CELEX: 62012CN0133
Language: it
Date: 2012-03-09 00:00:00
Title: Causa C-133/12 P: Impugnazione proposta il 9 marzo 2012 dalla Stichting Woonlinie e a. avverso l’ordinanza del Tribunale (Settima Sezione) del 16 dicembre 2011 nella causa T-202/10, Stichting Woonlinie e a./Commissione

12.5.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 138/8
            
         Impugnazione proposta il 9 marzo 2012 dalla Stichting Woonlinie e a. avverso l’ordinanza del Tribunale (Settima Sezione) del 16 dicembre 2011 nella causa T-202/10, Stichting Woonlinie e a./Commissione
   (Causa C-133/12 P)
   2012/C 138/13
   Lingua processuale: l’olandese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Stichting Woonlinie, Stichting Allee Wonen, Woningstichting Volksbelang, Stichting WoonInvest, Stichting Woonstede (rappresentanti: avv.ti P. Glazener e E. Henny e prof. L. Hancher)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione europea
   
      Conclusioni delle ricorrenti
   
   
               —
            
            
               annullare integralmente o parzialmente l’ordinanza [del Tribunale (Settima Sezione) del 16 dicembre 2011 nella causa T-202/10] conformemente ai motivi dedotti nella presente impugnazione;
            
         
               —
            
            
               rinviare la causa al Tribunale perché si pronunci nuovamente conformemente al giudizio della Corte;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese del presente procedimento nonché alle spese del procedimento dinanzi al Tribunale.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   
               1.
            
            
               Ai sensi del primo motivo, il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione, ha valutato erroneamente i fatti rilevanti e non ha adeguatamente motivato la decisione, qualificando semplicemente le ricorrenti come beneficiarie potenziali delle misure di aiuto approvate dalla Commissione. Il Tribunale omette di considerare che le ricorrenti, prima della decisione (1), beneficiavano di misure di aiuto esistenti, che hanno dovuto essere modificate per effetto della decisione. Le ricorrenti non sono dunque semplicemente beneficiarie potenziali delle misure di aiuto modificate, ma anche beneficiarie effettive delle misure di aiuto esistenti. In quest’ultima qualità esse vengono pertanto colpite individualmente dalla decisione impugnata.
            
         
               2.
            
            
               Ai sensi del secondo motivo, il Tribunale ha violato il diritto dell’Unione, ha valutato erroneamente i fatti rilevanti e non ha adeguatamente motivato la decisione, dichiarando che le ricorrenti non fanno parte di una cerchia chiusa di imprese operanti nel settore dell’edilizia residenziale sociale. Una possibilità meramente teorica che un determinato gruppo di beneficiari di una misura di aiuto verrà ulteriormente ampliato non è sufficiente per non qualificare siffatto gruppo come gruppo chiuso. Inoltre le imprese di edilizia sociale esistenti formano un gruppo chiuso, atteso che sono colpite più gravemente dalla decisione rispetto ad un ente ipotetico che dopo la decisione venisse ancora ammesso come impresa operante nell’edilizia sociale.
            
         
      (1)  Decisione della Commissione C(2009) 9963 def., del 15 dicembre 2009, relativa ai regimi di aiuti E 2/2005 e N 642/2009 (Paesi Bassi) — Aiuto esistente e aiuto specifico per progetti ad imprese operanti nel settore dell’edilizia residenziale sociale