CELEX: C2005/045/53
Language: it
Date: 2005-02-19 00:00:00
Title: Causa T-422/04: Ricorso del sig. Luciano Lavagnoli contro Commissione delle Comunità europee, presentato il 12 ottobre 2004

19.2.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 45/23
            
         Ricorso del sig. Luciano Lavagnoli contro Commissione delle Comunità europee, presentato il 12 ottobre 2004
   (Causa T-422/04)
   (2005/C 45/53)
   Lingua processuale: il francese
   Il 12 ottobre 2004 il sig. Luciano Lavagnoli, residente a Berchem, Lussemburgo, rappresentato dagli avv.ti Gilles Bounéou e Frédéric Frabetti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha presentato dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
   
               1.
            
            
               annullare l'elenco dei dipendenti promossi a titolo dell'esercizio 2003, in quanto tale elenco non riporta il nome del ricorrente, nonché, in via incidentale, gli atti preparatori di tale decisione;
            
         
               2.
            
            
               in subordine, annullare l'attribuzione dei punti per la promozione per l'esercizio 2003 per quanto riguarda il ricorrente;
            
         
               3.
            
            
               statuire su spese, costi e onorari e condannare la Commissione al loro pagamento.
            
         Motivi e principali argomenti:
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente fa valere una violazione dell'art. 45 dello Statuto, una violazione delle disposizioni generali di esecuzione dell'art. 45, una violazione della guida ammininistrativa «valutazione e promozione dei dipendenti» e una violazione del divieto di discriminazione. Il ricorrente fa valere inoltre il divieto del modo di procedere arbitrario, la violazione dell'obbligo di motivazione e uno sviamento di potere. Esso fa valere anche una violazione del legittimo affidamento e della regola «patere legem quam ipse fecisti», e, infine, una violazione del dovere di sollecitudine.