CELEX: 62011TN0218
Language: it
Date: 2011-04-21 00:00:00
Title: Causa T-218/11: Ricorso proposto il 21 aprile 2011 — Dagher/Consiglio

18.6.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 179/19
            
         Ricorso proposto il 21 aprile 2011 — Dagher/Consiglio
   (Causa T-218/11)
   2011/C 179/33
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Habib Roland Dagher (Abidjan, Costa d'Avorio) (rappresentanti: avv.ti J.-Y. Dupeux e F. Dressen)
   
      Convenuto: Consiglio dell'Unione europea
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare il regolamento di esecuzione (UE) del Consiglio 31 gennaio 2011, n. 85, nella parte in cui tale atto lo riguarda;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione del Consiglio 31 gennaio 2011, 2011/71/PESC, nella parte in cui tale atto lo riguarda;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio a versare al ricorrente EUR 40 000 a titolo di risarcimento del danno morale e degli altri danni da esso subiti;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce un unico motivo diviso in tre parti e basato sulla violazione delle forme sostanziali.
   
               —
            
            
               Con la prima parte il ricorrente deduce che il procedimento seguito dal Consiglio non si sarebbe svolto in contraddittorio, in quanto il convenuto non avrebbe fornito, il prima possibile dopo la pubblicazione degli atti contestati, le indicazioni che avrebbero permesso al ricorrente di comprendere i motivi delle misure adottate nei suoi confronti ed avrebbe in seguito respinto le richieste di ulteriori informazioni del ricorrente, fatto che avrebbe privato quest'ultimo del suo diritto di presentare fruttuosamente qualunque ricorso amministrativo al fine di ottenere la revoca;
            
         
               —
            
            
               con la seconda parte il ricorrente fa valere un difetto di motivazione, in quanto i motivi che figurano nelle misure restrittive adottate nei suoi confronti sarebbero stati imprecisi e succinti e non avrebbero pertanto permesso al ricorrente di prendere conoscenza del contenuto delle contestazioni su cui erano basate le sanzioni in questione;
            
         
               —
            
            
               con la terza parte il ricorrente deduce una violazione del diritto ad una tutela giuridica effettiva.