CELEX: 51989FC0686
Language: it
Date: 2007-02-16
Title: Proposta di Direttiva …/…/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del […] relativa ai dispositivi di protezione individuale (versione codificata)

IT

|[pic]                     |COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE                                                                               |

                                        Bruxelles,
                                        COM(2008)

                                                                   Proposta di

                                             DIRETTIVA …/…/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

                                                                     del […]

                                                relativa ai dispositivi di protezione individuale

                                                              (versione codificata)

                                                                    RELAZIONE

1.    Nel contesto dell'Europa dei cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza alla semplificazione e alla chiara formulazione  della
       normativa comunitaria, affinché diventi più comprensibile e accessibile al cittadino comune, offrendo al medesimo nuove possibilità di far
       valere i diritti che la normativa sancisce.

       Questo obiettivo non può essere realizzato fintanto che  le  innumerevoli  disposizioni,  modificate  a  più  riprese  e  spesso  in  modo
       sostanziale, rimangono sparse, costringendo chi le voglia consultare a ricercarle sia nell'atto originario sia  negli  atti  di  modifica.
       L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole impegno di ricerca e di comparazione dei diversi atti.

       Per tale motivo è indispensabile codificare le disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa comunitaria
       sia chiara e trasparente.

2.    Il 1° aprile 1987 la Commissione ha pertanto deciso[1] di dare istruzione ai propri servizi di procedere alla codificazione  di  tutti  gli
       atti legislativi dopo non oltre dieci modifiche, sottolineando che si tratta di un requisito  minimo  e  che  i  vari  servizi  dovrebbero
       sforzarsi di codificare i testi di loro competenza anche a intervalli più brevi, al fine di  garantire  la  chiarezza  e  la  comprensione
       immediata delle disposizioni comunitarie.

3.    Le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di  Edimburgo  (dicembre 1992)  hanno  ribadito  questa  necessità[2],  sottolineando
       l’importanza della codificazione, poiché offre la certezza del diritto applicabile a una determinata materia in un preciso momento.

       La codificazione va effettuata nel pieno rispetto del normale iter legislativo comunitario.

       Dal momento che in sede di codificazione nessuna modificazione di carattere sostanziale può  essere  apportata  agli  atti  che  ne  fanno
       oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno concluso un accordo interistituzionale, del 20 dicembre 1994,  per  un
       metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida adozione degli atti di codificazione.

4.    Lo scopo della presente proposta è quello di avviare la codificazione della direttiva 89/686/CEE  del  Consiglio,  del  21  dicembre  1989,
       concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri  relative  ai  dispositivi  di  protezione  individuale[3].  La  nuova
       direttiva sostituisce i vari atti che essa incorpora[4], preserva in pieno la sostanza degli atti oggetto di codificazione e pertanto  non
       fa altro che riunirli apportando unicamente le modifiche formali necessarie ai fini dell’opera di codificazione.

5.    La proposta di codificazione è stata elaborata sulla base del consolidamento preliminare, in tutte le  lingue  ufficiali,  della  direttiva
       89/686/CEE e degli strumenti di modifica della stessa, effettuato dall'Ufficio  delle  pubblicazioni  ufficiali  delle  Comunità  europee,
       attraverso un sistema di elaborazione dati. Nei casi in cui è stata assegnata una nuova numerazione agli articoli, la concordanza  tra  la
       vecchia e la nuova numerazione è esposta in una tavola che figura all'allegato VIII della direttiva codificata.

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

                                                                   Proposta di

                                             DIRETTIVA …/…/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

                                                                     del […]

                                              Ö relativa Õ ai dispositivi di protezione individuale

                                                        (testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[5],

deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del trattato[6],

considerando quanto segue:

                                            ê 

   1) La direttiva 89/686/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati  membri  relative
      ai dispositivi di protezione individuale[7], è stata modificata in modo sostanziale e a più riprese[8]. A fini di razionalità  e  chiarezza
      occorre provvedere alla codificazione di tale direttiva.

                                            ê 89/686/CEE considerando 5 e 6 e 93/95/CEE considerando (4) (adattato)

   2) Ö È necessario adottare norme armonizzate relative ai dispositivi di protezione individuale Õ  per  garantire  la  libera  circolazione  di
      questi prodotti Ö e facilitare l’immissione sul mercato Õ, senza per questo che i livelli di protezione  esistenti,  allorché  giustificati
      negli Stati membri, siano abbassati e affinché siano aumentati allorché è necessario.

                                            ê 89/686/CEE considerando (7) (adattato)

   3) Ö È opportuno che Õ le prescrizioni di progettazione e di fabbricazione dei dispositivi di protezione individuale previsti  nella  presente
      direttiva, essenziali per rendere più sicuro l'ambiente di lavoro, Ö facciano salve Õ le prescrizioni relative all'impiego dei  dispositivi
      di protezione individuale e all'organizzazione sanitaria e della sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro.

                                            ê 89/686/CEE considerando (8) (adattato)

   4) Ö È opportuno che Õ la presente direttiva Ö definisca soltanto Õ i requisiti essenziali cui devono rispondere i dispositivi  di  protezione
      individuale. Per facilitare la prova di conformità ai requisiti essenziali  è  indispensabile  disporre  di  norme  armonizzate  a  livello
      Ö comunitario Õ, concernenti la progettazione, la fabbricazione,  le  specifiche  e  i  metodi  di  prova  dei  dispositivi  di  protezione
      individuale, tutte le norme la cui osservanza assicura a questi prodotti una  presunzione  di  conformità  ai  requisiti  essenziali  della
      presente direttiva. Tali norme armonizzate a livello Ö comunitario Õ sono elaborate da organismi privati e Ö dovrebbero Õ mantenere il loro
      stato di testo non obbligatorio. A tal fine, il  Comitato  europeo  di  normalizzazione  (CEN),  il  Comitato  europeo  di  normalizzazione
      elettrotecnica (CENELEC) e l’Istituto europeo delle norme per le telecomunicazioni (ETSI) sono riconosciuti come gli  organismi  competenti
      per adottare le norme armonizzate, conformemente agli orientamenti generali sulla cooperazione tra la Commissione,  l’Associazione  europea
      di libero scambio (EFTA) e questi Ö tre organismi, firmati Õ il 23 marzo 2003[9].

                                            ê 89/686/CEE considerando (10)

   5) Dato il ruolo generale e orizzontale svolto dal comitato permanente istituito dall'articolo  5  della  direttiva  98/34/CE  del  Parlamento
      europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore  delle  norme  e  delle  regolamentazioni
      tecniche e delle regole relative ai  servizi  della  società  dell'informazione[10]  nella  politica  comunitaria  di  normalizzazione,  in
      particolare il suo ruolo  nella  preparazione  di  ordini  di  normalizzazione  e  nel  funzionamento  dello  status quo  a  livello  della
      normalizzazione europea, detto comitato è particolarmente idoneo ad assistere la Commissione nel controllo comunitario di conformità  delle
      norme armonizzate.

                                            ê 93/68/CEE considerando 1, 2 e 3 (adattato)

   6) Ö Il Consiglio ha già adottato diverse direttive miranti all'eliminazione degli  ostacoli  tecnici  agli  scambi,  basandosi  sui  principi
      stabiliti nella risoluzione del 7 maggio 1985 relativa a una nuova strategia in materia di armonizzazione  tecnica  e  normalizzazione[11];
      ognuna delle suddette direttive contempla l'apposizione della marcatura  CE.  La  Commissione,  nella  comunicazione  del  15  giugno  1989
      concernente un approccio globale in materia di certificazione e  di  prove[12],  ha  proposto  la  creazione  di  una  legislazione  comune
      concernente una marcatura CE di conformità avente un simbolo grafico  comune.  Nella  risoluzione  del  21  dicembre  1989  concernente  un
      approccio globale in materia di valutazione della conformità[13] il Consiglio ha approvato come principio regolatore l'adozione di una tale
      strategia coerente per quanto concerne l'utilizzo della marcatura CE. Õ I due elementi fondamentali della nuova strategia da applicare sono
      i requisiti essenziali e le procedure di valutazione della conformità.

                                            ê 89/686/CEE considerando (11) (adattato)

   7) Ö È opportuno Õ un controllo dell'osservanza di queste prescrizioni tecniche per proteggere debitamente gli  utilizzatori  e  i  terzi.  Le
      procedure di controllo esistenti possono  variare  notevolmente  da  uno  Stato  membro  all'altro.  Per  evitare  controlli  multipli  che
      costituiscono altrettanti ostacoli  alla  libera  circolazione  dei  dispositivi  di  protezione  individuale,  è  opportuno  prevedere  un
      riconoscimento reciproco dei controlli da parte degli Stati membri. Per facilitare  tale  riconoscimento  dei  controlli  è  opportuno,  in
      particolare, prevedere procedure comunitarie armonizzate e armonizzare i criteri da tener presenti per designare gli  organismi  incaricati
      di svolgere compiti di esame, di sorveglianza e di verifica.

                                            ê 89/686/CEE considerando (12)

   8) Occorre migliorare il quadro giuridico per consentire alle parti sociali di fornire un contributo efficace e adeguato.

                                            ê 

   9) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28  giugno
      1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[14].

  10) La presente direttiva deve far salvi gli obblighi degli Stati  membri  relativi  ai  termini  di  attuazione  e  di  applicazione  indicati
      nell'allegato VII, parte B,

                                            ê 89/686/CEE

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

                                                                      CAPO I

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

                               CAMPO DI APPLICAZIONE, Ö DEFINIZIONI, Õ IMMISSIONE SUL MERCATO E LIBERA CIRCOLAZIONE

                                            ê 89/686/CEE

                                                                    Articolo 1

1. La presente direttiva si applica ai dispositivi di protezione individuale, qui di seguito denominati «DPI».

Essa stabilisce le condizioni di immissione sul mercato e della libera circolazione intracomunitaria, nonché i requisiti essenziali di  sicurezza
cui i DPI devono soddisfare per preservare la salute e garantire la sicurezza degli utilizzatori.

                                            ê 89/686/CEE art. 2, par. 2

2. La presente direttiva non incide sulla facoltà degli Stati membri di prescrivere - nel rispetto del trattato - i requisiti che essi  ritengono
necessari per assicurare la protezione degli utilizzatori a patto che ciò non  implichi  modifiche  dei  DPI  rispetto  alle  disposizioni  della
presente direttiva.

                                            ê 89/686/CEE art. 1, par. 4

3. Sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva:

a)    i DPI disciplinati da un'altra direttiva che concerne gli stessi obiettivi di immissione  sul  mercato,  libera  circolazione  e  sicurezza
       della presente direttiva;

b)    indipendentemente dal motivo di esclusione di cui alla  lettera  a),  le  categorie  di  DPI  che  figurano  nell'elenco  delle  esclusioni
       dell'allegato I.

                                            ê 89/686/EEC articolo 1, paragrafi 2 e 3

                                                                    Articolo 2

1. Ai sensi della presente direttiva, si intende per «DPI» qualsiasi dispositivo o articolo destinato a essere indossato o tenuto da una  persona
affinché essa sia protetta nei confronti di uno o più rischi che potrebbero metterne in pericolo la salute e la sicurezza.

Sono anche considerati DPI:

a)    l'insieme costituito da diversi dispositivi o articoli abbinati in modo solidale dal fabbricante per proteggere una persona  nei  confronti
       di uno o più rischi che possono presentarsi simultaneamente;

b)    un dispositivo o articolo di protezione solidale, in modo dissociabile o non dissociabile, di un  dispositivo  individuale  non  protettivo
       indossato o tenuto da una persona per svolgere una data attività;

c)    i componenti intercambiabili di un DPI, indispensabili per il suo buon funzionamento e utilizzati unicamente per detto DPI.

