CELEX: 52003PC0482
Language: it
Date: 2003-08-07
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione della Comunità nel comitato di associazione istituito dall'accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica ceca, dall'altra, in merito all'adozione di una carta degli aiuti a finalità regionale in base a cui saranno valutati gli aiuti regionali concessi dalla Repubblica ceca

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52003PC0482

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione della Comunità nel comitato di associazione istituito dall'accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica ceca, dall'altra, in merito all'adozione di una carta degli aiuti a finalità regionale in base a cui saranno valutati gli aiuti regionali concessi dalla Repubblica ceca  /* COM/2003/0482 def. - ACC 2003/0183 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione della Comunità nel comitato di associazione istituito dall'accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica ceca, dall'altra, in merito all'adozione di una carta degli aiuti a finalità regionale in base a cui saranno valutati gli aiuti regionali concessi dalla Repubblica ceca(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. La presente proposta riguarda l'adozione di una carta degli aiuti a finalità regionale in base a cui saranno valutati gli aiuti regionali concessi dalla Repubblica ceca.A norma dell'articolo 64, paragrafo 4, lettera a) dell'accordo europeo, le Parti hanno riconosciuto che, per i primi cinque anni successivi alla sua entrata in vigore, qualsiasi aiuto regionale concesso dalla Repubblica ceca deve essere valutato tenendo conto del fatto che tale Stato va assimilato alle regioni comunitarie di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato che istituisce la Comunità europea.L'8 marzo 2001, il consiglio di associazione UE-Repubblica ceca ha adottato la decisione n. 3/2001, che proroga di altri cinque anni il periodo in cui la Repubblica ceca viene assimilata alle regioni comunitarie di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato che istituisce la Comunità europea. La decisione, entrata in vigore il 1° gennaio 1997, è scaduta il 31 dicembre 2001.A norma dell'articolo 2 della decisione n. 3/2001, la Repubblica ceca deve presentare, entro sei mesi dall'adozione della decisione, alla Commissione europea dati PIL pro capite armonizzati a livello NUTS II. Su queste basi, l'autorità della Repubblica ceca per il controllo degli aiuti di Stato (Ufficio per la tutela della concorrenza economica) e la Commissione europea hanno valutato congiuntamente l'ammissibilità delle regioni e le pertinenti intensità massime degli aiuti al fine di costituire la carta degli aiuti a finalità regionale in base agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale [1].[1]  GU C 74 del 10.3.1998, pag. 9.Conformemente all'articolo 4, paragrafo 2 delle norme di attuazione per l'applicazione delle disposizioni relative agli aiuti di Stato dell'accordo europeo, si ritiene che la validità della carta degli aiuti a finalità regionale debba coprire il periodo che va dal 31 dicembre 2001, data di scadenza del periodo in cui la Repubblica ceca è assimilata alle regioni comunitarie di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE, conformemente alla decisione n. 3/2001 del consiglio di associazione UE-Repubblica ceca dell'8 marzo 2001, alla data di adesione o, se precedente, al 31 dicembre 2006. L'indicazione del 31 dicembre 2006 come scadenza è importante per assicurare la coerenza con le carte degli attuali Stati membri, che giungeranno tutte a scadenza (salvo quella della Germania) in tale data, nonché con la programmazione del sostegno a titolo dei fondi strutturali2. Conformemente agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, le condizioni di ammissibilità alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato risultano soddisfatte se la regione, come unità geografica del livello II della NUTS, ha un prodotto interno lordo pro capite in standard di potere d'acquisto (PIL/SPA) inferiore al 75% della media comunitaria. Nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato l'intensità dell'aiuto regionale non deve superare il tasso del 50% ESN, salvo nelle regioni ultraperiferiche in cui può raggiungere il 65% ESN. Nelle regioni del livello II della NUTS ammissibili a beneficiare dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), il cui PIL pro capite in SPA è superiore al 60% della media comunitaria, l'intensità dell'aiuto regionale non deve superare il 40% ESN, salvo per le regioni ultraperiferiche, nelle quali può raggiungere il 50% ESN. Il rapporto PIL/SPA di ogni regione e la media comunitaria da utilizzare nell'analisi devono riferirsi alla media degli ultimi tre anni per i quali si dispone di statistiche.Sempre a norma degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, in ciascuno Stati membro viene fissato, per le regioni ammissibili ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato, un massimale nazionale di copertura demografica in cui rientrino tutte le regioni a cui non si applica più l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) e le zone a scarsa densità demografica. Per le parti di regioni a cui non si applica più l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) a seguito della revisione della Carta degli aiuti regionale e si applica invece l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), la Commissione potrebbe accettare, per un periodo transitorio di quattro anni, una riduzione progressiva delle intensità degli aiuti di cui queste regioni hanno beneficiato a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), secondo un ritmo lineare o più rapido, fino a quando non sia stato raggiunto il massimale di intensità corrispondente al nuovo status.Per le regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), il massimale degli aiuti a finalità regionale non deve superare il 20% ESN, salvo nelle regioni a scarsa densità demografica o nelle regioni ultraperiferiche, nelle quali può raggiungere il 30% ESN. Nelle regioni ammissibili a beneficiare dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) che hanno un PIL pro capite in SPA superiore e un tasso di disoccupazione inferiore alla media comunitaria rispettiva, l'intensità dell'aiuto regionale non deve superare il 10% ESN, salvo nelle regioni a scarsa densità demografica o nelle regioni ultraperiferiche, nelle quali può raggiungere il 20% ESN. Eccezionalmente, nel caso delle regioni sottoposte al suddetto massimale del 10% ESN, potranno essere approvate intensità più elevate, ma comunque non superiori al massimale normale del 20% ESN, a favore delle regioni (corrispondenti al livello III della NUTS o più piccole) confinanti con una regione che beneficia della deroga ex articolo 87, paragrafo 3, lettera a). Anche in questo caso, il rapporto PIL/SPA di ogni regione e la media comunitaria da utilizzare nell'analisi devono riferirsi alla media degli ultimi tre anni per i quali si dispone di statistiche.I massimali suddetti possono essere maggiorati di 15 punti percentuali in equivalente sovvenzione netto (GGE), al lordo, per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese [2] nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) e di 10 punti percentuali in GGE nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c).[2]  GU L 107 del 30.4.1996, pag. 4.I massimali suddetti si applicano all'ammontare complessivo dell'aiuto in caso di intervento concomitante di più regimi a finalità regionale, indipendentemente dalla provenienza dell'aiuto da fonti locali, regionali, nazionali o comunitarie. Al di sotto di questi massimali, l'intensità dell'aiuto regionale viene modulata in funzione della gravità e dell'entità dei problemi regionali, che devono essere valutate nel più ampio contesto della Comunità e dei paesi con cui sono stati conclusi accordi europei.3. La Repubblica ceca comprende otto regioni NUTS II di cui una (Praga) con un PIL/SPA pro capite superiore al 75% della media comunitaria secondo le statistiche disponibili per il periodo 1998-2000. Poiché tuttavia la regione di Praga, che costituisce anche un'unica regione NUTS III, ha beneficiato dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) fino al 31 dicembre 2001, si può ritenere che abbia appena perso lo status conferito da detto articolo. Dai dati statistici di cui sopra risulta inoltre che le altre sette regioni ceche di livello NUTS II hanno un PIL/SPA pro capite inferiore al 60% della media comunitaria.4. Nella carta degli aiuti a finalità regionale proposta, pertanto, si è applicato l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) a tutte le regioni NUTS II tranne Praga, con le seguenti intensità di aiuti a finalità regionale:50% ESN nelle regioni NUTS II di Stiední echy e Moravskoslezsko,49% ESN nelle regioni NUTS II di Severozápad e Stiední Morava,48% ESN nelle regioni NUTS II di Severovýchod e Jihovýchod,46% ESN nella regione NUTS II di Jihozápad.Le intensità suddette vengono maggiorate di 15 punti percentuali in GGE per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese.5. Alla regione NUTS II di Praga viene applicato l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c). Poiché la Repubblica ceca non intende avvalersi della possibilità di applicare il periodo transitorio durante il quale si può ridurre progressivamente l'intensità degli aiuti, e poiché Praga è anche una regione NUTS III confinante con le regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), il massimale per gli aiuti a finalità regionale è fissato al 20% ESN, a cui possono essere aggiunti 10 punti percentuali in GGE per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese.6. L'autorità della Repubblica ceca per il controllo degli aiuti di Stato (Ufficio per la tutela della concorrenza economica) e la Commissione europea hanno valutato congiuntamente la carta degli aiuti a finalità regionale proposta per la Repubblica ceca (ammissibilità delle regioni e pertinenti intensità massime degli aiuti) giudicandola conforme agli orientamenti della Comunità in materia di aiuti di Stato a finalità regionale.7. La Commissione presenta la proposta congiunta al Consiglio e gli chiede di adottare la proposta allegata di decisione del comitato di associazione.2003/0183 (ACC)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione della Comunità nel comitato di associazione istituito dall'accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica ceca, dall'altra, in merito all'adozione di una carta degli aiuti a finalità regionale in base a cui saranno valutati gli aiuti regionali concessi dalla Repubblica cecaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133 in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo, comma, prima frase, e secondo comma,vista la proposta della Commissione, [3][3]  GU C [...] del [...], pag. [...]considerando quanto segue:(1) le Comunità europee e i loro Stati membri hanno firmato nell'ottobre 1993 l'accordo europeo con la Repubblica ceca;(2) a norma dell'articolo 64, paragrafo 4, lettera a) dell'accordo europeo, le Parti hanno riconosciuto che, per i primi cinque anni successivi alla sua entrata in vigore, qualsiasi aiuto regionale concesso dalla Repubblica ceca deve essere valutato tenendo conto del fatto che tale Stato va assimilato alle regioni comunitarie di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato che istituisce la Comunità europea;(3) conformemente all'articolo 4, paragrafo 2 delle norme di attuazione per l'applicazione delle disposizioni relative agli aiuti di Stato dell'accordo europeo, adottate con decisione 1/1998 del consiglio di associazione UE-Repubblica ceca dell'24 giugno 1998, le autorità di controllo valutano congiuntamente le intensità massime degli aiuti e la copertura regionale specifica delle zone che possono beneficiare degli aiuti a finalità regionale. Dette autorità presentano una proposta comune al comitato di associazione, che adotta una decisione in tal senso;(4) a norma dell'articolo 2 della decisione n. 3/2001 del consiglio di associazione UE-Repubblica ceca del marzo 2001; che assimilava per altri cinque anni la Repubblica ceca alle zone comunitarie di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato, la Repubblica ceca doveva presentare alla Commissione europea, entro sei mesi dall'adozione della decisione, dati sul PIL pro capite armonizzati a livello NUTS II;(5) l'autorità della Repubblica ceca per il controllo degli aiuti di Stato e la Commissione europea hanno valutato congiuntamente l'ammissibilità delle regioni e le pertinenti intensità massime degli aiuti al fine di costituire la carta degli aiuti a finalità regionale in base agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale [4];[4]  GU C 74 del 10.3.1998, pag. 9.(6) conformemente all'articolo 4, paragrafo 2 delle norme di attuazione, in combinato disposto con l'articolo 2, terza frase della decisione n. 3/2001 del consiglio di associazione UE-Repubblica ceca, viene presentata una proposta comune al comitato di associazione, che adotta una decisione in tal senso;(7) conformemente agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, le condizioni di ammissibilità alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato risultano soddisfatte se la regione, come unità geografica del livello II della NUTS, ha un prodotto interno lordo pro capite in standard di potere d'acquisto (PIL/SPA) inferiore al 75% della media comunitaria;(8) nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato l'intensità dell'aiuto regionale non deve superare il tasso del 50% ESN, salvo nelle regioni ultraperiferiche in cui può raggiungere il 65% ESN. Nelle regioni del livello II della NUTS ammissibili a beneficiare dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), il cui PIL pro capite in SPA è superiore al 60% della media comunitaria, l'intensità dell'aiuto regionale non deve superare il 40% ESN, salvo per le regioni ultraperiferiche, nelle quali può raggiungere il 50% ESN;(9) il rapporto PIL/SPA di ogni regione e la media comunitaria da utilizzare nell'analisi devono riferirsi alla media degli ultimi tre anni per i quali si dispone di statistiche;(10) entro il limite del 75% ESN, i massimali suddetti possono essere maggiorati di 15 punti percentuali in equivalente sovvenzione netto (GGE), al lordo, per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese [5] nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a);[5]  GU L 107 del 30.4.1996, pag. 4.(11) sempre a norma degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, in ciascuno Stato membro viene fissato, per le regioni ammissibili ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato, un massimale nazionale di copertura demografica in cui rientrano tutte le regioni a cui non si applica più l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) e le zone a scarsa densità demografica. Per le parti di regioni a cui non si applica più l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) a seguito della revisione della carta degli aiuti a finalità regionale, e si applica invece l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), la Commissione potrebbe accettare, per un periodo transitorio di quattro anni, una riduzione progressiva delle intensità di aiuto di cui queste regioni hanno beneficiato a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), secondo un ritmo lineare o più rapido, fino a quando non sia stato raggiunto il massimale di intensità corrispondente al nuovo status;(12) per le regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), il massimale degli aiuti a finalità regionale non deve superare il 20% ESN in linea generale, salvo nelle regioni a scarsa densità demografica o nelle regioni ultraperiferiche, nelle quali può raggiungere il 30% ESN. Nelle regioni ammissibili a beneficiare dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) che hanno un PIL pro capite in SPA superiore e un tasso di disoccupazione inferiore alla media comunitaria rispettiva, l'intensità dell'aiuto regionale non deve superare il 10% ESN, salvo nelle regioni a scarsa densità demografica o nelle regioni ultraperiferiche, nella quali può raggiungere il 20% ESN. Eccezionalmente, nel caso delle regioni sottoposte al suddetto massimale del 10% ESN, potranno essere approvate intensità più elevate, ma comunque non superiori al massimale normale del 20% ESN, a favore delle regioni (corrispondenti al livello III della NUTS o più piccole) confinanti con una regione che beneficia della deroga ex articolo 87, paragrafo 3, lettera a). Anche in questo caso, il rapporto PIL/SPA di ogni regione e la media comunitaria da utilizzare nell'analisi devono riferirsi alla media degli ultimi tre anni per i quali si dispone di statistiche;(13) entro il limite del 30% ESN, i massimali suddetti possono essere maggiorati di 10 punti percentuali in GGE per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese [6] nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c);[6]  GU L 107 del 30.4.1996, pag. 4.(14) i massimali suddetti si applicano all'ammontare complessivo dell'aiuto in caso di intervento concomitante di più regimi a finalità regionale, indipendentemente dalla provenienza dell'aiuto da fonti locali, regionali, nazionali o comunitarie. Al di sotto di questi massimali, l'intensità dell'aiuto regionale viene modulata in funzione della gravità e dell'entità dei problemi regionali, che devono essere valutate nel più ampio contesto della Comunità e dei paesi con cui sono stati conclusi accordi europei;(15) la Repubblica ceca comprende otto regioni NUTS II di cui una (Praga) con un PIL/SPA pro capite superiore al 75% della media comunitaria secondo le statistiche disponibili per il periodo 1998-2000. Poiché tuttavia la regione di Praga, che costituisce anche un'unica regione NUTS III, ha beneficiato dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) fino al 31 dicembre 2001, si può ritenere che abbia appena perso lo status conferito da detto articolo. Dai dati statistici di cui sopra risulta inoltre che le altre sette regioni ceche di livello NUTS II hanno un PIL/SPA pro capite inferiore al 60% della media comunitaria;(16) nella carta degli aiuti a finalità regionale proposta, pertanto, si è applicato l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) a tutte le regioni NUTS II tranne Praga, con le seguenti intensità di aiuti a finalità regionale:   50% ESN nelle regioni NUTS II di Stiední echy e Moravskoslezsko,  49% ESN nelle regioni NUTS II di Severozápad e Stiední Morava,  48% ESN nelle regioni NUTS II di Severovýchod e Jihovýchod,  46% ESN nella regione NUTS II di Jihozápad.  Le intensità suddette vengono maggiorate di 15 punti percentuali in GGE per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese;(17) alla regione NUTS II di Praga viene applicato l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c). Poiché la Repubblica ceca non intende avvalersi della possibilità di applicare il periodo transitorio durante il quale si può ridurre progressivamente l'intensità degli aiuti, e poiché Praga è anche una regione NUTS III confinante con le regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), il massimale per gli aiuti a finalità regionale è fissato al 20% ESN, a cui possono essere aggiunti 10 punti percentuali in GGE per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese;(18) le intensità massime applicabili degli aiuti in ciascuna delle regioni suddette, valutate congiuntamente dall'autorità della Repubblica ceca per il controllo degli aiuti di Stato e dalla Commissione europea, sono conformi ai requisiti degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale,DECIDE:Articolo unicoLa posizione della Comunità nel comitato di associazione istituito dall'accordo europeo tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica ceca, dall'altra, in merito all'adozione di una carta degli aiuti a finalità regionale si basa sul progetto di decisione del comitato di associazione allegato alla presente decisione.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOASSOCIAZIONE TRAL'UNIONE EUROPEA ELA REPUBBLICA CECA__________- Il comitato di associazione -DECISIONE N. .../2002 DEL COMITATO DI ASSOCIAZIONETRA LE COMUNITÀ EUROPEEE I LORO STATI MEMBRI, DA UNA PARTE,E LA REPUBBLICA CECA, DALL'ALTRA,delche adotta una carta degli aiuti a finalità regionale in base a cui saranno valutatigli aiuti regionali concessi dalla Repubblica cecaIL COMITATO DI ASSOCIAZIONE,visto l'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica ceca, dall'altra, in particolare l'articolo 64, paragrafo 4, lettera a),visto l'articolo 4, paragrafo 2 delle norme di attuazione per l'applicazione delle disposizioni relative agli aiuti di Stato dell'accordo europeo, adottate con decisione n. 1/98 del consiglio di associazione UE-Repubblica ceca del 24 giugno 1998,vista la decisione n. 3/2001 del consiglio di associazione UE-Repubblica ceca dell'8 marzo 2001, che proroga di altri cinque anni il periodo in cui la Repubblica ceca viene assimilata alle regioni comunitarie di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), del trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 2, terza frase,considerando quanto segue:(1) a norma dell'articolo 2 della decisione n. 3/2001, la Repubblica ceca deve presentare, entro sei mesi dall'adozione della decisione, alla Commissione europea dati PIL pro capite armonizzati a livello NUTS II;(2) l'autorità della Repubblica ceca per il controllo degli aiuti di Stato e la Commissione europea hanno valutato congiuntamente l'ammissibilità delle regioni e le pertinenti intensità massime degli aiuti al fine di costituire la carta degli aiuti a finalità regionale in base agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale [7];[7]  GU C 74 del 10.3.1998, pag. 9.(3) conformemente all'articolo 4, paragrafo 2 delle norme di attuazione, in combinato disposto con l'articolo 2, terza frase della decisione n. 3/2001 del consiglio di associazione UE-Repubblica ceca, viene presentata una proposta comune al comitato di associazione, che adotta una decisione in tal senso;(4) conformemente agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, le condizioni di ammissibilità alla deroga di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato risultano soddisfatte se la regione, come unità geografica del livello II della NUTS, ha un prodotto interno lordo pro capite in standard di potere d'acquisto (PIL/SPA) inferiore al 75% della media comunitaria;(5) nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato l'intensità dell'aiuto regionale non deve superare il tasso del 50% ESN, salvo nelle regioni ultraperiferiche in cui può raggiungere il 65% ESN. Nelle regioni del livello II della NUTS ammissibili a beneficiare dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), il cui PIL pro capite in SPA è superiore al 60% della media comunitaria, l'intensità dell'aiuto regionale non deve superare il 40% ESN, salvo per le regioni ultraperiferiche, nelle quali può raggiungere il 50% ESN;(6) il rapporto PIL/SPA di ogni regione e la media comunitaria da utilizzare nell'analisi devono riferirsi alla media degli ultimi tre anni per i quali si dispone di statistiche;(7) entro il limite del 75% ESN, i massimali suddetti possono essere maggiorati di 15 punti percentuali in equivalente sovvenzione netto (GGE), al lordo, per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese [8] nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a);[8]  GU L 107 del 30.4.1996, pag. 4.(8) sempre a norma degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, in ciascuno Stato membro viene fissato, per le regioni ammissibili ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato, un massimale nazionale di copertura demografica in cui rientrano tutte le regioni a cui non si applica più l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) e le zone a scarsa densità demografica. Per le parti di regioni a cui non si applica più l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) a seguito della revisione della Carta degli aiuti regionale e si applica invece l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), la Commissione potrebbe accettare, per un periodo transitorio di quattro anni, una riduzione progressiva delle intensità di aiuto di cui queste regioni hanno beneficiato a norma dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), secondo un ritmo lineare o più rapido, fino a quando non sia stato raggiunto il massimale di intensità corrispondente al nuovo status;(9) per le regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c), il massimale degli aiuti a finalità regionale non deve superare il 20% ESN in linea generale, salvo nelle regioni a scarsa densità demografica o nelle regioni ultraperiferiche, nelle quali può raggiungere il 30% ESN. Nelle regioni ammissibili a beneficiare dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera c) che hanno un PIL pro capite in SPA superiore e un tasso di disoccupazione inferiore alla media comunitaria rispettiva, l'intensità dell'aiuto regionale non deve superare il 10% ESN, salvo nelle regioni a scarsa densità demografica o nelle regioni ultraperiferiche, nella quali può raggiungere il 20% ESN. Eccezionalmente, nel caso delle regioni sottoposte al suddetto massimale del 10% ESN, potranno essere approvate intensità più elevate, ma comunque non superiori al massimale normale del 20% ESN, a favore delle regioni (corrispondenti al livello III della NUTS o più piccole) confinanti con una regione che beneficia della deroga ex articolo 87, paragrafo 3, lettera a). Anche in questo caso, il rapporto PIL/SPA di ogni regione e la media comunitaria da utilizzare nell'analisi devono riferirsi alla media degli ultimi tre anni per i quali si dispone di statistiche;(10) entro il limite del 30% ESN, i massimali suddetti possono essere maggiorati di 10 punti percentuali in GGE per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese [9] nelle regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera c);[9]  GU L 107 del 30.4.1996, pag. 4.(11) i massimali suddetti si applicano all'ammontare complessivo dell'aiuto in caso di intervento concomitante di più regimi a finalità regionale, indipendentemente dalla provenienza dell'aiuto da fonti locali, regionali, nazionali o comunitarie. Al di sotto di questi massimali, l'intensità dell'aiuto regionale viene modulata in funzione della gravità e dell'entità dei problemi regionali, che devono essere valutate nel più ampio contesto della Comunità e dei paesi con cui sono stati conclusi accordi europei;(12) la Repubblica ceca comprende otto regioni NUTS II di cui una (Praga) con un PIL/SPA pro capite superiore al 75% della media comunitaria secondo le statistiche disponibili per il periodo 1998-2000. Poiché tuttavia la regione di Praga, che costituisce anche un'unica regione NUTS III, ha beneficiato dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) fino al 31 dicembre 2001, si può ritenere che abbia appena perso lo status conferito da detto articolo. Dai dati statistici di cui sopra risulta inoltre che le altre sette regioni ceche di livello NUTS II hanno un PIL/SPA pro capite inferiore al 60% della media comunitaria;(13) nella carta degli aiuti a finalità regionale proposta, pertanto, si è applicato l'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) a tutte le regioni NUTS II tranne Praga, con le seguenti intensità di aiuti a finalità regionale:50% ESN nelle regioni NUTS II di Stiední echy e Moravskoslezsko,49% ESN nelle regioni NUTS II di Severozápad e Stiední Morava,48% ESN nelle regioni NUTS II di Severovýchod e Jihovýchod,46% ESN nella regione NUTS II di Jihozápad.Le intensità suddette vengono maggiorate di 15 punti percentuali in GGE per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese;(14) alla regione NUTS II di Praga viene applicato l'articolo 87, paragrafo 3, lettera c). Poiché la Repubblica ceca non intende avvalersi della possibilità di applicare il periodo transitorio durante il quale si può ridurre progressivamente l'intensità degli aiuti, e poiché Praga è anche una regione NUTS III confinante con le regioni di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a), il massimale per gli aiuti a finalità regionale è fissato al 20% ESN, a cui possono essere aggiunti 10 punti percentuali in GGE per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese;(15) le intensità massime applicabili degli aiuti in ciascuna delle regioni suddette, valutate congiuntamente dall'autorità della Repubblica ceca per il controllo degli aiuti di Stato e dalla Commissione europea, sono conformi ai requisiti degli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale,DECIDE:Articolo 1Le regioni NUTS II di Stiední echy, Moravskoslezsko, Severozápad, Stiední Morava, Severovýchod, Jihovýchod e Jihozápad sono considerate zone ammissibili agli aiuti a finalità regionale identiche alle regioni della Comunità di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato che istituisce la Comunità europea.La regione NUTS II di Praga è considerata una zona ammissibile agli aiuti a finalità regionale identica alle regioni della Comunità di cui all'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato.Articolo 2Le intensità massime degli aiuti a finalità regionale non possono superare il 20%, in equivalente sovvenzione netto, nella regione NUTS II di Praga, il 50% nelle regioni NUTS II di Stiední echy e Moravskoslezsko, il 49% nelle regioni NUTS II di Severozápad e Stiední Morava, il 48% nelle regioni NUTS II di Severovýchod e Jihovýchod e il 46% nella regione NUTS II di Jihozápad.I massimali degli aiuti a finalità regionale di cui all'articolo 2, paragrafo 1, possono essere maggiorati di 10 punti percentuali in equivalente sovvenzione netto (GGE), al lordo, per gli aiuti concessi alle piccole e medie imprese [10] nella regione NUTS II di Praga e di 15 punti percentuali in equivalente sovvenzione netto, al lordo, nelle regioni NUTS II di Stiední echy, Moravskoslezsko, Severozápad, Stiední Morava, Severovýchod, Jihovýchod e Jihozápad.[10]  GU L 107 del 30.4.1996, pag. 4.Le intensità massime degli aiuti di cui all'articolo 2, paragrafi 1 e 2, si applicano all'ammontare complessivo dell'aiuto in caso di intervento concomitante di più regimi a finalità regionale, indipendentemente dalla provenienza dell'aiuto da fonti locali, regionali, nazionali o comunitarie.Articolo 3La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione. Essa si applica fino al 31 dicembre 2006 oppure, se precedente, fino al giorno dell'adesione della Repubblica ceca all'Unione europea.Fatto a Bruxelles,Per il comitato di associazioneIl Presidente