CELEX: 61958CJ0032
Language: it
Date: 1959-07-17
Title: Sentenza della Corte del 17 luglio 1959. # Société nouvelle des usines de Pontlieue - Aciéries du Temple (S.N.U.P.A.T.) contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Cause riunite 32-58 e 33-58.

Avis juridique important

|

61958J0032

SENTENZA DELLA CORTE DEL 17 LUGLIO 1959.  -  SOCIETE NOUVELLE DES USINES DE PONTLIEUE - ACIERIES DU TEMPLE (SNUPAT) CONTRO L'ALTA AUTORITA'.  -  CAUSE RIUNITE 32 E 33/58.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00275 edizione olandese pagina 00297 edizione tedesca pagina 00289 edizione italiana pagina 00271 edizione speciale inglese pagina 00127 edizione speciale danese pagina 00141 edizione speciale greca pagina 00335 edizione speciale portoghese pagina 00337

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDURA - RICORSO DI LEGITTIMITA - TERMINE D' IMPUGNAZIONE - INCERTEZZA CIRCA LA DATA DELLA NOTIFICA  ( TRATTATO CECA, ART . 33, 3 ) COMMA; REGOLAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CECA, ART . 85, PARAGRAFI 1 E 2 )  2 . RICORSO DI LEGITTIMITA - DECISIONE - MECCANISMO FINANZIARIO - INGIUNZIONE DI PAGARE UNA DETERMINATA SOMMA A TITOLO DI CONTRIBUTO FATTA DA UN INCARICATO DELL' ALTA AUTORITA AD UN' IMPRESA  ( TRATTATO CECA, ARTT . 33 E 53; DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA 2-57, ART . 12, NN . 2 E 3 )  3 . RICORSO DI LEGITTIMITA - DECISIONE, DEFINIZIONE - ASPETTI RILEVANTI PER LA DETERMINAZIONE DELLA NATURA GIURIDICA DI UN ATTO DELL' ALTA AUTORITA - PORTATA DELLE DICHIARAZIONI DI FUNZIONARI DELL' ALTA AUTORITA - DISTINZIONE FRA DECISIONE E PROVVEDIMENTO INTERNO  ( TRATTATO CECA, ART . 33 )  4 . RICORSO DI LEGITTIMITA - ECCEZIONE DI ILLEGITTIMITA - ESAME DI UN CRITERIO AFFERMATO IN UN PROVVEDIMENTO INTERNO  ( TRATTATO CECA, ART . 33 )  5 . RICORSO PER CARENZA - DECORRENZA DEL TERMINE - DATA DEL SILENZIO-RIFIUTO  ( TRATTATO CECA, ART . 35 )  6 . MECCANISMI FINANZIARI - CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE SUL ROTTAME D' ACQUISTO - " RISORSE PROPRIE " E " ROTTAME D' ACQUISTO ", DEFINIZIONE - CONSEGNE DI ROTTAME NELL' AMBITO DI UN GRUPPO - LEGITTIMITA DELL' IMPOSIZIONE DEL CONTRIBUTO A TALI CONSEGNE - LEGITTIMITA DELL' ESENZIONE DELLE " RISORSE PROPRIE "  ( TRATTATO CECA, ARTT . 2, 2 ) COMMA, 3B, 4B, 53, 59, 60, N . 1, 67 ED 80 COME PURE ALLEGATO II, LETT . B, 2 ) COMMA; DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA 2-57, ARTT . 2 E 4; LETTERA DELL' ALTA AUTORITA ALL' UFFICIO COMUNE DEI CONSUMATORI DI ROTTAME DEL 18 DICEMBRE 1957, GAZZETTA UFFICIALE DELLA COMUNITA DEL 1 ) FEBBRAIO 1958, PAG . 45 SEGG .)  7 . DISCRIMINAZIONE - NOZIONE - MISURE ED INTERVENTI ATTI A FALSARE LA CONCORRENZA  ( TRATTATO CECA, ARTT . 2, 2 ) COMMA, 3B, 4B, 60 E 67 )  8 . PRODUTTIVITA - DEFINIZIONE - INTERVENTI DELL' ALTA AUTORITA - INTESE E CONCENTRAZIONI - CONCORRENZA  ( TRATTATO CECA, ARTICOLO 67 )  

Massima

1 . SE L' ALTA AUTORITA NOTIFICHI UNA DECISIONE MEDIANTE LETTERA, MA NON RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO, E NON SIA NEMMENO IN GRADO DI FORNIRE INDICAZIONI SUL GIORNO IN CUI QUESTA E STATA SPEDITA, CON LA CONSEGUENZA CHE, IN SEDE D' IMPUGNAZIONE, LA DATA DELLA NOTIFICA RESTI IMPRECISATA, LE PRESUNZIONI STANNO A FAVORE DEL RICORRENTE ED IL RICORSO VA CONSIDERATO COME PROPOSTO IN TERMINI, SALVO CHE LE CIRCOSTANZE PORTINO AD ESCLUDERE CHE LA LETTERA SIA PERVENUTA CON UN RITARDO TALE DA FAR RITENERE RISPETTATO IL TERMINE .  2 . OVE UN UFFICIO DIPENDENTE, CUI L' ALTA AUTORITA HA AFFIDATO LA GESTIONE DI UN MECCANISMO FINANZIARIO DA ESSA ISTITUITO, INGIUNGA AD UN' IMPRESA, IN FORZA DEI SUOI POTERI, DI PAGARE UN DETERMINATO IMPORTO A TITOLO DI CONTRIBUTO, TALE PROVVEDIMENTO VA CONSIDERATO COME UNA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA, OGNI QUALVOLTA DALLE NORME APPLICABILI E DALLA PRASSI SEGUITA DALL' ALTA AUTORITA RISULTI CHE DETTI PROVVEDIMENTI FANNO SORGERE L' OBBLIGO DI CORRISPONDERE LE SOMME IN ESSI INDICATE E CHE ESSI COSTITUISCONO L' ULTIMO AVVISO DELL' AMMINISTRAZIONE; CIO' IN QUANTO L' ALTA AUTORITA NON HA PREVISTO CONTRO DI ESSI UN RICORSO GERARCHICO RETTO DA PRECISE NORME, BENSI' SUOLE LIMITARSI, OVE OCCORRA, A TRAMUTARE DETTI PROVVEDIMENTI IN DECISIONI ESECUTORIE, SENZA RIPRENDERLI IN ESAME .  3 . CFR . LA MASSIMA DELLA SENTENZA 20-58 DEL 6 LUGLIO 1959 .  A ) LA NATURA GIURIDICA DI UN ATTO DELL' ALTA AUTORITA E DETERMINATA INNANZITUTTO DAL SUO OGGETTO E DAL SUO CONTENUTO .  B ) UNA LETTERA INVIATA DALL' ALTA AUTORITA AD UN UFFICIO DIPENDENTE INCARICATO DELL' ESPLETAMENTO DI DETERMINATE INCOMBENZE, CON LA QUALE VENGANO STABILITI PRINCIPI GENERALI ED IN PARTICOLARE PRESCRITTO A DETTO UFFICIO DI ATTENERSI AD UNA DETERMINATA PRASSI FINO A QUEL MOMENTO SEGUITA, COSTITUISCE UN SEMPLICE PROVVEDIMENTO INTERNO, ANCHE QUALORA SIA STATA PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE E LA PRESCRIZIONE RIGUARDI I PROVVEDIMENTI CHE L' UFFICIO DEVE PRENDERE NEI CONFRONTI DI IMPRESE DELLA COMUNITA . CIO' VALE A MAGGIOR RAGIONE QUANDO DALLA LETTERA RISULTI CHE L' ALTA AUTORITA NON HA INTESO EMANARE UNA DECISIONE, MA SI E SEMPLICEMENTE PROPOSTA DI RIAFFERMARE DEI PRINCIPI CHE ESSA, A RAGIONE O A TORTO, HA RITENUTO POTERSI LOGICAMENTE DEDURRE DA SUE PRECEDENTI DECISIONI .  LA CIRCOSTANZA CHE, DI FRONTE A TERZI, UN FUNZIONARIO DELL' ALTA AUTORITA ABBIA QUALIFICATO LA LETTERA DI " DECISIONE ", NULLA TOGLIE A QUANTO SOPRA AFFERMATO .  */ 658J0020 /*.  4 . QUALORA L' ALTA AUTORITA DIA APPLICAZIONE AD UN CRITERIO, DA ESSA AFFERMATO IN UN PROVVEDIMENTO INTERNO ED INTESO AD INTERPRETARE UNA DECISIONE GENERALE, LA LEGITTIMITA DI TALE INTERPRETAZIONE PUO' ESSERE SINDACATA IN SEDE DI IMPUGNATIVA DI UNA DECISIONE INDIVIDUALE .  5 . IL TERMINE DI DUE MESI, SCADUTO IL QUALE - EX ART . 35, 3 ) COMMA, DEL TRATTATO CECA - SI DEVE PRESUMERE IL SILENZIO-RIFIUTO DELL' ALTA AUTORITA, DECORRE DAL GIORNO SUCCESSIVO A QUELLO IN CUI LA DIFFIDA E PERVENUTA ALL' ALTA AUTORITA . SE LA DIFFIDA, AD ES ., E PERVENUTA IL 1 ) APRILE, IL TERMINE DECORRE DAL 2 APRILE; IN TAL CASO, SE ENTRO IL 1 ) GIUGNO L' ALTA AUTORITA NON ADOTTI UNA DECISIONE ESPLICITA, SI DEVE RITENERE CHE LA RICHIESTA DI CUI TRATTASI SIA STATA RESPINTA IN DETTO GIORNO .  6 . A ) QUALORA L' ALTA AUTORITA ISTITUISCA UN MECCANISMO FINANZIARIO PER PROVVEDERE AL REGOLARE RIFORNIMENTO DI ROTTAME DEL MERCATO COMUNE E STABILISCA INOLTRE CHE LE IMPRESE SONO TENUTE A VERSARE UN CONTRIBUTO SUL " ROTTAME D' ACQUISTO ", MENTRE LE " RISORSE PROPRIE " NE SONO ESENTI, IL ROTTAME CONSEGNATO DA UN' IMPRESA AD UN' ALTRA, CONTRADDISTINTA DA UNA DIVERSA RAGIONE SOCIALE - ANCHE SE UNITA ALLA PRIMA DA STRETTI VINCOLI SUL PIANO AMMINISTRATIVO, PRODUTTIVO O FINANZIARIO (" ROTTAME DI GRUPPO ") - NON PUO' CONSIDERARSI COME " RISORSE PROPRIE ".  B ) L' ESENZIONE DEL ROTTAME DI GRUPPO SAREBBE DISCRIMINATORIA PERCHE FAREBBE DIPENDERE IL COSTO DI PRODUZIONE DELL' ACCIAIO - CHE VIENE PRODOTTO IMPIEGANDO ESCLUSIVAMENTE O ALMENO IN PARTE ROTTAME - DALLA SPESSO MUTEVOLE STRUTTURA GIURIDICA, ORGANIZZATIVA O FINANZIARIA DEI GRUPPI INDUSTRIALI .  C ) L' ESENZIONE DELLE RISORSE PROPRIE E INVECE LEGITTIMA, IN ISPECIE PERCHE FAVORISCE L' AUMENTO DELLA PRODUTTIVITA DA OTTENERSI ESCLUSIVAMENTE AD OPERA DELLE SINGOLE IMPRESE E FA SALVO PERCIO' IL PRINCIPIO DELLA " LEISTUNGSWETTBEWERB " ED INOLTRE PERCHE DALLA LETT . B, 2 ) COMMA, DELL' ALLEGATO II AL TRATTATO CECA SI EVINCE, A FORTIORI, CHE, IN CASO DI INTERVENTO INDIRETTO DELL' ALTA AUTORITA, " IL ROTTAME DI CADUTA DIRETTAMENTE REIMPIEGATO DALLE IMPRESE " GODE DI UN TRATTAMENTO PRIVILEGIATO .  7 . VANNO RITENUTI DISCRIMINATORI E COME TALI VIETATI DAL TRATTATO MISURE ED INTERVENTI, ANCHE DA PARTE DELL' ALTA AUTORITA, CHE SIANO ATTI AD AUMENTARE SOSTANZIALMENTE LE DISPARITA FRA I COSTI DI PRODUZIONE, INDIPENDENTEMENTE DA MUTAMENTI DELLA PRODUTTIVITA, E CON CIO' A PROVOCARE UNA SENSIBILE ALTERAZIONE DELLA POSIZIONE COMPETITIVA DELLE IMPRESE INTERESSATE O, IN ALTRE PAROLE, QUALORA ARTIFICIOSAMENTE FALSINO IN MODO NOTEVOLE LA CONCORRENZA .  8 . DAL SISTEMA DEL TRATTATO CECA E DAI SUOI PRINCIPI BASILARI SI EVINCE CHE IL TERMINE " PRODUTTIVITA ", AI SENSI DELL' ART . 67, SI RIFERISCE UNICAMENTE AI RISULTATI OTTENUTI PER MERITO DELLE SINGOLE IMPRESE, IN CONTRAPPOSTO AI MIGLIORAMENTI DELLA LORO CAPACITA CONCORRENZIALE DOVUTI AD INTERVENTI PUBBLICI OPPURE ALLA COSTITUZIONE DI INTESE O CONCENTRAZIONI; TALI INTERVENTI, ANCHE SE LECITI, E LE INTESE, ANCHE SE AUTORIZZABILI, RAPPRESENTANO INFATTI MODI ARTIFICIALI D' INFLUIRE SULLA CONCORRENZA .  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE DELLA  SOCIETE NOUVELLE DES USINES DE PONTLIEUE - ACIERIES DU TEMPLE ( SNUPAT ), SOCIETA ANONIMA CON SEDE IN BILLANCOURT ( SEINE ),  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . GEORGES MARGUE, RUE ALPHONSE MUENCHEN 6, PARTE RICORRENTE,  RAPPRESENTATA DAL SUO AMMINISTRATORE-DIRETTORE GENERALE SIG . EUGENE DE SEZE,  ASSISTITO DAGLI AVV.TI P . O . LAPIE E JEAN DE RICHEMONT, AMBEDUE PATROCINANTI PRESSO LA CORTE D' APPELLO DI PARIGI,  CONTRO  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, PLACE DE METZ 2, LUSSEMBURGO, PARTE CONVENUTA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO, SIG . FRANS VAN HOUTEN, IN QUALITA DI AGENTE,  ASSISTITO DALL' AVV . JEAN COUTARD, PATROCINANTE PRESSO IL CONSIGLIO DI STATO IN PARIGI,  

Oggetto della causa

CAUSE AVENTI PER OGGETTO L' ANNULLAMENTO  A ) DI ALCUNE LETTERE, CHE AVREBBERO NATURA DI DECISIONI, INVIATE ALLA RICORRENTE DALLA CASSA DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO  E DALL' UFFICIO COMUNE DEI CONSUMATORI DI ROTTAME,  B ) DELLA DECISIONE IMPLICITA DI RIFIUTO CHE RISULTEREBBE DAL SILENZIO DELL' ALTA AUTORITA IN MERITO ALLE RICHIESTE DI DEROGA PRESENTATE DALLA RICORRENTE E  C ) IN VIA D' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA, DELLE DECISIONI CONTENUTE NELLE LETTERE DELL' ALTA AUTORITA IN DATA 18 DICEMBRE 1957 E 17 APRILE 1958, PUBBLICATE NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA COMUNITA DEL 1 ) FEBBRAIO 1958, A PAG . 45 E SEGG . E, RISPETTIVAMENTE, DEL 13 MARZO 1958, A PAG . 30 E SEGG .,  

Motivazione della sentenza

PARTE PRIMA : CAUSA 32-58  SULLA RICEVIBILITA'  1 ) PER QUANTO RIGUARDA LA LETTERA DELLA CASSA DI DATA 12 MAGGIO 1958  A ) SE IL RICORSO CONTRO DETTA LETTERA SIA STATO PROPOSTO IN TERMINI  LA CONVENUTA ECCEPISCE L' IRRICEVIBILITA DEL RICORSO IN QUANTO NON SAREBBE STATO PRESENTATO IN TERMINI .  LA RICORRENTE HA SEDE IN BILLANCOURT ( SEINE ), PERCIO' NELLA FRANCIA METROPOLITANA; CONSEGUENTEMENTE, PER IL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTT . 33, 3 ) COMMA, DEL TRATTATO CECA ED 85, 1 ) E 2 ) PARAGRAFO, DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CECA, IL TERMINE PER IMPUGNARE LA LETTERA IN PAROLA SCADEVA DOPO UN MESE E TRE GIORNI DA QUELLO SUCCESSIVO ALLA NOTIFICA DELLA STESSA . PERCIO' IL RICORSO, DEPOSITATO IN CANCELLERIA IL 30 GIUGNO 1958, RISULTEREBBE PRESENTATO IN TERMINI SOLTANTO QUALORA LA LETTERA DEL 12 MAGGIO 1958 FOSSE PERVENUTA ALLA RICORRENTE NON PRIMA DEL 26 MAGGIO, PERCHE IL 29 GIUGNO 1958 ESSENDO DOMENICA, IL TERMINE CHE FOSSE SCADUTO IN TALE GIORNO ANDAVA PROROGATO AL SUCCESSIVO LUNEDI' 30 GIUGNO .  I CHIARIMENTI FORNITI DALLE PARTI NON CONSENTONO DI STABILIRE IN CHE DATA LA LETTERA DI CUI TRATTASI E PERVENUTA ALLA RICORRENTE COSICCHE IL DIES A QUO RIMANE INDETERMINATO . SE ANCHE SEMBRI POCO PROBABILE CHE UNA LETTERA PARTITA DA BRUXELLES E RECANTE LA DATA DEL 12 MAGGIO SIA GIUNTA A SAINT-MICHEL-DE-MAURIENNE ( SAVOIE ) DOPO IL 26 MAGGIO, CIO' NON PUO' TUTTAVIA ESCLUDERSI, STANTE L' INCERTEZZA SULLA DATA DI SPEDIZIONE .  VA POI TENUTO CONTO DELLA CIRCOSTANZA CHE SE IL DIES A QUO E RIMASTO IMPRECISATO, CIO' E DOVUTO AL FATTO CHE LA CASSA - DELLA CUI CONDOTTA LA CONVENUTA RISPONDE - HA OMESSO DI SPEDIRE LA LETTERA COME RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO E CHE LA CONVENUTA NON E STATA IN GRADO DI PROVARE IN QUALE GIORNO LA LETTERA E EFFETTIVAMENTE PARTITA DAGLI UFFICI DELLA CASSA; POSTO CHE NEL DUBBIO LE PRESUNZIONI STANNO A FAVORE DELLA RICORRENTE, IL RICORSO VA RITENUTO RICEVIBILE .  B ) SE LA LETTERA IN DATA 12 MAGGIO 1958 ABBIA NATURA DI DECISIONE  LA CONVENUTA ECCEPISCE ANCORA L' IRRICEVIBILITA DEL RICORSO, IN QUANTO LA LETTERA DEL 12 MAGGIO 1958 NON SAREBBE UNA DECISIONE .  DETTA LETTERA E STATA SCRITTA DURANTE IL PERIODO DI VALIDITA DELLA DECISIONE 2-57, LA QUALE E ENTRATA IN VIGORE IL 1 ) FEBBRAIO 1957 E AI SENSI DEL SUO ART . 19 DOVEVA VALERE SINO AL 31 LUGLIO 1958 .  L' ART . 12 DELLA CITATA DECISIONE STABILISCE AI NUMERI 2 E 3, QUANTO SEGUE :  " 2 . LA CASSA NOTIFICA ALLE IMPRESE L' AMMONTARE DEI CONTRIBUTI DOVUTI ED IL TERMINE PER IL VERSAMENTO . ESSA E AUTORIZZATA A RISCUOTERE TALI SOMME .  3 . QUALORA IL PAGAMENTO NON AVVENGA ENTRO IL TERMINE, LA CASSA CHIEDE L' INTERVENTO DELL' ALTA AUTORITA LA QUALE PUO' ADOTTARE UNA DECISIONE ESECUTORIA . "  1 ) LA LETTERA DEL 12 MAGGIO 1958 INVITAVA LA RICORRENTE A CORRISPONDERE UN DETERMINATO IMPORTO QUALE CONTRIBUTO A CARICO DEL ROTTAME D' ACQUISTO ED A COMPILARE LE SUE DICHIARAZIONI IN ARMONIA CON LA LETTERA DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 18 DICEMBRE 1957 . LA LETTERA COSTITUIVA QUINDI UNA " NOTIFICA " AI SENSI DELLE SOPRACITATE DISPOSIZIONI, LA QUALE FACEVA SORGERE L' OBBLIGO DI CORRISPONDERE L' IMPORTO IN ESSA INDICATO .  DURANTE IL PERIODO DI VALIDITA DELLA DECISIONE 2-57 TALI " NOTIFICHE " RAPPRESENTAVANO IN FATTO L' ULTIMO AVVISO, IN QUANTO L' ALTA AUTORITA, QUANDO NE ERA RICHIESTA, SI LIMITAVA A DARE AD ESSE LA FORMA DI DECISIONI ESECUTORIE, SENZA ENTRARE NEL MERITO . ESSE CREAVANO UN OBBLIGO A CARICO DELL' IMPRESA DESTINATARIA ED AVEVANO PERCIO' TUTTE LE CARATTERISTICHE DI UN VERO E PROPRIO PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO .  STANDO COSI' LE COSE, NON VI SAREBBE MOTIVO DI CONSIDERARE COME DECISIONE SOLTANTO QUELLA ESECUTORIA DELL' ALTA AUTORITA, DAL MOMENTO CHE QUESTA VENIVA EMANATA SOLTANTO ALLORCHE UN' IMPRESA SI RENDEVA INADEMPIENTE .  2 ) L' ART . 33 DEL TRATTATO CECA PREVEDE L' IMPUGNAZIONE DELLE SOLE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA ED E PERCIO' NECESSARIO STABILIRE SE LE DECISIONI PRESE DALLA CASSA POSSANO ESSERE EQUIPARATE A DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA . A QUESTO PROPOSITO SI DEVE TENER CONTO DEL FATTO CHE LA CASSA GESTIVA UN SISTEMA DI PEREQUAZIONE ISTITUITO DALL' ALTA AUTORITA E DERIVAVA OGNI SUO POTERE DA QUEST' ULTIMA . INOLTRE, COME SI E DETTO, LE NOTIFICHE DELLA CASSA ERANO IN FATTO DEI PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI DEFINITIVI, ED E COSA CHE L' ALTA AUTORITA AVREBBE POTUTO EVITARE PREVEDENDO, CONTRO LE DELIBERE DEGLI ORGANISMI DI BRUXELLES, UN RICORSO GERARCHICO RETTO DA PRECISE NORME .  PERCIO' SE NON SI VOGLIONO PRIVARE LE IMPRESE DELLA TUTELA GIURISDIZIONALE PREVISTA DALL' ART . 33 DEL TRATTATO CECA, SI DEVE AMMETTERE CHE LE DECISIONI PRESE DALLA CASSA IN FORZA DELL' ART . 12, N . 2 DELLA DECISIONE 2-57 VANNO CONSIDERATE ALLA STESSA STREGUA DELLE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA E SONO CONSEGUENTEMENTE IMPUGNABILI A NORMA DELL' ART . 33 .  LA DECISIONE IMPUGNATA HA CARATTERE INDIVIDUALE E RIGUARDA LA RICORRENTE : IL RICORSO CONTRO LA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA DEL 12 MAGGIO 1958 E PERTANTO RICEVIBILE .  2 ) SUL RICORSO PER CARENZA  LE LETTERE DI DATA 31 MARZO 1958, INVIATE DALLA RICORRENTE AGLI ORGANISMI DI BRUXELLES, POSSONO ESSERE CONSIDERATE, NEI CONFRONTI DELL' ALTA AUTORITA, COME MESSE IN MORA DI PROCEDERE A NORMA DELL' ART . 35, 1 ) COMMA, DEL TRATTATO CECA : INTERPRETAZIONE QUESTA NON CONTESTATA DALLA STESSA CONVENUTA . ESSA INOLTRE NON SOLLEVA OBIEZIONI SULLA RICEVIBILITA DEL RICORSO PER CARENZA, IN QUANTO RICONOSCE CHE NESSUNA DECISIONE E STATA ADOTTATA NEL TERMINE DI DUE MESI DI CUI ALL' ART . 35, 3 ) COMMA, DEL TRATTATO CECA . TUTTAVIA LA QUESTIONE VA RILEVATA D' UFFICIO .  DALLE DICHIARAZIONI DELLA CONVENUTA E DAI DOCUMENTI CHE ESSA HA PRODOTTI, RISULTA CHE LE LETTERE DI DATA 31 MARZO 1958 CON LE QUALI LA RICORRENTE HA RIVOLTO ALL' O.C.C.F . E, RISPETTIVAMENTE, ALLA CASSA, UNA RICHIESTA DI DEROGA SONO PERVENUTE A DETTI ORGANISMI IL 1 ) APRILE 1958 . SECONDO UN PRINCIPIO GENERALMENTE ACCOLTO I TERMINI VANNO COMPUTATI, SALVO CONTRARIE DISPOSIZIONI, ESCLUDENDO IL GIORNO IN CUI E STATO COMPIUTO L' ATTO CHE NE DETERMINA L' INIZIO; IL TERMINE DI DUE MESI SOPRACITATO DECORREVA PERCIO' DAL 2 APRILE E SCADEVA IL 1 ) GIUGNO 1958 . LA LETTERA DEL 2 GIUGNO CON LA QUALE L' O.C.C.F . RISPOSE ALLA RICHIESTA DI DEROGA E QUINDI STATA INVIATA DOPO SCADUTO IL TERMINE DI CUI TRATTASI E DI CONSEGUENZA, PRESCINDENDO DALLA QUESTIONE SE ESSA SIA O MENO UNA DECISIONE, E ASSODATO CHE GLI ORGANI COMPETENTI NON HANNO ADOTTATO ALCUN PROVVEDIMENTO PRIMA DELLA SCADENZA DEL TERMINE .  POICHE A NORMA DELL' ART . 35, 3 ) COMMA, DEL TRATTATO CECA SI DEVE IN TALE IPOTESI RITENERE CHE IN DATA 1 ) GIUGNO 1958 L' ALTA AUTORITA ABBIA RESPINTO LA RICHIESTA DI DEROGA, IL SILENZIO-RIFIUTO SUSSISTE ED IL RICORSO CON CUI LO SI IMPUGNA E RICEVIBILE .  3 ) SUL RICORSO DIRETTO CONTRO LA DECISIONE ASSERTIVAMENTE CONTENUTA NELLA LETTERA DELL' O.C.C.F . DI DATA 2 GIUGNO 1958  LA RICORRENTE IMPUGNA LA LETTERA DI CUI TRATTASI, CHE ESSA DEFINISCE " DECISIONE DI SOSPENDERE OGNI PROVVEDIMENTO ", SOLO " IN QUANTO OCCORRA ". POICHE LA CORTE HA DICHIARATO RICEVIBILI TANTO IL RICORSO D' ANNULLAMENTO DIRETTO CONTRO LA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA IN DATA 12 MAGGIO 1958 QUANTO IL RICORSO PER CARENZA DIRETTO CONTRO IL SILENZIO-RIFIUTO, NON OCCORRE ESAMINARE IL RICORSO DIRETTO CONTRO LA DECISIONE ASSERTIVAMENTE CONTENUTA NELLA LETTERA DEL 2 GIUGNO 1958, NE PER QUANTO RIGUARDA LA RICEVIBILITA, NE PER QUANTO RIGUARDA IL MERITO .  NEL MERITO  1 ) SE LA RICORRENTE POSSA IMPUGNARE, IN VIA D' ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA, LE DECISIONI CONTENUTE NELLE LETTERE DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 18 DICEMBRE 1957 E 18 APRILE 1958  E' GIURISPRUDENZA COSTANTE DI QUESTA CORTE CHE L' IMPRESA LA QUALE IMPUGNA UNA DECISIONE INDIVIDUALE HA FACOLTA DI DENUNCIARE IN VIA INCIDENTALE L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI GENERALI SULLE QUALI LA PRIMA SI FONDA . ESSENDO PACIFICO FRA LE PARTI CHE LA LETTERA DELLA CASSA DI DATA 12 MAGGIO 1958 E LA DECISIONE IMPLICITA DI RIFIUTO DEL 1 ) GIUGNO 1958 SI BASANO SUI PRINCIPI AFFERMATI NELLE SOPRAMENZIONATE LETTERE DELL' ALTA AUTORITA - CIRCOSTANZA SULLA QUALE NESSUN DUBBIO E POSSIBILE - LA CORTE RITIENE OPPORTUNO STABILIRE SE DETTE LETTERE ABBIANO NATURA DI DECISIONI .  A ) SE LA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 1957 ABBIA NATURA DI DECISIONE  E' VERO CHE LA LETTERA DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 18 DICEMBRE 1957, IN QUANTO RIGUARDA LA DEFINIZIONE DEL CONCETTO DI RISORSE PROPRIE IN MATERIA DI ROTTAME, ENUNCIA UN PRINCIPIO DI CARATTERE GENERALE, E STATA PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA COMUNITA DEL 1 ) FEBBRAIO 1958 E CON CIO' PORTATA A CONOSCENZA DI TUTTE LE IMPRESE DELLA COMUNITA; INOLTRE NELLA SUA NOTA DEL 19 FEBBRAIO 1958, IN RISPOSTA AD UN PRECISO QUESITO POSTO IL 6 FEBBRAIO 1958 DALLA DEUTSCHE SCHROTTVERBRAUCHER - GEMEINSCHAFT ALL' ALTA AUTORITA, LA DIVISIONE DEL MERCATO L' HA DENOMINATA " DECISIONE ". LA CORTE TUTTAVIA, E CONTRARIAMENTE A QUANTO SOSTIENE LA RICORRENTE, RITIENE CHE LA LETTERA DI CUI TRATTASI NON POSSA ESSERE CONSIDERATA UNA DECISIONE AI SENSI DEL TRATTATO .  BENCHE INFATTI LA MENZIONATA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 1957 SIA STATA SCRITTA A RICHIESTA DELL' O.C.C.F . - IL QUALE, NON ESSENDOSI RAGGIUNTA L' UNANIMITA NEL SUO SENO CIRCA IL SIGNIFICATO DEL TERMINE " RISORSE PROPRIE ", CHIEDEVA ALL' ALTA AUTORITA DI DEFINIRE TALE CONCETTO A NORMA DELL' ART . 15, 2 ) COMMA, DELLA DECISIONE 2-57 - L' ALTA AUTORITA HA TUTTAVIA RISPOSTO CHE IL PROBLEMA ESPOSTO DALL' O.C.C.F . " ERA MALE IMPOSTATO ", DATO CHE LO STESSO O.C.C.F . " FIN DALL' INIZIO AVEVA IMPLICITAMENTE INTERPRETATO IL CONCETTO DI " RISORSE PROPRIE " SECONDO IL SIGNIFICATO ETIMOLOGICO DELLE PAROLE " E CHE TALE CRITERIO DOVEVA ESSERE TENUTO FERMO . DAL CHE SI DEDUCE CHE L' ALTA AUTORITA NON HA INTESO ADOTTARE UNA DECISIONE, NONOSTANTE NE FOSSE STATA ESPRESSAMENTE RICHIESTA, BENSI' SEMPLICEMENTE RIAFFERMARE DEI PRINCIPI CHE ESSA, A RAGIONE OD A TORTO, RITENEVA DERIVASSERO LOGICAMENTE DALLA DECISIONE DI BASE 2-57 . CIO' TROVA CONFERMA NEL FATTO CHE, MENTRE PER MODIFICARE LA DECISIONE 2-57 SAREBBE STATO NECESSARIO - A NORMA DELL' ART . 53 B DEL TRATTATO CECA - L' UNANIME PARERE CONFORME DEL CONSIGLIO, NELLA SPECIE TALE PARERE NON E STATO CHIESTO E NON VI E D' ALTRA PARTE ALCUN MOTIVO DI RITENERE CHE L' ALTA AUTORITA SI SIA VOLONTARIAMENTE SOTTRATTA A TALE TASSATIVA PRESCRIZIONE . D' ALTRO LATO LA CIRCOSTANZA CHE NELLA NOTA DEL 19 FEBBRAIO 1958, IN RISPOSTA AD UN PRECISO QUESITO POSTO DALLA DEUTSCHE SCHROTTVERBRAUCHER - GEMEINSCHAFT ALL' ALTA AUTORITA IL 6 FEBBRAIO 1958, LA DIVISIONE DEL MERCATO ABBIA DETTO CHE LA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 1957 ERA CERTAMENTE UNA " DECISIONE ", NULLA TOGLIE A QUANTO SOPRA AFFERMATO, POICHE TALE RISPOSTA DELLA DIVISIONE DEL MERCATO - COME RISULTA DAL SUO STESSO TENORE - ESPRIME L' OPINIONE DI UN FUNZIONARIO DELL' ALTA AUTORITA E NON SI PUO' PERTANTO RITENERE CHE ESSA MANIFESTI CON CERTEZZA, E DI PER SE SOLA, LE INTENZIONI DELL' ALTA AUTORITA STESSA .  CIONONDIMENO LA CORTE RITIENE CHE I VARI ARGOMENTI DI CARATTERE SOGGETTIVO FIN QUI ESPOSTI NON SAREBBERO DA SOLI SUFFICIENTI A STABILIRE LA NATURA DELLA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 1957, DAL MOMENTO CHE LA NATURA DI UN ATTO E DETERMINATA INNANZITUTTO DAL SUO OGGETTO E DAL SUO CONTENUTO . A TALE PROPOSITO LA CORTE OSSERVA CHE LA LETTERA IN QUESTIONE PRESENTA IL CARATTERE DI UN PROVVEDIMENTO INTERNO, ADOTTATO DA UN SUPERIORE GERARCHICO ALLO SCOPO DI ORIENTARE L' ATTIVITA DEGLI UFFICI DIPENDENTI, E COME TALE FA SORGERE OBBLIGHI IMMEDIATI SOLO PER L' UFFICIO AL QUALE E DIRETTA E NON GIA PER LE IMPRESE CONSUMATRICI DI ROTTAME; CIO' E DEL RESTO CONFERMATO DAL FATTO CHE ESSA FU PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA COMUNITA SOLO IL 1 ) FEBBRAIO 1958 . LA LETTERA IN DATA 18 DICEMBRE 1957 NON E PERTANTO UNA DECISIONE AI SENSI DEL TRATTATO .  B ) SE LA LETTERA DI DATA 17 APRILE 1958 ABBIA NATURA DI DECISIONE  IN LINEA GENERALE, QUANTO LA CORTE HA OSSERVATO IN MERITO ALLA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 1957 VALE PURE PER QUELLA DEL 17 APRILE 1958 . QUESTA, IN PARTICOLARE, HA L' UNICO SCOPO DI CHIARIRE ALL' O.C.C.F . LE RAGIONI PER LE QUALI L' ALTA AUTORITA, CON LETTERA DEL 18 DICEMBRE, AVEVA APPROVATO LE DEROGHE CONCESSE A DUE IMPRESE PER ESSERE I LORO REPARTI DI LAVORAZIONE " INTEGRATI DAL PUNTO DI VISTA DELL' UBICAZIONE CON UNO O PIU REPARTI, AD ESSE NON APPARTENENTI, NEI QUALI VIENE RICUPERATO ROTTAME ". LA LETTERA DEL 17 APRILE 1958 NON PONE QUINDI UN NUOVO PRINCIPIO, MA SI LIMITA AD AFFERMARE ESPLICITAMENTE UN CRITERIO CUI GLI ORGANI COMPETENTI NEL DARE APPLICAZIONE ALLA DECISIONE 2-57 SI ERANO GIA INFORMATI; ESSA PERTANTO NON E UNA DECISIONE AI SENSI DEL TRATTATO .  2 ) SE LA CORTE POSSA SINDACARE LA LEGITTIMITA DEI CRITERI ENUNCIATI NELLE LETTERE DEL 18 DICEMBRE 1957 E DEL 17 APRILE 1958  ALL' ATTO IN CUI GLI ORGANI COMPETENTI DIEDERO APPLICAZIONE AI CRITERI ENUNCIATI NELLE LETTERE DI CUI TRATTASI, QUESTI ENTRARONO NEL NOVERO DELLE NORME D' INTERPRETAZIONE E D' ATTUAZIONE DELLA DECISIONE 2-57 . POSTO CHE L' INTERPRETAZIONE DATA DALL' ALTA AUTORITA HA INCISO SUI DIRITTI DELLA RICORRENTE NEL MOMENTO IN CUI GLI UFFICI, DESTINATARI DELLE LETTERE DI DATA 18 DICEMBRE 1957 E 17 APRILE 1958, LE HANNO DATO APPLICAZIONE NEI RIGUARDI DELLA RICORRENTE STESSA, VI E LUOGO DI ESAMINARE SE LE NORME INTERPRETATIVE DELLA DECISIONE 2-57 CONTENUTE NELLE RIPETUTE LETTERE SIANO LEGITTIME .  3 ) SE SIA LEGITTIMO INCLUDERE NEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE IL ROTTAME DI GRUPPO .  A ) A NORMA DELL' ART . 2 DELLA DECISIONE 2-57, " LE IMPRESE DI CUI ALL' ART . 80 DEL TRATTATO, LE QUALI CONSUMANO ROTTAME, SONO TENUTE A VERSARE I CONTRIBUTI " DI PEREQUAZIONE, MENTRE A NORMA DELL' ART . 4 DELLA STESSA DECISIONE DETTI CONTRIBUTI VENGONO CALCOLATI IN RAGIONE DEI RICEVIMENTI " DI ROTTAME D' ACQUISTO ", RESTANDO INVECE ESENTI LE " RISORSE PROPRIE ". LA CORTE RITIENE CHE LE CONSEGNE DI ROTTAME EFFETTUATE DALLA REGIE RENAULT ALLA RICORRENTE DANNO LUOGO A COMPRA-VENDITA - DAL MOMENTO CHE LE PARTI SONO D' ACCORDO SUL TRASFERIRNE LA PROPRIETA CONTRO UN DETERMINATO PREZZO - E PERCIO' DETTO ROTTAME, A NORMA DELLA DECISIONE 2-57, E SOGGETTO ALLA PEREQUAZIONE; POICHE LA RICORRENTE CHIEDE DI ESSERNE ESENTATA, ASSUMENDO CHE IL ROTTAME DI GRUPPO DEVE ESSERE CONSIDERATO COME RISORSE PROPRIE, VA ACCERTATO SE TALE ASSUNTO E FONDATO .  B ) COME RISULTA DALLA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 1957 L' ALTA AUTORITA INTERPRETA IL CONCETTO DI RISORSE PROPRIE NEL SENSO DI FARVI RIENTRARE SOLO IL ROTTAME RICUPERATO DA UN' IMPRESA NEGLI STABILIMENTI CHE PORTANO LA SUA STESSA RAGIONE SOCIALE, MENTRE IL ROTTAME PROVENIENTE DA UNO STABILIMENTO GESTITO SOTTO UNA DIVERSA RAGIONE SOCIALE VA CONSIDERATO COME ROTTAME D' ACQUISTO ANCHE QUALORA ESISTANO STRETTI LEGAMI FINANZIARI OD ORGANIZZATIVI FRA L' IMPRESA CHE FORNISCE E L' IMPRESA CHE RICEVE IL ROTTAME .  C ) OCCORRE TUTTAVIA STABILIRE SE LA TASSAZIONE DEL ROTTAME DI GRUPPO - E L' ESENZIONE DELLE CADUTE PROPRIE - SIA COMPATIBILE CON GLI SCOPI DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE .  I ) SECONDO LA RICORRENTE NON VI SAREBBE ALCUN VALIDO MOTIVO PER INCLUDERE IL ROTTAME DI GRUPPO NEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE, DAL MOMENTO CHE GLI SCAMBI FRA LE IMPRESE APPARTENENTI ALLO STESSO GRUPPO SI SVOLGONO AL DI FUORI DEL MERCATO DEL ROTTAME E NON HANNO PERCIO' ALCUN INFLUSSO SULL' ANDAMENTO DEI PREZZI . SEMPRE SECONDO LA RICORRENTE, LA PEREQUAZIONE AVENDO LO SCOPO DI MANTENERE I PREZZI DEL ROTTAME AD UN LIVELLO MODERATO, ANDREBBE ESCLUSO DAL SISTEMA OGNI TRASFERIMENTO DI ROTTAME CHE NON SIA SUSCETTIBILE DI AVER RIPERCUSSIONI SUL LIVELLO DEI PREZZI .  E' VERO INFATTI CHE SCOPO DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE E DI MANTENERE IL ROTTAME AD UN PREZZO MODERATO, TUTTAVIA PER RAGGIUNGERE TALE SCOPO L' ALTA AUTORITA HA ISTITUITO UN SISTEMA INTESO A FAR GRAVARE SU TUTTI I CONSUMATORI DI ROTTAME IL SOVRAPREZZO DEL ROTTAME IMPORTATO E PERCIO' IL CONTRIBUTO DI PEREQUAZIONE E DOVUTO NON PER IL FATTO DI PARTECIPARE AL MERCATO DEL ROTTAME, BENSI' PER IL FATTO DI CONSUMARE ROTTAME . AL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PER FINANZIARE LA PEREQUAZIONE SONO PERTANTO TENUTI TUTTI I CONSUMATORI DI ROTTAME COME TALI E NE CONSEGUE CHE L' OR DETTA CENSURA DELLA RICORRENTE VA DISATTESA .  II ) LA DECISIONE 2-57 FA TUTTAVIA UNA DISTINZIONE FRA IL ROTTAME D' ACQUISTO E LE RISORSE PROPRIE, LA QUALE - PER QUANTO RIGUARDA QUESTE ULTIME - INTRODUCE UNA ECCEZIONE ALLA NORMA GENERALE SOPRA ENUNCIATA; LA CORTE RITIENE PERCIO' NECESSARIO STABILIRE SE L' ESONERO DELLE RISORSE PROPRIE SIA LEGITTIMO ED A TAL FINE RILEVA CHE L' ECCEZIONE RIGUARDA ANZITUTTO LE CADUTE PROVENIENTI DALLA PRODUZIONE DI ACCIAIO PRESSO LE IMPRESE DELLA COMUNITA E CHE PERTANTO, QUALORA ESSE VENISSERO GRAVATE DAL CONTRIBUTO, SI COLPIREBBE DUE VOLTE LO STESSO ROTTAME, IL CHE SAREBBE MANIFESTAMENTE INGIUSTO .  D ) QUANTO SOPRA DETTO TROVA CONFERMA NEL CONCETTO DI DISCRIMINAZIONE QUALE SI RICAVA DAGLI ARTT . 2, 2 ) COMMA, 3B, 60 E 67 DEL TRATTATO .  I ) SECONDO LE CITATE NORME SI POSSONO, IN LINEA DI MASSIMA, CONSIDERARE DISCRIMINATORI E QUINDI VIETATI DAL TRATTATO GLI INTERVENTI E LE AZIONI, ANCHE DELLA STESSA ALTA AUTORITA, ATTI AD AUMENTARE NOTEVOLMENTE - E SALVO CHE CIO' SIA PER EFFETTO DI VARIAZIONI DELLA PRODUTTIVITA - LE DISPARITA FRA I COSTI DI PRODUZIONE ED A PROVOCARE COSI' DEGLI SQUILIBRI NELLA CAPACITA CONCORRENZIALE DELLE IMPRESE INTERESSATE . IN ALTRE PAROLE OGNI INTERVENTO AVENTE LO SCOPO O L' EFFETTO DI FALSARE IN MODO NOTEVOLE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA VA CONSIDERATO DISCRIMINATORIO E VIETATO DAL TRATTATO, MENTRE NON POSSONO CONSIDERARSI DISCRIMINATORI I PROVVEDIMENTI CHE TENGONO CONTO DELL' ORGANIZZAZIONE INTERNA DELLE IMPRESE E DEL MODO IN CUI QUESTE IMPIEGANO LE MATERIE PRIME DI CUI DISPONGONO .  VA OSSERVATO A QUESTO PROPOSITO CHE UN' IMPRESA PRODUTTRICE D' ACCIAIO E CONSUMATRICE DI ROTTAME IMPIEGANDO LE CADUTE PROPRIE, RIMETTE NEL CICLO PRODUTTIVO UNO DEI SUOI SOTTOPRODOTTI, IL CHE MANIFESTAMENTE, NEL PRODURRE L' ACCIAIO PARTENDO DAL ROTTAME, CONSENTE DI RICAVARE PIU ACCIAIO DALLO STESSO ROTTAME GIA SOTTOPOSTO A PEREQUAZIONE, E CIO' COMPORTA UN NETTO AUMENTO DI PRODUTTIVITA .  NE CONSEGUE CHE UN INTERVENTO INTESO AD INCITARE ALLE ECONOMIE INTERNE, LUNGI DAL FALSARE LA CONCORRENZA, FAVORISCE L' AUMENTO DELLA PRODUTTIVITA E DETERMINA UNA FORMA DI CONCORRENZA CHE IN GERMANIA VIENE CHIAMATA " LEISTUNGSWETTBEWERB "; ESSO E PERTANTO PERFETTAMENTE ADERENTE AL TRATTATO .  SE CIO' NON BASTASSE, L' ALLEGATO II AL TRATTATO CECA ALLA LETTERA B, 2 ) COMMA, STABILISCE CHE " IL ROTTAME DI CADUTA REIMPIEGATO DIRETTAMENTE DALLE IMPRESE " HA DIRITTO AD UN TRATTAMENTO PARTICOLARE ANCHE NEL CASO D' INTERVENTI DIRETTI PREVISTI DALL' ART . 59 DEL TRATTATO, DAL CHE SI DEDUCE CHE LO STESSO VALE, A FORTIORI, IN TUTTI I CASI D' INTERVENTO INDIRETTO QUALI SONO QUELLI PREVISTI DALL' ART . 53 . DA QUANTO SIN QUI DETTO SI EVINCE CHE L' ESENZIONE DELLE RISORSE PROPRIE NON COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE ED E PERCIO' LEGITTIMA .  II ) COL FARE AL ROTTAME DI GRUPPO LO STESSO TRATTAMENTO CHE ALLE CADUTE PROPRIE SI ANDREBBE INVECE AL DI LA DEL SENSO DELLA RAGIONE STESSA DELL' ESENZIONE, IL CHE COSTITUIREBBE UNA DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI DELLE ALTRE IMPRESE . INFATTI, LA RIDUZIONE DEI COSTI DI PRODUZIONE CHE DERIVEREBBE DALL' ESONERO DEL ROTTAME DI GRUPPO SAREBBE TALE DA AUMENTARE NOTEVOLMENTE - COME DICE L' ART . 67 DEL TRATTATO - LE DISPARITA FRA I COSTI DI PRODUZIONE DELLE IMPRESE FAVORITE E QUELLI DELLE IMPRESE CHE PRODUCONO ANCH' ESSE ACCIAIO PARTENDO DAL ROTTAME MA NON SONO INTEGRATE CON UN' IMPRESA PRODUTTRICE DI QUESTA MATERIA PRIMA .  E' OVVIO CHE DETTO AUMENTO DELLE DISPARITA FRA I COSTI DI PRODUZIONE NON CONSEGUIREBBE A VARIAZIONI DELLA PRODUTTIVITA, MA DIPENDEREBBE DAI LEGAMI CONTINGENTI, DI NATURA GEOGRAFICA, ORGANIZZATIVA O FINANZIARIA, CHE DANNO CONSISTENZA AI COSIDDETTI " GRUPPI ". DAL SISTEMA DEL TRATTATO E DAI SUOI PRINCIPI BASILARI SI EVINCE INFATTI CHE IL CONCETTO DI " RENDEMENT " ( PRODUTTIVITA ) ABBRACCIA SOLTANTO I MIGLIORAMENTI PRODUTTIVI OTTENUTI PER MERITO DELLE SINGOLE IMPRESE, IN CONTRAPPOSTO AGLI AUMENTI DELLA LORO CAPACITA CONCORRENZIALE DOVUTI SIA AD INTERVENTI PUBBLICI, SIA ALLA CREAZIONE DI INTESE O CONCENTRAZIONI; IN QUEST' ULTIMA IPOTESI INFATTI - A PRESCINDERE DALLA LICEITA DELL' INTERVENTO O DALLA POSSIBILITA DI OTTENERE UN' AUTORIZZAZIONE - VIENE FALSATO IL NORMALE GIOCO DELLA CONCORRENZA .  E ) SE, IN SEGUITO AD UN INTERVENTO DELL' ALTA AUTORITA, I COSTI DI PRODUZIONE DELL' ACCIAIO RICAVATO TOTALMENTE OD IN PARTE DAL ROTTAME DIPENDESSERO DALLA STRUTTURA GIURIDICA, ORGANIZZATIVA O FINANZIARIA DEI GRUPPI INDUSTRIALI, CIO' SAREBBE SENZA DUBBIO CONTRARIO ALLO SPIRITO DEL TRATTATO; PER DI PIU I MUTAMENTI AVVENUTI NELLA STRUTTURA GIURIDICA DEL PARTICOLARE GRUPPO ALLA CUI ESISTENZA LA RICORRENTE SI RICHIAMA NE RIVELANO L' ARBITRARIETA E L' INSTABILITA E VIETANO DI RAVVISARVI UNO DEI FATTORI ESSENZIALI DELLA PRODUTTIVITA DI UN' IMPRESA SIDERURGICA .  F ) PER TUTTO QUANTO PRECEDE, LA CORTE RITIENE CHE, MENTRE L' ESONERO DELLE CADUTE PROPRIE E COMPATIBILE CON LE NORME DEL TRATTATO, UN' EVENTUALE DISPENSA A FAVORE DEL ROTTAME DI GRUPPO DETERMINEREBBE DISCRIMINAZIONI VIETATE DALL' ART . 4 DEL TRATTATO E CHE PERTANTO SIFFATTA DISPENSA DEVE CONSIDERARSI VIETATA DAL TRATTATO STESSO, SENZA BISOGNO DI STABILIRE NELLA SPECIE SE IL ROTTAME PROVENIENTE DA UN' IMPRESA NON PRODUTTRICE DI ACCIAIO - E PERCIO' NON SOGGETTO ALLA COMUNITA - DEBBA ESSER COLPITA DAL CONTRIBUTO DI PEREQUAZIONE ANCHE QUALORA ESSA FACCIA PARTE DELLO STESSO GRUPPO DI QUELLA CHE IMPIEGA IL ROTTAME OD OPERI SOTTO LA STESSA RAGIONE SOCIALE .  DA QUANTO SIN QUI SVOLTO EMERGE CHE LA CONVENUTA HA LEGITTIMAMENTE AGITO NEL CONSIDERARE IL ROTTAME DETTO DI GRUPPO QUALE ROTTAME D' ACQUISTO, INCLUDENDOLO COME TALE NEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE, E NEL RIAFFERMARE TALE CRITERIO CON LA SUA LETTERA DEL 18 DICEMBRE 1957; E POICHE LA RICORRENTE NON ECCEPISCE LE MODALITA DI CALCOLO DELL' IMPORTO CHE CON LETTERA 12 MAGGIO 1958 LA CASSA LE HA INGIUNTO DI VERSARE, BENSI' SOLTANTO IL PRINCIPIO DELL' IMPOSIZIONE A SUO CARICO, IL RICORSO CONTRO LA DECISIONE CONTENUTA IN DETTA LETTERA DEVE RITENERSI INFONDATO .  4 ) SE IL RICORSO PER CARENZA SIA FONDATO  LA RICORRENTE HA ANCORA DEDOTTO CHE L' ALTA AUTORITA HA CONCESSO L' ESONERO A TALUNE IMPRESE PER IL FATTO CHE ESSE IMPIEGANO ROTTAME PROVENIENTE DA REPARTI DI LAVORAZIONE I QUALI, PUR NON AVENDO LA STESSA RAGIONE SOCIALE DEI REPARTI NEI QUALI LO SI IMPIEGA, SONO CON QUESTI ULTIMI " INTEGRATI DAL PUNTO DELL' UBICAZIONE "; LA RICORRENTE TUTTAVIA NON HA SOLLEVATO LA QUESTIONE SE TALI ESONERI SIANO COMPATIBILI CON LO SCOPO E L' ECONOMIA DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE, E LA CORTE NON RITIENE DI DOVERLA RISOLVERE NELLA PRESENTE CAUSA . IL FATTO POI CHE L' ALTA AUTORITA O GLI UFFICI DA ESSA DIPENDENTI ABBIANO FORSE, IN ALCUNI CASI, TROPPO ESTESO IL CONCETTO DI CADUTE PROPRIE, NON VALE A GIUSTIFICARE LA DISPENSA DAL CONTRIBUTO IN ALTRI CASI PIU O MENO SIMILI, POSTO CHE DETTA DISPENSA VA RITENUTA CONTRARIA AGLI STESSI PRINCIPI DEL SISTEMA DI PEREQUAZIONE; PERTANTO, POICHE LA RICHIESTA DI DEROGA PRESENTATA DALLA RICORRENTE NON POTEVA VENIRE ACCOLTA, IL RICORSO PER CARENZA CONTRO IL SILENZIO-RIFIUTO VA RESPINTO .  PARTE SECONDA : RICORSO 33-58  SULLA RICEVIBILITA'  CON DETTO RICORSO LA RICORRENTE CHIEDE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE ASSERTIVAMENTE CONTENUTA NELLA LETTERA DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 17 APRILE 1958 .  A NORMA DELL' ART . 33 DEL TRATTATO CECA, IL RICORSO SAREBBE RICEVIBILE SOLTANTO OVE LA CITATA LETTERA FOSSE UNA DECISIONE INDIVIDUALE RIGUARDANTE LA RICORRENTE, OPPURE UNA DECISIONE GENERALE CHE LA RICORRENTE RITENGA INFICIATA DA SVIAMENTO DI POTERE NEI SUOI CONFRONTI; PER I MOTIVI SOPRA ESPOSTI LA MENZIONATA LETTERA NON E UNA DECISIONE A NORMA DEL TRATTATO E PERTANTO IL RICORSO E IRRICEVIBILE .  

Decisione relativa alle spese

AI SENSI DELL' ART . 60, PARAGRAFO 1, DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CECA, LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE;  NELLA SPECIE LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE SU TUTTI I CAPI DELLA DOMANDA E VA QUINDI CONDANNATA ALLE SPESE DI CAUSA .  

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA,  DICHIARA E STATUISCE :  1 . NELLA CAUSA 32-58 :  1 ) IL RICORSO DIRETTO CONTRO LA DECISIONE IMPLICITA DI RIFIUTO CHE RISULTA DAL SILENZIO DELLA CONVENUTA, DURATO OLTRE DUE MESI, IN MERITO ALLA RICHIESTA DI DEROGA PRESENTATA DALLA RICORRENTE ALL' UFFICIO COMUNE DEI CONSUMATORI DI ROTTAME ED ALLA CASSA DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO MEDIANTE LETTERE DI DATA 31 MARZO 1958, E RESPINTO PERCHE INFONDATO .  2 ) IL RICORSO DIRETTO CONTRO LA DECISIONE ASSERTIVAMENTE CONTENUTA NELLA LETTERA DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO DI DATA 12 MAGGIO E RESPINTO PERCHE INFONDATO .  3 ) LA RICORRENTE E CONDANNATA ALLE SPESE DI CAUSA .  2 . NELLA CAUSA 33-58 :  1 ) IL RICORSO E IRRICEVIBILE .  2 ) LA RICORRENTE E CONDANNATA ALLE SPESE DI CAUSA .