CELEX: 32020H0826(06)
Language: it
Date: 2020-07-20 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020 sul programma nazionale di riforma 2020 dell’Estonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell’Estonia 2020/C 282/06

26.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 282/33
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 20 luglio 2020
      sul programma nazionale di riforma 2020 dell’Estonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell’Estonia
      (2020/C 282/06)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui l’Estonia non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro.
               
            
                  (2)
               
               
                  Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa all’Estonia 2020. In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dall’Estonia nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 (3) («raccomandazioni specifiche per paese del 2019»), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi dell’Estonia verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
               
            
                  (3)
               
               
                  L’11 marzo 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l’epidemia di COVID-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l’interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro e i redditi dei cittadini, nonché le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell’Unione. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell’Unione.
               
            
                  (4)
               
               
                  Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
               
            
                  (5)
               
               
                  Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull’attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita. La clausola di salvaguardia generale di cui all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 6, paragrafo 3, all’articolo 9, paragrafo 1, e all’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all’articolo 3, paragrafo 5, e all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio (4) facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella comunicazione del 20 marzo 2020 la Commissione ha considerato che, data la grave recessione economica che si prevede deriverà dalla pandemia di COVID-19, fossero soddisfatte le condizioni per l’attivazione della clausola di salvaguardia generale e ha chiesto al Consiglio di avallare tale conclusione. Il 23 marzo 2020 i ministri delle Finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione e hanno convenuto che la grave recessione economica richiede una risposta decisa, ambiziosa e coordinata. L’attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell’ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo nel contempo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell’ambito del patto.
               
            
                  (6)
               
               
                  È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia di COVID-19, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche della pandemia mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l’attività economica. È opportuno che l’Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l’Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per permettere di tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l’altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo insegnamenti dalla crisi.
               
            
                  (7)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha messo in luce la flessibilità offerta dal mercato interno per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato interno dovrebbero essere rimosse non appena non siano più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario. Migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali rientrano tra gli elementi fondamentali per l’elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
               
            
                  (8)
               
               
                  Il legislatore dell’Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti mediante i regolamenti (UE) 2020/460 (5) e (UE) 2020/558 (6) del Parlamento europeo e del Consiglio per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei fondi strutturali e d’investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di COVID-19. Tali modifiche consentiranno un’ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell’Unione nell’esercizio contabile 2020-2021. L’Estonia è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
               
            
                  (9)
               
               
                  È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia di COVID-19 siano distribuite in modo disomogeneo tra i settori e le regioni a motivo dei diversi profili di specializzazione. Ciò comporta il rischio di accentuare le disparità all’interno dell’Estonia. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
               
            
                  (10)
               
               
                  L’Estonia ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 il 30 aprile 2020 e il programma di stabilità 2020 il 28 aprile 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (11)
               
               
                  L’Estonia è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Nel quadro delle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 13 luglio 2018 (7), il Consiglio ha raccomandato all’Estonia di assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta (8) non superasse il 4,1 % nel 2019, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,6 % del prodotto interno lordo (PIL). La valutazione globale della Commissione conferma una deviazione significativa dal percorso raccomandato di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine nel 2019. Tenuto però conto dell’attivazione della clausola di salvaguardia generale, non si ritiene giustificato invocare le ulteriori misure previste dalla procedura per deviazione significativa.
               
            
                  (12)
               
               
                  Nel suo programma di stabilità 2020 il governo prevede un peggioramento del saldo nominale, che passerà da un disavanzo dello 0,3 % del PIL nel 2019 a un disavanzo del 10,1 % del PIL nel 2020. Secondo le proiezioni il disavanzo scenderà al 3,8 % del PIL nel 2021. Dopo essere sceso all’8,4 % del PIL nel 2019, secondo il programma di stabilità 2020 il rapporto debito pubblico/PIL salirà al 21,9 % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell’elevata incertezza dovuta alla pandemia di COVID-19.
               
            
                  (13)
               
               
                  In risposta alla pandemia di COVID-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell’Unione, l’Estonia ha adottato tempestive misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di stabilità 2020, tali misure di bilancio sono pari al 4,3 % del PIL. Esse comprendono il rafforzamento dei servizi di assistenza sanitaria, aiuti d’urgenza alle imprese in difficoltà, compensazioni salariali temporanee e maggiori investimenti pubblici. L’Estonia ha inoltre annunciato misure che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, contribuiranno a fornire sostegno alla liquidità delle imprese. Tra queste figurano garanzie sui prestiti e prestiti alle imprese che ammontano all’8,7 % del PIL. Nel complesso le misure adottate dall’Estonia sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020. La piena attuazione delle misure di emergenza e di misure di bilancio favorevoli, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine.
               
