CELEX: 51997PC0233
Language: it
Date: 1997-06-18
Title: Proposta di decisione del Consiglio e della Commissione relativa alla conclusione dell'accordo tra le Comunità europee e il governo degli Stati Uniti d'America in merito all'applicazione dei principi della "Comitas gentium" attiva nell'esecuzione delle loro regole di concorrenza

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                    COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                          Bruxelles, 18.06.1997
                                                          COM(97) 233 def.
                                                          97/0178 (CNS)
                COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
concernente l'accordo tra le Comunità europee e il governo degli Stati Uniti d'America,
                   sull'applicazione dei principi della "comitas gentium" attiva
                         nell'applicazione del loro diritto della concorrenza
                                              Proposta di
                  DECISIONE DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE
           relativa alla conclusione dell'accordo tra le Comunità europee e il governo
             degli Stati Uniti d'America in merito all'applicazione dei principi della
                              "Comitas gentium" attiva nell'esecuzione
                                   delle loro regole di concorrenza
                                   (presentate dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
   concernente l'accordo tra le Comunità europee e il governo degli Stati Uniti d'America,
                  sull'applicazione dei principi della "comitas gentium" attiva
                        nell'applicazione del loro diritto della concorrenza
I.     Introduzione
       Al giorno d'oggi, molte società operano su scala internazionale o concludono alleanze
       strategiche con partner internazionali per essere maggiormente presenti sui mercati
       esteri. Le fusioni di imprese, le pratiche restrittive e gli abusi di una posizione
       dominante producono effetti che spesso vengono avvertiti in paesi diversi da quelli
       cui appartengono o in cui hanno la sede le imprese in questione.
       Applicazione extraterritoriale delle norme sulla concorrenza
       Le autorità preposte alla tutela del mercato e della concorrenza (nel prosieguo
       "autorità di concorrenza") hanno a disposizione vari strumenti per combattere le
       pratiche restrittive di rilievo internazionale: uno di questi è l'applicazione
       extraterritoriale della legge nazionale ("giurisdizione extraterritoriale"). Quando
       ricorrono determinate condizioni, alcuni ordinamenti - compreso quello
       comunitario - tendono ad applicare la loro normativa, in materia di concorrenza, a
       comportamenti posti in essere nel territorio di un paese terzo, se tali comportamenti
       hanno effetti negativi sui loro mercati.
       Gli Stati Uniti hanno ampliato la sfera dell'applicazione extraterritoriale della legge
       interna più di qualsiasi altro paese; in particolare, gli USA pretendono di essere
       competenti ad applicare la propria normativa sulla concorrenza a comportamenti posti
       in essere al di fuori del territorio nazionale per risolvere problemi di accesso al
       mercato che incontrano le esportazioni USA, indipendentemente dal fatto che
       l'attività in questione rechi o no pregiudizio ai consumatori degli Stati Uniti. Un
       ampliamento siffatto della competenza giurisdizionale degli USA - quando abbia ad
       oggetto comportamenti posti in essere nella Comunità europea - ha dato origine ad
       attriti nelle relazioni politiche bilaterali CE/USA.
       Ai contrasti politici creati dall'applicazione extraterritoriale delle norme appartenenti
       ad un determinato ordinamento giurìdico si aggiungono anche problemi di carattere
       pratico, dovuti alla mancanza di una competenza giurisdizionale ratione personae e
       alla difficoltà di raccogliere prove in territorio straniero.
       Cooperazione internazionale
       Ovviamente, l'applicazione extraterritoriale delle norme nazionali non è l'unico
       strumento di cui si servono le autorità di concorrenza per bloccare attività
       anticoncorrenziali poste in essere fuori del proprio territorio; anzi, si sta sempre più
                                                   2
 ---pagebreak--- generalizzando la convinzione che, per regolare in modo efficace ed e fletti vo i
comportamenti anticoncorrenziali di società che operano sul mercato mondiale, le
autorità di concorrenza devono cooperare strettamente tra di loro. Oltretutto, una
cooperazione tra le autorità garanti della concorrenza può dare alle società implicate la
garanzia di non essere destinatarie di decisioni di segno opposto.
La Commissione europea ed il Governo degli Stati Uniti d'America hanno
riconosciuto questo stato di cose in data 23 settembre 1991, allorché conclusero un
accordo relativo all'applicazione delle loro regole di concorrenza (nel prosieguo
chiamato "l'Accordo del 1991")!. L'Accordo del 1991 facilita la cooperazione fra le
autorità di concorrenza delle Parti e il coordinamento dei rispettivi provvedimenti di
applicazione. Oltre ad agevolare il coordinamento, l'Accordo del 1991 impone a
ciascuna delle Parti di tener conto degli interessi rilevanti della controparte in tutte le
fasi della sua attività di tutela del mercato e della concorrenza (si parla in tal caso di
"traditional comity" o di "negative comity", cioè di una cortesia puramente passiva).
Cortesia attiva nei rapporti internazionali (positive comity)
L'Accordo del 1991 ha introdotto per la prima volta, nelle relazioni CE/USA il
concetto di "comitas gentium" attiva (cortesia internazionale attiva). Il suo articolo V
dispone che quando una delle Parti viene lesa da comportamenti anticoncorrenziali
posti in essere nel territorio della controparte, essa può chiedere a quest'ultima di
prendere gli opportuni provvedimenti in applicazione delle sue regole di concorrenza.
 Ovviamente, per la Comunità europea è preferibile che gli Stati Uniti ricorrano al
principio della cortesia attiva quando prendono cognizione dei comportamenti
 anticoncorrenziali compiuti nella Comunità europea anziché applicare le proprie
regole di concorrenza. L'applicazione della cortesia attiva consente alla Commissione
 di mantenere il controllo - se lo desidera - delle iniziative da adottare per contrastare
tali comportamenti. La cortesia attiva presenta inoltre vantaggi per le stesse società in
 quanto contribuisce a limitare il numero dei casi sottoposti all'esame di più autorità di
 concorrenza e in tal modo riduce anche gli oneri che comporta l'osservanza delle
 decisioni dell'autorità e il rischio che due diverse autorità prendano decisioni di segno
 opposto.
 Merita inoltre segnalare i vantaggi che la Comunità europea potrebbe trarre dalla
 possibilità di chiedere alle autorità competenti USA di svolgere indagini e bloccare
 attività anticoncorrenziali che - pur compiute nel territorio degli Stati Uniti - rechino
 pregiudizio agli interessi della Comunità. In tali casi la cortesia attiva serve a
 sormontare le difficoltà che si presentano nell'applicazione extraterritoriale delle
 norme di un ordinamento come, ad esempio, la raccolta di mezzi istruttori al di fuori
 del territorio nazionale.
 In seguito ad una sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, l'accordo e lo scambio di
 lettere interpretative del 31 maggio e del 31 luglio 1995 sono stati successivamente approvati a nome
 della Comunità europea e della Comunità europea del carbone e dell'acciaio mediante decisione
 congiunta del Consiglio e della Commissione del 10 aprile 1995 (GU n. L 95, del 27.4.1995,
 pagg. 45-50, nella quale è pubblicato solo il testo inglese dell'accordo).
                                                 3
 ---pagebreak--- II. L'Accordo fra le Comunità europee e il Governo degli Stati Uniti d'America in
    merito all'applicazione dei principi della "comitas gentium" attiva
    nell'applicazione del loro diritto della concorrenza
    Prima che la Comunità europea stringa rapporti di cooperazione più stretti con gli
    USA, è necessario esaminare più da vicino la pretesa degli Stati Uniti di espandere la
    propria competenza giurisdizionale nell'applicazione delle sue norme antitrust. La
    cortesia attiva fornisce un metodo per affrontare i comportamenti anticoncorrenziali
    posti in essere al di fuori del territorio di un determinato paese, facendo venir meno la
    necessità di esercitare la giurisdizione sul piano extraterritoriale. Inoltre, la cortesia
    attiva consente alla Parte, nel cui territorio vengono poste in essere attività
    anticoncorrenziali, di avere il controllo - se lo desidera - di tutte le iniziative rivolte al
    contrasto di queste attività.
    È sulla base di queste premesse che il 25 ottobre 1996 il Consiglio dei ministri affidò
    alla Commissione europea il mandato di negoziare con gli Stati Uniti un accordo
    mirante a rafforzare le disposizioni sulla "comitas gentium" attiva contenute nel
    ricordato accordo del 1991.
    La Commissione ha negoziato un progetto di accordo con le autorità americane^. Le
    disposizioni dell'accordo trovano applicazione ogni qualvolta: 1) nel territorio o in
    una Parte sostanziale del territorio di una delle Parti vengano poste in essere attività
    anticoncorrenziali, 2) queste ultime abbiano in pari tempo effetti pregiudizievoli per
    gli interessi dell'altra Parte. In tali casi, quest'ultima può chiedere alla Parte il cui
    territorio ha luogo in via principale il comportamento anticoncorrenziale di prendere i
    provvedimenti correttivi contemplati dalle sue regole di concorrenza.
    Il progetto di accordo qui allegato rappresenta un progresso notevole rispetto
    all'articolo V dell'Accordo del 1991, poiché non soltanto fornisce direttive circa il
    modo in cui devono essere trattate le richieste di cortesia attiva ma anche perché fa
    sorgere la presunzione che - quando ricorrono talune condizioni - una Parte dovrà, di
    norma, rinviare o sospendere i provvedimenti previsti dal proprio ordinamento a tutela
    della concorrenza.
    La presunzione di rinvio o sospensione sorge quando le attività anticoncorrenziali in
    questione non hanno un impatto diretto sostanziale e ragionevolmente prevedibile sui
    consumatori della Parte richiedente, oppure quando esse sono principalmente poste in
    essere o sono principalmente dirette verso il territorio della altra Parte. In altri termini,
    la presunzione sorge quando la Parte richiedente cerca di tutelare le proprie correnti
    d'esportazione o quando l'attività anticoncorrenziale ha il suo baricentro nel territorio
    dell'altra Parte.
    Beninteso, vi sono numerose altre condizioni che devono essere soddisfatte affinché
    sorga la presunzione di rinvio o di sospensione. Una di esse è, ovviamente, la volontà
    Accordo tra le Comunità europee e il Governo degli Stati Uniti d'America in merito all'applicazione
    dei principi di cortesia attiva nell'applicazione delle loro regole di concorrenza.
                                                     4
 ---pagebreak---      della Parte richiesta di occuparsi della faccenda, di tenere informata la Parte
     richiedente di tutti i suoi sviluppi e di prendere in considerazione le preoccupazioni di
     quest'ultima prima di portare a compimento le sue indagini. La Parte richiesta deve
     agire esclusivamente in base a quanto prevede la propria normativa in materia di
     concorrenza e solo nella misura in cui quest'ultima lo preveda.
     È opportuno ricordare che se è vero che devono essere soddisfatte varie condizioni
     affinché vi sia presunzione che la Parte richiesta sospenda o rinvii i propri
     provvedimenti correttivi, quest'ultima non ha l'obbligo di rinviarli o di sospenderli.
     Di conseguenza, non vi è alcun rischio che la Parte richiesta sia obbligata a svolgere
     indagini su determinate attività qualora non abbia alcun interesse a farlo. Tuttavia,
     accadrà spesso che sia proprio nell'interesse della Parte richiesta intervenire per porre
      fine a attività anticoncorrenziali che abbiano luogo sul suo territorio e può anche
     essere estremamente utile, dal suo punto di vista, che l'altra Parte richiami la sua
     attenzione su tali comportamenti.
     Il Progetto riconosce che possono esservi circostanze in cui è opportuno per entrambe
      le Parti avviare indagini parallele, ad esempio quando, in entrambi gli ordinamenti,
      l'interesse pubblico imponga l'applicazione di sanzioni nei confronti di attività
      anticoncorrenziali particolarmente gravi. Peraltro, il riconoscimento dell'opportunità
      di indagini parallele non incide sul fatto che queste ultime avranno luogo soltanto
      quando entrambi i mercati subiscano un pregiudizio per effetto di tali comportamenti
      e non verranno svolte quando una sola delle Parti cerchi di tutelare le proprie
      esportazioni.
     Va rilevato che le fusioni o concentrazioni non rientrano nella sfera di applicazione
      del presente Progetto, poiché la normativa sulle fusioni negli USA e nella Comunità
      europea non consente che gli interventi correttivi in esso contemplati vengano rinviati
      o sospesi ma, al contrario, fissa l'obbligo inderogabile di adottare decisioni definitive
      in tempi molto stretti.
      La Relazione esplicativa di cui all'Allegato 1 contiene una descrizione dettagliata
      delle disposizioni del Progetto di accordo.
III.  Fondamento giuridico
     Nella misura in cui l'accordo riguarda le regole di concorrenza del trattato CE, la base
      giuridica occorrente al Consiglio per concluderlo è costituita dall'articolo 87 del
      trattato CE in combinato disposto con l'articolo 228, paragrafo 3 del trattato. Prima
      che il Consiglio concluda l'accordo è però necessaria la consultazione del Parlamento
      europeo. Nella misura in cui l'accordo riguarda i prodotti CECA, la base giuridica
      occorrente alla Commissione per concluderlo è costituita dagli articoli 65 e 66 del
      trattato CECA.
      A differenza dell'accordo del 1991, l'articolo 235 del trattato CE non è applicabile,
      poiché i casi che sono contemplati dal Regolamento sulle concentrazioni non
      rientrano nella previsione dell'accordo in commento.
 ---pagebreak--- IV.     Conclusioni
La Commissione ritiene che il Progetto di accordo rappresenti un importante passo in
avanti nelle relazioni tra la CE e gli USA e costituisca anche, da parte degli USA, un
impegno politico a cooperare con la Commissione, anziché cercare di applicare in via
extraterritoriale, nel territorio dell'Unione europea, le proprie norme antitrust.
Una volta concluso, l'accordo sancirà formalmente l'impegno politico degli Stati
Uniti a astenersi, di norma, dall'occuparsi di comportamenti anticoncorrenziali che
non pregiudichino gli interessi dei consumatori degli Stati Uniti o che siano posti in
essere principalmente nel territorio della Comunità europea ovvero siano diretti
principalmente verso di essa, qualora la Commissione sia disposta ad affrontare il
problema.
In considerazione dei sopra descritti vantaggi della "comitas gentium" attiva e visto il
suo rafforzamento per effetto delle importanti presunzioni istituite dall'accordo, la
Commissione propone che il Consiglio, unitamente alla Commissione stessa, adotti
una decisione relativa alla conclusione dell'accordo di cui si allega il testo.
All'Allegato 2 figura la proposta di decisione del Consiglio e della Commissione che
conclude l'Accordo fra la Comunità europea e il governo degli Stati Uniti d'America
in merito all'applicazione dei principi della "comitas gentium" attiva
nell'applicazione del loro diritto della concorrenza.
 ---pagebreak---                                                                                   ALLEGATO 1
                                          RELAZIONE
Accordo fra le Comunità europee e il governo degli Stati Uniti d'America in merito
all'applicazione dei principi della "comitas gentium" attiva nell'applicazione del loro
diritto alla concorrenza
Descrizione dell'accordo
Finalità
Il progetto di accordo ha principalmente il fine di incoraggiare il ricorso ai principi della
"comitas gentium" attiva nei rapporti tra le parti e di specificare in quali circostanze debbano
essere invocati detti principi, nonché le modalità con le quali dovranno essere trattate le
richieste relative.
Articolo I- Ambito di applicazione e scopo dell'accordo
L'articolo 1.1 del progetto indica le condizioni in presenza delle quali l'accordo troverà
applicazione. Ciò avverrà quando le attività anticoncorrenziali abbiano luogo in una parte
sostanziale o nell'intero territorio di una delle Parti ma pregiudichino gli interessi dell'altra
Parte. Le attività in questione devono essere vietate dal diritto della concorrenza della Parte
nel cui territorio sono poste in essere.
L'articolo 1.2 precisa che lo scopo dell'accordo è di rimuovere intralci ai flussi commerciali e
di investimento e di istituire, mediante la cooperazione fra le Parti, il metodo più efficace ed
incisivo per l'applicazione delle loro regole di concorrenza.
Articolo II- Definizioni
Le definizioni che vengono usate all'articolo II sono identiche a quelle dell'accordo 1991,
con l'importante eccezione della definizione di "regole di concorrenza o diritto della
concorrenza". A questo riguardo, tanto la CE quanto gli USA hanno voluto espressamente
escludere la normativa sulle concentrazioni tra imprese poiché la legislazione delle due parti -
che non permetterebbe comunque i rinvìi o le sospensioni degli interventi delle autorità
 antitrust che invece il Progetto prevede - prescrive l'obbligo di adottare una decisione
 definitiva in tempi molto brevi. Analogamente a quanto faceva l'accordo del 1991, è
 necessario prevedere un ampliamento della definizione di "regole di concorrenza" o "diritto
 della concorrenza", per tener conto della possibilità che, in futuro, vengano adottati altri
 provvedimenti legislativi o disposizioni di applicazione. L'aver previsto l'obbligo, per
 entrambe le parti, di convenire per iscritto eventuali estensioni della definizione di "diritto
 della concorrenza" o "regole di concorrenza" le garantisce contro qualsiasi rischio che questa
 definizione venga dilatata al di là dell'ambito concordato.
 L'articolo contiene tre nuove definizioni: "pregiudizio" [ed eventuali derivati nel testo
 italiano], "Parte richiedente" e "Parte richiesta".
                                                  7
 ---pagebreak--- Articolo III- "Comitas gentium" attiva (Positive Comity)
L'articolo III enuncia il principio della cortesia attiva. Esso dispone infatti che ciascuna delle
Parti può chiedere alle autorità garanti della concorrenza della Controparte di prendere
adeguati provvedimenti correttivi - previsti dalle sue regole di concorrenza -ogniqualvolta
ritenga che atti concorrenziali posti in essere nel territorio della Parte destinataria della
richiesta pregiudichino i propri interessi. Questa richiesta può essere avanzata anche quando
la Parte richiedente abbia già preso o si proponga di prendere, in via autonoma, i
provvedimenti di applicazione contemplati dal proprio diritto della concorrenza.
Articolo IV- Rinvio o sospensione dei provvedimenti di applicazione
L'articolo IV. 1 dispone che le Parti possano convenire che le autorità competenti della Parte
richiedente rinviino o sospendano i provvedimenti di applicazione durante il periodo in cui la
Parte richiesta svolge indagini sulle attività suddette.
L'articolo IV.2 enumera tutte le condizioni che devono essere soddisfatte affinché sorga la
presunzione che la Parte richiedente rinvii o sospenda i provvedimenti di applicazione
contemplati dal suo diritto della concorrenza.
L'articolo IV.2, lettera a) (i) è meritevole di attenzione in quanto contiene una presunzione di
rinvio o sospensione dei provvedimenti di applicazione quando gli atti anticoncorrenziali non
abbiano un impatto diretto sui consumatori della Parte richiedente. In altri termini, ciò
significa che la presunzione di rinvio o sospensione si applica quando il comportamento
anticoncorrenziale incide soltanto sulle esportazioni.
Anche il successivo punto (ii) istituisce una presunzione di rinvio o sospensione qualora il
"baricentro" degli atti anticoncorrenziale si trovi nel territorio dell'altra Parte [Parte
 richiesta]; il baricentro di questi atti è definito come il territorio in cui essi "sono compiuti
principalmente e ad esso sono principalmente diretti".
L'articolo IV.2, lettera b) stabilisce che la presunzione del rinvio o della sospensione sorge
 soltanto se vi è la probabilità che la Parte richiesta svolga indagini minuziose e adeguate sul
pregiudizio che colpisce la Parte richiedente e che vi ponga adeguato rimedio. Le Parti
riconoscono che in determinate circostanze può essere opportuno svolgere indagini parallele,
come, ad esempio, quando gli atti anticoncorrenziali siano di tale gravità da imporre, per
motivi di interesse pubblico, sanzioni in entrambi gli ordinamenti. Indagini parallele avranno
peraltro luogo solo quando le attività anticoncorrenziali abbiano effetti pregiudizievoli sui
territori di entrambi le Parti.
 L'articolo IV.2, lettera e) enumera una serie di impegni che la Parte richiesta dovrà rispettare
 affinché vi sia la presunzione che la Parte richiedente rinvii o sospenda i propri
 provvedimenti di applicazione. E stato necessario enumerare questi impegni in modo che la
 Parte richiedente possa con fiducia sospendere o rinviare le proprie iniziative. La Parte
 richiesta deve impegnarsi a fare ogni sforzo e a devolvere risorse adeguate per effettuare le
 indagini sulle attività che si assumono pregiudizievoli, nonché impegnarsi a informare la
 Parte richiedente della natura e delle finalità dei provvedimenti che assume. La Parte richiesta
 deve impegnarsi a portare a termine le proprie indagini entro sei mesi dal momento in cui la
 controparte ha rinviato o sospeso i propri provvedimenti o, comunque, entro il termine
 concordato con le sue autorità competenti. La Parte richiesta deve inoltre prendere in
 ---pagebreak--- considerazione le opinioni espresse dalla richiedente prima di concludere l'indagine e deve
anche impegnarsi ad assecondare ogni ragionevole richiesta avanzata da quest'ultima.
Qualora si ravvisi l'opportunità di fornire informazioni riservate alla Parte richiedente per
tenerla informata di eventuali iniziative assunte è indispensabile che la fonte informativa
abbia dato il proprio assenso. La normativa europea offre un elevato grado di tutela alle
informazioni riservate trasmesse alla Commissione e sarà pertanto necessario che l'eventuale
assenso sia idoneo a tenere indenne la Commissione dall'obbligo di osservare il segreto
d'ufficio, quale risulta dai principi generali del diritto comunitario, dalla giurisprudenza della
Corte europea di giustizia e dall'articolo 20, paragrafo 2 del regolamento n. 17. Peraltro,
come le altre disposizioni dell'accordo, questo articolo va letto in combinato disposto con
l'articolo VII, ai sensi del quale tutte le disposizioni del diritto vigente delle Parti restano
immutate.
La Parte richiedente che decide di non rinviare né sospendere i propri provvedimenti di
applicazione anche quando sono soddisfatte tutte le condizioni dell'articolo IV.2 deve
informarne la Parte richiesta, motivandone le ragioni. L'obbligo di motivare consentirà di
chiarire e di controllare più da vicino queste situazioni.
L'articolo IV.3 stabilisce semplicemente che la Parte richiedente può decidere di rinviare o
sospendere i suoi provvedimenti di applicazione anche quando non siano soddisfatte tutte le
condizioni indicate dall'articolo IV.2.
L'articolo IV.4 riconosce la facoltà della Parte che abbia rinviato o sospeso i propri
provvedimenti di assumerli in un momento successivo o di ridare corso a quelli che abbia
sospeso. In tali circostanze, la Parte in questione ha l'obbligo di informare la controparte delle
proprie intenzioni e motivazioni. L'obbligo di motivare imporrà un controllo su casi siffatti e
l'elaborazione di un metodo per capire per quali motivi la cooperazione non abbia soddisfatto
le attese della Parte richiedente. Qualora entrambi le Parti prendano provvedimenti di
applicazione del loro diritto alla concorrenza esse hanno l'obbligo di cooperare ai sensi
dell'accordo del 1991.
Articolo V- Riservatezza e utilizzazione delle informazioni
L'articolo V del Progetto chiarisce che le informazioni che vengono scambiate ai sensi
dell'accordo possono essere usate esclusivamente ai fini previsti dall'accordo stesso, a meno
che l'autorità garante della concorrenza che ha fornito l'informazione abbia dato il proprio
assenso a che se ne faccia un uso diverso. A favore di coloro che hanno dato il loro assenso
alla divulgazione di informazioni riservate è stata precostituita un'ulteriore garanzia: tali
informazioni, infatti, non possono essere utilizzate per scopi diversi se l'autorità di
concorrenza e la fonte dell'informazione non vi abbiano acconsentito.
La riservatezza di tutte le informazioni fornite ai sensi dell'accordo è tutelata
dall'articolo VIII dell'accordo del 1991 e dallo scambio di lettere del 31 maggio e del
 31 luglio 19953.
         Si veda la nota 1.
 ---pagebreak--- Articolo VI - Relazione con l'accordo del 1991
L'articolo VI istituisce una stretta connessione tra l'accordo del 1991 e l'accordo qui in
commento, precisando che quest'ultimo costituisce integrazione dell'accordo del 1991, grazie
all'esplicitazione del concetto di cortesia attiva (positive comity). L'accordo in commento
deve essere interpretato in modo compatibile con le disposizioni dell'accordo del 1991.
Articolo VII- Diritto vigente
L'articolo VII stabilisce che il progetto lascia indenne il diritto degli Stati Uniti e delle
Comunità europee e che esso va interpretato in modo compatibile con i loro rispettivi diritti.
È importante rilevare che non è consentito alle autorità di concorrenza delle parti di compiere
atti diversi da quelli che esse sono competenti a compiere attualmente.
Articolo Vili - Entrata in vigore e recesso
L'articolo VIII stabilisce che l'accordo entrerà in vigore alla data della sua firma. È ammesso
il recesso previa notifica scritta di 60 giorni.
                                                 10
 ---pagebreak---                                                                                               ALLEGATO 2
                                                 Proposta di
                   DECISIONE DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE
           relativa alla conclusione dell'accordo fra le Comunità europee e il governo
              degli Stati Uniti d'America in merito all'applicazione dei principi della
                               "comitas gentium" attiva nell'esecuzione
                                     delle loro regole di concorrenza
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA E
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare il combinato disposto
dell'articolo 87 e dell'articolo 228, paragrafo 3, primo comma,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare gli
articoli 65 e 66,
vista la proposta della Commissione1 ,
visto il parere del Parlamento europeo2,
considerando che l'accordo del 23 settembre 1991 tra le Comunità europee e il governo degli
Stati Uniti d'America in merito all'applicazione delle loro regole di concorrenza e lo scambio
di lettere interpretative del 31 maggio e del 31 luglio 1995 relativo all'accordo stesso (in
prosieguo: "l'accordo del 1991"), allegato alla decisione 95/145/CE, CECA del Consiglio e
della Commissione3, ha contribuito al coordinamento e alla cooperazione, nonché ad evitare
conflitti nell'applicazione del diritto della concorrenza;
considerando che l'articolo V dell'accordo del 1991, noto come articolo sulla "comitas
gentium" attiva ("positive comity"), invita a cooperare in relazione ad attività
anticoncorrenziali nel territorio di una delle parti, le quali pregiudichino gli interessi dell'altra
parte;
considerando che un'ulteriore esplicitazione dei principi della "comitas gentium" attiva e una
loro più ampia applicazione migliorerebbero l'effetto utile dell'accordo del 1991 rispetto a
tali attività anticoncorrenziali;
considerando che la Commissione ha negoziato, a tal fine, con il governo degli Stati Uniti
d'America un accordo in merito all'applicazione dei principi della "comitas gentium" attiva
 1
          GUn.
2
          GUn.
 3
          GU n. L 95 del 27.4.1995, pag. 45, versione rettificata in GU n. L 131 del 15.6.1995, pag. 38.
                                                       11
 ---pagebreak--- nell'esecuzione delle regole di concorrenza delle Comunità europee e degli Stati Uniti
d'America;
considerando che è opportuno approvare tale accordo;
DECIDONO:
                                            Articolo 1
L'accordo tra le Comunità europee e il governo degli Stati Uniti d'America in merito
all'applicazione dei principi della "comitas gentium" attiva nell'esecuzione delle loro regole
di concorrenza è approvato a nome della Comunità europea e della Comunità europea del
carbone e dell'acciaio.
Il testo dell'accordo, redatto nelle lingue spagnola, danese, tedesca, greca, inglese, francese,
italiana, olandese, portoghese,finlandesee svedese, è allegato alla presente decisione.
                                           Articolo 2
Il presidente del Consiglio è autorizzato a firmare l'accordo a nome della Comunità europea.
Il presidente della Commissione è autorizzato a firmare l'accordo a nome della Comunità
europea del carbone e dell'acciaio.
Fatto a Bruxelles,
Per il Consiglio                                                    Per la Commissione
Il Presidente                                                       II Presidente
                                                12
 ---pagebreak---                          ACCORDO FRA LE COMUNITÀ EUROPEE E
              IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI D'AMERICA IN MERITO
         ALL'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI NELLA "COMITAS GENTIUM"
    ATTIVA NELL'ESECUZIONE DELLE LORO REGOLE DI CONCORRENZA
La Comunità europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio da un lato (in prosieguo:
"le Comunità europee") e il Governo degli Stati Uniti d'America dall'altro,
visto l'accordo del 23 settembre 1991 tra le Comunità europee e il governo degli Stati Uniti
d'America in merito all'applicazione delle loro regole di concorrenza e lo scambio di lettere
interpretative del 31 maggio e del 31 luglio 1995 in relazione all'accordo stesso (in prosieguo:
"l'accordo del 1991"),
riconoscendo che l'accordo del 1991 ha contribuito al coordinamento e alla cooperazione,
nonché ad evitare conflitti tra le Parti nell'applicazione del diritto della concorrenza,
considerando in particolare che l'articolo V dell'accordo del 1991, noto come articolo sulla
"comitas gentium" attiva (Positive comity), invita le Parti a cooperare qualora nel territorio di
una Parte vengano poste in essere attività anticoncorrenziali che pregiudicano gli interessi
dell'altra Parte,
convinti che un'ulteriore esplicitazione dei principi della "comitas gentium" attiva e una loro più
ampia applicazione migliorerebbero l'effetto utile dell'accordo del 1991 rispetto a tali attività
anticoncorrenziali,
considerando che né il presente accordo né le misure prese per la sua esecuzione possono essere
interpretati in modo da pregiudicare la posizione delle Parti con riguardo alle loro competenze
giurisdizionali in tema di diritto della concorrenza nel contesto internazionale,
HANNO CONVENUTO LE DISPOSIZIONI SEGUENTI:
                                                 Articolo I
                            Campo di applicazione e finalità dell'accordo
 1.      Il presente accordo si applica quando una Parte dimostra all'altra Parte che vi è motivo
         di ritenere che sussista quanto segue:
         a)       in tutto il territorio di una delle Parti o in una parte rilevante di esso si verificano
                  attività anticoncorrenziali che pregiudicano gli interessi dell'altra Parte, e
         b)       dette attività sono vietate dalle regole di concorrenza della Parte nel cui territorio
                  si verificano.
2.       Il presente accordo ha le seguenti finalità:
         a)       contribuire ad assicurare che i flussi commerciali e di investimento fra le Parti e
                  la concorrenza e il benessere dei consumatori nel territorio delle Parti non siano
                                                      13
 ---pagebreak---                 ostacolati da attività anticoncorrenziali alle quali le regole di concorrenza di una
                o di entrambe le Parti consentano di rimediare, e
        b)      istituire procedimenti di cooperazione ai fini dell'applicazione più completa ed
                efficiente possibile delle regole di concorrenza, grazie alle quali le autorità
                garanti della concorrenza di ciascuna delle Parti si asterranno, di norma,
                dall'impiegare risorse per rimediare ad attività anticoncorrenziali eseguite
                principalmente nel territorio dell'altra Parte ed a questo principalmente dirette,
                qualora le autorità garanti della concorrenza dell'altra Parte siano in condizione e
                siano disposte a prendere in esame e ad irrogare sanzioni effettive, secondo il
                proprio ordinamento, contro tali attività.
                                             Articolo II
                                             Definizioni
Ai fini del presente accordo valgono le seguente definizioni:
1)       "pregiudizio", è il danno cagionato da attività anticoncorrenziali
        a)      alla capacità delle imprese operanti nel territorio di una Parte di esportare,
                investire o altrimenti competere nel territorio dell'altra Parte, oppure
        b)      alla concorrenza nel mercato domestico di una Parte o nei suoi mercati di
                importazione;
2)      "Parte richiedente", è la Parte che subisce un pregiudizio per effetto delle attività
        anticoncorrenziali eseguite in tutto il territorio dell'altra Parte o in una Parte rilevante di
        esso;
3)      "Parte richiesta", è la Parte nel territorio della quale tali attività anticoncorrenziali
        risultano eseguite;
4)      "Diritto della concorrenza o regole di concorrenza", sono
        a)      per le Comunità europee, gli articoli 85, 86 e 89 del trattato che istituisce la
                Comunità economica europea (CE), l'articolo 65 e l'articolo 66, paragrafo 7 del
                trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA) e i
                relativi regolamenti di applicazione, ad esclusione del regolamento (CEE)
                n. 4064/89 del Consiglio relativo al controllo delle operazioni di concentrazione
                tra imprese, e
        b)      per gli Stati Uniti d'America, lo Sherman Act (15 U.S.C. §§ 1-7), il Clayton Act
                 (15 U.S.C. §§ 12-27, ad eccezione del riferimento alle inchieste in forza del
                 Titolo II dell'Hart-Scott-Rodino Antitrust Improvements Act del 1976,
                 15 U.S.C. § 18a), il Wilson Tariff Act (15 U.S.C. §§ 8-11) e il Federal Trade
                                                  14
 ---pagebreak---                   Commission Act (15 U.S.C. §§ 41-68, escluse le sezioni relative alle funzioni di
                  tutela dei consumatori),
        nonché tutte le altre disposizioni legislative o regolamentari che le Parti convengano per
         iscritto di considerare "diritto della concorrenza o regole di concorrenza" ai fini del
        presente accordo;
5)       "autorità garanti della concorrenza", sono
         a)       per le Comunità europee, la Commissione delle Comunità europee nei limiti
                  delle competenze conferitele dalle regole di concorrenza delle Comunità
                  europee,
         b)       per gli Stati Uniti, la "Antitrust Division of the United States Department of
                  Justice" e la "Federal Trade Commission";
6)       "provvedimento di applicazione" è qualsiasi atto di esecuzione del diritto della
         concorrenza svolto mediante indagini o procedimenti dalle autorità garanti della
         concorrenza di una Parte;
7)       "attività anticoncorrenziali", sono i comportamenti o i negozi vietati dal diritto della
         concorrenza di una delle Parti.
                                              Articolo III
                                            Cortesia attiva
Le autorità garanti della concorrenza della Parte richiedente possono chiedere alle autorità
garanti della concorrenza della Parte richiesta richiesta di svolgere indagini su attività
anticoncorrenziali e, se necessario, porvi rimedio, nell'osservanza delle regole di concorrenza
della Parte richiesta. La domanda può essere presentata indipendentemente dal fatto che dette
attività violino anche le regole di concorrenza della Parte richiedente e dal fatto che le autorità
garanti della concorrenza di quest'ultima abbiano già preso o si apprestino a prendere
provvedimenti di applicazione previsti dalle proprie regole di concorrenza.
                                              Articolo IV
        Rinvio o sospensione di indagini nell'attesa di provvedimenti di applicazione
                                         della Parte richiesta
 1.       Le autorità garanti della concorrenza delle Parti possono convenire che le autorità
          garanti della concorrenza della Parte richiedente rinviino o sospendano i provvedimenti
          di applicazione presi o che intendono prendere, quando siano in corso provvedimenti di
          applicazione della Parte richiesta.
                                                   15
 ---pagebreak--- Di norma, le autorità garanti della concorrenza della Parte richiedente rinviano o
sospendono i provvedimenti di applicazione di loro competenza in favore di quelli presi
dalle autorità garanti della concorrenza della Parte richiesta in presenza delle seguenti
condizioni:
a)      le attività anticoncorrenziali di cui trattasi
        i)       non hanno un impatto diretto, rilevante e ragionevolmente prevedibile
                 sui consumatori del territorio della Parterichiedente,oppure
        ii)      quando le attività anticoncorrenziali, implicando un siffatto impatto sui
                 consumatori della Parte richiedente, sono eseguite principalmente nel
                 territorio dell'altra Parte e ad esso sono principalmente dirette;
b)      vi è la possibilità e la probabilità di svolgere un'indagine esaustiva ed adeguata
        sul pregiudizio degli interessi della Parte richiedente e, se del caso, di eliminarlo
        o di porvi adeguato rimedio in conformità delle leggi, delle procedure e degli
        strumenti d'azione della Parte richiesta. Le Parti convengono che può essere
        opportuno prendere autonomi provvedimenti di applicazione qualora le attività
        anticoncorrenziali riguardanti entrambi i territori giustifichino l'irrogazione di
        sanzioni pecuniarie in entrambi gli ordinamenti;
e)      le autorità garanti della concorrenza della Parte richiesta convengono che
        neh'eseguire i loro provvedimenti di applicazione:
        i)       devolveranno risorse adeguate per svolgere indagini sulle attività
                 anticoncorrenziali e, se del caso, prenderanno senza indugio
                 provvedimenti di applicazione adeguati;
        ii)      si adopereranno il più possibile per sfruttare tutte le fonti d'informazione
                 ragionevolmente disponibili, comprese quelle eventualmente indicate
                 dalle autorità garanti della concorrenza della Parte richiedente;
        iii)     informeranno le autorità garanti della concorrenza della Parte
                 richiedente, qualora queste lorichiedanoe ad intervalli ragionevoli, circa
                 la situazione dei propri provvedimenti di applicazione e circa le proprie
                 intenzioni, fornendo loro, se del caso, informazioni pertinenti di carattere
                 riservato previo consenso della fonte interessata. L'uso e la divulgazione
                 di tali informazioni sono disciplinati dall'articolo V;
        iv)      notificheranno senza indugio alle autorità garanti della concorrenza della
                 Parte richiedente ogni cambiamento delle loro intenzioni riguardo alle
                 indagini o ai provvedimenti di applicazione;
        v)       si adopereranno il più possibile per concludere le loro indagini e per
                 trovare un rimedio o iniziare un procedimento entro sei mesi, a decorrere
                 dalla decisione di rinvio o di sospensione dei provvedimenti di
                 applicazione, presa dalle autorità garanti della concorrenza della Parte
                 richiedente, ovvero entro un termine concordato con le autorità garanti
                 della concorrenza delle Parti;
                                             16
 ---pagebreak---                   vi)     terranno pienamente informate le autorità garanti della concorrenza della
                          Parte richiedente circa i risultati delle loro indagini e terranno conto
                          dell'opinione di queste prima di addivenire a qualsiasi transazione, di
                          avviare un procedimento, di adottare misure o di concludere l'indagine, e
                  vii)    asseconderanno ogni ragionevole domanda presentata dalle autorità
                          garanti della concorrenza della Parte richiedente.
         In presenza delle suddette condizioni, la Parte richiedente che decide di non rinviare o
         sospendere i propri provvedimenti di applicazione informa le autorità garanti della
         concorrenza della Parterichiesta,dei motivi della propria decisione.
         Le autorità garanti della concorrenza della Parte richiedente possono rinviare o
         sospendere i propri provvedimenti di applicazione quando non siano soddisfatte tutte le
         condizioni di cui al paragrafo 2.
         Le disposizioni del presente accordo non ostano a che le autorità garanti della
         concorrenza della Parte richiedente riassumano in un momento successivo autonomi
         provvedimenti di applicazione precedentemente rinviati o sospesi, ovvero assumano
         nuovi provvedimenti di applicazione. In tal caso, le autorità garanti della concorrenza
         della Parte richiedente informano senza indugio le autorità garanti della concorrenza
         della Parte richiesta circa le loro intenzioni e motivazioni. Se le autorità garanti della
         concorrenza della Parte richiesta proseguono le loro indagini, le autorità garanti della
         concorrenza delle due Parti coordinano, se del caso, le indagini rispettive secondo i
         criteri e le procedure di cui all'articolo IV dell'accordo del 1991.
                                                Articolo V
                                Riservatezza ed uso delle informazioni
Quando, a norma del presente accordo le autorità garanti della concorrenza di una Parte
forniscono informazioni alle autorità garanti della concorrenza dell'altra Parte ai fini
dell'attuazione del presente accordo, tali informazioni vengono usate da dette autorità
esclusivamente a tale scopo. Le autorità che le hanno fornite possono tuttavia consentire un uso
diverso, previo consenso della fonte interessata, quando le informazioni riservate siano state
comunicate a norma dell'articolo IV, paragrafo 2, lettera e (iii) con il consenso di detta fonte. La
divulgazione di tali informazioni è disciplinata dall'articolo Vili dell'accordo del 1991 e dallo
scambio di lettere interpretative del 31 maggio e 31 luglio 1995.
                                                     17
 ---pagebreak---                                                 Articolo VI
                                   Relazione con l'Accordo del 1991
Il presente accordo completa l'accordo del 1991 e deve essere interpretato in modo coerente con
le disposizioni di quest'ultimo, il quale resta integralmente in vigore.
                                                Articolo VII
                                              Diritto vigente
L'interpretazione del presente accordo non può essere in contrasto con il diritto vigente degli
Stati Uniti d'America o delle Comunità europee oppure dei rispettivi Stati o Stati membri, né
essere tale da esigerne modificazioni.
                                               Articolo Vili
                                      Entrata in vigore e denuncia
 1.      Il presente accordo entra in vigore alla data della firma.
 2.      Esso resta in vigore fino al sessantesimo giorno successivo alla data in cui una Parte
         notifica all'altra per iscritto che intende denunciare l'accordo.
 IN FEDE DI CHE, i sottoscritti plenipotenziari hanno apposto le proprie firme in calce al
 presente accordo.
 FATTO a                    , in duplice copia, addì        1997,
 nelle lingue spagnola, danese, tedesca, greca, inglese, francese, italiana, olandese, portoghese,
 finlandese e svedese, ciascuna facente ugualmente fede.
 Per la Comunità europea e per la Comunità                    Per il governo degli    Stati  Uniti
 europea del carbone e dell'acciaio                           d'America
 ---pagebreak---            Dichiarazione della Commissione sulla riservatezza delle informazioni
La dichiarazione fatta dalla Commissione nell'aprile 1995 in merito alla riservatezza delle
informazioni e lo scambio di lettere interpretative del 31 maggio e del 31 luglio 1995 in
relazione all'accordo del 1991 si applicano integralmente al presente accordo.
L'articolo VII del presente accordo stabilisce che esso lascia indenne il diritto degli Stati
Uniti e delle Comunità europee e che deve essere interpretato in modo compatibile con detto
diritto vigente. Di conseguenza, il presente accordo non autorizza le Parti a compiere atti
diversi da quelli che sono competenti a compiere attualmente. Ne consegue che la
Commissione può fornire alle autorità degli Stati Uniti informazioni soltanto qualora il diritto
comunitario lo consenta.
Anche se l'accordo prevede che può essere opportuno fornire informazioni all'altra Parte
circa i provvedimenti d'esecuzione, la comunicazione delle informazioni di natura riservata
deve ricevere l'assenso della fonte che le ha fornite. Il diritto comunitario offre un elevato
livello di protezione alle informazioni riservate trasmesse alla Commissione e sarà pertanto
necessario che l'assenso ottenuto sia idoneo a sollevare la Commissione dall'obbligo di
riservatezza risultante dai principi generali del diritto comunitario, dalla giurisprudenza della
Corte di giustizia delle Comunità europee e dall'articolo 20, paragrafo 2 del
regolamento n. 17.
                      Dichiarazione della Commissione sulla trasparenza
Si applicano i principi sulla trasparenza che regolano le relazioni tra la Commissione e gli
Stati membri in materia di applicazione delle regole di concorrenza, come sanciti, ad
esempio, nel regolamento n. 17 del Consiglio del 1962, nonché le disposizioni contenute
nello scambio di lettere interpretative del 31 maggio e del 31 luglio 1995 in relazione
all'accordo del 1991.
Gli Stati membri vengono informati di tutti i procedimenti iniziati dalla Commissione in esito
a una richiesta delle autorità USA a norma dell'articolo III dell'accordo.
Gli Stati membri vengono informati delle richieste avanzate dalla Commissione alle autorità
USA a norma dell'articolo III dell'accordo al fine di indagare su attività anticoncorrenziali.
Qualora la Commissione inizi un procedimento su richiesta delle autorità USA a norma
dell'articolo III dell'accordo, le imprese interessate vengono informate della presentazione
della richiesta, al più tardi quando vengono comunicate le obiezioni oppure quando si procede
alla pubblicazione a norma dell'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento n. 17 del Consiglio.
La relazione annuale che la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio
sull'applicazione dell'accordo del 1991 riguarda anche l'applicazione del presente accordo.
                                                19
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 233 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                             08 02 10 11
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-311-IT-C
                                                              ISBN 92-78-21676-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                             36