CELEX: 61959CJ0003
Language: it
Date: 1960-03-08
Title: Sentenza della Corte dell'8 marzo 1960. # Repubblica federale di Germania contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Causa 3-59.

Avis juridique important

|

61959J0003

SENTENZA DELLA CORTE DELL'8 MARZO 1960.  -  GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSA 3/59.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00117 edizione olandese pagina 00121 edizione tedesca pagina 00123 edizione italiana pagina 00115 edizione speciale inglese pagina 00053 edizione speciale danese pagina 00169 edizione speciale greca pagina 00373 edizione speciale portoghese pagina 00379

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI - INADEMPIENZA AD UN OBBLIGO - RICORSI DI CUI ALL' ART . 88, 2 ) COMMA DEL TRATTATO CECA - EFFETTO SOSPENSIVO  2 . OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI - INADEMPIENZA AD UN OBBLIGO SORGENTE DA UNA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA - DOVERE DI CONSTATAZIONE  3 . OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI - INADEMPIENZA AD UN OBBLIGO - RICORSI AI SENSI DEGLI ARTT . 33 ED 88 DEL TRATTATO CECA - OGGETTO DEI RICORSI DI CUI AI DETTI ARTICOLI  4 . ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA AI SENSI DELL' ART . 36, 3 ) COMMA DEL TRATTATO - APPLICABILITA LIMITATA ALLE DECISIONI E RACCOMANDAZIONI GENERALI - DECISIONI INDIVIDUALI - DECADENZA DEL TERMINE D' IMPUGNAZIONE  5 . OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI - INADEMPIENZA AD UN OBBLIGO - TERMINE D' ESECUZIONE FISSATO - DURATA DI DETTO TERMINE  

Massima

1 . I RICORSI DI CUI ALL' ART . 88, 2 ) COMMA, NON HANNO EFFETTO SOSPENSIVO .  2 . QUALORA UNO STATO MEMBRO, SENZA AVER OTTENUTO L' ANNULLAMENTO DI UNA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA O LA SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE DI TALE DECISIONE NON VI OTTEMPERI, RISPONDE PERCIO' SOLO - AI TERMINI DELL' ART . 86, 1 ) COMMA - DI UN' INADEMPIENZA AI SUOI OBBLIGHI CHE L' ALTA AUTORITA E TENUTA A CONSTATARE AI SENSI DELL' ART . 88, 1 ) COMMA .  3 . IL RICORSO D' ANNULLAMENTO EX ART . 33 CONTRO LE DECISIONI ADOTTATE DALL' ALTA AUTORITA NELL' ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI HA PER OGGETTO L' ACCERTAMENTO DELL' ILLEGITTIMITA DI UNA DECISIONE ADOTTATA FUORI DALL' IPOTESI DELL' ART . 88; ESSO E PERTANTO NETTAMENTE DISTINTO DAL RICORSO PROPOSTO, EX ART . 88, IL QUALE INVESTE UNICAMENTE LA CONSTATAZIONE DELL' INADEMPIENZA DI CUI VIEN FATTO CARICO ALLO STATO MEMBRO .  4 . NELLA SUA SENTENZA 9-56 LA CORTE NON HA AFFATTO INTERPRETATO IL 3 ) COMMA DELL' ART . 36 NEL SENSO CHE ESSO CONSENTA AI RICORRENTI DI DENUNCIARE NON SOLO L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI E RACCOMANDAZIONI GENERALI MA PURE L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI E RACCOMANDAZIONI DI CUI ESSI SONO I DESTINATARI E DI CUI VENGA AD ESSI ADDEBITATA L' INOSSERVANZA . SECONDO UN PRINCIPIO GIURIDICO FONDAMENTALE CHE TROVA CONFERMA NELL' ART . 33, LA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI INDIVIDUALI NON PUO' VENIR PIU MESSA IN DISCUSSIONE DOPO DECORSO IL TERMINE DI IMPUGNAZIONE .  5 . DAL TENORE DELL' ART . 88 NON EMERGE CHE IL TERMINE FISSATO PER ADEMPIERE AD UN OBBLIGO DEVE AVER DURATA ALMENO PARI A QUELLA DEL TERMINE D' IMPUGNAZIONE . DAL 3 ) COMMA DELLA CITATA DISPOSIZIONE SI RICAVA CHE SIFFATTO REQUISITO NON E RICHIESTO PER LA TUTELA DEGLI STATI MEMBRI .  

Parti

NELLA CAUSA DEL  GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . WERNER VON SIMSON, BERTRANGE, RICORRENTE,  RAPPRESENTATO DALL' AVV . WERNER VON SIMSON E DAL PROF . PHILIPP MOEHRING,  CONTRO  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  CON DOMICILIO ELETTO PRESSO I SUOI UFFICI, PLACE DE METZ 2, LUSSEMBURGO, CONVENUTA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO SIG . WALTER MUCH, IN QUALITA DI AGENTE,  ASSISTITO DAL PROF . HANS PETER IPSEN,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE PER OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 1 ) DICEMBRE 1958, N . DI RIF . 35172, NOTIFICATA AL RICORRENTE IL 5 DICEMBRE 1958; 

Motivazione della sentenza

NEL MERITO  1 ) IN PRIMO LUOGO IL RICORRENTE AFFERMA CHE LE PARTI CRITICATE DELLE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA T/10.202 E T/10.203, DEL 12 FEBBRAIO 1958, IMPUGNATE COL RICORSO 19-58, NON HANNO FATTO SORGERE ALCUN OBBLIGO DIRETTO A CARICO DEL GOVERNO FEDERALE IN QUANTO, DA UN PUNTO DI VISTA OBIETTIVO, ESSE RAPPRESENTEREBBERO SEMPLICEMENTE L' ENUNCIAZIONE DI MODIFICHE IN SENSO RESTRITTIVO APPORTATE AD UN' AUTORIZZAZIONE CONCESSA A NORMA DELL' ART . 70, 4 ) COMMA, DEL TRATTATO CECA .  TALE ARGOMENTO VA RESPINTO .  INFATTI DETTE PARTI CRITICATE DELLE DECISIONI SOPRA MENZIONATE FISSANO IN MODO ESPRESSO ED IN CONFORMITA AL PARAGRAFO 10, 7 ) COMMA, DELLA CONVENZIONE SULLE DISPOSIZIONI TRANSITORIE, DEI TERMINI PER LA MODIFICA DI VARIE TARIFFE SPECIALI SOGGETTE AL SINDACATO DELL' ALTA AUTORITA IN FORZA DELLA DISPOSIZIONE TESTE CITATA . NE CONSEGUE CHE LE RIPETUTE DECISIONI HANNO FATTO SORGERE L' OBBLIGO PER IL RICORRENTE DI MODIFICARE LE TARIFFE IN CAUSA ENTRO I TERMINI PRESCRITTI .  2 ) IN SECONDO LUOGO IL RICORRENTE ASSUME CHE, ANCHE AMMETTENDO CHE LE DECISIONI DEL 12 FEBBRAIO 1958 ABBIANO FATTO SORGERE UN OBBLIGO A CARICO DEL GOVERNO FEDERALE, TALE OBBLIGO NON SAREBBE STATO FINORA TRASGREDITO, POSTO CHE IL TERMINE ENTRO IL QUALE LE TARIFFE AVREBBERO DOVUTO ESSERE MODIFICATE SAREBBE STATO INTERROTTO DALLA PRESENTAZIONE DEL RICORSO 19-58, IL QUALE SI BASA - FRA L' ALTRO - SULL' ART . 88 DEL TRATTATO E DOVREBBE PERCIO' AVERE L' EFFETTO SOSPENSIVO CONTEMPLATO NEL 3 ) COMMA DI DETTO ARTICOLO .  TALE ASSUNTO VA DISATTESO, INDIPENDENTEMENTE DAL PROBLEMA SE IL RICORSO 19-58 POSSA O DEBBA ESSERE CONSIDERATO UN RICORSO A NORMA DELL' ART . 88, PROBLEMA CHE LA CORTE NON INTENDE RISOLVERE NEL PRESENTE GIUDIZIO . INFATTI, CONTRARIAMENTE A QUANTO IL RICORRENTE SOSTIENE, L' ART . 88, 3 ) COMMA, STABILISCE SOLTANTO CHE I PROVVEDIMENTI DI CUI ALLE LETTERE A ) E B ) NON POSSONO ESSERE ADOTTATI IN PENDENZA DEL RICORSO . NON E SOSTENIBILE CHE GLI AUTORI DEL TRATTATO ABBIANO VOLUTO ATTRIBUIRE EFFETTO SOSPENSIVO A TUTTI I RICORSI PROPONIBILI A NORMA DELL' ART . 88, DAL MOMENTO CHE UNA DEROGA SIFFATTA AL PRINCIPIO GENERALE POSTO DALL' ART . 39 NON SI PUO' PRESUMERE IN MANCANZA DI UNA NORMA ESPRESSA .  DEL RESTO, LA STESSA PORTATA DELL' ART . 88 OSTA A CHE IL RICORSO PREVISTO AL SUO 2 ) COMMA ABBIA EFFETTO SOSPENSIVO . POICHE LA DECISIONE ADOTTATA DALL' ALTA AUTORITA, IN CONFORMITA AL 1 ) COMMA DI DETTO ARTICOLO, E UN ATTO DICHIARATIVO, L' ATTRIBUIRE EFFETTO SOSPENSIVO AL RICORSO 19-58 SIGNIFICHEREBBE SOSPENDERE NON TANTO L' ESECUZIONE DI TALE DECISIONE, QUANTO L' OBBLIGATORIETA E DELLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO IN QUESTIONE E DELLE PRECEDENTI DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA CHE NELLA FATTISPECIE DEVONO AVERE ESECUZIONE .  3 ) NEL CORSO DELLA DISCUSSIONE IL RICORRENTE HA SOSTENUTO CHE, IN GENERE, LE DECISIONI COSTITUTIVE DIVENTANO PIENAMENTE EFFICACI SOLTANTO DOPO TRASCORSO IL TERMINE DURANTE IL QUALE ESSE POSSONO ESSERE IMPUGNATE OPPURE DOPO CHE SIA STATO DECISO L' EVENTUALE GRAVAME PROPOSTO CONTRO DI ESSE, DI GUISA CHE L' EFFETTO SOSPENSIVO DEL RICORSO 19-58 SI DOVREBBE PRESUMERE IURIS ET DE IURE .  LA CORTE RILEVA CHE LA TESI TESTE ESPOSTA, AMMISSIBILE TALVOLTA IN DIRITTO PRIVATO, NON E FONDATA IN DIRITTO AMMINISTRATIVO, NEL QUALE VIGE IL PRINCIPIO CHE I PROVVEDIMENTI ACQUISTANO FORZA OBBLIGATORIA O DAL MOMENTO IN CUI VENGONO EMANATI O DAL MOMENTO DELLA LORO NOTIFICA O PUBBLICAZIONE .  A NORMA DELL' ART . 14 DEL TRATTATO LE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA HANNO FORZA OBBLIGATORIA IN TUTTI I LORO ELEMENTI E, A NORMA DEGLI ARTT . 39 DEL TRATTATO E 33 DELLO STATUTO, I RICORSI PRESENTATI ALLA CORTE NON HANNO EFFETTO SOSPENSIVO, SALVO DIVERSA DECISIONE DELLA CORTE STESSA O DEL SUO PRESIDENTE . POICHE IL RICORRENTE NON HA CHIESTO LA SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI CUI TRATTASI, QUESTI HANNO CONSERVATO LA LORO FORZA OBBLIGATORIA, INDIPENDENTEMENTE DALLA NATURA E DAGLI EFFETTI DEL RICORSO 19-58 .  4 ) IL RICORRENTE ARGOMENTA POI CHE LA DECISIONE IMPUGNATA MANCA DI GIURIDICO FONDAMENTO PER IL FATTO CHE I PROVVEDIMENTI DEL 12 FEBBRAIO 1958 NON SAREBBERO VALIDI, E CONSEGUENTEMENTE APPUNTA CONTRO DETTA DECISIONE LE CRITICHE GIA DIRETTE, NEL RICORSO 19-58, CONTRO LE DECISIONI DEL 12 FEBBRAIO 1958, AFFERMANDO CHE L' ART . 88 ATTRIBUISCE AGLI STATI MEMBRI UN' AZIONE SPECIALE, DISTINTA DA QUELLA PREVISTA ALL' ART . 33, IN QUANTO OFFRE LORO LA POSSIBILITA DI PROPORRE UN RICORSO " DE PLEINE JURIDICTION " IN OCCASIONE DEL QUALE PUO' ESSERE IMPUGNATA PERSINO LA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI DI BASE .  TALE TESI NON PUO' ESSERE ACCOLTA .  NON E INFATTI SOSTENIBILE CHE GLI STATI ABBIANO IL DIRITTO DI PROPORRE RICORSO " DE PLEINE JURIDICTION " NON SOLTANTO CONTRO LE DECISIONI ADOTTATE DALL' ALTA AUTORITA A NORMA DELL' ART . 88, MA ANCHE CONTRO QUELLE DA ESSA EMANATE IN FORZA DEI POTERI GENERALI ATTRIBUITILE DAL TRATTATO . L' INTERPRETAZIONE FORNITA DAL RICORRENTE E CONTRADDETTA DALL' ART . 33 IL QUALE DA FACOLTA AGLI STATI MEMBRI, ALLA STESSA STREGUA DELLE IMPRESE, DI PROPORRE IL RICORSO DI LEGITTIMITA E NON GIA IL RICORSO " DE PLEINE JURIDICTION ". NE CONSEGUE CHE, SE UNO STATO MEMBRO, SENZA AVER OTTENUTO L' ANNULLAMENTO DI UNA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA O LA SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE DELLA STESSA, NON OTTEMPERA A DETTO PROVVEDIMENTO, ESSO VIEN MENO, A NORMA DELL' ART . 86, 1 ) COMMA, AI SUOI OBBLIGHI, MANCANZA QUESTA DI CUI L' ALTA AUTORITA E TENUTA A PRENDERE ATTO AI SENSI DELL' ART . 88, 1 ) COMMA .  NELLA FATTISPECIE L' ALTA AUTORITA, MEDIANTE LA DECISIONE IMPUGNATA, HA ADEMPIUTO TALE OBBLIGO, CON LA CONSEGUENZA CHE DETTA DECISIONE DEVE ESSERE INTERPRETATA NEL SENSO CHE ESSA SI LIMITA A PRENDERE ATTO DELL' INADEMPIENZA FORMALE SENZA RIMETTERE IN DISCUSSIONE LE QUESTIONI DI FATTO DECISE CON I PROVVEDIMENTI DEL FEBBRAIO 1958 .  E' VERO CHE IL RICORRENTE AFFERMA CHE LA TESTE MENZIONATA INTERPRETAZIONE TOGLIE OGNI SIGNIFICATO AL RICORSO " DE PLEINE JURIDICTION " PREVISTO ALL' ART . 88 : TUTTAVIA TALE TESI NON PUO' ESSERE RITENUTA FONDATA .  A QUESTO PROPOSITO LA CORTE OSSERVA CHE IL RICORSO DI CUI ALL' ART . 88, 2 ) COMMA, HA LO SCOPO DI SOTTOPORRE AL SINDACATO DELLA CORTE LA CONSTATAZIONE, FATTA DALL' ALTA AUTORITA, DELL' INADEMPIENZA DI UNO STATO MEMBRO COME PURE I PROVVEDIMENTI ADOTTATI IN SEGUITO A TALE CONSTATAZIONE . VICEVERSA LE DECISIONI ADOTTATE DALL' ALTA AUTORITA IN FORZA DEI SUOI POTERI, FUORI DALL' IPOTESI, DI CUI ALL' ART . 88, POSSONO - IN LINEA DI PRINCIPIO - ESSERE IMPUGNATE CON RICORSO DA PROPORSI A NORMA DELL' ART . 33 .  L' ALTA AUTORITA PUO' PRENDERE ATTO DELL' INADEMPIENZA DI UNO STATO MEMBRO RIGUARDANTE, SIA UNA DISPOSIZIONE DEL TRATTATO, SIA UN PROVVEDIMENTO DA ESSA ADOTTATO . CIO' POSTO, OCCORRE DISTINGUERE FRA L' EVENTUALE RICORSO PRESENTATO - A NORMA DELL' ART . 33 - CONTRO UNA DECISIONE DI CUI L' ALTA AUTORITA HA SUCCESSIVAMENTE CONSTATATO L' INOSSERVANZA ED IL RICORSO PROPOSTO - A NORMA DELL' ART . 88, 2 ) COMMA - CONTRO LA CONSTATAZIONE DELL' INOSSERVANZA DI DETTA DECISIONE .  DI FATTO I DUE RICORSI HANNO OGGETTI DEL TUTTO DIVERSI : IL PRIMO HA LO SCOPO DI FAR DICHIARARE L' ILLEGITTIMITA DI UNA DECISIONE ADOTTATA FUORI DALL' IPOTESI DELL' ART . 88, MENTRE IL SECONDO PUO' MIRARE UNICAMENTE A :  A ) OTTENERE L' ANNULLAMENTO DELLA CONSTATAZIONE DELL' INADEMPIENZA, PREVIA DIMOSTRAZIONE CHE LO STATO MEMBRO HA OTTEMPERATO AGLI OBBLIGHI IMPOSTI CON LA DECISIONE CHE GLI VIEN FATTO CARICO DI NON AVER OSSERVATO, IL CHE FA ESCLUDERE POSSA VENIRE AL TEMPO STESSO CONTESTATA LA LEGITTIMITA DELLA DECISIONE STESSA;  B ) OTTENERE L' ANNULLAMENTO O LA MODIFICA DELLE MISURE PRESE IN SEGUITO ALLA CONSTATAZIONE DELL' INADEMPIENZA .  LA CORTE OSSERVA CHE, QUALORA SI ADOTTASSE L' INTERPRETAZIONE DEL RICORRENTE, IL RISULTATO SAREBBE CHE GLI STATI MEMBRI POTREBBERO TENERE IN NON CALE LE DECISIONI EMANATE DALL' ALTA AUTORITA NEI LORO CONFRONTI FINO AL MOMENTO IN CUI QUESTA NON FACESSE RICORSO ALL' ART . 88, SALVO AD IMPUGNARLE, DOPO CHE CIO' FOSSE AVVENUTO, NEL CASO LO RITENESSERO OPPORTUNO . INOLTRE, SE L' ART . 88 NON PERMETTE, COME SOPRA AFFERMATO, DI PORRE IN DISCUSSIONE LE DECISIONI PRECEDENTI, CIO' E TUTTAVIA CONSENTITO AGLI STATI MEMBRI IN FORZA DELL' ART . 37, QUALORA NE RICORRANO GLI SPECIALI PRESUPPOSTI .  IL RICORRENTE BASA LA SUA INTERPRETAZIONE SULLA SENTENZA DELLA CORTE 9-56 MA, CIO' FACENDO, ESSO NE TRAVISA IL SIGNIFICATO E LA PORTATA .  DETTA SENTENZA NON HA AFFATTO INTERPRETATO IL 3 ) COMMA DELL' ART . 36 NEL SENSO CHE QUESTO PERMETTA AI RICORRENTI DI DENUNCIARE NON SOLTANTO L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI E RACCOMANDAZIONI GENERALI, MA ANCHE L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI E RACCOMANDAZIONI DI CUI ESSI SONO I DESTINATARI E DI CUI VENGA AD ESSI ADDEBITATA L' INOSSERVANZA .  TALE INTERPRETAZIONE SAREBBE DEL RESTO IN APERTO CONTRASTO CON UN PRINCIPIO GIURIDICO FONDAMENTALE, IL QUALE TROVA CONFERMA NELL' ULTIMO COMMA DELL' ART . 33 . INFATTI IL TERMINE PERENTORIO D' IMPUGNAZIONE RISPONDE AD UN' ESIGENZA GENERALMENTE SENTITA, CIOE QUELLA D' IMPEDIRE CHE LA LEGITTIMITA DEI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI VENGA CONTINUAMENTE RIMESSA IN DISCUSSIONE, IL CHE IMPLICA IL DIVIETO DI RIPROPORRE LA QUESTIONE DOPO TRASCORSO IL TERMINE .  SE LO STESSO ART . 36 NON CONSENTE DI RIMETTERE IN DISCUSSIONE LA LEGITTIMITA DI UNA DECISIONE INDIVIDUALE DELL' ALTA AUTORITA UNA VOLTA TRASCORSO IL TERMINE D' IMPUGNAZIONE, A MAGGIOR RAGIONE NON SI PUO' AMMETTERE, IN MANCANZA DI UNA NORMA ESPRESSA, CHE CIO' SIA PERMESSO IN FORZA DELL' ART . 88 .  LA CORTE NON PUO' PERCIO' PRENDERE IN ESAME, NELLA FATTISPECIE, LE DOGLIANZE DEL RICORRENTE CONTRO LE DECISIONI DEL 12 FEBBRAIO 1958, DAL MOMENTO CHE, A NORMA DELL' ART . 33, POTEVA ESSERE INTRODOTTO UN APPOSITO RICORSO CONTRO TALI PROVVEDIMENTI, RICORSO CHE, COME LE PARTI AMMETTONO, E STATO IN REALTA PRESENTATO IN TERMINI .  5 . INFINE IL RICORRENTE SI DUOLE CHE IL TERMINE FISSATO NELLA DECISIONE IMPUGNATA SIA PIU BREVE DEL TERMINE D' IMPUGNAZIONE DI CUI ALL' ART . 88 .  TALE DOGLIANZA NON E FONDATA . L' ART . 88 NON PRESCRIVE AFFATTO CHE IL TERMINE CONCESSO PER ADEMPIERE UN OBBLIGO DEBBA AVERE ALMENO UNA DURATA UGUALE AL TERMINE PER RICORRERE, NE SIFFATTO REQUISITO POTREBBE ESSERE EVENTUALMENTE AMMESSO A TUTELA DEGLI STATI MEMBRI, POSTO CHE IL 3 ) COMMA DELL' ART . 88 MOSTRA CHIARAMENTE CHE, ANCHE NEL CASO L' ALTA AUTORITA ADOTTASSE, PRIMA DELLO SCADERE DEL TERMINE D' IMPUGNAZIONE, DELLE MISURE A NORMA DELLE LETTERE A ) E B ) DI DETTO 3 ) COMMA, TALI PROVVEDIMENTI POTREBBERO ESSERE PRIVATI DI OGNI EFFICACIA MEDIANTE LA TEMPESTIVA PRESENTAZIONE DI UN RICORSO .  PER TUTTO QUANTO PRECEDE IL RICORSO INTRODOTTO CONTRO LA DECISIONE DEL 1 ) DICEMBRE 1958 VA RESPINTO .  

Decisione relativa alle spese

IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE SU TUTTI I CAPI E DEVE PERCIO' SOPPORTARE TUTTE LE SPESE . 

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . IL RICORSO E RESPINTO .  2 . LE SPESE SONO POSTE A CARICO DEL RICORRENTE .