CELEX: 32019D2191
Language: it
Date: 2019-12-19 00:00:00
Title: Decisione (PESC) 2019/2191 del Consiglio del 19 dicembre 2019 a sostegno di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi convenzionali illegali e relative munizioni volto a ridurre il rischio di diversione e trasferimento illegale (iTrace IV)

20.12.2019   
               
               
                  IT
               
               
                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
               
               
                  L 330/53
               
            
         DECISIONE (PESC) 2019/2191 DEL CONSIGLIO
         del 19 dicembre 2019
         a sostegno di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi convenzionali illegali e relative munizioni volto a ridurre il rischio di diversione e trasferimento illegale («iTrace IV»)
         IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
         visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 28, paragrafo 1, e l’articolo 31, paragrafo 1,
         vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
         considerando quanto segue:
         
                     (1)
                  
                  
                     La strategia globale dell’UE per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea del 2016 («strategia globale dell’UE») mette in evidenza che l’Unione promuoverà la pace e garantirà la sicurezza dei propri cittadini e del proprio territorio e intensificherà il contributo alla sicurezza collettiva. Essa appoggia inoltre con determinazione la piena attuazione e applicazione dei trattati e dei regimi multilaterali in materia di disarmo, non proliferazione e controllo degli armamenti, oltre a chiedere il «rintracciamento transfrontaliero delle armi», riconoscendo che la sicurezza europea si fonda su valutazioni migliori e condivise delle minacce e delle sfide interne ed esterne.
                  
               
                     (2)
                  
                  
                     La strategia dell’UE del 19 novembre 2018 contro le armi da fuoco, le armi leggere e le armi di piccolo calibro illegali e le relative munizioni dal titolo «Mettere in sicurezza le armi, proteggere i cittadini» («strategia dell’UE sulle SALW») sottolinea che le armi da fuoco, le armi leggere e le armi di piccolo calibro illegali («SALW») contribuiscono da tempo all’instabilità e alla violenza nell’Unione, nel suo immediato vicinato e nel resto del mondo. La strategia dell’UE sulle SALW stabilisce il quadro d’azione dell’Unione al fine di affrontare tali minacce e si impegna a sostenere attività di ricerca riguardanti l’origine delle SALW illegali nelle zone di conflitto, quali la Conflict Armament Research del progetto iTrace.
                  
               
                     (3)
                  
                  
                     La posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio (1), modificata dalla decisione (PESC) 2019/1560 del Consiglio (2), riflette la determinazione degli Stati membri a far fronte, tra le altre cose, al rischio di riesportazione della tecnologia o delle attrezzature militari verso destinazioni non accettabili o al rischio di una loro diversione verso organizzazioni terroristiche o singoli terroristi.
                  
               
                     (4)
                  
                  
                     La strategia antiterrorismo dell’UE del 2005 sottolinea la minaccia dell’acquisizione di armi da parte dei gruppi terroristici, comprese le SALW, e invita gli Stati membri a «sfruttare al meglio» le attività di ricerca a livello dell’Unione.
                  
               
                     (5)
                  
                  
                     La produzione, il trasferimento e la circolazione illegali di armi e munizioni convenzionali, così come la loro accumulazione eccessiva e diffusione incontrollata, alimentano l’insicurezza in Europa e nel suo vicinato nonché in molte altre regioni del mondo, esacerbando il conflitto e minacciando la rappacificazione postbellica, ponendo in tal modo una grave minaccia per la pace e la sicurezza europee.
                  
               
                     (6)
                  
                  
                     Nella strategia dell’Unione sulle SALW si legge che l’Unione sosterrà l’attività dei gruppi ONU incaricati del monitoraggio degli embarghi sulle armi e che esaminerà soluzioni per migliorare l’accesso alle loro conclusioni in materia di diversione e armi da fuoco e SALW illegali a fini di controllo delle esportazioni di armi.
                  
               
                     (7)
                  
                  
                     Con il programma di azione dell’ONU per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di SALW in tutti i suoi aspetti («programma di azione dell’ONU»), adottato il 20 luglio 2001, tutti gli Stati membri dell’ONU si sono impegnati, all’atto di valutare le domande di autorizzazioni di esportazione, a prevenire il traffico illegale di SALW o la loro diversione verso destinatari non autorizzati e, in particolare, a tener conto del rischio di diversione di SALW verso il commercio illegale.
                  
               
                     (8)
                  
                  
                     L’8 dicembre 2005 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato uno strumento internazionale volto a consentire agli Stati di identificare e rintracciare, in modo tempestivo e affidabile, SALW illegali.
                  
               
                     (9)
                  
                  
                     Nella terza conferenza di revisione del 2018 del programma di azione dell’ONU, tutti gli Stati membri di quest’ultima hanno affermato il loro impegno a incoraggiare gli Stati, all’atto di rintracciare SALW, comprese quelle rinvenute in situazioni di conflitto o post-conflitto, a consultare i registri nello Stato in cui l’arma leggera o di piccolo calibro è stata rinvenuta e/o a consultare lo Stato in cui tale arma è stata prodotta.
                  
               
                     (10)
                  
                  
                     Il 24 dicembre 2014 è entrato in vigore il trattato sul commercio delle armi («ATT»). L’obiettivo del trattato è stabilire norme internazionali comuni del più alto standard possibile per disciplinare o migliorare la regolamentazione del commercio internazionale di armi convenzionali, prevenire e sradicare il commercio illegale di armi convenzionali e impedirne la diversione. L’Unione dovrebbe sostenere tutti gli Stati membri dell’ONU nell’esecuzione di controlli efficaci sul trasferimento di armi al fine di assicurare che l’ATT sia quanto più possibile efficace, in particolare riguardo all’attuazione del suo articolo 11.
                  
               
                     (11)
                  
                  
                     L’Unione ha già sostenuto iTrace mediante le decisioni del Consiglio 2013/698/PESC (3), (PESC) 2015/1908 (4), e (PESC) 2017/2283 (5) (iTrace
                        I, II e III), e intende sostenere iTrace IV, la quarta fase di questo meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi convenzionali illegali e relative munizioni, al fine di contribuire alla sicurezza collettiva dell’Europa, come richiesto nella strategia globale dell’UE,
                  
               HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
         
            Articolo 1
            
               1.   In vista dell’attuazione della strategia globale dell’UE, della posizione comune 2008/944/PESC, della strategia dell’UE sulle SALW e del progresso della pace e della sicurezza, le attività di progetto che devono essere sostenute dall’Unione si prefiggono i seguenti obiettivi specifici:
               
                           —
                        
                        
                           prosecuzione del funzionamento di un sistema mondiale di gestione delle informazioni di facile impiego sulle armi convenzionali e relative munizioni oggetto di diversione o traffico («iTrace») che siano state documentate in zone colpite da conflitti al fine di fornire ai responsabili delle politiche, agli esperti del controllo delle armi convenzionali e ai funzionari incaricati del controllo delle esportazioni di armi convenzionali le informazioni pertinenti per sviluppare strategie e progetti efficaci e basati su elementi concreti contro la diffusione illegale di armi convenzionali e relative munizioni;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           formazione e tutoraggio delle autorità nazionali negli Stati colpiti da conflitti nella prospettiva di sviluppare capacità nazionali sostenibili per l’identificazione e il rintracciamento di armi convenzionali illegali, incoraggiare un’assidua cooperazione con il progetto iTrace, individuare meglio le priorità in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte, definire in modo più efficace i requisiti nazionali in termini di assistenza nelle attività di controllo delle armi e di contrasto — in particolare le iniziative finanziate dall’Unione, quali il sistema di Interpol per la registrazione e la tracciabilità delle armi da fuoco illegali (iARMS) e le attività dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) — e rafforzare il dialogo con le missioni e le iniziative dell’Unione;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           aumento della frequenza e durata delle ricerche sul campo relativamente alle armi convenzionali e relative munizioni che circolano illegalmente in zone colpite da conflitti allo scopo di generare dati iTrace, in risposta a precise richieste formulate dagli Stati membri e dalle delegazioni dell’Unione;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           sostegno su misura alle autorità incaricate del controllo delle esportazioni di armi e ai responsabili delle politiche in materia di controllo delle armi degli Stati membri, fra cui ripetute visite consultive da parte del personale del progetto iTrace nelle capitali degli Stati membri, un help desk che fornisca 24 ore su 24 consulenza immediata sulle strategie di valutazione dei rischi e di lotta alla diversione, il funzionamento di applicazioni sicure per dashboard su desktop e dispositivi mobili che forniscano notifiche istantanee di diversioni successive all’esportazione e la realizzazione da parte del personale del progetto iTrace di verifiche successive alla spedizione su richiesta degli Stati membri;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           aumento della sensibilizzazione, tramite attività di divulgazione, sui risultati del progetto, promozione della finalità e delle funzioni disponibili di iTrace presso i responsabili delle politiche internazionali e nazionali, gli esperti del controllo delle armi convenzionali e le autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione e rafforzamento della capacità internazionale di monitorare la diffusione illegale di armi convenzionali e relative munizioni e materiale correlato, nonché di assistere i responsabili delle politiche nell’individuazione dei settori prioritari per l’assistenza e la cooperazione internazionali e di ridurre il rischio di diversione delle armi convenzionali e relative munizioni;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           stesura di relazioni su questioni politiche fondamentali, ricavate dai dati prodotti dalle indagini sul campo e presentate nel sistema iTrace, concernenti settori specifici che meritano attenzione internazionale, inclusi i principali modelli di traffico di armi convenzionali e relative munizioni e la distribuzione regionale di armi convenzionali e relative munizioni e materiale correlato oggetto di traffico; e
                        
                     
                           —
                        
                        
                           prosecuzione del rintracciamento di armi convenzionali e relative munizioni, con la cooperazione degli Stati membri e dei paesi terzi, quale metodo più efficace per determinare e verificare, nella misura più ampia possibile, i meccanismi alla base della diversione di armi convenzionali e relative munizioni verso utilizzatori non autorizzati. Le attività di rintracciamento saranno accompagnate da indagini di follow-up volte a individuare le reti di individui, finanziarie e logistiche che si celano dietro ai trasferimenti di armi convenzionali illegali.
                        
                     
            
               2.   Una descrizione dettagliata del progetto è riportata nell’allegato della presente decisione.
            
         
         
            Articolo 2
            
               1.   L’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («AR») è responsabile dell’attuazione della presente decisione.
            
            
               2.   L’esecuzione tecnica del progetto di cui all’articolo 1 è realizzata da Conflict Armament Research Ltd. («CAR»).
            
            
               3.   CAR svolge i suoi compiti sotto la responsabilità dell’AR. A tal fine l’AR stabilisce le necessarie modalità con CAR.
            
         
         
            Articolo 3
            
               1.   L’importo di riferimento finanziario per l’esecuzione del progetto di cui all’articolo 1 è pari a 5 490 981,87 EUR. Il bilancio totale stimato per l’intero progetto è pari a 6 311 473,41 EUR, messi a disposizione attraverso il cofinanziamento con CAR e il ministero federale tedesco degli Affari esteri.
            
            
               2.   Le spese finanziate con l’importo di cui al paragrafo 1 sono gestite secondo le procedure e le norme applicabili al bilancio generale dell’Unione.
            
            
               3.   La Commissione vigila sulla corretta gestione dell’importo di riferimento finanziario di cui al paragrafo 1. A tal fine, conclude il necessario accordo con CAR. Tale accordo stabilisce che CAR deve assicurare la visibilità del contributo dell’Unione in funzione della sua entità.
            
            
               4.   La Commissione si adopera per concludere l’accordo di cui al paragrafo 3 non appena possibile dopo l’entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio di ogni difficoltà in tale procedimento e della data di conclusione di tale accordo.
            
         
         
            Articolo 4
            
               1.   L’AR riferisce al Consiglio in merito all’attuazione della presente decisione sulla base di relazioni periodiche trimestrali descrittive preparate da CAR. Su tali relazioni si basa la valutazione del Consiglio. Al fine di assistere il Consiglio nella sua valutazione dei risultati della presente decisione, l’impatto del progetto è valutato da un organismo esterno.
            
            
               2.   La Commissione riferisce sugli aspetti finanziari del progetto di cui all’articolo 1.
            
         
         
            Articolo 5
            
               1.   La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.
            
            
               2.   La presente decisione cessa di produrre effetti 36 mesi dopo la data di conclusione dell’accordo di cui all’articolo 3, paragrafo 3. Tuttavia, essa cessa di produrre effetti sei mesi dopo la data della sua entrata in vigore se non è stato concluso alcun accordo entro tale termine.
            
         
         
            Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2019
            
               
                  Per il Consiglio
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
            (1)  Posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, dell’8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari (GU L 335 del 13.12.2008, pag. 99).
         
            (2)  Decisione (PESC) 2019/1560 del Consiglio, del 16 settembre 2019, che modifica la posizione comune 2008/944/PESC che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari (GU L 239 del 17.9.2019, pag. 16).
         
            (3)  Decisione 2013/698/PESC del Consiglio, del 25 novembre 2013, a sostegno di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi leggere e di piccolo calibro e su altre armi e munizioni convenzionali illegali volto a ridurre il rischio del loro commercio illegale (GU L 320 del 30.11.2013, pag. 34).
         
            (4)  Decisione (PESC) 2015/1908 del Consiglio, del 22 ottobre 2015, a sostegno di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi leggere e di piccolo calibro e su altre armi e munizioni convenzionali illegali volto a ridurre il rischio del loro commercio illegale («iTrace II») (GU L 278 del 23.10.2015, pag. 15).
         
            (5)  Decisione (PESC) 2017/2283 del Consiglio, dell’11 dicembre 2017, a sostegno di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi leggere e di piccolo calibro e su altre armi e munizioni convenzionali illegali volto a ridurre il rischio del loro commercio illegale («iTrace III») (GU L 328 del 12.12.2017, pag. 20).
      
      
         
            ALLEGATO
            
               PROGETTO A SOSTEGNO DI UN MECCANISMO MONDIALE DI SEGNALAZIONE SULLE ARMI E LORO MUNIZIONI CONVENZIONALI ILLEGALI VOLTO A RIDURRE IL RISCHIO DI DIVERSIONE E TRASFERIMENTO ILLEGALE
            
            («iTrace IV»)
            1.   Contesto e motivazione del sostegno alla PESC
            
                     
                        1.1.
                     
                     
                        La presente decisione si basa sulle successive decisioni del Consiglio per combattere l’impatto destabilizzante della diversione e del traffico delle armi convenzionali e relative munizioni in zone colpite da conflitti, in particolare le decisioni 2013/698/PESC, (PESC) 2015/1908, e (PESC) 2017/2283, che hanno istituito e potenziato il meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi convenzionali e relative munizioni chiamato «iTrace».
                        La proliferazione illegale delle armi convenzionali e relative munizioni è un importante fattore che compromette la stabilità degli Stati ed esacerba i conflitti, costituendo in tal modo una grave minaccia per la pace e la sicurezza. Come indicato nella strategia dell’UE sulle SALW, armi da fuoco illegali e le SALW contribuiscono da tempo all’instabilità e alla violenza nell’Unione, nel suo immediato vicinato e nel resto del mondo. Le armi di piccolo calibro illegali alimentano il terrorismo e i conflitti in tutto il mondo ostacolando gli sforzi profusi dall’Unione in materia di sviluppo e gestione delle crisi, così come le sue iniziative umanitarie e di stabilizzazione in parti del vicinato dell’Unione e in Africa. Nell’Unione le armi da fuoco illegali hanno un chiaro impatto sulla sicurezza interna in quanto alimentano la criminalità organizzata e forniscono ai terroristi i mezzi per compiere attentati sul territorio europeo. Quanto afferma la strategia dell’Unione sulle SALW è confermato dai recenti risultati del progetto iTrace in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Ucraina e Yemen e in altri conflitti in prossimità delle frontiere esterne dell’Unione.
                        Le attività svolte ai sensi della decisione (PESC) 2015/1908 hanno confermato iTrace quale iniziativa mondiale di monitoraggio delle armi utilizzate nei conflitti. Il progetto iTrace ha operato in oltre 40 Stati colpiti da conflitti, compreso in Africa, in Medio Oriente, in Asia centrale e in Asia meridionale e orientale e ha creato il più grande registro pubblico al mondo di armi convenzionali e relative munizioni oggetto di diversione per sostenere gli Stati che si adoperano per individuare e contrastare la diversione, in linea con gli impegni assunti ai sensi del criterio 7 della posizione comune 2008/944/PESC e dell’articolo 11 dell’ATT. Esso fornisce una rendicontazione precisa sulla diversione di armi e relative munizioni alle forze ribelli armate e ai gruppi terroristici che costituiscono una minaccia per la sicurezza dell’Unione, fra cui Al Qaeda nel Maghreb islamico e Daesh/Stato islamico, e provvede alla segnalazione rapida e in forma riservata alle autorità incaricate del controllo delle esportazioni degli Stati membri circa i rischi di diversione successiva all’esportazione; trasmette, alle delegazioni dell’UE e alle missioni diplomatiche degli Stati membri nelle regioni colpite da conflitti, informazioni essenziali in tempo reale sul traffico di armi e sulle dinamiche dei conflitti. Esso effettua attività di sensibilizzazione sulle misure di controllo delle armi e di lotta alla diversione attraverso un coinvolgimento mediatico equilibrato e responsabile a livello mondiale.
                     
                  
                     
                        1.2.
                     
                     
                        Il progetto iTrace registra tuttavia un numero sostenuto di richieste da parte degli Stati membri affinché siano organizzate riunioni informative dirette, faccia a faccia, con le autorità nazionali incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi (comprese frequenti visite nelle capitali) e sia offerta una gamma più ampia di risorse in via bilaterale ai responsabili, negli Stati membri, delle politiche in materia di controllo delle esportazioni di armi.
                        La presente decisione mira pertanto a proseguire e a potenziare le attività del progetto ai sensi della decisione (PESC) 2017/2283, continuando a fornire ai responsabili delle politiche dell’Unione, agli esperti del controllo delle armi e ai funzionari incaricati del controllo delle esportazioni di armi informazioni pertinenti raccolte sistematicamente, che li aiuteranno a sviluppare strategie efficaci, basate su elementi concreti, contro la diversione e la diffusione illegale di armi convenzionali e relative munizioni per migliorare la sicurezza internazionale e regionale. Essa continuerà pertanto ad aiutarli a combinare una strategia di risposta efficace con un’azione preventiva adeguata per far fronte all’offerta e alla domanda illegali e assicurare l’effettivo controllo delle armi convenzionali nei paesi terzi.
                     
