CELEX: 31991D0302
Language: it
Date: 1991-05-23 00:00:00
Title: Decisione della Commissione, del 23 maggio 1991, relativa a domande di rimborso di dazi antidumping riscossi sulle importazioni di alcuni tipi di lettori di dischi compact originari del Giappone (Analog und Digital Systeme GmbH)

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31991D0302

91/302/CEE: Decisione della Commissione, del 23 maggio 1991, relativa a domande di rimborso di dazi antidumping riscossi sulle importazioni di alcuni tipi di lettori di dischi compact originari del Giappone (Analog und Digital Systeme GmbH)  

Gazzetta ufficiale n. L 151 del 15/06/1991 pag. 0086 - 0088

DECISIONE DELLA COMMISSIONE  del 23 maggio 1991  relativa a domande di rimborso di dazi antidumping riscossi sulle importazioni di alcuni tipi di lettori di dischi compact originari del Giappone  (Analog und Digital Systeme GmbH)  (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)  (91/302/CEE) LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 16,considerando quanto segue:A. PROCEDIMENTO (1) Con il regolamento (CEE) n. 112/90 (2), il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di lettori di dischi compact originari del Giappone e della Repubblica di Corea. L'aliquota del dazio antidumping è stata fissata al 32 %, salvo eccezioni, per i prodotti originari del Giappone. Poiché la società Asahi Corporation non rientra tra gli esportatori cui si applica un'aliquota inferiore, alle sue importazioni di lettori di dischi compact nella Comunità si applica l'aliquota del 32 %.(2) Tra il maggio 1990 e il gennaio 1991, la società Analog und Digital Systeme GmbH, importatore indipendente con sede in Kronberg am Taunus, Germania, ha presentato otto domande di restituzione dei dazi antidumping definitivi pagati per l'importazione di lettori di dischi compact prodotti ed esportati dalla società Asahi Corporation. Le importazioni sono state effettuate tra il luglio 1989 e il dicembre 1990. Le somme per le quali si chiede il rimborso ammontano complessivamente a [. . .] (3) marchi tedeschi, corrispondenti alla totalità dei dazi antidumping pagati per le esportazioni in causa. Le domande, presentate alle autorità doganali tedesche, sono state trasmesse alla Commissione, che ha chiesto alla società richiedente di fornire i dati relativi al valore normale, in modo da poter calcolare quest'ultimo per i sei mesi che precedono ciascuna importazione, a norma dei punti I.3.B.a) e I.7 della nota della Commissione riguardante la restituzione di dazi antidumping (4).(3) La Commissione ha chiesto alla richiedente informazioni supplementari, che sono state fornite entro il termine stabilito. Si è inoltre effettuata una verifica, nei locali della Asahi Corporation in Giappone, dei dati relativi al valore normale comunicati alla Commissione dalla Asahi Corporation su domanda della richiedente.(4) La richiedente è stata informata delle risultanze provvisorie dell'esame ed ha avuto l'opportunità di rendere note le sue osservazioni.(5) La Commissione ha informato gli Stati membri e reso noto il suo punto di vista in merito. Nessuno Stato membro ha sollevato obiezioni.B. ARGOMENTAZIONE DELLA RICHIEDENTE (6) La richiedente ha fatto valere essenzialmente di aver pagato un prezzo all'esportazione che superava in misura significativa il valore normale.C. RICEVIBILITÀ (7) Per quanto riguarda la ricevibilità delle domande di restituzione di dazi antidumping, l'articolo 16 del regolamento (CEE) n. 2423/88 ha fissato un termine di tre mesi dal giorno in cui sono stati debitamente definiti i dazi antidumping. Tuttavia, alcune domande presentate dalla richiedente si riferiscono ad un periodo che precede di oltre tre mesi la loro presentazione, relativamente al quale era stata già chiesta la restituzione per altre importazioni, effettuate nel febbraio e marzo 1990.La Commissione constata che la richiedente raggruppava regolarmente tutte le sue operazioni di importazione in domande di restituzione e aveva già presentato entro il termine fissato le domande relative alle altre importazioni effettuate in febbraio e marzo 1990. Così facendo, quindi, la richiedente aveva manifestato l'intenzione di chiedere la restituzione dei dazi antidumping per tutte le transazioni effettuate durante il periodo in questione.Di consegenza, sarebbe eccessivo considerare che non avere incluso le fatture in questione tra le domande per febbraio e marzo 1990 sia causa di irricevibilità.Tutte le domande devono pertanto essere considerate ricevibili.D. FONDATEZZA (8) Le domande vanno parzialmente accolte. Infatti, secondo l'articolo 16, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88, spetta all'importatore che ha pagato un dazio antidumping e che ne chiede la restituzione fornire la prova che gli importi riscossi superano il margine di dumping calcolato per il periodo di riferimento corrispondente alle importazioni per le quali è stato riscosso il dazio. In linea di massima, questo margine di dumping effettivo deve essere calcolato secondo il metodo applicato durante la prima inchiesta.