CELEX: C2005/069/21
Language: it
Date: 2005-03-19 00:00:00
Title: Causa C-25/05 P: Ricorso della società August Storck KG avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione) 10 novembre 2004 nella causa T-402/02 tra la August Storck KG e l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), proposto il 26 gennaio 2005 (fax: 24.01.05)

19.3.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 69/10
            
         Ricorso della società August Storck KG avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione) 10 novembre 2004 nella causa T-402/02 tra la August Storck KG e l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), proposto il 26 gennaio 2005 (fax: 24.01.05)
   (Causa C-25/05 P)
   (2005/C 69/21)
   Lingua processuale: il tedesco
   Il 26 gennaio 2005 (fax: 24.01.05) la August Storck KG, rappresentata dai sigg. Ilse Rohr, Dr. Heidi Wrage-Molkenthin e Dr. Tim Reher, Rechtsanwälte, CMS Hasche Sigle, Stadthausbrücke 1-3, D-20355 Amburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione) 10 novembre 2004 nella causa T-402/02 tra la August Storck KG e l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI).
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione) 10 novembre 2004 (1), causa T-402/02;
            
         
               2.
            
            
               accogliere le domande presentate in primo grado e decidere definitivamente sulla controversia; in subordine, rinviare la causa al Tribunale;
            
         
               3.
            
            
               condannare l'UAMI alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   1.   Violazione dell'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94
   Il Tribunale ha commesso un errore di diritto nell'esigere che il marchio richiesto si distinguesse in modo considerevole da altri marchi simili nella classe di prodotti interessata. Il carattere distintivo del marchio dev'essere tratto dal marchio stesso, indipendentemente da eventuali marchi simili presenti in commercio.
   L'interesse generale o un'esigenza di protezione non devono essere comunque considerati nell'ambito della disposizione di cui all'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94. La monopolizzazione del marchio è come tale voluta dalla normativa sui marchi. Non sussistono elementi a sostegno di una monopolizzazione ingiustificata.
   L'Ufficio non ha rilevato ulteriori impedimenti alla registrazione, nell'ambito dei quali potrebbe doversi considerare un interesse generale, in particolare non quelli di cui all'art. 7, n. 1, lett. d)-j) del regolamento n. 40/94.
   Il marchio richiesto possiede un carattere distintivo originario. Il fatto che il consumatore riconosca il marchio come una caramella, non ostacola la sua parallela funzione di indicazione di origine. Al marchio costituito da una combinazione di forma e colore pertiene una funzione di segnalazione e riconoscimento proprio laddove il consumatore incontra un'offerta molto vasta, come avviene nel mercato dei prodotti dolciari.
   2.   Violazione dell'art. 74, n. 1, primo periodo, del regolamento n. 40/94
   Volendo l'Ufficio motivare il rigetto della domanda di registrazione di marchio con la presenza sul mercato di marchi simili o identici, esso avrebbe dovuto rappresentare e specificare, contrariamente a quanto sostiene il Tribunale, quali a suo parere essi fossero. L'Ufficio non può addurre a fondamento di una decisione fatti di cui esso non è a conoscenza e che si limita a supporre. Se l'Ufficio – contrariamente a quanto sostiene la ricorrente – ritiene necessario valutare il carattere distintivo del marchio in base alle forme di caramelle esistenti sul mercato, è tenuto ad accertare tale situazione di mercato.
   3.   Violazione dell'art. 73 del regolamento n. 40/94
   L'Ufficio ha motivato l'affermazione che il marchio richiesto non ha carattere distintivo riferendosi alle forme di caramelle simili presumibilmente rinvenute sul mercato. La ricorrente non aveva alcuna possibilità di esprimersi in ordine a tali forme di caramelle presumibilmente esistenti sul mercato, in quanto l'Ufficio non le esibiva.
   Pertanto è stato violato il suo diritto ad essere sentita.
   4.   Violazione dell'art. 7, n. 3 del regolamento n. 40/94
   Il marchio richiesto, perlomeno in ragione del suo uso esteso in ambito CE, ha acquisito carattere distintivo. Gli elementi di prova delle quantità vendute e delle spese pubblicitarie relative ai prodotti contrassegnati con il marchio avrebbero dovuto essere presi in considerazione anche in mancanza dei dati di riferimento relativi all'intero mercato delle caramelle richiesti dall'Ufficio.
   La prova del carattere distintivo acquistato attraverso l'uso del marchio, contrariamente a quanto sostenuto dall'Ufficio e dal Tribunale, non dev'essere prodotta per tutti gli Stati membri della CE. Allo scopo di ottenere un marchio unitario per tutti gli Stati membri della CE si deve tener conto della diffusione e notorietà del marchio richiesto nel territorio della CE, senza considerare frontiere nazionali. Pertanto gli elementi di prova concernenti l'uso prodotti dalla ricorrente sono sufficienti per accertare il carattere distintivo del marchio nella CE.
   
      (1)  GU C 19, del 22.1.2005.