                  
                     
                        1.3.
                     
                     
                        La presente decisione prevede la prosecuzione del funzionamento e l’ulteriore potenziamento del sistema mondiale di segnalazione sulle armi iTrace, accessibile al pubblico. I progetti elencati nella decisione (PESC) 2017/2283 saranno rafforzati mediante: 1) l’aumento della frequenza e della durata delle missioni per raccogliere dati sulle forniture di armi convenzionali illegali a destinazione di regioni colpite da conflitti; 2) programmi di sostegno su misura destinati agli Stati membri comprendenti consultazioni dirette, dati e relazioni ad hoc, un help desk 24 ore su 24 e compiti di verifica successivamente alla spedizione; e 3) la formazione e il tutoraggio delle autorità nazionali negli Stati colpiti da conflitti per rintracciare le armi convenzionali illegali rinvenute o sequestrate nella loro giurisdizione territoriale per sviluppare capacità di lotta alla diversione — comprese capacità di rintracciamento nell’ambito dello strumento internazionale per il rintracciamento (ITI), per potenziare la gestione delle armi —compresa la registrazione — e per rafforzare la raccolta di dati iTrace.
                     
                  2.   Obiettivi generali
            L’azione descritta nel punto 4 continuerà a sostenere la comunità internazionale nel contrasto all’impatto destabilizzante della diversione e del traffico di armi convenzionali e relative munizioni. Continuerà a fornire ai responsabili delle politiche, agli esperti del controllo delle armi e ai funzionari incaricati del controllo delle esportazioni di armi, informazioni pertinenti che li aiuteranno a sviluppare strategie efficaci, basate su elementi concreti, contro la diversione e la diffusione illegale di armi convenzionali e relative munizioni per migliorare la sicurezza internazionale e regionale. In particolare l’azione:
            
                        a)
                     
                     
                        fornirà informazioni concrete sulla diversione e sul traffico di armi convenzionali e relative munizioni a sostegno dell’efficace attuazione della posizione comune 2008/944/PESC, dell’ATT, del programma di azione dell’ONU e dell’ITI;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        fornirà un sostegno su misura per assistere gli Stati membri nella valutazione e nella mitigazione dei rischi di diversione;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        rivelerà le rotte e le entità coinvolte nella diversione di armi convenzionali e relative munizioni verso regioni colpite da conflitti o organizzazioni terroristiche internazionali e fornirà prove dell’implicazione di gruppi e persone nel commercio illegale a sostegno dei procedimenti giudiziari nazionali;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        rafforzerà la cooperazione tra competenti organi e missioni dell’ONU e altre organizzazioni internazionali per quanto riguarda il rintracciamento di armi convenzionali e relative munizioni e la fornitura di informazioni a diretto sostegno dei meccanismi di monitoraggio esistenti, incluso il sistema di INTERPOL «iARMS» ed Europol — quest’ultimo ha stipulato nel 2019 un memorandum d’intesa con CAR sulla condivisione di informazioni;
                     
                  
                        e)
                     
                     
                        fornirà informazioni pertinenti per individuare i settori prioritari della cooperazione e dell’assistenza internazionali al fine di combattere efficacemente la diversione e il traffico di armi convenzionali e relative munizioni, quali il finanziamento di progetti in relazione alla sicurezza delle scorte e/o alla gestione delle frontiere; e
                     
                  
                        f)
                     
                     
                        offrirà un meccanismo di sostegno al monitoraggio dell’attuazione dell’ATT, in particolare per individuare la diversione di armi convenzionali trasferite, nonché per assistere i governi nella valutazione del rischio di diversione prima dell’esportazione di armi convenzionali, segnatamente il rischio di diversione all’interno del paese destinatario o di riesportazione a condizioni non ammissibili.
                     
                  3.   Sostenibilità e risultati dei progetti a lungo termine
            L’azione offrirà un quadro stabile per il monitoraggio durevole della diffusione illegale di armi convenzionali e relative munizioni. Si prevede che aumenterà considerevolmente le informazioni esistenti connesse alle armi e sosterrà in modo significativo lo sviluppo mirato di efficaci politiche sul controllo delle armi convenzionali e sul controllo delle esportazioni di armi. In particolare il progetto:
            
                        a)
                     
                     
                        alimenterà ulteriormente il sistema di gestione delle informazioni iTrace che assicurerà la raccolta e l’analisi a lungo termine dei dati sulle armi convenzionali illegali;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        fornirà ai responsabili delle politiche e agli esperti in materia di controllo delle armi convenzionali uno strumento per definire strategie più efficaci e settori prioritari per l’assistenza e la cooperazione, per esempio individuando meccanismi subregionali o regionali di cooperazione, di coordinamento e di condivisione di informazioni che occorre istituire o rafforzare, nonché scorte nazionali insicure, gestione non adeguata degli inventari, rotte dei trasferimenti illegali, controlli carenti alle frontiere e capacità di contrasto insufficienti;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        comporterà la flessibilità intrinseca necessaria per generare informazioni di rilevanza strategica, indipendentemente dalla rapidità di evoluzione delle esigenze strategiche;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        accrescerà sostanzialmente l’efficacia di persone e organizzazioni internazionali attive nel monitoraggio delle armi mettendo a disposizione un meccanismo di condivisione delle informazioni di portata sempre più ampia; e
                     
                  
                        e)
                     
                     
                        svilupperà capacità nazionali sostenibili negli Stati colpiti da conflitti per identificare e rintracciare armi convenzionali illegali e partecipare in modo più efficace alle attività internazionali di controllo delle armi e di contrasto.
                     
                  4.   Descrizione dell’azione
            4.1.   Progetto 1: Formazione e tutoraggio delle autorità nazionali negli Stati colpiti da conflitti ai fini dell’identificazione e del rintracciamento internazionale delle armi
            4.1.1.   Obiettivo del progetto
            I programmi di formazione e tutoraggio iTrace offrono alle autorità nazionali negli Stati colpiti da conflitti i metodi e le competenze per individuare autonomamente e far fronte alla diversione delle armi convenzionali. La formazione mira a rafforzare la capacità — spesso inesistente — di individuare e rintracciare armi convenzionali illegali, mentre il tutoraggio consente al personale del progetto iTrace di individuare carenze critiche in termini di capacità in tempo reale e fornire immediatamente soluzioni su misura per porvi rimedio. Inoltre, i programmi di formazione e tutoraggio iTrace consolidano le relazioni tra il progetto iTrace e le autorità nazionali, offrendo alle squadre investigative sul campo iTrace un accesso più ampio alle armi convenzionali sequestrate e recuperate e migliorando in tal modo l’intera gamma di mezzi di raccolta e analisi dei dati iTrace e di rendicontazione.
            4.1.2.   Benefici per le iniziative dell’UE sul controllo delle armi
            I programmi di formazione e tutoraggio iTrace rispondono alle azioni che figurano nella strategia dell’UE sulle SALW — sostenere le capacità nazionali per «tracciare e rintracciare le origini delle SALW illegali e delle relative munizioni nelle zone di conflitto» — e rafforzano, direttamente e indirettamente, un’ampia serie di iniziative sul controllo delle armi caldeggiate dagli Stati membri. Le conseguenze dirette includono il sostegno alle autorità di contrasto nazionali nel rintracciare le SALW in linea con lo strumento internazionale per il rintracciamento, il rafforzamento delle capacità nazionali di raccogliere dati sulle armi rintracciate — nell’ambito dell’indicatore 16.4.2. relativo agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) — così come il sostegno ai programmi di gestione delle armi e delle munizioni avviati dagli Stati membri. Le conseguenze indirette includono la ritrasmissione delle informazioni raccolte sul posto, per esempio avvertire gli Stati membri dei rischi di diversione riscontrati in paesi partner, rilevare una diversione dalle scorte nazionali e fornire dette informazioni ai programmi PSSM sostenuti dall’Unione.
            4.1.3.   Attività di progetto
            Nel 2018 CAR ha istituito l’unità di supporto tecnico (TSU), vale a dire un’unità intesa a offrire attività di formazione e tutoraggio alle autorità nazionali negli Stati colpiti da conflitti in cui opera il progetto iTrace. Tali attività di formazione e tutoraggio sono volte a potenziare le iniziative nazionali di lotta alla diversione in tutti i settori attraverso istruzioni e sviluppo di capacità in materia di rintracciamento, marcatura e registrazione di armi convenzionali — rispettando le procedure stabilite dall’ITI — riguardo ad armi convenzionali illegali sequestrate e catturate, nonché attraverso valutazioni in materia di PSSM intese a individuare e far fronte ai rischi di diversione alla fonte. CAR offrirà, ai partner locali e, ove necessario, al personale di sostegno della pace, fra cui le missioni ONU e UE e i gruppi di sorveglianza delle sanzioni dell’ONU), formazioni specializzate e basate sulle necessità. A tale riguardo, il progetto iTrace continuerà a rispondere direttamente all’azione che figura nella strategia dell’UE sulle SALW, che richiede all’UE di sostenere i «gruppi ONU incaricati del monitoraggio degli embarghi sulle armi» e di esaminare «soluzioni per migliorare l’accesso alle loro conclusioni in materia di sviamento e armi da fuoco e SALW illegali a fini di controllo delle esportazioni di armi». La formazione nell’ambito del progetto iTrace prenderà le mosse da una serie di servizi offerti da CAR dal 2014, che si sono rivelati essenziali nel sostenere i partner locali negli Stati colpiti da conflitti, nell’assistere i gruppi ONU e nell’assicurare alle squadre investigative sul campo iTrace un accesso più ampio. Il progetto dispiegherà membri appartenenti alle proprie squadre investigative sul campo e alla TSU affinché impartiscano formazioni di livello progressivamente più tecnico riguardanti:
            
