CELEX: 61962CJ0034
Language: it
Date: 1963-07-15
Title: Sentenza della Corte del 15 luglio 1963. # Repubblica federale di Germania contro Commissione della Comunità economica europea. # Causa 34-62.

Avis juridique important

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61962J0034

SENTENZA DELLA CORTE DEL 15 LUGLIO 1963.  -  GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE.  -  CAUSA 34/62.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00269 edizione olandese pagina 00283 edizione tedesca pagina 00289 edizione italiana pagina 00269 edizione speciale inglese pagina 00131 edizione speciale danese pagina 00429 edizione speciale greca pagina 00961 edizione speciale portoghese pagina 00301

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . ATTI ISTITUTIVI - MOTIVAZIONE - ASSENZA DI DICHIARAZIONI NON OBBLIGATORIE - SIGNIFICATO DEL SILENZIO DELL' AMMINISTRAZIONE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 190 )  2 . ATTI ISTITUTIVI - MOTIVAZIONE - PROVVEDIMENTO IDENTICO AD ALTRO PRECEDENTEMENTE EMANATO - SONO AMMESSI NUOVI MOTIVI  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 190 )  3 . ATTI ISTITUTIVI - MOTIVAZIONE - CONTENUTO  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 190 )  4 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - DEROGHE - POTERE D' APPLICAZIONE DELLA COMMISSIONE - AMPIEZZA  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 25 )  5 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - DEROGHE - POTERE DI VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE - PRINCIPI GENERALI  ( TRATTATO CEE, ARTICOLI 25, 29 )  6 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - DEROGHE - POTERE DI VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE - EFFETTI CHE VAN PRESI IN CONSIDERAZIONE IN CASO DI CONCESSIONE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 25 )  7 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - DEROGHE - CRITERI AI SENSI DELL' ARTICOLO 29 DEL TRATTATO CEE - OBIETTIVI DIVERGENTI - CRITERI D' APPLICAZIONE PER LA COMMISSIONE  8 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - DEROGHE - POTERE DI VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE - PRODOTTI AGRICOLI - POLITICA AGRICOLA COMUNE - CRITERI DI CUI VA TENUTO CONTO  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 25 )  9 . POLITICA AGRICOLA COMUNE - PREZZI RAGIONEVOLI - CONCETTO  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 39 )  10 . COMMISSIONE CEE - COMPETENZA GENERALE - CONSIDERAZIONE DEGLI INTERESSI DI GRUPPI ECONOMICI APPARTENENTI A TUTTA LA COMUNITA  

Massima

1 . L' ESECUTIVO NON ESSENDO TENUTO AD ENUNCIARE NELLA MOTIVAZIONE DEI SUOI ATTI I CRITERI E LE FINALITA IRRILEVANTI NEL CASO CONCRETO, SI PUO' DEDURRE DAL SUO SILENZIO CHE ESSO HA RITENUTO NON PERTINENTI LE FINALITA ED I CRITERI CHE NON HA MENZIONATO .  2 . L' ESECUTIVO HA FACOLTA DI BASARE SU ALTRI ELEMENTI UNA NUOVA DECISIONE IDENTICA AD UNA PRECEDENTE, QUALORA RITENGA NON PIU ADEGUATA ALLA FATTISPECIE LA PRECEDENTE MOTIVAZIONE .  