CELEX: C1999/160/52
Language: it
Date: 1999-06-05 00:00:00
Title: Causa T-68/99: Ricorso della NV TODITEC contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 5 marzo 1999

C 160/28                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           5.6.1999
Ricorso del signor K contro la Commissione delle Comu-                        Ricorso della NV TODITEC contro la Commissione delle
           nità europee, presentato il 4 marzo 1999                                  Comunità europee, presentato il 5 marzo 1999
                           (Causa T-67/99)                                                             (Causa T-68/99)
                          (1999/C 160/51)
                                                                                                       (1999/C 160/52)
                    (Lingua processuale: il francese )
                                                                                                  (Lingua processuale: l’inglese)
Il 4 marzo 1999, il signor K, rappresentato dall’avv. Eric
Boigelot, del foro di Bruxelles, con domicilio eletto in Lussem-              Il 5 marzo 1999, la NV TODITEC, rappresentata dalla signora
burgo presso lo studio dell’avv. L. Schiltz, 2, rue du Fort                   Elke Ballon, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo
Rheinsheim, ha presentato al Tribunale di primo grado delle                   studio dell’avv. K. De Vleeschauwer, 6, rue Heinrich Heine, ha
Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle                       presentato dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
Comunità europee.                                                             europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità
                                                                              europee.
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
— annullare la decisione del 15 maggio 1998, con la quale                     La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
     l’autorità con il potere di nomina (APN) rifiuta la domanda
     di assistenza ai sensi dell’art. 24 dello Statuto presentata             — dichiarare la domanda della NV TODITEC ammissibile e
     dal ricorrente il 20 marzo 1998 con nota indirizzata al                       fondata;
     signor S. Smidt, Direttore Generale della DGIX, sulla base
     dell’art. 90, n. 1, dello Statuto;                                       — condannare, di conseguenza, la Commissione delle Comu-
                                                                                   nità europee a versare alla NV TODITEC l’equivalente in
— annullare la decisione esplicita di rigetto del reclamo                          euro della somma di 74 967 EUR maggiorata degli interessi
     presentato dal ricorrente e registrato presso la segreteria                   al tasso del 7% (tasso legale vigente in Belgio) dal 5 giugno
     generale della convenuta il 18 agosto 1998, che è interve-                    1998;
     nuta il 23 novembre 1998 con la firma del signor Liikanen,
     membro della Commissione, e che è stata notificata al                    — condannare la Commissione alle spese del procedimento.
     ricorrente il 4 dicembre 1998;
— condannare, ad ogni modo, la convenuta a tutte le spese.                    Motivi e principali argomenti
Motivi e principali argomenti                                                 Il 13 febbraio 1996 la ricorrente, avendo stipulato un contratto
                                                                              con le Comunità europee, rappresentate dalla Commissione
Il ricorrente, dipendente presso la Commissione, e padre di un                (DG III - Industria), si impegnava a svolgere diverse funzioni
figlio che ha frequentato l’asilo nido «Clovis» a Bruxelles, aveva            nell’ambito di un progetto denominato «Dissemination Coordi-
presentato una domanda ai sensi dell’art. 24 dello Statuto                    nation for OMI» o «DISCOMI». Tale contratto era stato
intesa ad ottenere l’assistenza della Commissione nel contesto                concluso nel quadro del Programma ESPRIT dell’Unione
del procedimento aperto per fatti di pedofilia intervenuti in                 europea. L’obiettivo generale del progetto «DISCOMI» era
tale asilo. Aveva chiesto, da un lato, in quanto che parte civile,            quello di incrementare la visibilità dell«’OMI» (Open Micropro-
il rimborso e la presa in carico di tutte le spese per avvocati e             cessor System Initiative), in generale, e dei risultati commercial-
giudiziarie nel contesto del procedimento dinanzi alla Procura                mente disponibili, in particolare, per il pubblico più vasto
di Bruxelles e, dall’altro lato, il risarcimento di tutti i danni             possibile, attraverso l’agevolazione ed il coordinamento di
subiti dalla sua famiglia e da lui stesso in ragione dei fatti                diverse misure di diffusione. I compiti dovevano essere svolti
all’origine del procedimento penale.                                          dalla ricorrente quale coordinatrice in cooperazione con altre
                                                                              organizzazioni. La durata del contratto era un periodo di 12
Con la decisione impugnata la convenuta ha respinto tale                      mesi dal 1o dicembre 1995, suddiviso in due fasi (Periodo I dal
domanda affermando che il caso di specie non rientra nel                      1° dicembre 1995 al 31 maggio 1996; Periodo II dal 1° giugno
campo di applicazione dell’art. 24 dello Statuto data l’assenza               1996 al 30 novembre 1996).
di rapporti tra la qualifica e le funzioni del ricorrente.
                                                                              Il ricorso è basato sulla mancata osservanza da parte della
A sostegno del suo ricorso il ricorrente deduce la violazione                 Commissione degli obblighi contrattuali derivanti dal contratto
dello Statuto, in particolare dell’art. 24, nonché la violazione              «DISCOMI».
di principi generali del diritto quali il diritto di difesa, il
principio di sollecitudine, il legittimo affidamento e l’obbligo di           La ricorrente sostiene che la Commissione ha illegittimamente
una motivazione legittima e conferente. Secondo il ricorrente la              rifiutato di accettare le spese presentate dalla ricorrente in
censura è che nel respingere la richiesta domanda di assistenza,              relazione al progetto. Per tale rifiuto non sono stati forniti
che per di più è a conclusione di una procedura che non                       motivi, né è stata offerta alla ricorrente l’opportunità di
rispetta le regole di base generalmente applicate e in vigore in              difendersi. La Commissione ha a torto valutato i considerevoli
seno alla convenuta, questa ha violato le regole e i principi                 sforzi della ricorrente e dei suoi dipendenti per rendere
asseriti.                                                                     il progetto «DISCOMI» un successo. Il contratto è stato
                                                                              correttamente eseguito dalla ricorrente e tutte le spese presenta-
                                                                              te dalla ricorrente sono perfettamente giustificate.
 ---pagebreak--- 5.6.1999                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 160/29
A parere della ricorrente, gli errori principali della Commis-               Con decisione del 30 luglio 1998 il «Secretary of State for
sione consistono:                                                            Culture, Media and Sport» del Regno Unito ha sospeso la
                                                                             ritrasmissione del programma «Rendez-Vous Télévision» per
— nella riduzione dei costi del lavoro della dipendente;                     violazione manifesta e grave dell’art. 22 della direttiva del
                                                                             Consiglio 89/552/CEE [«Televisione senza frontiere» i in
— nel rifiuto di accettare spese per l’assistenza da parte di                prosieguo: «la direttiva» (1)]. Ne sono seguiti diversi procedi-
     terzi;                                                                  menti promossi dinanzi ai giudici britannici, procedimenti che
                                                                             tuttavia non hanno impedito l’entrata in vigore della suddetta
— nel rifiuto di accettare «altre spese» e                                   decisione, l’11 settembre 1998.
— nel rifiuto di accettare, per il periodo intercorrente tra il
     1° giugno 1996 e il 30 novembre 1996, alcuna delle spese
     presentate dalla ricorrente.                                            Dopo aver ricevuto notifica di tale decisione la Commissione,
                                                                             con la decisione impugnata, ha informato le autorità britanni-
                                                                             che della compatibilità con il diritto comunitario delle misure
                                                                             di sospensione contestate.
                                                                             Con il ricorso in oggetto la ricorrente chiede l’annullamento
                                                                             di detta decisione in quanto il Regno Unito, con la sua
Ricorso della Eurotica Rendez-Vous Television Danish                         interpretazione dell’art. 22 della direttiva, ha violato i principi
Satellite (DSTV) A/S contro la Commissione delle Comu-                       di non discriminazione e di proporzionalità.
            nità europee, proposto il 5 marzo 1999
                         (Causa T-69/99)
                                                                             Secondo la ricorrente, se la lettera dell’art. 22 della direttiva
                                                                             lascia un’ampia competenza agli Stati membri per valutare se
                         (1999/C 160/53)                                     emissioni televisive contengano programmi in grado di nuoce-
                                                                             re gravemente ai minorenni, in particolare quando contengano
                                                                             scene pornografiche o di violenza gratuita, si deve osservare
                   (Lingua processuale: il francese)                         che, sebbene gli Stati membri dispongano di un ampio margine
                                                                             di manovra per interpretare questa nozione, essi vi debbono
Il 5 marzo 1999 la Eurotica Rendez-Vous Television Danish                    procedere nel rispetto del diritto comunitario e in particolare
Satellite (DSTV) A/S, con sede in Frederiksberg (Danimarca), in              dei principi di proporzionalità e di non discriminazione.
persona degli avv.ti J.-P. Hordies e A. Maqua, del foro di
Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo presso la sede
della Fiduciaire Myson SARL, 30, rue de Cessange, ha proposto
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee                   Le misure adottate dalle autorità britanniche sono:
un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
                                                                             — discriminatorie, in quanto programmi di tal genere ed
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                                  anche più «hard» sono attualmente ritrasmessi nel Regno
                                                                                  Unito, e alcuni fra essi godono di una licenza britannica;
— annullare la Decisione della Commissione del 22 dicembre
     1988, adottata sulla base dell’ art. 22 della direttiva
     89/552/CE, con la quale essa ha deciso che le misure che
     vietano la ritrasmissione del programma della ricorrente                — contrarie al principio di proporzionalità, in quanto la
     sul territorio del Regno Unito, adottate dalle autorità di                   ricorrente ha assunto tutte le misure possibili, in particolare
     tale paese, sono conformi al Diritto comunitario;                            quelle menzionate nell’art. 22 della direttiva, per tutelare i
                                                                                  minori; e infine
— condannare la convenuta a tutte le spese.
                                                                             — contrarie all’art. 59 del trattato CE.
Motivi e principali argomenti
La ricorrente, une catena televisiva a tema di diritto danese il
cui capitale è detenuto per la maggioranza da una holding
lussemburghese, diffonde e vende un programma televisivo                     (1) Direttiva 89/552/CEE del Consiglio del 3 ottobre 1989, relativa al
                                                                                 coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamen-
ritrasmesso via satellite sotto il marchio «Eurotica Rendez-Vous                 tari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio
Télévision». Essa offre segnatamente detto servizio ai telespetta-               delle attività televisive (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23,
tori di diversi Stati membri, tra cui il Regno Unito. Le                         modificata da GU L 331 del 16.11.1989, pag. 51).
trasmissioni iniziano verso le 00.30 e terminano alle 5.00.
Dalle 00.10 alle 00.30 la trasmissione è in PAL e «in chiaro» (a
scopo promozionale), dalle 00.30 alle 5.00 la trasmissione è
criptata in quanto il programma prevede tre film di genere
erotico. La trasmissione del programma nonché il contenuto
della programmazione sono rigorosamente controllati.