2. Viene considerato parte integrante di un DPI ogni sistema di collegamento immesso sul mercato con il DPI  per  raccordare  quest'ultimo  a  un
dispositivo esterno, complementare, anche nel caso in cui tale sistema di  collegamento  non  sia  destinato  a  essere  indossato  o  tenuto  in
permanenza dall'utilizzatore durante il periodo di esposizione al(ai) rischio(i).

                                            ê 89/686/CEE considerando (8), ultima frase (adattato)

3. Ai sensi della presente direttiva, si intende per norma armonizzata una specifica  tecnica  (norma  europea  o  documento  di  armonizzazione)
adottata Ö dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN), dal Comitato  europeo  di  normalizzazione  elettrotecnica  (CENELEC)  e  dall’Istituto
europeo delle norme per le telecomunicazioni (ETSI) o da due o tre di  detti  organismi  Õ  su  mandato  della  Commissione,  conformemente  alla
direttiva Ö 98/34/CE Õ nonché sulla base degli orientamenti generali Ö per la cooperazione tra la Commissione, l’Associazione europea  di  libero
scambio (EFTA) e questi tre organismi, firmati il 28 marzo 2003 Õ.

                                            ê 89/686/CEE

                                                                    Articolo 3

1. Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni necessarie affinché i DPI di cui all'articolo 1  possano  essere  immessi  sul  mercato  e  in
servizio soltanto se assicurino la salute e la sicurezza degli utilizzatori, senza compromettere la salute e la sicurezza di  altre  persone,  di
animali domestici o di beni, quando siano trattati debitamente e utilizzati conformemente all'impiego.

2. Gli Stati membri non ostacolano in occasione di fiere, esposizioni, ecc., la  presentazione  di  DPI  non  conformi  alle  disposizioni  della
presente direttiva a patto che su un pannello sia chiaramente indicata la non conformità di questi DPI, nonché  il  divieto  di  acquistarli  e/o
adoperarli in qualsiasi maniera prima della loro messa in conformità da parte del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità.

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

                                                                    Articolo 4

I DPI devono rispondere ai requisiti essenziali di sicurezza previsti nell'allegato II.

                                                                    Articolo 5

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 2

1. Gli Stati membri non possono vietare, limitare od ostacolare l'immissione sul mercato di DPI o componenti di DPI  conformi  alle  disposizioni
della presente direttiva e muniti della marcatura CE che dichiara la loro conformità a tutte le prescrizioni della  presente  direttiva  comprese
le procedure di certificazione di cui al capitolo II.

                                            ê 89/686/CEE
                                            è1 93/68/CEE art. 7, punto 1

2. Gli Stati membri non vietano, limitano od ostacolano l'immissione sul mercato di componenti di DPI non  muniti  della  è1 marcatura  CE ç,  se
essi sono destinati a essere incorporati in  altri  DPI,  sempreché  questi  componenti  non  siano  essenziali  e  indispensabili  per  il  buon
funzionamento dei DPI.

                                            ê 89/686/CEE (adattato)
                                            è1 93/68/CEE art. 7, punto 1

                                                                    Articolo 6

1. Gli Stati membri considerano conformi ai requisiti essenziali Ö previsti all'allegato II Õ i DPI di cui all'articolo 10, paragrafo  3,  muniti
della è1 marcatura CE ç per i quali il fabbricante sia in grado di presentare, a richiesta, la dichiarazione di conformità  di  cui  all'articolo
16.

2. Gli Stati membri presumono conformi ai requisiti essenziali di sicurezza Ö previsti all'allegato II Õ i DPI di cui all'articolo 10,  paragrafo
2, muniti della è1 marcatura CE ç per i quali il fabbricante  sia  in  grado  di  presentare,  a  richiesta,  oltre  alla  dichiarazione  di  cui
all'articolo 16, l'attestato dell'organismo notificato di cui all'articolo 11 che ne dichiari la conformità alle relative  norme  nazionali,  che
traspongono le norme armonizzate, conformità valutata mediante l'esame CE, secondo l'articolo  12,  paragrafo  5,  primo  comma  e  articolo  12,
paragrafo 6, primo comma.

                                            ê 89/686/CEE

Allorché il fabbricante non ha applicato o ha applicato solo parzialmente le  norme  armonizzate,  o  in  mancanza  di  tali  norme,  l'attestato
dell'organismo notificato deve dichiarare la conformità dei requisiti essenziali secondo l'articolo 12, paragrafo 5,  secondo  comma  e  articolo
12, paragrafo 6, terzo comma.

3. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea i riferimenti delle norme armonizzate.

Gli Stati membri pubblicano i riferimenti delle norme nazionali che riprendono le norme armonizzate.

4. Gli Stati membri si assicurano che vengano adottate entro il 30 giugno 1991 le misure appropriate atte a  permettere  alle  parti  sociali  di
influire, a livello nazionale, sul processo di elaborazione delle norme armonizzate e sul loro controllo.

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 3

5. Qualora i DPI siano disciplinati da altre direttive relative ad aspetti differenti e che prevedono l'apposizione della  marcatura  CE  di  cui
all'articolo 17, questa indica che i DPI si presumono soddisfare ugualmente le disposizioni di queste altre direttive.

Tuttavia, nel caso in cui una o più delle suddette direttive lascino al fabbricante la facoltà di scegliere il regime  da  applicare  durante  un
periodo transitorio, la marcatura CE indica che i DPI soddisfano soltanto le disposizioni delle  direttive  applicate  dal  fabbricante.  In  tal
caso, i riferimenti alle direttive applicate, pubblicati nella Gazzetta ufficiale  dell’Unione  europea,  sono  riportati  nei  documenti,  nelle
avvertenze o nei fogli di istruzione stabiliti dalle direttive e che accompagnano tali DPI.

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

                                                                    Articolo 7

Qualora uno Stato membro o la Commissione ritenga che le norme  armonizzate  di  cui  all'articolo  6  non  soddisfino  interamente  i  requisiti
essenziali che li concernono, previsti Ö all'allegato II Õ, la Commissione o lo Stato membro adisce il  comitato  istituito  dall'Ö l'articolo  5
della Õ direttiva 98/34/CE esponendo i propri motivi.

                                            ê 89/686/CEE

Il comitato emette un parere di urgenza.

Visto il parere del comitato, la Commissione notifica  agli  Stati  membri  la  necessità  di  ritirare  o  meno  le  norme  in  questione  dalle
pubblicazioni di cui all'articolo 6, paragrafo 3.

                                            ê 1882/2003 art. 1 e allegato I, punto 1

                                                                    Articolo 8

1. La Commissione è assistita dal Comitato permanente istituito all'articolo 6, paragrafo 2 della direttiva 98/37/CE  del  Parlamento  europeo  e
del Consiglio[15], in prosieguo denominato «Comitato».

Ad esso può essere sottoposta, secondo la procedura prevista al paragrafo 2, qualsiasi questione sorta per l'attuazione e l'applicazione  pratica
della presente direttiva.

2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE,  tenendo  conto  delle
disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

3. Il Comitato adotta il proprio regolamento interno.

                                            ê 89/686/CEE
                                            è1 93/68/CEE art. 7, punto 1

                                                                    Articolo 9

1. Se uno Stato membro constata che i DPI muniti della  è1 marcatura  CE ç  e  utilizzati  conformemente  alla  loro  destinazione  rischiano  di
compromettere la sicurezza delle persone, degli animali domestici o dei beni, esso prende ogni misura utile per ritirare tali  DPI  dal  mercato,
vietarne l'immissione sul mercato o la libera circolazione.

Lo Stato membro informa immediatamente la Commissione di questo provvedimento indicando i motivi della sua decisione e,  in  particolare,  se  la
non conformità risulti:

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

a)    dall'inosservanza dei requisiti essenziali Ö previsti all'allegato II Õ;

b)    da un'applicazione non corretta delle norme Ö armonizzate Õ di cui all'articolo 6;

c)    da una lacuna delle norme Ö armonizzate Õ stesse di cui all'articolo 6.

                                            ê 89/686/CEE

2. La Commissione provvede quanto prima ad avviare consultazioni con le parti interessate. Se la Commissione constata, dopo  tale  consultazione,
che la misura è giustificata, essa ne informa immediatamente lo Stato membro  che  ha  preso  l'iniziativa  e  gli  altri  Stati  membri.  Se  la
Commissione constata, dopo la consultazione, che la misura è ingiustificata, essa  ne  informa  immediatamente  lo  Stato  membro  che  ha  preso
l'iniziativa come pure il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità.

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

Se la decisione di cui al paragrafo 1 è motivata da  una  lacuna  delle  norme,  essa  adisce  il  comitato  Ö istituito  dall'articolo  5  della
direttiva 98/34/CE Õ, qualora lo Stato membro che ha preso la decisione intenda  mantenerla,  e  avvia  la  procedura  prevista  all'articolo  8,
paragrafo 2.

                                            ê 89/686/CEE
                                            è1 93/68/CEE art. 7, punto 1

3. Se un DPI non conforme è munito della è1 marcatura CE ç, lo Stato membro competente adotta nei confronti di  chi  ha  apposto  il  marchio  le
misure appropriate e ne informa la Commissione e gli altri Stati membri.

4. La Commissione si assicura che gli Stati membri siano informati in merito allo  svolgimento  e  ai  risultati  della  procedura  prevista  dal
presente articolo.

                                                                     CAPO II

                                                                  CERTIFICAZIONE

                                                                    Sezione 1

                                                           PROCEDURE DI CERTIFICAZIONE

                                                                   Articolo 10

1. Prima di immettere un modello di  DPI  sul  mercato,  il  fabbricante  o  il  suo  mandatario  stabilito  nella  Comunità  deve  preparare  la
documentazione tecnica indicata nell'allegato III per poterla presentare, se necessario, alle autorità competenti.

2. Preliminarmente alla fabbricazione di DPI diversi da quelli di cui al paragrafo  3,  il  fabbricante  o  il  suo  mandatario  stabilito  nella
Comunità deve sottoporre un modello alla procedura di certificazione «CE» prevista all'articolo 12.

3. Sono esonerati dall'attestato di certificazione «CE» i modelli di  DPI  di  progettazione  semplice  di  cui  il  progettista  presuppone  che
l'utilizzatore possa giudicare direttamente l'efficacia contro rischi minimi i cui effetti, se graduali, possono essere avvertiti in tempo  utile
e senza danni per l'utilizzatore.

Rientrano esclusivamente in questa categoria i DPI destinati a proteggere chi li indossa contro:

a)    aggressioni meccaniche con effetti superficiali (guanti da giardinaggio, ditali per cucire, ecc.);

b)    prodotti per la pulizia la cui aggressione sia di lieve entità e facilmente reversibile (guanti di protezione  dalle  soluzioni  detergenti
       diluite, ecc.);

c)    rischi presenti nella manipolazione di pezzi caldi, che non espongano a una temperatura superiore ai 50 °C, né a urti  pericolosi  (guanti,
       grembiuli a uso professionale, ecc.);

d)    agenti atmosferici non eccezionali né estremi durante attività non ad uso privato (copricapo, indumenti per la stagione, scarpe e  stivali,
       ecc.);

e)    piccoli urti e vibrazioni che non raggiungano parti vitali del corpo e non comportino lesioni irreversibili (copricapo  leggeri  contro  le
       lesioni al cuoio capelluto, guanti, scarpe leggere, ecc.);

f)    raggi solari (occhiali da sole).

4. Nel caso dei DPI di progettazione complessa destinati a proteggere contro pericoli mortali o che  possono  nuocere  gravemente  e  in  maniera
irreversibile alla salute, di cui il progettista presume che l'utilizzatore non possa scoprire in tempo gli effetti immediati, i  DPI  fabbricati
sono soggetti, a scelta del fabbricante, a una delle due procedure di cui agli articoli 13 e 14.

Rientrano esclusivamente in questa categoria:

a)    gli apparecchi di protezione respiratoria filtranti contro gli aerosol solidi, liquidi o contro i  gas  irritanti,  pericolosi,  tossici  o
       radiotossici;

b)    gli apparecchi di protezione respiratoria che isolano completamente dall'atmosfera, inclusi quelli destinati all'immersione;

c)    i DPI che assicurano una protezione limitata nel tempo contro le aggressioni chimiche o contro le radiazioni ionizzanti;

d)    i dispositivi di intervento in ambienti caldi i cui effetti sono comparabili a quelli di una temperatura d'aria pari o superiore a  100 °C,
       con o senza radiazioni infrarosse, fiamme o grosse proiezioni di materie in fusione;

e)    i dispositivi di intervento in ambienti freddi i cui effetti sono comparabili a quelli di una temperatura  d'aria  inferiore  o  pari  a  -
       50 °C;

f)    i DPI destinati a proteggere dalle cadute dall'alto;

g)    i DPI destinati a proteggere dai rischi elettrici per i lavori con tensioni  pericolose  o  quelli  utilizzati  come  isolanti  per  l'alta
       tensione.

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

5. Ö I DPI fabbricati sono soggetti Õ alla dichiarazione di conformità «CE» del fabbricante di cui all'articolo 16 per ogni DPI.

                                            ê 89/686/CEE

                                                                   Articolo 11

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 4

1. Gli Stati membri notificano alla Commissione e agli altri Stati membri gli organismi da essi designati  per  espletare  le  procedure  di  cui
all'articolo 10, nonché i compiti specifici per i quali tali organismi sono stati designati e i numeri di identificazione  che  sono  stati  loro
attribuiti in precedenza dalla Commissione.

La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea un elenco degli organismi notificati  in  cui  figurano  i  loro  numeri  di
identificazione, nonché i compiti per i quali sono stati notificati. Essa provvede all'aggiornamento di tale elenco.

                                            ê 89/686/CEE

2. Per la valutazione degli organismi da notificare gli Stati membri devono applicare i criteri previsti nell'allegato  V.  Si  presume  che  gli
organismi che soddisfano i criteri di valutazione previsti nelle norme armonizzate pertinenti rispondano a detti criteri.

3. Uno Stato membro che ha riconosciuto un organismo deve ritirare tale riconoscimento qualora constati che  quest'ultimo  non  soddisfa  più  ai
criteri elencati nell'allegato V. Esso ne informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri.

                                                                    Sezione 2

                                                               CERTIFICAZIONE «CE»

                                                                   Articolo 12

1. La certificazione «CE» è la procedura in base alla quale l'organismo di controllo riconosciuto constata  e  attesta  che  il  modello  di  DPI
soddisfa alle disposizioni pertinenti della presente direttiva.

2. La domanda di certificazione «CE» è presentata dal fabbricante o dal suo mandatario a un solo organismo  di  controllo  riconosciuto,  per  il
modello considerato. Il mandatario deve essere stabilito nella Comunità.

3. La domanda comprende:

a)    il nome e l'indirizzo del fabbricante o del suo mandatario e il luogo di fabbricazione dei DPI;

b)    il fascicolo tecnico di fabbricazione di cui all'allegato III.

La domanda deve essere corredata di sufficienti esemplari del modello per cui si chiede il riconoscimento.

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

4. L'organismo notificato effettua la certificazione «CE» Ö in conformità con i paragrafi 5 e 6 Õ.

5. Ö All’atto dell’ Õ esame della documentazione tecnica del fabbricante, Ö l’organismo notificato Õ effettua l'esame  della  documentazione  per
verificarne la conformità alle norme armonizzate di cui all'articolo 6.

                                            ê 89/686/CEE

Allorché il fabbricante non ha applicato o ha applicato solo parzialmente le  norme  armonizzate,  o  in  mancanza  di  tali  norme,  l'organismo
notificato deve verificare la conformità delle specifiche tecniche impiegate dal fabbricante ai requisiti  essenziali,  prima  di  verificare  la
conformità del fascicolo tecnico di fabbricazione a queste specifiche tecniche.

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

6. Ö All’atto dell’ Õ esame del modello, l'organismo si accerta che esso sia stato fatto conformemente al fascicolo tecnico  di  fabbricazione  e
che esso possa essere usato in piena sicurezza, conformemente all'impiego previsto.

                                            ê 89/686/CEE

Esegue gli esami e le prove adeguati per verificare la conformità del modello con le norme armonizzate.

Allorché il fabbricante non ha applicato o ha applicato solo parzialmente le  norme  armonizzate,  o  in  mancanza  di  tali  norme,  l'organismo
notificato effettua gli esami e le prove opportuni per verificare la conformità del modello alle specifiche tecniche utilizzate  dal  fabbricante
sotto riserva della loro conformità ai requisiti essenziali.

7. Se il modello risulta conforme alle disposizioni che lo concernono, l'organismo redige un attestato di certificazione «CE»  che  è  notificato
al richiedente. Tale attestato riprende le conclusioni dell'esame, indica le condizioni di cui la  certificazione  è  eventualmente  corredata  e
riporta le descrizioni e i disegni necessari per identificare il modello riconosciuto.

La Commissione, gli altri organismi riconosciuti e gli altri Stati membri possono ottenere una copia dell'attestato  e,  su  richiesta  motivata,
una copia della documentazione tecnica di fabbricazione e dei verbali degli esami e delle prove effettuati.

Il fascicolo deve essere tenuto a disposizione delle autorità competenti durante i dieci anni successivi all'immissione sul mercato dei DPI.

8. L'organismo che rifiuta di rilasciare un attestato di certificazione «CE» ne informa gli altri organismi riconosciuti. L'organismo che  ritira
un attestato di certificazione «CE» ne informa lo Stato membro che lo ha riconosciuto. Quest'ultimo ne  informa  gli  altri  Stati  membri  e  la
Commissione esponendo i motivi di tale decisione.

                                                                    Sezione 3

                                                           CONTROLLO DEI DPI FABBRICATI

                                                                   Articolo 13

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

1. Ö Al fine di dare esecuzione a un Õ sistema di garanzia di qualità «CE» del prodotto finito, il fabbricante adotta tutte le misure  necessarie
affinché il processo di fabbricazione, comprese l'ispezione finale dei DPI e le prove, garantisca l'omogeneità della produzione e  la  conformità
di detti DPI con il tipo descritto nell'attestato di certificazione «CE» e con le  disposizioni  essenziali  della  presente  direttiva  ad  essi
relative.

                                            ê 89/686/CEE

2. Un organismo notificato scelto dal fabbricante effettua i controlli necessari. Detti controlli sono effettuati a caso, di norma  a  intervalli
di almeno un anno.

3. Per verificare la conformità dei DPI viene esaminata un'adeguata serie di campioni dei  DPI  prelevata  dall'organismo  notificato  e  vengono
eseguite opportune prove definite nelle norme armonizzate o necessarie per  attestare  la  conformità  ai  requisiti  essenziali  della  presente
direttiva.

4. In caso di difficoltà connesse con la valutazione della conformità dei campioni, allorché l'organismo è diverso da  quello  che  ha  compilato
l'attestato di certificazione «CE» in questione, esso si mette in contatto con l'organismo notificato.

5. Il fabbricante riceve dall'organismo notificato un resoconto della perizia. Qualora il resoconto  concluda  che  non  vi  è  omogeneità  nella
produzione o che i DPI esaminati non sono  conformi  al  tipo  descritto  nell'attestato  di  certificazione  «CE»  né  ai  requisiti  essenziali
applicabili, l'organismo adotta le misure adeguate al tipo di difetto o di difetti constatati e ne informa lo Stato membro che l'ha notificato.

6. Il fabbricante è in grado di presentare, a richiesta, il resoconto dell'organismo notificato.

                                                                   Articolo 14

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

1. Ö Per assicurare la qualità CE della produzione, Õ il fabbricante sottopone una domanda di approvazione del proprio sistema di  qualità  a  un
organismo notificato di sua scelta.

                                            ê 89/686/CEE

La domanda comprende:

a)    tutte le informazioni per la categoria di DPI in questione, ivi compresa, se del caso, la documentazione sul modello approvato;

b)    la documentazione sul sistema di qualità;

c)    un impegno a rispettare gli obblighi derivanti dal sistema di qualità e a mantenerlo adeguato ed efficace.

2. Nell'ambito del sistema di qualità ciascun DPI viene esaminato e vengono effettuate le opportune prove di cui all’articolo  13,  paragrafo  3,
allo scopo di verificare la sua conformità ai pertinenti requisiti essenziali della presente direttiva.

3. La documentazione sul sistema di qualità comprende in particolare un'adeguata descrizione:

a)    degli obiettivi di qualità, dell'organigramma, delle responsabilità dei quadri e dei loro poteri in materia di qualità dei prodotti;

b)    dei controlli e delle prove che devono essere effettuati dopo la fabbricazione;

c)    dei mezzi destinati a verificare l'efficiente funzionamento del sistema di qualità.

4. L'organismo valuta il sistema di qualità per determinare se ottemperi alle disposizioni di cui al paragrafo 2. Esso presume  la  conformità  a
tali disposizioni dei sistemi di qualità che attuano la norma armonizzata corrispondente.

L'organismo che effettua i controlli procede a ogni  verifica  oggettiva  necessaria  degli  elementi  del  sistema  di  qualità  e  verifica  in
particolare se il sistema assicuri la conformità dei DPI fabbricati al modello approvato.

La decisione viene notificata al fabbricante. Essa contiene le conclusioni del controllo e la decisione di valutazione motivata.

5. Il fabbricante informa l'organismo che ha approvato il sistema di qualità di qualsiasi progetto di modifica del sistema di qualità stesso.

L'organismo esamina le modifiche proposte e decide se il sistema di qualità modificato soddisfi alle disposizioni  pertinenti.  Notifica  la  sua
decisione al fabbricante. La notifica contiene le conclusioni del controllo e la decisione di valutazione motivata.

                                                                   Articolo 15

1. Lo scopo della sorveglianza consiste nell'assicurarsi che il fabbricante adempia correttamente  gli  obblighi  che  derivano  dal  sistema  di
qualità approvato.

2. Il fabbricante autorizza l'organismo ad accedere, a fini di ispezione, ai luoghi di ispezione, di prova e di immagazzinamento dei  DPI  e  gli
fornisce qualsiasi informazione necessaria, in particolare:

a)    la documentazione sul sistema di qualità;

b)    la documentazione tecnica;

c)    i fascicoli di qualità.

3. L'organismo procede periodicamente a controlli per assicurarsi che il fabbricante mantenga e applichi il  sistema  di  qualità  e  fornisce  a
questi una relazione di audit.

L'organismo può inoltre effettuare visite improvvise dal fabbricante. Nel corso di tali visite l'organismo fornisce un resoconto della visita  in
questione ed eventualmente una relazione di audit al fabbricante.

4. Il fabbricante è in grado di presentare, su richiesta, il resoconto dell'organismo notificato.

                                                                     CAPO III

                                                DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ «CE» DELLA PRODUZIONE

                                                                   Articolo 16

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 5

La dichiarazione di conformità «CE» è la procedura con la quale il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità:

                                            ê 89/686/CEE
                                            è1 93/68/CEE art. 7, punto 1

a)    redige una dichiarazione secondo il modello dell'allegato VI, in cui attesta che gli esemplari di un modello DPI immessi sul  mercato  sono
       conformi alle disposizioni della presente direttiva, per poterla presentare alle autorità competenti,

b)    appone su ogni esemplare del modello DPI la è1 marcatura CE ç prevista all'articolo 17.

                                                                     CAPO IV

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 1 (adattato)

                                                          MARCATURA CE Ö DI CONFORMITÀ Õ

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 6

                                                                   Articolo 17

1. La marcatura CE di conformità è costituita dalle iniziali «CE» secondo il simbolo grafico il cui modello figura all'allegato IV.

In caso di intervento di un organismo notificato nella fase di controllo della produzione, come previsto  dagli  articoli  13,  14  e  15,  viene
aggiunto il suo numero distintivo.

2. La marcatura CE deve essere apposta su ogni DPI fabbricato in modo da essere visibile, leggibile e indelebile per  tutta  la  durata  di  vita
prevista di tale DPI; tuttavia, se  ciò  risulta  impossibile  date  le  caratteristiche  del  prodotto,  la  marcatura  CE  può  essere  apposta
sull'imballaggio.

3. È vietato apporre sui DPI marcature che possano indurre in errore i terzi circa il significato e il simbolo grafico della  marcatura  CE.  Sul
DPI o sul suo imballaggio può essere apposto ogni altro marchio, purché questo non limiti la visibilità o la leggibilità della marcatura CE.

4. Fatto salvo l'articolo 9, ogni constatazione da parte di uno Stato  membro  di  apposizione  indebita  della  marcatura  CE  comporta  per  il
fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità l'obbligo di conformare il prodotto alle  disposizioni  sulla  marcatura  CE  e  di  far
cessare l'infrazione alle condizioni stabilite dallo Stato membro stesso.

Nel caso in cui persista la mancanza di conformità, lo Stato membro deve adottare tutte le misure atte a  limitare  o  vietare  l'immissione  sul
mercato del prodotto in questione o a garantirne il ritiro dal commercio secondo le procedure previste all'articolo 9.

                                            ê 89/686/CEE

                                                                      CAPO V

                                                               DISPOSIZIONI FINALI

                                                                   Articolo 18

Ogni decisione presa in applicazione della presente direttiva che comporti una restrizione  dell'immissione  sul  mercato  dei  DPI  deve  essere
motivata in modo preciso. Essa viene notificata all'interessato al più  presto,  con  l'indicazione  delle  modalità  di  ricorso  offerte  dalla
legislazione vigente in tale Stato membro e i termini entro i quali i ricorsi devono essere presentati.

                                                                   Articolo 19

La Commissione prende le misure necessarie affinché siano resi disponibili i dati che si riferiscono a tutte  le  decisioni  pertinenti  relative
all'applicazione della presente direttiva.

                                            ê 93/95/CEE art. 1, punto 3 (adattato)

                                                                   Articolo 20

Gli Stati membri comunicano alla Commissione  il  testo  delle  principali  disposizioni  di  diritto  interno  che  essi  adottano  nel  settore
disciplinato dalla presente direttiva.

                                            ê 

                                                                   Articolo 21

La direttiva 89/686/CEE, modificata dagli atti di cui all'allegato VII, parte A,  è  abrogata,  fatti  salvi  gli  obblighi  degli  Stati  membri
relativi ai termini di attuazione e di applicazione indicati all'allegato VII, parte B.

I riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla presente direttiva  e  si  leggono  secondo  la  tavola  di  concordanza  riportata
all'allegato VIII.

                                                                   Articolo 22

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

                                            ê 89/686/CEE

                                                                   Articolo 23

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

                                            ê 

Fatto a Bruxelles, il […]

Per il Parlamento europeo    Per il Consiglio
Il Presidente    Il Presidente
[…]   […]

                                            ê 89/686/CEE

                                                                    ALLEGATO I

                   ELENCO ESAUSTIVO DELLE CATEGORIE DI DPI CHE NON RIENTRANO NEL CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA PRESENTE DIRETTIVA

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

                                               Ö (di cui all’articolo 1, paragrafo 3, lettera b)) Õ

                                            ê 89/686/CEE

1.    DPI progettati e fabbricati specificamente per le forze armate o quelle per il mantenimento dell'ordine (caschi, scudi, ecc.);

2.    DPI di autodifesa in caso di aggressione (generatori aerosol, armi individuali deterrenti, ecc.);

3.    DPI progettati e fabbricati per uso privato contro:

         – le condizioni atmosferiche (copricapo, indumenti per la stagione, scarpe e stivali, ombrelli, ecc.);

         – l'umidità, l'acqua (guanti per rigovernare, ecc.);

         – il calore (guanti, ecc.).

4.    DPI destinati alla protezione o al salvataggio di persone imbarcate a bordo di navi o aeromobili, che non siano portati ininterrottamente.

                                            ê 93/95/CEE art. 1, punto 4

5.    Caschi e visiere per utilizzatori di veicoli a motore a due o tre ruote.

                                                                  _____________

                                            ê 89/686/CEE

                                                                   ALLEGATO II

                                                  REQUISITI ESSENZIALI DI SALUTE E DI SICUREZZA

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

                                                           Ö (di cui all’articolo 4) Õ

                                            ê 89/686/CEE

1.    REQUISITI DI CARATTERE GENERALE APPLICABILI A TUTTI I DPI

      I DPI devono assicurare una protezione adeguata contro i rischi.

1.1.  Principi di progettazione

1.1.1.      Ergonomia

      I DPI devono essere progettati e fabbricati in modo tale che, nelle condizioni di impiego prevedibili cui  sono  destinati,  l'utilizzatore
       possa svolgere normalmente l'attività che lo espone a rischi, disponendo al tempo stesso di  una  protezione  appropriata  e  del  miglior
       livello possibile.

1.1.2.      Livelli e classi di protezione

1.1.2.1.    Livelli di protezione quanto possibile elevati

      Il livello di protezione ottimale da prendere in considerazione all'atto della progettazione è quello al di là  del  quale  le  limitazioni
       risultanti dal fatto di portare il DPI ostacolerebbero la sua effettiva utilizzazione  durante  l'esposizione  al  rischio  o  il  normale
       svolgimento dell'attività.

1.1.2.2.    Classi di protezione adeguate a diversi livelli di un rischio

      Qualora le diverse condizioni  di  impiego  prevedibili  portino  a  distinguere  vari  livelli  di  uno  stesso  rischio,  all'atto  della
       progettazione del DPI devono essere prese in considerazione classi di protezione adeguate.

1.2.  Innocuità dei DPI

1.2.1.      Assenza di rischi e altri fattori di disturbo «autogeni»

      I DPI devono essere progettati e fabbricati in modo da non provocare rischi e altri fattori di disturbo  nelle  condizioni  prevedibili  di
       impiego.

1.2.1.1.    Materiali costitutivi appropriati

      I materiali costitutivi dei DPI e i loro eventuali prodotti di decomposizione non devono avere effetti nocivi  per  l'igiene  o  la  salute
       dell'utilizzatore.

1.2.1.2.    Stato di superficie adeguato di ogni parte di un DPI a contatto con l'utilizzatore

      Ogni parte di un DPI a contatto, o suscettibile di entrare a contatto  con  l'utilizzatore  durante  l'impiego  non  deve  avere  asperità,
       spigoli vivi, sporgenze, ecc., suscettibili di provocare una irritazione eccessiva o delle ferite.

1.2.1.3.    Ostacoli massimi ammissibili per l'utilizzatore

      I DPI devono ostacolare il meno possibile i gesti da compiere, le posizioni da assumere e la percezione  sensoriale  e  non  devono  essere
       all'origine di gesti che possano mettere in pericolo l'utilizzatore o altre persone.

1.3.  Fattori di confort e di efficacia

1.3.1.      Adeguamento dei DPI alla morfologia dell'utilizzatore

      I DPI devono essere progettati e fabbricati in modo tale da poter essere  messi  il  più  comodamente  possibile  sull'utilizzatore,  nella
       posizione appropriata e restarvi durante il periodo necessario e prevedibile dell'impiego, tenendo conto dei fattori ambientali, dei gesti
       da compiere e delle posizioni da assumere. A tal fine i DPI devono rispondere il più possibile alla morfologia dell'utilizzatore  mediante
       ogni mezzo opportuno: adeguati sistemi di regolazione e di fissazione o una gamma sufficiente di misure e numeri.

1.3.2.      Leggerezza e solidità di costruzione

      I DPI devono essere il più possibile leggeri senza pregiudizio per la solidità di costruzione e la loro efficacia.

      Oltre ai requisiti supplementari specifici previsti al punto 3, cui i DPI devono rispondere per assicurare una protezione  efficace  contro
       i rischi da prevenire, essi devono possedere una resistenza sufficiente nei confronti dei  fattori  ambientali  inerenti  alle  condizioni
       d'impiego prevedibili.

1.3.3.      Compatibilità necessaria tra i DPI destinati a essere indossati simultaneamente dall'utilizzatore

      Se diversi modelli di DPI, di categoria o tipo diversi sono immessi sul mercato da uno stesso fabbricante  per  assicurare  simultaneamente
       la protezione di parti contigue del corpo, tali modelli devono essere compatibili.

       1.4. Nota informativa del fabbricante

      La nota informativa preparata e rilasciata obbligatoriamente dal fabbricante per i DPI immessi sul mercato deve contenere, oltre al nome  e
       all'indirizzo del fabbricante o del suo mandatario nella Comunità, ogni informazione utile concernente:

       a)   le istruzioni di deposito, di impiego, di pulizia, di manutenzione, di revisione  e  di  disinfezione.  I  prodotti  di  pulizia,  di
           manutenzione o di disinfezione consigliati dal fabbricante non devono avere nell'ambito delle loro  modalità  di  uso  alcun  effetto
           nocivo per i DPI o per l'utilizzatore;

       b)   le prestazioni ottenute agli esami tecnici effettuati per verificare i livelli o le classi di protezione dei DPI;

       c)   gli accessori utilizzabili con i DPI e le caratteristiche dei pezzi di ricambio appropriati;

       d)   le classi di protezione adeguate a diversi livelli di rischio e i corrispondenti limiti di utilizzazione;

       e)   la data o il termine di scadenza dei DPI o di alcuni dei loro componenti;

       f)   il tipo di imballaggio appropriato per il trasporto dei DPI;

       g)   il significato della marcatura, se questa esiste (vedi punto 2.12);

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 7

       h)   se del caso, i riferimenti alle direttive applicate conformemente all'articolo 6, paragrafo 5, secondo comma;

       i)   nome, indirizzo, numero di identificazione degli organismi notificati che intervengono nella fase di progettazione dei DPI.

                                            ê 89/686/CEE

      La nota informativa deve essere redatta in modo preciso, comprensibile  e  almeno  nella  o  nelle  lingue  ufficiali  dello  Stato  membro
       destinatario.

2.    REQUISITI SUPPLEMENTARI COMUNI A DIVERSE CATEGORIE O TIPI DI DPI

2.1.  DPI dotati di sistemi di regolazione

      I DPI dotati di sistemi di regolazione devono essere progettati e fabbricati in modo tale  che  dopo  regolazione  non  possano  spostarsi,
       nelle condizioni prevedibili di impiego, indipendentemente dalla volontà dell'utilizzatore.

2.2.  DPI «che avvolgono» le parti del corpo da proteggere

      I DPI che «avvolgono» le parti del corpo da proteggere devono essere sufficientemente  aerati,  per  quanto  possibile,  onde  limitare  il
       sudore derivante dal fatto di portarli; oppure devono essere dotati, se possibile, di dispositivi per assorbire il sudore.

2.3.  DPI del viso, degli occhi o delle vie respiratorie

      I DPI del viso, degli occhi o delle vie respiratorie devono limitare il meno possibile il campo visivo e la vista dell'utilizzatore.

      I sistemi oculari di queste categorie di DPI devono avere un grado di neutralità ottica compatibile con la  natura  delle  attività  più  o
       meno minuziose e/o prolungate dell'utilizzatore.

      Se necessario, devono essere trattati o dotati di dispositivi che consentano di evitare la formazione di vapore.

      I modelli di DPI destinati a utilizzatori con correzione oculare devono essere compatibili con l'uso di occhiali o di lenti a contatto  che
       apportino tale correzione.

2.4.  DPI soggetti a invecchiamento

      Se le prestazioni previste dal progettatore per i DPI allo stato  nuovo  possono  diminuire  notevolmente  a  seguito  di  un  fenomeno  di
       invecchiamento, su ogni esemplare o componente intercambiabile di DPI immesso sul mercato e sull'imballaggio  deve  figurare  la  data  di
       fabbricazione e/o, se possibile, quella di scadenza impressa in modo indelebile e senza possibilità di interpretazione erronea.

      Se il fabbricante non può impegnarsi per quanto riguarda la «durata» di un DPI, egli deve indicare nella sua  nota  informativa  ogni  dato
       utile che permetta all'acquirente o all'utilizzatore di determinare un termine di scadenza ragionevolmente praticabile in  relazione  alla
       qualità del modello e alle condizioni effettive di deposito, di impiego, di pulizia, di revisione e di manutenzione.

      Qualora si constatasse che i DPI subiscono un'alterazione rapida e  sensibile  delle  prestazioni  a  causa  dell'invecchiamento  provocato
       dall'applicazione periodica di un processo di pulitura raccomandato dal fabbricante, quest'ultimo deve apporre, se possibile,  su  ciascun
       dispositivo posto in commercio, l'indicazione del numero massimo di puliture al di là del quale è opportuno revisionare  o  sostituire  il
       DPI; in mancanza di ciò il fabbricante deve fornire tale dato nella nota informativa.

2.5.  DPI suscettibili di restare impigliati durante l'impiego

      Se le condizioni di impiego prevedibili comportano in particolare il rischio che il DPI resti impigliato  in  un  oggetto  in  movimento  e
       ponga in tal modo in pericolo l'utilizzatore, il DPI deve avere una soglia di resistenza  superata  la  quale  la  rottura  di  uno  degli
       elementi costitutivi consenta di eliminare il pericolo.

2.6.  DPI destinati a un impiego in atmosfere esplosive

      I DPI destinati a essere utilizzati in atmosfere esplosive devono essere progettati  e  fabbricati  in  modo  tale  che  non  vi  si  possa
       verificare nessun arco o scintilla di energia di origine elettrica, elettrostatica o risultante  da  un  urto  che  possa  infiammare  una
       miscela esplosiva.

2.7.  DPI destinati a interventi rapidi o che devono essere indossati e/o tolti rapidamente

      Questi tipi di DPI devono essere progettati e fabbricati in modo da poter essere indossati e/o tolti il più rapidamente possibile.

      Se sono dotati di sistemi di fissazione e di estrazione atti a mantenerli nella posizione giusta  sull'utilizzatore  o  a  toglierli,  tali
       sistemi devono poter essere manovrati agevolmente e rapidamente.

2.8.  DPI d'intervento in situazioni estremamente pericolose

      La nota informativa rilasciata dal fabbricante con i DPI per interventi in situazioni  estremamente  pericolose  di  cui  all'articolo  10,
       paragrafo 4, primo comma, deve comprendere in particolare informazioni destinate all'uso di persone competenti, addestrate  e  qualificate
       per interpretarle e farle applicare dall'utilizzatore.

      Nella nota inoltre deve essere descritta la procedura da seguire  per  verificare  sull'utilizzatore  che  indossa  il  DPI  che  esso  sia
       debitamente regolato e pronto per l'impiego.

      Se un DPI è dotato di un dispositivo di allarme che scatta in mancanza del livello di protezione normalmente assicurato,  tale  dispositivo
       deve essere progettato e strutturato in modo tale che l'allarme possa essere avvertito dall'utilizzatore nelle condizioni  prevedibili  di
       impiego per le quali il DPI è immesso sul mercato.

2.9.  DPI dotati di componenti regolabili o amovibili da parte dell'utilizzatore

      Se dei DPI comprendono componenti regolabili o amovibili da parte dell'utilizzatore, per motivi di ricambio, questi  ultimi  devono  essere
       progettati e fabbricati in modo tale da poter essere regolati, montati e smontati facilmente a mano.

2.10. DPI raccordabili a un altro dispositivo complementare esterno al DPI

      Se i DPI sono dotati di un sistema di collegamento raccordabile a un altro  dispositivo  complementare,  tale  elemento  di  raccordo  deve
       essere progettato e fabbricato in modo da poter essere montato solamente su un dispositivo adatto.

2.11. DPI con un sistema di circolazione di fluido

      Se un DPI ha un sistema a circolazione di fluido, quest'ultimo deve essere scelto o progettato  e  strutturato  in  modo  da  garantire  un
       debito rinnovo del fluido nelle vicinanze dell'insieme della parte del corpo da proteggere, indipendentemente dai gesti, dalle posizioni o
       dai movimenti dell'utilizzatore, nelle condizioni prevedibili di impiego.

2.12. DPI con una o più indicazioni di localizzazione o di segnalazione riguardanti direttamente o indirettamente la salute e la sicurezza

      Le indicazioni di localizzazione o di segnalazione riguardanti direttamente o indirettamente la salute e la sicurezza,  apposte  su  queste
       categorie o tipi di DPI devono essere preferibilmente pittogrammi o ideogrammi armonizzati perfettamente  leggibili  e  restare  tali  per
       tutta la durata prevedibile di questi DPI. Queste  indicazioni  devono  essere  inoltre  complete,  precise,  comprensibili,  per  evitare
       qualsiasi interpretazione erronea. In particolare, se tali indicazioni comprendono parole o frasi, queste  ultime  devono  essere  redatte
       nella o nelle lingue ufficiali dello Stato membro utilizzatore.

      Se a causa delle piccole dimensioni di un DPI (o componente  di  DPI)  non  è  possibile  apporre  interamente  o  in  parte  l'indicazione
       necessaria, questa deve figurare sull'imballaggio e nella nota informativa del fabbricante.

2.13. Indumenti DPI dotati di adeguati elementi di segnalazione visiva

      Gli indumenti DPI destinati a essere utilizzati in condizioni in cui si prevede sia necessario segnalare individualmente e  visivamente  la
       presenza dell'utilizzatore devono essere dotati di uno o più dispositivi o mezzi di segnalazione opportunamente  collocati,  che  emettano
       una radiazione visibile, diretta o riflessa, con intensità luminosa e opportune caratteristiche fotometriche e colorimetriche.

2.14. DPI «multirischio»

      Ogni DPI destinato a proteggere l'utilizzatore contro diversi rischi suscettibili di verificarsi simultaneamente, deve essere progettato  e
       fabbricato in modo da soddisfare in particolare i requisiti essenziali specifici per ciascuno di questi rischi (vedi punto 3).

3.    REQUISITI SUPPLEMENTARI SPECIFICI PER I RISCHI DA PREVENIRE

3.1.  Protezione contro gli urti meccanici

3.1.1.      Urti derivanti da cadute o proiezioni di oggetti e dall'impatto di una parte del corpo contro un ostacolo

      I DPI adatti a questo genere di rischi devono poter assorbire gli effetti di un urto evitando ogni lesione a seguito  di  schiacciamento  o
       penetrazione della parte protetta, perlomeno fino a un livello di energia dell'urto al di là del quale le dimensioni o la massa  eccessiva
       del dispositivo ammortizzatore impedirebbero l'impiego effettivo dei DPI durante il  periodo  necessario  e  prevedibile  in  cui  vengono
       adoperati.

       3.1.2.     Cadute di persone

3.1.2.1.    Prevenzione delle cadute a causa di scivolamento

      Le suole di usura delle calzature atte a prevenire gli scivolamenti devono essere progettate, fabbricate o dotate di dispositivi  applicati
       appropriati, in modo da assicurare una buona aderenza mediante ingranamento o sfregamento, in funzione della  natura  o  dello  stato  del
       suolo.

3.1.2.2.    Prevenzione delle cadute dall'alto

      I DPI destinati a prevenire le cadute dall'alto o i loro effetti devono comprendere un dispositivo di presa  del  corpo  e  un  sistema  di
       collegamento raccordabile a un punto di ancoraggio sicuro. Essi devono essere progettati e fabbricati in  modo  tale  che,  se  utilizzati
       nelle condizioni prevedibili di impiego, il dislivello del corpo sia il minore possibile per evitare qualsiasi impatto contro un ostacolo,
       senza che la forza di frenatura raggiunga la soglia in cui sopravvengono lesioni corporali o  quella  di  apertura  o  di  rottura  di  un
       componente dei DPI per cui possa prodursi la caduta dell'utilizzatore.

      Essi devono inoltre garantire che al termine della frenatura l'utilizzatore abbia una posizione corretta, che gli  consenta  se  necessario
       di attendere i soccorsi.

      Nella sua nota informativa il fabbricante deve in particolare precisare i dati utili relativi:

         – alle caratteristiche necessarie per il punto di ancoraggio  sicuro,  nonché  al  «tirante  d'aria»  minimo  necessario  al  di  sotto
           dell'utilizzatore;

         – al modo adeguato di indossare il dispositivo di presa del corpo e di raccordarne il sistema di collegamento al  punto  di  ancoraggio
           sicuro.

3.1.3.      Vibrazioni meccaniche

      I DPI destinati a prevenire gli effetti delle vibrazioni meccaniche devono poter attenuare in modo adeguato  le  componenti  di  vibrazione
       nocive per la parte del corpo da proteggere.

      Il valore efficace delle accelerazioni trasmesse da queste vibrazioni all'utilizzatore non deve mai superare i valori  limite  raccomandati
       in funzione della durata di esposizione quotidiana massima prevedibile della parte del corpo da proteggere.

3.2.  Protezione contro la compressione (statica) di una parte del corpo

      I DPI destinati a proteggere una parte del corpo contro sollecitazioni di compressione (statica) devono poterne attenuare  gli  effetti  in
       modo da prevenire lesioni gravi o affezioni croniche.

3.3.  Protezione contro le aggressioni meccaniche superficiali (sfregamento, punture, tagli, morsicature)

      I materiali costitutivi e altri componenti dei  DPI  destinati  a  proteggere  interamente  o  parzialmente  il  corpo  contro  aggressioni
       meccaniche superficiali quali sfregamenti, punture, tagli o morsicature, devono essere scelti o progettati e strutturati in modo tale  che
       questi tipi di DPI siano resistenti all'abrasione, alla perforazione  e  alla  tranciatura  (vedi  anche  punto  3.1)  in  relazione  alle
       condizioni prevedibili di impiego.

3.4.  Prevenzione di annegamenti (gilè di sicurezza, giubbe e tute di salvataggio)

      I DPI destinati a prevenire gli annegamenti devono poter far risalire il più presto possibile in superficie, senza nuocere alla sua  salute
       l'utilizzatore eventualmente privo di forze o di conoscenza, immerso in un ambiente liquido e tenerlo a galla in  una  posizione  che  gli
       consenta di respirare in attesa di soccorsi.

      I DPI  possono  presentare  una  galleggiabilità  intrinseca  totale  o  parziale  o  ancora  ottenuta  gonfiandoli  con  un  gas  liberato
       automaticamente o manualmente, o con il fiato.

