CELEX: 61972CJ0010
Language: it
Date: 1973-07-12
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 12 luglio 1973. # Nunzio di Pillo contro Commissione delle Comunità europee. # Cause riunite 10 e 47-72.

Avis juridique important

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61972J0010

SENTENZA DELLA CORTE (SECONDA SEZIONE) DEL 12 LUGLIO 1973.  -  NUNZIO DI PILLO CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSE RIUNITE 10 E 47/72.  

raccolta della giurisprudenza 1973 pagina 00763 edizione speciale greca pagina 00603 edizione speciale portoghese pagina 00297

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - ASSUNZIONE - PERIODO DI PROVA - RAPPORTO - STESURA - RITARDO - VALIDITA - RESPONSABILITA DELL' AMMINISTRAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 34 )  2 . DIPENDENTI - ASSUNZIONE - PERIODO DI PROVA - RAPPORTO NEGATIVO - LICENZIAMENTO DEL DIPENDENTE - TERMINE - NATURA - INIZIO  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 34 )  3 . DIPENDENTI - ASSUNZIONE - PERIODO DI PROVA - RAPPORTO NEGATIVO - INTENZIONE DI LICENZIARE - OBBLIGO D' INFORMARE L' INTERESSATO - NON SUSSISTE  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 34 )  

Massima

1 . IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA STESO CON QUALCHE MESE DI RITARDO RIMANE VALIDO, MA L' AMMINISTRAZIONE E RESPONSABILE DEI DANNI DERIVANTI DA QUESTO FATTO, CHE E IN CONTRASTO COL PRECISO DISPOSTO DELLO STATUTO .  2 . QUANDO IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA E NEGATIVO, L' AMMINISTRAZIONE DEVE ADOTTARE IL PROVVEDIMENTO DI LICENZIAMENTO ENTRO UN TERMINE RAGIONEVOLE, CHE DECORRE DALLA STESURA DEL RAPPORTO E DALLA SUA COMUNICAZIONE ALL' INTERESSATO .  3 . LA COMMISSIONE E TENUTA A COMUNICARE IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA ALL' INTERESSATO, AFFINCHE QUESTI FORMULI LE PROPRIE OSSERVAZIONI, MA NON E PERO' TENUTA A CONSENTIRGLI DI PRONUNZIARSI IN MERITO ALLA PROPRIA INTENZIONE DI LICENZIARLO, IN CONSIDERAZIONE DEL RAPPORTO SFAVOREVOLE, NEPPURE QUALORA QUESTO NON PROPONGA IL LICENZIAMENTO IMMEDIATO, BENSI' LA PROROGA DEL PERIODO DI PROVA . SE CIONONDIMENO LO CONSENTE - ATTENENDOSI CON CIO' AI PRINCIPI DI UNA SANA AMMINISTRAZIONE - ESSA PUO' FISSARE UN TERMINE MOLTO BREVE PER LA RISPOSTA, SENZA PER QUESTO INFICIARE LA VALIDITA DEL LICENZIAMENTO .  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE 10 E 47-72,  NUNZIO DI PILLO, EX DIPENDENTE IN PROVA PRESSO LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RESIDENTE IN ROMA, PIAZZA S . ANDREA DELLA VALLE 6, CON L' AVV . MARCEL SLUSNY, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . ERNEST ARENDT, 34, B/IV, RUE PHILIPPE II, RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL PROPRIO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . PIERRE LAMOUREUX, IN QUALITA D' AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . EMILE REUTER, 4, BOULEVARD ROYAL, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSE AVENTI AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DEL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA E DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO DEL RICORRENTE, NONCHE VARIE DOMANDE DI RISARCIMENTO DEI DANNI, 

