CELEX: 52014PC0679
Language: it
Date: 2014-10-30
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce la posizione dell’Unione relativamente a una decisione del comitato misto, istituito ai sensi dell’accordo fra l’Unione europea e l’Ucraina di facilitazione del rilascio dei visti, sull’adozione degli orientamenti comuni per l’attuazione dell’accordo

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		52014PC0679
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce la posizione dell’Unione relativamente a una decisione del comitato misto, istituito ai sensi dell’accordo fra l’Unione europea e l’Ucraina di facilitazione del rilascio dei visti, sull’adozione degli orientamenti comuni per l’attuazione dell’accordo /* COM/2014/0679 final - 2014/0315 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
L’accordo di facilitazione del rilascio dei
visti fra l’Unione europea e l’Ucraina, entrato in vigore il 1° gennaio 2008,
ha istituito, su una base di reciprocità, diritti ed obblighi giuridicamente
vincolanti allo scopo di semplificare le procedure di
rilascio del visto ai cittadini ucraini. Il suo articolo
12 ha creato un comitato misto incaricato di controllare l’applicazione
dell’accordo. 
Il comitato misto ha rilevato l’esigenza di
orientamenti comuni per garantire che i consolati degli Stati membri applichino
l’accordo di facilitazione del visto in modo del tutto armonizzato, e per
chiarire la relazione fra le disposizioni di tale accordo e le disposizioni
delle Parti contraenti che continuano ad applicarsi alle questioni in materia
di visti non contemplate dall’accordo.
Il comitato misto ha
adottato tali orientamenti con decisione n. 1/2009 del 25
novembre 2009. Essi non sono parte dell’accordo e non sono
pertanto giuridicamente vincolanti. Tuttavia, è fortemente raccomandato che il
personale diplomatico e consolare vi si attenga in modo coerente quando applica
le disposizioni dell’accordo.
A seguito dell’entrata in vigore, il 1° luglio
2013, dell’accordo modificato fra l’Unione europea e l’Ucraina
di facilitazione del rilascio dei visti, si è reso
necessario adattare gli orientamenti di conseguenza.
Gli orientamenti sono stati così adeguati
all’accordo modificato – che contiene nuove disposizioni su ulteriori
facilitazioni nella procedura di rilascio di visti ai cittadini ucraini per soggiorni previsti di massimo 90 giorni per periodi di 180 giorni
nello spazio Schengen – e alla nuova legislazione dell’UE
in materia di politica dei visti, come il codice dei visti. Rispecchiano
pertanto l’acquis UE applicabile in materia di visti attualmente in
vigore.
2.           ESITO DELLE CONSULTAZIONI
CON LE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI D’IMPATTO
Gli orientamenti, figuranti in allegato alla
presente proposta di decisione del Consiglio, sono il risultato di
consultazioni con gli Stati membri nell’ambito del Gruppo “Visti” del 12 dicembre
2013, 10 gennaio 2014, 20 febbraio 2014 e 15 aprile 2014. La Commissione si è
consultata su questi orientamenti con le autorità responsabili ucraine in
diverse occasioni, fra cui la riunione del comitato misto del 14 maggio 2014.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Gli orientamenti, che saranno adottati tramite
delega data al rappresentante della Commissione in seno al comitato misto sulla
base della presente decisione, non saranno giuridicamente vincolanti per gli
Stati membri. Essi servono da guida e spiegano in dettaglio le disposizioni
dell’accordo alle persone che applicano l’accordo modificato di facilitazione
del visto fra l’UE e l’Ucraina. 
Gli orientamenti tengono conto delle
disposizioni del codice dei visti e di altri atti legislativi nel settore della
politica dell’UE in materia di visti, per garantire che le rappresentanze
consolari degli Stati membri, nell’applicare le disposizioni dell’accordo di
facilitazione, agiscano conformemente a tutto l’acquis dell’UE in
materia di visti. 
Le disposizioni dell’accordo prevalgono su
quelle del codice dei visti nelle materie disciplinate da entrambi i testi. 
4.            INCIDENZA FINANZIARIA E SUL
BILANCIO
La proposta non ha incidenza sul bilancio
dell’UE.
2014/0315 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che stabilisce la posizione dell’Unione
relativamente a una decisione del comitato misto, istituito ai sensi
dell’accordo fra l’Unione europea e l’Ucraina di facilitazione del rilascio dei
visti, sull’adozione degli orientamenti comuni per l’attuazione dell’accordo
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 218, paragrafo 9,
considerando quanto segue:
(1)       L’articolo 12 dell’accordo fra l’Unione europea e l’Ucraina
di facilitazione del rilascio dei visti[1]
(“accordo di facilitazione del visto”) istituisce un comitato misto e prevede
che esso debba, in particolare, controllare l’applicazione dell’accordo.
(2)       Nell’ambito di tale responsabilità,
il comitato misto ha rilevato l’esigenza di orientamenti comuni per garantire
che i consolati degli Stati membri applichino l’accordo di facilitazione del
visto in modo del tutto armonizzato, e per chiarire la relazione fra le
disposizioni di tale accordo e le disposizioni delle Parti contraenti che
continuano ad applicarsi alle questioni in materia di visti non contemplate
dall’accordo.
(3)       Il comitato misto ha già
adottato tali orientamenti con decisione n. 1/2009 del 25 novembre 2009.
Tali orientamenti devono essere adattati alle nuove disposizioni dell’accordo
modificato di facilitazione del visto e ai cambiamenti nella legislazione
interna dell’Unione sulla politica dei visti. Per chiarezza è opportuno
sostituirli. 
(4)       L’accordo fra l’Unione europea
e l’Ucraina che modifica l’accordo di facilitazione del rilascio dei visti[2] è entrato in vigore il 1° luglio 2013.
(5)       Il regolamento (CE) n.
810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio[3]
è entrato in vigore il 5 aprile 2010 e ha istituito le procedure e condizioni
per il rilascio dei visti di transito o per soggiorni previsti di non più di 90
giorni su un periodo di 180 giorni nel territorio degli Stati membri.
(6)       Occorre stabilire la
posizione da prendere in seno al comitato misto sull’adozione degli
orientamenti comuni,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo unico
La posizione che l’Unione deve adottare in
sede di comitato misto istituito dall’articolo 12 dell’accordo fra l’Unione
europea e l’Ucraina di facilitazione del rilascio dei visti, sull’adozione
degli orientamenti comuni per l’attuazione dell’accordo, si basa sul progetto
di decisione del comitato misto accluso alla presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio 
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 332 del 29.11.2007, pag.68.
[2]               GU L 168 del 20.6.2013, pag. 11.
[3]               Regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei
visti (GU L 243 del 15.9.2009, pag. 1).
ALLEGATO
della
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che stabilisce la posizione
dell’Unione relativamente a una decisione del comitato misto, istituito ai
sensi dell’accordo fra l’Unione europea e l’Ucraina di facilitazione del
rilascio dei visti, sull’adozione degli orientamenti comuni per l’attuazione
dell’accordo
PROGETTO
di
DECISIONE
n. …./2014 DEL COMITATO MISTO
ISTITUITO
DALL’ACCORDO
FRA L’UNIONE EUROPEA E L’UCRAINA
DI FACILITAZIONE DEL RILASCIO DEI VISTI
del
…….2014
sull’adozione
degli orientamenti comuni per l’attuazione dell’accordo
(…/…/…)
IL COMITATO,
visto l’accordo fra
l’Unione europea e l’Ucraina di
facilitazione del rilascio dei visti (in appresso:
“accordo”), in particolare l’articolo 12,
considerando che l’accordo è entrato in vigore
il 1° gennaio 2008,
HA DECISO QUANTO SEGUE:
Articolo 1
Gli orientamenti comuni per l’attuazione
dell’accordo fra l’Unione europea e l’Ucraina di facilitazione del rilascio dei
visti sono fissati in allegato alla presente decisione.
Articolo
2
La decisione n. 1/2009 del comitato misto è
abrogata.
ALLEGATO
ORIENTAMENTI COMUNI 
PER L’ATTUAZIONE
DELL’ACCORDO FRA
L’UNIONE EUROPEA
E L’UCRAINA
DI FACILITAZIONE DEL RILASCIO DEI VISTI 
Scopo dell’accordo di facilitazione del
rilascio dei visti fra l’Unione europea e l’Ucraina, entrato in vigore il 1°
gennaio 2008, quale modificato dall’accordo fra l’Unione europea e l’Ucraina
del 23 luglio 2012, entrato in vigore il 1° luglio 2013 (in appresso:
“accordo”), è agevolare, su una base di reciprocità, le procedure di rilascio di visti ai cittadini ucraini per soggiorni previsti di
massimo 90 giorni per periodi di 180 giorni.
L’accordo istituisce, su una base di
reciprocità, diritti ed obblighi giuridicamente vincolanti allo scopo di semplificare le procedure di rilascio del visto ai cittadini ucraini.
I presenti orientamenti, adottati dal comitato
misto istituito dall’accordo, sono volti a garantire un’attuazione corretta e
armonizzata delle disposizioni dell’accordo da parte delle rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati membri. Non sono parte dell’accordo e non sono pertanto giuridicamente
vincolanti. Tuttavia, è fortemente raccomandato che il personale diplomatico e
consolare vi si attenga in modo coerente quando applica le disposizioni
dell’accordo.
I presenti orientamenti
sono concepiti come un documento in continua evoluzione, da aggiornare alla
luce delle esperienze acquisite nell’attuazione dell’accordo sotto la
responsabilità del comitato misto istituito dall’articolo 12 dell’accordo
stesso. Sono stati adottati dal comitato misto il 25
novembre 2009, e sono stati adattati in linea con l’accordo
fra l’Unione europea e l’Ucraina che modifica l’accordo tra la Comunità europea
e l’Ucraina di facilitazione del rilascio dei visti, e con nuovi atti normativi
dell’UE come il codice dei visti.
I. ASPETTI GENERALI 
1.1. Scopo e campo d’applicazione
L’articolo 1 dell’accordo recita come segue: “Scopo del presente accordo è agevolare il rilascio di visti ai
cittadini ucraini per soggiorni previsti di massimo 90 giorni per periodi di
180 giorni”.
L’accordo si applica a tutti i cittadini
ucraini che presentano domanda per visti per soggiorni di breve durata,
qualunque sia il paese in cui risiedono.
Ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 2,
dell’accordo, l’“Ucraina può reintrodurre l’obbligo di
visto solo per i cittadini, o per determinate categorie di cittadini, di tutti
gli Stati membri, e non per i cittadini o per determinate categorie di
cittadini di singoli Stati membri. Se
l’Ucraina reintrodurrà l’obbligo di visto per i cittadini UE, o determinate
categorie di cittadini UE, a questi si applicheranno automaticamente le
medesime facilitazioni concesse dal presente accordo ai cittadini ucraini, per
reciprocità”.
In base alle decisioni adottate dal governo
ucraino, dal 1° maggio 2005 o, rispettivamente, dal 1° gennaio 2008, i
cittadini dell’Unione europea che si recano in Ucraina per
un periodo massimo di 90 giorni o che transitano per il territorio ucraino sono
esenti dall’obbligo di visto. Questa disposizione non
incide sul diritto del governo ucraino di modificare tali decisioni.
1.2. Campo d’applicazione dell’accordo.
L’articolo 2 dell’accordo prevede quanto
segue:
“1.       Le
facilitazioni del visto previste nel presente accordo si applicano ai cittadini
ucraini solo se gli stessi non sono esenti dal visto in virtù delle leggi e dei
regolamenti della Comunità o degli Stati membri, del presente accordo o di
altri accordi internazionali.
2.         Le questioni
non contemplate dalle disposizioni del presente accordo, quali il rifiuto del
visto, il riconoscimento dei documenti di viaggio, la prova della sufficienza
dei mezzi di sussistenza, il rifiuto dell’ingresso e i provvedimenti di
allontanamento, sono disciplinate dal diritto nazionale dell’Ucraina o degli
Stati membri o dal diritto comunitario”.
Fermo restando l’articolo 10 (che prevede
l’esenzione dall’obbligo di visto per i titolari di passaporti diplomatici e
passaporti di servizio biometrici dell’Ucraina), l’accordo lascia invariate le
norme esistenti in materia di obblighi di visto e di esenzioni dal visto. Ad
esempio, l’articolo 4 del regolamento n. 539/2001 del Consiglio consente agli
Stati membri di esentare dall’obbligo del visto alcune categorie fra cui i membri degli equipaggi civili di aerei e navi.
Tutte le questioni non contemplate
dall’accordo – quali il rifiuto del visto, il
riconoscimento dei documenti di viaggio, la prova della sufficienza dei mezzi
di sussistenza, il rifiuto dell’ingresso e i provvedimenti di allontanamento –
continuano ad essere disciplinate dalle norme Schengen e, se del caso, dal
diritto nazionale. Ciò si applica anche alle norme Schengen
che determinano lo Stato membro Schengen responsabile del trattamento di una
domanda di visto. Pertanto, i cittadini ucraini devono continuare a chiedere il
visto presso il consolato dello Stato membro in cui si trova la destinazione
principale del loro viaggio; se non vi è una destinazione principale, devono
presentare la domanda presso il consolato dello Stato membro del primo ingresso
nello spazio Schengen.
Anche quando ricorrono le condizioni previste
dall’accordo (ad esempio: il richiedente dimostra con prove documentali la
finalità del viaggio secondo le categorie di cui all’articolo 4) il rilascio
del visto può sempre essere rifiutato se non sono soddisfatte le condizioni di
cui all’articolo 5 del codice frontiere Schengen, ossia: se la persona non è in
possesso di un documento di viaggio valido; se è segnalata nel SIS; se è
considerata una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna, ecc. 
Continuano ad applicarsi inoltre le altre
possibilità di flessibilità nel rilascio dei visti consentite dal codice dei
visti. Ad esempio, se ricorrono le condizioni previste dal codice dei visti
(vedi il relativo articolo 24, paragrafo 2), visti per ingressi multipli con un
lungo periodo di validità (fino a 5 anni) possono essere rilasciati anche a
categorie di persone diverse da quelle menzionate all’articolo 5. Parimenti,
continuano ad applicarsi le disposizioni del codice dei visti riguardanti
l’esenzione dal pagamento dei diritti di visto o la loro riduzione (vedi infra,
II.2.1.1.).
1.3.      Tipi di visto rientranti nel campo
d’applicazione dell’accordo
L’articolo 3, lettera d), dell’accordo
definisce il “visto” come un’“autorizzazione rilasciata o
decisione presa da uno Stato membro per consentire:
–          l’ingresso per
un soggiorno previsto di massimo 90 giorni in totale nel territorio di quello
Stato membro o di più Stati membri;
–          l’ingresso per
il transito nel territorio di quello Stato membro o di più Stati membri”.
L’accordo contempla i seguenti tipi di visto:
- visti “C” (visti per
soggiorni di breve durata).
Le facilitazioni previste dall’accordo si
applicano sia ai visti uniformi validi per l’intero territorio degli Stati
membri che ai visti con validità territoriale limitata (VTL). 
1.4. Calcolo della durata del soggiorno
autorizzato dal visto e, in particolare, questione del calcolo del periodo di
sei mesi
La recente modifica del codice frontiere
Schengen ha ridefinito il concetto di soggiorno di breve durata. La definizione
attuale è la seguente: “90 giorni su un periodo di 180
giorni, il che comporta di prendere in considerazione il periodo di 180 giorni
che precede ogni giorno di soggiorno”. 
Il giorno dell’ingresso è calcolato come il
primo giorno di soggiorno nel territorio degli Stati membri e il giorno
dell’uscita è calcolato come l’ultimo giorno di soggiorno nel territorio degli
Stati membri. Questo concetto implica l’applicazione di un
periodo di riferimento “mobile” di 180 giorni: per ogni giorno del soggiorno si
guarda indietro all’ultimo periodo di 180 giorni, per verificare se il
requisito dei 90/180 giorni continua ad essere rispettato. Ciò significa che
un’assenza per un periodo ininterrotto di 90 giorni consente un nuovo soggiorno
fino a 90 giorni.
La definizione è entrata in vigore il 18
ottobre 2013. Il calcolatore si trova on-line al seguente indirizzo:
http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/borders-and-visas/border-crossing/index_en.htm.
Esempio di calcolo del soggiorno in base alla
nuova definizione:
Una persona in possesso di un visto per più
ingressi con validità di 1 anno (18.4.2014‑18.4.2015) entra per la prima
volta il 19.4.2014 e soggiorna 3 giorni. Entra nuovamente il 18.6.2014 e
soggiorna 86 giorni. Qual è la situazione in determinate date? Quando sarà consentito nuovamente l’ingresso all’interessato? 
In data 11.9.2014: negli
ultimi 180 giorni (16.3.2014-11.9.2014) la persona ha soggiornato per 3 giorni
(19-21.4.2014) più 86 giorni (18.6.2014-11.9.2014) = 89 giorni = nessun
prolungamento indebito del soggiorno. La persona può ancora soggiornare 1
giorno.
In data 16.10.2014: la
persona potrebbe rientrare per un periodo di 3 giorni
supplementari (in data 16.10.2014 il soggiorno effettuato
il giorno 19.4.2014 diventa irrilevante ai fini del calcolo, trovandosi al di
fuori del periodo di 180 giorni; in data 17.10.2014 il soggiorno effettuato il
giorno 20.4.2014 diventa irrilevante ai fini del calcolo, trovandosi al di
fuori del periodo di 180 giorni; e così di seguito).
In data 15.12.2014: la persona potrebbe
rientrare per un periodo di 86 giorni (in data 15.12.2014, il soggiorno
effettuato il giorno 18.6.2014 diventa irrilevante ai fini del calcolo,
trovandosi al di fuori del periodo di 180 giorni; in data 16.12.2014 il soggiorno
effettuato il giorno 19.6.2014 diventa irrilevante, e così di seguito).
1.5.      Situazione relativa agli Stati
membri che non applicano ancora integralmente l’acquis di Schengen, agli Stati
membri che non partecipano alla politica comune dell’UE in
materia di visti e ai paesi associati.
Gli Stati membri che hanno aderito all’UE nel
2004 (Cipro, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia,
Slovenia e Repubblica ceca), nel 2007 (Bulgaria e Romania) e nel 2013 (Croazia)
sono vincolati dall’accordo dalla data della sua entrata in vigore.
Solo Cipro, la Romania, la Bulgaria e la
Croazia non applicano ancora integralmente l’acquis di Schengen, e
continueranno a rilasciare visti nazionali con una validità limitata al loro
territorio nazionale. Quando questi Stati membri applicheranno integralmente
l’acquis di Schengen, continueranno ad applicare l’accordo.
Il diritto nazionale continua ad applicarsi a
tutte le questioni non contemplate dall’accordo fino alla data della piena
applicazione dell’acquis di Schengen da parte di tali Stati membri. Da tale
data, le questioni non regolate dall’accordo saranno disciplinate dalle norme
Schengen/dal diritto nazionale.
La Bulgaria, la Croazia, Cipro e la Romania
sono autorizzati a riconoscere i permessi di soggiorno, i visti di tipo D e i
visti per soggiorni di breve durata rilasciati dagli Stati Schengen e dai paesi
associati per soggiorni di breve durata sul loro territorio.
Conformemente all’articolo 21 della Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen, tutti gli Stati Schengen devono riconoscere i visti per soggiorni di
lunga durata e i permessi di soggiorno rilasciati dagli altri Stati Schengen
come validi per soggiorni di breve durata sui rispettivi territori. Gli Stati
membri Schengen accettano i permessi di soggiorno, i visti di tipo D e i visti
per soggiorni di breve durata dei paesi associati ai fini dell’ingresso e di
soggiorni di breve durata, e viceversa. 
L’accordo non si applica al Regno Unito,
all’Irlanda e alla Danimarca, ma include dichiarazioni comuni
sull’auspicabilità della conclusione di accordi bilaterali sulla facilitazione
del rilascio dei visti fra tali Stati membri e l’Ucraina.
Un accordo bilaterale sulla facilitazione del
visto fra la Danimarca e l’Ucraina è entrato in vigore il 1° marzo 2009. Non si
è svolto alcun negoziato sulla facilitazione del visto fra l’Ucraina e il Regno
Unito e fra l’Ucraina e l’Irlanda.
L’accordo non si applica alla Norvegia, alla
Svizzera, al Liechtenstein e all’Islanda (pur essendo questi paesi associati a
Schengen), ma comprende dichiarazioni comuni sull’auspicabilità della
conclusione di accordi bilaterali sulla facilitazione del rilascio dei visti
fra tali paesi e l’Ucraina.
La Norvegia ha firmato un accordo bilaterale di facilitazione del rilascio dei visti il 13 febbraio 2008. L’accordo è entrato in vigore il 1° settembre
2011.
La Svizzera ha finalizzato i negoziati per un accordo bilaterale di facilitazione del rilascio dei visti nel novembre
2011. L’Islanda ha indicato che i negoziati con l’Ucraina
sono cominciati.
1.6.      Accordo UE/Accordi bilaterali
L’articolo 13, paragrafo 1, dell’accordo
prevede quanto segue: 
“1. Sin dall’entrata in
vigore del presente accordo, le disposizioni ivi contenute prevalgono su quelle
di qualsiasi accordo o intesa bilaterale o multilaterale vigente tra i singoli
Stati membri e l’Ucraina, nella misura in cui queste ultime disposizioni
abbiano il medesimo oggetto dell’accordo”.
Dalla data di entrata in vigore dell’accordo,
le disposizioni degli accordi bilaterali in vigore fra gli Stati membri e
l’Ucraina sulle questioni contemplate dall’accordo di facilitazione del visto
cessano di applicarsi. Conformemente al diritto dell’Unione europea, gli Stati
membri devono eliminare le incompatibilità fra i loro accordi bilaterali e
l’accordo dell’Unione europea.
Tuttavia, l’articolo 13, paragrafo 2, dell’accordo
prevede quanto segue:
“2. Le disposizioni degli
accordi o delle intese bilaterali in vigore fra i singoli Stati membri e
l’Ucraina conclusi prima dell’entrata in vigore del presente accordo e che
prevedono l’esenzione dall’obbligo del visto per i titolari di passaporti di
servizio non biometrici continuano ad applicarsi fermo restando il diritto
degli Stati membri interessati o dell’Ucraina di denunciare o sospendere tali
accordi o intese bilaterali”.
I seguenti Stati membri hanno stipulato un
accordo bilaterale con l’Ucraina che prevede l’esenzione dall’obbligo del visto
per i titolari di passaporti di servizio: Bulgaria, Croazia, Cipro, Lettonia,
Lituania, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia.
Conformemente all’articolo 13, paragrafo 1,
nella misura in cui questi accordi riguardano i passaporti di servizio
biometrici, l’articolo 10, paragrafo 2, dell’accordo modificato prevale su di
essi. Conformemente all’articolo 13, paragrafo 2, tali accordi, conclusi prima
dell’entrata in vigore dell’accordo di modifica, continueranno ad applicarsi
nella misura in cui riguardano i titolari di passaporti di
servizio non biometrici, fermo
restando il diritto degli Stati membri interessati o dell’Ucraina di denunciare
o sospendere tali accordi o intese bilaterali. L’esenzione
dal visto per i titolari di passaporti di servizio non
biometrici accordata da uno Stato membro si applica solo per il viaggio sul
territorio di tale Stato membro, e non per recarsi negli altri Stati membri Schengen.
Se uno Stato membro ha concluso un accordo o
un’intesa bilaterale con l’Ucraina su questioni non contemplate dall’accordo
UE, tale esenzione continua ad applicarsi dopo l’entrata in vigore dell’accordo
UE di facilitazione del visto.
1.7. Dichiarazione della Comunità europea
sull’accesso dei richiedenti il visto alle informazioni riguardanti le
procedure di rilascio dei visti per soggiorni di breve durata e relativa
armonizzazione, e sulla documentazione da allegare alla domanda di visto di
soggiorno di breve durata
Conformemente a questa dichiarazione della
Comunità europea allegata all’accordo iniziale, per garantire che i richiedenti
il visto abbiano a disposizione dati coerenti e uniformi, sono state redatte
informazioni comuni di base sull’accesso alle
rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati membri, sulle procedure e
condizioni relative al rilascio dei visti e sulla validità dei visti
rilasciati. Tali informazioni sono disponibili sul sito web della delegazione
UE in Ucraina (http://eeas.europa.eu/delegations/ukraine/index_en.htm).
Le rappresentanze
diplomatiche e consolari sono tenute a divulgare ampiamente queste informazioni
(nelle bacheche, negli opuscoli, sui siti web. ecc.) e a divulgare anche
informazioni precise sulle condizioni del rilascio dei visti, sulle
rappresentanze degli Stati membri in Ucraina e sull’elenco UE armonizzato della
documentazione giustificativa richiesta.
 
II. ORIENTAMENTI SU DISPOSIZIONI SPECIFICHE
2.1.      Norme applicabili a tutti i
richiedenti il visto
Importante – Si ricorda che le facilitazioni
sotto indicate, riguardanti i diritti e i termini per il trattamento delle
domande di visto, la partenza in caso di smarrimento o furto dei documenti, e i casi eccezionali
di proroga del visto, si applicano a tutti i richiedenti e a tutti i titolari
di visto ucraini.
2.1.1.   Diritti per il trattamento delle
domande di visto
L’articolo 6, paragrafo 1, dell’accordo
prevede quanto segue:
“I diritti per il
trattamento delle domande di visto dei cittadini ucraini ammontano a 35 euro.
Detto importo può essere rivisto secondo la procedura di cui all’articolo 14,
paragrafo 4”.
Conformemente all’articolo 6, paragrafo 1, i
diritti per il trattamento di una domanda di visto sono pari a 35 euro. Tali
diritti si applicano a tutti i richiedenti il visto ucraini (compresi i
turisti), riguardano i visti per soggiorni di breve durata, indipendentemente
dal numero di ingressi, e si applicano anche alle domande di visto presentate
alle frontiere esterne.
L’articolo 6, paragrafo 2, dell’accordo
prevede quanto segue:
“Se l’Ucraina
reintrodurrà l’obbligo del visto per i cittadini UE, i diritti che potrà
esigere non dovranno essere superiori a 35 euro ovvero all’importo convenuto se
i diritti sono rivisti in conformità della procedura di cui all’articolo 14,
paragrafo 4”.
L’articolo 6, paragrafo 3, dell’accordo
prevede quanto segue:
“Gli Stati membri
applicano diritti pari a 70 EUR per il trattamento dei visti qualora il
richiedente, tenuto conto della distanza fra il suo luogo di residenza e quello
di presentazione della domanda, chieda l’adozione di una decisione entro tre
giorni dalla presentazione della domanda, e il consolato accetti”.
I diritti di 70 EUR saranno applicati per il
trattamento delle domande di visto nei casi in cui la domanda e i documenti
giustificativi siano stati presentati da un richiedente il cui luogo di
residenza si trova in un oblast in cui lo Stato membro di destinazione
non ha una rappresentanza consolare (cioè se in tale oblast non c’è
nessun consolato, nessun centro per i visti, né alcun consolato di Stati membri
che abbiano concluso accordi di rappresentanza con lo Stato membro in cui il
richiedente intende recarsi), e se la rappresentanza
diplomatica o consolare ha convenuto di adottare una decisione sulla domanda di
visto entro tre giorni. Le prove riguardanti il luogo di residenza del
richiedente il visto sono fornite col modulo di domanda di visto. 
In linea di principio, l’articolo 6, paragrafo
3, serve a facilitare la presentazione della domanda di visto ai richiedenti
che vivono molto lontano dal consolato e devono effettuare un viaggio lungo per
presentare la domanda: lo scopo è che il visto sia rilasciato in tempi brevi in
modo che possano riceverlo senza dover compiere lo stesso impegnativo
spostamento una seconda volta.
Per le ragioni sopra indicate, nei casi in cui
i tempi di trattamento “standard” di una domanda di visto da parte di una data
rappresentanza diplomatica o consolare siano di tre giorni o meno, saranno
applicati i diritti standard di 35 EUR. 
Per le rappresentanze diplomatiche e consolari
che hanno un sistema di appuntamenti, il periodo di tempo per ottenere
l’appuntamento non è calcolato come parte del tempo di trattamento (vedi anche
punto 2.1.2).
L’articolo 6, paragrafo 4, dell’accordo
prevede quanto segue:
“4.       Fermo restando
il paragrafo 5, sono esenti dai diritti per il trattamento delle domande di
visto le seguenti categorie di persone:
a)         i parenti
stretti – coniugi, figli (anche adottivi), genitori (anche tutori), nonni e
nipoti – di cittadini ucraini regolarmente soggiornanti nel territorio degli
Stati membri o di cittadini dell’Unione europea che risiedono nel territorio
dello Stato membro di cui hanno la cittadinanza;”
Questo paragrafo disciplina la situazione dei
parenti stretti ucraini che si recano in Stati membri in visita a cittadini
ucraini regolarmente soggiornanti negli Stati membri o a cittadini dell’Unione
europea residenti nel territorio dello Stato membro di cui hanno la
cittadinanza. Ai richiedenti il visto ucraini familiari di un cittadino
dell’Unione, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2004/38/CE
del 29 aprile 2004, sono rilasciati visti gratuiti, il più
presto possibile e in base a una procedura accelerata.
“b) i membri di
delegazioni ufficiali che, su invito ufficiale rivolto all’Ucraina, partecipano
a riunioni, consultazioni, negoziati o programmi di scambio, o a eventi
organizzati nel territorio di uno Stato membro da organizzazioni intergovernative;
c) i membri di governi e
parlamenti nazionali e regionali e i membri di corti costituzionali o di
tribunali di ultimo grado che non siano esenti dall’obbligo di visto in virtù
del presente accordo;
d)         gli studenti
di scuole inferiori e superiori, di università o corsi post-universitari e i
docenti accompagnatori in viaggio di studio o di formazione;
e)         i disabili ed
eventuali accompagnatori” (N.B. – Per beneficiare
dell’esenzione dai diritti occorre dimostrare che entrambi i richiedenti il
visto rientrano in questa categoria.)
“f)        le persone che
hanno documentato la necessità del viaggio per motivi umanitari, inclusa la
necessità di ricevere trattamenti medici urgenti (nel qual caso l’esonero è
esteso agli accompagnatori) o di partecipare al funerale di un parente stretto
o di visitare un parente stretto gravemente malato;
g)         i partecipanti
ad eventi sportivi internazionali e gli accompagnatori”
(N.B. – Sono contemplati solo gli accompagnatori a titolo professionale; i
tifosi non sono considerati accompagnatori.)
“h)       i partecipanti
ad attività scientifiche, culturali e artistiche, inclusi i programmi di scambi
universitari o di altro tipo; 
i)          i
partecipanti a programmi di scambio ufficiali organizzati da città gemellate e da altre entità municipali;
j)          i giornalisti e il personale tecnico che li accompagna a titolo professionale; (N.B. – Sono contemplati i giornalisti di cui all’articolo 4,
paragrafo 1, lettera e)).
k)         i pensionati” (N.B. – Per poter
beneficiare dell’esenzione dal visto per questa categoria, i richiedenti devono
dimostrare lo status di pensionati.) 
“l)        gli
autotrasportatori che effettuano servizi di trasporto internazionale di merci e
passeggeri nel territorio degli Stati membri con veicoli immatricolati in
Ucraina;
m)        il personale di
carrozza, di locomotiva o addetto ai vagoni frigoriferi di treni internazionali
che viaggiano nei territori degli Stati membri;
n)         i minori di
anni 18 e i figli a carico di età inferiore a 21 anni.”
(N.B. – Per poter beneficiare dell’esenzione dal visto per questa categoria i
richiedenti devono presentare documenti che dimostrino l’età e – se inferiore a 21 anni – lo status di figli a
carico);
“o)       i
rappresentanti di comunità religiose;
p)         i liberi
professionisti che partecipano a fiere, conferenze, convegni, seminari
internazionali o altri eventi analoghi organizzati nel territorio degli Stati
membri;
q)         i giovani di
età non superiore a venticinque anni che partecipano a seminari, conferenze e
manifestazioni sportive, culturali o formative organizzate da associazioni
senza scopo di lucro;
r)          i
rappresentanti di organizzazioni della società civile che effettuano viaggi
finalizzati a seguire formazioni, seminari e conferenze, anche nel quadro di
programmi di scambio;
s)         i partecipanti
a programmi ufficiali di cooperazione transfrontaliera dell’UE, come ad esempio
lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI).
Il primo comma si applica anche quando lo
scopo del viaggio è il transito”.
Quest’ultima frase si applica solo se lo scopo
del viaggio nel paese terzo è equivalente a una delle finalità elencate
all’articolo 6, paragrafo 4, lettere da a) a s), ad es. se il transito è
necessario per partecipare a un seminario, per recarsi in visita presso
familiari, per partecipare a programmi di scambio di organizzazioni
della società civile, ecc., nel paese terzo. 
Le categorie di persone sopra menzionate sono
del tutto esenti dal pagamento dei diritti. Inoltre, conformemente all’articolo
16, paragrafo 6, del codice dei visti, “[i]n singoli casi
è possibile derogare alla riscossione o ridurre l’importo dei diritti per i
visti, quando ciò serve a promuovere gli interessi culturali o sportivi, nonché
gli interessi in materia di politica estera, di politica dello sviluppo e di
altri settori essenziali d’interesse pubblico o per motivi umanitari”. 
Tuttavia, questa regola non può essere
applicata ai fini dell’esenzione dai diritti di trattamento di 70 EUR nei
singoli in casi in cui la domanda di visto e i documenti giustificativi sono
stati presentati da un richiedente il cui luogo di residenza è molto lontano
dalla rappresentanza diplomatica o consolare dello Stato membro, pur
appartenendo ad una delle categorie esenti dai diritti per il visto di cui
all’articolo 6, paragrafo 4, dell’accordo. 
Va inoltre ricordato che le categorie di
persone esenti dal pagamento dei diritti per il visto potrebbero comunque
essere tenute a corrispondere un diritto per servizi nel
caso in cui lo Stato membro cooperi con un fornitore esterno di servizi.
Ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 5
dell’accordo:
“5. Se uno Stato membro
coopera con un fornitore esterno di servizi ai fini del rilascio dei visti,
tale fornitore esterno può applicare un diritto per servizi. Tale diritto è
proporzionato ai costi sostenuti dal fornitore esterno per assolvere ai suoi
compiti e non può essere superiore a 30 EUR. Gli Stati membri mantengono
la possibilità, per tutti i richiedenti, di presentare la domanda di visto
direttamente ai rispettivi consolati. Se i richiedenti sono tenuti a ottenere
un appuntamento per la presentazione della domanda, tale appuntamento, di
norma, ha luogo entro due settimane da quando viene chiesto”.
 
Mantenere la possibilità, per tutte le
categorie di richiedenti il visto, di presentare domanda direttamente al
consolato invece che tramite un fornitore esterno di
servizi significa che dovrebbe esserci un’effettiva scelta fra queste due
possibilità. Anche se l’accesso diretto non deve necessariamente essere
organizzato a condizioni identiche o simili a quelle per l’accesso al fornitore
di servizi, tali condizioni non devono rendere l’accesso diretto impossibile
nella pratica. Anche se è accettabile avere tempi d’attesa diversi per ottenere
un appuntamento in caso di accesso diretto, tali tempi d’attesa non devono
essere così lunghi da rendere, in pratica, impossibile tale accesso diretto.
2.1.2.   Termini per il trattamento delle
domande di visto. 
L’articolo 7 dell’accordo stabilisce quanto
segue:
“1.       Le
rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati membri decidono sulla
domanda di rilascio del visto entro 10 giorni di calendario dalla data di
ricevimento della domanda e della documentazione necessaria per il rilascio del
visto.
2.         In singoli
casi, qualora si debba procedere a un ulteriore esame della domanda, il termine
per decidere può essere prorogato fino a 30 giorni di calendario.
3.         In casi
urgenti il termine per decidere sulla domanda di visto può essere ridotto a due
giorni lavorativi o a un periodo inferiore”.
Una decisione su una domanda di visto verrà
presa, in linea di principio, entro 10 giorni di
calendario dalla data di ricevimento della domanda di
visto completa e dei documenti giustificativi.
Questo termine può essere prorogato fino a 30
giorni di calendario qualora si debba procedere a un ulteriore esame – ad
esempio in caso di consultazione delle autorità centrali. 
Tutti questi termini cominciano a decorrere
solo quando il fascicolo di candidatura è completo, cioè dalla data di
ricevimento della domanda di visto e dei documenti giustificativi. 
Per le rappresentanze diplomatiche e consolari
che hanno un sistema di appuntamenti, il lasso di tempo necessario per essere
ricevuti non conta come parte del periodo di trattamento della domanda. In
applicazione dell’articolo 7, paragrafo 3, nel fissare l’appuntamento occorre tenere
conto dell’eventuale urgenza dichiarata dal richiedente il visto. Di norma, un
appuntamento deve aver luogo entro due settimane da quando viene chiesto (vedi
articolo 6, paragrafo 5), e un lasso di tempo più lungo deve essere
un’eccezione anche nei periodi di punta: il comitato misto controllerà
attentamente tale questione. Gli Stati membri si impegneranno per garantire che
gli appuntamenti su richiesta dei membri delle delegazioni ufficiali
dell’Ucraina per presentare le domande presso le rappresentanze diplomatiche e
consolari abbiano luogo quanto prima, preferibilmente entro due giorni
lavorativi, in casi urgenti, quando l’invito è stato inviato tardi. 
La decisione sulla riduzione del termine per decidere su una domanda di visto, secondo la
definizione dell’articolo 7, paragrafo 3, è presa dal funzionario consolare.
2.1.3. Casi eccezionali di proroga del visto.
Ai sensi dell’articolo 9 dell’accordo:
“Qualora, per motivi di
forza maggiore, i cittadini ucraini non possano uscire dal territorio degli
Stati membri entro il termine stabilito nel visto, il visto è prorogato senza
spese conformemente alla normativa dello Stato ospitante per il tempo
necessario a ritornare nello Stato di residenza”.
Per quanto riguarda la possibilità di
prorogare la validità del visto in casi di forza maggiore – ad esempio ricovero
in ospedale per ragioni impreviste/malattia improvvisa/incidente –, se il
titolare del visto non può lasciare il territorio dello Stato membro entro la
data indicata sul visto, si applicano le disposizioni dell’articolo 33,
paragrafo 1, nella misura in cui sono compatibili con l’accordo (ad es., il
visto prorogato deve rimanere un visto uniforme che dà
accesso al territorio di tutti gli Stati membri Schengen
per i quali il visto era valido al momento del rilascio).
Ai sensi dell’accordo, comunque, nei casi di forza maggiore la proroga del
visto è gratuita.
2.2. Regole applicabili a determinate
categorie di richiedenti il visto
2.2.1.   Documenti giustificativi riguardanti
la finalità del viaggio
Per tutte le categorie di persone elencate
all’articolo 4, paragrafo 1, inclusi gli autotrasportatori
che effettuano servizi di trasporto internazionale di merci e passeggeri, per dimostrare la finalità del viaggio sono richiesti solo i documenti
giustificativi indicati. Per queste categorie di richiedenti non deve essere
chiesto nessun altro documento riguardante la finalità del soggiorno. Come
enunciato all’articolo 4, paragrafo 3, non sono necessari altri
inviti, convalide o giustificazioni della finalità del viaggio. 
Se, in singoli casi, permangono dubbi quanto
al reale scopo dello spostamento, il richiedente il visto sarà convocato per un
colloquio (supplementare) approfondito presso l’ambasciata/il consolato, dove
potrà essere interrogato sull’effettiva finalità della sua visita o sulla sua
intenzione di lasciare il territorio degli Stati membri (cfr. l’articolo 21,
paragrafo 8, del codice dei visti). In tali singoli casi, documenti
supplementari possono essere forniti dal richiedente il visto oppure eccezionalmente
chiesti dal funzionario consolare. Il comitato misto controllerà attentamente
la questione.
Per le categorie di persone non menzionate
all’articolo 4, in materia di documentazione comprovante la finalità del
viaggio continueranno ad applicarsi le norme attuali. Lo stesso vale per quanto
riguarda il consenso dei genitori ai viaggi dei minori di età inferiore ai 18
anni.
Le questioni non contemplate dalle
disposizioni dell’accordo, quali il riconoscimento dei documenti di viaggio,
l’assicurazione sanitaria di viaggio, le garanzie di attendibilità circa il
ritorno e i mezzi di sostentamento sufficienti, saranno disciplinate dalle
norme Schengen o dal diritto nazionale (vedi sopra, punto
I.1.2.). 
Conformemente alla “Dichiarazione dell’Unione
europea sulla documentazione da allegare alla domanda di visto per soggiorni di
breve durata”, acclusa all’accordo (“L’Unione europea
stila un elenco armonizzato di documenti giustificativi, conformemente
all’articolo 48, paragrafo 1, lettera a), del codice dei visti, per garantire
che i richiedenti ucraini siano tenuti a presentare, in linea di principio, la
stessa documentazione giustificativa”), i consolati degli
Stati membri, agendo nell’ambito della cooperazione locale Schengen, sono
tenuti a garantire che i richiedenti il visto ucraini ricevano informazioni di
base coerenti e uniformi e che vengano chiesti loro, in linea di principio, gli
stessi documenti giustificativi indipendentemente dal consolato dello Stato
membro presso il quale fanno domanda. 
In linea di principio, contestualmente alla
domanda di visto viene presentata la richiesta originale o il certificato di
cui all’articolo 4, paragrafo 1. Il consolato può comunque cominciare a
trattare la domanda con un duplicato o con una copia della richiesta o del
certificato. Il consolato può tuttavia richiedere il documento originale in
caso di una prima domanda, e può farlo anche in singoli casi qualora sorgano
dubbi.
Poiché l’elenco di autorità figurante in
appresso contiene talvolta anche il nome della persona che può firmare le
richieste/i certificati rilevanti, in caso di sostituzioni di tali persone le
autorità ucraine devono informare la cooperazione locale Schengen. 
Articolo 4 – Documenti giustificativi delle
finalità del viaggio
“1.       Per le seguenti
categorie di cittadini ucraini, i documenti di seguito indicati sono
sufficienti per giustificare la finalità del viaggio nel territorio dell’altra
parte:
a)         per i membri
di delegazioni ufficiali che, su invito ufficiale rivolto all’Ucraina,
partecipano a riunioni, consultazioni, negoziati o programmi di scambio, o a
eventi organizzati nel territorio di uno Stato membro da organizzazioni
intergovernative:
–          una lettera
emessa da un’autorità ucraina attestante che il richiedente è membro della sua
delegazione in viaggio nel territorio dell’altra parte per partecipare ai
suddetti eventi, corredata di una copia dell’invito ufficiale”.
Nella lettera emessa dall’autorità competente
deve essere indicato il nome del richiedente, a conferma del fatto che la
persona fa parte della delegazione in viaggio nel
territorio dell’altra parte per partecipare alla riunione ufficiale. Il nome
del richiedente non deve necessariamente figurare anche sull’invito ufficiale a
partecipare alla riunione, benché ciò possa avvenire quando l’invito ufficiale
è rivolto a una specifica persona.
Questa disposizione si applica ai membri delle
delegazioni ufficiali indipendentemente dal tipo di passaporto (passaporto di
servizio od ordinario non biometrico) di cui sono titolari.
“b)       per gli imprenditori
e i rappresentanti di organizzazioni di categoria:
–          una richiesta
scritta della persona giuridica o della società ospitante, di un loro ufficio o
di una loro filiale, delle autorità statali e locali degli Stati membri, dei
comitati organizzatori di fiere, conferenze e convegni commerciali e
industriali nel territorio degli Stati membri;”
“c)       per gli
autotrasportatori che effettuano servizi di trasporto internazionale di merci e
passeggeri nel territorio degli Stati membri con veicoli immatricolati in
Ucraina:
–          una richiesta
scritta dell’associazione nazionale dei trasportatori ucraini relativa a un
trasporto internazionale su strada, indicante la finalità, la durata, la
destinazione o le destinazioni e la frequenza dei viaggi”.
In appresso figura l’elenco delle autorità
competenti per il trasporto internazionale su strada, e
responsabili dell’indicazione della finalità, della durata, della o delle
destinazioni e della frequenza dei viaggi degli autotrasportatori che
effettuano servizi di trasporto internazionale di merci e passeggeri nel
territorio degli Stati membri UE con veicoli immatricolati in Ucraina:
Association of International Road Carriers of
Ukraine (“Associazione dei trasportatori su strada internazionali dell’Ucraina”) (AsMAP/”АсМАП”)
Indirizzo postale dell’AsMAP:
11, Shorsa str.
Kiev, 03150, Ucraina
Funzionari autorizzati a firmare le richieste:
Kostiuchenko Leonid – Presidente dell’AsMAP
dell’Ucraina;
Dokil’ Leonid – Vicepresidente dell’AsMAP
dell’Ucraina;
Kuchynskiy Yurii – Vicepresidente dell’AsMAP
dell’Ucraina.
State Enterprise “Service on International
Road Carriages” (Impresa statale “Servizio di trasporto su strada
internazionale”) (SE “SIRC”)
Indirizzo postale della SE “SIRC”:
57, av. Nauka
Kiev, 03083, Ucraina
Tel. +38 044 524 21 01
Fax +38 044 524 00 70
Funzionari autorizzati a firmare le richieste:
Tkachenko Anatolij – Direttore della SE
“SIRC”;
Neronov Oleksandr – Primo
vicedirettore della SE “SIRC”.
Ukrainian Road Transport and Logistics Union
(“Unione per il trasporto su strada e la logistica”)
Indirizzo postale:
28, Predslavinska str.
Kiev, 03150, Ucraina
Tel./fax +38 044 528 71 30 / +38 044 528 71 46
/ +38 044 529 44 40
Funzionario autorizzato a firmare le
richieste:
Lypovskiy Vitalij – Presidente dell’Unione
All-Ukrainian Association of Automobile
Carriers (AAAC)
(“Всеукраїнська
асоціація
автомобільних
перевізників”)
(Associazione pan-ucraina dei trasportatori automobilistici)
Indirizzo postale dell’AAAC:
139, Velyka Vasylkivska str.
Kiev, 03150, Ucraina
Tel./ fax: +38044-538-75-05, +38044-529-25-21
Funzionari autorizzati a firmare le richieste:

Reva Vitalii
(Віталій
Рева) – Presidente dell’AAAC 
Glavatskyi Petro
(Петро
Главатський)
– Vicepresidente dell’AAAC
e-mail: vaap@i.com.ua4. All-Ukrainian
Association of Automobile Carriers (AAAC)
(Всеукраїнська
асоціація
автомобільних
перевізників)
Indirizzo postale dell’AAAC:
3, Rayisy Okipnoyi str.
Kiev, 02002, Ucraina
Tel./ fax: +38044-517-44-31, +38044-516-47-26
Funzionari autorizzati a firmare le richieste:

Vakulenko Volodymyr
(Вакуленко
Володимир
Михайлович) -
Vicepresidente dell’AAAC 
5. Ukrainian State Enterprise
“Ukrinteravtoservice”
(Українське
державне
підприємство
по
обслуговуванню
іноземних та
вітчизняних
автотранспортних
засобів
«Укрінтеравтосервіс»)
(Impresa statale ucraina “Ukrinteravtoservice”)
Indirizzo postale dell’impresa statale ucraina
“Ukrinteravtoservice”:
57, av. Nauky
Kiev, 03083, Ucraina
Funzionari autorizzati a firmare le richieste:

Dobrohod Serhii
(Доброход
Сергій
Олександрович)
– Direttore generale dell’impresa statale ucraina “Ukrinteravtoservice” (tel.:
+38 044 524-09-99; cell. +38 050 463-89-32);
Kubalska Svitlana
(Кубальська
Світлана
Сергіївна) –
Vicedirettore generale dell’impresa statale ucraina “Ukrinteravtoservice”
(tel.: +38 044 524-09-99; cell. +38 050 550-82-62)
Tenuto conto degli attuali problemi con questa
categoria di richiedenti il visto, il comitato misto controllerà attentamente
l’attuazione di questa disposizione.
“d)       per il
personale di carrozza, di locomotiva o addetto ai vagoni frigoriferi di treni
internazionali che viaggiano nei territori degli Stati membri:
–          una richiesta
scritta della società ferroviaria competente dell’Ucraina, indicante la
finalità, la durata e la frequenza dei viaggi”.
L’autorità competente ucraina nel campo del
trasporto ferroviario è l’Amministrazione statale del trasporto ferroviario
dell’Ucraina
(“Ukrzaliznytsia”/”Укрзалізниця”).
Indirizzo postale di Ukrzaliznytsia:
5-7 Tverskaya str.
Kiev, 03680, Ucraina
Sulla base della ripartizione delle competenze
in seno alla direzione di Ukrzaliznytsia, i funzionari responsabili di fornire
le informazioni riguardanti la finalità, la durata e la
frequenza dei viaggi del personale di carrozza, di locomotiva o addetto ai
vagoni frigoriferi di treni internazionali che viaggiano nei territori degli
Stati membri dell’UE sono i seguenti:
Bolobolin Serhii
(Болоболін
Сергій
Петрович) – Primo direttore
generale di Ukrzaliznytsia (tel.: +38 044 465 00 10);
Serhiyenko Mykola
(Сергієнко
Микола
Іванович) – Primo vicedirettore
generale di Ukrzaliznytsia (tel.: +38 044 465 00 01);
Zhurakivskyy Vitaliy
(Жураківський
Віталій
Олександрович)
– Primo vicedirettore generale di Ukrzaliznytsia (tel.: +38 044 465 00 41);
Slipchenko Oleksiy
(Сліпченко
Олексій
Леонтійович)
– Vicedirettore generale di Ukrzaliznytsia (tel.: +38 044 465 00 14);
Naumenko Petro (Науменко
Петро
Петрович) – Vicedirettore
generale di Ukrzaliznytsia (tel.: +38 044 465 00 12);
Chekalov Pavlo
(Чекалов
Павло
Леонтійович) –
Vicedirettore generale di Ukrzaliznytsia (tel.: +38 044 465 00 13);
Matviiv Igor – Capo del Dipartimento di
relazioni internazionali di Ukrzaliznytsia (tel.: +38 044 465 04 25).
“e)       per i
giornalisti e per il personale tecnico che li accompagna a titolo professionale:
 –         un certificato
o altro documento rilasciato da un’associazione di categoria o dal datore di
lavoro del richiedente, in cui si attesti che l’interessato è un giornalista
qualificato, e in cui si dichiari che la finalità del viaggio è la
realizzazione di un lavoro giornalistico, o in cui si attesti che l’interessato
fa parte del personale tecnico che accompagna il giornalista a titolo
professionale”.
Questa categoria non contempla i giornalisti
free-lance.
Deve essere presentato il certificato o il
documento attestante che il richiedente è un giornalista professionista, e il
documento originale rilasciato dal datore di lavoro in cui
si dichiari che la finalità del viaggio è la realizzazione di un lavoro
giornalistico o in cui si attesti che l’interessato fa parte del personale
tecnico che accompagna il giornalista a titolo professionale.
L’associazione di categoria ucraina competente
ad attestare che l’interessato è un giornalista qualificato è la seguente:
1. National Union of Journalists of Ukraine
(NUJU)
(“Національна
спілка
журналістів України”,
НСЖУ) (Unione nazionale dei giornalisti dell’Ucraina).
La NUJU rilascia agli operatori dei media le
tessere nazionali di giornalista e le tessere di giornalista internazionali
conformi al modello standard della Federazione internazionale dei giornalisti.
Indirizzo postale della NUJU:
27-a Khreschatyk str.
Kiev, 01001, Ucraina
Persona autorizzata della NUJU:
Nalyvaiko Oleg Igorovych
(Наливайко
Олег
Ігорович) – Capo della NUJU
Tel/Fax: +38044-234-20-96; +38044-234-49-60;
+38044-234-52-09
e-mail: spilka@nsju.org; admin@nsju.org. 
2. Independent Media Union of Ukraine (IMUU)
(“Незалежна медіа-профспілка України”) (Unione dei media indipendenti dell’Ucraina) 
Indirizzo postale:
Office 25,
27 – A, Khreshchatyk Str.,
Kiev, 01001, Ucraina
Persone autorizzate:
Lukanov Yurii
(Луканов Юрій
Вадимович) – Capo
dell’IMUU
Vynnychuk Oksana
(Оксана
Винничук) – Segretario esecutivo
dell’IMUU
Tel.:+ 38 050 356 57 58
e-mail: secretar@profspilka.org.ua
“f)        per i
partecipanti ad attività scientifiche, culturali ed artistiche, inclusi i
programmi di scambi universitari o di altro tipo:
–          una richiesta
scritta a partecipare a dette attività, rilasciata dall’organizzazione
ospitante”;
“g)       per gli
studenti di scuole inferiori e superiori, di università o corsi
post-universitari e per i docenti accompagnatori che effettuano viaggi di
studio o di formazione, anche nell’ambito di programmi di scambio o di altre
attività scolastiche/accademiche:
–          una richiesta
scritta o un certificato di iscrizione dell’università, collegio o scuola
ospitante, o una carta dello studente o un certificato attestante i corsi da
frequentare”.
La carta dello studente può essere accettata
come giustificativo della finalità del viaggio solo se rilasciata dall’università, dal collegio o dalla scuola ospitante in cui avrà
luogo lo studio o la formazione.
“h)       per i
partecipanti ad eventi sportivi internazionali e le persone che li accompagnano
a titolo professionale:
–          una richiesta
scritta dell’organizzazione ospitante: autorità competenti, federazioni
sportive nazionali e comitati olimpici nazionali degli Stati membri”.
Nell’elenco degli accompagnatori per le manifestazioni
sportive internazionali figurano solo le persone che accompagnano gli sportivi
a titolo professionale: allenatori, massaggiatori, manager, personale medico e
dirigenti dei club sportivi. I tifosi non sono considerati accompagnatori.
“i)        per i partecipanti
a programmi di scambi ufficiali organizzati da città gemellate e da altre
entità municipali:
una richiesta scritta del capo
dell’amministrazione/sindaco di tali città o altre entità municipali”.
Il capo dell’amministrazione/sindaco della
città o altra entità municipale competente a rilasciare la
richiesta scritta è il capo dell’amministrazione/sindaco
della città ospitante o del comune in cui ha luogo
l’attività di gemellaggio. Questa categoria riguarda solo i gemellaggi
ufficiali.
“j)        per i parenti
stretti – coniugi, figli (anche adottivi), genitori (anche tutori), nonni e
nipoti – in visita a cittadini dell’Ucraina regolarmente soggiornanti nel
territorio degli Stati membri o a cittadini dell’Unione europea residenti nel
territorio dello Stato membro di cui hanno la cittadinanza:
–          una richiesta
scritta della persona ospitante”.
Questo paragrafo disciplina la situazione dei
parenti stretti ucraini che si recano in Stati membri in visita a cittadini
ucraini regolarmente soggiornanti negli Stati membri o a cittadini dell’Unione
europea residenti nel territorio dello Stato membro di cui hanno la
cittadinanza. 
L’autenticità della firma della persona che
invita deve essere comprovata dall’autorità competente conformemente alla
legislazione nazionale del paese di soggiorno o residenza.
Occorre inoltre dimostrare la regolarità del
soggiorno della persona che invita e il vincolo familiare: la persona ospitante
deve ad esempio presentare, insieme alla richiesta scritta, copia dei documenti
che attestino il suo status (come una fotocopia del permesso di soggiorno) e
confermino i legami familiari.
Questa disposizione si applica anche ai
parenti del personale di rappresentanze diplomatiche o
consolari che si recano nel territorio degli Stati membri
ai fini di una visita familiare di massimo 90 giorni. In questi casi la persona
che invita non deve però fornire la prova della regolarità del soggiorno e del
vincolo familiare.
Secondo quanto indica la dichiarazione
dell’Unione europea relativa alle semplificazioni per i familiari, allegata
all’accordo, “[p]er favorire la mobilità di un maggiore
numero di persone aventi legami familiari (in particolare sorelle, fratelli e
rispettivi figli) con cittadini dell’Ucraina regolarmente soggiornanti nei
territori degli Stati membri o con cittadini dell’Unione europea che risiedono
nel territorio dello Stato membro di cui hanno la cittadinanza, l’Unione
europea invita le rappresentanze consolari degli Stati membri ad avvalersi di
tutte le possibilità previste dal codice dei visti per facilitare il rilascio
dei visti a questa categoria di persone, in particolare semplificando i
documenti giustificativi necessari, concedendo esenzioni dai diritti per il
trattamento delle domande ed eventualmente rilasciando visti per ingressi multipli”.
“k)       per familiari
in visita a cimiteri:
–          un documento
ufficiale attestante il decesso e il sussistere di un vincolo di parentela o di
altro tipo tra il richiedente e la persona sepolta”.
L’accordo non specifica quali autorità debbano
rilasciare il sopra indicato documento ufficiale: quelle del paese in cui ha
luogo la sepoltura o quelle del paese di residenza della persona che si deve
recare alla cerimonia. Dovrebbero poter rilasciare tale documento ufficiale le
autorità competenti di entrambi i paesi.
Occorre comunque presentare il sopra indicato
documento ufficiale attestante il decesso e il vincolo di
parentela o di altro tipo tra il richiedente e il defunto (ad es. certificato
di nascita e/o di matrimonio).
“l)        per coloro che
visitano cimiteri militari o civili:
–          un documento
ufficiale attestante la sussistenza e la conservazione della tomba, nonché
l’esistenza di un vincolo di parentela o di altro tipo tra il richiedente e la
persona sepolta”.
L’accordo non specifica se il sopra indicato
documento ufficiale debba essere rilasciato dalle autorità del paese in cui si
trova il cimitero o da quelle del paese di residenza della persona che intende
visitarlo. Dovrebbero poter rilasciare tale documento ufficiale le autorità
competenti di entrambi i paesi.
Occorre comunque presentare il sopra indicato
documento ufficiale attestante la sussistenza e la
conservazione della tomba, nonché l’esistenza di un vincolo di parentela o di
altro tipo tra il richiedente e la persona sepolta.
Conformemente alla dichiarazione acclusa
all’accordo, a chi desidera recarsi in visita a cimiteri
militari o civili vengono rilasciati visti
per soggiorni di breve durata validi per un periodo massimo di 14 giorni.
“m)      per le persone
in visita per ragioni mediche e i necessari accompagnatori:
–          un documento
ufficiale dell’istituto di cura che conferma la necessità di cure mediche
presso tale istituto, la necessità di un accompagnamento e la prova della
sufficienza dei mezzi finanziari per pagare le cure mediche”.
Occorre presentare il documento ufficiale
dell’istituto di cura che conferma la necessità di cure mediche presso
quell’istituto e la prova della
sufficienza dei mezzi finanziari per pagare il costo delle cure mediche, e che confermi anche la necessità dell’accompagnamento.
“n) per i rappresentanti
di organizzazioni della società civile in viaggio a fini di formazione,
seminari e conferenze, anche nel quadro di programmi di scambio:
— una richiesta scritta
dell’organizzazione ospitante, la conferma che l’interessato rappresenta
l’organizzazione della società civile e il certificato di esistenza
dell’organizzazione in questione, come risulta dall’apposito registro,
rilasciato dall’autorità statale conformemente alla legislazione nazionale”.
Il documento che attesta la registrazione, in
Ucraina, di un’organizzazione della società civile è una lettera rilasciata dal Servizio statale di
registrazione dell’Ucraina con informazioni tratte dal registro delle
associazioni pubbliche.
“o) per i liberi
professionisti che partecipano a fiere, conferenze, convegni, seminari
internazionali o altri eventi analoghi organizzati nel territorio degli Stati
membri:
— una richiesta scritta
dell’organizzazione ospitante che conferma la partecipazione dell’interessato
all’evento;
p) per i rappresentanti
di comunità religiose:
— una richiesta scritta
di una comunità religiosa registrata in Ucraina, indicante la finalità, la
durata e la frequenza dei viaggi”.
In Ucraina, il documento attestante la
registrazione di una comunità religiosa è un estratto del Registro statale
unificato delle persone giuridiche e degli imprenditori indicante che la forma
giuridica e organizzativa di una persona giuridica corrisponde ad una comunità
religiosa.
“q) per i partecipanti a
programmi ufficiali di cooperazione transfrontaliera dell’Unione europea, come
ad esempio nell’ambito dello strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPi):
— una richiesta scritta
dell’organizzazione ospitante”.
Importante – L’accordo non crea nessuna nuova
norma in materia di responsabilità per le persone fisiche o giuridiche che
rilasciano le richieste scritte. In caso di falso rilascio di tali richieste si
applicano la legislazione dell’UE/le rispettive legislazioni nazionali. 
2.2.2.   Rilascio di visti per più ingressi
Qualora il richiedente abbia necessità di
recarsi frequentemente o regolarmente nel territorio degli Stati membri, sono
rilasciati visti per soggiorni di breve durata per più visite, purché la durata
totale di tali visite non superi i 90 giorni su un periodo di 180 giorni. 
L’articolo 5 dell’accordo stabilisce quanto
segue:
“1.       Le rappresentanze
diplomatiche e consolari degli Stati membri rilasciano visti per più ingressi
validi cinque anni alle seguenti categorie di persone:
a)         membri di
governi e parlamenti nazionali e regionali e membri di corti costituzionali o
di tribunali di ultimo grado, procuratori nazionali e regionali e loro
sostituti, che non siano esenti dall’obbligo di visto in virtù del presente
accordo, nell’esercizio delle loro funzioni;
b)         membri permanenti
di delegazioni ufficiali che, su invito ufficiale rivolto all’Ucraina, devono
partecipare regolarmente a riunioni, consultazioni, negoziati o programmi di
scambio, o a eventi organizzati nel territorio di uno Stato membro da
organizzazioni intergovernative;
c)         coniugi e
figli (anche adottivi) di età inferiore a ventuno anni o a carico, e genitori
(anche tutori) in visita a cittadini dell’Ucraina regolarmente soggiornanti nel
territorio degli Stati membri o a cittadini dell’Unione europea che risiedono
nel territorio dello Stato membro di cui hanno la cittadinanza;
d)         uomini
d’affari e rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali che si recano
regolarmente nel territorio degli Stati membri;
e)         giornalisti e
personale tecnico che li accompagna a titolo professionale.
In deroga al primo comma, se la necessità o
l’intenzione di viaggiare frequentemente o regolarmente è chiaramente limitata
a un periodo più corto, la validità del visto per più ingressi è limitata a
tale periodo, in particolare quando
- per le persone di cui
alla lettera a), la durata dell’incarico, 
- per le persone di cui
alla lettera b), la validità dello status di membro permanente di una
delegazione ufficiale,
- per le persone di cui
alla lettera c), il periodo di validità dell’autorizzazione di soggiorno
regolare dei cittadini dell’Ucraina regolarmente soggiornanti nell’Unione
europea, 
- per le persone di cui
alla lettera d), la validità dello status di rappresentante di organizzazione
imprenditoriale o del contratto di lavoro,
- per le persone di cui
alla lettera e), il contratto di lavoro
 è inferiore a cinque
anni”.
Per queste categorie di persone – tenuto conto
del loro status professionale o del loro legame familiare con un cittadino
ucraino regolarmente soggiornante nel territorio degli
Stati membri o con un cittadino dell’Unione europea che risiede nel territorio
dello Stato membro di cui ha la cittadinanza –, è
giustificato rilasciare, di norma, visti per più ingressi validi cinque anni.
L’espressione “validi fino a cinque anni” contenuta nell’accordo precedente, che indicava solo la durata massima, lasciava ai
consolati un margine di discrezionalità nel decidere la validità del visto.
Tale margine di discrezionalità non esiste più con la nuova formulazione dell’accordo
modificato (“validi cinque anni”): si stabilisce così che,
se il richiedente soddisfa tutte le condizioni di cui all’articolo 5, paragrafo
1, il termine di validità del visto per più ingressi deve essere di cinque anni. 
Le persone rientranti nel campo d’applicazione
dell’articolo 5, paragrafo 1, lettera a), devono comprovare il loro status
professionale e la durata del loro mandato.
Questa disposizione non si applica alle
persone rientranti nel campo d’applicazione dell’articolo 5, paragrafo 1, lettera
a), esenti dall’obbligo di visto in forza dell’accordo, cioè titolari di
passaporti diplomatici e passaporti di servizio biometrici. 
Le persone rientranti nel campo d’applicazione
dell’articolo 5, paragrafo 1, lettera b), devono comprovare il loro status
permanente di membro della delegazione e la necessità di partecipare
regolarmente a riunioni, consultazioni, negoziati o
programmi di scambio.
Le persone rientranti nel campo d’applicazione
dell’articolo 5, paragrafo 1, lettera c), devono comprovare la regolarità del
soggiorno della persona che invita (cfr. supra, punto II.2.2.1).
Le persone rientranti nel campo d’applicazione
dell’articolo 5, paragrafo 1, lettere d) ed e), devono comprovare il loro
status professionale e la durata delle loro attività.
“2.       Le
rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati membri rilasciano visti per
più ingressi validi un anno alle seguenti categorie di persone, a condizione
che nell’anno precedente queste abbiano ottenuto almeno un visto e l’abbiano
usato conformemente alla normativa sull’ingresso e il soggiorno nel territorio
vigente nello Stato visitato:
a)         autotrasportatori
che effettuano servizi di trasporto internazionale di merci e passeggeri nel
territorio degli Stati membri con veicoli immatricolati in Ucraina;
b)         personale di
carrozza, di locomotiva o addetto ai vagoni frigoriferi di treni internazionali
che viaggiano nei territori degli Stati membri;
c)         persone
partecipanti ad attività scientifiche, culturali ed artistiche, inclusi i
programmi di scambi universitari o di altro tipo, che si recano regolarmente
nel territorio degli Stati membri;
d)         partecipanti a
eventi sportivi internazionali e persone che li accompagnano a titolo
professionale;
e)         partecipanti a
programmi di scambio ufficiali organizzati da città gemellate e da altre entità
municipali;
f)         rappresentanti
di organizzazioni della società civile che si recano regolarmente negli Stati
membri a fini di formazione, seminari e conferenze, anche nel quadro di
programmi di scambio; 
g)         partecipanti a
programmi ufficiali di cooperazione transfrontaliera dell’UE, come ad esempio
lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI);
h)         studenti di
scuole inferiori e superiori che viaggiano regolarmente per studio o per
formazione, anche nel quadro di programmi di scambio; 
i)           rappresentanti
di comunità religiose;
j)          liberi
professionisti che partecipano a fiere, conferenze, convegni e seminari
internazionali o altri eventi analoghi organizzati nel territorio degli Stati
membri;
k)         persone che
hanno necessità di effettuare visite periodiche per motivi di salute e i
necessari accompagnatori.
In deroga al primo comma, se la necessità o
l’intenzione di viaggiare frequentemente o regolarmente è chiaramente limitata
a un periodo più corto, la validità del visto per più ingressi è limitata a
tale periodo”.
L’espressione “validi
fino a un anno” contenuta nell’accordo precedente, che
indicava solo la durata massima, lasciava ai consolati un margine di
discrezionalità nel decidere la validità del visto. Tale margine di
discrezionalità non esiste più con la nuova formulazione dell’accordo
modificato (“validi un anno”): si stabilisce così che, se
il richiedente soddisfa tutte le condizioni di cui all’articolo 5, paragrafo 2,
il termine di validità del visto per più ingressi deve essere di un anno. I visti per più ingressi validi un anno saranno rilasciati alle sopra
indicate categorie di persone se nell’anno precedente (12 mesi) il richiedente
il visto ha ottenuto almeno un visto Schengen e l’ha usato conformemente alla normativa sull’ingresso e il soggiorno vigente nello Stato o negli
Stati visitati (ad esempio non è rimasto nel territorio
degli Stati membri più a lungo di quanto consentito) e se vi sono ragioni per
chiedere un visto per più ingressi. Il visto Schengen ottenuto nell’anno
precedente può essere stato rilasciato da uno Stato Schengen diverso da quello
in cui il richiedente ha chiesto il visto nuovo. Nei casi in cui non sia
giustificato rilasciare un visto valido un anno (ad es. se la durata del programma
di scambio è inferiore a un anno o se la persona non ha necessità di viaggiare
frequentemente o regolarmente per un anno intero), la validità del visto sarà
inferiore a un anno, a condizione che siano soddisfatte le altre condizioni di
rilascio.
“3.       Le
rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati membri rilasciano visti per
più ingressi validi da un minimo di due a un massimo di cinque anni alle
categorie di persone di cui al paragrafo 2, a condizione che nei due anni
precedenti queste abbiano utilizzato un visto per più ingressi conformemente
alla normativa sull’ingresso e il soggiorno nel territorio vigente nello Stato
visitato, e a meno che la necessità o l’intenzione di viaggiare frequentemente
o regolarmente non sia chiaramente limitata a un periodo più corto, nel qual
caso la validità del visto per più ingressi è limitata a tale periodo.
4.         La durata
totale del soggiorno nel territorio degli Stati membri delle persone di cui ai
paragrafi da 1 a 3 non può essere superiore a 90 giorni per periodi di 180
giorni”.
Alle categorie di cui all’articolo 5,
paragrafo 2, sono rilasciati visti per più ingressi validi da due a cinque anni
massimo a condizione che nei due anni precedenti gli
interessati abbiano utilizzato un visto Schengen per più ingressi conformemente
alla normativa sull’ingresso e il soggiorno vigente nei territori dello Stato o
degli Stati visitati, e che la necessità di viaggiare frequentemente o
regolarmente non sia manifestamente limitata a un periodo più breve. Va osservato che un visto valido da due a cinque anni sarà rilasciato
solo se nei due anni precedenti il richiedente ha ottenuto due visti validi per
un anno – e non meno –, e se ha usato questi visti conformemente
alla normativa sull’ingresso e il soggiorno vigente nei territori dello o degli
Stati visitati. Il periodo di validità di questi visti –
cioè da due a cinque anni – è deciso dalle rappresentanze
diplomatiche e consolari in base alla valutazione di ciascuna domanda.
Per quanto riguarda le condizioni di cui
all’articolo 5, paragrafo 2 (“a condizione [...] che
sussistano motivi per richiedere un visto per più ingressi”),
e di cui all’articolo 5, paragrafo 3 (“a condizione che [...] i motivi per richiedere un visto per più ingressi siano ancora validi”), dell’accordo iniziale, sono d’applicazione i criteri stabiliti per
il rilascio di questi tipi di visti dall’articolo 24, paragrafo 2, lettera a),
del codice dei visti, cioè la necessità dell’interessato di viaggiare
frequentemente in uno o più Stati membri, ad es. per affari.
Se il richiedente non ha utilizzato un visto
precedente non vi è obbligo di rilasciare un visto per più ingressi. Tale visto
può essere tuttavia emesso se il mancato utilizzo del visto precedente è dovuto
a circostanze indipendenti dalla volontà dell’interessato, ad es. una lunga
assenza dal lavoro di autotrasportatore per malattia.
Per quanto riguarda i documenti giustificativi
della finalità del viaggio ai fini del rilascio dei visti per più ingressi per
le categorie di cui all’articolo 5, si veda il punto II.2.2.1.
2.2.3. Titolari di passaporti diplomatici e di
servizio
L’articolo 10 dell’accordo stabilisce quanto
segue:
“1.       I cittadini
ucraini titolari di passaporto diplomatico valido possono entrare nei territori
degli Stati membri, uscirne e transitarvi senza visto.
2.         I cittadini
dell’Ucraina che siano titolari di un passaporto di servizio biometrico valido
possono entrare nei territori degli Stati membri, uscirne e transitarvi senza
visto.
3.         Le persone di
cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo possono soggiornare nei territori
degli Stati membri per un periodo massimo di 90 giorni per periodi di 180
giorni”.
Gli accordi o le intese bilaterali esistenti che prevedono l’esenzione dal visto per i titolari di passaporti di
servizio non biometrici continuano ad applicarsi a meno che non vengano
denunciati o sospesi (cfr. supra, punto 1.6).
L’assegnazione dei diplomatici negli Stati
membri non è disciplinata dall’accordo. Si applica l’abituale procedura di
accreditamento.
III. STATISTICHE
Per consentire al comitato misto istituito
dall’accordo di controllare efficacemente l’accordo, ogni sei mesi le rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati membri devono
presentare alla Commissione delle statistiche riguardanti in particolare, se possibile,
e con una ripartizione dei dati per mesi:
i tipi di visti rilasciati alle varie
categorie contemplate dall’accordo; 
il numero di visti rifiutati per le varie
categorie contemplate dall’accordo;
le percentuali di richiedenti, per categorie
di persone, convocati a un colloquio;
il numero di visti per più ingressi validi
cinque anni rilasciati ai cittadini ucraini (per paese);
-           la percentuale di visti rilasciati gratuitamente alle
diverse categorie contemplate dall’accordo.