CELEX: 51989PC0114
Language: it
Date: 1989-06-19
Title: PROPOSTA DI REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO CHE STABILISCE LE NORME MINIME PER LA PROTEZIONE DEI VITELLI NEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI

N. C 214/28                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          21. 8. 89
                 Proposta di regolamento (CEE) del Consiglio che stabilisce le norme minime per la protezione
                                                dei vitelli negli allevamenti intensivi
                                                          COM(89) 114 def.
                                         (Presentata dalla Commissione        il 23 giugno 1989)
                                                             (89/C 214/04)
  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
  visto il trattato che istituisce la Comunità economica                                              Articolo 1
  europea, in particolare l'articolo 43,
                                                                         Le disposizioni del presente regolamento si applicano
                                                                         all'allevamento di vitelli in impianti d'allevamento intensi-
  vista la proposta della Commissione,
                                                                         vo.
  visto il parere del Parlamento europeo,
                                                                                                     Articolo 2
 visto il parere del Comitato economico e sociale,                      Ai sensi del presente regolamento, si intende per:
                                                                         1. « vitello » : un animale della specie bovina fino all'età di
 considerando che tutti gli Stati membri hanno ratificato la                 sei mesi;
 convenzione europea sulla protezione degli animali negli
 allevamenti; che anche la Comunità ha approvato tale                   2. « impianto di allevamento intensivo » : un impianto nel
 convenzione con la decisione 78/923/CEE ( ! ), ed ha                        quale i vitelli sono ricoverati ed ingrassati principalmen-
 depositato lo strumento di approvazione;                                    te mediante la somministrazione di latte o di succedanei
                                                                             del latte, senza ricorso alle madri o alle vacche nutrici.
 considerando che il Parlamento europeo, nella sua
 risoluzione del 20 febbraio 1987 sulla politica in materia di                                       Articolo 3
 benessere degli animali (2) ha invitato la Commissione a
 presentare proposte sulle norme minime da rispettare negli             1. A decorrere dal 1° gennaio 1992, tutti gli impianti
 allevamenti intensivi di vitelli;                                      d'allevamento intensivo di nuova costruzione e tutti gli
                                                                        impianti di allevamento intensivo messi in funzione per la
                                                                        prima volta devono soddisfare almeno i seguenti requisiti :
 considerando che i vitelli sono compresi, in quanto animali
 vivi, nell'elenco dei prodotti che figura nell'allegato II del         a) i vitelli non devono essere confinati in recinti individuali
 trattato ;                                                                 o vincolati alla posta con attacchi dopo l'età di otto
                                                                            settimane. Le poste ed i recinti individuali per i vitelli
considerando che l'allevamento di vitelli in impianti di                    fino a otto settimane devono avere una larghezza
allevamento intensivo costituisce parte integrante dell'agri-               minima di 80 cm ed una lunghezza minima di 180 cm;
coltura ; che esso rappresenta una fonte di reddito per una             b) i vitelli stabulati in gruppo devono disporre, nei recinti,
parte della popolazione agricola;                                           di uno spazio libero minimo di 2 m 2 per capo. I vitelli di
                                                                            più di otto settimane possono restare legati o aggiogati
considerando che le differenze suscettibili di comportare                   soltanto un'ora al massimo, durante e dopo la loro
distorsioni nelle condizioni di concorrenza hanno un'inci-                  alimentazione.
denza sul corretto funzionamento dell'organizzazione del
mercato dei vitelli e dei prodotti da essi derivati ;                  2. A decorrere dal 1° gennaio 1999, i requisiti minimi di
                                                                       cui al paragrafo 1 devono essere applicati in tutti gli
                                                                       impianti d'allevamento intensivo.
considerando che è quindi indispensabile stabilire norme
minime comuni per la protezione dei vitelli allevati in
impianti di allevamento intensivo, allo scopo di garantire                                           Articolo 4
un razionale sviluppo della produzione e facilitare la
                                                                       Le disposizioni dell'allegato possono essere modificate,
realizzazione del mercato interno per quanto riguarda i
                                                                       secondo la procedura prevista dall'articolo 10, per
vitelli ed i prodotti da essi derivati;
                                                                       adeguarle ai progressi realizzati nel campo scientifico.
considerando che occorre che i servizi competenti, i
                                                                                                    Articolo 5
produttori, i consumatori e gli altri operatori interessati
siano tenuti al corrente degli sviluppi in questo settore ; che        La Commissione istituisce un sistema, comprendente una
la Commissione deve continuare a promuovere l'informa-                 base di dati adeguata, che le consenta di accedere a tutte le
zione e l'esecuzione di progetti di ricerca in materia;                informazioni di carattere scientifico e tecnologico e su altri
                                                                       aspetti importanti per quanto riguarda l'allevamento dei
                                                                       vitelli in impianti d'allevamento intensivo e provvede a
(!) GU n. L 323 del 17. 11. 1978, p. 12.                               divulgare tali informazioni presso le autorità competenti
(2) GU n. C 76 del 23. 3. 1987, p. 185.                                degli Stati membri e presso gli altri operatori interessati.
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                             Articolo 6                                       Le norme generali per l'applicazione del presente articolo
                                                                              sono adottate secondo la procedura prevista dell'arti-
Anteriormente al 1° gennaio 1994 la Commissione presenta                      colo 10.
al Consiglio ed al Parlamento una relazione sullo stato di
benessere dei vitelli allevati in impianti di allevamento
                                                                                                            Articolo 9
intensivo e sull'applicazione delle disposizioni del presente
regolamento, accompagnata da eventuali proposte appro-                        La Commissione è assistita dal comitato veterinario
priate.                                                                       permanente, istituito dalla decisione 68/361/CEE del
                                                                              Consiglio (*), in appresso denominato il «comitato».
                             Articolo 7
                                                                                                           Articolo 10
 1. Le autorità competenti di ogni Stato membro effettua-
no ispezioni presso gli impianti di allevamento intensivo                     Ove si ricorra alla procedura di cui al presente articolo, si
per accertare l'osservanza delle disposizioni del presente                    applicano le disposizioni che seguono:
regolamento.
                                                                              Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato
2. Le ispezioni sono effettuate ogni anno su un campione                      un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il
casuale costituito dal 10 % degli impianti di allevamento                     proprio parere in merito a tale progetto entro il termine
intensivo in ciascuno degli Stati membri.                                     stabilito dal suo presidente in funzione dell'urgenza del
                                                                              problema e procede, se del caso, ad una votazione.
3. Le autorità competenti di ogni Stato membro presenta-
no ogni anno alla Commissione, entro l'ultimo giorno                          Il parere del comitato è verbalizzato ; ogni Stato membro ha
feriale di aprile, a partire dall'aprile 1993, una relazione                  il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.
particolareggiata concernente :
                                                                              La Commissione tiene in massima considerazione il parere
— il numero degli impianti di allevamento intensivo                           formulato dal comitato. Essa informa quest'ultimo del
    esistenti sul loro territorio,                                            modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
— il numero delle ispezioni effettuate a norma del                                                         Articolo 11
    paragrafo 1,
                                                                              In ordine agli impianti di allevamento intensivo situati sul
— le violazioni constatate,                                                   loro territorio, gli Stati membri possono mantenere in
                                                                              vigore o adottare, per la protezione dei vitelli, misure più
— le eventuali azioni legali avviate conseguentemente.
                                                                              rigorose di quelle stabilite dal presente regolamento. Essi
                                                                              informano la Commissione su tali misure.
                            Articolo 8
Esperti veterinari della Commissione possono, nella misura                                                 Articolo 12
in cui lo esiga l'applicazione uniforme del presente                          Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1992.
regolamento, effettuare ispezioni in loco. La Commissione
informa gli Stati membri degli esiti di tali ispezioni.                       Il presente regolamento è obbligatorio in tutti suoi elementi
                                                                              e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Gli Stati membri sul cui territorio vengono effettuate le
ispezioni forniscono agli esperti tutta l'assistenza necessa-
ria per l'espletamento dei loro compiti.                                      (!) GU n. L 255 del 19. 10. 1968, pag. 23.
                                                                   ALLEGATO
               1. La stalla, i recinti e le attrezzature devono essere progettati, costruiti e mantenuti in modo da offrire ai vitelli
               condizioni ambientali favorevoli alla loro salute ed al loro benessere e da ridurre al minimo il rischio di incendi.
               2. I materiali utilizzati per la costruzione della stalla, dei recinti, delle attrezzature, dei pavimenti e delle
               separazioni non devono essere nocivi per i vitelli e devono poter essere accuratamente puliti e disinfettati.
               3. L'installazione e la manutenzione delle apparecchiature e dei circuiti elettrici deve essere tale da evitare la
               possibilità che i vitelli possano subire scosse elettriche.
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           4. Occorre evitare forti rumori continui o improvvisi. Ove occorra, si deve provvedere all'isolamento termico,
           al riscaldamento o ad entrambi, per prevenire fenomeni di condensazione e variazioni della temperatura
           ambientale. La ventilazione deve consentire di mantenere entro limiti non dannosi per i vitelli la velocità
           dell'aria, la quantità di polvere, la temperatura, l'umidità relativa e le concentrazioni di gas.
           5. Gli impianti automatici o meccanici indispensabili per la salute ed il benessere dei vitelli devono essere
           ispezionati almeno una volta al giorno. Gli eventuali difetti riscontrati devono essere eliminati
           immediatamente ; se ciò non fosse possibile, occorre prendere le misure adeguate per salvaguardare la salute ed
           il benessere dei vitelli fino a che non sia effettuata la riparazione, ad esempio ricorrendo a metodi alternativi
           disponibili di alimentazione e provvedendo a mantenere condizioni ambientali soddisfacenti. Se si utilizza un
           impianto di ventilazione artificiale, occorre prevedere dispositivi di riserva per l'immissione di aria fresca in
           caso di guasti all'impianto, nonché un sistema di allarme che segnali gli eventuali guasti all'allevatore. Il sistema
           di allarme deve essere verificato almeno una volta alla settimana.
           6. I vitelli non devono restare continuamente al buio. La stalla deve essere munita di illuminazione artificiale
           sufficientemente infensa per poter esaminare i vitelli in qualsiasi momento.
           7. I vitelli devono essere accuditi da un numero sufficiente di addetti che possiedano conoscenze teoriche e
           pratiche adeguate, soprattutto del sistema di conduzione e di produzione impiegato, e che siano in grado di
           rendersi conto dello stato di salute dei vitelli, nonché di comprenderne i mutamenti di comportamento e di
           capire se le condizioni ambientali generali sono adeguate ai fini della loro salute.
           8. Qualora risulti che i vitelli non godono di un buono stato di salute o di benessere, occorre adottare
           immediatamente le misure necessarie per accertarne le cause e ricorrere al più presto alle terapie adeguate.
           Qualora la causa sia da ascrivere ad un fattore ambientale connesso con la concezione o la costruzione del
           fabbricato, delle attrezzature o dei recinti, vi si deve porre rimedio prima di immettervi nuovamente un vitello
           od un gruppo di vitelli, a seconda dei casi.
           9. Tutti i vitelli devono essere controllati almeno due volte al giorno. Gli eventuali vitelli malati o feriti devono
           essere opportunamente curati, senza indugi. I vitelli malati o feriti devono disporre di recinti con lettiera asciutta
           e confortevole, sufficientemente spaziosi per consentire loro di muoversi, coricarsi ed alzarsi senza difficoltà.
           Qualora il vitello non reagisca al trattamento dell'allevatore, occorre chiedere al più presto il parere del
           veterinario.
           10.    I locali di stabulazione dei vitelli devono essere costruiti in modo da consentire ad ogni vitello:
           — di coricarsi, giacere ed alzarsi senza difficoltà,
           — di vedere altri vitelli.
           11. Se si utilizza un attacco a collare, questo non deve provocare lesioni al vitello e deve essere ogni giorno
           esaminato ed eventualmente aggiustato in modo da assicurare una posizione confortevole. Ogni attacco deve
           essere sufficientemente lungo per consentire ai vitelli di muoversi secondo quanto disposto al paragrafo 10. Esso
           deve essere concepito in modo da evitare la possibilità di strangolamento.
           12. La stalla, i recinti, le attrezzature e gli utensili devono essere puliti e disinfettati regolarmente in modo da
           evitare infezioni incrociate o lo sviluppo di organismi infettivi. Gli escrementi, l'urina e i foraggi che non sono
           stati mangiati e che sono caduti sul pavimento devono essere rimossi con la dovuta regolarità per ridurre al
           minimo gli odori e la presenza di mosche o roditori.
           13. I pavimenti devono essere sufficientemente lisci per evitare lesioni ai vitelli, ma senza essere sdruciolevoli.
           Qualora vengano utilizzati pavimenti a travetti, perforati o a griglia, devono essere costruiti in modo da non
           causare lesioni ai vitelli e consentire loro di stare in piedi o coricarvisi senza sforzo. Essi devono essere adeguati
           alle dimensioni ed al peso dei vitelli e costituire una superficie rigida, piana e stabile. La zona in cui si coricano i
           vitelli deve consentire un'efficiente evacuazione dei liquami e deve essere mantenuta asciutta. Qualora sia
           prevista una lettiera, lo strame deve essere pulito, asciutto e non dannoso per i vitelli. Tutti i vitelli di età
           inferiore a due settimane devono essere forniti di lettiera.
           14. A tutti i vitelli deve essere fornito ogni giorno un quantitativo di alimenti gradevoli, digeribili e nutrienti
           adeguato alla loro età ed al loro peso e conforme alle loro esigenze comportamentali e fisiologiche, onde
           garantire buone condizioni di salute e di benessere. Gli alimenti devono avere un tenore di ferro sufficiente per
           favorire buone condizioni di salute e di benessere ed un buon ritmo di crescita. Ai vitelli non deve essere messa la
           museruola.
 ---pagebreak--- 21. 8. 89                                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 214/31
               15. Tutti i vitelli devono essere nutriti almeno due volte al giorno. Se i vitelli sono stabulati in gruppo e non
               sono alimentati ad libitum o mediante un sistema automatico di alimentazione, ciascun vitello deve avere
               accesso agli alimenti contemporaneamente agli altri vitelli del gruppo.
               16. A partire della seconda settimana di età, ogni vitello deve poter disporre in ciascun momento di acqua
               potabile fresca in quantità adeguata e ingerire, giornalmente, almeno 100 g di alimenti solidi contenenti fibre
               digeribili.
               17. Le attrezzature per la somministrazione di mangimi e di acqua devono essere concepite, costruite,
               installate e mantenute in modo da ridurre al minimo le possibilità di contaminazione degli alimenti o dell'acqua.
               18. Gli ingredienti dei mangimi solidi devono essere immagazzinati in modo che si conservino secchi, puliti e
               non infestati.
               Proposta di regolamento (CEE) del Consiglio che stabilisce le norme minime per la protezione
                                                  dei suini negli allevamenti intensivi
                                                            COM(89) 115 def.
                                          (Presentata dalla Commissione il 23 giugno 1989)
                                                               (89/C 214/05)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                      considerando che è quindi indispensabile stabilire norme
                                                                          minime comuni per la protezione dei suini allevati in
visto il trattato che istituisce la Comunità economica                    impianti di allevamento intensivo, allo scopo di garantire
europea, in particolare l'articolo 43,                                    un razionale sviluppo della produzione e facilitare la
                                                                          realizzazione del mercato interno per quanto riguarda i
vista la proposta della Commissione,                                      suini ed i prodotti a base di suini;
visto il parere del Parlamento europeo,
                                                                          considerando che occorre che i servizi competenti, i
visto il parere del Comitato economico e sociale,                         produttori, i consumatori e gli altri operatori interessati
                                                                          siano tenuti al corrente degli sviluppi in questo settore ; che
considerando che tutti gli Stati membri hanno ratificato la               la Commissione deve continuare a promuovere l'informa-
convenzione europea sulla protezione degli animali negli                  zione e l'esecuzione di progetti di ricerca in materia ;
allevamenti; che anche la Comunità ha approvato tale
convenzione con la decisione 78/923/CEE (*), ed ha
depositato lo strumento di approvazione;
                                                                          HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
considerando che il Parlamento europeo, nella sua
risoluzione del 20 febbraio 1987 sulla politica in materia di
benessere degli animali (2) ha invitato la Commissione a
                                                                                                        Articolo 1
presentare proposte sulle norme minime da rispettare negli
allevamenti intensivi di suini;
                                                                          Le disposizioni del presente regolamento si applicano
considerando che i suini sono compresi, in quanto animali                 all'allevamento di suini in impianti d'allevamento intensi-
vivi, nell'elenco dei prodotti che figura nell'allegato II del
trattato ;
considerando che l'allevamento di suini in impianti di
allevamento intensivo costituisce parte integrante dell'agri-                                           Articolo 2
coltura ; che esso rappresenta una fonte di reddito per una
parte della popolazione agricola ;                                        Ai sensi del presente regolamento, si intende per:
considerando che le differenze suscettibili di comportare
                                                                           1. «suino» : un animale della specie suina, di qualsiasi età,
distorsioni nelle condizioni di concorrenza hanno un'inci-
denza sul corretto funzionamento dell'organizzazione del                       allevato per la riproduzione o l'ingrasso ;
mercato dei suini e dei prodotti da essi derivati ;
                                                                          2. « impianto d'allevamento intensivo » : un impianto nel
                                                                               quale sono ricoverati suini senza accesso al pascolo per
(i) GU n. L 323 del 17. 11. 1978, p. 12.                                       l'intera durata della loro esistenza o per la maggior
(2) GU n. C 76 del 23. 3. 1987, p. 185.                                        parte di essa ;