CELEX: 51992PC0062(03)
Language: it
Date: 1992-02-25
Title: Proposta di REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO relativo ad alcune modalità di applicazione dell' accordo intermedio sul commercio e delle misure di accompagnamento tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell' acciaio, da una parte, e la Repubblica federativa ceca e slovacca, dall' altra

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ* EUROPEE
                                        COM(92) 62 def.
                                        Bruxelles, 25 febbraio 1992
                               Proposta di
                    REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
 relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo intermedio
   sul commercio e delle misure di accompagnamento tra la Comunità
        economica europea e la Comunità europea del carbone e
         dell'acciaio, da una parte, e la Polonia, dall'altra
                               Proposta di
                    REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
 relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo intermedio
   sul commercio e delle misure di accompagnamento tra la Comunità
        economica europea e la Comunità europea del carbone e
         dell'acciaio, da una parte, e l'Ungheria, dall'altra
                               Proposta di
                    REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
 relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo intermedio
   sul commercio e delle misure di accompagnamento tra la Comunità
        economica europea e la Comunità europea del carbone e
        dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica federativa
                       ceca e slovacca, dall'altra
                     (Presentate dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                Relazione
1. Le allegate proposte di regolamento stabiliscono le modalità di
   esecuzione delle varie misure di salvaguardia e di protezione
   commerciale previste negli accordi  intermedi che precedono gli accordi
   europei tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del
   carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Polonia, l'Ungheria e la
   Cecoslovacchia, dall'altra.
2. Si tratta di introdurre disposizioni specifiche concernenti norme
   generali relative al regime d'importazione, compresa la protezione
   contro le pratiche di dumping e le sovvenzioni connesse alle
   importazioni nella Comunità di prodotti provenienti da paesi terzi. A
   tal fine, si terrà conto degli impegni assunti nei suddetti accordi
   intermedi, nonché della procedura comunitaria nell'ambito del
   completamento del mercato interno nel 1992.
3. Le proposte intendono inoltre far applicare le procedure relative alle
   clausole di salvaguardia previste dai regolamenti relativi
   all'organizzazione comune dei mercati agricoli.
 ---pagebreak---                                    .l.S
4.    Le disposizioni si basano in larga misura sui regolamenti adottati per
      l'applicazione degli accordi di Lomé, nella versione del 18 dicembre
      1990( 1 ), e degli accordi tra la CEE e l'Austria*2^, o sono
     parzialmente identiche a questi regolamenti.
 (1) GU L 358 del 21.12.1990, pag. 4.
 (2) GU L 74 del 20.3.1990, pag. 1.
 ---pagebreak---                                        -H. S-
                   Proposta di regolamento (CEE) DEL CONSIGLIO
      relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo intermedio
        sul commercio e delle misure di accompagnamento tra la Comunità
             economica europea e la Comunità europea del carbone e
              dell'acciaio, da una parte, e la Polonia, dall'altra
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il 16 dicembre 1991 è stato firmato a Bruxelles un accordo
intermedio sul commercio e sulle misure di accompagnamento tra la Comunità
economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una
parte, e la Repubblica di Polonia, dall'altra, in appresso denominato
"accordo";
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie
disposizioni dell'accordo;
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale,
occorre stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali
previste, in particolare, nel regolamento (CEE) n. 288/82 del Consiglio, del
 ---pagebreak---  5 febbraio 1982, relativo al regime comune applicabile alle Importazioni C D .
modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2727/90 del Consiglio, del
26 settembre 1990< 2 ), e nel regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio,
dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
dumping o di sovvenzioni da parte di paesi terzi non membri della Comunità
economica europea^ 3 ), nella misura in cui ciò è reso necessario dalle
d i spos i z i on i de I I'accordo ;
considerando che, nei l'esaminare l'opportunità di adottare una misura di
protezione, si dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
considerando che sono altresì applicabili le procedure relative alle clausole
di salvaguardia previste dal trattato che istituisce la Comunità economica
europea;
considerando che sono state stabilite norme specifiche per quanto riguarda le
misure di salvaguardia per i prodotti tessili, oggetto del protocollo n. 1
del l'accordo.
considerando che occorre introdurre alcune procedure specifiche per
 l'applicazione delle misure di salvaguardia nei settori agricoli;
 (1)  GU L 35 del 9.2.1982, pag. 1.
 (2)  GU L 262 del 26.9.1990, pag. 11
 (3)   GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                          TITOLO I - Prodotti agricoli
                                   Articolo 1
Per i prodotti agricoli di cui all'allegato II del trattato e soggetti,
nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati, al regime dei prelievi,
nonché per i prodotti di cui ai codici NC 0711.9050 e 2003.1010, le
disposizioni d'applicazione dell'articolo 14, paragrafi 2 e 4 dell'accordo
sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 26 del regolamento
(CEE) n. 2727/75 del Consiglio, del 9 ottobre 1975< 5 ), o nelle disposizioni
corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei
mercati. Dette disposizioni possono prevedere l'introduzione di un regime di
certificati d'importazione nei settori per i quali tali certificati non sono
previsti dall'organizzazione comune di mercato.
                        TITOLO II - Misure di protezione
                                   Articolo 2
Il Consiglio può decidere, conformemente alla procedura di cui
all'articolo 113 del trattato, di adire la commissione mista   istituita
dall'accordo in merito alle misure di cui agli articoli 22 e 44, paragrafo 2,
dello stesso. Se necessario, il Consiglio adotta le misure secondo la stessa
procedura.
(5)  GU L 281 del I'1.11.1975, pag. 1.
 ---pagebreak---  La Commissione può presentare le proposte all'uopo necessarie di propria
 iniziativa o su richiesta di uno Stato membro.
                                   Articolo 3
1.     Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte
       della Comunità delle misure previste all'articolo 33 dell'accordo, la
       Commissione, dopo aver costituito il fascicolo di propria iniziativa o
       su richiesta di uno Stato membro, si pronuncia sulla compatibilità di
       tali pratiche con l'accordo. Se necessario, essa propone l'adozione di
      misure di salvaguardia al Consiglio, che delibera secondo la procedura
       di cui all'articolo 113 del trattato, fatta eccezione per le
       sovvenzioni a cui si applica il regolamento (CEE) n. 2423/88, in quanto
       queste misure vengono prese secondo le procedure stabilite in detto
       regolamento. Dette misure vengono prese unicamente nelle condizioni di
       cui all'articolo 33, paragrafo 6 dell'accordo.
2.     Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure
       prese dalla Polonia conformemente all'articolo 33 dell'accordo, dopo
       aver costituito il fascicolo la Commissione si pronuncia sulla loro
       compatibilità con i principi che figurano nell'accordo. Se del caso,
      essa prende le opportune decisioni.
 ---pagebreak---                                                                            - 10 -
                                                                    Articolo 4
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della
Comunità delle misure previste all'articolo 23 dell'accordo, l'istituzione d
misure antidumping viene decisa nel rispetto delle modalità stabilite dal
regolamento (CEE) n. 2423/88 e secondo la procedura di cui all'articolo 27,
paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d ) .
                                                                    Articolo 5
1.    Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
      salvaguardia conformemente agli articoli 24 o 25 dell'accordo, esso
      fornisce alla Commissione le informazioni necessarie per giustificare
       la richiesta di applicazione.
      Se la Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia,
      essa ne informa il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni
      lavorativi a decorrere dalla data in cui é stata ricevuta la richiesta
      dello Stato membro.
      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
      Commissione entro dieci giorni                                            lavorativi dalla comunicazione della
      stessa.
      Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio dichiari
      di voler prendere una decisione diversa, la Commissione ne informa la
      Polonia e le notifica l'avvio di consultazioni nell'ambito della
                     .'T.'lfiJ '• * 4 ^ V ( \ J l ! r V : ^ ì k ^ ; i V ' ^ e i ! i a ^ M ^ ^                rJli.v, „ ? VM ':<J*:V- ..• •.^i;*.WV.'i'flii.lu'»'.^»
 ---pagebreak---                                                                - 11 -
                              commissione mista conformemente all'articolo 27, paragrafi 2 e 3
                              del l'accordo.
                              Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
                              decisione diversa entro venti giorni        lavorativi dalla conclusione delle
                             consultazioni con la Polonia nell'ambito di detta commissione.
                 2.          La Commissione è assistita da un comitato composto di rappresentanti
                             degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione
                              ("comitato"), il comitato si riunisce su convocazione del presidente.
                             Quest'ultimo comunica quanto prima agli Stati membri tutti gli elementi
                             di informazione utiII.
                 3.          Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di
                             propria iniziativa, che é opportuno applicare misure di salvaguardia
                             conformemente agli articoli 24 o 25 dell'accordo:
                                     essa ne informa gli Stati membri     immediatamente oppure, se risponde
                                     alla richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni     lavorativi
                                     a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
                                     consulta il comitato;
                                     informa simultaneamente la Polonia e notifica alla commissione
                                     mista l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 27, paragrafi
                                     2 e 3 del l'accordo;
                                     comunica simultaneamente alla commissione mista le informazioni
                                     necessarie a tali consultazioni.
tfiiflr;/' %'••_'.» "':v'ft';^^fr..:>'iiV-'^^^                  nnA^m^r-*:: »M-^;/<J'VJ-»» : w i
 ---pagebreak---                                  - 12 -
4. Le consultazioni nell'ambito della commissione mista si considerano
   comunque cpncluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla
   notifica dì cui al paragrafo 1, quarto comma, o al paragrafo 3.
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei
   trenta giorni, e se non è stato possibile pervenire ad un accordo, la
   Commissione può, previa consultazione del comitato, prendere le misure
   necessarie per l'applicazione degli articoli 24 o 25 dell'accordo.
5. La decisione di cui al paragrafo 4 viene immediatamente comunicata al
   Consiglio, agli Stati membri e alla Polonia; essa è altresì notificata
   alla commissione mista.
   La decisione è immediatamente applicabile.
6. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
   Commissione di cui al paragrafo 4 entro dieci giorni  lavorativi a
   decorrere dalla data di comunicazione della decisione stessa.
7. In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo
   4, secondo comma, entro dieci giorni  lavorativi dal termine delle
   consultazioni nella commissione mista oppure, eventualmente, allo
   scadere del termine di trenta giorni, lo Stato membro che ha adito la
   Commissione conformemente al paragrafo 3 può adire il Consiglio.
8. Nei casi menzionati ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a
   maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro venti
   giorni  lavorat ivi.
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                                Articolo 6
 1. Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 27,
    paragrafo 3, lettera d) dell'accordo, la Commissione può prendere
    misure di salvaguardia immediate nei casi di cui agli articoli 24 o 25
    del l'accordo.
2.  Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa si
    pronuncia in merito entro cinque giorni lavorativi dal ricevimento
    del la r(chiesta.
    La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli
    Stati membri.
3.  Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
    Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 6.
    Si applica la procedura prevista all'articolo 5, paragrafi  6-8.
    In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui
    al paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire
    il Consiglio secondo la procedura di cui ai commi precedenti.
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                                   Articolo 7
Le procedure di cui agli articoli 5 e 6 non si applicano ai prodotti oggetto
del protocollo n. 1 dell'accordo.
                                   Articolo 8
In deroga agli articoli 5 e 6, qualora le circostanze richiedano   l'adozione
di misure relative ai prodotti agricoli ai sensi degli articoli 15 o 24
dell'accordo o delle disposizioni degli allegati attinenti a tali prodotti,
le suddette misure saranno prese in conformità delle procedure dei
regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli, nonché degli
specifici regolamenti approvati a norma dell'articolo 235 del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli,
fatto salvo il rispetto delle condizioni previste all'articolo 15 o
all'articolo 27, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
                                   Articolo 9
La Commissione procede alle noti fiche della Comunità alla commissione mista
prevista dall'accordo.
                                  Articolo 10
Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicata
l'applicazione delle clausole di salvaguardia previste dal trattato che
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 istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli 108 e
109, secondo le procedure ivi previste.
                                  Articolo 11
Il presente regolamento entra In vigore il
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi      1992.
                                          Per iI Consigi io
                                           Il Presidente
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              Progetto di dichiarazione a verbale del Consiglio
Il Consiglio e la Commissione concordano sull'opportunità, in vista della
realizzazione del mercato interno del 1° gennaio 1993, di conferire alla
Commissione competenze esecutive per quanto riguarda le concessioni
commerciali riconosciute dagli accordi internazionali conclusi dalla
Comunità. Il Consiglio invita pertanto la Commissione a presentargli quanto
prima proposte in tal senso.
 ---pagebreak---                                           -et
                      Proposta di regolamento (CEE) DEL CONSIGLIO
      relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo intermedio
         sul commercio e delle misure di accompagnamento tra la Comunità
               economica europea e la Comunità europea del carbone e
                dell'acciaio, da una parte, e l'Ungheria, dall'altra
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il 16 dicembre 1991 è stato firmato a Bruxelles un accordo
intermedio sul commercio e sulle misure di accompagnamento tra la Comunità
economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una
parte, e la Repubblica di Ungheria, dall'altra, in appresso denominato
"accordo";
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie
d i spos i zI on i de 11'accordo ;
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale,
occorre stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali
previste, in particolare, nel regolamento (CEE) n. 288/82 del Consiglio, de
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5 febbraio 1982, relativo al regime comune applicabile alle importazioni(1),
modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2727/90 del Consiglio, del
26 settembre 1990< 2 ), e nel regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio,
dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
dumping o di sovvenzioni da parte di paesi terzi non membri della Comunità
economica europea^ 3 ), nella misura in cui ciò è reso necessario dalle
disposizioni dell'accordo;
considerando che, nell'esaminare l'opportunità di adottare una misura di
protezione, si dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
considerando che sono altresì applicabili le procedure relative alle clausole
di salvaguardia previste dal trattato che istituisce la Comunità economica
europea;
considerando che sono state stabilite norme specifiche per quanto riguarda le
misure di salvaguardia per i prodotti tessili, oggetto del protocollo n. 1
del l'accordo.
considerando che occorre introdurre alcune procedure specifiche per
l'applicazione delle misure di salvaguardia nei settori agricoli;
(1)   GU L 35 del 9.2.1982, pag. 1.
(2)   GU L 262 del 26.9.1990, pag. 11
(3)   GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
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 HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                          TITOLO I - Prodotti agricoli
                                   Articolo 1
Per I prodotti agricoli di cui all'allegato II del trattato e soggetti,
nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati, al regime dei prelievi,
nonché per i prodotti di cui ai codici NC 0711.9050 e 2003.1010, le
disposizioni d'applicazione dell'articolo 14, paragrafi 2 e 4 dell'accordo
sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 26 del regolamento
(CEE) n. 2727/75 del Consiglio, del 9 ottobre 1975^ 5 ), o nelle disposizioni
corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei
mercati. Dette disposizioni possono prevedere l'introduzione dì un regime di
certificati d'importazione nei settori per i quali tali certificati non sono
previsti dall'organizzazione comune di mercato.
                       TITOLO II - Misure di protezione
                                   Articolo 2
Il Consiglio può decidere, conformemente alla procedura di cui all'articolo
113 del trattato, dì adire la commissione mista istituita dall'accordo in
merito alle misure dì cui agli artìcoli 22 e 44, paragrafo 2, dello stesso.
Se necessario, il Consiglio adotta le misure secondo la stessa procedura.
(5)  GU L 281 del 1*1.11.1975, pag. 1
 ---pagebreak---                                      - 20 -
La Commissione può presentare le proposte all'uopo necessarie di propria
 iniziativa o su richiesta di uno Stato membro.
                                   Articolo 3
1.     Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte
       della Comunità delle misure previste all'articolo 33 dell'accordo, la
       Commissione, dopo aver costituito il fascicolo di propria iniziativa o
       su richiesta di uno Stato membro, si pronuncia sulla compatibilità di
       tali pratiche con l'accordo. Se necessario, essa propone l'adozione di
       misure di salvaguardia al Consiglio, che delibera secondo la procedura
       di cui all'articolo 113 del trattato, fatta eccezione per le
       sovvenzioni a cui si applica il regolamento (CEE) n. 2423/88, in quanto
       queste misure vengono prese secondo le procedure stabilite in detto
       regolamento. Dette misure vengono prese unicamente nelle condizioni di
       cui all'articolo 33, paragrafo 6 dell'accordo.
2.     Nel caso di pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure
       prese dall'Ungheria conformemente all'articolo 33 dell'accordo, dopo
       aver costituito il fascicolo la Commissione si pronuncia sulla loro
       compatibilità con i principi che figurano nell'accordo. Se del caso,
       essa prende le opportune decisioni.
 ---pagebreak---                                      - 21 -
                                   Articolo 4
Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della
Comunità delle misure previste all'articolo 23 dell'accordo, l'istituzione di
misure antidumping viene decisa nel rispetto delle modalità stabilite dal
regolamento (CEE) n. 2423/88 e secondo la procedura di cui al l'articolo 27,
paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d ) .
                                  Articolo 5
1.    Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
      salvaguardia conformemente agli articoli 24 o 25 dell'accordo, esso
      fornisce alla Commissione le informazioni necessarie per giustificare
      la richiesta di applicazione.
      Se la Commissione decide di non applicare le misure dì salvaguardia,
      essa ne informa il Consìglio e gli Stati membri entro cinque giorni
      lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta
      del lo Stato membro.
      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
      Commissione entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della
      stessa.
      Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio dichiari
      di voler prendere una decisione diversa, la Commissione ne informa
       l'Ungheria e le notifica l'avvio di consultazioni nell'ambito della
 ---pagebreak---                                   - 22 -
   commissione mista conformemente all'articolo 27, paragrafi 2 e 3
   del l'accordo.
   Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
   decisione diversa entro venti giorni lavorativi dalla conclusione delle
   consultazioni con l'Ungheria nell'ambito di detta commmissione.
2. La Commissione è assistita da un comitato composto di rappresentanti
   degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione
   ("comitato"). Il comitato si riunisce su convocazione del presidente.
   Quest'ultimo comunica quanto prima agli Stati membri tutti gli elementi
   di informazione utiII.
3. Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di
   propria iniziativa, che è opportuno applicare misure di salvaguardia
   conformemente agli articoli 24 o 25 dell'accordo:
       essa ne informa gli Stati membri immediatamente oppure, se risponde
        alla richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni lavorativi
        a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
        consulta il comitato;
        informa simultaneamente l'Ungheria e notifica alla commissione
       mista l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 27, paragraf
       2 e 3 del l'accordo;
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    -    comunica simultaneamente alla commissione mista le informazioni
         necessarie a tali consultazioni.
4. Le consultazioni nell'ambito della commissione mista si considerano
   comunque concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla
   notìfica di cui al paragrafo 1, quarto comma, o al paragrafo 3.
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei
   trenta giorni, e se non é stato possibile pervenire ad un accordo, la
   Commissione può, previa consultazione del comitato, prendere le misure
   necessarie per l'applicazione degli articoli 24 o 25 dell'accordo.
5. La decisione di cui al paragrafo 4 viene immediatamente comunicata al
   Consiglio, agli Stati membri e all'Ungheria; essa è altresì notificata
   alla commissione mista.
   La decisione è immediatamente applicabile.
6. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
   Commissione di cui al paragrafo 4 entro dieci giorni lavorativi a
   decorrere dalla data di comunicazione della decisione stessa.
7.  In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo
   4, secondo comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle
   consultazioni nella commissione mista oppure, eventualmente, allo
   scadere del termine di trenta giorni, lo Stato membro che ha adito la
   Commissione conformemente al paragrafo 3 può adire il Consiglio.
 ---pagebreak---                                  - 24 -
8. Nei casi menzionati ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a
   maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro venti
   giorni   lavorativi.
                               Articolo 6
1. Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 27,
   paragrafo 3, lettera d) dell'accordo, la Commissione può prendere
   misure di salvaguardia immediate nei casi di cui agli articoli 24 o 25
   del l'accordo.
2. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa si
   pronuncia in merito entro cinque giorni   lavorativi dal ricevimento
   del la richiesta.
   La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli
   Stat i membri.
3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
   Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 6.
   Si applica la procedura prevista all'articolo 5, paragrafi   6-8.
   In mancanza di una decisione del la Commissione entro il termine di cui
   al paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire
   il Consiglio secondo la procedura di cui ai commi precedenti.
 ---pagebreak---                                      - 25 -
                                   Articolo 7
Le procedure di cui agli articoli 5 e 6 non si applicano ai prodotti oggetto
del protocollo n. 1 dell'accordo.
                                  Articolo 8
In deroga agli articoli 5 e 6, qualora le circostanze richiedano l'adozione
di misure relative ai prodotti agricoli ai sensi degli articoli 15 o 24
dell'accordo o delle disposizioni degli allegati attinenti a tali prodotti,
le suddette misure saranno prese in conformità delle procedure dei
regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli, nonché degli
specifici regolamenti approvati a norma dell'artìcolo 235 del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli,
fatto salvo il rispetto delle condizioni previste all'articolo 15 o
all'articolo 27, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
                                  Articolo 9
La Commissione procede alle noti fiche della Comunità alla commissione mista
prevista dall'accordo.
 ---pagebreak---                                       - 26 -
                                   Articolo 1Q
Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicata
l'applicazione del le clausole di salvaguardia previste dal trattato che
istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli 108 e
109, secondo le procedure ivi previste.
                                   Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti I suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi      1992.
                                           Per 11 Consigi io
                                           II Presidente
 ---pagebreak---                                      - 27 -
               Progetto di dichiarazione a verbale del Consiglio
Il Consiglio e la Commissione concordano sull'opportunità, in vista della
realizzazione del mercato interno del 1° gennaio 1993, di conferire alla
Commissione competenze esecutive per quanto riguarda le concessioni
commerciali ri conosciute daglI accordi internazionali conclusi dalla
Comunità. Il Consiglio invita pertanto la Commissione a presentargli quanto
prima proposte in tal senso.
 ---pagebreak---                                        n
                  Proposta di regolamento (CEE) DEL CONSIGLIO
      relativo ad alcune modalità di applicazione dell'accordo intermedio
        sul commercio e delle misure di accompagnamento tra la Comunità
             economica europea e la Comunità europea del carbone e
         dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica federativa ceca e
                              slovacca, dal l'altra
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 113,
vista la proposta della Commissione,
considerando che il 16 dicembre 1991 é stato firmato a Bruxelles un accordo
intermedio sul commercio e sulle misure di accompagnamento tra la Comunità
economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una
parte, e la Repubblica federativa ceca e slovacca, dall'altra, in appresso
denominato "accordo";
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione delle varie
disposizioni dell'accordo;
considerando che, per quanto riguarda le misure di protezione commerciale,
occorre stabilire le disposizioni specifiche relative alle norme generali
previste, in particolare, nel regolamento (CEE) n. 288/82 del Consiglio, del
 ---pagebreak---                                      - 29 -
5 febbraio 1982, relativo al regime comune applicabile alle importazioni(D,
modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2727/90 del Consiglio, del
26 settembre 1990<2>, e nel regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio,
dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
dumping o di sovvenzioni da parte di paesi terzi non membri della Comunità
economica europea^), nella misura in cui ciò é reso necessario dalle
disposizioni dell'accordo*,
considerando che, ne II'esaminare l'opportunità di adottare una misura di
protezione, si dovrà tener conto degli impegni stabiliti nell'accordo;
considerando che sono altresì applicabili le procedure relative alle clausole
di salvaguardia previste dal trattato che istituisce la Comunità economica
europea;
considerando che sono state stabilite norme specifiche per quanto riguarda le
misure dì salvaguardia per i prodotti tessili, oggetto del protocollo n. 1
del l'accordo.
considerando che occorre introdurre alcune procedure specifiche per
 l'applicazione delle misure di salvaguardia nei settori agricoli;
 (1)  GU L 35 del 9.2.1982, pag. 1.
 (2)  GU L 262 del 26.9.1990, pag. 11.
 (3)  GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
 ---pagebreak---                                      - 30 -
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                          TITOLO I - Prodotti agricoli
                                   Articolo 1
Per i prodotti agricoli di cui all'allegato II del trattato e soggetti,
nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati, al regime dei prelievi,
nonché per i prodotti di cui ai codici NC 0711.9050 e 2003.1010, le
disposizioni d'applicazione dell'articolo 14, paragrafi 2 e 4 dell'accordo
sono adottate secondo la procedura prevista all'articolo 26 del regolamento
(CEE) n. 2727/75 del Consiglio, del 9 ottobre 1975< 5 >, o nelle disposizioni
corrispondenti degli altri regolamenti relativi all'organizzazione comune dei
mercati. Dette disposizioni possono prevedere l'introduzione di un regime di
certificati d'importazione nei settori per I quali tali certificati non sono
previsti dall'organizzazione comune di mercato.
                       TITOLO II - Misure di protezione
                                   Art ico lo 2
Il Consiglio può decidere, conformemente alla procedura di cui all'articolo
113 del trattato, di adire la commissione mista istituita dall'accordo in
merito alle misure di cui agli articoli 22 e 44, paragrafo 2, dello stesso.
Se necessario, il Consiglio adotta le misure secondo la stessa procedura.
(5)  GU L 281 del I'1.11.1975, pag. 1
 ---pagebreak---                                      - 31 -
 La Commissione può presentare le proposte all'uopo necessarie di propria
 Iniziativa o su richiesta di uno Stato membro.
                                  Articolo 3
1.    Nel caso di pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte
      della Comunità delle misure previste all'articolo 33 dell'accordo, la
      Commissione, dopo aver costituito il fascicolo di propria iniziativa o
      su richiesta dì uno Stato membro, si pronuncia sulla compatibilità di
      tali pratiche con l'accordo. Se necessario, essa propone l'adozione di
      misure di salvaguardia al Consìglio, che delìbera secondo la procedura
      dì cui all'artìcolo 113 del trattato, fatta eccezione per le
      sovvenzioni a cui si applica il regolamento (CEE) n. 2423/88, in quanto
      queste misure vengono prese secondo le procedure stabilite in detto
      regolamento. Dette misure vengono prese unicamente nelle condizioni dì
      cui all'artìcolo 33, paragrafo 6 dell'accordo.
2.    Nel caso dì pratiche che possano esporre la Comunità a subire misure
      prese dalla Repubblica federativa ceca e slovacca conformemente
      all'articolo 33 dell'accordo dopo aver costituito II fascìcolo la
      Commissione si pronuncia sulla loro compatibilità con I principi che
      figurano nell'accordo. Se del caso, essa prende le opportune decisioni.
                                  Artìcolo 4
Nel caso dì pratiche che possano giustificare l'applicazione da parte della
Comunità delle misure previste all'articolo 23 dell'accordo, l'istituzione di
 ---pagebreak---                                      - 32 -
misure antidumping viene decisa nel rispetto delle modalità stabilite dal
regolamento (CEE) n. 2423/88 e secondo la procedura di cui all'articolo 27,
paragrafo 2 e paragrafo 3, lettere b) o d ) .
                                  Articolo 5
      Se uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di misure di
      salvaguardia conformemente agli articoli 24 o 25 dell'accordo, esso
      fornisce alla Commissione le informazioni necessarie per giustificare
      la richiesta di applicazione.
      Se la Commissione decide di non applicare le misure di salvaguardia,
      essa ne informa il Consiglio e gii Stati membri entro cinque giorni
      lavorativi a decorrere dalla data in cui é stata ricevuta la richiesta
      del lo Stato membro.
      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
      Commissione entro dieci giorni   lavorativi dalla comunicazione della
      stessa.
      Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio dichiari
      di voler prendere una decisione diversa, la Commissione ne informa la
      Repubblica federativa ceca e slovacca e le notifica l'avvio di
      consultazioni nell'ambito della commissione mista conformemente
      all'articolo 27, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
      Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
      decisione diversa entro venti giorni    lavorativi dalla conclusione delle
 ---pagebreak---                                   - 33 -
   consultazioni con la Repubblica federativa ceca e slovacca nell'ambito
   di detta commmissione.
2. La Commissione è assistita da un comitato composto di rappresentanti
   degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione
   ("comitato"). Il comitato si riunisce su convocazione dei presidente.
   Quest'ultimo comunica quanto prima agli Stati membri tutti gli elementi
   d i i nformaz i one utili.
3. Quando la Commissione constati, su richiesta di uno Stato membro o di
   propria iniziativa, che é opportuno applicare misure di salvaguardia
   conformemente agli articoli 24 o 25 dell'accordo:
        essa ne informa gli Stati membri immediatamente oppure, se risponde
        alla richiesta di uno Stato membro, entro cinque giorni lavorativi
        a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta;
        consulta il comitato;
        informa simultaneamente la Repubblica federativa ceca e slovacca e
        notifica alla commissione mista l'avvio delle consultazioni di cui
        all'articolo 27, paragrafi 2 e 3 dell'accordo;
        comunica simultaneamente alla commissione mista le informazioni
        necessarie a tali consultazioni.
4. Le consultazioni nell'ambito della commissione mista si considerano
   comunque concluse allo scadere di trenta giorni a decorrere dalla
   notifica di cui al paragrafo 1, quarto comma, o al paragrafo 3.
 ---pagebreak---                                  - 34 -
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei
   trenta giorni, e se non é stato possibile pervenire ad un accordo, la
   Commissione può, previa consultazione del comitato, prendere le misure
   necessarie per l'applicazione degli articoli 24 o 25 dell'accordo.
5. La decisione di cui al paragrafo 4 viene immediatamente comunicata al
   Consiglio, agli Stati membri e alla Repubblica federativa ceca e
   slovacca; essa è altresì notificata alla commissione mista.
   La decisione è immediatamente applicabile.
6. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
   Commissione di cui al paragrafo 4 entro dieci giorni lavorativi a
   decorrere dalla data di comunicazione della decisione stessa.
7. In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del paragrafo
   4, secondo comma, entro dieci giorni lavorativi dal termine delle
   consultazioni nella commissione mista oppure, eventualmente, allo
   scadere del termine di trenta giorni, lo Stato membro che ha adito la
   Commissione conformemente al paragrafo 3 può adire il Consiglio.
8. Nei casi menzionati ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a
   maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro venti
   giorni lavorativi.
 ---pagebreak---                                     - 35 -
                                  Articolo 6
1.    Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 27,
      paragrafo 3, lettera d) dell'accordo, la Commissione può prendere
      misure di salvaguardia immediate nei casi di cui agli articoli 24 o 25
      del l'accordo.
2.    Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa si
      pronuncia in merito entro cinque giorni  lavorativi dal ricevimento
      del la richiesta.
      La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli
      Stat i membr i.
      Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
      Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 5, paragrafo 6.
      Si applica la procedura prevista all'articolo 5, paragrafi 6 - 8.
      In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui
      al paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire
      il Consiglio secondo la procedura di cui ai commi precedenti.
                                  Articolo 7
Le procedure di cui agli articoli 5 e 6 non si applicano ai prodotti oggetto
del protocollo n. 1 dell'accordo.
 ---pagebreak---                                      - 36 -
                                   Articolo 8
 In deroga agli articoli 5 e 6, qualora le circostanze richiedano l'adozione
di misure relative ai prodotti agricoli ai sensi degli articoli 15 o 24
del l'accordo o delle disposizioni degli allegati attinenti a tali prodotti,
 le suddette misure saranno prese in conformità delle procedure dei
regolamenti recanti organizzazione comune dei mercati agricoli, nonché degli
specifici regolamenti approvati a norma dell'articolo 235 del trattato e
applicabili alle merci risultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli,
fatto salvo il rispetto delle condizioni previste all'articolo 15 o
all'articolo 27, paragrafi 2 e 3 dell'accordo.
                                   Articolo 9
La Commissione procede alle noti fiche della Comunità alla commissione mista
prevista dall'accordo.
                                  Articolo 10
Le disposizioni del presente regolamento lasciano impregiudicata
l'applicazione delle clausole di salvaguardia previste dal trattato che
istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli  108 e
109, secondo le procedure ivi previste.
 ---pagebreak---                                      - 37 -
                                  Articolo 11
Il presente regolamento entra in vigore il
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi     1992.
                                          Per iI Consigi io
                                          II Presidente
 ---pagebreak---                                     - 38 -
              Progetto di dichiarazione a verbale del Consiglio
Il Consiglio e la Commissione concordano sull'opportunità, in vista della
realizzazione del mercato interno del 1° gennaio 1993, di conferire alla
Commissione competenze esecutive per quanto riguarda le concessioni
commerciali riconosciute dagli accordi  internazionali conclusi dalla
Comunità. Il Consiglio invita pertanto la Commissione a presentargli quanto
prima proposte in tal senso.
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM (92) 62 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              u
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-070-IT-C
                                                             ISBN 92-77-41483-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo