CELEX: 51987PC0109
Language: it
Date: 1987-03-27
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 70/156/CEE CONCERNENTE IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE ALL' OMOLOGAZIONE DEI VEICOLI A MOTORE E DEI LORO RIMORCHI

23.4. 87                                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     N. C 108/9
               Proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 70/156/CEE concernente il ravvici-
              namento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei
                                                                loro rimorchi
                                                              COM(87) 109 def.
                                       (Presentata dalla Commissione al Consiglio il 3 aprile 1987)
                                                               (87/C 108/10)
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                                        zione comune all'interno delle categorie internazionali di
                                                                            cui alle note dell'allegato I della direttiva 70/156/CEE
visto il trattato che istituisce la Comunità economica                      del Consiglio (2), modificata da ultimo dall'atto di ade-
europea, in particolare l'articolo 100,                                     sione della Spagna e del Portogallo,
vista la proposta della Commissione,
                                                                            HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
visto il parere del Parlamento europeo,
                                                                                                       Articolo 1
visto il parere del Comitato economico e sociale,                           L'allegato I della direttiva 70/156/CEE è modificato
                                                                            conformemente all'allegato.
considerando che è necessario definire a livello comuni-
tario i veicoli fuoristrada in particolare ai fini dell'appli-                                         Articolo 2
cazione della direttiva 84/424/CEE del Consiglio ('),
che prevede all'articolo 1 talune deroghe per detti tipi di                 Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni neces-
veicoli e, più in generale, ai fini dell'applicazione di ogni               sarie per conformarsi alla presente direttiva anterior-
altra direttiva del settore dei veicoli a motore che richie-                mente al 1° ottobre 1987. Essi ne informano immediata-
desse tale definizione;                                                     mente la Commissione.
considerando che in ogni Stato membro i veicoli fuori-                                                 Articolo 3
strada sono definiti in modo diverso e che per non osta-
colare gli scambi intracomunitari è necessaria una defini-                  Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
(') GU n. L 238 del 6. 9. 1984, pag. 31.                                    (2) GU n. L 42 del 23. 2. 1970, pag. 1.
                                                                  ALLEGATO
               Alla fine della lettera b) delle note è aggiunto il testo seguente:
               «4. I veicoli delle suddette categorie M ed N considerati quali veicoli fuoristrada alle condizioni di carico e
                   di verifica di cui al punto 4.4 e conformemente alle definizioni ed ai disegni di cui al punto 4.5.
                   4.1. Qualsiasi veicolo a motore della categoria Mi e della categoria Ni con una massa massima non
                         superiore a 2 t è considerato veicolo fuoristrada qualora sia munito:
                         — di almeno un asse anteriore e di almeno un asse posteriore progettati per essere simultanea-
                             mente motori (as esempio nel caso in cui possa essere disinnestata la motricità di un asse) ;
                         — di almeno un dispositivo di bloccaggio del differenziale o di almeno un meccanismo avente
                             effetto analogo e
                         — se può superare una pendenza del 30 % calcolata per veicolo isolato.
                         Esso deve inoltre soddisfare ad almeno cinque dei seguenti sei requisiti:
                         — avere un angolo d'attacco di almeno 25°,
                         — avere un angolo di uscita di almeno 20°,
 ---pagebreak--- N . C 108/10                                G a z z e t t a ufficiale delle C o m u n i t à e u r o p e e                    23. 4. 87
                  — avere un angolo di rampa di almeno 20°,
                  — avere un'altezza libera dal suolo minima sotto l'asse-anteriore di 180 mm,
                  — avere un'altezza libera dal suolo minima sotto l'asse posteriore di 180 mm,
                  — avere un'altezza libera dal suolo minima entro gli assi di 200 mm.
             4.2. Qualsiasi veicolo a motore della categoria Ni con una massa massima superiore a 2 t oppure delle
                  categorie N2 e M2 della categoria M3 con una massa massima non superiore a 12 t, è considerato
                  veicolo fuoristrada qualora sia munito di ruote progettate per essere tutte motrici, con possibilità
                  di disinnestare la motricità di un asse, oppure soddisfi ai seguenti requisiti:
                  — avere almeno un asse anteriore e almeno un asse posteriore progettati per essere simultanea-
                       mente motori con possibilità di disinnestare la motricità di un asse;
                  — essere munito di uno o più dispositivi di bloccaggio del differenziale o di uno o più meccanismi
                       aventi effetto analogo;
                  — poter superare una pendenza del 25 % calcolata per veicolo isolato.
             4.3. Qualsiasi veicolo a motore della categoria M3 con massa massima superiore a 12 t e della categoria
                  N3 è considerato veicolo fuoristrada qualora sia munito di ruote progettate per essere tutte mo-
                  trici, con possibilità di disinnestare la motricità di un asse, oppure soddisfi ai seguenti requisiti:
                  — essere munito di ruote motrici per almeno il 50 %,
                  — essere dotato di almeno un dispositivo di bloccaggio del differenziale o di almeno un disposi-
                       tivo avente effetto analogo.
                  — poter superare una pendenza del 25 % calcolata per veicolo isolato.
                  — soddisfare ad almeno quattro dei seguenti sei requisiti:
                      — avere un angolo d'attacco di almeno 25°,
                      — avere un angolo di uscita di almeno 25°,
                      — avere un angolo di rampa di almeno 25°,
                      — avere un'altezza libera dal suolo minima sotto l'asse anteriore di 250 mm,
                      — avere un'altezza libera dal suolo minima sotto l'asse posteriore di 300 mm,
                      — avere un'altezza libera dal suolo minima entro gli assi di 250 mm.
             4.4. Condizioni di carico e di verifica
                  4.4.1. I veicoli delle categorie Mi ed Ni con una massa non superiore a 2 t devono essere in
                          ordine di marcia, vale a dire con liquido di raffreddamento, lubrificanti, carburante, at-
                          trezzi, ruota di scorta e conducente avente una massa convenzionale di 75 kg.
                  4.4.2. I veicoli diversi da quelli della categoria Mi e da quelli della categoria Ni con una massa
                          massima non superiore a 2 t devono essere caricati con la massa massima tecnicamente am-
                          messa, dichiarata dal costruttore.
                  4.4.3. La verifica del superamento delle pendenze prescritte (25 % e 30 %) è eseguita mediante
                          semplici calcoli. Tuttavia, nei casi limite, il servizio tecnico può esigere che gli venga presen-
                          tato un veicolo del tipo in questione per procedere ad una prova reale.
                  4.4.4. Per la misurazione degli angoli di attacco, di uscita e di rampa non si tiene conto dei
                           dispositivi di protezione antincastro.
             4.5. Definizioni e disegni degli angoli di attacco, di uscita e di rampa, nonché dell'altezza libera del suolo
                  4.5.1. Per "angolo di attacco" s'intende l'angolo massimo tra il piano di appoggio ed i piani
                           tangenti ai pneumatici delle ruote anteriori, in condizioni di carico statico, tale che nessun
                           punto del veicolo anteriore al primo asse sia situato al di sotto di detti piani e che nessuna
                           parte rigida del veicolo, ad eccezione degli eventuali predellini, venga a trovarsi al di sotto
                           di detti piani.
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        4.5.2. Per "angolo di uscita" s'intende l'angolo massimo tra il piano di appoggio ed i piani tan-
               genti ai pneumatici delle ruote posteriori, in condizioni di carico statico, tale che nessun
               punto del veicolo posteriore all'ultimo asse sia situato al di sotto di detti piani e che nessuna
               parte rigida del veicolo venga a trovarsi di sotto di detti piani.
                                            T*
                  )
                   q^i
        4.5.3. Per "angolo di rampa" s'intende l'angolo acuto minimo tra due piani perpendicolari al
               piano longitudinale mediano del veicolo, tangenti rispettivamente ai pneumatici delle ruote
               anteriori e posteriori, in condizioni di carico statico, la cui intersezione tocchi la parte infe-
               riore del veicolo compresa tra le ruote. Detto angolo definisce la rampa più grande sulla
               quale può transitare il veicolo.
        4.5.4.      Per "altezza libera del suolo tra gli assi" s'intende la distanza minima tra il piano di
                    appoggio ed il punto fisso più basso del veicolo.
                    Gli assi multipli sono considerati come un unico asse.
                       #30
                                        vnnst/ti              =Si?
                    Per "altezza minima dal suolo di un asse" s'intende la distanza misurata dal punto più
                    alto di un arco di circonferenza che passa per il centro della superficie di appoggio delle
                    ruote di un asse (delle ruote interne nel caso di pneumatici gemelli) e tocca il punto più
                    basso del veicolo tra le ruote. Nessuna parte del veicolo deve sporgere entro il segmento
                    tratteggiato del disegno. All'occorrenza, l'altezza libera dal suolo di più assi viene indi-
                    cata in base alla loro disposizione, ad esempio 280/250/250.»