CELEX: 61980CJ0248
Language: it
Date: 1982-02-03
Title: Sentenza della Corte del 3 febbraio 1982. # Kommanditgesellschaft in Firma Gebrüder Glunz contro Hauptzollamt Hamburg-Waltershof. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Finanzgericht Hamburg - Germania. # Tariffa doganale comune - Dazio specifico. # Causa 248/80.

Avis juridique important

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61980J0248

SENTENZA DELLA CORTE DEL 3 FEBBRAIO 1982.  -  KOMMANDITGESELLSCHAFT IN FIRMA GEBRUEDER GLUNZ CONTRO HAUPTZOLLAMT HAMBURG - WALTERSHOF.  -  (DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL FINANZGERICHT DI AMBURGO).  -  TARIFFA DOGANALE COMUNE - DAZIO SPECIFICO.  -  CAUSA 248/80.  

raccolta della giurisprudenza 1982 pagina 00197

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

TARIFFA DOGANALE COMUNE - DAZI DOGANALI - DAZI SPECIFICI ESPRESSI IN UNITA DI CONTO - CONVERSIONE NELLA MONETA NAZIONALE DELLO STATO MEMBRO DI IMPORTAZIONE - APPLICAZIONE DEL TASSO DI CAMBIO CORRISPONDENTE ALLA PARITA DICHIARATA AL FMI - REGOLA GENERALE C.3 - VALIDITA - RIDUZIONE DEI DAZI DOGANALI ALL ' IMPORTO DA APPLICARSI IN CASO DI IMPORTAZIONE NELLO STATO MEMBRO AVENTE LA MONETA PIU DEBOLE - INAMMISSIBILITA  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 950/68 , NELLA VERSIONE DEL REGOLAMENTO N . 2500/77 ,   REGOLA GENERALE C.3 )    

Massima

L ' ESAME DELLA REGOLA GENERALE C.3 DEL TITOLO I DELLA PRIMA PARTE DELL ' ALLEGATO DEL REGOLAMENTO N . 2500/77 NON HA RIVELATO ELEMENTI TALI DA INFICIARNE LA VALIDITA . DETTA REGOLA ANDAVA APPLICATA IN MODO CHE , NEL CASO DI IMPORTAZIONI IN UNO STATO MEMBRO A MONETA FORTE , I DAZI DOGANALI ESPRESSI IN UNITA DI CONTO ( UC )  DOVEVANO ESSERE CONVERTITI NELLA MONETA NAZIONALE DELLO STATO MEMBRO IMPORTATORE IN CONFORMITA ALLA REGOLA STESSA E NON DOVEVANO ESSERE LIMITATI ALLA SOMMA CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE RISCOSSA IN CASO DI IMPORTAZIONI NELLO STATO MEMBRO AVENTE LA MONETA PIU DEBOLE .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 248/80 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DAL FINANZGERICHT DI AMBURGO , NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE FRA  KOMMANDITGESELLSCHAFT IN FIRMA GEBRUDER GLUNZ ( SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE F.LLI GLUNZ ), CON SEDE IN AMBURGO ,       E  HAUPTZOLLAMT HAMBURG-WALTERSHOF ( UFFICIO PRINCIPALE DELLE DOGANE DI AMBURGO-WALTERSHOF ),    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULLA VALIDITA DELLA REGOLA GENERALE C , N . 3 , PER L ' INTERPRETAZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE , NELLA VERSIONE DI CUI AL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 7 NOVEMBRE 1977 , N . 2500 , CHE MODIFICA IL REGOLAMENTO N . 950/68 RELATIVO ALLA TARIFFA DOGANALE COMUNE ( GU N . L 289 , PAG . 1 ),  

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 15 OTTOBRE 1980 , PERVENUTA ALLA CORTE IL 6 NOVEMBRE SUCCESSIVO , IL FINANZGERICHT DI AMBURGO HA SOLLEVATO , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE RELATIVA ALL ' INTERPRETAZIONE , ALLA VALIDITA ED EVENTUALMENTE ALLA PORTATA DELLA REGOLA GENERALE C , N . 3 , DI CUI AL TITOLO I DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 28 GIUGNO 1968 , N . 950 , RELATIVO ALLA TARIFFA DOGANALE COMUNE ( GU N . L 172 , PAG . 1 ), MODIFICATO DAL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 7 NOVEMBRE 1977 , N . 2500 ( GU N . L 289 , PAG . 1 ).    2 LA QUESTIONE E STATA SOLLEVATA NELL ' AMBITO DI UNA CONTROVERSIA FRA LA DITTA GLUNZ , ATTRICE NELLA CAUSA PRINCIPALE , E L ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE TEDESCA IN ORDINE ALLA CLASSIFICAZIONE DOGANALE E ALL ' AMMONTARE DEI DAZI DOGANALI DA RISCUOTERE SULL ' IMPORTAZIONE , AVVENUTA NELL ' AGOSTO 1978 , DI UNA PARTITA DI STATUETTE DI PORCELLANA RAFFIGURANTI PERSONAGGI DALLE BRACCIA A FORMA DI SOSTEGNO PER CANDELINE . L ' ATTRICE NELLA CAUSA PRINCIPALE AVEVA DICHIARATO GLI OGGETTI COME CLASSIFICABILI NELLA VOCE 97.05 DELLA TDC RELATIVA AGLI ' ACCESSORI PER ALBERI DI NATALE ED OGGETTI SIMILI PER FESTE DI NATALE '  ASSOGGETTATI AD UN DAZIO AD VALOREM DEL 10 % .    3 DOPO AVER ACCOLTO IN UN PRIMO MOMENTO TALE CLASSIFICAZIONE , L ' AMMINISTRAZIONE COMPETENTE MODIFICAVA IL PROPRIO ORIENTAMENTO RITENENDO CHE TALE MERCE RIENTRASSE NELLA SOTTOVOCE DOGANALE 69.13 B RELATIVA ALLE ' STATUETTE DI PORCELLANA ' . LE MERCI COMPRESE IN TALE SOTTOVOCE SONO GRAVATE DI UN DAZIO AD VALOREM DELL ' 11 % CON UN DAZIO SPECIFICO MINIMO , PERO , DELL ' AMMONTARE , A QUELL ' EPOCA , DI 70 UC PER 100 CHILOGRAMMI DI PESO . L ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE APPLICAVA TALE DAZIO SPECIFICO ADOTTANTO LA REGOLA GENERALE C , N . 3 , DI CUI SOPRA PER CALCOLARNE L ' IMPORTO ESPRESSO IN DM , IL CHE FACEVA ASCENDERE L ' IMPORTO DEL DAZIO A 72 045,49 DM .    4 SECONDO LA DISPOSIZIONE DI CUI TRATTASI , NELLA VERSIONE DEL 1968 ,    ' L ' UNITA DI CONTO ( UC ) ALLA QUALE SI FA RIFERIMENTO PER TALUNI DAZI SPECIFICI O COME CRITERIO DI DELIMITAZIONE DI ALCUNE VOCI O SOTTOVOCI , HA UN VALORE DI 0,88867088 GRAMMI DI ORO FINO . IL CAMBIO DA APPLICARE PER LA SUA CONVERSIONE IN FIORINI OLANDESI , FRANCHI BELGI , FRANCHI FRANCESI , FRANCHI LUSSEMBURGHESI , LIRE     ITALIANE O MARCHI TEDESCHI , E QUELLO CORRISPONDENTE ALLA PARITA DICHIARATA PER TALI MONETE PRESSO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E DA QUEST ' ULTIMO RICONOSCIUTA ' .    