CELEX: 51993PC0275
Language: it
Date: 1993-06-10
Title: Proposta modificata di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa alle discariche di rifiuti

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                         COM(93)275   def.SYN 335
                                          Bruxelles, 10 giugno 1993
                      Proposta modificata di
                     DIRETTIVA PEI CONSIGLIO
                relativa alle discariche di rifiuti
    (presentata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 149
                  paragrafo 3 del trattato CEE)
 ---pagebreak---                                   RELAZIONE
In applicazione dell'articolo 149, paragrafo 3, del trattato CEE, la
Commissione presenta una proposta modificata di direttiva del Consiglio
concernente le discariche di rifiuti* 1 ). Nell'elaborazione della proposta
modificata si è tenuto conto di un certo numero di emendamenti che il
Parlamento europeo ha adottato durante le sessioni plenarie di maggio e
ottobre 1992, e degli emendamenti proposti dal Comitato economico e
sociale*2^.
In particolare la Commissione ha Incluso un ulteriore riferimento al
principio "chi inquina paga" in considerazione della crescente
preoccupazione per il risanamento di siti di vecchie discariche e per lo
sviluppo della formazione di personale addetto alle discariche (cfr.
considerandi 16 e 17 e artt. 16 e 20a).
La Commissione ha inoltre cercato di rendere più chiare le definizioni di
cui all'articolo 3 e di aggiungere ulteriori prescrizioni concernenti
l'applicazione, le condizioni e il contenuto dell'autorizzazione (cfr.
artt. 6, 7 e 8 ) .
In seguito all'adozione da parte del Consiglio della direttiva 91/689/CEE
sui rifiuti pericolosi, la Commissione ha accettato la proposta del
Parlamento di inserire un ulteriore riferimento nell'articolo 9. Con lo
stesso articolo la Commissione ha voluto anche garantire che non siano
utilizzati metodi di diluizione o di mescolatura del rifiuti per cercare
di soddisfare ai valori previsti in questa direttiva.
La Commissione ha accettato l'emendamento del Parlamento inteso a vietare
 lo smaltimento congiunto (cfr. art. 10, par. 5 ) , introducendo un periodo
transitorio di cinque anni per quei paesi dove questa prassi è attualmente
legale; nello stesso articolo sono indicati i tipi di rifiuti che possono
essere depositati in una monodiscarica.
 Inoltre la Commissione ha accettato la proposta dei Parlamento di
rafforzare l'articolo 11, In particolare per quanto riguarda il caso di
non accettazione dei rifiuti, e l'articolo 13 concernente le procedure di
chiusura e di sorveglianza del sito dopo la chiusura della discarica.
La Commissione ha Incluso anche l'emendamento del Parlamento inteso a
chiarire il periodo entro il quale le discariche esistenti devono
soddisfare alle disposizioni della presente direttiva (cfr. art. 15) e le
procedure da seguire.
La Commissione ha accettato la proposta del Parlamento di rendere più
particolareggiate le informazioni che gli Stati membri devono fornire con
 le relazioni annue in conformità dell'articolo 19 e dell'allegato IVa.
Infine, la Commissione ha in parte accettato alcuni degli emendamenti
concernenti gli allegati, In particolare quelli relativi al controllo
dell'accesso alla discarica e alla gestione del gas di discarica.
(1) GU n. C 190, del 22.7.1991, pag. 1.
(2) GU n. C 40, del 17.2.1992, pagg. 112 e segg.
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Inoltre la Commissione ha deciso di non modificare la proposta per
Introdurre una copertura assicurativa, poiché preferisce affrontare questo
problema nel quadro generale delineato dal Libro Verde sul risarcimento del
danno ambientale.
Gli emendamenti concernenti il divieto di smaltimento di rifiuti liquidi
nelle discariche sono stati respinti dalla Commissione. La Commissione è
del parere che se dei rifiuti liquidi da smaltire sono compatibili col tipo
di rifiuti ammissibili In ciascuna singola discarica, la discarica può
essere   una   buona   alternativa   all'incenerimento,   qualora   la  sua
localizzazione e le condizioni climatiche lo permettano.
La Commissione ha respinto alcuni degli emendamenti concernenti il
funzionamento della discarica, poiché si riferiscono a tecniche specifiche
che sono già Incluse nelle disposizioni generali stabilite con la
direttiva. Tocca agli Stati membri adottare norme tecniche più specifiche
in rapporto al risultati della valutazione dell'Impatto ambientale.
Per quanto riguarda gli emendamenti concernenti I concetti di prevenzione e
reclclaggio, la Commissione é consapevole dell'importanza di ridurre il
flusso di rifiuti in generale. Tuttavia questo non é l'oggetto della
presente direttiva.
Inoltre la Commissione non ha accettato gli emendamenti concernenti un
programma di campionamento e di analisi di tutti i rifiuti depositati nella
discarica, poiché tali operazioni non sono considerate sempre necessarie;
per esempio per i rifiuti urbani l'aspetto supervisione é stato preso in
considerazione nell'allegato M I , mentre per I rifiuti che presentano
caratteristiche omogenee e che sono periodicamente scaricati in grandi
quantitativi (per es.: rifiuti apportati da imprese che abitualmente
utilizzano la discarica nel senso della direttiva), il campionamento e
l'analisi non sono considerati necessari.
Infine, la Commissione ha respinto la proposta di un emendamento di
compromesso con cui viene chiesta una relazione del lavoro del comitato
tecnico, Ivi compresi gli atti di tutte le riunioni dei comitato, poiché la
proposta della Commissione é conforme alla decisione del Consiglio del
luglio 1987, che stabilisce le procedure per l'esercizio dei poteri di
attuazione conferiti alla Commissione.
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                                                       proposta nodifiesta psr uns
                                                         DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                               relativa alls discarichewdi rifiuti
                               TESTO 0RIQ1NAIE                                  TESTO MODIFICATO
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica
europea, in particolare l'articolo 100 a,
vista la proposta della Commissione,
in cooperazione con il Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che la risoluzione del Consiglio del 7 maggio
 1990 relativa alla politica dei rifiuti^)» adotta il documento
  'i strategia comunitaria ed invita la Commissione a proporre
 _riteri e norme per lo smaltimento dei rifiuti mediante
interramento;
considerando che, in una Comunità senza frontiere interne, è
necessario armonizzare le norme tecniche per l'interramento
dei rifiuti ad un elevato livello di protezione ambientale;
considerando che si ritiene necessario adottare adeguate
 misure per evitare l'abbandono, lo scarico e lo smaltimento
 incontrollato dei rifiuti;
 considerando che differenze tra le norme tecniche per lo
 smaltimento dei rifiuti mediante interramento potrebbero
 dar luogo allo smaltimento preferenziale dei rifiuti in disca-
 riche a basso livello di protezione ambientale, dove i costi di
 smaltimento sono inferiori, creando in questo modo una
 minaccia potenzialmente grave per l'ambiente, dovuta a
 trasporti inutilmente lunghi dei rifiuti nonché ad inadeguate
 prassi di smaltimento;
 considerando che qualsiasi differenza tra le leggi e le horme
 tecniche degli Stati membri relative all'interramento dei
 rifiuti può distorcere le condizioni di concorrenza e doneg-
 giare direttamente la creazione e il funzionamento del mer-
 cato interno;
 considerando che le differenze di norme tecniche e di
 procedure operative e di controllo degli interramenti danno
 luogo a differenze di costo dello smaltimento. dei rifiuti e
 influiscono così sulle condizioni di concorrenza;
    (') GU n. C 122 del 18. 5. 1990, pag. 2.
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                               TgSTO OmCIMALE                                       TESTO MODIFICATO
     considerando che alla luce di quanto suddetto è necessario
     definire chiaramente le categorie dì discariche da prendere in
     considerazione ed i tipi di rifiuti che vanno accettati nelle
     varie categorie di discariche;
     considerando che è necessario rilevare chiaramente quali
     sono le condizioni generali a cui dovrebbero conformarsi le
     discariche per quanto riguarda l'ubicazione, lo sviluppo, il
     controllo e le misure di protezione da adottare, in particolare
     contro Pinquinamento delle falde freatiche dovuto all'infil-
     trazione del colaticcio nel terreno;
     considerando che e necessario armonizzare le procedure di
     autorizzazione per tutte le categorie di discariche conforme-
     mente ai requisiti generali relativi alle licenze già stabiliti
     nella direttiva 75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio
     1975 ( 2 ), relativa ai rifiuti, modificata dalla direttiva 9 1 /
     156/CEE ('), ed agli aspetti particolari dell'interramento
     come stabilito nella presente direttiva;
     considerando che è necessario evitare disparità nelle proce-
    dure di accettazione dei rifiuti nelle varie discariche e che per
     questo deve essere stabilito un sistema omogeneo di campio-
     namento, di caratterizzazione e di analisi dei rifiuti;
    considerando che è necessario stabilire procedure comuni di
    controllo durante le fasi operativa e post-operativa di una
    discarica, in modo da individuare qualsiasi eventuale effetto
    nocivo di quest'ultima sull'ambiente e prendere adeguate
    misure correttive;
    considerando che è necessario definire quando e come una
    discarica debba essere chiusa e quali siano gli obblighi del
    gestore in loco durante la fase post-operativa;
    considerando che è necessario regolamentare le condizioni di
     funzionamento delle discariche esistenti e stabilire i provve-
     dimenti da prendere per il loro adeguamento alle condizioni
     stabilite nella presente direttiva;
     considerando che una vecchia zona di interramento deve
     essere il più possibile adeguata, in modo da ridurre l'even-
    .male impatto negativo sull'ambiente;
     considerando che, in conformità del principio «chi inquina
     paga», il prezzo imposto per l'interramento dei rifiuti deve
     coprire tutti i costi derivanti dalla creazione, dal funziona-
     mento e dalla sorveglianza post-operativa della discarica;
                                                                           considerando che il principio
                                                                           M
                                                                             chi inquina paga" impone per
                                                                           lo meno che si tenga adeguatamente
                                                                           conto degli danni all'ambiente
                                                                           prodotti dalle discariche di
                                                                           rifiuti nonché provvedere a che il
                                                                           gestore della discarica dispone di
                                                                           una garanzia finanziaria sufficiente
                                                                           per sostenere qualsiasi intervento
                                                                           correttore si renda necessario;
(*) GU n. L 194 del 25. 7. 1975, pag. 39.
(») GU n. L 78 del 26. 3. 1991, pag. 32.
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                     TESTQ ORIGINALE                                        TESTO UODIFiCATO
                                                                    considerando che è necessario garantire l'adeguata
                                                                    attuazione in tutta la Comunità delle norme di applica-
                                                                    zione della presente direttiva e assicurare una formazio-
                                                                    ne omogenea di livello elevato per quanto riguarda gli
                                                                    operatori e il personale addetti all'interramento del
                                                                    rifiuti mediante corsi di formazione1
considerando che per assicurare la disponibilità di fondi
sufficienti per il controllo di una discarica chiusa, si propone
di creare un «Fondo per la sorveglianza delle discariche
chiuse», in modo da asssicurare che le discariche chiuse
vengano controllate adeguatamente durante la fase post-ope-
rativa e che si possa svolgere un opportuno intervento di
riparazione, qualora necessario;
considerando che per poter seguire l'evoluzione deU'elimina-
zione di rifiuti mediante interramento è necessario fornire
dati,
HA ADOTTATO LA PRESENTA DIRETTIVA:
                            Articolo 1
                     Campo di applicazione
1. Gli Stati membri applicano questa direttiva a tutte le
discariche definite nell'articolo 3, lettera e).
2. Le stazioni di trasferimento definite nell'articolo 3,
lettera g) e gli impianti per lo stoccaggio dei rifiuti definiti,
nell'articolo 3, lettera h) sono esclusi dall'ambito di questa
direttiva.
                            Artìcolo 2
                          Tipi di rifiuti
1.     Ai fini di questa direttiva, per «rifiuti» si intende
qualsiasi sostanza o oggetto rientrante nell'ambito della
direttiva 75/442/CEE.
2.     In base all'origine i rifiuti sono classificati come:
— «rifiuti urbani»
— «rifiuti industriali»
    In base alle, caratteristiche i rifiuti sono classificati come:
    — «rifiuti pericolosi»
    — «rifiuti non pericolosi»
    — «rifiuti inerti»
 ---pagebreak---                                                                     -4~
                               TESTQ ORIGINALE                             TESTO MODIFICATO
                                Articolo 3
                                Definizioni
   Ai fini ddla presente direttiva si intende per:
   a) «rifiuti urbani»: i rifiuti domestid nonché i rifiuti
       commerdali delle imprese e gli altri rifiuti assimilabili per
       la loro natura o composizione ai rifiuti domestid;
   b) «rifiuti industriali»: i rifiuti prodotti da attività o proce-
        dimenti industriali;
   e) «rifiuti pericolosi»: qualsiasi rifiuto soggetto alla diret-
        tiva 78/319/CEE dd Consiglio, dd 20 marzo 1978,
        relativa ai rifiuti tossid e pericolosi (*);
   d) «rifiuti inerti»: i rifiuti che, se depositati in una discarica,
        non subiscono alcuna trasformazione risica, chimica o
        biologica significativa e soddisfano ai criteri relativi
        all'duito elencati nell'allegato III;
   e) «discarica»: un'area di smaltimento deirifiutiusata per il
        deposito controllato degli stessi sulla o nella urrà;
   f) «monodiscarica»: una discarica o una parte di una
        discarica in cui si depositi solo un determinato tipo di
        rifiuti, ossia rifiuti affini per l'origine, per la composi-
        zione e per le caratteristiche dd loro colaticd;
   g) «stazione di trasferimento»: un impianto in cui i rifu:
        siano depositati e preparati per il successivo trasporto in
        un impianto di ricupero, trattamento o smaltimento;
   h) «stoccaggio»: il deposito temporaneo controllato dd
        rifiuti prima dd recupero, dd trattamento o dell'elimi-
        nazione. Irifiutidestinati ad essere stoccati per più di un
        anno (stoccaggio a lungo termine) devono essere stabili e
        non soggetti a reazioni; altrimenti devono essere prece-
        dentemente stabilizzati; lo stoccaggio permanente o a
        tempo indeterminato è da considerarsi equivalente all'in-
        terramento;
i) «trattamento»: i processi fìsid, diimid o biologia die                   «trattamento»: i processi fisici, chimici, termali o
     modificano le caratteristiche dd rifiuti allo scopo di                 biologici che modificano le caratteristiche dei rifiuti
     ridurne i volumi o la natura pericolosa e per fadlitarne il            allo scopo di ridurne i volumi o la natura pericolosa e
     trasporto o favorirne il recupero;                                     di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero;
j) «colaricdo»: qualsiasi acqua che coli attraverso i rifiuti
     depositati sia emessa o contenuta all'interno di una               j) «colaticcio»: qualsiasi liquido che coli attraverso i
     discarica;                                                            rifiuti depositati e sia emesso o contenuto all'interno
                                                                           di una discarica;
(') CU n. L 84 del 31. 3. 1978, pag. 43.
 ---pagebreak---                                                                 -5-
                     TESTQ ORIGINALE                                               TESTO MODIFICATO
k) «gas di discarica»: tutti i gas generati dai rifiuti in
     discarica;
1) «eluito»: la soluzione ottenuta in una prova di eluizione
     simulata in laboratorio;
m) «gestore»: la persona fisica o giuridica responsabile della
     discarica.
                            Artìcolo 4
                    Categorie di discariche
1. La presente direttiva contempla, in relazione ai vari tipi
di rifiuti da depositare, le seguenti categorie di discariche:
— discarica per rifiuti pericolosi,
— discarica per rifiuti urbani, rifiuti non pericolosi e altri
    rifiuti compatibili, quali definiti dai criteri di compatibi-
    lità riportati nell'allegato III,
— discarica per rifiuti inerti.
2.     Ogni discarica è classificata secondo le disposizioni
della presente direttiva.
3.     Le discariche possono essere oggetto di dassificazione
multipla, a condizione die le operazioni di smaltimento
vengano espletate in aree distinte ed ognuna di queste sia
conforme ai requisiti spécifia stabiliti per la corrispondente
categoria di discarica.
4.     Indipendentemente dal tipo, i rifiuti possono esser
depositati in una monodiscarica, quale definita all'articolo 3,
lettera f). Le monodiscariche devono essere conformi alle
norme stabilite per la categoria di discarica cui appartengono
in base al tipo di rifiuti in esse depositati.
                            Articolo 5
    Requisiti generali per tutte le categorie di discariche
Le discariche devono «essere conformi ai requisiti indicati
negli allegati I, III e IV, per la prevenzione dei danni
ecologia.
                            Artìcolo 6
                  Domanda di autorizzazione
La domanda di autorizzazione per una discarica, prevista
dall'articolo 9 della.direttiva 75/442/CEE deve soddisfare
quanto meno i requisiti e le procedure spedficati nel'alle-
gato IL                                                           2. Dopo la presentazione di una domanda di autorizza-
                                                                  zione:
                                                                  a) le autorità competenti possono chiedere, entro un
                                                                      periodo di tre mesi, dati integrativi, modifiche del
                                                                      progetto o un programma alternativo;
                                                                  b) le autorità competenti prendono una decisione defi-
                                                                      nitiva entro un periodo di 12 mesi decorrente dall'ul-
                                                                      tima domanda presentata.
 ---pagebreak---                                                                  - f c -
                        TESTO ORIfilMALE                                           TESTO MOPIf ICATO
                              Artìcolo 7
          Condizioni per la concessione dell'autorizzazioiie
     Gli Sari membri provvedono affinché:
     1) l'autorità competente conceda l'autorizzazione per la
         discarica solo qualora:
       a) la domanda* sia completa e formulata conforme-                        la demanda sia complota e
            mente alla presente direttiva;                                      formulata conformemente alla
                                                                                presente      direttiva       £
                                                                                l'autorità competente effettui
                                                                                ispezioni sufficienti del Sito
                                                                                prima     ài     qualsivoglia
                                                                                operazione (preparazione Q
                                                                                deposito) onde assicurare 41
                                                                                rispetto      delle rfiprwe
                                                                                ambientali;
      b) ilrichiedente(proprietario e/o gestore della discari-
          ca) possegga i requisiti tecnici efinanziariprescritti
          per rimpianto e l'esercizio della discarica;
      e) U progetto di discarica soddisfi a tutte le prescrizioni
          della presence direttiva;
      d) il progetto di discarica sia compatibile con i piani di
          gestione deirifiutiadottati in applicazione delTarti-
          colo 7 della direttiva 75/442/CEE.
  2) Prima che inizino le operazioni di smaltimento, l'autorità
      competente effettua un'Ispezione della discarica per
      assk3inu^chesûœnfonnealkcon<uzk>nideirautoriz^
      zazìone.
                           Artìcolo 8
                  Contenuto dell'autorizzazione
  1) In conformità all'artìcolo 9 della direttiva 75/442/
  CEE l'autorizzazione della discarica deve specificare al-
  meno:
  a) l'elenco dei tipi dirifiutiammessi o esclusi nella disca-
      rica;
  b) le prescrizioni per le operazioni di interramento e per i
      procedimenti di controllo, nonché per le operazioni di
      chiusura e di gestione successiva alla chiusura;
                                                                        b bis) l'obbligo di fare un rapporto almeno
                                                                               annualmente in conformità dell'articolo 11 e
                                                                               dell'allegato IV della presente direttiva;
2) L'autorizzazione può essere modificata. Per la modi-
fica dell'autorizzazione si applicano le norme di cui agli
articoli 6, 7 e 8, paragrafo 1 della presente direttiva.
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                           TESTO ORIGINALE                             TESTO MODIFICATO
                             Artìcolo 9
            Rifiuti non ammissibili all'interramento
Gli Stati membri provvedono affinché:
1) Non siano ammessi nella discarica i seguenti rifiuti:
    — rifiuti allo stato liquido, a meno che siano compatibili
        sia con il tipo di rifiuti ammissibili nelle singole
        discariche sia con il sistema di gestione della discarica
         (allegato IV: bilancio dell'acqua);
    — rifiuti che, nelle condizioni esistenti in discarica, sono
         esplosivi, ossidanti, altamente infiammabili o infiam-
         mabili, ai sensi della direttiva 78/319/CEE;
    — rifiuti provenienti da ospedali o istituti veteri-                rifiuti provenienti da cliniche, ospedali o istituiti
         nari, qualora siano infettivi ai sensi della direttiva         veterinari, qualora siano infettivi ai sensi della diret-
         78/319/CEE;                                                    tiva 91/689/CEE, e rifiuti che rientrano nella catego-
                                                                        ria 14 (allegato IA) della suddetta direttiva sui rifiuti
                                                                        pericolosi.
     — tutti gli altri tipi dirifiutiche non soddisfano i criteri
          di cui all'allegato III, a meno che siano destinati a
          monodiscariche a norma dell'articolo 10, paragra-
          fo 4 della presente direttiva.
 2) Non sia permesso diluire rifiuti prima o durante le
      operazioni di interramento al fine di renderli conformi        2) Non sia permesso diluire Q
      alle norme di ammissibilità.                                   mescolare rifiuti prima o durante le
                                                                     operazioni di interramento al fine di
                                                                     renderli conformi alle norme di
                                                                     ammissibilità.
                               Articolo 10
      Rifiuti ammissibili nelle varie categorie di discariche
  Gli Stati membri provvedono affinché:
  1 ) La valutazione — effettuata al fine di destinare i vari tipi
       di rifiuti da smaltire alle discariche dell'opportuna
      categoria — delle caratteristiche dei rifiuti in relazione ai
       requisiti prescrìtti per l'interramento sia basata sui
       seguenti fattori:
       — origine dei rifiuti,
       — composizione dei rifiuti,
       — colaticcio e caratteristiche di compatibilità dei rifiuti
            in relazione ai criteri riguardanti l'eluito e la compa-
            tibilità* elencati nell'allegato III.
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                             TESTQ OBlfilNALE                                            TESTO MODIFICATO
2) I rifiuti pericolosi che soddisfano i criteri relativi all'eluito
   di cui all'allegato HI, siano assegnati ad una discarica per
   rifiuti pericolosi a meno che, se compatibili con i rifiuti
   urbani, vengano destinati ad una discarica per rifiuti
   urbani, rifiuti non pericolosi ed altri rifiuti compati-
   bili.
3) I rifiuti pericolosi che non soddisfano i criteri relativi
    all'eluito siano trattati prima di essere smaltiti in disca-
    riche di rifiuti pericolosi.
4) I rifiuti pericolosi che non soddisfano i criteri relativi              4) I rifiuti pericolosi che non soddisfano i criteri relativi
    all'eluito di cui all'allegato III e che non possono'essere                all'eluito di cui all'allegato III e che non possono
    trattati o non sono compatibili per lo smaltimento                         essere trattati possano essere destinati a una monodi-
    congiunto con i rifiuti urbani o qualsiasi altro genere di                 scarica. Per queste discariche particolari, l'autorità
    rifiuti di tipo, origine o composizione precisi, possano                   competente stabilisce prescrizioni specifiche e, se del
     essere destinati ad una monodiscarica. Per queste disca-                  caso, integrative e più rigorose a seconda della natura
     riche particolari, l'autorità competente stabilisce prescri-              dei rifiuti da depositare, allo scopo di garantire
     zioni specifiche a seconda della natura dei rifiuti da                    almeno lo stesso livello di protezione dell'ambiente
                                                                               previsto per le discariche di rifiuti pericolosi a norma
     depositare.                                                               della presente direttiva.
 5) Le discariche per rifiuti urbani non pericolosi ed altri
     rifiuti compatibili possano essere utilizzate per:
      a) rifiuti urbani;
      b) rifiuti non pericolosi di qualsiasi altra origine;
      e) rifiuti liquidi e fanghi compatibili con i rifiuti
           interrati e con il sistema di gestione della discarica
           (allegato IV: bilancio dell'acqua). Si devono prende-
           re precauzioni particolari nello smaltimento in disca-
           rica dei rifiuti liquidi onde impedire la formazione di
           aerosol e favorire uno stillicidio uniforme ed evitare
           quindi la formazione di percorsi preferenziali attra-
           verso la discarica;
       d) qualsiasi altro rifiuto o mescolanza di rifiuti compa-
            tibili con i rifiuti interrati, qualora lo smaltimento
            congiunto comporti un vantaggio per la gestione dei
            rifiuti e per la protezione dell'ambiente, dovuto alle
            interazioni giovevoli che si verificano tra i vari tipi di
            rifiuti mescolati. (Criteri di compatibilità: alle-
            gato III).
                                                                             e) Lo «mitmanto congiunto, «a realizzato
                                                                                   I egalmnt e tara autor Issato —condo la
                                                                                   disposizioni di quatta direttiva par un
                                                                                   par lodo di swsslao cinque armi dall'
                                                                                   entrata In vigors di quatta direttiva,
                                                                                   dopo di che tara vietato
                                                                            $â; I rifiuti urbani pericolosi oggetto di raccolta
                                                                              differenziata siano assegnati a una discarica per
                                                                              rifiuti pericolosi
6) Le discariche per rifiuti inerti siano utilizzate esclusiva-
    mente per rifiuti inerti che siano conformi ai criteri di cui
    all'allegato III. Qualora sia necessario — ai fini dell'os-
    servanza di detti criteri — i rifiuti con maggioranza di
    componenti inerti sono precedentemente selezionati o
    trattati per separare le componenti che possono dar
    luogo a trasformazioni fisiche, chimiche o biologiche.
                                                                                         Qualsiasi genere di rifiuti di tipo, origine o
                                                                                     composizione precisi possa essere destinato a una
                                                                                     monodiscarica. Per queste discariche particolari,
                                                                                     l'autorità competente stabilisce prescrizioni specifi-
                                                                                     che a seconda della natura dei rifiuti da depositare.
 ---pagebreak---                                                                       -s-
                              Articolo 11                                      TESTO MODIFICATO
                  Procedure di ammissione dei rifiuti
  Gli Stati membri adottano provvedimenti affinché:
1 ) Il gestore della discarica ammetta                                       Il gestore della discarica
     i rifiuti unicamente qualora il                                         ammetta i rifiuti unicamente
     detentore dimostri al momento                                           qualora il detentore abbia
     della consegna o anticipatamente,                                       fatto accertare e dimostri, al
     che i rifiuti possono essere                                            momento   della    consegna    o
     accettati            nella        discarica           in                anticipatamente, che i rifiuti
     relazione alla categoria della                                          possono essere accettati nella
     stessa e alle condizioni stabilite                                      discarica in relazione alla
    nell'autorizzazione, e che sono                                          categoria della stessa e alle
    conformi ai criteri di ammissione                                        condizioni          stabilite
     (Allegato III).                                                         nell'autorizzazione,    e che
                                                                             sono conformi ai criteri di
2) Il gestore della discarica provveda a:                                    ammissione (Allegato IIÎ).
    a) controllare la documentazione relativa ai rifiuti;
    b) effettuare un'ispezione visiva e un controllo dei rifiuti
          all'entrata e sul punto di scarico;
    e) eseguire, se del caso secondo le norme di cui
          all'allegato III, un programma di campionamento e
         di analisi dei rifiuti consegnati. Tale programma può
          essere effettuato da un laboratorio autorizzato,
          scelto dal gestore, o dal gestore stesso qualoi
         possieda attrezzature di laboratorio adeguate e omo-
          logate;
    d) tenere un registro nel quale siano indicate le quantità,
         le caratteristiche e l'origine dei rifiuti depositati, la
         data di consenga, il produttore e, se trattasi di rifiuti
         pericolosi la posizione precisa nella discarica;
    e) comunicare annualmente all'autorità competente i
         tipi e i quantitativi di rifiuti interrati e i resultati del
         programma di controllo, a norma del presente
         articolo e dell'allegato IV.
3) Qualora usi frequentemente la discarica, il produttore o               3)     Qualora usi frequentemente la
    il detentore dei rifiuti, stipuli un contratto scritto con il                discarica o intenda smaltire
   gestore della discarica stessa per la consegna dei rifiuti.                   grandi quantitativi di rifiuti
   Nel contratto devono essere indicate le caraneristiche                        su basi non periodiche, il
   generali dei rifiuti da consegnare.                                           produttore o il detentore dei
                                                                                 rifiuti stipulino un contratto
                                                                                 scritto con il gestore della
                                                                                 discarica    stessa    per   la
                                                                                 consegna dei "rifiuti. Nel
                                                                                 contratto     devono     essere
                                                                                 indicate le caratteristiche
                                                                                 generali nonché l'origine e il
                                                                                 tipo     dei     rifiuti     da
                                                                                 consegnare,    così   come   le
                                                                                 azioni e le procedure da
                                                                                 esperire in caso di mancata
                                                                                 accettazione dei rifiuti da
                                                                                 parte dei gestore,
 4) Il gestore della discarica fornisca un'attestazione scritta
      per ogni consegna accettata. Tale documento ha valore
      di certificato comprovante lo smaltimento dei rifiuti nella
      discarica nonché valore di accordo concluso dai singoli
      utilizzatori della discarica.
 ---pagebreak---                                                                   - IO -
                                                                                         TCSTQ MODIFICATO
                            TESTO ORIGINALE
 5) Il detentorerinvìial produttore irifiutiche non vengano            5) In caso I rifiuti non vengano ammessi nella discarica,
      ammessi nella discarica a meno che non si trovi un altro          ... il detentore notifichi all'autorità competente la man-
      mezzo di smaltimento rispondente a tutte le vigenti                   cata accettazione e il rinvìi al produttore a meno che
      prescrizioni.                                                         non si trovi un altro mezzo di smaltimento risponden-
                                                                            te a tutte le vigenti prescrizioni. In ogni caso il
                                                                            detentore informa l'autorità competente circa la
                                                                            destinazione finale deirifiuti,a spese del produttore
                                                                            dei rifiuti stessi.
 6) Il gestore della discarica sia responsabile dell'ammissione
     dei rifiuti.
                           Artìcolo 12
Procedure di controllo nella fase dell'esercizio e nella fase
            della gestione successiva alla chiusura
Gli Stati membri adottano provvedimenti affinché:
1 ) Il gestore della discarica esegua il programma di control-
    lo di cui all'allegato IV durante l'esercizio della discarica
    e nella fase della gestione successiva alla chiusura.
2) Il gestore comunichi all'autorità competente eventuali
    effetti negativi sull'ambiente riscontrati nell'esecuzione
    dei provvedimenti di controllo e, in ogni caso, notifichi
    all'autorità competente la natura delle misure proposte e
    i termini di attuazione delle medesime.
3) Siano adottate misure correttive a spese del gestore
    qualora si scoprano effetti ecologici negativi dovuti alle
    operazioni di interramento. Tali misure correttive pos-
    sono essere sottoposte alla direzione dell'autorità com-
    petente e possono essere attuate dalla stessa, qualora il
    gestore non vi provveda personalmente.
4) Siano designati laboratori qualificati che provvedano al
    controllo qualitativo delle operazioni analitiche svolte
    nei procedimenti di controllo.
                         • Artìcolo 13
                      Procedura di chiusura
Gli Stati membri provvedono affinché:
1 ) Il procedimento di chiusura della discarica o di una parte
    di essa sia avviato:
    a) quando sia stata raggiunta la capacità massima della
         discarica, ossia quando l'altezza definitiva dei rifiuti
         depositati raggiunga quella stabilita nel progetto di
         discarica richièsto per la concessione dell'autorizza-
         zione o indicata nell'autorizzazione stessa, oppure
 ---pagebreak---                                                                     - il -
                                «TCftTO ORIGINALE                                      TFSTO UQDtFICATO
                                                                         b)       su decisione del proprietario
                                                                                  e/o gestore del s i t o , previo
  b) su decisione del proprietario del sito con l'autorizza-                     consenso dj entrambi se s i
       zione dell'autorità competente, oppure
                                                                                  tratta di entità diverse e
  e) su decisione dell'autorità competente.                                       dietro            autorizzazione
                                                                                  dell'autorità            competente,
                                                                                  oppure
                                                                         e) su decisione dell'autorità competente, salvo ricorso
                                                                            da parte del gestore.
  In ogni caso l'autorità competente deve motivare la
  propria decisione.
) Ogni discarica chiusa venga ricoperta con uno strato
   finale allo scopo di adattare l'area ai suoi usi futuri e
   integrarla nel paesaggio circostante.
   Il tipo e la caratteristiche dello stratofinalesono stabiliti
   tenendo conto della categoria della discarica, dei tipi di
   rifiuti depositati e delle caratteristiche particolari del
   sito, in modo da controlarne sviluppi futuri.
 ) Prima dell'inizio della chiusura totale o parziale della
   discarica, il gestore comunichi all'autorità competente le
   informazioni prescritte nell'allegato II e in particolare le
   misure da applicare per la sorveglianza ed il controllo
   delle acque di superficie, delle emissioni di gas e di
   colaticcio della discarica, e per la protezione e la
   sorveglianza delle acque sotterranee a norma dell'alle-
   gato IV.
