CELEX: 52003PC0380
Language: it
Date: 2003-06-26
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 384/96 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e il regolamento (CE) n. 2026/97 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea

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52003PC0380

Proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 384/96 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e il regolamento (CE) n. 2026/97 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea  /* COM/2003/0380 def. - ACC 2003/0141 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 384/96 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e il regolamento (CE) n. 2026/97 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea(presentata dalla Commissione)RELAZIONEÈ divenuto palesemente necessario chiarire le modalità con le quali gli Stati membri giungono ad una decisione quando si tratta di istituire misure antidumping e antisovvenzioni (misure compensative) nel quadro degli strumenti di difesa commerciale.La situazione vigente consente agli Stati membri di respingere in sede di Consiglio la proposta della Commissione senza prendere una posizione chiara, senza cioè dover votare "no" qualora uno di essi decida di non seguire la proposta della Commissione. Questa situazione potrebbe compromettere l'efficacia degli strumenti di difesa commerciale e dovrebbe perciò essere corretta con una modifica del sistema decisionale.I regolamenti antidumping e antisovvenzioni di base (regolamenti (CE) n. 384/96 e 2026/97 del Consiglio) prevedono già un tipo di procedura in cui viene affrontato proprio questo problema: la procedura di chiusura di un'inchiesta.Secondo tale procedura, applicata mutatis mutandis all'istituzione di misure definitive, gli Stati membri sarebbero consultati in sede di comitato consultivo su un progetto relativo all'istituzione di misure definitive. Se non vengono sollevate obiezioni nell'ambito del comitato consultivo, le misure definitive sono istituite. Se invece vengono formulate obiezioni, il progetto è sottoposto al Consiglio e considerato adottato salvo decisione contraria del Consiglio presa a maggioranza semplice.Questa nuova impostazione non altera l'equilibrio delle responsabilità assicurato dall'attuale sistema, ma risolve con un intervento minimo il problema in questione basandosi sulle procedure esistenti e rispettando contemporaneamente il principio della maggioranza semplice. Essa obbliga semplicemente gli Stati membri ad assumere una posizione esplicita per capovolgere una proposta della Commissione.Poiché le procedure decisionali devono essere applicate in maniera coerente attraverso tutte le fasi previste dall'applicazione degli strumenti antidumping e antisovvenzioni, questa modifica dovrebbe essere applicata anche nel caso di decisioni che seguono la stessa procedura dell'istituzione di misure definitive, ossia nel caso di decisioni di riesame o sospensione delle misure o di decisioni intese ad evitare l'assorbimento e l'elusione di misure antidumping e compensative.Si propone pertanto che il Consiglio adotti l'allegata proposta di regolamento, che dovrebbe essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.2003/0141 (ACC)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CE) n. 384/96 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea e il regolamento (CE) n. 2026/97 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europeaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C..., ..., pag. ...considerando quanto segue:(1) Con i regolamenti (CE) n. 384/96 [2] e n. 2026/97 [3] il Consiglio ha adottato regole comuni di tutela contro le importazioni oggetto, rispettivamente, di dumping e di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (i 'regolamenti di base').[2]  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1972/2002 (GU L 305 del 7.11.2002, pag. 1).[3]  GU L 288 del 21.10.1997, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.  1973/2002 (GU L 305 del 7.11.2002, pag. 4).(2) I regolamenti di base prevedono, per l'istituzione di misure antidumping e compensative definitive, una procedura in base alla quale il Consiglio delibera a maggioranza semplice su proposta della Commissione.(3) Alla luce delle esperienze compiute di recente nell'applicazione dei regolamenti di base e al fine di preservare la trasparenza e l'efficienza degli strumenti di difesa commerciale, si ritiene necessario rivedere il modo in cui le istituzioni comunitarie cooperano nel processo di istituzione di misure antidumping e compensative definitive.(4) Secondo il metodo vigente, una proposta della Commissione viene adottata solo se la maggioranza semplice degli Stati membri vota a favore di tale proposta. Conseguenza di questo sistema è però che le astensioni contano di fatto contro la proposta della Commissione. Il che significa che una proposta della Commissione può non essere adottata dal Consiglio perché non è stato raggiunto il quorum necessario, benché il numero di Stati membri che hanno votato a favore sia superiore al numero degli Stati membri che hanno votato esplicitamente contro.(5) I regolamenti di base prevedono già procedure nelle quali questo problema è efficacemente risolto; si tratta in particolare delle procedure che portano alla chiusura delle inchieste o all'accettazione degli impegni, conformemente alle quali la Commissione consulta gli Stati membri su un progetto nell'ambito del comitato consultivo. Se in tale sede non vengono sollevate obiezioni, la Commissione adotta le misure pertinenti. Se vengono sollevate obiezioni, il progetto è trasmesso al Consiglio, insieme ad una relazione sulle consultazioni, ed è considerato adottato se il Consiglio non decide diversamente.(6) Sembra opportuno applicare una siffatta procedura anche all'istituzione di misure antidumping e compensative definitive per razionalizzare il processo decisionale comunitario senza modificare l'equilibrio istituzionale tra la Commissione e il Consiglio nell'applicazione dei regolamenti di base.(7) Per assicurare un'applicazione uniforme delle procedure decisionali previste dai regolamenti di base, devono essere adeguate anche le procedure di talune misure aventi essenzialmente lo stesso dispositivo dell'istituzione delle misure definitive. Di conseguenza il metodo illustrato sopra dovrebbe essere adottato anche per le procedure relative ai riesami, alle nuove inchieste, all'elusione e alla sospensione di misure,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CE) n. 384/96 è modificato nel modo seguente.1. All'articolo 9, il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:"4. Quando dalla constatazione definitiva dei fatti risulta l'esistenza di dumping e di un conseguente pregiudizio e quando gli interessi della Comunità esigono un intervento a norma dell'articolo 21, la Commissione, previa consultazione, istituisce un dazio antidumping definitivo, sempreché non siano state sollevate obiezioni nel comitato consultivo. In tutti gli altri casi la Commissione presenta immediatamente una relazione al Consiglio sull'esito delle consultazioni unitamente ad un progetto relativo all'istituzione di un dazio antidumping definitivo. Il dazio antidumping definitivo si considera istituito dalla Commissione se nel termine di un mese il Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, non ha deciso diversamente. Se è stato istituito un dazio provvisorio, un progetto di misura definitiva deve essere presentato entro un mese prima della scadenza di tale dazio. L'importo del dazio antidumping non deve superare il margine di dumping accertato e dovrebbe essere inferiore a tale margine, qualora un importo inferiore sia sufficiente per eliminare il pregiudizio causato all'industria comunitaria."2. All'articolo 11, il testo del paragrafo 6 è sostituito dal testo seguente:"6. La Commissione avvia i riesami a norma del presente articolo dopo aver sentito il comitato consultivo. Secondo l'esito del riesame, le misure sono abrogate o vengono lasciate in vigore a norma del paragrafo 2 oppure abrogate, lasciate in vigore o modificate a norma dei paragrafi 3 e 4 dalla Commissione, previa consultazione, sempreché non siano state sollevate obiezioni nel comitato consultivo. In tutti gli altri casi la Commissione presenta immediatamente una relazione al Consiglio sull'esito delle consultazioni unitamente ad un progetto di abrogazione, mantenimento in vigore o modificazione delle misure. Le misure si considerano abrogate, lasciate in vigore o modificate dalla Commissione se nel termine di un mese il Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, non ha deciso diversamente. Qualora le misure siano soppresse nei confronti di singoli esportatori, ma non nel paese nel suo complesso, tali esportatori rimangono soggetti al procedimento e di conseguenza possono essere automaticamente soggetti ad una nuova inchiesta in un successivo riesame svolto nei confronti del paese in oggetto a norma del presente articolo."3. All'articolo 12, il testo del paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:"3. Qualora dalla nuova inchiesta risulti che il margine di dumping è aumentato, la Commissione, sempreché non siano state sollevate obiezioni nel comitato consultivo, modifica le misure in vigore in funzione delle nuove risultanze sui prezzi all'esportazione. In tutti gli altri casi la Commissione presenta immediatamente una relazione al Consiglio sull'esito delle consultazioni unitamente ad un progetto di modifica delle misure in vigore. La modifica si considera adottata dalla Commissione se nel termine di un mese il Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, non ha deciso diversamente."4. All'articolo 13, il testo del paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:"3. Le inchieste sono avviate a norma del presente articolo quando la domanda contiene elementi di prova sufficienti sui fattori enunciati nel paragrafo 1. L'apertura delle inchieste, sentito il comitato consultivo, è decisa con regolamento della Commissione che stabilisce inoltre che le autorità doganali devono sottoporre le importazioni a registrazione a norma dell'articolo 14, paragrafo 5 oppure chiedere la costituzione di garanzie. Le inchieste sono svolte dalla Commissione, eventualmente assistita dalle autorità doganali e sono concluse entro nove mesi. Se l'estensione delle misure è giustificata dai fatti definitivamente accertati, la relativa decisione è presa, previa consultazione, dalla Commissione sempreché non siano state sollevate obiezioni nel comitato consultivo. In tutti gli altri casi la Commissione presenta immediatamente una relazione al Consiglio sull'esito delle consultazioni unitamente ad un progetto di estensione delle misure. L'estensione si considera adottata dalla Commissione se nel termine di un mese il Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, non ha deciso diversamente. L'estensione entra in vigore alla data in cui è stata imposta la registrazione a norma dell'articolo 14, paragrafo 5 oppure è stata chiesta la costituzione di garanzie. Alle inchieste aperte in conformità del presente articolo si applicano le disposizioni del presente regolamento relative alle procedure in materia di apertura e di svolgimento delle inchieste."5. All'articolo 14, il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:"4. Nell'interesse della Comunità, le misure istituite a norma del presente regolamento possono essere sospese per un periodo di nove mesi, con decisione della Commissione, sentito il comitato consultivo. La sospensione può essere prorogata per un periodo ulteriore non superiore ad un anno, previa consultazione, dalla Commissione sempreché non siano state sollevate obiezioni nel comitato consultivo. In tutti gli altri casi la Commissione presenta immediatamente una relazione al Consiglio sull'esito delle consultazioni unitamente ad un progetto di proroga ulteriore della sospensione delle misure. La proroga ulteriore si considera adottata dalla Commissione se nel termine di un mese il Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, non ha deciso diversamente. Le misure possono essere sospese unicamente qualora si sia riscontrata una modifica temporanea delle condizioni di mercato tale da rendere improbabile il riemergere del pregiudizio a seguito della sospensione, e a condizione che l'industria comunitaria abbia avuto la possibilità di presentare osservazioni e che queste siano state prese in considerazione. Le misure possono divenire nuovamente efficaci in qualsiasi momento, previa consultazione, se i motivi che giustificavano la sospensione non sono più validi."Articolo 2Il regolamento (CE) n. 2026/97 è modificato nel modo seguente.1. All'articolo 15, il testo del paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:"1. Quando dalla constatazione definitiva dei fatti risulta l'esistenza delle sovvenzioni compensabili e di un conseguente pregiudizio e quando gli interessi della Comunità esigono un intervento a norma dell'articolo 31, la Commissione, previa consultazione, istituisce un dazio compensativo definitivo, sempreché non siano state sollevate obiezioni nel comitato consultivo. In tutti gli altri casi la Commissione presenta immediatamente una relazione al Consiglio sull'esito delle consultazioni unitamente ad un progetto relativo all'istituzione di un dazio compensativo definitivo. Il dazio compensativo definitivo si considera istituito dalla Commissione se nel termine di un mese il Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, non ha deciso diversamente. Se sono in vigore dazi provvisori, un progetto di provvedimento definitivo deve essere presentato almeno un mese prima della scadenza di tali dazi. Non sono istituite misure qualora le sovvenzioni siano state revocate o sia stato dimostrato che le sovvenzioni non conferiscono più alcun vantaggio agli esportatori in questione. L'importo del dazio compensativo non deve superare l'importo delle sovvenzioni compensabili accertato e dovrebbe essere inferiore a tale importo, qualora un dazio inferiore sia sufficiente per eliminare il pregiudizio causato all'industria comunitaria."2. All'articolo 22, il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:"2. La Commissione avvia i riesami a norma degli articoli 18, 19 e 20 dopo aver sentito il comitato consultivo. Secondo l'esito del riesame, le misure sono abrogate o mantenute in vigore a norma dell'articolo 18 oppure abrogate, mantenute in vigore o modificate a norma degli articoli 19 e 20 dalla Commissione, previa consultazione, sempreché non siano state sollevate obiezioni nel comitato consultivo. In tutti gli altri casi la Commissione presenta immediatamente una relazione al Consiglio sull'esito delle consultazioni unitamente ad un progetto di abrogazione, mantenimento in vigore o modificazione delle misure. Le misure si considerano abrogate, lasciate in vigore o modificate dalla Commissione se nel termine di un mese il Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, non ha deciso diversamente. Qualora le misure siano soppresse nei confronti di singoli esportatori, ma non nel paese nel suo complesso, tali esportatori rimangono soggetti al procedimento e di conseguenza possono essere soggetti ad una nuova inchiesta in un successivo riesame svolto nei confronti del paese stesso a norma del presente articolo."3. All'articolo 23, il testo del paragrafo 2 è sostituito dal testo seguente:"2. Le inchieste sono avviate a norma del presente articolo quando la domanda contiene elementi di prova sufficienti sui fattori enunciati nel paragrafo 1. L'inchiesta è aperta, sentito il comitato consultivo, con regolamento della Commissione in cui si stabilisce inoltre che le autorità doganali devono sottoporre le importazioni a registrazione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5 oppure chiedere la costituzione di garanzie. Le inchieste sono svolte dalla Commissione, eventualmente assistita dalle autorità doganali e sono concluse entro nove mesi. Se l'estensione delle misure è giustificata dai fatti definitivamente accertati, la relativa decisione è presa, previa consultazione, dalla Commissione sempreché non siano state sollevate obiezioni nel comitato consultivo. In tutti gli altri casi la Commissione presenta immediatamente una relazione al Consiglio sull'esito delle consultazioni unitamente ad un progetto di estensione delle misure. L'estensione si considera adottata dalla Commissione se nel termine di un mese il Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, non ha deciso diversamente. L'estensione entra in vigore alla data in cui è stata imposta la registrazione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5 oppure è stata chiesta la costituzione di garanzie. Alle inchieste aperte in conformità del presente articolo si applicano le disposizioni procedurali del presente regolamento relative all'apertura e allo svolgimento delle inchieste."4. All'articolo 24, il testo del paragrafo 4 è sostituito dal testo seguente:"4. Nell'interesse della Comunità, le misure istituite a norma del presente regolamento possono essere sospese per un periodo di nove mesi, con decisione della Commissione, sentito il comitato consultivo. La sospensione può essere prorogata per un periodo ulteriore non superiore ad un anno, previa consultazione, dalla Commissione sempreché non siano state sollevate obiezioni nel comitato consultivo. In tutti gli altri casi la Commissione presenta immediatamente una relazione al Consiglio sull'esito delle consultazioni unitamente ad un progetto di proroga ulteriore della sospensione delle misure. La proroga ulteriore si considera adottata dalla Commissione se nel termine di un mese il Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, non ha deciso diversamente. Le misure possono essere sospese unicamente qualora si sia riscontrata una modifica temporanea delle condizioni di mercato tale da rendere improbabile il riemergere del pregiudizio a seguito della sospensione, e a condizione che l'industria comunitaria abbia avuto la possibilità di presentare osservazioni e che queste siano state prese in considerazione. Le misure possono divenire nuovamente efficaci in qualsiasi momento, previa consultazione, se i motivi che giustificavano la sospensione non sono più validi."Articolo 3Il presente regolamento entra in vigore il 7mo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Esso si applica a tutte le inchieste aperte ai sensi del regolamento (CE) n. 384/96 e del regolamento (CE) 2026/97, comprese le inchieste in corso.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl Presidente