CELEX: C2004/262/75
Language: it
Date: 2004-10-23 00:00:00
Title: Causa T-301/04: Ricorso della Clearstream Banking Aktiengesellschaft e della Clearstream International società anonima lussemburghese contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 28 luglio 2004

23.10.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 262/39
            
         Ricorso della Clearstream Banking Aktiengesellschaft e della Clearstream International società anonima lussemburghese contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 28 luglio 2004
   (Causa T-301/04)
   (2004/C 262/75)
   Lingua processuale: il tedesco
   Il 28 luglio 2004 la Clearstream Banking Aktiengesellschaft, Francoforte sul Meno, e la Clearstream International società anonima lussemburghese, Lussemburgo, con gli avv.ti Horst Satzky e Bernhard M. Maassen, hanno presentato dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   Le ricorrenti concludono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione 2 giugno 2004 diretta alle ricorrenti nella pratica COMP/38.096 relativa a i) determinazione dell'abuso di posizione dominante e ii) obbligo di non fare;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese di causa.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Con la decisione impugnata la Commissione addebita alle ricorrenti di aver violato l'art. 82 CE. Secondo la Commissione, le ricorrenti hanno commesso un abuso di posizione dominante, avendo asseritamene rifiutato per più di due anni di fornire alla Euroclear Bank S.A. («EB») le cosiddette prestazioni primarie di clearing e compensazione su azioni nominative tedesche, e per aver discriminato, relativamente ai prezzi, la EB per più di cinque anni nella fornitura di prestazioni primarie di clearing e compensazione.
   Le ricorrenti contestano questo addebito e chiedono l'annullamento della decisione. La censura principale delle ricorrenti si rivolge contro l'affermazione della Commissione secondo cui la ricorrente Clearstream Banking AG («CB») detiene una posizione dominante sul mercato rilevante.
   Le ricorrenti fanno valere che le trattative tra CB ed EB relative all'istituzione di operazioni su titoli relativamente ad azioni nominative tedesche sono durate non quasi due anni, ma al massimo nove mesi. Responsabile di questa durata è la EB e non la CB. In nessun momento la CB ha avuto l'interesse o l'intenzione di rifiutare alla EB una prestazione che svolge per altri clienti.
   Le ricorrenti sostengono poi che nelle trattative non si può tralasciare il fatto che l'esecuzione di operazioni su titoli relativamente ad azioni nominative tedesche sia del tutto irrilevante per lo scambio di prestazioni tra CB ed EB. Nel configurare i loro prezzi le ricorrenti si sono attenute al principio della parità di trattamento di clienti analoghi. La EB non è comparabile alla categoria di clienti indicata dalla Commissione a giustificazione del suo addebito di discriminazione.
   Inoltre, le ricorrenti fanno valere che la Commissione non ha mai affermato che la Clearstream Internazional S.A. Luxembourg («CI») fosse un'impresa dominante sul mercato, per cui essa non può aver abusato di una posizione dominante. Inoltre, la delimitazione del mercato di fatto rilevante è erronea nella decisione. Le ricorrenti ritengono non giustificabile in fatto e perfino contraddittoria la distinzione operata dalla Commissione tra prestazioni di esecuzione «primarie» e «secondarie». Si tratta solo di un unico mercato di fatto rilevante per clearing e compensazione. Su questo mercato di fatto rilevante per il clearing e la compensazione nel loro complesso la CB non detiene una posizione dominante, per cui né la CB né la CI sono destinatarie della norma di cui all'art. 82 CE. La decisione deve perciò essere dichiarata nulla per erronea delimitazione del mercato e – di conseguenza – per assenza di posizione dominante sul mercato.