CELEX: 52006PC0411
Language: it
Date: 2006-07-24
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un piano pluriennale per gli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico e le attività di pesca che sfruttano questi stock

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52006PC0411

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un piano pluriennale per gli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico e le attività di pesca che sfruttano questi stock  /* COM/2006/0411 def. - CNS 2006/0134 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 24.7.2006COM(2006) 411 definitivo2006/0134 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche istituisce un piano pluriennale per gli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico e le attività di pesca che sfruttano questi stock(presentata dalla Commissione)RELAZIONECONTESTO DELLA PROPOSTA |110 | Motivazione e obiettivi della proposta Recenti pareri scientifici del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM) indicano che i due stock di merluzzo bianco del Mar Baltico sono attualmente sfruttati a livelli insostenibili. Lo stock orientale, situato nelle sottodivisioni CIEM da 25 a 32, presenta livelli di mortalità per pesca che ne hanno ridotto le dimensioni al punto che lo stock potrebbe non essere in grado di ricostituirsi mediante riproduzione e rischia pertanto di esaurirsi. Lo stock occidentale, situato nelle sottodivisioni da 22 a 24, benché in condizioni migliori risulta anch’esso soggetto a un elevato sfruttamento, che produce rendimenti di gran lunga inferiori alle potenzialità a lungo termine. L’obiettivo è dunque di istituire un piano pluriennale per la gestione a lungo termine delle attività di pesca degli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico, al fine di garantire che lo sfruttamento di tali stock sia conforme all’obiettivo globale della politica comune della pesca di offrire condizioni economiche, ambientali e sociali sostenibili. |120 | Contesto generale La Commissione internazionale per la pesca nel Mar Baltico (IBSFC) ha adottato nel 2003 un piano di gestione per la pesca degli stock di merluzzo bianco nel Mar Baltico. Il piano definiva obiettivi di gestione e includeva procedure per la fissazione di totali ammissibili di catture (TAC) per i due stock, misure tecniche per limitare lo sforzo di pesca e migliorarne la selettività, nonché un impegno a proseguire la cooperazione in materia di controllo e applicazione della normativa. I pareri espressi dal CIEM evidenziano una serie di carenze nel piano di gestione e indicano che allo stato attuale risulta molto difficile applicarlo. I principali difetti sono la dipendenza da pareri scientifici sui livelli di cattura per l’anno successivo e il dover fare affidamento sul rispetto dei TAC e delle quote convenuti. Data l’incertezza nel valutare le dimensioni degli stock, il CIEM non è in grado di produrre previsioni di cattura con l’accuratezza necessaria all’attuazione del piano. Il successo del piano di gestione dell’IBSFC dipende dall’applicazione e dal rispetto dei TAC e delle quote. È tuttavia ormai chiaro che le quote convenute non vengono rispettate e che quantitativi considerevoli di merluzzo bianco, provenienti in particolare dallo stock orientale, vengono sbarcati senza essere dichiarati. Il CIEM ritiene che negli ultimi anni circa il 35%-45% degli sbarchi di merluzzo bianco orientale non sia stato dichiarato. Nel Baltico sono attualmente in vigore varie misure tecniche relative alla pesca del merluzzo bianco. Tali misure includono l’imposizione di divieti per determinate zone o periodi al fine di limitare lo sforzo di pesca, nonché misure specifiche riguardanti gli attrezzi e volte a migliorare la selettività delle catture. In particolare, l’introduzione della rete da traino “Bacoma” (una rete da traino che presenta una finestra a maglia quadrata nel sacco) ha avuto un impatto positivo e ha ridotto le catture di merluzzi sottotaglia. Le misure tecniche non sono state tuttavia sufficienti per risolvere il problema dei livelli di pesca insostenibili. La conclusione generale è che, allo stato attuale, non risulta possibile applicare e far rispettare il piano di gestione dell’IBSFC. Tale piano deve essere pertanto oggetto di una revisione. |130 | Disposizioni vigenti nel settore della proposta Il regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell’ambito della politica comune della pesca, definisce il quadro generale per lo sfruttamento delle risorse alieutiche in condizioni sostenibili e identifica le situazioni in cui il Consiglio è tenuto ad adottare piani di gestione. Il regolamento (CE) n. 2187/2005 del Consiglio, del 21 dicembre 2005, definisce tutte le misure tecniche permanenti per la conservazione delle risorse della pesca nelle acque del Mar Baltico, dei Belt e dell’Øresund. La presente proposta include tuttavia misure tecniche complementari connesse alla gestione a lungo termine degli stock di merluzzo bianco. Si tratta in particolare delle zone e dei periodi in cui si prevede di vietare la cattura del merluzzo bianco. Il regolamento (CE) n. 52/2006 del Consiglio, del 22 dicembre 2005, che stabilisce le possibilità di pesca e le condizioni ad esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nel Mar Baltico per il 2006, comprende una serie di disposizioni provvisorie connesse alla gestione della pesca del merluzzo bianco nel Baltico. Nella misura in cui tali disposizioni risultano rilevanti per la gestione degli stock di merluzzo bianco, esse sono state incluse nella proposta. |140 | Coerenza con gli altri obiettivi e le altre politiche dell’Unione L’obiettivo di uno sviluppo sostenibile contenuto nella proposta è coerente con la politica ambientale della Comunità, in particolare con gli elementi di tale politica che riguardano la protezione degli habitat e la salvaguardia delle risorse naturali. |CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL’IMPATTO |Consultazione delle parti interessate |211 | Metodi di consultazione, principali settori interessati e profilo generale di quanti hanno risposto La proposta è basata su una serie di consultazioni con gli Stati membri e con rappresentanti delle parti interessate. Nel settembre 2004, la Commissione ha presentato agli Stati membri e alle parti interessate un documento informale in cui si discutono i problemi connessi alla gestione della pesca del merluzzo bianco e i possibili elementi da includere in un piano di gestione. Tale documento è stato discusso con gli Stati membri nel corso di una riunione informale tenutasi il 5 ottobre 2004. La reazione generale è stata positiva. Tutti gli Stati membri si sono dichiarati favorevoli all’elaborazione di un nuovo piano di gestione per gli stock di merluzzo bianco che includa un sistema di limitazione dello sforzo. Tale sostegno è stato confermato in occasione del Consiglio “Pesca” di dicembre, nell’ambito del quale il Consiglio e la Commissione hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in cui si impegnavano ad elaborare nel 2005 un piano di gestione a lungo termine per il merluzzo bianco del Baltico comprendente un piano di ricostituzione per lo stock orientale. A seguito di questa dichiarazione congiunta con il Consiglio, la Commissione ha elaborato un documento informale riveduto nell’aprile 2005. Il documento è stato discusso con le parti interessate durante un seminario regionale tenutosi a Bruxelles il 3 maggio e con gli Stati membri il 6 giugno. Sia gli Stati membri che le parti interessate hanno espresso il proprio sostegno alle linee generali del piano di gestione quale presentato nel documento informale. Fra le questioni importanti sollevate figura la necessità di ridurre gradualmente lo sfruttamento a livelli sostenibili a lungo termine, nonché l’importanza di introdurre un sistema per la gestione dello sforzo di pesca che risulti accettabile per l’industria alieutica. In proposito, né gli Stati membri né le parti interessate sarebbero disposti ad accettare un sistema simile a quello dei “giorni fuori dal porto” attualmente in vigore nel mare del Nord e nelle acque ad ovest della Scozia. Sulla base delle risposte degli Stati membri e delle parti interessate e tenuto conto del nuovo parere scientifico del CIEM, la Commissione ha elaborato un progetto di proposta di regolamento del Consiglio. Esso è stato oggetto di consultazione con le parti interessate il 23 agosto e con gli Stati membri dal 5 al 9 settembre, a margine della sessione annuale dell’IBSFC. |212 | Sintesi delle risposte e modo in cui sono state prese in considerazione |Ricorso al parere di esperti |221 | Settori scientifici/di competenza interessati È stato chiesto al CIEM e allo CSTEP di fornire un parere scientifico sulla gestione a lungo termine delle attività di pesca che sfruttano il merluzzo bianco del Mar Baltico, e in particolare norme di raccolta adeguate da applicare durante la fase di ricostituzione e una volta che gli stock siano stati ricostituiti. La proposta si basa sui pareri ricevuti. |2249 | Sintesi dei pareri ricevuti e utilizzati Non è stata indicata l’esistenza di rischi potenzialmente gravi con conseguenze irreversibili associati all’attuazione del piano. |225 | Il parere generale fornito dal CIEM e dallo CSTEP è che per garantire rendimenti elevati e un basso livello di rischio occorre ridurre in misura considerevole la mortalità per pesca. Esso indica inoltre che una politica di graduale riduzione dello sforzo di pesca ai livelli consigliati, condotta nell’arco di un certo numero di anni, consentirebbe con ogni probabilità di raggiungere livelli di pesca sostenibili, a patto di essere pienamente applicata e fatta rispettare. |226 | Mezzi impiegati per rendere accessibile al pubblico il parere degli esperti Il parere del CIEM e dello CSTEP è disponibile al pubblico sui rispettivi siti internet. |230 | Valutazione dell’impatto La misure proposte, se applicate, produrrebbero i seguenti risultati: a) per gli stock di merluzzo bianco: ricostituzione degli stock di merluzzo bianco del Baltico a livelli sostenibili e mantenimento di questi livelli in seguito; modifica della composizione dello stock, con un aumento della proporzione di pesci più vecchi e di taglia maggiore; b) per gli altri stock: riduzione della mortalità per pesca negli stock (in particolare quelli di pleuronettiformi) catturati insieme al merluzzo bianco nell’ambito della pesca demersale; in mancanza di valutazioni analitiche per questi stock associati, l’impatto di una riduzione della mortalità per pesca sull’evoluzione dello stock e delle catture non può essere valutato; c) per lo sforzo di pesca: una riduzione generale dello sforzo di pesca nei segmenti di flotta che sfruttano le specie demersali del Mar Baltico; d) per l’impatto della pesca sull’ambiente: riduzione dell’impatto della pesca demersale sull’ambiente; e) per il settore delle catture: stabilizzazione delle catture di merluzzo bianco nel periodo di ricostituzione, seguita da un aumento delle catture; aumento delle catture per unità di sforzo. Le conseguenze economiche del piano di gestione per il settore della pesca dipendono da come esso verrà attuato negli Stati membri. I tassi di mortalità per pesca per i due stock risultano attualmente due-tre volte maggiori rispetto ai livelli proposti come obiettivo; per raggiungere tali livelli, lo sforzo di pesca dovrà essere proporzionalmente ridotto. Il piano, se attuato, comporterà pertanto una graduale riduzione dello sforzo di pesca dell’ordine del 50%-75%. Ciò significa che, lasciando immutata la capacità della flotta, occorrerà procedere a una proporzionale riduzione dei periodi in cui è consentita la pesca demersale. Se invece la capacità dei segmenti di flotta che pescano il merluzzo bianco verrà diminuita, ad esempio tramite programmi di disarmo, la riduzione di tali periodi sarà inferiore. |ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA |310 | Base giuridica La base giuridica della proposta è l’articolo 37 del trattato che istituisce la Comunità europea. Al momento della riforma della politica comune della pesca nel 2002 e dell’introduzione, nel regolamento (CE) n. 2371/2002, dell’articolo 5 sui piani di ricostituzione e dell’articolo 6 sui piani di gestione, l’attenzione era concentrata sulla gestione di singoli stock per i quali era necessario introdurre con urgenza misure di ricostituzione. Tali stock richiedevano una strategia diversa da quelli che rientravano chiaramente nei limiti biologici di sicurezza. Alcune attività di pesca sono tuttavia caratterizzate da forti interazioni o collegamenti reciproci e richiedono una gestione congiunta al fine di definire obiettivi a lungo termine e sviluppare un efficiente quadro di gestione. Poiché i due stock di merluzzo bianco oggetto della presente proposta sono sfruttati dagli stessi pescherecci, è indispensabile che il piano pluriennale di gestione a lungo termine si applichi contemporaneamente ad entrambi gli stock, benché il loro stato di conservazione sia diverso. Le condizioni di uno stock ittico possono essere così vicine, per eccesso o per difetto, alla soglia di sicurezza biologica che le sue dimensioni possono fluttuare da un anno all’altro intorno a tale soglia. Poiché tale situazione potrebbe manifestarsi durante l’applicazione del presente piano occorre che quest’ultimo, pur puntando al mantenimento di livelli sostenibili per gli stock, preveda al suo interno una certa flessibilità. La presente proposta non può dunque essere adottata in conformità degli articoli 5 e 6 del regolamento 2371/2002, benché essa rispecchi la stessa filosofia dei piani pluriennali che ispirava i suddetti articoli. |329 | Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva della Comunità. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. |Principio di proporzionalità La proposta è conforme al principio di proporzionalità per la ragione che segue. |331 | Gli stock di merluzzo bianco del Baltico sono distribuiti nella maggior parte di tale mare e sono presenti nelle acque di tutti gli Stati membri che vi si affacciano. Le misure adottate dai singoli Stati membri non saranno sufficienti a garantire lo sfruttamento delle risorse di merluzzo bianco in conformità degli obiettivi della politica comune della pesca; occorre pertanto un intervento a livello comunitario. La pesca del merluzzo bianco è stata sinora gestita tramite l’applicazione di totali ammissibili di catture con l’ausilio di misure tecniche. Tali misure si sono rivelate insufficienti per contenere lo sfruttamento entro livelli sostenibili; occorrono pertanto misure complementari a livello comunitario. In aggiunta agli adeguamenti annuali del totale ammissibile di catture, le misure proposte richiedono una graduale diminuzione dello sforzo di pesca. Tali misure sono accompagnate da misure di controllo, ispezione e sorveglianza. |INCIDENZA SUL BILANCIO |409 | La proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio comunitario. |INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI |Riesame/revisione/cessazione dell’efficacia |531 | La proposta comprende una clausola di riesame. |532 | La proposta comprende una clausola di revisione. |570 | Esposizione dettagliata della proposta La proposta definisce un piano per la ricostituzione e la gestione degli stock di merluzzo bianco nel Mar Baltico conformemente agli obiettivi della politica comune della pesca. Per conseguire questi obiettivi, lo sfruttamento degli stock di merluzzo bianco deve essere ridotto a livelli che offrano elevate garanzie di ricostituzione a livelli accettabili di biomassa, fornendo un alto livello di stabilità dei TAC e rendimenti elevati. Gli obiettivi vengono pertanto fissati in termini di tassi di mortalità per pesca sufficientemente bassi da consentire una ricostituzione degli stock a livelli sostenibili e sufficientemente alti da garantire rendimenti elevati. I tassi minimi di mortalità per pesca proposti si basano sui pareri scientifici del CIEM e rispecchiano l’attuale situazione biologica nel Baltico. La proposta include una clausola di revisione al fine di garantire che tali tassi minimi possano essere se necessario modificati alla luce di nuove informazioni e pareri. Il meccanismo previsto si articola in due elementi. Lo sforzo di pesca e la mortalità per pesca devono essere ridotti del 10% annuo fino al conseguimento degli obiettivi. Norme specifiche disciplinano gli adeguamenti dello sforzo di pesca e l’impiego dei dati scientifici al fine di fissare totali ammissibili di catture che corrispondano alle limitazioni dello sforzo. Il piano prevede revisioni triennali volte a verificare i risultati e l’adeguatezza delle modalità di gestione. |1.  2006/0134 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche istituisce un piano pluriennale per gli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico e le attività di pesca che sfruttano questi stockIL CONSIGLIO DELL ’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 37,vista la proposta della Commissione[1],visto il parere del Parlamento europeo[2],considerando quanto segue:(1) Secondo recenti pareri scientifici del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM), lo stock di merluzzo bianco presente nelle sottodivisioni CIEM da 25 a 32 del Mar Baltico è sceso a livelli in cui la sua capacità riproduttiva risulta ridotta e viene attualmente sfruttato in maniera insostenibile.(2) Secondo recenti pareri scientifici del CIEM, lo stock di merluzzo bianco presente nelle sottodivisioni CIEM 22, 23 e 24 del Mar Baltico è oggetto di un eccessivo sfruttamento e ha raggiunto livelli in cui rischia una ridotta capacità riproduttiva.(3) Occorre adottare misure volte a stabilire un piano pluriennale per la gestione della pesca degli stock di merluzzo bianco nel Mar Baltico.(4) L’obiettivo del piano è di garantire che gli stock di merluzzo bianco del Baltico possano essere sfruttati in condizioni economiche, ambientali e sociali sostenibili.(5) Il regolamento (CE) n. 2371/2002 prevede in particolare che, per conseguire tale obiettivo, la Comunità debba applicare un approccio precauzionale, adottando misure per proteggere e conservare gli stock, garantirne lo sfruttamento sostenibile e ridurre al minimo l’impatto della pesca sugli ecosistemi marini. Esso dovrebbe essere finalizzato alla progressiva adozione di una strategia di gestione della pesca basata sugli ecosistemi e contribuire a rendere le attività di pesca efficienti nell’ambito di un settore competitivo ed economicamente redditizio, garantendo buone condizioni di vita a chi dipende dalla pesca del merluzzo bianco del Mar Baltico e tenendo conto degli interessi dei consumatori.