CELEX: 52013PC0445
Language: it
Date: 2013-06-26
Title: Proposal for a COUNCIL REGULATION on the implementation of the 11th European Development Fund

COMMISSIONE
              EUROPEA
                                        Bruxelles, 26.6.2013
                                        COM(2013) 445 final
                                        2013/0211 (NLE)
                            Proposta di
             REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
   relativo all’esecuzione dell’11º Fondo europeo di sviluppo
IT                                                            IT
 ---pagebreak---                                                 RELAZIONE
   1.        CONTESTO DELLA PROPOSTA
   La povertà è ancora oggi un grave problema per i paesi del gruppo Africa, Caraibi e Pacifico
   (ACP): molti Stati ACP sono infatti in ritardo nel raggiungere gli obiettivi di sviluppo del
   millennio (OSM) e stentano a realizzare lo sviluppo sostenibile. Intenta a aiutare gli Stati ACP
   a affrontare questi problemi, l’Unione deve poter continuare a sostenerne gli sforzi volti a
   ridurre e, a termine, eliminare la povertà, a realizzare gli obiettivi dello sviluppo sostenibile e
   a integrarsi gradualmente nell’economia mondiale.
   Le relazioni privilegiate dell’Unione con questo gruppo di paesi in via di sviluppo si
   inscrivono nel quadro dell’accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati
   dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri,
   dall’altro, firmato a Cotonu il 23 giugno 20001, per un periodo di 20 anni (“accordo di
   Cotonou”). Il Fondo europeo di sviluppo (FES) è il principale strumento tramite il quale
   l’Unione eroga assistenza nel quadro della cooperazione allo sviluppo prevista dall’accordo di
   Cotonou con gli Stati ACP e della cooperazione con i paesi e territori d’oltremare (PTOM)
   prevista dalla decisione sull’associazione d’oltremare. Il FES è finanziato dagli Stati membri
   dell’UE tramite contributi specifici e non rientra quindi nel bilancio dell’Unione. Ciascun FES
   è concluso su base pluriennale.
   Per il quadro finanziario pluriennale successivo al 2013, la comunicazione “Un bilancio per la
   strategia Europa 2020”2 della Commissione europea stabilisce il bilancio complessivo
   dell’11° FES (30 318,7 milioni di EUR a prezzi 2011, ovvero 34 275,6 milioni di EUR a
   prezzi correnti) per la cooperazione con gli Stati ACP e i PTOM. La Commissione ha poi
   adottato una comunicazione in cui descrive i principali elementi che dovranno figurare
   nell’accordo interno sull’11° FES per il periodo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 20203.
   L’assunto da cui parte la Commissione è che l’Unione europea e gli Stati membri
   raggiungano un accordo sul meccanismo di finanziamento (11° FES), sul periodo di
   applicazione (2014-2020) e sull’importo dei fondi da assegnare a tale meccanismo per attuare
   il partenariato ACP-UE e che i rappresentanti dei governi degli Stati membri sottoscrivano un
   accordo interno sull’11°FES. Le conclusioni del Consiglio europeo dell’8 febbraio 2013
   stabiliscono l’importo complessivo dell’11º FES a 30 506 milioni di EUR a prezzi correnti4.
   Per far fronte alle nuove sfide, e alla luce delle priorità poste dalla strategia Europa 2020, la
   Commissione ha deciso di presentare una proposta che modifica il regolamento di esecuzione
   dell’11º FES in linea con la comunicazione “Potenziare l’impatto della politica di sviluppo
   dell’Unione europea: un programma di cambiamento”5 del 13 ottobre 2011. Il quadro
   strategico generale della programmazione e dell’attuazione del FES è completato dal
   consenso europeo, adottato il 22 dicembre 2005, e dai principi sull’efficacia degli aiuti
   internazionalmente convenuti, tra cui il documento finale di Busan (2011).
   1
           GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3. modificato dall’accordo firmato a Lussemburgo il 25 giugno 2005
           (GU L 287 del 28.10.2005, pag. 4) e dall’accordo firmato a Ouagadougou il 22 giugno 2010 (GU L 287
           del 4.11.2010, pag. 3).
   2
           COM(2011) 500.
   3
           COM(2011) 837.
   4
           EUCO 37/13 e EUCO 37/13 COR 1.
   5
           COM(2011) 637.
IT                                                       2                                                    IT
 ---pagebreak---    2.        ESITO DELLE CONSULTAZIONI DELLE PARTI INTERESSATE E DELLA
             VALUTAZIONE D’IMPATTO
   Consultazione pubblica
   Tra il 26 novembre 2010 e il 31 gennaio 2011 la Commissione ha condotto una consultazione
   pubblica sul finanziamento futuro dell’azione esterna dell’UE, sulla base di un questionario
   online e del documento di riferimento dal titolo “Quali strumenti finanziari per l’azione
   esterna dell’UE dopo il 2013?”. Le risposte non indicano nell’insieme la necessità di
   modificare sostanzialmente i meccanismi di attuazione vigenti, sebbene i rispondenti si siano
   espressi a larga maggioranza per un’attuazione più flessibile e semplificata.
   Valutazione d’impatto
   La Commissione ha condotto una valutazione d’impatto6 che considera 3 alternative di base
   per ciascun obiettivo identificato (più differenziazione e concentrazione, coordinamento
   rafforzato con gli Stati membri dell’UE, maggior ricorso a strumenti finanziari innovativi, più
   flessibilità): la prima conferma lo status quo (nessuna modifica rispetto al 10º FES), mentre la
   seconda, suddivisa in due opzioni, modifica il quadro del FES. La prima alternativa è stata
   scartata perché non affronta i problemi individuati. Le altre due opzioni affrontano i problemi
   in misura diversa, ciascuna con implicazioni specifiche. La valutazione d’impatto conclude
   che, per ciascun obiettivo individuato, la seconda opzione è più idonea a render conto dei
   nuovi orientamenti strategici dell’azione esterna dell’UE per i seguenti motivi:
             –      segue un’impostazione geografica più mirata che permette di indirizzare le
                    risorse là dove sono maggiormente necessarie, garantendo massimo impatto e
                    valore aggiunto;
             –      segue un’impostazione settoriale più mirata che permette di concentrare le
                    risorse su un numero limitato di settori, aumentando così la massa critica
                    dell’UE;
             –      permette di rafforzare l’efficienza e il peso politico degli aiuti dell’UE grazie a
                    una migliore divisione dei compiti tra donatori, a una programmazione
                    congiunta e all’uso di fondi fiduciari dell’UE;
             –      potenzia l’effetto leva finanziario delle risorse dell’UE grazie a strumenti
                    finanziari innovativi;
             –      permette di adeguare velocemente le assegnazioni degli aiuti in funzione
                    dell’evolvere delle circostanze, di situazioni specifiche (crisi, fragilità,
                    transizione) o della necessità di un approccio maggiormente orientato agli
                    incentivi.
   3.        ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
   I principali obiettivi strategici dell’azione esterna dell’UE sono definiti dal trattato di Lisbona
   (articolo 21 TUE). L’articolo 208 del TFUE individua nella riduzione e, a termine,
   6
           http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=SEC:2011:1459:FIN:EN:PDF
IT                                                      3                                               IT
 ---pagebreak---    nell’eliminazione della povertà il principale obiettivo della cooperazione allo sviluppo
   dell’UE. In questo contesto l’UE rispetta gli impegni e tiene conto degli obiettivi riconosciuti
   nel quadro delle Nazioni Unite e di altre organizzazioni internazionali.
   Quanto alla cooperazione con gli Stati e le regioni ACP, il contesto giuridico è ulteriormente
   definito dall’accordo di Cotonou.
   La presente proposta è presentata dalla Commissione sulla base di un accordo interno
   sull’11º FES7 che prevede l’adozione all’unanimità di un regolamento del Consiglio
   sull’esecuzione dell’11º FES nell’ambito dell’accordo di Cotonou, su proposta della
   Commissione e previa consultazione della Banca europea per gli investimenti (BEI).
   4.        INCIDENZA SUL BILANCIO
   Nessuna.
   5.        ELEMENTI PRINCIPALI
   Il regolamento di esecuzione dell’11º FES è stato elaborato con i seguenti obiettivi:
   –         in linea con i principi fondamentali di semplificazione e maggiore efficacia, l’intento
             è allineare quanto più possibile il testo con le principali disposizioni della proposta di
             regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno strumento per
             il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (DCI)8 (in particolare sulla
             programmazione) e della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
             Consiglio che stabilisce norme e procedure comuni per l’esecuzione degli strumenti
             di azione esterna dell’Unione (CIR)9 (in particolare sull’attuazione), che prevede
             norme di esecuzione semplificate e armonizzate e procedure comuni a tutti gli
             strumenti dell’azione esterna (ad eccezione del FES e della Groenlandia). Lo sforzo
             di allineamento tiene conto anche dei risultati dei negoziati su questi testi (nello
             specifico dei compromessi ritenuti accettabili per la Commissione) in sede di
             Consiglio (Coreper) e delle commissioni parlamentari al momento dell’elaborazione
             della presente proposta. La Commissione si riserva inoltre il diritto di adattare la
             proposta una volta adottata, durante i negoziati con il Consiglio, per continuare a
             garantirne la coerenza con il testo dei regolamenti DCI e del CIR negoziati in
             parallelo. Ciò contribuirà a spianare la strada verso la possibile inclusione del FES
             nel bilancio dell’Unione nell’ambito del quadro finanziario pluriennale successivo al
             2020, in linea con le proposte presentate dalla Commissione nella comunicazione
             “Un bilancio per la strategia Europa 2020” e con le conclusioni del Consiglio
             europeo dell’8 febbraio 2013;
   7
           Inserire il riferimento dell’accordo interno sull’11º FES.
   8
           COM(2011) 840.
   9
           COM(2011) 842.
IT                                                          4                                           IT
 ---pagebreak---    –          garantire la conformità del testo con le disposizioni dell’accordo di Cotonou, in
              particolare l’allegato IV sulle procedure di attuazione e di gestione, e semplificarlo
              rispetto al regolamento relativo all’applicazione del 10º FES10.
   Titolo I: Obiettivi e principi generali — articoli 1 e 2
   L’articolo 1 (Obiettivi e criteri di ammissibilità) si allinea quanto più possibile con
   l’articolo 2 della proposta di regolamento DCI sugli obiettivi e i criteri di ammissibilità e fa
   riferimento ai più vasti obiettivi, principi e valori dell’accordo di Cotonou, come anche agli
   obiettivi di sviluppo e alle strategie di cooperazione definiti dalle linee di indirizzo
   dell’Unione, tra cui il programma di cambiamento. L’articolo pone inoltre come condizione il
   massimo rispetto dei criteri per l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) stabiliti dall’OCSE/DAC
   e spiega la complementarità tra aiuti umanitari e strumenti FES.
