CELEX: 51967PC0327
Language: it
Date: 1967-06-23
Title: Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo alla definizione comune della nozione di origine delle merci (presentata dalla Commissione al Consiglio,conformente all'articolo 149,secondo capoverso,del Trattato della CEE)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (67) 327
Vol. 1967/0057
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMUNITA "                     ECONOMICA EU ROPEA
                          C OMMISSIO NE
                                            CŒI(67)327 def .
                                            Bruxelles , 23 giugno 1 967
                             Proposta modificata di
                           HEGOLAMEHTO DEL CONSIGLIO
            relativo alla definizione comune della nozione di
                           origine delle merci
              (presentata dalla Commissione al Consiglio , conformente
               ali 1 articolo 149 . secondo capoverso , del Trattato della CEE )
C0M(67 ) 327 def ,
 ---pagebreak---                    COHUTICAZIOIJE D3LLA CQK13SSI0H3 AL CONSIGLIO
     concernente la modifica , in applicazione dell' articolo 149* secondo
       comma del Trattato , della sua proposta di un regolamento del
       Consiglio relativo al]a definizione comune della nozione di
                                 origine delle merci
      Nelle rispettive riunioni dei giorni 25-26 maggio 1965 e del 13 mag­
gio 1966, il Comitato Economico e Sociale e il Parlamento europeo si sono
pronunziati , su domanda del Consiglio , circa la proposta della Commissione
di un regolamento del Consiglio relativo alla definizione comune della
nozione di origine delle merci . Nel complesso , tali pareri sono favorevoli
al testo proposto dalla Commissione e rilevano entrambi l' interesse e l' ur
genza dell' applicazione di una definizione comune dell' origine delle merci
In essi vengono , comunque , suggerite varie modifiche e precisazioni al
testo attualmente in discussione presso il Consiglio .
      La Commissione ha esaminato le varie proposte di modifiche avanzate
sia dal Comitato economico e sociale sia dal Parlamento europeo e ha rite­
nuto di poterle accettare in una certa misura .    Dato che il Gruppo per i
problemi economici del Consiglio ha già dedicato varie riunioni all' esame
della sua proposta , la Commissione ha ritenuto opportuno cogliere l' occa­
sione offertale per rivedere il testo originario anche in altri punti , in
modo da tener conto di alcune osservazioni     formulate nell' ambito del sud­
detto Gruppo .  Prescindendo dalle disposizioni relative alla istituzione
di un Comitato dell' origine , queste ultime modifiche sono essenzialmente
formali e lasciano invariate le regole fondamentali contenute nella pro­
posta iniziale della Commissione .    Il loro scopo è soltanto di rendere
tali regole più chiare e più. precise , per evitare i malintesi cui aveva
dato luogo la prima redazione «
      A norma dell' articolo I49 , secondo comma del Trattato , la Commissione
modifica perciò la sua proposta originaria e sottopone al Consiglio , con
il presente documento , una nuova proposta di regolamento .
 ---pagebreak---                            RELAZIONE
Oggetto ed estensione di una nozione comune dell' origine
1.           Nonostante i prograssi già attuati nella- via della normalizza­
zione e della liberalizzazione delle relazioni commerciali tra i vari
Paesi , grazie in particolare all' azione del GATT e dell' OECE , si constata
che nessun Paese nel mondo riserva un trattamento uniforme alle merci
importate dagli altri Paesi .     Le politiche commerciali nazionali portano
sia ad una differenziazione della protezione tariffaria ( dazio doganale
autonomo , convenzionale o preferenziale , dazio della tariffa generale ),
sia l' applicazione di altre misure selettive come i divieti , i contingen­
tamenti , le restrizioni imposte all' uscita delle valute , ecc ..    ,  .
             Queste misure di politica commerciale riguardano i prodotti del­
l' economia di un determinato Paese o gruppo di Paesi .     Per essere efficaci
                                                         le
esse . debbono potersi applicare a tutte e soltanto al/merci che ne formano
oggetto .    Tale applicazione dipende quindi dall' esatta determinazione
dell' origine delle merci importate .     La determinazione dell' origine può
essere necessaria anche per l' esecuzione di altre misure applicabili al­
l' importazione , relative , per esempio , alla tutela sanitaria delle persone
e degli animali e alla compilazione delle statistiche del commercio estero
2.          Nonostante gli sforzi di varie organiszazioni intimazionàli ,
non esiste una definizione dell' origine delle merci sv$. piano internazio­
nale .   Gli: stessi Stati membri della Comunità applicano ancora attualmente
norme nazionali sensibilmente diverse , concepite in funzione delle loro
necessità specifiche e conformi all' orientamento della loro politica in
materia di scambi con i Paesi terzi .
3.          La Comunità ha intrapreso l' attuazione di 'una politica commer­
ciale comune che si concreta già , sul piano tariffario ^ nel fatto che i
dazi autonomi della tariffa doganale comune sono accompagnati da dazi
convenzionali .    E' evidente che questa politica comunitaria non darebbe
 ---pagebreak--- i risultati sperati se-. fosse applicata coni strumenti naz-ionali- diversi
a secondo degli Stati membri .    L' utilità di regole cornimi in materia di
origine è già stata dimostrata in occasione di casi concreti di applica­
zione di misure decise dal Consiglio ( per esempio s dazi di rappresaglia ).
E' necessario quindi instaurare fin d' ora una definizione comune dell' ori­
gine che sostituisca le definizioni nazionali vigenti negli Stati membri .
Tale de-finizione comune sei^rlrebbe anohe , all' atto dell' esportazione delle
merci dalla Comunità, per ^dazione di certificati d' origine , spesso ri­
chiesti da quei Paesi terzi che applicano misure selettive all' importa­
zione ; tali certificati devono infatti essere compilati in condizioni
uguali per tutti gli esportatori della Comunità .
4.          Infine , queste norme comunitarie potrebbero venire introdotte
eventualmente nei futuri accordi commerciali fra la Comunità ed * i Paesi
terzi , affinchè gli accordi vengano applicati il più possibile in base
a regole comunitarie in materia di origine ; questo offrirebbe agli espor­
tatori della CEE il vantaggio di conoscere con certezza il trattamento
riservato ai loro prodótti nel Paese importatore .
La definizione dell' origine délia merci
5 ...       Le merci interamente ottenute in un solo Paese , senza l' apporto
di elementi importati dall' estero , costituiscono integralmente un prodotto
dell' economia di tale Paese e ne sono logicamente originarie .     L' articolo
4 del presente testo precisa che cosa si debba intendere per "merci
interamente ottenute in un solo Paese ".
            Questa prima regola coprirà una parte importante degli scambi
con i Paesi terzi .
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6.            La difficoltà di definire l' origine sta , però soprattutto in
una seconda categoria di merci s quelle ottenute in un determinato Paese
da materie prime , semilavorati o anche prodotti finiti importati da altri
Paesi . Questa categoria è in continuo aumento , dati i progressi della
ripartizione del lavoro su scala internazionale e della specializzazione
dei Paesi industrializzati in produzioni che esigono manodopera altamante
qualificata .   Accade quindi spesso che determinate merci vengano trasfor­
mate e lavorate successivamente in due o più Paesi diversi .
              E' giustificato considerare tali merci come 'originarie del
Paese in cui i prodotti stranieri che sorD entrati nella loro fabbricazione
hanno subito una trasformazione o una lavorazione di tale importanza da
poter essere considerati come integrati alla sua economia .      In altri ter­
mini , deve trattarsi di trasformazioni o lavorazioni sostanziali , che hanno
per risultato la fabbricazione dì un prodotto totalmente nuovo , o rappre­
sentano una fase importante della fabbricazione in causa e possono quindi
aver luogo in imprese "attrezzate a tale scopo ".
              Questa norma , che è oggetto dell '.articolo 5 del progetto.,, .ha
il vantaggio di essere abbastanza elastica per E dattars.i a tutte le con­
dizioni di produzione che possono presentarsi nei vari . settori economiteij
d' altro lato , però , la sua formulazione necessariamente molto generale
prese ntaun duplice rischio s potrebbe portare ," in certi casi , a diver­
genze d' interpretazione , a detrimento dell' uniformità di applicazione della
regola nella Comunità } può dare agli esportatori dei Paesi terzi la ten­
tazione di. abusare della sua elasticità per eludere le misure messe in
atto dalla Comunità in materia di politica commerciale o tariffaria .
Questa norma dev' essere quindi precisata , per tenere conto dei casi "mar­
ginali " che potranno presentarsi , e dev' essere accompagnata da una clausola
che permetta di ovviare agli eventuali abusi .
                                                                    • • •/ • • •
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7«            Una precisazione di tale norma può fondarsi su due criteri :
            - - l' acquisizione dell' origine da parte dez prodotti importati
da Paesi terzi dipende da un certo margine di valore aggiunto ai diversi
stadi della loro, trasformazione j
              - vengono compilati elenchi di trasformazioni considerate
come sufficienti od insufficienti a conferire l' origine .
              Non c' è dubbio circa l' utilità di questi criteri nei casi
previsti dall' articolo 5 del progetto , ma il sancirli in una normativa
comunitaria presentava gravi inconvenienti :
              - la compilazione degli elenchi di trasformazioni nonché la
determinazione di adeguate percentuali di incremento di valore per ogni
attività industriale avrebbe richiesto lunghi studi , senza la certezza che
le soluzioni adottate avrebbero coperto tutte le eventualità ;
              - il criterio dell' incremento di valore , calcolato in base
al costo dei prodotti stranieri utilizzati , inoltre , favorisce evidente­
mente l' acquisizione dell' origine in un Paese determinato da parte delle
merci in esso ottenute da semilavorati acquistati a prezzi anormalmente
bassi ; esso non può quindi essere ritenuto un criterio obiettivo .
              Tale criterio rischia inoltre di portare a soluzioni opposte
a quelle perseguite con la regola principale , in particolare quando in
tale valore aggiunto intervengono elementi estranei al processo di fabbri­
cazione , quali i margini di utile , i costi di trasporto , ecc ... In tali
casi , c' è il grave pericolo che la regola principale sia abbandonata
per la regola sussidiaria , più categorica nell' applicazione .
                                                          ♦ • •/ • • •
 ---pagebreak--- 8.             Stando cosi 1 le cose , e parso più prudente e più efficace
precisare con i testi . comuni di applicazione , nei casi in. cui risulterà
necessario , la regola generale dell' articolo 5 « E' questo lo scopo della
procedura del Comitato dell' origine , previsto dagli articolo 11 e 12 -
del presente progetto *
9.             La clausola dell' articolo 6 si riferisce al caso in cui gli
esportatori dei Paesi terzi fossero tentati di modificare l' origine primi
tiva di talune merci , colpite da misure particolari all' importazione
nella C.E.E. , mediante trasformazioni che , "benché sufficienti secondo
la norma dell 'articolo 5> fossero operate allò scolpo di far approfittare
le merci suddette di un regime più favorevole , eludendo cosi' le misure
prese dalla Comunità in materia di politioa commerciale e tariffaria .
Il Comitato doll ' origine
10 .         'Il Comitato è un' assemblea di rappresentanti degli Stati ^
membri 'e - della Commissione , che esprime il suo parere sui progetti di
misure che la Commissione ritiene necessario attuare p>r precisare la ^por­
tata delle disposizioni del presente regolamento . Con ciò , il Comitato
contribuisce alla progressiva elaborazione di una dottrina comune del­
l' origine , adeguata alla realtà economica ed alle esigenze comunitarie .
11 .           La procedura proposta mantiene , nell' Interesse . della Comunità
l' elasticità della definizione prevista dall' articolo 5>         permette di
apportarvi le necessarie precisazioni entro i termini jut ili e .. garantisce'
cosi' in ogni . momento l' uniformità di- applicazione dell ^ definizione .
Se il Comitato ha espresso un parere favorevole , le misure comunitarie ■
relative a tali precisazioni vengono adottate dalla Commissione . Se ,
invece , il Comitato ha espresso un parere negativo circa i progetti di
misure sottopostigli dalla Commissione , o non ha espresso alcun parere ,
spetta al Consiglio , che delibera a maggioranza qualificata su proposta
della Commissione , decidere circa le misure da adottare . Data l' urgenza
delle misure in causa , però , è parso neoessario prevedere una competenza
dolla Commissione ad attuare le misure da lei proposte nei casi in cui
il Consiglio non giunga ad una decisione entro un lasso di tempo suffi-
cientemente lungo .
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12 . .        Per , i derivati del petrolio di cui all' articolo 3 del presente
progetto , la definizione dell' origine costituisce un elemento importante
della politica energetica comune in corso di elaborazione . Per non pregiu­
dicare l' orientamento di tale politica, occorre escludere provvisoriamente
questo settore dal campo di applicazione del presente regolamento .
Il certificato di origine
13 .          L' origine delle merci viene comprovata , quando ciò è richiesto
alla importazione , con la pre seni azione di un certificato d' origine .
A parte la Convenzione internazionale per la semplificazione delle formali­
tà doganali , firmata a Ginevra il 3 novembre 1923, che disciplina in pratica
soltanto il mutuo riconoscimento delle autorità e degli enti abilitati a ri­
lasciare i certificati, non esistono sul piano internazionale disposizioni
che stabiliscano il contenuto e la forma dei certificati d' origine . Nel­
l' interesse degli esportatori dei Paesi terzi e per facilitare il controllo
dell' origine , era necessario fissare le condizioni minime cui tali certifi­
cati debbono rispondere per poter essere considerati come mezzi di prova
ed appunto a questo vuole arrivare il disposto dell' articolo 8 . Le stesse
condizioni valgono per i certificati che saranno rilasciati in futuro
nella C.E.E. ( cfr . articolo 9 ).
             Va messo in risalto che i certificati rispondenti a tali condi­
zioni non vincolano la valutazione delle autorità doganali , che conservano
pieno diritto di controllare l' origine effettiva delle merci ed hanno per­
tanto la facoltà .di esigere qualsiasi altra prova necessaria , in caso di
fondato dubbio sulla portata reale dei certificati d' origine loro presentati .
Tale potere di valutazione è necessario per il semplice motivo che i certi­
ficati vengono rilasciati in base alle regole in materia di origine appli­
cate nei Paesi esportatori mentre , d' altra parte , le autorità doganali del
Paese d' importazione effettuano il loro controllo in base alle loro norme
nazionali .
                                                               • • •Im • •
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14 .         A norma dall' articolo 9, comma 2 , i certificati ai origine
relativi alle merci originarie di uno Stato membro della Comunità devono
certificare "l' origine CEE" ; tale norma non è , però , assoluta , permanendo
la possibilità di attestare l' origine di uno Stato membro quando l' origine
CEE non sia riconosciuta dalle autorità del Paese di destinazione ( caso dei
Paesi che non riconoscono la CEE come entità, o quando sussistano motivi *
particolari ).  Ciò può essere necessario anche quando il cliente straniero
desideri avere   la certezza che le merci interessate provengono dalla pro­
duzione di una determinata regione della Comunità .     In tal caso , il certi­
ficato di origine serve anche come certificato di controllo della qualità
o della marca .
             A norma dell' articolo 9 > comma 3 , gli organismi abilitati a
rilasciare i certificati di origine devono allinearsi sul modello uniforme
che figura nell' allegato al presente testo e che a partire dalla fine del
periodo transitorio dev' essere , in linea di massima , il solo utilizzato .
 ---pagebreak---                                 Proposta mo.dàfi.cata
                                        di
             Regolamento del Consiglio relativo alla definizione comune
                        della nozione di origine delle merci
                 *    (presentata dalla Commissione al Consiglio )
  IL CONSIGLIO,
  VISTO il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in parti­
  colare gli articoli 111 e 3 55»
  VISTA la proposta delia Commissione ,
. VISTO il parere dell' Assemblea,                                •      ■' .
 VISTO il parere del Comitato Economico e Sociale ,                 " • ' .
  CONSIDERANDO che incombe a tutti gli Stati membri di determinare e' control­
  lare l' origine delle merci , quando lo esige l' applicazione della loro tarif­
  fa doganale , delle restrizioni quantitative e di tutte le altre misure appli­
  cabili ='agli scambi commerciali j                       . .
  CONSIDERANDO che , a loro volta, incombe a tutti .gli. Stati membri di certifi­
  care l' origine delle merci da essi esportate , in tutti i casi in cui questa
  certificazione è richiesta dalle autorità dei Paesi di importazione e in par­
  ticolare quando da tale certificazione derivano dei vantaggi ?
  CONSIDERANDO- che , nell' uno e nell' altro caso , nell' assenza di una defini­
  zione internazionale dell' origine delle merci, gli Stati membri applicano
  attualmente règole proprie per quanto concerne la determinazione , il con­
  trollo e la certificazione dell' origine j che le differenze esistenti fra
  tali regole nazionali sono di natura da provocare disparità, sia nell' appli­
  cazione della tariffa doganale comune , delle restrizioni quantitative e delle
  altre disposizioni applicabili nei loro scambi con i paesi terzi, sia nel
  rilascio dei certificati di origine relativi alle meroi da essi esportate
 verso i paesi terzi j
  CONSIDERANDO che , di conseguenza, occorre elaborare , in_materia, delle re­
  gole comuni a tutti gli Stati membri j
  CONSIDERANDO che le merci . interamente ottenute in un determinato Paese ,
  senza apporto di prodotti, importati dai altri Paesi, debbono essere conside­
  rate' cóme originarie di detto paese , salvo a precisare i tipi di merce che
  entrano in tale categoria r .                      •
 ---pagebreak---  CONSIDERANDO che lo sviluppo degli scambi internazionali e i progressi in­
tervenuti nella divisione internazionale del lavoro provocano , in misura
sempre maggiore , nella fabbricazione di una stessa merce , l' intervento suc­
cessivo di imprese installate in Paesi differenti ; che occorre quindi deter­
minare quale di detti Paesi deve essere considerato come Paese di origine
della merce in esame ;
CONSIDERANDO che è giustificato ritenere come Paese di origine di tale merce
quello in cui è avvenuta l' ultima trasformazione o lavorazione sostanziale
economicamente , giustificata ;
CONSIDERANDO che le regole comuni in materia di origine fissate nel presente
regolamento hanno uno scopo e un campo di applicazione diversi da quelli
riguardanti la regolamentazione dell' origine ai fini dell' esecuzione degli
accordi che comportano , in materia di scambi commerciali , una deroga alla
clausola della nazione più favorita , dei quali accordi fanno parte sia la
Comunità , sia gli Stati membri , e che occorre , di conseguenza , precisare che
le regole del presente regolamento non arrecano pregiudizio alle regolamenta­
zioni sopra citate j
CONSIDERANDO che la definizione dell' origine dei prodotti petroliferi , te­
nuto conto delle ripercussioni che può avere sia sulle fonti di approvvigio­
namento della 'Comunità di tali prodotti , sia sull' evoluzione dell' industria
comunitaria della raffinazione , è parte integrante della politica energetica
comune in corso di èlaborazione 5 che di conseguenza è opportuno stabilire
le regole d' origine applicabili a tali prodotti nel quadro della suddetta
politica energetica comune ;                    .
CONSIDERANDO che generalmente l' origine di una merce determinata è attestata
mediante un certificato di origine emesso da un' autorità ufficiale o da un
organismo debitamente abilitato    a tale effetto e che è necessario determi­
nare le condizioni alle quali deve rispondere' tale certificato per essere
considerato come mezzo di prova ;                       '
CONSIDERANDO che occorre prevedere fin da ora , a causa della realizzazione
in corso del Mercato comune , un certificato di origine comunitario destina­
to a sostituire progressivamente i certificati rilasciati da ciascuno degli .
Stati membri , ma che , se le necessità del commercio di esportazione lo ri­
chiedono , il certificato di origine comunitario può attestare pure che le
merci alle quali si riferisoe sono originarie di uno Stato membro determinato
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO cha occorre garantirò l' applicazione uniforme delle dispo­
sizioni del presente regolamento e che , salvo i casi in cui tale applica­
zione uniforme è preventivamente assicurata da decisioni particolari rien­
tranti nel quadro della politica commerciale comune , è indispensabile at­
tuare una procedura comunitaria che consent|rdi precisare la portata delle
norme stabilite nel presente regolamento/termini adeguati ; che a tale
scopo ed in vista di organizzare una collaborazione stretta ed efficace tra
la Commissione e gli           Stati membri , è necessario istituire un Comitato
dell' origine ,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
                                   Articolo   1
      La definizione dell' origine delle merci e stabilita dal presente rego­
lamento ai fini dell' applicazione uniforme :
      a ) della tariffa doganale comune e delle restrizioni quantitative ,
          nonché di tutte le altre misure adottate , all' importazione delle
        ■ merci , dalla Comunità o dagli Stati membri |     .
      b ) di tutte le misure adottate , all' esportazione bielle merci, dalla
          Comunità o dagli Stati membri ;                         '           \
nonché ai fini della certificazione dell' origine .
                                   Articolo   2
      Le disposizioni del presente regolamento non arrecano pregiudizio alle
regole particolari applicabili agli scambi commerciali tra, da un lato , la
Comunità o gli Stati membri e , dall' altro ," i Paesi con i quali la Comunità
o gli Stati membri sono legati in virtù di accordi che comportano una deroga
alla clausola della nazione, più favorita, in particolare quelli che compor­
tano l' attuazione di una unione doganale o di una zona di libero scambio .
 ---pagebreak---                                       -4 -
                                   Articolo  3
      La definizione dell' origine dei prodotti petroliferi elencati nel­
l' Allegato I al presente regolamento sarà stabilita nel quadro dell' at­
tuazione della politica energetica comune .
                                   Articolo  4
      Le merci interamente ottenute in un solo Paese sono originarie di tale
Paese .
      Sono considerate        merci interamente ottenute in un solo Paese s
      a)  i minerali estratti dal suo territorio ;
      b)  i prodotti del regno vegetale ivi raccolti ;
      c)  gli animali vivi , in esso nati ed allevati j
      d)  i prodotti provenienti da animali vivi ed ivi allevati ;
      e)  i prodotti della caccia o della pesca ivi. praticate 5
    1 f)  i prodotti della pesca marittima e gli altri prodotti estratti dal
          mare da navi immatricolate o registrato in tale Paese e battenti
          la bandiera del medesimo Paese ;
      g) i prodotti ottenuti a bordo di una "nave-officina ", immatricolata
          o registrata Indetto Paese e battente la bandiera del medesimo
          Paese , utilizzando i prodotti di cui alla lettera f) originari
          dello stesso Paese j
      h ) i prodotti estratti dal sottosuolo marino situato al di fuori delle
          acque territoriali , a condizione che tale Paese eserciti diritti
          di sovranità su tale sottosuolo ;
      i ) i prodotti del sottosuolo marino situato al di fuori delle acque
          territoriali , sul quale nessuno degli Stati membri esercita diritti
          di sovranità, estratti mediante impianti fissi o galleggianti uti­
          lizzati da imprese che hanno la nazionalità di tale Paese ;
      3 ) gli scarti ed i residui provenienti da operazioni manifatturiero ,
          nonché gli articoli fuori uso , semprechè siano stati ivi raccolti
          a possano servire soltanto al recupero di materie prime ;
      k) le merci ivi ottenute esclusivamente mediante l' utilizzazione di
          animali o prodotti indicati alle lettere da a ) a j ) di cui sopra
          ó dai loro derivati .
                                                                 • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                     Articolo   5
      Una merce nella cui produzione sono intervenuti duo o più. Paesi , e
originaria del Paese nel quale è avvenuta l' ultima trasformazione o lavora­
zione , a condizione che tale trasformazione o lavorazione sia sostanziale ,
che sia economicamènte giustificata, che essa sia effettuata in un' impresa
attrezzata a tale scopo e che abbia come risultato la fabbricazione di un
prodotto interamente nuovo o che rappresenti una fase importante della
fabbricazione .
                                    Articolo   6
                             • M
      Le trasformazioni o lavorazioni per le quali e accertato , o per le
quali si può ragionevolmente presumere , in base alle informazioni disponi­
bili , che abbiano lo scopo di eludere le disposizioni applicabili nella
Comunità o negli Stati membri , alle marci di determinati Paesi , non possono
in alcun caso essere considerate come conferenti, alle merci che ne risultano
a norma dell' articolo 5 cLi- cui sopra , l' origine del Paese in . cui sono ef­
fettuate .                                             .v . .
                                    Articolo   7.
      Gli accessori , i pezzi di ricambio e.,1 'attrezzatura presentati insieme
ad un materiale , una macchina , un apparecchio od un veicolo , e di cui fanno
parte in quanto dotazione normale , sono considerati della stessa origine
del materiale , della macchina , dell ' apparecchio o del veicolo considerato .
                                    Articolo 8
1.    Quando l' origine delle merci deve essere attestata all' importazione
mediante la' produzione di -un certificato di origine , tale certificato deve
rispondere alle seguenti condizioni s
      a ) essere emesso o dà un' autorità ufficiale -o da un organismo che
          presenti le necessarie garanzie e sia . debitamente abilitato a
          taïe effetto dàl Paesê ; di' rilascio ;
 ---pagebreak---        b ) contenere tutte le indicazioni necessarie per l' identificazione
            della merce cui si riferisce , ed in particolare :
            - la quantità, la natura, le marche ed i numeri dei colli ,
            - la qualità, i pesi lordo e netto delle merci ,
            - il nominativo dello speditore ;
         c ) attestare in maniera precisa che la merce cui si referisce è
             originaria di un determinato Paese .
2.      Nonostante la presentazione di un certificato di origine rispon­
dente alle condizioni fissate al paragrafo 1 di cui sopra , le autorità
compatenti possono , in caso di dubbio , esigere qualsiasi altra prova com­
plementare allo scopo di assicurarsi che . 1 1 origine indicata risponde esat­
tamente alle norme stabilite dal presente regolamento o dalle disposizioni
adottate per la sua applicazione .
                                   Articolo 9
1.      I certificati di origine relativi alle merci esportate dalla Comu­
nità devono rispondere alle condizioni determinate all' articolo 8 , paragra­
fo 1 , lettere a ) e b ) di cui eopra .
2.      Il certificato di origine attesta che le merci sono originarie della
Comunità Economica Europea .
      . Tuttavia, quando le necessità del commercio di esportazione l' esi­
gano , esso può contemporaneamente attestare che tali merci sono origina-
             4"
rie di un determinato Stato membro .
        In ogni caso , la certificazione dell' origine C.E.E. è ammessa sol­
tanto quando le condizioni previste all' articolo 5 cLi cui sopra sono sod­
disfatte , in modo cumulativo , dalle operazioni effettuate in più Stati
membri .
3.      Gli Stati membri adottano tutte le misure appropriate affinchè , al
più tardi alla fine del periodo transitorio ,, i certificati di origine
rilasciati dalle loro autorità ufficiali a dai loro organismi abilitati ,
siano , nella misura in cui non vi si oppongano le necessità del commercio
di esportazione , istituiti e rilasciati , alle condizioni previste nell' Al­
legato II del presente regolamento .
 ---pagebreak---                                           - 7 -
                                      Articolo 10
                                                             f
      Ogni Stato membro informa la Commissione delle decisioni adottate
dall' Amministrazione centrale ai fini dell 'applicazione del presente rego­
lamento , nonché di qualsiasi . problema che tale applicazione solleva .       La
Commissione comunica immediatamente tali informazioni agli altri Stati
membri «  •
                                                                                 s
                                      Articolo 11                               ;
1.    E' istituito un Comitato dell' Origine , appresso denominato " Comitato ",
composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresen­
tante della Commissione .                         '                    '       $
                                 »  •   *   '       ^ • •   '•     s Y   v•
      Il Comitato stabilisce il proprio regolamento interno .
2.    Il Comitato è competente per . l' esame di qualsiasi problema derivante
dall' applicazione del presente regolamento .
3.    Nell' ambito del Comitato , ' i voti degli Stati membri' sono soggetti
alla ponderazione prevista all' articolo 148 paragrafo 2 del Trattato .
Il Presidente non prende parte alla votazione .
4.    Il Comitato è convocato dal suo presidente , sia su iniziativa di
quest' ultimo ,, .sia su richiesta di uno Stato membro .
                                      Articolo 12
1.    Le misure di cui la Commissione ritiene l' adozione necessaria , per
                                                (
precisare la - portata delle disposizioni degli articoli da 4 a 9 del pre­
sente regolamento , sono adottate secondo la procedura stabilita ai para­
grafi 2 e 3 di cui sopra .   . n
2.    Il rappresentante della Commissione presenta al Comitato un progetto
delle misure da adottare *       Il Comitato esprime il proprio parere su tali
misure entro il termine che il presidente può fissare in funzione del­
l' urgenza del problema presentato all' esame .       Il Comitato si pronuncia     >
a maggioranza di dodici voti .
3.    La Commissione edotta i provvedimenti e li mette immediatamente in
applicazione quando sono conformi al parere del Comitato .         Se invece essi
non sono conformi al parere del Comitato , o in mancanza di parere , la Com­
missione presenta al più presto al Consiglio una proposta relativa ai prov­
vedimenti da adottare .                                                     /
 ---pagebreak---                                      - 8 -
      Se , al termine di tre mesi , il Consiglio , deliberando a maggioranza
qualificata , non ha adottato provvedimenti , la Commissione adotta le mi­
sure proposte e le mette immediatamente in applicazione .
                                  Articolo 13
      Ai ani dell' applicazione degli articoli da 4 a 7 del presente regola­
mento, gli Stati membri sono considerati come constituenti una sola entità
territoriale .
                                  Articolo 14
      Il presente regolamento non costituisce ostacolo all' adozione da
parte della Comunità di disposizioni particolari relative ella definizio­
ne  dell' origine di , prodotti determinati .
                                  Articolo 15
      Gli allegati sopra citati fanno parte integrante del presente
regolamento .
                                  Articolo 16
      Il presente regolamento entra in vigore il
ed è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile
in ciascuno degli Stati membri .
                                        Fatto a Bruxelles , il
                                        Per il Consiglio
                                        Il Présidente
 ---pagebreak---                                                            ALLEGATO I
             ■ ■ ELENCO USI PROEOrTI PETROLIFERI ESCLUSI .
          DAL CAMPO DI APPLI CAZIOEB DEL PRESSATE REGOLAMENTO
ex 27.07 B I      Oli aromatici assimilati ai sensi " della Iota 2 del presente
                  Capitolo, distillanti più di 65 $ del loro volume fino a 250°C
                  ( comprese le miscele di benzina e- di benzolo ), destinati ad
                  essere utilizzati come carburanti o come combustibili
    27.09         Oli greggi di petrolio 0 di minorali bituminosi
    27.10         Oli di petrolio o di minerali bituminosi ( diversi dagli oli
                  greggi ); preparazioni non nominate nè comprese altrove conte­
                  nenti in peso una quantità di olio di petrolio o di minorali
                  bituminosi superiore od uguale al . 70 fo e delle quali detti
                  oli costituiscono il componente base ;       .
    27*11         Gas di petrolio ed altri idrocarburi gassosi
    27.12         Vaselina                                                        v;
    27*13         Paraffina , cere di petrolio o di minerali bituminosi , ozoce­
                  rite , cera di lignite , cera di torba, residui paraffinosi
                  ('£atsch ", "slack wax", ecc .), anche colorati
                                                                                I
    27.14         Bitume di petrolio , coke di petrolio e altri residui degli
                  oli di petrolio o di minerali bituminosi
  • 27*15         Bitume naturali e asfaltici naturali ; scisti e sabbie bi­
                  tuminosi , rocce asfaltiche
    27.16         Miscele bituminose a base di asfalto o di bitume naturale ,
                  di bitume di petrolio, di catrame minerale o di pece di ca­
                  trame minerale ( mastici bituminosi , "cut-backs ", ecc .)
                                                                   • # •/ • • •
 ---pagebreak---                                  - 2 -                 ALLEGATO I
   29.01 A I    Idrocarburi " aciclici , destinati ad as sere utilizzati come
                carburanti ó come combustibili
   29*01 B II a Idrocarburi cicloparaffinici e ciclcolefinici , destinati
                ad essere utilizzati come carburanti o come combustibili
                ( azuleni esclusi )
     1
   29.01 Dia    Benzolo , toluolo , xiloli , destinati ad essere utilizzati
                come carburanti o come combustibili
ex 34*03 A      Preparazioni lubrificanti , contenenti oli di petrolio o di
                minerali bituminosi escluse quelle contenenti in peso 70 $
             *0 più di oli di petrolio o di minerali bituminosi
ex 34.04        Cere a base :
             ;  - di paraffina
                - di cere di petrolio o di minerali bituminosi
                - di residui paraffinici
ex 38.14 B I
         a)     Additivi preparati per lubrificanti , contenenti oli di pe­
                trolio o di minerali bituminosi
   38.19 E      âlch.ilideni..in miscela
 ---pagebreak---                                                          ANNEXE II
                      Il certificato ai origine
      Il certificato di origine è rilasciato su richiesta scritta dell' in­
teressato conformemente al modello allegato . Tale domanda deve essere re­
datta nella lingua dello Stato membro di esportazione o in una delle lin­
gue di tale Stato .
      Se le circostanze lo giustificano ed in particolare se l' esportatore
è una ditta che ha regolari correnti di esportazione , gli Stati membri pos­
sono rinunciare a richiedere una domanda per ogni operazione di esporta­
zione , riservandosi di attuare una procedura che possa loro offrire ogni .
garanzia per quanto riguarda il controllo della regolarità dei certificati
di origine rilasciati .
      Il certificato di origine deve essere stabilito in conformità al model­
lo unito al presente allegato . Esso può essere redatto in una delle lingue
della Comunità o in qualsiasi altra lingua, secondo gli usi e le necessità
commerciali .  Es30 è compilato a macchina o a mano .  In quest' ultimo caso
dev' essere scritto ad inchiostro ed a caratteri a stampatello .
      Il certificato deve avere il formato di cm 21 x 30 ed essere stampato
su carta non contenente pasta meccanica collata per scrittura , del peso
minimo di 64 grammi al m2 . Esso deve avere un fondo arabescato di colore
bruno scuro , in modo da metter in evidenza qualsiasi falsificazione operata
con mezzi meccanici o chimici .
      Gli Stati membri possono riservare a sè la stampa dei certificati op­
pure affidare tale incarico a tipografie da essi autorizzate . In quest' ul­
timo caso, ogni stampato deve riportar un riferimento a tale autorizzazione .
Inoltre , ogni certificato deve recare il segno distintivo attribuito alla
tipografia autorizzata , nonché il numero di serie destinato a contraddistin­
guerlo .
 ---pagebreak---  Communauté Economique Européenne             Comunita Economica Europea
 Europäische Wirtschafsgemeinschaft           Europese Economische Gemeenschap
                                    DOMANDA DI
                      CERTIFICATO            DI   ORIGINE
Io sottoscritto ( l )
Speditore delle merci appresso indicate ,
destinate a ( 2 )
Paese di destinazione s
          COLLI                                        ÎPeso       Peso netto ( kg
  Marche e     Numero e     Denominazione delle merci lordo        0 altre misure
  numeri     .  natura
                                                       ( kg)       hi , m3 , ecc .)
                                                                 I
Osservazioni :
dichiaro che dette merci sono originarie ( 3 ) di                                   e
domando il rilascio di un certificato di origine .
                                     Fatto a                  il
                                                         ( firma )
( 1 ) Nome e cognome o ragione sociale , indirizzo completo
( 2 ) Nome e cognome 0 ragione sociale , indirizzo completo del destinatario
( 3) All' occorrenza , indicare sul retro i fatti che provano l' origine di­
      chiarata
 ---pagebreak---   Communautö Economique Europeenne                Comunità, Economica Europea
  Europäische Wirtschaftsgemeinschaft             Europese Economische Gemeenschap
                            CERTIFICATO            D I   ORIGINE
  Sped.it ore
 Destinatário
  Paese di destinazione       :
y ■■■     in ...  n  ■■■
|        COLLI                Denominazione delle merci
                                                            Peso
                                                            lordo
                                                                     Peso netto ( kg
                                                                     o $ltre misure
   Marche e         Numero e
      numeri         natura
                                                            ( kg)    hi , m3 , ecc .)
                                                                  I
 Osservazioni ;
Si certifica che le merci sopra indicate sono originarie di s
                                        Fatto a                     il
                                        ( autorità competente o organismo autoriz­
                                                         zato )
                                                        ( firma )
                 Ti&bro