CELEX: C2001/134/08
Language: it
Date: 2001-05-05 00:00:00
Title: Causa C-59/01: Ricorso del 12 febbraio 2001 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 134/4                   IT                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               5.5.2001
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundes-                   Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Spe-
finanzhof con ordinanza 14 dicembre 2000, nella causa                     cial Commissioners (Regno Unito), con ordinanza 6
Christoph-Dornier-Stiftung für Klinische Psychologie                      febbraio 2001, nella causa Océ van der Grinten NV contro
                     contro Finanzamt Gießen                                                Inland Revenue Commissioners
                           (Causa C-45/01)                                                            (Causa C-58/01)
                           (2001/C 134/06)                                                            (2001/C 134/07)
Con ordinanza 14 dicembre 2000, pervenuta nella cancelleria               Con ordinanza 6 febbraio 2001, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 2 febbraio 2001, nella causa Christoph-Dornier-            della Corte il 12 febbraio 2001, nella causa Océ van der
Stiftung für Klinische Psychologie contro Finanzamt Gießen, il            Grinten NV contro Inland Revenue Commissioners, lo Special
Bundesfinanzhof ha sottoposto alla Corte di giustizia delle               Commissioners (Regno Unito), ha sottoposto alla Corte di
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                     giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudi-
                                                                          ziali:
1)    Se nelle «operazioni strettamente connesse» all’ospedaliz-          1.     «Se, nelle circostanze esposte nell’ordinanza di rinvio,
      zazione ed alle cure mediche, ai sensi dell’art. 13,                       l’imposizione del 5 % (in prosieguo: la »imposizione del
      parte A, n. 1, lett. b), della direttiva 77/388/CEE (1),                   5 %) prevista dall’art. 10, n. 3, lett. a), punto ii),
      siano ricompresi trattamenti psicoterapici ambulatoriali,                  della UK/Netherlands Double Taxation Convention 1980
      effettuati da una fondazione (ente di pubblica utilità)                    (Convenzione sulla doppia imposizione tra Regno Unito
      avvalendosi di psicologici laureati propri dipendenti,                     e Paesi Bassi del 1980) costituisca una ritenuta alla
      autorizzati all’esercizio della professione in base all’Heil-              fonte sugli utili distribuiti dalla controllata alla società
      praktikergesetz (legge sulle professioni paramediche) ma                   capogruppo ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva del
      non autorizzati all’esercizio della professione medica.                    Consiglio 23 luglio 1990, 90/435/CEE (1) (in prosieguo:
                                                                                 la «direttiva»).
2)    Se lo status di «istituti della stessa natura debitamente
      riconosciuti», ai sensi dell’art. 13, parte A, n. 1, lett. b),      2.     Qualora l’imposizione del 5 % costituisca una ritenuta
      della direttiva 77/388/CEE, presupponga un procedimen-                     alla fonte, se la sua efficacia è mantenuta per effetto
      to di riconoscimento formale ovvero se il riconoscimento                   dell’art. 7, n. 2, della direttiva.
      possa essere insito in discipline diverse (ad esempio,
      nella disciplina dell’accollo dei costi da parte degli enti         3.     Qualora l’imposizione del 5 % fosse mantenuta solo per
      previdenziali), che si applichino quale disciplina comune                  effetto dell’art. 7, n. 2, della direttiva, se l’art. 7, n. 2, sia
      ad ospedali, centri terapeutici medici ed altri istituti.                  invalido per insufficienza di motivazione o per omessa
                                                                                 consultazione del CES e del Parlamento europeo, con la
                                                                                 conseguenza che non può conservare al Regno Unito il
      Se l’esenzione fiscale venga meno qualora gli enti previ-                  diritto di applicare l’imposta del 5 %.
      denziali non rimborsino ovvero rimborsino solo parzial-
      mente le spese relative ai trattamenti psicoterapici effet-
      tuati dai detti dipendenti della ricorrente.                        (1) Concernente il regime fiscale comune applicabile alle società
                                                                              madri e figlie di Stati Membri diversi (GU L 225 del 20.8.1990,
                                                                              pag. 6).
3)    Se, in considerazione della neutralità dell’imposta sul
      valore aggiunto, i trattamenti psicoterapici effettuati dalla
      ricorrente debbano considerarsi esenti da imposta atteso
      che gli psicoterapeuti di cui essa si avvale, ove avessero
      agito come lavoratori autonomi soggetti passivi d’impo-
      sta, avrebbero potuto eseguire le stesse prestazioni in
      esenzione d’imposta, ai sensi dell’art. 13, parte A, n. 1,
      lett. c), della direttiva 77/388/CEE.
                                                                          Ricorso del 12 febbraio 2001 contro la Repubblica italia-
                                                                          na, presentato dalla Commissione delle Comunità europee
4)    Se, ai fini dell’esenzione dall’imposta dei redditi derivanti
      dall’effettuazione di trattamenti psicoterapici, la ricorrente
      si possa richiamare all’art. 13, parte A, n. 1, lett. b) e c),                                  (Causa C-59/01)
      della direttiva 77/388/CEE.
                                                                                                     (2001/C 134/08)
(1) GU L 154, pag. 1.                                                     Il 12 febbraio 2001, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                          rappresentata dalla sig.ra Christina Tufvesson e dal sig. Antonio
                                                                          Aresu, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia
                                                                          delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica
                                                                          italiana.
 ---pagebreak--- 5.5.2001                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 134/5
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                   dello Stato membro ospitante. Per quanto riguarda la comuni-
                                                                              cazione di tali informazioni, in effetti, le imprese di assicurazio-
—     constatare che la Repubblica italiana è venuta meno                     ne operanti in Italia in regime di libero stabilimento o di libera
      agli obblighi derivanti dalla direttiva 92/49/CEE (1) del               prestazione di servizi devono rendere conto unicamente alle
      Consiglio, del 18 giugno 1992, che coordina le disposi-                 autorità competenti dello Stato membro d’origine.
      zioni legislative, regolamentari ed amministrative riguar-
      danti l’assicurazione diretta diversa dal l’assicurazione
      sulla vita e che modifica le direttive 73/239/CEE e                     Infine, ai sensi dell’ultima frase del comma 5-quater dell’art. 2
      88/357/CEE (terza direttiva assicurazione non vita), nella              del decreto 70, le imprese d’assicurazione operanti in Italia,
      misura in cui ha istituito e mantenuto in vigore un                     comprese quelle che svolgono le proprie attività in regime di
      sistema di blocco delle tariffe applicabile a tutti i contratti         libero stabilimento o di libera prestazione di servizi, sono
      d’assicurazione della responsabilità civile derivante della             tenute a contribuire al finanziamento e ai costi di gestione
      circolazione dei veicoli a motore, relativi a un rischio                della banca dati istituita dal decreto stesso. Una tale esigenza è
      situato sul territorio italiano, senza distinzione fra le               legata agli obblighi di informazione all’ISVAP previsti dall’art. 2
      compagnie d’assicurazione che hanno sede in Italia e le                 del decreto, obblighi che sono contrari all’art. 44 della direttiva.
      imprese d’assicurazione che vi svolgono le proprie attività             Di conseguenza, quest’obbligo di contributo al finanziamento
      tramite succursali o in regime di libera prestazione dei                della banca dati imposto alle imprese che operano in regime
      servizi, in violazione:                                                 di libero stabilimento o di libera prestazione di servizi sul
                                                                              territorio italiano è anch’esso chiaramente contrario al diritto
      a)    del principio della libertà tariffaria e dell’abolizione          comunitario.
            dei controlli preventivi o sistematici delle tariffe e
            dei contratti, di cui agli artt. 6, 29, e 39 della predetta
            direttiva;                                                        (1) GU L 228 del 11.8.1992, pag. 1.
      b)    delle disposizioni di cui all’art. 44 della stessa
            direttiva, relativa al regime riguardante la raccolta di
            informazione sull’importo dei premi, dei sinistri e
            delle commissioni, sulla frequenza e il costo medio
            dei sinistri, e gli scambi fra le autorità di controllo
            dello Stato membro d’origine e quelle dello Stato
            membro ospitante;
                                                                              Ricorso proposto il 12 febbraio 2001 (telefax 9 febbraio
—     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
                                                                              2001) dalla sig.ra Anna Maria Campogrande avverso la
      spese processuali.
                                                                              sentenza pronunciata il 7 dicembre 2000 dalla Quarta
                                                                              Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità
Motivi e principali argomenti                                                 europee nella causa T-136/98, tra la sig.ra A.M. Campo-
                                                                                   grande e la Commissione delle Comunità europee
La Commissione considera che:
                                                                                                       (Causa C-62/01 P)
Il congelamento delle tariffe e di taluni elementi dell’offerta
commerciale, nonché l’imposizione a tutte le imprese di                                                 (2001/C 134/09)
assicurazione operanti nel ramo RC auto di stipulare contratti
anche nella formula tariffaria bonus-malus con franchigia
assoluta, per un importo non inferiore a 500 000 ITL e non                    Il 12 febbraio 2001 (telefax 9 febbraio 2001) la sig.ra
superiore a 1 000 000 di ITL, devono essere considerati come                  A.M. Campogrande, rappresentata dall’avv. Anne Krywin, con
misure incompatibili con il principio di libertà tariffaria sancito           domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla
dagli artt. 6, 29,e 39, della direttiva 92/49/CEE. Gli assicuratori           Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
che stipulano contratti che coprono un rischio situato sul                    sentenza pronunciata il 7 dicembre 2000 dalla Quarta Sezione
territorio italiano non hanno il diritto di fissare liberamente               del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella
questi elementi della loro offerta commerciale. Questa restri-                causa T-136/98, tra la sig.ra A.M. Campogrande e la Commis-
zione alla libertà tariffaria non appare giustificata.                        sione delle Comunità europee.
I commi da 5-bis a 5-quinquies dell’art. 2 del decreto 70 del                 La ricorrente conclude che la Corte voglia:
28 marzo 2000, che conferiscono all’ISVAP (l’Istituto per la
vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) la
competenza a vigilare sulle imprese di assicurazione esercenti                dichiarare il presente ricorso ricevibile e fondato;
il ramo dell’«assicurazione obbligatoria veicoli a motore» per
quanto riguarda le misure di cui ai commi 2-4 dello stesso
articolo, sono incompatibili con il regime previsto all’artico-               di conseguenza,
lo 44 della direttiva, riguardante la raccolta di informazioni
sull’importo dei premi, dei sinistri e delle commissioni, sulla               —     annullare la sentenza T-136/98 emessa dal Tribunale di
frequenza e il costo medio dei sinistri, e gli scambi fra le                        primo grado delle Comunità europee il 7 dicembre 2000
autorità di controllo dello Stato membro d’origine e quello                         nella parte in cui considera: