CELEX: 51994PC0680(01)
Language: it
Date: 1994-12-16
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo ad alcune modalità di applicazione dell' accordo europeo che istituisce un' associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica ceca, dall' atra

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                                                      COM(94) 6 80 def.
                                                                                      Bruxelles, 16.12.1994
                                                                                      94/0330 (ACC)    94/0331 (ACC)
                                                       Proposta di
                                 REGOLAMENTO               (CE) DEL CONSIGLIO                       94/0330 (ACC)
                            relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                                  che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                                           e i loro Stati membri, da una parte, e
                                                   la Repubblica ceca, dall'altra
                                                       Proposta di
                                 REGOLAMENTO               (CE) DEL CONSIGLIO                       94/0331 (ACC)
                          relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                                che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                                          e i loro Stati membri, da una parte, e
                                             la Repubblica slovacca, dall'altra
                                  (presentate dalla                  Commissione)
                                 COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE
Richiesta di parere conforme del Consiglio e consultazione del Comitato CECA,
        ai sensi dell'articolo 95 del Trattato CECA, su un progetto di
                                    DECISIONE DELLA                  COMMISSIONE
                          relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                                che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                                          e i loro Stati membri, da una parte, e
                                                 la Repubblica ceca, dall'altra
                                    DECISIONE DELLA                 COMMISSIONE
                            relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                                  che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                                            e i loro Stati membri, da una parte, e
                                                 la Repubblica slovacca, dall'altra
                                    DECISIONE DELLA COMMISSIONE
                relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo sul libero scarnino e sulle
                questioni commerciali tra la Comunità europea,la Comunità europea dell'energia
                      atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio da una parte, e
                                             la Repubblica di Estonia dall'altra.
                                    DECISIONE DELLA                 COMMISSIONE
                 relativa ad alcune modalità di applicazione dell accordo sul libero scambio e sulle
                  questioni commerciali tra la Comunità europea.la Comunità europea dell enei<jia
                       atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio da una pane, e
                                              la Repubblica di IxMtonia dall'altra.
                                    DECISIONE DELLA                 COMMISSIONE
                   relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo sul libero scambio e sulk
                   questioni commerciali tra la Comunità europea,la Comunità europea dell ciicn'u
                        atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio da una p.uir r
                                                la Repubblica di Lituania dall'altra.
                                    DECISIONE DELLA COMMISSIONE
                      relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                            che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                                     e i loro Stati membri, da una parte, e
                                       la Repubblica di Bulgaria, dall'altra
                                   DECISIONE DELLA                  COMMISSIONE
                        relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                               che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                                         e i loro Stati membri, da una parte, e
                                                     la Romania, dall'altra
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                        RELAZIONE
                                                                                       ©
Accordi europei tra le Comunità europee e i loro Stati membri e le Repubbliche ceca
e slovacca rispettivamente.
-   Proposta di regolamenti CE che introducono le modalità d'applicazione di alcune
    misure di salvaguardia e di protezione commerciale contenute negli accordi europei.
-   Richiesta di delibera all'unanimità sulle decisioni proposte dalla Commissione in
    merito agli aspetti riguardanti la CECA.
1. Il 16 dicembre 1991, la Comunità e i suoi Stati membri hanno firmato l'accordo
    europeo con la Repubblica federativa ceca e slovacca (RFCS). Per consentire la
    tempestiva entrata in vigore delle sue disposizioni commerciali, lo stesso giorno le
    parti hanno firmato un accordo interinale sul commercio e sulle questioni connesse,
    entrato in vigore il 1° marzo 1992. Per applicare alcune misure di salvaguardia e di
    protezione commerciale previste dall'accordo interinale, il Consiglio ha adottato il
    regolamento (CEE) n. 520/921. Per quanto riguarda gli aspetti CECA, le misure
    d'applicazione dell'accordo interinale sono previste dalla decisione n. 524/922 della
    Commissione.
2. Tenuto conto dello scioglimento della RFCS avvenuto il 1° gennaio 1993, il 21
    dicembre 1993 le Repubbliche ceca e slovacca rispettivamente e le Comunità europee
    hanno firmato un protocollo complementare all'accordo interinale tra la CE e la
    RFCS, mediante il quale le parti convengono di continuare ad applicare dal 1°
    gennaio 1993 l'accordo interinale per quanto riguarda le Repubbliche ceca e slovacca
    rispettivamente, con alcune modifiche dei massimali e dei contingenti tariffari.
3. Le Comunità europee e i loro Stati membri hanno pure dovuto negoziare accordi
    separati con le Repubbliche ceca e slovacca per sostituire l'accordo europeo firmato
    con la RFCS il 16 dicembre 1991. Tali accordi sono stati siglati il 4 ottobre 1993.
4. Le modalità di applicazione delle disposizioni degli accordi europei in merito ad
    alcune misure di salvaguardia e di protezione commerciale devono essere stabilite da
    accordi analoghi a quelli applicati per misure del genere nell'ambito dell'accordo
    interinale. Le proposte allegate presentate al Consiglio intendono stabilire tali
    modalità.
5. Poiché l'entrata in vigore dei due accordi europei Con le Repubbliche ceca e slovacca
    deve avvenire entro e non oltre il 1* febbraio 1995, considerata l'urgenza della
    questione, la Commissione chiede al Consiglio di:
    - adottare i regolamenti proposti;
    - approvare all'unanimità il progetto di decisioni della Commissione relative agli
        aspetti CECA (il comitato CECA viene consultato contemporaneamente e
        dovrebbe dare una risposta il 16 dicembre 1994).
1
  GU n. L 56 del 29.2.1993, pag. 9.
2
  GU n. L56/41 del 29.2.1992.
 ---pagebreak---                                                                                               -s
                       Regolamento (CE) N           DEL CONSIGLIO               94/0330 (Ace)
                                           del
             relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                   che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                            e i loro Stati membri, da una parte, e
                                 la Repubblica ceca, dall'altra
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità               europea, in particolare l'articolo
113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il 16 dicembre 1991 è stato firmato a Bruxelles un accordo europeo che
istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte,
e la Repubblica federativa ceca e slovacca (RFCS), dall'altra;
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, le disposizioni
di quest'ultimo in merito al commercio e alle misure connesse sono state messe in vigore
a decorrere dal 1° marzo 1992 da un accordo interinale sul commercio e sulle misure
connesse tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio, da una parte, e la RFCS, dall'altra,1 firmato a Bruxelles il 16 dicembre
1991;
considerando che il regolamento (CEE) n. 520/922 del Consiglio stabilisce disposizioni
per l'applicazione dell'accordo interinale;
considerando che, in seguito allo scioglimento della RFCS del 31 dicembre 1992, il 4
ottobre 1993 è stato firmato a Lussemburgo un accordo europeo separato con la
Repubblica ceca;
considerando che, in seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del
21 e 22 giugno 1993 l'accordo interinale è stato modificato da un protocollo aggiuntivo
firmato il 22 dicembre 1993 per potenziare e accelerare l'assegnazione di alcune
concessioni comunitarie;
considerando che il 21 dicembre 1993 è stato firmato con la Repubblica ceca un
protocollo complementare all'accordo interinale per adeguare detto accordo allo
scioglimento della RFCS succeduta nell' accordo dalla Repubblica ceca;
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie disposizioni
dell'accordo europeo rifacendosi alle disposizioni contenute nel regolamento (CEE)
n. 520/92;
1
  GUn. L 115 del 30.4.1992.
2
  GUn. L 56 del 29.2.1992.
 ---pagebreak--- considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale, occorre,
                                                                                                    u
nella misura in cui ciò è reso necessario dalle disposizioni dell'accordo europeo,
stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali previste, in particolare,
dal regolamento (CE) n. 518/94 del Consiglio, del 7 marzo 1994, relativo al regime
comune applicabile alle importazioni3, e dal regolamento (CEE) n. 2423/88 del
Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
dumping o di sovvenzioni da parte di paesi terzi non membri della Comunità economica
europea4;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di protezione, si
dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo europeo;
considerando che sono altresì applicabili le procedure relative alle clausole di
salvaguardia previste dal trattato che istituisce la Comunità europea;
considerando che sono state stabilite norme specifiche per quanto riguarda le misure di
salvaguardia per i prodotti tessili, oggetto del protocollo aggiuntivo dell'accordo europeo;
considerando che occorre introdurre alcune procedure specifiche per l'applicazione delle
misure di salvaguardia nei settori agricoli,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                           TITOLO I
                                        Prodotti agricoli
                                           Articolo 1
Per i prodotti agricoli di cui all'allegato II del trattato e soggetti, nell'ambito
dell'organizzazione comune dei mercati, al regime dei prelievi o dei dazi doganali,
nonché per i prodotti di cui ai codici NC 0711 90 50 e 2003 10 10, le disposizioni
d'applicazione dell'articolo 21, paragrafi 2 e 4 dell'accordo sono adottate secondo la
procedura prevista dall'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 1766/92 o nelle disposizioni
corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati.
Qualora l'applicazione dell'accordo richieda una più stretta cooperazione con la
Repubblica ceca, la Commissione potrà adottare qualsiasi misura necessaria a tal fine.
3
  GU n. L67 del 10.3.1994.
4
  GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1; regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 522/94
(GU n. L 66 del 10.3.1994, pag. 10).
 ---pagebreak---                                                                                                s
                                         TITOLO II
                                    Misure di protezione
                                          Articolo 2
Il Consiglio può decidere, secondo la procedura prevista dall'articolo 113 del trattato,
di adire il consiglio di associazione istituito dall'accordo in merito alle misure di cui agli
articoli 29 e all'articolo 117, paragrafo 2, dell'accordo stesso. Se necessario, il Consiglio
adotta le misure secondo la stessa procedura.
La Commissione può presentare le proposte all'uopo necessarie, di propria iniziativa o
su richiesta di uno Stato membro.
                                           Articolo 3
1. Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità
    delle misure previste dall'articolo 64 dell'accordo, la Commissione, dopo aver
    costituito il fascicolo, di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, si
    pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con l'accordo. Se necessario, essa
    propone l'adozione di misure di salvaguardia al Consiglio, che delibera secondo la
    procedura prevista dall'articolo 113 del trattato, fatta eccezione per le sovvenzioni a
    cui si applica il regolamento (CEE) n. 2423/88; queste misure vengono prese secondo
    le procedure stabilite in detto regolamento. Le misure vengono prese unicamente nelle
    condizioni di cui all'articolo 64, paragrafo 6 dell'accordo.
2. Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure prese dalla
     Repubblica ceca conformemente all'articolo 64 dell'accordo, dopo aver costituito il
     fascicolo la Commissione si pronuncia sulla loro compatibilità con i principi che
     figurano nell'accordo. Se del caso, essa prende le opportune decisioni, in base ai
     criteri che risultano dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato
                                           Articolo 4
 Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione, da parte della Comunità
 delle misure previste dall'articolo 30 dell'accordo, l'istituzione di misure antidumping
 viene decisa nel rispetto delle modalità stabilite dal regolamento (CEE) n. 2423/88 e
 secondo la procedura prevista dall'articolo 34, paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d)
 dell'accordo.
                                           Articolo 5
 1. Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
     salvaguardia conformemente agli articoli 31 o 32 dell'accordo, esso fornisce alla
     Commissione le informazioni necessarie per giustificare la sua richiesta di
     applicazione.
     Se la Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia, essa ne informa
     il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data
     in cui è stata ricevuta la richiesta dello Stato membro.
 ---pagebreak---                                                                                             (e
   Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro
   dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
   Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio dichiari di voler
   prendere una decisione diversa, la Commissione ne informa immediatamente la
   Repubblica ceca e le notifica l'avvio di consultazioni nell'ambito del consiglio di
   associazione conformemente all'articolo 34, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione
   diversa entro venti giorni lavorativi dalla conclusione delle consultazioni con la
   Repubblica ceca nell'ambito di detto consiglio di associazione.
2. La Commissione è assistita dal comitato istituito dal regolamento n. 3491/935.
   Il comitato si riunisce su convocazione del presidente. Quest'ultimo comunica quanto
   prima agli Stati membri tutti gli elementi di informazione utili.
3. Quando la Commissione constata di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
   membro che sono da applicare misure di salvaguardia conformemente agli articoli 31
   o 32 dell'accordo:
   -   essa ne informa gli Stati membri immediatamente se agisce di propria iniziativa,
       oppure, se agisce su richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni lavorativi
       a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
   -   consulta il comitato;
   -   informa contemporaneamente la Repubblica ceca e notifica al consiglio di
       associazione l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 34, paragrafi 2 e 3
       dell'accordo;
   -   comunica simultaneamente al consiglio di associazione le informazioni necessarie
       a tali consultazioni.
4. Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si considerano comunque
   concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla notifica di cui al paragrafo 1,
   quarto comma, o al paragrafo 3.
    Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni, e se
   non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa
   consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli
   articoli 31 e 32 dell'accordo.
5. La decisione di cui al paragrafo 4 viene immediatamente comunicata al Consiglio,
   agli Stati membri e alla Repubblica ceca; essa è altresì notificata al consiglio di
   associazione.
    La decisione è immediatamente applicabile.
  GU n. L 319 del 21.12.1993, pag. 1.
 ---pagebreak---                                                                                                 \
6. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di cui
   al paragrafo 4 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di comunicazione
   della decisione stessa.
7. In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo 4, secondo
   comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni nell'ambito del
   consiglio di associazione oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta
   giorni, lo Stato membro che ha adito la Commissione conformemente al paragrafo
   3 può adire il Consiglio.
8. Nei casi di cui ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata,
   può prendere una decisione diversa entro un termine di due mesi.
                                          Articolo 6
1. Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 3, lettera d)
    dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei casi
    di cui agli articoli 31 e 32 dell'accordo.
2. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa prende una
    decisione in merito entro un termine di cinque giorni lavorativi dal ricevimento della
    richiesta.
    La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati membri.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione secondo
    la procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 6.
    Si applica la procedura prevista all'articolo 5, paragrafi 7 e 8.
    In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui al paragrafo
    2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio secondo la
    procedura prevista al primo ed al secondo comma del presente paragrafo.
                                          Articolo 7
Le procedure previste agli articoli 5 e 6 non si applicano ai prodotti oggetto del
protocollo n. 1 dell'accordo.
                                          Articolo 8
In deroga agli articoli 5 e 6, qualora le circostanze richiedano l'adozione di misure
relative ai prodotti agricoli ai sensi degli articoli 22 o 31 dell'accordo o delle disposizioni
degli allegati attinenti a tali prodotti, le suddette misure sono adottate secondo le
procedure previste nei regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli,
nonché da disposizioni specifiche adottate a norma dell'articolo 235 del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli, fatto salvo il
rispetto delle condizioni previste all'articolo 22 o all'articolo 34, paragrafi 2 e 3
dell'accordo.
 ---pagebreak---                                         Articolo 9
 La Commissione procede, a nome della Comunità               alle notifiche al consiglio di
 associazione previste dall'accordo.
                                        Articolo 10
 Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicata l'applicazione delle
 clausole di salvaguardia previste dal trattato, in particolare gli articoli 109 H e 109 I,
 secondo le procedure ivi previste.
                                       Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo6.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile
in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                      Per il Consiglio
                                                     Il Presidente
6
  Non oltre il 1* febbraio 1995.
 ---pagebreak---                                                                                                 °\
                       Regolamento (CE) N           DEL CONSIGLIO
                                           del
                                                                            9 4 / 0 3 3 1 (ACC)
             relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                   che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                            e i loro Stati membri, da una parte, e
                               la Repubblica slovacca, dall'altra
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità              europea, in particolare l'articolo
113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il 16 dicembre 1991 è stato firmato a Bruxelles un accordo europeo che
istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte,
e la Repubblica federativa ceca e slovacca (RFCS), dall'altra;
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, le disposizioni
di quest'ultimo in merito al commercio e alle misure connesse sono state messe in vigore
a decorrere dal 1° marzo 1992 da un accordo interinale sul commercio e sulle misure
connesse tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e
dell'acciaio, da una parte, e la RFCS, dall'altra1, firmato a Bruxelles il 16 dicembre
1991;
considerando che il regolamento (CEE) n. 520/922 del Consiglio stabilisce disposizioni
per l'applicazione dell'accordo interinale;
considerando che, in seguito allo scioglimento della RFCS del 31 dicembre 1992, il 4
ottobre 1993 è stato firmato a Lussemburgo un accordo europeo separato con la
Repubblica slovacca;
considerando che, in seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del
21 e 22 giugno 1993 l'accordo interinale è stato modificato da un protocollo aggiuntivo
firmato il 22 dicembre 1993 per potenziare e accelerare l'assegnazione di alcune
concessioni comunitarie;
considerando che il 21 dicembre 1993 è stato firmato con la Repubblica slovacca un
protocollo complementare all'accordo interinale per adeguare detto accordo allo
scioglimento della RFCS succeduta nell' accordo dalla Repubblica slovacca;
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie disposizioni
dell'accordo europeo rifacendosi alle disposizioni contenute nel regolamento (CEE) n.
520/92;
1
  GUn. L 115 del 30.4.1992.
2
  GUn. L 56 del 29.2.1992.
 ---pagebreak--- considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale, occorre,
                                                                                                     \°
nella misura in cui ciò è reso necessario dalle disposizioni dell'accordo europeo,
stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali previste, in particolare,
dal regolamento (CE) n. 518/94 del Consiglio, del 7 marzo 1994, relativo al regime
comune applicabile alle importazioni3, e dal regolamento (CEE) n. 2423/88 del
Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
dumping o di sovvenzioni da parte di paesi terzi non membri della Comunità economica
europea4;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di protezione, si
dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo europeo;
considerando che sono altresì applicabili le procedure relative alle clausole di
salvaguardia previste dal trattato che istituisce la Comunità europea;
considerando che sono state stabilite norme specifiche per quanto riguarda le misure di
salvaguardia per i prodotti tessili, oggetto del protocollo aggiuntivo dell'accordo europeo;
considerando che occorre introdurre alcune procedure specifiche per l'applicazione delle
misure di salvaguardia nei settori agricoli,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                            TITOLO I
                                         Prodotti agricoli
                                            Articolo 1
Per i prodotti agricoli di cui all'allegato II del trattato e soggetti, nell'ambito
dell'organizzazione comune dei mercati, al regime dei prelievi o dei dazi doganali,
nonché per i prodotti di cui ai codici NC 0711 90 50 e 2003 10 10, le disposizioni
d'applicazione dell'articolo 21, paragrafi 2 e 4 dell'accordo sono adottate secondo la
procedura prevista dall'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 1766/92 o nelle disposizioni
corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati.
Qualora l'applicazione dell'accordo richieda una più stretta cooperazione con la
Repubblica slovacca, la Commissione potrà adottare qualsiasi misura necessaria a tal
fine.
3
   GUn. L 67 del 10.3.1994.
4
   GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1; regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 522/94
 (GU n. L 66 del 10.3.1994, pag. 10).
 ---pagebreak---                                                                                                vi
                                          TITOLO II
                                    Misure di protezione
                                           Articolo 2
Il Consiglio può decidere, secondo la procedura prevista dall'articolo 113 del trattato,
di adire il consiglio di associazione istituito dall'accordo in merito alle misure di cui agli
articoli 29 e all'articolo 117, paragrafo 2, dell'accordo stesso. Se necessario, il Consiglio
adotta le misure secondo la stessa procedura.
La Commissione può presentare le proposte all'uopo necessarie, di propria iniziativa o
su richiesta di uno Stato membro.
                                           Articolo 3
1. Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità
    delle misure previste dall'articolo 64 dell'accordo, la Commissione, dopo aver
    costituito il fascicolo, di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, si
    pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con l'accordo. Se necessario, essa
    propone l'adozione di misure di salvaguardia al Consiglio, che delibera secondo la
    procedura prevista dall'articolo 113 del trattato, fatta eccezione per le sovvenzioni a
    cui si applica il regolamento (CEE) n. 2423/88; queste misure vengono prese secondo
    le procedure stabilite in detto regolamento. Le misure vengono prese unicamente nelle
    condizioni di cui all'articolo 64, paragrafo 6 dell'accordo.
2. Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure prese dalla
    Repubblica slovacca conformemente all'articolo 64 dell'accordo, dopo aver costituito
    il fascicolo la Commissione si pronuncia sulla loro compatibilità con i principi che
    figurano nell'accordo. Se del caso, essa prende le opportune decisioni, in base ai
    criteri che risultano dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato
                                           Articolo 4
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione, da parte della Comunità
delle misure previste dall'articolo 30 dell'accordo, l'istituzione di misure antidumping
viene decisa nel rispetto delle modalità stabilite dal regolamento (CEE) n. 2423/88 e
secondo la procedura prevista dall'articolo 34, paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d)
dell'accordo.
                                           Articolo 5
 1. Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
    salvaguardia conformemente agli articoli 31 o 32 dell'accordo, esso fornisce alla
    Commissione le informazioni necessarie per giustificare la sua richiesta di
    applicazione.
     Se la Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia, essa ne informa
    il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data
     in cui è stata ricevuta la richiesta dello Stato membro.
 ---pagebreak---                                                                                             \1
   Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro
   dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
   Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio dichiari di voler
   prendere una decisione diversa, la Commissione ne informa immediatamente la
   Repubblica slovacca e le notifica l'avvio di consultazioni nell'ambito del consiglio di
   associazione conformemente all'articolo 34, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione
   diversa entro venti giorni lavorativi dalla conclusione delle consultazioni con la
   Repubblica slovacca nell'ambito di detto consiglio di associazione.
2. La Commissione è assistita dal comitato istituito dal regolamento n. 3491/935.
   Il comitato si riunisce su convocazione del presidente. Quest'ultimo comunica quanto
   prima agli Stati membri tutti gli elementi di informazione utili.
3. Quando la Commissione constata di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
   membro che sono da applicare misure di salvaguardia conformemente agli articoli 31
   o 32 dell'accordo:
   -    essa ne informa gli Stati membri immediatamente se agisce di propria iniziativa,
        oppure, se agisce su richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni lavorativi
        a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
   -    consulta il comitato;
   -    informa contemporaneamente la Repubblica slovacca e notifica al consiglio di
        associazione l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 34, paragrafi 2 e 3
        dell'accordo;
   -    comunica simultaneamente al consiglio di associazione le informazioni necessarie
        a tali consultazioni.
4. Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si considerano comunque
   concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla notifica di cui al paragrafo 1,
   quarto comma, o al paragrafo 3.
    Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni, e se
    non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa
    consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli
    articoli 31 e 32 dell'accordo.
5. La decisione di cui al paragrafo 4 viene immediatamente comunicata al Consiglio,
    agli Stati membri e alla Repubblica slovacca; essa è altresì notificata al consiglio di
    associazione.
    La decisione è immediatamente applicabile.
  GU n. L 319 del 21.12.1993, pag. 1.
 ---pagebreak---                                                                                                 \ \
   Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di cui
   al paragrafo 4 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di comunicazione
   della decisione stessa.
   In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo 4, secondo
   comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni nell'ambito del
   consiglio di associazione oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta
   giorni, lo Stato membro che ha adito la Commissione conformemente al paragrafo
   3 può adire il Consiglio.
   Nei casi di cui ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata,
   può prendere una decisione diversa entro un termine di due mesi.
                                          Articolo 6
1. Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 3, lettera d)
   dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei casi
   di cui agli articoli 31 e 32 dell'accordo.
2. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa prende una
   decisione in merito entro un termine di cinque giorni lavorativi dal ricevimento della
   richiesta.
   La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati membri.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione secondo
   la procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 6.
    Si applica la procedura prevista all'articolo 5, paragrafi 7 e 8.
    In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui al
    paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio
    secondo la procedura prevista al primo ed al secondo comma del presente paragrafo.
                                           Articolo 7
Le procedure previste agli articoli 5 e 6 non si applicano ai prodotti oggetto del
protocollo n. 1 dell'accordo.
                                           Articolo 8
In deroga agli articoli 5 e 6, qualora le circostanze richiedano l'adozione di misure
relative ai prodotti agricoli ai sensi degli articoli 22 o 31 dell'accordo o delle disposizioni
degli allegati attinenti a tali prodotti, le suddette misure sono adottate secondo le
procedure previste nei regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli,
nonché da disposizioni specifiche adottate a norma dell'articolo 235 del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli, fatto salvo il
rispetto delle condizioni previste dall'articolo 22 o dall'articolo 34, paragrafi 2 e 3
dell'accordo.
 ---pagebreak---                                                                                            \^
                                       Articolo 9
La Commissione procede, a nome della Comunità              alle notifiche al consiglio di
associazione previste dall'accordo.
                                       Articolo 10
Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicata l'applicazione delle
clausole di salvaguardia previste dal trattato, in particolare gli articoli 109 H e 109 I,
secondo le procedure ivi previste.
                                       Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso è applicabile a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo6.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile
in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                     Per il Consiglio
                                                     Il Presidente
 6
   Non oltre il 1* febbraio 1995.
 ---pagebreak---                                                                                           \S
                  DECISIONE N. .../ CECA DELLA COMMISSIONE
                                           del
            relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                  che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                            e i loro Stati membri, da una parte, e
                                 la Repubblica ceca, dall'altra
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in
particolare gli articoli 74 e 95, primo comma,
considerando che il 16 dicembre 1991 è stato firmato a Bruxelles un accordo europeo che
istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte,
e la Repubblica federativa ceca e slovacca (RFCS), dall'altra;
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, le disposizioni
di quest'ultimo in merito al commercio e alle questioni connesse sono state messe in
vigore a decorrere dal 1° marzo 1992 da un accordo interinale sul commercio e sulle
questioni connesse tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da un lato, e la RFCS, dall'altro1, firmato a Bruxelles il
16 dicembre 1991;
considerando che, in seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del
21 e 22 giugno 1993 in merito a nuove concessioni commerciali a favore dei paesi
dell'Europa centrale e orientale, un protocollo aggiuntivo all'accordo interinale è stato
firmato il 22 dicembre 1993 tra la Comunità economica europea e la Comunità europea
del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica ceca, dall'altra2;
considerando che la decisione n. 524/92/CECA3 della Commissione stabilisce alcune
modalità di applicazione delle disposizioni contenute nel protocollo 2 dell'accordo
interinale sui prodotti CECA;
considerando che, in seguito allo scioglimento della RFCS del 31 dicembre 1992, il 4
ottobre 1993 è stato firmato a Lussemburgo un accordo europeo separato con la
 Repubblica ceca;
considerando che il 21 dicembre 1993 è stato firmato con la Repubblica ceca un
protocollo complementare all'accordo interinale per adeguare detto accordo allo
 scioglimento della RFCS, che è stata succeduta nell' accordo dalla Repubblica ceca;
   GUn. L 115 del 30.4.1992.
   GU n. L 25/12 del 29.1.1994.
   GU n. L 56/41 del 29.2.1992.
 ---pagebreak---                                                                                               1C
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie disposizioni
dell'accordo europeo, segnatamente quelle del protocollo 2 sui prodotti CECA, adottando
disposizioni analoghe a quelle previste dalla decisione n. 524/92;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di protezione, si
dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo europeo;
considerando che alcune delle misure previste dall'accordo esulano dai poteri previsti dal
trattato e che pertanto è necessario ricorrere alle disposizioni dell'articolo 95, previa
consultazione del comitato consultivo e parere conforme del Consiglio che delibera
all'unanimità,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                          TITOLO I
                                          Articolo 1
La Commissione può decidere, previo parere conforme del Consiglio, di adire il
consiglio di associazione istituito dall'accordo in merito alle misure di cui all'articolo 29
e all'articolo 115, paragrafo 2, dello stesso. Se del caso, la Commissione adotta le
misure secondo la stessa procedura.
La Commissione può prendere tali decisioni di propria iniziativa o su richiesta di uno
Stato membro.
                                          Articolo 2
 1. Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità
    delle misure previste all'articolo 8 del protocollo n. 2 dell'accordo, la Commissione,
    dopo aver costituito il fascicolo di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
     membro, si pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con l'accordo. Se del caso,
     essa adotta misure di salvaguardia previo parere conforme del Consiglio, fatta
     eccezione per gli aiuti di Stato a cui si applica la decisione 2424/88 CECA; queste
     misure vengono prese secondo le procedure stabilite in detta decisione.
     Dette misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui all'articolo 8 del
     protocollo n. 2 dell'accordo.
2. Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure prese dalla
     Repubblica ceca conformemente all'articolo 8 del protocollo n. 2 dell'accordo, dopo
     aver costituito il fascicolo la Commissione si pronuncia sulla loro compatibilità con
     i principi che figurano nell'accordo. Se del caso, essa prende le opportune decisioni
     in base ai criteri che risultano dagli articoli 65 e 66 del trattato CECA, dall'articolo
     85 del trattato che istituisce la Comunità europea e dalle norme in materia di aiuti di
     Stato, compreso il diritto derivato.
                                           Articolo 3
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità delle
 misure previste all'articolo 30 dell'accordo, l'istituzione di dazi antidumping viene decisa
 ---pagebreak---                                                                                                \ >
dalla Commissione in conformità delle disposizioni stabilite dalla decisione
n. 2424/88/CECA e delle modalità di cui all'articolo 34, paragrafo 2 e paragrafo 3,
lettere b) o d) dell'accordo.
                                          Articolo 4
1. Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
    salvaguardia conformemente agli articoli 31 o 32 dell'accordo e se la Commissione
    decide di non applicare dette misure, essa ne informa il Consiglio e gli Stati membri
    entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta
    dello Stato membro.
    Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per
    giustificare le loro richieste di applicazione di misure di salvaguardia.
    Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro
    dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
    Qualora, deliberando alla maggioranza qualificata di cui all'articolo 28, quarto
    comma del trattato, il Consiglio dichiari di voler chiedere una decisione diversa, la
    Commissione ne informa immediatamente la Repubblica ceca e le notifica l'avvio di
    consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione conformemente all'articolo 34,
    paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
    Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può chiedere alla Commissione
    di adottare misure di salvaguardia entro un mese dalla conclusione delle consultazioni
    con la Repubblica ceca nell'ambito del consiglio di associazione.
2. Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di propria
    iniziativa, che è opportuno applicare misure di salvaguardia conformemente agli
    articoli 31 o 32 dell'accordo:
    -   essa ne informa gli Stati membri immediatamente se agisce di propria iniziativa
        oppure, se risponde alla richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni
        lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
     -  consulta il comitato di cui all'articolo 4, paragrafo 2 della decisione n.
        264/94/CECA della Commissione (in appresso denominato "comitato");
     -  informa contemporaneamente la Repubblica ceca e notifica al consiglio di
        associazione l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 34, paragrafi 2 e 3
        dell'accordo;
     -  comunica simultaneamente al consiglio di associazione le informazioni necessarie
        a tali consultazioni.
3. Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si considerano comunque
     concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla notifica di cui al paragrafo 1,
     quarto comma, o al paragrafo 2.
 ---pagebreak---                                                                                            \l
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni, e se
   non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa
   consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli
   articoli 31 e 32 dell'accordo.
4. La decisione di cui al paragrafo 3 viene immediatamente comunicata al Consiglio,
   agli Stati membri e alla Repubblica ceca; essa è altresì notificata al consiglio di
   associazione.
   La decisione è immediatamente applicabile.
5. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di cui
   al paragrafo 3 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di comunicazione
   della decisione stessa.
6. In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo 3, secondo
   comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni nel consiglio di
   associazione oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta giorni, lo Stato
   membro che ha adito la Commissione conformemente al paragrafo 2 può adire il
   Consiglio.
7. Nei casi menzionati al paragrafo 5, il Consiglio, deliberando a maggioranza
   qualificata, può chiedere alla Commissione, entro un mese, di prendere misure di
   salvaguardia diverse; nei casi menzionati al paragrafo 6, il Consiglio può chiedere
   alla Commissione di prendere misure.
                                        Articolo 5
1. In circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 3, lettera d)
   dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei casi
   di cui agli articoli 31 e 32 dell'accordo.
2. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa si pronuncia in
    merito entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.
   La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati membri.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione secondo
   la procedura di cui all'articolo 4, paragrafo 5.
    Si applica la procedura prevista all'articolo 4, paragrafi 5, 6 e 7.
    In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui al paragrafo
   2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio secondo la
   procedura di cui ai commi precedenti.
                                        Articolo 6
La Commissione effettua le notifiche della Comunità al consiglio di associazione previste
dall'accordo.
 ---pagebreak---                                                                                             \1
                                       Articolo 7
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'entrata in vigore dell'accordo
europeo.
La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                             Per la Commissione
 ---pagebreak---                                                                                           lo
                  DECISIONE N. .../ CECA DELLA COMMISSIONE
                                           del
            relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                  che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                            e i loro Stati membri, da una parte, e
                               la Repubblica slovacca, dall'altra
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in
particolare gli articoli 74 e 95, primo comma,
considerando che il 16 dicembre 1991 è stato firmato a Bruxelles un accordo europeo che
istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte,
e la Repubblica federativa ceca e slovacca (RFCS), dall'altra;
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, le disposizioni
di quest'ultimo in merito al commercio e alle questioni connesse sono state messe in
vigore a decorrere dal 1° marzo 1992 da un accordo interinale sul commercio e sulle
questioni connesse tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da un lato, e la RFCS, dall'altro1, firmato a Bruxelles il
16 dicembre 1991;
considerando che, in seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del
21 e 22 giugno 1993 in merito a nuove concessioni commerciali a favore dei paesi
dell'Europa centrale e orientale, un protocollo aggiuntivo all'accordo interinale è stato
firmato il 22 dicembre 1993 tra la Comunità economica europea e la Comunità europea
del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica slovacca, dall'altra2;
considerando che la decisione n. 524/92/CECA3 della Commissione stabilisce alcune
modalità di applicazione delle disposizioni contenute nel protocollo 2 dell'accordo
interinale sui prodotti CECA;
considerando che, in seguito allo scioglimento della RFCS del 31 dicembre 1992, il 4
ottobre 1993 è stato firmato a Lussemburgo un accordo europeo separato con la
Repubblica slovacca;
considerando che il 21 dicembre 1993 è stato firmato con la Repubblica slovacca un
protocollo complementare all'accordo interinale per adeguare detto accordo allo
scioglimento della RFCS, che è stata succeduta nell' accordo dalla Repubblica slovacca;
 1
   GUn. L 115 del 30.4.1992.
 2
   GU n. L 25/12 del 29.1.1994.
 3
   GU n. L 56/41 del 29.2.1992.
 ---pagebreak---                                                                                               l\
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie disposizioni
dell'accordo europeo, segnatamente quelle del protocollo 2 sui prodotti CECA, adottando
disposizioni analoghe a quelle previste dalla decisione n. 524/92;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di protezione, si
dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo europeo;
considerando che alcune delle misure previste dall'accordo esulano dai poteri previsti dal
trattato e che pertanto è necessario ricorrere alle disposizioni dell'articolo 95, previa
consultazione del comitato consultivo e parere conforme del Consiglio che delibera
all'unanimità,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                          TITOLO I
                                          Articolo 1
La Commissione può decidere, previo parere conforme del Consiglio, di adire il
consiglio di associazione istituito dall'accordo in merito alle misure di cui all'articolo 29
e all'articolo 115, paragrafo 2, dello stesso. Se del caso, la Commissione adotta le
misure secondo la stessa procedura.
La Commissione può prendere tali decisioni di propria iniziativa o su richiesta di uno
Stato membro.
                                          Articolo 2
1. Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità
    delle misure previste all'articolo 8 del protocollo n. 2 dell'accordo, la Commissione,
    dopo aver costituito il fascicolo di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
    membro, si pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con l'accordo. Se del caso,
    essa adotta misure di salvaguardia previo parere conforme del Consiglio, fatta
    eccezione per gli aiuti di Stato a cui si applica la decisione 2424/88 CECA; queste
    misure vengono prese secondo le procedure stabilite in detta decisione.
    Dette misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui all'articolo 8 del
    protocollo n. 2 dell'accordo.
2. Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure prese dalla
    Repubblica slovacca conformemente all'articolo 8 del protocollo n. 2 dell'accordo,
    dopo aver costituito il fascicolo la Commissione si pronuncia sulla loro compatibilità
    con i principi che figurano nell'accordo. Se del caso, essa prende le opportune
    decisioni in base ai criteri che risultano dagli articoli 65 e 66 del trattato CECA,
    dall'articolo 85 del trattato che istituisce la Comunità europea e dalle norme in
    materia di aiuti di Stato, compreso il diritto derivato.
                                          Articolo 3
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità delle
misure previste all'articolo 30 dell'accordo, l'istituzione di dazi antidumping viene decisa
 ---pagebreak---                                                                                                a
dalla Commissione in conformità delle disposizioni stabilite dalla decisione
n. 2424/88/CECA e delle modalità di cui all'articolo 34, paragrafo 2 e paragrafo 3,
lettere b) o d) dell'accordo.
                                          Articolo 4
1. Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
    salvaguardia conformemente agli articoli 31 o 32 dell'accordo e se la Commissione
    decide di non applicare dette misure, essa ne informa il Consiglio e gli Stati membri
    entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta
    dello Stato membro.
    Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per
    giustificare le loro richieste di applicazione di misure di salvaguardia.
    Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro
    dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
    Qualora, deliberando alla maggioranza qualificata di cui all'articolo 28, quarto
    comma del trattato, il Consiglio dichiari di voler chiedere una decisione diversa, la
    Commissione ne informa immediatamente la Repubblica slovacca e le notifica l'avvio
    di consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione conformemente all'articolo
    34, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
    Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può chiedere alla Commissione
    di adottare misure di salvaguardia entro un mese dalla conclusione delle consultazioni
    con la Repubblica slovacca nell'ambito del consiglio di associazione.
2. Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di propria
    iniziativa, che è opportuno applicare misure di salvaguardia conformemente agli
    articoli 31 o 32 dell'accordo:
    -   essa ne informa gli Stati membri immediatamente se agisce di propria iniziativa
        oppure, se risponde alla richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni
        lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
    -   consulta il comitato di cui all'articolo 4, paragrafo 2 della decisione n.
        264/94/CECA della Commissione (in appresso denominato "comitato");
    -   informa contemporaneamente la Repubblica slovacca e notifica al consiglio di
        associazione l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 34, paragrafi 2 e 3
        dell'accordo;
    -   comunica simultaneamente al consiglio di associazione le informazioni necessarie
        a tali consultazioni.
3. Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si considerano comunque
    concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla notifica di cui al paragrafo 1,
    quarto comma, o al paragrafo 2.
 ---pagebreak---                                                                                             l\
    Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni, e se
    non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa
    consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli
    articoli 31 e 32 dell'accordo.
4. La decisione di cui al paragrafo 3 viene immediatamente comunicata al Consiglio,
    agli Stati membri e alla Repubblica slovacca; essa è altresì notificata al consiglio di
    associazione.
    La decisione è immediatamente applicabile.
5. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di cui
    al paragrafo 3 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di comunicazione
    della decisione stessa.
6. In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo 3, secondo
    comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni nel consiglio di
    associazione oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta giorni, lo Stato
    membro che ha adito la Commissione conformemente al paragrafo 2 può adire il
    Consiglio.
7. Nei casi menzionati al paragrafo 5, il Consiglio, deliberando a maggioranza
   qualificata, può chiedere alla Commissione, entro un mese, di prendere misure di
    salvaguardia diverse; nei casi menzionati al paragrafo 6, il Consiglio può chiedere
    alla Commissione di prendere misure.
                                         Articolo 5
1. In circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 3, lettera d)
   dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei casi
    di cui agli articoli 31 e 32 dell'accordo.
2. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa si pronuncia in
    merito entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.
    La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati membri.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione secondo
    la procedura di cui all'articolo 4, paragrafo 5.
