CELEX: 62013FJ0117
Language: it
Date: 2014-09-17
Title: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Terza Sezione) del 17 settembre 2014. # Kari Wahlström contro Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (Frontex). # Causa F-117/13.

Parti
               Motivazione della sentenza
               Dispositivo
               
            
            Parti
            Nella causa F‑117/13,
            avente ad oggetto un ricorso proposto ai sensi dell’articolo 270 TFUE, 
            Kari Wahlström, ex agente temporaneo dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea, residente in Espoo (Finlandia), rappresentato da S. Pappas, avvocato,
            ricorrente,
            contro
            Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (Frontex) , rappresentata da S. Vuorensola e H. Caniard, in qualità di agenti, assistiti da D. Waelbroeck e A. Duron, avvocati,
            convenuta,
            IL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA (Terza Sezione),
            composto da S. Van Raepenbusch (relatore), presidente, R. Barents e K. Bradley, giudici,
            cancelliere: P. Cullen, amministratore
            vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 18 giugno 2014,
            ha pronunciato la seguente
            Sentenza 
            
            Motivazione della sentenza
            1. Con ricorso pervenuto alla cancelleria del Tribunale il 30 novembre 2013, il sig. Wahlström chiede l’annullamento della decisione del direttore esecutivo dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (Frontex), del 19 febbraio 2013, di non rinnovare il suo contratto di agente temporaneo.
            Contesto normativo 
            2. In forza dell’articolo 17 del regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio, del 26 ottobre 2004, che istituisce un’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea (GU L 349, pag. 1), al personale di Frontex si applicano lo Statuto dei funzionari dell’Unione europea (in prosieguo: lo «Statuto») e il Regime applicabile agli altri agenti dell’Unione europea (in prosieguo: il «RAA»).
            Il RAA 
            3. Ai sensi dell’articolo 2 del RAA, nella versione applicabile alla controversia:
            «È considerato agente temporaneo, ai sensi del presente regime: 
            a) l’agente assunto per occupare un impiego, compreso nella tabella degli organici allegata alla sezione del bilancio relativa ad ogni istituzione e al quale le autorità competenti in materia di bilancio abbiano conferito un carattere temporaneo; 
            (…)».
            4. Per quanto riguarda la risoluzione del contratto, l’articolo 47 del RAA, nella versione applicabile alla controversia, dispone:
            «Il contratto dell’agente temporaneo si risolve, oltre che per decesso: 
            (…)
            b) per i contratti a tempo determinato: 
            i) alla data stabilita nel contratto; 
            ii) alla scadenza del termine di preavviso fissato nel contratto, il quale conferisce all’agente o all’istituzione la facoltà di risolvere il contratto stesso prima della scadenza (…)». 
            La procedura di rinnovo dei contratti di agente temporaneo in seno a Frontex 
            5. All’epoca dei fatti, la procedura di rinnovo dei contratti di agente temporaneo in seno a Frontex era disciplinata da orientamenti, comunicati al personale di Frontex il 26 luglio 2010 con la nota amministrativa n. 40, intesi in particolare a garantire la coerenza, la trasparenza e l’equità dei procedimenti (in prosieguo: gli «orientamenti»). Ai sensi del punto 2 degli orientamenti, la procedura di rinnovo comporta quattro fasi:
            – dopo che l’agente ha manifestato il suo interesse al rinnovo del contratto, il valutatore inserisce i suoi commenti e la sua proposta in ordine al rinnovo su un formulario ad hoc;
            – il vidimatore esamina la proposta del valutatore ed esprime sullo stesso formulario il suo accordo o il suo disaccordo motivandolo; in caso di disaccordo tra il valutatore e il vidimatore, quest’ultimo esprime per iscritto i motivi del suo disaccordo;
            – il direttore della divisione interessata formula una raccomandazione sul formulario;
            – il direttore esecutivo adotta la decisione finale.
            6. Ai sensi del punto 3, lettera a), degli orientamenti:
            «Se il direttore esecutivo decide di rinnovare il contratto per [cinque] anni, [l’Ufficio delle risorse umane] predispone una lettera proponendo all’agente un rinnovo del contratto per tale periodo (…)
            Dopo aver ricevuto una risposta affermativa da parte dell’agente, [l’Ufficio delle risorse umane] predispone una clausola addizionale che è pronta [due] mesi prima della scadenza del contratto in corso, per accordo e firma dell’agente (…)».
            7. Il punto 3, lettera c), degli orientamenti precisa:
            «Se il direttore esecutivo decide di non rinnovare il contratto, [l’Ufficio delle risorse umane] predispone una lettera che menziona gli argomenti forniti dal valutatore (motivi connessi all’interesse del servizio, motivi connessi alle prestazioni o una combinazione dei due fattori). Tale lettera è firmata dal direttore esecutivo e trasmessa all’agente [dodici] mesi prima della scadenza del contratto in vigore».
            Fatti 
            8. Il ricorrente è entrato in servizio presso Frontex il 1º agosto 2006, in qualità di agente temporaneo ai sensi dell’articolo 2, lettera a), del RAA, per un periodo di cinque anni rinnovabile. In un primo tempo, egli è stato designato capo unità dei servizi amministrativi di Frontex e inquadrato nel grado A*12, secondo scatto.
            9. All’inizio del 2008, tra le unità e il direttore esecutivo è stato creato il livello di inquadramento delle «divisioni», con a capo «direttori di divisione». Nella primavera del 2008, è stata avviata una procedura di selezione relativa ai posti intermedi di direttore di divisione. Il ricorrente, incoraggiato allora dal direttore esecutivo a partecipare a tale procedura, ha presentato la sua candidatura al posto di direttore della divisione amministrativa, candidatura che non è stata però accolta, venendo invece selezionato per tale posto il sig. C.
            10. A seguito di una procedura di selezione interna e conformemente ad una clausola addizionale al suo contratto, firmata il 22 giugno 2010, il ricorrente è stato assegnato, con decorrenza 1° agosto 2010, al posto di capo dell’ufficio operativo di Frontex nel Pireo (Grecia). Le sue funzioni di capo unità dei servizi amministrativi erano state trasferite sin dal mese di giugno 2010 al direttore della divisione amministrativa, sig. C., che era anche, a tal titolo, suo superiore gerarchico.
            11. Per quanto riguarda la valutazione delle prestazioni lavorative del ricorrente, un rapporto informativo è stato redatto nel novembre 2009 per l’anno 2008. In tale rapporto, il direttore della divisione amministrativa, sig. C., superiore gerarchico diretto e a tal titolo valutatore del rapporto del ricorrente, e il vicedirettore esecutivo, in qualità di vidimatore, hanno ritenuto che le prestazioni del ricorrente rientrassero nel livello III, dato che, a loro parere, egli aveva «corrisposto parzialmente alle attese in materia di efficienza, di capacità e di condotta nel servizio». Per contro, nel rapporto informativo successivo, redatto il 23 giugno 2010 per l’anno 2009, gli stessi valutatore e vidimatore hanno collocato al livello II la qualità delle prestazioni del ricorrente, avendo quest’ultimo, a loro parere, «corrisposto pienamente alle attese in materia di efficienza, di capacità e di condotta nel servizio». Infine, il 23 febbraio 2011, il ricorrente ha ricevuto un progetto di rapporto informativo per l’anno 2010 nel quale il valutatore e il vidimatore, che erano cambiati ed erano divenuti rispettivamente il vicedirettore esecutivo e il direttore esecutivo, hanno ritenuto di dover collocare la qualità delle prestazioni del ricorrente al livello III.
            12. Il 28 aprile 2011, il ricorrente ha presentato, dinanzi al comitato di valutazione congiunta istituito dall’articolo 13 della decisione del direttore esecutivo di Frontex, del 27 agosto 2009, che istituisce una procedura di valutazione del personale, un ricorso contro il progetto di rapporto informativo per l’anno 2010. Il 13 giugno 2012, detto comitato ha emesso il proprio parere nel quale ha concluso che, «non avendo fissato obiettivi e mancando di prove sufficienti a sostegno di talune delle sue valutazioni», il rapporto andava «migliorato in imparzialità e in obiettività», e che, «[a] seguito dei lunghi periodi di congedo di malattia del ricorrente nel 2011 e delle difficoltà derivatene per realizzare tutte le fasi della procedura di valutazione, (…) da una parte, (…) la procedura applicabile non [era] stata seguita, ma, dall’altra, la responsabilità non p[oteva] esserne imputata al valutatore e/o al vidimatore».
            13. Con messaggio di posta elettronica dell’11 luglio 2012, il ricorrente è stato informato che il vidimatore aveva deciso di confermare il rapporto informativo per l’anno 2010 e di non apportarvi alcuna modifica. Il ricorrente ha impugnato detto rapporto dinanzi al Tribunale che, con sentenza del 9 ottobre 2013, Wahlström/Frontex (F‑116/12, EU:F:2013:143, ora impugnata dinanzi al Tribunale dell’Unione europea, causa T‑653/13 P), ha respinto il ricorso.
            14. D’altro canto, per quanto riguarda il rinnovo del contratto di agente temporaneo del ricorrente, il cui termine contrattuale era il 31 luglio 2011, con messaggio di posta elettronica del 22 luglio 2010, l’Ufficio delle risorse umane ha chiesto al ricorrente se egli fosse interessato al rinnovo del contratto al fine di stabilire se occorresse «avviare la procedura di rinnovo dodici mesi prima», come previsto dagli orientamenti. Con messaggio di posta elettronica in pari data, il ricorrente ha risposto affermativamente, precisando di «essere più che mai interessato (…) alle missioni attuali, alle circostanze e alle prospettive future [del posto], il che [gli avrebbe] perm[esso] di operare al servizio di Frontex forte della [sua] formazione di ufficiale della guardia costiera e dei [suoi] 20 anni di esperienza nell’ambito della gestione delle frontiere». L’Ufficio delle risorse umane ha immediatamente risposto al ricorrente, con messaggio di posta elettronica, che avrebbe allora «avviato» il procedimento di rinnovo del contratto e che una decisione al riguardo era prevedibile per la fine del mese di settembre o per l’inizio del mese di ottobre 2010.
            15. Nel corso di una riunione, il 9 dicembre 2010, il direttore esecutivo, nella sua qualità di autorità autorizzata a concludere i contratti di assunzione di Frontex (in prosieguo: l’«AACC»), ha informato il ricorrente della sua intenzione di non rinnovare il suo contratto. L’indomani, conformemente alla raccomandazione del vicedirettore esecutivo, il quale, nella veste di valutatore del rapporto del ricorrente, aveva sottolineato, nel formulario di rinnovo del contratto, che le prestazioni lavorative di quest’ultimo nel corso degli ultimi quattro anni non avevano corrisposto alle attese, il direttore esecutivo ha formalmente adottato la decisione di non rinnovare il contratto del ricorrente. Tale decisione è stata notificata al ricorrente il 16 dicembre successivo.
            16. La decisione del 10 dicembre 2010 del direttore esecutivo di Frontex di non rinnovare il contratto del ricorrente ha formato oggetto di un procedimento amministrativo precontenzioso per essere poi impugnata dal ricorrente dinanzi al Tribunale che, con sentenza del 30 gennaio 2013, Wahlström/Frontex (F‑87/11, EU:F:2013:10), ha annullato detta decisione per violazione delle forme sostanziali, avendo il Tribunale constatato che il procedimento di rinnovo del contratto del ricorrente presentava un vizio di competenza del valutatore consultato. A seguito di tale annullamento, il direttore esecutivo di Frontex, nella sua qualità di AACC, ha adottato, il 19 febbraio 2013, una nuova decisione di non rinnovo del contratto del ricorrente (in prosieguo: la «decisione impugnata»), la quale è stata notificata al ricorrente il 22 febbraio seguente, con il nuovo formulario di rinnovo del suo contratto redatto dal valutatore e dal vidimatore.
            17. Il 23 aprile 2013, il ricorrente ha presentato un reclamo, ai sensi dell’articolo 90, paragrafo 2, dello Statuto, contro la decisione impugnata. Tale reclamo è stato respinto con decisione dell’AACC del 21 agosto 2013.
            Conclusioni delle parti 
            18. Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
            – annullare la decisione impugnata;
            – esercitare il «suo potere di giurisdizione estesa al merito al fine di garantire l’efficacia della sua decisione»;
            – condannare Frontex alle spese.
            19. Frontex conclude che il Tribunale voglia:
            – respingere il ricorso;
            – condannare il ricorrente alle spese.
            In diritto 
            Sulla domanda di annullamento 
            20. A sostegno della sua domanda di annullamento, il ricorrente deduce cinque motivi, relativi, il primo, ad una violazione dei diritti della difesa, il secondo, alla violazione del punto 3, lettera c), degli orientamenti, il terzo, alla violazione del principio della tutela del legittimo affidamento, il quarto, all’inosservanza del dovere di sollecitudine e, il quinto, a un errore manifesto di valutazione.
            21. Nell’ambito del suo primo motivo, il ricorrente contesta a Frontex il fatto di non averlo sentito prima dell’adozione della decisione impugnata, la quale costituirebbe un atto arrecante pregiudizio in grado di avere serie conseguenze sulla sua situazione lavorativa, poiché, essendo basata su una valuta zione delle sue qualità e delle sue qualifiche, essa lo priverebbe del mantenimento del suo rapporto di lavoro. Una siffatta decisione dovrebbe pertanto essere interpretata come una decisione adottata in esito ad un procedimento avviato a carico del ricorrente.
            22. Il ricorrente osserva altresì che il diritto di essere sentiti costituisce un principio fondamentale del diritto dell’Unione, che prevale sugli orientamenti, di modo che, anche se questi ultimi non prevedono la consultazione degli agenti interessati, detto principio trova nondimeno applicazione. Solo in casi molto particolari, quando si rivela, in pratica, impossibile o incompatibile con l’interesse del servizio procedere alla previa consultazione dell’interessato, gli obblighi che discendono dal principio di cui sopra potrebbero essere soddisfatti con un’audizione nei termini più brevi possibili dopo l’adozione della decisione arrecante pregiudizio. Orbene, nel caso di specie, Frontex non avrebbe consultato il ricorrente né prima né alla prima occasione dopo l’adozione della decisione impugnata.
            23. Frontex non contesta che la decisione impugnata pregiudichi il ricorrente né che il rispetto dei diritti della difesa in ogni procedimento avviato a carico di una persona e in grado di concludersi con un atto arrecante pregiudizio costituisca un principio fondamentale del diritto dell’Unione che dev’essere garantito anche in assenza di una normativa specifica riguardante il procedimento di cui trattasi. Tuttavia, Frontex fa valere che il mero fatto che una decisione costituisca, sotto il profilo procedurale, un atto arrecante pregiudizio non basta perché l’amministrazione abbia l’obbligo di sentire utilmente l’agente interessato prima di adottarla. Occorrerebbe in più che il procedimento amministrativo in esito al quale la decisione arrecante pregiudizio è stata adottata sia stato avviato a carico dell’interessato. Orbene, l’ipotesi non sussisterebbe nel caso della procedura di rinnovo del contratto di agente temporaneo, la quale si applicherebbe, secondo le stesse norme e gli stessi criteri di valutazione, a tutti gli agenti temporanei che desiderano il rinnovo dei contratti in scadenza. Sarebbe, di conseguenza, contraddittorio affermare che una tale procedura viene applicata a carico dell’agente interessato.
            24. All’udienza, Frontex ha parimenti ritenuto che neppure l’articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea la obbligasse a sentire il ricorrente sul rinnovo del suo contratto, poiché tale rinnovo non poteva arrecargli pregiudizio.
            25. A questo proposito, occorre ricordare che, secondo una giurisprudenza costante, i diritti della difesa si impongono, in qualsiasi procedimento a carico di una persona e che possa concludersi con un atto per essa lesivo, come principio generale del diritto dell’Unione, principio che dev’essere garantito anche in assenza di una normativa specifica riguardante il procedimento di cui trattasi (sentenze Belgio/Commissione, 234/84, EU:C:1986:302, punto 27; Germania/Commissione, C‑288/96, EU:C:2000:537, punto 99, e Commissione/De Bry, C‑344/05 P, EU:C:2006:710, punto 37).
            26. Nella fattispecie, il ricorrente sostiene che la decisione impugnata è stata adottata in esito a un procedimento avviato a suo carico, in quanto essa lo sanziona con la privazione del suo rapporto di lavoro sul fondamento di una valutazione delle sue qualità e qualifiche. Tuttavia, come giustamente osserva Frontex, la procedura di rinnovo dei contratti di agente temporaneo, quale disciplinata dagli orientamenti, mira appunto a permettere all’AACC di esaminare, dopo che gli agenti interessati ne abbiano manifestato il desiderio, se occorra rinnovare i loro contratti in scadenza, secondo norme che garantiscano loro un trattamento identico, in un ambito in cui l’AACC dispone di un ampio potere discrezionale. Di conseguenza, non può ritenersi che il procedimento sfociato nella decisione impugnata sia stato esperito a carico del ricorrente, che non può, pertanto, far valere, a tale titolo, i diritti della difesa.
            27. Anche se non è dunque dimostrato, nella fattispecie, che la decisione impugnata sia stata adottata in esito ad un procedimento a carico del ricorrente, nondimeno tale decisione incide in modo sfavorevole sulla situazione di quest’ultimo, in quanto ha come risultato quello di privarlo della possibilità di proseguire il suo rapporto di lavoro con Frontex. Ora, i diritti della difesa, quali ormai sanciti dall’articolo 41 della Carta, il quale, secondo il giudice dell’Unione, è di applicazione generale (sentenza L/Parlamento, T‑317/10 P, EU:T:2013:413, punto 81), comprendono, essendo comunque più estesi, il diritto procedurale di ogni persona, previsto al paragrafo 2, lettera a), del detto articolo, di essere ascoltata prima che nei suoi confronti venga adottato un provvedimento individuale che le rechi pregiudizio (v., in questo senso, sentenze Francia/People’s Mojahedin Organization of Iran, C‑27/09 P, EU:C:2011:853, punto 65; M., C‑277/11, EU:C:2012:744, punti da 81 a 83, e Commissione/Kadi, C‑584/10 P, C‑593/10 P e C‑595/10 P, EU:C:2013:518, punti 98 e 99). Di conseguenza, Frontex era tenuta, in applicazione dell’articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta, a mettere il ricorrente in condizione di manifestare efficacemente le sue osservazioni prima di adottare la decisione impugnata. Ebbene, Frontex non nega affatto di non aver consentito al ricorrente di essere sentito prima dell’adozione di quest’ultima.
            28. Tuttavia, perché una violazione del diritto di essere sentiti possa comportare l’annullamento della decisione impugnata, è necessario anche accertare, secondo una giurisprudenza costante, se, in assenza di tale irregolarità, il procedimento avrebbe potuto concludersi con un risultato diverso (sentenze G. e R., C‑383/13 PPU, EU:C:2013:533, punto 38, e giurisprudenza ivi citata, e CH/Parlamento, F‑129/12, EU:F:2013:203, punto 38).
            29. Nella fattispecie, risulta dal nuovo formulario di rinnovo del contratto che la raccomandazione del valutatore di non rinnovare il contratto del ricorrente si basa sul livello delle sue prestazioni lavorative per l’anno 2009, così come erano state valutate nel rapporto informativo redatto il 23 giugno 2010. Tali valutazioni sono state infatti riportate, nella sostanza e addirittura in gran parte letteralmente, nella decisione impugnata, dove il valutatore ha sottolineato «il livello insufficiente delle prestazioni (competenze e comportamento) negli ambiti ritenuti essenziali, basilari e prioritari per il posto di titolare», mettendo in evidenza appunto i due obiettivi non conseguiti e menzionati alla sezione B (dal titolo «Realizzazione degli obiettivi nel corso del periodo di riferimento») del suddetto rapporto informativo. Analogamente, le difficoltà relazionali con talune unità e la persistenza a prendere decisioni inadeguate, sottolineate nella sezione D «Capacità (competenze e qualifiche) nel corso del periodo di riferimento» del detto rapporto, sono state riportate alla lettera nella decisione impugnata sotto i commenti del valutatore. Orbene, è pacifico che il ricorrente è stato sentito nell’ambito dell’esercizio di valutazione per l’anno 2009.
            30. Tuttavia, il dialogo intervenuto tra il ricorrente e il valutatore nell’ambito di tale esercizio non può, di per se stesso, dimostrare che, anche in assenza dell’irregolarità procedurale constatata al precedente punto 27, vale a dire anche nel caso in cui il ricorrente fosse stato sentito prima dell’adozione della decisione impugnata e fosse stato così in grado di far valere la sua difesa dinanzi al rischio di perdere il posto, il procedimento di rinnovo del contratto non avrebbe potuto concludersi con un risultato diverso, dato che i due procedimenti di cui trattasi, l’uno riguardante la redazione di un rapporto informativo, l’altro il rinnovo o meno di un contratto, hanno scopi certamente affini, ma tuttavia diversi e che possono basarsi su criteri di valutazione diversi. In particolare, il livello delle prestazioni e delle competenze dell’agente interessato costituisce solo uno degli elementi che possono essere presi in considerazione dall’AACC chiamata a pronunciarsi sul rinnovo di un contratto.
            31. Ciò è tanto più vero a proposito dei commenti del vidimatore, e cioè il vicedirettore esecutivo, che è stato anch’egli consultato nell’ambito del nuovo procedimento di rinnovo del contratto esperito dopo la sentenza di annullamento del Tribunale. Tali commenti hanno riguardato le prestazioni lavorative del ricorrente nel corso dell’anno 2010, prestazioni che erano già state esaminate dallo stesso funzionario, questa volta nella sua qualità di valutatore del rapporto informativo del ricorrente, nell’ambito dell’esercizio di valutazione del 2011. Orbene, nella sua sentenza Wahlström/Frontex (EU:F:2013:143, punto 38), in cui si è pronunciato sul ricorso contro il rapporto informativo redatto nell’ambito dell’esercizio di valutazione del 2011, il Tribunale ha appunto constatato che nessun dialogo era intervenuto tra il valutatore e il ricorrente nell’ambito di tale esercizio. 
            32. Tenuto conto di quanto precede, non può essere escluso che la conclusione dell’AACC di non rinnovare il contratto del ricorrente avrebbe potuto essere diversa se il ricorrente fosse stato messo nelle condizioni di manifestare efficacemente il suo punto di vista in merito alle sue prestazioni professionali sia nel 2009 sia nel 2010, e ciò in vista della prosecuzione del suo rapporto di lavoro con Frontex, e che, pertanto, l’osservanza del diritto di essere sentiti avrebbe potuto così avere un’influenza sul tenore della decisione impugnata.
            33. Ammettere, nelle circostanze di specie, che Frontex avrebbe adottato una decisione identica anche dopo aver sentito il ricorrente, non significherebbe altro se non privare di ogni efficacia il diritto fondamentale di essere sentiti sancito dall’articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta, dato che l’essenza stessa di tale diritto implica che l’interessato abbia la possibilità di influire sul processo decisionale in corso (sentenza Marcuccio/Commissione, T‑236/02, EU:T:2005:417, punto 115). 
            34. Discende da quanto precede che il primo motivo è fondato e che, di conseguenza, si deve annullare la decisione impugnata senza che sia necessario esaminare gli altri motivi.
            Sulla domanda diretta a che il Tribunale eserciti la sua competenza giurisdizionale estesa al merito 
            35. Il ricorrente, dopo aver considerato che il suo ricorso, in quanto diretto all’annullamento di una decisione di non rinnovo del contratto di agente temporaneo, comporta conseguenze pecuniarie, chiede al Tribunale di esercitare la competenza giurisdizionale estesa al merito riconosciutagli dall’articolo 91, paragrafo 1, dello Statuto condannando Frontex al pagamento dell’importo che riterrà necessario ex equo et bono al fine di garantire l’efficacia della sua decisione.
            36. Frontex ritiene che il Tribunale non debba esercitare la sua competenza estesa al merito condannandola al versamento di un risarcimento danni.
            37. A questo proposito, occorre ricordare che l’annullamento di un atto da parte del giudice dell’Unione ha l’effetto di eliminare retroattivamente tale atto dell’ordinamento giuridico e che, quando all’atto annullato è già stata data esecuzione, la cancellazione dei suoi effetti impone il ripristino della situazione di diritto in cui la parte ricorrente si trovava anteriormente all’adozione di tale atto (sentenze Landgren/ETF, F‑1/05, EU:F:2006:112, punto 92, e Kalmár/Europol, F‑83/09, EU:F:2011:66, punto 88). Inoltre, conformemente all’articolo 266 TFUE, l’istituzione da cui promana l’atto annullato è tenuta «a prendere i provvedimenti che l’esecuzione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea comporta».
            38. È anche importante sottolineare che la decisione impugnata è stata annullata perché il ricorrente non è stato utilmente sentito dall’AACC prima della sua adozione.
            39. In tale contesto non può, in ogni caso, essere escluso che l’AACC ritenga di poter nuovamente adottare una decisione di non rinnovo del contratto di agente temporaneo del ricorrente dopo un riesame del fascicolo, tenendo conto della motivazione della presente sentenza.
            40. D’altro canto, per il caso in cui la presente domanda dovesse essere intesa come diretta ad ottenere il risarcimento dal danno morale subito dal ricorrente a seguito degli illeciti imputati all’AACC nel contesto della sua domanda di annullamento, si deve necessariamente constatare che il ricorso non contiene la minima dimostrazione che il preteso danno morale non possa essere integralmente riparato attraverso l’annullamento della decisione impugnata che l’aveva causato.
            41. Di conseguenza, non occorre che il Tribunale, esercitando la competenza giurisdizionale estesa al merito di cui è titolare ai sensi dell’articolo 91, paragrafo 1, dello Statuto, provveda a garantire l’efficacia pratica della presente sentenza di annullamento.
            Sulle spese 
            42. Ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del regolamento di procedura, fatte salve le altre disposizioni del capo VIII del titolo secondo del detto regolamento, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Ai sensi del paragrafo 2 dello stesso articolo, per ragioni di equità, il Tribunale può decidere che una parte soccombente sia condannata solo parzialmente alle spese o addirittura che non debba essere condannata a tale titolo.
            43. Dalla motivazione della presente sentenza risulta che Frontex è risultata soccombente. Inoltre, il ricorrente, nelle sue conclusioni, ha espressamente chiesto che Frontex fosse condannata alle spese. Poiché le circostanze di specie non giustificano l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 87, paragrafo 2, del regolamento di procedura, Frontex dovrà sopportare le proprie spese ed è condannata a sopportare le spese sostenute dal ricorrente.
            
            Dispositivo
            Per questi motivi,
            IL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA (Terza Sezione)
            dichiara e statuisce:
            1) La decisione del direttore esecutivo dell’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea, del 19 febbraio 2013, di non rinnovare il contratto di agente temporaneo del sig. Wahlström è annullata. 
            2) Per il resto, il ricorso è respinto. 
            3) L’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea sopporterà le proprie spese ed è condannata a sopportare le spese del sig. Wahlström.