CELEX: C2001/200/93
Language: it
Date: 2001-07-14 00:00:00
Title: Causa C-194/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, presentato il 4 maggio 2001

C 200/52                   IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        14.7.2001
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                                invero, dal fatto che una sostanza o un oggetto
 tro la Repubblica d’Austria, presentato il 4 maggio 2001                            rimanga nella fabbrica in cui esso si trovi nel
                                                                                     momento in cui termina l’utilizzo conforme alla
                                                                                     relativa normativa, si ricava la conclusione che il
                            (Causa C-194/01)
                                                                                     detentore non si disfa di detta sostanza o oggetto, o
                                                                                     non ha l’intenzione o l’obbligo di farlo. Detta
                             (2001/C 200/93)                                         normativa fa supporre, di conseguenza, che anche
                                                                                     sostanze o oggetti che il detentore voglia o debba
                                                                                     eliminare e che inoltre appartengono ai gruppi
Il 4 maggio 2001 la Commissione delle Comunità europee,                              menzionati nell’allegato I della direttiva-quadro sui
rappresentata dal Dr. Götz zur Hausen, consulente legale                             rifiuti, non siano compresi nelle disposizioni relative
presso il Servizio giuridico, ed elettivamente domiciliata in                        all’eliminazione e al riciclaggio dei rifiuti, qualora si
Lussemburgo, presso il sig. Gérard Berscheid, membro di detto                        smaltiscano o si riciclino solo nella fabbrica del
servizio giuridico, Centre Wagner C 254, Kirchberg, ha                               detentore.
proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
un ricorso contro la Repubblica d’Austria.
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                       —    L’eccezione dell’art. 3, n. 3, punto 5, dell’Abfallwirt-
                                                                                     schaftsgesetz è redatta in un modo talmente generale
1.    dichiarare che la Repubblica d’Austria è venuta meno agli                      che non contiene alcun riferimento alla sorte delle
      obblighi ad essa incombenti in forza della direttiva del                       sostanze o degli oggetti, né una presunzione in
      Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE(1) sui rifiuti, nella                     proposito o una norma relativa alla prova. Può darsi
      versione risultante dalla direttiva del Consiglio 18 marzo                     però che rottami di ferro non fusi in lega, in ragione
      1991, 91/156/CEE (2) non avendo trasposto nel diritto                          delle relative specifiche caratteristiche e del valore
      interno la nozione di rifiuto come prevista dall’art. 1,                       economico, in generale, siano venduti ai produttori
      lett. a), della direttiva, ma                                                  di acciaio come materia prima per la produzione
                                                                                     dell’acciaio. Tuttavia ciò non li priva automatica-
      —      avendo escluso, in linea di principio, dalla nozione
                                                                                     mente della qualità di rifiuto. Persino una modalità
             di rifiuto gli oggetti ricuperati ed utilizzati nelle
                                                                                     di prova di una presunzione legale che limiti l’ambito
             fabbriche;
                                                                                     di applicazione della direttiva e che conduca a che la
      —      avendo escluso rottami di ferro non fusi in lega, in                    nozione di rifiuto della direttiva non comprenda
             generale, e altri rifiuti (residui), in conformità a                    sostanze o oggetti equivalenti, sarebbe illegittima,
             determinate condizioni, dall’applicazione della nor-                    perché ignorerebbe l’efficacia dell’art. 175 CE e
             mativa vigente per i rifiuti;                                           della direttiva. In merito all’esclusione dall’ambito di
                                                                                     applicazione della legge prevista dall’art. 3, n. 3,
      —      non avendo correttamente trasposto nel diritto                          punto 6, dell’Abfallwirtschaftsgesetz per i restanti
             interno le categorie di rifiuti di cui all’allegato I della             rifiuti (residui) la Repubblica d’Austria ha comunicato
             direttiva cosı̀ come il «Catalogo europeo dei rifiuti» ai               che durante il periodo in cui siano in vigore misure
             sensi della decisione della Commissione 20 dicembre                     dirigistiche, la disposizione sia disapplicata. La pre-
             1993, 94/3/CE, che istituisce un elenco di rifiuti                      detta eccezione per un’intera categoria di rifiuti è
             conformemente all’articolo 1 a) della direttiva                         contraria alla definizione della nozione di rifiuti
             75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti.                           dell’art. 1, lett. a), della direttiva-quadro sui rifiuti,
                                                                                     anche se attualmente non ha alcun concreto effetto
2.    Dichiarare che la Repubblica d’Austria è venuta meno                           perché non sono in vigore misure dirigistiche ai
      agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 1, quarto                  sensi del Versorgungssicherungsgesetz (legge che
      comma, della direttiva del Consiglio 12 dicembre 1991,                         garantisce l’approvvigionamento).
      91/689/CEE, relativa ai rifiuti pericolosi, non avendo
      trasposto correttamente nel diritto interno né l’elenco dei
      rifiuti pericolosi ai sensi della decisione del Consiglio
      22 dicembre 1994, n. 904, che istituisce un elenco di                     —    Dall’art. 1, lett. a), della direttiva si ricava che
      rifiuti pericolosi ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 4, della                l’inclusione di sostanze o di oggetti in una delle
      direttiva 91/689/CEE relativa ai rifiuti pericolosi né gli                     categorie menzionate dall’allegato I costituisce uno
      allegati I e II della direttiva.                                               dei due criteri di delimitazione decisivi della nozione
                                                                                     di rifiuto, utilizzata nella direttiva. Già solo per detto
3.    Condannare la Repubblica d’Austria alle spese.                                 motivo anche le disposizioni dell’allegato I, che,
                                                                                     in quanto parte integrante della direttiva, sono
                                                                                     comprese nell’obbligo di trasposizione nel diritto
Motivi e principali argomenti                                                        interno di cui all’art. 2 della direttiva 91/156/CEE,
                                                                                     devono riflettersi nelle norme nazionali che le
—     Violazione dell’art. 1, lett. a), della direttiva 75/442/CEE:                  traspongono. Ciò nonostante le vigenti disposizioni
                                                                                     della Repubblica d’Austria non si riferiscono assolu-
      —      Un generale assoggettamento, come previsto dal-                         tamente all’allegato I della direttiva-quadro sui rifiuti
             l’art. 2 dell’österreiche Abfallwirtschaftsgesetz (legge                e la definizione della nozione di rifiuti adottata in
             austriaca sulla gestione dei rifiuti), non è conforme                   dette disposizioni nazionali non corrisponde alla
             alle esigenze della direttiva. Con tale disposizione                    definizione della direttiva.
 ---pagebreak--- 14.7.2001              IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         C 200/53
—    Violazione dell’art. 1, quarto comma, della direttiva                   4.    L’art. 12 prevede che un marchio d’impresa è «suscettibi-
     91/689/CE: La precisa ed unica dei rifiuti pericolosi,                       le» di decadenza in determinati casi. Qualora tali casi
     necessaria per l’applicazione della direttiva, ai sensi                      ricorrano, se il giudice debba dichiarare decaduto il
     dell’art. 1, quarto comma, primo trattino, viene formulata                   marchio d’impresa ovvero il detto giudice disponga di un
     tramite il rinvio agli allegati I-III della direttiva e all’elenco           qualche margine di discrezionalità per quanto riguarda il
     dei rifiuti pericolosi predisposto in conformità al procedi-                 potere di dichiarare la decadenza.
     mento previsto dall’art. 18. Da quanto sopra consegue
     che gli Stati membri, nell’elaborare la normativa per la
                                                                             (1) GU L 40 dell’11.2.1989, pag. 1.
     trasposizione della direttiva nel diritto interno, devono
     porre a fondamento gli allegati e l’elenco per determinare
     l’ambito di applicazione delle sue disposizioni nazionali.
     L’elenco citato, che è contenuto nella decisione del
     Consiglio 94/904/CE, completa le previsioni della diretti-
     va sui rifiuti pericolosi.
                                                                             Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     La facoltà degli Stati membri di adottare misure di                     tro il Granducato di Lussemburgo, presentato l’8 maggio
     tutela più vincolanti in ambiti armonizzati mediante                                                    2001
     disposizioni di diritto comunitario sull’ambiente non può
     essere equiparata ad una libertà al fine di non trasporre
     nel diritto interno dette misure di armonizzazione.                                               (Causa C-196/01)
                                                                                                        (2001/C 200/95)
(1) GU L 194 del 25.7.1975, p. 47.
(2) GU L 78 del 26.3.1991, p. 32.                                            L’8 maggio 2001 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                             rappresentata dal sig. H. Støvlæk e dalla sig.ra J. Adda, in
                                                                             qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
                                                                             proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
                                                                             un ricorso contro il Granducato di Lussemburgo.
                                                                             La Commissione delle Comunità europee conclude che la
                                                                             Corte voglia:
                                                                             —    rilevare che il Granducato di Lussemburgo è venuto meno
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte                            agli obblighi che gli incombono ai sensi dell’art. 1,
dalla House of Lords, con ordinanza 4 aprile 2001,                                punto a), della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975,
nella causa Scandecor Development AB e altri contro                               75/442/CEE, relativa ai rifiuti (1), come modificata dalla
             Scandecor Marketing AB e un altro                                    direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE (2), e
                                                                                  dalla decisione della Commissione 20 dicembre 1993,
                                                                                  94/3/CE, che istituisce un elenco di rifiuti conformemente
                        (Causa C-195/01)                                          all’art. 1 a) della direttiva 75/442/CEE del Consiglio
                                                                                  relativa ai rifiuti (3);
                         (2001/C 200/94)                                     —    condannare il Granducato di Lussemburgo alle spese.
Con ordinanza 4 aprile 2001, pervenuta nella cancelleria della
Corte il 7 maggio 2001, nella causa Scandecor Development                    Motivi e principali argomenti:
AB e altri contro Scandecor Marketing AB e un altro, la House
of Lords ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità                —    Il Granducato di Lussemburgo, pur avendo l’obbligo, ai
europee le seguenti questioni pregiudiziali:                                      sensi dell’art. 249 CE, comma 4, di rendere il Catalogo
                                                                                  europeo dei rifiuti (CER), oggetto della decisione 94/3/CE,
l.    Se un marchio d’impresa debba ritenersi idoneo a indurre                    parte integrante e sostanziale del suo diritto nazionale,
     in inganno il pubblico secondo l’accezione dell’art. 12,                     esso si è limitato a riprenderlo in una circolare ministeriale
     n. 2, lett. b), della direttiva del Consiglio 21 dicembre                    obbligatoria per l’amministrazione, ma non vincolante
     1988, 89/104/CEE (1), sul ravvicinamento delle legislazio-                   nei confronti dei terzi.
     ni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (in
     prosieguo: la «direttiva sui marchi d’impresa») nel caso in             —    Il Granducato di Lussemburgo ha contemporaneamente
     cui l’origine dei prodotti contrassegnati dal marchio sia                    istituito una nomenclatura meramente lussemburghese
     un mero titolare di licenza esclusiva.                                       completamente diversa dal CER. Orbene, svariate opera-
                                                                                  zioni per le quali è escluso l’uso del CER sono connesse
2.     Quali siano i criteri da applicare per stabilire se un                     all’attuazione di misure nazionali volte a trasporre la
     apparentamento commerciale integri una singola impresa                       legislazione comunitaria in materia di rifiuti. Inoltre, la
     ai sensi della direttiva sui marchi d’impresa.                               coesistenza di due liste (nomenclatura lussemburghese e
                                                                                  CER), tra cui non esiste nessuna corrispondenza univoca,
3.     Se una società possa integrare una persona ai fini della                   produce l’effetto di aumentare i rischi di confusione e di
     direttiva sui marchi d’impresa.                                              errori di classificazione. Uno Stato membro non potrebbe