limite delle emissioni, nell'interesse della protezione dell'ambiente e della salute della popolazione;  considerando che è opportuno introdurre queste norme più rigorose in due fasi, di cui la prima dovrebbe coincidere con le date di entrata in vigore delle norme europee più rigorose in materia di emissione delle autovetture; che la seconda fase mira  all'introduzione di una scadenza più lunga per l'industria motoristica europea fissando dei valori limite basati sul previsto progresso delle tecnologie attualmente in fase di sviluppo e tale da concedere all'industria un tempo sufficiente al perfezionamento di tali tecnologie; che l'applicazione della seconda fase presuppone la realizzazione di determinate condizioni di base per quanto concerne la disponibilità di carburante  diesel a basso tenore di zolfo ed un corrispondente carburante di riferimento per le prove di emissioni, il progresso realizzato dalle tecnologie di controllo delle emissioni nonché la disponibilità di un metodo perfezionato per il controllo di  conformità della produzione che la Commissione adotta in applicazione della procedura per l'adeguamento al progresso tecnico di cui all'articolo 4 della direttiva 88/77/CEE; che entro la fine del 1993 la Commissione intende presentare al Consiglio una  relazione esauriente in merito che consenta a quest'ultimo di decidere eventualmente entro il 30 settembre 1994 quale sarà il valore limite per le emissioni di particolato stabilito per la seconda fase;  considerando che va esaminata la possibilità di completare il metodo europeo denominato ciclo a tredici fasi per la verifica dei valori limite degli inquinanti gassosi per tener conto dei procedimenti dinamici, quale, per esempio, l'accelerazione, e che  la Commissione presenterà a tempo debito una relazione in materia;  considerando che, conformemente al metodo di campionamento per le prove di serie, deve essere rispettato soltanto il valore limite medio di serie per gli inquinanti, che una migliore procedura di campionamento sarebbe quanto mai auspicabile e che la  Commissione presenterà proposte appropriate;  considerando che ai fini di un effettivo rispetto dei valori limite fissati è necessario sottoporre annualmente ad un'analisi specifica obbligatoria dei gas di scarico tutti i veicoli interessati e che la Commissione presenterà proposte appropriate;  considerando che, al fine di consentire all'ambiente europeo di trarre il massimo beneficio dalle suddette disposizioni e allo stesso tempo di garantire l'unità del mercato, è necessario applicare a titolo obbligatorio le severe nuove norme;  considerando che sarebbe opportuna un'iniziativa da parte degli Stati membri volta a incoraggiare, tramite l'applicazione di incentivi fiscali, il rispetto anticipato delle norme di emissione europee, sempre che tali incentivi si applichino nei  confronti della totalità dei modelli commercializzati in uno Stato membro;  considerando che un'applicazione più severa delle norme potrebbe essere accelerata anche dall'introduzione da parte degli Stati membri di un sistema destinato ad incentivare gli acquirenti di automobili nuove a fare demolire le vecchi, oppure, per  quanto possibile, a riciclarle;  considerando che è opportuno che la Comunità studi e metta a punto sistemi di propulsione alternativi, carburanti di sostituzione e mezzi di trasporto corrispondenti, sostenendo finanziariamente la ricerca e lo sviluppo in questi settori,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:  Articolo 1  La direttiva 88/77/CEE è modificata come segue:  1.  Il titolo è sostituito dal titolo seguente:  «Direttiva del Consiglio del 3 dicembre 1987 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da prendere contro l'emissione di inquinanti gassosi e di particolato prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione dei veicoli» 2.  Gli allegati I, II, III, V e VIII sono modificati conformemente all'allegato della presente direttiva.  Articolo 2  1.  A decorrere dal 1o gennaio 1992 gli Stati membri non possono, per motivi attinenti agli inquinanti gassosi ed al particolato emessi da un motore:  - negare l'omologazione CEE o il rilascio del documento di cui all'articolo 10, paragrafo 1, ultimo trattino della direttiva 70/156/CEE (5), ovvero l'omologazione di portata nazionale per un tipo di veicolo azionato con un motore ad accensione spontanea, ovvero - vietare l'immatricolazione, la vendita, l'immissione in circolazione o l'utilizzazione di veicoli nuovi di tale tipo, ovvero - negare l'omologazione CEE o l'omologazione di portata nazionale per un tipo di motore ad accensione spontanea, ovvero - vietare la vendita o l'utilizzazione di nuovi motori ad accensione comandata,  qualora siano soddisfatti i requisiti di cui agli allegati della direttiva 88/77/CEE.  2.  Gli Stati membri non possono più rilasciare un'omologazione CEE o emettere il documento di cui all'articolo 10, paragrafo 1, ultimo trattino della direttiva 70/156/CEE e devono negare l'omologazione di portata nazionale dei tipi di motori ad  accensione spontanea e dei tipi di veicoli azionati da un motore ad accensione spontanea:  - a decorrere dal 1o luglio 1992 nel caso in cui le emissioni di inquinanti gassosi e di particolato prodotte dal motore non siano conformi ai valori limite fissati nella riga A,  - a decorrere dal 1o ottobre 1995 nel caso in cui le emissioni di inquinanti gassosi e di particolato prodotte dal motore non siano conformi ai valori limite fissati nella riga B della tabella del punto 6.2.1 dell'allegato I della direttiva 88/77/CEE.  3.  Fino al 30 settembre 1993 il paragrafo 2 non si applica ai tipi di veicoli azionati da un motore ad accensione spontanea se tale motore è descritto nell'allegato di un attestato di omologazione rilasciato anteriormente al 1o luglio 1992 conformemente alla direttiva 88/77/CEE.  4.  Ad eccezione dei veicoli e dei motori ad accensione spontanea destinati all'esportazione verso paesi terzi, gli Stati membri vietano l'immatricolazione, la vendita, la messa in circolazione e l'utilizzazione di veicoli nuovi azionati da un motore ad  accensione spontanea e la vendita e l'uso di motori ad accensione spontanea nuovi:  - a decorrere dal 1o ottobre 1993 nel caso che le emissioni di inquinanti gassosi e di particolato prodotte dal motore non siano conformi ai valori limite stabiliti nella riga A,  - a decorrere dal 1o ottobre 1996 nel caso in cui le emissioni di inquinanti gassosi e di particolato prodotte dal motore non siano conformi ai valori limite fissati nella riga B della tabella del punto 8.3.1.1 dell'allegato I della direttiva 88/77/CEE.  Articolo 3  Gli Stati membri possono prevedere incentivi fiscali per i veicoli considerati dalla presente direttiva. Tali incentivi devono essere conformi alle disposizioni del trattato e rispondere inoltre alle seguenti condizioni:  - devono valere per tutta la produzione automobilistica nazionale e per i veicoli importati, commercializzati sul mercato di uno Stato membro e dotati di dispositivi che consentano di soddisfare, in anticipo, le norme europee che dovranno essere  rispettate nel 1996;  - dovranno scadere all'entrata in vigore obbligatoria dei valori di emissione fissati all'articolo 2, paragrafo 4, per i veicoli nuovi;  - devono essere, per ciascun tipo di veicolo, di un importo considerevolmente inferiore al costo reale di installazione sul veicolo dei dispositivi impiegati affinché siano rispettati i valori stabiliti.  Per poter presentare le proprie osservazioni la Commissione deve essere informata in tempo utile dei progetti intesi ad introdurre o a modificare gli incentivi fiscali di cui al primo capoverso.  Articolo 4  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1o gennaio 1992. Essi ne informano immediatamente la Commissione.  Quando gli Stati membri adottato tali disposizioni queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di siffatto riferimento al momento della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono adottate dagli Stati membri.  Articolo 5  1.  Entro la fine del 1991 il Consiglio decide a maggioranza qualificata, in base a una proposta della Commissione, le disposizioni che prevedono la disponibilità negli Stati membri di un gasolio per autotrazione migliorato con un tenore massimo  autorizzato di zolfo pari allo 0,05 %.  2.  Entro la fine del 1993 la Commissione riferirà al Consiglio, in una relazione, in merito ai progressi realizzati nei settori seguenti:  - disponibilità delle tecniche di controllo delle emissioni inquinanti l'atmosfera prodotte dai motori ad accensione spontanea, in particolare per i motori di potenza inferiore a 85 kW;  - nuovo metodo statistico per il controllo di conformità della produzione da adottare ai sensi di quanto disposto dall'articolo 4 della direttiva 88/77/CEE.  Essa sottopone eventualmente al Consiglio una proposta volta a ritoccare verso l'alto i valori limite delle emissioni di particolato. Il Consiglio si pronuncia sulla base della proposta entro il 30 settembre 1994.  3.  Entro la fine del 1996, in funzione dei progressi tecnici compiuti, la Commissione sottopone al Consiglio una revisione dei valori limite delle emissioni inquinanti corredata, se del caso, di una revisione della procedura di prova. I nuovi valori  limite non sono applicabili prima del 1o ottobre 1999 per quanto riguarda le nuove omologazioni per tipo.  Articolo 6  Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata in base ad una proposta della Commissione che tiene conto dei risultati dei lavori sull'effetto serra, decide misure volte a limitare le emissioni di CO2 prodotte dai veicoli a motore.  Articolo 7  Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.  Fatto a Lussemburgo, addì 1o ottobre 1991.  Per il Consiglio Il Presidente J. G. M. ALDERS (1) GU n. C 187 del 27. 7. 1990, pag. 6.(2) GU n. C 48 del 25. 2. 1991, pag. 162, e GU n. C 240 del 16. 9. 1991, pag. 106.(3) GU n. C 41 del 18. 2. 1991, pag. 51.(4) GU n. L 36 del 9. 2. 1988, pag. 33.(5) GU n. L 42 del 23. 2. 1970, pag. 1.   ALLEGATO   Modifiche apportate agli allegati della direttiva 88/77/CEE   ALLEGATO I CAMPO D'APPLICAZIONE, DEFINIZIONI ED ABBREVIAZIONI, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE, PRESCRIZIONI E PROVE, CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE  1:  leggere:  «1.  CAMPO D'APPLICAZIONE La presente direttiva si applica agli inquinanti gassosi ed al particolato prodotti da tutti i veicoli dotati di motori ad accensione spontanea ed ai motori ad accensione spontanea specificati nell'articolo 1, ad eccezione dei veicoli appartenenti alle  categorie  N1, N2 e M2 per i quali l'omologazione sia stata concessa in base alla direttiva 70/220/CEE (¹), modificata da ultimo dalla direttiva 91/441/CEE (²).  (¹) GU n. L 76 del 6. 4. 1970, pag. 1.  (²) GU n. L 242 del 30. 8. 1991, pag. 1.» 2.1:  leggere:  «2.1.  Per "omologazione di un motore" si intende l'omologazione di un tipo di motore per quanto concerno l'emissione di inquinanti gassosi e di particolato;» 2.4:  aggiungere quanto segue:  «Per "particolato" si intende qualsiasi materiali raccolto su un determinato mezzo filtrante dopo una diluizione dell'emissione allo scappamento del motore ad accensione spontanea fino a raggiungere una temperatura pari o inferiore 325 K (52 oC) con  aria depurata al filtro.» 2.9:  leggere:  «2.9.  Abbreviazioni ed unità Tutti i volumi e le portate volumetriche sono calcolate a 273 K (0 oC) ed a 101,3 kPa.  P kW potenza netta non corretta CO g/kWh emissione di ossido di carbonio HC g/kWh emissione di idrocarburi NOx g/kWh emissione di ossidi di azoto PT g/kWh emissione di particolato CO, HC, NOx, PT  valore medio ponderale delle emissioni in questione conc ppm concentrazione (ppm in vol) massa g/h portata massica di inquinante WF fattore di ponderazione WFE fattore di ponderazione effettivo GEXH kg/h portata massica di gas di scarico (in condizioni umide) VmEXH m³/h portata volumica di gas di scarico (in condizioni secche) VmmEXH m³/h portata volumica di gas di scarico (in condizioni umide) GAIR kg/h portata massica di aria di ammissione VmmAIR m³/h portata volumica di aria di ammissione (in condizioni umide) GFUEL kg/h portata massica di carburante GDIL kg/h portata massica di aria di diluizione VmmDIL m³/h portata volumica di aria di diluizione (in condizioni umide) MSAM kg massa del campione che attraversa i filtri per il prelievo del particolato VSAM m³ volume del campione che attraversa i filtri di prelievo del particolato (in condizioni umide) GEDF kg/h portata massica diluita equivalente VmmEDF m³/h portata volumica diluita equivalente (in condizioni umide) i indice che individua una singola modalità di procedimento Pf mg massa del campione di particolato GTOT m³/h portata massica di gas di scarico diluito VmmTOT m³/h portata volumica di gas di scarico diluito (in condizioni umide) q rapporto di diluizione r rapporto tra le sezioni trasversali della sonda di campionamento e del tubo di scappamento Ap m² sezione trasversale della sonda di campionamento isocinetica AT m² sezione trasversale del condotto di scarico HFID analizzatore «a ionizzazione di fiamma» riscaldato NDUVR analizzatore ad assorbimento non dispersivo nell'ultravioletto NDIR analizzatore non dispersivo ad assorbimento nell'infrarosso CLA analizzatore a chemiluminescenza HCLA analizzatore a chemiluminescenza riscaldato S kW valore prescritto della potenza ceduta al freno dinamometrico quale indicato al punto 4.6.4 dell'allegato III Pmin kW potenza minima netta del motore come indicata nel riquadro (e) della tabella di cui al punto 7.2 dell'appendice I dell'allegato II L carico in percentuale come indicato al punto 4.1 dell'allegato III Paux kW potenza massima che è ammissibile venga assorbita dai dispositivi azionati dal motore specificati al punto 5 dell'appendice I dell'allegato II, dalla quale deve essere sottratta la potenza totale assorbita dai dispositivi azionati dal motore durante la  prova come specificato al punto 6.2.2 dell'appendice I dell'allegato II.» 3.1.1:  leggere:  «3.1.1.  La domanda di omologazione di un tipo di motore per quanto concerne il livello dell'emissione di inquinanti gassosi e di particolato deve essere presentata dal costruttore del motore o dal suo mandatario.» 3.2.1:  leggere:  «3.2.1.  La domanda di omologazione di un veicolo per quanto concerne le emissione di inquinanti gassosi e di particolato del motore deve essere presentata dal costruttore del veicolo o dal suo mandatario.» 6.1:  leggere:  «6.1.  Generalità Gli elementi che possono influire sull'emissione di inquinanti gassosi e di particolato devono essere progettati, costruiti e montati in modo che, in condizioni normali di utilizzazione e malgrado le vibrazioni cui può essere sottoposto, il motore possa  soddisfare le prescrizioni della presente direttiva.» 6.2:  leggere:  «6.2.  Prescrizioni relative all'emissione di inquinanti gassosi e di particolato L'emissione di inquinanti gassosi e di particolato del motore presentato per la prova deve essere misurata con il metodo descritto nell'allegato III. L'allegato V descrire i sistemi analitici raccomandati per gli inquinanti gassosi e per i sistemi di  campionamento del particolato. Il servizio tecnico può autorizzare altri sistemi o analizzatori qualora risulti provato che forniscono risultati equivalenti. Per ogni singolo laboratorio, l'equivalenza è data quando i risultati di prova sono compresi  entro il ± 5 % dei risultati di prova di uno dei sistemi di riferimento qui descritti. Nel caso delle emissioni di particolato è autorizzato quale sistema di riferimento soltanto il sistema con diluizione del flusso totale. Ai fini dell'introduzione di  un nuovo sistema nella direttiva, la determinazione dell'equivalenza deve basarsi sul calcolo di ripetibilità e riproducibilità con una prova interlaboratorio, quale descritta nella ISO 5725.» 6.2.1:  leggere:  «6.2.1.  La massa dell'ossido di carbonio, la massa degli idrocarburi, la massa degli ossidi di azoto e la massa del particolato non deve superare i quantitativi che figurano nella seguente tabella:       Massa di ossido di carbonio (CO) g/kWh Massa di idrocarburi (HC) g/kWh Massa di ossidi di azoto (NOx) g/kWh Massa di particolato (PT) g/kWh A (1. 7.1992) 4,5 1,1 8,00,36 (*) B (1. 10. 1995) 4,0 1,1 7,0 0,15  (*) Nel caso dei motori di potenza inferiore o pari a 85 kW, al valore limite per le emissioni di particolato è attribuito un coefficiente di 1,7».  8.3.1.1:  leggere:  «8.3.1.1.  Si preleva un motore dalla serie e lo si sottopone alla prova descritta nell'allegato III. Le masse rilevate di ossido di carbonio, di idrocarburi, di ossidi di azoto e di particolato non devono superare i valori indicati nella tabella seguente:       Masse di ossido di carbonio (CO) g/kWh Massa di idrocarburi (HC) g/kWh Massa di ossidi di azoto (NOx) g/kWh Massa di particolato (PT) g/kWh A (1. 7. 1992) 4,9 1,23 9,0 0,4 (*) B (1. 10. 1995) 4,0 1,1  7,0 0,15  (*) Nel caso dei motori di potenza inferiore o pari a 85 kW, al valore limite per le emissioni di particolato è attribuito un coefficiente di 1,7.» 8.3.1.2.  quarta frase: leggere:  «Si calcola la media aritmetica (×) dei risultati ottenuti con il campione per ciascun inquinante.» Ultima frase, leggere:  «dove:  L = valori limite indicati al punto 8.3.1.1 per ciascun inquinante considerato, e k = fattore statistico che dipende da "n" ed è dato dalla seguente tabella:».   ALLEGATO II modificare il titolo dell'allegato come segue: «ALLEGATO II DOCUMENTO INFORMATIVO N. . . . conforme all'allegato I della direttiva 70/156/CEE del Consiglio concernente l'omologazione CEE e relativa alle misure da prendere contro l'emissione  di inquinanti gassosi e particolati prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati ai veicoli (Direttiva 88/77/CEE, modificata dalla direttiva 91/542/CEE)»   Appendice 1, punto 2: leggere:  «2.  Eventuali dispositivi antinquinamento supplementari non considerati altrove Descrizione e/o schema: . . .» ALLEGATO III PROCEDIMENTO DI PROVA  1.1:  leggere:  «1.1.  Il presente allegato descrive il metodo per determinare le emissioni inquinanti gassose e di particolato prodotte dai motori sottoposti alla prova.» 2:  leggere:  «2.  METODO DI MISURAZIONE Le emissioni provenienti dallo scarico del motore comprendono idrocarburi, ossido di carbonio, ossidi di azoto e particolati. I quantitativi dei suddetti inquinanti devono essere determinati in continuo nel corso di un ciclo di prova prescritto. Il  ciclo di prova consiste in un certo numero di regimi di funzionamento a velocità ed a potenze che corrispondono alla tipica gamma operativa dei motori ad accensione spontanea. Durante ciascun tipo di funzionamento si deve determinare la concentrazione  di ciascun inquinante gassoso, la portata dei gas di scarico e la potenza sviluppata. Per il particolato si preleva un campione durante l'intero ciclo di prova. Tutti i valori devono essere utilizzati per calcolare la massa in g di ciascun inquinante  emesso per kWh come descritto nel presente allegato.» 3.1.4:  leggere:  «3.1.4.  Un sistema di scarico non isolato e non raffreddato che si estenda almeno fino a 0,5 m oltre il punto in cui sono disposte le sonde di prelievo del campione delle emissione grezze allo scarico e che provochi una contropressione allo scarico compresa tra  ± 650 Pa (± 5 mm Hg) del valore limite superiore alla massima potenza nominale, come è stato indicato dal costruttore del motore nella documentazione commerciale e di servizio del veicolo.» 3.2:  leggere:  «3.2.  Apparecchiatura di analisi e di campionamento Il sistema comprende un analizzatore HFID per la misurazione degli idrocarburi incombusti (HC) e analizzatori NDIR per la misurazione dell'ossido di carbonio (CO) e dell'anidride carbonica (CO2, per l'eventuale calcolo del rapporto di diluizione), un  analizzatore CLA o HCLA o equimente per la misurazione degli ossidi di azoto (NOx), e un sistema di diluizione e di filraggio per la misurazione del particolato (PT). Data la presenza di idrocarburi pesanti nei gas di scarico dei motori ad accensione  spontanea, il sistema HFID dovrà essere riscaldato e mantenuto ad una temperatura compresa tra 453 e 473 K (tra 180 e 200 oC).  La precisione degli analizzatori deve essere almeno di ± 2,5 % del fondo scala. La scala degli analizzatori dovrà essere scelta opportunamente in funzione dei valori misurati.» 3.3.1:  leggere:  «3.3.1.  Il sistema non deve presentare perdite di gas. Il progetto e i materiali usati devono essere tali che il sistema non influenzi la concentrazione degli inquinanti nei gas di scarico. Possono essere utilizzati i seguenti gas:   Utilizzatore Gas di taratura Gas di verifica dello zero CO CO in N2 Azoto o aria secca depurata HC C3H8 in aria Aria secca depurata NOx NO in N2 (¹) Azoto o aria secca depurata CO2 CO2 in N2 Azoto o aria secca depurata (¹) La quantità di NO2 contenuta in questo gas non deve superare il 5 % della quantità di NO.» 4.2:  ultima frase: leggere:  «A seconda del metodo di misurazione utilizzato, il calcolo delle emissioni HC e di PT deve basarsi su GEXH e VmmEXH.» 4.3.1.4:  leggere:  «4.3.1.4.  Utilizzando aria secca depurata (od azoto) si azzerano gli analizzatori di CO, CO2 (se utilizzato) e NOx; l'aria secca dovrà essere depurata per l'analizzatore HC. Gli analizzatori devono essere tarati utilizzando gli appositi gas campione.»  Dopo il punto 4.3.1.5, aggiungere i seguenti nuovi punti 4.3.1.6, 4.3.1.7 e 4.3.1.8:  «4.3.1.6.  I misuratori volumetrici totalizzatori di gas o l'apparecchiatura di misurazione della portata utilizzati per determinare il flusso attraverso i filtri del particolato e per calcolare il rapporto di diluizione devono essere tarati con un dispositivo di  misurazione della portata d'aria campione a monte dello strumento. Detto dispositivo deve essere conforme alle disposizioni dell'organismo nazionale di normalizzazione del rispettivo paese. Lo scarto fra i valori delle misure effettuate con  l'apparecchio di taratura ed i valori delle misure effettuate con l'apparecchiatura sottoposta a taratura deve essere di ± 1,0 % del fondo scala oppure di ± 2,0 % del valore misurato; si prende in considerazione il valore più basso.  4.3.1.7.  Se viene utilizzato un sistema di diluizione del flusso parziale con sonda isocinetica, il rapporto di diluizione deve essere controllato con motore in marcia utilizzando concentrazioni di CO2 o NOx nei gas di scarico greggi e diluiti.  4.3.1.8.  Se si utilizza un sistema di diluizione del flusso totale, la portata totale deve essere verificata con un controllo mediante propano. La massa del propano iniettato nel sistema viene detratta dalla massa misurata con il sistema a diluizione del flusso  totale e quindi divisa per la massa iniettata. Eventuali scarti superiori a ± 3 % devono essere corretti.»  Dopo il punto 4.3.4.4, aggiungere il seguente nuovo punto 4.3.4.5:  «4.3.4.5.  La gamma di velocità dei gas di scarico e le variazioni di pressione devono essere se del caso controllate e regolate conformemente alle disposizione dell'allegato V.»  4.6, 4.6.1 e 4.6.2: leggere:  «4.6.  Funzionamento di prova Almeno due ore prima della prova, ciascun filtro deve essere deposto in una capsula di Petri chiusa ma non sigillata e posta in una camera di pesatura per la stabilizzazione. Alla fine del periodo di stabilizzazione si pesa ciascun filtro e si registra  la tara. Il filtro deve essere conservato in una capsula di Petri e deve restare nella camera di pesatura sino a quando viene utilizzato per la prova oppure in un contenitore per filtri sigillato. Se il filtro non viene utilizzato entro un'ora dopo  averlo prelevato dalla camera di pesatura o dal contenitore sigillato, esso deve essere ripesato prima dell'uso. Per ciascuna modalità di funzionamento del ciclo di prova, la velocità di rotazione prescritta deve essere mantenuta con una precisione di ±  50 rpm e la coppia prescritta deve essere mantenuta con una precisione di ± 2 % della coppia massima alla velocità di rotazione di prova. La temperatura del combustibile all'entrata della pompa d'iniezione deve essere compresa tra 306 e 316 K (tra 33 e  43 oC). Il regolatore ed il sistema di alimentazione devono essere regolati come prescritto nella documentazione commerciale e di servizio del costruttore. Per ciascuna prova devono essere eseguite le seguenti operazioni:  4.6.1.  Si installano come prescritto l'apparecchiatura e le sonde. Se viene utilizzato un sistema di diluizione del flusso totale per la diluizione nei gas di scarico, il condotto di scarico deve essere collegato al sistema regolando per il caso specifico le  tarature della strozzatura di immissione e la contropressione allo scarico. La portata totale deve essere regolata in modo da mantenere la temperatura delle emissioni allo scarico diluite inferiore o pari a 325 K (52 oC) immediatamente prima dei filtri  del particolato per la modalità di funzionamento che presenta il flusso termico massimo che è funzione della portata e/o della temperatura dei gas di scarico grezzi.  4.6.2.  Si avviano rispettivamente il sistema di raffreddamento ed il sistema di diluizione del flusso totale oppure i sistemi di diluizione del flusso parziale.» 4.6.4:  leggere:  «4.6.4.  Si determina sperimentalmente la curva della coppia a pieno carico per calcolare i valori della coppia per la prescritta sequenza di prova; sarà presa in considerazione la potenza massima ammissibile assorbita dai dispositivi azionati dal motore che il  costruttore dichiara applicabile al tipo di motore. La regolazione del freno dinamometrico pe ogni velocità di rotazione e carico del motore sarà determinata utilizzando la formula S = Pmin ×  100  + Paux. "   S = Pmin × L 100  + Paux,».   4.6.5:  leggere:  «4.6.5.  Si azzerano e si tarano gli analizzatori delle emissioni; si avvia il sistema di campionamento del particolato. Se si utilizza un sistema di diluizione del flusso parziale, il rapporto di diluizione deve essere regolato in modo da mantenere la  temperatura dell'emissione dei gas di scarico diluiti pari o inferiore a 325 K (52 oC) immediatamente prima dei filtri del particolato per la modalità di funzionamento che presenta il flusso termico massimo che è funzione della portata e/o della  temperatura dei gas di scarico grezzi.  4.6.6:  leggere:  «4.6.6.  