CELEX: 52017PC0607
Language: it
Date: 2017-10-18
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo addizionale che integra la convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 217)

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 18.10.2017
            COM(2017) 607 final
            2017/0266(NLE)
            Proposta di
            DECISIONE DEL CONSIGLIO
            relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo addizionale che integra la convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 217)
            
               
         
         
            
               RELAZIONE
            
            
               1.OGGETTO DELLA PROPOSTA
            
            
               Il protocollo addizionale alla convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo, (di seguito, il "protocollo addizionale") è stato adottato dal Comitato dei Ministri il 19 maggio 2015. L'Unione europea ha firmato il protocollo addizionale il 22 ottobre 2015
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               . La presente proposta riguarda la decisione di concludere il protocollo addizionale a nome dell'Unione.
            
            
               Il protocollo addizionale (convenzione n. 217) integra la convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (convenzione n. 196). Per poter concludere il protocollo addizionale, l'Unione europea deve avere concluso o concludere contestualmente la convenzione n. 196
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               . La presente proposta è pertanto corredata di una proposta concernente la decisione di concludere la convenzione n. 196 a nome dell'Unione, e deve essere letta in combinato disposto con quest'ultima proposta.
            
            
               2.CONTESTO DELLA PROPOSTA
            
            
               L'obiettivo del protocollo addizionale è integrare nella convenzione n. 196 una serie di disposizioni volte ad applicare gli aspetti di rilevanza penale della risoluzione 2178(2014) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle "Minacce alla pace e alla sicurezza internazionali causate da atti terroristici". Nella risoluzione, il Consiglio di sicurezza ha chiesto agli Stati membri delle Nazioni Unite di adottare una serie di misure intese a prevenire e arginare il flusso di combattenti terroristi stranieri verso le zone di conflitto.
            
            
               Il protocollo addizionale risponde a tale richiesta promuovendo un'interpretazione comune dei reati collegati alle attività dei combattenti terroristi stranieri e l'elaborazione di una risposta comune agli stessi, che serve da parametro per lo scambio di informazioni e facilita le indagini transfrontaliere e il perseguimento degli atti di natura preparatoria che possono e rischiano di portare alla commissione di reati di terrorismo. 
            
            
               Il protocollo addizionale prevede quindi la qualifica di reato per i seguenti atti: partecipazione a un'associazione o a un gruppo a fini terroristici (articolo 2), atto di ricevere un addestramento a fini terroristici (articolo 3), viaggi o tentativi di viaggi all'estero a fini terroristici (articolo 4), fornitura o raccolta di fondi per tali viaggi (articolo 5), organizzazione o agevolazione di tali viaggi (articolo 6). Infine, l'articolo 7 mira a rafforzare lo scambio d'informazioni e fa obbligo alle parti di designare un punto di contatto che fornisca le informazioni disponibili, o ne tratti le richieste, in maniera tempestiva.
            
            
               L'articolo 2 è considerato un importante strumento di indagine e di perseguimento efficace delle persone che con le loro attività contribuiscono alla commissione di reati da parte dei gruppi terroristici. 
            
            
               L'articolo 3 prevede la qualifica come reato di atti di natura preparatoria, cioè il fatto di ricevere un addestramento a fini terroristici, a complemento del reato esistente di impartire addestramento di cui all'articolo 7 della convenzione n. 196. Al tempo stesso, la disposizione dell'articolo 3 rafforza la certezza del diritto e l'efficacia degli articoli da 4 a 6 del protocollo addizionale, in quanto fornisce una definizione dell'atto di ricevere un addestramento a fini terroristici, menzionato come uno degli scopi del viaggio in tali articoli. 
            
            
               Gli articoli da 4 a 6 sono volti ad attuare il paragrafo operativo 6, lettere da a) a c), dell'UNSCR 2178(2014), estendendo la portata della qualifica di reato ad altri atti di natura preparatoria che vanno al di là di quelli già contemplati dalla convenzione n. 196 (pubblica provocazione, addestramento e reclutamento a fini terroristici). 
            
            
               Con l'articolo 7 riguardante il rafforzamento dello scambio di informazioni/i punti di contatto, il protocollo addizionale risponde infine all'appello espresso al paragrafo operativo 3 dell'UNSCR 2178(2014) per una maggiore cooperazione internazionale, facilitando più specificamente la prevenzione delle partenze verso i paesi terzi al fine di commettere reati di terrorismo o di partecipare ad attività di addestramento, e lo svolgimento di indagini in materia. 
            
            
               Il protocollo addizionale è entrato in vigore il 1º luglio 2017. All'11 luglio 2017 tre Stati membri dell'Unione europea avevano ratificato il protocollo addizionale e ventiquattro Stati membri dell'UE l'avevano firmato
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               . L'Unione europea ha firmato il protocollo addizionale il 22 ottobre 2015.
            
            
               3.MOTIVI DELLA PROPOSTA
            
            
               Negli ultimi anni la minaccia terroristica è cresciuta e si è evoluta rapidamente. Persone indicate come "combattenti terroristi stranieri" si recano all'estero a fini terroristici; I combattenti terroristi stranieri che rientrano in patria rappresentano una minaccia accresciuta per la sicurezza di tutti gli Stati membri, in quanto sono risultati implicati in recenti attentati e complotti in diversi Stati membri. Inoltre, l'Unione e i suoi Stati membri devono far fronte a crescenti minacce rappresentate da individui che sono ispirati o istruiti da gruppi terroristici all'estero. La lotta contro il terrorismo deve essere rafforzata, non soltanto a livello nazionale, ma anche a livello europeo e oltre.
            
            
               Il terrorismo ha una dimensione globale e rappresenta una crescente minaccia per i diritti fondamentali, la democrazia e lo stato di diritto in Europa e in tutto il mondo. Gli attentati terroristici sono indiscriminati: le vittime del terrorismo possono avere le provenienze più varie. 
            
            
               Gli attentati terroristici perpetrati negli ultimi anni nell'Unione europea e nel resto del mondo sono inaccettabili violazioni dei principi che stanno alla base delle società democratiche. Di fronte a questa continua minaccia, l'Unione europea è più che mai tenuta ad agire all'unisono nel promuovere e sostenere i principi della sua ragion d'essere. 
            
            
               La natura transfrontaliera del terrorismo richiede un'intensa cooperazione internazionale. Un'interpretazione comune dei reati collegati ai combattenti terroristi stranieri e dei reati di natura preparatoria che possono portare alla commissione di atti terroristici contribuisce a rafforzare ulteriormente l'efficacia degli strumenti e della cooperazione nel settore della giustizia penale a livello di Unione e internazionale. Il fatto che le norme giuridiche in questo ambito - anche quelle che si applicano nell'Unione - siano spesso mutuate a strumenti internazionali quali il protocollo addizionale sottolinea la necessità che al tavolo internazionale l'Unione parli con una voce sola.
            
            
               Infine, l'Unione europea si è dotata di una serie completa di strumenti giuridici per combattere il terrorismo, descritti di seguito. Le disposizioni contenute in questi strumenti coincidono quasi completamente con le disposizioni del protocollo addizionale. Il protocollo addizionale potrebbe incidere su tali norme comuni o modificarne la portata; 
            
         
         
            
               con l'adozione della direttiva (UE) 2017/514 sulla lotta contro il terrorismo, l'Unione europea è pronta a portare a termine l'impegno di concludere e quindi di essere parte del protocollo addizionale. 
            
            
               4.ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
            
            
               4.1Competenza dell'Unione a concludere il protocollo addizionale
            
            
               Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), l'Unione ha competenza esclusiva "per la conclusione di accordi internazionali ... nella misura in cui [tale conclusione] può incidere su norme comuni o modificarne la portata" Un accordo internazionale può incidere su norme comuni o modificarne la portata quando il settore da esso contemplato si sovrappone alla legislazione dell'Unione o è già disciplinato in larga misura dal diritto dell'Unione
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               . 
            
            
               Esistono già misure dell'Unione nel settore contemplato dal protocollo addizionale, comprese disposizioni di diritto penale sostanziale e una disposizione sul rafforzamento dello scambio di informazioni. Il quadro giuridico dell'UE che disciplina i reati legati al terrorismo è scritto nella direttiva (UE) 2017/541 sulla lotta contro il terrorismo
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                che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/475/GAI sulla lotta contro il terrorismo per quanto riguarda gli Stati membri vincolati dalla direttiva. Il considerando 5 della direttiva fa riferimento specificamente all'UNSCR 2178(2014) e al protocollo addizionale. La direttiva stabilisce il quadro giuridico penale di tutti i reati definiti dal protocollo addizionale e prevede norme di accompagnamento in materia di sanzioni, giurisdizione e responsabilità penale delle persone giuridiche.
            
            
               Le disposizioni del protocollo addizionale in merito allo scambio d'informazioni sono disciplinate dalla decisione 2005/671/GAI del Consiglio concernente lo scambio di informazioni e la cooperazione in materia di reati terroristici
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               , modificata anch'essa dalla direttiva (UE) 2017/541. 
            
            
               Gli altri strumenti dell'Unione pertinenti in merito sono, in particolare, la decisione quadro 2006/960/GAI del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa alla semplificazione dello scambio di informazioni e intelligence tra le autorità degli Stati membri dell'Unione europea incaricate dell'applicazione della legge
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               , e la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità transfrontaliera (decisione Prüm)
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               . Questi strumenti disciplinano da un lato lo scambio di informazioni ai fini delle indagini penali su questioni legate al terrorismo, e dall'altro l'istituzione di punti di contatto per lo scambio delle informazioni. Europol
                  9
               , in particolare, sostiene la cooperazione di polizia fra gli Stati membri e fra questi e i paesi terzi per rispondere adeguatamente al fenomeno dei combattenti terroristi stranieri. 
            
            
               Il settore contemplato dal protocollo addizionale si sovrappone alla legislazione dell'Unione ed è, in ogni caso, disciplinato in larga misura dal diritto dell'Unione. La sua conclusione può dunque incidere su norme comuni o modificarne la portata ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2, del TFUE. Pertanto l'Unione ha competenza esclusiva a concludere il protocollo addizionale.
            
            
               4.2Base giuridica della decisione proposta 
            
            
               La scelta del fondamento normativo di un atto dell'Unione deve basarsi su elementi oggettivi, suscettibili di sindacato giurisdizionale, tra i quali figurano, in particolare, lo scopo e il contenuto dell'atto
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               . Se l'esame di un atto dell'Unione europea dimostra che esso persegue una duplice finalità o che ha una doppia componente e se una di esse è identificabile come principale o preponderante, mentre l'altra è solo accessoria, l'atto deve fondarsi su una sola base giuridica, ossia quella richiesta dalla finalità o componente principale o preponderante. 
            
            
               La finalità preponderante del protocollo addizionale è l'introduzione di fattispecie di reato legate al terrorismo, settore per il quale l'Unione è competente in virtù dell'articolo 83, paragrafo 1, del TFUE. La base giuridica della firma del protocollo addizionale è pertanto l'articolo 83, paragrafo 1, del TFUE. L'articolo 7 sul rafforzamento dello scambio di informazioni attraverso la designazione di punti di contatto facilita l'individuazione delle persone che viaggiano o cercano di viaggiare a fini terroristici, la prevenzione di queste partenze e le relative indagini, e agevola così l'applicazione pratica dell'articolo 4 del protocollo; è quindi di natura accessoria.
            
            
               Anche la direttiva sulla lotta contro il terrorismo, il cui scopo principale è stabilire norme minime relative alla definizione dei reati e delle sanzioni nell'ambito dei reati di terrorismo e dei reati connessi ad attività terroristiche, è stata adottata sulla base dell'articolo 83, paragrafo 1, del TFUE; prevede anche disposizioni intese a migliorare lo scambio di informazioni e il sostegno e la protezione delle vittime del terrorismo.
            
            
               L'articolo 218, paragrafo 6, del TFUE stabilisce che il Consiglio, su proposta del negoziatore, adotti una decisione relativa alla conclusione dell'accordo. L'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), del TFUE stabilisce che, quando un accordo "riguarda settori ai quali si applica la procedura legislativa ordinaria", il Consiglio adotti la decisione di conclusione dell'accordo previa approvazione del Parlamento europeo. 
            
            
               Il protocollo addizionale disciplina settori cui si applica la procedura legislativa ordinaria, ossia le norme relative alla definizione di reati nel settore del terrorismo (articolo 83, paragrafo 1, del TFUE) in cui è necessaria l'approvazione del Parlamento europeo. La base giuridica procedurale della proposta di decisione è pertanto l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), del TFUE.
            
            
               4.3Punti di contatto per lo scambio di informazioni
            
            
               A norma dell'articolo 7 del protocollo, le parti contraenti devono designare un punto di contatto disponibile 24 ore su 24 sette giorni su sette per lo scambio di informazioni sui combattenti terroristi stranieri. Si propone di designare Europol come punto di contatto, alle condizioni di cui al regolamento (UE) 2016/794 sulle relazioni con i partner e il trasferimento e lo scambio di dati personali. 
            
            
               4.4Applicazione territoriale
            
            
               Conformemente al protocollo n. 22 del trattato sull'Unione europea, il protocollo addizionale firmato e infine concluso dall'Unione europea è vincolante e applicabile in tutti gli Stati membri dell'UE ad eccezione della Danimarca. Conformemente al protocollo n. 21 del trattato sull'Unione europea, il protocollo addizionale firmato e infine concluso dall'Unione europea è vincolante e applicabile nel Regno Unito solo nella misura in cui tale Stato membro notifica al Consiglio che desidera partecipare all'adozione e all'applicazione di tale strumento. L'Irlanda è vincolata dalla decisione quadro 2002/475/GAI e deve pertanto partecipare all'adozione della presente decisione.
            
            
            
               2017/0266 (NLE)
            
         
         
            
               Proposta di
            
            
               DECISIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo addizionale che integra la convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 217)
            
            
               Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 83, paragrafo 1, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a),
            
            
               vista la proposta della Commissione europea,
            
            
               vista l'approvazione del Parlamento europeo,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)In conformità alla decisione (UE) 2015/1914 del Consiglio, del 18 settembre 2015
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               , il protocollo addizionale della convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196) ("il protocollo addizionale") è stato firmato il 22 ottobre 2015, fatta salva la sua conclusione.
            
            
               (2)Ai sensi dell'articolo 10 del protocollo addizionale, il protocollo addizionale è aperto all'approvazione dell'Unione europea. 
            
            
               (3)L'Unione ha già adottato misure nei diversi settori disciplinati dal protocollo addizionale. 
            
            
               (4)Il protocollo addizionale impone alle parti di designare un punto di contatto ai fini dello scambio di informazioni sulle persone che viaggiano a fini terroristici. 
            
            
               (5)L'Irlanda è vincolata dalla decisione quadro 2002/475/GAI del Consiglio
                  12
                e partecipa pertanto all'adozione della presente decisione.
            
            
               (6)[A norma dell'articolo 3 del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Regno Unito ha notificato che desidera partecipare all'adozione e all'applicazione della presente decisione,
                  O
                  A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e fatto salvo l'articolo 4 di tale protocollo, il Regno Unito non partecipa all'adozione della presente decisione, non è da essa vincolato né è soggetto alla sua applicazione.]
            
            
               (7)A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, non è da essa vincolata né è soggetta alla sua applicazione. 
            
            
               (8)È opportuno pertanto firmare il protocollo addizionale a nome dell'Unione europea, 
            
            
               HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
            
            
               Articolo 1
            
            
               Il protocollo addizionale alla convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196) è approvato a nome dell'Unione europea. 
            
            
               Il testo del protocollo addizionale è accluso alla presente decisione.
            
         
         
            
               Articolo 2
            
            
               L'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) è designata come punto di contatto di cui all'articolo 7 del protocollo addizionale e in conformità al regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio
                  13
               . 
            
            
               Articolo 3
            
            
               Il presidente del Consiglio designa la persona abilitata a procedere, a nome dell'Unione europea, al deposito dello strumento di approvazione di cui all'articolo 10 del protocollo addizionale per esprimere il consenso dell'Unione europea a essere vincolata dal protocollo addizionale.
            
            
               Articolo 4
            
            
               La presente decisione entra in vigore alla data di adozione
                  14
               . 
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  Decisione (UE) 2015/1913 del Consiglio, del 18 settembre 2015, relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, della convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196, GU L 280 del 24.10.2015, pag. 22) e decisione (UE) 2015/1914 del Consiglio, del 18 settembre 2015, relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, del protocollo addizionale alla convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196, GU L 280 del 24.10.2015, pag. 24).
               
               
                  
                     (2)
                  Cfr. articolo 10 del protocollo addizionale.
               
               
                  
                     (3)
                  Ufficio dei Trattati del Consiglio d'Europa, 
                  Stato delle firme e ratifiche del trattato n. 217
                  , stato al 29 agosto 2017.
               
               
                  
                     (4)
                  Causa 22/70, Commissione contro Consiglio, Racc. [1971], pag. 263, e parere 3/15 del 14 febbraio 2017 (trattato di Marrakech).
               
               
                  
                     (5)
                  Direttiva (UE) 2017/541, del 15 marzo 2017, sulla lotta contro il terrorismo e che sostituisce la decisione quadro 2002/475/GAI del Consiglio e che modifica la decisione 2005/671/GAI del Consiglio (GU L 88 del 31.3.2017, pag. 6).
               
               
                  
                     (6)
                  GU L 253 del 29.9.2005, pag. 22.
               
               
                  
                     (7)
                  GU L 386 del 29.12.2006, pag. 89.
               
               
                  
                     (8)
                  GU L 210 del 6.6.2008, pag. 1.
               
               
                  
                     (9)
                  Regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e sostituisce e abroga le decisioni del Consiglio 2009/371/GAI, 2009/934/GAI, 2009/935/GAI, 2009/936/GAI e 2009/968/GAI (GU L 135 del 24.5.2016, pag. 53).
               
               
                  
                     (10)
                  Causa C-377/12, Commissione/Consiglio, punto 34.
               
               
                  
                     (11)
                  Decisione (UE) 2015/1914 del Consiglio, del 18 settembre 2015 (GU L 280 del 24.10.2015, pag. 22).
               
               
                  
                     (12)
                  Decisione quadro 2002/475/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, sulla lotta contro il terrorismo (GU L 164 del 22.6.2002, pag. 3).
               
               
                  
                     (13)
                  Regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e sostituisce e abroga le decisioni del Consiglio 2009/371/GAI, 2009/934/GAI, 2009/935/GAI, 2009/936/GAI e 2009/968/GAI (GU L 135 del 24.5.2016, pag. 53).
               
               
                  
                     (14)
                  La data di entrata in vigore del protocollo addizionale per l'Unione europea è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea a cura del Segretariato generale del Consiglio.
               
            
      
    ---documentbreak--- 
      
         
               COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 18.10.2017
            COM(2017) 607 final
            ALLEGATO
            della
            proposta di decisione del Consiglio 
            relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo addizionale che integra la convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 217)
            
               
         
         
            
               ALLEGATO
            
            
               della
            
            
               proposta di decisione del Consiglio 
            
            
               relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo addizionale che integra la convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 217)
            
            
               28a riunione plenaria
            
            
            
               Strasburgo (Francia), 8-10 aprile 2015
            
            
            
               Gli Stati membri del Consiglio d'Europa e le altre parti della convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196), firmatari del presente protocollo,
            
            
            
               considerando che scopo del Consiglio d'Europa è realizzare un'unione più stretta fra i suoi membri;
            
            
            
               desiderando rafforzare l'impegno per prevenire e reprimere il terrorismo in tutte le sue forme, sia in Europa che a livello mondiale, nel rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto;
            
            
            
               ricordando i diritti umani e le libertà fondamentali sanciti, in particolare, dalla convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (STE n. 5) e relativi protocolli, nonché dal patto internazionale sui diritti civili e politici;
            
            
            
               esprimendo profonda preoccupazione per la minaccia rappresentata dalle persone che si recano all'estero al fine di commettere reati di terrorismo o contribuire o partecipare alla loro commissione oppure impartire o ricevere un addestramento a fini terroristici nel territorio di un altro Stato; 
            
            
                
            
            
               vista, al riguardo, la risoluzione 2178 (2014) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adottata nella 7272ª sessione del 24 settembre 2014, in particolare i paragrafi da 4 a 6;
            
         
         
            
            
               considerando che è opportuno integrare la convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo sotto taluni aspetti,
            
            
            
               hanno convenuto quanto segue:
            
            
            
               Articolo 1 – Scopo
            
            
               Scopo del presente protocollo è integrare le disposizioni della convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo, aperta alla firma a Varsavia il 16 maggio 2005 (in seguito denominata "convenzione"), per quanto riguarda la qualifica come reato degli atti di cui agli articoli da 2 a 6 del presente protocollo, rafforzando così l'impegno delle parti nella prevenzione del terrorismo e dei suoi effetti pregiudizievoli sul pieno godimento dei diritti umani, in particolare del diritto alla vita, sia con misure da adottare a livello nazionale che attraverso la cooperazione internazionale, tenendo in debito conto i vigenti trattati o accordi multilaterali o bilaterali applicabili fra le parti.
            
            
            
               Articolo 2 – Partecipazione a un'associazione o a un gruppo a fini terroristici
            
            
               1.Ai fini del presente protocollo, con "partecipazione a un'associazione o a un gruppo a fini terroristici" si intende la partecipazione alle attività di un'associazione o di un gruppo al fine di commettere o contribuire alla commissione di uno o più reati di terrorismo da parte dell'associazione o del gruppo. 
            
            
               2.Ciascuna parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio diritto interno la "partecipazione a un'associazione o a un gruppo a fini terroristici" quale definita al paragrafo 1, qualora praticata illecitamente e intenzionalmente.
            
            
            
               Articolo 3 – Atto di ricevere un addestramento a fini terroristici
            
            
               1.Ai fini del presente protocollo, con "atto di ricevere un addestramento a fini terroristici" si intende l'atto di ricevere da un'altra persona istruzioni, compresa l'acquisizione di conoscenze o competenze pratiche, per la fabbricazione o l'uso di esplosivi, armi da fuoco o altre armi o sostanze nocive o pericolose, ovvero per altre tecniche o metodi specifici, al fine di commettere o contribuire alla commissione di un reato di terrorismo. 
            
            
               2.Ciascuna parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio diritto interno l'"atto di ricevere un addestramento a fini terroristici" quale definito al paragrafo 1, qualora praticato illecitamente e intenzionalmente. 
            
            
            
               Articolo 4 – Viaggi all'estero a fini terroristici
            
            
               1.Ai fini del presente protocollo, con "viaggi all'estero a fini terroristici" si intende l'atto di recarsi in uno Stato diverso da quello di cittadinanza o di residenza al fine di commettere un reato di terrorismo o contribuire o partecipare alla sua commissione, oppure di impartire o ricevere un addestramento a fini terroristici.
            
            
               2.Ciascuna parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato i "viaggi all'estero a fini terroristici" quali definiti al paragrafo 1, in partenza dal proprio territorio o effettuati dai propri cittadini, qualora praticati illecitamente e intenzionalmente. A tal fine ciascuna parte può stabilire le condizioni richieste dai suoi principi costituzionali, in conformità con gli stessi.
            
            
               3.Ciascuna parte adotta inoltre le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio diritto interno, e conformemente ad esso, il tentativo di commettere il reato di cui al presente articolo.
            
         
         
            
            
               Articolo 5 – Finanziamento di viaggi all'estero a fini terroristici
            
            
               1.Ai fini del presente protocollo, con "finanziamento di viaggi all'estero a fini terroristici" si intende la fornitura o la raccolta, con qualsiasi mezzo, direttamente o indirettamente, di fondi che consentono, in tutto o in parte, a una persona di effettuare viaggi all'estero a fini terroristici quali definiti all'articolo 4, paragrafo 1, del presente protocollo, sapendo che i fondi saranno destinati, in tutto o in parte, ad essere utilizzati a tale scopo.
            
            
               2.Ciascuna parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio diritto interno il "finanziamento di viaggi all'estero a fini terroristici" quale definito al paragrafo 1, qualora praticato illecitamente e intenzionalmente.
            
            
            
               Articolo 6 – Organizzazione o agevolazione di viaggi all'estero a fini terroristici
            
            
               1.Ai fini del presente protocollo, con "organizzazione o altra agevolazione di viaggi all'estero a fini terroristici" si intende qualsiasi azione di organizzazione o di agevolazione che aiuti una persona a effettuare viaggi all'estero a fini terroristici quali definiti all'articolo 4, paragrafo 1, del presente protocollo, realizzata sapendo che l'aiuto così fornito è diretto a fini terroristici.
            
            
               2.Ciascuna parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio diritto interno l'"organizzazione o altra agevolazione di viaggi all'estero a fini terroristici" quale definita al paragrafo 1, qualora praticata illecitamente e intenzionalmente.
            
            
            
               Articolo 7 - Scambio di informazioni
            
            
               1.Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), della convenzione e in conformità con il diritto nazionale e gli obblighi internazionali vigenti, ciascuna parte adotta le misure necessarie per rafforzare lo scambio tempestivo tra le parti di tutte le informazioni rilevanti disponibili relative alle persone che effettuano viaggi all'estero a fini terroristici quali definiti all'articolo 4. A tal fine, ciascuna parte designa un punto di contatto disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette. 
            
            
               2.Ai fini del paragrafo 1, una parte può scegliere di designare un punto di contatto già esistente.
            
            
               3.I punti di contatto delle parti devono poter effettuare tra loro comunicazioni urgenti. 
            
            
            
               Articolo 8 - Condizioni e garanzie
            
            
               1.Ciascuna parte provvede affinché l'attuazione del presente protocollo, comprese la determinazione, l'attuazione e l'applicazione della qualifica come reato ai sensi degli articoli da 2 a 6, avvengano nel rispetto degli obblighi in materia di diritti umani, in particolare del diritto alla libertà di circolazione, alla libertà d'espressione, alla libertà d'associazione e alla libertà di religione, quali sanciti dalla convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dal patto internazionale sui diritti civili e politici – se applicabili alla parte – e degli altri obblighi di diritto internazionale.
            
            
               2.La determinazione, attuazione e applicazione della qualifica come reato ai sensi degli articoli da 2 a 6 del presente protocollo devono inoltre essere soggette al principio di proporzionalità, nel rispetto delle finalità legittime perseguite e della loro necessità in una società democratica, ed escludere qualunque forma di arbitrarietà o di trattamento discriminatorio o razzista.
            
            
            
               Articolo 9 – Rapporto tra il presente protocollo e la convenzione 
            
            
               Le parole e le espressioni usate nel presente protocollo sono interpretate ai sensi della convenzione. Tutte le disposizioni della convenzione, ad eccezione dell'articolo 9, si applicano tra le parti di conseguenza. 
            
         
         
            
            
               Articolo 10 - Firma ed entrata in vigore
            
            
               1.Il presente protocollo è aperto alla firma dei firmatari della convenzione. Esso è soggetto a ratifica, accettazione o approvazione. Un firmatario non può ratificare, accettare o approvare il presente protocollo se non ha prima ratificato, accettato o approvato la convenzione o non lo fa contestualmente. Gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione sono depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d'Europa. 
            
            
               2.Il presente protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi dopo che sei Stati, di cui almeno quattro Stati membri del Consiglio d'Europa, avranno depositato lo strumento di ratifica, accettazione o approvazione. 
            
            
               3.Se un firmatario deposita successivamente il proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione, il presente protocollo entra in vigore nei suoi confronti il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o approvazione.
            
            
            
               Articolo 11 – Adesione al protocollo
            
            
               1.Dopo l'entrata in vigore del presente protocollo, ogni Stato che abbia aderito alla convenzione può aderire anche al presente protocollo o farlo contestualmente all'adesione alla convenzione. 
            
            
               2.Nei confronti di ogni Stato aderente al protocollo ai sensi del paragrafo 1, il protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data del deposito dello strumento di adesione presso il Segretario generale del Consiglio d'Europa.
            
            
            
               Articolo 12 - Applicazione territoriale
            
            
               1.Ogni Stato o l'Unione europea, al momento della firma o del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, può indicare il territorio o i territori cui si applica il presente protocollo. 
            
            
               2.Ciascuna parte può, in qualsiasi momento successivo e mediante dichiarazione inviata al Segretario generale del Consiglio d'Europa, estendere l'applicazione del presente protocollo a ogni altro territorio specificato in tale dichiarazione. Relativamente a questo territorio il protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della dichiarazione da parte del Segretario generale. 
            
            
               3.Ogni dichiarazione effettuata in base ai due precedenti paragrafi può, nell'ambito di ogni territorio specificato in tale dichiarazione, essere revocata attraverso una notifica indirizzata al Segretario generale del Consiglio d'Europa. La revoca ha effetto dal primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento di tale notifica da parte del Segretario generale. 
            
            
            
               Articolo 13 - Denuncia 
            
            
               1.Ogni parte può, in qualsiasi momento, denunciare il presente protocollo mediante notifica inviata al Segretario generale del Consiglio d'Europa.
            
            
               2.Tale denuncia ha effetto il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale del Consiglio d'Europa.
            
            
               3.La denuncia della convenzione comporta la denuncia automatica del presente protocollo. 
            
            
         
         
            
               Articolo 14 – Notifiche 
            
            
               Il Segretario generale del Consiglio d'Europa notifica agli Stati membri del Consiglio d'Europa, all'Unione europea, agli Stati non membri del Consiglio d'Europa che abbiano partecipato all'elaborazione del presente protocollo, così come a ogni Stato che vi abbia aderito o che sia stato invitato ad aderirvi: 
            
            
            
               a.
                     le firme; 
            
            
            
               b.
                     il deposito di ogni strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione; 
            
            
            
               c.
                     ogni data di entrata in vigore del presente protocollo, conformemente agli articoli 10 e 11; 
            
            
            
               d.
                     ogni altro atto, dichiarazione, notifica o comunicazione concernente il presente protocollo. 
            
            
            
               In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto le proprie firme in calce al presente protocollo. 
            
            
            
               Fatto a ...., il .... 2015, in inglese e in francese, entrambi i testi facenti ugualmente fede, in un unico esemplare che è depositato negli archivi del Consiglio d'Europa. Il Segretario generale del Consiglio d'Europa trasmette una copia certificata conforme a ogni Stato membro del Consiglio d'Europa, all'Unione europea, agli Stati non membri che hanno partecipato all'elaborazione del presente protocollo, e a ogni Stato invitato ad aderirvi.