    Si applica la procedura prevista all'articolo 4, paragrafi 5, 6 e 7.
    In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui al paragrafo
    2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio secondo la
    procedura di cui ai commi precedenti.
                                         Articolo 6
La Commissione effettua le notifiche della Comunità al consiglio di associazione previste
dall'accordo.
 ---pagebreak---                                                                                             tu
                                       Articolo 7
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'entrata in vigore dell'accordo
europeo.
La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                              Per la Commissione
 ---pagebreak---                                                                                              l<>
                                 NOTA ESPLICATIVA
Le decisioni proposte definiscono le modalità di applicazione, per quanto riguarda i
prodotti CECA, di determinate misure di salvaguardia e di protezione commerciale
contenute negli accordi sul libero scambio e sulle questioni commerciali.
Il 18 luglio 1994 la Comunità ha firmato gli accordi sul libero scambio e sulle questioni
commerciali rispettivamente con l'Estonia, la Lettonia e la Lituania.
Le decisioni proposte hanno lo scopo di introdurre norme specifiche relative alle
disposizioni generali del regime di importazione della Comunità (comprese le disposizioni
che instaurano una difesa contro le sovvenzioni e le pratiche di dumping in relazione alle
importazioni provenienti da paesi terzi) per rispettare gli impegni assunti nel quadro degli
accordi di libero scambio.
In previsione dell'entrata in vigore degli accordi sul libero scambio e sulle questioni
commerciali la Commissione chiede al Consiglio di approvare all'unanimità le decisioni
proposte affinché essa possa adottarle. A norma dell'articolo 95 del trattato CECA viene
contemporaneamente consultato il comitato consultivo CECA.
 ---pagebreak---                                                                                               v
                        Decisione della Commissione n.
                                    del
   relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo sul libero scambio e sulle
    questioni commerciali tra la Comunità europea,la Comunità europea dell'energia
        atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio da una parte, e
                             la Repubblica di Estonia dall'altra,
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto, il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in
particolare gli articoli 74 e 95, primo comma,
considerando che il 18 luglio 1984 è stato firmato a Bruxelles un accordo sul libero
scambio e sulle questioni commerciali tra la a Comunità europea, la Comunità europea
dell'energia atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e
la Repubblica di Estonia dall'altra (in appresso denominato "accordo");
considerando che è necessario stabilire le modalità di applicazione di diverse disposizioni
dell'accordo e in particolare di quelle riguardanti i prodotti di cui al trattato CECA,
considerando che, per la Comunità economica europea, dette modalità sono state stabilite
mediante il regolamento del Consiglio (CE) n                 relativo ad alcune modalità di
applicazione dell'accordo sugli scambi e sulle questioni commerciali fra la Comunità
europea, la Comunità europea dell'energia atomica e la Comunità europea del carbone
e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica di Estonia dall'altra,
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale, occorre
stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali previste, in particolare,
nella decisione n. 2424/88 CECA della Commissione, del 29 luglio 1988, relativa alla
difesa contro le importazioni da paesi terzi non membri della Comunità europea del
carbone e dell'acciaio oggetto di dumping o di sovvenzioni, nella misura in cui ciò è reso
necessario dalle disposizioni dell'accordo;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di protezione, si
dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
considerando che è opportuno garantire la massima omogeneità possibile delle misure di
applicazione dell'accordo nella Comunità europea del carbone e dell'acciaio e nella
Comunità economica europea;
considerando che alcune delle azioni contemplate dall'accordo esulano dai poteri previsti
dal trattato e che pertanto è necessario ricorrere alle disposizioni dell'articolo 95, previa
consultazione del comitato consultivo e previo parere conforme del Consiglio che
delibera all'unanimità,
 ---pagebreak---                                                                                              n
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                         Articolo 1
La Commissione può decidere, previo parere conforme del Consiglio, di adire il comitato
congiunto istituito dall'accordo in merito alle misure di cui all'articolo 21 dello stesso.
Se necessario, la Commissione adotta le misure secondo la stessa procedura.
La Commissione può prendere tali decisioni di propria iniziativa o su richiesta di uno
Stato membro.
                                         Articolo 2
1.      Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della
        Comunità delle misure previste all'articolo 32 dell'accordo, la Commissione,
        dopo aver costituito il fascicolo di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
        membro, si pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con l'accordo. Se
        necessario, essa prende misure di salvaguardia previo parere conforme del
        Consiglio, fatta eccezione per le sovvenzioni a cui si applica la decisione 2424/88
        CECA, in quanto queste misure vengono prese secondo le procedure stabilite in
        detta decisione.
        Dette misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui all'articolo 32
        dell'accordo.
2.      Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure di
        salvaguardia concernenti prodotti CECA prese dall'Estonia conformemente
        all'articolo 32 dell'accordo, dopo aver costituito il fascicolo la Commissione si
        pronuncia sulla loro compatibilità con i principi che figurano nell'accordo. Se del
        caso, essa prende le opportune decisioni in base ai criteri che risultano dagli
        articoli 65 e 66 del trattato CECA, dall'articolo 85 del trattato che istituisce la
        Comunità economica europea e dalle norme in materia di aiuti di Stato, compreso
        il diritto derivato.
                                         Articolo 3
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità delle
misure previste all'articolo 22 dell'accordo, l'istituzione di dazi antidumping viene decisa
dalla Commissione secondo la procedura stabilita dalla decisione n. 2424/88 CECA e
secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d)
dell'accordo.
                                         Articolo 4
1.      Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
        salvaguardia conformemente agli articoli 23 o 24 dell'accordo e se la
        Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia, essa ne informa
 ---pagebreak---                                                                                       li
 il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla
data in cui è stata ricevuta la richiesta dello Stato membro.
Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per
giustificare le loro richieste di applicazione di misure di salvaguardia.
Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
Qualora, deliberando alla maggioranza qualificata di cui all'articolo 28, quarto
comma del trattato, il Consiglio dichiari di voler chiedere una decisione diversa,
la Commissione ne informa immediatamente l'Estonia e le notifica l'avvio di
consultazioni nell'ambito del comitato congiunto conformemente all'articolo 26,
paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può chiedere alla
Commissione di prendere misure di salvaguardia entro un mese dalla conclusione
delle consultazioni con l'Estonia nell'ambito di detto comitato.
Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di propria
iniziativa, che è opportuno applicare misure di salvaguardia conformemente agli
articoli 23 o 24 dell'accordo:
         essa ne informa gli Stati membri immediatamente, se agisce di propria
         iniziativa, oppure, se risponde alla richiesta di uno Stato membro, entro
         cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la
         richiesta;
         consulta il comitato di cui all'articolo 4, paragrafo 2 della decisione
         n. 264/94/CECA (in appresso denominato "comitato");
         informa simultaneamente l'Estonia e notifica al comitato congiunto l'avvio
         delle consultazioni di cui all'articolo 26, paragrafi 2 e 3 dell'accordo;
         comunica simultaneamente al comitato congiunto le informazioni
         necessarie a tali consultazioni.
Le consultazioni nell'ambito del comitato congiunto si considerano comunque
concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla notifica di cui al paragrafo
1, quarto comma, e al paragrafo 2.
Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni,
e se non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa
consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'appiica/ionc degli
articoli 23 e 24 dell'accordo.
 ---pagebreak---                                                                                           î°\
4.      La decisione di cui al paragrafo 3 viene immediatamente comunicata al Consiglio,
        agli Stati membri e all'Estonia; essa è altresì notificata al comitato congiunto.
        La decisione è immediatamente applicabile.
5.      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di
        cui al paragrafo 3 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di
        comunicazione della decisione stessa.
6.      In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo 3,
        secondo comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni con
        il comitato congiunto oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta
        giorni, lo Stato membro che ha adito la Commissione conformemente al
        paragrafo 2 può adire il Consiglio.
7.      Nei casi menzionati al paragrafo 5, il Consiglio, deliberando a maggioranza
        qualificata, può chiedere alla Commissione, entro un mese, di prendere misure
        di salvaguardia diverse; nei casi menzionati al paragrafo 6, il Consiglio può
        chiedere alla Commissione di prendere misure.
                                         Articolo 5
1.      In circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 3, lettera d)
        dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei
        casi di cui agli articoli 23 e 24 dell'accordo.
2.      Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa si pronuncia in
        merito entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.
        La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati
        membri.
3.      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
        secondo la procedura di cui all'articolo 4, paragrafo 5.
        Si applica la procedura prevista all'articolo 4, paragrafi 5 - 7 .
        In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui al
        paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio
        secondo la procedura di cui ai commi precedenti.
                                         Articolo 6
La Commissione procede alle notifiche della Comunità al comitato congiunto previste
dall'accordo.
 ---pagebreak---                                                                                             lo
                                       Articolo 7
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'entrata in vigore dell'accordo sul
libero scambio e sulle questioni commerciali.
La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                       Per la Commissione
 ---pagebreak---                                                                                               ^ \
                        Decisione della Commissione n.
                                    del
   relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo sul libero scambio e sulle
    questioni commerciali tra la Comunità europea,la Comunità europea dell'energia
         atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio da una parte, e
                            la Repubblica di Lettonia dall'altra,
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto, il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in
particolare gli articoli 74 e 95, primo comma,
considerando che il 18 luglio 1984 è stato firmato a Bruxelles un accordo sul libero
scambio e sulle questioni commerciali tra la a Comunità europea, la Comunità europea
dell'energia atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e
la Repubblica di Lettonia dall'altra (in appresso denominato "accordo");
considerando che è necessario stabilire le modalità di applicazione di diverse disposizioni
dell'accordo e in particolare di quelle riguardanti i prodotti di cui al trattato CECA,
considerando che, per la Comunità economica europea, dette modalità sono state stabilite
mediante il regolamento del Consiglio (CE) n                 relativo ad alcune modalità di
applicazione dell'accordo sugli scambi e sulle questioni commerciali fra la Comunità
europea, la Comunità europea dell'energia atomica e la Comunità europea del carbone
e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica di Lettonia dall'altra,
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale, occorre
stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali previste, in particolare,
nella decisione n. 2424/88 CECA della Commissione, del 29 luglio 1988, relativa alla
difesa contro le importazioni da paesi terzi non membri della Comunità europea del
carbone e dell'acciaio oggetto di dumping o di sovvenzioni, nella misura in cui ciò è reso
necessario dalle disposizioni dell'accordo;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di proiezione, si
dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
considerando che è opportuno garantire la massima omogeneità possibile delle misure di
applicazione dell'accordo nella Comunità europea del carbone e dell'acciaio e nella
Comunità economica europea;
considerando che alcune delle azioni contemplate dall'accordo esulano dai poteri previsti
dal trattato e che pertanto è necessario ricorrere alle disposizioni dell'articolo 95, previa
consultazione del comitato consultivo e previo parere conforme del Consiglio che
delibera all'unanimità,
 ---pagebreak---                                                                                              ^L
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                         Articolo 1
La Commissione può decidere, previo parere conforme del Consiglio, di adire il comitato
congiunto istituito dall'accordo in merito alle misure di cui all'articolo 21 dello stesso.
