CELEX: 52003PC0452
Language: it
Date: 2003-07-24
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce un codice doganale comunitario

Avis juridique important

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52003PC0452

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce un codice doganale comunitario  /* COM/2003/0452 def. - COD 2003/0167 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce un codice doganale comunitario(presentata dalla Commissione)RELAZIONEPunto 1 (articolo 4, n. 14)Lo scopo di questa modificazione è di specificare- da un lato, che i controlli doganali devono garantire la corretta applicazione non solo della legislazione doganale, ma anche di altre legislazioni relative all'importazione e all'esportazione di merci, e- dall'altro, che tali controlli possono coinvolgere anche altre autorità (ad esempio, autorità veterinarie, polizia); occorre quindi un coordinamento tra le agenzie interessate e, in prospettiva, si potrebbe realizzare uno sportello unico, evitando in tal modo agli importatori e agli esportatori di dover contattare diverse agenzie per la stessa operazione di importazione o esportazione.Punto 2 (articolo 4, nn. 25 - 27)Il codice doganale comunitario non contiene attualmente alcun riferimento al "rischio", alla "gestione del rischio" o all' "operatore autorizzato". Il termine 'operatore' comprende tutte le parti che intervengono nella catena logistica del commercio internazionale, compresi in particolare importatori, esportatori, trasportatori e agenti doganali. Questi concetti sono attualmente applicati da tutti gli Stati membri, ma secondo criteri nazionali, il che crea distorsioni nel mercato interno e lacune nella sicurezza. Lo scopo di queste nuove disposizioni è quello di consentire l'introduzione di criteri comuni a livello dell'UE. Queste definizioni completano l'articolo 13 modificato (v. punto 3).Punto 3 (articolo 13)Questa modificazione introduce l'obbligo per gli Stati membri di usare tecniche di analisi dei rischi. Finché non esisteranno criteri comunitari o internazionali, si applicheranno criteri nazionali (come avviene attualmente). La modificazione prevede che la Commissione stabilisca, secondo la procedura del comitato, un quadro comune in materia di gestione del rischio e che vengano istituiti sistemi automatizzati di supporto coordinati e collegati tra loro. La disposizione non riguarda l'azione legale contro le attività criminali compresa nel terzo pilastro, in quanto ad essa si applicano altre norme. Continueranno ad esistere sistemi nazionali di analisi dei rischi, che potranno anche usare criteri nazionali e locali. Gli operatori autorizzati sono in genere considerati a scarso rischio e sono pertanto soggetti a meno controlli. La possibilità di espletare controlli doganali in un paese terzo è stata introdotta nell'eventualità che un accordo internazionale la preveda. Essa verrebbe usata soltanto in situazioni eccezionali dato che, in linea di principio, le dogane e altre amministrazioni devono controllare le merci nel territorio per il quale sono competenti, e scambiare informazioni con le autorità di altri paesi se necessario e come stabilito in un accordo internazionale (v. punto 4).Punto 4 (articolo 15)Attualmente, nell'articolo 15 non sono precisati i casi in cui è consentito lo scambio di dati riservati ricevuti dall'autorità doganale di uno Stato membro o dalla Commissione nell'espletamento dei loro compiti nell'ambito della legislazione doganale, a parte il caso dei procedimenti giudiziari successivi a tali azioni. Lo scopo di questa modificazione è di chiarire che dati riservati relativi ad operazioni di importazione o esportazione (compresi i regimi sospensivi, quali transito e zone franche) possono essere scambiati tra- le amministrazioni doganali degli Stati membri,- tali amministrazioni doganali e la Commissione,- le amministrazioni doganali e fiscali di uno stesso o di diversi Stati membri (ad esempio, ai fini del rimborso dell'IVA o delle accise all'esportazione),- le autorità doganali e altre autorità (ad esempio, autorità veterinarie, polizia) di uno stesso o di diversi Stati membri (ad