Motivazione della sentenza

1 IL RICORSO E DIRETTO ALL' ANNULLAMENTO DEL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA DEL RICORRENTE, ALL' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DEL 21 DICEMBRE 1971, CON LA QUALE LA COMMISSIONE LO HA LICENZIATO, ED AL RISARCIMENTO DEI DANNI CHE SI ASSERISCONO CAUSATI DAL LICENZIAMENTO .  SULLA CENSURA RELATIVA AL RITARDO CON CUI SI E PROVVEDUTO A REDIGERE IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA  2 IN DATA 1 ) MARZO 1971 IL RICORRENTE VENIVA ASSUNTO IN PROVA, COL GRADO A 3, IN FORZA DELL' ART . 29, N . 2, DELLO STATUTO DEL PERSONALE, IL QUALE CONSENTE, IN CASI ECCEZIONALI, L' ASSUNZIONE SENZA CONCORSO PER IMPIEGHI CHE RICHIEDANO UNA SPECIALE COMPETENZA .  3/5 IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA, PREVISTO DALL' ART . 34 DELLO STATUTO, AVREBBE DOVUTO ESSERE COMPILATO NON OLTRE IL 31 LUGLIO 1971, IN FORZA DELLE DISPOSIZIONI DELLO STESSO ARTICOLO, COSI' COM' ERANO FORMULATE ALL' EPOCA DEI FATTI . CIONONOSTANTE, ESSO VENIVA REDATTO E PORTATO A CONOSCENZA DEL RICORRENTE SOLO IL 4 NOVEMBRE SUCCESSIVO . SE E VERO CHE TALE RITARDO NELLA COMPILAZIONE DEL RAPPORTO COSTITUISCE UNA IRREGOLARITA ALLA LUCE DI QUANTO ESPRESSAMENTE PRESCRITTO DALLO STATUTO, QUESTA IRREGOLARITA NON E TUTTAVIA TALE DA INFICIARE LA VALIDITA DEL RAPPORTO STESSO .  6 LA PRESENTE CENSURA VA QUINDI DISATTESA .  SULLE CENSURE RELATIVE AL LICENZIAMENTO  7/8 DATO CHE IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA AVEVA CARATTERE NEGATIVO, LA COMMISSIONE - IN FORZA DELL' ART . 34, N . 2, 1 ) COMMA, DELLO STATUTO - AVEVA LA FACOLTA DI LICENZIARE IL RICORRENTE . QUESTI, TUTTAVIA, HA ASSUNTO CHE, IN CASO DI LICENZIAMENTO DI UN DIPENDENTE DOPO LA SCADENZA DEL PERIODO DI PROVA, LA COMMISSIONE E OBBLIGATA AD ADOTTARE LA RELATIVA DECISIONE ENTRO UN TERMINE RAGIONEVOLE, COSA CHE NON SI SAREBBE VERIFICATA NELLA FATTISPECIE .  9 MA, SE E VERO CHE LA COMMISSIONE E OBBLIGATA A DECIDERE ENTRO UN TERMINE RAGIONEVOLE, E ANCHE VERO CHE QUESTO DECORRE DAL MOMENTO IN CUI IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA E STATO COMPILATO E RESO NOTO ALL' INTERESSATO .  10 NELLA FATTISPECIE, IL DIES A QUO PER IL COMPUTO DEL TERMINE IN QUESTIONE ERA IL 4 NOVEMBRE; DI CONSEGUENZA, LA DECISIONE ADOTTATA DALLA COMMISSIONE IL 21 DICEMBRE RIENTRAVA NEI GIUSTI LIMITI DI TEMPO .  11 IL RICORRENTE ADDUCE INOLTRE TALUNE IRREGOLARITA NEL PROCEDIMENTO SEGUITO DALLA COMMISSIONE ALLORQUANDO SI TRATTO' DI STATUIRE SUL SUO CASO .  12/13 EGLI ASSUME, IN PRIMO LUOGO, CHE LA DECISIONE RIGUARDANTE IL SUO LICENZIAMENTO E VIZIATA DA SVIAMENTO DI POTERE, ESSENDO STATA MOTIVATA DAL DESIDERIO DELLA COMMISSIONE DI SOSTITUIRLO CON UN DIPENDENTE DI DIVERSA NAZIONALITA . TUTTAVIA, EGLI NON HA ADDOTTO LA MINIMA PROVA A SUFFRAGIO DI QUESTA SUA AFFERMAZIONE .  14/15 IN SECONDO LUOGO, EGLI SOSTIENE CHE LA COMMISSIONE, QUANDO GLI TRASMISE LA LETTERA CON LA QUALE GLI ANTICIPAVA IL LICENZIAMENTO, NON GLI CONCESSE TEMPO SUFFICIENTE PER PRESENTARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI IN MERITO . ORA, E ACCERTATO CHE LA LETTERA IN QUESTIONE, DATATA 7 DICEMBRE E RECANTE L' INVITO AL RICORRENTE A PRESENTARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI NON OLTRE IL 15 DICEMBRE 1971, GLI PERVENNE SOLO IL 13 DICEMBRE .  