Se necessario, la Commissione adotta le misure secondo la stessa procedura.
La Commissione può prendere tali decisioni di propria iniziativa o su richiesta di uno
Stato membro.
                                         Articolo 2
1.      Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della
        Comunità delle misure previste all'articolo 32 dell'accordo, la Commissione,
        dopo aver costituito il fascicolo di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
        membro, si pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con l'accordo. Se
        necessario, essa prende misure di salvaguardia previo parere conforme del
        Consiglio, fatta eccezione per le sovvenzioni a cui si applica la decisione 2424/88
        CECA, in quanto queste misure vengono prese secondo le procedure stabilite in
        detta decisione.
        Dette misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui all'articolo 32
        dell'accordo.
2.      Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure di
        salvaguardia concernenti prodotti CECA prese dalla Lettonia conformemente
        all'articolo 32 dell'accordo, dopo aver costituito il fascicolo la Commissione si
        pronuncia sulla loro compatibilità con i principi che figurano nell'accordo. Se del
        caso, essa prende le opportune decisioni in base ai criteri che risultano dagli
        articoli 65 e 66 del trattato CECA, dall'articolo 85 del trattato che istituisce la
        Comunità economica europea e dalle norme in materia di aiuti di Stato, compreso
        il diritto derivato.
                                         Articolo 3
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comtinila delle
misure previste all'articolo 22 dell'accordo, l'istituzione di dazi antidumping viene decisa
dalla Commissione secondo la procedura stabilita dalla decisione n. 2424/88 CECA e
secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d)
dell'accordo.
                                         Articolo 4
1.      Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
        salvaguardia conformemente agli articoli 23 o 24 dell'accordo e se la
        Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia, essa ne informa
 ---pagebreak---                                                                                          v>
   il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla
   data in cui è stata ricevuta la richiesta dello Stato membro.
   Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per
   giustificare le loro richieste di applicazione di misure di salvaguardia.
   Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
   entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
   Qualora, deliberando alla maggioranza qualificata di cui all'articolo 28, quarto
   comma del trattato, il Consiglio dichiari di voler chiedere una decisione diversa,
   la Commissione ne informa immediatamente la Lettonia e le notifica l'avvio di
   consultazioni nell'ambito del comitato congiunto conformemente all'articolo 26,
   paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può chiedere alla
   Commissione di prendere misure di salvaguardia entro un mese dalla conclusione
   delle consultazioni con la Lettonia nell'ambito di detto comitato.
2. Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di propria
   iniziativa, che è opportuno applicare misure di salvaguardia conformemente agli
   articoli 23 ó 24 dell'accordo:
           essa ne informa gli Stati membri immediatamente, se agisce di propria
            iniziativa, oppure, se risponde alla richiesta di uno Stato membro, entro
           cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la
            richiesta;
           consulta il comitato di cui all'articolo 4, paragrafo 2 della decisione
            n. 264/94/CECA (in appresso denominato "comitato");
            informa simultaneamente la Lettonia e notifica al comitato congiunto
            l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 26, paragrafi 2 e 3
            dell'accordo;
           comunica simultaneamente al comitato congiunto le informazioni
            necessarie a tali consultazioni.
3. Le consultazioni nell'ambito del comitato congiunto si considerano comunque
   concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla notifica di cui al paragrafo
   1, quarto comma, e al paragrafo 2.
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni,
   e se non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa
   consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli
   articoli 23 e 24 dell'accordo.
 ---pagebreak---                                                                                            \h
4.     La decisione di cui al paragrafo 3 viene immediatamente comunicata al Consiglio,
       agli Stati membri e alla Lettonia; essa è altresì notificata al comitato congiunto.
        La decisione è immediatamente applicabile.
5.      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di
       cui al paragrafo 3 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di
       comunicazione della decisione stessa.
6.     In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo 3,
        secondo comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni con
        il comitato congiunto oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta
       giorni, lo Stato membro che ha adito la Commissione conformemente al
       paragrafo 2 può adire il Consiglio.
7.      Nei casi menzionati al paragrafo 5, il Consiglio, deliberando a maggioranza
        qualificata, può chiedere alla Commissione, entro un mese, di prendere misure
        di salvaguardia diverse; nei casi menzionati al paragrafo 6, il Consiglio può
       chiedere alla Commissione di prendere misure.
                                         Articolo 5
1.      In circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 3, lettera d)
        dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei
        casi di cui agli articoli 23 e 24 dell'accordo.
2.      Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa si pronuncia in
        merito entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.
        La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati
        membri.
3.      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
        secondo la procedura di cui all'articolo 4, paragrafo 5.
        Si applica la procedura prevista all'articolo 4, paragrafi 5 - 7 .
        In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui al
        paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio
        secondo la procedura di cui ai commi precedenti.
                                         Articolo 6
La Commissione procede alle notifiche della Comunità al comitato congiunto previste
dall'accordo.
 ---pagebreak---                                                                                             v>
                                       Articolo 7
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'entrata in vigore dell'accordo sul
libero scambio e sulle questioni commerciali.
La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                       Per la Commissione
 ---pagebreak---                                                                                               ^
                        Decisione della Commissione n.
                                    del
   relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo sul libero scambio e sulle
    questioni commerciali tra la Comunità europea,la Comunità europea dell'energia
        atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio da una parte, e
                            la Repubblica di Lituania dall'altra,
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto, il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in
particolare gli articoli 74 e 95, primo comma,
considerando che il 18 luglio 1984 è stato firmato a Bruxelles un accordo sul libero
scambio e sulle questioni commerciali tra la a Comunità europea, la Comunità europea
dell'energia atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e
la Repubblica di Lituania dall'altra (in appresso denominato "accordo");
considerando che è necessario stabilire le modalità di applicazione di diverse disposizioni
dell'accordo e in particolare di quelle riguardanti i prodotti di cui al trattato CECA,
considerando che, per la Comunità economica europea, dette modalità sono state stabilite
mediante il regolamento del Consiglio (CE) n                 relativo ad alcune modalità di
applicazione dell'accordo sugli scambi e sulle questioni commerciali fra la Comunità
europea, la Comunità europea dell'energia atomica e la Comunità europea del carbone
e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica di Lituania dall'altra,
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale, occorre
stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali previste, in particolare,
nella decisione n. 2424/88 CECA della Commissione, del 29 luglio 1988, relativa alla
difesa contro le importazioni da paesi terzi non membri della Comunità europea del
carbone e dell'acciaio oggetto di dumping o di sovvenzioni, nella misura in cui ciò è reso
necessario dalle disposizioni dell'accordo;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di protezione, si
dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
considerando che è opportuno garantire la massima omogeneità possibile delle misure di
applicazione dell'accordo nella Comunità europea del carbone e dell'acciaio e nella
Comunità economica europea;
considerando che alcune delle azioni contemplate dall'accordo esulano dai poteri previsti
dal trattato e che pertanto è necessario ricorrere alle disposizioni dell'articolo 95, previa
consultazione del comitato consultivo e previo parere conforme del Consiglio che
delibera all'unanimità,
 ---pagebreak---                                                                                              w
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                         Articolo 1
La Commissione può decidere, previo parere conforme del Consiglio, di adire il comitato
congiunto istituito dall'accordo in merito alle misure di cui all'articolo 21 dello stesso.
Se necessario, la Commissione adotta le misure secondo la stessa procedura.
La Commissione può prendere tali decisioni di propria iniziativa o su richiesta di uno
Stato membro.
                                         Articolo 2
1.      Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della
        Comunità delle misure previste all'articolo 32 dell'accordo, la Commissione,
        dopo aver costituito il fascicolo di propria iniziativa o su richiesta di uno Stato
        membro, si pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con l'accordo. Se
        necessario, essa prende misure di salvaguardia previo parere conforme del
        Consiglio, fatta eccezione per le sovvenzioni a cui si applica la decisione 2424AS8
        CECA, in quanto queste misure vengono prese secondo le procedure stabilite in
        detta decisione.
        Dette misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui all'articolo 32
        dell'accordo.
2.      Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure di
        salvaguardia concernenti prodotti CECA prese dalla Lituania conformemente
        all'articolo 32 dell'accordo, dopo aver costituito il fascicolo la Commissione si
        pronuncia sulla loro compatibilità con i principi che figurano nell'accordo. Se del
        caso, essa prende le opportune decisioni in base ai criteri che risultano dagli
        articoli 65 e 66 del trattato CECA, dall'articolo 85 del trattato che istituisce la
        Comunità economica europea e dalle norme in materia di aiuti di Stato, compreso
        il diritto derivato.
                                         Articolo 3
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità delle
misure previste all'articolo 22 dell'accordo, l'istituzione di dazi antidumping viene decisa
dalla Commissione secondo la procedura stabilita dalla decisione n. 2424/88 CECA e
secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d)
dell'accordo.
                                         Articolo 4
1.      Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
        salvaguardia conformemente agli articoli 23 o 24 dell'accordo e se la
        Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia, essa ne informa
 ---pagebreak---                                                                                          \l
   il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla
   data in cui è stata ricevuta la richiesta dello Stato membro.
   Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per
   giustificare le loro richieste di applicazione di misure di salvaguardia.
   Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
   entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
   Qualora, deliberando alla maggioranza qualificata di cui all'articolo 28, quarto
   comma del trattato, il Consiglio dichiari di voler chiedere una decisione diversa,
   la Commissione ne informa immediatamente la Lituania e le notifica l'avvio di
   consultazioni nell'ambito del comitato congiunto conformemente all'articolo 26,
   paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può chiedere alla
   Commissione di prendere misure di salvaguardia entro un mese dalla conclusione
   delle consultazioni con la Lituania nell'ambito di detto comitato.
2. Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di propria
   iniziativa, che è opportuno applicare misure di salvaguardia conformemente agli
   articoli 23 o 24 dell'accordo:
           essa ne informa gli Stati membri immediatamente, se agisce di propria
            iniziativa, oppure, se risponde alla richiesta di uno Stato membro, entro
           cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la
           richiesta;
           consulta il comitato di cui all'articolo 4, paragrafo 2 della decisione
           n. 264/94/CECA (in appresso denominato "comitato");
            informa simultaneamente la Lituania e notifica al comitato congiunto
            l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 26, paragrafi 2 e 3
           dell'accordo;
           comunica simultaneamente al comitato congiunto le informazioni
            necessarie a tali consultazioni.
3. Le consultazioni nell'ambito del comitato congiunto si considerano comunque
   concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla notifica di cui al paragrafo
   1, quarto comma, e al paragrafo 2.
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni,
   e se non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può. previa
   consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli
   articoli 23 e 24 dell'accordo.
 ---pagebreak---                                                                                             T>
4.      La decisione di cui al paragrafo 3 viene immediatamente comunicata al Consiglio,
        agli Stati membri e alla Lituania; essa è altresì notificata al comitato congiunto.
        La decisione è immediatamente applicabile.
5.      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di
        cui al paragrafo 3 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di
        comunicazione della decisione stessa.
6.      In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo 3,
        secondo comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni con
        il comitato congiunto oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta
        giorni, lo Stato membro che ha adito la Commissione conformemente al
        paragrafo 2 può adire il Consiglio.
7.      Nei casi menzionati al paragrafo 5, il Consiglio, deliberando a maggioranza
        qualificata, può chiedere alla Commissione, entro un mese, di prendere misure
        di salvaguardia diverse; nei casi menzionati al paragrafo 6, il Consiglio può
        chiedere alla Commissione di prendere misure.
                                         Articolo 5
1.      In circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 26. paragrafo 3, lettera d)
        dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei
        casi di cui agli articoli 23 e 24 dell'accordo.
2.      Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa si pronuncia in
        merito entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.
        La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati
        membri.
3.      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
        secondo la procedura di cui all'articolo 4, paragrafo 5.
        Si applica la procedura prevista all'articolo 4, paragrafi 5 - 7 .
        In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui al
        paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio
        secondo la procedura di cui ai commi precedenti.
                                         Articolo 6
La Commissione procede alle notifiche della Comunità al comitato congiunto previste
dall'accordo.
 ---pagebreak---                                                                                             ll°
                                       Articolo 7
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'entrata in vigore dell'accordo sul
libero scambio e sulle questioni commerciali.
La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                       Per la Commissione
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                                        RELAZIONE
La Comunità ha firmato, rispettivamente il 1° febbraio e l'8 marzo 1993, gli accordi
europei con la Romania e la Bulgaria.
Le decisioni proposte stabiliscono le modalità di applicazione di alcune misure di
salvaguardia e di protezione commerciale relative ai prodotti CECA contenute negli
accordi suddetti.
Le decisioni proposte introducono norme più specifiche del regime generale
d'importazione della Comunità (comprese le disposizioni che istituiscono una difesa
contro le sovvenzioni e le pratiche di dumping nei confronti delle importazioni dai paesi
terzi) al fine di rispettare gli obblighi previsti dagli accordi.
Sono state adottate decisioni analoghe per l'attuazione di queste misure nel quadro degli
accordi interinali ed europei conclusi con la Polonia e l'Ungheria.
In previsione dell'entrata in vigore degli accordi europei, la Commissione chiede al
Consiglio di approvare all'unanimità le decisioni proposte, affinché la Commissione
possa adottarle. In conformità dell'articolo 95 del trattato CECA, viene consultato
contemporaneamente anche il comitato consultivo CECA.
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                      Decisione n. .../93 CECA della Commissione
                                         del
           relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                 che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                          e i loro Stati membri, da una parte, e
                           la Repubblica di Bulgaria, dall'altra
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in
particolare gli articoli 74 e 95, primo comma,
considerando che l'8 marzo 1993 è stato firmato a Bruxelles un accordo europeo che
istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte,
e la Repubblica di Bulgaria, dall'altra, in appresso denominato "accordo":
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, le disposizioni
di quest'ultimo relative al commercio e alle questioni connesse sono state messe in
vigore, a decorrere dal 31 dicembre 1993, da un accordo interinale sul commercio e sulle
questioni connesse tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dall'altra, firmato a
Bruxelles l'8 marzo 19931;
considerando che, in seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del
21 e 22 giugno 1993 in merito a nuove concessioni commerciali a favore dei paesi
dell'Europa centrale e orientale, un protocollo aggiuntivo all'accordo interinale è stato
firmalo il 20 dicembre 1993 tra la Comunità economica europea e la Comunità europea
del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Bulgaria, dall'altra2 :
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie disposizioni
dell'accordo, segnatamente quelle del protocollo 2 sui prodotti CECA:
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale, occorre
stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali previste, in particolare,
nella decisione n. 2424/88 CECA della Commissione, del 29 luglio 1988, relativa alla
difesa contro le importazioni da paesi terzi non membri della Comunità europea del
carbone e dell'acciaio oggetto di dumping o di sovvenzioni3, nella misura in cui ciò è
reso necessario dalle disposizioni dell'accordo;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di salvaguardia,
si dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
         GU n. L 323 del 23.12.1993, pag. 2.
         GU n. L 25 del 29.1.1994, pag. 37.
         GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 18.
 ---pagebreak---                                                                                                iS>
considerando che è opportuno garantire la massima omogeneità possibile delle misure di
applicazione dell'accordo nella Comunità europea e nella Comunità europea del carbone
e dell'acciaio;
considerando che alcune delle misure contemplate dall'accordo esulano dai poteri previsti
dal trattato e che pertanto è necessario ricorrere alle disposizioni dell'articolo 95. previa
consultazione del comitato consultivo e parere conforme del Consiglio che delibera
all'unanimità,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                         Articolo 1
La Commissione può decidere, previo parere conforme del Consiglio, di adire il
consiglio di associazione istituito dall'accordo in merito alle misure di cui agli articoli
29 e 116, paragrafo 2, dello stesso. Se necessario, la Commissione adotta le misure
secondo la stessa procedura.
La Commissione può prendere tali decisioni di propria iniziativa o su richiesta di uno
Stato membro.
                                          Articolo 2
 1.      Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della
         Comunità delle misure previste all'articolo 9 del protocollo n. 2 dell'accordo,
         la Commissione, dopo aver esaminato la questione di propria iniziativa o su
         richiesta di uno Stato membro, si pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con
         l'accordo. Se necessario, essa prende misure di salvaguardia previo parere
         conforme del Consiglio, fatta eccezione per le gli aiuti di Stato cui si applica la
         decisione 2424/88 CECA, in quanto queste misure vengono prese secondo le
         procedure stabilite in detta decisione.
         Tali misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui all'articolo () del
         protocollo n. 2 dell'accordo.
 2.      Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a misure di salvaguardia
         prese dalla Bulgaria conformemente all'articolo {) del piotocollo n 2
         dell'accordo, dopo aver esaminato la questione la Commissione si pronuncia sulla
         loro compatibilità con i principi che figurano nell'accordo. Se del caso, essa
         prende le opportune decisioni in base ai criteri che risultano dagli articoli 65 e 66
         del trattato CECA, dall'articolo 85 del trattato che istituisce la Comunità europea
         e dalle norme in materia di aiuti di Stato, compreso il diritto derivato.
                                          Articolo 3
 Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità delle
 misure previste all'articolo 30 dell'accordo, l'istituzione di dazi antidumping viene decisa
 ---pagebreak---                                                                                                uu
dalla Commissione secondo la procedura stabilita dalla decisione n. 2424/88 CECA nel
rispetto delle modalità di cui all'articolo 34, paragrafo 2 e paragrafo 3. lettere b) o d)
dell'accordo.
                                           Articolo 4
1.      Se uno Stato membro chiede alla Commissione di applicare misure di
        salvaguardia conformemente agli articoli 31 o 32 dell'accordo e se la
        Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia, essa ne informa
        il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla
        data in cui è stata ricevuta la richiesta dello Stato membro.
        Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per
        giustificare le loro richieste di applicazione di misure di salvaguardia.
        Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
        entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
        Qualora, deliberando alla maggioranza qualificata di cui all'articolo 28, quarto
        comma del trattato, il Consiglio dichiari di voler chiedere una decisione diversa.
        la Commissione ne informa immediatamente la Bulgaria e le notifica l'avvio di
        consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione conformemente all'articolo
        34, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
        Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può chiedere alla
        Commissione di prendere misure di salvaguardia entro un mese dalla conclusione
        delle consultazioni con la Bulgaria nell'ambito di detto consiglio di associazione.
2.      Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di propria
         iniziativa, che è opportuno applicare misure di salvaguardia conformemente agli
         articoli 31 o 32 dell'accordo:
                 essa ne informa immediatamente gli Stati membri oppure, se risponde alla
                  richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni lavorativi a decorrere
                  dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
                  consulta il comitato di cui all'articolo 4 della decisione n. 2ó4/(M/('l ( A
                  della Commissione (in appresso denominalo "comitato");
                  informa simultaneamente la Bulgaria e notifica al consiglio di associazione
                  l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 34, paragrafi 2 e 3
                  dell'accordo;
                  comunica simultaneamente al consiglio di associazione le informazioni
                  necessarie a tali consultazioni.
 3.      Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si considerano
         comunque concluse dopo trenta giorni dalla notifica di cui al paragrafo 1, quarto
         comma, o al paragrafo 2.
 ---pagebreak---                                                                                        hS
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni,
   e se non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa
   consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli
   articoli 31 e 32 dell'accordo.
4. La decisione di cui al paragrafo 3 viene immediatamente comunicata al Consiglio,
   agli Stati membri e alla Bulgaria; essa è altresì notificata al consiglio di
   associazione.
   La decisione è immediatamente applicabile.
5. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di
   cui al paragrafo 3 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di
   comunicazione della decisione stessa.
6. In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo 3,
   secondo comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni nel
   consiglio di associazione oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta
   giorni, lo Stato membro che ha adito la Commissione conformemente al
   paragrafo 2 può adire il Consiglio.
7. Nei casi menzionati al paragrafo 5, il Consiglio, deliberando a maggioranza
   qualificata, può chiedere alla Commissione, entro un mese, di prendere misure
   di salvaguardia diverse; nei casi menzionati al paragrafo 6, il Consiglio può
   chiedere alla Commissione di prendere misure.
                                    Articolo 5
1. In circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 3, lettera d)
   dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei
   casi di cui agli articoli 31 e 32 dell'accordo.
2. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa prende una
   decisione in merito entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.
   La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati
   membri.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
   secondo la procedura di cui all'articolo 4, paragrafo 5.
   Si applica la procedura prevista all'articolo 4, paragrafi 5 - 7 .
   In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui al
   paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio
    secondo la procedura di cui ai commi precedenti.
 ---pagebreak---                                                                                             ^
                                       Articolo 6
La Commissione procede alle notifiche della Comunità al consiglio di associazione
previsto dall'accordo.
                                       Articolo 7
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'entrata in vigore dell'accordo
europeo.
La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                       Per la Commissione
 ---pagebreak---                                                                                              ^
                      Decisione n. .../93 CECA della Commissione
                                         del
           relativa ad alcune modalità di applicazione dell'accordo europeo
                 che istituisce un'associazione tra le Comunità europee
                          e i loro Stati membri, da una parte, e
                                   la Romania, dall'altra
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in
particolare gli articoli 74 e 95, primo comma,
considerando che il 1 ° febbraio 1993 è stato firmato a Bruxelles un accordo europeo che
istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte,
e la Romania, dall'altra, in appresso denominato "accordo";
considerando che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo, le disposi/ioni
di quest'ultimo relative al commercio e alle questioni connesse sono stille messe m
vigore, a decorrere dal 1 maggio 1993, da un accordo interinale sul commercio e sulle
questioni connesse tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Romania, dall'altra, firmato a Bruxelles il 1
febbraio 19931;
considerando che, in seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del
21 e 22 giugno 1993 in merito a nuove concessioni commerciali a favore dei paesi
dell'Europa centrale e orientale, un protocollo aggiuntivo all'accordo interinale è stato
firmato il 20 dicembre 1993 tra la Comunità economica europea e la Comunità europea
del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Romania, dall'altra 2 ;
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie disposizioni
dell'accordo, segnatamente quelle del protocollo 2 sui prodotti CECA:
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale, occorre
stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali previste, in paitii olair.
nella decisione n. 2424/88 CECA della Commissione, del 29 luglio I9XX. relativa alla
difesa contro le importazioni da paesi terzi non membri della Comunità europea del
carbone e dell'acciaio oggetto di dumping o di sovvenzioni3, nella misura in cui ciò è
reso necessario dalle disposizioni dell'accordo;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di salvaguardia,
si dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
         G U n . L 81 del 2.4.1993, pag. 2.
         GU n. L 25 del 29.1.1994, pag. 36.
         GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 18.
 ---pagebreak---                                                                                                u $
considerando che è opportuno garantire la massima omogeneità possibile delle misure di
applicazione dell'accordo nella Comunità europea e nella Comunità europea del carbone
e dell'acciaio;
considerando che alcune delle misure contemplate dall'accordo esulano dai poteri previsti
dal trattato e che pertanto è necessario ricorrere alle disposizioni dell'articolo 95, previa
consultazione del comitato consultivo e parere conforme del Consiglio che delibera
all'unanimità,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                         Articolo I
La Commissione può decidere, previo parere conforme del Consiglio, di adire il
consiglio di associazione istituito dall'accordo in merito alle misure di cui agli articoli
29 e 117, paragrafo 2, dello stesso. Se necessario, la Commissione adotta le misure
secondo la stessa procedura.
La Commissione può prendere tali decisioni di propria iniziativa o su richiesta di uno
Stato membro.
                                          Articolo 2
 1.      Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della
         Comunità delle misure previste all'articolo 9 del protocollo n. 2 dell'accordo.
         la Commissione, dopo aver esaminato la questione di propria iniziativa o su
         richiesta di uno Stato membro, si pronuncia sulla compatibilità di tali pratiche con
         l'accordo. Se necessario, essa prende misure di salvaguardia previo parere
         conforme del Consiglio, fatta eccezione per le gli aiuti di Stato cui si applica la
         decisione 2424/88 CECA, in quanto queste misure vengono prese secondo le
         procedure stabilite in detta decisione.
         Tali misure vengono prese unicamente nelle condizioni di cui all'articolo c) del
         protocollo n. 2 dell'accordo.
 2.      Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a misure di salvaguardia
         prese dalla Romania conformemente all'articolo 9 del protocollo n. 2
         dell'accordo, dopo aver esaminato la questione la Commissione si pronuncia sulla
         loro compatibilità con i principi che figurano nell'accordo. Se del caso, essa
         prende le opportune decisioni in base ai criteri che risultano dagli articoli o5 e oò
         del trattato CECA, dall'articolo 85 del trattato che istituisce la Comunità europea
         e dalle norme in materia di aiuti di Stato, compreso il diritto derivato.
                                          Articolo 3
 Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della Comunità delle
 misure previste all'articolo 30 dell'accordo, l'istituzione di dazi antidumping viene decisa
 ---pagebreak---                                                                                               o
dalla Commissione secondo la procedura stabilita dalla decisione n. 2424/88 CECA nel
rispetto delle modalità di cui all'articolo 34, paragrafo 2 e paragrafo 3. lettere b) o d)
dell'accordo.
                                           Articolo 4
1.      Se uno Stato membro chiede alla Commissione di applicare misure di
        salvaguardia conformemente agli articoli 31 o 32 dell'accordo e se la
        Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia, essa ne informa
        il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla
        data in cui è stata ricevuta la richiesta dello Stato membro.
        Gli Stati membri forniscono alla Commissione le informazioni necessarie per
        giustificare le loro richieste di applicazione di misure di salvaguardia.
        Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
        entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della stessa.
        Qualora, deliberando alla maggioranza qualificata di cui all'articolo 28, quarto
        comma del trattato, il Consiglio dichiari di voler chiedere una decisione diversa,
        la Commissione ne informa immediatamente la Romania e le notifica l'avvio di
        consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione conformemente all'articolo
        34, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
        Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può chiedere alla
        Commissione di prendere misure di salvaguardia entro un mese dalla conclusione
        delle consultazioni con la Romania nell'ambito di detto consiglio di associazione.
2.      Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di propria
        iniziativa, che è opportuno applicare misure di salvaguardia conformemente agli
        articoli 31 o 32 dell'accordo:
                 essa ne informa immediatamente gli Stati membri oppure, se risponde alla
                 richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni lavorativi a decorrere
                 dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
                 consulta il comitato di cui all'articolo 4 della decisione n. 264/94/CECA
                 della Commissione (in appresso denominato "comitato"):
                 informa simultaneamente la Romania e notifica al consiglio di
                 associazione l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 34, paragrafi 2
                 e 3 dell'accordo;
                 comunica simultaneamente al consiglio di associazione le informazioni
                 necessarie a tali consultazioni.
3.      Le consultazioni nell'ambito del consiglio di associazione si considerano
        comunque concluse dopo trenta giorni dalla notifica di cui al paragrafo 1, quarto
        comma, o al paragrafo 2.
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   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei trenta giorni,
   e se non è stato possibile pervenire ad un accordo, la Commissione può, previa
   consultazione del comitato, prendere le misure necessarie per l'applicazione degli
   articoli 31 e 32 dell'accordo.
4. La decisione di cui al paragrafo 3 viene immediatamente comunicata al Consiglio,
   agli Stati membri e alla Romania; essa è altresì notificata al consiglio di
   associazione.
   La decisione è immediatamente applicabile.
5. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione di
   cui al paragrafo 3 entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data di
   comunicazione della decisione stessa.
6. In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo 3,
   secondo comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle consultazioni nel
   consiglio di associazione oppure, eventualmente, allo scadere del termine di trenta
   giorni, lo Stato membro che ha adito la Commissione conformemente al
   paragrafo 2 può adire il Consiglio.
7. Nei casi menzionati al paragrafo 5, il Consiglio, deliberando a maggioranza
   qualificata, può chiedere alla Commissione, entro un mese, di prendere misure
   di salvaguardia diverse; nei casi menzionati al paragrafo 6, il Consiglio può
   chiedere alla Commissione di prendere misure.
                                    Articolo 5
1. In circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 3, lettera d)
   dell'accordo, la Commissione può prendere misure di salvaguardia immediate nei
   casi di cui agli articoli 31 e 32 dell'accordo.
2. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa prende una
   decisione in merito entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta.
   La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli Stati
   membri.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione
   secondo la procedura di cui all'articolo 4, paragrafo 5.
   Si applica la procedura prevista all'articolo 4, paragrafi 5 - 7 .
   In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui al
   paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire il Consiglio
   secondo la procedura di cui ai commi precedenti.
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                                       Articolo 6
La Commissione procede alle notifiche della Comunità al consiglio di associazione
previsto dall'accordo.
                                       Articolo 7
La presente decisione entra in vigore il giorno dell'entrata in vigore dell'accordo
europeo.
La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                       Per la Commissione
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                                                               COM(94) 680 def.
                                                           DOCUMENTI
FT       -                                                                 11 02
                                          N. di catalogo : CB-CO-94-701-IT-C
                                                             ISBN 92-77-84370-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo