CELEX: 52005PC0698
Language: it
Date: 2005-12-23
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari

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52005PC0698

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 5.1.2006COM(2005)698 definitivo2005/0275(CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrelativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. A decorrere dal 24 luglio 1993, con il regolamento (CEE) 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari, è stato istituito un sistema volontario di protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine sul territorio comunitario. Tale regime volontario dà ai produttori interessati la possibilità di proteggere determinate denominazioni attraverso la loro registrazione. La protezione prevista dal suddetto regime consiste nel riservare l’uso di queste denominazioni d’origine e indicazioni geografiche ai soli prodotti agricoli e alimentari che sono stati prodotti e/o trasformati nelle regioni o nei luoghi designati dalle denominazioni stesse, secondo particolari condizioni di produzione / trasformazione / elaborazione depositate dai produttori.2. La volontà degli operatori di tutelare prodotti agricoli o alimentari identificabili in relazione all'origine geografica ha indotto taluni Stati membri a sviluppare le «denominazioni d'origine controllate». L’obiettivo era quello di armonizzare impostazioni disparate seguite nei vari Stati membri per i prodotti alimentari diversi dai vini e dalle bevande spiritose, che sono disciplinati da altre normative comunitarie, in modo da garantire agli operatori uguali condizioni di concorrenza, assicurando una tutela forte ed efficace contro usi e imitazioni che usurpano le denominazioni e non da ultimo una maggiore credibilità dei prodotti che si fregiano di una denominazione d’origine o di una indicazione geografica.3. In quest’ottica, dal 1993 sono state registrate più di 700 denominazioni, che designano in particolare oltre 150 formaggi, oltre 160 tipi di carni e prodotti a base di carne, oltre 150 prodotti ortofrutticoli freschi o trasformati e oltre 80 oli di oliva. La Commissione ha inoltre ricevuto più di 300 domande supplementari di registrazioni di denominazioni e/o modifiche di disciplinari, provenienti dagli Stati membri e dai paesi terzi. Questi dati dimostrano che tale regime volontario ha incontrato un’accoglienza più che favorevole all’interno della Comunità. La definizione di un simbolo comunitario comune, inoltre, ha ulteriormente favorito il riconoscimento da parte dei consumatori del regime comunitario di protezione delle denominazioni.4. La procedura per la registrazione di nuove denominazioni originarie della Comunità sia articola in due fasi: la prima, a livello nazionale, riguarda le autorità dello Stato membro dove si trova la zona geografica interessata, la seconda fase, a livello comunitario, riguarda la Commissione, che esamina la domanda allo scopo di accertare se sono soddisfatte le condizioni previste dal regolamento. Vi è poi una procedura di opposizione nel corso della quale, dopo che sono stati pubblicati gli elementi principali della domanda, qualsiasi operatore può dichiarare la propria opposizione alla registrazione sulla base di determinati criteri. Alla luce dell’esperienza acquisita nel funzionamento della suddetta procedura, ci si è resi conto che, da un lato, essa può comportare un doppio lavoro fra Stati membri e Commissione; d’altro lato, queste due fasi possono dare adito ad esami complessi di fascicoli talvolta assai voluminosi e la cui struttura e contenuto possono variare notevolmente da una domanda all’altra. In queste condizioni è quindi necessario semplificare le procedure e chiarire le responsabilità delle diverse autorità chiamate a intervenire nell’esame delle domande, allo scopo di migliorare la trasparenza delle domande e la parità di trattamento fra i vari richiedenti.5. Inoltre, in seguito alle denuncie WT/DS174 e WT/DS290, presentate rispettivamente dagli Stati Uniti e dall’Australia presso l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), l’Organo di risoluzione delle controversie (ORD) dell’OMC ha adottato, il 20 aprile 2005, il rapporto dei Gruppi speciali Comunità europee – Protezione dei marchi e delle indicazioni geografiche per i prodotti agricoli e alimentari. Tali rapporti giungono alla conclusione che il regolamento (CEE) n. 2081/92 è incompatibile con l’articolo 3:1 dell’accordo TRIPS e con l’articolo III:4 del GATT del 1947. L’ORD ha basato la propria conclusione sulle condizioni di reciprocità e di equivalenza che figurano all’articolo 12 e segg. del regolamento (CEE) n. 2081/92, sul fatto che le procedure di domanda di registrazione e di opposizione applicabili ai paesi terzi richiedono l’intervento (esame e trasmissione) dei governi dei paesi terzi, nonché sull’esistenza di norme che impongono la partecipazione dei governi dei paesi terzi per quanto riguarda i controlli. È quindi necessario allineare il suddetto regolamento all’accordo TRIPS e all’accordo del GATT del 1994 nei termini stabiliti con le altre parti interessate.6. Una prima serie di modifiche consiste nel definire meglio le informazioni chiave che devono essere oggetto di una pubblicazione ufficiale prima della registrazione, allo scopo, da un lato, di consentire ad ogni operatore di esercitare il proprio diritto di opposizione e, dall’altro, di permettere alle autorità competenti in materia di controlli di garantire la tutela d’ufficio delle denominazioni registrate in ogni Stato membro. Queste informazioni, riunite in un documento unico, comprendono in particolare la denominazione, la descrizione del prodotto ai fini del controllo, dell’etichettatura e della presentazione (comprese, a questo riguardo, le eventuali restrizioni al condizionamento fuori della zona d’origine e le relative giustificazioni), nonché la prova del legame fra il prodotto e la sua origine geografica. Una presentazione standardizzata e sintetica di questi elementi permetterà di assicurare una maggiore omogeneità e la parità di trattamento fra le domande, garantendo che vengano menzionati tutti gli elementi per i quali ci deve essere la massima trasparenza nei confronti degli operatori interessati situati fuori della zona delimitata.7. Una seconda serie di modifiche consiste nel chiarire meglio la ripartizione delle competenze fra gli Stati membri e la Commissione in questo campo. Per ogni domanda corrispondente ad una zona delimitata della Comunità, lo Stato membro è in effetti tenuto ad assicurarsi che la domanda soddisfi le condizioni previste dal regolamento. Il fatto che sia previsto un ulteriore esame da parte della Commissione non dispensa lo Stato membro dall’ottemperare ai suoi obblighi a questo riguardo. La presente proposta mira a chiarire che tale responsabilità comprende la necessità di rendere sempre pubblica l’intenzione di uno Stato membro di trasmettere alla Commissione una domanda che soddisfi le condizioni del regolamento, affinché ogni operatore stabilito sul suo territorio possa esercitare un diritto di opposizione che, secondo la giurisprudenza in materia (ordinanza della Corte del 26 ottobre 2000, Molkerei Grossbraunshain e Bene Nahrungsmittel contro Commissione, C-447/98), non può esercitare a livello comunitario.8. Le responsabilità della Commissione consistono nel verificare con gli strumenti appropriati che siano soddisfatte le condizioni previste dal presente regolamento prima di procedere o meno alla pubblicazione degli elementi menzionati sopra e, in esito alla procedura di opposizione, nel prendere una decisione sulla registrazione o il rigetto della domanda. Se gli elementi trasmessi alla Commissione all’interno del “documento unico” si rivelano insufficienti, la Commissione ha il diritto di chiedere allo Stato membro tutte le eventuali informazioni complementari pertinenti, inclusa copia del disciplinare.9. Le denominazioni corrispondenti a zone geografiche situate nei paesi terzi possono accedere al regime di tutela comunitaria delle indicazioni geografiche per i prodotti agricoli e alimentari. Tuttavia, conformemente a quanto dispone l’articolo 24:9 dell’Accordo TRIPS, il regime comunitario è aperto solo alle indicazioni geografiche di paesi terzi che sono protette nel loro paese d’origine. Inoltre, l’adeguamento della normativa comunitaria comporta l’abbandono delle disposizioni contenute nel regolamento (CEE) n. 2081/92 per quanto riguarda l’equivalenza e la reciprocità, nonché delle disposizioni che prevedono un intervento dei governi dei paesi terzi. Tuttavia, taluni operatori stabiliti nei paesi terzi e taluni governi possono volontariamente auspicare che la trasmissione delle domande e/o delle opposizioni alla Comunità avvenga per il tramite delle autorità competenti del paese terzo: tale possibilità deve essere prevista per i paesi terzi che desiderino avvalersene.10. Le procedure possono inoltre essere semplificate e razionalizzate, in particolare per quanto riguarda le modifiche dei disciplinari, al termine della procedura di opposizione o successivamente alla registrazione e per quanto riguarda gli annullamenti e altre misure possibili in caso di mancato rispetto dei disciplinari. A fini di semplificazione è inoltre opportuno tener conto delle disposizioni della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione, per quanto riguarda la registrazione, la modifica o il rigetto di denominazioni particolari: trattandosi di misure non generali di applicazione della politica agricola comune, si giustifica il ricorso ad una procedura di gestione.11. È inoltre auspicabile rafforzare la credibilità del sistema. Da un lato, il rafforzamento delle disposizioni in materia di controlli e il loro chiaro inserimento nel quadro generale stabilito dal regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali, permette di rafforzare l’applicazione della tutela d’ufficio prevista dall’articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2081/92. D’altro lato, il rispetto dei disciplinari da parte degli operatori è anch’esso sottoposto a disposizioni di controllo: una delle modifiche proposte riguarda infatti l’accreditamento obbligatorio degli eventuali organismi privati di controllo. Tale obbligo di accreditamento permette di evitare qualsiasi obbligo di intervento dei governi nella designazione degli organismi di controllo, pur mantenendo una totale parità di trattamento fra operatori degli Stati membri e operatori dei paesi terzi.12. Per le denominazioni della Comunità, anche l’obbligo di indicare sull’etichettatura dei prodotti commercializzati con una denominazione registrata, al contempo le diciture comunitarie (“denominazione d’origine protetta” / “DOP” o “indicazione geografica protetta” / “IGP”) e i simboli comunitari che sono loro associati, contribuisce al rafforzamento della credibilità del sistema.13. Dato che la definizione di “indicazione geografica” che figura all’articolo 22 dell’Accordo TRIPS potrebbe, sotto certi aspetti, sembrare più ampia della definizione che figura attualmente all’articolo 2, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CEE) n. 2081/92, la presente proposta prevede inoltre un ravvicinamento di queste due definizioni.14. Le grandi linee di queste modifiche sono state oggetto di ampie consultazioni. L’argomento è stato infatti dibattuto nel giugno 2005 all’interno del Gruppo consultivo per la qualità dei prodotti agricoli, composto da rappresentanti dei produttori, dei trasformatori, dei commercianti e da associazioni di difesa dei consumatori e dell'ambiente, interessati alle questioni connesse alla qualità dei prodotti agricoli.15. Le misure previste non hanno alcuna incidenza finanziaria sul bilancio generale delle Comunità europee.2005/0275 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrelativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentariIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,considerando quanto segue:(1) La produzione, la fabbricazione e la distribuzione dei prodotti agricoli ed alimentari occupa un posto di rilievo nell'economia della Comunità.(2) È opportuno favorire la diversificazione della produzione agricola al fine di ottenere un migliore equilibrio fra l’offerta e la domanda sul mercato. La promozione di prodotti di qualità aventi determinate caratteristiche può rappresentare una carta vincente per il mondo rurale, in particolare nelle zone svantaggiate o periferiche, sia per l'accrescimento del reddito degli agricoltori, sia per l'effetto di mantenimento della popolazione rurale in tali zone.(3) Inoltre, tra i consumatori si fa strada una certa tendenza a privilegiare la qualità piuttosto che la quantità nell’alimentazione. Questa ricerca di prodotti specifici si esprime, tra l'altro, in una domanda crescente di prodotti agricoli o alimentari aventi un'origine geografica determinata.(4) Di fronte alla varietà di prodotti commercializzati e alla moltitudine di informazioni al loro riguardo il consumatore deve disporre di un’informazione chiara e succinta, che indichi con precisione l’origine del prodotto, in modo da poterlo orientare nella scelta.(5) In relazione all'etichettatura i prodotti agricoli e alimentari sono soggetti alle norme generali fissate dalla Comunità e segnatamente all'osservanza della direttiva 2000/13/CE del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità.[1] Tenuto conto della loro specificità, è opportuno stabilire una serie di disposizioni particolari complementari per i prodotti agricoli ed alimentari provenienti da un’area geografica delimitata. È inoltre opportuno rendere obbligatorio l’utilizzo delle diciture e dei simboli comunitari per le denominazioni comunitarie allo scopo, da un lato, di far conoscere meglio ai consumatori questa categoria di prodotti e le relative garanzie e, dall’altro, di permettere una identificazione più facile di questi prodotti sui mercati e facilitarne i controlli. È tuttavia necessario prevedere un termine ragionevole affinché gli operatori possano adeguarsi a tale obbligo.