CELEX: C2003/171/24
Language: it
Date: 2003-07-19 00:00:00
Title: Causa C-225/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il la Repubblica francese, proposto il 22 maggio 2003

19.7.2003                  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 171/17
        incompleto. Infine, la relazione relativa alla Regione                nelle cause riunite T-61/00 e T-62/00, tra Associazione
        fiamminga non riporta tutti i documenti e le informazioni             Produttori Olivicoli Laziali (APOL) più Associazione Italiana
        prescritti dal combinato disposto dell’art. 10 e dell’allega-         Produttori Olivicoli (AIPO) e Commissione Europea.
        to V della direttiva.
                                                                              La ricorrente conclude che la Corte voglia
—       La Regione vallona ha violato gli artt. 10, n. 2, e 12 della
        direttiva per il fatto che l’esercizio di definizione delle           —     annullare la sentenza pronunziata dal Tribunale di primo
        acque indi di designazione delle zone vulnerabili ha                        grado delle Comunità europee — Seconda sezione — in
        riguardato solo una parte del suo territorio, che tale                      data 6 marzo 2003 nelle cause riunite T-61/00 e
        esercizio è stato completato tardivamente e che la desi-                    T-62/00.
        gnazione delle zone vulnerabili resta a tutt’oggi insuffi-
        ciente. Inoltre, le competenti autorità vallone non hanno
        tenuto conto dell’inquinamento delle acque costiere e
                                                                              Motivi e principali argomenti
        marine al momento dell’individuazione delle acque tocca-
        te dall’inquinamento e della designazione delle zone
        vulnerabili, in violazione dell’art. 3 della direttiva. L’art. 5      Il ricorrente sostiene che la sentenza del Tribunale di primo
        della direttiva è stato anch’esso violato in quanto, avendo           grado sia viziata per:
        proceduto alla designazione di due zone vulnerabili nel
        proprio territorio, la regione vallona avrebbe dovuto                 —     erronea interpretazione e falsa applicazione del principio
        predisporre dei programmi d’azione entro il termine                         di forza maggiore,
        prescritto, mentre i suddetti programmi non sono ancora
        stati a tutt’oggi adottati.                                           —     erronea interpretazione e applicazione del principio di
                                                                                    proporzionalità nonchè degli artt. 9, par. 1 e 17, par. 2,
                                                                                    lett. b) del regolamento n. 355/77; motivazione insuffi-
                                                                                    ciente per illogicità e contraddittorietà manifeste;
( 1) Direttiva del Consiglio 12 dicembre 1991, 91/676/CEE, relativa
     alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati
     provenienti da fonti agricole (GU L 375 del 21.12.1991, pag. 1).         —     violazione del diritto di difesa per inadempimento dell’ob-
                                                                                    bligo di istruire;
                                                                              —     omessa pronuncia circa la rilevanza di un mezzo istrut-
                                                                                    torio.
                                                                              Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
Ricorso proposto il 21 maggio 2003 da Associazione                             tro il la Repubblica francese, proposto il 22 maggio 2003
Produttori Olivicoli Laziali (A.P.O.L.) e Associazione Ita-
liana Produttori Olivicoli (A.I.P.O.) contro la sentenza
                                                                                                       (Causa C-225/03)
pronunciata il 6 marzo 2003 dalla Seconda sezione del
Tribunale di primo grado delle Comunità europee nelle
cause riunite T-61/00 e T-62/00, tra Associazione Produt-                                               (2003/C 171/24)
tori Olivicoli Laziali (APOL) più Associazione Italiana
     Produttori Olivicoli (AIPO) e Commissione Europea
                                                                              Il 22 maggio 2003 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                              rappresentata dalle sig.re L. Ström e F. Simonetti, in qualità di
                          (Causa C-222/03 P)                                  agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
                                                                              dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                              ricorso contro la Repubblica francese.
                            (2003/C 171/23)
                                                                              La Commissione delle Comunità europee conclude che la
                                                                              Corte voglia:
                                                                              1)    dichiarare che la Repubblica francese, non avendo adotta-
Il 21 maggio 2003, l’Associazione Produttori Olivicoli Laziali                      to tutte le disposizioni legislative, regolamentari ed ammi-
(APOL) e l’Associazione Italiana Produttori Olivicoli (AIPO),                       nistrative necessarie per conformarsi alla direttiva del
con gli avvocati Emilio Cappelli, Paolo De Caterini e Andrea                        Parlamento europeo e del Consiglio 27 ottobre 1998,
Bandini del Foro di Roma, hanno proposto alla Corte di                              98/79/CE, relativa ai dispositivi medico-diagnostici in
giustizia delle Comunità europee un ricorso d’impugnazione                          vitro (1) o, comunque, non avendole comunicate alla
contro la sentenza emessa il 6 marzo 2003 dalla Seconda                             Commissione, è venuta meno agli obblighi che le incom-
sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee                         bono in forza della stessa direttiva;
 ---pagebreak--- C 171/18                 IT                        Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         19.7.2003
2)    condannare la Repubblica francese alle spese.                        2.    Se per la soluzione della prima questione sia rilevante
                                                                                 che, in virtù della normativa di tale Stato membro,
                                                                                 sussiste per tale soggetto la possibilità di assicurarsi
                                                                                 volontariamente per alcuni rami della previdenza sociale,
Motivi e principali argomenti                                                    senza che tale assicurazione volontaria sia subordinata al
                                                                                 requisito di mantenere la propria residenza nello Stato
                                                                                 membro di cui trattasi.
La direttiva 98/79/CE stabilisce norme armonizzate applicabili
alle caratteristiche e alle procedure di autorizzazione relative
ai dispositivi medico-diagnostici in vitro al fine di garantirne           Qualora la prima questione sia risolta in senso negativo, viene
la libera circolazione nelle migliori condizioni di sicurezza.             posta, in subordine, la seguente questione:
L’art. 22 della direttiva dispone che gli Stati membri adottano
le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative               3.    Se, in una fattispecie come quella descritta in precedenza,
necessarie per conformarvisi entro il 7 dicembre 1999 e che                      l’articolo 39 CE debba essere interpretato nel senso che sia
esse ne informino immediatamente la Commissione. Questa                          incompatibile con esso la sostituzione di un’assicurazione
ha ricevuto dalle autorità francesi l’ordinanza 1o marzo 2001,                   obbligatoria con un’assicurazione volontaria qualora la
n. 2001-198, che comprende le misure legislative necessarie                      cessazione dell’assicurazione obbligatoria risulti dall’in-
alla trasposizione della direttiva. Tuttavia, dalle diverse lettere              troduzione di un requisito di residenza.
delle suddette autorità risulta che i decreti d’applicazione
devono ancora essere adottati e pubblicati perché talune                   (1 ) GU 1971, L 149, pag. 2.
norme dell’ordinanza siano applicabili. La Commissione, non
disponendo di alcun elemento di informazione che le consenta
di concludere che tali decreti siano stati adottati, constata che
la Repubblica francese non ha tuttora emanato tutte le misure
necessarie per la trasposizione della direttiva o, comunque,
non gliele ha comunicate.
                                                                           Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Kor-
                                                                           kein oikeus, con ordinanza 23 maggio 2003, nella causa
( 1) GU L 331 del 7.12.1998, pag. 1.                                       The Gillette Company e Gillette Group Finland Oy contro
                                                                                                LA-Laboratories Ltd Oy
                                                                                                    (Causa C-228/03)
                                                                                                     (2003/C 171/26)
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Recht-
bank Amsterdam, con ordinanza 21 maggio 2003, nella
causa A. J. Van Pommeren-Bourgondiën contro Raad van                       Con ordinanza 23 maggio 2003, pervenuta nella cancelleria
          Bestuur van de Sociale verzekeringsbank                          della Corte il 26 maggio 2003, nella causa The Gillette
                                                                           Company e Gillette Group Finland Oy contro LA-Laboratories
                                                                           Ltd Oy, il Korkein oikeus ha sottoposto alla Corte di giustizia
                          (Causa C-227/03)                                 delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                           (2003/C 171/25)                                 Si desidera sapere, quando si applica l’art. 6, n. 1, lett. c),
                                                                           della direttiva del Consiglio delle Comunità europee sul
                                                                           ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia
                                                                           di marchi d’impresa (89/104/CEE) (1):
Con ordinanza 21 maggio 2003, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 26 maggio 2003, nella causa A. J. Van Pommeren-             1)    Quali siano i criteri:
Bourgondiën contro Raad van Bestuur van de Sociale verzeke-
ringsbank, il Rechtbank Amsterdam ha sottoposto alla Corte                       a)     per decidere se un prodotto vada considerato pezzo
di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni                               di ricambio o accessorio; e
pregiudiziali:
                                                                                 b)     per decidere quali prodotti diversi dai pezzi di
1.    Se l’articolo 13, n. 2, lett. f, del regolamento n. 1408/                         ricambio e dagli accessori possano anch’essi rientrare
      71 ( 1) osti alla normativa nazionale di uno Stato membro                         nella sfera di applicazione della summenzionata
      in base alla quale un soggetto, che abbia cessato di                              disposizione.
      esercitare qualsiasi attività professionale nel suo territorio,
      permane assicurato in forza della stessa normativa solo              2)    Se la liceità dell’uso di un marchio altrui debba essere
      qualora egli mantenga la propria residenza in tale territo-                valutata diversamente secondo che il prodotto sia simile
      rio, mentre, ai sensi della normativa di tale Stato, rimane                a un pezzo di ricambio o a un accessorio oppure si tratti
      assicurato per determinati altri rami della previdenza                     di un prodotto che, per un’altra ragione, possa rientrare
      sociale di tale Stato membro, indipendentemente dal suo                    nella sfera di applicazione della summenzionata disposi-
      luogo di residenza.                                                        zione.