CELEX: C2003/083/15
Language: it
Date: 2003-04-05 00:00:00
Title: Causa C-47/03 P: Ricorso proposto il 7 febbraio 2003 dal sig. M. Cwik contro la sentenza pronunciata il 26 novembre 2002 dal Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) nella causa T-103/01 che vedeva opposti il sig. M. Cwik e la Commissione delle Comunità europee

5.4.2003               IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                   C 83/9
     controllo preventivo di alcuna altra autorità, prendere               6.     se le singole norme comunitarie sopra richiamate —
     con la forza ed espellere chi essa unilateralmente ritenga                   artt. 7, 8 e 9 della Direttiva del Consiglio della Comunità
     non avere diritto di restare nel territorio dello Stato                      europea n. 221 del 25 febbraio 1964 e artt. 2, 5, 6, 13 e
     medesimo e possa farlo in tempi e con modalità tali da                       14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti
     sottrarre tale sua attività al concreto ed effettivo controllo               dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il
     di un’autorità terza e imparziale sia prima che durante                      4 novembre 1950 — e i principi generali e fondamentali
     che dopo l’esecuzione dell’attività medesima;                                del diritto comunitario vadano interpretati o no nel senso
                                                                                  che contrastano con essi le disposizioni normative di cui
                                                                                  all’art. 13, commi 3, 4 e 5 bis del D.L.vo 25 luglio 1998,
                                                                                  n. 286, dello Stato italiano, nel testo oggi vigente.
3.   se le singole norme comunitarie sopra richiamate —
     artt. 7, 8 e 9 della Direttiva del Consiglio della Comunità           (1 ) Direttiva del Consiglio per il coordinamento provvedimenti
     europea n. 221 del 25 febbraio 1964 e artt. 2, 5, 6, 13 e                  speciali riguardanti il trasferimento e il soggiorno degli stranieri,
     14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti                       giustificati da motivi d’ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di
     dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il                  sanità pubblica, GU P 56, del 4.4.1964, pag. 850.
     4 novembre 1950 — e i principi generali e fondamentali
     del diritto comunitario vadano interpretati o no nel senso
     che è illogico e illegittimo che uno Stato membro della
     Comunità europea preveda un sistema di controllo
     giurisdizionale dei provvedimenti di espulsione degli
     stranieri e dell’attività di polizia esecutiva degli stessi tale
     da essere sostanzialmente del tutto ininfluente sugli effetti
                                                                           Ricorso proposto il 7 febbraio 2003 dal sig. M. Cwik
     di quei provvedimenti e sulle attività esecutive degli stessi         contro la sentenza pronunciata il 26 novembre 2002 dal
     e da costituire, conseguentemente, null’altro che una
                                                                           Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) nella causa
     parvenza formale di tutela giudiziaria, del tutto priva di
                                                                           T-103/01 che vedeva opposti il sig. M. Cwik e la Commis-
     concreto rilievo e pratica utilità;
                                                                                               sione delle Comunità europee
                                                                                                      (Causa C-47/03 P)
4.   se le singole norme comunitarie sopra richiamate —
     artt. 7, 8 e 9 della Direttiva del Consiglio della Comunità                                        (2003/C 83/15)
     europea n. 221 del 25 febbraio 1964 e artt. 2, 5, 6, 13 e
     14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti
     dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il
                                                                           Il 7 febbraio 2003 un ricorso contro la sentenza 26 novembre
     4 novembre 1950 — e i principi generali e fondamentali
     del diritto comunitario vadano interpretati o no nel senso            2002 pronunciata dal Tribunale di primo grado (Seconda
                                                                           Sezione) nella causa T-103/01 che vedeva opposti il sig.
     che è illegittimo che uno Stato membro della Comunità
     europea disciplini i provvedimenti di espulsione degli                M. Cwik e la Commissione delle Comunità europee, è stato
                                                                           presentato dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
     stranieri e l’esecuzione degli stessi in modo tale da
                                                                           europee dal sig. M. Cwik, rappresentato dall’avv. N. Lhoëst,
     impedire concretamente l’esercizio da parte degli espulsi
     del loro eventuale diritto di asilo e rifugio;                        con domicilio eletto in Lussemburgo.
                                                                           Il ricorrente conclude che la Corte voglia:
5.   se le singole norma comunitarie sopra richiamate —                    1.     dichiarare ricevibile e fondato il ricorso;
     artt. 7, 8 e 9 della Direttiva del Consiglio della Comunità
     europea n. 221 del 25 febbraio 1964 e artt. 2, 5, 6, 13 e             2.     di conseguenza:
     14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti
     dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il                    a)     annullare la sentenza impugnata;
     4 novembre 1950 — e i principi generali e fondamentali
     del diritto comunitario vadano interpretati o no nel                         b)     rinviare la sentenza dinanzi al il Tribunale di primo
     senso che è illegittimo, perché sproporzionatamente e                               grado affinché questo statuisca, da un lato, sulla
     iniquamente afflittivo e limitativo dei diritti di libertà                          domanda di annullamento della decisione della
     personale a tutti riconosciuti nella Comunità europea,                              Commissione 13 giugno 2000, recante trasferimen-
     che uno Stato membro della Comunità preveda che i                                   to del ricorrente dall’unità «Informazione, pubblica-
     decreti di espulsione di stranieri muniti di regolare                               zioni e documentazione economica», divenuta, a
     passaporto siano eseguiti coattivamente, con la forza,                              seguito di ristrutturazione, l’unità «Informazione:
     immediatamente (nel senso di pochi minuti) dopo la loro                             EURO e UME» (CFIN-04 sotto la direzione del sig.
     notificazione allo straniero destinatario dell’atto anche in                        Blackie), all’unità «Coordinazione generale, risorse
     assenza di concrete e specifiche esigenze di ordine e                               umane e amministrazione» (ECFIN-04 sotto la dire-
     sicurezza pubblica che giustifichino un tale ricorso alla                           zione del sig. Verhaeven) e, d’altro lato, sulla doman-
     coazione fisica;                                                                    da di risarcimento dei danni;
 ---pagebreak--- C 83/10                   IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               5.4.2003
       c)    condannare la convenuta alle spese di entrambi i                      patrimoniale o finanziaria che la società abbia obbligo di
             procedimenti.                                                         fornire sulla società stessa o sul gruppo alla quale essa
                                                                                   appartiene;
Motivi e principali argomenti                                                2.    se con riferimento all’obbligo dei singoli Stati membri di
                                                                                   adottare «adeguate sanzioni» per le violazioni previste
Violazione del diritto comunitario, più in particolare, del-                       dalla Prima e Quarta Direttiva (68/151 e 78/660 (2)), le
l’art. 33 dello Statuto della Corte di giustizia delle Comunità                    direttive stesse e, in particolare, il combinato disposto
europee, secondo il quale le sentenze devono essere motivate,                      degli articoli 44 par. 3 lett. g) del Trattato Istitutivo delle
il che implica in particolare che il motivo evocato sia                            Comunità Europee, 2 par. 1, lett. f) e 6 della cd. Prima
legalmente ammissibile, vale a dire sufficiente, coerente, perti-                  direttiva (68/151/CE) e 2 par. 2-3-4 della cd. Quarta
nente, non inficiato da errore di fatto e di diritto e non                         direttiva (78/660/CE), come integrata dalle direttive
contraddittorio:                                                                   (83/349 e 90/605), debba essere interpretato (o meno)
                                                                                   nel senso che tali norme ostino ad una legge di uno Stato
—      il Tribunale non ha preso in considerazione il complesso                    membro che escluda la punibilità della violazione degli
       di indizi invocati dal ricorrente per dimostrare le molestie                obblighi di pubblicità e fedele informazione delle società,
       psicologiche di cui è stato oggetto, né li ha valutati                      preveda un sistema sanzionatorio in concreto non
       globalmente,                                                                improntato a criteri di effettività, proporzionalità e dissua-
                                                                                   sività delle sanzioni poste a presidio di tale tutela;
—      il Tribunale non ha fatto riferimento a fatti nuovi
       consistenti in una nuova ristrutturazione dei servizi che
       ha lasciato il ricorrente unico a non essere reintegrato              3.    se le citate direttive ed, in particolare le norme di cui agli
       nella sua vecchia unità,
                                                                                   articoli 44, par. 3 lett. g) del Trattato Istitutivo delle
                                                                                   Comunità europee, 2 par. 1, lett. f) e 6 della cd. Prima
—      il Tribunale ha rifiutato, senza la minima spiegazione, di                  direttiva (68/151/CE) e 2 par. 2-3-4 della cd. Quarta
       versare nel fascicolo documenti recenti, emersi dopo                        direttiva (78/660/CE), come integrata dalle direttive
       la chiusura della fase scritta del procedimento e che                       (83/349 e 90/605), debbano essere interpretate (o meno)
       confutavano le tesi della Commissione.                                      nel senso che tali norme ostino ad una legge di uno Stato
                                                                                   membro che, a fronte della violazione di quegli obblighi
                                                                                   di pubblicità e fedele informazione gravanti sulle società,
                                                                                   posti a presidio della tutela degli «interessi tanto dei soci
                                                                                   come dei terzi», preveda solo per i soci ed i creditori il
                                                                                   diritto di chiedere la sanzione, con conseguente esclusione
                                                                                   di una tutela generalizzata ed effettiva dei terzi;
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
nale Ordinario di Torino — Sezione GIP — con ordinanza                       4.    se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui
29 gennaio 2003, nel procedimento penale dinanzi ad                                all’art. 44 par. 3 lett. g) del Trattato, artt. 2 par. 1, lett. f) e
        esso pendente a carico di Giuseppe Momblano                                6 della cd. Prima direttiva (68/151/CE) ed art. 2,
                                                                                   par. 2-3-4 della cd. Quarta direttiva (78/660/CE), come
                            (Causa C-52/03)                                        integrata dalle direttive (83/349 e 90/605), debbano
                                                                                   essere interpretate (o meno) nel senso che (tali norme)
                                                                                   ostino ad una legge di uno Stato membro che, a fronte
                             (2003/C 83/16)                                        della violazione di quegli obblighi di pubblicità e fedele
                                                                                   informazione gravanti sulle società, posti a tutela degli
                                                                                   «interessi tanto dei soci come dei terzi», preveda un
                                                                                   meccanismo di perseguibilità ed un sistema sanzionatorio
Con ordinanza 29 gennaio 2003 pervenuta nella Cancelleria                          particolarmente differenziati, riservando esclusivamente
della Corte di Giustizia delle Comunità europee il 10 febbraio                     alle violazioni in danno di soci e creditori la punibilità a
2003, nel procedimento penale dinanzi ad esso pendente a                           querela e sanzioni più gravi ed effettive.
carico di Giuseppe Momblano, il Tribunale Ordinario di Torino
— Sezione GIP — ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                             (1 ) GU L 65 del 14.3.1968, pag. 8.
1.     se l’art. 6 della direttiva 68/151 CEE ( 1) possa essere inteso
                                                                             (2 ) GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11.
       nel senso di obbligare gli Stati membri a stabilire adeguate
       sanzioni non solo per la mancata pubblicità del bilancio
       e del conto profitti e perdite delle società commerciali,
       ma anche per la pubblicazione infedele dello stesso, delle
       altre comunicazioni sociali dirette ai soci, al pubblico, o
       di qualsiasi informazione sulla situazione economica,