CELEX: 51994PC0656
Language: it
Date: 1994-12-12
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO CHE ISTITUISCE UN DAZIO ANTIDUMPING DEFINITIVO SULLE IMPORTAZIONI DI SOLUZIONI DI UREA E NITRATO DI AMMONIO ORIGINARIE DELLA BULGARIA E DELLA POLONIÁ, ESPORTATE DA IMPRESE NON ESENTATE DAL DAZIO, E CHE DECIDE LA RISCOSSIONE DEFINITIVA DEL DAZIO PROVVISORIO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                      COM(94) 656 def.
                                      Bruxelles, 12.12.1994
                          Proposta di
                REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
   CHE ISTITUISCE UN DAZIO ANTIDUMPING DEFINITIVO SULLE
  IMPORTAZIONI DI SOLUZIONI DI UREA E NITRATO DI AMMONIO
 ORIGINARIE DELLA BULGARIA E DELLA POLONIA, ESPORTATE DA
IMPRESE NON ESENTATE DAL DAZIO, E CHE DECIDE LA RISCOSSIONE
             DEFINITIVA DEL DAZIO PROVVISORIO
                (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                          RELAZIONE
 1. Con il Regolamento (CE) 1506/94l la Commissione ha istituito un dazio antidumping
     provvisorio sulle importazioni di soluzioni di urea e nitrato di ammonio originare
      della Bulgaria e della Polonia, dazio che è stato prorogato con il Regolamento (CE) n.
      2620/94 2 fino al 31 Dicembre 1994.
      Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, gli esportatori e i produttori
     Bulgari e Polacchi, una associazione di importatori e i denuncianti hanno presentato
     osservazioni per iscritto, in base alle quali la Commissione ha opportunamente
     modificato le sue conclusioni definitive.        Le osservazioni delle parti Bulgare e
      l'associazione di importatori si riferivano al pregiudizio e al nesso di causalità, quelle
      dei produttori Polacchi alla determinazione del valore normale e al prezzo
      d'esportazione e quelle dei denuncianti al calcolo della soglia di pregiudizio.
3. Tenendo conto delle osservazioni di cui sopra, è stato accertato che il margine di
     dumping per le importazioni Bulgare è del 33,3 %, mentre per i produttori Polacchi il
     margine accertato si situa fra 27 e 40 %.
4. Per quanto riguarda il pregiudizio, sono confermate le valutazioni provvisorie, cioè
     che i crescenti volumi di importazioni a basso prezzo hanno causato un pregiuzio per
     l'industria comunitaria sotto la forma di perdite finanziarie. Poiché si era inoltre
     concluso che era nell'interesse comunitario di porre rimedio al pregiudizio, la
     Commissione ha deciso che devono essere imposte delle misure anti-dumping.
5. Dopo essere stati informati della posizione della Commissione, gli esportatori e i
     produttori Bulgari e Polacchi hanno offerto impegni. Mentre la Commissione ha
     considerato che gli impegni offerti dalle parti Bulgare sono accettabili in quanto
     assicurano l'eliminazione del pregiudizio, non ha considerato accettabili gli impegni
     offerti dalle parti Polacche.
^ . U . n. L 162, 30.06.1994, p. 16
2
  G.U. n. L 280, 29.10.1994, p. 1
 ---pagebreak---    Di consequenza, conformemente alle disposizioni degli articoli 10 e 12 del
   Regolamento (CE) n. 2423/88, la Commissione, previa consultazione del Comitato
   Consultivo, ha accettato gli impegni offerti dalle parti Bulgare e propone inoltre di
   istituire misure anti-dumping definitive sotto forma di un dazio variabile di 89 ECU
   per tonnellata di prodotto relativamente alle importazioni originarie della Polonia.
7. La Commissione, conformemente alla procedura normalmente seguita in tali
   circostanze, propone di riscuotere definitivamente gli importi garantiti a titolo di
   dazio anti-dumping provvisorio.
                                       /<£>
 ---pagebreak---                      REGOLAMENTO (CE) N               DEL CONSIGLIO
        CHE ISTITUISCE UN DAZIO ANTIDUMPING DEFINITIVO SULLE
     IMPORTAZIONI DI SOLUZIONI DI UREA E NITRATO DI AMMONIO
    ORIGINARIE DELLA BULGARIA E DELLA POLONIA, ESPORTATE DA
 IMPRESE NON ESENTATE DAL DAZIO, E CHE DECIDE LA RISCOSSIONE
                        DEFINITIVA DEL DAZIO PROVVISORIO
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'I 1 luglio 1988, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non
membri della Comunità economica europea1, modificato da ultimo dal regolamento (CE)
n. 522/942, in particolare l'articolo 12,
vista la proposta della Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A.       Misure provvisorie
(1)      Con il regolamento (CE) n. 1506/943 (in appresso denominato "regolamento del
         dazio provvisorio"), la Commissione ha istituito un dazio antidumping
         provvisorio sulle importazióni nella Comunità di soluzioni di urea
         GUn. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
         GU n. L 66 del 10.3.1994, pag. 10.
         GU n. L 162 del 30.6.1994, pag. 16.
 ---pagebreak---     e nitrato di ammonio (in appresso "UAN") originarie della Bulgaria e della
    Polonia, di cui al codice NC 3102 80 00.
(2) Con il regolamento (CE) n. 2620/944, il Consiglio ha prorogato la validità del
    dazio antidumping provvisorio fino al 31 dicembre 1994.
B.  Fase successiva del procedimento
(3) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, le parti qui di seguito
    indicate hanno presentato osservazioni scritte:
    •        l'esportatore bulgaro Chimimport e il produttore bulgaro Agropolychim
            Devnia,
    •        l'esportatore polacco CIECH e i due produttori polacchi Z.A. Kedzierzyn e
            Z.A. Pulawy,
    •       l'Associazione degli importatori europei di concimi (EFIA),
    •        l'Associazione dei produttori europei di concimi (EFMA), che ha
            presentato la denuncia.
    Le parti che ne hanno fatto richiesta hanno avuto l'opportunità di essere sentite
    dalla Commissione.
(4) Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state informate dei fatti e delle
    considerazioni essenziali in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione
    di misure definitive e la riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di
    dazi provvisori. È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano
    presentare osservazioni dopo la comunicazione delle informazioni.
(5) Le osservazioni sono state prese in considerazione e le risultanze della
    Commissione sono state debitamente modificate per tenerne conto.
    GU n. L 280 del 29.10.1994, pag. 1.
 ---pagebreak--- (6) A causa della complessità del caso, dovuta in particolare al numero di produttori
    situati nella Comunità e al fatto che l'esportatore e i produttori polacchi, nonché i
    produttori del paese analogo operavano da poco in condizioni di economia di
    mercato, l'inchiesta ha superato il termine normale di un anno previsto
    dall'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88 (in
    appresso denominato "regolamento di base").
C.  Prodotto in esame e prodotto simile
(7) Poiché nessuna delle parti ha presentato osservazioni sul prodotto in esame e sul
    prodotto simile dopo l'istituzione delle misure antidumping provvisorie, vengono
    confermate le risultanze di cui ai punti 9 e 10 del regolamento del dazio
    provvisorio.
Pt  Dumping
1.  Bulgaria
(8) Le parti interessate della Bulgaria non hanno presentato osservazioni riguardo alla
    determinazione del dumping. Le conclusioni della fase provvisoria sono pertanto
    confermate.
    Il margine di dumping relativo alle importazioni dalla Bulgaria viene quindi
    definitivamente fissato al 33,3% del prezzo franco frontiera comunitaria.
2.  Polonia
a)  Valore normale
(9) Un produttore polacco, la Z.A. Pulawy (in appresso "ZAP"), riguardo alla
    determinazione provvisoria ha osservato che per calcolare il valore normale la
    Commissione dovrebbe utilizzare le informazioni relative al costo di produzione
    contenute nella risposta al questionario della società. Tuttavia, la ZAP non ha
    fornito elementi di prova per dimostrare che tali informazioni erano più corrette
    della contabilità dei costi generale ai fini della determinazione dei costi della
    società.
 ---pagebreak---      Per quanto riguarda alcune notevoli variazioni mensili del costo unitario del
     prodotto della ZAP, risultanti dalla contabilità dei costi generale della società,
     quest'ultima ha fornito dati a sostegno dopo l'istituzione delle misure antidumping
     provvisorie. La società non è stata però in grado di spiegare in modo
     soddisfacente le ragioni fondamentali delle variazioni dei costi.
     Si ritiene pertanto che le informazioni sui costi di produzione, contenute nei
     documenti relativi alla contabilità dei costi del produttore per i nove mesi nel
     corso dei quali non si sono verificate notevoli variazioni, siano rappresentative e
     che quindi il valore normale debba essere calcolato a titolo definitivo in base a tali
     informazioni.
b)   Prezzo all'esportazione
(10) Un produttore, la Z.A. Kedzierzyn (in appresso "ZAK"), ha sostenuto che non
     erano giustificati gli adeguamenti che la Commissione, in base alle informazioni
     incomplete e contraddittorie di cui disponeva, ha applicato nella fase provvisoria
     ai prezzi di alcune vendite all'esportazione per tener conto delle commissioni
     pagate all'esportatore attraverso il quale erano state effettuate le operazioni di
     vendita. Tuttavia, la ZAK non ha fornito prove a sostegno della propria
     affermazione secondo la quale il metodo usato dalla Commissione nella fase
     provvisoria non era adeguato. Viene pertanto confermato quanto è stato
     provvisoriamente stabilito riguardo al prezzo all'esportazione della ZAK.
(11) L'altro produttore, la ZAP, ha presentato un'osservazione riguardante la
     completezza dei dati comunicati sulle sue operazioni di vendita per l'esportazione.
     Nella fase provvisoria la Commissione non aveva considerato che i dati fossero
     completi in base alle informazioni disponibili. Tuttavia, nella fase definitiva, alla
     luce delle informazioni supplementari e finali, è stato considerato opportuno
     modificare il metodo e determinare il prezzo all'esportazione della ZAP in base
     alle informazioni fornite, senza l'adeguamento effettuato nella fase provvisoria.
 ---pagebreak--- c^    Confronto
(12) La ZAP ha chiesto che fossero applicati alcuni adeguamenti nel confronto fra il
     valore normale calcolato e il prezzo all'esportazione. Occorre rilevare che tali
     adeguamenti possono essere concessi ai sensi dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del
     regolamento di base se esistono differenze che influiscono sulla comparabilità dei
     prezzi. In tali circostanze deve essere dimostrato che gli adeguamenti richiesti
     sono giustificati. La ZAP non ha presentato elementi di prova per giustificare o
     quantificare le richieste, né altra documentazione a sostegno. La domanda non è
     stata pertanto accettata.
dì   Conclusioni
(13) In considerazione dei metodi e delle conclusioni di cui sopra, relativi alla
     determinazione del valore normale e del prezzo all'esportazione, nonché al
     relativo confronto, i margini di dumping definitivi espressi in percentuale del
     prezzo franco frontiera comunitaria sono i seguenti:
              ZAK: 40%
              ZAP: 27%
(14) Nei confronti degli altri produttori esportatori o degli esportatori polacchi che non
     hanno risposto al questionario della Commissione o che non si sono manifestati in
     altro modo, il dumping è stato calcolato in base agli elementi disponibili ai sensi
     dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base.
     A questo proposito, si è ritenuto opportuno applicare il margine di dumping più
     alto calcolato nei confronti del produttore che aveva collaborato all'inchiesta.
     Tale metodo è stalo ritenuto necessario per evitare di premiare la mancata
     collaborazione e di offrire l'opportunità di eludere i dazi.
3.   Considerazioni generali
(15) Alla luce del metodo seguito per la determinazione del valore normale relativo
     alla Bulgaria e alla Polonia, la Commissione ritiene necessario prevedere il
 ---pagebreak---       riesame delle misure istituite dal presente regolamento dopo il primo anno di
      applicazione, qualora tale riesame sia giustificato da modifiche della struttura dei
      costi di produzione dei produttori situati nei paesi esportatori.
E.    Pregiudizio
1.   Volume del mercato comunitario
(16) Riguardo al consumo comunitario complessivo di soluzioni di urea e nitrato di
     ammonio, non sono state ricevute nuove informazioni dopo l'istituzione delle
     misure antidumping provvisorie. Viene pertanto confermato il volume di mercato
     determinato provvisoriamente nel 1992 e nel periodo dell'inchiesta, misurato in
     UAN con tenore di azoto del 32%, vale a dire 2,8 milioni di t.
2.   Cumulo delle importazioni dalla Bulgaria e dalla Polonia oggetto di dumping
(17) In base alle statistiche sulle importazioni comunitarie, l'esportatore e il produttore
     bulgari hanno ripetuto la tesi già sostenuta nella fase provvisoria, secondo la
     quale le importazioni nella Comunità originarie della Bulgaria non avrebbero
     dovuto essere cumulate con quelle polacche (cfr. il punto 32 del regolamento del
     dazio provvisorio).
(18) Occorre rilevare che la quota di mercato comunitario delle importazioni di UAN
     originarie della Bulgaria nel periodo dell'inchiesta era pari al 7% circa.
     Data la giustificazione fornita nel regolamento del dazio provvisorio (cfr. i punti
     33 e 34 di detto regolamento) e la posizione raggiunta sul mercato dalle
     importazioni dalla Bulgaria, è stato concluso a titolo definitivo che nel presente
     procedimento figurano tutti gli elementi che giustificano il cumulo delle
     importazioni ai fini della valutazione del pregiudizio, in particolare un andamento
     parallelo dei volumi e dei prezzi. Il livello delle importazioni nella Comunità di
     UAN originarie della Bulgaria o della Polonia non può inoltre essere considerato
     irrilevante.
 ---pagebreak--- 2*   Volume e prezzi delle importazioni dalla Bulgaria e dalla Polonia oggetto di
     dumping
(19) La EFIA ha affermato che le importazioni interessate hanno sostituito le
     importazioni di UAN provenienti da paesi terzi e che le importazioni globali del
     prodotto nella Comunità sono diminuite. La EFIA ha pertanto concluso che le
     importazioni di origine bulgara e polacca non possono costituire un fattore di
     pregiudizio per la situazione dell'industria comunitaria.
(20) Per quanto riguarda il volume delle importazioni, va notato che per valutare il
     pregiudizio subito dall'industria comunitaria non è sufficiente esaminare il
     volume delle importazioni, dato che tale valutazione deve comprendere anche
     l'analisi dei prezzi delle importazioni. In base all'analisi fatta per determinare le
     misure antidumping provvisorie è stato concluso, come risulta dai punti 36 e 37
     del regolamento del dazio provvisorio, che i prezzi delle importazioni interessate
     sono notevolmente diminuiti fino a un livello sostanzialmente inferiore a quello
     dei prezzi dell'industria comunitaria.
4.   Situazione dell'industria comunitaria
(21) In seguito all'adozione del regolamento del dazio provvisorio, la EFIA ha
     sostenuto che la quota di mercato dell'industria comunitaria non è diminuita prima
     del periodo dell'inchiesta e ha affermato che tale situazione è in contrasto con la
     conclusione relativa al pregiudizio alla quale è giunta la Commissione nella fase
     provvisoria.
(22) Occorre rilevare a questo proposito che non è necessario che tutti i fattori di
     pregiudizio elencati all'articolo 4, paragrafo 2, lettera e) del regolamento di base
     abbiano una tendenza negativa per concludere che l'industria comunitaria ha
     subito un pregiudizio notevole. Nel 1992 l'industria comunitaria ha mantenuto la
     propria quota sul mercato delle UAN, registrando un leggero aumento prima del
     periodo dell'inchiesta, come risulta dal punto 40 del regolamento del dazio
     provvisorio. Tuttavia, la stabilizzazione della posizione di mercato dell'industria
     comunitaria è stata possibile soltanto grazie a una notevole riduzione dei prezzi di
     vendita (cfr. i punti 38-41 del regolamento del dazio provvisorio). La riduzione
     dei prezzi ha provocato il notevole calo del giro affari dell'industria comunitaria e,
     di conseguenza, forti perdite finanziarie.
 ---pagebreak--- à     Conclusioni
(23)  In conclusione, la significativa depressione dei prezzi registrata sul mercato
      comunitario e l'andamento negativo della situazione finanziaria dell'industria
      comunitaria, che hanno causato forti perdite, hanno indotto la Commissione a
     concludere a titolo provvisorio che l'industria comunitaria delle UAN ha subito un
     pregiudizio notevole ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base.
     Tale conclusione è confermata.
E.   Rapporto di causalità
1.   Conseguenze delle importazioni in oggetto
(24) Per quanto riguarda la causa del pregiudizio subito dall'industria comunitaria, la
     EFIA ha sostenuto che i prezzi all'importazione di UAN dalla Bulgaria e dalla
     Polonia non hanno potuto provocare pregiudizio all'industria comunitaria. Al
     contrario, la EFIA ha affermato che la politica seguita in materia di prezzi dalle
     società comunitarie ha provocato notevoli ribassi e, da ultimo, il pregiudizio
     subito dall'industria comunitaria. È stato inoltre asserito che le importazioni in
     oggetto non avevano un volume sufficiente per influenzare i prezzi sul mercato
     comunitario delle UAN.
(25) Per quanto riguarda la summenzionata affermazione della EFIA, la Commissione
     ha rilevato differenze tra i prezzi ottenuti dai diversi produttori comunitari.
     Tuttavia, come già indicato ai punti 36 e 37 del regolamento del dazio
     provvisorio, l'inchiesta ha confermato che i prezzi delle importazioni in oggetto
     erano costantemente inferiori ai prezzi dei produttori comunitari. Dall'analisi
     dettagliata dei prezzi applicati dai produttori comunitari e dei prezzi degli
     esportatori emerge che le importazioni interessate non hanno semplicemente
     seguito le diminuzioni dei prezzi dei produttori comunitari, ma sono state fatte
     costantemente a prezzi ancora inferiori. Inoltre, l'affermazione della EFIA,
     secondo la quale il volume combinato delle importazioni di UAN in questione,
     che rappresenta il 27% del mercato comunitario, non sarebbe sufficiente ad
     influenzare i prezzi non può essere accettata, dato che le UAN sono un prodotto
     molto sensibile al prezzo.
 ---pagebreak--- (26) Infine, riguardo al pregiudizio subito dall'industria comunitaria, l'inchiesta ha
     rivelato che il deterioramento della situazione finanziaria dell'industria
     comunitaria, che ha causato notevoli perdite nel periodo dell'inchiesta, ha coinciso
     con l'aumento delle importazioni a bassi prezzi. Alla luce di quanto precede, si
     conclude che le importazioni interessate hanno notevolmente contribuito al
     pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria.
2.   Altri fattori
(27) La EFIA ha anche affermato che il calo del consumo e della domanda sul mercato
     comunitario dei concimi era la causa delle difficoltà dell'industria comunitaria
     delle UAN. Il pregiudizio subito dall'industria comunitaria sarebbe stato inoltre
     provocato dall'eccessiva capacità di produzione di concimi interessati e dalla
     diminuzione dei prezzi dei prodotti intermedi delle UAN.
(28) Riguardo alle tesi suesposte la Commissione nota che, anche se no si può
     escludere che l'andamento del mercato comunitario dei concimi, la capacità di
     produzione e i prezzi dei prodotti intermedi abbiano potuto influenzare la
     situazione generale del mercato e dell'industria delle UAN della Comunità,
     rimane incontestabile che il costante aumento di volume delle importazioni di
     UAN originarie della Bulgaria e della Polonia, a prezzi notevolmente inferiori a
     quelli dell'industria comunitaria, ha contribuito alle attuali difficoltà dell'industria
     comunitaria delle UAN. Va inoltre ricordato che le affermazioni della EFIA si
     basavano essenzialmente su informazioni relative al mercato comunitario dei
     concimi in generale, mentre l'attuale procedimento antidumping riguarda
     specificamente le UAN. A questo proposito si deve
     ricordare che, contrariamente all'andamento del mercato di altri concimi, la
     domanda sul mercato comunitario di UAN, come risulta dal regolamento del
     dazio provvisorio, è stata relativamente stabile, registrando una leggera
     diminuzione prima e durante il periodo dell'inchiesta (cfr. il punto 35 del
     regolamento del dazio provvisorio). Alla luce di quanto sopra, si conclude che le
     affermazioni presentate dalla EFIA si basavano su dati statistici che non
     riflettevano l'evoluzione del mercato delle UAN e trascuravano totalmente una
     delle cause principali della situazione dell'industria comunitaria. Tali tesi e
     affermazioni sono pertanto respinte.
 ---pagebreak--- 3.    Conclusioni
(29)  Poiché non sono state presentate altre argomentazioni riguardo alla causa del
      pregiudizio subito dall'industria comunitaria dopo l'istituzione delle misure
      antidumping provvisorie e viste le considerazioni suesposte, si conclude che le
      ingenti importazioni a bassi prezzi di UAN, originarie della Bulgaria e della
     Polonia, indipendentemente da altri fattori che incidono sulla situazione
     dell'industria comunitaria, hanno provocato un pregiudizio notevole all'industria
     comunitaria, in particolare sotto forma di forti perdite finanziarie, in conformità
     dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento di base.
G.   Interesse della Comunità
(30) La EFIA ha asserito che, poiché l'industria comunitaria non può soddisfare la
     domanda comunitaria totale del prodotto, l'istituzione delle misure antidumping,
     che limiterebbe le fonti di approvvigionamento, è contraria all'interesse della
     Comunità.
(31) Tale tesi pare in contraddizione con le affermazioni della EFIA sulla causalità, di
     cui al punto 26, secondo le quali l'industria comunitaria di UAN ha subito
     pregiudizio a causa dell'eccessiva capacità di produzione. In ogni caso le misure
     antidumping non intendono impedire le importazioni nella Comunità del prodotto
     interessato, ma hanno lo scopo di eliminare gli effetti perturbatori degli scambi
     dovuti al pregiudizio causato dal dumping e di ristabilire una situazione di
     concorrenza effettiva.
     Per quanto riguarda le varie fonti di approvvigionamento a disposizione degli
     utilizzatori comunitari, vi sono state notevoli importazioni di UAN da altri paesi
     terzi prima del forte aumento delle importazioni oggetto di dumping interessate,
     come si rileva nel regolamento del dazio provvisorio (cfr. il punto 44). Tali fonti
     di finanziamento potenzialmente sono ancora disponibili e non vi è motivo di
     temere la scarsità del prodotto, tenendo presente che probabilmente il mercato
     comunitario eserciterà maggiore attrazione sui fornitori dei paesi terzi una volta
     che saranno ristabilite condizioni di concorrenza leale.
     Dato che dopo l'istituzione delle misure antidumping provvisorie non sono state
     presentate altre argomentazioni riguardo all'interesse della Comunità, si conclude
     che l'istituzione di misure antidumping corrisponde all'interesse della Comunità.
                                           10
 ---pagebreak---  IL    Misure antidumping
 (32)  Dopo l'istituzione dei dazi provvisori, la EFIA ha affermato che l'istituzione di tali
       dazi era illegale, data l'esistenza di una clausola di consultazione negli accordi
       commerciali fra la Comunità e i due paesi esportatori.
(33)   I due accordi commerciali menzionati prevedono l'applicazione di misure
       antidumping e autorizzano specificamente l'istituzione di tali misure, in caso di
       particolare urgenza, senza la consultazione dell'altra parte. La Commissione ha
       concluso che, vista la durata dell'inchiesta svolta prima dell'istituzione delle
       misure antidumping provvisorie e poiché è stata accertata l'esistenza di
       considerevoli esportazioni oggetto di dumping e del conseguente pregiudizio
       subito dall'industria comunitaria, le misure antidumping provvisorie dovevano
       essere istituite con urgenza.
       Si conferma pertanto che la linea di condotta scelta è conforme agli obblighi della
       Comunità previsti dagli accordi commerciali firmati con i due paesi esportatori.
(34)  In base alle conclusioni in materia di dumping, pregiudizio, causalità e interesse
      della Comunità, è stata presa in considerazione la forma delle misure antidumping
      necessaria per eliminare le perturbazioni degli scambi provocate dal pregiudizio
      dovuto al dumping.
      Date le circostanze, è stato preso in considerazione il fatto che l'industria
      comunitaria delle UAN nel suo complesso subiva perdite finanziarie.
(35)  La Commissione ha pertanto calcolato il livello dei prezzi con il quale l'industria
      comunitaria sarebbe stata in grado di coprire i costi medi di produzione e di
      ottenere un adeguato profitto.
      Per quanto riguarda la determinazione dell'adeguato profitto, la EFMA ha
      sostenuto che il tasso di profitto usato dalla Commissione ai fini della
      determinazione provvisoria, cioè il 5% del giro d'affari, è troppo basso. In
      particolare la EFMA ha asserito che tale tasso non consentirebbe all'industria
      comunitaria di mantenere la produzione nell'Unione europea, che il prezzo
      indicativo calcolato non è sufficiente per sostenere i necessari costi di sostituzione
      e di investimento e che, infine, nel procedimento relativo alle UAN dovrebbe
      essere utilizzato il tasso di profitto usato in un precedente procedimento
 ---pagebreak---       antidumping regionale relativo alle importazioni di nitrato di ammonio5, in quanto
      il nitrato di ammonio è uno dei due principali componenti delle UAN.
(36) Per quanto concerne la suddetta affermazione della EFMA, nelle risposte ai
     questionari i produttori comunitari hanno presentato vari obiettivi di profitto
     previsti dalle società. Gli obiettivi variavano notevolmente da una società all'altra
     e in numerosi casi non venivano determinati specificamente per le UAN a
     derivavano dalla politica di gruppo globale per la valutazione dei progetti di
     investimento. La Commissione ha pertanto ritenuto a titolo provvisorio che
     l'industria comunitaria non avesse specificamente giustificato la sua affermazione
     sul livello di un adeguato margine di profitto. Dopo le determinazioni provvisorie
     la EFMA non ha fornito altre informazioni.
     Il margine di profitto utilizzato dalla Commissione per la determinazione
     provvisoria era stalo stabilito in considerazione del fatto che il prodotto
     interessato è un prodotto maturo che richiede finanziamenti modesti per
     investimenti, ricerca e sviluppo. La Commissione non ha ricevuto informazioni
     dall'EFMA che giustificassero una diversa valutazione nella fase definitiva.
     Per quanto riguarda il confronto con il caso regionale del nitrato di ammonio,
     l'affermazione della EFMA non è ritenuta giustificata. Infatti, il prezzo indicativo
     calcolato in tale procedimento antidumping ha tenuto conto della situazione della
     produzione e delle vendite dell'industria regionale interessata, che non era identica
     a quella dell'industria comunitaria di UAN. In particolare, il margine di profitto
     usato nel procedimento antidumping relativo al nitrato di ammonio non è stato
     applicato ai costi effettivi di produzione dell'industria interessata, ma ai costi
     effettivi di produzione adeguati per escludere un aumento dei costi nel periodo
     dell'inchiesta, dovuto afattori diversi dalle importazioni oggetto di dumping.
     In conclusione, la richiesta della EFMA non è stata ritenuta accettabile e pertanto
     il margine di profitto stabilito nella fase provvisoria deve essere mantenuto per la
     determinazione definitiva.
(37) Su tale base e tenendo conto del costo di produzione dell'industria comunitaria, è
     stato calcolato un prezzo all'importazione minimo che le consentirebbe di portare
     i prezzi a un livello remunerativo.
     Decisione della Commissione (94/293/CE), GU n. L 129 del 21.5.1994, pag. 24.
                                             12
 ---pagebreak--- (38) È stato rilevato che le soglie di pregiudizio così calcolate sono inferiori ai margini
     di dumping di entrambi i produttori della Polonia e dell'esportatore bulgaro, dopo
     aver preso in considerazione tutte le modifiche effettuate in base alle valutazioni
     successive all'istituzione delle misure antidumping provvisorie.
(39) In considerazione del notevole pregiudizio subito dall'industria comunitaria sotto
     forma di perdite finanziarie e della possibilità di assorbimento di un dazio ad
     valorem, con effetti negativi sull'andamento dei prezzi del mercato comunitario
     per un prodotto stagionale ed estremamente sensibile al prezzo e data l'esistenza
     di numerosi canali d'importazione attraverso società di paesi terzi, si ritiene
     opportuno istituire un dazio variabile, con un importo che consenta all'industria
     comunitaria di aumentare i prezzi a livelli remunerativi per le importazioni
     fatturate direttamente da produttori bulgari o polacchi o da parti che hanno
     esportato il prodotto in questione nel periodo dell'inchiesta. Inoltre si ritiene
     opportuno istituire un dazio specifico sulla stessa base per tutte le altre
     importazioni, al fine di evitare l'elusione delle misure antidumping.
L    Impegni
(40) Dopo essere stati informati dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai
     quali si intendeva raccomandare l'istituzione di misure antidumping definitive, gli
     esportatori e i produttori interessati con sede in Bulgaria e in Polonia hanno
     offerto impegni. La Commissione ritiene tuttavia accettabile unicamente l'offerta
     di impegni presentata congiuntamente dal produttore e dall'esportatore bulgaro,
     poiché soltanto questo impegno garantirebbe che il pregiudizio inflitto a
     l'industria comunitaria sarà rimosso con l'aumento del prezzo all'esportazione a un
     livello che non provoca pregiudizio.. In tali circostanze La Commissione ha
     ritenuto inaccettabili gli impegni a un livello inferiore offerti dai produttori e
     dall'esportatore della Polonia e ha debitamente informato le parti interessate.
     Gli impegni offerti dal produttore e dall'esportatore bulgari sono stati accettati con
     la decisione 94/...CE della Commissione.
     Nonostante l'accettazione degli impegni, è istituito un dazio residuo sulle
     importazioni originarie della Bulgaria per evitare l'elusione delle misure
     antidumping
                                             13
 ---pagebreak--- J.    Riscossione dei dazi provvisori
(41)  In considerazione dei margini di dumping rilevati, del pregiudizio provocato
     all'industria comunitaria e della precaria situazione finanziaria di quest'ultima, si è
     ritenuto necessario che gli importi depositati a titolo di dazi antidumping
     provvisori per tutte le società siano definitivamente riscossi.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         Articolo 1
1.   È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di soluzioni di urea
     e nitrato di ammonio originarie della Bulgaria e della Polonia e classificate nel
     codiceNC3102 80 00.
2.   Per le importazioni originarie della Bulgaria l'importo del dazio antidumping è di
     20 ECU per tonnellata di prodotto (codice addizionale TARJC: 8792), a eccezione
     delle importazioni del prodotto direttamente fatturato a un importatore
     indipendente dopo l'entrata in vigore di questo regolamento da parte dei seguenti
     esportatori o productori bulgari:
     Chimimport Investment and Fertilizer Inc., Sofia
     Agropolychim, Devnya,
     (codice addizionale TARIC: 8791)
     che sarano esenti dal dazio a conditione che rispetino le condizioni previste
     dall'accettazione dell'impegno congiunto di cui alla decisione 94/.../CE della
     Commissione.
3.   Per le importazioni originarie della Polonia l'importo del dazio antidumping è pari
     alla differenza tra il prezzo all'importazione minimo, pari a 89 ECU per tonnellata
     di prodotto e il prezzo CIF franco frontiera comunitaria, più il dazio TDC
     pagabile per tonnellata di prodotto quando il prezzo CIF franco frontiera
     comunitaria più il dazio TDC pagabile per tonnellata di prodotto è inferiore al
     prezzo all'importazione minimo e quando le importazioni immesse in libera
     pratica sono direttamente fatturate agli importatori indipendenti dai seguenti
     esportatori o produttori con sede in Polonia:
                                             14
 ---pagebreak---         CIECH, Varsavia,
        Zaklady Azotowe Kedzierzyn, Kedzierzyn,
        Zaklady Azotowe Pulawy, Pulawy,
        (codice addizionale TARIC 8793).
        Per le importazioni immesse in libera pratica che non sono direttamente fatturate
        agli importatori indipendenti da uno dei summenzionati esportatori o produttori
        con sede in Polonia, si applica il seguente dazio specifico:
        per il prodotto originario della Polonia: 22 ECU per tonnellata di prodotto (codice
        addizionale TARIC 8794), ad eccezione del prodotto fabbricato dalla Zaklady
        Azotowe Pulawy, per il quale il dazio specifico è di 19 ECU per tonnellata di
        prodotto (codice addizionale TARIC 8795).
4.      Salvo diversa indicazione, si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi
        doganali.
                                           Articolo 2
Gli importi depositati a titolo di dazi antidumping provvisori ai sensi del regolamento
(CE) n. 1506/94 sono riscossi definitivamente per intero.
                                          Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                               15
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(94) 656 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                         1102
                                          N. di catalogo : CB-CO-94-674-IT-C
                                                             ISBN 92-77-83981-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo
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