CELEX: 62011TN0266
Language: it
Date: 2011-05-19 00:00:00
Title: Causa T-266/11: Ricorso proposto il 19 maggio 2011 — El Gazaerly/Consiglio

23.7.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 219/20
            
         Ricorso proposto il 19 maggio 2011 — El Gazaerly/Consiglio
   (Causa T-266/11)
   2011/C 219/31
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Naglaa Abdallah El Gazaerly (Londra, Regno Unito) (rappresentanti: D. Pannick, Queen’s Counsel, R. Lööf, barrister, e M. O’Kane, solicitor)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare, nei limiti in cui riguarda il ricorrente, la decisione del Consiglio 21 marzo 2011, 2011/172/PESC, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità ed organismi in considerazione della situazione in Egitto (GU L 76, pag. 73);
            
         
               —
            
            
               annullare, nei limiti in cui riguarda il ricorrente, il regolamento (UE) del Consiglio 21 marzo 2011, n. 270, concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Egitto (GU L 76, pag. 4), che attua la decisione del Consiglio 2011/172/PESC;
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto al risarcimento dei danni per un importo pari a EUR 10000; e
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce quattro motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, secondo il quale l’art. 29 TUE sarebbe una base giuridica erronea e/o insufficiente per la decisione del Consiglio 2011/172/PESC in quanto:
               
                           —
                        
                        
                           la decisione di cui trattasi non perseguirebbe alcun obiettivo di politica estera;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l'adozione della decisione stessa (e del regolamento del Consiglio n. 270/2011) rappresenterebbe un abuso di potere; e
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l'inclusione del ricorrente nell'allegato alla decisione del Consiglio 2011/172/PESC (e nel regolamento applicativo) sarebbe stata irrazionale.
                        
                     
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, basato sul fatto che l'inclusione del ricorrente nell'ambito della decisione 2011/172/PESC e del regolamento (UE) del Consiglio n. 270/2011 violerebbe il suo diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo, basato sul fatto che l'inclusione del ricorrente nell'ambito della decisione 2011/172/PESC e del regolamento (UE) del Consiglio n. 270/2011 violerebbe il principio di proporzionalità.
            
         
               4)
            
            
               Quarto motivo, basato sul fatto che il ricorrente avrebbe subito un danno quale conseguenza diretta dell'adozione della decisione 2011/172/PESC e del regolamento (UE) del Consiglio n. 270/2011, che l'Unione sarebbe tenuta a risarcire.