(6) È necessario prevedere un’impostazione comunitaria per le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche. In effetti un quadro normativo comunitario che contempla un regime di protezione può favorire la diffusione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine poiché garantisce, tramite un'impostazione più uniforme, condizioni di concorrenza uguali tra i produttori dei prodotti che beneficiano di siffatte diciture, migliorando la credibilità dei prodotti agli occhi dei consumatori.(7) È opportuno che la normativa proposta possa essere applicata nel rispetto della legislazione comunitaria vigente relativa ai vini e alle bevande spiritose.(8) Il campo d'applicazione del presente regolamento si limita ai prodotti agricoli e alimentari per i quali esiste un legame fra le caratteristiche del prodotto e la sua origine geografica. Tuttavia, all'occorrenza detto campo d'applicazione potrebbe essere esteso ad altri prodotti.(9) Tenuto conto delle prassi esistenti, sembra opportuno definire due diversi livelli di riferimento geografico, ossia le indicazioni geografiche protette e le denominazioni di origine protette.(10) Un prodotto agricolo o alimentare che beneficia di una delle diciture summenzionate deve soddisfare una serie di condizioni elencate in un apposito disciplinare.(11) Per usufruire della protezione negli Stati membri, le indicazioni geografiche e le denominazioni d'origine devono essere registrate a livello comunitario. L'iscrizione in un registro consente altresì di garantire l'informazione degli operatori del settore e dei consumatori. Per garantire che le denominazioni comunitarie registrate soddisfino le condizioni stabilite dal presente regolamento è necessario che le domande siano esaminate dalle autorità nazionali a livello dello Stato membro, nel rispetto di disposizioni comuni minime comprensive di una procedura nazionale di opposizione e che successivamente la Commissione proceda ad un esame volto a verificare il rispetto delle condizioni del regolamento e a garantire l’uniformità di impostazione fra gli Stati membri.(12) L’accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (accordo TRIPS, 1994, che figura all’allegato 1C dell'accordo che istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio), comprende disposizioni specifiche relative all’esistenza, l’acquisizione, la portata, il mantenimento dei diritti di proprietà intellettuale nonché i mezzi per farli rispettare.(13) La protezione mediante registrazione, prevista dal presente regolamento, è aperta alle indicazioni geografiche dei paesi terzi che siano già protette nel loro paese d’origine.(14) La procedura di registrazione deve permettere a qualsiasi persona fisica o giuridica di uno Stato membro o di un paese terzo, individualmente e direttamente interessata, di fare valere i suoi diritti notificando la propria opposizione.(15) È opportuno disporre di procedure che, successivamente alla registrazione, consentano di adeguare il disciplinare, in particolare di fronte all'evoluzione delle conoscenze tecnologiche, oppure di annullare o cancellare dal registro un'indicazione geografica o una denominazione d'origine relativa a un prodotto agricolo o alimentare che non sia più conforme al disciplinare in virtù del quale aveva potuto beneficiare dell'indicazione geografica o della denominazione d'origine.(16) Le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche protette sul territorio comunitario devono beneficiare di un regime di controllo credibile, fondato su un sistema di controllo che si inserisce nel quadro del regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali[2], nonché su un regime di controlli diretto ad assicurare il rispetto da parte degli operatori, nella zona geografica delimitata, delle disposizioni del disciplinare prima della commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari.(17) Gli Stati membri devono essere autorizzati a riscuotere una tassa amministrativa destinata a coprire le spese amministrative sostenute.È necessario adottare le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento in conformità alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[3](19) Le denominazioni già registrate ai sensi del regolamento (CEE) n. 2081/92 alla data di entrata in vigore del presente regolamento devono continuare a beneficiare della protezione prevista dal presente regolamento e figurare automaticamente nel registro. È necessario poi prevedere misure transitorie applicabili alle domande di registrazione pervenute alla Commissione precedentemente all’entrata in vigore del presente regolamento.(20) A fini di maggiore chiarezza e trasparenza è necessario abrogare il regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari[4] e sostituirlo con un nuovo regolamento,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 Campo di applicazione1. Il presente regolamento stabilisce le norme relative alla protezione delle denominazioni d'origine e delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli destinati all'alimentazione umana elencati nell'allegato I del trattato e dei prodotti alimentari elencati nell'allegato I del presente regolamento, nonché dei prodotti agricoli elencati nell'allegato II del presente regolamento.Il presente regolamento non si applica tuttavia ai prodotti del settore vitivinicolo, ad eccezione degli aceti di vino, né alle bevande spiritose. Il presente paragrafo non pregiudica l'applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio[5].Gli allegati I e II del presente regolamento possono essere modificati secondo la procedura di cui all'articolo 15, paragrafo 2.2. Il presente regolamento si applica senza pregiudizio di altre disposizioni comunitarie particolari.3. La direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[6] non si applica né alle denominazioni d'origine né alle indicazioni geografiche oggetto del presente regolamento.Articolo 2 Denominazione d’origine e indicazione geografica1. Ai fini del presente regolamento, si intende per:a) «denominazione d'origine», il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare-  originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese e-  la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico, inclusi i fattori naturali e umani e-  la cui produzione, trasformazione e elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata;b) «indicazione geografica», un’indicazione che serve ad identificare un prodotto agricolo o alimentare-  come originario di una regione, di un luogo determinato o di un paese,-  del quale una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica può essere attribuita essenzialmente a tale origine geografica e-  la cui produzione, trasformazione o elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata.2. Sono altresì considerate come denominazioni d'origine le denominazioni tradizionali, geografiche o meno, che designano un prodotto agricolo o alimentare originario di una regione o di un luogo determinato e che soddisfi i requisiti di cui al paragrafo 1, lettera a), secondo e terzo trattino.3. In deroga al paragrafo 1, lettera a), sono equiparate a denominazioni d'origine, in conformità alle norme dettagliate di cui all’articolo 16, lettera a), talune designazioni geografiche qualora le materie prime dei prodotti da esse designati provengano da una zona geografica più ampia della zona di trasformazione o diversa da essa, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:a) la zona di produzione della materia prima sia delimitata;b) sussistano condizioni particolari per la produzione delle materie prime;c) esista un regime di controllo atto a garantire l'osservanza delle condizioni di cui alla lettera b).Le designazioni suddette devono essere state riconosciute come denominazioni d’origine nel paese d’origine anteriormente al 1° maggio 2004.Articolo 3 Genericità, conflitti con i nomi di varietà vegetali, di razze animali, degli omonimi e dei marchi1. Le denominazioni divenute generiche non possono essere registrate.Ai fini del presente regolamento, si intende per « denominazione divenuta generica » il nome di un prodotto agricolo o alimentare che, pur collegato col nome del luogo o della regione in cui il prodotto agricolo o alimentare è stato inizialmente prodotto o commercializzato, è divenuto il nome comune di un prodotto agricolo o alimentare nella Comunità.Per determinare se una denominazione sia divenuta generica o meno, si tiene conto di tutti i fattori, in particolare:a) della situazione esistente negli Stati membri e nelle zone di consumo;b) delle pertinenti legislazioni nazionali o comunitarie.2. Un nome non può essere registrato come denominazione d'origine o indicazione geografica qualora sia in conflitto con il nome di una varietà vegetale o di una razza animale e possa, pertanto, indurre il pubblico in errore quanto alla vera origine del prodotto.3. La registrazione di una denominazione omonima o parzialmente omonima di una denominazione già registrata in conformità al presente regolamento, tiene debitamente conto degli usi locali e tradizionali e dei rischi effettivi di confusione. In particolare:a) una denominazione omonima che induca erroneamente il pubblico a pensare che i prodotti sono originari di un altro territorio non è registrata, benché sia testualmente esatta per quanto attiene al territorio, alla regione o alla località di cui sono originari i prodotti agricoli o alimentari;b) l'impiego di una denominazione omonima registrata è autorizzato esclusivamente in condizioni pratiche tali da assicurare che la denominazione omonima registrata successivamente sia sufficientemente differenziata da quella registrata in precedenza, tenuto conto della necessità di garantire un trattamento equo ai produttori interessati e di non indurre in errore i consumatori.4. Una denominazione d'origine o un'indicazione geografica non è registrata qualora, tenuto conto della fama di un marchio, della notorietà e della durata di utilizzazione dello stesso, la registrazione è tale da indurre il consumatore in errore quanto alla vera identità del prodotto.Articolo 4 Disciplinare1. Per beneficiare di una denominazione d'origine protetta (DOP) o di un'indicazione geografica protetta (IGP), un prodotto agricolo o alimentare deve essere conforme ad un disciplinare.2. Il disciplinare comprende almeno i seguenti elementi:a) il nome del prodotto agricolo o alimentare che comprende la denominazione d'origine o l'indicazione geografica;b) la descrizione del prodotto agricolo o alimentare mediante indicazione delle materie prime, se del caso, e delle principali caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche e organolettiche del prodotto agricolo o alimentare;c) la delimitazione della zona geografica e, se del caso, gli elementi che indicano il rispetto delle condizioni di cui all'articolo 2, paragrafo 3;d) gli elementi che comprovano che il prodotto agricolo o alimentare è originario della zona geografica delimitata di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a) o b), a seconda dei casi;e) la descrizione del metodo di ottenimento del prodotto agricolo o alimentare e, se del caso, i metodi locali, leali e costanti, nonché gli elementi relativi al condizionamento, quando l'associazione richiedente, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, stabilisce e motiva che il condizionamento deve aver luogo nella zona geografica delimitata per salvaguardare la qualità, garantire l’origine o assicurare il controllo;f) gli elementi che giustificano:i) il legame fra la qualità o le caratteristiche del prodotto agricolo o alimentare e l’ambiente geografico di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a) o, a seconda dei casi;ii) il legame fra una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica del prodotto agricolo o alimentare e l’origine geografica di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera b) ;g) il nome e gli estremi delle strutture che realizzano i controlli di cui all’articolo 11;h) qualsiasi regola specifica per l’etichettatura del prodotto agricolo o alimentare in questione;i) gli eventuali requisiti da rispettare in virtù di disposizioni comunitarie o nazionali.Articolo 5 Domanda di registrazione1. La domanda di registrazione può essere presentata esclusivamente da un’associazione.Ai fini del presente articolo si intende per «associazione» qualsiasi organizzazione, a prescindere dalla sua forma giuridica o dalla sua composizione, di produttori o di trasformatori che trattano il medesimo prodotto agricolo o il medesimo prodotto alimentare. Altre parti interessate possono far parte dell'associazione. Una persona fisica o giuridica può essere equiparata ad una associazione conformemente alle norme dettagliate di cui all’articolo 16, lettera c).Nel caso di una denominazione che designi una zona geografica transfrontaliera o una denominazione tradizionale connessa ad una zona geografica transfrontaliera, diverse associazioni possono presentare una domanda comune, conformemente alle norme dettagliate di cui all’articolo 16, lettera d).2. Un’associazione può presentare domanda di registrazione esclusivamente per i prodotti agricoli o alimentari che essa stessa produce o elabora.3. La domanda di registrazione comprende:a) il nome dell’associazione richiedente,b) il disciplinare di cui all’articolo 4;c) un documento unico limitato agli elementi seguenti :i) gli elementi principali del disciplinare : la denominazione, una breve descrizione del prodotto, incluse le norme specifiche applicabili al suo condizionamento e alla sua etichettatura, una descrizione concisa della delimitazione della zona geografica;ii) la descrizione sintetica del legame del prodotto con l'ambiente geografico o con l'origine geografica