CELEX: C2007/315/11
Language: it
Date: 2007-12-22 00:00:00
Title: Causa C-374/05: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 8 novembre 2007 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerischtshof — Germania) — Gintec International Import-Export GmbH/Verband Sozialer Wettbewerb eV (Direttive 2001/83/CE e 92/28/CEE — Normativa nazionale che vieta la pubblicità per i medicinali per mezzo di dichiarazioni di terzi o di estrazioni a sorte — Utilizzazione dei risultati complessivamente positivi di un'inchiesta effettuata presso consumatori nonché di un'estrazione a sorte mensile che consente la vincita di una scatola del prodotto)

22.12.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 315/7
            
         Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 8 novembre 2007 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesgerischtshof — Germania) — Gintec International Import-Export GmbH/Verband Sozialer Wettbewerb eV
   (Causa C-374/05) (1)
   
   (Direttive 2001/83/CE e 92/28/CEE - Normativa nazionale che vieta la pubblicità per i medicinali per mezzo di dichiarazioni di terzi o di estrazioni a sorte - Utilizzazione dei risultati complessivamente positivi di un'inchiesta effettuata presso consumatori nonché di un'estrazione a sorte mensile che consente la vincita di una scatola del prodotto)
   (2007/C 315/11)
   Lingua processuale: il tedesco
   Giudice del rinvio
   Bundesgerischtshof
   Parti
   
      Ricorrente: Gintec International Import-Export GmbH
   
      Convenuta: Verband Sozialer Wettbewerb eV
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Bundesgerichtshof — Interpretazione degli artt. 87, n. 3, e 90, lett. j), della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 6 novembre 2001, 2001/83/CE, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (GU L 311, pag. 67), come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004, 2004/27/CE, che modifica la direttiva 2001/83/CE, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano (Testo rilevante ai fini del SEE) (GU L 136, pag. 34), nonché degli artt. 2, n. 3, e 5, lett. j), della direttiva del Consiglio 31 marzo 1992, 92/28/CEE, concernente la pubblicità dei medicinali per uso umano (GU L 113, pag. 13) — Normativa nazionale che vieta di fare pubblicità di medicinali mediante dichiarazioni di non specialisti o lotterie — Utilizzo di risultati globalmente positivi di un sondaggio effettuato presso i consumatori nonché del sorteggio mensile di una confezione di prodotto.
   Dispositivo
   
               1)
            
            
               La direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 6 novembre 2001, 2001/83/CE, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano, come modificata dalla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 31 marzo 2004, 2004/27/CE, ha proceduto ad un'armonizzazione completa nel settore della pubblicità per i medicinali, essendo esplicitamente indicate le ipotesi in cui gli Stati membri sono autorizzati ad adottare disposizioni che si discostino dalle regole fissate dalla direttiva medesima. Quest'ultima dev'essere quindi interpretata nel senso che uno Stato membro non può prevedere, nella propria normativa nazionale, un divieto assoluto e incondizionato di utilizzazione, nella pubblicità per medicinali effettuata presso il pubblico, di dichiarazioni provenienti da terzi, laddove la loro utilizzazione può essere limitata, ai sensi della direttiva stessa, solamente in considerazione del loro contenuto specifico o dello status del loro autore.
            
         
               2)
            
            
               
                           a)
                        
                        
                           La direttiva 2001/83, come modificata dalla direttiva 2004/27, impone agli Stati membri di prevedere, nella loro normativa nazionale, un divieto di utilizzazione, nella pubblicità per i medicinali effettuata presso il pubblico, di dichiarazioni provenienti da terzi, quando queste facciano riferimento in modo abusivo, spaventoso o ingannevole a certificati di guarigione ai sensi dell'art. 90, lett. j), della direttiva 2001/83, come modificata dalla direttiva 2004/27, ove tale nozione di «certificati di guarigione» dev'essere quindi interpretata nel senso che non include i riferimenti al rafforzamento del benessere della persona quando non venga evocata l'efficacia terapeutica del medicinale in termini di eliminazione di una specifica malattia. L'art. 90, lett. c), della direttiva 2001/83, come modificata dalla direttiva 2004/27, impone parimenti agli Stati membri di disporre, nella loro normativa nazionale, il divieto di utilizzazione, nella pubblicità dei medicinali effettuata presso il pubblico, di dichiarazioni provenienti da terzi, quando queste lascino intendere che l'utilizzazione del medicinale contribuirà al rafforzamento della sensazione generale di benessere.
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           Gli artt. 87, n. 3, 88, n. 6, e 96, n. 1, della direttiva 2001/83, come modificata dalla direttiva 2004/27, vietano la pubblicità per un medicinale effettuata sotto forma di estrazione a sorte annunciata su Internet, considerato che essa favorisce l'uso irrazionale di tale medicinale e ne implica la distribuzione diretta al pubblico nonché la consegna di campioni gratuiti.
                        
                     
         
               3)
            
            
               La soluzione della prima e della seconda questione pregiudiziale sarebbe identica qualora trovasse applicazione la direttiva del Consiglio 31 marzo 1992, 92/28/CEE, concernente la pubblicità dei medicinali per uso umano.
            
         
      (1)  GU C 315 del 10.12.2005.