            
                  (14)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo delle amministrazioni pubbliche dell’Estonia sarà pari al -8,3 % del PIL nel 2020 e al -3,4 % del PIL nel 2021. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL rimarrà al di sotto del 60 % del PIL nel 2020 e nel 2021, raggiungendo il 22,6 % del PIL nel 2021. Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione, per il 2020 il disavanzo pubblico sarà inferiore a quello iscritto nel programma di stabilità 2020, il che rispecchia le differenze esistenti tra le proiezioni macroeconomiche.
               
            
                  (15)
               
               
                  Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa della prevista violazione, da parte dell’Estonia, della soglia di disavanzo del 3 % del PIL nel 2020. Nel complesso dall’analisi della Commissione emerge che che il criterio del disavanzo definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/97 non è stato soddisfatto.
               
            
                  (16)
               
               
                  Tra il 12 marzo 2020 e il 17 maggio 2020 il governo estone ha dichiarato una situazione d’emergenza a causa della pandemia di COVID-19. La risposta immediata delle autorità è stata mirata a impedire l’ulteriore diffusione del virus e a garantire che l’economia estone potesse funzionare per quanto possibile normalmente. Le restrizioni volte a fermare la diffusione della pandemia hanno causato ripercussioni gravi sull’economia. Dopo la dichiarazione della situazione d’emergenza il numero dei disoccupati registrati è aumentato del 35 %. I numeri più elevati di neodisoccupati si sono registrati nel commercio al dettaglio e nei servizi alla clientela, nell’edilizia, nella ristorazione, nel settore dell’ospitalità e nell’organizzazione di eventi. Secondo le previsioni il tasso di disoccupazione aumenterà fino al 9,2 % nel 2020, per ridursi al 6,5 % nel 2021. Il 15 aprile 2020 il parlamento dell’Estonia ha approvato il bilancio supplementare per il 2020. Sono state introdotte nuove misure mirate a salvaguardare l’occupazione, evitare licenziamenti di massa e assicurare liquidità alle imprese. Il bilancio supplementare contiene un ampio spettro di misure tra cui il sostegno al settore sanitario e alle amministrazioni comunali, alcuni programmi di investimento e interventi non mirati per fornire sostegno alla liquidità delle imprese (quali regimi di garanzia e differimento delle imposte). Alcune misure specifiche sono rivolte alle microimprese e al settore del turismo, tra cui interventi mirati destinati alle regioni più colpite. Sono state introdotte misure fiscali aggiuntive quali la riduzione temporanea delle accise sul combustibile diesel, sul gas naturale e sull’elettricità. Il pacchetto di misure prevede una sospensione temporanea dei contributi statali al secondo pilastro del sistema pensionistico.
               
            
                  (17)
               
               
                  L’Estonia ha preso misure importanti per contenere la diffusione e l’impatto sanitario della COVID-19. La pandemia di COVID-19 ha però fatto emergere alcune debolezze strutturali del sistema sanitario relative alla disponibilità limitata di risorse finanziarie e umane. La resilienza del sistema è stata pregiudicata dalla scarsità di operatori sanitari, dall’accesso ineguale all’assistenza sanitaria di base e dalla disponibilità irregolare di prodotti medici essenziali. L’Estonia deve inoltre far fronte al problema dello smaltimento dell’arretrato in termini di cure rimandate o non accessibili a causa della situazione d’emergenza. Inoltre, anche prima della pandemia di COVID-19, le esigenze di cure mediche insoddisfatte dichiarate dalle persone interessate in Estonia erano tra le più elevate dell’Unione a causa delle lunghe attese per ricevere assistenza sanitaria sia di base che specialistica. Tali fattori e i rischi connessi allo stile di vita contribuiscono a spiegare lo stato di salute mediocre della popolazione. Una migliore accessibilità e una maggiore resilienza del sistema sanitario sono precondizioni per assicurare una risposta efficiente alla diffusione delle pandemie e per superare le sfide connesse allo stato di salute della popolazione.
               
            
                  (18)
               
               
                  Migliorare l’adeguatezza della rete di protezione sociale è un annoso problema per l’Estonia. Anche prima della crisi più recente, le prestazioni di sicurezza sociale in Estonia sono state valutate come meno efficaci rispetto alla media dell’UE in termini di riduzione dell’incidenza della povertà. Esistono inoltre lacune nella copertura del sistema di prestazioni di disoccupazione per le persone attive in forme di lavoro atipiche e per le persone occupate per brevi periodi. Gli effetti negativi della pandemia di COVID-19 sull’occupazione e sui redditi, unitamente all’assenza di una copertura adeguata, potrebbero aumentare la povertà, in particolare per i nuclei familiari privi di occupazione. L’Estonia ha introdotto un regime temporaneo di riduzione dell’orario di lavoro quale sovvenzione speciale per il mantenimento dei livelli occupazionali nelle imprese colpite. Tale misura è limitata a un periodo di due mesi, che può non essere sufficiente per mitigare l’impatto della crisi, in quanto le difficoltà possono protrarsi più a lungo e manifestarsi in determinati settori economici con un certo ritardo. La pandemia di COVID-19 ha aggravato la difficoltà di fornire servizi sociali a prezzi accessibili e ampiamente disponibili, compresi i servizi di assistenza a lungo termine, in particolare quelli rivolti agli anziani, alle persone con disabilità e ai lavoratori a basso reddito. Per affrontare tali sfide un possibile contributo potrebbe essere dato dalla prosecuzione del piano volto a sviluppare l’erogazione integrata di servizi sociali e sanitari. È importante garantire il coinvolgimento consapevole e tempestivo delle parti sociali nella progettazione del processo di uscita dalla crisi e di ripresa, rafforzando la loro capacità di partecipare.
               
            
                  (19)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha colpito le imprese estoni in molti settori, ma ne hanno risentito in particolar modo le piccole e medie imprese (PMI). L’impatto negativo sulle attività economiche è stato causato non solo dalle misure restrittive ma anche dal calo della domanda sui mercati di esportazione e dall’interruzione delle catene del valore globali. Le misure di sostegno alla liquidità adottate dal governo intendono contribuire ad attenuare l’impatto, ma la loro attuazione rapida ed efficace sarà l’elemento fondamentale per sostenere le imprese economicamente sostenibili in tutti i settori colpiti, migliorando nel contempo la resilienza del sistema bancario. Anche il differimento delle imposte e la sospensione dei debiti possono aiutare a migliorare il flusso di cassa delle PMI. L’andamento della ripresa dipenderà inoltre dall’accuratezza con cui gli investimenti saranno mirati ai destinatari. La crisi attuale ha messo in evidenza l’importanza di soluzioni digitali e innovative per assicurare che l’economia continui a funzionare. Mentre l’e-government ha dato buoni risultati, la digitalizzazione ulteriore delle PMI aumenterebbe la loro resilienza e contribuirebbe ad accelerare la ripresa, generando aumenti di produttività nel medio termine. Negli ultimi anni l’economia nel suo complesso è sempre più digitalizzata. Finora tuttavia l’adozione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nel settore produttivo è stata lenta. Sebbene i risultati complessivi dell’Estonia in termini di innovazione siano migliorati nel 2019, i livelli di capacità e attività innovative basate sulla ricerca nel settore privato rimangono modesti. L’innovazione basata sulla ricerca e l’introduzione di soluzioni innovative nelle imprese potrebbero migliorare la posizione concorrenziale del paese e dare impulso alla crescita economica. Per aiutare le imprese a riprendersi dalla crisi COVID-19 sarà importante assicurare un accesso corretto ai finanziamenti, compresi i finanziamenti con capitale di rischio per le start-up.
               
            
                  (20)
               
               
                  Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimenti pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. Come indicato, in particolare nel pertinente piano nazionale per l’energia e il clima, la crescita sostenibile dell’Estonia dipende dai progressi verso la decarbonizzazione grazie alla riduzione dell’intensità di carbonio nei settori dell’energia, dei trasporti e dell’edilizia, alla ristrutturazione del settore degli scisti bituminosi e al miglioramento della produttività delle risorse, anche mediante l’applicazione di modelli di business propri dell’economia circolare. La produttività delle risorse in Estonia si colloca ai livelli più bassi nell’Unione, mentre il suo consumo di energia è superiore alla media dell’UE. Disporre di una strategia complessiva per l’economia circolare, a complemento del piano nazionale per l’energia e il clima, agevolerebbe la transizione verso la decarbonizzazione, ridurrebbe le ripercussioni negative per l’ambiente del settore degli scisti bituminosi e darebbe impulso all’economia. L’Estonia è un paese periferico e a bassa densità di popolazione: un sistema di trasporti efficiente e interconnesso è quindi fondamentale per le sue attività economiche e le sue esportazioni. L’infrastruttura di trasporto dell’Estonia presenta alcune carenze in termini di connettività e sostenibilità. Il trasporto ferroviario e il trasporto intermodale sono ancora poco sviluppati. Le emissioni di gas a effetto serra prodotte dai trasporti su strada sono aumentate negli ultimi anni e il ricorso a energie rinnovabili nei trasporti rimane inferiore agli obiettivi nazionali. Il progetto Rail Baltica e i progetti di interconnessione energetica sono tra le principali priorità di investimento dell’Estonia, volte a migliorare la sicurezza e a rafforzare l’integrazione nel mercato interno. La promozione di progetti di investimento che tengano conto delle considerazioni ambientali e climatiche è un elemento chiave per una ripresa economica sostenibile e per la riduzione delle disparità regionali. La programmazione del Fondo per una transizione giusta, che forma oggetto di una proposta della Commissione, per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare l’Estonia a rispondere ad alcune delle sfide poste dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra, in particolare nel territorio di cui all’allegato D della relazione per paese 2020. Ciò consentirebbe all’Estonia di fare il miglior uso possibile di tale fondo.
               
            
                  (21)
               
               
                  Il settore bancario estone è fondamentalmente in buone condizioni ma permangono rischi di riciclaggio. Sebbene siano state adottate misure volte a limitare l’esposizione ai rischi mediante la riduzione dei depositi dei non residenti, la valutazione nazionale dei rischi non comprende altri prodotti passibili di presentare rischi, quali i servizi di custodia resi a clienti non residenti. L’aggiornamento della valutazione nazionale dei rischi garantirebbe l’individuazione adeguata dei rischi e consentirebbe l’attuazione delle necessarie misure di mitigazione. Sebbene siano state intraprese azioni di vigilanza nei confronti delle banche e degli istituti di pagamento inadempienti, esistono margini di ulteriore miglioramento dell’efficacia della vigilanza e del contrasto. In particolare, non è stata ancora adottata una serie di atti legislativi volti a rafforzare il quadro preventivo e le azioni di confisca, come pure ad incrementare le sanzioni amministrative. Le indagini che riguardano casi di riciclaggio avanzano a rilento. Le capacità dell’autorità di vigilanza finanziaria estone non sono ancora state rese sufficientemente solide e l’approccio basato sul rischio in materia di vigilanza non ha ancora trovato piena attuazione, in particolare in relazione alle ispezioni tematiche in loco. Lo scambio di informazioni tra l’Unità di informazione finanziaria e gli organi di contrasto non è sufficientemente proattivo.
               
            
                  (22)
               
               
                  Mentre le raccomandazioni specifiche per paese di cui alla presente raccomandazione («raccomandazioni specifiche per paese del 2020») si concentrano sulle modalità per fronteggiare l’impatto socioeconomico della pandemia di COVID-19 e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il semestre europeo del prossimo anno. Ciò include le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Tutte le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
               
            
                  (23)
               
               
                  Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell’occupazione nell’Unione, il quale può contribuire a un’economia sostenibile. Nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020 gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese del 2020, l’Estonia contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli OSS e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell’Unione.
               
            
                  (24)
               
               
                  È fondamentale uno stretto coordinamento tra le economie dell’Unione economica e monetaria per conseguire il rapido superamento delle conseguenze economiche della pandemia di COVID-19. In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro, l’Estonia dovrebbe garantire che le sue politiche restino coerenti con le raccomandazioni del 2020 per la zona euro e coordinate con quelle degli altri Stati membri la cui moneta è l’euro, tenendo nel contempo conto degli orientamenti politici dell’Eurogruppo.
               
            
                  (25)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica dell’Estonia, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte all’Estonia negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell’Estonia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (26)
               
               
                  Alla luce della valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2020 e il suo parere (9) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
               
            RACCOMANDA che l’Estonia adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
      
                  1.
               
               
                  attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19 e sostenere l’economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentano, perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, incrementando nel contempo gli investimenti; migliorare l’accessibilità e la resilienza del sistema sanitario, anche affrontando la scarsità di operatori sanitari, rafforzando l’assistenza sanitaria di base e garantendo la fornitura di prodotti medici essenziali;
               
            
                  2.
               
               
                  migliorare l’adeguatezza della rete di protezione sociale, anche ampliando la copertura delle prestazioni di disoccupazione;
               
            
                  3.
               
               
                  anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare sulla digitalizzazione delle imprese, su ricerca e innovazione, su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell’energia, su un uso efficiente delle risorse e sul trasporto sostenibile, in modo da contribuire alla progressiva decarbonizzazione dell’economia; sostenere la capacità di innovazione delle piccole e medie imprese e assicurare accesso sufficiente ai finanziamenti;
               
            
                  4.
               
               
                  aumentare gli sforzi per garantire una vigilanza e un’applicazione efficaci del quadro antiriciclaggio.
               
            
         Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2020
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               La presidente
            
            J. KLOECKNER
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
      
         (3)  GU C 301 del 5.9.2019, pag. 30.
      
         (4)  Regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6).
      
         (5)  Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all’epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5).
      
         (6)  Regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all’epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
      
         (7)  GU C 320 del 10.9.2018, pag. 24.
      
         (8)  La spesa pubblica primaria netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. La formazione lorda di capitale fisso finanziata a livello nazionale è spalmata su un periodo di quattro anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.
      
         (9)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.