CELEX: 61963CJ0080
Language: it
Date: 1964-07-01
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 1º luglio 1964. # Robert Degreef contro Commissione della Comunità economica europea. # Causa 80-63.

Avis juridique important

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61963J0080

SENTENZA DELLA (SECONDA SEZIONE) DELLA CORTE DEL 1 LUGLIO 1964.  -  ROBERT DEGREEF CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE.  -  CAUSA 80/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00767 edizione olandese pagina 00805 edizione tedesca pagina 00839 edizione italiana pagina 00763 edizione speciale inglese pagina 00391 edizione speciale danese pagina 00507 edizione speciale greca pagina 01145 edizione speciale portoghese pagina 00495

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON L' AMMINISTRAZIONE - RICORSO PROPOSTO NEI SUOI CONFRONTI - AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - VESTE PER STARE IN GIUDIZIO  ( TRATTATO CEE, ART . 179, STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 90, 91 )  2 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON LA COMUNITA - CONVENUTO - CHI HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO PER LA COMUNITA  ( TRATTATO CEE, ART . 179, STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 91 )  3 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON L' AMMINISTRAZIONE - ATTO PREGIUDIZIEVOLE - NOZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 91 )  4 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - ATTO NON IMPUGNABILE SEPARATAMENTE - RICORSO CONTRO LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO - POSSIBILITA DI FARVI VALERE MEZZI E GLI ARGOMENTI CONTRO IL PROCEDIMENTO DI INTEGRAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  5 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - RICORSO CONTRO L' AMMINISTRAZIONE - ACCOGLIMENTO DEL RICORSO - RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE QUALE CONSEGUENZA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 91 )  6 . DIPENDENTI - STATUTO - DISPOSIZIONI FINALI - NATURA GIURIDICA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 110 )  7 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI - NON INDISPENSABILE AI FINI DEL PASSAGGIO IN RUOLO  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 5, 102 )  8 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - PARERE NEGATIVO DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - DIRITTO DELL' INTERESSATO DI PRESENTARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  9 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - POTERI DELLA AMMINISTRAZIONE - SINDACATO GIURISDIZIONALE - LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  10 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - MOTIVAZIONE  

Massima

1 . VEDI MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 79 E 82/63 .  L' ARTICOLO 179 DEL TRATTATO CEE MOSTRA, E GLI ARTICOLI 90 E 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE CONFERMANO, CHE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - LA QUALE NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI ESERCITA I POTERI DEL DATORE DI LAVORO - HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO NELLE CONTROVERSIE FRA DIPENDENTI E AMMINISTRAZIONE .  */ 663J0079 /*.  2 . VEDI MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 18/63 .  IL RICORSO GIURISDIZIONALE CONTEMPLATO NELL' ARTICOLO 91 DEGLI STATUTI DEL PERSONALE CEE E CEEA VA PROPOSTO CONTRO L' ISTITUZIONE DALLA QUALE IL RICORRENTE DIPENDE; DETTA ISTITUZIONE HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO PER LA COMUNITA .  */ 663J0018 /*.  3 . VEDI MASSIMA N . 3 DELLA SENTENZA 26/63 .  POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME " PREGIUDIZIEVOLI " AI SENSI DELL' ART . 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE SOLTANTO GLI ATTI CHE INCIDONO DIRETTAMENTE SU UNA DETERMINATA SITUAZIONE GIURIDICA .  */ 663J0026 /*.  4 . VEDI MASSIMA N . 4 DELLA SENTENZA 26/63 .  AGLI EFFETTI DEL RICORSO DI CUI ALL' ART . 91, IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON PUO' ESSERE CONSIDERATO SEPARATAMENTE DALLA DECISIONE DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . CONSIDERATE SEPARATAMENTE DALL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, LE CONCLUSIONI DIRETTE ALL' ANNULLAMENTO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SONO INAMMISSIBILI; DEI MEZZI ED ARGOMENTI DEDOTTI A SOSTEGNO DI DETTE CONCLUSIONI SI POTRA TUTTAVIA TENER CONTO NELL' ESAME DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  */ 663J0026 /*.  CFR . LA MASSIMA N . 2 DELLA SENTENZA 84/63 .  */ 663J0084 /*.  5 . VEDI MASSIMA N . 5 DELLA SENTENZA 26/63 .  NEMMENO IN OCCASIONE DI UN RICORSO DI MERITO, QUALE E QUELLO CONTEMPLATO NELL' ART . 91, N . 1 DELLO STATUTO, LA CORTE PUO' IMPARTIRE DEGLI ORDINI ALL' AMMINISTRAZIONE : LA RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE DEV' ESSERE TUTTAVIA CONSIDERATA COME UNA DELLE CONSEGUENZE DELL' EVENTUALE ACCOGLIMENTO DEL RICORSO .  */ 663J0026 /*.  6 . LE DISPOSIZIONI D' ESECUZIONE DI CUI ALL' ART . 110 HANNO CARATTERE " GENERALE "; LA LORO ADOZIONE E QUINDI NECESSARIA SOLTANTO PER L' APPLICAZIONE DI QUELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO CHE NON SONO SUFFICIENTEMENTE PARTICOLAREGGIATE ED HANNO VALORE PERMANENTE .  CFR . LA MASSIMA N . 6 DELLA SENTENZA 26/63 .  */ 663J0026 /*.  7 . VEDI MASSIMA N . 7 DELLA SENTENZA 26/63 .  LA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI DI CUI ALL' ART . 5 DELLO STATUTO DEL PERSONALE NON PUO' ESSERE CONSIDERATA COME UN PRELIMINARE INDISPENSABILE PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 102 .  */ 663J0026 /*.  8 . PRIMA DI EMETTERE PARERE NEGATIVO, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DEVE PORRE L' INTERESSATO IN GRADO DI PRESENTARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI SU TUTTO QUANTO POSSA INFLUIRE SULLE NOMINE IN RUOLO . DETTO OBBLIGO DEVE RITENERSI ADEMPIUTO QUALORA L' INTERESSATO SIA STATO SENTITO DALLA COMMISSIONE SUL RAPPORTO CONTEMPLATO NELL' ART . 102, N . 1, ULTIMO COMMA, DELLO STATUTO, DI CUI ESSA HA FATTO PROPRIE LE CONCLUSIONI, OVVERO SUGLI ELEMENTI CHE ESSA CONSIDERA TALI DA CONDURLA A CONCLUSIONI DIVERSE DA QUELLE DEL RAPPORTO E DA INFLUIRE SULLA NOMINA IN RUOLO DEL DIPENDENTE .  9 . VEDI MASSIMA N . 9 DELLA SENTENZA 26/63 .  IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CONSENTE ALL' AMMINISTRAZIONE DI SCEGLIERE I DIPENDENTI MERITEVOLI DELLE GARANZIE OFFERTE DALLO STATUTO; DETTA SCELTA PRESUPPONE UNA CERTA LIBERTA D' APPREZZAMENTO E QUINDI UNA PROCEDURA CHE NON IMPLICA NECESSARIAMENTE TUTTE LE GARANZIE RISERVATE AI DIPENDENTI DI RUOLO . IL CONTROLLO DELLA CORTE NON PUO' AVER QUINDI ALTRO SCOPO CHE QUELLO DI ACCERTARE CHE NON SIANO STATE COMMESSE PALESI INGIUSTIZIE .  */ 663J0026 /*.  10 . VEDI MASSIMA N . 10 DELLA SENTENZA 26/63 .  IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E ADEGUATAMENTE MOTIVATO DAI RICHIAMI CHE VI SI FANNO TANTO ALLE FONTI D' INFORMAZIONE UTILIZZATE QUANTO ALLE RAGIONI SOSTANZIALI CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DEL GIUDIZIO ESPRESSO .  */ 663J0026 /*.  

Parti

NELLA CAUSA PROMOSSA DAL  SIG . ROBERT DEGREEF,  DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA, CON L' AVVOCATO MARCEL SLUSNY, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVVOCATO ERNEST ARENDT, RUE WILLY GOERGEN, 6, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E, SE DEL CASO, LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO DOTT . PAUL LELEUX IN QUALITA D' AGENTE, ASSISTITO DALL' AVVOCATO JEAN COUTARD, DEL FORO DI PARIGI, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO IL DOTT . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ, 2, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO :  1 . L' ANNULLAMENTO  - DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CUI E STATO SOTTOPOSTO IL RICORRENTE  - DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, COMUNICATO AL RICORRENTE CON LETTERA DEL 28 GIUGNO 1963;  2 . IL RISARCIMENTO DEI DANNI .  

Motivazione della sentenza

A - L' IDENTITA DELLA CONVENUTA  IL RICORSO E DIRETTO CONTRO LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E, " SE DEL CASO ", CONTRO LA COMMISSIONE DI DETTA COMUNITA . LA CONVENUTA OPPONE CHE LE ISTITUZIONI NON HANNO UNA PERSONALITA GIURIDICA DISTINTA DA QUELLA DELLA COMUNITA E CHE DI CONSEGUENZA SOLO LA COMMISSIONE DOVREBBE ESSERE CONVENUTA .  LA CORTE RILEVA CHE, A NORMA DELL' ART . 179 DEL TRATTATO CEE " LA CORTE DI GIUSTIZIA E COMPETENTE A PRONUNCIARSI SU QUALSIASI CONTROVERSIA TRA LA COMUNITA E I SUOI DIPENDENTI, NEI LIMITI E ALLE CONDIZIONI DETERMINATI DALLO STATUTO O DAL REGIME APPLICABILE A QUESTI ULTIMI ". L' ESPRESSIONE " CONDIZIONI DETERMINATE DALLO STATUTO " IMPLICA NECESSARIAMENTE CHE L' ISTITUZIONE, IN QUANTO AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO NELLE CAUSE PROMOSSE DA SUOI DIPENDENTI .  L' ART . 90 DELLO STATUTO DEL PERSONALE CEE ( IN PROSIEGUO DESIGNATO " STATUTO ") IL QUALE DISCIPLINA IL RICORSO GERARCHICO DEI DIPENDENTI, STABILISCE INFATTI CHE DETTO RICORSO, CHE PRECEDE IL RICORSO GIURISDIZIONALE, VA DIRETTO ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA DELL' ISTITUZIONE CUI IL DIPENDENTE APPARTIENE . IL RICORSO GIURISDIZIONALE, CONTEMPLATO NELL' ART . 91 DELLO STATUTO, DEVE RITENERSI DISCIPLINATO DA NORME ANALOGHE E VA DIRETTO CONTRO LA STESSA ISTITUZIONE . IL PRESENTE RICORSO VA QUINDI CONSIDERATO COME DIRETTO CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE, CHE E NELLA SPECIE L' ISTITUZIONE DA CUI DIPENDE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA CHE HA EMESSO L' ATTO IMPUGNATO .  B - LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO  SULLA RICEVIBILITA'  1 ) IL RICORRENTE CONCLUDE IN PRIMO LUOGO PER L' ANNULLAMENTO SIA DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CUI E STATO SOTTOPOSTO, SIA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, CHE GLI E STATO COMUNICATO CON LETTERA DEL 28 GIUGNO 1963 . LA CONVENUTA CONTESTA L' AMMISSIBILITA DI DETTE CONCLUSIONI IN QUANTO DIRETTE CONTRO UN PROCEDIMENTO ED UN ATTO CHE NON HANNO CARATTERE DI DECISIONE .  SECONDO L' ART . 91, N . 1, DELLO STATUTO " CONTROVERSIE FRA LA COMUNITA E UNA DELLE PERSONE INDICATE NELLO STESSO STATUTO " SONO QUELLE CHE VERTONO SULLA LEGITTIMITA DI UN ATTO " CHE RECHI PREGIUDIZIO A UNA DI DETTE PERSONE ". LA CORTE OSSERVA CHE POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME PREGIUDIZIEVOLI SOLTANTO GLI ATTI CHE INCIDONO DIRETTAMENTE SULLA SITUAZIONE GIURIDICA DEI DIPENDENTI . NELLA SPECIE, IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE NON COSTITUISCE UN ATTO PREGIUDIZIEVOLE, BENSI' CONSTA DI UN COMPLESSO DI ATTI PREPARATORI ALL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO . PER QUANTO RIGUARDA IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, VA RILEVATO CHE, ANCHE QUALORA SIA SFAVOREVOLE ALL' INTEGRAZIONE DEL DIPENDENTE, LA SITUAZIONE GIURIDICA DI QUEST' ULTIMO NE RISENTE SOLTANTO A PARTIRE DAL MOMENTO IN CUI VIENE ADOTTATA NEI SUOI CONFRONTI LA DECISIONE DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA .  TALE PARERE, SEPPURE COSTITUISCE - IN FORZA DELL' ART . 102, N . 1, DELLO STATUTO - UN ELEMENTO ESSENZIALE SUL QUALE SI BASA LA DECISIONE ADOTTATA DA DETTA AUTORITA E VINCOLA QUEST' ULTIMA, E DESTINATO UNICAMENTE ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, MENTRE A NORMA DELL' ART . 25, PRIMO COMMA, DELLO STATUTO, QUALSIASI DECISIONE INDIVIDUALE DEVE ESSERE IMMEDIATAMENTE COMUNICATA PER ISCRITTO AL DIPENDENTE INTERESSATO . SI DEVE QUINDI CONCLUDERE CHE, AGLI EFFETTI DEL RICORSO DI CUI ALL' ART . 91 DELLO STATUTO, IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON PUO' ESSERE CONSIDERATO SEPARATAMENTE DALLA DECISIONE ADOTTATA DALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . PER TUTTI QUESTI MOTIVI, LE CONCLUSIONI IN ESAME SONO INAMMISSIBILI IN QUANTO MIRANO ALL' ANNULLAMENTO DEL PROCEDIMENTO ED ALTRESI' DEL PARERE D' INTEGRAZIONE DI CUI TRATTASI, CONSIDERATI SEPARATAMENTE DALLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO IMPUGNATA . DEGLI ARGOMENTI DEDOTTI A SOSTEGNO DI TALI CONCLUSIONI SI POTRA TUTTAVIA TENER CONTO NELL' ESAME DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  2 ) IL RICORRENTE CONCLUDE PER L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO NOTIFICATAGLI CON LETTERA DEL 28 GIUGNO 1963 . L' AMMISSIBILITA DI TALI CONCLUSIONI NON E CONTESTATA DALLA CONVENUTA NE DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO .  IL RICORRENTE HA CHIESTO INOLTRE ALLA CORTE DI DICHIARARE CHE LA COMMISSIONE E TENUTA A SOTTOPORLO NUOVAMENTE AL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, PREVIO ESPLETAMENTO DELLE FORMALITA DI CUI AGLI ARTT . 5 U.P . E 110 DELLO STATUTO . LA CONVENUTA CONTESTA L' AMMISSIBILITA DI DETTE CONCLUSIONI, ASSUMENDO TRATTARSI DI UN' AZIONE D' ANNULLAMENTO IN OCCASIONE DELLA QUALE LA CORTE NON E COMPETENTE AD ORDINARE QUANTO LE E STATO CHIESTO .  A NORMA DELL' ART . 91, N . 1, DELLO STATUTO, LA CORTE DI GIUSTIZIA HA COMPETENZA ANCHE DI MERITO NEI CASI PREVISTI DALLO STATUTO STESSO E NELLE CONTROVERSIE DI NATURA PATRIMONIALE TRA LA COMUNITA E I SUOI DIPENDENTI . LA CORTE RILEVA CHE, NEMMENO IN OCCASIONE DI UN RICORSO DI MERITO, ESSA PUO' IMPARTIRE DEGLI ORDINI ALL' AMMINISTRAZIONE : LA RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE DEV' ESSERE TUTTAVIA CONSIDERATO COME UNA DELLE CONSEGUENZE DELL' EVENTUALE ACCOGLIMENTO DEL RICORSO .  NEL MERITO  VIOLAZIONE DELL' ART . 110 DELLO STATUTO  IL RICORRENTE ASSUME CHE IL CRITICATO PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, CONTEMPLATO NELL' ART . 102 DELLO STATUTO, HA AVUTO LUOGO SENZA CHE FOSSERO ADOTTATE, IN CONFORMITA ALL' ART . 110, PRIMO COMMA, LE RELATIVE DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE; L' IMPUGNATA DECISIONE, LA QUALE E STATA ADOTTATA IN SEGUITO A DETTO PROCEDIMENTO, SAREBBE QUINDI ILLEGITTIMA .  LA CORTE OSSERVA CHE LE DISPOSIZIONI D' ESECUZIONE DI CUI ALL' ART . 