CELEX: 31995L0054
Language: it
Date: 1995-10-31 00:00:00
Title: Direttiva 95/54/CE della Commissione, del 31 ottobre 1995, che adegua al progresso tecnico la direttiva 72/245/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative degli Stati Membri, relative alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche provocate dai motori ad accensione comandata dei veicoli a motore e che modifica la direttiva 70/156/CEE per quanto riguarda l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi

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31995L0054

Direttiva 95/54/CE della Commissione, del 31 ottobre 1995, che adegua al progresso tecnico la direttiva 72/245/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative degli Stati Membri, relative alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche provocate dai motori ad accensione comandata dei veicoli a motore e che modifica la direttiva 70/156/CEE per quanto riguarda l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi  

Gazzetta ufficiale n. L 266 del 08/11/1995 pag. 0001 - 0066

DIRETTIVA  95/54/CE DELLA COMMISSIONEdel 31 ottobre 1995che adegua al progresso tecnico la direttiva  72/245/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative degli Stati  membri, relative alla soppressione delle perturbazioni radioelettriche provocate dai motori ad  accensione comandata dei veicoli a motore e che modifica la direttiva 70/156/CEE per quanto  riguarda l'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchiLA COMMISSIONE  DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, vista la direttiva 70/156/CEE del Consiglio, del 6 febbraio 1970, relativa all'omologazione dei  veicoli a motore e dei loro rimorchi (1), modificata da ultimo dalla direttiva 93/81/CEE della  Commissione (2), in particolare l'articolo 13, paragrafo 2, vista la direttiva 72/245/CEE del Consiglio, del 20 giugno 1972, concernente il ravvicinamento  delle disposizioni legislative degli Stati membri relative alla soppressione delle perturbazioni  radioelettriche provocate dai motori ad accensione comandata dei veicoli a motore (3), modificata  dalla direttiva 89/491/CEE della Commissione (4), in particolare l'articolo 4, considerando che la direttiva 72/245/CEE è una delle direttive particolari relative al sistema di  omologazione CEE istituito dalla direttiva 70/156/CEE; che, di conseguenza, le disposizioni della  direttiva 70/156/CEE relative a sistemi, componenti ed entità tecniche dei veicoli si applicano  alla presente direttiva; considerando in particolare che l'articolo 3, paragrafo 4 e l'articolo 4, paragrafo 3 della  direttiva 70/156/CEE prescrivono che ciascuna direttiva particolare deve essere corredata da una  scheda informativa contenente i punti specificati nell'allegato I della medesima direttiva  particolare, nonché da una scheda di omologazione basata sull'allegato VI, per consentire il  trattamento informatico dell'omologazione; considerando che la direttiva 72/245/CEE ha costituito il primo intervento in materia, introducendo  la compatibilità elettromagnetica di base relativamente alle perturbazioni radioelettriche e che,  da allora, con il progresso tecnico sono aumentate la complessità e la diversità degli apparecchi  elettrici ed elettronici; considerando che, in seguito alle crescenti preoccupazioni suscitate dallo sviluppo tecnologico nel  settore delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, ed alla necessità di garantire la  compatibilità generale delle varie apparecchiature elettriche ed elettroniche, la direttiva  89/336/CEE del Consiglio (5), modificata da ultimo dalla direttiva 93/68/CEE (6), ha stabilito  disposizioni generali relative alla compatibilità elettromagnetica applicabili a tutti i prodotti; considerando che la direttiva 89/336/CEE stabilisce il principio secondo il quale, nella misura in  cui vengono armonizzati i requisiti di protezione di cui alla stessa direttiva, le disposizioni  generali non si applicano o cessano di essere applicate agli apparecchi disciplinati dalle  direttive specifiche; considerando che, per quanto riguarda i veicoli a motore, i loro componenti e le entità tecniche, è  necessario emanare una direttiva specifica nel quadro del sistema europeo di omologazione per  disciplinare, in base ai requisiti tecnici armonizzati, le omologazioni concesse dalle autorità  nazionali designate; considerando che la direttiva 72/245/CEE del Consiglio, come modificata dalla presente direttiva,  diviene detta direttiva specifica; considerando che altre direttive relative ai veicoli a motore e ai loro componenti ed entità  tecniche fanno riferimento alla compatibilità elettromagnetica, nel contesto della direttiva  70/156/CEE; considerando che, dal 1° gennaio 1996, le prescrizioni tecniche relative alle perturbazioni  radioelettriche (compatibilità elettromagnetica) dei veicoli e dei relativi componenti e sistemi  devono essere disciplinate unicamente dalla direttiva 72/245/CEE; considerando che è necessario modificare la direttiva 70/156/CEE in conseguenza dell'estensione del  campo di applicazione della direttiva 72/245/CEE a tutte le categorie di veicoli; considerando che occore fare riferimento alla direttiva 72/306/CEE del Consiglio (1), modificata  dalla direttiva 89/491/CEE ai fini della distinzione tra motori ad accensione comandata e motori ad  accensione per compressione; considerando che le disposizioni della presente direttiva sono conformi al parere del comitato per  l'adeguamento al progresso tecnico istituito dalla direttiva 70/156/CEE, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1La direttiva 72/245/CEE è così modificata: 1) Il titolo è sostituito dal seguente: «Direttiva 72/245/CEE del Consiglio, del 20 giugno 1972, relativa alle perturbazioni  radioelettriche (compatibilità elettromagnetica) dei veicoli a motore». 2) L'articolo 1 è sostituito dal seguente: «Articolo 1Ai fini della presente direttiva, per «veicolo» si intendono i veicoli definiti nella  direttiva 70/156/CEE.» 3) L'articolo 2 è sostituito dal seguente: «Articolo 2Gli Stati membri non possono negare l'omologazione CEE o l'omologazione di portata  nazionale di un tipo di veicolo, componente o entità tecnica per motivi concernenti la  compatibilità elettromagnetica se le prescrizioni della presente direttiva, sono soddisfatte.» 4) L'articolo 3 è sostituito dal seguente: «Articolo 31. La presente direttiva è una direttiva specifica ai fini dell'articolo 2, paragrafo 2  della direttiva 89/336/CEE del Consiglio (*), con decorrenza 1° gennaio 1996. 2. I veicoli, i componenti e le entità tecniche omologati in conformità della presente direttiva  sono considerati conformi alle disposizioni delle direttive, elencate nell'allegato IV della  direttiva 92/53/CEE del Consiglio (**), riguardanti la compatibilità elettromagnetica. (*) GU  n. L 139 del 23. 5. 1989, pag. 19. (**) GU  n. L 225 del 10. 8. 1992, pag. 1.» 5) Gli allegati sono sostituiti dall'allegato della presente direttiva. Articolo 21. A decorrere dal 1° dicembre 1995, gli Stati membri non possono: - rifiutare, per un tipo di veicolo, l'omologazione CEE o l'omologazione di portata nazionale; - rifiutare, per un tipo di componente o di entità tecnica, l'omologazione CEE di componente o di  entità tecnica, oppure- rifiutare l'immatricolazione o vietare la vendita o la prima messa in circolazione dei  veicoli; - vietare la vendita o l'impiego dei componenti o delle entità tecniche, per motivi concernenti la compatibilità elettromagnetica se i veicoli, i componenti o le entità  tecniche sono conformi alle prescrizioni della direttiva 72/245/CEE, modificata dalla presente  direttiva. 2. A decorrere dal 1° gennaio 1996, gli Stati membri: - non possono più rilasciare l'omologazione CEE di un veicolo, l'omologazione CEE di componente o  l'omologazione CEE di entità tecnica, - possono rifiutare l'omologazione di portata nazionale, di un tipo di veicolo, componente o entità tecnica, per motivi concernenti la compatibilità  elettromagnetica, se le prescrizioni della direttiva 72/245/CEE, modificata dalla presente  direttiva, non sono soddisfatte. 3. Il paragrafo 2 non si applica ai tipi dei veicoli omologati anteriormente al 1° gennaio 1996 ai  sensi della direttiva 72/306/CEE, o, eventualmente, ad una successiva estensione  dell'omologazione. 4. A decorrere dal 1° ottobre 2002, gli Stati membri: - non considerano più validi i certificati di conformità che accompagnano i veicoli nuovi in  conformità della direttiva 70/156/CEE ai fini dell'articolo 7, paragrafo 1 della medesima  direttiva, - possono rifiutare l'immatricolazione e vietare la vendita o la messa in circolazione di veicoli  nuovi che non sono accompagnati da un certificato di conformità ai sensi della direttiva  70/156/CEE, - possono vietare la vendita e la messa in circolazione di unità elettriche/elettroniche in quanto  componenti o entità tecniche, se le prescrizioni della presente direttiva non sono soddisfatte. 5. A decorrere dal 1° ottobre 2002, le prescrizioni della direttiva 72/245/CEE, modificata dalla  presente direttiva, relative alle unità elettriche/elettroniche in quanto componenti o entità  tecniche, si applicano ai fini dell'articolo 7, paragrafo 2 della direttiva 70/156/CEE. 6. In deroga ai paragrafi 2 e 5, per quanto riguarda la sostituzione delle parti, gli Stati membri  possono continuare a rilasciare l'omologazione CEE e consentire la vendita e la messa in  circolazione di componenti o di entità tecniche destinate a tipi di veicoli omologati anteriormente  al 1° gennaio 1996 ai sensi della direttiva 72/245/CEE o della direttiva 72/306/CEE o,  eventualmente, della successiva estensione dell'omologazione. Articolo 3All'allegato IV, parte I della direttiva 70/156/CEE, al punto  n. 10 viene aggiunta  una «x» in tutte le colonne della voce «Applicazione» che riguardano i veicoli della categoria O. Articolo 41. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed  amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al 1° dicembre  1995. Essi ne informano immediatamente la Commissione. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente  direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le  modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. 2. Gli Stati membri communicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni di diritto  interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 5La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Communità europee. Articolo 6Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, il 31 ottobre 1995. Per la CommissioneMartin BANGEMANNMembro della Commissione(1) GU  n. L 42  del 23. 2. 1970, pag. 1. (2) GU  n. L 264 del 23. 10. 1993, pag. 49. (3) GU  n. L 152 del 6. 7. 1972, pag. 15. (4) GU  n. L 238 del 15. 8. 1989, pag. 43. (5) GU  n. L 139 del 23. 5. 1989, pag. 19. (6) GU  n. L 220 del 30. 8. 1993, pag. 1. (1) GU  n. L 190 del 20. 8. 1972, pag. 1.  ALLEGATO I PRESCRIZIONI APPLICABILI AI VEICOLI E ALLE UNITÀ ELETTRICHE/ELETTRONICHE  MONTATE SU UN VEICOLO 1. Campo di applicazione1.1. La presente direttiva riguarda la  compatibilità elettromagnetica dei veicoli di cui all'articolo 1, compresi i loro rimorchi (in  appresso denominati veicolo o veicoli), alle condizioni in cui sono forniti dal costruttore del  veicolo, nonché ai componenti e alle entità tecniche destinate ad essere montati sui veicoli. 2. Definizioni2.1. Ai sensi della presente direttiva: 2.1.1. Per «compatibilità elettromagnetica» si intende l'idoneità di un veicolo, di un componente o  di un'entità tecnica di funzionare nel proprio campo elettromagnetico senza produrre a sua volta  perturbazioni elettromagnetiche inaccettabili per tutto ciò che viene interessato da tale campo. 2.1.2. Per «perturbazioni elettromagnetiche» si intendono i fenomeni elettromagnetici che possono  disturbare il funzionamento di un veicolo, di un componente o di un'entità tecnica. Una  perturbazione elettromagnetica può essere costituita da un rumore elettromagnetico, da un segnale  non desiderato o da un'alterazione del mezzo stesso di propagazione. 2.1.3. Per «immunità elettromagnetica» si intende l'idoneità di un veicolo, di un componente o di  un'entità tecnica di funzionare in presenza di una perturbazione elettromagnetica specifica senza  alterazioni del funzionamento. 2.1.4. Per «ambiente elettromagnetico» si intende la totalità dei fenomeni elettromagnetici che si  producono in una determinata situazione. 2.1.5. Per «limite di riferimento» si intende il livello teorico cui fanno riferimento  l'omologazione e il valore limite adottato per controllare la conformità della produzione. 2.1.6. Per «antenna di riferimento» per una gamma di frequenza compresa tra 20 e 80 MHz si intende  un dipolo bilanciato costituito da un dipolo a mezz'onda a risonanza 80 MHz e, per la gamma di  frequenza sopra 80 MHz, si intende un dipolo bilanciato a mezz'onda a risonanza, sintonizzato sulla  frequenza misurata. 2.1.7. Per «radiazione a banda larga» si intende la radiazione che ha una larghezza di banda  superiore a quella di un ricevitore o di un apparecchio di misura specifico. 2.1.8. Per «radiazione a banda stretta» si intende la radiazione che ha una larghezza di banda  inferiore a quella di un ricevitore o di un apparecchio di misura specifico. 2.1.9. Per «sistema elettrico/elettronico» si intende il dispositivo o i dispositivi elettrici o  elettronici o l'insieme di detti dispositivi che fanno parte di un veicolo, unitamente ai  rispettivi collegamenti elettrici, ma che non sono destinati ad essere omologati indipendentemente  dal veicolo stesso. (Il veicolo è omologato in quanto unità completa, cfr. punto 3.1 del presente  allegato). 2.1.10. Per «unità elettrica/elettronica» si intende un dispositivo elettrico e/o elettronico o  l'insieme di tali dispositivi destinati ad essere installati su un veicolo, unitamente ai  rispettivi collegamenti elettrici o cablaggi, che effettua una o più funzioni specifiche. (Un'unità  elettrica/elettronica può essere omologata su richiesta del costruttore in quanto «componente» o  «entità tecnica» (cfr. direttiva 70/156/CEE, articolo 2). 2.1.11. Per «tipo di veicolo» per quanto concerne la compatibilità elettromagnetica, si intendono i  veicoli che non differiscono sostanzialmente tra loro per quanto riguarda i seguenti punti: 2.1.11.1. La dimensione e la forma complessive del vano motore, 2.1.11.2. La disposizione generale dei componenti elettrici e/o elettronici e la disposizione del  cablaggio complessivo, 2.1.11.3. Il materiale con il quale sono costruiti il telaio o la carrozzeria (se necessario) del  veicolo (ad esempio carrozzeria in acciaio, in alluminio o in fibra di vetro). La presenza di  pannelli di materiale diverso non modifica il tipo di veicolo a condizione che il materiale di  costruzione della carrozzeria sia lo stesso. Tuttavia le variazioni devono essere segnalate. 2.1.12. Per «tipo di unità elettrica/elettronica» per quanto concerne la compatibilità  elettromagnetica, si intende un'unità che non differisca sostanzialmente dalle altre per quanto  riguarda i seguenti punti: 2.1.12.1. La funzione eseguita dall'unità elettrica/elettronica, 2.1.12.2. Eventualmente la disposizione generale dei componenti elettrici e/o elettronici. 3. Domanda di omologazione CEE3.1. Omologazione di un tipo di veicolo3.1.1. La domanda di  omologazione di un tipo di veicolo per quanto riguarda la compatibilità elettromagnetica, ai sensi  dell'articolo 3, paragrafo 4 della direttiva 70/156/CEE, è presentata dal costruttore del veicolo. 