CELEX: 51993PC0413
Language: it
Date: 1993-08-13
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di magnesite calcinata a morte (sinterizzata) originaria della Repubblica popolare cinese

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                          0011(93) 413 <tof.
                                          Bruxelles. 13 agosto 1993
                             Proposta di
                   REGOLAMENTO rCFFl DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
magnesite calcinata a morte (sinterizzata) originaria della Repubblica
popolare cinese
                    (presentata dalla Commissione)
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                              RELAZIONE
1.  Il regolamento    (CEE) n. 2799/92 (*) ha istituito un dazio
    antidumping provvisorio sulle importazioni di magnesite calcinata a
    morte (sinterizzata) originaria della Repubblica popolare cinese.
2.  Il regolamento (CEE) n. 104/93 <2) ha prorogato la validità del
    dazio per un periodo di due mesi. Il dazio provvisorio scadeva
    quindi il 26 marzo 1993.
3.  Gli esportatori cinesi hanno chiesto e ottenuto audizioni e hanno
    comunicato le loro osservazioni per iscritto. Anche altre parti
    interessate hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto.
4.  L'esame di tutte le argomentazioni presentate ha richiesto un
    periodo di tempo prolungato, prima che la Commissione potesse
    elaborare le conclusioni definitive. A causa della lunga durata
    dell'esame, le misure provvisorie sono scadute il 26 marzo 1993,
    prima dell'istituzione delle misure definitive.
5.  Per guanto riguarda il valore normale, dopo la pubblicazione delle
    misure provvisorie e dopo la divulgazione degli elementi in base ai
    quali la Commissione aveva calcolato il margine di dumping, gli
    esportatori cinesi hanno dimostrato che non era stata effettuata
    una detrazione sufficiente per tener conto della maggiore facilità
    di accesso alle materie prime accertata in Cina rispetto al paese
    di riferimento, la Turchia. La Commissione ha opportunamente
    modificato i suoi calcoli.
6.  Per quanto riguarda il confronto tra valore normale e prezzo
    all'esportazione, gli esportatori cinesi hanno dimostrato che non
    era stata effettuata una detrazione sufficiente dal valore normale
    per tener conto di differenze inerenti al processo di cottura tra
    la Cina e la Turchia. La Commissione ha adeguatamente modificato i
    suoi calcoli.
7.  In seguito alle modifiche del valore normale, il margine di dumping
    relativo a tutti gli esportatori cinesi è dell'80,7%.
8.  Riguardo ad altri punti delle misure provvisorie, in particolare al
    pregiudizio e alle sue cause, gli esportatori cinesi, gli
    importatori e gli utilizzatori comunitari hanno presentato diverse
    argomentazioni per dimostrare che non era opportuno istituire
    misure definitive. Le argomentazioni delle parti sono esaminate in
    modo particolareggiato nel regolamento allegato. La Commissione ha
    tuttavia proposto l'istituzione di dazi definitivi.
(1) GU n. L 282 del 26.9.1992, pag. 15.
(2) GU n. L 15 del 23.1.1993, pag. 1.
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9.  Per calcolare l'importo del dazio definitivo, la Commissione ha
    tenuto conto del fatto che le importazioni oggetto di dumping hanno
    contribuito alla situazione critica dell'industria comunitaria.
    La Commissione ritiene che un dazio pari all'intero margine di
    dumping, con il quale i prezzi cinesi sarebbero pari al valore
    normale, sia sufficiente per eliminare il pregiudizio subito
    dall'industria comunitaria,
10. Per quanto riguarda la forma del dazio, la Commissione osserva che
    il mercato della magnesite       sinterizzata è molto     sensibile
    all'instabilità dei prezzi provocata dalle importazioni oggetto di
    dumping dalla Cina. La forma del dazio dovrebbe quindi essere tale
    da evitare un ulteriore calo dei prezzi applicati dagli esportatori
    cinesi. In tali circostanze è stato fissato un prezzo minimo al
    quale   la magnesite cinese può essere venduta sul mercato
    comunitario. Il prezzo minimo è di 133 ECU per tonnellata per tutte
    le qualità del prodotto. Il dazio è quindi pari alla differenza tra
    il prezzo minimo e il prezzo netto, franco frontiera comunitaria,
    prima dello sdoganamento.
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                                  Proposta di
                  REGOLAMENTO (CEE) n. ... DEL CONSIGLIO
                                      del
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
magnesite calcinata a morte (sinterizzata) originaria della Repubblica
popolare cinese
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento     (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio
1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o
di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica
europea (*), in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del
comitato consultivo, a norma del suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
                            A. MISURE PROVVISORIE
 1.  Con il regolamento (CEE) n. 2799/92 (2) (in seguito denominato "il
     regolamento   provvisorio")   la   Commissione ha istituito un dazio
     antidumping provvisorio sulle importazioni di magnesite calcinata a
     morte  (sinterizzata) originaria della Repubblica popolare cinese,
     di cui al codice NC 2519 90 30.
 (1) GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
 (2) GU n. L 282 del 26.9.1982, pag. 15.
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                           B. PROCEDURA SUCCESSIVA
2. Dopo    l'istituzione    del    dazio    antidumping    provvisorio,    cinque
   esportatori cinesi e alcuni importatori indipendenti hanno chiesto e
   ottenuto di essere sentiti dalla Commissione. Le parti suddette, nonché
   altri importatori indipendenti, alcuni consumatori finali e le autorità
   cinesi   hanno   comunicato   per   iscritto   le   loro osservazioni    sulle
   risultanze.
3. Le   parti   sono   state   inoltre    informate   dei  principali    fatti  e
   considerazioni in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione
   di dazi definitivi. È stato inoltre fissato un termine entro il quale
   le parti potevano comunicare le loro osservazioni sulle informazioni
   ricevute.
4. Le osservazioni presentate dalle parti per iscritto e oralmente sono
   state prese in considerazione e le risultanze della Commissione sono
   state opportunamente modificate.
                   C. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
5. Alcuni   esportatori   cinesi, importatori       indipendenti  e  consumatori
   finali hanno riaffermato che la magnesite sinterizzata originaria della
   Comunità e di altri paesi non è un prodotto simile a quello originario
   della Repubblica popolare cinese. A questo proposito gli esportatori
   cinesi    hanno   proposto   alla    Commissione    di  nominare   un   perito
   indipendente per stabilire se la magnesite cinese sia un "prodotto
   simile" à qualsiasi altro tipo di magnesite sinterizzata, per quanto
   riguarda la qualità dei giacimenti e i processi di estrazione e di
   trattamento,    nonché   le   caratteristiche    chimiche   e  fisiche   e  le
   applicazioni del prodotto finito.
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6. La Commissione ammette che un perito indipendente possa fornire dati
   precisi su eventuali differenze tra la magnesite cinese e il prodotto
   originario di altre fonti. Le istituzioni comunitarie, d'altra parte,
   riconoscono  l'esistenza  di  tali   differenze. Non    è inoltre  stato
   contestato il fatto che, nonostante tali differenze, le caratteristiche
   fisiche e chimiche essenziali di tutti i tipi di magnesite sono
   identiche. L'affermazione secondo la quale i diversi tipi di magnesite
   non sono prodotti simili potrebbe essere giustificata unicamente se le
   caratteristiche di base fossero diverse. Il fatto che la magnesite
   sinterizzata di qualsiasi origine sia impiegata in modo intercambiabile
   dagli utilizzatori finali conferma la conclusione che i diversi tipi
   costituiscono un unico prodotto simile. Per questi motivi e per quelli
   indicati nei punti 10, 11 e 12 del regolamento provvisorio non si è
   ritenuto necessario nominare un perito indipendente.
   Il consiglio conferma dette risultanze e conclusioni.
                                D. DUMPING
a) Paese di riferimento
7. Nel regolamento provvisorio la Commissione ha concluso che la Turchia
   era un paese di riferimento adeguato ai fini della determinazione del
   valore   normale  relativo   alla   Repubblica   popolare  cinese.  Dopo
   l'istituzione del dazio provvisorio alcuni esportatori hanno contestato
   la scelta della Turchia come paese di riferimento e hanno proposto la
   Cecoslovacchia,   considerata   più   adatta   in  considerazione  delle
   caratteristiche dei giacimenti, dei processi di trattamento e della
   gamma delle qualità di MgO (ossido di magnesio). Detti esportatori
   hanno affermato che l'ex Cecoslovacchia, pur essendo un paese ad
   economia di mercato, ha una struttura economica più simile a quella
   della Cina.
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    La Commissione ricorda tuttavia che, a norma del regolamento (CEE) n.
    1765/82 (3),   n on  si può considerare l'ex Cecoslovacchia come un paese
    ad economia di mercato per quanto riguarda il periodo dell'inchiesta,
    compreso tra luglio 1990 e giugno 1991. Secondo l'articolo 2, paragrafo
    5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, il valore normale non può essere
    stabilito   in    base  ai  prezzi   e  ai  costi    di  un  paese   non  avente
    un'economia di mercato.
    Per selezionare un paese ad economia di mercato ai fini del calcolo del
    valore normale, la Commissione tiene conto di diversi fattori, quali
    l'accesso   alle    materie   prime   e  la    rappresentatività    del  mercato
    rispetto ai quantitativi esportati dal paese esportatore e considera se
    i costi e i prezzi del prodotto in questione siano determinati da forze
    di mercato concorrenziali.
    Dopo aver esaminato le condizioni vigenti in Turchia alla luce di tali
    considerazioni, la Commissione ha concluso, come risulta dal punto 15
    del regolamento provvisorio, che la Turchia è un paese di riferimento
    adeguato.
    Il Consiglio conferma dette risultanze e conclusioni.
b)  Valore normale
8.  Riguardo  alla     situazione  dei   prezzi   in Turchia,    la commissione   ha
    concluso che, a causa dell'elevata percentuale di vendite tra società
    collegate, il valore normale non poteva essere stabilito in base ai
    prezzi di vendita. È stato tuttavia accertato, come risulta dal punto
    16  del   regolamento     provvisorio,    che    i  costi   di  produzione   del
    produttore   turco    sono determinati    attraverso    un  sistema   di offerte
    concorrenziali. Il valore normale può quindi essere stabilito in base
    ai costi di produzione, poiché questi ultimi sono determinati nel corso
    di normali operazioni commerciali.
(3) GU n. L 195 del 5.7.1982.
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Dopo l'istituzione dei dazi provvisori, gli esportatori cinesi hanno
affermato che il valore normale, costruito per ciascuna qualità di MgO
e adeguato per tener conto delle differenze esistenti tra la Cina e la
Turchia, non    rifletteva pienamente      i vantaggi    naturali   della Cina,
dove, secondo le loro affermazioni, la magnesite poteva essere estratta
e trattata più facilmente che in Turchia.
La Commissione accetta in parte questa argomentazione. Riguardo alle
differenze   inerenti    ai  metodi   di  estrazione   e   di   trattamento,   la
Commissione   riconosce che, a causa di alcuni vantaggi naturali, la
produzione di magnesite sinterizzata in Cina non implica determinati
costi. Nel regolamento provvisorio il valore normale è stato adeguato
per tener conto delle operazioni di arricchimento e di cernita che sono
necessarie in Turchia, ma non in Cina. La Commissione ritiene ora che
si debba tener conto anche della maggiore           facilità di accesso alle
materie   prime     in    Cina   rispetto     alla   Turchia.     Pertanto,    in
considerazione    dell'effettivo     rapporto   minerale/materiale    di  sterro
accertato   in  Turchia    e  del   livello   di  adeguamento    proposto   dagli
esportatori cinesi, i costi di estrazione sono stati ridotti del 20%
rispetto a quelli determinati in Turchia.
Si ritiene quindi che il valore normale stabilito nei confronti del
produttore   turco     rifletta   i   vantaggi    naturali    della   Cina.   Gli
esportatori cinesi hanno chiesto un adeguamento supplementare per tener
conto della vicinanza dei forni alle miniere a cielo aperto. A questo
proposito occorre precisare che la decisione di collocare i forni nelle
vicinanze delle miniere e di spostarli in funzione dell'avanzamento dei
lavori di estrazione è influenzata dal fatto che in Cina la struttura
dei prezzi non è determinata dal mercato. L'applicazione di adeguamenti
in   tali  circostanze      sarebbe    in   contrasto   con    le   disposizioni
dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base.
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10. Il Consiglio conferma il valore normale così stabilito.
(e) Prezzo all'esportazione
11. Dato  che   le parti  interessate  non  hanno  presentato  osservazioni
    sostanziali   a questo  proposito,  il consiglio   conferma   il metodo
    impiegato per stabilire i prezzi all'esportazione che è esposto nel
    punto 18 del regolamento provvisorio.
                     E. CONFRONTO E MARGINI DI DUMPING
12. Gli esportatori cinesi hanno sostenuto che i produttori cinesi usano
    forni a pozzo da coke, semplici e a basso costo e hanno chiesto un
    adeguamento del 10% per tener conto del fatto che in Cina i costi di
    cottura sono inferiori. La Commissione ha tuttavia accertato che anche
    il produttore turco usa forni a pozzo. La Commissione ha invece
    accettato di applicare un adeguamento in considerazione del costo
    superiore della nafta utilizzata dal produttore turco e i costi di
    produzione sono stati pertanto ridotti del 3%. Dato che le altre parti
    non hanno comunicato alcuna oservazione, il Consiglio conferma le
    risultanze e le conclusioni esposte nel punto       19 del regolamento
    provvisorio.
    Dall'esame definitivo dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di
    dumping, con un margine pari all'importo di cui il valore normale
    supera il prezzo all'esportazione nella comunità, corrispondente a 60
    ECU per tonnellata.
13. Ai fini delle risultanze provvisorie la Commissione ha stabilito un
    unico margine   di  dumping  per  tutti   gli esportatori   cinesi. Gli
    esportatori che hanno collaborato hanno contestato questo metodo e
    hanno sostenuto che nei loro confronti la Commissione avrebbe dovuto
    calcolare margini di dumping individuali.
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    La  Commissione   ricorda tuttavia    che, riguardo   alle   esportazioni da
    paesi che non hanno un'economia di mercato, il trattamento individuale
    costituisce  un'eccezione   da applicare unicamente      nei casi in cui i
    produttori interessati possano dimostrare di essere liberi di fissare i
    prezzi  all'esportazione    senza   l'intervento  dello    stato.  Lo  stato,
    esercitando il proprio potere di controllo, potrebbe infatti modificare
    gli schemi della produzione e degli scambi per approfittare del margine
    di dumping inferiore. L'efficacia di eventuali misure sarebbe quindi
    compromessa.   A   questo  proposito,   come   risulta   dal   punto  21  del
    regolamento   provvisorio,   gli  esportatori,   in  qualità    di imprese  a
    partecipazione   statale, non sono indipendenti e non possono fissare
    liberamente i prezzi all'esportazione. È stato pertanto stabilito un
    unico margine di dumping per tutti gli esportatori cinesi. Il Consiglio
    conferma dette risultanze e conclusioni.
                                 F. PREGIUDIZIO
14. Nel regolamento provvisorio     (punti 22-32) la Commissione ha concluso
    che l'industria    comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale in
    seguito alle importazioni oggetto di dumping di magnesite sinterizzata
    originaria   della   Repubblica   popolare   cinese.   Le   importazioni  del
    prodotto in questione dalla Repubblica popolare cinese sono passate da
    117 000  t  nel   1988 a oltre    176 000   t nel   periodo   dell'inchiesta,
    compreso tra il     1° luglio   1990 e il 30 giugno       1991. Nello  stesso
    periodo, nonostante l'espansione del mercato, la quota di mercato dei
    produttori comunitari è diminuita e il livello dei prezzi è rimasto
    eccessivamente basso. Tutti i produttori comunitari hanno venduto in
    perdita oppure hanno subito una contrazione dei profitti. Dato che le
    parti interessate non hanno presentato nuove argomentazioni a questo
    proposito, il Consiglio conferma le risultanze e le conclusioni della
    Commissione esposte nel punto 32 del regolamento provvisorio.
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15. Gli esportatori cinesi hanno affermato che per le qualità con un tenore
    di   MgO    superiore     al   92%   l'industria    comunitaria    non   ha   subito
    pregiudizio, in quanto i produttori comunitari interessati avrebbero
    registrato     un   costante     incremento    delle   vendite,    del   volume   di
    produzione e del coefficiente di utilizzazione degli impianti.
    Come risulta dal punto 34 del regolamento provvisorio, la commissione,
    nel   corso    dell'inchiesta,      non   ha  riscontrato   alcun    aumento   delle
    vendite, del volume di produzione e dell'utilizzazione degli impianti
    dei produttori comunitari per quanto riguarda le qualità di magnesite
    in questione. L'argomentazione non tiene inoltre conto del fatto che,
    secondo l'articolo 4, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, il
    pregiudizio deve essere stabilito rispetto alla produzione comunitaria
    del prodotto simile, che comprende tutti i tipi e tutte le qualità di
    magnesite, in gran parte intercambiabili. Anche se le vendite di alcune
    qualità sul mercato comunitario non subiscono nella stessa misura di
    altre    le   conseguenze      delle    importazioni   oggetto    di   dumping,   la
    situazione     deve   essere    esaminata    alla   luce  dei   risultati    globali
    dell'industria comunitaria sul mercato della Comunità per il prodotto
    simile, ovvero per ogni tipo e qualità di magnesite. L'argomentazione è
    stata   pertanto     respinta.    Il   Consiglio   conferma   dette   risultanze   e
    conclusioni.
                               G. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
16. Come   risulta     dai   punti   33   e   34  del  regolamento    provvisorio,    la
    Commissione     ha   concluso    che    l'industria   comunitaria    ha   subito  un
    pregiudizio sostanziale a causa delle importazioni oggetto di dumping,
    ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
    Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, gli esportatori cinesi e
    alcuni importatori hanno invece sostenuto che 1'aumento dei costi di
    produzione      subito      dall'industria     comunitaria     dimostra     che   il
    pregiudizio non era attribuibile alle importazioni dalla Cina, bensì a
    fattori    interni.     Le   parti    hanno   inoltre   affermato    che   anche  le
    importazioni      dalla    Corea   del   Nord   avevano   provocato    pregiudizio.
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17. Per quanto riguarda      la prima argomentazione, la Commissione         non ha
    riscontrato  alcun    aumento    significativo    dei  costi   dei   produttori
    comunitari tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta. Il deterioramento
    della situazione finanziaria dell'industria comunitaria era dovuto alla
    pressione sui prezzi esercitata dalle importazioni oggetto di dumping
    dalla Cina, mentre i costi sono rimasti stabili. La Commissione non può
    quindi  ammettere    che   l'industria   comunitaria    sia  responsabile   del
    pregiudizio   da   essa    subito   a   causa   dell'aumento    dei   costi  di
    produzione. L'argomentazione deve pertanto essere respinta.
18. Riguardo alle importazioni dalla Corea del Nord, la Commissione osserva
    che la Cina è di gran lunga la principale fonte delle importazioni di
    magnesite sinterizzata nella Comunità. Nel periodo di riferimento, le
    importazioni nella Comunità del prodotto in questione originario della
    Corea del Nord rappresentavano il 15% del totale, rispetto al 46% delle
    importazioni dalla Cina. Pertanto, anche se non si può escludere che
    altri fattori oltre alle importazioni oggetto di dumping dalla Cina
    possano aver avuto effetti negativi sull'industria comunitaria, si deve
    concludere che il considerevole aumento di volume e i bassi prezzi
    delle  importazioni    cinesi    oggetto   di   dumping   hanno   provocato  la
    diminuzione della quota di mercato e il deterioramento della situazione
    finanziaria dell'industria comunitaria, si può quindi concludere che
    queste  importazioni,     considerate    isolatamente,    hanno   provocato  un
    pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.
19. I produttori di refrattari hanno sostenuto che i prodotti importati
    dalla  Cina   da   essi   utilizzati    non   avevano   provocato   pregiudizio
    all'industria    comunitaria,    in   quanto   quest'ultima   non   forniva  la
    magnesite sinterizzata con le adeguate caratteristiche chimiche.
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    A   questo   proposito,   la   Commissione    ricorda   che  tutti    i   tipi di
    magnesite importati e la magnesite prodotta dall'industria comunitaria
    sono   prodotti    simili   aventi   le   stesse   caratteristiche     fisiche  e
    chimiche essenziali e le stesse applicazioni. La Commissione ha inoltre
    accertato che l'industria comunitaria è in grado di fornire tutti i
    tipi di magnesite, compresi quelli che soddisfano i requisiti chiesti
    dagli utilizzatori suddetti. Nel caso in esame, l'industria comunitaria
    non   ha   potuto  vendere   questi   tipi   di  magnesite   ai   produttori   di
    refrattari, che si erano invece rivolti agli esportatori cinesi, a
    causa    dei  prezzi   inferiori   da   essi   applicati.   Questa   circostanza
    costituisce un'ulteriore conferma del fatto che l'industria comunitaria
    ha subito un pregiudizio a causa delle importazioni oggetto di dumping
    dalla Cina.
    Il Consiglio conferma dette risultanze e conclusioni.
                                      H. DAZIO
20. Per quanto riguarda l'importo del dazio, nel punto 44 del regolamento
    provvisorio     la   Commissione   ha    stabilito    che,  per    eliminare   il
    pregiudizio subito dall'industria comunitaria a causa delle pratiche di
    dumping, deve essere      istituito un dazio pari all'intero margine di
    dumping (fissato nel punto 12). Con l'applicazione di questa aliquota
    del   dazio,   i prezzi   dei   prodotti   cinesi   sarebbero   pari    al valore
    normale. Dato che, dopo l'istituzione del dazio provvisorio, non. sono
    state presentate nuove argomentazioni a questo proposito, il Consiglio
    conferma le risultanze e la conclusioni della Commissione.
    Riguardo alla forma del dazio, la Commissione ritiene che la struttura
    dell'economia      pianificata     lasci     agli    esportatori     cinesi    un
    considerevole margine di manovra per ridurre ulteriormente               i prezzi
    all'esportazione, che in effetti sono costantemente diminuiti dal 1988
    in poi. Dato che il mercato della magnesite è estremamente sensibile
    alle variazioni dei prezzi, il dazio dovrebbe essere istituito in forma
    tale da evitare un ulteriore calo dei prezzi degli esportatori cinesi.
    Non sembra quindi opportuno istituire un dazio ad valorem, né in forma
    di importo fisso.
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    In tali circostanze    è stato ritenuto opportuno     stabilire un prezzo
    minimo al quale la magnesite di origine cinese dovrebbe essere venduta
    sul mercato comunitario. Il prezzo minimo è stato calcolato in base
    alla media ponderata del valore normale della magnesite        sinterizzata
    stabilito nel punto 9 e adeguato al valore CIF frontiera comunitaria.
    Il prezzo minimo così ottenuto è pari a 133 ECU per t per tutte le
    qulità.   Il dazio  deve  quindi corrispondere    alla  differenza  tra  il
    prezzo minimo e il prezzo netto franco frontiera comunitaria, prima
    dello sdoganamento. Il Consiglio conferma questa conclusione.
                         I. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
21. Per valutare se era necessario istituire le misure in questione, sono
    stati presi in considerazione due elementi essenziali. In primo luogo
    le misure antidumping    hanno l'obiettivo   di eliminare le distorsioni
    della   concorrenza  derivanti   da   pratiche  commerciali    sleali,  per
    ripristinare una situazione di concorrenza aperta e leale sul mercato
    comunitario, nell'interesse generale della Comunità. In secondo luogo,
    date  le circostanze    specifiche  del  caso  in  esame, se   non  venisse
    ripristinata una situazione di concorrenza leale sul mercato sarebbe
    pregiudicata    la    sopravvivenza    dell'industria    della    magnesite
    sinterizzata, dato che attualmente i produttori comunitari non sono in
    grado di realizzare i profitti necessari per continuare l'attività. La
    scomparsa   dell'industria   comunitaria   implicherebbe   la   perdita  di
    competenze tecniche, posti di lavoro e investimenti (vedere punto 40
    del regolamento provvisorio).
22. Alcuni importatori e utilizzatori finali hanno affermato che eventuali
    aumenti   dei costi  a carico dei produttori      di refrattari   avrebbero
    effetti negativi sulla capacità concorrenziale di tali imprese rispetto
    ai produttori di paesi terzi.
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    La Commissione riconosce che questa industria si trova attualmente in
    una   situazione    critica    sul   mercato   comunitario    e   sul   piano
    internazionale e che le difficoltà attuali potrebbero essere aggravate
    dagli aumenti dei prezzi della magnesite sinterizzata. La Commissione
    ritiene  tuttavia   che  con   un  dazio  in  forma  di  prezzo  minimo   per
    tonnellata,  di   cui   al   punto  20,   gli  utilizzatori   delle   qualità
    superiori potranno acquistare il prodotto a prezzi non sensibilmente
    superiori  a  quelli   dei   loro  concorrenti   di  paesi  terzi   e  quindi
    potranno  salvaguardare    la loro competitività. In linea di massima,
    inoltre,  anche  se   a breve   termine   gli  utilizzatori  possono   essere
    avvantaggiati dall'assenza di dazi, il mancato ripristino di condizioni
    di concorrenza leale sul mercato comunitario provocherebbe, a più lungo
    termine, una restrizione della concorrenza e l'aumento dei prezzi.
23. Alcuni  importatori   hanno sostenuto che non era necessario         tutelare
    l'industria comunitaria nei confronti delle importazioni di un prodotto
    che non era in grado di fornire.
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    Anche  se  la produzione     comunitaria   è attualmente     insufficiente per
    soddisfare  la domanda del prodotto       in questione, la Commissione ha
    accertato   che   l'industria     comunitaria    opera    ad   un   livello    di
    utilizzazione   degli   impianti eccessivamente      basso   e che   dispone   di
    vaste riserve. A causa dei bassi prezzi delle importazioni oggetto di
    dumping dalla Cina l'industria comunitaria non ha potuto utilizzare la
    capacità   disponibile     ed    ampliare   gli    impianti    di    produzione.
    L'argomentazione    degli    importatori   si   basa    inoltre   su   un'errata
    interpretazione   delle    conseguenze   dei  dazi    antidumping.    Nonostante
    l'applicazione   dei dazi, infatti, i consumatori comunitari             potranno
    sempre acquistare magnesite di origine cinese a prezzi competitivi.
    Quando, come avviene nel presente procedimento, il dazio è pari al
    margine di dumping, ma inferiore all'importo necessario per eliminare
    interamente   il   pregiudizio,    viene   annullato    unicamente    l'elemento
    sleale del vantaggio di prezzo degli esportatori. Dato che, inoltre,
    sul mercato    comunitario    operano  numerosi    altri   fornitori    di  paesi
    terzi,  secondo   la Commissione     non esiste    alcun   rischio di     carenza
    dell'offerta.
24. Gli esportatori cinesi hanno riaffermato che l'istituzione di misure
    inefficaci   era   contraria    all'interesse    della   comunità,    in   quanto
    l'applicazione   di   dazi   antidumping   sulle   importazioni    di  magnesite
    sinterizzata di origine cinese avrebbe provocato un netto incremento
    delle importazioni a basso prezzo dalla Corea del Nord. Come è stato
    affermato   nel   punto    41  del   regolamento    provvisorio,     qualora   le
    importazioni    dalla    Cina    fossero   sostituite     in   gran    parte   da
    importazioni presumibilmente oggetto di dumping dalla Corea del Nord,
    la Commissione prenderebbe in considerazione un'azione adeguata.
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25. Per detti motivi e per quelli esposti nei punti 40-43 del regolamento
    provvisorio, la Commissione conclude che nella fattispecie è necessario
    intervenire   per tutelare     l'interesse  della Comunità. Il Consiglio
    conferma dette risultanze e conclusioni.
                     J. RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO
26. Nella fattispecie, in considerazione della modifica della forma del
    dazio, il Consiglio non ritiene opportuno decidere la riscossione
    definitiva dei dazi antidumping provvisori.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                    Articolo 1
1. è istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
    magnesite   calcinata   a morte     (sinterizzata) di    cui  al codice NC
    2519 90 30,. originaria della Repubblica popolare cinese.
2. L'importo del dazio è pari alla differenza tra 133 ECU per tonnellata e
    il   prezzo    netto,    franco    frontiera    comunitaria,   prima   dello
    sdoganamento, qualora quest'ultimo sia inferiore.
3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.
                                    Articolo 2
Il  presente   regolamento    entra   in  vigore   il   giorno  successivo  alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente   regolamento    è   obbligatorio   in   tutti  i  suoi  elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                           Per il Consiglio
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                                                                     ISSN 0254-1505
                                                               COM(93)413def.
                                                            DOCUMENTI
IT                                                                         11 02
                                           N. di catalogo : CB-CO-93-452-IT-C
                                                             ISBN 92-77-59024-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo