CELEX: 31981D1056
Language: it
Date: 1981-12-14 00:00:00
Title: 81/1056/CEE: Decisione del Consiglio, del 14 dicembre 1981, che adotta la relazione annuale sulla situazione economica della Comunità e fissa gli orientamenti di politica economica per il 1982

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31981D1056

81/1056/CEE: Decisione del Consiglio, del 14 dicembre 1981, che adotta la relazione annuale sulla situazione economica della Comunità e fissa gli orientamenti di politica economica per il 1982  

Gazzetta ufficiale n. L 385 del 31/12/1981 pag. 0001

++++CONSIGLIO  DECISIONE DEL CONSIGLIO  del 14 dicembre 1981  che adotta la relazione annuale sulla situazione economica della Comunità e fissa gli orientamenti di politica economica per il 1982  ( 81/1056/CEE )  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea ,  vista la decisione 74/120/CEE del Consiglio , del 18 febbraio 1974 , relativa alla realizzazione di un grado elevato di convergenza delle politiche economiche degli Stati membri della Comunità economica europea ( 1 ) , modificata dalla decisione 75/787/CEE ( 2 ) , in particolare l ' articolo 4 ,  vista la proposta della Commissione ,  visto il parere del Parlamento europeo ( 3 ) ,  visto il parere del Comitato economica e sociale ( 4 ) ,  considerando che non sono disponibili i dati necessari all ' adesione degli orientamenti di politica economica che la Repubblica ellenica deve seguire per il 1982 e che quindi occorre completare al più presto possibile la presente decisione con la determinazione di detti orientamenti , ed eventualmente rivederla allo stesso tempo ,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :  Articolo 1  Il Consiglio adotta la relazione annuale sulla situazione economica della Comunità ( 1981 ) , che figura al punto 2 dell ' allegato e fissa gli orientamenti che gli Stati membri devono seguire nella politica economica per il 1982 quali figurano nei punti 3 , 4 e 5 dell ' allegato .  Articolo 2  Al più presto possibile il Consiglio completa la presente decisione con la fissazione degli orientamenti che la Repubblica ellenica deve seguire nella sua politica economica per l ' anno 1982 ed eventualmente rivede tutta la presente decisione in funzione di detti orientamenti .  Articolo 3  Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione .  Fatto a Bruxelles , addì 14 dicembre 1981 .  Per il Consiglio  Il Presidente  G . HOWE  ( 1 ) GU n . L 63 del 5 . 3 . 1974 , pag . 16 .  ( 2 ) GU n . L 330 del 24 . 12 . 1975 , pag . 52 .  ( 3 ) GU n . C 327 del 14 . 12 . 1981 , pag . 39 .  ( 4 ) Parere reso il 25 novembre 1981 ( non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale ) .  ALLEGATO  RELAZIONE ECONOMICA ANNUALE 1981 - 1982  1 . PREMESSA  La presente « Relazione economica annuale 1981-1982 » , proposta dalla Commissione , è presentata alle istituzioni comunitarie conformemente alla decisione del Consiglio del 1974 ( 1 ) relativa alla realizzazione di un grado elevato di convergenza delle politiche economiche degli Stati membri . Nel corso del quarto trimestre di ogni anno il Consiglio adotta , su proposta della Commissione , e previa consultazione del Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale , una relazione annuale sulla situazione economica nella Comunità e fissa gli orientamenti di politica economica che ciascuno Stato membro deve seguire .  2 . EVOLUZIONE RECENTE E PROSPETTIVE  i ) 1981 : assorbire il secondo shock petrolifero nell ' instabilità del dollaro  Appare attualmente probabile che nel 1981 il PIL in volume sarà , nella migliore delle ipotesi , dello stesso ordine di grandezza del 1980 , mentre nella relazione dell ' anno scorso la Commissione prevedeva una crescita dello 0,6 % ( vedi tabella 1 ) . La recessione è durata due trimestri di più del previsto .  La causa principale di tale divario fra previsioni e risultati risiede nel forte apprezzamento del dollaro e la connessa ascesa dei tassi di interesse mondiali . Le ipotesi soggiacenti alle previsioni dello scorso anno includevano , in effetti , un certo apprezzamento del dollaro nei confronti dell ' ECU , ma l ' aumento del 34 % che si è registrato nell ' arco dei dodici mesi sino al settembre 1981 è stato ben più ampio di quanto ci si aspettasse . Inoltre , per il 1981 era atteso un calo , e non un rialzo , dei tassi di interesse .  Di conseguenza i prezzi delle importazioni comunitarie dovrebbero registrare nel 1981 un aumento ancora più rapido di quello del 1980 ( 16,5 % contro 14,5 % ) , con un peggioramento più marcato delle ragioni di scambio ( 4 % contro il 3 % ) . In questo senso l ' apprezzamento del dollaro nel 1981 è stato dello stesso ordine di grandezza del secondo shock petrolifero del 1980 ( sebbene il fenomeno sia ben diverso sotto altri aspetti , ad esempio nei suoi effetti sulla domanda e la competitività ) .  Il prezzo del petrolio nel 1981 si è attestato intorno alla media di 35 dollari il barile , vicino all ' ipotesi formulata nelle previsioni dell ' anno scorso . Le fluttuazioni dei tassi di cambio non hanno interamente impedito alla Comunità di beneficiare della stabilizzazione del prezzo del petrolio : un dollaro più debole avrebbe probabilmente anche allentato le spinte alla stabilizzazione del prezzo nominale del petrolio .  In seguito all ' impennata dei prezzi all ' importazione , si prevede che l ' aumento dei prezzi al consumo risulti nel 1981 molto più rapido del previsto ( 11,3 % rispetto al 9,7 % ) , nonostante la moderata ascesa dei redditi da lavoro dipendente . Non c ' è pertanto stato alcun progresso complessivo nel ridurre l ' inflazione nel 1981 . La compressione dei redditi delle famiglie ha ingenerato un basso livello di risparmi privati , nonchù una leggera flessione del livello reale dei consumi privati rispetto al previsto aumento del 2 % . Anche gli investimenti e la costituzione delle scorte hanno registrato un andamento più debole del previsto , certamente per effetto del livello estremamente elevato dei tassi di interesse .  TABELLA I  L ' economia della Comunità , 1960-1982  Anni * PIL a prezzi costanti * Incremento delle produttività * Aumento dei prezzi al consumo * Retribuzione per occupato * Saldo della bilancia corrente * Indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche * Tasso di risparmio delle famiglie * Espansione della massa monetaria M2/M3 * Disoccupati sulla popolazione attiva civile * % ( 3 ) * % ( 4 ) * % ( 3 ) * % ( 3 ) * % PIL * % PIL * % * % ( 5 ) * % *  1960-1969 * 5,0 * 4,8 * 3,4 * 8,4 * 0,4 * - 0,4 * * 8,0 * 2,1 *  1970-1979 * 3,3 * 2,9 * 8,8 * 13,0 * 0,1 * - 2,4 * 13,8 * 13,8 * 3,8 *  1979 * 3,4 * 2,6 * 9,6 * 10,6 * - 0,5 * - 3,6 * 17,1 * 11,9 * 5,4 *  1980 * 1,1 * 0,9 * 11,8 * 13,4 * - 1,4 * - 3,5 * 16,3 * 10,5 * 6,0 *  1981 ultima relazione ( 1 ) * ( 0,6 ) * ( 0,9 ) * ( 9,7 ) * ( 10,3 ) * ( - 1,2 ) * ( - 3,9 ) * ( 16,9 ) * ( 9,0 ) * ( 6,8 ) *  1981 presente relazione * - 0,5 * 0,8 * 11,3 * 11,5 * - 1,2 * - 4,4 * 16,2 * 11,2 * 7,8 *  1982 ( 2 ) * 2,0 * 2,1 * 10,4 * 10,8 * - 0,9 * - 4,1 * 16,1 * 9,9 * 8,5 *  Semestri * * * * * * * * * *  1981 I * - 0,2 * 1,3 * 12,1 * : * - 1,3 * : * : * : * 7,4 *  1981 II ( 2 ) * 1,1 * 2,3 * 11,1 * : * - 1,2 * : * : * : * 8,2 *  1982 I ( 2 ) * 2,2 * 2,0 * 10,8 * : * - 1,0 * : * : * : * 8,5 *  1982 II ( 2 ) * 2,7 * 2,2 * 9,8 * : * - 0,9 * : * : * : * 8,6 *  ( 1 ) 15 ottobre 1980 .  ( 2 ) Previsioni dei servizi della Commissione sulla base delle politiche in atto o previste .  ( 3 ) Variazioni percentuali rispetto al periodo precedente .  ( 4 ) Per occupato , insieme dell ' economica .  ( 5 ) Fine periodo , variazione su dodici mesi precedenti .  Tuttavia , il netto miglioramento della posizione concorrenziale , in termini di prezzi , della Comunità sui mercati internazionali ha generato un certo spostamento compensativo della domanda : le esportazioni verso i mercati dei paesi terzi dovrebbero registrare un aumento del 4,5 % nel complesso del 1981 , contro il 2,5 % previsto l ' anno scorso . Nonostante il deterioramento delle ragioni di scambio , il disavanzo delle partite correnti si manterrà nel 1981 ad un livello prossimo a quello del 1980 .  L ' indebolimento dell ' attività produttiva e l ' espansione delle forze di lavoro hanno altresì provocato un aumento del tasso di disoccupazione ; va però notato che il tasso del 7,8 % attualmente stimato per l ' insieme del 1981 supera il livello precedentemente previsto ( 6,8 % ) in misura superiore a quanto si sarebbe potuto attendere sulla base del rapporto produzione-occupazione osservato nel passato .  Per quanto riguarda i risultati di politica economica , sembra probabile che la massa monetaria registri nel 1981 un aumento dell ' 11 % nella Comunità nel suo complesso , rispetto al 9 % previsto nell ' ultima relazione annuale . La Germania federale ha rispettato il proprio obiettivo monetario , mentre altri paesi tendono a sorpassare il tasso di crescita previsto nell ' ultima relazione annuale .  Sul fronte delle politica di bilancio , il ritardo della ripresa ha innescato tendenze automatiche alla dilatazione dei disavanzi , con più contenuti aumenti delle entrate fiscali e maggiori spese , soprattutto per indennità di disoccupazione e il pagamento degli interessi . Si stima che tali fattori abbiano dilatato il disavanzo per un ammontare pari a circa 1,5 % del PIL , ma le autorità sono intervenute con provvedimenti restrittivi per contenere tale aumento a circa 1 % del PIL , di modo che il disavanzo ammonta in media al 4,4 % del PIL rispetto al 3,9 % previsto nell ' ultima relazione annuale .    Il Sistema monetario europeo ha continuato a funzionare in modo soddisfacente nel 1980-1981 , nella misura in cui la variabilità dei tassi di cambio è restata sostanzialmente inferiore a quella degli ultimi dieci anni ( vedi tabella 2 ) . I due riallineamenti dei tassi centrali decisi il 22 marzo e il 4 ottobre 1981 ( vedi tabella 3 ) hanno confermato la capacità del sistema di procedere a degli aggiustamenti in modo ordinato e in base a criteri economici di fondo , evitando nel contempo movimenti dei tassi erratici o irrazionali .  La convergenza dei fattori economici di fondo è risultata molto più debole , e in effetti del tutto inadeguata . La divergenza dei tassi d ' inflazione ( misurata dallo scarto quadratico medio degli  TABELLA 2  Indicatori di convergenza e divergenza nella Comunità , 1960-1982  Anni * PIL pro capite della popolazione totale ( c.v . ) * Parità dei poteri di acquisto * Tassi di cambio di mercato * Variazione % prezzi al consumo ( s.q.m . ) * Variazione % del deflatore del PIL ( s.q.m . ) * Variazione dei tassi di cambio ( media ) ( 1 ) * Comunità dei Dieci * Sistema monetario europeo * Indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in % del PIL ( s.q.m . ) * Variazione % della massa monetaria ( s.q.m . ) *  1960-1970 * 12,4 * 18,8 * 1,4 * 1,7 * 1,1 * 1,0 * 1,9 * 3,3 *  1970-1980 * 14,6 * 26,4 * 3,6 * 4,3 * 4,0 * 3,7 * 3,7 * 5,1 *  1979 * 15,7 * 29,5 * 4,8 * 4,9 * 2,7 * 1,8 * 3,7 * 5,4 *  1980 * 15,2 * 23,6 * 6,2 * 6,2 * 4,6 * 2,4 * 3,9 * 4,9 *  1981 * 15,3 * 20,9 ( 3 ) * 6,0 * 6,1 * 3,2 ( 2 ) * 2,1 ( 2 ) * 4,4 * 3,9 *  1982 ( previsione ) * 15,8 * - * 5,5 * 5,6 * - * - * 4,4 * 3,8 *  Abbreviazioni :  c.v . = coefficiente di variazione ( scarto quadratico medio diviso per la media ) .  s.q.m . = deviazione standard o scarto quadratico medio .  ( 1 ) Media delle variazione delle singole valute contro l ' ECU registrate nell ' anno precedente .  ( 2 ) Primo semestre dell ' anno .  ( 3 ) Ai tassi di cambio della metà del 1981 .  Fonte : Servizi della Commissione .  aumenti dei prezzi al consumo ) è salita nel 1980-1981 ad un livello ancora superiore a quello raggiunto nel 1975-1976 dopo il primo shock  petrolifero . Nel 1980 e 1981 le politiche di bilancio hanno evidenziato maggiori divergenze ( come indicato nella tabella 2 dallo scarto quadratico medio dell ' indebitamento netto delle amministrazione pubbliche in percentuale del PIL ) rispetto alla media del precedente decennio e ancor più rispetto agli anni 60 . Sebbene sia normale attendersi delle differenze strutturali nei bilanci pubblici dei diversi paesi , sostanziali disparità nelle reazioni delle politiche fiscali ad uno shock come quello indotto dagli aumenti del prezzo del petrolio difficilmente si conciliano con l ' obiettivo di stabilità dei tassi di cambio nello SME . Persistono inoltre tuttora differenze nel grado di assorbimento del primo shock petrolifero nei livelli dei salari reali .  ii ) 1982 : prospettive di ripresa  Le prospettive per il 1982 sono influenzate tra tre fattori principali : la natura della ripresa congiunturale che dovrebbe svilupparsi tra i prossimi mesi e la metà del 1982 , la natura dei principali rischi che incombono su questa prospettiva a breve termine , nonchù le caratteristiche del sentiero di sviluppo a medio termine sul quale l ' economia europea dovrebbe trovarsi entro la fine del 1982 .  Sembra attualmente delinearsi l ' inizio di una certa ripresa ciclica . Indicazioni in questo senso si possono trarre dai risultati delle inchieste congiunturali della Comunità , anche se si prevede che il ritmo della ripresa sarà ancora modesto . Nel 1982 il PIL dovrebbe aumentare nel complesso del 2 % circa rispetto al 1981 , con una lieve accelerazione della crescita in corso d ' anno ( 2,5-3 % ) . Le esportazioni dovrebbero essere la componente più dinamica della domanda ( + 6 % ) , mentre la domanda interna è prevista aumentare solo dell ' 1,5 % . Il ritmo di aumento dei prezzi al consumo dovrebbe rallentare a circa il 10,5 % nell ' arco dell ' anno , e il disavanzo di parte corrente della bilancia dei pagamenti dovrebbe scendere allo 0,9 % del PIL . L ' espansione della massa monetaria dovrebbe lievemente rallentare mentre , sulla base dei bilanci di previsione sinora noti , si prevede che l ' indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche registri mediamente una lieve contrazione scendendo al 4,1 % del PIL . La disoccupazione dovrebbe stabilizzarsi nel secondo semestre del 1982 ad un livello dell ' 8,5 % circa .  Al di là della ripresa congiunturale dei prossimi dodici mesi , e nell ' ipotesi che si possano evitare ulteriori shock perturbatori si tratterà di vedere se l ' economia comunitaria si sarà immessa su una traiettoria di crescita che sia nel contempo durevole e sufficientemente sostenuto per assorbire la disoccupazione . La risposta a questo interrogativo è però tutt ' altro che univoca . L ' ultima ripresa ciclica ( 1978-1979 ) si è interrotta dopo due anni d crescita del 3,5 % , riuscendo appena a stabilizzare il livello della disoccupazione in tale periodo . Sebbene tale interruzione fosse direttamente imputabile al secondo shock petrolifero , resta il fatto che il grado di utilizzazione della capacità produttiva era alto in  TABELLA 3  Riallineamenti dei tassi centrali nello SME , 1981  Moneta * Rivalutazione ( + ) o svalutazione ( - ) dei tassi centrali bilaterali * 22 marzo 1981 * 4 ottobre 1981 * Variazione del tasso di cambio effettivo derivante del mutamento del tasso centrale ( 2 ) * 22 marzo 1981 * 4 ottobre 1981 *  DM * 0 * + 5,5 * + 1,4 * + 5,9 *  Fl * 0 * + 5,5 * + 0,6 * + 3,7 *  Dkr * 0 * 0 * + 0,9 * - 2,5 *  FB/FLux * 0 * 0 * + 0,6 * - 1,8 *  £ Irl * 0 * 0 * + 0,6 * - 1,4 *  FF * 0 * - 3 * + 1,8 * - 4,5 *  Lit * - 6 * - 3 * - 6,0 * - 4,6  ( £ ) ( 1 ) * ( + 22,7 ) * ( - 9,9 ) * - * - *  ( 1 ) La sterlina inglese entra nella composizione dell ' ECU , ma non partecipa al meccanismo di cambio dello SME . Per motivi tecnici , alla sterlina viene attribuito un tasso centrale teorico nel sistema , e ad ognuno dei due riallineamenti questo tasso è stato allineato al tasso di mercato della sterlina contro una moneta di riferimento , osservato alla vigilia del riallineamento ( il 22 marzo il fiorino olandese e il 4 ottobre la corona danese ) .  ( 2 ) Contro monete partecipanti al meccanismo di cambio dello SME .  molte industrie , in seguito ad un grave sottoinvestimento . I fatti forniscono un chiaro avvertimento : affinchù la disoccupazione venga riassorbita , la fase di ripresa ciclica dovrà essere accompagnata da fondamentali mutamenti delle strutture delle economie e da un notevole impegno delle parti sociali .  3 . ORIENTAMENTI DELLA POLITICA ECONOMICA DELLE COMUNITÀ  Gli orientamenti della politica economica della Comunità nel prossimo futuro si articolano su tre punti :  i ) problemi immediati che derivano dalla situazione monetaria internazionale e susseguenti al riallineamento SME del 4 ottobre 1981 . Oltre a questioni che richiedono un intervento continuo della politica monetaria , ciò riguarda l ' approvazione dei bilanci e , in vari casi , la fissazione degli obiettivi monetari per il 1982 , e , in generale , i negoziati salariali per il rinnovo dei contratti collettivi ;  ii ) quali sono i miglioramenti da apportare al quadro istituzionale ed ai principi fondamentali della politica economica , per invertire in particolare la tendenza divergente delle politiche di bilancio e dell ' andamento dei costi degli Stati membri ;  iii ) come soddisfare negli anni a venire il fabbisogno fondamentale da parte della Comunità di più elevati livelli di investimento e di creazione di posti di lavoro competitivi .  i ) Problemi immediati di politica economica a seguito del riallineamento di ottobre nello SME  Il riallineamento dei tassi centrali SME del 4 ottobre 1981 è stato un atto di buona gestione del sistema . Mentre le divergenze che lo hanno provocato vanno combattute con maggiore efficacia , l ' aggiustamento è stato compiuto in piena osservanza del regole del sistema ; i paesi partecipanti restano riparati da movimenti erratici o eccessivi dei propri tassi di cambio reciproci . Per l ' immediato futuro , la politica economica va adattata in due sensi :  a ) la Comunità deve prefissarsi una strategia in grado di operare con successo in un contesto monetario internazionale estremamente turbolento ;  b ) le politiche economiche nazionali vanno ideate in modo da sfruttare con successo i cambiamenti nei tassi di cambio e porre la Comunità su un sentiero di crescita più sicuro nel corso dell ' anno a venire .  Affinchù la strategia per il 1982 abbia successo è necessario che le politiche nazionali siano fissate nella Comunità in modo tale da sostenere questi elementi della politica esterna ed assicurare la coerenza tra Stati membri , alla luce del riallineamento nello SME e della necessità di una maggiore convergenza .  Questo compito è in pratica estremamente complesso e tocca necessariamente questioni controverse . Le principali decisioni stanno per essere prese in vari ambiti : quello dei bilanci di previsione per il 1982 , alcuni dei quali sono già all ' esame dei parlamenti nazionali ; quello della fissazione , nel corso dell ' autunno , degli obiettivi monetari per il 1982 in alcuni dei principali paesi membri , e infine nell ' ambito degli imminenti negoziati per il rinnovo dei principali contratti collettivi - la cui durata è in alcuni casi di un anno come in Germania , in altri di tre anni come in Italia . La complessità deriva dal fatto che , in una politica comunitaria ottimale , queste tre principali variabili decisionali - bilanci , moneta e redditi - dovrebbero essere fissate in modo reciprocamente coerente sia all ' interno dei singoli paesi che tra i vari paesi . Inoltre , varie istituzioni di diverso tipo intervengono su tali variabili , il che è comprensibile ( sui problemi istituzionali torneremo nella sezione successiva ) .  Una prima peculiarità delle prospettive per il 1982 risiede nella correlazione tra politiche di bilancio e politiche monetarie . Nelle circostanze attuali , gli effetti di stimolo dell ' attività economica indotti da una politica di bilancio che consenta un aumento del disavanzo sarebbero probabilmente in larga misura annullati da un ' ascesa dei tassi d ' interesse ; è viceversa probabile che gli effetti restrittivi di una politica di riduzione del disavanzo vengano ampiamente neutralizzati da una riduzione dei saggi di interesse .  La secondo peculiarità è data dalle necessità di dare seguito al riallineamento dello SME con delle politiche di aggiustamento interno . Nei paesi la cui moneta si è rivalutata , la politica di stabilizzazione risulta rafforzata , le prospettive per una riduzione dei tassi d ' interesse appaiono migliori , e ne dovrebbe quindi conseguire un sostegno all ' economia reale . I paesi la cui moneta si è svalutata dovrebbero cogliere questo occasione per compiere un più rapido aggiustamento esterno , il quali richiede un maggiore sforzo nell ' evitare aumenti dei costi , un controllo più severo della politica monetaria che assicuri il mantenimento durevole dei nuovi tassi centrali .  Nelle attuali circostanze , la porbabile riduzione del disavanzo di bilancio nella Germania federale potrebbe considerevolmente contribuire alla riduzione dei tassi d ' interesse che , in termini reali , sono elevati . L ' entità dell ' impatto sui tassi d ' interesse , pur se difficilmente quantificabile , potrebbe essere particolarmente importante proprio a causa del contesto monetario internazionale descritto sopra .  Tuttavia , affinchù ciò si verifichi , devono essere soddisfatte talune altre condizioni :  i ) evitare di spingersi troppo in là nella stabilizzazione delle finanze pubbliche , e  ii ) assicurare la convergenza delle strategie di tutti gli Stati membri , il che comporta aggiustamenti della politica economica compatibili ma non identici .  Ci può essere un rischio di una stabilizzazione « eccessiva » qualora gli interventi di bilancio comprimano la domanda e provochino un rallentamento dell ' attività economica , che a sua volta dilata automaticamente il disavanzo , e quindi ingenera una nuova serie di interventi restrittivi per realizzare l ' obiettivo fissato per il saldo di bilancio . Gli interventi miranti a ridurre i disavanzi di bilancio hanno quasi sempre l ' effetto di comprimere la domanda , ma tale effetto può essere compensato da effetti monetari e di domanda esterna . I rischi di recessione sono elevati quando gli interventi di bilancio sono proporzionati rispetto all ' obiettivo perseguito di riduzione del tasso d ' interesse , o quando essi sono accompagnati da una forte sovravvalutazione del tasso di cambio , o da aumenti dei costi che riducono la competitività dell ' economia . Non è quindi facile giudicare se una politica di bilancio restrittiva sia « deflazionistica » . Ciò dipende in gran parte dal contesto monetario e dal comportamento delle parti sociali che , nei loro accordi collettivi , possono sostenere o osteggiare le politiche di stabilizzazione e di aggiunstamento .  La convergenza nell ' approccio delle politiche di bilancio degli Stati membri è necessaria affinchù tutti possano beneficiare dell ' auspicata riduzione dei tassi d ' interesse . In caso contrario i benefici saranno nella migliore delle ipotesi distribuiti inegualmente e , nella peggiore , l ' intera strategia rischia di essere destabilizzata , per effetto , tra l ' altro , delle rinnovate tensioni sui tassi di cambio che ne deriverebbero . Nel caso dei Paesi Bassi , il bilancio proposto per il 1982 sembra convergere entro certi limiti sulla strategia tedesca per quanto riguarda il saldo di bilancio , anche se il livello dell ' imposizione fiscale e della spesa pubblica resta ben più alto in Olanda . Nel 1981 sono state riscontrate tendenze fortemente divergenti in Belgio , Danimarca , Irlanda e Italia in quanto i disavanzi pubblici hanno raggiunto livelli estremamente alti . Nel 1982 la politica di bilancio in questi paesi dovrebbe perlomeno tendere maggiormente verso valori più modesti . I progetti di bilancio finora pubblicati costituiscono appena un primo passo in tale direzione . In nessun caso i governi dovrebbero consentire che tali livelli vengano superati , come in effetti è avvenuto nel 1981 rispetto agli obiettivi inizialmente stabiliti : al contrario , il recente riallineamento rende ora possibile porsi degli obiettivi di consolidamento del bilancio pubblico più ambiziosi . La Francia si trova in una situazione particolare : nel 1980 è stato l ' unico paese ad avere un saldo di bilancio trascurabile ; da allora il suo deficit è andato aumentando abbastanza rapidamente , ma il deficit previsto nel progetto di bilancio per il 1982 ( espresso in percentuale del PIL ) rimane inferiore alla media comunitaria . Il governo dovrà controllare molto attentamente la portata delle modifiche alla politica di bilancio . Inoltre , la svalutazione SME permette ora alle esportazioni di fornire quello stimolo alla domanda che doveva inizialmente provenire dal bilancio 1982 .  Gli Stati membri hanno tutti una priorità in comune : trovare spazio nel quadro della struttura dei bilanci adottati per il 1982 per le spese richieste da programmi a sostegno dell ' occupazione e degli investimenti . A tal fine , per poter rispettare i vincoli finanziari globali , occorrerà modificare i programmi esistenti di spesa pubblica corrente . Modifiche importanti possono essere apportate senza indebolire i servizi pubblici di importanza vitale : per esempio , i mutamenti demografici attualmente in corso impongono il trasferimento di risorse dalla formazione scolastica alla formazione professionale , in concomitanza con l ' avanzamento della « generazione di massa » . Tuttavia , i bilanci della sicurezza sociale vanno riesaminati al fine di controllarne la crescita , rivedendo i metodi di finanziamento e rafforzando l ' efficacia della loro copertura .  Nello stabilire gli obiettivi monetari per il 1982 sarebbe in linea di massima auspicabile migliorare il grado di consultazione preventiva all ' interno della Comunità , prima che le banche centrali decidano la loro politiche in piena conformità con la posizione istituzionale che ad esse è propria nei singoli Stati . Nel 1981 molte banche centrali , ad eccezione della Bundesbank , supereranno probabilmente gli obiettivi prefissati per la crescita monetaria o creditizia , o i tassi previsti dalla Commissione nella rassegna economica annuale dello scorso anno . Per il 1982 occorrerà mantenere gli aggregati monetari entro limiti che favoriscano una sensibile riduzione del tasso d ' inflazione , che a sua volta contribuirebbe alla diminuzione dei tassi d ' interesse nominali senza porre in pericolo i nuovi tassi centrali nello SME .  Vi è concesso nella Comunità sulla necessità di un ' azione urgente e decisiva per ridurre la disoccupazione . A ciò contribuirà un ' adeguata strategia finanziaria , nell ' ambito della quale occorre intensificare le misure dirette sul mercato del lavoro , delle quali si parla in seguito . L ' esperienza della Germania federale successiva al primo shock petrolifero , e quella più recente del Giappone , mostrano entrambe come un rapido e consistente adattamento dei costi di lavoro alle esigenze di una nuova situazione possa consentire il superamento di rilevanti difficoltà economiche . Nella situazione attuale l ' Europa è divenuta molto più competitiva grazie alla combinazione delle variazioni dei tassi di cambio , esternamente contro il dollaro e lo yen , e internamente nello SME . Ciò rappresenta un ' eccezionale opportunità per l ' industria europea e per la creazione d ' impiego . Nel corso dei prossimi negoziati salariali le parti sociali dovranno decidere se confermare tale migliorato potenziale concorrenziale e contemporaneamente contribuire alla riduzione dell ' inflazione e dei tassi d ' interesse ; per far questo occorre , in diversi paesi , accettare per un certo tempo aumenti salariali inferiori , in termini reali , all ' aumento della produttività , in modo che l ' economia recuperi livelli di investimenti e di crescita decisamente più elevati .  ii ) Superare gli ostacoli ad una migliore convergenza delle politiche monetarie e fiscali e dell ' amdamento dei redditi  Negli ultimi due anni si è avuta la combinazione di due fenomeni : una convergenza dei tassi di cambio nominali , ma una divergenza delle tendenze in materia di bilancio , prezzi e costi . Tale contraddizione può essere sostenuta per un certo periodo , ma solo a prezzo di crescenti distorsioni economiche , quali l ' ampliamento degli squilibri della bilancia dei pagamenti , l ' aumento dei tassi d ' interesse in termini reali nei paesi con elevati disavanzi di bilancio , o tentativi di controllo dei movimenti di capitali . Ma a un certo punto la contraddizione dovrà risolversi con un mutamento nei tassi di cambio , come testimonia l ' esperienza recente .  La mancanza di progresso della politica di stabilizzazione ha già indotto la Commissione , nella sua comunicazione del 1° luglio , a pronunciarsi a favore di programmi accelerati di aggiustamento economico in numerosi paesi , sottolineando l ' urgente necessità di misure di stabilizzazione della finanza pubblica e dei redditi . Tale comunicazione generale è stata seguita da una comunicazione sui principi dell ' indicizzazione e da due raccomandazioni relative alla politica economica in Belgio e in Italia .  Vi è un accordo generale sulla necessità di sostenere l ' azione comune di stabilizzazione monetaria con una convergenza delle politiche fiscali e nell ' andamento dei redditi . Su questa premessa , è necessario esaminare con maggiore attenzione con i fattori istituzionali , o anche gestionali , possano incidere sulle reazioni dell ' economia ad eventi suscettibili di provocare il processo di divergenza ; si tratta in particolare delle reazioni :  ( a ) delle parti sociali ad uno shock dei prezzi nel corso dei loro negoziati salariali ,  ( b ) delle autorità monetarie alle richieste di un ' espansione creditizia e  ( c ) delle autorità di bilancio davanti a risultati che tendono a divergere dai piani iniziali .  Per quanto concerne i salari , nella Comunità vigono sistemi diversi che vanno da un accordo salariale fissato in termini nominali per almeno un anno , a sistemi nei quali un meccanismo di indicizzazione ripercuote automaticamente sui salari i movimenti dei prezzi , in un intervallo che può essere estremamente breve ( per esempio 2 mesi ) .  Quanto al problema dell ' indicizzazione , la relazione annuale adottata dal Consiglio lo scorso anno evidenzia l ' elevato grado di accordo tra i governi sulla necessità di evitare che i rincari del petrolio si ripercuotino sui redditi . Alcuni paesi , che applicano tradizionalmente sistemi d  'indicizzazione hanno preso misure dirette a limitare la diffusione automatica di aumenti dei prezzi petroliferi e delle imposte indirette ( Paesi Bassi , Danimarca ) . In altri paesi , invece , la prassi esistente non è stata mutata ( vedi le raccomandazioni della Commissione al Belgio e all ' Italia ) . Il Consiglio nota che la Commissione ha dato seguito alle preoccupazioni espresse dal Consiglio europeo di marzo elaborando una comunicazione sui principi dell ' indicizzazione , le cui conclusioni possono essere riassunte in quattro punti principali :  i ) dove il principio dell ' indicizzazione salariale è ammesso , l ' indice regolatore dovrebbe escludere l ' impatto di fattori che sfuggono al controllo delle imprese ( ragioni di scambio , imposizione fiscale indiretta , ecc . ) ;  ii ) gli adeguamenti salariali dovrebbero intervenire solo con un certo ritardo e non più di due volte all ' anno ;  iii ) nei casi in cui il tasso d ' inflazione sia sensibilmente superiore alla media comunitaria , occorre cercare di limitare l ' indicizzazione ad un tasso concordato , per esempio il tasso medio d ' inflazione della Comunità ;  iv ) un metodo semplice e provvisorio per assorbire uno shock inflazionistico può essere quello di eliminare integralmente alcuni scatti dell ' indice .  Per quanto concerne la politica monetaria , la gamma di reazioni delle autorità monetarie va dal caso in cui esse s ' impegnano a rispettare determinati obiettivi nominali , e l ' aspettativa è che agiscano in maniera da aderirvi , a quello in cui ci si attende piuttosto - sulla base di passate esperienze - che le autorità monetarie aiutino le imprese in difficoltà e finanzino il deficit pubblico quando le condizioni di mercato diventino difficili . I problemi derivanti da politiche monetarie divergenti sono finora risultati relativamente limitati , in quanto i membri dello SME che precedentemente partecipavano al serpente hanno accettato la necessaria disciplina monetaria . I problemi che sorgono tra questi paesi sono quindi più spesso dovuti al fatto che ad un efficace controllo monetario fa riscontro l ' inefficacia dell ' azione di moderazione salariale e di controllo del bilancio pubblico . Tuttavia nella Comunità esistono anche esempi di paesi nei quali occorre chiarire le responsabilità operative delle autorità monetarie , come in Grecia . In Italia certe riforme sono in corso di attuazione . Inoltre , nel prossimo futuro è necessario impedire l ' erosione della disciplina monetaria mantenuta fino ad ora ( Francia ) .  Per quanto concerne la politica di bilancio , i fattori che portano a risultati divergenti sono più complessi . Gli elementi in gioco sono :  ( a ) la rapidità con la quale le statistiche essenziali sono disponibili ,  ( b ) la capacità gestionale del sistema di bilancio a controllare eventuali superamenti ,  ( c ) le procedure legislative di controllo e d ' aggiustamento e  ( d ) la volontà dell ' autorità politica a definire chiaramente i propri obiettivi di bilancio e renderli credibili . In pratica , nel corso dell ' ultimo anno , una delle questioni maggiori è stata la valutazione del momento opportuno per contrapporsi ai cosiddetti « stabilizzatori automatici » con tagli compensativi della spesa pubblica o con modifiche legislative . Le connotazioni normative di questo termine vanno tuttavia corrette nei paesi che già partono da una posizione di grave squilibrio finanziario , per esempio quelli con deficit pubblici molto elevati ( Belgio , Danimarca , Italia , Irlanda ) .  In tal casi , si dovrebbe partire dall ' ipotesi che le economie con elevati deficit pubblici sono maggiormente esposte e spinte destabilizzatrici , specialmente quando ingenti deficit si accompagnano ad elevati tassi d ' inflazione o ad altri tassi d ' interesse in termini reali . I pericoli inerenti ai « destabilizzatori automatici » e , in particolare , la rapidità e la facilità con la quale i deficit di bilancio possono sfuggire al controllo , raggiungendo recentemente enormi dimensioni , sottolineano la necessità che numerosi paesi attribuiscano priorità alla riforma dei loro sistemi di controllo del bilancio . Invero , i quattro paesi citati , i cui deficit pubblici hanno ormai raggiunto o sono vicini al 10 % del PIL o più , mostrano attualmente uno scarto notevole dalla media comunitaria .  iii ) Una sfida : lo sviluppo degli investimenti e dell ' occupazione  L ' aumento del tasso di disoccupazione , che è salito all ' 8 % , è attualmente il problema economico più drammatico della Comunità . La debolezza degli investimenti , la cui quota nel PIL si è contratta di circa il 2 % negli anni successivi al primo shock petrolifero , rispetto ai cinque anni precedenti , e la progressione del tasso d ' incremento demografico della popolazione attiva , che ha raggiunto quasi l ' 1 %  l ' anno , evidenziano le dimensioni del compito di creare nuovi posti di lavoro per una gran parte degli attuali disoccupati . Questi problemi sono al centro del quinto programma economico a medio termine per il 1981-1985 , che la Commissione ha inviato al consiglio nel luglio scorso ( 2 ) .  Una riduzione soddisfacente della disoccupazione nella Comunità non può ottenersi senza un sostanziale rinnovo ed un netto ampliamento del capitale produttivo . Mentre un livello relativamente elevato dei tassi d ' interesse può nel medio periodo comportare qualche utile sostituzione di manodopera al capitale , la strategia che la Comunità dovrebbe imporsi richiede tuttora investimenti per nuove attrezzature . L ' unica strategia industriale che possa coesistere con un basso livello d ' investimenti è quella che si risolve nell ' abbassamento della produttività , della qualità tecnologica e dei livelli di reddito rispetto ai maggiori concorrenti internazionali ; non è certo questa la strategia che la Comunità intende perseguire .  La sfida inerente allo sviluppo dell ' occupazione e degli investimenti richiede l ' impiego di vari strumenti di politica economica e la sussistenza di varie condizioni indirette di successo . In ogni modo , tuttavia , l ' operare un ' inversione delle attuali tendenze d ' investimento sarà un compito estremamente difficile .  Un primo fattore basilare , il costo del lavoro rispetto a quello dei concorrenti , ha subito nell ' ultimo anno una notevole trasformazione , dovuta alla svalutazione dell ' ECU rispetto al dollaro ed allo yen . La media dei costi del lavoro per unità di prodotto della Comunità ( rispetto ai suoi concorrenti , espressi in dollari ) dovrebbe pertanto diminuire del 14,5 % nel 1981 , rispetto ad un aumento del 14 % per gli Stati Uniti e del 10,5 % per il Giappone ( vedi tabella 14 ) . La Comunità deve in questo frangente sfruttare l ' occasione per un rapido aggiustamento dei suoi conti con l ' estero . A tale scopo , l ' accresciuta concorrenzialità dei produttori comunitari deve tradursi in una rapida espansione delle vendita , onde riguadagnare le quote di mercato perdute sia all ' interno della Comunità che sui mercati mondiali .  L ' incremento delle vendite deve ora assicurare un aumento nel volume dei profitti e quindi portare ad una nuova spinta degli investimenti che aumenti la capacità produttiva e l ' occupazione . Occorreranno , tuttavia , parecchi anni perchù questo ciclo completo di risultati possa svolgersi .  Un secondo fattore fondamentale è costituito dal costo e dalla disponibilità di capitale . La riduzione della media dei tassi d ' interesse riveste un ' importanza vitale ai fini dello stimolo degli investimenti , ma non è impresa semplice nù attuabile per decreto . Senza una riduzione sensibile dei tassi d ' interesse estremamente elevati in termini reali , per esempio dell ' ordine del 5 %-9 % in taluni paesi ( in particolare Belgio , Danimarca , Germania federale e Paesi Bassi ) , rispetto ad una media a lungo termine di circa 2,5 % una ripresa sostenuta degli investimenti non potrà realizzarsi . Un sollievo da questi tassi estremamente elevati dovrebbe provenire in primo luogo da un ritorno a condizioni monetarie internazionali più normali , ma per alcuni paesi della Comunità occorrerà un ' azione più decisa per ridurre i deficit di bilancio .  Tuttavia , un livello troppo basso o addirittura negativo dei tassi d ' interesse in termini reali non può costituire una ricetta salutare per l ' investimento e la crescita . Il risparmio va incoraggiato e maggiori risorse incanalate verso impieghi privati a rischio , rispetto alle obbligazioni statali che attualmente dominano molti mercati dei capitali .  I governi dovrebbero esaminare l ' opportunità di adattare le norme che regolano il regime fiscale delle imprese , i mercati dei capitali e gli aiuti all ' investimento ed al risparmio . L ' ambiente inflazionistico crea , in aggiunta , gravi problemi per quanto riguarda l ' adeguata valutazione dei costi del capitale , l ' efficienza dei programmi di incentivazione e dei regimi fiscali . Per esempio , dove la redditività è bassa o addirittura negativa e le prospettive sfavorevoli , il valore di qualsiasi incentivo agli investimenti subisce una corrispondente flessione , specialmente per quel che concerne gli sgravi fiscali in materia di ammortamenti . Con il progressivo aggravarsi dell ' inflazione , infatti , il valore incentivante di tali sgravi è diminuito . Inoltre , l ' inflazione e il modesto tasso di redditività hanno contribuito a ridurre la disponibilità del capitale di rischio necessario per incrementare l ' occupazione . La politica degli aiuti agli investimenti è un argomento troppo complesso , e che si presenta in modo troppo differenziato da un paese all ' altro , per permettere generalizzazioni semplicistiche , ma si possono nondimeno fare due considerazioni . Anzittutto , data l ' attuale esigenza prioritaria di favorire un massiccio incremento degli investimenti , gli incentivi finanziari alla formazione di capitale fisso e all ' innovazione dovrebbero essere mantenuti in termini reali , se non incrementati . Ma in secondo luogo , l ' esperienza insegna che sistemi di aiuto molteplici a finalità diverse possono divenire contradditori e antieconomici . La ricerca di economie tramite un migliore rendimento degli aiuti agli investimenti è un obiettivo che le autorità competenti potrebbero utilmente perseguire .  La riduzione della disoccupazione deve provenire soprattutto della creazione di nuovi posti di lavoro nelle industrie di punta e nel settore dei servizi . In molte delle industrie nuove e più promettenti , come la microelettronica , la posizione della Comunità sui mercati mondiali non è forte come dovrebbe essere . Per sviluppare una nuova base industriale , le imprese , i governi e la Comunità dovrebbero collaborare secondo una strategia globale , che comprenda le attività di ricerca e sviluppo , l ' organizzazione aziendale , una politica commerciale e gli appalti pubblici . Vi sono già alcuni esempi positivi in proposito , come quello dell ' Airbus , che ha consentito di recuperare importanti quote del mercato mondiale in questo settore dell ' industria aerospaziale . La Comunità deve attribuire una priorità assoluta ad incoraggiare l ' industria europea a divenire un ' importante forza su scala mondiale nelle tecnologie di avanguardia dei prossimi decenni .  La politica industriale della Comunità deve intervenire laddove gli Stati membri non potrebbero , da soli , intraprendere di fronte alla concorrenza degli Stati Uniti e del Giappone . Lo sfruttamento della dimensione continentale dell ' Europa non deve dipendere unicamente dall ' azione delle autorità a livello comunitario , ma tutte le competenze della Comunità in materia dovrebbero essere dirette ad agevolare questo processo . Anzitutto , occorre ulteriormente migliorare l ' apertura del mercato interno . Secondariamente , l ' uso che viene fatto degli aiuti statali va controllato per impedire la segmentazione del mercato e discriminazioni nazionali . In terzo luogo , la Comunità deve intervenire , ogniqualvolta sia necessario  , per stimolare la formazione di un ' industria europea di avanguardia . In quarto luogo , i finanziamenti della Comunità dovrebbero continuare a sostenere l ' investimento e l ' aggiustamento strutturale nei settori di riconosciuto priorità comunitaria . Questo riguarda sia i fondi di prestito , sia i fondi per azioni strutturali stanziati nel bilancio della Comunità , la cui politiche sono attualmente in corso di esame . Inoltre , la Comunità dovrebbe incoraggiare lo sviluppo delle piccole e medie imprese , rendendo fra l ' altro più agevole il loro accesso al finanziamento comunitario attraverso la tecnica dei prestiti globali agli intermediari finanziari appropriati .  Gli Stati membri hanno attualmente intrapreso varie iniziative particolari per sviluppare la creazione d ' impiego su piccola scala . Questa tendenza favorevole dovrebbe tener conto del contributo che diversi tipi di imprese , comprese le cooperative , possono apportare alla creazione di posti lavoro , particolarmente tramite lo sfruttamento del potenziale economico locale , e favorendo in tal modo un adattamento più flessibile dell ' economia alle opportunità offerte dal mercato .  Una componente vitale della strategia per l ' incremento degli investimenti e dell ' occupazione è costituita dalla necessità di una rafforzata politica energetica della Comunità . Un quadro globale è stato recentemente delineato in una comunicazione della Commissione dal titolo « Sviluppo di una strategia energetica per la Comunità » ( COM ( 81 ) 540 , 23 settembre 1981 ) . Il Consiglio nota che la Commissione suggerisce cinque principali priorità d ' azione per la Comunità :  i ) assicurare un livello adeguato di investimenti , per quanto riguarda sia le fonti alternative , sia un uso più razionale dell ' energia . Le previsioni indicano che gli investimenti in campo energetico aumenteranno in termini reali dall ' attuale 1,6 % del PIL al 2,2 % in media per il decennio in corso , il che rappresenterebbe il 9-10 % del totale degli investimenti , con una spesa di circa 500 miliardi di ECU . La Commissione dubita che questi risultati possano essere raggiunti senza nuove iniziative in seno alla Comunità . Ma anche se fossero realizzati , il livello degli investimenti nel settore energetico non supererebbe la metà dei corrispondenti investimenti degli Stati Uniti ed i due terzi di quelli giapponesi ( misurati in tutti i casi dalla quota degli investimenti energetici nel PIL ) ;  ii ) lo sviluppo di un approccio comune per i prezzi e la tassazione dei prodotti energetici . In quest ' ultimo campo la Commissione ha presentato proposte dettagliate in una comunicazione dal titolo « L ' imposizione fiscale dei prodotti petroliferi » ( COM ( 81 ) 511 , 9 settembre 1981 ) , in cui si espongono i principi per una politica coordinata che comprenda la fissazione di zone-obiettivo per la pressione fiscale sui principali prodotti petroliferi , nonchù i principi per la soppressione di esenzioni , sovvenzioni o aliquote agevolate per utilizzatori specifici . Un uso costruttivo degli strumenti fiscali in campo energetico potrebbe costituire una delle iniziative più efficienti per indurre gli operatori economici ad effettuare investimenti ad alta intensità di manodopera ;  iii ) l ' adozione di misure credibili per la gestione dei rifornimenti petroliferi della Comunità in tempi di crisi ;  iv ) il rafforzamento delle politiche comuni nei settori della ricerca , dello sviluppo e della dimostrazione tecnologica ;  v ) l ' ulteriore sviluppo di iniziative comuni nelle relazioni esterne concernenti l ' energia , in particolare con i paesi in sviluppo .  Occorrerà naturalmente un certo periodo di tempo prima che i rimedi economici di fondo per la disoccupazione possano dare i loto frutti .  Tuttavia , nella Comunità un primo passo verso l ' individuazione di un approccio comune e costruttivo è stato fatto in occasione del Consiglio congiunto dei Ministri delle finanze e degli affari sociali tenutosi nel giugno di quest ' anno . Le conclusioni della presidenza di tale riunione concordano con il parere della Commissione : per affrontare la duplice sfida della riduzione dell ' inflazione e della disoccupazione occorre una politica globale . Ad esempio , l ' accordo è generale sulla necessità di incrementare l ' occupazione nei settori dell ' innovazion tecnologica e dell ' energia , e sulla creazione d ' impiego su scala ridotta . L ' onere finanziario gravante sui datori di lavoro per l ' effetto di particolari metodi di finanziamento della sicurezza sociale va riesaminato , mentre è necessaria un ' analisi più trasparente e coerente dell ' impatto della spesa pubblica sull ' occupazione e la crescita . Vi è concordanza di vedute anche in merito alla necessità di azioni dirette per ridurre la disoccupazione .  Per quanto riguarda il problema particolarmente acuto della disoccupazione giovanile , la Commissione ha contribuito a fare progredire il dibattito proponendo come obiettivo comune , nella sua premessa al quinto programma a medio termine , l ' istituzione , nei prossimi cinque anni , di strutture e strumenti che garantiscono a tutti i giovani , al termine delle scuola d ' obbligo , la possibilità di un lavoro retribuito e/o l ' accesso a corsi di formazione professionale . Il Consiglio nota che la Commissione ha proposto in particolare di :  i ) confrontare le esperienze nazionali in questo settore ;  ii ) richiedere entro un termine preciso la presentazione alla Comunità di programmi nazionali ;  iii ) decidere sul finanziamento parziale di questi programmi tramite il Fondo sociale europeo ;  iv ) predisporre l ' esame periodico dei risultati conseguiti .  Anche l ' adattamento della durata del lavoro può contribuire a risolvere il problema della disoccupazione , soddisfacendo nel contempo la richiesta sociale per una più flessibile organizzazione del lavoro , per esempio lavoro a tempo parziale , pensionamento anticipato volontario , ecc . Vanno tuttavia evitate con la massima cura tutte quelle modifiche delle condizioni di lavoro che comportino il rischio di significativi aumenti dei costi orari della manodopera o del capitale o che producano tendenze fortemente divergenti fra gli Stati membri , specialmente in modo che possano influenzare le condizioni di concorrenza .  4 . LA POLITICA ECONOMICA DEGLI STATI MEMBRI  In Belgio , la situazione economica si è deteriorata nel corso del 1981 ; il rallentamento dell ' attività economica e la riduzione dell ' occupazione sono andati di pari passo con una accelerazione dell ' aumento dei prezzi al consumo e un deterioramento della bilancia dei pagamenti correnti .  Questa situazione ha destato le preoccupazioni della Commissione delle Comunità europee la quale , il 22 luglio 1981 , ha rivolto al governo belga una raccomandazione in cui sosteneva l ' adozione di misure di risanamento in campo monetario , di bilancio e dei redditi .  All ' inizio del mese di agosto 1981 le autorità belghe hanno adottato degli orientamenti per il bilancio dello Stato del 1982 che prevedono effettivamente , come richiesto dalla Commissione , la limitazione del disavanzo delle operazioni correnti a circa 200 miliardi di FB nel 1982 . Queste disposizioni dovrebbero permettere di ridurre la quota del fabbisogno , complessivo della pubblica amministrazione , rispetto al prodotto interno lordo , dal 15,5 % nel 1981 al 13,5 % nel 1982 .  Le informazioni più recenti sull ' esecuzione del bilancio 1981 fanno prevedere che il disavanzo sarà notevolmente superiore alla stime provvisorie fatte a metà anno . Del resto le linee direttrici stabilite dalle autorità belghe lasciano ipotizzare un aggravamento della pressione fiscale e una minore compressione delle spese rispetto a quanto suggerito nella raccomandazione della Commissione .  In queste condizioni , volendo rispettare i limiti e le priorità a cui si è accennato più sopra , per la gestione del bilancio del 1982 si dovrà cercare di contenere rigorosamente le spese e di dare prova di sufficiente elasticità per permettere compensazioni all ' interno del quadro di bilancio .  Gli avvenimenti politici non hanno d ' altronde ancora permesso di attuare gli orientamenti di bilancio e di proseguire il dialogo avviato con gli interlocutori sociali in merito alla moderazione dei redditi a un ' eventuale attenuazione dell ' indicizzazione di taluni redditi come suggerito dalla Commissione .  Nell ' interesse di un miglioramento duraturo della situazione nel campo dell ' occupazione è necessario che le trattative riprendano e conducano a più presto ad un risultato concreto . PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 381D1056.1Il rafforzamento della posizione concorrenziale del Belgio , premessa essenziale per una ripresa dell ' espansione , implica soprattutto la diminuzione relativa dei costi rispetto ai principali concorrenti , nonchù la ristrutturazione del potenziale produttivo e quindi un maggior volume d ' investimenti . Nonostante la modifica dei corsi centrali dello SME , decisa il 4 ottobre 1981 , resta il fatto che in complesso lo sforzo di adattamento dipenderà dagli aggiustamenti interni che verranno operati nell ' ambito dell ' economia belga .  TABELLA 4  Belgio : Principali indicatori economici , 1960-1981  Anni * Crescita del PIL in volume * Crescita del PIL in volume per persona occupata * % dei disoccupati sulla popolazione attiva * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per salariato * Saldo delle partire correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione ( 3 ) * Saggio di risparmio delle famiglie * Espansione della massa monetaria M2 H ( 4 ) * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1960-1969 * 4,8 * 4,0 * 2,2 * 3,2 * 7,6 * + 0,2 * - 1,5 * 13,0 * 8,2 *  1970-1979 * 3,4 * 3,1 * 4,9 * 6,5 * 12,3 * + 0,4 * - 4,3 * 16,8 * 10,9 *  1979 * 2,3 * 1,4 * 8,6 * 3,9 * 6,0 * - 2,9 * - 6,8 * 14,8 * 6,0 *  1980 * 2,4 * 2,6 * 9,3 * 6,4 * 8,8 * - 5,2 * - 9,1 * 15,6 * 2,7 *  1981 ( 1 ) * - 1,0 * 1,4 * 11,6 * 7,5 * 8,8 * - 7,2 * - 12,4 * 16,1 * 6,1 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazioni in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) In termini di contabilità nazionale , esclusi i prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  ( 4 ) Fine anno fino al 1978 « massa monetaria e attività finanziarie a dodici mesi dei principali organismi creatori di liquidità » : dal 1979 : « M 2 armonizzata ( M2A ) .  La Danimarca è riuscita nel 1980 e 1981 a ridurre notevolmente il disavanzo della bilancia dei pagamenti correnti nonostante il sensibile deterioramento delle ragioni di scambio e l ' aggravamento dell ' onere dell ' indebitamento verso l ' estero . Questo miglioramento si è tradotto in un rafforzamento della posizione concorrenziale che è stato tuttavia raggiunto a costo di un indebolimento della domanda interna , specie dei consumi private e dell ' edilizia residenziale . L ' attività economica ha d ' altronde subito un rallentamento che ha esteso la disoccupazione all ' 8,2 % della popolazione attiva nel 1981 .  Le prospettive per il 1982 indicano una netta ripresa dell ' attività economica ( il prodotto interno lordo potrebbe aumentare del 3 % rispetto all ' anno precedente ) e confermano la necessità di proseguire la politica finanziaria rigorosa prevista dal programma pluriennale adottato alla fine del 1979 . L ' aumento delle spese per la lotta contro la disoccupazione , e degli oneri del debito pubblico , nonchù l ' atonia degli introiti fiscali dovuta alla debole attività economica , costituiscono tuttavia un grave problema per la politica di bilancio . Il fabbisogno netto dello Stato danese , che passa da 17,9 miliardi di corone nel 1980 a 31,9 miliardi nel 1981 , pari rispettivamente al 4,8 % e 7,9 % del prodotto interno lordo , dovrebbe raggiungere nel 1982 , secondo il progetto di bilancio , 39,9 miliardi pari all ' 8,8 % del prodotto interno lordo . Il finanziamento di un disavanzo di queste dimensioni potrebbe diventare difficile da finanziare in futuro e gli interessi passivi tenderanno a deteriorare ulteriormente la situazione di bilancio . Un aumento ancora più elevato del disavanzo rischierebbe di compromettere il ripristino dell ' equilibrio esterno . Per quanto riguarda la spesa pubblica , il governo dovrebbe rispettare rigorosamente gli obiettivi fissati nel quadro del programma pluriennale nell ' esecuzione del bilancio e cercare con tutti i mezzi di non aggravare il disavanzo attualmente previsto anche nel caso di un andamento meno favorevole della congiuntura .  Il finanziamento del crescente disavanzo del settore pubblico e la necessità di attirare capitali stranieri per coprire il saldo negativo dei pagamenti correnti restringono notevolmente il margine di manovra della politica monetaria . Questa dovrà , mantenando il suo orientamento attuale , continuare a controllare severamente l ' andamento della liquidità interna e mantenere i tassi d ' interesse ad un livello relativamente elevato .  Le modifiche introdotte dal 1979 nel sistema di indicizzazione , nonchù la moderazione delle rivendicazioni delle parti sociali , hanno permesso di rallentare sensibilmente l ' aumento dei redditi disponibili . Comunque da vari mesi la crescita della massa salariale se è accentuata . Occorre che questo movimento venga frenato nei mesi a venire per non costringere le autorità , nell ' interesse della stabilità interna ed esterna , ad introdurre politiche più restrittive .  TABELLA 5  Danimarca : Principali indicatori economici , 1960-1981  Anni * Crescita del PIL in volume * Crescita del PIL in volume per persona occupata * % dei disoccupati sulla popolazione attiva * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per salariato * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione ( 3 ) * Saggio di risparmio delle famiglie ( 4 ) * Espansione della massa monetaria M2 ( 5 ) * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1960-1969 * 5,1 * 3,8 * 1,2 * 5,3 * 10,2 * - 2,0 * ( 1,4 ) * : * 10,1 *  1970-1979 * 2,8 * 2,2 * 3,3 * 9,4 * 11,6 * - 2,8 * ( + 0,9 ) * 21,3 * 11,0 *  1979 * 3,0 * 2,4 * 5,3 * 9,6 * 9,1 * - 4,5 * - 3,3 * 21,8 * 9,9 *  1980 * - 0,2 * - 0,0 * 6,2 * 11,9 * 9,0 * - 3,8 * - 6,1 * 22,8 * 10,9 *  1981 ( 1 ) * 0,0 * 1,1 * 8,2 * 11,2 * 9,9 * - 3,3 * - 9,8 * 24,6 * 9,3 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) In termini di contabilità nazionale , esclusi i prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  ( 4 ) Settore privato .  ( 5 ) Fine anno .  La Repubblica federale di Germania beneficia di condizioni relativamente favorevoli per ristabilire l ' equilibro economico interno ed esterno e per mantenere un tasso di sviluppo economico che consenta d ' investire la tendenza decrescente dell ' occupazione . Dopo un periodo caratterizzato da un netto peggioramento della bilancia dei pagamenti e del bilancio del settore pubblico con un disavanzo delle amministrazioni pubbliche e del governo federale di gran lunga superiore alle previsioni , si registra attualmente un netto miglioramento che dovrebbe consentire di ampliare il margine di manovra di cui dispongono le autorità . Si può infatti prevedere che la bilancia dei pagamenti migliorerà in misura tale da incidere in modo determinate sulla crescita dell ' 1-2 % per il 1982 con un ' accelerazione in corso d ' anno . Tale evoluzione dovrebbe consolidare le basi già esistenti per un ' accelerazione a medio termine della crescita economica e per un miglioramento della situazione occupazionale .  Il sensibile deprezzamento registrato dal marco fino alla metà del 1981 ha rafforzato la competitività dell ' industria tedesca e per il 1982 si prevede una netta progressione delle esportazioni , che contribuità in misura determinante al superamento dell ' attuale fase recessiva . Il recente consolidamento del marco , che si riflette nel nuovo allineamento dei tassi centrali all ' interno del Sistema monetario europeo e nella stabilità della moneta tedesca nei confronti del dollaro , contribuirà a ridurre il costo del petrolio e delle altre importazioni . Le tensioni inflazionistiche dovrebbero pertanto attenuarsi nel 1982 , anno in cui l ' aumento dei prezzi scenderebbe al 5 % circa , mentre il disavanzo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti migliorerebbe molto sensibilmente .  Per aumentare la fiducia ed evitare una concorrenza eccessiva per l  ' ottenimento dei crediti divenuti rari sul mercato interno dei capitali , il governo ha adottato misure intese a ridurre il disavanzo del settore pubblico .  Tali misure dovrebbero consentire di ridurre il fabbisogno netto di finanziamento del governo federale per il 1982 a 26 miliardi e mezzo di marchi rispetto ad un disavanzo di 37 miliardi circa con il quale dovrebbe chiudersi l ' esercizio finanziario 1981 . Questa inversione di tendenza è dovuta , in primo luogo , all ' adozione di tagli di spese , in particolare di sovvenzioni e trasferimenti , nonchù ad una serie di riduzioni degli sgravi fiscali ed ai trasferimenti nel biancio federale dei benefici realizzati dalla Bundesbank . Si propone inoltre un lieve aumentato delle imposte . Un orientamento di questo tipo permette di evitare riaggiustamenti troppo rapidi e di restare compatibile con il nuovo margine di manovra aperto alla politica monetaria in seguito al recente apprezzamento del marco . Nell ' attuale congiuntura , si può considerare di ridurre il disavanzo delle pubbliche amministrazioni da piò del 4 % del prodotto interno lordo nel 1981 al 3,5 % nel 1982 . La Bundesbank dovrebbe orientare l ' incremento della moneta della Banca centrale verso la metà superiore della forcella annunciata ( 4-7 % ) nella misura in cui persista il miglioramento della bilancia dei pagamenti , in cui il tasso di inflazione diminuisca ed in cui questa politica sia sostenuta dall ' evoluzione delle finanze pubbliche e dei salari . In tal modo dovrebbe essere possibile utilizzare pienamente il margine oramai aumentato per ridurre i tassi di interesse . Un ' azione sifflata inciderebbe favorevolmente sui mercati finanziari europei , migliorando il clima generale degli investimenti . Le possibilità di ridurre i tassi di interesse sarebbero senz ' altro maggiori se le recenti decisioni del governo federale concernenti gli aumentati retributivi del settore pubblico venissero adottate dalle parti sociali come orientamento generale per le prossime contrattazioni salariali .  Dati i gravi squilibri originati dal secondo shock petrolifero , si può prevedere che il tasso tendenziale di sviluppo risulterà modesto rispetto a quelli registrati in passato , mentre il tasso di disoccupazione si manterrà ad un livello relativamente elevato , in particolare a causa dello sfavorevole andamento demografico che persisterà nei prossimi anni .  La Repubblica federale di Germania , pur dovendo affrontarre problemi analoghi a quelli di altri paesi della Comunità europea , dovrebbe a lungo termine ottenere risultati migliori per quanto riguarda lo sviluppo economico e il controllo dell ' inflazione , che potrebbero accentuare talune divergenze esistenti tra gli Stati membri . È comunque evidente che di un miglioramento della congiuntura della Repubblica federale di Germania dovrebbe beneficiare gli altri paesi ; ciò evidenza quale importanza debba essere annessa alla soluzione dei problemi a lungo termine dell ' economica tedesca . Per un certo periodo , comunque , la fattura petrolifera contenuerà probabilmente a costituire un serio condizionamento . È pertanto quanto mai importante proseguire nella diversificazione delle fonti energetiche per ridurre la dipendenza dalle importazioni , in particolare di petrolio . I pubblici poteri dovrebbero garantire alle imprese un clima di sicurezza e stabilità e cercare di dissipare le incertezze che gravano sui futuri investimenti energetici . Sarebbe opportuno continuare ad incoraggiare i risparmi energetici , soprattuto in quei settori nei quali sono necessarie misure di incentivazione per avviare un processo di evoluzione tecnica il quale , divenuto redditizio , potrà autoalimentarsi .  Gli adattamenti delle strutture industriali richiederanno nuovi investimenti per garantire la produttività , la redditività e l ' elasticità dello stock di capitale . Un ' analisi della recente evoluzione della struttura dell ' economica tedesca evidenzia , per i prossimi anni un potenziale insufficente di sviluppo economico e di aumento occupazionale , nonchù la necessità di un rapido adattamento sia quantitativo che qualitativo . È soprattuto da un miglioramento delle condizioni dell ' offerta che dovrebbe provenire l ' impulso destinato ad incrumentare nella misura dovuta gli investimenti fissi indispensabili allo sviluppo e alla ristrutturazione delle attrezzature . La politica economica dovrà anzitutto proporsi di riorganizzare il quadro generale di regolazione dell ' economica per agevolare l ' allocazione di risorse agli investimenti . Sarà anche necessario eliminare tutti gli ostacoli che , in numerosi settori , impediscono l ' attuazione di nuovi progetti . In alcuni casi , tuttavia , ed in particolare quando gli investimenti comportano rischi elevati ma possono procurrare sostanziosi benefici esterni , si dovrà , mediante misure specifiche di politica strutturale , favorire tali spese da parte di quelle industrie che possono contribuire allo sviluppo futuro . Sarà altresì necessario favorire gli investimenti delle piccole e medie imprese . In effetti , queste rivestono un ' estrema importanza in quanto veicoli dei processi di adattamento , ma si trovano speso svantaggiate allorchù intendono ristrutturare la loro attività .  TABELLA 6  Repubblica federale di Germania : Principali indicatori economici , 1960-1981  Anni * Crescita del PIL in volume * Crescita del PIL in volume per persona occupata * % dei disoccupati sulla popolazione attiva * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per salariato * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione ( 3 ) * Saggio di risparmio delle famiglie ( 4 ) * Espansione della massa monetaria M2 ( 5 ) * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1960-1969 * 5,2 * 43, * 0,9 * 2,6 * 7,6 * + 0,8 * + 0,7 * 10,8 * 10,6 *  1970-1979 * 3,2 * 3,6 * 2,5 * 5,3 * 9,5 * + 0,9 * - 1,4 * 13,8 * 10,1 *  1979 * 4,4 * 2,9 * 3,4 * 4,2 * 5,5 * - 0,7 * - 3,0 * 13,1 * 6,0 *  1980 * 1,9 * 1,0 * 3,3 * 5,4 * 6,5 * - 2,0 * - 3,5 * 13,3 * 6,2 *  1981 ( 1 ) * - 0,3 * 0,7 * 4,7 * 5,8 * 5,6 * - 1,5 * - 4,0 * 14,1 * 5,4 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) In termini di contabilità nazionale , esclusi i prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  ( 4 ) Fina anno .  Nota : I dati delle prime 4 colonne sono su base SEC fino al 1979 .  In Francia , come obiettivo prioritario della nuova politica economica è stato fissato il riassorbimento della disoccupazione e , come secondo obiettivo , la riduzione delle disparità di reddito . Per conseguire tali risultati verrà adottata una strategia in cui l ' azione di accelerazione dello sviluppo dovrà conciliarsi con una significativa riduzione dell ' inflazione .  Nell ' immediato , mediante azioni di sostegno , questa politica tende ad accompagnare la ripresa che si delinea . All ' inizio dell ' estate 1981 sono state adottate alcune prime misure , consistenti soprattuto nell ' elevare in misura sensibile i salari più bassi e talune prestazioni sociali , nel concedere alle imprese varie forme di contributi per aiutarle a far fronte all ' aumento dei loro oneri in una situazione congiunturale già difficile e nell ' allentare un poco la stretta creditizia . Pertanto , nonostante l ' aggravio fiscale supplementare imposto dal bilancio rettificare del mese di luglio , particolarmente alle persone ad alto reddito , l ' equilibro delle finanze pubbliche subirà nel 1981 un deterioramento ancora più sensibile di quello in precedenza previsto , che potrebbe essere lievemente superiore a due punti del prodotto interno lordo . Di conseguenza , ugualmente , la massa monetaria dovrebbe aumentare del 13 % nel corso dell ' anno .  La politica prevista per il 1982 intende combinare il mantenimento di un orientamento di espansione , spotato tuttavia dai consumi verso gli investimenti , con uno sforzo eccezionale di disinflazione , reso ancora più necessario dal nuovo allineamento monetario del 4 ottobre 1981 . Da un lato , infatti , ai fini di promozione diretta o indiretta dell ' occupazione , il bilancio stattale per il 1982 prevede un netto aumento della spesa e , nonostante il differimento di alcune queste spese , un ulteriore aumento del disavanzo rispetto al 1981 , poichù la pressione fiscale resterà globalmente immutata , benchù inasprita sui patrimoni e sui redditi più elevati . Dall ' altro , invece , è previsto un aumento dei prelievi sociali per contribuire a controbilanciare il previdibile forte aumento degli oneri di sicurezza sociale , come pure il mantenimento del credito alle imprese entro limiti compatibili con l ' obiettivo di una significativa riduzione del tasso di liquidità dell ' economica .  Inoltre , è stato affermato il principio che il tasso medio di incremento delle retribuzioni nel 1982  non dovrebbe superare quello dei prezzi ; alcuni prezzi sono stati temporaneamente bloccati per innescare le decelerazione dell ' inflazione .  Da tale politica si attende un sensibile rilancio della domanda interna che , combinandosi con l ' andamento favorevole della domanda esterna , dovrebbe consentire un tasso di crescita reale del prodotto interno lordo dell ' ordine dello 0,5 % nel 1981 e del 3 % nel 1982 . Contemporaneamente , si dovrebbe ridurre nettamente il tasso annuale di crescita dei prezzi , per conseguire l ' obiettivo di un ritmo del 10 % alla fine del 1982 .  Tuttavia alcune incertezza gravano ancora sui risultati di questa azione . In primo luogo , non è sicuro che il previsto miglioramento della capacità di autofinanziamento delle imprese e la pur notevole azione di bilancio a favore degli investimenti siano sufficienti a riorientare positivamente il comportamento delle imprese stesse , sulle quali potrebbe continuare ad incidere negativamente una situazione finanziaria iniziale estremamente difficile . Neppure è certo che l ' offerta interna , potenzialmente limitata dal modesto ampliamento delle capacità produttive registrato nel corso degli ultimi anni , possa rispondere nella misura auspicata alle sollecitazioni della domanda . Non si può quindi escludere il rischio che il disavanzo esterno tenda nuovamente ad aggravarsi e che le tensioni inflazionistiche permangano più foti di quanto previsto . La situazione sarebbe ancora più grave se il gioco delle anticipazioni finisse con l ' accelerare indebitamente la rispesa dei consumi .  Sembra quindi che il successo della politica varata dipenderà dalla rapidità con la quale la politica di disinflazione riuscirà a risanare la situazione finanziaria delle imprese per assicurare la ripresa degli investimenti e , contemporaneamente , a contenere le spese di consumo . A tal fine sarà necessario che le parti economiche e sociali accolgano effettivamente i nuovi orientamenti circa la formazione dei redditi , in particolare salariali , nella prospettiva di una disindicizzazione progressiva dell ' economica francese .  Per quanto riguarda i prezzi , occorre che scompaiano le eccezioni provvisorie al principio della libertà dei prezzi a favore di impegni volontari di moderazione . Occorrerà anche continuare lo sforzo per ridurre il tasso di liquidità dell ' economica , il che implica che l ' incremento della massa monetaria sia sensibilmente inferiore a quello della progressione del PIL in valore . Ciò implica , da un lato , che nell ' ambito delle scelte operate , la gestione delle finanze pubbliche sia sufficientemente rigorosa per mantenere l ' indebitamento netto della pubblica amministrazione intorno al 2,5 % del prodotto interno lordo , al fine di limitare il rischio che alle imprese vengano a mancare i finanziamenti , e , dall ' altro , che disposizioni adeguate siano prese per stabilizzare una percentuale maggiore del risparmio delle famiglie .  Al di là del risanamento congiunturale perseguito per il 1982 , il ritorno duraturo ad un ritmo sostenuto di sviluppo sarà condizionato dalla capacità dell ' economica ad adattarsi ai vincoli esterni , sottraendo la sua competitività all ' erosione inflattiva e accelerando le modifiche necessarie del proprio apparato produttivo . Per riassorbire l ' inflazione sarà necessaria una triplice azione intesa nel contempo ad attuare una politica monetaria prudente , a scoraggiare le anticipazioni inflazionistiche e a riformare talune strutture generatrici di rendite di posizione .  Per quanto concerne la politica di adattamento delle strutture produttive , gli obiettivi non dovrebbero essere sostanzialmente soggetti a revisione . Ad esempio , le iniziative di risparmio energetico e di sostituzione delle fonti di energia , volte a ridurre la dipendenza dal petrolio importato , dovranno essere proseguire ed anche intensificate , senza sostanziali modificazioni del loro orientamento . La stessa politica industriale dovrà essenzialmente , e conformemente alla normativa comunitaria in materia di politica di concorrenza , basarsi sulle forze del mercato . È in tale ambito che dovranno collocarsi le iniziative di portata generale a favore degli investimenti e della ricerca , gli interventi specifici volti a riorganizzare i settori in difficoltà e a promuovere i settori a tecnologia avanzata , oppure le nuove possibilità offerte alle piccole e medie imprese per porre rimedio alle deficienze del loro finanziamento e agli ostacoli che ne derivano per il loro sviluppo .  Parallelamente , misure di particolare rilievo dovranno essere adottate nel settore della formazione professionale per assicurare un miglior adattamento delle qualifiche alla previdibile evoluzione dei bisogni , migliorando così le possibilità di sviluppo di attività competitive e , di conseguenza , le prospettive di espansione e di volorizzazione dell ' occupazione .  È dal buon esito di questo complesso di azioni che dipenderà essenzialmente l ' inversione definitiva della tendenza all ' aumento della disoccupazione . Sarà necessario evitare che l ' applicazione di disposizioni regolamentari adottate per ridurre direttamente la disoccupazione , soprattutto mediante modalità diverse di ripartizione del lavoro disponibile , ed attenuare la gravità sociale del fenomeno , tendano a provocare , direttamente o indirettamente , ulteriori incrementi dei costi .  TABELLA 7  Francia : Principali indicatori economici , 1960-1981  Anni * Crescita del PIL in volume * Crescita del PIL in volume per persona occupata * % dei disoccupati sulla popolazione attiva * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per salariato * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione ( 3 ) * Saggio di risparmio delle famiglie ( 4 ) * Espansione della massa monetaria M2 ( 5 ) * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1960-1969 * 5,7 * 5,1 * 0,8 * 4,2 * 9,6 * + 0,3 * + 0,4 * 14,8 * 12,9 *  1970-1979 * 4,0 * 3,2 * 3,3 * 8,6 * 13,5 * - 0,3 * - 0,2 * 17,9 * 15,4 *  1979 * 3,3 * 3,9 * 6,0 * 10,5 * 13,2 * + 0,1 * - 0,8 * 16,7 * 14,4 *  1980 * 1,3 * 1,3 * 6,3 * 13,2 * 14,7 * - 1,4 * + 0,4 * 14,8 * 9,7 *  1981 ( 1 ) * 0,5 * 0,6 * 7,6 * 13,5 * 15,6 * - 1,4 * - 2,1 * 14,8 * 13,0 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) In termini di contabilità nazionale , esclusi i prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  ( 4 ) Fina anno .  In Irlanda , da vari anni la politica economica si è posta come obiettivo principale l ' industrializzazione di un ' economica finora basata sull ' agricoltura e su altri settori tradizionali . Per promuovere questo processo l ' azione dei governi succedutisi in questi anni è stata caratterizzata dall ' incentivazione degli investimenti diretti esteri e dalla realizzazione di investimenti per infrastrutture sostenuti dal settore pubblico . Tale politica si è tradotta in un tasso d ' incremento delle esportazioni irlandesi di gran lunga superiore al tasso d ' incremento del commercio mondiale . L ' apertura dell ' economica irlandese la rende , tuttavia , estremamente vulnerabile all ' indebitamento dell ' attività economica mondiale e alle impennate dell ' inflazione mondiale , come è avvenuto subito dopo la seconda crisi del petrolio .  L ' ambizioso programma di investimenti pubblici ha sempre comportato disavanzi di bilancio relativamente elevati ma la recessione internazionale attuale , unitamente a misure di politica economica , hanno indotto un considerevole aumento di tali disavanzi nonchù un grave squilibrio della bilancia dei pagamenti . La situazione si è aggravata a causa degli scarsi risultati ottenuti nella lotta contro l ' inflazione e ciò ha inciso seriamente sulla posizione concorrenziale dell ' economica . I problemi di politica economica che le autorità devono affrontare sono la riduzione dei disavanzi della bilancia dei pagamenti e del bilancio statale , il controllo dell ' inflazione ed il proseguimento dell ' azione energica adottata dal governo nel campo degli investimenti .  Ad un miglioramento della bilancia corrente ed ad una riduzione delle pressioni inflazionistiche interne si può pervenire solo non consentendo all ' espansione della massa monetaria di far lievitare eccessivamente la domanda . A tal fine , per l ' esercizio che termina alla metà del febbraio 1982 , le autorità monetarie hanno deciso di limitare al 15 % l ' aumento dei crediti al settore privato concessi dalle banche . Dato il previsto tasso di crescita del prodotto interno lordo in termini nominali superiore al 19 % per il 1981 , tale obiettivo sembra compatibile con la necessità di frenare la domanda interna . Tuttavia , la sua realizzazione dipenderà principalmente dall ' incidenza dell ' ingente disavanzo pubblico sulla creazione di credito e dall ' atteggiamento del governo nei confronti dell ' aumento dei tassi d ' interesse interni ; sembrerebbe opportuno stabilire per il 1982 , anno nel corso del quale si ritiene che il prodotto interno lordo in termini nominali aumenterà di circa il 21 % , un massimale per la crescita del credito , analogo a quello fissato per l ' anno in corso .  Fino alla prima crisi del petrolio , il deficit del bilancio era principalmente dovuto alla spesa per investimenti del settore pubblico . Tuttavia , negli ultimi anni , si è evidenziato un notevole squilibro nella parte corrente del bilancio , dovuto ai parte all ' opera degli stabilizzatori automatici , in parte agli interventi pubblici e in parte all ' andamento delle retribuzioni dei pubblici dipendenti . Tale disavanzo globale non è estraneo al grave squilibrio della bilancia dei pagamenti che , nel 1981 , dovrebbe raggiungere il 14,8 % del prodotto interno lordo ; inoltre , le esigenze del bilancio corrente minacciano di stornare risorse dal bilancio in conto capitale . A ciò si aggiunge il fatto che il servizio del debito devuto ai disavanzi passati , riduce il margine di manovra del governo per affrontare lo squilibrio del bilancio corrente e pone un grave onere sui contribuenti . Si rivela indispensabile un ' inversione della tendenza a maggiori disavanzi , in particolare per quanto concerne le voci della spesa corrente , ed è necessaria , da parte del governo , un ' azione energica sia di riduzione della spesa che di aumento delle imposte . Il pacchetto di misure correttive adottato in luglio dal nuovo governo , in carica da appena un mese , volto ad impedire un ' ulteriore deterioramento della situazione nel 1981 , costituisce un primo importante passo in questa direzione . Nel 1982 , occorrerebbe rafforzare tale orientamento di politica economica in modo da ridurre il fabbisogno del tesoro al 13-14 % del prodotto interno lordo ; contemporaneamente il disavanzo di parte corrente dovrebbe contrarsi ad un livello conforme all ' impegno preso dal governo di eliminarlo entro quattro anni . Sarà difficile conseguire questo obiettivo ed introdurre al contempo un bilancio in conto capitale che possa portare ad un più forte impiego , se è messo in vigore nel 1982 un adattamento importante delle imposte sui redditi . Nell ' elaborare le proposte in materia di imposte per il 1982 si dovrebbe dunque tenere in debito conto il bisogno urgente di migliorare l ' equilibrio finanziario .  La permeabilità dell ' economica alla forte inflazione mondiale , l ' andamento sfavorevole delle ragioni di  TABELLA 8  Irlanda : Principali indicatori economici , 1960-1981  Anni * Crescita del PIL in volume * Crescita del PIL in volume per persona occupata * % dei disoccupati sulla popolazione attiva * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per salariato * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione ( 3 ) * Saggio di risparmio delle famiglie ( 4 ) * Espansione della massa monetaria M3 ( 5 ) * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1960-1969 * 4,5 * 4,2 * 4,5 * 3,9 * 9,3 *- 1,9 * - 2,5 * 10,2 * 9,6 *  1970-1979 * 3,8 * 3,7 * 7,1 * 12,8 * 18,1 * - 4,2 * - 6,3 * 19,5 * 18,3 *  1979 * 1,9 * 0,6 * 7,4 * 13,2 * 16,6 * - 10,1 * - 11,9 * 23,1 * 19,0 *  1980 * 0,9 * - 0,1 * 8,3 * 18,2 * 20,5 * - 8,3 * - 13,1 * 19,7 * 16,9 *  1981 ( 1 ) * 1,7 * 2,4 * 10,4 * 20,0 * 18,4 * - 14,8 * - 14,3 * 19,2 * 14,3 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) In termini di contabilità nazionale , esclusi i prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  ( 4 ) Settore privato .  ( 5 ) Fina anno .  Nota : I dati delle colonne 1 , 2 , 5 e 6 sono su base SEC fino al 1979 .  scambio dopo la seconda crisi petrolifera , la mancanza di una sufficiente moderazione salariale nonchù il finanziamento del disavanzo pubblico , hanno portato ad un tasso d ' inflazione di gran lunga superiore alla media comunitaria ; si ritiene che il deflatore dei consumi privati aumenti del 20 % nel 1981 . Perchù l ' economica possa mantenere la sua posizione concorrenziale è indispensabile ridurre a breve termine il tasso d ' inflazione per consentire una diminuzione dei costi interni . A tal fine , l ' atteggiamento che il governo terrà verso il settore pubblico , nel quale sono occupati circa un quinto dei lavoratori dipendenti , potrà influenzare in misura significativa l ' entità degli aumenti retributivi che risulteranno dai prossimi negoziati salariali .  In Italia , la politica economica è dominata dalla volontà di riportare sotto controllo l ' inflazione che da molti anni raggiunge tassi molto elevati e rappresenta un fattore permanente di instabilità congiunturale e di distribuzione delle risorse .  Questo indirizzo è andato maturando nel corso del 1981 ed è stato sostenuto dalla raccomandazione che la Commissione ha inviato il 1° luglio 1981 al governo italiano in occassione del ricorso da parte di quest ' ultimo alla clausola di salvaguardia prevista all ' articolo 109 del trattato . Esso si è concretato in un maggiorre rigore della politica monetaria , in decisioni di principio , solo parzialmente attuate , volte a ridurre il disavanzo spontaneo del settore pubblico , un tentativo di stabilizzazione concertata dei prezzi al consumo e nell ' apertura di un negoziato tra le organizzazioni imprenditoriali e quelle dei sindicati dei lavoratori su una modifica dei meccanismi della scala mobile .  Il riallineamento dei tassi centrali nel sistema monetario europeo del 4 ottobre 1981 rappresenta un motivo ulteriore perchù tutti gli aspetti di questa manovra di politica economica siano attuati il più presto possibile .  Essa sarà del resto resa possibile da un quadro congiunturale favorevole caratterizzato da un forte sviluppo della domanda estera , da una ripresa moderata di quella interna e dalla probabile conferma di un aumento meno rapido dei prezzi . In effetti , dopo essere stato in leggera diminuzione nel 1981 , il prodotto interno lordo dovrebbe aumentare di nuovo nel 1982 , mentre il tasso di inflazione potrebbe scendere spontaneamente al di sotto del 17 % . Questo contesto appare propizio alla realizzazione completa della manovra disinflazionistica considerata che dovrebbe , nell ' arco di due anni , riportare l ' inflazione ad un tasso vicino alla media dei partners commerciali e la crescita dell ' economica al suo tasso di sviluppo potenziale di medio termine .  La politica economica per il 1982 dovrà e potrà essere improntata decisamente alla disinflazione e dovrà essere perseguita simultaneamente attraverso una politica monetaria rigorosa e una decelerazione dei costi . Sarà pertanto necessario cercare di ridurre ulteriormente il tasso di liquidità dell ' economia ottenendo al tempo stesso una nuova riduzione del rapporto tra credito totale interno e PIL ed una nuova riduzione del grado di liquidità del risparmio finanziario .  La difficoltà principale su questa strada sarà la necessità di limitare à 50 000 miliardi di Lit il fabbisogno del settore pubblico allargato e a 9 % del prodotto interno lordo l ' indebitamento netto della pubblica amministrazione , per non dover imporre al credito alle imprese dei vincoli troppo severi . La politica di bilancio nel 1982 dovrà pertanto ricerare nuove entrate e , soprattutto , ridurre le spese dato che l ' andamento spontaneo degli aggregati di bilancio condurrebbe ad un forte superamento di questi obiettivi . Sarà anche necessario che gli sforzi intrapresi da lunghi mesi per rompere il circolo vizioso dell ' aumento dei prezzi e dei costi diano n, da parte loro , dei risultati decisivi . Questo obiettivo potrebbe essere raggiunto a condizione che il successo delle inizialtive del governo volte a provocare un rallentamento ulteriore del ritmo d ' aumento dei prezzi al consumo permetta un rinnovo moderato dei numerosi ed importanti contratti collettivi che scadono alla fine del 1981 ed un accordo tra le parti interessate per l ' allentamento del grado di rigidità del meccanismo della scala mobile .  Oltre questa manovra congiunturale , l ' eliminazione dell ' inflazione richiederà l ' attuazione di misure permanenti volte a ridurre fortemente la creazione futura di liquidità da parte dei disavanzi pubblici che ne sono stati , nel passato , la fonte principale . Questo dovrà avvenire attraverso un ' azione sul finanziamento dei disavanzi ed una sui disavanzi stessi . Per quanto riguarda il finanziamento sarà necessario che il ricorso del tesoro al mercato finanziario sia contenuto attraverso l ' istituzione , già avviata , di una tesoreria unica per il settore pubblico e che , inoltre , la sospensione degli interventi automatici della Banca d ' Italia in sede di aste di titoli pubblici conduca ad un miglior controllo della creazione di base monetaria . Per quanto riguarda i disavanzi , la necessità di ridurli implica uno sforzo particolarmente energico dato che esso dovrà concentrarsi alla parte corrente . Esso implica un miglior controllo dei costi di esercizio delle amministrazioni e servizi pubblici , l ' imposizione dell ' obbligo dell ' equilibro a certe gestioni strutturalmente in deficit - soprattutto sanità e previdenza - la modifica dei meccanismi automatici che governano i trasferimenti di entrate a favore di regioni e enti locali e la restituzione loro di una capacità impositiva .  Le altre azioni antinflazione necessarie , come , per esempio , l ' eliminazione degli usi e norme che gravano pesantemente sui costi della distribuzione e della costruzione , fanno parte della politica dell ' offerta e quindi dell ' insieme di misure che dovrebbero essere decise per accelerare l ' adattamento delle strutture produttive alle esigenze di una economica competitiva .  La più necessaria e urgente delle misure strutturali è tuttavia quella che riguarda l ' energia , settore caratterizato da una dipendenza ancora estremamente elevata nei confronti delle importazioni di petrolio , per i ritardi nella realizzazione di una organica politica di risparmi e nel corso a fonti alternative . Uno sforzo vigoroso dovrebbe essere fatto nei prossimi anni , verso il contenimento dei consumi , il riscorso alle fonti nazionali di energia , il nucleare , e la riconversione al carbone . Altre azioni sono inoltre necessarie per stimolare la riconversione dell ' industria , intesa come spostamento del centro di gravità dalle produzioni mature e dall ' industria pesante - spesso messe in difficoltà dalla concorrenza internazionale - verso le industrie ad alto contenuto tecnologico , la cui bilancia commerciale dovrebbe evolvere in senso più favorevole . Infine per potenziare le strutture produttive bisognerebbe intensificare gli sforzi tendenti a migliorare il contesto nel quale opera l ' impresa . Ciò implica tra l ' altro una maggiore efficienza operative dei servizi pubblici , una più ampia partecipazione dell ' area meridionale al generale sforzo di adattamento delle strutture produttive e una più netta rispondenza tra la formazione professionale e le necessità dell ' attività economica .  TABELLA 9  Italia : Principali indicatori economici , 1960-1981  Anni * Crescita del PIL in volume * Crescita del PIL in volume per persona occupata * % dei disoccupati sulla popolazione attiva * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per salariato * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione ( 4 ) * Saggio di risparmio delle famiglie  * Espansione della massa monetaria M2 ( 5 ) * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % ( 3 ) * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1960-1969 * 5,9 * 6,3 * 5,5 * 3,5 * 10,3 * + 1,7 * - 1,9 * : * 13,9 *  1970-1979 * 3,3 * 2,5 * 5,6 * 13,2 * 17,8 * + 0,2 * - 9,1 * 25,2 * 19,6 *  1979 * 5,0 * 4,0 * 7,5 * 14,9 * 17,9 * + 1,6 * - 9,4 * 26,1 * 20,3 *  1980 * 4,0 * 3,0 * 8,0 * 20,3 * 22,0 * - 2,5 * - 7,8 * 24,3 * 12,0 ( 6 ) *  1981 ( 1 ) * -0,3 * - 0,6 * 8,6 * 19,5 * 19,3 * - 2,3 * - 9,0 * 23,5 * 3,2 ( 6 ) *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) Definizione USCE .  ( 4 ) In termini di contabilità nazionale , esclusi i prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  ( 5 ) Fine anno .  ( 6 ) M3 = 1980 : 16,9  1981 : 17,5  Nel Lussemburgo , il prodotto interno lordo ha subito una diminuzione dell ' ordine del 3 % nel 1981 e potrebbe ancora diminuire nel 1982 , provocando un deterioramento della situazione occupazionale , che finora era abbastanza  buona . Si accentua pertanto l ' urgenza di una ristrutturazione dell ' industria , nonchù la necessità di comprimere al massimo i costi di produzione . In tale contesto , l ' attuazione degli accordi stipulati nel maggio scorso dalle parti sociali , che in particolare prevedono una maggiore flessibilità del sistema di indicizzazione , dovrebbe apportare un rilevante contributo ; ciò appare particolarmente opportuno nel momento attuale , data la recente accelerazione del rialzo dei prezzi al consumo .  La maggiore rigidità della politica di spesa preannunciata nel bilancio preventivo per il 1982 dovrà mirare a non pregiudicare il margine di manovra necessario per il rinnovo industriale e ad evitare un appesantimento dell ' imposizione fiscale . In ogni caso , non deve essere superato il limite fissato per il deficit netto del bilancio statale ( 2,6 miliardi di Flux , vale a dire l ' 1,9 % del prodotto interno lordo ) .  TABELLA 10  Lussemburgo : Principali indicatori economici , 1960-1981  Anni * Crescita del PIL in volume * Crescita del PIL in volume per persona occupata * % dei disoccupati sulla popolazione attiva * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per salariato * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione ( 3 ) * Saggio di risparmio delle famiglie * Espansione della massa monetaria M2/M3 * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1960-1969 * 3,9 * 3,8 * 0,1 * 2,3 * 6,2 * 7,1 * + 1,7 * : * : *  1970-1979 * 3,1 * 1,6 * 0,2 * 6,6 * 10,4 * 18,5 * + 2,6 * : * : *  1979 * 3,6 * 2,5 * 0,7 * 4,9 * 6,2 * 28,7 * + 0,1 * : * : *  1980 * 0,4 * - 0,6 * 0,7 * 6,3 * 8,2 * 22,8 * - 1,3 * : * : *  1981 ( 1 ) * - 3,3 * - 3,6 * 1,0 * 7,9 * 9,0 * 18,6 * - 3,0 * : * : *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) In termini di contabilità nazionale , esclusi i prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  Nel 1982 si prevede nei Paesi Bassi un relativo miglioramento della situazione economica rispetto alla maggior parte degli altri paesi della Comunità . La produzione riprenderà ad aumentare ed il tasso d ' inflazione resterà alquanto moderato . L ' avanzo della bilanceria dei pagamenti dell ' ordine di 5 miliardi di fiorini nel 1981 potrebbe raggiungere 13 milliardi nel 1982 soprattutto in conseguenza dei rincari del gas destinato all ' esportazione e della debolezza degli investimenti .  Dietro questo andamento incoraggiante , peralto , le previsioni a medio termine sono mediocri ; secondo le stime ufficiali , la crescita del prodotto interno lordo tra il 1981 e il 1985 non supererà l ' 1 % all ' anno .  Le autorità dei Paesi Bassi intendono pertanto consolidare la posizione concorrenziale dell ' economia . La realizzazione di questo obiettivo implica un ' intensa azione di ristrutturazione industriale , intesa soprattuto a ridurre i consumi energetici , tenuto conto della stabilizzazione della produzione del gas naturale nel corso degli anni '80 .  Occorre inoltre una constante moderazione dei redditi , sia per ridurre i costi produttivi , sia per assicurare un adeguata redditività agli investimenti necessari alla ristrutturazione .  Il riallineamento delle parità centrali del sistema monetario europeo , deciso il 4 ottobre 1981 , che comporta nei confronti dei paesi membri partecipanti al meccanismo di cambio un apprezzamento effettivo del fiorino del 3,5 % circa , può anche ' esso contribuire a questo obiettivo , soprattutto con la moderazione dei costi all ' importazione , con l ' effetto positivo che il miglioramento delle ragioni di scambio esercita sui redditi reali e con le accresciute possibilità di una riduzione dei tassi d ' interesse .  Un ultimo elemento della strategia intesa a potenziare le capacità competitive è costituito dalla stabilizzazione della spesa pubblica e dalla riduzione del disavanzo di bilancio . In quest ' ottica è stato predisposto il progetto di bilancio dello Stato per il 1982 ,  presentato nel mese di settembre , nel quale si prevede che il disavanzo netto globale della pubblica amministrazione , che nel 1981 è pari al 7,75 % del reddito nazionale , si riduca nel 1982 al 6,5 % . Tale bilancio dispone notevoli economie , in particolare per quanto riguarda i trasferimenti sociali , le retribuzioni dei pubblici dipendenti e il settore sanità pubblica . Gli adattamenti portati al progetto di bilancio dal nuovo governo non modificano il deficit , dato che le spese addizionali , in particolare a favore dell ' occupazione ( 2,5 miliardi di fiorini in regime normale ) sono oggetto di compensazioni di bilancio . Una riduzione del deficit di bilancio nella misura suindicata non elimina i pericoli di un finanziamento inflazionistico e manteniene la pressione fiscale e parafiscale nei Paesi Bassi ad uno dei livelli più elevati in Europea .  TABELLA 11  Pessi Bassi : Principali indicatori economici , 1960-1981  Anni * Crescita del PIL in volume * Crescita del PIL in volume per persona occupata * % dei disoccupati sulla popolazione attiva * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per salariato * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione ( 3 ) * Saggio di risparmio delle famiglie ( 4 ) * Espansione della massa monetaria M2 ( 4 ) ( 5 ) * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1960-1969 * 5,5 * 3,8 * 0,9 * 4,1 * 10,4 * + 0,5 * - 0,6 * : * 8,7 *  1970-1979 * 3,5 * 3,0 * 7,5 * 11,7 * + 1,3 * - 0,8 * 17,6 * 11,6 *  1979 * 2,2 * 0,4 * 4,1 * 4,4 * 7,8 * - 1,3 * - 3,7 * 14,5 * 7,6 *  1980 * 0,5 * 0,2 * 4,9 * 6,9 * 5,8 * - 1,4 * - 3,7 * 13,3 * * 3,6 *  1981 ( 1 ) * - 1,1 * 0,4 * 7,3 * 7,5 * 4,3 * + 0,6 * - 4,1 * 13,1 * 6,6 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente .  ( 3 ) In termini di contabilità nazionale , esclusi i prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  ( 4 ) Settore privato .  ( 5 ) Finne anno .  Nel Regno Unito , il livello della produzione appare attualmente in via di aumento , dopo la flessione di quasi il 6 % registrata dal prodotto interno lordo nel secondo trimestre del 1979 . La produzione industriale è diminuita di oltre il 14 % tra la metà del 1979 e la metà del 1981 . In conseguenza di tale flessione senza precedenti , vi è stato un rapido aumento del livello di disoccupazione , che attualmente colpisce più dell ' 11 % nella popolazione attiva . Invece il tasso di inflazione , che sta diminuendo rapidamente è sceso di circa la metà dal 1980 .  La ripresa , molto modesta peraltro , che si annuncia ben inferiore a quella prevista per la Comunità nel suo complesso , dipende sostanzialmente dall ' inversione di tendenza del ciclo di formazione delle scorte ; tuttavia , il recente deprezzamento della sterlina dovrebbe sostenere , con lo stimolo alle esportazioni , il ritmo della ripresa stessa .  Inoltre , nonostante il deprezzamento , è prevedibile che il tasso d ' inflazione subisca nel 1982 un ulteriore calo , anche se è probabile che contenuerà a superare il 10 % .  Dal 1979 il perno della politica economica è stato il controllo dell ' inflazione interna . Tale obiettivo è stato perseguito con una vigorosa politica monetaria e di bilancio condotta nel quadro di una sttrategia finanziaria a medio termine , che prevedere una riduzione progressiva della spesa pubblica e del fabbisogno del settore pubblico in percentuale del prodotto interno lordo , conformemente alla politica del governo che mira ad un ' azione constante , ma non eccessiva di diminuzione dei fattori monetari .  