CELEX: 31995R2599
Language: it
Date: 1995-10-30 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 2599/95 del Consiglio, del 30 ottobre 1995, recante apertura e modalità di gestione di un contingente tariffario comunitario per il rum originario degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del pacifico (ACP) (1996-1999)

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31995R2599

Regolamento (CE) n. 2599/95 del Consiglio, del 30 ottobre 1995, recante apertura e modalità di gestione di un contingente tariffario comunitario per il rum originario degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del pacifico (ACP) (1996-1999)  

Gazzetta ufficiale n. L 267 del 09/11/1995 pag. 0008 - 0010

REGOLAMENTO (CE) N. 2599/95 DEL  CONSIGLIO del 30 ottobre 1995 recante apertura e modalità di gestione di un contingente tariffario  comunitario per il rum originario degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del pacifico (ACP)  (1996-1999)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 113, vista la proposta della Commissione, considerando che la quarta convenzione ACP-CEE  (1) è entrata in vigore il 1° settembre 1991; considerando che a norma del protocollo n. 6 di detta convenzione, per quanto riguarda il regime  applicabile a partire dal 1996, il Consiglio ha deciso, in base ad una relazione della Commissione,  la soppressione del contingente a decorrere dal 1° gennaio 1996 del rum «  leggero  » ACP e il  mantenimento fino alla liberalizzazione totale, il 1° gennaio 2000, di un contingente tariffario  per il rum «  tradizionale  » ACP; considerando che il volume del contingente tariffario deciso dal Consiglio è stato fissato a 58   000 ettolitri di alcol puro per il 1996, 61  000 ettolitri per il 1997, 64  000 ettolitri per il  1998 e 67  000 ettolitri per il 1999; considerando che per detti motivi è opportuno designare in modo appropriato il rum «  tradizionale   » ACP; che a tal fine è opportuno basarsi sulla definizione generale del rum di cui al regolamento  (CEE) n. 1576/89  (2), ove si precisa che tale rum tradizionale è caratterizzato da un tenore  elevato di sostanze volatili diverse dagli alcoli etilico e metilico; considerando che è opportuno garantire l'accesso ininterrotto a pari condizioni di tutti gli  importatori della Comunità a detto contingente e l'applicazione, senza interruzione, dei tassi  previsti per tale contingente a tutte le importazioni dei prodotti in questione in tutti gli Stati  membri fino a esaurimento del contingente; che è compito della Comunità decidere l'apertura, in  esecuzione dei suoi obblighi internazionali, di contingenti tariffari; che tuttavia, per garantire  l'efficacia della gestione comune di tali contingenti, nulla impedisce che gli Stati membri siano  autorizzati a prelevare dai volumi contingentali i quantitativi necessari corrispondenti alle  importazioni effettive; che, tuttavia, tale modalità di gestione richiede una stretta  collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione, la quale deve segnatamente essere in grado di  seguire la situazione dei volumi contingentali e di informarne gli Stati membri; considerando che è opportuno prevedere le misure adatte a garantire l'applicazione del protocollo  n. 6 in condizioni che consentano lo sviluppo delle correnti tradizionali di scambi tra gli Stati  ACP e la Comunità, da un lato, nonché tra gli Stati membri, dall'altro, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 I dazi doganali applicabili all'importazione del prodotto elencato  in appresso e originari degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) sono esenti per i  periodi ed entri limiti dei relativi contingenti tariffari comunitari di seguito indicati. >SPAZIO PER TABELLA> Articolo 2 I contingenti tariffari di cui all'articolo 1 sono stati gestiti dalla Commissione, la  quale può adottare qualsiasi misura amministrativa utile per garantirne una gestione efficace. Articolo 3 Le disposizioni necessarie all'applicazione dell'articolo 1, in particolare: a)  le modifiche e gli adeguamenti tecnici resi necessari da modifiche apportate alla nomenclatura  combinata e ai codici Taric; b)  gli adeguamenti resi necessari dalla conclusione di protocolli o scambi di lettere tra la  Comunità e gli Stati ACP in questione nel quadro della convenzione contemplata dal presente  regolamento sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 4, paragrafo 2. Articolo 4 1.  La Commissione è assistita dal comitato del codice doganale, istituito  dall'articolo 247 del regolamento (CEE) n. 2913/92  (1). 2.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare.  Il comitato formula il proprio parere su tale progetto entro un termine che il presidente può  fissare in funzione dell'urgenza della questione. Il parere è formulato alla maggioranza prevista  all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio è  chiamato a prendere su proposta della Commissione. In occasione delle votazioni in seno al  comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione definita  nell'articolo succitato. Il presidente non partecipa alla votazione. La Commissione adotta misure immediatamente applicabili. Tuttavia, se non son conformi al parere  del comitato, dette misure sono immediatamente comunicate dalla Commissione al Consiglio. In tal  caso: -  la Commissione rinvia di tre mesi, a decorrere dalla data di detta comunicazione, l'applicazione  delle misure da essa decise; -  il Consiglio, statuendo a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa nel  termine previsto al primo trattino. 3.  Il comitato può esaminare qualsiasi questione inerente all'applicazione del presente  regolamento indicata dal suo presidente su iniziativa dello stesso o a richiesta di uno Stato  membro. Articolo 5 Qualora un importatore presenti in uno Stato membro una dichiarazione di immissione in  libera pratica comprendente una domanda per potersi avvalere del regime preferenziale per un  prodotto di cui all'articolo 1, e qualora tale dichiarazione sia accettata dalle autorità doganali,  lo Stato membro interessato procede, previa notifica alla Commissione, ad un prelievo, sul volume  contingentale, di un quantitativo corrispondente a tale fabbisogno. Le domande di prelievo, con l'indicazione della data di accettazione di dette dichiarazioni, devono  essere trasmesse immediatamente alla Commissione. I prelievi sono concessi dalla Commissione in funzione, della data di accettazione delle  dichiarazioni di immissione in libera pratica da parte delle autorità doganali dello Stato membro  interessato, se lo consente il saldo disponibile. Qualora uno Stato membro non utilizzi i quantitativi prelevati, esso li riverserà appena possibile  nel volume contingentale. Qualora i quantitativi chiesti siano superiori al saldo disponibile del volume contingentale, si  procederà all'attribuzione in proporzione alle domande. Gli Stati membri sono informati dalla  Commissione dei prelievi effettuati. Articolo 6 Ciascuno Stato membro garantisce agli importatori dei prodotti in questione un accesso  ininterrotto, a pari condizioni, al contingente fintantoché lo consente il saldo del volume  contingentale. Articolo 7 Gli Stati membri e la Commissione collaborano strettamente per garantire il rispetto  del presente regolamento. Articolo 8 Il regolamento (CEE) n. 3705/90 del Consiglio, del 18 dicembre 1990, relativo alle  misure di salvaguardia previste dalla quarta Convenzione ACP-CEE  (2) si applica ai prodotti di cui  al presente regolamento. Articolo 9 Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Esso è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 1996. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Lussemburgo, addì 30 ottobre 1995. Per il Consiglio Il Presidente J. SOLANA