CELEX: 51990PC0141
Language: it
Date: 1990-05-23
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALL' ADEGUATEZZA PATRIMONIALE DELLE IMPRESE DI INVESTIMENTO E DEGLI ENTI CREDITIZI

N. C 152/6                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     21.6.90
                                                               II
                                                        (Atti preparatori)
                                                COMMISSIONE
              Proposta di direttiva del Consiglio relativa all'adeguatezza patrimoniale delle imprese di investi-
                                                  mento e degli enti creditizi
                                                  COM(90) def. — SYN 257
                                       (Presentata dalla Commissione il 30 aprile 1990)
                                                         (90/C 152/06)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                che l'adozione di misure di coordinamento, per quanto
                                                                    riguarda la definizione dei fondi propri delle imprese di
                                                                    investimento, la fissazione dell'entità del capitale iniziale
visto il trattato che istituisce la Comunità economica              e la determinazione di un quadro comune per l'osserva-
europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2, prima e         zione dei rischi di mercato delle imprese di investimento,
terza frase,                                                        sono aspetti essenziali dell'armonizzazione necessaria per
                                                                    la realizzazione del riconoscimento reciproco e quindi
                                                                    per il completamento del mercato interno finanziario;
vista la proposta della Commissione,
                                                                    considerando che gli Stati membri possono anche stabi-
                                                                    lire norme più severe di quelle previste dalla presente di-
in cooperazione con il Parlamento europeo,                          rettiva;
                                                                    considerando che la presente direttiva fa parte di una più
visto il parere del Comitato economico e sociale,                   ampia iniziativa internazionale volta a ravvicinare le re-
                                                                    gole in vigore nei principali paesi in materia di vigilanza
                                                                    corrente sulle imprese di investimento;
considerando che la direttiva /..../CEE del Consiglio sui
servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari ha
                                                                    considerando che le norme comuni di base per i fondi
l'obiettivo principale di permettere alle imprese di investi-
                                                                    propri delle imprese di investimento sono un elemento su
mento autorizzate dalle autorità competenti del loro
                                                                    cui fa perno la costituzione di un mercato interno nel
Stato membro di origine e sottoposte alla vigilanza delle
                                                                    settore dei servizi di investimento poiché i fondi propri
medesime autorità di stabilire succursali e di prestare li-
                                                                    servono a garantire la sopravvivenza delle imprese di in-
beramente servizi negli altri Stati membri; che quindi
                                                                    vestimento e a tutelare gli investitori; che una tale armo-
essa prevede un coordinamento delle norme per quanto
                                                                    nizzazione rafforzerà la vigilanza sulle imprese di inve-
riguarda l'autorizzazione e la continuazione delle attività
                                                                    stimento; che dette norme standard debbono essere ap-
delle imprese di investimento;
                                                                    plicate a tutte le imprese di investimento nella Comunità;
considerando che detta direttiva, tuttavia, non stabilisce          considerando che in un mercato comune finanziario le
norme comuni per i fondi propri delle imprese di investi-           imprese di investimento, a prescindere dal fatto che siano
mento né l'entità del capitale iniziale di dette imprese;           o non siano enti creditizi sono direttamente concorrenti
che non fissa un quadro comune per l'osservazione dei               tra di loro;
rischi di mercato cui sono esposte le medesime imprese;
che detta direttiva fa riferimento in numerose disposi-
zioni ad un'altra iniziativa della Comunità il cui obiettivo        considerando che i criteri per determinare la composi-
sarebbe precisamente quello di adottare misure coordi-              zione dei fondi propri non debbono essere lasciati all'e-
nate nei campi menzionati;                                          sclusiva discrezione degli Stati membri;
                                                                    considerando che l'adozione di norme comuni di base
considerando che l'impostazione adottata è quella di rea-           sui fondi propri delle imprese di investimento risponde in
lizzare soltanto l'armonizzazione essenziale necessaria e           misura ottimale agli interessi della Comunità in quanto
sufficiente a garantire il reciproco riconoscimento del-            impedirà distorsioni di concorrenza e rafforzerà il si-
l'autorizzazione e dei sistemi di vigilanza prudenziali;            stema finanziario della Comunità;
 ---pagebreak--- 21. 6. 90                                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                          ^Chr^BB
considerando che per le imprese di investimento che                                 einparticolareirischiposizione^irischicontroparteBlP
sono enti creditizi esiste già la definizione di fondi propri                       quidazione^irischi tasso dànteresseeirischi di cambio^
nella direttiva ^ B ^ ^ B C E E del C^onsiglio^ del t ^ a p r i l e
 t^^concernenteifondiproprideglienticreditizi^^                                     considerando che la migliore impostazione per garantire
                                                                                    la solidità finanziaria delle imprese di investimento e
considerando che non mancano ragioni per giustificare                               quelladiimporrelorol^obbligodidetenereinqualsiasi
un adattamento della definizione di fondi propri delle                              momentouna certa quantità di fondi p r o p r i a c o p e r t u r a
imprese di investimento rispetto a q u e l l a delladirettiva                       di ciascuno dei rischi connessi con le loto attività specifP
del Consiglio ^ B ^ B C ^ E E in modo da tener conto delle                          che^
particolari caratteristiche delle attività di queste imprese^
                                                                                    considerando che per glienticreditiziunaquotaessenD
                                                                                    ziale delrischio connesso con le loro attività è già coD
considerandotuttaviacheladefinizionedi fondipropri                                  perta dalla direttiva ^ B D ^ B C E E del C^onsiglio^delt^
delle imprese di investimento che non sono enti creditizi                           dicemhre 1^^^^ relativa al coefficiente di solvibilità degli
dovrehhe essere hasata su quella prevista per gli enti ere                          enti creditizi ^ ^
ditizi^
                                                                                    considerando che per questo motivo e opportuno dare
considerando che è necessario fissare a livello comunP                              alle competenti autorità la possibilità di scegliere tra l^ap^
tariol^entità delle risorse finanziarieiniziali minime che                          plicazione della direttiva ^BD^BC^EEallànteroportafo
le competenti autoritàdehhonoprescrivere alle imprese                               glio degli enti creditizi o Papplicazione delle norme di
diinvestimentoperconcederelorol^autorizzazione^                                     h a s e d i c u i a l l a p r e s e n t e d i r e t t i v a a l l o r o portafogliodi
                                                                                    negoziazione^
considerando che tali valori dehhono essere fissati ad un
livello attoagarantire che le imprese operanti nel settore                          considerando che comunque gli enti creditizi debbono
deiservizidiinvestimentoahhianolacapacitàdisoddP                                    conformarsialledisposizionidellapresentedirettivaper
sfare ai loro ohhlighi^ senza rappresentare^ nel contempo^                          quantoriguarda la copertura del loro rischio di cambio^
un ostacolo non opportuno che impedisca a nuove imD
prese d i a c c e d e r e a l mercato^                                              considerandochel^esistenzain tuttigli enticreditizidi
                                                                                    sistemi interni di osservazioneedi controllo dei rischi di
                                                                                    mercato in tutte le loro attivitàéuno strumento di parti
considerando c h e é o p p o r t u n o conferire agli^tatimem^
                                                                                    colare rilievoper minimizzare tali rischia che di consce
hri lapossihilità di ridurre tali valori nei casi in cui le
                                                                                    guenza è necessario che tali sistemi vengano approvati
imprese di investimento non sono autorizzateadetenere
                                                                                    dalle competenti autorità^
c o n t a n t i o t i t o l i d e l l a clientelar né adoperare inqualità
di market m a k e r ^ n é a p r e s t a r e s e r v i z i d i sottoscrizione^
néadassumereposizioniinproprio^                                                     considerando che periodicamente possono essere necesD
                                                                                    sarie modifiche tecniche alle norme particolareggiate sta
                                                                                    bilite nella presente direttiva per tener conto di nuovi svi
considerando che le imprese di investimento già esistenti                           luppi nel settore dei servizi di investimento^ che la Com
dovrehhero essere autorizzate a continuare la loro attP                             missione apporterà quindi tali modifiche per quanto di
v i t à a n c h e s e n o n s o d d i s f a n o a g l i importi minimi fissati      necessità entro i limiti dei poteri di esecuzione ad essa
per le nuove imprese^                                                               conferiti daltrattato^
considerando che per quanto riguarda le imprese di inveD
                                                                                    ^AU^^^T^tA^^^^
stimentoche sonoenticreditizil^entitàdel capitalemi
nimo iniziale è già stahilita nella seconda direttiva
^BD^B^EEdelóSonsiglio^del^dicemhrel^^rela                                                                      Campo d'applicazione
tiva al coordinamento delle disposizioni legislative^ rego^
lamentari e amministrative riguardanti ^accesso alPatti                                                                   Articolo 1
vita degli enti creditizieil suo esercizioerecantemodP
fica della d i r e t t i v a ^ B ^ O B C E E ^                                      1.      Gli Stati membri applicano le prescrizioni della pre-
                                                                                    sente direttiva alle imprese di investimento quali definite
                                                                                    all'articolo 1, terzo trattino della direttiva ( / ../CEE)
considerando c h e é n e c e s s a r i o p r e v e d e r e u n q u a d r o c o ^    (relativa ai servizi di investimento) e agli enti creditizi
muneperlavigilanzaefosservazionedeirischidimer^                                     come definiti all'articolo 2.
catodelleimpresediinvestimento^
                                                                                    2.      Ogni Stato membro ha facoltà di stabilire prescri-
considerando che un tale quadro deve comprendereiri                                 zioni supplementari o più rigorose alle imprese di investi-
schi principali cui sono esposte le imprese di investimento                         mento e agli enti creditizi da esso autorizzati.
C) GU n. L 124 del 5. 5. 1989, pag. 16.
(2) GU n. L 386 del 30. 12. 1989, pag. 1.                                           O GU n. L 386 del 30. 12. 1989, pag. 14.
 ---pagebreak--- N. C 152/8                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   21.6.90
                          Definizioni                                   sono membri dell'OCSE o che hanno concluso ac-
                                                                        cordi speciali con l'FMI nel quadro dei GAB;
                          Articolo 2
Ai fini della presente direttiva:                                   — per titolo convertibile si intende un valore mobiliare
                                                                        che a scelta del detentore può essere convertito in un
                                                                        altro valore mobiliare, di regola il titolo di capitale
— per enti creditizi si intendono tutti gli organismi ri-               dell'emittente;
    spondenti alla definizione dell'articolo 1, primo trat-
    tino della direttiva 77/780/CEE del Consiglio (*) e
                                                                    — per warrant si intende un valore mobiliare che attri-
    soggetti alle prescrizioni della direttiva 89/647/CEE
                                                                        buisce al detentore il diritto ad acquistare una certa
    del Consiglio ( 2 );
                                                                        quantità di azioni ordinarie o obbligazioni ad un
                                                                        prezzo convenuto, fino alla data di scadenza del war-
                                                                        rant stesso;
— il portafoglio di negoziazione di un ente creditizio
    comprende le posizioni detenute in proprietà dallo
    stesso in valori mobiliari o titoli derivati acquisiti al       — per contratto di riporto si intende un accordo in cui
    fine di beneficiare di differenze effettive o previste tra          un'impresa vende valori mobiliari con l'impegno di
    i prezzi di acquisto e di vendita, o al fine di coprire il          riacquistarli (o di riacquistare in sostituzione titoli
    rischio inerente ad altri elementi del portafoglio;                 dello stesso genere) ad una determinata data futura e
                                                                        ad un determinato prezzo, in conformità con le di-
                                                                        sposizioni dell'articolo 12, paragrafo 2 della direttiva
                                                                        86/635/CEE (J) del Consiglio;
— per titoli negoziati in borsa si intendono i titoli trattati
    nell'ambito, o in base alle norme di una borsa valori,
