CELEX: 51991PC0435(01)
Language: it
Date: 1991-11-07
Title: Proposta di REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO che fissa le norme di controllo e le misure di lotta contro la peste equina

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                      C0M(S1) 435 def.
                                      Bruxelles, 7  novembre 1991
                            Proposta di
                 REGOLAMENTO (CEE) PEL-CQN&lfiLLQ
       che fissa le norme di control io e le misure di lotta
                       contro la peste equina
                            Proposta di
                      DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
    che modifica la direttiva 90/426/CEE relativa alle condizion
     di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equi di
     e le importazioni di equidi in provenienza dai paesi terzi
                  (presentate dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                       - 2 -
                                   RELAZIONE
La peste equina è una malattia grave e contagiosa degli equidi, causata da
un virus che viene trasmesso per il tramite di un cul ici de. Specie sensibili
a questa malattia sono i cavalli, ma anche le zebre, i muli e gli asini. La
malattia è frequente soprattutto nell'Africa sub-sahariana, ma dopo il 1987
si è riscontrata altresì nel sud-ovest della penisola iberica. La Comunità
ha già messo in vigore le disposizioni necessarie alla regionalizzazione per
 la Spagna ed il Portogallo.
La politica per I'eradicazione di questa malattia è fortemente dipendente
dalla situazione ecologica, ciimatologica e geografica della zona infetta.
L'articolo 5, paragrafo 4 della direttiva 90/426/CEE del Consiglio, del
26 giugno 1990, relativa alle condizioni di polizia sanitaria che
disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in
provenienza dai paesi terzi, prevede l'adozione delle misure comunitarie per
 l'armonizzazione delle norme di controllo e la lotta contro la peste equina.
Le misure proposte sono intese a eradicare la peste equina prevenendone la
propagazione nell'eventualità di comparsa di un focolaio. Esse consistono
nell'abbattimento sistematico degli animali colpiti con o senza ricorso alla
vaccinazione, in funzione della situazione ecologica e ciimatologica del
focolaio.
Le misure devono essere applicate non appena viene sospettata la presenza
della malattia, in moda da consentire un intervento efficace e immediato.
A tale scopo, la presente proposta prevede taluni obblighi per gli Stati
membri e in particolare:
     abbattimento e distruzione de gli animali infetti non appena confermata
     la presenza della malattia;
     istituzione di una zona di 20 km di raggio nella quale vengano presi
     provvedimenti adeguati;
 ---pagebreak---                                       - 3 -
    conduzione di un'indagine epidemiologica approfondita una volta che la
    malattia sia stata sospettata e confermata;
     istituzione di zone di protezione (100 km) e di sorveglianza (profonda
    50 km oltre la zona di protezione);
     istituzione di laboratori che forniscano l'aiuto tecnico necessario ad
    una corretta applicazione delle misure di lotta contro la malattia;
    informazione della Commissione in merito alle iniziative prese.
Le conseguenze finanziarie di questa proposta sono state prese in
considerazione con la decisione 90/424/CEE del Consiglio, relativa a talune
spese nel settore veterinario.
E' opportuno modificare la direttiva 90/426/CEE relativa alle condizioni di
polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni
di equidi in provenienza dai paesi terzi in modo da tener conto delle norme
di controllo e delle misure di lotta proposte.
 ---pagebreak---                                       •_ 4  -
                                           PROPOSTA
                                       di
                           REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
             che fissa le norme di controllo e le misure di lotta
                             contro la peste equina
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare I'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che la direttiva 90/426/CEE del Consiglio, del
26 giugno 1990 d ) relativa alle condizioni di polizia sanitaria che
disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in
provenienza dai paesi terzi è intesa a liberalizzare i movimenti di equidi
sul territorio comunitario; che, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 4, è
 importante fissare misure comunitarie per l'armonizzazione delle norme di
controllo e la lotta contro la peste equina;
considerando che siffatte misure favoriscono uno sviluppo razionale del
settore agricolo contribuendo alla tutela della sanità animale nella
Comunità;
considerando che un focolaio di questa malattia può assumere rapidamente un
carattere epizootico causando mortalità e perturbazioni che possono ridurre
fortemente la redditività dell'allevamento;
considerando che le misure di lotta devono essere prese non appena si
sospetta la presenza della malattia e che un intervento immediato ed
efficace deve essere attuato sin da quando la malattia è stata confermata,
onde tutelare la sanità animale nella Comunità;
(1) GU n. L 224 del 18.8.1990, pag. 42
 ---pagebreak---                                       - 5 -
considerando che le misure da prendere devono prevenire la propagazione
della peste equina; che, a questo proposito, deve essere organizzato un
controllo rigoroso dei movimenti degli animali suscettibili di trasmettere
 l'infezione nonché una disinfestazione delle aziende infette;
considerando l'importanza di precisare le condizioni nelle quali la
vaccinazione contro la peste equina può essere praticata, nonché le norme
secondo le quali quest'ultima deve essere effettuata;
considerando che, onde meglio lottare contro la malattia, é opportuno
delimitare zone di protezione e di sorveglianza tenendo conto dei fattori di
ordine geografico, amministrativo, ecologico ed epidemiologico;
considerando l'importanza di un'indagine epidemiologica approfondita onde
prevenire qualsiasi propagazione della malattia,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                  Articolo 1
Il presente regolamento fissa le norme di controllo e le misure di lotta
contro la peste equina.
                                  Articolo 2
Ai fini del presente regolamento, sono applicabili, all'occorrenza, le
definizioni che figurano al l'articolo 2 del la direttiva 90/426/CEE. Tuttavia
si intende per:
azienda:     l'azienda ai sensi della direttiva 90/426/CEE e i territori
             delimitati nei quali gli equidi si spostano liberamente.
Inoltre si intende per:
a)   proprietario o allevatore: qualsiasi persona, fisica o -giuridica, che
     possegga gli animali o sia incaricata di allevarli dietro compenso
     finanziario o meno;
 ---pagebreak---                                      - 6 -
b) vettore: qualsiasi  insetto atto a trasmettere la peste equina, in
   particolare i culicidi;
e) conferma dell'infezione: la dichiarazione, fatta dall'autorità
   competente, della presenza della peste equina a seguito di esami clinici
   o di laborator io;
d) autorità competente: l'autorità veterinaria all'uopo designata
   dall'amministrazione nazionale; nell'ambito del presente regolamento
   essa é direttamente responsabile nei confronti di detta amministrazione,
   tramite la quale emette i propri pareri.
                                 Art icolo 3
1. Chiunque sospetti  la presenza della peste equina ne  informa
    immediatamente l'autorità competente ed il proprietario o l'allevatore
   con i mezzi più solleciti a disposizione.
2. Fino al momento dell'applicazione delle misure ufficiali di cui
   all'articolo 4, il proprietario o l'allevatore di qualsiasi    animale
   sospetto di infezione adotta i provvedimenti opportuni per conformarsi
   al suddetto articolo.
3. Non appena si ha notizia che uno o più equidi sono sospetti di
   un'infezione, l'autorità competente attiva immediatamente i mezzi
   ufficiali di indagine per confermare o escludere  la presenza della peste
   equina. Il veterinario ufficiale effettua un'indagine clinica e di
   laboratorio riguardante gli equidi sospetti o morti e le aziende
   sospette. Egli preleva i campioni necessari agli esami di    laboratorio.
                                 Art icolo 4
1. Dal momento della notifica del sospetto di infezione, l'autorità
   competente mette l'azienda o le aziende sospette, nonché tutte le
   aziende che si trovano in un raggio di 20 km attorno alla stessa, sotto
   sorveglianza ufficiale ed ordina in particolare, nella stessa zona:
 ---pagebreak---                                      - 7 -
a) che venga eseguito il censimento ufficiale delle specie di equidi, dei
   numero di equidi già morti, infetti o che potrebbero essere infettati.
