CELEX: 62021TN0347
Language: it
Date: 2021-06-21 00:00:00
Title: Causa T-347/21: Ricorso proposto il 21 giugno 2021 — Hypo Vorarlberg Bank/SRB

9.8.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 320/50
            
         
      Ricorso proposto il 21 giugno 2021 — Hypo Vorarlberg Bank/SRB
      (Causa T-347/21)
      (2021/C 320/56)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Hypo Vorarlberg Bank AG (Bregenz, Austria) (rappresentanti: G. Eisenberger e A. Brenneis, avvocati)
      
         Convenuto: Comitato di risoluzione unico (SRB)
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione del Comitato di risoluzione unico del 14 aprile 2021 sul calcolo dei contributi ex ante per il 2021 al Fondo di risoluzione unico (SRB/ES/2021/22), nonché i relativi allegati, e comunque nella parte in cui tale decisione, con i relativi allegati, riguarda l’importo dovuto dalla ricorrente;
               
            
                  —
               
               
                  sospendere il procedimento ai sensi dell’articolo 69, lettere c) e d), del regolamento di procedura del Tribunale fino alla pronuncia definitiva delle cause (riunite) C-584/20 P (1) e C-621/20 P (2), C-663/20 P (3) e C-664/20 P (4), poiché le questioni di diritto sollevate nell’ambito di tali giudizi d’impugnazione, pendenti già da tempo, sono in gran parte le stesse;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Comitato di risoluzione unico alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce cinque motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo: Violazione di forme sostanziali essenziali per notifica incompleta della decisione impugnata.
                  
                              —
                           
                           
                              La decisione impugnata sarebbe stata notificata alla ricorrente in maniera incompleta, in violazione dell’articolo 1, paragrafo 2, TUE, degli articoli 15, 296 e 298 TFUE, nonché degli articoli 42 e 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»). La conoscenza dei dati non comunicati, in quanto componente fondamentale della decisione, sarebbe necessaria per poter comprendere e controllare i calcoli dei contributi.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo: Violazione di forme sostanziali essenziali per difetto di motivazione della decisione impugnata.
                  
                              —
                           
                           
                              La decisione impugnata violerebbe l’obbligo di motivazione ai sensi dell’articolo 296, paragrafo 2, TFUE, nonché dell’articolo 41, paragrafi 1 e 2, lettera c), della Carta, poiché sarebbero stati resi noti solo alcuni risultati parziali selezionati dei calcoli. Per quanto riguarda il potere discrezionale del convenuto, non sarebbe stato indicato quali valutazioni erano state effettuate da quest’ultimo, e per quali ragioni.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo: Violazione di forme sostanziali per mancata audizione e inosservanza del diritto di essere ascoltato.
                  
                              —
                           
                           
                              In violazione dell’articolo 41, paragrafi 1 e 2, lettera a), della Carta, alla ricorrente non sarebbe stato accordato il diritto di essere ascoltata né prima dell’adozione della decisione impugnata né prima dell’emissione dell’avviso di pagamento del contributo su di essa fondato. Un’effettiva possibilità di formulare osservazioni non sarebbe stata fornita nemmeno dalla procedura di consultazione introdotta di recente.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo: illegittimità del regolamento delegato (UE) 2015/63 (5) come fondamento normativo della decisione impugnata e illegittimità del metodo di adeguamento del rischio stabilito nel regolamento delegato (UE) 2015/63.
                  
                              —
                           
                           
                              Con il quarto motivo la ricorrente fa valere che gli articoli da 4 a 7 e 9 nonché l’allegato I del regolamento delegato 2015/63 — su cui si fonderebbe la decisione impugnata — istituirebbero un sistema non trasparente di determinazione dei contributi, che sarebbe contrario agli articoli 16, 17, 41 e 47 della Carta e che non garantirebbe l’osservanza degli articoli 20 e 21 della Carta né il rispetto dei principi di proporzionalità e della certezza del diritto.
                           
                        
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo: illegittimità della direttiva 2014/59/UE (6) e del regolamento (UE) n. 806/2014 (7) come fondamento normativo del regolamento delegato (UE) 2015/63 e quindi della decisione impugnata.
                  
                              —
                           
                           
                              Nell’ambito del suo quinto motivo la ricorrente eccepisce in subordine l’illegittimità di quelle disposizioni della direttiva 2014/59/UE e del regolamento (UE) n. 806/2014 che avrebbero imposto il sistema di contributi istituito con il regolamento delegato 2015/63 e non potrebbero essere interpretate in maniera conforme al diritto primario e che sarebbero pertanto contrarie al principio dell’obbligo di motivazione degli atti giuridici, al principio della certezza del diritto nonché ai Trattati (in particolare l’articolo 1, paragrafo 2, TUE, gli articoli 15, 296 e 298 TFUE) e alla Carta (in particolare gli articoli 16, 17, 41, 42 e 47 della Carta).
                           
                        
            
         (1)  GU 2020, C 423, pag. 32.
      
         (2)  GU 2020, C 443, pag. 17.
      
         (3)  GU 2021, C 44, pag. 33.
      
         (4)  GU 2021, C 44, pag. 35.
      
         (5)  Regolamento delegato (UE) 2015/63 della Commissione, del 21 ottobre 2014, che integra la direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i contributi ex ante ai meccanismi di finanziamento della risoluzione (GU 2015, L 11, pag. 44).
      
         (6)  Direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio (GU 2014, L 173, pag. 190).
      
         (7)  Regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014, che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (GU 2014, L 225, pag. 1).