CELEX: 31994R3381
Language: it
Date: 1994-12-19 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 3381/94 del Consiglio, del 19 dicembre 1994, che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni di beni a duplice uso

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31994R3381

Regolamento (CE) n. 3381/94 del Consiglio, del 19 dicembre 1994, che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni di beni a duplice uso  

Gazzetta ufficiale n. L 367 del 31/12/1994 pag. 0001 - 0007 edizione speciale finlandese: capitolo 2 tomo 15 pag. 0084  edizione speciale svedese/ capitolo 2 tomo 15 pag. 0084 

REGOLAMENTO (CE)  N. 3381/94 DEL CONSIGLIO del 19 dicembre 1994 che istituisce un regime comunitario di controllo  delle esportazioni di beni a duplice usoIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 113, vista la proposta della Commissione (1), visto il parere del Parlamento europeo (2), considerando che, nella realizzazione del mercato interno, la libera circolazione delle merci, ivi  compresa quella dei beni a duplice uso, dev'essere assicurata in conformità alle pertinenti  disposizioni del trattato; che gli scambi intracomunitari di taluni beni a duplice uso sono  attualmente assoggettati a controlli da parte degli Stati membri; che una condizione per  l'abolizione di detti controlli è costituita dall'applicazione ad opera degli Stati membri di  controlli il più efficaci possibile all'esportazione dei suddetti beni, sulla base di norme comuni,  nel quadro di un regime comunitario; che l'abolizione di tali controlli migliorerà la competitività  internazionale dell'industria europea; considerando che scopo del presente regolamento è altresì quello di sottoporre a controlli efficaci  i beni a duplice uso quando sono esportati dalla Comunità; considerando che è necessario un efficace sistema di controllo all'esportazione dei beni a duplice  uso su una base comune anche per rispettare gli impegni internazionali degli Stati membri e  dell'Unione europea, segnatamente in materia di non proliferazione; considerando che degli elenchi comuni di beni a duplice uso, di destinazioni e di linee direttrici  sono essenziali per un sistema di controllo efficace; che le decisioni riguardanti il contenuto di  detti elenchi hanno natura strategica e sono quindi di competenza degli Stati membri; che tali  decisioni sono oggetto di un'azione comune in base all'articolo J.3 del trattato sull'Unione  europea; considerando che i ministri degli Affari esteri della Comunità hanno adottato il 20 novembre 1984  la dichiarazione di politica comune, successivamente adottata dalla Spagna e dal Portogallo,  riguardante in particolare le modalità relative ai trasferimenti intracomunitari di plutonio  separato e di uranio arricchito al di là del 20 %, nonché gli impianti, le componenti principali di  fondamentale importanza e la tecnologia per il trattamento, l'arricchimento e la produzione di  acqua pesante; considerando che la suddetta azione comune e il presente regolamento costituiscono un sistema  integrato; considerando che tale sistema costituisce un primo passo verso la creazione di un sistema comune di  controllo delle esportazioni dei beni a duplice uso, completo e coerente in tutti i suoi elementi;  che è particolarmente auspicabile che le procedure di autorizzazione applicate dagli Stati membri  siano armonizzate progressivamente e rapidamente; considerando che la Comunità ha adottato un insieme di norme doganali che costituiscono il codice  doganale comunitario (3) e le relative disposizioni d'applicazione (4), i quali stabiliscono, tra  l'altro, le disposizioni relative all'esportazione e riesportazione di beni; che il presente  regolamento non pone alcuna restrizione ai poteri attribuiti dal codice e dalle relative  disposizioni d'applicazione ovvero da questi ultimi derivanti; considerando che è opportuno che, nell'esaminare le condizioni riguardanti la riesportazione o  l'utilizzazione finale dei beni a duplice uso, gli Stati membri tengano conto dei pertinenti  principi del diritto internazionale; considerando che le disposizioni degli articoli 4 e 5 del presente regolamento hanno lo scopo di  assicurare un controllo efficace delle esportazioni di beni a duplice uso; che tali disposizioni  non pregiudicano la possibilità degli Stati membri di adottare o di mantenere, allo stesso scopo e  nel pieno rispetto del mercato interno, misure supplementari di controllo delle esportazioni che  siano compatibili con gli obiettivi del presente regolamento; considerando che, per eliminare i rischi di deviazioni di traffico di beni a duplice uso dalla  destinazione dichiarata in un altro Stato membro verso una destinazione fuori della Comunità,  durante la fase iniziale di adeguamento degli Stati membri alle disposizioni del presente  regolamento, è opportuno prevedere per detto periodo l'applicazione di controlli semplificati sugli  scambi intracomunitari dei beni a duplice uso; che tale applicazione può comprendere un sistema di  autorizzazioni generali; che il periodo di applicazione deve avere una durata limitata; che durante  il periodo di applicazione gli scambi intracomunitari di beni a duplice uso non devono essere  soggetti a controlli più rigorosi di quelli applicati alle esportazioni dalla Comunità; considerando che, in virtù ed entro i limiti dell'articolo 36 del trattato e in attesa di  un'armonizzazione più approfondita, gli Stati membri conserveranno sia durante che dopo il periodo  transitorio la possibilità di effettuare controlli su beni a duplice uso per garantire l'ordine  pubblico o la pubblica sicurezza; considerando che per garantire l'effettiva applicazione del presente regolamento, ciascuno Stato  membro adotterà provvedimenti intesi a conferire adeguati poteri alle autorità competenti; considerando che ciascuno Stato membro stabilisce le sanzioni da imporre in caso di violazione  delle disposizioni del presente regolamento, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: TITOLO I Disposizioni generali Articolo 1 Il presente regolamento istituisce  un regime comunitario di controllo delle esportazioni dei beni a duplice uso: Articolo 2 Ai fini del presente regolamento si intende per: a) «beni a duplice uso» i beni che possono avere un utilizzo sia civile che militare; b) «esportazione» il regime che permette l'uscita temporanea o definitiva di merci comunitarie dal  territorio doganale della Comunità conformemente all'articolo 161 del codice doganale comunitario;  tale regime comprende anche la riesportazione, ossia l'operazione che consiste nell'uscita di merci  non comunitarie dal territorio doganale della Comunità, ai sensi dell'articolo 182 di detto  codice; c) «esportatore» qualsiasi persona fisica o giuridica per conto della quale è resa la dichiarazione  d'esportazione e che abbia la proprietà di beni a duplice uso o un analogo diritto di disporre di  essi al momento dell'accettazione della dichiarazione. Qualora titolare del diritto di proprietà o  del diritto analogo sia una persona stabilita fuori della Comunità secondo il contratto in base al  quale è effettuata l'esportazione, si considera esportatore la parte contraente stabilita nella  Comunità; d) «autorità competenti» le autorità incaricate dell'applicazione del presente regolamento negli  Stati membri; e) «dichiarazione d'esportazione» l'atto con il quale una persona manifesta, nelle forme e secondo  le modalità prescritte, la volontà di sottoporre un bene a duplice uso al regime doganale di  esportazione. TITOLO II Ambito d'applicazione Articolo 3 1.  L'esportazione dei beni a duplice uso compresi  nell'elenco di cui all'allegato I della decisione 94/942/PESC del Consiglio, del 19 dicembre 1994,  relativa all'azione comune, adottata dal Consiglio in base all'articolo J.3 del trattato  sull'Unione europea, riguardante il controllo delle esportazioni dei beni a duplice uso (1), è  subordinata ad autorizzazione. 2.  