CELEX: 51999PC0309
Language: it
Date: 1999-06-25
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al ravvicinamento dei regimi giuridici di protezione delle invenzioni attraverso il modello d'utilità

Avis juridique important

|

51999PC0309

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al ravvicinamento dei regimi giuridici di protezione delle invenzioni attraverso il modello d'utilità  /* COM/99/0309 def. - COD 97/0356 */  

Gazzetta ufficiale n. C 248 E del 29/08/2000 pag. 0056 - 0068

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa al ravvicinamento dei regimi giuridici di protezione delle invenzioni attraverso il modello d'utilitàRELAZIONE PREMESSALa Commissione ha presentato al Parlamento europeo ed al Consiglio, in data 12 dicembre 1997, una proposta di direttiva relativa al ravvicinamento dei regimi giuridici di protezione delle invenzioni attraverso il modello d'utilità (1).(1) GU C 36 del 3.2.1998, pag. 13.Il Comitato economico e sociale ha espresso il suo parere in data 27 maggio 1998 (2).(2) GU C 235 del 27.7.1998, pag. 26.Nel suo parere, adottato in prima lettura in occasione della sessione plenaria dell' 8-12 marzo 1999, il Parlamento europeo ha approvato l'iniziativa della Commissione, subordinandone però l'approvazione all'accoglimento di 34 emendamenti (3). È opportuno notare che il Parlamento non ha rimesso in causa l'approccio della Commissione in materia e che le caratteristiche del modello d'utilità prospettato nella proposta iniziale sono state conservate: il livello d'inventività richiesto è inferiore a quello preteso in materia di brevetto, le condizioni sostanziali della protezione non sono sottoposte ad un esame preliminare e la durata della protezione è limitata a 10 anni.(3) Non ancora pubblicato.Il Parlamento ha auspicato che la direttiva definisca il modello d'utilità, facendo segnatamente riferimento ad una struttura, ad un meccanismo o ad una configurazione ed escludendo quindi i procedimenti e le sostanze dal campo d'applicazione della direttiva. In compenso esso ha proposto di far entrare nel campo d'applicazione le invenzioni che coinvolgono i programmi di elaboratori. Un'altra importante proposta contenuta nel parere del Parlamento riguarda l'attività inventiva. Esso propone di ammettere un'attività inventiva più limitata rispetto al brevetto, ma ispirandosi però alle pertinenti disposizioni della Convenzione sul brevetto europeo. Il parere del Parlamento europeo contiene anche alcune proposte volte a rafforzare la sicurezza giuridica del modello d'utilità, estendendo ai terzi la possibilità di chiedere un rapporto di ricerca e rendendolo obbligatorio in alcune circostanze. Il Parlamento europeo propone d'introdurre nella direttiva una procedura di sportello unico, onde permettere al richiedente di presentare una sola domanda di modello d'utilità in uno Stato membro: incomberà a quest'ultimo trasmettere la domanda agli altri Stati membri nei quali il richiedente intende ottenere una protezione. Esso propone anche di introdurre una procedura di opposizione, in modo che le controversie relative al modello d'utilità vengano risolte più rapidamente che nel quadro di un'azione giudiziaria. Il parere del Parlamento contiene infine proposte volte a ridurre del 50% le tasse gravanti sulle PMI, sugli inventori indipendenti e sulle università e ad estendere i motivi di nullità ai casi in cui il titolare non aveva diritto al modello d'utilità.L'obiettivo perseguito dalla presente proposta modificata è stato quello di tener conto, per quanto possibile, degli emendamenti del Parlamento europeo, la maggior parte dei quali contribuisce a precisare e a chiarire il testo della proposta iniziale.La Commissione ha potuto accettare 25 degli emendamenti proposti dal Parlamento europeo. Su questi 25 emendamenti, 20 sono stati accettati integralmente (emendamenti 3, 4, 5, 7, 9, 11, 13, 14, 19, 20, 21, 22, 25, 27, 28, 29, 31, 32, 33 e 34), previa, ove necessario, una rifinitura tecnica, e 5 in parte (emendamenti 2, 6, 8, 10 e 26). La Commissione non ha invece potuto accettare 9 degli emendamenti proposti (emendamenti 1, 12, 15, 16, 17, 18, 23, 24 e 30).Gli emendamenti relativi all'introduzione di una procedura di sportello unico (emendamenti 1, 6 (in parte) e 17) sono stati respinti, poiché l'introduzione di tale procedura sarebbe andata al di là dell'obiettivo della direttiva che è quello di ravvicinare le disposizioni nazionali in materia di modelli d'utilità aventi l'incidenza più diretta sul funzionamento del mercato interno. Tra l'altro una tale procedura non deriva da un'esigenza espressa dagli ambienti economici interessati nel quadro della consultazione avviata con il Libro verde del 1995. Inoltre l'istituzione di tale procedura farebbe nascere sul piano giuridico e sul piano pratico alcune difficoltà e non risolverebbe, ad esempio, il problema delle traduzioni. Va anche tenuto presente il carico di lavoro che la gestione di questa procedura farebbe gravare sugli organismi nazionali. La Commissione potrebbe invece, nel quadro del controllo dell'applicazione della direttiva e alla luce dell'esperienza acquisita, esaminare, qualora se ne sentisse l'esigenza, la possibilità di porre in essere una siffatta procedura.L'emendamento che prevede l'instaurazione di una procedura di opposizione (emendamento 18) è stato respinto, poiché anch'esso va al di là dell'armonizzazione ricercata dalla direttiva. Si tratta di una questione procedurale che deve essere lasciata alla valutazione degli Stati membri, nel rispetto del principio di proporzionalità. La possibilità d'introdurre una procedura di opposizione potrebbe essere esaminata, così come la procedura dello sportello unico, nel quadro del controllo relativo all'applicazione della direttiva.Anche vari altri emendamenti sono stati respinti. È questo il caso degli emendamenti che riguardano direttamente o indirettamente il campo d'applicazione della direttiva (emendamenti 2 (in parte), 6 (in parte), 8, 23 e 24). Questi emendamenti mirano ad escludere dal campo d'applicazione della direttiva le sostanze e i procedimenti. L'esclusione delle sostanze e dei procedimenti della protezione attraverso il modello d'utilità deriva da una vecchia concezione che è oggi superata. La consultazione avviata con il Libro bianco del 1995 sui modelli d'utilità ha mostrato che gran parte degli ambienti interessati è favorevole ad un campo d'applicazione che copra anche le sostanze e i procedimenti. Inoltre l'esigenza della forma tridimensionale - da cui deriva l'esclusione della protezione delle sostanze e dei procedimenti - è in regresso nelle legislazioni degli Stati membri. Attualmente sono solo quattro Stati membri che fanno della forma tridimensionale una condizione per ottenere la protezione attraverso il modello d'utilità.È stato peraltro respinto l'emendamento che prevedeva una riduzione delle tasse del 50% per le PMI, gli inventori indipendenti e le università (emendamento 12). Benché le preoccupazioni espresse tramite tale emendamento siano degne di lode, tale disposizione non trova spazio in quanto tale in una direttiva d'armonizzazione, in quanto avrebbe incidenze finanziarie per gli Stati membri che andrebbero al di là dell'obiettivo della direttiva. L'idea che è sottesa a questo emendamento è stata ripresa in un considerando.La Commissione non ha infine accettato altri emendamenti. È così che l'emendamento che prevedeva oltre al controllo a posteriori prevedeva anche un controllo a priori delle eccezioni (emendamento 15) è stato respinto, poiché rimetteva in questione la mancanza di un esame formale delle condizioni della protezione. Non sono stati nemmeno accettati gli emendamenti che presentavano il «vantaggio pratico o tecnico» come condizione supplementare per ottenere la protezione (emendamenti 6 (in parte), 10 e 16). Ciò avrebbe introdotto un nuovo requisito per ottenere la protezione, mentre il vantaggio tecnico o pratico deve essere piuttosto considerato come una spiegazione dell'attività inventiva.Non è stato accettato nemmeno l'emendamento che prevedeva la nullità del modello d'utilità in base al rilievo che il titolare non ha diritto al modello d'utilità (emendamento 30). In effetti, in questa ipotesi, il vero inventore perderebbe definitivamente il suo diritto al modello d'utilità, poiché l'invenzione non potrebbe essere più considerata come nuova. La nullità non è quindi auspicabile. Dovrebbe invece essere prevista la possibilità di trasferire il titolo al vero inventore.OSSERVAZIONI SUI CONSIDERANDODa un punto di vista generaleAllo scopo di facilitare la lettura del preambolo della proposta modificata, si è provveduto a numerare i vari considerando. Alla luce del parere del Parlamento sono stati modificati tre considerando e ne è stato aggiunto uno nuovo (vedere tabella seguente).Considerando // Emendamento>SPAZIO PER TABELLA>Da un punto di vista particolareIl considerando 6 è stato completato per tener conto dell'emendamento 12 del Parlamento europeo per ciò che riguarda la riduzione delle tasse gravanti sulle PMI, sugli inventori indipendenti e sulle università.La modifica del considerando 13 corrisponde all'emendamento 2 (in parte) del Parlamento, al fine di tener conto della soppressione dell'esclusione riguardante le invenzioni che coinvolgono programmi di elaboratori.La modifica apportata al considerando 14 corrisponde all'emendamento 3 del Parlamento riguardante l'estensione ai terzi interessati della possibilità di chiedere un rapporto di ricerca.Il nuovo considerando 19 corrisponde all'emendamento 4 del Parlamento relativo al controllo dell'applicazione della direttiva da parte della Commissione tre anni dopo il recepimento della stessa negli Stati membri.OSSERVAZIONI SUGLI ARTICOLIDa un punto di vista generaleIn base al parere del Parlamento europeo, sono stati modificati 20 articoli o paragrafi e sono stati inseriti tre nuovi articoli nella proposta modificata, relativi ai rapporti con le altre forme di protezione (articolo 22) all'applicazione a titolo sussidiario (articolo 26) e al controllo dell'applicazione della direttiva (articolo 28). Due articoli hanno invece costituito oggetto di modifiche tecniche (articoli 18, §1 e 27, §1). Al fine di facilitare la lettura degli emendamenti rispetto agli articoli interessati è stata messa a punto una tabella di corrispondenza (cfr. tabella seguente).Articoli // Emendamenti>SPAZIO PER TABELLA>Da un punto di vista particolareArticolo 1Il titolo «Definizioni» della proposta iniziale è sostituito con il titolo «Definizione» per tener conto delle modifiche apportate al contenuto dell'articolo.Paragrafo 1Questo articolo è stato modificato per tener conto (in parte) dell'emendamento 6 del Parlamento. Esso riprende l'idea che figurava all'articolo 3, §1, della proposta iniziale relativo alle invenzioni proteggibili e precisa che le invenzioni in questione possono riguardare prodotti o procedimenti. Il riferimento ad una configurazione, ad una struttura o ad un meccanismo non è stato accettato, in quanto avrebbe implicato l'esclusione dei procedimenti e delle sostanze, cosa che non avrebbe corrisposto al punto di vista della Commissione. Inoltre il riferimento ad un vantaggio pratico o tecnico o ad un altro vantaggio per l'utente, ad esempio nel campo dell'istruzione o delle attività ricreative, non è qui ripreso, ma è però trasferito all'articolo 6 relativo all'attività inventiva, in quanto spiegazione della nozione di attività inventiva.Paragrafo 2Il paragrafo 2 corrisponde in parte all'articolo 1 della proposta iniziale, ma, come proposto dal Parlamento europeo (emendamento 6), l'elenco delle denominazioni nazionali è stato ripreso a fini d'interpretazione.Articolo 3Il titolo è modificato nella misura in cui il contenuto dell'ex paragrafo 1 di questo articolo è stato trasferito all'articolo 1, §1, e nella misura in cui l'articolo 3 (nuovo) riguarda unicamente le eccezioni alla protezione.Paragrafo 1L'ex paragrafo 1 è soppresso, tenuto conto della nuova definizione che figura all'articolo 1. Il nuovo paragrafo 1 corrisponde quindi all'ex paragrafo 2. L'emendamento 34 del Parlamento, volto a permettere ai giochi di essere protetti dal modello d'utilità, a patto che soddisfino le condizioni della protezione, è stato ripreso nella redazione del punto c).Paragrafo 2Questo nuovo paragrafo, che corrisponde all'emendamento 7 del Parlamento, s'ispira alle corrispondenti disposizioni della Convenzione sul brevetto europeo (articolo 52, §3) e mira ad escludere dalla protezione attraverso il modello d'utilità unicamente gli elementi del paragrafo precedente considerati in quanto tali.Articolo 4Il titolo dell'articolo 4 è modificato per distinguerlo da quello dell'articolo 3 e per farlo meglio corrispondere al contenuto dell'articolo che riguarda le invenzioni non proteggibili attraverso il modello d'utilità. La soppressione del punto d), relativo alle invenzioni che coinvolgono programmi di elaboratori, corrisponde all'emendamento 8 (in parte) del Parlamento. Le invenzioni che implicano programmi di elaboratori potranno quindi essere protette attraverso i modelli d'utilità, a condizione che soddisfino le condizioni della protezione stabilite dalla direttiva.Articolo 5Paragrafo 3Le modifiche mirano a precisare, da un lato, che è anche considerato come compreso nello stato della tecnica il contenuto delle domande di brevetti, nel rispetto dell'emendamento 9 del Parlamento e, dall'altro, che le domande precedenti devono coprire lo stesso territorio di quello della domanda di modello d'utilità per poter essere considerate come facenti parte dello stato della tecnica.Articolo 6Questo articolo è il risultato di una combinazione degli emendamenti 6 e 10 del Parlamento.Paragrafo 1Questo paragrafo riprende l'idea dell'emendamento 10 del Parlamento, secondo la quale l'invenzione implica un'attività inventiva se, rispetto allo stato della tecnica, non è molto evidente per una persona esperta. Questa formulazione, che si ispira alla definizione di attività inventiva prevista dalla Convenzione sul brevetto europeo (articolo 56), permette di stabilire che la protezione attraverso il modello d'utilità richiede un'attività inventiva. Tuttavia, la sfumatura apportata con l'introduzione della parola « molto » indica che questa attività inventiva è inferiore a quella richiesta in materia di brevetto. Una formulazione di questo tipo esiste peraltro in alcune legislazioni nazionali in materia di modello d'utilità. Quest'articolo introduce inoltre l'idea dell'emendamento 6 del Parlamento relativo alla definizione del modello d'utilità, secondo la quale l'invenzione deve anche presentare un vantaggio.Paragrafo 2Il paragrafo 2 precisa il contenuto della nozione di vantaggio di cui al paragrafo precedente, ispirandosi agli elementi che figurano nell'emendamento 6 del Parlamento. Si tratta di un vantaggio pratico o tecnico per l'utilizzazione o la fabbricazione del prodotto o del procedimento in questione o di un altro vantaggio per l'utente, ad esempio nel campo dell'istruzione o delle attività ricreative. L'«altro vantaggio» di cui si parla permette di comprendere in particolare le invenzioni in materia di giuochi o di giocattoli.Articolo 8Paragrafo 1L'aggiunta del termine «unicamente», che corrisponde all'emendamento 11 del Parlamento europeo, permette di limitare strettamente gli elementi che devono essere contenuti nella domanda di modello d' utilità.Articolo 13Paragrafo 2 (soppresso)Il paragrafo 2 della proposta iniziale mirava a limitare il numero di rivendicazioni allo stretto necessario, tenuto conto della natura dell'invenzione. Il Parlamento europeo (emendamento 14) ha ritenuto che questa formulazione fosse troppo soggettiva e che avrebbe dato probabilmente luogo a divergenze tra le legislazioni nazionali in materia. Esso ha ritenuto preferibile far rispettare le rivendicazioni tramite l'articolo 25 (nullità).Articolo 16Paragrafo 1La modifica, che corrisponde all'emendamento 19 del Parlamento, mira ad estendere a chiunque sia interessato la possibilità di chiedere un rapporto di ricerca, a patto che ne sostenga le spese. Questa modifica permette di migliorare la sicurezza giuridica.Paragrafo 3L'aggiunta, che corrisponde all'emendamento 20 del Parlamento, prevede che il rapporto di ricerca è inserito nel fascicolo, ossia messo a disposizione del pubblico in quanto parte integrante della documentazione che accompagna il rilascio del modello d'utilità. Quest'aggiunta permette di migliorare la trasparenza e la sicurezza giuridica.Paragrafo 4Le modifiche apportate corrispondono all'emendamento 21 del Parlamento. Esse prevedono che gli Stati membri hanno l'obbligo, e non più la facoltà, di rendere obbligatorio il rapporto di ricerca in caso di azione giudiziaria, a meno che ciò non sia già stato stabilito precedentemente. Queste modifiche corrispondono anche ad un auspicio del Comitato economico e sociale.Articolo 18Il titolo viene modificato per tener conto della nuova redazione del paragrafo 1 di questo articolo.Paragrafo 1La modifica mira a precisare che questa disposizione riguarda il diritto di priorità all'interno di uno stesso Stato membro. Essa completa inoltre la proposta iniziale prevedendo che il depositante ha anche la possibilità di trasformare la sua domanda di brevetto in domanda di modello d'utilità.Articolo 19Paragrafo 2L'aggiunta, che corrisponde all'emendamento 22 del Parlamento, prevede che la proroga del modello d'utilità, alla scadenza del primo periodo di 6 anni, non è accordata se l'invenzione non ha costituito oggetto di una domanda di rapporto di ricerca. L'idea è di rafforzare la sicurezza giuridica, evitando che modelli d'utilità non esaminati restino troppo a lungo in vigore.Articolo 20Paragrafo 1La soppressione del termine «registrato», che deriva dall'emendamento 26 del Parlamento, deve essere considerata alla luce del nuovo paragrafo 7 di questo articolo, che prevede che il modello d'utilità produce tutti i suoi effetti al momento della pubblicazione della sua registrazione.Paragrafo 2Come per il paragrafo precedente, la soppressione del termine «registrato», che deriva dall'emendamento 26 del Parlamento, deve essere considerata alla luce del nuovo paragrafo 7 di questo articolo che prevede che il modello d'utilità produce tutti i suoi effetti al momento della pubblicazione della sua registrazione.Paragrafo 4Le modifiche mirano, da un lato, ad ampliare la nozione di trasmissione, conformemente all'emendamento 25 del Parlamento europeo, e, dall'altro, a permettere anche la trasmissione delle domande di modelli d'utilità.Paragrafo 7 (nuovo)Questo nuovo paragrafo, che corrisponde all'emendamento 26 del Parlamento, precisa il momento a partire dal quale il modello d'utilità produce tutti i suoi effetti. Questa nuova disposizione è un elemento importante, poiché la proposta iniziale non conteneva alcuna disposizione in materia.Articolo 22 (nuovo)Questo nuovo articolo, che riprende, completandolo per ciò che riguarda la topografia dei prodotti semiconduttori, il contenuto dell'emendamento 5 del Parlamento previa una rifinitura tecnica, mira a precisare i rapporti del modello d'utilità con le altre forme di protezione.Articolo 23Paragrafo 2La modifica, che corrisponde all'emendamento 27 del Parlamento, sopprime l'opzione lasciata agli Stati membri nella proposta iniziale. La nuova formulazione non lascia più posto ad un'applicazione opzionale e il modello d'utilità rilasciato è reputato senza effetto quando è stato concesso e pubblicato un brevetto riguardante la stessa invenzione. Questa modifica corrisponde anche ad una richiesta del Comitato economico e sociale.Paragrafo 3La modifica, che corrisponde all'emendamento 28 del Parlamento, tiene conto dei cambiamenti apportati al paragrafo precedente.Articolo 25Paragrafo 1, punto a)Questa modifica, che corrisponde all'emendamento 29 del Parlamento, tiene conto della nuova redazione dell'articolo 1.Paragrafo 2La modifica, che corrisponde all'emendamento 31 del Parlamento, precisa che la limitazione del modello d'utilità sotto forma di una modifica delle rivendicazioni, della descrizione o dei disegni è possibile a condizione che le legislazioni nazionali l'ammettano.Articolo 26 (nuovo)Questo nuovo articolo, che riprende il contenuto dell'emendamento 32 del Parlamento previa una rifinitura tecnica, permette di rendere applicabile la legge nazionale sui brevetti in mancanza di disposizioni nazionali applicabili. Ciò consente di evitare di creare procedure particolari e di rinviare al diritto dei brevetti in materia di procedura.Articolo 27Paragrafo 1La modifica apportata in materia di recepimento s'ispira alle disposizioni esistenti in altre direttive.Articolo 28 (nuovo)Questo nuovo articolo, che riprende il contenuto dell'emendamento 33 del Parlamento previa una rifinitura tecnica, prevede un controllo dell'applicazione della direttiva da parte della Commissione, come previsto da altre direttive in vigore nel campo della proprietà industriale.Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa al ravvicinamento dei regimi giuridici di protezione delle invenzioni attraverso il modello d'utilità (Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,visto la proposta della Commissione (4),(4) GU C 36 del 3.2.1998, pag. 13.visto il parere del Comitato economico e sociale (5),(5) GU C 235 del 27.7.1998, pag. 26.deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato (6),(6) Parere del Parlamento europeo del 12 marzo 1999.(1) considerando che il trattato obbliga la Comunità e gli Stati membri a provvedere affinché siano assicurate le condizioni necessarie per la competitività dell'industria comunitaria, e in particolare a favorire uno sfruttamento migliore delle potenzialità industriali delle politiche d'innovazione, di ricerca e di sviluppo tecnologico;(2) considerando il ruolo importante svolto attualmente dalle invenzioni tecniche, che rendono disponibili prodotti più avanzati, di miglior qualità ed aventi un'efficacia particolare, come la comodità d'applicazione o d'uso, oppure un vantaggio pratico o industriale rispetto allo stato della tecnica;(3) considerando che le divergenze nelle legislazioni degli Stati membri nel campo dei modelli d'utilità fanno sì che le stesse invenzioni non siano protette, o non siano protette nello stesso modo e per la stessa durata, in tutta la Comunità, e contrastano pertanto con i criteri di un mercato unico e privo di ostacoli; che è quindi necessario ravvicinare, ai fini dell'instaurazione e del funzionamento del mercato interno, le legislazioni degli Stati membri in tale materia;(4) considerando che è indispensabile, nel presente contesto, mettere in atto tutti gli strumenti idonei ad accrescere la competitività dell'industria comunitaria nel settore della ricerca e dello sviluppo;(5) considerando che le piccole e medie imprese svolgono un ruolo strategico per l'innovazione e per una risposta rapida alle esigenze del mercato;(6) considerando che è necessario mettere a disposizione delle imprese, in particolare di quelle piccole e medie, e dei ricercatori uno strumento poco costoso, rapido, e di facile valutazione ed applicazione; che, in questo contesto, le tasse devono, per quanto possibile, essere di un importo ragionevole per le PMI, gli inventori indipendenti e le università;(7) considerando che la protezione conferita mediante il modello di utilità appare più adatta di quella attribuita attraverso il brevetto per invenzioni industriali per proteggere le invenzioni tecniche che presentano un grado di inventiva specifico;(8) considerando che è utile proteggere adeguatamente le invenzioni tecniche in tutta la Comunità;(9) considerando che, in base al principio di proporzionalità, è sufficiente ravvicinare le disposizioni nazionali che i incidono nel modo più diretto sul funzionamento del mercato interno;(10) considerando che la realizzazione degli obiettivi perseguiti attraverso il ravvicinamento presuppone che l'acquisizione ed il mantenimento del diritto sul modello d'utilità registrato siano, in linea di principio, sottoposti alle medesime condizioni in tutti gli Stati membri; che a tal fine è opportuno stabilire un elenco tassativo delle condizioni cui l'invenzione tecnica deve rispondere per poter essere protetta attraverso un modello d'utilità;(11) considerando che tali condizioni sono in gran parte affini a quelle poste per la protezione conferita dal brevetto per invenzioni industriali; che l'attività inventiva necessaria deve tuttavia essere differente a causa della natura particolare delle invenzioni tecniche proteggibili attraverso i modelli d'utilità;(12) considerando che la protezione del modello d'utilità deve riguardare sia i prodotti che i procedimenti;(13) considerando che è opportuno escludere dalla protezione attraverso il modello d'utilità non solo le invenzioni abitualmente escluse dalla brevettabilità, ma anche quelle relative a sostanze o procedimenti chimici o farmaceutici, al fine di rispondere alle esigenze dei settori industriali interessati;(14) considerando che la demanda di modello d'utilità deve soddisfare a condizioni vicine a quelle richieste in materia di brevetti; che la demanda di modello d'utilità non dà tuttavia luogo ad una verifica formale senza esame preliminare della novità, né del grado d'inventività; che deve costituire oggetto di un rapporto di ricerca sullo stato della tecnica solamente su richiesta del depositante o di un terzo interessato;(15) considerando che, per rendere possibile il buon funzionamento del mercato interno e garantire condizioni di concorrenza non falsate, è indispensabile provvedere a che i modelli d'utilità registrati fruiscano d'ora in poi della stessa protezione nella legislazione di tutti gli Stati membri ed abbiano una durata di protezione identica; che tale durata non può comunque essere superiore a 10 anni;(16) considerando che è necessario precisare la natura e la latitudine dei diritti conferiti dal modello d'utilità; che il principio dell'esaurimento comunitario dei diritti deve essere ribadito in conformità della giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, mentre deve essere espressamente escluso il principio dell'esaurimento internazionale;(17) considerando che è altresì opportuno disciplinare il cumulo della protezione conferita dal brevetto per invenzioni industriali e dal modello d'utilità, nonché l'estinzione e la nullità del modello d'utilità stesso;(18) considerando che tutti gli Stati membri della Comunità aderiscono alla Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale; che la Comunità e tutti gli Stati membri sono vincolati dall'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale che attengono al commercio, concluso nell'ambito dell'Organizzazione mondiale per il commercio; che le disposizioni della presente direttiva devono essere in completa armonia con quelle della Convenzione di Parigi e del predetto accordo; che la presente direttiva non incide sugli altri obblighi degli Stati membri derivanti da tale Convenzione e da tale accordo;(19) considerando che occorre sorvegliare l'applicazione della presente direttiva ed assicurarsi che sia sempre adattata per garantire, nel quadro dei modelli d'utilità, il buon funzionamento del mercato interno e l'innovazione delle imprese della Comunità; che la Commissione dovrebbe proporre le misure che si rivelano quindi necessarie; che, fra queste misure, sarebbe opportuno proporre mezzi concreti per facilitare la registrazione del modello d'utilità in più di uno Stato membro e di ridurne il costo;HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:CAPO UNOPREMESSAArticolo unoDefinizione1. Conformemente alla disposizioni della presente direttiva sono proteggibili, in quanto modelli d'utilità, le nuove invenzioni implicanti un'attività inventiva suscettibili di applicazione industriale, che riguardano prodotti o procedimenti.2. Negli Stati membri sono utilizzate le seguenti denominazioni:Belgio: Brevet de courte durée/Octrooi van korte duurDanimarca: BrugsmodelGermania: GebrauchsmusterGrecia: ïïï ïï oSpagna: Modelo de utilidadFrancia: Certificat d'utilitéIrlanda: Short-term patentItalia: Brevetto per modelli d'utilitàPaesi Bassi: Zesjarig octrooiAustria: GebrauchsmusterPortogallo: Modelo de utilidadeFinlandia: NyttighetsmodellagenArticolo 2OggettoLa presente direttiva è intesa a ravvicinare le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri riguardanti la protezione delle invenzioni attraverso il modello d'utilità.CAPO IICAMPO D'APPLICAZIONE DEL MODELLO D'UTILITÀArticolo 3Eccezioni alla protezione1. Non sono considerate invenzioni suscettibili di essere protette attraverso il modello d'utilità, segnatamente:a) le scoperte, nonché le teorie scientifiche e i metodi matematici;b) le creazioni estetiche;c) i piani, i principi e i metodi nell'esercizio di attività intellettuali o nel campo delle attività economiche;d) la presentazione di informazioni.2. In virtù delle disposizioni di cui al paragrafo 1, la protezione, attraverso il modello d'utilità, degli elementi ivi enumerati è esclusa solamente nella misura in cui la domanda del modello d'utilità o il modello d'utilità riguarda tali elementi considerati in quanto tali.Articolo 4Invenzioni non proteggibiliI modelli d'utilità non vengono rilasciati per:a) le invenzioni la cui attuazione sia contraria all'ordine pubblico o al buon costume, l'attuazione di una invenzione non può essere considerata contraria all'ordine pubblico o al buon costume per il solo fatto d'essere vietata, in tutti gli Stati membri ovvero in uno o taluni di essi, da una disposizione di legge o regolamentare;b) le invenzioni riguardanti la materia biologica;c) le invenzioni riguardanti sostanze o procedimenti chimici o farmaceutici.Articolo 5Novità1. Un'invenzione si considera nuova se non è compresa nello stato della tecnica.2. Lo stato della tecnica è costituito da tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico prima della data di deposito della domanda di modello d'utilità mediante una descrizione scritta o orale, l'utilizzazione o qualsiasi altro mezzo.3. Si considera altresì compreso nello stato della tecnica il contenuto di domande di modelli d'utilità e di brevetti così come sono stati depositati nello Stato membro interessato o che designino tale Stato, i quali abbiano una data di deposito anteriore a quella menzionata al paragrafo 2 e che siano stati pubblicati a tale data o in data posteriore.Articolo 6Attività inventiva1. Ai sensi della presente direttiva un'invenzione è considerata come implicante un'attività inventiva se essa presenta un vantaggio e, per una persona esperta, non deriva in modo molto evidente dallo stato della tecnica.2. Il vantaggio di cui al paragrafo precedente consiste in un vantaggio pratico o tecnico per l'utilizzazione o la fabbricazione del prodotto o del procedimento in questione o in un altro vantaggio per l'utente, ad esempio nel campo dell'istruzione o delle attività ricreative.Articolo 7Applicazione industriale1. Un'invenzione si considera atta ad avere un'applicazione industriale se il suo oggetto può essere fabbricato o usato in qualsiasi genere d'industria, ivi compresa l'agricoltura.2. Non si considerano come invenzioni atte ad avere un'applicazione industriale ai sensi del paragrafo 1 i metodi di trattamento chirurgico o terapeutico ed i metodi di diagnosi applicati al corpo umano o animale.CAPO IIIDOMANDA DI MODELLO D'UTILITÀArticolo 8Requisiti della domanda1. La demanda di modello d'utilità deve contenere unicamente:a) la richiesta di rilascio del modello d'utilità;b) la descrizione dell'invenzione;c) una o più rivendicazioni;d) se del caso, i disegni cui fanno riferimento la descrizione o le rivendicazioni;e) un estratto.2. La domanda di modello d'utilità dà luogo al versamento di una tassa di deposito e, se del caso, di una tassa di ricerca.Articolo 9Data di depositoLa data di deposito della domanda di modello d'utilità è costituita dalla data in cui il richiedente ha presentato i documenti recanti:a) un'indicazione da cui risulti la richiesta di rilascio del modello d'utilità;b) le indicazioni che consentono di identificare il richiedente;c) la descrizione, nonché una o più rivendicazioni.Articolo 10Designazione dell'inventoreLa demanda di modello d'utilità deve contenere la designazione dell'inventore. Se il richiedente non è l'inventore o l'unico inventore, tale designazione deve essere corredata da una dichiarazione indicante l'origine dell'acquisizione del diritto al modello d'utilità.Articolo 