CELEX: C1999/299/18
Language: it
Date: 1999-10-16 00:00:00
Title: Causa C-310/99: Ricorso del 13 agosto 1999 contro la Commissione delle Comunità europee presentato dalla Repubblica italiana

C 299/16               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          16.10.1999
2. Nel caso in cui, in base alla soluzione delle questioni                    cui gli interessati intendono concretare la loro collabora-
   proposte sub 1, si debba concludere nel senso che anche                    zione, dev’essere conforme alle norme riguardanti il diritto
   una normativa come il Regolamento va considerato deci-                     di stabilimento o a quelle relative alla libera circolazione
   sione di un’associazione di imprese ai sensi dell’art. 85                  dei servizi.
   (oggi 81), n. 1, del Trattato CE, se si debba ritenere che
   siffatta decisione, in quanto sancisce norme di carattere              8. Se un divieto di rapporto di collaborazione integrato tra
   vincolante generale in relazione alla costituzione di un                   avvocati e periti contabili come quello di cui trattasi
   rapporto di collaborazione come quello di cui trattasi nella               costituisca una restrizione del diritto di stabilimento o
   fattispecie per garantire l’indipendenza dell’avvocato che                 della libera circolazione dei servizi o di entrambi.
   presta assistenza legale e la sua fedeltà agli interessi della
   parte, abbia per oggetto o per effetto di restringere il gioco
   della concorrenza all’interno del mercato comune e di                  9. Nel caso in cui dalla soluzione della precedente questione
   pregiudicare il commercio tra Stati membri. Quali siano i                  risulti che sussiste una delle restrizioni ivi menzionate o
   pertinenti criteri di diritto comunitario per la soluzione di              che sussistono entrambe, se la restrizione di cui trattasi sia
   tale questione.                                                            giustificata per il motivo che essa riguarda semplicemente
                                                                              una «modalità di vendita» nel senso di cui alla sentenza
                                                                              Keck e Mithouard, e che quindi non sussiste in proposito
3. Se il termine «impresa» figurante nell’art. 86 (oggi 82) del               discriminazione, oppure per il motivo che soddisfa i
   Trattato CE debba essere interpretato nel senso che, se un                 criteri specificati dalla Corte di giustizia in altre sentenze,
   ente come l’Ordine va considerato associazione di imprese,                 segnatamente nella sentenza Gebhard.
   tale ente dev’essere considerato anche come impresa o
   gruppo di imprese ai sensi di detta norma anche se non
   svolge direttamente alcuna attività economica.
4. Nel caso in cui la precedente questione vada risolta in
   senso affermativo e si debba ritenere che un ente come
   l’Ordine detenga una posizione dominante se un ente
   siffatto sfrutti abusivamente tale posizione obbligando gli            Ricorso del 13 agosto 1999 contro la Commissione delle
   avvocati ad esso aderenti a comportarsi sul mercato delle                Comunità europee presentato dalla Repubblica italiana
   prestazioni di servizi giuridici, nei confronti di altri, in un
   modo che ostacola la concorrenza.
                                                                                                   (Causa C-310/99)
5. Nel caso in cui ai fini dell’applicazione delle regole
                                                                                                    (1999/C 299/18)
   comunitarie di concorrenza un ente come l’Ordine vada
   considerato nel suo complesso associazione di imprese, se
   l’art. 90 (oggi 86), n. 2, del Trattato CE debba essere                Il 13 agosto 1999 la Repubblica italiana, rappresentata dal suo
   interpretato nel senso che rientra nella sua sfera di                  agente Prof. Umberto Leanza, assistito dall’avvocato dello
   applicazione anche un ente come l’Ordine, che, relativa-               Stato Oscar Fiumara, e domiciliata in Lussemburgo presso
   mente alla collaborazione degli avvocati con professionisti            l’Ambasciata d’Italie, rue Marie-Adelaïde, 5, ha presentato alla
   di altre categorie, stabilisce norme di carattere vincolante           Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
   generale per garantire l’indipendenza dell’avvocato che                Commissione delle Comunità europee.
   presta assistenza legale e la sua fedeltà agli interessi della
   parte.
                                                                          La ricorrente conclude che la Corte
6. Nel caso in cui un ente come l’Ordine vada considerato                 — annulli la decisione della Commissione delle Comunità
   associazione di imprese oppure impresa o gruppo di                         europee 11.5.1999 n. C (1999) 1364 def.(1), nelle parti
   imprese, se gli artt. 3, punto g), 5, secondo comma, 85 e                  impugnate con il presente ricorso;
   86 [oggi 3, punto g), 10, 81 e 82] del Trattato CE ostino a
   che uno Stato membro disponga che tale ente (o un organo
   di esso) può stabilire norme che possono riguardare, tra              — in via subordinata annulli la decisione medesima nella
   l’altro, la collaborazione degli avvocati con professionisti               parte in cui dispone il recupero delle somme costituenti
   di altre categorie, mentre la vigilanza della pubblica autorità            aiuto non compatibile;
   sull’adozione di tali norme é limitata al potere di annullare,
   senza che la pubblica autorità possa stabilire una propria             — condanni la Commissione delle Comunità europee alle
   normativa al posto di quella annullata.                                    spese.
7. Se sia le norme del Trattato riguardanti il diritto di
   stabilimento sia quelle relative alla libera circolazione dei          Motivi e principali argomenti addotti
   servizi si applichino ad un divieto di collaborazione tra
   avvocati e periti contabili come quello di cui trattasi,               1) La decisione della Commissione appare censurabile sotto
   oppure se il Trattato CE vada interpretato nel senso che un                il profilo dell’eccesso di potere e del difetto (illogicità) della
   siffatto divieto, a seconda — ad esempio — del modo in                     motivazione in relazione all’individuazione della categoria
 ---pagebreak--- 16.10.1999               IT                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 299/17
     dei «giovani» intesa quale «fascia debole» del mercato del                  Ricorso del 16 agosto 1999 contro la Repubblica italiana
     lavoro. Infatti, pur essendo riportati nella decisione gli                    presentato dalla Commissione delle Comunità europee
     elementi statistici, nonché le osservazioni fornite dalle
     autorità italiane che attestano che, date le peculiari caratte-
     ristiche della disoccupazione giovanile in Italia e in specie
     nel Mezzogiorno, tale fenomeno riguarda la fascia fino a                                             (Causa C-312/99)
     32 anni, la Commissione conclude invece, legittimando
     esclusivamente l’estensione della categoria «giovani» agli
     infraventicinquenni o infraventinovenni, se laureati.
                                                                                                           (1999/C 299/19)
2) La decisione appare inficiata da elementi di apoditticità e,
     quindi, di violazione di legge, sviamento di potere e                       Il 16 agosto 1999 la Commissione delle Comunità europee,
     difetto (insufficienza) della motivazione, in ordine alla                   rappresentata dal sig. Antonio Aresu, membro del servizio
     «quantificazione» dell’aiuto ritenuto ammissibile.                          giuridico, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussem-
                                                                                 burgo, rue Alcide de Gasperi, edificio «Wagner», presso il sig.
                                                                                 Carlos Gómez de la Cruz, ha presentato alla Corte di giustizia
3) La decisione appare censurabile per difetto (illogicità e                     delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica
     insufficienza) della motivazione in relazione agli aspetti                  italiana.
     di «quantificazione» dell’aiuto ritenuto inammissibile. Gli
     stessi vizi sono riscontrabili relativamente alle misure
     dell’art. 15 legge 196/97, per le quali la Commissione
     osserva che «la trasformazione di CFL a tempo determinato                   La ricorrente conclude che la Corte voglia:
     in contratti a tempo indeterminato non crea posti supple-
     mentari, in quanto i posti stessi sono già stati creati, pur
     non avendo carattere stabile».                                              1. constatare che la Repubblica italiana, non adottando le
                                                                                      disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
                                                                                      necessarie per conformarsi alle direttive della Commissione
                                                                                      nn. 97/59/CE (1) del 7 ottobre 1997 e 97/65/CE (2) del 26
4) Non viene approfondita la valutazione di compatibilità
                                                                                      novembre 1997, recanti terzo adattamento al progresso
     della misura nei confronti della disciplina comunitaria che
                                                                                      tecnico della direttiva 90/679/CEE (3) relativa alla protezio-
     ritiene comunque compatibili tali aiuti, ai sensi dell’art. 87,
                                                                                      ne dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione
     par. 3, lett. a) CE (ex art. 92 (3) (a) del Trattato CE «per
                                                                                      ad agenti biologici durante il lavoro, è venuta meno agli
     favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore
                                                                                      obblighi incombentile in virtù di tali direttive;
     di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave
     forma di sottoccupazione», donde la violazione e falsa
     applicazione della norma stessa e il difetto (insufficienza e
     contraddittorietà) della motivazione.                                       2. condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese
                                                                                      processuali.
5) Appare violato l’art. 87 CE (ex art. 92 del Trattato CE) o
     comunque v’è un palese difetto (insufficienza) di motiva-
     zione laddove non si dà conto della rilevanza degli                         Motivi e principali argomenti
     aiuti ritenuti incompatibili sugli scambi comunitari e la
     concorrenza.
                                                                                 L’articolo 249 CE (ex. articolo 189 del Trattato CE), secondo il
6) Riguardo alla disposizione della decisione impugnata che                      quale la direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per
     riguarda il recupero degli aiuti ritenuti non compatibili, si               quanto riguarda il risultato da conseguire, implica l’obbligo
     rileva il difetto (insufficienza) di motivazione in ordine                  per gli Stati membri di rispettare i termini per la trasposizione
     alla necessità o quantomeno all’opportunità del recupero                    stabiliti nelle direttive. Questi termini sono scaduti rispettiva-
     stesso.                                                                     mente il 31 marzo 1998 ed il 30 giugno 1998 senza che la
                                                                                 Repubblica italiana abbia emanato le disposizioni necessarie
                                                                                 per conformarsi alle direttive menzionate nelle conclusioni
                                                                                 della Commissione.
(1) Relativa al regime di aiuti concessi dall’Italia per interventi a favore
    dell’occupazione.
                                                                                 (1) GU L 282 del 15.10.1997, pag. 33.
                                                                                 (2) GU L 335 del 6.12.1997, pag. 17.
                                                                                 (3) GU L 374 del 31.12.1990, pag. 1.