CELEX: 52007SC0066
Language: it
Date: 2007-01-23 00:00:00
Title: Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato della Francia, 2006-2010

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52007SC0066

Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato della Francia, 2006-2010  /* SEC/2007/0066 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 23.1.2007SEC(2007) 66 finalRaccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato della Francia, 2006-2010(presentata dalla Commissione)RELAZIONECONTESTO GENERALEIl patto di stabilità e crescita, entrato in vigore il 1° luglio 1998, si fonda sull'obiettivo dell'equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa e sostenibile, che promuova la creazione di posti di lavoro. La riforma del patto del 2005 ne ha riconosciuto l'utilità ai fini del consolidamento della disciplina di bilancio, ma ha inteso rafforzarne l'efficacia e i fondamenti economici e garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che è parte integrante del patto di stabilità e crescita, stabilisce che gli Stati membri presentino al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o di convergenza e i relativi aggiornamenti annuali (ossia gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica presentano programmi di stabilità (aggiornati) e gli Stati membri che non l'hanno ancora adottata presentano programmi di convergenza (aggiornati)). La Francia ha presentato il primo programma di stabilità nel gennaio del 1999. A norma del regolamento, il 15 marzo 1999 il Consiglio ha formulato il relativo parere, sulla base della raccomandazione della Commissione e previa consultazione del Comitato economico e finanziario. Secondo la medesima procedura, gli aggiornamenti dei programmi di stabilità e di convergenza sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal comitato di cui sopra; all’occorrenza, possono essere esaminati anche dal Consiglio.QUADRO PER LA VALUTAZIONE DEL PROGRAMMA AGGIORNATOLa Commissione ha esaminato l'ultimo aggiornamento del programma di stabilità della Francia, presentato il 6 dicembre 2006, e ha adottato una raccomandazione di parere del Consiglio in merito.Al fine di determinare il quadro in rapporto al quale viene valutata la strategia di bilancio del programma di stabilità aggiornato, i paragrafi che seguono espongono in sintesi:1.  i risultati economici e di bilancio degli ultimi dieci anni;2.  l'ultima valutazione della posizione del paese nell'ambito della parte preventiva del patto di stabilità e crescita (sintesi del parere del Consiglio sul precedente aggiornamento del programma di stabilità); e3.  la valutazione del programma nazionale di riforme dell’ottobre del 2006 effettuata dalla Commissione.Recenti risultati economici e di bilancioDall'esperienza degli ultimi dieci anni si evince che il ciclo economico francese è molto vicino a quello dell'insieme della zona euro e presenta livelli di crescita simili. Tuttavia, il tasso medio di disoccupazione nell'ultimo decennio in Francia è stato del 10%, superiore quindi di un punto percentuale rispetto al tasso registrato nella zona euro e sebbene recentemente abbia fatto registrare una tendenza al ribasso – dal 12,1% nel 1997 a meno di 9% - rimane relativamente elevato. La crescita piuttosto sostenuta dell'economia francese è stata alimentata soprattutto dalla domanda interna, in particolare i consumi privati, grazie ad un'evoluzione favorevole del potere di acquisto delle famiglie. In termini macroeconomici, la domanda ha beneficiato di un insieme di politiche favorevoli, ma ciò ha comportato significativi squilibri di bilancio. Lo sforzo di risanamento intrapreso nel 2004 ha riportato nel 2005 il deficit al di sotto del valore di riferimento del 3% sancito dal trattato, il che ha consentito di porre fine alla procedura per i disavanzi eccessivi nel gennaio 2007. Tuttavia, è necessario proseguire il processo di risanamento, sia per migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche sia per costituire un margine di bilancio che permetterà di fare fronte ai periodi di congiuntura economica sfavorevole. Un aumento più rapido del basso tasso di occupazione dei lavoratori più anziani favorirebbe la crescita del PIL e ridurrebbe la pressione sulle finanze pubbliche. Di conseguenza, le sfide alle quali l'economia francese deve far fronte concernono la sostenibilità e l'efficienza.La valutazione contenuta nel parere del Consiglio sul programma precedenteIl 24 marzo 2006, il Consiglio ha adottato un parere sul programma aggiornato di stabilità 2005-2009 della Francia, nel quale esprimeva “la propria approvazione per la priorità che, nel suo programma di stabilità, la Francia ha attribuito alla riduzione del debito, ma osserva che vi sono rischi per il conseguimento degli obiettivi di bilancio e per la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.” Il Consiglio invitava la Francia “ad assicurare l’aggiustamento strutturale necessario per portare il disavanzo delle pubbliche amministrazioni al di sotto del 3% del PIL nel 2006, secondo modalità credibili e sostenibili; a prendere le misure necessarie per assicurare il previsto risanamento finanziario, che consentirà di conseguire l’obiettivo a medio termine, e per migliorare la sostenibilità nel lungo periodo; a rafforzare il controllo e provvedere perché sia applicata la regolamentazione dell’incremento delle spese in tutti i sottosettori delle pubbliche amministrazioni, così da assicurare che siano rispettati i rigorosi massimali pluriennali delle spese.”La valutazione del programma nazionale di riforme del 2006 effettuata dalla CommissioneIl 5 ottobre 2006 è stata trasmessa la relazione sullo stato di attuazione del programma nazionale di riforme della Francia, presentato nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Nel programma nazionale di riforme (PNR) della Francia sono indicate le seguenti priorità: la creazione delle condizioni necessarie per una robusta crescita economica, la riduzione della disoccupazione e l’incremento dell’occupazione nonché lo sviluppo di un’economia basata sulle conoscenze.Dalla valutazione effettuata dalla Commissione (adottata nell'ambito della sua relazione annuale sullo stato di avanzamento dei lavori del dicembre 2006 [2] ) emerge che la Francia sta attuando il suo programma nazionale di riforme con buoni risultati. La Francia ha proseguito la sua attività di risanamento di bilancio in un contesto macroeconomico favorevole, pur provando ad aumentare la sua crescita potenziale, in particolare con nuovi impegni in materia di ricerca e innovazione. I risultati sul mercato del lavoro rimangono modesti.In considerazione delle capacità e delle carenze individuate, è stato raccomandato alla Francia di procedere all'attuazione di riforme nei settori della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, della concorrenza nel mercato del gas, dell’energia elettrica e del trasporto merci per ferrovia, nonché della politica occupazionale e della formazione continua.Riquadro: Punti principali esaminati nella valutazione A norma dell'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, viene esaminato quanto segue: se le ipotesi economiche sulle quali il programma è fondato siano realistiche; l’obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) presentato dallo Stato membro e se il percorso di aggiustamento proposto dal programma rispetto a tale obiettivo sia adeguato; se le misure adottate e/o proposte per la realizzazione di tale percorso di avvicinamento siano sufficienti per conseguire l'OMT nel corso del ciclo; al momento della valutazione di questo percorso di avvicinamento all'OMT, se un maggiore sforzo di aggiustamento sia stato compiuto in periodi di congiuntura favorevole, sforzo che può essere più limitato in periodi di congiuntura sfavorevole, e, per gli Stati membri della zona euro e per quelli che fanno parte dell'ERM2, se lo Stato membro persegua, per conseguire il suo OMT, un miglioramento annuo del suo saldo di bilancio corretto per il ciclo, al netto delle misure una tantum e di altre misure temporanee, dello 0,5% del PIL come parametro di riferimento; nel definire il percorso di aggiustamento verso l’OMT (per gli Stati membri che non l’hanno ancora raggiunto) o nel consentire una deviazione temporanea dall'OMT (per gli Stati membri che l’hanno già conseguito), l'attuazione di riforme strutturali sostanziali che producano effetti diretti di contenimento dei costi a lungo termine (compreso il rafforzamento del potenziale di crescita) e che pertanto abbiano un impatto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche (a condizione che sia mantenuto un opportuno margine di sicurezza rispetto al valore di riferimento del 3% del PIL e che si preveda che la posizione di bilancio ritorni all’OMT entro il periodo coperto dal programma), con un'attenzione particolare per le riforme delle pensioni che introducono un sistema multipilastro comprendente un pilastro obbligatorio, finanziato a capitalizzazione; se le politiche economiche dello Stato membro siano coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche. La plausibilità delle ipotesi macroeconomiche del programma è valutata con riferimento alle previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno 2006, usando anche la metodologia concordata per la stima della produzione potenziale e dei saldi corretti per il ciclo. La valutazione della coerenza con gli indirizzi di massima per le politiche economiche è effettuata in relazione agli indirizzi di massima per le politiche economiche nel settore delle finanze pubbliche compresi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. Nella valutazione inoltre si esamina: l'evoluzione del rapporto debito/PIL e le prospettive per la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, cui, secondo la relazione del Consiglio del 20 marzo 2005 Migliorare l'attuazione del Patto di stabilità e crescita, "nella sorveglianza delle posizioni di bilancio dovrebbe essere tributata sufficiente attenzione". Una comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2006 espone l'approccio dell'UE nella valutazione della sostenibilità a lungo termine[3]; il grado di integrazione rispetto al programma nazionale di riforme, presentato dagli Stati membri nel contesto della strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Nella sua nota di accompagnamento del 7 giugno 2005 al Consiglio europeo sugli indirizzi economici di massima per il periodo 2005-2008, il Consiglio ECOFIN ha affermato che i programmi nazionali di riforme devono essere coerenti con i programmi di stabilità e di convergenza; il rispetto del codice di condotta[4], che tra l'altro prescrive una struttura e tabelle di dati comuni per i programmi di stabilità e di convergenza. |-  Raccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato della Francia, 2006-2010IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[5], in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del Comitato economico e finanziario,HA ADOTTATO IL PRESENTE PARERE:4.  Il [27 febbraio 2007] il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato della Francia, relativo al periodo 2006-2010.5.  Per le proiezioni macroeconomiche e di bilancio, il programma prospetta due diversi scenari: uno “a crescita ridotta” e l’altro “a crescita sostenuta”. Per valutare le proiezioni di bilancio si è assunto come riferimento lo scenario a "crescita ridotta", che si avvicina alle previsioni dell’autunno 2006 dei servizi della Commissione. In base alle informazioni attualmente disponibili, esso sembra basarsi su ipotesi di crescita plausibili, sebbene leggermente ottimistiche per quanto concerne il 2006. Prevede una crescita del PIL reale del 2¼% all'anno durante il periodo di programmazione. Appaiono realistiche anche le previsioni relative all’inflazione.6.  Per quanto concerne il 2006, il disavanzo delle pubbliche amministrazioni è stimato pari al 2,7% del PIL nelle previsioni dell'autunno 2006 dei servizi della Commissione a fronte di un obiettivo di disavanzo pari al 2,9% del PIL fissato nel precedente aggiornamento del programma di stabilità (e di un risultato effettivo del 2,9% del PIL per il 2005). Sebbene l’ipotesi di crescita del PIL avanzata nel presente documento (2-2,5%) coincida con quella dell'aggiornamento precedente, nell'attuale versione la composizione della crescita presenta una maggiore proporzione di gettito da imposte in quanto è alimentata da un livello crescente dei consumi privati. Il previsto miglioramento del disavanzo poggia su (a) un'accelerazione della crescita del PIL (dall'1,2% al 2% circa) che favorisce le entrate (circa 5 miliardi di euro, pari a 0,3 punti percentuali del PIL) e (b) un rallentamento delle spese.7.  Il programma rientra nella strategia complessiva delle autorità francesi di un "impegno nazionale a favore della riduzione del debito" e si presenta come un programma pluriennale di riduzione del debito finalizzato al conseguimento al fine di raggiungere un disavanzo zero e un debito inferiore al 60% del PIL entro il 2010. Prevede una flessione continua, seppure accentuata verso la fine del periodo, del disavanzo nominale dal 2,7% del PIL nel 2006 (2,5% nel 2007) allo 0% del PIL nel 2010, il che rappresenta una riduzione totale di 2,7 punti percentuali del PIL. Il disavanzo primario, dello 0,1% del PIL nel 2006, dovrebbe evolvere verso un'eccedenza a partire dal 2007 e raggiungere il 2,5% del PIL nel 2010. Il risanamento di bilancio previsto si basa sulle spese, segnatamente su massimali pluriennali d’incremento delle spese statali in termini reali, il che implica il ridursi del rapporto spesa (primaria)/PIL di quasi 3 punti percentuali del PIL nel corso del periodo. Rispetto al programma precedente, l'attuale aggiornamento conferma ampiamente l'aggiustamento di bilancio programmato a fronte di uno scenario macroeconomico sostanzialmente immutato.8.  Il saldo strutturale (ovvero il saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee) calcolato in base alla metodologia concordata dovrebbe migliorare, passando da un disavanzo del 2½% circa del PIL nel 2006 ad un’eccedenza di circa ¼% del PIL alla fine del periodo di riferimento del programma (2010). Come nel precedente aggiornamento del programma di stabilità, l'obiettivo a medio termine (OMT) per la posizione di bilancio che si evince dal programma consiste nell’equilibrio in termini strutturali, da raggiungere entro il 2010. Poiché l'OMT è più ambizioso del parametro di riferimento minimo (stimato pari ad un disavanzo di circa 1½% del PIL), il suo conseguimento dovrebbe raggiungere lo scopo di fornire un margine di sicurezza contro il verificarsi di un disavanzo eccessivo. L'OMT si situa nella forchetta indicata per gli Stati membri della zona euro e dell'ERM 2 nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta e riflette adeguatamente il rapporto debito/PIL e la crescita media della produzione potenziale nel lungo termine.9.  I rischi inerenti alle proiezioni di bilancio del programma sembrano nel complesso compensarsi nel prossimo futuro (fino al 2008), sebbene i risultati di bilancio potrebbero essere più sfavorevoli del previsto nel programma per gli anni successivi. Per quanto riguarda il breve termine, l'adeguamento poggia principalmente su un più rigoroso controllo delle spese a livello statale, sostenuto dall'attuazione progressiva della nuova legge organica sulle leggi delle finanze[6] e dai risultati degli audit di modernizzazione, ed è plausibile benché le spese delle autorità locali costituiscano un fattore di rischio. Per quanto riguarda gli ultimi anni del periodo di programmazione, l'entità dell'adeguamento previsto genera dubbi circa la sua piena realizzazione. Infatti, anche se le norme in materia di spese sono state sempre rispettate a livello dello Stato, le drastiche restrizioni previste implicano riforme che non sono esplicitate nel programma. Più in generale, i precedenti relativi al rispetto dei massimali di spesa dell'insieme delle amministrazioni, posto al centro della strategia francese di risanamento di bilancio, assieme alla mancanza di meccanismi esecutivi e di norme riguardanti le spese di alcuni sottosettori, in particolare gli enti locali, accentuano i rischi.10.  Alla luce di tale valutazione dei rischi, la strategia di bilancio delineata nel programma potrebbe non essere sufficiente a garantire che l’obiettivo di medio termine sia raggiunto entro il 2010, come previsto nel programma. Tuttavia, sembra fornire un sufficiente margine di sicurezza per evitare che, in presenza di normali fluttuazioni macroeconomiche, il disavanzo superi la soglia del 3% del PIL verso la fine del periodo di programma, e molto probabilmente dal 2009. Tranne il 2007, il ritmo di avvicinamento all'OMT previsto dal programma è ampiamente in linea con il patto di stabilità e crescita, il quale precisa che per gli Stati membri della zona dell'euro e dell'ERM2 il miglioramento annuo del saldo strutturale dovrebbe essere dello 0,5% del PIL come parametro di riferimento e che lo sforzo di aggiustamento dovrebbe essere maggiore in periodi di congiuntura favorevole, mentre potrebbe essere più limitato in periodi di congiuntura sfavorevole. Benché la Francia abbia appena corretto il suo disavanzo eccessivo, l'adeguamento previsto per il 2007 si limiterebbe a 0,3 punti percentuali del PIL, mentre non si può considerare che la congiuntura economica sia difficile e le elasticità fiscali sembrano persino riflettere una congiuntura economica favorevole.11.  Si stima che il debito pubblico lordo abbia raggiunto nel 2006 il 64,6% del PIL, un livello superiore al valore di riferimento del 60% stabilito dal trattato. Nell’aggiornamento si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL si ridurrà di 6½ punti percentuali nel corso del periodo del programma. Tuttavia, l’andamento del tasso del debito potrebbe risultare meno favorevole di quanto è delineato nel programma, dati: 1) i summenzionati rischi gravanti sugli obiettivi di bilancio e 2) l'incertezza circa la realizzazione di vendite di attività non strategiche che tendono ad essere superiori alla media storica. Nonostante i citati rischi, nel periodo coperto dal programma il rapporto debito/PIL sembra ridursi in misura sufficiente verso il valore di riferimento.12.  In Francia, l'impatto a lungo termine dell'invecchiamento demografico sul bilancio è inferiore alla media europea, con un incremento della spesa pensionistica mediamente più limitato rispetto a molti altri paesi dell'UE, grazie alle riforme già attuate. La posizione di bilancio iniziale, benché migliorata rispetto al 2005, costituisce ancora un rischio per la sostenibilità delle finanze pubbliche anche prima che si consideri l'impatto a lungo termine dell'invecchiamento demografico sul bilancio. Inoltre, il livello del debito lordo è attualmente al di sopra del valore di riferimento indicato dal trattato. La prosecuzione del risanamento di bilancio contribuirebbe a ridurre i rischi che gravano sulla sostenibilità delle finanze pubbliche, così come contribuirebbe il mantenimento, e possibilmente il rafforzamento, degli effetti positivi della riforma delle pensioni. Nel complesso, per quanto concerne la sostenibilità delle finanze pubbliche, la Francia sembra presentare un rischio medio.13.  Il programma di stabilità contiene una valutazione qualitativa dell'impatto generale del programma di riforme nazionale presentato dalla Francia nell'ottobre 2006 nell'ambito della strategia di bilancio a medio termine. Tuttavia, il programma non fornisce informazioni sistematiche sui costi o risparmi diretti di bilancio delle principali riforme previste dal programma nazionale di riforme ma, nelle sue proiezioni di bilancio, sembra tener conto delle conseguenze sulle finanze pubbliche delle azioni delineate nel programma nazionale di riforme. Le misure nel settore delle finanze pubbliche previste nel programma di stabilità sembrano coerenti con quelle previste nel programma nazionale di riforme.14.  La strategia di bilancio del programma è sostanzialmente coerente con gli indirizzi economici di massima inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008.15.  Per quanto riguarda i requisiti relativi ai dati specificati nel codice di condotta per i programmi di stabilità e di convergenza, il programma presenta delle lacune nei dati obbligatori e facoltativi[7].In conclusione, dopo la correzione del disavanzo eccessivo e in un contesto di sostenuta crescita delle entrate, il programma dà la precedenza alla riduzione del debito e prevede progressi rispetto all’OMT mediante un adeguamento basato sulle spese che sarà più accentuato verso la fine del periodo. Esistono rischi che gravano sulla realizzazione degli obiettivi di bilancio, in particolare per gli ultimi anni del periodo di programmazione.In considerazione di quanto precede, si raccomanda al governo francese:(i) di mettere a profitto le prospettive di crescita sostenuta e l'effetto di base positivo che deriva da risultati più favorevoli del previsto nel 2006 per anticipare l'adeguamento verso la realizzazione dell’OMT, in particolare nel 2007, in modo da raggiungere tale obiettivo entro la fine del periodo e ridurre così il livello del debito e migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine;(ii) di rafforzare il controllo e provvedere perché sia applicata la regolamentazione dell’incremento delle spese in tutti i sottosettori delle pubbliche amministrazioni, al fine di assicurare che siano rispettati i rigorosi massimali pluriennali delle spese.Raffronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 |PIL reale (variazione in %) | PS dic. 2006 | 1,2 | 2,0-2,5 | 2,0-2,5 | 2 ¼ | 2 ¼ | 2 ¼ |COM nov. 2006 | 1,2 | 2,2 | 2,3 | 2,1 | n,a, | n.d. |PS genn. 2006 | 1,5-2,0 | 2,0-2,5 | 2 ¼ | 2 ¼ | 2 ¼ | n.d. |Inflazione IAPC (%) | PS dic. 2006 | 1,9 | 2,0 | 1,9 | 1 ¾ | 1 ¾ | 1 ¾ |COM nov. 2006 | 1,9 | 2,0 | 1,8 | 1,9 | n.d. | n.d. |PS genn. 2006 | 1,9 | 1,8 | 1 ¾ | 1 ¾ | 1 ¾ | n.d. |Divario tra prodotto effettivo e potenziale (in % del PIL potenziale) | PS dic. 20061 | -0,8 | -0,6 | -0,6 | -0,5 | -0,4 | -0,3 |COM nov. 20065 | -0,8 | -0,8 | -0,7 | -0,9 | n.d. | n.d. |PS genn. 20061 | -0,5 | -0,4 | -0,6 | -0,8 | -0,9 | n.d. |Saldo di bilancio delle pubbliche amministrazioni (in % del PIL) | PS dic. 2006 | -2,9 | -2,7 | -2,5 | -1,8 | -0,9 | 0,0 |COM nov. 2006 | -2,9 | -2,7 | -2,6 | -2,2 | n.d. | n.d. |PS genn. 2006 | -3,0 | -2,9 | -2,6 | -1,9 | -1,0 | n.d. |Saldo primario (in % del PIL) | PS dic. 2006 | -0,2 | -0,1 | 0,1 | 0,7 | 1,7 | 2,5 |COM nov. 2006 | -0,2 | -0,1 | 0,0 | 0,4 | n.d. | n.d. |PS genn. 2006 | -0,3 | -0,3 | 0,0 | 0,6 | 1,6 | n.d. |Saldo corretto per il ciclo (in % del PIL) | PS dic. 20061 | -2,5 | -2,4 | -2,2 | -1,6 | -0,7 | 0,2 |COM nov. 2006 | -2,5 | -2,3 | -2,3 | -1,8 | n.d. | n.d. |PS genn. 20061 | -2,8 | -2,7 | -2,3 | -1,5 | -0,6 | n.d. |Saldo strutturale2 (in % del PIL) | PS dic. 20063 | -3,0 | -2,5 | -2,2 | -1,6 | -0,7 | 0,2 |COM nov. 20064 | -3,1 | -2,6 | -2,3 | -1,8 | n.d. | n.d. |PS genn. 2006 | -3,3 | -2,9 | -2,3 | -1,5 | -0,6 | n.d. |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | PS dic. 2006 | 66,6 | 64,6 | 63,6 | 62,6 | 60,7 | 58,0 |COM nov. 2006 | 66,6 | 64,7 | 63,9 | 63,3 | n.d. | n.d. |PS genn. 2006 | 65,8 | 66,0 | 65,6 | 64,6 | 62,8 | n.d. |Note: |1Calcoli dei servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma. |2Saldo corretto per il ciclo (come nelle righe precedenti), al netto delle misure una tantum e delle misure temporanee. |3Misure una tantum e altre misure temporanee indicate nel programma (0,5% del PIL nel 2005 e 0,1% nel 2006; 0% nei mesi successivi, a riduzione del disavanzo). |4Misure una tantum e altre misure temporanee indicate nelle previsioni dell’autunno 2006 dei servizi della Commissione (0,6% del PIL nel 2005 e 0,2% nel 2006; 0% nei mesi successivi, a riduzione del disavanzo). |5Sulla base di una crescita potenziale stimata nel periodo 2005-2008 rispettivamente a 2,0%, 2,2%, 2,2% e 2,3%. |Fonti: |Programma di stabilità (PS); prospettive economiche dell'autunno 2006 elaborate dai servizi della Commissione (COM); calcoli dei servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo di primavera, Attuazione della strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l'occupazione – "Un anno di realizzazioni", 12.12.2006, COM(2006) 816.[3] Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, La sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche nella UE , 12.10.2006, COM (2006) 574 definitivo, e Commissione europea, Direzione generale Affari economici e finanziari (2006), The long-term sustainability of public finances in the European Union , European Economy n. 4/2006.[4] "Specifiche sull'attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee guida sulla presentazione e il contenuto dei programmi di stabilità e convergenza", approvate dal Consiglio Ecofin in data 11 ottobre 2005.[5] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[6] La nuova Loi organique sur les lois des finances (LOLF), entrata in vigore nel 2006, mira ad una maggiore trasparenza ed efficienza nella gestione delle finanze pubbliche.[7] In particolare, mancano i dati relativi ai consumi collettivi e ai tassi d’interesse a breve e lungo termine (per gli anni dal 2008 al 2010).