CELEX: 51989PC0162
Language: it
Date: 1989-06-07
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLA SICUREZZA GENERALE DEI PRODOTTI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                           C0M(89)162 def. - SYN 192
                                          Bruxelles, 7 giugno 1989
                      Proposta di
                DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
     relativa alla sicurezza generate dei prodotti
             (presentata dalla Commissione)
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                                       RELAZIONE
I. CONTESTO SENERftLE
   1. L'iniziativa della presente proposta risale alla comunicazione della
       Commissione sul "nuovo impulso alla politica di tutela dei consumatori" d ) f
       nella quale si affermava che la sicurezza dei prodotti costituisce una
       necessità e un'esigenza fondamentale per la realizzazione del mercato interno
        e che, per questo motivo, occorreva prendere in considerazione l'opportunità
       di imporre sul piano comunitario l'obbligo generale per i fabbricanti di
       produrre e commercializzare prodotti- sicuriv- Questo obiettivo d«l programma
       sul nuovo impulso è stato approvato dal Consiglio nella risoluzione del
        23 giugno 1986 (2).
       Ai fini della realizzazione di tale obiettivo la Commissione,             nella
       comunicazione sulla sicurezza dei consumatori in relazione ai prodotti di
       consumo (3), ha presentato un inventario delle normative nazionali vigenti in
       materia di sicurezza generale dei prodotti ed ha concluso che occorreva
       proporre uno strumento giuridico che imponesse, in particolare ai produttori,
       ai commercianti e agli importatori,        l'obbligo generale di produrre e
        commercializzare solo prodotti sicuri; il 25 giugno 1987 il Consiglio ha preso
        atto di questa comunicazione nella risoluzione in materia (A).
    2. Neil'elaborare la presente proposta si è constatata l'opportunità di
        inquadrare lo strumento da mettere a punto in un contesto più ampio della
        semplice tutela dei consumatori, per motivi politici e giuridici:
        a) In primo luogo, nonostante l'enorme successo dell'idea del completamento
           del mercato interno entro il 1992, nonostante la sua menzione nell'Atto
           unico europeo e i progressi, in generale soddisfacenti, dell'attività
           normativa svolta in tale prospettiva,         sussiste ancora una certa
           preoccupazione in alcuni ambienti degli Stati membri per quanto riguarda i
           risultati e le implicazioni pratiche che per ogni cittadino comporterà la
           realizzazione dell'obiettivo considerato. Queste preoccupazioni non sono
           esclusivamente proprie degli ambienti dei consumatori, i quali, in linea di
           massima, si sono schierati tra i partigiani dell'idea, analogamente a
           quanto hanno in pratica fatto le organizzazioni sindacali.
 (1)  C0M(85) 314 pagg. 19 e 21.
 (2)  GU C 167 del 5.7.1986, pag. 1.
 (3)  C0MC87) 209.
 (A)  GU C 176 del A.7.1987, pag. 3.
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   Uno dei principali motivi di preoccupazione è il problema della sicurezza dei
   prodotti. Il settore è già disciplinato, o sarà disciplinato, dalla normativa
   comunitaria, la quale è approntata con procedure relativamente poco note e
   quindi non del tutto trasparenti per la popolazione degli Stati membri.
   La situazione è resa poi ancora più complicata dall'applicazione generalizzata
   dei principi dell'equivalenza e del riconoscimento reciproco delle normative e
   delle norme tecniche degli altri Stati membri relative alla sicurezza dei
   prodotti.
   In particolare l'attività normativa, che ha assunto ritmi sostenuti ai fini
   del "completamento del mercato interno" e, in tale ambito,        l'impegno di
   armonizzazione, che si ispira alla "nuova strategia" e che ha per oggetto i
   criteri applicabili alla sicurezza dei prodotti,          può dar luogo alla
   proliferazione di testi estremamente tecnici, applicabili a vaste categorie di
   prodotti, che pur presentandosi come un quadro abbastanza ragionevole e
   completo agli occhi degli specialisti, può lasciare piuttosto perplesso il
   cittadino medio europeo. - - -.              —    —       -
   Uno strumento giuridico generale, che definisca principi fondamentali alquanto
   semplici, quale quello che viene proposto in questa sede, dovrebbe favorire il
   superamento di questi sentimenti di incertezza e di talune reticenze, che
   esprimono non solo i consumatori finali,         ma anche i lavoratori e 1
   professionisti, che tutti sono al tempo stesso utilizzatori e consumatori dei
   prodotti che circolano liberamente nel mercato comune. La presente proposta
   mira pertanto a rafforzare la fiducia generale nel buon funzionamento del
   mercato interno.
b) Dal punto di vista giuridico,      la nozione di "prodotto di consumo" (in
   opposizione ad altri prodotti,      principalmente o esclusivamente destinati
   all'utilizzazione o al consumo professionale) non si presta perfettamente ai
   fini della fissazione di una norma generale in materia di sicurezza, per i
   motivi che verranno illustrati più avanti. Inoltre tale distinzione appare
   poco giustificata nel presente contesto, anche se si fa astrazione dalle
   difficoltà tecniche che pone la definizione del campo d'applicazione. In
   effetti la via via più spiccata divisione del lavoro tra i diversi settori
    industriali e nel loro interno e la crescente complessità dei prodotti non
   consentono più di considerare, in generale, gli utilizzatori e i consumatori
   professionali di un determinato prodotto in grado di valutare personalmente i
   pericoli che questo comporta; la situazione è ben diversa per quanto riguarda
    gli utilizzatori o consumatori finali privati. Le distinzioni che si impongono
    in relazione al livello di protezione sono chiarite nelle normative
    specifiche, alle quali in ogni caso la presente proposta fa riferimento.
    Per motivi analoghi, la presente proposta non prevede alcuna esenzione per
    categoria di prodotto o per tipo di rischio. La terminologia utilizzata e, in
    particolare, la nozione di "rischio inaccettabile" è sufficientemente duttile
    e può quindi applicarsi a qualsiasi prodotto, senza che ne risulti limitata
    più di quanto sia accettabile la libertà di commercializzazione o gli sviluppi
    successivi, anche per quanto riguarda quei prodotti per i quali è stata
    riconosciuta l'esistenza    di un rischio      "intrinseco".   D'altro canto
    un'esenzione settoriale di questo tipo creerebbe situazioni anomale, in quanto
    il campo d'applicazione dello strumento generale, proposto con il presente
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      documento,     verrebbe     ristretto tutte le volte che si provvedesse a
      disciplinare in maniera più o meno completa un nuovo settore di prodotti con
      una nuova legislazione comunitaria "verticale".
   e) L'esame delle normative nazionali orizzontali applicabili alla sicurezza dei
      prodotti, di cui la Commissione ha già presentato un quadro ricapitolativo
      nella comunicazione dell'8 maggio 1987 <C0M<87) 209), avvalora            queste
      considerazioni.     Per la preparazione della presente proposta sono stati
       intrapresi ulteriori studi sulle disposizioni già in vigore in taluni Stati
      membri (Spagna, Francia, Repubblica federale di Germania,          Paesi Bassi,
      Portogallo e Regno Unito).
3. Rispetto agli orientamenti tracciati in precedenti occasioni, anche lo spirito
   della presente proposta è stato ampliato, in effetti si intende introdurre una
   procedura che consenta di adottare a livello comunitario provvedimenti
   direttamente applicabili nell'intera Comunità in caso d'emergenza.
   a.) .Per ...quanto riguarda...le categorie, speciali, di prodotti,   le--quali sono
       disciplinate da normativa comunitaria specifica e soho forse meno conosciute
       dalla popolazione in generale, il dispositivo procedurale e amministrativo
       opera in maniera adeguata in situazioni di emergenza a livello comunitario,
       anche se i risultati possono talvolta essere ottenuti meglio con un sistema di
       concertazione e di coordinamento ben organizzato tra i servizi competenti
       della Commissione e gli Stati membri piuttosto che con poteri normativi che
       consentono di adottare rapidamente le misure richieste a livello comunitario.
       Vi sono tuttavia vasti settori che non dispongono di questo tipo di
       dispositivo e/o in relazione ai quali le procedure vigenti risultano
        inadeguate nell'ipotesi di disaccordo tra gli Stati membri sul tipo di azione
       richiesto e eventualmente sulle misure che sarebbe più opportuno adottare.
       Queste carenze appaiono sempre più evidenti nella prospettiva della
       realizzazione del mercato interno e tendono a dare della Comunità l'immagine
       di un ente gigantesco ma mal preparato a affrontare tutti i problemi collegati
        alle norme che disciplinano il suo stesso funzionamento.
        Ecco il motivo per cui le clausole di salvaguardia, specificamente previste
        dall'articolo 100 A (5) dell'Atto unico europeo e sistematicamente introdotte
        nella normativa comunitaria che si ispira alla "nuova strategia", impongono la
        notifica dei provvedimenti di salvaguardia che adottano le autorità di uno
        Stato membro per determinati prodotti disciplinati da un testo specifico. La
        notifica viene esaminata dalla Commissione, che formula un parere sulla sua
        opportunità, che a sua volta è comunicato agli altri Stati membri. Quale che
        sia il parere espresso dalla Commissione, esso non ha effetti immediati se gli
        Stati membri esprimono il loro disaccordo, per un motivo o per un altro.
        Tuttavia, per numerosi settori, non esiste a livello comunitario una sede
        appropriata che consenta di studiare immediatamente problemi di questo tipo
        insieme agli altri Stati membri nell'intento di adottare rapidamente misure
        coerenti e direttamente applicabili in tutta la Comunità.
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    b) La presente proposta ha lo scopo di introdurre disposizioni per tale sede,
       che in effetti è veramente necessaria per il funzionamento del mercato
       interno e sarà utilizzata nei casi in cui gli Stati membri adottano misure
       diverse in situazioni disciplinate dalla presente direttiva.
       Tuttavia la procedura raccomandata non dovrà assumere il carattere di una
       "sovrastruttura" che si sovrapponga alle altre procedure applicabili alle
       singole categorie di prodotti specifici soggetti a normativa comunitaria
       vigente o futura, ma dovrà presentarsi come uno strumento complementare,
       riservato a situazioni piuttosto eccezionali. La necessità di far ricorso a
       questo strumento, garantendo i vantaggi che può offrire in una determinata
       situazione,   sarà valutata - sotto la responsabilità collegiale della
       Commissione - dalle singole unità amministrative della Commissione, per le
       categorie di prodotti specifici di cui sono responsabili e tenendo conto del
       particolare problema di sicurezza dei prodotti in questione.
    e) In realtà non si prevede che la procedura in questione venga applicata
       spesso. In effetti parecchi "allarmi*.,   alcuni dei quali recentemente hanno
       suscitato grande risonanza,     non richiedono altra' risposta comunitaria
       concertata se non lo scambio rapido di tutte le informazioni, quanto più
       precise e complete possibili tra gli Stati membri,           compito che la
       Commissione svolge ad esempio nell'ambito del sistema di scambio rapido,
       istituito con la decisione del Consiglio 8A/133 del 2 marzo 198A (5) e
       recentemente riconfermato, per un periodo limitato, con la decisione del
       21 dicembre 1988 (6).
       Alcuni di questi "allarmi" sono spesso piuttosto ingigantiti e parecchi
       possono essere perfettamente trattati a livello locale o regionale, mentre
       altri casi sono talmente evidenti da indurre naturalmente tutte le autorità
       nazionali interessate a reagire nello stesso modo.
       Discordanze di interpretazione e applicazione da parte della Commissione e
       degli Stati membri che non hanno ripercussioni immediate e importanti sulla
       salute e sulla sicurezza degli utilizzatori e dei consumatori della Comunità,
       né sul funzionamento del mercato comune potranno continuare ad essere
       dibattute e risolte nell'ambito delle altre procedure vigenti, in particolare
       quelle previste dagli articoli 169 o 177 del trattato.
    A. Nel complesso la presente proposta non ha lo scopo di costituire un
       dispositivo regolamentare perfezionistico, vuole invece sintetizzare su un
       piano generale i principi relativamente semplici che si applicano in ogni
       caso, mutatis mutandis, negli Stati membri e nella Comunità, nell'intento di
       conferire loro una dimensione comunitaria.
II. COLLEGAMENTI CON ALTRE NORMATIVE COMUNITARIE
    1. Il testo proposto non riguarda i soli "prodotti di consumo", per i motivi che
       sono già stati in parte elucidati nella parte I e che vengono presentati più
       estesamente qui di seguito (cfr. le osservazioni sugli articoli); per questo
(5) GU L 70 del 13.3.1984, pag. 16.
(6) GU L 17 del 21.1.1989, pag. 51.
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       motivo la presente proposta si ricollega a numerosi settori della normativa
       comunitaria e in particolare a tutta la normativa in materia di
       armonizzazione delle condizioni di sicurezza,       cui devono conformarsi i
       prodotti affinché possano circolare liberamente o essere utilizzati sul luogo
       di lavoro nella Comunità, anche ai fini dell'esercizio           delle attività
       professionali "ausiliarie", quando potrebbero incidere sulla sicurezza di un
       prodotto in un qualsiasi momento dell'intera catena di produzione e
       distribuzione, sino alla fase del consumo o dell'utilizzazione finale e,
       eventualmente, dello smaltimento.
       a)   Si tratta in particolare dei seguenti settori:
            - la legislazione che fissa tutte le condizioni necessarie cui devono
              conformarsi     i     prodotti     tecnici     (impostazione     classica
              dell'armonizzazione);
            - la legislazione che fissa le "prescrizioni essenziali" applicabili a
              tali prodotti ("nuova strategia" dell'armonizzazione);
            - la legislazione specifica del settore agrario       (inclusi gli aspetti
              veterinari e fitosanitari);
            - la legislazione che mira in primo luogo a tutelare i lavoratori e
              stabilisce     le     "prescrizioni     minime",       in    applicazione
              dell'articolo 118A,    e/o disciplina il problema della sicurezza
              specifica in questo settore.
       b) Tuttavia il testo proposto, e in particolare la sua norma essenziale
           - cioè la prescrizione generale di sicurezza - non intende in alcun modo
           interferire con la     normativa anzidetta né in linea di massima vuole
           sostituitisi. L'obiettivo è unicamente di costituire, sotto forma di
           norma universale fondamentale, un denominatore comune per l'insieme della
           normativa riguardante specificamente la sicurezza dei prodotti in tutti i
           settori, norma cui possa farsi ricorso quando la normativa vigente
           presenta lacune o carenze che non possono essere sanate a breve scadenza o
           quando semplicemente non esiste alcuna normativa.
           Nei settori che sono già ampiamente o interamente disciplinati da
           regolamentazioni specifiche, le quali prevedono procedure che consentono
           di affrontare senza indugi, in maniera coerente, situazioni di emergenza
           sul piano comunitario, non occorrerà probabilmente ricorrere mai alla
           prescrizione generale di sicurezza propriamente detta.          Tuttavia la
           Comunità non deve escludere a priori la possibilità di farvi ricorso e
           prevedere eccezioni settoriali alla norma generale.
    2. La presente proposta rappresenta un necessario complemento della direttiva
        85/37A/CEE riguardante la responsabilità per danno da prodotto difettoso (7).
       L'obbligo generale per i fabbricanti, gli importatori e i distributori di
        produrre e vendere soltanto prodotti sicuri, considerato un dovere civico,
        invoglierà maggiormente gli operatori economici a conformarsi all'obiettivo
        generale della sicurezza dei prodotti.
        In effetti anche se la direttiva 85/37A/CEE prevede la possibilità di
        ottenere un risarcimento adeguato qualora si subisca un pregiudizio sul piano
(7) GU L 210 del 7.8.1985, pag. 29.
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       della sanità e della sicurezza, l'indennizzo rappresenta ugualmente, per
       l'economia nazionale, una perdita netta, che è opportuno evitare nella misura
       del possibile con disposizioni preventive appropriate. D'altro canto le
       situazioni disciplinate dalla direttiva in questione e dalle normative
       nazionali corrispondenti, da un lato, e dalla presente proposta, dall'altro,
       non sono sempre identiche.
       Basti pensare che l'articolo 8 della direttiva summenzionata prevede la
       riduzione e la soppressione della responsabilità di un produttore quando il
       danno sia causato contemporaneamente da un difetto del prodotto e dall'errore
       della vittima. Tuttavia se un'ipotesi del genere è da ricollegarsi a un
       diffuso problema di inadeguato comportamento degli utilizzatori e dei
       consumatori, può egualmente dar luogo, per motivi di.ordine pubblico, ad un
       intervento appropriato delle autorità competenti, allo scopo di evitare nuovi
       danni.
       D'altro canto una qualsiasi misura adottata dai pubblici poteri in virtù
       della presente proposta non costituisce prova irrefutabile della legittimità
       della presentazione di un ricorso corrispondente, 'in forza della normativa
       sulla responsabilità per prodotto difettoso, come specifica l'articolo 16
       della presente proposta.
III. BASI GIURIDICHE
     La presente proposta si basa sull'articolo 100A,    visto come corollario della
     "Realizzazione del mercato interno".
 IV. STRUTTURA GENERALE DELLA PROPOSTA
     - Gli articoli 1 e 2 stabiliscono gli obiettivi, la portata e le definizioni.
     - Gli articoli da 3 a 5 enunciano la prescrizione generale di sicurezza per
       tutti i prodotti e per le- attività che potrebbero modificare le
       caratteristiche di sicurezza dei prodotti; fissano inoltre alcuni criteri
       generali di valutazione dei rischi. Per la valutazione completa della
       sicurezza di un particolare prodotto in un determinato contesto viene fatto
       riferimento, nella maggior parte dei casi, alle normative specifiche che
       disciplinano il settore considerato e ad altri criteri più specifici.
     - L'articolo 6 stabilisce che tale prescrizione comprende    l'obbligo generale
       di controllo permanente della sicurezza dei prodotti (alcuni esempi sono
       indicati nell'allegato I).
     - Gli articoli da 7 a 18 precisano, con maggiori particolari, gli obblighi che
       l'attuazione della norma generale di sicurezza impone agli Stati membri in
       relazione all'infrastruttura pubblica, ivi compresi i poteri di intervento
       contro i prodotti pericolosi (art. .7, lettera e) e ali. 2) e lo scambio di
       informazioni in caso di emergenza per questioni relative alla sicurezza dei
       prodotti, sul piano nazionale e comunitario (art. 9).
     - L'articolo 8 prevede in particolare un meccanismo di notifica.
     - Gli articoli da n a 1A introducono una procedura comunitaria per l'adozione
       di misure in situazioni di emergenza a condizioni intese a limitare tali
       interventi a casi alquanto estremi. Tale procedura comprende:
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     . un procedimento di informazione e di indagine (art. 12) che deve essere
        iniziato dalla Commissione nell'ambito delle proprie competenze;
     . un procedimento di adozione di norme provvisorie per l'intera Comunità
        (art. 1A) in conformità della procedura del comitato di gestione di cui
        alla decisione 87/373 del 13 luglio 1987.
   - Gli articoli da 15 a 17 trattano questioni varie, ivi compresa la possibilità
     di indennizzo.
V. OSSERVAZIONI SUI SINGOLI ARTICOLI
   - Articolo 1 - Obiettivi
     Definisce gli obiettivi e precisa il carattere sussidiario dello strumento.
   - Articolo 2 - Definizioni e portata
     Stabilisce la portata, definendo i principali termini utilizzati:
     - il termine "prodotto" esclude implicitamente qualsiasi limitazione         ai
        "prodotti di consumo" in senso stretto, per i seguenti motivi:
        . esistono numerosi settori non chiaramente delimitati (ad esempio il
          materiale di bricolage) che renderebbero difficile una distinzione;
          d'altra parte nessuna direttiva verticale o settoriale in vigore o
          prevista nel settore dell'armonizzazione delle categorie specifiche di
          prodotti fa una distinzione del genere;
        . la maggior parte delle normative orizzontali degli Stati membri non
          prevede questo genere di distinzione (in particolare la legge francese
          1983, nonostante la sua denominazione);
        . in vari casi un'impostazione così restrittiva risulterebbe   inadeguata in
          quanto il "vero problema" può essere causato da pezzi di    ricambio, da
          sostanze, da prodotti semilavorati ecc. particolari, che     entrano nella
          composizione del prodotto finito, ma che non sono, a         voler essere
          precisi, prodotti di consumo; provvedimenti applicabili al   solo prodotto
          finito potrebbero rivelarsi insufficienti e sproporzionati.
     - L'espressione "prodotto sicuro" fa riferimento alla mancanza di un rischio
        inaccettabile,   tenuto conto di tutte le caratteristiche che possono
        influire sulla sicurezza.
     Questa enumerazione di caratteristiche da prendere in considerazione ha
     carattere esemplificativo e ha lo scopo di chiarire che tutti gli aspetti di
     un prodotto vanno presi in considerazione;        questo tipo di enumerazione
     figura,     mutatis mutandis,    in varie leggi nazionali;        l'espressione
      "caratteristiche di sicurezza" è stata scelta in quanto ha significato
      collettivo e copre tutti questi aspetti.
      "Rischio inaccettabile": benché possa apparire modesta, l'espressione è stata
      scelta con cura. La definizione,       utilizzata nella direttiva del 1985
      riguardante la responsabilità    per danno da prodotti difettosi, cioè "la
      sicurezza che un individuo può legittimamente attendersi" è stata scartata in
      considerazione della possibile differenza tra prodotto difettoso e prodotto
      insicuro. L'espressione utilizzata nella presente proposta è stata tratta
      dalla terminologia adottata dalla Commissione economica per l'Europa delle
      Nazioni Unite, pubblicata sotto la forma di norma ISO.
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       Con la scelta anzidetta si è voluta esprimere l'idea che è impossibile
       esigere la sicurezza assoluta e che la valutazione deve essere obiettiva e
       basarsi sul punto di vista generale della società, senza tener conto della
       idoneità di un determinato fornitore a conformarsi a questa prescrizione e
       senza tenere conto neanche delle aspettative individuali di un utilizzatore o
       di un consumatore. Inoltre si è tenuto conto del fatto che la norma generale
       può cambiare e che quindi 1'"inaccettabilità" di un rischio può modificarsi
       con il tempo e imporre dunque un grado di sicurezza ancora più elevato.
       Va notato che i testi comunitari verticali/settoriali, in particolare quelli
       che si ispirano alla "nuova strategia", non "qualificano" il rischio (o il
       pericolo) con espressioni di questo tipo (cfr. ad esempio art. 2 del progetto
       di direttiva riguardante le macchine: "... immesse sul mercato, purché non
       compromettano . . . " ) . Tuttavia il principio di base è certamente lo stesso.
       Nell'ambito di uno strumento generale è opportuno enunciare espressamente
       questo principio, in quanto contrariamente alle legislazioni verticali uno
       strumento del genere non può rinviare ad allegati tecnici più esplicativi, né
       a. prescrizioni .essenziali...o- norme corrispondenti applicabili in un settore
       determinato, che consentano di elucidare il concetto più chiaramente, come
       avviene in particolare per il progetto di direttiva relativo alle
       macchine (8).
       Inoltre sono forniti alcuni riferimenti per la valutazione del rischio. Si
       deve rilevare che si è ritenuto impossibile fornire dettagli più precisi e in
       particolare prevedere disposizioni del tipo "requisiti essenziali" come nel
       caso delle direttive verticali,         tenuto conto della portata molto ampia
       dell'applicazione della presente direttiva.
     - Con    il  termine "fornitori" si è data particolare               importanza ai
       produttori/importatori,      quali principali responsabili della sicurezza dei
       prodotti, ma è precisato che sono implicati anche gli altri operatori
       economici nei limiti delle loro attività.
     Gli articoli 3, A e 5 stabiliscono i principi di sicurezza che gli Stati membri
     devono applicare, e le disposizioni relative alla presunzione di rispetto di
     tali principi.
     - Articolo   3 - L'obbligo generale di sicurezza dei prodotti stabilisce il
                     requisito generale di sicurezza che gli Stati membri devono
                     applicare.
       Esso estende tale obbligo ad altre attività professionali nella misura in cui
       abbiano ripercussioni sulla sicurezza dei prodotti (inclusa l'eventuale fase
       di smaltimento); le legislazioni nazionali di questo tipo hanno la stessa
       impostazione. Tuttavia il presente strumento non si estende ai servizi
       propriamente detti (come avviene invece per la legge francese del 1983).
     - Articolo A - Completamento della prescrizione di sicurezza.
       Completa la prescrizione generale di sicurezza,         infatti prevede che sia
       comunicata un'avvertenza nella forma appropriata nelle situazioni in cui un
       rischio,    accettabile in sé,       possa costituire una potenziale        e non
       trascurabile minaccia per gli utenti o i consumatori.
     - Articolo 5 - Presunzione e valutazione della conformità con la prescrizione
                     di sicurezza.
       Stabilisce che la valutazione della sicurezza di un determinato prodotto in
       un    caso   particolare     debba   in    primo  luogo  svolgersi    sulla base
(8) GU C 29 del 3.2.1988, pag. 1; cfr. allegato I 1.1.2 e) "eliminarli o ridurli al
    minimo".
 ---pagebreak---                                  - 9 -
delle eventuali norme ad hoc che potrebbero essere già state adottate o che
sarebbero quanto meno generalmente ammesse per la particolare categoria di
prodotti considerati.
Solo le norme specifiche, menzionate dall'articolo 5. paragrafo 1. sono
considerate equivalenti alla prescrizione generale di sicurezza e quindi in
generale prevarranno su tale prescrizione, in quanto lex specialis. Tuttavia
in mancanza di tali norme al fine di non lasciare la prescrizione generale di
sicurezza troppo aperta ad interpretazioni arbitrarie,            viene fatto
riferimento ad un significato generale, che permette di esaminare il grado di
sicurezza alla luce della tecnologia pratica esistente.
Articolo 6 - Obblighi per i fornitori.
Le misure necessarie per rispettare la prescrizione di sicurezza comprendono
quelle necessarie per garantire che il fornitore rispetti tale obbligo e ciò
include necessariamente un controllo permanente dei prodotti commercializzati
in una misura adeguata a vigilare se si verificano rischi inaccettabili.
Non sembra che nelle legislazioni nazionali di tipo orizzontale esista una
disposizione direttamente equivalente a tale obbligo specifico di controllo
della sicurezza dei prodotti.      Tuttavia si può riscontrare una stretta
analogia nell'articolo 11, paragrafo A, della legge francese del 1905,
modificata dalla legge del 1983.
Tuttavia tale obbligo può essere facilmente derivato dall'obbligo di
osservare la prescrizione generale di sicurezza. In effetti non richiede
altro che di adottare ragionevoli precauzioni al fine di osservare
adeguatamente tale prescrizione (ciò è apparentemente l'approccio della legge
 francese). In particolare, obblighi di tale tipo per categorie sensibili di
prodotti sono già espressamente stabiliti in una forma o nell'altra in varie
 legislazioni. La generalizzazione del principio può essere considerata a
prima vista come un notevole ampliamento della portata dell'applicazione e
può essere vista come un onere indesiderato da taluni operatori economici. Ma
 tale generalizzazione è relativa. La disposizione richiede soltanto "adeguate
misure",     adeguatezza che è in rapporto ài rischi            in questione;
nell'allegato I è riportato un elenco indicativo delle misure considerate
 adeguate in rapporto alle circostanze.
 L'idea che è alla base della presente proposta è stata recentemente sostenuta
 dal Comitato economico e sociale, che in un parere adottato nella riunione
 plenaria del 27 aprile 1988 ha osservato che:
 "per garantire la sicurezza dei prodotti nell'insieme del processo produttivo
 che si estende dal fabbricante al venditore al minuto occorre tener conto dei
 seguenti fattori:
 4.1. Il ruolo del fabbricante nello svolgimento dei controlli durante il
      processo produttivo e dopo l'immissione del prodotto sul mercato.
 A.6. Controlli sistematici dei prodotti dopo la vendita sul mercato e, nella
      misura del possibile, l'analisi della buona o cattiva utilizzazione che
      ne fa il consumatore".
 ---pagebreak---                                        - 10 -
       Articolo 7 - Obblighi delle autorità nazionali e poteri necessari per far
                    rispettare la prescrizione essenziale.
       Oltre a stabilire talune condizioni basilari che gli Stati membri devono
       osservare riguardo all'infrastruttura pubblica esistente per il controllo e
       la sorveglianza nel campo soggetto alla prescrizione generale di sicurezza,
       nonché taluni compiti specifici da attuare,        ivi compresa la raccolta
       sistematica di dati pertinenti       per   scopi preventivi    e  la dovuta
       considerazione da dare alle lamentele pubbliche, tale articolo introduce la
       necessità di adeguati poteri per le autorità responsabili. Mentre l'elenco
       dei poteri necessari presi in considerazione è riportato a titolo indicativo
       nell'allegato 2, con tale articolo s'intende ordinare in modo sistematico
       tali poteri e chiarirne il possibile uso, anche nei casi in cui esistano in
       linea di massima riguardo a tutti i settori in questione.
       L'allegato 2 riporta un elenco particolareggiato dei mezzi per un maggiore
       controllo e, se necessario, per un intervento, che potrebbero essere messi a
       disposizione delle autorità pubbliche negli Stati membri al fine di prevenire
       rischi causati da prodotti insicuri.
                                                           *
       Particolare importanza hanno le disposizioni riguardanti il ritiro di
       prodotti insicuri. Sebbene le clausole di salvaguardia della legislazione
       verticale, in particolare dei testi basati sulla "Nuova strategia", indicano
       il ritiro dal mercato come un mezzo di azione di cui le autorità degli Stati
       membri devono avvalersi contro i prodotti insicuri (in base alla valutazione
       effettuata secondo le condizioni specifiche stabilite dalla legislazione
       particolare), non forniscono particolari in proposito.
       L'articolo 7. paragrafo 2. chiarisce che l'osservanza di uno qualsiasi dei
       criteri per la presunzione di sicurezza stabiliti dall'articolo 5,         in
       particolare dal paragrafo 1, non può escludere la possibilità d'intervento da
       parte dell'autorità pubblica, se risulta che un prodotto non è sicuro. Questa
       disposizione generalizza soltanto un concetto già incluso nelle clausole di
       salvaguardia nella legislazione verticale comunitaria.
       Articolo 8 - Notifica delle misure nazionali, quando non hanno un effetto
                    locale.
       Prevede una procedura di notifica nei casi in cui non si applica alcun testo
       specifico comunitario e pertanto la notifica delle misure nazionali viene già
       effettuata in base a tale strumento.
       Non viene indicata alcuna azione che la Commissione debba svolgere in seguito
       ad una notifica effettuata in base a questa disposizione - contrariamente a
       quanto disposto dalle clausole di salvaguardia delle direttive "verticali" -
       poiché la Commissione deve mantenere un'ampia discrezionalità, tenuto conto
       della portata generale dell'applicazione di questo testo.
       Gli articoli da 9 a 14 trattano delle "situazioni di emergenza", prendendo in
       considerazione rischi gravi e immediati.      "
       Articolo 9 - Informazione nelle situazioni di emergenza.
       Stabilisce l'obbligo degli Stati membri di organizzare efficacemente sistemi
       di rapido scambio di informazioni nelle situazioni di emergenza relative alla
       sicurezza dei prodotti a livello nazionale.      e estende tale obbligo per
       determinate circostanze ad una corrispondente cooperazione a livello
       comunitario. Tali disposizioni porranno sistemi, come quello stabilito dalla
       decisione del Consiglio 89/45/CEE del 21 dicembre 1988 (9) concernente i
       prodotti di consumo, su un livello più generale e su una base giuridica più
       sicura.
(9) GU L 17 del 21.1.1989, pag. 51.
 ---pagebreak---                                       - 11 -
  Stabilisce che gli Stati membri devono designare una sola autorità competente
  a livello nazionale con il compito di occuparsi di tutti le questioni del
  presente articolo per quanto riguarda la cooperazione comunitaria e inoltre
 per quanto riguarda l'esecuzione di misure adottate in base alle procedure
  previste    dall'articolo 1A    sulle    situazioni   di    emergenza    a   livello
  comunitario.
  Tale concentrazione di potere amministrativo è necessaria sia per facilitare
  il compito della Commissione nel trattare con gli Stati membri sia per
  garantire che si tenga efficacemente conto di ogni risultato della
  cooperazione comunitaria.         Tale   obbligo  non    può   essere   considerato •
  un'interferenza nell'organizzazione        amministrativa    interna degli Stati
  membri,    poiché è giustificato e perfino indispensabile per un'adeguata
  realizzazione degli obiettivi dell'intera proposta;             infine,    è basato
  sull'articolo 5 del trattato.
- Articolo 10 - Misure nazionali in situazioni di emergenza.
  Stabilisce l'obbligo delle autorità nazionali di limitare, se opportuno, la
  commercializzazione di un prodotto nei casi di rischio grave e immediato,
  limitando tale azione nel tempo nel caso in cui il rischio sia soltanto
  sospettato, anche se per motivi ragionevoli.
- Articolo 11 - Meccanismo di avvio di una procedura comunitaria in situazioni
                  di emergenza.
  Stabilisce tre condizioni per iniziare una procedura per svolgere un'indagine
   ed eventualmente decidere misure applicabili a livello comunitario. Tali
   condizioni sono che il problema deve riguardare più di uno Stato membro e che
   non possa essere affrontato altrimenti, né sotto l'aspetto giuridico in base
   alle   disposizioni     di   una    legislazione   specifica     (principio   della
   sussidiarietà) né sotto l'aspetto pratico data la dimensione comunitaria del
   problema. La Commissione può decidere di iniziare una consultazione e una
   procedura d'indagine o direttamente una procedura decisionale.
- Articolo 12 - Procedura di consultazione e di indagine a livello comunitario
                   in situazioni di emergenza.
   Assieme agli obiettivi di tale procedura, richiesta in taluni casi come primo
   intervento per esaminare successivamente la necessità di misure comunitarie e
   per definirle,     stabilisce anche le misure che gli Stati membri devono
   eventualmente adottare al fine di soddisfare alla richiesta della Commissione
   di ulteriori informazioni.
- Articolo 13 r Istituisce il comitato "Situazioni di emergenza relativa alla
                   sicurezza dei prodotti".
- Articolo 1A - Procedura decisionale a livello comunitario in situazioni di
                   emergenza.
   Definisce la procedura per adottare misure provvisorie applicabili in tutta
   la Comunità in conformità della procedura del comitato di gestione di cui
   alla decisione del Consiglio 87/373 del 13 luglio 1987, che è considerata la
   più adeguata, tenuto conto della necessità di una rapida azione a livello
   comunitario e della necessaria partecipazione degli Stati membri.
- Articolo     15 - Riservatezza.     Clausola generale intesa a        proteggere   le
                   informazioni soggette al segreto professionale.
 ---pagebreak---                                  - 12 -
Articolo 16 - Danni causati da prodotti.
Anche se esiste uno stretto legame tra i due campi, deve essere chiaro che
qualsiasi azione. adottata a scopo di prevenzione in base alla presente
direttiva non deve costituire automaticamente una prova inconfutabile per la
richiesta di risarcimento dei danni.
Articolo 17 -  Condizioni   da   osservare  per    imporre   limitazioni  alla
               commercializzazione di prodotti e per garantire la possibilità
               di presentare opportuni reclami pubblici sulla sicurezza e di
               ottenere risarcimento dai fornitori.
L'articolo 17, paragrafo 1, obbliga l'autorità a comunicare le ragioni per
cui limita la collocazione sul mercato di un prodotto o ritira un prodotto
dal mercato, nonché a permettere alle parti interessate di essere ascoltate
in tali casi. Poiché nel caso di un'azione di ritiro, l'organizzazione di
tale azione,   volontaria o obbligatoria, costituisce un grave problema e
dipende in larga misura dalla disponibilità dei possessori di un prodotto a
restituirlo per essere sostituito o riparato,      le decisioni summenzionate
devono affrontare.tale problema et se necessario,, trattare la questione della
ripartizione del costo.                               '
L'articolo 17, paragrafo 2 tratta dei dibattiti pubblici sui problemi della
sicurezza dei prodotti ed ha lo scopo di raggiungere un chiarimento da un
punto di vista giuridico,     poiché da recenti controversie giudiziarie in
alcuni Stati membri è risultato che esiste un certo numero di dubbi in
proposito.
L'articolo 17, paragrafi 3 e A, stabilisce che è necessario che gli operatori
economici abbiano la possibilità di ottenere un risarcimento sia nel caso di
infondate lamentale pubbliche sulla sicurezza, sia nel caso di provvedimenti
irregolari adottati dalle autorità pubbliche per la limitazione della
commercializzazione dei loro prodotti.
Gli articoli 18 e 19 sono articoli standard,            salvo la disposizione
concernente adeguate sanzioni che in questo caso devono essere applicate per
garantire il rispetto della prescrizione generale della sicurezza dei
prodotti.                               ^
Gli allegati 1 e 2 sono menzionati come parte rispettivamente dell'articolo 6
sul controllo permanente e dell'articolo 7 sui poteri delle autorità
nazionali.
 ---pagebreak---                                        - 2 -
                                  Proposta di
                                                                                 13
                            DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                 relativa alla sicurezza generale dei prodotti
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto II trattato che istituisce la Comunità economica europea. In
particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione      d),
In cooperaziono con II Parlamento europeo < 2 ) ,
visto II parere del Comitato economico e sociale _{3),
                                                           t
considerando che occorre adottare adeguate misure al fine di instaurare pro-
  gressivamente il mercato interno entro il 31 dicembre 1992; che il mercato
 interno deve comportare un territorio senza frontiere Interne nel quale
  sia assicurata la libera circolazione delie merci, delle persone, dei
servizi e del capital I ;
considerando che In materia di sicurezza del prodotti alcuni Stati membri
hanno adottato normative ! orizzontali che impongono segnatamente agli
operatori economici l'obbligo generale di produrre e commercializzare
esclusivamente prodotti sicuri; che queste normative         presentano
disparità in fatto di livello di tutela delle persone; che tali disparità,
come pure la mancanza di normative orizzontali in altri Stati membri,
possono costituire altrettanti ostacoli agli scambi o essere all'origine di
distorsioni della concorrenza nel mercato interno;
considerando che occorre quindi stabilire a livello comunitario una
prescrizione generale di sicurezza per tutti i.prodotti immessi sul
mercato. In modo che questi        non ^   presentino alcun rischio
 Inaccettabile e che gli utilizzatori potenziali vengano avvertiti contro
qualsiasi rischio residuo;
considerando che le disposizioni della direttiva devono applicarsi lasciando im-
pregiudicate le       norme specifiche previste dal diritto         comunitarlo,
specialmente la normativa vigente in campo agricolo e '. quella predisposta a
 tutela della salute e della sicurezza del lavoratori sul posto di lavoro,
comprese le consultazioni afferenti tale tutela;
considerando che un cospicuo numero di provvedimenti nazionali o comunitari
stabilisce specifIche prescrizioni nel rispetti di determinati prodotti o di
categorie di prodotti In relazione alla sicurezza e alla salute delle
persone; che ò lecito presumere che I prodotti fabbricati conformemente
 alle norme previste dagli anzidetti provvedimenti soddisfano alla
prescrizione di sicurezza generale; che tuttavia, tale presunzione non può
 Impedire le competenti autorità nazionali di prendere misure preventive nei
 rispetti di un prodotto o di una categoria di prodotti che presenti o
 potrebbe presentare un rischio inacettablle per la sicurezza e la salute
 del le persone;
 (1)
 (2)
  (3)
 ---pagebreak--- considerando che ò Impossibile adottare normative comunitarie per ogni
prodotto già esistente o che [venisse      creato; che
occorre     un   quadro legislativo orizzontale, poggiante su ampie basi,
che rechi disposizioni in ordine a questi prodotti e consenta di colmare le
lacune delle disposizioni legislative già In vigore o future, segnatamente
al fine di garantire un elevato livello di protezione della salute e della
sicurezza delle persone, come prescrive l'articolo 100 A, paragrafo 3;
considerando che è opportuno aggiungere all'obbligo di osservare la
prescrizione generale di sicurezza, qusllc/a carico degli operatori
economici e di provvedere al sistematico controllo della
sicurezza del prodotti 'che essi trattano nell'ambito della loro attività;
considerando che gli Stati membri devono nominare le autorità competenti ad
effettuare I controlli sulla sicurezza dei prodotti, conferendo ad esse la
facoltà di prendere       opportuni provvedimenti;
                                                         i
considerando che gli Stati membri devono provvedere a che le rispettive
autorità competenti prendano debitamente in considerazione i reclami motivati che,
In ordine alle caratteristiche di sicurezza di determinati prodotti, siano
présentât 1, dal pubblico interessato;
considerando che II controllo efficace della sicurezza del prodotti ri-
 chiede che a livello nazionale e comunitario venga predisposto un sistema
che consenta II rapido scambio di Informazioni In merito a situazioni
d'emergenza riguardanti la sicurezza dei prodotti; che e opportuno
conferire alla Commissione la facoltà di stabilire precise norme in merito
a tale sistema di rapido scambio d'Informazioni a livello comunitario;
considerando che occorre porre a carico degli Stati membri l'obbligo di
limitare la commercializzazione di un prodotto che comporti un rischio
Inaccettabile di natura grave ed immediata;
considerando che, per salvaguardare l'unicità del mercato, occorre
 Informare la Commissione In merito a qualsiasi provvedimento che restringa
 le condizioni di distribuzione o di commercializzazione di un determinato
prodotto; che tali provvedimenti possono essere presi soltanto in
conformità delle norme del trattato. In particolare di quelle contemplate
daglI artico!I da 30 a 36;
considerando che nel dare applicazione alla prescrizione generale di
sicurezza gli Stati membri potrebbero prendere decisioni differenti con
riguardo ad un particolare prodotto; che tali differenze potrebbero
costituire un ostacolo agli scambi intracomunitarI e In alcuni casi una
 Inaccettabile discriminazione sotto il profilo della tutela degli
utilizzatori e dei consumatori;
considerando che di conseguenza occorre predisporre un adeguato meccanismo
che consenta di adottare provvedimenti applicabili attraverso l'Intero
territorio comunitario al fine di far fronte a situazioni di emergenza che
 interessino l'Intera Comunità; che in considerazione del loro carattere di
emergenza I provvedimenti adottati attraverso la procedura anzidetta non
possono avere che efficacia transitoria e non possono essere presi che
dalla Commissione, con l'assistenza di un comitato di rappresentanti degli
Stati membri; che per motivi di efficienza è opportuno porre in essere un
comitato di gestione conformemente alla procedura II della decisione 87/373
del Consiglio (4);
 (4) GU L 197 del 18.7.1987, pag. 33.
 ---pagebreak--- considerando che, In ordine al problema posto dalla sicurezza dei prodotti,
occorre suscitare una maggiore presa di coscienza promuovendo pubblici
dibattiti sulla questione;
considerando che ò necessario che gli Stati membri predispongano adeguati
meccanismi di risarcimento per 11 caso In cui le autorità nazionali
dovessero adottare provvedimenti Illegittimi;
considerando che l'adozione di qualsiasi provvedimento In forza della
presente direttiva o di altri strumenti legislativi specifici finalizzati
allo stesso scopo non può di per so arrecare pregiudizio alla
responsabilità legale In fatto di risarcimento del danno, che sia prevista
dalle leggi nazionali e In particolare da quelle emanate In conformità
della direttiva 85/374/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1985, relativa al
 ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrati-
ve riguardanti la responsabilità per il fatto di prodotti difettosi (57;
considerando che, per quanto riguarda 1 prodotti Importati l'adozione di
provvedimenti nel l'Intento di prevenire I rischi per la sicurezza e la
salute delle persone deveeffettuarsl conformément© a g M obblighi
 InternazlonalI,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
(5) GU n. L 210 del 7.8.1985, pag. 29.
 ---pagebreak---                                          - 1-
                                                                                         IS
                                      Articolo 1
1. La presente direttiva si applica alla sicurezza del prodotti fin dal
   momento In cui sono Immessi sul mercato e nel corso del loro prevedibile
   periodo di utilizzazione..
2. La presente direttiva si applica senza pregiudizio delle disposizioni
   adottate nel    q u a d r o di norme più specifiche di diritto comunitario.
3. La presente direttiva si applica senza pregiudizio di altre procedure di
   notifica prevista dalla normativa comunitaria e In particolare di quelle
   previste dal la direttiva 83/189/CEE, del Consiglio, del 28 marzo 1983, che prevede una
   procedura d'informazione nel settore delle norme e delle
   regolamentazioni tecniche (6) ovvero di quelle previste dalla decisione
   della Commissione 88/383/CEE, del 24 febbraio 1988, relativa al
   miglioramento dell'Informazione In materia di sicurezza, Igiene e sanità
   sul luogo di lavoro (7).
                                       Articolo 2
 Ai fini della presente direttiva: :
a) Per "prodotto" s'intende qualsiasi prodotto. Industriale o agricolo,
    Inclusi :
   - gli elementi di cui si compone, quali le materie prime, le sostanze,
      i componenti e i prodotti semi-lavorati;
   - I beni mobili incorporati negli immobili;
   - i prodotti rIcondìzlonatI o qualsiasi altro prodotto che non sia
      fornito allo stato nuovo, purché la fornitura abbia luogo nell'ambito
      di una normale     transazione commerciale.
b) Per "prodotto sicuro" s'Intende un prodotto che non comporti,
    segnatamente In relazione alla concezione, alla composizione, alla
    real Izzazlone, al funzionamento, all'imballaggio, alle condizioni di assemblaggio,- .
   manutenzione o eliminazione, alla istruzione per l'uso o a qualunque altra
    caratteristica di sicurezza, un rischio Inaccettabile, diretto od
    Indiretto, per la sicurezza e la salute delle persone, in particolare tramite
   gli effetti su altri prodotti o l'associazione con essi.
(6) GU n. L 109 del 26.4.1983, pag. 8.
(7) GU n. L 183 del 14.7.1988, pag. 34.
 ---pagebreak---                                                                               #
                                   - 2 -
e) Il "rischio inaccettabile" è valutato, fatta salva sicurezza e salute con-
   templati dall'articolo 5, seguendo i criteri generali qui appresso:
   aa) L'uso o il consumo previsto del prodotto in condizioni normali, com-
        prese le dichiarazioni fatte in proposito dal fornitore o per suo
        conto, e ogni altro uso o consumo ragionevolmente prevedibile.
    bb) Periodo di utilizzazione prevedibile
        Il cattivo funzionamento e la difettosità del prodotto, che non pre-
        giudichino le caratteristiche di sicurezza propriamente dette non sono da
        prendersi in considerazione.
        La possibilità di raggiungere un più elevato livello di sicurezza e
        la disponibilità di altri prodotti, della stessa categoria, che
        presentano minori rischi non costituiscono motivi sufficienti per
        considerare inaccettabile il rischio inerente ad un determinato
        prodotto.
d) Per "fornitore" s'intende:
    - il fabbricante del prodotto;
    - l'importatore che importa il prodotto nella Comunità da un paese
      terzo;
    - i distributori o altri operatori professionali che fanno parte della
      catena di approvvigionamento, nella misura in cui la loro attività
      incida sulle caratteristiche di sicurezza dei prodotti commercializzati..
e) Per "prevedibile periodo di utilizzazione" s'intende il periodo nel
    corso del quale un determinato prodotto può ragionevolemente, considerar-
    si utilizzabile in condizioni normali e per l'uso cui è destinato.
                                 Articolo 3
Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari al fine di garantire
che sul mercato vengano immessi esclusivamente prodotti sicuri, a prescin-
dere dalle modalità dell'immissione sul mercato.
Questi provvedimenti si estendono alle operazioni che sono suscettibili
di incidere sulla sicurezza di un determinato prodotto, in particolare il
 trattamento, la trasformazione, l'imballaggio, l'immagazzinamento, il tra-
 sporto, la messa in opera e, ove è necessario, l'eliminazione.
 ---pagebreak---                                                                                 At
                                    - 3 -
                                  Articolo 4
1. I provvedimenti che gli Stati membri devono adottare a norma dell'arti-
   colo 3 comprendono quelli necessari per assicurare che, qualora un prodot-
   to presenti a motivo della sua stessa natura o di ragioni tecniche e/o
   economiche un rischio rilevante ma accettabile come tale, siffatto rischio
   sia adeguatamente evidenziato per renderne consapevole il consumatore o
   l'utilizzatore potenziale, in un modo
   a) che tenga conto in particolare:
      - dell'uso, del consumo, dell'imballaggio, del trasporto e dello stoc-
        caggio del prodotto previsti in condizioni normali, segnatamente alla
         luce delle dichiarazioni specifiche fatte dal fornitore o per suo
        conto, e di eventuali altri usi o consumi ragionevolmente prevedibili;
      - delle capacità di percezione e delle conoscenze che si possono
        ragionevolmente attendere da parte dell'utilizzatore o del consumatore
        effettivo o potenziale;
   b) assicuri che, ove necessario, le avvertenze pertinenti possono essere
      debitamente percepite in qualsiasi fase dell'uso, del consumo e del-
      l'eliminazione, e,all'occorenza, durante il prevedibile tempo di utiliz-
      zazione del prodotto.
