CELEX: C2005/106/08
Language: it
Date: 2005-04-30 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione), 3 marzo 2005, nei procedimenti riuniti C-21/03 e C-34/03 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Conseil d'Etat): Fabricom SA contro Stato belga (Appalti pubblici — Lavori, forniture e servizi — Settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni — Divieto di partecipare ad una procedura o di formulare un'offerta fatto ad una persona che ha contribuito allo sviluppo dei lavori, delle forniture o dei servizi interessati)

30.4.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 106/5
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Seconda Sezione)
   3 marzo 2005
   nei procedimenti riuniti C-21/03 e C-34/03 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Conseil d'Etat): Fabricom SA contro Stato belga (1)
   
   (Appalti pubblici - Lavori, forniture e servizi - Settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni - Divieto di partecipare ad una procedura o di formulare un'offerta fatto ad una persona che ha contribuito allo sviluppo dei lavori, delle forniture o dei servizi interessati)
   (2005/C 106/08)
   Lingua processuale: il francese
   Nei procedimenti riuniti C-21/03 e C-34/03, aventi ad oggetto talune domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dal Conseil d'Etat (Belgio), con decisioni 27 dicembre 2002, pervenute in cancelleria rispettivamente il 29 e il 22 gennaio 2003, nelle cause tra Fabricom SA e Stato belga, la Corte (Seconda Sezione), composta dal sig. C.W.A. Timmermans, presidente di sezione (relatore), dai sigg. C. Gulmann, J.-P. Puissochet, dalla sig.ra N. Colneric e dal sig. J. N. Cunha Rodrigues, giudici; avvocato generale: sig. P. Léger; cancelliere: sig. R. Grass, ha pronunciato, il 3 marzo 2005, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               La direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 13 ottobre 1997, 97/52/CE, e, più in particolare, l'art. 3, n. 2, della medesima, la direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/36/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture, come modificata dalla direttiva 97/52, e, più in particolare, l'art. 5, n. 7, della medesima, la direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, come modificata dalla direttiva 97/52, e, più in particolare, l'art. 6, n. 6, della medesima, nonché la direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/38/CEE, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 16 febbraio 1998, 98/4/CE, e, più in particolare, l'art. 4, n. 2, della medesima, ostano ad una norma come quella prevista agli artt. 26 del regio decreto 25 marzo 1999, che modifica il regio decreto 10 gennaio 1996 relativo agli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni, e 32 del regio decreto 25 marzo 1999, che modifica il regio decreto 8 gennaio 1996 relativo agli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi ed alle concessioni di lavori pubblici, con cui non viene ammessa la presentazione di una domanda di partecipazione o la formulazione di un'offerta per un appalto pubblico di lavori, di forniture o di servizi, da parte di una persona chi sia stata incaricata della ricerca, della sperimentazione, dello studio o dello sviluppo di tali lavori, forniture o servizi, senza che si conceda alla medesima la possibilità di provare che, nelle circostanze del caso di specie, l'esperienza da essa acquisita non ha potuto falsare la concorrenza.
            
         
               2
            
            
               La direttiva del Consiglio 21 dicembre 1989, 89/665/CEE, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori, e, più in particolare, gli artt. 2, n. 1, lett. a), e 5, della medesima, nonché la direttiva del Consiglio 25 febbraio 1992, 92/13/CEE, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle norme comunitarie in materia di procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni, e, più in particolare, gli artt. 1 e 2, della medesima, ostano a che l'ente aggiudicatore possa negare, sino alla conclusione della procedura di esame delle offerte, la partecipazione alla procedura, ovvero la presentazione di un'offerta, da parte dell'impresa che sia vincolata ad una persona che sia stata incaricata della ricerca, della sperimentazione, dello studio o dello sviluppo di lavori, forniture o servizi, quando tale impresa, interrogata in tal senso dall'ente aggiudicatore, affermi che essa non beneficia per questa ragione di un vantaggio ingiustificato tale da falsare le normali condizioni concorrenziali.
            
         
      (1)  GU C 55 dell'8.3.2003 e
   
      GU C 70 del 22.3.2003.