CELEX: C2006/010/04
Language: it
Date: 2006-01-14 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Grande Sezione), 8 novembre 2005 , nel procedimento C-443/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden): Götz Leffler contro Berlin Chemie AG ( Cooperazione giudiziaria in materia civile — Notificazione e comunicazione degli atti giudiziari ed extragiudiziali — Mancanza di traduzione dell'atto — Conseguenze )

14.1.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 10/2
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Grande Sezione)
   8 novembre 2005
   nel procedimento C-443/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden): Götz Leffler contro Berlin Chemie AG (1)
   
   («Cooperazione giudiziaria in materia civile - Notificazione e comunicazione degli atti giudiziari ed extragiudiziali - Mancanza di traduzione dell'atto - Conseguenze»)
   (2006/C 10/04)
   Lingua processuale: l'olandese
   Nel procedimento C-443/03, avente ad oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale ai sensi degli artt. 68 CE e 234 CE, proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden (Paesi Bassi), con decisione 17 ottobre 2003, pervenuta alla Corte il 20 ottobre 2003, nella causa Götz Leffler contro Berlin Chemie AG, la Corte (Grande Sezione), composta dai sigg. V. Skouris, presidente, P. Jann, C.W.A. Timmermans, A. Rosas (relatore) e J. Malenovský, presidenti di sezione, dai sigg. S. von Bahr, J.N. Cunha Rodrigues, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, dai sigg. K. Lenaerts, E. Juhász, G. Arestis, A. Borg Barthet e M. Ilešič, giudici; avvocato generale: sig.ra C. Stix-Hackl; cancelliere: sig.ra M. Ferreira, amministratore principale, ha pronunciato, l'8 novembre 2005, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               L'art. 8, n. 1, del regolamento (CE) del Consiglio 29 maggio 2000, n. 1348, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale, dev'essere interpretato nel senso che, qualora il destinatario di un atto lo abbia rifiutato in quanto non redatto in una lingua ufficiale dello Stato membro richiesto o in una lingua dello Stato membro mittente che il destinatario comprende, il mittente ha la possibilità di rimediarvi inviando la traduzione richiesta.
            
         
               2)
            
            
               L'art. 8 del regolamento n. 1348/2000 dev'essere interpretato nel senso che, qualora il destinatario di un atto lo abbia rifiutato in quanto non redatto in una lingua ufficiale dello Stato membro richiesto o in una lingua dello Stato membro mittente che il destinatario comprende, questa situazione può essere sanata inviando la traduzione dell'atto, secondo le modalità previste dal regolamento n. 1348/2000 e nel più breve tempo possibile.
               Per risolvere i problemi connessi al modo in cui la mancanza di traduzione dev'essere sanata, non previsti dal regolamento come interpretato dalla Corte, il giudice nazionale è tenuto ad applicare il suo diritto processuale nazionale, vegliando al contempo affinché sia garantita la piena efficacia di tale regolamento, nel rispetto della sua finalità.
            
         
      (1)  GU C 304 del 13.12.2003.