CELEX: 31982R0789
Language: it
Date: 1982-04-02 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 789/82 del Consiglio, del 2 aprile 1982, che istituisce un dazio antidumping definitivo nei confronti delle importazioni di alcuni filati di cotone, originari della Turchia

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31982R0789

Regolamento (CEE) n. 789/82 del Consiglio, del 2 aprile 1982, che istituisce un dazio antidumping definitivo nei confronti delle importazioni di alcuni filati di cotone, originari della Turchia  

Gazzetta ufficiale n. L 090 del 03/04/1982 pag. 0001 - 0004

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 789/82 DEL CONSIGLIO  del 2 aprile 1982  che istituisce un dazio antidumping definitivo nei confronti delle importazioni di alcuni filati di cotone, originari della Turchia  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 12 e l'articolo 16, paragrafo 1,  visto il protocollo aggiuntivo (2) all'accordo che crea un'associazione tra la Comunità economica europea e la Turchia, in particolare l'articolo 47, paragrafo 2,  vista la proposta presentata dalla Commissione dopo consultazione del comitato consultivo istituito con il regolamento (CEE) n. 3017/79;  considerando che la Commissione ha ricevuto un esposto presentato da Eurocoton a nome di quasi tutti i produttori comunitari di filati di cotone, contenente sufficienti elementi di prova riguardo all'esistenza di pratiche di dumping per prodotti analoghi originari della Turchia, nonché riguardo a un notevole pregiudizio da esse derivante;  considerando che, con parere pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), la Commissione ha annunciato l'apertura di un'indagine relativa alle importazioni di alcuni filati di cotone originari della Turchia e ha avviato un'indagine a livello comunitario;  considerando che, ai fini di una determinazione preliminare del margine di dumping e del pregiudizio, la Commissione ha proceduto ad un controllo in loco presso tre ditte esportatrici, vale a dire: Cukurova Sanayi Isl. AS (Tarsus), Taris Pam. Tar. Sat. Koop. Birligi Iplik Fab. (Izmir) e Trakya Iplik Sanayi AS (Istambul); che queste ditte sono state scelte in funzione della loro rappresentatività e d'accordo con le unioni turche di esportatori dei prodotti in questione, nonché con i ricorrenti;  considerando che, avendo l'esame preliminare dei fatti dimostrato l'esistenza di un dumping e di elementi di prova sufficienti a rivelare la presenza di un pregiudizio, nonché la necessità di un'azione immediata per tutelare gli interessi della Comunità, la Commissione ha istituito con regolamento (CEE) n. 3453/81 (4) un dazio antidumping provvisorio su taluni filati di cotone originari della Turchia, pari al 16 %;  considerando che, durante il successivo esame dei fatti, completato dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, le parti interessate hanno avuto l'occasione di fare conoscere il loro parere per iscritto, di essere ascoltate dalla Commissione e di sviluppare oralmente il loro punto di vista, di prendere visione delle informazioni non riservate rilevanti per la difesa dei loro interessi e di essere informate sui fatti e sulle considerazioni essenziali in base a cui s'intendeva prendere la decisione definitiva; che numerosi produttori, importatori e utilizzatori si sono avvalsi di questa possibilità, esponendo per iscritto ed oralmente i loro punti di vista;  considerando che la Commissione ha aggiornato i risultati della determinazione provvisoria basata sulle tre società sopramenzionate e ha effettuato un'ulteriore inchiesta in Turchia sulle esportazioni effettuate nel corso dell'ultimo trimestre del 1981; che tale estensione dell'inchiesta è stata effettuata a domanda degli esportatori turchi; che nonostante le obiezioni sollevate a seguito dell'instaurazione del dazio provvisorio la Commissione resta ferma nella sua convinzione per quanto riguarda la rappresentatività del campione di esportatori scelto poiché esso contiene i più importanti  esportatori turchi e comprende imprese private e pubbliche situate nelle tre regioni produttrici di tali prodotti;  considerando che, per stabilire definitivamente l'esistenza di dumping riguardo alle importazioni succitate, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che le vendite di prodotti analoghi effettuate dalle tre ditte suddette sul mercato interno turco non consentivano un raffronto valido, a causa dello scarso volume di queste vendite;  considerando che, per questo motivo, la Commissione ha basato i suoi calcoli sul valore estrapolato, vale a dire sui costi durante operazioni commerciali normali dei materiali e della fabbricazione in Turchia, più un margine ragionevole per gli utili e per le spese generali; che nella fattispecie, alla luce dei risultati finanziari degli esportatori visitati, il margine di utile che si può ritenere ragionevole è stato fissato al 5 %;  considerando, tuttavia, che è stato operato un adeguamento sui costi presentati alla Commissione da Trakya Iplik Sanayi AS relativo al periodo 1o gennaio 1981 - 30 settembre 1981; che questo adeguamento è consistito nell'aggiungere a questi costi le spese di vendita e le spese finanziarie per la filiale di questa società incaricata della commercializzazione di alcuni dei prodotti esportati, costi di cui l'esportatore non aveva tenuto conto nelle cifre presentate; che l'esportatore ha tenuto conto di questi costi nelle cifre presentate per l'ultimo trimestre 1981 e che in seguito nessun altro adeguamento è stato effettuato per tale periodo;  considerando altresì che, in seguito a una sottovalutazione, da parte di Cukurova Sanayi Isl. AS, delle proprie spese generali, queste ultime sono state ricostruite in base a informazioni fornite dalla società sull'importo globale delle sue esportazioni e delle spese generali imputabili alle stesse;  considerando d'altronde che Taris Pam. Tar. Sat. Koop. Birligi Iplik Fab. non ha permesso alla Commissione di verificare e di completare gli elementi di informazione forniti, con riferimento ai propri costi di produzione; che, di conseguenza, la Commissione ha dovuto determinare il valore normale relativo alle esportazioni di questa società in base ai dati più favorevoli disponibili, nella fattispecie in base ai dati rilevati presso altri esportatori turchi visitati;  considerando che la determinazione definitiva del dumping è stata effettuata confrontando, transazione per transazione su base fob, questo valore estrapolato per vendite effettuate nel periodo 1o gennaio - 31 dicembre 1981 con i prezzi all'esportazione nella Comunità durante lo stesso periodo;  considerando che da questo esame dei fatti risulta che le importazioni oggetto dell'inchiesta vengono effettuate in regime di dumping il cui margine varia secondo i tipi di filati; che il margine medio ponderato di dumping per questo periodo è pari al 15,1 % per quanto riguarda Cukurova Sanayi Isl. AS, al 13,1 % per quanto riguarda Trakya Iplik Sanayi AS e al 12,1 % per quanto riguarda Taris Pam. Tar. Sat. Koop. Birligi Iplik Fab.;  considerando che, in ordine al pregiudizio causato alla produzione comunitaria, dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che le importazioni nella Comunità dei filati di cotone in questione originari della Turchia, dopo essere scesi da 71 000 tonnellate nel 1978 a circa 54 000 tonnellate nel 1980, hanno raggiunto 82 000 tonnellate nel 1981;  considerando che tali importazioni hanno raggiunto nella Comunità una parte di mercato pari a 9,1 % nel 1978 e 6,6 % nel 1980; che tale parte viene stimata a 10,8 % per il 1981;  considerando che secondo le informazioni raccolte dalla Commissione le sottoquotazioni dei prezzi all'importazione nella Comunità dei filati di cotone originari della Turchia, rispetto ai prezzi di prodotti analoghi fabbricati dai produttori comunitari, sono notevoli e raggiungono 25 % in numerosi casi;  considerando che il conseguente impatto sulle industrie comunitarie, il cui volume di produzione è passato da 613 000 tonnellate nel 1977 a 557 000 tonnellate nel 1981, si è concretato presso molti produttori in una flessione, in valute costanti, dei prezzi comunitari, che non consentono di coprire i costi di produzione; che, inoltre, l'industria comunitaria è caratterizzata da un crescente calo del tasso di sfruttamento del proprio potenziale, ridotto attualmente al 65 % in numerosi Stati membri;  considerando che, di conseguenza, la maggior parte delle imprese comunitarie subisce perdite notevoli nel settore dei filati di cotone oggetto della procedura e che un andamento del genere pregiudica la remuneratività dell'intero settore e ha già provocato, nei posti di lavoro direttamente interessati dalla produzione di questi prodotti, un calo notevole che ha fatto scendere il numero di addetti a 100 000 nel 1979 a 92 000 nel 1980 e a 84 000 nel 1981;  considerando che la Commissione ha esaminato l'eventuale pregiudizio causato da altri fattori che, isolatamente o associati, esercitano parimenti un influsso deleterio sull'industria comunitaria; che la Commissione ha esaminato in particolare a tal fine le condizioni in cui avvenivano le altre importazioni, il livello della domanda di filati di cotone nella Comunità e la concorrenza tra produttori comunitari; che il volume delle altre importazioni è leggermente salito tra il 1979 e il 1980, ma che nel 1981 si registra invece una tendenza contraria; che, inoltre, la maggior parte di queste importazioni è soggetta a limiti quantitativi; che, stando alle informazioni che la Commissione ha potuto raccogliere, il livello della domanda comunitaria di filati di cotone, dopo essere salito nel 1979, ha registrato una lieve flessione a partire dal 1980; che, nello stesso periodo, il numero di produttori comunitari è sceso e che l'aliquota di mercato detenuta dai paesi terzi diversi dalla Turchia è rimasta relativamente stabile;  considerando che, di conseguenza, gli effetti attribuiti unicamente al dumping sui prodotti della Turchia rappresentano un pregiudizio notevole;  considerando che il Consiglio d'associazione CEE-Turchia, adito il 27 novembre 1981 dalla Commissione, non ha adottato, nel termine fissato a tale scopo, decisioni ai sensi dell'articolo 47, paragrafo 1, del protocollo aggiuntivo all'accordo che crea una associazione;  considerando che a seguito dell'instaurazione del dazio antidumping provvisorio, numerose istanze sono state indirizzate alla Commissione per far valere che tali misure erano lesive degli interessi degli importatori nonché delle industrie di trasformazione ed erano contrarie anche agli interessi della Comunità; che degli interventi in senso contrario sono stati effettuati dai produttori comunitari; che le associazioni che rappresentano la totalità della professione comprendenti i filatori e i tessitori si sono dichiarate favorevoli all'eliminazione delle pratiche di dumping e al pregiudizio che ne risulta; che la Commissione dopo aver esaminato tutti gli argomenti delle parti ha considerato che tenuto conto dell'importanza del margine di dumping e del pregiudizio che ne risulta per il settore industriale interessato, l'interesse della Comunità richiede l'istituzione di un dazio antidumping definitivo nei confronti delle importazioni di taluni filati di cotone originari della Turchia;  considerando che, per determinare l'importo di questo dazio, la Commissione ha esaminato i margini di dumping, nonché l'entità del pregiudizio arrecato;  considerando che per ragioni tecniche la Commissione è giunta alla conclusione che tale dazio deve corrispondere al margine più basso accertato, cioè 12 %;  considerando che per quanto riguarda l'opportunità della riscossione definitiva degli importi versati a titolo del dazio antidumping provvisorio, l'istituzione di tali misure non era imprevisibile, dato che le importazioni in causa costituivano oggetto di una procedura antidumping debitamente annunziata; che ciononostante, dato il periodo particolarmente lungo intercorso tra l'inizio di tale procedura, il 3 agosto 1979, e l'imposizione del dazio antidumping provvisorio, sembra equo facilitare, eccezionalmente, l'adattamento degli operatori, che avevano già assunto impegni commerciali, alla nuova situazione venuta a crearsi a seguito del dazio antidumping provvisorio; che tuttavia, data la necessità di non indebolire troppo l'efficacia delle misure di protezione richieste dalla difesa degli interessi della Comunità, conviene fissare il termine d'adattamento a quattro settimane a decorrere dal giorno dell'entrata in vigore del dazio antidumping provvisorio; che in queste circostanze la riscossione definitiva, fino a concorrenza dell'ammontare del dazio definitivo, degli importi versati a titolo del dazio provvisorio deve essere effettuata per tutti i prodotti immessi al consumo a decorrere dal 1o gennaio 1982,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di filati di cotone della sottovoce 55.05 B della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe da 55.05-21 a 55.05-98 incluso, originari della Turchia.  2. Il tasso del dazio antidumping è fissato al 12 % sulla base del valore in dogana determinato conformemente al regolamento (CEE) n. 1224/80 del Consiglio, del 28 maggio 1980, relativo al valore in dogana delle merci (1).  3. Le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali si applicano al dazio antidumping.  Articolo 2  1. Gli importi depositati a garanzia del dazio antidumping provvisorio a norma del regolamento (CEE) n. 3453/81 sono riscossi definitivamente fino a concorrenza dell'ammontare del dazio definitivo, cioè al 75 % dell'ammontare del dazio provvisorio. Il saldo di tali somme, cioè il 25 % di quest'ultimo ammontare, è liberato.  2. Tuttavia, a riguardo dei prodotti immessi al consumo prima del 1o gennaio 1982, gli importi depositati a garanzia del dazio antidumping provvisorio sono liberati.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 2 aprile 1982.  Per il Consiglio  Il Presidente  P. de KEERSMAEKER  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. L 293 del 29. 12. 1972, pag. 4.  (3) GU n. C 196 del 3. 8. 1979, pag. 2.  (4) GU n. L 347 del 3. 12. 1981, pag. 19.  (1) GU n. L 134 del 31. 5. 1980, pag. 1.