CELEX: 31982K1104
Language: it
Date: 1982-05-06 00:00:00
Title: Raccomandazione n. 1104/82/CECA della Commissione, del 6 maggio 1982, che istituisce un dazio antidumping provvisorio per talune lamiere di ferro o di acciaio originarie del Brasilet

Avis juridique important

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Raccomandazione n. 1104/82/CECA della Commissione, del 6 maggio 1982, che istituisce un dazio antidumping provvisorio per talune lamiere di ferro o di acciaio originarie del Brasilet  

Gazzetta ufficiale n. L 128 del 11/05/1982 pag. 0009 - 0011

*****RACCOMANDAZIONE  N. 1104/82/CECA DELLA COMMISSIONE  del 6 maggio 1982  che istituisce un dazio antidumping provvisorio per talune lamiere di ferro o di acciaio originarie del Brasile  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare gli articoli 74 e 86,  vista la raccomandazione n. 3018/79/CECA della Commissione, del 21 dicembre 1979, relativa alla difesa contro le pratiche di dumping, premi o sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (1), in particolare l'articolo 11,  previe consultazioni in seno al comitato consultivo istituito con la raccomandazione n. 3018/79/CECA,  considerando che, nel marzo del 1982, una denuncia è stata presentata dalla Walzstahl-Vereinigung, Duesseldorf, a nome della quasi totalità dei produttori comunitari di lamiere di ferro o d'acciaio laminate a caldo o a freddo di uno spessore inferiore a 3 mm;  considerando che nella denuncia veniva comprovata l'esistenza di pratiche di dumping rispetto a prodotti simili originari del Brasile, nonché del notevole pregiudizio da esse derivanti; che la Commissione, con un avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), ha annunciato l'avvio di una procedura relativa alle importazioni di lamiere di ferro o di acciaio, originarie del Brasile, ed ha avviato l'indagine a livello comunitario;  considerando che la Commissione ha informato ufficialmente gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, nonché i rappresentanti del paese esportatore ed i ricorrenti;  considerando che la Commissione ha fornito alle parti direttamente interessate l'occasione di render noto il loro punto di vista per iscritto e di esprimersi verbalmente; che tutti gli esportatori e numerosi importatori notoriamente interessati hanno colto l'occasione per presentare i loro punti di vista per iscritto; che gli esportatori interessati hanno anche approfittato di tale opportunità per sviluppare oralmente il loro punto di vista;  considerando che la Commissione ha pubblicato dei prezzi di base (3) fissati tenuto conto del prezzo normale o dei costi di produzione normali i più bassi nei paesi fornitori dove vigono condizioni normali di concorrenza e delle spese di trasporto, di assicurazione nonché dei dazi doganali; che gli esportatori brasiliani non hanno fornito alla Commissione prove tali da mettere in dubbio l'esattezza di tali prezzi di base; che inoltre gli argomenti degli esportatori brasiliani, secondo i quali i prezzi all'esportazione verso la Comunità del prodotto in questione sono superiori ai prezzi praticati sul mercato interno brasiliano e che tali prezzi all'esportazione coprono tutti i costi di produzione, non sono stati suffragati da alcun elemento di prova;  considerando che, per la determinazione preliminare del dumping, la Commissione ha confrontato i prezzi delle importazioni nella Comunità dei prodotti in questione con i prezzi di base;  considerando che da tale esame emerge che tra il mese di dicembre 1981 e il mese di marzo 1982 la maggior parte dei prodotti in causa, originari del Brasile, sono stati offerti all'importazione nella Comunità a prezzi inferiori ai prezzi di base; che risulta quindi che è stato praticato un dumping il cui margine era costituito da tale sottoquotazione; che tale margine ha oscillato, ma ha superato 22 % in alcuni casi; che tale sottoquotazione si è prodotta malgrado l'accordo sul commercio dei prodotti di ferro e di acciaio concluso dal Brasile con la Comunità, secondo il quale il governo brasiliano si è impegnato a far sì che gli esportatori brasiliani rispettino i prezzi di base comunitari;  considerando che per quanto riguarda il pregiudizio all'industria comunitaria interessata, le prove a disposizione della Commissione provano che nel 1980 le importazioni comunitarie di prodotti in causa, originari del Brasile, si sono elevate a circa 30 000 t;  considerando che le domande di licenze di importazione ricevute dalle autorità tedesche per il prodotto in questione originarie del Brasile hanno raggiunto  98 058 t nel periodo dicembre 1981 - marzo 1982; che le autorità del Regno Unito hanno ricevuto nello stesso periodo delle domande di importazioni per un volume superiore a 20 000 t; che nel periodo dicembre 1981 - febbraio 1982, 34 644 t di questo prodotto risultano essere state importate nella Repubblica federale di Germania;  considerando che il volume mensile medio dei prodotti in causa originari del Brasile per il quale licenze d'importazione sono state concesse tra il dicembre 1981 e il marzo 1982 rappresenta il 3 % del consumo comunitario mensile medio del 1980; che il volume mensile medio delle licenze concesse nel corso dello stesso periodo dalle sole autorità tedesche rappresenta il 13,2 % del consumo mensile medio in Germania per i primi 10 mesi del 1981;  considerando che le informazioni ricevute da taluni importatori provano che i prezzi ai quali notevoli quantità sono rivendute nella Comunità sono sostanzialmente inferiori ai prezzi di base sopraindicati e sono al disotto del livello dei prezzi che permetterebbe ai produttori comunitari di coprire i loro costi; che tali prezzi costringono l'industria comunitaria o a perdere clienti o ad allineare i suoi prezzi verso il basso;  considerando che l'industria comunitaria dei prodotti in causa versa in una situazione di crisi caratterizzata dalla diminuzione della produzione dell'11 % tra il 1977 e il 1980, da un grado di utilizzo molto scarso delle capacità, stimato a meno di 50 % in taluni casi, da una riduzione dei benefici e/o un aumento delle perdite; che inoltre il numero degli addetti dell'industria siderurgica comunitaria è diminuito tra il 1974 e il 1981 di 244 780 unità, cioè del 30,8 %; che l'importazione di tali quantità sotto licenza e la loro rivendita a basso prezzo mettono seriamente in pericolo gli sforzi attuali della Comunità europea e dei produttori comunitari per ridurre la produzione e alzare i prezzi a un livello di profitto sufficiente;  considerando che la Commissione ha preso in esame il pregiudizio provocato da altri fattori che, singolarmente o associati, influiscono parimenti sull'industria comunitaria; che in questo contesto è stato accertato che il livello del consumo nella Comunità è diminuito; che inoltre il volume delle importazioni di altri fornitori è diminuito a un ritmo molto più rapido, passando da 1 430 000 t nel 1977 a 753 000 t nel 1981; che l'impatto delle importazioni oggetto di dumping è stato individualizzato da quello degli altri elementi che influiscono negativamente sull'industria; che tenuto conto degli sforzi di ristrutturazione compiuti attualmente dall'industria comunitaria dell'acciaio, la Commissione è giunta alla conclusione preliminare che le importazioni oggetto di dumping causano o minacciano di causare un pregiudizio notevole all'industria comunitaria;  considerando che dal dicembre 1981 un certo numero di consultazioni hanno avuto luogo, nell'ambito dell'accordo sopramenzionato, tra la Comunità e il Brasile in ordine alle importazioni in questione; che tali consultazioni non hanno dato luogo ad una soluzione accettabile;  considerando che in tali circostanze e al fine di evitare il pregiudizio durante la procedura, gli interessi della Comunità richiedono un'azione immediata con l'imposizione di un dazio provvisorio antidumping; che gli elementi di prova attualmente a disposizione della Commissione indicano l'esistenza di un dumping unicamente per le importazioni di lamiere laminate a freddo; che è pertanto opportuno limitare l'applicazione del dazio provvisorio alle importazioni di tali prodotti; che, tenuto conto dell'entità del pregiudizio subito, il tasso del dazio deve corrispondere alla differenza tra il prezzo di base pubblicato dalla Commissione per tali prodotti e i relativi prezzi all'importazione nella Comunità;  considerando che, al fine di evitare di aggirare il dazio antidumping, è necessario prevedere, qualora i prodotti in questione non vengano immessi in libera pratica dal primo acquirente nella Comunità, un altro criterio per il calcolo del dazio; che siffatto criterio deve tener conto del margine medio esistente tra i prezzi all'importazione ed i prezzi di rivendita praticati dagli importatori comunitari di tali prodotti originari del Brasile, fermo restando che questo margine sarà stato provvisoriamente determinato nel corso dell'esame preliminare effettuato dalla Commissione;  considerando che è opportuno stabilire il termine entro il quale le parti interessate possono, previa istituzione del dazio provvisorio, esprimere il loro punto di vista e chiedere alla Commissione la possibilità di una spiegazione verbale,  HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle lamiere di ferro o di acciaio semplicemente laminate a freddo di spessore inferiore a 3 mm, di cui alle sottovoci 73.13 B II b) e c) della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 73.13-43; 45; 47 e 49, originarie del Brasile.  2. L'importo di tale dazio è uguale alla differenza tra il prezzo effettivo (prezzo di base più extra) contrattuale, franco frontiera sdoganato, rispetto al prezzo effettivo più recente (prezzo di base più extra) pubblicato dalla Commissione per tali prodotti. 3. a) Quando i prodotti di cui al paragrafo 1 non vengono immessi in libera pratica sulla base del prezzo al primo acquirente nella Comunità, l'importo del dazio deve corrispondere alla differenza tra il prezzo effettivo (prezzo di base più extra) contrattuale, franco frontiera sdoganato, e il prezzo effettivo più recente (prezzo di base più extra) pubblicato dalla Commissione per tali prodotti, aumentato del 15 %.  b) Tuttavia, se il dichiarante può fornire alle autorità doganali una prova attendibile del prezzo pagato dal primo acquirente, si applica il paragrafo 2 del presente articolo.  4. Al dazio suddetto si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  5. La messa in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una cauzione pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  1. Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), della raccomandazione n. 3018/79/CECA, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore della presente raccomandazione, le parti interessate possono comunicare il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione.  2. Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 della raccomandazione n. 3018/79/CECA, le presente raccomandazione si applica per un periodo di quattro mesi oppure sino all'attuazione di misure definitive da parte della Commissione.  Articolo 3  La presente raccomandazione entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatto a Bruxelles, il 6 maggio 1982.  Per la Commissione  Wilhelm HAFERKAMP  Vicepresidente  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 15.  (2) GU n. C 70 del 19. 3. 1982, pag. 3.  (3) GU n. L 372 del 29. 12. 1981, pag. 1;  GU n. L 290 del 31. 10. 1980, pag. 1; modificato da GU n. L 184 del 4. 7. 1981, pag. 19, e GU n. L 216 dell'1. 8. 1981, pag. 1.