(6) Per conseguire questo obiettivo è necessario ricondurre lo stock orientale entro i limiti biologici di sicurezza e per entrambi gli stock devono essere garantiti livelli in cui sia mantenuta la piena capacità riproduttiva e possano essere ottenuti i massimi rendimenti a lungo termine.(7) Questo obiettivo può essere conseguito stabilendo un metodo appropriato per ridurre gradualmente lo sforzo di pesca del merluzzo bianco a livelli compatibili con l’obiettivo stesso e fissando i totali ammissibili di catture (TAC) per gli stock di merluzzo bianco a livelli compatibili con lo sforzo di pesca.(8) Poiché nell’ambito della pesca dell’aringa e dello spratto, nonché nell’ambito della pesca del salmone con reti da posta fisse e reti da posta impiglianti, le catture di merluzzo bianco risultano alquanto limitate, tali attività non dovrebbero essere soggette alla graduale riduzione dello sforzo di pesca.(9) Per garantire la stabilità delle possibilità di pesca, è opportuno limitare da un anno all’altro la variazione dei TAC.(10) Un’attuazione adeguata del controllo dello sforzo di pesca consiste nel regolare la lunghezza dei periodi in cui è consentita la cattura del merluzzo bianco.(11) Per garantire il rispetto delle misure stabilite dal presente regolamento è necessario introdurre misure di controllo in aggiunta o in deroga a quelle previste dal regolamento (CE) n. 1627/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, che stabilisce le disposizioni generali relative ai permessi di pesca speciali[3], dal regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell’ambito della politica comune della pesca[4], e dal regolamento (CEE) n. 2807/83 della Commissione, del 22 settembre 1983, che stabilisce le modalità di registrazione delle informazioni fornite sulle catture di pesci da parte degli Stati membri[5],HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPITOLO I OGGETTO, CAMPO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONIArticolo 1OggettoIl presente regolamento istituisce un piano pluriennale per i seguenti stock di merluzzo bianco (di seguito denominati “gli stock di merluzzo bianco in questione”) e le attività di pesca che sfruttano questi stock:a) merluzzo bianco presente nelle sottodivisioni 22, 23 e 24;b) merluzzo bianco presente nelle sottodivisioni da 25 a 32.Articolo 2Campo di applicazioneIl presente regolamento si applica ai pescherecci comunitari operanti nel Mar Baltico e agli Stati membri che si affacciano sul Mar Baltico (di seguito denominati: gli Stati membri interessati).Articolo 3DefinizioniAi fini del presente regolamento, in aggiunta alle definizioni che figurano all’articolo 3 del regolamento (CE) n. 2371/2002 e all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 2187/2005, si applicano le seguenti definizioni :a) “Zone del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (CIEM)”: le zone definite nel regolamento (CEE) n. 3880/91;b) “Mar Baltico”: le divisioni CIEM IIIb, IIIc e IIId;c) “totale ammissibile di catture (TAC)”: il quantitativo che può essere annualmente prelevato da ogni stock;d) “VMS”: un sistema di controllo dei pescherecci ( vessel monitoring system - VMS) ai sensi del regolamento (CE) n. 2244/2003 della Commissione, che stabilisce disposizioni dettagliate per quanto concerne i sistemi di controllo dei pescherecci via satellite[6].CAPITOLO IIFINALITÀ E OBIETTIVIArticolo 4Finalità e obiettiviIl piano deve garantire lo sfruttamento sostenibile degli stock di merluzzo bianco in questione riducendo gradualmente i tassi di mortalità per pesca e mantenendoli a livelli non inferiori a:1) 0,6 per gli esemplari di età compresa fra i 3 e i 6 anni nel caso dello stock di merluzzo bianco delle sottodivisioni 22, 23 e 24, e2) 0,3 per gli esemplari di età compresa fra i 4 e i 7 anni nel caso dello stock di merluzzo bianco delle sottodivisioni da 25 a 32.CAPITOLO II I TOTALI AMMISSIBILI DI CATTUREArticolo 5Fissazione dei TAC1. Ogni anno il Consiglio decide a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione, il TAC relativo all’anno successivo per ciascuno degli stock in questione.2. I TAC per gli stock di merluzzo bianco sono fissati conformemente agli articoli 6 e 7.Articolo 6Procedimento per la fissazione dei TAC per gli stock di merluzzo bianco in questione1. Per gli stock di merluzzo bianco in questione, il Consiglio adotta il TAC che, secondo una valutazione scientifica condotta dal comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP), risulta più elevato fra i seguenti:a) il TAC che consentirebbe di ottenere, nell’anno della sua applicazione, una riduzione del 10% del tasso di mortalità per pesca rispetto al tasso di mortalità per pesca stimato per l’anno precedente;b) il TAC che consentirebbe di raggiungere il livello di mortalità per pesca di cui all’articolo 4.2. Qualora l’applicazione del paragrafo 1 dia come risultato un TAC superiore di oltre il 15% a quello dell’anno precedente, il Consiglio adotta un TAC superiore del 15% al TAC di tale anno.3. Qualora l’applicazione del paragrafo 1 dia come risultato un TAC inferiore di oltre il 15% a quello dell’anno precedente, il Consiglio adotta un TAC inferiore del 15% a quello di tale anno.4. Il paragrafo 3 non si applica qualora una valutazione scientifica condotta dallo CSTEP mostri che il tasso di mortalità per pesca nell’anno di applicazione del TAC supera un valore dell’1% annuo per gli esemplari di età compresa fra i 3 e i 6 anni nel caso dello stock di merluzzo bianco delle sottodivisioni 22, 23 e 24 o un valore dello 0,6% annuo per gli esemplari di età compresa fra i 4 e i 7 anni nel caso dello stock di merluzzo bianco nelle sottodivisioni da 25 a 32.Articolo 7Deroga all’articolo 6In deroga all’articolo 6, qualora lo ritenga opportuno, il Consiglio può adottare un TAC inferiore a quello conseguente all’applicazione del suddetto articolo.CAP ITOLO IV LIMITAZIONE DELLO SFORZO DI PESCAArticolo 8Procedimento per la fissazione dei periodi in cui è autorizzata la pesca con attrezzi aventi maglie di dimensioni pari o superiori a 90 mm o con palangari fissi1. La pesca con reti da traino, sciabiche danesi o attrezzi simili aventi maglie di dimensioni pari o superiori a 90 mm o con reti da posta fisse, reti da posta impiglianti e tramagli aventi maglie di dimensioni pari o superiori a 90 mm o con palangari fissi è vietata:a) dal 15 marzo al 14 maggio nelle sottodivisioni 22, 23 e 24, eb) dal 15 giugno al 14 settembre nelle sottodivisioni da 25 a 27.2. Il Consiglio decide ogni anno a maggioranza qualificata i periodi aggiuntivi dell’anno successivo in cui è vietata la pesca con gli attrezzi di cui al paragrafo 1, conformemente alle norme fissate ai paragrafi 3 e 4.3. Qualora la stima dello CSTEP indichi che il tasso di mortalità per pesca per uno degli stock di merluzzo bianco in questione supera di almeno il 10% il tasso di mortalità per pesca minimo di cui all’articolo 4, il numero totale di giorni in cui è autorizzata la pesca con gli attrezzi di cui al paragrafo 1 è ridotto del 10% rispetto al numero totale di giorni autorizzati nell’anno in corso.4. Qualora la stima dello CSTEP indichi che il tasso di mortalità per pesca per uno degli stock di merluzzo bianco in questione supera di meno del 10% il tasso di mortalità per pesca minimo di cui all’articolo 4, il numero totale di giorni in cui è autorizzata la pesca con gli attrezzi di cui al paragrafo 1 sarà pari al numero totale di giorni autorizzati nell’anno in corso moltiplicato per il tasso di mortalità per pesca minimo di cui all’articolo 4 diviso per il tasso di mortalità per pesca stimato dallo CSTEP.5. Su richiesta della Commissione, gli Stati membri forniscono una descrizione del sistema applicato per garantire il rispetto dei paragrafi 2, 3 e 4.6. In deroga ai paragrafi da 1 a 4, i pescherecci comunitari di lunghezza fuori tutto inferiore a 12 metri sono autorizzati a detenere a bordo e a sbarcare fino al 10% di merluzzo bianco in peso vivo se la pesca è effettuata con reti da posta fisse, reti da posta impiglianti e/o tramagli aventi maglie di dimensioni pari o superiori a 110 mm.Articolo 9Procedimento per il recupero dei giorni di pesca1. I giorni di pesca nei quali è autorizzata la pesca del merluzzo bianco nelle zone definite all’articolo 8, paragrafo 1, possono essere riassegnati agli Stati membri dalla Commissione sulla base di:a) cessazioni definitive delle attività di pesca a decorrere dal 1° gennaio 2005 nella zona considerata in conformità dell’articolo 7 del regolamento (CE) n. 2792/1999;b) un ritiro definitivo dalla zona in questione.2. Il numero supplementare di giorni attribuiti ai pescherecci con una data categoria di attrezzi sarà direttamente proporzionale al rapporto fra la capacità impiegata nel 2005, espressa in chilowatt-giorni, dei pescherecci ritirati che utilizzavano gli attrezzi in questione e il livello comparabile dello sforzo di pesca messo in atto nel 2005 da tutti i pescherecci che utilizzavano tali attrezzi. Ogni frazione di giorno risultante da tale calcolo è arrotondata al numero intero di giorni più vicino.3. Gli Stati membri che desiderano beneficiare delle attribuzioni di cui ai paragrafi 1 e 2 devono presentare una richiesta in tal senso alla Commissione, allegando informazioni dettagliate relative alle cessazioni definitive delle attività di pesca corrispondenti. Sulla base di tale domanda la Commissione può modificare i periodi di pesca per lo Stato membro interessato secondo la procedura di cui all’articolo 30 del regolamento (CE) n. 2371/2002.Articolo 10Restrizioni geografiche applicabili alle attività di pesca1. È proibita ogni attività di pesca dal 1° maggio al 31 ottobre nella zona ottenuta congiungendo successivamente con lossodromie le seguenti coordinate geografiche, misurate conformemente al sistema di coordinate WGS84:a) Zona 1:-  55°45’N, 15°30’E-  55°45’N, 16°30’E-  55°00’N, 16°30’E-  55°00’N, 16°00’E-  55°15’N, 16°00’E-  55°15’N, 15°30’E-  55°45’N, 15°30’Eb) Zona 2:-  55°00’N, 19°14’E-  54°48’N, 19°20’E-  54°45’N, 19°19’E-  54°45’N, 18°55’E-  55°00’N, 19°14’Ec) Zona 3:-  56°13’N, 18°27’E-  56°13’N, 19°31’E-  55°59’N, 19°13’E-  56°03’N, 19°06’E-  56°00’N, 18°51’E-  55°47’N, 18°57’E-  55°30’N, 18°34’E-  56°13’N, 18°27’E.2. In deroga al paragrafo 1, è autorizzata la pesca con reti da posta fisse, reti da posta impiglianti e tramagli aventi maglie di dimensioni pari o superiori a 157 mm o con palangari. Qualora la pesca sia effettuata con palangari, i pescherecci non sono autorizzati a detenere a bordo alcun quantitativo di merluzzo bianco.CAPITOLO VCONTROLLO, ISPEZIONE E SORVEGLIANZAArticolo 11Permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico1. In deroga all’articolo 1, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1627/94 del Consiglio, del 27 giugno 1994, che stabilisce le disposizioni generali relative ai permessi di pesca speciali[7], tutti i pescherecci comunitari di lunghezza fuori tutto pari o superiore a 8 metri che abbiano a bordo o utilizzino attrezzi per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico conformemente all’articolo 3 del regolamento (CE) n. 2187/2005 devono essere in possesso di un permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico.2. Gli Stati membri possono rilasciare il permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco di cui al paragrafo 1 solo a pescherecci comunitari titolari nel 2005 di un permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico in conformità del punto 6.2.1 dell’allegato III del regolamento (CE) n. 27/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, che stabilisce, per il 2005, le possibilità di pesca e le condizioni ad esse associate per alcuni stock o gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie e, per i pescherecci comunitari, in altre acque dove sono imposti limiti di cattura[8]. Tuttavia gli Stati membri possono rilasciare un permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco a pescherecci comunitari battenti la loro bandiera non titolari, nel 2005, di un permesso di pesca speciale, purché provvedano al ritiro di una capacità almeno equivalente, espressa in chilowatt (kW), dello sforzo di pesca esercitato nel Mar Baltico con gli attrezzi di cui al paragrafo 1.3. Gli Stati membri interessati redigono e tengono aggiornato un elenco dei pescherecci in possesso del permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico e lo mettono a disposizione sul proprio sito internet ufficiale.4. Il comandante del peschereccio comunitario al quale uno Stato membro ha rilasciato un permesso speciale per la pesca del merluzzo bianco nel Mar Baltico, o un suo rappresentante autorizzato, conserva a bordo una copia di tale permesso.Articolo 12Giornali di bordo1. In deroga all’articolo 6, paragrafo 4, del regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, che istituisce un regime di controllo applicabile nell’ambito della politica comune della pesca[9], i comandanti dei pescherecci comunitari di lunghezza fuori tutto pari o superiore a 8 metri tengono un giornale di bordo delle attività effettuate, secondo il disposto dell’articolo 6 del regolamento (CEE) n. 2847/93.2. Per i pescherecci equipaggiati di sistemi di controllo satellitare, gli Stati membri verificano per mezzo dei dati VMS che le informazioni ricevute al centro di controllo della pesca (CCP) corrispondano alle attività registrate nel giornale di bordo. I risultati di tali controlli incrociati sono registrati su supporto informatico e conservati per un periodo di tre anni.3. Ciascuno Stato membro tiene aggiornato e mette a disposizione sul proprio sito internet ufficiale un elenco con il nome e il recapito degli organismi cui devono essere trasmessi i giornali di bordo, le dichiarazioni di cattura e le notifiche preventive di cui all’articolo 18 del presente regolamento.Articolo 13Registrazione elettronica e trasmissione dei dati relativi alle catture1. In deroga all’articolo 1 del regolamento (CEE) n. 2807/83 della Commissione, del 22 settembre 1983, che stabilisce le modalità di registrazione delle informazioni fornite sulle catture di pesci da parte degli Stati membri[10], i pescherecci dotati di VMS possono avere installato a bordo sistemi operativi informatizzati, approvati dalle autorità competenti dello Stato membro di bandiera, per la registrazione elettronica e la comunicazione delle informazioni connesse alle attività di pesca che devono essere registrate in un giornale di bordo.2. I pescherecci di cui al paragrafo 1 trasmettono tutte le informazioni registrate relative alle attività di pesca che devono essere registrate in un giornale di bordo al centro di controllo della pesca (CCP) dello Stato membro di bandiera. I CCP degli Stati membri di bandiera provvedono affinché tali dati siano registrati su supporto informatico e conservati per un periodo di tre anni.3. Gli Stati membri provvedono affinché il proprio CCP riceva le informazioni di cui al paragrafo 2 almeno su base giornaliera o, se esso lo richiede, a intervalli più brevi.4. Gli Stati membri di bandiera trasmettono quotidianamente le informazioni ricevute ai sensi del paragrafo 2 al CCP dello Stato costiero per tutto il tempo in cui i loro pescherecci rimangono nelle acque di quello Stato costiero. Il CCP dello Stato costiero può decidere che le informazioni gli vengano trasmesse a intervalli più brevi.Articolo 14Registrazione dei dati relativi allo sforzo di pesca1. I pescherecci trasmettono le informazioni di cui all’articolo 19 ter del regolamento (CEE) n. 2847/93 al CCP dello Stato membro di bandiera e le includono nella propria base dati informatizzata secondo quanto previsto all’articolo 13 del regolamento (CE) n. 2244/2003 della Commissione.2. L’articolo 19 ter del regolamento (CEE) n. 2847/93 non si applica ai pescherecci dotati di VMS.Articolo 15Monitoraggio e controllo dello sforzo di pesca1. Le autorità competenti dello Stato membro di bandiera provvedono a monitorare e controllare il rispetto:a) delle limitazioni dello sforzo di pesca di cui all’articolo 8, paragrafi 1 e 2;b) delle restrizioni applicabili alla pesca di cui all’articolo 10.2. Entro il 31 gennaio di ogni anno, gli Stati membri redigono, aggiornano e mettono a disposizione sul proprio sito internet ufficiale un elenco dei pescherecci cui si applicano le disposizioni dell’articolo 8, paragrafi 1 e 2 del presente regolamento. L’elenco contiene il numero di giorni di calendario utilizzati da ciascun peschereccio nelle zone di cui all’articolo 8, paragrafo 1, del presente regolamento.3. L’elenco di cui al paragrafo 2 viene quotidianamente aggiornato in modo da presentare i giorni effettivamente utilizzati da ciascun peschereccio.Articolo 16Margine di tolleranza nel giornale di bordoIn deroga all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 2807/83, il margine di tolleranza permesso nella stima del quantitativo di pesce soggetto ai TAC detenuto a bordo, espressa in kg, è pari all’8% della cifra indicata nel giornale di bordo.Per le catture sbarcate senza essere sottoposte a cernita, il margine di tolleranza permesso nella stima dei quantitativi è pari all’8% del quantitativo totale detenuto a bordo.Articolo 17Entrata o uscita da zone specifiche1. Un peschereccio può iniziare l’attività di pesca nelle sottodivisioni 22-24 (zona A) o nelle sottodivisioni 25-27 (zona B) delle acque comunitarie con meno di 100 kg di merluzzo bianco a bordo.2 Quando un peschereccio esce dalle zone A o B o dalle sottodivisioni 28-32 (zona C) con più di 100 kg di merluzzo bianco a bordo, esso:a) raggiunge direttamente un porto situato entro la zona in cui ha effettuato la pesca e vi sbarca il pesce;b) raggiunge direttamente un porto situato al di fuori della zona in cui ha effettuato la pesca e vi sbarca il pesce.c) Nel lasciare la zona in cui è stata effettuata la pesca, le reti devono essere riposte conformemente alle seguenti disposizioni in modo da non essere disponibili per un impiego immediato:i) le reti, i pesi e gli attrezzi analoghi sono staccati dai loro pannelli, nonché dai cavi e dalle corde da traino o da strascico;ii) le reti che si trovano sul ponte o sopra il ponte sono saldamente fissate ad una parte della sovrastruttura.Articolo 18Notifica preliminare1. Il comandante di un peschereccio comunitario che esce dalla zona A, dalla zona B o dalla zona C con più di 300 kg di merluzzo bianco a bordo comunica alle autorità competenti dello Stato membro di bandiera, due ore prima di lasciare la zona:a) l’ora e la posizione di uscita,b) i quantitativi delle specie detenute a bordo, in chilogrammi di peso vivo.Sono esentati da quest’obbligo i pescherecci cui si applica l’articolo 13 del presente regolamento.2. La notifica di cui al paragrafo 1 può essere fatta anche da un rappresentante del comandante del peschereccio comunitario.3. In deroga all’articolo 7, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2847/93, il comandante di un peschereccio comunitario recante a bordo un quantitativo di merluzzo bianco superiore a 300 kg di peso vivo, o un suo rappresentante autorizzato, comunica alle autorità competenti dello Stato membro in cui avrà luogo lo sbarco, almeno un’ora prima dell’entrata in un luogo di sbarco:a) il nome del luogo di sbarco;b) l’ora di arrivo prevista in detto luogo di sbarco;c) i quantitativi delle specie detenute a bordo, in chilogrammi di peso vivo.Articolo 19Porti designati1. I pescherecci recanti a bordo un quantitativo di merluzzo bianco superiore a 750 kg di peso vivo possono sbarcare tale merluzzo bianco esclusivamente nei porti designati.2. Ogni Stato membro può designare i porti in cui vengono sbarcati i quantitativi di merluzzo bianco del Baltico superiori a 750 kg.3. Entro 15 giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento, ciascuno Stato membro che ha redatto un elenco dei porti designati lo aggiorna e lo mette a disposizione sul proprio sito internet ufficiale.Articolo 20Pesatura del merluzzo bianco sbarcato per la prima volta1. I pescherecci recanti a bordo un quantitativo di merluzzo bianco superiore a 100 kg di merluzzo bianco danno inizio alle operazioni di scarico solo se debitamente autorizzati dalle autorità competenti del luogo di sbarco.2. Le autorità competenti di uno Stato membro possono chiedere che i quantitativi di merluzzo bianco pescati nel Mar Baltico e sbarcati in tale Stato membro siano pesati alla presenza di ispettori prima di essere trasportati fuori dal porto di sbarco.Articolo 21Parametri specifici in materia di ispezioneOgni Stato membro che si affaccia sul Mar Baltico stabilisce parametri specifici in materia di ispezione. Tali parametri sono soggetti a revisione periodica in funzione dei risultati conseguiti. I parametri per l’ispezione sono progressivamente adeguati fino al raggiungimento dei parametri di riferimento definiti nell’allegato I.Articolo 22Divieto di transito e di trasbordo1. Il transito nelle zone chiuse alla pesca del merluzzo bianco è consentito unicamente a condizione che gli attrezzi da pesca presenti a bordo siano correttamente fissati e riposti in conformità di quanto previsto all’articolo 17, paragrafo 2, lettera c).2. Il trasbordo di merluzzo bianco è consentito unicamente in un porto a tal fine designato dalle autorità competenti.3. Gli Stati membri redigono e tengono aggiornato un elenco dei porti designati per i trasbordi e lo mettono a disposizione sul proprio sito internet ufficiale.Articolo 23Trasporto del merluzzo bianco del BalticoIn deroga all’articolo 8, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2847/93, il comandante di un peschereccio comunitario avente lunghezza fuori tutto pari o superiore a 8 metri deve compilare una dichiarazione di sbarco quando il pesce è trasportato in un luogo diverso da quello di sbarco o di importazione.La dichiarazione di sbarco accompagna i documenti di cui all’articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2847/93.Articolo 24Sorveglianza congiunta e scambio di ispettori1. Gli Stati membri interessati effettuano operazioni congiunte di ispezione e sorveglianza e istituiscono a tal fine procedure operative congiunte.2. Gli Stati membri impegnati in operazioni congiunte di ispezione e sorveglianza provvedono affinché siano invitati a prendervi parte ispettori di ciascuno degli Stati membri partecipanti.3. Alle operazioni congiunte di ispezione e sorveglianza possono partecipare ispettori della Commissione.4. L’Agenzia comunitaria di controllo della pesca (ACCP) convoca, anteriormente al 15 novembre di ogni anno, una riunione delle competenti autorità nazionali di ispezione ai fini del coordinamento del programma congiunto di ispezione e sorveglianza per l’anno successivo.Articolo 25Programmi nazionali di controllo1. Gli Stati membri che si affacciano sul Mar Baltico elaborano un programma nazionale di controllo per il Mar Baltico in conformità dell’allegato II.2. Ogni Stato membro che si affaccia sul Mar Baltico stabilisce parametri specifici in materia di ispezione in conformità dell’allegato I. Tali parametri sono soggetti a revisione periodica in funzione dei risultati conseguiti. I parametri per l’ispezione sono progressivamente adeguati fino al raggiungimento dei parametri di riferimento definiti nell’allegato I.3. Anteriormente al 31 gennaio 2006, gli Stati membri del Mar Baltico mettono a disposizione della Commissione e degli altri Stati membri che si affacciano sul Mar Baltico, nel proprio sito internet ufficiale, il programma nazionale di controllo di cui al paragrafo 1 e il relativo calendario di attuazione.4. La Commissione convoca almeno una volta all’anno il comitato di gestione per la pesca e l’acquacoltura al fine di valutare il rispetto e i risultati del programma di azione nazionale per il controllo degli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico.Articolo 26Programma di controllo specificoIn deroga all’articolo 34 quater , paragrafo 1, quinto comma, del regolamento (CEE) n. 2847/93, il programma specifico di controllo e ispezione per gli stock di merluzzo bianco può avere una durata superiore a tre anni.CAPITOLO V I SEGUITOArticolo 27Valutazione del piano1. Nel terzo anno di applicazione del presente regolamento e in ciascuno degli anni successivi, la Commissione, sulla base del parere dello CSTEP e del consiglio consultivo regionale (CCR) per il Baltico, valuta l’impatto delle misure di ricostituzione sugli stock interessati e sulle attività di pesca ad essi correlate.2. Nel terzo anno di applicazione del presente regolamento e in seguito ogni tre anni, la Commissione si avvale dei pareri scientifici dello CSTEP per verificare i progressi realizzati nel conseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 4. Qualora il parere dello CSTEP indichi che gli obiettivi non saranno probabilmente conseguiti, il Consiglio decide a maggioranza qualificata in merito a una proposta della Commissione riguardante le misure addizionali e/o alternative necessarie per garantirne il conseguimento.Articolo 28Revisione dei tassi minimi di mortalità per pescaSe la Commissione, sulla base di un parere dello CSTEP, constata che i tassi minimi di mortalità per pesca di cui all’articolo 4 non sono in linea con gli obiettivi del piano di gestione, il Consiglio, sulla base di una proposta della Commissione, decide a maggioranza qualificata in merito a una revisione dei suddetti tassi che risulti in linea con tali obiettivi.CAPITOLO VI I DISPOSIZIONI FINALIArticolo 29Abrogazione1. Il regolamento (CE) n. 779/97 del Consiglio, del 24 aprile 1997, recante instaurazione di un regime di gestione dello sforzo di pesca nel Mar Baltico[11], è abrogato.2. Il paragrafo 1 bis dell’articolo 19 bis del regolamento (CE) n. 2847/93 è abrogato.Articolo 30Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Esso è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 2007.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, […]Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IPARAMETRI SPECIFICI IN MATERIA DI ISPEZIONEObiettivo1. Ogni Stato membro stabilisce parametri specifici in materia di ispezione in conformità del presente allegato.Strategia2. L’attività di ispezione e sorveglianza è incentrata sui pescherecci presumibilmente dediti alla pesca del merluzzo bianco. Per verificare l’efficacia delle attività di ispezione e sorveglianza vengono inoltre effettuate, a titolo di controllo incrociato, ispezioni casuali delle operazioni di trasporto e commercializzazione del merluzzo bianco.Priorità3. Ai vari tipi di attrezzi è attribuito un diverso grado di priorità, in funzione della misura in cui le flotte sono interessate dalle limitazioni delle possibilità di pesca. Spetta pertanto a ogni Stato membro stabilire priorità specifiche.Parametri di riferimento4. Entro un mese dall’entrata in vigore del presente regolamento, gli Stati membri applicano i rispettivi programmi di ispezione tenendo conto degli obiettivi sotto indicati.Gli Stati membri precisano e descrivono la strategia di campionamento che intendono utilizzare.La Commissione può accedere su richiesta al piano di campionamento applicato dallo Stato membro.a. Livello di ispezione nei portiIn linea generale, occorre conseguire un livello di precisione pari almeno a quello ottenibile con un semplice metodo di campionamento casuale, nell’ambito del quale le ispezioni vertono sul 20% in peso degli sbarchi di merluzzo bianco per l’insieme dei luoghi di sbarco.b. Livello di ispezione nella fase di commercializzazioneIspezione del 5% dei quantitativi di merluzzo bianco messi in vendita nelle aste.c. Livello di ispezione in mareParametro flessibile: da stabilire a seguito di un’analisi circostanziata dell’attività di pesca in ciascuna zona. I parametri per le attività di ispezione in mare sono riferiti al numero di giorni di pattugliamento in mare nella zona di gestione degli stock di merluzzo bianco; un parametro distinto può essere stabilito per i giorni di pattugliamento di zone specifiche.d. Livello di sorveglianza aereaParametro flessibile: da stabilire a seguito di un’analisi circostanziata dell’attività di pesca praticata in ciascuna zona, tenendo conto delle risorse di cui dispone lo Stato membro.ALLEGATO IIContenuto dei programmi nazionali di controlloI programmi nazionali di controllo contengono, in particolare, gli elementi di seguito indicati.1. MEZZI DI CONTROLLORisorse umane1.1. Il numero di ispettori operanti a terra e in mare, con indicazione dei periodi e delle zone cui sono assegnati.Risorse tecniche1.2. Il numero di navi e di aeromobili di sorveglianza, con indicazione dei periodi e delle zone cui sono assegnati.Risorse finanziarie1.3. La dotazione di bilancio per la messa a disposizione di risorse umane, navi e aeromobili di sorveglianza.2. REGISTRAZIONE ELETTRONICA E COMUNICAZIONE DELLE INFORMAZIONI CONNESSE ALLE ATTIVITÀ DI PESCADescrizione dei sistemi applicati per garantire l’osservanza di quanto disposto agli articoli 13, 14, 15 e 18.3. PORTI DESIGNATISe necessario, un elenco dei porti designati per gli sbarchi di merluzzo bianco in conformità del disposto dell’articolo 19.4. ENTRATA O USCITA DA ZONE SPECIFICHEDescrizione dei sistemi applicati per garantire l’osservanza di quanto disposto all’articolo 17.5. CONTROLLO DEGLI SBARCHIDescrizione delle strutture e/o dei sistemi impiegati per garantire l’osservanza di quanto disposto agli articoli 12, 16, 20, 22 e 23 del presente regolamento.6. PROCEDURE DI ISPEZIONEI programmi nazionali di controllo precisano, tra l’altro, le procedure da seguire:a) per le ispezioni in mare e a terra;b) per la comunicazione con le autorità responsabili del programma di controllo specifico per il merluzzo bianco designate da altri Stati membri;c) per la sorveglianza congiunta e lo scambio di ispettori, con indicazione dei poteri e dell’autorità conferiti agli ispettori operanti nelle acque di altri Stati membri.[1] GU C […] del […], pag. […].[2] GU C […] del […], pag. […].[3] GU L 171 del 6.7.1994, pag. 7.[4] GU L 261 del 20.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).[5] GU L 276 del 10.10.1983, pag. 1.[6] GU L 333 del 20.12.2003, pag. 17.[7] GU L 171 del 6.7.1994, pag. 7.[8] GU L 12 del 14.1.2005, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1936/2005 (GU L 311 del 26.11.2005, pag. 1).[9] GU L 261 del 20.10.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 768/2005 (GU L 128 del 21.5.2005, pag. 1).[10] GU L 276 del 10.10.1983, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1804/2005 (GU L 290 del 4.11.2005, pag. 10).[11] GU L 113 del 30.4.1997.