CELEX: C2006/212/20
Language: it
Date: 2006-09-02 00:00:00
Title: Causa C-250/06: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil d'Etat (Belgio) il 6 giugno 2006 — United Pan-Europe Communications Belgium SA, Coditel Brabant SA, Société intercommunale pour la Diffusion de la Télévision Brutele Wolu TV ASBL/Etat belge

2.9.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 212/12
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil d'Etat (Belgio) il 6 giugno 2006 — United Pan-Europe Communications Belgium SA, Coditel Brabant SA, Société intercommunale pour la Diffusion de la Télévision Brutele Wolu TV ASBL/Etat belge
   (Causa C-250/06)
   (2006/C 212/20)
   Lingua processuale: il francese
   Giudice del rinvio
   Conseil d'Etat — Belgio
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrente: United Pan-Europe Communications Belgium SA, Coditel Brabant SA, Société intercommunale pour la Diffusion de la Télévision Brutele Wolu TV ASBL
   
      Convenuto: Etat belge
   Questioni pregiudiziali
   
               1)
            
            
               Se l'obbligo imposto ad un'impresa di distribuzione via cavo di programmi di teledistribuzione di distribuire taluni programmi determinati debba essere interpretato nel senso che esso conferisce agli autori di tali programmi un «diritto speciale» ai sensi dell'art. 86 [CE].
            
         
               2)
            
            
               Qualora la prima questione venga risolta in senso affermativo, se le regole indicate nella parte finale dell'art. 86, n. 1, CE (vale a dire «(…)le norme del presente Trattato, specialmente (…) quelle contemplate dagli articoli 12 e da 81 a 89 inclusi») debbano essere interpretate nel senso che agli Stati membri non è consentito imporre ad imprese di distribuzione via cavo di programmi di teledistribuzione di distribuire taluni programmi televisivi emessi da organismi di radiodiffusione privati, ma «facenti parte» (ai sensi della legge belga 30 marzo 1995 relativa alle reti di distribuzione di trasmissioni di radiodiffusione e all'esercizio di attività di radiodiffusione nella regione bilingue di Bruxelles-Capitale) di poteri pubblici determinati di tale Stato, con la conseguenza che il numero di programmi provenienti da altri Stati membri o non membri dell'Unione Europea, e di organismi che non fanno parte di tale poteri pubblici, è diminuito sino al numero di programmi imposti.
            
         
               3)
            
            
               Se l'art. 49 [CE] debba essere interpretato nel senso che vi è un ostacolo vietato alla libera prestazione di servizi a partire dal momento in cui una misura adottata da uno Stato membro, nella fattispecie l'obbligo di ritrasmettere programmi televisivi sulle reti di distribuzione via cavo, possa ostacolare direttamente o indirettamente, effettivamente o potenzialmente, la prestazione di servizi a partire da un altro Stato membro per i destinatari di tali servizi che si trovino nel primo Stato membro, cosa che avverrebbe qualora, a causa di tale misura, il fornitore di servizi si trovi in una posizione svantaggiosa nelle negoziazioni per l'accesso a queste medesime reti.
            
         
               4)
            
            
               Se l'art. 49 [CE] debba essere interpretato nel senso che vi è un ostacolo vietato perché una misura adottata dallo Stato membro, nella fattispecie l'obbligo di ritrasmettere programmi televisivi su reti di distribuzione via cavo, viene accordato, nella maggior parte dei casi, a causa del luogo di stabilimento dei beneficiari o di altri vincoli dei medesimi con tale Stato membro, solamente a imprese stabilite in tale Stato membro e sebbene non vi sia una giustificazione ad un tale ostacolo derivante da motivi imperativi di interesse generale nel rispetto del principio di proporzionalità.