   L’articolo 2 (Principi generali) è allineato all’articolo 3, paragrafi 5 e 10, della proposta di
   regolamento DCI e definisce i principi di base che governano l’esecuzione del regolamento:
   una maggiore coerenza dell’azione esterna dell’Unione, un miglior coordinamento con gli
   Stati membri e altri donatori bilaterali o multilaterali e un processo di sviluppo condotto dai
   paesi e dalle regioni partner basato sulla responsabilità reciproca, secondo un approccio
   inclusivo e partecipativo allo sviluppo e modalità di cooperazione effettive e innovative, in
   linea con le migliori pratiche dell’OCSE/DAC, in modo da rendere gli aiuti più incisivi e
   ridurre sovrapposizioni e doppioni.
   Titolo II: Programmazione e assegnazione dei fondi — articoli da 3 a 7
   L’articolo 3 (Quadro generale dell’assegnazione dei fondi) definisce il quadro per
   l’assegnazione delle risorse del FES, allineandosi, nella misura del possibile, con l’articolo 3,
   paragrafo 2, della proposta di regolamento DCI sui principi dell’approccio differenziato ai
   paesi partner. L’articolo 3 applica al FES i principi della comunicazione “Potenziare l’impatto
   della politica di sviluppo dell’Unione europea: un programma di cambiamento” e assicura al
   tempo stesso il rispetto dei requisiti dell’accordo di Cotonou sull’assegnazione delle risorse
   (stabiliti all’allegato IV, articolo 3, dell’accordo). I criteri di assegnazione sono suddivisi in
   due paragrafi: il paragrafo 1 ricorda le disposizioni dell’accordo di Cotonou su esigenze e
   rendimento, mentre il paragrafo 2 applica più nello specifico i principi di differenziazione del
   programma di cambiamento per determinare le assegnazioni indicative nazionali (esigenze,
   capacità, impegni, prestazioni e impatto).
   L’articolo 4 (Quadro generale della programmazione) definisce il quadro generale della
   programmazione del FES in forza del presente regolamento. L’articolo ribadisce il principio
   del partenariato e dell’allineamento dell’accordo di Cotonou secondo cui la programmazione
   è realizzata, laddove possibile, in comune con il paese o la regione partner interessati e si
   allinea progressivamente alle loro strategie di riduzione della povertà. L’articolo contiene
   anche elementi dell’articolo 10, paragrafo 2, della proposta di regolamento DCI: per
   assicurare sinergie e complementarità tra le azioni dell’Unione e quelle degli Stati membri,
   questi sono pienamente coinvolti nel processo di programmazione, anche tramite la
   programmazione congiunta. Data la natura specifica dei finanziamenti del FES, è prevista la
   partecipazione di tutti gli Stati membri, anche quelli non rappresentati localmente. Il processo
   10
            Regolamento (CE) n. 617/2007, GU L 152 del 13.6.2007, pag. 1.
IT                                                     5                                              IT
 ---pagebreak---    di consultazione dovrà inoltre coinvolgere altri donatori e attori dello sviluppo, la società
   civile e le autorità regionali e locali.
   L’articolo 4, paragrafo 3, descrive le circostanze, previste dall’accordo di Cotonou, in cui la
   Commissione può stabilire unilateralmente disposizioni specifiche di programmazione e di
   esecuzione degli aiuti allo sviluppo.
   L’articolo 4, paragrafo 4, ribadisce l’obiettivo stabilito dalla comunicazione “Potenziare
   l’impatto della politica di sviluppo dell’Unione europea: un programma di cambiamento” di
   concentrare l’assistenza bilaterale su un massimo di tre settori, in linea con l’articolo 5,
   paragrafo 4, della proposta di regolamento DCI.
   L’articolo 5 (Documenti di programmazione) è allineato quanto più possibile con l’articolo
   11 della proposta di regolamento DCI. L’articolo stabilisce i requisiti e i principi applicabili
   all’elaborazione dei documenti di strategia per paese e per regione e, sulla loro base, dei
   programmi indicativi pluriennali. L’articolo elenca inoltre i casi in cui i documenti di strategia
   non sono richiesti, al fine di semplificare e razionalizzare il processo di programmazione e
   favorire la programmazione congiunta con gli Stati membri e l’allineamento ai programmi
   nazionali dei paesi in via di sviluppo. L’articolo prevede inoltre la possibilità di elaborare un
   documento quadro congiunto che definisca una strategia globale dell’Unione, anche in
   materia di sviluppo. In linea con il principio del partenariato previsto dall’accordo di Cotonou,
   l’uso di documenti di programmazione alternativi richiede l’accordo del governo del paese
   partner, in mancanza del quale occorrerà elaborare un documento di strategia.
   L’articolo 5, paragrafi 5 e 6, prevede tipi di programmazione propri del FES, contemplati
   dall’accordo di Cotonou, per la cooperazione intra-ACP e per programmi speciali di sostegno.
   L’articolo 6 (Programmazione per i paesi e le regioni in situazioni di crisi, post-crisi o
   fragilità) è allineato con l’articolo 12 della proposta di regolamento DCI e mette l’accento
   sulle esigenze e le circostanze specifiche dei paesi in situazioni di crisi, post-crisi e fragilità,
   circostanze di cui occorre tener conto nell’elaborare i documenti di programmazione.
   L’articolo 7 (Approvazione e modifica dei documenti di programmazione) si allinea nella
   misura del possibile con l’articolo 14 della proposta di regolamento DCI sull’approvazione
   dei documenti di strategia e sull’adozione dei programmi indicativi pluriennali. I documenti di
   programmazione (documenti di strategia, programmi indicativi pluriennali e programmi di
   sostegno speciali) sono approvati dalla Commissione conformemente all’articolo 14 del
   presente regolamento. L’articolo riflette inoltre le disposizioni dell’accordo di Cotonou
   riguardanti la trasmissione dei documenti all’assemblea parlamentare paritetica e
   l’approvazione dei documenti di programmazione da parte dello Stato o della regione ACP
   interessati, previa adozione della Commissione, e disciplina il riesame della programmazione
   e la revisione (in caso di sviluppi significativi della strategia o delle priorità previste) dei
   relativi documenti. Lo scopo è garantire flessibilità e semplificazione stabilendo i casi di
   modifiche non sostanziali, che vanno comunicate al comitato FES. L’articolo prevede inoltre
   una procedura speciale per la modifica dei documenti di programmazione in casi di urgenza
   debitamente giustificati, equivalente alla procedura di comitatologia di cui all’articolo 8 del
IT                                                  6                                                   IT
 ---pagebreak---    regolamento (UE) n. 182/201111, prevista all’articolo 14, paragrafo 10, del presente
   regolamento.
   Titolo III: Esecuzione – articoli da 8 a 13
   L’articolo 8 (Quadro generale di esecuzione) definisce il quadro generale per l’attuazione
   dell’assistenza comunitaria in linea con il regolamento finanziario dell’11º FES.
   L’articolo 9 (Adozione di programmi d’azione, misure individuali e misure speciali) è
   allineato quanto più possibile con l’articolo 2 della proposta di regolamento CIR. La
   Commissione adotta decisioni di finanziamento sotto forma di programmi d’azione, basati sui
   documenti di programmazione pluriennale e, in linea con detti documenti, può adottare
   misure individuali al di fuori del quadro del programma d’azione. In casi specifici
   (circostanze eccezionali o bisogni imprevisti) previsti dall’accordo di Cotonou, la
   Commissione può anche adottare misure speciali non previste dai documenti di
   programmazione pluriennale. L’articolo stabilisce le procedure per l’adozione delle decisioni
   di finanziamento e prevede un’idonea analisi ambientale, anche in riferimento all’incidenza
   sui cambiamenti climatici e sulla biodiversità.
   L’articolo 10 (Contributi volontari degli Stati membri) descrive le condizioni per la
   gestione dei contributi volontari che gli Stati membri possono fornire alla Commissione o alla
   BEI conformemente all’accordo interno sull’11º FES.
   L’articolo 11 (Imposte, tasse, dazi e oneri) definisce le condizioni in materia di imposte,
   tasse, dazi e oneri, in linea con l’articolo 5 della proposta di regolamento CIR e nel rispetto
   delle disposizioni di cui all’allegato IV, articolo 31, dell’accordo di Cotonou.
   L’articolo 12 (Tutela degli interessi finanziari dell’Unione), allineato all’articolo 7 della
   proposta di regolamento CIR, stabilisce le misure atte a tutelare gli interessi finanziari
   dell’Unione e abilita in particolare la Commissione, la Corte dei conti e l’OLAF a svolgere
   tutti i necessari controlli sulle misure poste in essere.
   L’articolo 13 (Norme in materia di cittadinanza e origine per le procedure di
   aggiudicazione di appalti pubblici, le procedure di concessione di sovvenzioni e le altre
   procedure di attribuzione) non è allineato con gli articoli 8 e 9 della proposta di
   regolamento CIR ma fa riferimento alle disposizioni sulle norme in materia di cittadinanza e
   origine definite all’allegato IV, articolo 20, dell’accordo di Cotonou.
   Titolo IV: Procedure decisionali — articoli da 14 a 16
   L’articolo 14 (Competenze del comitato FES) descrive i compiti e la partecipazione del
   comitato FES all’attuazione del presente regolamento. Le procedure del FES sono allineate
   con l’articolo 15 della proposta di regolamento CIR, che rimanda al regolamento sulle
   procedure di comitatologia. Le procedure sono equivalenti mutatis mutandis all’articolo 3
   11
            Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che
            stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri
            dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione.
IT                                                           7                                                         IT
 ---pagebreak---    (Disposizioni comuni), all’articolo 5 (Procedura d’esame) e all’articolo 8 (Atti di esecuzione
   immediatamente applicabili) del regolamento n. 182/2011 sulla comitatologia.
   L’articolo 15 (Fondo per la pace in Africa) stabilisce procedure ad hoc per la gestione del
   Fondo per la pace in Africa.
   L’articolo 16 (Il comitato del Fondo investimenti) definisce struttura e funzionamento del
   comitato del Fondo investimenti, istituito sotto l’egida della BEI in forza dell’accordo interno,
   nell’attuazione del presente regolamento. L’articolo precisa il modus operandi e le condizioni
   applicabili alle operazioni della BEI.
   Titolo V: Disposizioni finali – articoli da 17 a 22
   L’articolo 17 (Partecipazione di un paese o di una regione terzi) è basato sul regolamento
   relativo all’applicazione del 10° FES, tenendo presente l’articolo 15 della proposta di
   regolamento DCI. È prevista la possibilità di estendere l’ammissibilità dei finanziamenti del
   FES destinati ai paesi ACP ai paesi in via di sviluppo non ACP e agli organismi di
   integrazione regionale cui partecipano i paesi ACP. L’articolo promuove inoltre il
   rafforzamento dei programmi di cooperazione regionale tra paesi ACP, PTOM e regioni
   ultraperiferiche dell’Unione.
   L’articolo 18 (Monitoraggio, relazioni e valutazione dell’assistenza FES) è allineato con
   gli articoli 12 e 13 della proposta di regolamento CIR. La Commissione e la BEI sono tenute a
   valutare regolarmente i risultati delle politiche, dei programmi e dei progetti attuati; la
   Commissione esamina inoltre l’efficacia della programmazione e stila una relazione biennale
   sullo stato di avanzamento e sull’attuazione del presente regolamento. L’articolo prevede
   inoltre un esame di rendimento, volto a valutare il grado di esecuzione degli impegni e dei
   pagamenti e i risultati e l’incidenza dell’aiuto fornito, e valutazioni intermedie e finali del
   Fondo investimenti, come previsto nell’allegato II dell’accordo di Cotonou.