Si avvia la sequenza di prova (vedi punto 4.1). Si fa funzionare il motore per sei minuti per ciascuna modalità di funzionamento eseguendo le variazioni di velocità di rotazione e di carico durante il primo minuto. Le indicazioni degli analizzatori  devono essere registrate su registratore a nastro per l'intera durata di sei minuti ed il gas di scarico deve fluire negli analizzatori almeno durante gli ultimi tre minuti. Per il prelievo del particolato, si utilizza una coppia di filtri (filtro  principale e secondario vedi allegato V) per l'intero procedimento di prova. Nel caso di un sistema di diluizione di flusso parziale, il prodotto del valore del rapporto di diluizione moltiplicato per il valore della portata dei gas di scarico per  ciascuna delle modalità di funzionamento deve essere compreso entro il ± 7 % della media dei valori di tale prodotto relativi a tutte le modalità di funzionamento. Nel caso del sistema di diluizione del flusso totale il valore della portata massica  totale deve restare compreso entro il ± 7 % della media dei valori relativi a tutte le modalità di funzionamento. La massa del campione che passa attraverso i filtri del particolato deve essere regolata per ciascuna modalità di funzionamento in modo da  tener conto del fattore di ponderazione e della portata massica dei gas di scarico e del combustibile (vedi punto 4.8.3.3). Il prelevamento deve essere effettuato durante almeno 20 secondi e comunque il più tardi possibile durante ciascuna modalità di  funzionamento. La velocità di rotazione e il carico del motore, la temperatura dell'aria di alimentazione del motore e la portata di gas di scarico debbono essere registrati nel corso degli ultimi cinque minuti di ciascuna modalità di funzionamento. Le  condizioni previste per la velocità di rotazione e il carico debbono essere rispettate durante il campionamento del particolato e comunque durante l'ultimo minuto di ciascuna modalità di funzionamento.» 4.7:  leggere:  «4.7.  Valutazione dei risultati 4.7.1.  Alla fine della prova si deve registrare la massa totale del campione passata attraverso i filtri (MSAM). I filtri devono essere riportati kella camera di pesatura e condizionati per almeno due ore, ma non oltre 36 ore, e quindi pesati. Si registra il  peso lordo dei filtri. La massa di particolato (Pf) è la somma delle masse di particolato raccolte nel filtro principale ed in quello secondario.  4.7.2.  Per la valutazione della registrazione delle emissioni gassose, si individuano gli ultimi 60 secondi di ogni modalità di funzionamento e si determina il valore medio sulla registrazione grafica di HC, CO e NOx per tale periodo. La concentrazione di HC,  CO e NOx per ciascuna modalità di funzionamento viene determinata in base alle medie delle letture registrate ed ai corrispondente dati di taratura. È tuttavia consentito utilizzare un tipo diverso di registrazione purché garantisca l'ottenimento di  dati equivalenti.» 4.8.1:  leggere:  «4.8.1.  I risultati finali della prova registrati per le emissioni gassose inquinanti risultano dai seguenti calcoli:».  4.8.2.  primo comma: leggere:  «4.8.2.  Le emissioni gassose inquinanti sono calcolate come segue:  NOx =   S NOx mass · WFi    NOx = S NOx mass · WFi S (Pi-Paux) · WFi  CO =  S COmass · WFi   CO = S COmass · WFi S (Pi-Paux) · WFi    HC=  S HCmass · WFi    HC = S HCmass · WFi S (Pi-Paux) · WFi,»   (resto del paragrafo invariato)  Dopo il punto 4.8.2 aggiungere i seguenti nuovi punti 4.8.3, 4.8.4 e 4.8.5:  «4.8.3.  Le emissioni di particolato devono essere calcolate come segue. Le formule generali del presente paragrafo si applicano sia ai sistemi di diluizione del flusso totale sia a quelli di diluizione del flusso parziale:   PT  =  S (Pi-Paux) · WFi   PT  = PTmasse S (Pi-Paux) · WFi  4.8.3.1.  Il flusso massico di particolato è calcolato come segue:   PTmasse  =  MSAM · 1 000   PTmasse  = Pf · GEDF MSAM · 1 000  oppure PTmasse  = Pf · VmmEDF VSAM · 1 000 4.8.3.2.  GEDF, VmmEDF, MSAM et VSAM devono essere determinati sommando i valori medi delle singole modalità di funzionamento:  GEDF   =  S GEDF,i · WFi VmmEDF = S VmmEDF,i · WFi MSAM = S MSAM,i VSAM = S VSAM,i 4.8.3.3.  Il fattore di ponderazione effettivo di WFE per ciascuna modalità di funzionamento è calcolato come segue.   WFE,i  =  MSAM,i · GEDF   WFE,i  = MSAM,i · GEDF MSAM · GEDF,i  oppure  WFE,1  =  VSAM,i · VmmEDF   WFE,i  = VSAM,i · VmmEDF VSAM · VmmEDF,i  Il valore dei fattori di ponderazione effettivi devono avere una tolleranza di ± 0,003 sui fattori di ponderazione indicati nell'allegato III, punto 4.8.2.  4.8.4.  I risultati finali della prova registrati per l'emissione di particolato si ricavano con i seguenti calcoli qualora si utilizzi il sistema di diluizione del flusso totale (allegato V, sistema 4):  4.8.4.1.  Si determina la portata volumica di gas di scarico diluita VmmTOT per tutti i tipi di funzionamento. VmmTOT,i  corrisponde a VmmEDF,i  nelle formule generali di cui al punto 4.8.3.2.  4.8.4.2.  Nel caso in cui si utilizzi un sistema di diluizione semplice, MSAM è la massa che attraversa i filtri di prelievo del particolato (GF 1 nell'appendice V, sistema 4).  4.8.4.3.  Nel caso in cui si utilizzi un sistema a doppia diluizione, MSAM è la massa che attraversa i filtri di prelievo (GF 1 nell'allegato V, sistema 4) da cui si sottrae la massa dell'aria di diluizione secondaria (GF 2 dell'allegato V, sistema 4).  4.8.5.  I risultati finali della prova registrati per l'emissione di particolato, si ricavano dai seguenti calcoli nel caso di utilizzazione del sistema di diluizione del flusso parziale (allegato V, sistema 5). Utilizzando vari tipi di controllo della  percentuale di diluizione, si applicano diversi metodi di calcolo per GEDF  oppure VmmEDF. Tutti i calcoli si basano sui valori medi delle singole modalità di funzionamento durante il periodo di campionamento.  4.8.5.1.  Tipo di campionamento frazionato con sonda isocinetica.   VmmEDF,i  =  VmmEXH,i · qi   GEDF,i = GEXH,i · qi  oppure VmmEDF,i = VmmEXH,i · qi   VmmEDF,i=  VmmDIL,i + (VmmEXH,i · r)   qi = GDIL,i + (GEXH,i · r) (GEXH,i · r)  oppureqi = VmmDIL,i + (VmmEXH,i · r) (VmmEXH,i · r)  dove r è il rapporto delle sezioni trasversali della sonda isocinetica e del condotto di scarico:   r =  AP   r = AP AT  4.8.5.2.  Tipo di campionamento frazionato con misurazione di CO2 oppure NOx  VmmEDF,i  =  VmmEXH,i · qi   GEDF,i = GEXH,i · qi  oppure VmmEDF,i = VmmEXH,i · qi   VmmEDF,i  =  ConcE,i - ConcA,i   qi = ConcE,i - ConcA,i ConcD,i - ConcA,i Dove  ConcE = concentrazione dell'emissione grezza allo scarico ConcD = concentrazione dell'emissione allo scarico diluita ConcA = concentrazione dell'aria di diluizione Le concentrazioni misurate in condicizioni secche devono essere convertite in condizioni umide conformemente all'allegato VI.  4.8.5.3.  Tipo di campionamento totale con misurazione di CO2 e metodo del bilancio del carbonio.   GEDF,i  =  CO2D,i - CO2A,i   GEDF,i  = 206 · GFuei,i CO2D,i - CO2A,i  Dove: CO2D = concentrazione di CO2 nelle emissioni allo scarico diluite,  CO2A = concentrazione di CO2 nell'aria di diluizione (concentrazioni volumiche percentuali in condizioni umide).  Questa formula è basata sul bilancio del carbonio (gli atomi di carbonio forniti al motore sono emessi quale CO2) e risulta dai seguenti calcoli:  GEDF,i  =  GEXH,i · qi  GEDF,i  =   GEXH,i · (CO2D,i - CO2A,i)   qi =  206 · GFuel,i GEXH,i · (CO2D,i - CO2A,i)  4.8.5.4.  Tipo a campionamento totale con controllo del flusso massico GEDF,i  =  GEXH,i · qi  GEDF,i  =   (GTOT,i - GDIL,i)   qi =   GTOT,i (GTOT,i - GDIL,i)  » ALLEGATO IV CARATTERISTICHE TECNICHE DEL COMBUSTIBILE DI RIFERIMENTO PRESCRITTO PER LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E PER IL CONTROLLO DELLA CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE  Inserire la nota (8) nella tabella dopo le parole «tenore in zolfo». A piè di pagina è  aggiunto quanto segue:  «(·) A richiesta del costruttore dell'autoveicolo, il gasolio con un tenore massimo di zolfo dello 0,05 % della massa può essere utilizzato per rappresentare la qualità di combustibile che si reperirà in futuro sul mercato, sia per la prova di  omologazione sia per la prova di conformità della produzione.» «ALLEGATO V  Modificare il titolo come segue:  «SISTEMI DI ANALISI E DI CAMPIONAMENTO» Primo comma: leggere:  «1.  DETERMINAZIONE DELLE EMISSIONI GASSOSE Vengono descritti tre sistemi di analisi per la determinazione delle emissioni gassose, basati sull'uso di:  - un analizzatore HFID per la misurazione degli idrocarburi;  - un analizzatore NDIR per la misurazione dell'ossido di carbonio;  - un analizzatore CLA, HCLA o un analizzatore equivalente, con o senza condotta di campionamento riscaldata, per la misurazione degli ossidi di azoto.   Dopo la figura 3 aggiungere il seguente nuovo punto 2:  «2.  DETERMINAZIONE DELLE EMISSIONI DI PARTICOLATO La determinazione delle emissioni di particolato richiede un sistema di diluizione in grado di mantenere a temperatura dei gas di scarico diluiti pari o inferiore a 325 K (52 oC), un sistema di campionamento del particolato ed una bilancia con  precisione di un microgrammo che possa essere posta in una camera di pesatura con aria condizionata. Vengono descritti essenzialmente due diversi sistemi di diluizione per il campionamento (il sistema di diluizione del flusso totale ed il sistema di  diluizione del flusso parziale). Le specificazioni relative ai filtri, alla bilancia ed alla camera di pesatura si applicano ad entrambi i sistemi.  2.1.  Filtri per il campionamento del particolato 2.1.1.  Si richiedono dei filtri di fibre di vetro rivestite di fluorocarbonio oppure dei filtri (a membrana) al fluorocarbonio.  2.1.2.  I filtri per il particolato devono avere un diametro minimo di 47 mm (diametro dell'area efficace 37 mm). Sono ammessi filtri con diametro più grande.  2.1.3.  L'emissione allo scappamento diluita dev'essere raccolta da una coppia di filtri disposti in serie (un filtro principale ed uno secondario) durante la sequenza di prova. Il filtro secondario deve essere posto a non più di 100 mm a valle del filtro  principale e non entrare in contatto con quest'ultimo.  2.1.4.  La massa minima raccomandata per un filtro principale di 47 mm (37 mm di diametro efficace) è di 0,5 milligrammi mentre su un filtro principale da 70 mm (60 mm di diametro efficace) detta massa è di 1,3 milligrammi.  Per altri filtri si raccomandano masse minime equivalenti di 0,5 mg/1 075 mm² (vale a dire massa/superficie efficace).  2.2.  Specificazioni relative alla camera di pesatura ed alla bilancia di precisione al microgrammo.  2.2.1.  La temperatura della camera (o del vano) nel quale vengono condizionati e pesati i filtri del particolato deve essere mantenuta entro ± 6 K di un valore prefissato, compreso tra 293 K (20 oC) e 303 K (30 oC) per l'intera durata di condizionamento e di  pesatura del filtro. L'umidità relativa deve essere mantenuta entro ± 10 % dell'umidità relativa per un punto richiesto compreso tra 35 e 55 %.  2.2.2.  La camera (o vano) deve essere priva di qualsiasi contaminante (ad es.: polvere) che potrebbe depositarsi sui filtri del particolato durante la loro stabilizzazione. Devono essere pesati almeno due filtri di riferimento non ancora utilizzati entro 4  ore, ma preferibilmente contemporaneamente alle pesature del filtro di prelievo del campione. Se durante la pesatura del filtro di prelievo il peso medio del filtro di riferimento varia di oltre ± 6,0 % rispetto al carico minimo raccomandato per il  filtro, si scartano tutti i filtri di prelievo e si ripetono le prove per la emissioni.  Se la variazione di peso è compresa tra -3,0 % e -6,0 %, il costruttore può scegliere tra la ripetizione della prova oppure l'aggiunta del valore medio della perdita di peso al peso netto del campione. Se la variazione di peso è compresa tra +3,0 e+6,0  %, il costruttore può scegliere tra la ripetizione della prova o l'accettazione delle pesate misurate del filtro di prelievo. Se la variazione del peso medio è inferiore a ± 3,0 % si applicano le pesate misurate del filtro di prelievo del campione. I  filtri di riferimento devono avere la stessa dimensione ed essere dello stesso materiale dei filtri di prelievo del campione e devono essere sostituiti almeno una volta al mese.  2.2.3.  La bilancia di precisione al microgrammo utilizzata per le pesature di tutti i filtri deve avere una precisione (deviazione standard) del 2 % ed una risoluzione di lettura dell' 1 % del carico minimo raccomandato per il filtro.  2.3.  Descrizioni supplementari Tutte le parti del sistema di diluizione e del sistema di prelievo del campione compreso tra il condotto di scarico ed il supporto del filtro, in contatto con il gas di scarico grezzo e diluito, devono essere progettate in modo da ridurre al minimo il  deposito o l'alterazione del particolato. Tutte le parti devono essere realizzate con materiale conduttore elettrico che non reagisca con i componenti dei gas di scarico e messe a massa onde prevenire fenomeni elettrostatici.  Sistema 4 (sistema di diluizione del flusso totale) Viene descritto un sistema di campionamento del particolato basato sulla diluizione dell'emissione completa allo scarico utilizzando il principio CVS (campionamento a volume costante). La figura 4 schematizza tale sistema. Si misura il volume totale  della miscela dell'emissione allo scarico e dell'aria di diluizione e si preleva un campione per l'analisi.  Si determina in seguito la massa delle emissioni di particolato a partire dalla massa del campione raccolto su una coppia di filtri, dal flusso del campione e dal flusso totale dell'aria di diluizione nonché del gas di scarico per l'intera durata della  prova. Si può usare un PDP oppure un CFV ed un sistema a diluizione semplice o a doppia diluizione. Le emissioni gassose non devono essere determinate con un sistema CVS. I componenti devono soddisfare le seguenti prescrizioni:  EP Condotto di scarico La lunghezza del condotto di scarico compresa tra l'uscita del collettore di scarico del motore o del turbocompressore ed il tunnel di diluizione non deve superare 10 m. Se il sistema supera 4 m di lunghezza si deve isolare termicamente tutto il tratto  eccedente. Lo spessore radiale dell'isolamento deve essere almeno di 25 mm. La conducibilità termica del materiale isolante non deve presentare un valore superiore a 0,1 W/mk misurato a 673 K (300 oC).  PDP Pompa volumetrica La PDP misura la portata totale delle emissioni di scarico diluite in base al numero di rotazioni della pompa e al volume spostato dalla rotazione unitaria. La PDP o il sistema di ammissione dell'aria di diluizione non devono ridurre artificiosamente la  contropressione del sistema di scarico. La tolleranza della pressione statica misurata con il sistema CVS in funzione deve essere di ± 1,5 kPa sulla pressione statica misurata senza collegamento alla CVS e per un identico regime e carico del motore. La  tolleranza della temperatura della miscela di gas immediatamente a monte del PDP dev'essere di ± 6 K sulla temperatura media di funzionamento rilevata durante la prova qualora non venga calcolato il flusso.  CFV Venturi ad efflusso critico Il CFV misura la portata totale di gas di scarico diluito in condizioni di efflusso critico. Le variazioni della pressione statica delle emissioni grezze allo scarico devono rispettare le prescrizioni indicate per la PDP. La tolleranza sulla temperatura  della miscela di gas immediatamente a monte del CFV deve essere di ± 11 K sulla temperatura media di funzionamento rilevata durante la prova qualora non venga calcolato il flusso.  HE Scambiatore di calore (facoltativo, se è utilizzato EFC) Lo scambiatore di calore dev' essere di capacità sufficiente per mantenere la temperatura entro i limiti summenzionati.  EFC Calcolo elettronico della portata (facoltativo, se si utilizza HE) Se non si mantiene costante la temperatura all'entrata del PDP o del CFV è necessario un sistema di calcolo del flusso per la misurazione continua della portata.  PDT Tunnel preliminare di diluizione Il tunnel preliminare di diluizione deve essere:  - di diametro sufficientemente piccolo da provocare un flusso turbolento (numero di Reynolds superiore a 4 000) e sufficientemente lungo da provocare una miscelazione completa dei gas di scarico e dell'aria di diluizione;  - del diametro di almeno 460 mm nel caso di un sistema di diluizione semplice oppure di almeno 200 mm nel caso di un sistema a doppia diluizione.  I gas di scarico del motore devono essere diretti verso «valle» del punto dove essi sono introdotti nel tunnel primario di diluizione ed interamente miscelati.  SDS Sistema di diluizione semplice Il metodo di diluizione semplice preleva un campione dal tunnel primario e lo inoltra attraverso i filtri di campionamento. La portata del PDP o del CFV devono essere tali da mantenere l'emissione allo scarico diluita ad una temperatura inferiore o pari  a 325 K (52 oC) immediatamente a monte del filtro principale del particolato.  DDS Sistema a doppia diluizione Il metodo a doppia diluizione preleva un campione dal tunnel primario e lo trasferisce ad un tunnel di diluizione secondario nel quale il campione viene ulteriormente diluito. Il campione doppiamente diluito viene quindi inoltrato attraverso i filtri di  campionamento. La portata del PDT o del CFV devono essere tali da mantenere la corrente di gas di scarico diluiti ad una temperatura, nella zona di prelievo, inferiore o uguale a 464 K (191 oC). Il sistema di diluizione secondario deve fornire aria di  diluizione secondaria in misura sufficiente per mantenere la corrente di gas di scarico doppiamente diluiti ad una temperatura, immediatamente a monte del filtro principale del particolato, inferiore o uguale a 325 K (52 oC).  PSP Sonda di prelievo del particolato (unicamente per SDS) La sonda di prelievo del particolato deve essere - installata con l'ingresso rivolto verso «monte» ed in un punto in cui l'aria di diluizione ed il gas di scarico sono ben miscelati (vale a dire sull'asse del tunnel di diluizione, all'incirca ad una distanza di 10 diametri del tunnel a valle del punto  in cui i gas di scarico entrano nel tunnel di diluizione);  - di diametro interno minimo di 12 mm.  La distanza tra l'estremità della sonda ed il sostegno del filtro non deve superare 1 020 mm. La sonda non deve essere riscaldata.  PTT Condotto di trasferimento del particolato (unicamente per DDS) Il condotto di trasferimento del particolato deve essere:  - installato con l'ingresso rivolto verso «monte» ed in un punto in cui l'aria di diluizione ed il gas di scarico sono ben miscelati (vale a dire sull'asse del tunnel di diluizione, ad una distanza pari a circa 10 diametri del tunnel a valle del punto  in cui le emissioni dello scarico entrano nel tunnel di diluizione);  - di diametro interno minimo di 12 mm;  - di lunghezza non superiore a 910 mm tra il piano dell'entrata e il piano dell'uscita.  Il campione di particolato deve defluire lungo l'asse del tunnel supplementare di diluizione e dirigersi a valle. Il condotto di trasferimento non deve essere riscaldato.  SDT Tunnel di diluizione secondario (unicamente per DDS) Il tunnel di diluizione secondario deve avere un diametro minimo di 75 mm ed una lunghezza tale da consentire una permanenza di almeno 0,25 secondi del campione diluito due volte. Il supporto del primo filtro deve essere posto a non più di 300 mm  dall'uscita del tunnel di diluizione secondario.  DAF Filtro dell'aria di diluizione L'aria di diluizione può essere filtrata; la sua temperatura all'ammissione deve essere di 298 ± 5 K (25 oC ± 5o). Può essere prelevata per determinare i livelli di fondo del particolato che possono quindi essere sottratti dai valori misurati nei gas di  scarico diluiti.  FH Supporto(i) del filtro Per il filtro principale e per quello secondario può essere utilizzato un unico sostegno oppure due sostegni separati. Devono essere soddisfatte le prescrizioni dell'allegato V, punto 2.1.3. I supporti del filtro non devono essere riscaldati.  SP Pompa di prelievo La pompa di prelievo del particolato deve essere posta a distanza sufficiente dal tunnel in modo che la temperatura del gas all'entrata resti costante (± 3 K) qualora non si ricorra al calcolo elettronico della portata. La pompa o le pompe di prelievo  devono funzionare durante l'intero periodo di prova. Per trasferire il campione attraverso i filtri di raccordo, si utilizza un sistema in derivazione.  DP Pompa dell'aria di diluizione (unicamente per DDS) La pompa per l'aria di diluizione deve essere disposta in modo tale che l'aria per la diluizione secondaria venga fornita ad una temperatura di 298 ± 5 K (25 oC ± 5 o).  GF 1 Flussometro dei gas (flusso campione del particolato) Il misuratore volumetrico totalizzatore di gas o l'apparecchiatura di misurazione della portata devono essere posti a distanza sufficiente dal tunnel in modo che la temperatura dei gas all'entrata resti costante (± 3 K) qualora non si ricorra al calcolo  elettronico della portata.  GF 2 Flussometro del gas (aria di diluizione, unicamente per DDS) I misuratori volumetrici totalizzatori di gas o l'apparecchiatura di misurazione della portata devono essere disposti in modo che la temperatura del gas all'entrata sia di 298 ± 5 K (25 oC ± 5 o).  Sistema 5 (sistema di diluizione del flusso parziale) Viene descritto un sistema di campionamento di particolato basato sulla diluizione di una parte del gas di scarico. La figure 5 rappresenta uno schema di detto sistema. La massa delle emissioni di particolato è calcolata a partire da una massa di campione raccolta su una coppia di filtri, dal rapporto di diluizione, dalla portata di campione filtrato e dalla portata di  gas di scarico o dal flusso di carburante durante il periodo di prova. Il calcolo del rapporto di diluizione dipende dal tipo di sistema usato. È possibile raccogliere soltanto una frazione dei gas di scarico diluiti (campionamento frazionato) oppure  tutti i gas di scarico diluiti (campionamento totale). Entrambi i tipi descritti si equivalgono a condizione che soddisfino i requisiti dell'allegato III punti 4.6.6 e 4.8.3.3. I componenti devono soddisfare i seguenti requisiti:  EP Condotto di scarico Per i tipi senza sonda isocinetica, si deve disporre di un condotto diritto avente una lunghezza pari a 6 volte il diametro del tubo a monte e 3 volte il diametro del tubo a valle dell'estremità della sonda. Per un tipo con sonda isocinetica, il  condotto di scarico dev'essere privo di gomiti, curve e brusche variazioni di diametro per una lunghezza di almeno 15 diametri a monte e 4 diametri a valle dell'estremità della sonda. La velocità dei gas di scarico nella zona di prelievo del campione  dev'essere compresa tra 10 m/s e 200 m/s. Le variazioni di pressione dei gas di scarico non devono superare ± 500 Pa rispetto alla media. Eventuali misure intese a ridurre le variazioni di pressione diverse dall'impiego dell'impianto di scarico  (comprendente un silenziatore del banco di prova) non devono alterare le prestazioni del motore né provocare il deposito del particolato.  PR Sonda di prelievo La sonda deve essere installata con l'ingresso verso «monte» sull'asse del condotto di scarico, in un punto nel quale siano soddisfatte le condizioni di flusso summenzionate. Il rapporto del diametro del condotto di scarico rispetto a quello della sonda  non deve essere inferiore a 4.  ISP Sonda di prelievo isocinetica (facoltativa se si utilizza il controllo della portata massica EGA) La sonda di prelievo isocinetica deve essere progettata in modo da fornire un campione proporzionale del gas di scarico grezzo. A tal fine, la ISP sostituisce la PR descritta e deve essere connessa con un trasduttore di pressione differenziale ed un  dispositivo di controllo della velocità per ottenere un flusso isocinetico all'ingresso della sonda. Il diametro interno minimo dev'essere di 12 mm.  EGA Analizzatore dei gas di scarico (facoltativo qualora si utilizzi ISP o il controllo della portata massica) Possono essere utilizzati analizzatori di CO2 o di NOx (con il metodo del bilancio del carbonio soltanto CO2). Gli analizzatori devono essere tarati come gli analizzatori utilizzati per misurare gli inquinanti gassosi. Per la determinazione delle  differenze di concentrazione possono essere utilizzati uno o più analizzatori.  TT Condotto di trasferimento Il condotto di trasferimento del particolato deve essere:  - riscaldato o isolato in modo che la temperatura del gas nel condotto di trasferimento non sia inferiore a 423 K (150 oC). Se la temperatura del gas è inferiore a 423 K (150 oC), essa non dev'essere inferiore alla temperatura del gas di scarico;  - di diametro pari o superiore al diametro della sonda ma comunque non superiore a 25 mm;  - di lunghezza non superiore a 1 000 mm dal piano dell'entrata al piano dell'uscita.  Il campione di particolato deve uscire lungo l'asse del tunnel di diluizione e deve essere diretto a valle.  SC Regolatori di velocità (unicamente per ISP) Un sistema di regolazione della pressione è necessario per ottenere la ripartizione isocinetica dei gas di scarico mantenendo una pressione differenziale zero tra EP ed ISP. In tali condizioni, le velocità dei gas di scarico in EP e in ISP sono  identiche e la portata massica attraverso ISP è una frazione costante della portata del gas di scarico. La regolazione si effettua variando la velocità dell'aspiratore (SB) e mantenendo costante la velocità del compressore (PB) durante ciascuna modalità  di funzionamento. L'errore residuo nel sistema di regolazione della pressione non deve superare ± 0,5 % del campo di misura del trasduttore di pressione (DPT). Le variazioni di pressione nel tunnel di diluizione non devono superare di ± 250 Pa il valore  medio.  DPT Trasduttore di pressione differenziale (unicamente per ISP) Il trasduttore di pressione differenziale deve avere un campo di funzionamento dell'ordine di ± 500 Pa.  FC 1 Regolatore di flusso (aria di diluizione) Per controllare la portata massica dell'aria di diluizione occorre un regolatore di portata. Esso può essere connesso alla portata dello scarico o alla portata del carburante e/o al segnale differenziale di CO2.  Se si utilizza un'alimentazione con aria pressurizzata, FC 1 regola direttamente il flusso d'aria.  GF 1 Flussometro del gas (aria di diluizione) Il misuratore volumetrico totalizzatore di gas o l'apparecchiatura di misurazione della portata devono essere disposti in modo che la temperatura del gas all'entrata resti compresa tra 298 ± 5 K (25 oC ± 5 oC).  SB Aspiratore (unicamente per il tipo di campionamento frazionato).  PB Compressore Per regolare la portata massica dell'aria di diluizione, PB dev'essere connesso al FC 1. Quali segnali di comando possono essere utilizzati i segnali differenziali del flusso dello scarico oppure del flusso di carburante e/o CO2. Non occorre PB nel caso  in cui venga utilizzata un'alimentazione con aria in pressione.  DAF Filtro dell'aria di diluizione L'aria di diluizione può essere filtrata, deve avere una temperatura all'entrata di 298 ± 5 K (25 oC ± 5o) e può essere prelevata per determinare i livelli di fondo di particolato che possono essere sottratti dai valori misurati per l'emissione allo  scarico diluita.  DT Tunnel di diluizione Il tunnel di diluizione deve essere:  - di diametro abbastanza piccolo da provocare un flusso turbolento (numero dei Reynolds non superiore a 4 000) e sufficientemente lungo da provocare una miscelazione completa dell'emissione allo scarico e dell'aria di diluizione;  - di almeno 25 mm di diametro per il tipo a campionamento totale;  - di diametro di almeno 75 mm per il tipo a campionamento frazionato.  La corrente di scarico del motore dev'essere diretta verso «valle» nel punto in cui essa è introdotta nel tunnel di diluizione e miscelata completamente con l'aria di diluizione primaria mediante un orifizio di miscelazione. Per i sistemi a prelievo  frazionato, occorre verificare la qualità della miscelazione dopo la messa in funzione mediante un profilo delle concentrazioni di CO2 nel tunnel con il motore in marcia (almeno 6 punti di misurazione equidistanti).  PSS Sistema di prelievo del particolato Il sistema di prelievo del particolato deve essere configurato in modo da raccogliere un campione dai tunnel di diluizione e da farlo passare attraverso i filtri di prelievo (campionamento frazionato) oppure si fa passere tutta l'emissione allo scarico  diluita attraverso i filtri di prelievo (campionamento totale). Per evitare le perturbazioni dei sistemi di regolazione, si raccomanda di far funzionare la pompa per l'intera durata della prova. Per far passare il campione attraverso i filtri di  prelievo al momento voluto, si utilizza un sistema in derivazione con valvola a sfera posta tra la sonda ed il supporto del filtro. L'interferenza dell'operazione di derivazione sui sistemi di regolazione deve essere corretta in meno di 3 secondi.  PSP Sonda di prelievo del particolato (unicamente per il campionamento frazionato) La sonda di prelievo del particolato deve:  - essere installata con l'ingresso rivolto verso «monte» e in un punto in cui l'aria di diluizione ed i gas di scarico sono perfettamente miscelati (vale a dire sull'asse del tunnel di diluizione, a circa 10 diametri del tunnel a valle del punto in cui  il gas di scarico entra nel tunnel di diluizione);  - avere al minimo ± 12 mm di diametro interno.  PTT Condotto di trasferimento del particolato Il condotto di trasferimento del particolato non deve essere riscaldato e non deve superare la lunghezza di 1 020 mm:  - tra l'estremità della sonda ed il supporto del filtro nel caso del campionamento frazionato;  - tra l'estremità del tunnel di diluizione ed il supporto del filtro nel caso del campionamento totale.  FH Supporto o supporti del filtro Per il filtro principale e quello secondario possono essere usati un unico supporto o supporti separati. Devono essere soddisfatte le prescrizioni dell'allegato V, punto 2.1.3. I supporti del filtro non devono essere riscaldati.  SP Pompa di prelievo La pompa di prelievo del particolato deve essere posta a distanza sufficiente dal tunnel in modo che la temperatura di entrata del gas sia costante (± 3 K) se non si utilizza il calcolo elettronico della portata.  FC 2 Regolatore di portata (portata di prelievo del particolato, facoltativo) Si può usare un regolatore di portata per migliorare la costanza della portata del campione di particolato.  GF 2 Flussometro del gas (flusso di prelievo di particolato)I misuratori volumetrici totalizzatori di gas o l'apparecchiatura per la misurazione della portata devono essere posti ad una distanza sufficiente dal tunnel in modo che la temperatura di entrata del gas sia costante (± 3 K), qualora non venga  utilizzato il calcolo elettronico della portata.  BV Valvola a sfera La valvola a sfera deve avere un diametro non inferiore a quello del tubo di prelievo ed un tempo di manovra inferiore a 0,5 secondi.»    ALLEGATO VIII  (MODELLO) CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE CEE Appendice, punto 1.4: leggere:  «1.4.  Livelli di emissione   CO .  g/kWh HC .  g/kWhNO .  g/kWh PT .  g/kWh aa determinato con un sistema a flusso totale/parziale (¹)».  ALLEGATO   Modifiche apportate agli allegati della direttiva 88/77/CEE   ALLEGATO I CAMPO D'APPLICAZIONE, DEFINIZIONI ED ABBREVIAZIONI, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE, PRESCRIZIONI E PROVE, CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE  1:  leggere:  «1.  CAMPO D'APPLICAZIONE La presente direttiva si applica agli inquinanti gassosi ed al particolato prodotti da tutti i veicoli dotati di motori ad accensione spontanea ed ai motori ad accensione spontanea specificati nell'articolo 1, ad eccezione dei veicoli appartenenti alle  categorie  N1, N2 e M2 per i quali l'omologazione sia stata concessa in base alla direttiva 70/220/CEE (¹), modificata da ultimo dalla direttiva 91/441/CEE (²).  (¹) GU n. L 76 del 6. 4. 1970, pag. 1.  (²) GU n. L 242 del 30. 8. 1991, pag. 1.» 2.1:  leggere:  «2.1.  Per "omologazione di un motore" si intende l'omologazione di un tipo di motore per quanto concerno l'emissione di inquinanti gassosi e di particolato;» 2.4:  aggiungere quanto segue:  «Per "particolato" si intende qualsiasi materiali raccolto su un determinato mezzo filtrante dopo una diluizione dell'emissione allo scappamento del motore ad accensione spontanea fino a raggiungere una temperatura pari o inferiore 325 K (52 oC) con  aria depurata al filtro.» 2.9:  leggere:  «2.9.  Abbreviazioni ed unità Tutti i volumi e le portate volumetriche sono calcolate a 273 K (0 oC) ed a 101,3 kPa.  P kW potenza netta non corretta CO g/kWh emissione di ossido di carbonio HC g/kWh emissione di idrocarburi NOx g/kWh emissione di ossidi di azoto PT g/kWh emissione di particolato CO, HC, NOx, PT  valore medio ponderale delle emissioni in questione conc ppm concentrazione (ppm in vol) massa g/h portata massica di inquinante WF fattore di ponderazione WFE fattore di ponderazione effettivo GEXH kg/h portata massica di gas di scarico (in condizioni umide) VmEXH m³/h portata volumica di gas di scarico (in condizioni secche) VmmEXH m³/h portata volumica di gas di scarico (in condizioni umide) GAIR kg/h portata massica di aria di ammissione VmmAIR m³/h portata volumica di aria di ammissione (in condizioni umide) GFUEL kg/h portata massica di carburante GDIL kg/h portata massica di aria di diluizione VmmDIL m³/h portata volumica di aria di diluizione (in condizioni umide) MSAM kg massa del campione che attraversa i filtri per il prelievo del particolato VSAM m³ volume del campione che attraversa i filtri di prelievo del particolato (in condizioni umide) GEDF kg/h portata massica diluita equivalente VmmEDF m³/h portata volumica diluita equivalente (in condizioni umide) i indice che individua una singola modalità di procedimento Pf mg massa del campione di particolato GTOT m³/h portata massica di gas di scarico diluito VmmTOT m³/h portata volumica di gas di scarico diluito (in condizioni umide) q rapporto di diluizione r rapporto tra le sezioni trasversali della sonda di campionamento e del tubo di scappamento Ap m² sezione trasversale della sonda di campionamento isocinetica AT m² sezione trasversale del condotto di scarico HFID analizzatore «a ionizzazione di fiamma» riscaldato NDUVR analizzatore ad assorbimento non dispersivo nell'ultravioletto NDIR analizzatore non dispersivo ad assorbimento nell'infrarosso CLA analizzatore a chemiluminescenza HCLA analizzatore a chemiluminescenza riscaldato S kW valore prescritto della potenza ceduta al freno dinamometrico quale indicato al punto 4.6.4 dell'allegato III Pmin kW potenza minima netta del motore come indicata nel riquadro (e) della tabella di cui al punto 7.2 dell'appendice I dell'allegato II L carico in percentuale come indicato al punto 4.1 dell'allegato III Paux kW potenza massima che è ammissibile venga assorbita dai dispositivi azionati dal motore specificati al punto 5 dell'appendice I dell'allegato II, dalla quale deve essere sottratta la potenza totale assorbita dai dispositivi azionati dal motore durante la  prova come specificato al punto 6.2.2 dell'appendice I dell'allegato II.» 3.1.1:  leggere:  «3.1.1.  La domanda di omologazione di un tipo di motore per quanto concerne il livello dell'emissione di inquinanti gassosi e di particolato deve essere presentata dal costruttore del motore o dal suo mandatario.» 3.2.1:  leggere:  «3.2.1.  La domanda di omologazione di un veicolo per quanto concerne le emissione di inquinanti gassosi e di particolato del motore deve essere presentata dal costruttore del veicolo o dal suo mandatario.» 6.1:  leggere:  «6.1.  Generalità Gli elementi che possono influire sull'emissione di inquinanti gassosi e di particolato devono essere progettati, costruiti e montati in modo che, in condizioni normali di utilizzazione e malgrado le vibrazioni cui può essere sottoposto, il motore possa  soddisfare le prescrizioni della presente direttiva.» 6.2:  leggere:  «6.2.  Prescrizioni relative all'emissione di inquinanti gassosi e di particolato L'emissione di inquinanti gassosi e di particolato del motore presentato per la prova deve essere misurata con il metodo descritto nell'allegato III. L'allegato V descrire i sistemi analitici raccomandati per gli inquinanti gassosi e per i sistemi di  campionamento del particolato. Il servizio tecnico può autorizzare altri sistemi o analizzatori qualora risulti provato che forniscono risultati equivalenti. Per ogni singolo laboratorio, l'equivalenza è data quando i risultati di prova sono compresi  entro il ± 5 % dei risultati di prova di uno dei sistemi di riferimento qui descritti. Nel caso delle emissioni di particolato è autorizzato quale sistema di riferimento soltanto il sistema con diluizione del flusso totale. Ai fini dell'introduzione di  un nuovo sistema nella direttiva, la determinazione dell'equivalenza deve basarsi sul calcolo di ripetibilità e riproducibilità con una prova interlaboratorio, quale descritta nella ISO 5725.» 6.2.1:  leggere:  «6.2.1.  La massa dell'ossido di carbonio, la massa degli idrocarburi, la massa degli ossidi di azoto e la massa del particolato non deve superare i quantitativi che figurano nella seguente tabella:       Massa di ossido di carbonio (CO) g/kWh Massa di idrocarburi (HC) g/kWh Massa di ossidi di azoto (NOx) g/kWh Massa di particolato (PT) g/kWh A (1. 7. 1992) 4,5 1,1 8,0 0,36 (*) B (1. 10. 1995) 4,0 1,1 7,0 0,15  (*) Nel caso dei motori di potenza inferiore o pari a 85 kW, al valore limite per le emissioni di particolato è attribuito un coefficiente di 1,7».  8.3.1.1:  leggere:  «8.3.1.1.  Si preleva un motore dalla serie e lo si sottopone alla prova descritta nell'allegato III. Le masse rilevate di ossido di carbonio, di idrocarburi, di ossidi di azoto e di particolato non devono superare i valori indicati nella tabella seguente:       Masse di ossido di carbonio (CO) g/kWh Massa di idrocarburi (HC) g/kWh Massa di ossidi di azoto (NOx) g/kWh Massa di particolato (PT) g/kWh A (1. 7. 1992) 4,9 1,23 9,0 0,4 (*) B (1. 10. 1995) 4,0 1,1  7,0 0,15  (*) Nel caso dei motori di potenza inferiore o pari a 85 kW, al valore limite per le emissioni di particolato è attribuito un coefficiente di 1,7.» 8.3.1.2.  quarta frase: leggere:  «Si calcola la media aritmetica (×) dei risultati ottenuti con il campione per ciascun inquinante.» Ultima frase, leggere:  «dove:  L = valori limite indicati al punto 8.3.1.1 per ciascun inquinante considerato, e k = fattore statistico che dipende da "n" ed è dato dalla seguente tabella:».   ALLEGATO II modificare il titolo dell'allegato come segue: «ALLEGATO II DOCUMENTO INFORMATIVO N. . . . conforme all'allegato I della direttiva 70/156/CEE del Consiglio concernente l'omologazione CEE e relativa alle misure da prendere contro l'emissione  di inquinanti gassosi e particolati prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati ai veicoli (Direttiva 88/77/CEE, modificata dalla direttiva 91/542/CEE)»   Appendice 1, punto 2: leggere:  «2.  Eventuali dispositivi antinquinamento supplementari non considerati altrove Descrizione e/o schema: . . .» ALLEGATO III PROCEDIMENTO DI PROVA  1.1:  leggere:  «1.1.  Il presente allegato descrive il metodo per determinare le emissioni inquinanti gassose e di particolato prodotte dai motori sottoposti alla prova.» 2:  leggere:  «2.  METODO DI MISURAZIONE Le emissioni provenienti dallo scarico del motore comprendono idrocarburi, ossido di carbonio, ossidi di azoto e particolati. I quantitativi dei suddetti inquinanti devono essere determinati in continuo nel corso di un ciclo di prova prescritto. Il  ciclo di prova consiste in un certo numero di regimi di funzionamento a velocità ed a potenze che corrispondono alla tipica gamma operativa dei motori ad accensione spontanea. Durante ciascun tipo di funzionamento si deve determinare la concentrazione  di ciascun inquinante gassoso, la portata dei gas di scarico e la potenza sviluppata. Per il particolato si preleva un campione durante l'intero ciclo di prova. Tutti i valori devono essere utilizzati per calcolare la massa in g di ciascun inquinante  emesso per kWh come descritto nel presente allegato.» 3.1.4:  leggere:  «3.1.4.  Un sistema di scarico non isolato e non raffreddato che si estenda almeno fino a 0,5 m oltre il punto in cui sono disposte le sonde di prelievo del campione delle emissione grezze allo scarico e che provochi una contropressione allo scarico compresa tra  ± 650 Pa (± 5 mm Hg) del valore limite superiore alla massima potenza nominale, come è stato indicato dal costruttore del motore nella documentazione commerciale e di servizio del veicolo.» 3.2:  leggere:  «3.2.  Apparecchiatura di analisi e di campionamento Il sistema comprende un analizzatore HFID per la misurazione degli idrocarburi incombusti (HC) e analizzatori NDIR per la misurazione dell'ossido di carbonio (CO) e dell'anidride carbonica (CO2, per l'eventuale calcolo del rapporto di diluizione), un  analizzatore CLA o HCLA o equimente per la misurazione degli ossidi di azoto (NOx), e un sistema di diluizione e di filraggio per la misurazione del particolato (PT). Data la presenza di idrocarburi pesanti nei gas di scarico dei motori ad accensione  spontanea, il sistema HFID dovrà essere riscaldato e mantenuto ad una temperatura compresa tra 453 e 473 K (tra 180 e 200 oC).  La precisione degli analizzatori deve essere almeno di ± 2,5 % del fondo scala. La scala degli analizzatori dovrà essere scelta opportunamente in funzione dei valori misurati.» 3.3.1:  leggere:  «3.3.1.  Il sistema non deve presentare perdite di gas. Il progetto e i materiali usati devono essere tali che il sistema non influenzi la concentrazione degli inquinanti nei gas di scarico. Possono essere utilizzati i seguenti gas:   Utilizzatore Gas di taratura Gas di verifica dello zero COPER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 391L0542.1CO in N2 Azoto o aria secca depurata HC C3H8 in aria Aria secca depurata NOx NO in N2 (¹) Azoto o aria secca depurata CO2 CO2 in N2 Azoto o aria secca depurata (¹) La quantità di NO2 contenuta in questo gas non deve superare il 5 % della quantità di NO.» 4.2:  ultima frase: leggere:  «A seconda del metodo di misurazione utilizzato, il calcolo delle emissioni HC e di PT deve basarsi su GEXH e VmmEXH.» 4.3.1.4:  leggere:  «4.3.1.4.  Utilizzando aria secca depurata (od azoto) si azzerano gli analizzatori di CO, CO2 (se utilizzato) e NOx; l'aria secca dovrà essere depurata per l'analizzatore HC. Gli analizzatori devono essere tarati utilizzando gli appositi gas campione.»  Dopo il punto 4.3.1.5, aggiungere i seguenti nuovi punti 4.3.1.6, 4.3.1.7 e 4.3.1.8:  «4.3.1.6.  I misuratori volumetrici totalizzatori di gas o l'apparecchiatura di misurazione della portata utilizzati per determinare il flusso attraverso i filtri del particolato e per calcolare il rapporto di diluizione devono essere tarati con un dispositivo di  misurazione della portata d'aria campione a monte dello strumento. Detto dispositivo deve essere conforme alle disposizioni dell'organismo nazionale di normalizzazione del rispettivo paese. Lo scarto fra i valori delle misure effettuate con  l'apparecchio di taratura ed i valori delle misure effettuate con l'apparecchiatura sottoposta a taratura deve essere di ± 1,0 % del fondo scala oppure di ± 2,0 % del valore misurato; si prende in considerazione il valore più basso.  4.3.1.7.  Se viene utilizzato un sistema di diluizione del flusso parziale con sonda isocinetica, il rapporto di diluizione deve essere controllato con motore in marcia utilizzando concentrazioni di CO2 o NOx nei gas di scarico greggi e diluiti.  4.3.1.8.  Se si utilizza un sistema di diluizione del flusso totale, la portata totale deve essere verificata con un controllo mediante propano. La massa del propano iniettato nel sistema viene detratta dalla massa misurata con il sistema a diluizione del flusso  totale e quindi divisa per la massa iniettata. Eventuali scarti superiori a ± 3 % devono essere corretti.»  Dopo il punto 4.3.4.4, aggiungere il seguente nuovo punto 4.3.4.5:  «4.3.4.5.  La gamma di velocità dei gas di scarico e le variazioni di pressione devono essere se del caso controllate e regolate conformemente alle disposizione dell'allegato V.»  4.6, 4.6.1 e 4.6.2: leggere:  «4.6.  Funzionamento di prova Almeno due ore prima della prova, ciascun filtro deve essere deposto in una capsula di Petri chiusa ma non sigillata e posta in una camera di pesatura per la stabilizzazione. Alla fine del periodo di stabilizzazione si pesa ciascun filtro e si registra  la tara. Il filtro deve essere conservato in una capsula di Petri e deve restare nella camera di pesatura sino a quando viene utilizzato per la prova oppure in un contenitore per filtri sigillato. Se il filtro non viene utilizzato entro un'ora dopo  averlo prelevato dalla camera di pesatura o dal contenitore sigillato, esso deve essere ripesato prima dell'uso. Per ciascuna modalità di funzionamento del ciclo di prova, la velocità di rotazione prescritta deve essere mantenuta con una precisione di ±  50 rpm e la coppia prescritta deve essere mantenuta con una precisione di ± 2 % della coppia massima alla velocità di rotazione di prova. La temperatura del combustibile all'entrata della pompa d'iniezione deve essere compresa tra 306 e 316 K (tra 33 e  43 oC). Il regolatore ed il sistema di alimentazione devono essere regolati come prescritto nella documentazione commerciale e di servizio del costruttore. Per ciascuna prova devono essere eseguite le seguenti operazioni:  4.6.1.  Si installano come prescritto l'apparecchiatura e le sonde. Se viene utilizzato un sistema di diluizione del flusso totale per la diluizione nei gas di scarico, il condotto di scarico deve essere collegato al sistema regolando per il caso specifico le  tarature della strozzatura di immissione e la contropressione allo scarico. La portata totale deve essere regolata in modo da mantenere la temperatura delle emissioni allo scarico diluite inferiore o pari a 325 K (52 oC) immediatamente prima dei filtri  del particolato per la modalità di funzionamento che presenta il flusso termico massimo che è funzione della portata e/o della temperatura dei gas di scarico grezzi.  4.6.2.  Si avviano rispettivamente il sistema di raffreddamento ed il sistema di diluizione del flusso totale oppure i sistemi di diluizione del flusso parziale.» 4.6.4:  leggere:  «4.6.4.  Si determina sperimentalmente la curva della coppia a pieno carico per calcolare i valori della coppia per la prescritta sequenza di prova; sarà presa in considerazione la potenza massima ammissibile assorbita dai dispositivi azionati dal motore che il  costruttore dichiara applicabile al tipo di motore. La regolazione del freno dinamometrico pe ogni velocità di rotazione e carico del motore sarà determinata utilizzando la formula S = Pmin ×  100  + Paux. "   S = Pmin × L 100  + Paux,».   4.6.5:  leggere:  «4.6.5.  Si azzerano e si tarano gli analizzatori delle emissioni; si avvia il sistema di campionamento del particolato. Se si utilizza un sistema di diluizione del flusso parziale, il rapporto di diluizione deve essere regolato in modo da mantenere la  temperatura dell'emissione dei gas di scarico diluiti pari o inferiore a 325 K (52 oC) immediatamente prima dei filtri del particolato per la modalità di funzionamento che presenta il flusso termico massimo che è funzione della portata e/o della  temperatura dei gas di scarico grezzi.  4.6.6:  leggere:  «4.6.6.  Si avvia la sequenza di prova (vedi punto 4.1). Si fa funzionare il motore per sei minuti per ciascuna modalità di funzionamento eseguendo le variazioni di velocità di rotazione e di carico durante il primo minuto. Le indicazioni degli analizzatori  devono essere registrate su registratore a nastro per l'intera durata di sei minuti ed il gas di scarico deve fluire negli analizzatori almeno durante gli ultimi tre minuti. Per il prelievo del particolato, si utilizza una coppia di filtri (filtro  principale e secondario vedi allegato V) per l'intero procedimento di prova. Nel caso di un sistema di diluizione di flusso parziale, il prodotto del valore del rapporto di diluizione moltiplicato per il valore della portata dei gas di scarico per  ciascuna delle modalità di funzionamento deve essere compreso entro il ± 7 % della media dei valori di tale prodotto relativi a tutte le modalità di funzionamento. Nel caso del sistema di diluizione del flusso totale il valore della portata massica  totale deve restare compreso entro il ± 7 % della media dei valori relativi a tutte le modalità di funzionamento. La massa del campione che passa attraverso i filtri del particolato deve essere regolata per ciascuna modalità di funzionamento in modo da  tener conto del fattore di ponderazione e della portata massica dei gas di scarico e del combustibile (vedi punto 4.8.3.3). Il prelevamento deve essere effettuato durante almeno 20 secondi e comunque il più tardi possibile durante ciascuna modalità di  funzionamento. La velocità di rotazione e il carico del motore, la temperatura dell'aria di alimentazione del motore e la portata di gas di scarico debbono essere registrati nel corso degli ultimi cinque minuti di ciascuna modalità di funzionamento. Le  condizioni previste per la velocità di rotazione e il carico debbono essere rispettate durante il campionamento del particolato e comunque durante l'ultimo minuto di ciascuna modalità di funzionamento.» 4.7:  leggere:  «4.7.  Valutazione dei risultati 4.7.1.  Alla fine della prova si deve registrare la massa totale del campione passata attraverso i filtri (MSAM). I filtri devono essere riportati kella camera di pesatura e condizionati per almeno due ore, ma non oltre 36 ore, e quindi pesati. Si registra il  peso lordo dei filtri. La massa di particolato (Pf) è la somma delle masse di particolato raccolte nel filtro principale ed in quello secondario.  4.7.2.  Per la valutazione della registrazione delle emissioni gassose, si individuano gli ultimi 60 secondi di ogni modalità di funzionamento e si determina il valore medio sulla registrazione grafica di HC, CO e NOx per tale periodo. La concentrazione di HC,  CO e NOx per ciascuna modalità di funzionamento viene determinata in base alle medie delle letture registrate ed ai corrispondente dati di taratura. È tuttavia consentito utilizzare un tipo diverso di registrazione purché garantisca l'ottenimento di  dati equivalenti.» 4.8.1:  leggere:  «4.8.1.  I risultati finali della prova registrati per le emissioni gassose inquinanti risultano dai seguenti calcoli:».  4.8.2.  primo comma: leggere:  «4.8.2.  Le emissioni gassose inquinanti sono calcolate come segue:  NOx =   S NOx mass · WFi    NOx = S NOx mass · WFi S (Pi-Paux) · WFi  CO =  S COmass · WFi   CO = S COmass · WFi S (Pi-Paux) · WFi    HC=  S HCmass · WFi    HC = S HCmass · WFi S (Pi-Paux) · WFi,»   (resto del paragrafo invariato)  Dopo il punto 4.8.2 aggiungere i seguenti nuovi punti 4.8.3, 4.8.4 e 4.8.5:  «4.8.3.  Le emissioni di particolato devono essere calcolate come segue. Le formule generali del presente paragrafo si applicano sia ai sistemi di diluizione del flusso totale sia a quelli di diluizione del flusso parziale:   PT  =  S (Pi-Paux) · WFi   PT  = PTmasse S (Pi-Paux) · WFi  4.8.3.1.  Il flusso massico di particolato è calcolato come segue:   PTmasse  =  MSAM · 1 000   PTmasse  = Pf · GEDF MSAM · 1 000  oppure PTmasse  = Pf · VmmEDF VSAM · 1 000 4.8.3.2.  GEDF, VmmEDF, MSAM et VSAM devono essere determinati sommando i valori medi delle singole modalità di funzionamento:  GEDF   =  S GEDF,i · WFi VmmEDF = S VmmEDF,i · WFi MSAM = S MSAM,i VSAM = S VSAM,i 4.8.3.3.  Il fattore di ponderazione effettivo di WFE per ciascuna modalità di funzionamento è calcolato come segue.   WFE,i  =  MSAM,i · GEDF   WFE,i  = MSAM,i · GEDF MSAM · GEDF,i  oppure  WFE,1  =  VSAM,i · VmmEDF   WFE,i  = VSAM,i · VmmEDF VSAM · VmmEDF,i  Il valore dei fattori di ponderazione effettivi devono avere una tolleranza di ± 0,003 sui fattori di ponderazione indicati nell'allegato III, punto 4.8.2.  4.8.4.  I risultati finali della prova registrati per l'emissione di particolato si ricavano con i seguenti calcoli qualora si utilizzi il sistema di diluizione del flusso totale (allegato V, sistema 4):  4.8.4.1.  Si determina la portata volumica di gas di scarico diluita VmmTOT per tutti i tipi di funzionamento. VmmTOT,i  corrisponde a VmmEDF,i  nelle formule generali di cui al punto 4.8.3.2.  4.8.4.2.  Nel caso in cui si utilizzi un sistema di diluizione semplice, MSAM è la massa che attraversa i filtri di prelievo del particolato (GF 1 nell'appendice V, sistema 4).  4.8.4.3.  Nel caso in cui si utilizzi un sistema a doppia diluizione, MSAM è la massa che attraversa i filtri di prelievo (GF 1 nell'allegato V, sistema 4) da cui si sottrae la massa dell'aria di diluizione secondaria (GF 2 dell'allegato V, sistema 4).  4.8.5.  I risultati finali della prova registrati per l'emissione di particolato, si ricavano dai seguenti calcoli nel caso di utilizzazione del sistema di diluizione del flusso parziale (allegato V, sistema 5). Utilizzando vari tipi di controllo della  percentuale di diluizione, si applicano diversi metodi di calcolo per GEDF  oppure VmmEDF. Tutti i calcoli si basano sui valori medi delle singole modalità di funzionamento durante il periodo di campionamento.  4.8.5.1.  Tipo di campionamento frazionato con sonda isocinetica.   VmmEDF,i  =  VmmEXH,i · qi   GEDF,i = GEXH,i · qi  oppure VmmEDF,i = VmmEXH,i · qi   VmmEDF,i  =  VmmDIL,i + (VmmEXH,i · r)   qi = GDIL,i + (GEXH,i · r) (GEXH,i · r)  oppure qi = VmmDIL,i + (VmmEXH,i · r) (VmmEXH,i · r)  dove r è il rapporto delle sezioni trasversali della sonda isocinetica e del condotto di scarico:   r =  AP   r = AP AT  4.8.5.2.  Tipo di campionamento frazionato con misurazione di CO2 oppure NOx  VmmEDF,i  =  VmmEXH,i · qi   GEDF,i = GEXH,i · qi  oppure VmmEDF,i = VmmEXH,i · qi   VmmEDF,i  =  ConcE,i - ConcA,i   qi = ConcE,i - ConcA,i ConcD,i - ConcA,i Dove  ConcE = concentrazione dell'emissione grezza allo scarico ConcD = concentrazione dell'emissione allo scarico diluita ConcA = concentrazione dell'aria di diluizione Le concentrazioni misurate in condicizioni secche devono essere convertite in condizioni umide conformemente all'allegato VI.  4.8.5.3.  Tipo di campionamento totale con misurazione di CO2 e metodo del bilancio del carbonio.   GEDF,i  =  CO2D,i - CO2A,i   GEDF,i  = 206 · GFuei,i CO2D,i - CO2A,i  Dove: CO2D = concentrazione di CO2 nelle emissioni allo scarico diluite,  CO2A = concentrazione di CO2 nell'aria di diluizione (concentrazioni volumiche percentuali in condizioni umide).  Questa formula è basata sul bilancio del carbonio (gli atomi di carbonio forniti al motore sono emessi quale CO2) e risulta dai seguenti calcoli:  GEDF,i  =  GEXH,i · qi  GEDF,i  =   GEXH,i · (CO2D,i - CO2A,i)   qi =  206 · GFuel,i GEXH,i · (CO2D,i - CO2A,i)  4.8.5.4.  Tipo a campionamento totale con controllo del flusso massico GEDF,i  =  GEXH,i · qi  GEDF,i  =   (GTOT,i - GDIL,i)   qi =   GTOT,i (GTOT,i - GDIL,i)  » ALLEGATO IV CARATTERISTICHE TECNICHE DEL COMBUSTIBILE DI RIFERIMENTO PRESCRITTO PER LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E PER IL CONTROLLO DELLA CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE  Inserire la nota (8) nella tabella dopo le parole «tenore in zolfo». A piè di pagina è  aggiunto quanto segue:  «(·) A richiesta del costruttore dell'autoveicolo, il gasolio con un tenore massimo di zolfo dello 0,05 % della massa può essere utilizzato per rappresentare la qualità di combustibile che si reperirà in futuro sul mercato, sia per la prova di  omologazione sia per la prova di conformità della produzione.» «ALLEGATO V  Modificare il titolo come segue:  «SISTEMI DI ANALISI E DI CAMPIONAMENTO» Primo comma: leggere:  «1.  DETERMINAZIONE DELLE EMISSIONI GASSOSE Vengono descritti tre sistemi di analisi per la determinazione delle emissioni gassose, basati sull'uso di:  - un analizzatore HFID per la misurazione degli idrocarburi;  - un analizzatore NDIR per la misurazione dell'ossido di carbonio;  - un analizzatore CLA, HCLA o un analizzatore equivalente, con o senza condotta di campionamento riscaldata, per la misurazione degli ossidi di azoto.  Dopo la figura 3 aggiungere il seguente nuovo punto 2:  «2.  DETERMINAZIONE DELLE EMISSIONI DI PARTICOLATO La determinazione delle emissioni di particolato richiede un sistema di diluizione in grado di mantenere a temperatura dei gas di scarico diluiti pari o inferiore a 325 K (52 oC), un sistema di campionamento del particolato ed una bilancia con  precisione di un microgrammo che possa essere posta in una camera di pesatura con aria condizionata. Vengono descritti essenzialmente due diversi sistemi di diluizione per il campionamento (il sistema di diluizione del flusso totale ed il sistema di  diluizione del flusso parziale). Le specificazioni relative ai filtri, alla bilancia ed alla camera di pesatura si applicano ad entrambi i sistemi.  2.1.  Filtri per il campionamento del particolato 2.1.1.  Si richiedono dei filtri di fibre di vetro rivestite di fluorocarbonio oppure dei filtri (a membrana) al fluorocarbonio.  2.1.2.  I filtri per il particolato devono avere un diametro minimo di 47 mm (diametro dell'area efficace 37 mm). Sono ammessi filtri con diametro più grande.  2.1.3. L'emissione allo scappamento diluita dev'essere raccolta da una coppia di filtri disposti in serie (un filtro principale ed uno secondario) durante la sequenza di prova. Il filtro secondario deve essere posto a non più di 100 mm a valle del filtro  principale e non entrare in contatto con quest'ultimo.  2.1.4.  La massa minima raccomandata per un filtro principale di 47 mm (37 mm di diametro efficace) è di 0,5 milligrammi mentre su un filtro principale da 70 mm (60 mm di diametro efficace) detta massa è di 1,3 milligrammi.  Per altri filtri si raccomandano masse minime equivalenti di 0,5 mg/1 075 mm² (vale a dire massa/superficie efficace).  2.2.  Specificazioni relative alla camera di pesatura ed alla bilancia di precisione al microgrammo.  2.2.1.  La temperatura della camera (o del vano) nel quale vengono condizionati e pesati i filtri del particolato deve essere mantenuta entro ± 6 K di un valore prefissato, compreso tra 293 K (20 oC) e 303 K (30 oC) per l'intera durata di condizionamento e di  pesatura del filtro. L'umidità relativa deve essere mantenuta entro ± 10 % dell'umidità relativa per un punto richiesto compreso tra 35 e 55 %.  2.2.2.  La camera (o vano) deve essere priva di qualsiasi contaminante (ad es.: polvere) che potrebbe depositarsi sui filtri del particolato durante la loro stabilizzazione. Devono essere pesati almeno due filtri di riferimento non ancora utilizzati entro 4  ore, ma preferibilmente contemporaneamente alle pesature del filtro di prelievo del campione. Se durante la pesatura del filtro di prelievo il peso medio del filtro di riferimento varia di oltre ± 6,0 % rispetto al carico minimo raccomandato per il  filtro, si scartano tutti i filtri di prelievo e si ripetono le prove per la emissioni.  Se la variazione di peso è compresa tra -3,0 % e -6,0 %, il costruttore può scegliere tra la ripetizione della prova oppure l'aggiunta del valore medio della perdita di peso al peso netto del campione. Se la variazione di peso è compresa tra +3,0 e+6,0  %, il costruttore può scegliere tra la ripetizione della prova o l'accettazione delle pesate misurate del filtro di prelievo. Se la variazione del peso medio è inferiore a ± 3,0 % si applicano le pesate misurate del filtro di prelievo del campione. I  filtri di riferimento devono avere la stessa dimensione ed essere dello stesso materiale dei filtri di prelievo del campione e devono essere sostituiti almeno una volta al mese.  2.2.3.  La bilancia di precisione al microgrammo utilizzata per le pesature di tutti i filtri deve avere una precisione (deviazione standard) del 2 % ed una risoluzione di lettura dell' 1 % del carico minimo raccomandato per il filtro.  2.3.  Descrizioni supplementari Tutte le parti del sistema di diluizione e del sistema di prelievo del campione compreso tra il condotto di scarico ed il supporto del filtro, in contatto con il gas di scarico grezzo e diluito, devono essere progettate in modo da ridurre al minimo il  deposito o l'alterazione del particolato. Tutte le parti devono essere realizzate con materiale conduttore elettrico che non reagisca con i componenti dei gas di scarico e messe a massa onde prevenire fenomeni elettrostatici.  Sistema 4 (sistema di diluizione del flusso totale) Viene descritto un sistema di campionamento del particolato basato sulla diluizione dell'emissione completa allo scarico utilizzando il principio CVS (campionamento a volume costante). La figura 4 schematizza tale sistema. Si misura il volume totale  della miscela dell'emissione allo scarico e dell'aria di diluizione e si preleva un campione per l'analisi.  Si determina in seguito la massa delle emissioni di particolato a partire dalla massa del campione raccolto su una coppia di filtri, dal flusso del campione e dal flusso totale dell'aria di diluizione nonché del gas di scarico per l'intera durata della  prova. Si può usare un PDP oppure un CFV ed un sistema a diluizione semplice o a doppia diluizione. Le emissioni gassose non devono essere determinate con un sistema CVS. I componenti devono soddisfare le seguenti prescrizioni:  EP Condotto di scarico La lunghezza del condotto di scarico compresa tra l'uscita del collettore di scarico del motore o del turbocompressore ed il tunnel di diluizione non deve superare 10 m. Se il sistema supera 4 m di lunghezza si deve isolare termicamente tutto il tratto  eccedente. Lo spessore radiale dell'isolamento deve essere almeno di 25 mm. La conducibilità termica del materiale isolante non deve presentare un valore superiore a 0,1 W/mk misurato a 673 K (300 oC).  PDP Pompa volumetrica La PDP misura la portata totale delle emissioni di scarico diluite in base al numero di rotazioni della pompa e al volume spostato dalla rotazione unitaria. La PDP o il sistema di ammissione dell'aria di diluizione non devono ridurre artificiosamente la  contropressione del sistema di scarico. La tolleranza della pressione statica misurata con il sistema CVS in funzione deve essere di ± 1,5 kPa sulla pressione statica misurata senza collegamento alla CVS e per un identico regime e carico del motore. La  tolleranza della temperatura della miscela di gas immediatamente a monte del PDP dev'essere di ± 6 K sulla temperatura media di funzionamento rilevata durante la prova qualora non venga calcolato il flusso.  CFV Venturi ad efflusso critico Il CFV misura la portata totale di gas di scarico diluito in condizioni di efflusso critico. Le variazioni della pressione statica delle emissioni grezze allo scarico devono rispettare le prescrizioni indicate per la PDP. La tolleranza sulla temperatura  della miscela di gas immediatamente a monte del CFV deve essere di ± 11 K sulla temperatura media di funzionamento rilevata durante la prova qualora non venga calcolato il flusso.  HE Scambiatore di calore (facoltativo, se è utilizzato EFC) Lo scambiatore di calore dev' essere di capacità sufficiente per mantenere la temperatura entro i limiti summenzionati.  EFC Calcolo elettronico della portata (facoltativo, se si utilizza HE) Se non si mantiene costante la temperatura all'entrata del PDP o del CFV è necessario un sistema di calcolo del flusso per la misurazione continua della portata.  PDT Tunnel preliminare di diluizione Il tunnel preliminare di diluizione deve essere:  - di diametro sufficientemente piccolo da provocare un flusso turbolento (numero di Reynolds superiore a 4 000) e sufficientemente lungo da provocare una miscelazione completa dei gas di scarico e dell'aria di diluizione;  - del diametro di almeno 460 mm nel caso di un sistema di diluizione semplice oppure di almeno 200 mm nel caso di un sistema a doppia diluizione.  I gas di scarico del motore devono essere diretti verso «valle» del punto dove essi sono introdotti nel tunnel primario di diluizione ed interamente miscelati.  SDS Sistema di diluizione semplice Il metodo di diluizione semplice preleva un campione dal tunnel primario e lo inoltra attraverso i filtri di campionamento. La portata del PDP o del CFV devono essere tali da mantenere l'emissione allo scarico diluita ad una temperatura inferiore o pari  a 325 K (52 oC) immediatamente a monte del filtro principale del particolato.  DDS Sistema a doppia diluizione Il metodo a doppia diluizione preleva un campione dal tunnel primario e lo trasferisce ad un tunnel di diluizione secondario nel quale il campione viene ulteriormente diluito. Il campione doppiamente diluito viene quindi inoltrato attraverso i filtri di  campionamento. La portata del PDT o del CFV devono essere tali da mantenere la corrente di gas di scarico diluiti ad una temperatura, nella zona di prelievo, inferiore o uguale a 464 K (191 oC). Il sistema di diluizione secondario deve fornire aria di  diluizione secondaria in misura sufficiente per mantenere la corrente di gas di scarico doppiamente diluiti ad una temperatura, immediatamente a monte del filtro principale del particolato, inferiore o uguale a 325 K (52 oC).  PSP Sonda di prelievo del particolato (unicamente per SDS) La sonda di prelievo del particolato deve essere - installata con l'ingresso rivolto verso «monte» ed in un punto in cui l'aria di diluizione ed il gas di scarico sono ben miscelati (vale a dire sull'asse del tunnel di diluizione, all'incirca ad una distanza di 10 diametri del tunnel a valle del punto  in cui i gas di scarico entrano nel tunnel di diluizione);  - di diametro interno minimo di 12 mm.  La distanza tra l'estremità della sonda ed il sostegno del filtro non deve superare 1 020 mm. La sonda non deve essere riscaldata.  PTT Condotto di trasferimento del particolato (unicamente per DDS) Il condotto di trasferimento del particolato deve essere:  - installato con l'ingresso rivolto verso «monte» ed in un punto in cui l'aria di diluizione ed il gas di scarico sono ben miscelati (vale a dire sull'asse del tunnel di diluizione, ad una distanza pari a circa 10 diametri del tunnel a valle del punto  in cui le emissioni dello scarico entrano nel tunnel di diluizione);  - di diametro interno minimo di 12 mm;  - di lunghezza non superiore a 910 mm tra il piano dell'entrata e il piano dell'uscita.  Il campione di particolato deve defluire lungo l'asse del tunnel supplementare di diluizione e dirigersi a valle. Il condotto di trasferimento non deve essere riscaldato.  SDT Tunnel di diluizione secondario (unicamente per DDS) Il tunnel di diluizione secondario deve avere un diametro minimo di 75 mm ed una lunghezza tale da consentire una permanenza di almeno 0,25 secondi del campione diluito due volte. Il supporto del primo filtro deve essere posto a non più di 300 mm  dall'uscita del tunnel di diluizione secondario.  DAF Filtro dell'aria di diluizione L'aria di diluizione può essere filtrata; la sua temperatura all'ammissione deve essere di 298 ± 5 K (25 oC ± 5o). Può essere prelevata per determinare i livelli di fondo del particolato che possono quindi essere sottratti dai valori misurati nei gas di  scarico diluiti.  FH Supporto(i) del filtro Per il filtro principale e per quello secondario può essere utilizzato un unico sostegno oppure due sostegni separati. Devono essere soddisfatte le prescrizioni dell'allegato V, punto 2.1.3. I supporti del filtro non devono essere riscaldati.  SP Pompa di prelievo La pompa di prelievo del particolato deve essere posta a distanza sufficiente dal tunnel in modo che la temperatura del gas all'entrata resti costante (± 3 K) qualora non si ricorra al calcolo elettronico della portata. La pompa o le pompe di prelievo  devono funzionare durante l'intero periodo di prova. Per trasferire il campione attraverso i filtri di raccordo, si utilizza un sistema in derivazione.  DP Pompa dell'aria di diluizione (unicamente per DDS) La pompa per l'aria di diluizione deve essere disposta in modo tale che l'aria per la diluizione secondaria venga fornita ad una temperatura di 298 ± 5 K (25 oC ± 5 o).  GF 1 Flussometro dei gas (flusso campione del particolato) Il misuratore volumetrico totalizzatore di gas o l'apparecchiatura di misurazione della portata devono essere posti a distanza sufficiente dal tunnel in modo che la temperatura dei gas all'entrata resti costante (± 3 K) qualora non si ricorra al calcolo  elettronico della portata.  GF 2 Flussometro del gas (aria di diluizione, unicamente per DDS) I misuratori volumetrici totalizzatori di gas o l'apparecchiatura di misurazione della portata devono essere disposti in modo che la temperatura del gas all'entrata sia di 298 ± 5 K (25 oC ± 5 o).  Sistema 5 (sistema di diluizione del flusso parziale) Viene descritto un sistema di campionamento di particolato basato sulla diluizione di una parte del gas di scarico. La figure 5 rappresenta uno schema di detto sistema. La massa delle emissioni di particolato è calcolata a partire da una massa di campione raccolta su una coppia di filtri, dal rapporto di diluizione, dalla portata di campione filtrato e dalla portata di  gas di scarico o dal flusso di carburante durante il periodo di prova. Il calcolo del rapporto di diluizione dipende dal tipo di sistema usato. È possibile raccogliere soltanto una frazione dei gas di scarico diluiti (campionamento frazionato) oppure  tutti i gas di scarico diluiti (campionamento totale). Entrambi i tipi descritti si equivalgono a condizione che soddisfino i requisiti dell'allegato III punti 4.6.6 e 4.8.3.3. I componenti devono soddisfare i seguenti requisiti:  EP Condotto di scarico Per i tipi senza sonda isocinetica, si deve disporre di un condotto diritto avente una lunghezza pari a 6 volte il diametro del tubo a monte e 3 volte il diametro del tubo a valle dell'estremità della sonda. Per un tipo con sonda isocinetica, il  condotto di scarico dev'essere privo di gomiti, curve e brusche variazioni di diametro per una lunghezza di almeno 15 diametri a monte e 4 diametri a valle dell'estremità della sonda. La velocità dei gas di scarico nella zona di prelievo del campione  dev'essere compresa tra 10 m/s e 200 m/s. Le variazioni di pressione dei gas di scarico non devono superare ± 500 Pa rispetto alla media. Eventuali misure intese a ridurre le variazioni di pressione diverse dall'impiego dell'impianto di scarico  (comprendente un silenziatore del banco di prova) non devono alterare le prestazioni del motore né provocare il deposito del particolato.  PR Sonda di prelievo La sonda deve essere installata con l'ingresso verso «monte» sull'asse del condotto di scarico, in un punto nel quale siano soddisfatte le condizioni di flusso summenzionate. Il rapporto del diametro del condotto di scarico rispetto a quello della sonda  non deve essere inferiore a 4.  ISP Sonda di prelievo isocinetica (facoltativa se si utilizza il controllo della portata massica EGA) La sonda di prelievo isocinetica deve essere progettata in modo da fornire un campione proporzionale del gas di scarico grezzo. A tal fine, la ISP sostituisce la PR descritta e deve essere connessa con un trasduttore di pressione differenziale ed un  dispositivo di controllo della velocità per ottenere un flusso isocinetico all'ingresso della sonda. Il diametro interno minimo dev'essere di 12 mm.  EGA Analizzatore dei gas di scarico (facoltativo qualora si utilizzi ISP o il controllo della portata massica) Possono essere utilizzati analizzatori di CO2 o di NOx (con il metodo del bilancio del carbonio soltanto CO2). Gli analizzatori devono essere tarati come gli analizzatori utilizzati per misurare gli inquinanti gassosi. Per la determinazione delle  differenze di concentrazione possono essere utilizzati uno o più analizzatori.  TT Condotto di trasferimento Il condotto di trasferimento del particolato deve essere:  - riscaldato o isolato in modo che la temperatura del gas nel condotto di trasferimento non sia inferiore a 423 K (150 oC). Se la temperatura del gas è inferiore a 423 K (150 oC), essa non dev'essere inferiore alla temperatura del gas di scarico;  - di diametro pari o superiore al diametro della sonda ma comunque non superiore a 25 mm;  - di lunghezza non superiore a 1 000 mm dal piano dell'entrata al piano dell'uscita.  Il campione di particolato deve uscire lungo l'asse del tunnel di diluizione e deve essere diretto a valle.  SC Regolatori di velocità (unicamente per ISP) Un sistema di regolazione della pressione è necessario per ottenere la ripartizione isocinetica dei gas di scarico mantenendo una pressione differenziale zero tra EP ed ISP. In tali condizioni, le velocità dei gas di scarico in EP e in ISP sono  identiche e la portata massica attraverso ISP è una frazione costante della portata del gas di scarico. La regolazione si effettua variando la velocità dell'aspiratore (SB) e mantenendo costante la velocità del compressore (PB) durante ciascuna modalità  di funzionamento. L'errore residuo nel sistema di regolazione della pressione non deve superare ± 0,5 % del campo di misura del trasduttore di pressione (DPT). Le variazioni di pressione nel tunnel di diluizione non devono superare di ± 250 Pa il valore  medio.  DPT Trasduttore di pressione differenziale (unicamente per ISP) Il trasduttore di pressione differenziale deve avere un campo di funzionamento dell'ordine di ± 500 Pa.  FC 1 Regolatore di flusso (aria di diluizione) Per controllare la portata massica dell'aria di diluizione occorre un regolatore di portata. Esso può essere connesso alla portata dello scarico o alla portata del carburante e/o al segnale differenziale di CO2.  Se si utilizza un'alimentazione con aria pressurizzata, FC 1 regola direttamente il flusso d'aria.  GF 1 Flussometro del gas (aria di diluizione) Il misuratore volumetrico totalizzatore di gas o l'apparecchiatura di misurazione della portata devono essere disposti in modo che la temperatura del gas all'entrata resti compresa tra 298 ± 5 K (25 oC ± 5 oC).  SB Aspiratore (unicamente per il tipo di campionamento frazionato).  PB Compressore Per regolare la portata massica dell'aria di diluizione, PB dev'essere connesso al FC 1. Quali segnali di comando possono essere utilizzati i segnali differenziali del flusso dello scarico oppure del flusso di carburante e/o CO2. Non occorre PB nel caso  in cui venga utilizzata un'alimentazione con aria in pressione.  DAF Filtro dell'aria di diluizione L'aria di diluizione può essere filtrata, deve avere una temperatura all'entrata di 298 ± 5 K (25 oC ± 5o) e può essere prelevata per determinare i livelli di fondo di particolato che possono essere sottratti dai valori misurati per l'emissione allo  scarico diluita.  DT Tunnel di diluizione Il tunnel di diluizione deve essere:  - di diametro abbastanza piccolo da provocare un flusso turbolento (numero dei Reynolds non superiore a 4 000) e sufficientemente lungo da provocare una miscelazione completa dell'emissione allo scarico e dell'aria di diluizione;  - di almeno 25 mm di diametro per il tipo a campionamento totale;  - di diametro di almeno 75 mm per il tipo a campionamento frazionato.  La corrente di scarico del motore dev'essere diretta verso «valle» nel punto in cui essa è introdotta nel tunnel di diluizione e miscelata completamente con l'aria di diluizione primaria mediante un orifizio di miscelazione. Per i sistemi a prelievo  frazionato, occorre verificare la qualità della miscelazione dopo la messa in funzione mediante un profilo delle concentrazioni di CO2 nel tunnel con il motore in marcia (almeno 6 punti di misurazione equidistanti).  PSS Sistema di prelievo del particolato Il sistema di prelievo del particolato deve essere configurato in modo da raccogliere un campione dai tunnel di diluizione e da farlo passare attraverso i filtri di prelievo (campionamento frazionato) oppure si fa passere tutta l'emissione allo scarico  diluita attraverso i filtri di prelievo (campionamento totale). Per evitare le perturbazioni dei sistemi di regolazione, si raccomanda di far funzionare la pompa per l'intera durata della prova. Per far passare il campione attraverso i filtri di  prelievo al momento voluto, si utilizza un sistema in derivazione con valvola a sfera posta tra la sonda ed il supporto del filtro. L'interferenza dell'operazione di derivazione sui sistemi di regolazione deve essere corretta in meno di 3 secondi.  PSP Sonda di prelievo del particolato (unicamente per il campionamento frazionato) La sonda di prelievo del particolato deve:  - essere installata con l'ingresso rivolto verso «monte» e in un punto in cui l'aria di diluizione ed i gas di scarico sono perfettamente miscelati (vale a dire sull'asse del tunnel di diluizione, a circa 10 diametri del tunnel a valle del punto in cui  il gas di scarico entra nel tunnel di diluizione);  - avere al minimo ± 12 mm di diametro interno.  PTT Condotto di trasferimento del particolato Il condotto di trasferimento del particolato non deve essere riscaldato e non deve superare la lunghezza di 1 020 mm:  - tra l'estremità della sonda ed il supporto del filtro nel caso del campionamento frazionato;  - tra l'estremità del tunnel di diluizione ed il supporto del filtro nel caso del campionamento totale.  FH Supporto o supporti del filtro Per il filtro principale e quello secondario possono essere usati un unico supporto o supporti separati. Devono essere soddisfatte le prescrizioni dell'allegato V, punto 2.1.3. I supporti del filtro non devono essere riscaldati.  SP Pompa di prelievo La pompa di prelievo del particolato deve essere posta a distanza sufficiente dal tunnel in modo che la temperatura di entrata del gas sia costante (± 3 K) se non si utilizza il calcolo elettronico della portata.  FC 2 Regolatore di portata (portata di prelievo del particolato, facoltativo) Si può usare un regolatore di portata per migliorare la costanza della portata del campione di particolato.  GF 2 Flussometro del gas (flusso di prelievo di particolato) I misuratori volumetrici totalizzatori di gas o l'apparecchiatura per la misurazione della portata devono essere posti ad una distanza sufficiente dal tunnel in modo che la temperatura di entrata del gas sia costante (± 3 K), qualora non venga  utilizzato il calcolo elettronico della portata.  BV Valvola a sfera La valvola a sfera deve avere un diametro non inferiore a quello del tubo di prelievo ed un tempo di manovra inferiore a 0,5 secondi.»    ALLEGATO VIII  (MODELLO) CERTIFICATO DI OMOLOGAZIONE CEE Appendice, punto 1.4: leggere:  «1.4.  Livelli di emissione   CO .  g/kWh HC .  g/kWh NO .  g/kWh PT .  g/kWh aa determinato con un sistema a flusso totale/parziale (¹)».