esempio, al fine di segnalare merci potenzialmente pericolose),- le amministrazioni doganali e altre amministrazioni (ad esempio, agenzie per la sicurezza) di paesi terzi, nella misura in cui un accordo internazionale prevede tale scambio di informazioni.Ovviamente, si applicano in tale contesto le disposizioni in materia di protezione dei dati vigenti a livello comunitario e nazionale.Punto 5 (articoli 36 bis e 36 ter)Questa è la principale innovazione della proposta: mentre attualmente la dichiarazione sommaria o la dichiarazione in dogana devono essere presentate soltanto all'atto della presentazione in dogana delle merci, si propone di introdurre l'obbligo di presentare una dichiarazione prima dell'arrivo delle merci. Ciò consente un preesame del carico e permette, se del caso, di prendere precocemente adeguati provvedimenti. Dichiarazioni ante arrivo sono già richieste da alcuni Stati membri e da alcuni dei principali partner commerciali della Comunità. Dal funzionamento di tali sistemi risulta che l'industria e gli agenti interessati possono effettuare i cambiamenti di procedura necessari. I principali problemi da superare sono:- l'organizzazione dei flussi di dati,- l'istituzione di sistemi IT compatibili,- consegne just in time senza sufficiente preavviso.Il codice doganale comunitario può pertanto solo prevedere un quadro generale e deve lasciare alle disposizioni di applicazione e alle autorità doganali competenti la definizione dell'attuazione pratica delle dichiarazioni ante arrivo al fine di trovare il giusto mezzo tra aumento della sicurezza e facilitazione degli scambi.Si suggerisce quindi, come regola di base, che la dichiarazione ante arrivo debba essere presentata 24 ore prima della presentazione in dogana delle merci. Se un accordo internazionale stabilisce termini diversi, occorrerà tenerne conto nelle disposizioni di applicazione. Queste ultime devono chiarire che la dichiarazione ante arrivo deve rispettare criteri relativi ai dati da fornire e alla loro esattezza come una dichiarazione in dogana. Regole speciali dovrebbero riguardare, tra l'altro,- le merci trasportate dai viaggiatori (esenti),- le piccole spedizioni (esenti), finché non sono introdotti sistemi elettronici di rintracciabilità e interfacce operatore/dogana,- il trasporto terrestre e aereo, nonché i trasporti marittimi quando il viaggio è più breve di 24 ore (periodi più brevi),- consegne just in time da parte di operatori autorizzati (periodi più brevi).Durante il periodo transitorio in cui non esiste un'interfaccia comune a livello dell'UE, o nei singoli Stati membri, dovranno essere applicate norme meno rigorose. Finché non esiste un'interfaccia operatore/dogana per le informazioni ante arrivo, gli Stati membri possono non esigere questa procedura, a meno che un accordo internazionale non disponga altrimenti, o richiedere documenti cartacei. Disposizioni flessibili saranno necessarie anche per i casi in cui la dichiarazione ante arrivo sia stata presentata ad un ufficio doganale di entrata, ma le merci siano arrivate ad un altro ufficio doganale e ancora non vi sia un'interfaccia tra i due uffici.Inoltre, occorre tenere presente che la presentazione di una dichiarazione sommaria (ad esempio, manifesto marittimo) o di una dichiarazione in dogana incompleta, semplificata o completa solo al momento della presentazione in dogana delle merci dopo la loro entrata nel territorio doganale non comporterà il rifiuto della dichiarazione. La principale conseguenza sarà che l'esame di tali dichiarazioni richiederà più tempo e che lo svincolo delle merci verrà concesso più tardi di quanto non lo sarebbe se fosse stato rispettato il termine. Inoltre, un operatore che sistematicamente non rispetta i termini o fornisce informazioni errate può essere colpito da sanzioni amministrative o essere retrocesso dal suo status di operatore autorizzato (v. punti 2 e 3). Se all'arrivo delle merci un operatore non sa a quale scopo sono state importate (caso che dovrebbe essere eccezionale) può collocarle in custodia temporanea o vincolarle al regime del deposito doganale sulla base dei dati relativi al trasporto. Secondo le proposte che saranno avanzate nel quadro della comunicazione "Un ambiente semplificato e privo di supporti cartacei per le dogane e il commercio" questi due regimi saranno fusi (insieme agli altri regimi sospensivi).Punti 6 - 8 (Titolo III, capitolo 3, articolo 40, articoli 43 - 45)Le disposizioni relative alla dichiarazione sommaria (attualmente articoli da 43 a 45) sono state spostate agli articoli 36 bis e 36 ter per tener conto delle dichiarazioni ante arrivo. Occorre pertanto modificare il titolo III, capitolo 3, e sopprimere gli articoli da 43 a 45.L'attuale formulazione dell'articolo 40 privilegia le zone franche in quanto in alcuni casi non sono richieste né la presentazione in dogana delle merci né la dichiarazione sommaria. Lo scopo della modificazione è di colmare questa lacuna nella sicurezza. Gli operatori autorizzati possono, tuttavia, essere esonerati dall'obbligo di presentare le merci in dogana, purché abbiano presentato la dichiarazione di cui agli articoli 36 bis e 36 ter.Punti 9 e 10 (articoli 170, paragrafo 2, e 176, paragrafo 2)L'aggiunta della lettera d) all'articolo 170, paragrafo 2, adegua le disposizioni riguardanti le zone franche alla nuova formulazione dell'articolo 40. La modificazione dell'articolo 176, paragrafo 2, introduce l'obbligo di presentare una dichiarazione ante arrivo e ante partenza anche per le merci direttamente introdotte in o estratte da una zona franca, ai sensi degli articoli 40, 182 bis e 182 ter (v. punti 8 e 13).Punto 11 (articolo 181)Nell'articolo 181 è stato aggiunto un riferimento al titolo V al fine di coprire i nuovi articoli 182 bis e 182 ter.Punto 12 (articolo 182, paragrafo 3)Dato che in tutti i casi di riesportazione sarà richiesta una dichiarazione ante partenza (tranne nei casi di deroga a tale disposizione), la notifica attualmente prescritta all'articolo 182, paragrafo 3, non è più necessaria e può pertanto essere soppressa.Punto 13 (articoli 182 bis e 182 ter)Gli articoli 182 bis e 182 ter corrispondono agli articoli 36 bis e 36 ter.La principale differenza è la seguente:- All'importazione, il primo ufficio doganale competente per le merci è l'ufficio di entrata (ossia il primo ufficio per cui passano le merci dopo che hanno attraversato la frontiera comunitaria); questo ufficio deve pertanto ricevere la dichiarazione ante arrivo per poter decidere se sono necessari controlli a fini di sicurezza.- All'esportazione, il primo ufficio doganale competente per le merci è l'ufficio di esportazione (ossia l'ufficio competente per il luogo in cui l'esportatore è stabilito o in cui le merci sono imballate o caricate per essere esportate (articolo 161, paragrafo 5)). Questo ufficio deve pertanto ricevere la dichiarazione ante partenza (che è normalmente la dichiarazione in dogana incompleta, semplificata o completa) per poter decidere se sono necessari controlli a fini di sicurezza.Articolo 2 (entrata in vigore)Questo articolo prevede che le modificazioni entrino in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Tale disposizione non crea alcun problema per quanto riguarda le definizioni (articolo 4), la gestione del rischio in quanto tale (articolo 13), lo scambio di informazioni (articolo 15) e l'estensione delle regole normali alle zone franche (articoli 170, 176 e 181). L'attuazione dei sistemi di trattamento ante arrivo e ante partenza e l'istituzione di sistemi automatizzati di supporto coordinati e collegati tra loro per la gestione del rischio potrebbero richiedere un certo tempo negli Stati membri che ancora non utilizzano tali sistemi. Si propone pertanto che gli articoli 13, 36 bis, 36 ter, 182 bis e 182 ter, nella misura in cui richiedono sistemi elettronici, siano applicabili due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento.2003/0167 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce un codice doganale comunitarioIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 26, 95, 133 e 135,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C [...] del [...], pag. [...]visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [2],[2]  GU C [...] del [...], pag. [...]deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato,considerando quanto segue:(1) Il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario [3], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2700/2000 [4], fissa le norme relative al trattamento doganale delle merci importate o da esportare.[3]  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.[4]  GU L 311 del 12.12.2000, pag. 1.(2) È opportuno specificare le condizioni alle quali le informazioni fornite alla dogana dagli operatori economici possano essere comunicate ad altre autorità dello stesso Stato membro, ad altri Stati membri, alla Commissione o ad autorità di paesi terzi.(3) È necessario stabilire un livello uniforme di controllo doganale nella Comunità e garantire un'applicazione armonizzata dei controlli doganali da parte degli Stati membri. Occorre ricordare che tali controlli sono principalmente di competenza degli Stati membri. Essi devono essere basati su norme e criteri di rischio concordati per la selezione delle merci e degli operatori economici, al fine di minimizzare i rischi per la Comunità e i suoi cittadini. Gli Stati membri e la Commissione devono pertanto introdurre un quadro comunitario in materia di gestione del rischio, volto a sostenere un'impostazione comune che consenta un'efficace fissazione delle priorità e un'efficiente allocazione delle risorse al fine di mantenere un adeguato equilibrio tra controlli doganali e facilitazione del commercio legale. Tale quadro deve anche prevedere criteri comuni e obblighi uniformi per gli operatori autorizzati e garantire un'applicazione uniforme di tali criteri e obblighi. L'istituzione di un quadro comune a tutti gli Stati membri in materia di gestione del rischio non deve impedire loro di effettuare controlli delle merci a campione.(4) È opportuno che informazioni relative a rischi connessi a merci di importazione e di esportazione vengano scambiate tra le competenti amministrazioni degli Stati membri e la Commissione. Le informazioni da scambiare sono informazioni generali sul controllo delle merci piuttosto che informazioni specifiche riguardanti gli operatori o le spedizioni. A tal fine, occorre creare un sistema comune che consenta in condizioni di sicurezza alle autorità competenti di accedere a tali informazioni, di trasferirle e di scambiarle in maniera tempestiva ed efficace. Tali informazioni potranno anche essere scambiate con i paesi terzi qualora un accordo internazionale lo preveda.(5) Per consentire appropriati controlli basati sul rischio, occorre introdurre l'obbligo di fornire informazioni prima dell'arrivo o della partenza delle merci per tutte le merci che entrano nel territorio doganale della Comunità o ne escono, fatta eccezione per le merci che attraversano per via aerea o marittima tale territorio senza scalo nello stesso. Tali informazioni devono essere disponibili prima che le merci entrino nel territorio doganale della Comunità o ne escano. Possono essere fissati termini e regole diverse a seconda del tipo di merci, di trasporto e di operatore economico. Per evitare lacune nella sicurezza, questo obbligo deve essere prescritto anche per le merci introdotte in o estratte da una zona franca.(6) Occorre pertanto modificare il regolamento (CEE) n. 2913/92 di conseguenza,HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CEE) n. 2913/92 è così modificato:1. All'articolo 4, il n. 14 è sostituito dal seguente:"14) controlli doganali: atti specifici espletati dall'autorità doganale o in coordinamento con questa ai fini della corretta applicazione della legislazione doganale e delle altre legislazioni relative all'importazione o esportazione di merci, come la visita delle merci, il controllo dell'esistenza e dell'autenticità di documenti, l'esame della contabilità delle imprese e di altre scritture, il controllo dei mezzi di trasporto, il controllo del bagaglio, e di altra merce che le persone hanno con sé o su di sé, l'esecuzione di inchieste amministrative e di altri atti similari, volti a garantire l'osservanza della normativa doganale e, ove occorra, delle altre disposizioni applicabili alle merci sotto vigilanza doganale."2. All'articolo 4, sono aggiunti i punti seguenti:"(25) rischio: la probabilità che nella circolazione e nello scambio internazionali delle merci possa verificarsi un evento che minacci la sicurezza della Comunità, comporti un rischio per la salute pubblica, l'ambiente e i consumatori, o impedisca la corretta applicazione delle misure comunitarie o nazionali per quanto riguarda le merci che entrano nella Comunità o ne escono;(26) gestione del rischio: la sistematica identificazione e attuazione di tutte le misure necessarie per limitare l'esposizione ai rischi, in particolare attività quali raccolta di dati e informazioni, analisi e valutazione dei rischi, prescrizione e adozione di misure e regolare monitoraggio e riesame del processo e dei suoi risultati, sulla base di fonti e strategie internazionali, comunitarie e nazionali;(27) operatore economico autorizzato: un soggetto operante nella catena di fornitura degli scambi commerciali autorizzato dalle autorità doganali, che soddisfa i criteri specificati mediante la procedura del comitato, in particolare un adeguato livello di adempimento degli obblighi doganali, un soddisfacente sistema di gestione delle scritture commerciali e appropriate misure materiali di sicurezza. In tal modo, l'operatore autorizzato offre tutte le garanzie necessarie per un corretto e sicuro svolgimento delle operazioni e può quindi beneficiare di alcune semplificazioni, purché siano soddisfatte determinate condizioni. Lo status di operatore economico autorizzato è concesso per un certo periodo e periodicamente soggetto a riesame;"3. All'articolo 13, è aggiunto il comma seguente:"I controlli doganali si devono fondare sull'analisi dei rischi, al fine di identificare e quantificare i rischi e di definire le misure necessarie per effettuarne una valutazione, sulla base di criteri elaborati a livello nazionale e, se possibile, a livello comunitario o internazionale. Viene definito secondo la procedura del comitato un quadro comune in materia di gestione del rischio, che fissa il quadro organizzativo e la procedura per stabilire criteri comuni e settori di controllo prioritari. Gli Stati membri e la Commissione istituiscono sistemi automatizzati di supporto coordinati e collegati tra loro per l'attuazione della gestione del rischio. Controlli doganali ai fini della corretta applicazione della legislazione comunitaria possono essere effettuati in un paese terzo, qualora un accordo internazionale lo preveda."4. L'articolo 15 è sostituito dal seguente:"Articolo 151. Tutte le informazioni di natura riservata o fornite in via riservata sono coperte dal segreto d'ufficio e non sono divulgate dalle autorità competenti senza l'espressa autorizzazione della persona o dell'autorità che le ha fornite; la trasmissione delle informazioni è, tuttavia, consentita se le autorità competenti sono tenute o autorizzate a divulgare tali informazioni in virtù delle norme vigenti, segnatamente in materia di protezione dei dati, o nell'ambito di procedimenti giudiziari.2. Le autorità doganali, le autorità fiscali e le altre autorità competenti possono procedere allo scambio dei dati ricevuti nel contesto dell'importazione o esportazione di merci tra di loro, tra Stati membri e con la Commissione se ciò è necessario ai fini della procedura interessata, allo scopo di proteggere la sicurezza dei cittadini e delle imprese, o di individuare o impedire irregolarità. La comunicazione di dati riservati alle amministrazioni di paesi terzi è ammessa unicamente nel quadro di un accordo internazionale."5. Nel titolo III, capitolo 1 (Introduzione delle merci nel territorio doganale della Comunità), sono inseriti gli articoli seguenti:"Articolo 36 bis1. Prima dell'introduzione delle merci nel territorio doganale della Comunità, deve essere presentata una dichiarazione sommaria all'ufficio doganale di entrata. La presentazione di una notifica e l'accesso ai dati della dichiarazione sommaria sul sistema elettronico dell'operatore possono sostituire la presentazione di una dichiarazione sommaria, nonostante l'obbligo giuridico del dichiarante di presentare una dichiarazione in dogana. Se un ufficio doganale diverso da quello di entrata riceve tale dichiarazione, la trasmette senza indugio e per via elettronica all'ufficio doganale di entrata.2. Se è richiesta la presentazione di una dichiarazione in dogana dopo l'introduzione delle merci nel territorio doganale della Comunità, la dichiarazione doganale elettronica sostituisce la dichiarazione sommaria, purché sia presentata entro i termini prescritti per la dichiarazione sommaria. Se viene presentata una dichiarazione incompleta o semplificata, essa deve contenere i dati necessari.3. Il termine normale per la presentazione di una dichiarazione sommaria è di 24 ore prima della presentazione in dogana delle merci, tranne quando la durata del trasporto è più breve o quando un accordo internazionale prevede termini diversi. Si usa la procedura del comitato per determinare- una serie di dati e un formato comuni per la dichiarazione sommaria, ove possibile sulla base di norme internazionali,- termini speciali per alcuni tipi di traffico e di operatori economici, e- le condizioni alle quali si può derogare a tale disposizione, in particolare per quanto riguarda gli operatori economici autorizzati.4. Lo svincolo delle merci non può essere concesso prima della presentazione della dichiarazione sommaria o della dichiarazione in dogana.Articolo 36 ter1. La dichiarazione sommaria è presentata in forma elettronica conformemente alle specificazioni determinate secondo la procedura del comitato. Possono essere usate informazioni commerciali, portuali o relative al trasporto, purché contengano le indicazioni prescritte. L'autorità doganale può accettare dichiarazioni sommarie su carta in circostanze eccezionali e soltanto entro un periodo di due anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.2. La dichiarazione sommaria è presentata(a) dalla persona che introduce le merci nel territorio doganale della Comunità o dalla persona che provvede al trasporto delle merci ad introduzione avvenuta; o(b) dalla persona per conto della quale agiscono le persone di cui alla lettera (a); o(c) dal rappresentante, ai sensi dell'articolo 5, di una delle persone di cui alle lettere (a) e (b)."6. Nel titolo III, l'intestazione del capitolo 3 è sostituita dalla seguente: "Scarico delle merci presentate in dogana".7. L'articolo 40 è sostituito dal seguente:"Articolo 40Le merci che entrano nel territorio doganale della Comunità devono essere presentate in dogana dalla persona che ha introdotto le merci in tale territorio o, se del caso, dalla persona che provvede al trasporto delle merci ad introduzione avvenuta, fatta eccezione per i mezzi di trasporto che si limitano ad attraversare le acque territoriali o lo spazio aereo del territorio doganale senza fare scalo all'interno di tale territorio. Gli operatori economici autorizzati possono essere esonerati dall'obbligo di presentare le merci in dogana, purché abbiano presentato una dichiarazione sommaria o una dichiarazione in dogana conformemente agli articoli 36 bis e 36 ter."8. Gli articoli da 43 a 45 sono soppressi.9. L'articolo 170, paragrafo 2, è sostituito dal seguente:"2 Devono essere presentate all'autorità doganale e formare oggetto delle formalità doganali previste le merci:(a) che sono state vincolate ad un regime doganale e la cui entrata in una zona franca o in un deposito franco comporti l'appuramento di tale regime; tuttavia, la presentazione non è richiesta se il regime doganale in questione consente l'esonero dall'obbligo di presentare le merci;(b) che sono state collocate in una zona franca o in un deposito franco sulla base di una decisione di rimborso o di sgravio dei dazi all'importazione;(c) che beneficiano delle misure di cui all'articolo 166, lettera b);(d) che entrano in una zona franca o in un deposito franco direttamente dall'esterno del territorio doganale della Comunità, salvo quando l'operatore sia stato autorizzato a non presentare le merci e abbia presentato una dichiarazione sommaria o una dichiarazione in dogana conformemente agli articoli 36 bis e 36 ter."10. L'articolo 176, paragrafo 2, è sostituito dal seguente:"2. In caso di trasbordo di merci all'interno di una zona franca, i relativi documenti devono essere tenuti a disposizione dell'autorità doganale. Il magazzinaggio di breve durata, connesso a tale trasbordo di merci, è considerato parte di detto trasbordo.Per le merci introdotte in una zona franca direttamente dall'esterno del territorio doganale della Comunità o estratte da una zona franca per uscire direttamente dal territorio doganale della Comunità deve essere presentata una dichiarazione sommaria conformemente agli articoli 36 bis e 36 ter o 182 bis e 182 ter."11. L'articolo 181 è sostituito dal seguente:"Articolo 181L'autorità doganale accerta che siano rispettate le disposizioni in materia di esportazione o di riesportazione e le disposizioni del titolo V quando le merci vengano esportate o riesportate da una zona franca o da un deposito franco."12. All'articolo 182, paragrafo 3, prima frase, i termini "la riesportazione o" sono soppressi e la frase è sostituita dalla seguente: "Ad eccezione dei casi determinati secondo la procedura del comitato, la distruzione è preventivamente notificata all'autorità doganale."13. Nel titolo V (Merci che escono dal territorio doganale della Comunità) sono inseriti i seguenti articoli:"Articolo 182 bis1. Prima che le merci escano dal territorio doganale della Comunità, deve essere presentata una dichiarazione sommaria all'ufficio doganale di esportazione 24 ore prima della presentazione delle merci a tale ufficio, salvo che un accordo internazionale preveda termini diversi. La presentazione di una notifica e l'accesso ai dati della dichiarazione sommaria sul sistema elettronico dell'operatore economico possono sostituire la presentazione di una dichiarazione sommaria, nonostante l'obbligo giuridico del dichiarante di presentare una dichiarazione in dogana.2. Quando è richiesta una dichiarazione in dogana per l'esportazione o la riesportazione delle merci, la dichiarazione doganale elettronica sostituisce la dichiarazione sommaria, purché sia presentata entro i termini prescritti per la dichiarazione sommaria. Quando si usa una dichiarazione incompleta o semplificata, essa deve contenere i dati necessari.3. Si usa la procedura del comitato per determinare- una serie di dati e un formato comuni per la dichiarazione sommaria, ove possibile sulla base di norme internazionali,- termini speciali per alcuni tipi di traffico e per gli operatori economici autorizzati, e- le condizioni alle quali deve essere presentata e le condizioni alle quali si può derogare a tale disposizione, in particolare per quanto riguarda gli operatori economici autorizzati.Articolo 182 ter1. La dichiarazione sommaria è presentata in forma elettronica conformemente alle specificazioni determinate secondo la procedura del comitato. L'autorità doganale può accettare dichiarazioni sommarie su carta in circostanze eccezionali e soltanto entro un periodo di due anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento. Possono essere usati dati commerciali, portuali o relativi al trasporto, compreso l'accesso al sistema elettronico dell'operatore, purché contengano le indicazioni prescritte.2. Se non viene presentata una dichiarazione in dogana, viene presentata una dichiarazione sommaria(a) dalla persona che porta le merci fuori dal territorio doganale della Comunità o dalla persona che provvede al trasporto delle merci; o(b) dalla persona per conto della quale agiscono le persone di cui alla lettera (a); o(c) dal rappresentante di una delle persone di cui alle lettere (a) e (b)."Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. La dichiarazione elettronica e i sistemi automatizzati di supporto per l'attuazione della gestione del rischio, ai sensi degli articoli 13, 36 bis, 36 ter, 182 bis e 182 ter, nonché le disposizioni di applicazione del presente regolamento, devono essere messi in atto due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente[...] [...]&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;SCHEDA DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO  IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Denominazione della propostaProposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce un codice doganale comunitario (presentato dalla Commissione)Numero di riferimento del documentoLa proposta1. La Commissione ha competenza esclusiva per il corretto funzionamento dell'Unione doganale. In considerazione dell'attuale situazione politica, della minaccia terroristica e delle conseguenti esigenze di maggiore sicurezza nel commercio mondiale, nonché dell'opportunità di negoziare un accordo soddisfacente con gli Stati Uniti sul programma CSI (Container Security Initiative), è necessario introdurre nel codice doganale nuovi obblighi giuridici per gli operatori. Ciò avrà anche l'effetto di fornire una base credibile per i negoziati con gli Stati Uniti, nel contesto del CSI.Benché la Commissione preveda un completo riesame del codice doganale a seguito della comunicazione sull'iniziativa della dogana elettronica, occorre adottare urgentemente vari tipi di misure per far fronte alle esigenze di sicurezza derivanti dall'attuale situazione politica mondiale (e dal rischio di attacchi terroristici). Questo tra l'altro consentirà alla Commissione di avere una base giuridica per elaborare un sistema di gestione del rischio a livello comunitario in modo da garantire un livello uniforme di controllo negli Stati membri.L'adozione di tali misure, già necessaria oggi, è ancora più importante nell'ottica dell'allargamento, in quanto i controlli di sicurezza in grandi porti come Anversa e Rotterdam dipendono anche dalla qualità e dall'efficienza dei controlli doganali negli Stati membri in cui sono espletate le formalità per l'esportazione. Se non si prendono le misure necessarie, la sicurezza del commercio può essere compromessa con effetti negativi per gli operatori e per i cittadini all'interno e all'esterno della Comunità.L'impatto sulle imprese2. Ambito di incidenza della proposta:Saranno interessate le imprese che importano ed esportano merci da e verso paesi terzi;- settori di attività interessati: importatori, esportatori, spedizionieri, agenti doganali;- dimensioni delle imprese interessate (parte rappresentata dalle piccole e medie imprese): si stima che più del 30% delle PMI effettuino operazioni commerciali internazionali;- eventuali particolari aree geografiche della Comunità in cui sono concentrate tali imprese: in ogni Stato membro.3. Precisare gli obblighi imposti alle imprese per conformarsi alla propostaFornire informazioni alla dogana prima dell'importazione o esportazione di merci, entro un termine anteriore all'arrivo/partenza delle merci.4. Definire la prevedibile incidenza economica della proposta- sull'occupazione: nessuna- sugli investimenti e sulla costituzione di nuove imprese: nessuna- sulla competitività delle imprese:Lo svincolo delle merci sarà più rapido per gli operatori autorizzati e si ridurrà il tempo necessario per l'espletamento delle formalità doganali. D'altra parte, l'obbligo di fornire dati più accurati prima dell'importazione/esportazione, potrebbe comportare per gli operatori un onere supplementare. È pertanto prevista una fase transitoria.5. Indicare se la proposta contiene misure destinate a tener conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (esigenze più limitate o diverse , etc.)Le facilitazioni dipenderanno dal livello di conformità; le PMI possono ricorrere a prestatori di servizi.Consultazioni6. Elencare le organizzazioni consultate in merito alla proposta ed esporre le principali osservazioni.Tramite il gruppo di contatto per gli operatori istituito a fini di consultazione, sono state consultate le seguenti associazioni:- FTA (Foreign Trade Association)- UNICE- EUROCOMMERCE- EUROCHAMBERS- EUROPEAN SMALL BUSINESS ALLIANCE- CLECAT- OCEAN (Organisation de la Communauté Européenne des Avitailleurs de Navires)- Camera di commercio degli Stati Uniti- Rappresentanti delle compagnie aeree.Il principio non è stato sostanzialmente contestato, ma sono emerse preoccupazioni per quanto riguarda i termini ante arrivo/partenza e sono state chieste deroghe per alcuni tipi di trasporti e di operatori. La discussione è in corso e saranno previste delle eccezioni nel quadro delle disposizioni di applicazione del codice doganale.