CELEX: 51992PC0591
Language: it
Date: 1992-12-22
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Repubblica francese ad applicare una misura di deroga all' articolo 17, paragrafo 2 della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d' affari

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                         COM(92) 591 def.
                                         Bruxelles, 22 dicembre 1992
                RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
       CONFORMEMENTE ALL'ARTICOLO 2 DELLA DECISIONE 89/488/CEE
                    DEL CONSIGLIO DEL 28 LUGLIO 1989
  (Applicazione di una misura di deroga all'articolo 17, paragrafo 2
    della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione
     delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte
                          sulla cifra d'affari)
                                Proposta di
                         DECISIONE DEL CONSIGLIO
     che autorizza la Repubblica francese ad applicare una misura
          di deroga all'articolo 17, paragrafo 2 della sesta
           direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione
             delle legislazioni degli Stati membri relative
                    alle imposte sulla cifra d'affari
                      (Presentate dalla Commissione)
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             RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
     CONFORMEMENTE ALL'ARTICOLO 2 DELLA DECISIONE 89/488/CEE
                 DEL CONSIGLIO DEL 28 LUGLIO 1989
(Applicazione di una misura di deroga all'articolo 17, paragrafo 2
  della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione
   delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte
                       sulla cifra d'affari)
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                                  I. INTRODUZIONE
Con la decisione 89/488/CEE del Consiglio del 28 luglio 1989 * * la Francia è
stata autorizzata, ai sensi dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA nel
testo attualmente   in vigore, ad      introdurre misure particolari di deroga
all'articolo 17, paragrafo 2 di detta direttiva.
La deroga consiste nella totale esclusione dal diritto a deduzione dell'IVA che
grava sulle spese relative a taluni beni e servizi che sono oggetto di
utilizzazione privata in misura superiore al 90% della loro utilizzazione
complessiva.
La suddetta decisione del Consiglio autorizza l'applicazione di detta deroga
fino  al  31 dicembre    1992. L'articolo    2 della     decisione  dispone   che la
Commissione presenti al Consiglio, prima della scadenza della deroga, una
relazione sulla sua applicazione, accompagnata se del caso da una proposta di
decisione di proroga dell'autorizzazione stessa.
Scopo della presente relazione è di riferire sull'applicazione della deroga
anche ai fini dell'esame della domanda di proroga presentata dalla Repubblica
francese  con   lettera    registrata   presso    il   Segretariato  generale   della
Commissione il 22 ottobre 1992.
                           II. APPLICAZin^ic nwrT.TA DEROGA
1. Concessione della deroga
   Il 3 febbraio 1989 la sentenza "ALITALIA" del Consiglio di Stato francese
   condannava le disposizioni dell'articolo 230-1 dell'allegato II del Codice
   generale delle imposte francese che escludevano dal diritto a deduzione
   l'IVA gravante su beni e servizi che non fossero destinati esclusivamente
   all'esercizio dell'attività dell'impresa del soggetto passivo.
   Con questa sentenza, conformemente al diritto comunitario, la destinazione
   esclusiva cessava di essere in Francia una delle condizioni del diritto a
(1)   GU n. L 239 del 16.8.1989, pag. 22
                        /
                      /
 ---pagebreak---    deduzione. Da    allora,  in caso   di  utilizzazione  parziale  a   fini non
   professionali, l'imposta è integralmente deducibile ma in contropartita
   l'utilizzazione privata    del bene o del     servizio è tassaa    sulla base
   dell'articolo 6, paragrafo 2 della sesta direttiva.
   A fini di semplificazione la Repubblica francese ha chiesto al Consiglio
   l'autorizzazione a mantenere, a titolo temporaneo, un'esclusione dal diritto
   a deduzione dell'imposta che grava sui beni e servizi il cui uso privato
   risulta superiore al 90% dell'utilizzazione complessiva. Tale disposizione è
   intesa ad evitare di dover tassare una prestazione di serviz a sé stessi,
   cosa   che  susciterebbe  delle  difficoltà  in quanto   la base    imponibile
   risulterebbe da una valutazione del valore della prestazione di servizi del
   soggetto a sé medesimo derivante dall'utilizzazione privata del bene.
