CELEX: 51999PC0188
Language: it
Date: 1999-05-27
Title: Proposta di direttiva del Consiglio relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione

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51999PC0188

Proposta di direttiva del Consiglio relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione  /* COM/99/0188 def. - CNS 99/0092 */  

Gazzetta ufficiale n. C 199 del 14/07/1999 pag. 0001

Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione(presentata dalla Commissione) RELAZIONE1.  La direttiva 66/404/CEE del Consiglio, relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione (1), e la direttiva 71/161/CEE del Consiglio, relativa alle norme di qualità esteriore dei materiali forestali di moltiplicazione commercializzati all'interno della Comunità (2), stabiliscono i requisiti relativi ai caratteri genetici e alla qualità esteriore ai quali devono conformarsi i materiali forestali di moltiplicazione per poter essere commercializzati nella Comunità.(1)  GU 125 dell'11.7.1966, pag. 2326/66.(2)  GU L 87 del 17.4.1971, pag. 14.2.  Dal 1975, la normativa non ha subito modifiche sostanziali. La presente proposta è volta pertanto ad aggiornare la legislazione per tener conto delle adesioni di nuovi Stati membri avvenute dal 1975, dell'evoluzione mercato interno e dei progressi scientifici, ivi compresa la disponibilità di nuovi materiali. La proposta, inoltre, modifica le disposizioni legislative tenendo conto della particolare situazione esistente in Svezia e in Finlandia: a entrambi questi paesi è stato concesso, nel trattato di adesione (allegato XV, pag. 333), un periodo transitorio durante il quale essi non hanno applicato la normativa.3.  L'attuale regime dell'OCSE relativo ai materiali forestali di moltiplicazione destinati al commercio internazionale risale al 1974 ed è stato notevolmente modificato negli ultimi anni; un nuovo regime, aggiornato, sarà prossimamente adottato dal Consiglio dell'OCSE. Questo nuovo regime, pur essendo fondamentalmente compatibile con la normativa CE in vigore, comprende due categorie supplementari di materiali di moltiplicazione che possono essere commercializzate: quelle dei materiali "identificati alla fonte" e "qualificati". Poiché tutti gli Stati membri, tranne la Grecia e il Lussemburgo, partecipano al regime dell'OCSE, la proposta mira a raggiungere la maggior compatibilità possibile con tale regime, aggiungendo le due nuove categorie a quelle già ammesse nella Comunità, ossia "selezionati" e "controllati".4.  Nel caso di materiali forestali di moltiplicazione costituiti da organismi geneticamente modificati, la proposta prevede una valutazione del rischio ambientale. Sono state predisposte misure per definire, mediante un futuro regolamento del Consiglio, le procedure atte a garantire che tale valutazione ambientale e altri elementi pertinenti siano equivalenti a quelli stabiliti nella direttiva 90/220/CEE. Nel preparare l'imminente proposta di regolamento del Consiglio la Commissione terrà pienamente conto di eventuali modifiche introdotte nella direttiva 90/220/CEE, quali la consultazione obbligatoria del/dei comitato/i scientifico/i pertinente/i, la sorveglianza e le autorizzazioni temporanee. Ad ogni modo, la Commissione provvederà affinché in tutti gli ambiti di utilizzazione del prodotto vengano presi in considerazione pareri qualificati in materia di sicurezza.5.  Per motivi di chiarezza, la proposta riformula le direttive 66/404/CEE e 71/161/CEE in un singolo testo, invece di apportare numerose modifiche a tali direttive. La Commissione ritiene tuttavia che sia opportuno limitare la discussione alle parti nuove del documento e che non si debba riaprire il dibattito sulle altre parti delle direttive 66/404/CEE e 71/161/CEE. A tal fine, le parti nuove del testo sono state sottolineate.6.  Non vi sono implicazioni relative alla sussidiarietà, in quanto la proposta si basa sull'articolo 37 del trattato che istituisce la Comunità europea e rientra pertanto in un ambito di esclusiva competenza della Comunità. Inoltre, le due direttive riformulate costituiscono misure di armonizzazione.7.  Non vi sono implicazioni finanziarie per il bilancio CE.Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazioneIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione (3),(3) visto il parere del Parlamento europeo (4),(4) visto il parere del Comitato economico e sociale (5),(5) (1)  considerando che la direttiva 66/404/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1966, relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione (6), e la direttiva 71/161/CEE del Consiglio, del 30 marzo 1971, relativa alle norme di qualità esteriore dei materiali forestali di moltiplicazione commercializzati all'interno della Comunità (7), sono state più volte modificate in modo sostanziale; che, per motivi di chiarezza, in caso di ulteriori sostanziali modifiche i testi delle direttive andrebbero combinati e riformulati;(6)  GU 125 dell'11.7.1966, pag. 2326/66. Direttiva modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia.(7)  GU L 87 del 17.4.1971, pag. 14. Direttiva modificata da ultimo dal trattato di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia.(2)  considerando che le foreste ricoprono una vasta superficie del territorio comunitario, e che sia la rigenerazione di dette foreste che la costituzione di nuovi boschi richiedono una crescente quantità di materiali forestali di moltiplicazione;(3)  considerando che la produzione di materiali di moltiplicazione di specie arboree e ibridi artificiali importanti a fini forestali dovrebbe essere incrementata;(4)  considerando che le ricerche condotte in materia di selezione forestale dimostrano la necessità di utilizzare materiali di moltiplicazione di elevata qualità fenotipica o genetica, rispondenti a determinate norme di qualità esteriore, per accrescere in modo sostanziale la produzione delle foreste e migliorare così le condizioni di redditività della terra;(5)  considerando inoltre che vari Stati membri applicano, da un certo numero di anni, regolamentazioni ispirate a tali principi; che le disparità esistenti tra dette regolamentazioni costituiscono un ostacolo agli scambi tra gli Stati membri; che, nell'interesse di tutti gli Stati membri, occorre instaurare norme comunitarie che comportino esigenze il più possibile elevate;(6)  considerando che tali norme devono essere applicabili alla commercializzazione sia tra gli Stati membri che sui mercati nazionali;(7)  considerando che la normativa comunitaria deve riferirsi ai caratteri fenotipici e genetici nonché alle qualità esteriori dei materiali di moltiplicazione;(8)  considerando che una regolamentazione in tal senso deve tener conto delle necessità pratiche e limitare il suo oggetto alle specie e agli ibridi artificiali che risultano importanti a fini forestali nell'insieme della Comunità o in una parte di essa;(9)  considerando che occorre escludere dalle norme comunitarie i materiali di moltiplicazione non commercializzati, data la loro scarsa importanza economica; che non è pregiudicato il diritto degli Stati membri di sottoporli a particolari prescrizioni;(10)  considerando che i materiali di moltiplicazione destinati all'esportazione o alla riesportazione nei paesi terzi non devono essere soggetti alle misure previste dalla presente direttiva;(11)  considerando che per i materiali di moltiplicazione della Comunità l'ammissione dei materiali di base e, quindi, le delimitazioni delle regioni di provenienza costituiscono il fondamento della selezione; che gli Stati membri devono applicare norme identiche che comportino esigenze quanto mai elevate per l'ammissione dei materiali di base; che soltanto i materiali di moltiplicazione da essi derivati possono essere commercializzati;(12)  considerando che i materiali forestali di moltiplicazione geneticamente modificati possono essere commercializzati solo a condizione che non comportino rischi per la salute umana e per l'ambiente;(13)  considerando che sui materiali forestali di moltiplicazione costituiti da organismi geneticamente modificati deve essere effettuata una valutazione del rischio ambientale; che la Commissione deve presentare al Consiglio una proposta di regolamento che garantisca che le procedure relative a tale valutazione ed altri elementi pertinenti, inclusa la procedura di autorizzazione, siano equivalenti a quelli definiti nella direttiva 90/220/CE del Consiglio del 23 aprile 1990 sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (8); che, in attesa dell'entrata in vigore di tale regolamento, devono essere applicate le disposizioni della direttiva 90/220/CE;(8)  GU L 117 dell'8.5.1990, pag. 15; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 97/35/CE della Commissione (GU L 169 del 27.6.1997, pag. 72).(14)  considerando che i materiali di moltiplicazione conformi ai requisiti previsti dalla presente direttiva possono essere soggetti unicamente alle restrizioni di commercializzazione previste dalle disposizioni della direttiva stessa;(15)  considerando d'altra parte che deve essere consentito agli Stati di limitare sul loro territorio la commercializzazione delle parti di piante e del postime ai materiali che rispondono alle norme stabilite;(16)  considerando che gli Stati membri devono essere autorizzati ad imporre requisiti supplementari o più rigorosi per l'ammissione dei materiali di base prodotti nel proprio territorio;(17)  considerando che gli Stati membri devono stabilire un elenco delle regioni di provenienza che precisi l'origine dei materiali di base, ove questa sia nota; che i confini di dette regioni devono essere indicati dagli Stati membri con l'aiuto di apposite mappe;(18)  considerando che gli Stati membri devono stabilire registri nazionali dei materiali di base ammessi nel proprio territorio; che ciascuno Stato deve altresì redigere una sintesi del registro nazionale sotto forma di elenco nazionale;(19)  considerando che, sulla base di tali elenchi nazionali, la Commissione provvederà a pubblicare un elenco comunitario;(20)  considerando che, dopo la raccolta, gli organismi ufficiali devono rilasciare un certificato principale per tutti i materiali di moltiplicazione provenienti da materiali di base ammessi;(21)  considerando che, oltre al valore fenotipico o genetico, deve essere garantita, tramite indicazione del processo di produzione, l'identità dei materiali di moltiplicazione destinati alla commercializzazione o commercializzati;(22)  considerando inoltre che devono essere adottate distinte norme comunitarie per quanto riguarda la qualità delle talee e dei piantoni di pioppo;(23)  considerando che le sementi devono essere commercializzate solo se conformi a determinate norme di qualità e contenute in imballaggi chiusi;(24)  considerando che, per garantire, in fase di commercializzazione, il rispetto delle esigenze relative al valore fenotipico o genetico, delle disposizioni intese a garantire l'identità e delle norme di qualità esteriore, gli Stati membri devono prevedere disposizioni di controllo adeguate;(25)  considerando che i materiali di moltiplicazione rispondenti a tali esigenze possono essere soggetti esclusivamente alle restrizioni di commercializzazione previste dalle norme comunitarie; che in determinate circostanze gli Stati membri devono essere autorizzati a vietare i materiali di moltiplicazione non suscettibili di essere utilizzati nel loro territorio;(26)  considerando che, per i periodi in cui l'approvvigionamento di materiali di moltiplicazione di talune specie che rispondano ai principi della presente direttiva incontra difficoltà temporanee, occorre ammettere temporaneamente, a determinate condizioni, materiali di moltiplicazione provenienti da paesi terzi e soggetti a requisiti meno rigorosi;(27)  considerando che i materiali di moltiplicazione provenienti da paesi terzi possono essere commercializzati nella Comunità solo a condizione di offrire, quanto alle modalità di ammissione dei relativi materiali di base e alle misure adottate in fase di produzione, le stesse garanzie dei materiali di moltiplicazione comunitari;(28)  considerando che, a determinate condizioni, uno Stato membro può essere parzialmente o totalmente esonerato dal rispetto delle disposizioni della presente direttiva per quanto riguarda alcune specie arboree;(29)  considerando che è opportuno organizzare esperimenti temporanei al fine di trovare migliori alternative a talune disposizioni della presente direttiva;(30)  considerando che occorre introdurre misure di controllo comunitarie, al fine di garantire un'applicazione uniforme dei requisiti e delle condizioni della presente direttiva in tutti gli Stati membri;(31)  considerando che gli adeguamenti di natura essenzialmente tecnica da introdurre negli allegati devono essere agevolati da una procedura rapida;(32)  considerando che è opportuno affidare alla Commissione il compito di adottare talune misure di applicazione della presente direttiva; che, per facilitare l'attuazione delle disposizioni previste, è opportuno prevedere una procedura che instauri una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione in seno al comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e forestali, istituito con decisione 66/399/CEE del Consiglio (9),(9)  GU 125 dell'11.7.1966, pag. 2289/66.HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La presente direttiva riguarda la produzione a fini di commercializzazione e la commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione all'interno della Comunità.Articolo 2Ai fini della presente direttiva si applicano le definizioni e classificazioni seguenti:a)  Per materiali di moltiplicazione si intendono: i)  unità seminali: gli strobili, le infruttescenze, i frutti e i semi destinati alla produzione di postime; ii)  parti di piante: le talee caulinari, fogliari e radicali, gli espianti o gli embrioni per la micropropagazione, le gemme, le margotte, le radici, le marze, i piantoni e ogni parte di una pianta destinata alla produzione di postime; iii)  postime: le piante derivate da unità seminali o da parti di piante, nonché i selvaggioni.b)  Per materiali forestali di moltiplicazione si intendono i materiali di moltiplicazione delle specie arboree e degli ibridi artificiali che risultano importanti a fini forestali nell'insieme della Comunità o in una parte di essa, in particolare quelli che figurano nell'allegato I.c)  Per materiali di base si intendono: i)  Fonti di semi: gli alberi di una determinata zona da cui si raccolgono i semi; ii)  Soprassuolo: una popolazione di alberi identificata che presenta una sufficiente uniformità di composizione; iii)  Arboreti da seme: le piantagioni di cloni o famiglie selezionati, isolate contro ogni impollinazione estranea o organizzata in modo da evitare o limitare tale impollinazione, e gestite in modo da produrre raccolti frequenti, abbondanti e facili; iv)  Genitori: alberi utilizzati per ottenere discendenti tramite impollinazione controllata o libera di una pianta madre identificata, utilizzata come femmina, con il polline di un'altra pianta (fratelli biparentali) o di un certo numero di altre piante identificate o no (fratelli monoparentali); v)  Cloni: insieme di individui (ramet) derivati per via vegetativa da un unico individuo originale (ortet), per esempio per talea, micropropagazione, innesto, margotta o divisione; vi)  Miscugli di cloni: i miscugli di cloni identificati in proporzioni definite.d)  Per autoctoni e indigeni si intendono: i)  Soprassuolo o fonti di semi "autoctoni": una popolazione continuamente rigenerata tramite selvaggioni; il soprassuolo o la fonte di semi possono essere rigenerati artificialmente tramite materiali di moltiplicazione provenienti dallo stesso soprassuolo o dalla stessa fonte di semi o da soprassuoli o fonti di semi autoctoni ubicati in prossimità; ii)  Soprassuolo o fonti di semi "indigeni": un soprassuolo o una fonte di semi autoctoni o prodotti artificialmente per semina, la cui origine è situata nella stessa regione di provenienza.e)  Origine: Per un soprassuolo o una fonte di sementi autoctoni, l'origine è il luogo dove si trovano gli alberi. Per un soprassuolo o una fonte di semi non autoctoni, l'origine è il luogo da cui i semi o le piante sono stati originariamente introdotti. L'origine di un soprassuolo o di una fonte di semi può essere sconosciuta.f)  Provenienza: Luogo determinato in cui si trova una popolazione di alberi.g)  Regione di provenienza: Per una specie o sottospecie, il territorio o l'insieme dei territori soggetti a condizioni ecologiche sufficientemente uniformi e sui quali si trovano soprassuoli o fonti di semi con caratteristiche fenotipiche o genetiche analoghe, tenendo conto dei limiti altimetrici.h)  Produzione: Include tutte le fasi della generazione dell'unità seminale, la conversione da unità seminale a semente e la coltivazione di postime da sementi e parti di piante.i)  Commercializzazione: L'esposizione per la vendita, la messa in vendita, la vendita o la consegna a un terzo, inclusa la consegna sotto contratto.j)  Per organismi ufficiali si intendono: i)  autorità statali di uno Stato membro istituite - a livello nazionale, o - a livello regionale, sotto il controllo delle autorità nazionali, entro i limiti definiti dalla costituzione dello Stato membro interessato, oppure ii)  le persone giuridiche, di diritto pubblico o privato, agenti sotto la responsabilità di uno Stato,   a condizione che a tali autorità o persone non derivi un beneficio economico dal risultato delle misure adottate ai sensi della presente direttiva.k)  I materiali di moltiplicazione sono classificati nelle categorie seguenti: i)  Identificati alla fonte: i materiali di moltiplicazione provenienti da materiali di base prodotti da una fonte di semi o da un soprassuolo ubicati in una singola regione di provenienza e che soddisfano i requisiti di cui all'allegato II; ii)  Selezionati: i materiali di moltiplicazione provenienti da materiali di base prodotti da un soprassuolo ubicato in una singola regione di provenienza, fenotipicamente selezionati a livello della popolazione e che soddisfano i requisiti di cui all'allegato III; iii)  Qualificati: i materiali di moltiplicazione provenienti da materiali di base prodotti da arboreti da seme, genitori, cloni o miscugli di cloni i cui componenti sono stati fenotipicamente selezionati a livello individuale e che soddisfano i requisiti di cui all'allegato IV. In relazione a tali materiali non devono essere stati necessariamente avviati o conclusi controlli; iv)  Controllati: i materiali di moltiplicazione provenienti da materiali di base prodotti da soprassuoli, arboreti da seme, genitori, cloni o miscugli di cloni. La superiorità di detti materiali deve essere stata dimostrata per mezzo di prove comparative o tramite una stima calcolata sulla base di una valutazione genetica dei componenti dei materiali di base. Tali materiali devono soddisfare i requisiti di cui all'allegato V.Articolo 31.  L'elenco delle specie arboree e degli ibridi artificiali di cui all'allegato I può essere modificato secondo la procedura prevista all'articolo 24.2.  Nei casi in cui determinate specie e determinati ibridi artificiali non siano soggetti alle misure previste dalla presente direttiva, gli Stati membri possono adottare per il proprio territorio misure analoghe o meno rigorose.3.  Le misure di cui alla presente direttiva non si applicano ai materiali forestali di moltiplicazione sotto forma di postime o parti di piante per i quali sia provato che non sono destinati a fini forestali.  In tal caso i materiali devono essere accompagnati da un'etichetta o da un altro documento prescritto, previsto allo stesso fine da disposizioni comunitarie o nazionali applicabili a tali materiali. In assenza di tali disposizioni, i materiali sono muniti di un'etichetta recante la dicitura "Non destinati a fini forestali". Un organismo ufficiale provvede al rilascio dell'etichetta ovvero autorizza il fornitore a predisporla.4.  Le misure di cui alla presente direttiva non si applicano ai materiali forestali di moltiplicazione per i quali sia provato che sono destinati all'esportazione o alla riesportazione verso i paesi terzi.Articolo 41.  Gli Stati membri provvedono affinché solo i materiali di base ammessi possano essere utilizzati per la produzione di materiali forestali di moltiplicazione destinati alla commercializzazione.2.  I materiali di base possono essere ammessi unicamente: a)  dagli organismi ufficiali, se soddisfano i requisiti di cui agli allegati II, III, IV o V, a seconda dei casi; b)  con riferimento a un'unità definita "unità di ammissione". Ciascuna unità di ammissione è identificata da un unico riferimento di registro.3.  Successivamente all'ammissione, i materiali di base per la produzione di materiali di moltiplicazione delle categorie "selezionati", "qualificati" e "controllati" vengono sottoposti a regolari ispezioni. L'ammissione è revocata ove non sussistano più i requisiti previsti dalla presente direttiva.4.  Gli Stati membri possono ammettere in tutto o in parte del loro territorio e per un periodo non superiore a dieci anni materiali di base per la produzione di materiali di moltiplicazione controllati, qualora dai risultati provvisori della valutazione genetica o delle prove comparative di cui all'allegato V si possa presumere che tali materiali di base soddisferanno, al termine degli esami, i requisiti richiesti per l'ammissione ai sensi della presente direttiva.Articolo 51.  Qualora i materiali di base di cui all'articolo 4, paragrafo 1, consistano in organismi geneticamente modificati ai sensi dell'articolo 2, punti 1 e 2 della direttiva 90/220/CEE, detti materiali possono essere ammessi solo a condizione che non comportino rischi per la salute umana e per l'ambiente.2.  Per i materiali di base geneticamente modificati di cui al paragrafo 1, a)  deve essere effettuata una valutazione del rischio ambientale equivalente a quella prevista dalla direttiva 90/220/CEE; b)  le procedure atte a garantire che la valutazione del rischio ambientale ed altri elementi pertinenti siano equivalenti a quelli previsti dalla direttiva 90/220/CEE sono stabilite, su proposta della Commissione, con un regolamento del Consiglio fondato sulla pertinente base giuridica del trattato; precedentemente all'entrata in vigore di tale regolamento, i materiali di base geneticamente modificati possono essere inclusi nel registro nazionale ai sensi dell'articolo 10 della presente direttiva solo dopo essere stati autorizzati a norma della direttiva 90/220/CEE; c)  gli articoli da 11 a 18 della direttiva 90/220/CEE non si applicano più ai materiali di base geneticamente modificati autorizzati a norma del regolamento di cui alla lettera b); d)  i dati tecnico-scientifici relativi alla valutazione del rischio ambientale sono stabiliti secondo la procedura prevista all'articolo 24.Articolo 61.  Gli Stati membri adottano disposizioni relative ai materiali forestali di moltiplicazione provenienti da materiali di base ammessi in conformità a quanto previsto alle lettere a) - d). a)  I materiali delle specie di cui all'allegato I, possono essere commercializzati solo a condizione che si tratti di materiali "identificati alla fonte", "selezionati", "qualificati" o "controllati" e che soddisfino i requisiti di cui agli allegati II, III, IV e V, rispettivamente. b)  I materiali degli ibridi artificiali di cui all'allegato I possono essere commercializzati solo a condizione che si tratti di materiali "selezionati", "qualificati" o "controllati" e che soddisfino i requisiti di cui agli allegati III, IV e V, rispettivamente. c)  I materiali delle specie e degli ibridi artificiali di cui all'allegato I riprodotti per via vegetativa, possono essere commercializzati solo a condizione che si tratti di materiali "selezionati", "qualificati" o "controllati" e che soddisfino i requisiti di cui agli allegati III, IV e V, rispettivamente; i materiali di moltiplicazione "selezionati" possono essere commercializzati solo se ottenuti tramite propagazione di massa a partire da sementi. d)  I materiali delle specie e degli ibridi artificiali di cui all'allegato I, che consistono interamente o parzialmente in organismi geneticamente modificati, possono essere commercializzati solo se appartenenti alla categoria dei materiali "controllati".2.  Le categorie nell'ambito delle quali possono essere commercializzati i materiali di moltiplicazione provenienti dai diversi tipi di materiali di base sono stabilite nella tabella di cui all'allegato VI.3.  È vietata la commercializzazione delle partite di frutti e sementi delle specie di cui all'allegato I non conformi ai requisiti di cui all'allegato VII, parte A. È vietata la commercializzazione delle parti di piante delle specie e degli ibridi artificiali di cui all'allegato I non conformi ai requisiti di cui all'allegato VII, parte B. Per quanto riguarda Populus spp., si applicano i requisiti supplementari figuranti nell'allegato VII, parte C. È vietata la commercializzazione di postime non conforme ai requisiti di cui all'allegato VII, parte D. Le parti di piante e il postime possono essere commercializzati a condizione che siano conformi ai requisiti normalmente previsti dalle norme internazionali vigenti, dopo approvazione da parte del comitato di cui all'articolo 24.4.  In deroga al disposto del paragrafo 1, gli Stati membri possono autorizzare i produttori operanti nel proprio territorio ad immettere sul mercato quantitativi ridotti di a)  materiali di moltiplicazione per esperimenti, scopi scientifici, lavori di selezione o conservazione genetica e b)  sementi per le quali sia chiaramente provato che non sono destinate a fini forestali.5.  Le condizioni a cui gli Stati membri possono concedere le autorizzazioni di cui al paragrafo 4 possono essere determinate secondo la procedura prevista all'articolo 24.6.  Fatto salvo il paragrafo 1, gli Stati membri possono autorizzare la commercializzazione di materiali di moltiplicazione provenienti da materiali di base che non soddisfano tutti i requisiti della pertinente categoria di cui al paragrafo 1, secondo condizioni da stabilire conformemente alla procedura prevista all'articolo 24.Articolo 7In relazione alle condizioni di cui agli allegati II, III, IV, V e VII, gli Stati membri possono imporre requisiti supplementari o più rigorosi per l'ammissione dei materiali di base e la produzione di materiali di moltiplicazione nel proprio territorio.Articolo 8Gli Stati membri possono limitare l'ammissione di materiali di base destinati alla produzione di materiali di moltiplicazione, nel proprio territorio, ai materiali appartenenti a categorie diverse da quella di "identificati alla fonte".Articolo 91.  Nel caso di materiali di base destinati alla produzione di materiali di moltiplicazione identificati alla fonte e selezionati, gli Stati membri possono, per le specie interessate, delimitare le regioni di provenienza.2.  La delimitazione delle regioni di provenienza deve essere indicata dagli Stati membri tramite la redazione e pubblicazione di apposite mappe. Tali mappe vengono inviate alla Commissione e agli altri Stati membri.Articolo 101.  Ogni Stato membro stabilisce un registro nazionale dei materiali di base delle varie specie ammessi nel proprio territorio. Nel registro nazionale vengono inseriti i dati specifici relativi a ciascuna unità di ammissione unitamente al riferimento unico di registro. 2.  Ciascuno Stato membro redige una sintesi del registro nazionale sotto forma di elenco nazionale e lo rende disponibile, su richiesta, alla Commissione e agli altri Stati membri. L'elenco nazionale deve essere redatto in un formato standard e fornire per ciascuna unità di ammissione le informazioni seguenti: a)  nome botanico; b)  categoria; c)  destinazione specifica (se diversa da generici fini forestali); d)  tipo di materiale di base; e)  riferimento di registro o, se del caso, sintesi dello stesso, o codice d'identità relativo alla regione di provenienza; f)  ubicazione: una breve denominazione, se del caso, nonché uno dei seguenti insiemi di dati: i)  per la categoria "identificati alla fonte", regione di provenienza ed estensione latitudinale e longitudinale, ii)  per la categoria "selezionati",  regione di provenienza e posizione geografica definita da latitudine e longitudine o estensione latitudinale e longitudinale, iii)  per la categoria "qualificati", la posizione o le posizioni geografiche esatte dei materiali di base, iv)  per la categoria "controllati", la posizione o le posizioni geografiche esatte dei materiali di base; g)  altitudine o estensione altimetrica; h)  superficie: le dimensioni di una o più fonti di semi, uno o più soprassuoli o uno o più arboreti da seme; i)  origine: si deve indicare se i materiali di base sono autoctoni/indigeni, non autoctoni/non indigeni o di origine sconosciuta; per i materiali di base non autoctoni/non indigeni, l'origine, se conosciuta, deve essere dichiarata; j)  nel caso di materiali "controllati", occorre indicare se sono geneticamente modificati.3.  Il formato in cui redigere gli elenchi nazionali può essere determinato conformemente alla procedura prevista all'articolo 24.Articolo 111.  Sulla base di una sintesi dell'elenco nazionale fornita da ciascuno Stato membro, la Commissione può pubblicare un elenco denominato "Elenco comunitario dei materiali di base ammessi per la produzione di materiali forestali di moltiplicazione".2.  L'elenco comunitario rispecchia i dati forniti negli elenchi nazionali di cui all'articolo 10, paragrafo 2 ed indica la superficie di utilizzazione e le eventuali autorizzazioni concesse ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 2 e dell'articolo 8.3.  Il formato in cui gli Stati membri presentano la sintesi degli elenchi nazionali può essere determinata conformemente alla procedura prevista all'articolo 24.Articolo 121.  Dopo la raccolta, gli organismi ufficiali rilasciano per tutti i materiali di moltiplicazione provenienti da materiali di base ammessi un certificato principale recante il riferimento unico di registro e le pertinenti informazioni di cui all'allegato VIII.2.  Qualora uno Stato membro proceda ad una successiva propagazione vegetativa ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 2, deve essere rilasciato un nuovo certificato principale.3.  In caso di mescolatura ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3, lettere a), b), c) o e), gli Stati membri provvedono affinché i riferimenti di registro dei relativi componenti siano identificabili e affinché venga rilasciato un nuovo certificato principale o un altro documento di identificazione.Articolo 131.  Durante tutte le fasi di produzione, i materiali di moltiplicazione sono mantenuti separati mediante riferimento alle singole unità di ammissione. Ciascuna partita di materiali di moltiplicazione deve essere identificata tramite i seguenti elementi: a)  nome botanico; b)  categoria; c)  destinazione specifica (se diversa da generici fini forestali); d)  tipo di materiale di base; e)  riferimento di registro o codice d'identità relativo alla regione di provenienza; f)  regione di provenienza, per i materiali di moltiplicazione identificati alla fonte e selezionati o, se del caso, per altri materiali di moltiplicazione; g)  origine del materiale: autoctona o indigena, non autoctona o non indigena oppure sconosciuta; h)  nel caso di unità seminali, l'anno di maturazione; i)  età e tipo di postime o semenzale o talea e tipo di pratica utilizzati (potatura radicale in posto o trapianti); j)  se è geneticamente modificata.2.  Fatto salvo il disposto del paragrafo 1 e dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera c), gli Stati membri possono autorizzare la successiva propagazione vegetativa di una singola unità di ammissione nelle categorie selezionati, qualificati e controllati. In tal caso, i materiali vengono tenuti separati e identificati come tali.3.  Fatto salvo il disposto del paragrafo 1, gli Stati membri possono autorizzare a)  nell'ambito di una singola regione di provenienza, la mescolatura di materiali di moltiplicazione derivati da due o più unità di ammissione nell'ambito delle categorie identificati alla fonte o selezionati; b)  in caso di mescolatura di materiali di moltiplicazione nell'ambito di una singola regione di provenienza, ottenuti da fonti di semi e soprassuoli nella categoria identificati alla fonte, la partita risultante viene certificata come "materiali di moltiplicazione provenienti da una fonte di semi"; c)  in caso di mescolatura di materiali di moltiplicazione provenienti da materiali di base non autoctoni o non indigeni con materiali di origine sconosciuta, la partita risultante viene certificata come "di origine sconosciuta"; d)  laddove la mescolatura venga effettuata in conformità delle precedenti lettere a), b) o c), il codice d'identità relativo alla regione di provenienza può essere sostituito dal riferimento di registro di cui al paragrafo 1, lettera e); e)  la mescolatura di materiali di moltiplicazione derivati da una singola unità di ammissione con anni di maturazione diversi; f)  in caso di mescolatura ai sensi della precedente lettera e), occorre registrare gli anni effettivi di maturazione e la proporzione di materiali relativa a ciascun anno.Articolo 141.  I materiali di moltiplicazione possono essere commercializzati esclusivamente in partite conformi alle disposizioni dell'articolo 13 e munite di un'etichetta o un altro documento del fornitore che menzioni oltre alle informazioni di cui all'articolo 13 le seguenti indicazioni: a)  numero/i del certificato principale rilasciato ai sensi dell'articolo 12 o riferimento all'altro documento disponibile ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 3; b)  nome del fornitore; c)  quantitativo fornito; d)  i termini "ammissione provvisoria", per i materiali di moltiplicazione controllati i cui materiali di base sono stati ammessi ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4; e)  se il materiale è stato propagato per via vegetativa.2.  Nel caso delle sementi, l'etichetta o il documento del fornitore di cui al paragrafo 1 deve includere le seguenti informazioni supplementari, valutate, nella misura del possibile, sulla base di tecniche accettate a livello internazionale: a)  purezza: la percentuale in peso di sementi pure, altre sementi e materiale inerte del prodotto commercializzato come partita di sementi;b)  il tasso di germinazione del seme puro (o, laddove la valutazione di questo risulti difficile o poco pratica, il tasso di redditività valutato sulla base di un metodo specifico); c)  il peso di 1000 unità di seme puro; d)  il tenore di umidità; e)  il numero di semi germinabili per chilogrammo di prodotto commercializzato come seme o, laddove la valutazione di tale numero risulti impossibile o poco pratica, il numero di germi vitali per chilogrammo.3.  Nel caso di Populus spp. le parti di piante possono essere commercializzate solo a condizione che l'etichetta o il documento del fornitore presentino il numero di classificazione CE di cui al punto 2, lettera b) dell'allegato VII, parte C.4.  Qualora in relazione a una qualunque categoria di materiali di moltiplicazione venga utilizzata un'etichetta o un documento colorato, il colore dell'etichetta o del documento del fornitore sarà giallo nel caso di materiali di moltiplicazione identificati alla fonte, verde nel caso di materiali di moltiplicazione selezionati, rosa nel caso di materiali di moltiplicazione qualificati e blu nel caso di materiali di moltiplicazione controllati.5.  Nel caso di materiali forestali di moltiplicazione provenienti da materiali di base costituiti da organismi geneticamente modificati, tutte le etichette o i documenti, ufficiali e non, apposti sulla partita o che la accompagnano ai sensi della presente direttiva, indicano chiaramente che i materiali di moltiplicazione sono costituiti da organismi geneticamente modificati.Articolo 15Le unità seminali possono essere commercializzate esclusivamente in imballaggi chiusi. Il dispositivo di chiusura deve essere tale da divenire inservibile una volta aperto.Articolo 161.  Gli Stati membri provvedono affinché i materiali di moltiplicazione provenienti da singole unità di ammissione rimangano chiaramente identificabili durante l'intero processo, dalla raccolta alla consegna al consumatore diretto, mediante un sistema di controllo ufficiale predisposto o approvato da essi. Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie affinché l'osservanza delle disposizioni della presente direttiva sia assicurata mediante controlli ufficiali effettuati almeno mediante sondaggio.2.  Gli Stati membri provvedono affinché i rispettivi organismi ufficiali si prestino assistenza amministrativa reciproca al fine di ottenere le informazioni necessarie alla corretta applicazione della presente direttiva, in particolare quando i materiali di moltiplicazione vengono spostati da uno Stato membro a un altro.Articolo 171.  Gli Stati membri provvedono affinché i materiali di moltiplicazione di tutte le categorie, immessi sul mercato conformemente al disposto della presente direttiva, non siano soggetti ad alcuna restrizione commerciale concernente le caratteristiche, i requisiti relativi ad analisi e controlli, l'etichettatura e la sigillatura se non a quelle stabilite nella presente direttiva.2.  Lo Stato membro che ne faccia richiesta può essere autorizzato, conformemente alla procedura prevista all'articolo 24, a vietare in tutto o in parte del proprio territorio l'uso di materiali di moltiplicazione. Tale autorizzazione può essere concessa unicamente qualora ci sia motivo di ritenere, in base a prove relative alla regione di provenienza dei materiali, o ai risultati di prove ufficiali effettuate in luoghi appropriati, nella Comunità o fuori da essa, che l'uso di detti materiali, a causa delle loro caratteristiche genetiche o fenotipiche, possa avere effetti avversi sulla silvicoltura o sulle risorse genetiche in tutto o in parte del territorio dello Stato in causa.3.  Le modalità di applicazione del paragrafo 2 possono essere fissate secondo la procedura prevista all'articolo 24.4.  Fatto salvo il disposto del paragrafo 1, gli Stati membri che abbiano applicato l'articolo 8 per quanto riguarda i materiali forestali di moltiplicazione identificati alla fonte possono vietare l'uso di tali materiali.Articolo 181.  Per eliminare difficoltà temporanee di approvvigionamento generale, per l'utilizzatore finale, di materiali di moltiplicazione rispondenti ai requisiti fissati dalla presente direttiva - difficoltà che si manifestino almeno in uno Stato membro e non possano essere superate all'interno della Comunità - la Commissione, su richiesta di almeno uno Stato membro interessato e secondo la procedura prevista all'articolo 24, autorizza uno o più Stati membri ad ammettere alla commercializzazione, per un periodo da essa determinato, materiali di moltiplicazione di una o più specie soggetti a requisiti meno rigorosi. In questo caso, il documento o l'etichetta del fornitore di cui all'articolo 14, paragrafo 1, indica che si tratta di materiali di moltiplicazione soggetti a requisiti meno rigorosi.2.  Le modalità di applicazione del precedente paragrafo 1 sono fissate secondo la procedura prevista all'articolo 24.Articolo 191.  Su proposta della Commissione il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, determina se i materiali di moltiplicazione prodotti in un paese terzo offrano, quanto alle modalità di ammissione dei relativi materiali di base e alle disposizioni adottate per la loro produzione, le stesse garanzie dei materiali di moltiplicazione prodotti nella Comunità e rispondenti alle disposizioni della presente direttiva.2.  In aggiunta alle questioni di cui al paragrafo 1, il Consiglio determina le specie, il tipo di materiali di base, le categorie e le regioni di provenienza dei materiali di moltiplicazione la cui commercializzazione può essere autorizzata nell'ambito della Comunità ai sensi del paragrafo 1.3.  In attesa della determinazione di cui al paragrafo 1, non si possono importare da paesi terzi materiali forestali di moltiplicazione se il fornitore che effettua l'importazione non garantisce in precedenza che i materiali da importare offrono garanzie equivalenti sotto tutti gli aspetti ai materiali forestali di moltiplicazione prodotti nella Comunità conformemente alla presente direttiva.4.  L'importatore notifica agli organismi ufficiali responsabili i materiali importati ai sensi del paragrafo 3 e conserva le prove documentali del contratto concluso con il fornitore del paese terzo.Articolo 20Qualora uno Stato membro ne faccia la richiesta, la Commissione, secondo la procedura prevista all'articolo 24, può esonerarlo parzialmente o totalmente dal rispetto delle disposizioni della presente direttiva in relazione a determinate specie arboree che non risultano importanti a fini forestali in tale Stato membro, salvo laddove ciò sia in contrasto con il disposto dell'articolo 17, paragrafo 1.Articolo 21Al fine di trovare migliori alternative a talune disposizioni della presente direttiva, si può decidere di organizzare esperimenti temporanei in condizioni specificate a livello comunitario, conformemente al disposto dell'articolo 24.Il periodo di esperimento può avere una durata massima di sette anni.Nel quadro di tali esperimenti, gli Stati membri possono essere esentati da alcuni degli obblighi disposti dalla presente direttiva. La portata di tale esenzione viene definita con riferimento alle disposizioni alle quali si applica.Articolo 221.  Gli Stati membri prendono gli opportuni provvedimenti affinché nel corso della commercializzazione i materiali forestali di moltiplicazione siano sottoposti a controlli ufficiali, effettuati almeno mediante sondaggio, per accertarne la conformità ai requisiti previsti dalla presente direttiva.2.  Laddove sia necessario per garantire un'applicazione uniforme della presente direttiva, esperti della Commissione, in collaborazione con gli organismi ufficiali degli Stati membri, possono effettuare controlli sul posto, in particolare per verificare se i materiali forestali di moltiplicazione siano conformi ai requisiti della presente direttiva. Lo Stato membro sul cui territorio si svolge un controllo presta tutta l'assistenza necessaria agli esperti nello svolgimento delle loro mansioni. La Commissione comunica agli Stati membri i risultati delle indagini.Articolo 23Gli adeguamenti da apportare agli allegati alla luce dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche o tecniche sono adottati secondo la procedura prevista all'articolo 24.Articolo 241.  La Commissione è assistita dal comitato permanente per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e forestali (in appresso denominato il "comitato"), istituito con decisione 66/399/CEE. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può stabilire in relazione all'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tal caso la Commissione può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui al terzo comma.2.  A richiesta del presidente o di uno Stato membro, il comitato può esaminare qualsiasi questione relativa all'oggetto della presente direttiva.Articolo 251.  Per un periodo transitorio di durata non superiore a dieci anni a decorrere dal 1° gennaio 2000, gli Stati membri possono utilizzare, per l'ammissione dei materiali di base destinati alla produzione di materiali di moltiplicazione controllati, precedentemente non disciplinata dalla direttiva 66/404/CEE, i risultati di prove comparative non rispondenti ai requisiti fissati nell'allegato V. Tali prove comparative sono iniziate anteriormente al 1° gennaio 2000 e attestano che i materiali di moltiplicazione provenienti dai materiali di base sono di qualità elevata.2.  Per un periodo transitorio di durata non superiore a dieci anni a decorrere dal 1° gennaio 2000, gli Stati membri possono utilizzare, per l'ammissione dei materiali di base destinati alla produzione di materiali di moltiplicazione controllati di tutte le specie e degli ibridi artificiali oggetto della presente direttiva, i risultati di prove genetiche non rispondenti ai requisiti fissati nell'allegato V. Tali prove siano state iniziate anteriormente al 1° gennaio 2000 e attestano che i materiali di moltiplicazione provenienti dai materiali di base sono di qualità elevata.3.  Nel caso in cui nuove specie e nuovi ibridi artificiali vengano successivamente aggiunti all'elenco dell'allegato I, il periodo transitorio di cui ai paragrafi 1 e 2 è determinato conformemente alla procedura di cui all'articolo 24.4.  Gli Stati membri possono essere autorizzati con la procedura di cui all'articolo 24 a utilizzare i risultati delle prove comparative e genetiche allo scadere del periodo transitorio.Articolo 261.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari o amministrative necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva entro il 1° gennaio 2000. Essi ne informano immediatamente la Commissione..  Le misure adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono adottate dagli Stati membri.2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 27La direttiva 66/404/CEE e la direttiva 71/161/CEE sono abrogate con effetto dal 1° gennaio 2000.I riferimenti alle direttive abrogate si intendono fatti alla presente direttiva e vanno letti secondo la tavola di concordanza che figura nell'allegato IX.Articolo 28La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 29Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, il  Per il Consiglio Il PresidenteALLEGATO ILa presente direttiva riguarda i materiali di moltiplicazione delle seguenti specie e ibridi artificiali:Abies alba Mill. (A. pectinata D.C.)Abies cephalonica Loud.Abies grandis Lindl.Abies pinsapo Boiss.Acer pseudoplatanus L.Alnus glutinosa Gaertn.Alnus incana Moench.Betula pendula Roth (B. verrucosa Ehrh.)Betula pubescens Ehrh.Castanea sativa Mill.Cedrus atlantica Carr.Cedrus libani A. RichardEucalyptus globulus Labill.Fagus sylvatica L.Fraxinus angustifolia Vahl.Fraxinus excelsior L.Larix decidua Mill.Larix x eurolepis HenryLarix kaempferi Carr. (Larix leptolepis Sieb. et Zucc.)Larix sibirica Ledeb.Picea abies Karst. (Picea excelsa Link.)Picea sitchensis Carr.Pinus brutia (P. halepensis var. brutia Henry)Pinus canariensis C. SmithPinus cembra L.Pinus contorta Loud.Pinus halepensis Mill.Pinus nigra ArnoldPinus pinaster Ait.Pinus pinea L.Pinus radiata D. DonPinus sylvestris L.Pinus strobus L.Populus alba L.Populus nigra L.Populus tremula L.Populus trichocarpa Torrey et A. Gray ex Hook.Populus tremula x Populus tremuloidesPopulus x canescens Smith (P. alba x P. tremula)Populus x euramericana (Dode) Guinier (P. deltoides x P. nigra)Populus x interamericana Van Broekhuizen (P. x generosa Henry) (P. trichocarpa x P. deltoides)Prunus avium L.Pseudotsuga menziesii Franco (P. douglasii Carr., P. taxifolia Poir.)Quercus cerris L.Quercus ilex L.Quercus petraea Liebl. (Q. sessiliflora Salisb.)Quercus pubescens Willd.Quercus robur L. (Q. pedunculata Ehrh.)Quercus rubra L. (Q. borealis Michx.)Quercus suber L.Robinia pseudoacacia L.Tilia cordata Mill. (T. parvifolia Ehrh.)ALLEGATO IIREQUISITI MINIMI PER L'AMMISSIONE DEI MATERIALI DI BASE DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE CERTIFICATI COME IDENTIFICATI ALLA FONTE1.  I materiali di base consistono in una fonte di semi o un soprassuolo ubicati in una singola regione di provenienza. A discrezione dello Stato membro, in ogni singolo caso può essere richiesta un'ispezione formale; questa deve comunque essere effettuata se i materiali sono destinati a uno specifico fine forestale.2.  La fonte di semi o il soprassuolo devono essere conformi ai criteri stabiliti dallo Stato membro.3.  - Occorre dichiarare la regione di provenienza, l'ubicazione e l'altitudine, o l'estensione altimetrica, del luogo o dei luoghi in cui sono raccolti i materiali di moltiplicazione. - Occorre inoltre dichiarare se i materiali di base sono a)  autoctoni, non autoctoni o di origine sconosciuta, oppure b)  indigeni, non indigeni o di origine sconosciuta. Per i materiali di base non autoctoni o non indigeni deve essere dichiarata l'origine, se conosciuta.ALLEGATO IIIREQUISITI MINIMI PER L'AMMISSIONE DEI MATERIALI DI BASE DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE CERTIFICATI COME SELEZIONATI1.  Origine: Occorre appurare, mediante prove storiche o altri mezzi appropriati, se il soprassuolo sia autoctono/indigeno, non autoctono/non indigeno o di origine sconosciuta; per i materiali di base non autoctoni o non indigeni deve essere dichiarata l'origine, se conosciuta.2.  Isolamento: I soprassuoli devono essere sufficientemente distanti da cattivi soprassuoli della stessa specie o da soprassuoli di una specie o varietà suscettibile di dar origine ad ibridazioni. Occorre prestare particolare attenzione a tale requisito qualora i soprassuoli autoctoni/indigeni siano circondati da soprassuoli non autoctoni/non indigeni o di origine sconosciuta.3.  Entità della popolazione: I soprassuoli devono comprendere uno o più gruppi di alberi ben distribuiti e abbastanza numerosi da consentire una interfecondazione sufficiente. I soprassuoli selezionati devono comprendere un numero e una densità sufficiente di individui su una determinata superficie, onde evitare gli effetti sfavorevoli della riproduzione in parentela stretta.4.  Età e sviluppo: I soprassuoli devono comprendere alberi che abbiano raggiunto un'età, un'altezza o una fase di sviluppo tale che i caratteri per la selezione possano essere valutati con sicurezza.5.  Omogeneità: I soprassuoli devono presentare una normale variabilità individuale dei caratteri morfologici. Se necessario, gli alberi inferiori devono essere eliminati.6.  Adeguatezza: I materiali devono essere chiaramente adeguati alle condizioni ecologiche prevalenti nella regione di provenienza.7.  Stato sanitario e resistenza: Gli alberi devono, in linea generale, essere indenni da attacchi di organismi nocivi e resistenti alle influenze sfavorevoli del clima e del luogo in cui crescono.8.  Produzione quantitativa: Per l'ammissione dei soprassuoli selezionati, la produzione quantitativa di legno dev'essere, in linea generale, superiore a quella che si considera come media in analoghe condizioni ecologiche.9.  Qualità del legno: La qualità del legno dev'essere presa in considerazione e in certi casi può divenire un criterio essenziale.10.  Forma o portamento: Gli alberi nei soprassuoli devono presentare caratteri morfologici particolarmente favorevoli, in particolare la dirittezza e la circolarità del fusto, la disposizione favorevole e la finezza dei rami e la potatura naturale. Inoltre, la frequenza di fusti biforcati e di fibra torta deve essere ridotta al minimo.11.  Fini forestali specifici: Il soprassuolo è valutato tenendo conto del fine specifico dichiarato al quale è destinato il materiale di moltiplicazione; a seconda del fine specifico, viene attribuita la debita importanza ai requisiti di cui ai punti da 1 a 10. I criteri di selezione sono stabiliti dallo Stato membro e il fine specifico è indicato nel registro nazionale.ALLEGATO IVREQUISITI MINIMI PER L'AMMISSIONE DEI MATERIALI DI BASE DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE CERTIFICATI COME QUALIFICATI1.  Arboreto da semea)  Il tipo, l'obiettivo, la designazione dell'incrocio e la disposizione in campo, i componenti, l'isolamento, l'ubicazione e qualsiasi cambiamento di tali elementi devono essere approvati e registrati dall'organismo ufficiale;b)  I cloni o le famiglie componenti devono essere selezionati per le loro caratteristiche principali, con particolare attenzione ai requisiti di cui ai punti 4, 6, 7, 8, 9 e 10 e, se del caso, al punto 11 dell'allegato III;c)  I cloni o le famiglie componenti devono essere piantati secondo un piano approvato dall'organismo ufficiale e definiti in modo tale che ogni componente possa essere identificato;d)  Le diramature effettuate negli arboreti da seme devono essere descritte, insieme ai criteri di selezione utilizzati per ciascuna diramatura, e registrate presso l'organismo ufficiale;e)  Gli arboreti da seme devono essere gestiti, e le sementi raccolte, in modo tale da conseguire gli obiettivi degli arboreti stessi. Nel caso di un arboreto da seme destinato alla produzione di un ibrido artificiale, la percentuale di ibridi nei materiali di moltiplicazione dev'essere appurata mediante una verifica.2.  Genitoria)  I genitori devono essere selezionati per le loro caratteristiche principali, con particolare attenzione ai requisiti di cui ai punti 4, 6, 7, 8, 9 e 10 e, se del caso, al punto 11 dell'allegato III, oppure selezionati per la loro capacità di combinazione;b)  L'obiettivo, la designazione dell'incrocio e il sistema d'impollinazione, i componenti, l'isolamento, l'ubicazione e qualsiasi cambiamento rilevante di tali elementi devono essere approvati e registrati dall'organismo ufficiale;c)  L'identità, il numero e la proporzione dei genitori in un miscuglio devono essere approvati e registrati dall'organismo ufficiale;d)  Nel caso di genitori destinati alla produzione di un ibrido artificiale, la percentuale di ibridi nei materiali di moltiplicazione dev'essere appurata mediante una verifica.3.  Clonia)  Il clone deve essere identificabile per i suoi caratteri distintivi, che devono essere approvati e registrati dall'organismo ufficiale;b)  Il valore del singolo clone deve risultare dall'esperienza o essere dimostrato da una sperimentazione sufficientemente lunga;c)  Gli ortet destinati alla produzione di cloni devono essere selezionati per le loro caratteristiche principali, con particolare attenzione ai requisiti di cui ai punti 4, 6, 7, 8, 9 e 10 e, se del caso, al punto 11 dell'allegato III;d)  Gli Stati membri fissano un limite massimo di anni o di ramet prodotti, ai fini dell'ammissione.4.  Miscugli di clonia)  Il miscuglio di cloni dev'essere conforme ai requisiti di cui al precedente punto 3, lettere a), b) e c);b)  L'identità, il numero e la proporzione dei cloni che compongono un miscuglio, il metodo di selezione e le materie prime devono essere approvati e registrati dall'organismo ufficiale. Ogni miscuglio deve presentare una diversità genetica sufficiente;c)  Gli Stati fissano un limite massimo di anni o di ramet prodotti, ai fini dell'ammissione.ALLEGATO VREQUISITI MINIMI PER L'AMMISSIONE DEI MATERIALI DI BASE DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE CERTIFICATI COME CONTROLLATI1.  REQUISITI PER TUTTI GLI ESAMI a)  Requisiti generaliI materiali di base devono essere conformi ai pertinenti requisiti di cui all'allegato III o all'allegato IV.Le prove effettuate per consentire l'ammissione di materiali di base sono predisposte, organizzate e condotte, e i relativi risultati sono interpretati, conformemente a procedure riconosciute a livello internazionale. I materiali di moltiplicazione sottoposti a prove comparative devono essere confrontati con uno o preferibilmente più prototipi scelti in precedenza. b)  Caratteri soggetti ad esamei)  le prove devono consentire di valutare caratteristiche specifiche, che devono essere indicate per ciascuna prova;ii)  l'esame verte normalmente sull'adattamento, sulla crescita e sui fattori biotici ed abiotici importanti. Inoltre, altri caratteri ritenuti importanti, tenuto conto del fine specifico perseguito, sono valutati in funzione delle condizioni ecologiche della regione in cui ha luogo la prova. c)  DocumentazioneI dati registrati, che devono essere messi a disposizione dell'organismo ufficiale, devono indicare le stazioni in cui hanno avuto luogo le prove, specificando l'ubicazione, il clima, il suolo, l'uso precedente, la costituzione, la gestione ed eventuali danni dovuti a fattori abiotici o biotici. L'età dei materiali e i risultati della valutazione devono essere registrati presso l'organismo ufficiale. d)  Dispositivi sperimentali:i)  Ogni campione di materiale di moltiplicazione dev'essere costituito, piantato e gestito in modo identico, per quanto lo consentono i diversi tipi di materiale vegetale;ii)  Ogni esperimento dev'essere condotto secondo un progetto statistico valido, con un numero di alberi sufficiente per poter valutare le caratteristiche proprie di ciascun componente da esaminare.  e)  Analisi e validità dei risultatii)  I dati che risultano dagli esperimenti devono essere analizzati con metodi statistici riconosciuti a livello internazionale; devono essere presentati risultati per ogni carattere soggetto a esame;ii)  Il metodo applicato per la prova e i particolari relativi ai risultati ottenuti devono essere liberamente accessibili;iii)  Dev'essere inoltre proposta la regione di probabile adattamento all'interno del paese in cui è stata effettuata la prova e devono essere indicate le caratteristiche che potrebbero limitarne l'utilità;iv)  Se, durante le prove, si dimostra che i materiali di moltiplicazione non sono conformi almeno alle caratteristiche - dei materiali di base, o - di analoga resistenza del materiale di base nei confronti di organismi nocivi d'importanza economica,tali materiali di moltiplicazione sono eliminati.2.  REQUISITI PER LA VALUTAZIONE GENETICA DEI COMPONENTI DEI MATERIALI DI BASE a)  Possono essere sottoposti a valutazione genetica i componenti dei seguenti materiali di base: arboreti da seme, genitori, cloni e miscugli di cloni. b)  Documentazione:Per l'ammissione dei materiali di base è richiesta la seguente documentazione supplementare:i)  l'identità, l'origine e l'albero genealogico dei componenti valutati;ii)  la designazione dell'incrocio utilizzata per ottenere i materiali di moltiplicazione impiegati nella prova. c)  Procedure di provaDevono essere rispettate le seguenti condizioni:i)  il valore genetico di ciascun componente dev'essere valutato in due o più stazioni, delle quali almeno una deve trovarsi in un ambiente adatto all'uso proposto dei materiali di moltiplicazione;ii)  la supposta superiorità dei materiali di moltiplicazione da commercializzare dev'essere valutata in base a tali valori genetici e alla specifica designazione dell'incrocio;iii)  le prove e le valutazioni genetiche devono essere approvate dall'organismo ufficiale. d)  Interpretazionei)  La supposta superiorità dei materiali di moltiplicazione dev'essere valutata in funzione di una popolazione di riferimento per un carattere o un insieme di caratteri;ii)  Dev'essere indicato se il valore genetico stimato dei materiali di moltiplicazione è inferiore alla popolazione di riferimento per ogni carattere importante.3.  REQUISITI RELATIVI ALLE PROVE COMPARATIVE DEI MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE a)  Campionatura dei materiali di moltiplicazionei)  I campioni dei materiali di moltiplicazione per le prove comparative devono essere effettivamente rappresentativi dei materiali di moltiplicazione derivati dai materiali di base che devono essere ammessi;ii)  I materiali di moltiplicazione sessuale per le prove comparative devono essere- raccolti durante anni di buona fioritura e di buona produzione di sementi e di frutti; può essere utilizzata l'impollinazione artificiale,- raccolti secondo metodi che consentono di garantire la rappresentatività dei campioni ottenuti. b)  Prototipii)  Il funzionamento dei prototipi utilizzati a fini comparativi nelle prove è possibilmente noto da tempo nella regione in cui ha luogo la prova. I prototipi sono rappresentati in linea di massima da materiali che hanno dato buoni risultati per la silvicoltura, al momento in cui ha avuto inizio la prova e nelle condizioni ecologiche per le quali si propone la certificazione del materiale. Provengono, se possibile, da soprassuoli selezionati secondo i criteri di cui all'allegato III o da materiale di base ufficialmente ammesso ai fini della produzione di materiali controllati;ii)  Per le prove comparative di ibridi artificiali, se possibile entrambe le specie parentali devono essere comprese tra i prototipi;iii)  Possibilmente, devono essere utilizzati più prototipi. In caso di necessità giustificata, un prototipo può essere sostituito dal materiale di moltiplicazione più adatto tra quelli soggetti alla prova o dalla media dei componenti della prova;iv)  Gli stessi prototipi sono utilizzati in tutte le prove nel maggior numero possibile di condizioni di ubicazione. c)  Interpretazionei)  Deve essere costatata un superiorità significativa rispetto ai prototipi, dal punto di vista statistico, per almeno uno dei caratteri importanti;ii)  Bisogna indicare chiaramente i caratteri d'importanza economica o ambientale per i quali si è costatata una significativa inferiorità rispetto a quelli dei prototipi e i loro effetti devono essere compensati da caratteri favorevoli.4.  AMMISSIONE CONDIZIONATAIn base a una valutazione preliminare di prove avviate da poco, può essere concessa un'ammissione condizionata. La superiorità constatata in base a una valutazione precoce dev'essere riesaminata al massimo dopo dieci anni.5.  ESAMI PRECOCIGli esami in vivaio, in serra e in laboratorio possono essere ammessi dall'organismo ufficiale ai fini di un'ammissione condizionata o definitiva qualora sia dimostrato che esiste una stretta correlazione tra gli elementi misurati e i caratteri che dovrebbero essere valutati nelle prove in ambiente forestale. Gli altri caratteri da esaminare devono essere conformi ai requisiti di cui al paragrafo 3.ALLEGATO VICATEGORIE NELL'AMBITO DELLE QUALI POSSONO ESSERE COMMERCIALIZZATI I MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE PROVENIENTI DAI DIVERSI TIPI DI MATERIALI DI BASE>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VIIPARTE ARequisiti da rispettare per le partite di frutti e sementi delle specie di cui all'allegato I1.  Le partite di frutti e sementi delle specie di cui all'allegato I possono essere commercializzate solo a condizione di raggiungere un livello minimo di purezza della specie del 99%.2.  Ferme restando le disposizioni del paragrafo 1, nel caso di specie strettamente collegate di cui all'allegato I, tranne gli ibridi artificiali, la purezza della specie delle partite di frutti o di sementi dev'essere indicata e deve avvicinarsi il più possibile al 100%.PARTE BRequisiti da rispettare per le parti di piante delle specie e degli ibridi artificiali di cui all'allegato ILe parti di piante delle specie e degli ibridi artificiali di cui all'allegato I possono essere commercializzate solo a condizione che il 95% di ogni partita sia di qualità leale e mercantile. La qualità leale e mercantile è determinata da criteri morfologici, fitosanitari e dimensionali. Nel caso di Populus spp., occorre rispettare i requisiti supplementari di cui alla parte C del presente allegato.PARTE CRequisiti relativi alle norme di qualità esteriore per Populus spp. propagato mediante talee e piantoni1.  Taleea)  Le talee vengono considerate di qualità leale e mercantile soltanto se non presentano alcuno dei seguenti difetti:i)  il legno ha più di due anni di età;ii)  presentano meno di due gemme ben conformate;iii)  sono colpite da necrosi o presentano danni causati da organismi nocivi;iv)  presentano segni di disseccamento, surriscaldamento, muffa o decomposizione.b)  Dimensioni minime delle talee:- lunghezza minima: 20 cm, - diametro minimo della cima:  Classe CE 1: 8 mm Classe CE 2: 10 mm.2.  Piantonia)  I piantoni vengono considerati di qualità leale e mercantile soltanto se non presentano alcuno dei seguenti difetti:- il legno ha più di tre anni di età,- presentano meno di cinque gemme ben conformate,- sono colpiti da necrosi o presentano danni causati da organismi nocivi,- presentano segni di disseccamento, surriscaldamento, muffa o decomposizione,- presentano ferite, salvo le ferite prodotte con strumento da taglio durante la potatura,- presentano fusti multipli,- presentano fusti con eccessiva curvatura.b)  Classi di dimensioni dei piantoni:>SPAZIO PER TABELLA>PARTE DRequisiti da rispettare per il postime delle specie e degli ibridi artificiali di cui all'allegato IIl postime dev'essere di qualità leale e mercantile. La qualità leale e mercantile è determinata da criteri morfologici e fitosanitari, dalla vitalità e dalla qualità fisiologica.ALLEGATO VIIIPARTE AMODELLO DI CERTIFICATO PRINCIPALE D'IDENTITÀ PER I MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE PROVENIENTI DA FONTI DI SEMI E SOPRASSUOLI(Il certificato deve contenere tutte le informazioni indicate di seguito, nel formato esatto)>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>PARTE BMODELLO DI CERTIFICATO PRINCIPALE PER L'IDENTIFICAZIONE DI MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE PROVENIENTI DA ARBORETI DA SEME O GENITORI(Il certificato deve contenere tutte le informazioni indicate di seguito, nel formato esatto)>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>PARTE CMODELLO DI CERTIFICATO PRINCIPALE PER L'IDENTIFICAZIONE DI MATERIALI DI MOLTIPLICAZIONE PROVENIENTI DA CLONI E MISCUGLI DI CLONI(Il certificato deve contenere tutte le informazioni indicate di seguito, nel formato esatto)>RIFERIMENTO A UN GRAFICO>ALLEGATO IXTavola di concordanzaPresente direttiva  //  Direttiva 66/404/CEEArticolo 1  //  Articolo 1Articolo 2  //  Articolo 3Articolo 3  //  Articoli 2, 16 e 16 terArticolo 4  //  Articoli 5, 5 ter e 5 quinquiesArticolo 5  //  -Articolo 6  //  Articolo 4Articolo 7  //  -Articolo 8  //  -Articolo 9  //  Articolo 5 bisArticolo 10  //  Articolo 6Articolo 11  //  Articolo 13 bisArticolo 12  //  Articolo 12Articolo 13  //  Articolo 8Articolo 14  //  Articolo 9Articolo 15  //  Articolo 10Articolo 16  //  Articolo 11Articolo 17  //  Articolo 13Articolo 18  //  Articolo 15Articolo 19  //  Articolo 14Articolo 20  //  -Articolo 21  //  -Articolo 22  //  -Articolo 23  //  Articolo 16 bisArticolo 24  //  Articolo 17Articolo 25  //  Articolo 5 sextiesArticolo 26  //  Articolo 18Articolo 27  //  -Articolo 28  //  -Articolo 29  //  Articolo 19Allegato I  //  Articolo 2Allegato II  //  -Allegato III  //  Allegato IAllegato IV  //  -Allegato V  //  Allegato IIAllegato VI  //  -Allegato VII  //  -Allegato VIII  //  Allegato III (parte)Allegato IX  //  -Presente direttiva  //  Direttiva 71/161/CEEArticolo 1  //  Articolo 1Articolo 2  //  Articolo 4Articolo 3  //  Articoli 3, paragrafo 2 e articolo 16 Articolo 4  //  -Articolo 5  //  -Articolo 6  //  Articolo 5 e articolo 6, paragrafo 1Articolo 7  //  -Articolo 8  //  -Articolo 9  //  -Articolo 10  //  -Articolo 11  //  -Articolo 12  //  -Articolo 13  //  -Articolo 14  //  Articoli 10 e 11Articolo 15  //  -Articolo 16  //  Articolo 12Articolo 17  //  Articolo 3, paragrafo 1, articolo 14Articolo 18  //  Articolo 15Articolo 19  //  -Articolo 20  //  -Articolo 21  //  -Articolo 22  //  -Articolo 23  //  Articolo 9Articolo 24  //  Articolo 18Articolo 25  //  -Articolo 26  //  Articolo 19Articolo 27  //  -Articolo 28  //  -Articolo 29  //  Articolo 20Allegato I  //  Articolo 2Allegato II  //  -Allegato III  //  -Allegato IV  //  -Allegato V  //  -Allegato VI  //  -Allegato VII  //  Allegati 2 e 3Allegato VIII  //  -Allegato IX  //  -