    Il censimento deve essere aggiornato dal proprietario o dall'allevatore
   per tener conto degli equidi nati o morti durante il periodo in cui si
   sospetta la presenza della malattia; I dati del censimento devono essere
   esibiti a richiesta dell'autorità competente e possono essere
   controllati in occasione di ogni ispezione;
b) che le aziende siano visitate regolarmente dal veterinario ufficiale e
   che ciascun equi de venga esaminato;
e) che tutti gli equidi delle aziende vengano mantenuti nei loro locali di
   ricovero o in altri luoghi protetti dal vettore;
d) che qualsiasi movimento di equidi venga proibito;
e) che all'interno e nei dintorni degli edifici che ospitano gli equidi si
   ricorra ai mezzi opportuni di disinfestazione;
f) che venga effettuato un censimento dei luoghi che possono favorire la
   sopravvivenza del vettore o che possono contenerlo e che vi vengano
   posti in atto appropriati metodi di disinfestazione;
g) che venga effettuata un'indagine epidemiologica.
   L'indagine epidemiologica riguarda:
        il periodo nel quale la malattia può essere stata presente
        nell'azienda prima di essere stata notificata o sospettata;
        l'eventuale origine della malattia nell'azienda e l'identificazione
        di altre aziende nelle quali si trovano degli equidi che abbiano
        potuto essere infettati;
        la presenza e la distribuzione dei vettori della malattia;
        i movimenti degli equidi dalle o verso le aziende infette.
 ---pagebreak---                                        - 8 -
2.  Nel caso in cui la zona di cui al paragrafo 1 sia situata sul territorio
    di più Stati membri, le autorità competenti degli Stati membri in
    questione collaborano per poterla delimitare. Se necessario, la zona
    viene delimitata con la procedura di cui all'articolo 15.
3.  Se necessario, vengono fissate con la procedura di cui all'articolo 15
     le modalità per l'applicazione delle misure previste ai paragrafo 1 ai
     territori delimitati entro i quali gli equidi si spostano liberamente.
4.   In ogni caso le misure di cui al presente articolo sono revocate
    dall'autorità competente soltanto quando il sospetto di peste equina sia
    escluso.
                                   Art icolo 5
La vaccinazione contro la peste equina è vietata se non viene praticata
conformemente alle norme previste dal presente regolamento.
                                   Art icolo 6
1.  Non appena la presenza di uno o più equidi   infetti è stata confermata
    all'interno di un'azienda, l'autorità competente ordina che nella zona
    di cui all'articolo 4, oltre alle misure elencate in questo articolo,
    vengano prese le misure seguenti:
    a)    il veterinario ufficiale procede ai prelievi opportuni, ai fini
         degli esami che dovranno essere effettuati   in laboratorio;
    b)   dopo la loro morte o il loro abbattimento, gli equidi malati vengono
         distrutti, eliminati, incinerati o sotterrati conformemente alla
         direttiva 90/667/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1990 che
         stabilisce le norme sanitarie per l'eliminazione, la trasformazione
         e l'immissione sul mercato dei rifiuti di origine animale e la
         protezione dagli agenti patogeni degli alimenti per animali di
         origine animale o a base di pesce e che modifica la direttiva
         90/425/CEE  CD;
(1) GU n. L 363 del 27.12.1990, pag. 51.
 ---pagebreak---                                     - 9 -
   c)  L'autorità competente fa procedere alla vaccinazione sistematica di
       tutti gli equidi, nonché alla loro identificazione, facendo apporre
       un marchio chiaro e indelebile con un metodo convenuto secondo la
       procedura di cui all'articolo 15. Tuttavia, in funzione delle
       circostanze epidemiologiche, meteorologiche, geografiche o
       ciimatologiche, é possibile derogare agli obblighi di vaccinazione
       ai sensi della procedura di cui all'articolo 14.