   L’articolo 19 (Spesa per l’azione per il clima e la biodiversità), allineato con l’articolo 14
   della proposta di regolamento CIR, prevede uno specifico sistema di rilevamento fondato
   sulla metodologia dell’OCSE (“marcatori di Rio”).
   L’articolo 20 (Servizio europeo per l’azione esterna) – articolo orizzontale presente in tutte
   le proposte della Commissione in materia di azione esterna, come l’articolo 21 della proposta
   di regolamento DCI – ribadisce che il regolamento è applicato conformemente alla decisione
   del Consiglio che fissa l’organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l’azione
   esterna12, in particolare l’articolo 9.
   L’articolo 21 (Misure transitorie) prevede un meccanismo di transizione che garantisce la
   disponibilità di fondi in caso di entrata in vigore ritardata dell’11º FES, in particolare in vista
   di possibili ritardi nel processo di ratifica dell’accordo interno sull’11º FES. Fino all’entrata in
   vigore dell’11º FES, i programmi d’azione, le misure individuali, le misure speciali e i
   programmi d’azione specifici per le spese di supporto devono essere finanziati entro i limiti
   dei saldi dei FES precedenti e dai fondi disimpegnati da progetti previsti nel loro ambito. I
   12
            Decisione 2010/427/UE del Consiglio.
IT                                                    8                                                 IT
 ---pagebreak---    fondi impegnati13 nel quadro del meccanismo di transizione sono contabilizzati nell’ambito
   dell’11º FES. Adottando all’unanimità il presente regolamento, il Consiglio decide sull’uso
   delle rimanenze dei precedenti FES di cui all’articolo 1, paragrafo 5, dell’accordo interno sul
   10º FES e all’allegato I ter, paragrafo 5, dell’accordo di Cotonou. L’articolo prevede anche la
   continuazione del regolamento finanziario del 10º FES in attesa dell’adozione del
   regolamento finanziario dell’11º FES.
   L’articolo 22 (Entrata in vigore) dispone che il regolamento si applica dal 1° gennaio 2014
   fino alla data finale di applicazione dell’accordo sull’11º FES.
   13
           “Approvati” secondo la terminologia della BEI.
IT                                                      9                                          IT
 ---pagebreak---                                                                     2013/0211 (NLE)
                                                       Proposta di
                                     REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
                         relativo all’esecuzione dell’11º Fondo europeo di sviluppo
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea e il trattato sul funzionamento
   dell’Unione europea,
   visto l’accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e
   del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, firmato a
   Cotonou il 23 giugno 200014 (“accordo di Cotonou”),
   visto l’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di
   Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell’Unione europea forniti nell’ambito del
   quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell’accordo di
   partenariato ACP-UE e all’assegnazione di assistenza finanziaria ai paesi e territori
   d’oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento
   dell’UE15 (“accordo interno”), in particolare l’articolo 10, paragrafo 1,
   vista la proposta della Commissione europea,
   visto il parere della Banca europea per gli investimenti (BEI),
   considerando quanto segue:
   (1)      La decisione n. (...) del Consiglio dei ministri ACP-UE16 stabilisce il quadro
            finanziario pluriennale per la cooperazione con i paesi ACP per il periodo dal 2014 al
            2020 mediante l’adozione di un nuovo allegato I quater dell’accordo di Cotonou.
   (2)      L’accordo interno stabilisce le varie dotazioni finanziarie dell’11° Fondo europeo di
            sviluppo (“11° FES”), il criterio di ripartizione e i contributi all’11° FES, istituisce il
            comitato del Fondo europeo di sviluppo (“comitato FES”) e il comitato del Fondo
            investimenti (“comitato FI”) e determina la ponderazione di voto e le norme di
            maggioranza qualificata.
   (3)      L’accordo interno stabilisce inoltre l’importo complessivo degli aiuti dell’UE a favore
            del gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (“Stati ACP”) (esclusa la
            Repubblica del Sudafrica) e dei paesi e territori d’oltremare (“PTOM”) per il periodo
   14
            GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3. modificato dall’accordo firmato a Lussemburgo il 25 giugno 2005
            (GU L 287 del 28.10.2005, pag. 4) e dall’accordo firmato a Ouagadougou il 22 giugno 2010 (GU L 287
            del 4.11.2010, p. 3).
   15
            Inserire il riferimento dell’accordo interno sull’11º FES: GU C […] del […], pag. […].
   16
            Inserire il riferimento della decisione del Consiglio ACP-UE: GU C […] del […], pag. […].
IT                                                          10                                                 IT
 ---pagebreak---        di sette anni dal 2014 al 2020, pari a 30 506 milioni di EUR finanziati dagli Stati
       membri. Di questo importo [...] milioni di EUR sono assegnati agli Stati ACP, come
       specificato nel quadro finanziario pluriennale 2014-2020 di cui all’allegato I quater
       dell’accordo di Cotonou, [...] milioni di EUR sono assegnati ai PTOM e [...] milioni di
       EUR sono assegnati alla Commissione a copertura delle spese di supporto in cui
       incorre nella programmazione e dall’attuazione del FES.
   (4) L’assegnazione dell’11° FES a favore dei PTOM è disciplinata dalla decisione [...] del
       Consiglio, del [...], relativa all’associazione dei paesi e territori d’oltremare all’Unione
       europea17 e dalle relative modalità d’esecuzione e successivi aggiornamenti.
   (5) Le misure contemplate dal regolamento (CE) n. 1257/96, del 20 giugno 1996, relativo
       all’aiuto umanitario18, ammissibili al finanziamento in forza del medesimo, possono
       essere finanziate dall’11° FES solo nei casi eccezionali in cui l’assistenza si riveli
       necessaria per garantire la continuità della cooperazione nel passaggio da situazioni di
       crisi a condizioni di stabilità per lo sviluppo e non possa essere finanziata dal bilancio
       generale dell’Unione europea.
   (6) L’11 aprile 2006 il Consiglio ha approvato il principio del finanziamento del Fondo
       per la pace in Africa tramite il FES.
   (7) Gli Stati ACP potranno essere inoltre ammessi all’assistenza dell’Unione nell’ambito
       dei programmi tematici previsti dal regolamento (UE) n..../... del Parlamento europeo e
       del Consiglio, del [...], che istituisce uno strumento per il finanziamento della
       cooperazione allo sviluppo, dal regolamento (UE) n..../... del Parlamento europeo e del
       Consiglio, del [...], che istituisce uno strumento di partenariato per la cooperazione con
       i paesi terzi, dal regolamento (UE) n..../... del Parlamento europeo e del Consiglio, del
       [...], che istituisce uno strumento per la stabilità e dal regolamento (UE) n..../... del
       Parlamento europeo e del Consiglio, del [...], che istituisce uno strumento finanziario
       per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo. Questi programmi
       dovranno avere un valore aggiunto e essere coerenti e complementari con i programmi
       finanziati nell’ambito dell’11º FES.
   (8) Come previsto all’articolo 13, paragrafo 2, del regolamento (UE) n..../... del
       Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce “Erasmus per tutti”, il programma
       dell’Unione per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport19, per promuovere la
       dimensione internazionale dell’istruzione superiore viene assegnato un importo
       indicativo di 1 812 000 000 EUR, proveniente da strumenti esterni di vario tipo
       (strumento per la cooperazione allo sviluppo, strumento europeo di vicinato, strumento
       di assistenza preadesione, strumento di partenariato e Fondo europeo di sviluppo), ad
       azioni sulla mobilità a fini di apprendimento da e verso paesi terzi, nonché alla
       cooperazione e al dialogo politico con autorità, istituzioni o organizzazioni di tali
       paesi. Le disposizioni del regolamento (UE) n. (.../...) “Erasmus per tutti” si
       applicheranno all’utilizzo di tali fondi. Il finanziamento sarà reso disponibile
       attraverso 2 assegnazioni annuali che si limiteranno a coprire rispettivamente i primi 4
       anni e i 3 anni restanti. Tale finanziamento si rifletterà nella programmazione
       pluriennale indicativa dei relativi strumenti, riconoscendo le necessità e le priorità
       individuate dei paesi interessati. Le assegnazioni possono essere riviste in caso di
   17
       Inserire il riferimento della decisione PTOM riveduta: GU C […] del […], pag. […].
   18
       GU L 163 del 2.7.1996, pag. 1.
   19
       GU L [...] del [...], pag. [...].
IT                                                   11                                             IT
 ---pagebreak---         circostanze impreviste o di profondi mutamenti politici di cui le priorità esterne
        dell’UE debbano tener conto.
   (9)  Occorre promuovere la cooperazione regionale fra gli Stati ACP, i PTOM e le regioni
        ultraperiferiche dell’Unione.
   (10) Ai fini dell’esecuzione dell’11° FES occorre definire la procedura di programmazione,
        esame e approvazione degli aiuti e stabilire precise modalità di controllo per l’utilizzo
        degli aiuti. Il (...) i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di
        Consiglio, hanno adottato la decisione (.../...) sull’applicazione provvisoria
        dell’accordo interno20, ai fini dell’adozione del regolamento di esecuzione e del
        regolamento finanziario nonché dell’istituzione del comitato FES e del comitato FI.
   (11) Il consenso europeo sullo sviluppo del 22 dicembre 200521 e le conclusioni del
        Consiglio sulle comunicazioni della Commissione “Potenziare l’impatto della politica
        di sviluppo dell’UE: un programma di cambiamento”22 e “Il futuro approccio al
        sostegno dell’Unione europea al bilancio dei paesi terzi”23 definiscono il quadro
        strategico generale che orienterà la programmazione e l’esecuzione dell’11º FES,
        insieme ai principi sull’efficacia degli aiuti internazionalmente convenuti, come quelli
        stabiliti nella dichiarazione di Parigi sull’efficacia degli aiuti (2005), al codice di
        condotta dell’UE in materia di divisione dei compiti nell’ambito della politica di
        sviluppo (2007), agli orientamenti dell’UE per il programma d’azione di Accra (2008),
        al documento finale di Busan (2011) e alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti
        delle persone con disabilità, sottoscritta dall’Unione.
   (12) L’Unione intende inoltre assicurare la coerenza con altri settori dell’azione esterna
        all’atto di formulare la politica di cooperazione allo sviluppo dell’UE e la relativa
        pianificazione strategica e di programmare e attuare le misure.
   (13) Tra le grandi sfide che l’Unione deve affrontare, la lotta ai cambiamenti climatici e la
        tutela dell’ambiente fanno urgentemente appello all’intervento internazionale. In linea
        con l’indirizzo stabilito dalla Commissione nella comunicazione “Un bilancio per la
        strategia Europa 2020” del 29 giugno 2011, il presente regolamento intende
        contribuire quanto più possibile all’obiettivo di destinare almeno il 20% dei fondi
        complessivi dell’UE all’azione per il clima, rispettando al tempo stesso il principio del
        partenariato con gli Stati ACP sancito nell’accordo di Cotonou. Perche abbiano un
        impatto maggiore, le azioni mirate a una società a basse emissioni di carbonio e
        resiliente ai cambiamenti climatici dovranno sostenersi a vicenda.
   (14) L’Unione e gli Stati membri devono migliorare la coerenza e la complementarità delle
        rispettive politiche di cooperazione allo sviluppo, soprattutto in risposta alle priorità
        dei paesi e delle regioni partner a livello nazionale e regionale. Per garantire che la
        politica di cooperazione allo sviluppo dell’Unione e quella degli Stati membri si
        completino e si rafforzino reciprocamente, è opportuno prevedere procedure di
        programmazione congiunta cui ricorrere laddove possibile e opportuno.
   20
        Inserire il riferimento alla decisione sull’applicazione provvisoria
   21
        GU C 46 del 24.2.2006, pag. 1.
   22
        Documento del Consiglio 9369/12 del 14 maggio 2012.
   23
        Documento del Consiglio 9371/12 del 14 maggio 2012.
IT                                                       12                                       IT
 ---pagebreak---    (15) Il partenariato strategico Africa-UE24 è stato adottato al vertice UE-Africa di dicembre
        2007 e confermato al vertice UE-Africa di novembre 2010. Il Consiglio ha inoltre
        adottato le conclusioni sulla strategia comune relativa al partenariato Caraibi-UE del
        19 novembre 201225 che sostituiscono le conclusioni del Consiglio sul partenariato
        UE-Caraibi dell’11 aprile 2006. Per il Pacifico, il Consiglio ha adottato le conclusioni
        su un partenariato rinnovato per lo sviluppo UE-Pacifico del 14 maggio 201226 che
        aggiornano e completano la strategia adottata nel 2006 (conclusioni del Consiglio del
        17 luglio 2006).
   (16) Gli interessi finanziari dell’Unione europea devono essere tutelati durante l’intero
        ciclo di spesa attraverso misure proporzionate, soprattutto atte a prevenire, individuare
        e investigare gli illeciti e a recuperare i fondi perduti, indebitamente versati o non
        correttamente utilizzati, e eventuali sanzioni. Tali misure devono essere applicate
        conformemente agli accordi vigenti con le organizzazioni internazionali e i paesi terzi.
   (17) In forza dell’articolo 1, paragrafo 5, dell’accordo interno del 10º FES e dell’allegato I
        ter, paragrafo 5, dell’accordo di Cotonou, i fondi del 10° FES, fatti salvi gli importi
        destinati al finanziamento del Fondo investimenti e escluse le relative sovvenzioni in
        conto interessi, non potranno più essere impegnati al di là del 31 dicembre 2013, a
        meno che il Consiglio dell’Unione europea non decida diversamente all’unanimità su
        proposta della Commissione. È pertanto opportuno prevederne un utilizzo che
        garantisca la continuità laddove l’11º FES entri in vigore in ritardo. A complemento
        dell’articolo 10 dell’accordo interno sull’11º FES, in forza del quale il regolamento
        relativo all’applicazione del 10° FES rimane in vigore in attesa dell’adozione del
        regolamento di esecuzione dell’11° FES, occorre assicurare anche la continuazione del
        regolamento finanziario del 10º FES in attesa dell’adozione del regolamento
        finanziario dell’11º FES.
   (18) La decisione 2010/427/UE del Consiglio fissa l’organizzazione e il funzionamento del
        servizio europeo per l’azione esterna,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                             TITOLO I
                             OBIETTIVI E PRINCIPI GENERALI
                                              Articolo 1
                                 Obiettivi e criteri di ammissibilità
   1.     La cooperazione geografica con i paesi e le regioni ACP nell’ambito dell’11° FES si
          fonda sugli obiettivi, i principi e i valori di base sanciti nelle disposizioni generali
          dell’accordo di Cotonou.
   2.     In particolare, in linea con i principi e gli obiettivi dell’azione esterna dell’Unione e
          del consenso europeo sullo sviluppo, e successive modifiche e integrazioni:
   24
        Documento del Consiglio 16344/07.
   25
        Documento del Consiglio 16455/12.
   26
        Documento del Consiglio 9877/12.
IT                                                13                                                IT
 ---pagebreak---        (a)    la cooperazione nell’ambito del presente regolamento è mirata principalmente
              a ridurre e, a termine, eliminare la povertà;
       (b)    la cooperazione nell’ambito del presente regolamento contribuisce anche a:
              i) promuovere uno sviluppo economico, sociale e ambientale sostenibile,
              ii) consolidare e sostenere la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e i
              principi del diritto internazionale.
       La realizzazione di questi obiettivi è misurata tramite rilevanti indicatori, tra cui
       indicatori di sviluppo umano e, più nello specifico, l’obiettivo di sviluppo del
       millennio (OSM) 1 per la lettera a) e gli OSM da 1 a 8 per la lettera b), e, dopo il
       2015, tramite altri indicatori convenuti dall’Unione e dagli Stati membri in ambito
       internazionale.
   3.  La programmazione è concepita in modo da rispondere quanto più possibile ai criteri
       dell’aiuto pubblico allo sviluppo (“APS”) stabiliti dall’OCSE/DAC.
   4.  Le azioni rientranti nel regolamento (CE) n. 1257/96 del Consiglio, del
       20 giugno 1996, relativo all’aiuto umanitario27 e ammissibili al finanziamento in
       forza del medesimo non possono, in linea di principio, essere finanziate dal presente
       regolamento, se non per garantire la continuità della cooperazione nel passaggio da
       situazioni di crisi a condizioni di stabilità per lo sviluppo. In tali casi viene prestata
       particolare attenzione a garantire un legame effettivo tra aiuti umanitari, risanamento
       e assistenza allo sviluppo.
                                           Articolo 2
                                        Principi generali
   1.  L’esecuzione del presente regolamento garantisce la coerenza con gli altri settori
       dell’azione esterna dell’Unione e con le altre politiche dell’Unione interessate e la
       coerenza dello politiche per lo sviluppo, conformemente all’articolo 208 del trattato
       sul funzionamento dell’Unione europea. A tal fine le misure finanziate dal presente
       regolamento, comprese quelle gestite dalla Banca europea per gli investimenti (BEI),
       si basano sulle politiche di cooperazione definite nell’ambito di strumenti quali
       accordi, dichiarazioni e piani d’azione tra l’Unione e i paesi terzi o le regioni
       interessati, e sulle decisioni, gli interessi specifici, le priorità politiche e le strategie
       dell’Unione europea.
   2.  L’Unione e gli Stati membri cercano di attivare scambi frequenti e sistematici di
       informazioni, anche con altri donatori, e incoraggiano un coordinamento e una
       complementarità maggiori tra i donatori, puntando su programmazioni pluriennali
       congiunte imperniate sulle strategie di riduzione della povertà o strategie di sviluppo
       equivalenti dei paesi partner. Essi possono intraprendere azioni congiunte, incluse
       analisi congiunte e risposte congiunte a tali strategie in cui si individuano settori
       prioritari d’intervento e si stabilisce una divisione dei compiti a livello di paese,
       mediante missioni congiunte estese a tutti i donatori e con il ricorso a accordi di
       cofinanziamento e di cooperazione delegata.
   27
      GU L 163 del 2.7.1996, pag. 1.
IT                                             14                                                    IT
 ---pagebreak---    3. L’Unione promuove un approccio multilaterale alle sfide mondiali e collabora a tal
      fine con gli Stati membri e i paesi partner. Se del caso, incoraggia la cooperazione
      con le organizzazioni e gli organismi internazionali e con altri donatori bilaterali.
   4. Le relazioni tra l’Unione e gli Stati membri e i paesi partner hanno come fondamento
      e mirano a promuovere i valori condivisi dei diritti umani, della democrazia e dello
      Stato di diritto, come anche i principi della titolarità e della responsabilità reciproca.
      Le relazioni con i paesi partner tengono inoltre conto del loro impegno e dei risultati
      conseguiti nel dare attuazione agli accordi internazionali e alle relazioni contrattuali
      con l’Unione.
   5. L’Unione promuove una cooperazione effettiva con i paesi e le regioni partner, in
      linea con le migliori prassi internazionali. Ove possibile l’Unione allinea il proprio
      sostegno alle strategie di sviluppo nazionali e regionali, alle politiche e alle
      procedure di riforma dei partner e sostiene la titolarità democratica e la responsabilità
      interna. A tal fine l’Unione promuove:
      (c)   un processo di sviluppo trasparente, sotto la direzione e la titolarità del paese o
            della regione partner, mirato anche a incentivare le competenze locali;
      (d)   l’empowerment della popolazione dei paesi partner, approcci allo sviluppo
            inclusivi e partecipativi e un ampio coinvolgimento di tutti i settori della
            società nel processo di sviluppo e nel dialogo nazionale e regionale, compreso
            il dialogo politico. Particolare attenzione è accordata ai ruoli rispettivi dei
            parlamenti, delle autorità locali e della società civile, anche in materia di
            partecipazione, supervisione e responsabilità;
      (e)   modalità e strumenti di cooperazione efficaci in linea con le migliori pratiche
            dell’OCSE/DAC, compreso il ricorso a strumenti innovativi quali
            combinazioni di prestiti e sovvenzioni e altri dispositivi di condivisione dei
            rischi, in settori e paesi selezionati, e l’impegno del settore privato, tenendo in
            debito conto le questioni poste dalla sostenibilità del debito e dalla
            proliferazione di tali meccanismi. Tutti i programmi, gli interventi, le modalità
            e gli strumenti di cooperazione, adattati alle circostanze particolari di ciascun
            paese o regione partner, sono incentrati su approcci per programma,
            sull’erogazione di aiuti finanziari prevedibili, sulla mobilitazione di risorse
            private, provenienti anche dal settore privato locale, sull’accesso universale e
            non discriminatorio ai servizi di base e sullo sviluppo e l’impiego di sistemi per
            paese;
      (f)   la mobilitazione delle entrate nazionali e il rafforzamento delle politiche di
            bilancio dei paesi partner onde ridurre la povertà e la dipendenza dagli aiuti;
      (g)   un migliore impatto delle politiche e della programmazione attraverso il
            coordinamento, la coerenza e l’armonizzazione tra donatori al fine di creare
            sinergie, ridurre sovrapposizioni e doppioni, migliorare la complementarità e
            sostenere iniziative estese a tutti i donatori;
      (h)   il coordinamento nei paesi e nelle regioni partner secondo gli orientamenti e i
            principi delle migliori prassi convenuti in materia di coordinamento e efficacia
            degli aiuti;
IT                                            15                                                 IT
 ---pagebreak---       (i)    approcci di sviluppo basati sui risultati, anche tramite quadri di riferimento
             trasparenti condotti dai paesi e imperniati, ove opportuno, su traguardi e
             indicatori internazionalmente convenuti, come quelli degli OSM, per valutare e
             comunicare esiti, risultati, realizzazioni, e ripercussioni degli aiuti allo
             sviluppo.
   6. L’Unione sostiene, secondo le circostanze, la cooperazione e il dialogo bilaterali,
      regionali e multilaterali, la dimensione di sviluppo degli accordi di partenariato e la
      cooperazione triangolare. L’Unione promuove la cooperazione sud-sud.
   7. Nel condurre le attività di cooperazione allo sviluppo, l’Unione utilizza e condivide
      le esperienze di riforma e di transizione degli Stati membri e gli insegnamenti tratti, a
      seconda delle circostanze.
   8. L’Unione provvede a attivare scambi sistematici di informazioni con la società
      civile.
                                          TITOLO II
               PROGRAMMAZIONE E ASSEGNAZIONE DEI FONDI
                                           Articolo 3
                        Quadro generale dell’assegnazione dei fondi
   1. La Commissione stabilisce l’assegnazione indicativa pluriennale delle risorse per
      ciascun paese e regione ACP e per la cooperazione intra-ACP sulla base dei criteri di
      cui all’allegato IV, articoli 3, 9 e 12 quater, dell’accordo di Cotonou, entro i limiti
      finanziari di cui all’articolo 2 dell’accordo interno.
   2. Le assegnazioni indicative nazionali sono stabilite secondo un approccio
      differenziato ai paesi partner atto a garantire un cooperazione specifica e su misura
      che tenga conto:
      (j)    delle esigenze;
      (k)    della capacità di generare risorse finanziarie e di accedervi e della capacità di
             assorbimento;
      (l)    degli impegni e delle prestazioni;
      (m) dell’impatto potenziale dell’assistenza dell’Unione.
      Il processo di assegnazione delle risorse dà priorità ai paesi più bisognosi, in
      particolare quelli meno sviluppati, quelli a basso reddito e quelli in situazioni di crisi,
      post-crisi, fragilità e vulnerabilità.
                                           Articolo 4
                           Quadro generale della programmazione
   3. Il processo di programmazione dell’assistenza ai paesi e alle regioni ACP
      nell’ambito dell’accordo di Cotonou è condotto in linea con i principi generali di cui
IT                                            16                                                  IT
 ---pagebreak---       all’allegato IV, articoli da 1 a 14, dell’accordo e agli articoli 1 e 2 del presente
      regolamento.
   4. La programmazione, tranne nei casi previsti al paragrafo 3, è realizzata in comune
      con il paese o la regione partner interessati e si allinea progressivamente alle loro
      strategie di riduzione della povertà o equivalenti.
      Nelle prime fasi del processo di programmazione, l’Unione e gli Stati membri si
      consultano a vicenda onde favorire complementarità e coerenza tra le rispettive
      attività di cooperazione.
      L’Unione consulta la BEI, per le questioni attinenti alle sue competenze e
      operazioni,nonché altri donatori e attori dello sviluppo, compresi i rappresentanti
      della società civile e le autorità regionali e locali.
      La Commissione e gli Stati membri localmente rappresentati si adoperano, ove
      possibile e opportuno, per condurre una programmazione congiunta. Tutti gli altri
      Stati membri sono invitati a contribuire per potenziare l’azione esterna comune
      dell’Unione. La programmazione congiunta si basa sui vantaggi comparativi di tutti i
      donatori dell’Unione.
   5. In circostanze quali quelle di cui all’allegato IV, articolo 3, paragrafo 3, e articolo 4,
      paragrafo 5, dell’accordo di Cotonou, la Commissione può stabilire disposizioni
      specifiche per programmare e attuare unilateralmente gli aiuti allo sviluppo, in linea
      con le pertinenti politiche dell’Unione.
   6. Nell’ambito dell’assistenza bilaterale, l’assistenza dell’Unione si concentra in linea
      di principio su tre settori.
                                           Articolo 5
                               Documenti di programmazione
   7. I documenti di strategia, elaborati dall’Unione e dal paese o dalla regione partner
      interessati, definiscono un quadro strategico coerente per la cooperazione allo
      sviluppo, in linea con le finalità globali, il campo d’applicazione, gli obiettivi e i
      principi generali dell’accordo di Cotonou e con i principi di cui all’allegato IV,
      articoli 2, 8 e 12 bis, dell’accordo.
      La preparazione e l’attuazione dei documenti di strategia rispettano i principi
      sull’efficacia degli aiuti: titolarità nazionale, partenariato, coordinamento,
      armonizzazione, allineamento ai sistemi del paese beneficiario o ai sistemi regionali,
      trasparenza, responsabilità reciproca e orientamento ai risultati, come previsto
      all’articolo 2 del presente regolamento. Il periodo di programmazione è, in linea di
      principio, sincronizzato con i cicli strategici dei paesi partner.
   8. Con il consenso del paese o della regione partner interessati, non sono richiesti
      documenti di strategia:
      (n)    quando il paese o la regione hanno elaborato una strategia di sviluppo sotto
             forma di piano di sviluppo, o documento simile, accettato dalla Commissione
IT                                            17                                                 IT
 ---pagebreak---               quale base per il corrispondente programma indicativo pluriennale al momento
              dell’adozione dello stesso;
       (o)    nel caso di paesi o regioni con i quali l’Unione e gli Stati membri hanno
              concordato un documento di programmazione pluriennale congiunta;
       (p)    nel caso di paesi o regioni in cui esiste già un documento quadro congiunto
              (DQC) che individua l’approccio globale dell’Unione alle relazioni con quel
              paese o quella regione partner e che abbraccia la politica di sviluppo
              dell’Unione;
       (q)    per le regioni che hanno convenuto con l’Unione una strategia congiunta;
       (r)    per i paesi nei quali l’Unione intende sincronizzare la propria strategia con un
              nuovo ciclo nazionale che inizi prima del 1º gennaio 2017. In questi casi il
              programma indicativo pluriennale per il periodo transitorio compreso tra il
              2014 e l’inizio del nuovo ciclo nazionale contiene la risposta dell’Unione per
              quel paese.
   9.  I documenti di strategia non sono richiesti per i paesi o le regioni che ricevono
       un’assegnazione iniziale di fondi dell’Unione nell’ambito del presente regolamento
       non superiore a 50 milioni di EUR per il periodo 2014-2020. In questi casi i
       programmi indicativi pluriennali contengono la risposta dell’Unione per quei paesi.
       Un documento di strategia è elaborato nel caso in cui le opzioni di cui ai paragrafi 2 e
       3 non sono accettabili per il paese o la regione partner.
   10. Fatte salve le circostanze di cui all’articolo 4, paragrafo 3, i programmi indicativi
       pluriennali si basano su un dialogo con il paese o la regione partner e sono elaborati
       in base ai documenti di strategia o documenti simili di cui al presente articolo frutto
       di un accordo con il paese o la regione interessati.
       Ai fini del presente regolamento, il documento di programmazione pluriennale
       congiunta di cui al paragrafo 2, lettera b), può, conformemente alla procedura di cui
       all’articolo 14, sostituire il programma indicativo pluriennale se rispetta i principi e
       le condizioni di cui al presente paragrafo, anche per quanto riguarda l’assegnazione
       indicativa di fondi.
       I programmi indicativi pluriennali precisano i settori individuati come prioritari per il
       finanziamento dell’Unione, gli obiettivi specifici, i risultati attesi, gli indicatori di
       rendimento e l’assegnazione finanziaria indicativa, complessiva e per settore
       prioritario.
   11. Oltre ai documenti di programmazione per paese e per regione, la Commissione e gli
       Stati ACP, tramite il segretariato ACP, elaborano congiuntamente un documento di
       strategia intra-ACP e il relativo programma indicativo pluriennale in linea con i
       principi di cui all’allegato IV, articoli da 12 a 14, dell’accordo di Cotonou.
   12. Le disposizioni specifiche di cui all’articolo 4, paragrafo 3, del presente regolamento
       possono consistere in programmi speciali di sostegno, alla luce delle considerazioni
       particolari di cui all’articolo 6, paragrafo 1, del presente regolamento.
IT                                             18                                                IT
 ---pagebreak---                                             Articolo 6
      Programmazione per i paesi e le regioni in situazioni di crisi, post-crisi o fragilità
   1.   Nell’elaborare i documenti di programmazione per i paesi e le regioni in situazioni di
        crisi, post-crisi o fragilità, vengono tenute debitamente in considerazione la
        vulnerabilità, le esigenze e le circostanze speciali dei paesi o delle regioni interessati.
        Viene data la debita attenzione alle misure di prevenzione dei conflitti, di
        consolidamento dello Stato e della pace, di riconciliazione e di ricostruzione post-
        conflitto e al ruolo delle donne in tali processi.
        Quando un paese o una regione partner sono direttamente coinvolti o colpiti da una
        situazione di crisi, post-crisi o fragilità, viene data particolare attenzione al
        potenziamento del coordinamento tra aiuti, risanamento e sviluppo fra tutti i
        pertinenti attori per favorire la transizione da una situazione di emergenza alla fase di
        sviluppo e per rafforzare la resilienza. I programmi per i paesi e le regioni in
        situazioni di fragilità o regolarmente soggetti a catastrofi naturali prevedono
        interventi di preparazione e prevenzione delle catastrofi e di gestione delle
        conseguenze di questi fenomeni.
   2.   Per i paesi o le regioni in situazioni di crisi, post-crisi e fragilità, può essere condotta
        una revisione ad hoc della strategia di cooperazione nazionale o regionale. Detta
        revisione può proporre una strategia specifica e adattata per garantire la transizione
        verso la cooperazione e lo sviluppo di lungo termine, promuovere un coordinamento
        migliore e il passaggio dagli strumenti della politica umanitaria a quelli della politica
        di sviluppo.
                                            Articolo 7
                 Approvazione e modifica dei documenti di programmazione
   1.   I documenti di programmazione, comprese le assegnazioni indicative, sono approvati
        dalla Commissione secondo la procedura di cui all’articolo 14.
        La Commissione trasmette i documenti di strategia al comitato FES di cui all’articolo
        14 e contemporaneamente all’assemblea parlamentare paritetica per conoscenza.
        I documenti di programmazione sono successivamente approvati dal paese o dalla
        regione ACP interessati. Paesi o regioni con cui non è stato firmato un documento di
        programmazione possono comunque beneficiare dei finanziamenti alle condizioni di
        cui all’articolo 4, paragrafo 3, del presente regolamento.
   2.   I documenti di strategia e i programmi indicativi pluriennali, comprese le relative
        assegnazioni indicative, possono essere adeguati alla luce delle revisioni di cui
        all’allegato IV, articoli 5, 11 e 14, dell’accordo di Cotonou.
   3.   La procedura di cui all’articolo 14 si applica anche alle modifiche sostanziali che
        incidono in misura significativa sulla strategia, i documenti di programmazione e/o
        l’assegnazione delle risorse programmabili. Ove applicabile, le corrispondenti
        aggiunte ai documenti di programmazione sono successivamente approvate dal paese
        o dalla regione ACP interessati.
IT                                              19                                                   IT
 ---pagebreak---    4.       La procedura di cui al paragrafo 1 non si applica alle modifiche non sostanziali dei
            documenti di programmazione consistenti in adeguamenti tecnici, riassegnazioni di
            fondi nell’ambito delle assegnazioni indicative per settore prioritario, aumenti o
            diminuzioni dell’assegnazione indicativa iniziale inferiori al 20%, purché non
            incidano sui settori prioritari e sugli obiettivi definiti da questi documenti. In tal caso
            la Commissione comunica entro un mese le modifiche al comitato FES.
   5.       I documenti di programmazione di cui all’articolo 5 possono essere modificati
            conformemente alla procedura di cui all’articolo 14, paragrafo 10, per imperativi
            motivi di urgenza debitamente giustificati, quali crisi o minacce immediate per la
            democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani e le libertà fondamentali, e nei casi
            previsti all’articolo 6, paragrafo 2.
                                              TITOLO III
                                             ESECUZIONE
                                                Articolo 8
                                     Quadro generale di esecuzione
   L’assistenza ai paesi e alle regioni ACP, gestita dalla Commissione e dalla BEI nel quadro
   dell’accordo di Cotonou, è attuata in conformità del regolamento finanziario di cui all’articolo
   10, paragrafo 2, dell’accordo interno (“regolamento finanziario del FES”).
                                                Articolo 9
                Adozione di programmi d’azione, misure individuali e misure speciali
   1.       La Commissione adotta programmi d’azione annuali fondati, se del caso, sui
            documenti di programmazione indicativa di cui all’articolo 5.
            Nel caso di azioni ricorrenti, la Commissione può anche adottare programmi
            d’azione pluriennali per un periodo massimo di tre anni.
            Se del caso, un’azione può essere adottata come misura individuale prima o dopo
            l’adozione dei programmi d’azione annuali o pluriennali.
   2.       I programmi d’azione e le misure individuali sono elaborati dalla Commissione con
            il paese o la regione partner interessati, coinvolgendo gli Stati membri rappresentati
            localmente e coordinandosi, ove opportuno, con altri donatori, segnatamente nei casi
            di programmazione congiunta, e con la BEI.
            I programmi d’azione precisano per ciascuna azione gli obiettivi perseguiti, i risultati
            attesi, i principali interventi, i metodi di attuazione, il bilancio e il calendario
            indicativo, le eventuali misure di sostegno connesse e le modalità di controllo del
            rendimento.
            Essi indicano le modalità per tenere conto delle attività, in corso o previste, della
            BEI.
   3.       Nei casi di cui all’articolo 4, paragrafo 3, e per rispondere a necessità impreviste, la
            Commissione può adottare misure speciali.
IT                                                  20                                                  IT
 ---pagebreak---    4. I programmi d’azione e le misure individuali di cui al paragrafo 1 per i quali
      l’assistenza finanziaria dell’Unione è superiore a 10 milioni di EUR e le misure
      speciali per le quali l’assistenza finanziaria dell’Unione è superiore a 30 milioni di
      EUR sono adottati dalla Commissione conformemente alla procedura di cui
      all’articolo 14 del presente regolamento.
      La procedura non si applica ai programmi d’azione e alle misure al di sotto di queste
      soglie, e alle relative modifiche non sostanziali. Per modifiche non sostanziali si
      intendono adeguamenti tecnici quali la proroga del periodo di attuazione, la
      riassegnazione di fondi all’interno del bilancio di previsione, gli aumenti o le
      riduzioni del bilancio inferiori al 20% del bilancio iniziale, purché non incidano
      sostanzialmente sugli obiettivi del programma d’azione o della misura iniziale. In
      questi casi la Commissione adotta i programmi d’azione, le misure o le relative
      modifiche non sostanziali e li comunica entro un mese al comitato FES.
      Per imperativi motivi d’urgenza debitamente giustificati, quali crisi o minacce
      immediate per la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani o le libertà
      fondamentali, la Commissione può adottare misure individuali o speciali o modifiche
      dei programmi d’azione e delle misure vigenti, conformemente alla procedura di cui
      all’articolo 14, paragrafo 10.
   5. La Commissione adotta programmi d’azione specifici per le spese di supporto di cui
      all’articolo 6, paragrafo 2, dell’accordo interno conformemente alla procedura di cui
      all’articolo 14. Eventuali modifiche dei programmi d’azione per le spese di supporto
      sono adottate secondo la stessa procedura.
   6. Per i progetti sensibili dal punto di vista ambientale, in particolare per i grandi
      progetti di nuove infrastrutture, è effettuata un’idonea analisi ambientale, anche in
      riferimento all’incidenza sui cambiamenti climatici e sulla biodiversità,
      comprendente nei casi pertinenti la valutazione dell’impatto ambientale (VIA). Ove
      pertinente, nell’ambito dell’attuazione dei programmi settoriali sono utilizzate le
      valutazioni ambientali strategiche (VAS). Sono garantiti la partecipazione dei
      soggetti interessati alle valutazioni ambientali e l’accesso pubblico ai risultati.
                                         Articolo 10
                        Contributi supplementari degli Stati membri
   1. Gli Stati membri possono fornire, di propria iniziativa, alla Commissione o alla BEI
      contributi volontari conformemente all’articolo 1, paragrafo 9, dell’accordo interno
      per contribuire al conseguimento degli obiettivi dell’accordo di Cotonou al di fuori
      del cofinanziamento congiunto. Tali contributi non incidono sull’assegnazione
      globale di fondi nell’ambito dell’11º FES. Essi sono considerati alla stregua dei
      contributi regolari degli Stati membri previsti all’articolo 1, paragrafo 2, dell’accordo
      interno, tranne per quanto concerne le disposizioni degli articoli 6 e 7 dell’accordo
      interno per le quali possono essere stabilite modalità specifiche in accordi bilaterali
      di contributo.
   2. La destinazione dei contributi volontari si limita a casi debitamente giustificati, ad
      esempio per far fronte alle circostanze eccezionali di cui all’articolo 4, paragrafo 3.
      In tal caso i contributi volontari affidati alla Commissione o alla BEI sono
IT                                           21                                                 IT
 ---pagebreak---              considerati entrate con destinazione specifica ai sensi del regolamento finanziario del
             FES.
   3.        I contributi supplementari sono inclusi nel processo di programmazione e revisione e
             nei programmi d’azione annuali, nelle misure individuali e nelle misure speciali di
             cui al presente regolamento e rispecchiano la titolarità del paese o della regione
             partner.
   4.        La Commissione adotta le conseguenti modifiche dei programmi d’azione, delle
             misure individuali e delle misure speciali secondo le disposizioni dell’articolo 9.
   5.        Gli Stati membri informano preventivamente il Consiglio e il comitato FES/comitato
             FI circa i contributi volontari supplementari affidati alla Commissione o alla BEI per
             contribuire al conseguimento degli obiettivi dell’accordo di Cotonou.
                                                 Articolo 11
                                          Imposte, tasse, dazi e oneri
   L’assistenza dell’Unione non genera né attiva la riscossione di imposte, tasse, dazi o oneri
   specifici.
   Fatto salvo l’allegato IV, articolo 31, dell’accordo di Cotonou, dette imposte, tasse, dazi e
   oneri sono ammissibili alle condizioni previste dal regolamento finanziario del FES di cui
   all’articolo 10, paragrafo 2, dell’accordo interno.
                                                 Articolo 12
                               Tutela degli interessi finanziari dell’Unione
   1.        La Commissione adotta provvedimenti opportuni volti a garantire che, nella
             realizzazione delle azioni finanziate ai sensi del presente regolamento, gli interessi
             finanziari dell’Unione siano tutelati mediante l’applicazione di misure preventive
             contro la frode, la corruzione e ogni altra attività illecita, mediante controlli efficaci
             e, ove fossero rilevate irregolarità, mediante il recupero oppure, ove opportuno, la
             restituzione delle somme indebitamente versate e, se del caso, mediante sanzioni
             amministrative e finanziarie efficaci, proporzionate e dissuasive.
   2.        La Commissione o i suoi rappresentanti e la Corte dei conti hanno potere di revisione
             contabile e di verifica, esercitabile sulla base di documenti e sul posto, su tutti i
             beneficiari di sovvenzioni, contraenti e subcontraenti che hanno ottenuto
             finanziamenti dell’Unione europea nell’ambito del presente regolamento.
   3.        L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) può effettuare indagini, inclusi
             controlli e verifiche sul posto, conformemente alle disposizioni e alle procedure
             stabilite dal regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del
             Consiglio28 e dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio29 per
             accertare eventuali frodi, casi di corruzione o altre attività illecite lesive degli
   28
            GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.
   29
            GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.
IT                                                    22                                                IT
 ---pagebreak---              interessi finanziari dell’Unione in relazione a convenzioni o decisioni di sovvenzione
             o a contratti finanziati nel quadro del presente regolamento.
   4.        Fatti salvi i paragrafi 1, 2 e 3, gli accordi di cooperazione con paesi terzi e con
             organizzazioni internazionali, i contratti, le convenzioni e le decisioni di sovvenzione
             conclusi in applicazione del presente regolamento contengono disposizioni che
             abilitano espressamente la Commissione, la Corte dei conti e l’OLAF a svolgere tali
             revisioni, controlli e verifiche sul posto nei limiti delle rispettive competenze.
                                                Articolo 13
      Norme in materia di cittadinanza e origine per le procedure di aggiudicazione di appalti
      pubblici, le procedure di concessione di sovvenzioni e le altre procedure di attribuzione
   Le norme in materia di cittadinanza e origine per le procedure di aggiudicazione di appalti
   pubblici, le procedure di concessione di sovvenzioni e le altre procedure di attribuzione sono
   definite all’allegato IV, articolo 20, dell’accordo di Cotonou.
                                               TITOLO IV
                                     PROCEDURE DECISIONALI
                                                Articolo 14
                                       Competenze del comitato FES
   1.        Il comitato del Fondo europeo di sviluppo (“comitato FES”) istituito ai sensi
             dell’articolo 8 dell’accordo interno esprime pareri secondo la procedura di cui ai
             paragrafi da 3 a 10.
             Un osservatore della BEI partecipa ai lavori del comitato FES per le questioni
             concernenti la Banca.
   2.        I compiti del comitato FES riguardano le competenze di cui ai titoli II e III del
             presente regolamento:
             (s)    programmazione degli aiuti dell’Unione nel quadro dell’11° FES e revisioni
                    della programmazione, con particolare riguardo alle strategie nazionali,
                    regionali e intra-ACP;
             (t)    monitoraggio dell’attuazione degli aiuti dell’Unione e degli Stati membri,
                    compresi, tra l’altro, l’impatto dell’assistenza mirata alla riduzione della
                    povertà, gli aspetti settoriali, le questioni trasversali, il funzionamento del
                    coordinamento sul campo con gli Stati membri e altri donatori e i progressi
                    nell’applicazione dei principi sull’efficacia degli aiuti di cui all’articolo 2.
   3.        Quando il comitato FES è chiamato a esprimere un parere, il rappresentante della
             Commissione sottopone al comitato FES, entro i termini fissati nel suo regolamento
             interno, un progetto delle misure da adottare. Il comitato FES formula il proprio
             parere entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell’urgenza della
             questione in esame ma che non supera i 30 giorni.
IT                                                   23                                               IT
 ---pagebreak---       Fino a quando il comitato FES non esprime un parere, ogni suo membro può
      proporre modifiche e il presidente può presentare versioni modificate del progetto di
      misura.
      Il presidente si adopera per trovare soluzioni che incontrino il più ampio sostegno
      possibile in seno al comitato FES. Il presidente informa il comitato FES del modo in
      cui si è tenuto conto delle discussioni e delle proposte di modifiche, in particolare per
      quanto riguarda le proposte che sono state ampiamente sostenute in seno al comitato.
   4. I pareri sono adottati a maggioranza qualificata, come indicato all’articolo 8,
      paragrafo 3, dell’accordo interno, e secondo la ponderazione dei voti degli Stati
      membri specificata all’articolo 8, paragrafo 2, dell’accordo interno.
   5. Se il comitato FES formula parere positivo, la Commissione adotta le misure, che si
      applicano immediatamente.
   6. Se il comitato FES formula parere negativo, la Commissione non adotta le misure. Se
      le misure sono ritenute necessarie, il presidente può sottoporre al comitato FES, entro
      due mesi dall’adozione del parere negativo, una versione modificata del progetto di
      misure o presentare, entro un mese dalla suddetta adozione, il progetto di misure al
      riesame del comitato di appello di cui al paragrafo 9.
   7. Se il comitato FES non formula alcun parere, la Commissione può adottare il
      progetto di misure, tranne nel caso di cui al secondo comma in appresso. Se la
      Commissione non adotta le misure, il presidente può presentare una versione
      modificata delle misure al comitato FES.
      La Commissione non adotta le misure se vi si oppone la maggioranza semplice dei
      membri del comitato FES. In tal caso, se le misure sono ritenute necessarie, il
      presidente può sottoporre al comitato FES, entro due mesi dalla delibera del
      comitato, una versione modificata del progetto di misure o presentare, entro un mese
      dalla delibera, il progetto di misure al riesame del comitato di appello di cui al
      paragrafo 9.
   8. Per i pareri resi dal comitato FES mediante procedura scritta, la procedura si intende
      conclusa senza esito quando, entro il termine per la consegna del parere, il presidente
      del comitato decida in tal senso o una maggioranza semplice dei membri del
      comitato lo richieda.
   9. Il comitato di appello adotta il proprio regolamento interno a maggioranza semplice
      dei suoi membri, su proposta della Commissione. Se interpellato, il comitato di
      appello si riunisce non prima di quattordici giorni, salvo in casi debitamente
      giustificati, e non oltre sei settimane dalla data della richiesta di riesame. Fatto salvo
      il paragrafo 3, primo comma, il comitato di appello formula il proprio parere entro
      due mesi dalla data della richiesta di riesame deliberando a maggioranza qualificata,
      come indicato all’articolo 8, paragrafo 3, dell’accordo interno, e in base alla
      ponderazione dei voti degli Stati membri specificata all’articolo 8, paragrafo 2,
      dell’accordo interno. Il comitato di appello è presieduto da un rappresentante della
      Commissione.
      Il presidente fissa la data della riunione del comitato di appello in stretta
      collaborazione con i membri del comitato, in modo da permettere agli Stati membri,
IT                                            24                                                 IT
 ---pagebreak---             alla Commissione e alla BEI, per le questioni riguardanti la Banca, di assicurare un
            adeguato livello di rappresentazione.
            Se il comitato di appello formula parere positivo, la Commissione adotta le misure.
            Se il comitato di appello non formula alcun parere, la Commissione può adottare le
            misure. Se il comitato di appello formula parere negativo, la Commissione non
            adotta le misure.
   10.      Nei casi in cui viene fatto riferimento al presente paragrafo, la Commissione adotta
            le misure, che si applicano immediatamente, senza essere presentate prima al
            comitato FES, e rimangono in vigore per la durata del documento, del programma
            d’azione o della misura adottati o modificati.
            Il presidente sottopone le misure al parere del comitato FES entro quattordici giorni
            dall’adozione.
            Se il comitato FES formula parere negativo conformemente ai paragrafi 3 e 4 del
            presente articolo, la Commissione abroga immediatamente le misure adottate a
            norma del primo comma.
                                               Articolo 15
                                       Fondo per la pace in Africa
   I programmi indicativi intra-ACP assegnano determinate risorse a favore del Fondo per la
   pace in Africa. Il finanziamento può essere completato dai programmi indicativi regionali. Si
   applica la procedura specifica illustrata di seguito:
   (a)      su richiesta dell’Unione africana, approvata dal comitato degli ambasciatori ACP, la
            Commissione elabora i programmi d’azione pluriennali precisando gli obiettivi
            perseguiti, la portata e la natura dei possibili interventi e le modalità di attuazione. Le
            procedure decisionali specifiche per ciascun tipo di intervento possibile in funzione
            della natura, del volume e dell’urgenza dell’intervento sono descritte in un allegato
            del programma d’azione;
   (b)      prima di essere adottati dalla Commissione, i programmi d’azione, compresi
            l’allegato di cui alla lettera a) e eventuali modifiche, sono discussi dai competenti
            gruppi di lavoro preparatori del Consiglio e dal Comitato politico e di sicurezza e
            approvati dal Coreper a maggioranza qualificata, come indicato all’articolo 8,
            paragrafo 3, dell’accordo interno;
   (c)      i programmi d’azione, escluso l’allegato di cui alla lettera a), costituiscono la base
            dell’accordo di finanziamento che viene concluso tra la Commissione e l’Unione
            africana;
   (d)      ciascun intervento da attuare nell’ambito dell’accordo di finanziamento è soggetto
            alla previa adozione del Comitato politico e di sicurezza. I competenti gruppi di
            lavoro preparatori del Consiglio sono informati o consultati in tempo utile prima
            della trasmissione delle misure previste al Comitato politico e di sicurezza, secondo
            le specifiche procedure decisionali di cui alla lettera b), in modo da garantire che,
            oltre alla dimensione militare e di sicurezza, siano prese in considerazione anche le
            questioni connesse allo sviluppo;
IT                                                  25                                                  IT
 ---pagebreak---    (e)      ogni anno, e su richiesta del Consiglio o del comitato FES, la Commissione redige
            una relazione di attività sull’uso dei fondi destinata, per informazione, al Consiglio e
            al comitato FES, nella quale distingue tra impegni e pagamenti collegati o meno
            all’APS.
   L’Unione continua a valutare possibili fonti di finanziamento alternative, comprese le risorse
   della politica estera e di sicurezza comune.
                                                Articolo 16
                                    Il comitato del Fondo investimenti
   1.       Il comitato del Fondo investimenti (“comitato FI”), istituito sotto l’egida della BEI in
            forza dell’articolo 9 dell’accordo interno, è composto dai rappresentanti degli Stati
            membri e da un rappresentante della Commissione. Sono invitati a partecipare un
            osservatore del Segretariato generale del Consiglio e un osservatore del SEAE.
            Ciascuno Stato membro e la Commissione designano un rappresentante e un
            supplente. Per assicurare la continuità, il presidente del comitato FI è designato tra i
            membri del comitato e eletto dagli stessi per un mandato di due anni. La BEI
            provvede al segretariato e ai servizi di sostegno. Hanno diritto di voto solo i membri
            del comitato FI designati dagli Stati membri o i loro supplenti.
            Il Consiglio, deliberando all’unanimità, adotta il regolamento interno del comitato FI
            sulla base di una proposta della BEI e previa consultazione della Commissione.
            Il comitato FI delibera a maggioranza qualificata secondo la ponderazione dei voti
            specificata all’articolo 8 dell’accordo interno.
            Il comitato FI si riunisce almeno quattro volte l’anno. Possono essere indette riunioni
            supplementari su richiesta della BEI o dei membri del comitato secondo quanto
            stabilito dal regolamento interno. Il comitato FI può inoltre formulare un parere con
            procedura scritta, secondo quanto stabilito dal regolamento interno.
   2.       Il comitato FI approva:
            (a)    gli orientamenti operativi sull’attuazione del FI;
            (b)    le strategie di investimento e i programmi di attività del FI, sulla base degli
                   obiettivi dell’accordo di Cotonou e dei principi generali della politica di
                   sviluppo dell’Unione;
            (c)    le relazioni annuali del FI;
            (d)    qualsiasi documento di indirizzo generale riguardante il FI, comprese le
                   relazioni di valutazione.
   3.       Il comitato FI formula inoltre pareri sulle:
            (a)    proposte relative alla concessione di sovvenzioni in conto interessi di cui
                   all’allegato II, articolo 2, paragrafo 7, e articolo 4, paragrafo 2, lettera b),
                   dell’accordo di Cotonou. In tal caso il comitato formula anche un parere
                   sull’impiego delle suddette sovvenzioni;
IT                                                  26                                               IT
 ---pagebreak---       (b)   proposte di intervento del FI in progetti su cui la Commissione ha espresso
            parere negativo;
      (c)   altre proposte riguardanti il FI e basate sui principi generali enunciati negli
            orientamenti operativi del FI.
      Per agevolare il processo di approvazione delle operazioni di piccola entità, il
      comitato FI può formulare un parere favorevole sulle proposte della BEI riguardanti
      un’assegnazione globale (sovvenzioni in conto interessi e assistenza tecnica) o
      un’autorizzazione globale (prestiti e equity) che successivamente, senza ulteriore
      parere del comitato FI e/o della Commissione, la Banca può ripartire in
      sottoassegnazioni a favore di singoli progetti secondo i criteri indicati
      nell’assegnazione o nell’autorizzazione globale, compresa la sottoassegnazione
      massima per progetto.
      Gli organi direttivi della BEI possono inoltre chiedere, di tanto in tanto, al comitato
      FI di pronunciarsi su tutte le proposte di finanziamento o su alcune categorie di
      proposte di finanziamento.
   4. È responsabilità della BEI sottoporre in tempo utile al comitato FI le questioni che ne
      richiedono l’approvazione o il parere, secondo quanto previsto rispettivamente ai
      paragrafi 2 e 3. Le proposte presentate per parere al comitato FI sono formulate
      conformemente ai pertinenti criteri e principi enunciati negli orientamenti operativi
      del FI.
   5. La BEI coopera strettamente con la Commissione e, se opportuno, coordina le
      operazioni con i donatori. In particolare:
      (a)   la BEI prepara o rivede insieme alla Commissione gli orientamenti operativi
            del FI di cui al paragrafo 2, lettera a); la BEI è responsabile del rispetto degli
            orientamenti e garantisce che i progetti finanziati rispettino le norme sociali e
            ambientali internazionali e siano coerenti con gli obiettivi dell’accordo di
            Cotonou, con i principi generali della politica di sviluppo dell’Unione e con le
            pertinenti strategie di cooperazione nazionali o regionali;
      (b)   la BEI chiede il parere della Commissione quando mette a punto le strategie
            d’investimento, i programmi di attività e i documenti di indirizzo generale;
      (c)   la BEI informa la Commissione sui progetti che amministra a norma
            dell’articolo 18, paragrafo 1. Nella fase di valutazione di un progetto, la BEI
            chiede il parere della Commissione sulla sua coerenza con le pertinenti
            strategie di cooperazione nazionali o regionali o eventualmente con gli obiettivi
            generali del FI;
      (d)   salvo nei casi delle sovvenzioni in conto interessi che rientrano
            nell’assegnazione globale di cui al paragrafo 3, lettera a), nella fase di
            valutazione di un progetto la BEI chiede inoltre l’accordo della Commissione
            su tutte le proposte di sovvenzioni in conto interessi ricevute dal comitato FI
            con riguardo alla loro conformità all’allegato II, articolo 2, paragrafo 7, e
            articolo 4, paragrafo 2, dell’accordo di Cotonou e ai criteri definiti negli
            orientamenti operativi del FI.
IT                                          27                                                 IT
 ---pagebreak---       Se la Commissione non notifica un parere negativo entro tre settimane dalla
      presentazione di una proposta, si ritiene che abbia espresso parere favorevole o che la
      abbia approvata. Per quanto riguarda i pareri sui progetti del settore finanziario o del
      settore pubblico e l’accordo sulle sovvenzioni in conto interessi, la Commissione può
      chiedere che la proposta finale di progetto le sia presentata, per parere o
      approvazione, due settimane prima di essere inviata al comitato FI.
   6. La BEI non procede a nessuna azione di cui al paragrafo 3 senza il parere favorevole
      del comitato FI.
      Se il comitato FI esprime parere favorevole, la BEI decide in merito alla proposta
      secondo le proprie procedure. In particolare la BEI può decidere di non dar seguito
      alla proposta. La BEI comunica periodicamente al comitato FI e alla Commissione i
      casi in cui decide di non dar seguito.
      Per i prestiti sulle risorse proprie e per gli investimenti del FI per i quali non è
      richiesto il parere del comitato FI, la BEI decide sulla proposta secondo le proprie
      procedure e, nel caso del FI, conformemente agli orientamenti operativi del FI e alle
      strategie di investimento approvate dal comitato FI.
      Se il comitato FI esprime un parere negativo su una proposta di concessione di
      sovvenzioni in conto interessi, la BEI può accordare il prestito in questione non in
      conto interessi. La BEI comunica periodicamente al comitato FI e alla Commissione
      tutti i casi in cui decide di procedere in tal modo.
      Alle condizioni stabilite negli orientamenti operativi e purché l’obiettivo essenziale
      del prestito o dell’investimento del FI rimanga invariato, la BEI può decidere di
      modificare i termini di un prestito o di un investimento del FI su cui il comitato FI ha
      espresso parere favorevole ai sensi del paragrafo 3 o di un prestito con abbuono di
      interessi su cui il comitato ha espresso parere favorevole. In particolare la BEI può
      decidere un aumento fino al 20% dell’importo del prestito o dell’investimento del FI.
      Per i progetti con sovvenzioni in conto interessi di cui all’allegato II, articolo 2,
      paragrafo 7, dell’accordo di Cotonou, un tale aumento può risultare nell’aumento
      proporzionale del valore della sovvenzione in conto interessi. La BEI comunica
      periodicamente al comitato FI e alla Commissione tutti i casi in cui decide di
      procedere in tal modo. Se, per i progetti di cui all’allegato II, articolo 2, paragrafo 7,
      dell’accordo di Cotonou, è richiesto un aumento del valore della sovvenzione, la BEI
      chiede al comitato FI di formulare un parere prima di concederlo.
   7. La BEI gestisce gli investimenti e tutti i fondi del FI in linea con gli obiettivi
      dell’accordo di Cotonou. In particolare può partecipare agli organi di gestione e di
      controllo delle persone giuridiche in cui il FI investe e può impegnare e modificare i
      diritti detenuti dal FI e dare il relativo scarico, conformemente agli orientamenti
      operativi.
IT                                            28                                                 IT
 ---pagebreak---                                                TITOLO V
                                        DISPOSIZIONI FINALI
                                               Articolo 17
                           Partecipazione di un paese o di una regione terzi
   Per garantire coerenza e efficacia all’assistenza dell’Unione, la Commissione può decidere
   che paesi in via di sviluppo non ACP e organismi di integrazione regionale cui partecipano gli
   Stati ACP che promuovono la cooperazione e l’integrazione regionali e possono beneficiare
   dell’assistenza dell’Unione prevista da altri strumenti finanziari dell’Unione per l’azione
   esterna possono beneficiare dei fondi di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettera a), punto i),
   dell’accordo interno se il progetto o il programma in esame è di natura regionale o
   transfrontaliera e se è conforme all’allegato IV, articolo 6, dell’accordo di Cotonou. I paesi e
   territori d’oltremare (“PTOM”) ammissibili all’assistenza dell’Unione in forza della decisione
   [...] e le regioni ultraperiferiche dell’Unione possono anch’essi partecipare ai progetti e ai
   programmi di cooperazione regionale; il finanziamento inteso a consentirne la partecipazione
   si aggiunge ai fondi di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettera a), punto i), dell’accordo interno.
   Viene tenuto presente l’obiettivo di una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri, le loro
   regioni ultraperiferiche, i PTOM e gli Stati ACP e, se necessario, sono creati meccanismi di
   coordinamento. I documenti di strategia, i programmi indicativi pluriennali, i programmi
   d’azione e le misure di cui all’articolo 9 del presente regolamento possono contenere
   disposizioni sui fondi corrispondenti e sui tipi di finanziamento previsti dal regolamento
   finanziario dell’11º FES.
                                               Articolo 18
                       Monitoraggio, relazioni e valutazione dell’assistenza FES
   1.        La Commissione e la BEI monitorano periodicamente le proprie azioni e riesaminano
             i progressi compiuti verso il conseguimento dei risultati attesi. La Commissione
             esegue inoltre valutazioni d’impatto e valuta l’efficacia delle proprie azioni e
             politiche settoriali e l’efficacia della programmazione, eventualmente tramite
             valutazioni esterne indipendenti. Le valutazioni, basate sui principi delle buone
             prassi dell’OCSE/DAC, verificano la realizzazione degli obiettivi specifici, se
             necessario in termini di uguaglianza di genere, e formulano raccomandazioni per
             migliorare gli interventi futuri.
             La BEI informa periodicamente la Commissione circa l’attuazione dei progetti
             finanziati con le risorse dell’11° FES che amministra, secondo le procedure definite
             negli orientamenti operativi del FI.
   2.        La Commissione trasmette per informazione le relazioni di valutazione agli Stati
             membri, tramite il comitato FES, e alla BEI. Gli esiti sono tenuti in considerazione al
             momento di concepire i programmi e di decidere l’assegnazione delle risorse.
   3.        Nella fase di valutazione dell’assistenza dell’Unione erogata ai sensi del presente
             regolamento, la Commissione coinvolge in misura opportuna tutti gli interessati e, se
             del caso, può effettuare valutazioni congiunte con Stati membri dell’UE e partner
             dello sviluppo.
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 ---pagebreak---    4.       La Commissione esamina i progressi compiuti nell’esecuzione dell’11º FES e
            presenta ogni due anni al Consiglio, a partire dal 2016, una relazione su esecuzione,
            risultati e, per quanto possibile, principali effetti e conseguenze dell’assistenza
            finanziaria dell’Unione. La relazione è trasmessa anche al Parlamento europeo, al
            Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.
   5.       La relazione biennale rende conto, per l’esercizio precedente, delle misure finanziate,
            dei risultati di verifiche e valutazioni, del coinvolgimento dei partner dello sviluppo
            interessati e dell’esecuzione degli impegni e stanziamenti di pagamento suddivisi per
            paese, regione e settore di cooperazione.
   6.       La relazione valuta i risultati dell’assistenza avvalendosi, per quanto possibile, di
            indicatori specifici e misurabili che rendono conto del suo contributo al
            conseguimento degli obiettivi dell’accordo di Cotonou. La relazione rende conto dei
            principali insegnamenti tratti e del seguito dato alle raccomandazioni delle
            valutazioni degli esercizi precedenti.
   7.       L’Unione e gli Stati membri procedono a un esame di rendimento, valutando il grado
            di esecuzione degli impegni e dei pagamenti e i risultati e l’incidenza dell’aiuto
            fornito. L’esame è effettuato in base a una proposta elaborata dalla Commissione.
   8.       La BEI informa il comitato FI dei progressi compiuti verso la realizzazione degli
            obiettivi del FI. Conformemente all’allegato II, articolo 6 ter, dell’accordo di
            Cotonou, a metà e al termine del periodo di applicazione dell’11° FES si procede a
            una valutazione congiunta dell’efficienza globale del FI. La valutazione intermedia è
            effettuata da esperti esterni indipendenti, in cooperazione con la BEI, e messa a
            disposizione del comitato FI.
                                               Articolo 19
                             Spesa per l’azione per il clima e la biodiversità
   Sulla scorta dei documenti di programmazione indicativa adottati, è effettuata una stima
   annua della spesa complessiva per l’azione per il clima e la biodiversità. I finanziamenti
   assegnati nel quadro del FES sono oggetto di un sistema annuale di rilevamento fondato sulla
   metodologia dell’OCSE (“marcatori di Rio”), senza escludere il ricorso a metodologie più
   precise ove siano disponibili, integrato nella metodologia vigente per la gestione del
   rendimento dei programmi dell’Unione europea, al fine di quantificare la spesa connessa
   all’azione per il clima e la biodiversità al livello dei programmi d’azione, delle misure
   individuali e delle misure speciali di cui all’articolo 9, e sono registrati nell’ambito delle
   valutazioni e delle relazioni annuali.
                                               Articolo 20
                                  Servizio europeo per l’azione esterna
   Il presente regolamento è applicato conformemente alla decisione 2010/427/UE del Consiglio
   che fissa l’organizzazione e il funzionamento del servizio europeo per l’azione esterna.
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 ---pagebreak---                                                Articolo 21
                                            Misure transitorie
   In attesa dell’entrata in vigore dell’accordo interno sull’11º FES, le misure transitorie sotto
   forma di programmi d’azione, misure individuali, misure speciali e programmi d’azione
   specifici per le spese di supporto di cui all’articolo 9 sono finanziate da un meccanismo di
   transizione per l’11º FES, composto dalle rimanenze dei precedenti FES e dagli importi
   disimpegnati da progetti previsti nell’ambito di precedenti FES. Questo meccanismo di
   transizione può coprire anche le sovvenzioni in conto interessi e l’assistenza tecnica connessa
   ai progetti di cui all’articolo 2, lettera d), dell’accordo interno. Queste misure transitorie
   servono a facilitare l’attuazione dei documenti di programmazione.
   I fondi impegnati nel quadro del meccanismo di transizione sono contabilizzati nell’ambito
   dell’11º FES. Le quote dei contributi degli Stati membri previste all’articolo 1, paragrafo 2,
   lettera a), dell’accordo interno del 9º e del 10º FES sono ridotte di conseguenza.
   Ai fini dell’attuazione delle misure transitorie, continua a applicarsi il regolamento finanziario
   del 10º FES fino all’entrata in vigore del regolamento finanziario dell’11º FES.
                                               Articolo 22
                                            Entrata in vigore
   Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
   Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2014 fino alla data finale di applicazione
   dell’accordo interno.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                  Per il Consiglio
                                                  Il presidente
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