(9) Dato che la Asahi Corporation non aveva collaborato durante la prima inchiesta della Commissione, questa ha dovuto calcolare per la prima volta il valore normale dei lettori di dischi compact prodotti da questa società. Non è stato possibile calcolare detto valore normale né basandosi sul prezzo comparabile realmente pagato o da pagare nel corso di normali operazioni commerciali per il prodotto simile destinato al consumo in Giappone, né basandosi sul prezzo all'esportazione verso un paese terzo, dato che la Asahi Corporation non ha effettuato vendite di questo tipo. Pertanto, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha calcolato il valore normale basandosi sul valore costruito, stabilito sommando il costo di produzione ad un equo margine di profitto.(10) Dovendo costruirsi il valore normale, è sembrato coerente basarsi sui costi di produzione verificati nel periodo che va dal 1° marzo 1989 al 28 febbraio 1990. Si tratta infatti di un periodo di riferimento più rappresentativo dei periodi di sei mesi anteriori ad ogni importazione, che avrebbero potuto essere utilizzati se il valore normale fosse stato stabilito in base al prezzo interno giapponese.(11) Il margine di utile da aggiungere al costo di produzione per le vendite ad un OEM (Original Equipment Manufacturer) come la Analog und Digital Systeme GmbH è stato fissato ad un livello ragionevole in base agli elementi, raccolti durante la verifica in loco, relativi al profitto normalmente realizzato durante il periodo di riferimento per questo tipo di vendite OEM di lettori di dischi compact.(12) I calcoli franco fabbrica del valore normale e del prezzo all'esportazione sono stati sempre effettuati in modo da consentire un valido confronto, eliminando gli elementi che potevano falsarlo, come soprattutto i costi relativi a determinate attrezzature per la produzione di lettori di dischi compact.(13) La Commissione ha ritenuto che le informazioni fornite dalla ricorrente e dall'esportatore sul valore normale ed al prezzo all'esportazione dei vari modelli fossero sufficienti per consentire di calcolare il margine di dumping effettivo. Si è pertanto calcolato un margine di dumping confrontando il valore normale di ciascun modello con il prezzo all'esportazione per ciascuna delle spedizioni della Asahi Corporation immesse in libera pratica nella Comunità durante il periodo in oggetto.Si è così accertato che il margine di dumping effettivo era inferiore al margine di dumping applicato per il calcolo dell'importo dei dazi riscossi. Infatti, pur essendo state rilevate pratiche di dumping nelle esportazioni della Asahi, il loro livello è sempre stato inferiore al margine di dumping più elevato stabilito nel regolamento (CEE) n. 112/90. La Commissione, infatti, ha accertato che la Asahi ha praticato un margine di dumping del 2,5 % per le importazioni oggetto della domanda presentata il 3 maggio 1990 e del 5,2 % per le importazioni oggetto delle altre domande, presentate tra il 25 maggio 1990 e il 7 gennaio 1991.E. IMPORTI DA RESTITUIRE (14) Pertanto, gli importi da restituire alla società Analog und Digital Systeme GmbH, che rappresentano la differenza tra l'importo dei dazi riscossi e il margine di dumping effettivo, sono pari al 29,5 % (32 % - 2,5 %) del valore utilizzato dalle autorità competenti per determinare l'importo del dazio antidumping per le importazioni oggetto della domanda ricevibile presentata il 3 maggio 1990 e al 26,8 % (32 % - 5,2 %) del valore utilizzato dalle autorità competenti per determinare l'importo del dazio antidumping per le importazioni oggetto delle altre domande dichiarate ricevibili, presentate tra il 25 maggio 1990 e il 7 gennaio 1991,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 Le domande di restituzione di dazi antidumping presentate dalla società Analog und Digital Systeme GmbH sono accolte sino a concorrenza del 29,5 % del valore utilizzato dalle autorità competenti per determinare il dazio antidumping, in relazione alle importazioni oggetto della domanda presentata il 3 maggio 1990, e sino a concorrenza del 26,8 % del valore utilizzato dalle autorità competenti per determinare il dazio antidumping, in relazione alle importazioni oggetto delle altre domande presentate tra il 25 maggio 1990 e il 7 gennaio 1991. Articolo 2 Gli importi di cui all'articolo 1 sono rimborsati dalle autorità tedesche. Articolo 3 La Repubblica federale di Germania e la società Analog und digital Systeme GmbH, Am Auernberg 12, D-6242 Kronberg am Taunus, Germania, sono destinatarie della presente decisione. Fatto a Bruxelles, il 23 maggio 1991. Per la Commissione Frans ANDRIESSEN Vicepresidente (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1. (2) GU n. L 13 del 17. 1. 1990, pag. 21. (3) Nel testo della presente decisione destinata alla pubblicazione talune cifre sono state omesse conformemente alle disposizioni in materia di non divulgazione dei segreti d'affari enunciate all'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2423/88. (4) GU n. C 266 del 22. 10. 1986, pag. 2.