CELEX: 52011PC0746
Language: it
Date: 2011-11-15
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2009/65/CE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e la direttiva 2011/61/UE sui gestori di fondi di investimento alternativi per quanto riguarda l'eccessivo affidamento ai rating del credito

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		52011PC0746
		
			Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2009/65/CE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e la direttiva 2011/61/UE sui gestori di fondi di investimento alternativi per quanto riguarda l'eccessivo affidamento ai rating del credito /* COM/2011/0746 definitivo - 2011/0360 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Il regolamento (CE) n. 1060/2009 relativo alle
agenzie di rating del credito[1],
che è entrato pienamente in applicazione il 7 dicembre 2010, impone alle
agenzie di rating del credito di rispettare norme di condotta rigorose per
attenuare possibili conflitti di interesse e garantire che i rating e il
processo di rating siano di elevata qualità e sufficiente trasparenza. Le
agenzie di rating esistenti hanno dovuto registrarsi e conformarsi ai requisiti
stabiliti dal regolamento entro il 7 settembre 2010.
L'11 maggio 2011 il suddetto regolamento è
stato modificato dal regolamento (UE) n. 513/2011[2], che affida all'Autorità
europea degli strumenti finanziari e dei mercati (AESFEM) la vigilanza
esclusiva sulle agenzie di rating registrate nell'UE in modo da centralizzarne
e semplificarne la registrazione e la vigilanza a livello europeo.
Il vigente regolamento non ha tuttavia
affrontato in misura sufficiente una serie di questioni inerenti alle attività
di rating del credito e all'uso dei rating. Una di tali questioni è il rischio
che i partecipanti ai mercati finanziari, inclusi gli organismi di investimento
collettivo in valori mobiliari (OICVM) e i fondi di investimento alternativi
(FIA)[3],
facciano eccessivo affidamento sui rating del credito.
La Commissione europea ha richiamato l'attenzione
su queste questioni ancora aperte nella sua comunicazione del 2 giugno 2010
("Regolamentare i servizi finanziari per garantire una crescita
sostenibile"[4])
e in un documento di consultazione dei servizi della Commissione del 5 novembre
2011[5], annunciando la necessità di
una revisione mirata del regolamento, che è appunto oggetto della presente
proposta.
L'8 giugno 2011 il Parlamento europeo ha
emanato una relazione di carattere non legislativo sulle agenzie di rating[6], che sostiene tra l'altro la
necessità di rafforzare il quadro di regolamentazione delle agenzie di rating
del credito e adottare misure per ridurre il rischio di un eccessivo
affidamento ai rating.
Ad una riunione informale dell'ECOFIN del 30
ottobre 2010 il Consiglio dell'Unione europea ha riconosciuto la necessità
di compiere ulteriori sforzi per affrontare una serie di questioni inerenti
alle attività di rating del credito, compresi i rischi di un eccessivo
affidamento ai rating del credito e di conflitti di interesse derivanti dal
modello di remunerazione delle agenzie di rating. Il Consiglio europeo del 23
ottobre 2011 ha deciso che occorreva procedere alla riduzione dell'affidamento
eccessivo ai rating del credito.
A livello internazionale, nell'ottobre 2010 il
Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) ha emanato principi volti a
ridurre l'affidamento delle autorità e degli enti finanziari sui rating esterni[7]. I principi chiedono di
eliminare o sostituire i riferimenti a tali rating nella legislazione laddove
siano disponibili idonei standard alternativi in materia di affidabilità
creditizia e di imporre agli investitori l'obbligo di effettuare valutazioni
proprie del merito di credito. Tali principi sono stati omologati dal vertice
del G 20 di Seoul del novembre 2010.
2.           RISULTATI DELLE
CONSULTAZIONI CON LE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
La Commissione europea ha svolto una
consultazione pubblica dal 5 novembre 2010 al 7 gennaio 2011, presentando
varie possibilità per affrontare le questioni sollevate, inclusa la questione
dell'eccessivo affidamento ai rating. La Commissione ha ricevuto circa
100 contributi dalle parti interessate, che sono stati presi in
considerazione nell'elaborazione della presente proposta. Una sintesi dei
contributi ricevuti in risposta al documento di consultazione figura al
seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/internal_market/securities/docs/agencies/summary-responses-cra-consultation-20110704_en.pdf.
Il 6 luglio si è svolta una tavola rotonda
organizzata dai servizi della Commissione per ottenere un ulteriore feedback
dai portatori di interesse. Una sintesi della tavola rotonda figura al seguente
indirizzo:
http://ec.europa.eu/internal_market/securities/docs/agencies/roundtable_en.pdf.
Per la presente proposta è stata effettuata
una valutazione d'impatto reperibile al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/internal_market/securities/agencies/index_en.htm.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
3.1.        Base giuridica
Per ridurre il rischio che i gestori degli
OICVM e dei fondi di investimento alternativi si affidino eccessivamente ai
rating del credito, occorre modificare la direttiva 2009/65/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, concernente il coordinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di taluni
organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM)[8] e la direttiva 2011/61/UE del
Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2011, sui gestori di
fondi di investimento alternativi[9].
In parallelo la Commissione presenta una proposta di regolamento che modifica
il regolamento relativo alle agenzie di rating del credito sulla base dell'articolo
114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).
Tale proposta di regolamento non sarebbe
tuttavia lo strumento giuridico appropriato per la modifica delle predette
direttive. Da un lato, infatti, tali modifiche includono disposizioni che non
sono direttamente applicabili e debbono essere recepite nell'ordinamento
nazionale. Dall'altro, la proposta di modifica delle direttive 2009/65/CE e
2011/61/UE dovrebbe essere basata piuttosto sull'articolo 53, paragrafo 1 del
TFUE, che costituisce la base giuridica delle predette direttive. La direttiva
2009/65/CE era basata sul corrispondente articolo 95 del trattato che
istituisce la Comunità europea.
È pertanto appropriato che le modifiche delle
direttive 2009/65/CE e 2011/61/UE confluiscano in una proposta di direttiva
basata sull'articolo 53, paragrafo 1 del TFUE.
3.2.        Principio di sussidiarietà e
di proporzionalità
In virtù del principio di sussidiarietà
(articolo 5, paragrafo 3, del TUE), l'Unione interviene soltanto se e in quanto
gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura
sufficiente dagli Stati membri, ma possono, a motivo della portata o degli
effetti dell'azione in questione, essere conseguiti meglio a livello di Unione.
Le agenzie di rating del credito operano a livello mondiale e sono
regolamentate a livello dell'UE. I rating emessi da un'agenzia di rating del
credito avente sede in uno Stato membro sono utilizzati e considerati
affidabili dai partecipanti al mercato di tutta l'UE. Analogamente, la
legislazione dell'UE prevede un quadro di regolamentazione prudenziale per i
fondi di investimento, che siano OICVM o fondi di investimento alternativi, che
consente ai fondi autorizzati di operare in tutta la UE. I fallimenti e la
mancanza di un quadro di regolamentazione in uno Stato membro specifico
potrebbero influire negativamente sui partecipanti al mercato e i mercati
finanziari di tutta l'UE. Per proteggere gli investitori e i mercati da
possibili carenze, sono pertanto necessarie norme solide applicabili in tutta l'UE.
Pertanto, il modo migliore per ridurre l'eccessivo affidamento ai rating del
credito da parte di OICVM e fondi di investimento alternativi è adottare
provvedimenti a livello dell'UE.
Le modifiche proposte sono inoltre
proporzionate, come richiesto dall'articolo 5, paragrafo 4 del TUE, e non vanno
oltre quanto necessario per raggiungere gli obiettivi perseguiti. Le disposizioni
sulla riduzione dell'affidamento ai rating del credito sono integrate nell'obbligo
generale fatto alle società di gestione e di investimento (per quanto riguarda
gli OICVM) e ai gestori dei fondi di investimento alternativi di
utilizzare processi o sistemi di gestione del rischio. Le disposizioni proposte
sono molto simili a quelle proposte di recente dalla Commissione per gli enti
creditizi[10].
La presente proposta integra la proposta della
Commissione, presentata in parallelo, per un regolamento di modifica del
regolamento relativo alle agenzie di rating del credito, che contiene altre
disposizioni riguardanti tra l'altro la riduzione dell'eccessivo affidamento ai
rating del credito da parte dei partecipanti al mercato. Oltre a fissare questo
principio generale di evitare un affidamento eccessivo ai rating, la proposta
di modifica del regolamento relativo alle agenzie di rating prevede alcune misure
che dovrebbero agevolare il raggiungimento di tale obiettivo da parte degli
investitori. Essa stabilisce infatti che gli investitori dovrebbero essere in
grado di avere accesso ad informazioni aggiuntive comunicate al mercato dalle
agenzie di rating del credito e dagli emittenti di strumenti finanziari
strutturati. Le agenzie di rating del credito dovrebbero comunicare
informazioni sulle loro metodologie di rating e sulle ipotesi sottostanti, su
eventuali modifiche di tali metodologie nonché informazioni specifiche su
taluni tipi di rating del credito, ad esempio i rating del debito sovrano.
Grazie all'indice europeo di rating (EURIX), che verrà gestito dall'AESFEM e
incorporerà scale di rating armonizzate, gli investitori dovrebbero inoltre
poter comparare facilmente i rating emessi. Gli emittenti di strumenti
finanziari strutturati dovrebbero fornire al mercato maggiori informazioni sui
loro prodotti, comprese informazioni sulla qualità creditizia e la performance
delle singole attività sottostanti dello strumento finanziario strutturato, la
struttura dell'operazione di cartolarizzazione, i flussi di cassa o eventuali
garanzie reali a sostegno dell'esposizione inerente a cartolarizzazione. Queste
informazioni aggiuntive dovrebbero consentire ad investitori come OICVM e fondi
di investimento alternativi di fare le proprie valutazioni del merito di
credito degli strumenti ed in particolare degli strumenti finanziari
strutturati in cui investono, senza affidarsi sistematicamente e meccanicamente
alle agenzie di rating del credito.
3.3.        Illustrazione della proposta
3.3.1.     Modifica della direttiva
2009/65/CE sugli OICVM
La direttiva 2009/65/CE prevede la
regolamentazione degli OICVM a livello dell'UE. Gli OICVM che soddisfano
talune condizioni possono pertanto operare in tutta l'Unione. L'articolo 51
della direttiva stabilisce alcuni requisiti prudenziali per quanto riguarda la
gestione del rischio e prevede in particolare che una società di gestione o di
investimento che gestisce OICVM utilizzi una procedura di gestione dei rischi
che le consenta di controllare e di valutare in ogni momento il rischio delle
posizioni e il contributo di queste al profilo di rischio generale del
portafoglio. Alla Commissione è stato conferito il potere di specificare
tramite atti delegati i criteri per valutare l'adeguatezza del processo di
gestione del rischio utilizzato dai gestori degli OICVM.
L'articolo 1 della proposta modifica l'articolo
51 della direttiva 2009/65/CE per quanto riguarda il processo di gestione del
rischio:
–                        
il punto 1) impone alla società di gestione o
investimento di non affidarsi esclusivamente o meccanicamente a rating esterni
per valutare il merito di credito delle attività degli OICVM. I rating esterni
possono essere utilizzati come uno dei fattori di questo processo, ma non
possono essere quelli prevalenti;
–                        
il punto 2) propone modifiche corrispondenti in
ordine agli attuali poteri della Commissione di adottare atti delegati al fine
di specificare le disposizioni dell'articolo 51, paragrafo 1 della direttiva
2009/65/CE.
3.3.2.     Modifica della direttiva
2011/61/UE sui gestori di fondi di investimento alternativi
Parallelamente, la direttiva 2011/61/UE
prevede la regolamentazione dei gestori dei fondi di investimento alternativi a
livello dell'UE. I fondi di investimento alternativi che soddisfano talune
condizioni possono pertanto operare in tutta l'Unione. L'articolo 15 della
direttiva 2011/61/UE stabilisce alcuni requisiti prudenziali per quanto
riguarda la gestione del rischio e impone in particolare ai gestori di fondi di
investimento alternativi di organizzare sistemi appropriati di gestione del
rischio per individuare, misurare, gestire e monitorare in modo adeguato tutti
i rischi inerenti ad ogni strategia di investimento del fondo di investimento
alternativo e ai quali ogni fondo di investimento alternativo è esposto o può
essere esposto. Alla Commissione è stato conferito il potere di specificare
tramite atti delegati i sistemi di gestione del rischio che debbono essere
utilizzati dai gestori di fondi di investimento alternativi in relazione ai
rischi cui si espongono per conto del fondo di investimento alternativo da essi
gestito.
L'articolo 2 della proposta modifica l'articolo
15 della direttiva 2011/61/UE per quanto riguarda i sistemi di gestione del rischio:
–                        
il punto 1) impone al gestore del fondo di
investimento alternativo di non affidarsi esclusivamente o meccanicamente a
rating esterni per valutare il merito di credito delle attività del fondo di
investimento alternativo. I rating esterni possono essere utilizzati come uno
dei fattori di questo processo, ma non possono essere quelli prevalenti;
–                        
il punto 2) propone modifiche corrispondenti in
ordine agli attuali poteri della Commissione di adottare atti delegati al fine
di specificare le disposizioni dell'articolo 15, paragrafo 1 della direttiva
2011/61/UE.
3.3.3.     Attuazione
La proposta prevede un periodo di 12 mesi per
l'attuazione.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La proposta della Commissione non ha incidenza
sul bilancio dell'Unione europea.
2011/0360 (COD)
Proposta di
DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
che modifica la direttiva 2009/65/CE
concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed
amministrative in materia di taluni organismi d'investimento collettivo in valori
mobiliari (OICVM) e la direttiva 2011/61/UE sui gestori di fondi di
investimento alternativi per quanto riguarda l'eccessivo affidamento ai rating
del credito
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 53, paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere della Banca centrale europea[11],
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[12],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
La direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio[13]
prevede la regolamentazione a livello dell'Unione degli organismi d'investimento
collettivo in valori mobiliari (OICVM). Analogamente, la direttiva 2011/61/UE
del Parlamento europeo e del Consiglio[14]
prevede la regolamentazione dei gestori dei fondi di investimento alternativi a
livello dell'UE. Entrambe le direttive stabiliscono requisiti prudenziali in
materia di gestione del rischio rispettivamente da parte delle società di
gestione o di investimento che gestiscono OICVM e dei gestori dei fondi di
investimento alternativi.
(2)              
Una conseguenza della crisi finanziaria è che gli
investitori, compresi gli OICVM e i fondi di investimento alternativi, quando
investono in strumenti del debito si affidano eccessivamente ai rating del
credito, spesso omettendo di valutare loro stessi il merito di credito degli
emittenti di tali strumenti del debito. Per migliorare la qualità degli
investimenti realizzati dagli OICVM e dai fondi di investimento alternativi e
proteggere così coloro che investono in tali fondi, è opportuno imporre alle
persone che li gestiscono di non affidarsi esclusivamente ed automaticamente ai
rating esterni ai fini della valutazione del rischio insito negli investimenti
realizzati dagli OICVM e dai fondi di investimento alternativi da loro gestiti.
È pertanto necessario che il principio generale di non affidarsi eccessivamente
ai rating esterni sia integrato nei processi e sistemi di gestione del rischio
dei gestori degli OICVM e dei fondi di investimento alternativi e adattato alle
loro specificità.
(3)              
Per specificare ulteriormente il principio generale
di evitare l'affidamento eccessivo ai rating esterni che dovrebbe essere
introdotto nelle direttive 2009/65/CE e 2011/61/UE, occorre delegare alla
Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare per garantire
che ai gestori di OICVM e fondi di investimento alternativi sia effettivamente
impedito di affidarsi eccessivamente ai rating esterni per valutare il merito
di credito delle attività detenute dagli OICVM o dai fondi di investimento
alternativi. Sotto questo profilo è opportuno modificare i poteri conferiti da
tali direttive alla Commissione di adottare atti delegati in ordine alle
disposizioni generali riguardanti i processi e sistemi di gestione del rischio
utilizzati dai gestori degli OICVM e dei fondi di investimento alternativi. È
di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione
svolga adeguate consultazioni, anche presso esperti.
(4)              
È indispensabile che le misure in questione siano
complementari alle altre disposizioni pertinenti del regolamento (UE) n.
1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009,
relativo alle agenzie di rating del credito[15]
come modificato dal regolamento (UE) n. [xxx/xxxx] del Parlamento
europeo e del Consiglio del [xxx xxx xxxx] che modifica il regolamento (UE) n.
1060/2009[16].
Tali disposizioni stabiliscono l'obiettivo generale di ridurre l'affidamento
eccessivo da parte degli investitori ai rating esterni e dovrebbero agevolare il
raggiungimento di tali obiettivi.
(5)              
Poiché gli obiettivi della presente direttiva, in
particolare contribuire a far sì che, quando investono, gli OICVM e i fondi di
investimento alternativi non si affidino eccessivamente a rating esterni, non
possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e possono
dunque, a causa della struttura e dell'impatto pan-UE delle attività degli
OICVM, dei fondi di investimento alternativi e delle agenzie di rating del
credito, essere realizzati meglio a livello dell'Unione europea, l'Unione
europea può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo
5 del trattato sull'Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è
necessario per conseguire tali obiettivi, in ottemperanza al principio di
proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(6)              
Le direttive 2009/65/CE e 2011/61/UE dovrebbero
pertanto essere modificate di conseguenza,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Articolo 1
Modifiche della direttiva 2009/65/CE
Il testo dell'articolo 51 della direttiva
2009/65/CE è così modificato:
(1)          Al paragrafo 1, il primo comma è
sostituito dal seguente:
"Una società di gestione o di investimento
utilizza una procedura di gestione del rischio che le consenta di controllare e
di valutare in ogni momento il rischio delle posizioni e il contributo di
queste al profilo di rischio generale del portafoglio. In particolare, essa non
si affida esclusivamente o meccanicamente a rating esterni per valutare il
merito di credito delle attività degli OICVM.";
(2)          al paragrafo 4, la lettera a) è
sostituita dalla seguente:
"a)     criteri per valutare l'adeguatezza
della procedura di gestione dei rischi utilizzata dalla società di gestione ai
sensi del paragrafo 1, primo comma. Tali criteri garantiscono che alla
società di gestione sia impedito di affidarsi esclusivamente o meccanicamente a
rating esterni per valutare il merito di credito delle attività degli OICVM;".
Articolo 2
Modifiche della direttiva 2011/61/UE
L'articolo 15 della direttiva 2011/61/UE è
così modificato: 
(1)          Al paragrafo 2, il primo comma è
sostituito dal seguente:
"I GEFIA organizzano sistemi appropriati di
gestione del rischio per individuare, misurare, gestire e monitorare in modo
adeguato tutti i rischi inerenti ad ogni strategia di investimento del FIA e ai
quali ogni FIA è esposto o può essere esposto. In particolare, i GEFIA non si
affidano esclusivamente o meccanicamente a rating esterni per valutare il
merito di credito delle attività dei FIA.";
(2)          al paragrafo 5, la lettera a) è
sostituita dalla seguente:
"a)     i sistemi di gestione del rischio
che i GEFIA devono utilizzare in relazione ai rischi ai quali sono esposti per
conto dei FIA che gestiscono. Tali sistemi di gestione del rischio impediscono
ai GEFIA di affidarsi esclusivamente o meccanicamente a rating esterni per
valutare il merito di credito delle attività dei FIA;".
Articolo 3
Attuazione
1.           Gli Stati membri adottano le
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
conformarsi alla presente direttiva entro il XX XXXX [12 mesi dall'entrata in
vigore della presente direttiva]. Essi comunicano immediatamente alla
Commissione il testo di tali disposizioni, nonché una tavola di concordanza tra
queste disposizioni e quelle della presente direttiva.
Quando gli Stati membri adottano tali
disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le
modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.           Gli Stati membri comunicano
alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che
essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
Articolo 4
Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Articolo 5
Destinatari
Gli Stati
membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles,
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
[1]               Regolamento (CE) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 16 settembre 2009, relativo alle agenzie di rating del
credito, GU L 302 del 17.11.2009.
[2]               Regolamento (UE) n. 513/2011 del Parlamento europeo
e del Consiglio, dell'11 maggio 2011, recante modifica del
regolamento (CE) n. 1060/2009 relativo alle agenzie di rating del credito,
GU L 145 del 31.5.2011.
[3]               L'eccessivo affidamento sui rating esterni si verifica
quando gli enti finanziari e gli investitori istituzionali si affidano
esclusivamente o meccanicamente ai rating emessi dalle agenzie di rating del
credito, trascurando la diligenza dovuta e gli obblighi interni di gestione dei
rischi. L'eccessivo affidamento sui rating del credito può condurre a
comportamenti imitativi degli operatori finanziari, ad esempio la vendita
parallela di uno strumento di debito dopo che detto strumento è stato
declassato in una categoria inferiore a investment grade, il che può
influenzare la stabilità finanziaria, in particolare quando le poche grandi
agenzie di rating emettono collettivamente valutazioni errate.
[4]               COM(2010) 301 definitivo.
[5]               Cfr.
http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2010/cra_en.htm.
[6]               http://www.europarl.europa.eu/oeil/FindByProcnum.do?lang=en&procnum=INI/2010/2302.
[7]               http://www.financialstabilityboard.org/publications/r_101027.pdf.
[8]               GU L 302 del 17.11.2009, pag. 32.
[9]               GU L 174 dell'1.7.2011, pag. 1.
[10]             Proposta della Commissione del 20 luglio 2011 per una
direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'accesso all'attività
degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale degli enti creditizi e delle
imprese di investimento e che modifica la direttiva 2002/87/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio relativa alla vigilanza supplementare sugli enti
creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento
appartenenti ad un conglomerato finanziario, COM(2011) 453 definitivo.
Cfr. articolo 77, lettera b).
[11]             GU C [...] del [...], pag.
[12]             GU C [...] del [...], pag.
[13]             GU L 302 del 17.11.2009, pag. 32.
[14]             GU L 174 dell'1.7.2011, pag. 1.
[15]             GU L 302 del 17.11.2009, pag. 1.
[16]             GU L [...] del [...], pag. [...].