CELEX: 62019TN0580
Language: it
Date: 2019-08-20 00:00:00
Title: Causa T-580/19: Ricorso proposto il 20 agosto 2019 – Borborudi/Consiglio

21.10.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 357/40
            
         
      Ricorso proposto il 20 agosto 2019 – Borborudi/Consiglio
      (Causa T-580/19)
      (2019/C 357/49)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Sayed Shamsuddin Borborudi (Tehran, Iran) (rappresentante: L. Vidal, lawyer)
      
         Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione adottata dal Consiglio il 27 maggio 2019, in applicazione del regolamento di esecuzione del Consiglio (UE) n. 855/2019, avente ad oggetto il mantenimento del ricorrente nell’elenco di cui all’allegato IX del regolamento (UE) n. 267/2012;
               
            
                  —
               
               
                  disporre che il Consiglio rimuova il nome del ricorrente dall’allegato IX del regolamento (UE) n. 267/2012;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio alla totalità delle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce sei motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che il Consiglio non avrebbe rispettato il grado di prova necessario per sanzionare persone e organismi nell’includere e mantenere il ricorrente negli elenchi delle sanzioni dell’UE, in quanto le misure impugnate non sarebbero legittimamente fondate.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sull’errore di fatto commesso dal Consiglio in quanto il sig. Borborudi non lavora più per l’Atomic Energy Organisation of Iran (in prosieguo: l’«AEOI»), in quanto l’AEOI non è più un organismo sanzionato dall’ONU e il piano AMAD è stato bloccato nel 2003.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sull’errore di diritto commesso dal Consiglio in quanto esso non avrebbe qualificato né quantitativamente né qualitativamente la portata dell’asserito contributo fornito dal sig. Borborudi al programma nucleare iraniano.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che il Consiglio avrebbe violato il suo obbligo di giustificare la fondatezza della misura restrittiva da esso adottata nei confronti del ricorrente, in quanto ha omesso di comunicare gli elementi che proverebbero il fondamento della misura sanzionatoria.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sul fatto che il Consiglio avrebbe violato il suo obbligo di comunicare i documenti comprovanti la motivazione, anche dopo che il ricorrente abbia chiesto di ottenerli.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sul fatto che il Consiglio avrebbe violato il principio di proporzionalità, che costituisce uno dei principi generali cui l’Unione europea deve attenersi.