CELEX: 32004D0515
Language: it
Date: 2004-06-14 00:00:00
Title: 2004/515/CE:Decisione del Consiglio, del 14 giugno 2004, relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti del partenariato europeo con la Bosnia-Erzegovina

22.6.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 221/10
            
         
      DECISIONE DEL CONSIGLIO
   
   del 14 giugno 2004
   relativa ai principi, alle priorità e alle condizioni contenuti del partenariato europeo con la Bosnia-Erzegovina
   (2004/515/CE)
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   visto il regolamento (CE) n. 533/2004 del Consiglio, del 22 marzo 2004, relativo all’istituzione di partenariati europei nell’ambito del processo di stabilizzazione e associazione (1), in particolare l’articolo 2,
   vista la proposta della Commissione,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003 ha approvato l’«agenda di Salonicco per i Balcani occidentali: Verso l'integrazione europea», in cui l’elaborazione di partenariati europei è indicata come uno dei mezzi per intensificare il processo di stabilizzazione e associazione.
            
         
               (2)
            
            
               Il regolamento (CE) n. 533/2004 stabilisce che il Consiglio decida, a maggioranza qualificata e su proposta della Commissione, i principi, le priorità e le condizioni da inserire nei partenariati europei, nonché qualsiasi successivo adeguamento. Esso stabilisce pertanto che l’attuazione dei partenariati europei venga monitorata tramite i meccanismi istituiti nell’ambito del processo di stabilizzazione e associazione, segnatamente le relazioni annuali.
            
         
               (3)
            
            
               Lo studio di fattibilità 2003 e la relazione annuale 2004 della Commissione presentano un’analisi dei preparativi della Bosnia-Erzegovina in vista dell’ulteriore integrazione nell’Unione europea e identificano una serie di aree prioritarie per i futuri interventi.
            
         
               (4)
            
            
               Al fine di prepararsi per l’ulteriore integrazione nell’Unione europea, la Bosnia-Erzegovina dovrebbe elaborare un piano contenente una tabella di marcia e i particolari delle misure che intende adottare al riguardo,
            
         DECIDE:
   Articolo 1
   Conformemente all’articolo 1 del regolamento (CE) n. 533/2004, i principi, le priorità e le condizioni contenuti nel partenariato europeo per la Bosnia-Erzegovina sono definiti nell’allegato della presente decisione, che costituisce parte integrante di quest’ultima.
   Articolo 2
   L’attuazione del partenariato europeo verrà esaminata tramite i meccanismi istituiti nell’ambito del processo di stabilizzazione e associazione.
   Articolo 3
   La presente decisione entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
   
      Fatto a Lussemburgo, addì 14 giugno 2004.
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         B. COWEN
         
      
   
   
      (1)  GU L 86 del 24.3.2004, pag. 1.
   
