CELEX: 62011CN0155
Language: it
Date: 2011-03-31 00:00:00
Title: Causa C-155/11 PPU: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Rechtbank ’s-Gravenhage, zittinghoudende te Zwolle-Lelystad (Paesi Bassi) il 31 marzo 2011 — Bibi Mohammad Imran/Minister van Buitenlandse Zaken

23.7.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 219/2
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Rechtbank ’s-Gravenhage, zittinghoudende te Zwolle-Lelystad (Paesi Bassi) il 31 marzo 2011 — Bibi Mohammad Imran/Minister van Buitenlandse Zaken
   (Causa C-155/11 PPU)
   2011/C 219/02
   Lingua processuale: l’olandese
   
      Giudice del rinvio
   
   Rechtbank ’s-Gravenhage, zittinghoudende te Zwolle-Lelystad
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Bibi Mohammad Imran
   
      Convenuto: Minister van Buitenlandse Zaken
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se l’art. 7, n. 2, della direttiva sul ricongiungimento familiare (1) consenta ad uno Stato membro di negare l’ingresso e il soggiorno ad un familiare, ai sensi dell’art. 4 della direttiva medesima, di un cittadino di un paese terzo che soggiorna legalmente in detto Stato membro, esclusivamente per il fatto che detto familiare non ha superato all’estero l’esame di integrazione civica previsto dalla normativa di detto Stato membro.
            
         
               2)
            
            
               Se ai fini della soluzione della prima questione sia rilevante che il familiare sia la madre di otto figli, di cui sette minorenni, che soggiornano legalmente in detto Stato membro.
            
         
               3)
            
            
               Se ai fini della soluzione della prima questione sia rilevante se nel paese di residenza del familiare esista un corso accessibile nella lingua di detto Stato membro.
            
         
               4)
            
            
               Se ai fini della soluzione della prima questione sia rilevante se il familiare, alla luce della sua educazione e della sua situazione personale, e in particolare della sua problematica medica, sia in grado di superare detto esame entro un termine ragionevole.
            
         
               5)
            
            
               Se ai fini della soluzione della prima questione sia rilevante che non viene effettuato alcun controllo alla luce delle disposizioni di cui all’art. 5, n. 5, e all’art. 17 della direttiva sul ricongiungimento, nonché all’art. 24 della Carta o al principio della proporzionalità del diritto dell’Unione.
            
         
               6)
            
            
               Se ai fini della soluzione della prima questione sia rilevante che i cittadini di taluni altri paesi terzi sono esentati dall’obbligo di superare l’esame di integrazione civica all’estero, solo in forza della loro cittadinanza.
            
         
      (1)  Direttiva (CE) del Consiglio 22 settembre 2003, n. 2003/86, relativa al diritto al ricongiungimento familiare (GU L 251, pag. 12).