CELEX: 51971PC0903
Language: it
Date: 1971-07-28
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che istituisce un regime comune da applicare alle importazioni#Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO relativo all'applicazione ai dipartimenti francesi d'Oltremare del regolamento n. ........ che istituisce un regime comune da applicare alle importazioni

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (71) 903
Vol. 1971/0149
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---   COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                 COM(71)903 def.
                                                 Bruxelles . 28 luglio 1971
                                  Proposta ai
                       REGOLAMENTO ( CEE) DEL CONSIGLIO
                 che istituisce un regime comune da applicare
                               alle importazioni
                                  Proposta di
                       REGOLAMENTO ( CEE) DEL CONSIGLIO
                  relativo all' applicazione ai dipartimenti
              francesi d' Oltremare del regolamento n« e ••••*• e *
                 che istituisce un regime comune da applicare
                               alle importazioni
COM ( 71 ) 903 def
 ---pagebreak---    PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE) DEL CONSIGLIO
che istituisce un regime comune da applicare alle
                 importazioni
 ---pagebreak---                               NOTA INTRODUTTIVA
        In data 25 maggio 1970 , il Consiglio ha emanato il regolamento CEE
n , 1025/70 che istituisce un regime comune da applicare alle importazioni
da paesi terzi , il quale deve essere sottoposto a revisione , a norma del­
l' articolo 14 , entro il 31 dicembre 1971 *                       :.   v .
        Durante gli ultimi mesi i servizi della Commissione hanno tenuto , ai
fini di tale revisione ,un certo numero di riunioni con gli esperti degli
Stati membri . In base ai risultati dei lavori preparatori , la Commissione
è del parere che la revisione del regolamento dovrebbe concentrarsi su tre
problemi :
1 . criterio per la definizione delle importazioni ehe beneficiano della
     liberalizzazione comunitaria; "paese d' origine ", "paesi di acquisto" ,
   - "paese di provenienza";
2 . documenti di importazione ;
3 » trattamento riservato dalle autorità di uno Stato membro agli importatori
     stabiliti negli altri Stati membri .
        Per i motivi  sotto indicati , la Commissione propone le seguenti solu­
zioni :
ad 1 : applicazione , generalmente del solo criterio dell' origine per la
        definizione delle importazioni che beneficiano della liberalizzazione
        GATT ;
ad 2 : principio della soppressione di qualsiasi documento preventivo all' im­
        portazione ;
ad 3 : parità di trattamento per tutti gli importatori , indipendentemente
        dal loro luogo di stabilimento nella Comunità.
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 | 1. Criterio per la definizione delle importazioni che beneficiano della
      liberalizzazione comunitaria ; " paese di origine " " paese di acquisto "
      " paese di provenienza"
 I
 I
I
j         II regolamento (CEE) n. 1025/70 concede la libertà di importazione ai
|  prodotti inseriti nell^lenco comune di liberalizzazione "dei" paesi della
j. zona "GATT", Pertanto si tratta di sapere se , per poter beneficiare della
|  liberalizzazione , un prodotto deve essere "originario " di uno di questi
   paesi , se deve "provenirne", esservi "acquistato " oppure se deve riunire
   varie di queste condizioni .
          L' attuale legislazione degli Stati membri può * esser riassunta nel
   modo seguente :
   GERMANIA : il paese di origine ed il paese di acquisto devono beneficiare
I              della liberalizzazione GATT , ma possono esser diversi ;
   BENELUX :   il paese di origine deve beneficiare della liberalizzazione GATT ;
   FRANCIA :   il paese di origine ed il paese di provenienza devono beneficiare
               ambedue dì una misura di liberalizzazione per il prodotto in
               questione senza che il paese di provenienza debba necessariamente
               appartenere alla zona "GATT";
                                                                    » » •/ • •
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ITALIA : ' il paese ai origine deve beneficiare .della liberalizzazione GATT
           eccezion fatta per la RAU ( Egitto), la Iugoslavia ed il Giappone ,
           paesi per i quali devono coincidere l' origine e la provenienza.
      Le formule impiegate dagli Stati membri hanno un denominatore comune :
essi sono basati in ogni caso sull' origine del prodotto in uno dei paesi
membri del GATT o in un paese equiparato . Questo dovrebbe essere il punto
di partenza della soluzione comunitaria »
      L' applicazione da parte di certi Stati membri di un secondo criterio
che si aggiunge a quello dell' origine viene spiegato essenzialmente con ragio­
ni storiche collegate al controllo degli scambi dell' epoca del dopo-guerra
nonché alla necessità di proteggersi contro determinate pratiche commerciali
anormali . La convertibilità generale delle monete occidentali e la semplifica­
zione delle formalità di scambio nei confronti dei paesi socialisti , nonché la
larghissima liberalizzazione di cambio a livello mondiale rende ora dubbia
la ragione di essere di queste misure , una volta giustificate .
      Per questa ragione , soltanto il criterio dell' origine viene seguito
nei paesi del Benelux con. grande soddisfazione delle amministrazioni nonché
dei settori interessati .                                           .   •-
      La Commissione ritiene che la Comunità dovrebbe " ispirarsi all' esperien­
za del Benelux . Infatti il òriterio dell' origine GATT soddisfa , da solo., al
bisogno di protezione dell' industria comunitaria escludendo dalla liberaliz­
zazione i paesi le cui manipolazioni di prezzi o di quantitativi potrebbero
presentare spèciali pericoli per il mercato europeo . Inoltre la formula
presenta i seguenti considerevoli vantaggi :
                                                              « • •/ • • •
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   - e semplice e pratica ;
   - rappresenta la contropartita logica della formula " origine " per le restri­
      zioni quantitative o altre misure di salvaguardia ;
   - offre la maggiore latitudine per lo operazioni di commercio , siano esse
      dirette , triangolari o altre ;
   - favorisce il multilateralismo degli scambi .
           Per questi motivi , la Commissione propone che la liberalizzazione
   comunitaria nei confronti dei paesi membri del GATT od equiparati si ricolleghi
t uflicarcQnte al criterio dell' origine ( l).
           Per quanto riguarda la realizzazione di questo principio , la Commis­
   sione suggerisce di procedere per tappe , evitando qualsiasi problema di adat­
   tamento improvviso per gli Stati membri . Essa propone quindi di limitarsi
   in un primo tempo ai prodotti inseriti nei due elenchi di liberalizzazione
   dei regolamenti CEE n. 25/70 e 109/70 » che sono pertanto liberalizzati
   tanto nei confronti dei paesi membri del GATT quanto nei confronti dei paesi
   a commercio di stato . Dato che tali prodotti possono entrare ancora libera^
   mente in tutta la Comunità anche se sono originari di un paese a commercio
   di stato , sarebbe poco logico rifiutar loro la liberalizzazione se sono
   originari di un paese membro del GATT e provengono da un paese a commercio
   di Stato .
           Per quanto concerne gli altri prodotti , cioè quelli che beneficiano
   della sola liberalizzazione GATT , : i sistemi in vigore negli Stati membri
 ' potrebbero venire mantenuti provvisoriamente . Ne risulta pertanto quanto
   segue :
   - la Germania potrebbe continuare a fare dipendere l' importazione di questi
      prodotti alla doppia condizione che non soltanto il paese di origine ma
                                                                    • • • • •
   ( l) Si veda l' articolo 1.
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   anche il paese di acquisto facciano parte dei paesi membri del GATT od
   equiparati ( l );
- la Francia potrebbe continuare a subordinare l' importazione di questi pro­
   dotti alla duplice condizione che non soltanto i paesi di origine ma anche
   i paesi di provenienza facciano parte dei paesi membri del GATT od equipa­
   rati ( 2 ).
 }          .                    '
       Infine sarebbe inopportuno , allo stadio attuale , in attesa della con­
clusione di determinati accordi commerciali comunitari , di non autorizzare
l' Italia a vincolare l' importazione di prodotti originari dall' Egitto ,
dalla Iugoslavia e dal Giappone alla condizione che il loro paese di origine
coincida con i paesi di provenienza. . ( 3)
       La rapida evoluzione della liberalizzazione comunitaria nei confronti
dei paesi a commercio di stato piagli inizi del 1970 » l' elenco comune di
liberalizzazione del regolamento CEE n . 109/70 ha potuto essere ampliato di
circa 200 voci intere della TDC ) permette alla Commissione di sperare che i
prodotti oggetto delle varie soluzioni trcmsitorie possano essere progres­
sivamente sottoposti al regime generale dell' applicazione del solo criterio
dell' origine .
2 . Documenti di importazione
       Prescindendo dal caso particolare della vigilanza comunitaria , il
regolamento CEE n. 1025/70 lascia l' impiego dei documenti di importazione
alla discrezione degli Stati membri . Le loro politiche accusano divergenze con­
siderevoli :
GERMANIA : ciascuna importazione è subordinata alla preventiva presentazione
              di una dichiarazione d' importazione che è automaticamente vidimata
              dalle competenti autorità :
f.l) Si veda l' art . 17 par. 2a
( 2) Si veda l' art . 17 par, 2b
( 3) Si veda l' art . 17 par* 2c
 ---pagebreak--- BENELUX
BENELUX ::  eccezion fatta per alcuni prodotti soggetti alla licenza automatica ,
            non viene richiesto alcun documento d' importazione ;
FRANC IA ::
FRANCIA     non vengono richiesti documenti d' importazione salvo , in alcuni
            casi , una dichiarazione vidimata;
ITALIA
ITALIA::    come norma generale non viene richiesto alcun documento d' importa­
            zione , fanno eccezione alcuni casi , nei quali sono prescritti una
            licenza automatica oppure una dichiarazione vidimata , oppure quando
            esiste un regime speciale per i prodotti che figurano nell' elenco
            sperimentale " Giappone ".
       La Commissione si trova pertanto davanti a una scelta difficile :
da una parte , la redazione di un documento d' importazione comunitario rap­
presenterebbe un considerevole progresso verso armonizzazione delle procedure
di importazione ; l' articolo 14 del regolamento CEE n . 1025/70 si orienta d' al­
tronde in questa direzione ;
d' altra parte , l' attuale situazione dell' economia comunitaria non sembra
giustificare l' impiego di un documento speciale per il complesso delle impor­
tazioni liberalizzate . I documenti doganali , in particolare le dichiarazioni
in dogana , contengono indicazioni più precise . Se necessario , è pertanto
sufficiente specialmente per scopi statistici , estrarne l' essenziale ; in
determinati Stati membri questo avviene mediante una copia speciale inserita
nella serie dei vari originali e copie di cui si compone la dichiarazione in
dogana. I dati vengono trasmessi dalla dogana all' amministrazione centrale
del commercio estero che li elabora , spesso mediante ordinatore . Ilei casi in
cui questo controllo a posteriori delle importazioni si rivela insufficiente ,
la maggior parte degli Stati membri impiegano in modo selettivo i documenti
di importazione limitandoli ai soli prodotti per i quali la situazione del
mercato richiede un controllo preventivo .
       In questa situazione la Commissione è del parere che si potrebbe rinun­
ciare alla compilazione di un documento strettamente comunitario imposto per
tutte le importazioni liberalizzate . Essa propone pertanto che prescindendo
da alcune eccezioni giustificate dalle necessità economiche quali le misure
di vigilanza e di salvaguardia , la Comunità faccia suo il principio della
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  soppressione di ogni documento preventivo all' importazione per 1 prodotti
  che beneficiano della liberalizzazione GATT ( l).                        -
          Pur essendo conscia del fatto che l' applicazione di siffatta soluzione
  di principio rappresenterebbe per la Germania una profonda modifica delle
  sue procedure amministrative , la Commissione è nondimeno del parere che
  tale adattamento sarebbe giustificato dai suoi vantaggi pratici . Analoghi .
  motivi di razionalizzazione amministrativa hanno d' altronde già indotto il
  Bundesverband des Gross-*uid Aussenhandels ( Confederazione nazionale por
  il commercio all' ingrosso ed estero ) a pronunciarsi ufficialmente per la
  soppressione della dichiarazione all' importazione attualmente utilizzata
  per tutte le importazioni , ed a richiamare l' attenzione del Governo tedesco
  sulle spese considerevoli che il suo impiego impone agli importatori nazio­
  nali .
          Siffatta semplificazione delle procedure amministrative della Germania
  tradurrebbe d' altronde meglio la sua politica commerciale del tutto liberale
  é stabilirebbe , inoltre , un esempio importante per i negoziati del GATT
  in questo settore delle formalità all' importazione .
          Infine , la Commissione rileva che, la sua proposta si riferisce unica­
  mente al regime d' importazione per i paesi della zona GATT e non pregiudica
  pertanto in alcun modo le normative da applicare nei confronti dei paesi
  dell' Est .
          Una volta stabilito il principio della libertà d' importazione senza
  formalità preventive allo sdoganamento , non sarebbe realistico non stabilire
  una speciale vigilanza delle importazioni che possono causare danno ai produt­
  tori della Comunità.               -■     '          .  .
          Nella prospettiva della Commissione , questa vigilanza dovrebbe integrarsi
  in una procedura comunitaria , basandosi su una informazione reciproca e su
  consultazioni preventive ad ogni azione , sia questa comunitaria, oppure nazio­
  nale (2 ). A termine delle consultazioni potrebbe venire stabilita la vigilanza
  comunitaria (3 ). Qualora la situazione del mercato non la giustificasse ,
  ciascurP Stato membro potrebbe applicare una vigilanza nazionale (4 ) che
  invece di essere subordinata ad tuia procedura di autorizzazione preventiva (5 )
  potrebbe formare l' oggetto di una certa armonizzazione per quanto riguarda
  (1 ) Si veda l'art. 7                                               .../•••
- ( 2 ) Si veda il Titolo III
  (3 ) Si veda l' àrt . 8    ..
  (4 ) Si veda l' art . 10
  (5 ) Si veda l' art . 10 par. 1
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la natura delle misure da prendere ( 1 ) nonché di un riesame periodico da
parte degli organismi comunitari ( 2 )»
       Per quanto riguarda le misure di vigilanza nazionale attualmente appli­
cate dal Benelux , dalla Francia e dall' Italia , la Commissione propone che
vengano mantenute provvisoriamente per un limitato numero di prodotti ( 3 )»
Si potrebbe prevedere una soluzione analoga per la Germania , qualora il
Consiglio dovesse allinearsi alle proposte della Commissiono , limitando il
controllo delle importazioni che attualmente è generale in Germania per i
soli prodotti per i quali lo richiede la situazione del mercato . Lo stesso
dicasi , anche in attesa della conclusione di taluni s.ccordi commerciali
comunitari , per la vigilanza nazionale delle importazioni del Giappone a di
Hong-Kong ( 4) il cui campo di applicazione dovrà esser limitato a determinati
settori sensibili .
       Infine , la Commissione richiama l' attenzione su un determinato numero
di eccezioni al principio dell' abolizione dei documenti preventivi all' importa­
zione , stabiliti nella attuale proposta o richiesti da disposizioni già in
vigore ;
- mantenimento , da parte dell' Italia , della speciale autorizzazione richiesta
   per l' importazione di determinati oggetti , macchine e apparecchi usati o
   nuovi , ma sottoposti a cattiva manutenzione ( 5 );
- mantenimento delle formalità all' importazione giustificate da motivi di
   moralità pubblica , di ordine pubblico , di pubblica sicurezza ,di protezione
   dalla salute e della vita delle persone degli animali o di preservazione •
   dei vegetali , di protezione dei tesori nazionali o di protezione della
   proprietà industriale o commerciale (6 );
- mantenimento delle speciali formalità applicate in materia di cambi ( 7 );
- mantenimento dei certificati d' importazione e di altre disposizioni di organiz­
   zazione comune dei mercati nel settore aggriccio ( 8);
- eccezioni generali del Trattato CES , con particolare riguardo a quanto
   segue :
   - articolo 108 e 109 ( bilancia dei pagaménti );
   - articolo 223 ( armi e munizioni );
   - articolo 224 ( ordine pubblico , mantenimento della pace e della sicurez­
     za internazionali ).
                                                                     •  • • •
( 1)  Si   veda l' articolo 10 par, 2        ( 6 ) Si veda l' artioolo 18 , comma a
(2 )  Si   veda l' articolo 16               ( j ) Si veda l' articolo lo , comma d
(3)   Si   veda l' articolo 1J par. 2 f      ( 8 ) Si veda l' articolo 19
(4)   Si   veda l' articolo 1J par. 2 e
(5)   Si   veda l' articolo 17 pat. 2 g
 ---pagebreak--- 3 . Trattamento riservato dalle autorità di uno Stato membro agli importatori
     di un altro Str.to membro
        La parità di trattamento per tutti gli importatori della Comunità deriva
dai principi basilari del Trattato di Roma. Da molti anni essa viene realizza­
ta per i prodotti agricoli sottoposti a regolamento . La Commissione ritiene
sia giunto il momento di generalizzare la sua applicazione per il complesso
dei prodotti liberalizzati ( l )»
                                       0
                                   0       0
        In considerazione di tutti questi elementi , la Commissione si pronun­
cia per la revisione del regolamento CEE n . 1025/70. Detta revisione è imper­
niata sui tre succitati problemi , e non tocca praticamente i titoli II e IT
del regolamento relativi alla procedura comunitaria d * informazione e di con­
sultazione nonché alle misure di salvaguardia. L' inseimento dì nuovi articoli
richiede tuttavia determinati adattamenti della numerazione e dei riferimenti
alle disposizioni di questi titoli . La Commissione suggerisce pertanto una
presentazione completamente nuova del regolamento CEE n . 1025/70 . Le parti
del testo che differiscono dal regolamento iniziale sono state sottolineate
al fine di facilitarne la lettura .
        Di conseguenza la Commissione propone al Consiglio quanto segue :
- apportare al regolamento CEE n . 1025/70 le modifiche di cui sopra , indicate
   nei passi sottolineati del testo proposto in allegato ;
- emanare in seguito un nuovo regolamento che sostituisca il regolamento
   CEE n . 1025/ 70 cosi' modificato e completato degli adattamenti redazionali
   necessari , secondo il testo proposto allegato .
( l ) Si vedano gli articoli 9 e 11
 ---pagebreak---                                       - 1 -
                                   Proposta di
                          REGOLAMENTO CEE PEL CONSIGLIO
             relativo al regime oomune da applicare alle importazioni
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea , in partico­
lare l' articolo 113 »
                                                             /
Vista le normativo relative all' organizzazione comune dei mercati agricoli »
nonché le normative emanate a norma dell' articolo 235 del Trattato applica­
bili alle merci derivanti dalla trasformazione di prodotti agriooli , ed in
particolare le disposizioni di tali normative che consentono una deroga al
principio generale per cui qualunque restrizione quantitativa o misura di
effetto equivalente piio' essere sostituita dalle tale misurte previste dàlie
normative stessè',
Vista la proposta della Commissione ,
Considerando che la ..politica commerciale comune deve basarsi su principi
uniformi ; che il. regime da applicare alle importazioni rappresenta un ele­
mento importante di questa pratica;              .i
Considerando che l' elenco comune di liberalizzazione quale e stato stabilito
dai regolamenti CSE n. 2041/68 ( l ), 1228/69 /( 2 ), > 1827/69 ( 3)., 1025/70 (4),
1984/70 ( 5),' 724/71 (6) e IO80/73. (7 )» deye costituire il ;punto di partenza
delle , norme comuni in materia; che tale elenco jpuo ' essere esteso , con deci­
sione del Consiglio , ad altri prodotti e ad altri paeai terzi ;
Considerando che le importazioni di cui all' elenco comune di liberalizzazione
devono essere lìbere da restrizioni quantitative per qualsiasi importatore ,
indipendentemente dal suo luogo di stabilimento nella Comunità;
                                                                           » • •/ • • •
( 1 ) 00 n .  L 303 del
(2)   GO n.   L 159 del
( 3)  OU n.   L 235 del
( 4)  GU n.   L 124 del
(5)   OU n.   L 218 del
(6)   GU n.   L 80 del
( 7) CU n.    L 116 del
 ---pagebreak---                                        - 2 -
Considerando che la Commissione deve comunque essere informata dagli Stati              j
membri in merito a qualunque , pericolo derivante dall'evoluzione delle importa- |
zioni , che potesse richiedere il ricorso a misure di salvaguardia;
Considerando che è essenziale procedere , sul piano comunitario e nell' ambito
di un Comitato consultivo , all' esame delle condizioni delle importazioni ,
della loro evoluzione e dei vari elementi della situazione economica e com­
merciale nonché , eventualmente , delle misure da prendere ;
Considerando che , a conclusione di queste consultazioni , può 1 rivelarsi
necessaria una deroga alla norma della soppressione delle formalità prelimi­
nari all' importazione dei prodotti liberalizzati , sottoponendo determinate
importazioni ad una sorveglianza comunitaria oppure nazionale ;
Cons iderando . che , in tal caso , occorre subordinare la liberalizzazione dei
prodotti in causa alla presentazione di un documento di importazione rispon-              j
dente a criteri uniformi ; che tale documento , dietro dichiarazione o semplice           |
richiesta dell' importatore , deve essere rilasciato o vidimato dalle autorità
degli Stati membri entro un certo termine , senza che ciò' comporti un qualun­
que diritto d' importazione per l' importatore ; che detto documento può 1
quindi essere utilizzato soltanto finché non intervenga un mutamento nel
regime di importazione ;
Considerando che nell' interesse della Comunità occorre instaurare un sistema
di reciproca informazione , completo per quanto possibile , tra gli Stati membri
e' la Commissione circa i risultati della vigilanza comunitaria oppure nazio­
nale ;
Considerando che spetta al Consiglio decidere in merito alle misure di salva­
guardia richieste dagli interessi della Comunità ; che a tal fine occorre che
la Commissione gli presenti proposte tenendo conto degli obblighi esistenti
in campo internazionale ; che pertanto si possono prevedere misure di vigilanza
contro un paese che sia. cont raente i• de1 GATT soltanto se il prodotto in questione si
importato nella Comunità in quantitativi cosi' accresciuti ed a condizioni
tali da causare o rischiare di causare grave danno ai prodottori comunitari
di prodotti analoghi o direttamente concorrenti ; a meno che gli obblighi
                                                                    • •• /• • •
 ---pagebreak--- internazionali consentano di derogare a questa norma;
Considerando che , come lo dimostra l' esperienza , le pratiche commerciali
possono in determinati casi rendere necessaria tuia procedura accelerata
di salvaguardia; che pertando la Comunità deve poter disporre di un' adeguata
protezione sino all' entrata in vigore di una decisione del Consiglio ;
Considerando che , a scopo precauzionale e per far fronte a pratiche impreve­
dibili , occorre quindi stabilire una procedura più rapida di quella normale ;
che le esigenze di rapidità ed efficacia giustificano che la Commissione sia
autorizzata senza pregiudizio dell' atteggiamento che il Consiglio potrà
assumere in seguito a mettere in atto misure d' urgenza;
Considerando che sembra opportuno che gli Stati membri possano., a determinate
condizioni ed a titolo conservativo , attuare misure di salvaguardia sul piano
nazionale ,
HA EMANATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
 ---pagebreak---                                    TITOLO I
                              Principi generali
                                  Articolo 1
       I prodotti inseriti nell' elenco comune di liberalizzazione di cui al­
l' allegato I originari di un paese terzo òhe figura nell' elenco dei paesi
riportato all' allegato II non sono soggetti ad alcuna restrizione quantita­
tiva all' importazione indipendentemente dal luogo di stabilimento del loro
importatore nella Comunità ,
                                  Articolo 2
       II Consiglio , che delibera a maggioranza qualificata su proposta della
Commissione , può' decidere l' inclusione di nuovi prodotti nell' elenco che
figura all' allegato I nonché l' inclusione di altri paesi terzi nell' elenco
riportato all' allegato II quando ritiene che ciò' non rischi di creare una
situazione tale da giustificare l' applicazione di misure di salvaguardia»
                                  TITOLO II .
          Procedura comunitaria d' informazione e di consultazione
                                  Articolo 3                               (
1.     Gli Stati membri avvertono la Commissione di qualunque pericolo connesso
all' evoluzione delle importazioni , che possa richiedere il ricorso a misure
di vigilanza o di salvaguardia. -
2.     La Commissione informa immediatamente gli altri Stati membri .
                                  Articolo 4
       Consultazioni possono essere avviate , a richiesta di uno Stato membro
o su iniziativa della Commissione . Esse devono aver luogo negli otto giorni
lavorativi successivi alla ricezione , da parte della Commissione , dell' infor­
mazione di cui all' articolo 3 e comunque prima dell' applicazione di misure
di sorveglianza o di salvaguardia a norma degli articoli 8 . 10 . 12 . 13 . 14
oppure 16 »
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                                  Articolo 5
1.     Le consultazioni si svolgono nell' ambito di un Comitato consultivo ,
qui di seguito denominato il " Comitato" , composto da rappresentanti di
ciascuiP Stato membro e presieduto da un rappresentante della Commissione .
2.     Il Comitato si riunisce su convocazione del presidente . Questi comunica
tempestivamente agli Stati membri tutti gli elementi utili d' informazione .
3.     Le consultazioni vertono in particolare :
a) sulle condizioni delle importazioni e sulla loro evoluzione , nonché sui
    diversi elementi della situazione economica e commerciale del prodotto
    in questione ;
b ) sulle misure che sarebbe eventualmente opportuno mettere in atto .
                                  Articolo 6
1.     Al fine di consentire alla Commissione di valutare la situazione econo­
mica e commerciale di un determinato prodotto , gli Stati membri le forniscono ,
su sua richiesta e secondo le modalità da esse definite , informazioni sul­
l' evoluzione del mercato di detto prodotto .
2,     La Commissione informa gli altri Stati membri .
                                  TITOLO III
                              Misure di vigilanza .
                                  Articolo 7
       L' immissione in libera pratica dei prodotti insaiti nell' elenco comune
di liberalizzazione non è subordinata alla presentazione di alcun documento
d' importazione rilasciato o vidimato   prima della dichiarazione di questi
prodotti per il consumo .
                                                                    • • • /• • •
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                                  Articolo 8
1,     Qualora l' evoluzione delle importazioni di un prodotto originario di
un paese terzo compresi nell' allegato II rischi di arrecare un pregiudizio
ai produttori comunitari di prodotti analoghi o concorrenti e qualora gli '
interessi della Comunità lo esigano , l' importazione di tale prodotto può'
essere soggetta ad una vigilanza comunitaria. In questo caso il prodotto
viene contrassegnato da una " x" inserita nella colonna 3 dell' allegato I ,
2»     Se è concomitante all' inclusione del prodotto in oggetto nell' elenco
di cui all' allegato I , la decisione di messa sotto vigilanza viene emessa
dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su proposta della
Commissione . In altri casi essa è presa dalla Commissione , conformemente
all' articolo 13 , paragrafo 5 *
           !                      Articolo 9
1.     L' immissione in libera pratica dei prodotti soggetti a sorveglianza
comunitaria è subordinata alla presentazione di un documento d' importazione .
Detto documento è rilasciato e vidimato dagli Stati membri gratuitamente
per tutti i quantitativi richiesi ed entro un termine massimo di 5 giorni
lavorativi dalla presentazione di una dichiarazione o di una semplice richie­
sta da parte di qualsiasi importatore indipendentemente dal suo luogo
dj stabilimento, nella Comunità . Salve restando eventuali disposizioni dif­
ferenti definite contemporaneamente alla messa^ sotto sorveglianza e secondo
la stessa procedura , nella dichiarazione o richiesta dell' importatore deve
essere indicato quanto segue :
a) nome ed indirizzo dell' importatore ;
b) designazione del prodotto con indicazione :
   - della denominazione commerciale ,
   - della voce doganale o del numero di riferimento della nomenclatura delle
      merci della statistica nazionale del commercio estero ,
   - del paese d' origine ,
   - del paese di provenienza ;
c) l' indicazione del prezzo cif franco frontiera e della quantità del prodo-
   to in unità in uso nel commercio ;
 ---pagebreak---                                       - 4 -
d) data o date previste per l' importazione .
         Gli Stati membri possono chiedere indicazioni supplementari .
2.       Il documento d' importazione pUo' essere utilizzato soltanto finché
resta in vigore , per le transazioni in questione , il regime di liberalizzazio­
ne delle importazioni ,, ed al massimo per un periodo determinato contempora­
neamente alla messa sotto sorveglianza e con la stessa procedura , tenuto
conto della natura dei prodotti e delle altre particolarità di tali transa­
 zioni .
3«       Le disposizioni del paragrafo 1 non ostano all' immissione in libera
pratica qualora il prezzo unitario al quale si effettua la transazione
superi quello indicato nel documento d' importazione , ovvero qualora il
valore totale o il quantitativo dei prodotti presentati per l' importazione
superino almeno del 5$ il valore totale o il quantitativo indicato nel do­
cumento d' importazione . La Commissione , dopo aver udito i pareri formulati
all' interno del Comitato , può' fissare , tenendo conto della natura dei prodot­
ti e di altre peculiarità delle transazioni in oggetto , una percentuale dif­
ferente che , tuttavia , non può' normalmente superare il 10fo,
                                    Articolo 10
1.       Qualora entro 8 giorni lavorativi dopo la fine delle consultazioni , le
importazioni di un prodotto non sono soggette ad una vigilanza comunitaria ,
lo Stato membro che ha informato la Commissione in base al primo comma del­
l' articolo 3 può * procedere ad una vigilanza nazionale di queste importazioni .
2.       Sin dall' entrata in vigore della vigilanza la Commissione c informata
delle modalità della sua applicazione e provvede a rettificare ., sotto forma
di parere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee , l' al­
legato I inserendo , a fronte del prodotto in questione , l' indicazione dello
Stato membro nella colonna " 4" di dotto allegato .
                                                                       • • •/« « •
 ---pagebreak---                                   Articolo 11
       L' immissione in libera pratica dei prodotti soggetti a vigilanza
nazionale è subordinata alla presentazione di un documento d' importazione .
Tale documento è rilasciato o vidimato dallo Stato membro , gratuitamente ,
per tutti i quantitativi richiesti ed entro un termine massimo di 5 giorni
lavorativi a decorrere dalla presentazione di una dichiarazione o di una
semplice richiesta di qualsiasi importatore , indipendentemente dal suo luogo
di stabilimento nella Comunità . Esso può essere utilizzato soltanto finché
il regime di liberalizzazione delle importazioni rimane in vigore per le
                                                                            -
transazioni m causa .
                                  Articolo 12
1.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione , nei primi 10 giorni di
ogni mese in caso di vigilanza comunitaria e nei primi 20 giorni di ciascun
trimestre in caso di vigilanza nazionale , i seguenti dati :
a) quantitativi ed importi calcolati in base ai prezzi cif per i quali sono
    rilasciati o vidimati , durante il periodo precedente , documenti di impor­
    tazione ;
b ) importazioni effettuate durante il periodo che precede quello di cui.
    alla lettera a).
       Le comunicazioni degli Stati membri sono ripartite per prodotto e per
paese esportatore .
2.     La Commissione , tenuto conto della natura dei prodotti e di altre parti­
colarità delle transazioni , può modificare la periodicità delle informazioni ..
3.     La Commissione informa gli Stati membri .
 ---pagebreak---                                          - 6 -
                                   ... TITOLO IV
   r ...   .. _               Misure di salvapnardia
                                      Articolo 13
1.        Quando un prodòtto è importato nella Comunità in quantitativi talmente
accresciuti e/o a condizioni tali da arrecare JO 'da minacciare di arrecare
un pregiudizio grave ai produttori - comunitari di prodotti analoghi o diret­
tamente concorrenti , e quando circostanze critiche in cui ogni indugio
causerebbe un danno difficilmente riparabile richiedono un' azione immediata
per la salvaguardia degli interessi della Comunità , la Commissione può , su
richiesta di uno stato membro oppure di propria iniziativa , provvedere a
quanto segue :
a) abbreviare il periodo durante il quale sono utilizzabili i documenti
      d' importazione di cui all' articolo 9 che saranno rilasciati o vidimati
      dopo l' entrata in vigore della misura di salvaguardia ;
b ) modificare il regime d' importazione di tale prodotto subordinandone
      l' immissione in libera pratica alla presentazione di un' autorizzazione
      d' importazione che dovrà essere rilasciata seoondo modalità e entro
      limiti definiti dalla Commissione , in attesa di una decisione del
      Consiglio presa a norma dell' articolo 14 .
2.        Le misure sono di immediata applicazione .
3.        Queste misure possono essere limitate alle importazioni destinate
a determinate regioni della Comunità . Esse non riguardano i prodotti già
avviati verso la Comunità sempre che non sia possibile mutarne la destina­
zione e sempre che i prodotti la cui immissione in libera pratica è subordi­
nata , a norma degli articoli 8 e 9 » alla presentazione di un documento
d' importazione siano accompagnati da tale documento .
4.        Nei casi in cui uno Stato membro ha chiesto l' azione della Commissione ,
quest' ultima decide in proposito entro un termine massimo di 5 giorni lavo­
rativi a decorrere dal ricevimento della domanda .
                                                                     • ••/• • •
 ---pagebreak---                                   - 7 -
5.    Qualsiasi decisione presa dalla Commissione a norma del presente
articolo è comunicata al Consiglio ed agli Stati membri . Qualsiasi Stato'
membro può deferirla al Consiglio entro i 10 giorni lavorativi succèssivi a
quello della comunicazione . Il Consiglio , che delibera a maggioranza quali­
ficata , può emettere una decisione diversa .
6.    Entro 10 giorni lavorativi a decorrere dall' entrata in vigore di ■
ima misura decisa in applicazione del paragrafo 1 b ), la Commissione
propone al Consiglio le misure opportune ai sensi dell' articolo 14 » Se il
Consiglio non si è pronunciato su questa proposta al più tardi entro sei
settimane dall' entrata in vigore della misura attuata dalla Commissione ,
la misura stessa è abrogata .
                               Articolo 14
1.    Quando lo esigono gli interessi della Comunità , il Consiglio può ,
deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione , emana­
re le misure appropriate :
a) per impedire che un prodotto sia importato nella Comunità in quantitati­
   vi talmente accresciuti e/o a condizioni tali da danneggiare o rischia­
   re di danneggiare gravemente la produzione comunitaria di prodotti ana­
   loghi o direttamente concorrenti ;
b) per permettere l' esecuzione degli impegni internazionali contratti dalla
   Comunità o da tutti gli Stati membri , specialmente in materia di commer­
   cio di prodotti di base .
2.    Le misure possono essere limitate alle importazioni destinate a deter­
minate regioni della Comunità . Esse non riguardano i prodotti già avviati
verso la Comunità , sempre che non sia possibile mutarne la destinazione e
sempre che i prodotti la cui immissione in libera pratica è subordinata ,
a norma degli articoli 8 e 9 » alla presentazione di un documento di impor­
tazione , siano accompagnati da tale documento .
                                                              • • •/• • i
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3 « . Quando la fissazione di un contingente costituisce ritiro di una misura
di liberalizzazione , si tiene conto in particolare di quanto segue :
- dell' interesse a mantenere per quanto possibile le correnti di scambio
   tradizionali ;
- del volume dei contratti stipulati a condizioni normali prima dell' entrata
   in vigore di una misura di salvaguardia ai sensi . del presente titolo , se
   essi sono stati notificati alla Commissione dallo Stato membro interessato ;
- del fatto che non deve essere compromessa la realizzazione dell' obiettivo
   che si persegue con l' instaurazione del contingente .
                                  Articolo 15
1*     Uno Stato membro può , a titolo conservativo modificare il regime
all' importazione di un determinato prodotto subordinandone l' immissione in
libera pratica alla presentazione di un 'autorizzazione d' importazione da
rilasciare secondo le modalità ed entro i limiti da esso definiti :
a ) quando si manifesta sul suo territorio una situazione simile a quella defi­
    nita per la Comunità all' articolo 13 , comma 1 ;
b ) se detta misura è giustificata da una clausola di salvaguardia contenuta
    in un accordo bilaterale concluso da questo Stato membro ed un paese terzo .
2.     Lo Stato membro applica questa misura sentiti i pareri espressi in
sede di Comitato ovvero , se questa procedura non è possibile data l' urgenza ,
dopo aver informato la Commissione ; quest' ultima avverte gli altri Stati
membri .
3.     Le misure sono notificate alla Commissione per telescritto non appena
esse siano state decise .
4.     Quando le misure sono state decise per i motivi di cui al paragra­
fo 1 , lettera a ), la loro notifica equivale ad una domanda ai sensi dell'ar­
ticolo 13 , comma 4 * Le misure sono applicabili soltanto fino alla data di
applicazione della decisione della Commissione . Quando , però , questa decide
                                                                      • • •/ »•*
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di non mettere in atto misure ai sensi dell' articolo 13 » la sua decisione si
applica a partire dal sesto giorno successivo a quello -dèlia -sua entrata
in vigore , a meno che lo Stato membro che ha emanato le misure non le deferi­
sca al Consiglio ; in questo caso le misure nazionali sono applicabili fino
all' entrata in vigore della decisione del Consiglio , ed al massimo per un
mese dal momento in cui quest' ultimo è stato eudito . Il Consiglio decide ,
prima dello scadere di questo termine .
5.       Se le misure sono decise per i motivi di cui al paragrafo 1, lettera b ),
la Commissione può proporre al Consiglio le misure da prendere . Le misure
nazionali restano applicabili fino all' entrata in vigore della decisione del
Consiglio ed' almassimo pér due mesi a decorrere dal momento in cui quest' ul­
timo è stato adito , a meno che il Consiglio , su proposta della Commissione ^
non abbia deciso altrimenti per tener conto in particolare degli interessi
in gioco nei negoziati comunitari . IX . Consiglio decide prima che siano
trascorsi due mesi dal momento in cui è stato adito
6.       Le disposiaioni dèi paragrafi 1-4 sono applicabili sin al 3 1 dicem­
bre 1972 . Prima- di quésta data il Consiglio , deliberando a maggioranza quali­
ficata su proposta dèlia. Coflimi^ sione , decide in merito sigli adeguamenti da
arrecarvi .                 (/ >                                  .   ..
       •                 ..          Articolo 16 ;
1.       Durante il periodo di applicazione di-" guai siasi misura di vigilanza 0
di salvaguardia , si procede in sede di Comitato , a richiesta di uno Stato
membro o su iniziativa delia-Commissione , a consultazioni con gli scopi
sotto indicati :
a ) esaminare gli effetti delle misure precitate!'              ■   1
b ) verificare se è necessario mantenerle in vigore .
2.       Quando la Commissione ritiene che l' abrograzione o la modifica di queste
misure si rivelino necessarie :
a ) se il Consiglio ha deliberato su queste misure , essa propone la loro
    abrogazione 0 modifica : il Consiglio delibera a maggioranza qualificata ;
 ---pagebreak---                                       - 10 -
b ) negli altri casi , essa le modifica o le abroga
    si applica allora l' articolo 13 » paragrafo 5 .
                                   TITOLO V
                      Disposizioni transitorie e finali
                                 Articolo 17
1.      Al più tardi il 31 dicembre 1973 » il Consiglio decide in merito agli
adattamenti da apportare al presente regolamento per ima più spinta armoniz­
zazione del regime di importazione . Il Consiglio delibera a maggioranza
qualificata su proposta della Commissione ed in base ai progressi della
politica commerciale e comune realizzati in particolare a seguito della
conclusione di accordi commerciali comunitari ,
2.      In attesa di questa armonizzazione ;
a ) la Germania può subordinare l' importazione di prodotti che non sono
    contrassegnati da una "x" nella colonna "2 " dell' Allegato I ,. a
    condizione che non soltanto il loro paese d' origine ma anche il paese
    di acquisto figurino fra i paesi terzi elencati all' Allegato II ;
b ) la Francia può subordinare l' importazione dei prodotti non contrassegnati
    da una " x" nella colonna "2 " dell' Allegato I , a condizione che non
    soltanto il loro paese di origine ma anche il paese di provenienza figu­
    rino tra i paesi terzi elencati all' Allegato II ;
c ) l' Italia può subordinare l' importazione di prodotti originari della
    RAU ( Egitto ), della Iugoslavia e del Giappone a condizione che il loro
    paese di origine coincida con il loro paese di provenienza ;
d) i documenti di importazione richiesti à titolo dell' articolo 9 per
    vigilanza comunitaria sono validi unicamente nello Stato membro che li
    ha rilasciati o vidimati ;
e ) gli Stati membri possono procedere ad una sorveglianza nazionale delle
    importazioni originali del Giappone o di Hong-Kong dei prodotti che
    rientrano nei capitoli della TDC elencati crui di seguito :
    50 i 51 » 53 » 55 a 62              ( talune materie tessili )
    §1                                  (macchine ed apparecchi elettrici )
    2°                                  ( strumenti ed apparecchi ottici )
    21                                  (giocattoli )
    Non si applicano l' articolo 10 , paragrafo 2 , ne l' articolo 12 .
                                                                      a • •/• • •
 ---pagebreak---                                       - 11 -
f). gli Stati membri indicati nella colonna 4 dell'Allegato I possono proce­
    dere ad una vigilanza nazionale dei prodotti a fronte dei quali essi sono
    iscritti in questa colonna ; non si applicano l' articolo 10 t paragrafo 2 ,
    né l' articolo 12 ;
g) il presente regolamento non costituisce ostacolo al mantenimento delle
    disposizioni emanate dall' Italia per assoggettare ad una autorizzazione
    particolare , conformemente al Decreto ministeriale 31 ottobre 1962 ,
    all' elenco ( Tabella A import ) ad essó allegato , nonché alle modifiche
    successive , l' importazione di oggetti , macchine e apparecchi usati o
    nuovi ma in cattive condizioni di manutenzione , della voce 73 « 24 » dei
    capitoli 84-87 e 93 nonché della voce 97 . 04 B della tariffa doganale
    comune .
                                   Articolo 18
       Patte salve le altre disposizioni comunitarie , il presente regolamento
non osta all' adozione o all' applicazione di quanto segue da parte di uno
Stato membro ,
a ) divieti , restrizioni quantitative o formalità all' importazione giustifi­
    cati da motivi di moralità pubblica , di ordine pubblico , di pubblica
    sicurezza , di tutela della . salute e della vita delle persone e degli
    animali 0 di preservazione dei vegetali , di protezione del patrimonio
    artistico , storico o archeologico nazionale 0 di tutela della proprietà
    industriale o commerciale ;
b ) formalità speciali in materia di cambi .
                                   Articolo 19
1.     Il presente regolamento non costituisce ostacolo all' applicazione del­
le normative che disciplinano l' organizzazione comune dei mercati agricoli
nonché dell' articolo 235 del Trattato applicabili alle merci risultanti
dalla trasformazione di prodotti agricoli ; esso si applica in modo com­
plementare .
2.     Le disposizioni agli articoli 8-12 e 16 , nondimeno non si applicano
ai prodotti soggetti a dette normative e per i quali il regime comunitario
                                                                      • ••/• • •
 ---pagebreak---                                     - 12 -
degli scambi con i paesi terzi prescrive la presentazione di un' certificato
o altro titolo di importazione . Le disposizioni degl'i articoli 13 , 15 e 16
non si applicano ai prodotti anziddetti per i quali il" regime comunitàrio
degli scambi con i paesi terzi prevede la possibilità di applicare restri­
zioni quantitative all' importazione .
                                Articolo 20
      Il regolamento ( CEE) n . 1025/70 è abrogato .
                                Articolo 21
      Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo
alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee .
      Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri .
                                            Fatto a
                                            Per il Consiglio
                                            Il Présidente
 ---pagebreak---                     ALLEGATO I
       Per motivi contingenti , i servizi della Commissione
ixOn hanno potuto completare i vari elenchi di cui sarà
formato l'Allegato I.
       La Commissione si riserva pertanto di presentare
detto Allegato al Consiglio in data successiva . Lo schema
allegato indica i principi che verranno rispettati durante
la redazione dell' Allegato .
 ---pagebreak---                                                                    Xl/194/71-I
              AI'ETEXE I           ANLAGE I              - EIJLAGE I       ALLEGATO I
           Liste commune de libération / Gemeinsame Liberali si erungsl iste
           Lista comune di liberazione / Gemeenschappeli jke Liberalisatieli jst
           I             J1
                                      2          ;   *j
                                                       j         3                    4
Désignation des produits j  Libération conditionnée iSurveillance com-          Surveillance
   - N° du TDC -            uniquement par origine jmunautaire                  nationale
Warenbezeichung           j Liberalisierung allein       Gememschaftliche       Nationale
   - Nr . des GZT -       j vom Ursprung abhängig        Uberwachung            Uberwachung
Desi^az.ne dei prodotta     Liberaliz.ne condiz.ta [ Sorveglianza           j   Sorveglianza
- N° della TDC -            unicam.te dall' origine 'comunitaria                nazionale
Opgave van de produkten     Liberalisatie op grond         Communautair         National
   - Nr . GDT -             van oorsprong alleen     i     toezicht             toezicht
                                                       r
                                                       i
In questa colonna           Verranno contrassegnati    1
                                                                                Verranno in­
verranno riportati :        da una "x" i prodotti                               dicate in
i prodotti attualmen­
                            inseriti nella colonna ]L
                                                       I
                                                                                questa colon­
                            che figurano anche nel -ji                          na le misure
te compresi nell' elen­     l' elenco di liberalizza-                           di sorveglian­
co di liberalizzazione                               Il
del regolamento CEE         zione del regolamen-     j                          za applicate
n . 1025/70                 to CEE n , 109/70 , vale                            dagli Stati
                            a dire                                              membri per un
       oltre a                                                                  numero limi­
        62 altri            637 voci intere
                                 oltre a                                        tato di pro­
                                                                                dotti
prodotti che rientra­       128 voci parziali , la ciLI
no in voci parziali         inclusione in questo
della TDC , la cui in­      elenco è stata proposta
clusione nell' Allega­      al Consiglio                                      I
to al regolamento CEE                                                         ι
n . 1025/70 è stata
proposta al Consiglio     I
 ---pagebreak---                                                                  Allegato
                         ELENCO DEI PAESI
Af^anisten
Algeria
Alto Volta
Andorra
Antille olandesi ( comprese le iBole di Curacao , Aruba . Bonaire , Saba ,
                    Saint-Eustache e la parte olandese di Saint-Martin )
Arabia Saudita
Repubblica Araba Unita
  f
Argent ina
Australia ( comprese la Papuasia , la Nuova Guinea sotto mandato austra­
            liano , l' isola Norfolk e le isole di Cocos "Keeling")
Austria
Barbados                                                             • •
Beciuania
Bhutan
Biraania                          '            • "
                           •          <          - »
Bolivia
Brasile ( comprese le isole Fernando-de-IJoronha, comprendenti Rochedas
          de Sao-Pedro e Sao-Paulo , Atollo das Rocas , Trinidad e
          Martin-Vas )                                :     1
Burundi
Cambogia . \     .         j.v."     , .   ...             . ...
Camerun                                             ■   <■ ..     ,
Canada
Repubblica Centrafricana         - '     ,
Ceylon
Ciad
Cile ( comprese le seguenti isole : arcipelago di Juan Femandes , isola
       di Pasqua , Sala-y-Gomez, San-Feliz , San-Ambrosio e la parte
       occidentale della Terra del Fuoco )
Repubblica cinese (Formosa )
Cipro
Colombia
Comores
Repubblica popolare del Congo (Brazzaville )
Repubblica democratica del Congo (Kinshasa)
Repubblica della Corea del Sud
 ---pagebreak---                                   - 2 -                    Allegato
Costa d' Avorio
Costarica
Dahomey
Danimarca ( comprese la Groenlandia e le isole Faroer )
                                                                       *
Repubblica Dominicana ( comprese le isole di Saona , Catalina , Beata e
                          altre isole di minor superficie )
Ecuador
Etiopia e Eritrea
Filippine
Finlandia
Gabon
Gambia
Ghana
Giamaica
Giappone
Giordania
Grecia ( comprese l' isola di Eubea e le Sporadi , le isole del Dodecaneso ,
         le Cicladi , le isole Ionie , le isole del Mar Egeo , Creta )
Guatemala
Guayana
Repubblica di Guinea
Guinea equatoriale
Haiti ( comprese l' Ile de la Tortue , l' Ile de la Gonave , les Cayemites ,
        l' Ile à Vache , l' Ile de la Navase e la Grande-Caye )
Honduras
India ( comprese le isole Andaman , Nicobar , Laccadive , Minicoy e Amindivi )
Indonesia (Giava , Sumatra , Kaliraantan , Sulawesi , Bali e Nusatenggar
             ( compresa la parte indonesiana di Timor ), Maluku , Irian Barat )
Irak
Iran
Irlanda
Islanda
Isole Maldives
Isola Mauritius
Isole Nauru
Isole Tromelio , Glorieuses . Juan de Nova , Europa e Bassa-da-India)
Israele
 ---pagebreak---                                   - 3 -                     Allegato
Iugoslavia
Kenya
Kuwait
Laos
Lesotho
Libano
Liberia
Libia
Liechtenstein
Ilalawi
Malesia ( compresi Borneo ex-britannico e Sàrawak)
Repubblica Malgascia
Mali
Malta                                        . •
Karc eco
Mas cat e Oman
Mauritania
Messico
IJepal
Nicaragua
Niger
Repubblica federale di Nigeria
Norvegia ( comprese Svalbard " chiamata anche arcipelago dello Spitzberg
           compresa , in particolare , l' isola degli Orsi ", l' isola Jan
           Mayen e i possedimenti della Norvegia nell' Antartide
           ( isola Bouvet , Isola di Pietro I f e ^erra Regina Maud )
Nuova Caledonia e dipendenze ( comprese le Isole dei Pini , l' Isola Huon
           le Isole della Lealtà , le Isole Walpole e Surprise , le Isole
           Chesterfield , le isole Wallis e Futuna)
Nuove Ebridi
Nuova Zelanda ( comprese le isole Kermadec e Chatham )
           Isole Cook
           1 . Gruppo settentrionale ( Penrhyn , Manihiki , Rakahanga ,
               Pukapuka , Palmerston , Suwarrow e Nassau)
           2 . Gruppo meridionale (Rarotonga , Aitutaki , Atiu, Mitiaro ,
- : ...      ' tìauke , Mangaia , Takutea e Mànuae )
           3'. Isqla Niue             '■ v .
 ---pagebreak---                                 - L -
Oceania ( Stabilimento francese : Isole della Società , Isole Sottovento ,
          Arcipelago delle Marchesi , Arcipelago delle Touamotou,
          Arcipelago Gambier , Arcipelago delle Toubouai , isola Rapa e
          isola Clipperton )
Pakistan
Panama
Paraguay
Perù
Portogallo
          Territorio europeo, ( comprese le isole di Madera e le Azzore )
          Angola
          Cabinda
          Guinea Portoghese ( comprese le isole di Bissagos )
          Isole del Capo Verde
          Isole Sao-Tomé e Principe
          Macao
          Mozambico
          Timor ( parte pcrtoghese )
Regno Unito di Gran Bretagna e dell' Irlanda del Nord ( comprese l' isola
          di Man e le Isole Anglo-Normanne )
          Antigua
          Isole Bahama
          Bahrein
          Bermude
          Brunei
          Isole Cayman
          Dominica
        . Isole Falkland e dipendenze
          Isole Figi
          Gibilterra
          Grenada
          Honduras britannico
          Hong-Kong
          Katar ( Scieccato di Katar.)
          Montserrat
          Sant 'Elena ( comprese le dipendenze : isole dell' Ascensione e
                        Tristan da Cunha)
          Saint-Kitts ( Saint-Christophe ), Nieves e Anguilla
          Sainte Lucie
          Saint-Vincent
          Seychelles
          Territorio britannico dell' Antartico
          Territorio britannico dell' Oceano Indiano (Arcipelago delle
                      Chagos , isole Aldabra, Farquhar e Desroches )
          Territorio di competenza dell' Alta Commissione per il Pacifico
                      occidentale ( compresi i territori doganali distinti
                      del Protettorato delle isole Salomon britanniche
                      e della colonia delle isole Gilbert e Ellice )
 ---pagebreak---                                 - 5 -                       Allegato
            Trucial States (Abu Dhabi , Dubai , Sharjah , Ajroati , Ras al
                              Khaimah , Umm al Quaiwan , Fujairah )
            Isole Turks e Caicos
            Isole Vergini britanniche
Rio Huni
Ruanda
Saint-Pierre e Miquelon
Salvador
Samoa , isole occidentali
Sénégal
Sierra Leone
Sikkim
Singapore
Siria                                                  *
Somalia
Spagna           '
            Territori nella penisola e isole Baleari
            Isole Canarie , Ceuta , Melilla , Aulhucemas j Chafarinas e
                   Penon de Velez de la G ornerà
            Ifni e Sahara spagnolo
Stati Uniti d' America
            Guam
            Kingman Reef
            Isole Midway
            Portorico
            Samoa americana ( compreso Swains )
            Territori sotto tutela delle Isole del Pacifico ( isole
                   Caroline , isole Marshall e isole Marianne , eccetto
                   Guam )
            Isole Ryukyu (tra cui Okinawa) e Daito
            Isole Vergini ( appartenenti agli Stati Uniti )
            Isola di Wake
            Zona del Canale di Panama
Sud Africa ( compresa l' Africa Sud-occidentale e le isole del Principe
            Edoardo , comprendenti l' isola Marion e l' isola del Principe
            Edoardo )
Sudan
Surinam
Swaziland
Svezia
Svizzera
 ---pagebreak---                               - 6 -                         Allegato
Tailandia                                       . ; ,
Tanzania
Terre Australi e Antartiche ( PTOM francesi : Arcipelago delle Kerguelen ,
                  delle Crozet , isole Saint-Paul e Amsterdam , terra Adélie )
Territorio francese degli Afar e degli Issas
Togo
Tonga
Trinidad e Tobago
Tunisia
Turchia
Uganda
Uruguay
Citta del Vaticano
Venezuela
Vietnam del Sud
Yemen
Yemen Meridionale ( comprese le isole Perim e Socotra)
Zambia
 ---pagebreak---                                       Proposta dl
                           REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO  '
                  relativo all' applicazione ai dipartimenti francesi
               d' oltremare del regolamento ( CEE) n .     che istituisce
                   un regime comune da applicare alle importazioni
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE , .
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea , in particolare
l' articolo 227 ,
Vista la proposta della Commissione ,
Considerando che è necessario che il regolamento ( CEE) n .               del
Consiglio , del                 che istituisce un regime comune per le importazio-»
ni                   si applichi anche ai dipartimenti francesi d' oltremare ,
HA EMANATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                      Articolo 1
        Le disposizioni del regolamento ( CEE) n .            del Consiglio si
applicano nei dipartimenti francesi d' oltremare .
                                      Articolo 2
        Il regolamento ( CEE) n . 1026/70 del Consiglio , del 25 maggio 1970 ,
relativo all' applicazione ai dipartimenti francesi d' oltremare del regola­
mento ( CE3) n . 1020/70 che istituisce un regime comune per le importazioni
da paesi terzi (l ) viene abrogato .
                                      Articolo 3
        Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee .
                                                                          « « •/ • • •
( 1 ) G.U. n . L 124 dell '8.6.1970 , pag. 48
 ---pagebreak---                                   - 2 -
      Il presente regolamento e obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicàbile in ciascuno degli Stati membri .
                                     Fatto a
                                     Per il Consiglio
                                     Il Présidente