CELEX: 51994PC0517
Language: it
Date: 1994-12-01
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che modifica le misure antidumping definitive relative alle importazioni nella Comunità di urea originaria dell' ex Unione Sovietica e che abroga le misure antidumping relative alle importazioni nella Comunità di urea originaria dell' ex Cecoslovacchia

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                                      C0M(94) 517 def.
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                                                                     Bruxelles, 01.12.1994
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                                                      Proposta di
           Ì "' '                        REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
   ite
                          che modifica le misure antidumping définitive relative alle importazioni
                          nella Comunità di urea orìginarìa dell'ex Unione Sovietica e che abroga
                              le misure antidumping relative alle importazioni nella Comunità
                                          di urea orìginarìa dell'ex Cecoslovacchia
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                                         (presentata dalla Commissione)
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 ---pagebreak---                                            RELAZIONE
 1)  Con il regolamento (CII1Z) n. 3339/871, il Consiglio ha accettato gli impegni assunti riguardo
     alle importazioni di urea dall'URSS e dalla Cecoslovacchia. Con la decisione della
     Commissione del 21 febbraio 1989 , sono stati confermati gli impegni accettati con il
     regolamento (CEE) n. 3339/87.
2)   Nel corso del 1992, le informazioni in possesso della Commissione indicavano che l'entità
     delle importazioni era molto superiore alle quantità indicate negli impegni. Pertanto la
    Commissione ha ritenuto giustificata l'apertura di un riesame delle misure ed ha pubblicato un
    avviso al riguardo nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee .
3)  Poiché la procedura di riesame era ancora in corso dopo la data di scadenza delle misure, la
    Commissione ha informato che, conformemente all'articolo 15, paragrafo 4 del regolamento
    (CEE) n. 2423/88 , le misure relative all'urea originaria dell'ex Unione Sovietica e dell'ex
    Cecoslovacchia resteranno in vigore dopo la fine del relativo periodo di cinque anni, in attesa
    del risultalo del riesame.
4)  1 paesi interessati dalla presente procedura di riesame sono le nuove repubbliche dell'ex
    Cecoslovacchia (cioè la Repubblica ceca e la Repubblica slovacca) e le repubbliche
    dell'Unione Sovietica in cui presumibilmente esistono impianti di produzione di urea, in
    particolare la Repubblica di Bielorussia, la Georgia, il Tagikistan e l'Uzbekistan, la
    Federazione russa (di seguito indicata come "Russia") e l'Ucraina.
5)  Si è riscontrato che la Georgia, il Tagikistan e l'Uzbekistan non avevano esportato urea verso
    la Comunità nel corso del periodo dell'inchiesta, e che la Bielorussia ne aveva esportato una
    quantità minima. Tali paesi sono stati esclusi pertanto dall'esame del dumping e del
    pregiudizio.
6)  I margini di dumping stabiliti per gli altri paesi interessati dal procedimento sono i seguenti:
            Repubblica ceca                  0,7%
            Repubblica slovacca              11,8%
            Russia                          28,2%
             Ucraina                        20,4%
    Nel caso della Repubblica ceca, il margine di dumping è stato ritenuto trascurabile ai fini del
    presente procedimento; pertanto anche questo paese è stato escluso dall'esame del
    pregiudizio.
    GUn. L 317 del 7. II. 1987, pag. I.
    GU n. L 52 del 24.2.1989, pag. 37.
    GU n. C 87 del 27.3.1993, pag. 7.
    GU n. C 47, del 15.2.1994, pag. 3.
    GUn. L209, del 2.8 1988, pag. I.
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7) L'inchiesta ha dimostrato che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale e, ai
   fini di determinare se esista un nesso causale tra detto pregiudizio e le importazioni in
   dumping dai paesi interessati, si è tenuto conto del volume delle importazioni provenienti da
   questi paesi.
8) E stato ritenuto opportuno tener conto degli effetti del dumping unicamente per le
   importazioni provenienti dalla Russia e, a questo proposito, è stata stabilita l'esistenza di un
   nesso causale tra le importazioni oggetto di dumping provenienti dalla Russia ed il
   pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria.
9) Si ritiene che, tra i paesi interessati, soltanto la Russia possa nuovamente causare pregiudizio
   in futuro; pertanto vengono proposte misure antidumping relative soltanto a questo paese.
   Tali misure si basano su un livello che eliminerebbe il pregiudizio subito dall'industria
   comunitaria (che è inferiore al margine di dumping rilevato) ed assumono la forma di un
   dazio variabile. Tale dazio corrisponderà alla differenza tra il reale prezzo CD7
   all'importazione, franco frontiera comunitaria, ed un prezzo minimo di 115 ECU per
   tonnellata.
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                                  pFftOLAMENTO (CFl DEI CONSIGLIO
                  che modifica le misure antidumping definitive relative alle importazioni
                  nella Comunità di urea originaria dell'ex Unione Sovietica e che abroga
                      le misure antidumping relative alle importazioni nella Comunità
                                   di urea originaria dell'ex Cecoslovacchia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'I 1 luglio 1988, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri dell'Unione
europea , e in particolare gli articoli 12, 14 e 15,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione nell'ambito del comitato
consultivo,
considerando quanto segue:
         GU n. L 209, del 2.8.1988, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE)
         n. 522/c^(GUn. L 66, del 10.3.1994, pag. 10).
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                                      A. PROCEDURA
                                            2
1) Con il regolamento (CEE) n. 3339/87 , il Consiglio ha accettato gli impegni assunti riguardo
   alle importazioni di urea dall'Unione Sovietica e dalla Cecoslovacchia.
2) Con la decisione della Commissione (89/143/CEE) del 21 febbraio 1989% sono stati
   confermati gli impegni accettati con il regolamento (CEE) n. 3339/87.
3) Nel corso del 1992, le informazioni in possesso della Commissione indicavano che l'entità
   delle importazioni dai suddetti paesi era molto superiore alle quantità indicate negli impegni.
   Pertanto la Commissione ha ritenuto giustificata l'apertura di un riesame delle misure ed ha
   pubblicato un avviso al riguardo nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
4) Poiché la procedura di riesame era ancora in corso oltre la scadenza del normale periodo di
   validità delle misure, la Commissione ha informato che, conformemente all'articolo 15,
   paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, le misure relative all'urea originaria dell'ex
   Unione Sovietica e dell'ex Cecoslovacchia resteranno in vigore dopo la fine del relativo
   periodo di cinque anni, in attesa del risultato del riesame.
   GUn. L3I7, del 7.11. 1987, pag. I.
   GU n. L 52, del 24.2.1989, pag. 37.
   GU n. C 87, del 27.3.1993, pag. 7.
   GUn. C 47, del 15.2.1994, pag. 3.
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5) I paesi interessati dalla presente procedura di riesame sono le nuove repubbliche dell'ex
   Cecoslovacchia (cioè la Repubblica ceca e la Repubblica slovacca) e le repubbliche dell'ex
   Unione Sovietica in cui presumibilmente esistono impianti di produzione di urea, e più
   precisamente le Repubbliche di Bielorussia, Georgia, Tagikistan e Uzbekistan, la Federazione
   russa (di seguito indicata come "Russia") e l'Ucraina.
6) La Commissione ha informato ufficialmente i produttori comunitari, gli esportatori e gli
   importatori notoriamente interessati e i rappresentanti dei paesi esportatori dell'apertura del
   procedimento, e ha dato alle parti direttamente interessate la possibilità di presentare
   osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
7) I rappresentanti della European Fertiliser Manufacturers Association (Associazione europea
   dei produttori di fertilizzanti - di seguito indicata come "EFMA") hanno ottenuto
   un'audizione ed hanno presentato osservazioni per iscritto.
8) 1 rappresentati della European Fertiliser Importers Association (Associazione europea degli
   importatori di fertilizzanti - di seguilo indicata come "EFIA") i cui membri importano urea
   dai paesi interessati, hanno ottenuto un'audizione ed hanno presentato le loro osservazioni
   per iscritto.
9) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini
   dell'inchiesta e ha visitato gli stabilimenti delle seguenti aziende:
 ---pagebreak--- a) Produttori comunitari:
          Hydro Agri GmbH, Brunsbuettel, Germania
          Stickstoffwerke AG, Wittenberg-Piesteritz, Germania
          Fertilizantes Enfersa, SA, Madrid, Spagna
          FESA Fertilizantes Espaììoles, SA, Madrid, Spagna
          Grande Paroisse SA, Parigi, Francia
          Irish Fertilizer Industry Ltd, Dublino, Irlanda
          Enichem Agricoltura, SpA, Milano, Italia
          DSM Meststoffen BV, Sittard, Paesi Bassi
          Kemira BV, Rotterdam, Paesi Bassi
b) Produttore/esportatore nella Repubblica ceca:
          Chemopetrol s.p., Litvinov
e) Produttori/esportatori nella Repubblica slovacca:
          Duslo s.p., Sala (produttore/esportatore)
          Petrimex Foreign Tracie Company Ltd, Bratislava (esportatore ed ex detentore del
          monopolio delle esportazioni cecoslovacche)
d) Importatori nella Comunità:
          Interore SA, Bruxelles, Belgio
          Unifert SA, Bruxelles, Belgio
          Champagne Fertilisants SA, Reims, Francia.
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10) La Commissione ha ricevuto e utilizzato le informazioni fornite da altri quattro produttori
    comunitari che avevano risposto al questionario.
11) Per quanto riguarda i produttori in Bielorussia, Georgia, Russia, Tagikistan, Ucraina e
    Uzbekistan, le infoi inazioni fornite indicano l'esistenza di un totale di 24 impianti che
    notoriamente o presumibilmente producono urea in questi paesi. 1 questionari informativi
    sono stati inviali a lutti questi produttori; tuttavia soltanto tre di essi hanno risposto. Due di
    questi tre produttori hanno sede in Russia ed hanno affermato di non avere esportato urea
    verso la Comunità nel corso del periodo d'inchiesta. Il terzo, unico produttore di fertilizzanti
    nolo in Georgia, ha allarmato di avere interrotto la produzione di urea da alcuni anni.
12) L'inchiesta riguardava il periodo dal 1° gennaio 1992 a! 31 dicembre 1992 (il "periodo
    d'inchiesta").
13) Tulle le parti interessate sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai
    quali si intendeva raccomandare l'imposizione di dazi definitivi. Inoltre è stato concesso un
    periodo entro il quale le parli interessate potevano presentare le loro osservazioni in seguito
    alla comunicazione delle suddette informazioni.
14) Alcune parti interessate hanno affermato di non aver ricevuto da parte della Commissione
    informazioni sufficientemente dettagliate relative al calcolo dei margini di dumping e al livello
    necessario per l'eliminazione del pregiudizio, e che questo poteva influire sulla loro capacità
    di difendere i propri interessi.
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15) Per quanto riguarda la pubblicazione di informazioni, sono stati comunicati agli esportatori i
    dettagli relativi al calcolo dei livelli individuali di dumping e alla determinazione dei livelli di
    eliminazione del pregiudizio. I produttori comunitari sono stati messi al corrente dei dettagli
    relativi ai prezzi medi di vendita dei produttori comunitari, alle sottoquotazioni, ai livelli di
    profitto, e alla determinazione dei livelli necessari per l'eliminazione del pregiudizio; gli
    importatori sono stali informati di tutti gli aspetti dell'inchiesta e dei motivi in base ai quali si
    intendeva raccomandare l'imposizione dei dazi definitivi.
    Pertanto, la Commissione ritiene che ognuna delle parti interessate abbia ricevuto,
    conformemente all'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 2423/88, tutte le informazioni
    disponibili necessarie e pertinenti alla protezione degli interessi e alla difesa delle parti
    interessate.
                                  B. PRODOTTO IN ESAME
                                    1. Descrizione del prodotto
16) Il prodotto in esame è l'urea, prodotto derivato dall'ammoniaca, a sua volta prodotta
    principalmente dal gas naturale, benché possa derivare anche dai prodotti di scarto della
    raffinazione del petrolio. L'urea in forma solida si presenta in piccoli "granuli"* (a superficie
    ruvida), oppure sotto forma di piccoli "prill" (granuli a superficie liscia). L'urea solida può
    essere mescolata con acqua per ottenere urea "liquida".
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17) L'urea in granuli e in prill può venire utilizzata a scopi agricoli e industriali:
            l'urea a granulazione agricola può venire utilizzata sia come fertilizzante da spargere
            sul terreno che come integratore per l'alimentazione animale;
            l'urea a granulazione industriale (o "tecnica") è una materia prima per alcune colle e
            plastiche.
    L'urea liquida può essere utilizzata sia come fertilizzante che a scopi industriali. Benché l'urea
    sia presente sotto le diverse forme sopra citate, le sue proprietà chimiche rimangono
    essenzialmente le stesse; agli scopi del presente procedimento può essere considerato
    pertanto un unico prodotto.
                                         2. Prodotto simile
18) Si è constatato che l'urea prodotta e venduta dall'industria comunitaria sul mercato
    comunitario è un prodotto simile, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE)
    n. 2423/88, all'urea prodotta dai paesi interessati dal presente procedimento, e che le
    caratteristiche fisiche e tecniche di base dei due prodotti sono analoghe.
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                               C. INDUSTRIA COMUNITARIA
19) L'inchiesta ha dimostrato che i produttori che hanno collaborato con l'inchiesta
    rappresentavano l'intera produzione comunitaria di urea e possono pertanto essere
    considerati l'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento (CEE)
    n. 2423/88.
                                         D. DUMPING
                             1. Repubblica ceca e Repubblica slovacca
                                           a) Generalità
20) In seguito alla divisione della Cecoslovacchia in Repubblica ceca e Repubblica slovacca
    all'inizio del 1993, attualmente esiste un'azienda di produzione di urea sul territorio di
    ciascuno dei due paesi.
21) Dal 1° marzo 1992 la Cecoslovacchia e, in seguito, la Repubblica ceca e la Repubblica
    slovacca, sono stati considerati paesi ad economia di mercato. Pertanto il valore normale è
    stato determinato utilizzando i dati relativi ai prezzi di vendita sul mercato interno ed ai costi
    di produzione di ciascun produttore. E necessario ricordare che nel corso del periodo
    dell'inchiesta, la Cecoslovacchia non era ancora stata divisa in due paesi indipendenti;
    pertanto ogni riferimento ai prezzi di vendita sul mercato interno della Repubblica ceca o
    della Repubblica slovacca nel presente regolamento è riferito ai prezzi di vendita nell'ex
    Cecoslovacchia.
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22) Poiché durante il periodo dell'inchiesta i due paesi si trovavano in fase di transizione tra
    economia a pianificazione centrale ed economia di mercato, è stata considerata con
    particolare attenzione l'ipotesi che i prezzi ed i costi dei produttori fossero ancora influenzati
    dall'esistenza dei legami storici fra società di proprietà statale. Tali legami potrebbero avere
    determinato prezzi e costi non presi in considerazione nel corso delle normali operazioni
    commerciali; si sarebbe reso necessario pertanto un adeguamento del valore normale.
    Tuttavia, nel caso in esame, dopo l'analisi dei dati contabili dei produttori tale procedimento
    non è risultato necessario.
23) Storicamente, le due aziende di produzione hanno sempre tenuto la propria documentazione
    contabile ed hanno organizzato le proprie vendite di urea sul mercato interno. Per quanto
    riguarda le vendite all'esportazione, anche nel periodo precedente alla divisione della
    Cecoslovacchia in due repubbliche, le due aziende di produzione sono sempre state a
    conoscenza della destinazione finale della loro merce. È pertanto possibile determinare i
    prezzi sul mercato interno in Cecoslovacchia ed i prezzi all'esportazione per ciascun
    produttore separatamente.
                                         b) Valore normale
24) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88, il valore
    normale è stato determinato sulla base del prezzo realmente pagato nel corso delle normali
    operazioni commerciali per le vendite sul mercato interno del prodotto simile; il volume di
    tali vendite è sufficiente per consentire un confronto corretto. Per determinare la redditività
    delle vendite, sono stati analizzati i costi di produzione forniti.
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    Per prima cosa è stato necessario determinare l'affidabilità dei dati e la loro conformità agli
    standard contabili. L'esame dei documenti contabili dei produttori cechi e slovacchi ha
    dimostrato che i costi erano stati registrati in base ai centri di costo e che, in particolare, era
    stato preso in considerazione l'ammortamento nonché i costi finanziari. Per quanto riguarda
    gli acquisti di materie prime, si è rilevato che il produttore slovacco aveva acquistato il gas
    dalla Russia a prezzi di libero mercato. Il produttore ceco non ha utilizzato il gas naturale
    come materia prima, bensì l'urea proveniente dai prodotti di scarto della raffinazione del
    petrolio.
25) Si è stabilito che i prezzi di vendita sul mercato interno erano remunerativi. Pertanto, il valore
    normale è stato calcolato sulla base della media ponderata dei prezzi netti di vendita sul
    mercato interno di ciascun produttore di urea ad uso agricolo ed industriale sotto forma di
    prill venduta nel corso di normali operazioni commerciali durante il 1992.
                                      e) Prezzi all'esportazione
26) Nel caso di vendite dirette da parte dei produttori cechi e slovacchi ad acquirenti nella
    Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi pagati o
    pagabili al produttore interessato.
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27) Oltre alle vendite dirette, nel periodo dell'inchiesta entrambi i produttori hanno effettuato
    esportazioni verso la Comunità tramite la società cecoslovacca che in passato deteneva il
    monopolio delle esportazioni, la Petrimex Foreign Trad Company Ltd (di seguito indicata
    come "Petrimex"). In questo caso, il prezzo netto di vendita dell'urea praticato dalle aziende
    produttrici alla Petrimex è stato considerato come prezzo all'esportazione ai sensi dell'articolo
    2, paragrafo 8, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88, in considerazione del fatto che
    la destinazione dei beni era nota ai produttori al momento della consegna della merce e che il
    valore normale è stato determinato ad un livello corrispondente.
                                           d) Confronto
28) In base all'articolo 2, paragrafo IO, lettera e) del regolamento (CEE) n .2423/88, il valore
    normale ed il prezzo all'esportazione sono stati adeguati, dove necessario, per tener conto
    delle spese commerciali direttamente collegate, per poterli confrontare allo stesso livello. I
    suddetti adeguamenti riguardavano i costi di trasporto e di imballaggio e le commissioni.
29) Il valore normale (franco fabbrica) ed il prezzo all'esportazione (franco fabbrica) sono stati
    confrontati in base alle singole transazioni.
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                                     e) Margini di dumping
30) I margini di dumping, espressi in percentuale sul prezzo CIF, franco frontiera comunitaria,
    sono i seguenti:
    - Repubblica ceca:             Duslo s.p.             0,7%
    - Repubblica slovacca:Chemopetrol s.p.         11,8%
       2. Repubbliche di Bielorussia, Georgia, Russia, Tagikistan, Ucraina e Uzbekistan
                                           a) Generalità
                                          i
31) A causa della mancata collaborazione della maggior parte dei produttori/esportatori in
    Bielorussia, Georgia, Russia, Tagikistan, Ucraina e Uzbekistan, ai sensi dell'articolo 7,
    paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88 l'esame del dumping è stato
    condotto in base ai dati disponibili.
32) A questo scopo, è stata presa in considerazione l'ipotesi di utilizzare i dati Eurostat al fine di
    determinare il prezzo all'esportazione per tali paesi. Tuttavia, a causa del fatto che
    precedentemente al gennaio 1992 esisteva un solo codice nella nomenclatura Eurostat per
    l'Unione Sovietica (comprendenti i tre Stati baltici di Estonia, Lettonia e Lituania), tale
    metodo non è risultato adeguato. A partire dal gennaio 1992, sono stati istituiti codici distinti
    per i tre Stati baltici, mentre le altre repubbliche dell'ex Unione Sovietica erano ancora
    raggruppate in un unico codice.
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    Solo a metà del 1992 sono stati istituiti codici statistici distinti sulle importazioni dalla
    Bielorussia, dalla Georgia, dalla Russia, dal Tagikistan, dall'Ucraina e dall'Uzbekistan. I dati
    Eurostat relativi alla seconda metà del 1992 indicano che non sono state effettuate
    importazioni nella Comunità dalla Bielorussia, dalla Georgia, dal Tagikistan e dall'Uzbekistan
    (ad eccezione di una quantità trascurabile, pari a 119 t, dalla Bielorussia).
33) Nel corso dell'inchiesta, i produttori e gli importatori comunitari hanno segnalato altresì che
    la maggior parte dell'urea esportata dall'ex Unione Sovietica era di origine russa. Inoltre, il
    ministro degli Affari esteri dell'Uzbekistan ha informato la Commissione che non erano state
    effettuate esportazioni di urea verso la Comunità nel corso del 1992 dai produttori uzbeki.
    Per quanto riguarda la Georgia, come già indicato, il solo produttore noto di urea in questo
    paese ha affermato di avere interrotto la produzione di urea da alcuni anni.
34) Per questi motivi e ai fini del presente procedimento di riesame, si è concluso che le
    importazioni di urea che rientrano nel codice di nomenclatura Eurostat "URSS", effettuate
    durante la prima metà del 1992, non debbano essere attribuite alla Bielorussia, alla Georgia,
    al Tagikistan o all'Uzbekistan. Di conseguenza, i suddetti quattro paesi sono esclusi
    dall'esame del dumping.
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35) Per quanto riguarda la determinazione di volumi d'importazione separati per la Russia e
    l'Ucraina, il tasso delle importazioni riscontrato per ciascuno dei due paesi nel corso della
    seconda metà del 1992 è stato applicato anche al calcolo del volume delle importazioni
    "URSS" durante la prima parte del 1992. Lo stesso livello dei volumi di importazioni
    riscontrato per la Russia e l'Ucraina nel 1992 è stato utilizzato per determinare i volumi
    d'importazione separati per gli anni precedenti.
                              b) Valore normale (Russia e Ucraina)
                                 - scelta del paese di riferimento
36) Per poter determinare il valore normale dell'urea prodotta in Russia e Ucraina, è stato tenuto
    conto del fatto che questi paesi non sono retti da un'economia di mercato. Pertanto, ai sensi
    dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la determinazione del valore
    normale è stata basata sulle condizioni esistenti in un paese ad economia di mercato (il paese
    "di riferimento").
37) Per quanto riguarda la scelta del paese di riferimento, l'EFMA aveva proposto l'Australia.
    L'EFIA ha mosso obiezioni all'uso di un paese di riferimento ed ha proposto di prendere
    come base i costi effettivi sostenuti nei paesi interessati dal procedimento.
38) In mancanza di alternative valide, sono stati presi contatti con l'unico produttore australiano
    di urea che ha acconsentito a collaborare con l'inchiesta. In una fase successiva del
    procedimento, PEFIA ha segnalato il Canada come paese di riferimento maggiormente idoneo
    ai fini del procedimento ed ha fornito i dati relativi alle produzioni di urea in questo paese.
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    Poiché tale segnalazione è pervenuta in ritardo, al fine di non prolungare indebitamente la
    durala dell'inchiesta, si è deciso di procedere utilizzando provvisoriamente i dati relativi
    all'Australia.
39) Tuttavia, l'Australia si è rivelata non essere il paese di riferimento più adatto, vista la sua
    posizione isolata rispetto ai mercati mondiali e il fatto che i prezzi delle vendite sul mercato
    interno sono più elevati dei prezzi europei.
40) Poiché la Repubblica slovacca era già stata oggetto di inchiesta ed i dati forniti dal produttore
    di questo paese erano stati verificati, si è presa in considerazione l'ipotesi di utilizzare questo
    paese come paese di riferimento.
41) L'inchiesta ha dimostrato che il processo di produzione dell'azienda slovacca era basato sul
    gas naturale, come per i produttori russo e ucraino. Inoltre, il produttore slovacco acquistava
    il gas dalla Russia a prezzi di libero mercato. In considerazione del fatto che i prezzi di
    vendita del produttore slovacco riflettevano il costo reale di produzione in condizioni di
    economia di mercato, e che esisteva un mercato interno rilevante, la Repubblica slovacca è
    stata considerata un paese di riferimento appropriato al fine della determinazione del valore
    normale per la Russia e l'Ucraina.
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42) Alcune parti interessate hanno sollevato obiezioni in merito a questa conclusione sostenendo
    che la scelta della Slovacchia non è corretta visto il volume ridotto della produzione di questo
    paese confrontato con quello dell'URSS. Dette parti hanno affermato che i costi di
    produzione non sono comparabili a causa dell'acquisto di gas russo da parte della Slovacchia.
    L'inchiesta ha dimostrato, tuttavia, che nonostante la grande capacità di produzione della
    Russia, il livello delle esportazioni da questo paese verso la Comunità è molto simile al livello
    della produzione slovacca. Inoltre, l'unico produttore slovacco acquistava dalla Russia la
    materia prima essenziale - gas naturale - a prezzi di libero mercato. Pertanto risultano
    rispettati i requisiti necessari per determinare il valore normale in condizioni di economia di
    mercato.
    In seguito alla comunicazione a tutte le parti interessate delle informazioni riguardanti i
    principali fatti e considerazioni in base ai quali si intendeva proporre le misure, le autorità
    russe, pur riconoscendo l'esistenza di alcune analogie tra il loro processo di produzione di
    urea e quello del produttore slovacco, hanno suggerito di utilizzare il Canada come paese di
    riferimento in questo caso particolare. Tale richiesta è giunta molto tardi nel corso del
    procedimento, nonostante l'invito a presentare le osservazioni relative alla scelta del paese di
    riferimento contenuto nell'avviso di apertura del procedimento. Pertanto, la Repubblica
    slovacca è tuttora considerata un paese di riferimento appropriato per i motivi di cui sopra.
                          e) Valaore normale (Russia e Ucraina) - calcolo
43) Come già indicato al punto 25) del presente regolamento, il prezzo netto di vendita sul
    mercato interno per il 1992, calcolato in base alla media ponderata, dell'urea ad uso agricolo
    e industriale, in forma di prill, prodotta nella Repubblica slovacca è risultato globalmente
    remunerativo se confrontato con i dati sui costi di produzione. Pertanto, ai sensi dell'articolo
    2, paragrafo 5, lettera a) comma i) del regolamento (CEE) n. 2423/88, il valore normale per
    la Russia e l'Ucraina è stalo calcolato in base ai prezzi di vendita franco fabbrica del
    produttore slovacco sul mercato inlerno cecoslovacco nel corso del periodo dell'inchiesta.
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                                       d) Prezzi all'esportazione
44) Per la determinazione del prezzo all'esportazione, il ministero delle Relazioni economiche
    esterne della Federazione russa ha osservato che il calcolo dovrebbe venire effettuato
    separatamente per ciascuno dei due codici della nomenclatura combinata in base ai quali
    viene importata l'urea di produzione russa. Inoltre, l'EFIA ha osservato che il confronto dei
    prezzi tra l'urea prodotta in Russa e quella prodotta nella Comunità dovrebbe venire
    effettuato separatamente per la forma agricola e industriale del prodotto.
45) Nel presente contesto, tutte le forme di urea sono state considerate un unico prodotto (cfr.
    precedente punto 17), ed è necessario ricordare che non sono state fornite informazioni
    relative alle esportazioni russe o ucraine da parte dei produttori/esportatori di questi paesi.
    Inoltre, gli importatori di urea che hanno collaborato con l'inchiesta e che acquistavano il
    prodotto direttamente dai paesi interessati rappresentavano soltanto l'I,5% delle importazioni
    totali di urea dalla Russia e dall'Ucraina nel corso del periodo d'inchiesta.
    In base a quanto sopra, e ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento
    (CEE) n. 2423/88, i prezzi all'esportazione sono stati calcolati in base ai dati disponibili. Sono
    stati utilizzati i dati Eurostat, che comprendono tutte le forme e le granulazioni di urea e sono
    ritenuti i più affidabili tra i dati a disposizione, per la determinazione dei prezzi
    all'esportazione.
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46) Ai fini della determinazione dei prezzi all'esportazione, si è ritenuto opportuno prendere come
    base i valori CIF all'importazione in base alle statistiche Eurostat per i codici della
    nomenclatura combinata in esame e adeguarli ai prezzi franco frontiera in Russia e Ucraina.
    Alcune parti interessate hanno contestato tale metodo ed hanno osservato che sarebbe stato
    più accurato calcolare i prezzi a livello franco fabbrica in Russia e Ucraina. Tale proposta non
    ha potuto essere accettata dato che, in paesi non retti da un'economia di mercato, l'ubicazione
    degli stabilimenti di produzione industriale (quali quelli per l'urea) non è determinata in base a
    considerazioni proprie di un'economia di libero mercato, quali l'accesso alle infrastrutture di
    trasporto, la vicinanza alle fonti di materie prime o ai mercati di utilizzazione, ecc.. Inoltre, in
    questo tipo di economia i costi, compresi i costi di trasporto, non sono governati da forze di
    mercato. Pertanto si è ritenuto opportuno calcolare i prezzi all'esportazione a livello franco
    frontiera.
                                           e) Confronto
47) 11 valore normale per la Repubblica slovacca è stato confrontato con il prezzo all'esportazione
    determinato per la Russia e l'Ucraina come descritto al punto 46. Allo scopo di garantire un
    confronto corretto, la Commissione per prima cosa ha condotto una ricerca per identificare
    eventuali differenze fisiche o tecniche tra il prodotto slovacco e l'urea prodotta in Russa e
    Ucraina. Non essendo stata riscontrata alcuna differenza, non si sono resi necessari
    adeguamenti del valore normale o dei prezzi all'esportazione.
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48) E stalo richiesto alla Commissione di valutare se fosse necessario un adeguamento del valore
    normale per tener conto della differenza tra il prezzo pagato per il gas russo da parte del
    produttore di urea della Repubblica slovacca ed il prezzo pagato per lo stesso gas da parte
    dei produttori di urea in Russia e Ucraina. A questo scopo, è stato rilevato che il produttore
    slovacco aveva pagato il prezzo di libero mercato per il gas russo, mentre è probabile che i
    produttori russi e ucraini abbiano pagato un importo considerevolmente inferiore.
49) Tuttavia, per procedere ad un confronto corretto tra il valore normale nella Repubblica
    slovacca e i prezzi all'esportazione in Russia e Ucraina, ogni differenza è stata ritenuta
    trascurabile dal momento che questi due ultimi paesi non sono stati considerati paesi ad
    economia di mercato durante il periodo dell'inchiesta, e che i costi da essi sostenuti per le
    materie prime non erano soggetli ad un'economia di mercato. Pertanto non sono stati
    effettuati adeguamenti per tener conto delle differenze nei costi delle materie prime.
50) E stato preso in considerazione un possibile adeguamento del valore normale per tener conto
    dei costi sostenuti per il trasporto di gas dalla Russia alla Repubblica slovacca per mezzo di
    gasdotti. Tale adeguamento non è stato ritenuto necessario, dal momento che la maggior
    parte dei produttori di urea in Russia e Ucraina sono situati a distanze considerevoli dai
    campi di gas naturale. Ne consegue che, qualora i costi in questi due paesi fossero governati
    da forze di mercato, i produttori di urea russi e ucraini avrebbero dovuto sostenere costi per
    l'invio del gas agli stabilimenti di produzione, al pari del produttore slovacco.
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51) Il valore normale e i prezzi all'esportazione sono stati comunque adeguati per tener conto di
    alcune spese di vendita elencate nell'articolo 2, paragrafo 10, lettera e) del regolamento
    (CEE) n. 2423/88. Tali adeguamenti sono stati effettuati, se del caso, per i costi di trasporto
    e di assicurazione.
52) In particolare, i valori CIF delle importazioni ricavati dalle statistiche Eurostat sono stati
    adeguati al prezzo franco frontiera del prodotto russo e ucraino. Il calcolo è stato effettuato
    deducendo un determinato importo per i costi di assicurazione e nolo desunti in base ai dati
    forniti dagli importatori che hanno collaborato.
53) Si è quindi proceduto ad un confronto, allo stesso livello commerciale, tra il valore normale
    (franco fabbrica) nella Repubblica slovacca e i prezzi all'esportazione (franco frontiera) per la
    Russia e l'Ucraina rispettivamente.
                                      f) Margini di dumping
54) I margini di dumping, espressi in percentuale sui prezzi CIF, franco frontiera comunitaria,
    sono i seguenti:
    -Russia         28,2%
    -Ucraina        20,4%
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                                       E. PREGIUDIZIO
                                  1. Considerazioni preliminari
55) La Commissione ha determinato che, nel corso del periodo d'inchiesta, il produttore situato
    nella Repubblica ceca effettuava esportazioni in dumping ad un livello pari a 0,7%. Tale
    margine di dumping è stato ritenuto trascurabile agli scopi del presente procedimento.
    Pertanto non si è reso necessario esaminare le importazioni del prodotto originario della
    Repubblica ceca in merito al pregiudizio causato all'industria comunitaria.
56) Per quanto riguarda le Repubbliche di Bielorussia, Georgia, Tagikistan e Uzbekistan, si
    ricorda che questi quattro paesi sono stati esclusi dall'esame del dumping in base al fatto che
    le esportazioni verso la Comunità da questi paesi erano nulle o trascurabili. Pertanto tali paesi
    devono essere esclusi altresì dall'esame del pregiudizio nel presente procedimento.
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               2. Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping
                                        a) Consumo comunitario
57)  Per calcolare il consumo comunitario totale dell'urea in tutte le sue forme (agricola,
     industriale, in prill, in granuli, in forma liquida, ecc.), la Commissione ha sommato le vendite
     totali di urea dei produttori comunitari al totale delle importazioni nella Comunità di ogni tipo
     di urea da altre fonti. Su questa base, è risultato che il consumo comunitario di urea è
     diminuito del 2,7% tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta.
                                          b) Ex Cecoslovacchia
(58) Sulla base delle informazioni fornite da Eurostat, la Commissione ha constatato che le
     importazioni dichiarate di origine cecoslovacca apparentemente erano rimaste ferme a
      134 9301 nel corso del periodo dell'inchiesta. Tuttavia, le inchieste condotte dalla
     Commissione presso gli stabilimenti del produttore ceco e del produttore slovacco hanno
     dimostrato che essi avevano esportato un totale di 84 5041 verso la Comunità. Le
     informazioni fornite da due fonti diverse dimostrano che la differenza di 50 426 t corrisponde
     ad un quantitativo di urea di origine ucraina trasportata attraverso la Cecoslovacchia da
     nuove imprese commerciali, alla quale era stata erroneamente attribuita origine cecoslovacca
     al momento dell'importazione nella Comunità. Un caso simile si è avuto nel 1991 per un
     quantitativo di circa 14 000 t.
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59) Pertanto, ai fini del calcolo del volume delle importazioni oggetto di dumping e delle quote di
    mercato, la Commissione ha considerato la differenza nei quantitativi di cui sopra come urea
    di origine ucraina ed ha imputato tali quantitativi ai dazi relativi alle importazioni dall'Ucraina.
    Le autorità ucraine sono state avvisate di queste risultanze e non hanno sollevato obiezioni. I
    dati relativi alle esportazioni del produttore ceco e del produttore slovacco riflettono pertanto
    il livello reale delle loro esportazioni verso la Comunità.
                                       e) Repubblica slovacca
60) Si è riscontrato che il dumping nelle importazioni di urea di origine slovacca è aumentato del
    77% tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta. Tuttavia, la quota di mercato di tali importazioni è
    passata dallo 0,3% nel 1989 allo 0,5% nel corso del periodo dell'inchiesta. Essendo tale quota
    trascurabile, si è ritenuto che non ci siano motivi sufficienti per cumulare le importazioni
    originarie della Repubblica slovacca. Ne consegue che non è necessario esaminare l'eventuale
    pregiudizio causato dalle importazioni provenienti dalla Repubblica slovacca.
                                              d) Ucraina
61) L'inchiesta ha dimostrato che il dumping nelle importazioni del prodotto di origine ucraina è
    aumentato tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta, con un conseguente aumento della quota di
    mercato dallo 0,2% all'1,7%. Vista la quota trascurabile all'interno del mercato comunitario,
    si è ritenuto che non ci siano motivi sufficienti per cumulare le importazioni di origine
    ucraina. Come per la Repubblica slovacca, non è stato ritenuto necessario esaminare
    l'eventuale pregiudizio causato all'industria comunitaria interessata.
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                                            e) Russia
62) L'inchiesta ha dimostrato che le importazioni oggetto di dumping di urea di origine russa
    sono aumentate, passando da 39 873 t nel 1989 a 117 7061 nel corso del periodo
    dell'inchiesta, un aumento pari al 195%. Detto quantitativo è molto superiore a quello
    concordato negli impegni assunti nel 1987; tuttavia è necessario ricordare che in seguito allo
    scioglimento dell'Unione Sovietica, non esiste più un monopolio delle esportazioni e, di fatto,
    è diventato praticamente impossibile rispettare gli impegni. Alcuni produttori russi hanno
    cominciato ad esportare direttamente nella Comunità senza l'intervento del gestore
    monopolista, e questa mancanza di un elemento di controllo ha condotto ai grandi flussi di
    importazioni verificatisi nel corso del periodo dell'inchiesta. Si è riscontrato che la quota di
    mercato delle importazioni in dumping provenienti dalla Russia è passata dallo 0,9% nel 1989
    al 2,6% durante il periodo dell'inchiesta.
                        3. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
63) Per le importazioni di urea dalla Russia, il prezzo CIF medio ponderato alla frontiera
    comunitaria dopo il pagamento del dazio è stato confrontato con il prezzo medio ponderato
    di vendita nella Comunità allo stadio franco fabbrica dei produttori comunitari. Tutti i prezzi
    sono stati confrontati allo stesso livello commerciale escludendo ogni sconto e abbuono. Il
    prezzo a dazio corrisposto è stato calcolato sommando al prezzo Eurostat all'importazione il
    dazio doganale a un tasso del 10,6% (risultante da una media ponderata - basata sul volume -
    dei due tassi di dazio doganale dell'I 1% e dell'8% applicabili alle importazioni di urea in base
    ai diversi codici NC).
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64) Tuttavia, nel corso di questo confronto, la Commissione ha riscontrato una differenza tra il
    prezzo dell'urea prodotta nella Comunità e l'urea prodotta nell'Unione Sovietica, differenza
    determinala dalla qualità inferiore e dallo stadio di lavorazione prodotto importato. La
    tendenza del prodotto a deteriorarsi durante il trasporto, unita al fatto che gli importatori non
    riescono a garantire la fornitura con la stessa certezza dei produttori comunitari, consentono
    ovviamente di praticare prezzi inferiori. Pur essendo difficile valutare tali differenze in termini
    monetari, si è concluso che una differenza esiste e che è pertanto opportuno un adeguamento
    del 10% del valore.
65) Pur ammettendo che il prodotto comunitario richiede un prezzo più elevato, l'EFMA ha
    affermato che il livello dell'adeguamento era eccessivo, e che mancavano concreti elementi di
    prova a sostegno di tale decisione.
    Anche l'EFIA ha contestato il livello dell'adeguamento ritenendolo insufficiente vista la
    qualità significativamente inferiore del prodotto russo al momento della consegna agli
    utilizzatori finali nella Comunità. L'EFIA ha affermato che questo livello di qualità inferiore
    deve essere compensato da prezzi più bassi.
66) Visto il carattere contradditorio e non decisivo delle informazioni ricevute dalla
    Commissione, un adeguamento pari al 10% è stato ritenuto congruo ed appropriato in base
    alle informazioni disponibili. Tale livello inoltre si colloca a metà tra quello proposto dai
    produttori comunitari e l'adeguamento richiesto dall'EFIA.
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67) Applicando tali adeguamenti, il livello di sottoquotazione dei prezzi dei produttori comunitari
    è risultato pari al 10% circa per l'urea di origine russa.
                             4. Situazione dell'industria comunitaria
             a) Produzione, capacità produttiva, utilizzazione degli impianti e scorte
68) È stato rilevato che la produzione di urea dei produttori comunitari è aumentata dell'1,4% tra
    il 1989 e il periodo dell'inchiesta. Va sottolineato che la produzione e la vendita di uno dei
    produttori comunitari (Stickstoffwerke AG.) con sede nell'ex Repubblica democratica
    tedesca, sono state incluse nei dati relativi alla produzione comunitaria a partire dal 1989.
69) La capacità produttiva dei produttori comunitari è diminuita dell'1,6% tra il 1989 e il periodo
    dell'inchiesta. Parallelamente a questa lieve fluttuazione nella produzione, il grado di
    utilizzazione degli impianti è aumentato leggermente, passando dal 75% nel 1989 al 77%
    durante il periodo dell'inchiesta.
70) L'inchiesta ha dimostrato altresì che le scorte di urea dei produttori comunitari sono
    aumentate dell'8,7% tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta.
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                                   b) Vendite e quote di mercato
71) Le vendite dei produttori interessati sul mercato comunitario sono diminuite dell'1,7% tra il
     1989 e il periodo dell'inchiesta. La quota di mercato dei produttori comunitari presenta
    invece un aumento dal 77,5% nel 1989 al 78,5% durante il periodo dell'inchiesta. Tuttavia,
    tale aumento è coinciso con un calo delle importazioni da paesi terzi non interessati dal
    presente procedimento.
                               e) Prezzi di vendita, profitto e perdite
72) I prezzi medi di vendita dei produttori comunitari sono scesi del 10% tra il 1989 e il periodo
    dell'inchiesta. Per quanto riguarda il profitto, l'inchiesta ha dimostrato che la posizione
    dell'industria comunitaria è peggiorata tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta e le perdite,
    calcolate in base alla media ponderata, sono aumentate dal 3,7% al 6%.
73) La maggior parte dei produttori comunitari ha affermato che è necessario un profitto minimo
    del 10-15% al netto delle imposte, per poter rimanere competitivi. Essi però non hanno
    sostanziato tale affermazione e, dato che l'urea è un prodotto noto, questa cifra è stata
    ritenuta troppo elevata. La Commissione, tenuto conto del calo della domanda di urea, della
    necessità di finanziare ulteriori investimenti per gli stabilimenti di produzione, e del profitto
    ritenuto congruo nella prima inchiesta antidumping relativa a questo prodotto, ritiene che, ai
    fini del presente procedimento ci si debba basare per la valutazione delle perdite su un livello
    di profitto, al netto delle imposte, pari al 5%.
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                                           d) Occupazione
74) L'inchiesta ha dimostrato che il numero di posti di lavoro dell'industria comunitaria nel settore
    della produzione di urea è diminuito dell'8% tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta.
                               5) Conclusioni relative al pregiudizio
75) Tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta erano in vigore misure antidumping sotto forma di
    impegni quantitativi. Tuttavia, nonostante queste misure, la situazione dei produttori
    comunitari è peggiorata. Benché numerosi indicatori economici di pregiudizio siano rimasti
    praticamente immutati, il calo dei prezzi, l'aumento del livello delle scorte e la perdita di posti
    di lavoro sono particolarmente rilevanti. È altresì evidente che la domanda comunitaria di
    urea è in fase di lieve contrazione a partire dal 1989, e che per mantenere i livelli di
    produzione e le quote di mercato i produttori comunitari si sono visti costretti ad abbassare i
    prezzi a livelli che causano perdite ancora maggiori di quelle avute nel 1989.
76) Visto quanto sopra, si è concluso che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio
    sostanziale ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
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                                F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
                        I. Effetto delle importazioni oggetto di dumping
77) Nell'esaminare il pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria e il nesso di
    causalità di questo con le importazioni oggetto di dumping, si è riscontrato, come indicato al
    punto 62, che la quota di mercato dei produttori russi è passata dallo 0,9% nel 1989 al 2,6%
    nel corso del periodo dell'inchiesta.
78) Le vendite dei produttori comunitari sono diminuite di 63 7001 tra il 1989 e il periodo
    dell'inchiesta, mentre il volume delle importazioni dalla Russia è aumentato di 77 833 t. Come
    indicato ai punti seguenti, si è riscontrato inoltre un calo delle importazioni prevenienti da
    altri paesi terzi pari a 263 802 t (con l'esclusione della Repubblica ceca, della Repubblica
    slovacca e dell'Ucraina). Si è ritenuto pertanto che le perdite nelle vendite subite dai
    produttori comunitari possono essere attribuite alle importazioni oggetto di dumping
    provenienti dalla Russia.
79) Per quanto riguarda i prezzi e la redditività, il prezzo medio di vendita per tonnellata dei
    produttori comunitari è diminuito del 10% durante il periodo dell'inchiesta rispetto al 1989. È
    evidente che l'aumento delle importazioni provenienti dalla Russia ha avuto un ruolo
    considerevole in questo calo dei prezzi, dal momento che il prodotto importato veniva offerto
    sul mercato a prezzi a dazio corrisposto inferiori fino al 14% ai costi di produzione dei
    produttori comunitari.
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                                     2. Incidenza di altri fattori
80) E stata condotta un'indagine per determinare se il pregiudizio subito dall'industria comunitaria
    sia stato causato da fattori diversi dalle pratiche di dumping da parte degli esportatori russi.
    Tuttavia, non esistono elementi di prova di un aumento delle importazioni provenienti da altri
    paesi terzi non soggetti a misure antidumping. Nel 1989 l'insieme delle importazioni
    provenienti da altri paesi terzi costituiva il 92,7% del totale delle importazioni di urea nella
    Comunità europea, mentre nel corso del periodo dell'inchiesta questa percentuale è diminuita
    fino a 71,4%. La quota di mercato stimata di tali importazioni è scesa dal 20,8% al 15,6%
    nello stesso periodo.
81) Per quanto riguarda i prezzi di tali importazioni, si è riscontrato che il prezzo CIF medio
    ponderato (prima del pagamento del dazio) delle importazioni da altri paesi terzi era
    superiore del 22,5% al prezzo CIF comparabile delle importazioni di urea di produzione
    russa. A dazio corrisposto, il prezzo all'importatore sarebbe risultato inferiore al prezzo di
    vendita in perdita, calcolato in base alla media ponderata, dei produttori comunitari durante il
    periodo dell'inchiesta. Questo sta a indicare che i prezzi di tali importazioni hanno contribuito
    al peggioramento della situazione dell'industria comunitaria, dal momento che erano molto
    inferiori al livello necessario in teoria per mettere in grado i produttori comunitari di coprire
    tutti i costi e di ottenere un profitto equo.
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82) Nonostante una diminuzione dei prezzi, si ritiene che il lieve calo della domanda generale di
    urea nella Comunità tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta stia a indicare che il livello di
    consumo di questo prodotto ha raggiunto la punta massima. Inoltre, i produttori comunitari
    hanno acquisito una quota di mercato leggermente superiore, il che starebbe ad indicare che
    un mercato in contrazione non è stato uno dei fattori principali della situazione negativa dei
    produttori comunitari.
83) Anche se si può ipotizzare che le importazioni da altri paesi terzi possono aver contribuito
    alle perdite subite dall'industria comunitaria, questo non significa che le importazioni di
    prodotto russo, considerate separatamente, a causa del prezzo basso e della crescente
    capacità di penetrazione nel mercato, non abbiano causato pregiudizio sostanziale all'industria
    comunitaria.
           G. EVENTUALITÀ DI ULTERIORE PREGIUDIZIO IN CASO DI
               SCADENZA DELLE ATTUALI MISURE ANTIDUMPING
                                 1. Repubbliche ceca e slovacca
                                  a) Considerazioni preliminari
84) Poiché la scadenza dei cinque anni di validità delle misure oggetto di dumping era prevista
    per febbraio 1994, è stata esaminata la probabilità di un nuovo pregiudizio. A questo scopo
    sono stati presi in considerazione i seguenti fattori:
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             la produzione e i livelli di capacità produttiva nei paesi esportatori;
             il tasso di crescita delle importazioni oggetto di dumping verso la Comunità europea;
             la probabilità che l'urea di produzione ceca o slovacca entri nella Comunità a prezzi
             che avrebbero un effetto di depressione sui prezzi dei produttori comunitari;
             gli effetti negativi, reali e potenziali, di tali importazioni sullo sviluppo e la produzione
             dell'industria comunitaria.
85) Per quanto riguarda l'utilizzazione degli impianti da parte dei produttori cechi e slovacchi,
    l'inchiesta ha stabilito che esiste una scarsa possibilità di aumentare i livelli di produzione e
    che non è stata dichiarata alcuna intenzione al riguardo. A meno che non si verifichi un
    profondo cambiamento nella situazione delle vendite sul mercato interno e delle esportazioni,
    si considera improbabile che le importazioni nella Comunità provenienti dalla Repubblica
    ceca e dalla Repubblica slovacca possono aumentare di molto rispetto all'attuale livello.
86) Per quanto riguarda il tasso di incremento delle importazioni provenienti da questi due paesi,
    è stato stabilito che l'apparente aumento in volume deriva per la maggior parte
    dall'unificazione della Germania e dalla inclusione delle vendite ad acquirenti tradizionali
    dell'ex Repubblica democratica tedesca (RDT) nelle statistiche Eurostat sulle importazioni.
    Escludendo le vendite all'ex RDT, i limiti quantitativi originari concordati negli impegni
    risulterebbero rispettati.
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87) Poiché la Repubblica ceca e la Repubblica slovacca si trovano in fase di transizione tra
    un'economia centralizzata e un'economia di libero mercato, si ritiene inevitabile che i prezzi
    all'esportazione dell'urea aumenteranno, in linea con la produzione determinata dal mercato e
    con i costi di trasporto. A medio termine, l'attuale vantaggio di prezzo dei produttori cechi e
    slovacchi diminuirà ed essi saranno costretti a vendere a prezzi più elevati e maggiormente
    comparabili a quelli dei produttori comunitari.
88) L'inchiesta ha dimostrato che l'impatto sul mercato comunitario delle importazioni ceche e
    slovacche è trascurabile e che, visti la produzione e i canali commerciali dei produttori di
    questi due paesi, è improbabile che le loro esportazioni nella Comunità raggiungano in futuro
    livelli significativi. Pertanto, si ritiene che le importazioni provenienti dalla Repubblica ceca e
    dalla Repubblica slovacca non avranno effetti importanti sullo sviluppo e la produzione
    dell'industria comunitaria.
                                             b) Conclusione
89) Considerando quanto sopra e data la minima capacità di penetrazione del mercato, attuale e
    potenziale, del prodotto proveniente dalla Repubblica ceca e dalla Repubblica slovacca, si
    ritiene poco probabile che le importazioni provenienti da questi due paesi possano causare un
    pregiudizio sostanziale nel prossimo futuro e che, pertanto, non è necessario rinnovare le
    misure di difesa
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                                         2. Russia e Ucraina
                                   a) Considerazioni preliminari
90)  Come per le Repubbliche ceca e slovacca, è necessario fare una previsione di quanto
     potrebbe accadere in futuro qualora non fossero in vigore misure antidumping contro la
     Russia e l'Ucraina.
                                              b) Russia
91 ) Per quanto riguarda la produzione russa, le informazioni disponibili indicano che i produttori
     di tale paese hanno una capacità di produzione di 6,4 Mio di t di urea per anno. I dati
     indicano altresì che la Russia ha prodotto 4,5 Mio di t di urea nel 1992. Venendo a mancare il
     sistema di coltivazione collettiva in questo paese, si ritiene probabile una caduta della
     domanda interna di urea, dal momento che le nuove aziende agricole private non potranno
     spendere molto in fertilizzanti. I produttori di urea saranno pertanto costretti a verificare
     ulteriormente la possibilità di un aumento degli scambi commerciali con la Comunità.
92)  Inoltre, poiché l'introduzione della "messa a riposo" prevista dalla politica agraria comune ha
     fatto sì che molti coltivatori comunitari diminuissero gli acquisti di fertilizzanti, è molto
     probabile che il mercato si ridurrà ulteriormente e che gli esportatori russi aumenteranno il
     volume delle esportazioni e abbasseranno ulteriormente i prezzi delle importazioni in
     dumping per guadagnare quote di mercato.
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                                e) Conclusioni riguardanti la Russia
93) In base a quanto sopra, si ritiene che gli effetti negativi delle importazioni oggetto di dumping
    provenienti dalla Russia potrebbe perdurare in mancanza di misure di difesa.
                                              d) Ucraina
94) Per quanto riguarda l'Ucraina, le informazioni disponibili indicano che i produttori di questo
    paese hanno una capacità di produzione di 3,1 Mio di t di urea per anno. A differenza dalla
    Russia, tuttavia, l'Ucraina non è autosufficiente per quanto riguarda il gas naturale (la materia
    prima utilizzata dai produttori ucraini di urea ) e si affida quasi completamente alle
    importazioni di gas dalla Russia. Le informazioni disponibili indicano che la fornitura di gas è
    stata interrotta e che l'Ucraina potrebbe non essere più in grado di utilizzare gli impianti
    esistenti.
95) I dati più recenti indicano che il livello delle importazioni dall'Ucraina è diminuito fino ad
    arrivare a livelli trascurabili (6 102 t nel periodo gennaio - ottobre 1993).
                                e) Conclusioni riguardanti l'Ucraina
96) Visto quanto sopra, si ritiene improbabile che i livelli delle importazioni dall'Ucraina in futuro
    potranno causare pregiudizio all'industria comunitaria interessata. Si conclude pertanto che
    non è necessario rinnovare le misure di difesa contro le importazioni provenienti dall'Ucraina.
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                            II. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
97) Nell'esaminare l'interesse della Comunità in relazione alla proroga delle misure antidumping, è
    necessario sottolineare che lo scopo di tali misure - che consiste nell'impedire la distorsione
    della concorrenza causata da pratiche commerciali scorrette nel mercato comunitario - rientra
    fondamentalmente nell'interesse comunitario generale.
98) Per quanto riguarda il presente procedimento, si ritiene che, in mancanza di misure di
    correzione degli effetti delle importazioni oggetto di dumping, uno o più produttori
    comunitari potrebbero essere costretti a chiudere gli stabilimenti di produzione di urea.
    Questo porterebbe a una perdita di posti di lavoro nella Comunità e ridurrebbe la
    concorrenza sul mercato.
99) E vero che, a breve termine, i coltivatori e gli utilizzatori industriali di urea nella Comunità
    hanno tratto beneficio dal basso costo delle importazioni in dumping; tuttavia va ricordato
    che gli acquisti di urea da parte di tali acquirenti costituiscono una percentuale relativamente
    ridotta del totale dei consumi. Vista la diminuzione del prezzo dell'urea verificatasi negli
    ultimi anni, è improbabile che un adeguamento delle misure antidumping possa avere un
    impatto rilevante sul bilancio degli utilizzatori e, complessivamente, questo non è un motivo
    sufficiente per negare legittime misure di difesa ai produttori comunitari.
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                            I. CHIUSURA DEL PROCEDIMENTO
           a) Abrogazione delle misure alla Repubblica ceca e alla Repubblica slovacca
100) Come indicato in precedenza nel presente regolamento, escludendo le vendite all'ex RDT
     incluse nelle statistiche Eurostat sulle importazioni, la Repubblica ceca e la Repubblica
     slovacca hanno rispettato essenzialmente i termini degli impegni e i limiti quantitativi con essi
     stabiliti. Considerando inoltre la limitata possibilità di un aumento delle esportazioni verso la
     Comunità al di sopra dei livelli attuali, il margine di dumping molto ridotto dei prodotti cechi,
     la minima quota di mercato e la bassa capacità di penetrazione delle importazioni ceche e
     slovacche e l'effetto limitato di tali importazioni sui prezzi, si ritiene che le misure nei
     confronti di questi due paesi debbano essere abrogate.
     Nessuna obiezione a tale decisione è stata sollevata da parte del comitato consultivo.
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                b) Abrogazione delle misure relative alla Bielorussia, alla Georgia,
                                     al Tagikistan e all'Uzbekistan
101) Al punto 34 del presente regolamento è stato stabilito che non esistono elementi di prova di
     importazioni verso la Comunità in quantità rilevanti da parte dei paesi sopra menzionati, nel
     corso del periodo dell'inchiesta. Tali paesi possiedono una notevole capacità di produzione;
     tuttavia niente sta ad indicare un cambiamento imminente o prevedibile delle attuali
     circostanze, che possa portare ad un flusso nella Comunità di importazioni a basso prezzo
     provenienti dai paesi in questione. Considerato quanto sopra, il procedimento antidumping
     relativo alla Bielorussia, alla Georgia, al Tagikistan e all'Uzbekistan deve essere chiuso.
     Nessuna obiezione a questa decisione è stata sollevata da parte del comitato consultivo.
                          e) Abrogazione delle misure relative all'Ucraina
102) Come per i paesi di cui al punto precedente, si riconosce che l'Ucraina possiede una notevole
     capacità di produzione di urea. Ciò nonostante, visto il livello relativamente basso delle quote
     di mercato detenute dagli esportatori ucraini e l'incertezza della fornitura di gas dalla Russia,
     non ci sono prove evidenti di un cambiamento imminente delle attuali circostanze. Di
     conseguenza si è concluso che non è necessario rinnovare le misure antidumping nei
     confronti dell'Ucraina.
     Nessuna obiezione a questa decisione è stata sollevata dal comitato consultivo.
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                                    J MISURE DEFINITIVE
103) Per quanto riguarda la Russia l'inchiesta ha dimostrato chiaramente quanto segue:
             i quantitativi concordati negli impegni non sono stati rispettati, benché, per i motivi
             indicati nel presente regolamento, questo non sia da imputare al contraente originario
             dell'impegno;
             nonostante le misure antidumping introdotte nel 1987, le importazioni provenienti
             dalla Russia hanno continuato ad essere oggetto di dumping e hanno contribuito al
             pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria;
             la Russia possiede una capacità di produzione largamente in eccesso ed un potenziale
             di aumento delle proprie esportazioni in dumping nella Comunità.
104) Visto quanto sopra, si ritiene necessaria l'imposizione di misure antidumping nei confronti
     della Russia.
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105) Ai punti 72 e 73 del presente regolamento è stato stabilito che i produttori comunitari hanno
     subito perdite durante il periodo dell'inchiesta e, ai fini del presente procedimento, è stato
     ritenuto equo un tasso di profitto al netto delle imposte pari al 5%. Di conseguenza, ai fini
     della determinazione del livello di dazio adeguato ad eliminare il pregiudizio causato dal
     dumping, è stato calcolato un prezzo che consentirebbe all'industria comunitaria di coprire i
     propri costi di produzione e di ottenere tale profitto equo del 5%. Questo prezzo è stato
     quindi confrontato con il prezzo CIF all'importazione a dazio corrisposto, del prodotto russo,
     (adeguato per tener conto delle differenze qualitative). L'importo necessario per eliminare il
     pregiudizio, espresso in percentutale sul prezzo CIF all'importazione, franco frontiera
     comunitaria, è del 26,8%.
106) La percentuale necessaria per l'eliminazione del pregiudizio è inferiore al margine di dumping,
     pari al 28,2%, stabilito per la Russia. Di conseguenza, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3
     del regolamento (CEE) n. 2423/88, il dazio antidumping definitivo deve essere fissato a
     livello della percentuale necessaria per eliminare il pregiudizio.
107) Considerando la tendenza al ribasso dei prezzi russi all'importazione, si ritiene che la misura
     più adeguata in questo caso particolare sia un dazio variabile. Tale forma di dazio consente
     agli esportatori di ottenere un utile più adeguato alle loro esportazioni. Il dazio variabile da
     imporre dovrebbe essere calcolalo in base alle differenze fra il prezzo reale CIF
     all'importazione, franco frontiera comunitaria, ed un prezzo minimo di 115 ECU/t,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
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                                                 Articolo 1
 1.     E istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di urea originaria della
        Federazione russa di cui ai codici NC 3 102 10 10 e 3102 10 90.
2.      L'aliquota del dazio sarà pari alla differenza tra 115 ECU/t ed il prezzo netto franco frontiera
        comunitaria, prima dello sdoganamento, qualora tale prezzo risulti inferiore.
3.      Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali, salvo diversamente indicato.
                                                 Articolo 2
Gli impegni offerti dalla Petrimex Foreign Trade Company Ltd. (Bratislava) e dalla Sojuzpromexport
(Mosca) e accettati con l'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 3339/87, sono pertanto
conclusi.
                                                Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi                                               Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(94)517def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                         1102
                                          N. di catalogo : CB-CO-94-543-IT-C
                                                             ISBN 92-77-82412-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo