CELEX: C1998/209/51
Language: it
Date: 1998-07-04 00:00:00
Title: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour d'appel di Bruxelles (Nona Sezione), con sentenza 30 aprile 1998, nella causa Sebago Inc. e S.A. Ancienne Maison Dubois e Fils contro S.A. G-B Unic (Causa C-173/98)

4.7.98                 IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                      C 209/25
de la CongreÂgation, ha proposto dinanzi alla Corte di giu-                Ð liberalizza l'esercizio in gruppo, compreso nei paesi
stizia delle ComunitaÁ europee un ricorso contro il Parla-                     che non autorizzavano questa forma di esercizio e
mento europeo e il Consiglio dell'Unione europea.                              questa modalitaÁ di accesso, e cioeÁ l'Italia e la Gre-
                                                                               cia;
Il Granducato del Lussemburgo chiede che la Corte voglia:
                                                                           Ð abolisce per i migranti l'obbligo di acquisire cono-
                                                                               scenze nel diritto del paese ospitante.
Ð annullare la direttiva del Parlamento europeo e del
     Consiglio 98/5 (1), in tutte le sue disposizioni, pi in
     particolare gli artt. 2, 5 e 10, per violazione del Trat-        Ð Violazione dell'obbligo di motivazione: la direttiva
     tato, mancanza di uno dei fondamenti giuridici richie-                impugnata non offre alcuna giustificazione della scelta
     sti e carenza di motivazione;                                         operata dal legislatore comunitario di collocare sullo
                                                                           stesso piano, dal punto di vista dello stabilimento, gli
                                                                           avvocati migranti che esercitano con il loro titolo
Ð condannare i convenuti alle spese del giudizio.                          d'origine e quelli che optano per la loro integrazione e
                                                                           il porto del titolo dello Stato ospitante. Il terzo, il
                                                                           quinto, il nono e il decimo «considerando» non pos-
                                                                           sono costituire in proposito una motivazione adeguata.
Motivi e principali argomenti
                                                                      (1) GU L 77 del 14.3.1998, pag. 36.
Ð Violazione dell'art. 52 del Trattato CE: con la soppres-            (2) GU L 19 del 24.1.1989, pag. 16.
     sione di qualsiasi obbligo di formazione, anche
     minimo, nel diritto dello Stato ospitante, la direttiva
     98/5 istituisce una differenza di trattamento tra citta-
     dini nazionali e migranti ingiustificabile ed ingiustifi-
     cata alla luce dell'art. 52 del Trattato. La direttiva
     impugnata estende in realtaÁ al regime dello stabili-
     mento i vantaggi di cui fruiscono i prestatari di servizi,
     nel senso dato a quest'espressione dall'art. 59 del Trat-        Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour
     tato, per definizione temporanea. Un'estensione del              d'appel di Bruxelles (Nona Sezione), con sentenza 30 aprile
     genere costituisce una denaturazione della libertaÁ di           1998, nella causa Sebago Inc. e S.A. Ancienne Maison
     stabilimento.                                                                  Dubois e Fils contro S.A. G-B Unic
                                                                                             (Causa C-173/98)
Ð Violazione dell'art. 57 del Trattato CE, n. 2, seconda                                       (98/C 209/51)
     frase: Questa frase impone il requisito dell'unanimitaÁ
     quando l'armonizzazione modifica principi legislativi
     concernenti la formazione e le condizioni di accesso
     delle persone fisiche alle professioni indipendenti. Ora,        Con sentenza 30 aprile 1998, pervenuta nella cancelleria
     la direttiva impugnata pregiudica seriamente siffatti            della Corte l'11 maggio 1998, nella causa Sebago Inc. e
     principi nella maggioranza degli Stati membri. Essa eli-         S.A. Ancienne Maison Dubois e Fils contro S.A. G-B Unic,
     mina la necessitaÁ per un avvocato migrante di qualifi-          la Cour d'appel di Bruxelles (Nona Sezione) ha sottoposto
     carsi, sia pure minimamente, nel diritto puramente               alla Corte di giustizia delle ComunitaÁ europee le seguenti
     nazionale dello Stato ospitante ed istituisce quindi una         questioni pregiudiziali:
     deroga esorbitante a un principio legislativo fonda-
     mentale della professione di avvocato, comune a tutti
     gli Stati membri, secondo il quale si tratta di una pro-
                                                                      «Se si debba interpretare l'art. 7, n. 1, della prima diret-
     fessione cui devono poter accedere esclusivamente le
                                                                      tiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul rav-
     persone debitamente qualificate in diritto nazionale, o
                                                                      vicinamento delle legislazioni degli Stati membri in mate-
     la cui equivalenza di qualifica viene riconosciuta con,
                                                                      ria di marchi d'impresa (GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 1),
     se del caso, la prova dell'acquisizione delle conoscenze
                                                                      nel senso che il diritto conferito dal marchio consente al
     mancanti mediante la prova prevista dalla direttiva del
                                                                      suo titolare di opporsi all'uso del suo marchio per prodotti
     Consiglio 89/48/CEE (2).
                                                                      autentici che non sono stati immessi in commercio nel-
                                                                      l'ambito della ComunitaÁ economica europea (ampliata alla
                                                                      Norvegia, all'Islanda e al Liechtenstein, in forza dell'ac-
     D'altra parte, la direttiva impugnata altera le condi-           cordo 2 maggio 1992 che istituisce lo Spazio economico
     zioni di accesso delle persone fisiche giaccheÂ essa             europeo), dal titolare o con il suo consenso quando:
     Ð autorizza il pieno esercizio in regime di stabili-
          mento di siffatte persone sotto il titolo professio-        Ð i prodotti contrassegnati dal marchio provengono
          nale d'origine, il che prima era impossibile nella               direttamente da un paese esterno alla ComunitaÁ euro-
          maggior parte degli Stati membri;                                pea o allo Spazio economico europeo,
 ---pagebreak--- C 209/26              IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                         4.7.98
Ð i prodotti contrassegnati dal marchio provengono da                Ð Se il deposito temporaneo eÁ assoggettato a sorve-
    un paese della ComunitaÁ europea o dello Spazio eco-                  glianza e se, in caso di risposta positiva, a quale tipo-
    nomico europeo dove essi si trovano in transito senza                 logia di misure; se, rispetto ad esso, sono operativi i
    il consenso del titolare del marchio o del suo rappre-                principi di cui all'art. 4, commi 1 e 2, della dir. 91/
    sentante,                                                             156/CEE e in che termini.
Ð se i prodotti sono stati acquistati in un paese della              Ð Se l'attivitaÁ svolta dall'indagato, di deposito di kg. 160
    ComunitaÁ europea o dello Spazio economico europeo                    di batterie al piombo, che si eÁ protratta per oltre un
    dove sono stati immessi in vendita per la prima volta                 mese, in assenza di comunicazione alle autoritaÁ prepo-
    senza il consenso del titolare del marchio o del suo                  ste ai controlli, costituisce deposito temporaneo,
    rappresentante,                                                       secondo le direttive.
Ð qualora prodotti contrassegnati dal marchio, identici              (1) GU L 78 del 26.3.1991, pag. 32.
    ai prodotti autentici contrassegnati dallo stesso mar-
    chio, ma importati parallelamente direttamente o indi-
    rettamente da paesi esterni alla ComunitaÁ europea o
    allo Spazio economico europeo, sono o sono giaÁ stati
    messi in commercio all'interno della ComunitaÁ o dello
    Spazio economico europeo, dal titolare del marchio o             Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Pre-
    con il suo consenso,                                             tura circondariale di Udine Ð Ufficio del Giudice per le
                                                                     indagini preliminari Ð con ordinanza 20 aprile 1998, nel
Ð oppure qualora prodotti contrassegnati dal marchio,                procedimento dinanzi ad essa pendente a carico di Fran-
    similari ai prodotti autentici contrassegnati dallo stesso                                 cesca Bizzaro
    marchio, ma importati parallelamente direttamente o                                     (Causa C-177/98)
    indirettamente da paesi esterni alla ComunitaÁ europea
    o allo Spazio economico europeo, sono o sono giaÁ stati                                   (98/C 209/53)
    messi in commercio nell'ambito della ComunitaÁ o
    dello Spazio economico europeo, dal titolare del mar-
    chio o con il suo consenso».                                     Con ordinanza 20 aprile 1998, pervenuta nella Cancelleria
                                                                     della Corte delle ComunitaÁ europee l'11 maggio 1998, nel
                                                                     procedimento penale dinanzi ad essa pendente a carico di
                                                                     Francesca Bizzaro, la Pretura circondariale di Udine ha
                                                                     sottoposto alla Corte di giustizia delle ComunitaÁ europee
                                                                     le seguenti questioni pregiudiziali:
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Pre-
                                                                     Ð Qual'eÁ la differenza (se c'eÁ) tra il deposito temporaneo
tura circondariale di Udine Ð Ufficio del Giudice per le
                                                                          e il deposito preliminare (o messa in riserva) di rifiuti,
indagini preliminari Ð con ordinanza 20 aprile 1998, nel
                                                                          effettuati all'interno dell'insediamento produttivo, e
procedimento dinanzi ad essa pendente a carico di Paolo
                                                                          quali sono i criteri per individuare, in concreto, l'uno
                            Lirussi
                                                                          o l'altro accumulo di rifiuti.
                      (Causa C-175/98)
                        (98/C 209/52)                                Ð Se il deposito temporaneo eÁ escluso dal concetto di
                                                                          «gestione» dei rifiuti di cui all'art. 1, lett. d), dir. 91/
                                                                          156/CEE (1) e da tutti gli obblighi ad essa relativi, ivi
Con ordinanza 20 aprile 1998, pervenuta nella Cancelleria                 compresa la comunicazione di tale attivitaÁ alle autoritaÁ
della Corte delle ComunitaÁ europee l'11 maggio 1998, nel                 preposte ai controlli.
procedimento penale dinanzi ad essa pendente a carico di
Paolo Lirussi, la Pretura circondariale di Udine ha sottopo-
sto alla Corte di giustizia delle ComunitaÁ europee le               Ð Se il deposito temporaneo eÁ assoggettato a sorve-
seguenti questioni pregiudiziali:                                         glianza e se, in caso di risposta positiva, a quale tipo-
                                                                          logia di misure; se, rispetto ad esso, sono operativi i
                                                                          principi di cui all'art. 4, commi 1 e 2, della dir. 91/
Ð Qual'eÁ la differenza (se c'eÁ) tra il deposito temporaneo              156/CEE e in che termini.
    e il deposito preliminare (o messa in riserva) di rifiuti,
    effettuati all'interno dell'insediamento produttivo, e
    quali sono i criteri per individuare, in concreto, l'uno         Ð Se l'attivitaÁ svolta dall'indagata, di deposito di kg.
    o l'altro accumulo di rifiuti.                                        87,50 di fanghi contenenti solventi alogenati, che si eÁ
                                                                          protratta per oltre due mesi, costituisce deposito tem-
                                                                          poraneo, secondo le direttive.
Ð Se il deposito temporaneo eÁ escluso dal concetto di
    «gestione» dei rifiuti di cui all'art. 1, lett. d), dir. 91/
                                                                     (1) GU L 78 del 26.3.1991, pag. 32.
    156/CEE (1) e da tutti gli obblighi ad essa relativi, ivi
    compresa la comunicazione di tale attivitaÁ alle autoritaÁ
    preposte ai controlli.