CELEX: 52004PC0436
Language: it
Date: 2004-06-21
Title: Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Repubblica portoghese ad applicare un provvedimento di deroga agli articoli 21, paragrafo 1, lettera a) e 22 della sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari

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52004PC0436

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Repubblica portoghese ad applicare un provvedimento di deroga agli articoli 21, paragrafo 1, lettera a) e 22 della sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari  /* COM/2004/0436 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Repubblica portoghese ad applicare un provvedimento di deroga agli articoli 21, paragrafo 1, lettera a) e 22 della sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari(presentata dalla Commissione)RELAZIONECon lettera registrata presso il segretariato generale della Commissione il 19 febbraio 2004, la Repubblica portoghese ha chiesto, ai sensi dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme [1] (in prosieguo, sesta direttiva), di essere autorizzata ad introdurre un provvedimento derogativo per il settore delle vendite a domicilio.[1]  GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/15/CE (GU L 52 del 21.2.2004, pag. 61).Conformemente al menzionato articolo 27, paragrafo 2, nella versione di cui alla direttiva 2004/7/CE del Consiglio del 20 gennaio 2004 [2], la Commissione ha informato, con lettera del 26.03.2004, gli altri Stati membri della richiesta portoghese e ha comunicato alla Repubblica portoghese, il 30.03.2004, di disporre di tutti i dati ritenuti necessari per la valutazione.[2]  GU L 27 del 30.01.2004, pag. 44.Il regime derogativo particolare presentato dalla Repubblica portoghese alla Commissione comporta i seguenti elementi:- Talune imprese possono chiedere all'amministrazione fiscale di essere autorizzate ad assolvere, al posto dei propri rivenditori diretti dei prodotti, l'IVA gravante sui prodotti venduti al consumatore finale, sempre che:1. il fatturato dell'impresa sia interamente ottenuto dalle vendite a domicilio realizzate da rivenditori operanti in nome e per conto proprio;2. l'elenco recante il prezzo di vendita al consumatore finale sia fissato anticipatamente e rispettato per tutti i prodotti.- Il regime derogativo prevede una doppia cessione successiva di beni: in un primo tempo, da parte dell'impresa che vende direttamente i propri prodotti ai rivenditori e, in un secondo tempo, da parte di questi ultimi che li rivendono direttamente al consumatore finale.- Le imprese rispondenti a tali condizioni e debitamente autorizzate ad applicare il regime derogativo versano l'imposta all'erario in base ad un prezzo di vendita al minuto fissato anticipatamente e indicato nei menzionati elenchi.- I rivenditori non saranno più debitori dell'IVA sulle proprie vendite e non avranno pertanto diritto ad alcuna deduzione dell'IVA pagata a monte.Secondo la domanda della Repubblica portoghese, tale regime è volto a semplificare la riscossione dell'imposta per il grandissimo numero di venditori a domicilio che sono privi dell'organizzazione e dei mezzi necessari per adempiere agli obblighi derivanti dall'assoggettamento all'IVA e le cui condizioni particolari di attività aumentano i rischi di pregiudicare gli introiti fiscali. Secondo la domanda, le misure previste hanno inoltre il vantaggio di assicurare un migliore controllo dell'IVA nel settore.Il regime proposto dalla Repubblica portoghese ha già formato oggetto di una precedente decisione del Consiglio, la decisione 1999/82/CE del 18 gennaio 1999 [3], che è rimasta in vigore dal 1°gennaio 1999 al 31 dicembre 2000. La Repubblica portoghese ritiene che le ragioni che hanno motivato questa decisione derogativa restino sempre valide e giustifichino pertanto la presente domanda.[3]  GU L 27 del 02.02.1999, pag. 27.La Commissione ritiene che il pagamento dell'IVA da parte dell'impresa che vende i propri prodotti ai rivenditori in base al prezzo di vendita ai consumatori finali costituisca una semplificazione del regime impositivo del settore delle vendite a domicilio, in quanto esso è caratterizzato da un grandissimo numero di piccoli rivenditori privi dell'organizzazione e dei mezzi necessari per adempiere ai corrispondenti obblighi.Tenuto conto del fatto che si tratta di un grandissimo numero di piccoli rivenditori, il presente regime derogativo permette inoltre di controllare più facilmente questo settore che sarebbe difficilmente organizzabile in altro modo.La Commissione ritiene che l'amministrazione fiscale debba istituire un sistema di autorizzazione preventiva per assicurare un controllo efficace del settore.La Commissione è quindi del parere che le ragioni che hanno giustificato la concessione della precedente deroga continuino a sussistere.La Commissione ritiene pertanto che la presente deroga risponda alle condizioni prescritte dall'articolo 27 della sesta direttiva.Il regime di cui trattasi costituisce una deroga all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a), in quanto il grossista è considerato debitore dell'imposta per le cessioni di beni al consumatore finale effettuate dai rivenditori.Gli obblighi inerenti alle cessioni di beni (dichiarazione, fatturazione, pagamento ecc.) incombono al grossista. I rivenditori che si approvvigionano presso questi ultimi sono quindi esonerati, in deroga all'articolo 22, da tali obblighi riguardanti le cessioni dei prodotti al consumatore finale.È opportuno, da ultimo, limitare l'autorizzazione sino al 31 dicembre 2008, per permettere in tal modo di valutare a termine l'efficacia del provvedimento.Proposta di  DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Repubblica portoghese ad applicare un provvedimento di deroga agli articoli 21, paragrafo 1, lettera a) e 22 della sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari (Il testo in lingua portoghese è il solo facente fede)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,vista la sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto : base imponibile uniforme [4], in particolare l'articolo 27, paragrafo 1,[4]  GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2004/15/CE (GU L 52 del 21.2.2004, pag. 61).vista la proposta della Commissione [5],[5]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) Con lettera registrata presso il segretariato generale della Commissione il 19 febbraio 2004, la Repubblica portoghese ha chiesto di essere autorizzata ad introdurre un provvedimento derogativo per il settore delle vendite a domicilio.(2) Gli altri Stati membri sono stati informati il 26 marzo 2004 in merito a tale richiesta.(3) La Commissione ha comunicato alla Repubblica portoghese, il 30 marzo 2004, di dispone di tutti i dati ritenuti necessari per la valutazione.(4) Detto provvedimento mira a far sì che talune imprese operanti nel settore della vendita a domicilio possano essere autorizzate ad assolvere, al posto dei rivenditori diretti dei loro prodotti, l'IVA gravante sui prodotti venduti, sempre che il fatturato dell'impresa sia interamente ottenuto dalle vendite a domicilio realizzate da rivenditori operanti in nome e per conto proprio e che gli elenchi recanti il prezzo di vendita al consumatore finale siano fissati anticipatamente e rispettati per tutti i prodotti.(5) L'autorizzazione ad introdurre il regime derogativo è limitata ai casi in cui l'impresa venda direttamente i propri prodotti ai rivenditori e questi ultimi li rivendano direttamente ai consumatori finali.(6) Le imprese rispondenti a tali condizioni e debitamente autorizzate dall'amministrazione fiscale versano l'IVA all'erario in base ad un prezzo di vendita al minuto fissato anticipatamente.(7) In questo caso i rivenditori interessati non saranno più tenuti ad assolvere l'imposta sulle proprie vendite e non avranno pertanto diritto ad alcuna deduzione;(8) Il presente regime costituisce una deroga all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a), in quanto il grossista è considerato debitore dell'imposta per le cessioni di beni al consumatore finale effettuate dai rivenditori.(9) Gli obblighi inerenti a tali cessioni, come la dichiarazione, la fatturazione, il pagamento, ecc., incombono in questo caso al grossista. I rivenditori che si approvvigionano presso quest'ultimo sono quindi esonerati, in deroga all'articolo 22, da tali obblighi riguardanti le cessioni dei prodotti al consumatore finale.(10) Il regime in questione ha già formato oggetto di un'autorizzazione precedentemente concessa alla Repubblica portoghese con decisione del Consiglio 1999/82/CE del 18 gennaio 1999, applicata dal 1°gennaio 1999 al 31 dicembre 2000.(11) La Commissione ritiene che la presente deroga risponda alle condizioni prescritte dall'articolo 27 della sesta direttiva.(12) È opportuno concedere la deroga sino al 31 dicembre 2008.(13) La misura derogativa non modifica l'importo dell'IVA riscosso allo stadio del consumo finale e non inciderà sulle risorse proprie delle Comunità europee provenienti dall'imposta sul valore aggiunto.HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1La Repubblica portoghese è autorizzata, sino al 31 dicembre 2008, ad applicare nel settore delle vendite a domicilio un regime impositivo particolare contenente disposizioni derogative alla sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio del 17 maggio 1977.Le imprese che ottengono l'intero fatturato da vendite a domicilio realizzate da rivenditori operanti in nome e per conto proprio possono chiedere all'amministrazione di essere autorizzate ad applicare le disposizioni degli articoli 2 e 3 purché:- tutti i prodotti venduti dall'impresa siano indicati in un elenco precostituito dei prezzi al consumo finale;- l'impresa venda direttamente i propri prodotti ai rivenditori e questi li vendano direttamente al consumatore finale.Articolo 2In deroga all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a) della sesta direttiva (77/388/CEE), le imprese autorizzate ad applicare il regime derogativo sono debitrici dell'imposta sulle cessioni di beni ai consumatori finali effettuate dai rivenditori.Articolo 3I rivenditori che si approvvigionano presso imprese autorizzate ad applicare il regime derogativo sono esonerate dagli obblighi stabiliti dall'articolo 22 della sesta direttiva (77/388/CEE) per quanto riguarda la cessione dei propri prodotti ai consumatori finali.Articolo 4La Repubblica portoghese è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles, addìPer il ConsiglioIl presidente