CELEX: 62017CA0434
Language: it
Date: 2019-02-13 00:00:00
Title: Causa C-434/17: Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 13 febbraio 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Zalaegerszegi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság — Ungheria) — Human Operator Zrt./Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága [Rinvio pregiudiziale — Armonizzazione delle normative fiscali — Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) — Direttiva 2006/112/CE — Detrazione dell’IVA — Determinazione del soggetto passivo tenuto al pagamento dell’IVA — Applicazione retroattiva di una misura di deroga — Principio della certezza del diritto]

8.4.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 131/7
            
         
      Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 13 febbraio 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Zalaegerszegi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság — Ungheria) — Human Operator Zrt./Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága
      (Causa C-434/17) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Armonizzazione delle normative fiscali - Sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Detrazione dell’IVA - Determinazione del soggetto passivo tenuto al pagamento dell’IVA - Applicazione retroattiva di una misura di deroga - Principio della certezza del diritto)
      (2019/C 131/08)
      Lingua processuale: l’ungherese
      
         Giudice del rinvio
      
      Zalaegerszegi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Human Operator Zrt.
      
         Convenuta: Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága
      
         Dispositivo
      
      Il diritto dell’Unione osta a una normativa nazionale che prevede l’applicazione di una misura di deroga all’articolo 193 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, quale modificata dalla direttiva 2013/43/UE del Consiglio, del 22 luglio 2013, prima che l’atto dell’Unione che autorizza la medesima deroga sia stato notificato allo Stato membro che l’ha chiesta, laddove l’atto dell’Unione in questione tace in merito alla sua entrata in vigore o alla sua data iniziale di applicazione, e anche se lo stesso Stato membro ha espresso l’intenzione di applicare la deroga in parola retroattivamente.
      
         (1)  GU C 318 del 25.9.2017.