3.1.2. Il modello della scheda informativa figura nell'allegato II A. 3.1.3. Il costruttore del veicolo redige un elenco in cui siano descritte tutte le combinazioni  previste di sistemi elettrici/elettronici o delle unità elettriche/elettroniche, tipo di  carrozzeria (1), varianti del materiale della carrozzeria (1), circuiti generali, varianti del  motore, versioni con guida a destra e a sinistra, versioni della distanza tra gli assi del relativo  veicolo. I sistemi elettrici/elettronici del veicolo o le unità elettriche/elettroniche del veicolo  sono quelli che possono emettere radiazioni significative a banda larga o stretta e/o quelli che  intervengono nel controllo diretto del veicolo da parte del conducente (cfr. punto 6.4.2.3 del  presente allegato). 3.1.4. Il costruttore e l'autorità competente devono scegliere di comune accordo dall'elenco un  veicolo rappresentativo da sottoporre alle prove. Detto veicolo rappresenta il tipo di veicolo  (cfr. appendice 1 dell'allegato II A). Il veicolo viene scelto in base ai sistemi  elettrici/elettronici offerti dal costruttore. Un veicolo supplementare può essere scelto  dall'elenco per essere sottoposto alle prove se il costruttore e l'autorità competente ritengono,  di comune accordo, che i vari sistemi elettrici/elettronici inclusi possono avere effetti  significativi sulla compatibilità elettromagnetica del veicolo rispetto al primo veicolo  rappresentativo. 3.1.5. La scelta del veicolo o dei veicoli in conformità con il punto 3.1.4 è limitata alle  combinazioni veicolo/sistema elettrico/elettronico destinati alla produzione effettiva. 3.1.6. Il costruttore può allegare alla domanda il verbale delle prove effettuate. I dati così  forniti possono essere inseriti dalle autorità omologanti nella scheda di omologazione. 3.1.7. Se le prove di omologazione sono effettuate dal servizio tecnico responsabile  dell'omologazione, deve essere presentato un veicolo rappresentativo del tipo da omologare in  conformità del punto 3.1.4. 3.2. Omologazione di un tipo di unità elettrica/elettronica3.2.1. La domanda di omologazione di un  tipo di unità elettrica/elettronica per quanto riguarda la compatibilità elettromagnetica, ai sensi  dell'articolo 3, paragrafo 4 della direttiva 70/156/CEE, è presentata dal costruttore del veicolo o  dal fabbricante dell'unità. 3.2.2. Il modello della scheda informativa figura nell'allegato II B. 3.2.3. Il costruttore può allegare alla domanda un verbale delle prove effettuate. I dati forniti  possono essere inseriti dall'autorità omologante nella scheda di omologazione. 3.2.4. Se le prove sono effettuate dal servizio tecnico responsabile dell'omologazione, deve essere  presentato un campione dell'unità elettrica/elettronica rappresentativa del tipo da omologare, se  necessario previa discussione con il fabbricante ad esempio sulle eventuali varianti di  progettazione, sul numero di componenti, sul numero dei sensori. Se il servizio tecnico lo ritiene  necessario, può richiedere un esemplare supplementare. 3.2.5. Il campione o i campioni devono essere marcati, in modo leggibile ed indelebile, con la  denominazione commerciale o il marchio del fabbricante e la designazione del tipo. 3.2.6. Le eventuali restrizioni di impiego devono essere indicate; tali restrizioni devono essere  incluse negli allegati II B e/o III B. 4. Omologazione4.1. Possibilità di omologazione4.1.1. Omologazione di un veicoloIl costruttore  del veicolo può scegliere tra le seguenti possibilità di omologazione di un veicolo. 4.1.1.1. Omologazione di un veicolo completoUn veicolo completo può ottenere direttamente  l'omologazione rispettando le disposizioni di cui al punto 6 del presente allegato. Se il  costruttore del veicolo sceglie questa possibilità, non è richiesta alcuna prova del sistema o  dell'unità elettrica/elettronica. 4.1.1.2. Omologazione di un tipo di veicolo mediante prova di ogni unità elettrica/elettronicaIl  costruttore del veicolo può ottenere l'omologazione di quest'ultimo se dimostra all'autorità  omologante che tutti i sistemi elettrici/elettronici (cfr. punto 3.1.3 del presente allegato) o  tutte le unità elettriche/elettroniche in questione sono state omologate indipendentemente ai sensi  della presente direttiva e sono stati installati in base alle condizioni ivi previste. 4.1.1.3. Il costruttore può, se lo desidera, ottenere l'omologazione ai sensi della presente  direttiva se il veicolo non è munito di dispositivi del tipo soggetto a prove di immunità o di  radiazione. Il veicolo non deve essere munito dei sistemi indicati al punto 3.1.3 (immunità) o di  dispositivi ad accensione comandata. Per queste omologazioni non sono richieste prove. 4.1.2. Omologazione di un'unità elettrica/elettronica. L'omologazione può essere concessa per un'unità elettrica/elettronica da installare su tutti i tipi  di veicoli oppure su tipi specifici indicati dal fabbricante. In generale le unità che intervengono  nel comando diretto di un veicolo sono omologate con il veicolo stesso. 4.2. Concessione dell'omologazione4.2.1. Veicolo4.2.1.1. Se il veicolo rappresentativo soddisfa i  requisiti della presente direttiva, viene concessa l'omologazione CEE ai sensi dell'articolo 4,  paragrafo 3 e, ove opportuno, dell'articolo 4, paragrafo 4 della direttiva 70/156/CEE. 4.2.1.2. Il modello della scheda di omologazione CEE figura nell'allegato III A. 4.2.2. Unità elettrica/elettronica4.2.2.1. Se il sistema o i sistemi dell'unità  elettrica/elettronica rappresentativa soddisfano i requisiti della presente direttiva, viene  concessa l'omologazione CEE conformemente all'articolo 4, paragrafo 3 e, ove opportuno,  dell'articolo 4, paragrafo 4 della direttiva 70/156/CEE. 4.2.2.2. Il modello della scheda di omologazione CEE figura nell'allegato III B. 4.2.3. Per la compilazione della scheda di cui ai precedenti punti 4.2.1.2 o 4.2.2.2, l'autorità  competente dello Stato membro che concede l'omologazione può utilizzare il verbale preparato da un  laboratorio autorizzato o accreditato o che rispetti le disposizioni della presente direttiva. 4.3. Modifiche alle omologazioni4.3.1. In caso di modifica delle omologazioni concesse ai sensi  della presente direttiva, si applica l'articolo 5 della direttiva 70/156/CEE. 4.3.2. Modifica dell'omologazione del veicolo mediante aggiunta o sostituzione di un'unità  elettrica/elettronica. 4.3.2.1. Nel caso in cui il costruttore del veicolo abbia ottenuto l'omologazione per  l'installazione di un veicolo e desideri aggiungere un esemplare supplementare o sostituire il  sistema o l'unità elettrici/elettronici già omologati ai sensi della presente direttiva, da  installare in conformità delle condizioni ivi prescritte, l'omologazione del veicolo può essere  modificata senza procedere ad altre prove. Il sistema o l'unità elettrici/elettronici supplementari  o di sostituzione sono considerati parte del veicolo ai fini della conformità della produzione. 4.3.2.2. Se la parte o le parti supplementari o di sostituzione non sono state omologate ai sensi  della presente direttiva e se la prova è ritenuta necessaria, il veicolo completo è considerato  conforme se si può dimostrare che la parte o le parti nuove o sostituite sono conformi ai requisiti  del punto 6 ad essi relativi o se, in una prova comparativa, si può dimostrare che la parte nuova  non influisce negativamente sulla conformità del tipo di veicolo. 4.3.2.3. Il montaggio su un veicolo omologato, da parte del costruttore, di apparati standard per  uso privato o professionale, diversi dagli apparati mobili per comunicazioni (*) conformi alla  direttiva 89/336/CEE, installati secondo le raccomandazioni del costruttore del veicolo o del  fabbricante della apparecchiatura, nonché la loro sostituzione o rimozione, non devono pregiudicare  l'omologazione del veicolo. Ciò non preclude al costruttore del veicolo di installare le  apparecchiature di comunicazione in base alle istruzioni fornite dal costruttore del veicolo e/o  dal fabbricante delle apparecchiature. Il costruttore del veicolo deve comprovare (se il servizio  tecnico lo chiede) che l'efficienza del veicolo non è pregiudicata da detti trasmettitori. La prova  può consistere in una dichiarazione che i livelli di potenza e l'installazione sono tali che i  livelli di immunità previsti dalla presente direttiva offrono una protezione sufficiente quando  sono soggetti unicamente alla trasmissione, vale a dire ad esclusione della trasmissione  simultaneamente alle prove specificate al punto 6. La presente direttiva non autorizza l'uso di un  trasmettitore quando sono applicabili i requisiti relativi a tali apparecchiature o al loro  impiego. Il costruttore del veicolo può rifiutare l'installazione sul suo veicolo di apparecchi  standard ad uso privato o professionale conformi alla direttiva 89/336/CEE. 5. Marcatura5.1. Tutte le unità elettriche/elettroniche conformi al tipo omologato ai sensi della  presente direttiva devono recare un marchio di omologazione CEE. 5.2. Il marchio è costituito da un rettangolo all'interno del quale si trova la lettera «e» seguita  dal numero o dalle lettere distintive dello Stato membro che ha rilasciato l'omologazione: - 1 per la Germania, - 2 per la Francia, - 3 per l'Italia, - 4 per i Paesi Bassi, - 6 per il Belgio, - 9 per la Spagna, - 11 per il Regno Unito, - 13 per il Lussemburgo, - 18 per la Danimarca, - 21 per il Portogallo, - 23 per la Grecia, - IRL per l'Irlanda. Il marchio deve inoltre comprendere, in prossimità del rettangolo, un numero progressivo di quattro  cifre (eventualmente preceduto da zeri non significativi) - in appresso denominato il «numero  dell'omologazione di base» - di cui alla sezione 4 del numero di omologazione indicato sulla scheda  di omologazione CEE rilasciata per il tipo di dispositivo in questione (cfr. allegato III B),  preceduto da due cifre indicanti il numero progressivo assegnato alla principale modifica tecnica  più recente alla direttiva 72/245/CEE alla data in cui è stata concessa l'omologazione CEE di  componente. Per la presente direttiva il numero progressivo è 02. 5.3. Il marchio CEE di omologazione deve essere affisso sulla parte principale dell'unità  elettrica/elettronica (ad esempio l'unità di comando elettronico) in modo da essere chiaramente  leggibile e indelebile. 5.4. Un esempio del marchio di omologazione CEE figura nell'appendice 7. 5.5. Per i sistemi elettrici/elettronici inclusi nei veicoli omologati ai sensi della presente  direttiva, la marcatura non è richiesta. 5.6. Non è necessario che le marcature apposte sull'unità elettrica/elettronica in conformità del  punto 5.3 siano visibili quando l'unità è montata sul veicolo. 6. Prescrizioni6.1. Prescrizioni generali6.1.1. Un veicolo (e i relativi sistemi o unità  elettrici/elettronici) deve essere progettato, costruito e montato in modo tale che, in condizioni  normali di impiego, il veicolo soddisfi le prescrizioni della presente direttiva. 6.2. Prescrizioni relative alle emissioni elettromagnetiche a banda larga dei veicoli ad accensione  comandata. 6.2.1. Metodo di misuraLe emissioni elettromagnetiche generate dal veicolo rappresentativo del  tipo devono essere misurate con il metodo descritto nell'allegato IV ad una delle distanze previste  per l'antenna, a scelta dal costruttore del veicolo. 6.2.2. Limiti delle emissioni elettromagnetiche a banda larga del veicolo6.2.2.1. Se si esegue la  misura con il metodo descritto nell'allegato IV, per una distanza tra veicolo e antenna di 10,0 ±  0,2 m, il limite delle emissioni elettromagnetiche è di 34 dBµV/m (50 µV/m) nella banda di  frequenza da 30 a 75 MHz e di 34-45 dBµV/m (50-180 µV/m) nella banda di frequenza da 75 a 400 MHz;  detto limite subisce un aumento lineare logaritmico per frequenze superiori a 75 MHz come indicato  nell'appendice 1 del presente allegato. Nella banda di frequenza da 400 a 1 000 MHz, il limite  resta costante a 45 dBµV/m (180 µV/m). 6.2.2.2. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato IV, per una distanza tra  veicolo e antenna di 3,0 ± 0,05 m, il limite delle emissioni elettromagnetiche è di 44 dBµV/m (160  µV/m) nella banda di frequenza da 30 a 75 MHz e di 44-55 dBµV/m (160-562 µV/m) nella banda di  frequenza da 75 a 400 MHz; detto limite subisce un aumento lineare logaritmico per frequenze  superiori a 75 MHz come indicato nell'appendice 2 del presente allegato. Nella banda di frequenza  da 400 a 1 000 MHz, il limite resta costante a 55 dBµV/m (562 µV/m). 6.2.2.3. Per il tipo di veicolo rappresentativo del proprio tipo, i valori misurati espressi in  dBµV/m (µV/m), devono essere di almeno 2,0 dB (20 %) inferiori al limite di riferimento. 6.3. Prescrizioni relative alle emissioni elettromagnetiche generate a banda stretta dei veicoli. 6.3.1. Metodo di misuraLa radiazione elettromagnetica generata dal veicolo rappresentativo del  tipo è misurata con il metodo descritto nell'allegato V ad una delle distanze previste per  l'antenna, a scelta dal costruttore del veicolo. 6.3.2. Limiti delle emissioni elettromagnetiche nella banda stretta del veicolo6.3.2.1. Se si  esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato V, per una distanza tra veicolo e antenna di  10,0 ± 0,2 m, il limite di riferimento di radiazione è di 24 dBµV/m (16 µV/m) nella banda di  frequenza da 30 a 75 MHz e da 24 a 35 dB (16-56 µV/m) nella banda di frequenza da 75 a 400 MHz;  detto limite subisce un aumento lineare logaritmico per frequenze situate al di sopra di 75 MHz  come indicato nell'appendice 3. Nella banda di frequenza da 400 a 1 000 MHz, il limite resta  costante a 35 dBµV/m (56 µV/m). 6.3.2.2. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato V, per una distanza tra  veicolo e antenna di 3,0 ± 0,05 m, il limite delle emissioni elettromagnetiche è di 34 dBµV/m (50  µV/m) nella banda di frequenza da 30 a 75 MHz e di 34-45 dBµV/m (50-180 µV/m) nella banda di  frequenza da 75 a 400 MHz; detto limite subisce un aumento lineare logaritmico per frequenze  situate al di sopra di 75 MHz come indicato nell'appendice 4 del presente allegato. Nella banda di  frequenza da 400 a 1 000 MHz, il limite resta costante a 45 dBµV/m (180 µV/m). 6.3.2.3. Per il veicolo rappresentativo del proprio tipo, i valori misurati espressi in dBµV/m  (µV/m) devono essere almeno di 2,0 dB (20 %) inferiori al limite di riferimento. 6.3.2.4. Nonostante i limiti definiti ai punti 6.3.2.1, 6.3.2.2 e 6.3.2.3 del presente allegato, se  durante la fase iniziale descritta nell'allegato V, punto 1.3, l'intensità del segnale misurato ai  capi dell'antenna di radioricezione del veicolo è inferiore a 20 dBµV/m (10 µV/m) sulla gamma di  frequenze da 88 a 108 MHz, il veicolo è ritenuto conforme ai limiti delle emissioni  elettromagnetiche a banda stretta e non sono necessarie altre prove. 6.4. Prescrizioni relative all'immunità dei veicoli ai campi elettromagnetici. 6.4.1. Metodo di misuraL'immunità ai campi elettromagnetici del veicolo rappresentativo del  proprio tipo deve essere verificata con il metodo descritto nell'allegato VI. 6.4.2. Limiti di immunità ai campi elettromagnetici del veicolo6.4.2.1. Se le prove sono  effettuate con il metodo descritto nell'allegato VI, l'intensità del campo elettromagnetico è di 24  V/m di valore efficace per oltre il 90 % della banda di frequenza da 20 a 1 000 MHz e di 20 V/m rms  (valore efficace) per l'intera banda di frequenza da 20 a 1 000 MHz. 6.4.2.2. Il veicolo rappresentativo del proprio tipo è considerato conforme ai requisiti  sull'immunità se, durante le prove effettuate in conformità dell'allegato VI ed essendo sottoposto  ad un'intensità di campo, espressa in V/m, del 25 % superiore al livello di riferimento, non  presenta alterazioni anomale della velocità delle ruote motrici, alterazioni anomale del  funzionamento che potrebbero causare confusione agli altri utenti della strada o alterazioni del  controllo diretto del veicolo percepibili dal conducente o da un altro utente della strada. 6.4.2.3. Il controllo diretto del veicolo da parte del conducente si esercita mediante, ad esempio,  lo sterzo, i freni o il comando dell'acceleratore. 6.5. Prescrizioni relative alle emissioni elettromagnetiche a banda larga dell'unità  elettrica/elettronica6.5.1. Metodo di misuraLe emissioni elettromagnetiche generate dall'unità  elettrica/elettronica rappresentativa del proprio tipo devono essere misurate con il metodo  descritto nell'allegato VII. 6.5.2. Limiti delle emissioni elettromagnetiche a banda larga dell'unità  elettrica/elettronica6.5.2.1. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato VII, il  limite delle emissioni elettromagnetiche è di 64-54 dBµV/m (1 600-500 µV/m) nella banda di  frequenza da 30 a 75 MHz e il limite subisce una diminuzione lineare logaritmica per frequenze  situate al di sopra di 30 MHz, e di 54-65 dBµV/m (500-1 800 µV/m) nella banda di frequenza 75-400  MHz, e il limite subisce un aumento logaritmico per frequenze situate al di sopra di 75 MHz, come  indicato nell'appendice 5 del presente allegato. Nella banda di frequenza da 400 a 1 000 MHz, il  limite resta costante a 65 dBµV/m (1 800 µV/m). 6.5.2.2. Per l'unità elettrica/elettronica rappresentativa del proprio tipo, i valori misurati  espressi in dBµV/m (µV/m), devono essere di almeno 2,0 dB (20 %) al di sotto dei limiti di  riferimento. 6.6. Prescrizioni relative alle emissioni elettromagnetiche a banda stretta dell'unità  elettrica/elettronica. 6.6.1. Metodo di misuraLe emissioni elettromagnetiche generate dall'unità elettrica/elettronica  rappresentativa del tipo devono essere misurate con il metodo descritto nell'allegato VIII. 6.6.2. Limiti delle emissioni elettromagnetiche a banda stretta dell'unità  elettrica/elettronica6.6.2.1. Se si esegue la misura con il metodo descritto nell'allegato VIII,  il limite delle emissioni elettromagnetiche è di 54-44 dBµV/m (500-1 600 µV/m) nella banda di  frequenza da 30 a 75 MHz e il limite subisce una diminuzione lineare logaritmica per frequenze  superiori a 30 MHz e di 44-55 dBµV/m (160-560 µV/m) nella banda da 75 a 400 MHz e il limite subisce  un aumento lineare logaritmico per frequenze superiori a 75 MHz, come indicato nell'appendice 6 del  presente allegato. Nella banda di frequenza da 400 a 1 000 MHz il limite resta costante a 55 dBµV/m  (560 µV/m). 6.6.2.2. Per l'unità elettrica/elettronica rappresentativa del proprio tipo, i valori misurati  espressi in dBµV/m (µV/m) devono essere di almeno 2,0 dB (20 %) inferiori al limite di  riferimento. 6.7. Prescrizioni relative all'immunità dell'unità elettrica/elettronica ai campi  elettromagnetici6.7.1. Metodo di misuraL'immunità ai campi elettromagnetici dell'unità  elettrica/elettronica rappresentativa del proprio tipo deve essere misurata con uno dei metodi  descritti nell'allegato IX. 6.7.2. Limiti di immunità ai campi elettromagnetici6.7.2.1. Se si esegue la misura con i metodi  descritti nell'allegato IX, i livelli di riferimento della prova di immunità devono essere di 48  V/m per il metodo della stripline di 150 mm, 12 V/m per il metodo della stripline di 800 mm, di 60  V/m per il metodo della cella TEM (Transverse Electromagnetic Mode), di 48 mA per il metodo della  Bulk Current Injection (BCI) e di 24 V/m per il metodo della irradiazione in camera anecoica  componenti. 6.7.2.2. L'unità elettrica/elettronica rappresentativa del proprio tipo, sottoposta ad un'intensità  di campo o a una corrente espresse nelle rispettive unità lineari e superiori del 25 % al limite di  riferimento, non deve presentare anomalie di funzionamento atte a provocare alterazioni funzionali  che potrebbero causare confusione agli altri utenti della strada o alterazioni del controllo  diretto di un veicolo munito dell'unità elettrica/elettronica percepibili dal conducente o da un  qualsiasi altro utente della strada. 7. Conformità di produzione7.1. I provvedimenti intesi a garantire la conformità di produzione  sono presi a norma dell'articolo 10 della direttiva 70/156/CEE. 7.2. La conformità di produzione per quanto riguarda la compatibilità elettromagnetica del veicolo  o del componente o dell'entità tecnica, deve essere verificata sulla base dei dati contenuti nella  scheda o nelle schede di omologazione di cui all'allegato III A e/o III B della presente  direttiva. 7.3. Se l'autorità non è soddisfatta della procedura di verifica del costruttore, si applicano i  punti 2.4.2 e 2.4.3 dell'allegato X della direttiva 70/156/CEE ed i punti 7.3.1 e 7.3.2 che  seguono. 7.3.1. Ai fini della verifica della conformità di un veicolo, di un componente o di un'entità  tecnica prodotti in serie, la produzione è considerata conforme ai requisiti della presente  direttiva per quanto concerne le emissioni elettromagnetiche a banda larga e a banda stretta se i  livelli misurati non superano di oltre 2 dB (25 %) i limiti di riferimento prescritti ai punti  6.2.2.1, 6.2.2.2, 6.3.2.1 e 6.3.2.2, a seconda di quello applicabile. 7.3.2. Ai fini della verifica della conformità di un veicolo, di un componente o di un'entità  tecnica prodotti in serie, la produzione è considerata conforme ai requisiti della presente  direttiva per quanto concerne l'immunità ai campi elettromagnetici se il veicolo, il componente o  l'entità tecnica non presentano alcuna disfunzione relativa al controllo diretto del veicolo che  potrebbe essere riscontrata dal conducente o da qualsiasi altro utente della strada quando il  suddetto veicolo, componente o entità tecnica si trovino nelle condizioni definite al punto 4  dell'allegato VI e siano sottoposti ad un'intensità di campo, espressa in V/m, fino all'80 % dei  limiti di riferimento prescritti al punto 6.4.2.1 del presente allegato. 8. Eccezioni8.1. I veicoli, i sistemi o le unità elettriche/elettroniche che non comprendono un  oscillatore elettronico con frequenza operativa superiore a 9 kHz sono ritenuti conformi ai punti  6.3.2 o 6.6.2 dell'allegato I e agli allegati V e VIII. 8.2. I veicoli che non sono dotati di sistemi o di unità elettriche/elettroniche che intervengono  nel controllo diretto del veicolo non devono essere sottoposti a prova per quanto riguarda  l'immunità e sono considerati conformi al punto 6.4 dell'allegato I e all'allegato VI della  presente direttiva. 8.3. Le unità elettriche/elettroniche le cui funzioni non intervengono nel controllo diretto del  veicolo non devono essere sottoposte alla prova di immunità e sono ritenute conformi al punto 6.7  dell'allegato I e all'allegato IX della presente direttiva. 8.4. Scariche elettrostatichePer i veicoli muniti di pneumatici, la carrozzeria o il telaio del  veicolo possono essere considerati una struttura elettricamente isolata. Una tensione  elettrostatica significativa in relazione all'ambiente esterno del veicolo si verifica soltanto nel  momento in cui l'occupante entra od esce dal veicolo stesso. Poiché in quel momento il veicolo è  fermo, non sono ritenute necessarie prove di omologazione per quanto riguarda la scarica  elettrostatica. 8.5. Transitori condottiPoiché durante la guida normale del veicolo non vengono effettuate  connessioni elettriche esterne, non vengono generati transitori di condotti in relazione  all'ambiente esterno. La responsabilità di garantire che l'attrezzatura può tollerare transitori  condotti all'interno di un veicolo, dovuti ad esempio alla commutazione di cariche elettriche ed  all'interazione tra i sistemi, incombe al costruttore. Non sono ritenute necessarie prove di  omologazione per quanto riguarda i transitori di condotti. Appendice 1 Limiti di riferimento nella banda larga del veicolo Separazione antenna-veicolo: 10  m >RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 2 Limiti di riferimento nella banda larga del veicolo  Separazione antenna-veicolo: 3 m >RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 3 Limiti di riferimento  nella banda stretta del veicolo Separazione antenna-veicolo: 10 m >RIFERIMENTO A UN FILM> Appendice 4 Limiti di riferimento nella banda stretta del veicolo Separazione antenna-veicolo:  3 m >RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 5 Unità elettrica/elettronica Limiti di riferimento nella  banda larga >RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 6 Unità elettrica/elettronica Limiti di  riferimento nella banda stretta >RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 7 Esempio di marchio di  omologazione CEE L'unità elettrica/elettronica recante il marchio di omologazione CEE sopra  riprodotto è un dispositivo omologato in Germania (e1) con il numero di omologazione di base 0148.  Le prime due cifre (02) indicano che il dispositivo è conforme ai requisiti della direttiva  72/245/CEE, modificata dalla presente direttiva. Le cifre della figura sono soltanto esemplificative. (1) Se necessario. (*) Ad esempio: radiotelefono, C.B.  ALLEGATO II A Scheda informativa  n. . . . conformemente all'allegato I della direttiva  70/156/CEE (*) concernente l'omologazione CEE di un tipo di veicolo a motore per quanto riguarda la  compatibilità elettromagnetica (72/245/CEE) modificata da ultimo dalla direttiva 95/. . ./CE Le  seguenti informazioni devono, ove applicabili, essere fornite in triplice copia e includere un  indice del contenuto. Gli eventuali disegni devono essere forniti in scala adeguata e con  sufficienti dettagli in formato A4 o in fogli piegati in detto formato. Eventuali fotografie devono  fornire sufficienti dettagli. Qualori i sistemi, i componenti o le entità tecniche includano funzioni controllate  elettronicamente, saranno fornite le necessarie informazioni relative alle prestazioni. 0. Dati generali0.1. Marca (denominazione commerciale del costruttore): 0.2. Tipo e denominazione commerciale generale: 0.3. Mezzi di identificazione del tipo, se marcati sul veicolo (b): 0.3.1. Posizione della marcatura: 0.4. Categoria del veicolo (c): 0.5. Nome ed indirizzo del costruttore: 0.6. Indirizzo dello o degli stabilimenti di montaggio: 1. Caratteristiche costruttive generali del veicolo1.1. Fotografie e/o disegni di un veicolo  rappresentativo: 1.6. Posizione e disposizione del motore: 3. Motopropulsore (q)3.1. Costruttore: 3.1.1. Codice motore del costruttore (apposto sul motore, o altri mezzi d'identificazione): 3.2.1.1. Principio di funzionamento: accensione comandata/accensione spontanea, quattro tempi/due  tempi (1): 3.2.1.2. Numero e disposizione dei cilindri: 3.2.1.8. Potenza netta massima (t): . . . kW a . . . min-13.2.4. Alimentazione: 3.2.4.1. A carburatore/i: sì/no (1)3.2.4.1.3. Numero: 3.2.4.2. A iniezione (soltanto motori ad accensione spontanea): sì/no (1)3.2.4.2.1. Descrizione  del sistema: 3.2.4.3. Ad iniezione (soltanto motori ad accensione comandata): sì/no (1)3.2.4.3.4. Descrizione  del sistema: 3.2.5. Impianto elettrico: 3.2.5.1. Tensione nominale: . . . V, terminale a massa pos./neg. (1)3.2.5.2. Generatore3.2.5.2.1.  Tipo: 3.2.5.2.2. Potenza nominale: . . . VA3.2.6. Accensione3.2.6.2. Tipo o tipi: 3.2.6.3. Principio di funzionamento: 3.3. Motore elettrico3.3.1. Tipo (avvolgimento, eccitazione): 3.3.1.1. Massima (1) potenza oraria: . . . kW4. Trasmissione (v)4.2. Tipo di trasmissione  (meccanica, idraulica, elettrica, ecc.): 4.2.1. Breve descrizione dei componenti elettrici/elettronici (se esistono): 6. Sospensioni6.2.2. Breve descrizione dei componenti elettrici/elettronici (se esistono): 7. Impianto sterzante7.2.2.1. Breve descrizione dei componenti elettrici/elettronici (se  esistono): 7.2.6. Sistema ed ampiezza dell'eventuale regolazione del comando dello sterzo: 8. Freni8.5. Nel caso di veicoli muniti di sistemi antibloccaggio, descrizione del funzionamento  del sistema (comprendente eventuali elementi elettronici), curva di bloccaggio elettrico e schema  del circuito idraulico o pneumatico: 9. Carrozzeria9.1. Tipo di carrozzeria: 9.5. Parabrezza ed altre vetrature: 9.5.2.3. Breve descrizione dei componenti elettrici/elettronici (se esistono) degli alzacristalli  elettrici: 9.6. Tergicristallo parabrezza9.6.1. Descrizione tecnica dettagliata (comprese fotografie o  disegni): 9.8. Dispositivi di sbrinamento e disappannamento9.8.1. Descrizione tecnica dettagliata (comprese  fotografie o disegni): 9.9. Specchi retrovisori (dichiarare per ogni singolo specchio): 9.9.6. Breve descrizione dei componenti elettronici (se esistono) del sistema di regolazione: 9.10.3. Sedili9.10.3.4. Caratteristiche: descrizione e disegni dei9.10.3.4.2. Sistema di  regolazione: 9.10.3.4.3. Sistemi di spostamento e di bloccaggio: 9.12. Cinture di sicurezza e/o altri sistemi di ritenuta9.12.3. Breve descrizione dei componenti  elettrici/elettronici (se esistono): 9.18. Soppressione delle perturbazioni radioelettriche9.18.1. Descrizione e disegni/fotografie  delle forme e dei materiali della parte di carrozzeria che costituisce il vano motore e della parte  dell'abitacolo più vicina a detto vano: 9.18.2. Disegni/fotografie della posizione dei componenti metallici alloggiati nel vano motore (ad  es. dispositivi di riscaldamento, ruota di scorta, filtro dell'aria, meccanismo dello sterzo,  ecc.): 9.18.3. Tabella e disegno particolareggiato dei componenti utilizzati per il controllo delle  perturbazioni radioelettriche: 9.18.4. Dettagli del valore nominale delle resistenze in corrente continua e, nel caso di cavi  resistivi di accensione, della resistenza nominale al metro lineare: 10. Dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa10.5. Breve descrizione dei componenti  elettrici/elettronici diversi dai proiettori (se esistono)12. Varie12.2. Dispositivi di  protezione contro l'uso non autorizzato del veicolo12.2.3. Breve descrizione dei componenti  elettrici/elettronici (se esistono): Appendice 1 Descrizione del veicolo scelto per rappresentare il tipo: Tipo di carrozzeria: Guida a destra o a sinistra: Interasse: Componenti in opzione: Appendice 2 Verbale o verbali di prova presentati dal costruttore o dal laboratorio autorizzato o  accreditato ai fini della compilazione della scheda di omologazione. (*) I numeri delle voci e le note in calce della presente scheda informativa  corrispondono a quelli della direttiva 70/156/CEE, punto 2. Le voci non pertinenti ai fini della  presente direttiva sono state omesse. (1) Cancellare la dicitura inutile. (1) Cancellare la dicitura inutile.  ALLEGATO II B Scheda informativa N. . . . relativa all'omologazione CE di un'unità  elettrica/elettronica per quanto riguarda la compatibilità elettromagnetica (72/245/CEE),  modificata da ultimo dalla direttiva 95/. . ./CE Le seguenti informazioni devono, ove applicabili,  essere fornite in triplice copia e includere un indice del contenuto. Gli eventuali disegni devono  essere forniti in scala adeguata e con sufficienti dettagli in formato A4 o in fogli piegati in  detto formato. Eventuali fotografie devono fornire sufficienti dettagli. Qualora i sistemi, i componenti o le entità tecniche includano funzioni controllate  elettronicamente, saranno fornite le necessarie informazioni relative alle prestazioni. 0.  Dati generali0.1. Marca (denominazione commerciale del costruttore): 0.2. Tipo e denominazione commerciale/i generale/i: 0.5. Nome ed indirizzo del costruttore: 0.7. Posizione e metodo di fissaggio del marchio di omologazione per componenti ed entità  tecniche: 0.8. Indirizzo dello o degli stabilimenti di montaggio: 1. L'unità elettrica/elettronica è approvata in quanto componente/entità tecnica (*)2. Eventuali  limitazioni d'impiego e condizioni di montaggio: Appendice 1 Descrizione dell'unità elettrica/elettronica scelta per rappresentare il tipo: Appendice 2 Verbale o verbali di prova presentati dal costruttore o dal laboratorio autorizzato o  accreditato ai fini della compilazione della scheda di omologazione. (*) Cancellare la dicitura inutile.  ALLEGATO III A MODELLO [Formato massimo: A4 (210 × 297 mm)] SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE  Timbro dell'amministrazioneComunicazione riguardante: - l'omologazione CEE (1)- l'estensione dell'omologazione (1)- il rifiuto dell'omologazione (1)-  la revoca dell'omologazione (1)di un tipo di veicolo/componente/entità tecnica (1) per quanto  riguarda la direttiva . . ./. . ./CEE, modificata da ultimo dalla direttiva . . ./. . ./CEE. Numero di omologazione: Motivo dell'estensione: PARTE I0.1.  Marca (denominazione commerciale del costruttore): 0.2. Tipo e designazione commerciale generale: 0.3. Mezzi di identificazione del tipo, se marcati sul veicolo/componente/entità tecnica (1) (2): 0.3.1. Posizione della marcatura: 0.4. Categoria del veicolo (3): 0.5. Nome ed indirizzo del costruttore: 0.7. Posizione e metodo di fissaggio del marchio di omologazione CEE per componenti ed entità  tecniche: 0.8. Indirizzo dello o degli stabilimenti di montaggio: PARTE II1. Altre informazioni (se necessarie): vedere appendice2. Servizio tecnico incaricato  delle prove: 3. Data del verbale di prova: 4. Numero del verbale di prova: 5. Altre osservazioni: vedere appendice6. Luogo: 7. Data: 8. Firma: 9. Si allega l'indice del fascicolo informativo depositato presso l'autorità omologante, del quale  si può richiedere copia. Appendice alla scheda di omologazione CEE n.. . . concernente l'omologazione di un veicolo per  quanto riguarda la direttiva 72/245/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 95/. . ./CE 1.   Altre informazioni1.1. Eventuali dispositivi speciali ai fini dell'allegato IV della presente  direttiva: (ad es.: . . .)1.2. Tensione nominale del sistema elettrico: . . . V, terminale a massa  positivo/negativo1.3. Tipo di carrozzeria: 1.4. Elenco dei sistemi elettronici installati sul veicolo o sui veicoli sottoposti a prova, non  limitato alle voci contenute nella scheda informativa (cfr. appendice 1 dell'allegato II B): 1.5. Laboratorio autorizzato o accreditato (ai fini della presente direttiva) incaricato delle  prove: 5. Osservazioni: (ad es. valido per veicoli con guida a destra e a sinistra)(1)  Cancellare le diciture inutili. (2) Se i mezzi di identificazione del tipo contengono dei caratteri che non interessano la  descrizione del tipo di veicolo, componente o entità tecnica di cui alla presente scheda  informativa/di omologazione, detti caratteri sono rappresentati dal simbolo «?» (esempio:  ABC??123??). (3) Secondo le definizioni di cui all'allegato II A della direttiva 70/156/CEE.  ALLEGATO III B MODELLO [Formato massimo: A4 (210 × 297 mm)] SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE  Timbro dell'amministrazioneComunicazione riguardante: - l'omologazione CEE (1)- l'estensione dell'omologazione (1)- il rifiuto dell'omologazione (1)-  la revoca dell'omologazione (1)di un tipo di veicolo/componente/entità tecnica (1) per quanto  riguarda la direttiva . . ./. . ./CE, modificata da ultimo dalla direttiva . . ./. . ./CE. Numero di omologazione: Motivo dell'estensione: PARTE I0.1.  Marca (denominazione commerciale del costruttore): 0.2. Tipo e designazione commerciale generale: 0.3. Mezzi di identificazione del tipo, se marcati sul veicolo/componente/entità tecnica (1) (2): 0.3.1. Posizione della marcatura: 0.4. Categoria del veicolo (3): 0.5. Nome ed indirizzo del costruttore: 0.7. Posizione e metodo di fissaggio del marchio di omologazione CEE per componenti ed entità  tecniche: 0.8. Indirizzo dello o degli stabilimenti di montaggio: PARTE II1. Altre informazioni (se necessarie): vedere appendice2. Servizio tecnico incaricato  delle prove: 3. Data del verbale di prova: 4. Numero del verbale di prova: 5. Altre osservazioni: vedere appendice6. Luogo: 7. Data: 8. Firma: 9. Si allega l'indice del fascicolo informativo depositato presso l'autorità omologante, del quale  si può richiedere copia. Appendice alla scheda di omologazione CEE  n. . . . concernente l'omologazione di un'unità  elettrica/elettronica per quanto riguarda la direttiva 72/245/CEE, modificata da ultimo dalla  direttiva 95/. . ./CE 1. Altre informazioni1.1. Tensione nominale del sistema elettrico: . . . V,  terminale a massa positivo/negativo1.2. L'unità elettrica/elettronica può essere installata su  qualsiasi tipo di veicolo, con le seguenti limitazioni: 1.2.1. Eventuali condizioni di installazione: 1.3. L'unità elettrica/elettronica può essere installata unicamente sui seguenti tipi di veicoli: 1.3.1. Eventuali condizioni d'installazione: 1.4. Il metodo o i metodi specifici di prova utilizzati e le gamme di frequenza coperte per  determinare l'immunità sono: (precisare il metodo impiegato in base all'allegato IX)1.5.  Laboratorio autorizzato/accreditato (ai fini della presente direttiva) incaricato dalle prove: 5. Osservazioni: (1) Cancellare le diciture inutili. (2) Se i mezzi di identificazione del tipo contengono dei caratteri che non interessano la  descrizione del tipo di veicolo, componente o entità tecnica di cui alla presente scheda  informativa/di omologazione, detti caratteri sono rappresentati dal simbolo «?» (esempio:  ABC??123??). (3) Secondo le definizioni di cui all'allegato II A della direttiva 70/156/CEE.  ALLEGATO IV METODO DI MISURA DELLE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE A BANDA LARGA IRRADIATE  DAI VEICOLI 1. Considerazioni generali1.1. Il metodo di misura descritto nel presente allegato si  applica unicamente ai veicoli. 1.2. Strumentazione di misuraLa strumentazione di misura deve soddisfare i requisiti della  pubblicazione  n. 16-1 (93), del Comitato internazionale speciale delle perturbazioni  radioelettriche (CISPR). Per misurare le emissioni elettromagnetiche a banda larga di cui al presente allegato si utilizza  un rivelatore di quasi-picco; se viene utilizzato un rivelatore di picco, si deve applicare un  fattore di correzione adeguato, in base alla frequenza degli impulsi d'accensione. 1.3. Metodo di provaLa prova ha lo scopo di misurare le emissioni elettromagnetiche a banda larga  generate dai sistemi ad accensione comandata. Per l'antenna di riferimento sono ammesse, a scelta, due distanze: a 10 oppure a 3 m dal veicolo.  In entrambi i casi devono essere soddisfatti i requisiti di cui al punto 3 del presente allegato. 2. Espressione dei risultatiI risultati delle misure sono espressi in dBµV/m (µV/m) per una  larghezza di banda di 120 kHz. Se la larghezza effettiva di banda B (espressa in kHz)  dell'apparecchio di misura differisce da 120 kHz, i valori indicati in µV/m devono essere  convertiti alla larghezza di banda di 120 kHz moltiplicandoli per il fattore 120/B. 3. Luogo di misura3.1. L'area di prova (sito aperto) deve essere piana, libera e priva di  superfici riflettenti le onde elettromagnetiche entro una circonferenza con raggio minimo di 30 m,  misurato a partire da un punto situato a metà distanza tra il veicolo e l'antenna (cfr. figura 1  dell'appendice 1). 3.2. La strumentazione di misura, la cabina di prova o il veicolo nel quale si trova l'apparecchio  di misura, possono essere situati all'interno dell'area di prova, ma soltano nella parte indicata  nella figura 1, appendice 1 del presente allegato. Sono ammesse altre antenne riceventi all'interno dell'area di prova di misura, ad una distanza di  almeno 10 m sia dall'antenna ricevente principale che dal veicolo di prova, purché si possa  dimostrare che i risultati della prova non sono alterati. 3.3. Per le prove si possono utilizzare installazioni chiuse se si può dimostrare una  corrispondenza tra dette camere ed il sito aperto. Dette installazioni non sono soggette ai  requisiti dimensionali della figura 1, appendice 1 del presente allegato, eccettuata la distanza  tra il veicolo e l'antenna e l'altezza di quest'ultima. Inoltre, non è necessario controllare il  livello delle emissioni elettromagnetiche dell'ambiente prima e dopo la prova, come prescritto al  punto 3.4 del presente allegato. 3.4. AmbientePer accertarsi che non esistano emissioni elettromagnetiche dell'ambiente o segnali  estranei di valore tale da influire materialmente sulle misure, si deve procedere alla misura della  radiazione prima e dopo la prova vera e propria. Se le emissioni elettromagnetiche dell'ambiente  sono misurate in presenza del veicolo, occorre accertarsi che le emissioni elettromagnetiche  provenienti dal veicolo non influiscano significativamente sulle misure ambiente (ad esempio  rimuovendo il veicolo dalla zona di prova, estraendo la chiave d'avviamento o disinserendo la  batteria). In entrambi i casi, i livelli dell'emissione elettromagnetica dell'ambiente o del  segnale estraneo devono essere inferiori di almeno 10 dB ai limiti di emissione elettromagnetica  indicati rispettivamente ai punti 6.2.2.1 o 6.2.2.2 dell'allegato I, fatte salve le emissioni  elettromagnetiche ambiente intenzionali a banda stretta. 4. Condizioni del veicolo durante le prove4.1. MotoreIl motore deve funzionare alla sua  temperatura normale di funzionamento e il cambio deve essere in folle. Se per ragioni pratiche ciò  non è possibile, si devono cercare soluzioni alternative di comune accordo tra il costruttore e il  servizio tecnico. Occorre accertarsi che il meccanismo del cambio di marcia non eserciti alcun  influsso sulle radiazioni elettromagnetiche. Nel corso di ogni misura il motore deve funzionare nel  modo seguente: >SPAZIO PER TABELLA>4.2. La prova non deve essere eseguita sotto la pioggia o sotto altre  precipitazioni, né durante i dieci minuti successivi alla cessazione delle precipitazioni. 5. Tipo, posizione e orientamento dell'antenna5.1. Tipo di antennaÈ ammesso qualsiasi tipo di  antenna, a condizione che possa essere normalizzata con l'antenna di riferimento. Per calibrare  l'antenna può essere utilizzato il metodo descritto nell'appendice A della pubblicazione  n. 12,  terza edizione, del CISPR. 5.2. Altezza e distanza della misura5.2.1. Altezza5.2.1.1. Prova a 10 mIl centro di fase  dell'antenna deve essere 3,00 ± 0,05 m al di sopra del piano sul quale si trova il veicolo. 5.2.1.2. Prova a 3 mIl centro di fase dell'antenna deve essere 1,80 ± 0,05 m al di sopra del piano  sul quale si trova il veicolo. 5.2.1.3. Nessuna parte degli elementi di ricezione dell'antenna deve trovarsi a meno di 0,25 m dal  piano sul quale si trova il veicolo. 5.2.2. Distanza5.2.2.1. Prova a 10 mLa distanza orizzontale tra l'estremità dell'antenna, o un  altro punto definito durante la procedura di normalizzazione descritta al punto 5.1 del presente  allegato, e la superficie esterna del veicolo deve essere di 10,0 ± 0,02 m. 5.2.2.2. Prova a 3 mLa distanza orizzontale tra l'estremità dell'antenna o un altro punto  determinato nella procedura di normalizzazione descritta al punto 5.1 del presente allegato, e la  superficie esterna del veicolo deve essere di 3,0 ± 0,05 m. 5.2.2.3. Se si esegue la prova in un'installazione chiusa al fine di creare uno schermo  elettromagnetico per le onde radioelettriche, gli elementi di ricezione dell'antenna non devono  trovarsi a meno di 1,0 m da qualsiasi materiale anecoico per le onde radio e a meno di 1,5 m dall  parete della suddetta installazione. Non deve esservi materiale anecoico tra l'antenna ricevente ed  il veicolo sottoposto alla prova. 5.3. Posizione dell'antenna rispetto al veicoloL'antenna deve essere collocata prima sul lato  sinistro e poi sul lato destro del veicolo, parallelamente al piano di simmetria longitudinale del  veicolo e in corrispondenza del centro del motore (cfr. figura 1, appendice 1 del presente  allegato). 5.4. Orientamento dell'antennaPer ogni punto di misura i rilevamenti sono eseguiti con l'antenna  polarizzata prima sul piano verticale e poi su quello orizzontale (cfr. figura 2 dell'appendice 1  del presente allegato). 5.5. Valori rilevatiIl maggiore dei quattro valori rilevati eseguiti per ciascuna frequenza  conformemente ai punti 5.3 e 5.4 deve essere considerato come valore caratteristico della frequenza  alla quale sono state eseguite le misure. 6. Frequenze6.1. MisureLe misure devono essere eseguite nella gamma di frequenze da 30 a 1 000  MHz. Per accertarsi che un veicolo soddisfi i requisiti del presente allegato, il servizio  incaricato delle prove deve eseguire le prove per 13 valori di frequenza della gamma, ad esempio: 45, 65, 90, 120, 150, 190, 230, 280, 380, 450, 600, 750 e 900 MHz. Se nel corso della prova si dovesse superare il limite, occorre accertarsi che detto superamento  sia dovuto al veicolo e non all'emissione elettromagnetica dell'ambiente. 6.1.1. I limiti si applicano nella gamma di frequenze da 30 a 1 000 MHz. 6.1.2. Le misure possono essere eseguite con rivelatori di picco o di quasi-picco. I limiti  indicati nell'allegato I, punti 6.2 e 6.5, si applicano ai rivelatori di quasi-picco. Se si  utilizzano rivelatori di picco, si devono aggiungere 38 dB per una larghezza di banda di 1 MHz o  sottrarre 22 dB per una larghezza di banda di 1 kHz. 6.2. Tolleranze>SPAZIO PER TABELLA>Le tolleranze applicate alle succitate frequenze hanno lo  scopo di evitare interferenze dovute ad emissioni elettromagnetiche dell'ambiente che si trovano  alle frequenze nominali, o in prossimità di esse, durante le misure. Appendice 1 Figura 1 AREA DI PROVA DEL VEICOLO Area piana libera e priva di superfici che  riflettono le onde elettromagnetiche>RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 1 Figura 2 POSIZIONE  DELL'ANTENNA RISPETTO AL VEICOLO >RIFERIMENTO A UN FILM> ALLEGATO V METODO DI MISURA DELLE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE A BANDA STRETTA IRRADIATE  DAI VEICOLI 1. Considerazioni generaliPER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 395L0054.11.1. Il metodo di misura descritto nel presente allegato si  applica unicamente ai veicoli. 1.2. Strumentazione di misuraLa strumentazione di misura deve soddisfare i requisiti della  pubblicazione  n. 16-1 (93), del Comitato internazionale speciale delle perturbazioni  radioelettriche (CISPR). Per misurare le emissioni elettromagnetiche a banda stretta di cui al presente allegato si utilizza  un rivelatore di valore medio o un rivelatore di picco. 1.3. Metodo di prova1.3.1. La prova ha lo scopo di misurare le emissioni elettromagnetiche a banda  stretta generate da un sistema basato su microprocessore o da un'altra sorgente a banda stretta. 1.3.2. In un primo tempo si misurano i livelli delle emissioni elettromagnetiche irradiate nella  banda di frequenza FM (88-108 MHz) sull'antenna radio del veicolo, con gli apparecchi specificati  al punto 1.2. Se le emissioni elettromagnetiche misurate sono inferiori al livello precisato al  punto 6.3.2.4 dell'allegato I, il veicolo è considerato conforme ai requisiti del presente allegato  per quanto riguarda la banda di frequenze e non è necessario effettuare la prova completa. 1.3.3. La procedura completa di prova ammette, a scelta, due distanze dell'antenna di misura: a 10  oppure a 3 m dal veicolo. In entrambi i casi devono essere soddisfatti i requisiti di cui al punto  3 del presente allegato. 2. Espressione dei risultatiI risultati delle misure eseguite sono espressi in dBµV/m (µV/m). 3. Luogo di misura3.1. L'area di prova (sito aperto) deve essere piana, libera e priva di  superfici riflettenti le onde elettromagnetiche entro una circonferenza con raggio minimo di 30 m,  misurato a partire da un punto situato a uguale distanza tra il veicolo e l'antenna (cfr. figura 1,  appendice 1 dell'allegato IV). 3.2. La strumentazione di misura, la cabina di prova o il veicolo nel quale si trova la  strumentazione di misura, possono essere situati all'interno dell'area di prova, ma soltanto nella  parte indicata nella figura 1, appendice 1 dell'allegato IV. Sono ammesse altre antenne riceventi all'interno dell'area di prova, ad una distanza di almeno 10 m  sia dall'antenna ricevente principale che dal veicolo di prova, purché si possa dimostrare che i  risultati della prova non sono alterati. 3.3. Per le prove si possono utilizzare installazioni chiuse se si può dimostrare una  corrispondenza tra dette camere ed il sito aperto. Dette installazioni non sono soggette ai  requisiti dimensionali della figura 1, appendice 1 dell'allegato IV, eccettuata la distanza tra il  veicolo e l'antenna e l'altezza di quest'ultima. Inoltre, non è necessario controllare il livello  delle emissioni elettromagnetiche dell'ambiente prima e dopo la prova, come prescritto al punto 3.4  del presente allegato. 3.4. AmbientePer accertarsi che non esistano emissioni elettromagnetiche dell'ambiente o segnali  estranei di valore tale da influire materialmente sulle misure, si deve procedere alla misura della  radiazione ambiente prima e dopo la prova vera e propria. Occorre accertarsi che le radiazioni  provenienti dal veicolo non influiscano significativamente sulle misure ambiente (ad esempio  rimuovendo il veicolo dalla zona di prova, estraendo la chiave d'avviamento o disinserendo la  batteria). In entrambi i casi, i livelli dell'emissione elettromagnetica dell'ambiente o del  segnale estraneo devono essere di almeno 10 dB inferiori ai limiti di emissione elettromagnetica  indicati rispettivamente ai punti 6.3.2.1 o 6.3.2.2 dell'allegato I, fatte salve le emissioni  elettromagnetiche ambiente intenzionali a banda stretta. 4. Condizioni del veicolo durante le prove4.1. I sistemi elettronici del veicolo devono essere in  condizioni di normale funzionamento con veicolo fermo. 4.2. La chiave di accensione deve essere inserita. Il motore non deve essere in moto. 4.3. La prova non deve essere eseguita sotto la pioggia o sotto altre precipitazioni, né durante i  dieci minuti successivi alla cessazione delle precipitazioni. 5. Tipo, posizione e orientamento dell'antenna5.1. Tipo di antennaÈ ammesso qualsiasi tipo di  antenna, a condizione che possa essere normalizzata con l'antenna di riferimento. Per calibrare  l'antenna può essere utilizzato il metodo descritto nell'appendice A della pubblicazione  n. 12,  terza edizione, del CISPR. 5.2. Altezza e distanza della misura5.2.1. Altezza5.2.1.1. Prova a 10 mIl centro di fase  dell'antenna deve essere 3,00 ± 0,05 m al di sopra del piano sul quale si trova il veicolo. 5.2.1.2. Prova a 3 mIl centro di fase dell'antenna deve essere 1,80 ± 0,05 m al di sopra del piano  sul quale si trova il veicolo. 5.2.1.3. Nessuna parte degli elementi di ricezione dell'antenna deve trovarsi a meno di 0,25 m dal  piano sul quale si trova il veicolo. 5.2.2. Distanza5.2.2.1. Prova a 10 mLa distanza orizzontale tra l'estremità dell'antenna, o un  altro punto definito durante la procedura di normalizzazione descritta al punto 5.1 del presente  allegato, e la superficie esterna del veicolo deve essere di 10,0 ± 0,2 m. 5.2.2.2. Prova a 3 mLa distanza orizzontale tra l'estremità dell'antenna, o un altro punto  definito durante la procedura di normalizzazione descritta al punto 5.1 del presente allegato, e la  superficie esterna del veicolo deve essere di 3,00 ± 0,05 m. 5.2.2.3. Se si esegue la prova in un'installazione chiusa al fine di creare uno schermo  elettromagnetico per le onde radioelettriche, gli elementi di recezione dell'antenna non devono  trovarsi a meno di 1,0 m da qualsiasi materiale anecoico per le onde radio e a meno di 1,5 m dalla  parete della suddetta installazione. Non deve esservi materiale anecoico fra l'antenna ricevente e  il veicolo sottoposto alla prova. 5.3. Posizione dell'antenna rispetto al veicoloL'antenna deve essere collocata prima sul lato  sinistro e poi sul lato destro del veicolo, parallelamente al piano di simmetria longitudinale del  veicolo e in corrispondenza del centro del motore (cfr. figura 2, appendice 1 dell'allegato IV). 5.4. Orientamento dell'antennaPer ciascun punto di misura i rilevamenti sono eseguiti con  l'antenna polarizzata sul piano verticale e sul piano orizzontale (cfr. figura 2, appendice 1  dell'allegato IV). 5.5. Valori rilevatiIl maggiore dei quattro valori rilevati eseguiti per ciascuna frequenza  conformemente ai punti 5.3 e 5.4 deve essere considerato come valore caratteristico della frequenza  alla quale sono state eseguite le misure. 6. Frequenze6.1. MisureLe misure sono eseguite nella gamma di frequenza da 30 a 1 000 MHz che  viene suddivisa in 13 bande. In ciascuna banda si esegue una prova su una frequenza unica al fine  di verificare che i limiti prescritti siano osservati. Per accertarsi che il veicolo soddisfi i  requisiti del presente allegato, il servizio incaricato delle prove deve eseguire le prove per una  frequenza scelta in ciascuna delle seguenti tredici bande di frequenza: 30-50, 50-75, 75-100, 100-130, 130-165, 165-200, 200-250, 250-320, 320-400, 400-520, 520-660,  660-820, 820-1 000 MHz. Se nel corso della prova si dovesse superare il limite, occorre accertarsi che ciò sia dovuto al  veicolo e non all'emissione elettromagnetica dell'ambiente.  ALLEGATO VI METODO DI PROVA DELL'IMMUNITÀ DEI VEICOLI AI CAMPI ELETTROMAGNETICI 1.  Considerazioni generali1.1. Il metodo di prova descritto nel presente allegato si applica  unicamente ai veicoli. 1.2. Metodo di provaLa prova ha lo scopo di dimostrare l'immunità nei confronti di qualsiasi  alterazione del controllo diretto del veicolo. Il veicolo è sottoposto ai campi elettromagnetici  descritti nel presente allegato ed è controllato durante le prove. 2. Espressione dei risultatiPer la prova descritta nel presente allegato, l'intensità del campo è  espressa in V/m. 3. Luogo di misuraIl sistema di generazione deve poter generare le intensità di campo  elettromagnetico richieste nella gamma di frequenze definita nel presente allegato e soddisfare le  disposizioni giuridiche (nazionali) sulle emissioni dei segnali elettromagnetici. Il sistema di  controllo e di monitoraggio non deve essere influenzato da campi elettromagnetici al punto tale da  invalidare le prove. 4. Condizioni del veicolo durante le prove4.1. Il veicolo deve essere senza carico, tranne la  strumentazione di controllo e di monitoraggio. 4.1.1. Il motore deve fare ruotare le ruote motrici ad una velocità costante di 50 km/h, a meno che  il costruttore preferisca, per motivi tecnici, una velocità diversa. Il veicolo deve essere posto  su un banco dinamometrico opportunamente caricato oppure, se non si dispone di banco dinamometrico,  deve essere sollevato ad una distanza minima dal suolo tramite supporti (cavalletti) di materiale  dielettrico. Ove opportuno, gli alberi di trasmissione devono essere disinnestati (ad es.  autocarri). 4.1.2. I proiettori anabbaglianti devono essere accesi. 4.1.3. Gli indicatori di direzione sinistro o destro devono essere in funzione. 4.1.4. Tutti gli altri sistemi che intervengono nel controllo del veicolo da parte del conducente  devono essere in condizioni di normale funzionamento. 4.1.5. Il veicolo non deve essere collegato elettricamente con l'area di prova né con la  strumentazione di prova, fatto salvo il caso in cui sia richiesto ai punti 4.1.1 o 4.2. Il contatto  delle ruote con il suolo non è considerato connessione elettrica. 4.2. Se il veicolo è dotato di sistemi elettrici/elettronici che partecipano al controllo diretto  del veicolo e che non funzionano alle condizioni descritte al punto 4.1, il costruttore può  presentare al servizio incaricato delle prove un verbale o prove supplementari che dimostrino che  il sistema elettrico/elettronico del veicolo è conforme ai requisiti della presente direttiva. I  risultati di tali prove vanno allegati alla documentazione di omologazione. 4.3. Per il controllo ed il monitoraggio del veicolo si deve utilizzare esclusivamente  strumentazione che non generi interferenze. La parte esterna del veicolo e l'abitacolo devono  essere controllati per accertare che i requisiti del presente allegato siano soddisfatti (ad es.  per mezzo di videocamere). 4.4. Normalmente il veicolo deve trovarsi di fronte all'antenna. Tuttavia, nel caso in cui le  centraline elettroniche ed il relativo cablaggio si trovano prevalentemente nella parte posteriore  del veicolo, la prova deve essere eseguita normalmente con la parte posteriore del veicolo rivolta  verso l'antenna trasmittente. Per i veicoli lunghi (e cioè ad esclusione delle autovetture e dei  furgoni leggeri), in cui le centraline elettroniche ed il relativo cablaggio si trovano  prevalentemente al centro del veicolo, si può determinare un punto di riferimento (cfr. punto 5.4  del presente allegato) sulla superficie del lato destro oppure sulla superficie del lato sinistro  del veicolo. Detto punto di riferimento deve trovarsi al centro di una linea longitudinale laterale  del veicolo o su un punto di questa linea stabilito dal costruttore in accordo con le competenti  autorità, dopo aver esaminato la disposizione del sistema elettronico incluso il cablaggio. Le prove suddette possono aver luogo soltanto se le dimensioni fisiche della camera lo consentono.  L'ubicazione dell'antenna deve essere registrata nel verbale di prova. 5. Tipo, posizione e orientamento del generatore di campo elettromagnetico5.1. Tipo di generatore  di campo elettromagnetico5.1.1. Il tipo o i tipi del generatore di campo elettromagnetico devono  poter raggiungere l'intensità di campo elettromagnetico richiesta nel punto di riferimento (cfr.  punto 5.4 del presente allegato) e alle opportune frequenze. 5.1.2. Il generatore di campo elettromagnetico può consistere in una o più antenne oppure in una  linea di trasmissione (TLS, Transmission Line System). 5.1.3. La costruzione e l'orientamento del generatore di campo elettromagnetico devono essere tali  che il campo elettromagnetico generato sia polarizzato da 20 a 1 000 MHz, orizzontalmente o  verticalmente. 5.2. Altezza e distanza di misura5.2.1. Altezza5.2.1.1. Il centro di fase di un'antenna non deve  trovarsi a meno di 1,5 m in altezza dal piano sul quale si trova il tetto del veicolo o, se  l'altezza del tetto supera 3 m, a meno di 2,0 m dal piano sul quale si trova il veicolo. 5.2.1.2. Nessun elemento di radiazione dell'antenna deve trovarsi a meno di 0,25 m dal piano sul  quale si trova il veicolo. 5.2.2. Distanza5.2.2.1. Si potrà ottenere un'approssimazione migliore delle condizioni di campo  libero (Far field) se si pone il generatore di campo elettromagnetico il più lontano possibile dal  veicolo. Tale distanza sarà tipicamente tra 1 e 5 m. 5.2.2.2. Se la prova è eseguita in un'installazione chiusa, gli elementi irradianti del generatore  di campo elettromagnetico non devono trovarsi a meno di 1,0 m da qualsiasi materiale anecoico per  le onde radio e a meno di 1,5 dalla parete della camera succitata. Non deve esservi materiale  anecoico tra il generatore di campo elettromagnetico ed il veicolo sottoposto alla prova. 5.3. Posizione dell'antenna rispetto al veicolo5.3.1. Gli elementi irradianti del generatore di  campo elettromagnetico non devono trovarsi a meno di 0,5 m dalla superficie esterna della  carrozzeria del veicolo. 5.3.2. Il generatore di campo elettromagnetico deve essere posto sulla linea centrale del veicolo  (piano di simmetria longitudinale). 5.3.3. Nessuna parte della linea di trasmissione (TLS), eccettuato il piano sul quale si trova il  veicolo, deve trovarsi a meno di 0,5 m da una parte qualsiasi del veicolo. 5.3.4. Qualsiasi generatore di campo elettromagnetico posto al disopra del veicolo deve estendersi  centralmente almeno per il 75 % della lunghezza del veicolo. 5.4. Punto di riferimento5.4.1. Ai fini del presente allegato, il punto di riferimento è quello  rispetto al quale si stabiliscono le intensità del campo elettromagnetico ed è definito come  segue: 5.4.1.1. orizzontalmente, ad almeno 2 m dal centro di fase dell'antenna o, verticalmente, ad almeno  1 m dagli elementi irradianti della linea di trasmissione; 5.4.1.2. nella linea centrale del veicolo (piano di simmetria longitudinale), 5.4.1.3. ad un'altezza di 1,0 ± 0,05 m al di sopra del piano sul quale si trova il veicolo o a 2 ±  0,05 m se l'altezza minima del tetto di uno qualsiasi dei veicoli della gamma di modelli supera 3,0  m; 5.4.1.4. a 1,0 ± 0,2 m all'interno del veicolo, misurato dal punto di intersezione del parabrezza  con il cofano motore del veicolo (punto C dell'appendice 1 del presente allegato), oppure: a 0,2 ± 0,2 m dalla linea centrale dell'asse anteriore del veicolo, misurato verso il centro del  veicolo (punto D dell'appendice 2 del presente allegato), a quella delle due distanze in cui il  punto di riferimento è più vicino all'antenna. 5.5. Se si decide di esporre al campo elettromagnetico la parte posteriore del veicolo, il punto di  riferimento è stabilito come indicato al punto 5.4. In seguito si orienta il veicolo con la parte  anteriore in direzione opposta all'antenna come se lo si fosse fatto ruotare di 180 gradi sul piano  orizzontale intorno al punto centrale, in modo che la distanza che separa l'antenna dalla parte più  vicina della superficie esterna del veicolo resti invariata (vedi appendice 3 del presente  allegato). 6. Requisiti di prova6.1. Banda di frequenza, durata delle prove, polarizzazioneIl veicolo deve  essere esposto a campi elettromagnetici irradiati nella banda di frequenza compresa tra 20 e 1 000  MHz. 6.1.1. Per confermare la conformità del veicolo ai requisiti del presente allegato, il veicolo deve  essere sottoposto a prova a 14 frequenze della banda, ad esempio: 27, 45, 65, 90, 120, 150, 190, 230, 280, 380, 450, 600, 750 e 900 MHz. Deve essere preso in considerazione il tempo di risposta di ogni sistema sottoposto a prova e il  tempo di permanenza ad ogni frequenza deve essere sufficiente per consentire ad ogni sistema in  prova di reagire in condizioni normali. In ogni caso, tale tempo non deve essere inferiore a 2  secondi. 6.1.2. Per ciascuna frequenza deve essere utilizzato uno dei metodi di polarizzazione descritti al  punto 5.1.3. 6.1.3. Tutti gli altri parametri di prova sono definiti nel presente allegato. 6.1.4. Se un veicolo non soddisfa le prove definite al punto 6.1.1 del presente allegato, si deve  verificare che le condizioni di prova siano corrette e che non siano stati generati campi  elettromagnetici incontrollati. 7. Generazione dell'intensità di campo elettromagnetico prescritto7.1. Metodo di prova7.1.1. Per  stabilire le condizioni del campo elettromagnetico si utilizza il cosiddetto «metodo di  sostituzione». 7.1.2. Fase di calibrazionePer ciascuna frequenza di prova, si deve stabilire un livello di  potenza del generatore di campo elettromagnetico per produrre l'intensità di campo desiderata nel  punto di riferimento (come definito al punto 5) dell'area di prova dopo aver rimosso il veicolo;  questo livello di potenza incidente e qualsiasi altro parametro in relazione diretta alla potenza  incidente richiesta per definire il campo elettromagnetico vengono misurati e i loro risultati  registrati. Le frequenze di prova devono essere comprese nella banda tra 20 e 1 000 MHz. La  calibrazione deve essere effettuata iniziando a 20 MHz a passi non superiori al 2 per cento della  frequenza precedente, terminando a 1 000 MHz. Questi risultati si utilizzano per le prove di  omologazione a meno che una modifica dell'installazione o del sistema di generazione richieda la  ripetizione della procedura. 7.1.3. Fase di provaIl veicolo viene quindi introdotto nell'installazione di prova e posizionato  come prescritto al punto 5. Viene quindi applicata al generatore di campo elettromagnetico la  potenza definita al punto 7.1.2 per ciascuna delle frequenze di cui al punto 6.1.1. 7.1.4. Indipendentemente dal parametro scelto per definire il campo elettromagnetico conformemente  al punto 7.1.2, si deve utilizzare lo stesso parametro per riprodurre l'intensità di campo  elettromagnetico desiderata durante tutta la prova. 7.1.5. Durante la prova, il generatore di campo elettromagnetico ed il relativo posizionamento sono  quelli utilizzati per le operazioni eseguite come descritto al punto 7.1.2. 7.1.6. Dispositivo di misura dell'intensità di campo elettromagneticoPer determinare l'intensità  di campo elettromagnetico nella fase di calibrazione secondo il metodo di sostituzione deve essere  utilizzato un dispositivo di misura di intensità di campo elettromagnetico. 7.1.7. Nella fase di calibrazione secondo il metodo di sostituzione, il centro di fase del sensore  di campo magnetico deve coincidere con il punto di riferimento. 7.1.8. Se per misurare l'intensità di campo elettromagnetico si utilizza un'antenna ricevente  tarata, si ottengono letture in tre direzioni ortogonali tra loro e l'intensità di campo  elettromagnetico è pari al valore isotropico equivalente delle tre misure. 7.1.9. Per tener conto delle diverse geometrie dei veicoli, può essere necessario fissare più punti  di riferimento per ogni installazione di prova. 7.2. Distribuzione del campo elettromagnetico7.2.1. Nella fase di calibrazione secondo il metodo  di sostituzione (prima di introdurre il veicolo nell'area di prova), l'intensità del campo  elettromagnetico per almeno l'80 % delle frequenze di calibrazione non deve essere inferiore al 50  % dell'intensità nominale di campo elettromagnetico nei seguenti punti: a) per tutti i generatori di campo, a 0,5 ± 0,05 m da ciascun lato del punto di riferimento lungo  una linea che passa per detto punto alla sua stessa altezza e perpendicolare al piano di simmetria  longitudinale del veicolo; b) nel caso di una linea di trasmissione (TLS), a 1,50 ± 0,05 m lungo una linea che passa per il  punto di riferimento alla sua stessa altezza e lungo la linea di simmetria longitudinale. 7.3. Risonanza della cameraNonostante le condizioni di cui al precedente punto 7.2.1, le prove non  devono essere eseguite alle frequenze di risonanza della camera. 7.4. Caratteristiche del segnale di prova da generare7.4.1. Ampiezza massima dell'inviluppo del  segnale modulatoL'ampiezza massima dell'inviluppo del segnale di prova modulato deve essere uguale  a quella di un'onda sinusoidale non modulata, il cui valore efficace in LV/m è definito al punto  6.4.2 dell'allegato I (cfr. appendice 4 del presente allegato). 7.4.2. Forma dell'onda del segnale di provaIl segnale di prova deve essere un'onda sinusoidale a  radiofrequenza, modulata in ampiezza da un'onda sinusoidale di 1 kHz, con un indice di modulazione  m di 0,8 ± 0,04. 7.4.3. Indice di modulazioneL'indice di modulazione m è definito come segue: m = ampiezza massima della curva - ampiezza minima ampiezza massima dell'inviluppo del segnale  modulatoAppendice 1 Il punto di riferimento si trova in questo piano >RIFERIMENTO A UN FILM> Appendice 2 Il punto di riferimento si trova in questo piano >RIFERIMENTO A UN FILM> Appendice 3 >RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 4 Caratteristiche del segnale di prova da  generare >RIFERIMENTO A UN FILM> ALLEGATO VII METODO DI MISURA DELLE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE A BANDA LARGA IRRADIATE  DA UNITÀ ELETTRICHE/ELETTRONICHE 1. Considerazioni generali1.1. Il metodo di prova descritto nel  presente allegato può essere applicato alle unità elettriche/elettroniche da installare sui veicoli  conformi con l'allegato IV. 1.2. Strumentazione di misuraLa strumentazione di misura deve soddisfare i requisiti della  pubblicazione  n. 16-1 (93), del Comitato internazionale speciale delle perturbazioni  radioelettriche (CISPR). Per misurare le emissioni elettromagnetiche a banda larga di cui al presente allegato si deve  utilizzare un rivelatore di quasi-picco; se viene utilizzato un rivelatore di picco, si deve  applicare un fattore di correzione adeguato, in base alla frequenza degli impulsi d'accensione. 1.3. Metodo di provaLa prova ha lo scopo di misurare le emissioni elettromagnetiche a banda larga  irradiate dalle unità elettriche/elettroniche. 2. Espressione dei risultatiI risultati delle misure sono espressi in dBìV/m (ìV/m) per una  larghezza di banda di 120 kHz. Se la larghezza effettiva di banda B (espressa in kHz)  dell'apparecchio di misura differisce da 120 kHz, i valori indicati in ìV/m devono essere  convertiti alla larghezza di banda di 120 kHz moltiplicandoli per il fattore 120/B. 3. Luogo di misura3.1. Il sito di prova deve soddisfare i requisiti della pubblicazione  n. 16-1  (93), del Comitato internazionale speciale delle perturbazioni radioelettriche (CISPR) (cfr.  appendice 1 del presente allegato). 3.2. La strumentazione di misura, il locale di prova o il veicolo nel quale si trova la  strumentazione di misura, devono essere situati all'esterno dell'area indicata nell'appendice 1 del  presente allegato. 3.3. Per le prove si possono utilizzare installazioni chiuse se si può dimostrare una correlazione  tra dette installazioni ed il sito all'aperto approvato. Le installazioni non sono soggette ai  requisiti dimensionali dell'appendice 1 del presente allegato, eccettuata la distanza tra l'unità  elettrica/elettronica e l'antenna e l'altezza di quest'ultima (cfr. figure 1 e 2, appendice 2 del  presente allegato). 3.4. AmbientePer accertarsi che non esistano emissioni elettromagnetiche dell'ambiente o segnali  estranei di valore tale da influire materialmente sui risultati, misure di emissione  elettromagnetiche dell'ambiente devono essere eseguite prima e dopo aver effettuato la prova vera e  propria. In entrambi i casi, i livelli delle emissioni elettromagnetiche dell'ambiente o dei  segnali estranei devono essere inferiori di almeno 10 dB ai limiti di emissione elettromagnetica  indicati al punto 6.5.2.1 dell'allegato I, fatte salve emissioni elettromagnetiche ambiente  intenzionali a banda stretta. 4. Condizioni dell'unità elettrica/elettronica durante la prova4.1. L'unità elettrica/elettronica  sottoposta a prova deve essere in condizioni normali di funzionamento. 4.2. La prova non deve essere eseguita sotto la pioggia o sotto altre precipitazioni, né durante i  dieci minuti successivi alla cessazione delle precipitazioni. 4.3. Condizioni di prova4.3.1. L'unità elettrica/elettronica ed i suoi cablaggi devono essere  collocati su supporti isolanti a 50 ± 5 mm al di sopra di un tavolo di legno o altro materiale  dielettrico. Tuttavia, se una delle parti dell'unità sottoposta a prova è destinata ad esssere  collegata elettricamente alla carrozzeria metallica di un veicolo, questa parte viene collocata su  di un piano di massa e collegata elettricamente a detto piano. Il piano di massa è costituito da  una lamiera metallica dello spessore minimo di 0,5 mm. Le dimensioni minime del piano di massa  dipendono dalla dimensione dell'unità elettrica/elettronica e devono essere sufficienti per  permettere la sistemazione del cablaggio e dei componenti dell'unità. Il piano di massa è collegato  ad un conduttore di messa a terra. Il piano di massa è situato ad un'altezza di 1,0 ± 0,1 m al di  sopra del suolo ed è parallelo ad esso. 4.3.2. L'unità elettrica/elettronica deve essere disposta e collegata come prescritto. Il cablaggio  di alimentazione di potenza deve essere situato parallelamente al bordo del piano di massa (o bordo  tavola) più vicino all'antenna ad una distanza massima di 100 mm dal bordo. 4.3.3. L'unità elettrica/elettronica deve essere collegata alla massa conformemente alle  prescrizioni del fabbricante; non sono ammesse altre connessioni a massa. 4.3.4. La distanza minima tra l'unità elettrica/elettronica e tutte le altre strutture conduttrici,  quali le pareti di un'area schermata (tranne il piano di massa situato sotto l'unità in questione)  è di 1,0 m. 4.4. L'unità sottoposto alla prova è alimentata elettricamente tramite una rete fittizia (AN) di 5  µH/50 `, collegata elettricamente al piano di massa. La tensione dell'alimentazione deve essere  mantenuta pari alla tensione nominale di funzionamento del sistema, con un'approssimazione del ± 10  %. Un eventuale ripple della tensione deve essere inferiore all'1,5 % della tensione nominale di  funzionamento del sistema, rilevato all'uscita di misura della rete fittizia.4.5. Se l'unità elettrica/elettronica è costituita da più componenti, sarebbe opportuno collegarli  con i cavi del cablaggio previsti per l'utilizzazione sul veicolo. Se questi cavi non fossero  disponibili, la distanza minima tra la centralina elettronica di controllo e la rete fittizia deve  essere 1 500 ± 75 mm. Tutti i cavi del fascio devono essere terminati nel modo più realistico  possibile e muniti, di preferenza, di carichi ed attuatori reali. Se occorre strumentazione  aggiuntiva per far funzionare correttamente l'unità elettrica/elettronica, si deve effettuare una  compensazione per eliminare il suo contributo delle emissioni elettromagnetiche. 5. Tipo, posizione e orientamento dell'antenna5.1. Tipo di antennaÈ ammesso qualsiasi tipo di  antenna a polarizzazione lineare a condizione che possa essere normalizzata con l'antenna di  riferimento. 5.2. Altezza e distanza della misura5.2.1. AltezzaIl centro di fase dell'antenna deve essere 150  ± 10 mm al di sopra del piano di massa/del tavolo. 5.2.2. DistanzaLa distanza orizzontale tra il centro di fase o l'estremità dell'antenna e il bordo  del piano di massa è di 1,00 ± 0,05 m. Nessuna parte dell'antenna deve trovarsi a meno di 0,5 m dal  piano di massa. L'antenna deve essere collocata parallelamente ad un piano perpendicolare al piano  di massa e coincidente con il bordo dello stesso lungo il quale passa la parte principale del  cablaggio. 5.2.3. Se si esegue la prova in un'installazione chiusa, gli elementi riceventi dell'antenna non  devono trovarsi a meno di 0,5 m da qualsiasi materiale anecoico per le onde radio e a meno di 1,5 m  dalla parete della suddetta installazione. Tra l'antenna ricevente l'unità elettrica/elettronica  sottoposta alla prova non deve trovarsi alcun materiale anecoico. 5.3. Orientamento e polarizzazione dell'antennaPer ciascun punto di misura, i rilevamenti sono  eseguiti con l'antenna polarizzata nel piano verticale e in quello orizzontale. 5.4. Valori rilevatiIl maggiore dei due valori rilevati per ciascuna frequenza conformemente al  punto 5.3 è considerato come il valore caratteristico della frequenza alla quale sono state  eseguite le misure. 6. Frequenze6.1. MisureLe misure sono eseguite nella gamma di frequenze comprese tra 30 e 1 000  MHz. Si ritiene che l'unità elettrica/elettronica rispetti i limiti prescritti per l'intera gamma  di frequenze se soddisfa i limiti prescritti per le seguenti 13 frequenze: 45, 65, 90, 120, 150,  190, 230, 280, 380, 450, 600, 750, 900 MHz. Se durante la prova il limite viene superato, occorre accertarsi che ciò sia dovuto all'unità  elettrica/elettronica e non alle emissioni elettromagnetiche dell'ambiente. 6.1.1. I limiti si applicano nella gamma di frequenze da 30 a 1 000 MHz. 6.1.2. Le misure possono essere eseguite con rivelatori di quasi-picco o picco di cresta. I limiti  indicati ai punti 6.2 e 6.5 dell'allegato I si applicano ai rivelatori di quasi-picco. Se si  utilizzano rivelatori di picco, si devono aggiungere 38 dB per una larghezza di banda di 1 MHz o  sottrarre 22 dB per una larghezza di banda di e kHz. 6.2. Tolleranze>SPAZIO PER TABELLA>Le tolleranze applicate alle frequenze summenzionate hanno lo  scopo di evitare interferenze dovute a trasmissioni operanti alle od in prossimità delle frequenze  spot nominali, o in prossimità di esse, durante le misure. Appendice 1 Geometria dell'area di prova di un'unità elettrica/elettromagnetica Area libera e  priva di superfici che riflettono le onde elettromagnetiche>RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 2  Figura 1 >RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 2 Figura 2 >RIFERIMENTO A UN FILM> ALLEGATO VIII METODO DI MISURA DELLE EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE A BANDA STRETTA  IRRADIATE DA UNITÀ ELETTRICHE/ELETTRONICHE 1. Considerazioni generali1.1. Il metodo di prova  descritto nel presente allegato può essere applicato alle unità elettriche/elettroniche. 1.2. Strumentazione di misuraLa strumentazione di misura deve soddisfare i requisiti della  pubblicazione  n. 16-1 (93), del Comitato internazionale speciale delle radiointerferenze (CISPR). Per misurare le emissioni elettromagnetiche a banda stretta di cui al presente allegato si utilizza  un rivelatore di valore medio o un rivelatore di picco. 1.3. Metodo di prova1.3.1. La prova ha lo scopo di misurare le emissioni elettromagnetiche a banda  stretta che possono essere irradiate da un sistema con microprocessore. 1.3.2. Come breve misura iniziale (durata da 2 a 3 minuti), dopo aver selezionato una  polarizzazione di antenna, si eseguono scansioni nella gamma di frequenza indicata al punto 6.1 del  presente allegato utilizzando un analizzatore di spettro per evidenziare la presenza di picchi di  emissione elettromagnetica irradiata. Ciò può facilitare la selezione delle frequenze di misura in  ciascuna banda (cfr. punto 6 del presente allegato). 2. Espressione dei risultatiI risultati delle misure sono espressi in dB (µV/m). 3. Luogo di misura3.1. L'area di prova (sito aperto) deve soddisfare i requisiti della  pubblicazione  n. 16-1 (93), del Comitato internationale speciale delle radiointerferenze (CSPR)  (cfr. appendice 1 dell'allegato VII). 3.2. La strumentazione di misura, il locale di prova o il veicolo nel quale si trova la  strumentazione di misura, devono essere situati all'esterno dell'area indicata nell'appendice 1  dell'allegato VII. 3.3. Per le prove si possono utilizzare installazioni chiuse se si può dimostrare una  corrispondenza tra dette installazioni ed un sito all'aperto. Dette camere non sono soggette ai  requisiti dimensionali dell'appendice 1 dell'allegato VII, eccettuata la distanza tra l'unità  elettrica/elettronica e l'antenna e l'altezza di quest'ultima (cfr. figure 1 e 2, appendice 2  dell'allegato VII). 3.4. AmbientePer accertarsi che non esistano emissioni elettromagnetiche dell'ambiente o segnali  estranei di valore tale da influire materialmente sui risultati, misure di emissione  elettromagnetiche dell'ambiente devono essere eseguite prima e dopo aver effettuato la prova vera e  propria. In entrambi i casi, i livelli delle emissioni elettromagnetiche dell'ambiente o dei  segnali estranei devono essere inferiori di almeno 10 dB ai limiti di emissione elettromagnetica  dell'ambiente indicati al punto 6.6.2.1 dell'allegato I, tranne il caso delle emissioni ambiente a  banda stretta intenzionali. 4. Condizioni dell'unità elettrica/elettronica durante la prova4.1. L'unità elettrica/elettronica  sottoposta a prova deve essere in condizioni normali di funzionamento. 4.2. La prova non deve essere eseguita sotto la pioggia o altre precipitazioni, né durante i 10  minuti successivi alla cessazione delle precipitazioni. 4.3. Condizioni di prova4.3.1. L'unità elettrica/elettronica ed i suoi cablaggi devono essere  collocati su supporti dielettrici a 50 ± 5 mm al di sopra di un tavolo in legno o altro materiale  dielettrico. Tuttavia, se una delle parti dell'unità sottoposta a prova è destinata ad essere  collegata elettricamente alla carrozzeria metallica di un veicolo, questa parte viene collocata su  di un piano di massa e collegata elettricamente a detto piano. Il piano di massa è costituito da  una lamiera metallica dello spessore minimo di 0,5 mm. Le dimensioni minime del piano di massa  dipendono dalla dimensione dell'unità elettrica/elettronica e devono essere sufficienti per  permettere la sistemazione del cablaggio e dei componenti dell'unità. Il piano di massa è collegato  ad un conduttore di messa a terra. Il piano di massa è situato ad un'altezza di 1,0 ± 0,1 m al di  sopra del suolo ed è parallelo ad esso. 4.3.2. L'unità elettrica/elettronica deve essere disposta e collegata come prescritto. Il cablaggio  di alimentazione di potenza deve essere situato parallelamente al bordo del piano di massa (o bordo  tavola) più vicino all'antenna, a una distanza massima di 100 mm dal bordo. 4.3.3. L'unità elettrica/elettronica deve essere collegata alla massa conformemente alle  prescrizioni del fabbricante; non sono ammesse altre connessioni a massa. 4.3.4. La distanza minima tra l'unità elettrica/elettronica e tutte le altre strutture conduttrici,  quali le pareti di una camera schermata (tranne il piano di massa situato sotto l'unità in  questione) è di 1,0 m. 4.4. L'unità sottoposta a prova è alimentata elettricamente tramite una rete fittizia (AN) di 5  µH/50 `, collegata elettricamente al piano di massa. La tensione dell'alimentazione deve essere  mantenuta pari alla tensione nominale operativa del sistema, con un'approssimazione del ± 10 %. Un  eventuale ripple della tensione deve essere inferiore all'1,5 % della tensione nominale operativa  del sistema, rilevata all'uscita di misura della rete fittizia. 4.5. Se l'unità elettrica/elettronica è costituita da più componenti, sarebbe opportuno collegarli  con i cavi del cablaggio previsti per l'utilizzazione sul veicolo. Se questi cavi non fossero  disponibili, la distanza tra la centralina elettronica di controllo e la rete fittizia deve essere  di 1 500 ± 75 mm. Tutti i cavi del fascio devono terminare nel modo più realistico possibile ed  essere muniti, di preferenza, di carichi ed attuatori reali. Se occorre strumentazione aggiuntiva  per far funzionare correttamente l'unità elettrica/elettronica, si deve effettuare una  compensazione per eliminare il suo contributo delle emissioni elettromagnetiche misurate. 5. Tipo, posizione e orientamento dell'antenna5.1. Tipo di antennaÈ ammesso qualsiasi tipo di  antenna a polarizzazione lineare a condizione che possa essere normalizzata con l'antenna di  riferimento. 5.2. Altezza e distanza della misura5.2.1. AltezzaIl centro di fase dell'antenna deve essere  situato 150 ± 10 mm al di sopra del piano di massa/del tavolo. 5.2.2. DistanzaLa distanza orizzontale tra il centro di fase o l'estremità dell'antenna e il bordo  del piano di massa è di 1,00 ± 0,05 m. Nessuna parte dell'antenna deve trovarsi a meno di 0,5 m dal  piano di massa. L'antenna deve essere collocata parallelamente ad un piano perpendicolare al piano di massa e  coincidente con il bordo stesso lungo il quale passa la parte principale del cablaggio. 5.2.3. Se si esegue la prova in un'installazione chiusa, gli elementi riceventi dell'antenna non  devono trovarsi a meno di 0,5 m da qualsiasi materiale anecoico per le onde radio e a meno di 1,5 m  dalla parete della suddetta installazione. Tra l'antenna ricevente e l'unità elettrica/elettronica  non deve trovarsi alcun materiale anecoico. 5.3. Orientamento e polarizzazione dell'antennaPer ciascun punto di misura, i rilevamenti sono  eseguiti con l'antenna polarizzata nel piano verticale e in quello orizzontale. 5.4. Valori rilevatiIl maggiore dei due valori rilevati eseguiti per ciascuna frequenza  conformemente al punto 5.3 è considerato come il valore caratteristico della frequenza alla quale  sono state eseguite le misure. 6. Frequenze6.1. MisureLe misure sono eseguite nella gamma di frequenze comprese tra 30 e 1 000  MHz. Detta gamma deve essere divisa in 13 bande. Si esegue una prova su una frequenza unica in  ciascuna banda per verificare che i limiti prescritti siano rispettati. Per accertarsi che l'unità  elettrica/elettronica rispetti i requisiti del presente allegato, il servizio incaricato delle  prove verifica un punto di ciascuna delle seguenti 13 bande di frequenza: 30-50, 50-75, 75-100, 100-130, 130-165, 165-200, 200-250, 250-320, 320-400, 400-520, 520-660,  660-820, 820-1 000 MHz. Se durante la prova il limite viene superato, occorre accertarsi che ciò sia dovuto all'unità  elettrica/elettronica e non alle emissioni elettromagnetiche dell'ambiente. 6.2. Se durante la fase iniziale, che può essere eseguita come indicato al punto 1.3 del presente  allegato, le emissioni elettromagnetiche irradiate a banda stretta in una delle bande indicate al  punto 6.1 sono almeno 10 dB al di sotto del limite di riferimento, si considera che l'unità  elettrica/elettronica soddisfa i requisiti del presente allegato per la banda di frequenza  considerata.  ALLEGATO IX METODI DI PROVA DELL'IMMUNITÀ DELLE UNITÀ ELETTRICHE/ELETTRONICHE AI CAMPI  ELETTROMAGNETICI 1. Considerazioni generali1.1. Il metodo di prova descritto nel presente  allegato può essere applicato alle unità elettriche/elettroniche. 1.2. Metodi di prova1.2.1. Le unità elettriche/elettroniche devono soddisfare i requisiti di una  combinazione qualsiasi dei seguenti metodi di prova, a discrezione del costruttore, purché sia  coperta l'intera gamma di frequenze indicata al punto 5.1 del seguente allegato: - prova in stripline: cfr. appendice 1 del presente allegato, - prova di Bulk current injection (BCI): cfr. appendice 2 del presente allegato, - prova nella cella TEM: cfr. appendice 3 del presente allegato, - prova in campo libero componenti: cfr. appendice 4 del presente allegato. 1.2.2. A causa della presenza di campi elettromagnetici, le prove devono essere eseguite  all'interno di un'area schermata (la cella TEM è un'area schermata). 2. Espressione dei risultatiPer le prove descritte nel presente allegato, l'intensità di campo è  espressa in V/m e la corrente iniettata è espressa in mA. 3. Area di prova3.1. Il sistema di generazione deve poter generare il segnale di prova richiesto  nella gamma di frequenze definita nel presente allegato e soddisfare le disposizioni giuridiche  (nazionali) relative all'emissione dei segnali elettromagnetici. 3.2. L'apparecchiatura di misura deve trovarsi all'esterno della camera. 4. Condizioni dell'unità elettrica/elettronica durante la prova4.1. L'unità elettrica/elettronica  deve essere in normali condizioni di funzionamento. Essa è disposta come indicato nel presente  allegato, tranne il caso in cui altri metodi di prova specifici indichino altrimenti. 4.2. L'unità elettrica/elettronica è alimentata elettricamente da una rete fittizia (AN) di 5 µH/50  `, collegata elettricamente al piano di massa. La tensione dell'alimentazione elettrica deve essere  mantenuta pari alla tensione nominale di funzionamento dell'unità, con un'approssimazione del ± 10  %. Un eventuale ripple della tensione deve essere inferiore all'1,5 % della tensione nominale di  funzionamento del sistema, rilevata all'uscita di misura della rete fittizia. 4.3. Qualsiasi altra strumentazione necessaria al funzionamento dell'unità elettrica/elettronica  deve essere installata durante la fase di calibrazione e deve trovarsi ad almeno 1 m dal punto di  riferimento durante la calibrazione. 4.4. Per garantire risultati riproducibili quando si ripetono le prove e le misure, il sistema di  generazione e la relativa disposizione devono corrispondere a quelli utilizzati nella fase di  calibrazione corrispondente (punti 7.2, 7.3.2.3, 8.4, 9.2 e 10.2 del presente allegato). 4.5. Se l'unità elettrica/elettronica è costituita da più componenti, sarebbe opportuno collegarli  con i cavi del cablaggio previsti per l'utilizzazione sul veicolo. Se questi cavi non fossero  disponibili, la distanza minima tra la centralina elettronica di controllo e la rete fittizia deve  essere di 1 500 ± 75 mm. Tutti i cavi del fascio devono essere terminati nel modo più realistico  possibile e muniti, di preferenza, di carichi ed attuatori reali. 5. Banda di frequenza, durata delle prove5.1. Si devono eseguire le misure nella gamma di  frequenze da 20 a 1 000 MHz. 5.2. Per accertare che la o le unità soddisfino i requisiti del presente allegato, le prove devono  essere eseguite per almeno 14 frequenze della banda, ad esempio: 27, 45, 65, 90, 120, 150, 190, 230, 280, 380, 450, 600, 750, 900 MHz. Deve essere preso in considerazione il tempo di risposta dell'unità elettrica/elettronica  sottoposto a prova e il tempo di permanenza ad ogni frequenza deve poter consentire all'unità  stessa di reagire nelle condizioni normali. In ogni caso, tale tempo non deve essere inferiore a 2  secondi. 6. Caratteristiche del segnale di prova da generare6.1. Ampiezza massima dell'inviluppo del  segnale modulatoL'ampiezza massima dell'inviluppo del segnale modulato deve essere uguale a quella  di un'onda sinusoidale non modulata il cui valore efficace in V/m è definito al punto 6.4.2  dell'allegato 1 (cfr. appendice 4 dell'allegato VI). 6.2. Forma dell'onda del segnale di provaIl segnale di prova deve essere un'onda sinusoidale a  radiofrequenza, modulata in ampiezza mediante un'onda sinusoidale di 1 kHz, con un indice di  modulazione m di 0,8 ± 0,04. 6.3. Indice di modulazioneL'indice di modulazione m è definito come segue: m = ampiezza massima dell'inviluppo del segnale modulato - ampiezza minima ampiezza massima  dell'inviluppo del segnale modulato + ampiezza minima7. Prova in stripline7.1. Metodo di  provaQuesto metodo di prova consiste nel sottoporre i cablaggi che collegano i componenti di  un'unità elettrica/elettronica a campi elettromagnetici di intensità prefissata. 7.2. Misura dell'intensità del campo elettromagnetico in striplinePer ciascuna frequenza di prova  desiderata, si deve fornire alla stripline un livello di potenza atto a produrre l'intensità di  campo elettromagnetico desiderata nell'area di prova senza la presenza dell'unità  elettrica/elettronica. Questo livello di potenza, o qualsiasi altro parametro connesso con la  potenza necessaria per generare l'intensità di campo elettromagnetico, viene misurato ed i suoi  risultati sono registrati. Detti risultati vengono in seguito utilizzati per le prove di  omologazione, a meno che non siano eseguite modifiche dell'installazione o al sistema di  generazione che richiedano la ripetizione della calibrazione. Durante la calibrazione, il sensore di campo elettromagnetico deve trovarsi sotto il conduttore  attivo ed essere centrato rispetto alle direzioni longitudinale, verticale e trasversale. Il  misuratore contenente i circuiti elettronici del sensore di campo elettromagnetico deve essere  posizionato il più lontano possibile dall'asse longitudinale della linea piana. 7.3. Installazione dell'unità elettrica/elettronica in prova7.3.1. Prova con la stripline da 150  mmQuesto metodo di prova consente la generazione di campi elettromagnetici omogenei tra un  conduttore attivo (stripline avente impedenza caratteristica di 50  `) ed un piano di massa (il  piano conduttivo di un tavolo), tra cui può essere posizionata una parte del cablaggio. La oppure  le centraline elettroniche dell'unità elettrica/elettronica sono installate sul piano di massa ma  al di fuori della stripline, con uno dei loro bordi parallelo al conduttore attivo della suddetta  stripline. Va mantenuta una distanza di 200 ± 10 mm da una linea situata sul piano di massa,  direttamente sotto il bordo del conduttore attivo ed il più vicino dei bordi di ogni centralina  elettronica. La distanza tra uno qualsiasi dei bordi del conduttore attivo e ogni altro dispositivo  periferico utilizzato per la misura deve essere di almeno 200 mm. Il cablaggio dell'unità  elettrica/elettronica deve essere posto in posizione orizzontale tra il conduttore attivo ed il  piano di massa (cfr. figure 1 e 2, appendice 1 del presente allegato). 7.3.1.1. La lunghezza minima del cablaggio disposto sotto la stripline, comprendente il cablaggio  di potenza della centralina elettronica, deve essere di 1,5 m, tranne il caso in cui il cablaggio  del veicolo abbia una lunghezza inferiore a 1,5 m. In quest'ultimo caso, la lunghezza del cablaggio  deve essere pari a quella del cablaggio più lungo tra tutti quelli installati su veicolo. Ogni  eventuale diramazione di cavi deve essere disposta perpendicolarmente all'asse longitudinale della  stripline. 7.3.1.2. In alternativa, la lunghezza totale del cablaggio, compresa la più lunga delle  ramificazioni, deve essere di 1,5 m. 7.3.2. Prova con la stripline da 800 mm7.3.2.1. Metodo di provaLa stripline è composta da due  placche metalliche parallele separate da una distanza di 800 mm. La centralina elettronica  dell'unità elettrica/elettronica in prova deve essere collocata al centro della distanza che separa  le placche e sottoposta ad un campo elettromagnetico (cfr. figure 3 e 4, appendice 1 del presente  allegato). Con questo metodo si possono provare sistemi elettronici completi, compresi i sensori e gli  attuatori, nonché centraline elettroniche ed il cablaggio. La centralina elettronica in prova deve  avere le dimensioni maggiori che siano inferiori ad un terzo della distanza tra le placche. 7.3.2.2. Installazione della striplineLa stripline deve essere collocata in una camera schermata  (per evitare emissioni esterne), a 2 m di distanza dalle pareti e da qualsiasi struttura metallica  per evitare le riflessioni delle onde elettromagnetiche. Per arrestare dette riflessioni, si può  utilizzare materiale anecoico per le onde radio. La stripline deve essere collocata su supporti  dielettrici ad un'altezza di almeno 0,4 m al di sopra del pavimento. 7.3.2.3. Taratura della striplineUn sensore di campo elettromagnetico deve essere collocato al  centro delle dimensioni longitudinale, verticale e trasversale dello spazio che si trova tra le  placche parallele, senza la presenza del sistema sottoposto alla prova. Il corrispondente  misuratore di campo elettromagnetico deve trovarsi all'esterno della camera blindata. Per ciascuna frequenza di prova desiderata, si deve fornire alla stripline un livello di potenza  atto a produrre l'intensità di campo elettromagnetico desiderata. Questo livello di potenza  incidente, o qualsiasi altro parametro direttamente connesso con la potenza necessaria per generare  l'intensità di campo elettromagnetico, viene utilizzato per le prove di omologazione, a meno che  non siano eseguite modifiche dell'installazione o al sistema di generazione che richiedano la  ripetizione della calibrazione. 7.3.2.4. Installazione dell'unità elettrica/elettronica sottoposta alla provaLa centralina  elettronica deve essere collocata al centro delle dimensioni longitudinale, verticale e trasversale  dello spazio che si trova tra le placche parallele. Essa deve essere sostenuta da un supporto  costituito da materiale dielettrico. 7.3.2.5. Cavi di alimentazione e di collegamento con sensori/attuatoriI cavi di alimentazione e  tutti i cavi di collegamento con sensori/attuatori devono estendersi verticalmente dalla centralina  elettronica fino al piano di massa superiore (per rafforzare al massimo l'accoppiamento con il  campo elettromagnetico). Devono poi seguire la parte superiore del piano fino ad uno dei bordi  liberi da cui passano alla parte inferiore estendendosi fino ai collegamenti di alimentazione RF  della stripline. I cavi devono essere poi diretti verso il sistema di controllo e di monitoraggio  che deve trovarsi in un'area non influenzata dal campo elettromagnetico, ad esempio il pavimento  della camera schermata ad una distanza longitudinale di 1 m dalla stripline. 8. Prova di immunità in «campo libero» per unità elettriche/elettroniche8.1. Metodo di  provaQuesto metodo consente di eseguire le prove delle unità elettriche/elettroniche di un veicolo  esponendo un'unità completa ai campi elettromagnetici generati da un'antenna. 8.2. Descrizione del banco di provaLa prova deve essere eseguita all'interno di una camera  semianecoica in cui è situato un tavolo su cui viene posizionata l'unità elettrica/elettronica. 8.2.1. Piano di massa8.2.1.1. Per la prova di immunità in campo libero, l'unità  elettrica/elettronica in prova e il relativo cablaggio devono trovarsi a 50 ± 5 mm sopra un tavolo  in legno o altro materiale dielettrico. Tuttavia, se una parte qualsiasi dell'unità in prova deve  essere connessa elettricamente alla scocca metallica del veicolo, questa parte deve essere  sistemata su un piano di massa ed essere collegata elettricamente al piano stesso. Il piano di  massa è costituito da una lastra metallica dello spessore minimo di 0,5 mm. La dimensione minima  del piano di massa dipende dalla dimensione dell'unità elettrica/elettronica sottoposta alla prova,  ma deve consentire la distribuzione del cablaggio dell'unità elettrica/elettronica e dei suoi  componenti. Il piano di massa deve essere collegato all'impianto di terra. Il piano di massa deve  essere situato ad un'altezza di 1,0 ± 0,1 m sopra il pavimento della cabina di prova ed essere  sistemato parallelamente a quest'ultimo. 8.2.1.2. L'unità elettrica/elettronica in prova deve essere sistemata e collegata come previsto a  disegno. Il cavo di alimentazione deve essere collocato parallelamente al bordo del piano di massa  o del tavolo più vicini all'antenna ad una distanza massima di 100 mm. 8.2.1.3. L'unità elettrica/elettronica in prova deve essere collegata alla massa conformemente alle  prescrizioni del costruttore e non è consentita nessun'altra connessione a massa. 8.2.1.4. La distanza minima tra l'unità elettrica/elettronica in prova e ogni altra superficie  conduttrice, come ad esempio le pareti dell'area schermata (ad eccezione del piano di massa/tavola  sopra il quale si appoggia l'unità sottoposta alla prova), deve essere di 1,0 m. 8.2.1.5. Le dimensioni del piano di massa devono essere di almeno 2,25 m²; il lato minore del piano  di massa non deve essere inferiore a 750 mm. Il piano di massa deve essere collegato alla camera  con bandelle di connessione in modo che la resistenza di connessione in DC non superi i 2,5  milliohms. 8.2.2. Installazione dell'unità elettrica/elettronica in provaIn caso di unità di grandi  dimensioni installate su un supporto metallico di prova, il supporto deve essere considerato parte  del piano di massa ai fini della prova e deve essere opportunatamente collegato. I lati dell'unità  di prova devono trovarsi ad almeno 200 mm dal bordo del piano di massa. Tutti i connettori ed i  cavi devono trovarsi ad almeno 100 mm dal bordo del piano di massa e la distanza dal piano di massa  (a partire dal punto più basso del cablaggio) deve essere di 50 ± 5 mm al di sopra del piano di  massa stesso. L'alimentazione deve essere fornita all'unità elettrica/elettronica tramite una rete  fittizia (AN) da 5µH/50 `. 8.3. Tipo, posizione e orientamento del generatore di campo elettromagnetico8.3.1. Tipo di  generatore di campo elettromagnetico8.3.1.1. Il tipo o i tipi di generatore di campo  elettromagnetico devono poter raggiungere l'intensità di campo elettromagnetico richiesta nel punto  di riferimento (cfr. punto 8.3.4 del presente allegato) alle opportune frequenze. 8.3.1.2. Il generatore di campo elettromagnetico può consistere in una o più antenne tradizionali  oppure in un'antenna a piani paralleli. 8.3.1.3. La tipologia e l'orientamento del generatore di campo elettromagnetico devono essere tali  che il campo elettromagnetico generato sia polarizzato in uno dei modi seguenti: da 20 a 1 000 MHz,  orizzontalmente o verticalmente. 8.3.2. Altezza e distanza di misura8.3.2.1. AltezzaIl centro di fase dell'antenna deve essere 150  ± 10 mm al di sopra del piano di massa del tavolo sul quale si trova l'unità elettrica/elettronica  in prova. Nessun elemento irradiante dell'antenna deve trovarsi a meno di 250 mm al di sopra  dell'installazione. 8.3.2.2. Distanza8.3.2.2.1. Si può ottenere una migliore approssimazione delle condizioni reali di  funzionamento su veicolo vettura se si dispone il generatore di campo elettromagnetico il più  lontano possibile dall'unità elettrica/elettronica. Questa distanza deve essere compresa tra 1 e 5  m. 8.3.2.2.2. Se la prova è eseguita in un'installazione chiusa, gli elementi irradianti del  generatore di campo elettromagnetico non devono trovarsi a meno di 0,5 m da qualsiasi materiale  anecoico per le onde radio e a meno di 1,5 m dalla parete della suddetta installazione. Tra il  generatore di campo elettromagnetico e l'unità elettrica/elettronica in prova non deve esservi  materiale anecoico. 8.3.3. Posizione del generatore di campo elettromagnetico rispetto all'unità elettrica/elettronica  sottoposta alla prova. 8.3.3.1. Gli elementi irradianti del generatore di campo elettromagnetico non devono trovarsi a  meno di 0,5 m dal bordo del piano di massa. 8.3.3.2. Il centro di fase del generatore di campo elettromagnetico deve trovarsi su un piano che: a) sia perpendicolare al piano di massa, b) intersechi il bordo del piano di massa nel punto medio del cablaggio, c) sia perpendicolare al bordo del piano di massa lungo il quale si trova il cablaggio. Il generatore di campo elettromagnetico deve essere collocato parallelamente al suddetto piano  (cfr. figure 1 e 2, appendice 4 del presente allegato). 8.3.3.3. Qualsiasi generatore di campo elettromagnetico situato al di sopra del piano di massa o  dell'unità elettrica/elettronica deve estendersi su tutta l'unità in prova. 8.3.4. Punto di calibrazioneAi fini del presente allegato, il punto di calibrazione è quello  rispetto al quale si stabiliscono le intensità del campo elettromagnetico ed è definito come  segue: 8.3.4.1. orizzontalmente, ad almeno 2 m dal centro di fase dell'antenna o, verticalmente, ad almeno  1 m dagli elementi irradianti di un'antenna a piani paralleli; 8.3.4.2. su un piano che: a) sia perpendicolare al piano di massa, b) sia perpendicolare al bordo del piano di massa lungo il quale passa il cablaggio, c) intersechi il bordo del piano di massa nel punto medio del cablaggio, d) coincida con il punto medio del cablaggio che passa lungo il bordo del piano di massa più vicino  all'antenna; 8.3.4.3. a 100 ± 10 mm al di sopra del piano in questione. 8.4. Generazione dell'intensità del campo elettromagnetico prescritta: metodo di prova8.4.1. Per  riprodurre il corretto campo elettromagnetico deve essere utilizzato il «metodo di sostituzione». 8.4.2. Metodo di sostituzionePer ciascuna frequenza di prova, si deve stabilire un livello di  potenza del generatore di campo elettromagnetico per produrre l'intensità di campo elettromagnetico  desiderata nel punto di calibrazione (come definito al punto 8.3.4) dell'area di prova, senza la  presenza dell'unità elettrica/elettronica; questo livello di potenza incidente, o qualsiasi altro  parametro in relazione diretta con la potenza richiesta per definire il campo elettromagnetico,  sono misurati ed i risultati registrati. Questi risultati sono quindi utilizzati per le prove di  omologazione, a meno che non si eseguano modifiche dell'installazione o del sistema di generazione  che richiedono la ripetizione della calibrazione. 8.4.3. Durante la calibrazione, le attrezzature estranee devono essere situate ad una distanza  minima di 1 m dal punto di calibrazione. 8.4.4. Dispositivo di misura dell'intensità del campo elettromagneticoPer determinare l'intensità  del campo elettromagnetico nella fase di calibrazione secondo il metodo di sostituzione, deve  essere utilizzato un sensore isotropico di campo elettromagnetico. 8.4.5. Il centro di fase del sensore di campo elettromagnetico deve coincidere con il punto di  calibrazione. 8.4.6. L'unità elettrica/elettronica, che può comprendere un piano di massa addizionale, viene  allora introdotta nell'installazione di prova e disposta conformemente ai requisiti di cui al punto  8.3. Se si utilizza un secondo piano di massa, esso deve trovarsi a meno di 5 mm dal piano di massa  del tavolo ed esservi collegato elettricamente. La potenza definita al punto 8.4.2, richiesta per  ciascuna delle frequenze indicate al punto 5, viene allora applicata al generatore di campo  elettromagnetico. 8.4.7. Qualunque sia il parametro prescelto per definire il campo elettromagnetico conformemente al  punto 8.4.2, si deve utilizzare lo stesso per tutta la prova al fine di generare l'intensità di  campo elettromagnetico desiderata. 8.5. Distribuzione del campo elettromagnetico8.5.1. Durante la fase di calibrazione secondo il  metodo di sostituzione (prima di introdurre l'unità elettrica/elettronica nell'area di prova),  l'intensità del campo elettromagnetico non deve essere inferiore al 50 % dell'intensità nominale  del campo elettromagnetico a 0,5 ± 0,05 m da entrambe le parti del punto di calibrazione, su una  linea parallela al bordo del piano di massa più vicino all'antenna e che passa per il suddetto  punto di calibrazione. 9. In cella TEM9.1. Metodo di provaLa cella TEM (Transverse electromagnetic mode) genera dei  campi omogenei tra il conduttore interno (setto) e l'involucro (piano di massa). Viene utilizzata  per provare le unità elettriche/elettroniche (cfr. figura 1, appendice 3 del presente allegato). 9.2. Misura dell'intensità del campo in una cella TEM9.2.1. Il campo elettrico in una cella TEM  viene determinato con la seguente equazione: >INIZIO DI UN GRAFICO>|E| = &radic;(P × Z) d>FINE DI UN GRAFICO>E = intensità del campo  elettrico (V/m)P = potenza in ingresso alla cella TEM (W)Z = impedenza della cella TEM (50 `)d =  distanza (metri) che separa la parete superiore ed il conduttore interno (setto)9.2.2. In  alternativa, si può collocare un sensore di campo elettromagnetico nella metà superiore della cella  TEM. In questa parte della cella il campo elettromagnetico è perturbato in modo trascurabile dalla  o dalle centraline elettroniche posizionate nella metà inferiore della cella TEM. Il segnale in  uscita del sensore esprime l'intensità del campo elettromagnetico. 9.3. Dimensioni della cella TEMPer mantenere un campo elettromagnetico omogeneo nella cella TEM e  per ottenere risultati di misura riproducibili, l'altezza dell'unità in prova non deve essere  superiore ad un terzo della distanza tra il setto e la parete superiore della cella TEM. Le  dimensioni raccomandate della cella TEM sono indicate nell'appendice 3, figure 2 e 3, del presente  allegato. 9.4. Cavi di alimentazione e di segnale/controlloAlla cella TEM va fissato un pannello tecnico  allestito con connettori coassiali e collegata il più vicino possibile ad un connettore munito di  un opportuno numero di terminali (pin). I cavi di alimentazione e di segnale controllo provenienti  dal connettore situato sulla parete della cella devono essere collegati direttamente con l'unità in  prova. I componenti esterni, quali i sensori, l'alimentazione ed il sistema di stimolo e di monitoraggio  possono essere collegati: a) ad un sistema di stimolo e di monitoraggio schermato, b) al veicolo vicino alla cella TEM, c) direttamente al pannello tecnico di interconnessione. Per collegare la cella TEM al sistema di stimolo e di monitoraggio o al veicolo, se essi non si  trovano nella stessa camera schermata o in una adiacente, si usano cavi schermati. 10. Bulk current injection10.1. Metodo di provaQuesto metodo di prova permette di indurre  direttamente la corrente in un cablaggio, utilizzando a tale fine una sonda di iniezione di  corrente a radiofrequenza. Detta sonda è composta da un morsetto d'accoppiamento al cui centro  passano i cavi dell'unità elettrica/elettronica in prova. Le prove di immunità possono essere  eseguite variando la frequenza dei segnali iniettati. L'unità elettrica/elettronica può essere installata su un piano di massa come indicato al punto  8.2.1 o su un veicolo, conformemente alle specifiche di progetto del veicolo stesso. 10.2. Calibrazione della sonda di iniezionePrima di iniziare le prove, si installa una sonda di  iniezione su un jig di calibrazione. Mentre si scandisce l'intera gamma di frequenze di prova, si  deve registrare ad ogni frequenza la potenza necessaria per raggiungere la corrente prescritta  dall'allegato 1, punto 6.7.2.1. Questo metodo determina, prima della prova, il rapporto tra la  potenza incidente e la corrente iniettata, ed è questa potenza che va applicata alla sonda di  iniezione quando viene collegata all'unità elettrica/elettronica tramite i cavi utilizzati per la  calibrazione. Si deve tener conto del fatto che la potenza misurata, applicata alla sonda di  iniezione, è la suddetta potenza incidente. 10.3. Installazione dell'unità elettrica/elettronica sottoposta alla provaSe l'unità  elettrica/elettronica è montata su un piano di massa come indicato al punto 8.2.1, tutti i cavi del  cablaggio devono essere terminati nel modo più realistico possibile ed essere di preferenza muniti  di attuatori e carichi reali. Sia per le unità montate sul veicolo che per quelle montate sul piano  di massa, la sonda di iniezione è collocata attorno all'intero fascio cavi di ogni connettore ad  una distanza di 150 ± 10 mm dai connettori stessi delle centraline elettroniche, dei quadri  strumenti o dei sensori attivi, come illustrato nella figura 1 dell'appendice 2. 10.4. Cavi di alimentazione, di segnale/controlloSe l'unità elettrica/elettronica è montata su un  piano di massa come indicato al punto 8.2.1, un cablaggio deve collegare una rete fittizia (LISN)  alla centralina elettronica. Il cablaggio deve essere parallelo al bordo del piano di massa ad  almeno 200 mm dal bordo stesso. Il cablaggio deve contenere il cavo positivo di alimentazione  utilizzato per collegare la batteria del veicolo alla suddetta centralina elettronica e il cavo di  ritorno (negativo) se questo viene utilizzato sul veicolo. La distanza tra la centralina elettronica e la rete fittizia deve essere di 1,0 ± 0,1 m; essa può  essere anche pari alla lunghezza del cablaggio tra la centralina elettronica e la batteria  utilizzata nel veicolo, se essa è nota. Tra i due valori, si deve scegliere la distanza più corta.  Se si utilizza il cablaggio del veicolo, qualsiasi derivazione di cavi lungo questo spezzone deve  essere parallela al piano di massa, ma perpendicolare all'asse del bordo del suddetto piano di  massa. In alternativa la derivazione dei cavi dell'unità elettrica/elettronica deve avvenire a  livello della rete fittizia. Appendice 1 Figura 1 PROVA IN STRIPLINE DA 150 mm>RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 1 Figura  2 PROVA IN STRIPLINE DA 150 mm>RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 1 Figura 3 PROVA IN STRIPLINE  DA 800 mm>RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 1 Figura 4 DIMENSIONI DELLA STRIPLINE DA 800 mm> RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 2 Figura 1 Esempio di configurazione di provaBulk current  injection>RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 3 Figura 1 PROVA IN CELLA TEM>RIFERIMENTO A UN  FILM>Appendice 3 Figura 2 Dimensioni della cella TEM>RIFERIMENTO A UN FILM>Appendice 3  Figura 3 Nella tabella che segue sono indicate le dimensioni necessarie per costruire una cella  con i limiti di frequenza superiore specificati: >SPAZIO PER TABELLA>Dimensioni tipiche di una cella TEMAppendice 4 Figura 1 >RIFERIMENTO A UN  FILM>Appendice 4 Figura 2 >RIFERIMENTO A UN FILM>