16/17 IN FORZA DELL' ART . 34 DELLO STATUTO, LA COMMISSIONE DEVE COMUNICARE AL DIPENDENTE INTERESSATO IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA, PER CONSENTIRGLI DI FORMULARE LE SUE OSSERVAZIONI . ESSA PERO' NON E OBBLIGATA A METTERLO IN GRADO DI PRONUNCIARSI IN MERITO ALL' INTENZIONE DI LICENZIARLO, TENUTO CONTO DEL TENORE NEGATIVO DEL RAPPORTO, NEPPURE QUALORA QUESTO NON PROPONGA IL LICENZIAMENTO IMMEDIATO, BENSI' UNA PROROGA DEL PERIODO DI PROVA . SE CIONONDIMENO LA COMMISSIONE, IN CIRCOSTANZE SIMILI, INVITA IL DIPENDENTE IN PROVA A FORMULARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI ( ATTENENDOSI IN TAL MODO AI PRINCIPI DI UNA SANA AMMINISTRAZIONE IN MATERIA DI PERSONALE ), IL FATTO CHE PER LA RISPOSTA VENGA CONCESSO SOLO UN TERMINE MOLTO BREVE NON PUO' INFICIARE LA VALIDITA DEL LICENZIAMENTO .  18 LE CENSURE RELATIVE AL LICENZIAMENTO VANNO QUINDI DISATTESE .  SULLE DOMANDE DI RISARCIMENTO  19 IL RICORRENTE ASSUME CHE L' IRREGOLARITA E L' INTEMPESTIVITA DELL' OPERATO DELLA COMMISSIONE GLI HANNO CAGIONATO DEI DANNI CHE LA STESSA COMMISSIONE DEVE RISARCIRGLI .  20/22 I DANNI CHE IL RICORRENTE PRETENDE DI AVER SUBITO DERIVANO DA TALUNE MISURE DA LUI STESSO ADOTTATE IN ATTESA DI ESSERE NOMINATO IN RUOLO . BENCHE IL SUO PERIODO DI PROVA FOSSE STATO PROROGATO, IL RICORRENTE NON AVEVA, PERALTRO, ALCUN FONDATO MOTIVO DI ASPETTARSI LA NOMINA IN RUOLO; ADOTTANDO LE SUDDETTE MISURE, EGLI HA QUINDI AGITO A SUO RISCHIO E PERICOLO . NON SI PUO', DI CONSEGUENZA, CONFIGURARE ALCUNA RESPONSABILITA DELLA COMMISSIONE IN MERITO .  23 CIO' NON TOGLIE CHE L' ACCERTATO RITARDO CON CUI SI PROVVIDE A COMPILARE IL RAPPORTO SUL PERIODO DI PROVA HA PROTRATTO IN MISURA CONSIDEREVOLE LA SITUAZIONE D' INCERTEZZA IN CUI SI TROVAVA IL RICORRENTE DOPO LA SCADENZA DEL PERIODO DI PROVA PREVISTO DALLO STATUTO, IMPEDENDOGLI DI CURARE IN MODO ADEGUATO I PROPRI INTERESSI, IN GENERALE E CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA SUA CARRIERA .  24/25 POICHE TALE RITARDO VIOLA LE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO, LA COMMISSIONE NE DEVE RISPONDERE, IN ARMONIA CON I PRINCIPI STATUTARI . E' QUINDI GIUSTO CH' ESSA VERSI AL RICORRENTE UN INDENNIZZO CHE, CONSIDERATO IL POSTO DA LUI OCCUPATO, PUO' ESSERE EQUAMENTE FISSATO IN 200 000 FB .  

Decisione relativa alle spese

26/28 AI TERMINI DELL' ART . 69, N . 3, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, SE LE PARTI SOCCOMBONO RISPETTIVAMENTE SU UNO O PIU CAPI DELLA DOMANDA, LA CORTE PUO' COMPENSARE, IN TUTTO O IN PARTE, LE SPESE . LA COMMISSIONE E RIMASTA IN PARTE SOCCOMBENTE . VA QUINDI POSTA A SUO CARICO LA META DELLE SPESE INCONTRATE DAL RICORRENTE .  29 INOLTRE, A NORMA DELL' ART . 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO IN OGNI CASO A CARICO DI QUESTE .  

Dispositivo

LA CORTE ( SECONDA SEZIONE ),  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE E CONDANNATA A VERSARE AL SIG . NUNZIO DI PILLO LA SOMMA DI 200 000 FB .  2 . LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA INCONTRATE, OLTRE ALLA META DELLE SPESE DEL RICORRENTE .