110 HANNO CARATTERE " GENERALE " E SONO QUINDI NECESSARIE SOLTANTO PER L' APPLICAZIONE DI QUELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO CHE NON SONO SUFFICIENTEMENTE PARTICOLAREGGIATE ED HANNO VALORE PERMANENTE . A PRESCINDERE DALLA QUESTIONE SE L' ART . 102 DELLO STATUTO SIA SUFFICIENTEMENTE PARTICOLAREGGIATO PER POTER ESSERE APPLICATO IMMEDIATAMENTE, E INCONTESTABILE CH' ESSO NON DISCIPLINA CHE SITUAZIONI LIMITATE NEL TEMPO .  TRATTANDOSI DI UNA DISPOSIZIONE ESSENZIALMENTE TRANSITORIA, I PROVVEDIMENTI ADOTTATI PER LA SUA APPLICAZIONE NON POSSONO AVERE CARATTERE GENERALE . I REGOLAMENTI EMESSI DALLA COMMISSIONE IL 13 DICEMBRE 1961 E IL 9 MARZO 1962 PER L' ATTUAZIONE DELL' ART . 102 SONO PERCIO' PROVVEDIMENTI D' APPLICAZIONE SPECIALI CHE NON POSSONO ESSERE CONFUSI CON QUELLI GENERALI, DI CUI SI PARLA NELL' ART . 110; NON DOVEVANO DI CONSEGUENZA ESSER ADOTTATI SECONDO LE MODALITA IN DETTO ARTICOLO CONTEMPLATE NE ESSERE PORTATI A CONOSCENZA DEL PERSONALE .  IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  VIOLAZIONE DELL' ART . 5 U.P . DELLO STATUTO  IL RICORRENTE ASSUME CHE IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E IRRITUALE, NON ESSENDO STATO PRECEDUTO DALLA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI CONTEMPLATA NELL' ART . 5 U.P . DELLO STATUTO E DA ADOTTARSI IN CONFORMITA ALL' ART . 110, E CHE TALE IRRITUALITA RENDE NULLA L' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  LA CORTE RILEVA CHE LA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI HA LO SCOPO DI CONSENTIRE E DI FACILITARE L' INQUADRAMENTO DEL PERSONALE IN BASE ALL' ALLEGATO I DELLO STATUTO E NON PUO' QUINDI ESSERE CONSIDERATA COME UN PRELIMINARE INDISPENSABILE PER L' APPLICAZIONE NELL' ART . 102 DELLO STATUTO .  IN CONSIDERAZIONE POI DELLA COMPLESSITA DELLA DESCRIZIONE DEI VARI IMPIEGHI, DEL TEMPO CHE ESSA RICHIEDE E TENUTO CONTO DELLA NECESSITA, PER CIASCUNA ISTITUZIONE, DI PASSARE IN RUOLO I PROPRI DIPENDENTI IL PIU PRESTO POSSIBILE, LA CORTE RITIENE CHE, SOTTO QUESTO ASPETTO, LA DECISIONE IMPUGNATA E LEGITTIMA .  VIOLAZIONE DELL' ART . 102 DELLO STATUTO  1 ) IL RICORRENTE DENUNZIA L' INVALIDITA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, INVALIDITA CHE DIPENDEREBBE DAL FATTO CHE, NON ESERCITANDO UNO DEI SUOI MEMBRI ( IL DOTT . DE LA FONTAINE ) FUNZIONI DIRETTIVE, ESSA NON ERA COSTITUITA IN CONFORMITA ALL' ART . 102, N . 1, DELLO STATUTO .  LA CORTE OSSERVA CHE IL DOTT . DE LA FONTAINE ERA INQUADRATO AL GRADO A/2 AL QUALE, A NORMA DELL' ALLEGATO I DELLO STATUTO, CORRISPONDE L' IMPIEGO-TIPO DI DIRETTORE . IN BASE ALLA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI PREDISPOSTA DALLA COMMISSIONE E APPROVATA DAL COMITATO PROVVISORIO DELLO STATUTO, LE FUNZIONI DI CONSULENTE GIURIDICO INQUADRATO AL GRADO A/2 CORRISPONDONO A QUELLE DI DIRETTORE . LA PARTECIPAZIONE DEL DOTT . DE LA FONTAINE AI LAVORI DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ERA QUINDI CONFORME ALL' ART . 