CELEX: 62013TN0483
Language: it
Date: 2013-09-10 00:00:00
Title: Causa T-483/13: Ricorso proposto il 10 settembre 2013 — Oikonomopoulos/Commissione

23.11.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 344/59
            
         Ricorso proposto il 10 settembre 2013 — Oikonomopoulos/Commissione
   (Causa T-483/13)
   2013/C 344/108
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Athanassios Oikonomopoulos (Atene, Grecia) (rappresentanti: N. Korogiannakis e I. Zarzoura, avvocati)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               concedere il risarcimento del danno;
            
         
               —
            
            
               dichiarare che una serie di azioni e misure dell’OLAF sono legalmente inesistenti e costituiscono prove inammissibili.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce tre motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, vertente su un abuso di potere dell’OLAF, poiché non era abilitato a condurre un’indagine nel contesto di relazioni contrattuali tra la Commissione e un terzo ed ha agito ultra vires nell’indagine pertinente violando in tal modo varie disposizioni del rilevante quadro giuridico, quali il regolamento del Consiglio n. 2185/96 (1) e il regolamento n. 1073/1999 (2).
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, vertente su una violazione del regolamento n. 45/2001 (3) concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati, violazione dell’articolo 8 del regolamento n. 1073/1999, violazione dell’obbligo di riservatezza, violazione del diritto alla vita privata, violazione del principio di buona amministrazione, in quanto l’OLAF e diverse DG della Commissione hanno agito illecitamente nel trattare i dati personali del ricorrente e hanno trasmesso tali dati personali all’interno della Commissione e a terzi.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo, vertente sulla violazione del diritto di difesa, poiché il ricorrente disponeva di informazioni molto limitate quanto ai fatti che lo riguardavano nell’ambito dell’indagine pertinente e non ha avuto, di conseguenza, la possibilità di difendersi nei confronti degli eventuali addebiti.
            
         
      (1)  Regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell'11 novembre 1996 relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità (GU L 292, pag. 2)
   
      (2)  Regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF) (GU L 136, pag. 1)
   
      (3)  Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU L 8, pag. 1)