CELEX: C2001/095/09
Language: it
Date: 2001-03-24 00:00:00
Title: Causa C-43/01 P: Ricorso proposto il 1° febbraio 2001 dal Dott. Sandro Cognigni contro l'ordinanza pronunciata il 30 novembre 2000 dalla Î Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-314/00, tra Dott. Sandro Cognigni e Commissione della Comunità europee

24.3.2001                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                     C 95/5
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Kilpai-                    Se l’espressione «ha formato oggetto di uso effettivo» figurante
luneuvosto (Consiglio per la concorrenza), con ordinanza                   all’art. 12, n. 1, della prima direttiva del Consiglio sul
14 dicembre 2000, nella causa Arkkitehtuuritoimisto                        ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia
Riitta Korhonen Oy, Arkkitehtitoimisto Pentti Toivanen                     di marchi d’impresa (89/104/CEE) (1) debba essere interpretata
Oy e Rakennuttajatoimisto Vilho Tervomaa contro Var-                       nel modo descritto al precedente punto 3.4 (2), e, in caso di
                        kauden Taitotalo Oy                                risposta negativa, in base a quali (altri) criteri debba essere
                                                                           stabilito il significato dell’espressione «uso effettivo».
                          (Causa C-18/01)
                                                                           Se possa poi parlarsi di «uso effettivo» nel senso in precedenza
                                                                           illustrato, qualora con il marchio non vengano smerciati nuovi
                           (2001/C 95/07)                                  prodotti ma vengano invece eseguite altre attività come in
                                                                           precedenza specificato al punto 3.1, sub (v) e (vi) (3).
Con ordinanza 14 dicembre 2000, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 16 gennaio 2001, nella causa Arkkitehtuuritoimi-
                                                                           (1) GU L 40 dell’11.2.1989, pag. 1.
sto Riitta Korhonen Oy, Arkkitehtitoimisto Pentti Toivanen                 (2) «La questione se un dato uso possa essere considerato come
Oy e Rakennuttajatoimisto Vilho Tervomaa contro Varkauden                      «uso effettivo» può essere risolta soltanto (i) prendendo in
Taitotalo Oy, il Kilpailuneuvosto ha sottoposto alla Corte                     considerazione tutti i fatti e le circostanze propri del caso di
di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni                      specie, e al riguardo (ii) è decisivo stabilire se il complesso dei fatti
pregiudiziali:                                                                 e delle circostanze propri del caso di specie, considerati in
                                                                               reciproca connessione e in relazione a quanto nel settore economi-
                                                                               co interessato viene considerato giustificato sul piano degli usi e
Se una società per azioni, appartenente ad un’amministrazione
                                                                               su quello commerciale, determini l’impressione che l’uso sia
comunale, la quale ne ha il pieno controllo, possa essere                      diretto a trovare o a mantenere uno sbocco commerciale per le
considerata un’amministrazione aggiudicatrice ai sensi del-                    merci ed i servizi contrassegnati dal marchio e non solo ed
l’art. 1, lett. b), della direttiva 92/50/CEE (1), che coordina le             esclusivamente a mantenere in essere il marchio, e a questo
procedura di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi,                 proposito, (iii) per quanto riguarda tali fatti e circostanze, si
posto che la detta società acquista servizi di pianificazione e di             devono in linea di massima considerare la natura, l’ampiezza, la
costruzione all oscopo di realizzare edifici destinati ad essere               frequenza, la regolarità nonché la durata dell’uso unitamente alla
locati ad imprese.                                                             natura della merce o del servizio e alla natura e alle dimensioni
                                                                               dell’impresa».
                                                                           (3) Vendita di componenti e mezzi estinguenti (sprovvisti di marchio)
Quale prima questione supplementare: se incida sulla valuta-                   per dispositivi antincendio della marca MINIMAX ad imprese che
zione la circostanza che il progetto di costruzione mira a                     fornivano gli stessi dispositivi. La manutenzione, il controllo, la
migliorare, nell’ambito di un comune, le condizioni per                        verifica, la riparazione e la revisione di dispositivi antincendio
l’esercizio di attività lucrative.                                             muniti del marchio MINIMAX, facendo uso di adesivi «Minimax
                                                                               pronto per l’uso».
Quale seconda questione supplementare: se incida sulla valuta-
zione la circostanza che i locali da costruire vengano dati in
locazione ad un’unica impresa.
(1) GU L 209 del 24.7.1992, pag. 1.
                                                                           Ricorso proposto il 1o febbraio 2001 dal Dott. Sandro
                                                                           Cognigni contro l’ordinanza pronunciata il 30 novembre
                                                                           2000 dalla Î Sezione del Tribunale di primo grado delle
                                                                           Comunità europee nella causa T-314/00, tra Dott. Sandro
                                                                                 Cognigni e Commissione della Comunità europee
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge
Raad der Nederlanden con sentenza 26 gennaio 2001,
                                                                                                     (Causa C-43/01 P)
 nella causa Ansul B.V. contro Ajax Brandbeveiliging B.V.
                                                                                                        (2001/C 95/09)
                          (Causa C-40/01)
                                                                           Il 1o febbraio 2001, il Dott. Sandro Cognigni, con l’avv.
                           (2001/C 95/08)                                  Walter Massucci del foro di Fermo (AP), con Studio sito in
                                                                           Pedaso, via Giovanni XXIII, n. 5, ha proposto dinanzi alla
Con sentenza 26 gennaio 2001, pervenuta nella cancelleria                  Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro
della Corte il 31 gennaio 2001, nella causa Ansul B.V. contro              l’ordinanza pronunciata il 30 novembre 2000 dalla Î Sezione
Ajax Brandbeveiliging B.V., lo Hoge Raad der Nederlanden ha                del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella
sottoposto alla Corte di giustizia della Comunità europee le               causa T-314/00, tra Dott. Sandro Cognigni e la Commissione
seguenti questioni pregiudiziali:                                          delle CE.
 ---pagebreak--- C 95/6                   IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          24.3.2001
Il ricorrente conclude che la Corte voglia:                                        95/63/CE (1), che modifica la direttiva 89/655/CEE (2)
                                                                                   relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per
—      annullare l’ordinanza oggi impugnata e rinviare la causa                    l’uso delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori
       al giudice competente nel merito.                                           durante il lavoro, e/o non avendone informato la Com-
                                                                                   missione, l’Irlanda è venuta meno agli obblighi ad essa
—      Con vittoria di spese onorari e competenze di causa in                      incombenti in forza del Trattato CE; e
       entrambi i gradi.
                                                                             —     condannare l’Irlanda alle spese del procedimento.
Motivi e principali argomenti
                                                                             Motivi e principali argomenti
1)      Sulla definizione giuridica del ricorso di primo grado
                                                                             L’art. 249 CE, a norma del quale una direttiva vincola lo Stato
        Tenuto conto del ricorso di primo grado, e ritenuto che              membro per quanto riguarda il risultato da raggiungere,
        la questione formale del nome iuris dello stesso non può            comporta un obbligo per gli Stati membri di rispettare il
        essere considerata preclusiva della ricevibilità di un               termine per la trasposizione prescritto dalla direttiva. Tale
        ricorso, appare lecito sostenere che le motivazioni sul              termine è scaduto il 5 dicembre 1998 senza che l’Irlanda
        punto di cui all’ordinanza impugnata debbano essere                  abbia adottato le disposizioni necessarie per conformarsi alla
        completamente censurate.                                             direttiva menzionata nella domanda della Commissione.
                                                                             (1) GU L 335 del 30.12.1995, p. 28.
2)      Sulla competenza del Tribunale                                       (2) GU L 393 del 30.12.1989, p. 13.
        Appare evidente che, trattandosi di una controversia tra
        una istituzione delle Comunità e il membro di una
        Commissione consultiva da essa istituita, il Tribunale di
        primo grado sia competente a conoscere della contro-
        versia.
        Si rileva inoltre che ai sensi dell’art. 91 dello Statuto dei        Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
        funzionari e degli altri agenti delle Comunità europee,              nale di Siena — con ordinanza 26 gennaio 2001, nella
        la Corte di giustizia è competente a conoscere delle                 causa Milena Castellani contro Istituto nazionale della
        controversie tra la Comunità e «una delle persone                                        previdenza sociale (INPS)
        indicate nel presente Statuto». Laddove il Tribunale
        avesse rilevato la propria incompetenza a favore di                                            (Causa C-50/01)
        quella di quest’ultimo organo giurisdizionale, avrebbe
        dovuto d’ufficio provvedere alla trasmissione del ricorso                                       (2001/C 95/11)
        all’organo competente.
                                                                             Con ordinanza 26 gennaio 2001, pervenuta nella Cancelleria
                                                                             della Corte delle Comunità europee il 5 febbraio 2001,
                                                                             nella causa Milena Castellani contro Istituto nazionale della
                                                                             previdenza sociale (INPS), il Tribunale di Siena ha sottoposto
                                                                             alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                        questioni pregiudiziali:
            tro l’Irlanda, proposto il 5 febbraio 2001
                                                                             Se la previsione di incumulabilità fra il valore contabile
                          (Causa C-48/01)                                    del trattamento straordinario di integrazione salariale e le
                                                                             retribuzioni corrisposte al lavoratore nel periodo di riferimento
                           (2001/C 95/10)                                    (art. 2 c.4 D.Lgs. n. 80/1992) sia compatibile — anche alla
                                                                             luce delle precedenti statuizioni della Corte di giustizia sul
Il 5 febbraio 2001 la Commissione delle Comunità europee,                    D.Lgs. predetto — con la Direttiva CEE 987/1980 (1), e in
rappresentata dal sig. Nicola Yerrell, membro del servizio                   specie:
giuridico, in qualità di agente, con domicilio eletto presso il
sig. Carlos Gómez de la Cruz, membro del medesimo servizio,                 1)    se detta previsione di incumulabilità possa ritenersi
Centre Wagner, Kirchberg, Lussemburgo, ha presentado alla                          conforme allo scopo della Direttiva, che appare (art. 3
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro                        n. 1) quello di assicurare il pagamento dei diritti non
l’Irlanda.                                                                         pagati relativi alla retribuzione rientrante in un determina-
                                                                                   to arco temporale (art. 3, n. 2) e relativa ad un certo
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                        periodo (art. 4, nn. 1 e 2), ovvero
—      dichiarare che, non avendo adottato le disposizioni                   2)    se detta previsione di incumulabilità risponda ad un
       legislative, regolamentari e amministrative necessarie per                  criterio assistenziale, non conforme al criterio sociale
       conformarsi alla direttiva del Consiglio 5 dicembre 1995,                   posto a base della Direttiva 987/80;