CELEX: C1999/281/35
Language: it
Date: 1999-10-02 00:00:00
Title: Causa T-155/99: Ricorso della Dieckmann & Hansen GmbH contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 25 giugno 1999

2.10.1999                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 281/17
Ricorso dell’Istituto dei Mandatari Autorizzati presso                        — il suo obbligo di motivazione, non precisando in che cosa,
l’Ufficio europeo dei Brevetti (IMA) contro la Commis-                             oltre il principio del divieto di pubblicità comparativa
sione delle Comunità europee, presentato il 14 giugno                              autorizzata dalla direttiva 84/450, come modificata con
                                 1999                                              direttiva 97/55 (1), l’attuazione da parte dell’IMA di tale
                                                                                   principio era in contrasto con il diritto comunitario della
                                                                                   concorrenza;
                          (Causa T-144/99)
                                                                              — le regole del Trattato CE, e in particolare il suo art. 81,
                           (1999/C 281/34)                                         come pure le relative norme di applicazione, dichiarando
                                                                                   gli articoli del codice di condotta di cui trattasi, sopra
                                                                                   menzionati, in contrasto con l’art. 81, n. 1 mentre:
                    (Lingua processuale: il francese)                              — da un lato, la direttiva 97/55, nel modificare la direttiva
                                                                                        84/450 al fine di includervi la pubblicità comparativa,
Il 14 giugno 1999 l’Istituto dei Mandatari Autorizzati presso                           avrebbe espressamente previsto il diritto di vietare tale
l’Ufficio europeo dei Brevetti (IMA), con sede in Monaco                                pubblicità per le professioni liberali, e
(Repubblica federale d Germania), rappresentato dagli avv.ti
Robert Collin e Mary-Claude Mitchell, del foro di Parigi, con                      — d’altro lato, le disposizioni oggetto della decisione
domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio dell’avv.                              impugnata contemplano obblighi deontologici che
Nicolas Decker, 16, avenue Marie-Thérèse, ha proposto dinanzi                           perseguono uno scopo d’interesse generale, il che
a Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso                            costituirebbe un elemento di concorrenza conforme
contro la Commissione delle Comunità europee.                                           all’art. 81, n. 1, giustificato dalla natura di tali disposi-
                                                                                        zioni.
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                              In subordine, l’IMA deduce che la Commissione ha violato
— annullare in parte la decisione della Commissione 7 aprile                  l’art. 81, n. 3, de Trattato CE, e l’art. 8 del regolamento
      1999 relativa a un procedimento di applicazione dell’art.               n. 17/62, esentando le due disposizioni controverse unicamen-
      85 (81) del Trattato UE (art. 53 dell’accordo SEE), caso                te in via transitoria, al fine di concedere all’Istituto ricorrente
      n. IV/36147: codice di condotta dell’IMA (EPI), nella parte             un periodo di adattamento per modificare il suo codice di
      in cui essa riguarda le clausole 2 b), primo e terzo comma,             condotta, mentre le condizioni di applicazione dell’art. 85,
      e 5 c) del codice di condotta dell’IMA;                                 n. 3, già fin d’ora sussistono perfettamente.
— condannare la Commissione a tutte le spese incorse nella
      presente causa.
                                                                              (1) Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 6 ottobre 1997,
                                                                                  97/55/CE, che modifica la direttiva 84/450/CEE relativa alla
                                                                                  pubblicità ingannevole al fine di includervi la pubblicità compara-
Motivi e principali argomenti                                                     tiva (GU L 290 del 23.10.1997, pag. 18).
Il ricorso impugna la decisione con la quale la Commissione
ha ritenuto che due articoli del Codice di Condotta Professiona-
le in materia deontologica istituiti dall’Istituto ricorrente
(l’IMA), ente a sua volta istituito dal Consiglio d’amministrazio-
ne dell’Organizzazione europea dei brevetti (l’OEB) sono in
contrasto con l’art. 81 (ex art. 85) del Trattato CE. Si tratta
dell’art. 2 b), secondo e terzo comma, relativo alla pubblicità
comparativa e dell’art. 5 c), relativo ai rapporti dei mandatari              Ricorso della Dieckmann & Hansen GmbH contro la
con gli ex mandatari.                                                         Commissione delle Comunità europee, proposto il 25 giu-
                                                                                                             gno 1999
Nella decisione impugnata la Commissione considera che
queste due disposizioni limitano la libertà di azione dei membri                                         (Causa T-155/99)
dell’IMA e hanno l’obbiettivo di restringere la concorrenza tra
i membri della professione. Queste due disposizioni, l’una che
vieta la pubblicità comparativa e l’altra idonea a frapporre                                              (1999/C 281/35)
ostacoli all’offerta di servizi agli ex clienti di altri mandatari,
contribuiscono, secondo la Commissione, a cristallizzare la
clientela di ciascun mandatario autorizzato all’interno di                                         (Lingua processuale: il tedesco)
ciascun mercato nazionale, cosa che costituirebbe una restri-
zione non necessaria e notevole della concorrenza per il fatto
che essa riguarda tutti i mandatari autorizzati iscritti nell’elenco          Il 25 giugno 1999 la Dieckmann & Hansen GmbH, con sede
dell’OEB, riuniti in seno all’IMA.                                            in Amburgo (Germania), con l’avv.to Prof. Dr. Hans-Jürgen
                                                                              Rabe della società Gaedertz, 35, avenue de Tervuren, Bruxelles,
                                                                              ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle
A sostegno delle sue conclusioni il ricorrente deduce che                     Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle
l’istituzione convenuta ha violato:                                           Comunità europee.
 ---pagebreak--- C 281/18                IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              2.10.1999
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                 veterinario permanente svoltasi il 23.2.1999 non risulte-
                                                                              rebbe che la Commissione abbia presentato il rapporto
— annullare la decisione impugnata;                                           finale sull’ispezione in Kazakistan; inoltre dal verbale
                                                                              non risulterebbe che la Commissione abbia presentato al
— condannare la convenuta a versare alla ricorrente la somma                  comitato veterinario permanente la proposta concreta
    di DM 9 519 974,- più gli interessi dell’8 % l’anno a partire             della decisione impugnata.
    dal giorno dell’introduzione del presente ricorso;
— accertare l’obbligo della convenuta di risarcire alla ricorren-        Con la somma indicata a titolo di risarcimento del danno viene
    te ogni ulteriore danno emergente;                                   fatto valere essenzialmente un acconto, prevedibilmente non
                                                                         recuperabile, relativo alla fornitura di 9 500 Kg di caviale,
— condannare la convenuta alle spese.                                    nonché il lucro cessante che avrebbe potuto essere realizzato
                                                                         con la lavorazione e la vendita di tale quantità di merce.
                                                                         L’importo definitivo del danno non sarebbe tuttavia ancora
                                                                         quantificabile completamente, per cui dovrebbe essere accerta-
Motivi e principali argomenti                                            ta una responsabilità della Comunità in via di principio.
La ricorrente importa caviale in grosse confezioni (di regola
barattoli da 1,8 Kg) principalmente dal Kazakistan e lo                  (1) Decisione della Commissione 26 marzo 1999, recante modifica
inscatola in porzioni più piccole, per poi rivenderlo ai propri              delle decisioni della Commissione 22 aprile 1997, 97/296/CE,
clienti dentro e fuori la Comunità.                                          che stabilisce l’elenco dei paesi terzi dai quali è autorizzata
                                                                             l’importazione dei prodotti della pesca destinati all’alimentazione
                                                                             umana (GU L 91 del 7.4.1999, pag. 37).
Ai sensi dell’art. 1, in combinato disposto con l’allegato della         (2) Decisione della Commissione 28 gennaio 1999 che modifica la
decisione della Commissione impugnata (1), il Kazakistan è                   decisione 97/296/CE che stabilisce l’elenco dei paesi terzi dai quali
                                                                             è autorizzata l’importazione dei prodotti della pesca destinati
stato escluso dall’elenco dei paesi terzi dai quali è autorizzata            all’alimentazione umana (GU L 44 del 18.2.1999, pag. 61).
l’importazione dei prodotti della pesca destinati all’alimenta-          (3) Decisione del Consiglio 22 giugno 1995, sulle condizioni di
zione umana, con la conseguenza che il caviale, in precedenza                elaborazione, per un periodo transitorio, di elenchi provvisori
ammesso all’importazione, non può più essere importato.                     degli stabilimenti di paesi terzi dai quali gli Stati membri sono
                                                                             autorizzati ad importare determinati prodotti di origine animale,
                                                                             prodotti della pesca o mulluschi bivalvi vivi (GU L 243
Nel periodo novembre/dicembre 1998 tre ispettori veterinari                  dell’11.10.1995, pag. 17).
avrebbero svolto per conto della Commissione un’indagine
diretta ad accertare quali fossero le condizioni in Kazakistan
con riferimento all’importazione di carne di cavallo e di
prodotti della pesca diversi dal caviale. Sebbene il caviale non
fosse oggetto d’indagine, i controllori avrebbero proposto di
cancellare il Kazakistan dall’elenco dei paesi dai quali è
autorizzata l’importazione anche con riferimento al caviale.
Nel quarto considerando della decisione impugnata la Com-
missione avrebbe motivato anche di fatto la cancellazione del
Kazakistan con le gravi lacune riscontrate durante la visita di          Ricorso della signora Helga Griesel contro il Consiglio
controllo.                                                                      dell’Unione europea, presentato il 2 luglio 1999
La ricorrente avrebbe subito danni rilevanti a causa della                                        (Causa T-157/99)
decisione impugnata, che non le avrebbe più consentito di
importare nella Comunità il caviale fresco, per il quale essa
aveva concluso, poco prima dell’adozione della decisione                                           (1999/C 281/36)
stessa, un contratto di fornitura.
                                                                                             (Lingua processuale: il francese)
Secondo la ricorrente la decisione impugnata viola
— il principio della buona amministrazione, in quanto valute-            Il 2 luglio 1999 la signora Helga Griesel, residente a Bruxelles,
    rebbe erroneamente i fatti su cui si fonda e ne trarrebbe            con gli avv.ti Jacques Sambon e Pierre-Paul van Gehuchten, del
    conseguenze non plausibili,                                          foro di Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo presso
                                                                         lo studio dell’avv. Louis Schiltz, 2, rue du Fort Rheinsheim, ha
— il principio della tutela del legittimo affidamento, in quanto         presentato dinanzi al Tribunale delle Comunità europee un
    la Commissione, dopo l’ispezione dei veterinari, avrebbe             ricorso contro il Consiglio dell’Unione europea.
    mantenuto, con la sua decisione 99/136/CE (2), il Kazaki-
    stan nell’elenco dei paesi da cui era autorizzata l’importa-
    zione di caviale, per poi escluderlo improvvisamente e               La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
    senza preavviso con la decisione impugnata, ed inoltre
                                                                         — annullare la decisione della convenuta di non promuoverla
— forme sostanziali di procedura, in quanto, in violazione                    al grado C4 a titolo dell’esercizio di promozione 1998;
    della decisione 95/408/CE (3), sulla quale si fonderebbe la
    decisione impugnata, dal verbale della seduta del comitato           — condannare la convenuta alle spese.