CELEX: 52001PC0290
Language: it
Date: 2001-05-28
Title: Proposta di decisione del Consiglio che conclude la procedura di consultazione con la Costa d'Avorio ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou

Avis juridique important

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52001PC0290

Proposta di Decisione del Consiglio che conclude la procedura di consultazione con la Costa d'Avorio ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou  /* COM/2001/0290 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che conclude la procedura di consultazione con la Costa d'Avorio ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Il 22 gennaio 2001 l'Unione europea ha avviato consultazioni con la Costa d'Avorio ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou, a causa del mancato rispetto di alcuni impegni presi dalle autorità ivoriane nel quadro delle consultazioni precedenti, condotte ai sensi dell'articolo 366 bis della Convenzione di Lomé IV bis, e in particolare a causa:* della mancanza di apertura delle elezioni presidenziali e politiche nel periodo di transizione;* delle violenze ed estorsioni nei confronti della popolazione civile che hanno caratterizzato la transizione verso la democrazia.Questi fatti sono in contraddizione con gli elementi essenziali dell'accordo di Cotonou di cui all'articolo 9, paragrafo 2.2. In base alle conclusioni della Presidenza e della Commissione al termine della riunione del 15 febbraio [1], l'Unione europea ha rilevato con soddisfazione la volontà delle autorità ivoriane di porre rimedio ai problemi e di fare quanto in loro potere per assicurare il rispetto dello Stato di diritto, dei diritti umani e dei principi democratici.[1]   Segretariato generale del Consiglio, doc. n. 36/01 ACP.L'Unione europea ha preso nota dell'impegno delle autorità a:«- assicurare l'apertura del sistema politico a tutte le sensibilità, in particolare garantendo l'apertura delle elezioni comunali a tutti i partiti politici e vegliando all'indipendenza e alla neutralità dei poteri giurisdizionali;- fare del «comitato di riconciliazione nazionale» una struttura attiva ed efficace che tratti i problemi intercomunitari che il paese ha conosciuto di recente, dotata dei mezzi di funzionamento necessari e le cui raccomandazioni diano luogo sistematicamente a un controllo da parte dello Stato;- applicarsi prioritariamente per far tutta la luce, nella trasparenza totale, sulle estorsioni commesse nel corso della fase di transizione, anche sotto il regime militare;- garantire la neutralità delle forze armate e il rispetto da parte loro dei diritti umani;- garantire l'indipendenza e la neutralità della giustizia, in particolare negli atti di nomina dei principali poteri giurisdizionali;- garantire la libertà di espressione, in particolare la libertà di stampa;- condannare pubblicamente le manifestazioni di xenofobia e adattare le procedure amministrative in materia di cittadinanza e di residenza, al fine di migliorare la situazione dei residenti stranieri in Costa d'Avorio;- riavviare il dialogo con tutti i partiti politici.»Le conclusioni della Presidenza e della Commissione affermano inoltre che «la Presidenza e la Commissione avranno un dialogo approfondito con le autorità ivoriane ad Abidjan: il dialogo (...) che durerà tre mesi, riguarderà i vari punti sollevati. Alla fine di tale periodo si farà il punto della situazione, dopo di che le consultazioni saranno chiuse e l'Unione delibererà sulle misure necessarie».3. Il dialogo approfondito e periodico a Abidjan ha avuto luogo e si è basato su un elenco di misure da prendere in vista della realizzazione degli impegni. Al termine del dialogo i rappresentanti della Presidenza e della Commissione in loco, in cooperazione con la Francia e il Belgio [2], hanno effettuato una valutazione dell'attuazione degli impegni.[2]   Relazione sullo stato di avanzamento delle consultazioni con la Costa d'Avorio, 27 aprile 2001 / 16 maggio 2001.Da questo bilancio risulta che alcuni impegni hanno prodotto iniziative importanti e incoraggianti da parte delle autorità ivoriane. Si possono rilevare in particolare:* la tenuta di elezioni comunali aperte a tutti i partiti politici;* l'inizio di un dialogo con tutti i partiti politici;* l'avvio di un dibattito nazionale sulla riconciliazione nazionale e la messa a disposizione del comitato di mediazione per la riconciliazione nazionale dei mezzi di funzionamento;* l'inizio di procedure giudiziarie in relazione con le violazioni dei diritti umani in seguito alle elezioni presidenziali (ottobre 2000);* la creazione e l'avvio delle attività dell'Ufficio nazionale d'identificazione, che ha il compito fra l'altro di semplificare le procedure di rinnovo delle carte di soggiorno;* lo smantellamento dei blocchi stradali informali tenuti dalle forze dell'ordine;* il libero accesso di tutti i partiti politici ai media dello Stato.Ciononostante, restano alcuni motivi di preoccupazione:Apertura del sistema politico e riconciliazione nazionale. L'apertura del sistema politico a tutte le sensibilità politiche non può essere considerata effettiva finché l'apertura del dialogo con tutte le principali forze politiche legittimate dalle elezioni comunali non si traduce in misure concrete da parte delle autorità. Ai fini della riconciliazione nazionale, è importante che i giri ministeriali, il seminario dei giorni 17-19 aprile a Grand Bassam nonché il Forum della nazione sfocino su orientamenti politici e su misure concrete.Inchiesta giudiziaria sulle estorsioni commesse nel periodo di transizione e fine delle impunità delle forze dell'ordine. Le inchieste e le procedure giudiziarie sulle estorsioni commesse in rapporto con gli scrutini dell'ottobre e del dicembre 2000 devono proseguire in modo sistematico al fine di porre termine all'impunità. Le autorità ivoriane dovranno tener conto dei rapporti delle missioni d'inchiesta internazionali effettuate dall'ONU, da Human Rights Watch, da Amnesty International, da Reporter senza frontiere e dalla Federazione internazionale dei diritti dell'uomo.Neutralità delle giurisdizioni supreme. Le leggi organiche relative all'organizzazione e al funzionamento del Consiglio costituzionale e dell'Alta Corte di giustizia sono state adottate dall'Assemblea nazionale. Restano da adottare i testi relativi alla Corte di cassazione, alla Corte dei conti e al Consiglio di Stato. Occorrerà assicurarsi che le nomine dei magistrati avvengano nel rispetto dei principi di indipendenza e neutralità.Riconoscimento dei diritti delle popolazioni straniere. L'impegno consistente nel «condannare pubblicamente le manifestazioni di xenofobia e adattare le procedure amministrative in materia di cittadinanza e di residenza, al fine di migliorare la situazione dei residenti stranieri in Costa d'Avorio» deve ancora essere rinforzato da misure concrete supplementari e consolidato da una dichiarazione politica ufficiale.La Commissione ritiene che globalmente sia stato avviato un processo di apertura a tutte le sensibilità politiche e a tutte le popolazioni residenti. Questo processo deve essere proseguito e consolidato al fine di ridurre le tensioni intercomunitarie e di rafforzare una stabilità politica ancora fragile, condizioni essenziali per il rilancio di uno sviluppo sostenibile. La Commissione propone quindi di sostenere questo processo mediante una ripresa progressiva e condizionale della cooperazione comunitaria.In seguito alle consultazioni, la Commissione propone, quali misure appropriate di cui all'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou, di riavviare progressivamente la cooperazione subordinandola all'attuazione effettiva degli impegni presi da parte delle autorità ivoriane in occasione della riunione del 15 febbraio 2001:i. in un primo tempo, la ripresa della cooperazione sarà incentrata sui settori sociali, il sostegno istituzionale e il settore privato. Potrà essere preso in considerazione sostegno alle misure adottate dalle autorità al fine di rispettare i loro impegni. La notifica di assegnazione delle risorse a titolo del 9° FES sarà trasmessa alle autorità ivoriane. Saranno avviati i lavori preparatori per l'impiego delle risorse contemplate dalle decisioni della Commissione del 24 luglio e del 27 dicembre 2000 relative ai trasferimenti STABEX per gli anni d'applicazione 1998 e 1999 [3];[3]   Non pubblicate.ii. non appena saranno constatati nuovi progressi sostanziali nella realizzazione degli impegni rispetto al bilancio attuale - un riesame della situazione dovrebbe essere previsto per il settembre 2001 -, gli aiuti saranno progressivamente estesi e nuovi interventi potranno essere avviati a titolo dello STABEX 1999;iii. non appena sarà constatata l'effettiva realizzazione di tutti gli impegni - un riesame della situazione dovrebbe essere previsto per il gennaio 2002 -, sarà ripresa una cooperazione piena e intera. Ciò implicherà in particolare un accordo sulla strategia di cooperazione nell'ambito del 9° FES nonché uno strumento di adeguamento strutturale in relazione con un programma strategico di riduzione della povertà (PRSP).Rimane inoltre inteso che i progressi ottenuti nel miglioramento dei sistemi di gestione pubblica, in particolare in base al protocollo d'accordo firmato con lo Stato ivoriano il 7 settembre 1999, devono procedere di pari passo con la messa in atto della cooperazione.Dovrà essere mantenuto con il governo ivoriano un dialogo politico potenziato e stretto per garantire che il governo prosegua la linea d'interventi già avviati al fine di ristabilire la stabilità politica in Costa d'Avorio.Alla luce di quanto precede e conformemente agli articoli 9 e 96 dell'accordo di Cotonou, applicati anticipatamente con la decisione 1/2000 del Consiglio dei ministri ACP-CE, la Commissione propone al Consiglio di concludere le consultazioni avviate con la Costa d'Avorio e di adottare la decisione allegata.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che conclude la procedura di consultazione con la Costa d'Avorio ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di CotonouIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto l'accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, applicato anticipatamente con la decisione 1/2000 del Consiglio dei ministri ACP-CE,visto l'accordo interno relativo alle misure da prendere e alle procedure da seguire per l'applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE, applicato provvisoriamente con decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri del 18 settembre 2000, in particolare l'articolo 3,vista la proposta della Commissione [4],[4]   GU C  del , pag. .considerando quanto segue:(1) Gli elementi essenziali di cui all'articolo 9 dell'accordo di Cotonou sono stati violati dalla mancanza di apertura delle elezioni presidenziali e politiche tenutesi rispettivamente nell'ottobre e nel dicembre 2000 e dalle violenze ed estorsioni nei confronti della popolazione civile che hanno caratterizzato la transizione verso la democrazia. Inoltre, non sono stati rispettati gli impegni delle autorità ivoriane nel quadro delle consultazioni ai sensi dell'articolo 366 bis della Convenzione di Lomé IV bis tra il gennaio e il giugno 2000.(2) Conformemente all'articolo 96 dell'accordo di Cotonou, il 15 gennaio 2001 si sono tenute con i paesi ACP e la Costa d'Avorio consultazioni in occasione delle quali le autorità ivoriane hanno preso impegni specifici volti a rimediare ai problemi esposti dall'Unione europea, da realizzare nel corso di un periodo di dialogo approfondito di tre mesi.(3) Al termine di tale periodo, sembra che gli impegni precitati abbiano portato a iniziative concrete; tuttavia, alcuni interventi importanti per quanto riguarda gli elementi essenziali dell'accordo di Cotonou sembrano ancora troppo poco sostanziali,DECIDE:Articolo 1Le consultazioni avviate con la Costa d'Avorio conformemente all'articolo 96 dell'accordo di Cotonou sono terminate.Articolo 2Le misure precisate nel progetto di lettera figurante in allegato sono adottate in qualità di misure appropriate di cui all'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou.Articolo 3La presente decisione entra in vigore il giorno della sua adozione. La sua validità è di un anno a decorrere dalla data dell'adozione da parte del Consiglio.La presente decisione è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle Communità euopee.Fatto a Bruxelles, addìPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOProgetto di letteraSignor Primo ministro,l'Unione europea attribuisce grande importanza alle disposizioni dell'articolo 9 dell'accordo di Cotonou. Il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto, sui quali si basa il partenariato ACP-UE, rappresenta un elemento essenziale di tale accordo e pertanto costituisce il fondamento delle nostre relazioni.In tale spirito, l'Unione europea ha seguito da vicino la transizione verso la democrazia in Costa d'Avorio, in particolare per quanto riguarda gli impegni delle autorità ivoriane nel quadro delle consultazioni del febbraio 2000 condotte ai sensi dell'articolo 366 bis della Convenzione di Lomé IV bis. In tale occasione ha rilevato con viva preoccupazione le violenze e le estorsioni che hanno caratterizzato quel periodo, nonché la mancanza di apertura delle elezioni presidenziali e politiche dell'ottobre e del dicembre 2000.In questo contesto, il 22 gennaio 2001 il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di invitare le autorità della Costa d'Avorio e dei paesi ACP ad avviare consultazioni in vista di esaminare in modo approfondito la situazione e i mezzi per porvi rimedio.Le consultazioni si sono svolte a Bruxelles il 15 febbraio 2001. In tale occasione sono state affrontate alcune questioni fondamentali e avete potuto presentare il punto di vista e l'analisi della situazione delle autorità ivoriane. L'Unione europea ha rilevato il vostro impegno a:- assicurare l'apertura del sistema politico a tutte le sensibilità, in particolare garantendo l'apertura delle elezioni comunali a tutti i partiti politici e vegliando all'indipendenza e alla neutralità dei poteri giurisdizionali;- fare del «comitato di riconciliazione nazionale» una struttura attiva ed efficace che tratti i problemi intercomunitari che il paese ha conosciuto di recente, dotata dei mezzi di funzionamento necessari e le cui raccomandazioni diano luogo sistematicamente a un controllo da parte dello Stato;- applicarsi prioritariamente per far tutta la luce, nella trasparenza totale, sulle estorsioni commesse nel corso della fase di transizione, anche sotto il regime militare;- garantire la neutralità delle forze armate e il rispetto da parte loro dei diritti umani;- garantire l'indipendenza e la neutralità della giustizia, in particolare negli atti di nomina dei principali poteri giurisdizionali;- garantire la libertà di espressione, in particolare la libertà di stampa;- condannare pubblicamente le manifestazioni di xenofobia e adattare le procedure amministrative in materia di cittadinanza e di residenza, al fine di migliorare la situazione dei residenti stranieri in Costa d'Avorio;- riavviare il dialogo con tutti i partiti politici.È stato inoltre convenuto che si sarebbe svolto ad Abidjan un dialogo approfondito sui vari punti sollevati per un periodo di tre mesi e che al termine di tale periodo sarebbe stato fatto il punto della situazione.Tale dialogo approfondito e periodico ad Abidjan ha effettivamente avuto luogo e si è basato su un elenco di misure da prendere in vista del rispetto degli impegni, che voi stessi avevate proposto.Dal dialogo risulta che globalmente è stato avviato un processo di apertura a tutte le sensibilità politiche e a tutte le popolazioni. Le autorità ivoriane hanno preso iniziative importanti. Vanno rilevate in particolare:* la tenuta di elezioni comunali aperte a tutti i partiti politici;* l'inizio di un dialogo con tutti i partiti politici;* l'avvio di un dibattito nazionale sulla riconciliazione nazionale e la messa a disposizione del comitato di mediazione per la riconciliazione nazionale dei mezzi di funzionamento;* l'inizio di sei procedure giudiziarie in relazione con le violazioni dei diritti umani in seguito alle elezioni presidenziali (ottobre 2000);* la creazione e l'avvio delle attività dell'Ufficio nazionale d'identificazione;* lo smantellamento dei blocchi stradali informali tenuti dalle forze dell'ordine;* il libero accesso di tutti i partiti politici ai media dello Stato.Non vi è dubbio che queste iniziative costituiscano altrettante garanzie di stabilizzazione politica e sociale del paese. Restano comunque i fattori di preoccupazione seguenti:* sono attesi orientamenti politici e misure concrete nell'ambito della riconciliazione nazionale, in seguito in particolare al Forum della nazione;* il dialogo con tutti i partiti politici è stato certamente avviato ma le garanzie fornite riguardo alla sua continuità non sono sufficienti ed esso finora non ha portato a iniziative concrete;* la nomina dei futuri membri delle alte giurisdizioni ivoriane deve avvenire nel rispetto dei principi di indipendenza e neutralità;* le inchieste e le procedure giudiziarie sulle estorsioni commesse in rapporto con gli scrutini dell'ottobre e del dicembre 2000 non sono state avviate e/o accelerate in modo sistematico;* l'impegno consistente nel "condannare pubblicamente le manifestazioni di xenofobia ed adattare le procedure amministrative in materia di cittadinanza e di residenza, al fine di migliorare la situazione dei residenti stranieri in Costa d'Avorio" deve essere accompagnato da misure concrete supplementari e consolidato da una dichiarazione politica ufficiale.Gli impegni presi il 15 febbraio scorso dovevano consentire un rafforzamento della stabilità politica, in particolare mediante un processo di apertura a tutte le sensibilità politiche e a tutte le popolazioni residenti. Sembra che questo processo per certi aspetti sia stato avviato ma devono ancora essere prese misure concrete per radicarlo nella vita politica, economica e sociale ivoriana.Alla luce di tali impegni e dell'attuale bilancio della loro messa in atto, la Commissione europea e i suoi Stati membri sono disposti a concludere le consultazioni avviate conformemente all'articolo 96 dell'accordo di Cotonou. Dato che devono ancora essere prese grandi misure a titolo degli impegni del 15 febbraio scorso, il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di riavviare la cooperazione in modo graduale e misurato e, con riferimento alle misure appropriate di cui all'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou, di prendere le disposizioni seguenti:i. a partire dal termine delle presenti consultazioni, la cooperazione potrà riprendere e i primi esborsi saranno incentrati sui settori sociali, il sostegno istituzionale e il settore privato. Potrà essere preso in considerazione un sostegno alle misure adottate dalle autorità in linea con gli impegni delle consultazioni. Vi sarà trasmessa la notifica di assegnazione delle risorse a titolo del 9° FES e saranno avviati i lavori preparatori per l'impiego delle risorse contemplate dalle decisioni della Commissione del 24 luglio e del 27 dicembre 2000 relative ai trasferimenti STABEX per gli anni d'applicazione 1998 e 1999;ii. non appena saranno constatati nuovi progressi sostanziali nella realizzazione degli impegni rispetto al bilancio attuale - un riesame della situazione è previsto per il settembre 2001 -, gli aiuti saranno progressivamente estesi e nuovi interventi potranno essere decisi a titolo dello STABEX 1999;iii. non appena sarà constatata l'effettiva realizzazione di tutti gli impegni - un riesame della situazione è previsto per il gennaio 2002 -, sarà ripresa una cooperazione piena e intera. Ciò implicherà in particolare un accordo sulla strategia di cooperazione nell'ambito del 9° FES nonché uno strumento di adeguamento strutturale in relazione con un programma strategico di riduzione della povertà (PRSP).Rimane inoltre inteso che i progressi ottenuti nel miglioramento dei sistemi di gestione pubblica, in particolare in base al protocollo d'accordo firmato con lo Stato ivoriano il 7 settembre 1999, devono procedere di pari passo con la messa in atto della cooperazione.l'Unione europea continuerà a seguire da vicino la situazione e il proseguimento del processo di riconciliazione nazionale ed auspica vivamente che prosegua un dialogo politico potenziato e stretto con le autorità ivoriane.