CELEX: 62021CN0559
Language: it
Date: 2021-09-08 00:00:00
Title: Causa C-559/21 P: Impugnazione proposta l’8 settembre 2021 dal Global Silicones Council, dalla Dow Silicones UK Ltd, dalla Elkem Silicones France SAS, dalla Evonik Operations GmbH, dalla Momentive Performance Materials GmbH, dalla Shin-Etsu Silicones Europe BV, dalla Wacker Chemie AG avverso la sentenza del Tribunale (Ottava Sezione ampliata) del 30 giugno 2021, causa T-519/18, Global Silicones Council e a. / ECHA

15.11.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 462/29
            
         
      Impugnazione proposta l’8 settembre 2021 dal Global Silicones Council, dalla Dow Silicones UK Ltd, dalla Elkem Silicones France SAS, dalla Evonik Operations GmbH, dalla Momentive Performance Materials GmbH, dalla Shin-Etsu Silicones Europe BV, dalla Wacker Chemie AG avverso la sentenza del Tribunale (Ottava Sezione ampliata) del 30 giugno 2021, causa T-519/18, Global Silicones Council e a. / ECHA
      (Causa C-559/21 P)
      (2021/C 462/34)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Global Silicones Council, Dow Silicones UK Ltd, Elkem Silicones France SAS, Evonik Operations GmbH, Momentive Performance Materials GmbH, Shin-Etsu Silicones Europe BV, Wacker Chemie AG (rappresentanti: R. Cana, avocat, E. Mullier, avocate, Z. Romata, Solicitor)
      
         Altre parti nel procedimento: American Chemistry Council, Inc. (ACC), Agenzia europea per le sostanze chimiche, Repubblica federale di Germania, Commissione europea
      
         Conclusioni dei ricorrenti
      
      I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la sentenza del Tribunale nella causa T-519/18;
               
            
                  —
               
               
                  annullare la decisione impugnata (1);
               
            
                  —
               
               
                  in subordine, rinviare la causa dinanzi al Tribunale, affinché statuisca sul ricorso di annullamento dei ricorrenti;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la controparte alle spese del presente grado di giudizio, unitamente a quelle del procedimento dinanzi al Tribunale e a quelle sostenute dagli intervenienti.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno della loro impugnazione, i ricorrenti deducono i seguenti motivi.
      Con il primo motivo d’impugnazione si deduce che il Tribunale ha commesso un errore di diritto e ha interpretato erroneamente l’allegato XIII del regolamento REACH (2), nonché il regolamento della Commissione n. 253/2011 (3) nello stabilire che i dati BCF hanno «priorità» o «maggior peso» rispetto agli altri dati per la valutazione delle proprietà B e vB e che la controparte non aveva commesso un manifesto errore di valutazione nel ritenere che i valori BCF avessero peso maggiore.
      Con il secondo motivo d’impugnazione si deduce che il Tribunale ha commesso un errore di diritto e ha interpretato erroneamente l’allegato XIII del regolamento REACH stabilendo che la controparte non aveva commesso un manifesto errore omettendo di tenere conto della rilevanza della natura ibrida di D4, D5 e D6. Il Tribunale ha inoltre snaturato i motivi dedotti dai ricorrenti e gli elementi di prova prodotti in tale contesto, violando il diritto dei ricorrenti di essere ascoltati.
      Con il terzo motivo d’impugnazione si deduce che il Tribunale ha commesso un errore di diritto e ha interpretato erroneamente l’allegato XIII del regolamento REACH stabilendo che la controparte non aveva commesso un manifesto errore omettendo di tenere conto di dati ottenuti in condizioni di analisi pertinenti. Il Tribunale ha inoltre snaturato i motivi dedotti dai ricorrenti e gli elementi di prova prodotti in tale contesto, violando il diritto dei ricorrenti di essere ascoltati.
      Con il quarto motivo d’impugnazione si deduce che il Tribunale ha commesso un errore di diritto nella valutazione degli elementi di prova e ha snaturato gli elementi di prova prodotti dinanzi ad esso.
      
         (1)  Decisione dell’ECHA del 27 giugno 2018 che include l'ottametilciclotetrasilossano («D4»), il decametilciclopentasilossano («D5») e il dodecametilcicloesasilossano (D6) nell’elenco delle sostanze candidate all’eventuale inclusione nell’allegato XIV del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (GU 2006 L 396, pag. 1, rettifica in GU 2007 L 136, pag. 3).
      
         (2)  Regolamento (UE) 2018/35 della Commissione, del 10 gennaio 2018, che modifica l'allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda l'ottametilciclotetrasilossano («D4») e il decametilciclopentasilossano («D5») (GU 2018 L 6, pag. 45).
      
         (3)  Regolamento (UE) n. 253/2011 della Commissione, del 15 marzo 2011, recante modifica del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) per quanto riguarda l’allegato XIII (GU 2011 L 69, pag. 7).