CELEX: C2000/047/03
Language: it
Date: 2000-02-19 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 11 novembre 1999 nella causa C-48/98 (domanda di pronuncia pregiudiziale del Finanzgericht di Brema): Firma Söhl & Söhlke contro Hauptzollamt Bremen ("Codice doganale comunitario e regolamento d'attuazione — Superamento dei termini di sdoganamento di merci extracomunitarie in custodia temporanea — Nozione di inadempimento senza conseguenze sul corretto funzionamento della custodia temporanea o del regime doganale considerato — Proroga del termine — Nozione di manifesta negligenza")

C 47/2                   IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               19.2.2000
sensi dell’art. 7 della direttiva del Consiglio 4 maggio 1976,                richt di Brema (Germania), nella causa dinanzi ad esso pendente
76/464/CEE, concernente l’inquinamento provocato da certe                     tra Firma Söhl & Söhlke e lo Hauptzollamt Bremen, domanda
sostanze pericolose scaricate nell’ambiente idrico della Comu-                vertente sull’interpretazione degli artt. 49, 204 e 239 del
nità (GU L 129, pag. 23), programmi comprendenti obiettivi                    regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913,
di qualità per ridurre l’inquinamento provocato dalle sostanze                che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302,
di cui all’elenco II dell’allegato alla suddetta direttiva, è venuta          pag. 1) e 212 bis del regolamento n. 2913/92, come modifica-
meno agli obblighi che le incombono in forza del Trattato CE,                 to dal regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio
la Corte (Sesta Sezione), composta dai signori R. Schintgen,                  19 dicembre 1996, n. 82/97, (GU 1997 L 17, pag. 1), sulla
presidente della Seconda Sezione, facente funzione di presiden-               validità e sull’interpretazione dell’art. 859 nonché sull’interpre-
te della Sesta Sezione (relatore), G. Hirsch e H. Ragnemalm,                  tazione degli artt. 900 e 905 del regolamento (CEE) della
giudici; avocato generale: J. Mischo; cancelliere: signora D. Lou-            Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, che fissa talune disposi-
terman-Hubeau, amministratore principale, ha pronunciato                      zioni d’applicazione del regolamento n. 2913/92 (GU L 253,
l’11 novembre 1999 una sentenza il cui dispositivo è del                      pag. 1), come modificato dall’art. 1, punto 29), del regolamen-
seguente tenore:                                                              to (CE) della Commissione del 19 dicembre 1994, n. 3254
                                                                              (GU L 346, pag. 1), la Corte (Sesta Sezione), composta dai
1) Non avendo adottato, ai sensi dell’art. 7 della direttiva del              signori R. Schintgen (relatore), presidente della Seconda Sezio-
     Consiglio 4 maggio 1976, 76/464/CEE, concernente l’inquina-              ne, facente funzione di presidente della Sesta Sezione,
     mento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell’am-          P.J.G. Kapteyn e H. Ragnemalm, giudici, avvocato generale:
     biente idrico della Comunità, programmi comprendenti obiettivi           F.G. Jacobs, cancelliere: H. von Holstein, cancelliere aggiunto,
     di qualità allo scopo di ridurre l’inquinamento provocato da             ha pronunciato l’11 novembre 1999 una sentenza il cui
     99 sostanze rientranti nell’elenco I dell’allegato alla suddetta         dispositivo è del seguente tenore:
     direttiva, sostanze che, secondo il primo trattino dell’elenco II,
     devono essere trattate come sostanze dell’elenco II, la Repubblica
     federale di Germania è venuta meno agli obblighi ad essa
     incombenti in forza della direttiva stessa.                              1) L’art. 859 del regolamento (CEE) della Commissione 2 luglio
                                                                                  1993, n. 2454, che fissa talune disposizioni d’applicazione del
2) La Repubblica federale di Germania è condannata alle spese.                    regolamento (CEE) del Consiglio, n. 2913/92, che istituisce un
                                                                                  codice doganale comunitario, contiene una disciplina compiuta e
                                                                                  validamente istituita delle inadempienze di cui all’art. 204, n. 1,
(1) GU C 212 del 12.7.1997.                                                       lett. a), del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992,
                                                                                  n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario, che
                                                                                  «non hanno avuto in pratica alcuna conseguenza sul corretto
                                                                                  funzionamento della custodia temporanea o del regime doganale
                                                                                  considerato».
                    SENTENZA DELLA CORTE
                                                                              2) a) Le espressioni utilizzate nella versione in lingua tedesca degli
                           (Sesta Sezione)                                              artt. 212 bis del regolamento n. 2913/92, come modificato
                                                                                        dal regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio
                         11 novembre 1999                                               19 dicembre 1996, n. 82/97, 239 del regolamento
                                                                                        n. 2913/92 e 859 del regolamento n. 2454/93 per qualifi-
nella causa C-48/98 (domanda di pronuncia pregiudiziale                                 care la negligenza hanno un unico e medesimo significato.
del Finanzgericht di Brema): Firma Söhl & Söhlke contro                                 Nella versione tedesca tali espressioni devono essere intese
                      Hauptzollamt Bremen (1)                                           come aventi ad oggetto la «offensichtliche Fahrlässigkeit»
                                                                                        (manifesta negligenza).
(«Codice doganale comunitario e regolamento d’attuazione
— Superamento dei termini di sdoganamento di merci
extracomunitarie in custodia temporanea — Nozione di                              b) È impossibile concludere nel senso di escludere la manifesta
inadempimento senza conseguenze sul corretto funzionamen-                               negligenza di cui all’art. 239, n. 1, secondo trattino, del
to della custodia temporanea o del regime doganale considera-                           regolamento n. 2913/92, qualora l’obbligazione doganale
to — Proroga del termine — Nozione di manifesta negligen-                               sia sorta conformemente all’art. 204, n. 1, lett. a), del
                                  za»)                                                  regolamento n. 2913/92 in seguito ad un comportamento
                                                                                        costitutivo di una manifesta negligenza ai sensi dell’art. 859,
                           (2000/C 47/03)                                               secondo trattino, del regolamento n. 2454/93.
                     (Lingua processuale: il tedesco)
                                                                                   c) Per valutare se vi sia «manifesta negligenza» ai sensi
                                                                                        dell’art. 239, n. 1, secondo trattino, del regolamento
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella                 n. 2913/92, occorre tener conto, in particolare, della com-
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                              plessità delle disposizioni il cui inadempimento ha fatto
                                                                                        sorgere l’obbligazione doganale, nonché dell’esperienza pro-
Nella causa C-48/98, avente ad oggetto la domanda di                                    fessionale e della diligenza dell’operatore. Spetta al giudice
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte ai sensi del-                               nazionale valutare, sulla scorta di tali criteri, se vi sia o no
l’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE) dal Finanzge-                         manifesta negligenza da parte dell’operatore economico.
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3) Il diritto comunitario non osta a che un giudice nazionale valuti               solo perché si trova nella situazione di cui all’art. 900, n. 1,
   in completa autonomia se la condizione stabilita all’art. 859,                  lett. o), del regolamento n. 2454/93, come modificato dal-
   punto 1), del regolamento n. 2454/93, vale a dire che avrebbe                   l’art. 1, punto 29), del regolamento n. 3254/94.
   dovuto essere concessa una proroga del termine, è soddisfatta
   quando una domanda di proroga del termine presentata in tempo              (1) GU C 137 del 2.5.1998.
   utile è stata respinta dalle autorità doganali con provvedimento
   divenuto definitivo.
4) a) Solo le circostanze atte a porre il richiedente in una situazione
        eccezionale rispetto ad altri operatori economici che svolgono                             SENTENZA DELLA CORTE
        la stessa attività possono giustificare una proroga del termine
        di cui all’art. 49, n. 1, del regolamento n. 2913/92. Simili                                     (Quinta Sezione)
        circostanze possono essere rappresentate da fatti straordinari
        che, sebbene non estranei all’operatore economico, non                                          11 novembre 1999
        rientrano tra gli accadimenti ai quali è confrontato ogni
        operatore economico nell’esercizio della propria professione.         nella causa C-315/98: Commissione delle Comunità euro-
        Spetta alle autorità doganali ed ai giudici nazionali valutare,                        pee contro Repubblica italiana (1)
        nei casi specifici, se sussistano circostanze del genere.
                                                                                 («Inadempimento di uno Stato — Direttiva 95/21/CE»)
                                                                                                          (2000/C 47/04)
   b) Il diritto comunitario non osta a che un operatore economico
        presenti una sola domanda di proroga del termine prescritto
        per assegnare una destinazione doganale a merci che hanno                                   (Lingua processuale: l’italiano)
        formato oggetto di più dichiarazioni sommarie. Tuttavia,
        anche nel caso di una domanda unica, una proroga del
        termine può essere accordata solo in relazione alle merci per
        le quali il termine prescritto per l’assegnazione di una              Nella causa C-315/98, Commissione delle Comunità europee
        destinazione doganale non è ancora trascorso.                         (agenti: signor B. Mongin e signora L. Pignataro) contro Repub-
                                                                              blica italiana (agente: professor Umberto Leanza, assistito dal
                                                                              signor D. Del Gaizo), avente ad oggetto il ricorso diretto a far
                                                                              dichiarare che, non avendo adottato le disposizioni legislative,
5) L’art. 900, n. 1, lett. o), del regolamento n. 2454/93, come               regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi
   modificato dall’art. 1, punto 29), del regolamento (CE) della              alla direttiva del Consiglio 19 giugno 1995, 95/21/CE, relativa
   Commissione del 19 dicembre 1994, n. 3254, si applica ai casi              all’attuazione di norme internazionali per la sicurezza delle
   in cui le merci avrebbero potuto beneficiare del trattamento               navi, la prevenzione dell’inquinamento e le condizioni di vita
   comunitario o di un trattamento doganale preferenziale, ma non             e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti
   ai casi in cui le merci avrebbero potuto fruire di altre agevolazioni.     comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione
                                                                              degli Stati membri (controllo dello Stato di approdo) (GU
                                                                              L 157, pag. 1), la Repubblica italiana è venuta meno agli
6) A fronte di una domanda di rimborso fondata sull’art. 900,                 obblighi che le incombono in forza di detta direttiva e del
   n. 1, lett. o), del regolamento n. 2454/93, come modificato                Trattato CE, la Corte (Quinta Sezione), composta dai signori
   dall’art. 1, punto 29), del regolamento n. 3254/94, l’ammini-              D.A.O. Edward, presidente di sezione, J.C. Moitinho de Almei-
   strazione doganale o il giudice nazionale sono tenuti, qualora             da, L. Sevón (relatore), C. Gulmann e J.-P. Puissochet, giudici;
   non possano concedere il rimborso richiesto in forza di questa             avvocato generale: F.G. Jacobs, cancelliere: R. Grass, ha pro-
   disposizione, ad esaminarne d’ufficio la fondatezza avuto riguar-          nunciato, l’11 novembre 1999, una sentenza il cui dispositivo
   do alle altre disposizioni dell’art. 900 e degli artt. 901-904 del         è del seguente tenore:
   regolamento n. 2454/93. Qualora l’autorità adita non sia in                1) Non avendo adottato nel termine prescritto le disposizioni
   grado, alla luce dei motivi che le sono stati addotti, di prendere              legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per confor-
   una decisione di rimborso o sgravio dei dazi in base all’art. 899               marsi alla direttiva del Consiglio 19 giugno 1995, 95/21/CE,
   del regolamento n. 2454/93, essa è tenuta a verificare d’ufficio                relativa all’attuazione di norme internazionali per la sicurezza
   se esistano elementi di giustificazione «tali da costituire una                 delle navi, la prevenzione del l’inquinamento e le condizioni di
   situazione particolare risultante da circostanze che non implicano              vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei porti
   alcuna manovra fraudolenta o negligenza manifesta da parte                      comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli
   dell’interessato», ai sensi dell’art. 905, n. 1, del regolamento                Stati membri (controllo dello Stato di approdo), la Repubblica
   n. 2454/93, che necessitano dell’esame della pratica da parte                   italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza
   della Commissione.                                                              di detta direttiva.
                                                                              2) La Repubblica italiana è condannata alle spese.
7) L’autorità doganale o il giudice nazionale, dovendosi pronunciare
   su di una domanda di rimborso o di sgravio dei dazi all’importa-           (1) GU C 327 del 24.10.1998.
   zione o dei dazi all ’esportazione, non possono considerare che
   l’interessato non ha agito con frode o con manifesta negligenza