CELEX: 52006PC0791
Language: it
Date: 2006-12-12
Title: Proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 93/109/Ce del Consiglio, del 6 dicembre 1993, relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento Europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini

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52006PC0791

Proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 93/109/Ce del Consiglio, del 6 dicembre 1993, relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini  /* COM/2006/0791 def. - CNS 2006/0277 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 12.12.2006COM(2006) 791 definitivo2006/0277 (CNS)Proposta diDIRETTIVA DEL CONSIGLIOrecante modifica della direttiva 93/109/CE del Consiglio, del 6 dicembre 1993, relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. CONTESTO DELLA PROPOSTA |1.1. Motivazione e obiettivi della propostaI diritti relativi alla cittadinanza dell'Unione, sanciti dal trattato CE, prevedono che tutti i cittadini dell'Unione residenti in uno Stato membro di cui non hanno la nazionalità hanno diritto di voto e di eleggibilità per il Parlamento europeo nello Stato membro in cui risiedono, alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato. I principi che governano il diritto di voto e di eleggibilità in uno Stato membro di cui il cittadino UE non ha la nazionalità sono stabiliti dalla direttiva 93/109/CE[1]. Il voto è un diritto fondamentale e un dovere del cittadino; tuttavia, nessuno può votare più di una volta, né può presentarsi come candidato in più di uno Stato membro nel corso delle stesse elezioni del Parlamento europeo (articolo 4).La direttiva 93/109/CE prevede due misure per impedire che il cittadino eserciti il diritto di voto o si presenti come candidato in più di uno Stato membro nel corso delle stesse elezioni del Parlamento europeo. In primo luogo, il cittadino UE non avente la nazionalità del paese in cui risiede deve presentare una dichiarazione formale, indicante che eserciterà il diritto di voto o di eleggibilità esclusivamente nello Stato membro di residenza (articoli 9 e 10). In secondo luogo, gli Stati membri sono tenuti a scambiarsi le informazioni relative ai cittadini di altri Stati membri iscritti nelle liste elettorali o che si sono presentati come candidati. Sulla base delle informazioni trasmesse dallo Stato membro di residenza allo Stato membro di origine, quest'ultimo adotta le misure adeguate allo scopo di evitare il doppio voto e la doppia candidatura dei propri cittadini (articolo 13). A questo scopo è stato istituito un sistema di scambio di informazioni. La Commissione e gli Stati membri hanno concordato informalmente le modalità pratiche per lo scambio di informazioni nel sistema, ma non esiste un obbligo giuridico di attenervisi. Sono stati organizzati numerosi incontri tra la Commissione e gli Stati membri per migliorare l'operatività e l'efficienza del sistema. Tuttavia, malgrado gli sforzi, il sistema è troppo gravoso dal punto di vista amministrativo per gli Stati membri ed è carente sotto il profilo dell'operatività e dell'efficienza, in particolare a causa delle disposizioni nazionali non armonizzate nel campo elettorale.La direttiva stabilisce che il cittadino UE che è decaduto dal diritto di eleggibilità in forza del diritto dello Stato membro di residenza o di quello dello Stato membro d'origine è escluso dall'esercizio di questo diritto nello Stato membro di residenza in occasione delle elezioni al Parlamento europeo (articolo 6, paragrafo 1). Il cittadino UE che intenda presentare la propria candidatura per le elezioni del Parlamento europeo nel paese di residenza invece che in quello di origine è tenuto, a norma della direttiva, a presentare un attestato delle autorità amministrative competenti dello Stato membro d'origine che certifichi che egli non è decaduto dal diritto di eleggibilità in tale Stato membro (articolo 10, paragrafo 2). La candidatura è dichiarata inammissibile qualora detto cittadino non possa presentare detto attestato (articolo 6, paragrafo 2). Tale obbligo comporta un carico amministrativo gravoso per i cittadini UE che non hanno la nazionalità del paese in cui risiedono e che desiderano presentare la propria candidatura nello Stato membro di residenza e potrebbe rappresentare una delle ragioni del basso tasso di partecipazione di tali cittadini.Per facilitare l'esercizio dei diritti elettorali dei cittadini UE e favorire quindi una maggiore partecipazione, la Commissione suggerisce alcune modifiche della direttiva.Per colmare le lacune dell'attuale meccanismo per quanto riguarda la prevenzione del doppio voto e della doppia candidatura, la proposta prevede, innanzitutto, di sostituire l'obbligo dello scambio di informazioni con misure meno gravose, introducendo al tempo stesso le garanzie e i deterrenti necessari.In secondo luogo, prevede la soppressione dell'obbligo, previsto per i cittadini UE che desiderano presentare la propria candidatura nello Stato membro di residenza, di presentare un attestato che certifichi che essi non sono decaduti dal diritto di eleggibilità, e la sua sostituzione con un riferimento in tal senso da inserire nella dichiarazione formale che i candidati devono presentare a norma dell'articolo 10, paragrafo 1.1.2. Problemi individuati1.2.1. Il sistema di scambio delle informazioniI principali problemi sono:-  Nel quadro dell'attuale sistema di scambio delle informazioni, lo Stato membro di origine non riceve informazioni sufficienti per poter identificare gli individui sui suoi elenchi nazionali e intraprendere quindi le azioni necessarie per impedire il doppio voto e la doppia candidatura;-  a causa della mancanza di una scadenza comune per l'invio delle informazioni, i dati pervengono troppo tardi per essere trattati;-  i formati con cui le informazioni sono trasmesse variano (formato cartaceo, floppy, o CD-ROM), e ciò ne impedisce il trattamento automatico;-  la traslitterazione dei nomi è problematica nei casi in cui lo Stato membro di origine usa un alfabeto diverso dallo Stato membro di residenza;-  i difetti del sistema hanno messo alcuni cittadini nell'impossibilità di esercitare il diritto di voto sia nello Stato membro di residenza che in quello di origine.La maggior parte dei problemi sorge dalle differenze tra i sistemi elettorali non armonizzati degli Stati membri, dalle modalità con cui vengono gestiti i registri nazionali e dal contenuto delle informazioni che vi figurano.Le possibilità di errore sono aumentate in misura spropositata con l'incremento degli spostamenti dei cittadini UE nell'Unione europea e la quantità di informazioni scambiate dopo gli allargamenti dell'UE successivi all'adozione della direttiva nel 1993. Il prossimo allargamento dell'UE, che porterà a 27 Stati membri, accentuerà la tendenza.1.2.2. Attestato di eleggibilitàPer quanto riguarda le regole applicabili ai cittadini UE che desiderano presentare la propria candidatura per le elezioni del Parlamento europeo nello Stato membro di residenza, l'attuale obbligo di presentare un attestato si è rivelato un fattore negativo per la partecipazione di detti cittadini. Sono stati riscontrati problemi per la trasmissione tempestiva di tale attestato. In alcuni Stati membri non è chiaramente indicato o stabilito quale autorità nazionale sia competente per il rilascio.1.3. Disposizioni vigenti nel settore della propostaArticolo 19, paragrafo 2 del trattato CE e direttiva 93/109/CE.1.4. Coerenza con gli altri obiettivi e politiche dell’UnioneLa presente proposta mira a facilitare l'esercizio, da parte dei cittadini, UE, dei loro diritti elettorali, che rappresentano una componente fondamentale dei diritti relativi alla cittadinanza dell'Unione e un corollario della libera circolazione.2. CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE D'IMPATTO |2.1. Consultazione delle parti interessateMetodi di consultazione, principali settori interessati e profilo generale dei partecipantiSono stati organizzati numerosi incontri con gli esperti elettorali degli Stati membri. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a fornire informazioni statistiche e qualitative sulle elezioni del giugno 2004 e sull'attuazione della direttiva.Sintesi delle risposte e modo in cui sono state prese in considerazioneQuasi tutti gli Stati membri hanno concluso che l'operabilità del sistema di scambio delle informazioni è problematica e che la sua efficienza è ostacolata da una serie di difficoltà.La presente proposta tiene conto delle risposte formulate dalla maggior parte degli Stati membri, suggerendo di sopprimere l'obbligo imposto agli Stati membri di scambiare informazioni prima delle elezioni.Nella presente proposta, inoltre, si è tenuto conto anche delle critiche espresse da alcuni Stati membri in merito al gravoso carico amministrativo cui i candidati devono far fronte per presentare la propria candidatura.Le dichiarazioni dei candidati UE non aventi la nazionalità del paese di residenza, raccolte nell'ambito della valutazione di impatto, confermano che esistono problemi legati ai contatti con l'autorità competente nel paese di origine e al tempestivo ricevimento dell'attestato richiesto. Per i candidati UE non aventi la nazionalità del paese di residenza, può essere difficile ottenere in tempo l'attestato che ne certifica l'eleggibilità nello Stato di origine.2.2. Ricorso al parere di espertiLe informazioni per la valutazione di impatto sono state raccolte da un consulente esterno, in forza di un contratto sottoscritto con la GHK Consulting Ltd in seguito a un invito a presentare proposte.2.3. Valutazione di impatto2.3.1. Il sistema di scambio delle informazioniNon è possibile accertare con precisione l'efficacia dell'attuale sistema di scambio di informazioni in termini di prevenzione del doppio voto o della doppia candidatura, dato che il sistema non fornisce direttamente informazioni sull'aspetto quantitativo del fenomeno. Da alcune inchieste realizzate negli Stati membri è comunque risultato che sono pochi i casi dimostrati di doppio voto alle elezioni del Parlamento europeo.Tra le varie opzioni elaborate nel quadro della valutazione di impatto, le seguenti sono state considerate le più adatte ad impedire il doppio voto:2.3.1.1. La situazione attualeIl mantenimento dello scambio di informazioni nella forma attuale comporterebbe il permanere delle lacune esistenti. I difetti del sistema continuerebbero a privare alcuni cittadini del diritto di voto sia nello Stato membro di residenza che in quello di origine.2.3.1.2. La soppressione dell'attuale sistema di scambio di informazioni, con il mantenimento della dichiarazione in cui i cittadini UE non aventi la nazionalità del paese in cui risiedono si impegnano a non votare due volte e a non candidarsi in più di uno Stato membro; l'introduzione dell'obbligo per gli Stati membri di imporre sanzioni adeguate contro il doppio voto e la doppia candidatura e di informarne il pubblico; l'introduzione di controlli ex post da parte degli Stati membri per verificare se vi siano stati doppi voti e doppie candidature.I cittadini dell'UE, sapendo che votare due volte nel corso delle stesse elezioni costituisce un'infrazione, sarebbero ulteriormente scoraggiati a farlo. Un vantaggio supplementare dell'introduzione di controlli ex post sarebbe la possibilità di valutare le proporzioni del fenomeno, cosa che invece non è attualmente prevista dalla direttiva.2.3.1.3. Miglioramento dell'attuale sistema di scambio delle informazioni: adattare il formato per lo scambio delle informazioni, così da consentire a tutti gli Stati membri di disporre di tutte le informazioni necessarie per identificare i loro cittadini; fissare un'unica scadenza armonizzata per lo scambio delle informazioni; stabilire che tutte le informazioni devono essere trasmesse elettronicamente con un solo strumento specifico; introdurre l'uso degli alfabeti greco e cirillico; imporre agli Stati membri di informare i cittadini della loro cancellazione dalle liste elettorali .Il sistema dovrebbe essere attuato dagli Stati membri, probabilmente sulla base di una decisione della Commissione adottata con una procedura di comitologia.2.3.1.4. Creazione di una lista elettorale del Parlamento europeo : questa opzione comporterebbe l'integrazione di tutte le liste elettorali degli Stati membri (per le elezioni del Parlamento europeo) in un'unica lista elettorale del Parlamento europeo per tutti gli Stati membri. Una variante di tale opzione comprenderebbe la piena armonizzazione dei metodi di trattamento dei registri nazionali e delle informazioni da inserire nei registri. Le informazioni sulle liste elettorali sarebbero condivise dagli Stati membri.Questa opzione richiederebbe l'armonizzazione dei sistemi elettorali nazionali e ciò risulterebbe una misura sproporzionata rispetto al problema. Inoltre, ciò richiederebbe una modifica dell'Atto del 1976 sulle elezioni del Parlamento europeo (allegato alla decisione 76/787/CECA, CEE, Euratom), che lascia tale aspetto delle modalità elettorali alla discrezionalità degli Stati membri.Sulla base della valutazione e della comparazione delle opzioni, la più adeguata per rimediare alle carenze riscontrate e per affrontare il problema del doppio voto e della doppia candidatura è la seconda opzione dell'elenco che precede.2.3.2. L'attestato di eleggibilitàPer quanto riguarda i problemi suscitati dall'obbligo, imposto ai candidati, di fornire un attestato che certifichi che non sono decaduti dal diritto di eleggibilità, tra le varie opzioni elaborate, le più adatte sono state considerate le seguenti:2.3.2.1. La situazione attualePer i candidati UE non aventi la nazionalità del paese di residenza, può essere difficile ottenere in tempo l'attestato che ne certifica l'eleggibilità nello Stato di origine. Tale obbligo, come viene dimostrato nella valutazione di impatto, scoraggia la partecipazione.2.3.2.2. Soppressione dell'obbligo per i candidati di certificare con un attestato che non sono decaduti dal diritto di eleggibilità, sostituendolo con l'inserimento di un riferimento in tal senso nella dichiarazione formale che i candidati devono presentare a norma dell'attuale articolo 10, paragrafo 1.Questa opzione comprenderebbe anche l'introduzione dell'obbligo per lo Stato membro di verificare che il cittadino interessato non è decaduto dal diritto di eleggibilità.Sulla base della valutazione e della comparazione delle opzioni, la più adeguata per risolvere il problema è la seconda opzione dell'elenco che precede, dal momento che essa riduce notevolmente gli ostacoli per gli aspiranti candidati, ma prevede l'obbligo per gli Stati membri di verificare l'esattezza delle dichiarazioni.3. ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA |3.1. Sintesi delle misure proposte3.1.1. Il sistema di scambio di informazioniPer quanto riguarda l'obbligo di scambio di informazioni stabilito dalla direttiva, la Commissione propone di sopprimerlo, mantenendo la dichiarazione formale con cui i cittadini UE non aventi la nazionalità del paese di residenza si impegnano a esercitare il diritto di voto e di eleggibilità esclusivamente in uno Stato membro. L'obbligo di presentare una dichiarazione in tal senso è di per sé un deterrente contro il doppio voto e la doppia candidatura. L'articolo 2, paragrafo 9, definisce la "dichiarazione formale" come "l'atto rilasciato dall'interessato, la cui inesattezza è passibile di sanzioni, conformemente alla legge nazionale applicabile". Tuttavia, l'effetto dissuasivo è limitato perché tale disposizione fa riferimento a sanzioni previste dalla legge nazionale.Pertanto, per rafforzare l'effetto deterrente contro il doppio voto e la doppia candidatura, la Commissione propone di introdurre una nuova norma che faccia esplicitamente obbligo agli Stati membri di applicare sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive per l'inesattezza delle dichiarazioni fatte a norma della direttiva che comportino una violazione degli obblighi da essa fissati. Inoltre, tali sanzioni, che dovrebbero essere almeno equivalenti a quelle applicabili a norma delle pertinenti misure nazionali, dovranno essere adeguatamente pubblicizzate dagli Stati membri, analogamente a quanto attualmente previsto dall'articolo 12.La Commissione propone inoltre di presentare una relazione, basata sulle informazioni ricevute dagli Stati membri, sul verificarsi di casi di doppio voto e doppia candidatura dopo la prima applicazione della direttiva modificata. Ciò costituirebbe un mezzo necessario e utile per individuare possibili casi di doppio voto e doppia candidatura, per permettere di valutare la portata del fenomeno. La Commissione suggerisce agli Stati membri di intraprendere controlli ex post nelle situazioni in cui esistono probabilità che si verifichino casi di doppio voto.3.1.2. L'attestato di eleggibilitàPer quanto riguarda i problemi posti dall'obbligo per i candidati di fornire l'attestato, la Commissione propone la soppressione dell'obbligo di fornire un attestato che certifichi che gli aspiranti candidati non sono decaduti dal diritto di eleggibilità (articolo 6, paragrafo 2 e articolo 10, paragrafo 2) e la sua sostituzione con l'inserimento di un riferimento in tal senso nella dichiarazione formale che i candidati devono presentare a norma dell'attuale articolo 10, paragrafo 1. La Commissione propone inoltre di fare obbligo allo Stato membro di residenza di verificare presso lo Stato membro di origine che il cittadino interessato non è decaduto dal diritto di eleggibilità, mediante una notifica della dichiarazione di questo allo Stato membro di origine.La nuova norma sopra menzionata, che prevede l'obbligo per lo Stato membro di applicare sanzioni per l'inesattezza delle dichiarazioni formali, si applicherà anche alla dichiarazione con cui i candidati affermano di non essere decaduti dal diritto di eleggibilità.Per garantire ai cittadini UE non aventi la nazionalità del paese di residenza l'esercizio dei diritti elettorali a norma della direttiva modificata nelle prossime elezioni del giugno 2009, la Commissione propone che gli Stati membri facciano entrare in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva modificata entro il 30 giugno 2008.3.2. Base giuridicaL'articolo 19, paragrafo 2, del trattato CE.3.3. Principio di sussidiarietàData la natura transnazionale del problema, le difficoltà segnalate nell'attuazione della direttiva possono essere risolte esclusivamente con una modifica di questa.3.4. Principio di proporzionalitàLa proposta non va oltre quanto necessario per raggiungere i suoi obiettivi. Le sue disposizioni sono state destinate e limitate ai problemi riscontrati nell'attuazione della direttiva.Le proposte suggerite non comportano un'armonizzazione e possono eliminare l'attuale carico di procedure amministrative.3.5. Scelta degli strumentiUna direttiva, poiché l'obiettivo è modificare una direttiva esistente.L'ambito della proposta è limitato alla modifica di elementi specifici della direttiva 93/109/CE.4. INCIDENZA FINANZIARIALa proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio.5. INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI5.1. SemplificazioneLa proposta prevede una semplificazione delle procedure amministrative per le autorità pubbliche (UE o nazionali).Non saranno più necessari incontri tra la Commissione e gli Stati membri sull'attuazione del sistema di scambio delle informazioni.La soppressione dell'obbligo di scambio delle informazioni per gli Stati membri semplificherebbe le procedure amministrative e permetterebbe alle amministrazioni nazionali di evitare i costi relativi a tale attività.L'introduzione di un riferimento al requisito di non essere decaduti dal diritto di eleggibilità nella dichiarazione formale che gli aspiranti candidati devono già presentare sarebbe molto meno gravoso dell'attuale obbligo di fornire un attestato distinto a tale scopo.5.2. La proposta contiene una clausola di revisione.5.3. Tavola di concordanzaGli Stati membri sono tenuti a comunicare alla Commissione il testo delle disposizioni nazionali che attuano la direttiva e una tavola di concordanza fra dette disposizioni e la direttiva.2006/0277 (CNS)Proposta diDIRETTIVA DEL CONSIGLIOrecante modifica della direttiva 93/109/CE del Consiglio, del 6 dicembre 1993, relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadiniIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 19, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione[2],visto il parere del Parlamento europeo[3],considerando quanto segue:(1) La relazione della Commissione sull'applicazione, in occasione delle elezioni europee 2004, della direttiva 93/109/CE del Consiglio relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini[4] ha evidenziato la necessità di modificare determinate disposizioni della direttiva.(2) La direttiva stabilisce che nessuno può votare più di una volta o presentarsi come candidato in più di uno Stato membro nel corso delle stesse elezioni.(3) La direttiva prevede inoltre che il cittadino dell'Unione europea che sia decaduto dal diritto di eleggibilità in forza delle leggi dello Stato membro di residenza o delle leggi dello Stato membro di origine non possa esercitare detto diritto nello Stato membro di residenza. A tale scopo, la direttiva impone al cittadino comunitario di presentare, all'atto del deposito della propria candidatura, un attestato delle autorità amministrative competenti dello Stato membro d'origine che certifichi che egli non è decaduto dal diritto di eleggibilità in tale Stato o che a dette autorità non risulta che il cittadino sia decaduto da tale diritto.(4) Le difficoltà che i candidati incontrano per individuare le autorità competenti a rilasciare detto attestato e per riceverlo in tempo utile ostacolano l'esercizio del diritto di presentarsi come candidati e ciò contribuisce a far sì che il numero di cittadini UE che presentano la propria candidatura per le elezioni del Parlamento europeo nello Stato membro ospitante sia scarso.(5) Occorre pertanto sopprimere l'obbligo di presentare detto attestato per i candidati, sostituendolo con un riferimento in tal senso nella dichiarazione formale che i candidati devono fornire.(6) Agli Stati membri ospitanti è fatto obbligo di notificare allo Stato membro di origine la dichiarazione resa, per verificare che il candidato comunitario non sia in realtà decaduto dal diritto di eleggibilità nello Stato membro di origine.(7) Gli Stati membri hanno informato la Commissione delle difficoltà che incontrano nello scambio preelettorale delle informazioni sui cittadini inseriti nelle liste elettorali o candidatisi nello Stato membro di residenza che permettono allo Stato membro di origine di prendere misure per garantire che i cittadini non votino o si presentino come candidati in più di uno Stato membro nelle stesse elezioni. A causa delle differenze tra i sistemi nazionali, l'elenco dei dati raccolti per inserire gli elettori sulle liste nazionali varia notevolmente tra uno Stato membro e l'altro; di conseguenza, i dati trasmessi dallo Stato membro ospitante possono risultare inadeguati per identificare l'elettore o il candidato comunitario nello Stato membro di origine; inoltre, non essendovi una data uniforme per la chiusura delle liste elettorali nazionali, i dati sono spesso trasmessi quando nello Stato membro di origine è già diventato impossibile prendere misure per impedire il doppio voto o la doppia candidatura; infine, poiché gli Stati membri non utilizzano tutti lo stesso alfabeto, lo scambio non è possibile quando le informazioni trasmesse dallo Stato membro di residenza sono in un alfabeto diverso da quello usato nello Stato membro di origine.(8) Dette difficoltà, che mettono a repentaglio l'operatività e l'efficienza del sistema di scambio delle informazioni, potrebbero essere superate solo con l'armonizzazione delle regole di inserimento nelle liste elettorali nazionali, una misura che risulterebbe eccessiva rispetto all'obiettivo perseguito.(9) È opportuno, pertanto, sopprimere lo scambio di informazioni, mantenendo tuttavia l'obbligo per l'elettore o il candidato di fornire una dichiarazione con cui si impegna a esercitare il diritto di voto o di eleggibilità solo nello Stato membro di residenza.(10) Inoltre, come deterrente contro il doppio voto o la doppia candidatura o contro l'esercizio del diritto di voto o di eleggibilità malgrado la decadenza da detto diritto, è necessario che gli Stati membri di residenza prendano misure per garantire che le violazioni degli obblighi previsti dalla direttiva siano adeguatamente sanzionate.(11) Nella relazione che è tenuta a presentare sull'applicazione della direttiva modificata in occasione delle elezioni del Parlamento europeo nel 2009, occorre che la Commissione, servendosi delle informazioni fornite dagli Stati membri, basi la propria analisi in particolare sui risultati dei controlli e delle ispezioni svolti dagli Stati membri dopo le elezioni, al fine di rilevare gli eventuali casi di doppio voto e di doppia candidatura.(12) Un controllo regolare di tutti i voti e di tutte le candidature sarebbe sproporzionato rispetto ai problemi individuati e risulterebbe difficilmente realizzabile, poiché negli Stati membri non esistono metodi elettronici uniformi di registrazione e stoccaggio dei dati sull'effettivo numero dei votanti e sulle candidature presentate; occorre pertanto che gli Stati membri destinino i controlli alle situazioni in cui è maggiore la probabilità di doppio voto o doppia candidatura,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 93/109/CE è così modificata:1.  L'articolo 2, paragrafo 9, è sostituito dal testo seguente:"9. « dichiarazione formale », l'atto rilasciato dall'interessato, la cui inesattezza è passibile di sanzioni, conformemente all'articolo 13, paragrafo 1."2.  L'articolo 6 è così modificato:3.  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:"2. Lo Stato membro di residenza verifica che il cittadino dell'Unione che abbia manifestato l'intenzione di presentare la propria candidatura non sia decaduto da tale diritto nello Stato membro di origine per effetto di una decisione individuale in materia civile o penale.”4.  è aggiunto il seguente paragrafo:"3. Ai fini del paragrafo 2 del presente articolo, lo Stato membro di residenza notifica allo Stato membro di origine la dichiarazione di cui all'articolo 10, paragrafo 1. Allo stesso scopo, le informazioni pertinenti che sono normalmente disponibili allo Stato membro di origine sono fornite in maniera tempestiva ed adeguata; dette informazioni possono riguardare solo i dati strettamente necessari per l'attuazione del presente articolo e possono essere utilizzate solo a tal fine. Se le informazioni fornite invalidano il contenuto della dichiarazione, lo Stato membro di residenza prende le misure opportune per impedire all'interessato di presentare la propria candidatura.”5.  è aggiunto il seguente paragrafo:"4. Lo Stato membro di origine può inoltre, in maniera tempestiva ed adeguata, trasmettere allo Stato membro di residenza tutte le informazioni eventualmente necessarie all'attuazione del presente articolo.”6.  L'articolo 10 è così modificato:7.  al paragrafo 1 è aggiunta la seguente lettera (d):"(d) che non è decaduto dal diritto di eleggibilità nello Stato membro di origine."8.  il paragrafo 2 è soppresso;9.  il paragrafo 3 è rinumerato paragrafo 2.10.  L'articolo 13 è sostituito dal testo seguente:"Artic olo 131. Lo Stato membro di residenza prende le misure necessarie per far sì che le inesattezze delle dichiarazioni formali di cui all'articolo 9, paragrafo 2, e all'articolo 10, paragrafo 1, comportanti la violazione degli obblighi previsti dalla presente direttiva, siano soggette a sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive.2. Nell'esercizio dell'obbligo di informazione di cui all'articolo 12, lo Stato membro di residenza informa gli elettori e i candidati delle sanzioni previste dal paragrafo 1 del presente articolo."11.  L'articolo 16 è sostituito dal testo seguente:"Artic olo 16La Commissione, sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri, presenta al Parlamento europeo ed al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente direttiva alle elezioni al Parlamento europeo del 2009, ove opportuno, insieme a una proposta di modifica della presente direttiva. Detta relazione analizza in particolare l'applicazione degli articoli 4 e 13.Ai fini del primo comma, gli Stati membri cooperano tra loro per svolgere controlli successivi alle elezioni su eventuali casi di doppio voto o di doppia candidatura; detti controlli ed ispezioni possono concentrarsi su situazioni in cui è maggiore la probabilità di doppio voto o doppia candidatura."Articolo 21. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 2008. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.Articolo 3La presente direttiva entra in vigore il […] giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Artic olo 4Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl Presidente [1] Direttiva 93/109/CE del Consiglio, del 6 dicembre 1993, relativa alle modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell'Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini.[2] GU C […] del […], pag. […].[3] GU C […] del […], pag. […].[4] GU L 329 del 30.12.1993, pag. 34.