CELEX: 62020TN0604
Language: it
Date: 2020-09-30 00:00:00
Title: Causa T-604/20: Ricorso proposto il 30 settembre 2020 — Guangdong Haomei New Materials e Guangdong King Metal Light Alloy Technology/Commissione

16.11.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 390/43
            
         
      Ricorso proposto il 30 settembre 2020 — Guangdong Haomei New Materials e Guangdong King Metal Light Alloy Technology/Commissione
      (Causa T-604/20)
      (2020/C 390/62)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Guangdong Haomei New Materials Co. Ltd (Qingyuan, Cina) e Guangdong King Metal Light Alloy Technology Co. Ltd (Yuan Tan Town, Cina) (rappresentanti: M. Maresca, C. Malinconico, D. Maresca, A. Cerutti, A. Malinconico, G. La Malfa Ribolla, D. Guardamagna e M. Guardamagna, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia annullare il regolamento impugnato, con vittoria di spese.
      
         Motivi e principali argomenti
      
      Il presente ricorso si rivolge contro regolamento di esecuzione 2020/1215 (UE) della commissione del 21 agosto 2020, pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 24 agosto 2020, con il quale si sottopongono le importazioni di estrusi di alluminio originari della Repubblica popolare cinese a registrazione.
      A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono sei motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione dell’art. 14, paragrafo 5, del Regolamento base con riferimento all’oggetto delle importazioni, sulla motivazione illogica e contradittoria, nonché sull’esistenza nella fattispecie di uno sviamento di potere
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che il regolamento impugnato è contraddistinto da perplessità e contraddizioni sull’individuazione delle importazioni. Inoltre, alla data di pubblicazione del Regolamento del 24 agosto 2020, la Commissione non ha identificato con chiarezza l’oggetto delle importazioni oggetto di investigazione. Così facendo, la Commissione penalizza le importazioni da subito, dato l’ovvio ed ampio effetto psicologico della registrazione sul mercato degli estrusi di alluminio, ma non ha accertato la sussistenza di tutti i requisiti imposti dal Regolamento base per la registrazione.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente su un difetto di legittimazione soggettiva alla presentazione della domanda di registrazione
                  
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                              Si fa valere a questo riguardo che, ai sensi dell’art. 14, paragrafo 5, del Regolamento di base la domanda di registrazione deve essere depositata «dall’Industria dell’Unione». A tal riguardo, si precisa che la European Aluminium Association rappresenta una parte soltanto dell’Industria, oltretutto coincidente con il denunciante. A ciò si aggiunge che la denuncia fornisce una visione di parte, non oggettiva e globale. Altresì, agli atti del procedimento non sono stati prodotti elementi univoci sulla reale rappresentanza dell’Industria dell’Unione in capo alla EA.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla assenza di elementi di prova sufficienti
                  
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                              Si fa valere a questo riguardo che il regolamento impugnato non distingue i due presupposti necessari degli «elementi di prova» e dello «scopo» ma prevede un unico paragrafo denominato «Motivi». Tale impostazione confonde i due presupposti, che, invece, devono essere chiaramente identificabili.
                           
                        
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                              Gli elementi di prova in possesso della Commissione, inoltre, non dimostrano, nemmeno in via presuntiva, l’esistenza del Dumping. A ciò si aggiunga che la Commissione è arrivata a rilevare il Dumping non attraverso una analisi propria degli elementi in suo possesso ma attraverso la semplice «assunzione» dei motivi del denunciante. Tale «modus operanti» non è, dunque, sufficiente per integrare il requisito degli elementi di prova di cui all’art. 14 paragrafo 5 del Regolamento 1036/2016.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sull’omessa valutazione dell’elemento dello scopo: la retroattività, sulla violazione del art. 14, paragrafo 5, del Regolamento base, sulla certezza del diritto, nonché sulla violazione del principio del legittimo affidamento
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che il regolamento impugnato non indica in alcun modo lo scopo della registrazione ma fa riferimento all’art. 10 paragrafo 4 del Regolamento 1036/2016. L’assenza di uno scopo esplicito sulla base, peraltro, di elementi di prova insufficienti, rende il regolamento impugnato illegittimo per violazione della citata disposizione del Regolamento base e, soprattutto, per violazione del principio di certezza del diritto e legittimo affidamento.
                           
                        
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sull’omessa valutazione circa l’impatto del COVID-19 sui flussi commerciali, sulla finalità della procedura antidumping e sulla registrazione
                  
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                              Con il quinto motivo si rileva una carenza del regolamento impugnato, quanto allo scopo e agli elementi di prova, dal momento che, nonostante la gravità e la rilevanza della pandemia per il commercio internazionale, la Commissione non ha ritenuto di elaborare — non solo uno studio ma un minimo di analisi documentata degli effetti del COVID-19 sui flussi commerciali. A ciò si aggiunga che l’unica risposta che il regolamento dà sul punto è un rinvio, ad un erroneo, riferimento all’aumento delle importazioni.
                           
                        
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sull’assente o erronea indicazione dei dazi
                  
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                              Si fa valere a questo riguardo che il regolamento impugnato è illegittimo per la violazione dell’art. 14 comma 5, del Regolamento base, dal momento che il regolamento di esecuzione deve precisare l’importo stimato di eventuali futuri dazi da pagare. La Commissione ha individuato arbitrariamente il massimo margine di dumping per tutti gli estrusi prendendo a riferimento la pur erronea valutazione fatta per i soli solid profiles, disattendendo gli atti del procedimento e decidendo immotivatamente di estendere il margine di dumping ipotizzato per una delle quattro suddivisioni degli estrusi anche alle tre suddivisioni.