5 L ' ATTRICE NELLA CAUSA PRINCIPALE HA IMPUGNATO TALE IMPOSIZIONE INVESTENDO DELLA CONTROVERSIA IL FINANZGERICHT DI AMBURGO . IN VIA PRINCIPALE , ESSA CONTESTA LA CLASSIFICAZIONE DOGANALE ADOTTATA . IN VIA SUBORDINATA , ESSA SOSTIENE CHE , OVE ESSA DOVESSE ESSERE ASSOGGETTATA AL DAZIO SPECIFICO DI CUI ALLA SOTTOVOCE 69.13 B , LA CONVERSIONE DELLE UNITA DI CONTO NON POTREBBE AVVENIRE SECONDO LA REGOLA GENERALE C , N . 3 , SUMMENZIONATA , MA CHE L ' IMPORTO DOVUTO ANDREBBE CALCOLATO E FISSATO IN MODO CHE , CONSIDERATE LE PARITA MONETARIE FRA I DIVERSI STATI MEMBRI , L ' IMPORTO PRETESO NEI SUOI CONFRONTI IN GERMANIA NON SIA SUPERIORE A QUELLO DA CORRISPONDERE OVE ESSA AVESSE SBARCATO E SDOGANATO LA MERCE IN UN PORTO DI UNO STATO MEMBRO A MONETA DEBOLE . A SUO AVVISO , LA REGOLA GENERALE C , N . 3 , ANDREBBE INTERPRETATA IN TAL SENSO ; ALTRIMENTI , COMPORTANDO LA SUA APPLICAZIONE ONERI DIFFERENZIATI A SECONDA DEI PAESI D ' IMPORTAZIONE , ESSA VERREBBE AD ESSERE DISCRIMINATORIA E INCOMPATIBILE COL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA . IL SISTEMA DI CALCOLO CHE L ' ATTRICE RACCOMANDA RIDURREBBE L ' IMPORTO DA RISCUOTERE DA 72 045,49 A 29 432,30 DM .    6 NELL ' ORDINANZA DI RINVIO , IL GIUDICE NAZIONALE AFFERMA DI AVER MATURATO IL CONVINCIMENTO CHE SI DOVEVA EFFETTIVAMENTE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE LA VOCE 69.13 B ( STATUETTE DI PORCELLANA ) CON IMPOSIZIONE DEL DAZIO SPECIFICO .    7 ESSO RITIENE , TUTTAVIA , CHE LA CONTROVERSIA RELATIVA AL CALCOLO DELL ' IMPORTO DEI DAZI MEDIANTE CONVERSIONE DELLE UC IN MONETA NAZIONALE PONGA PROBLEMI IN ORDINE ALL ' INTERPRETAZIONE E ALLA VALIDITA DELLA DISPOSIZIONE IN CAUSA E PER TALE RAGIONE HA SOTTOPOSTO ALLA CORTE UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE FORMULATA NEI TERMINI SEGUENTI :    ' SE LA REGOLA GENERALE C , N . 3 , DI CUI ALLA PARTE I , TITOLO I , DELL ' ALLEGATO AL REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO 7 NOVEMBRE 1977 , N . 2500 , APPLICATA ALLA VOCE 69.13 B DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE SIA INVALIDA NELLA PARTE IN CUI CONDUCA , NEL CASO DI IMPORTAZIONE IN UNO STATO MEMBRO CON MONETA FORTE , AD UN ' IMPOSIZIONE DOGANALE PIU PESANTE CHE NEL CASO DI IMPORTAZIONE IN UNO STATO MEMBRO LA CUI MONETA ABBIA SUBITO LA SVALUTAZIONE MAGGIORE RISPETTO     ALLA PARITA DICHIARATA AL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE , O SE LE MENZIONATE DISPOSIZIONI VADANO INTERPRETATE NEL SENSO CHE IL DAZIO DOGANALE SIA DA RISCUOTERE SOLTANTO NELLA MISURA IN CUI SAREBBE STATO RISCUOTIBILE NEL CASO DI IMPORTAZIONE NELLO STATO MEMBRO DALLA MONETA PIU DEBOLE ' .    8 NELLA SUA MOTIVAZIONE , IL FINANZGERICHT RILEVA CHE DALL ' APPLICAZIONE DELLA REGOLA GENERALE C , N . 3 , ALL ' IMPORTAZIONE DI CUI TRATTASI , DERIVA , NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA , UNA IMPOSIZIONE DOGANALE DI 72 045,49 DM . INVECE , IN CASO D ' IMPORTAZIONE DELLA STESSA MERCE IN ITALIA , L ' ONERE DOGANALE CORRISPONDEREBBE SOLTANTO ALL ' EQUIVALENTE IN LIRE DI 29 432,30 DM . ESSO RITIENE CHE TALE DIVERSO ONERE DOGANALE A SECONDA DELLO STATO MEMBRO IN CUI AVVIENE L ' IMPORTAZIONE NON SIA COMPATIBILE CON L ' IDEA BASE DELL ' UNIONE DOGANALE . LA DIVERSA INCIDENZA DELL ' IMPOSIZIONE DOGANALE COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE CHE LEDE IL PRINCIPIO GENERALE DI UGUAGLIANZA . QUESTO ESIGE CHE IL SISTEMA DEI TRIBUTI CHE CONCORRONO AL BILANCIO COMUNITARIO SIA STRUTTURATO IN MODO CHE L ' ONERE RICADA UNIFORMEMENTE , CIOE IN EGUAL MISURA , SU TUTTI COLORO PER I QUALI SUSSISTONO I PRESUPPOSTI DELL ' IMPOSIZIONE STABILITI DALLA NORMATIVA COMUNITARIA . IL FINANZGERICHT SI CHIEDE SE LE DIFFICOLTA INERENTI ALL ' ATTUAZIONE DI UN NUOVO SISTEMA COMUNITARIO DI CONVERSIONE DEI DAZI SPECIFICI IN MONETE NAZIONALI A CUI SI E PROCEDUTO SOLTANTO NEL NOVEMBRE 1978 , POSSANO COSTITUIRE UNA GIUSTIFICAZIONE PER L ' OMISSIONE , NELLE MORE , DEL NECESSARIO ADEGUAMENTO AI RAPPORTI DI CAMBIO , IN PARTICOLARE PER QUANTO ATTIENE AI DAZI SPECIFICI .    9 AL FINE DI RISOLVERE LA QUESTIONE SOLLEVATA , VA PRELIMINARMENTE RICORDATO CHE LA TARIFFA DOGANALE COMUNE E STATA ORIGINARIAMENTE ADOTTATA CON REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 28 GIUGNO 1968 , N . 950 ( GU N . L 172 , PAG . 1 ). I CONSIDERANDI DI DETTO REGOLAMENTO EVIDENZIAVANO CHE , IN FORZA DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO DEL 26 LUGLIO 1966 ( GU N . L 165 , PAG . 2971 ), GLI STATI MEMBRI AVREBBERO APPLICATO , A DECORRERE DAL 1* LUGLIO 1968 , LA TARIFFA COMUNE ALL ' IMPORTAZIONE DAI PAESI TERZI DEI PRODOTTI DIVERSI DA QUELLI COMPRESI NELL ' ALLEGATO II DEL TRATTATO .    10 LA TARIFFA DOGANALE COMUNE COMPORTA DEI DAZI AD VALOREM NONCHE DAZI DOGANALI SPECIFICI O MINIMI A CUI TALUNE VOCI O SOTTOVOCI SONO ASSOGGETTABILI . PER QUANTO RIGUARDA I DAZI DOGANALI AD VALOREM , IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 27 GIUGNO 1968 , N . 803 , ( GU N . L 148 , PAG . 