CELEX: 51992PC0486
Language: it
Date: 1992-12-24
Title: Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sull' accesso alla formazione professionale permanente

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
                                                                    COM(92) 486 def.
                                                                    Bruxelles, 25 novembre 1992
                                                           Proposta di
                                                 RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                                     sull'accesso alla formazione professionale permanente
                                                 (Presentata dalla Commissione)
« B i l i I ' l l niillll l'illW
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                                       MOTIVAZIONE
I - UN OBIETTIVO PRIORITARIO PER LA COMUNITÀ'
L'investimento nelle risorse umane è di basilare importanza per la
Comunità.
1. La qualificazione e la motivazione della manodopera sono pietre
    angolari della competitività dell'economia europea                                in una
    concorrenza mondiale sempre più spietata. Esse condizionano anche
     le tappe future della costruzione comunitaria. Considerati i
    cambiamenti demografici che stanno vivendo e vivranno i paesi della
    Comunità, l'evoluzione delle competenze disponibili dipenderà in
    misura sempre maggiore dalle competenze possedute e acquisite dai
     lavoratori già in attività e dal loro accesso alla formazione
    durante la vita attiva.
2.  Per le imprese, la qualificazione della manodopera è il presupposto
    della competitività, della produttività e delle capacità in materia
    di qualità, in tutti i settori i dipendenti debbono possedere una
    solida istruzione ed una formazione di base che consentano loro di
    seguire corsi di formazione per tutto l'arco della loro vita
    attiva. La formazione continua è attualmente riconosciuta come una
    priorità per un'azione e un investimento comuni dei pubblici poteri
    e delle imprese, di concerto con le parti sociali:
    - La conferenza intergovernativa                    dell'OCSE del giugno 1991
    sull'istruzione e la formazione                    future della manodopera ha
    sottolineato che: "/e qualificazioni                      e le competenze            della
    manodopera, dagli          addetti    alla produzione al quadri                  superiori,
    devono diventare il fattore determinante della produttività                       e della
    competit       Ività".
    - La tavola rotonda europea degli industriali, nel suo rapporto
    "Reshaping Europe" del settembre 1991, ha sottolineato che: "
    "Apprendere durante tutta la vita è oggi un requisito                       fondamentale
    per una vita piena e serena. Per il lavoro, ciò' è più                          importante
    che per ogni altro scopo... Per rimanere efficiente,                     ciascuno deve
    apprendere e riapprendere durante tutta la sua vita                       lavorativa."
    - Il libro bianco appena pubblicato dal governo britannico "People,
    Jobs and Opportunity" indica che "Per le                  Imprese,    la   formazione    è
    oggi più che mal prioritaria           e ognuno accorda un valore più elevato
    alla     formazione      continua     durante      la propria      vita     attiva.     La
    formazione        deve quindi      essere maggiormente evidenziata                   nelle
    relazioni     fra I lavoratori       e I loro datori di        lavoro".
    - La Commisslone nella sua comunicazione COM (90) 556 def. su "La
    politica      industriale      in un ambiente aperto e competIt ivo" ha
    sottolIneato        che: "I'adattabi    I ita e la qualità del capitale umano
    sono       divenuti       elementi       determinanti        della           competitività
    Industriale,        ed è in primo luogo su tali             elementi che dovranno
    puntare in futuro le economie                sviluppate".
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3.  La formazione riveste pertanto un interesse comune per le imprese
    che vi attingono le risorse di competitività e produttività, e per
    gli individui le cui condizioni di occupazione e la carriera sono
    sempre più connessi all'accesso alla formazione. Si crea cosi una
    zona di consenso e di interessi reciproci che diverse parti
    interessate sviluppano e arricchiscono (cfr. Parere comune) e che
    possono portare a nuovi rapporti contrattuali, per esempio con
    contratti di formazione e di occupazione.
4.  Nel quadro del dialogo sociale e del loro parere comune In             merito
    agli strumenti per faciIitare     l'accesso effettivo     alla formazione
    professionale al maggior numero possibile       di lavoratori,       del 21
    settembre 1991, le parti sociali hanno confermato il carattere
    prioritario della formazione permanente. Le parti sociali hanno
    sottolineato che il successo del mercato unico dipenderà in ampia
    misura dall'allargamento delle competenze dei lavoratori e dalla
    competitività delle imprese che li occupano. Ciò' conferma, secondo
    loro, che è importantissimo per i lavoratori nella Comunità avere
    il più ampio accesso possibile alla formazione continua per
    migliorare le qualificazioni esistenti ed acquisirne di nuove.
L'accesso alla formazione contìnua determina l'evoluzione delle risorse
umane
5.  Per le imprese, lo sviluppo dell'accesso alla formazione continua
    presuppone la creazione di una forte relazione tra la strategia
    economico-industriale volta allo sviluppo della competitività e
    l'attuazione di piani di formazione che debbono rientrare nella
    strategia globale dell'impresa. Per i dipendenti si tratta di
    ampliare, adeguare e fare evolvere le proprie qualificazioni. Lo
    sviluppo dell'accesso alla formazione continua non si riduce ad un
    apprendimento complementare di know how, ma costituisce più
    propriamente un processo di sviluppo e di apertura delle
    potenzialità degli individui nella loro vita attiva.
6.  La Carta     comunitaria   dei diritti     sociali     fondamentali dei
     lavoratori, adottata nel Consiglio europeo di Strasburgo dai Capi
    di Stato e di governo di 11 Stati membri, e in particolare il suo
    articolo 15, ha fissato l'obiettivo dell'accesso alla formazione
    dei lavorator i:
    "Ogni lavoratore della Comunità europea deve poter accedere alla
    formazione professionale      e beneficiarne    nell'arco      della    vita
    attiva.   Per quanto riguarda        le condizioni     di    accesso    alla
    formazione professionale     non vi possono essere          discriminazioni
    basate sulla nazfonai ita.     Le autorità   pubbliche competenti, le
    imprese o le parti sociali nelle rispettive        sfere di competenza,
    dovrebbero predisporre sistemi di formazione continua e permanente
    che consentano a ciascuno di riqualificarsi,     in part/colare fruendo
    di    congedi-formazione,   di   perfezionarsi    ed acquisire        nuove
    conoscenze, tenuto conto in part Scolare del I'evoluzione       tecnica."
7.  Nel suo Memorandum (COU 91 - 397 def. del 12 dicembre 1991) sulla
    formazione professionale nella Comunità europea per gli anni 90, la
    Commissione ha messo in evidenza le sfide del decennio appena
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    iniziato     e    il    ruolo       fondamentale        della      qualificazione         e
    dell'accesso alla formazione continua. I continui mutamenti, le
    nuove organizzazioni del lavoro, gli effetti della demografia, il
    riassorbimento dei deficit di qualificazione assegneranno un ruolo
    centrale alle politiche di formazione permanente. E' necessario
    sviluppare un nuovo concetto di formazione in cui la formazione
    continua, ancorata nella formazione professionale di base, si
    svolge lungo tutto l'arco della vita.
8.  Nella sua Comunicazione             C0M(92)-2000       "Dall'Atto      unico    al    dopo
    Maastricht:      I mezzi       delle      nostre    ambizioni",        la Commissione
    sottolinea      che    l'adeguamento          dei    lavoratori       ai    cambiamenti
    industriali e all'evoluzione dei sistemi produttivi saranno al
    centro delle trasformazioni del mercato del lavoro europeo negli
    anni '90. La competitività attuale e futura delle imprese risiede
    soprattutto nella qualità delle forze di lavoro e nella capacità
    dei lavoratori ad adattarsi ad un ambiente tecnologico ed economico
     in costante evoluzione. Una formazione continua che fornisca tali
    capacità di adattamento ed iniziativa è necessaria per le nuove
    organizzazioni del lavoro.
9.  Anche le azioni condotte per riassorbire la disoccupazione sono
    connesse all'evoluzione delle qualificazioni e all'accesso alla
    formazione nell'arco di tutta la vita attiva. Si osserva che
    proprio i paesi che hanno saputo anticipare i tempi con risolutezza
    e dar prova di dinamismo di fronte ai mutamenti strutturali,
    soprattutto in materia di qualificazione, di formazione continua e
    di organizzazione del lavoro, sono quelli che hanno al tempo stesso
    tenuto meglio sotto controllo                   il livello di disoccupazione.
    Inversamente, i paesi che si sono meno preparati e aperti a queste
    trasformazioni       qualitative, registrano scarti maggiori                       e più
    durevoli tra offerta e domanda di lavoro. Vi è una correlazione
    diretta     tra    il    livello        di    qualificazione        degli     attivi      e
     l'incremento delle esclusioni sul mercato del lavoro, che possono
    portare ad un aumento della disoccupazione di lunga durata,
    difficilmente reversibile.
10. Nel quadro del dialogo sociale e del loro parere comune sulle
    modalità di accesso, le parti sociali hanno ricordato che più
    del I'80% del la manodopera dell'anno 2000 è già in attività. E'
    necessario uno sforzo consederevole di formazione degli adulti se
    si vuole evitare che lo scarto esistente tra i bisogni di
    manodopera qualificata e il livello di qualificazione delle persone
    disponibili sul mercato del lavoro si accentui ulteriormente. Una
    parte importante delia popolazione adulta ha lasciato la scuola
    senza una qualificazione adeguata alla domanda attuale o non ha mai
    partecipato ad una formazione continua sistematica. Le parti
    sociali      sono      d'accordo           nel     ritenere        che       l'efficacia
    dell'affermazione         professionale          dipende       dalla     realizzazione
    congiunta di una serie di condizioni:
         - Anticipazione e programmazione:
         "/ bisogni       del I' impresa       e dei      lavoratori      debbono       essere
         chiaramente    previsti     ed identificati         nei piani     o programmi       di
         formazione    appropriati       alla dimensione       del I'Impresa     e      definiti
         nel quadro della sua strategia               globale".
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        - Presa in considerazione dei bisogni:
        "/ bisogni del lavoratori di perfezionarsi nel loro lavoro o In
        vista di trasformazioni Interne, e I bisogni attuali e futuri
        delle Imprese".
        - Informazione e consultazione     dei   lavoratori   e dei loro
        rappresentanti:
        "// datore di lavoro procede alle necessarie Informazioni e
        consultazioni   del  lavoratori   e del     loro    rappresentanti,
        conformemente alle legislazioni  e pratiche nazionali, circa l
        programmi di formazione attuati dàlie imprese".
Una posta in gioco nella competizione internazionale
11. L'obiettivo di aumento e di sviluppo delle qualificazioni nelle
    imprese sembra generalizzarsi nei paesi europei come un asse
    strategico, secondo una tendenza già ben definita in altri spazi
    economici, per esempio il Giappone (secondo i dati disponibili
    I '85% delle imprese fornisce una formazione ai dipendenti) o gli
    USA (la formazione continua è una priorità del rapporto "America
    2000: An education strategy"). Pertanto, lo sviluppo dell'accesso
    alla formazione continua giocherà un ruolo centrale nelle strategie
    messe a punto dalle imprese nel corso degli anni 90.
12. Dal punto di vista dei progetti individuali dei lavoratori, le
    norme in materia di diritto di assenza sviluppate in alcuni paesi
    EFTA (Svezia e Finlandia) sono anch'esse un riferimento, ma va
    notato che queste non sono connesse obbligatoriamente a una
    garanzia di mantenimento del reddito e che si privilegiano sempre
    di più i contributi ai lavoratori.
Per quanto riguarda l'accesso permangono notevoli ostacoli
13. A livello di imprese, pochissime hanno piani di formazione che
    consentano loro di sviluppare le proprie risorse umane. Le "buone
    prassi" e gli accordi contrattuali non sono sufficientemente
    conosciuti, benché tali accordi si sviluppino nelle grandi imprese
    e nei settori professionali. Le piccole e medie imprese hanno
    difficoltà specifiche nel definire le politiche di formazione
    appropriate. Ogni anno esse formano meno i propri dipendenti di
    quanto non facciano le grandi imprese: l'accesso alla formazione
    continua è più limitato per i lavoratori delle PMI, le quali del
    resto organizzano meno formazione per i propri dipendenti.
14. A livello di individui, i lavoratori già attivi, soprattutto i più
    anziani, denotano una insufficiente formazione di base e molto
    spesso una inadegua istruzione elementare. Si registrano notevoli
    differenze tra uomini e donne per quanto riguarda la partecipazione
    alla formazione continua. Per diverse ragioni la motivazione dei
    lavoratori per la formazione è talvolta insufficiente e deve essere
    incoraggiata.
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Gli Stati membri perseguono una maggiore efficacia
15. Gli sviluppi a livello di demografia e di risorse in manodopera e
    la necessità di dare larga diffusione alle innovazioni rendono
    necessarie,     in tutti     gli    Stati   membri, una     trasformazione
    accelerata delle qualificazioni della manodopera già attiva. Ciò
    dipende dallo sviluppo delle politiche di formazione continua.
    Tutti i paesi sono favorevoli ad un aumento delle risorse da
    destinare alla formazione continua e alla ricerca di una migliore
    efficacia di tali risorse, ma le "performances" attuali dei
    dispositivi nazionali sembrano limitate e molto disuguali. La
    percentuale del PIL destinata alla formazione                professionale
    continua varia da meno 1% a oltre 2% e sembra situarsi ad un
     livello ancora molto lontano dalle somme destinate alle formazioni
     iniziali o al sostegno del settore Ricerca e Sviluppo.
16. L'analisi delle situazioni nazionali mostra che le possibilità di
    formazione per i lavoratori adulti nella Comunità restano scarse e
    frammentate     e   che    occorre     confortare    quantitativamente   e
    qualitativamente lo sforzo di formazione continua per gli anni 90.
    Gli    indicatori    di   accesso     negli   Stati   membri   evidenziano
    possibilità in aumento ma per durate ancora brevi e con forti
    disuguaglianze di accesso, che si traducono in un effetto limitato
    sul le qualif icazioni.
17. I dispositivi in materia di assenza o di congedo individuale hanno
    un effetto quantitativo limitato. Per questa ragione non sembra che
    possano costituire la base principale per una applicazione del
    principio enunciato dall'articolo 15 della Carta dei diritti
    sociali fondamentali dei         lavoratori e come modalità per uno
    sviluppo generalizzato dell'accesso alla formazione continua. In
    compenso,     essi    rappresentano      delle   modalità    complementari
     indispensabili per la realizzazione di progetti personali di
    formazione dei lavoratori dipendenti.
18. Le conclusioni della conferenza intergovernativa dell'OCSE su
    "Further Education and Training of the Labour Force" (giugno 1991)
    hanno    sottolineato    l'interesse      delle   partnership,   attirando
    l'attenzione sulla necessità di definire le responsabilità di
    ciascuno dei partner. In quest'ottica la conferenza ha precisato un
    certo numero di obiettivi politici che debbono essere perseguiti,
    soprattutto per quanto riguarda gli incentivi da porre in essere
    per il finanziamento della formazione continua e dei dispositivi
    da sviluppare su iniziativa delle pubbliche autorità, per mezzo
    delle formazioni       in impresa e attraverso gli strumenti di
    formazione aperti e a distanza.
Il programma d'azione relativo alla Carta Sociale
19. Il programma d'azione relativo all'attuazione della Carta Sociale,
    adottato dalla Commissione il 29 novembre 1989 (COM (89) 568 def.)
    prevede che sia proposto al Consiglio uno strumento comunitario
    sull'accesso alla formazione professionale. Il programma d'azione
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    prevede che lo strumento debba essere presentato nel quadro del
    dialogo sociale in materia di diritto e di accesso alla formazione
    professionale.
20. Il programma d'azione prevede che "affinchè il lavoratore possa
    proseguire la formazione professionale nel corso dell'intera vita
    attiva, è necessaria l'adozione di misure da parte degli Stati
    membri, delle      imprese e delle parti      sociali; tali      misure
    comprendono in particolare il congedo di formazione.
Il - SITUAZIONI NAZIONALI DIVERSIFICATE E IN EVOLUZIONE
I dispositivi nazionali di formazione       continua    sono   in  fase  di
creazione o di riorganizzazione
21. La nozione di formazione continua è definita in maniera diversa
    negli Stati membri e si applica a dispositivi e modalità molto
    variabili. Questo campo abbraccia principalmente le azioni di
    formazione promosse dalle imprese o organizzate nell'interesse dei
    dipendenti. Esistono taluni problemi di frontiera con le formazioni
     iniziali per i sistemi di apprendistato e le formazioni in
    alternanza, dal punto di vista della responsabilità delle diverse
    parti interessate e dei modi di finanziamento.
22. I sistemi nazionali di formazione continua hanno un'anzianità molto
    variabile. Alcuni Stati membri vantano in questo settore tradizioni
    decennali (per esempio la Francia con gli accordi del 1970 e la
     legge del 1971) e altri molto più recenti (per esempio la Spagna o
     il Portogallo). Gli Stati che hanno dispositivi per cosi dire
    datati stanno cercando di migliorare i propri sistemi e la prassi,
    mentre gli altri stanno gettando le prime basi dei dispositivi.
23. Negli ultimi anni numerosi Stati membri hanno effettuato o avviato
    riforme di base dei propri dispositivi nazionali:
         - In Belgio, accordo interprofessionale per l'introduzione di
         un contributo dello 0,25% per il reinserimento dei gruppi a
         r ischio.
         - In Grecia, dal 1988 obbligo di finanziamento dello 0,2% della
         massa salariale e accordo contrattuale del 1991 che fissa il
         contributo a 0,45% della massa salariale.
         - Nei Paesi Bassi, la legge quadro del 6/91 sulla formazione
         professionale    continua   che  sviluppa     la   coesione    del
         finanziamento della formazione degli adulti.
         - In Francia, nuovo accordo interprofessionale del 3 luglio
         1991 che ridefinisce le disposizioni stabilite nel 1970 e una
         nuova   legge del    31.12.1991  che  riprende     l'accordo. Le
         principali novità sono      le seguenti:    il principio della
         partecipazione obbligatoria, limitato fino ad oggi alle imprese
         con più di 10 dipendenti, è esteso alle imprese con meno di 10
         dipendenti; istituzione di una partecipazione finanziaria dei
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        dipendenti     per    i corsi    di   formazione  che portano al
        conseguimento di un diploma; istituzione di un bilancio di
        competenza a vantaggio dei dipendenti.
        - In Spagna, creazione nel 1990 di comitati provinciali
        tripartiti di controllo della formazione professionale continua
        e introduzione di contratti di programmi triennali per la
        formazione professionale tra le parti sociali e discussioni in
        corso su alcune modifiche delle procedure di finanziamento.
        - Nel Lussemburgo, nuova legge del 9/91 sulla formazione
        continua che ri definisce linee e modalità di formazione dei
         Iavorator i d i pendent i.
        - In Portogallo, diverse leggi del 1991 che definiscono il
        quadro     legale     della    formazione   professionale    e    una
        regolamentazione dell'accesso alla formazione.
        - In Italia, dibattito in corso su un progetto di legge sulla
        formazione professionale continua.
        Si registra peraltro qualche evoluzione persino in assenza di
        riforme istituzionali:
        - Forte progressione delle spese delle imprese sulla formazione
        continua     in    Germania,    dove   le   somme   destinate   alla
        qualificazione della manodopera già attiva sembrano ormai
        superiori    al finanziamento del sistema della           formazione
        professionale iniziale nell'ambito del sistema dual.
        - Diffusione dei TECs (Training Enterprises Councils) nel Regno
        Unito, con un importante effetto di strutturazione dell'offerta
        regionale.
Le disposizioni legislative e gli accordi collettivi si integrano per
definire l'accesso alla formazione contìnua.
24. I sistemi nazionali di formazione continua comportano l'intervento
    di    molteplici      protagonisti    ed   operatori:    imprese,    rami
    professionali,     parti    sociali, pubblici     poteri   nazionali    e
    regionali, camere di commercio e artigianato, organismi di
    formazione pubblici e privati, organismi di consulenza...
25. Le basi dell'organizzazione dei dispositivi nazionali sono diverse:
    taluni sistemi sono disciplinati e organizzati da disposizioni
    legislative che comportano obbligazioni precise (Francia, Spagna,
    Grecia), altri si basano piuttosto su accordi contrattuali (DK, D,
    NL) e talvolta non esiste alcuna disposizione formale a livello
    nazionale (UK). Si rilevano inoltre importanti differenze di
    situazione tra regioni della Comunità.
26. Le condizioni d'accesso alla formazione professionale (diritti,
    finanziamenti, dispositivi) dipendono quindi, a seconda dei paesi,
    da accordi contrattuali o da disposizioni legislative, e talvolta
    da una combinazione di questi due. L'offerta di formazione continua
    è disciplinata generalmente dalle regole del mercato, anche se
    intervengono gli organismi pubblici.
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27. In tutti     i paesi    l'accesso alla formazione dei     lavoratori
    dipendenti e la formazione dei disoccupati dipendono da norme e
    procedure distinte. In linea di massima, la formazione dei
    lavoratori dipendenti è di competenza delle imprese, mentre la
    formazione dei disoccupati è affidata ai pubblici poteri.
28. L'accesso dei     lavoratori dipendenti alla formazione continua
    dipende prioritariamente dall'intervento delle imprese attraverso i
    loro piani di formazione o accordi contrattuali che precisano le
    modalità di accesso, o attraverso il loro contributo finanziario a
    dispositivi come il congedo di formazione. L'azione dei pubblici
    poteri, in particolare dal punto di vista del finanziamento
    diretto, è complementare e talvolta sussidiaria.
29. Attualmente si registrano evoluzioni nelle relazioni tra le imprese
    e i pubblici poteri con sistemi di incentivazione che assumono
    forme molto diverse (informazione, consulenza, aiuti fiscali,
    contratti...). La costituzione di partnership, in collaborazione
    con le parti sociali, fra le imprese e i pubblici poteri sembra
    un'asse centrale dell'evoluzione dei dispositivi.
30. In ordine agli       interventi pubblici, si applica spesso una
    decentralizzazione delle competenze tra il livello centrale e i
    protagonisti regionali (B, NL, UK, DK, F, I).
31. La concertazione tra le parti sociali e tra i pubblici poteri e le
    parti sociali, a vari livelli, sembra si stia generalizzando. Si
    concretizza in modo diverso a livello della negoziazione degli
    obiettivi, della programmazione delle azioni e delle modalità di
    gestione delle risorse.
I dispositivi di "Congedo" hanno un effetto quantitativo limitato
32. La convenzione 140 dell'O.I.L. sul congedo - istruzione è stata
    ratificata da nove Stati membri ma non è stata applicata dovunque.
33. Alcuni paesi hanno adottato a livello centrale o in maniera
    decentralizzata misure legislative che stabiliscono un "diritto al
    congedo di formazione" (congedo di formazione in alcuni Lender in
    Germania, congedo istruzione pagato in Belgio, 150 ore in Italia,
    congedo individuale di formazione in Francia). Tali dispositivi
    costituiscono una parte limitata e specifica delle possibilità
    generali di accesso alla formazione.
34. Questi dispositivi, nella realtà, incontrano limiti ad una più
    vasta estensione. In termini di effettivi di salariati interessati,
    restano su livelli quantitativamente poco elevati. Il loro effetto
    attuale si situa a meno dell'1% dei beneficiari potenziali (come in
    F e D ) . Questi limiti non sono solo finanziari ma dipendono anche
    dai comportamenti degli individui e delle imprese. I lavoratori
    dipendenti si avvalgono di questi dispositivi per formazioni a
    scopo    direttamente    professionale o  per   finalità   culturali
    personali.
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Problemi particolari per le PMI
35. Il ruolo e l'importanza delle PMI come fonte di creazione di nuovi
    posti di lavoro e come sostegno alle potenzialità regionali di
    sviluppo sono coerenti con l'obiettivo di allargamento dell'accesso
     in queste imprese. Esse rappresentano oltre il 90% delle imprese
    nella Comunità e costituiscono l'elemento dominante della crescita
    economica nella maggior parte delle regioni, soprattutto in quelle
    meno sviluppate.
36. Per    le PMI    l'insufficienza di qualificazione della propria
    manodopera costituisce un vero e proprio freno alle innovazioni e
    alle possibilità di sviluppo. Inoltre, dato che le PMI devono in
    genere far fronte a rischi finanziari più importanti di quelli
    delle grandi imprese, e sono più sensibili alle fluttuazioni del
    mercato, il reperimento di risorse per finanziare la formazione
    pone loro maggiori problemi. Donde la necessità di esaminare il
    tipo di aiuti che permettono loro di sviluppare i propri sforzi:
    assistenza, crediti di imposta... (per es. in Irlanda è stato messo
    a punto in alcuni settori un sistema di sovvenzioni per assistere
     le piccole e medie imprese nel l'elaborare i loro piani di
    formazione).
37. Poiché l'organizzazione del lavoro diventa un fattore chiave della
    competitività,     le   PMI,    considerata    la   loro  dimensione,
    rappresentano organizzazioni flessibili e adattabili. In questo
    tipo di organizzazione i lavoratori         intervengono su numerose
    funzioni e sono spesso portati ad avere una visione globale
    dell'organizzazione. Da questo punto di vista il maggior vantaggio
    delle PMI è quello di poter reagire rapidamente e in maniera
    flessibile ai mutamenti dell'ambiente e della domanda, il che
    richiede un accesso privilegiato alle reti di informazione e
    adeguate qualificazioni.
38. La situazione delle PMI per quanto riguarda la formazione presenta
    diversi aspetti particolari. L'orizzonte di queste imprese è
    principalmente locale, e il loro potenziale in risorse umane è
     limitato. Per questa ragione l'invio di personale in formazione non
    va solo considerato dal punto di vista del costo della formazione
    ma anche da quello della limitatezza della forza di lavoro e della
    difficoltà di ridurre il potenziale operativo, anche per un tempo
     limitato. Numerosi Stati membri hanno adottato misure specifiche di
    sostituzione dei salariati in formazione (DK, F) e reti d'appoggio
     locale per la consulenza e l'assistenza alla formazione (I, E, D ) .
    Lo sviluppo di mezzi di formazione a distanza e flessibili potrebbe
    essere in questo caso una soluzione (ad es. i programmi dell'INEM
    in Spagna).
39. Lo sviluppo della formazione per una PMI presuppone che essa sia
    messa in guardia e abbia preso coscienza della sua importanza; ma
    ciò avviene troppo spesso quando si trova a dover affrontare
    concretamente il problema. L'impresa dovrebbe anche poter accedere
    alle informazioni che le permettano di predisporre una soluzione
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    adeguata ai suoi mezzi e alla sua organizzazione. Il ruolo delle
    strutture intermedie è sotto questo profilo spesso decisivo. Tali
    strutture      (camere     dell'artigianato,       dell'industria,       del
    commercio...)     costituiscono     spesso     un   punto    di     contatto
    privilegiato delle PMI per l'accesso all'informazione e forniscono
    loro servizi (consulenza, assistenza) che consentono di sviluppare
    una politica di formazione. E' opportuno infine, a livello di
    attuazione, che le siano forniti mezzi di assistenza per il miglior
     impiego dei suoi investimenti in formazione e una scelta dei metodi
    più adeguat i.
40. Affinché le PMI possano avvantaggiarsi degli effetti positivi del
    mercato unico è necessario sviluppare politiche di formazione che
    tengano conto dei loro bisogni specifici. Queste imprese debbono
    poter sviluppare le azioni di formazione destinate ai propri
    dipendenti, tenendo conto dei propri limiti specifici di tempo e di
    funzionamento e delle possibilità di finanziamento nonché del ruolo
    delle strutture intermedie come le camere di industria e commercio.
    Si devono anche favorire i raggruppamenti di PMI e le relazioni
    grandi imprese-PMI (in Grecia esistono particolari incentivi nel
    caso di programmi congiunti per grandi e piccole imprese).
Evoluzioni significative
41. Le imprese e i pubblici poteri stanno assumendo nuovi atteggiamenti
    di fronte alla formazione dei lavoratori dipendenti. La maggiore
    sensibilità si collega alle condizioni economiche e tecnologiche
    generali, alla ricerca imperativa di una maggiore qualità della
    produzione    e    dei   servizi     per    l'attuazione    di    forme   di
    organizzazione del lavoro più flessibili ed efficaci.
42. Le nuove iniziative riguardanti le imprese si basano in ampia
    misura    su contratti      collettivi     e accordi     di    impresa. Le
    negoziazioni globali e generali soprattutto a livello dei settori e
    delle imprese fanno in generale riferimento in modo sempre più
    esplicito alla formazione. Ciò è in linea con l'ampliamento del
    ruolo della formazione nelle            imprese, ormai     concepita come
     investimento. Le iniziative pubbliche sono focalizzate in via
    prioritaria sui gruppi a rischio e sulle categorie in difficoltà.
    Le iniziative prese dagli stessi salariati sono sempre più
    frequenti e conducono ad una qualificazione professionale o ad un
    ampliamento delle loro competenze.
43. Le    innovazioni    previste    per     l'organizzazione    generale    dei
    dispositivi o nel quadro degli accordi contrattuali mirano a:
         . Permettere una migliore presa in considerazione dei bisogni
         dei lavoratori dipendenti (bilanci di competenze, colloqui
         regolari, tutorati...) nei piani di formazione.
         . Sviluppare     politiche di       formazione   delle    imprese    più
         concertate con le parti sociali (consultazione, negoziazione)
         per una migliore convergenza dei bisogni. Arricchire il dialogo
         sociale interno alle imprese, segnatamente sull'analisi delle
         qualificazioni,     sui    bilanci      di    competenze     o    sulla
         programmazione delle azioni.
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         . Sviluppare l'accesso alla formazione continua in relazione
         con   evoluzioni    più    globali    sulle  condizioni    di   lavoro
         (riduzione dell'orario di lavoro) e l'organizzazione del lavoro
         (creazione di organizzazioni qualificanti del lavoro, avvio dì
         azioni di formazione alternate con il lavoro, messa in opera di
         nuovi   mezzi    di    accesso    alla   formazione   attraverso    la
         realizzazione di dispositivi a distanza o individualizzati).
         . Estendere soluzioni per la suddivisione degli sforzi e dei
         costi di formazione attraverso la convergenza dei contributi
         delle imprese e dei salariati: formazione al tempo stesso
         all'interno e al di fuori dell'orario di lavoro, formazione
         finanziariamente     a carico      dell'impresa   e del     salariato,
         contratti di formazione...
         . Estendere le modalità di organizzazione della formazione più
         concertate e che permettano una più efficace riduzione dei
         costi: raggruppamenti di formazione per le PMI, centri di
         risorse ad accesso individuale, formazioni a distanza...
          . Realizzare sinergie nuove tra settore privato e settore
         pubblico per accrescere la dinamica ed assicurare l'equilibrio
         di insieme del sistema: regolamentazione generale, azioni di
         regolazione destinate a determinati gruppi, assistenza alle PMI
         per la consulenza in problemi di formazione, azione sulla
         qualita del l'offerta.
44. I vari paesi hanno preso coscienza dell'importanza di un accesso
    più egualitario dei        lavoratori dipendenti alla formazione. Le
    opportunità     di    accesso     alla    formazione    continua    variano
     inversamente al livello di formazione iniziale e con il livello di
    occupazione. Meno si è formati all'entrata nella vita attiva, meno
    possibilità si hanno di accesso alla formazione continua; i
    lavoratori meno qualificati hanno l'accesso più ridotto. Le donne
    ricevono meno formazione degli uomini e i lavoratori più anziani ne
    benficiano meno dei giovani.
45. La riduzione di queste disuguaglianze ha una duplice finalità. Da
    un lato corrisponde all'obiettivo della Carta sociale, nel senso
    che l'accesso alla formazione continua deve rivolgersi a tutti i
    lavoratori della Comunità. Dall'altro, risponde sempre di più ad un
    obiettivo economico e prioritario nella misura in cui lo sviluppo
    del livello di qualificazione di tutti i lavoratori dipendenti
    sembra una condizione necessaria di funzionamento delle imprese
    efficienti. Tutto ciò' giustifica inoltre la maggiore attenzione
    per i rapporti e i collegamenti tra la formazione iniziale e la
    formazione continua. Viene progressivamente riconosciuta e attuata
    la formazione che comprende tutto il ciclo di vita.
46. Il dialogo e la negoziazione tra e con le parti sociali a tutti i
    livelli, comunitario e nazionale, settoriale e aziendale sono una
    condizione molto favorevole per definire le modalità poste in
    essere per uno sviluppo delle formazioni continue. Questo sviluppo
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    del dialogo e della negoziazione rappresenta anche una garanzia per
    una migliore convergenza dei bisogni dell'impresa e del dipendente
    all'interno delle azioni di formazione programmate o favorite
    dal I'impresa.
Ili - IL PROGETTO DI RACCOMANDAZIONE
Un ruolo catalitico
47. La    maggior   parte   degli  Stati   membri  cercano   attualmente
    un'evoluzione o una riorganizzazione dei loro dispositivi di
    formazione continua per ampliarne l'effetto e contribuire a
    migliorarne    la qualità. Tutto ciò' si traduce        in numerose
     iniziative recenti adottate a livello degli Stati membri sia
    attraverso azioni pubbliche, sia tramite gli accordi contrattuali
    sopra r icordat i.
48. In tale contesto la Commissione intende presentare al Consiglio un
    progetto di raccomandazione del Consiglio che contribuisca a
    dinamizzare le situazioni a livello nazionale e a inserirle in un
    quadro di coerenza globale. Ciò corrisponde all'obiettivo di
    generalizzazione dell'accesso      alla formazione continua nella
    Comunità, affinchè ciascun lavoratore possa avere accesso alla
    formazione professionale continua e poterne beneficiare nel corso
    dell'intera vita attiva, in conformità con l'articolo 15 della
    Carta Sociale e con il punto 20 del parere comune adottato dalle
    parti sociali nel quadro del dialogo sociale il 21/9/1990.
49. Dal    punto di vista della Commissione, questo progetto di
    raccomandazione del Consiglio si inserisce in una più vasta
    strategia per le azioni della Comunità direttamente relative allo
    sviluppo dell'accesso alla formazione continua, secondo una
    triplice e complementare linea di sviluppo:
         - Stabilire, con la raccomandazione del Consiglio, un quadro di
         obiettivi comuni per gli Stati membri. Questi ultimi avranno la
         responsabilità di definire i modi di attuazione, nell'ambito
         delle normative e delle prassi nazionali, in collaborazione con
         le part i sociali;
         - Creare condizioni favorevoli affinché le parti sociali, a
         livello comunitario, alle condizioni previste dall'accordo del
         31.10;1991, possano prorogare la vigenza del loro parere comune
         in materia di accesso e progredire, se lo ritengono opportuno,
         verso rapporti convenzionali, compresi gli accordi;
         - Sviluppare misure transnazionali nell'insieme della Comunità
         che consentano di sostenere e controllare, attraverso la
         cooperazione transnazionale, i provvedimenti di ampliamento
         dell'accesso, favorendo     la sinergia degli    strumenti, in
         particolare nel quadro dell'attuazione e dello sviluppo del
         programma FORCE.
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L'applicazione del principio dì sussidiarietà
50. Lo strumento proposto assume la forma di una raccomandazione del
    Consiglio, fondata sull'articolo 128. Ciò consente di conformarsi
    all'obiettivo di una normativa quanto più limitata possibile a
     livello comunitario, per applicare il principio di sussidiarietà
     cosi com'è stato definito dal Consiglio europeo di Birmingham. Le
    misure concrete da attuare e l'organizzazione dei dispositivi
     nazionali rientreranno nella responsabilità esclusiva degli Stati
    membri, per tenere conto della specificità dei sistemi giuridici
     nazionali e delle relative prassi, delie competenze di diritto
     interno delle parti interessate e dell'autonomia contrattuale.
    Occorre tuttavia sottolineare che i dispositivi nazionali si
     sviluppano grazie alle numerose iniziative dei vari protagonisti.
     Il movimento deve quindi essere sostenuto nella prospettiva della
     Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori e
     nel rispetto del principio di sussidiarietà, tramite un'azione
     comunitaria che tenga conto dell'urgenza e del I'importanza del la
     formazione continua. La presente raccomandazione fornisce il quadro
     di riferimento globale suscettibile di soddisfare           le varie
     esigenze.
51. La raccomandazione comprende disposizioni specifiche finalizzate al
     prolungamento della vigenza del dialogo sociale, nella prospettiva
     di relazioni convenzionali a livello europeo alle condizioni
     stabilite dall'accordo del 31.10.91 concluso fra le parti sociali.
     La raccomandazione è rivolta agli Stati membri e alle parti sociali
     a livello europeo, tenuto conto del ruolo decisivo svolto da queste
    ultime nel raggiungimento degli accordi collettivi in materia di
    accesso alla formazione continua.
Le misure raccomandate
52. - Affiché l'accesso sia effettivo e quanto più ampio possibile, il
    Consiglio raccomanda agli Stati membri di attuare o di rafforzare
     le varie misure nei seguenti settori:
(i)       I piani e i programmi di formazione delle imprese:
         L'obiettivo dell'attuazione dei piani e dei programmi di
         formazione da parte delle imprese è stato adottato dalle parti
         sociali   nel   loro parere comune sull'istruzione e sulla
         formazione del 19.06.1990. Occorrerebbe inoltre che le imprese
         attuino strategie di formazione e di investimento nelle risorse
         umane per fronteggiare      le evoluzioni   tecnologiche e del
         mercato;
(ii)     L'assistenza specifica alle PMI
         In tutti i paesi comunitari, le PMI rappresentano un elemento
         centrale. Le loro dimensioni e le loro esigenze specifiche di
         organizzazione e di funzionamento sono fattori da prendere in
         considerazione per lo sviluppo delle strategie di formazione.
         Occorre diffondere i vari metodi o dispositivi di sostegno che
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      hanno già dimostrato la loro efficacia, come i gruppi di PMI
      per la formazione, i rapporti grandi imprese-piccole imprese
      subappaitatrici, l'intervento di organismi di consulenza, la
      diffusione di strumenti di insegnamento a distanza o con
      l'utilizzazione dei mezzi di comunicazione;
(iii) L'assistenza     alle    imprese    sottoposte      a   trasformazioni
       industr iali
      Le    trasformazioni      industriali    e i      cambiamenti    nella
      ripartizione settoriale delle attività sono al centro dei
      mutamenti del tessuto economico comunitario negli anni '90. Si
      tratta di promuovere nuove forme di organizzazione del lavoro e
      dei rapporti tra le imprese per conservare la competitività in
      questo nuovo contesto;
(iv)  La formazione professionale        continua    come   strumento  dello
      sviluppo regionale
      Prendendo spunto da taluni dispositivi attuati negli Stati
      membri,     il confronto - a livello regionale e locale -
      dell'offerta e della domanda di formazione costituisce una
      notevole garanzia di maggiore efficacia degli strumenti e delle
      programmazioni più evolutive e flessibili dell'offerta di
      formaz ione;
(v)   L'informazione individuale dei      lavoratori
       Il lavoratore deve poter disporre di una informazione completa
      sulle     condizioni   di    accesso    alla    formazione    continua
      nell'impresa o nelle strutture pubbliche secondo il modello
      della partnership. Dovrebbe inoltre poter essere informato
      eventualmente sulla mancanza di una politica di formazione
      del le imprese;
(vi)  La valutazione delle competenze e dei bisogni dei lavoratori
      La valutazione individuale delle competenze e dei bisogni di
      formazione sembra costituire, sulla base delle esperienze
      nazionali, il migliore strumento di confronto tra i bisogni
       individuali di formazione dei lavoratori e la strategia delle
       imprese. E' necessario tuttavia garantire a livello nazionale
       la protezione delle informazioni sui singoli individui;
(vii) La consultazione dei rappresentanti dei       lavoratori
      La formazione continua costituisce un fattore               in cui si
      sviluppano l'informazione e la consultazione dei rappresentanti
      dei lavoratori - o in mancanza di questi dei lavoratori stessi
      - nell'impresa, a livello dei settori professionali o su un
      piano interprofessionale. In taluni Stati membri, i contratti
      collettivi costituiscono lo strumento principale per definire
       le condizioni di accesso alla formazione continua, e come tali
      dovrebbero essere incoraggiati;
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(viii)  La concezione delle azioni di formazione continua
        Il contenuto delle azioni di formazione continua e la loro
        concezione costituiscono un punto centrale per l'efficacia
        delle strategie di formazione delle imprese. Si osservano
        evoluzioni che sarebbe opportuno incoraggiare, nel senso di un
        ampliamento dei contenuti di formazione e di uno sviluppo delle
        azioni    che consentono   di   anticipare   l'evoluzione   delle
        organizzazioni e delle condizioni di lavoro;
(ix)    I nuovi strumenti e metodi
        Le    nuove  tecniche   di   trattamento   e   di   trasferimento
        dell'informazione consentono di sviluppare nuovi metodi e
        strategie per la formazione continua. E' opportuno incentivarne
         la diffusione, in particolare per facilitare l'accesso alla
        formazione continua dei lavoratori che non possono utilizzare
         le offerte tradizionali: zone rurali, PMI, lavoratori mobili;
         I gruppi vulnerabiIi
(x)     L'insufficienza di qualifiche è uno dei fattori che spiegano la
        particolare vulnerabilità di alcuni gruppi per quanto riguarda
         la perdita del lavoro, la segmentazione delle mansioni e le
        difficoltà di reinserimento in caso di perdita del lavoro.
        L'innalzamento delle qualifiche di base dei dipendenti è spesso
        per le imprese la condizione per introdurre nuovi procedimenti
        produttivi, in particolare quando si tratta di utilizzare nuove
        tecnologie. Sarebbe quindi opportuno consentire a tutti i
        lavoratori di accedere al primo livello di qualifica, offrendo
        loro gli strumenti per dominare le nuove tecnologie;
(xi)    Considerando i dati globali, i settori di attività e i tipi di
        impiego in cui sono rappresentate, le donne hanno meno accesso
        alla formazione continua degli uomini. E' quindi opportuno
        adottare misure che consentano di ridurre tali ineguaglianze;
(xii)   La formazione dei disoccupati è in generale di competenza delle
        strutture pubbliche. E' necessario incoraggiare nuovi rapporti
        con le strutture di formazione continua per una migliore
        efficacia della formazione distinata a coloro che sono in cerca
        di nuove occupazioni;
(xiii)  Dovranno essere adottate misure che consentano di evitare le
        discriminazioni nell'accesso alla formazione basate sulle
        caratteristiche personali dei lavoratori ed in particolare alla
        nazionalità, all'origine etnica o sociale, alla religione o
        alle opinioni.
il ruolo delle parti sociali
53. La strategia d'insieme della Comunità integra l'azione specifica
    che potrebbero svolgere le parti sociali. Il parere comune che esse
    hanno adottato nel quadro del dialogo sociale sulle modalità
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    suscettibili di consentire l'accesso effettivo quanto più ampio
    possibile alla formazione continua costituisce una prima tappa. Le
    misure raccomandate al punto II del progetto di raccomandazione si
    basano sulle proposte avanzate dalle parti sociali nel quadro del
    parere comune.
54. La formazione professionale continua è un settore in cui le parti
    sociali svolgono un ruolo estremamente attivo e spesso di primo
    piano. L'analisi delle situazioni nazionali mostra infatti che la
    dinamica dell'accesso nella Comunità si basa in primo luogo sugli
    accordi contrattua Ii conclusi nelle imprese, a livello dei settori
    professionali o a livello nazionale. La complementarità e la
    sinergia da realizzare tra le azioni pubbliche ed i rapporti tra le
    parti sociali sono particolarmente importanti nella prospettiva
    dell'accesso alla formazione continua di tutti i lavoratori. Tali
    complementarità sono particolarmente intense a livello degli Stati
    membri e costituiscono un principio sul quale si basa la dinamica
    evolutiva dei     sistemi   nazionali. Esse devono   inoltre essere
    ricercate a livello comunitario per meglio garantire l'efficacia
    degli intervent i.
55. L'accordo concluso tra le parti sociali il 31/10/91 fissa nuove
    condizioni per concepire e definire l'azione a livello comunitario,
    al fine di consentire un miglioramento dell'azione degli Stati
    membri   e delle parti      sociali.  In questo nuovo contesto, è
    particolarmente importante che siano utilizzati gli         strumenti
    necessari per consentire alle parti sociali di approfondire la loro
    riflessione sull'accesso, di esaminare le possibilità di prorogare
     la vigenza del parere comune e di avanzare verso la conclusione di
    strumenti convenzionali, compresi gli accordi, a livello europeo
    sull'accesso alla formazione continua.
56. II progetto di raccomandazione prevede al punto III le condizioni
     in cui la Commissione è invitata a sostenere lo sviluppo del
    dialogo sociale in materia di accesso e fissa la prospettiva di
    avanzare verso un accordo a livello europeo in materia, nella
    misura in cui le parti sociali lo auspicano.
    Dal punto di vista della Commissione, considerando lo sviluppo del
    dialogo sociale in questo settore, sarebbe importante esaminare la
    possibilità che tale accordo si occupi dei seguenti tre punti
    fondamentali:
         i modi in cui i lavoratori sono informati  dalle  imprese sulle
         formazioni disponibili e sull'accesso;
         le condizioni in cui i lavoratori possono sottoporsi ad una
         regolare e periodica valutazione delle loro competenze in
         rapporto all'evoluzione delle qualifiche;
         le condizioni in cui sono messi a punto ed attuati i piani di
         formazione delle     imprese e la loro articolazione con la
         strategia imprenditoriale.
 ---pagebreak---                                    - 18 -
Misure d'accompagnamento
57. Il progetto di raccomandazione prevede inoltre che la Commissione
     sia invitata a sostenere l'attuazione di questi obiettivi comuni
     diffondendo le informazioni comparative, rafforzando gli scambi di
     esperienze e di metodologia ed agevolando il trasferimento di
     conoscenze teoriche e pratiche tra gli Stati membri, in particolare
     a vantaggio delle regioni, dei settori, dei tipi di imprese e delle
     categorie di lavoratori per i quali si riscontrano ancora carenze
     nell'accesso alla formazione continua.
 Il controllo
58. L'invito agli Stati membri di presentare relazioni sulle misure di
     applicazione adottate è destinata a porre in essere una procedura
     di controllo periodico della attuazione e degli effetti ottenuti in
     termini di accesso alla formazione rispetto alla situazione
      iniziale di riferimento descritta nelle tavole sinottiche elaborate
     nel 1991. Tali relazioni dovranno in particolare porre in evidenza
      i nuovi contributi dei protagonisti coinvolti (imprese, pubblici
     poteri, individui) e le relative sinergie. In applicazione delle
     misure adottate per il coordinamento e la razionalizzazione dei
     programmi di azione comunitari di formazione professionale, e
     nell'intento di razionalizzare le richieste inviate agli Stati
     membri relative alle relazioni da presentare, si raccomanda di
      integrare queste ultime con le relazioni elaborate in implicazione
     dell'articolo 11, paragrafo 2, della decisione del Consiglio
     90/267/CEE che crea il programma FORCE, poiché i rispettivi
     calendari sono concordanti. Saranno inoltre richiesti in materia i
     pareri del comitato per la formazione continua creato con decisione
     del Consiglio 92/1700/CEE.
59. Sulla base di tali relazioni, ed entro il 30 giugno 1996, la
     Commissione presenterà ai Consiglio e al Parlamento europeo una
     relazione     valutativa    sull'attuazione    degli   obiettivi    e
     sull'evoluzione della situazione       in materia di accesso alla
     formazione professionale continua dei lavoratori nella Comunità. È
      inoltre previsto che tale relazione sia presentata al gruppo
     Dialogo sociale, se le parti sociali lo richiedono.
60. Su tali basi, la Commissione è invitata a presentare, alla luce
     delle sue conclusioni, adeguate proposte per incrementare l'accesso
     alla formazione continua nella Comunità.
Un effetto qualitativo
61. La proposta presentata intende ottenere in primo luogo un effetto
     qualitativo,    in   particolare   per   sviluppare  l'accesso   alla
     formazione continua in rapporto con la promozione di forme moderne
     di organizzazione del lavoro. L'effetto della raccomandazione
     dovrebbe essere quello di creare le condizioni affinchè si sviluppi
     la collaborazione fra settore pubblico e settore privato, favorendo
     in tal modo una sinergia degli sforzi e degli investimenti. Le
 ---pagebreak---                                      19 -
    esigenze di formazione continua nei prossimi anni sono tali che la
    collaborazione tra settore pubblico e settore privato condiziona la
    programmazione dell'offerta a        livello regionale e    locale e
    l'utilizzazione ottimale delle risorse.
La coerenza con le azioni comunitarie attualmente in corso
62. Il progetto di raccomandazione è coerente e complementare con le
    azioni comunitarie già in corso nel settore della formazione
    continua. Il progetto di raccomandazione si basa sui risultati dei
    programmi di azione comunitari di formazione professionale, ed in
    particolare FORCE per i piani di formazione delle imprese e
     l'analisi dei bisogni di qualificazione, COMETT per le azioni di
    formazione continua basate sulla collaborazione tra università e
     imprese a livello regionale e settoriale, EUROTECNET per i
    collegamenti con l'innovazione tecnologica e PETRA per i rapporti
    tra formazione iniziale e formazione continua.
63. I programmi d'azione hanno contribuito a sensibilizzare le imprese
    e i protagonisti della formazione professionale alla creazione di
    piani di formazione e alia loro integrazione nella strategia
    economica di insieme delle imprese. Le misure transnazionali
    adottate nel quadro di tali programmi hanno inoltre concretizzato
     il ruolo delle collaborazioni tra settore pubblico e settore
    privato per rispondere in modo più efficace alle esigenze di
    formazione professionale, in particolare nelle piccole e medie
     imprese e in altri settori specifici. Il prgetto di raccomandazione
    dovrebbe creare le condizioni per il raggiungimento di tali
    obiett ivi.
64. Occorre    insistere sulla complementarità tra       la proposta di
    strumento giuridico e lo sviluppo e l'impatto dei programmi
    d'azione, in particolare FORCE. L'impatto di tali programmi e i
     loro futuri sviluppi - secondo le richieste dei promotori e gli
    auspici    dei   numerosi    protagonisti   -  sarebbero  valorizzati
    dall'attuazione dei principi generali stabiliti dal progetto di
    raccomandazione.
65. Le azioni sviluppate nell'ambito dei programmi (in particolare le
    collaborazioni transnazionali) hanno un impatto reale in termini di
    convergenza e di mutamenti dei comportamenti. Tali interventi
    preparano e sostengono l'attuazione dei principi ed una maggiore
    convergenza dei sistemi nazionali per quanto riguarda l'accesso
    alla formazione continua. I trasferimenti e le sinergie sviluppati
    nel programma FORCE si realizzano in funzione di un quadro comune
    di linee direttrici conforme agli obiettivi comuni fissati dal
    progetto di raccomandazione. Le azioni définitie e realizzate dagli
    Stati membri per raggiungere gli obiettivi comuni, e pertanto su
    una scala più vasta delle operazioni svolte nell'ambito dei
    programmi, potranno moltiplicare i risultati dei programmi e
    sviluppare convergenze di strategia o di metodi tra i protagonisti
    a livello comunitario, sul loro iniziativa. Questo progetto di
    raccomandazione fa inoltre propria una concezione articolata e
    complementare    della    formazione   iniziale e   della  formazione
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    continua, in coerenza con il programma PETRA, e    intende sostenere
    gli sforzi qualitativi per fare evolvere in        questo senso le
    strutture di formazione iniziale.
66. In futuro    l'azione  comunitaria    in materia  di   accesso   alla
    formazione professionale continua dovrebbe inoltre essere connessa
    alle azioni volte ad adeguare le strutture ai cambiamenti di
    tecnologia industriale e all'evoluzione dei sistemi produttivi,
    nella prospettiva stabilita dagli articoli 123 e 127 del Trattato
    in corso di ratifica e dalia comunicazione della Com issione
    sull'attuazione del dopo Maastricht (COM (92) 2000). In effetti lo
    sviluppo dell'accesso alla      formazione  continua   per  tutti i
    lavoratori, qualificati o no, è un elemento fondamentale per il
    successo del processo di adeguamento delle imprese. L'anticipazione
    delle esigenze e l'accesso generalizzato alla formazione sono ormai
    punti di passaggio obbligati per garantire il successo delle
    trasformazioni delle industrie e promuovere le organizzazioni del
     lavoro moderne e qualificanti che possono garantire qualità e
    competitività.
 ---pagebreak---                                      - 21 -
                                  Proposta di
                        RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
           sull'accesso ai la formazione professionale permanente
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto   il Trattato   che   istituisce   la Comunità   economica  europea,  in
particolare l'articolo 128,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando    che  il  primo   principio   enunciato   nella  decisione  del
Consiglio 63/266/CEE     del  2 aprile    1963, che stabilisce dei    principi
generali    per   l'attuazione   di   una   politica   comune  di   formazione
professionaled),     prevede che ciascuno debba      ricevere una   formazione
adeguata, riferendosi     in modo speciale alle necessità di promuovere la
formazione di base e      la formazione professionale avanzata e, se del
caso,    la  riqualificazione    adattata    alle  varie   tappe   della  vita
professionale, e la necessità di offrire a ciascuno, tramite mezzi atti
a permettere un miglioramento sul piano professionale, sia l'accesso a
un  livello professionale superiore, sia       la preparazione per una nuova
attività di livello più elevato-,
(1) GU n. 63 del 20.4.1963, pag. 1338/63
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considerando    che ai      sensi   della decisione     63/266/CEE,       l'applicazione
dei   principi   generali      incombe    agli  Stati   membri    e   alle    istituzioni
competenti del la Comunità nell'ambito del Trattato;
considerando      che     lo  sviluppo      delle   risorse   umane      attraverso     la
formazione professionale costituisce uno degli elementi essenziali per
accrescere     la    competitività       dell'economia    europea;      che,     come   ha
dichiarato    il Consiglio europeo di Hannover, del 27 e 28 giugno 1988,
 la realizzazione del mercato unico deve procedere di pari passo con uno
sviluppo dell'accesso alla formazione permanente;
considerando che la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali
dei    lavoratori,      adottata     al   Consiglio    europeo     di    Strasburgo     il
9 dicembre 1989 dai Capi di Stato e di Governo degli 11 Stati mèmbri,
dichiara al punto 15 che:
"Ogni    lavoratore      della   Comunità     europea   deve   poter     accedere     alla
formazione   professionale       e beneficiarne      nell'arco della        vita  attiva.
Per    quanto     riguarda       le    condizioni     d'accesso      alla      formazione
professionale      non    vi   possono     essere   discriminazioni        basate   sulla
nazionalita.
Le autorità pubbliche competenti, le imprese o le parti sociali, nelle
 loro rispettive sfere di competenza, dovrebbero predisporre                    i sistemi
di   formazione     continua    e   permanente     che  consentano      a    ciascuno   di
riqualificarsi,        in   particolare      fruendo   di   congedi-formazione,         di
perfezionarsi       ed     acquisire     nuove    conoscenze,       tenuto     conto    in
particolare dell'evoluzione tecnica."-,
considerando che       la direttiva 91/533/CEE del Consigiio< 2 > prevede per
il   datore   di     lavoro    l'obbligo     di   informare    il    lavoratore     delle
condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro-,
(2) GU n. L 288 del 18.10.1991, pag. 32
 ---pagebreak---                                           - 23 -
considerando     che    la   formazione      professionale     permanente       ha   formato
oggetto di preoccupazione costante delle parti sociali nel quadro del
dialogo sociale-,
considerando     che   in questo modo,         il 6 marzo     1987, nel        loro   parere
comune    sulla    formazione       e    la   motivazione,       l'informazione        e  la
consultazione, esse considerano             che   la formazione       nell'impresa     debba
permettere     ai    lavoratori      un    adattamento     rapido      e   permanente     ai
cambiamenti    strutturali      dell'impresa; che questa          idea è stata       ripresa
nel parere comune del 13 febbraio 1990 riguardante                   la creazione di uno
spazio    europeo      di     mobilità      professionale       e     geografica      e   il
miglioramento del funzionamento del mercato del                  lavoro    in Europa; che
questa   idea è stata       inoltre sviluppata nel parere del              19 giugno 1990
sull'istruzione      di    base   e   la   formazione     iniziale       e  la   formazione
professionale e degli adulti;
considerando che      il 21 settembre 1991          le parti sociali       hanno adottato
un parere comune sulle modalità suscettibili                 di permettere         l'accesso
effettivo    il più     ampio    possibile     alla   formazione,       sulla   base   degli
sviluppi   risultanti dal parere comune sull'istruzione e la formazione
adottato il 19 giugno 1990;
considerando     che   l'accordo     concluso     il 31 ottobre       1991   tra   le parti
sociali a livello europeo, prevede la possibilità di ampliare                       i pareri
comuni   e  che    il   dialogo     sociale     può   condurre     a   convenzioni      o ad
accordi ;
considerando    che,    il 6 settembre        1990,   la Confederazione europea dei
sindacati   (CES) e il Centro europeo dell'impresa pubblica (CEEP) hanno
adottato   un    accordo     quadro    europeo     sulla   formazione       nelle    imprese
pubbliche;
considerando     che   il Comitato      economico     e sociale       ha adottato      il 22
ottobre 1992 una relazione informativa su "La formazione professionale:
la  promozione     delle     qualifiche      professionali,       strumento      strategico
delio sviluppo economico e sociale della Comunità europea";
 ---pagebreak---                                       - 26 -
II. Affinché questo accesso sia effettivo e il più ampio possibile, il
    Consiglio raccomanda agli Stati membri:
    (i)     di   garantire     che    le    imprese   accordino      priorità     allo
            sviluppo    della    qualità     e   delle    competenze      della   loro
            manodopera e     istituiscano piani e programmi            di  formazione
            appropriati    alle loro dimensioni e ai          loro obiettivi. Tali
            piani e programmi        dovrebbero essere fissati tenendo conto
            delle   risorse    umane   disponibili,      dell'organizzazione       del
             lavoro, dei bisogni futuri di competenze e della necessità
            di anticipare l'evoluzione         industriale e tecnologica;
    (ii)    di   prevedere    misure     di   incentivazione      e   di   assistenza
            specifiche a beneficio delle piccole e medie imprese. Dette
            misure   dovrebbero      comprendere,     ad    esempio,     ausili   alla
            consulenza in materia di formazione ed incentivi finanziari
            e  fiscali. Esse       apporterebbero    un    appoggio    alle   PMI  per
            analizzare    i loro fabbisogni, per progettare e attuare una
            strategia    di   formazione     e   valutarla.     Le  PMI    dovrebbero
            garantire la formazione professionale permanente necessaria
            al    loro    sviluppo,       tenendo     conto      delia     situazione
            particolare dei dipendenti di tali imprese segnatamente per
            promuovere, per quanto necessario, le disposizioni definite
            nei paragrafi che seguono;
    (iii)   di prevedere    incentivi e misure di assistenza specifiche a
            beneficio delle imprese che si trovano di fronte a processi
            di mutamenti    industriali al fine di favorire            la formazione
            e la riconversione professionale dei loro dipendenti;
    (iv)    di  sviluppare     la formazione      professionale      permanente    per
            farne un fattore essenziale di sviluppo regionale. In tale
            contesto, si dovrebbe dedicare particolare attenzione alle
            zone   rurali   e   ai   fabbisogni    specifici     dei    lavoratori   e
 ---pagebreak---                                            - 25 -
Comunità,    cosa    che, col legata      ai mutamenti       dell'ambiente      di   lavoro,
deve avere per conseguenza un'attualizzazione e un migliore adattamento
delle competenze della popolazione attiva;
considerando che sul piano comunitario si constatata che le difficoltà
che   le donne     incontrano nell'accesso          all'occupazione sono         dovute   in
gran   parte   a un     minore    accesso     alla    formazione     professionale;      che
occorre    dedicare      particolare      attenzione      affinché     esse    abbiano    un
accesso effettivo alla formazione professionale continua;
considerando      che     la    collaborazione        nel     campo    della     formazione
professionale     continua      deve   basarsi     sulle     disposizioni     già    attuate
negli Stati membri, nel rispetto della diversità dei sistemi giuridici
nazionali    e  delle     pratiche     nazionali,      delle     competenze    di    diritto
interno   delle     parti     interessate    e   dell'autonomia       contrattuale;      che
essendo   le iniziative prese sul piano nazionale dagli Stati membri                       e
dalle    parti    sociali       numerose     e    varie,      appare    evidente,      nella
prospettiva della Carta comunitaria dei diritti sociali e fondamentali
dei    lavoratori,      e    tenuto    conto     della     dimensione      transnazionale
dell'azione, che essi debbano essere sostenute sul piano comunitario ed
essere   iscritte     in un quadro       di   coerenza     globale; che è        essenziale
favorire    in sinergia      mezzi    e partenariati        tra   i settori     pubblico e
privato;
considerando che il Comitato consultivo per la formazione professionale
è stato consultato, e che esso ha riconosciuto l'importanza strategica
della questione della formazione professionale continua nelle imprese,
sia per gii Stati membri, sia per              la Comunità, nonché        la necessità di
constatare che la Comunità ha un ruolo attivo in questo campo;
FORMULA LA SEGUENTE RACCOMANDAZIONE:
I.   Il Consiglio      raccomanda     agli   Stati    membri     di  rafforzare     la  loro
     politica   di    formazione      professionale       al    fine  di   garantire     che
     ciascun   lavoratore       della   Comunità     abbia     accesso   alla    formazione
     professionale     permanente e ne benefici             nel   corso della      sua  vita
    attiva.
 ---pagebreak---                                       - 26 -
II. Affinché questo accesso sia effettivo e il più ampio possibile, il
    Consiglio raccomanda agli Stati membri:
    (i)     di   garantire     che    le    imprese   accordino      priorità    allo
            sviluppo    della     qualità    e   delle    competenze     della   loro
            manodopera e     istituiscano piani e programmi           di  formazione
            appropriati alle loro dimensioni e ai            loro obiettivi. Tali
            piani e programmi        dovrebbero essere fissati tenendo conto
            delle   risorse    umane    disponibili,     dell'organizzazione      del
             lavoro, dei bisogni futuri di competenze e della necessità
            di anticipare l'evoluzione         industriale e tecnologica;
    (ii)    di   prevedere    misure     di   incentivazione     e   di   assistenza
            specifiche a beneficio delle piccole e medie imprese. Dette
            misure   dovrebbero      comprendere,     ad   esempio,     ausili   alla
            consulenza in materia di formazione ed incentivi finanziari
            e  fiscali. Esse       apporterebbero    un   appoggio    alle   PMI  per
            analizzare    i loro fabbisogni, per progettare e attuare una
            strategia    di   formazione     e   valutarla.    Le   PMI   dovrebbero
            garantire la formazione professionale permanente necessaria
            al    loro    sviluppo,       tenendo     conto     della     situazione
            particolare dei dipendenti di tali imprese segnatamente per
            promuovere, per quanto necessario, le disposizioni definite
            nei paragrafi che seguono;
    (ili)   di prevedere    incentivi e misure di assistenza specifiche a
            beneficio delle imprese che si trovano di fronte a processi
            di mutamenti    industriali al fine di favorire la formazione
            e la riconversione professionale dei loro dipendenti;
    (iv)    di  sviluppare     la formazione      professionale     permanente    per
            farne un fattore essenziale di sviluppo regionale. In tale
            contesto, si dovrebbe dedicare particolare attenzione alle
            zone   rurali   e   ai   fabbisogni    specifici    dei    lavoratori   e
 ---pagebreak---                                     - 27 -
       delle    imprese       interessate.         Si    raccomanda       inoltre    di
       sostenere       l'istituzione          di     consorzi      di     formazione,
       segnatamente      a   livello regionale o            locale,    incaricati    di
       analizzare     i bisogni       dell'impresa e dei dipendenti              nonché
       di fornire     l'informazione sulle possibilità di                   formazione
       per    garantire       il     migliore       adeguamento      possibile      tra
       l'offerta e la domanda-,
(v)    di   assicurare       l'informazione         dei    lavoratori,      in   specie
       all'atto dell'assunzione, sulla politica e                    i programmi     di
       formazione      professionale          permanente      dell'impresa.       Detta
       formazione dovrebbe riguardare in modo specifico le regole
       e   le condizioni        d'accesso       alla    formazione      professionale
       continua organizzata dall'impresa nel proprio ambito e/o in
       partecipazione con          i poteri pubblici,          ivi comprese      quelle
       che   si  applicano       alle     assenze     per   assistere     a  corsi   di
       formazione       oppure        per     sostenere      esami,      nonché     per
       beneficiare di congedi per formazione;
(vi)   di permettere       ai    lavoratori      di ottenere, su domanda, una
       valutazione      dello     loro competenze         e dei    loro bisogni       in
       materia    di    formazione.         Tale    valutazione,      proprietà     dei
        lavoratori,      e   a    carattere       riservato,      dovrebbe       essere
       realizzata     nell'impresa         e/o   in compartecipazione          con gli
       enti di formazione specializzati;
(vii)  di    favorire       l'informazione           e    la    consultazione       dei
       rappresentanti       dei    lavoratori o,        in mancanza di essi, dei
        lavoratori     stessi,       sull'elaborazione         e   l'attuazione      di
       piani e programmi di formazione delle imprese-,
(viii) di favorire l'accesso dei lavoratori a formazioni di durata
       idonea   che conducano a qualifiche                riconosciute. A        questo
       fine, occorrerà garantire che                la formazione sia        concepita
       su basi    ampie e che fornisca              i mezzi    di anticipare e di
       gestire       l'evoluzione           dei      sistemi      di      produzione,
 ---pagebreak---                                      - 30 -
 IV. Gli Stati membri sono invitati a fornire alla Commissione, entro la
     fine del primo semestre del       1995, una relazione che descriva       le
     disposizioni   prese   in applicazione del punto      II. Detta  relazione
     dovrebbe essere integrata a ogni relazione nazionale da redigere in
     applicazione       dell'articolo       11,      paragrafo      2      della
     decisione 90/267/CEE.
     La  Commissione    è   invitata  a  chiedere    il  parere   del   Comitato
     EUROTECNET - FORCE      istituito dalla decisione 92/170/CEE su dette
     relazioni.
     Sulla base di queste relazioni e dei risultati del dialogo fra le
     parti  sociali,   la Commissione è     invitata, entro    il 30.6.1996, a
     presentare una relazione di valutazione sullo stato dell'accesso
     alla formazione continua nella Comunità, che evidenzi          i risultati
     ottenuti   in applicazione delle disposizioni       di cui   ai punto   il.
     Detta   relazione    dovrebbe   essere   presentata    al   Consiglio,   al
     Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale. Essa potrà
     essere egualmente presentata, su domanda delle parti sociali,            al
     comitato per il dialogo fra le parti sociali.
     La Commissione è invitata a presentare, alla luce delle conclusioni
     di tale relazione, qualsiasi proposta idonea a rafforzare         l'accesso
     alla formazione permanente dei lavoratori nella Comunità.
V.   Gli Stati membri nonché le parti sociali a livello comunitario sono
     destinatarie della presente raccomandazione.
Fatto a Bruxelles, addi
                                                    Per iI Consigi io
 ---pagebreak---                                       - 29 -
     (xiii)  di garantire che       l'accesso alla formazione       professionale
             permanente di tutti i lavoratori nell'ambito della Comunità
             avvenga senza alcuna forma di discriminazione;
III.      il  Consiglio      invita    la    Commissione     a   rafforzare      la
         collaborazione con gli       Stati membri    e   le parti    sociali   per
         sostenere l'attuazione del punto II.
     A questo scopo, la Commissione è invitata, utilizzando pienamente
     le potenzialità dei programmi d'azione e le iniziative comunitarie
     nel campo della formazione, a:
         diffondere    ed   arricchire     le   informazioni   comparative      sui
         sistemi di formazione professionale permanente           ivi incluse le
         disposizioni    dei   sistemi    in  vigore   per   l'integrazione     dei
         giovani   alla   ricerca di     lavoro e dei     disoccupati    di   lunga
         durata;
         rafforzare gli scambi       di esperienze e di metodi        sulle buone
         prassi di formazione permanente;
         sostenere   i trasferimenti di conoscenze tra gli Stati membri,
         tramite    partenariat!     transnazionali    e   reti,    in   specie   a
         beneficio delle regioni, dei settori e dei tipi di              imprese e
         delle   categorie    di  lavoratori     per  i quali    l'accesso     alla
         formazione permanente è meno sviluppato.
     La Commissione è ugualmente invitata a mettere a disposizione delle
     parti sociali a livello comunitario tutte le informazioni utili ed
     a sostenere i loro interventi, nell'ambito del dialogo sociale, al
     fine dì approfondire      la riflessione sull'accesso al la formazione
     continua e ampliare i pareri comuni che essi hanno adottato, poiché
     questo dialogo può condurre a convenzioni o ad accordi.
 ---pagebreak---                                            - 32 -
L'impatto sugli ambienti economici
2.  Quali saranno le parti     interessate dalla proposta ?
    La raccomandazione non intende stabilire misure discriminatorie tra i
    vari settori industriali. Essa riconosce tuttavia le scarse possibilità
    di accesso alla formazione continua da parte delle PMI e dell'industria
    soggetta a cambiamenti strutturali e raccomanda pertanto agli Stati
    membri    l'adozione di misure adeguate allo scopo specifico (vedasi
     II.(i i), (iii).
3.  Come si possono soddisfare le disposizioni contenute nella proposta ?
    La raccomandazione invita gli Stati membri a stabilire o intensificare
    misure intese a fornire i mezzi atti a considerare adeguatamente lo
    sviluppo della carriera del singolo lavoratore, nonché gli opportuni
     incentivi per il miglioramento delle qualifiche e competenze nell'ottica
    della strategia commerciale dell'impresa per            il mutuo e reciproco
    vantaggio delle parti.
     In virtù delle misure adottate dagli Stati membri in applicazione di
    quelle formulate nel progetto di raccomandazione, le imprese sono tenute
    ad informare i loro dipendenti e rappresentanti              in merito ai loro
    progetti di formazione continua e in merito alle condizioni che regolano
     l'accesso a tale formazione.
     Si invitano gli Stati membri ad incrementare la consapevolezza delle
     imprese del nesso esistente tra livello qualitativo delle qualifiche
     della manodopera e vantaggio concorrenziale dell'impresa stessa, nonché
     ad incoraggiare la messa a punto di programmi di formazione a livello di
     impresa.
    Al fine di      incrementare il rendimento e l'efficacia dei corsi di
     formazione continua a beneficio delle imprese stesse, possono aver luogo
     valutazioni del livello di formazione dei singoli dipendenti al fine di
     definire gli obiettivi che la formazione intende raggiungere e di
     rafforzare la motivazione del lavoratore.
     Le azioni suddette       indicano la questione relativa alla           formazione
     professionale continua come un investimento per le imprese che si attua
     in termini di impatto sulla produttività, sulla competitività e sulla
    capacità di adattamento strutturale.
4.  Quali sono i probabili effetti economici derivanti da tale proposta ?
     EFFETTI ECONOMICI SULL'OCCUPAZIONE.
     Si   presume    che   la    proposta    possa   avere   un    impatto    positivo
     sull'occupazione grazie       in particolare     alle   disposizioni     in essa
     contenute relative alle categorie che rischiano l'esclusione dal mercato
     del lavoro o alle categorie e imprese il cui accesso alla formazione
     continua e permanente è attualmente compromesso (vedasi allegati: tabella
     1 "Struttura della qualificazione e della manodopera                 in Germania
     1992/2000", tabella 2 "Lavoratori dipendenti e autonomi conformemente ai
     risultati conseguiti nell'ambito della formazione professionale (espressi
     in migliaia) in Germania", tabella 5 "Partecipazione alla formazione
     continua    conformemente    alla    situazione   occupazionale     in   Germania
     (1988)").
 ---pagebreak---                                       - 31 -
                       MODULO DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
               L'IMPATTO DELLA PROPOSTA SUGLI AMBIENTI ECONOMICI
          con particolare riguardo alle piccole e medie imprese (PMI)
Titolo della proposta
Raccomandazione del Consiglio relativa all'accesso alla formazione continua e
permanente.
La proposta
1.  Tenuto conto del principio della sussidiarietà, quali sono i motivi che
    impongono una legislazione comune nel settore specifico e quali gli
    obiettivi principali che tale legislazione si prefigge ?
         In vista degli sviluppi demografici negli Stati membri (è in calo il
        numero dei giovani che accede al mondo del lavoro) e dell'impatto del
        cambiamento delle qualifiche sul piano tecnologico (vedasi tabella 1
        riguardo al caso specifico della Germania),            la raccomandazione
         intende contribuire ad agevolare l'accesso alla formazione continua
        tramite azioni intraprese dagli Stati membri e dai partner sociali
        nel quadro delle relative disposizioni nazionali.
        La raccomandazione invita pertanto gli Stati membri ad intensificare
         le possibilità di accesso alla formazione continua instaurando misure
        adeguate intese a rimuovere qualsivoglia impedimento che sia di
        ostacolo al raggiungimento di tale obiettivo da parte di ditte,
         lavoratori dipendenti e categorie speciali (ad esempio, lavoratrici,
        personale    non   qualificato).   La   causa   di   tali   impedimenti  è
        riconducibile o ad una carenza d'informazione e di consultazione tra
         le parti    interessate o ad una scarsa motivazione dei singoli
         individui a partecipare attivamente (vedasi disposizione II.(vi)
        sulla    valutazione   delle   competenze),   nonché   delle   imprese  ad
         investire (vedasi disposizione ll.(i) sui progetti e programmi di
        formazione) nella formazione continua. -
        La raccomandazione stabilisce        inoltre azioni     di  controllo del
        programma di lavoro pertinente       alla Carta sociale, ai sensi, in
        particolare, del l'articolo-15.
 ---pagebreak---                                            - 34
    Un quadro analogo emerge da altre due ricerche in proposito. Un'indagine
    condotta nel 1988 in Germania basata su un campione rappresentativo
    composto dal 10% circa del numero delle imprese, ha rilevato che in
    imprese che occupano meno di 50 dipendenti, la partecipazione risultava
    inferiore alla media, mentre in imprese con più di 500 dipendenti essa
    era di gran lunga superiore. Dalle cifre raccolte emergeva la seguente
    situazione: per il periodo 1980-1985 in ditte con meno di 50 dipendenti
    il 21% della manodopera aveva completato un programma di istruzione o
    formazione continua, mentre per imprese con 50-500 dipendenti la quota
    risultante era pari al 25% e per imprese con più di 500 dipendenti essa
    raggiungeva il 29% (cfr. Koch, pag. 1 8 5 ) . I risultati di altre ricerche
    hanno comprovato      l'impegno decisamente    inferiore delle    imprese più
    piccole rispetto a quelle di maggiori dimensioni nei confronti della
    formazione continua dei loro dipendenti (cfr. von Bardlesleben e altri,
    1986).
Consultaz ione
6.  Elencate    le organizzazioni     consultate    in merito alla     proposta  e
    descrivete i pareri più importanti da essi espressi in proposito.
    6.1. Nel contesto del Dialogo sociale e del suo parere congiunto,
          formulato in data 21 settembre 1991, circa           i metodi volti a
          facilitare un accesso più ampio e più efficace possibile alle
          opportunità di formazione       i partner    sociali   hanno confermato
          l'aspetto prioritario della formazione continua.
    6.2. In fase di elaborazione della proposta, ha avuto luogo a livello
          nazionale   in ciascuno dei       12 Stati membri     una consultazione
          tripartita sotto gli auspici dei direttori generali della formazione
          professionale (giugno '91).
    6.3. L'ACVT    (Advisory Committee on Vocational        Training - Comitato
          consultivo    per    la  formazione    professionale)    a  composizione
          tripartita ha espresso il proprio parere in merito in data 10/11
          settembre 1992.
 ---pagebreak---                                          - 33 -
EFFETTI ECONOMICI DELL'INVESTIMENTO E DELLA CREAZIONE DI NUOVI ORGANISMI
COMMERCIALI
La proposta sottolinea l'importanza dell'accesso alla formazione continua
in quanto essa costituisce un investimento per le imprese e promuove la
creazione di nuovi organismi commerciali             tramite l'applicazione dei
provvedimenti di cui al punto II, fornendo pertanto le risorse necessarie
in termini di competenze per far fronte al potenziale economico di una
reg ione o loca I i tà.
EFFETTI ECONOMICI      DELLA  PROPOSTA   SULLA   POSIZIONE   CONCORRENZIALE     DELLE
 IMPRESE.
L'obiettivo di una fissazione o di un rafforzamento di siffatte misure
consiste nel contribuire ad aumentare il livello delle competenze della
manodopera     con    conseguente    crescita    del    grado    di    competitività
dell' impresa.
La proposta contiene misure che tengano conto della situazione specifica
delle piccole e medie          imprese (limitazione o diversificazione dei
requisì t i , ecc. ) ?
PROVVEDIMENTI DESTINATI ALLE PMI
La parte II sottolinea le attuali scarse possibilità di accesso delle PMI
alla formazione continua e sostiene             la necessità che        le autorità
pubbliche     competenti    adottino    le necessarie      disposizioni     ai   fini
dell'adozione di misure speciali di incentivo destinate a tali imprese.
Studi recenti confermano che i tassi di partecipazione alla formazione
 continua    nell'ambito delle PMI        sono alquanto       inferiori    a quell
 registrati per imprese di dimensioni più ampie anche quando quest
 raffronti riguardano lavoratori dipendenti che hanno raggiunto par
  livello di formazione. Una considerazione analoga va fatta per quanto
 r iguarda le spese.
 In Francia i dati relativi alla partecipazione alla formazione continua
 conformemente      alla    dimensione     dell'impresa     e     alla    situazione
 occupazionale (1988) indicano una percentuale pari a 1.9% di lavoratori
 non qualificati e semiqualificati di imprese con 10-19 dipendeti, mentre
 la stessa categoria di lavoratori in un'impresa di oltre 2.000 dipendenti
 registra una quota di partecipazione pari al 23.8%. Lo stesso vale per le
 spese: l'entità relativa delle spese per la formazione continua aumenta,
 infatti, proporzionalmente alla dimensione dell'impresa stessa (vedasi
 tabella 3 "Partecipazione alla formazione continua conformemente alla
 dimensione dell'impresa e alla situazione occupazionale                 in Francia
 (1988)", tabella 4 "Spese per attività di formazione continua accreditata
 in Francia conformemente alla dimensione dell'impresa" (in cifre assolute
 e in percentuale sull'importo salariale (1989)).
   In base ad un'indagine rappresentativa condotta periodicamente nella
Repubblica federale di Germania (Berichtssystem Weiterbi I dung) le quote
 di     partecipazione     dei     lavoratori     dipendenti       sono     risultate
 significativamente più elevate in imprese di dimensioni più vaste (oltre
 1.000 dipendenti) che in imprese di dimensioni più ridotte (meno di 100)
 (41% rispetto al 3 3 % ) . Tale discrepanza risulta più evidente quando si
parla di partecipazione alla formazione continua vera e propria: è quasi
 il doppio il numero dei dipendenti delle grandi imprese che si sottopone
 a corsi di formazione rispetto a quello di imprese di dimensioni più
 ridotte (31% rispetto al 1 7 % ) .
 ---pagebreak---                                                36 -
                                TABELLA 2
 Lavoratori dipendenti e autonomi conformemente ai risultati conseguiti
  nell'ambito della formazione professionale (in migliaia) in Germania
                                    1975                 1985
                                Numero       %       Numero      %
Senza formazione professionale 8 851        34.4     7 239      27.2
Formazione professionale       13 410       52.1    14 782      55.5
completa
(lavoratori specializzati)
Competenze di medio livello     1 643        6.4     2 009       7.5
Formazione di livello           1 848        7.2     2 597       9.7
super iore
Totale                         25 752      100.0    26 626     100.0
Fonte: Deutsches Institut fur Wirtschaftsforschung (Istituto tedesco per
        la ricerca economica), Wochenberichte (Relazioni settimanali),
        N' 7, Ber I ino 1988.
 ---pagebreak---                                                          TABELLA 1
            La struttura della q u a l i f i c a z i o n e della m a n o d o p e r a in Germania
                                  1982/2000 (variante di crescita m e d i a )
TIPO DI A T T I V I T À P R O F E S S I O N A L E               LIVELLO DI QUALIFICAZIONE
                                                                     (IN PERCENTUALE)
                                                     I              II                      MI        IV
                                                   Senza         sotto t i r o c i n i o studi istruzione
                                                  formazione     professionale           tecnici s u p e r i o r e
Struttura effettiva 1 9 8 2 < 1 )
1. Attività p r o d u t t i v e ,                    38,1            54.0                  6,9          1,0
    artigianali, manutenzione
2. Immagazzinaggio, t r a s p o r t o , 30,1                         64,3                  3,6          2,0
    vend i ta
3. U f f i c i o (personale                           21,8           71,9                  3,6          2,7
    impiegatizio, s e g r e t a r i )
4. G e s t i o n e , ricerca, sviluppo                  9,7          50.1                 16,6        23,6
5. Personale di c u s t o d i a ,                    63,3            34,0                  2,0          0,7
    d o m e s t i c o , addetti alla
    r istauraz ione
6. Servizi, libere professioni, 19,5                                 39,4                  7,4        33,7
    insegnanti, assistenti sanitari
TOTALE 1982
Struttura prevista per l'anno 2000
 1. Attività p r o d u t t i v e , a r t i -         2244 ,, 44      65,8                  8,3          1,5
    gianali, manutenzione
2. Immagazzinaggio, t r a s p o r t o , 1166,, 88                    76,8                  2,9          3,5
    vend i ta
3. Uff ic io (persona le                              11 ,6          75,4                  3,4          9,6
    impiegatizio, s e g r e t a r i )
4. G e s t i o n e , r i c e r c a , s v i l u p p o    2,3          53,9                 16,1          27,7
5. Personale di c u s t o d i a ,                     49,3           44,6                  2,6          3,5
    d o m e s t i c o , addetti alla
    r istauraz ione
6. Servizi, libere professioni, 14,7                                 33,6                  4,2        47,5
     insegnanti, assistenti sanitari
TOTALE 2000                                           19,8           58,7                  6,7        14,8
 (1) St ime parz ia I i
      Fonte : von R o t h k i r c h / W a i d i g (1985)
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                                  TABELLA 4
 Spese per attività di formazione professionale continua accreditata in
Francia conformemente alla dimensione
       dell'impresa (in cifre assolute e in percentuale dell'importo
salar iale) (1989)
Numero       10-19   20-49   50-499   500-1999    oltre 2000 Totale
di                                                           del le
dipendent i                                                  imprese con
                                                             più di 10
                                                             dipendent i
Spese         584     991     6229      5778       16256      30838
(Mi I ioni FF)
Spese in       .34    1 .44   2.01       2.91       4.68       2.97
percentuale
sul I'importo
salar ia le
Fonte : Doc Annexe à la Loi de Finance 1990.
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                                   TABELLA 3
   Partecipazione alla formazione professionale continua conformemente
alla dimensione dell'impresa
               e alla situazione occupazionale in Francia (1988)
Numero di dipendenti       10-19   20-49   50-499   500-1999  oltre 2000
                             %       %       %          %          %
Lavoratori non              1.9     3.4     8.4        15.3      23.8
qua U f i cat i e
semi qua Ii f i cat i
Lavoratori                  4.8     6.2    14.3        23.2      40.9
specializzat i
Lavoratori dipendenti      10.2    12.8    22.0        32.9      43.3
Tecnici e                  14.5    19.0    23.8        49.6      68.1
quadr i med i
Ingegneri e                16.5    21.7    37.1        57.7      67.2
quadr i dir igent i
Totale                     14.6    16.3    25.6        35.1      48.8
Fonte : Doc Annexe à la Loi de Finance 1990.
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                                 TABELLA 5
   Partecipazione alla formazione professionale continua conformemente
              alla situazione occupazionale in Germania (1988)
SITUAZIONE OCCUPAZIONALE                     PERCENTUALE DELLA MANODOPERA
Lavoratori non qualificati                            6 %
e semi qua Ii f icat i
Lavoratori specializzati                             16 %
Lavoratori dipendenti con                            20 %
responsabilità semplici
Lavoratori dipendenti con                            31 %
responsabilità di grado
più elevato
Quadr i dir igent i                                  32 %
Fonte: Berichtsystem WeiterbiIdungsverhalten (pag. 54)
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                                                                     ISSN 0254-1505
                                                               COM(92) 486 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              04
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-611-IT-C
                                                             ISBN 92-77-51080-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
£••2985 Lussemburgo