CELEX: 31985R3385
Language: it
Date: 1985-11-28 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 3385/85 del Consiglio del 28 novembre 1985 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di solfato di cromo basico originario della Iugoslavia

Avis juridique important

|

31985R3385

Regolamento (CEE) n. 3385/85 del Consiglio del 28 novembre 1985 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di solfato di cromo basico originario della Iugoslavia  

Gazzetta ufficiale n. L 321 del 30/11/1985 pag. 0081 - 0083 edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 23 pag. 0016  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 23 pag. 0016 

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 3385/85 DEL CONSIGLIO  del 28 novembre 1985  che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di solfato di cromo basico originario della Iugoslavia  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12,  vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione in seno al comitato consultivo previsto dal suddetto regolamento,  considerando quanto segue:  A. Azione provvisoria  1. Con il regolamento (CEE) n. 2221/85 (2), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di solfato di cromo basico originario della Iugoslavia.  B. Seguito della procedura  2. A seguito dell'istituzione del dazio antidumping provvisorio, i produttori iugoslavi interessati hanno chiesto ed ottenuto di essere intesi dalla Commissione. Essi hanno, inoltre, reso noto per iscritto le loro osservazioni in materia.  3. L'importatore principale ha chiesto di essere inteso dalla Commissione e questa ha respinto la domanda, poiché non era stata presentata entro i termini di cui all'articolo 2 del regolamento (CEE) n. 2221/85.  4. I produttori iugoslavi hanno chiesto ed ottenuto, conformemente all'articolo 7, paragrafo 6, del regolamento (CEE) n. 2176/84, un incontro con i ricorrenti per un confronto delle rispettive tesi, in particolare in merito alle informazioni sul prezzo interno iugoslavo contenuto nella denuncia ed utilizzato dalla Commissione per determinare il valore normale e l'entità della penetrazione del prodotto iugoslavo nel mercato italiano.  5. In occasione dell'audizione e dell'incontro, le imprese iugoslave hanno insistito sul fatto che le loro esportazioni verso la Comunità erano notevolmente diminuite. Pertanto, nonostante forti riserve, la Commissione ha proceduto alla verifica dell'eventuale esistenza di motivi eccezionali che giustificassero in questo caso particolare una proroga del periodo d'inchiesta. Poiché, tuttavia, le imprese iugoslave e il principale importatore interessato non hanno fornito informazioni aggiornate sul periodo compreso tra il 1o ottobre 1984 ed il 31 luglio 1985 entro i termini stabiliti, né hanno debitamente chiesto una proroga di detti termini, non è stato possibile tener conto dei fatti successivi al periodo coperto dall'inchiesta.  6. Conformemente all'articolo 38 dell'accordo di cooperazione tra la Comunità economica europea e la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia (3) firmato il 2 aprile 1980, la Commissione ha fornito al Consiglio di cooperazione tutte le informazioni relative al caso in esame e si sono svolte consultazioni in seno al comitato di cooperazione.  C. Valore normale  7. Benché dopo l'istituzione del dazio provvisorio la Commissione abbia ricevuto nuovi elementi di prova relativi al valore normale, da questi è emerso che le imprese iugoslave avevano indotto in errore la Commissione sia nelle risposte date alle domande del questionario inviato loro dalla Commissione dopo l'apertura della procedura antidumping, che durante l'inchiesta effettuata in loco dai rappresentanti della Commissione. Inoltre, senza procedere a nuove inchieste in loco presso i produttori iugoslavi, la Commissione non può stabilire con certezza se le nuove informazioni fornite dalle imprese iugoslave siano esaurienti o costituiscano soltanto elementi di prova parziali. Dato che le nuove informazioni sono state fornite dopo la scadenza di tutti i termini fissati conformemente al regolamento (CEE) n. 2176/84 e dopo la fine dell'inchiesta in loco, non si ritiene opportuno procedere a nuove inchieste in loco. Pertanto il Consiglio ritiene che le nuove informazione del valore normale, e le risultanze di cui ai considerando 8, 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2221/85 sono ritenute definitive.  D. Prezzo all'esportazione  8. I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o da pagare per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione nella Comunità.  E. Confronto  9. Nel confrontare il valore normale con i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto, ove necessario e nei limiti degli elementi di prova disponibili, delle differenze nelle condizioni e nei termini di vendita, quali trasporto, assicurazione, costi di spedizione e commissioni.  10. Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbrica.  F. Margini  11. Il valore normale è stato confrontato con il prezzo all'esportazione praticato in ciascuna operazione. Dall'esame dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping da parte degli esportatori Zorka e Zupa Hemijska Industrija. Il margine di dumping varia a seconda dell'esportatore; la media ponderata del margine per ciascuno degli esportatori è la seguente:  - Zorka: 17,0 %,  - Zupa Hemijska Industrija: 14,3 %.  G. Pregiudizio  12. Per quanto riguarda il pregiudizio causato dalle importazioni effettuate in dumping, non sono stati presentati nuovi elementi di prova, e, pertanto, le risultanze di cui ai considerando da 15 a 25 del regolamento (CEE) n. 2221/85 sono confermate.  13. È stato esaminato, inoltre, se le difficoltà del produttore italiano, che rappresenta una parte notevole dell'industria comunitaria, fossero imputabili a fattori diversi da quelli relativi alle importazioni effettuate in dumping. Al riguardo, le imprese iugoslave hanno esplicitamente chiesto che si tenesse conto delle importazioni italiane dello stesso prodotto originario di altri paesi terzi, in particolare della Repubblica democratica tedesca. Dalle informazioni disponibili risulta tuttavia che nessuna importazione originaria di detto paese ha avuto luogo negli anni 1982 e 1983 e che, nel 1984, sono state importate soltanto 126 tonnellate, quantitativo di gran lunga inferiore a quello importato dalla Iugoslavia. Fra i paesi esportatori, al terzo posto, in termini di quantitativi esportati in Italia, si trova la Svizzera, con circa 600 tonnellate negli anni 1983 e 1984. Dalle informazioni disponibili emerge tuttavia che, nei due anni suddetti, il prezzo medio all'importazione del prodotto svizzero superava il prezzo medio all'importazione di quello iugoslavo rispettivamente del 23 % e del 16 %. Il Consiglio ritiene pertanto che non sussistano validi motivi per modificare la determinazione del pregiudizio.  H. Interesse della Comunità  14. A causa della particolare gravità della situazione in cui versa l'industria comunitaria, il Consiglio ha concluso che è nell'interesse della Comunità prendere le opportune misure. Esso ha notato inoltre che nessuna osservazione è stata comunicata dai produttori o dai consumatori del prodotto in questione.  I. Dazio definitivo  15. Sulla scorta di quanto precede, l'importo del dazio antidumping definitivo dovrebbe essere pari all'importo del dazio antidumping provvisorio.  J. Riscossione del dazio provvisorio  16. Si ritiene che le importazioni in dumping di solfato di cromo basico originario della Iugoslavia abbiano causato un sostanziale pregiudizio alla produzione interessata. Pertanto, gli importi vincolati a titolo del dazio antidumping provvisorio devono essere interamente riscossi a titolo definitivo,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di solfato di cromo basico, di cui alla sottovoce ex 28.38 A IV della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe ex 28.38-49, originario della Iugoslavia.  2. L'importo del dazio è pari al 10 % del prezzo per tonnellata netta, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.  I prezzi franco frontiera comunitaria sono netti se le condizioni di vendita prevedono che il pagamento venga effettuato nei trenta giorni successivi alla data di spedizione; essi vengono rispettivamente maggiorati o diminuiti dell'1 % per ciascun mese di cui viene prolungato o ridotto il periodo di pagamento.  3. Si applicano le vigenti disposizioni in materia di dazi doganali.  Articolo 2  Gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio a norma del regolamento (CEE) n. 2221/85 sono riscossi definitivamente.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 28 novembre 1985.  Per il Consiglio  Il Presidente  R. KRIEPS  (1) GU n. L 201 del 30. 7. 1984, pag. 1.  (2) GU n. L 205 del 3. 8. 1985, pag. 12.  (3) GU n. L 41 del 14. 2. 1983, pag. 2.