CELEX: 51995PC0738
Language: it
Date: 1995-12-19
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di chamotte refrattarie originarie della Republica popolare cinese

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
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                                         Bruxelles, 19 12.1995
                                         COM(95) 738 def
                            Proposta di
           REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
         che istituisce un dazio antidumping definitivo
           sulle importazioni di chamotte refrattarie
           originarie della Republica popolare cinese
                  (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                       RELAZIONE
(1) Con il regolamento (CE) n. 1878/958 la Commissione ha istituito un dazio
    antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di chamotte
    refrattarie originarie della Repubblica popolare cinese, di cui ai codici NC ex
    2507 e 2508.
(2) Con il regolamento (CE) n. 2735/959 il Consiglio ha prorogato la validità dei dazi
    per un perìodo di due mesi.
(3) Dopo l'imposizione del dazio antidumping provvisorio il denunziarne e due
    società comunitarie che utilizzano il prodotto in questione hanno comunicato
    osservazioni scrìtte. Una società utilizzatrice ha chiesto e ottenuto di essere
    sentita dalla Commissione. La Commissione ha nuovamente chiesto e verificato
    tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini delle conclusioni definitive.
(4) Le parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai
    quali si intendeva raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping definitivo e
    la riscossione degli importi delle garanzie costituite a titolo del dazio provvisorio.
    E stato inoltre fissato un termine adeguato entro il quale le parti potevano
    presentare le loro osservazioni sulle informazioni così comunicate.
(5) Le osservazioni delle parti sono state esaminate e opportunamente prese in
    considerazione.
     GU n. L 179 del 29.7.1995, pag. 56.
     GU n. L 285 del 29.11.1995, pag. 1.
                                          ^
 ---pagebreak---                                                                                      V)
(6) Si ritiene quindi opportuno istituire misure antidumping definitive nei confronti
    delle importazioni nella Comunità di diamone refrattarie di orìgine cinese, in
    forma di dazio variabile basato su un prezzo minimo di 75 ECU per tonnellata,
    CIF frontiera comunitaria, dazio non corrisposto. In considerazione del margine
    di dumping accertato e del pregiudizio causato all'industria comunitaria, si rìtiene
    necessario che gli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio antidumping
    provvisorio vengano definitivamente riscossi.
(7) Si propone quindi che il Consiglio adotti il progetto di regolamento allegato che
    istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di chamotte
    refrattarie originarie della Repubblica popolare cinese.
                                           A\ti>>
 ---pagebreak---                      REGOLAMENTO (CE) n. _ DEL. CONSIGLIO
                                             del.,
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di chamotte
refrattarie originarie della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio, del 22 dicembre 19941, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membrì della
Comunità europea, modificato dal regolamento (CE) n. 1251/952, in particolare l'articolo
23,
Visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non
membrì della Comunità economica europea3, modificato da ultimo dal regolamento (CE)
n. 522/944, in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
         GU n. L 349 del 31.12.1994, pag. 1.
         GU n. L 122 del 2.6.1995, pag. 1,
         GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
         GU n. L 66 del 10.3.1994, pag. 10.
                                               A.L
 ---pagebreak---                               MISURE PROVVISORIE
(1) Con il regolamento (CE) n. 1878/95 (in appresso denominato "regolamento sul
    dazio provvisorio")3, la Commissione ha istituito un dazio antidumping
    provvisorio sulle importazioni nella Comunità di chamotte refrattarie (in appresso
    denominate "chamotte" oppure "prodotto in questione") originarie della
    Repubblica popolare cinese, di cui ai codici NC ex 2507 e 2508.
(2) Con il regolamento (CE) n. 2735/956 il Consiglio ha prorogato la validità dei dazi
    per un perìodo di due mesi.
                         SEGUITO DEL PROCEDIMENTO
(3) Dopo l'imposizione del dazio antidumping provvisorio il produttore comunitarìo
    denunziarne, Argiles & Minéraux A.G.S. e due società comunitarie che utilizzano
    il prodotto in questione hanno comunicato osservazioni scrìtte. Una società
    utilizzatrice ha chiesto e ottenuto di essere sentita dalla Commissione.
(4) La Commissione ha nuovamente chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute
    necessarie ai fini delle conclusioni definitive. Le parti sono state informate dei
    fatti e delle considerazioni principali in base ai quali si intendeva raccomandare
    l'istituzione di un dazio antidumping definitivo e la riscossione degli importi delle
    garanzie costituite a titolo di dazi provvisori. E stato inoltre fissato un termine
    adeguato entro il quale le parti potevano presentare le loro osservazioni sulle
    informazioni così comunicate.
(5) Le osservazioni delle parti sono state esaminate e opportunamente prese in
    considerazione.
     GU n. L 179 del 29.7.1995, pag. 56.
     GU n. L 285 del 29.11.1995, pag. 1.
 ---pagebreak---                 PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(6) Dopo la pubblicazione del regolamento sul dazio provvisorio, una società
    appartenente all'industria comunitaria dei prodotti refrattari (industria
    utilizzatrice) ha sostenuto che le chamotte cinesi, benché paragonabile in termini
    di caratteristiche chimiche al prodotto fornito dal principale produttore
    comunitarìo oppure da un grande produttore degli Stati Uniti (che erano stati
    scelti come, "paese analogo" ai fini della determinazione del valore normale, cfr.
    punti 11-14 regolamento sul dazio provvisorio) non potevano essere paragonate a
    questi prodotti in termini di utilizzo finale a causa di una minore calcinazione
    delle chamotte cinesi. La società ha affermato, a sostegno della sua
    argomentazione, che i prodotti refrattari ottenuti dalle chamotte cinesi erano di
    qualità inferiore rispetto alla calcinazione a temperature elevate, ovvero a
    temperature pari o superiori a 1450 °C. A sostegno delle sue affermazioni, la
    società ha presentato due studi da essa realizzati per esaminare l'utilizzazione a
    temperatura elevata del prodotto in questione di orìgini diverse. I due studi hanno
    concluso che le chamotte di orìgine cinese, come quelle di altre orìgini sottoposte
    alla prova, potevano essere utilizzate sino a temperature di 1400° C. Per le
    temperature pari o superiori a 1450° C potevano invece essere utilizzate, senza
    considerevoli svantaggi, unicamente le chamotte di origine israeliana oppure
    quelle prodotte da un produttore statunitense o dalla società denunziarne. Inoltre,
    secondo irisultatidi uno dei due studi, per un determinato tipo di applicazione ad
    elevata temperatura, era preferibile utilizzare le chamotte fabbricate dal produttore
    degli Stati Uniti invece degli altri prodotti sottoposti alla prova.
 ---pagebreak--- (7) Queste argomentazioni, che erano già state presentate prima della determinazione
    provvisoria (cfr. punti 9 e 10 del regolamento sul dazio provvisorio), sono state
    riproposte accompagnate da elementi di prova. Tuttavia, secondo quanto la
    Commissione ha stabilito nel corso dell'inchiesta, le chamotte di orìgini e di
    produttori diversi non possono essere, da un punto di vista tecnico, assolutamente
    identiche in termini di caratteristiche chimiche e fisiche, a causa delle differenze
    nella composizione chimica della materia prima e delle diverse tecniche di
    calcinazione. Le chamotte di determinate orìgini oppure fabbricate da determinati
    produttori possono quindi presentare vantaggi o svantaggi quando sono utilizzate
    per applicazioni specifiche. Occorre inoltre rilevare che esistono opinioni
    contraddittorie sulla qualità delle chamotte cinesi (cfr. punti 9 e 10 del
    regolamento sul dazio provvisorio). Nonostante tali differenze qualitative,
    tuttavia, questi prodotti sono in concorrenza su un unico mercato e, secondo
    quanto la Commissione ha stabilito, il prodotto in questione di origine cinese è
    utilizzato generalmente per le stesse applicazioni delle chamotte di altra origine e
    complessivamente ha le stesse caratteristiche chimiche e fìsiche definite per il
    prodotto in esame.
(8) Sono quindi confermate lerisultanzeesposte nel punto 10 del regolamento sul
    dazio provvisorio, secondo le quali i prodotto importati dalla Repubblica popolare
    cinese, quelli prodotti nel paese analogo e i prodotti dell'industria comunitaria
    sono considerati prodotti simili.
 ---pagebreak---                                         DUMPING
Valore normale
(9)   Una società comunitaria utilizzatrice ha sostenuto che le >> formazioni ottenute dal
      produttore del paese analogo non erano attendibili, poiché la società statunitense
      in questione era collegata al denunziarne. La società non ha presentato ulteriori
      elementi di prova a sostegno della sua affermazione e in particolare non ha
      precisato per quali aspetti le informazioni sarebbero state inattendibili.
(10)  Nell'inchiesta era stato stabilito che uno dei due produttori del paese analogo, che
      avevano collaborato al presente procedimento e che avevano comunicato le
      informazioni in base alle quali era stato determinato il valore normale, appartiene
      allo stesso gruppo del denunziarne. I servizi della Commissione avevano ottenuto
      da questo produttore, tra l'altro, informazioni specifiche sui prezzi di vendita del
      prodotto in questione applicati a clienti indipendenti negli Stati Uniti. Ai fini della
      determinazione del valore normale sono state utilizzate queste informazioni e
      quelle comunicate da un altro produttore degli Stati Uniti che ha collaborato al
      presente procedimento e che non era collegato al denunziarne. I dati relativi alle
      vendite comunicati dalla società in questione sono stati verificati dalla
      Commissione. È statoriscontratoche la società ha venduto quantitativi sostanziali
      del prodotto in questione sul mercato interno e che le vendite erano realizzate nel
      corso di normali operazioni commerciali. È stato accuratamente verificato se il
      collegamento tra le società avesse attinenza con i costi di produzione e, di
      conseguenza, con la redditività del produttore degli Stati Uniti. Non è risultato
      alcun elemento da cui si potesse dedurre che i costi di produzione, la redditività o
      le vendite a clienti indipendenti fossero influenzati dal rapporto esistente tra la
       società americana e il denunziarne.
 ---pagebreak--- (11)  Alla luce di quanto precede, è stato considerato che le informazioni in questione
      potevano essere utilizzate per determinare il valore normale; questa impostazione
      è stata confermata dalla sentenza del Tribunale di primo grado nella causa T-
       164/94, Ferchimex S.A. contro Consiglio7.
(12)  Pertanto, non essendo state presentate nuove argomentazioni relative al valore
      normale, sono confermate le risultanze dei punti 11-14 del regolamento sul dazio
      provvisorio.
Prezzo all'esportazione
(13)  In mancanza di nuove argomentazioni, sono confermate lerisultanzedei punti 15
      e 16 del regolamento sul dazio provvisorio relative alla determinazione del prezzo
      airesportazione.
Confronto
(14)  Come è stato rilevato nel punto 3, una società comunitaria utilizzatrice ha
      sostenuto che il prodotto in questione di origine cinese era qualitativamente
      inferiore a quello fornito da un produttore di un paese analogo che ha collaborato
      al presente procedimento. La società utilizzatrice non ha presentato ulteriori
      elementi di prova riguardo all'incidenza dell'asserita inferiorità delle chamotte
      cinesi sui prezzi all'importazione.
       Sentenza del 28 settembre 1995, non ancora pubblicata nella raccolta.
 ---pagebreak--- (15)  Nellerisultanzeprovvisorie (cfr. punto 17 del regolamento sul dazio provvisorio)
      la Commissione aveva stabilito che, aifinidel confronto, era opportuno applicare
      un adeguamento per tenere conto dell'inferiorità qualitativa inerente ad alcune
      caratteristiche fisiche delle chamotte cinesi. La Commissione ha stabilito che, in
      mancanza di altre informazioni attendibili, l'adeguamento poteva essere
      quantificato in funzione della differenza tra i prezzi delle chamotte aventi diversi
      tenori di allumina e vendute sul mercato del paese analogo nel perìodo
      dell'inchiesta. Poiché l'argomentazione della società utilizzatrice non conteneva
      elementi tali da giustificare un adeguamento diverso da quello applicato ai fini
      dellerisultanzeprovvisorie e in mancanza di nuove argomentazioni, è confermata
      la conclusione provvisoria.
(16)  Alla luce di quanto precede e in mancanza di nuove argomentazioni, sono
      confermate le risultanze del punto 17 del regolamento sul dazio provvisorio
      relative al confronto.
Margine di dumping
(17)  Poiché la determinazione del margine di dumping rimane invariata, sono
      confermate lerisultanzedel punto 18 del regolamento sul dazio provvisorio. Il
      margine di dumping, determinato a titolo definitivo, è pari al 28,4% del prezzo
      franco frontiera comunitaria, prima del pagamento del dazio.
 ---pagebreak---                           INDUSTRIA COMUNITARIA
(18) In mancanza di nuove argomentazioni, sono confermate lerisultanzedel punto 19
     del regolamento sul dazio provvisorio relative alla definizione di industria
     comunitaria.
                                  PREGIUDIZIO
(19) Non sono state presentate nuove argomentazioni sulle risultanze relative al
     pregiudizio di cui al punto 30 del regolamento sul dazio provvisorio. Tali
     risultanze sono pertanto confermate.
                           CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(20) In mancanza di nuove argomentazioni, sono confermate lerisultanzerelative al
     nesso di causalità tra le importazioni oggetto di dumping e il grave pregiudizio
     subito dall'industria comunitaria esposte nel punto nel punto 34 del regolamento
     sul dazio provvisorio.
 ---pagebreak---                          INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(21) Due società comunitarie utilizzatrici hanno sostenuto che l'istituzione di misure
     antidumping contro le importazioni di chamotte cinesi provocherebbe un aumento
     di prezzo di questo materiale di base che siripercuoteiebbesuccessivamente sul
     prezzo dei prodotti refrattari, pregiudicando quindi le vendite dell'industria
     interessata sul mercato comunitario, nel quale deve sostenere la concorrenza di
     fornitori di paesi terzi e sui mercati delle esportazioni. H calo del fatturato e di
     conseguenza dei profìtti dovrebbe essere compensato dalla diminuzione della
     forza lavoro dell'industria utilizzatrice; in tali circostanze i posti di lavoro perduti
     sarebbero più numerosi di quelli ancora conservati nell'industria delle chamotte.
     È stato inoltre sostenuto che l'imposizione di misure provocherebbe il
     deterioramento delle relazioni commerciali tra l'industria comunitaria e la
     Repubblica popolare cinese e che il danno potenziale per l'economia comunitaria
     nel suo complesso sarebbe più significativo degli effettiriparatoridelle misure a
     favore dell'industria delle chamotte. Una società ha affermato che con l'aumento
     del prezzo delle chamotte cinesi, in seguito all'istituzione di misure antidumping,
     i produttori comunitari potrebbero esercitare un potere monopolistico.
     L'argomentazione relativa all'effetto delle misure antidumping sulle vendite è
     stata ulteriormente documentata da una società utilizzatrice, la quale ha affermato
     che l'incidenza diretta di un potenziale aumento del prezzo delle chamotte cinesi,
     in seguito all'imposizione di un dazio antidumping basato su un prezzo minimo di
     75 ECU per tonnellata (cif frontiera comunitaria) sui prezzi di vendita dei suoi
     prodotti si manifesterebbe con un aumento dell'1,4%. Questa società utilizzatrice
     ha affermato che un dazio variabile basato su un prezzo minimo di 75 ECU
     provocherebbe un aumento di prezzo delle chamotte cinesi relativamente
     modesto, che, pur essendo inquietante, non danneggerebbe gravemente la sua
     attività commerciale. La società ha in tal modo confermato lerisultanzeesposte
     nel punto 38 del regolamento sul dazio provvisorio.
     Alla luce di quanto precede la Commissione ha preso in considerazione i seguenti
     elementi.
 ---pagebreak--- (22) Le misure antidumping hanno l'obiettivo di porrerimedioa pratiche commerciali
     sleali che causano pregiudizio all'industria comunitaria. L'effetto di queste
     misure è quindi ilripristinodi eque condizioni di concorrenza, che in quanto tali
     corrispondono all'interesse della Comunità.. Nel presente procedimento
     l'inchiesta ha messo in evidenza che l'industria comunitaria ha subito un grave
     pregiudizio e che, senza misure di riparazione, sarebbe minacciata la sua
     sopravvivenza. D'altra parte l'istituzione di misure antidumping provocherà
     probabilmente un aumento del prezzo che potrebbe danneggiare l'industria che
     utilizza le chamotte come materia prima. In conclusione, vista la gravità del
     pregiudizio subito dall'industria comunitaria e in considerazione del fatto che un
     dazio variabile, basato su un prezzo minimo di 75 EtU per tonnellata (CIF
     frontiera comunitaria), inciderebbe in misura limitata sui prezzi delle chamotte
     cinesi e non avrebbe effetti sostanziali sui prezzi di vendita dell'industria
     utilizzatrice, la Commissioneritieneche gli svantaggi per l'industria utilizzatrice
     non giustifichino la mancata difesa dell'industria comunitaria contro le
     importazioni oggetto di dumping di chamotte cinesi.
(23) La Comunità attua una politica volta a rafforzare i legami economici con la
     Repubblica popolare cinese. Si chiede tuttavia ai produttori e agli esportatori
     cinesi di operare sul mercato comunitario in conformità dei principi della
     correttezza commerciale. Non vi è quindi alcuna contraddizione tra questa
     politica e la difesa dell'industria comunitaria contro pratiche commerciali sleali.
     Occorre inoltre rilevare che le esportazioni di chamotte nella Comunità
     costituiscono una percentuale molto ridotta delle esportazioni complessive dalla
     Cina nella Comunità e il fatto che né i produttori ed esportatori cinesi, né le
     autorità della Repubblica popolare cinese abbiano collaborato al procedimento
     può indicare che le esportazioni di chamotte non rappresentano una questione
     essenziale per gli interlocutori cinesi. Non è quindi realistico ritenere che le
     misure antidumping istituite per ripristinare condizioni di correttezza
     commerciale in questo settore del mercato incidano in misura significativa sulle
     relazioni commerciali tra l'industria comunitaria e la Repubblica popolare cinese.
                                           10
 ---pagebreak--- (24) Infine, l'argomentazione secondo la quale con l'istituzione di misure antidumping
     l'industria comunitaria si troverebbe in una posizione monopolistica è considerata
     infondata. Le misure avranno l'effetto di salvaguardare la concorrenza nel
     mercato comunitario, sul quale continueranno ad operare numerosi fornitori di
     chamotte, compresi i produttori comunitari e gli esportateti da altri paesi, quali gli
     Stati Uniti e la Repubblica ceca; inoltre, in considerazione del modesto aumento
     dei prezzi all'importazione delle chamotte cinesi in seguito all'istituzione delle
     misure, gli esportatori cinesi non saranno comunque esclusi dal mercato.
(25) In considerazione di quanto precede e in mancanza di altre argomentazioni,, è
     confermato che l'istituzione di misure nei confronti delle importazioni di
     chamotte originarie della Cina è nell'interesse della Comunità.
                                        DAZIO
(26) In mancanza di nuove argomentazioni, sono confermate le risultanze dei punti 36-
     38 del regolamento sul dazio provvisorio relative al livello e al tipo di misure da
     istituire. Devono quindi essere istituite misure antidumping definitive nei
     confronti delle importazioni nella Comunità di chamotte di origine cinese, in
     forma di dazio variabile basato su un prezzo minimo di 75 ECU per tonnellata,
     CBF frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.
                     RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(27) In considerazione dei margini di dumping accertati e del pregiudizio causato
     all'industria comunitaria, si ritiene necessario che gli importi delle garanzie
     costituite a titolo di dazio antidumping provvisorio vengano definitivamente
     riscossi.
                                            11
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO EL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                       Artìcolo 1
(1)  È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di chamotte
     refrattarie non lavorate (non macinate o in polvere) di cui ai codici NC ex 2507 ed
     ex 2508 (codici Taric: 2507 00 20*10, 2507 00 80*10, 2508 10 00*10, 2508 20
     00*10, 2508 30 00*10, 2508 40 00*10, 2508 50 00*10, 2508 60 00*10, 2508 70
     10* 10 e 2508 70 90* 10) e originarie della Repubblica popolare cinese.
(2)  L'importo del dazio è pari alla differenza tra il prezzo di 75 ECU per tonnellata e
     il prezzo netto franco frontiera comunitaria, per tonnellata, se quest'ultimo è
     inferiore.
(3)  Ai fini del calcolo del dazio da pagare, il prezzo minimo è convertito nella
     relativa valuta nazionale, al tasso di cambio determinato nello stesso modo di
     quello utilizzato per il calcolo del valore in dogana.
(4)  Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi
     doganali.
                                             12
 ---pagebreak---                                           Artìcolo 2
(1)     Gli importi delle garanzie costituite a titolo del dazio antidumping provvisorio
        sulle importazioni di chamotte refrattarie non lavorate originarie della Repubblica
        popolare cinese, a norma del regolamento (CE) n. 1878/95 sono riscossi
        definitivamente.
(2)     Le disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 4 si applicano anche alla riscossione
        definitiva degli importi delle garanzie costituite a titolo del dazio provvisorio.
                                          Artìcolo 3
11 presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                        Per il Consiglio
                                                        Il Presidente
                                               13
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                                                             COM(95) 738 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        02 U
                                            N. di catalogo : CB-CO-95-772-IT-C
                                                              ISBN 92-77-98804-5
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L-2985 Lussemburgo