      Nelle condizioni di impiego prevedibili:

         – i DPI devono poter resistere, senza pregiudicare la loro idoneità al funzionamento, agli effetti dell'impatto con l'ambiente  liquido
           e ai fattori ambientali inerenti a tale ambiente;

         – i DPI gonfiabili devono poter gonfiarsi rapidamente e completamente.

      Qualora particolari condizioni d'impiego prevedibili lo esigano, alcuni tipi di DPI devono inoltre soddisfare  una  o  più  delle  seguenti
       condizioni complementari:

         – devono essere muniti di tutti i dispositivi per il gonfiaggio di cui al secondo comma e/o di un dispositivo di segnalazione  luminosa
           o sonora;

         – devono essere muniti di un dispositivo di ancoraggio e di presa del corpo  che  consenta  di  estrarre  l'utilizzatore  dall'ambiente
           liquido;

         – devono essere idonei a un uso protratto per tutta la durata dell'attività  che  espone  l'utilizzatore  eventualmente  vestito  a  un
           rischio di caduta in ambiente liquido.

3.4.1.      Sostegni alla galleggiabilità

      Un indumento che assicuri un grado di galleggiabilità efficace in funzione dell'impiego  prevedibile,  sicuro  da  portare  e  che  dia  un
       sostegno positivo  nell'acqua.  Nelle  condizioni  prevedibili  d'impiego  questo  DPI  non  deve  intralciare  la  libertà  di  movimento
       dell'utilizzatore permettendogli in particolare di nuotare o di agire per sfuggire a un pericolo o per soccorrere altre persone.

3.5.  Protezione contro gli effetti nefasti del rumore

      I DPI destinati a prevenire gli effetti nefasti del rumore devono poter attenuare quest'ultimo in modo che i  livelli  sonori  equivalenti,
       avvertiti dall'utilizzatore, non superino mai i valori limite di esposizione quotidiana prescritti per la protezione dei lavoratori  nella
       direttiva 2003/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[16].

      Ogni DPI deve avere un'etichetta in cui sia indicato il livello di diminuzione acustica, nonché il valore dell'indice  di  confort  offerto
       dal DPI; ove ciò non sia possibile, questa etichetta deve essere apposta sull'imballaggio.

3.6.  Protezione contro il calore e (o) il fuoco

      I DPI destinati a proteggere interamente o parzialmente il corpo contro gli effetti del calore e (o) del fuoco devono avere  un  potere  di
       isolamento termico e una resistenza meccanica adeguati alle condizioni prevedibili di impiego.

3.6.1.      Materiali costitutivi e altri componenti dei DPI

      I materiali  costitutivi  e  altri  componenti  appropriati  alla  protezione  contro  il  calore  raggiante  e  convettivo  devono  essere
       caratterizzati da un adeguato coefficiente di trasmissione del flusso termico incidente e da un grado di incombustibilità sufficientemente
       elevato, per evitare ogni rischio di autoinfiammazione nelle condizioni prevedibili di impiego.

      Se la superficie esterna di tali materiali e componenti deve avere un potere riflettente, esso deve essere adeguato  al  flusso  di  calore
       emesso mediante irraggiamento nella regione dell'infrarosso.

      I materiali e altri componenti di dispositivi destinati a interventi di breve durata all'interno di ambienti caldi e i DPI suscettibili  di
       ricevere proiezioni di prodotti caldi, ad esempio grandi proiezioni di materie in fusione, devono inoltre avere  una  capacità  calorifica
       sufficiente per restituire la maggior parte del calore immagazzinato soltanto dopo che l'utilizzatore si  sia  allontanato  dal  luogo  di
       esposizione ai rischi e abbia rimosso il suo DPI.

      I materiali e gli altri componenti di DPI,  suscettibili  di  ricevere  grandi  proiezioni  di  prodotti  caldi  devono  inoltre  assorbire
       sufficientemente gli urti meccanici (vedi punto 3.1).

      I materiali e gli altri componenti di DPI suscettibili di venire accidentalmente a contatto con la fiamma  e  quelli  che  rientrano  nella
       fabbricazione di dispositivi di lotta antincendio devono inoltre essere caratterizzati da un grado di ininfiammabilità corrispondente alla
       classe dei rischi incorsi nelle condizioni prevedibili di impiego. Essi non devono fondere sotto l'azione della fiamma, né  contribuire  a
       propagarla.

       3.6.2.     DPI completi, pronti per l'uso

      In condizioni prevedibili d'impiego:

       1)   la quantità di calore trasmessa all'utilizzatore attraverso il DPI deve essere sufficientemente bassa affinché il  calore  accumulato
           per tutta la durata d'impiego nella parte del corpo da proteggere non raggiunga mai la soglia di dolore o quella in cui si  verifichi
           un qualsiasi effetto nocivo per la salute;

       2)   i DPI devono impedire, se necessario, la penetrazione di liquidi o di vapori e non  devono  causare  ustioni  derivanti  da  contatti
           puntuali tra il loro rivestimento protettivo e l'utilizzatore.

      Se dei DPI sono dotati di dispositivi di refrigerazione in grado di assorbire il calore incidente mediante evaporazione  di  un  liquido  o
       sublimazione di un solido, essi devono essere progettati in modo tale che le sostanze volatili che si formano siano  evacuate  all'esterno
       dell'involucro di protezione e non verso l'utilizzatore.

      Se dei DPI comprendono un apparecchio di protezione respiratoria, esso deve garantire in modo soddisfacente, nelle  condizioni  prevedibili
       d'impiego, la funzione di protezione stabilita.

      Il fabbricante deve in particolare indicare, nella nota informativa allegata ad ogni modello di DPI destinato a interventi di breve  durata
       in ambienti caldi, qualsiasi dato utile ai fini della determinazione della durata massima ammissibile  dell'esposizione  dell'utilizzatore
       al calore trasmesso attraverso i dispositivi utilizzati conformemente al loro impiego.

3.7.  Protezione contro il freddo

      I DPI destinati a difendere dagli effetti del freddo tutto il corpo  o  parte  di  esso  devono  possedere  un  isolamento  termico  e  una
       resistenza meccanica adeguata alle prevedibili condizioni di impiego per cui sono immessi sul mercato.

3.7.1.      Materiali costitutivi e altri componenti dei DPI

      I materiali costituenti e gli altri componenti dei DPI destinati a proteggere dal freddo devono possedere coefficienti di trasmissione  del
       flusso termico incidente tanto bassi quanto lo richiedono le condizioni di  impiego  prevedibili.  I  materiali  e  gli  altri  componenti
       flessibili dei DPI da utilizzare per interventi all'interno di ambienti freddi devono conservare un grado  di  flessibilità  che  permetta
       all'operatore di compiere i gesti necessari e di assumere determinate posizioni.

      Inoltre, i materiali e gli altri componenti del DPI che potrebbero essere interessati da proiezioni importanti di  prodotti  freddi  devono
       poter ammortizzare sufficientemente gli urti meccanici (vedi punto 3.1).

       3.7.2.     DPI completi, pronti all'uso

      Nelle prevedibili condizioni d'impiego:

       1)   il flusso trasmesso all'utilizzatore attraverso il DPI deve essere tale che il freddo accumulato durante il periodo  d'impiego  sulle
           parti del corpo da proteggere, comprese le punte delle dita dei piedi e delle mani, non raggiunga in alcun caso la soglia di dolore o
           quella in cui si manifesta un qualsiasi effetto nocivo per la salute;

       2)   i DPI devono impedire quanto possibile la penetrazione di liquidi, quali, ad esempio, la pioggia, e non devono essere all'origine  di
           lesioni in seguito a contatti puntuali tra il loro rivestimento di protezione e l'utilizzatore.

      Se i DPI sono dotati di un apparecchio di protezione per  la  respirazione,  quest'ultimo  deve  assolvere  in  modo  soddisfacente,  nelle
       condizioni prevedibili d'impiego, la sua funzione di protezione.

      Il fabbricante deve in particolare indicare, nella nota informativa relativa ad ogni modello di DPI destinato a interventi di breve  durata
       in ambienti freddi, qualsiasi dato utile ai fini della determinazione della durata massima ammissibile dell'esposizione  dell'utilizzatore
       al freddo trasmesso attraverso l'attrezzatura.

3.8.  Protezione conto gli shock elettrici

      I DPI destinati a proteggere tutto il corpo o parte di  esso  dagli  effetti  della  corrente  elettrica,  devono  possedere  un  grado  di
       isolamento adeguato ai valori di tensione ai quali l'utilizzatore è esposto nelle più sfavorevoli condizioni d'impiego prevedibili.

      A tal fine, i materiali costituenti e gli altri componenti di questo tipo di DPI devono essere scelti, o concepiti,  e  combinati  in  modo
       che la corrente di fuga, misurata attraverso l'involucro protettore in condizioni di prova effettuate a tensioni corrispondenti  a  quelle
       che possono incontrarsi in situ, sia quanto più bassa possibile e in ogni caso inferiore a un valore  convenzionale  massimo  ammissibile,
       corrispondenti alla soglia di tolleranza.

      I tipi di DPI destinati esclusivamente ad attività o interventi su impianti elettrici sotto tensione o che possono  essere  sotto  tensione
       devono portare l'indicazione, ripetuta anche sulla confezione, della classe di protezione e/o della  tensione  d'impiego,  del  numero  di
       serie e della data di fabbricazione; sui DPI si deve inoltre prevedere, all'esterno dell'involucro di protezione, uno spazio sul quale  si
       possano segnare ulteriormente la data di messa in servizio e quelle delle prove o dei controlli da effettuare periodicamente.

      Il fabbricante deve indicare nella sua nota d'informazione l'uso esclusivo di questi tipi di DPI, nonché la natura  e  la  frequenza  delle
       prove dielettriche alle quali devono essere assoggettati durante il loro «periodo di vita».

3.9.  Protezione contro le radiazioni

3.9.1.      Radiazioni non ionizzanti

      I DPI destinati a prevenire gli effetti acuti o cronici delle sorgenti di radiazioni non ionizzanti sull'occhio, devono poter  assorbire  o
       riflettere la maggior parte dell'energia irradiata nelle lunghezze d'onda nocive, senza per ciò alterare in modo eccessivo la trasmissione
       della parte non nociva dello spettro visibile, la percezione dei contrasti e la distinzione dei colori qualora le  condizioni  prevedibili
       di impiego lo richiedano.

      A tale scopo, le lenti protettrici devono essere progettate e fabbricate in modo da disporre in particolare, per ogni onda  nociva,  di  un
       fattore spettrale di trasmissione tale che la densità di illuminamento energetico della radiazione suscettibile  di  raggiungere  l'occhio
       dell'utilizzatore attraverso il filtro sia la più bassa possibile e non superi mai il valore limite di esposizione massima ammissibile.

      Le lenti inoltre non devono deteriorarsi o perdere le loro proprietà  per  effetto  dell'irraggiamento  emesso  in  condizioni  di  impiego
       prevedibili e ogni esemplare immesso sul mercato deve essere caratterizzato dal numero di grado di protezione  cui  corrisponde  la  curva
       della distribuzione spettrale del suo fattore di trasmissione.

      Le lenti adatte a sorgenti di radiazione dello stesso genere devono essere classificate in ordine crescente secondo i loro numeri di  grado
       di protezione e il fabbricante deve in particolare nella sua nota  informativa  indicare  le  curve  di  trasmissione  che  consentano  di
       scegliere il DPI più appropriato tenendo conto di fattori inerenti alle  condizioni  effettive  di  impiego,  ad  esempio  della  distanza
       rispetto alla sorgente e della distribuzione spettrale dell'energia irradiata a tale distanza.

      Il numero di grado di protezione di ogni esemplare di lente filtrante deve essere indicato dal fabbricante.

3.9.2.      Radiazioni ionizzanti

3.9.2.1.    Protezione contro la contaminazione radioattiva esterna

      I materiali costitutivi e gli altri componenti dei DPI destinati a proteggere tutto il corpo o parte di esso contro le polveri,  i  gas,  i
       liquidi radioattivi o le loro miscele, devono essere scelti o progettati e strutturati in modo tale  che  questi  dispositivi  impediscano
       efficacemente la penetrazione delle sostanze contaminanti nelle condizioni prevedibili d'impiego.

      La necessaria tenuta stagna può  essere  ottenuta,  in  relazione  alla  natura  o  allo  stato  delle  sostanze  contaminanti,  attraverso
       l'impermeabilità dell'«involucro» di protezione e (o) attraverso qualsiasi altro mezzo appropriato, ad esempio sistemi di  ventilazione  e
       di pressurizzazione che impediscano la retrodiffusione di queste sostanze contaminanti.

      Se è possibile decontaminare i DPI, la decontaminazione deve avvenire in modo da non pregiudicare il loro eventuale  reimpiego  durante  la
       «durata» prevedibile di questo genere di dispositivi.

3.9.2.2.    Protezione limitata contro l'irradiazione esterna

      I  DPI  intesi  a  proteggere  interamente  l'utilizzatore  contro  l'irradiazione  esterna  o,  se  ciò  non  è  possibile,  ad  attenuare
       sufficientemente quest'ultima possono essere progettati soltanto per radiazioni elettroniche (ad esempio, radiazioni beta) o fotoniche (X,
       gamma) di energia relativamente limitata.

      I materiali costitutivi e altri componenti di questi DPI devono essere scelti o progettati e strutturati in modo tale  che  il  livello  di
       protezione offerto all'utilizzatore sia tanto alto quanto lo richiedono le condizioni  prevedibili  di  impiego  senza  che  per  ciò  gli
       impedimenti ai gesti, alle posizioni o agli spostamenti di quest'ultimo implichino un aumento della  durata  di  esposizione  (vedi  punto
       1.3.2).

      Sui DPI devono essere indicati le caratteristiche e  lo  spessore  del  materiale  o  dei  materiali  costituenti  adatti  alle  condizioni
       prevedibili di impiego.

3.10. Protezione dalle sostanze pericolose e dagli agenti infettivi

3.10.1.     Protezione respiratoria

      I DPI destinati a proteggere  le  vie  respiratorie  devono  fornire  all'utilizzatore  aria  respirabile  se  quest'ultimo  è  esposto  ad
       un'atmosfera inquinata e (o) la cui concentrazione di ossigeno sia insufficiente.

      L'aria respirabile fornita all'utilizzatore dal DPI è ottenuta con i  mezzi  adatti,  ad  esempio:  dopo  filtrazione  dell'aria  inquinata
       attraverso il dispositivo o mezzo di protezione o mediante un apporto proveniente da una sorgente non inquinata.

      I materiali costitutivi e altri componenti di questi DPI devono essere scelti o progettati e strutturati in modo tale  che  la  funzione  e
       l'igiene delle vie respiratorie dell'utilizzatore siano assicurate debitamente durante  il  periodo  di  utilizzazione,  nelle  condizioni
       prevedibili di impiego.

      Il grado di tenuta stagna della parte facciale, le perdite di carico all'inspirazione  e,  per  gli  apparecchi  filtranti,  il  potere  di
       depurazione, devono essere tali che nel caso di atmosfera inquinata la penetrazione dei contaminanti sia  sufficientemente  bassa  da  non
       pregiudicare la salute o l'igiene dell'utilizzatore.

      I DPI devono possedere un marchio d'identificazione del fabbricante e un'etichetta con le caratteristiche di ciascun  tipo  di  dispositivo
       in modo tale da permettere a qualsiasi utilizzatore sperimentato e qualificato, con l'ausilio delle istruzioni  per  l'uso,  di  farne  un
       impiego appropriato.

      Nella nota informativa degli apparecchi filtranti il fabbricante deve inoltre indicare la data limite di deposito in magazzino  del  filtro
       nuovo, come conservato nella confezione d'origine.

       3.10.2.    Protezione dai contatti epidermici o oculari

      I DPI destinati a evitare contatti superficiali di tutto il corpo o di una parte di esso con sostanze pericolose e agenti infettivi  devono
       impedire la penetrazione o la diffusione di tali sostanze attraverso l'involucro di protezione nelle condizioni prevedibili d'impiego  per
       le quali tali DPI sono immessi sul mercato.

      A tal fine, i materiali costituenti e gli altri componenti di questo tipo di DPI devono essere scelti, o concepiti, e combinati in modo  da
       garantire per quanto possibile una chiusura ermetica totale che ne consenta se necessario un uso quotidiano eventualmente prolungato o, in
       caso contrario, una chiusura stagna limitata con conseguente limitazione della durata d'impiego.

      Qualora, per loro natura e per le condizioni prevedibili di impiego, talune sostanze pericolose o agenti infettivi avessero  un  potere  di
       penetrazione elevato e limitassero quindi il tempo di protezione offerto dai DPI, questi ultimi devono essere sottoposti a prove  di  tipo
       convenzionale che permettano di classificarli in funzione della loro efficacia. I DPI risultanti conformi alle specifiche di prova  devono
       possedere un'etichetta contenente i nomi o, in  mancanza  di  questi,  i  codici  delle  sostanze  utilizzate  per  le  prove,  nonché  il
       corrispondente tempo di protezione convenzionale. Il fabbricante deve inoltre fornire,  nella  sua  nota  d'informazione,  il  significato
       eventuale dei codici, la descrizione particolareggiata delle prove convenzionali e qualsiasi dato utile alla determinazione  della  durata
       massima ammissibile d'impiego del DPI nelle diverse condizioni prevedibili.

3.11. Dispositivi di sicurezza delle attrezzature per l'immersione

       1)   Apparecchio respiratorio

            L'apparecchio respiratorio deve consentire di alimentare  l'utilizzatore  con  una  miscela  gassosa  respirabile,  nelle  condizioni
           prevedibili d'impiego e tenuto conto, segnatamente, della profondità massima di immersione.

       2)   Qualora le condizioni prevedibili d'impiego lo richiedano, i dispositivi devono comprendere:

           a)    una tuta che assicuri la protezione dell'utilizzatore contro la pressione dovuta alla profondità di immersione (vedi punto 3.2)
                e/o contro il freddo (vedi punto 3.7);

           b)    un dispositivo d'allarme destinato ad avvertire in tempo utile l'utilizzatore della mancanza di ulteriore  alimentazione  della
                miscela gassosa respirabile (vedi punto 2.8);

           c)    una tuta di salvataggio che consenta all'utilizzatore di risalire in superficie (vedi punto 3.4.1).

                                                                   ____________

                                            ê 89/686/CEE (adattato)

                                                                   ALLEGATO III

                                                      DOCUMENTAZIONE TECNICA DEL FABBRICANTE

                                                    Ö (di cui all’articolo 10, paragrafo 1) Õ

                                            ê 89/686/CEE

La documentazione di cui all'articolo 10, paragrafo 1, deve comprendere i dati  utili  sui  mezzi  impiegati  dal  fabbricante  per  ottenere  la
conformità di un DPI ai pertinenti requisiti essenziali.

Nel caso dei modelli di DPI di cui all'articolo 10, paragrafo 2, la documentazione deve comprendere in particolare:

1)    un fascicolo tecnico di fabbricazione così costituito:

       a)   i progetti generali e dettagliati del DPI, accompagnati eventualmente dalle note di calcolo e dai risultati delle prove di  prototipi
           entro i limiti del necessario alla verifica dell'osservanza dei requisiti essenziali;

       b)   l'elenco esaustivo dei requisiti essenziali per la sicurezza e la salute, nonché delle norme armonizzate o altre specifiche tecniche,
           tenuti presenti al momento della progettazione del modello;

2)    la descrizione dei mezzi di controllo e di prova applicati nello stabilimento del fabbricante;

3)    una copia della nota informativa di cui al punto 1.4 dell'allegato II.

                                                                 ________________

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 8

                                                                   ALLEGATO IV

                                                     MARCATURA CE DI CONFORMITÀ E ISCRIZIONI

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 8 (adattato)

                                                           Ö (di cui all’articolo 17) Õ

                                            ê 93/68/CEE art. 7, punto 8

La marcatura CE di conformità è costituita dalle iniziali «CE» secondo il simbolo grafico che segue:

                                                                      [pic]

In caso di riduzione o di ingrandimento della marcatura CE, devono essere rispettate le proporzioni indicate per il simbolo grafico  graduato  di
cui sopra.

I diversi elementi della marcatura CE devono avere sostanzialmente la stessa dimensione verticale che non può essere inferiore a 5 mm.  Nel  caso
di DPI di piccole dimensioni si può derogare a detta dimensione minima.

                                                                    _________

                                            ê 89/686/CEE

                                                                    ALLEGATO V

                                            CONDIZIONI CHE GLI ORGANISMI NOTIFICATI DEVONO RISPETTARE
                                                      (di cui all’articolo 11, paragrafo 2)

Gli organismi designati dagli Stati membri devono soddisfare le seguenti condizioni minime:

1)    disponibilità di personale, di mezzi e di attrezzature necessarie;

2)    competenza tecnica e integrità professionale del personale;

3)     indipendenza - per  quanto  riguarda  l'esecuzione  delle  prove,  l'elaborazione  dei  rapporti,  l'attribuzione  degli  attestati  e  la
       realizzazione della sorveglianza di cui alla presente direttiva - dei dirigenti e  del  personale  tecnico  nei  confronti  di  tutti  gli
       ambienti, associazioni o persone, direttamente o indirettamente interessati al settore dei DPI;

4)    osservanza del segreto professionale da parte del personale;

5)    sottoscrizione di un'assicurazione di responsabilità civile  a  meno  che  tale  responsabilità  sia  coperta  dallo  Stato  in  base  alla
       legislazione nazionale.

Le condizioni di cui ai punti 1 e 2 sono periodicamente verificate dalle competenti autorità degli Stati membri.

                                                                     ________

                                                                   ALLEGATO VI

                                                                      [pic]

                                            é

                                                                   ALLEGATO VII

                                                                     Parte A

                                         Direttiva abrogata ed elenco delle sue modificazioni successive
                                                             (di cui all’articolo 21)

|Direttiva 89/686/CEE del Consiglio                                 |                                                                   |
|(GU L 399 del 30.12.1989, pag. 18)                                 |                                                                   |
|Direttiva 93/68/CEE del Consiglio                                                |limitatamente all’articolo 7                   |
|(GU L 220 del 30.8.1993, pag. 1)                                                 |                                               |
|Direttiva 93/95/CEE del Consiglio                                                |                                               |
|(GU L 276 del 9.11.1993, pag. 11)                                                |                                               |
|Direttiva 96/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio                        |                                               |
|(GU L 236 del 18.9.1996, pag. 44)                                                |                                               |
|Regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio             |limitatamente all’articolo 1 e all’allegato I, |
|(GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1)                                                |punto 1                                        |

                                                                     Parte B

                                                Elenco dei termini di attuazione e di applicazione
                                                             (di cui all’articolo 21)

|Direttiva                                   |Termine di attuazione                       |Termine di applicazione                     |
|89/686/CEE                                  |30.12.1991                                  |1.7.1992[17]                                |
|93/68/CEE                                   |30.6.1994                                   |1.1.1995[18]                                |
|93/95/CEE                                   |29.1.1994                                   |__                                          |
|96/58/CE                                    |31.12.1996                                  |1.1.1997                                    |

                                                                _________________

                                                                  ALLEGATO VIII

                                                              Tavola di concordanza

|Direttiva 89/686/CEE                                               |Presente direttiva                                                 |
|Considerando 8, ultima frase                                       |Articolo 2, paragrafo 3                                            |
|Articolo 1, paragrafo 1                                            |Articolo 1, paragrafo 1                                            |
|Articolo 1, paragrafo 2                                            |Articolo 2, paragrafo 1                                            |
|Articolo 1, paragrafo 3                                            |Articolo 2, paragrafo 2                                            |
|Articolo 1, paragrafo 4, alinea                                    |Articolo 1, paragrafo 3, alinea                                    |
|Articolo 1, paragrafo 4, primo e secondo trattino                  |Articolo 1, paragrafo 3, lettere a) e b)                           |
|Articolo 2, paragrafo 1                                            |Articolo 3, paragrafo 1                                            |
|Articolo 2, paragrafo 2                                            |Articolo 1, paragrafo 2                                            |
|Articolo 2, paragrafo 3                                            |Articolo 3, paragrafo 2                                            |
|Articolo 3                                                         |Articolo 4                                                         |
|Articolo 4                                                         |Articolo 5                                                         |
|Articolo 5, paragrafi 1 e 2                                        |Articolo 6, paragrafi 1 e 2                                        |
|Articolo 5, paragrafo 4                                            |Articolo 6, paragrafo 3                                            |
|Articolo 5, paragrafo 5                                            |Articolo 6, paragrafo 4                                            |
|Articolo 5, paragrafo 6, lettera a)                                |Articolo 6, paragrafo 5, primo comma                               |
|Articolo 5, paragrafo 6, lettera b)                                |Articolo 6, paragrafo 5, secondo comma                             |
|Articolo 6, paragrafo 1, primo comma, prima frase                  |Articolo 7, primo comma                                            |
|Articolo 6, paragrafo 1, primo comma, frase finale                 |Articolo 7, secondo comma                                          |
|Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma                             |Articolo 7, terzo comma                                            |
|Articolo 6, paragrafo 2, primo e secondo comma                     |Articolo 8, paragrafo 1                                            |
|Articolo 6, paragrafo 2, terzo comma                               |Articolo 8, paragrafo 2                                            |
|Articolo 6, paragrafo 2, quarto comma                              |Articolo 8, paragrafo 3                                            |
|Articolo 7, paragrafo 1                                            |Articolo 9, paragrafo 1                                            |
|Articolo 7, paragrafo 2, prima, seconda e terza frase              |Articolo 9, paragrafo 2, primo comma                               |
|Articolo 7, paragrafo 2, quarta frase                              |Articolo 9, paragrafo 2, secondo comma                             |
|Articolo 7, paragrafi 3 e 4                                        |Articolo 9, paragrafi 3 e 4                                        |
|Articolo 8, paragrafi 1 e 2                                        |Articolo 10, paragrafi 1 e 2                                       |
|Articolo 8, paragrafo 3, primo comma                               |Articolo 10, paragrafo 3, primo comma                              |
|Articolo 8, paragrafo 3, secondo comma, alinea                     |Articolo 10, paragrafo 3, secondo comma, alinea                    |
|Articolo 8, paragrafo 3, secondo comma, dal primo al sesto trattino|Articolo 10, paragrafo 3, secondo comma, lettere da a) a f)        |
|Articolo 8, paragrafo 4, alinea e articolo 8, paragrafo 4, lettera |Articolo 10, paragrafo 4, primo comma                              |
|a), prima frase                                                    |                                                                   |
|Articolo 8, paragrafo 4, lettera a), frase finale                  |Articolo 10, paragrafo 4, secondo comma, alinea                    |
|Articolo 8, paragrafo 4, lettera a), dal primo al settimo trattino |Articolo 10, paragrafo 4, secondo comma, lettere da a) a g)        |
|Articolo 8, paragrafo 4, lettera b)                                |Articolo 10, paragrafo 5                                           |
|Articolo 9                                                         |Articolo 11                                                        |
|Articolo 10, paragrafi 1 e 2                                       |Articolo 12, paragrafi 1 e 2                                       |
|Articolo 10, paragrafo 3, alinea                                   |Articolo 12, paragrafo 3, alinea                                   |
|Articolo 10, paragrafo 3, primo e secondo trattino                 |Articolo 12, paragrafo 3, lettere a) e b)                          |
|Articolo 10, paragrafo 3, secondo comma                            |Articolo 12, paragrafo 3, secondo comma                            |
|Articolo 10, paragrafo 4, alinea                                   |Articolo 12, paragrafo 4                                           |
|Articolo 10, paragrafo 4, lettera a), alinea, primo trattino       |Articolo 12, paragrafo 5, primo comma                              |
|Articolo 10, paragrafo 4, lettera a), secondo trattino             |Articolo 12, paragrafo 5, secondo comma                            |

.

|Articolo 10, paragrafo 4, lettera b), alinea, primo trattino       |Articolo 12, paragrafo 6, primo comma                              |
|Articolo 10 paragrafo 4, lettera b), secondo trattino              |Articolo 12, paragrafo 6, secondo comma                            |
|Articolo 10, paragrafo 4, lettera b), terzo trattino               |Articolo 12, paragrafo 6, terzo comma                              |
|Articolo 10, paragrafo 5                                           |Articolo 12, paragrafo 7                                           |
|Articolo 10, paragrafo 6                                           |Articolo 12, paragrafo 8                                           |
|Articolo 11 A, dal primo al sesto paragrafo                        |Articolo 13, dal primo al sesto paragrafo                          |
|Articolo 11 B, paragrafo 1, lettera a), primo comma                |Articolo 14, paragrafo 1, primo comma                              |
|Articolo 11 B, paragrafo 1, lettera a), secondo comma, alinea      |Articolo 14, paragrafo 1, secondo comma, alinea                    |
|Articolo 11 B, paragrafo 1, lettera a), secondo comma, primo,      |Articolo 14, paragrafo 1, secondo comma, lettere a), b) e c)       |
|secondo e terzo trattino                                           |                                                                   |
|Articolo 11 B, paragrafo 1, lettera b), primo comma                |Articolo 14, paragrafo 2                                           |
|Articolo 11 B, paragrafo 1, lettera b), secondo comma, alinea      |Articolo 14, paragrafo 3, alinea                                   |
|Articolo 11 B, paragrafo 1, lettera b), secondo comma, primo,      |Articolo 14, paragrafo 3, lettere a), b) e c)                      |
|secondo e terzo trattino                                           |                                                                   |
|Articolo 11 B, paragrafo 1, lettera c)                             |Articolo 14, paragrafo 4                                           |
|Articolo 11 B, paragrafo 1, lettera d)                             |Articolo 14, paragrafo 5                                           |
|Articolo 11 B, paragrafo 2, lettera a)                             |Articolo 15, paragrafo 1                                           |
|Articolo 11 B, paragrafo 2, lettera b), alinea                     |Articolo 15, paragrafo 2, alinea                                   |
|Articolo 11 B, paragrafo 2, lettera b), primo, secondo e terzo     |Articolo 15, paragrafo 2, lettere a), b) e c)                      |
|trattino                                                           |                                                                   |
|Articolo 11 B, paragrafo 2, lettera c)                             |Articolo 15, paragrafo 3, primo comma                              |
|Articolo 11 B, paragrafo 2, lettera d)                             |Articolo 15, paragrafo 3, secondo comma                            |
|Articolo 11 B, paragrafo 2, lettera e)                             |Articolo 15, paragrafo 4                                           |
|Articolo 12, alinea                                                |Articolo 16, alinea                                                |
|Articolo 12, punti 1 e 2                                           |Articolo 16, lettere a) e b)                                       |
|Articolo 13, paragrafo 1, prima frase                              |Articolo 17, paragrafo 1, primo comma                              |
|Articolo 13, paragrafo 1, seconda frase                            |Articolo 17, paragrafo 1, secondo comma                            |
|Articolo 13, paragrafo 2                                           |Articolo 17, paragrafo 2                                           |
|Articolo 13, paragrafo 3                                           |Articolo 17, paragrafo 3                                           |
|Articolo 13, paragrafo 4, alinea e articolo 13, paragrafo 4,       |Articolo 17, paragrafo 4, primo comma                              |
|lettera a)                                                         |                                                                   |
|Articolo 13, paragrafo 4, lettera b)                               |Articolo 17, paragrafo 4, secondo comma                            |
|Articolo 14                                                        |Articolo 18                                                        |
|Articolo 15                                                        |Articolo 19                                                        |
|Articolo 16, paragrafo 1                                           |__                                                                 |
|Articolo 16, paragrafo 2                                           |__                                                                 |
|Articolo 16, paragrafo 3                                           |Articolo 20                                                        |
|__                                                                 |Articolo 21                                                        |
|__                                                                 |Articolo 22                                                        |
|Articolo 17                                                        |Articolo 23                                                        |
|Allegati da I a VI                                                 |Allegati da I a VI                                                 |
|__                                                                 |Allegato VII                                                       |
|__                                                                 |Allegato VIII                                                      |

                                                            _________________________

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[1]   COM(87) 868 PV.
[2]   V. allegato 3, parte A, delle conclusioni.
[3]   Eseguita ai sensi della comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Codificazione della  normativa  comunitaria,
      COM(2001) 645 definitivo.
[4]   Allegato VII, parte A, della presente proposta.
[5]   GU C […] del […], pag. […].
[6]   GU C […] del […], pag. […].
[7]   GU L 399 del 30.12.1989, pag. 18. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e  del  Consiglio
      (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
[8]   V. allegato VII, parte A.
[9]   GU C 91 del 16.4.2003, pag. 7.
[10]  GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/96/CE del Consiglio (GU L  363  del  20.12.2006,  pag.
      81).
[11]  GU C 136 del 4.6.1985, pag. 1.
[12]  GU C 231 dell'8.9.1989, pag. 3 e GU C 267 del 19.10.1989, pag. 3.
[13]  GU C 10 del 16.1.1990, pag. 1.
[14]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. Decisione modificata dalla decisione 2006/512/CE (GU L 200 del 22.7.2006, pag. 11).
[15]  GU L 207 del 23.7.1998, pag. 1.
[16]  GU L 42 del 15.2.2003, pag. 38.
[17]  Conformemente all’articolo 16, paragrafo 2 della direttiva 89/686/CEE, “gli Stati membri ammettono, per il periodo fino al 30 giugno  1995,
      l’immissione sul mercato e la messa in servizio di DPI conformi alle normative nazionali in vigore nel loro territorio  alla  data  del  30
      giugno 1992”.
[18]  Conformemente all’articolo 14, paragrafo 2 della  direttiva  93/68/CEE,  “gli  Stati  membri  consentono,  fino  al  1°  gennaio  1997,  la
      commercializzazione e la messa in servizio dei prodotti conformi ai sistemi di marcatura vigenti anteriormente al 1° gennaio 1995”.

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è conforme alle disposizioni della direttiva …/…/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e, se del caso, alla norma nazionale che recepisce  la
norma armonizzata n. ……….. (per i DPI di cui all'articolo 10, paragrafo 3)

è identico al DPI oggetto dell'attestato di certificazione CE n. ……… rilasciato da (3) (4)…………………..…………………………………………………………………………………………………………………….…
………….……………………………………………………………………………………………………

è        sottoposto        alla        procedura        prevista        all'articolo 13 o 14 (4)        della        direttiva …/…/CE         del
Parlamento europeo e del Consiglio, sotto il controllo dell'organismo notificato (3)……………………..………………………………………………………………………………………….…………………………………………
…………………………….………………………………………………………….…………………....