CELEX: 62020CA0231
Language: it
Date: 2021-10-14 00:00:00
Title: Causa C-231/20: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 14 ottobre 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgerichtshof — Austria) — MT / Landespolizeidirektion Steiermark (Rinvio pregiudiziale – Libera prestazione dei servizi – Articolo 56 TFUE – Giochi d’azzardo – Messa a disposizione di giochi con promessa di vincite patrimoniali vietati – Sanzioni – Proporzionalità – Sanzioni pecuniarie con un importo minimo – Cumulo – Assenza di limite massimo – Pena detentiva sostitutiva – Contributo commisurato alle spese del procedimento – Articolo 49, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea)

13.12.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 502/8
            
         
      Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 14 ottobre 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgerichtshof — Austria) — MT / Landespolizeidirektion Steiermark
      (Causa C-231/20) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Libera prestazione dei servizi - Articolo 56 TFUE - Giochi d’azzardo - Messa a disposizione di giochi con promessa di vincite patrimoniali vietati - Sanzioni - Proporzionalità - Sanzioni pecuniarie con un importo minimo - Cumulo - Assenza di limite massimo - Pena detentiva sostitutiva - Contributo commisurato alle spese del procedimento - Articolo 49, paragrafo 3, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea)
      (2021/C 502/11)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Giudice del rinvio
      
      Verwaltungsgerichtshof
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: MT
      
         Convenuta: Landespolizeidirektion Steiermark
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 56 TFUE deve essere interpretato nel senso che nei procedimenti relativi all’irrogazione di sanzioni per violazione di un monopolio nel settore del gioco d’azzardo, il giudice nazionale, investito del sindacato sulla legittimità di una sanzione irrogata per una violazione siffatta, deve valutare specificamente la conformità all’articolo 56 TFUE delle sanzioni previste dalla normativa applicabile, tenuto conto delle modalità concrete della loro determinazione.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 56 TFUE deve essere interpretato nel senso che non osta ad una normativa nazionale che, per la messa a disposizione, in qualità di operatore, di giochi con promessa di vincite patrimoniali vietati, preveda imperativamente quanto segue:
                  
                              —
                           
                           
                              la comminazione di una sanzione pecuniaria minima per ciascun apparecchio automatico per il gioco d’azzardo non autorizzato, senza un limite massimo per l’importo complessivo delle sanzioni pecuniarie inflitte, purché l’importo complessivo delle sanzioni pecuniarie inflitte non sia sproporzionato rispetto al vantaggio economico ricavabile dalle infrazioni sanzionate;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              la comminazione di una pena detentiva sostitutiva per ciascun apparecchio automatico per il gioco d’azzardo non autorizzato, senza un limite massimo per la durata complessiva delle pene detentive sostitutive inflitte, purché la durata della pena detentiva sostitutiva effettivamente inflitta non sia eccessiva rispetto alla gravità delle infrazioni contestate, e
                           
                        
                              —
                           
                           
                              un contributo alle spese del procedimento pari al 10 % delle sanzioni pecuniarie irrogate, purché tale contributo non sia eccessivo rispetto al costo effettivo di un procedimento siffatto né violi il diritto di ricorso ad un giudice sancito dall’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
                           
                        
            
         (1)  GU C 304 del 14.9.2020.