3 . NON RICORRE SVIAMENTO DI POTERE ALLORCHE L' ESECUTIVO FONDI LA SUA DECISIONE SU MOTIVI CHE NON SONO STATI FATTI VALERE DAI GOVERNI CONSULTATI IN QUANTO ESSO DEVE PONDERARE TUTTI GLI ELEMENTI RILEVANTI SENZA RIGUARDO ALLA CIRCOSTANZA CHE I GOVERNI LI AVESSERO O NON LI AVESSERO RICHIAMATI .  4 . DALLA CIRCOSTANZA CHE I POTERI CONFERITI ALLA COMMISSIONE DAL N . 3 DELL' ARTICOLO 25 NON SIANO COSI' STRETTAMENTE CIRCOSCRITTI COME QUELLI CONTEMPLATI NEI NN . 1 E 2, NON DISCENDE CHE LA COMMISSIONE SIA TENUTA AD ACCOGLIERE TUTTE LE RICHIESTE NON IMPLICANTI PERICOLO DI GRAVI PERTURBAZIONI .  5 . NEL VALUTARE LA LEGITTIMITA E L' OPPORTUNITA D' UNA CONCESSIONE DI CONTINGENTI DOGANALI AI SENSI DELL' ARTICOLO 25 DEL TRATTATO CEE, LA COMMISSIONE, INFORMANDOSI AI CRITERI DELL' ARTICOLO 29 DEL TRATTATO, E TENUTA A FAR SALVI IL SISTEMA E LE NORME FONDAMENTALI DEL MERCATO COMUNE .  6 . NEL VALUTARE L' OPPORTUNITA DI UN' AUTORIZZAZIONE, LEGITTIMAMENTE LA COMMISSIONE TIENE CONTO DELLE CONSEGUENZE NON SOLTANTO SUL MERCATO DELLE MERCI OGGETTO DELLA RICHIESTA, MA ANCHE SUL MERCATO DELLE MERCI CON ESSE IN CONCORRENZA .  7 . I CRITERI CONTEMPLATI ALL' ARTICOLO 29 DEL TRATTATO CEE RIGUARDANO FINALITA DISPARATE, TALVOLTA IN CONTRASTO FRA LORO E NON SEMPRE SIMULTANEAMENTE PERSEGUIBILI; LA COMMISSIONE DEVE TENER CONTO SOLO DEI CRITERI CHE SI ATTAGLIANO ALLA FATTISPECIE .  8 . PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 25, N . 3, DEL TRATTATO CEE, L' ARTICOLO 39, SENZA AVERE LA STESSA IMPORTANZA DELL' ARTICOLO 29, LIMITA TUTTAVIA TALE APPLICAZIONE NEL SENSO CHE LE FINALITA IN ESSO CONTEMPLATE DEVONO ESSERE TENUTE PRESENTI E CHE L' EVENTUALE SACRIFICIO DELLE FINALITA STESSE COSTITUISCE UNO DEGLI ELEMENTI DI CUI VA TENUTO CONTO NELLA VALUTAZIONE DELL' OPPORTUNITA CHE IL N . 3 DELL' ARTICOLO 25 AFFIDA ALLA COMMISSIONE .  9 . L' ESPRESSIONE " PREZZI RAGIONEVOLI " VA INTESA CON RIFERIMENTO ALLA POLITICA AGRICOLA CONTEMPLATA NEL TRATTATO E NON PUO' INTERPRETARSI NEL SENSO DI PREZZI PIU BASSI POSSIBILI .  10 . LA COMMISSIONE HA FACOLTA DI TENER CONTO DEGLI INTERESSI DEI GRUPPI ECONOMICI SENZA RIGUARDO A QUALE STATO MEMBRO APPARTENGANO .  

Parti

NELLA CAUSA PROMOSSA DAL  GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,  RAPPRESENTATO DALL' AVV . A . DERINGER, DEL FORO DI COLONIA,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, BOULEVARD ROYAL, N . 3, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA,  RAPPRESENTATA DAL DOTT . HUBERT EHRING, CONSULENTE GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, IN QUALITA DI AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO PRESSO IL SIG . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ, N . 2, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO : L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 30 LUGLIO 1962 III/COM(62)219 DEF ., CON LA QUALE LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA HA RIFIUTATO ALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA L' AUTORIZZAZIONE A SOSPENDERE PARZIALMENTE LA RISCOSSIONE DEL DAZIO DOGANALE GRAVANTE SULLE ARANCE DOLCI, FRESCHE, IMPORTATE DA PAESI TERZI, 

Motivazione della sentenza

LA DECISIONE E STATA IMPUGNATA PER VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI, VIOLAZIONE DEL TRATTATO E SVIAMENTO DI POTERE .  SULLA VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI  LA RICORRENTE ASSUME CHE IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO NON AFFERMA ESPRESSAMENTE CHE NON VI E PERICOLO DI GRAVI PERTURBAZIONI SUL MERCATO DELLE MERCI DI CUI TRATTASI .  QUESTO ASSUNTO VA DISATTESO : LA COMMISSIONE NON E TENUTA A DICHIARARE ESPRESSAMENTE CHE A SUO PARERE NON VI E ALCUN PERICOLO DI GRAVI PERTURBAZIONI .  IN SECONDO LUOGO, LA RICORRENTE SOSTIENE CHE NELLA MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO NON SONO STATI ESPRESSAMENTE ESAMINATI TUTTI I CRITERI DI CUI ALL' ARTICOLO 29, NE TUTTE LE FINALITA ENUMERATE NELL' ARTICOLO 39 .  LA CORTE RILEVA CHE LA COMMISSIONE NON E TENUTA A PROCEDERE AD UN ESAME SIFFATTO QUALORA SI TRATTI DI CRITERI E FINALITA IRRILEVANTI NEL CASO CONCRETO . IL SILENZIO DELLA COMMISSIONE SIGNIFICA QUINDI CHE ESSA HA RITENUTO NON PERTINENTI LE FINALITA E I CRITERI NON ESPRESSAMENTE MENZIONATI . LA MANCANZA DI DETERMINATE CONSIDERAZIONI NON COSTITUISCE PERCIO' DIFETTO DI MOTIVAZIONE .  LA RICORRENTE DENUNCIA POI L' INSUFFICIENTE MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO PER ESSERSI QUESTO LIMITATO A MENZIONARE UN LIVELLO DI PREZZI ADEGUATO AI DAZI DELLA TARIFFA COMUNE PER LA FRUTTA, SENZA PERALTRO PRECISARE DI QUALE LIVELLO, DI QUALI MERCI, DI QUALI PREZZI E DI QUALI DAZI SI TRATTI .  A QUESTO PROPOSITO VA DETTO CHE DALLA MOTIVAZIONE EMERGE IN MODO NON EQUIVOCO TRATTARSI DEL LIVELLO DEI PREZZI DELLA FRUTTA IN GENERALE E IN PARTICOLARE DI QUELLI DELLE MELE, PERE E PESCHE, IN CONTRAPPOSIZIONE A QUELLI DELLE ARANCE .  E' ALTRESI' EVIDENTE CHE CON L' ESPRESSIONE " LIVELLO DI PREZZI ADEGUATO AI DAZI DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE " LA COMMISSIONE HA VOLUTO PORRE IN LUCE LA FUNZIONE PROTETTRICE PROPRIA DELLA TARIFFA ESTERNA, LA QUALE E INTESA AD IMPEDIRE CHE I PREZZI IN ATTO ALL' INTERNO DELLA COMUNITA VENGANO DEPRESSI DALLA CONCORRENZA DI PRODOTTI A BUON MERCATO IMPORTATI DA PAESI TERZI . LA CENSURA TRATTA DALL' ASSERITA INSUFFICIENTE CHIAREZZA DELLA MOTIVAZIONE NON E QUINDI FONDATA .  LA RICORRENTE SI DUOLE ANCORA CHE NELLA MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO VENGA FATTO RICHIAMO ALL' ARTICOLO 8 DEL REGOLAMENTO N . 23 DEL CONSIGLIO, DISPOSIZIONE QUESTA CHE NON AVREBBE ALCUN RAPPORTO CON L' OGGETTO DELLA DECISIONE IMPUGNATA E NON POTREBBE QUINDI COSTITUIRNE IL FONDAMENTO .  PURE QUESTA CENSURA, LA QUALE PUO' ESSERE PRESA IN ESAME SOLO NEI LIMITI IN CUI NON RIGUARDI LA FONDATEZZA DELLA MOTIVAZIONE, VA DISATTESA GIACCHE, QUAND' ANCHE IL RICHIAMO DOVESSE RITENERSI SUPERFLUO, CIO' NON SPIEGHEREBBE ALCUN EFFETTO SULLA FONDATEZZA DELLA DECISIONE .  INFINE, LA RICORRENTE FA CARICO ALLA CONVENUTA DI ESSERSI CONTRADDETTA AFFERMANDO, DA UN LATO, CHE LA RICHIESTA AUTORIZZAZIONE AVREBBE OSTACOLATO LA REALIZZAZIONE DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE E, D' ALTRO LATO, CHE IL RIFIUTO DELL' AUTORIZZAZIONE AVREBBE AVUTO CONSEGUENZE DI SCARSO RILIEVO PER I PREZZI E PER IL VOLUME DELLE IMPORTAZIONI DI ARANCE .  LA CORTE OSSERVA CHE L' ASSERITA CONTRADDIZIONE E SOLTANTO APPARENTE . AFFERMANDO CHE IL RIFIUTO DELL' AUTORIZZAZIONE NON AVREBBE OSTACOLATO LE IMPORTAZIONI DI ARANCE, NE DI CONSEGUENZA GLI SCAMBI IN QUESTO SETTORE, LA CONVENUTA HA VOLUTO UNICAMENTE PORRE IN RILIEVO CHE I DAZI TEDESCHI POTEVANO SENZA GRAVI INCONVENIENTI ESSERE ADEGUATI A QUELLI DELLA TARIFFA COMUNE .  CIO' NON CONTRASTA AFFATTO CON LA CIRCOSTANZA, RILEVATA DALLA COMMISSIONE, CHE LA RIDUZIONE DEI PREZZI DELLE ARANCE, DESIDERATA DALLA RICORRENTE, AVREBBE POTUTO IMPEDIRE IL DETERMINARSI DI UN LIVELLO DI PREZZI CHE FOSSE IN ARMONIA CON LE FINALITA DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE NEL SETTORE DELLE MELE, PERE E PESCHE .  LE CENSURE ELEVATE CONTRO LA MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO SI RIVELANO QUINDI INFONDATE .  SULLA VIOLAZIONE DEL TRATTATO  LA RICORRENTE ASSUME CHE IL TERZO PARAGRAFO DELL' ARTICOLO 25 PARTE DA PRESUPPOSTI MENO RIGIDI DI QUELLI DEI PRIMI DUE PARAGRAFI; QUESTA MAGGIOR LATITUDINE AVREBBE DOVUTO INDURRE LA COMMISSIONE AD ACCOGLIERE LE RICHIESTE DI DEROGA UNA VOLTA ACCERTATO CHE NON VI ERA PERICOLO DI GRAVI PERTURBAZIONI SUL MERCATO DELLE MERCI DI CUI TRATTASI, A MENO CHE I CRITERI DI CUI ALL' ARTICOLO 29 NON SI OPPONESSERO ALL' AUTORIZZAZIONE .  A QUESTO PROPOSITO VA RILEVATO CHE I POTERI ATTRIBUITI ALLA COMMISSIONE DAL MENZIONATO PARAGRAFO 3 NON SONO COSI' STRETTAMENTE CIRCOSCRITTI COME QUELLI CONTEMPLATI NEI PARAGRAFI 1 E 2 . CIO' NON SIGNIFICA PERO' CHE LA COMMISSIONE FOSSE TENUTA AD ACCOGLIERE TUTTE LE RICHIESTE NON IMPLICANTI PERICOLO DI GRAVI PERTURBAZIONI . GIA LA CIRCOSTANZA CHE NELL' ARTICOLO 25, N . 3, SI USI IL TERMINE " PUO' " MOSTRA CHIARAMENTE CHE IN QUESTO CASO LA COMMISSIONE DISPONE DI UN MARGINE DISCREZIONALE PIU AMPIO DI QUELLO ATTRIBUITOLE DAI DUE PRIMI PARAGRAFI . NEL VALUTARE LA LEGITTIMITA E L' OPPORTUNITA DELLA CONCESSIONE DI CONTINGENTI DOGANALI, SI DEVE POI TENER CONTO DEL FATTO CHE LE MISURE AUTORIZZABILI A NORMA DELL' ARTICOLO 25 COSTITUISCONO ECCEZIONI ALLA TARIFFA DOGANALE COMUNE DI CUI AGLI ARTICOLI 3 E 18 ED ALTRESI' ALLE DISPOSIZIONI DELL' ARTICOLO 9 . NEL PROVVEDERE, LA COMMISSIONE, LA QUALE DEVE INFORMARSI AI CRITERI DI CUI ALL' ARTICOLO 29 DEL TRATTATO, E QUINDI TENUTA A FAR SALVI IL SISTEMA E LE NORME FONDAMENTALI DEL MERCATO COMUNE .  LA RICORRENTE FA POI CARICO ALLA COMMISSIONE DI AVER PRESO IN CONSIDERAZIONE LE CONSEGUENZE CHE L' EVENTUALE AUTORIZZAZIONE AVREBBE AVUTO SUL MERCATO DELLE MELE, PERE E PESCHE, ANZICHE LIMITARSI A CONSIDERARE IL MERCATO DEI PRODOTTI DI CUI TRATTASI, CIOE QUELLO DELLE ARANCE .  POSTO CHE LA CONVENUTA NON HA FATTO MENZIONE DEL PERICOLO DI GRAVI PERTURBAZIONI, SI DEVE RITENERE CHE LA NOZIONE DI " MERCATO DEI PRODOTTI DI CUI TRATTASI ", LA QUALE PER L' ARTICOLO 25, N . 3, HA RILIEVO SOLO IN CASO DI SIFFATTE PERTURBAZIONI, NON PUO' ESSERE APPLICATA AL CASO IN ESAME . NEL VALUTARE L' OPPORTUNITA DI UN' AUTORIZZAZIONE, LA COMMISSIONE PUO' COMUNQUE TENER CONTO DELLE CONSEGUENZE SUL MERCATO, NON SOLTANTO DELLE MERCI CHE COSTITUISCONO OGGETTO DELLA RICHIESTA, MA ANCHE DI QUELLE CHE SONO CON ESSE IN CONCORRENZA . L' INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA DELLA NOZIONE DI MERCATO PROPOSTA DALLA RICORRENTE ISOLEREBBE ARTIFICIOSAMENTE I MERCATI DELLE SINGOLE MERCI, IN PIENO CONTRASTO CON LA REALITA ECONOMICA NELLA QUALE SI OSSERVA L' INTERDIPENDENZA DEI MERCATI .  IN TERZO LUOGO LA RICORRENTE LAMENTA CHE LA COMMISSIONE NON SI SIA ATTENUTA AI CRITERI DELL' ARTICOLO 29 DEL TRATTATO, VIOLANDO COSI' TALE NORMA .  LA CORTE RILEVA CHE QUESTI CRITERI SI RIFERISCONO A FINALITA MOLTO DISPARATE, TALVOLTA IN CONTRASTO FRA LORO E COMUNQUE NON SEMPRE CONTEMPORANEAMENTE PERSEGUIBILI . L' APPUNTO DI NON AVER TENUTO CONTO DI TUTTI I CRITERI SAREBBE QUINDI FONDATO SOLTANTO QUALORA NEL CASO IN ESAME ESSI FOSSERO STATI TUTTI APPLICABILI . E' PACIFICO INVECE CHE I CRITERI DI CUI ALLE LETTERE B E C DELL' ARTICOLO 29 NON HANNO ALCUN RAPPORTO CON LA PRESENTE CONTROVERSIA . PER QUANTO RIGUARDA POI L' INCORAGGIAMENTO AGLI SCAMBI COMMERCIALI COI PAESI TERZI, OVE ESSA SI LASCIASSE GIUDARE IN OGNI CASO DA QUESTO CRITERIO, LA COMMISSIONE DOVREBBE ACCOGLIERE TUTTE LE RICHIESTE DI CONTINGENTE TARIFFARIO, IL CHE SVUOTEREBBE DI OGNI CONTENUTO LA TARIFFA DOGANALE COMUNE . INFINE, LA CONVENUTA HA GIUSTAMENTE RILEVATO CHE ESSA HA RIPRESO IN ESAME LE CONSEGUENZE CHE POTEVANO AVERSI NON SOLO SUL MERCATO DELLE ARANCE, BENSI' ANCHE SU QUELLO DELLE MELE, PERE E PESCHE, E DI AVER QUINDI RISPETTATO L' ARTICOLO 29, LETTERA D .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  LA RICORRENTE SI DUOLE ANCORA CHE LA COMMISSIONE NON SI SIA BASATA ESCLUSIVAMENTE SULL' ARTICOLO 29, MA ABBIA TENUTO CONTO ANCHE DELLE FINALITA DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE DI CUI ALL' ARTICOLO 39 .  E' VERO CHE, SALVO CONTRARIE DISPOSIZIONI, LE NORME RELATIVE ALL' INSTAURAZIONE DEL MERCATO COMUNE SONO APPLICABILI AI PRODOTTI AGRICOLI, E CHE L' ARTICOLO 39 NON PUO' FARE OSTACOLO ALLA NORMALE APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 25 . CIO' NON SIGNIFICA PERO' CHE LA COMMISSIONE, NELL' ESERCITARE I POTERI ATTRIBUITILE DALL' ARTICOLO 25, N . 3, IL QUALE RIGUARDA SOLTANTO I PRODOTTI ELENCATI NELL' ALLEGATO II, NON DEBBA TENER CONTO DELLE RIPERCUSSIONI DELLE SUE DECISIONI SULLA POLITICA AGRICOLA COMUNE E NON POSSA QUINDI RIFIUTARSI DI ADOTTARE PROVVEDIMENTI IN CONTRASTO CON DETTA POLITICA .  PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 25, N . 3, L' ARTICOLO 39 NON PUO' AVERE NATURALMENTE LA STESSA IMPORTANZA DELL' ARTICOLO 29; ESSO TUTTAVIA LIMITA TALE APPLICAZIONE NEL SENSO CHE LA FINALITA IN ESSO CONTEMPLATE DEVONO ESSERE TENUTE IN CONSIDERAZIONE, E CHE L' EVENTUALE SACRIFICIO DELLE FINALITA STESSE COSTITUISCE UNO DEGLI ELEMENTI CHE LA COMMISSIONE DEVE PONDERARE NELL' ESAMINARE L' OPPORTUNITA DI CONCEDERE UN' AUTORIZZAZIONE A NORMA DELL' ARTICOLO 25, N . 3 .  IN SUBORDINE, LA RICORRENTE ASSUME CHE LA COMMISSIONE HA VIOLATO L' ARTICOLO 39 GIACCHE LE FINALITA CONTEMPLATE NELLA LETTERA B DI QUESTO ARTICOLO ANDREBBERO PERSEGUITE SOLTANTO COI MEZZI MENZIONATI ALLA LETTERA A .  LA CORTE OSSERVA CHE NELLA SPECIE NON SI TRATTAVA DI CONSEGUIRE GLI SCOPI INDICATI ALLA LETTERA B, BENSI' SOLTANTO DI IMPEDIRE CHE IL LORO RAGGIUNGIMENTO FOSSE OSTACOLATO DALL' APPLICAZIONE DI ALTRE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, E PRECISAMENTE DELL' ARTICOLO 25 . SE SI AMMETTE CON LA COMMISSIONE CHE LE ARANCE SONO IN CONCORRENZA CON LE MELE, PERE E PESCHE, NE CONSEGUE CHE LA STABILIZZAZIONE DEL MERCATO DELLE SECONDE PUO' ESSERE EFFETTIVAMENTE OSTACOLATA DALL' IMPORTAZIONE DI ARANCE A BUON MERCATO . OVE INFINE LA DECISIONE IMPUGNATA FACESSE RINCARARE LE ARANCE, CIO' NON SIGNIFICHEREBBE NECESSARIAMENTE CHE IL LORO PREZZO NON SIA PIU " RAGIONEVOLE " AI SENSI DELL' ARTICOLO 39, N . 1, LETTERA E . CON LA FRASE : " E CERTO CHE PER LA MAGGIOR PARTE DEI PRODOTTI AGRICOLI I PREZZI AL CONCUMO POTREBBERO ESSERE INFERIORI E LE QUALITA OFFERTE MIGLIORI, QUALORA FOSSE POSSIBILE RINUNZIARE A UNA POLITICA AGRICOLA CHE SI PROPONE FRA L' ALTRO LO SCOPO DI STABILIZZARE IL MERCATO ... ", LA COMMISSIONE HA GIUSTAMENTE POSTO IN RILIEVO CHE PER " PREZZI RAGIONEVOLI " NON SI DEVONO INTENDERE SENZ' ALTRO I PREZZI PIU BASSI POSSIBILI, MA CHE AL CONTRARIO LA " RAGIONEVOLEZZA " DEV' ESSERE VALUTATA CON RIFERIMENTO ALLA POLITICA AGRICOLA CONTEMPLATA DAL TRATTATO .  ANCHE LA CENSURA DI VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 39 VA QUINDI DISATTESA .  SECONDO LA RICORRENTE, LA COMMISSIONE AVREBBE PURE VIOLATO IL TRATTATO RICHIAMANDOSI ALL' ARTICOLO 8, N . 2, DEL REGOLAMENTO N . 23 DEL CONSIGLIO RELATIVO ALLA GRADUALE ATTUAZIONE DI UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO PER LA FRUTTA E LA VERDURA . A CIO' LA CONVENUTA HA RIBATTUTO DI AVERE FATTO RIFERIMENTO A DETTA DISPOSIZIONE IN QUANTO ESSA CONFERMA LA GRANDE IMPORTANZA DELLA TARIFFA COMUNE AI FINI DELL' INSTAURAZIONE DEL MERCATO COMUNE PER LA FRUTTA E LA VERDURA .  NON ESSENDO STATO DIMOSTRATO CHE LA DISPOSIZIONE DI CUI TRATTASI IMPONGA ALLA COMMISSIONE OBBLIGHI CHE ESSA DEVE RISPETTARE NELL' ESERCITARE I POTERI ATTRIBUITILE DALL' ARTICOLO 25, N . 3, NEMMENO QUESTA CENSURA PUO' ESSERE ACCOLTA .  LA RICORRENTE CONTESTA INFINE L' ESATTEZZA DELLE CONSIDERAZIONI IN FATTO SULLE QUALI LA COMMISSIONE HA FONDATO IL SUO RIFIUTO . ESSA NEGA SOPRATTUTTO CHE LE ARANCE, DA UN LATO, E LE MELE, PERE E PESCHE, DALL' ALTRO, POSSANO SOSTITUIRSI RECIPROCAMENTE NELLE PREFERENZE DEI CONSUMATORI; CHE LA RICHIESTA DI DEROGA AVREBBE OSTACOLATO LA POLITICA AGRICOLA NEL SETTORE DELLA FRUTTA E CHE L' IMPORTAZIONE DI ARANCE A BUON MERCATO IMPEDISCA LA RAZIONALIZZAZIONE E LA STABILIZZAZIONE DEL MERCATO DELLE MELE, PERE E PESCHE .  A QUESTO PROPOSITO VA RILEVATO CHE LA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA SI BASA SULLA CONSTATAZIONE CHE LE FRUTTA MENZIONATE POSSONO ESSERE POSTE CONTEMPORANEAMENTE SUL MERCATO E POSSONO FACILMENTE SOSTITUIRSI LE UNE ALLE ALTRE; DA CIO' LA COMMISSIONE CONCLUDE CHE LA RIDUZIONE DEL PREZZO DELLE ARANCE POTREBBE OSTACOLARE IL RAGGIUNGIMENTO DI DETERMINATE FINALITA DELLA POLITICA AGRICOLA PER QUANTO RIGUARDA VARIE ALTRE FRUTTA, E IN ISPECIE COMPROMETTERE GLI SFORZI INTESI A DISTRIBUIRE IN MODO PIU UNIFORME L' OFFERTA SULL' INTERO ANNO MEDIANTE LA CREAZIONE DI NUOVE POSSIBILITA D' IMMAGAZZINAMENTO : CIO' RICHIEDEREBBE INFATTI L' INVESTIMENTO DI RILEVANTI CAPITALI, IL CHE A SUA VOLTA PRESUPPORREBBE UNA CERTA SICUREZZA PER QUANTO CONCERNE LA CONCORRENZA DA PARTE DI ALTRE FRUTTA . LA RICORRENTE SOSTIENE INVECE CHE LE ARANCE, DA UN LATO, E LE MELE, PERE E PESCHE, DALL' ALTRO, NON POSSONO PRATICAMENTE SOSTITUIRSI NELLE PREFERENZE DEI CONSUMATORI, GIACCHE QUESTI SI LASCEREBBERO GIUDARE NELLA LORO SCELTA DAL GUSTO E DAL FABBISOGNO DI VITAMINE, NON GIA - COME RITIENE LA COMMISSIONE - SOPRATTUTTO DA CONSIDERAZIONI DI PREZZO .  QUESTE TESI DIAMETRALMENTE OPPOSTE APPAIONO ALLA CORTE INACCETTABILI NELLA MISURA IN CUI CIASCUNA DI ESSE CONSIDERA DECISIVO UNO SOLO DEI VARI FATTORI CHE INFLUISCONO SULLA SCELTA DEL CONSUMATORE . IN BASE AI DATI STATISTICI FORNITI DALLE PARTI, ATTUALMENTE LA DOMANDA E DETERMINATA SOPRATTUTTO DAL VOLUME DELLE OFFERTE NEI VARI PERIODI DELL' ANNO E VARIA A SECONDA DEI PREZZI E DELLE QUANTITA OFFERTE . DA CIO' LA COMMISSIONE HA POTUTO TRARRE LA CONCLUSIONE CHE IL CONSUMO DI MELE POTREBBE AUMENTARE QUALORA, GRAZIE AD ACCRESCIUTE POSSIBILITA D' IMMAGAZZINAMENTO, FOSSE POSSIBILE DAR INCREMENTO ALL' OFFERTA FUORI STAGIONE . LA COMMISSIONE POTEVA DEL PARI CONSIDERARE IL PREZZO DELLE ARANCE, FRUTTA DA TAVOLA PREDOMINANTE IN UNA DETERMINATA STAGIONE, COME UNO DEI FATTORI ATTI AD INFLUIRE INDIRETTAMENTE SUL SUCCESSO DELLA POLITICA D' IMMAGAZZINAMENTO DELLE MELE . ANCHE VOLENDO PERCIO' CONSIDERARE COME ECCESSIVA LA TESI DELLA COMMISSIONE, SECONDO LA QUALE LA RICHIESTA AUTORIZZAZIONE AVREBBE INEVITABILMENTE COMPROMESSO LA POLITICA AGRICOLA NEL SETTORE DELLE MELE, PERE E PESCHE, NON SI PUO' NEGARE CHE ESSA ABBIA UN CERTO FONDAMENTO .  LE QUESTIONI RELATIVE AL VOLUME ED ALLE CAUSE DELLA SOVRAPRODUZIONE DI MELE NELLA COMUNITA ED ALTRESI' AL PROBABILE ANDAMENTO DEL CONSUMO DI MELE NELLA REPUBBLICA FEDERALE HANNO SCARSO RILIEVO PER LA DECISIONE DELLA CONTROVERSIA, E CIO' TANTO PIU IN QUANTO IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO, COME SI EVINCE DALLA MOTIVAZIONE, NON MIRA A DIMINUIRE L' OFFERTA DI ARANCE SUL MERCATO TEDESCO, MA SOLTANTO A MANTENERNE I PREZZI AD UN LIVELLO ADEGUATO ALLA TARIFFA DOGANALE COMUNE .  SE QUINDI LA RICORRENTE HA COMPROVATO CHE TALUNE DELLE AFFERMAZIONI CONTENUTE NELLA MOTIVAZIONE SONO TROPPO ASSOLUTE, ESSA NON HA PERO' DIMOSTRATO CHE SIA ERRATO IL RAGIONAMENTO SOTTOSTANTE . LE CONSIDERAZIONI ESPOSTE DALLA COMMISSIONE COSTITUISCONO PERCIO' UN' ADEGUATA MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO .  LA CENSURA DI VIOLAZIONE DEL TRATTATO VA PERTANTO DEL PARI DISATTESA .  SULLO SVIAMENTO DI POTERE  INDIPENDENTEMENTE DALLE DOGLIANZE SOPRA ESAMINATE, LE QUALI SONO STATE ELEVATE ANCHE SOTTO IL PROFILO DELLO SVIAMENTO DI POTERE, LA RICORRENTE ESPONE CHE UNA SUA PRECEDENTE RICHIESTA ERA STATA RESPINTA DALLA COMMISSIONE CON DECISIONE DEL 5 GENNAIO 1962 CON LA MOTIVAZIONE CHE LA PRODUZIONE DI ARANCE NELLA COMUNITA DOVEVA ESSERE PROTETTA; LA NUOVA RICHIESTA, NELLA QUALE SI TENEVA CONTO DELLE ESIGENZE DI DETTA PRODUZIONE, SAREBBE STATA RESPINTA DALLA COMMISSIONE CON UNA MOTIVAZIONE COMPLETAMENTE DIVERSA . LA RICORRENTE NE INFERISCE CHE IL RIFIUTO E STATO ARBITRARIO E DOVUTO A CAUSE ESTRANEE ALLA MATERIA .  LA CORTE RITIENE INVECE LEGITTIMA E PERTINENTE LA MOTIVAZIONE DEL PROVVEDIMENTO, NEL QUALE NON VI E TRACCIA DI ARBITRIO ANCHE SE LE CONSIDERAZIONI SULLE QUALI SI BASA SONO COMPLETAMENTE DIVERSE DA QUELLE CONTENUTE NELLA PRECEDENTE DECISIONE DI RIFIUTO . POSTO CHE LA MOTIVAZIONE PUO' LIMITARSI AD ENUNCIARE GLI ASPETTI ESSENZIALI, LA COMMISSIONE HA FACOLTA DI BASARE SU ALTRI ELEMENTI UNA NUOVA DECISIONE, ANCORCHE DI UGUALE CONTENUTO, QUALORA NON RITENGA PIU ADEGUATA LA PRECEDENTE MOTIVAZIONE . D' ALTRO LATO, ANCHE SE PUO' APPARIRE OPPORTUNO CHE I GOVERNI I QUALI HANNO CHIESTO DELLE DEROGHE VENGANO INFORMATI AL PIU PRESTO DELLE EVENTUALI OBIEZIONI, LA CORTE NON PUO' COSTRINGERE LA COMMISSIONE, NEMMENO CON L' APPIGLIO DELLO SVIAMENTO DI POTERE, AD UNA SIFFATTA PREVENTIVA COMUNICAZIONE, CHE NON E ESPRESSAMENTE PRESCRITTA .  NEMMENO PUO' ESSERE ACCOLTA LA CENSURA TRATTA DALLA CIRCOSTANZA CHE LA COMMISSIONE HA BASATO LE SUE DECISIONI SU MOTIVI CHE NON ERANO STATI FATTI VALERE DAI GOVERNI DA ESSA CONSULTATI . LA COMMISSIONE DOVEVA INFATTI PONDERARE TUTTI GLI ELEMENTI RILEVANTI, INDIPENDENTEMENTE DALLA QUESTIONE SE I GOVERNI VI AVESSERO FATTO RIFERIMENTO .  LA RICORRENTE ASSUME POI CHE, CON LA DECISIONE DI RIFIUTO, LA COMMISSIONE HA LIMITATO LE POSSIBILITA DI SCELTA DEI CONSUMATORI TEDESCHI, E CHE CIO' COSTITUISCE SVIAMENTO DI POTERE .  A QUESTO PROPOSITO BASTERA OSSERVARE CHE TALE LIMITAZIONE, NELLA MISURA IN CUI SUSSISTE, VA ATTRIBUITA ALLA STESSA TARIFFA DOGANALE COMUNE, E CHE QUINDI LA COMMISSIONE, RESPINGENDO IN VIRTU DEI SUOI POTERI UNA RICHIESTA DI DEROGA, NON PUO' LEDERE LA LIBERTA DEI CONSUMATORI; UNA LESIONE SIFFATTA COSTITUIREBBE D' ALTRONDE VIOLAZIONE DEL TRATTATO, NON GIA SVIAMENTO DI POTERE .  ALLA COMMISSIONE E STATO INFINE FATTO CARICO DI ESSERSI LASCIATA GIUDARE DAGLI INTERESSI DEI PRODUTTORI TEDESCHI DI MELE, PERE E PESCHE, INTERESSI CHE, ESSENDO PURAMENTE NAZIONALI, DOVREBBERO VENIR VALUTATI ESCLUSIVAMENTE DAL GOVERNO FEDERALE E NON POTREBBERO QUINDI OSTARE ALL' ACCOGLIMENTO DI UNA RICHIESTA DI DEROGA PRESENTATA DALLO STESSO GOVERNO NELL' INTERESSE NAZIONALE .  ANCHE VOLENDO AMMETTERE CHE QUESTO ASSUNTO RISPONDA A VERITA, LA DOGLIANZA SAREBBE CIONONDIMENO INFONDATA GIACCHE LA COMMISSIONE HA FACOLTA DI TENER CONTO DEGLI INTERESSI DEI GRUPPI ECONOMICI, SENZA RIGUARDO A QUALE STATO MEMBRO APPARTENGANO .  ANCHE LA CENSURA DI SVIAMENTO DI POTERE VA PERTANTO DISATTESA .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE, OVE NE SIA STATA FATTA RICHIESTA, LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE . LA CONVENUTA HA FORMULATO TALE RICHIESTA E QUINDI LA RICORRENTE, RIMASTA SOCCOMBENTE, DEVE SOPPORTARE LE SPESE DEL GIUDIZIO . 

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . IL RICORSO E RESPINTO;  2 . LE SPESE DEL GIUDIZIO SONO POSTE A CARICO DELLA RICORRENTE .