2. L'autorità competente può estendere le misure di cui al paragrafo 1 nel
   caso in cui la situazione geografica, ecologica o meteorologica, oppure
   i movimenti da o verso l'azienda in cui la malattia é stata confermata,
   autorizzino a sospettare un'eventuale diffusione della peste equina.
3. Quando in una data regione l'epizoozia di peste equina presenta un
   carattere di eccezionale gravità, tutte le misure supplementari che
   dovranno essere prese dagli Stati membri in questione vengono adottate
   secondo la procedura di cui all'articolo 15.
4. Ai fini del pieno coordinamento di tutte le misure necessarie per
   I'eradicazione tempestiva della malattia e dell'attuazione dell'indagine
   epidemiologica, viene istituita un'unità di crisi.
   Si applicano le norme generali riguardanti  le unità di crisi nazionali e
   l'unità di crisi comunitaria adottate nel regolamento (CEE) n. ...   del
   Consigi io.
                                Art icolo 7
1. A compiemento delle misure di cui al l'articolo 6, l'autorità competente
   delimita una zona di protezione e una zona di sorveglianza. La
   delimitazione delle zone deve tener conto dei fattori di ordine
   geografico, amministrativo, ecologico ed epizootologico connessi con la
   peste equina nonché delle strutture di controllo.
2. a)  La zona di protezione è costituita da una parte del territorio
       comunitario avente un raggio minimo di 100 km intorno all'azienda
       infetta.
 ---pagebreak---                                      - 10 -
   b)  La zona di sorveglianza è costituita da una parte del    territorio
       comunitario   profonda almeno 50 km oltre i limiti della zona di
       protezione e in cui nei dodici mesi precedenti non sia stata
       praticata alcuna vaccinazione sistematica.
   e)  Nel caso in cui   le zone siano situate sul territorio di più Stati
       membri, le autorità competenti degli Stati membri    interessati
       cooperano allo scopo di delimitare le zone di cui ai punti a) e b ) .
       Tuttavia, se necessario, la zona di protezione e la zona di
       sorveglianza sono delimitate secondo la procedura di cui
       ali'art icolo 15.
3. Dopo una visita degli esperti della Commissione, è possibile, con la
   procedura di cui all'articolo 15, prendere una decisione    intesa a
   modificare  la delimitazione delle zone definite al paragrafo 2, tenendo
   conto di quanto segue:
       situazione geografica e fattori ecologici;
       condizioni meteorologiche;
       presenza e distribuzione del vettore;
       risultati degli studi epidemiologici effettuati conformemente al
       presente regolamento-,
       risultati degli esami di    laboratorio;
       applicazione delle misure di lotta e in particolare della
       disinfestazione.
                                  Art icolo 8
1. Nella zona di protezione devono essere applicate le seguenti misure:
   a)  censimento di tutte le aziende che detengono equidi;
   b)  visita regolare, da parte del veterinario ufficiale, di tutte le
       aziende;
   e)  sono vietati  la circolazione e il trasporto degli equidi   sulle
       strade pubbliche o private, ad eccezione delle strade di accesso
       alle aziende;
 ---pagebreak---                                       - 11 -
   d)  gli equidi possono uscire dall'azienda nella quale si trovano
       soltanto per essere trasportati direttamente e sotto controllo
       ufficiale in un macello ubicato in detta zona per una macellazione
       d'urgenza o, se in detta zona non esistono macelli sotto controllo
       veterinario, in un macello situato nella zona di sorveglianza e
       designato dall'autorità competente.
2. A complemento delle misure di cui al paragrafo 1, la vaccinazione
   sistematica degli equidi contro la peste equina può essere decisa con la
   procedura di cui all'articolo 15 nella zona di protezione non coperta
   dalle disposizioni relative alla vaccinazione previste all'articolo 6,
   paragrafo 1, lettera e ) . Le modalità applicabili a questa vaccinazione
   sono fissate, all'occorrenza, con la stessa procedura.
3. Eventuali deroghe al paragrafo 1, lettere e) e d) sono consentite con la
   procedura di cui all'articolo 15, in particolare per quanto si riferisce
   al ripopolamento delie aziende infette.
4. Con la procedura di cui all'articolo 15 si determina anche   l'eventuale
   necessità di animali di controllo e la durata di applicazione delle
   misure previste ai paragrafi 1 e 2, che non possono essere inferiori a
   dodici mesi nel caso in cui la vaccinazione sia stata decisa
   conformemente al paragrafo 2.
                                  Art icolo 9
1. Nella zona di sorveglianza si applicano le misure previste all'articolo
   8, paragrafo 1. Tuttavia, se in detta zona non vi sono macelli, gli
   equidi possono essere abbattuti nella zona di protezione, in un macello
   designato dall'autorità competente.
2. Nelle zone di sorveglianza é vietato qualsiasi tipo di vaccinazione
   contro la peste equina.
3. Con la procedura di cui all'articolo 15 si disciplinano gli spostamenti
   degli equidi nella zona di sorveglianza, nonché la durata di
   applicazione delle misure previste al paragrafo 1, che non potrà essere
   inferiore a quella fissata in applicazione dell'articolo 8, paragrafo 4.
 ---pagebreak---                                        - 12 -
4.   Il regime che regola i movimenti degli equidi tra la zona di protezione
     e quella di sorveglianza viene fissato con la procedura di cui
     all'articolo 15. Il regime dovrà garantire che gli equidi vaccinati da
     meno di 60 giorni non possano uscire dall'azienda nella quale si
     trovano.
                                   Ar t i co Io 10
 In deroga all'articolo 8, paragrafo 1, lettere e) e d) e all'articolo 9,
paragrafo 1, gli equidi della zona di protezione e della zona di
sorveglianza possono essere spediti, sotto controllo ufficiale e permanente
e secondo le condizioni previste all'articolo 5, paragrafo 3 della direttiva
90/426/CEE, al centro di quarantena di cui alla suddetta lettera d ) .
                                   Articolo 11
L'autorità competente adotta tutte le misure necessarie, incluso il ricorso
a cartelli    indicatori e di avvertimento ben visibili, nonché ai mezzi di
comunicazione, quali    la stampa e la televisione, per garantire che tutte le
persone presenti nelle zone di protezione e di sorveglianza siano
perfettamente al corrente delle restrizioni       in vigore e adotta tutti i
provvedimenti opportuni per garantire un'adeguata applicazione delle misure
suddette.
                                   Articolo 12
1.    In ogni Stato membro viene designato un laboratorio nazionale      incaricato
     di eseguire gli esami di laboratorio previsti dal presente regolamento.
     Gli Stati membri notificano alla Commissione o agli altri Stati membri i
      laboratori nazionali.
2.   Il laboratorio comunitario di riferimento per la peste equina é indicato
     in allegato. Le competenze e gli obblighi di questo laboratorio sono
     definiti conformemente alla procedura di cui all'articolo 15, a meno che
     non siano stati già fissati conformemente all'articolo 28 della
     decisione 90/424/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa a
     talune spese nel settore veterinario      CD.
(1) GU n. L 224 del 18.8.1990, pag. 19
 ---pagebreak---                                       - 13 -
3.   I laboratori nazionali di cui al paragrafo 1 cooperano col laboratorio
    comunitario di riferimento, in particolare per quanto si riferisce alla
    conferma del tipo e del sottotipo di virus in questione e all'attuazione
    del le operazioni di vaccinazione.
4.   I metodi diagnostici vengono fissati, all'occorrenza, secondo la
    procedura di cui all'articolo 15.
                                  Art icolo 13
Esperti veterinari della Commissione possono, se ciò é necessario
all'applicazione uniforme del presente regolamento e in collaborazione con
le autorità nazionali competenti, effettuare controlli in loco. La
Commissione informa gli Stati membri in merito al risultato dei controlli
effettuati.
Lo Stato membro sul territorio del quale viene effettuato un siffatto
controllo apporta tutto l'aiuto necessario agli esperti ai fini
dell'espletamento della loro missione.
Le modalità d'applicazione del presente articolo sono fissate secondo la
procedura di cui all'articolo 15.
                                  Articolo 14
1.  Ciuscuno Stato membro predispone un programma d'intervento, precisando
    come vadano appiicate le misure previste dai presente regolamento.
     Il programma deve consentire l'accesso agli impianti, alle attrezzature,
    al personale e ad altre strutture necessarie ad una eradicazione rapida
    ed efficace della malattia.
2.   I criteri da adottare per l'elaborazione di questi programmi sono quelli
    previsti dalla decisione 91/42/CEE della Commissione e si applicano
    mutat is mutandis.
    La Commissione può, conformemente all'articolo 15, modificare o
    completare questi criteri per tener conto delle caratteristiche
    specifiche della malattia.
 ---pagebreak---                                      - 14 -
3.   I programmi definiti conformemente ai criteri di cui al paragrafo 2
    vengono presentati alla Commissione entro tre mesi dall'entrata in
    vigore del presente regolamento.
4.  La Commissione valuta in che misura i programmi consentano di
     raggiungere gli obiettivi auspicati e propone allo Stato membro
     interessato le eventuali modifiche necessarie, per garantire innanzi
     tutto che i programmi nazionali sono compatibili con quelli degli altri
     Stati membr i.
     La Commissione approva i programmi, eventualmente modificati,
     conformemente alia procedura di cui all'articolo 15.
     I programmi possono essere successivamente modificati o completati,
    sempre secondo la suddetta procedura, per tener conto di eventuali
    sviluppi della situazione.
                                  Articolo 15
1.  La Commissione ò assistita dai comitato veterinario permanente istituito
    con decisione 68/361 /CEE del Consiglio C D , in appresso denominato il
     "comitato".
2.  Nei casi di ricorso alia procedura definita nel presente articolo, si
    applicano seguenti norme.
     II rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto
    delle misure da adottare. Il comitato esprime il proprio parere sul
    progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione
    dell'urgenza della questione in esame, eventualmente procedendo a
    votazione.
     Il parere é iscritto a verbale; inoltre ciascuno Stato membro ha diritto
    di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
    La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal
    comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo
    parere.
(1) GU n. L 255 del 18.10.1968, pag. 23.
 ---pagebreak---                                        15 -
                                 Articolo 16
Il presente regolamento entra in vigore trenta giorni dopo la sua
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento é obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, i i
                                        Per iI Consigi io
 ---pagebreak---                                       • -> 16 -
                                    ALLEGATO
Laboratorio de sani dad y produce ion animal
Minister io de Agricuitura, Pesca y Alimentacion
etra. Madrid-lrun, Desv. Aigete, km 5,400
28110 Aigete, Madrid
Espana
 ---pagebreak---                                      - 17 -
                                          . PROPOSTA
                                        di
                            DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                       del
         che modifica la direttiva 90/426/CEE relativa alle condizioni
          di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi
          e le importazioni di equidi in provenienza dai paesi terzi
                   per quanto si riferisce alla peste equina
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che la direttiva 90/426/CEE ha fissato le condizioni di polizia
sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi
in provenienza dai paesi terzi ( D ; che in essa sono stati fissati i limiti
del territorio infettato dalla peste equina, nonché le norme applicabili
agli Stati membri non indenni;
considerando che il regolamento (CEE) 91/... ha stabilito le norme di
controllo; che é pertanto necessario modificare la direttiva 90/426/CEE onde
tener conto di queste disposizioni,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
(1) GU n. L 224 del 18.8.1990, pag. 42.
 ---pagebreak---                                        ^ 18 -
                                   Ar t i co Io 1
La direttiva 90/426/CEE é modificata come segue:
1.   Il testo della lettera f) dell'articolo 2 viene sostituito dal testo
    seguente :
    "f) Paese terzo indenne da peste equina: qualsiasi paese terzo sul cui
         territorio nessuna prova clinica, sierologica (se gli equini non
         sono vaccinati) o epidemiologica abbia permesso di accertare la
         presenza di peste equina nel corso degli ultimi due anni e in cui la
         vaccinazione contro questa malattia non sia stata effettuata nel
         corso degli ultimi dodici mesi."
2.   il testo dell'articolo 5 è sostituito dal testo seguente:
                                   "Articolo 5
    1.   Gli Stati membri possono spedire equidi  in provenienza dalla parte
         di territorio considerata infetta dalla peste equina al sensi del
         paragrafo 2, lettera a) soltanto alle condizioni stabilite nel
         paragrafo 3.
    2.   a)  La parte del territorio considerata infetta dalla peste equina é
             costituita dalla zona di protezione e dalla zona di sorveglianza
             fissate conformemente all'articolo 7 (CEE) 9 1 / . . . del
             regolamento.
         b)  Tutti gli equidi vaccinati presenti nella zona di protezione
             devono essere registrati e identificati conformemente
             all'articolo 6, paragrafo 1, lettera e ) del regolamento (CEE) n.
             91/...
             Nel documento di identificazione e/o sul certificato sanitario
             deve figurare chiaramente l'indicazione di tale vaccinazione.
    3.   Uno Stato membro può spedire dal territorio di cui al paragrafo 2,
         lettera a) soltanto equidi che soddisfino i seguenti requisiti:
         a)  essere spediti unicamente in certi periodi dell'anno, che devono
             essere fissati dalla Commissione tenendo conto dell'attività
             degli  insetti vettori;
 ---pagebreak---                                       - 19 -
         b)  non presentare alcun segno clinico di peste equina il giorno
             dell'ispezione di cui all'articolo 4, paragrafo 1;
        e)  se non sono stati vaccinati contro la peste equina, devono aver
            subito, presentando una reazione negativa, per due volte, il
             test di fissazione del complemento per la peste equina descritto
            all'allegato D, ad un intervallo compreso tra 21 e 30 giorni; il
            secondo test deve essere effettuato entro i dieci giorni che
            precedono la spedizione,
            se sono stati vaccinati, la vaccinazione deve essere stata
            effettuata più di due mesi prima e devono aver subito il test di
            fissazione descritto all'allegato D agli intervalli di cui
            sopra, senza che sia stato constatato rialzo di anticorpi. La
            Commissione può, previo parere del comitato scientifico
            veterinario, riconoscere altri metodi di controllo;
        d)  essere stati tenuti in un centro di quarantena per un periodo
            minimo di quaranta giorni prima della spedizione. Se necessario,
             la Commissione procede al riconoscimento di detti centri di
            quarantena;
        e)  essere stati protetti dagli insetti vettori durante il periodo
            di quarantena e nel corso di trasporto dal centro di quarantena
            al luogo di spedizione."
                                  Articolo 2
Restano valide le decisioni di appiicazione adottate in base all'articolo 5
della direttiva 90/426/CEE.
                                  Art icolo 6
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni  legislative,
regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente
direttiva al più tardi il 31 dicembre 1991. Essi ne informano immediatamente
la Commissione.
 ---pagebreak---                                    -,~ ?~ 20 -
Quando gì 1 Stat I membr i adottano queste d i spos i zioni,*esse contengono un
riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto
riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale
riferimento sono decìse dagli Stati membri.
                                     Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
                                            Per II Consiglio
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               C:OM(91) 435 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              03
                                          N. di catalogo : CBJCO-91-496-IT-C
                                                             ISBN 92-77-77348-0
Ufficio delle pubblîcazionî ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo