CELEX: 51999PC0695
Language: it
Date: 1999-12-16
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione delle consultazioni avviate con le Comore, conformemente all'articolo 366 bis della convenzione di Lomé, e all'applicazione di misure appropriate

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51999PC0695

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione delle consultazioni avviate con le Comore, conformemente all'articolo 366 bis della convenzione di Lomé, e all'applicazione di misure appropriate  /* COM/99/0695 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLA CONCLUSIONE DELLE CONSULTAZIONI AVVIATE CON LE COMORE, CONFORMEMENTE ALL'ARTICOLO 366 BIS DELLA CONVENZIONE DI LOMÉ, E ALL'APPLICAZIONE DI MISURE APPROPRIATE(presentata dalla Commissione)RELAZIONEL'instabilità politica che da lunghi anni si osserva nell'arcipelago delle Comore si è aggravata nel 1997 con la dichiarazione d'indipendenza dell'isola di Anjouan, che ha dato vita alla crisi separatista all'origine del colpo di Stato del 30 aprile 1999.In occasione di una conferenza di riconciliazione nazionale, organizzata nell'aprile 1999 a Antananarivo (Madagascar) sotto l'egida dell'OUA e con l'appoggio dell'Ue, la delegazione di Anjouan non ha firmato l'accordo concluso a favore di una maggiore autonomia delle 3 isole comoriane. Ne sono seguite manifestazioni contro Anjouan, che hanno fornito all'esercito il pretesto per impossessarsi del potere.Il colonnello Azali Assoumani, che ha guidato il non violento colpo di Stato, ha immediatamente proclamato l'abrogazione della costituzione e lo scioglimento delle istituzioni democratiche. Il 6 maggio, il colonnello Azali ha nominato un comitato di Stato, responsabile dei dipartimenti ministeriali, assumendone il comando in quanto capo di Stato ed unico detentore del potere legislativo ed esecutivo. Il comitato è stato posto sotto l'egida di un consiglio di Stato formato in prevalenza da militari, responsabile, tra l'altro, del controllo delle attività delle amministrazioni.L'Unione europea ha condannato con fermezza l'intervento dell'esercito e ha chiesto il ritorno al potere del governo legittimo. La dichiarazione dell'Ue ha riguardato anche un riesame della cooperazione dell'Unione con le Comore, ai sensi della procedura prevista all'articolo 366 bis della convenzione di Lomé, in attesa di consultazioni intese a valutare la situazione nei dettagli e, se necessario, a porvi rimedio.Queste consultazioni si sono svolte a Bruxelles il 26 luglio 1999 (documento n. 9373/99 del Consiglio) in un'atmosfera franca e trasparente. Il presidente del COREPER, a nome dell'Unione europea, ha rilasciato una dichiarazione nella quale erano sottolineati i seguenti punti:· L'Ue e i suoi partner ACP annettono una grande importanza al rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, di cui all'articolo 5 della convenzione di Lomé;· Poiché il paese non può essere governato da un'autorità giunta al potere con la forza e che concentra in un'unica persona i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, l'Ue ritiene che l'attuale presidente debba essere sostituito al più presto da un presidente eletto democraticamente;· Ciò premesso, l'Unione prende atto del calendario elettorale che prevede l'elezione di un governo democratico nell'aprile del 2000, ma chiede risposte riguardo all'incertezza del processo costituzionale;· Se gli sforzi volti al rapido ripristino di una situazione democratica non portano ad una soluzione, è previsto che possano essere prese misure appropriate, compresa, se necessario, la parziale o totale sospensione dalla convenzione.La delegazione delle Comore, capeggiata dal consigliere privato del capo di Stato, ha ribadito la ferma volontà del regime di ritornare al più presto ad una situazione costituzionale normale, in base ad un calendario vincolante di elezioni libere da tenersi nell'arco di un anno, secondo i termini dell'accordo di Antananarivo. Il carattere vincolante del calendario è in gran parte dovuto alla necessità di preparare una nuova costituzione federale che possa riscuotere il consenso delle forze politiche delle 3 isole e che formi oggetto di un referendum.La delegazione comoriana, pur dichiarandosi ottimista sulle prospettive di rapida soluzione della crisi di Anjouan, ha sottolineato l'importanza dell'aiuto dell'Ue per l'organizzazione delle elezioni.Al termine delle consultazioni, la presidenza dell'Ue ha notato con soddisfazione l'impegno assunto dalle autorità di transizione ad adottare le misure necessarie per preparare una nuova costituzione fondata sull'accordo di Antananarivo e ad assicurare il rispetto del calendario elettorale che porterà nell'aprile 2000 all'investitura di un presidente democraticamente eletto. Oltre ad accettare la richiesta di aiuto per il ripristino dell'ordine costituzionale, l'Ue dovrebbe prevedere per il periodo transitorio una concentrazione degli aiuti su azioni a favore della popolazione.Al fine di valutare i progressi e le prospettive e per definire le risorse necessarie all'attuazione del processo costituzionale ed elettorale, la Commissione a mobilitato due missioni di consulenza alle Comore. La prima missione, che ha avuto inizio il 15 agosto con l'incarico di individuare le esigenze, ha sollevato dubbi sulla possibilità di rispettare il calendario elettorale stabilito, viste le incertezze relative al quadro istituzionale. La missione ha tuttavia formulato alcune proposte che hanno consentito alla Commissione di avviare, in stretta collaborazione con il PNUS, l'istruzione di un progetto di appoggio al processo elettorale da mettere in atto una volta eliminati gli ostacoli al processo di ristrutturazione istituzionale.La seconda missione di tecnici ha avuto inizio il 18 ottobre e, entro fine novembre, presenterà una relazione per permettere di valutare le prospettive di soluzione delle difficoltà costituzionali. Malgrado la lentezza dei progressi, dovuta, oltre che al rifiuto di Anjouan di firmare l'accordo di Antananarivo, all'opposizione di una parte della classe politica e all'assenza di rappresentanti di Anjouan nei lavori costituzionali, alcune iniziative in corso sembrano rivelare la volontà delle autorità di uscire dall'immobilismo percepibile fino al mese di agosto.Ad esempio, una sottocommissione di giuristi, costituita all'inizio di settembre, ha preparato un documento di lavoro, basato sull'accordo di Antananarivo, relativo ad un progetto di costituzione dell'unione delle isole Comore. Inoltre, il 15 settembre sono cominciate alcune operazioni di preparazione degli scrutini (revisione delle liste elettorali, preparazione dei certificati elettorali, inventario del materiale elettorale) che dovrebbero essere completate entro il 15 dicembre.È evidente che sussistono gravi incertezze riguardo alla capacità delle autorità di transizione di rispettare il calendario elettorale approvato inizialmente. Dalla relazione che l'8 ottobre le autorità hanno presentato alla Commissione emerge la natura aleatoria di qualsiasi altro calendario in mancanza di un impegno preciso da parte di Anjouan. La recente ripresa del lavoro di mediazione dell'OUA, come anche l'elaborazione di un progetto di costituzione e l'avvio di attività elettorali preparatorie, permettono comunque di prevedere l'inizio del processo elettorale entro l'aprile 2000.Se da un lato le autorità delle Comore ribadiscono il proprio impegno a restaurare l'ordine democratico il prima possibile, dall'altro la Commissione osserva che vi è violazione di uno degli elementi essenziali contemplati all'articolo 5 e che questa situazione rischia di perdurare. Tenendo conto della complessità della situazione politica, in particolare del nodo da sciogliere in materia costituzionale, la Commissione propone che l'Unione europea decida l'applicazione di misure appropriate, come previsto all'articolo 366 bis, paragrafo 3, della convenzione di Lomé.Le misure appropriate, specificate nell'accluso progetto di lettera, si basano sul presupposto di una prima fase di transizione che potrebbe durare fino all'aprile 2000 e che dovrebbe concludersi con l'effettivo inizio del processo elettorale. Durante questa fase preelettorale, le eventuali azioni di aiuto riguarderanno esclusivamente il sostegno al processo democratico, l'aiuto umanitario e la cooperazione decentrata. Nel corso della fase elettorale, tale aiuto potrà essere esteso ad azioni a favore delle popolazioni di base, mentre l'attuazione di altri progetti di sviluppo sarà subordinata all'insediamento di un nuovo governo democratico.In ogni caso, la Commissione effettuerà, entro l'aprile 2000, un'analisi dei progressi realizzati, utilizzando come indicatori principali l'effettiva organizzazione del referendum sulla costituzione e la definizione di un nuovo calendario elettorale ravvicinato, operativo e credibile. In caso di progressi insufficienti, la Commissione presenterà al Consiglio una nuova proposta sulle misure complementari da adottare.Alla luce di quanto sopra e a norma degli articoli 5 e 366 bis della convenzione di Lomé e dell'articolo 2 della decisione quadro 1999/214/CE del Consiglio, la Commissione propone al Consiglio di decidere:· Di concludere le consultazioni avviate con le Comore e di adottare, per un periodo che si concluderà il 30 aprile 2000, le misure in appresso proposte e riprese nel progetto di lettera allegato al presente progetto di decisione.Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIORELATIVA ALLA CONCLUSIONE DELLE CONSULTAZIONI AVVIATE CON LE COMORE, CONFORMEMENTE ALL'ARTICOLO 366 BIS DELLA CONVENZIONE DI LOMÉ, E ALL'APPLICAZIONE DI MISURE APPROPRIATEIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la quarta convenzione ACP-CE [1], modificata dall'accordo firmato a Maurizio il 4 novembre 1995 [2],[1]  GU L 229 del 17.8.1991, pag. 3.[2]  GU L 156 del 29.5.1998, pag. 3.vista la decisione 1999/214/CE del Consiglio [3], relativa alla procedura di applicazione dell'articolo 366 bis della quarta convenzione ACP-CE, in particolare l'articolo 2,[3]  GU L 75 del 20.3.1999, pag. 32.considerando quanto segue:(1) Gli elementi essenziali della convenzione di Lomé IV, di cui all'articolo 5 della stessa, sono stati violati a seguito di un colpo di Stato militare posto in atto alle Comore il 30 aprile 1999;(2) Il 26 luglio 1999 si sono tenute con le Comore consultazioni franche e costruttive, in occasione delle quali le autorità delle Comore hanno ribadito il proprio impegno a ristabilire la democrazia entro l'aprile 2000;(3) Alle Comore non è ancora stato ripristinato il rispetto dei principi democratici e dei diritti politici;(4) E' pertanto necessario adottare misure particolari, volte a favorire il ripristino della democrazia e dei diritti politici nel corso del periodo di transizione,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Sono concluse le consultazioni avviate con le Comore, conformemente all'articolo 366 bis, paragrafo 2, della quarta convenzione ACP-CE.Articolo 2Le misure indicate nel progetto di lettera riportato in allegato, che costituisce parte integrante della decisione, sono adottate a titolo di misure appropriate, come da articolo 366 bis, paragrafo 3, della quarta convenzione ACP-CE.Articolo 3La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale. Essa scade il 30 aprile 2000.Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, [...] Per il Consiglio Il PresidenteALLEGATOPROGETTO DI LETTERABruxelles,SignorCon la sua dichiarazione del 7 maggio 1999, l'Unione europea ha condannato fermamente l'intervento dell'esercito comoriano che ha rovesciato il legittimo governo delle Comore. L'Unione deplora inoltre l'abrogazione della costituzione e lo scioglimento delle istituzioni democratiche.L'Unione europea attribuisce una grande importanza alle disposizioni dell'articolo 5 della convenzione di Lomé. Il rispetto dei diritti umani, delle istituzioni democratiche e dello Stato di diritto rappresentano elementi essenziali di detta convenzione e, pertanto, le basi fondamentali delle nostre relazioni.L'Unione europea giudica che la presa di potere mediante la forza e la dissoluzione delle istituzioni democratiche costituiscano violazioni gravi dei principi sopracitati e ritiene che l'attuale regime dovrebbe al più presto essere sostituito da un governo democraticamente eletto.In applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 366 bis della convenzione, il 12 luglio 1999, l'Unione europea ha deciso di invitare le autorità delle Comore e dei paesi ACP a tenere consultazioni intese a valutare la situazione nei dettagli e a porvi rimedio.In occasione delle franche consultazioni tenutesi a Bruxelles il 26 luglio, i rappresentanti comoriani hanno sottolineato gli impegni politici seguenti:· Riaffermazione della volontà di tornare al più presto ad una situazione costituzionale normale, fondata sullo svolgimento di elezioni libere secondo il seguente calendario:- dicembre 1999: referendum sulla costituzione;- febbraio 2000:  elezioni legislative;- marzo 2000:  elezioni dell'esecutivo;- aprile 2000:  elezione e investitura del presidente dell'unione· Proseguimento degli sforzi tesi alla definitiva soluzione della crisi separatista;· Nessuna restrizione dell'esercizio delle attività dei partiti politici e dei sindacati, garanzia della libertà di stampa e libero accesso agli organi di informazione;· Creazione di una commissione nazionale elettorale indipendente;· Impegno da parte del capo dello Stato e dei membri del consiglio di Stato a non candidarsi per nessuna delle consultazioni elettorali;· Presentazione di regolari relazioni sullo stato d'avanzamento nel corso del periodo transitorio.Alla luce di questi impegni e in considerazione della relazione delle autorità dell'8 ottobre, che esprime incertezza riguardo al rispetto del calendario elettorale presentato, l'Unione europea e i suoi Stato membri propongono di concludere le consultazioni avviate a titolo dell'articolo 366 bis della convenzione di Lomé. Poiché il ripristino dell'ordine democratico in tempi brevi non è ancora garantito, l'Unione europea decide, a titolo delle misure appropriate di cui al paragrafo 3 dell'articolo 366 bis, di adottare le misure seguenti:· Per i programmi in corso di esecuzione: l'attuazione proseguirà come previsto; · Per le azioni future: sarà adottata un'impostazione graduale e condizionale, che rifletterà i progressi osservati nel periodo di transizione. Durante la prima fase che precederà lo svolgimento delle consultazioni elettorali, gli eventuali aiuti dell'Unione europea riguarderanno il processo democratico, l'aiuto umanitario e, se opportuno, la cooperazione decentrata. Dopo l'effettivo avvio del processo elettorale, gli aiuti saranno progressivamente estesi ai settori di cui la popolazione può usufruire direttamente (microprogetti, Stabex-produzione agricola). Altri progetti di sviluppo potranno essere realizzati dopo l'insediamento di un governo democraticamente eletto.· L'Unione europea, che seguirà con attenzione il processo di transizione, si riserva il diritto di rivedere, se del caso ed entro e non oltre l'aprile 2000, la propria posizione e ribadisce l'importanza di un intenso dialogo politico con le autorità delle Comore per il ripristino della democrazia e dei diritti fondamentali.Per la Commissione     Per il ConsiglioPer conoscenza: Sig. Magande, segretario generale del gruppo degli Stati ACP