CELEX: 61985CJ0363
Language: it
Date: 1987-04-09
Title: Sentenza della Corte del 9 aprile 1987. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana. # Inadempimento di uno Stato - Alimenti per animali. # Causa 363/85.

Avis juridique important

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61985J0363

SENTENZA DELLA CORTE DEL 9 APRILE 1987.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE CONTRO REPUBBLICA ITALIANA.  -  INADEMPIMENTO DI STATO - ALIMENTI PER ANIMALI.  -  CAUSA 363/85.  

raccolta della giurisprudenza 1987 pagina 01733

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++ATTI DELLE ISTITUZIONI - DIRETTIVE - ESECUZIONE DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI - TRASPOSIZIONE DI UNA DIRETTIVA SENZA RIPRODUZIONE UFFICIALE E TESTUALE DELLE SUE DISPOSIZIONI - AMMISSIBILITA - PRESUPPOSTI - ESISTENZA DI UN CONTESTO GIURIDICO GENERALE CHE GARANTISCA LA PIENA APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA  ( TRATTATO CEE, ART . 189, 3* COMMA )  

Massima

DALL' ART . 189, 3* COMMA, DEL TRATTATO SI DESUME CHE LA TRASPOSIZIONE NEL DIRITTO NAZIONALE DI UNA DIRETTIVA NON ESIGE NECESSARIAMENTE LA RIPRODUZIONE UFFICIALE E TESTUALE DELLE SUE DISPOSIZIONI IN UNA DISPOSIZIONE LEGALE ESPRESSA E SPECIFICA E PUO, A SECONDA DEL SUO CONTENUTO, AVVENIRE NEL CONTESTO GIURIDICO GENERALE, PURCHE QUESTO GARANTISCA EFFETTIVAMENTE LA PIENA APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA IN MODO SUFFICIENTEMENTE CHIARO E PRECISO, AFFINCHE NEL CASO IN CUI LA DIRETTIVA MIRI AD ATTRIBUIRE DEI DIRITTI AI SINGOLI, QUESTI SIANO IN GRADO DI CONOSCERE PER INTERO I LORO DIRITTI ED EVENTUALMENTE DI VALERSENE DINANZI AI GIUDICI NAZIONALI . 

Parti

NELLA CAUSA 363/85,  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO, SIG . ALBERTO PROZZILLO, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . GEORGES KREMLIS, MEMBRO DEL SERVIZIO GIURIDICO DELLA COMMISSIONE, EDIFICIO JEAN MONNET, KIRCHBERG,  RICORRENTE,  CONTRO  REPUBBLICA ITALIANA, RAPPRESENTATA DAL PROF . LUIGI FERRARI BRAVO, CAPO DEL SERVIZIO DEL CONTENZIOSO DIPLOMATICO, TRATTATI E AFFARI LEGISLATIVI PRESSO IL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DAL SIG . IVO BRAGUGLIA, AVVOCATO DELLO STATO, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L' AMBASCIATA D' ITALIA,  CONVENUTA,  CAUSA AVENTE AD OGGETTO IL RICORSO MIRANTE A FAR DICHIARARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA, NON ADOTTANDO, ENTRO IL TERMINE PRESCRITTO, LE DISPOSIZIONI NECESSARIE PER CONFORMARSI ALLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 6 MAGGIO 1980, N.*80/502/CEE, CHE MODIFICA LA DIRETTIVA N . 74/63/CEE RELATIVA ALLA FISSAZIONE DI QUANTITA MASSIME PER LE SOSTANZE E PER I PRODOTTI INDESIDERABILI NEGLI ALIMENTI PER ANIMALI, E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DAL TRATTATO CEE,  LA CORTE,  COMPOSTA DAI SIGNORI MACKENZIE STUART, PRESIDENTE, T.F . O' HIGGINS E F . SCHOCKWEILER, PRESIDENTI DI SEZIONE, U . EVERLING, K . BAHLMANN, R . JOLIET, E J.C . MOITINHO DE ALMEIDA, GIUDICI,  AVVOCATO GENERALE : M . DARMON  CANCELLIERE : D . LOUTERMAN, AMMINISTRATORE  VISTA LA RELAZIONE D' UDIENZA E IN SEGUITO ALLA FASE ORALE DEL PROCEDIMENTO SVOLTASI IL 14 GENNAIO 1987,  SENTITE LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE, PRESENTATE ALL' UDIENZA DEL 19 FEBBRAIO 1987,  HA PRONUNZIATO LA SEGUENTE  SENTENZA  

Motivazione della sentenza

1 CON RICORSO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 25 NOVEMBRE 1985, LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE HA PROPOSTO, A NORMA DELL' ART . 169 DEL TRATTATO CEE, UN RICORSO INTESO A FAR DICHIARARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DAL TRATTATO CEE, NON ADOTTANDO, ENTRO IL TERMINE PRESCRITTO, LE DISPOSIZIONI NECESSARIE PER CONFORMARSI ALLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 6 MAGGIO 1980, N . 80/502, CHE MODIFICA LA DIRETTIVA N . 74/63 RELATIVA ALLA FISSAZIONE DI QUANTITA MASSIME PER LE SOSTANZE E PER I PRODOTTI INDESIDERABILI NEGLI ALIMENTI PER ANIMALI ( GU L 124, PAG . 17 ).  2 LA COMMISSIONE ADDEBITA, IN PARTICOLARE, ALLA REPUBBLICA ITALIANA DI NON AVER RECEPITO IN DIRITTO INTERNO LE DEFINIZIONI DELLE NOZIONI DI "ANIMALI", DI "ANIMALI FAMILIARI" E DI "ALIMENTI COMPOSTI PER ANIMALI" DI CUI ALL' ART . 1, N . 3, DELLA DIRETTIVA N . 80/502, CHE COMPLETA L' ART . 2 DELLA DIRETTIVA N . 74/63 .  3 IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, PUR AMMETTENDO CHE LE PREDETTE DEFINIZIONI NON SONO STATE RIPRODOTTE ALLA LETTERA NEL DIRITTO INTERNO, TUTTAVIA SOSTIENE CHE ESSE FIGURANO IMPLICITAMENTE NELLA COMPLESSIVA NORMATIVA ITALIANA SUGLI ALIMENTI PER ANIMALI LA CUI SFERA DI APPLICAZIONE COINCIDEREBBE, DI FATTO, CON QUELLA DELLA DIRETTIVA . DEL RESTO LA COMMISSIONE NON AVREBBE FATTO MENZIONE DI DIFFICOLTA RELATIVE ALL' ATTUAZIONE DI QUEST' ULTIMA, A CAUSA DELLA MANCATA RIPRODUZIONE TESTUALE DELLE DEFINIZIONI DI CUI TRATTASI .  4 PER UNA PIU AMPIA ESPOSIZIONE DEGLI ANTEFATTI, DEL PROCEDIMENTO, DEI MEZZI E DEGLI ARGOMENTI DELLE PARTI, SI RINVIA ALLA RELAZIONE D' UDIENZA . QUESTI ELEMENTI DEL FASCICOLO SONO MENZIONATI IN PROSIEGUO SOLO SE NECESSARIO PER SPIEGARE IL RAGIONAMENTO DELLA CORTE .  5 IN LIMINE, SI DEVE PRECISARE CHE IL RICORSO PER INADEMPIMENTO EX ART . 169 DEL TRATTATO CEE HA LA FUNZIONE DI FAR DICHIARARE CHE UNO STATO MEMBRO NON HA ADEMPIUTO, IN DIRITTO O IN FATTO, UN OBBLIGO IMPOSTOGLI DAL DIRITTO COMUNITARIO .  6 NEL CASO DELLE DIRETTIVE, L' ART . 189, 3* COMMA, DEL TRATTATO CEE VINCOLA LO STATO MEMBRO DESTINATARIO QUANTO AL RISULTATO DA RAGGIUNGERE, SALVA RESTANDO LA COMPETENZA DEGLI ORGANI NAZIONALI IN MERITO ALLA FORMA E AI MEZZI .  7 COME LA CORTE HA GIA DICHIARATO NELLA SENTENZA 23 MAGGIO 1985 ( CAUSA 29/84, COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE / REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, RACC . PAG . 1661 ), IL RECEPIMENTO IN DIRITTO INTERNO DI UNA DIRETTIVA NON ESIGE NECESSARIAMENTE LA RIPRODUZIONE FORMALE E TESTUALE DELLE SUE DISPOSIZIONI IN UNA NORMA GIURIDICA ESPRESSA E SPECIFICA; A QUESTO SCOPO PUO ESSERE SUFFICIENTE, TENUTO CONTO DEL CONTENUTO DELLA DIRETTIVA STESSA, UN CONTESTO GIURIDICO GENERALE, A CONDIZIONE CHE QUEST' ULTIMO GARANTISCA EFFETTIVAMENTE LA PIENA APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA IN MODO SUFFICIENTEMENTE CHIARO E PRECISO, AFFINCHE, QUALORA LA DIRETTIVA MIRI AD ATTRIBUIRE DEI DIRITTI AI SINGOLI, I DESTINATARI SIANO POSTI IN GRADO DI CONOSCERE LA PIENA PORTATA DEI LORO DIRITTI ED EVENTUALMENTE DI AVVALERSENE DINANZI AI GIUDICI NAZIONALI .  