CELEX: 52004PC0576
Language: it
Date: 2004-08-31
Title: Proposta di decisione del Consiglio che conclude la procedura di consultazione della Repubblica del Togo ai sensi dell’articolo 96 dell’Accordo di Cotonou . (presentata dalla Commissione)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                               Bruxelles, 31.8.2004
                                               COM(2004) 576 definitivo
                                               .
                                   Proposta di
                       DECISIONE DEL CONSIGLIO
   che conclude la procedura di consultazione della Repubblica del Togo ai
                sensi dell’articolo 96 dell’Accordo di Cotonou
                                        .
                        (presentata dalla Commissione)
IT                                                                         IT
 ---pagebreak---                                               RELAZIONE
   Vista l’assenza di progresso democratico in Togo, osservata da qualche anno e confermata
   dallo svolgimento delle elezioni legislative e presidenziali in condizioni non democratiche, e
   vista la relativa mancanza di rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,
   l’Unione europea ritiene che la situazione politica continui a costituire una violazione degli
   elementi di cui all’articolo 9 dell’Accordo di Cotonou. Il 14 aprile 2004 essa ha pertanto
   avviato consultazioni con la Repubblica del Togo, ai sensi dell’articolo 96 dell’Accordo di
   Cotonou.
   Le consultazioni miravano a ripristinare integralmente la democrazia e a rafforzare il rispetto
   dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, inclusa la libertà dei media, nonché dello
   Stato di diritto. Esse hanno inoltre permesso di indicare nuovi punti di riferimento politici,
   finalizzati a sostenere il Togo nel potenziamento di questi settori.
   Nella riunione di apertura delle consultazioni l’Unione europea ha rilevato con soddisfazione
   che le autorità del Togo hanno preso 22 impegni positivi relativi ai settori summenzionati. In
   sintesi, gli impegni riguardavano:
   • Il ritorno alla democrazia, tramite la ripresa di un dialogo nazionale con l’opposizione
      tradizionale e la società civile e, in questo contesto, la revisione del sistema elettorale. Si
      prevedono elezioni locali e legislative sulla base di questo nuovo sistema elettorale; si
      intende promuovere una politica di decentramento volta a rafforzare la democratizzazione.
   • Il rafforzamento dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Il governo ha garantito
      l’assenza di torture ed altri atti inumani e degradanti, il diritto alla libertà di espressione e
      all’informazione, il diritto a partecipare alle riunioni e manifestazioni nonché la libera
      circolazione. Si sono previsti inoltre la revisione degli statuti e mandati della Commissione
      nazionale per i diritti dell’uomo e dell’Alta autorità per i mezzi audiovisivi e le
      comunicazioni nonché la liberazione dei prigionieri politici e il trattamento accelerato dei
      fascicoli riguardanti persone in detenzione preventiva.
   • Il potenziamento dello Stato di diritto e in particolare del sistema giudiziario. La revisione
      dei testi di legge è, se del caso, inclusa in questo esercizio.
   Nelle conclusioni della riunione si è previsto inoltre che l’Unione europea persegua il dialogo
   volto a garantire il rafforzamento, entro brevissimi termini, della democrazia e dello Stato di
   diritto nella Repubblica del Togo, che costituisce una condizione vincolante per armonizzare
   pienamente le relazioni di cooperazione con tale paese.
   L’Unione europea ha seguito da vicino l’evoluzione della situazione, sulla base di due
   relazioni sullo stato di avanzamento, che le autorità del Togo si erano impegnate a fornire
   sull’esecuzione dei menzionati impegni durante il periodo di consultazioni. L’Unione europea
   ha sorvegliato con estrema attenzione il rispetto degli impegni, in particolare per quanto
   riguarda l’adozione, entro termini ravvicinati, delle misure intese a garantire la trasparenza e il
   fondamento democratico delle elezioni legislative. L’Unione europea ha inoltre fatto rilevare
   che la natura e la portata delle misure adeguate da adottare, se del caso, al termine del periodo
   di tre mesi di dialogo e delle consultazioni sul posto, sarebbero criticamente dipese dal
   volume degli impegni assunti dalle autorità del Togo e dalla loro materializzazione.
IT                                                   2                                                  IT
 ---pagebreak---    Il governo del Togo ha presentato le due relazioni sullo stato di avanzamento, rispettivamente
   al 31 maggio e al 1°luglio. A seguito della presentazione della prima relazione, una missione
   di controllo della Commissione si è recata, a metà percorso delle consultazioni, a Lomé dove
   ha lavorato in stretta collaborazione con i rappresentanti della Presidenza sul posto. Un
   dialogo ininterrotto è stato inoltre avviato tra il governo del Togo e i rappresentanti
   dell’Unione europea sul posto. Al termine del periodo delle consultazioni, i rappresentanti
   dell’Unione europea hanno predisposto una valutazione sull’esecuzione degli impegni.
   D’altra parte, gli impegni sono stati comunicati ai vari interessati del mondo politico e della
   società civile, in particolare i partiti politici, i rappresentanti delle religioni cattolica,
   protestante e mussulmana, le ONG per i diritti dell’uomo, la Commissione nazionale per i
   diritti dell’uomo e l’Alta autorità per i mezzi audiovisivi e le comunicazioni.
   Da questo bilancio emerge che le autorità del Togo hanno dimostrato una grande
   disponibilità, da un lato, a proseguire e ad approfondire le discussioni e, dall’altro, ad
   agevolare la missione, conformemente all’impegno 4.2.
   Taluni impegni hanno permesso inoltre alle autorità del Togo di avviare iniziative
   incoraggianti. È opportuno rilevare che si sono intraprese attività nei settori dei diritti
   dell’uomo, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto.
   Le autorità hanno organizzato riunioni di informazione e di sensibilizzazione con i Prefetti e
   le Forze dell’ordine sui vari aspetti dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Le
   autorità hanno impartito istruzioni e distribuito circolari per attirare l’attenzione sulle direttive
   e normative in vigore. Si sono potuti constatare taluni risultati positivi che sono stati
   confermati dall’opposizione.
   • Le autorità hanno sollecitato i giudici ad emettere una sentenza rapida per tutti i fascicoli
       riguardanti persone in detenzione preventiva, i cui elementi necessari alla decisione sono
       acquisiti agli atti. Questo appello a sveltire le pratiche ha permesso di programmare
       214 sentenze, tra cui i fascicoli di un certo numero di detenuti considerati come prigionieri
       politici. Il governo garantisce la possibilità per gli avvocati di incontrare i loro clienti nella
       fase delle indagini preliminari.
   • L’accesso ai media pubblici, riservato ancora recentemente al governo e al partito di
       governo, al di fuori del periodo di campagna elettorale, è stato allargato in queste ultime
       settimane ai partiti dell’opposizione, pur permanendo non del tutto equo.
   • Il governo ha avviato la riforma del Codice della stampa, della Commissione nazionale per
       i diritti dell’uomo e dell’Alta autorità per i mezzi audiovisivi e le comunicazioni.
   • Si è predisposto di valutare a titolo preliminare il sistema giudiziario, con l’assistenza del
       Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUS).
   • Il governo prosegue le sue attività nel settore del decentramento e ha recentemente adottato
       in materia la Lettera sulla politica.
   Per quanto riguarda il ripristino della democrazia e dello Stato di diritto permangono
   nondimeno serie preoccupazioni.
IT                                                    3                                                   IT
 ---pagebreak---    • Malgrado riunioni preliminari svoltesi tra il governo e l’opposizione, non è stato ancora
       definito un quadro strutturato e trasparente di dialogo nazionale. Ne consegue che tale
       dialogo non è stato ancora effettivamente avviato.
   • Per il momento non è stata nemmeno avviata la revisione del sistema elettorale che
       garantisce un quadro trasparente e democratico. Ciò potrebbe mettere in causa il rispetto
       degli impegni relativi all’organizzazione delle elezioni legislative e locali, soprattutto per
       quanto riguarda l’organizzazione degli scrutini entro i termini previsti.
   • Restano ancora in sospeso la definizione di un quadro giuridico volto ad organizzare il
       finanziamento dei partiti politici nonché il chiarimento della situazione dei prigionieri
       politici e, se del caso, la loro liberazione, la revisione degli statuti e mandati della
       Commissione nazionale per i diritti dell’uomo e dell’Alta autorità per i mezzi audiovisivi e
       le comunicazioni e la revisione del Codice della stampa e delle comunicazioni.
   • Resta da portare avanti la riforma del settore giuridico e giudiziario, conformemente alle
       raccomandazioni contenute nella relazione di valutazione del PNUS.
   Al termine delle consultazioni, tenuto conto degli impegni eseguiti in questa fase e delle
   importanti misure ancora in sospeso, la Commissione propone di adottare misure adeguate,
   come definito nella decisione in allegato, ai sensi dell’articolo 96, paragrafo 2, lettera c)
   dell’Accordo di Cotonou. Le misure proposte sono finalizzate ad accompagnare l’insieme
   delle attività, tenuto conto dei progressi realizzati, e ad incentivare il governo a consolidare i
   risultati e soprattutto a promuovere la rapida esecuzione degli impegni relativi alla
   democratizzazione.
   Per un periodo di controllo di ventiquattro mesi sarà necessario potenziare il dialogo con il
   governo del Togo, per assicurarsi che esso persista nelle azioni già avviate, volte a ripristinare
   la democrazia e lo Stato di diritto, e proseguire e consolidare le iniziative intraprese, relative
   ai diritti dell’uomo e alle libertà fondamentali. Durante questo periodo si elaboreranno
   valutazioni semestrali.
   Nel caso di un’esecuzione accelerata o, al contrario, di una violazione degli impegni assunti
   dalle autorità del Togo, l’Unione europea si riserva il diritto di modificare le misure adeguate,
   attraverso una nuova decisione del Consiglio che modifica la presente proposta.
   Alla luce di quanto suesposto e conformemente agli articoli 9 e 96 dell’Accordo di Cotonou,
   la Commissione propone al Consiglio di concludere le consultazioni avviate con la
   Repubblica del Togo e di adottare la decisione in appresso.
IT                                                  4                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
              che conclude la procedura di consultazione della Repubblica del Togo ai
                              sensi dell’articolo 96 dell’Accordo di Cotonou
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   visto l’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 20001 (“Accordo di
   Cotonou”), in particolare l’articolo 96,
   visto l’accordo interno relativo alle misure da prendere e alle procedure da seguire per
   l’applicazione dell’accordo di partenariato ACP-CE2, in particolare l’articolo 3,
   vista la proposta della Commissione3,
   considerando quanto segue:
   (1)      Il governo della Repubblica del Togo ha violato gli elementi essenziali di cui
            all’articolo 9 dell’Accordo di Cotonou;
   (2)      Il 14 aprile 2004 si sono tenute consultazioni con i paesi ACP e la Repubblica del
            Togo ai sensi dell’articolo 96 dell’Accordo di Cotonou, in occasione delle quali le
            autorità del Togo hanno assunto impegni precisi, volti a porre rimedio ai problemi
            esposti dall’Unione europea e a provvedere alla loro esecuzione in un periodo di
            dialogo approfondito di tre mesi.
   (3)      Al termine di questo periodo è risultato che taluni impegni hanno permesso di avviare
            iniziative concrete; le misure più importanti riguardanti gli elementi essenziali
            dell’Accordo di Cotonou non sono state ancora attuate.
   DECIDE:
                                                  Articolo 1
   Sono concluse le consultazioni avviate con la Repubblica del Togo ai sensi dell’articolo 96,
   paragrafo 2, lettera a) dell’Accordo di Cotonou.
   1
            JO L 317 du 15.12.2000, p. 3.
   2
            JO L 317 du 15.12.2000, p. 376.
   3
            GU C […] del […], pag. […].
IT                                                    5                                           IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 2
   Le misure definite nell’allegato progetto di lettera sono adottate in qualità di misure adeguate
   ai sensi dell’articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell’Accordo di Cotonou.
                                                 Articolo 3
   La decisione di trasmettere al governo del Togo la lettera del Consiglio e della Commissione
   del 14 dicembre 1998 è abrogata.
                                                 Articolo 4
   La presente decisione entra in vigore il giorno della sua adozione.
   Essa si applica ventiquattro mesi dalla data di adozione da parte del Consiglio.
   Fatto a Bruxelles, il […]
                                                   Per il Consiglio
                                                   Il Presidente
IT                                                    6                                             IT
 ---pagebreak---                                                ALLEGATO
                                            Progetto di lettera
   Signor Primo Ministro,
   L'Unione europea attribuisce grande importanza al disposto dell’articolo 9 dell'Accordo di
   Cotonou. Il rispetto dei diritti dell’uomo, dei principi democratici e dello Stato di diritto, su
   cui si basa il partenariato ACP-UE, rappresenta un elemento essenziale del detto accordo e
   costituisce, pertanto, il fondamento delle nostre relazioni.
   Essa ritiene che il Togo si trovi attualmente in una situazione di blocco politico e che la
   relativa mancanza dei principi democratici e del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà
   fondamentali costituiscano una violazione degli elementi essenziali di cui all’articolo 9
   dell’Accordo di Cotonou.
   Per quanto riguarda tale articolo e l'attuale situazione di blocco politico del Togo, essa ha
   deciso, il 30 marzo 2004, di avviare consultazioni ai sensi dell’articolo 96 dell’Accordo, per
   esaminare da vicino la situazione e, se del caso, porvi rimedio.
   Le consultazioni si sono tenute il 14 aprile 2004 a Bruxelles. In tale occasione, si sono
   esaminate varie questioni fondamentali e Lei ha potuto presentare il punto di vista e l’analisi
   della situazione delle autorità del Togo. L’Unione europea ha rilevato con soddisfazione che
   le autorità del Togo hanno assunto taluni impegni e hanno reagito positivamente al
   potenziamento dei principi democratici e dello Stato di diritto nel paese.
   L’Unione europea rileva quindi che il governo della Repubblica del Togo ha assunto i
   seguenti impegni:
   Impegno n. 1.1:
   impegno a riprendere in modo aperto e credibile il dialogo nazionale con l’opposizione
   tradizionale e la società civile, in un quadro strutturato e trasparente, allo scopo di garantire il
   pieno rispetto dei principi democratici.
   Impegno n. 1.2:
   impegno a garantire, senza indugi, la libertà d’azione dei vari partiti politici, al sicuro da ogni
   minaccia, intimidazione o censura.
   Impegno n. 1.3:
   impegno a procedere, sulla base dell’accordo quadro di Lomé, ad una revisione del sistema
   elettorale, volta a garantire un contesto elettorale trasparente, democratico e accettabile per
   tutti gli interessati, entro un termine di 6 mesi.
   Impegno n. 1.4:
   impegno a garantire a tutti i partiti politici l’equo accesso ai media pubblici e ad instaurare un
   sistema equilibrato di accesso ai fondi pubblici previsti per il finanziamento dei partiti politici.
IT                                                    7                                                 IT
 ---pagebreak---    Impegno n. 1.5:
   impegno ad organizzare nuove elezioni legislative, in condizioni di trasparenza, accettando
   osservatori internazionali in tutte le fasi delle elezioni, entro termini riavvicinati e
   conformemente al quadro di cui all’impegno 1.3.
   Impegno n. 1.6:
   Impegno ad organizzare elezioni locali, entro un termine di 12 mesi, in condizioni di
   trasparenza e accettando osservatori in tutte le fasi delle elezioni.
   Impegno n. 1.7:
   impegno a creare le condizioni necessarie affinché le assemblee comunali, democraticamente
   elette, dispongano del mandato e delle risorse necessarie per assicurare un’amministrazione
   locale efficace e democraticamente riconosciuta come legittima, entro un termine di 12 mesi.
   Impegno n. 2.1:
   impegno a garantire in qualsiasi momento l’assenza di esecuzioni extragiudiziarie, di torture e
   di altri atti inumani e degradanti nel territorio del Togo, anche tramite la formazione adeguata
   dei quadri delle Forze dell’ordine e del sistema giudiziario.
   Impegno n. 2.2:
   impegno a liberare tutti i prigionieri politici, detenuti per chiara opposizione politica, propositi
   critici nei confronti del governo o altre ragioni che non giustificano una loro detenzione.
   L’elenco dei detenuti interessati da tale misura deve essere predisposto in collaborazione con
   una o più ONG riconosciute, competenti in materia e accettate da tutti gli interessati. Questo
   impegno deve essere rispettato entro un termine non superiore a 6 settimane.
   Impegno n. 2.3:
   impegno a trasmettere al tribunale competente, entro un termine di tre mesi, tutti i fascicoli
   riguardanti persone in detenzione preventiva o in libertà provvisoria, allo scopo di chiarire i
   singoli casi, conformemente alla legislazione in vigore.
   Impegno n. 2.4:
   impegno a permettere agli avvocati e alle ONG che operano nel settore umanitario e dei diritti
   dell’uomo, accompagnati da un medico di loro scelta, di accedere liberamente ai detenuti e a
   tutti i luoghi di detenzione (prigioni, posti di gendarmeria, polizia, ecc.), per permettere loro
   di verificare l’assenza di torture e di altri trattamenti inumani, prima della conclusione delle
   consultazioni.
   Impegno n. 2.5:
   impegno a rivedere il mandato e lo statuto della Commissione dei diritti dell’uomo, allo scopo
   di garantire la sua autonomia effettiva nei confronti delle autorità amministrative, entro un
   termine di 9 mesi.
IT                                                   8                                                  IT
 ---pagebreak---    Impegno n. 2.6:
   impegno a perseguire, mediante disposizioni giuridiche o disciplinari, gli autori accertati di
   esecuzioni extragiudiziarie, torture e trattamenti degradanti e inumani. L’impegno deve anche
   comprendere, se del caso, l’emendamento dei rispettivi testi legislativi e regolamentari.
   Impegno n. 2.7:
   impegno a garantire, mediante misure adeguate da precisare ulteriormente, un funzionamento
   della giustizia imparziale e indipendente dal potere esecutivo. Prima della conclusione delle
   consultazioni, si attende una valutazione che permetta di elaborare un piano d’azione.
   Impegno n. 3.1:
   impegno a rivedere il Codice della stampa e delle comunicazioni, allo scopo di portarlo ad un
   livello conforme agli standard internazionali, entro un termine di 6 mesi. In particolare ci si
   attende che le pene di reclusione per reati di “diffamazione e lesione all’onore”, attualmente
   previsti dal Codice della stampa, siano soppressi.
   Impegno n. 3.2:
   impegno a garantire, senza indugi, ai media, alle ONG e ai rappresentanti della società civile
   l’assenza di minacce, censura o intimidazioni.
   Impegno n. 3.3:
   impegno a garantire, senza indugi, a tutti gli interessati del mondo politico e della società
   civile e a tutti i cittadini, il diritto alla libertà di espressione, a partecipare a riunioni e
   manifestazioni pacifiche, in pubblico e su tutto il territorio, in assenza di minacce, censura o
   intimidazioni.
   Impegno n. 3.4:
   impegno a garantire a tutti gli interessati del mondo politico e della società civile, la libera
   circolazione in quanto cittadini e nel quadro dell’esercizio delle loro funzioni politiche o di
   rappresentanza della società civile.
   Impegno n. 3.5:
   impegno a garantire, prima della conclusione delle consultazioni, a tutti i cittadini la libertà di
   accesso alle informazioni dei media, inclusi i siti web dei partiti di opposizione, delle ONG,
   ecc.
   Impegno n. 3.6:
   impegno a rivedere, entro un termine di 6 mesi, il mandato e lo statuto dell’Alta autorità per i
   mezzi audiovisivi e le comunicazioni, allo scopo di garantire la sua indipendenza effettiva nei
   confronti delle autorità amministrative e di tutte le forze politiche.
IT                                                   9                                                 IT
 ---pagebreak---    Impegno n. 4.1:
   impegno a fornire, il 1°giugno e il 1°luglio 2004, alle istanze dell’Unione europea relazioni
   sui progressi conseguiti nei vari settori del dialogo e sull'esecuzione degli impegni.
   Impegno n. 4.2:
   impegno delle autorità del Togo ad essere disponibili, per partecipare al dialogo sul posto ed
   agevolare eventuali missioni dei funzionari della Commissione e della Presidenza in Togo,
   nel quadro del dialogo.
   Si è inoltre convenuto di svolgere in Togo un dialogo approfondito sui vari punti sollevati in
   un periodo di tre mesi e, a conclusione di tale periodo, di fare il punto della situazione.
   Si è materializzato un dialogo approfondito e regolare, basato su una serie di misure da
   adottare, volte a realizzare gli impegni.
   Da questo bilancio emerge che le autorità del Togo hanno avviato iniziative significative, tra
   cui in particolare:
   • Le autorità hanno organizzato riunioni di informazione e di sensibilizzazione con i Prefetti
      e le Forze dell’ordine sui vari aspetti dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Le
      autorità hanno impartito istruzioni e distribuito circolari per attirare l’attenzione sulle
      direttive e normative in vigore. Si sono potuti constatare risultati positivi che sono stati
      confermati dall’opposizione.
   • Le autorità hanno sollecitato i giudici ad emettere una sentenza rapida per tutti i fascicoli
      riguardanti persone in detenzione preventiva, i cui elementi necessari alla decisione sono
      acquisiti agli atti. Questo appello a sveltire le pratiche ha permesso di programmare
      214 sentenze, tra cui i fascicoli di un certo numero di detenuti considerati come prigionieri
      politici. Il governo ha garantito la possibilità per gli avvocati di incontrare i loro clienti
      nella fase delle indagini preliminari.
   • L’accesso ai media pubblici, riservato ancora recentemente al governo e al partito di
      governo, al di fuori del periodo di campagna elettorale, è stato allargato in queste ultime
      settimane ai partiti dell’opposizione, pur permanendo non del tutto equo.
   • Il governo ha avviato la riforma del Codice della stampa, della Commissione nazionale per
      i diritti dell’uomo e dell’Alta autorità per i mezzi audiovisivi e le comunicazioni.
   • Si è predisposto di valutare a titolo preliminare il sistema giudiziario, con l’assistenza del
      Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo.
   • Il governo prosegue le sue attività nel settore del decentramento e ha recentemente adottato
      in materia la Lettera sulla politica.
   Tali iniziative hanno indubbiamente contribuito a rafforzare il rispetto dei diritti dell’uomo e
   delle libertà fondamentali nel Suo paese. Per quanto riguarda in particolare il ripristino della
   democrazia, permangono nondimeno serie preoccupazioni.
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 ---pagebreak---    In tale contesto, l’Unione europea conta sull’adozione delle seguenti misure concrete:
   • la definizione di un quadro strutturato e trasparente, allo scopo di avviare effettivamente un
       dialogo nazionale, conformemente all’impegno n. 1.1;
   • nell’ambito di tale dialogo, la revisione del sistema elettorale, volta a garantire un contesto
       trasparente e democratico, conformemente all’impegno n. 1.3;
   • la definizione di un quadro giuridico in cui si organizzi il finanziamento dei partiti politici,
       conformemente all’impegno n. 1.4;
   • l’organizzazione degli scrutini per le elezioni legislative e sociali, conformemente agli
       impegni nn. 1.5 e 1.6;
   • il proseguimento del decentramento, conformemente all’impegno n. 1.7;
   • il chiarimento della situazione dei prigionieri politici e, se del caso, la loro liberazione,
       conformemente all’impegno n. 2.2 ;
   • la revisione del mandato e dello statuto della Commissione nazionale per i diritti dell’uomo
       e dell’Alta autorità per i mezzi audiovisivi e le comunicazioni, conformemente agli
       impegni nn. 2.5 e 3.6;
   • il proseguimento della riforma del settore giuridico e giudiziario, conformemente alle
       raccomandazioni di cui alla relazione di valutazione del PNUS;
   • la revisione del Codice della stampa e delle comunicazioni, conformemente all’impegno
       n. 3.1.
   L’Unione europea attribuisce inoltre grande importanza al proseguimento e al consolidamento
   delle attività già avviate nel quadro degli impegni nn. 1.2, 1.4, 2.1, 2.3, 2.4, 2.6, 3.2, 3.3,
   3.4, 3.5.
   A seguito delle consultazioni si è deciso, riconoscendo gli impegni realizzati in questa fase e
   viste le importanti attività ancora in sospeso, di prendere le seguenti misure adeguate, ai sensi
   dell’articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell’Accordo di Cotonou:
   (1)      Si persegue la realizzazione dei progetti finanziati sulle rimanenze del 6° e 7° Fondo
            europeo di sviluppo, volti a rispondere ai bisogni della popolazione e a sostenere il
            rispetto degli elementi essenziali dell’Accordo di Cotonou, e cioè il rispetto dei diritti
            dell’uomo e dei principi democratici e lo Stato di diritto. Si prevede inoltre di avviare
            il Programma nazionale di interventi decentralizzati per la gestione dell’ambiente e la
            Convenzione sul sistema di obblighi reciproci nell’ambito dei fondi Stabex 1990-
            1994.
   (2)      Si prevede di fornire aiuti alle istituzioni, sulle rimanenze del 6° e 7°FES, destinati ad
            attuare misure volte a soddisfare gli impegni contratti nel quadro delle consultazioni.
            La Commissione intende adottare in tal senso la decisione di finanziamento del
            programma “4° censimento generale della popolazione e dell’habitat”.
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 ---pagebreak---    (3)      La notifica delle risorse del 9° FES sarà effettuata non appena si sarà deciso su un
            sistema elettorale volto a garantire un contesto elettorale trasparente e democratico e
            accettato da tutti gli interessati, e sulla data per organizzare elezioni legislative. La
            programmazione di tali risorse decorrerà da tale momento.
   (4)      In base alla notifica del 9° FES, si potrà fornire un sostegno per organizzare le
            elezioni, fatte salve le condizioni relative al sistema elettorale di cui sopra.
   (5)      Il documento di strategia per il Togo del 9° FES sarà firmato ed attuato non appena si
            organizzeranno elezioni legislative libere. I fondi Stabex 1996, 1998 e 1999, su cui si è
            deciso, ma che sono attualmente bloccati, saranno nel contempo trasferiti.
   (6)      I contributi ai progetti regionali saranno esaminati caso per caso.
   (7)      Le azioni a carattere umanitario, la cooperazione commerciale e il sistema delle
            preferenze nei settori legati al commercio non sono interessati da tali misure.
   Si procederà a regolari revisioni, in collaborazione con la presidenza dell'Unione europea e
   della Commissione europea: la prima revisione sarà effettuata entro un termine non superiore
   a sei mesi.
   L’Unione europea intende seguire da vicino la situazione del Togo e, per un periodo di
   controllo di ventiquattro mesi, sarà opportuno potenziare il dialogo con il Suo governo, per
   assicurarsi che esso persista nelle azioni già avviate, volte a ripristinare la democrazia e lo
   Stato di diritto, e proseguire e consolidare le iniziative intraprese, relative ai diritti dell’uomo
   e alle libertà fondamentali.
   Nel caso di un’esecuzione accelerata o, al contrario, di una violazione degli impegni assunti
   dalle autorità del Togo, l’Unione europea si riserva il diritto di modificare le misure adeguate.
   Voglia gradire, signor Primo Ministro, i sensi della nostra più alta considerazione.
   Per la Commissione                                                 Per il Consiglio
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