CELEX: 51995PC0348
Language: it
Date: 1995-07-12
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 68/360/CEE, relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno dei lavoratori degli Stati membri e delle loro famiglie all' interno della Comunità e la direttiva 73/148/CEE, relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno dei cittadini degli Stati membri all' interno della Comunitá in materia di stabilimento e di prestazione di servizi

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
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                                                              Bruxelles, 12.07.1995
                                                              COM(95) 348 def
                                                               95/0202 (COD)
                                     Proposta di
       DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO L DEL CONSIGLIO
                  che modifica la direttiva 68/360/CEE, relativa
               alla soppressione delle restrizioni al trasferimento
                 e al soggiorno dei lavoratori degli Stati membri
                  e delle loro famiglie all'interno della Comunità
                                           e
               la direttiva 73/148/CEE, relativa alla soppressione
                 delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno
           dei cittadini degli Stati membri all'interno della Comunità
              in materia di stabilimento e di prestazione di servizi
                          (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                            Introduzione
Nel suo programma di lavoro per il 1995, la Commissione aveva annunciato di voler
presentare altre tre proposte per realizzare l'obiettivo dell'articolo 7A del Trattato CE nel
settore della libera circolazione delle persone.
Il 12 luglio 1995, la Commissione ha adottato congiuntamente le tre proposte che
completano gli strumenti legislativi concretizzando l'obiettivo dell'abolizione dei
controlli sulle persone alle frontiere interne dell'Unione. Insieme alle altre misure già
adottate o ancora in discussione la loro adozione da parte del Consiglio permetterà la
piena realizzazione di questo obiettivo.
Si tratta di un obbligo chiaro e incondizionato per l'Unione derivante dall'articolo 7A. Nel
presentare le proposte la Commissione risponde anche alla legittima aspettativa del
Parlamento europeo e dei cittadini dell'Unione.
L'applicazione irreversibile della convenzione di Schengen da parte di sette Stati membri
(B, D, ESP, FR, LUX, NL e PT) dal 26 marzo 1995 dimostra che malgrado qualche
"malattia infantile" che ha indotto uno Stato membro ad applicare una clausola di
salvaguardia, il meccanismo funziona complessivamente in modo soddisfacente. Gli Stali
membri hanno constatato che Schengen non ha provocato nessun deficit di sicurezza; la
maggior parte dei predetti Stati membri ritiene che nello spazio senza frontiere la
sicurezza sia aumentata grazie all'attuazione delle misure d'accompagnamento. Schengen
dimostra inoltre che è possibile creare uno spazio in cui sia contemporaneamente
salvaguardata la libertà e la sicurezza.
Le tre proposte, di cui fa parte la presente, sono le seguenti:
1.       Una proposta di direttiva che concretizza il principio dell'abolizione dei controlli
         sulle persone: questa proposta, basata sull'articolo 100 del Trattato CE e che deve
         essere approvata all'unanimità dal Consiglio, sancirà l'abolizione effettiva dei
         controlli alle frontiere interne.
         La sua entrata in vigore potrà avvenire solo quando tutte le misure
         d'accompagnamento saranno in vigore; esse sono ritenute necessarie per
         mantenere un elevato livello di sicurezza nello spazio senza frontiere e la
         Commissione auspica che possano essere attuate quanto prima. Si tratta in
         particolare della convenzione di Dublino relativa alla determinazione dello Stato
         responsabile dell'esame delle domande d'asilo presentate in uno degli Stati
         membri, del progetto di convenzione relativa al controllo delle persone
         all'attraversamento delle frontiere esterne e della proposta di regolamento che
         determina i paesi terzi i cui cittadini devono essere muniti di visto
         all'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri, del regolamento del
         Consiglio che istituisce un modello uniforme di visto, del progetto di convenzione
         per un sistema d'informazione europeo.
2.       Una proposta di direttiva che adatta il diritto derivato in materia di libera
         circolazione dei cittadini dell'Unione (e dei membri della loro famiglia); questa
 ---pagebreak--- proposta, basata sugli articoli 49, 54 paragrafo 2 e 63 paragrafo 2 del Trattato CE,
renderà il diritto derivato esistente compatibile con l'abolizione dei controlli alle
frontiere interne prevista dalla direttiva citata al precedente punto 1. Pertanto
l'efficacia della proposta dipende dall'entrata in vigore di quest'ultima.
Una proposta di direttiva che riconosce ai cittadini di Stati terzi legittimamente
presenti nel territorio di uno Stato membro il diritto di spostarsi nel territorio degli
altri Stati membri per un soggiorno di breve durata ("diritto di viaggiare"). La
proposta, basata sull'articolo 100 del Trattato CE, costituisce l'ultima misura
d'accompagnamento per l'abolizione dei controlli delle persone che non abbia
ancora formato oggetto di proposta a livello dell'Unione. Rappresenterà inoltre un
progresso notevole per quanto riguarda il trattamento sia dei cittadini di paesi
terzi residenti legalmente negli Stati membri e che desiderano viaggiare nella
Comunità, sia dei familiari non comunitari di cittadini dell'Unione.
La proposta non riguarda né il primo ingresso nella Comunità di un cittadino
extracomunitario, né la decisione di uno Stato membro di autorizzarlo a risiedere
per un lungo soggiorno nel suo territorio, né a fortiori le decisioni nazionali
relative all'accesso al mercato del lavoro o alle attività indipendenti.
Come altre misure d'accompagnamento (ad esempio la Convenzione di Dublino
di cui si aspettano le ultime ratifiche), questa direttiva sul "diritto di viaggiare"
potrà essere applicata prima che siano aboliti i controlli sulle persone alle
frontiere interne.
 ---pagebreak---                                              Relazione
     L'articolo 7 A (ex art 8 A) del Trattato CE prevede l'instaurazione di un mercato interno
     che comporti uno spazio senza frontiere nel quale è assicurata la libera circolazione delle
     merci, delle persone, dei servizi e dei capitali secondo le disposizioni del Trattato stesso
     Una delle misure di accompagnamento necessarie per realizzare lo spazio senza frontiere
     interne è l'adattamento delle disposizioni del diritto derivato nel settore della libera
     circolazione delle persone, che si riferiscono ad una situazione nella quale
     l'attraversamento delle frontiere interne davao poteva dar luogo a controlli sulle persone.
     La presente proposta persegue questa finalità generale e mira concretamente ad
     eliminare dalle direttive 68/360/CEE(,) e 73/148/CEE(2) le disposizioni che consentono
     di subordinare l'attraversamento delle frontiere alla presentazione di un documento di
     identità valido.
     L'adattamento non è necessario per le direttive concernenti l'entrata e il soggiorno di altri
     beneficiari della libera circolazione (direttiva 90/364/CEE, del 28.6.1990, relativa ai
     diritto di soggiorno°\ direttiva 90/365/CEE, del 28.6.1990, relativa al diritto di
     soggiorno dei lavoratori salariati e non salariali che hanno cessato la propria attività
     professionale<4) e direttiva 93/96/CEE, del 29.10.1993, relativa al diritto di soggiorno
     degli studenti(S)) in quanto queste tre direttive, nel loro articolo 2, paragrafo 2, rinviano
     agli articoli 2 e 3 della direttiva 68/360/CEE.
     La realizzazione dello spazio senza frontiere interne comporta una differenziazione dei
     regimi applicabili alle frontiere, a seconda che si tratti di frontiere interne o esterne
     Poiché la portata dell'articolo 7 A si limita alle frontiere interne e la proposta di
     convenzione relativa al controllo delle persone che valicano le frontiere esterne dgli Stati
     membri((,) prevede all'articolo 1, paragrafo 2 che detta convenzione si applichi m via di
     principio a tutte le persone diverse da quelle che sono tutelate dal diritto comunitario
     occorre fare risaltare espressamente nel diritto derivato che l'attraversamento delle
      frontiere esterne resta subordinato alla presentazione di un documento di identità valido
      La realizzazione dello spazio senza frontiere interne non incìde sul regime applicabile
      in materia di diritto di soggiorno propriamente detto (casi nei quali deve essere richiesto
      un titolo di soggiorno,modalità di rilascio del permesso di soggiorno) e non toglie agi:
      Stati membri la possibilità di procedere a controlli sulle persone, indipendentemente
      dall'attraversamento delle frontiere interne. Stando cosi le cose l'adattamento del diritte;
      derivato deve evidenziare che gli Stati membri hanno facoltà di esigere dalle persone
      che esercitano il loro diritto alla libera circolazione, che esse siano in possesso di un
      documento di identità valido.
(I)
      GU    n. L 257 del 19.10.1968, pag 13.
(2)
      GU    n. L 172 del 28.6.1973, pag. 14
O)
      GU    n. L 180 del 13.7.1990, pag. 26.
(411
       GU   n. L 180 del 13.7.1990, pag. 28.
  0
C>)    GU   n. L 317 del 18.12.1993, pag. 59.
(6,}
      GU    n. C 11 del 15.1.1994, pag. 6
 ---pagebreak--- 4. In virtù dell'articolo 8 A del trattato, il diritto di ciascun cittadino dell'Unione a circolare
    e soggiornare liberamente sul territorio degli Stati membri si applica nel rispetto delle
    limitazioni e delle condizioni previste dal trattato e dalle disposizioni adottate in
    applicazione dello stesso. La proposta di sopprimere nel diritto derivato l'obbligo di
    presentare un passaporto o una carta d'identità validi al passaggio delle frontiere interne
    è intesa a ridurre le limitazioni e le condizioni alle quali è soggetto l'esercizio del diritto
    fondamentale alla libera circolazione sancito dall'articolo 8 A.
5. L'articolo 3, paragrafo 2 delle direttive 68/360/CEE e 73/148/CEE lascia agli Stati
    membri la facoltà di subordinare al previo possesso di un visto l'ammissione sul loro
    territorio dei familiari che non abbiano la cittadinanza di uno Stato membro
    L'applicazione pratica di questa disposizione deve avvenire nel rispetto di un'altra misura
    di accompagnamento per la realizzazione del mercato interno, prevista con la proposta
    di direttiva relativa al diritto dei cittadini di Stati terzi di viaggiare all'interno della
    Comunitàri Conformemente al regime previsto da detta diretti va, i cittadini di Stati terzi
    legalmente presenti sul territorio di uno Stato membro hanno diritto a circolare sul
    territorio di un altro Stato membro, per un soggiorno di breve durata, sen/.a dover
    richiedere un visto dello Stato membro visitato. Quando la direttiva sarà entrata in
    vigore, il regime di equivalenza fra titolo di soggiorno e visto che essa prevede dovrà
    ovviamente essere preso in considerazione nell'applicazione del succitato articolo 3,
    paragrafo 2. Questa disposizione non ha tuttavia bisogno di essere modificata, giacche.
    nella sua attuale formulazione, può essere interpretata nel senso che la facoltà di esigere
    un visto dai membri della famiglia aventi la cittadinanza di Stati terzi non deve essere
    in conflitto con altre disposizioni del diritto comunitario eventualmente applicabili
6. Le varie modifiche sopra menzionate, da apportare alle direttive 68/360/CEE e
    73/148/CEE, formano oggetto della presente proposta fondata tanto sull'articolo 49.
    quanto sull'articolo 54, paragrafo 2 e sull'articolo 63, paragrafo 2 Detti articoli
    costituiscono rispettivamente le basi giuridiche delle direttive 68/360/CEE e
    73/148/CEE. La scelta di ricorrere ad un unico strumento pei modificare due direttive
    è possibile, purché le corrispondenti basi giuridiche implichino la stessa procedura: la
    codecisione.
(7)
 ---pagebreak---                                    Commento agli articoli
Articolo 1:
   Punto 1: la soppressione della frase "tale diritto è esercitato dietro semplice
   presentazione di una carta d'identità o di un passaporto validi" nell'articolo 2, paragrafo
    1 della direttiva 73/148 rende il diritto derivato coerente con l'articolo 7 A del trattato,
   facendo scomparire una disposizione che consente di subordinare il diritto di lasciare il
   territorio di uno Stato membro alla presentazione di un documento d'identità
   Punto 2: la nuova formulazione del primo paragrafo dell'articolo 3 tiene conto del fatto
   che la portata dell'articolo 7 A si limita ai controlli alle frontiere interne e indica che
   l'attraversamento delle frontiere esterne da parte dei beneficiari del diritto comunitario
   nel senso dell'entrata o dell'uscita, è subordinato alla presentazione di un documento
   valido.
    Punto 3: il nuovo paragrafo 3, dell'articolo 3 si prefigge lo scopo di precisare la portala
    delle implicazioni dell'articolo 7 A. Se la realizzazione di uno spazio senza frontiere
    significa che l'attraversamento di una frontiera interna non dà più luogo alla
    presentazione di un documento di identità valido, l'esercizio del diritto alla libera
    circolazione presuppone comunque che la persona interessata sia in possesso di un
    documento di identità valido richiesto in particolare per il rilascio di un titolo di
    soggiorno.
 ---pagebreak---                                              Proposta di
            DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                          che modifica la direttiva 68/360/CEE, relativa
                       alla soppressione delle restrizioni al trasferimento
                        e al soggiorno dei lavoratori degli Stati membri
                         e delle loro famiglie all'interno della Comunità
                                                   e
                       la direttiva 73/148/CEE, relativa alla soppressione
                         delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno
                   dei cittadini degli Stati membri all'interno della Comunità
                      in materia di stabilimento e di prestazione di servizi
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 49, l'articolo 54.
paragrafo 2 e l'articolo 63, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione;
visto il parere del Comitato economico e sociale,
visto il parere del Comitato delle regioni,
considerando che l'articolo 8 A del trattato prevede che ogni cittadino dell'Unione ha il
diritto di circolare liberamente sul territorio degli Stati membri, fatte salve le limitazioni i
le condizioni previste dal diritto comunitario;
considerando che l'articolo 7 A del trattato prevede l'instaurazione del mercato interno
costituito da uno spazio senza frontiere interne nel quale è assicurata, secondo L
disposizioni del trattato stesso, la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi
e dei capitali ;
considerando che la direttiva 68/360/CEE del Consiglio del 15 ottobre 1968 relativa alla
soppressione delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno dei lavoratori degli Stati
membri e delle loro famiglie all'interno della Comunità0 ', modificata da ultimo dall'atto di
adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia e la direttiva 73/148/CEE de!
21 maggio 1973 relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento e al soggiornt
dei cittadini degli Stati membri all'interno della Comunità in materia di stabilimento e d
pretazione di servizi':) contengono disposizioni relative ai controlli sulle persone alle
frontiere; che per realizzare l'obiettivo dell'articolo 7, al cui conseguimento deve contribuire
altresì una direttiva relativa all'abolizione dei controlli sulle persone alle frontiere interne
(1)
    GU n. L 257 del 19.10.1968, pag. 13
(2)
    GU n. L 172 del 28.6.1973, pag. 14.
 ---pagebreak--- occorre adeguare tali disposizioni in modo da limitarne l'applicazione alle sole frontiere
esterne della Comunità; considerando che non occorre modificare le direttive 90/364 ( ! !
del 28 giugno 1990, relativa al diritto di soggiomo n) , 90/365 CEE del Consiglio del
28 giugno 1990, relativa al diritto di soggiorno dei lavoratori salariati e non salariati che
hanno cessato la propria attività professionale(4) e 93/96/CEE del Consiglio, del
29 ottobre 1993, relativa al diritto di soggiorno degli studenti'5*, in quanto queste direttive.
nel loro articolo 2, paragrafo 2, rinviano alle disposizioni della direttiva 68 '360/CFE del
Consiglio, la cui modifica forma oggetto della presente direttiva:
considerando che va precisato che l'obiettivo dell'articolo 7 A non implica che i cittadini
dell'Unione ed i loro familiari abbiano il diritto di circolare senza essere muniti dei
documenti di viaggio prescritti,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                             Articolo 1
La direttiva 68/360/CEE del Consiglio e la direttiva 73/148/CEE del Consiglio sono
modificate come segue:
 1)       nell'articolo 2, paragrafo 1 è soppressa la seconda frase;
2)       l'articolo 3, paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente::
         " 1.   Gli Stato membri ammettono sul loro territorio le persone di cui all'articolo I
                Le persone di cui all'articolo I hanno il diritto di attraversare le frontiere
                esterne degli Stati membri su semplice presentazione di una carta d'identità o
                di un passaporto validi";
3)       all'articolo 3 è aggiunto il seguente paragrafo 3:
         "3)     Gli Stati membri possono prescrivere che le persone di cui all'articolo 1
                 quando esercitano il diritto alla libera circolazione siano in possesso di una
                 carta d'identità valida o di un passaporto valido munito, se del caso di visto"
 O)   G U n. L 180 del 13.7.1990, pag.26.
 (4)  G U n. L 180 del 13.7 1990, pag. 28.
 (5)  G U n. L 317 del 18.12.1993, pag. 59.
 ---pagebreak---                                            Articolo 2
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1996
Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla
presente direttiva o sono accompagnate da un siffatto riferimento all'atto della loro
pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri
                                           Articolo 3
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
                                           Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                                             Per il Consiglio
li Presidente                                                         II Presidente
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(95) 348 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                                   06 04 11
                                             N. di catalogo : CB-CO-95-413-IT-C
                                                              ISBN 92-77-92351-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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