Può essere subordinata ad autorizzazione conformemente agli articoli 4 o 5 anche l'esportazione  verso tutte o talune destinazioni di determinati beni a duplice uso non compresi nell'elenco di cui  all'allegato I della decisione 94/942/PESC. 3.  I beni a duplice uso che attraversano semplicemente il territorio della Comunità, siano essi o  meno sottoposti ad un regime di transito, non sono soggetti alle disposizioni del presente  regolamento. Uno Stato membro può adottare le misure appropriate per quanto riguarda tali beni. Articolo 4 1.  L'esportazione di beni a duplice uso non compresi nell'elenco di cui all'allegato  I della decisione 94/942/PESC dev'essere subordinata alla presentazione di un'autorizzazione  d'esportazione non appena l'esportatore è informato dalle sue autorità che detti beni sono o  possono essere destinati, in tutto o in parte, a contribuire allo sviluppo, alla produzione, al  maneggio, al funzionamento, alla manutenzione, alla conservazione, all'individuazione,  all'identificazione o alla disseminazione di armi chimiche, biologiche o nucleari o allo sviluppo,  alla produzione, al mantenimento o alla conservazione di missili atti a portare tali armi, coperte  dai corrispondenti regimi di non proliferazione. 2.  L'esportatore, se ha conoscenza che i beni in questione sono destinati, in tutto o in parte, a  una delle finalità di cui al paragrafo 1, deve informarne le sue autorità, che decidano in merito  all'opportunità di sottoporre la suddetta esportazione ad autorizzazione. 3.  Gli Stati membri possono adottare o conservare le normative nazionali in cui sia previsto che  l'esportatore sia tenuto ad informare le autorità del suo paese qualora abbia motivo di sospettare  che i beni in questione siano destinati, in tutto o in parte, a una delle finalità di cui al  paragrafo 1 e che, in tal caso, l'esportazione possa essere soggetta ad autorizzazione. Articolo 5 1.  Al fine di perseguire in modo efficace gli obiettivi del presente regolamento in  materia di controllo delle esportazioni uno Stato membro può vietare o subordinare ad  autorizzazione l'esportazione di beni a duplice uso non compresi nell'elenco dell'allegato I della  decisione 94/942/PESC. 2.  Il paragrafo 1 si applica alle misure: a) esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento; b) adottate dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento. 3.  Gli Stati membri notificano agli altri Stati membri e alla Commissione le misure di cui al  paragrafo 2, lettera a), entro un mese dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. Gli Stati membri notificano agli altri Stati membri e alla Commissione le misure di cui al  paragrafo 2, lettera b), immediatamente dopo la loro adozione. Gli Stati membri notificano inoltre agli altri Stati membri e alla Commissione ogni modifica  riguardante le misure di cui al paragrafo 2, lettere a) e b). 4.  La Commissione pubblica le misure notificate ai sensi del paragrafo 3 nella Gazzetta ufficiale  delle Comunità europee, serie C. TITOLO III Autorizzazione d'esportazione Articolo 6 1.  Per ogni operazione di esportazione  soggetta al presente regolamento è richiesta un'autorizzazione specifica. Tuttavia gli Stati membri  possono concedere le agevolazioni di formalità semplificate come previsto ai punti seguenti: a) un'autorizzazione generale per un bene o una categoria di beni a duplice uso, in conformità alle  disposizioni di cui all'allegato II della decisione 94/942/PESC; b) un'autorizzazione globale ad un determinato esportatore per un tipo o una categoria di beni a  duplice uso, valida per le esportazioni dirette ad una o più destinazioni specifiche; c) procedure semplificate nel caso in cui uno Stato membro richieda un'autorizzazione in forza  dell'articolo 5. 2.  Se del caso, un'autorizzazione d'esportazione può essere subordinata a determinati requisiti e  condizioni. Le autorità competenti di uno Stato membro possono, in particolare, richiedere una  dichiarazione sull'utilizzazione finale e imporre altre condizioni riguardanti l'utilizzazione  finale e/o la riesportazione dei beni. 3.  L'autorizzazione d'esportazione è valida nell'insieme della Comunità. Articolo 7 1.  L'autorizzazione di esportazione è rilasciata dalle autorità competenti dello  Stato membro in cui risiede l'esportatore. 2.  Se i beni a duplice uso per i quali è stata chiesta un'autorizzazione di esportazione  individuale per una destinazione non specificamente menzionata nell'allegato II della decisione  94/942/PESC, o per tutte le destinazioni nel caso dei beni molto sensibili che figurano  nell'allegato IV della stessa decisione si trovano o si troveranno in un altro Stato membro, ciò  deve essere indicato nella richiesta. Le autorità competenti per il rilascio delle licenze dello  Stato membro al quale viene chiesta l'autorizzazione consultano immediatamente le autorità  competenti per il rilascio delle licenze dello Stato membro o degli Stati membri in questione e  forniscono loro tutte le informazioni pertinenti. Lo Stato membro o gli Stati membri consultati  comunicano, entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione delle informazioni di cui all'articolo 14  o di qualsiasi altra informazione complementare richiesta, eventuali riserve nei confronti del  rilascio dell'autorizzazione che vincolano lo Stato membro in cui è stata fatta la richiesta. In difetto di una risposta entro il termine suddetto, il parere dello Stato membro consultato sarà  considerato positivo. 3.  Qualora un'esportazione pregiudichi i suoi interessi vitali, uno Stato membro può chiedere a un  altro Stato membro di non concedere un'autorizzazione d'esportazione, oppure, qualora siffatta  autorizzazione sia stata concessa, chiederne l'annullamento, la sospensione, la modifica o la  revoca. Lo Stato membro che ha ricevuto la richiesta avvia immediatamente consultazioni di natura  non vincolante con lo Stato membro richiedente, che dovranno terminare entro dieci giorni  lavorativi. 4.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione l'elenco delle autorità competenti per il rilascio  delle autorizzazioni di esportazione di beni a duplice uso. 5.  La Commissione pubblica l'elenco delle autorità di cui al paragrafo 4 nella Gazzetta ufficiale  delle Comunità europee, serie C. Articolo 8 Ai fini del rilascio di un'autorizzazione d'esportazione le autorità competenti  tengono conto delle linee direttrici di cui all'allegato III della decisione 94/942/PESC. Articolo 9 1.  Gli esportatori mettono a disposizione delle autorità competenti tutte le  informazioni richieste relative alla loro domanda d'autorizzazione d'esportazione. 2.  Le autorità competenti dello Stato membro di cui all'articolo 7, paragrafo 1 possono,  applicando il presente regolamento, negare l'autorizzazione di esportazione e annullamento,  sospendere, modificare o revocare un'autorizzazione da esse già rilasciata. In caso di diniego,  annullamento, sospensione, limitazione sostanziale o revoca dell'autorizzazione, esse informano le  autorità competenti degli altri Stati membri e, ove opportuno, scambiano le informazioni pertinenti  con gli altri Stati membri e con la Commissione nel rispetto della riservatezza di tali  informazioni, in conformità alle disposizioni di cui all'articolo 13, paragrafo 2. TITOLO IV Procedure doganali Articolo 10 1.  In occasione dell'espletamento delle formalità  d'esportazione presso l'ufficio doganale competente per l'accettazione della dichiarazione  d'esportazione, l'esportatore deve fornire la prova che l'esportazione è stata debitamente  autorizzata. 2.  All'esportatore può essere richiesta una traduzione dei documenti prodotti nella lingua  ufficiale o in una delle lingue ufficiali dello Stato membro nel quale la dichiarazione è  presentata. 3.  Fatte salve le competenze attribuitegli ai sensi del codice doganale comunitario, uno Stato  membro può, inoltre, per un periodo complessivo non superiore a 10 giorni lavorativi, sospendere la  procedura di svincolo ai fini dell'esportazione a partire dal proprio territorio o, se necessario,  impedire in altro modo che beni a duplice uso, di cui all'allegato I della decisione 94/942/PESC, e  coperti da autorizzazione rilasciata in buona e debita forma lascino la Comunità attraverso il  proprio territorio qualora abbia ragioni di sospettare: - che al momento del rilascio dell'autorizzazione non siano state prese in considerazione  informazioni pertinenti; - che le circostanze siano sostanzialmente cambiate rispetto al momento del rilascio  dell'autorizzazione. In tali casi le autorità competenti dello Stato membro che ha rilasciato l'autorizzazione di  esportazione sono consultate immediatamente affinché possano adottare provvedimenti ai sensi  dell'articolo 9, paragrafo 2. Se dette autorità decidono di mantenere l'autorizzazione o se non è pervenuta alcuna risposta entro  i 10 giorni lavorativi di cui al primo comma, i beni sono liberati automaticamente, a meno che lo  Stato membro che ha richiesto la consultazione non faccia ricorso alle disposizioni di cui al  paragrafo 4. 4.  In circostanze eccezionali, uno Stato membro, allorché ritiene che l'esportazione sia in  contrasto con i propri interessi essenziali di politica estera o di sicurezza, o con l'assolvimento  dei propri obblighi o impegni internazionali, può impedire che i beni a duplice uso lascino la  Comunità attraverso il suo territorio anche se l'esportazione è stata debitamente autorizzata. Se uno Stato membro agisce ai sensi del presente paragrafo, i beni in questione sono messi a  disposizione dell'esportatore. Le autorità competenti dello Stato membro che ha rilasciato l'autorizzazione sono debitamente  informate. Articolo 11 1.  Gli Stati membri possono disporre che le formalità doganali d'esportazione dei  beni a duplice uso possano essere espletate esclusivamente presso determinati uffici doganali  all'uopo abilitati. 2.  Qualora ricorrano alla facoltà di cui al paragrafo 1 gli Stati membri comunicano alla  Commissione l'elenco degli uffici doganali abilitati a tal fine. La Commissione pubblica tali  informazioni nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie C. Articolo 12 Quando i beni a duplice uso circolano all'interno della Comunità passando attraverso  il territorio di un paese AELS, si applicano le disposizioni della parte II, titolo II, capitolo 11  delle disposizioni di applicazione del codice doganale comunitario e dell'articolo 22  dell'appendice I della Convenzione relativa a un regime di transito comune (1) stipulata il 20  maggio 1987 tra la Comunità e i paesi AELS. TITOLO V Cooperazione amministrativa Articolo 13 1.  Gli Stati membri, di concerto con la  Commissione, adottano tutte le disposizioni utili per istituire una cooperazione diretta e uno  scambio d'informazioni tra le autorità competenti, in particolare per evitare il rischio che  eventuali disparità di applicazione dei controlli all'esportazione provochino deviazioni di  traffico che possano creare difficoltà ad uno o più Stati membri. 2.  Si applicano, mutatis mutandis e fatto salvo l'articolo 16 del presente regolamento, le  disposizioni del regolamento (CEE) n. 1468/81 del Consiglio, del 19 maggio 1981, relativo alla  mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste  e la Commissione per assicurare la corretta applicazione della regolamentazione doganale o agricola  (2), e segnatamente quelle relative alla riservatezza delle informazioni. TITOLO VI Misure di controllo Articolo 14 1.  Gli esportatori devono tenere registri  commerciali o estratti dettagliati delle loro attività, secondo la prassi in vigore nello Stato  membro rispettivo. Tali registri o estratti devono contenere in particolare i documenti  commerciali, quali fatture, manifesti, documenti di trasporto o altri documenti di spedizione che  contengono gli elementi necessari per determinare: - la designazione dei beni a duplice uso; - la quantità dei beni a duplice uso; - il nominativo e l'indirizzo dell'esportatore e del destinatario, - qualora siano conosciuti, l'utilizzazione finale e l'utilizzatore finale dei beni a duplice uso. 2.  I registri o gli estratti e i documenti di cui al paragrafo 1 devono essere conservati per una  durata di almeno tre anni a decorrere dalla fine dell'anno civile nel corso del quale ha luogo  l'operazione di cui al paragrafo 1. Essi devono essere presentati su richiesta delle autorità  competenti. Articolo 15 Per assicurare la corretta applicazione del presente regolamento ogni Stato membro  adotta le misure necessarie per consentire alle autorità competenti: a) di raccogliere informazioni su qualsiasi ordine o operazione riguardante beni a duplice uso; b) di verificare la corretta applicazione dei controlli, segnatamente accedendo ai locali nei quali  ha luogo l'attività professionale delle persone che effettuano un'operazione di esportazione. TITOLO VII Disposizioni comuni e finali Articolo 16 1.  È istituito un gruppo di coordinamento  composto da un rappresentante per ogni Stato membro e presieduto da un rappresentante della  Commissione. 2.  Il gruppo di coordinamento di cui al paragrafo 1 è incaricato di esaminare: a) qualsiasi questione riguardante l'applicazione del presente regolamento che può essere sollevata  dal presidente o dal rappresentante di uno Stato membro, e b) i provvedimenti che dovrebbero essere presi dagli Stati membri per informare gli esportatori  degli obblighi imposti loro dal presente regolamento. 3.  Il gruppo di coordinamento, ogniqualvolta lo ritenga necessario, può consultare le  organizzazioni che rappresentano gli esportatori interessati dal presente regolamento. Articolo 17 Ogni Stato membro adotta le misure appropriate per assicurare la piena applicazione  di tutte le disposizioni del presente regolamento e in particolare determina le sanzioni da  irrogare in caso di violazione delle norme del presente regolamento e di quelle adottate in  esecuzione di quest'ultimo; le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. In particolare, ai fini dell'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 2, ogni Stato membro definisce  e qualifica la natura dell'infrazione nel diritto nazionale e determina il tipo di sanzione da  irrogare. Articolo 18 Ogni Stati membro informa la Commissione delle disposizioni legislative,  regolamentari e amministrative da esso adottate in applicazione del presente regolamento e della  decisione 94/942/PESC. La Commissione comunica tali informazioni agli altri Stati membri. Essa trasmette ogni due anni al  Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del presente regolamento. Articolo 19 1.  Per un periodo transitorio, si applicano le seguenti disposizioni alle spedizioni  di beni a duplice uso da uno Stato membro all'altro: a) per i beni a duplice uso compresi nell'elenco di cui all'allegato I della decisione 94/942/PESC,  i relativi documenti commerciali devono indicare chiaramente che essi sono soggetti a controllo in  caso di esportazione dalla Comunità; b) per i beni a duplice uso compresi nell'elenco di cui all'allegato IV della decisione  94/942/PESC, tutti gli Stati membri esigono delle autorizzazioni che non potranno in nessun caso  essere delle autorizzazioni generali. 2.  I documenti e i registri relativi alle spedizioni di beni a duplice uso il cui elenco è  pubblicato nell'allegato I della decisione 94/942/PESC devono essere conservati per almeno tre anni  a decorrere dalla fine dell'anno civile nel quale l'operazione ha avuto luogo e devono essere  presentati alle autorità competenti su richiesta. La persona fisica o giuridica che intraprende  degli scambi intracomunitari di beni a duplice uso compresi nell'elenco di cui all'allegato I della  decisione 94/942/PESC è tenuta a dichiarare alle autorità competenti, anteriormente o nel termine  di trenta giorni dalla prima operazione di questo tipo, il suo nome e l'indirizzo presse il quale i  documenti e i registri di cui sopra possono essere ispezionati. 3. a) Uno Stato membro può imporre un'autorizzazione per il trasferimento di un bene a duplice uso  dal suo territorio verso un altro Stato membro se, al momento del trasferimento: - all'operatore consta che la destinazione finale del bene in questione si trova al di fuori della  Comunità, e - l'esportazione dei beni verso detta destinazione è soggetta ad autorizzazione in forza degli  articoli 3, 4 o 5, e - i beni non devono essere sottoposti a trasformazione o a lavorazione ai sensi dell'articolo 24  del Codice doganale comunitario nello Stato membro verso il quale vengono trasferiti. b) L'autorizzazione di trasferimento dev'essere richiesta nello Stato membro dal quale è stato  trasferito il bene a duplice uso. c) Lo Stato membro che adotta una tale regolamentazione informa immediatamente gli altri Stati  membri e la Commissione delle disposizioni che ha adottato in conformità all'articolo 13. 4.  Le disposizioni del presente articolo non comportano l'effettuazione di controlli alle  frontiere interne della Comunità, ma unicamente dei controlli effettuati nell'ambito delle normali  procedure di controllo applicate in modo non discriminatorio in tutto il territorio delle  Comunità. 5.  La necessità delle disposizioni previste dal presente articolo è riesaminata entro tre anni  dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 6.  L'applicazione delle disposizioni del presente articolo non può in ogni caso avere come  conseguenza che le spedizioni da uno Stato membro ad un altro di un determinato bene siano  subordinate a condizioni più restrittive di quelle imposte per le esportazioni dello stesso bene  verso paesi terzi. Articolo 20 1.  Per le spedizioni da uno Stato membro all'altro di beni a duplice uso elencati  nell'allegato V della decisione 94/942/PESC, gli Stati membri come indicato nel suddetto allegato  possono richiedere delle autorizzazioni specifiche (ivi comprese, se del caso, le condizioni  riguardanti l'utilizzazione finale e/o la successiva cessione). 2.  Le disposizioni di cui al paragrafo 1 non implicano l'effettuazione di controlli alle frontiere  interne della Comunità ma unicamente controlli effettuati nell'ambito delle normali procedure di  controllo applicate in modo non discriminatorio in tutto il territorio della Comunità. Articolo 21 1.  È richiesta un'autorizzazione per il trasferimento intracomunitario di plutonio  separato e di uranio arricchito oltre il 20 %, come pure di impianti e di componenti principali di  fondamentale importanza nonché di tecnologie per il ritrattamento, l'arricchimento e la produzione  di acqua pesante, ai sensi della dichiarazione di politica comune del 20 novembre 1984. 2.  Le disposizioni di cui al paragrafo 1 non implicano l'effettuazione di controlli alle frontiere  interne della Comunità, ma unicamente controlli effettuati nell'ambito delle normali procedure di  controllo applicate in modo non discriminatorio in tutto il territorio della Comunità. Articolo 22 Il presente regolamento non pregiudica: - l'applicazione dell'articolo 223 del trattato che istituisce la Comunità europea; - l'applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica. Articolo 23 Il regolamento (CEE) n. 428/89 del Consiglio, del 20 febbraio 1989, relativo  all'esportazione di taluni prodotti chimici (1) è abrogato. Articolo 24 Il presente regolamento entra in vigore il giorno della sua pubblicazione. Esso si applica dal 1° marzo 1995. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, addì 19 dicembre 1994. Per il Consiglio Il Presidente K. KINKEL (1) GU n. C 253 del 30. 9. 1992, pag. 13. (2) GU n. C 268 del 4. 10. 1993, pag. 26. (3) Regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio (GU n. L 302 del 19. 10. 1992, pag. 1). (4) Regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione (GU n. L 253 dell'11. 10. 1993, pag. 1). (1) Vedi pagina 8 della presente Gazzetta ufficiale. (1) GU n. L 226 del 13. 8. 1987, pag. 2; così come modificata dalla GU n. L 402 del 31. 12. 1992,  pag. 1. (2) GU n. L 144 del 2. 6. 1981, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CEE) n. 945/87 (GU  n. L 90 del 2. 4. 1987, pag. 3). (1) GU n. L 50 del 22. 2. 1989, pag. 1.