                        a)
                     
                     
                        un’introduzione alla raccolta di dati sulle armi convenzionali, facendo riferimento a casi specifici;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        le tecniche elementari di identificazione delle armi convenzionali e di documentazione efficace;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        le procedure operative standard di raccolta delle prove e relativa catena di custodia;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        i requisiti relativi a indagini di ampia portata, regionali e internazionali;
                     
                  
                        e)
                     
                     
                        l’attuazione dello strumento internazionale per il rintracciamento; se del caso, le autorità nei paesi partner saranno formate e incoraggiate ad avviare richieste di rintracciamento;
                     
                  
                        f)
                     
                     
                        il rintracciamento internazionale delle armi e i sistemi di rintracciamento delle armi (in particolare Interpol ed Europol);
                     
                  
                        g)
                     
                     
                        l’uso dei «big data» e l’analisi delle tendenze; e
                     
                  
                        h)
                     
                     
                        le possibilità concernenti l’assistenza tecnica (internazionale) e l’intervento delle autorità di contrasto.
                     
                  Tali attività saranno svolte parallelamente alle indagini sul campo iTrace, comprese indagini congiunte (tutoraggio) condotte con le autorità pubbliche nazionali.
            4.1.4.   Risultati del progetto
            Il progetto mirerà a:
            
                        a)
                     
                     
                        incoraggiare le autorità nazionali a concedere alle squadre investigative sul campo iTrace un accesso più ampio, rispondendo così ai reiterati inviti affinché le squadre iTrace forniscano assistenza tecnica e capacità investigative comuni e determinando un aumento della raccolta dei dati iTrace;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        fornire un’assistenza concreta in termini di capacità ai governi nazionali che, pur subendo le conseguenze della diversione di armi convenzionali, non dispongono degli strumenti atti a individuare e segnalare le armi convenzionali oggetto di diversione; questa misura spesso apre la via a una più efficace gestione delle armi convenzionali a livello nazionale e, come tale, sostiene l’attuazione dell’ATT, dell’ITI, del programma di azione dell’ONU e dell’indicatore SDG 16.4.2., nonché la programmazione della sicurezza fisica e della gestione delle scorte e i contatti con i servizi di contrasto internazionali, fra cui Interpol (iARMS) ed Europol;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        sostenere il rafforzamento del dialogo, in particolare individuando gli interlocutori essenziali per altre iniziative sostenute dall’Unione, per esempio, le relazioni delle missioni dell’Unione con i governi ospitanti, e avviando iniziative, quali la programmazione della sicurezza fisica e della gestione delle scorte, per esempio, i progetti sostenuti dall’Unione in materia di gestione delle scorte.
                     
                  4.1.5.   Indicatori di esecuzione del progetto
            Fino a 40 visite di formazione e tutoraggio sul campo, dando particolare risalto alla ripetizione delle visite per sostenere le autorità nazionali nello sviluppo di capacità di rintracciamento.
            Il progetto sarà attuato nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di tre anni.
            4.1.6.   Beneficiari del progetto
            Le attività di formazione e tutoraggio iTrace produrranno benefici diretti per le parti interessate negli Stati colpiti da conflitti, compresi i servizi di contrasto e i procuratori. Il programma fornirà sostegno indiretto ai dialoghi nazionali con iniziative finanziate dall’Unione e iniziative di altro tipo sul controllo delle armi, incoraggiando il ricorso a meccanismi di rintracciamento internazionali (compresi il sistema iARMS di Interpol ed Europol) e facilitando la partecipazione a progetti di gestione delle scorte sostenuti dall’Unione e ad altri progetti di controllo delle SALW.
            4.2.   Progetto 2: Aumento delle indagini sul campo necessarie ad alimentare ulteriormente il sistema iTrace con prove documentali in tempo reale relative a diversione e traffico di armi e munizioni convenzionali e con altre informazioni pertinenti
            4.2.1.   Obiettivo del progetto
            Il progetto aumenterà la frequenza e la durata delle ricerche sul campo relativamente alle armi e munizioni convenzionali in circolazione in zone colpite da conflitti. Il progetto accorderà la priorità a paesi che destano particolari preoccupazioni negli Stati membri, inclusi, tra gli altri, Afghanistan, Iraq, Libia, Mali, Siria, Somalia, Sud Sudan, Ucraina e Yemen. Tali indagini sul campo forniranno prove concrete di armi convenzionali oggetto di diversione in possesso di forze ribelli e gruppi terroristici, che altrimenti sfuggirebbero all’attenzione degli osservatori esterni (compresi gli Stati membri esportatori di armi). CAR chiederà l’approvazione preventiva del Gruppo «Esportazione di armi convenzionali» dell’UE prima di avviare un dialogo sostanziale in tutti i paesi che non sono stati in precedenza oggetto di indagini sul campo iTrace e di programmi di formazione e tutoraggio iTrace.
            Grazie all’impiego di nuove tecnologie e di tecniche avanzate di polizia scientifica, CAR si avvarrà di una serie di attività sul campo, tra cui il potenziamento della documentazione fotografica, lo sfruttamento delle tecniche di polizia scientifica e il recupero delle marcature cancellate. CAR ha dimostrato che tali metodi rivelano informazioni tracciabili su armi, munizioni e materiale correlato in precedenza irreperibili, consentendo lo svolgimento di indagini su una gamma sempre più ampia di materiali illegali, i cui dati identificativi sono stati rimossi per dissimularne la provenienza.
            I dati che ne risultano miglioreranno la comprensione collettiva da parte degli Stati membri delle diversioni e dei trasferimenti illeciti, come pure dei metodi utilizzati dai trafficanti per occultarli, e miglioreranno sostanzialmente le capacità di contrastare il commercio illegale.
            4.2.2.   Benefici per le iniziative dell’UE sul controllo delle armi
            Le indagini sul campo iTrace forniscono uno scenario di riferimento dinamico riguardante le armi convenzionali oggetto di diversione negli Stati colpiti da conflitti. Tale scenario di riferimento fornisce un quadro costante dell’efficacia della posizione comune 2008/944/PESC e degli accordi sul controllo delle armi che gli Stati membri si sono impegnati a rispettare, tra cui l’ATT, il programma d’azione dell’ONU e la strategia dell’UE in materia di SALW. La documentazione completa relativa alle armi utilizzate nei conflitti serve anche da base di partenza per rintracciare le armi convenzionali formali e per condurre indagini approfondite sul finanziamento dei conflitti e sulle reti di approvvigionamento di armi.
            4.2.3.   Attività di progetto
            Nell’ambito del progetto saranno intraprese le attività seguenti:
            
                        a)
                     
                     
                        invio di esperti di armi qualificati per la conduzione di analisi sul campo relative a armi convenzionali illegali e relative munizioni recuperate da Stati colpiti da conflitti;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        analisi, riesame e verifica di prove documentate su armi convenzionali illegali e relative munizioni e sui relativi utilizzatori, compresi, tra l’altro, la documentazione fotografica, lo sfruttamento delle tecniche di polizia scientifica e il recupero delle marcature cancellate delle armi, di loro componenti e di marcature interne ed esterne, imballaggi e documenti di spedizione associati, combinati con i risultati delle indagini sul campo (utilizzatori, fornitori e rotte dei trasferimenti);
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        inserimento di tutte le prove raccolte e riesaminate nel sistema di gestione delle informazioni iTrace e, una volta verificate, nel portale di mappatura in linea iTrace;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        individuazione e sostegno dei partner locali al fine di garantire la prosecuzione della raccolta dati a sostegno di iTrace per tutta la durata dell’azione proposta e oltre;
                     
                  
                        e)
                     
                     
                        prosecuzione dei contatti con i governi degli Stati membri volti a predefinire punti di contatto nazionali, e un meccanismo di coordinamento, al fine di chiarire il raggio d’azione delle indagini di CAR e di attenuare possibili conflitti di interesse, prima delle suddette indagini.
                     
                  Il progetto sarà attuato in modo graduale nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di tre anni.
            4.2.4.   Risultati del progetto
            Il progetto mirerà a:
            
                        a)
                     
                     
                        documentare, in loco, le prove materiali di armi convenzionali e relative munizioni oggetto di diversione o traffico nelle regioni colpite da conflitti;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        verificare e documentare i casi di traffico illegale sulla base delle prove raccolte da CAR, da organizzazioni con cui vigono accordi in materia di condivisione di informazioni con CAR e, se del caso, da altre organizzazioni in merito ad armi convenzionali e relative munizioni oggetto di diversione o traffico in tutte le regioni;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        fornire prove visive e materiali concrete di armi convenzionali e relative munizioni oggetto di diversione o traffico, comprese fotografie di articoli, numeri di serie, marchi di fabbrica, contenitori, distinte di colli, documenti di spedizione e documentazione e informazioni sugli utenti finali, ottenute tramite lo sfruttamento delle tecniche di polizia scientifica e il recupero delle marcature cancellate;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        generare resoconti testuali di attività illegali, comprendenti le rotte del traffico, gli attori e le reti di finanziamento e di sostegno coinvolti nella diversione o nel trasferimento illegale e valutazioni dei fattori concorrenti (tra cui gestione e sicurezza inefficienti delle scorte e reti di approvvigionamento illegali, deliberatamente orchestrate dallo Stato);
                     
                  
                        e)
                     
                     
                        inserire le suddette prove nel sistema di gestione delle informazioni iTrace e, una volta verificate, nel portale di mappatura in linea iTrace ai fini di una piena divulgazione al pubblico e agli Stati membri attraverso piattaforme desktop e mobili sicure.
                     
                  4.2.5.   Indicatori di esecuzione del progetto
            Fino a 75 presenze sul campo (se necessario prorogate) nell’intero periodo di tre anni per ottenere elementi di prova da inserire nel sistema di gestione delle informazioni e portale di mappatura in linea iTrace.
            Il progetto sarà attuato nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di tre anni.
            4.2.6.   Beneficiari del progetto
            
               iTrace continuerà a fornire informazioni sempre più complete destinate esplicitamente, in primo luogo, ai responsabili nazionali dell’UE sul controllo delle armi e alle autorità del rilascio delle licenze di esportazione di armi, nonché alle istituzioni, agenzie e missioni dell’Unione. Tali beneficiari dell’Unione avranno anche accesso a informazioni riservate attraverso piattaforme desktop e mobili sicure fornite da iTrace.
            Le informazioni pubbliche continueranno a essere accessibili anche a tutti i beneficiari dell’Unione, come pure a quelli non-Unione — quali i responsabili delle politiche sul controllo delle armi e le autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi nei paesi terzi — alle organizzazioni non governative di ricerca, alle organizzazioni impegnate nella causa e ai media internazionali.
            4.3.   Progetto 3: Sostegno su misura alle autorità incaricate del controllo delle esportazioni di armi e ai responsabili delle politiche in materia di controllo delle armi degli Stati membri.
            4.3.1.   Obiettivo del progetto
            Il progetto fornirà agli Stati membri un sostegno bilaterale coerente, tra cui visite periodiche faccia a faccia e relazioni ad hoc, che saranno adattate agli specifici ambiti di interesse nel settore del controllo delle armi e ai requisiti in materia di informazione di ciascuno Stato membro. Le informazioni fornite dalle autorità degli Stati membri incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi saranno trattate con il rispetto e la riservatezza del caso. CAR continuerà inoltre a essere in contatto con una serie di autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi nei paesi terzi. Tali rapporti contribuiranno a diversi aspetti critici degli sforzi internazionali volti ad affrontare la diversione e il traffico di armi convenzionali e rafforzeranno le misure internazionali di lotta alla diversione, tra cui:
            
                        a)
                     
                     
                        la messa a disposizione delle autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di prove e dati precisi su casi di diversione documentati; e
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        la messa a disposizione degli Stati membri della capacità di effettuare verifiche successive alla spedizione/consegna, o il sostegno a detta capacità, su richiesta ufficiale delle autorità nazionali dell’UE incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi.
                     
                  4.3.2.   Benefici per le iniziative dell’UE sul controllo delle armi
            Le visite periodiche da parte della squadra del progetto iTrace nelle capitali degli Stati membri consentono discussioni bilaterali su argomenti sensibili (per esempio, la diversione post-esportazione), permettono agli Stati membri di contribuire direttamente alla progettazione di iTrace e ai relativi risultati (direzione e portata delle indagini e dei tipi di relazioni) e contribuiscono a sviluppare misure miranti a rafforzare la fiducia (per esempio, i processi iTrace«notifica preventiva» e «diritto di risposta»). Le attività di sensibilizzazione su iTrace presso gli Stati membri rivestono un’importanza cruciale in quanto forniscono un consesso dove avviare discussioni spesso sfumate sulle sfide e le opportunità a livello nazionale connesse agli impegni derivanti dal criterio 7 della posizione comune 2008/944/PESC e dall’articolo 11 dell’ATT. Nell’ambito dei progetti iTrace precedenti (I, II e III), le visite di sensibilizzazione sono state fondamentali per comprendere i requisiti in materia di informazione degli Stati membri, siano essi di natura generale («Qual è la valutazione della minaccia relativa alle armi che entrano in un particolare teatro di conflitto armato») o specifici al progetto iTrace («Occorre un dashboard che ci segnali immediatamente tutte le armi di produzione nazionale documentate dalle squadre iTrace sul campo»).
            4.3.3.   Attività di progetto
            Nell’ambito del progetto saranno intraprese le attività seguenti:
            
                        a)
                     
                     
                        l’invio di squadre iTrace che visitino ripetutamente le autorità competenti delle capitali negli Stati membri per ragguagliarle su questioni attinenti alla lotta alla diversione e riferire in merito alle rispettive indagini;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        la continuazione di un helpdesk che fornisca, 24 ore su 24, consulenza immediata sulla lotta alla diversione o su accuse potenzialmente negative mosse dalla stampa sulla base di segnalazioni di terzi non verificate;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        la manutenzione di dashboard online che trasmettano dati criptati derivanti dal sistema di gestione delle informazioni iTrace alle autorità degli Stati membri incaricate del rilascio delle licenze di esportazione, segnalando le parti con precedenti di diversione di armi convenzionali, tracciando un profilo delle destinazioni ad alto rischio e fornendo informazioni in tempo reale sulla diversione di armi di fabbricazione nazionale; e
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        la messa a disposizione degli Stati membri di controlli (verifiche) sull’uso finale successivi alla consegna, o il sostegno a detti controlli, da parte delle squadre iTrace di indagine sul campo e su richiesta ufficiale delle autorità degli Stati membri incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi.
                     
                  Il progetto sarà attuato nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di tre anni.
            4.3.4.   Risultati del progetto
            Il progetto mirerà a:
            
                        a)
                     
                     
                        assistere, su loro richiesta, le autorità degli Stati membri incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi nell’individuazione dei casi di diversione successivi all’esportazione;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        fornire informazioni a sostegno di un’analisi del rischio di diversione da parte delle autorità degli Stati membri incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi, in linea con la posizione comune 2008/944/PESC e l’ATT, prima del rilascio delle licenze di esportazione;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        fornire, su loro richiesta, alle autorità degli Stati membri incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi una capacità di verifica successiva alla spedizione;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        sostenere i responsabili delle politiche in materia di controllo delle armi degli Stati membri con informazioni in tempo reale sulle tendenze di diversione e traffico a supporto dell’impegno nazionale nei processi strategici internazionali; e
                     
                  
                        e)
                     
                     
                        assistere, se del caso e su loro richiesta, i servizi di contrasto nazionali degli Stati membri nelle indagini penali.
                     
                  4.3.5.   Indicatori di esecuzione del progetto
            Il funzionamento di dashboard personalizzati per desktop e dispositivi mobili che trasmettano alle autorità nazionali degli Stati membri informazioni a partire da partizioni sicure del sistema iTrace. Un helpdesk gestito dal personale del progetto iTrace che fornisca pieno sostegno alle autorità incaricate del controllo delle esportazioni di armi e ai responsabili delle politiche in materia di controllo delle armi degli Stati membri. Su richiesta, fino a 45 visite nelle capitali degli Stati membri.
            Il progetto sarà attuato nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di tre anni.
            4.3.6.   Beneficiari del progetto
            Tutti gli Stati membri interessati, con lo svolgimento, su richiesta, di visite nelle capitali e di missioni di verifica successive alla spedizione.
            4.4.   Progetto 4: Sensibilizzazione dei soggetti interessati e coordinamento internazionale
            4.4.1.   Obiettivo del progetto
            Il progetto illustrerà i vantaggi di iTrace ai responsabili delle politiche internazionali e nazionali, agli esperti del controllo delle armi convenzionali e alle autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi. Saranno inoltre ideate iniziative volte a coordinare ulteriormente la condivisione delle informazioni e a creare partenariati sostenibili con persone e organizzazioni in grado di produrre informazioni che possano essere inserite nel sistema iTrace.
            4.4.2.   Benefici per le iniziative dell’Unione sul controllo delle armi
            Il progetto illustrerà, nel contesto di numerosi eventi, conferenze e processi, il sostegno fornito dall’Unione al progetto iTrace e dimostrerà il ruolo del progetto nel fornire informazioni concrete a sostegno delle iniziative internazionali sul controllo delle armi. I progetti iTrace che si sono succeduti (I, II e III) hanno dimostrato che la sensibilizzazione a livello internazionale svolge un ruolo fondamentale nel: 1) definire l’agenda internazionale relativa ai processi internazionali di controllo delle armi; e 2) creare opportunità di cooperazione con Stati non appartenenti all’Unione al progetto iTrace e, più in generale, a iniziative sul controllo delle armi.
            4.4.3.   Attività di progetto
            Prestando la dovuta attenzione per evitare sovrapposizioni con altri compiti, per esempio in materia di sensibilizzazione sull’ATT, nell’ambito del progetto saranno intraprese le seguenti attività:
            
                        a)
                     
                     
                        presentazioni a cura del personale del progetto iTrace in occasione di conferenze internazionali pertinenti dedicate al commercio illegale di armi convenzionali in tutti i suoi aspetti. Le presentazioni saranno concepite per illustrare iTrace con un accento sui seguenti aspetti: 1) vantaggi concreti per l’assistenza nel monitoraggio dell’attuazione dell’ATT, del programma di azione dell’ONU e di altri strumenti internazionali pertinenti; 2) utilità nell’individuare i settori prioritari per la cooperazione e l’assistenza internazionali; e 3) utilità in quanto meccanismo di definizione e valutazione dei rischi per le autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        presentazioni a cura del personale del progetto iTrace ai governi nazionali e alle operazioni di mantenimento della pace. Le presentazioni saranno concepite per illustrare iTrace ai dipartimenti preposti alle missioni, incoraggiare e sviluppare accordi formali in materia di condivisione delle informazioni in grado di produrre informazioni che possono essere inserite nel sistema iTrace, nonché assistere i responsabili delle politiche nell’individuazione dei settori prioritari per l’assistenza e la cooperazione internazionali.
                     
                  Il progetto sarà attuato nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di tre anni.
            4.4.4.   Risultati del progetto
            Il progetto mirerà a:
            
                        a)
                     
                     
                        dimostrare l’utilità di iTrace e del concetto di documentazione, compilazione e condivisione di dati sulla diversione ai responsabili delle politiche internazionali e nazionali impegnati nell’attuazione degli accordi in materia di controllo delle armi convenzionali e di controllo delle esportazioni di armi (l’ATT, il programma di azione dell’ONU e altri strumenti internazionali pertinenti), e sostenerne l’attuazione;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        fornire le informazioni pertinenti per assistere i responsabili delle politiche e gli esperti del controllo delle armi convenzionali nell’individuazione dei settori prioritari per l’assistenza e la cooperazione internazionali e nell’elaborazione di efficaci strategie di lotta alla diversione;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        fornire, alle autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi, informazioni approfondite su iTrace e la sua utilità nella valutazione del rischio, prevedendo anche ulteriori modalità di riscontro e potenziamento del sistema;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        agevolare la condivisione di informazioni tra i governi nazionali e le operazioni ONU di mantenimento della pace e di sorveglianza delle sanzioni, ivi inclusi il trattamento e l’analisi dei dati con l’ausilio del sistema iTrace;
                     
                  
                        e)
                     
                     
                        facilitare il collegamento in rete di un gruppo crescente di esperti del controllo delle armi convenzionali impegnati in indagini in loco sulla diversione e il traffico di armi convenzionali e relative munizioni;
                     
                  
                        f)
                     
                     
                        rafforzare il profilo pubblico del rintracciamento delle armi convenzionali e delle relative munizioni quale mezzo per assistere nel monitoraggio dell’attuazione dell’ATT, del programma di azione dell’ONU, dello strumento internazionale per il rintracciamento e di altri strumenti internazionali e regionali di controllo delle armi e di controllo delle esportazioni di armi.
                     
                  4.4.5.   Indicatori di esecuzione del progetto
            Un massimo di 30 conferenze di sensibilizzazione con la presenza di personale iTrace. In tutte le conferenze sarà prevista la presentazione di iTrace. Le relazioni trimestrali descrittive conterranno gli ordini del giorno e brevi sintesi delle conferenze.
            Il progetto sarà attuato nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di tre anni.
            4.4.6.   Beneficiari del progetto
            Per l’elenco completo dei beneficiari, che è identico a quello dei beneficiari del presente progetto, si veda il punto 4.2.6.
            4.5.   Progetto 5: Relazioni strategiche di iTrace
            
            4.5.1.   Obiettivo del progetto
            Il progetto fornirà relazioni su questioni strategiche fondamentali, ricavate dai dati prodotti dalle indagini sul campo e presentate nel sistema iTrace. Le relazioni saranno concepite in modo da mettere in evidenza aspetti specifici di interesse internazionale, tra cui importanti modelli di traffico di armi convenzionali e relative munizioni, la distribuzione regionale di armi convenzionali e relative munizioni oggetto di traffico e i settori prioritari che meritano attenzione a livello internazionale.
            4.5.2.   Benefici per le iniziative dell’Unione sul controllo delle armi
            Le relazioni strategiche di iTrace focalizzano l’attenzione internazionale sulla natura globale delle iniziative dell’Unione sul controllo delle armi e sugli impegni assunti dagli Stati membri per contrastare la diversione delle armi convenzionali e delle relative munizioni. Dal 2013 tali relazioni sono state riprese in modo significativo da numerosi organi di informazione di importanza mondiale, ispirando azioni a livello nazionale da parte di governi, parlamentari e della società civile. Poiché non esitano a individuare armi convenzionali illegali provenienti dall’Unione, le relazioni di iTrace mettono in evidenza l’atteggiamento avanzato degli Stati membri nei confronti del controllo delle armi. Verosimilmente, ciò incoraggia la trasparenza e l’aumento delle adesioni, e l’universalizzazione dei trattati e dei regimi multilaterali in materia di disarmo, non proliferazione e controllo degli armamenti, come invocato nella strategia globale dell’UE, vale a dire il principio del «dare l’esempio».
            4.5.3.   Attività di progetto
            Analisi approfondita che terminerà con la stesura, la revisione, la compilazione e la pubblicazione, compresa la stampa e la distribuzione, di un massimo di 20 relazioni strategiche di iTrace.
            4.5.4.   Risultati del progetto
            Il progetto mirerà a:
            
                        a)
                     
                     
                        produrre un massimo di 20 relazioni, ognuna delle quali delineerà un diverso aspetto di interesse internazionale;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        assicurare la distribuzione delle relazioni strategiche di iTrace a tutti gli Stati membri;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        delineare una strategia di sensibilizzazione mirata per assicurare la massima copertura globale;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        sostenere la visibilità dell’azione sulla scena politica e nei media internazionali, presentando tra l’altro informazioni sulle armi convenzionali illegali concernenti temi di attualità, fornendo analisi di rilevanza politica a corredo delle procedure in corso di controllo delle armi e dando alle relazioni un taglio che susciti il massimo interesse dei media internazionali.
                     
                  4.5.5.   Indicatori di esecuzione del progetto
            Un massimo di 20 relazioni strategiche di iTrace disponibili pubblicamente in linea per l’intera durata dell’azione proposta.
            Il progetto sarà attuato nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di tre anni.
            4.5.6.   Beneficiari del progetto
            Per l’elenco completo dei beneficiari, che è identico a quello dei beneficiari del presente progetto, si veda il punto 4.2.6.
            4.6.   Progetto 6: Rintracciamento di armi convenzionali illegali e relative munizioni e indagini rafforzate
            4.6.1.   Obiettivo del progetto
            Il progetto continuerà a inviare richieste formali di rintracciamento ai governi nazionali, in relazione alle armi convenzionali illegali e relative munizioni, le cui risposte forniscono informazioni complete sulle catene di approvvigionamento e individuano il luogo e le circostanze in cui sono state oggetto di diversione verso utilizzatori non autorizzati. Tali attività mirano a determinare i meccanismi di diversione di armi convenzionali e relative munizioni, caso per caso e con il sostegno degli Stati esportatori, in particolare le autorità degli Stati membri incaricate del controllo delle esportazioni di armi. I rintracciamenti forniscono informazioni dettagliate sulle reti di approvvigionamento di armi convenzionali illegali, individuano casi di ritrasferimenti non autorizzati in violazione delle norme d’uso, segnalano le violazioni agli embargo sulle armi imposti dall’ONU e dall’Unione e segnalano gli Stati casi di diversione successiva all’esportazione. Soprattutto, dato che i governi nazionali stessi forniscono informazioni di rintracciamento, il processo di rintracciamento fornisce una base per il processo decisionale relativo al controllo delle armi.
            4.6.2.   Benefici per le iniziative dell’Unione sul controllo delle armi
            Le richieste di rintracciamento hanno consentito al progetto iTrace di fornire un contributo a sostegno di interventi di contrasto a opera di vari Stati membri e Stati terzi, compresi il perseguimento e la condanna di persone coinvolte nel traffico di armi convenzionali, delle relative munizioni e di materiale correlato.
            Le richieste di rintracciamento segnalano altresì agli Stati membri casi di diversione successiva all’esportazione, fornendo informazioni essenziali per sostenere un’efficace valutazione dei rischi in relazione al rilascio delle licenze di esportazione. In quanto tale, iTrace fornisce direttamente informazioni per assistere gli Stati membri nell’attuazione del criterio 7 della posizione comune 2008/944/PESC e dell’articolo 11 dell’ATT. Le informazioni ottenute grazie al processo di rintracciamento individuano altresì utilizzatori finali non autorizzati, soggetti coinvolti nella diversione di armi convenzionali, parti illegali della catena di approvvigionamento e finanziatori illeciti, fornendo agli Stati membri dati fondamentali per la definizione del rischio in merito alle esportazioni.
            4.6.3.   Attività di progetto
            Un flusso costante di richieste di rintracciamento, di comunicazioni associate e indagini di follow-up per tutta la durata del progetto.
            4.6.4.   Risultati del progetto
            Il progetto mirerà a:
            
                        a)
                     
                     
                        rintracciare a un ritmo senza precedenti le armi convenzionali illegali e le relative munizioni rinvenute in zone colpite da conflitti. I miglioramenti apportati alle procedure operative standard di CAR durante iTrace III, in seguito ad approfondite consultazioni con gli Stati membri, assicurerà che le informazioni raccolte dall’unità di rintracciamento CAR siano riesaminate dai governi nazionali prima della pubblicazione e contribuiscano al più grande registro pubblico al mondo di rintracciamenti di armi utilizzate nei conflitti;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        l’unità di indagine rafforzata, di recente istituzione, riunirà le informazioni raccolte dai rintracciamenti di armi convenzionali illegali e relative munizioni al fine di determinare, a un livello più ampio, il «chi, perché, cosa, come e quando» della diversione procedendo a una mappatura delle catene di approvvigionamento centrata su tre pilastri di indagine: reti degli individui coinvolti, finanziamenti di armi illegali, logistica degli approvvigionamenti. Detta unità potrà essere dispiegata in tutto il mondo e si adopererà per ottenere testimonianze, informazioni finanziarie e documenti non disponibili pubblicamente, all’interno e al di fuori delle zone colpite da conflitti; e
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        infine, l’unità di indagine rafforzata fornirà ai responsabili delle politiche una nuova gamma di possibilità per affrontare i trasferimenti illegali di armi convenzionali e delle relative munizioni e le reti finanziarie e logistiche sottostanti, integrando misure quali l’embargo sulle armi e i controlli diretti delle esportazioni proponendo soluzioni di «perturbazione» delle reti che vanno dalla dovuta diligenza bancaria a ispezioni mirate di container e alla segnalazione di intermediari commerciali.
                     
                  4.6.5.   Indicatori di esecuzione del progetto
            Il volume e il successo delle richieste di rintracciamento saranno registrati e valutati su base continuativa per tutta la durata dell’azione.
            Il progetto sarà attuato nell’intero periodo del progetto iTrace della durata di tre anni.
            4.6.6.   Beneficiari del progetto
            Per l’elenco completo dei beneficiari, che è identico a quello dei beneficiari del presente progetto, si veda il punto 4.2.6.
            5.   Sedi
            Per i progetti 1, 2 e 6 sarà richiesto il dispiegamento sul campo di un numero elevato di esperti di armi convenzionali nelle regioni colpite da conflitti. I dispiegamenti saranno valutati caso per caso, sotto il profilo della sicurezza, dell’accesso e della disponibilità di informazioni. CAR ha già stabilito contatti o avviato progetti in molti paesi interessati. Il progetto 3 sarà realizzato nelle capitali degli Stati membri (con ulteriori spostamenti interni ai paesi in funzione delle esigenze degli Stati membri). Il progetto 4 sarà condotto in conferenze internazionali e, in coordinamento con i governi nazionali e le organizzazioni pertinenti, su scala mondiale per assicurarne la massima visibilità. Le relazioni del progetto 5 saranno compilate in Belgio, Italia, Francia e Regno Unito.
            6.   Durata
            La durata totale stimata dei progetti combinati è di 36 mesi.
            7.   Entità di esecuzione e visibilità dell’Unione
            CAR comprende piccole squadre investigative sul campo unite a forze di difesa e sicurezza locali o personale di mantenimento/sostegno della pace e altri attori dotati di mandati nel settore della sicurezza. Ogniqualvolta tali forze/missioni mettano in sicurezza armi illegali o siti di raccolta di prove, le squadre CAR recuperano tutte le prove disponibili su di esse e sui gruppi di loro utilizzatori. Successivamente, CAR procede a rintracciare tutti gli oggetti identificabili in modo univoco ed effettua indagini ad ampio spettro sui trasferimenti illegali di armi, le catene di approvvigionamento e il sostegno a parti che minacciano la pace e la stabilità.
            In collaborazione con le autorità nazionali incaricate del rilascio delle licenze di esportazione, CAR ricostruisce le catene di approvvigionamento responsabili della fornitura di armi nei conflitti armati, individuando attività illecite e diversioni di armi da mercati legali a mercati illegali. CAR registra le informazioni raccolte nel proprio sistema iTrace di monitoraggio delle armi a livello mondiale, il quale, con oltre 500 000 armi, munizioni e materiale correlato utilizzati nei conflitti, costituisce il più vasto registro al mondo di dati sulle armi utilizzate nei conflitti.
            CAR utilizza queste informazioni per: a) avvertire gli Stati membri della diversione di armi convenzionali e relative munizioni; e b) favorire iniziative mirate di lotta alla diversione, tra cui la modifica delle misure di controllo delle esportazioni e azioni diplomatiche internazionali.
            Tale metodologia si è dimostrata efficace nell’individuare quasi immediatamente casi di diversione grazie alle squadre CAR sul campo che hanno avvisato gli Stati membri della diversione di armi, mentre erano ancora dispiegate in zone colpite da conflitti, per esempio in loco a Mosul, Iraq. In alcuni casi, le squadre CAR hanno scoperto ritrasferimenti non autorizzati di armi nei due mesi successivi alla loro uscita dalla fabbrica di produzione.
            La decisione (PESC) 2017/2283 fornisce un sostegno a CAR per il proseguimento e il potenziamento del progetto iTrace creato dalla decisione 2013/698/PESC e prorogato dalla decisione (PESC) 2015/1908. I progetti, noti rispettivamente come iTrace I, II e III, hanno affermato iTrace quale importante iniziativa per il monitoraggio delle armi utilizzate nei conflitti a livello mondiale e ha fornito un sostegno diretto alle autorità incaricate del rilascio delle licenze di esportazione di armi e ai responsabili delle politiche in materia di controllo delle armi dell’UE.
            Inoltre, il 2 dicembre 2015 il piano d’azione dell’UE contro il traffico e l’uso illecito di armi da fuoco ed esplosivi ha chiesto di «ampliare l’uso di iTrace» e ha raccomandato che le autorità di contrasto nazionali che individuano casi di diversione di armi e munizioni controllino i risultati avvalendosi delle voci contenute in iTrace. Nel 2019 CAR ha concluso con Europol un memorandum d’intesa per fornire assistenza in tali attività. CAR ha inoltre fornito dati iTrace al sistema iARMS di Interpol e assistito Interpol nell’individuazione delle armi caricate in iARMS dagli Stati membri.
            CAR adotterà tutte le misure opportune a pubblicizzare il fatto che l’azione è stata finanziata dall’Unione. Tali misure saranno attuate in linea con il Manuale di comunicazione e visibilità per le azioni esterne dell’Unione europea elaborato e pubblicato dalla Commissione europea.
            CAR garantirà così la visibilità del contributo dell’Unione con un’opportuna strategia di marchio e pubblicità che metta in risalto il ruolo dell’Unione, assicuri la trasparenza delle sue azioni e aumenti la consapevolezza quanto ai motivi della presente decisione, nonché al sostegno dell’Unione alla presente decisione e ai risultati di tale sostegno. Sul materiale prodotto dal progetto figurerà in modo evidente la bandiera dell’Unione, conformemente agli orientamenti dell’Unione per l’uso corretto e la riproduzione corretta della bandiera.
            8.   Metodologia e misure di salvaguardia per i partner pubblici nazionali
            L’azione iTrace manterrà una segnalazione politicamente equilibrata. In linea con i principi fondamentali di CAR, l’azione segnalerà le armi convenzionali illegali e le relative munizioni, che le squadre investigative sul campo di CAR documentano negli Stati colpiti da conflitti, fatto salvo il loro tipo o provenienza e a prescindere dall’affiliazione della parte che detiene tali armi. CAR riconosce che gli Stati membri che divulgano informazioni a fini di trasparenza possono esporre le loro esportazioni di armi a un maggiore controllo pubblico. CAR, pertanto, nella massima misura possibile:
            
                        a)
                     
                     
                        riconoscerà, nelle sue segnalazioni pubbliche, gli Stati membri che hanno fornito informazioni all’azione iTrace ai fini della trasparenza pubblica; e
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        garantirà che la segnalazione pubblica di iTrace differenzi nettamente gli Stati membri di cui alla lettera a) dagli Stati che sistematicamente non divulgano informazioni a sostegno delle indagini iTrace.
                     
                  8.1.   Chiarezza operativa
            CAR chiederà l’approvazione preventiva del COARM prima di avviare un dialogo sostanziale in tutti i paesi che non sono stati in precedenza oggetto di indagini sul campo iTrace e di programmi di formazione e tutoraggio iTrace. Qualsiasi richiesta di questo tipo presenterà l’ampia attenzione in materia di indagini e metodologia di CAR previsto per il paese. Al momento dell’adozione della presente decisione, i programmi iTrace erano stati attuati in precedenza nei seguenti paesi: Afghanistan; Bahrein; Benin; Burkina Faso; Repubblica centrafricana; Ciad; Repubblica democratica del Congo; Costa d’Avorio; Egitto; Etiopia; Gambia; Ghana; India; Iraq; Israele; Giordania; Kenya; Libano; Libia; Mali; Mauritania; Marocco; Myanmar/Birmania; Nepal; Niger; Nigeria; Filippine; Arabia Saudita; Senegal; Somalia; Sud Sudan; Sudan; Siria; Tunisia; Turchia; Uganda; Ucraina; Emirati arabi uniti; e Yemen.
            8.2.   Mitigazione delle distorsioni
            CAR riconosce che il livello di dettaglio fornito dai governi nazionali in risposta alle richieste di rintracciamento, che va dalla mancata risposta, alla divulgazione integrale e alla trasmissione dei documenti di trasferimento, può avere come risultato un diverso grado di esposizione pubblica degli Stati membri. CAR si impegna ad attenuare ogni distorsione implicita, che tale disparità nelle risposte di rintracciamento potrebbe introdurre nella segnalazione di iTrace:
            
                        a)
                     
                     
                        indicando esplicitamente, nel testo, tutti i casi segnalati dall’azione iTrace in cui gli Stati membri hanno risposto in modo trasparente a richieste di rintracciamento in modo tale che, se del caso, si affermi inequivocabilmente la legalità dei trasferimenti soggetti a tali richieste di rintracciamento;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        indicando esplicitamente nel testo, a titolo introduttivo, tutti i casi segnalati dall’azione iTrace in cui gli Stati non hanno risposto alle richieste di rintracciamento, affermando che «data l’assenza di una risposta di rintracciamento, CAR non può pronunciarsi sulla legalità del trasferimento in questione» (ciò non si applicherà ai casi in cui gli Stati membri, in risposta a specifiche richieste di rintracciamento, hanno fornito i motivi che impediscono loro di rispondere immediatamente o per intero); e
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        fornendo regolarmente relazioni al servizio europeo per l’azione esterna su tutti i casi in cui CAR non ha ricevuto dagli Stati un avviso di ricevimento di una richiesta di rintracciamento entro 28 giorni dal ricevimento. CAR registrerà tutti gli avvisi di ricevimento che riceve sotto forma di lettere, fax, e-mail o telefonate.
                     
                  8.3.   Processo di rintracciamento
            Gli Stati membri rispondono alle richieste di rintracciamento formulate da CAR nell’ambito del progetto iTrace a loro completa discrezione, conformemente alla rispettiva legislazione nazionale in materia di controlli delle esportazioni e riservatezza dei dati.
            CAR inizialmente invia le richieste di rintracciamento per via elettronica alla missione permanente di un governo presso le Nazioni Unite a New York, sebbene incoraggi i governi nazionali, per motivi amministrativi ad assegnare un punto di contatto nella capitale per le future comunicazioni con l’azione iTrace.
            Il processo di rintracciamento segue la procedura operativa standard interna di CAR 02.02 e comprende le seguenti fasi:
            
                        a)
                     
                     
                        una volta ottenuti i dati, le squadre investigative sul campo che hanno l’obbligo di rintracciare le armi convenzionali e le relative munizioni, le marcano per il rintracciamento nel sistema mondiale di segnalazione sulle armi iTrace;
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        l’unità di rintracciamento di CAR esamina tutti gli altri dati raccolti in loco e, in collaborazione con l’unità analitica di CAR, avvia ogni ulteriore richiesta di rintracciamento che ritiene pertinente;
                     
                  
                        c)
                     
                     
                        per gli elementi selezionati per il rintracciamento, il sistema automaticamente: i) attribuisce un numero di richiesta di rintracciamento a ciascun elemento; ii) compila richieste di rintracciamento per uno o più elementi, provenienti da un solo paese, in una unica comunicazione di rintracciamento; e iii) attribuisce un numero di corrispondenza a ciascuna comunicazione di rintracciamento;
                     
                  
                        d)
                     
                     
                        l’invio di una richiesta di rintracciamento dà l’avvio a un periodo di attesa di 28 giorni, tenendo conto delle procedure nazionali, per esempio negli Stati membri. Durante il periodo di attesa, l’elemento non può essere pubblicato o menzionato in nessuno dei risultati di CAR;
                     
                  
                        e)
                     
                     
                        se, al termine del periodo di 28 giorni, non ha ricevuto una risposta di rintracciamento, l’unità di rintracciamento può trasmettere un sollecito (per e-mail o per telefono, con registrazione di tutte le comunicazioni intrattenute). Il sollecito non dà l’avvio a un altro periodo di 28 giorni;
                     
                  
                        f)
                     
                     
                        quando l’unità di rintracciamento riceve una risposta a una richiesta di rintracciamento, ne informa tutto il personale interessato, che discute in merito alla risposta con l’unità di rintracciamento e decide una linea d’azione (vale a dire, la parte rispondente ha risposto alle domande di CAR? CAR deve dare seguito o chiedere chiarimenti? CAR può emettere un diritto di risposta?);
                     
                  
                        g)
                     
                     
                        una volta ricevuti tutti i chiarimenti, l’unità di rintracciamento compila una notifica di diritto di risposta. Si tratta di una breve sintesi delle informazioni fornite in risposta alla richiesta di CAR e comprende le riserve in reazione a informazioni mancanti o non conclusive. Il testo è concepito per essere riprodotto letteralmente in iTrace e in altri risultati di CAR e deve rendere conto nel modo più completo delle informazioni fornite dal rispondente alla richiesta di rintracciamento. L’unità di rintracciamento trasmette il progetto di testo alla squadra responsabile della richiesta di rintracciamento perché lo esamini. Dopo l’accettazione del testo, la squadra informa per iscritto l’unità di rintracciamento e quest’ultima invia il diritto di risposta;
                     
                  
                        h)
                     
                     
                        l’invio di un diritto di risposta avvia un ulteriore periodo di attesa di 28 giorni durante il quale CAR invita la parte rispondente a suggerire aggiunte o modifiche al testo del diritto di risposta;
                     
                  
                        i)
                     
                     
                        se la parte rispondente propone modifiche al testo del diritto di risposta, CAR modifica il testo e emette un nuovo diritto di risposta. Ogni volta che l’unità di rintracciamento emette di nuovo un diritto di risposta, inizia un altro periodo di attesa di 28 giorni. Il processo può essere ripetuto fino a quando CAR non ritenga che si sia giunti a uno scambio costruttivo. CAR non è obbligato, indefinitamente, ad accettare modifiche del diritto di risposta;
                     
                  
                        j)
                     
                     
                        il processo relativo al diritto di risposta si conclude quando il governo interessato notifica a CAR che il testo è accettabile o quando CAR ritiene che ulteriori modifiche suggerite dal governo in questione non siano valide o siano superflue. Se il governo comunica il suo disaccordo con CAR, e CAR ritiene che i punti sollevati non siano validi o siano superflui, CAR deve far riferimento alle obiezioni contenute nel testo del diritto di risposta;
                     
                  
                        k)
                     
                     
                        nei casi in cui il processo relativo al diritto di risposta è in corso e la pubblicazione è imminente, due settimane prima del «blocco del testo» CAR comunica alla parte rispondente che non saranno più introdotte ulteriori modifiche nella pubblicazione pertinente dopo la data di blocco del testo;
                     
                  
                        l)
                     
                     
                        quando ha integrato tutte le modifiche e le aggiunte nel testo del diritto di risposta, l’unità di rintracciamento trasmette il progetto di testo alla squadra responsabile della richiesta di rintracciamento perché la esamini. Dopo l’accettazione del testo, la squadra di CAR informa per iscritto l’unità di rintracciamento. A seguito dell’approvazione, il testo del diritto di risposta è «bloccato» e non possono esservi apportate ulteriori modifiche. Da questo momento detto testo deve essere riprodotto letteralmente in tutti i risultati pubblici o non pubblici che facciano riferimento al caso. È pertanto indispensabile che l’unità di rintracciamento e le squadre pertinenti concordino la totalità del testo prima di emettere diritti di risposta; e
                     
                  
                        m)
                     
                     
                        se un governo, nella sua risposta alle richieste di rintracciamento di CAR, identifica il punto successivo nella catena di approvvigionamento, CAR formula una nuova richiesta di rintracciamento diretta a tale parte, e il processo di rintracciamento riprende dalla lettera a).
                     
                  8.4.   Notifica preventiva
            CAR invia una notifica preventiva a tutte le parti cui si fa riferimento sostanziale nelle pubblicazioni iTrace. Tale notifica assume la forma di una comunicazione formale, preparata dall’autore della pubblicazione imminente e inviata dall’unità di rintracciamento. La notifica preventiva descrive il modo in cui la segnalazione farà riferimento al rapporto tra il governo o altre entità citate e il caso in questione ed è mirata a garantire che:
            
                        a)
                     
                     
                        CAR abbia proceduto all’adeguata verifica di qualsiasi accusa o riferimento fatto a entità nei suoi risultati; e
                     
                  
                        b)
                     
                     
                        le informazioni presentate nelle segnalazioni di CAR siano accurate ed eque.
                     
                  Una volta inviata, una notifica preventiva dà l’avvio a un periodo di attesa di 28 giorni durante il quale CAR invita i destinatari a verificare l’accuratezza delle informazioni fornite e a presentare eventuali obiezioni. Durante detto periodo di 28 giorni l’elemento non può essere pubblicato o menzionato in alcun risultato di CAR.
            9.   Relazioni
            CAR redigerà relazioni descrittive trimestrali che comprenderanno, tra l’altro, informazioni dettagliate sulle attività svolte durante tutto il periodo oggetto della relazione, progetto per progetto, comprese le date e le istituzioni nazionali. Le relazioni riguarderanno anche il numero di consultazioni realizzate da iTRACE con Stati membri.
            La portata geografica delle attività di ricerca, la quantità e la categoria dei risultati, come pure la loro origine saranno disponibili online in tempo reale sul dashboard di iTRACE.