    La discarica o una parte della stessa sia considerata
    definitivamente chiusa solo dopo che l'autorità compe-
    tente abbia eseguito un'ispezione finale sul posto ed
    abbia comunicato al gestore l'autorizzazione alla chiu-
    sura.
i) Dopo la chiusura definitiva della discarica, il gestore                    per almeno 30 anni dopo la
    provveda alla manutenzione, alla sorveglianza e al                        Chiusura di una discarica, o
    controllo nella fase della gestione successiva di 10 anni, o              per t u t t o %l teropo necessario
    per un periodo più breve se questo è autorizzato
    dall'autorità competente.                                                 SSL l i      discarica        comporta
                                                                              rischi          effettivi.             LÌ
                                                                              colaticcio del sito e le falde
                                                                              freatiche         nelle      vicinanze
                                                                              dello stesso siano controllati
                                                                              e analizzati almeno due volte
                                                                              all'anno (Allegato IV) per
                                                                              garantire la sicurezza £$l
                                                                              SitP-
                              Articolo 14
                   Responsabilità civile del gestore
   Il gestore è responsabile a norma del diritto civile dei danni e
   del deterioramento dell'ambiente causati dai rifiuti interrati
   indipendentemente dell'esistenza di una sua colpa.
 ---pagebreak---                                                                    -12-
                             TEfiTft OR'CIMALE                                    TffìTft r * " r " * T O
                           Artìcolo 15
                     Discariche preesistenti
Gli Stati membri provvedono affinché:
1) Le discariche che abbiano ottenuto un'autorizzazione o
    siano già in funzione al momento della notifica della
    presente direttiva possano rimanere in funzione purché
    siano conformi alle norme stabilite ai punti 2 e 3.
2) Per la continuazione dell'attività, i gestori dei siti cui si fa
    riferimento al punto 1, debbono richiedere all'autorità
    competente la convalida dell'autorizzazione o, qualora il
    sito non sia conforme alle disposizioni della presente
    direttiva, debbanorichiedereun'autorizzazione nuova o
    modificata. L'autorità competente concede l'autorizza-
    zione solo se la futura attività nella rimanente parte del
    sito sia conforme ai requisiti stabiliti nella presente
    direttiva.
3) Entro cinque anni dall'attuazione della presente diret-              3) a) Entro un anno dall'entrata in vigore della pre-
    tiva:                                                                     sente direttiva, il gestore della discarica elabori e
                                                                              presenti all'approvazione dell'autorità compe-
    a) se del caso il gestore della discarica elabori e presenti              tente un piano di riassetto del sito (Allegato II),
         all'approvazione dell'autorità competente un piano
        diriassettodel sito fornendo le informazioni prescrit-
         te nell'allegato I;
                                                                           b) entro un anno dalla presentazione del piano di
    b) l'autorità competente esamini la domanda e adotta                      riassetto, l'autorità competente adotti una deci-
         una decisione definitiva;                                            sione definitiva;
                                                                           e) sulla base del piano di riassetto del sito approva-
    e) il gestore attui il piano di riassetto del sito.                       to, l'autorità competente autorizzi i necessari
                                                                              lavori e stabilisca un periodo di transizione
                                                                              specifico, non superiore a due anni, per l'attua-
                                                                              zione del piano.
4) L'autorità competente adotti i provvedimenti necessari
    per la chiusura delle discariche preesistenti che siano
    ancora in funzione cinque anni dopo l'attuazione della
    presente direttiva senza essere state autorizzate a prose-
    guire l'attività.
 ---pagebreak---                                                       -13-
                   TESTO ORIGINALE                                   TESTO MODIFIÇAT9
                             Artìcolo 16
        Costo dello smaltimento dei rifiuti nelle discariche
   Gli Stati membri provvedono affinché il corrispettivo da        Gli Stati membri provvedono affinché il corrispettivo da
   versare per lo smaltimento di qualsiasi tipo di rifiuti nelle   versare per lo smaltimento di qualsiasi tipo di rifiuti nelle
   discariche copra almeno tutti i costi derivanti dall'impianto e discariche copra almeno tutti i costi derivanti dall'im-
   dall'esercizio delle discariche, nonché i costi stimati della   pianto e dall'esercizio delle discariche, nonché i costi
   chiusura e dèlia gestione successiva alla chiusura.             stimati della chiusura e della gestione successiva alla
                                                                   chiusura, anche per sopperire alfinanziamentodi proget-
                                                                   ti di formazione per la qualificazione professionale e
                                                                   tecnica del personale necessario per svolgere i suddetti
                             Artìcolo 17                           compiti.
                        Garanzia finanziaria
   Gli Stati membri provvedono affinché il gestore, quando
   riceve l'autorizzazione, fornisca in qualsivoglia modo una
   garanzia finanziaria o qualsiasi altra garanzia equivalente,
   determinata dall'autorità competente, a copertura dei costi
   stimati dei procedimenti di chiusura e della gestione succes-
   siva alla chiusura. Tale garanzia deve sussistere per tutto il
   periodo in cui il gestore sia incaricato della manutenzione del
   sito e della gestione successiva alla chiusura.
                             Artìcolo 18
           Fondo per la gestione delle discariche chiuse
   1. Gli Stati membri provvedono affinché siano costituiti
  uno o più «Fondi per la gestione delle discariche chiuse»; la
  struttura di tali fondi è stabilita dall'autorità competente.
  2.      Tali fondi hanno lo scopo di:
   a) coprire i costi di ordinaria gestione delle discariche
       chiuse,
  b) coprire le spese derivanti dagli interventi necessari per
       prevenire o riparare i danni ecologici causati dallo
       smaltimento dei rifiuti, qualora esse non stano altrimenti
       risarcibili né coperte da assicurazioni o garanzie finan-
3. Il fondo non copre le spese che possono essere imputate
direttamente al gestore della discarica per tutto il periodo in
cui questi è responsabile.
4. Ogni gestore di una discarica contribuisce al «Fondo
per la sorveglianza delle discariche chiuse» in funzione della
categoria della discarica e dei tipi e delle quantità dei rifiuti
interrati. La garanzia finanziaria, di cui all'articolo 17, non
esonera il gestore dal contribuire al fondo.
 ---pagebreak---                                                                  -IM-
                          TfftTO QBIfilNALE                                    TESTO yODIFICATO
                          Articolo 19
                      Obbligo di relazione
1. Ogni anno, e per la prima volta il. . ., gli Stati membri             1. Ogni anno, per la prima volta il..., gli Stati membri
inviano alla Commissione una relazione sull'interramento
                                                                        inviano alla Commissione una relazione sun in-
dei rifiuti con le informazioni necessarie per valutare l'attua-
                                                                        terramento dei ntiuti contenente le seguenn ìnrormazioni:
zione delle disposizioni della presente direttiva.
                                                                        — dati individuali su ciascuna discarica in esercizio,
                                                                             come stabilito al paragrafo 2 del presente articolo;
                                                                        — dati cumulativi, a livello nazionale, su quantitativi e
                                                                             tipi di rifiuti smaltiti e sul costo totale dello smalti-
                                                                             mento;
                                                                        — i piani esistenti per l'insediamento di nuove discari-
                                                                             che;
                                                                        — le discariche chiuse;
                                                                        -*•• una relazione sulle attività tecniche efinanziariedel
                                                                             Fondo per la sorveglianza delle discariche chiuse.
                                                                                  I dati da fornire per ogni discarica sono I
                                                                      seguenti:
                                                                      — periodo di riferimento
                                                                      — nome del sito della discarica
                                                                      — proprietario e/o gestore
                                                                      — tipi e quantitativi di rifiuti ricevuti durante il periodo
                                                                           di riferimento
                                                                      — costo dello smaltimento (per tonnellata)
                                                                      — area servita
                                                                      — anno in cui sono inziate le operazioni
                                                                      — quantitativi totali (cumulo) dei rifiuti depositati
                                                                      — calcolo della capacità finale del sito
                                                                      — anno in cui si prevede di esaurire tale capacità.
                                                                      Un modello della scheda per I dati che devono essere
                                                                      forniti su ogni discarica è incluso all'allegato IV.
 ---pagebreak---                                                                   -is-
                              TESTO ORIGINALE                                  TESTO UODIFICATO
   2. Sulla base delle relazioni di cui al paragrafo 1, la             2. Sulla base delle relazioni di cui ai paragrafi 1 e 2, la
   Commissione pubblica una relazione consolidata ogni tre             commissione pubblica una relazione consolidata ogni tre
   anni e per la prima volta i l . . .                                 anni e per la prima volta il...
                           Artìcolo 20
                            Comitato
Le modifiche necessarie per l'adeguamento degli allegati della
presente direttiva al progresso scientifico e tecnico e le
proposte di normalizzazione relative ai metodi di controllo,
di campionamento e di analisi in relazione alla discarica dei
rifiuti vengono adottati secundo la seguente procedura.
La Commissione è assistita da un comitato composto dai
rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappre-
sentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione sottopone ali comitato
un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula '
suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può
fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il
parere è formulato alla maggioranza prevista all'artico-
lo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni
che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissio-
ne. Nelle votazioni al comitato, viene attribuita ai voti dei
rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita
all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla vota-
zione.
La Commissione adotta le misure previste qualora siano
conformi al parere del comitato.
Se le misure previste non sono conformi al parere del
comitato, o in mancanza del parere, la Commissione sotto-
pone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle
misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza
qualificata.
Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi
a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta,
la Commissione adotta le misure proposte.
 ---pagebreak---                          TESTO ORIGINALE                                 TESTO MODIFICATO
                                                               Formazione e Informazione
                                                               Gli Stati membri adottano le misure necessarie
                                                               a) per lo sviluppo e la formazione professionale e
                                                                   tecnica dei gestori e del personale delle discariche;
                                                               b) per l'avvio di campagne di informazione sulle opera-
                                                                   zloni e sulle tecniche relative alle discariche, rivolte
                                                                   sia alle pubbliche autorità che al pubblico in genera-
                                                                   le.
                          Artìcolo 21
                          Attuazione
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per
conformarsi alla presente direttiva entro un anno dalla
sua notifica. Essi ne informano immediatamente la Commis-
sione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste
contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblica-
zione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli
Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i testi
delle disposizioni di diritto nazionale, che essi adottano nel
campo disciplinato dalla presente direttiva.
                          Artìcolo 22
La presente direttiva è destinata agli Stati membri.
 ---pagebreak---                                                                                   -'?-
                                                                                                                  TEST/)       MODIFICATO
                                                     ALLEGATO /
                   REQUISITI GENERALI PER TUTTE LE CATEGORIE DI DISCARICHE
      Ubicazione
       Per l'ubicazione di una discarica si devono prendere in considerazione i seguenti fattori:
       a) le distanze fra i confini dell'area e le zone residenziali e di ricreazione, le strade e le vie navigabili, i bacini
            idrici e le altre località industriali, agricole o urbane;
       b) l'esistenza di falde sotterranee o zone di protezione naturale nella zona;
                                                                                                                            O          le condizioni geologiche
       c) l e condizioni idrogeologiche d e l l a
                                                                                                                                       idrogeologiche della zona;
              zona;
               d) il rischio di inondazione, cedimento, frane o valanghe nell'area della discarica;
               e) la protezione del patrimonio naturale o culturale della zona.
1 .2               La d i s c a r i c a           può        essere                                                  1.2.        La       discarica         può       essere
                   autorizzata                         se           le                                                           autorizzata solamente se le
                   c a r a t t e r i s t i c h e del luogo per                                                                   caratteristiche del luogo per
                   quanto riguarda i                        fattori                                                              quanto riguarda i fattori
                   summenzionati, o l e misure                                                                                   summenzionati, o le misure
                   c o r r i s p e t t i v e da prendere,                                                                        corrispettive da prendere,
                   considerate n e l l a valutazione                                                                             considerate nella valutazione
                   d e l l ' i m p a t t o ambientale a i                                                                        dell'impatto ambientale ai
                    sensi             della           direttiva                                                                  sensi           della         direttiva
                    85/337/CEE, indicano che l a                                                                                 85/337/CEE, indicano che la
                    d i s c a r i c a non c o s t i t u i s c e un                                                               discarica non costituisce un
                    qrave r i s c h i o ecologico.                                                                               grave rischio ecologico.
             Strade di accesso ed aree di servizio
 2.1.        Si deve pianificare l'accesso ad una discarica in modo tale da creare il minimo impedimento possibile alle
             strade pubbliche esistenti.
                                                                                                                         2.2.   La discarica deve essere opportunamente attrez
 2.2.         La discarica deve essere opportunamente attrez-                                                            zata per far sì che la sporcizia non si disperda sulle stradi
 zata per far sì che la sporcizia non si disperda sulle strade                                                           pubbliche e sui terreni circostanti.
 pubbliche.
 '..3.      Tutte le strade e le aree di servizio entro i confini della discarica sono costruite e mantenute conformemente
            alle misure di controllo delle acque e di protezione del terreno e delle acque sotterranee, richieste per la
            zona.
     3.         Recinzione
                La discarica deve essere recintata in modo adeguato per impedire il libero accesso all'area. Al di fuori delle
     3.1
                ore di funzionamento, i cancelli devono essere chiusi a chiave.
     4.         Protezione del paesaggio
     4.1.       Si devono prendere misure allo scopo diridurrel'impatto visivo della discarica, in particolare quando sia
                facilmente visibile da zone residenziali, aree di ricreazione e strade.
     5.         Segnalazione dell'area e relative informazioni
     5.1.       All'ingresso di una discarica si deve affiggere un cartello di identificazione con le seguenti informa-
                zioni:
                — nome e categoria dell'area,
                — nome del proprietario e/o gestore,
                — dati dell'autorizzazione,
                — orari di funzionamento,
                — numeri di telefono per contatti e per casi di emergenza,
                 — autorità responsabile dell'autorizzazione all'esercizio e del controllo dell'area.
       5.2.      Su richiesta, il pubblico deve sempre poter ottenere le seguenti informazioni:
                 — tipi di rifiuti per i quali la discarica ha ricevuto l'autorizzazione all'esercizio;
                 — tariffe da applicare per il deposito dei rifiuti in loco.
 ---pagebreak---                                                                                -18-
                                   TESTO ORIGINALE                                                         TESTO MODIFICATO
 6.    Controllo dell'accesso e dello svolgimento dell'attività
 6.1.  All'ingresso della discarica deve sempre essere installato un adeguato sistema di controllo dell'accesso.
C.2.    Si devono sempre sottoporre tutti i rifiuti consegnati ai seguenti controlli:
        — origine;
        — tipo e caratteristiche;
        — quantità (peso o volume);
       — documenti d'identificazione validi, su richiesta.                                                          — ^documenti di identificazione validi.
                                                                                                                        Il sistema di controllo e
                                                                                                                       di     accesso * a         ogni
                                                                                                                       discarica deve contenere
                                                                                                                       un programma di misure
                                                                                                                       per      individuare          e
                                                                                                                        scoraggiare    lo     scarico
                                                                                                                       abusivo.
6.3.   Una persona adeguatamente qualificata, responsabile delle operazioni della discarica, deve essere sempre
       presente durante le ore di funzionamento.
7.     Controllo delle acque e gestione del colaticcio
7.1.   Si devono prendere misure adeguate per controllare le acque superficiali e/o sotterranee che entrano nei
       rifiuti interrati.
      7.2.            Tutte le acque e tutto il                                                                   7.2       Tutte le acque e tutto i'.
                      colaticcio provenienti dalla                                                                          colaticcio provenienti dalle
                      discarica            devono           essere                                                          discarica         devono        essere
                      raccolti, a meno che sia                                                                               raccolti mediante un sistem;
                      stato stabilito in base ad                                                                            di drenaggio efficace, pei
                     una valutazione dell'impatto                                                                           evitare che sul fondo del site
                      ambientale che la raccolta                                                                             si accumuli acqua, a meno cht
                     non è obbligatoria.                                                                                     sia stato stabilito in base ac
                                                                                                                            una valutazione dell'impatt<
                                                                                                                             ambientale che la raccolta noi
                                                                                                                             è obbligatoria.
7.3.   Le acque contaminate e il colaticcio raccolti nella discarica devono essere trattati nel modo adeguato,
      stabilito per il successivo scarico.
i.    Protezione del terreno e delle acque sotterranee
3.1.  Una discarica deve essere conforme alle condizioni, naturali o ottenute artificialmente, necessarie per
      impedire l'inquinamento del terreno e delle acque sotterranee.
i.2.  Le formazioni geologiche non sature che costituiscono il substrato della base e dei lati della discarica
      devono rispondere ai seguenti requisiti di permeabilità e spessore.
      Valori massimi del coefficiente di permeabilità, K (m/s), per un substrato di 3 m di spessore misurato in
      condizioni di saturazione idrica:
      — discarica per rifiuti pericolosi: K = 1.0 x 10"* m/s;
      — discarica per rifiuti urbani, rifiuti non pericolosi e per altri rifiuti compatibili:
           K = 1.0 X IO - * m/s;
      — discarica per rifiuti inerti: K = nessun valore limite.
<-3.  Il metodo da utilizzare per determinare il coefficiente di permeabilità del terreno per tutta la superfìcie della
      discarica deve essere sviluppato e approvato dal comitato di cui all'articolo 20 della presente direttiva.
M.    Qualora non esistano naturalmente tali condizioni o altre equivalenti, si prendono misure tecniche per
      raggiungere almeno Io stesso livello di sicurezza.
 ---pagebreak---                                                                                '5
                                   TESTO ORIGINALE                                                    TESTO MODIFICATO
      Controllo dei gas
      Si devono prendere misure adeguate per controliare l'accumulo e la migrazione dei gas della discarica
      (allegato IV).
                                                                                         9.2.       Il gas della discarica deve
      9.2.           Il gas della discarica deve                                                    essere raccolto attraverso
                    essere                  raccolto,                                               dispositivi di captazione,
                    adeguatamente               trattato            e                               adeguatamente          trattato               e
                    preferibilmente utilizzato.                                                     preferibilmente utilizzato, in
                    Tale obbligo si applica alle                                                    modo da minimizzare il danno o
                    aree biologicamente attive                                                      il degrado ambientale, a meno
                    che ricevono hanno ricevuto                                                     che      si    sia      determinato,
                    più di 10.000 tonnellate                                                        mediante        una        valutazione
                    metriche di rifiuti all'anno.                                                   dell'impatto ambientale, che
                                                                                                    tale        raccolta        non           sia
                                                                                                    necessaria.
      Disturbi
 .1. Si devono prendere misure preventive contro i disturbi provenienti dalla discarica e causati da:
      — emissioni di odori e polvere,
      — materiali trasportati dal vento,
      — rumore e traffico,
      — uccelli ed animali nocivi,
                                                                                                 - uccelli e animali nocivi e insetti
       — formazione di aerosol.
     Controllo della stabilità
 U
     dftUrST t / r ^ S * ^ -T                  * ^Ud    Ck
                                                              """^    CoUe
                                                                           8* e » - P * * * * * »°*> PT evitare
     shttamenu, lo scanco de, nfiut. nell'area si effettua applicando adeguati sistemi di garanzTquanta!
                                                   ALLEGATO II
 Informazioni fondamentali da fornire pen
 A. - L'installazione e la gestione di una discarica       *• *
B. D piano di condizionamento di una discarica esistente
C. La chiusura di una discarica
Qualora sirichiedaun'autorizzazione, i documenti da presentare devono essere adattati alla particolare situazione
dell'area e precisare tale situazione in funzione dell'alternativa (A, B, C) in questione.
Le informazioni fondamentali da fornire sono indicate di seguito.
1. Completa identificazione dei richiedenti.
2. Indicazione dei tipi e delle quantità di rifiuti da scaricare (A, B) o già scaricati (B, C).
3. Capacità di gestione dei rifiuti (giornaliera, mensile, annua) per cui è progettato l'impianto.
4. Relazione con una completa descrizione dell'area, ivi compresi:
     — posizione ed accesso,
     — confini e topografia,                                                                          - caratteristiche geologiche e idro-
                                                                                                         logiche dell'area, sulla base di
           caratteristiche                 geologiche              e                                     dati appropriati e di campionamenti
           idrologiche dell'area,                                                                        realizzati in loco.
    — metereologia locale.
                                                                                                                       ,OCa,e t e n e n d   COnt
                                                                                                         rf^evote    ^       '            °      ° del contesto
                                                                                                                                                                Più
 ---pagebreak---                                                                               -2o-
                                    TffTn QRifiiiiALE                                                        TESTO MODIFICATO
    Dettagli tecnici del progetto, comprendenti lo sviluppo, il condizionamento e / o la chiusura dell'area:
    — fasi del progetto,
    — accesso, recinzione e strade dell'area,
    — metodi previsti per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento,
    — preparazione dell'area e fornitura di servizi,
    — impianti complementari.
6. Piano operativo e di controllo dell>rea, comprendente:
    — divisione in fasi e descrizione delle operazioni,
    — misure di controllo delle acque, del colaticcio e dei gas,
    — misure per il controllo dei disturbi ambientali,
    — tempi operativi,
       procedure di controllo degli accessi e di accettazione dei rifiuti,
    — apparecchiature da usare,
    — elenco del personale con indicazione delle qualifiche, dei compiti e delle responsabilità,
    — procedure di monitoraggio e di manutenzione,
    — regole operative e di sicurezza e procedure per casi di emergenza.
 7. Piano delle procedure di chiusura e di sorveglianza post-operativa, ivi compresi:
    — capacità finale e periodo di funzionamento previsto dell'impianto,
    — confini e topografia finali dell'area,
    — piano di sistemazione finale,
        fast per la chiusura parziale e la sistemazione delle aree riempite,
    — misure di sorveglianza post-operativa.
 8. Valutazione dell'impatto ambientale ai sensi della direttiva 875/337/CEE.
 9. Informazioni economiche relative al progetto, ivi comprese srime iniziali di:
    — capitale investito,
  - — costi operativi,
    — tariffe.
                                                   ^ALLEGATO III
                         CRITERI DI ACCETTAZIONE DEI RIFIUTI E PROCEDURE
      Introduzione
      Per poter armonizzare le caratteristiche tecniche degli interramenti è fondamentale che tutte le discariche
      utilizzino, anche se solamente per scopi di comparazione, gli stessi criteri di accettazione dei rifiuti. Ciò
      significa che è necessario stabilire procedure omogenee di campionamento e di controllo da applicare a tutti
      i rifiuti.
      Ai fini della presente direttiva i criteri di accettazione dei rifiuti e le procedure di controllo vanno fissati in
      funzione delle caraneristiche dell'eluato e della compatibilita dei vari tipi di rifiuti nei casi di smaltimento
      congiunto (criteri dell'eluato e di compatibilità). •
      A prescindere dai metodi di campionamento e di analisi selezionati o dai parametri di misurazione, si fa
      notare che le prove sulle quali si basano i criteri di accettazione, non riproducono mai la reazione esatta dei
      rifiuti nell'interramento ma servono da metro di paragone con cui si valutano le caratteristiche dei rifiuti.
      Ciò significa che, pur esistendo vari metodi di campionamento e di analisi o nonostante l'importanza
      relativa accordata ai vari parametri, si deve fissare un metodo di referimento comune come descritto nel
      presente allegato.
      Principio generale
      Tutti i rifiuti scaricali in una discarica devono prima essere caratterizzati conformemente alle prescrizioni
      del presente allegato.
      Per i rifiuti la cui origine è conosciuta e le cui caratteristiche e composizione sono definite, il
      campionamento e l'analisi possono essere sostituiti da un programma di campionamento e di analisi
      periodici effettuati casualmente.
 ---pagebreak---                                                     -zi-
   Campionamento
   Definizioni:
   A. Rifiuti omogenei:
        tutti itipidirifiutiche al momento del campionamento sono allo stato liquido, che si possono pompare
        e le cui caratteristiche siano le stesse nella massa intera, nonché i rifiuti dei quali si può stabilire
        visivamente l'omogeneità.
        Rifiuti eterogenei:
        tutti gli altri rifiuti.
   B. Campione rappresentativo:
       un campione viene considerato come «rappresentativo» se la piccola quantità di materiale prelevata per
       l'analisi ha la stessa composizione media della grande massa da cui è prelevata. Riferimento: «General
       guidelines on sampling technology», doc. ISO 5667-2 (1988).
       Numero di campioni e quantità da prelevare:
        1. Per rifiuti non consegnati in contenitori
             a) Per rifiuti omogenei: un campione da 1 000 g o mi per consegna.
             b) Per rifiuti eterogenei: un campione rappresentativo da 1 000 g o ml per 5 t di rifiuti •
                  frazione.
      "2.    Per rifiuti consegnati in contenitori
             Le cifre sono valide per contenitori con lo stesso contenuto. I rifiuti si considerano omogenei al
             momento del campionamento. Qualora i contenitori vengano vuotati in un serbatoio di raccolta si
             può prelevare il campione cumulativo dal serbatoio.
                  Peso per contenitore       Peto e numero di contenitori da campionare per un campione di laboratorio
                        < 5 kg                Sufficienti per un campione cumulativo di almeno 1 kg prelevato da
                                              almeno x (') contenitori
                        > 5 kg                Sufficienti per un campione cumulativo tra 1 e 2,5 kg presi da
                                           ' almeno x (') contenitori
             (') Dove: X = y n + 1 , in cui n rappresenta il numero di contenitori.
        3. Rifiuti urbani
             È necessario campionare regolarmente questi rifiuti vista la necessità di valutare i mutamenti nella
             composizione per poter agire in modo adeguato anticipatamente o per adottare un'alternativa
             all'interramento, per esempio: prevenire la contaminazione, raccolta selettiva, riciclaggio, ecc.
             — Rifiuti domestici: si effettua il campionamento a caso su tutti i tipi di origine dei rifiuti allo
                  scopo di determinare la composizione percentuale (sostanze organiche, metalli, ecc.) valore
                  calorifico, residuo di riscaldamento, ecc.
            — Qualora compaiano contenitori con tipi sconosciuti di rifiuti, questi subiranno un campiona-
                  mento indipendente: vedi punto 2.
             — Il produttore deve fornire una descrizione dei rifiuti proventienti da attività commerciali, uffici
                  e pubbliche istituzioni. Si effettua il controllo analitico solo per permettere una valutazione
                  completa oppure qualora la dichiarazione non sia adeguata.
4. Procedure di controllo: criteri dell'eluato (non applicabile ai rifiuti urbani)
   Criteri dell'eluato
   Numerosi procedimenti fisico-chimici e biologici determinano la produzione e la composizione dei colaticci
   di interramenti. In generale la composizione dei colaticci in funzione dei tipi e dell'età dei rifiuti deposti,
   delle condizioni fisico-chimiche prevalenti, della microbiologia e dell'equilibrio idrico dell'interramento.
   Sebbene si siano dedicati vari studi alla valutazione della relazione tra le prove di laboratorio e il destino dei
   colaticci, si è n o u u la scarsità di informazione veritiera a lungo termine. Tuttavia, la possibilità di alterare
   severamente le risorse idriche con i colaticci esiste e dovrebbe essere evitata. Le prove dell'eluato proposte
   qui di seguito, non hanno altro scopo che quello di fornire informazioni qualitative sulla composizione
   delle acque di colaticcio e sulla natura delle eventuali sostanze tossiche mobilizzate. (Riferimento, «Étude
   bibliographique sur les lixiviats produits par la mise en décharge de déchets industriels», 4 volumi,
   CEE-XH-ENV/20/861.
 ---pagebreak---                                                   - 22 -
T r a t t a m e n t o dei c a m p i o n i :
la struttura originale del campione usalo deve essere mantenuta per quanto possibile: le parti voluminose
vanno macinate. U metodo d'analisi proposto e DIN 38414-S4 (edizione ottobre 1984) con le seguenti
aggiunte e/o semplificazioni:
— usare una bottiglia di vetro a collo largo (diametro 10 cm);
— agitare ruotando la bottiglia di 180° una volta al minuto per 24 ore;
                                                                                                             l'i'
— centrifugare; usare per il campionamento siringhe da ul 250 con filtro da um 0,45.
V a l o r i di c l a s s i f i c a z i o n e :
La presente ubella stabilisce la gamma secondo cui vengono caratterizzati i rifiuti per l'interramento in
rapporto alla composizione dei loro colaticci:
— Vengano considerali pericolosi per l'interramento quei rifiuti la cui concentrazione di eluato rientra
     nella gamma fissata per i rifiuti pericolosi.
     Per le concentrazioni di eluato superiori ai valori massimi fissati, i rifiuti pericolosi vanno trattati prima
     dell'interramento, a meno che siano compatibili con i rifiuti urbani per uno smaltimento congiunto
     oppure, qualora non fosse possibile trattarli, vanno smalliti in una monodiscarica.
— I rifiuti la cui concentrazione di eluato non supera i valori massimi fissati per rifiuti inerti vengono
     considerali come tali.
— 1 rifiuti la cui concentrazione di eluatorientranella gamma tra rifiuti inerti ed il valore minimo per rifiuti
     pericolosi, vengono considerati non pericolosi.
                                                         Rifiuti pericolosi gamma               Rifiuti inerti
 1.01                         PH                         4-13                            4-13
 1.02                        COT                         40-200 mg/1                     < 2 0 0 mg/l
 1.03                         arsenico HI                0,2-1,0 mg/1                    < 0 , 1 mg/l
 1.04                         piombo                     0,4-2,0 mg/l
 1.05                         cadmio                     0,1-0,5 mg/1
 1.06                         cromo VI                   0,1-0,5 mg/1
 1.07                                                    2-10 mg/1                       il totale di questi
                              rame
                                                                                         metalli < 5 mg/l (»)
 1.08                         nichel                     0,4-2,0 mg/1
 1.09                         mercurio                   0,02-0,1 mg/1
 1.10                         zinco                      2-10 mg/l
 1.11                         fenoli                     20-100 mg/l                      < 10 mg/l
 1.12                         fluoruri                   10-50 mg/l                       < 5 mg/l
 1.13                         ammonio                    0,2-1,0 mg/l                     < 50 mg/l
 1.14                         cloruri                    1,2-6,0 g/1                      < 0,5 g/1
 1.15                         cianuri ( 2 )              0,2-1,0 mg/l                     < 0,1 mg/l
 1.16                         solfali (>)                0,2-1,0 g/1                      < 1,0 g/l
 1.17                         nitriti                    6-30 mg/l                        < 3 mg/l
 1.18                         AOX («)                    0,6-3,0 mg/l                     < 0,3 mg/l
 1.19                         solventi (')               0,02-0,10 mg Cl/1                < 10 ug a / i
 1.20                         pesticidi ( : )            1-5 ug Cl/l                      < 0,5 ug Cl/1
 1.21                         sost. lipofilc             0,4-2,0 mg/l                     < 1 mg/l
 (') E nessun valore singolo superiore al minimo fissato per rifiuti pericolosi.
 (*) Facilmente liberabile.
 (>) Se possibile < 500 mg/l.
 {") Alogeni assorbiti, legati organicamente.
 (') Clorurati.
 Note,
 1    Per scopi di caratterizzazione, i componenti da analizzare negli eluati vanno scelti in funzione della
      composizione qualitativa dei rifiuti*.
      In aggiunta a questi criteri di eluato, si determinano i valori di amianto su un campione rappresentativo
      dei rifiuti inerti grezzi, conformemente agli allegati della direttiva 87/217/CEE del Consiglio
      concernente la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento dell'ambiente causato dall'amianto.
 ---pagebreak---                                                 - 23-
5.   Metodi analitici
     I seguenti metodi ISO o DIN sono proposti come metodi di riferimento. Si accetta qualisiasi metodo
     equivalente dopo una procedura di certificazione basata sull'uso di un materiale di riferimento certificato.
     Nel caso di discrepanza dei risuluti i metodi proposti verrano-usati come riferimento.
     1.01       PH                                          ISO-DP 10523 DIN 38404-C5-84
     1.02       COT nell'eluato                             DIN 38409-H3-85
     1.03       arsenico                                    ISO 6595-1982 DIN 38405-E6-81
     1.04       piombo                                      ISO 8288-1985 DIN 38406-E6-81
     1.05       cadmio                                      ISO 8288-1985 DIN 38406-E19-80
     1.06       cromo VI                                    ISO-DIS 9174-88 DIN 38405-D24-87
     1.07       rame                                        ISO 8288-1985 DIN 38406-E21-80
     1.08       nichel                                      ISO 8288-1985 DIN 384O6-E21-80
     1.09       mercurio                                    ISO 5666-1/3-88 DIN 38406-E 12-80
     1.10       zinco                                       ISO 8288-1985 DIN 3840-E8-85
     1.11       fenoli                                      ISO 6439-1990 DIN 38409-H16-84
     1.12       fluoruri                                    ISO-DP 10359-1 DIN 38406-D4-85
     1.13       ammonio                                     ISO 7150-1983 DIN 38406-E5-83
     i-m        cloruri                                     ISO-DIS 9297 DIN 38405-D1-85
     1.15       cianuri                                     DIN 38405-D14-88
     1.16       solfati                                     ISO-DIS 9280-1 DIN 38405-D5-85
     1.17       nitriti                                     ISO 6777-1983 DIN 38405-D10-81
     1.18       AOX                                         ISO-DIS 9562 DIN 38409-H14-85
     1.19       solventi clorurati (')                      ISO-DP 10301
     1.20       pesticidi clorurati ( l )                   GC spazio della testa GC capillare
     1.21       sostanze lipofile estr. (>)                 vedi parametro 27 della direttiva 80/778/CEE
     (•> Richiede 2 mi di eluato.
     (*) Dopo estrazione di 1 I di eluato.
     (') Richiede 250 mi di eluato; estratto di doroformio,risultain «residuo secco» mg/l.
6.   Procedure di controllo: criteri di compatibilità
     Per lo smaltimento congiunto deirifiutinormalmente si sfruttano le proprietà deirifiutiurbani di attenuare
     i costituenti dei rifiuti difficili che sono inquinanti e potenzialmente pericolosi e quindi per renderne
     accettabile l'impatto sull'ambiente. Irifiutidestinati allo smaltimento congiunto devono essere valuuti
     criticamente e devono essere accettati soltanto se compatibili con i rifiuti urbani. Il mantenimento di un
     equilibrio nella composizione deirifiutiè essenziale per garantire che i procedimenti di attenuazione non
     siano soppressi: pertanto è sempre necessario controllare la percentuale dirifiutipericolosi.
6.1. Criteri generali — Condizioni preliminari
     Le discariche che costituirebbero una minaccia diretta per una falda acquifera sensibile nel caso di rottura
     dello strato impermeabile non devono essere utilizzate per lo smaltimento congiunto. L'ammissibilità dello
     smaltimento congiunto in una determinau località deve essere subiliu dall'autorità competente in
     conformità delle prescrizioni dell'allegato I della presente direttiva.
6.2. Controllo del colaticcio — Condizioni preliminari
     — Si deve disporre di sufficienti dati storici per determinare chiaramente i livelli a la qualità del colaticcio
         di una massa di rifiuti.
     — Misure specifiche per lo smaltimento congiunto devono essere stabilite dall'autorità competente,
         tenendo conto delle prescrizioni di controllo riportate nell'allegato IV e dei criteri di compatibilità di
         seguito subititi. Il numero di posti di controllo in una discarica utilizzata per lo smaltimento congiunto
         è subitilo in rapporto.alla superficie della zona operativa, come segue:
         — < 5 ha « minimo 5;
         — 5-10 ha = uno per ettaro;
         — > 1 0 ha m 10 + (ha, area)"2.
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          — Lo smaltimento congiunto può essere intrapreso soltanto se' dal controllo risulu chiaramente che
              esistono stabili condizioni metanogene e l'attivila si svolge ad un livello sufficientemente elevato. Tale
              livello è determinato in base alla qualità del colaticcio e al tasso di produzione di gas, che devono
              soddisfare almeno alle seguenti condizioni minime:
              — temperatura media del colaticcio: ìs25 °C;
              — pH medio del colaticcio: > 6 , 8 ;
              — rapporto BOD/COD medio del colaticcio: £ 0 , 3 ;
              — tasso di produzione di gas: > 5 mVt/a.
          — Deve essere predisposto un sistema di raccolta e di trasferimento dal sito di qualsiasi eccedenza di
              colaticcio. Tale sistema deve essere dimensionato in rapporto ai calcoli del bilancio concordato
              dell'acqua, tenendo conto dell'infiltrazione di piogge e del componenente liquido dei rifuti inter-
              rari.
 6.3.     Rifiuti adatti e non adatti
 6.3.1. I seguenti rifiuti .non devono essere smaltiti congiuntamente:
          — rifiuti di cui ali'articulo 9 della direttiva;
          — catrami acidi;
          — solventi organici immiscibili o rifiuti acquosi contenenti > 1 % di sostanze organiche immiscibili;
          — solventi organici miscibili con l'acqua a concentrazioni > 1 0 % ;
          — rifiuti che reagiscono violentemente con l'acqua o con le sostanze organiche;
          — amianto (*)»
          — rifiuti contenenti concentrazioni significative (*) di:
              — PCB (polidorobifenili) > 5 0 ppb(')
              — PCT (policlorotrifenili) > 5 0 ppb
              — TCDD (tetraclorodibenzodiossine) > 1 0 ppb per l'isomero 2, 3 , 7, 8
              — PCN (policianuri) > 5 0 ppm totale ( 4 )
              — PAH (idrocarburi poliaromatici) > 2 0 ppm
              — composti organometallici (totalmente esclusi)
              — cloroidrocarburì (ivi compresi i clorofenoli) > 1 ppm
              — pesticidi > 2 ppm
              — cianuri liberi > 1 0 ppm.
 6.3.2. I seguenti rifiutie (') possono essere smaltiti congiuntamente, salvo una valutazione caso per caso tenendo
          conto delle limitazioni del usso di carico per componenti specifici:
          — fanghi del trattamento di effluenti industriali;
          — fanghi del trattamento biologico;
          — fanghi acidi;
          — rifiuti di sifono e fanghi di cisterna;
          — vernici di rifiuto e effluenti di cabine di verniciatura;
          — sagrassanti alcalini;
          — detergenti, grassi animali e minerali sciolti in acqua;
          — rifiuti adesivi; •
          — rifiuti di conceria;
         — rifiuti di fabbrica di birra;
         — rifiuti di industrie di prodotti animali e alimentari;
         — rifiuti di finitura dei metalli;
         — acidi/alcali;
         — oli di taglio/oli di raffreddamento.
(') Escluso per i rischi dovuti alle operazioni di scavo durante lo smaltimento congiunto.
(*) 1 valori della «concentrazione significativa» tono tratti dalle direttive CEE per i PCB e i PCT, dalle proposte della OMS per i
    TCDD e per i composti organometallici, dalla legislazione olandese (nodemverontreiniging — Toemngswaarden voor de
    beoordeling van de concentratieniveaus van diverte veromtemigingen) per PCN, PAH, cloroidrocarburi, pesticidi e cianuri
    liberi. Questi valori devono essere riveduti da un comitato speciale.
(*) Parte per miliardo o ug/kg su residuo secco, ecc.
 4
( ) Parte per milione, o mg/kg su rcsidu* secco, ecc.
(*) L'elenco non è esauriente ma basato su tipi dirifiutiche sono stati smaltiti congiuntamente con esito positivo in varie discariche
    (escluse le soluzioni acquose!).
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6.4.     Tassi di carico
         — Per i rifiuti pericolosi che devono essere smaltiti congiunumente con rifiuti urbani, il tasso di
            composizione è limitato dalla capacita di attenuazione della massa di rifiuti urbani, con la quale sono
            mescolati. Anche se si possono fornire linee direttrici generali, il carico è inevitabilmente specifico del
            sito. Un efficace controllo delle condizioni della discarica fornisce l'indicazione migliore per stabilire
            opportuni tassi di carico.
         — I tassi di carico sono normalmente indicati come quantità di rifiuti pericolosi che possono essere
            depositati in un determinato periodo (per esempio come g per mJ di rifiuti urbani al giorno) o mescolati
            ad una determinala massa (per esempio come g per m* di rifiuti urbani) per un riempimento di base di
            una sola volta. Questo è il carico o tasso che può essere degradato o attenuato da una unità di volume di
            rifiuti metanogenici. Quindi il carico potenziale di una discarica deve essere applicato al volume della
            zona di reazione (*) per ottenere un limite del carico totale del sito.
         — I controlli del tasso di carico devono essere effettuati per i rifiuti contenenti: acidi, metalli pesanti,
            cianuri, carbonio organico solubile, fenoli e altri composti organici prescritti. Si devono valutare anche
            le immissioni di ammoniaca e cloruri, per il fatto che tutto il carico applicato siritroverànel colaticcio. I
            carichi applicati non devono comportare il superamento della capacità dei sistemi di trattamento e
            smaltimento del colaticcio.
         — Per il calcolo del carico potenziale massimo di una discarica si devono applicare valori per difetto (quali
            riportali nella seguente tabella), a meno che dati specifici sul silo/rifiuti, presentati dal gestore,
            giustifichino carichi più elevati.
                                             Criteri per il calcolo dei potenziali di una discarica
                                Componente dei                       rifiuti                    Valore per difetto
             acidi (')                                                              100 equivalente/tonnellata di rifiuti urbani
             metalli pesanti (*) (')                                                 100 g/tonnellata di rifiuti urbani
                  Zn                                                                100 g/tonnellau di rifiuti urbani
                  Cu                                                                100 g/tonnellau di rifiuti urbani
                  Ni                                                                100 g/tonnellau di rifiuti urbani
                  Cr                                                                100 g/tonnellau di rifiuti urbani
                  Pb                                                                100 g/tonnellata di rifiuti urbani
                  Cd                                                                  10 g/tonnellau di rifiuti urbani
                  Hg                                                                    2 g/tonnellata di rifiuti urbani
                  As, Se                                                                1 g/tonnellau di rifiuti urbani
             cianuri (come CN)                                                          1 g/m 1 di rifiuti urbani al giorno (*)
             fenoli                                                                     5 g/m J di rifiuti urbani al giorno (')
             oli/idrocarburi                                                            2,5 kg/tonnellate di rifiuti urbani
             TOC                                                                       10 g/m* di rifiuti urbani al giorno (')
             materie organiche specifiche {*)                                          10 g/m 1 di rifiuti urbani al giorno.
             (') Carichi da calcolare sulla base di una sola volta, a meno che dalla sorveglianza del sito nella zona di reazione risulti
                   un rinnovamento della capacità di stabilizzazione. Gli acidi devono essere depositati in un'area separata dai rifiuti
                   contenenti cianuri o solfuri.
             (*) Carichi da calcolare sulla base di una sola volta. A qualsiasi rifiuto contentene > 100 mg/l di metalli pesanti
                   solubili si deve applicare una prova preventiva di precipitazione, che deve consistere in un adeguamento del pH a
                   10,5, miscelatura per 5 minuti, seguita da 30 minuti di decantazione. Se il tenore di metalli solubili supera
                   20 mg/l, i rifiuti non devono essere smaltiti congiuntamente, a meno che il gestore p o m fonurek prove pratiche
                   dell'attenuazione nei rifuti.
             (') Il valore massimo per difetto per il totale dei metalli pesanti non deve superare 100 g/tonnellata di rifiuti
                   urbani.
             ( 4 ) Composti organici dell'elenco 1 della direttiva 80/68/CEE sulle acque sotterranee.
            * (') A meno che i dati specifici del sito/rifiutiper particolari rifiuti dimostrino che sono completamente degradati. Non
                   si devono smaltire congiuntamente rifiuti contenenti > 100 mg/l di CN solubile.
             (') A meno che dal controllo del sito risulti la capacità della zona di reazione di degradare completamente i
                   fenoli.
             ( 7 ) A meno che i dati specifici di particolari rifiuti dimostrino che sono altamente degradabili.
(') Il volume della zona di reazione è la quota di colaticcio saturo, con il quale irifiutismaltiti congiuntamente entrano in contano
    direttamente o durante ilriciclaggiodel colaticcio. La zona di reazione deve assicurare un periodo medio di ritenzione di almeno
    6 mesi per i rifiuti liquidi scaricati e per il colaticcio proveniente da rifiuti solidi pericolosi smaltiti congiuntamente.
 ---pagebreak---                                                  -lb-
6.5.    Sorveglianza dell'aderenza alla conformità dei carichi
        — Per gli acidi, i metalli pesanti, TOC, gli oli, i fenoli, i cianuri, l'ammoniaca e i cloruri i controlli devono
            essere basati su un'analisi rettrospettiva.di campioni-compositi di tutti gli scarichi. La frequenza di tali
            analisi è stabilita in funzione del tempo di ritenzione idraulica (HRT: hydraulic retention time) nella
            zona di reazione, come segue:
            — HRT > 12 mesi, analisi mensile;
            — HRT < 12 mesi, analisi bisettimanale.
        — Il regime'di sorveglianza del colaticcio, prescritto nell'autorizzazione della discarica, deve essere
            sufficientemente dettagliato darilevarequalunque effetto che possa indicare un sovraccarico della zona
            di reazione. Tale sorveglianza dovrebbe comprendere unto la rilevazione di particolari componenti dei
            rifiuti residui quanto la constauzione dell'interferenza con i processi metanogeni esistenti.
6.6.    Rifiuti solidi pericolosi
        Bisogna preparare un campione da 1 a 2,5 kg, composto mescolando 1 kg di sottocampioni per ciascuna
        massa di rifiuti solidi perisolosi. Il campione composito deve quindi essere sottoposto ad una prova di
        percolazione quale descritta nel paragrafo III. Si deve poi analizzare l'eluato cercando tutti i parametri
        elencati nella tabella del paragrafo 6.4 (ivi comprese le sostanze organiche specifiche). Si devono quindi
        valutare i carichi del sito sulla base della massa di componenti prontamente solubili. La frequenza di analisi
        dev'essere stabilita in funzione del tempo di ritenzione idraulica come indicato nel paragrafo 6.5.
7.      Mutuò confronto
        I laboratori qualificati designati a norma dell'articolo 12, paragrafo 4 della presente direttiva partecipano
        periodicamente ad esercizi di mutuo confronto al fine di aggiornare e migliorare l'accuratezza e la
        precisione delle procedure di controllo e dei metodi analitici.
                                                     ALLEGATO IV
               PROCEDURE DI CONTROLO NELLE FASI OPERATIVA E POST-OPERATIVA
Programma di misurazione
Si attua questo programma minimo durante la fase operativa, come aiuto nella gestione generale della discarica, e
nella fase post-operativa per un periodo di almeno 30 anni dopo la chiusura definitiva per prevenire ulteriori danni
al corpo dell'interramento o all'ambiente e per garantire che il sito rimane sicuro. I datiricavatiin lunghi periodi ed
in diverse discariche contribuiscono ad aumentare le conoscenze sul comportamento dei rifiuti negli interramen-
ti.
1.      Dati meteorologici
        In situ o dalla stazione più vicina che fornisce i dati rappresenutivi del luogo (').
                                                                          Fase operativa               Fase post-operativa
        1.1        Volume e intensità delle precipitazioni            giornalmente
        1.2        Temperaturara (min. max., ore 14 CET) giornalmente
                                                                                                     mensilmente nello
        1.3        Direzione e forza del vento prevalente             giornalmente                   stesso giorno
                                                                                                     del mese
        1.4        Evaporazione (lisimetro) (')                       giornalmente
        1.5        Umidità atmosferica (ore 14.00 CET)                giornalmente
        (') Oppure mediante misura del parametro 1.5 e calcolo dell'evaporazione secono Haude.
        (') I parametri da 1.1 a 1.5 possono essere sostituiti dalle «precipitazioni efficaci» fomite da qualche rete locale.
 ---pagebreak---                                                                    -*?-
2. • Dati di«nnt»oac acqua, colafirWn e controllo del gag
     CampicaaittM(O.Ftf llcsIatiç«loeracqua                                                  l,ftr>r>re$enuavoaeIU
     «pmpAtinfiffl* mHtoi«k"* «****'* disponibile ogni male per fl controllo. Rifrrrmentt» «Cenerai ajd/Mfnet
     on —mpKwf technology», doc, ISO 5467-1 (1988).
                                                             Fate operativa]                Fase post •ops* ali »a
     2.1           Volume del colaticcio               valore sommatorio                ogni 6 mesi
                                                       gioznauezo
     2.2           Composizione del colaticcio (*)                                      Ogni 6 mesi
                                                       mensuel)
     2J            (imposizione delle acque
                    superficiali                                                        onii 6
                                                       mensûe( z )
     2.4            Emissioni gassose
                    (CU,. COz. O a , HaS, Hs, ecc.)                                     Ogni 6 meat (*)
                                                       tnensue (*)(*)
     0) I pecmoNcri da naturate e le sostanze de caalfazsxc variano secondo la composmona dei rimai depositari! vanno
          «adaliti ed doamiano di aateeâsazkwe « devono
          perflcolaticcio o^vftbbefoess«"« tali da pctw ricava
          suDa baxrian. alla base cVuTmtmtnwntO-
     (*) Si devono tJn*^ia«le nilswaiiauiclcanalisi afc^^
          di 3 meat. Steâuta la conduttività almeno ima volta al mese.
     (*) Ql4,COx,0*eee«eiolaxWçaMeaseoTO«iie^
     (••) SI emcMQa eoa rajòlaricà rettdenu dallo sua» <U disgaggio dai aas.
     Protezione delle acqua sotterranee
                                                     A- CempionamtntO
     Si statuiscono nel documento di autorirerrionrfl.mnneio e la posizione dei ponti di rmioxttione delle
     acque sotterranee; almeno-un punto di misurazione va posizionato nell'area di uigtOMO delle acque
     sotterrarle* $v*!]oÛ) e d n e n d k z o M               riferimento              prima di Iniziare le opearionu
     un'analisi "-«inflt"» da usate come «valore di rifaimenro Iniziale» da effettuarsi m almeno 3 ioclfick.
     RifmmenlOxSamplingGre^
      1988.
                                                         B. Coïtûvffo
      La aoscanze da analizzare sono stabflhe in bate aua compodziotie del colaticcio detmninatx nella mie
     operativa. S applica uzui particolare sceverante dei livelli delle sostanze prese m cnàsdezazjone
      aau*alleean> (elencai 1 e Z) della direttiva 80/68/CEE del Consiglio relativa aua protezione delle acque
      sotterranee ocaurormqntniTnfT^
      direttiva 80/68/CEE del Consiglio, e per le acque sorxemnce usate o utfllzzabQi come fonti d'equa
      potabile, i valori MAC (concentrazioni massime autorizzate) sono quelli riportati nella directivz
      8 0 / 7 7 8 / Œ E del Consiglio relativa all'acqua par consumo umano e metodi analìtici da usare anelli
      proposti negli allegati della stessa direttiva.
                                                                 Base operativa               Fase poat-openriva
      Livelli delle acque sotterranee                           ogni 6 mesi (')                  ogni 6 mesi
      C&nposirione dalle acque sotterranea                     ogni 6 mesi                       ogni 6 mesi
      (*) Siriduconogli mtanraDi eualoee 11 UvaUo delle acque aattarraxiae fata* variabile.
      Per un continuo controllo, si possono utilizzare i parametri o le componenti dx.iraccta, decisi in amatone
      delle caraneristiche originali detfacqua sottroanea (livello 0) e della composizione del colaticcio.
 ---pagebreak---                                                                       -2«-
                               TPSTO ORIGINALE                                                             TESTO MODIFICATO
4. n a t e » ettracqna
   SebbencDcalcoIo<Wbflflncbddl**cqm a b b u i o un valore trodoo.speiM
   «die per scopi di aesdooe pratica odia £MC opecwtau I^u«t»xdnewbe«ff«imor«prDc-ow*rc).U
   ^ i ~.ì«tWt« «** Hitrfle a i m n e ì . nacmene dì itimare 11 bilancio animale ddTacana nctt*.dlac*ric*. Un
   ffifwwi» «fi calcola annodo per noe discarica odia fuse oparariv* potrebbe e u o e
                                                    Lc-l-£«aW
   incoi
   L , K m1***"™ Ktvrr» «fttgmrto nriTaim (equivalerne alla produzione dì rnlarirrfn mano cnlaricrin che
           lasci* Tatti*), in inVaano*
   1 v TOtllt 4tf. lifrlMì «i"™«—* (fr*ilàiwf»»ìoTii fai «finti liquidi pìi\ t w n t w t i flinw A acqua mparficIaU fa
           mfrettó), m mVaxmOj
   E « pen&tE per crapoaaapparionc (evaporazione più ccatpinzkne minima). In m'/anno;
   a" « capaciti di aiaotbùucnto (*) eterificai m m J /t di rifiati ricevuti; .
    W - paaodririfiud deperitane me/anno.
   L'efficacia dei mofmnfami •ttrtmanri che riducono i rischi di mcjotnfimamo ad «a fivdlo accettabile «la
    iflfrttcniodelnnticgimentpiUnéfo
   tale che L«riatempre negarfro ozerò. Un Triore postero aeajeumclUmiplfca ne >ceumiik>olpeicolato
    fldTatea*
5. Topografia ddPataa: dati «al corpo d d k dkanlca
       •                                                                   raacopeeadva            ft*« poaiHJtwmlva
   5.1        Stratnzca e comporirione del corpo 0)                        annualmente
    52        Comportamento di attestamento dal livaUo del corpo
              dalla dìicarica                                              annualmanta              Idilli» fwin^lf
    0) Pirip*rIpianodiataBqddtadiic»rimlaqb«*^
        metodi di ^tptiàittty mflimato a danti ori dfpc*tc0t prova alotaMitcà dal cupo detnaURronto, nocntcì della
        cipacMi, di deperito accora daywìniw arila dncvlca.
                                                                                                     ALLEGATO IV
                                                                                                     Il modello della scheda contenente i dati da fornire per
                                                                                                     ciascuna discarica come stabilito all'articolo 19 della
                                                                                                     presente direttiva va redatto in conformità della procedu-
                                                                                                     ra di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE entro 6
                                                                                                     mesi dalla data di attuazione della presente direttiva.
                                                                                                     Tale scheda è Inserita tra gli allegati della presente
                                                                                                     direttiva.
   (*} " T " ^            '   •-"•"T—"«-"*"-      T—1**7'"'rnfirriTinrrr«f miuperjpcii ••rfrntu iflmicutniirii
        mmmoficolancdo (o piaiframrwr- I W & a irrida* ti m w n dal irn mi 111 mutunO.
 ---pagebreak---                                                Jf?
                                                                     ISSN 0254-1505
                                                               COM(93) 275 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                         M os
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-305-IT-C
                                                             ISBN 92-77-56731-7
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L-2985 Lussemburgo