di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a) o b), a seconda dei casi, inclusi, eventualmente, gli elementi specifici della descrizione del prodotto o del metodo di ottenimento che giustifica il legame.4. La domanda di registrazione è inviata allo Stato membro sul cui territorio è situata l'area geografica.Lo Stato membro esamina la domanda con i mezzi appropriati per stabilire se sia giustificata e soddisfi le condizioni previste dal presente regolamento.5. Nel corso dell'esame di cui al paragrafo 4, secondo comma, lo Stato membro attua una procedura di opposizione a livello nazionale, che garantisce l'adeguata pubblicazione della domanda e prevede un periodo ragionevole nel corso del quale ogni legittimo interessato stabilito o residente sul suo territorio possa dichiarare opposizione alla domanda.Lo Stato membro esamina l'ammissibilità delle dichiarazioni di opposizione ricevute in base a criteri che comprendono i criteri di cui all'articolo 7, paragrafo 3, primo comma.Qualora i requisiti del presente regolamento siano soddisfatti, lo Stato membro adotta una decisione nazionale di riconoscimento. In caso contrario, esso decide di rigettare la domanda.Lo Stato membro assicura una pubblicità adeguata alla decisione nazionale di riconoscimento e che chiunque sia direttamente e individualmente interessato disponga di mezzi di ricorso.Lo Stato membro pubblica la versione del disciplinare che è stata oggetto della decisione nazionale di riconoscimento e ne assicura l’accesso per via elettronica.6. A decorrere dalla data della presentazione della domanda alla Commissione il medesimo Stato membro può accordare solo in via transitoria alla denominazione una protezione ai sensi del presente regolamento a livello nazionale, nonché, se del caso, un periodo di adattamento.Il periodo di adattamento di cui al primo comma può essere previsto solo a condizione che le imprese interessate abbiano legalmente commercializzato i prodotti in questione utilizzando in modo continuativo tali denominazioni almeno per i cinque anni precedenti e abbiano sollevato questo problema nel corso della procedura nazionale di opposizione di cui all'articolo 5, primo comma.La protezione nazionale transitoria cessa di esistere a decorrere dalla data in cui è adottata una decisione sulla registrazione in virtù del presente regolamento.Le conseguenze della protezione nazionale transitoria, nel caso in cui la denominazione non venga registrata ai sensi del presente regolamento, sono responsabilità esclusiva dello Stato membro interessato.Le misure adottate dagli Stati membri in virtù del primo comma hanno efficacia solo a livello nazionale e non devono ostacolare gli scambi intracomunitari.7. Per ogni decisione nazionale di riconoscimento di cui al paragrafo 5, terzo comma, adottata dallo Stato membro, quest’ultimo fa pervenire alla Commissione :a) il nome dell’associazione richiedente,b) il documento unico di cui al paragrafo 3, lettera c);c) una dichiarazione dello Stato membro che la domanda presentata dall’associazione e che beneficia della decisione nazionale di riconoscimento soddisfa le condizioni del presente regolamento e delle relative disposizioni di applicazione;d) il riferimento della pubblicazione del disciplinare, di cui al paragrafo 5, quinto comma.8. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per l'osservanza dei paragrafi da 4 a 7.9. La domanda di registrazione che riguarda una zona geografica situata in un paese terzo è composta dagli elementi previsti al paragrafo 3 nonché dagli elementi che comprovano che la denominazione è protetta nel suo paese di origine.La domanda è trasmessa alla Commissione direttamente oppure per il tramite delle autorità competenti del paese terzo interessato.10. I documenti di cui al presente articolo sono trasmessi alla Commissione redatti in una delle lingue ufficiali della Comunità o accompagnati da una traduzione certificata in una lingua ufficiale della Comunità.Articolo 6 Esame da parte della Commissione1. La Commissione esamina la domanda con i mezzi appropriati per stabilire se sia giustificata e soddisfi le condizioni previste dal presente regolamento.La Commissione rende pubblico l’elenco delle denominazioni oggetto di una domanda di registrazione, nonché la data di presentazione alla Commissione.2. Quando le condizioni del presente regolamento sembrano soddisfatte, la Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea il documento unico e il riferimento della pubblicazione del disciplinare, di cui all'articolo 5, paragrafo 5, quinto comma.In caso contrario, la Commissione decide, secondo la procedura di cui all’articolo 15, paragrafo 3, di rigettare la domanda di registrazione.Articolo 7 Opposizione e decisione sulla registrazione1. Nel termine di quattro mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea , di cui all'articolo 6, paragrafo 2, primo comma, ogni Stato membro o paese terzo può opporsi alla registrazione prevista, presentando alla Commissione una dichiarazione debitamente motivata.2. Ogni persona fisica o giuridica, direttamente ed individualmente interessata, stabilita o residente in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata chiesta la registrazione oppure in un paese terzo, può opporsi alla registrazione prevista presentando una dichiarazione debitamente motivata.Per le persone fisiche o giuridiche stabilite o residenti in uno Stato membro, la dichiarazione è presentata all'autorità competente dello stesso Stato membro entro un termine che permetta l'opposizione di cui al paragrafo 1.Per le persone fisiche o giuridiche stabilite o residenti in un paese terzo, la dichiarazione è presentata alla Commissione, o direttamente, o per il tramite delle autorità competenti di tale paese terzo, nel termine fissato al paragrafo 1.3. Sono ricevibili soltanto le dichiarazioni di opposizione pervenute alla Commissione entro il termine fissato al paragrafo 1, le quali :a) dimostrano la mancata osservanza delle condizioni di cui all'articolo 2;b) oppure dimostrano che la registrazione della denominazione proposta sarebbe contraria ai paragrafi da 2 a 4 dell’articolo 3;c) oppure precisano gli elementi sulla cui base si può concludere che il nome di cui si chiede la registrazione è generico, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1.La Commissione esamina la ricevibilità delle opposizioni.I criteri di cui al primo comma, lettere b) e c), devono essere comprovati e valutati con riferimento al territorio della Comunità.4. Quando non riceve opposizioni ricevibili ai sensi del paragrafo 3 nel termine fissato al paragrafo 1, la Commissione procede alla registrazione della denominazione.La registrazione è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .5. Se un’opposizione è ricevibile ai sensi del paragrafo 3, la Commissione invita gli interessati ad avviare idonee consultazioni.In caso di raggiunta composizione entro un periodo di sei mesi, gli interessati comunicano alla Commissione tutti gli elementi che hanno permesso di raggiungere un accordo, insieme al parere del richiedente e dell'opponente. Se gli elementi pubblicati in conformità delle disposizioni di cui all’articolo 6, paragrafo 2, non hanno subito modifiche o soltanto modifiche minori, da definire secondo l’articolo 16, lettera h), la Commissione procede in conformità del paragrafo 4 del presente articolo. Negli altri casi essa ripete l'esame di previsto all'articolo 6, paragrafo 1.Qualora non si raggiunga un accordo, la Commissione prende una decisione secondo la procedura prevista all'articolo 15, paragrafo 3, tenendo conto degli usi leali e tradizionali e degli effettivi rischi di confusione. La decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .6. La Commissione tiene un registro aggiornato delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette.7. I documenti di cui al presente articolo sono trasmessi alla Commissione redatti in una lingua ufficiale della Comunità o accompagnati da una traduzione certificata in una lingua ufficiale della Comunità.Articolo 8 Denominazione, diciture e simboliUna denominazione registrata secondo il presente regolamento può essere utilizzata da ogni operatore che commercializza prodotti agricoli o alimentari conformi al disciplinare corrispondente.Le diciture “denominazione d’origine protetta” e “indicazione geografica protetta” o le loro rispettive abbreviazioni (“DOP” e “IGP”), nonché i simboli comunitari che sono loro associati devono figurare sull’etichettatura dei prodotti agricoli e alimentari, originari della Comunità, che sono commercializzati con una denominazione registrata conformemente al presente regolamento.Le diciture di cui al secondo comma e i simboli comunitari che sono loro associati possono anche figurare sull’etichettatura dei prodotti agricoli e alimentari originari dei paesi terzi, che sono commercializzati con una denominazione registrata conformemente al presente regolamento.Articolo 9 Approvazione di una modifica del disciplinare1. L’associazione che ha presentato la domanda originale o, in caso di impossibilità di agire di quest’ultima, un’altra associazione che soddisfa le condizioni previste dall’articolo 5, paragrafo 2, può chiedere l’approvazione di una modifica di un disciplinare, in particolare per tener conto dell’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecniche o per rivedere la delimitazione della zona geografica di cui all’articolo 4, paragrafo 2, lettera c).La domanda descrive le modifiche che ne costituiscono l’oggetto e le relative giustificazioni.2. Quando la modifica comporta una o più modifiche del documento unico, la domanda di approvazione di una modifica è sottoposta alla procedura prevista dagli articoli da 5 a 7. Tuttavia, se si tratta di modifiche minori, la Commissione decide in merito all’approvazione senza ricorrere alla procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 2, e all'articolo 7.3. Quando la modifica non comporta alcuna modifica del documento unico, si applicano le seguenti regole:i) se la zona geografica è situata in uno Stato membro, quest’ultimo si pronuncia sull’approvazione della modifica e, in caso di parere positivo, pubblica il disciplinare modificato e informa la Commissione delle modifiche approvate e delle relative motivazioniii) se la zona geografica è situata in un paese terzo, la Commissione si pronuncia sull’approvazione della modifica proposta.Articolo 10 Sistema di controllo1. Gli Stati membri si assicurano che il sistema di controllo previsto dal regolamento (CE) n. 882/2004 si applichi agli operatori soggetti alle disposizioni del presente regolamento.2. Gli Stati membri inseriscono gli operatori soggetti alle disposizioni del presente regolamento nei piani di controllo nazionali pluriennali previsti agli articoli 41, 42 e 43 del regolamento (CE) n. 882/2004, nonché nelle relazioni annuali previste all'articolo 44 del medesimo regolamento.3. A norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 882/2004 gli Stati membri designano un'autorità centrale competente, specificamente responsabile dell'applicazione del sistema di controllo relativo al presente regolamento.Articolo 11 Controlli relativi al rispetto del disciplinare da parte degli operatori1. Per realizzare i controlli relativi al rispetto del disciplinare da parte degli operatori interessati nella zona geografica, prima della commercializzazione, l’autorità competente di cui all’articolo 10, paragrafo 3, può designare uno o più organismi ufficiali di controllo o delegare i suddetti controlli a uno o più organismi privati di controllo. A norma dell’articolo 4, paragrafo 2, lettera g), il disciplinare per ogni denominazione identifica uno o più organismi responsabili dei controlli sui prodotti agricoli o alimentari di cui trattasi.Nel caso di denominazioni la cui zona geografica è situata in un paese terzo, il disciplinare identifica uno o più organismi pubblici o privati, responsabili dei controlli di cui al primo comma.2. Gli organismi privati di controllo di cui al paragrafo 1 sono accreditati in base alla norma EN 45011 o a una norma equivalente.3. Gli organismi pubblici o privati di controllo, di cui al paragrafo 1, devono essere autorizzati a far rispettare il presente regolamento, se necessario anche attraverso l'imposizione di sanzioni, qualora constatino che un prodotto agricolo o alimentare che si fregia di una denominazione protetta di loro competenza non risponde ai requisiti del disciplinare.4. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il nome e gli estremi dell'autorità competente di cui all'articolo 10, paragrafo 3, degli eventuali servizi ufficiali di controllo designati e degli organismi privati di controllo delegati, di cui al paragrafo 1, primo comma, le loro rispettive competenze, nonché ogni eventuale modifica di tali informazioni.Nel caso di denominazioni la cui zona geografica è situata in un paese terzo, l’associazione trasmette alla Commissione le informazioni di cui al primo comma direttamente o per il tramite delle autorità del medesimo paese terzo.La Commissione rende pubbliche le informazioni di cui al primo e secondo comma, periodicamente aggiornate.5. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che un operatore che rispetta il presente regolamento possa essere controllato dagli organismi di cui al presente articolo.6. I costi connessi ai controlli previsti dal presente articolo sono a carico degli operatori interessati dai controlli.Articolo 12 Annullamento1. Quando ritiene che il rispetto delle condizioni del disciplinare di un prodotto agricolo o alimentare che beneficia di una denominazione protetta non sia più garantito, la Commissione procede, secondo la procedura dell’articolo 15, paragrafo 3, all’annullamento della registrazione e ne dà pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.2. L’associazione che ha presentato la domanda originale o, in caso di impossibilità di agire di quest’ultima, un'altra associazione che soddisfi le condizioni dell’articolo 5, paragrafo 2, può chiedere l’annullamento della registrazione, giustificando la richiesta.La procedura di cui agli articoli 5, 6 e 7 si applica per analogia.Articolo 13 Protezione1. Le denominazioni registrate sono tutelate contro:a) qualsiasi impiego commerciale diretto o indiretto di una denominazione registrata per prodotti che non sono oggetto di registrazione, nella misura in cui questi ultimi siano comparabili ai prodotti registrati con questa denominazione o nella misura in cui l'uso di tale denominazione consenta di sfruttare indebitamente la reputazione della denominazione protetta;b) qualsiasi usurpazione, imitazione o evocazione, anche se l'origine vera del prodotto è indicata o se la denominazione protetta è una traduzione o è accompagnata da espressioni quali « genere », « tipo », « metodo », « alla maniera », « imitazione » o simili;c) qualsiasi altra indicazione falsa o ingannevole relativa alla provenienza, all'origine, alla natura o alle qualità essenziali dei prodotti usata sulla confezione o sull'imballaggio, nella pubblicità o sui documenti relativi ai prodotti considerati nonché l'impiego, per il condizionamento, di recipienti che possono indurre in errore sull'origine;d) qualsiasi altra prassi che possa indurre in errore il pubblico sulla vera origine dei prodotti.Se una denominazione registrata contiene il nome di un prodotto agricolo o alimentare che è considerato generico, l'uso di questo nome generico sui corrispondenti prodotti agricoli o alimentari non è considerato contrario al primo comma, lettera a) o b).2. Le denominazioni protette non possono diventare generiche.3. Per quanto riguarda le denominazioni la cui registrazione è richiesta ai sensi dell'articolo 5, può essere previsto un periodo transitorio non superiore a cinque anni, a norma dell'articolo 7, paragrafo 5, solo nel caso in cui un'opposizione sia stata dichiarata ricevibile in quanto la registrazione del nome proposto danneggerebbe l'esistenza di una denominazione totalmente o parzialmente omonima o l'esistenza di prodotti che si trovano legalmente sul mercato da almeno cinque anni prima della data di pubblicazione di cui all'articolo 6, paragrafo 2.Può inoltre essere stabilito un periodo transitorio per imprese stabilite nello Stato membro o nel paese terzo dove si trova la zona geografica, a condizione che dette imprese abbiano legalmente commercializzato i prodotti di cui trattasi utilizzando in modo continuativo tali denominazioni per almeno i cinque anni che precedono la data di pubblicazione di cui all’articolo 6, paragrafo 2 e che il problema sia stato sollevato nel corso della procedura nazionale di opposizione di cui all’articolo 5, paragrafo 5, primo e secondo comma, o della procedura comunitaria di opposizione di cui all’articolo 7, paragrafo 2. In totale, il cumulo del periodo transitorio di cui al presente comma e del periodo di adattamento di cui all’articolo 5, paragrafo 6, non può superare cinque anni.4. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 14, la Commissione può decidere, secondo la procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 3, di far coesistere una denominazione registrata e una denominazione non registrata che designa un luogo di uno Stato membro o di un paese terzo, qualora questa denominazione sia identica alla denominazione registrata, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:a) la denominazione identica non registrata sia stata legalmente utilizzata durante almeno i venticinque anni precedenti il 24 luglio 1993, in base ad usi leali e costanti;b) sia provato che tale uso non abbia inteso sfruttare, in alcun momento, la reputazione della denominazione registrata e che non abbia indotto né abbia potuto indurre il pubblico in errore quanto alla vera origine del prodotto;c) il problema relativo alla denominazione identica sia stato sollevato prima della registrazione della denominazione.La coesistenza della denominazione registrata e della denominazione identica non registrata può durare al massimo per un periodo di quindici anni, trascorso il quale la denominazione non registrata non può più essere utilizzata.L'impiego della denominazione geografica non registrata è autorizzato solamente se lo Stato di origine è chiaramente e visibilmente indicato sull'etichetta.Articolo 14 Relazioni fra marchi e indicazioni geografiche1. Qualora una denominazione d'origine o un'indicazione geografica sia registrata conformemente al presente regolamento o lo sia stata conformemente al regolamento (CEE) n. 2081/92, la domanda di registrazione di un marchio corrispondente ad una delle situazioni di cui all'articolo 13 e concernente lo stesso tipo di prodotto viene respinta, purché la domanda di registrazione del marchio sia presentata posteriormente:a) alla data della registrazione nel caso delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche registrate ai sensi dell’articolo 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 ;b) alla data di presentazione della domanda di registrazione della denominazione d’origine e dell’indicazione geografica presso la Commissione nel caso delle altre denominazioni di origine e indicazioni geografiche registrate conformemente al presente regolamento.I marchi registrati in modo contrario al primo comma sono annullati.2. Nel rispetto del diritto comunitario, l'uso di un marchio corrispondente ad una delle situazioni di cui all'articolo 13, depositato, registrato o, nei casi in cui ciò sia previsto dalla normativa pertinente, acquisito con l'uso in buona fede sul territorio comunitario, anteriormente alla data di protezione della denominazione d'origine o dell'indicazione geografica nel paese d’origine, o precedentemente al 1° gennaio 1996, può proseguire, nonostante la registrazione di una denominazione d'origine o di un'indicazione geografica, qualora il marchio non incorra nella nullità o decadenza per i motivi previsti dalla direttiva 89/104/CEE del Consiglio[7] o dal regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio[8].Articolo 15 Comitato di gestione per le indicazioni geografiche e le denominazioni d'origine protette1. La Commissione è assistita dal comitato permanente per le indicazioni geografiche e le denominazioni d’origine protette, composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE.Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.3. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.4. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.Articolo 16 Modalità d’applicazioneAi fini dell'attuazione del presente regolamento, sono adottate modalità di applicazione secondo la procedura di cui all'articolo 15, paragrafo 2. Esse comprendono in particolare:a) un elenco delle materie prime di cui all'articolo 2, paragrafo 3;b) modalità relative agli elementi costitutivi del disciplinare, di cui all'articolo 4, paragrafo 2;c) le condizioni alle quali una persona fisica o giuridica può essere equiparata ad una associazione;d) modalità relative alla presentazione di una domanda di registrazione di una denominazione che designa una zona geografica transfrontaliera, di cui all’articolo 5, paragrafo 1, terzo comma;e) modalità relative al contenuto e alla trasmissione alla Commissione dei documenti di cui all’articolo 5, paragrafi 7 e 9;f) modalità relative alle opposizioni, di cui all'articolo 7, comprese le modalità relative alle idonee consultazioni tra le parti interessate;g) modalità relative alle diciture e ai simboli, di cui all'articolo 8;h) modalità relative alle modifiche minori di cui all’articolo 7, paragrafo 5, secondo comma e all’articolo 9, paragrafo 2, secondo comma, tenendo presente che una modifica minore non può riguardare né le caratteristiche essenziali del prodotto né alterare il legame;i) modalità relative al registro delle denominazioni d’origine e indicazioni geografiche, di cui all’articolo 7, paragrafo 6;j) modalità relative alle condizioni di controllo del rispetto dei disciplinari da parte degli operatori nella zona geografica.Articolo 17 Disposizioni transitorie1. Le denominazioni già registrate conformemente al regolamento (CEE) n. 2081/92 alla data di entrata in vigore del presente regolamento figurano automaticamente nel registro di cui all’articolo 7, paragrafo 6. I disciplinari corrispondenti sono equiparati ai disciplinari di cui all’articolo 4, paragrafo 1.2. Secondo la procedura di cui all'articolo 15, paragrafo 2, la Commissione adotta un regolamento per garantire la transizione tra le disposizioni previste dal regolamento (CEE) n. 2081/92 e quelle previste dal presente regolamento. In particolare, il regolamento definisce le procedure da seguire per permettere un'analisi efficace delle domande di registrazione pendenti, presentate in virtù del regolamento (CEE) n. 2081/92. Tali procedure possono comprendere l’obbligo, per i richiedenti, di fornire elementi complementari entro un termine da fissare.Articolo 18 TasseGli Stati membri possono esigere il pagamento di una tassa amministrativa destinata a coprire le spese sostenute in occasione dell’esame delle domande di registrazione, delle dichiarazioni di opposizione, delle domande di modifica e delle domande di annullamento presentate a norma del presente regolamento.Articolo 19Il regolamento (CEE) n. 2081/92 è abrogato.I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento e vanno letti secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato III.Articolo 20Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Tuttavia, le disposizioni di cui all’articolo 8, secondo comma, si applicano a decorrere dal 1° maggio 2007.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IProdotti alimentari di cui all'articolo 1, paragrafo 1:-  birre,-  bevande a base di estratti di piante,-  prodotti della panetteria, della pasticceria, della confetteria o della biscotteria,-  gomme e resine naturali,-  pasta di mostarda,-  paste alimentari.ALLEGATO IIProdotti agricoli di cui all'articolo 1, paragrafo 1-  fieno,-  oli essenziali,-  sughero,-  cocciniglia (prodotto grezzo di origine animale),-  fiori e piante ornamentali,-  lana,-  vimini,-  lino stigliato.ALLEGATO IIITa VOLA DI CONCORDANZARegolamento (CEE) n. 2081/92 | Presente regolamento |Articolo 1 Articolo 2, paragrafo 1 Articolo 2, paragrafo 2 Articolo 2, paragrafo 3 Articolo 2, paragrafo 4 Articolo 2, paragrafo 5 Articolo 2, paragrafo 6 Articolo 2, paragrafo 7 Articolo 3, paragrafo 1, primo, secondo e terzo comma Articolo 3, paragrafo 1, quarto comma Articolo 3, paragrafo 2 Articolo 3, paragrafo 3 Articolo 4 Articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3 Articolo 5, paragrafo 4 Articolo 5, paragrafo 5, primo comma Articolo 5, paragrafo 5, secondo comma Articolo 5, paragrafo 5, terzo comma Articolo 5, paragrafo 5, quarto e quinto comma Articolo 5, paragrafo 5, sesto, settimo e ottavo comma Articolo 5, paragrafo 6 Articolo 6, paragrafo 1, primo comma Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma Articolo 6, paragrafo 1, terzo comma Articolo 6, paragrafo 2 Articolo 6, paragrafi 3 e 4 Articolo 6, paragrafo 5, primo comma Articolo 6, paragrafo 5, secondo comma Articolo 6, paragrafo 6, primo comma Articolo 6, paragrafo 6, secondo comma Articolo 7, paragrafo 1 Articolo 7, paragrafo 2 Articolo 7, paragrafo 3 Articolo 7, paragrafo 4 Articolo 7, paragrafo 5 Articolo 8 Articolo 9, primo comma Articolo 9, secondo comma Articolo 9, terzo comma Articolo 10, paragrafo 1 Articolo 10, paragrafo 2 Articolo 10, paragrafo 3 Articolo 10, paragrafo 4 Articolo 10, paragrafo 5 Articolo 10, paragrafi 6 e 7 Articolo 11, paragrafi 1-3 Articolo 11, paragrafo 4 Articolo 11bis, lettera a) Articolo 11bis, lettera b) Articolo 12 a 12 quinquies Articolo 13, paragrafo 1 Articolo 13, paragrafo 3 Articolo 13, paragrafo 4 Articolo 13, paragrafo 5 Articolo 14, paragrafi 1 e 2 Articolo 14, paragrafo 3 Articolo 15, paragrafi 1 e 2 Articolo 15, paragrafo 3 Articolo 16 Articolo 18 Allegato I Allegato II | Articolo 1 – Articolo 2, paragrafo 1 Articolo 2, paragrafo 2 Articolo 2, paragrafo 3, primo comma – Articolo 2, paragrafo 3, secondo comma – Articolo 3, paragrafo 1, primo, secondo e terzo comma – Articolo 3, paragrafo 2 – Articolo 4 Articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3 Articolo 5, paragrafo 4, primo comma Articolo 5, paragrafo 4, secondo comma Articolo 5, paragrafo 6, primo comma Articolo 5, paragrafo 6, terzo comma Articolo 5, paragrafo 6, quarto e quinto comma Articolo 5, paragrafo 8 Articolo 6, paragrafo 1, primo comma – Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma Articolo 6, paragrafo 2, primo comma – Articolo 6, paragrafo 2, secondo comma – – Articolo 3, paragrafo 3 Articolo 7, paragrafo 1 – Articolo 7, paragrafo 2, primo comma Articolo 7, paragrafo 3 Articolo 7, paragrafo 5 Articolo 8, secondo comma Articolo 9, paragrafo 1, primo comma Articolo 9, paragrafo 2, primo comma Articolo 9, paragrafo 2, secondo comma – Articolo 11, paragrafo 1 Articolo 11, paragrafo 2 Articolo 11, paragrafo 3 – Articolo 11, paragrafi 5 e 6 – Articolo 12, paragrafo 1 Articolo 12, paragrafo 2 – – Articolo 13, paragrafo 1 Articolo 13, paragrafo 2 Articolo 13, paragrafo 3, primo comma Articolo 13, paragrafo 4 Articolo 14, paragrafi 1 e 2 Articolo 3, paragrafo 4 Articolo 15, paragrafi 1 e 2 Articolo 15, paragrafo 4 Articolo 16 Articolo 20 Allegato I Allegato II |[1] GU L 109 del 6.5.2000, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/89/CE (GU L 308 del 25.11.2003, pag. 15).[2] GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1. Rettifica pubblicata nella GU L 191 del 28.5.2004, pag. 1.[3] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.[4] GU L 208 del 24.7.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1.[5] GU L 179 del 14.7.1999, pag. 1.[6] GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37.[7] GU L 40 del 11.2.1989, pag. 1.[8] GU L 11 del 14.1.1994, pag. 1.