CELEX: 
Language: it
Date: 2018-04-30 00:00:00
Title: REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE che integra il regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le valutazioni dei rischi in relazione alle specie esotiche invasive

RELAZIONE
            
            
               1.CONTESTO DELL'ATTO DELEGATO
            
            
               Il regolamento (UE) n. 1143/2014 sulle specie esotiche invasive (di seguito il regolamento IAS) stabilisce il quadro per affrontare l'impatto che queste hanno sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici connessi e conferisce alla Commissione il potere di adottare, aggiornare e di rivedere un elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale. La Commissione è assistita da un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri (di seguito il comitato competente). 
            
            
               Un prerequisito per prendere in considerazione l'inclusione di una specie nell'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale è l'esistenza di un'accurata valutazione dei rischi per tale specie, sostenuta da solidi fondamenti scientifici riguardanti tutti gli elementi indicati all'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento IAS. 
            
            
               L'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento IAS stabilisce tutti gli elementi necessari per redigere una valutazione dei rischi funzionale al processo decisionale. Il regolamento IAS riconosce che può essere utile specificare ulteriormente tali elementi, anche indicando una metodologia per la valutazione dei rischi. Inoltre, eventuali sviluppi dei metodi scientifici in uso nel settore delle valutazioni dei rischi dovrebbero essere integrati nella prassi di valutazione dei rischi ai fini del regolamento IAS. 
            
            
               L'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento IAS conferisce alla Commissione il potere di adottare atti delegati per precisare ulteriormente il tipo di prove scientifiche accettabili relative alla capacità di insediamento e diffusione delle specie esotiche invasive e per fornire una descrizione dettagliata degli elementi delle valutazioni dei rischi, compresa la metodologia da utilizzarsi, tenendo conto dei pertinenti standard nazionali e internazionali e della necessità di intervenire in via prioritaria contro le specie esotiche invasive associate a effetti negativi gravi sulla biodiversità o sui servizi ecosistemici collegati, nonché, essendo tali effetti negativi ritenuti un fattore aggravante, sulla salute umana e sull'economia, o che possono potenzialmente causare tali effetti. 
            
            
               È necessario prendere in considerazione gli aspetti di seguito illustrati. 
            
            
               Una metodologia è un sistema di metodi utilizzati in un particolare settore di studio o attività. Il presente regolamento delegato non intende mettere a punto un nuovo metodo, protocollo o modello di valutazione dei rischi che sostituisca le attuali pratiche scientifiche valide nel settore. Al contrario, qualsiasi metodo, protocollo o modello utilizzato per effettuare una valutazione dei rischi dovrebbe essere considerato accettabile come valido strumento ai fini del regolamento IAS purché, come ulteriormente precisato dal presente regolamento delegato, gli elementi comuni siano affrontati in modo adeguato.
            
            
               Occorre operare una chiara distinzione tra valutazione e gestione dei rischi: la valutazione dei rischi analizza da un lato la probabilità di introduzione e diffusione di un organismo e dall'altro le sue potenziali conseguenze; essa valuta cioè i rischi connessi. La gestione dei rischi consiste, invece, nell'esame e nella selezione delle opzioni e delle misure per ridurre o evitare tali rischi. Insieme esse costituiscono il cosiddetto processo di analisi dei rischi. La valutazione dei rischi è pertanto considerata, insieme all'analisi e alla selezione delle possibilità di gestione, parte integrante dello strumento che informa il comitato competente e gli consente di svolgere le sue funzioni connesse alla gestione dei rischi. 
            
            
               In quanto tale, la valutazione dei rischi deve essere rigorosa, solida e basata su dati concreti e dovrebbe presentare fatti e prove scientifiche. Essa dovrebbe pertanto fondarsi sulle migliori informazioni disponibili, se possibile provenienti da fonti scientifiche oggetto di valutazione inter pares. In mancanza di simili fonti, o a loro integrazione, è possibile fare ricorso alla letteratura grigia, a pareri di esperti e altre fonti, a condizione che vengano riportati i riferimenti adeguati e siano accompagnati da una valutazione dell'incertezza. Il presente regolamento delegato fornisce orientamenti per lo sviluppo e l'analisi delle valutazioni dei rischi e ne stabilisce gli obiettivi in termini di livello di dettaglio e di qualità allo scopo di facilitare il lavoro della Commissione, degli Stati membri e del forum scientifico e di migliorare il processo decisionale in seno alla Commissione e al comitato competente.
            
            
               2.CONSULTAZIONI PRECEDENTI L'ADOZIONE DELL'ATTO
            
            
               Il presente regolamento delegato è stato elaborato sulla base di una serie di studi e della migliore letteratura scientifica disponibile. 
            
            
               La sua preparazione ha visto inoltre la partecipazione attiva del forum scientifico
                  1
               , il gruppo di esperti istituito dal regolamento IAS con l'incarico di fornire consulenza scientifica in relazione alla sua attuazione. Il forum scientifico è composto da rappresentanti della comunità scientifica nominati dagli Stati membri, come previsto dall'articolo 28 del regolamento IAS. Per discutere la preparazione del presente regolamento delegato il forum si è riunito quattro volte: il 4 aprile e il 21 giugno 2016 ha trattato la metodologia da utilizzare per la valutazione dei rischi, il 6 ottobre 2016 e il 9 febbraio 2017 ha dibattuto un progetto di testo del presente regolamento delegato.
            
            
               Dal 27 novembre al 25 dicembre 2017 il pubblico ha potuto presentare osservazioni sul progetto di regolamento delegato. Sono pervenuti 69 contributi
                  2
               , che sono riassunti nei prossimi paragrafi, insieme al modo in cui sono stati presi in considerazione. 
            
            
               Alcune risposte hanno elogiato l'approccio indicato. Altre sono state più critiche, ma mentre in alcuni casi venivano sollevate obiezioni pertinenti, altre osservazioni non si riferivano al regolamento delegato, quanto piuttosto, più in generale, a diversi aspetti della politica dell'UE in materia di specie esotiche invasive e non sono quindi state prese ulteriormente in considerazione. Tali osservazioni riguardavano, tra l'altro, la gestione dei rischi, il processo che porta all'elaborazione dell'elenco di specie di rilevanza unionale, il processo decisionale del comitato competente, la composizione del forum scientifico, la qualità delle valutazioni dei rischi esistenti e l'efficacia in termini di costi dell'inclusione di specie nell'elenco dell'Unione. 
            
            
               Il regolamento IAS prevede che la valutazione dei rischi descriva gli usi noti e i vantaggi di una specie, ossia gli elementi in base ai quali valutare i rischi posti dalla specie. Per esempio, può essere utile sapere se una specie è commercializzata e avere un'indicazione del volume degli scambi commerciali per comprendere la probabilità di una sua introduzione, l'importanza di determinati vettori e della pressione dei propaguli. Tuttavia, un'analisi economica completa dei vantaggi di una specie, o dei costi economici diretti e indiretti e delle conseguenze finanziarie per le imprese, compreso il numero di posti di lavoro collegati, riconducibili all'inserimento di una specie nell'elenco, come suggerito da alcuni portatori di interessi, non è necessaria a valutare il rischio di introduzione, insediamento e diffusione di una specie. 
            
            
               Alcuni contributi proponevano di valutare la probabilità dell'introduzione, della diffusione e della distribuzione delle specie specificatamente per i siti di importanza comunitaria e le zone di protezione speciale, istituiti in forza delle direttive sulla tutela della natura
                  3
               . Ciò non è necessario in quanto l'ambito di applicazione del regolamento IAS comprende il sostegno a tali direttive, ma non solo. Di conseguenza le valutazioni dei rischi dovrebbero descrivere gli effetti su tutti gli habitat interessati, come suggerito da alcuni portatori di interessi, piuttosto che limitarsi agli habitat in pericolo. L'atto delegato è stato adattato per accogliere tale suggerimento. Per quanto riguarda la capacità di una specie di riprodursi e diffondersi, alcuni contributi proponevano di inserire nella valutazione dei rischi un'analisi della popolazione vitale minima o della sopravvivenza della popolazione. Si tratta di metodi utilizzati nella biologia della conservazione per determinare le possibilità di sopravvivenza di una specie minacciata e fragile, ritenuti non particolarmente rilevanti ai fini di valutare il rischio che una specie diventi invasiva, in quanto alcune specie esotiche invasive sono in grado di insediarsi e provocare danni ben al di sotto di tali soglie.
            
            
               3.ELEMENTI GIURIDICI DELL'ATTO DELEGATO
            
            
               Come già indicato nell'introduzione, l'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento IAS è la base giuridica per l'elaborazione del presente regolamento delegato. In particolare, esso conferisce alla Commissione il potere di: 1) precisare ulteriormente il tipo di prove scientifiche accettabili ai fini dell'articolo 4, paragrafo 3, lettera b) — cioè la capacità di insediamento e di diffusione; 2) fornire una descrizione dettagliata dell'applicazione dell'articolo 5, paragrafo 1, lettere da a) a h); e 3) stabilire la metodologia da utilizzarsi nel preparare una valutazione dei rischi, tenendo conto dei pertinenti standard nazionali e internazionali.
            
         
         
            
               Il presente regolamento delegato prescrive il raggiungimento dei seguenti obiettivi: 
            
            
               l'articolo 1 prescrive l'applicazione degli elementi comuni da prendere in considerazione in una valutazione dei rischi; l'articolo 2 stabilisce una metodologia, che indica anche il tipo di prova su cui dovrebbe fondarsi la valutazione dei rischi, anche nel caso in cui le prove scientifiche si riferiscono all'articolo 4, paragrafo 3, lettera b), del regolamento IAS. Infine, l'allegato del presente regolamento fornisce una descrizione dettagliata dell'applicazione dell'articolo 5, paragrafo 1, lettere da a) a h), ossia gli elementi che devono essere presi in considerazione nell'elaborazione di una valutazione dei rischi.
                     
            
            
               REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
            
            
               del 30.4.2018
            
            
               che integra il regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le valutazioni dei rischi in relazione alle specie esotiche invasive 
            
            
               LA COMMISSIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive
                  4
               , in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)La Commissione, in conformità dell'articolo 4 del regolamento (UE) n. 1143/2014, ha adottato un elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale ("l'elenco dell'Unione"), che deve essere regolarmente aggiornato. Un prerequisito per l'inclusione di nuove specie nell'elenco dell'Unione è che sia stata effettuata la valutazione dei rischi di cui all'articolo 5 di detto regolamento ("la valutazione dei rischi"). L'articolo 5, paragrafo 1, lettere da a) a h), del regolamento (UE) n. 1143/2014 stabilisce gli elementi comuni da prendere in considerazione nella valutazione dei rischi ("gli elementi comuni").
            
            
               (2)In conformità dell'articolo 4, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1143/2014 gli Stati membri possono presentare richieste di iscrizione di specie esotiche invasive nell'elenco dell'Unione. Tali richieste devono essere corredate di una valutazione dei rischi. Esistono già diversi metodi e protocolli di valutazione che sono utilizzati e rispettati all'interno della comunità scientifica nel settore delle invasioni biologiche. Il loro valore e la loro solidità scientifica dovrebbero essere riconosciuti. Al fine di utilizzare in modo efficiente le conoscenze esistenti, qualsiasi metodo o protocollo che includa gli elementi comuni dovrebbe essere accettato per l'elaborazione della valutazione dei rischi. Tuttavia, per assicurare che tutte le decisioni relative all'inserimento delle specie nell'elenco siano basate su valutazioni dei rischi con livelli di qualità e solidità comparabili e per fornire orientamenti ai valutatori su come prendere adeguatamente in considerazione gli elementi comuni, è necessario descrivere dettagliatamente questi ultimi e la metodologia da utilizzare per la valutazione dei rischi a cui i metodi e i protocolli esistenti dovrebbero attenersi.
            
            
               (3)Per poter essere funzionale al processo decisionale a livello dell'Unione, la valutazione dei rischi dovrebbe riferirsi a tutto il territorio unionale, a esclusione delle regioni ultraperiferiche ("l'area della valutazione dei rischi"). 
            
            
               (4)Affinché la valutazione dei rischi possa fornire una solida base scientifica e dati affidabili a sostegno del processo decisionale, tutte le informazioni in essa contenute, anche in relazione alla capacità di una specie di insediarsi e diffondersi nell'ambiente, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) n. 1143/2014, dovrebbero essere suffragate dalle migliori prove scientifiche disponibili. Tale aspetto dovrebbe essere affrontato nella metodologia da applicare nella valutazione dei rischi. 
            
            
               (5)Le specie esotiche invasive costituiscono una grave minaccia ambientale, ma non tutte sono oggetto di studi ugualmente approfonditi. Qualora una specie non sia presente nell'area della valutazione dei rischi o sia presente solo in quantità limitate, le informazioni su di essa potrebbero mancare o essere incomplete. Nel momento in cui si raggiunge una conoscenza completa, la specie potrebbe essere già stata introdotta o essersi diffusa all'interno dell'area della valutazione dei rischi. Pertanto, la valutazione dei rischi dovrebbe poter tenere conto dell'assenza di conoscenze e di informazioni e far fronte al problema dell'elevato grado di incertezza per quanto riguarda le conseguenze di un'introduzione o diffusione della specie in questione. 
            
            
               (6)Affinché possa fungere da base solida del processo decisionale, la valutazione dei rischi dovrebbe essere sottoposta a un rigoroso controllo di qualità,
            
            
               HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
            
            
               Articolo 1
                  Applicazione degli elementi comuni
            
            
               L'allegato del presente regolamento contiene una descrizione dettagliata dell'applicazione degli elementi comuni di cui all'articolo 5, paragrafo 1, lettere da a) a h), del regolamento (UE) n. 1143/2014 ("gli elementi comuni").
            
            
               Articolo 2
                  Metodologia da applicarsi alla valutazione dei rischi 
            
            
               1.La valutazione dei rischi comprende gli elementi comuni di cui all'allegato del presente regolamento ed è conforme alla metodologia stabilita nel presente articolo. La valutazione dei rischi può basarsi su qualsiasi protocollo o metodo, a condizione che siano rispettati tutti i requisiti di cui al presente regolamento e al regolamento (UE) n. 1143/2014.
            
         
         
            
               2.La valutazione dei rischi comprende il territorio dell'Unione, ad esclusione delle regioni ultraperiferiche ("l'area della valutazione dei rischi"). 
            
            
               3.La valutazione dei rischi si basa sui dati scientifici più affidabili disponibili, compresi i più recenti risultati della ricerca internazionale, avvalorati da riferimenti a pubblicazioni scientifiche sottoposte a valutazione inter pares. In assenza di tali pubblicazioni scientifiche o qualora le informazioni ivi contenute non siano sufficienti, o ancora al fine di integrare le informazioni raccolte, le prove scientifiche possono consistere anche in altre pubblicazioni, pareri di esperti, informazioni raccolte dalle autorità degli Stati membri, notifiche ufficiali e informazioni provenienti da banche dati, comprese quelle raccolte grazie alla scienza dei cittadini. Tutte le fonti sono citate e corredate dei riferimenti. 
            
            
               4.Il metodo o il protocollo utilizzati consentono di completare la valutazione dei rischi anche in assenza di informazioni relative a una determinata specie o quando le informazioni su una specie siano insufficienti. Un'eventuale carenza di informazioni viene chiaramente indicata nella valutazione dei rischi in modo che nessuna domanda nella valutazione dei rischi rimanga senza risposta.
            
            
               5.Ogni risposta fornita nella valutazione dei rischi include una valutazione del livello di incertezza o di fiducia attribuito alla risposta in funzione della possibilità che le informazioni necessarie per rispondere non siano disponibili o siano insufficienti o della contraddittorietà tra gli elementi di prova disponibili. La valutazione del livello di incertezza o di fiducia attribuito alla risposta si basa su un metodo o un protocollo documentato. La valutazione dei rischi contiene un riferimento a tale metodo o protocollo documentato. 
            
            
               6.Nella valutazione dei rischi è compresa una sintesi delle sue diverse componenti, nonché una conclusione generale, chiara e coerente. 
            
            
               7.Un processo di controllo della qualità è parte integrante della valutazione dei rischi e comprende almeno un riesame della valutazione dei rischi da parte di due controllori di pari livello. La valutazione dei rischi comprende una descrizione del processo di controllo della qualità. 
            
            
               8.L'autore o gli autori della valutazione dei rischi e i controllori di pari livello sono indipendenti e possiedono competenze scientifiche pertinenti. 
            
            
               9.L'autore o gli autori della valutazione dei rischi e i controllori di pari livello non sono affiliati alla stessa istituzione. 
            
            
               Articolo 3
                  Entrata in vigore
            
            
               Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
            
            
               Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il 30.4.2018
            
            
               
                     Per la Commissione
               
               
                     Il presidente
                     Jean-Claude JUNCKER
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        Pubblicato nel registro dei gruppi di esperti della Commissione e di altri organismi analoghi, numero di codice E03276.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/initiatives/ares-2017-5777844/feedback_it
               
               
                  
                     (3)
                  
                        Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7) e direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7).
               
               
                  
                     (4)
                  
                        GU L 317 del 4.11.2014, pag. 35. 
               
            
      
    ---documentbreak--- 
      
         
         
            
               ALLEGATO
            
            
               Descrizione dettagliata degli elementi comuni
            
            
            
                     
                        Elementi comuni 
                     
                  
                  
                     
                        Descrizione dettagliata 
                     
                  
               
                     
                        Articolo 5, paragrafo 1, lettera a) – la descrizione della specie, con relativi identità tassonomica, storia e areale naturale e potenziale
                     
                  
                  
                     
                        1) La descrizione della specie fornisce informazioni sufficienti a garantire che si possa comprendere l'identità della specie senza alcun riferimento a documenti supplementari.
                     
                     
                     
                        2) L'ambito di applicazione della valutazione dei rischi è chiaramente delineato. Se, come regola generale, è opportuno elaborare una valutazione dei rischi per ogni specie, in determinati casi potrebbe essere giustificato elaborare una valutazione dei rischi che verta su più di una specie (ad esempio su specie appartenenti allo stesso genere aventi un impatto e caratteristiche comparabili o identici). Occorre indicare chiaramente se la valutazione dei rischi riguarda più di una specie, oppure se esclude o comprende soltanto alcune sottospecie, taxa inferiori, ibridi, varietà o razze (e, in caso affermativo, quali sottospecie, taxa inferiori, ibridi, varietà o razze). Tale scelta deve essere debitamente motivata.
                     
                     
                     
                        3) La descrizione dell'identità tassonomica della specie contiene tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        la famiglia, l'ordine e la classe tassonomici a cui appartiene la specie;
                     
                     
                        l'attuale nome scientifico della specie e l'autore del nome;
                     
                     
                        l'elenco dei sinonimi più comuni dell'attuale nome scientifico;
                     
                     
                        i nomi usati nel commercio;
                     
                     
                        l'elenco delle sottospecie, dei taxa inferiori, degli ibridi, delle varietà o delle razze più comuni; 
                     
                     
                        informazioni sull'esistenza di altre specie con un aspetto molto simile: 
                     
                     
                        altre specie esotiche con caratteristiche invasive simili, da evitare come specie di sostituzione (nel qual caso si può prendere in considerazione la possibilità di elaborare una valutazione dei rischi per più di una specie, cfr. punto 2);
                     
                     
                        altre specie esotiche senza caratteristiche invasive simili che potrebbero essere utilizzate come potenziali specie di sostituzione;
                     
                     
                        specie autoctone, al fine di evitare possibili errori di identificazione e scelta delle specie destinatarie delle misure.
                     
                     
                     
                        4) La descrizione della storia della specie comprende i dati sull'invasione, tra cui informazioni sui paesi invasi (nell'area della valutazione dei rischi e altrove, se del caso) e un'indicazione della cronistoria delle prime osservazioni, dell'insediamento e della diffusione.
                     
                     
                     
                        5) La descrizione dell'areale naturale e potenziale della specie comprende l'indicazione del continente o parte di continente, della zona climatica e degli habitat in cui la specie è presente in natura. Se pertinente, si dovrebbe indicare se la specie potrebbe naturalmente diffondersi nell'area della valutazione dei rischi. 
                     
                     
                  
               
                     
                        Articolo 5, paragrafo 1, lettera b) – la descrizione dei modi e delle dinamiche di riproduzione e di diffusione, valutando anche se sussistono le condizioni necessarie per la riproduzione e la diffusione
                     
                     
                  
                  
                     
                        1) La descrizione dei modi di riproduzione e diffusione comprende elementi relativi alla storia della specie e ai suoi tratti comportamentali che ne possono spiegare la capacità di insediamento e diffusione, quali la strategia di riproduzione o crescita, la capacità di dispersione, la longevità, le esigenze ambientali e climatiche, le caratteristiche specifiche o generiche e altre informazioni pertinenti disponibili.
                     
                     
                     
                        2) La descrizione dei modi e delle dinamiche di riproduzione comprende tutti i seguenti elementi: 
                     
                     
                     
                        l'elenco e la descrizione dei meccanismi di riproduzione della specie; 
                     
                     
                        la valutazione dell'eventuale presenza di condizioni ambientali adeguate per la sua riproduzione nell'area della valutazione dei rischi; 
                     
                     
                        l'indicazione della pressione dei propaguli della specie (ad esempio il numero di gameti, semi, uova o propaguli, il numero di cicli riproduttivi annuali) per ciascun meccanismo di riproduzione in relazione alle condizioni ambientali nell'area della valutazione dei rischi.
                     
                     
                     
                        3) La descrizione dei modi e delle dinamiche di diffusione comprende tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        l'elenco e la descrizione dei meccanismi di diffusione della specie;
                     
                     
                        la valutazione dell'eventuale presenza di condizioni ambientali adeguate per la diffusione della specie nell'area della valutazione dei rischi; 
                     
                     
                        l'indicazione del tasso di ciascun meccanismo di diffusione in relazione alle condizioni ambientali nell'area della valutazione dei rischi. 
                     
                     
                  
               
                     
                        Articolo 5, paragrafo 1, lettera c) – la descrizione dei potenziali vettori d'introduzione e di diffusione delle specie, sia deliberati che accidentali, se del caso con l'indicazione delle merci alle quali le specie sono generalmente associate
                     
                     
                  
                  
                     
                        1) Sono presi in considerazione tutti i pertinenti vettori di introduzione e di diffusione. Come base si utilizza la classificazione dei vettori elaborata dalla convenzione sulla diversità biologica
                           1
                        . 
                     
                     
                     
                        2) La descrizione dei vettori di introduzione deliberati contiene tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        l'elenco e la descrizione dei vettori con l'indicazione della loro importanza e dei rischi connessi (come la probabilità di introduzione nell'area della valutazione dei rischi sulla base di tali vettori, la probabilità di sopravvivenza, riproduzione o aumento durante il trasporto e il magazzinaggio; la capacità e la probabilità di trasferimento da tali vettori a un habitat o un ospite adeguati), compresi, se possibile, dettagli sull'origine e il punto finale specifici dei vettori; 
                     
                     
                        l'indicazione della pressione dei propaguli (come il volume o il numero di esemplari stimati o la frequenza del passaggio attraverso tali vettori), compresa la probabilità di una reinvasione dopo l'eradicazione.
                     
                     
                     
                        3) La descrizione dei vettori di introduzione accidentali contiene tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        l'elenco e la descrizione dei vettori con l'indicazione della loro importanza e dei rischi connessi (come la probabilità di introduzione nell'area della valutazione dei rischi sulla base di tali vettori; la probabilità di sopravvivenza, riproduzione o aumento durante il trasporto e il magazzinaggio; la probabilità di una mancata individuazione in corrispondenza del punto di entrata; la capacità e la probabilità di trasferimento da tali vettori a un habitat o un ospite adeguati), compresi, se possibile, dettagli sull'origine e il punto finale specifici dei vettori;
                     
                     
                        l'indicazione della pressione dei propaguli (come il volume o il numero di esemplari stimati o la frequenza del passaggio attraverso tali vettori), compresa la probabilità di una reinvasione dopo l'eradicazione.
                     
                     
                     
                        4) La descrizione dei prodotti a cui è generalmente associata l'introduzione della specie comprende un loro elenco e una loro descrizione con l'indicazione dei rischi connessi (ad esempio il volume del flusso commerciale; la probabilità che le merci siano contaminate o agiscano da vettori).
                     
                     
                     
                        5) La descrizione dei vettori di diffusione deliberati contiene tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        l'elenco e la descrizione dei vettori con l'indicazione della loro importanza e dei rischi connessi (come la probabilità di diffusione all'interno dell'area di valutazione dei rischi sulla base di tali vettori; la probabilità di sopravvivenza, riproduzione o aumento durante il trasporto e il magazzinaggio; la capacità e la probabilità di trasferimento da tali vettori a un habitat o un ospite adeguati), compresi, se possibile, dettagli sull'origine e il punto finale specifici dei vettori; 
                     
                     
                        l'indicazione della pressione dei propaguli (come il volume o il numero di esemplari stimati o la frequenza del passaggio attraverso tali vettori), compresa la probabilità di una reinvasione dopo l'eradicazione.
                     
                     
                     
                        6) La descrizione dei vettori di diffusione accidentali contiene tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        l'elenco e la descrizione dei vettori con l'indicazione della loro importanza e dei rischi connessi (come la probabilità di diffusione all'interno dell'area di valutazione dei rischi sulla base di tali vettori; la probabilità di sopravvivenza, riproduzione o aumento durante il trasporto e il magazzinaggio; la facilità di individuazione; la capacità e la probabilità di trasferimento da tali vettori a un habitat o un ospite adeguati), compresi, se possibile, dettagli sull'origine e il punto finale specifici dei vettori; 
                     
                     
                        l'indicazione della pressione dei propaguli (come il volume o il numero di esemplari stimati o la frequenza del passaggio attraverso tali vettori), compresa la probabilità di una reinvasione dopo l'eradicazione.
                     
                     
                     
                        7) La descrizione delle merci a cui è generalmente associata la diffusione della specie comprende un loro elenco e una loro descrizione con l'indicazione dei rischi connessi (ad esempio il volume degli scambi; la probabilità che le merci siano contaminate o agiscano da vettori).
                     
                     
                  
               
                     
                        Articolo 5, paragrafo 1, lettera d) – la valutazione approfondita dei rischi d'introduzione, insediamento, diffusione nelle pertinenti regioni biogeografiche alle condizioni climatiche attuali e a quelle conseguenti a ipotizzabili cambiamenti climatici
                     
                  
                  
                     
                        1) La valutazione approfondita analizza i rischi legati all'introduzione, all'insediamento e alla diffusione di una specie nelle pertinenti regioni biogeografiche nell'area della valutazione dei rischi, illustrando in che modo ipotizzabili cambiamenti climatici influenzeranno tali rischi. 
                     
                     
                     
                        2) La valutazione approfondita di tali rischi non comprende una serie completa di simulazioni in base a diversi scenari di cambiamenti climatici, purché sia fornita una valutazione dell'introduzione, dell'insediamento e della diffusione probabili in uno scenario a medio termine (ad esempio 30-50 anni) con una chiara spiegazione delle ipotesi.
                     
                     
                     
                        3) I rischi di cui al punto 1) possono, ad esempio, essere descritti in termini di "probabilità" o "tasso".
                     
                     
                         
                     
                  
               
                     
                        Articolo 5, paragrafo 1, lettera e) – la descrizione della distribuzione attuale della specie, indicando anche se tale specie è già presente nell'Unione o nei paesi confinanti e includendo una proiezione della sua probabile distribuzione futura
                     
                  
                  
                     
                        1) La descrizione della distribuzione attuale nell'area della valutazione dei rischi o nei paesi limitrofi comprende tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        l'indicazione della o delle regioni biogeografiche oppure della o delle sottoregioni marine nell'area della valutazione dei rischi in cui la specie è presente e in cui si è insediata;
                     
                     
                        l'attuale situazione di insediamento della specie in ciascuno Stato membro e, se del caso, nei paesi limitrofi.
                     
                     
                     
                        2) La proiezione della probabile distribuzione futura nell'area della valutazione dei rischi o nei paesi limitrofi comprende tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        l'indicazione della o delle regioni biogeografiche oppure della o delle sottoregioni marine nell'area della valutazione dei rischi in cui la specie potrebbe insediarsi, in particolare alle condizioni conseguenti a ipotizzabili cambiamenti climatici;
                     
                     
                        l'elenco degli Stati membri e, se del caso, dei paesi limitrofi in cui la specie potrebbe insediarsi, in particolare alle condizioni conseguenti a ipotizzabili cambiamenti climatici.
                     
                     
                  
               
                     
                        Articolo 5, paragrafo 1, lettera f) – la descrizione degli effetti negativi sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici collegati, ivi compreso sulle specie autoctone, sui siti protetti, sugli habitat a rischio, sulla salute umana, sulla sicurezza e sull'economia, accompagnata dalla valutazione del potenziale effetto futuro in base alle prove scientifiche disponibili
                     
                  
                  
                     
                        1) Nella descrizione si opera una distinzione tra l'effetto noto e il potenziale effetto futuro sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici collegati. È opportuno descrivere l'effetto noto per l'area della valutazione dei rischi e per i paesi terzi, se pertinente (ad esempio con condizioni eco-climatiche analoghe). Il potenziale effetto futuro è valutato solo per l'area della valutazione dei rischi. 
                     
                     
                     
                        2) La descrizione dell'effetto noto e la valutazione del potenziale effetto futuro si basano sui migliori dati quantitativi o qualitativi disponibili. L'entità degli effetti è misurata (con l'attribuzione di un punteggio) o classificata altrimenti. Il sistema di misurazione o di classificazione degli effetti utilizzato comprende un riferimento alle pubblicazioni che lo avvalorano.
                     
                     
                     
                        3) La descrizione dell'effetto noto e la valutazione del potenziale effetto futuro sulla biodiversità contengono riferimenti a tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        le diverse regioni biogeografiche o sottoregioni marine in cui la specie potrebbe insediarsi;
                     
                     
                        le specie autoctone interessate, comprese quelle della lista rossa, quelle di cui agli allegati della direttiva 92/43/CEE del Consiglio
                           2
                         e quelle disciplinate dalla direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
                           3
                        ;
                     
                     
                        gli habitat interessati, compresi quelli della lista rossa e quelli di cui agli allegati della direttiva 92/43/CEE;
                     
                     
                        i siti protetti interessati;
                     
                     
                        le caratteristiche chimiche, fisiche o strutturali interessate e il funzionamento degli ecosistemi;
                     
                     
                        lo stato ecologico interessato degli ecosistemi acquatici o lo stato ambientale interessato delle acque marine.
                     
                     
                     
                        4) La descrizione dell'effetto noto e la valutazione del potenziale effetto futuro sui servizi ecosistemici collegati contengono riferimenti a tutti i seguenti elementi:
                     
                     
                        i servizi di approvvigionamento;
                     
                     
                        i servizi di regolazione;
                     
                     
                        i servizi culturali
                     
                     
                     
                        5) La descrizione dell'effetto noto e la valutazione del potenziale effetto futuro sulla salute umana, sulla sicurezza e sull'economia includono, se del caso, informazioni su:
                     
                     
                        malattie, allergie o altri affezioni per gli esseri umani che possono derivare, direttamente o indirettamente, dalla specie;
                     
                     
                        danni provocati, direttamente o indirettamente, dalla specie con conseguenze per la sicurezza di persone, beni o infrastrutture;
                     
                     
                        interruzione diretta o indiretta di un'attività economica o sociale, o altre conseguenze per tali attività, dovute alla presenza della specie. 
                     
                     
                  
               
                     
                        Articolo 5, paragrafo 1, lettera g) – la valutazione dei costi potenziali dei danni arrecati
                     
                  
                  
                     
                        1) La valutazione, economica o in altri termini, dei costi potenziali dei danni arrecati alla biodiversità e ai servizi ecosistemici descrive tali costi in termini quantitativi e/o qualitativi a seconda delle informazioni disponibili. Qualora le informazioni disponibili non siano sufficienti a valutare i costi per l'intera area della valutazione dei rischi, se disponibili sono utilizzati dati qualitativi o studi di casi diversi provenienti da tutto il territorio dell'Unione o da paesi terzi. 
                     
                     
                     
                        2) La valutazione dei costi potenziali dei danni arrecati alla salute umana, alla sicurezza e all'economia descrive tali costi in termini quantitativi e/o qualitativi a seconda delle informazioni disponibili. Qualora le informazioni disponibili non siano sufficienti a valutare i costi per l'intera area della valutazione dei rischi, se disponibili sono utilizzati dati qualitativi o studi di casi diversi provenienti da tutto il territorio dell'Unione o da paesi terzi. 
                     
                     
                  
               
                     
                        Articolo 5, paragrafo 1, lettera h) – la descrizione degli usi noti delle specie e dei vantaggi sociali ed economici derivanti da tali usi
                     
                  
                  
                     
                        1) La descrizione degli usi noti della specie enumera e illustra gli usi noti nell'Unione e altrove, se del caso.
                     
                     
                     
                        2) La descrizione dei vantaggi sociali ed economici derivanti dagli usi noti della specie illustra la rilevanza economica, ambientale e sociale di ciascuno di tali usi e indica i beneficiari associati, in termini quantitativi e/o qualitativi a seconda delle informazioni disponibili. Qualora le informazioni disponibili non siano sufficienti a descrivere i vantaggi per l'intera area della valutazione dei rischi, se disponibili sono utilizzati dati qualitativi o studi di casi diversi provenienti da tutto il territorio dell'Unione o da paesi terzi. 
                     
                     
                  
               
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        UNEP/CBD/SBSTTA/18/9/Add.1. – I riferimenti alla classificazione dei vettori sviluppata dalla convenzione sulla diversità biologica si intendono fatti all'ultima versione modificata. 
               
               
                  
                     (2)
                  
                        Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).
               
               
                  
                     (3)
                  
                        Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7).