6 ) HA DETTATO UNA SERIE DI DISPOSIZIONI PER IL CALCOLO DEL VALORE IN DOGANA DELLE MERCI AL FINE DI GARANTIRE LA     DETERMINAZIONE UNIFORME DEL VALORE IN DOGANA NEGLI STATI MEMBRI , IN MODO CHE IL GRADO DI PROTEZIONE RAPPRESENTATO DALLA TARIFFA DOGANALE COMUNE SIA LO STESSO IN TUTTA LA COMUNITA E SIA COSI IMPEDITA QUALSIASI DEVIAZIONE DI TRAFFICO E DI ATTIVITA NONCHE QUALSIASI DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA CHE POTREBBERO SCATURIRE DALL ' ESISTENZA DI DISPOSIZIONI NAZIONALI DIVERGENTI , E ALTRESI AL FINE DI GARANTIRE AGLI IMPORTATORI UN TRATTAMENTO UGUALE A FRONTE DELLA RISCOSSIONE DEI DAZI STABILITI DALLA TARIFFA DOGANALE COMUNE . I DAZI SPECIFICI SONO ESPRESSI IN UC . LA REGOLA GENERALE C , N . 3 , HA PRECISATO CHE IL TASSO DI CAMBIO DA APPLICARE PER LA CONVERSIONE DELL ' UC IN VALUTA NAZIONALE E QUELLO CORRISPONDENTE ALLA PARITA DICHIARATA PER TALI MONETE PRESSO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE . IL REGOLAMENTO N . 950/68 E STATO ADOTTATO NELL ' AMBITO DEL SISTEMA DELLE PARITA FISSE VIGENTI ALL ' EPOCA , DI MODO CHE LA REGOLA GENERALE C , N . 3 , MIRAVA A GARANTIRE L ' IMPOSIZIONE UNIFORME DEI DAZI DOGANALI SPECIFICI IN TUTTI GLI STATI MEMBRI SORTENDO L ' EFFETTO , NEL CORSO DI PARECCHI ANNI , DI ASSICURARE UN ' IMPOSIZIONE SIFFATTA . TALE REGOLAMENTO HA RICHESTO INTEGRAZIONI E MODIFICHE DA PARTE DI SVARIATI REGOLAMENTI SUCCESSIVI SENZA CHE , TUTTAVIA , LA REGOLA C , N . 3 , FOSSE VARIATA .    11 COMUNQUE , IL SISTEMA DI PARITA FISSE FONDATE SUL COLLEGAMENTO CON L ' ORO CESSAVA PARZIALMENTE DI ESSERE IN CONDIZIONE DI FUNZIONARE A FAR DATA DAL 1971 . LA SUCCESSIVA EVOLUZIONE DELLA SITUAZIONE MONETARIA COMPORTAVA NOTEVOLI MODIFICHE DEI CAMBI EFFETTIVI RISPETTO ALLE PARITA UFFICIALI NELLE RELAZIONI FRA GLI STATI MEMBRI . STANDO COSI LE COSE , L ' UNITA DI CONTO IMPIEGATA NELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE VENIVA A CORRISPONDERE SEMPRE MENO ALLA REALTA ECONOMICA . PERO , SOLO VERSO IL 1974 L ' EVOLVERSI DELLA SITUAZIONE MONETARIA PORTAVA A DISPARITA NOTEVOLI E PALESEMENTE RILEVABILI IN SEDE DI APPLICAZIONE DELLE NORME DOGANALI .    12 NEL DICEMBRE 1971 , CON IL COSIDDETTO ACCORDO ' SMITHSONIANO ' , VENIVANO FISSATI TASSI CENTRALI E , CON ESSI , NUOVI PUNTI DI RIFERIMENTO . TUTTAVIA L ' AUMENTO DEI PREZZI DEI PRODOTTI PETROLIFERI NEL 1973 SCARDINAVA IL SISTEMA . BEN PRESTO VENIVANO INIZIATE LE AZIONI PER LA RIFORMA DEL SISTEMA MONETARIO NELL ' AMBITO DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE . ESSE , PERO , POTEVANO ESSERE CONDOTTE A TERMINE SOLO IL 1* APRILE 1978 . SOLO A QUEL MOMENTO ENTRAVA IN VIGORE LA MODIFICA DEGLI STATUTI DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E SOLO IN TAL MODO IL SISTEMA MONETARIO INTERNAZIONALE TROVAVA NUOVAMENTE UN PUNTO DI RIFERIMENTO E CIOE I NUOVI DIRITTI SPECIALI DI PRELIEVO .        13 DAL 1975 LA COMMISSIONE E IL CONSIGLIO PREPARAVANO IL TERRENO PER LA PROGRESSIVA INTRODUZIONE DI UNA NUOVA UNITA DI CONTO , VALE A DIRE L ' UNITA ' PANIERE ' . NELL ' OTTOBRE 1976 , LA COMMISSIONE PRESENTAVA AL CONSIGLIO UNA PROPOSTA DI REGOLAMENTO RIGUARDANTE L ' UCE . TALE PROPOSTA , BASATA IN PARTICOLARE SUGLI ARTT . 209 E 235 DEL TRATTATO , VENIVA SOTTOPOSTA ALLA CONSULTAZIONE DEL PARLAMENTO E DELLA CORTE DEI CONTI . SOLO NEL NOVEMBRE 1978 IL CONSIGLIO ADOTTAVA IL REGOLAMENTO N . 2800/78 CHE INTRODUCEVA UN NUOVO SISTEMA DI CONVERSIONE PER IL CALCOLO DEI DAZI DOGANALI SPECIFICI .    14 TRA IL 1968 E IL 1978 , IL CONSIGLIO HA ADOTTATO OGNI ANNO LA TARIFFA DOGANALE COMUNE CON TALUNE MODIFICHE DI CUI LA SOLA RELATIVA ALLA REGOLA GENERALE C , N . 3 , INTERVENUTA ALLA FINE DEL 1972 , RIGUARDAVA L ' AGGIUNTA DI UN RIFERIMENTO ALLE MONETE NAZIONALI DEI NUOVI STATI MEMBRI ALL ' ATTO DELL ' ADESIONE DELLA DANIMARCA , DELL ' IRLANDA E DEL REGNO UNITO CON EFFETTO DAL 1* GENNAIO 1973 .    15 LA QUESTIONE SOLLEVATA CONSTA DI DUE PARTI : LA PRIMA RELATIVA ALLA VALIDITA DELLA REGOLA C , N . 3 , L ' ALTRA RELATIVA ALLA SUA INTERPRETAZIONE . VA INNANZITUTTO DATA SOLUZIONE A QUESTA SECONDA PARTE IN QUANTO LA VALIDITA DELLA NORMA IN ESAME VIENE IN DISCUSSIONE SOLO NELL ' IPOTESI IN CUI VENGA RESPINTA L ' INTERPRETAZIONE PROPOSTA .   SULL ' INTERPRETAZIONE   16 IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE SE LA NORMA DI CUI TRATTASI POSSA ESSERE INTERPRETATA , ALLA LUCE DELLE CIRCOSTANZE SIN QUI ILLUSTRATE , IN MODO DA DOVERSI CONSIDERARE SOLTANTO , AL FINE DI CALCOLARE L ' IMPORTO DEI DAZI SPECIFICI NELL ' INSIEME DELLA COMUNITA , IL RAPPORTO CHE LA REGOLA C , N . 3 , HA MANTENUTO PER QUANTO CONCERNE LA MONETA PIU DEBOLE , A QUELL ' EPOCA LA LIRA ITALIANA , MENTRE NEGLI ALTRI STATI MEMBRI I DAZI SPECIFICI VERREBBERO CALCOLATI CONVERTENDO IN MONETA NAZIONALE L ' IMPORTO COSI PREVENTIVAMENTE FISSATO IN LIRE ITALIANE AL TASSO EFFETTIVO DI CAMBIO .    17 PER QUANTO SIA FONDAMENTALE , PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI E L ' INSTAURAZIONE DELL ' UNIONE DOGANALE , LA FISSAZIONE DI UNA TARIFFA DOGANALE COMUNE , COMPORTANTE ONERI UNIFORMI ALL ' INGRESSO DELLE MERCI NELLA COMUNITA INDIPENDENTEMENTE DAL LUOGO IN CUI ESSO AVVIENE , L ' INTERPRETAZIONE PROPOSTA NON E AMMISSIBILE .        18 COME RISULTA DALLA SUA STESSA FORMULAZIONE , LA REGOLA C , N . 3 , DISPONE ESPRESSAMENTE RIFERIMENTI A SEI , POI A NOVE MONETE DETERMINATE E NON PUO INTERPRETARSI NEL SENSO DI CONSENTIRE , NONDIMENO , DI ESCLUDERE TUTTI QUESTI RIFERIMENTI TRANNE QUELLO DA CUI , DI VOLTA IN VOLTA , SI RICAVA IL MINOR ONERE DOGANALE .    19 D ' ALTRO CANTO , UNA TALE INTERPRETAZIONE DELLA REGOLA C , N . 3 , TIENE ANCOR MENO CONTO , RISPETTO A QUELLA LETTERALE , DELLE FINALITA , AD UN TEMPO FISCALI ED ECONOMISCHE , DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE . L ' INTERPRETAZIONE PROPOSTA , STABILENDO L ' AMMONTARE DEI DAZI AL LIVELLO PIU BASSO , RISCHIA DI PROVOCARE RIFLESSI TOTALMENTE NEGATIVI SU DI UN CERTO NUMERO DI SETTORI ECONOMICI DELLA COMUNITA , IN QUANTO IL LIVELLO DEI DAZI E STATO CALCOLATO PARTICOLARMENTE IN FUNZIONE DI QUESTE ESIGENZE ECONOMICHE . L ' INTERPRETAZIONE PROPOSTA AVREBBE L ' EFFETTO DI DIMINUIRE IN MANIERA ECONOMICAMENTE INGIUSTIFICATA I DAZI SPECIFICI , FISSATI ORIGINARIAMENTE AD UN LIVELLO CHE ATTRIBUIVA ALLE MERCI COMUNITARIE CONCORRENTI UN CERTO GRADO DI PROTEZIONE , RIDUCENDO COSI LA TUTELA VOLUTA .    20 NE CONSEGUE CHE L ' INTERPRETAZIONE PROPOSTA NON PUO ESSERE ACCOLTA .   SULLA VALIDITA   21 A PARERE DELL ' ATTRICE , L ' INVALIDITA DELLA NORMA IN ESAME NON DERIVA AUTOMATICAMENTE DALL ' ESISTENZA DI DIVARI IN PROGRESSIVO AUMENTO FRA I TASSI DI CONVERSIONE DI CUI ALLA REGOLA C , N . 3 , E I TASSI EFFETTIVI . SI SOSTIENE CHE NON PONENDO TEMPESTIVAMENTE RIPARO AI DIVARI ACCERTATI , DA QUANDO ESSI HANNO ASSUNTO UNA DETERMINATA AMPIEZZA , IL CONSIGLIO HA VIOLATO I PRINCIPI ALLA BASE DELL ' UNIONE DOGANALE NONCHE IL PRINCIPIO GENERALE DELLA PARITA DI TRATTAMENTO .    22 NELLA FASE DI INTEGRAZIONE ATTUALE , CONSERVANDO SOSTANZIALMENTE GLI STATI MEMBRI LA LORO COMPETENZA IN MATERIA MONETARIA , IL RICORSO AL CONGEGNO DEI DAZI SPECIFICI NELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE COMPORTA INEVITABILMENTE TALUNE DIFFERENZE NELL ' INCIDENZA DEGLI ONERI DOGANALI IMPOSTI .        23 NON SI PUO ESCLUDERE CHE IL CONSIGLIO , OVE MANTENESSE DELIBERATAMENTE SITUAZIONI MONETARIE INCOMPATIBILI CON L ' UNIONE DOGANALE E CON LA PARITA DI TRATTAMENTO , VIOLEREBBE I PRINCIPI INVOCATI DALL ' ATTRICE QUALORA FOSSE CERTO CHE GLI ELEMENTI PER UNA SOLUZIONE EQUILIBRATA RIENTRASSERO NELLA SUA DISPONIBILITA .    24 DAI DATI IN POSSESSO DELLA CORTE NON RISULTA CHE UNA TALE IPOTESI SI SIA VERIFICATA DURANTE IL PERIODO 1974-78 , CARATTERIZZATO DA INCERTEZZE SUL FUTURO ANDAMENTO DELLA SITUAZIONE MONETARIA . STANDO COSI LE COSE , LE INCERTEZZE DEL CONSIGLIO IN ORDINE ALL ' ADEGUAMENTO DELLE NORME COMUNITARIE ALLA NUOVA SITUAZIONE ERANO SPIEGABILI PER LA DIFFICOLTA DI REPERIRE , ANCHE IN ALTRI SETTORI OLTRE A QUELLO DOGANALE , CRITERI CHE CONSENTISSERO LA DETERMINAZIONE DI TASSI DI CONVERSIONE AFFIDABILI .    25 VA RICORDATO CHE SONO OCCORSI CIRCA SETTE ANNI , FINO AL 1* APRILE 1978 , PER RIFORMARE IL SISTEMA MONETARIO DI BRETTON-WOODS E CHE , ALLA LUCE DELLE CLAUSOLE DEL GATT , QUALSIASI MODIFICA UNILATERALE DA PARTE DELLA COMUNITA DELLE PARITA MONETARIE DA IMPIEGARE PER LA CONVERSIONE DEI DAZI SPECIFICI , IN MANCANZA DI NUOVE PARITA FISSATE IN SENO AL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE , RISCHIEREBBE DI CREARE DIFFICOLTA CON LE CONTROPARTI COMMERCIALI DELLA COMUNITA .    26 ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA , NON SEMBRA CHE IL CONSIGLIO ABBIA VIOLATO IL TRATTATO ATTENDENDO LA CONCLUSIONE DEI NEGOZIATI IN SENO AL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE , INTERVENUTA NEL 1978 , PER MODIFICARE LA REGOLA C , N . 3 . NE CONSEGUE CHE ANCHE LA PRIMA PARTE DELLA QUESTIONE VA RISOLTA IN SENSO NEGATIVO .    27 LA QUESTIONE SOLLEVATA DAL FINANZGERICHT DI AMBURGO VA QUINDI RISOLTA NEL SENSO CHE L ' ESAME DELLA REGOLA GENERALE C , N . 3 , DI CUI ALLA PARTE I , TITOLO I , DELL ' ALLEGATO AL REGOLAMENTO 7 NOVEMBRE 1977 , N . 2500 , NON HA RIVELATO ELEMENTI TALI DA INFICIARNE LA VALIDITA E CHE LA REGOLA SUDDETTA ANDAVA APPLICATA IN MODO CHE , NEL CASO DI IMPORTAZIONE IN UNO STATO MEMBRO A MONETA FORTE , I DAZI DOGANALI ESPRESSI IN UC ANDAVANO CONVERTITI NELLA MONETA NAZIONALE DELLO STATO MEMBRO IMPORTATORE IN CONFORMITA ALLA REGOLA STESSA E IL LORO IMPORTO NON DOVEVA ESSERE LIMITATO ALLA MISURA IN CUI SAREBBE STATO RISCUOTIBILE NEL CASO DI IMPORTAZIONE NELLO STATO MEMBRO DALLA MONETA PIU DEBOLE .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  28 LE SPESE SOSTENUTE DAL CONSIGLIO DELLE COMUNITA EUROPEE E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON SONO RIPETIBILI . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO COSTITUISCE UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI PRONUNCIARSI SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNCIANDOSI SULLA QUESTIONE SOTTOPOSTALE DAL FINANZGERICHT DI AMBURGO , CON ORDINANZA 15 OTTOBRE 1980 , DICHIARA :   L ' ESAME DELLA REGOLA GENERALE C , N . 3 , DI CUI ALLA PARTE I , TITOLO I , DELL ' ALLEGATO AL REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO 7 NOVEMBRE 1977 , N . 2500 ( GU N . L 289 , PAG . 1 ), NON HA RIVELATO ELEMENTI TALI DA INFICIARNE LA VALIDITA , E LA SUDDETTA REGOLA ANDAVA APPLICATA IN MODO CHE , NEL CASO DI IMPORTAZIONE IN UNO STATO MEMBRO A MONETA FORTE , I DAZI DOGANALI ESPRESSI IN UC ANDAVANO CONVERTITI NELLA MONETA NAZIONALE DELLO STATO MEMBRO IMPORTATORE IN CONFORMITA ALLA REGOLA STESSA E IL LORO IMPORTO NON DOVEVA ESSERE LIMITATO ALLA MISURA IN CUI SAREBBE STATO RISCUOTIBILE NEL CASO DI IMPORTAZIONE NELLO STATO MEMBRO DALLA MONETA PIU DEBOLE .