8 IN BASE A TALI PREMESSE OCCORRE ESAMINARE SE LA NORMATIVA ITALIANA GARANTISCA LA CORRETTA ATTUAZIONE DELLA DISCIPLINA RELATIVA AGLI ALIMENTI PER ANIMALI PRESCRITTA DALLE DIRETTIVE NN . 74/63 E 80/502 .  9 LE DIRETTIVE DI CUI TRATTASI MIRANO A LIMITARE LA QUANTITA DI SOSTANZE E DI PRODOTTI INDESIDERABILI NEGLI ALIMENTI PER ANIMALI, CHE POSSONO NUOCERE, COME ESPOSTO NEL TERZO PUNTO DEL PREAMBOLO DELLA DIRETTIVA N . 74/63, "ALLA SALUTE ANIMALE O, PER LA LORO PRESENZA NEI PRODOTTI ANIMALI, ALLA SALUTE UMANA ". PER REALIZZARE TALE SCOPO LA DIRETTIVA N . 80/502 HA RITENUTO OPPORTUNO PRECISARE LA PROPRIA SFERA DI APPLICAZIONE MEDIANTE LE DEFINIZIONI DI CUI SI ADDEBITA ALLA REPUBBLICA ITALIANA LA MANCATA RIPRODUZIONE TESTUALE NELLA SUA NORMATIVA .  10 PER STABILIRE SE SIA PROVATO L' INADEMPIMENTO DA PARTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, SI DEVE VALUTARE SE IL FATTO CHE LE DEFINIZIONI CONTENUTE NELLA DIRETTIVA N . 80/502 NON SI RITROVINO TESTUALMENTE NELLA NORMATIVA ITALIANA VIGENTE POSSA PREGIUDICARE LA CORRETTA ATTUAZIONE DELLA DISCIPLINA STABILITA DALLE DIRETTIVE DI CUI TRATTASI .  11 IN PROPOSITO, INNANZITUTTO VA CONSTATATO CHE LA COMMISSIONE NON SOSTIENE CHE LA MANCATA RIPRODUZIONE TESTUALE DELLE DEFINIZIONI ABBIA COMPORTATO LA MINIMA RIPERCUSSIONE SULLA REALIZZAZIONE DELLO SCOPO PERSEGUITO E SULLA DISCIPLINA CHE CON LE DIRETTIVE SI MIRAVA AD INTRODURRE CIRCA LE QUANTITA MASSIME DI SOSTANZE E DI PRODOTTI INDESIDERABILI NEGLI ALIMENTI PER ANIMALI, POICHE ESSA HA AMMESSO ALL' UDIENZA CHE NON VI SONO STATE DIFFICOLTA D' ORDINE PRATICO .  12 MANCANDO UN' INCIDENZA PRATICA EFFETTIVAMENTE CONSTATATA DALLA COMMISSIONE, OCCORRE ESAMINARE SE, ALMENO DAL PUNTO DI VISTA TEORICO, SIA POSSIBILE UNA RIPERCUSSIONE SFAVOREVOLE .  13 PER QUANTO ATTIENE ALLA DELIMITAZIONE DELLA SFERA DI APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA, LA DIRETTIVA DEFINISCE LA NOZIONE DI "ANIMALI" NEL SENSO CHE ESSA COMPRENDE "GLI ANIMALI APPARTENENTI A SPECIE NORMALMENTE DETENUTE E NUTRITE O CONSUMATE DALL' UOMO", MENTRE LA LEGGE ITALIANA 15 FEBBRAIO 1963 DICHIARA DI APPLICARSI AGLI "ANIMALI D' ALLEVAMENTO ". SECONDO IL SENSO COMUNE DELLE PAROLE, NON VI E MOTIVO DI DISTINGUERE FRA UN ANIMALE ALLEVATO DALL' UOMO E UN ANIMALE NUTRITO E DETENUTO DALL' UOMO, SIA O NO DESTINATO ALLA CONSUMAZIONE . DATO CHE LA NOZIONE NELLA NORMATIVA ITALIANA COINCIDE QUINDI CON QUELLA DELLA DIRETTIVA, NON VI SONO ELEMENTI DI FATTO ATTI A CORROBORARE LA CENSURA FORMULATA DALLA COMMISSIONE .  14 PER QUANTO ATTIENE ALLA MANCATA DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI "ANIMALE FAMILIARE" NELLA NORMATIVA ITALIANA, VA ANCHE CONSTATATO CHE, ALMENO NELL' ACCEZIONE CORRENTE E NON TECNICA, IL TERMINE "ANIMALE FAMILIARE" E INTESO NEL SENSO CHE ESSO SI APPLICA AD UN ANIMALE ALLEVATO DALL' UOMO, DI MODO CHE SI DEVE RITENERE CHE RIENTRA NELLA NOZIONE DI "ANIMALE DI ALLEVAMENTO" AI SENSI DELLA LEGGE ITALIANA . ANCHE SE LA DIRETTIVA LO CLASSIFICA IN UNA CATEGORIA A PARTE IN QUANTO ANIMALE NUTRITO DALL' UOMO, MA NON CONSUMATO DA LUI, TUTTAVIA QUESTA DISTINZIONE E PRIVA DI CONSEGUENZE PRATICHE, VISTO CHE LA COMMISSIONE NON HA NEMMENO SOSTENUTO CHE QUESTA SOTTOCATEGORIA SIA SOGGETTA AD UNA DISCIPLINA PARTICOLARE . CERTO, L' ART . 2 DELLA DIRETTIVA DELLA COMMISSIONE 1* DICEMBRE 1976, N . 76/934, CHE MODIFICA L' ALLEGATO DELLA DIRETTIVA N . 74/63 ( GU L 364, PAG . 20 ), NEL FISSARE IN 15 MG/KG LA QUANTITA MASSIMA DI NITRITO DI SODIO CHE PUO ESSERE CONTENUTA NEGLI ALIMENTI COMPLETI, ESENTA DA QUESTO LIMITE GLI ALIMENTI DESTINATI AGLI ANIMALI DOMESTICI AD ECCEZIONE DI UCCELLI E PESCI DI ACQUARIO . TUTTAVIA, TRATTANDOSI DI UNA DEROGA CHE COMPORTA LA POSSIBILITA DI TOLLERARE NELL' ALIMENTAZIONE DI TALUNI ANIMALI QUANTITA DIVERSE DI SOSTANZE NOCIVE, NON SI PUO CENSURARE UNO STATO MEMBRO PER NON AVER FATTO USO DI QUESTA POSSIBILITA . DATO CHE LA MANCANZA DI UNA DEFINIZIONE SPECIFICA PER QUESTA CATEGORIA DI ANIMALI NON PUO QUINDI IMPEDIRE L' ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA, LA CORTE PUO SOLO DICHIARARE L' INFONDATEZZA DELL' ADDEBITO .  15 QUANTO ALLA NOZIONE DI "ALIMENTI COMPOSTI PER ANIMALI", DEFINITI DALLA DIRETTIVA N . 80/502 COME "LE SOSTANZE ORGANICHE O INORGANICHE IN MISCELA, COMPRENDENTI O NO ADDITIVI, DESTINATE ALLA NUTRIZIONE ANIMALE PER VIA ORALE SOTTO FORMA DI ALIMENTI COMPLETI O DI ALIMENTI COMPLEMENTARI", SI DEVE OSSERVARE CHE LA LEGGE ITALIANA NON INTENDE ESPRESSAMENTE CON QUESTA ESPRESSIONE I SOLI "PREPARATI OTTENUTI ASSOCIANDO IN MODO ADEGUATO DUE O PIU ALIMENTI PER ANIMALI", MA DISCIPLINA ANCHE L' USO DI ALIMENTI DI ORIGINE MINERALE, DI ALIMENTI CONTENENTI ADDITIVI, INTEGRATIVI SANITARI O PRINCIPI ATTIVI . POICHE LA COMMISSIONE NON HA DIMOSTRATO IN QUAL MODO LA SFERA DI APPLICAZIONE COSI DELIMITATA DAL CAPITOLO I DELLA LEGGE ITALIANA 15 FEBBRAIO 1983 SI DISTINGUA DA QUELLA DELLA NORMATIVA COMUNITARIA, COME DETERMINATA DALLA DEFINIZIONE CONTENUTA NELLA DIRETTIVA N . 80/502, LA CORTE NON PUO AMMETTERE CHE L' INADEMPIMENTO POSSA CONSISTERE IN UNA SEMPLICE DIFFERENZA TERMINOLOGICA CHE, A SUO AVVISO, NON PUO INCIDERE SULL' ATTUAZIONE DEGLI OBBLIGHI SCATURENTI DALLA DISCIPLINA COMUNITARIA . DI CONSEGUENZA, NEANCHE LA TERZA CENSURA E FONDATA .  16 IL RICORSO DEV' ESSERE RESPINTO PER INTERO .  

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  17 A NORMA DELL' ART . 69,  PAR  2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE . LA COMMISSIONE E RIMASTA SOCCOMBENTE E PERTANTO VA CONDANNATA ALLE SPESE .  

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,  LA CORTE  DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) LA COMMISSIONE E CONDANNATA ALLE SPESE .