CELEX: C2003/264/29
Language: it
Date: 2003-11-01 00:00:00
Title: Causa C-356/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerichtshof, con ordinanza 9 luglio 2003, nella causa Dr. Elisabeth Mayer contro Versorgungsanstalt des Bundes und der Länder

C 264/18                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            1.11.2003
7.    «Se il diritto di proprietà di cui all’art. 1 del Protocollo              integrante di un piano d’investimenti finanziato da un
      n. 1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo                      mutuo e per cui le trattative fino alla conclusione del
      (Convenzione di Roma del 1950), e ripreso dall’art. 17                    contratto, relative sia al contratto di acquisto dell’immobi-
      della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea                  le, sia al contratto di mutuo diretto esclusivamente al
      proclamata a Nizza il 7 ottobre 2000, concerna anche la                   finanziamento, vengono svolte fuori dai locali commer-
      proprietà intellettuale relativamente alle denominazioni                  ciali ai sensi dell’art. 1 della Haustürwiderrufsgesetzt
      di origine dei vini ed il suo sfruttamento, e conseguente-                (legge tedesca sul recesso dai contratti negoziati fuori dei
      mente se la sua tutela osti all’applicazione di quanto                    locali commerciali).
      previsto nello scambio di lettere, allegato all’Accordo tra
      la Comunità europea e la Repubblica di Ungheria sulla                2.   Se un ordinamento giuridico nazionale o la sua interpreta-
      tutela ed il controllo reciproci delle denominazioni dei                  zione, che limita gli effetti giuridici della revoca della
      vini (GUCE L 337 del 31.12.1994), ma non ricompreso                       dichiarazione diretta alla conclusione del contratto di
      nello stesso, in base al quale i viticoltori friulani non                 mutuo alla sola risoluzione del contratto di mutuo, anche
      potranno utilizzare la denominazione “Tocai Friulano”,                    nell’ambito di quei piani d’investimenti in cui il mutuo
      in considerazione anche della totale assenza di ogni                      non sarebbe stato garantito senza l’acquisto dell’immobi-
      forma di indennizzo a favore dei viticoltori friulani                     le, soddisfi i requisiti della disposizione sul livello di
      espropriati, della mancanza di un interesse generale                      protezione elevato in materia di tutela dei consumatori
      pubblico che giustifichi l’espropriazione, del mancato                    (art. 95, n. 3, CE), nonché quelli dell’efficacia della tutela
      rispetto del principio di proporzionalità».                               dei consumatori garantita dalla direttiva 85/577/CEE.
8.    «Nel caso in cui venga stabilita l’illegittimità delle norme         3.   Se una normativa nazionale sugli effetti giuridici del
      comunitarie dell’Accordo sulla tutela delle denominazioni                 recesso dal contratto di mutuo, la quale prevede che il
      dei vini, concluso il 29 novembre 1993 tra la Comunità                    consumatore che recede debba restituire l’importo del
      europea e la Repubblica d’Ungheria (Cuce L 337/1993)                      mutuo alla banca che ha concesso il finanziamento,
      e/o dell’allegato scambio di lettere nella misura evidenzia-              anche se il mutuo, in base al metodo sviluppato per
      ta nei precedenti quesiti, se le disposizioni del regolamen-              l’investimento, è diretto esclusivamente al finanziamento
      to CE n. 753/2002 (2) in base alle quali viene eliminato,                 dell’immobile e viene versato direttamente al venditore
      l’utilizzo della denominazione “Tocai Friulano” dopo la                   dell’immobile, soddisfi lo scopo di tutela della normativa
      data del 31 marzo 2007 (art. 19 II a comma) debbano                       sul recesso prevista dall’art. 5, n. 2, della direttiva 85/577/
      essere considerate invalide e comunque inefficaci».                       CEE.
                                                                           4.   Se un effetto giuridico nazionale del recesso che consiste
(1) Leggasi 23 novembre 1993.                                                   nell’obbligo per il consumatore, dopo la dichiarazione di
(2) GU L 118 del 4.05.2002, pag. 1.                                             recesso, di restituire immediatamente l’importo del
                                                                                mutuo, fino a quel momento non ancora rimborsato —
                                                                                sulla base del metodo sviluppato per l’investimento —
                                                                                nonché i relativi interessi di mercato, sia incompatibile
                                                                                con la disposizione sul livello di protezione elevato in
                                                                                materia di tutela dei consumatori (art. 95, n. 3, CE),
                                                                                nonché con il principio dell’efficacia della tutela dei
                                                                                consumatori stabilito dalla direttiva 85/577/CEE.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Landge-
richt Bochum, con ordinanza 29 luglio 2003, nella causa                    (1) GU L 372, pag. 31.
1. Elisabeth Schulte, 2. Wolfgang Schulte contro Deutsche
                    Bausparkasse Badenia AG
                         (Causa C-350/03)
                                                                           Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-
                          (2003/C 264/28)
                                                                           gerichtshof, con ordinanza 9 luglio 2003, nella causa
                                                                           Dr. Elisabeth Mayer contro Versorgungsanstalt des Bun-
                                                                                                  des und der Länder
Con ordinanza 29 luglio 2003, pervenuta nella cancelleria
della Corte l’11 agosto 2003, nella causa 1. Elisabeth Schulte,                                    (Causa C-356/03)
2. Wolfgang Schulte contro Deutsche Bausparkasse Badenia
AG, il Landgericht Bochum ha sottoposto alla Corte di giustizia                                     (2003/C 264/29)
delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
1.    Se l’art. 3, n. 2, lett. a), della direttiva del Consiglio (1)       Con ordinanza 9 luglio 2003, pervenuta nella cancelleria della
      20 dicembre 1985, 85/577/CEE, per la tutela dei consu-               Corte il 18 agosto 2003, nella causa Dr. Elisabeth Mayer
      matori in caso di contratti negoziati fuori dei locali               contro Versorgungsanstalt des Bundes und der Länder, il
      commerciali, si applichi anche a quei contratti di acquisto          Bundesgerichtshof ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
      di immobili che vanno considerati come mera parte                    Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
 ---pagebreak--- 1.11.2003               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 264/19
1)    Se l’art. 119 del Trattato CE (divenuto, in seguito a                      dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici
      modifica, art. 141 CE) e/o l’art. 11, n. 2, lett. a), della                durante il lavoro (quattordicesima direttiva particolare ai
      direttiva 92/85/CEE (1) nonché l’art. 6, n. 1, lett. g), della             sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/
      direttiva 86/378/CEE (2), nel testo novellato dalla direttiva              CEE) (1), è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti
      96/97/CE (3), ostino all’applicazione di disposizioni statu-               a norma della detta direttiva;
      tarie di un regime di previdenza integrativa del genere
      oggetto del presente giudizio, ai sensi delle quali una              2.    condannare la Repubblica d’Austria alle spese.
      lavoratrice, nel corso del periodo di congedo per mater-
      nità (nella specie: dal 16 dicembre 1992 al 5 aprile 1993
      e dal 17 gennaio al 22 aprile 1994), non matura alcun
      diritto ad una rendita assicurativa corrisposta, in caso di
      uscita prematura dal regime obbligatorio, mensilmente e              Motivi e principali argomenti
      a decorrere dal verificarsi dell’evento assicurato (raggiun-
      gimento dell’età di collocamento a riposo, incapacità o
      inabilità al lavoro), atteso che la maturazione di tali diritti      Il termine per il recepimento è trascorso il 5 maggio 2001.
      è subordinata alla condizione che il lavoratore percepisca
      nel corso del periodo di riferimento un reddito imponibi-
      le, laddove le prestazioni erogate alla lavoratrice durante
      il congedo di maternità non costituiscono, in base alla              (1) GU L 131, pag. 11.
      legge nazionale, reddito imponibile.
2)    Se ciò valga soprattutto in considerazione del fatto che
      la rendita assicurativa — a differenza della pensione
      integrativa di vecchiaia corrisposta al verificarsi dell’even-
      to assicurato qualora l’assicurato sia rimasto affiliato al
      regime obbligatorio — non è diretta a garantire il
      lavoratore assicurato in caso di vecchiaia o di incapacità
      lavorativa, bensì costituisce la capitalizzazione dei relativi       Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
      contributi versati durante il periodo di affiliazione al               tro la Repubblica d’Austria, proposto il 19 agosto 2003
      regime assicurativo obbligatorio.
                                                                                                    (Causa C-358/03)
(1) GU L 348, pag. 1.
(2) GU L 225, pag. 40.
(3) GU L 46, pag. 20.
                                                                                                     (2003/C 264/31)
                                                                           Il 19 agosto 2003, la Commissione delle Comunità europee,
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                      rappresentata dal sig. Denis Martin, membro del servizio
  tro la Repubblica d’Austria, proposto il 19 agosto 2003                  giuridico della Commissione europea, e dal sig. Horstpeter
                                                                           Kreppel, a disposizione del servizio giuridico della Commis-
                         (Causa C-357/03)                                  sione nell’ambito dello scambio con funzionari nazionali, con
                                                                           domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla
                          (2003/C 264/30)                                  Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro la
                                                                           Repubblica d’Austria.
Il 19 agosto 2003, la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dal sig. Denis Martin, membro del servizio                   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
giuridico della Commissione europea, e dal sig. Horstpeter
Kreppel, a disposizione del servizio giuridico della Commis-               1.    dichiarare che la Repubblica d’Austria, non avendo adot-
sione nell’ambito dello scambio con funzionari nazionali, con                    tato o, comunque, non avendo comunicato, le disposizio-
domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla                       ni legislative, regolamentari e amministrative necessarie
Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro la                  per conformarsi alla direttiva del Consiglio 29 maggio
Repubblica d’Austria.                                                            1990, 90/269/CEE, relativa alle prescrizioni minime di
                                                                                 sicurezza e di salute concernenti la movimentazione
                                                                                 manuale di carichi che comporta tra l’altro rischi dorso-
La ricorrente chiede che la Corte voglia,
                                                                                 lombari per i lavoratori (quarta direttiva particolare ai
1.    dichiarare che la Repubblica d’Austria, non avendo adot-                   sensi dell’articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/
      tato o, comunque, non avendo comunicato, le disposizio-                    CEE) (1), è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti
      ni legislative, regolamentari e amministrative necessarie                  a norma dell’art. 9 della detta direttiva;
      per conformarsi alla direttiva del Consiglio 7 aprile 1998,
      98/24/CE, sulla protezione della salute e della sicurezza            2.    condannare la Repubblica d’Austria alle spese.