CELEX: 62007TN0341
Language: it
Date: 2007-09-10 00:00:00
Title: Causa T-341/07: Ricorso proposto il 10 settembre 2007 — J. M. Sison/Consiglio

10.11.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 269/58
            
         Ricorso proposto il 10 settembre 2007 — J. M. Sison/Consiglio
   (Causa T-341/07)
   (2007/C 269/105)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrente: J. M. Sison (Utrecht, Paesi Bassi) (rappresentanti: avv.ti J. Fermon, A. Comte, H. Schultz. D. Gürses, W. Kaleck)
   
      Convenuto: Consiglio dell'Unione europea
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               Annullare parzialmente come di seguito specificato, ai sensi dell'art. 230 CE, la decisione del Consiglio 28 giugno 2007, 2007/445/CE, che attua l'art. 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2580/2001 relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il terrorismo e abroga le decisioni 2006/379/CE e 2006/1008/CE, e in particolare:
            
         
               —
            
            
               annullare l'art. 1, punto 1.33, della decisione in parola ai sensi del quale: «SISON, Jose Maria (pseudonimo Armando Liwanag, pseudonimo Joma, capo del Partito comunista delle Filippine incluso NPA) n. 8.2.1939 a Cabugao, Filippine»;
            
         
               —
            
            
               annullare parzialmente l'art. 1, punto 2.7, della menzionata decisione nella parte in cui menziona il nome del ricorrente: «Partito comunista delle Filippine, incluso New People's Army (NPA), Filippine, collegato a Sison José Maria C. (pseudonimo Armando Liwanag, pseudonimo Joma, capo del Partito comunista delle Filippine, incluso NPA)»;
            
         
               —
            
            
               dichiarare illegittimo, ai sensi dell'art. 241 CE, il regolamento (CE) del Consiglio 27 dicembre 2001, n. 2580, relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il terrorismo (GU L 344, pag. 70);
            
         
               —
            
            
               condannare la Comunità a risarcire al ricorrente, ai sensi degli artt. 235 e 288 CE, l'importo da determinarsi nella misura di EUR 291 427,97 oltre a EUR 200,87 mensili fino alla pronuncia della sentenza della Corte, inclusi gli interessi da ottobre 2002 fino al soddisfo;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con il ricorso in oggetto il ricorrente chiede l'annullamento parziale, ai sensi dell'art. 230 CE, della decisione del Consiglio 28 giugno 2007, 2007/445/CE (1), che attua l'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) No 2580/2001 (2) relativo a misure restrittive specifiche, contro determinate persone e entità, destinate a combattere il terrorismo e abroga le decisioni 2006/379/CE e 2006/1008/CE, nella parte in cui tale decisione include il Prof. Jose Maria Sison. Inoltre, il ricorrente chiede che si dichiari, in forza dell'art. 241 CE, l'illegittimità del regolamento del Consiglio n. 2580/2001, e presenta una domanda di risarcimento, ex artt. 235 CE e 288 CE, per i danni asseritamente subiti.
   A sostegno del suo ricorso il ricorrente espone i seguenti motivi:
   Egli sostiene che il Consiglio ha violato l'art. 253 CE per quanto riguarda la motivazione della sua decisione. A tale proposito, il ricorrente ritiene che il Consiglio sia incorso in un errore manifesto di valutazione quando è pervenuto alla decisione impugnata, dal momento che quest'ultima si basava su fatti e argomenti non comprovati. Oltre a ciò, secondo il ricorrente, la decisione di cui trattasi viola il principio di buona amministrazione. Inoltre, il ricorrente deduce che la decisione viola l'art. 2, n. 3, del regolamento n. 2580/2001 e l'art. 1, n. 4, della posizione comune 2001/931/PESC e contravviene al principio di proporzionalità. Il ricorrente sostiene poi che la decisione è contraria alla libera circolazione dei capitali, consacrata all'art. 56 CE. Infine, a giudizio del ricorrente la decisione è stata adottata in violazione dei principi generali di diritto comunitario derivanti dal principio dell'equo processo, dal diritto a un giudice imparziale, dal principio di presunzione di innocenza, dai diritti di difesa e dal diritto a essere sentiti, dal principio di legalità, dal diritto alla libertà di espressione, dal diritto di associazione nonché dal diritto di proprietà, previsti nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In conclusione, il ricorrente assume che il Consiglio ha commesso uno sviamento di potere per il fatto di aver incluso il ricorrente nell'elenco allegato alla decisione impugnata.
   
      (1)  GU L 169, pag. 58.
   
      (2)  GU L 344 del 28.12.2001, pag. 70.