CELEX: 61981CJ0271
Language: it
Date: 1983-06-28
Title: Sentenza della Corte del 28 giugno 1983. # Société coopérative d'amélioration de l'élevage et d'insémination artificielle du Béarn contro Lucien J.M. Mialocq e altri. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunal de grande instance de Pau - Francia. # Monopoli nazionali: centri regionali di fecondazione artificiale. # Causa 271/81.

Avis juridique important

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61981J0271

SENTENZA DELLA CORTE DEL 28 GIUGNO 1983.  -  SOCIETE COOPERATIVE D'AMELIORATION DE L'ELEVAGE ET D'INSEMINATION ARTIFICIELLE DU BEARN CONTRO LUCIEN J. M. MIALOCQ E ALTRI.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL TRIBUNAL DE GRANDE INSTANCE DE PAU).  -  MONOPOLI NAZIONALI : CENTRI REGIONALI DI FECONDAZIONE ARTIFICIALE.  -  CAUSA 271/81.  

raccolta della giurisprudenza 1983 pagina 02057

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

MONOPOLI NAZIONALI DI CARATTERE COMMERCIALE - DISPOSIZIONI DEL TRATTATO - APPLICAZIONE AI MONOPOLI DI SERVIZI - PRESUPPOSTI  ( TRATTATO CEE , ART . 37 )    

Massima

SIA DALLA COLLOCAZIONE DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO NEL CAPITOLO RELATIVO ALL ' ABOLIZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE , SIA DALLA TERMINOLOGIA USATA NELLA NORMA SUDDETTA SI DESUME CHE ESSA SI RIFERISCE AGLI SCAMBI DI MERCI E NON RIGUARDA IL MONOPOLIO DI SERVIZI .      DI CONSEGUENZA , IL SEMPLICE FATTO CHE UN MONOPOLIO NAZIONALE DI SERVIZI CONSENTA ALLE AUTORITA DELLO STATO MEMBRO INTERESSATO DI ASSUMERE IL CONTROLLO DI UN SETTORE DELL ' ECONOMIA NAZIONALE NON BASTA PER  CONCLUDERE CHE TALE MONOPOLIO RICADA SOTTO L ' ART . 37 .    TUTTAVIA NON PUO ESCLUDERSI LA POSSIBILITA CHE UN MONOPOLIO DI SERVIZI ESERCITI UN ' INFLUENZA INDIRETTA SUGLI SCAMBI DI MERCI FRA GLI STATI MEMBRI . AD ESEMPIO UN ' IMPRESA , O UN GRUPPO DI IMPRESE , MONOPOLIZZANDO LA PRESTAZIONE DI DETERMINATI SERVIZI , POTREBBE CONTRAVVENIRE AL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI IN PARTICOLARE QUALORA IL MONOPOLIO STESSO SI RISOLVA IN UNA DISCRIMINAZIONE DEI PRODOTTI IMPORTATI RISPETTO A QUELLI DI ORIGINE NAZIONALE .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO N . 271/81 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DAL TRIBUNAL DE GRANDE INSTANCE DI PAU NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE FRA  SOCIETE COOPERATIVE D ' AMELIORATION DE L ' ELEVAGE ET D ' INSEMINATION ARTIFICIELLE DU BEARN , BILLERE ,   E  LUCIEN J . M . MIALOCQ ,   HENRI SAPHORE  E  SOCIETE AGRI-SEM , IDRON ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO ,  

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZA 22 APRILE 1981 , PERVENUTA ALLA CORTE IL 7 OTTOBRE SEGUENTE , IL TRIBUNAL DE GRANDE INSTANCE DI PAU HA SOTTOPOSTO , IN FORZA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , TRE QUESTIONI PREGIUDIZIALI RELATIVE ALL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO .    2 DETTE QUESTIONI SONO STATE SOLLEVATE NELL ' AMBITO DI UNA CONTROVERSIA ORIGINATA DALL ' INFRAZIONE ALLA LEGGE FRANCESE IN MATERIA DI INSEMINAZIONE ARTIFICIALE BOVINA COMMESSA DA DUE ALLEVATORI RESPONSABILI DI PRATICHE DI FECONDAZIONE ARTI    FICIALE NELLA ZONA IN CUI LA SOCIETE COOPERATIVE D ' AMELIORATION DE L ' ELEVAGE ET D ' INSEMINATION ARTIFICIELLE DU BEARN ERA AUTORIZZATA A PROCEDERE IN ESCLUSIVA A TALI OPERAZIONI .    3 DALLE INFORMAZIONI FORNITE DAL GOVERNO FRANCESE E DALLA COMMISSIONE RISULTA CHE LA NORMATIVA FRANCESE IN MATERIA DI FECONDAZIONE ARTIFICIALE BOVINA E CONTENUTA , PRINCIPALMENTE , NELLA LEGGE 28 DICEMBRE 1966 , N . 66-1005 , SULL ' ALLEVAMENTO DEL BESTIAME ( JORF 1966 , PAG . 11619 ). IN FORZA DELL ' ART . 5 , 1* COMMA , DI DETTA LEGGE , L ' ESERCIZIO DI CENTRI DI FECONDAZIONE E SOTTOPOSTO AD AUTORIZZAZIONE . LA NORMA DI CUI TRATTASI OPERA UNA DISTINZIONE FRA I CENTRI INCARICATI DELLA PRODUZIONE DEL MATERIALE SEMINALE E I CENTRI CHE PROVVEDONO ALL ' INSEMINAZIONE MA ESSA NON ESCLUDE CHE ENTRAMBI I TIPI DI ATTIVITA VENGANO SVOLTI DA UN SOLO CENTRO . LE ATTIVITA DI PRODUZIONE CONSISTONO NELLA DETENZIONE DI UNA RISERVA DI RIPRODUTTORI MASCHI , NELLA SPERIMENTAZIONE DEI RIPRODUTTORI , NONCHE NELLA RACCOLTA , CONDIZIONAMENTO , CONSERVAZIONE E CESSIONE DEL MATERIALE SEMINALE . LE ATTIVITA DI INSEMINAZIONE CONSISTONO NEL GARANTIRE LA FECONDAZIONE DELLE FEMMINE O NEL CONTROLLARE LA FECONDAZIONE STESSA QUANDO ESSA SIA PRATICATA DA ALLEVATORI A CIO AUTORIZZATI .    4 LA PRECITATA LEGGE DEL 1966 DISPONE INOLTRE CHE OGNI CENTRO D ' INSEMINAZIONE SERVE UNA ZONA NELL ' AMBITO DELLA QUALE ESSO E IL SOLO LEGITTIMATO AD INTERVENIRE ( ART . 5 , 4* COMMA ); QUANDO UNA TALE ZONA VIENE ASSEGNATA AD UNA COOPERATIVA AGRICOLA , QUESTA E TENUTA AD ACCETTARE , COME UTENTI , GLI ALLEVATORI NON SOCI DI ESSA . GLI ALLEVATORI CHE SI TROVANO NELLA ZONA D ' AZIONE DI UN CENTRO D ' INSEMINAZIONE POSSONO CHIEDERE CH ' ESSO FORNISCA LORO MATERIALE SEMINALE PROVENIENTE DA CENTRI DI PRODUZIONE DI LORO SCELTA ( ART . 5 , 5* COMMA ); LE ULTERIORI SPESE DERIVANTI DA TALE SCELTA SONO A CARICO DELL ' UTENTE . I CENTRI D ' INSEMINAZIONE CHE NON SONO AL TEMPO STESSO CENTRI DI PRODUZIONE VENGONO NORMALMENTE RIFORNITI DI RIPRODUTTORI O DI MATERIALE SEMINALE DAL CENTRO O DAI CENTRI DI PRODUZIONE COI QUALI ESSI HANNO STIPULATO UN CONTRATTO DI FORNITURA .    5 LA SENTENZA DI RINVIO CONSTATA , IN BASE A QUESTA NORMATIVA , CHE ESISTE ATTUALMENTE IN FRANCIA UN MONOPOLIO TERRITORIALE A FAVORE DEI CENTRI D ' INSEMINAZIONE BOVINA E RILEVA CHE L ' ASSEGNAZIONE DI UNA ZONA ESCLUSIVA AD UNA COOPERATIVA POTREBBE PORSI IN CONTRASTO CON LE DISPOSIZIONI DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO CEE , RELATIVE AI MONOPOLI NAZIONALI A CARATTERE COMMERCIALE .        6 AL RIGUARDO , IL GIUDICE NAZIONALE CONSIDERA CHE IL CARATTERE MONOPOLISTICO DEI CENTRI D ' INSEMINAZIONE NON E CONTESTABILE E CHE IL MONOPOLIO DI CUI TRATTASI RIVESTE UN CARATTERE NAZIONALE PER IL FATTO CHE L ' INSIEME DEI CENTRI NON E ESPOSTO ALLA CONCORRENZA , IN QUANTO GLI ALLEVATORI DEBBONO OBBLIGATORIAMENTE PASSARE DAL CENTRO DA CUI DIPENDONO PER PROCEDERE ALLA FECONDAZIONE ARTIFICIALE DEI BOVINI E PERSINO PER OTTENERE IL MATERIALE SEMINALE DI LORO SCELTA . ESSO SI DOMANDA TUTTAVIA SE TALI CENTRI PRESENTINO UN CARATTERE COMMERCIALE .    7 PER CHIARIRE QUESTO PUNTO , IL GIUDICE NAZIONALE HA PROPOSTO UNA PRIMA QUESTIONE PREGIUDIZIALE , DAL TENORE SEGUENTE :    ' SE LE PRESTAZIONI DI SERVIZI ABBIANO UN CARATTERE COMMERCIALE AI SENSI DELL ' ART . 37 DEL TRATTATO DI ROMA QUANDO , ORGANIZZATI IN FORMA DI MONOPOLIO NAZIONALE , PERMETTONO ALLO STATO DI ASSUMERE IL CONTROLLO DI UN SETTORE DELL ' ECONOMIA NAZIONALE . '   8 VA INNANZITUTTO RICORDATO CHE , COME LA CORTE HA GIA DICHIARATO NELLA SENTENZA 30 APRILE 1974 ( CAUSA 155/73 , SACCHI , RACC . PAG . 409 ), RISULTA , SIA DALLA COLLOCAZIONE DELL ' ART . 37 NEL CAPITOLO DEL TRATTATO RELATIVO ALL ' ABOLIZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE , SIA DALLA TERMINOLGIA IMPIEGATA NELLA NORMA SUDDETTA , CHE QUEST ' ULTIMA SI RIFERISCE AGLI SCAMBI DI MERCI E NON PUO APPLICARSI AD UN MONOPOLIO DI SERVIZI .    9 DI CONSEGUENZA , IL SOLO FATTO CHE UN MONOPOLIO NAZIONALE DI SERVIZI CONSENTA ALLE AUTORITA DELLO STATO MEMBRO INTERESSATO DI ASSUMERE , SECONDO LA FORMULAZIONE DELLA QUESTIONE PREGIUDIZIALE , IL CONTROLLO DI UN SETTORE DELL ' ECONOMIA NAZIONALE , NON BASTA A RAGGIUNGERE LA CONCLUSIONE CHE TALE MONOPOLIO RICADA SOTTO L ' ART . 37 .    10 TUTTAVIA NON PUO ESCLUDERSI LA POSSIBILITA CHE UN MONOPOLIO DI SERVIZI ESERCITI UN INFLUSSO INDIRETTO SUGLI SCAMBI DI MERCI FRA GLI STATI MEMBRI . COSI UN ' IMPRESA , O UN GRUPPO DI IMPRESE , MONOPOLIZZANDO LA PRESTAZIONE DI TALUNI SERVIZI , POTREBBE CONTRAVVENIRE AL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI IN PARTICOLARE IN QUANTO DA DETTO MONOPOLIO CONSEGUA UNA DISCRIMINAZIONE DEI PRODOTTI IMPORTATI NEI CONFRONTI DI QUELLI DI ORIGINE NAZIONALE .        11 LE CIRCOSTANZE MESSE IN RILIEVO DAL GIUDICE DEL RINVIO E QUELLE EMERSE NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO DINANZI ALLA CORTE NON BASTANO TUTTAVIA A FAR RITENERE CHE UNA NORMATIVA QUALE QUELLA CHE DISCIPLINA IN FRANCIA LA FECONDAZIONE ARTIFICIALE DEI BOVINI ISTITUISCA IN FORMA INDIRETTA UN MONOPOLIO CHE OSTACOLI LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .    12 DA TALI CIRCOSTANZE RISULTA INFATTI CHE , SECONDO LA LEGGE FRANCESE IN MATERIA , OGNI PRIVATO ALLEVATORE E LIBERO DI CHIEDERE AL CENTRO DI INSEMINAZIONE DA CUI DIPENDE DI FORNIRGLI MATERIALE SEMINALE PROVENIENTE DA UN CENTRO DI PRODUZIONE DI SUA SCELTA , IN FRANCIA O ALL ' ESTERO . IL GOVERNO FRANCESE HA PRECISATO CHE , NELLA NORMATIVA FRANCESE , NULLA IMPEDISCE AD UN CENTRO D ' INSEMINAZIONE O PERSINO AD UN PRIVATO ALLEVATORE DI RIVOLGERSI DIRETTAMENTE AD UN CENTRO STRANIERO PER ACQUISTARE DA ESSO DEL MATERIALE SEMINALE E DI OTTENERE LA LICENZA D ' IMPORTAZIONE A TAL FINE NECESSARIA .    13 LA PRIMA QUESTIONE VA PERTANTO RISOLTA NEL SENSO CHE , IN BASE ALL ' INTERPRETAZIONE DA DARE ALL ' ART . 37 , TALE NORMA NON SI RIFERISCE AD UN MONOPOLIO DI SERVIZI , ANCHE OVE TALE MONOPOLIO CONSENTA ALLO STATO MEMBRO INTERESSATO DI ASSUMERE IL CONTROLLO DI UN SETTORE DELL ' ECONOMIA NAZIONALE , A CONDIZIONE CH ' ESSO NON VIOLI IL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI DISCRIMINANDO I PRODOTTI IMPORTATI A BENEFICIO DI QUELLI DI ORIGINE NAZIONALE .    14 ALLA LUCE DI TALE SOLUZIONE , LA SECONDA E LA TERZA QUESTIONE , ATTINENTI ESCLUSIVAMENTE ALLE ATTIVITA DI UN MONOPOLIO NELL ' AMBITO DELLA PRESTAZIONE DI SERVIZI , SONO DIVENUTE PRIVE DI OGGETTO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  15 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO FRANCESE E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNCIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE CON SENTENZA 22 APRILE 1981 DAL TRIBUNAL DE GRANDE INSTANCE DI PAU , DICHIARA :   L ' ART . 37 DEL TRATTATO NON SI RIFERISCE AD UN MONOPOLIO DI SERVIZI , ANCHE OVE TALE MONOPOLIO CONSENTA ALLO STATO MEMBRO INTERESSATO DI ASSUMERE IL CONTROLLO DI UN SETTORE DELL ' ECONOMIA NAZIONALE , A CONDIZIONE CH ' ESSO NON VIOLI IL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI DISCRIMINANDO I PRODOTTI IMPORTATI A BENEFICIO DI QUELLI DI ORIGINE NAZIONALE .