CELEX: 51970PC0122
Language: it
Date: 1970-02-06
Title: Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo a disposizioni complementari in materia di organizzazione comune del mercato vitivinicolo (presentato dalla Commissione al Consiglio in virtù dell'articolo 149, secondo comma CEE)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (70) 122
Vol. 1970/0022
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---    COMMISSÏONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                          COM(70)122 def.
                                          Bruxelles , il 6 febbraio 1970
                             Proposta modificata di
                           REGOLAMENTO PEL CONSIGLIO
                    relativo a disposizioni complementari
        in materia di organizzazione comune del mercato vitivinicolo
            ( presentato dalla Commissione al Consiglio in virtù
                    dell' articolo 149 » secondo comma CEE )
/
  C0M(70) 122 def .
 ---pagebreak---                                     -I-
                                  Relazione
      Il 28 giugno 1967 » la Commissione ha presentato al Consiglio una
proposta di regolamento relativo a disposizioni complementari in materia
di organizzazione comune del mercato vitivinicolo ( doc . COIl(67 ) 289 def« ),
      Il 17 aprile 1969 » la Commissione ha completato la proposta con un
documento presentato al Consiglio in applicazione dell' articolo 149 * se­
condo comma, del Trattato della CEE ( doc , COM(69 ) 198 d.ef«) e
      Gli scambi di opinioni che hanno avuto luogo in sede di Consiglio
in merito a tali testi hanno indotto la Commissione a presentargli un
progetto di risoluzione ( doc » SEC(69 ) 3267 def«, del 24 settembre 1969 )
destinato a definire le principali opzioni da adottare e a stabilire un
calendario .
      In seguito alle sessioni del 19-22 dicembre 1969 e 19-20 gennaio 1970 ,
il Consiglio ha convenuto :
- di adottare tutte le disposizioni necessarie anteriormente al 28 feb­
  braio 1970 al fine di consentirne l' entrata in vigore il 1° aprile 1970 ,
  in base al progetto di risoluzione ( della Commissione ) discusso , com­
  pletato e modificato nel corso della seduta ;
- di liberalizzare gli scambi intracornunitari a decorrere dal 1® apri­
  le 1970 , con la riserva di una clausola di salvaguardia di cui potranno
  avvalersi in alcune condizioni gli Stati membri produttori »
      In seguito all' accordo cosi' raggiunto , nonché agli orientamenti che
ha consentito di definire , unitamente ai pareri espressi dal Comitato
Economico e Sociale e dalla Commissione dell' Agricoltura del Parlamento
Europeo , si è proceduto a una modifica delle proposte presentate dalla
Commissione , rispettivamente nei mesi di giugno 1967 e aprile 1969 *
 ---pagebreak---                         -II "
       Il nuovo testo che forma oggetto del documento allegato non ^iv- .. ~c.
notevolmente dalle concezioni iniziali che sono state in gran parte prese
in considerazione dal Consiglio ,                   -
       Le modifiche più notevoli sono volte a precisare il regime degli' im­
pianti , introducendo al tempo stesso una modifica della funzione della di­
stillazione come misura d' intervento per il sostegno del mercato#
       A causa delle scadenze che il Consiglio ha previsto per l' adozione
e l' entrata in vigore del testo in oggetto , si chiede alla Commissione
di adottarlo mediante procedura scritta accelerata, ■
 ---pagebreak---                                       Articolo 1
1»       L' organizzazione comune dei mercati nel settore vitivinicolo comprende
un regime dei prezzi é degli interventi , un regime degli scambi con i paesi
terzi e norme comuni di produzione .              f
2.       Essa riguarda i prodotti seguenti :
   N° délia tariffa doganale comune                 Designazione delle merci
a)        22.04                             Mosti di uve parzialmente fermentati ,
                                            anche muti zzati con metodi diversi
                                            dall' aggiunta di alcole
          22.05                             Vini di uve fresche ; mosti di uve
                                            fresche mutizzati con aloole (mistel­
                                            le )
h)        08.04 A II                        Uve fresche , escluse le uve da tavola
     ex 20.07                               Succhi di uve ( compresi i mosti d' uva)
                                            senza aggiunta di alcole , aventi te­
                                            nore , in peso , di zuccheri addizionati
                                            uguale o inferiore al 30$
     ex 22.10                               Aceti commestibili di vino
          23.05                             Fecce di vino ; tartaro greggio
     ex 23.06 A                             Vinaccia
3.       Essa riguarda, sotto l' aspetto delle norme comuni di produzione , i
seguenti prodotti :
     ex 20.07                               Succhi di uve ( compresi i mosti d' uva )
                                            senza aggiunta di alcole , aventi te­
                                            nore , in peso , di zucoheri addiziona­
                                            ti superiore al 30$
4.   . . Le. ,.definizioni delle gradazioni alcolometriche , dell' uva fresca,
del mosto d' uva, del mosto d' uva concentrato , del mosto d' uva parzialmente
fermentato , del succo d' uva, del succo d' uva concentrato , del vino , del
vino nuovo ancora in, fermentazione , del vino atto a diventare vino da pasto ,
del vino da pasto , della mistella , del vino liquoroso , del vino spumante ,
del vino spumante gassificato , del vino frizzante , del vino frizzante
 ---pagebreak---                                       ?• 2 *•
gassificato , dell' aceto di vino , delle fecce di vino , del tartaro greggio
e della vinaccia figurano nell' allegato I.
        Pino alla data d' applicazione della regolamentazione prevista dall' ar­
ticolo 4 del regolamento n» 24 , sono vini di qualità prodotti in regioni
determinate - in appresso denominati v.q.p.r.d, - i vini elencati nell' ar­
ticolo 3 della decisione del Consiglio , del 4 aprile 1962 , relativo alla
fissazione dei contingenti che la Repubblica federale di Germania , la Repub­
blica francese e la Repubblica italiana devono aprire per l' importazione 4
di vini ( l )«                                                                   •
                                                                    • • •/• • •'
( l ) G.U.C.E. n« 30 del 20 aprile 1962, pagina 1002/ 62 .
 ---pagebreak---                                     TITOLO I  '
                      Regime dei prezzi e degli interventi
                                   Articolo 2
la     Ogni anno viene fissato , anteriormente al 1° agosto , un prezzo di
orientamento per ciascuno dei tipi di vino da pasto che per il loro volume
e le loro caratteristiche , sono i più rappresentativi della produzione
comunitaria .
       Tale prezzo di orientamento è espresso , secondo il tipo di vino , in
unità di conto per grado/hl , o in unità di conto per ettolitro#
       Fissato alla fase della produzione , esso è valido dal 15 dicembre
dell' anno nel quale è statò fissato fino al 14 dicembre dell' anno successivo .
2.     Per ciascun tipo di vino il prezzo di orientamento viene fissato
sulla "base della media dei corsi per esso constatati nelle due campagne
precedenti la data di fissazione del prezzo di orientamento , nonché del­
l' evoluzione dei prezzi della campagna in corso .
       I corsi sono rilevati alla produzione sui mercati situati nelle zone
viticole della Comunità sui quali è commercializzata una parte notevole
della produzione di vino da pasto dell© zone considerate .
3»     I prezzi di orientamento e i.tipi di vino ai quali si applicano ven­
gono determinati secondo la procedura prevista dall' articolo 43 , paragra­
fo 2 , del Trattato .
                                                                    • • •/ * •
 ---pagebreak---                                    Articolo 3
1# ' Il Consiglio , che delibera su proposta della Commissione secondo la
procedura di voto di cui all' articolo 43 » paragrafo 2 , del Trattato , fissa
ogni anno , anteriormente al 15 dicembre un prezzo limite determinante per
l' applicazione del meccanismo degli . interventi - in appresso denominato
"prezzo limite per l' intervento " - per ciascun tipo di vino per il quale
è fissato un prezzo d' orientamento .
       Tale px-ezzo limite per l' intervento non può' essere inferiore al      ,
      né superiore al 90$ del prezzo d' orientamento del tipo di vino di cui
trattasi . Il livello di tale prezzo limite per l' intervento è determinato
tenendo conto :
a ) della situazione del mercato , e in particolare dell' ampiezza delle flut­
    tuazioni dei corsi ;
b ) della necessità di assicurare la stabilizzazione dei corsi sui mercati ,
    senza peraltro provocare la formazione di eccedenze strutturali nella
    Comunità ;
c ) della qualità del racoolto ;
d) dei dati del bilancio di previsione di cui all' articolo 3 del regola­
    mento n, 24 »
2,     I prezzi limite per l' intervento vengono fissati alla . stessa fase e
sono validi per lo stesso periodo dei prezzi di orientamento .
                                                                         «/ • • •
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                                  Articolo 4
1«     Per ciascun "tipo di vino per il quale è fissato un prezzo di orienta­
mento , la Commissione fissa ogni settimana, fondandosi su tutte le informa­
zioni di cui dispone , un prezzo medio alla produzione per ciascun centro
di commercializzazione del tipo di vino di cui trattasi .
2.     Gli Stati membri   comunicano alla Commissione tutti i dati utili per
la fissazione dei prezzi medi e , in particolare , quando esistono mercati
rappresentativi , i corsi alla produzione constatati su tali mercati per
ciascun tipo di vino ,
3*     Le modalità di applicazione del presente articolo e , in particolare ,
l' elenco dei centri di commercializzazione e dei mercati rappresentativi ,
nonché i metodi di rilevazione dei corsi vengono stabiliti secondo la pro­
cedura prevista dall' articolo 7 elei regolamento n» 24«
                                                                  • • •/• • •
 ---pagebreak---                                   Articolo 5
1,     Degli aiuti al magazzinaggio privato sono concessi per vini da pasto
da determinare , qualora, per una campagna , dai dati del bilancio di previ­
sione risulti che , tenendo conto delle importazioni e delle esportazioni
prevedibili , nonché delle giacenze, di vino esistenti all' inizio della cam­
pagna , le disponibilità superano i fabbisogni prevedibili di oltre un terzo »
2,     Degli aiuti al magazzinaggio privato sono altresì' concessi per un
determinato tipo di vino , qualora, durante il periodo del 1° dicembre di
un anno al 31 ottobre dell' anno successivo , il prezzo medio di dotto tipo
di vino rimanga per due settimane consecutive inferiore al prezzo limite
per l' intervento e fino a quando , in tutti i centri di commercializzazione ,
il prezzo medio di detto tipo di vino non ammonta per due settimane consecu­
tive a un livello uguale o superiore al prezzo limite per l' intervento .
       Qualora la situazione del mercato lo esiga , si può' decidere di esten­
dere la concessione degli aiuti a vini da pasto diversi da quello per il
quale il prezzo medio rimane per due settimane consecutive inferiore al
prezzo limite per l' intervento »
3»     Il ricorso alle disposizioni del paragrafo 2 è sospeso per tutto il
periodo di tempo in cui sono applicate le disposizioni del paragrafo 1 .
4»     La concessione degli aiuti al magazzinaggio privato è subordinata la
conclusione di contratti di magazzinaggio »
       Nel caso di cui al paragrafo 1 , i contratti sono validi per un perio­
do minimo di nove mesi . Tali contratti - in appresso denominati "a lungo
termine " - possono essere conclusi solo durante il periodo dal 1° dicembre
al 31 gennaio di una medesima campagna.
       Nel caso di cui al paragrafo 2 , i contratti sono validi per un perio­
do di tre mesi . Sono denominati in appresso "a breve termine "»
5»     Nel caso di cui al paragrafo 1 , la concessione degli aiuti è decisa
secondo la procedura di cui all' articolo 7 del regolamento n, 24» Secondo
la stessa procedura, qualora lo giustifichi l' evoluzione della situazione
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del mercato , e decisa la sospensione della conclusione dei contratti a lungo
termine prima del 31 gennaio »
6,     Nel caso di cui al paragrafo 2 , primo capoverso , la Commissione consta*
ta l' opportunità di concedere degli aiuti o sospendere la conclusione dei
contratti a breve termine#
       La decisione di cui al paragrafo 2 , secondo capoverso , è prevista se­
condo la procedura di cui all' articolo 7 del regolamento n» 24»
                                                                   > • #/ • • •
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                                   Articolo 6
1.    Non appena ha inizio l' applicazione delle misure di aiuto al magazzi­
naggio privato , gli organismi d' intervento designati dagli Stati membri con­
cludono , con i produttori che ne fanno richiesta , tua contratto di magazzinag­
gio per i vini interessati da tali misure .
2.    La conclusione dei contratti di magazzinaggio è subordinata ad alcune
condizioni relative , in particolare , alla qualità del vino immagazzinato .
      Può' essere previsto che i contratti di magazzinaggio prevedano la
sospensione del versamento dell' aiuto e degli obblighi corrispondenti del
produttore per tutta o una parte dei quantitativi immagazzinati quando , per
un tipo di vino da pasto , i prezzi medi comunitari superano il prezzo d' orien­
tamento di detto tipo di vino da paste di una percentuale da determinare »
3.    L' ammontare dell' aiuto può' coprire solo le spese tecniche di magazzi­
naggio e gli interessi stabiliti forfettariamente ,»
4»    Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite
secondo la procedura di cui all' articolo 7 del regolamento n« 24 »
                                                                    • • •/ • • •
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                                   Articoîo 7
 1,      Qualora la concessione degli aiuti al magazzinaggio privato rischi di
 essere insufficiente per garantire l' equilibrio dei mercati , il Consiglio ,
 che delibera su proposta della Commissione secondo la procedura di voto di
 cui all' articolo 43 » paragrafo 2 , del Trattato può' decidere l' applicazione
 di misure per la distillazione dei vini da pasto . Tali misure possono dar
 luogo alla produzione di alcole o di acquavite .
         In applicazione di tale decisione , gli organismi d' intervento designa­
 ti dagli Stati membri s
 - acquistano l' alcole proveniente dalla distillazione dei vini di cui al
    paragrafo 1 e consegnati volontariamente alla distilleria dai produttori ;
 - concedono un premio di distillazione per i vini da pasto consegnati volon­
    tariamente alla distilleria dai produttori e utilizzati per la fabbrica­
    zione di acquavite ; tale premio viene concesso qualunque sia il luogo ,
1 nella Comunità , in cui viene effettuata la distillazione ,
 2,      La decisione di cui al paragrafo precedente fissa le condizioni in cui
 possono essere applicate le misure di distillazione .
         Tali condizioni che possono eventualmente essere differenziate secondo
 le regioni di produzione vertono in particolare sul prezzo di acquisto del­
 l' alcole ottenuto , sull' ammontare del premio di distillazione , nonché sul
 prezzo minimo del vino da pasto distillato .
         In caso di distillazione di vino da pasto che ha formato oggetto di
 magazzinaggio a lungo termino e purché sia ancora leale e mercantile , il
  prezzo minimo d' acquisto di tale vino da pasto non potrà essere inferiore
  al prezzo limite per l' intervento applicabile al tipo di vino da pasto al
  quale appartiene e fissato per la campagna durante la quale è stato con­
  cluso il contratto di magazzinaggio a lungo termine di cui ha formato
  oggetto .
                                                                        • • •/• • •
 ---pagebreak---                                    TITOLO II
                     Regime degli scambi con 1 paesi terzi
                                  Articolo 8
1.    Ogni importazione nella Comunità dei prodotti di cui all' articolo 1 ,
paragrafo 2 , è subordinata alla presentazione di un titolo d' importazione »
Ogni esportazione fuori della Comunità di detti prodotti può' essere subor­
dinata alla presentazione di un titolo d' esportazione »
2»    Gli Stati membri rilasciano il titolo a ogni interessato che ne faccia
richiesta , qualunque sia il suo luogo di residenza nella Comunità »
      Tale titolo è valido per un' operazione effettuata nella Comunità , a
decorrere da una data che dovrà essere fissata dal Consiglio , che delibera
su proposta della Commissione secondo la procedura di voto di cui all' arti­
colo 43 | paragrafo 2 , del Trattato , e al più tardi a decorrere dal 1° lu­
glio 1970 »
      Pino a tali date , il titolo è valido solo per un' operazione effettuata
nello Stato membro che lo ha rilasciato »
      Il rilascio di tali titoli è subordinato alla costituzione di un de­
posito cauzionale che garantisce l' impegno di importare o di esportare du­
rante la durata di validità del titolo e che rimane acquisito , totalmente
                                                                          4.
o in parte , se l' operazione non ha luogo entro tale termine o se ha luogo
solo in parte .
3»    L' elenco dei prodotti per i quali sono richiesti dei titoli d' espór-
tazione è determinato secondo la procedura di cui all' articolo 7 del rego­
lamento n . 24 »
      La durata di validità dei titoli e le altre modalità di applicazione
del presente articolo sono determinate secondo la stessa procedura»
 ---pagebreak---                                     - 10 -                  2- : •*"' 9 ''
                                  Articolo 9
1»     Ogni anno , anteriormente al 15 dicembre , è fissato un prezzo di rife­
rimento per ciascuno dei tipi di vino da pasto di cui all' articolo 2 . Tali
prezzi , espressi in U.C. per grado/hl o' in U.C. per hi sono stabiliti sulla
base dei rispettivi prezzi d' orientamento , maggiorati delle spese determina­
te dal loro collocamento nella stessa fase di commercializzazione dei vini
importati .
       Possono essere inoltre fissati dei prezzi di riferimento per vini
destinati ad utilizzazioni particolari .
       I prezzi di riferimento sono validi dal 15 dicembre dell' anno durante
il quale sono stati fissati fino al 14 dicembre dell' anno successivo .
2.     Per ciascun tipo di vino per il quale è fissato un prezzo di riferi­
mento , è calcolato , in base a tutti i dati disponibili , un prezzo d' offerta
franco frontiera per tutte le importazioni in provenienza dai paesi terzi .
       Se le esportazioni di uno o più paesi terzi hanno luogo a prezzi nor­
malmente bassi , inferiori ai prezzi praticati , dagli altri paesi terzi , è
stabilito per le esportazioni di detti paesi un secondo prezzo d' offerta
franco frontiera.
3.     Qualora il prezzo d' offerta franco frontiera all' importazione di un
vino , maggiorato dei dazi doganali , sia inferiore al prezzo di riferimento
concernente il tipo di vino al quale corrisponde , è riscossa all' importa­
zione di vini di tale tipo e dei vini assimilati una tassa di compensazione
uguale alla differenza tra il prezzo di riferimento e il prezzo d' offerta
maggiorato .
       Tuttavia , la tassa non è riscossa nei confronti dei paesi terzi che
siano disposti a garantire , e siano in grado di farlo , che il prezzo prati­
cato all' importazione dei prodotti originari e in provenienza dal loro ter­
ritorio non sarà inferiore al prezzo di riferimento diminuito dei dazi do­
ganali e che sarà evitata qualsiasi deviazione di traffico .
                                                                           • • •/ •
 ---pagebreak---       La tassa può altresì' non essere riscossa totalmente o in parte all' im­
portazione di alcuni vini dì qualità prodotti nei paesi terzi .
4»    Quando è fissata una tassa all' importazione di vino , può essere fissata
una tassa all' importazione degli altri prodotti di cui all' articolo 1 , para­
grafo 2 , applicando un coefficiente stabilito in funzione del rapporto esi­
stente tra i prezzi medi del vino e di tali prodotti sul mercato della Comunità.
5»    Il Consiglio , che delibera su proposta della Commissione secondo la
procedura di cui all' articolo 43 , paragrafo 2 , del Trattato , adotta le norme
generali del presente articolo .
      Le modalità d' applicazione del presente articolo e in particolare i
prezzi di riferimento sono stabiliti secondo la procedura dell' articolo 7
del regolamento n. 24»
 ---pagebreak---                                     - 12 -
                                Articolo 10
1.    Nella misura necessaria per consentire un' esportazione economicamente
rilevante dei prodotti di cui all' articolo 1 , paragrafo 2 , in base ai
prezzi per tali prodotti praticati iiel commercio internazionale , la dif­
ferenza tra tali prezzi e quelli praticati nella Comunità può' essere coperta
da una restituzione all' esportazione .
2.    La restituzione è la stessa per tutta la Comunità . Può' essere dif­
ferenziata secondo le destinazioni .
      La restituzione è concessa a richiesta dell' interessato .
3.    Il Consiglio , che delibera su proposta della Commissione secondo la
procedura di voto di cui all' articolo 43 » paragrafo 2 , del Trattato , adot­
ta le norme generali per la concessione delle restituzioni all' esportazione
e i criteri di fissazione del loro importo .
4»    Le modalità di applicazione del presente articolo vengono stabilite
secondo la procedura prevista dall' articolo 7 del regolamento n . 24 » La
fissazione delle restituzioni ha luogo periodicamente secondo la stessa
procedura .
5»     In caso di necessità , la Commissione può' modificare , nel frattempo ,
le restituzioni , a richiesta di lino Stato membro 0 di propria iniziativa .
                                                                  • • • /• •
 ---pagebreak---                                     - 13 -
                                Articolo 11
                                                              I
       Nella misura necessaria per il buon funzionamento dell' organizzazione
comune del mercato vitivinicolo , il Consiglio , che delibera su proposta del­
la Commissione secondo la procedura di voto di cui all' articolo 43 , para--
grafo 2 , del Trattato , può 1 escludere del tutto o in parte il ricorso al
regime del traffico di perfezionamento attivo per tutti i prodotti elencati
nell' articolo 1 , paragrafo 2 , o per alcuni di essi .
                                                                    • • • f• • •
 ---pagebreak---                                  Articolo 12
1.     Le norme generali d' interpretazione e le norme particolari di appli­
cazione della tariffa doganale comune si applicano per la classificazione
dei prodotti contemplati nel presente regolamento ; la nomenclatura tariffaria
risultante dall' applicazione del presente regolamento è ripresa nella tarif­
fa doganale comune .
2.     Salvo disposizioni contrarie del presente regolamento o deroga decisa
dal Consiglio , che delibera su proposta della Commissione secondo la pro­
cedura di voto di cui all' articolo 43 » paragrafo 2 , del Trattato , sono vietate *
- la riscossione di qualsiasi tassa di effetto equivalente ad un dazio
   doganale ;
- l' applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa o misura di effetto
   equivalente . -
       E 1 considerata misura di effetto equivalente ad una restrizione quan­
titativa , tra l' altro , la limitazione della concessione dei titoli d' impor­
tazione o di esportazione ad una determinata categoria di aventi diritto .
 ---pagebreak---                                  Articolo 13
1.    Se il mercato comunitario di lino o più prodotti contemplati nell' ar­
ticolo 1 , paragrafo 2 , subisce o rischia di subire , a causa delle importa­
zioni o delle esportazioni , perturbazioni gravi atte a compromettere gli
obiettivi dell' articolo 39 del Trattato , misure adeguate possono essere
applicate negli scambi con i paesi terzi fino alla scomparsa della perturbazio­
ne o del rischio di perturbazione .
      Il Consiglio , che delibera su proposta della Commissione secondo la
procedura di voto di cui all' articolo 43 » paragrafo 2 , del Trattato , sta­
bilisce le modalità di applicazione del presente paragrafo e definisce i casi
e i limiti in cui gli Stati membri possono prendere misure di salvaguardia.
2.    Qualora si presenti la situazione prevista al paragrafo 1 del presente
articolo , la Commissione , a richiesta di uno Stato membro o di propria
iniziativa , decide le misure necessarie , che vengono notificate agli Stati
membri e che sono immediatamente applicabili . Se la Commissione riceve la
richiesta di uno Stato membro , essa prende una decisione in merito entro un
termine di 24 ore successive al ricevimento della domanda .
3»    Ciascuno Stato membro può' deferire la decisione della Commissione
al Consiglio entro un termine di tre giorni lavorativi successivi a quello
della notifica. Il Consiglio si riunisce senza indugio . Esso può' , secondo
la procedura di voto di cui all' articolo 43 , paragrafo 2 , del Trattato ,
modificare o annullare la misura in oggetto .
 ---pagebreak---                                        - 16 -
                                    TIxOLO III
                           Norme comuni di produzione
                                   Articolo   14
1.       Sono vietati :
                             *1
- ogni aiuto per i nuovi impianti di viti
- ogni aiuto per il reimpianto quando guest 'ultimo ha come conseguenza un in­
   cremento della produzioné di vino che supera gli effetti della razionaliz­
   zazione del vigneto e non garantisce il miglioramento orualitativo della
   produzione .                                  ...
2.       In deroga al paragrafo l t la concessione di aiuti nazionali può esse­
re autorizzata , secondo la procedura di cui all' articolo 7 del regolamento
n . 24 , per ogni singolo caso , quando detti aiuti si riferiscono a zone a voca
zione viticola per le quali :
- la viticoltura costituisce un elemento principale del reddito agricolo ,
- la concessione di detti aiuti è atta a migliorare tale reddito .
                                                                    • • •/ ♦ • •
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                                     17
                                 , Articolo I e;
1 . • Il Consiglio , che delibera* su proposta della Commissione secondo la pro­
cedura di voto di cui all' articolo 43 » paragrafo 2 del Trattato , adotta le
norme relative alla classificazione dei vitigni ammessi ad essere coltivati
nella Comunità , Tali norme prevedono in particolare la classificazione dei
vitigni , per unità amministrative o parti di unità amministrative , in vitigni
raccomandati , autorizzati e temporaneamente autorizzati .
      La classificazione dei vitigni è adottata anteriormente al 1° giugno 1970 ,
secondo la procedura di cui all' articolo 7 del regolamento 24 .
2.    A decorrere dal 1° settembre 1971 » ì nuovi impianti di viti , il reimpian­
to o sovrainnesto possono aver luogo .. solo mediante vitigni raccomandati o vi­
tigni autorizzati .
 ---pagebreak---                                      Articol'b 16
1.      Anteriormente al 1® settembre di ogni anno , ogni persona fisica o giu­
ridica che abbia l' intenzione di piantare o ripiantare viti durante la campa­
gna dell' anno successivo è tenuta a notificarlo alle amministrazioni compe­
tenti dello Stato membro interessato .
2.      Le amministrazioni competenti dello Stato membro interessato accusano
ricevuta della notifica di cui al paragrafo 1 , prima dell' impianto o del reim­
pianto mediante rilascio di un certificato .
3.      In base alle notifiche di cui al paragrafo 1 , gli Stati membri inviano
ogni anno alla Commissione , anteriormente al 1° novembre , un . piano nazionale
di previsione comprendente l' indicazione :
- delle superfici che formeranno oggetto di impianto o reimpianto di viti du­
   rante la successiva oampagna vitivinicola , -
- del potenziale di produzione che tali superfici rappresentano .
        Il piano di previsione della campagna 1970-1971- è stabilito in base a
stime .
4.      Ogni anno , anteriormente al 31 dicembre , la Commissione presenta al
Consiglio una relazione destinata , in particolar modo , a costatare la rela­
zione esistente tra la produzioné e le utilizzazioni e a stimare l' evoluzio­
ne prevedibile di tale relazione in funzione , in particolare , dei piani dì
previsione di cui al paragrafo 3 *
5.      Se , da tale relazione , risulta che la produzione ha tendenza a supera­
re le utilizzazioni prevedibili e pertanto a compromettere il reddito del vi-
ticultore , il Consiglio adotta , secondo la procedura dell' articolo 43 f para­
grafo 2 , del Trattato , nell' ambito di un piano comunitario obbligatorio , le
disposizioni necessarie in materia di nuovi impianti o reimpianti di viti al
fine di prevenire la formazione di eccedenze strutturali .
6.      Le disposizioni del presente articolo non ostano al mantenimento di re­
golamentazioni nazionali più restrittive in materia di impianto e reimpianto .
 ---pagebreak---                                       - 19 -
                                   Articolo 17
1.     Allorché in talune zone vinicole della Comunità le condizioni climatiche
lo abbiano reso necessario , gli Stati membri possono autorizzare un aumento
della gradazione alcolometrica naturale , effettiva o potenziale dell' uva fre­
sca, del mosto d'uva f del mosto d'uva parzialmente fermentato , del vino nuovo
ancora in fermentazione ottenuti dai vitigni raccomandati o autorizzati , di cui
all' articolò 15 , del vino atto a dare vino da pasto e del vino da pasto .
       Detto aumento , che può essere effettuato soltanto secondo le pratiche di
cui all' articolo 18 ed esclusivamente cruando , dopo eventuale arricchimento , i
prodotti di cui al primo capoverso possono raggiungere la gradazione alcolome-
trica minima effettiva del vino da pasto , non può superare i seguenti limiti :
Zona viticola A : 3°5 » purché la gradazione alcolometrica naturale dei prodot­
                        ti di cui trattasi non sia inferiore a 5° «
Zona viticola B : 2°5 , purché la gradazione alcolometrica naturale dei prodot­
                        ti di cui trattasi non sia inferiore a 6° ,
Zona viticola Cs 2° ,   purché la gradazione alcolometrica naturale dei prodotti
                        di cui trattasi non sia inferiore a :
                        7° nella zona CI
                        8° nella zona C II
                        8°5 nella zona C III .
       I prodotti raccolti nelle regioni della Comunità non comprese nel prece­
dente prospetto sono soggetti ai limiti validi per la zona A.
2.     Negli anni in cui le condizioni climatiche sono state eccezionalmente
sfavorevoli , può essere autorizzato un aumento della gradazione alcolometrica
di cui al paragrafo 1 , da 3°5 a 4°5 nella zona A e da 2°5 a 3C 5 nella zona B.
                                                                       • • • /• * •
 ---pagebreak---                                     - 20 -
3.     Le zone viticole di cui al paragrafo 1 formano oggetto dell' allegato II.
Esse sono delimitate dal Consiglio , che delibera su proposta della Commissio­
ne secondo la procedura di voto di cui all' articolo 43 » paragrafo 2 t del Trat­
tato .
4.     Le modalità di applicazione del presente articolo e in particolare le
decisioni che autorizzano gli aumenti di cui al paragrafo 2 sono stabilite
secondo la procedura di cui all' articolo 7 del regolamento n. 24 .
                                                                    • ••/• • •
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                                    Articolo 18
1.     L' aumento della gradazione alcolometri ca naturale di cui all' articolo
17 può essere ottenuto ;
a) per quanto riguarda l' uva fresca, il mosto d' uva parzialmente fermentato
    o il vino nuovo ancora in fermentazione , soltanto mediante aggiunta di sac­
    carosio o di mosto d' uva concentrato ,
b) per quanto riguarda il mosto d' uva, soltanto mediante aggiunta di saccarosio
    o di mosto d' uva concentrato o mediante concentrazione parziale ,
c) per quanto riguarda il vino atto a diventare vino da pasto e il vino da
    pasto , soltanto mediante concentrazione parziale tramite congelamento .
2.     Ciascuna delle operazioni di cui al paragrafo 1 esclude le altre .
3.     L' aggiunta di saccarosio di cui al paragrafo 1 , lettere a) e b), può ave­
re luogo soltanto mediante zuccheraggio a secco .
       Pino al 1° settembre 197° » l' aggiunta di saccarosio può tuttavia aver
luogo in soluzione acquosa nella zona A purché l' aumento di volume del prodot­
to che forma oggetto dell' aggiunta non superi il 10$.
4•     L' aggiunta di mosto d' uva concentrato non può determinare un aumento
del volume iniziale delle uve fresche pigiate , del mosto d' uva, del mosto
d' uva parzialmente fermentato o del vino nuovo ancora in fermentazione supe­
riore all' Ili nella zona A, ali '8% nella zona B e al 6,5% nelle zone C „
       In caso di applicazione delle disposizioni di cui all' articolo 17 , pa­
ragrafo 2 , i limiti relativi all' aumento di volume sono portati rispettiva­
mente al 15% nella zona A e ali ' 11% nella zona B.
5.     La concentrazione non può avere l' effetto di ridurre di più del 20% il
volume iniziale e in alcun caso di alimentare di oltre 2° la gradazione
                                                                        • af • • •
 ---pagebreak--- alcolometrica naturale del mosto d' uva o del vino atto a diventare vino da pa­
sto o del vino da pasto in causa.
6.    In nessun caso le suddette operazioni possono avere l' effetto di portare
oltre 10°5 nella zona A, 11° nella zona B, 11°5 nella zona C I , 12° nella zo­
na C II e 12°5 nella zona C III la gradazione alcolometrica totale dell' uva
fresca, del mosto d' uva» del mosto d' uva parzialmente fermentato, del vino nuo­
vo ancora in fermentazione , del vino atto a diventare vino da pasto o del vino
da pasto in causa »
      Inoltre , il vino atto a diventare vino da pasto o il vino da pasto non
può essere concentrato quando i prodotti dal quale è stato ottenuto sono stati
à loro volta oggetto delle operazioni di cui al paragrafo 1 , lettere a) e b).
7 . • Gli Stati membri possono vietare o limitare l' applicazione di uno o più
dei metodi di cui al paragrafo 1 »
 ---pagebreak---                                         - 23 -
                                    Articolo 19
1.     Le uve fresche , il mosto d' uva, il mosto d' uva parzialmente fermentato
e il vino nuovo ancora in fermentazione possono formare oggetto ;
- di \ana disacidificazióne parziale nelle zone A , B e C I ,
- di un' acidificazione nelle sone C II e C III .
       L' acidificazione può essere effettuata soltanto entro un limite massimo
espresso in acido tartarico , di 1,5 g al litro .
       Inoltre , il mosto d' uva concentrato può essere sottoposto a disacidifi-
cazione parziale .                                                        •
2.     Negli anni nei quali le condizioni climatiche sono state eccezionali ,
la disacidificazione dei prodotti di cui al paragrafo 1 può essere autorizzata
nella zona C II e l' acidificazione nella zona C I ; analogamente , il limite mas­
simo di 1,5 g al litro di cui al paragrafo 1 può essere portato a 2,5 g » pur­
ché l' acidità naturale dei prodotti espressa in acido tartarico non sia infe­
riore a 3 g al litro .
3.     L' acidificazione e l' arricchimento , come del resto l' acidificazione
e la disacidificazione , sono operazioni che si escludono a vicenda.
4.     Le modalità di applicazione del paragrafo 2 sono stabilite secondo la
procedura prevista dall' articolo 7 del regolamento n . 24 .
                                                                            • • I • • «
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                                     Articolo 20
1.       L' edulcorazione dei vini da pasto e autorizzata.
a) quando le uve fresche , il mosto d' uva, il mosto d' uva parzialmente fermen­
     tato , il vino nuovo ancora in fermentazione , il vino atto a diventare vino
     da pasto da cui provengono o lo stesso vino da pasto sono stati sottoposti
     ad una delle operazioni di cui all' articolo 18 , paragrafo 1 , soltanto con
     mosto d' uva avente al massimo la stessa gradazione alcolometrica totale dei
     vini da pasto in causa ;
                                                                                      /
"b ) quando i prodotti di cui alla lettera a) non sono stati sottoposti ad una
     delle operazioni di cui all' articolo 18 , paragrafo 1 , soltanto con mosto
     d' uva concentrato o con mosto d' uva, purché la gradazione alcolometrica
     totale dei vini da pasto in causa non venga aumentata di oltre 2° .
2 . . Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo
 la procedura prevista dall' articolo J del regolamento n . 24 »
                                                                         • • •/ • • •
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                                   Articolo 21
1.     Ciascuna delle operazioni di cui agli articoli 18 e 19 è autorizzata
un' unica volta, alla trasformazione dell' uva fresca, del mosto d' uva, del mo­
sto d' uva parzialmente fermentato o del vino nuovo ancora in fermentazione ,
in vino atto a diventare - vino da pasto o in vino da pasto e nella zona viticola
nella quale l' uva fresca utilizzata è stata raccolta. Lo stesso vale per la
concentrazione dei vini atti a diventare vini da pasto e dei vini da pasto .
       Ciascuna delle operazioni di cui sopra deve formare oggetto di una di­
chiarazione alle autorità competenti , come devono essere dichiarate le quanti­
tà di zucchero , e di mosti d' uva concentrati in possesso delle persone fisiche
o giuridiche che procedono a dette operazioni .
2.     Salvo deroghe motivate da nondizioni climatiche eccezionali , tali opera­
zioni possono essere effettuate soltanto ;
- anteriormente al 31 dicembre nelle zone C ,
- anteriormente al 31 gennaio nelle zone A e B ,
- per i prodotti provenienti dalla vendemmia immediatamente precedente tali
                                                                 I
   date .
3.     Le modalità di applicazione del presente articolo , in particolare le
deroghe alle date limite fissate al paragrafo 2 , sono stabilite secondo la       <
procedura prevista dall' articolo 7 del regolamento n . 24 .
                                                                     • • #/® •
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                                  Articolo 22
      Salvo deroghe decise dal Consiglio , che delibera su proposta della Com­
missione secondo la procedura di voto di cui all' articolo 43 » paragrafo 2 , del
Trattato , la miscela di uve fresche , di mosti d' uva, di mosti d' uva parzial­
mente fermentati o di vini nuovi ancora in fermentazione di cui tino dei compo­
nenti non abbia le caratteristiche necessarie per dare vino atto a diventare
vino da pasto o di vino da pasto , con prodotti atti a dare tali vini o con
vino da pasto , non può
   r
                         fornire un vino atto a diventare vino da pasto o un
vino da pasto .
                                                                      • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                         - 27 -
                                    Articolo 23
1.     Sono vietate la sovrappressione delle uve , pigiate o non , e la rifermen­
tazione delle vinacce per motivi diversi dalla distillazione .
2.     Salvo deroghe che , specie in funzione delle condizioni regionali di pro­
duzione , sono decise dal Consiglio , che delibera su proposta della Commissione
secondo la procedura di voto di cui all' articolo 43 , paragrafo 2 , del Trattato ,
ogni persona fisica o giuridica che procede alla trasformazione di uve fresche ,
di mosto d' uva, di mosto d' uva parzialmente fermentato o di vino nuovo ancora
in fermentazione , in vino , in vino atto a diventare vino da pasto o in vino
da pasto , è tenuta a far distillare le fecce e le vinacce risultanti da tale
trasformazione ovvero una quantità corrispondente di vino , di vino atto a di­
ventare vino da pasto o di vino da pasto .
       I quantitativi d' alcole che devono essere consegnati agli organismi
d' intervento designati dagli Stati membri corrispondono almeno al 3i° e al mas­
simo al 10$ del volume d' aloole naturalmente contenuto nei prodotti utilizzati .
La valutazione di tale volume è effettuata sulla base di una gradazione - al co-
lometrica minima naturale forfettaria stabilita per campagna e per zona viticola.
       Coloro che sono soggetti all' obbligo di distillazione possono , in de­
terminate condizioni , svincolarsi da tale obbligo producendo acquaviti .
3.     Le modalità di applicazione del presente articolo , in particolare le
percentuali di cui al paragrafo 2 , le condizioni nelle quali è possibile pro­
durre acquaviti invece di alcole e la gradazione alcolometrica naturale da
fissare forfettariamente sono stabilite secondo la procedura prevista dal­
l' articolo 7 cLel regolamento n . 24 .
                                                                      • • oJ • • •
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                                    Articolo 24
      Salvo deroghe decise dal Consiglio , che delibera su proposta della Com­
missione secondo la procedura di voto di cui all' articolo 43 » paragrafo 2 , del
Trattato , l' alcolizzazione dei vini , dei vini atti a diventare vini da pasto
e dei vini da pasto è vietata.
 ---pagebreak--- /
                                        - 29 -
                                    Articolo 25
  1.     In caso di taglio e fatte salve le disposizioni seguenti , sono vini da
  pasto soltanto i prodotti del taglio tra vini da pasto e di vini da pasto con
  vini atti a diventare vini da pasto .
         Il taglio di un vino atto a diventare vino da pasto di una determinata
  zona con un vino da pasto di un' altra zona può dare vino da pasto soltanto se
  l' operazione ha luogo nella zona in cui è stato prodotto il vino atto a di­
  ventare vino da pasto .
         Il taglio tra vini atti a diventare vini da pasto è autorizzato soltanto
  se questi provengono da una stessa zona viticola e se il taglio ha luogo in
  tale zona .
         Il taglio di un vino atto a diventare vino da pasto bianco o di un vino
  da pasto bianco con un vino atto a diventare vino da pasto rosso 0 con un vino
  da pasto rosso non può dare vino da pasto .
         Il taglio di un vino importato con un vino della Comunità è vietato , co­
  me è vietato nel territorio della Comunità il taglio di vini importati .
  2.     Le modalità di applicazione del presente articolo , in particolare quelle
  riguardanti il controllo dei tagli , sono stabilite secondo la procedura previ­
  sta dall' articolo 7 del regolamento n . 24 .
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                                    Articolo 26
1.     Fatte salve le disposizioni di cui all' articolo 28 , paragrafo 1 , la de­
nominazione "vino da pasto " è riservata al vino definito nell' allegato I , alla
lettera n).
2.     A decorrere dal 1° settembre 1971 ;
«- oltre alle mistelle , ai vini liquorosi , ai vini spumanti , ai vini spumanti
   gassificati , ai vini frizzanti , ai vini frizzanti gassificati e ai v.q.p.r.d .,
   solo i vini da pasto possono essere offerti o consegnati per il consumo
   umano diretto all' interno della Comunità,
- fatta salva, la deroga di cui alla lettera q ) dell' allegato I , il vino non
   conforme alle definizioni di cui alle lettere m) ed n) e proveniente da
   vitigni raccomandati , autorizzati o temporaneamente autorizzati può essere
   utilizzato soltanto per il consumo familiare del singolo viticoltore , per
   la fabbricazione di aceto o per la distillazione ,
- le uve fresche , i mosti d' uva , i mosti d' uva parzialmente fermentati , i vini
   nuovi ancora in fermentazione e i vini provenienti da vitigni diversi da
   quelli sopra menzionati non possono circolare all' interno della Comunità.
   Essi possono essere utilizzati soltanto per il consumo familiare del singolo
   viticoltore e non possono essere consegnati ad una cooperativa.
3.     Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo
la procedura prevista dall' articolo 7 del regolamento n . 24 *
                                                                      • • • I• • •
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                                   Art i col o 27
       Un vino atto a diventare un v.q.p.r.d. o un v.q.p*r.d. declassato può
essere commercializzato come vino da pasto soltanto se proviene da uno o più
vitigni appartenenti alle categorie raccomandate o autorizzate di cui al­
l 'articolo 15 j se risulta da prodotti aventi una gradazione alcolometrica mi­
nima naturale sufficiente per dare vini da pasto e se non è stato oggetto di
un arricchimento eccedente i limiti autorizzati per i prodotti atti a diventa­
re vini da pasto e raccolti nella stessa zona viticola di questi ultimi .
                                                                   • • •I • • •
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                                     Articolo 28
1.      Possono essere comaercializzati con la denominazione "vino da pasto " e
offerti per il consumo umano diretto :
a) fino al 31 agosto 1971 » i vini, importati che presentano una gradazione al-
    colometrica effettiva non inferiore a 8°5. e un' acidità totale espressa in
    acido tartarico non inferiore a 4 » 50 g al litro ,
b) a decorrere dal 1° settembre 1971i i vini rispondenti ai requisiti di cui
    alla lettera a) originari e provenienti da paesi che applicano effettivamen­
    te , per quanto riguarda le condizioni dì produzione e di commercializzazione
    dei vini destinati al consumo umano diretto , norme equivalenti a quelle che ,
    ai sensi del presente regolamento , ' sono imposte ai vini da pasto originari
    della CHE .                                         .
        L' equivalenza di tali norme viene constatata dalla Commissione secondo
la procedura prevista dall' articolo ^ del regolamento n. 24 . La constatazione
di equivalenza può essere limitata ad alcuni tipi di vino o ai vini originari
di alcune regioni del paese in causa , quando le nonne àicui al comma prece­
dente vi sono applicate solo parzialmente .
2.      Le uve fresche , il mosto d' uva , il mosto d' uva concentrato , il mosto
d' uva parzialmente fermentato e . il , succo d' uva importati , qualunque sia il
loro tenore di zucchero addizionato , non possono formare oggetto di vinifi-
cazione .
3.      I vini importati diversi dà quelli di cui al paragrafo 1 possono essere
adibiti soltanto alle utilizzazioni ammesse per i vini comunitari corrispondenti .
                                                                           • •J • • 9
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                                  Articolo 29 ■
1.    A decorrere dal 1° settembre 1971 i
a) i documenti che accompagnano il vino da pasto originario della Comunità
   e in particolare le etichette apposte sui recipienti recano la menzione
   "vino da pasto " seguita, secondo il caso ,
   - dal nome dello Stato membro produttore o dall 'aggettivo derivato da tale
     nome , completato eventualmente dal nome dell' area di produzione ,
   - dalla menzione "CHE" o da un simbolo equivalente , quando il vino da pasto
     in causa proviene da regioni di produzione che non sono tutte situate
     all' interno delle frontiere nazionali di uno Stato membro ;
b) i documenti che accompagnano il vino da pasto originario dei paesi terzi
   o associati e in particolare le etichette apposte sui recipienti recano la
   menzione "vino da pasto " seguita, secondo il caso ,
   - dal nome del paese terzo o associato produttore o dall' aggettivo derivato
     da tale nome , completato eventualmente dal nome dell' area di produzione ,
   - dal nome del paese terzo o associato di provenienza o dall' aggettivo de­
     rivato da tale nome , quando il paese produttore non può essere precisato .
2.    Il Consiglio , che delibera su proposta della Commissione secondo la
procedura di voto di cui all' articolo 43 , paragrafo 2 , del Trattato , stabili­
sce le altre norme relative alla designazione e alla presentazione dei vini ,
dei vini da pasto e dei prodotti dei tagli di cui all' articolo 25 .
3.    Le modalità di applicazione del presente articolo possono essere adot­
tate secondo la procedura prevista dall' articolo 7 del regolamento n. 24 »
 ---pagebreak---                                   - 34 -
                              Articolo 30
1.    Al termine di un periodo di cinque anni a decorrere dall' entrata in
vigore del presente regolamento , la gradazione alcolometrica minima effettiva
del vino da pasto , le gradazioni alcolometri che naturali minime dei prodotti
atti a diventare vini da pasto e i limiti e le pratiche di arricchimento
vengono esaminati dal Consiglio sulla "base di Tina relazione presentata dalla
Commissione .
2.    Il Consiglio , che delibera su proposta della Commissione secondo la proce­
dura di voto di cui all' articolo 43 » paragrafo 2 , del Trattato , decide ,
secondo il caso , di mantenere le gradazioni alcolometriche in causa , di
procedere all' aumento di tutte o di   alcune di esse o di mantenere o restrin­
gere i limiti e le pratiche di arricchimento .
                                                                                1
 ---pagebreak---                                 ... TITOLO IV
                           Disposizioni generali
                             ■ . Articolo 31 . ■ .
1.      Nel commercio intracomunitario sono vietati :
- la riscossione di qualsiasi tassa di effetto equivalente ad un dazio
   doganale
- qualsiasi restrizione, quantitativa o misura di effetto equivalente .
2.      In deroga alle disposizioni del paràgrafo 1 , finché non sarà applicato
l' insieme degli strumenti amministrativi necessari per la gestione del
mercato vitivinicolo , gli " Stati membri produttori sono autorizzati , per
evitare lana perturbazióne ^ dei rispettivi mercati , ad adottare misure di
carattere limitativo ali 'importazione , in provenienza da un altro Stato membro
rispettando il principio della preferenza comunitaria.
        Tali misure vengono notificate , alla Commissione , che decide senza
indugio se debbano essere mantenute , modificate ovvero soppresse .
3.      Non sono ammesse alla libera circolazione all' interno della Comunità
le merci elencate all' articolo 1 fabbricate o ottenute con prodotti che non
si - trovano nella' situazione di cui all' articolo 9 > paragrafo 2 e all' arti­
colo 10 , paragrafo 1 , del Trattato .
 ---pagebreak---                                    - 36 -
                                Articolo 32
1.      Salvo deroghe , i prodotti di cui all' allegato I , lettere da e ) a t ),
possono circolare all' interno della Comunità soltato se sono accompagnati
da un documento nel quale siano specificati la natura , il volume o il peso ,
la gradazione alcolica per i vini , il tenore di zucchero per i mosti , la
provenienza e la destinazione del prodotto .
      . Fatte salve altre disposizioni comunitarie , gli Stati membri non
possono subordinare la circolazione dei prodotti di cui al comma prece­
dente alla presentazione di altri documenti .
        I produttori e i commercianti di vini hanno l' obbligo di tenere
registri di carico e di scarico per i prodotti di cui al comma 1 .
2.      Secondo la procedura prevista dall' articolo 7 del regolamento n . 24
vengono determinati :
a ) un modello tipo del documento di accompagnamento
b ) le modalità di applicazione relative ai registri di carico e di scarico
c ) le deroghe di cui al paragrafo 1 .
        Le disposizioni di cui al comma precedente sono stabilite tenendo conto
anche delle necessità di controllo derivanti dalle disposizioni comunitarie
di cui agli articoli 30 e 35 *
                                                                      •••/•••
 ---pagebreak---                                Articolo 33
       Qualora sul mercato della Comunità si constati un aumento di prezzo
che superi sensibilmente il prezzo d' orientamento fissato per un tipo di
vino , se tale situazione rischia di persistere e , per ciò' stesso , il
mercato della Comunità subisce o rischia di subire perturbazioni , possono
essere adottate le misure necessarie .                                  '        (
       Il Consiglio , che delibera su proposta della Commissione secondo la pro­
cedura di voto di cui all' articolo 43 , paragrafo 2 , del Trattato , stabilisce
le norme generali di applicazione del presente articolo .
 ---pagebreak---                                    - 38 -
                                Articolo 34
1.     Nei limiti necessari .per sostenere il mercato possono essere adottate
misure d' intervento per i prodotti di cui all' articolo 1 , paragrafo 2 ,
diversi dai vini da tavola .
       Tali misure sono adottate in particolare sotto forma di aiuti al
magazzinaggio privato .
2.     Il Consiglio , che delibera su proposta della Commissione secondo
la procedura di voto di cui all' articolo 43 , paragrafo 2 , del Trattato ,
stabilisce le norme generali relative alle misure d' intervento previste
dal presente articolo .
3.     Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate ,
all' occorrenza , secondo la procedura prevista dall' articolo 7 del re­
golamento n . 24-
 ---pagebreak---                                   - 39 -
                              Articolo 35
      Fatte salve le disposizioni contrarie del presente regolamento gli
articoli da 92 a 94 del Trattato si applicano alla produzione e al commercio
dei prodotti di cui all' articolo 1 .
                                             t
 ---pagebreak---                                   - 40 -
                              Articolo 3b
      Gli Stati membri e la Commissione si comunicano reciprocamente i
dati necessari per l' applicazione del presente regolamento . Le modalità
relative alla comunicazione e alla diffusione di tali dati sono adottate
secondo la procedura prevista dall' articolo 7 del regolamento n . 24 »
 ---pagebreak---                                   - 41 -
                                Articolo 37
      Le disposizioni necessarie per evitare che il mercato vitivinicolb
venga perturbato a seguito di una modifica del livello dei prezzi al
passaggio da una campagna all' altra possono essere adottate secondo la
procedura prevista dall' articolo 7 del regolamento n . 24 »
                                                                    /■
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                                  Articolo 38
1.      Le disposizioni relative all' organizzazione comune dei mercati nel
settore degli ortofrutticoli ( l ) non sono più applicabili al prodotto di cui
all' articolo 1 , paragrafo 2 , appartenente alla voce tariffaria 08.04 A II .
2.      L' articolo 11 , paragrafo l ,r del regolamento n . 15.9/66/CEE del
Consiglio , del 25 ottobre 1966 , relativo a disposizioni complementari
per l' organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli ( 2 ),
è abrogato per quanto riguarda i prodotti di cui all' articolo 1 , paragrafo 2 ,
del presente regolamento appartenenti alle sottovoci 20.07 A I b ), 2 , 20.07
B I b ) 1 bb ), nonché alle sottovoci ex 20.07 A I a ) ed ex 20.07 Bla ),
1 , purché abbiano un tenore in peso di zucchero addizionato uguale o inferiore
al 30$.
3.      La data del " 31 dicembre 1964 " di cui all' articolo 1 del regola­
mento n . 24 , modificato dal regolamento n . 92/63/CEE ( 3 ), è sostituita
dalla data del " 31 dicembre 1968 ".
4»      Le disposizioni dell' articolo 3 del regolamento n . 24 sono sostituite
dalle disposizioni seguenti :
" Secondo la procedura prevista dall' articolo 7 viene stabilito ogni anno ,
  anteriormente al 25 novembre ), un bilancio di previsione per determinare
  le risorse e valutare il fabbisogno della Comunità , comprese le importa­
  zioni e le esportazioni prevedibili da e verso i paesi terzi ".                   >
( 1 ) G.U. n . 30 del 20.4.1962 , pag. 965 /62 .
( 2 ) G.U. n. 192 del 27.10.66 , pag. 3286/66.
( 3 ) G.U. n. 125 del 15.8.63 , pag. 2239/63^
                                                                         • • • I• •
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                              Articolo . 39
                l                           '
      Le disposizioni comunitari® relative al finanziamento della politica
agraria comune si applicano ai mercati dei prodotti elencati all' articolo 1
a decorrere dalla data di applicazione del presente regolamento .
                                                                • « • /• •
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                              Artis^l'i 40
      Nell' applicazione del presente regolamento deve essere tenuto conto ,
parallelamente e in modo adeguato , degli obiettivi previsti dagli artico­
li 39 e HO del Trattato .
 ---pagebreak---                                  - 45
                              Articolo 41
      Il presente regolamento entra in vigore il 1° marzo 1970 «
      Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi
e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri .
                                   Fatto a Bruxelles ,
                    v               Per il Consiglio
                                    Il Présidente
 ---pagebreak---                                                                Allegato I
                                   Definizioni
                            (Articolo 1 , paragrafo 3 )
        Si intende per :
a) Gradazione alcolometrica effettiva : il numero di volumi di alcole conte­
    nuti in 100 volumi del prodotto considerato ,
b ) Gradazione alcolometrica potenziale : il numero di litri d' alcole che pos­
    sono essere prodotti alla fermentazione totale degli zuccheri contenuti
    in 100 litri del prodotto considerato »
c ) Gradazione alcolometrica totale : la somma delle gradazioni alcolometri che
    effettiva e potenziale .
d) Gradazione alcolometrica naturale : la gradazione alcolometrica totale del
    prodotto considerato prima di qualsiasi arricchimento#
e ) Uva fresca : il frutto della vite utilizzato nella vinificazione , maturo
    o anche leggermente appassito , tale da consentire la pigiatura o la tor-
    chiatura con gli ordinari mezzi di cantina e da ingenerare una fermenta­
    zione alcolica spontanea#
f ) Mosto d' uva : il liquido ricavato naturalménte o con mezzi meccanici dal­
    l' uva fresca .
g) Mosto d' uva concentrato : il prodotto non caramelli zzato
    – ottenuto mediante disidratazione parziale del mosto d' uva effettuata
       con qualsiasi metodo , escluso il fuoco diretto , in modo che la sua
       massa volumetrica a 20° non sia inferiore a 1,240 ;
    - proveniente esclusivamente da vitigni raccomandati o autorizzati di
       cui all' articolo 15 e da mosti d' uva aventi almeno la gradazione alco-
       lometrica minima naturale propria della zona nella quale sono stati
       raccolti .
                                                                     • • •/• • •
 ---pagebreak---                                                                Allegato I
h ) Mosto d'uva parzialmente fermentato : il mosto d' uva avente una gradazio­
    ne alcolometrica effettiva inferiore ai 3/5 della sua gradazione alcolo-
    metrica totale ,
i ) Succo d'uva : mosto d'uva non fermentato ma fermentescibile , che ha subito
    i trattamenti adeguati per poter esser consumato come tale ,
j ) Succo d' uva concentrato : il prodotto non caramelli zzato ottenuto mediante
    disidratazione parziale del succo d' uva effettuata con qualsivoglia mez­
    zo , escluso il fuoco diretto , in modo che la sua massa volumetrica a 20°
    non sia inferiore a 1,240 ,
k) Vino : il prodotto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione alcolica
    totale o parziale di uva fresca, leggermente appassita o pigiata o di
    mosto fresco ottenuto da tale uva,
l ) Vino nuovo ancora in fermentazione : il vino la cui fermentazione alcoli­
    ca non è ancora terminata e che non    è ancora separato dalle fecce ,
m ) Vino atto a diventare vino da pasto : il vino proveniente dai vitigni rac­
    comandati o autorizzati di cui all' articolo 15 , prodotto nella Comunità
    e avente una gradazione alcolometrica naturale totale che , dopo eventua­
    le arricchimento nei limiti previsti dall' articolo 17 , gli permetta di
    diventare vino da pasto ,
n) Vino da pasto : il vino proveniente dai vitigni raccomandati , autorizza­
    ti o temporaneamente autorizzati di cui all' articolo 15 e che , dopo le
    eventuali operazioni di cui all' articolo 18 , presenta una gradazione al-
    colometrica effettiva non inferiore a 8°5 e non superiore ad un grado
    da fissare e un' acidità totale non inferiore a 4 » 50 g al litro espressa
    in acido tartarico .
                                                                     • 0/ • • •
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o ) Mistella: il prodotto ottenuto da uva fresca o da un mosto d' uva atto ,
     dopo eventuale arricchimento , a diventare vino da pasto, la cui fermen­
     tazione alcolica è stata impedita tramite aggiunta ;
     - sia di alcole neutro d' origine vinica avente gradazione alcolometrica
       effettiva non inferiore a 95° »
     - sia di un prodotto non rettificato proveniente dalla distillazione del
       vino e avente una gradazione alcolometrica effettiva non inferiore a
       6 5° e non superiore a 80° ,
       e la cui gradazione alcolometrica effettiva non è superiore a 22°«
P ) Vino liquoroso : il prodotto .ottenuto da uva fresca o da mosto d'uva atto ,
     dopo eventuale arricchimento , a diventare vino da pasto , avente una
   5 gradazione alcolometrica naturale non inferiore a 12° , addizionato prima,
     durante o dopo la fermentazione
     - di alcole neutro d' origine vinica avente gradazione alcolometrica
       effettiva non inferiore a 95° o
     - di un prodotto non rettificato proveniente dalla distillazione del
       vino e avente una gradazione alcolometrica affettiva non inferiore a
       65° e non superiore a 80° o
     - di mosto concentrato o
     - di una miscela di tali prodotti ,
     e la cui gradazione alcolometrica effettiva non è inferiore a 15° né su­
     periore a 22° .
q ) Vino spumante : a decorrere dal 1° settembre 1974 ) il prodotto ottenuto
     dalla fermentazione alcolica dell' uva fresca, del mosto d' uva e del vino
     atti a dare vino da pasto , del vino da pasto o di un v#q.p#r.d«, carat­
     terizzato all' apertura del recipiente da uno sviluppo di anidride car­
     bonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione e che , conservato
     alla temperatura di 20° C in recipienti chiusi , presenta -una sovrappres­
     sione non inferiore a :
     - 3,5 atmosfere per i recipienti di contenuto superiore a 25 oentilitri :
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                                                               Allegato I
    - 3 atmosfere per gli altri recipienti .
    Fino al 31 agosto 1974 il vino spumante può * essere ottenuto anche :
    - da prodotti delle zone A e B non aventi le rispettive gradazioni alco-
      lometriche minime naturali di cui al paragrafo 1 dell' articolo 17 f pur­
      ché abbia una gradazione alcolometrica effettiva non inferiore a 8°5 «
r ) Vino spumante gassificato : il prodotto ottenuto mediante aggiunta di ani­
    dride carbonica al vino da pasto , caratterizzato all' apertura del reci­
    piente da uno sviluppo di anidride carbonica e che , conservato alla tem­
    peratura di 20 °C in recipienti chiusi , presenta ima sovrappressione non
    inferiore a :
    - 3,5 atmosfere per i recipienti di contenuto superiore a 25 centilitri ;
    - 3 atmosfere per gli altri recipienti *
s ) Vino frizzante : il vino da pasto contenente naturalmente anidride carbo­
    nica dopo la prima o la seconda, fermentazione alcolica e che , conservato
    alla temperatura di 20° C in recipienti chiusi , presenta una sovrappres­
    sione non inferiore ad 1 e non superiore a 2,5 atmosfere .
t ) Vino frizzante gassificato : il vino da pasto contenente anidride carbo­
    nica totalmente o parzialmente addizionata e che , conservato alla tempe­
    ratura di 20° C in recipienti chiusi , presenta una sovrappressione non
    inferiore ad 1 e non superiore a 2,5 atmosfere ,
u ) Aceto di vino : l' aceto ottenuto esclusivamente dalla fermentazione aceti­
    ca del vino o del vino da pasto ,
y) Feccia del vino : la massa che si deposita sul fondo dei recipienti e dei
    fusti contenenti vino .
                                                                   • ••/
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                                                              Allegato I
w) Tartaro greggio : la concrezione , sotto forma di placche , di frammenti
    irregolari o di polvere che si forma nei tini dorante la fermentazione
    del mosto d' uva o nei recipienti contenenti vino#
x ) Vinaccia : residuo della torchiatura dell' uva, fermentato o non#
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                                 ZONE VTTICOLE
                          (Articolo 17 . paragrafo l )
1*     La zona A comprende :
- la regione viticola tedesca , salvo le sottoregioni della zona Bj
- la regione viticola lussemburghese#
2#     La zona B comprende :
- nella Repubblica federale di Germania, le sottoregioni costituite dal
   Baden meridionale e da talune parti del Palatinato e della Pranconia ;
- nella Repubblica francese , le superfici vitate situate nell' Alsazia, nel­
   la Mosella e nel Giura, nonché in talune parti del Val de Loire ,
3»     La zona C I comprende le superfici vitate del centro ovest ( salvo
quelle facenti parte della zona B ), del centro e del sud ovest della Francia.
4*     La zona C II comprende le superfici vitate della Francia meridionale ,
salvo quelle facenti parte della zona C III , nonché le superfici vitate del­
l' Italia , salvo quelle facenti parte della zona C III »
5.     La zona C III comprende talune superfici vitate francesi dei diparti­
menti della Corsica, dei Pirenei orientali e del Var, nonché talune super­
fici vitate italiane situate a sud di Roma e nelle isole#