Anche se , adottando tale strategia , il governo aveva considerato le difficoltà che ne sarebbero derivate nel breve periodo , è evidente che l ' aumento della disoccupazione verificatosi è stato molto maggiore e di più lunga durata del previsto . Ne consegue che nel formulare una linea politica occorre tener presenti due imperativi : da un lato , l ' esigenza di garantire il controllo delle spinte inflazionistiche e la stabilità dei mercati finanziari ; dall ' altro , la necessità di attuare una strategia ben definita , diretta a migliorare la capacità produttiva dell ' economia ed a mitigare il costo sociale del processo di aggiustamento , attenuando in particolare le difficoltà nel campo dell ' occupazione . Misure come quelle annunciate recentemente per aumentare l ' occupazione dei giovani e migliorarne la formazione , nonchù le altre azioni condotte dal governo per aumentare l ' efficacia , migliorare stimoli e sviluppare la concorrenza nel settore delle industrie nazionalizzate ed in altri settori dell ' economia costituiscono un passo avanti in tale direzione .  In base all ' attuale orientamento di bilancio , il fabbisogno del settore pubblico per l ' esercizio  1981-1982 dovrebbe essere , nella fase dell ' esecuzione , pressochù conforme alla cifra di 10,5 miliardi di £ , il che rappresenta una contrazione sensibile in un solo anno . In percentuale del prodotto interno lordo , infatti , tale fabbisogno dovrebbe scendere al 4,3 % rispetto al 6 % dell ' esercizio precedente . È probabile , invece , che l ' aumento della massa monetaria ( M3 ) oltrepassi leggermente l ' obiettivo fissato entro il 6 e il 10 % .  Per l ' esercizio 1982-1983 , le autorità intendono ridurre alquanto il fabbisogno del settore pubblico in termini assoluti , al fine di avvicinarsi al valore tendenziale indicato nella strategia finanziaria a medio termine ( 3,2 % del prodotto interno interno lordo ) . I progetti in materia di finanze pubbliche annunciati il 2 dicembre 1981 , incluso un aumento di 5 miliardi di £ per il 1982-1983 ( cioè meno del 5 % in termini nominali ) , sono conformi a questo obiettivo .  Per rafforzare il contributo che una rigorosa politica di bilancio può apportare alla desinflazione dei redditi , è importante che le autorità mantegano un fermo controllo delle retribuzioni del settore pubblico . Limiterebbero in tal modo le spese e nel contempo acquisterebbero una più ampia facoltà di agire , nel senso sopra indicato , per superare le attuali difficoltà .  Anche se il sensibile deprezzamento della sterlina , recentemente osservato , ha migliorato la competitività dell ' industria britannica , l ' obiettivo principale della politica economica è la riduzione del tasso di inflazione . Pertanto le autorità britanniche devono tener conto delle fluttuazioni del tasso di cambio nella definizione delle loro misure economiche , in particolare delle misure relative ai tassi di interesse a breve termine . Poichù la situazione di bilancio è migliorata ed il tasso tendenziale dell ' aumento dei costi e dei prezzi non diverge più sensibilmente dalla media comunitaria , la politica economica sarebbe facilitata da una maggiore stabilità del tasso di cambio .  La forte concorrenza alla quale l ' economica è stata recentemente soggetta ha probabilmente provocato sostanziali miglioramenti del rendimento produttivo , ma molto resta ancora da fare per superare le difficoltà strutturali che essa deve affrontare nel lungo periodo . In particolare , le sue principali deficienze sono :  - l ' elevato livello delle retribuzioni in termini reali , una bassa produttività del lavoro e una debole redditività delle imprese ;- una struttura produttiva in miglioramento , anche se non abbastanza competitiva .  Riducendo a medio termine l ' aumento dei salari a tassi inferiori a quelli dei più importanti paesi industrializzati , aumentando peraltro i vantaggi di produttività già ottenuti , dovrebbe essere possibile accrescere sostanzialmente la redditività degli investimenti , sia in termini assoluti che rispetto agli altri paesi . Contemporaneamente , ciò servirebbe a rafforzare la competitività delle esportazioni ; a loro volta , la maggiore redditività degli investimenti e l ' accresciuta competitività delle esportazioni fornirebbero i necessari stimoli agli investimenti necessari per incrementare ulteriormente la produttività del lavoro e realizzare ulteriori adattamenti delle strutture industriali . Ne risulterebbero , di conseguenza , migliori prospettive a lungo termine per lo sviluppo economico e per l ' occupazione .  È tuttavia probabile che tale processo renderebbe necessaria una radicale modifica della ripartizione del reddito nazionale , ossia una riduzione della quota del lavoro ed un aumento della quota dei profiti . Tale modifica rifletterebbe il trasferimento di risorse che si opererebbe dal consumo , rapidamente aumento negli ultimi anni , agli investimenti e alle esportazioni .  TABELLA 12  Regno Unito : Principali indicatori economici , 1960-1981  Anni * Crescita del PIL in volume * Crescita del PIL in volume per persona occupata * % dei disoccupati sulla popolazione attiva * Tasso d ' aumento dei prezzi al consumo * Redditi da lavoro dipendente per salariato * Saldo delle partite correnti * Indebitamento netto della pubblica amministrazione ( 4 ) * Saggio di risparmio delle famiglie ( 5 ) * Espansione della massa monetaria M3 ( 6 ) * % ( 2 ) ( 3 ) * % ( 2 ) ( 3 ) * % * % ( 2 ) * % ( 2 ) * % del PIL * % del PIL * % * % *  1960-1969 * 3,1 * 1,8 * 1,8 * 3,5 * 6,1 * - 0,3 * -0,1 * 8,1 * 5,2 *  1970-1979 * 2,2 * 2,7 * 4,0 * 12,3 * 15,1 * - 0,9 * - 2,4 * 11,3 * 13,8 *  1979 * 0,9 * 0,4 * 5,3 * 12,5 * 15,7 * - 1,2 * - 3,3 * 14,1 * 12,7 *  1980 * - 1,4 * 0,4 * 6,9 * 15,5 * 19,6 * 1,2 * - 3,5 * 15,1 * 18,6 *  1981 ( 1 ) * - 1,2 * 2,5 * 10,2 * 11,8 * 12,1 * 1,2 * - 2,2 * 13,0 * 11,5 *  ( 1 ) Stime provvisorie dei servizi della Commissione sulla base delle politiche attualmente seguite o previste .  ( 2 ) Variazione in % rispetto al periodo precedente . prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  ( 3 ) In base alle stime della spesa nazionale .  ( 4 ) In termini di contabilità nazionale , esclusi i prestiti , gli anticipi e le partecipazioni ( netti ) .  ( 5 ) Base conti nazionali del Regno Unito .  ( 6 ) Sterling M3 esercizio finanziario .  Nel 1979 e nel 1980 le statistiche monetarie sono state perturbate dall ' introduzione del vincolo detto del « corsetto » e successivamente dalla sua abolizione verso la metà del 1980 .  Dopo correzione di questi nuovi movimenti erratici il tasso di crescita sarebbe stato del 14,6 % nel 1979 e nel 1980 .  Nota : I dati sono su base SEC fino al 1979 salvo diversa indicazione .  5 . CONCLUSIONI  I paesi industrializzati hanno , quasi senza eccezione , tutti subito l ' impatto dei mutamenti strutturali dell ' economica mondiale , delle conseguenze dei due shock petroliferi , dell ' instabilità dei tassi di cambio e d ' interesse , nonchù degli squilibri dei bilanci pubblici e delle bilance dei pagamenti . Sia i paesi industriali che quelli in via di sviluppo sono alle prese con una difficile e prolungata crisi di aggiustamento .  Tuttavia alcuni paesi industrializzati , come gli Stati Uniti e in particolare il Giappone , sono riusciti a far fronte con maggiore successo alle necessità di aggiustamento degli anni settanta . Dal 1974 al 1980 negli Stati Uniti l ' occupazione totale è aumentata di 12 milioni di persone , mentre per la Comunità l ' aumento è stato solo di 118 000 unità . Data la sua concorrenzialità e il suo dinamisno sui mercati di esportazione , dal 1976 l ' economica giapponese ha registrato una crescita del 5,3 % annuo . La bilancia dei pagamenti correnti è recentemente tornata in attivo sia negli Stati Uniti che in Giappone ( tabella 13 ) .  In aggiunta a questa crisi di aggiustamento , è intervenuta la recessione causata dal secondo aumento del prezzo del petrolio e l ' instabilità del dollaro . Tale situazione è risultata più difficile da sormontare per l ' Europa ed ha inflitto maggiori danni alle economie europee che a quelle degli Stati Uniti o del Giappone . Nel 1981 il prodotto interno lordo in termini reali per la Comunità registrerà una lieve contrazione . Dall ' inizio del 1980 a tutt ' oggi il numero dei disoccupati ufficialmente registrati nella Comunità è aumentato di circa 3 milioni salendo a 9 milioni , pari a oltre l ' 8 % della forza lavoro . I progressi nella lotta contro l ' inflazione soni stati modesti , mentre le divergenze delle tendenze di costi e dei prezzi tra i paesi membri si sono ampliate . I disavanzi delle bilance dei pagamenti e i tassi di interesse sono a livelli record .  La congiuntura europea è ora in via di miglioramento . La sfida di fronte alla Comunità è quella di assicurare che la moderata ripresa prevista per il 1982 si trasformi in un periodo di crescita sostenuta e stabile , che crei nuovi posti di lavoro e riduca la disoccupazione in un contesto di bassa inflazione . La ripresa , indotta dalle esportazioni , sarà tuttavia fragile e dipenderà dall ' interazione ottimale di un favorevole andamento del commercio mondiale , un duraturo miglioramento della competitività degli Stati membri e una diminuizione dei saggi d ' interesse . La ripresa va sostenuta internamente da una maggiore redditività delle imprese , da regimi di incentivi più efficaci e dalla possibilità di procurarsi più facilmente i capitali , al fine di incoraggiare gli investimenti e facilitare il rinnovo e la ristrutturazione della capacità produttiva europea . Un miglioramento dei conti con l ' estero aumenterebbe il margine per una riduzione dei tassi d ' interesse e un allineamento della restrizione monetaria . Se la Comunità desidera trarre profitto dall ' espansione della domanda esterna , qualsiasi tendenza verso un maggior protezionismo va risolutamente bloccata . Nella misura in cui vi è un certo margine per un sostegno selettivo della domanda , esso va utilizzato nei settori con disponibilità di manodopera e di capacità produttiva , e dove l ' impatto diretto sulla bilancia dei pagamenti è lieve .  Il rallineamento dei tassi centrali dello SME deciso il 4 ottobre 1981 costituisce un nuovo punto di riferimento per la condotta della politica economica nel periodo a venire . Il riallineamento è stato , di per sù , un atto di buona gestione del sistema , a conferma che esso è in grado di operare aggiustamenti senza movimenti erratici o eccessivi dei tassi di cambio tra i pertacipanti . Il riallineamento sottolinea , tuttavia , anche la necessità di un maggiore e rinnovato sforzo verso la convergenza nell ' andamento dei costi e delle politiche fiscali e monetarie nazionali . Inoltre esso richiede degli aggiustamenti di politica interna : da un lato , politiche più severe di controllo dei deficit pubblici e dei costi nei paesi che hanno svalutato , e dall ' altro misure di sostegno all ' attività economica , particolarmente tramite un ribasso dei tassi d ' interesse , nei paesi che hanno rivalutato . Sulla base di una migliore convergenza e coordinamento delle politiche economiche lungo tali linee , la Comunità sarà in grado di rafforzare il Sistema monetario europeo , che è una componente essenziale dell ' insieme delle politiche richieste per trasformare la ripresa in un periodo di crescita sostenuta e stabile .  Il miglioramento delle prospettive e dei probabili risultati per il 1982 non sono senz ' altro sufficienti per invertire la tendenza della disoccupazione e assorbire le maggiori disponibiltà di manodopera , nù per correggere le debolezze dell ' economica e gli errori di politica economica che hanno lasciato l ' Europea mal difesa di fronte alle principali scosse che ha subito l ' economica mondiale .  Sono necessarie più radicali e fondamentali modifiche della gestione macroeconomica dei bilanci pubblici , degli adeguamenti strutturali e dekl comportamento delle parti sociali . L ' esperienza all ' interno della Comunità e al di fuori di essa mostra che questi importanti aggiustamenti economici sono possibili , e possono in effetti essere coronati dal successo , purchù si operino correttamente le scelte fondamentali di politica economica .  TABELLA 13  Principali indicatori economici : CE , USA e Giappone  Anni * PIL/PNL in volume ( 1 ) * Occupazione totale * Disoccupazione * Deflatore dei prezzi al consumo * Costi relativi del lavoro per unità di prodotto ( 2 ) * Saldo delle partite correnti * Disavanzo di bilancio ( 3 ) * variaz . % * variaz . % * % forza lavoro * variaz . % * variaz . % * % PIL * % PIL *  CE * * * * * * * *  1974-1978 * 2,1 * - 0,1 * 4,5 * 10,7 * 0,5 * - 0,1 * - 3,7 *  1979 * 3,4 * 0,7 * 5,4 * 9,6 * 8,6 * - 0,5 * - 3,6 *  1980 * 1,1 * 0,0 * 6,0 * 11,8 * 6,2 * - 1,4 * - 3,5 *  1981 ( 4 ) * - 0,5 * - 1,3 * 7,8 * 11,3 * - 14,5 * - 1,2 * - 4,4 *  USA * * * * * * * *  1974-1978 * 2,5 * 2,0 * 6,9 * 7,3 * - 3,2 * - 0,3 * - 0,9 *  1979 * 2,4 * 3,5 * 5,8 * 8,9 * 1,1 * - 0,8 * + 0,5 *  1980 * - 0,2 * 0,3 * 7,1 * 10,2 * 1,5 * + 0,1 * - 1,2 *  1981 ( 4 ) * 1,9 * 1,5 * 7,4 * 8,4 * 14,0 * + 0,2 * - 0,8 *  Giappone * * * * * * * *  1974-1978 * 3,3 * 0,8 * 1,9 * 10,3 * 3,0 * + 0,5 * - 3,2 *  1979 * 5,6 * 1,3 * 2,1 * 2,0 * - 14,2 * - 0,9 * - 4,7 *  1980 * 4,1 * 1,0 * 2,0 * 7,1 * - 10,7 * - 1,0 * - 3,9 *  1981 ( 4 ) * 4,0 * 1,0 * 2,1 * 5,4 * 10,4 * + 0,3 * - 3,0 *  ( 1 ) CE : PIL ; USA e Giappone / PNL .  ( 2 ) Costi del lavoro per unità di prodotto nell ' industria manifatturiera espressi in dollari USA , relativi alla media di 17 concorrenti .  ( 3 ) Accredimento netto ( + ) o indebitamento ( - ) della amministrazione pubblica , definizioni dei conti nazionali .  ( 4 ) Stimma .  Fonte : Eurostat : Conti nazionali dei paesi OCSE , col . II ; stime dei servizi della Commissione .  ( 1 ) Articolo 4 della decisione 74/120/CEE del 18 febbraio 1974 , modificata dalla decisione 75/787/CEE del 18 dicembre 1975 .  ( 2 ) Il testo completo del programma e le relative analisi sono pubblicate in Economica Europea , n . 9 , luglio 1981 .