2. Entrata in vigore in Francia,
   Gli articoli 1, 3 e 5 del decreto n. 89-885 del 14 dicembre 1989, pubblicato
   nella Gazzetta ufficiale della Repubblica francese del 15 dicembre 1989
    (pag. 15578), traspongono in diritto interno la decisione del Consiglio. Il
   decreto è entrato in vigore a Parigi il 17 dicembre 1989 e nel resto del
   paese, in linea di principio, il 18 dicembre 1989. Esso ha dato origine in
   particolare al nuovo articolo 230-1 del Codice generale delle imposte ed è
   stato commentato in una istruzione amministrativa del 21 febbraio 1990,
   pubblicata nel Bollettino ufficiale delle imposte con il riferimento 3-D-3-
   90, riprodotta nella Documentazione amministrativa con il riferimento 3-D-
   1512 (aggiornamento del 1.5.1990).
3. Valutazione quantitativa dell'utilizzazione privata (soglia del 90%1
   Viene operata in funzione degli elementi seguenti:
       natura del bene o del servizio
       funzione del bene o del servizio
   -   utilizzazione possibile del bene o del servizio nell'impresa interessata
       ripartizione della durata di utilizzazione del bene o del servizio nel
       corso dell'anno civile o per una frazione dell'anno civile quando
       l'utilizzazione totale possibile non può che essere stagionale (per es.
       imbarcazione da diporto).
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4. Applicazione pratica della dèroga da parte della Francia
   La deroga di cui trattasi trova applicazione nelle situazioni seguenti:
   -   Acquisto da parte di un'impresa di beni e servizi destinati ad essere
       messi immediatamente a disposizione o utilizzati a titolo principale dal
       titolare dell'impresa, dai dirigenti, dal personale o da un terzo. In tal
       caso l'esclusione del diritto a deduzione scatta subito.
       Esempio:
       . acquisto o leasing ad uso di un dirigente di un videoregistratore che
          viene   eccezionalmente     utilizzato     per   la   formazione    professionale
          interna;
       . imbarcazione da diporto destinata           essenzialmente     ad uso privato ma
          noleggiata per una settimana l'anno.
   -   Acquisto    di  beni   e  servizi     normalmente    utilizzati    per   le  esigenze
       dell'impresa ma che di fatto, alla fine del primo anno di utilizzazione,
       risultano essere     stati destinati ad uso privato            in ragione di oltre
       il 90% dell'uso complessivo. In tal caso, al termine del primo anno di
       utilizzazione,     l'impresa     deve   procedere     a   una   rettifica    dell'IVA
       inizialmente    dedotta, provvedendo       a versare     la totalità    dell'importo
       dell'imposta che aveva dedotto.
       Se   i fatti di     cui  sopra    sono   constatati    nel   corso  del   periodo  di
       rettifica di cui all'articolo 20, paragrafo 2 della sesta direttiva il
       versamento dell'imposta si effettua in funzione degli anni compresi nel
       periodo di rettifica: l'importo         da versare è quindi pari          all'importo
       dedotto   diminuito   di  un    quinto    (beni mobili)     o  di  un  decimo   (beni
       immobili) per anno trascorso.
5. Caso particolare degli enti locali (enti che non sono soggetti passivi ai
   sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 della sesta direttiva)
   Nel   caso   presente   l'uso   di   beni   e   servizi   ai   fini   dell'esercizio   di
   un'attività che non rientra nel campo d'applicazione dell'IVA è considerato
   dalla Francia come un uso privato.
   Esempio:
      elaboratore utilizzato da un comune sia per la gestione di un settore
       soggetto all'imposta sia per i servizi non imponibili dello stato civile
       e dell' assistenza sociale.
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   Inoltre    l'amministrazione        francese      ha   precisato    ai    suoi    servizi   che
   comunque,     a   fini   di   semplificazione,       non    va  messa    in  discussione     la
   situazione degli enti locali che, quando un bene d'investimento è utilizzato
   per   operazioni      in  parte    non    comprese     e   in  parte    comprese     nel  campo
   d'applicazione dell'imposta, considerano che l'uso per la prima categoria di
   operazioni supera il 90% dell'uso complessivo del bene anche se ciò non
   corrisponde al vero.
6. Punto di vista dell'amministrazione francese sull'applicazione della deroga
   Essa ritiene che la deroga abbia semplificato la gestione dell'imposta per
   sé e per le imprese interessate. Inoltre, per quel che le consta, non sembra
   esservi    un   contenzioso      con    le   imprese     sull'applicazione     della    deroga.
   Comunque la deroga è stata applicata fino a poco tempo fa solo raramente e
   in casi marginali, non rilevati statisticamente.
                      III. DOMANDA DI PROROGA DELL'AUTORIZZAZIONE
A questo proposito        la Francia osserva che la deroga              in questione potrebbe
risultare applicabile più spesso in futuro in quanto le operazioni di un certo
numero di liberi professionisti - avvocati, procuratori, traduttori, interpreti
di lingue straniere, sportivi, autori ed artisti - sono dal 1991, soggette
all'imposta e non più esenti.
Si   tratta   di   operatori      che,    proprio     a  causa    del   carattere      della  loro
professione, utilizzano        correntemente       i beni dell'impresa nell'ambito della
loro vita privata; si possono citare come esempi un appartamento ad uso misto,
un  elaboratore     o   anche,    nel   caso    di   un  artista, materiale        fotografico   o
impianti ad alta fedeltà. Se la deroga non esistesse, l'uso privato di questi
beni dovrebbe essere soggetto ad un controllo fiscale per tutta la loro durata
e dovrebbe comunque dar          luogo ad un tassazione della prestazione resa dal
proprietario    a sé     stesso quando questi          li utilizza     appunto    a   suo privato
beneficio.    La   base    imponibile     di   questa    prestazione     sarebbe    difficile   da
calcolare    e    da   far    accettare      al    contribuente:     l'articolo 11,       punto A,
paragrafo 1,     lettera e)     della    sesta    direttiva     dispone   che   in    questi  casi
l'imponibile     è   costituito    dalle     spese    sostenute    dal   soggetto    passivo   per
l'esecuzione della prestazione a sé medesimo corrispondente all'uso privato del
bene   dell'impresa       (nel   caso     di    un'autoveicolo,      per    esempio,     acquisto,
carburante, riparazioni, manutenzione ecc.).
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                    IV. PARERE DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE
!• Sull'opportunità di una proroga della deroga
   La deroga in questione è intesa ad evitare che vi sia un consumo non
   tassato: i servizi della Commissione la ritengono quindi giustificata. Essi
   sono però anche consapevoli che la tassazione dell'uso a fini privati del
   bene o del servizio è, dal punto di vista finanziario          (in termini di
   beneficio di tesoreria), più favorevole al contribuente che l'esclusione di
   principio del diritto a deduzione. Tuttavia, quando l'uso privato supera il
   90% dell'uso complessivo, il vantaggio di tesoreria diventa insignificante,
   considerando che l'impresa non utilizza praticamente mai il bene o servizio
   di cui si tratta.
2. Sul termine della deroga
   I servizi della Commissione sono del parere che è opportuno fissare un
   termine certo di scadenza della deroga affinché se ne possa fare un bilancio
   alla scadenza, in particolare alla luce dello stato dei lavori in sede
   comunitaria sulla proposta di dodicesima direttiva IVA e dell'applicazione
   che ne   sarà stata    fatta. La deroga potrebbe    dunque, fatte    salve le
   osservazioni   che  seguono,  essere  prorogata  a  titolo   temporaneo   fino
   all'adozione della dodicesima direttiva IVA, purché essa abbia luogo prima
   del 31 dicembre 1996. In caso contrario la deroga dovrebbe comunque cessare
   il 31 dicembre 1996.
3» Sull'applicazione della deroga da parte della Francia
   1.1.L'applicazione della deroga agli enti locali suscita le osservazioni e
      gli interrogativi seguenti da parte dei servizi della Commissione:
           La Francia è stata autorizzata ad escludere dal diritto a deduzione
           dell'IVA di cui sono gravate le sole "spese relative a taluni beni e
           servizi quando la percentuale dell'utilizzazione privata di questi
           beni   e  servizi  è  superiore  al  90% della    loro   utilizzazione
           complessiva".
           I servizi della Commissione ritengono che l'uso parziale di un bene
           da parte di un ente locale ai fini di un'attività in un settore non
           soggetto all'imposta ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5 della
           sesta direttiva non può essere considerato come un uso privato ai
           sensi dell'articolo 6, paragrafo 2 di detta direttiva. In questi
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           casi   non   si   ha   neppure   un  uso   per   fini   estranei    all'attività
           dell'ente    locale    in quanto    lo scopo dell'ente       locale   è   appunto
           quello    di    realizzare     operazioni     di    competenza     dell'autorità
           pubblica.
           In realtà si deve considerare che l'ente locale usa in parte i beni
           in   questione     per   operazioni    di   un    "settore    non   assoggettato
           all'imposta".
           I   servizi    della    Commissione    osservano     che   a  rigore    la  sesta
           direttiva prevede solo la facoltà di tassare "la destinazione di un
           bene da parte di un soggetto passivo ad un settore di attività non
           assoggettato", caso che si presenta quando viene effettuata una
           cessione del bene a sé stessi. In caso di destinazione all'uso in un
           settore non soggetto all'imposta la sesta direttiva non prevede né a
           titolo    facoltativo     né   a   titolo   obbligatorio      una   disposizione
           parallela    a   quella    dell'articolo 5,    paragrafo 7,     lettera b)    che
           possa essere applicata alla prestazione di servizi a sé stessi.
           In tal caso è incontestabile che gli enti locali debbano essere
           trattati come soggetti passivi a pieno titolo e che quando destinano
           in parte beni o servizi all'uso in un settore non assoggettato tale
           uso   debba    essere    tassato,    qualora   in    precedenza    essi   abbiano
           usufruito del diritto a deduzione per i beni e servizi in questione.
           A tal fine occorrerebbe che gli Stati membri accettino di assimilare
           questo tipo di uso ad un uso a fini estranei all'impresa ai sensi
           dell'articolo 6,        paragrafo 2      della      sesta    direttiva.      Tale
           assimilazione potrebbe essere decisa dal Comitato IVA.
           I  servizi    della    Commissione    propongono     dunque  di   modificare   il
           dispositivo giuridico della deroga concessa alla Francia affinché
           sia debitamente precisato che essa copre anche il tipo di uso ora
           trattato: la Francia sarebbe quindi autorizzata               a "escludere dal
           diritto    alla    deduzione   dell'IVA    di   cui    sono  gravate    le  spese
           relative a taluni beni e servizi quando la percentuale dell'uso per
           i  bisogni    di    un  settore   d'attività    non    soggetto   all'imposta   è
           superiore al 90% del loro uso complessivo".
A' 2. Più in generale, i servizi della Commissione rilevano che la Francia
      applica in modo assai estensivo la deroga autorizzata, nel senso che la
      applica non appena l'uso a fini non professionali supera il 90% dell'uso
      complessivo. L'articolo 1 della decisione della Commissione che autorizza
      la deroga fa riferimento solo al caso in cui l'uso privato è superiore al
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90% dell'uso complessivo: la deroga non comprende dunque espressamente
gli altri usi diversi da quello della destinazione all'utilizzazione
privata del soggetto passivo o del suo personale. Essa non comprende, fra
l'altro, i casi di uso privato da parte di un terzo estraneo all'impresa.
I servizi della Commissione/ tenendo a che sia assicurata la neutralità
dell'IVA e considerando opportuno evitare che vi sia un consumo non
soggetto all'imposta, propongono a tal fine di migliorare il dispositivo
giuridico della deroga ristabilendo un parallelismo con l'articolo 6,
paragrafo 2 della sesta direttiva che, salvo deroga espressa, dovrebbe
essere applicato in tutti i suoi elementi. In questo modo la deroga
potrebbe scattare in tutti 1 casi in cui vi è comunque un uso a fini
estranei all'impresa.
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                         Proposta di
                   DECISIONE DEL CONSIGLIO
che autorizza la Repubblica francese ad applicare una misura
     di deroga all'articolo 17, paragrafo 2 della sesta
     direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione
       delle legislazioni degli Stati membri relative
              alle imposte sulla cifra d'affari
 ---pagebreak---                                     SIS>
                                       RELAZIONE
1. Con lettera registrata presso il Segretariato generale della Commissione il
   22 ottobre 1992 il governo della Repubblica francese ha presentato domanda
   di proroga della deroga ad essa precedentemente concessa per una durata
   limitata con la decisione 89/488/CEE del Consiglio del 28 luglio 1989               ^K
   Detta   decisione   è   stata  adottata  a   norma  dell'articolo 27     della   sesta
   direttiva IVA ^ ^ al fine di evitare frodi ed evasioni fiscali.
   La suddetta deroga all'articolo 17, paragrafo 2 della sesta direttiva IVA
   consiste nell'escludere totalmente dal diritto a deduzione l'IVA che grava
   sulle spese relative a beni e servizi che vengono utilizzati a fini privati
   per oltre il 90% del loro uso complessivo.
2. La decisione del Consiglio autorizza l'applicazione           della deroga fino al
   31 dicembre   1992. L'articolo     2  prevede   che   la  Commissione    presenti    al
   Consiglio,     prima     della    scadenza     della     deroga,    una     relazione
   sull'applicazione     della deroga   stessa, accompagnata      se del   caso da una
   proposta di decisione del Consiglio intesa ad autorizzarne la proroga.
3. A sostegno della domanda di proroga il governo della Repubblica francese fa
   presente che in futuro la deroga in questione potrebbe risultare applicabile
   più   spesso   in   quanto    le  operazioni   di   un   certo   numero    di   liberi
   professionisti    - avvocati, procuratori, traduttori, interpreti di lingue
   straniere, sportivi, autori ed artisti - sono dal 1991, conformemente alla
   diciottesima direttiva IVA ' ', soggette all'imposta e non più esenti. Si
   tratta   di  operatori     che,  proprio   a   causa   del   carattere    della   loro
   professione, utilizzano correntemente i beni dell'impresa nell'ambito della
   loro vita privata. Se la deroga non esistesse, l'uso privato di questi beni
   dovrebbe essere soggetto ad un controllo fiscale per tutta la loro durata e
   dovrebbe comunque dar luogo ad un tassazione della prestazione resa dal
(1)GU n. L 239 del 16.8.1989, pag. 22
(2)GU n. L 145 del 30.12.1977, pag. 1
(3)GU n. L 226 del 3.8.1989, pag. 21
 ---pagebreak---    proprietario a sé stesso quando questi li utilizza appunto a suo privato
   beneficio. La base imponibile di questa prestazione sarebbe difficile da
   calcolare e da far accettare al contribuente.
   Cosi  stando   le   cose,   sembra  opportuno  rifiutare  qualsiasi   diritto  a
   deduzione piuttosto che tassare una prestazione di servizi a sé medesimi, in
   particolare per prevenire frodi ed evasioni che sarebbero in tal caso assai
   facili.
   Tuttavia la relazione della Commissione sull'applicazione della deroga nel
   periodo   1990-1992   dimostra   che  è  opportuno  modificare   il  dispositivo
   giuridico della deroga affinché sia certo che essa si estende agli enti
   locali  e   a  tutti   i  tipi  possibili  di  utilizzazione   a  fini  estranei
   all'impresa. La proposta di decisione elaborata        dalla Commissione   fissa
   anche un termine certo alla proroga della deroga affinché fra quattro anni
   si possa fare un nuovo bilancio della sua applicazione.
4. La Commissione ha informato gli altri Stati membri della domanda francese di
   proroga con lettera del 20 novembre 1992.
 ---pagebreak---                                        Proposta di
                                 DECISIONE DEL CONSIGLIO
            che autorizza la Repubblica francese ad applicare una misura
                  di deroga all'articolo 17, paragrafo 2 della sesta
                   direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione
                     delle legislazioni degli Stati membri relative
                            alle imposte sulla cifra d'affari
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio            1977, in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle
imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto:
base imponibile uniforme ' ', modificata da ultimo dalla direttiva 91/680/CEE
del Consiglio del 16 dicembre 1991 in vista della soppressione delle frontiere
        <2)
fiscali     ,
vista la proposta della Commissione unita alla sua relazione sull'applicazione
da parte della Francia della decisione del Consiglio 89/488/CEE del 28 luglio
1989,
considerando    che   in  conformità   dell'articolo  27, paragrafo 1   della  sesta
direttiva 77/388/CEE il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della
Commissione, può autorizzare ogni Stato membro a introdurre misure particolari
di  deroga    a  detta   direttiva,   allo  scopo  di  semplificare  la  riscossione
dell'imposta o di evitare talune frodi o evasioni fiscali;
considerando che la Francia, con lettera registrata presso          il segretariato
generale della Commissione il 22 ottobre 1992, ha chiesto di essere autorizzata
a prorogare l'applicazione della deroga concessa in precedenza per una durata
(1)    GU n. L 145 del 13.6.1977, pag. 1
(2)    GU n. L 376 del 31 dicembre 1991, pag. 1
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limitata con la decisione del Consiglio 89/488/CEE del 28 luglio 1989 ^ï             ai
sensi dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE;
considerando che la misura particolare in questione consiste nell'esclusione
totale del diritto a deduzione dell'IVA di cui sono gravate le spese relative a
beni e servizi quando la percentuale dell'uso privato di tali beni e servizi è
superiore   al 90% del loro uso complessivo, al fine di evitare di dover tassare
una prestazione    di servizi   a  sé medesimi    la cui base     imponibile   sarebbe
particolarmente difficile da determinare;
considerando   che detta misura    consente di evitare talune frodi o evasioni
fiscali e che comunque impedisce che si possa avere in taluni casi un consumo
non   tassato,   semplificando   nel   contempo   il   trattamento    IVA  di   talune
operazioni;
considerando    che  detta   misura   costituisce    una  deroga    all'articolo    17,
paragrafo 2 della sesta direttiva ai sensi del quale un soggetto passivo è
autorizzato & dedurre l'imposta che grava sui beni e servizi impiegati ai fini
delle sue operazioni soggette ad imposta;
considerando   che  detta misura    costituisce   altresì,    come  dimostrato    nella
relazione della Commissione sulla sua applicazione nel periodo 1990-1992, una
deroga all'articolo 6, paragrafo 2 della sesta direttiva ai sensi del quale è
obbligatoriamente assimilato ad una prestazione di servizi a titolo oneroso
 l'uso di un bene destinato all'impresa per l'uso privato del soggetto passivo o
per l'uso del suo personale o, più genealmente, per fini estranei all'impresa,
qualora   detto   bene   abbia   consentito   una    deduzione   totale   o   parziale
 dell'imposta sul valore aggiunto;
 considerando che la domanda di proroga di detta misura può essere accolta a
talune condizioni e previo adeguamento del relativo dispositivo giuridico,
 conformenente   alle   osservazioni    formulate   dalla   Commissione     sulla   sua
 applicazione nel periodo 1990^1992;
 considerando che la proroga di detta misura oltre il 31 dicembre 199£ necessita
 una  nuova  autorizzazione   del  Consiglio   sulla base    di  una   proposta   della
 Commissione, corredata di una relazione della Commissione sull'applicazione di
 detta autorizzazione;
 (3)    GD n. L 239 del 16.8.1989, pag. 22
 ---pagebreak--- considerando che la proroga temporanea di detta misura di deroga non influisce,
xn linea di principio, sull'importo dell'imposta da versare allo stadio del
consumo finale, tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 11, punto A,
paragrafo 1, lettera e) della direttiva 77/388/CEE che definiscono la base
imponibile delle prestazioni di servizi a sé medesimi di cui all'articolo 6,
paragrafo 2 di detta direttiva;
considerando inoltre òhe essa non avrà, in linea di principio, un'incidenza
negativa sulle risorse proprie delle Comunità europee provenienti dall'imposta
sul valere aggiunto;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati il 20 novembre
1992 della domanda di proroga della misura di deroga presentata dal governo
della Repubblica francese,
SA ADOTTATO LA PRESENZE DECISIONE:
 ---pagebreak---                                   Articolo 1
In deroga all'articolo 6, paragrafo 2 e all'articolo 17, paragrafo 2 della
sesta direttiva IVA 77/388/CEE del Consiglio, modificata da ultimo dalla
direttiva 91/680/CEE, la Repubblica francese è autorizzata, fino' al 31 dicembre
1996, ad escludere dal diritto alla deduzione dell'imposta sul valore aggiunto,
di cui sono gravate, le spese relative a taluni beni e servizi quando la
percentuale del loro impiego per l'uso privato del soggetto passivo o per l'uso
del suo personale o, più generalmente, a fini estranei alla sua impresa e
superiore al 90% del loro uso complessivo. Inoltre, fino al 31 dicembre 1996,
la Repubblica francese è autorizzata ad escludere dal diritto alla deduzione
dell'impesta sul valore aggiunto, di cui sono gravate, le spese relative a
taluni beni e servizi quando la percentuale del loro impiego per l'uso di un
settore d'attività non soggetta all'imposta è superiore al 90% del loro uso
complessivo.
                                   Articolo 2
Alla luce di una relazione della Commissione sull'applicazione
dell'autorizzazione di cui all'articolo 1, eventualmente corredata di una
proposta di decisione, il Consiglio stabilirà, deliberando sulla base di detta
proposta prima del 31 dicembre 1996, se l'autorizzazione debba essere
prorogata.
                                   Articolo 3
La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addì                                   Per il Consiglio
                              Il Presidente
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                                                              COM (92) 591 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                             09
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-618-IT-C
                                                             ISBN 92-77-51314-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo