CELEX: 52015PC0159
Language: it
Date: 2015-04-16
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione da adottare, a nome dell'Unione europea, nell'ambito del comitato per il controllo da parte dello Stato di approdo del Memorandum d'intesa di Parigi sul controllo da parte dello Stato di approdo

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		52015PC0159
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione da adottare, a nome dell'Unione europea, nell'ambito del comitato per il controllo da parte dello Stato di approdo del Memorandum d'intesa di Parigi sul controllo da parte dello Stato di approdo /* COM/2015/0159 final - 2015/0081 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Il regime dell'UE relativo al controllo da
parte dello Stato di approdo è definito nella direttiva 2009/16/CE[1] (modificata), che ha
rifuso e rafforzato la precedente normativa dell'UE in questo settore, in
vigore dal 1995. Il regime UE si basa sulla struttura preesistente del
Memorandum d'intesa di Parigi (PMOU) relativo al controllo delle navi da parte
dello Stato di approdo che esiste dal 1982. La direttiva 2009/16/CE
(modificata) comprende le procedure e gli strumenti del PMOU. Tutti gli Stati
marittimi membri dell'UE, nonché Canada, Russia, Islanda e Norvegia, sono
membri del PMOU. L'Unione europea non è un membro del PMOU.
A partire dal 1º gennaio 2011 è in vigore un
nuovo regime di ispezione (NIR) per il controllo da parte dello Stato di
approdo, sia nel quadro dell'UE che in quello del PMOU. Ai fini del
funzionamento del NIR è necessario prendere un certo numero di decisioni ogni
anno nel contesto del PMOU. Tali decisioni sono adottate per consenso nel corso
della riunione del "comitato per il controllo da parte dello Stato di
approdo" (PSCC) a maggio di ogni anno. In virtù della direttiva 2009/16/CE
le decisioni adottate dall'organismo competente del PMOU diventano vincolanti
per gli Stati membri dell'UE.
A norma dell'articolo 218,
paragrafo 9, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la
posizione da adottare a nome dell'Unione nelle organizzazioni internazionali
come il PMOU, se queste sono chiamate ad adottare atti aventi effetti giuridici,
deve essere adottata con decisione del Consiglio, su proposta della
Commissione.
Si propone di definire la posizione dell'UE
nell'ambito del PSCC secondo un approccio a due livelli. Una decisione del
Consiglio stabilisce i principi guida e gli orientamenti della posizione
dell'Unione su base pluriennale; successivamente tale posizione viene adeguata
per ogni riunione annuale del PSCC mediante documenti informali
("non-papers") della Commissione che sono discussi dal gruppo
"Trasporti marittimi" del Consiglio. La presente proposta è intesa a
definire la posizione dell'Unione nell'ambito del PSCC per il periodo
2015-2018. Essa è intesa inoltre a integrare i principi e gli orientamenti
della politica dell'Unione europea per migliorare la sicurezza marittima, la
prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo. La
posizione dell'Unione prende inoltre in considerazione le disposizioni del
trattato di Lisbona. 
La Commissione propone tale approccio in
ragione delle caratteristiche del processo decisionale del PMOU. Le regole
interne del PMOU stabiliscono la data ultima per la presentazione di tutti i
documenti da parte dei membri e della task force incaricata dell'elaborazione
di orientamenti e istruzioni a sei settimane prima della riunione PSCC. È solo
a questo punto che tutti i documenti sono disponibili e la Commissione può
iniziare la sua analisi in vista della preparazione di una proposta per una
posizione coordinata a livello dell'Unione a norma dell'articolo 218,
paragrafo 9, del TFUE, che deve quindi essere adottata dal Consiglio.
Poiché il tempo disponibile per tale analisi, per la preparazione della
proposta della Commissione e per l'adozione da parte del Consiglio è breve, la
procedura per la definizione annuale della posizione dell'Unione è riportata
nell'allegato II. La seguente decisione si riferisce al periodo 2015-2018.
2.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
La presente decisione si basa sul trattato sul
funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 100,
paragrafo 2, in combinato disposto con l'articolo 218,
paragrafo 9, che dispone che il Consiglio, su proposta della Commissione,
adotti una decisione che stabilisca le posizioni da adottare a nome dell'Unione
in un organo istituito da un accordo, se tale organo deve adottare atti che
hanno effetti giuridici. Ciò si applica alla posizione che dovrà essere
adottata dagli Stati membri, a nome dell'Unione, nell'ambito del PSCC del PMOU.

La direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato
di approdo (modificata) è la base giuridica che istituisce i principi che
devono essere rispettati dagli Stati membri nell'ambito del PSCC del PMOU. 
2015/0081 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla posizione da adottare, a nome
dell'Unione europea, nell'ambito del comitato per il controllo da parte dello
Stato di approdo del Memorandum d'intesa di Parigi sul controllo da parte dello
Stato di approdo
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 100, paragrafo 2, in combinato
disposto con l'articolo 218, paragrafo 9,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       È possibile migliorare
efficacemente la sicurezza (safety) marittima, la prevenzione dell'inquinamento
e le condizioni di vita e di lavoro a bordo riducendo drasticamente la presenza
nelle acque dell'Unione europea di navi inferiori alle norme, applicando
rigidamente le convenzioni, i codici e le risoluzioni internazionali. 
(2)       La responsabilità del
controllo della conformità delle navi alle norme internazionali in materia di
sicurezza (safety), della prevenzione dell'inquinamento e delle condizioni di
vita e di lavoro a bordo ricade principalmente sullo Stato di bandiera, mentre
è di competenza della compagnia della nave mantenerne le condizioni e le
dotazioni, dopo la visita di controllo, per conformarsi ai requisiti stabiliti
dalle convenzioni ad essa applicabili. In vari Stati di bandiera, tuttavia,
l'attuazione e l'applicazione delle norme internazionali sono risultate
gravemente carenti.
(3)       È pertanto necessario, come
seconda linea difensiva contro il trasporto marittimo inferiore alle norme, che
il controllo della conformità alle norme internazionali in materia di
sicurezza, prevenzione dell'inquinamento e condizioni di vita e di lavoro a
bordo sia garantito anche dagli Stati di approdo, pur riconoscendo che le
ispezioni di controllo da parte dello Stato di approdo non costituiscono una
visita di controllo e che le relative schede non sono certificati di
navigabilità. Un approccio armonizzato all'efficace applicazione di tali norme
internazionali da parte degli Stati membri costieri dell'UE nei confronti delle
navi che transitano in acque soggette alla loro giurisdizione e che utilizzano
i loro porti dovrebbe evitare distorsioni della concorrenza.
(4)       La direttiva 2009/16/CE[2] (modificata) definisce
il regime UE del controllo da parte dello Stato di approdo, riformulando e
consolidando la precedente normativa dell'UE in questo ambito, in vigore dal
1995. Il regime UE si basa sulla struttura preesistente del Memorandum d'intesa
di Parigi relativo al controllo delle navi da parte dello Stato di approdo,
un'organizzazione internazionale che esiste dal 1982. 
(5)       Per quanto riguarda gli Stati
membri dell'UE, la direttiva 2009/16/CE introduce efficacemente le procedure,
gli strumenti e le attività del PMOU relative al controllo dello Stato di
approdo nel campo di applicazione del diritto dell'UE. In virtù della direttiva
2009/16/CE le decisioni adottate dall'organismo competente del Memorandum
d'intesa di Parigi relativo al controllo delle navi da parte dello Stato di
approdo diventano vincolanti per gli Stati membri dell'UE.
(6)       Il comitato per il controllo
da parte dello Stato di approdo del Memorandum d'intesa di Parigi relativo al
controllo delle navi da parte dello Stato di approdo si riunisce ogni anno e,
nel corso delle sue deliberazioni, decide su una serie di punti all'ordine del
giorno necessari al funzionamento della direttiva 2009/16/CE. 
(7)       A norma
dell'articolo 218, paragrafo 9, del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, la posizione da adottare a nome dell'Unione nelle
organizzazioni internazionali, se queste sono chiamate ad adottare atti aventi
effetti giuridici, deve essere adottata con decisione del Consiglio, su
proposta della Commissione.
(8)       Le regole interne del PMOU
stabiliscono la data ultima per la presentazione di tutti i documenti da parte
dei membri e della task force incaricata dell'elaborazione di orientamenti e
istruzioni a sei settimane prima della riunione del PSCC. È solo a questo punto
che tutte i documenti sono disponibili e la Commissione può iniziare la sua
analisi in vista della preparazione di una proposta per una posizione
coordinata a livello dell'Unione secondo l'articolo 218, paragrafo 9,
del TFUE. Poiché il tempo disponibile per tale analisi e per l'adozione di una
proposta è breve, è necessario stabilire i principi guida e gli orientamenti
della posizione dell'Unione su base pluriennale, insieme al quadro per la
definizione annuale della posizione dell'Unione. 
(9)       La presente decisione si
riferisce al periodo 2015-2018,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
La
posizione che l'Unione europea deve adottare nell'ambito della riunione annuale
del comitato per il controllo da parte dello Stato di approdo del Memorandum
d'intesa di Parigi relativo al controllo delle navi da parte dello Stato di
approdo, se tale organismo deve adottare decisioni che hanno effetti giuridici,
figura nell'allegato I della presente decisione.
Articolo 2 
La
definizione annuale della posizione che l'Unione deve adottare nell'ambito
della riunione annuale del comitato per il controllo da parte dello Stato di
approdo del Memorandum d'intesa di Parigi relativo al controllo delle navi da
parte dello Stato di approdo si svolge in conformità all'allegato II della
presente decisione.
Articolo 3
La
posizione dell'Unione definita nell'allegato I della presente decisione viene
valutata e, se del caso, riveduta dal Consiglio su proposta della Commissione,
al più tardi entro la data della riunione annuale del comitato per il controllo
da parte dello Stato di approdo del Memorandum d'intesa di Parigi relativo al
controllo delle navi da parte dello Stato di approdo del 2018.
Articolo 4
La presente decisione entra in vigore il …
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               Direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato di
approdo (rifusione) (GU L 131 del 28.5.2009, pag. 57).
[2]               GU L 131 del 28.5.2009, pag. 57.
ALLEGATO
Posizione dell'Unione nell'ambito del
Memorandum d'intesa di Parigi sul controllo da parte dello Stato di approdo
alla
Proposta di decisione del Consiglio
relativa alla posizione da adottare,
a nome dell'Unione europea, nell'ambito del comitato per il controllo da parte
dello Stato di approdo del Memorandum d'intesa di Parigi sul controllo da parte
dello Stato di approdo
Principi ispiratori
Nel quadro del Memorandum d'intesa di Parigi
sul controllo da parte dello Stato di approdo ("PMOU"), l'Unione:
a)           agisce in conformità agli obiettivi
perseguiti dall'Unione, in particolare per migliorare la sicurezza (safety)
marittima, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro
a bordo riducendo drasticamente la presenza di navi inferiori alle norme,
applicando rigidamente le convenzioni e i codici internazionali;
b)           promuove l'attuazione di un
approccio armonizzato da parte dei membri del PMOU per l'applicazione efficace
di tali norme internazionali relative alle navi che transitano in acque
soggette alla loro giurisdizione e che utilizzano i loro porti; 
c)           lavora insieme ai membri del PMOU
per il raggiungimento di un regime di ispezione globale e per un'equa
ripartizione dell'onere delle ispezioni, in particolare mediante l'adozione
dell'impegno di ispezione annuale elaborato in conformità alla metodologia
concordata di cui all'allegato 11 del PMOU; 
d)           lavora nell'ambito del memorandum
per promuovere l'assunzione, il mantenimento e la formazione da parte dei
membri del PMOU del personale necessario, ispettori qualificati inclusi,
tenendo conto del volume e delle caratteristiche del traffico marittimo di ogni
porto;
e)           assicura che le misure adottate
nell'ambito del PMOU siano coerenti con il diritto internazionale, e in
particolare con le convenzioni e i codici internazionali relativi alla
sicurezza (safety) marittima, alla prevenzione dell'inquinamento e alle
condizioni di vita e di lavoro a bordo;
f)            promuove lo sviluppo di approcci
comuni con gli altri organismi incaricati del controllo da parte dello Stato di
approdo;
g)           assicura la coerenza con le altre
politiche dell'Unione in particolare nell'ambito delle relazioni esterne, la
sicurezza, l'ambiente, ecc.
Orientamenti
L'Unione si adopera per sostenere l'adozione
delle seguenti azioni da parte del PMOU:
1.                      
Al fine di assicurare il regolare funzionamento del
regime dell'UE per il controllo da parte dello Stato di approdo in conformità
alla direttiva 2009/16/CE:
a)      sono utilizzati i seguenti elementi del
profilo di rischio della nave per identificare le navi da ispezionare: 
1)      le liste bianca, grigia e nera degli
Stati di bandiera secondo la formula sviluppata dal PMOU e di cui all'allegato
al regolamento (UE) n. 801/2010 della Commissione, del 13 settembre 2010,
recante attuazione dell'articolo 10, paragrafo 3, della direttiva
2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i criteri
dello Stato di bandiera[1];

2)      l'elenco delle prestazioni per gli
organismi riconosciuti in conformità alla metodologia adottata dal PSCC nel
corso del PSCC 37 di maggio 2004 (punto 4.5.2 all'ordine del giorno);
3)      il tasso medio di carenze e di fermi per
la formula di efficienza delle compagnie di navigazione, sulla base
dell'allegato al regolamento (UE) n. 802/2010 della Commissione, del 13
settembre 2010, recante attuazione dell'articolo 10, paragrafo 3, e
dell'articolo 27 della direttiva 2009/16/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio per quanto riguarda l'efficienza delle compagnie di navigazione[2], come modificato.
b)      assicura che tutte le modifiche o gli
aggiornamenti alle procedure e gli orientamenti del PMOU siano coerenti con gli
obiettivi perseguiti dall'Unione, in particolare per migliorare la sicurezza
marittima, la prevenzione dell'inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro
a bordo.
2.                      
Provvede, nel medio termine all'elaborazione di un
metodo alternativo per redigere le liste bianca, grigia e nera degli Stati di
bandiera al fine di aumentarne l'equità, in particolare per quanto riguarda gli
Stati di bandiera che hanno flotte di modesta entità.
[1]               GU L 241 del 14.9.2010, pag. 1.
[2]               GU L 241 del 14.9.2010, pag. 4.
ALLEGATO
Definizione annuale della posizione che
l'Unione deve adottare nell'ambito del comitato per il controllo da parte dello
Stato di approdo del Memorandum d'intesa di Parigi sul controllo da parte dello
Stato di approdo
alla
Proposta di decisione del Consiglio
relativa alla posizione da adottare,
a nome dell'Unione europea, nell'ambito del comitato per il controllo da parte
dello Stato di approdo del memorandum d'intesa di Parigi sul controllo da parte
dello Stato di approdo
Prima di ciascuna riunione annuale del
comitato per il controllo da parte dello Stato di approdo (PSCC) del Memorandum
d'intesa di Parigi sul controllo da parte dello Stato di approdo, vengono prese
le misure necessarie affinché la posizione che deve essere espressa a nome dell'Unione
tenga conto di tutte le informazioni pertinenti trasmesse alla Commissione
europea nonché di qualsiasi documento da discutere che rientri nelle competenze
dell'UE in base ai principi guida e agli orientamenti che figurano
nell'allegato I.
A tal fine e sulla base di tali informazioni,
i servizi della Commissione trasmettono al Consiglio o ai suoi organi
preparatori, con sufficiente anticipo prima della riunione del PSCC, un
documento preparatorio contenente i dettagli della posizione da esprimere a nome
dell'Unione, per esame e approvazione.
La posizione dell'Unione proposta nel
documento preparatorio si considera approvata, a meno che un numero di Stati
membri equivalente alla minoranza di blocco non vi si opponga durante una
riunione dell'organo preparatorio del Consiglio, oppure entro venti giorni dal
ricevimento del documento preparatorio, se questa scadenza è più ravvicinata.
In caso di opposizione, la questione è sottoposta al Consiglio.