2. Tali indicazioni dei rischi devono essere effettuate in maniera tale da
   consentire a qualsiasi utilizzatore o consumatore effettivo o potenziale
   di valutare direttamente il rischio del prodotto, prima di acquistarlo o
   di utilizzarlo, qualora costituiscano un elemento determinante per indurlo
   ad acquistare od utilizzare il prodotto.
                                  Articolo 5
1. Il prodotto che sia stato fabbricato in conformità delle norme specifiche comunitarie
   o nazionali, che stabiliscono i principali requisiti in materia di salute
   e sicurezza cui un determinato prodotto deve soddisfare perché sia commer-
   cializzabile, è da presumersi rispondente all'obbligo d'immettere sul mer-
   cato soltanto prodotti sicuri.
2. In mancanza di tali norme specifiche, la rispondenza di un determinato
   prodotto o di una categoria di prodotti alla prescrizione generale di si-
   curezza va valutata in relazione allo stato della tecnica, allo stato delle
   conoscenze scientifiche e tecnologiche ed eventualmente alla sua realizza-
   bilità pratica e alla corretta prassi commerciale in materia di salute e
   sicurezza vigenti nel settore produttivo di cui trattasi.
 ---pagebreak---                                        - 4 -                                            /*3
                                    Articolo 6
I provvedimenti che gli Stati membri sono tenuti ad adottare a norma del-
l'articolo 3 comprendono quelli volti a garantire che il fornitore di un
determinato prodotto prenda adeguate misure di controllo permanente quali
figurano nell'elenco indicativo riportato nell'allegato 1, riguardo alla
sicurezza dei prodotti da lui forniti, al fine di ricevere adeguate informa-
zioni in merito a qualsiasi rischio inaccetabile e di valutare congruamen-
te l'informazione onde evitare tali rischi. Per i distributori e gli ope-
ratori professionali diversi dal fabbricante e dall'importatore, l'obbli-
go del controllo permanente si estende solo alle attività proprie, e nei
limiti.in cui queste incidano sulla sicurezza del prodotto.
                                     Articolo 7
 1. GII Stati membri
    a) Istituiscono e/o nominano le autorità competenti, a controllare la ri-
       spondenza del prodotti all'obbligo d'Immettere sul mercato soltanto
       prodotti sicuri.
    b) Garantiscono al tempo stesso la competenza tecnica e l'Imparzialità
       di tali autorità, se necessario sulla base delle pertinenti norme
       europee armonizzate.
    e) Provvedono a che ' le autorità, abbiano I poteri necessari per
       adottare gli opportuni provvedimenti che ad essi Incombono In forza
       della presente direttiva; nell'allegato 2 figura un elenco Indicativo
       di tali poteri.
    d) Provvedono a che      le a u t o r i t à - siano In grado di tener conto e,
       ove necessario, di raccogliere I dati              rilevanti In modo
       permanente e sistematico, attingendo a fonti d'Informazione che
       possano fornire indicazioni circa la .probabile esistenza di rischi, in particolare
       alla luce di elementi di prova ricavati da Incidenti, da casi di
       malattia o da altri danni alle persone.
 ---pagebreak---                                          - 5 -
       - che sono verosimilmente riconducibili ad una caratteristica del
          prodotto,
       - che sono di natura grave o che possono riprodursi e
       - che non sono originati da un evidente o imprevidibi le uso errato
          del prodotto o dall'inosservanza di Istruzioni o avvertenze appro-
           priate.
   e) provvedono affinché le stesse autorità prendano debitamente in considerazione i
        reclami motivati riguardanti le caratteristiche di sicurezza del prodotto,
        in particolare   i reclami        presentati     da   organizzazioni
        del consumatori, da associazioni professionali, e dai lavoratori
        rappresentanti degli stessi;
   f) comunicano alla Commissione quali siano tali autorità. La
        Commissione provvede a sua volta a comunicare questa informazione agli
        altri Stati membri ed a pubblicarla nella Gazzetta«uffIciale delle
        Comunità europee.
2. La rispondenza di un determinato prodotto ai          criteri di valutazione
   previsti dall'articolo 5, ed In partIcolare alle norme specifiche con-
    template da' paragrafo 1 non         osta    a -che le competenti autorità
   degli Stati membri     adottino         secondo      le procedure applicabili,
    le misure preventive p r e v i s t e dalla presente direttiva o qualsiasi
    altra misura che sia prevista da specifiche norme disciplinanti un
    determinato prodotto o una determinata categoria di prodotti,
    qualora risulti che, malgrado tale rispondenza, 11 prodotto o la
    categoria di prodotti di cui trattasi presenta o potrebbe presentare un
    rischio Inaccettabile.
                                      Art ico lo 8
1. Lo Stato membro che abbia adottato od Intenda adottare provvedimenti ai
    sensi degli articoli 7 e 10 In forza del quali si limiti l'immissione sul
    mercato di un determinato prodotto o si disponga il ritiro di un determinato prodotto dallo stes-
   so comunica senza Indugio II provvedi emento alla Commissione precisando
     le ragioni che lo hanno motivato, nella misura in cui l'obbligo di provvedere
     a tale comunicazione non sia stabilità da.specifiche norme comunitarie, che
    disciplinano II prodotto o la categoria di prodotti di cui trattasi.
    Questo obbligo non 'vige'qualora il provvedimento abbia solo effetti locali.
 2. I provvedimenti nazionali che siano stati comunicati in conformità del
    paragrafo 1 .sono .esaminati        secondo     'a procedura di cui
    all'articolo 14; la Commissione può presentare un progetto per qualsiasi
   misura adeguata.
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                                    - 6 -
                                 Articolo 9
1. Ciascuno Stato membro adotta tutti i provvedimenti necessari affinché le
   informazioni sull'esistenza, reale o probabile, di un rischio inaccetta-
   bile insito in un prodotto che è o che sarà probabilmente commercializza-
   to sul suo territorio, in particolare se il rischio è certamente o proba-
   bilmente grave ed immediato, formino oggetto di un rapido scambio tra le
   proprie autorità competenti, in modo che tutti i dati pertinenti vengano
   raccolti e valutati con la massima efficacia.
2. Qualora uno Stato membro disponga di informazioni circa l'esistenza certa
   o probabile di un rischio grave ed immediato, i cui effetti si estendono
   oltre l'ambito locale, esso informa immediatamente la Commissione in pro-
   posito precisando i provvedimenti che ha adottato o che intende adottare,
   in particolare quelli ai sensi dell'articolo 10. Se del caso, la Commis-
   sione provvede alla rapida trasmissione di queste informazioni agli altri
   Stati membri.
   Quest'obbligo non riguarda quei prodotti che in forza di altri provvedimen-
   ti comunitari sono soggetti a procedure di notifica equivalenti.
3. Sono adottate dalla Commissione, di concerto con le competenti autorità
   degli Stati membri, procedure dettagliate per la trasmissione delle infor-
   mazioni ai sensi del paragrafo 2.
4. Qualora la Commissione abbia conoscenza della possibile esistenza di un
   rischio ai sensi del paragrafo 1, senza essere stata informata ai sensi
   del paragrafo 2, può chiedere allo Stato membro di cui trattasi di comuni-,
   carie immediatamente tutte le informazioni pertinenti di cui dispone o
   che può ottenere in materia.
5. Gli Stati membri designano l'autorità competente che abbia le attribuzioni
   e le attrezzature adeguate per assicurare sia la cooperazione con la Com-
   missione prevista dai paragrafi 2 e 4 del presente articolo, sia la solle-
    cita applicazione dei provvedimenti adottati secondo la procedura prevista
   dall'articolo 14. Essi informano la Commissione in proposito.
 ---pagebreak---                                    - 7 -
                                Articolo 10
1. a) Qualora l'autorità competente di uno Stato membro abbia fondati motivi
      per sospettare che un prodotto presenti un rischio inaccettabile di
      natura grave ed immediata, essa emette una decisione che, per un perio-
      do non superiore ai tre mesi a decorrere dalla data della decisione
      stessa/vieti ai destinatari la fornitura, l'offerta di fornitura,
      l'accordo di fornitura o l'esposizione del prodotto di cui trattasi.
   b) La decisione di cui alla lettera a) può stabilire prescrizioni relative
      all'etichettatura o ad altre indicazioni che accompagnano il prodotto,
      quali condizioni per la ripresa delle forniture del prodotto sul mercato.
   e) Qualsiasi persona che abbia interessi relativi al prodotto oggetto della
      decisione può adire le autorità competenti per chiedere la soppressione
      del provvedimento.
2. Qualora l'autorità competente di uno Stato membro ritenga che un determinato
   prodotto presenta un rischio inaccettabile di natura grave ed immediata,
   essa prende gli opportuni provvedimenti per ritirare il prodotto dal mercato
   o per proibire o restringere l'immissione dello stesso sul mercato.
 ---pagebreak---                                             - 8 -
                                                                                      ?3
                                         Articolo 11
Qualora la Commissione sia venuta a conoscenza,                 attraverso
l'Informazione ricevuta dagli Stati membri In particolare a norma
del l'articolo 9 oppure a motivo di una comunicazione inviata dagli stessi Stati '• •-•
membri segnatamente a norma dell'articolo 8, dall'esistenza di un rischio
grave ed Immediato, c o n n e s s o        direttamente od Indirettamente alle
caratteristiche di sicurezza di un determinato prodotto,
a) che Incida o possa Incidere gravemente, direttamente od Indirettamente,
    sulla sicurezza o sulla salute di un numero indeterminato di persone in
    più di uno Stato membro, e
b) che specie in considerazione dell'urgenza e/o.della complessità caratterizzante la questione
    particolare relativa, alla sicurezza del prodotto,non può essere adeguatamente
    affrontato          con     altre procedure d'Informazione, di consultazione,
    di concertazione, di decisione e con le relative attribuzioni, quali
    eventualmente prevista da specifiche norme comunitarie che disciplinano
    il prodotto o la categoria di prodotti di cui trattasi, e
e) al quale si può far fronte efficacemente solo adottando specifiche
    misure applicabili attraverso l'Intera Comunità, al fine di meglio
    garantire la tutela delle persone ed II corretto funzionamento del
    mercato comune,
essa può avviare la procedura di consultazione e d'Inchiesta al sensi
dell'articolo 12, ovvero, per prevenire II rischio, prendere direttamente
provvedimenti d'efficacia temporanea, quali quelli indicati
nell'allegato 2, paragrafo 2 lettere da d) a e) secondo la procedura prevista
dall'articolo 14.
 ---pagebreak---                                                                                            ^
                                       Articolo 12
1. Qualora la Commissione decida di avviare una procedura a norma del
   presente articolo, è tenuta a comunicarne senza Indugio tale decisione
   agli Stati membri corredandola di un sunto degli elementi di prova disponibili.
2. Tenuto conto del limiti Imposti dalie circostanze e dall'urgenza di
   risolvere la quest Ione relativa-al la sicurezza del prodotto In questione, lo
   scopo della procedura di cui al precedente paragrafo è di:
   - ottenere ampie informazioni          in merito alla natura a alla portata del
      rIschio,
   - Individuarne le cause e valutare I possibili mezzi di prevenzione,
   - esaminare a fondo la necessità di adottare adeguati provvedimenti
      applicabili sull'Intero territorio comunitario.
3. GII Stati membri             adottano    . dietro richiesta della Commissione, I
   provvedimenti n e c e s s a r i e d a d e g u a t i per la
   procedura In questione, segnatamente quelli Indicati nell'allegato 2,
   paragrafo 2, lettere a ) , b) e e) al fine di ottenere un'adeguata
    Informazione. GII Stati membri comunicano In seguito le informazioni ed
   i risultati ottenuti mediante italivpr'ovvedimenti alla Commissione.
4. La Commissiona provvederà a sua volta a trasmettere I risultati
   dell'Inchiesta agli Stati membri.
                                        Articolo 13
La Commissione è a s s i s t i t a da un comitato per i casi* d'emergenza in materia di sicurézza
del p r o d o t t i , In appresso detto I I "comitato", composto da rappresentanti
degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
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                                  - 10 -
                                Articolo 14
1. Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto delle misure
   da adottare. Il Comitato formula il suo parere sul progetto entro i termini sta-
   biliti del presidente dello stesso in funzione dell'urgenza della questione in .
   esame. Il parere è emesso con la maggioranza prevista dall'articolo 148, para-
   grafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve pren-
   dere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al Comitato, ai voti
   dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nel-
   l'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
   La Commissione adotta i provvedimenti che sono immediatamente applicabili.
   Tuttavia, qualora i provvedimenti non siano conformi al parere espresso dal co-
   mitato, la Commissione li comunica senza indugio al Consiglio. In tal caso la
   Commissione può differire l'applicazione dei provvedimenti da essa decisi di
   un periodo di cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data della trasmissione
   al Consiglio.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione
   diversa entro il termine stabilito nel precedente comma.
2. La validità dei provvedimenti adottati     con questa procedura non è superiore
   ai sei mesi. Tale termine può essere prorogato seguendo la stessa procedura.
3. Gli Stati membri prendono le misure necessarie per dare attuazione entro dieci
   giorni, alle decisioni adottate secondo questa procedura.
4. Le autorità degli Stati membri incaricate di attuare le decisioni prese secondo
   questa procedura, danno alle parti interessate la possibilità di esprimere il
   loro parere e informano la Commissione in proposito.
 ---pagebreak---                                                                               2(o
                               -11   -
                             Articolo 15
Gli Stati membri adottano tutti i provvedimenti necessari affinché le informa-
zioni relative alle caratteristiche di sicurezza di un determinato prodotto che
siano coperte dal segreto professionale e che siano state comunicate alle auto-
rità competenti, rimangano riservate, salvo quelle la cui divulgazione è indi-
spensabile alla luce delle circostanze per tutelare la salute e la sicurezza delle
persone.
                             Articolo 16
La presente direttiva lascia impregiudicata la direttiva 85/374/CEE.
                             Articolo 17
1. Qualsiasi decisione che sia adottata a norma della presente direttiva e che
   comporti limitazioni per l'immissione di un determinato prodotto sul mercato
   o che disponga il ritiro di un determinato prodotto dallo stesso, deve indi-
   care gli esatti motivi sui quali è fondata. Essa è notificata nei più brevi
   termini alla parte interessata, la quale sarà al tempo stesso informata in
   merito ai mezzi di impugnazione di cui dispone in forza della legge dello Stato
   membro in questione, precisando i termini previsti per la presentazione degli
   stessi.
   Alle parti interessate deve essere data, ogniqualvolta sia possibile, l'oppor-
    tunità di esprimere il loro parere prima che il provvedimento venga adottato.
   Ove ciò non sia possibile, segnatamente a causa dell'urgenza del provvedimento,
    siffatta opportunità deve essere data a tempo debito successivamente all'esecu-
    zione del provvedimento.
    I provvedimenti che prescrivono il ritiro di un determinato prodotto dal mercato
      jvono contenere
   devono   ,         disposizioni
                         ,          volte ad
                                          __ aumentare la
                                                        ._ disponibilità
                                                              ,          dei
                                                                         __ . detentori
    del prodotto - in particolare dei distributori, utilizzatori e consumatori fina-
    li - a contribuire al ritiro stesso.
 ---pagebreak---                                                                            n
                                  - 12 -
2. Gli Stati membri dispongono nella loro normativa che nessuna persona fisica
   o giuridica, che ponga pubblicamente in questione le caratteristiche di si-
    curezza di un prodotto o di una categoria di prodotti allo scopo esclusivo di accre-
    scere la consapevolezza pubblica dei prodblemi della salute e della sicurezza,
    possa essere considerata responsabile delle conseguenze economiche che potreb-
    bero derivare dal dibattito pubblico così avviato, purché le affermazioni in
    materia siano effettivamente pertinenti, fatte in buona fede, non discrimina-
    torie, presentate obiettivamente e basate su argomenti seri.
3. Gli Stati membri pongono in essere i necessari meccanismi amministrativi
    e giurisdizionali per garantire che i fornitori di prodotti la cui sicurezza
    sia stata messa in questione in modo non conforme a quanto disposto al para-
    grafo 2, dispongano di appropriati mezzi di risarcimento.
4. Gli Stati membri provvedono affinché qualsiasi provvedimento illegittimo adot-
    tato dalle autorità competenti, che comporti restrizioni relative all'immis-
    sione di un determinato prodotto sul mercato, possa essere impugnato in giu-
    dizio.
                                   Articolo 18
1. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari ed
    amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il
    1° giugno 1991. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
2. Le disposizioni adottate a norma del presente paragrafo fanno espresso riferi-
    mento alla presente direttiva.
                                   Articolo 19
    Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
  Fatto a Bruxelles, addì                               Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                                                           <?8
                                 ALLEGATO 1
        Elenco Indicativo degli accordi plu adeguati che si possono
          prendere In merito al controllo al sensi dell'articolo 6
a) Adeguata marcatura del prodotto o delle categorie di prodotti che ne
   consenta l'identificazione In una fase successiva.
b) Regolare o saltuaria verifica del prodotto con riguardo alle relative
   proprietà di sicurezza.
                                                        #
e) Congrui accordi con altri fornitori e consumatori professionali e con le
   organizzazioni di categoria del settore cui II prodotto appartiene, al
   fine di ricevere e di scambiarsi regolarmente Informazioni pertinenti
   sulle questioni Inerenti alla sicurezza del settore.
d) Sistematica valutazione dei reclami presentati In merito ad un
   determinato prodotto o delle ragioni che ne motivano la restituzione,
   anche quando non siano direttamente basati sulle proprietà di sicurezza
 • dello stesso prodotto.
e) tenere una regolare registrazione di tutti questi accordi e del relativi
   risultati.
f) Ove è necessario per far luogo ad un controllo effettivo, si può
   provvedere alla designazione di una persona o di un servizio che sia
   specialmente responsabile di organizzare la conclusione di accordi del
   genere e soprassieda al loro regolare funzionamento.
 ---pagebreak---                                                                         23
                                ALLEGATO 2
           Elenco Indicativo dei poteri delle autorità nazionali
1. Poteri al fini dell'adozione di adeguati provvedimenti per:
   - organizzare congrui controlli In merito alla sicurezza del prodotti
     anche dopo essere stati Immessi per la prima volta sul mercato e
     considerati come sicuri. I controlli vanno effettuati su scala
     pertinente, avendo soprattutto cura di verificare II rischio residuo
     fino alla fase dell'utilizzazione o del consumo fl«nale e,
     eventualmente, fino allo smaltimento;
   - verificare che I fornitori rispettano le disposizioni sul controllo
     permanente.
2. Poteri per l'adozione di adeguate misure preventive quali:
   a) richiedere Informazioni rilevanti sia alle parti che potrebbero
      essere Interessate, quali I fornitori, sia, ove necessario, a
      qualsiasi altra persona fisica o giuridica;
   b) chiedere campioni di un prodotto o di una linea di produzione;
      sequestrare o confiscare prodotti e, ove necessario, perquisire allo
      stesso scopo la sede dell'Impresa o qualsiasi altro locale di
      quest'ultima;
   e) Intensificare II numero e la portata del controlli, delle prove,
      verifiche, analisi e slmili che sono normalmente previsti per il
      particolare prodotto o la particolare categoria di prodotti di cui
      trattasi, o farli effettuare ad hoc;
 ---pagebreak---                                                                          Jo
                                    - 2 -
d) pubblicare attraverso I mezzi di comunicazione di massa più Indicati e,
   nella forma più opportuna, avvertenze destinate non soltanto a coloro
   che, In circostanze normali, possono considerarsi utilizzatori ò
   consumatori del prodotto In questione, ma anche alla popolazione In
   generale;
e) Imporre al produttori, agli Importatori ed eventualmente alle altre
   categorie professionali Interessate e, se del caso, anche agli
   utilizzatori e al consumatori finali di ripercuotere l'allarme presso
   tutti coloro che potrebbero essere esposti ai rischio osservato e, ove
   necessario, a tutta la popolazione;
f) chiedere al fabbricanti di corredare II prodotto considerato con
   adeguate avvertenze; eventualmente la stessa richiesta può essere fatta
   anche al distributori o altri operatori professionali;
g) Imporre le dovute restrizioni circa le condizioni di distribuzione,
   commercializzazione ed eventualmente smaltimento del prodotto;
h) chiedere le necessarie modifiche del prodotto o di una serie di prodotti
   e vietarne, In via temporanea o definitiva, la produzione e la
   commercializzazione, ovvero, nel caso di materie prime, sostanze,
   componenti e semi-lavorati, vietarne l'utilizzazione, l'inclusione o la
   combinazione con alcuni tipi o categorie di prodotti;
I) organizzare II ritiro di un prodotto già Immesso sul mercato, anche
   quando sia già nelle mani dell'utilizzatore o consumatore finale, ed
   eventualmente garantirne la distruzione alle condizioni più adeguate; a
   seconda delle circostanze, gli Stati membri:
    aa) Invitano I fabbricanti a ritirare su base volontaria il prodotto
        considerato, con II metodo più efficace;
    bb) Intimano al fabbricanti di ritirare il prodotto con il metodo più
        efficace;
    ce) sequestrano II prodotto considerato In qualunque fase del processo
         produttivo o della catena di distribuzione, se necessario
         nell'impresa stessa o presso II domicilio dell'utilizzatore o del
         consumatore finale.
 ---pagebreak---                                                                        3>î
                                Fiche financière                  ..    ,
                                                                Xt     &c ES
Proposition de directive relative au rapprochement des dispositions
législatives, réglementaires et administratives des Etats membres en matière
de sécurité générale des produits
1. Ligne budgétaire concernée
Poste 6 85  : Activités liées à la mise en oeuvre au niveau communautaire d'une
procédure destinée à évaluer les besoins de mesures communautaires dans les
cas d'urgence en matière de sécurité des produits et à adopter et surveiller
ces mesures.
2. Base Juridique
a) article 100 A du traité CEE ajouté par l'Acte unique européen,
b) résolution du Conseil du 25 Juin 1987 concernant la sécurité des
    consommateurs ( D ,
 c) communication de la Commission sur la sécurité des consommateurs face aux
    produits de consommation du 8 mal 1987 < 2 ),
 d) résolution du Conseil du 23 Juin 1986 concernant les futures orientations
    de la politique de la Communauté économique européenne pour la protection
    et la promotion des Intérêts des consommateurs O ) .
 3. Propositions de classification au titre de dépenses obligatoires ou non
    obiigatolres
 Non obiIgatolres.
 (1) J0 C 176 du 4.7.1987, page 3.
 (2) COM(87)209 final.
 (3) JO C 167 du 5.7.1986, page 1.
 ---pagebreak---                                      -  2 -
                                                                        32.
4. Description et motifs de l'action
4.1. Peser iptIon
4.1.1. Objectifs de la proposition de directive
La directive Impose aux Etats membres de veiller à ce que seuls puissent être
mis sur le marché les produits qui ne présentent pas de risques Inacceptables
pour la santé et la sécurité des utilisateurs/consommateurs.
La directive vise à définir des niveaux de sécurité et des méthodes de mise en
oeuvre fondamentalement uniformes dans la Communauté.
4.1.2. Caractéristiques de la proposition de directive (en particulier celles
         qui ont une Incidence financière)
 Les Etats membres s'acquittent de leur obligation en adoptant des mesures
 telles que les contrôles avant et après mise sur le marché, contrôles de
 l'obligation de surveillance permanente par les fabricants ou toute autre
 personne compétente, et en créant et en faisant fonctionner effectivement des
 Institutions ou organes de contrôles de la conformité des produits aux
 exigences de la directive.
 Les Etats membres sont aussi tenus de recueillir certaines Informations.
 La directive définit les mesures que les autorités des Etats membres peuvent
 prendre à l'égard de produits qui ne sont pas conformes à certaines exigences
 communautaires ou nationales spécifiques de sécurité ou qui, de prime abord,
  donnent à penser que malgré cette conformité, Ils présentent un risque
  Inacceptable pour la santé et la sécurité des personnes.
  Les Etats membres sont tenus de transmettre à leurs autorités compétentes les
  Informations relatives à l'existence ou à l'existence probable d'un risque
  Inacceptable présenté par un produit et d'aviser la Commission lorsqu'ils
  disposent d'Informations au sujet de l'ex I stance.ou de l'existence probable
  d'un risque grave et Immédiat pour la santé et la sécurité des personnes
  découlant d'un produit et lorsqu'il y a des raisons de penser que ce risque
  n'est pas purement local. Ils sont également tenus d'Informer la Commission
 ---pagebreak---                                      -  3 -
                                                                           33
des mesures qu'ils prennent ou envisagent de prendre. La Commission peut aussi
dans ce cas demander des informations aux Etats membres.
La Commission doit assurer l'échange rapide de telles Informations en les
transmettant sans délai aux autres Etats membres.
Les autorités compétentes des Etats membres sont tenues de faire une collecte
permanente et régulière des données qui Indiquent l'existence de produits
présentant un risque Inacceptable pour la sécurité et la santé des personnes.
Ces Informations constitueront un outil précieux pour définir la politique et
proposer des mesures.
4.1.3. La directive vise à assurer l'adoption rapide de mesures uniformes
ayant trait à des produits qui présentent un risque grave et Immédiat pour la
 santé et la sécurité des personnes lorsque leur Incidence n'est pas purement
 locale.
 Dans de tels cas, la directive vise à créer des niveaux uniformes de sécurité
 et des modalités uniformes de mise en oeuvre dans la Communauté.
 Lorsque la Commission est avisée par les Etats membres ou apprend par ailleurs
 qu'un produit présente réellement ou potentiellement un risque grave ou
  Immédiat pour la santé et la sécurité des personnes dans plus d'un Etat
 membre, elle peut organiser une consultation et ouvrir une enquête en vue
 d'obtenir des Informations et des données au niveau communautaire. SI elle
 estime nécessaire d'adopter des mesures Immédiatement applicables dans la
 Communauté, elle soumet un projet dans ce sens au comité d'urgence en matière
 de sécurité des produits. Elle applique ces mesures Immédiatement sauf si
 elles ne sont pas conformes à l'avis du comité, auquel cas elles sont
 communiquées au Conseil qui peut prendre une décision différente dans un délai
 de 5 Jours ouvrables et la Commission peut suspendre l'application des mesures
 pour une période de 5 Jours ouvrables.
 4.1.4. Motifs
 La Justification de l'action se fonde sur les bases Juridiques Indiquées au
 point 2. Les Incidences financières sont Inhérentes à l'application de la
 directIve.
 ---pagebreak---                                                                           3H
5. Nature des dépenses et méthodes de calcul
5.1. Nature des activités supplémentaires à entreprendre après l'adoption de
     la directive
     a) surveillance de l'application de la directive;
     b) collecte et évaluation des données fournies par les Etats membres et
         retransmission aux autres Etats membres;
     c) fonctionnement du comité d'urgence en matière de sécurité des
         produits;
     d) adoption des mesures rendues nécessaires par l'existence d'un risque
         grave et immédiat;
     e) réunions d'experts;
     f) études relatives à l'application de la directive;
     g) adoption d'autres mesures d'harmonisation.
5.2. Coût des activités indiquées en 5.1.
     Les coûts seront ceux normalement associés aux activités mentionnées en
     5.1.
5.3. Calcul des dépenses
     - Compte tenu de la nature des activités, il est impossible de faire une
        estimation précise des dépenses.
     - Les coûts sont calculés en unités "hommes/mois", une unité équivalant
        actuellement à 5.000 écus.
     - Les chiffres approximatifs donnés en 6.1. couvrent des dépenses des
        activités supplémentaires mentionnées en 5.1.  La dépense pour 1990,
        déjà proposée pour le Budget 1990, sera nécessaire pour des travaux
        préparatoires.  A partir de 1991 au plus tôt, quand le système sera mis
        en place, il devra être rendu opérationnel progressivement afin de
        fonctionner pleinement à partir de 1993. Les chiffres ne sont donnés
 ---pagebreak---                                           - 5 -                              a
        qu'à titre indicatif et sous réserve des décisions annuelles sur le
        budget prises dans le cadre de la programmation financière découlant de
         l'Accord Interinstitutionnel.
6. Impact financier de l'action sur les crédits
6.1. Echéancier des crédits d'engagement et de paiement pour l'année 1990 et
      au-delà
                              . Année                    écus 000
      - Poste 685                1990                        500
         (Procédure Sécurité     1991                      2.500
         Générale de Produits)   1992                      2.800
                                 Années
                                 suivantes                 3.800
7. Observations
    Néant
8. Impact financier sur les crédits de personnel
 8.1. Personnel nécessaire uniquement pour l'exécution de l'action
       A partir de 1990, six fonctionnaires à plein-temps de la catégorie "A";
       huit fonctionnaires à plein-temps de la catégorie "B" et six
       fonctionnaires à plein-temps de la catégorie " C , un fonctionnaire à
       plein-temps de la catégorie "D*.
       Ce personnel sera trouvé par voie de déploiement interne ou dans le cadre
       de la procédure annuelle de budget.
 8.2. Crédits de personnel nécessaires
       A partir de 1991, un montant estimé à 630.000 écus par an sera
      nécessaire.
 ---pagebreak---                                                                          3&
                     FICHE D'IMPACT SUR LE CITOYEN EUROPEEN
Proposition de directive du Conseil relative au rapprochement des dispositions
législatives, réglementaires et administratives des Etats membres concernant
la sécurité générale des produits
1. La proposition de directive améliorera sensiblement le niveau de sécurité
des produits dans la Communauté. Il s'agit d'un corollaire essentiel au
renforcement notable de la circulation des biens devant découler de
 l'achèvement du marché Intérieur qui contribuera lui-même à l'expansion de ces
échanges Intracommunautaires.
2. La directive permettra d'atteindre les objectifs précités en Imposant aux
Etats membres d'une part la mise en place d'une Infrastructure nationale
adéquate qu'ils chargent d'assurer le respect par les producteurs des
exigences de la directive relative aux Incidences des produits sur la santé et
 la sécurité des consommateurs et d'autre part la collecte d'Informations et
 leur diffusion à l'échelon national et, par l'Intermédiaire de la Commission,
 à l'échelon communautaire, afin d'assurer une Intervention plus rapide dans le
 cas de risques pour la santé et la sécurité découlant des produits.
 3. L'obligation supplémentaire qui Incombe aux Etats membres de fournir des
 Informations à la Commission facilitera le contrôle par celle-d de
 l'application des mesures d'Intervention adoptées par les Etats membres et
 favorisera donc la libre circulation des produits entre Etats membres.
 4. La proposition de directive permettra la protection beaucoup plus rapide du
 citoyen européen partout dans la Communauté en cas de risques sérieux pour la
 santé ou la sécurité découlant d'un produit vendu ou susceptible d'être vendu
 dans plus d'un Etat membre grâce à l'adoption de mesures communes dans chaque
 Etat membre en cause pour prévenir de tels risques.
 5. En évitant la création d'obstacles aux échanges résultant des différences
 d'Interprétation et d'évaluatIon de ces risques et des mesures envisagées pour
 y remédier, la proposition contribuera à assurer la libre circulation des
 marchandises au bénéfice du citoyen.
 ---pagebreak---                                                                           y\
                 FICHE D'IMPACT SUR LA COMPETITIVITE ET L'EMPLOI
Proposition de directive du Conseil relative au rapprochement des dispositions
législatives, réglementaires et administratives des Etats membres concernant
la sécurité générale des produits
1. La Justification principale de la mesure et donc ses objectifs essentiels
sont les suivants :
1. établir Une prescription générale commune de sécurité à laquelle doivent
    satisfaire tous les produits commercialisés dans la Communauté et
    contribuer à coordonner les mesures prises à cet effet, en vue de protéger
    le citoyen européen contre les blessures ou dommages découlant de produits
    dangereux, en particulier lorsque ces produits ne font pas encore l'objet
    d'une réglementation;
2. en particulier, harmoniser fondamentalement la collecte d'Informations et
    les méthodes d'Intervention dont disposent les Etats membres et consolider
    le principe de la liberté de circulation pour les produits qui satisfont
    aux exigences communautaires ou nationales de santé et de sécurité, en vue
    d'encourager les échanges Intracommunautaires tout en promouvant la
    sécurité des produits au bénéfice des citoyens européens;
3. veiller à ce que chaque Etat membre fasse circuler entre ses autorités
    compétentes les informations et données relatives aux risques Inacceptables
    que présente un produit pour la santé et la sécurité des personnes et,
     lorsque de tels risques graves et Immédiats sont susceptibles d'avoir des
    effets qui ne sont pas uniquement locaux, lui Imposer d'en Informer la
    Commission et de l'aviser en outre des mesures qu'il a prises ou compte
    prendre pour prévenir ce risque, cette dernière transmettant le cas échéant
    ces Informations aux autres Etats membres, en vue de promouvoir un niveau
    élevé uniforme de sécurité dans la Communauté;
 4. exiger des Etats membres qui prennent des mesures d'Intervention à l'égard
    d'un produit sur la base des prescriptions de la directive, lorsque les
     risques que comporte ce produit ne sont pas susceptibles d'avoir des effets
    uniquement locaux, qu'ils avisent Immédiatement la Commission de l'adoption
     de toute mesure de ce type et de leurs motifs en vue de permettre à celle-
     ci de contrôler l'application uniforme et non discriminatoire des exigences
     de sécurité des produits dans l'ensemble de la Communauté;
 ---pagebreak---                                        -  2  -
                                                                           yt
5. établir un mode d'action au niveau communautaire faca aux produits
   comportant un risqua grava at Immédiat pour la santé at la sécurité d'un
    certain nombre da personnes dans plus d'un Etat membra at mettra en place
   un comité d'urgence an matière da sécurité des produits, composé de
    représentants das Etats membres, an vua da :
    a) permettra da réagir rapidement faca à da tais risques dans l'ensemble de
        la Communauté - donc da contribuer à raiaver la niveau da via dans la
       Communauté, conformément à l'art I d a 2 du Traité, at à assurer la niveau
       da protection élavé visé à l'art I d a 100 A da l'Acta unique;
    b) permettra da réagir da manièra coordonnée du fait que les Etats membres
       prennent las mêmes mesuras ou, lorsqu'il est établi qu'il n'y a pas de
        risques, ne prennent pas da mesuras ou suppriment celles qu'ils ont déjà
        prises séparément. Catta coordination ast Importante pour éviter que des
       masures prises au titra da l'article 36 du Traité ou an vertu d'una
        clause da sauvegarda contenue dans une directive verticale, pour des
        raisons de sécurité ou da santé, n'entravant la libra circulation des
        marchandises at la bon fonctionnement du marché Intérieur;
6. veiller à ca que toute décision prise par les Etats membres dans le cadra
    des pouvoirs d'Intervention définis dans la directive s'appuia sur das
    motifs valables at ax I gar qua las producteurs soient Informés des volas de
    recours, en vua d'encourager la transparence at la misa an oeuvra équitable
    des mesuras an matière da santé at da sécurité.
 II. Catta harmonisation et catta amélioration da la protection visent à
 faciliter l'achèvement du marché Intérieur des produits an supprimant les
 obstacles aux échanges découlant du fait que des produits sont autorisés dans
 certains Etats membres tout an étant Interdits dans d'autres et à renforcer la
 confiance das citoyens à l'égard das produits originaires ou provenant d'un
 autre Etat membre.
 Des masures doivent ètra prisas au niveau communautaire, surtout au regard des
 risques qui sont susceptibles d'affactar plus d'un Etat membra :
 a) pour apprécier da manièra cohérente si un produit comporta real lament ou
     potent lai lament un risqua grava at Immédiat;
 b) pour parvenir à una telle appréciation, las Informations recueillies dans
     la cadra d'una enquêta sur las risquas réels ou potentials qua comporta un
     produit doivent ètra coordonnées au niveau communautaire;
 c) las mesuras prisas doivent ètra las mêmes dans chaque Etat membre en causa
     pour prévenir l'apparition d'obstacles aux échanges dûs à l'absence
     d'uniformité des mesuras prises.
 ---pagebreak---                                      -   3  -
                                                                          >°)
La non-Intervention de la Communauté conduirait à la persistance du manqua
d'uniformité des mesuras prises par las Etats membres faca aux produits qui
comportent réellement ou potential lament un risque grava at Immédiat pour la
santé et la sécurité des citoyens dans plus d'un Etat membra at entraînerait
un retard Inacceptable dans l'adoption de mesuras uniformes appropriées dans
l'ensemble da la Communauté.
Des mesuras doivent aussi être prisas au niveau communautaire :
a) - car ias critères de sécurité dans les Etats membres sont très divergents
       pour un même produit voire n'existent pas dans le cas de certains
       produits;
    - compte tenu de la diversité des mesurée susceptibles d'être prises pour
       résoudre le problème que soulèvent les produits dangereux.
       Ces disparités ne seront levées que si la Communauté rapproche les
       législations en la matière;
b) - pour que las citoyens européens puissent être protégés suffisamment au
       fur et à masure que croissent les échanges de produits entre Etats
       membres.
La non-Intervent Ion de la Communauté aurait pour conséquence la persistance ou
 le renforcement du cloisonnement du marché et, pour les citoyens européens, le
 risqua de blessures ou de dommages provoqués par des produits dangereux, ce
 qui empêcherait de tirer pleinement parti de l'achèvement du marché Intérieur.
 III. Caractéristiques du secteur an question
 1. La proposition a des Incidences sur toutes les Industries de fabrication et
 de transformation, sur certaines entreprises qui fournissent des services à
 ces Industries et aux détaillants, ainsi que sur les grossistes et les
 détaillants eux-mêmes.
 Elle Intéresse donc des entreprises de tous types et de toutes dimensions, ce
 secteur comportant une forte proportion de PME.
 2. Les mesuras proposées s'appiIquent à toutes les entreprises Indépendamment
 de leurs dimensions mais la sacteur de la vente au détail où le pourcentage
 des PME est particulièrement élevé ne doit s'y conformer que dans le cas où
  les activités exercées par ces entreprises peuvent affecter las
 caractéristiques de sécurité d'un produit.
 Les fournisseurs responsables de toute taille ne produisent et ne
 commercialisent déjà que las produits qu'ils estiment être sans danger. Aucune
 exigence substantielle de caractère administratif ne leur est Imposée, sauf an
 ce qui concerne la nécessité de surveiller la sécurité des produits après la
 mise sur le marché, ce qui peut être réalisé grâce à un certain nombre do
 méthodes relativement simples et peu coûteuses pouvant être Introduites dans
  leur système existant de fabrication/commercialisation et de service
 après-vente.
 ---pagebreak---                                      -  4 -
                                                                         t| o
Sans avoir da répercussion financière particulière sur les entreprises, las
mesures encourageront celles qui tiennent des registres de données adéquats
lorsque ceux-ci ne sont pas encore rendus obligatoires en vertu d'autres
mesuras communautaires ou nationales, par exemple au titre des exigences des
directives verticales. Les gestionnaires devront consacrer du temps à répondre
aux demandes d'Information, mais s'ils conservent des données appropriées,
cette tâche ne sera pas difficile, et de toute manière elle ne devrait être
effectuée que s'il existe des preuves suffisantes de l'existence réelle ou
potentielle d'un risque pour la santé et la sécurité qui Justifient la demande
de telles Informations au sujet du produit.
3. En renforçant la confiance du citoyen européen dans la sécurité d'un
produit, quel que soit l'Etat membre dans lequel II a été mis sur le marché
pour la première fols dans la Communauté et quelle que soit la taille du
fournisseur, les mesures devraient encourager considérablement les achats
auprès des PME et par conséquent leur création.
4. De telles entreprises existent partout dans la Communauté, mais la
proposition de directive aurait moins d'Incidence dans les réglons vouées à
 l'agriculture et à la production alimentaire, même si elle s'applique aux
matières premières qui font partie d'un produit manufacturé.
5. D'une manière générale, le renforcement des normes de sécurité et
 l'encouragement de la confiance dans les produits devraient faire augmenter
 les ventes des entreprises de toutes dimensions et promouvoir les échanges
 intracommunautaires, ce qui augmentera la concurrence. Les mesures
 renforceront également l'égalité dans les efforts déployés par les entreprises
 pour assurer la sécurité alors que, précédemment, les entreprises qui
 réduisaient les normes de sécurité auraient pu bénéficier d'un avantage de
 coût.
 IV. Obligations Imposées par cette mesure aux entreprises
 Les produits ne doivent pas présenter de risque Inacceptable pour la sécurité
 et la santé des utilisateurs/consommateurs. Cette prescription comporte
 l'obligation de surveiller en permanence la sécurité des produits.
 Les procédures rendues nécessaires pour se conformer aux exigences Imposées
 par la proposition pouvant être introduites dans leurs procédures existantes,
  les entreprises ne devraient pas avoir à supporter des dépenses
 supplémentaires substantielles.
 Lorsqu'il se vérifie ou qu'il existe de bonnes raisons de croire qu'un produit
 particulier ne satisfait pas aux exigences générales de sécurité ou que malgré
 sa conformité, il peut être dangereux, les Etats membres auront le pouvoir de
 demander des Informations, de prélever des échantillons, de saisir ou de
 confisquer las produits et d'exiger la publication d'avertissements par des
 personnes an cause. Ils peuvent également exiger la modification du produit ou
  Interdire sa fabrlcatIon/misa sur la marché.
 ---pagebreak---                                     -  5  -
                                                                         m
La proposition se borne à empêcher les producteurs de produire des biens
dangereux.
La plupart des Etats membres contrôlent déjà la sécurité des produits - encore
que la portée et les méthodes soient variables sauf lorsqu'une législation
communautaire harmonise déjà certains secteurs ou produits particuliers.
Si la proposition n'était pas adoptée, certaines entreprises continueraient à
tirer un avantage de la réduction des dépenses de sécurité, au détriment de la
santé et de la sécurité des citoyens européens, ce qui entraîne une distorsion
déloyale de la concurrence.
V. Obligations Indirectes susceptibles d'être Imposées aux entreprises par les
    autorités nationales, régionales et locales
1. Les Etats membres auront à renforcer leurs procédures de contrôle de
sécurité des produits et les autorités compétentes qui les exécutent auront à
 Inclure ces produits dans le champ d'application de la directive proposée,
alors qu'ils ne sont pas soumis à de tels contrôles pour le moment.
2. Les Etats membres seront tenus de recueillir des Informations et de prendre
des mesures d'Intervention lorsque la Commission l'Imposera dans le cas de
 risques graves et Immédiats pour la santé et la sécurité dont les effets ne
sont pas purement locaux.
 3. Les Etats membres devront aussi participer au comité de gestion (le comité
 d'urgence en matière de sécurité des produits) mis en place pour examiner les
 propositions de mesures Introduites par la Commission dans le cas de risques
 graves et Immédiats pour la santé ou la sécurité.
 4. Des dépenses supplémentaires minimes pour les entreprises pourraient
 découler des mesuras envisagées, surtout en raison de la surveillance
 permanente du produit, mais aussi du fait de la fourniture d'Informations aux
 autorités compétentes à leur demande.
 5. Des dépenses découleront aussi de la mise en conformité du produit aux
 exigences des Etats membres en matière de suppression des risques qu'il
 comporte pour la sécurité et la santé des personnes.
 6. Outre les Etats membres, les laboratoires d'essais et les organismes de
 certification participeront à la mise en oeuvre des contrôles prévus par la
 directive proposée.
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VI.1. Il n'existe pas de disposition particulière à l'égard des PME et II
n'est pas souhaitable, compte tenu de i'objectIf et de la nature des
propositions, de les exempter.
2. Les mesures proposées s'appliquent à toutes les entreprises. Indépendamment
de leurs dimensions, mais le secteur de la vente au détail où le pourcentage
des PME est particulièrement élevé, devrait uniquement s'y conformer dans ie
cas où les activités exercées par ces entreprises peuvent affecter les
caractéristiques de sécurité d'un produit.
3. Dans la mesure où les propositions sont susceptibles de stimuler la demande
de produits provenant des PME, ce lies-ci seront encouragées par la
proposition.
Vil. 1. Effet prévisible de la proposition sur la compétitivité des entreprises
Bien que les mesures entraînent des coûts unitaires d'autant plus élevés que
 les produits en cause sont moins nombreux, ce coût devrait être minime car les
mesures proposées peuvent en grande partie être Intégrées dans les méthodes
normales de fabrication, de commercialisatIon et de service après-vente des
producteurs.
Les sociétés qui bénéficiaient précédemment d'un avantage de prix déloyal du
 fait qu'elles adoptaient des niveaux peu élevés de sécurité pour leurs
produits, seront obligées d'adopter au moins le niveau de sécurité Imposé par
 les exigences générales de sécurité.
 Le renforcement de la confiance dans la sécurité des produits provenant des
 PME devrait promouvoir la vente de leurs produits et leur permettre de
 concurrencer davantage les grands fournisseurs.
 Les exigences de sécurité de la directive proposée ne s'appliquent pas en
 principe aux marchandises exportées en dehors de la Communauté, mais celles-ci
 devraient satisfaire aux accords Internationaux ou bilatéraux existants.
 Les marchandises Importées dans la Communauté de pays tiers devront satisfaire
 aux dispositions de la directive proposée et par conséquent ne pourront pas
 bénéficier d'un avantage de prix découlant du fait que les normes de sécurité
 sont inférieures à celles Imposées aux fabricants de la Communauté européenne.
 SI la proposition n'est pas adoptée, certains fournisseurs, tant à l'Intérieur
 qu'à l'extérieur de la Communauté, continueront à tirer un avantage de prix de
  l'existence de normes de sécurité peu élevées.
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     2. Effet prévisible sur l'emploi
Les mesures créeront de nouveaux emplois dans le secteur de la fabrication et
de la commercialisation, surtout dans ie domaine des essais et du contrôle de
la qualité où ces facteurs nu sont pas pour le moment suffisamment pris en
compte par les fournisseurs en cause.
Les mesures créeront également de nouveaux emploie dans les services
d'Inspection nationaux ainsi que dans les laboratoires d'essais et les
organismes de certification.
SI la proposition n'est pas adoptée, ces emplois ne seront pas créés.
VI11. Consultation des partenaires sociaux
Des consultations systématiques ont eu lieu auprès des experts des
administrations nationales des Etats membres ainsi qu'auprès d'émlnents
scientifiques dans le domaine de la sécurité des produits dans différents
Etats membres et auprès de membres d'organismes nationaux de sécurité qui
traitent de la sécurité des produits.
La Commission a reçu l'avis du Comité économique et social (CES) C ) et du
 comité consultatif des consommateurs (CCC) < 2 ) ainsi que du Bureau européen
 des unions de consommateurs (BEUC) (3). Tous sans exception se sont prononcés
 en faveur des mesures d'harmonisation proposées et de la centralisation des
mesures d'urgence au niveau communautaire. Tant le CES (point 7.8) que le BEUC
 (page 14 dernier paragraphe) estiment que la Commission doit avoir compétence
 pour décider des mesures nécessaires en cas de risque. Le CES (point 7.8)
 s'est également prononcé pour que la Commission centralise les informations
 communiquées par les Etats membres.
 Par ces consultations, les organisations patronales et syndicales ont soutenu
 la démarche à la base de la directive proposée.
  (1) Avis du 27 avril 1988 - JO C 175 du 4 Juillet 1988.
  (2) CCC/59/87 du 17.5.1968,
  (3) BEUC suppl. Jur. n 9 20 février 1988.
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COM(89) 162 def.
Proposta di
DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
relativa alla sicurezza generale dei prodotti
(presentata dalla Commissione)
7.6.1989
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L—2985 Lussemburgo
Serie: DOCUMENTI
 1989 - 44 pag. - Formato cm 21,0 x 29.7
IT
ISSN: 0254-1505
ISBN: 92-77-50669-5
N. di catalogo : CB-CO-89-216-IT-C
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COM(89) 162 def.
DOCUMENTI
Proposta di
DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
relativa alla sicurezza generale dei prodotti
(presentata dalla Commissione)
15                                            7.6.1989
N. di catalogo : CB-CO-89-216-IT-C
ISBN: 92-77-50669-5
€
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE