CELEX: 52000PC0492
Language: it
Date: 2000-07-26
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla protezione dell'euro dalla falsificazione

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52000PC0492

Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla protezione dell'euro dalla falsificazione  /* COM/2000/0492 def. - CNS 2000/0208 */  

Gazzetta ufficiale n. C 337 E del 28/11/2000 pag. 0264 - 0273

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo alla protezione dell'euro dalla falsificazione(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Contesto generale1.1. Il contesto istituzionaleNella sua raccomandazione del 7 luglio 1998 relativa all'adozione di talune misure atte a rafforzare la protezione legale delle banconote e monete in euro [1], la Banca centrale europea ha auspicato che venisse adottata una normativa comunitaria atta a garantire la protezione giuridica dell'euro.[1]  GU C 11 del 15.1.1999, pag.13.La comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Banca centrale europea del 22 luglio 1998 relativa alla protezione dell'euro e alla lotta anticontraffazione [2] ha illustrato le sfide e gli obiettivi della protezione della moneta unica e ha individuato le specifiche responsabilità della Banca centrale europea, della Commissione e di Europol, partendo dalla Convenzione di Ginevra del 20 aprile 1929 per la repressione del falso nummario [3].[2]  COM (1998) 474.[3]  Società delle Nazioni. Raccolta dei trattati, n. 2623 (1931), pag. 372.Il 29 aprile 1999, il Consiglio ha esteso il mandato dell'Europol alla lotta contro la falsificazione di monete e di altri mezzi di pagamento [4].[4]  GU C 149 del 28.5.1999, pag. 16.Una decisione quadro del Consiglio, relativa al rafforzamento della tutela per mezzo di sanzioni penali e altre sanzioni contro la falsificazione di monete in relazione all'introduzione dell'euro, è stata adottata il 29 maggio 2000 [5] .[5]  GU L 140 del 14.6.2000, pag. 1.1.2. Contenuto della proposta di regolamentoLa proposta è basata sull'articolo 123, paragrafo 4, terzo comma e sull'articolo 308 del trattato CE. Essa verte su tre argomenti principali:- il trattamento delle informazioni tecniche relative alla contraffazione;- l'elaborazione dei dati operativi e strategici;- la cooperazione e la reciproca assistenza.1.3. Collegamento con il mandato dell'EuropolIl presente regolamento dovrebbe, a suo tempo, essere integrato dall'estensione del mandato dell'Europol in modo da coprire gli aspetti più specifici della protezione dell'euro, nonché da altri eventuali adattamenti, ove necessario, quali la definizione delle modalità di partecipazione dell'Europol ad indagini condotte congiuntamente. La modifica può essere adottata sulla base dell'articolo 43, paragrafo 3 della Convenzione Europol, previo esame da parte del consiglio di amministrazione dell'Europol.La forma e il contenuto della nuova definizione, ampliata o integrata, del mandato potrebbero formare oggetto di un progetto preliminare che sarebbe esaminato in collaborazione con l'Europol.1.4. Cooperazione Europol/Commissione e Europol/Banca centrale europea (BCE)Le condizioni di accesso alle informazioni e della cooperazione ai fini dello scambio di informazioni strategiche tra l'Europol e la Commissione e tra l'Europol e la Banca centrale europea, dovrebbero essere definite in modo che si possano applicare alle informazioni grezze, ai risultati delle analisi in corso o completate e ai dati statistici e, al contempo, in funzione delle necessità rispettive della Commissione e della BCE. A tal fine, si dovrebbe prevedere, a complemento del presente regolamento, la sottoscrizione di un accordo tripartito oppure di due accordi distinti, sulla base dell'articolo 42, paragrafo 1 della Convenzione Europol e degli articoli 2 e 7 della decisione del Consiglio di amministrazione dell'Europol, del 15 ottobre 1998, che stabilisce le norme sulle relazioni esterne dell'Europol con organismi connessi all'Unione europea [6]. Siffatto accordo potrebbe anche prevedere una struttura di coordinamento tra  la Commissione, la BCE e l'Europol a livello dei servizi e, se necessario, ad alto livello.[6]  GU C 26 del 30.1.1999.La Commissione potrebbe, sulla base di un progetto preliminare di accordo, avviare una concertazione al riguardo con la BCE e l'Europol.1.5. A suo tempo, si dovrebbe inoltre prevedere che i futuri accordi di cooperazione con i paesi terzi siano integrati da una clausola tipo in materia di cooperazione nel settore della lotta contro la falsificazione dell'euro, così come in materia di cooperazione operativa.1.6. La Commissione garantirà la continuità dei lavori svolti fin dal 1998 con gli esperti in materia di contraffazione dell'euro, nell'ambito del comitato consultivo della Commissione, per facilitare la definizione e l'adattamento dell'approccio comunitario complessivo alla protezione delle banconote e delle monete metalliche in euro. In particolare, gli esperti saranno associati alle azioni in corso e a quelle future nel settore della formazione multidisciplinare destinata a tutti gli operatori incaricati della prevenzione e della lotta anticontraffazione, sia nell'Unione europea che nei paesi terzi. Tali lavori integreranno quelli svolti in seno ai gruppi consultivi esistenti in altri ambiti (in particolare all'Europol e alla BCE).2. Commento degli articoliArticolo 1L'articolo contiene le definizioni indispensabili (biglietti falsi e monete false in euro, contraffazione o falsificazione dell'euro, dati tecnici, dati operativi, dati strategici, Convenzione di Ginevra con rinvio alla Convenzione Internazionale per la repressione del falso nummario del 1929).In caso di controversia circa la natura della contraffazione delle banconote o delle monete, la Banca centrale europea e gli Stati membri dovranno, rispettivamente, stabilire se sussiste il rischio di confusione con gli strumenti monetari in euro aventi corso legale. Le informazioni relative alle banconote false in euro comprendono gli indicatori per classificare i falsi a seconda della categoria e dell'alterazione, nonché i dettagli delle tecniche di produzione e le specifiche delle banconote sospette.Articolo 2L'articolo precisa quali sono le autorità nazionali competenti ai diversi fini. Esse sono designate dagli Stati membri. Nei considerando 8 e 9 sono menzionate le autorità più specificamente competenti per l'analisi e l'identificazione delle banconote e delle monete false in euro.Articolo 3L'articolo verte sui dati tecnici relativi alle banconote false e alle monete false in euro raccolte e classificate dalle autorità nazionali competenti e trasmesse alla Banca centrale europea per esservi elaborati e conservati. La BCE riceve anche le informazioni tecniche relative ai falsi in euro provenienti dai paesi terzi.Articolo 4Ai sensi di quest'articolo relativo alla trasmissione delle banconote false in euro, per autorità nazionali competenti si intende la banca centrale nazionale o il centro nazionale di analisi (CNA). Per comunicazione immediata del risultato finale dell'analisi da parte della Banca centrale europea si deve intendere che la comunicazione deve avvenire almeno al momento del primo accertamento amministrativo ovvero all'atto del sequestro giudiziario. La BCE deve attribuire il codice europeo al più tardi entro due mesi.Articolo 5Il Consiglio Ecofin ha approvato il 28 febbraio 2000 il quadro tecnico per il trattamento delle monete false in euro. Per autorità nazionali competenti ai sensi di quest'articolo, relativo alla trasmissione delle monete false in euro, si intendono i CNAC (Coin National Analysis Centre). Questa disposizione trova diretta applicazione anche negli Stati membri non partecipanti all'euro.Articolo 6Un'analisi di diritto comparato intrapresa in seno al comitato consultivo per il coordinamento nel settore della lotta anti-frode della Commissione (gruppo di esperti in materia di falsificazione dell'euro), nonché la relazione della Banca centrale europea del novembre 1999 sulla protezione giuridica delle banconote, segnalano che esistono differenze considerevoli tra i sistemi giuridici degli Stati membri per quanto riguarda l'obbligo di cooperazione degli enti creditizi  nel settore della lotta anticontraffazione. Tale situazione rende necessario imporre una serie di obblighi a carico degli enti creditizi, corredati di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive in caso di negligenza o di carattere intenzionale.Articolo 7L'Unità di lotta contro la falsificazione dell'euro si avvarrà, per il suo funzionamento, delle infrastrutture dell'Europol. La creazione dell'Unità dipende da una decisione relativa all'organizzazione amministrativa dell'Europol. L'Europol è in grado di assumersi i compiti materiali previsti dal regolamento, poiché essi sono in stretta correlazione con il suo mandato in materia di lotta contro la falsificazione di monete e di altri mezzi di pagamento. L'indipendenza conferita all'Unità rende necessario che il suo personale sia soggetto ad uno statuto europeo, che esclude gli ufficiali di collegamento e i membri delle Unità nazionali dell'Europol, e non ad uno statuto nazionale.Articolo 8L'articolo precisa i compiti da affidare all'Unità di cui all'articolo 7. Come riconosciuto dagli esperti in materia di falsificazione dell'euro (comitato consultivo della Commissione), essa deve soprattutto poter prestare tutta l'assistenza necessaria alle autorità degli Stati membri, in particolare il supporto scientifico. Essa deve anche poter cooperare con la Banca centrale europea e la Commissione, in funzione delle loro rispettive esigenze.Articolo 9È indispensabile che gli Stati membri assicurino che gli uffici centrali nazionali istituiti sulla base della Convenzione di Ginevra del 1929 dispongano di tutte le informazioni a livello nazionale in materia di falsificazione dell'euro.Articolo 10L'obbligo di comunicazione, fin dal primo accertamento amministrativo o all'atto del sequestro giudiziario, di tutti i casi individuati di falsificazione dell'euro al sistema di informazione gestito dall'Unità di cui all'articolo 7 incombe agli uffici centrali nazionali per il tramite delle unità nazionali dell'Europol. Gli uffici centrali nazionali tengono regolarmente aggiornate le informazioni e comunicano quelle relative alla fase della procedura e al seguito dell'azione penale; se necessario richiedono l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria competente. Dette comunicazioni tengono conto dell'evoluzione della procedura (sequestro di valuta falsa in euro, perquisizioni, arresti, imputazione di reato). Il sistema di informazione gestito dall'Unità, incentrato su una base di dati operativi e strategici e di terminali nell'ambito di ogni ufficio centrale nazionale, è inteso a permettere un accesso diretto agli uffici centrali degli Stati membri.Articolo 11La lotta anticontraffazione rende necessaria la reciproca assistenza tra le autorità competenti in relazione ad ogni utile informazione, come già avviene in diversi settori del diritto comunitario. Gli Stati membri provvedono a che l'autorità nazionale competente richiesta comunichi tutte le informazioni all'autorità nazionale competente richiedente in modo da fornirle assistenza per la ricerca, l'identificazione dei falsi e la lotta contro la falsificazione di monete in euro.Articolo 12Gli Stati membri provvedono a che il sistema di messaggistica gestito dall'Unità di cui all'articolo 7 consenta una cooperazione in tempo reale, che si traduca in interventi immediati a livello europeo da parte delle autorità competenti (sistema di messaggistica operante 24 ore su 24 e interattivo con la base di dati operativi e strategici).Articolo 13Gli Stati membri provvedono a che l'Unità di cui all'articolo 7 raccolga le informazioni operative e strategiche provenienti dai paesi terzi. La cooperazione con i paesi terzi comprende anche l'assistenza tecnica e amministrativa, in particolare allo scopo di dare piena applicazione alla cooperazione prevista dalla Convenzione di Ginevra, di realizzare strutture centrali di protezione dell'euro dalla contraffazione, di migliorare l'efficacia degli organismi deputati a combattere la falsificazione dell'euro e di contribuire alla formazione del personale specializzato. Tutte le autorità competenti degli Stati membri che ricevono informazioni sui casi di falsificazione dell'euro scoperti in un paese terzo con il supporto dell'Europol e della Commissione europea mettono a disposizione i loro servizi competenti.Articolo 14È riconosciuto il principio dell'equivalenza della protezione offerta dalla Direttiva 95/46/CE del Parlamento e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati [7]; ciò significa che:[7]  GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.- la raccolta e qualsiasi altra operazione di trattamento di dati devono avvenire in modo leale e lecito ;- i dati devono essere raccolti per le finalità definite dal presente regolamento e non essere successivamente trattati a scopi incompatibili con gli obiettivi definiti;- i dati devono essere adeguati, pertinenti e proporzionati rispetto alle finalità per le quali sono stati trattati;- i dati devono essere esatti e, se necessario, aggiornati;- i dati devono essere conservati in modo da consentire l'identificazione delle persone interessate per un arco di tempo non superiore a quello necessario al conseguimento degli obiettivi perseguiti.Inoltre, i dati relativi alla sicurezza tecnica sono soggetti agli obblighi connessi con il segreto professionale.2000/0208 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo alla protezione dell'euro dalla falsificazioneIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 123, paragrafo 4, terzo comma e l'articolo 308,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere della Banca centrale europea,considerando quanto segue:(1) Il regolamento (CE) n. 974/98 del Consiglio del 3 maggio 1998 relativo all'introduzione dell'euro [8] dispone che, a decorrere dal 1° gennaio 2002, la Banca centrale europea (BCE) e le Banche centrali nazionali (BCN) immettono in circolazione banconote denominate in euro e che gli Stati membri partecipanti coniano monete metalliche denominate in euro; è dunque necessario adottare rapidamente un sistema di protezione, di modo che possa essere operativo prima dell'immissione in circolazione delle banconote e delle monete metalliche in euro.[8]  GU L 139 dell'11.5.1998, pag. 1.(2) È necessario definire ai fini del presente regolamento taluni concetti, quali la falsificazione di moneta denominata in euro, i dati tecnici, operativi e strategici, nonché designare le autorità nazionali competenti.(3) Nella sua decisione quadro del 29 maggio 2000 relativa al rafforzamento per mezzo di sanzioni penali e altre sanzioni della tutela contro la falsificazione di monete in relazione all'introduzione dell'euro [9], il Consiglio ha adottato alcune misure per garantire che l'euro sia protetto in modo adeguato sul piano penale.[9]  GU L 140 del 14.6.2000, pag. 1.(4) La decisione del Consiglio del 29 aprile 1999 ha esteso il mandato dell'Europol alla lotta contro la falsificazione di monete e di altri mezzi di pagamento [10].[10]  Convenzione che istituisce un ufficio europeo di polizia (Convenzione Europol), GU C 316, del 27.11.1995, pag. 2 e decisione del Consiglio del 29.4.1999 che estende il mandato dell'Europol alla lotta contro la falsificazione di monete e di altri mezzi di pagamento, GU C 149 del 28.5.1999, pag. 17 e rettifica GU C 229, 12.8.1999, pag. 14.(5) Conformemente all'indirizzo della Banca centrale europea (BCE), il centro di analisi della contraffazione (CAC), istituito e gestito sotto l'egida della BCE [11], centralizza la classificazione e l'analisi dei dati tecnici relativi alle banconote false.[11]  Indirizzo della Banca centrale europea del 26 agosto 1998 relativo a talune disposizioni sulle banconote in euro, recante le modifiche apportate il 26 agosto 1999 (BCE/1999/3), GU L 258 del 5.10.1999, pag. 32, articolo 3.(6) Il quadro tecnico per il trattamento delle contraffazioni di monete in euro, approvato dal Consiglio il 28 febbraio 2000, prevede la raccolta sistematica da parte della Banca centrale europea di informazioni tecniche relative alla falsificazione dell'euro, l'istituzione - a livello europeo - di un Centro tecnico-scientifico europeo (CTSE) per l'analisi tecnica e la classificazione delle monete metalliche false denominate in euro e, a livello nazionale, dei Centri nazionali di analisi delle monete (CNAC).(7) L'istituzione del Centro tecnico-scientifico europeo è prevista, a titolo temporaneo, quale entità amministrativa separata nell'ambito della Zecca di Parigi (scambio epistolare tra il Presidente del Consiglio e il Ministro delle finanze francese); i compiti di tale Centro devono essere definiti dal presente regolamento.(8) La Banca centrale europea raccoglie e elabora tutti i dati tecnici relativi sia alle banconote false in euro sia alle monete metalliche false in euro.(9) Le banconote false denominate in euro detenute e sequestrate devono essere trasmesse per identificazione alle banche centrali nazionali (o ai centri nazionali di analisi - CNA); le monete metalliche false devono essere trasmesse ai centri nazionali di analisi delle monete.(10) È necessario che gli enti creditizi ed i cambiavalute siano obbligati a ritirare dalla circolazione e trasmettere alle autorità competenti i falsi in euro.(11) È opportuno istituire una Unità di lotta contro la falsificazione dell'euro; in considerazione del mandato conferito all'Europol, tale Unità, di cui occorre precisare le funzioni, deve essere creata e gestita dall'Europol, che ha espresso la propria disponibilità al riguardo. Gli Stati membri dovranno adottare le misure necessarie, nell'ambito delle disposizioni applicabili all'Europol, per garantire che tale Unità possa esercitare le sue funzioni, definite dal presente regolamento, e che disponga delle risorse necessarie.(12) Occorre creare un sistema di informazione anticontraffazione dell'euro gestito dall'Unità di lotta contro la falsificazione dell'euro; tale sistema si incentra su una base di dati operativi e strategici in conformità degli obiettivi di cui all'articolo 13 della Convenzione di Ginevra del 20 aprile 1929, al fine di potenziare l'efficacia delle attività di prevenzione e di individuazione dei falsi in euro.(13) Occorre precisare i compiti dell'Unità di lotta contro la falsificazione dell'euro per quanto riguarda la comunicazione alle autorità competenti dell'analisi e del seguito dato ai casi di falsificazione dell'euro e precisare i suoi obblighi in materia di cooperazione tecnica e operativa, nonché la sua collaborazione con le autorità competenti nazionali e europee per una rapida diffusione delle informazioni e per facilitare la cooperazione operativa.(14) Per garantire uno scambio di dati aggiornati, completi e omogenei, occorre prevedere la centralizzazione a livello nazionale delle informazioni operative e strategiche nonché obblighi di comunicazione.(15) Si deve prevedere la reciproca assistenza tra le autorità competenti, oltre ad un meccanismo di assistenza immediata e di circolazione rapida dell'informazione (sistema di allarme rapido); detto sistema deve essere gestito dall'Unità di lotta contro la falsificazione dell'euro; gli Stati membri dovranno adottare a tal fine le misure necessarie.(16) Occorre, per quanto riguarda l'utilizzo dell'euro nei paesi terzi come valuta per transazioni internazionali, prevedere norme di cooperazione per i casi di falsificazione nei paesi terzi.(17) La riservatezza e la protezione dei dati personali devono essere garantite applicando i principi della direttiva 95/46/CE ai trattamenti di dati personali effettuati in applicazione del presente regolamento; detti principi valgono anche se i trattamenti di dati personali esulano dal campo di applicazione della menzionata direttiva come definito nell'articolo 3; i dati relativi alla sicurezza tecnica rientrano tra i dati per i quali vige l'obbligo del segreto professionale.(18) Onde assicurare la continuità con i lavori degli esperti in materia di falsificazione dell'euro che hanno ispirato i lavori preparatori della Commissione, è utile cercare di organizzare periodicamente delle riunioni informative ed uno scambio di pareri tra i principali operatori della prevenzione e della lotta anticontraffazione. In questo contesto, si terranno anche in considerazione le azioni in materia di formazione rivolte alle autorità nazionali o dei paesi terzi al fine di assicurare la complementarità delle iniziative adottate ai livelli nazionale ed europeo. A tal fine, la Commissione ha istituito nell'ambito del suo Comitato consultivo un gruppo specifico per la protezione delle banconote e delle monete in euro dalla falsificazione, composto da rappresentanti degli Stati membri esperti in materia di contraffazione, nonché di rappresentanti della Banca centrale europea, del Centro tecnico-scientifico europeo, dell'Unità di cui all'articolo 7, dell'Europol e dell'Interpol.(19) Lo scambio centralizzato delle informazioni sui casi individuati di falsificazione di monete in euro tra le autorità nazionali competenti è un complemento indispensabile, che permette di conferire al meccanismo di protezione, a motivo delle dimensioni e degli effetti dell'intervento previsto a livello europeo, una portata operativa tale da ottimizzare, su scala comunitaria, tutte le azioni che mirano a garantire la credibilità dell'euro; tale elemento è indissociabile dalle misure necessarie all'introduzione rapida dell'euro come moneta unica degli Stati membri partecipanti.(20) Le misure da adottare in relazione alla falsificazione dell'euro riguardano la Comunità per le sue competenze attinenti alla moneta unica; la protezione giuridica dell'euro non può essere assicurata in modo soddisfacente dai soli Stati membri, dato che le banconote e le monete in euro avranno corso legale oltre i confini territoriali degli Stati membri.(21) Le misure di cui al presente regolamento non pregiudicano la competenza degli Stati membri nell'applicazione del diritto penale nazionale ai fini della protezione dell'euro dalla contraffazione, né l'indipendenza delle autorità giudiziarie nazionali.(22) Come partecipanti potenziali alla moneta unica anche gli Stati membri che non hanno adottato l'euro hanno interesse alla sua protezione giuridica e la loro cooperazione è necessaria per garantire una protezione efficace; affinché il presente regolamento si applichi anche nei confronti dei suddetti Stati membri, l'articolo 308 è aggiunto come base giuridica in combinato disposto con l'articolo 123, paragrafo 4, terzo comma,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Titolo 1 - Definizioni e autorità competentiArticolo 1 DefinizioniAi fini del presente regolamento, si intende per:1.  «banconote false in euro» o «monete false in euro», le banconote o le monete metalliche denominate in euro che sono state:- fabbricate o alterate senza autorizzazione delle autorità di emissione competenti,- fabbricate usando attrezzature o materiali legali in violazione dei diritti o delle condizioni alle quali le autorità competenti possono emettere moneta,- immesse in circolazione in violazione dei diritti e delle condizioni alle quali le autorità competenti possono emettere moneta;2.  «contraffazione» o «falsificazione di monete» in relazione all'euro, i comportamenti descritti agli articoli da 3 a 5 della decisione quadro del Consiglio del 29 maggio 2000 [12] relativa al rafforzamento della tutela per mezzo di sanzioni penali e altre sanzioni contro la falsificazione di monete in relazione all'introduzione dell'euro;[12]  GU L 140 del 14.6.2000, pag. 1.3. «dati tecnici», i dati che si riferiscono alle descrizioni delle caratteristiche che distinguono le banconote o le monete metalliche autentiche dalle banconote o dalle monete di dubbia natura (descrizione tecnica del tipo di falso);4. «dati operativi», i dati relativi ai reati connessi alla falsificazione, compresi i dati di carattere personale necessari ai fini dell'assistenza alle inchieste e alle indagini in loco allo scopo di migliorarne l'efficacia;5. «dati strategici », i dati connessi agli obiettivi di valutazione dei rischi il cui interesse va al di là del trattamento di un caso specifico già oggetto d'indagine o che può essere oggetto di un'indagine;6. «Convenzione di Ginevra», la convenzione internazionale per la repressione del falso nummario, firmata a Ginevra il 20 aprile 1929 [13].[13]  Società delle Nazioni, Raccolta dei trattati N. 2623 (1931), pag. 372.Articolo 2 Autorità nazionali competenti1.  Ai fini del presente regolamento, si intendono per «autorità nazionali competenti » le autorità appositamente designate dagli Stati membri:- ai fini della raccolta e dell'analisi dei dati tecnici relativi alle banconote false in euro, in particolar modo le banche centrali nazionali o gli altri organismi autorizzati;- ai fini della raccolta e dell'analisi dei dati tecnici relativi alle monete false in euro, in particolar modo le Zecche nazionali, le banche centrali nazionali o gli altri organismi autorizzati;- ai fini della raccolta e dell'analisi dei dati operativi e strategici relativi alla falsificazione dell'euro, in particolar modo gli Uffici centrali nazionali di cui all'articolo 12 della Convenzione di Ginevra;- ai fini dell'accertamento, della raccolta di fatti, dell'azione penale o delle sanzioni.2.  Ogni Stato membro invia alla Banca centrale europea, alla Commissione e all'Europol un elenco delle autorità designate.Titolo 2 - Dati tecniciArticolo 3 Raccolta e accesso1.  I dati tecnici relativi alle banconote false e alle monete false in euro provenienti dagli Stati membri sono raccolti e classificati dalle autorità nazionali competenti e comunicati alla Banca centrale europea, dove sono elaborati e conservati. La Banca centrale europea provvede altresì alla raccolta delle informazioni tecniche relative alle banconote false o alle monete false in euro provenienti dai paesi terzi.2. Le autorità nazionali competenti e, in funzione delle rispettive competenze, la Commissione e l'Europol hanno accesso diretto alle informazioni tecniche della Banca centrale europea.Articolo 4 Obbligo di trasmissione delle banconote false in euro ai fini della loro identificazione1.  Le autorità nazionali competenti per l'individuazione o la raccolta delle banconote false in euro trasmettono immediatamente all'organismo nazionale autorizzato copia di ogni tipo di banconota falsa in euro, affinché vi sia analizzata ed identificata, assieme alle informazioni tecniche e statistiche di cui dispongono. L'organismo nazionale autorizzato trasmette alla Banca centrale europea qualsiasi nuovo tipo di falso corrispondente ai criteri stabiliti da quest'ultima.2. La suddetta procedura si applica anche se sono in corso delle indagini giudiziarie, a meno che non sia assolutamente necessario utilizzare tutti i falsi come elementi probatori.3. La Banca centrale europea comunica immediatamente alle autorità interessate il risultato finale della sua analisi.Articolo 5 Obbligo di trasmissione delle monete false in euro ai fini della loro identificazione1.  Ogni Stato membro istituisce o designa un Centro nazionale di analisi delle monete (CNAC) conformemente alla legislazione e alle prassi nazionali.2. Le autorità nazionali competenti per l'individuazione o la raccolta delle monete false in euro trasmettono immediatamente al Centro nazionale di analisi delle monete copia di ogni tipo di moneta metallica falsa in euro, assieme alle informazioni tecniche e statistiche di cui dispongono. Il Centro nazionale di analisi delle monete trasmette al Centro tecnico-scientifico europeo (CTSE) qualsiasi nuovo tipo di falso corrispondente ai criteri stabiliti da quest'ultimo; a tale scopo, la Banca centrale europea mette a disposizione dei Centri nazionali di analisi delle monete i dati tecnici relativi alle monete false in euro di cui dispone.3. La suddetta procedura si applica anche se sono in corso delle indagini giudiziarie, a meno che non sia assolutamente necessario utilizzare tutti i falsi come elementi probatori.4. Il Centro tecnico-scientifico europeo analizza e classifica le monete false in euro e comunica immediatamente alla Banca centrale europea e alle autorità interessate il risultato finale della sua analisi.Articolo 6 Obblighi degli enti creditizi1.  Gli enti creditizi, ai sensi della direttiva 2000/12/CE [14], nonché gli istituti la cui attività consiste nello scambio di banconote o di monete di valute nazionali diverse, ad esempio i cambiavalute, ritirano dalla circolazione e trasmettono alle autorità nazionali competenti tutte le banconote false e le monete false in euro. A tal fine, essi verificano in modo adeguato l'autenticità delle banconote e delle monete in euro che ricevono.[14]  GU L 126 del 26.5.2000, pag. 1.2. Gli istituiti ai sensi del primo paragrafo che, per negligenza o intenzionalmente, non adempiono agli obblighi di cui al paragrafo 1, sono passibili di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri, entro un anno dall'adozione del presente regolamento, comunicano al Consiglio, alla Commissione e alla Banca centrale europea il testo delle disposizioni adottate a tal fine.Titolo 3 - Dati operativi e strategiciArticolo 7 Unità di lotta contro la falsificazione dell'euro1.  Gli Stati membri provvedono a che una Unità di lotta contro la falsificazione dell'euro (di seguito denominata «Unità») sia costituita dall'Europol e che sia gestita come entità amministrativa dell'Europol.2. L'Unità gestisce, nell'ambito del sistema di informazione dell'Europol, un sistema di scambio, di raccolta e di analisi delle informazioni operative e strategiche.Articolo 8 Compiti dell'UnitàGli Stati membri assicurano che l'Unità:- contribuisca a rafforzare l'efficacia degli scambi di informazioni tra le autorità competenti degli Stati membri nell'esercizio delle loro funzioni di prevenzione e di lotta contro la falsificazione dell'euro;- garantisca la comunicazione regolare di informazioni alle autorità competenti, alla Banca centrale europea e alla Commissione sul seguito delle attività di falsificazione dell'euro ai fini dell'analisi strategica. Tali informazioni riguardano in particolare i tipi di falsificazione, la localizzazione geografica delle attività di falsificazione e le pratiche utilizzate per tali attività;- su richiesta o di propria iniziativa, fornisca l'assistenza necessaria alle autorità competenti degli Stati membri e a quelle dei paesi terzi, nell'esercizio delle loro funzioni di prevenzione e di lotta contro la falsificazione dell'euro. Tale assistenza comprende il supporto scientifico;- cooperi, nei limiti delle loro rispettive competenze, con la Banca centrale europea e la Commissione ai fini dell'analisi operativa e strategica e della protezione dell'euro dalla contraffazione. Rientra in tale cooperazione la possibilità che la Banca centrale europea e la Commissione, in funzione delle loro rispettive responsabilità, consultino in maniera continuativa il sistema di scambio, di raccolta e di analisi delle informazioni operative e strategiche dell'Unità.Articolo 9 Centralizzazione delle informazioni a livello nazionaleOgni Stato membro adotta adeguate misure onde assicurare che tutte le informazioni raccolte a livello nazionale in relazione a casi di falsificazione dell'euro siano comunicate all'ufficio centrale nazionale di cui all'articolo 12 della Convenzione di Ginevra, fin dal primo accertamento amministrativo o sequestro giudiziario.Articolo 10 Obbligo di comunicazione1.  Gli Stati membri provvedono a che gli uffici centrali nazionali, di cui all'articolo 12 della Convenzione di Ginevra, comunichino al sistema di informazione di cui all'articolo 7, attraverso l'Unità nazionale dell'Europol, tutti i casi individuati di contraffazione dell'euro, fin dal primo accertamento amministrativo o sequestro giudiziario. Gli uffici centrali nazionali hanno accesso diretto a detto sistema di informazione.2. Le informazioni riguardano l'identificazione del dossier, l'identificazione del falso, le circostanze della scoperta del falso, le circostanze del sequestro, le persone implicate, i collegamenti con altri dossier (cfr. allegato 1).3. Gli Stati membri provvedono a che gli uffici centrali nazionali tengano regolarmente aggiornate le informazioni e comunichino in ogni caso le informazioni relative alla fase della procedura e al seguito dell'azione penale. Se necessario ai sensi del diritto nazionale, essi richiedono a tal fine l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria competente.Titolo 4 - Cooperazione e reciproca assistenzaArticolo 11 Reciproca assistenzaGli Stati membri provvedono a che, su domanda di un'autorità nazionale competente richiedente, l'autorità nazionale competente richiesta comunichi a questa, trasmettendone se necessario copia all'Unità di cui all'articolo 7, qualsiasi informazione e dato che possa esserle utile ai fini della prevenzione, della ricerca e della lotta contro la falsificazione dell'euro.Articolo 12 Assistenza immediata e diffusione rapida delle informazioni1.  Gli Stati membri provvedono a che l'Unità di cui all'articolo 7 si doti di un sistema di messaggistica atto a consentire un'azione immediata e adeguata.2. Il sistema di messaggistica (allarme rapido) è operante 24 ore su 24 tutti i giorni della settimana. È interattivo con il sistema di informazioni operative e strategiche, permette una trasmissione facile di immagini e di fotografie e dei messaggi di risposta. Prevede in ogni caso l'identificazione del messaggio, del tipo di falso interessato, delle persone implicate, dell'intervento richiesto (cfr. allegato 2).Articolo 13 Aspetti esterni1.  Gli Stati membri garantiscono che l'Unità di cui all'articolo 7 raccolga le informazioni operative e strategiche relative agli atti di falsificazione dell'euro provenienti dai paesi terzi.2. Con i paesi terzi è istituita una cooperazione che, conformemente alle disposizioni degli accordi di cooperazione, di associazione e di preadesione relative alla prevenzione delle attività illegali, prevede anche l'assistenza tecnica e amministrativa finalizzata alla prevenzione e alla lotta contro la falsificazione dell'euro.3. Quando ricevono informazioni relative a casi di falsificazione dell'euro verificatisi in un paese terzo, le autorità nazionali competenti, con il supporto dell'Europol e della Commissione, acconsentono a mettere a disposizione, ai fini di prevenzione e di individuazione, i loro servizi competenti compresi gli agenti di collegamento. Tale obbligo è indipendente dal fatto che il caso di falsificazione possa o meno presentare un collegamento con il territorio dello Stato membro che fornisce l'assistenza.Titolo 5 - Disposizioni finaliArticolo 14 Protezione dei dati e riservatezzaGli Stati membri, le istituzioni e gli altri organismi si impegnano a garantire, per i trattamenti di dati personali effettuati in applicazione del presente regolamento, un livello di protezione dei dati pari almeno a quello derivante dall'applicazione dei principi della direttiva 95/46 CE del Parlamento e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati.I dati relativi alla sicurezza tecnica rientrano tra quelli per i quali vige l'obbligo del segreto professionale.Articolo 15  Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2001.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO 1Sistema di informazioni operative e strategiche (informazioni e dati standardizzati)1. Identificazione del dossierNumero di identificazione della comunicazione:Data della comunicazione:Autorità responsabile della comunicazione:Numero di riferimento interno:Fase della procedura:O    indagine amministrativaO    indagine di polizia giudiziariaO    azione penaleO    procedimento giudiziarioServizio da contattare:  denominazione:numero di telefono:numero di fax:E-mail:2. Identificazione del falsoBanconote   Monete metallicheValore facciale:O  500 EURO    O  2 EUROO  200 EURO    O  1 EUROO  100 EURO    O  50 CENTO  50 EURO     O  20 CENTO  20 EURO     O  10 CENTO  10 EURO     O  5 CENTO  5 EURO      O  2 CENTO  1 CENTSerie:Indicatore di classificazione della contraffazione (Counterfeit class identifier) - (BCE):Numero della macchina:Numero di serie:Numero della piastra:Faccia nazionaledella moneta metallica:BE O   FR  O   LUX O DE O   IR  O   NL  O ES O   IT  O   AU  O PT O   FIN O   EL  O Quantitativo:Strumenti o oggetti sequestrati o identificati :3. Circostanze della scoperta del falsoData della scoperta:Luogo del ritrovamento o del recupero:O   sulla persona detentriceO   presso il luogo di fabbricazioneO   in un altro luogoO   ente finanziario o bancarioO   verifica nel luogo della messa in circolazioneO   apparecchi di pagamento automatici, distributori di bigliettiO   banca centrale nazionaleScoperta nella fase di:O   fabbricazioneO   importazione (CE)O   esportazione (fuori CE)O   trasportoO   vendita/acquisto/scambioO   messa in circolazioneLuogo della messa in circolazione:O  commercio/distribuzione   O  cambioO  altri                     O agenzia bancariaLuogo del ritrovamento:  Stato:codice postale:città:4. Contesto del ritrovamentoElementi che hanno consentito di scoprire il falso:Origine o provenienza (diversa dal luogo di messa in circolazione):Modus operandi, circostanze particolari:Dichiarazioni dell'ultimo detentore:5. Persone implicateCognome:Nome:        FOTOAlias:Data di nascita:Luogo di nascita:     Nazionalità:Indirizzo:   Via:C.A.P.:città:Stato:Ruolo:O  produttoreO  importatoreO  esportatoreO  trasportatoreO  detentoreO  detentore in buona fedeO  membro di un'organizzazione criminosaPosizione della persona/delle persone:O  arrestataO  sospettaO  sentita come testimoneO       non identificataVeicolo utilizzato:   Targa:Elementi di identificazione o caratteristiche particolari (pericolosità ..., nome dell'organizzazione criminosa):6. Connessioni con altri dossier: &gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;N. di comunicazione:&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;Precedenti giudiziari:ALLEGATO 2Sistema di allarme rapido1. Identificazione del messaggioIdentificazione dell'emittente:Generalità della persona da contattare:Cognome:Nome:Indirizzo dell'ufficio:Telefono:Fax:E-mail:Data del messaggio:Destinatario:Copie a:Numero di identificazione della comunicazione presso la banca dati operativa:Allegati:O  immagine della contraffazione (facoltativa)O  foto della persona sospettaO  altri2. Tipo di falso di cui trattasiBanconote  Monete metallicheValore facciale:O  500 EURO   O  2 EUROO  200 EURO   O  1 EUROO  100 EURO   O  50 CENTO  50 EURO    O  20 CENTO  20 EURO    O  10 CENTO  10 EURO    O  5 CENTO  5 EURO     O  2 CENTO  1 CENTIndicativo del tipo di contraffazione (Counterfeit class identifier) (BCE)Fase:O   produzioneO   prima apparizione sul mercatoO   distribuzione più ampiaQualificazione provvisoria del pericolo che presenta la contraffazione:O   molto pericolosaO   pericolosaO   da sorvegliare3. Persone implicateCognome:Nome:Alias:Data di nascita:Luogo di nascita:Indirizzo:  via:C.A.P:Città:Stato:Ruolo presunto:O    produttoreO    importatoreO    esportatoreO    trasportatoreO    detentoreO    membro di un'associazione per delinquereO    determinanteO    sconosciutoElementi di identificazione o caratteristiche particolari (pericolosità, ... nome dell'associazione per delinquere):4. Intervento richiestoPer quanto riguarda le persone coinvolte:O   sorveglianza discreta, pedinamentoO   controllo, intercettazioneO   audizione come testimoneO   arresto, numero del mandatoO   richiesta di mutua assistenza:O  in preparazione O  in corsoPer quanto riguarda la contraffazione:O  comunicazione al settore bancarioO  avviso al pubblicoO  avvio di indagini