      ALLEGATO
      1.   INTRODUZIONE
      L’agenda di Salonicco identifica modalità e mezzi per intensificare il processo di stabilizzazione e associazione, tra i quali in particolare l’istituzione dei partenariati europei.
      Il partenariato europeo per la Bosnia-Erzegovina, basato sulla relazione annuale della Commissione, ha lo scopo di identificare le azioni prioritarie da intraprendere per sostenere, nell’ambito di un contesto coerente, gli sforzi messi in atto in vista dell’avvicinamento all’Unione europea. Le priorità sono adattate alle esigenze specifiche della Bosnia-Erzegovina e al suo specifico stadio di preparazione e saranno aggiornate secondo le necessità. Le priorità tengono altresì conto degli impegni politici connessi assunti dalle autorità della Bosnia-Erzegovina compresa la strategia di sviluppo a medio termine. Il partenariato europeo fornisce inoltre orientamenti per l’assistenza finanziaria alla Bosnia-Erzegovina.
      Da parte sua, la Bosnia-Erzegovina dovrà adottare un piano che specifichi tempi e modi in cui intende affrontare le priorità indicate dal partenariato europeo. Tale piano dovrebbe inoltre indicare i metodi per perseguire gli obiettivi dell’agenda di Salonicco, le priorità per la lotta contro il crimine organizzato e la corruzione identificate nella Conferenza di Londra del 2002 e nella riunione ministeriale tenutasi a Bruxelles il 28 novembre 2003 nel quadro del Forum UE-Balcani occidentali, nonché le misure presentate da ciascuno dei paesi dei Balcani occidentali nella riunione tenutasi il 5 novembre 2003 a Belgrado, che faceva seguito alla Conferenza di Ohrid sulla gestione integrata delle frontiere.
      2.   PRINCIPI
      Il processo di stabilizzazione e associazione resta il quadro generale del cammino europeo dei paesi dei Balcani occidentali fino all’adesione.
      Le principali priorità identificate per la Bosnia-Erzegovina riguardano la sua capacità di soddisfare i criteri stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen del 1993 e le condizioni fissate per il processo di stabilizzazione e associazione, segnatamente quelle definite dal Consiglio nelle proprie conclusioni del 29 aprile 1997 e del 21-22 giugno 1999, il contenuto della dichiarazione finale del vertice di Zagabria del 24 novembre 2000 e l’agenda di Salonicco.
      3.   PRIORITÀ
      La relazione annuale della Commissione valuta i progressi compiuti e segnala i settori in cui il paese deve intensificare i propri sforzi. Le priorità elencate nel presente partenariato europeo sono state selezionate in funzione dell’effettiva probabilità che la Bosnia-Erzegovina riesca ad attuarle o a portarle sostanzialmente avanti nei prossimi anni. Viene fatta una distinzione tra priorità a breve termine, che dovrebbero essere realizzate in uno o due anni, e priorità a medio termine, che dovrebbero essere realizzate in tre o quattro anni.
      Il partenariato europeo indica le principali priorità nel contesto dei preparativi della Bosnia-Erzegovina alla futura integrazione nell'Unione europea, sulla base dell'analisi contenuta nello studio di fattibilità e nella relazione annuale 2004. Occorre ricordare che, per quanto riguarda la legislazione, il recepimento dell’acquis UE nella normativa nazionale non è di per sé sufficiente; sarà altresì necessario predisporne la piena applicazione.
      3.1.   BREVE TERMINE
      Situazione Politica
      Democrazia e Stato di diritto
      Preparare le elezioni— Assumere la piena responsabilità organizzativa e finanziaria per le elezioni comunali 2004.
      Rafforzare l’efficacia della governance— Attuare la legge sul Consiglio dei ministri e la legge sui ministeri. Convocare riunioni del Consiglio dei ministri e del Parlamento con sufficiente regolarità per trattare rapidamente le questioni di governo. Garantire che le nuove istituzioni e i nuovi ministeri dello Stato creati con la legge 2002 sul Consiglio dei ministri divengano realmente operativi. Dare piena attuazione al piano d’azione per le riforme prioritarie 2003-2004 e redigere, per il 2004 e gli anni successivi, un programma di lavoro consolidato per il governo nazionale che adatti le priorità politiche alle risorse di bilancio. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Dar seguito alle riforme in materia di sicurezza— Attuare la legge sulla difesa. Adottare e avviare l’attuazione della legge sull’agenzia per l’intelligence e la sicurezza.
      Aumentare l’efficacia della pubblica amministrazione— Intensificare gli sforzi tesi alla creazione di un’amministrazione pubblica efficace, in particolare grazie alla messa a punto di un programma d’azione completo e provvisto di una stima dei costi per le riforme, con una chiara ripartizione delle competenze (ad esempio nei settori di polizia e sanità). Fornire sostegno finanziario e collaborazione alle agenzie per il pubblico impiego a livello dello Stato e delle Entità. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Garantire l’efficacia del sistema giudiziario— Adottare la legislazione che istituisce un Consiglio superiore della magistratura unico per la Bosnia-Erzegovina al fine di consolidare il potere dell’Autorità responsabile delle nomine nei tribunali delle Entità e rafforzare l’indipendenza del potere giudiziario nell’intero paese. Dotare il Tribunale di Stato di personale e mezzi finanziari adeguati. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Diritti umani e tutela delle minoranze
      Disposizioni efficaci in materia di diritti umani— Adottare e mettere in vigore la legislazione ancora pendente per favorire il ritorno dei rifugiati. In particolare, introdurre, adottare ed ampliare la normativa sul Fondo per il rientro dei profughi in Bosnia-Erzegovina. Completare il passaggio sotto il controllo della Bosnia-Erzegovina degli organismi per la tutela dei diritti umani. Garantire il trattamento dei casi ancora irrisolti sottoposti alla Camera per i diritti dell’uomo e il trasferimento delle competenze di tale Camera alla Corte costituzionale. Provvedere a un adeguato finanziamento della Corte. Assumere piena responsabilità nazionale per la carica del mediatore di Stato e proseguire il processo di fusione degli uffici dei mediatori a livello dello Stato e delle Entità. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Cooperazione regionale e internazionale
      Rispetto della condizionalità e degli obblighi internazionali in vigore— Fornire piena collaborazione al Tribunale penale internazionale per la ex Iugoslavia, soprattutto da parte della Repubblica serba di Bosnia, deferendogli gli imputati accusati di crimini di guerra. Completare le ultime tappe della Road map. Conformarsi agli accordi di pace di Dayton-Parigi. Adottare misure volte all’attuazione dei criteri posteriori all’adesione della Bosnia-Erzegovina al Consiglio d’Europa, soprattutto in materia di democrazia e diritti umani. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Situazione economica
      Esistenza di un’economia di mercato e riforme strutturali
      Garantire la stabilità macroeconomica— Mantenere un quadro macroeconomico stabile nel contesto del programma del Fondo monetario internazionale e dimostrare il rispetto della condizionalità delle istituzioni finanziarie internazionali.
      Migliorare il contesto imprenditoriale— Far avanzare la privatizzazione delle imprese. Adottare ed attuare le riforme previste nell’ambito dell’«Iniziativa bulldozer». Applicare la legislazione sul governo d’impresa.
      Statistiche affidabili— Mettere in atto la legge sulle statistiche al fine di creare un sistema statistico efficace con una chiara definizione delle responsabilità e dei meccanismi di coordinamento. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Gestione delle finanze pubbliche
      Legislazione in materia di bilancio— Adottare e avviare l’attuazione di una legge di bilancio che includa la pianificazione e le previsioni di bilancio pluriennali e avviare l’elaborazione di conti pubblici consolidati. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Pratica di bilancio— Prendere misure al fine di repertoriare tutte le entrate degli organismi pubblici ai vari livelli dell’amministrazione, compresi gli aiuti non rimborsabili e altre forme di assistenza internazionale. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Norme UE
      Integrazione europea— Garantire il pieno e adeguato funzionamento della direzione per l’Integrazione europea, in particolare per quanto riguarda le capacità di coordinamento degli aiuti. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Mercato interno e scambi commerciali
      Rispetto delle norme internazionali— Garantire la rapida, completa e scrupolosa attuazione di tutti gli accordi di libero scambio negoziati.
      Sviluppo dello spazio economico unico della Bosnia-Erzegovina— Istituire il Consiglio della concorrenza. Introdurre nell’ordinamento giuridico nazionale disposizioni relative al riconoscimento reciproco dei prodotti e mettere in atto sull’insieme del territorio un regime coerente ed efficace in materia di appalti pubblici. Sopprimere tutti gli obblighi ridondanti relativi a licenze, permessi e simili autorizzazioni per consentire ai fornitori di servizi (incluse le istituzioni finanziarie) di operare sull'insieme del territorio della Bosnia-Erzegovina senza doversi conformare a requisiti amministrativi inutili. Creare un registro unico delle imprese riconosciuto in tutto il paese. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Coerenza della politica commerciale— Introdurre una politica commerciale coerente e articolata e procedere a una revisione della normativa esistente per garantire una politica razionale in materia di zone franche. Istituire a livello dello Stato un ufficio fitosanitario, meccanismi di certificazione e altre procedure relative all'esportazione di prodotti animali che siano compatibili con la legislazione comunitaria, al fine di promuovere le esportazioni, migliorare gli standard e procedere verso la realizzazione di uno spazio economico unico. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Riforma delle dogane e della fiscalità— Proseguire l’attuazione delle raccomandazioni della Commissione per la politica fiscale indiretta. Garantire l’adozione parlamentare della legge sull’autorità per la fiscalità indiretta e della necessaria normativa. Garantire la creazione e il funzionamento della nuova Autorità doganale, compresa la nomina di un direttore dell’Autorità per la fiscalità indiretta. Procedere con i lavori preparatori all’introduzione dell’IVA al fine di rispettare le scadenze previste. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Certificati di origine— Garantire l’affidabilità di tutti i certificati di origine della Bosnia-Erzegovina.
      Politiche settoriali
      Mercato integrato dell’energia— Attuare piani d’azione a livello delle Entità finalizzati alla ristrutturazione del mercato dell’elettricità. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Emittenza pubblica— Adottare una legislazione conforme alle norme UE e agli accordi di Dayton-Parigi e prendere misure volte a garantire la redditività a lungo termine di un servizio pubblico nazionale unico di radiotelevisione per la Bosnia-Erzegovina, indipendente sul piano finanziario ed editoriale, le cui emittenti condividano un’infrastruttura comune. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Cooperazione in materia di giustizia e affari interni
      Lotta contro la criminalità, in particolare il crimine organizzato— Sviluppare a livello dello Stato la capacità di far applicare la legge, stanziando le risorse e le attrezzature necessarie al buon funzionamento dell’Agenzia di informazione e protezione dello Stato e del ministero della Sicurezza della Bosnia-Erzegovina. Procedere a una riforma strutturale della polizia con l'obiettivo di razionalizzarne i servizi. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Diritto di asilo e migrazione— Garantire la creazione e il buon funzionamento di strutture adeguate che si occupino delle questioni in materia di asilo e migrazione. (Raccomandazione formulata nello studio di fattibilità)
      Lotta contro il terrorismo— Intensificare la cooperazione internazionale e attuare le convenzioni internazionali in materia di terrorismo. Migliorare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra la polizia e i servizi di intelligence all'interno dello Stato e con gli altri paesi. Prevenire il finanziamento e la preparazione di atti terroristici.
      3.2.   MEDIO TERMINE
      Situazione politica
      Democrazia e Stato di diritto
      Preparare le elezioni— Assumere la piena responsabilità organizzativa e finanziaria per le elezioni del 2006 e altre elezioni.
      Assumere la responsabilità del governo— Operare in vista di una piena assunzione nazionale delle responsabilità inerenti alla formulazione delle politiche alla pianificazione strategica e al processo decisionale. Tutti i ministri a livello dello Stato dovrebbero essere dotati di mezzi finanziari sufficienti e andrebbero predisposti piani operativi per le istituzioni necessarie ai fini di un futuro ASA e della successiva integrazione europea. Garantire un adeguato coordinamento fra tutti i livelli di governo nell’elaborazione delle politiche.
      Migliorare ulteriormente il funzionamento della pubblica amministrazione— Attuare il piano d’azione consolidato sulla riforma della pubblica amministrazione e migliorare le procedure amministrative. Migliorare le capacità di coordinamento e di elaborazione delle politiche e costituire all’interno della Bosnia-Erzegovina una capacità di formazione per i funzionari pubblici (compresi quelli che si occupano di questioni connesse all’integrazione europea).
      Rafforzare ulteriormente il sistema giudiziario— Garantire che le condizioni di nomina, promozione, disciplina e formazione per i giudici e i magistrati inquirenti siano uniformi su tutto il territorio nazionale. Garantire la piena responsabilità della Bosnia-Erzegovina per il Tribunale di Stato, la Procura e il Consiglio superiore della magistratura in materia di finanze, amministrazione e personale.
      Proseguire la riforma della polizia— Attuare le raccomandazioni emerse dagli esami funzionali e strategici dei servizi di polizia e garantire la cooperazione tra i vari organismi preposti all'applicazione della legge.
      Intensificare la lotta alla corruzione— Portare avanti la lotta alla corruzione e dimostrare il rispetto degli impegni internazionali pertinenti. Adottare e mettere in atto una strategia anti-corruzione, garantire l’effettiva applicazione della legge sul conflitto di interessi e accrescere la capacità istituzionale di indagine e azione penale contro i reati di corruzione. Facilitare il collocamento di funzionari di collegamento, distaccati dagli Stati membri dell'UE nei rispettivi enti pubblici competenti per la lotta contro il crimine organizzato. Fornire relazioni semestrali all'UE sui risultati concreti ottenuti nelle attività collegate alla lotta giudiziaria al crimine organizzato sulla base della convenzione delle Nazioni Unite sul crimine organizzato transnazionale, conosciuta come convenzione di Palermo.
      Diritti umani e tutela delle minoranze
      Garantire il rispetto dei diritti umani— Garantire un livello di tutela dei diritti umani comparabile o superiore a quello conseguito sotto il controllo internazionale e dimostrare l’effettiva protezione dei diritti delle minoranze, inclusi quelli dei Rom. Garantire la piena applicazione della legge sui diritti delle minoranze nazionali.
      Completare il rientro dei profughi— Portare a termine il processo di rientro dei profughi, favorendo il loro reinserimento economico e sociale.
      Consolidare l’ufficio del mediatore— Portare a termine il processo di fusione degli uffici dei mediatori a livello dello Stato e delle Entità e garantire il funzionamento della nuova istituzione.
      Cooperazione regionale e internazionale
      Perseguire efficacemente i crimini di guerra— Ottenere risultati positivi nell’arresto dei criminali accusati dal Tribunale penale internazionale per la ex Iugoslavia e nello smantellamento delle reti che sostengono tali criminali. Fare in modo che il suddetto Tribunale possa disporre in qualunque momento di tutta la documentazione, dei materiali e dei testimoni rilevanti ai fini delle indagini in corso e/o delle azioni penali. Assumere la responsabilità amministrativa e finanziaria della Camera per i crimini di guerra del Tribunale di Stato.
      Proseguire la cooperazione regionale— Cercare di risolvere le questioni bilaterali pendenti relative alle frontiere con i paesi limitrofi.
      Attuare gli impegni internazionali— Rispettare gli impegni di Salonicco relativi alla cooperazione in materia di giustizia e affari interni, scambi commerciali, energia, trasporti e ambiente.
      Situazione economica
      Esistenza di un’economia di mercato e riforme strutturali
      Continuare a promuovere la riforma strutturale— Migliorare ulteriormente il governo d’impresa, attenuare la rigidità del mercato del lavoro e garantire che i tribunali commerciali applichino il diritto fallimentare. Permettere il funzionamento del mercato riducendo le ingerenze del governo e diminuendo il rapporto tra spesa pubblica e PIL.
      Favorire lo sviluppo delle imprese, in particolare le PMI— Intensificare il coordinamento della politica per le piccole e medie imprese e proseguire l’attuazione dei principi della Carta europea delle piccole imprese.
      Continuare a sviluppare le capacità statistiche a livello dello Stato— Redigere ed attuare un piano d’azione pluriennale per la statistica e produrre stime regolari e affidabili del PIL nominale e reale, includendovi dati coerenti sull’occupazione, l’inflazione, la bilancia dei pagamenti, i salari e la produzione industriale. Garantire la cooperazione con Eurostat.
      Gestione delle finanze pubbliche
      Garantire il funzionamento di conti pubblici consolidati— Garantire che il ministero delle Finanze disponga di un sistema consolidato per i conti pubblici pienamente operativo.
      Sviluppare capacità di pianificazione economica— Continuare e rafforzare il processo di strategia economica a medio termine per tutti gli utilizzatori del bilancio. Garantire l’esecuzione trasparente del bilancio e la redazione periodica di rapporti finanziari.
      Rafforzare ulteriormente la preparazione del bilancio— Integrare nei bilanci risorse (attualmente) esterne ad essi e mantenere bilanci ragionevoli fondati su proiezioni realistiche delle entrate. Rafforzare in tutti i ministeri le procedure di preparazione dei bilanci.
      Occuparsi del debito pubblico— Mettere in atto il piano globale sul debito pubblico messo a punto con il FMI.
      Norme UE
      Integrazione europea— Mettere in atto una strategia di integrazione europea. Sviluppare la capacità necessaria per realizzare una progressiva armonizzazione della normativa con l’acquis UE ed estendere il ruolo della Bosnia-Erzegovina nella programmazione e attuazione dell'assistenza comunitaria alla ricostruzione, allo sviluppo e alla stabilizzazione (CARDS) con l’obiettivo a lungo termine di permettere il decentramento dell’assistenza.
      Mercato interno e scambi commerciali
      Mercato unico e imprese— Dimostrare l’effettivo funzionamento del Consiglio della concorrenza e degli uffici delle Entità per la concorrenza e la tutela dei consumatori. Rafforzare ulteriormente l’attuazione di un regime coerente ed efficace per gli appalti pubblici, incluso il funzionamento dell’Agenzia per gli appalti pubblici e dell’organismo di revisione degli appalti. Continuare a garantire la libera circolazione delle merci e dei servizi all’interno della Bosnia-Erzegovina. Garantire il pieno funzionamento degli istituti competenti in materia di standard, metrologia e proprietà intellettuale e facilitare i collegamenti/il flusso di informazioni con le imprese pubbliche/private. Garantire una coerente applicazione della normativa pertinente (soprattutto in materia di proprietà intellettuale).
      Capacità di gestione commerciale— Rafforzare le capacità di pianificazione delle politiche e di negoziato nell’ambito del ministero del Commercio estero e delle Relazioni economiche.
      Norme commerciali— Potenziare le capacità dell’Ufficio veterinario di Stato e garantire il pieno funzionamento dell’Ufficio fitosanitario al fine di raggiungere gli standard europei. Creare un quadro normativo in linea con gli standard europei per le norme tecniche e i diritti di proprietà intellettuale e industriale.
      Dogane e fiscalità— Dimostrare che le zone franche vengono gestite in maniera compatibile con l'acquis UE. Completare la fusione delle dogane e garantire la piena applicazione del piano di riforma doganale. Fare del Consiglio di direzione dell’Autorità responsabile per la fiscalità indiretta un consiglio fiscale competente per l’elaborazione delle politiche. Rafforzare ulteriormente la capacità amministrativa nel settore doganale e in quello della fiscalità. Sorvegliare l’applicazione dell'IVA a livello dello Stato e proseguire lo sviluppo di strategie di riscossione e controllo volte a ridurre progressivamente il livello di frode fiscale relativo alle imposte dirette e indirette.
      Politiche settoriali
      Servizio di emittenza pubblica— Dare piena attuazione ad un piano di ristrutturazione e modernizzazione di tutto il sistema conforme all'accordo del primo ministro. Preservare l’indipendenza dell’organo regolatore per le telecomunicazioni.
      Mercato integrato dell’energia— Garantire l’armonizzazione del contesto normativo in materia di energia e la creazione di un organismo unico di regolamentazione a livello statale, nonché l’attuazione della legge sulla formazione di ISO e Transco. Attuare gli impegni contenuti nel memorandum d'intesa firmato ad Atene nel 2003.
      Ambiente— Rafforzare le capacità statali nel settore dell’ambiente garantendo il pieno funzionamento di un’agenzia statale per l’ambiente.
      Cooperazione in materia di giustizia e affari interni
      Gestione delle frontiere— Dare attuazione agli impegni internazionali assunti nell’ambito della conferenza di Ohrid del maggio 2003 sulla sicurezza e la gestione delle frontiere e alle misure presentate al Forum ministeriale UE-Balcani occidentali in materia di giustizia e affari interni del novembre 2003. Approvare e applicare una strategia di gestione integrata delle frontiere. Facilitare la cooperazione regionale e gli scambi commerciali migliorando la gestione delle frontiere e le infrastrutture di trasporto. Rafforzare ulteriormente la cooperazione tra il servizio frontaliero dello Stato, il servizio doganale, la polizia e l’Ufficio della procura al fine di vietare e perseguire i traffici illeciti e altri reati transfrontalieri. Proseguire l’attuazione del piano nazionale anti-traffici. Migliorare la capacità amministrativa del regime di rilascio dei visti, in particolare per quanto concerne il controllo delle domande di visto.
      Criminalità organizzata— Dimostrare la piena attuazione di tutte le misure convenute nel piano di lotta contro il crimine organizzato presentato alla riunione ministeriale GAI di Bruxelles del novembre 2003. Cooperare in modo adeguato con la Comunità internazionale, ivi compreso la missione di polizia dell'UE, in questioni di sicurezza.
      Migrazione e asilo— Garantire una coerente applicazione della legge sulla circolazione e il soggiorno degli stranieri e sul diritto di asilo. Dar prova di una gestione efficace, a livello nazionale, delle politiche in materia di asilo e migrazione e monitorare le operazioni, riferendo in merito ai risultati. Continuare a negoziare e a concludere accordi di riammissione.
      4.   PROGRAMMAZIONE
      L'assistenza comunitaria destinata ai paesi dei Balcani occidentali nel quadro del processo di stabilizzazione e associazione sarà fornita mediante gli appositi strumenti finanziari, in particolare il regolamento (CE) n. 2666/2000 del Consiglio, del 5 dicembre 2000, relativo all'assistenza all'Albania, alla Bosnia-Erzegovina, alla Croazia, alla Repubblica federale di Iugoslavia e all'ex Repubblica di Macedonia (1); pertanto, la presente decisione è priva di implicazioni finanziarie. La Bosnia-Erzegovina potrà inoltre accedere a finanziamenti nel quadro di programmi multinazionali e orizzontali. La Commissione collabora con la Banca europea per gli investimenti e con le istituzioni finanziarie internazionali, in particolare la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e la Banca mondiale, per agevolare il cofinanziamento dei progetti connessi al processo di stabilizzazione e associazione.
      5.   CONDIZIONALITÀ
      L’assistenza comunitaria ai paesi dei Balcani occidentali nel quadro del processo di stabilizzazione e associazione è subordinata alla realizzazione di ulteriori progressi in materia di conformità ai criteri politici di Copenaghen. Qualora tali condizioni generali non dovessero essere rispettate, il Consiglio potrebbe adottare opportune misure ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 2666/2000.
      L’assistenza comunitaria sarà inoltre subordinata alle condizioni definite dal Consiglio nelle conclusioni del 29 aprile 1997, in particolare per quanto concerne l’impegno dei beneficiari ad attuare riforme democratiche, economiche e istituzionali tenendo conto delle priorità stabilite nel partenariato europeo.
      6.   CONTROLLO
      Il controllo del partenariato europeo è garantito tramite i meccanismi istituiti nell’ambito del processo di stabilizzazione e associazione, in particolare la relazione annuale sul processo di stabilizzazione e associazione.
      
         (1)  GU L 306 del 7.12.2000, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2415/2001 (GU L 327 del 12.12.2001, pag. 3).