CELEX: 51993PC0500
Language: it
Date: 1993-10-15
Title: Proposta modificata di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che armonizza talune misure tecniche in vigore nel Mediterraneo

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                            C0M(93) 500 def.
                                            Bruxelles, 15 ottobre 1993
                      Proposta modificata di
                 REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
    che armonizza talune misure tecniche in vigore nel Mediterraneo
    (presentata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 149
                  paragrafo 3 del trattato CEE)
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      L ' l l dicembre 1992 la Commissione, venendo incontro ai desideri espressi dal Consiglio
      nella seduta del 20 novembre 1990 e convinta essa stessa della necessità di intervenire per
      la conservazione delle risorse alieutiche nel Mediterraneo, ha presentato la sua proposta di
      regolamento del Consiglio che armonizza talune misure tecniche in vigore nel Mediterraneo.
      La proposta, frutto di un lungo lavoro di sintesi, sulla base dei differenti testi in vigore a
      livello nazionale, e di consultazioni con gli operatori del settore di tutti gli Stati membri
      interessati, è stato oggetto di un dibattito serio e approfondito in seno a tutti gli organi
      comunitari. In particolare il parere espresso dal Parlamento europeo(,) ha permesso alla
      Commissione di perfezionare la sua proposta, inserendovi direttamente alcuni emendamenti
      in esso suggeriti e da altri traendo ispirazione per migliorarne le disposizioni là dove, pur
      essendo sensibile agli argomenti espressi, per ragioni di coerenza formale non poteva tuttavia
      accettare integralmente il testo proposto.
      1.       Per quanto riguarda il preambolo, vengono apportate delle modifiche al secondo e al
               terzo considerando, per meglio definire la portata della proposta, ed è inserito un
               terzo considerando per specificare meglio il legame che deve esistere tra il sistema
               instaurato all'interno delle acque comunitarie e il regime più generale che dovrà
               essere istituito per il Mediterraneo sulla base dei contatti che si sono avuti
               parallelamente alla presente procedura. Viene altresì chiarito lo status dei pescherecci
               battenti bandiera di paesi terzi nei porti della Comunità.
      2.       Le modifiche apportate agli articoli della proposta iniziale, oltre a recare importanti
               precisazioni all'articolo 1 e all'articolo 7 per quanto riguarda le competenze residue
               degli Stati membri, introducono alcune nozioni fondamentali:
                       In primo luogo è vietata la detenzione a bordo di apparecchiature il cui
                       impiego è giudicato nefasto per gli stock o per l'ambiente marino (articolo 2
                       e articolo 6);
                       Il campo di applicazione dell'articolo 2 viene esteso ad altri attrezzi;
                       La profondità minima per l'utilizzazione delle reti al traino è ridotta da 100
                       m a 50 m e vengono meglio definiti i parametri per l'impiego delle reti da
                       circuizione (articolo 3); e
                       Vengono inserite alcune precisazioni per quanto riguarda l'impiego delle reti
                       a strascico (articolo 3) e delle reti fisse (allegato II).
(1)
    Doc. PE 204.945/def. del 29 giugno 1993
                                                      -2 -
 ---pagebreak---                                            Proposta modificata di
                                     HEfiQLAMEMIXLXQEEIJÌlEL. CONS IGL 10
                   che armonizza talune misure tecniche in vigore nel Mediterraneo
                                              COM(92)533 def.
                   (presentata d a l l a Commissione ai sensi d e l l ' a r t i c o l o 149
                                    paragrafo 3 del t r a t t a t o CEE)
      Il testo della proposta è modificato nel modo seguente:
                                            Secondo considerando
      considerando, tuttavia, che è ora giunto il momento di affrontare i problemi odierni delle
      risorse del Mediterraneo, istituendo un sistema di gestione armonizzato adatto alla realtà
      mediterranea e tenendo conto delle disposizioni nazionali già in vigore nella regione, ma
      apportandovi, in modo equilibrato ed eventualmente progressivo, gli adeguamenti necessari
      ai fini della tutela degli stock;
                                         Terzo considerando (nuovo)
      considerando che la Comunità deve altresì mirare, con tutti i paesi rivieraschi, alla messa a
      punto di una politica comune di gestione e di sfruttamento delle risorse alieutiche nel
      Mediterraneo: che il sistema di gestione contemplato dal presente regolamento riguarda
      inoltre le operazioni legate alla pesca delle risorse alieutiche del Mediterraneo effettuate da
     pescherecci battenti bandiera_di paesi terzi nei porti della Comunità ;
                                            Quarto considerando
     considerando che occorre vietare gli attrezzi il cui impiego nel Mediterraneo contribuisce in
     misura eccessiva al degrado dell'ambiente marino o a quello degli stock; considerando che
     occorre riservare una parte della fascia costiera agli attrezzi più selettivi utilizzati dai piccoli
     pescatori; che, in deroga alla portata geografica del regolamento (CEE) n. 3094/86 del
     Consiglio(4), le disposizioni degli articoli 9 e 9 bis del medesimo concernenti le reti da
     imbrocco derivanti e le sciabiche sono già applicabili nel Mediterraneo;
(4)
    GU L 288 dell'11.10.1986, pag. 1
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2.  Gli Stati membri che si affacciano sul Mediterraneo possono legiferare nei settori
    contemplati dal paragrafo 1, adottando misure supplementari o che vadano al di là
    delle esigenze minime del regime istituito dal presente regolamento, sempreché siano
    compatibili con il diritto comunitario e conformi alla politica comune della pesca.
                                Articolo 1, paragrafo 3
3. Le disposizioni da adottare a norma del paragrafo 2 devono essere notificate alla
   Commissione in tempo utile perché possa presentare le sue osservazioni.
    [Il resto del paragrafo 3 rimane invariato.]
                                        Articolo 2
1. Sono vietati l'impiego e la detenzione a bordo, ai fini della pesca, di sostanze
   tossiche, narcotiche o corrosive, di apparecchiature per produrre scariche elettriche,
   nonché di esplosivi.
2. E' vietato l'impiego, per la raccolta dei coralli, di croci di Sant'Andrea e di altri
   analoghi attrezzi trainati, nonché, per la raccolta dei litofagi, di martelli pneumatici
   o altri attrezzi a percussione.
3. E' vietato l'impiego di reti da circuizione e da traino, calate per mezzo di
   un'imbarcazione e manovrate dalla riva, a partire dal 1° gennaio 1997.
                                       Articolo 3
1. E' vietato l'impiego di qualsiasi tipo di rete al traino entro il limite delle tre miglia
   nautiche dalla costa o dell'isobata di 50 m. qualora tale profondità sia raggiunta ad
   una distanza minore, indipendentemente dal sistema di traino o di alaggio, salvo
   deroghe prevista dalla normativa nazionale nell'ambito della procedura dell'articolo
   1, paragrafo 2, qualora la fascia costiera delle 3 miglia nautiche non sia compresa
   all'interno delle acque territoriali degli Stati membri.
2. E' vietata la pesca con reti a strascico trainate sopra le praterie di poseidonia
   (Poseidonia oceanica) o altre fanerogame marine.
3. E' vietato calare qualsiasi tipo di rete da circuizione in acque profonde meno di 35
   m e. in ogni caso, a meno di 300 m dalla costa.
4. [invariato]
                                          -4
 ---pagebreak---                                      Articolo 6, paragrafo 1
1.      Sono vietati l'impiego e la detenzione a bordo di reti da traino o di reti analoghe, di
        reti da imbrocco o di reti da posta circuitanti, salvo che la dimensione delle maglie
        nella parte della rete che reca le maglie più piccole sia uguale o superiore ad una
        delle dimensioni minime fissate nell'allegato III.
                                           Articolo 7
Gli Stati membri possono prevedere divieti di sbarco in luoghi diversi da quelli attrezzati o
autorizzati a tal fine.
                                     Allegato I, primo tìtolo
RETI DA CIRCUIZIONE
(Testo invariato)
                                    Allegato II, quarto titolo
RETI FISSE (DA IMBROCCO E IMPIGLIANTI)
        Divieto di calare più di 20 000 m2 per nave.
        Divieto di calare reti fisse ad una profondità inferiore al doppio della loro altezza.
                                                5-
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                                                               COM (93) 500 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                         03 06
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-535-IT-C
                                                             ISBN 92-77-59838-7
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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