    o di una borsa dei cotratti a termine o a premio, sta-          — per contratto di riporto inverso si intende un accordo
    bilita ed ufficialmente riconosciuta nello Stato mem-               in cui un'impresa acquista valori mobiliari da una
    bro in questione, o stabilita in un paese terzo e rico-             controparte ed accetta di rivenderli (o di rivendere in
    nosciuta dalle autorità competenti dello Stato mem-                 sostituzione valori dello stesso genere) a quella stessa
    bro in questione. I titoli negoziati su tali borse sono             controparte ad una determinata data futura e ad un
    classificati nella presente direttiva come titoli di capi-          determinato prezzo, in conformità con le disposizioni
    tale, titoli di debito, contratti a termine, contratti a            dell'articolo   12, paragrafo       2 della     direttiva
    premio, titoli convertibili e warrants;                             86/635/CEE del Consiglio;
                                                                    — per membro della stanza di compensazione si intende il
— per titoli negoziati fuori borsa si intendono tutti gli               membro di una borsa che faccia parte anche della
    altri titoli;                                                       stanza di compensazione ed abbia quindi un rapporto
                                                                        contrattuale diretto con la controparte centrale (ga-
                                                                        rante del mercato). Le transazioni di quanti non sono
— per emittente qualificato si intende un ente creditizio               membri della stanza di compensazione devono essere
    o un'impresa i cui valori mobiliari sono quotati in                 effettuate tramite un membro della stessa;
    borsa in uno Stato membro, o quotati in borsa in un
    paese terzo se questa borsa è riconosciuta dalle auto-
                                                                    — per impresa locale si intende un'impresa che operi in
    rità competenti dello Stato membro in questione;
                                                                        una borsa dei contratti a termine o a premio unica-
                                                                        mente per conto proprio o per conto di altri membri
                                                                        della stessa borsa o stabilisca prezzi per quest'ultima,
— per amministrazione centrale si intende l'autorità am-                la quale gode della garanzia di un membro della
    ministrativa o la banca centrale degli Stati membri e               stanza di compensazione della stessa borsa, garanzia
    di tutti gli altri paesi che sono membri dell'Organiz-              che è presa in considerazione nella determinazione
    zazione per la cooperazione e lo sviluppo economico                 dei requisiti patrimonali del garante;
    (OCSE) o di qualsiasi paese che abbia concluso ac-
    cordi speciali per l'erogazione di prestiti con il Fondo
    monetario internazionale (FMI) nel quadro degli ac-             — per coefficiente delta si intende il rapporto fra la varia-
    cordi generali di prestito (GAB) del Fondo;                         zione prevista del prezzo di contratto a premio e una
                                                                        piccola variazione di prezzo del titolo sottostante;
— per altri enti del settore pubblico si intendono le am-           — ai fini dell'allegato 1, paragrafo 5, per posizione lunga
     ministrazioni regionali e le autorità locali in paesi che           si intende la posizione in cui l'impresa ha fissato il
                                                                        tasso d'interesse che riceverà ad una data
0) GU n. L 322 del 17. 12. 1977, pag. 30.
O GU n. L386 del 30. 12. 1989, pag. 14.                             (3) GU n. L372 del 31. 12. 1986, pag. 1.
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 futura e per posizione corta si intende la posizione in cui        tale iniziale indicati nei paragrafi 2, 3 e 4. I fondi propri
 l'impresa ha fissato il tasso di interesse che pagherà ad          di tali imprese non devono scendere al di sotto del livello
 una data futura;                                                   più elevato registrato dopo la data di notifica della pre-
                                                                    sente direttiva.
— per fondi propri si intendono i fondi propri ai sensi
     della direttiva 89/299/CEE del Consiglio. Tale defi-           6. Qualora il controllo di un'impresa di investimento
     nizione è tuttavia modificabile, per gli enti creditizi,      contemplata dal paragrafo 5 sia assunto, altrimenti che
     quando ricorrano le circostanze di cui al paragrafo 2         per successione ereditaria, da una persona fisica o giuri-
     dell'allegato 6. Per le imprese di investimento che           dica diversa da quella che lo esercitava anteriormente, i
     non sono enti creditizi le autorità competenti pos-           fondi propri dell'ente devono raggiungere almeno il li-
     sono utilizzare in sostituzione la definizione conte-         vello adeguato prescritto per il capitale iniziale nei para-
     nuta nel paragrafo 1 dell'allegato 6;                         grafi 2, 3 e 4.
— per capitale iniziale si intende il capitale ai sensi del-
     l'articolo 2, paragrafo 1, punti 1) e 2) della direttiva      7. Tuttavia, in presenza di determinate circostanze
     89/299/CEE del Consiglio. La componente costituita            particolari e con il consenso delle autorità competenti, in
     dal capitale versato comprende tutti gli importi, indi-       caso di fusione di due o più imprese di investimento, non
     pendentemente dalla loro effettiva designazione, che,         è necessario che i fondi propri dell'impresa risultante dal-
     secondo la forma giuridica dell'ente in questione,            l'incorporazione raggiungano il livello del capitale ini-
     sono considerati in forza del diritto nazionale capi-         ziale di cui ai paragrafi 2, 3 e 4. I fondi propri della
     tale sociale sottoscritto e versato dagli azionisti e da      nuova impresa d'investimento non possono però scendere
     altri titolari.                                               ai di sotto dell'importo complessivo dei fondi propri delle
                                                                   imprese fuse alla data della fusione, fintantoché non
                                                                   siano stati raggiunti i livelli adeguati in conformità dei
                                                                   paragrafi 2, 3 e 4.
     Capitale iniziale e deroghe ai requisiti patrimoniali
                          Articolo 3                               8. I fondi propri dell'impresa di investimento non pos-
1. I termini imprese di investimento utilizzati negli ar-          sono scendere al di sotto del livello di capitale iniziale
ticoli da 3 a 6 indicano esclusivamente le imprese di inve-        prescritto nei paragrafi 2, 3 e 4 oppure sotto il livello dei
stimento che non sono né enti creditizi, né imprese lo-            fondi propri prescritti nei paragrafi 5, 6 e 7. Tuttavia,
cali, né imprese esercitani la mera prestazione di servizi         qualora nei casi indicati ai paragrafi da 2 a 5 e al para-
di consulenza finanziaria.                                         grafo 7 i fondi propri fossero diminuiti, le autorità com-
                                                                   petenti hanno facoltà di concedere all'impresa, laddove
                                                                   le circostanze lo giustifichino, un periodo limitato per
                                                                   rettificare la sua situazione o cessare la sua attività.
2. Il capitale iniziale delle imprese di investimento non
può essere inferiore a 500 000 ecu.
                                                                                           Copertura rischi
3. Gli Stati membri hanno facoltà di ridurre tale im-
porto a 50 000 ecu qualora l'impresa non sia autorizzata                                      Articolo 4
a detenere contanti o titoli della clientela, né ad operare        1. Le imprese di investimento devono destinare in
in qualità di creatore di mercato (market maker), né a             modo permanente una certa percentuale dei loro fondi
prestare servizi di sottoscrizione, tranne il mero colloca-        propri alla copertura di ciascuno dei vari rischi connessi
mento dei titoli presso il pubblico senza assunzione di            con le loro specifiche attività. La somma di tali percen-
garanzia sul buon fine della sottoscrizione.                       tuali, che deve essere calcolata secondo i metodi indicati
                                                                   nel paragrafo 5 e negli allegati da 1 a 5, costituisce il
                                                                   totale dei fondi propri prescritti. Le imprese procurano
4. Gli Stati membri hanno facoltà di ridurre l'importo             che il totale dei fondi propri prescritti sia inferiore o
di cui al paragrafo 2 a 100 000 ecu per le imprese che             uguale ai fondi propri detenuti.
detengono contanti o titoli della clientela in qualità di
agenti o gestori del portafoglio della stessa, ma non de-
tengono posizioni di negoziazione proprie.
                                                                   2. Oltre ai requisiti prescritti dalla direttiva
                                                                   89/647/CEE del Consiglio e, se del caso, dai successivi
                                                                   paragrafi 4 e 5, gli enti creditizi devono possedere fondi
5. Fatti salvi i paragrafi 2, 3 e 4, gli Stati membri pos-         propri destinati alla copertura dei loro rischi di cambio;
sono confermare l'autorizzazione delle imprese di inve-            il relativo importo deve essere calcolato secondo il me-
stimento esistenti prima dell'attuazione della presente di-        todo illustrato nell'allegato 4. In attesa di un'ulteriore ar-
rettiva, i cui fondi propri siano inferiori ai livelli di capi-    monizzazione, tutavia, gli Stati membri hanno facoltà di
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non applicare tale requisito agli enti creditizi la cui atti-       cientemente prudenti e siano stati approvati dalle compe-
vità economica è così limitata: la loro posizione netta             tenti autorità.
complessiva in cambi, calcolata a norma dell'allegato 4,
non deve superare l'importo equivalente al 10 % dei
fondi propri.
                                                                                      Obblighi di segnalazione
                                                                                              Articolo 6
3.     Le autorità competenti impogono agli enti creditizi
                                                                    1.    Gli Stati membri prescrivono che le imprese d'inve-
di istituire sistemi da sottoporre all'approvazione delle
                                                                    stimento e gli enti creditizi comunichino alle autorità
autorità competenti, di osservazione e controllo del tasso
                                                                    competenti dello Stato membro d'origine tutte le infor-
di interesse, del corso delle azioni, del rischio contro-
                                                                    mazioni necessarie per accertare che le disposizioni adot-
parte/regolamento su tutta la loro attività.
                                                                    tate in conformità alla presente direttiva sono rispettate.
                                                                    Gli Stati membri garantiscono altresì che i mecanisimi in-
                                                                    terni di controllo e le procedure amministrative e conta-
                                                                    bili delle imprese e degli enti creditizi consentano di veri-
4.    Le autorità competenti impongono agli enti credi-             ficare in ogni momento il rispetto di tali disposizioni.
tizi — su base o collettiva o individuale — di confor-
marsi ai requisiti patrimoniali prescritti dalla direttiva
89/647/CEE del Consiglio su tutta la loro attività, op-
pure hanno facoltà di imporre a tali enti di conformarsi            2.    Le imprese di investimento che non sono enti credi-
ai requisiti patrimoniali prescritti nei successivi allegati 2      tizi sono tenute a trasmettere le segnalazioni alle autorità
e 3 per quanto riguarda il loro portafoglio di negozia-             competenti nei modi specificati da queste ultime, almeno
zione e ai requisiti della direttiva 89/647/CEE per                 mensilmente, nel caso delle imprese autorizzate ad ope-
quanto riguarda il resto della loro attività.                       rare come mandanti, almeno trimestralmente, nel caso
                                                                    delle imprese di cui all'articolo 3, paragrafo 4 e, almeno
                                                                    annualmente, nel caso delle imprese di cui all'articolo 3,
                                                                    paragrafo 3. Le segnalazioni devono essere ricevute dalle
                                                                    competenti autorità entro due settimane dal termine del
5.    Le autorità competenti degli Stati membri impon-              periodo di riferimento.
gono alle imprese di investimento di avere fondi propri
adeguati per coprire i rischi occasionati da attività di-
verse da quelle elencate nella direttiva 00/00/CEE (sui
                                                                    3.    Gli enti creditizi sono tenuti a trasmettere le segna-
servizi di investimento). Esse provvedono altresì affinché
                                                                    lazioni alle autorità competenti, nei modi specificati da
i fondi propri delle imprese di investimento, nonché degli
                                                                    queste ultime, con la medesima frequenza stabilita per
enti creditizi che devono possedere i requisiti patrimo-
                                                                    tali obblighi nella direttiva 89/647/CEE e ad intervalli
niali di cui agli allegati 2 e 3, coprano i rischi inerenti a
                                                                    più brevi se le autorità competenti lo richiedono.
strumenti che rientrano nell'ambito delle attività contem-
plate dalla direttiva 00/00/CEE (sui servizi di investi-
mento), ma non vengono esplicitamente trattati in tale
direttiva e, nel caso degli enti creditizi in questione, rien-
                                                                                         Autorità competenti
trano nel portafoglio di negoziazione. Le competenti
autorità riferiscono alla Commissione su tutti i casi con-
                                                                                              Articolo 7
templati nel presente paragrafo.
                                                                    1.    Gli Stati membri designano le autorità cui compete
                                                                    l'assolvimento delle funzioni previste nella presente diret-
                                                                    tiva. Essi ne informano la Commissione indicando l'even-
                                                                    tuale ripartizione delle stesse.
     Valutazione delle posizioni a fini di segnalazione
                           Articolo 5
                                                                    2.    Le autorità di cui al paragrafo 1 devono essere pub-
1.    Le posizioni devono essere valutate quotidiana-               bliche autorità oppure enti ufficialmente riconosciuti
mente ai prezzi correnti di mercato dalle imprese di inve-          dalla legislazione nazionale o dalle pubbliche autorità
stimento e dagli enti creditizi, salvo che gli allegati 2, 3 e      come soggetti appartenenti al sistema di vigilanza in vi-
5 siano ad essi inapplicabili.                                      gore in ciascuno Stato membro.
2.    In assenza di prezzi di mercato disponibili nell'im-          3.    Le autorità interessate devono disporre di tutti i po-
mediato, ad esempio nel caso in cui si trattino nuove               teri necessari all'assolvimento delle loro funzioni.
emissioni sui mercati primari, le autorità hanno facoltà di
non applicare l'obbligo di cui al paragrafo 1 del presente
articolo e di imporre alle imprese l'uso di metodi di valu-         4.     Le autorità competenti di Stati membri diversi col-
tazione alternativi, a condizione che questi siano suffi-           laborano strettamente per assolvere le funzioni previste
 ---pagebreak--- 21. 6. 90                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   N. C 152/11
dalla presente direttiva, segnatamente nel caso in cui i            — allegato 2
servizi di investimento siano prestati in regime di libera
prestazione dei servizi o di stabilimento di succursali in          — ponderazione per i rischi controparte/regolamento di
uno o più Stati membri. Esse si comunicano, a richiesta,                cui all'allegato 3
tutte le informazioni atte a facilitare la vigilanza sull'ade-      — ponderazione per i rischi di cambio di cui all'alle-
guatezza patrimoniale delle imprese di investimento e                   gato 4
degli enti creditizi e, in particolare, il controllo del ri-
spetto da parte di questi delle norme della presente diret-         — periodo di cui all'allegato 5
tiva. Tutte le informazioni scambiate tra autorità compe-
                                                                    — definizione di fondi propri di cui ai paragrafi 2, 4 e 5
tenti ai sensi della presente direttiva riguardo alle imprese
                                                                        dell'allegato 6.
di investimento sono tutelate dal segreto d'ufficio come
disposto nell'articolo 20 della direttiva 00/00/CEE del             2.    In caso di necessità di modifiche di ordine tecnico
Consiglio (relativa ai servizi d'investimento); quelle ri-          alla presente direttiva si applica l'articolo 23, paragrafo 2
guardo agli enti creditizi sono soggette all'obbligo di cui         della direttiva . . . / . . ./CEE del Consiglio (relativa ai ser-
all'articolo 12 della direttiva 77/780/CEE.                         vizi di investimento).
                          Comitato                                                             Disposizioni finali
                          Articolo 8                                                               Articolo 9
1.      Le modifiche di ordine tecnico da apportare alla            1.    Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
presente direttiva nei settori in appresso elencati devono          legislative, regolamentari ed amministrative necessarie
essere adottate in conformità della procedura di cui al             per conformarsi alla presente direttiva ai più tardi il 1°
paragrafo 2:                                                        gennaio 1993 e ne informano immediatamente la Com-
                                                                    missione.
— definizioni di cui all'articolo 2
                                                                    Le disposizioni adottate a norma del primo comma
— capitale iniziale prescritto all'articolo 3                       fanno espresso riferimento alla presente direttiva.
— coperture di cui all'articolo 4, paragrafo 2
                                                                    2.    Gli Stati membri comunicano alla Commissione il
— regime applicabile agli strumenti che rientrano nel-              testo delle principali disposizioni legislative, regolamen-
     l'ambito di applicazione della direttiva 00/00/CEE             tari e amministrative che essi adottano nel settore disci-
     del Consiglio (sui servizi d'investimento) ma non in           plinato dalla presente direttiva.
     quello della presente direttiva
                                                                                                  Articolo 10
— calcolo delle posizioni aperte nette di cui all'alle-
     gato 1                                                         Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
 ---pagebreak--- N. C 152/12                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           21.6.90
                                                               ALLEGATO 1
                                           CALCOLO DELLE POSIZIONI APERTE NETTE
           Titoli di capitale e di debito
            1. Le posizioni long e short dell'impresa nello stesso titolo, sia esso di capitale, di debito e un titolo
               convertibile, devono essere compensate. Nel calcolare la posizione netta, le autorità competenti possono
               consentire che le posizioni in titoli derivati siano equiparate al titolo/ai titoli sottostanti (o di riferi-
               mento). Le autorità competenti permettono la compensazione di contratti a premio, a termine e di
               warrant che sono identici.
           2. I titoli di debito denominati nella stessa moneta devono essere raggruppati per durata (in conformità
               dell'allegato 2) in corrispondenza della durata residua dei titoli a tasso fisso e del periodo per la revi-
               sione delle condizioni di tasso degli altri titoli.
           3. I titoli di debito devono essere classificati per emittente che può essere un'amministrazione centrale, un
               altro ente del settore pubblico, un emittente qualificato e altri.
           Titoli convertibili
           4. Non è consentita alcuna compensazione fra titoli convertibili e posizioni di contropartita nel titolo sot-
               tostante stesso, salvo che le autorità competenti adottino una strategia che prenda in considerazione la
               probabilità di conversione di un titolo convertibile oppure prevedano una copertura patrimoniale atta a
               assorbire eventuali perdite potenziali che possono manifestarsi in sede di conversione.
           Altri titoli
           5. I contratti standardizzati a termine, contratti «futures» sui tassi d'interesse e i contratti differenziali a termine
               sul tasso d'interesse (FRA), non basati su un titolo sottostante, sono equiparati a combinazioni di posi-
               zioni long e short. Una posizione long su futures perciò equivale ad una combinazione di un debito con
               scadenza alla data di consegna prevista nel contratto futures e di una disponibilità in un'attività con
               scadenza alla data di scadenza del contratto futures. Il contrario vale per le posizioni short. Sia il debito
               che la disponibilità in attività saranno inclusi nella colonna Amministrazione centrale della tabella 1
               dell'allegato 2. Un contratto futures o un FRA che è basato su un titolo di debito sottostante equivale ad
               una posizione long o short nel titolo sottostante. Per calcolare la scadenza si computa il periodo fino
               alla consegna o all'esecuzione del contratto, più la durata del titolo sottostante, oppure la durata di
               quest'ultimo, se superiore a un anno. Le autorità competenti possono consentire che la copertura di un
               contratto futuro, negoziato in borsa, sia eguale alla garanzia depositata in borsa se ritengono che essa
               fornisca una misura precisa del rischio connesso col contratto a premio in questione.
           6. / contratti a premio sui tassi d'interesse, i titoli di debito, i titoli di capitale, le operazioni a termine, gli
               swaps e le divise estere sono equiparati a posizioni di importo pari delta volte quello del titolo sotto-
               stante cui si riferisce il contratto a premio. Il coefficiente delta usato deve essere quello della borsa valori
               dell'operazione oppure, in mancanza, o per i contratti a premio fuori borsa, quello calcolato dall'im-
               presa stessa, purché il modello che essa usa sia considerato soddisfacente dalle autorità competenti. Le
               autorità competenti impongono l'adozione di garanzie contro altri rischi, ad eccezione del rischio delta,
               connessi con i contratti a premio.
               Le autorità competenti hanno facoltà di permettere che il deposito di copertura richiesto per un con-
               tratto a premio scritto e negoziato in borsa sia uguale alla garanzia depositata presso tale borsa, se
               ritengono che essa fornisca una misura precisa del rischio connesso con il contratto a premio, e di
               permettere altresì che la copertura richiesta per un contratto a premio acquistato, negoziato in borsa
               oppure fuori borsa, sia pari a quella per i titoli sottostanti, a condizione che la garanzia risultante non
               superi il valore di mercato del contratto. La garanzia per un contratto a premio scritto fuori borsa sarà
               fissata in relazione al titolo ad esso sottostante.
           7. Ai fini del rischio tasso di interesse, i contratti swap sono equiparati a titoli in bilancio. Perciò uno swap
               sul tasso d'interesse in base al quale un'impresa riceve un tasso d'interesse variabile e paga un tasso
               d'interesse fisso è equiparato ad una posizione long in un titolo a tasso variabile di durata pari al
 ---pagebreak--- 21.6.90                                    G a z z e t t a ufficiale delle C o m u n i t à e u r o p e e                  N . C 152/13
             periodo fino alla successiva fissazione del tasso d'interesse e a una posizione short in un titolo a tasso
             fisso con la stessa scadenza del contratto swap. Le autorità competenti hanno tuttavia facoltà di stabilire
             obblighi alternativi a quelli cui sono tenute le imprese che utilizzano tipi di swap che offrono, col
            benestare delle autorità competenti, una misura più precisa dei rischi connessi con i contratti swap.
         8. Nel caso di warrant valgono le medesime norme esposte al paragrafo 6 per i contratti a premio.
        Conversione delle valute
        9. Tutte le posizioni nette, indipendentemente dal segno, prima di essere aggregate devono essere conver-
            tite quotidianamente nella valuta dell'impresa tenuta a procedere alle segnalazioni al tasso di cambio a
            vista prevalente sul mercato.
                                                                 ALLEGATO      2
                                                           RISCHIO POSIZIONE
        1. Le imprese d'investimento calcolano le proprie posizioni nette come previsto all'allegato 1.
        2. Le imprese d'investimento applicano le ponderazioni della tabella 1 alle proprie posizioni nette a tasso di
            interesse fisso, o nella divisa del loro paese o in valuta estera, secondo le modalità di calcolo dell'alle-
            gato 1, e determinano così le proprie posizioni ponderate long e short.
                                                                  TABELLA 1
                                                                 Amministrazione      Altri enti del settore
                            Durata residua                     centrale e Comunità     pubblico e emittenti  Altri
                                                                      europee              qualificanti       %
                                                                         °/o                      %
            0 — 3 mesi                                                  0,3                      0,5          8,0
            3 — 6 mesi                                                  0,5                      1,0          8,0
            6 — 12 mesi                                                 1,0                      1,6          8,0
            1 — 2 anni                                                  1,6                      3,6          8,0
            2 — 5 anni                                                  2,9                      4,9         10,0
            5 — 10 anni                                                 3,8                      5,8         15,0
            10 — 20 anni                                                4,8                      6,8         15,0
            più di 20 anni                                              5,8                      7,8         15,0
        3. L'obbligo di copertura patrimoniale sarà pari:
            alla somma delle posizioni long ponderate più la somma delle posizioni short ponderate meno eventuali
            detrazioni per copertura così calcolate :
           — il 150 % delle posizioni long (o short) ponderate in obbligazioni di Stato che possono essere com-
                 pensate in tutto o in parte con una posizione short (o long) ponderata in obbligazioni di Stato nella
                 stessa fascia di scadenza o in quella adiacente;
           — il 100 % delle posizioni long (o short) ponderate in obbligazioni di Stato che possono essere com-
                 pensate in tutto o in parte con una posizione short (o long) ponderata in obbligazioni di Stato nella
                 fascia di scadenza attigua a quella adiacente;
           — nel caso di operazioni di copertura fra posizioni in obbligazioni «di altri enti del settore pubblico e
                 emittenti qualificanti» (seconda categoria della tabella 1), le percentuali sono rispettivamente del
                 120 % e dell'80 % , anziché del 150 % e del 100 % come per le obbligazioni di Stato;
           — nel caso di un'operazione di copertura fra una posizione in obbligazioni di Stato ed una posizione in
                 obbligazioni «di altri enti del settore pubblico e emittenti qualificanti» le percentuali sono anch'esse
                 rispettivamente del 120 % e dell'80 %.
                 (Nota: in questo computo si può adoperare la parte inutilizzata di posizioni ponderate parzialmente
                 compensate).
 ---pagebreak--- N. C 152/14                                 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         21.6.90
            Durata
            4. Qualora le autorità competenti di uno Stato membro abbiano già un sistema per l'applicazione di obbli-
               ghi di copertura patrimoniale alle operazioni delle imprese d'investimento sui tassi d'interesse, sistema
               che rifletta la durata dei titoli in questione, esse possono avvalersene in luogo delle regole stabilite nei
               paragrafi 2 e 3 del presente allegato, purché gli obblighi imposti dal suddetto sistema siano, di massima,
               equivalenti a quelli risultanti dall'applicazione delle regole contenute nei paragrafi 2 e 3.
            Titoli di capitale
            5. La copertura patrimoniale d'obbligo per una posizione long o short in titoli di capitale sarà pari al 10 %
               del suo valore nel caso di un titolo di capitale qualificante e al 25 % per ogni altro titolo di capitale.
            6. Le autorità competenti hanno facoltà di consentire una riduzione della copertura patrimoniale richiesta
               per ogni riduzione di rischio dovuta a diversificazione, sia che ciò avvenga perché l'impresa di investi-
               mento detiene un grande numero di posizioni long o short in titoli di capitale o titoli di capitale derivati,
               sia perché essa detiene posizioni long e short in titoli di capitale e in titoli di capitale derivati diversi.
               Riduzioni di questo genere sono consentite, tuttavia, unicamente a condizione che la garanzia patrimo-
               niale obbligatoria risultante sia sufficiente a coprire l'impresa contro una variazione del 10 % nel livello
               generale dei corsi delle azioni sui suoi mercati principali.
            Sottoscrizione di titoli di debito e di capitale
            7. Nel caso di sottoscrizione di emissioni di titoli di debito e di capitale, le autorità competenti possono
               consentire che le ponderazioni indicate sopra ai paragrafi 2 e 5 siano ridotte del 60 % durante la prima
               settimana, del 35 % la seconda settimana e del 20 % la terza settimana successiva al giorno in cui
               l'impresa che effettua la sottoscrizione abbia assunto l'impegno irrevocabile di acquistare i titoli, sempre-
               ché i titoli in questione debbano essere negoziati su un mercato regolamentato riconosciuto dalle auto-
               rità competenti.
            Concentrazione del rischio
            8. Un'impresa di investimento che detiene o ha assunto una posizione long o short in una particolare
               emissione di titoli in misura superiore al 25 % dell'emissione complessiva, è tenuta a soddisfare ad un
               obbligo addizionale di copertura patrimoniale pari al 100 % della copertura prevista per la posizione
               scoperta di cui ai precedenti paragrafi 2 e 5.
            9. L'esposizione totale di un'impresa di investimento nei confronti di un emittente non può oltrepassare il
               25 °/o dei fondi propri senza che l'impresa d'investimento lo notifichi alle competenti autorità; in pre-
               senza di un'esposizione di questo tipo l'impresa è tenuta a soddisfare ad un obbligo addizionale di
               copertura calcolato sommando le coperture obbligatorie nei confronti di ciascuna posizione scoperta
               sull'esposizione complessiva.
                                                              ALLEGATO 3
                                           RISCHIO CONTROPARTE/REGOLAMENTO
            1. Per le transazioni su obbligazioni e azioni (ad esclusione dei contratti di riporto e di riporto inverso) che
               risultano non liquidate dopo lo scadere delle relative date di consegna, un'impresa deve calcolare la
               differenza di prezzo alla quale si trova esposta. Trattasi della differenza tra il prezzo di liquidazione
               convenuto per l'obbligazione o l'azione in questione e il suo valore corrente di mercato, differenza che
               può comportare una perdita per l'impresa. Quest'ultima deve moltiplicare la differenza per il fattore
               appropriato, quale risulta dalla colonna A della tabella 1, al fine di calcolare la copertura patrimoniale
               cui è tenuta.
            2. In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, un'impresa può, a discrezione delle autorità competenti,
               effettuare il calcolo ivi descritto moltiplicando il prezzo di liquidazione convenuto per ogni transazione
               che risulta non liquidata in un periodo compreso fra 5 e 45 giorni successivamente alla sua data di
               scadenza, per il fattore appropriato quale risulta dalla colonna B della tabella 1. A partire da 45 giorni
               successivamente alla data di scadenza, la copertura obbligatoria deve essere pari al 100 % della diffe-
               renza di prezzo alla quale l'impresa si trova esposta, come risulta dalla colonna A.
 ---pagebreak--- 21.6.90                                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        N . C 152/15
                                                                TABELLA 1
                   Numero di giorni successivi alla data della                Colonna A                   Colonna B
                                  liquidazione
                                     5 — 15                                        8%                  0,25 %
                                    16 — 30                                       50%                  0,5 %
                                    31—45                                         75%                  2,0 %
                                    46 o più                                    100 %                  vedi paragrafo 2
        Contratti di riporto e di riporto inverso
        3. Per i riporti l'impresa deve costituire in deposito la differenza tra il valore di mercato dei titoli e l'im-
            porto da essa ottenuto a titolo di finanziamento (che è il loro valore di vendita originario), nel caso in
            cui la differenza sia positiva. Per i riporti passivi, tale obbligo riguarda la differenza tra l'importo dato in
            finanziamento più gli interessi maturati e il valore di mercato dei titoli ricevuti (che è il loro valore di
           vendita originario più gli interessi maturati), nel caso in cui la differenza sia positiva. Per entrambi i tipi
            di contratto, le autorità competenti hanno facoltà di ridurre la copertura obbligatoria nei limiti della
            garanzia normalmente richiesta sul mercato in questione al soggetto che ottiene il finanziamento a fa-
           vore del soggetto finanziatore.
        Titoli derivati fuori borsa
        4. La copertura verrà così calcolata: anzitutto (I) l'impresa somma il costo totale di sostituzione (ottenuto
           con la valutazione ai prezzi correnti di mercato) di tutti i suoi contratti, compresi i contratti a premio
           sui titoli di capitale acquistati, con valore positivo, e (II) nel caso di contratti su tassi di interesse e su
           tassi di cambio, un importo corrispondente alla potenziale esposizione creditoria futura calcolata molti-
           plicando il valore complessivo del capitale di riferimento dei contratti in portafoglio per i seguenti coef-
           ficienti di ponderazione per quanto di pertinenza:
                           Vita residua                    Contratti su tassi d'interesse     Contratti su tassi di cambio
           meno di 1 anno                                                                                1,0%
           pari o superiore a 1 anno                                  0,5 %                              5,0 %
           La copertura patrimoniale sarà pari al 4 % della somma di (I) più (II) nei casi in cui la controparte
           appartiene al settore non bancario, al 2 % della somma qualora essa appartenga al settore bancario e/o
           al settore delle amministrazioni regionali ed enti locali, e pari a 0 se si tratta delle amministrazioni
           centrali.
                                                               ALLEGATO       4
                                                        RISCHIO DI CAMBIO
        1. Alla posizione complessiva netta in cambi, calcolata in conformità delle procedure sottospecificate,
           spetta una copertura patrimoniale dell'8 %.
        2. Si utilizzerà un metodo di calcolo in due fasi.
        3. Deve essere dapprima calcolata la posizione aperta netta dell'impresa in ciascuna divisa (compresa quella
           utilizzata nella segnalazione). La posizione consiste nella somma dei seguenti elementi (positivi o nega-
           tivi) :
           — la posizione netta a pronti (ossia tutte le voci dell'attivo meno tutte le voci del passivo, compresi i
                ratei di interessi maturati, nella divisa in questione);
           — la posizione netta a termine (ossia tutti gli importi da ricevere meno tutti gli importi da versare
                nell'ambito di operazioni a termine, compresi i contratti a termine su valuta e il capitale di swaps su
                valute non inclusi nella posizione a pronti);
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               — garanzie (e titoli analoghi) di cui è certo il richiamo;
               — entrate/uscite nette future (a discrezione dell'ente che effettua la segnalazione; una volta che si sia
                    fatto uso di tale facoltà discrezionale, non la si può cambiare senza la previa approvazione delle
                    autorità competenti) ;
               — l'equivalente netto delta (o su base delta) del portafoglio totale dei contratti a premio in valuta
                    estera.
           4. Successivamente, le posizioni short e long nette in ciascuna valuta, diversa da quella utilizzata per la
               segnalazione, devono essere convertite in quest'ultima a tassi di cambio a pronti. Esse devono poi venire
               sommate separatamente per formare, rispettivamente, il totale delle posizioni short nette e il totale delle
               posizioni long nette. Il più elevato di questi due totali rappresenta la posizione netta complessiva in
               valuta estera dell'impresa.
           5. Le posizioni nette in valute composite possono venire scomposte nelle valute componenti secondo le
               quote in vigore.
                                                             ALLEGATO       5
                                                            ALTRI RISCHI
           Alle imprese di investimento ad eccezione degli enti creditizi è prescritto di detenere fondi propri pari a un
           quarto delle loro spese fisse generali dell'esercizio precedente. Le competenti autorità hanno facoltà di
           adattare tale obbligo in caso di modifica sostanziale dell'attività di un'impresa successiva all'esercizio prece-
           dente. Quando il precedente periodo di attività dell'impresa è inferiore a un anno intero, compreso il
           giorno di inizio dell'attività, tale copertura sarà pari a un quarto delle spese fisse generali del piano di
           attività preventivo, salvo l'eventuale suo adattamento prescritto dalle autorità competenti. Per le imprese
           che danno inizio alla propria attività, i fondi propri saranno pari o superiori a tale importo e il capitale
           iniziale almeno pari alle coperture prescritte dall'articolo 3.
                                                             ALLEGATO       6
                                                  FONDI PROPRI: DEFINIZIONE
           1.    I fondi propri degli enti creditizi sono definiti in conformità della direttiva 89/299/CEE del Consiglio.
           2.    Fatto salvo il paragrafo 1, le autorità competenti hanno facoltà di consentire agli enti creditizi tenuti a
                soddisfare gli obblighi patrimoniali sul loro portafoglio di negoziazione stabiliti negli allegati 2 e 3 di
                ricorrere ad una definizione alternativa di fondi propri per rispondere a detti obblighi di copertura. La
                definizione alternativa deve comprendere il capitale versato e le riserve quali definiti all'articolo 2,
                paragrafo 1, punti 1 e 2 della direttiva 89/299/CEE del Consiglio, nonché prestiti postergati subordi-
                natamente alle condizioni seguenti: in primo luogo essi non devono superare il 250 % del capitale
                versato e delle riserve computate nella presente definizione; in secondo luogo l'applicazione della
                definizione alternativa non deve comportare un incremento superiore al 25 % dell'importo totale di
                fondi propri che sarebbe risultato dall'applicazione della direttiva 89/299/CEE del Consiglio all'ente
                creditizio nel suo insieme; in terzo luogo a detti prestiti postergati sono applicabili le condizioni stabi-
                lite al successivo paragrafo 5, punto 2.
           3.   I fondi propri di imprese di investimento che non sono enti creditizi sono definiti in conformità con la
                direttiva 89/299/CEE del Consiglio.
           4.1. Fatti salvi gli obblighi di cui al paragrafo 3, le autorità competenti hanno facoltà di consentire alle
                imprese di investimento che non sono enti creditizi una definizione alternativa dei fondi propri. Que-
                sta comprende:
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        4.2. il capitale versato e le riserve secondo la definizione contenuta nell'articolo 2, paragrafo 1, punti 1 e 2,
             della direttiva 89/299/CEE del Consiglio;
        4.3. meno le attività immateriali ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 9 («attività») della direttiva
             86/635/CEE;
        4.4. più gli utili netti (o meno le perdite nette), previa detrazione di tutti gli oneri fiscali anticipati;
        4.5. più i prestiti postergati, fatte salve le condizioni di cui al successivo paragrafo 5, punto 2;
        4.6. meno le attività non liquide.
        5.1. Le imprese sono tenute a provare ai revisori e alle autorità competenti di disporre di sistemi adeguati
             per calcolare con ragionevole precisione in qualsiasi momento la loro situazione finanziaria.
        5.2. I prestiti postergati di cui al precedente paragrafo 4, punto 5, devono avere una durata iniziale di
             almeno due anni. Essi devono essere titoli interamente versati e nel contratto di prestito non deve
             essere prevista alcuna clausola che ne disponga, in presenza di particolari circostanze diverse dalla
             liquidazione dell'impresa di investimento, il rimborso prima della scadenza convenuta, tranne qualora
             le autorità di vigilanza lo consentano con un preavviso di due giorni. I debiti postergati non possono
             essere rimborsati se il rimborso riduce i fondi propri dell'impresa in questione ad un livello inferiore al
             120 % della copertura complessiva richiesta all'impresa.
        5.3. I prestiti postergati di cui al precedente paragrafo 4, punto 5, non devono superare il limite massimo
             del 250 % della somma totale delle voci di cui al paragrafo 4.2, più 4.4, meno 4.3, e si accostano a
             questo limite massimo soltanto in particolari circostanze considerate accettabili dalle autorità compe-
             tenti interessate.
        5.4. Le attività non liquide comprendono:
             — immobilizzazioni (tranne nella misura in cui sia possibile tener conto di terreni e fabbricati come
                 contropartita di prestiti assistiti da garanzia) ;
             — investimenti in società collegate, se queste sono filiali o se le azioni non costituiscono investimenti
                 prontamente realizzabili;
             — i depositi effettuati, esclusi quelli presso enti creditizi, autorità locali o amministrazioni regionali e
                 rimborsabili entro 90 giorni, ed escluso anche il versamento di depositi di copertura richiesti per
                 operazioni a termine o contratti a premio scritti;
             — garanzie concesse;
             — scoperti nelle filiali;
             — tutte le altre attività (comprese le giacenze in natura) a meno che esse siano soggette agli obblighi
                 di copertura patrimoniale stabiliti dalla presente direttiva o in conformità dell'articolo 4, para-
                 grafo 5.