CELEX: C2000/149/13
Language: it
Date: 2000-05-27 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 23 marzo 2000 nella causa C-208/98 (domanda di pronuncia pregiudiziale del Landgericht di Potsdam): Berliner Kindl Brauerei AG contro Andreas Siepert (Ravvicinamento delle legislazioni — Credito al consumo — Direttiva 87/102 — Ambito d'applicazione — Contratto di fideiussione — Esclusione)

C 149/8                   IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             27.5.2000
177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Polymeles                                       SENTENZA DELLA CORTE
Protodikeio Athinon (Grecia), nella causa dinanzi ad esso
pendente tra Dionysios Diamantis e Elliniko Dimosio, Organi-
smos Oikonomikis Anasygkrotisis Epicheiriseon AE (OAE),                                                (Quinta Sezione)
domanda vertente sull’interpretazione degli artt. 25 e 29 della
seconda direttiva del Consiglio 13 dicembre 1976, 77/91/CEE,
intesa a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che                                           23 marzo 2000
sono richieste, negli Stati membri, alle società di cui all’articolo
58, secondo comma, del Trattato, per tutelare gli interessi dei
soci e dei terzi per quanto riguarda la costituzione della società            nella causa C-208/98 (domanda di pronuncia pregiudiziale
per azioni, nonché la salvaguardia e le modificazioni del                     del Landgericht di Potsdam): Berliner Kindl Brauerei AG
capitale sociale della stessa (GU 1977, L 26, pag. 1), e                                          contro Andreas Siepert (1)
sull’esercizio abusivo di un diritto derivante da tali disposizioni,
la Corte (Sesta Sezione), composta dai signori R. Schintgen,
presidente della Seconda Sezione, facente funzione di presiden-               (Ravvicinamento delle legislazioni — Credito al consumo —
te della Sesta Sezione, P.J.G. Kapteyn (relatore), G. Hirsch, H.              Direttiva 87/102 — Ambito d’applicazione — Contratto di
Ragnemalm e V. Skouris, giudici, avvocato generale: A. Saggio,                                    fideiussione — Esclusione)
cancelliere: signora L. Hewlett, amministratore, ha pronuncia-
to, il 23 marzo 2000, una sentenza il cui dispositivo è del
seguente tenore:                                                                                        (2000/C 149/13)
                                                                                                  (Lingua processuale: il tedesco)
Il diritto comunitario non osta a che i giudici nazionali applichino
una disposizione di diritto interno che consenta loro di valutare se un
diritto riconosciuto da una norma comunitaria venga esercitato in             (Traduzione provvisoria: la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
modo abusivo. Nell’ambito di tale valutazione non può essere tuttavia                      Raccolta della giurisprudenza della Corte)
contestato ad un azionista, che si avvalga del disposto dell’art. 25,
n. 1, della seconda direttiva del Consiglio, 13 dicembre 1976,
77/91/CEE, intesa a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie         Nella causa C-208/98, avente ad oggetto la domanda di
che sono richieste, negli Stati membri, alle società di cui all’art. 58,      pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell’art.
secondo comma, del Trattato, per tutelare gli interessi dei soci e dei        177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Landgericht di
terzi per quanto riguarda la costituzione della società per azioni,           Potsdam (Germania) nella causa dinanzi ad esso pendente tra
nonché la salvaguardia e le modificazioni del capitale sociale della          Berliner Kindl Brauerei AG e Andreas Siepert, domanda
stessa, di avere esercitato abusivamente il diritto attribuitogli da tale     vertente sull’interpretazione della direttiva del Consiglio
norma in base al rilievo che si tratti di un azionista di minoranza,          22 dicembre 1986, 87/102/CEE, relativa al ravvicinamento
che abbia beneficiato del risanamento della società assoggettata ad           delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
un regime di risanamento, che non si sia avvalso del proprio diritto          degli Stati membri in materia di credito al consumo (GU 1987,
di prelazione, che figurasse tra gli azionisti che avevano chiesto            L 42, pag. 48), la Corte (Quinta Sezione), composta dai signori
l’assoggettamento della società al regime applicabile alle società in         J.C. Moitinho de Almeida, presidente della Sesta Sezione,
situazione di grave dissesto o che abbia lasciato trascorrere un              facente funzione di presidente della Quinta Sezione, L. Sevón
determinato lasso di tempo prima della proposizione dell’azione               (relatore), C. Gulmann, J.-P. Puissochet e M. Wathelet, giudici,
giudiziaria. Per contro, il diritto comunitario non osta a che i detti        avvocato generale: P. Léger, cancelliere: signora D. Louterman-
giudici applichino la detta disposizione del diritto interno nel caso in      Hubeau, amministratore principale, ha pronunciato, il 23 mar-
cui un azionista abbia optato, tra i rimedi giuridici disponibili per         zo 2000, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
reagire ad una situazione determinata dalla violazione della direttiva,
per quello produttivo di un danno talmente grave ai legittimi interessi
altrui da risultare manifestamente sproporzionato.                            La direttiva del Consiglio 22 dicembre 1986, 87/102/CEE, relativa
                                                                              al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e
                                                                              amministrative degli Stati membri in materia di credito al consumo,
                                                                              deve essere interpretata nel senso che non rientra nel suo ambito di
                                                                              applicazione un contratto di fideiussione concluso a garanzia del
                                                                              rimborso di un credito quando né il fideiussore né il beneficiario del
(1) GU C 7 del 10.1.1998.                                                     credito hanno agito nell’ambito della loro attività professionale.
                                                                              (1) GU C 234 del 25 luglio 1998.