CELEX: 62013TN0043
Language: it
Date: 2013-01-29 00:00:00
Title: Causa T-43/13: Ricorso proposto il 29 gennaio 2013 — Donnici/Parlamento

16.3.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 79/31
            
         Ricorso proposto il 29 gennaio 2013 — Donnici/Parlamento
   (Causa T-43/13)
   2013/C 79/52
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Beniamino Donnici (Castrolibero, Italia) (rappresentanti: V. Vallefuoco e J. Van Gyseghem, avvocati)
   
      Convenuto: Parlamento europeo
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia accertare la colpa grave del Parlamento Europeo in ordine alla decisione emessa dallo stesso in data 24 maggio 2007 in danno dell’odierno ricorrente poi revocata con sentenza del 30 aprile 2009 pronunciata dalla Corte, e, per l’effetto, condannare il Parlamento Europeo al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, da lui subiti e subendi in conseguenza del suddetto provvedimento illegittimo, anche in misura equitativa che si quantifica in 1 720 470 euro, o alla minor somma di giustizia accertata. Con vittoria di spese, competenze ed onorari del presente giudizio.
   
      Motivi e principali argomenti
   
   Il ricorrente nella presente causa, lo stesso che nelle cause T-215/07 e C-9/08, Donnici/Parlamento, richiama compensazione per i danni subiti in seguito al rifiuto della Convenuta di riconoscere la validità del suo mandato come membro del Parlamento Europeo, ulteriormente annullato dalla Corte de Giustizia dell’Unione Europea.
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente fa valere che nella fattispecie si ritrovano adempite tutte le condizioni poste in essere dalla giurisprudenza in merito alla dichiarazione della responsabilità extracontrattuale delle istituzioni dell’Unione; per quanto riguarda in particolare:
   
               —
            
            
               l’illegittimità del comportamento contestato;
            
         
               —
            
            
               l’effettività del danno;
            
         
               —
            
            
               il nesso di causalità, nonché
            
         
               —
            
            
               la colpevolezza dell’Unione, ovvero il grado di violazione posto in essere da questa ultima. Si afferma a questo riguardo che, con la decisione all’origine della presente causa, la Convenuta ha disconosciuto in modo sufficientemente grave e manifesto una norma preordinata a conferire diritti ai singoli.