CELEX: 52018DC0418
Language: it
Date: 2018-05-23 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2018 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 dei Paesi Bassi

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 23.5.2018
            COM(2018) 418 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2018 dei Paesi Bassie che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 dei Paesi Bassi
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2018 dei Paesi Bassi
               
                  e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2018 dei Paesi Bassi
            
            
               IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
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               , in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea
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               ,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo
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               ,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l’occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2018. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 22 marzo 2018 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 22 novembre 2017 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui i Paesi Bassi sono stati annoverati tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha anche adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 22 marzo 2018. Il 14 maggio 2018 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro (“raccomandazione per la zona euro”).
            
            
               (2)In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell’Unione economica e monetaria, i Paesi Bassi dovrebbero assicurare l’attuazione piena e tempestiva della raccomandazione sulla politica economica per la zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti 1 e 2. 
            
         
         
            
               (3)Il 7 marzo 2018 è stata pubblicata la relazione per paese relativa ai Paesi Bassi 2018
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               , nella quale sono stati valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio l’11 luglio 2017, il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì l’esame approfondito a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 7 marzo 2018
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               . L’analisi ha portato la Commissione a concludere che i Paesi Bassi presentano squilibri macroeconomici. In particolare, il paese registra il più elevato avanzo delle partite correnti (in media triennale) in rapporto al PIL di tutti gli Stati membri della zona euro, che indica una ripartizione subottimale delle risorse e offre opportunità per incrementare la crescita e il benessere. Il debito del settore privato, più specificamente il volume del debito ipotecario delle famiglie e il debito delle imprese multinazionali, è elevato. La situazione debitoria delle famiglie accresce la vulnerabilità agli shock finanziari. 
            
            
               (4)Il 30 aprile 2018 i Paesi Bassi hanno presentato il programma nazionale di riforma 2018 e il 26 aprile 2018 il programma di stabilità 2018. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente per tener conto delle relative correlazioni.
            
            
               (5)La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei per il periodo 20142020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. In applicazione dell’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio
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               , ove necessario per sostenere l’attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio, la Commissione può chiedere ad uno Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei Fondi strutturali e di investimento europei a una sana gestione economica
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               . 
            
            
               (6)I Paesi Bassi sono attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Nel programma di stabilità 2018 il governo prevede di ridurre l’avanzo delle amministrazioni pubbliche dall’1,1% del PIL nel 2017 allo 0,3% del PIL nel 2021. L’obiettivo di bilancio a medio termine, ossia un disavanzo strutturale pari allo 0,5% del PIL, continuerà ad essere rispettato durante l’intero periodo di riferimento del programma. Secondo il programma di stabilità 2018, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe ridursi al 44,0% del PIL nel 2021. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. In base alle previsioni di primavera 2018 della Commissione, il saldo strutturale dovrebbe diminuire da un avanzo dello 0,5% del PIL nel 2017 a un disavanzo dello 0,1% del PIL nel 2018 e dello 0,3% del PIL nel 2019, al di sopra dell’obiettivo di bilancio a medio termine. Il debito delle amministrazioni pubbliche dovrebbe continuare a registrare una decisa tendenza al ribasso, inferiore al valore di riferimento sancito dal trattato. Nel complesso il Consiglio è del parere che i Paesi Bassi dovrebbero rispettare le disposizioni del patto di stabilità e crescita nel 2018 e nel 2019. Al contempo, nel rispetto dell’obiettivo a medio termine, esiste un margine per aumentare gli investimenti pubblici e privati in ricerca, sviluppo e innovazione utilizzando le politiche di bilancio e strutturali.
            
            
               (7)Oltre a un settore della ricerca e dello sviluppo efficiente, i Paesi Bassi vantano un sistema di istruzione e un’infrastruttura scientifica di alto livello, che rappresentano una solida base per stimolare la capacità di crescita e di innovazione attraverso l’istruzione e attività di ricerca e sviluppo. Sono stati annunciati sostanziosi investimenti supplementari che potrebbero contribuire a stabilizzare l’intensità delle attività di ricerca e sviluppo pubbliche e private. Non è ancora sicuro che i Paesi Bassi raggiungano gli obiettivi della strategia Europa 2020, in particolare per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca e sviluppo e nelle energie rinnovabili.
            
            
               (8)Nel far fronte all’elevato indebitamento delle famiglie una sfida fondamentale è costituita dal mercato immobiliare, in cui le modalità di finanziamento degli immobili residenziali e di risparmio del settore sono condizionati dalle rigidità e dagli incentivi distorsivi che si sono accumulati nel corso dei decenni. Dal 2012 sono state attuate diverse misure che hanno parzialmente migliorato la situazione. Nel 2017 il governo ha annunciato l’intenzione di accelerare la riduzione della deducibilità fiscale degli interessi sui mutui ipotecari a decorrere dal 2020. Tuttavia, la mancanza di un segmento medio ben funzionante sul mercato della locazione incoraggia le famiglie ad acquistare anziché affittare, con il risultato che si registrano livelli elevati del rapporto debito/reddito e una vulnerabilità finanziaria tra i giovani. Il settore dell’edilizia popolare è uno dei più sviluppati nell’Unione ma gli alloggi non sempre sono occupati da coloro che ne hanno effettivamente bisogno. Dato che le società di edilizia popolare non aumentano i canoni di locazione tanto rapidamente quanto sarebbe consentito per legge, le famiglie a reddito elevato rimangono a vivere nelle case popolari. Sebbene il governo abbia annunciato l’intenzione di sostenere l’offerta di alloggi a prezzi accessibili sul mercato privato della locazione, non sono stati ancora comunicati piani concreti in merito.
            
            
               (9)Come indicato nella raccomandazione per la zona euro 2018, la lotta contro la pianificazione fiscale aggressiva è fondamentale per impedire distorsioni della concorrenza tra le imprese, assicurare un trattamento equo dei contribuenti e tutelare le finanze pubbliche. Le ricadute delle strategie di pianificazione fiscale aggressiva tra gli Stati membri impongono un’azione coordinata delle politiche nazionali ad integrazione della legislazione dell’UE. I livelli elevati di dividendi, royalty e interessi versati tramite i Paesi Bassi continuano a suggerire che le norme fiscali in questo paese siano sfruttate da imprese che praticano una pianificazione fiscale aggressiva. Gran parte degli stock di investimenti diretti esteri è detenuta da “società veicolo”. La mancanza di una ritenuta d’imposta sui pagamenti in uscita (ossia effettuati dai residenti dell’UE verso paesi terzi) di royalty e interessi potrebbe far sì che tali pagamenti sfuggano del tutto all’imposizione se non sono soggetti a imposizione neanche nella giurisdizione del beneficiario. Anche la mancanza di alcune norme antiabuso, soprattutto nel caso dei soggetti ibridi, può facilitare la pianificazione fiscale aggressiva. La Commissione riconosce che l’impegno dei Paesi Bassi a contrastare la pianificazione fiscale aggressiva come previsto nel programma di riforma in materia di fiscalità, con l’introduzione di una ritenuta alla fonte sui pagamenti di interessi, royalty e dividendi in caso di abuso o di pagamenti verso paesi a basso tasso di imposizione, rappresenta un passo avanti per ridurre la pianificazione fiscale aggressiva e dovrebbe essere attuato rapidamente e attentamente monitorato. Sulla base di scambi recenti, la Commissione porterà avanti il suo dialogo costruttivo per lottare contro le strategie di pianificazione fiscale aggressiva dei contribuenti.
            
            
               (10)Malgrado un basso tasso di disoccupazione e un numero elevato di posti vacanti, la crescita nominale dei salari è stata contenuta (pari all’1,5% nel 2017), un livello inferiore rispetto a quanto ci si potrebbe attendere in base all’inflazione, alla produttività e al tasso di disoccupazione. La crescita moderata dei salari può essere in parte collegata al lento aumento della produttività, al perdurare di una situazione di ristagno sul mercato del lavoro e a un aggravamento della sua segmentazione. Nel 2017 il governo ha adottato diverse misure di bilancio che riducono gli oneri fiscali sul lavoro e mirano ad accrescere il reddito netto disponibile delle famiglie attive. L’ulteriore rafforzamento del reddito netto disponibile delle famiglie, che crea le condizioni per promuovere la crescita dei salari, e la riforma del secondo pilastro del sistema pensionistico, perché sia più trasparente, più equo dal punto di vista intergenerazionale e più resiliente agli shock, potrebbero sostenere la domanda interna e contribuire al riequilibrio della zona euro.
            
            
               (11)Il recente aumento dell’occupazione può essere largamente ascrivibile all’aumento del numero di persone assunte con contratti a tempo determinato e dei lavoratori autonomi. La percentuale elevata, e in aumento, dei contratti a tempo determinato, come pure il rapido incremento del lavoro autonomo senza dipendenti, si collocano in un contesto di grandi disparità in termini di regolamentazione del lavoro applicabile e tutela del lavoro e di differenze in materia di legislazione fiscale e della sicurezza sociale. Malgrado le misure adottate e le altre annunciate di recente, alcuni di questi fattori continuano a offrire ai lavoratori incentivi finanziari che li spingono a lavorare come autonomi o ne favoriscono l’assunzione con contratti a tempo determinato. Inoltre, l’applicazione delle misure per contrastare il lavoro autonomo fittizio è stata sospesa fino al 2020. I lavoratori autonomi sono spesso sottoassicurati per l’invalidità, la disoccupazione e la vecchiaia, il che potrebbe incidere sulla sostenibilità a lungo termine del sistema di previdenza sociale.
            
            
               (12)Nonostante un mercato del lavoro nel complesso ben funzionante, vi è ancora un potenziale inutilizzato di forza lavoro. In particolare, rimangono una sfida importante il numero elevato di donne che lavorano a tempo parziale e la situazione occupazionale delle persone provenienti da un contesto migratorio. Il tasso di occupazione dei migranti nati al di fuori dell’UE è di 20,6 punti percentuali inferiore a quello delle persone nate nei Paesi Bassi, con una percentuale persino maggiore per le donne. 
            
            
               (13)L’aumento del tasso di risparmio delle famiglie negli ultimi anni è dovuto in parte a un aumento dei risparmi nel secondo pilastro del sistema pensionistico (regimi complementari privati obbligatori), sul quale ha inciso il contesto regolamentare. Un’adeguata distribuzione intra- e intergenerazionale dei costi e dei rischi in aggiunta alle norme già adottate sull’indicizzazione e sulle riserve finanziarie (quadro di valutazione finanziaria) aiuterebbe le famiglie a destinare le loro risorse economiche in un modo più favorevole alla crescita. Il governo ha confermato l’intenzione di riformare in misura considerevole il secondo pilastro pensionistico al fine di migliorare la copertura e creare un sistema più trasparente, flessibile ed equo sotto il profilo attuariale. Per quanto riguarda la sostenibilità di bilancio, la relazione 2018 sull’invecchiamento demografico evidenzia un rischio medio per la sostenibilità di bilancio a lungo termine, in quanto la spesa per l’assistenza di lunga durata dovrebbe aumentare dal 3,5% al 6,0% del PIL entro il 2070.
            
            
               (14)Nell’ambito del semestre europeo 2018, la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica dei Paesi Bassi, che ha pubblicato nella relazione per paese 2018
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               . Ha altresì valutato il programma di stabilità 2018, il programma nazionale di riforma 2018, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte ai Paesi Bassi negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dei Paesi Bassi, ma anche della misura in cui essi sono conformi alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali. 
            
            
               (15)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2018 ed è del parere che i Paesi Bassi dovrebbero rispettare il patto di stabilità e crescita
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               .
            
            
               (16)Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di stabilità. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1 e 2,
            
            
               RACCOMANDA che i Paesi Bassi adottino provvedimenti nel 2018 e nel 2019 al fine di:
            
            
               1.nel rispetto dell’obiettivo a medio termine, aumentare gli investimenti pubblici e privati in ricerca, sviluppo e innovazione utilizzando le politiche di bilancio e strutturali; adottare misure volte a ridurre la propensione all’indebitamento delle famiglie e le restanti distorsioni nel mercato dell’edilizia abitativa, in particolare sostenendo lo sviluppo di un mercato privato della locazione;
            
            
               2.ridurre gli incentivi a far uso dei contratti a tempo determinato e dei lavoratori autonomi senza dipendenti, promuovendo un’adeguata protezione sociale per i lavoratori autonomi, e contrastare il lavoro autonomo fittizio; creare le condizioni per promuovere un aumento della crescita dei salari, nel rispetto del ruolo delle parti sociali; garantire che il secondo pilastro del sistema pensionistico sia più trasparente, più equo dal punto di vista intergenerazionale e più resiliente agli shock.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        COM(2018) 418 final.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        P8_TA(2018)0077 e P8_TA(2018)0078.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        SWD(2018) 217 final.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        COM(2018) 120 final.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
               
               
                  
                     (8)
                  
                        COM(2014) 494 final.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/2018-european-semester-country-report-netherland-en.pdf
               
               
                  
                     (10)
                  
                        A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.