CELEX: E1999C0153
Language: it
Date: 1999-07-02 00:00:00
Title: Raccomandazione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 153/99/COL, del 2 luglio 1999, relativa ad un programma coordinato di controlli da effettuare nel 1999 per garantire il rispetto delle quantità massime consentite di residui di antiparassitari sui e nei cereali e su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli

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E1999C0153

Raccomandazione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 153/99/COL, del 2 luglio 1999, relativa ad un programma coordinato di controlli da effettuare nel 1999 per garantire il rispetto delle quantità massime consentite di residui di antiparassitari sui e nei cereali e su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli  

Gazzetta ufficiale n. L 074 del 23/03/2000 pag. 0021 - 0042

Raccomandazione dell'Autorità di vigilanza EFTAn. 153/99/COLdel 2 luglio 1999relativa ad un programma coordinato di controlli da effettuare nel 1999 per garantire il rispetto delle quantità massime consentite di residui di antiparassitari sui e nei cereali e su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoliL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,visto l'accordo sullo spazio economico europeo, in particolare l'articolo 109 e il protocollo 1,visto l'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte, in particolare l'articolo 5, paragrafo 2, lettera b), e il protocollo 1,visto l'atto di cui al punto 38 del capitolo XII dell'allegato II dell'accordo SEE che fissa le quantità massime di residui di antiparassitari sui e nei cereali (direttiva 86/362/CEE del Consiglio)(1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 2, lettera b),visto l'atto di cui al punto 54 del capitolo XII dell'allegato II dell'accordo SEE che fissa le percentuali massime di residui di antiparassitari su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli (direttiva 90/642/CEE del Consiglio)(2), in particolare l'articolo 4, paragrafo 2, lettera b),sentito il parere del comitato fitosanitario EFTA che assiste l'Autorità di vigilanza EFTA,considerando che in forza dell'articolo 7, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 86/362 e dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera b), della direttiva 90/642, l'Autorità di vigilanza presenta al comitato fitosanitario EFTA che l'assiste, entro il 30 settembre di ogni anno, una raccomandazione destinata agli Stati EFTA relativa ad un programma coordinato di controlli, inteso a garantire il rispetto delle quantità massime di residui di antiparassitari fissate nell'allegato II delle suddette direttive;considerando che l'Autorità di vigilanza dovrebbe raccomandare ogni anno un programma di controlli; che l'esperienza acquisita dalla Commissione europea e dai suoi Stati membri nel corso dei tre precedenti programmi coordinati annuali di controlli dimostra che i programmi più efficienti e convenienti sono quelli pluriennali; che sembra opportuno tracciare nella presente raccomandazione le linee essenziali dei futuri programmi;considerando che l'Autorità di vigilanza dovrebbe avviarsi progressivamente ad introdurre un sistema che consenta di calcolare l'esposizione attuale agli antiparassitari attraverso la dieta, come previsto all'articolo 7, paragrafo 3, secondo comma, della direttiva 86/362 e all'articolo 4, paragrafo 3, secondo comma, della direttiva 90/642; che, per poter determinare se simili calcoli siano realizzabili, si dovrebbe disporre di dati sul controllo dei residui di antiparassitari in una serie di prodotti alimentari che costituiscono i principali componenti delle diete europee; che, viste le risorse disponibili a livello nazionale per il controllo dei residui di antiparassitari, gli Stati EFTA sono in grado di analizzare annualmente, nel quadro di un programma coordinato di controlli, campioni di soli quattro prodotti; che ciascun composto antiparassitario dovrebbe essere controllato, in generale, in venti prodotti alimentari nell'arco di vari cicli quinquennali;considerando che i residui di cui si raccomanda il controllo nel 1999 e nel 2000 consentiranno di esaminare la possibilità di utilizzare i dati relativi agli antiparassitari acefato, gruppo benomil, clorpirifos, iprodione e metamidofos (designati come "gruppo A" nell'allegato I), in quanto ne è stato raccomandato il controllo nel 1996 e 1997 ai fini della stima dell'esposizione effettiva attraverso la dieta e i dati relativi sono stati richiesti per il 1998;considerando che i residui di cui si raccomanda il controllo negli anni 1999, 2000 e 2001 consentiranno di esaminare la possibilità di utilizzare i dati relativi agli antiparassitari diazinon, metalaxil, metidation, tiabendazolo e triazofos (designati come "gruppo B" nell'allegato I), in quanto ne è stato raccomandato il controllo nel 1997 ai fini della stima dell'esposizione effettiva attraverso la dieta e i dati relativi sono stati richiesti per il 1998;considerando che i residui di cui si raccomanda il controllo negli anni 1999, 2000, 2001 e 2002 consentiranno di esaminare la possibilità di utilizzare i dati relativi agli antiparassitari clorpirifosmetile, deltametrin, endosulfan, imazalil, lambdacialotrin, gruppo maneb, mecarbam, permetrin, pirimifosmetile e vinclozolin (designati come "gruppo C" nell'allegato I), in quanto i dati sul controllo sono stati richiesti per il 1998 ai fini della stima dell'esposizione effettiva attraverso la dieta;considerando che è necessario un approccio statistico sistematico per quanto riguarda il numero di campioni da prelevare nell'ambito di ciascuna azione specifica coordinata; che tale approccio è stato definito dalla commissione del Codex Alimentarius(3); che secondo una distribuzione binomica delle probabilità, è possibile calcolare che l'esame di un numero totale di campioni pari a 459 fornisce un livello di fiducia del 99 % per l'individuazione di un campione contenente residui di antiparassitari in misura superiore al limite di rilevazione nell'ipotesi che l'1 % dei prodotti di origine vegetale contenga residui in misura superiore al limite di rilevazione; che il numero totale di campioni che ogni Stato EFTA deve prelevare sarà stabilito in base all'entità della popolazione e al numero dei consumatori, con un minimo di dodici campioni all'anno;considerando che le linee direttrici concernenti le procedure di controllo di qualità per l'analisi dei residui di antiparassitari, pubblicate nell'allegato II(4), sono state discusse, allo stato di progetto, dagli esperti degli Stati membri dell'UE riuniti a Oeiras, in Portogallo, il 15-16 settembre 1997, nonché nell'ambito del sottogruppo "residui di antiparassitari" del gruppo di lavoro fitosanitario il 20-21 novembre 1997; che è stato convenuto che tali linee direttrici dovrebbero essere applicate per quanto possibile dai laboratori di analisi degli Stati membri dell'UE ed essere riesaminate alla luce dell'esperienza così acquisita;considerando che, in forza dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 90/642, gli Stati EFTA, quando trasmettono all'Autorità di vigilanza le informazioni relative all'applicazione dei loro programmi nazionali di controllo nel corso dell'anno precedente, sono tenuti a precisare i criteri che hanno presieduto alla loro elaborazione; che tali informazioni devono comprendere i criteri applicati per stabilire il numero di campioni da prelevare e di analisi da effettuare, le soglie di notificazione e i criteri secondo i quali esse sono state fissate; che occorre indicare, per i laboratori che eseguono le analisi, le informazioni relative al loro riconoscimento ai sensi dell'atto di cui al punto 54n del capitolo XII dell'allegato II dell'accordo SEE riguardante misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari (direttiva 93/99/CEE del Consiglio)(5);considerando che le informazioni sui risultati dei programmi di controllo si prestano particolarmente ad essere trattate, memorizzate e trasmesse per via elettronica/informatica; che la Commissione ha approntato gli opportuni formati su dischetti da inviare agli Stati membri dell'UE; che gli Stati EFTA potrebbero utilizzare i medesimi formati; che gli Stati EFTA dovrebbero quindi essere in grado di trasmettere all'Autorità di vigilanza le loro relazioni secondo il formato standard; che per un efficace sviluppo di tale formato standard è opportuno mettere a punto apposite linee direttrici;considerando che il Liechtenstein deve conformarsi agli atti di cui al capitolo XII dell'allegato II dell'accordo SEE entro il 1o gennaio 2000; che era suo dovere fare quanto possibile per conformarsi alle suddette disposizioni entro il 1o gennaio 1997; che il Liechtenstein è pertanto anch'esso destinatario della presente raccomandazione per l'anno 1999,HA ADOTTATO LA SEGUENTE RACCOMANDAZIONE:Raccomanda all'Islanda, al Liechtenstein e alla Norvegia:1) di campionare e analizzare le combinazioni prodotto/residuo di antiparassitario indicate nell'allegato I, sulla base di 12 campioni per ciascun prodotto, in proporzione tale da rispecchiare la ripartizione nazionale, SEE e paesi terzi sul mercato dello Stato EFTA; per almeno un antiparassitario che presenti un rischio acuto, uno dei prodotti sarà sottoposto ad un'analisi distinta dei singoli componenti del campione multiplo: verranno prelevati due campioni di un congruo numero di componenti, se possibile da un unico produttore; se nel primo campione multiplo viene riscontrato un livello rilevabile dell'antiparassitario, i componenti del secondo campione verranno analizzati separatamente; nel 1999 questa operazione comprenderà la combinazione peperone/metamidofos;2) di comunicare, entro il 31 agosto 2000, i risultati, i metodi analitici applicati e le soglie di notificazione raggiunte per la parte dell'azione specifica corrispondente al 1999 nell'allegato I, in conformità con le procedure di controllo della qualità di cui all'allegato II e in uno dei formati descritti nell'allegato III(6);3) di trasmettere all'Autorità di vigilanza e agli Stati EFTA/SEE, entro il 31 agosto 1999, tutte le informazioni di cui all'articolo 7, paragrafo 3, della direttiva 86/362 e all'articolo 4, paragrafo 3, della direttiva 90/642 riguardanti il programma di controlli del 1998, così come richiesto dall'Autorità nella sua lettera del 27 novembre 1998 agli Stati EFTA/SEE, in modo da garantire, almeno attraverso controlli per campione, l'osservanza delle quantità massime consentite di residui di antiparassitari, e in particolare:3.1. -risultati dei loro programmi nazionali sugli antiparassitari elencati nell'allegato II della direttiva 86/362 e della direttiva 90/642, relativamente ai limiti armonizzati e, dove questi non fossero ancora fissati sul piano comunitario, relativamente ai limiti stabiliti dalla normativa nazionale;3.2. -informazioni sulle procedure di controllo della qualità applicate dai loro laboratori e, in particolare, sugli aspetti delle linee direttrici concernenti le procedure di controllo di qualità per l'analisi dei residui di antiparassitari (allegato II) che non sono stati in grado di applicare o la cui applicazione ha suscitato particolari difficoltà;3.3. -i dati relativi al riconoscimento, ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 93/99, dei laboratori che effettuano le analisi, con indicazione del tipo di riconoscimento e dell'organismo che lo ha rilasciato, unitamente ad una copia dell'atto di riconoscimento.4) La presente raccomandazione è destinata all'Islanda, al Liechtenstein e alla Norvegia.Fatto a Bruxelles, addì 2 luglio 1999.Per l'Autorità di vigilanza EFTAHannes HafsteinMembro del collegio(1) Di seguito "direttiva 86/362".(2) Di seguito "direttiva 90/642".(3) Codex Alimentarius, Residui di antiparassitari negli alimenti, Roma 1994, ISBN 92-5-203271-1, vol. 2, pag. 372.(4) Precedentemente pubblicate come documento della Commissione VI/7826/97.(5) Di seguito "direttiva 93/99".(6) Precedentemente pubblicati come documento della Commissione VI/1609/97.ALLEGATO ICombinazioni antiparassitario/prodotto da controllare nel quadro dell'azione specifica di cui al punto 1 della presente raccomandazione>SPAZIO PER TABELLA>(a) cavolfiore (fresco o congelato), peperone, frumento (grani), melone (ma non zucca né anguria).(b) riso (semigreggio o lucidato), cetriolo, cavolo, piselli (freschi o congelati, senza baccello).(c) mele, orzo, pomodori, lattuga.(d) pere, banane, fagioli (freschi o congelati), patate.ALLEGATO IIPROCEDIMENTI DI CONTROLLO DELLA QUALITÀ PER L'ANALISI DEI RESIDUI DI ANTIPARASSITARIIntroduzione1. I dati sui residui di antiparassitari possono essere impiegati per verificare la conformità ai limiti massimi di residui (LMR) stabiliti per i residui stessi, quale base di azioni coercitive o per valutare l'esposizione del consumatore agli antiparassitari. L'analisi dei residui è difficoltosa, ed è essenziale disporre di appropriati procedimenti di controllo della qualità che permettano di dimostrare la validità dei risultati e servano al tempo stesso ad evitare spese superflue. Per poter essere quantificati, i residui di antiparassitari debbono essere identificati correttamente. Quando è importante conoscere la quantità dei residui rivelati, si applicheranno le esigenze più rigorose prospettate nel presente documento. Alternative meno rigorose sono previste allorché il limite di residui è relativamente meno importante, ad esempio quando è sufficiente sapere che i residui sono conformi agli LMR. È allegato un glossario dei termini.Principi operativi2. Le operazioni di laboratorio debbono rispondere alle esigenze di uno schema di accreditamento riconosciuto, conforme alla norma EN45001 ovvero alla buona pratica di laboratorio (BPL).3. I laboratori debbono verificare la propria competenza partecipando ad apposti programmi, come il FAPAS, il CHEK e quelli organizzati dalla Commissione europea. Se la loro competenza risultasse inadeguata, essi dovranno risolvere questo problema prima di proseguire la ricerca analitica degli antiparassitari in causa.4. Ai fini delle determinazioni quantitative, le masse ed i volumi critici debbono essere misurati con apparecchi la cui precisione rientri nel 2 %, e di preferenza nell'1 %, in più o in meno. Tutta l'apparecchiatura di misura gravimetrica e volumetrica deve essere tarata, conservata ed utilizzata secondo le istruzioni del fabbricante. Ciò vale anche per l'apparecchiatura spettrometrica che esige una taratura per le lunghezze d'onda, il rapporto massa/carico, ecc. Nei limiti del possibile, le analisi dovrebbero abbracciare i componenti definiti dagli LMR.Campionamento, trasporto, trattamento e conservazione dei campioniCampionamento5. I campioni debbono essere prelevati conformemente all'atto di cui al punto 20 del capitolo XII dell'allegato SEE che fissa i metodi comunitari di prelevamento dei campioni per il controllo ufficiale dei residui di antiparassitari negli e sugli ortofrutticoli (direttiva 79/700/CEE) o all'eventuale legislazione sostitutiva. Qualora per ragioni pratiche non fosse possibile procedere al prelievo casualizzato di campioni primari su una data partita, si dovrà indicare il metodo di campionamento applicato.Trasporto dei campioni6. I campioni debbono essere trasportati al laboratorio in contenitori puliti e imballaggi robusti. Per la maggior parte dei campioni si possono impiegare sacchetti in politene, ventilati se del caso, ma per le analisi dei residui di fumiganti vanno impiegati sacchetti a bassa permeabilità (ad esempio, in pellicola di nylon). I campioni di merci preimballate in vista della vendita al dettaglio non debbono essere tolti dall'imballaggio prima del trasporto. Per evitare il deterioramento dei prodotti molto fragili o deperibili (ad esempio, lamponi maturi) può essere necessario congelarli, e successivamente trasportarli in ghiaccio secco o simili per evitare lo scongelamento durante il percorso. Analogamente, i campioni che si trovano allo stato congelato al momento del prelievo debbono essere trasportati evitando che si scongelino. I campioni che potrebbero essere danneggiati dal congelamento (ad esempio, banane) debbono essere protetti tanto dalle temperature troppo alte quanto da quelle troppo basse. Ciascun campione va contrassegnato in modo chiaro ed indelebile, impiegando etichette che non possano essere staccate per inavvertenza. Per l'etichettatura dei campioni nei quali vanno ricercati residui di fumiganti bisogna evitare l'impiego di penne a feltro contenenti solventi organici. Nella maggior parte dei casi è essenziale che i campioni vengano trasmessi al laboratorio rapidamente, di preferenza entro la giornata. Particolare cura va posta nell'imballaggio dei campioni deperibili, fragili o pesanti, che potrebbero deteriorarsi e/o essere danneggiati lungo il percorso. I campioni consegnati ai laboratori debbono trovarsi in condizioni che un acquirente oculato giudicherebbe accettabili; in caso contrario, i campioni non debbono normalmente essere considerati idonei all'analisi.Trattamento dei campioni in vista dell'analisi7. Al momento in cui viene ricevuto dal laboratorio, a ciascun campione deve essere attribuito un codice unico di riferimento.8. Il trattamento dei campioni ed il prelievo dei campioni parziali debbono aver luogo prima che si verifichi un deterioramento visibile del campione. I campioni di prodotti in scatola, essiccati o trattati in modo analogo, debbono essere analizzati entro il loro termine di deperibilità, a meno che non vengano conservati allo stato surgelato.9. Deve risultare dimostrato che il trattamento dei campioni ed il procedimento di conservazione non abbiano effetti significativi sui residui misurati. Prima che ne vengano prelevate le aliquote da analizzare, i campioni debbono essere omogeneizzati, sminuzzati e/o trattati in miscelatore. Se altre maniere di operare possono condurre alla perdita di residui labili, i campioni possono essere sminuzzati allo stato congelato (vale a dire in presenza di ghiaccio secco o simili). Quando è noto che lo sminuzzamento e le altre operazioni di cui sopra possono influire sui residui (come ad esempio nel caso dei ditiocarbammati o dei fumiganti) e non esistono alternative pratiche, l'aliquota da analizzare può consistere di unità intere della merce, oppure di segmenti asportati dalle unità intere. Se quindi l'aliquota da analizzare consiste di poche unità o segmenti, è improbabile che essa sia rappresentativa del campione analitico, e bisognerà analizzare porzioni replicate fin dall'inizio, in modo che l'indicazione del valore medio sia la migliore possibile. Tutte le analisi debbono essere intraprese nel più breve tempo consentito dalla pratica, in modo da evitare al massimo la necessità di conservare il campione. La ricerca dei residui di antiparassitari molto labili o volatili deve essere completata il giorno stesso in cui viene ricevuto il campione.Standard degli antiparassitari, soluzioni di taratura, ecc.Identità e purezza degli standard10. Purché possibile, la purezza degli standard di riferimento (per gli antiparassitari e i loro metaboliti, derivati o prodotti di degradazione) e degli standard interni deve essere nota. Al loro arrivo, essi debbono essere datati e contrassegnati in modo univoco; va inoltre prevista una data di scadenza, che può differire da quella indicata dal fornitore se quest'ultima non fosse appropriata all'antiparassitario nelle condizioni in cui esso viene conservato. È consigliabile controllare l'identità e la purezza (approssimativa) degli standard certificati; per gli standard non certificati, tale controllo deve essere obbligatorio e può essere effettuato per cromatografia, spettrofotometria IR, spettrometria di massa (MS) o spettrometria per risonanza magnetica nucleare. Nei limiti del possibile, lo spettro di riferimento utilizzato dovrebbe essere stato, o deve essere, razionalizzato in misura compatibile con la struttura chimica dell'analita. Dopo la data di scadenza prevista gli standard di riferimento possono essere conservati, se è dimostrato che la loro purezza rimane accettabile, ma va comunque fissata una nuova data di scadenza. Negli altri casi, essi debbono essere sostituiti. La purezza relativa degli standard di riferimento per uno stesso antiparassitario, vecchi o nuovi che siano, può essere determinata confrontando i responsi del rivelatore ottenuti in concomitanza su diluizioni fresche dei materiali vecchi e nuovi (cfr. anche paragrafo 15). Se le differenze tra i vecchi e nuovi materiali di riferimento non possono essere attribuite alla diversa purezza, si procederà a cercarne le cause e a rivedere, secondo i casi, la durata e/o le condizioni di conservazione.11. Prima di analizzare i campioni, deve essere dimostrato che il responso, cromatografico o d'altro genere, ottenuto sullo standard, sia attribuibile all'analita: questa verifica va fatta di preferenza per MS. Quando la specie rivelata è al tempo stesso un prodotto di pirolisi e un metabolita dell'antiparassitario(1), e tale metabolita non è incluso nella definizione dell'LMR, si deve impiegare un altro sistema di rivelazione.Conservazione degli standard12. Se opportuno, gli standard di riferimento possono essere conservati nei loro contenitori originali, le cui chiusure non debbono peraltro essere costituite da derivati dalla gomma. Se durante la conservazione uno standard si modifica visibilmente, esso non deve essere impiegato senza verificarne la purezza, salvo che la modifica non derivi dal semplice congelamento e scongelamento. Gli standard degli antiparassitari debbono essere conservati secondo le istruzioni del fabbricante (se disponibili), in modo da rendere minima la degradazione. In generale, la conservazione a basse temperature (frigorifero o surgelatore) ed al buio dà risultati soddisfacenti. I contenitori debbono essere chiusi ermeticamente in modo da evitare l'entrata di acqua, che è particolarmente probabile durante l'equilibrazione a temperatura ambiente.Preparazione, impiego e conservazione degli standard dell'analita (soluzioni, sospensioni, ecc.)13. La preparazione delle soluzioni (o delle sospensioni solide) degli antiparassitari esige una grande minuzia. L'identità e la massa (od il volume, per i composti altamente volatili) dello standard di riferimento, l'identità del solvente (o di altri diluenti) impiegato ed i volumi tarati dei matracci e delle pipette impiegati debbono essere registrati. Prima di prelevarne un'aliquota da pressare, i composti solidi amorfi debbono essere omogeneizzati. La diluizione iniziale (diluizione madre) e le diluizioni successive (diluizioni di lavoro) debbono essere identificate unicamente ed etichettate in modo permanente e le concentrazioni debbono essere corrette in funzione della purezza degli standard di riferimento (sempre che essa sia nota con certezza). Non è necessario identificare unicamente le singole aliquote delle soluzioni impiegate per la taratura, ma la loro origine ed il metodo di preparazione debbono essere registrati.14. Gli antiparassitari debbono essere adeguatamente solubili nel solvente, o nei solventi, impiegati per preparare le soluzioni, e non reagire con essi. I solventi debbono essere appropriati al metodo di analisi e compatibili con il sistema di determinazione utilizzati. L'assorbimento sui contenitori, particolarmente degli antiparassitari ionici, deve essere evitato attraverso l'addizione di acidi, la silanizzazione della vetreria o l'impiego di contenitori in plastica, come meglio appropriato, ma queste misure non debbono condurre a interferenze con la successiva rivelazione dell'antiparassitario. Per preparare lo standard di riferimento dell'antiparassitario si preleveranno quantità non inferiori a 10 mg circa, da pesare - se possibile - direttamente in un matraccio tarato. Si può anche pesare l'antiparassitario in un recipiente previamente pesato (o tarato), e trasferirlo poi in un matraccio volumetrico risciacquando con il solvente. Gli antiparassitari liquidi volatili, misurati in peso (o in volume, se la loro densità è nota), debbono essere introdotti direttamente in un solvente meno volatile, contenuto in un matraccio volumetrico. I fumiganti gassosi possono essere fatti gorgogliare in un solvente, determinando per pesata la massa trasferita, oppure se ne possono preparare diluizioni gassose (usando ad esempio una siringa a tenuta di gas). In quest'ultimo caso, la miscela non deve contenere metalli capaci di reagire.15. Per le soluzioni degli antiparassitari (o per le loro sospensioni, nel caso dei solidi insolubili) dev'essere fissata una data di scadenza, superata la quale esse debbono normalmente essere eliminate. Le soluzioni madri di nuova preparazione debbono essere diluite (se opportuno, in un estratto della matrice) e confrontate con quelle da eliminare. Se il responso medio del rivelatore per la nuova soluzione differisce di oltre il 5 % in più o in meno rispetto a quella vecchia(2), la precisione della nuova soluzione dev'essere verificata per confronto con un'altra soluzione preparata di recente. Il numero di determinazioni richiesto per questo nuovo confronto dipende dalla precisione del sistema di rivelazione usato. Se risulta confermato che il responso della vecchia soluzione madre dello standard è inferiore di oltre il 5 % a quello del nuovo standard, il periodo di conservabilità delle soluzioni deve essere abbreviato, oppure le condizioni di conservazione debbono essere migliorate. Se non vi è differenza significativa fra i responsi delle soluzioni madri vecchie e nuove, si può prendere in considerazione un periodo di conservabilità più lungo. Le sospensioni acquose dei ditiocarbammati e le soluzioni (o le diluizioni gassose) dei fumiganti altamente volatili debbono essere preparate di recente, ed il confronto dei vecchi standard con quelli nuovi non è appropriato al caso. Questo tipo di standard può essere controllato per confronto con uno preparato di fresco ed in modo indipendente.16. Il responso a taluni antiparassitari di certi sistemi di rivelazione (GC, LC-MS, ELISA ecc.) può risentire della presenza di coestrattivi derivanti dal campione. Questi "effetti matrice" possono essere osservati sotto forma di responsi superiori o inferiori a quelli prodotti da semplici soluzioni dell'analita nel solvente. Nelle analisi "a spazio di testa" e SPME, la partizione viene spesso influenzata da sostanze che compongono il campione. Nelle analisi GC, gli eventuali effetti di potenziamento o di soppressione possono rispecchiare un aumento o una diminuzione dell'efficienza, riferita a quella del solvente assoluto, con la quale l'antiparassitario viene trasmesso attraverso l'iniettore. Nel caso della MS, gli effetti sul responso possono essere prodotti da componenti della matrice che vengono coeluiti e che influenzano l'efficienza della ionizzazione o della raccolta di ioni. La presenza o l'assenza di tali effetti può essere evidenziata dal confronto fra i responsi ottenuti sottoponendo al rivelatore due soluzioni dell'analita, preparate l'uno col semplice solvente, l'altra con un accoppiamento solvente-matrice. Gli effetti della matrice sono variabili e imprevedibili: la presenza o l'assenza, allo stadio iniziale, di effetti misurabili non indica che la situazione non debba successivamente cambiare. In questi casi, la taratura diviene più attendibile se le soluzioni di taratura vengono accoppiate alla matrice. La "concentrazione della matrice" deve essere coerente per tutte le analisi di un dato gruppo. Per preparare gli estratti da impiegare nelle soluzioni di taratura accoppiate alla matrice ecc. si possono adoperare i cosiddetti "bianchi", cioè i campioni per i quali risulta con certezza che non contengono residui identificabili o composti capaci di interferire. Gli estratti dei "bianchi" possono essere preparati nel modo più conveniente durante l'estrazione di gruppi di campioni. Tali estratti possono essere anche analizzati senza aggiungere antiparassitari, per verificare se durante l'estrazione e la purificazione si sia verificata una contaminazione, e se i responsi del rivelatore ai componenti della matrice interferiscono con la determinazione dell'analita. Quando le soluzioni di taratura sono accoppiate alla matrice e/o contengono una mescolanza di antiparassitari possono essere meno stabili delle soluzioni dei singoli antiparassitari nei solventi puri.17. Le soluzioni non debbono essere esposte alla luce solare diretta. Esse vanno conservate a bassa temperatura e al buio, in frigorifero o surgelatore: i contenitori debbono essere chiusi ermeticamente, in modo da evitare perdite di solvente o infiltrazioni d'acqua. Prima dell'uso, le soluzioni prelevate dai refrigeratori debbono raggiungere la temperatura ambiente ed essere rimescolate.18. A meno che le soluzioni di taratura e gli estratti non siano provvisti di uno standard interno, le perdite non misurate del solvente per effetto dell'evaporazione sono inaccettabili. Le perdite di solvente da piccoli volumi sono difficili da sorvegliare e, in assenza di uno standard interno, è indispensabile operare con la massima cura per evitare l'evaporazione. Anche lavorando con uno standard interno si avrà la massima cura di evitare le perdite per evaporazione, in modo da non influenzare gli effetti matrice (cfr. punto 16). Oltre ad essere una fonte di contaminazione, le chiusure mediante setti sono particolarmente propizie alle perdite per evaporazione: se gli estratti contenuti nelle fiale debbono essere conservati, esse vanno sostituite al più presto dopo essere state perforate.Estrazione e concentrazioneCondizioni ed efficienza dell'estrazione19. Per ottenere un rendimento massimo, le aliquote da analizzare debbono essere energicamente disintegrate prima o durante l'estrazione, salvo quando è dimostrato che la natura di questo processo rende inutile la disintegrazione (ad esempio, quando si applica la SFE a certi tipi di prodotti). Per rendere minime le perdite di solventi o di antiparassitari si eviterà di surriscaldare durante l'estrazione. Se la temperatura, il pH ecc., possono influire sul rendimento dell'estrazione e/o sulla stabilità dell'antiparassitario, essi vanno sorvegliati.20. Quando non è prevista l'estrazione totale del residuo dall'aliquota da analizzare e soltanto un'aliquota dell'estratto viene allontanata dalla miscela di estrazione, il volume del solvente aggiunto inizialmente deve essere misurato con una precisione dell'1 % in più o in meno. L'evaporazione del solvente prima di eliminare l'aliquota deve essere evitata o misurata (per pesata o per aggiunta di uno standard interno). Se con questo tipo di estrazione si possono verificare perdite di solvente superiori all'1 %, la perdita deve essere misurata sistematicamente.Concentrazione e diluizione a volume dell'estratto21. Quando gli estratti debbono essere portati a secco è necessaria la massima cautela, poiché l'evaporazione dalla superficie del liquido può far perdere molti antiparassitari presenti in tracce. Per mantenerli in soluzione si può impiegare una piccola quantità di solvente altobollente, mantenendo la temperatura di evaporazione sui valori più bassi consentiti dalla pratica. Si farà in modo da evitare la formazione di schiuma, l'ebollizione troppo energica e la dispersione di piccole gocce. Per l'evaporazione di piccole quantità di liquido si ricorrerà di preferenza a una corrente di azoto secco od all'evaporazione centrifuga, poiché una corrente d'aria potrebbe provocare un'ossidazione o introdurre acqua e altri contaminanti.22. Quando gli estratti debbono essere portati ad un determinato volume, si impiegheranno recipienti accuratamente tarati, di capacità non inferiore ad 1 ml. Quando gli estratti secchi debbono essere ripresi con volumi fissi di solvente, erogati da una siringa o simili, il solvente deve avere un punto di ebollizione abbastanza elevato da evitare un'ulteriore evaporazione. Quando il volume finale di un solvente non viene misurato direttamente, e particolarmente per i volumi inferiori ad 1 ml, per consentire la misura del volume si aggiungerà una massa prestabilita di standard interno.23. La stabilità degli antiparassitari negli estratti può variare ampiamente secondo gli antiparassitari e la natura dell'estratto. Anche se la conservazione degli estratti in frigorifero o surgelatore può dimostrarsi utile, la perdita che si verifica in una giornata, alla temperatura di una batteria autocampionatrice montata su un GC, può uguagliare quella che si verifica durante un mese di conservazione allo stato surgelato. La stabilità negli estratti deve essere esaminata al momento della validazione del metodo.Contaminazione ed interferenzaContaminazione24. Durante il trasporto verso il laboratorio e la conservazione presso quest'ultimo, i campioni debbono essere separati tra loro e da ogni altra fonte di potenziale contaminazione. Ciò vale particolarmente per i residui presenti in superficie e per quelli di sostanze polverulente o di antiparassitari volatili: i campioni che potrebbero portare residui di questo genere debbono essere chiusi ermeticamente entro sacchetti doppi di politene o di nylon, per essere trasportati e lavorati separatamente. Se è assolutamente necessario adottare misure contro i parassiti nel laboratorio o nelle sue vicinanze, si eviterà di impiegare i prodotti dei quali vengono ricercati i residui.25. I solventi (compresa l'acqua), i reattivi, i coadiuvanti di filtrazione, ecc. debbono essere controllati per evitare ogni possibile interferenza. I solventi impiegati per l'analisi dei residui di fumiganti sono capaci di creare particolari difficoltà, poiché le impurezze dei solventi e l'antiparassitario in sé stesso possono avere volatilità analoghe e dar luogo a residui chimicamente identici.26. L'attrezzatura ed i contenitori impiegati per l'analisi dei residui debbono essere esenti da contaminanti capaci di interferire in misura significativa. L'attrezzatura volumetrica riutilizzabile (matracci, pipette, siringhe ecc.) deve essere scrupolosamente pulita. Per la preparazione degli standard di taratura e per il campionamento degli estratti è necessario riservare un'apposita vetreria. Gli oggetti di gomma e di plastica (tappi, guanti protettivi, bottiglie di lavaggio), i detergenti e i lubrificanti costituiscono altrettante fonti potenziali di interferenza analitica. I ditiocarbammati, l'etilentiourea e la difenilammina contenuti in certi oggetti di gomma od oli lubrificanti sono fonte di particolari problemi, in quanto non è possibile distinguerli dai residui di antiparassitari.27. Le chiusure delle fiale debbono essere rivestite di PTFE. Si eviterà che gli estratti vengano a contatto con le chiusure, soprattutto dopo che queste sono state perforate, mantenendo le fiale in posizione verticale. Se gli estratti debbono essere rianalizzati, le chiusure delle fiale verranno sostituite al più presto dopo la perforazione. Le fiale a perdere non debbono essere recuperate.28. Quando s'impiegano standard interni, si eviterà che gli estratti o le soluzioni di antiparassitari vengano contaminati involontariamente dagli standard interni, e viceversa.Interferenza29. L'interferenza da parte dei costituenti naturali dei campioni, coestratti durante l'analisi dei residui, è frequente e se ne deve tener conto. Quando l'analita è presente per natura nel campione, o si forma a partire da esso (ad esempio, bromuri inorganici in tutti i prodotti, zolfo nei terreni, disolfuro di carbonio prodotto dalle crucifere), non è possibile far distinzione fra i livelli naturali ed eventuali piccole quantità di residui provenienti dall'impiego di antiparassitari. La presenza naturale di questi analiti sarà presa in conto nella progettazione delle analisi e nell'interpretazione dei risultati. Non tutte le interferenze producono responsi semplici e positivi da parte del rivelatore. La coeluizione di altri antiparassitari o di qualche componente della matrice del campione può provocare effetti di soppressione o di potenziamento sulla trasmissione gascromatografica oppure, nel caso della MS, sul rendimento della produzione/raccolta di ioni. Ogni volta che ciò potrebbe verificarsi, il responso agli antiparassitari del sistema di rivelazione dovrà essere valutato per i singoli antiparassitari e per il loro insieme, nel solvente puro e negli estratti dei "bianchi" aventi rilevanza. I "bianchi reattivo" (o "bianchi procedimento") verranno analizzati all'atto della convalida del metodo ed ogni volta che sia necessario distinguere fra l'interferenza dovuta alla matrice e quella che potrebbe essere provocata da sostanze estranee introdotte durante l'analisi.Taratura analitica e integrazione cromatograficaEsigenze di base per una taratura accettabile30. Per ogni gruppo di determinazioni, la taratura deve essere effettuata sulla base di due o più misure ripetute del responso del rivelatore a ciascun livello. In tutti i casi, i responsi del rivelatore impiegati per quantificare i livelli di residui debbono rientrare entro il campo dinamico del sistema di rivelazione.31. Nel determinare la presenza o l'assenza di residui misurabili nei campioni, i residui inferiori al livello minimo di taratura (LCL, corrispondente al limite minimo da riferire) debbono essere indicati come "&lt; [LCL] mg/kg", indipendentemente dal fatto che il responso all'analita sia evidente o meno. Qualora si consideri necessario riferire eventuali residui misurabili inferiori all'LCL inizialmente fissato, è necessario eseguire le ulteriori determinazioni impiegando un nuovo LCL a un livello più basso.32. Quando un gruppo di analisi comprende campioni con residui prossimi o di poco inferiori all'LCL, il responso del rivelatore all'analita deve essere qualitativamente distinguibile e misurabile in corrispondenza dell'LCL. Quando il responso all'LCL previsto è inadeguato, bisognerà adottare come LCL un livello di taratura più elevato e corrispondente ai criteri. In generale, come LCL si può accettare un rapporto minimo segnale/rumore (S/N) di 3:1, anche se ciò può applicarsi alla somma dei segnali, ad esempio con i dati MS. Per quanto S/N sia spesso indicato come "rumore elettronico" o "rumore del rivelatore", va tenuto conto anche del "rumore chimico", derivante dai composti coeluiti e capaci di interferire.33. La taratura per interpolazione tra due livelli è accettabile quando i fattori medi del responso per ciascun livello indicano che esso è lineare (cioè che il fattore di risposta più basso non è inferiore al 90 % di quello più elevato). Quando si impiegano tre o più livelli, si può tracciare una curva di taratura appropriata. Normalmente, quest'ultima non deve essere forzata per farla passare attraverso l'origine. Quando i calcoli vengono computerizzati, l'adattamento della taratura deve essere esaminato visualmente, senza fidarsi dei coefficienti di correlazione, per essere certi che l'adattamento sia soddisfacente nella zona pertinente ai residui identificati. Quando la differenza tra i livelli di taratura è grande e l'interpolazione appare discutibile, ciascun livello può essere utilizzato ai fini della taratura per punti singoli.34. Il calcolo dei residui o dei dati sul recupero, eseguito per estrapolazione a partire dal livello o dai livelli di taratura, può introdurre imprecisioni collegate al grado di estrapolazione. I calcoli eseguiti a partire da punti di taratura singoli comporteranno con ogni probabilità un'estrapolazione, presumendo che il responso sia allineato con l'intercetta all'origine. Per il calcolo dei risultati che superano l'LCL l'estrapolazione è accettabile quando il responso del campione rientra nel 10 % in più o in meno del responso di taratura e l'LMR è superato, oppure quando esso rientra nel 50 % in più o in meno e l'LMR non viene superato. Quando il livello di addizione per il recupero corrisponde all'LCL, un recupero superiore al 100 % può essere calcolato per estrapolazione, anche se questo può comportare imprecisioni.35. La taratura su due o più livelli, comportanti ad esempio un'ulteriore taratura ad un livello doppio dell'LCL al quale si mira, fornisce un LCL di appoggio qualora il livello mirato non è misurabile, e permette di solito di valutare con maggior precisione una gamma più larga di livelli di residui. La taratura su un singolo livello può essere impiegata a scopi selettivi per stabilire se i residui superano o meno il livello di taratura, oppure per quantificare i residui coincidenti o prossimi al livello di taratura. Quando il responso del rivelatore è variabile, quest'ultima applicazione può fornire risultati più precisi di quanto permetta la taratura su vari livelli.36. Gli estratti ad alto contenuto di residui possono essere diluiti per riportarli dentro il campo di taratura, ma talvolta sarà necessario regolare la "concentrazione della matrice" nelle soluzioni di taratura, in quanto la diluizione dei componenti della matrice presenti negli estratti del campione ecc. può ridurre gli effetti della matrice sul responso.Taratura nei gruppi di determinazioni37. In una sequenza di determinazioni (esempio: per cromatografia), le determinazioni di taratura debbono "inquadrare" i campioni. In altre parole: ogni sequenza deve cominciare e terminare con la taratura. Se il responso del sistema di rivelazione è troppo variabile, potranno essere necessarie tarature intermedie. Nelle determinazioni in parallelo (esempio ELISA, impiego di piastre a 96 pozzetti ...), le tarature debbono essere distribuite in modo da rivelare le differenze di responso dovute alla posizione.38. In generale, l'entità dei gruppi per la determinazione deve essere regolata in modo che i responsi del rivelatore a ripetute tarature d'inquadramento non differiscano più del 20 %. Quando il responso differisce di oltre il 20 %, le determinazioni debbono essere ripetute su gruppi più piccoli. Se il responso LCL rimane misurabile in tutto il gruppo, per i campioni che contengono residui inferiori al LCL la ripetizione delle determinazioni non è necessaria.39. Ogni volta che i residui debbono essere quantificati con precisione, si procederà a un'adeguata taratura. Sempre che possibile, il sistema di rivelazione deve essere tarato per tutti gli analiti ricercati e per ciascun gruppo di analisi. Qualora, nel caso dello screening di più residui, fosse necessario un numero sproporzionato di determinazioni di taratura per ciascuna serie (esempio: quando si dovesse determinare più di un analita in soluzioni diverse, da mantenere separate per evitare mutue interferenze), il sistema di rivelazione dovrà essere tarato rispetto ai cosiddetti "antiparassitari di riferimento", almeno una volta per ciascun gruppo di analisi dei campioni. Gli antiparassitari "di riferimento" sono definiti qui appresso (capoversi 39.1 e 39.2). Gli antiparassitari di riferimento possono essere riuniti in una singola soluzione. La minima frequenza accettabile per la taratura durante le analisi di screening è indicata nella tabella 1. Se in un gruppo di determinazioni non si procede alla taratura per un dato antiparassitario, i risultati che ad esso si riferiscono vanno considerati provvisori.39.1. Tutti gli analiti ricercati debbono essere considerati analiti di riferimento nei casi in cui:i) un LMR è stato superato;ii) per qualunque altra ragione, gli analiti cercati debbono essere quantificati con precisione dimostrabile;iii) si impiegano metodi specifici per singoli residui.39.2. In tutti gli altri casi, per analiti "di riferimento" s'intendono:i) gli antiparassitari che è verosimile riscontrare nei campioni analizzati;ii) due o più antiparassitari verosimilmente capaci di dare responsi o recuperi scarsi o variabili;iii) un antiparassitario unico, per il quale si prevedano responsi e recuperi ripetibilmente buoni.La categoria i) può inglobare le esigenze delle categorie ii) e iii).Tabella 1Frequenze minime per la taratura e la determinazione del recupero>SPAZIO PER TABELLA>Note:a) Gli antiparassitari "di riferimento" sono stati definiti ai capoversi 39.1 e 39.2.b) Se le analisi debbono coprire anche altri antiparassitari, gli antiparassitari di riferimento saranno scelti oculatamente, in modo che i relativi responsi del rivelatore dimostrino che anche i residui degli altri antiparassitari saranno rivelati con la sensibilità dichiarata.c) Quando in uno o più gruppi non si procede alla taratura e al recupero per un dato antiparassitario, successive misurazioni potrebbero dimostrare che i risultati ad esso relativi non sono validi per il gruppo o gruppi in questione.Taratura accoppiata alla matrice40. I componenti della matrice del campione, dei solventi, ecc., sono capaci di alterare la trasmissione cromatografica, il responso del rivelatore o, nel caso dell'analisi a spazio di testa, la partizione (cfr. paragrafo 16). In generale, perché la taratura sia precisa, gli standard degli antiparassitari debbono essere preparati di fresco, impiegando un estratto della matrice ("estratti accoppiati alla matrice"). Il prodotto da usare come "bianco" per l'accoppiamento alla matrice potrà dovere, o non dovere, essere identico ai campioni, ma la natura variabile e imprevedibile degli effetti della matrice impone che l'impiego di una matrice non identica venga riconvalidato ad intervalli. Per ogni specifico antiparassitario e campione, la validità della matrice impiegata per la preparazione delle soluzioni di taratura può essere verificata aggiungendo all'estratto del campione (ecc.) una quantità nota dell'antiparassitario, e confrontando poi l'incremento del responso analitico con il responso prodotto dallo standard di taratura accoppiato alla matrice che si presume equivalente.41. Particolare cura è necessaria quando il materiale impiegato per la taratura accoppiata alla matrice contiene l'analita, o genera al rivelatore un segnale capace di interferire con la sua determinazione. Sono possibili vari casi: ciascuno di essi può introdurre un ulteriore elemento di incertezza quanto al risultato finale.41.1. Il primo caso si presenta quando l'analita è presente per natura in tutti i campioni, e soltanto i livelli molto superiori a quelli naturali hanno importanza (ad esempio, bromuri inorganici nel sedano). La taratura deve comprendere un "livello zero", ed il "bianco materiale" va scelto in modo che il suo contenuto di analita sia basso. La concentrazione dell'analita nel "bianco" viene determinata sulla base del coefficiente angolare e dell'ordinata all'origine (livello zero) della curva di taratura: questo valore deve essere aggiunto ai livelli nominali di taratura. Il valore del "bianco" non deve essere sottratto dai livelli riscontrati nei campioni. Lo zero diventa equivalente al livello nel "bianco materiale", e corrisponde perciò all'LCL. Il "bianco materiale" deve essere reso omogeneo, in modo da assicurare che l'LCL rimanga simile da un gruppo all'altro. I risultati sotto il livello zero debbono essere espressi come indicato al considerando 31.41.2. Il secondo caso si presenta quando l'analita ha origine naturale ed è rilevabile in tutti i campioni o nella maggior parte di essi, ma il livello è prossimo o superiore all'LCL al quale si mira. Questo ad esempio è il caso del solfuro di carbonio prodotto dalle piante del genere Brassica. Si può impiegare un metodo più specifico (in questo caso, quello per il ditiocarbammato), oppure si può collocare l'LCL mirato su un livello sensibilmente più alto, interpretando con cautela i risultati.41.3. Il terzo caso si presenta quando i) l'analita è rivelabile in tutti i campioni, ma non è presente per natura (questo è il caso dell'imazalyl in certi agrumi). Dopo aver rigorosamente confermata l'effettiva e frequente presenza di residui misurabili, per la taratura s'impiegherà un campione contenente un livello particolarmente basso dell'analita (cfr. punto 41.1).41.4. L'ultimo caso si presenta quando il "fondo" non è dovuto all'analita, bensì a un prodotto chimico, sintetico o naturale, capace di interferire e presente in alcuni o tutti i campioni o in tutti. In questo caso si applicheranno un procedimento più efficace di purificazione o un sistema di rivelazione più specifico. Se ciò è impossibile nella pratica ed il livello massimo trovato nel materiale del "bianco" è inferiore all'LCL che costituisce l'obiettivo, si può agire in modo analogo a quello indicato al punto 41.1. In questo caso, i risultati verranno interpretati con cautela ed i residui superiori all'LCL dovranno essere confermati rigorosamente.42. Nell'analisi GC sono normalmente necessari l'accoppiamento alla matrice delle soluzioni di taratura e l'innesco colonna/iniettore. L'effetto di innesco somiglia ad un effetto matrice di una certa durata, ma è raro che sia permanente ed elimini gli effetti matrice. Dove necessario, in un gruppo di analisi, l'innesco deve precedere immediatamente la prima serie di determinazioni di taratura.Effetto delle miscele degli antiparassitari sulla taratura43. La taratura ed il recupero mediante standard misti di antiparassitari sono accettabili, ma il sistema di rivelazione deve essere controllato dal punto di vista della similitudine del responso con gli antiparassitari accoppiati alla matrice, isolatamente e assieme. Nei rari casi in cui tali responsi differiscono significativamente, i residui dei singoli antiparassitari debbono essere quantificati impiegando standard di taratura singoli. In casi eccezionali, certi residui multipli possono esigere uno standard di taratura appositamente preparato.Taratura per gli antiparassitari costituiti da miscele di isomeri, ecc.44. Quando uno standard per la taratura degli antiparassitari è costituito da una miscela di isomeri, ecc., si può generalmente ammettere che il responso del rivelatore sia simile, su base molare, per ciascun componente. Tuttavia, i saggi enzimatici (ad esempio colinesterasi) e quelli immunologici possono comportare errori di taratura quando il rapporto fra i componenti degli standard differisce significativamente da quello del residuo misurato. Per quantificare simili residui va impiegato un altro sistema di rivelazione.Taratura con l'impiego di derivati o prodotti di degradazione45. Quando l'antiparassitario viene rivelato sotto forma di prodotto di degradazione o di derivato, le soluzioni di taratura, se possibile, debbono essere preparate a partire da uno standard di riferimento dello specifico prodotto di degradazione o derivato.46. Si eviterà di determinare gli antiparassitari sotto forma di derivati instabili (ad esempio certe basi di Schiff), che non possono essere preparati come standard puri.Integrazione cromatografica47. Tutti i cromatogrammi debbono essere esaminati, e la linea di base deve essere verificata e regolata dall'analista secondo le esigenze. In presenza di cuspidi capaci di interferire, per il posizionamento della linea di base si adotterà un'impostazione coerente per tutte le analisi, anche se dette cuspidi non possono essere integrate "correttamente". Un'impostazione coerente deve essere altresì adottata per integrare le "cuspidi di coda". I dati relativi all'altezza o alla superficie delle cuspidi potranno essere integrati sempre che siano suscettibili di fornire risultati più precisi e ripetibili (valutati in base ai dati di recupero e di taratura).48. Ogni volta che ciò contribuisca alla precisione, per la taratura mediante standard costituiti da isomeri misti (o simili) si possono utilizzare la somma delle aree delle cuspidi, la somma delle altezze delle cuspidi o le misure relative a un singolo componente.Metodi analiticiAccettabilità dei metodi analitici49. L'adeguata convalida di un metodo analitico fornisce indizi sulla sua idoneità agli scopi desiderati, anche se in pratica una buona esecuzione dipende di solito dall'analista. I dati di convalida, impiegati per giustificare la scelta di un metodo, debbono riferirsi ad una gamma appropriata degli antiparassitari e di matrici, e possono comprendere: i) l'accuratezza e la precisione (riproducibilità o ripetibilità) consentite dal metodo, di preferenza entro un'adeguata gamma di concentrazioni; ii) la sensibilità realizzata; iii) la dimostrazione della sua specificità; iv) una prova di "solidità".50. Di massima, quando gli antiparassitari sono presenti in quantità superiori al quintuplo circa dei rispettivi limiti di determinazione, un metodo analitico deve consentire recuperi ripetibili dell'ordine del 70-110 % per tutti i composti ricercati: idealmente, il recupero medio per ciascun composto dovrebbe essere dell'80-100 %. Se la difficoltà dell'analisi non consente una simile precisione, e se non esistono altri metodi soddisfacenti, se ne dovrà tener conto prima di intraprendere azioni coercitive. Prima di adottare un metodo ai fini della sorveglianza, se ne dovranno valutare le prestazioni in funzione dell'analista, procedendo a due o più determinazioni del recupero su appropriate matrici. Quando un residuo deve essere determinato come porzione derivante da due o più componenti di esso, le prestazioni del metodo debbono essere valutate per tutti i componenti.Metodi per la determinazione del contenuto di sostanza grassa o secca51. Quando i risultati sono riferiti al peso secco, o al contenuto di sostanza grassa, il metodo impiegato per determinare il peso secco, o il contenuto di sostanza grassa, deve essere uniforme. Idealmente, esso dovrebbe essere convalidato per confronto con un metodo standard riconosciuto.Determinazioni del recuperoCampioni, livelli di addizione intenzionale, inclusione nelle serie di campioni52. I residui da quantificare con precisione debbono essere accompagnati da determinazioni concomitanti del recupero. Sempre che possibile, ogni serie di analisi dovrebbe essere accompagnata da una determinazione del recupero di tutti gli analiti ricercati. Se tuttavia ciò richiedesse un numero sproporzionato di determinazioni, ad esempio quando si cerca un numero molto grande di analiti impiegando rivelatori selettivi (ECD, NPD ecc.), la frequenza minima accettabile per le determinazioni del recupero relative alle varie classi di antiparassitari è indicata nella tabella 1. L'analisi di un materiale di riferimento può costituire un'alternativa alla determinazione del recupero, a condizione che il materiale contenga gli analiti d'interesse ai livelli appropriati e che i residui rimangano stabili durante la conservazione.53. Il recupero degli antiparassitari deve essere determinato per addizione intenzionale (spiking) dell'analita o degli analiti a un campione di "bianco matrici" analogo a quello sotto studio. Il livello di addizione intenzionale può corrispondere ad 1-10 volte quello dell'LCL, all'LMR, o ad altri livelli aventi rilevanza per gli specifici campioni. È preferibile esser certi in partenza che il "bianco" prescelto non contenga livelli misurabili dell'analita o degli analiti. Se il "bianco" contiene quantità rivelabili dell'analita (ad esempio, bromuri inorganici), oppure composti capaci di interferire, il livello di addizione intenzionale per il recupero deve essere uguale o superiore al quintuplo del livello presente nel "bianco matrice". La concentrazione dell'analita (o dell'analita apparente) nel "bianco matrice" deve essere determinata attraverso analisi multiple. Deve essere confermato che il segnale proveniente dal "bianco" sia dovuto all'analita (o ad altro, secondo i casi).54. Nei limiti del possibile, si deve determinare il recupero di tutti i componenti eventualmente indicati nell'LMR. Quando un residuo viene determinato come parte comune di varie molecole, il recupero di routine (cfr. tabella 1) può essere determinato per il componente che normalmente predomina nei residui o che è suscettibile di fornire il recupero più basso.Accettabilità delle prestazioni analitiche55. Indipendentemente dal livello di addizione, i dati di recupero di routine possono variare in misura maggiore di quelli indicati dai dati di ripetibilità derivanti dalla convalida del metodo. Se si verificasse un discostamento significativo dal recupero medio, o se si ottenesse un risultato inaccettabile, il recupero verrà messo sotto sorveglianza e si procederà alle opportune azioni correttive. Particolare attenzione sarà dedicata al recupero in corrispondenza dell'LCL. I recuperi che differiscono di oltre due deviazioni standard dalla media di routine dovrebbero, e quelli che differiscono di più di tre deviazioni standard dovranno, essere oggetto di esame. Sebbene ciò non significhi automaticamente che questi recuperi sono inaccettabili, il gruppo di campioni deve essere normalmente rianalizzato. Generalmente, un recupero di routine dell'ordine del 60-140 % può essere considerato accettabile (quando il livello di addizione intenzionale è prossimo all'LOD od all'LCL, può essere necessaria una grande cautela nell'interpretare il recupero). Se la media per il recupero di routine si avvicina ad un estremo di quest'ordine di grandezza, ed un risultato del recupero si colloca significativamente al di fuori di esso, i risultati per il gruppo di campioni debbono essere considerati con circospezione. A titolo eccezionale, quando il recupero è basso ma coerente e la relativa base è ben stabilita (ad esempio, per effetto della distribuzione degli antiparassitari nella ripartizione), un recupero medio inferiore al 60 % può essere accettabile. Comunque, ogni volta che sia possibile, va impiegato un metodo più preciso. Quando il recupero per il gruppo di campioni è inaccettabile, si dovrà stabilire ex novo un recupero accettabile e procedere ad una nuova analisi di tutti i campioni del gruppo, oppure si dovrà considerare che i risultati hanno un valore semplicemente semiquantitativo.56. Quando per un dato gruppo il recupero di un dato antiparassitario eccede per difetto o per eccesso i limiti del 70-110 %, i campioni per i quali risulta che i residui di tale antiparassitario stesso sono in infrazione alla normativa debbono essere rianalizzati, in vista di risultati precisi appoggiati da dati di recupero rientranti nel campo del 70-110 %. Se il recupero entro tale campo non può essere realizzato, nel decidere sulle azioni da intraprendere si terrà presente che il livello del residuo potrebbe non essere conosciuto con sufficiente esattezza.57. In certi casi (analisi diretta di campioni liquidi, varie analisi con i metodi SPME o a spazio di testa), può essere impossibile determinare il recupero. Nell'analisi diretta dei liquidi, la precisione e l'esattezza sono determinate dalla taratura, partendo dall'idea che fra il campionamento e l'analisi non si verifichino perdite dell'antiparassitario (ad esempio, per adsorbimento). Con i metodi SPME ed a spazio di testa, l'esattezza e la precisione possono essere funzione della misura in cui l'analita è equilibrato, all'interno delle fasi o fra di esse: dove possibile, ciò deve essere dimostrato.Prove di competenza ed analisi dei materiali di riferimento58. Come indicato al paragrafo 3, è essenziale partecipare regolarmente ad adeguate prove di competenza, prevedendo opportuni interventi per rimediare ai problemi che dovessero evidenziarsi. Qualora si abbia la certezza che i residui presenti si mantengono stabili durante la conservazione, è inoltre consigliabile che ogni laboratorio prepari al proprio interno appropriati materiali di riferimento, caratterizzati ed omogeneizzati, e li analizzi per verificare costantemente il livello qualitativo delle sue prestazioni analitiche.Conferma dei risultatiPrincipi della conferma59. È impossibile dimostrare la completa assenza di residui, ma i risultati che sono inferiori all'LCL, e che pertanto non debbono essere riferiti come numeri assoluti, si ritengono confermati se i dati sul recupero e sull'LCL per il gruppo di campioni sono accettabili. L'adozione di un "limite da riferire" in corrispondenza dell'LCL evita i costi, elevati ed ingiustificabili, derivanti dalla necessità di dimostrare la presenza (o l'assenza) di residui a livelli talmente bassi da risultare privi di significato. Quando un gruppo di analisi non comprende la taratura o il recupero di uno o più specifici antiparassitari, i corrispondenti dati per gli antiparassitari di riferimento forniscono soltanto una dimostrazione indiretta del fatto che l'analisi sia soddisfacente. Questi risultati non possono ritenersi confermati, anche se i dati possono essere adeguati per certi scopi.60. Prima di poter essere considerati confermati, i risultati su livelli uguali o superiori all'LCL richiedono ulteriore sostegno. Quando il gruppo di analisi è stato eseguito senza una taratura per lo specifico antiparassitario o antiparassitari, i risultati debbono essere considerati come assolutamente provvisori, e la loro conferma è essenziale. In questo caso, l'esigenza minima consiste nel rianalizzare gli estratti, procedendo all'opportuna taratura per l'antiparassitario o gli antiparassitari identificati. Poiché l'antiparassitario o gli antiparassitari in causa potrebbero essere riscontrati con poca frequenza (cfr. tabella 1) e pertanto essere insoliti, è preferibile analizzare nuovamente il campione, procedendo al tempo stesso a una determinazione del recupero.61. Quando deve essere intrapresa un'azione coercitiva oppure vanno prese altre decisioni importanti sulla base dei risultati che superano l'LCL, è essenziale disporre di dati accettabili sulla taratura e il recupero concomitanti, sostenuti da un'ulteriore conferma. La natura e la misura di quest'ultima dipendono dall'importanza relativa del particolare risultato e della frequenza con la quale vengono riscontrati residui di questo tipo. I procedimenti di controllo della qualità per le analisi di conferma debbono essere rigorosi.Approcci alla conferma62. La conferma dell'analita rivelato deve essere quantitativa e qualitativa.63. Data la loro mancanza di specificità, le prove basate sull'immunochimica, la colorimetria, la cromatografia su strato sottile o la rivelazione a cattura di elettroni tendono ad esigere una rigorosa conferma. Quando in associazione alla GC o alla LC si impiegano rivelatori "selettivi", l'impiego di una seconda colonna cromatografica con polarità significativamente diversa (o di un secondo sistema "specifico" di rivelazione) fornisce soltanto una conferma limitata. Questa può essere accettabile per residui di frequente riscontro ed a bassi livelli, allorché una certa quantità dei residui è confermata da una tecnica più definitiva, ma l'impiego di tecniche più definitive per tutto il procedimento è da preferirsi.64. Quando un residuo supera l'LMR, o quando è richiesta la sua assenza dal campione, il risultato deve essere confermato con il metodo meno equivoco di cui si disponga, ed inoltre attraverso l'analisi di una o più aliquote analitiche. I residui in aliquote replicate possono essere quantificati con le tecniche di screening o di conferma. Il numero di porzioni replicate da analizzare deve essere determinato in base alla variazione dei risultati ottenuti.Conferma per spettrometria di massa65. La MS è capace di confermare in modo pressoché inequivocabile i residui della maggior parte degli antiparassitari, ma i dati di conferma debbono corrispondere a certe esigenze minime. Per la conferma delle quantità debbono normalmente essere impiegati gli standard di taratura accoppiati alla matrice, ma lo spettro di massa di riferimento deve derivare dallo standard di riferimento, oppure da una sua soluzione in un solvente puro. Per evitare una distorsione dei rapporti ionici, la quantità dei materiali usati per lo spettro di riferimento non deve sovraccaricare il rivelatore. La conferma di livelli elevati di residui può essere inequivocabile, ma i risultati prossimi al limite di determinazione MS debbono essere esaminati caso per caso.66. I cromatogrammi degli ioni aventi interesse debbono mostrare delle cuspidi (almeno tre scan, totale minimo S/N 3:1), con tempi di ritenzione, responso e forma e delle cuspidi simili a quelli ottenuti da uno standard di taratura analizzato con lo stesso gruppo. Quando i cromatogrammi di ioni teoricamente non ricollegabili comprendono picchi con forme e tempi di ritenzione analoghi, od in mancanza di questo dato (ad esempio, per effetto di una "scansione limitata" o di una sorveglianza selettiva sugli ioni), può essere necessaria un'ulteriore conferma. Quando un cromatogramma ionico evidenzia un'interferenza cromatografica significativa, non si deve fare assegnamento sullo ione in causa per quantificare o identificare i residui.67. Se del caso, gli spettri debbono essere sottratti dal fondo, ma quest'ultimo deve essere scelto in modo da evitare la distorsione dei dati. Quando gli ioni non collegati all'analita in uno spettro a scansione intera ("full scan") basato sulla media dei picchi (cioè maggiore dello "ione molecolare" da m/z 50 a 50 unità di massa) non superano un quarto dell'intensità del picco di base degli spettri di ionizzazione ad impatto elettronico, oppure un decimo di esso per tutti gli altri metodi di ionizzazione, si può ammettere che lo spettro costituisca una prova sufficiente di identità. Quando questi limiti vengono superati, e gli ioni non correlati derivano da specie che si sovrappongono cromatograficamente, si può sottrarre un diverso fondo e/o cercare un'ulteriore dimostrazione. I rapporti di intensità per i principali ioni debbono rientrare nell'80-120 % di quelli ottenuti dallo standard. Quando un cromatogramma ionico mostra un'interferenza cromatografica significativa, lo ione in causa non deve essere usato per determinare un rapporto di intensità, e possono essere necessarie ulteriori dimostrazioni a fini di conferma. Per quantificare un residuo si deve impiegare il più abbondante degli ioni che non mostrano interferenze cromatografiche. Nel particolare caso della ionizzazione ad impatto elettronico, l'assenza di ioni interferenti può essere utilizzata per appoggiare l'identificazione quando lo spettro dell'analita è molto semplice.68. La ionizzazione per impatto elettronico o per ulteriore frammentazione di ioni prescelti (MS/MS), accoppiata all'acquisizione di spettri a scansione intera, fornisce generalmente la prova più definitiva dell'identità e della quantità. Gli spettri di massa prodotti da procedimenti meno energici (ad esempio, ionizzazione chimica, ionizzazione a pressione atmosferica) possono essere troppo semplici per confermare l'identità senza ulteriori dimostrazioni. Salvo i casi in cui il rapporto isotopico dello ione (o degli ioni), oppure il profilo cromatografico degli isomeri e dell'analita, sono altamente caratteristici, potrà essere necessario fornire ulteriori dimostrazioni. Si potranno applicare a questo fine: i) un diverso sistema di separazione cromatografica; ii) una diversa tecnica di ionizzazione; iii) la MS/MS; iv) la MS a risoluzione medio/elevata; v) una diversa tecnica di frammentazione (modifica della "tensione di cono" nell'LC-MS). Quando si applicano la MS a risoluzione medio/elevata oppure la MS/MS, ogni volta che ciò sia possibile si dovranno selezionare ioni caratteristici dell'antiparassitario piuttosto che ioni comuni a molti composti organici.69. Gli spettri a scansione intera forniscono l'identificazione più convincente, ma la sensibilità può essere migliorata attraverso la scansione di un campo di masse limitato oppure attraverso la sorveglianza su determinati ioni. Con queste tecniche, l'esigenza minima per i dati derivanti da due ioni è di m/z  &gt; 200, per quelli derivanti da tre ioni di m/z  &gt; 100. In certi casi possono essere richieste ulteriori dimostrazioni (cfr. punto 68): esse divengono obbligatorie quando lo spettro dell'analita non permette di rispettare questi requisiti.Conferma in un laboratorio indipendente70. Quando non è possibile confermare localmente residui importanti, tale conferma, se praticamente possibile, può essere eseguita presso un altro laboratorio.Relazione di analisiEspressione dei risultati71. I risultati debbono normalmente essere indicati come stabilito dall'LMR ed essere espressi in mg/kg. I campioni contenenti residui inferiori all'LCL debbono essere indicati come: &lt;  (LCL) mg/kg.Calcolo dei risultati72. In generale, i dati sui residui non debbono essere corretti per il recupero. Il recupero di routine permette di sorvegliare la qualità delle prestazioni analitiche e fornisce una guida generale per quanto riguarda la precisione dei risultati. Esso non stabilisce necessariamente il grado di precisione e di incertezza (cfr. punto 77) raggiunto per un dato campione. I risultati non debbono essere corretti per i valori dei "bianchi" quando essi sono dovuti all'analita (cfr. punto 41).73. Quando i dati confermati sono stati ricavati da una singola porzione analitica (cioè quando il risultato non contravviene alla normativa in materia e non è insolito), i risultati da riportare sono quelli ricavati mediante la tecnica di rivelazione considerata più precisa (cioè, in generale, quella che consente la migliore specificità). Se i risultati sono ottenuti con due o più tecniche ugualmente valide, nella relazione dovrà essere ripresa la loro media.74. Quando sono state analizzate due o più porzioni analitiche, nella relazione verrà ripresa la media aritmetica dei risultati più validi ottenuti su ciascuna di esse. Quando i campioni sono stati sminuzzati e/o miscelati, le deviazioni standard (RSD) dei risultati fra le porzioni analitiche non debbono superare il 30 % se i residui misurati sono significativamente maggiori dell'LOD. In prossimità di quest'ultimo, le variazioni dei risultati possono essere molto più elevate: se ne dovrà tener conto nel decidere le azioni da intraprendere.75. Quando la definizione di un LMR comprende due o più composti, fra i residui vi è di solito un componente che predomina. Quando i componenti vengono identificati separatamente (piuttosto che attraverso una porzione comune delle loro molecole), il limite globale da riportare nella relazione per l'antiparassitario deve essere l'LCL del componente che produce il più basso responso su base molare. Per esempio, se l'LCL per gli isomeri dell'endosulfan è di 0,05 mg/kg e quello del solfato suo metabolita è di 0,1 mg/kg, il limite globale da riportare per l'endosulfan deve essere indicato come 0,1 mg/kg. Quando lo standard di riferimento contiene due o più componenti che producono responsi molari simili ma differiscono quanto alla concentrazione (come per esempio nel caso degli isomeri misti del clorfenvinphos), il limite da riferire può essere applicato al componente che produce il responso assoluto più elevato. Se si adotta questa impostazione, la mancanza di un profilo caratteristico dei componenti che confermi l'identificazione dei residui prossimi o coincidenti col limite da riferire può esigere tecniche di conferma più rigorose.Arrotondamento dei dati76. Nel riferire i risultati inferiori a 0,1 mg/kg, i dati debbono essere arrotondati ad una cifra significativa; i risultati superiori od uguali a 0,1 ma inferiori a 10 mg/kg, debbono essere arrotondati a due cifre significative; i risultati superiori od uguali a 10 mg/kg possono essere arrotondati a tre cifre significative o ad un numero intero. Queste esigenze non rispecchiano necessariamente l'incertezza associata ai dati.Quantificazione dell'incertezza dei risultati77. L'incertezza delle misurazioni è un utile indizio quantitativo della fiducia che può essere riposta nei risultati. I dati sull'incertezza non sostituiscono la necessità di una conferma, e sono richiesti principalmente per appoggiare risultati molto importanti. Le norme ISO per la valutazione e l'espressione dell'incertezza nelle misure(3) esigono l'identificazione delle eventuali fonti di incertezza capaci di influenzare il risultato. Se necessario, questa impostazione formale può essere adottata: ma si può ricorrere anche a un metodo più semplice, come l'impiego della deviazione standard della ripetibilità o della riproducibilità interna. Questi valori possono essere ricavati dai dati sul recupero o dall'analisi dei materiali di riferimento. Comunque, i dati sull'incertezza debbono riferirsi agli specifici antiparassitari ed essere stati prodotti a partire dalla matrice appropriata, ad un livello prossimo a quello del campione. Può essere pertanto necessario ricavare dei dati di incertezza partendo dai recuperi su tutta una gamma di concentrazioni. Teoricamente, i dati di incertezza dovrebbero essere ricavati analizzando ripetutamente 5-10 porzioni del campione, in modo da includere le incertezze tanto del campionamento parziale quanto dell'analisi. L'incertezza può essere espressa come intervallo di fiducia del 95 % per il risultato.Decisioni sulla conformità78. Per decidere se i risultati indicano o meno che un residuo supera l'LMR, si deve tener conto della concentrazione trovata nonché della validità della misura, quale risulta dai corrispondenti dati di controllo della qualità. Le decisioni sull'azione che ne consegue debbono essere prese caso per caso.79. Quando i residui misurati nel campione/i prelevato/i da una partita non superano l'LMR, la partita è conforme all'LMR.80. Quando i risultati per il campione/i di laboratorio prelevato/i da una partita superano l'LMR, per decidere se la partita non è conforme si terrà conto: i) della gamma di risultati ottenuti su ripetuti campioni di laboratorio e/o ripetute porzioni analitiche, secondo i casi; ii) dell'esattezza e dell'incertezza dell'analisi. In generale, una decisione di non conformità richiederà una taratura accettabile, una determinazione di recupero concomitante e dati di conferma. Quando la presenza di un antiparassitario è comunque inaccettabile, indipendentemente dal suo livello, la partita non è conforme se il residuo corrisponde o è superiore all'LCL e la sua identità è confermata.81. Quando la presenza di un basso livello di un antiparassitario serve ad avviare un'azione legale, non va dimenticata l'eventualità di una contaminazione trasversale prima, durante o dopo il campionamento.Conservazione delle informazioni82. Le registrazioni dei dati relativi ai campioni, i quaderni di laboratorio, i cromatogrammi, le tabelle dei risultati, i dischi o i nastri contenenti dati cromatografici o spettrali, ecc., debbono essere conservati in vista di eventuali riesami. Dopo la presentazione della relazione, i dati debbono essere conservati per cinque anni per i campioni che evidenziano infrazioni, e per due anni per i campioni che non evidenziano infrazioni.Glossario>SPAZIO PER TABELLA>(1) Ad esempio: il 4,4'-diclorobenzofenone per il dicofol, la tetraidroftalimmide per il captan e il captafol, la ftalimide per il folpet, il 2-clorobenzonitrile per la clofentezina.(2) Altra possibilità: una "prova t" non deve mostrare una differenza significativa al livello del 5 %.(3) Anonimo (1993): "Guide to the expression of uncertainty in measurement" (Guida all'espressione dell'incertezza nelle misure) (ISBN 92-67-10188-9) ISO, Ginevra, Svizzera.ALLEGATO IIIDOCUMENTO DI LAVOROche dovrà orientare gli Stati EFTA nell'attuazione delle raccomandazioni dell'Autorità di vigilanza EFTA relative a programmi coordinati di sorveglianza per garantire il rispetto dei limiti massimi di residui di antiparassitari su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli, nonché nella presentazione delle relazioni degli Stati EFTA riguardanti tale sorveglianza nazionaleIntroduzione1. Il presente documento di lavoro è inteso a presentare soluzioni a interrogativi e situazioni problematiche che si sono verificate. Si spera che tutti gli Stati EFTA possano apportare le varie modifiche alla presente versione proposte negli orientamenti contenuti nella presentazione delle relazioni di sorveglianza 1998.Distribuzione2. Gli Stati EFTA dovranno trasmettere le relazioni di sorveglianza all'Autorità di vigilanza e a ciascuno degli altri Stati EFTA (elenco dei punti di contatto - allegato 1).2.1. Gli Stati EFTA dovranno inviare le rispettive relazioni direttamente per e-mail o su dischetto all'Autorità di vigilanza seguendo gli orientamenti esposti nella presente nota in modo da facilitare la collazione e la redazione di una relazione.Forma della relazione3. Le relazioni devono essere redatte nella forma indicata nell'allegato, tabelle A, B, C e D del documento 1609/VI/97 - rev. 5.3.1. Le relazioni degli Stati EFTA dovranno essere stese anche in forma testuale/narrativa. In particolare, gli Stati EFTA dovranno presentare, se possibile in inglese, un riassunto di una pagina (400-500 parole) delle rispettive attività di sorveglianza espletate durante l'anno, che potrebbero essere inserite in una relazione europea. Il suddetto riassunto dovrebbe fare una distinzione tra il programma di sorveglianza coordinato a livello SEE e la sorveglianza effettuata a livello nazionale e dovrebbe in particolare contenere le seguenti informazioni:3.1.1. la situazione statistica riassunta, comprendente:- il numero totale di campioni (non di analisi) di tutti i vari tipi di alimento (da non indicare dettagliatamente) esaminati;- il numero totale di campioni (non di analisi) nei quali i residui di antiparassitari ricercati non sono stati individuati;- il numero totale di campioni (non di analisi) in cui sono stati individuati uno o più residui inferiori ai livelli massimi (LMR);- il numero totale di campioni (non di analisi) in cui sono stati individuati uno o più residui in livelli superiori agli LMR (registrare separatamente il totale e l'eccedenza di tale LMR CE);3.1.2. una dichiarazione succinta del numero totale di residui ricercati con l'analisi oppure una stima, se del caso;3.1.3. un elenco dei residui di antiparassitari più di frequente riportati in ordine decrescente;3.1.4. un riassunto delle informazioni dettagliate fornite sul numero dei campioni e sulla garanzia di qualità (cfr. paragrafo 12).Forma della relazione - Dischetto/requisiti informativi4. Per quanto riguarda i risultati coordinati di sorveglianza comunitaria le informazioni dovranno essere redatte in tabelle Excel.4.1. Gli antiparassitari debbono essere elencati nell'ordine alfabetico inglese/nell'ordine fissato nella raccomandazione.Relazioni in forma tabulare5. Oltre al riassunto descritto al paragrafo 3.1, saranno necessarie delle relazioni sotto forma di tabelle come descritto nell'allegato:- Tabella A: riassunto di relazione statistica (la sorveglianza su tutti gli antiparassitari)- Tabella B: notifica del programma coordinato (esercizio specifico) all'Autorità di vigilanza- Tabella C: notifica della campionatura e degli esiti della sorveglianza all'Autorità di vigilanza- Tabella D: particolari sui residui confermati che superano gli LMR (unicamente quelli armonizzati sul piano europeo, ad esclusione dei livelli nazionali in posizione aperta)- Tabella E: particolari sui campioni contenenti residui multipli (almeno due) in campioni singoli.CE e LMR nazionali6. Le raccomandazioni per programmi coordinati di sorveglianza fino al 1997 comprendono soltanto gli LMR fissati nell'allegato II della direttiva 90/642; dal 1999 in poi le raccomandazioni comprenderanno altresì gli LMR fissati nell'allegato II della direttiva 86/362. Gli Stati EFTA potranno fissare LMR nazionali per gli antiparassitari o per i prodotti che non rientrano nelle suddette direttive, nonché per gli antiparassitari e i prodotti che, pur essendo compresi nelle direttive in questione, si trovino attualmente in posizione "aperta".Livelli dichiarazionePer ogni residuo di antiparassitario i livelli di dichiarazione sono stati indicati dal Consiglio dell'Unione europea al momento della fissazione degli LMR. In linea di massima, il livello di dichiarazione è il livello di quantificazione che i laboratori di sorveglianza sono in grado di raggiungere nella loro pratica corrente.7. Gli Stati EFTA dovranno redigere le relazioni specifiche contenenti informazioni riguardanti livelli di dichiarazione e/o mettere in rilievo i problemi che si presentano alla ricerca di soluzioni.Sorveglianza corrente - Campionatura per il controllo - Sorveglianza8. Finora i programmi di sorveglianza a livello nazionale non sono mai stati realizzati per sondaggio in quanto si è sempre cercato di sfruttare al massimo le limitate risorse disponibili concentrandosi su zone problematiche note o sospette. Spesso i programmi nazionali pluriennali si concentrano su taluni prodotti a turno e tendono ad essere orientati secondo taluni criteri.Verifica della conformità mirata al controllo dell'osservanza - Applicazione pratica9. L'articolo 4 dell'atto di cui al punto 50 del capitolo XII dell'allegato II dell'accordo SEE relativo al controllo ufficiale dei prodotti alimentari (direttiva 89/397/CEE del Consiglio) comprende altresì ispezioni nei casi in cui si sospetti la non conformità dei prodotti. Il controllo della conformità è chiaramente qualcosa di più di un normale controllo mirato e di regola verrà messo in atto a seguito di una precedente individuazione di residui superiori agli LMR: tale reazione può sopravvenire giorni o settimane dopo tale individuazione e/o durante la successiva stagione di produzione/importazione e il controllo può comprendere il blocco delle spedizioni fino al completamento delle analisi.9.1. Si obietta comunemente che il controllo della conformità può dar luogo alla scoperta di un numero superiore di casi in cui gli LMR siano stati superati, ma è chiaro che la natura deterrente di tale controllo potrà determinare la riduzione del numero delle anomalie individuate.9.2. Gli Stati EFTA dovranno stabilire quali parti dei loro programmi di sorveglianza costituiscano controlli di conformità chiaramente identificabili e li dovranno indicare su tabelle separate, C e D, dell'allegato.Superamento dei LMR10. La tabella D dell'allegato richiede talune informazioni riguardanti ciascun campione nei quali gli LMR siano stati superati. Nelle relazioni annuali, gli Stati EFTA dovranno indicare chiaramente che cosa abbiano inteso indicare come superamento degli LMR. Si può trattare:- di casi in cui il laboratorio analitico ha certificato un'eccedenza nell'ambito dell'assicurazione di qualità applicabile all'analisi;- di casi in cui i detentori dei prodotti ispezionati e campionati siano stati ufficialmente avvertiti;- di casi in cui si siano avute delle conseguenze giuridiche o amministrative, quali azione a carico, riscossione di ammende o multe.Residui multipli11. La tabella E dell'allegato comprende particolari di campioni nei quali siano stati individuati più di due residui di antiparassitari in campioni singoli. Tale tabella viene incontro alle attuali preoccupazioni circa gli effetti dei residui multipli raccogliendo dati in merito a tali casi, dati che verranno successivamente valutati da esperti (tanto dal punto di vista tossicologico, quanto da quello delle polizze di autorizzazione). Gli Stati EFTA dovranno riferire in merito ai residui di antiparassitari tanto a livello di valori armonizzati, quanto - se possible - a livello nazionale.Assicurazione di qualità12. Le informazioni riguardanti l'assicurazione di qualità relativa ai dati forniti all'Autorità di vigilanza sono un supporto essenziale al lavoro di controllo dei residui di antiparassitari e saranno inserite nelle relazioni annuali europee.12.1. Gli Stati EFTA dovranno riferire in merito ad iniziative nazionali che garantiscano la qualità di informazione fornita all'Autorità di vigilanza, tra cui le iniziative in aggiunta a quelle comprese nei tre fattori dell'assicurazione di qualità, come essa viene praticata a livello CE/SEE: accreditamento dei laboratori, prove di competenza CE e procedure di controllo di qualità per l'analisi dei residui di antiparassitari - linee direttrici per il contollo dei residui.12.1.1. L'accreditamento, conformemente alle disposizioni dell'articolo 3 della direttiva 93/99/CE riguardanti misure supplementari in merito al controllo ufficiale dei prodotti alimentari: i laboratori che effettuano analisi dei residui di antiparassitari nei prodotti alimentari sono tenuti ad ottenere l'opportuno accreditamento entro il 1o novembre 1998. Le raccomandazioni dell'Autorità di vigilanza dal 1997 in poi richiedono particolari circa l'accreditamento; le raccomandazioni dell'Autorità di vigilanza dal 1999 in poi specificano tali particolari come il tipo di accreditamento, l'ente accreditante e la copia del certificato di accreditamento. Dal 1999 in poi l'Autorità di vigilanza non potrà più accettare informazioni da laboratori non accreditati degli Stati EFTA.12.1.2. Le prove di competenza CE sono state effettuate per la prima volta nel 1997 e saranno effettuate annualmente. I laboratori otterranno l'accreditamento partecipando alle prove di competenza CE. Una condizione per l'accettabilità dei dati da parte degli Stati EFTA affinché siano presentati all'Autorità di vigilanza sarà che il laboratorio interessato abbia partecipato alla prova in questione e sia stato accreditato (cfr. punto 12.1.1).ALLEGATO 1Autorità nazionali e punti di contatto per il controllo dei residui di antiparassitari>SPAZIO PER TABELLA>(Per gli altri Stati SEE, cfr. relazione CE 1996)ALLEGATO 2Antiparassitari per i quali vengono fissati LMR nell'allegato II delle direttive 76/895(1) 86/362, 86/363(2) e 90/642AcephateChlorothalonilChlorpyriphosChlorpyriphos-metileCypermethrinDeltamethrinFenvalerateGlyphosateImazalilIprodionePermethrinCarbendazim (Benomyl, Carbendazim, Thiophanate-metile)CS2 (Maneb, Mancozeb, Metiram, Probineb, Zineb)MethamidophosProcimidoneVinclozolinaDDTAmitroloAtrazinaBinapacrylBromophos-etileCaptafolDichlorpropDinosebDioxathionEndrinDibromuro d'etileneFenchlorphosEptacloroIdrazide maleicaBromuro di metileParaquatTEPPCamphechlor (toxafene)2,4,5-TDaminozideLambda-cyhalothrinPropiconazoloCarbofuranoCarbosulfanBenfurocarbFurathiocarbCyfluthrinMetalaxylBenalaxylFenarimolEtephonMethidathionMethomyl (Thiodicarb)AmitrazPirimiphos-metileAldicarbThiabendazoloTriforinaEndosulfanFentinPhorateDicofolChlormequatPropyzamidePropoxurDisulfotonFenbutatin ossidoTriazaphosDiazinoneMecarbam(1) Atto di cui al punto 13 del capitolo XII dell'allegato II dell'accordo SEE.(2) Atto di cui al punto 39 del capitolo XII dell'allegato II dell'accordo SEE.