11Unità d'invenzioneLa domanda di modello d'utilità deve avere per oggetto una sola invenzione, o una pluralità d'invenzioni tra loro collegate in modo tale da formare un solo concetto inventivo generale.Articolo 12Descrizione dell'invenzioneL'invenzione deve essere descritta nella domanda di modello di utilità in modo sufficientemente chiaro e completo perché una persona esperta possa attuarla.Articolo 13RivendicazioniLe rivendicazioni definiscono l'oggetto della protezione richiesta. Esse devono essere chiare e concise e fondarsi sulla descrizione.Articolo 14EstrattoL'estratto serve esclusivamente a fini d'informazione tecnica. Esso non può essere preso in considerazione per alcun altro scopo, né, in particolare, per determinare i limiti della protezione richiesta e per l'applicazione dell'articolo 5, paragrafo 3.Articolo 15Esame della regolarità formale1. L'autorità competente presso la quale è stata depositata la domanda di modello d'utilità esamina se la domanda presenta i requisiti formali di cui articoli 8 e 10 e verifica se contiene la descrizione e l'estratto. 2. Se non può essere riconosciuta una data di deposito, l'autorità competente invita il richiedente a sanare, nei modi e termini da essa stabiliti, le irregolarità constatate. Se queste irregolarità non sono sanate in tempo utile, la domanda non può essere trattata come domanda di modello d'utilità.3. L'autorità competente menzionata nel paragrafo 1 non effettua l'esame dei requisiti di cui agli articoli 5, 6 e 7.Articolo 16Rapporto di ricerca1. Se alla domanda di modello d'utilità è stata riconosciuta una data di deposito e se la domanda stessa non è stata reputata ritirata, l'autorità competente presso la quale è stata depositata redige, su richiesta del depositante o di altra persona interessata, a sue spese, un rapporto di ricerca vertente sullo stato della tecnica e basato sulle rivendicazioni, tenendo debitamente conto della descrizione e degli eventuali disegni.2. L'autorità competente presso la quale la domanda è stata depositata può affidare il compito di redigere il rapporto di ricerca a qualsiasi autorità che essa ritenga competente a tal fine.3. Una volta redatto, il rapporto è notificato al richiedente; esso deve essere corredato delle copie di tutti i documenti citati. Il rapporto di ricerca è messo a disposizione del pubblico in quanto parte integrante della documentazione che accompagna il rilascio del modello d'utilità.4. Nelle disposizioni che essi adottano per conformarsi alla presente direttiva, gli Stati membri prescrivono che il rapporto di ricerca è obbligatorio per le azioni giudiziarie intese a far valere i diritti conferiti dal modello d'utilità, salvo se quest'ultimo ha costituito oggetto di un rapporto di ricerca precedente.Articolo 17Diritto di priorità1. Chiunque abbia regolarmente depositato domanda di modello d'utilità o di brevetto per invenzioni in o per uno Stato membro aderente alla convenzione di Parigi sulla protezione della proprietà industriale, o il suo avente causa, fruisce, ai fini del deposito di una domanda di modello d'utilità per la stessa invenzione in uno o più Stati membri, di un diritto di priorità durante dodici mesi decorrenti dal deposito della prima domanda.2. È riconosciuto come idoneo a far sorgere il diritto di priorità qualsiasi deposito avente valore di deposito nazionale regolare in forza della legislazione nazionale dello Stato membro in cui è stato effettuato ovvero in forza di accordi bilaterali o multilaterali.3. Per deposito nazionale regolare s'intende qualsiasi deposito sufficiente a determinare la data in cui la domanda è stata depositata nello Stato membro di cui trattasi, indipendentemente dall'esito della stessa.Articolo 18Priorità interna e trasformazione1. Chiunque abbia regolarmente depositato una domanda di brevetto in uno Stato membro fruisce di un diritto di priorità di 12 mesi ai fini del deposito di una domanda di modello d'utilità per trasformare la sua domanda di brevetto in domanda di modello d'utilità nello stesso Stato membro, avente per oggetto la stessa invenzione, a meno che non sia già stata rivendicata una priorità per la domanda di brevetto.2. Si applicano le stesse disposizioni dell'articolo 17, paragrafi 2 e 3.CAPO IVEFFETTI DEL MODELLO D'UTILITÀArticolo 19Durata della protezione1. Il modello d'utilità dura sei anni dalla data di deposito della domanda.2. Sei mesi prima della scadenza del periodo di cui al paragrafo 1, il titolare può presentare una seconda ed ultima domanda di proroga del modello d'utilità per un periodo di due anni. Questa proroga non è accordata se l'invenzione non ha costituito oggetto di una domanda di rapporto di ricerca.3. Sei mesi prima della scadenza del periodo di cui al paragrafo 2, il titolare può presentare una seconda ed ultima domanda di proroga della protezione per un periodo non superiore a due anni.4. In nessun caso la protezione del modello d'utilità può avere durata superiore a 10 anni dalla data di deposito della domanda.Articolo 20Diritti conferiti1. Ove abbia per oggetto un prodotto, il modello d'utilità conferisce al titolare il diritto di vietare a qualsiasi terzo, in mancanza del proprio consenso, di fabbricare, utilizzare, offrire in vendita, vendere o importare a tali fini il prodotto stesso.2. Ove abbia per oggetto un procedimento, il modello d'utilità conferisce al titolare il diritto di vietare a qualsiasi terzo, in mancanza del proprio consenso, di utilizzare il procedimento nonché di utilizzare, offrire in vendita, vendere o importare a tali fini almeno il prodotto direttamente ottenuto mediante il procedimento stesso.3. I diritti conferiti dal modello d'utilità a norma dei paragrafi 1 e 2 non si estendono:a) agli atti compiuti in ambito privato ed a fini non commerciali;b) agli atti compiuti a titolo sperimentale che riguardano l'oggetto protetto.4. Il titolare di un modello d'utilità o di una domanda di modello d'utilità ha il diritto di trasmetterlo/a con tutti i mezzi riconosciuti dalla legge e di stipulare contratti di licenza.5. Gli Stati membri possono disporre deroghe limitate ai diritti esclusivi conferiti dal modello d'utilità, purché esse non incidano in modo ingiustificato sul normale sfruttamento del modello d'utilità e non rechino pregiudizio ingiustificato agli interessi legittimi del titolare del modello d'utilità, tenuto conto degli interessi dei terzi.6. Ove la legislazione di uno Stato membro consenta utilizzazioni dell'oggetto del modello d'utilità diverse da quelle ammesse in forza del paragrafo 5, che non richiedano il consenso del titolare del diritto, in particolare l'utilizzazione da parte di pubblici poteri o di terzi da questi autorizzati, si osservano le norme vigenti per analoghe utilizzazioni in materia di brevetti per invenzioni industriali.7. Il diritto conferito dal modello d'utilità produce tutti i suoi effetti al momento della pubblicazione della sua registrazione.Articolo 21Esaurimento comunitario dei diritti1. I diritti conferiti dal modello d'utilità non si estendono agli atti relativi al prodotto oggetto del modello d'utilità dopo che il prodotto stesso sia stato messo in commercio nella Comunità dal titolare del diritto o con il suo consenso.2. Per contro i diritti conferiti dal modello d'utilità si estendono agli atti relativi al prodotto oggetto del modello d'utilità dopo che il prodotto stesso sia stato messo in commercio fuori della Comunità dal titolare del diritto o con il suo consenso.Articolo 22Rapporti con le altre forme di protezioneLa presente direttiva si applica senza pregiudizio delle disposizioni del diritto comunitario o del diritto dello Stato membro interessato relative ai disegni e modelli ed altri segni distintivi, al diritto d'autore, ai brevetti, ai caratteri tipografici, alla topografia dei prodotti semiconduttori, alla responsabilità civile e alla concorrenza sleale.CAPO VCUMULO DELLA PROTEZIONE ESTINZIONE E NULLITÀArticolo 23Cumulo della protezione1. Una stessa invenzione può formare oggetto, simultaneamente o successivamente, di una domanda di brevetto per invenzioni e di una domanda di modello d'utilità.2. Un modello d'utilità rilasciato è reputato privo di effetti qualora sia stato rilasciato e pubblicato un brevetto d'invenzione riguardante la stessa invenzione.3. Gli Stati membri adottano misure adeguate affinché il titolare, in caso di lesione dei diritti, non possa avviare procedure successive in forza di due distinti regimi giuridici di protezione.Articolo 24EstinzioneIl modello d'utilità si estingue:a) al termine del periodo di cui all'articolo 19;b) qualora il titolare rinunci al modello d'utilità;c) se le tasse di cui all'articolo 8, paragrafo 2 non sono state pagate in tempo utile.Articolo 25Nullità1. La domanda di declaratoria di nullità del modello d'utilità può essere fondata unicamente sui seguenti motivi:a) l'oggetto del modello d'utilità non è proteggibile ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, e degli articoli da 3 a 7 della presente direttiva;b) il modello d'utilità non descrive l'invenzione in modo sufficientemente chiaro e completo da consentire a persona esperta di attuarla;c) l'oggetto del modello d'utilità si estende oltre il contenuto della domanda di modello d'utilità così come è stata depositata;d) la protezione conferita dal modello è stata estesa.2. Se i motivi di nullità colpiscono solo parzialmente il modello d'utilità, la nullità è dichiarata nella forma di una corrispondente limitazione del modello d'utilità stesso. Se le legislazioni nazionali lo ammettono, la limitazione può assumere la forma di una modifica delle rivendicazioni, della descrizione o dei disegni.Articolo 26Applicazione a titolo sussidiarioIn mancanza di disposizioni espressamente applicabili ai modelli di utilità, quest'ultimi sono retti, mutatis mutandis, dalle disposizioni applicabili ai brevetti d'invenzione, a condizione che quest'ultimi non siano incompatibili con la specificità dei modelli d'utilità.CAPO VIDISPOSIZIONI FINALIArticolo 27Attuazione1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro due anni dalla data della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 28Controllo dell'attuazione della direttivaDopo tre anni dal termine ultimo per l'attuazione fissata all'articolo 27, la Commissione informa il Parlamento europeo e il Consiglio dei risultati dell'applicazione della direttiva e se reputa che sia opportuno adottarla per garantire, riguardo i modelli d'utilità, il buon funzionamento del mercato interno e l'innovazione delle imprese delle Comunità. Essa propone anche le misure che ritiene necessarie per migliorare la presente direttiva.Articolo 29Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 30DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, addìPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl presidente Il presidente