102 N . 1, DELLO STATUTO .  LA CENSURA E PERTANTO INFONDATA .  2 ) IL RICORRENTE ASSUME INOLTRE CHE, NEL FORMULARE IL PARERE CRITICATO, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SI E BASATA SU RAPPORTI E SU NOTE CHE, IN MANCANZA DI CRITERI UNIFORMI STABILITI IN VIA PRELIMINARE, CONTENGONO APPREZZAMENTI SOGGETTIVI ANZICHE RIFERIRSI A FATTI CHE POSSANO ESSERE CONTRADDETTI FORNENDO LA PROVA CONTRARIA .  L' ART . 102, N . 1, ULTIMO COMMA, DELLO STATUTO STABILISCE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ESPRIME IL SUO PARERE " IN BASE AL RAPPORTO SULLA COMPETENZA, SUL RENDIMENTO E SULLA CONDOTTA IN SERVIZIO " COMPILATO DAI SUPERIORI GERARCHICI DEI DIPENDENTI . LA CORTE RILEVA CHE DETTO RAPPORTO, NEL QUALE E CONTENUTA UNA VALUTAZIONE DELLE ATTITUDINI PROFESSIONALI DEL DIPENDENTE, CONTIENE INEVITABILMENTE APPREZZAMENTI SOGGETTIVI DELLE PERSONE CHE L' HANNO COMPILATO . QUAND' ANCHE I CRITERI PER LA SUA ELABORAZIONE FOSSERO STATI FISSATI IN VIA PRELIMINARE IN MODO UNIFORME, ESSI NON COSTITUIREBBERO CHE LA CORNICE FORMALE ENTRO LA QUALE GLI ELEMENTI PRESI IN CONSIDERAZIONE DA CIASCUN RELATORE COSTITUIREBBERO L' OGGETTO DI APPREZZAMENTI SOGGETTIVI . LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, PUR BASANDOSI SU DETTO RAPPORTO, NON PUO', D' ALTRO LATO, TRASCURARE I FATTI CONCRETI NEL FORMULARE IL SUO PARERE .  NE CONSEGUE CHE LA CENSURA E INFONDATA .  VIOLAZIONE DELL' ART . 25, PRIMO COMMA, DELLO STATUTO  IL RICORRENTE ASSUME CHE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E INVALIDO IN QUANTO NON ADEGUATAMENTE MOTIVATO .  COME GIA SI E DETTO, LE CENSURE ELEVATE CONTRO DETTO PARERE SONO AMMISSIBILI SOLTANTO NEI LIMITI IN CUI VERTONO SULLA LEGITTIMITA DELLA DECISIONE CHE NE E CONSEGUITA . IL PRESENTE MOTIVO VA QUINDI ESAMINATO IN RELAZIONE A DETTA DECISIONE .  NEL RAPPORTO N . 11 DEL 13 LUGLIO 1962, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DICHIARA CHE IL PARERE SFAVOREVOLE ALLA NOMINA IN RUOLO DEL RICORRENTE E STATO EMESSO " VISTO IL RAPPORTO SULLA COMPETENZA, SUL RENDIMENTO E SULLA CONDOTTA IN SERVIZIO DEL DE GREEF ..., DOPO AVER RACCOLTO LE OPPORTUNE INFORMAZIONI E SENTITO L' INTERESSATO ". ESSA PRECISA INOLTRE LE RAGIONI CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DEL SUO GIUDIZIO SFAVOREVOLE, CIOE LA MANCANZA, NEL RICORRENTE, " DI UNA COSCIENZA PROFESSIONALE ADEGUATA " E " DELLA PUNTUALITA INDISPENSABILE PER IL SUO LAVORO DI USCIERE ".  IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E QUINDI ADEGUATAMENTE MOTIVATO DAI RICHIAMI CHE VI SI FANNO TANTO ALLE FONTI D' INFORMAZIONE UTILIZZATE, QUANTO ALLE RAGIONI SOSTANZIALI CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DEL GIUDIZIO ESPRESSO . QUESTO E STATO COMUNICATO AL RICORRENTE CON LETTERA DEL 28 GIUGNO 1963, UNITAMENTE ALL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  LA DECISIONE IMPUGNATA E QUINDI ADEGUATAMENTE MOTIVATA .  VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DEL CONTRADITTORIO E DI ALTRI PRINCIPI GIURIDICI GENERALI  IL RICORRENTE ASSUME ANCORA CHE IL RAPPORTO SULLA SUA COMPETENZA, SUL SUO RENDIMENTO E SULLA SUA CONDOTTA IN SERVIZIO GLI ERA PIUTTOSTO FAVOREVOLE E CHE IN CONDIZIONI NORMALI EGLI AVREBBE QUINDI DOVUTO ESSERE PASSATO IN RUOLO . LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO SAREBBE TANTO PIU ILLEGITTIMA IN QUANTO LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, PRIMA DI ESPRIMERE PARERE NEGATIVO, AVREBBE DOVUTO FARGLI CONOSCERE TUTTI GLI ELEMENTI CHE GIUSTIFICAVANO DETTO PARERE E PORLO IN CONDIZIONI DI CONTESTARNE EVENTUALMENTE LA FONDATEZZA, NEL PIENO RISPETTO DEL PRINCIPIO DEL CONTRADITTORIO E DEGLI ALTRI PRINCIPI GIURIDICI GENERALI .  LA CORTE OSSERVA CHE, A NORMA DELL' ART . 102, N . 1, ULTIMO COMMA, DELLO STATUTO, LA COMMISSIONE ESPRIME IL PROPRIO PARERE " IN BASE AL RAPPORTO SULLA COMPETENZA, SUL RENDIMENTO E SULLA CONDOTTA IN SERVIZIO COMPILATO DAI SUPERIORI GERARCHICI DEL DIPENDENTE ... ". NEL CASO DI SPECIE, IL RAPPORTO RELATIVO AL RICORRENTE LO INDICA DOTATO DI ATTITUDINI PROFESSIONALI MEDIE E, PUR DICHIARANDO " INSUFFICIENTI E DA MIGLIORARE " TALUNE SUE CARATTERISTICHE, LO CONSIDERA " IDONEO AD ESERCITARE LE FUNZIONI CUI E ADDETTO ".  CIONONOSTANTE, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA ESPRESSO PARERE NEGATIVO CIRCA L' IDONEITA DEL RICORRENTE AD ESERCITARE LE SUE FUNZIONI .  A NORMA DELL' ART . 102 N . 1 LETT . B ) DELLO STATUTO, IL PARERE SFAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE VINCOLA L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . PRIMA DI ESPRIMERE IL SUO PARERE, DETTA COMMISSIONE DEVE QUINDI PORRE L' INTERESSATO IN GRADO DI PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI SU TUTTO QUANTO POSSA INFLUIRE SULLA SUA NOMINA IN RUOLO . TALE OBBLIGO SI DEVE CONSIDERARE COME ADEMPIUTO QUALORA L' INTERESSATO SIA STATO SENTITO DALLA COMMISSIONE SUL RAPPORTO DI CUI ESSA HA FATTO PROPRIE LE CONCLUSIONI, OVVERO SUGLI ELEMENTI CH' ESSA CONSIDERA TALI DA CONDURLA A CONCLUSIONI DIVERSE DA QUELLE DEL RAPPORTO E DA INFLUIRE SULLA NOMINA IN RUOLO DEL DIPENDENTE .  IL RAPPORTO SULLE QUALITA PROFESSIONALI DEL RICORRENTE SOTTOPOSTO ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ERA FAVOREVOLE ALLA NOMINA IN RUOLO . DALLA DISCUSSIONE ORALE E EMERSO CHE IL RICORRENTE E STATO SENTITO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DOPO AUDIZIONE DEI SUOI SUPERIORI GERARCHICI, MA NON E STATO NUOVAMENTE INVITATO A PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI SUGLI ELEMENTI DI VALUTAZIONE CHE DETTA COMMISSIONE HA IN SEGUITO RACCOLTO, IN ISPECIE NELLA QUARTA SEDUTA DURANTE LA QUALE ESSA HA FORMULATO PARERE NEGATIVO . TALE INADEMPIMENTO E SUFFICIENTE A FAR RITENERE NULLO IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE COME PURE LA DECISIONE IMPUGNATA .  C - LA PRETESA DI DANNI  NEL CORSO DELLA DISCUSSIONE ORALE IL RICORRENTE HA MODIFICATO LA SUA DOMANDA RELATIVA AI DANNI ED HA CHIESTO GLI SIA ASSEGNATO UN RISARCIMENTO D' IMPORTO PARI " AGLI STIPENDI DOVUTIGLI FINO ALLA PRONUNCIA DELLA SENTENZA ".  LA CORTE RILEVA CHE LE CONCLUSIONI RELATIVE AL RISARCIMENTO DEI DANNI, FORMULATE NELLE MEMORIE, SONO STATE PRESENTATE IN SUBORDINE ALLA DOMANDA DI ANNULLAMENTO; ESSE DOVEVANO INFATTI VALERE NEL CASO LA CORTE RITENESSE CHE LA NULLITA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON IMPLICAVA LA NULLITA DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO . LE CONCLUSIONI FORMULATE NEL CORSO DELLA DISCUSSIONE ORALE SONO STATE INVECE PRESENTATE PER IL CASO CHE LA CORTE DICHIARI NULLA LA DECISIONE IMPUGNATA; IL RICORRENTE HA QUINDI IMPLICITAMENTE RINUNZIATO ALLE CONCLUSIONI FORMULATE NELL' ATTO INTRODUTTIVO .  A NORMA DEGLI ARTT . 19 DEL PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE, ALLEGATO AL TRATTATO CEE, E 38, PARAGRAFO 1, LETT . D ) DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE, LE CONCLUSIONI DEL RICORRENTE DEVONO FIGURARE NELL' ATTO INTRODUTTIVO . NELLA SPECIE, PERO', LA CORRESPONSIONE DEGLI ARRETRATI DEV' ESSERE CONSIDERATA COME UNA CONSEGUENZA DELLA SENTENZA D' ANNULLAMENTO . SE INFATTI L' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO VENGA ANNULLATA, IL RICORRENTE VA CONSIDERATO COME TUTTORA IN SERVIZIO PRESSO LA COMMISSIONE ED IL SUO DIRITTO ALLA RETRIBUZIONE MENSILE PERMANE FINO A QUANDO NON INTERVENGA UNA NUOVA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, REGOLARMENTE ADOTTATA . EGLI HA QUINDI DIRITTO AGLI STIPENDI MENSILI ARRETRATI ED AGLI ASSEGNI E INDENNITA CONNESSE, FINO ALLA SUA REINTEGRAZIONE IN SERVIZIO; LA COMMISSIONE DOVRA DETERMINARE L' AMMONTARE DI DETTI ARRETRATI, TENENDO CONTO DELLE EVENTUALI SOMME PERCEPITE DAL RICORRENTE IN UN ALTRO IMPIEGO .  ESSENDO LE CONCLUSIONI IN ESAME IMPLICITAMENTE COMPRESE IN QUELLE RELATIVE ALL' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, GLI ARTT . 19 DEL PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE E 38, PARAGRAFO 1, LETT . D ) DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE NON OSTANO ALLA LORO AMMISSIBILITA . AVENDO LA CORTE RICONOSCIUTO LA NULLITA DELL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, DETTE CONCLUSIONI APPAIONO ANCHE FONDATE .  

Decisione relativa alle spese

IL RICORSO E STATO ACCOLTO . A NORMA DELL' ART . 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LE SPESE DEL GIUDIZIO VANNO POSTE A CARICO DELLA CONVENUTA . 

Dispositivo

LA SECONDA SEZIONE DELLA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) E' ANNULLATA LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO NOTIFICATA AL RICORRENTE CON LETTERA DEL 28 GIUGNO 1963 .  2 ) LA COMMISSIONE CEE E TENUTA A CORRISPONDERE AL RICORRENTE GLI STIPENDI MENSILI ARRETRATI ED ALTRESI' GLI ASSEGNI E LE INDENNITA CONNESSE, DALLA DATA DEL LICENZIAMENTO, DETRAZION FATTA DI QUANTO EGLI ABBIA EVENTUALMENTE PERCEPITO, DURANTE DETTO PERIODO, IN ALTRO IMPIEGO .  3 ) LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA SOPPORTERA LE SPESE DEL GIUDIZIO .