CELEX: 51991PC0358
Language: it
Date: 1991-11-18
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che fissa le modalità di armonizzazione dei programmi per la riduzione, al fine dell' eliminazione dell' inquinamento provocato dai rifiuti dell' industria del biossido di titanio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                      C0M(91) 358 def. - SYN 362
                                      Bruxelles, 18 novembre 1991
                             Proposta di
                      D I RETTIVA DEL CONS IGL10
       che fissa le modalità di armonizzazione dei programmi
  per la riduzione, al fine dell'eliminazione dell'inquinamento
   provocato dai rifiuti dell'industria del biossido di titanio
                   (presentata da I la Commiss ione)
 ---pagebreak---                                             - 2 -
                                        MOTIVAZIONE
1.    Introduzione
      Il  18 aprile     1983,     la Commissione,       in conformità     della    direttiva
     78/176/CEE del Consiglio, del 20 febbraio 1978, relativa ai rifiuti
     dell'Industria        del     biossido     di    titanio* 1 *   e     in    particolare
     dell'articolo     9,     aveva    presentato     al   Consiglio    una     proposta   4\
     direttiva, basata        sugli    articoli    100 e 235 del       trattato CEE, ette
     mirava     ad   armonizzare       I  programmi      per    la  riduzione,      al   fine
     dell'eliminazione,           dell'inquinamento          provocato       dai     rifiuti
     dell'industria del biossido di titanio e a migliorare le condizioni di
     concorrenza in tale settore* 2 ^.
     La proposta ò stata modificata nel 1984(3), in conformiti
     dell'articolo 149, secondo comma del                trattato CEE ed       in seguito è
     stata oggetto      di molteplici        discussioni      in seno   al    Consiglio.   In
     seguito all'entrata in vigore dell'Atto unico europeo, la Commi seione
     ha    modificato      la   base    giuridica     della    sua  proposta      fondandola
     sull'articolo 100A del trattato CEE.
     Nella riunione del 24 e 25 novembre 1988, il Consiglio ha tuttavia
     delineato     un   orientamento       comune    che    tende  a   basare     la   futura
     direttiva sull'articolo 130S del trattato CEE. Malgrado il parere del
     Parlamento europeo che, consultato dal Consiglio su questa modifica,
     aveva giudicato adeguata la base giuridica proposta dalla Commissione,
      il   Consiglio     ha    adottato      la   direttiva     in  questione      basandola
     sul l'art Icolo 130S.
      Il 28 settembre 1989          la Commissione, ritenendo che           l'articolo 100A
     costituisse       la     base      giuridica      adeguata     per      la    direttiva
                   4
     89/428/CEE< ),       ha    introdotto,     ai   sensi    dell'articolo      173,   primo
     comma del trattato CEE, un ricorso per annullamento davanti alla Corte
     di giustizia.
(1) GU  n.  L 54 del 25.2.1978, pag. 19
(2) GU  n.  C 138 del 26.5.1983, pag. 5
(3) GU  n.  C 167 del 27.6.1984, pag. 9
(4) GU  n.  L 201 del 14.7.1989, pag. 56
 ---pagebreak---                                       - 3 -
    Nella sua sentenza emessa       in materia   l'11 giugno 1991, la Corte ha
    ritenuto che      la base giuridica da prendere       in considerazione fosse
    l'articolo     100A   del  trattato   Cee  e    ha   annullato    la   direttiva
    89/428/CEE ( 5 ) per mancanza di base giuridica adeguata.
    La sentenza di annullamento della Corte comporta             rilevanti   effetti
    giuridici.    Infatti gli atti nazionali di attuazione della direttiva
    annullata    89/428/CEE     sono   stati   privati      del   loro    fondamento
    comunitario.
    E' opportuno ricordare che gli Stati membri, in virtù dell'articolo 12
    della direttiva annullata 89/428/CEE, avrebbero dovuto prendere               le
    misure necessarie per conformarsi alia suddetta direttiva entro e non
    oltre il 31 dicembre 1989 e che, d'altra parte, l'attuazione comporta
    attualmente una quantità notevole di "acquis" in quegli Stati membri
    che hanno adempiuto ai loro obblighi in questo settore.
    Tenuto conto del fatto che, ali'infuori della base giuridica e delle
    disposizioni che prevedevano deroghe alla messa in applicazione della
    direttiva,      le   altre  disposizioni    perseguono      l'obiettivo    della
    direttiva, e cioè l'eliminazione degli squilibri nella concorrenza e
    la tutela    dell'ambiente,    la Commissione     ritiene   che nessuno    Stato
    membro debba annullare le proprie misure di attuazione prese ai sensi
    della suddetta direttiva.
    Infine l'articolo 176 del trattato CEE obbliga            l'istituzione da cui
    emana  l'atto annullato a prendere        i provvedimenti     che   l'esecuzione
    della sentenza comporta.
    A tal fine, la Commissione sottopone attualmente al Consiglio e al
    Parlamento europeo una nuova proposta di direttiva in materia, basata
    sull'articolo 100A del trattato CEE.
(5) Sentenza del I'11.6.1991, causa C-300/89, Commissione-Parlamento
    europeo contro Consiglio (non ancora pubblicata).
 ---pagebreak---                                         - 4 -
   Al fine di colmare il vuoto giuridico temporaneo dovuto alla sentenza
   di annullamento, la Commissione ritiene opportuno presentare nella sua
   nuova proposta, provvedimenti che garantiscano una continuità nella
   realizzazione materiale        degli   obiettivi    della   direttiva    89/428/CEE
   annullata. Naturalmente ciò non vale per la base giuridica e per le
   disposizioni     della    direttiva   annullata    che   prevedevano    deroghe  ai
   termini della messa in applicazione, perché ciò sarebbe attualmente in
   contrasto con le       prescrizioni dell'articolo 100A del trattato CEE.
   Di conseguenza, la Commissione invita le altre istituzioni a prendere
   tutte    le  misure     necessarie    al   fine   di   accelerare    la   procedura
   d'adozione in materia.
2. Base giuridica
   La presente proposta di direttiva fissa le modalità di armonizzazione
   dei     programmi       di     riduzione,      al     fine     dell'eliminazione,
   del I'inquinamento provocato dai rifiuti provenienti dagli stabilimenti
    industriali    esistenti    nel   settore    di  produzione    del   biossido   di
   titanio, in conformità all'articolo 9 della direttiva 78/176/CEE del
   Consiglio    del    20   febbraio    1978,   relativa   ai   rifiuti    provenienti
   dall'industria del biossido di titanio.
   Sebbene i programmi nazionali di riduzione dell'inquinamento in questo
   settore siano stati        introdotti    per motivi   di tutela ambientale,      la
   necessità di armonizzarli nasce dal bisogno di eliminare gli squilibri
   nella concorrenza causati         dalle divergenze che esistono tra questi
   diversi programmi.
    In effetti l'esistenza e/o il mantenimento di regole nazionali diverse
   applicabili a stabilimenti         industriali concorrenti nel settore della
   produzione del biossido di titanio, comportano differenze economiche
   notevoli,     in   particolare     negli    investimenti    che   l'industria    in
   questione è costretta a realizzare, che si ripercuotono sul costo del
   prodotto finale.
 ---pagebreak---                                        - 5 -
   Ne conseguono     anche   livelli   diversi   di   tutela   ambientale    nei   vari
   Stat i membr i.
   Per questi motivi l'armonizzazione di questi programmi è necessaria.
   Ponendosi   questo obiettivo,      la presente proposta di direttiva è, in
   conformità    alla   motivazione     data   dalla    Corte   nella     sentenza   di
   annullamento citata, "in grado di contribuire alla realizzazione del
   mercato    interno    e    rientra    dunque     nel   campo    di     applicazione
   dell'articolo 100A".
   Di conseguenza,     in esecuzione della sentenza delà Corte di giustizia
   emessa l'11 giugno 1991 nella causa C-300/89, la base giuridica della
   presente proposta di direttiva è l'articolo 100A del trattato CEE.
3. Contenuto della proposta di direttiva
   La presente proposta di direttiva mantiene inalterate le disposizioni
   tecniche   (divieto    d'immersione    e di   scarico,     valori    limite)   della
   direttiva   annullata 89/428/CEE       al  fine di garantire       una   continuità
   nella realizzazione degli obiettivi di tutela dell'ambiente che sono
   stati fissati dal Consiglio nel 1989 in questo campo.
   La Commissione ritiene che tale approccio sia corretto tenendo conto,
   da un lato, del lungo dibattito politico comunitario che ha preceduto
   l'adozione della direttiva 89/428/CEE annullata e, dall'altro, degli
   aspetti   finanziari    considerevoli     legati    agli   investimenti    che   gli
   stabilimenti      industriali     interessati     hanno    già    realizzato     per
   impiegare    i dispositivi    di   trattamento    dei   rifiuti   di   biossido di
   titanio   più   adeguati   per   conseguire    gli   obiettivi    e   rispettare i
   termini di attuazione della direttiva annullata 89/428/CEE.
 ---pagebreak---                                        - 6 -
   Inoltre,     l'attuale    vuoto    giuridico     temporaneo,      provocato    dalla
   sentenza    di   annullamento     citata,    che   potrebbe    provocare     effetti
   negativi sull'ambiente e sulle condizioni di concorrenza nel settore
   della    produzione    del   biossido    di    titanio,    deve    essere    colmato
   rapidamente con l'adozione di una nuova direttiva che ristabilisca la
   situazione materiale creata nel 1989 in questo settore.
   Tuttavia,    essendo   scaduti    i termini    di   attuazione     stabiliti   dalla
   direttiva annullata 89/428/CEE, la presente proposta fissa nuove date-
   obiettivo in un prossimo futuro.
   Il calendario proposto si basa sulle seguenti considerazioni:
   - la parte più      importante del dispositivo della direttiva            annullata
      89/428/CEE avrebbe dovuto ed è stato effettivamente attivato prima
      del  31.12.1989 e del      30.6.1990     in alcuni    Stati    membri   (che  non
      dovrebbero    venire   ulteriormente     penalizzati     rispetto    agli   altri
      Stat i membr i);
   - la sicurezza giuridica comunitaria deve essere ristabilita in questo
      settore il più presto possibile.
   I termini     per   la riduzione     degli   scarichi   nell'ambiente      idrico e
   quelli per la riduzione degli scarichi nell'atmosfera sono diversi.
A) Scarichi ne i r ambiente Idrico
   Il   calendario    contenuto    negli   articoli    3,4,5   e   6   della   presente
   proposta stabilisce le seguenti date:
   - 31 gennaio 1993 (31.12.1989 nella direttiva 89/428/CEE annullata)
      1.  Divieto di immersione dei rifiuti (scarico in ambiente idrico da
          parte di navi o aeromobili di qualsiasi tipo) (art. 3 ) .
 ---pagebreak---                                    - 7 -
  2.  Divieto di scaricare       (non per    immersione)   in ambiente    idrico
      rifiuti    solidi    e   rifiuti   fortemente    acidi    provenienti   da
      stabilimenti      industriali    già   esistenti    che    utilizzino   il
      procedimento al solfato o al cloro (art. 4a-b).
  3.  Divieto di scaricare       (non per    immersione)    in ambiente   idrico
      rifiuti di trattamento provenienti da stabilimenti             industriali
      già esistenti, che utilizzino il procedimento al solfato (art.
      4a)
  4.  Data di entrata in vigore della riduzione a determinati valori
      di cloruro totale per tonnellata di biossido di titanio prodotto
      per   i rifiuti debolmente acidi,       i rifiuti di trattamento, e i
      rIf lut I neutralIzzatI     provenienti    da stabilimenti     industriali
      già esistenti che utilizzino il procedimento al cloro (art. 5-
      b).
  5.  Data limite per la comunicazione alla Commissione da parte degli
      Stati membri     del programma di riduzione a determinati valori di
      solfato totale per tonnellata di biossido di titanio prodotto
      per   i rifiuti     debolmente   acidi   ed  i rifiuti     neutralizzati
      provenienti     da    stabilimenti    industriali    già   esistenti   che
      utilizzino il procedimento al solfato quando i suddetti Stati si
      trovano ad affrontare gravi difficoltà di carattere tecnico ed
      economico (art. 6 ) .
- 31 dicembre 1993 (31.12.1992 nella direttiva 89/428/CEE annullata)
  Data obiettivo per       la riduzione a determinati        valori  di  solfato
  totale per tonnellata di biossido di titanio prodotto, per i r if iut i
  debolmente    acidi    ed    i   rifiuti   neutralizzati      provenienti    da
  stabilimenti     industriali      già    esistenti     che    utilizzano     il
  procedimento al solfato, (art. 5 - a ) .
 ---pagebreak---                                       - 8 -
      31 dicembre 1994 (idem direttiva 89/428/CEE annullata)
      Scadenza   della    deroga   alla   data  obiettivo   per    la   riduzione   a
      determinati valori di solfato totale per tonnellata di biossido di
      titanio   prodotto,     per  i rifiuti    debolmente   acidi    ed  i rifiuti
      neutral Izzati (procedimento al solfato unicamente) (art. 6 ) .
B) Scarichi nell'atmosfera
   Il calendario risulta dall'articolo 8 della presente proposta:
   - 31 gennaio 1993 (31.12.1989 nella direttiva 89/428/CEE annullata)
   Data obiettivo per la riduzione a determinati valori deglI scarichi di
   polvere   e   di   cloro   provenienti   da  stabilimenti   già    esistenti   che
   utilizzino il procedimento al cloro (art. 8b i)-ii).
   - 31 dicembre 1993 (31.12.1990 nella direttiva 89/428/CEE annullata)
   Data obiettivo per       la riduzione a determinati     valori dei rifiuti di
   polvere provenienti       da stabilimenti già esistenti      che utilizzino il
   procedimento al solfato (art. 8a i).
   - 1* gennaio 1995 (idem nella direttiva 89/428/CEE annullata)
   Data obiettivo per       la riduzione a determinati     valori dei rifiuti di
   S02    provenienti      dalla   digestione     e  dalla    calcinazione      nella
   produzione del biossido di titanio proveniente dagli stabilimenti già
   esistenti che utilizzano il procedimento al solfato (art. 8a ii).
   Le possibiI ita per gli Stati membri di soprassedere all'applicazione
   di alcune disposizioni, in particolare quelle relative agli scarichi
    in ambiente     idrico previste dagli     articoli  5 e 7.2 della      direttiva
   89/428/CEE annullata non sono state mantenute nella presente proposta
   perché non hanno più motivo di essere.
 ---pagebreak---                               - 9 -
In virtù di    tali  articoli, gli  Stati  membri avevano   facoltà di
rinviare al 31 dicembre 1992 al più tardi la data di applicazione di
cui agli articoli 3 e 6b della direttiva 89/428/CEE e quella di cui
all'articolo 4 (per la quale un rinvio supplementare di 6 mesi poteva
eeeere accordato dalla Commissione) a condizione che gli Stati membri
interessati avessero presentato alla Commissione, entro e non oltre il
31 dicembre 1989, un efficace programma di riduzione.
Dal momento che nessuno Stato membro ha utilizzato la possibilità di
eeroga nei termini stipulati nella vecchia direttiva, e che inoltre 11
Stati membri avevano dichiarato di non voler utilizzare tale deroga,
non c'è motivo oggi di mantenere tali disposizioni.
Al  contrario,   la deroga di cui   all'articolo 7.1  della   direttiva
89/428/CEE viene mantenuta nell'articolo 6 della presente proposta.
 ---pagebreak---                                            - 10 -
                                        Proposta di
                                  DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                che fissa le modalità di armonizzazione dei programmi
           per la riduzione, al fine dell'eliminazione         dell'inquinamento
             provocato dai rifiuti dell'industria del biossido di titanio
   IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
   visto    il  trattato    che   istituisce   la  Comunità    economica   europea,      in
   particolare l'articolo 100A,
   vista la proposta della Commissione^ 1 ^,
   in cooperazone con il Parlamento europeo* 2 *,
   visto il parere del Comitato economico e sociale* 3 *,
   considerando che      la direttiva 89/428/CEE      del   Consiglio,   del    21   giugno
   1989,   che fissa le modalità di armonizzazione dei programmi di riduzione,
   al    fine   dell'eliminazione,      dell'inquinamento     provocato    dai      rifiuti
                                                 4
   dell'industria del biossido di titanio* * è stata annullata dalla Corte di
   Giustizia    con sentenza dell'11      giugno 1991 ( 5 ) per mancanza     di   adeguata
   base giuridica;
   considerando     che   il   vuoto   giuridico   causato    dall'annullamento       della
   direttiva     potrebbe    provocare   effetti   negativi    sull'ambiente      e   sulle
   condizioni    di concorrenza nel      settore della produzione del        biossido di
   titanio, e che è opportuno ripristinare           la situazione materiale         creata
   dalla direttiva 89/428/CEE annullata;
      (1)  GU n.
      (2)  GU n.
      (3)  GU n.
      (4)  GU n. L 201 del 14.7.1989, pag.56.
      (5)  Sentenza del I'11.6.1991, causa C 300/89, Commissione e/ Consiglio,
3)         non ancora pubblicata nella Raccolta.
 ---pagebreak---                                                - 11 -
considerando che la presente direttiva ha lo scopo di ravvicinare le norme
nazionali relative alle condizioni di produzione del biossido di titanio al
fine di eliminare gli squilibri nella concorrenza che esistono tra i vari
produttori    del     settore     e    di   garantire      un   elevato    livello     di   tutela
ambientale;
considerando che, nel           caso degli      stabilimenti      industriali     già esistenti
alla   data     del     20     febbraio      1978,      gli   Stati     membri     stabiliscono,
conformemente alla direttiva 78/176/CEE del Consiglio, del febbraio 1978,
relativa     ai     rifiuti       provenienti         dall'industria       del     biossido     di
          6                                                                               7
titanio* *,       modificata        da    ultimo     dalla     direttiva     83/29/CEE* *,      in
particolare all'articolo 9, programmi per la riduzione progressiva, al fine
dell'eliminazione, dell'inquinamento provocato dai rifiuti provenienti                          da
talì stabìliment i;
considerando che tali programmi               fissano obiettivi        generali     di  riduzione
dell'inquinamento        provocato      dai    rifiuti     liquidi,    solidi   e    gassosi,   da
conseguire    per     il    1'   luglio     1987;     che   tali   programmi     devono     essere
trasmessi    alla    Commissione        per   consentirle      di   presentare     al   Consiglio
proposte    intese     ad   armonizzare       detti    programmi     per  quanto     concerne   la
riduzione dell'inquinamento al fine della sua eliminazione ed a migliorare
le condizioni      di concorrenza nel settore dell'industria del biossido di
titanio;
considerando      che,     per    proteggere        l'ambiente     idrico,    occorre     vietare
l'immersione      dei    rifiuti      e   gli    scarichi     di   determinati       rifiuti,   in
particolare      dei     rifiuti      solidi      e    fortemente     acidi    nonché     ridurre
progressivamente gli scarichi di altri rifiuti, in particolare dei rifiuti
leggermente acidi e dei rifiuti neutralizzati;
considerando      che     gli    stabilimenti         industriali     già    esistenti      devono
utilizzare,     per     il   trattamento       dei    rifiuti,    dispositivi      adeguati    che
permettano di conseguire gli obiettivi fissati nei termini stabiliti;
  (6) GU n. L 54 del 25.2.1978, pag 19.
  (7) GU n. L 32 del 3.2.1983, pag. 28.
 ---pagebreak---                                          - 12 -
considerando che per quanto riguarda gli scarichi leggermente acidi e gli
scarichi      neutralizzati       provenienti       da     determinati       stabilimenti,
l'installazione di tali dispositivi          può dar      luogo a gravi difficoltà di
carattere tecnico ed economico; che occorre quindi permettere agli Stati
membri di rinviare l'applicazione delle diverse disposizioni, a condizione
che sia stabilito e presentato alla Commissione un programma efficace di
riduzione dell'inquinamento; che, qualora gli Stati membri incontrino                  tali
specifiche     difficoltà,    la   Commissione     deve    poter   prorogare     i  termini
relativi ;
considerando che, per quanto concerne gli scarichi di determinati rifiuti,
gli Stati membri devono poter applicare obiettivi di qualità stabiliti in
modo che i loro effetti siano equivalenti sotto tutti i riguardi, a quelli
ottenuti con i valori       limite; che tale equivalenza deve essere dimostrata
 in un programma da presentare alla Commissione;
considerando che, lasciando impregiudicati gli obblighi degli Stati membri
ai sensi    della direttiva 80/779/CEE         del Consiglio, del        15   luglio 1980,
relativa    ai   valori  limite e ai      valori     guida   di  qualità    dell'aria   per
                                                                      8
 l'anidride    solforosa   e   le particelle       in sospensione* *,       modificata   da
ultimo   dalla    direttiva    89/427/CEE* 9 *   e   dalla    direttiva   84/360/CEE    del
Consìglio, del 28 giugno 1984, concernente la lotta contro                  l'inquinamento
atmosferico      provocato     dagli    impianti       industriali* 10 *,    é    opportuno
proteggere la qualità dell'atmosfera fissando i limiti di emissione per gli
scarichi gassosi provenienti dall'industria del biossido di titanio;
considerando che, per verificare l'efficace applicazione delle misure, gli
Stati   membri    devono procedere     a controlli       in relazione    alla   produzione
effettiva di ogni stabilimento;
considerando che tutti        i rifiuti   dell'industria del biossido di            titanio
devono    essere    evitati    o   riutilizzati,      ove   ciò   sia   tecnicamente     ed
economicamente fattibile, e che tali rifiuti vanno riutilizzati o eliminati
senza danno per la salute umana e l'ambiente,
   (8) GU n. L 229 del 30.8.1980, pag. 30.
   (9) GU n. L 201 del 17.7.1989, pag. 53.
   (10) GU n. L 188 del 16.7.1984, pag. 20.
 ---pagebreak---                                             - 13 -
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                         Articolo 1
La presente      direttiva     fissa, conformemente       all'articolo  9,    paragrafo   3
della direttiva 78/176/CEE,          le modalità di armonizzazione dei programmitii
per   la riduzione, al        fine dell'eliminazione, dell'inquinamento provocato
dai  rifiuti    degli     stabilimenti    industriali    già esistenti    ed é    intesa a
migliorare    le condizioni      di concorrenza nel settore della produzione del
biossido di titanio.
                                         Articolo 2
Ai fini della presente direttiva:
a) nel caso di procedimento al solfato, sono:
    - "rifiuti solidi":
      - i    residui      insolubili    del    minerale    che  non  vengono     attaccati
        dall'acido solforico nel procedimento di fabbricazione;
      - il    vetriolo       verde,   ossia      il  solfato    ferroso    cristallizzato
         (FeS0 4 7H 2 0);
    - "rifiuti fortemente acidi":
      - le acque madri         provenienti     dalla  fase   di  filtrazione    successiva
        all'idrolisi della soluzione di solfato di titani le. Se tali acque
        madri sono miscelate con rifiuti             leggermente acidi    che   contengono
        complessivamente più dello 0,5% di              acido solforico     libero   nonché
                                     11
        vari   metalli      pesanti* *,      l'insieme   degli  effluenti    liquidi   deve
        essere considerato come rifiuto fortemente acido;
   (11)     Questa definizione comprende anche i rifiuti fortemente acid
            che siano stati diluiti fino a contenere lo 0,5% o meno di
            acido solforico libero.
 ---pagebreak---                                           - 14 -
 - "rifiuti di trattamento":
   - i sali      di  filtrazione,    i fanghi ed     i rifiuti   liquidi ottenuti    dal
      trattamento (concentrazione o neutralizzazione) dei rifiuti fortemente
      acidi     e   contenenti     vari    metalli    pesanti,    esclusi    i   rifiuti
      neutralizzati e filtrati o decantati           che contengono metalli      pesanti
      solo in tracce e che, prima di qualsiasi diluizione, hanno un valore
      di pH super lore a 5,5;
-  "rifiuti leggermente acidi":
   - le acque di        lavaggio, di    raffreddamento e di condensazione, nonché
      altri    fanghi    e rifiuti   liquidi   diversi   da quelli   contemplati   nelle
      precedenti definizioni, contenenti          lo 0,5% o meno di acido solforico
      Iibero;
-   "rifiuti neutralizzati":
   - i liquidi       con valore di pH superiore a 5,5 che contengono metalli
      pesanti     solo    in  tracce    e  che   sono   ottenuti   direttamente    dalla
      filtrazione o dalla decantazione di rifiuti fortemente o               leggermente
      acidi     previamente    trattati     in  modo   da  ridurne    l'acidità   ed   il
      contenuto di metalli pesanti;
-   "polveri":
   - le      polveri    di   qualsiasi    natura    provenienti    dagli   impianti    di
      produzione, in particolare le polveri di minerale e di pigmento-,
-   "S0 X ":
   - l'anidride solforosa e solforica gassosa liberata nelle varie fasi dei
      procedimenti      di fabbricazione e di trattamento        interno dei    rifiuti,
      compresi gli acidi vescicolari;
 ---pagebreak---                                      - 15 -
b) nel caso di procedimento al cloro, sono:
   - "rifiuti sol idi":
     - i residui insolubili di minerale che non vengono attaccati dal cloro
        nel procedimento di fabbricazione;
     - i cloruri metallici e idrossidi metallici (sostanze di filtrazione)
        provenienti  in forma solida dalla fabbricazione del tetracloruro di
        titanio;
     - residui di coke provenienti dalla fabbricazione del tetracloruro di
        titanio;
   - "rifiuti fortemente acidi":
     - i rifiuti contenenti     più dello 0,5% di acido cloridrico      libero e
                              12
        vari metalli pesanti* *;
   - "rifiuti di trattamento":
     - I sali di filtrazione, i fanghi ed i rifiuti        liquidi ottenuti dal
        trattamento    (concentrazione    o    neutralizzazione)   di    rifiuti
        fortemente  acidi   e  contenenti   vari  metalli  pesanti,   esclusi  i
        rifiuti neutralizzati e filtrati o decantati che contengono metalli
        pesanti solo in tracce e che, prima di qualsiasi diluizione, hanno
        un valore di pH superiore a 5,5;
- "rifiuti leggermente acidi":
   - le acque di    lavaggio, di raffreddamento e di condensazione, nonché
     altri   fanghi e rifiuti    liquidi diversi   da quelli contemplati   nelle
     precedenti definizioni, contenenti lo 0,5% o meno di acido clorodrico
      Iibero;
  (12)     Questa definizione comprende anche i rifiuti fortemente acidi
           che siano stati diluiti fino a contenere lo 0,5% o meno di
           acido solforico libero.
 ---pagebreak---                                            - 16 -
     - "rifiuti neutral I zzati":
       - I liquidi con valore di pH superiore a 5,5 che contengono metalli
          pesanti   solo     in tracce e che sono ottenuti           direttamente    dalla
           filtrazione     o    dalla    decantazione     di   rifiuti      fortemente    o
           leggermente     acidi     previamente     trattati    in   modo    da   ridurne
           l'acidità ed il contenuto di metalli pesanti;
     - "polveri":
        le   polveri    di    qualsiasi     natura   provenienti    dagli     impianti   di
       produzione, in particolare le polveri di minerale, di pigmento e di
       coke ;
     - "cloro":
        il cloro    gassoso      liberato nelle     varie   fasi   del   procedimento    di
       fabbricazione;
e)   nel caso di procedimento al solfato o al cloro, è:
     - "immersione"
       qualsiasi eliminazione deliberata nelle acque interne superficiali,
       nelle acque interne del litorale, nelle acque territoriali o in alto
       mare,     di  sostanze       e   di   materiali    da   parte     di   navi   o   di
                     13
       aeromobili* *.
2.   I   termini    definiti      nella    direttiva    78/176/CEE     hanno    lo  stesso
     significato ai sensi della presente direttiva.
                                        Articolo 3
L'immersione di tutti       i rifiuti solidi, fortemente acidi, di trattamento,
leggermente acidi     o neutralizzati        di cui   all'articolo     2 é vietata     alla
data del 31 gennaio 1993.
(13)     Per navi o aeromobili si intendono imbarcazioni marittime e
         veicoli aerei di qualsiasi tipo. Questi termini comprendono I
         veicoli a cuscino d'aria, i veicoli galleggianti, semoventi o
         meno, e le piattaforme fisse o galleggianti.
 ---pagebreak---                                        - 17 -
                                     Articolo 4
Gli Stati membri    prendono    le misure necessarie affinché gli scarichi di
rifiuti nelle acque interne superficiali, nelle acque interne del litorale,
nelle acque territoriali e in alto mare siano vietati:
a)   per quanto riguarda I rifiuti solidi, i rifiuti fortemente acidi e i
     rifiuti   di  trattamento    provenienti    da  stabilimenti     industriali   già
     esistenti che utilizzino il procedimento al solfato:
          - alla data del 31 gennaio 1993, in tutte le acque citate;
b)   per quanto riguarda      i rifiuti   solidi ed     i rifiuti   fortemente    acidi
     provenienti   da stabilimenti     industriali già esistenti       che utilizzino
      il procedimento al cloro:
          - alla data del 31 gennaio 1993, in tutte le acque citate.
                                     Art ico lo 5
Gli Stati membri     prendono   le misure necessarie affinché gli scarichi           di
rifiuti siano ridotti conformemente alle disposizioni seguenti:
a)   scarichi   provenienti    da stabilimenti      industriali   già   esistenti   che
     utilizzino il procedimento al solfato:
     - I rifiuti    leggermente acidi e I rifiuti neutralizzati sono ridotti,
        entro  il 31 dicembre      1993,  in tutte    le acque, ad un valore        non
        superiore a 800 kg di solfato totale per tonnellata di biossido di
        titanio prodotto    (cioè corrispondente agli        ioni  di   S04  contenuti
        nell'acido solforico libero e nei solfati metallici);
 ---pagebreak---                                          - 18 -
b)    scarichi   provenienti    da stabilimenti       industriali    già esistenti      che
      utilizzino il procedimento al cloro:
      - I rifiuti    leggermente acidi, i rifiuti di trattamento ed i rifiuti
        neutralizzati, sono ridotti, entro il 31 gennaio 1993, in tutte le
        acque,    al  seguenti   valori    di    cloruro   totale   per   tonnellata     di
        biossido di    titanio prodotto      (cioè corrispondente agli         ioni   cloro
        contenuti nell'acido cloridrico libero e nei cloruri metallici):
        130 kg se si utilizza rutilio naturale;
        228 kg se si utilizza rutilio sintetico;
        450 kg se si utilizza "slag".
Nel  caso di    stabilimenti    che utilizzino più di un          tipo di minerale, i
valori   si  applicano    in proporzione      ai   quantitativi   di   ciascun    minerale
ut iIizzato.
                                      Articolo 6
Salvo   il caso delle acque superficiali          interne, gli Stati membri        possono
rinviare non oltre il 31 dicembre 1994 la data limite di cui                 all'articolo
5, lettera a ) , qualora ciò sia necessario per gravi difficoltà tecniche ed
economiche e purché venga presentato alla Commissione un efficace programma
di riduzione dello scarico dei         rifiuti     in questione entro      il 31    gennaio
1993.   Tale   programma    consentirà    di   raggiungere    alla    data   indicata    il
seguente valore limite per tonnellata di biossido di titanio prodotto:
      rifiuti    leggermente   acidi   e   rifiuti    neutralizzati:     800  kg,    al  31
      dicembre 1994.
Entro   tre mesi    dall'adozione della presente direttiva,            la Commissione     è
informata di tali casi e consultata           in merito. Essa ne informa gli altri
Stat i membr ì.
 ---pagebreak---                                         - 19 -
                                     Ar t i co Io 7
1.    Per quanto riguarda gli obblighi          di cui   all'articolo 5, gli     Stati
      membri possono ricorrere ad obiettivi di qualità, con adeguati valori
      limite,    applicati    in   modo    che    I   loro   effetti    sulla   tutela
      dell'ambiente e sulla      lotta contro     le distorsioni   della   concorrenza
      siano equivalenti a quelli del valori         limite stabiliti nella presente
      direttiva.
2.    Qualora uno Stato membro decida di ricorrere ad obiettivi di qualità,
      presenta   alla Commissione     un programma* 1 4 *   in cui   dimostri  che   le
      misure   in questione    consentono    di ottenere effetti,      in termini   dì
      tutela    dell'ambiente    e   di    lotta    contro    le  distorsioni    della
      concorrenza, equivalenti a quelli dei valori          limite alle date in cui
      tali valori vengono applicati conformemnte all'articolo 5.
       Il programma è sottoposto alla Commissione almeno sei mesi prima che
       lo Stato membro proponga di applicare gli obiettivi di qualità.
      La valutazione del programma è effettuata dalla Commissione secondo le
      procedure di cui all'articolo 10 della direttiva 78/176/CEE.
      La Commissione ne informa gli altri Stati membri.
                                      Articolo 8
1.    Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché gli scarichi
      nell'atmosfera siano ridotti conformemente alle seguenti disposizioni:
      a)   nel caso di stabilimenti      industriali già esistenti che utilizzino
           Il procedimento al solfato:
   (14) Tali informazioni devono essere fornite nel contesto dell'art. 14
        della direttiva 78/176/CEE o indipendentemente da esso, qualora le
        circostanze lo esigano.
 ---pagebreak---                                          - 20 -
      i)      per quanto riguarda          le polveri, gli scarichi         sono ridotti
              entro    il 31 dicembre 1993 ad un valore non superiore a 50
              mg/Nm 3 (15) per       le fonti    più   importanti    e non superiore a
                          3  15                                    16
              150mg/Nm * *4) per tutte le altre fonti* *;
      li)     per  quanto       riguarda    l'S0x   proveniente     dalla   digestione   e
              dalla calcinazione nella produzione del biossido di titanio,
              gli scarichi        sono ridotti entro       il 1' gennaio 1995 ad un
              valore     non     superiore    a    10   kg  di   S02    equivalente    per
              tonnellata di biossido di titanio prodotto;
     ili)     gli Stati membri dispongono che vengano installati                  impianti
              per prevenire l'emissione di acidi vescicolari;
      iv)     gli   impianti      per   la concentrazione dei         rifiuti   acidi  non
                                                               3
              devono     scaricare      più   di   500   mg/Nm     S0 X  calcolati    come
              SO2 equivalente* 17 *;
      v)      gli   impianti       per   l'arrostimento     dei   sali    risultanti   dal
              trattamento        dei   rifiuti    dovranno    utilizzare     la   migliore
              tecnologia disponibile che non richieda costi eccessivi per
              ridurre le emissioni S0 X ;
 b)   nel caso di stabilimenti industriali già esistenti che utilizzino il
      procedimento al cloro:
      I)      per quanto riguarda          le polveri, gli scarichi         sono ridotti
              entro    il 31 gennaio 1993 ad un valore non superiore a 50
              mg/Nm 3 (15) per       le fonti    più   importanti    e non superiore a
                           3
              150 mg/Nm (15) per tutte le altri fonti (16).
(15)     Metro cubo ad una temperatura di 273 K e ad una pressione di
          101,3 KPa.
(16)      Gli Stati membri comunicano alla Commi s ione le fonti minori
          di cui non tengono conto nei loro calcoli.
(17)      Per i nuovi processi di concentrazione la Commissione può
          convenire un valore diverso qualora gli Sati membri possano
          dimostrare la non disponibilità di tecnologie per raggiungere
          questo standard.
 ---pagebreak---                                              - 21 -
    ii)    per quanto riguarda       il cloro, gli scarichi sono ridotti entro il
           31  gennaio     1993   ad    una    concentrazione     media    giornaliera    non
                                        3  18
           superiore    a    5  mg/Nm * *,         e   comunque    in   ogni   momento    non
                                    3
           superiore a 40 mg/Nm .
2. La   presente    direttiva      lascia      impregiudicate     le   disposizioni     della
    direttiva 80/779/CEE.
3. La   procedura    di    controllo       delle    misurazioni    di    riferimento    degli
    scarichi di S0 X nell'atmosfera è esposta in allegato.
                                          Art ico lo 9
I valori    e  le riduzioni     di cui agli       articoli    5, 7 e 8 sono      controllati
dagli   Stati    membri     in   relazione      alla    produzione     effettiva    di   ogni
stabi Iimento.
                                         Articolo 10
Gli Stati membri prendono         le misure necessarie per garantire che tutti i
rifiuti dell'industria del biossido di titanio e in particolare quelli di
cui   è   vietato   lo    scarico     o    l'immersione     nelle    acque   o   lo   scarico
nel l'atmosfera:
-   siano evitati o riutilizzati, nella misura               in cui ciò sia     tecnicamente
    ed economicamente possibile;
-   siano   riutilizzati     o smaltiti       senza   compromettere     la salute umana      o
    dannegg i are I'amb i ente.
Lo stesso vale per i rifiuti provenienti dal reimpiego o dal trattamento di
tali rifiuti.
(18)      Si considera che questi valori corrispondano ad un massimo di
          6 g per tonnellata di biossido di titanio prodotto.
 ---pagebreak---                                         - 22 -
                                    Articolo 11
Gli    Stati   membri    mettono    in    vigore    le    disposizioni     legislative
regolamentari    e amministrative     necessarie   per   conformarsi    alla  presente
direttiva entro     il 31 gennaio 1993. Essi ne        informano   immediatamente   la
CommI ss Ione.
Quando gli Stati membri      adottano tali disposizioni, queste contengono un
riferimento    alla   presente   direttiva   o   sono   corredate    da   un  siffatto
riferimento    all'atto    della   pubblicazione     ufficiale.    Le   modalità   del
riferimento sono decise dagli Stati membri.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di
diritto   interno che essi emanano nel settore disciplinato dalla presente
dirett iva.
                                     Articolo 12
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addi                                        Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                         - 23 -
                                       ALLEGATO
           Procedura di controllo delle misurazioni di riferimento
                        per gli effluenti gassosi di S0 X
Le quantità    di   S0 2 , di  SO3 e di      acidi   vescicolari   espresse    in S0 2
equivalente scaricate dagli       impianti specifici vengono calcolate tenendo
conto del vomume di gas scaricato durante le operazioni specifiche e del
tenore medio di SO2-SO3 misurato nello stesso              intervallo di tempo. Le
determinazioni    della    portata   e   del   tenore   di   SO2-SO3   devono   essere
effettuate    nelle     stesse   condizioni     di   temperatura     e   di   umidità.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                              COM(91)358def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              14
                                          N. di catalogo : CBJ-CO-91-503-IT-C
                                                             ISBN 92-77-77467-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo