CELEX: 31999D0250
Language: it
Date: 1998-10-14 00:00:00
Title: 1999/250/CE: Decisione della Commissione, del 14 ottobre 1998, relativa agli aiuti in favore delle cooperative disposti dall'Italia con la legge n. 49/85 [notificata con il numero C(1998) 2857] (Testo rilevante ai fini del SEE)

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31999D0250

1999/250/CE: Decisione della Commissione, del 14 ottobre 1998, relativa agli aiuti in favore delle cooperative disposti dall'Italia con la legge n. 49/85 [notificata con il numero C(1998) 2857] (Testo rilevante ai fini del SEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 096 del 10/04/1999 pag. 0026 - 0028

DECISIONE DELLA COMMISSIONEdel 14 ottobre 1998relativa agli aiuti in favore delle cooperative disposti dall'Italia con la legge n. 49/85[notificata con il numero C(1998) 2857](Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)(Testo rilevante ai fini del SEE)(1999/250/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo l, lettera a),dopo aver invitato(1) gli altri Stati membri e i terzi interessati a presentare le loro osservazioni, in conformità di detti articoli,considerando quanto segue:I(1) Con lettera dell'11 giugno 1997, la Commissione ha informato il governo italiano della decisione di avviare il procedimento ex articolo 93, paragrafo 2, del trattato nei riguardi del rifinanziamento di talune disposizioni della legge italiana n. 49/85 recante misure in favore delle cooperative disposto dalle leggi n. 538/93, n. 644/94 e dal decreto legge n. 416/95, invitandolo a presentare eventuali osservazioni entro un mese dalla data della lettera.(2) Mediante pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(2), la Commissione ha informato gli altri Stati membri e i terzi interessati invitandoli a presentare le loro osservazioni entro un mese dalla data di pubblicazione.(3) Nessun altro Stato membro né terzi interessati hanno presentato osservazioni. Il governo italiano ha presentato le sue osservazioni con lettere del 31 luglio 1997, del 21 gennaio 1998, del 6 marzo 1998, del 13 maggio 1998 e del 16 giugno 1998.II(4) Con lettera del 31 luglio 1997 il governo italiano ha precisato quanto segue:a) la legge n. 49/85 è stata abrogata e nessun aiuto è stato concesso a valere sul rifinanziamento notificato;b) gli aiuti in questione sono stati sostituiti da un nuovo regime che sarebbe stato notificato a norma dell'articolo 92, paragrafo 3, del trattato;c) è tuttavia prevista l'applicazione a titolo transitorio di uno dei due regimi disposti dalla vecchia legge (detto Fondo speciale) a favore delle cooperative costituite anteriormente al 31 dicembre 1996. Si tratta, più particolarmente, di 21 casi pari ad un importo complessivo di 40 miliardi di ITL e riguardanti 795 lavoratori.(5) Nel frattempo, il nuovo regime è stato notificato alla Commissione, la quale lo ha approvato(3) ritenendo che, in linea di massima e tenuto conto delle caratteristiche dell'intervento, non comportasse aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato. Infatti si tratta di assunzioni di partecipazione riguardanti unicamente piccole e medie imprese ai sensi della definizione comunitaria e subordinate, tra l'altro, al conferimento agli investitori pubblici di diritti speciali in materia di ripartizione dei profitti (2 % in caso di saldo positivo del bilancio, remunerazione garantita anche nel caso in cui l'assemblea decida di non remunerare i soci privati).(6) Di conseguenza il procedimento avviato nei riguardi di detto regime è divenuto privo di oggetto ad eccezione dell'applicazione transitoria del regime del Fondo speciale ai citati 21 casi.III(7) Il Fondo speciale è destinato a finanziare "una tantum" e a fondo perduto la costituzione di cooperative di lavoratori espulsi dal mondo del lavoro nel settore della produzione. Dette cooperative possono acquistare, affittare o assumere la gestione di aziende di cui i suddetti lavoratori erano dipendenti oppure creare nuove attività imprenditoriali.(8) I finanziamenti sono concessi sotto forma di partecipazioni al capitale sociale per il tramite di società finanziarie cooperative. L'ammontare delle partecipazioni non può eccedere il triplo del capitale sociale sottoscritto dai lavoratori membri della cooperativa a concorrenza del 75 % del capitale sociale delle cooperative stesse. Nei consigli di amministrazione delle cooperative in questione le società finanziarie dispongono al massimo di 5 voti su 14. È prevista la possibilità, a favore dei lavoratori, di riscattare, al loro valore nominale, quote di capitale sottoscritto dalle società finanziarie cooperative.(9) Tenuto conto di questi elementi, la Commissione, in occasione dell'avvio del procedimento, ha ritenuto che le assunzioni di partecipazione non potessero essere considerate come effettuate nell'ottica dell'investitore di mercato e che quindi costituissero aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato. Detti aiuti potevano essere destinati ad imprese in difficoltà, dato che era espressamente prevista la possibilità di rilevare vecchie imprese in difficoltà. Tuttavia, non essendo rispettate le condizioni previste dagli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese in difficoltà(4), gli aiuti non potevano essere considerati compatibili con il mercato comune. La Commissione aveva inoltre concluso che le misure in questione erano incompatibili anche se destinate a nuove imprese giacché non erano quantificabili rispetto ad investimenti o a nuovi impieghi.IV(10) Dalla documentazione fornita risulta che tra le 21 cooperative di cui al punto II, lettera c, 4 esercitano attività che non formano oggetto di scambi comunitari. Si tratta in realtà di società di dimensioni alquanto ridotte, operanti in un mercato locale, nei settori delle pompe funebri, della ristorazione, della gestione di strutture educative e nel settore militare.(11) Quanto alle altre società cooperative, si tratta di piccole imprese ad eccezione di due, che, contando circa 100 dipendenti, sono medie imprese. A proposito delle partecipazioni a favore di dette società, il governo italiano ha assicurato che non sarà applicata la clausola della facoltà di riscatto del valore nominale della partecipazione pubblica, prevista in favore delle società private. Le partecipazioni pubbliche saranno pertanto cedute al prezzo del mercato. Le autorità italiane hanno inoltre precisato che le partecipazioni di privati nei capitali a rischio di dette cooperative saranno maggioritarie o per lo meno elevate (circa il 50 %). Infine il governo italiano ha dichiarato che in tutti i casi di specie si tratta di nuove imprese.V(12) La disciplina comunitaria in materia di partecipazione delle autorità pubbliche nei capitali delle imprese(5), precisa che le assunzioni di partecipazioni pubbliche non costituiscono aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato qualora l'investitore pubblico si comporti come un investitore privato operante nelle normali condizioni dell'economia di mercato. Per accertarsi di ciò, la Commissione deve verificare che siano rispettate le condizioni normali di remunerazione del capitale investito (rischio, disposizioni in materia di ripartizione dei profitti, condizioni per la cessione delle assunzioni di partecipazione, ecc.)(13) A tale proposito la Commissione constata che la presenza privata significativa (circa il 50 %) garantisce la validità e la redditività dell'operazione. Quanto alle modalità di vendita delle partecipazioni, è stata soppressa la possibilità di riscatto al valore nominale delle quote pubbliche. Quindi, secondo la Commissione, le vendite saranno effettuate alle condizioni del mercato.(14) Per quanto riguarda le condizioni di remunerazione dell'assunzione di partecipazione, occorre constatare che le limitazioni previste sia in materia di distribuzione dei profitti che di voto in assemblea (il socio pubblico disporrà al massimo di 4 voti su 14) non permettono, per evidenti motivi, di concludere che il socio pubblico potrà aspettarsi un rendimento normale del capitale investito. I soci/lavoratori infatti potrebbero decidere di distribuire i profitti sotto forma diversa da quella della distribuzione dei dividendi (ad esempio aumento dei salari).(15) Pertanto, tenuto conto delle modalità di remunerazione delle partecipazioni, la Commissione deve concludere che detti interventi configurano aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato. Essa inoltre deve ribadire le sue obiezioni sulla compatibilità delle misure in questione con gli articoli 92 e seguenti del trattato trattandosi di aiuti al funzionamento non conformi alla disciplina comunitaria in materia, in quanto non sono decrescenti né limitati nel tempo. Di conseguenza questi aiuti sono incompatibili con il mercato comune e devono essere soppressi.(16) La Commissione osserva che, al contrario, malgrado le limitazioni di cui al punto 14, le condizioni di remunerazione avrebbero potuto essere considerate di mercato se le partecipazioni pubbliche fossero state assortite di un diritto speciale a profitti più elevati di quelli che sono distribuiti ai soci lavoratori, come previsto dalla nuova legge in favore delle cooperative(6) che la Commissione ha appena approvato. Infatti queste garanzie, che controbilanciano le restrizioni in materia di diritto di voto e di distribuzione di dividendi, tenuto conto anche del favore di cui beneficano le PMI nella disciplina sulle partecipazioni pubbliche nel capitale delle imprese, avrebbero potuto far ritenere che l'investitore pubblico operi come un investitore privato in un regime di mercato.(17) A tale proposito, d'altra parte, secondo la Commissione il fatto che dette imprese siano o non siano in difficoltà è irrilevante per i seguenti motivi. Innanzitutto questa ipotesi è stata esclusa dalle autorità italiane. In secondo luogo, pur essendo possibile pensare che il trasferimento finanziario implichi un aiuto di Stato, come ipotizzano gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato al salvataggio e alla ristrutturazione nel caso di un finanziamento fornito ad un'impresa in difficoltà finanziarie, la Commissione deve trarre conclusioni differenti. Infatti la presenza massiccia dell'investitore privato che apporta capitali nuovi ammontanti a circa il 50 % dei capitali a rischio e la certezza di determinate modalità di remunerazione del capitale pubblico investito permettono di concludere che si tratta di interventi effettuati nel rispetto del principio dell'investitore privato.(18) Qualora le assunzioni pubbliche di partecipazioni avessero avuto anche le caratteristiche enunciate al considerando 16, la Commissione, in applicazione della disciplina sulle partecipazioni pubbliche nel capitale delle imprese, avrebbe considerato che esse non costituiscono, in linea di massima, aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1L'applicazione transitoria alle 17 cooperative succitate di aiuti sotto forma di partecipazione al capitale sociale prevista dal Fondo speciale di cui alla legge italiana n. 49/85 è un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato incompatibile con il mercato comune e che pertanto deve essere soppresso.Articolo 2L'Italia adotta tutte le misure necessarie per conformarsi all'articolo 1 e le comunica alla Commissione entro due mesi dalla notifica della presente decisione.Articolo 3La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il 14 ottobre 1998.Per la CommissioneKarel VAN MIERTMembro della Commissione(1) GU C 309 del 7.10.1997, pag. 3.(2) Cfr. nota 1.(3) Aiuto di Stato n. N 26/98, lettera al governo italiano n. 6278 del 24 luglio 1998.(4) GU C 368 del 23.12.1994, pag. 12.(5) Bollettino CE 9/1984.(6) Cfr. nota 3.