CELEX: 51995PC0227
Language: it
Date: 1995-07-26
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa a regole comuni per lo sviluppo dei servizi postali comunitari e al miglioramento della qualità del servizio

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51995PC0227

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa a regole comuni per lo sviluppo dei servizi postali comunitari e al miglioramento della qualità del servizio  /* COM/95/227 DEF - COD 95/0221 */  

Gazzetta ufficiale n. C 322 del 02/12/1995 pag. 0022

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del  Consiglio relativa a regole comuni per lo sviluppo dei servizi postali comunitari e al  miglioramento della qualità del servizio (95/C 322/10) COM(95) 227 def. - 95/0221(COD) (Presentata dalla Commissione il 22 novembre 1995) IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2,  l'articolo 66 e l'articolo 100 A, vista la risoluzione del Parlamento europeo del 22 gennaio 1993, concernente il Libro verde sullo  sviluppo del mercato unico dei servizi postali (1), vista la risoluzione del Consiglio, del 7 febbraio 1994, sullo sviluppo dei servizi postali  comunitari (2), vista la proposta della Commissione, visto il parere del Comitato economico e sociale, visto il parere del Comitato delle regioni, 1. considerando che è necessario adottare le misure per creare un mercato unico conformemente  all'articolo 7 A del trattato; che il mercato unico comporta uno spazio senza frontiere interne nel  quale è garantita la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali; 2. considerando che la creazione di un mercato unico nel settore postale è importante per  l'economia e per la coesione economica e sociale della Comunità, poiché i servizi postali  rappresentano uno strumento essenziale di comunicazione e scambio; 3. considerando che la Commissione ha presentato, l'11 giugno 1992, un Libro verde sullo sviluppo  del mercato unico dei servizi postali e il 2 giugno 1993, una comunicazione sulle linee direttrici  per lo sviluppo dei servizi postali comunitari; 4. considerando che la Commissione ha proceduto ad un'ampia consultazione pubblica sugli aspetti  dei servizi postali che presentano un interesse a livello comunitario; 5. considerando che l'attuale dimensione del servizio postale universale e le condizioni in cui  esso viene prestato variano fortemente da uno Stato membro all'altro; che, in particolare, i  risultati in termini di qualità del servizio nei vari Stati membri risultano molto diseguali; 6. considerando che i collegamenti postali transfrontalieri non sempre sono tali da soddisfare le  attese degli utilizzatori e dei cittadini europei; che i risultati dei servizi postali  transfrontalieri comunitari, in termini di qualità, sono oggi particolarmente insoddisfacenti; 7. considerando che le disparità constatate nel settore postale presentano importanti implicazioni  per quei settori di attività che dipendono in modo specifico dai servizi postali e rappresentano un  freno alla coesione interna della Comunità, poiché le regioni che non possono usufruire di servizi  postali di qualità soddisfacente si trovano in posizione sfavorevole tanto per quel che riguarda i  loro invii di corrispondenza che per quanto riguarda la distribuzione di merci; 8. considerando che è sin da ora necessario fissare delle misure che permettano un'apertura  progressiva del mercato ed un giusto equilibrio nell'applicazione di tali disposizioni, in modo da  garantire in tutto il territorio comunitario, nel rispetto degli obblighi e dei diritti dei  prestatori del servizio universale, la libera prestazione di servizi nel settore postale stesso; 9. considerando che è necessaria un'azione a livello comunitario tendente ad una maggiore  armonizzazione delle condizioni che regolano il settore postale, e che di conseguenza è necessario  fissare regole comuni; 10. considerando che, in base al principio di sussidiarietà, è necessario stabilire a livello  comunitario un quadro di principi generali, ma che la definizione di modalità specifiche è un  compito che incombe agli Stati membri, i quali potranno scegliere il regime più adatto alla loro  situazione particolare; 11. considerando che è essenziale garantire, a livello dell'Unione europea, un servizio universale  postale equivalente a un insieme minimo di servizi di buona qualità che devono essere forniti in  ciascuno Stato membro ad un prezzo accessibile a tutti gli utenti, indipendentemente dalla loro  localizzazione geografica nella Comunità. 12. considerando che l'obiettivo del servizio universale è quello di consentire a tutti gli utenti  un accesso agevole alla rete postale offrendo, in particolare, un numero sufficiente di punti di  contatto fissi e condizioni soddisfacenti per quanto riguarda la frequenza della raccolta e della  distribuzione; che il servizio universale deve essere fornito nel rispetto delle esigenze  fondamentali per garantire un funzionamento continuo e adattarsi alle necessità degli utenti,  garantendo loro un trattamento equo e non discriminatorio; 13. considerando che il servizio universale deve comprendere i servizi nazionali e i servizi  transfrontalieri; 14. considerando che gli utenti del servizio universale devono essere adeguatamente informati della  gamma dei servizi proposti, delle modalità della prestazione e dell'utilizzazione nonché delle  tariffe relative; 15. considerando che il mantenimento della possibilità di riservare taluni servizi, nel rispetto  delle norme del trattato e fatta salva l'applicazione delle norme di concorrenza, appare  giustificato dalla necessità di consentire il funzionamento del servizio universale in condizioni  di equilibrio finanziario; 16. considerando che gli oggetti di corrispondenza di peso uguale o superiore a 350 grammi  rappresentano per l'organismo postale pubblico meno del 2 % del volume e del 3 % delle entrate sul  totale dei servizi di trattamento della corrispondenza; che il criterio del prezzo (5 volte la  tariffa di base) consentirà di meglio separare il servizio riservato dal servizio di posta  espressa, già liberalizzato; 17. considerando che è opportuno escludere dal numero dei servizi riservati la pubblicità diretta  per corrispondenza, un segmento distinto nel mercato postale che in media, nella Comunità,  rappresenta per l'organismo postale pubblico il 17 % del volume e il 12 % delle entrate sul totale  dei servizi di trattamento della corrispondenza; che il mantenimento di questo servizio nel settore  riservato può tuttavia essere giustificato fino al 31 dicembre 2000, qualora ciò si riveli  necessario per l'equilibrio finanziario del prestatore del servizio universale; che, entro il 30  giugno 1998, la Commissione deciderà sull'opportunità di rinviare la liberalizzazione ad una data  ulteriore, tenendo conto degli sviluppi (in particolare economici, sociali e tecnologici)  intervenuti nel settore fino a quella data e dell'equilibrio finanziario del prestatore o dei  prestatori del servizio universale; 18. considerando che è opportuno escludere dai servizi che possono essere riservati la  distribuzione della posta transfrontaliera in entrata che in media, nella Comunità, rappresenta per  l'organismo postale pubblico il 4 % del volume e il 3 % delle entrate sul totale dei servizi di  trattamento della corrispondenza; che il mantenimento di questo servizio nel settore riservato può  tuttavia essere giustificato fino al 31 dicembre 2000, qualora ciò si riveli necessario per  l'equilibrio finanziario del prestatore del servizio universale; che, entro il 30 giugno 1998, la  Commissione deciderà sull'opportunità di rinviare la liberalizzazione ad una data ulteriore,  tenendo conto degli sviluppi (in particolare economici, sociali e tecnologici) nel settore fino a  quella data e dell'equilibrio finanziario del prestatore o dei prestatori del servizio universale; 19. considerando che è previsto un riesame globale della portata del settore riservato entro il  primo semestre dell'anno 2000. 20. considerando che, per ragioni di ordine pubblico e di pubblica sicurezza, gli Stati membri  possono avere un interesse legittimo ad affidare ad uno o più organismi direttamente designati la  collocazione delle cassette postali destinate a raccogliere gli oggetti postali sulla via pubblica,  e che per le stesse ragioni hanno il diritto di scegliere l'organismo (o gli organismi) autorizzati  ad emettere francobolli recanti la denominazione del paese; 21. considerando che i servizi speciali, ad esempio il servizio espresso (caratterizzato non solo  da una maggiore rapidità ed affidabilità nella raccolta, nel trasporto e nella distribuzione della  posta ma anche dal fatto che garantisce tutte o parte di queste prestazioni supplementari: garanzia  di consegna entro una data ben definita, raccolta a domicilio, consegna direttamente al  destinatario, possibilità di cambiare la destinazione ed il destinatario durante il trattamento,  conferma al mittente dell'avvenuta consegna, controllo degli invii, trattamento personalizzato dei  clienti e fornitura di un servizio su misura in funzione delle esigenze), i nuovi servizi (distinti  dai servizi tradizionali) e lo scambio di documenti non fanno parte del servizio universale e che  non vi è quindi ragione per riservarli ai prestatari del servizio universale; che quanto detto vale  anche per l'autoprestazione (cioè l'assunzione del compito di effettuare i servizi postali da parte  di una persona fisica o giuridica che è all'origine degli oggetti di corrispondenza, oppure  l'assunzione del compito di effettuare la raccolta e l'inoltro di tali oggetti da parte di un terzo  che agisce esclusivamente in nome di questa persona), che non rientra nella categoria dei servizi; 22. considerando che gli Stati membri debbono avere la possibilità di regolamentare sul rispettivo  territorio, mediante procedure di dichiarazione, la fornitura dei servizi postali non riservati ai  prestatari del servizio universale; che queste procedure debbono essere trasparenti e non  discriminatorie; 23. considerando che gli Stati membri debbono avere la possiblità di subordinare, se opportuno, la  concessione delle licenze a obblighi di servizio universale o a contributi finanziari a un fondo di  compensazione destinato a compensare i prestatori del servizio universale per l'onere finanziario  eccessivo che grava su di essi a causa della fornitura di tale servizio; che gli Stati membri  debbono avere la possibilità di includere nelle autorizzazioni l'obbligo che le attività  autorizzate non incidano abusivamente sui diritti esclusivi e speciali concessi al prestatore o ai  prestatori del servizio universale per i servizi postali riservati; che si può prevedere  l'introduzione di un sistema di identificazione della pubblicità diretta per corrispondenza per  ragioni di controllo a partire dal momento in cui questa sarà liberalizzata; 24. considerando che può risultare necessario armonizzare in futuro, a livello comunitario, le  procedure di autorizzazione stabilite dagli Stati membri - sempre e quando siano necessarie - per  l'offerta commerciale al pubblico dei servizi postali non riservati ai prestatori del servizio  universale; 25. considerando che può risultare necessario armonizzare in futuro a livello comunitario le  condizioni di accesso alla rete postale pubblica degli Stati membri; 26. considerando che, per garantire una corretta gestione del servizio universale ed evitare  distorsioni della concorrenza, le tariffe applicate per il servizio universale debbono essere  obiettive, trasparenti, non discriminatorie e correlate ai costi; 27. considerando che il prestatore del servizio universale del paese di arrivo della posta  transfrontaliera deve ricevere una remunerazione che copra i suoi costi; che questa remunerazione  deve anche rappresentare uno stimolo a migliorare la qualità del servizio transfrontaliero  comunitario; 28. considerando che, per introdurre criteri di trasparenza nei costi dei differenti servizi e per  impedire che sovvenzioni incrociate dal settore riservato al settore non riservato possano alterare  le condizioni di concorrenza in questo ultimo settore, è necessaria una separazione contabile tra  servizi riservati e servizi non riservati; 29. considerando che si deve prendere in considerazione l'interesse degli utenti che hanno diritto  a servizi di buona qualità; che sono quindi necessari interventi tesi a ravvicinare e migliorare la  qualità dei servizi forniti a livello comunitario; che per questo miglioramento della qualità è  necessario che gli Stati membri fissino adeguate norme per i servizi che compongono il servizio  universale, norme che i prestatori del servizio universale devono soddisfare od eventualmente  superare; 30. considerando che la qualità dei servizi qual è percepita dagli utenti rappresenta un aspetto  essenziale del servizio fornito e che le norme di valutazione di tale qualità di servizio e i  livelli di qualità oggettivamente raggiunti debbono essere resi pubblici nell'interesse degli  utenti stessi; che è necessario disporre di norme armonizzate della qualità del servizio e di  metodi di misura comuni in modo da potere valutare la convergenza della qualità del servizio su  scala comunitaria; 31. considerando che le norme di qualità nazionali devono essere definite dagli Stati membri in  armonia con le norme di qualità comunitarie; che quelle relative ai flussi transfrontalieri  intracomunitari (che implicano l'attività di almeno due prestatori del servizio universale di due  diversi Stati membri) devono essere definite a livello comunitario; 32. considerando che il rispetto di queste norme deve essere verificato regolarmente, in modo  indipendente e su una base armonizzata e che gli utenti devono avere il diritto di essere informati  dei risultati di tali controlli; 33. considerando che agli esercenti postali si applica la direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5  aprile 1993, relativa alle clausole abusive nei contratti conclusi con i consumatori (3); 34. considerando che il miglioramento della qualità dei servizi prestati presuppone che le  eventuali controversie siano risolte in modo rapido ed efficiente; che, oltre ai mezzi di ricorso  messi a disposizione dal diritto nazionale e comunitario, è opportuno prevedere una procedura  semplificata di conciliazione; che tale procedura deve essere flessibile, poco onerosa, trasparente  e consentire la partecipazione di tutte le parti interessate; 35. considerando che i progressi nell'interconnessione delle reti postali e l'interesse degli  utenti richiedono l'incentivazione della normalizzazione tecnica; che l'armonizzazione tecnica è  indispensabile per promuovere l'interfunzionalità fra le reti nazionali e, di conseguenza, un  servizio universale comunitario efficiente ed efficace; che gli utilizzatori debbono essere  attivamente consociati al processo di armonizzazione delle norme tecniche; 36. considerando che l'elaborazione dettagliata di tali norme tecniche armonizzate dev'essere  progressiva; che le linee direttrici in materia di armonizzazione europea consentono di affidare  tali attività specializzate di normalizzazione tecnica al Comitato europeo di normalizzazione; 37. considerando che le future attività di elaborazione delle misure relative alla qualità del  servizio transfrontaliero comunitario e la normalizzazione tecnica devono essere predisposte sotto  la responsabilità della Commissione, assistita dagli Stati membri su consultazione delle parti  interessate, in particolare delle associazioni dei consumatori, con l'ausilio di un comitato  appositamente istituito; 38. considerando che, per il buon funzionamento del servizio universale e per non distorcere la  concorrenza nel settore non riservato, è necessario separare le funzioni di regolamentazione da  quelle di gestione; che nessun esercente postale deve essere al tempo stesso giudice e parte in  causa; che rientra tra le competenze dello Stato membro definire lo statuto di una o più autorità  nazionali di regolamentazione, le quali possono essere organismi pubblici o organismi indipendenti  appositamente designati; 39. considerando che si dovranno valutare gli effetti che tale armonizzazione delle condizioni  esercita sul funzionamento del mercato unico dei servizi postali; che è necessario che la  Commissione trasmetta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della  presente direttiva tre anni dopo la sua entrata in vigore, e al più tardi nel corso del primo  semestre dell'anno 2000; che è opportuno che la Commissione venga assistita in questo compito da un  osservatorio che controllerà l'evoluzione del settore e che sarà composto da un massimo di cinque  esperti indipendenti, nominati dalla Commissione, che disporranno congiuntamente delle conoscenze  tecniche necessarie e che raccoglieranno le informazioni pertinenti sullo sviluppo del settore, in  particolare sugli aspetti economici e sociali, tecnologici, così come sulla qualità del servizio; 40. considerando che la Corte di giustizia ha confermato l'applicabilità delle norme in materia di  concorrenza al settore postale; che la presente direttiva deve essere conforme alle norme del  trattato; che la Commissione ha chiarito le modalità di applicazione al settore postale delle norme  di concorrenza, ed in particolare dell'articolo 90 del trattato, in una comunicazione; che le norme  sulla concorrenza prevedono la istituzione di un'autorità indipendente che garantisca il controllo  effettivo dei servizi riservati e la trasparenza della contabilità dei prestatori del servizio  universale; che le norme di concorrenza prevedono ugualmente che venga garantito l'accesso non  discriminatorio alla rete postale; 41. considerando che la presente direttiva non incide sull'applicazione delle norme del trattato,  ed in particolare delle norme in materia di concorrenza e di libera prestazione di servizi, HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: CAPITOLO 1 Obiettivo e campo di applicazione Articolo 1 La presente direttiva  fissa regole comuni concernenti: - la prestazione di un servizio postale universale nella Comunità; - i criteri che definiscono i servizi che possono essere riservati ai prestatori del servizio  universale; - i principi tariffari e la trasparenza contabile; - la fissazione di norme di qualità e la creazione di un sistema che garantisca il rispetto di tali  norme; - l'armonizzazione delle norme tecniche; - la istituzione di autorità nazionali di regolamentazione indipendenti. Articolo 2 Ai fini della presente direttiva s'intende per: 1) servizi postali: i servizi consistenti nella raccolta (in particolare quella pubblica), il  trasporto e la distribuzione degli oggetti postali; 2) rete postale pubblica: l'insieme delle risorse umane e dei beni atti a garantire: - la raccolta pubblica, dalle cassette postali o dagli altri punti di accesso sull'insieme del  territorio, degli oggetti postali per i quali sussiste l'obbligo di servizio universale; - l'instradamento e il trattamento di tali oggetti dal punto di accesso alla rete postale fino al  centro di distribuzione; - la consegna di tali oggetti ai destinatari, nell'ambito di regolari giri di consegna; 3) raccolta: l'operazione consistente nel raccogliere, trasportare e consegnare oggetti postali dal  luogo di preparazione o dalla cassetta postale, nella quale sono stati depositati a questo scopo,  fino al punto di accesso alla rete postale; 4) prelevamento: l'operazione consistente nel raccogliere gli oggetti di corrispondenza nelle  cassette postali installate a tal fine sul suolo pubblico o in appositi locali gestiti dai  prestatori del servizio universale; 5) distribuzione: le operazioni dallo smistamento, effettuato nei centri incaricati di organizzare  la distribuzione, alla consegna degli oggetti postali ai destinatari; 6) oggetto postale: l'invio indirizzato le cui caratteristiche materiali e tecniche consentono  l'inserimento nella rete postale; si tratta in particolare di oggetti di corrispondenza, libri,  cataloghi, giornali, periodici nonché pacchi postali contenenti merci con o senza valore  commerciale; 7) oggetto di corrispondenza: la comunicazione in forma scritta, su supporto materiale di qualunque  natura che sarà trasportato e consegnato al destinatario all'indirizzo indicato dal mittente  sull'oggetto stesso o sul suo involucro; i libri, i cataloghi, i giornali e i periodici non sono  considerati oggetti di corrispondenza; 8) scambio di documenti: la consegna di posta da parte dei mittenti in centri di scambio appositi,  nei quali i loro corrispondenti dispongono di cassette postali personali da cui vengono a ritirare  la posta loro indirizzata; gli utilizzatori di un centro di scambio debbono essere membri di un  gruppo abbonato al servizio; 9) invio raccomandato: l'oggetto postale garantito forfettariamente contro i rischi di perdita o di  deterioramento e consegnato contro ricevuta; 10) invio con valore dichiarato: l'oggetto postale con assicurazione del contenuto per il valore  dichiarato dal mittente in caso di perdita o di deterioramento; 11) posta transfrontaliera in entrata: la posta in entrata in uno Stato membro e proveniente da un  altro Stato membro o da un paese terzo; 12) pubblicità diretta per corrispondenza: gli oggetti di corrispondenza formati da un medesimo  messaggio inviato ad un numero significativo di indirizzi per scopi pubblicitari o di marketing; 13) prestatore del servizio universale: l'ente, pubblico o privato, incaricato da uno Stato membro  di effettuare tutte le prestazioni del servizio universale o una parte delle stesse; 14) spese terminali: la remunerazione dei prestatori del servizio universale incaricati della  distribuzione della posta transfrontaliera in entrata; 15) mittente: la persona fisica o giuridica che è all'origine degli oggetti postali; 16) utenti: gli utenti professionali, gli utenti residenziali e gli esercenti postali non  incaricati del servizio universale (compresi gli intermediari), qualora desiderino accedere ai  servizi per gestire tutte le fasi di una prestazione; 17) intermediario: l'operatore economico che agisce tra il mittente ed il prestatario del servizio  universale, incaricandosi della raccolta, dell'instradamento e/o del presmistamento degli oggetti  postali prima che questi vengano immessi nella rete postale pubblica dello stesso o di un altro  paese; 18) autorità nazionale di regolamentazione: in ciascuno Stato membro, l'organo o gli organi ai  quali lo Stato membro delega, segnatamente, le funzioni di regolamentazione attinenti alla presente  direttiva. CAPITOLO 2 Servizio universale Articolo 3 Gli Stati membri provvedono a che gli utenti godano  del diritto a un servizio universale corrispondente ad un'offerta di servizi postali di buona  qualità in tutti i punti del territorio e a prezzi accessibili a tutti gli utenti. A tal fine, gli Stati membri controllano che la densità dei punti di accesso e dei luoghi di  raccolta tenga conto delle esigenze degli utenti. Essi procurano che i prestatori del servizio universale garantiscano tutti i giorni lavorativi ed  almeno cinque giorni la settimana, salvo circostanze o condizioni geografiche eccezionali, quanto  meno: - un prelevamento dai punti di raccolta; - una distribuzione alla residenza o sede di ogni persona fisica o giuridica. Ciascuno Stato membro prende le misure necessarie affinché il servizio universale comprenda almeno  le seguenti prestazioni: - il prelevamento, il trasporto e la distribuzione degli oggetti di corrispondenza indirizzata, dei  libri, dei cataloghi, dei giornali e dei periodici indirizzati fino a 2 kg e dei pacchi postali  indirizzati fino a 20 kg; - i servizi relativi agli oggetti raccomandati e agli oggetti con valore dichiarato. Le dimensioni minime e massime degli oggetti postali considerati sono fissate dalla Convenzione e  dall'Accordo sui pacchi postali adottati dall'Unione postale universale nel congresso di Washington  del dicembre 1989. Il servizio universale definito al presente articolo include sia i servizi nazionali che i servizi  transfrontalieri. Articolo 4 Ciascuno Stato membro designa uno o più esercenti postali per la fornitura del  servizio universale, informa la Commissione sull'esercente o sugli esercenti prescelti e definisce,  nel rispetto del diritto comunitario, gli obblighi e i diritti del prestatore o dei prestatori del  servizio universale. Tali informazioni vengono pubblicate. Articolo 5 Ciascuno Stato membro procura che il servizio universale risponda alle seguenti  esigenze: - fornire un servizio che garantisca l'inviolabilità della corrispondenza e il segreto postale; - offrire agli utilizzatori, a parità di condizioni, un trattamento identico; - fornire un servizio esente da discriminazioni di sorta, in particolare da quelle di ordine  politico, religioso o filosofico; - fornire un servizio che non possa essere sospeso o annullato, se non in casi di forza maggiore; - adeguarsi al contesto tecnico, economico e sociale, nonché alla domanda degli utilizzatori. Articolo 6 Gli Stati membri procurano che i prestatori del servizio universale forniscano  regolarmente agli utenti informazioni sufficientemente precise sulle caratteristiche dei servizi  universali offerti, in particolare per quanto riguarda le condizioni generali di accesso ai  servizi, i prezzi e il livello di qualità. Tali informazioni sono pubblicate, segnatamente sotto  forma di opuscoli o a mezzo di affissione. Entro sei mesi dell'entrata in vigore della presente direttiva, gli Stati membri comunicano alla  Commissione la modalità con cui sono rese disponibili le informazioni da pubblicare ai sensi del  comma precedente. Le eventuali successive modifiche vengono comunicate alla Commissione non appena  possibile. Articolo 7 Ciascun Stato membro garantisce la continuità della prestazione del servizio  universale, qual è definito nella presente direttiva. CAPITOLO 3 Armonizzazione dei servizi che  possono essere riservati Articolo 8 1. I servizi che, nella misura necessaria per garantire  l'espletamento del servizio universale, possono essere riservati al prestatore o ai prestatori del  servizio universale di ciascuno Stato membro sono: la raccolta, il trasporto, lo smistamento e la  distribuzione di oggetti di corrispondenza interna, il cui prezzo sia inferiore al quintuplo delle  tariffe pubbliche applicate per oggetti di corrispondenza del primo livello di peso, ed il cui peso  sia inferiore a 350 grammi, fatto salvo il paragrafo 2. 2. La distribuzione della posta transfrontaliera in entrata e della pubblicità diretta per  corrispondenza può continuare ad essere riservata fino al 31 dicembre 2000, qualora tale riserva  sia necessaria per l'equilibrio finanziario del prestatore o dei prestatori del servizio  universale. Entro il 30 giugno 1998, la Commissione decide sull'opportunità di riservare tali  servizi anche successivamente al 31 dicembre dell'anno 2000, tenendo conto degli sviluppi (in  particolare economici, sociali e tecnologici) del settore fino a quella data e dell'equilibrio  finanziario del prestatore o dei prestatori del servizio universale. 3. Fatto salvo il paragrafo 2, le disposizioni del paragrafo 1 vengono riesaminate al momento in  cui la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio la relazione sull'applicazione  della presente direttiva, ai sensi dell'articolo 23 e al più tardi nel corso del primo semestre  dell'anno 2000. 4. Gli Stati membri forniscono, a richiesta della Commissione, tutte le informazioni necessarie ai  fini della decisione di cui al paragrafo 2, nonche della valutazione di cui al paragrafo 3. Articolo 9 Gli Stati membri designano l'organismo o gli organismi aventi diritto di collocare  cassette postali destinate a raccogliere gli oggetti postali sulla via pubblica e di emettere  francobolli recanti la denominazione del paese. CAPITOLO 4 Condizioni per la fornitura dei servizi non riservati e condizioni di accesso alla rete  Articolo 10 1. Gli Stati membri possono applicare procedure di dichiarazione e, nei casi  giustificati, procedure di autorizzazione per l'offerta commerciale al pubblico dei servizi postali  che non sono riservati ai prestatori del servizio universale. Tale procedure debbono essere  trasparenti, non discriminatorie e basate su criteri obiettivi. 2. La concessione dell'autorizzazione può essere subordinata, se opportuno, a obblighi  proporzionali di servizio universale e all'obbligo di non incidere abusivamente sui diritti  esclusivi e speciali concessi al prestatore o ai prestatori del servizio universale per i servizi  postali riservati ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1. 3. Lo Stato membro, qualora constati che gli obblighi del servizio universale previsti dalla  presente direttiva rappresentano un onere finanziario eccessivo per il prestatore del servizio  universale, può subordinare la concessione delle autorizzazioni all'obbligo di contribuire  finanziariamente ad un fondo di compensazione appositamente creato a tale fine ed amministrato da  un organismo indipendente dal o dai beneficiari. In tal caso, lo Stato membro deve garantire che,  nella determinazione della misura dei contributi finanziari, vengano rispettati i principi di  trasparenza, di non discriminazione e di proporzionalità. 4. Gli Stati membri provvedono affinché i motivi di qualsiasi eventuale diniego dell'autorizzazione  vengano comunicati al richiedente e prevedono i relativi rimedi giuridici. 5. Gli Stati membri possono prevedere un sistema di identificazione della pubblicità diretta per  corrispondenza che ne permetta il controllo allorché sarà liberalizzata. Articolo 11 1. Il Parlamento europeo ed il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione e  in base agli articoli 57, paragrafo 2, 66 e 100 A del trattato, fissano le necessarie misure di  armonizzazione delle procedure di autorizzazione per l'offerta commerciale al pubblico dei servizi  postali non riservati, ad esclusione dei servizi che non possono essere sottoposti a tali  restrizioni, come lo scambio di documenti e la posta transfrontaliera in uscita verso altri Stati  membri. 2. Le misure di armonizzazione di cui al paragrafo 1 riguardano in particolare i criteri cui deve  conformarsi l'esercente postale che sollecita l'autorizzazione, le procedure cui il medesimo deve  attenersi, le modalità di pubblicazione dei criteri e delle procedure, nonché i rimedi giuridici  contro il diniego dell'autorizzazione. Articolo 12 Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione e in  base agli articoli 57, paragrafo 2, 66 e 100 A del trattato, fissano le necessarie misure di  armonizzazione affinché gli utenti ed i prestatori del servizio universale possano accedere, in  condizioni di trasparenza e di non discriminazione, alla rete postale pubblica nelle varie fasi che  precedono la distribuzione finale degli oggetti postali. CAPITOLO 5 Principi tariffari e di  trasparenza contabile Articolo 13 Gli Stati membri provvedono affinché le tariffe del servizio  universale siano fissate nel rispetto dei seguenti criteri: - i prezzi debbono essere ragionevoli e permettere di fornire servizi accessibili all'insieme degli  utenti; - i prezzi debbono essere fissati in funzione dei costi per ciascuno dei servizi che compongono il  servizio universale; gli Stati membri possono decidere di applicare sull'intero territorio  nazionale una tariffa unica per ciascun servizio che rientra nel servizio universale; - le tariffe debbono essere trasparenti e non discriminatorie. Articolo 14 Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le spese terminali siano  determinate in base ai costi dei prestatori del servizio universale i quali effettuano il  trattamento e la distribuzione in modo non discriminatorio della posta nel paese di arrivo, nonché  in base alla qualità dei servizi forniti. Articolo 15 1. Gli Stati membri procurano che, nei due anni successivi all'entrata in vigore  della presente direttiva, i prestatori del servizio universale istituiscano un sistema di  contabilità conforme alle disposizioni dei paragrafi 2 e 3. 2. I prestatori del servizio universale gestiscono la loro contabilità interna tenendo conti  separati, da un lato per ciascun servizio rientrante nel settore riservato (facendo la distinzione  tra raccolta, trasporto, smistamento e distribuzione) e dall'altra per i servizi non riservati,  come se i servizi in questione fossero gestiti da imprese differenti. Nel loro rendiconto annuale  di gestione stabiliscono uno stato patrimoniale e conto profitti e perdite separati per i servizi  riservati e per i servizi non riservati. 3. Indipendentemente dal regime di proprietà loro applicabile e dalla forma giuridica, i prestatori  del servizio universale fanno certificare il bilancio annuale da un organismo di revisione  contabile indipendente. I prestatori del servizio universale che non sono obbligati per legge a  pubblicare il bilancio annuale ne tengono comunque una copia a disposizione dell'autorità nazionale  di regolamentazione e della Commissione. La Commissione adotta le misure necessarie per salvaguardare la riservatezza delle informazioni  ricevute in proposito. CAPITOLO 6 Qualità dei servizi Articolo 16 Gli Stati membri adottano le misure necessarie  affinché venga offerto un servizio universale di buona qualità. Le norme di qualità riguardano in particolare i tempi di inoltro, la regolarità e l'affidabilità  dei servizi. Le norme sono fissate: - dagli Stati membri per i servizi nazionali; - dalla Commissione per i servizi transfrontalieri intracomunitari, con la procedura prevista  dall'articolo 21. Il controllo delle prestazioni viene effettuato almeno una volta all'anno da organismi indipendenti  dai prestatori del servizio universale, secondo modalità normalizzate fissate dalla Commissione. I  risultati sono pubblicati almeno una volta all'anno. Articolo 17 Gli Stati membri provvedono affinché siano stabilite norme per il traffico postale  nazionale e procurano che queste norme siano compatibili con quelle fissate dalla Commissione per i  servizi transfrontalieri intracomunitari. L'obiettivo iniziale deve comunque essere quello di far  sì che, anche tenendo conto delle specificità nazionali, in tutti gli Stati membri gli oggetti di  corrispondenza della categoria standard più rapida abbiano un periodo di inoltro da estremo a  estremo di un giorno lavorativo tra il momento della partenza e quello della distribuzione, per  almeno l'80 % delle spedizioni. Queste norme vengono sottoposte a revisione periodica. Il controllo delle prestazioni e la documentazione dei risultati debbono essere effettuati a norma  dell'articolo 16. Articolo 18 Un anno dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, la Commissione fissa le  norme di qualità dei servizi transfrontalieri intracommunitari ai sensi dell'articolo 16. La  Commissione pubblica le norme nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e garantisce un  controllo regolare, nonché la pubblicazione dei risultati che dimostrano il rispetto di queste  norme e i progressi realizzati. Le norme vengono periodicamente aggiornate. In attesa della fissazione di tali norme, gli Stati membri applicano la seguente norma per gli  oggetti postali della categoria standard più veloce; un termine di inoltro da estremo a estremo di  tre giorni lavorativi tra il momento della spedizione nel paese di origine e quello di  distribuzione nel paese di destinazione (G+3) per il 90 % degli invii e di cinque giorni lavorativi  (G+5) per il 99 % degli invii. Si tratta di medie che i prestatori del servizio universale possono  migliorare. Articolo 19 Gli Stati membri provvedono affinché vengano stabilite procedure trasparenti,  semplici e poco onerose per la gestione dei reclami degli utenti, in particolare in caso di  smarrimento, furto, danneggiamento o inosservanza delle norme di qualità del servizio. Gli Stati  membri provvedono affinché venga istituito un sistema di rimborso/risarcimento rapido ed efficace,  e affinché le controversie vengano risolte in maniera tempestiva. Fatti salvi gli altri rimedi giuridici previsti dalla legislazione nazionale e comunitaria, gli  Stati membri garantiscono che gli utenti, agendo, quando il diritto nazionale lo prevede, in  collegamento con gli organismi che tutelano gli interessi degli utenti e/o dei consumatori, possano  presentare all'autorità nazionale di regolamentazione i casi in cui i reclami presentati dagli  utenti al prestatore del servizio universale non abbiano avuto esito positivo. Ai sensi delle disposizioni di cui all'articolo 16, gli Stati membri controllano che i prestatori  del servizio universale pubblichino, assieme al rapporto annuale sul controllo delle prestazioni,  le informazioni relative al numero di reclami e al modo in cui questi sono trattati. CAPITOLO 7 Armonizzazione delle norme tecniche Articolo 20 L'armonizzazione delle norme  tecniche viene effettuata tenendo segnatamente conto dell'interesse degli utenti. La fissazione delle norme per il settore postale è affidata al Comitato europeo di normalizzazione  sulla base di mandati, secondo ai principi definiti nella direttiva 83/189/CEE del Consiglio (4).  Questi lavori sono svolti tenendo conto delle misure di armonizzazione stabilite a livello  internazionale e, in particolare, delle misure decise dall'Unione postale universale. Le norme sono  pubblicate sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee una volta all'anno. Gli Stati membri garantiscono che, all'atto della fornitura del servizio universale, sia fatto  riferimento alle norme pubblicate sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. L'avanzamento dei lavori effettuati dal Comitato europeo di normalizzazione, nonché i progressi  realizzati in questo settore, sono sottoposti all'esame del comitato consultivo previsto a tal fine  all'articolo 21 della presente direttiva. CAPITOLO 8 Il comitato consultivo Articolo 21 La Commissione è assistita da un comitato  consultivo composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della  Commissione. Il comitato consultivo stabilisce il proprio regolamento interno. Il comitato viene consultato in merito alle misure sulla qualità del servizio previste  dall'articolo 16 e in merito all'armonizzazione delle norme tecniche previste dall'articolo 20. Il rappresentante della Commissione sottomette al comitato un progetto delle misure da adottare. Il  comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione  in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a una votazione. Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua  posizione figuri a verbale. La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa  del modo in cui ha tenuto conto di tale parere. La Commissione consulta inoltre i rappresentanti degli esercenti postali, delle imprese  interessate, degli utenti, in particolare degli utenti residenziali, e delle parti sociali sulle  misure relative alla qualità del servizio e sull'armonizzazione delle norme tecniche. La  Commissione informa periodicamente il comitato consultivo sui risultati della consultazione e sui  lavori dell'osservatorio di cui all'articolo 23. CAPITOLO 9 Autorità nazionale di regolamentazione Articolo 22 Ciascuno Stato designa  un'autorità nazionale di regolamentazione per il settore postale, giuridicamente e funzionalmente  indipendente dagli esercenti postali. Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco delle  autorità nazionali di regolamentazione designate per svolgere i compiti che derivano dalla presente  direttiva. Le autorità nazionali di regolamentazione hanno in particolare il compito di controllare  l'osservanza degli obblighi derivanti dalla presente direttiva; ad esse può inoltre essere affidato  il compito di controllare l'osservanza delle norme in materia di concorrenza nazionali e  comunitarie nel settore postale. Una volta all'anno, le autorità nazionali di regolamentazione inviano alla Commissione una  relazione sui progressi realizzati a livello nazionale nell'attuazione degli obiettivi previsti  dalla presente direttiva. La relazione annuale è trasmessa alla Commissione entro cinque mesi dalla  fine dell'anno civile cui si riferisce la relazione. CAPITOLO 10 Disposizioni finali Articolo 23 1. Tre anni dopo la data di entrata in vigore della  presente direttiva, e al più tardi nel corso del primo semestre dell'anno 2000, la Commissione  riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione della direttiva stessa. In questo  compito, la Commissione viene assistita da un osservatorio che segue l'evoluzione del settore. 2. L'osservatorio è composto di un massimo di cinque esperti indipendenti, nominati dalla  Commissione, che congiuntamente posseggano le conoscenze teoriche necessarie. I componenti  raccolgono le informazioni relative allo sviluppo del settore (in particolare per quanto riguarda  gli aspetti economici, sociali e tecnologici) e alla qualità dei servizi. Articolo 24 Entro sei mesi a decorrere dalla sua entrata in vigore, gli Stati membri mettono in  vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla  presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente  direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le  modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. Articolo 25 La presenta direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Articolo 26 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.  (1) GU n. C 42 del 15. 2. 1993, pag. 240.  (2) GU n. C 48 del 16. 2. 1994, pag. 3.  (3) GU n. L 95 del 21. 4. 1993, pag. 29.  (4) GU n. L 109 del 26. 4. 1983, pag. 8.