CELEX: 51999PC0348
Language: it
Date: 1999-07-14
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio concernente la competenza giurisdizionale nonché il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale

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51999PC0348

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio concernente la competenza giurisdizionale nonché il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale  /* COM/99/0348 def. - CNS 99/0154 */  

Gazzetta ufficiale n. C 376 E del 28/12/1999 pag. 0001 - 0017

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO concernente la competenza giurisdizionale nonché il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (presentata dalla Commissione)RELAZIONEIndice1. OSSERVAZIONI GENERALI1.1 Contesto1.2 Gruppo "Revisione delle convenzioni di Bruxelles e di Lugano"2. PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO2.1 Oggetto : 2.2 Base giuridica3. MOTIVAZIONE DELLA PROPOSTA ALLA LUCE DEI PRINCIPI DI PROPORZIONALITÀ E DI SUSSIDIARIETÀ4. ESAME DELLE DISPOSIZIONI DELLA PROPOSTA4.1. Scopo generale4.2. Continuità4.3. Adeguamento4.4. Tavola comparativa4.5. Commento articolo per articolo1. OSSERVAZIONI GENERALI1.1. ContestoA norma dell'articolo 2 del trattato sull'Unione europea, l'Unione si prefigge l'obiettivo di preservare e sviluppare uno spazio di libertà , di sicurezza e di giustizia, nel quale sia garantita la libera circolazione delle persone e nel quale gli interessati possano far valere i loro diritti godendo di garanzie uguali a quelle di cui dispongono dinanzi ai giudici del proprio paese.Al fine di realizzare progressivamente tale spazio la Comunità adotta segnatamente nel settore della cooperazione giudiziaria i provvedimenti necessari per il buon funzionamento del mercato interno. Intensificare la cooperazione giudiziaria in materia civile - di cui si è spesso lamentato il lentissimo sviluppo - è fondamentale ai fini della creazione di uno spazio giudiziario europeo, che apporterà vantaggi tangibili a tutti i cittadini dell'Unione [1].[1]  	Piano d'azione del Consiglio e della Commissione sul modo migliore per attuare le disposizioni del trattato di Amsterdam concernenti uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, punto 16, GU C 19 del 23.1.1999.Il buon funzionamento del mercato interno presuppone, nell'ambito di tali provvedimenti, che vengano definite norme sulla competenza chiare e che vangano migliorati ed accelerati il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale. La rapidità dei procedimenti di delibazione e la certezza del diritto in materia giurisdizionale costituiscono al riguarda presupposti essenziali nel momento in cui aumentano la creazione di vincoli familiari tra persone di diversa nazionalità o residenti in Stati membri diversi e la frequenza delle correlative controversie.1.2. Lavori di revisione delle convenzioni di Bruxelles e LuganoIl 27 settembre 1968, i sei Stati membri della Comunità economica europea conclusero, in base all'articolo 293 (ex 220), paragrafo 4 del trattato CEE, una convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, denominata "convenzione di Bruxelles". Nel 1971 venne sottoscritto un protocollo sull'interpretazione di tale convenzione da parte della Corte di giustizia. La convenzione ed il protocollo, che formano parte del corpo giuridico comunitario, furono successivamente estesi a tutti i nuovo Stati membri [2]. La convenzione di Bruxelles fu inoltre assunta come modello per l'elaborazione di una convenzione analoga tra gli Stati membri e gli Stati dell'Associazione europea di libero scambio: la convenzione di Lugano sottoscritta il 16 settembre 1988 [3].[2]  	La versione consolidata della convenzione e del protocollo, quale risulta dall'adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, è stata pubblicata nella GU C 27 del 26.1.1998.[3]  	GU L 319 del 25.11.1988.Nella sessione dei giorni 4 e 5 dicembre 1997, il Consiglio ha incaricato un gruppo ad hoc, composto da rappresentanti degli Stati membri e degli Stati dell'AELS aderenti alla convenzione di Lugano (Islanda, Norvegia e Svizzera), di svolgere lavori preparatori ai fini della revisione parallela delle convenzioni di Bruxelles e di Lugano. In tale contesto la Commissione ha redatto una proposta di convenzione intesa a sostituire la convenzione di Bruxelles in base all'articolo K.3.2) del trattato sull'Unione europea [4]. Tale proposta è stata presentata al Parlamento europeo - che non ha ancora emesso il proprio parere - nonché al Consiglio. [4]  	GU C 33 del 31.1.1998.I lavoro sono tuttavia proseguiti in base all'articolo 293 (ex 220), paragrafo 4 del trattato CE, in stretta collaborazione con la Commissione, sino all'entrata in vigore del trattato di Amsterdam in data 1  maggio 1999. Il 28 maggio il Consiglio ha approvato sotto il profilo politico i risultati dei lavori svolti dal gruppo ad hoc.2. PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO2.1. Scopo:La presente proposta di regolamento mira a uniformare le norme di diritto internazionale privato degli Stati membri relative alla competenza giurisdizionale, nonché a migliorare ed accelerare il riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale. Il regolamento sostituirà ed aggiornerà il contenuto della convenzione di Bruxelles del 1968 e del relativo protocollo al fine di adeguarlo, in particolare, alle nuove forme di commercio che non esistevano nel 1968. La proposta recepisce in ampia misura i risultati dei negoziati che si sono svolti nel gruppo ad hoc del Consiglio, ai fini della revisione, sino all'entrata in vigore del trattato di Amsterdam. Pertanto essa incorpora gli elementi essenziali dell'accordo concluso in seno al Consiglio sul equilibrio necessario tra gli interessi delle potenziali parti contendenti. È chiaro che la soluzione accolta per raggiungere tale obbiettivo potrebbe avere ripercussioni sui soggetti operanti nel settore delle nuove forme di commercio (cfr., in particolare, il commento relativo all'articolo 15). Inoltre il recepimento, in una atto normativo comunitario, dei risultati dei lavori di revisione farà sì che l'attuazione delle nuove norme avvenga ad una data certa, omogenea e ravvicinata. La convenzione di Bruxelles, nella versione risultante dai negoziati di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, non è infatti ancora entrata in vigore in tutti gli Stati membri, essendo stata ratificata solo da una minoranza di essi. Non è tuttavia possibile recepire in un atto normativo comunitario la convenzione di Lugano, cui aderiscono Stati che non sono membri delle Comunità europee.2.2. Base giuridicaLa materia disciplinata dalla convenzione di Bruxelles rientra, dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, nell'ambito d'applicazione dell'articolo 65 del trattato CE e la base giuridica della presente proposta è costituita dall'articolo 61, lettera c) del trattato.La scelta della forma del il regolamento ha varie ragioni. Agli Stati membri non può essere lasciato infatti alcun margine discrezionale riguardo non solo alla determinazione delle norme sulla competenza, il cui scopo deve essere quello di garantire la certezza del diritto per i cittadini e gli operatori economici, ma anche alla procedura di riconoscimento e di esecuzione che deve rispondere alle esigenze di chiarezza ed omogeneità negli Stati membri.L'obbiettivo della trasparenza riveste in questo settore importanza fondamentale e deve garantire una conoscibilità immediata ed uniforme delle norme vigenti nella Comunità, di guisa che non sia necessario atti comunitari, normative che spessissimo sono straniere per l'attore. La scelta del regolamento consentirà poi alla Corte di giustizia di garantire l'applicazione uniforme delle disposizioni in tutti gli Stati membri.Il regolamento deve essere adottato con la procedura stabilita dall'articolo 67 del trattato, secondo cui per un periodo transitorio di cinque anni dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam il Consiglio delibera all'unanimità su proposta della Commissione o su iniziativa di uno Stato membro, e previa consultazione del Parlamento europeo..Il nuovo titolo IV del TCE, nel cui ambito rientra la materia contemplata dalla presente proposta di regolamento , non si applica al Regno Unito ed all'Irlanda, salvo che questi paesi optino per la partecipazione ai sensi del protocollo allegato ai trattati. Tali Stati hanno tuttavia indicato, in occasione del Consiglio "giustizia ed affari interni" del 12 marzo 1999 che essi intendono partecipare pienamente alle attività della Comunità nel settore della cooperazione giudiziaria civile. Sarà loro compito avviare, al momento opportuno, la procedura prevista dall'articolo 3 del protocollo.Il titolo IV TCE è inapplicabile alla Danimarca per effetto del Protocollo relativo a questo Stato. La Danimarca può tuttavia rinunciare a tale clausola in qualsiasi momento. A tutt'oggi la Danimarca non ha reso noto se intende avviare la procedura di cui all'articolo 7 del protocollo.Di conseguenza la presente proposta tiene conto della situazione attuale. Se il regolamento diventasse applicabile ad uno di questi Stati membri dovranno essere apportate le opportune modifiche.3. GIUSTIFICAZIONE DELLA PROPOSTA ALLA LUCE DEI PRINCIPI DI PROPORZIONALITÀ E SUSSIDIARIETÀQuali sono gli scopi dell'azione progettata in riferimento agli obblighi incombenti alla Comunità?La proposta ha lo scopo di migliorare ed accelerare la libera circolazione dei provvedimenti giurisdizionali in materia civile e commerciale nell'ambito del mercato comune. Tale scopo rientra nell'obbiettivo dell'Unione di realizzare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, nel quale sia garantita la libera circolazione delle persone e nel quale gli interessati possano far valere i propri diritti avvalendosi di garanzie identiche a quelle di cui dispongono davanti ai giudici dei propri paesi. Per la progressiva realizzazione di tale spazio la Comunità adotta, in particolare nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile, le misure necessarie per il buon funzionamento del mercato interno.È l'azione conforme al criterio della sussidiarietà?I suoi obiettivi non possono essere realizzati individualmente o collettivamente dagli Stati membri e, a causa degli effetti transfrontalieri, devono essere realizzati a livello comunitario.Sono i mezzi dell'intervento proporzionali agli obiettivi perseguiti?L'atto proposto si limita al minimo indispensabile per il raggiungimento di tali obiettivi e non va al di là di quanto è necessario a tal fine. 4. ESAME DELLE DISPOSIZIONI DELLA PROPOSTA4.1. Scopo generaleCosì come la convenzione che esso intende sostituire, e di cui recepisce la struttura ed i principi fondamentali, il presente regolamento mira a :- introdurre norme moderne e uniformi sulla competenza giurisdizionale diretta in materia civile e commerciale e- semplificare le formalità necessarie per il riconoscimento e la esecuzione delle decisioni attraverso una procedura semplice ed uniforme.4.2. ContinuitàIl regolamento si pone in linea di assoluta continuità con la convenzione di Bruxelles e con i risultati dei negoziati del gruppo ad hoc "Revisione delle convenzioni di Bruxelles e di Lugano", riprendendone in ampia parte il contenuto. Le principali innovazioni scaturite dai lavori del gruppo si articolano intorno ai seguenti elementi:1. Norme sulla competenza giurisdizionale:- Mentre la nozione del domicilio delle persone fisiche rimane invariata, la sede delle persone giuridiche forma ora oggetto di una definizione autonoma anziché di un rinvio alle norme di diritto internazionale privato. Tale rinvio continua invece a valere per quanto riguarda la validità, la nullità e lo scioglimento delle persone giuridiche nonché per le decisioni dei loro organi;- La competenza relativa contemplata dall'articolo 5, paragrafo 1, relativo al foro contrattuale, è stata configurata in modo nuovo. Ora il luogo dell'adempimento dell'obbligazione contrattuale su cui si fonda la domanda è determinato in modo autonomo nelle due ipotesi contrattuali: la vendita delle merci e la prestazione dei servizi. Tale soluzioni consente di evitare il rinvio alle norme di diritto internazionale privato dello Stato del giudice adito. - Il campo d'applicazione delle disposizioni relative ai consumatori è stato esteso per aumentare la tutela di questi ultimi, in particolare nel contesto del commercio elettronico;- Per rendere più efficace il meccanismo della litispendenza (articolo 27), il regolamento prevede una definizione autonoma della data in cui le cause si considerano "pendenti" (articolo 30). 2. Procedimento di riconoscimento e di esecuzione:- La procedura è stata ritoccata per abbreviare i termini di delibazione e quindi l'esecuzione delle sentenze a beneficio del debitore. La prima fase della delibazione nello Stato richiesto diviene una fase quasi automatica, nel corso della quale non può essere sollevato d'ufficio alcun motivo di diniego del riconoscimento e dell'esecuzione. L'attestato uniforme, recante un certo numero di indicazioni essenziali, consente di accelerare ed agevolare tale procedimento. Risulta inoltre salvaguardata la tutela del debitore: questi può infatti proporre ricorso contro il provvedimento .4.3. AdeguamentiOltre alle modificazioni sostanziali illustrate nel punto 4.5, le differenze tra la natura della convenzione e quella del regolamento fanno sì che quest'ultimo si discosti dal contenuto della convenzione in un certo numero di punti :- il protocollo del 1971, riguardante l'interpretazione della convenzione da parte della Corte di giustizia, diventa superfluo, in considerazione degli articoli 293 e seguenti del trattato CE che si applicheranno in tale materia, fatte salve le disposizioni specifiche dell'articolo 68. Va osservato che il protocollo continuerà ad applicarsi alle cause di cui i giudici nazionali siano stati investiti prima dell'entrata in vigore del regolamento;- Tenuto conto della posizione del Regno Unito, dell'Irlanda e della Danimarca, le disposizioni particolari previste dagli articoli 3, 5, paragrafo 6, 17, paragrafo 3, 30 paragrafo 2, 31, paragrafo 2, 32, 37, 38, paragrafo 2, 40, 41, 44, paragrafo 2, 53, paragrafo 2, 54, paragrafo 2, 54 bis et 55 della convenzione di Bruxelles, che riguardano in modo specifico tali Stati, sono state eliminate;- le disposizioni formali contenute negli articoli da 60 a 68 non hanno alcuna ragione d'essere in un atto normativo comunitario. Riguardo all'entrata in vigore del regolamento sono pienamente applicabili gli articoli 249 e 254 del trattato. La Commissione si assume inoltre, ai sensi dell'articolo 211 del trattato, l'onere di proporre eventuali cambiamenti delle disposizioni del regolamento;- l'articolo 59 della convenzione, che consentiva la conclusione di accordi bilaterali ai fini del diniego del riconoscimento delle decisioni fondate su un criterio di competenza derogativo nei confronti del cittadino di uno Stato terzo, non ha più alcuna ragion d'essere in un atto normativo comunitario. Tali accordi incidono per loro natura sulle norme del riconoscimento comunitario e la facoltà di negoziarli rientra, dopo l'adozione del regolamento, nella competenza esclusiva della Comunità senza che ciò debba essere esplicitamente indicato. Per tale motivo il regolamento proposto non riprende l'articolo 28, paragrafo 1, ultima parte, né l'articolo 59. È invece necessario consentire il mantenimento degli accordi già conclusi dagli Stato membri con paesi terzi;- dato che taluni Stati membri sono vincolati dal presente regolamento e che altri non lo sono, è opportuno prevedere le modalità d'applicazione delle norme sulla competenza contenute nel regolamento e nella convenzione di Bruxelles, nonché quelle delle norme sul riconoscimento e sull'esecuzione in base al regolamento delle decisioni adottate in forza della convenzione di Bruxelles;- il protocollo allegato alla convenzione è stato eliminato. Le disposizioni di determinati articoli sono stati reinseriti nel corpo del regolamento, o perché si applicano indifferentemente in tutti gli Stati membri o perché riflettono norme procedurali specifiche di taluni Stati membri. Non sono invece state riprese talune deroghe introdotte nel protocollo a favore di taluni Stati membri (articoli I, V ter). Spetterà eventualmente agli Stati membri in questione giustificare la necessità di reinserire tali disposizioni nel corpo del regolamento.4.4. Tavola comparativaConvenzione di Bruxelles [5]  //  Proposta di regolamento[5]  	GU C 27 del 26.1.1998.Preambolo  //  Soppresso  //  Considerando 1 (scopo)  //  Considerando 2 ( unificazione)  //  Considerando 3 (settore)  //  Considerando 4 (sussidiarietà e proporzionalità)  //  Considerando 5 (continuità)  //  Considerando 6 (campo d'applicazione)  //  Considerando 7 (campo d'applicazione per materia)  //  Considerando 8 (campo d'applicazione per territorio)  //  Considerando 9 (coordinamento degli atti normativi sulla cooperazione giudiziaria nell'Unione)  //  Considerando 10 (competenza generale)  //  Considerando 11 (competenze derogative)  //  Considerando 12 (tutela particolare)  //  Considerando 13 (nuove tecnologie)  //  Considerando 14 (autonomia contrattuale)  //  Considerando 15 (ritocchi del regolamento)  //  Considerando 16 (procedimenti paralleli)  //  Considerando 17 (riconoscimento)  //  Considerando 18 (esecuzione)  //  Considerando 19 (ricorsi )  //  Considerando 20 (disposizioni transitorie)  //  Considerando 21(situazione del Regno Unito, dell'Irlanda e della Danimarca)  //  Considerando 22 (coordinamento tra il regolamento e la convenzione)  //  Considerando 23 (altri atti normativi comunitari)  //  Considerando 24 (impegni internazionali)Articolo1  //  Articolo 1Articolo 2  //  Articolo 2Articolo 3  //  Articolo 3Articolo 4  //  Articolo 4Articolo 5  //  Articolo 5Articolo 6  //  Articolo 6Articolo 6 bis  //  Articolo 7Articolo 7  //  Articolo 8Articolo 8  //  Articolo 9Articolo 9  //  Articolo 10Articolo 10  //  Articolo 11Articolo 11  //  Articolo 12Articolo 12  //  Articolo 13Articolo 12 bis  //  Articolo 14Articolo 13  //  Articolo 15Articolo 14  //  Articolo 16Articolo 15  //  Articolo 17   //  Articoli da 18 a 21 : nuova sezioneArticolo 16  //  Articolo 22Articolo 17  //  Articolo 23Articolo 18  //  Articolo 24Articolo 19  //  Articolo 25Articolo 20  //  Articolo 26Articolo 21  //  Articolo 27Articolo 22  //  Articolo 28Articolo 23  //  Articolo 29  //  Aggiunta articolo 30 Articolo 24  //  Articolo 31Articolo 25  //  Articolo 32Articolo 26  //  Articolo 33Articolo 27  //  Articolo 41Articolo 28  //  Articolo 42Articolo 29  //  Articolo 41Articolo 30  //  Articolo 43Articolo 31  //  Articolo 34Articolo 32  //  Articolo 35Articolo 33  //  Articolo 36Articolo 34  //  Articolo 37 (ritoccato)Articolo 35  //  Articolo 38Articolo 36 (soppresso)  //  Articolo 37 (soppresso)  //    //  Articolo 39  //  Articolo 40Articolo 38  //  SoppressoArticolo 39  //  Articolo 44Articolo 40 (soppresso)  //  Articolo 41 (soppresso)  //  Articolo 42  //  Articolo 45Articolo 43  //  Articolo 46Articolo 44  //  Articolo 47Articolo 45  //  Articolo 49  //  Articolo 52 - nuovoArticolo 46  //  Articolo 50Articolo 47 (modificato)  //  Articolo 50Articolo 48  //  Articolo 52Articolo 49  //  Articolo 53Articolo 50  //  Articolo 54Articolo 51  //  Articolo 55Articolo 52  //  Articolo 56Articolo 53  //  Articolo 57Articolo 54  //  Articolo 58Articolo 54 bis  //  soppressoArticolo 57, paragrafo 3  //  Articolo 59   //  Articolo 60 Articolo 55  //  Articolo 61Articolo 56  //  Articolo 62Articolo 57  //  Articolo 63  //  Articolo 64  //  Articolo 58  //  soppressoArticolo 59  //  soppressoArticolo 60  //  soppressoArticolo 61  //  soppressoArticolo 62  //  Articolo 67 Articolo 63  //  soppressoArticolo 64  //  soppressoArticolo 65  //  soppressoArticolo 66  //  soppressoArticolo 67 (modifiche)  //  Articolo 65 (riesame)  //  Articolo 66 (modifica degli elenchi di organi giurisdizionali e dei mezzi d'impugnazione)Articolo 68  //  soppresso4.5. Commento articolo per articoloData la notevole concordanza tra la versione attuale della convenzione di Bruxelles e la presente proposta, l'esame delle disposizioni del regolamento si limita alle modifiche apportate alla convenzione.Talune versioni linguistiche del regolamento contengono inoltre correzioni di lieve entità rispetto alle versioni linguistiche ufficiali della convenzione di Bruxelles. Tali correzioni sono intese ad assicurare la perfetta concordanza dei testi in tutte le versioni linguistiche. Numerosi articoli della convenzione di Bruxelles sono stati introdotti senza modifiche nel regolamento. Per quanto riguarda tali articoli si rinvia pertanto alle relazioni pubblicate al momento delle singole adesioni [6].[6] 	GU C 59 del 6.3.1979 e GU C 189 del 28.7.1990.Capo I - Campo d'applicazioneArticolo 1Tale titolo, contenente un solo articolo, non è stato modificato. Il campo d'applicazione resta identico a quello della convenzione di Bruxelles; si osserva tuttavia che la Commissione ha adottato una proposta di regolamento relativo alla competenza, al riconoscimento ed all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale [7] e che la Germania e la Finlandia hanno presentato al Consiglio un progetto di regolamento sui procedimenti concorsuali [8].[7]  	COM(99) 220.[8]  	GU C 221 del 3.8.1999.Capo II - CompetenzaSezione 1 - Disposizioni generaliArticolo 2Tale articolo stabilisce il principio secondo il quale il criterio di competenza generale è costituito dal domicilio del convenuto. Esso contiene due nuovi paragrafi. Il paragrafo 3 mira a conferire maggiore trasparenza al testo e rinvia a tal fine all'articolo 57 per la definizione del domicilio delle persone giuridiche. Il paragrafo 4 definisce gli "Stati membri" come Stati membri vincolati dal presente regolamento. Quest'ultimo non riguarda infatti la Danimarca, il Regno Unito e l'Irlanda. La situazione di tali Stati membri non può tuttavia essere equiparata a quella dei paesi terzi, né in ordine alle norme sulla competenza che devono essere applicate né in ordine al riconoscimento delle decisioni emesse in questi Stati.Articolo 3L'elenco dei criteri di competenza nazionali che possono essere applicati negli Stati membri riguardo ai convenuti non domiciliati nel territorio di uno Stato membro sono riportati nell'allegato 1 del presente regolamento. L'elenco dei criteri di competenza è stato peraltro lievemente modificato in conseguenza di un cambiamento intervenuto nella legislazione interna dell'Italia.Articolo 4La norma che determina il campo d'applicazione "ratione personae" opera una distinzione tra due situazione: l'ipotesi in cui il convenuto è domiciliato in un paese terzo e quella in cui è domiciliato in uno Stato membro non vincolato dal presente regolamento.Quando il convenuto è domiciliato in un paese terzo si applicano le norme nazionali. Tale regola non vige tuttavia nei casi in il giudice di uno Stato membro abbia competenza esclusiva (articolo 22). Essa non si applica nemmeno qualora il convenuto, pur essendo domiciliato in un paese terzo, abbia sottoscritto una clausola che attribuisce la competenza ad un giudice di uno Stato membro. In base all'articolo 23 è infatti sufficiente che una delle parti della controversia (e quindi non necessariamente l'attore) abbia il domicilio in uno Stato membro.Ove il convenuto sia domiciliato in uno Stato membro non vincolato dal presente regolamento, si applicano semplicemente le norme sulla competenza stabilite dalla convenzione di Bruxelles.Sezione 2 - Competenze specialiArticolo 5Rimane ferma la regola stabilita nella convenzione di Bruxelles in tema di obbligazioni contrattuali. (a). Tuttavia, al fine di ovviare agli inconvenienti del ricorso alle norme di diritto internazionale privato dello Stato del giudice adito [9], il secondo comma definisce in modo autonomo il luogo dell'adempimento dell'obbligazione su cui si fonda la domanda" nelle due ipotesi prese in considerazione. Per la vendita di beni, tale luogo coinciderà con quello in cui, secondo il contratto, i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati. Per la prestazione dei servizi tale luogo coinciderà con quello in cui, sempre secondo il contratto, i servizi sono o varrebbero dovuto essere prestati. Tale definizione pragmatica del luogo dell'adempimento, fondata su un criterio puramente fattuale, sia applica a prescindere dalla natura della obbligazione controversa ed anche nel caso in cui questa sia costituita dal pagamento del corrispettivo contrattuale. Essa si applica altresì quando la domanda riguardi più obbligazioni. Tale regola può essere derogata attraverso un accordo esplicito in merito al luogo dell'adempimento..[9]  	CGCE, causa 12/76 Tessili, 6 ottobre 1976, Racc. pag. 1473.Qualora l'applicazione di detta definizione autonoma conduca alla designazione di un giudice di un paese terzo, la norma stabilita dalla lettera b) deve cedere il passo a quella indicata nella lettera a). In tale caso è competente il giudice designato, ai sensi del diritto internazionale privato dello Stato adito, come giudice del luogo dell'adempimento dell'obbligazione specifica (c).L'articolo 5, paragrafo 3 contempla non solo l'ipotesi in cui si sia verificato un fatto dannoso ma anche quella in cui il fatto dannoso rischia di verificarsi. Il testo proposto elimina quindi un'ambiguità presente nell'articolo 5, paragrafo 3 della convenzione. Esso consente di indicare chiaramente alle parti il foro competente per le azioni preventive. Inoltre, essendo stato soppresso il protocollo allegato alla convenzione di Bruxelles, le disposizioni contenute nell'articolo II del medesimo, attinenti all'azione penale contro i reati non dolosi, sono state reinserite in tale articolo.Articolo 6Il paragrafo 1 di tale articolo subordina esplicitamente l'assoggettamento di più convenuti ad un criterio di competenza unico alla condizione che le domande siano connesse da un rapporto così stretto che risulta opportuno evitare il rischio di soluzioni inconciliabili. Esse riprende espressamente la regola stabilita dalla Corte di giustizia nell'interpretazione di tale articolo [10].[10]  	CGCE, causa 189/87 KALFELIS/BANQUE SCHRÖDER, 27 settembre 1988, Racc. pag. 5565.Le paragrafo 2 reca un nuovo comma che riprende la disposizione contenuta in precedenza nell'articolo V a favore dell'Austria e della Germania, il cui diritto procedurale non conosce la chiamata in garanzia né la chiamata di terzo ma soltanto la "litis denuntiatio".Sezione 3 - Competenze in materia di assicurazioniLe competenze previste da questa sezione sostituiscono quelle previste nelle sezioni 1 e 2.Articolo 8Tale articolo non è stato modificato. Esso deve tuttavia interpretarsi nel senso esso che non si applica, in materia di riassicurazione, nei rapporti tra assicuratori o tra assicuratori e riassicuratori. Non vi sono particolari esigenze di tutela della parte debole. Esso si applica invece alle aziono promosse dai contraenti dell'assicurazione nei confronti del riassicuratore .Articolo 9Il beneficio del forum actoris originariamente riconosciuto da tale articolo soltanto al contraente dell'assicurazione (primo comma, punto 2) è stato esteso all'assicurato ed al beneficiario. L'esigenza della tutela processuale della parte debole, che giustifica la deroga eccezionale al principio del foro del domicilio del convenuto a favore del foro del domicilio dell'attore sussiste anche nel caso in cui l'azione è promossa dall'assicurato o dal beneficiario, che si trovano parimenti in una situazione di debolezza rispetto all'assicuratore. Articolo 11Così come nell'articolo 6, anche in questo articolo è stato reinserito l'articolo V del protocollo relativo all'Austria ed alla Germania, il cui diritto procedurale non conosce la chiamata in garanzia o la chiamata di terzo.Articoli 13 e 14La deroga disposta dal paragrafo 5 dell'articolo 13 alla disciplina rigorosa delle clausole attributive di competenza nel settore delle assicurazioni è stata estesa a tutti i grandi rischi che sono o saranno contemplati dall'articolo 5, lettera d) della direttiva 73/239/CEE del Consiglio, riguardante l'accesso e l'esercizio dell'assicurazione diretta diversa dell'assicurazione sulla vita , modificata dalle direttive 88/357/CEE e 90/618/CEE del Consiglio, nonché ai relativi rischi accessori. Ogni ulteriore modifica della direttiva 73/239/CEE inciderà sull'ambito dei grandi rischi contemplati dall'articolo 14.Sezione 4 - Competenza in materia di contratti conclusi da consumatoriLe competenze previste da questa sezione sostituiscono quelle previste nelle sezioni 1 e 2.Articolo 15L'articolo 15 conferma l'orientamento del Consiglio relativo all'esigenza di tutelare i consumatori in quanto contraenti deboli. I contratti che rientrano tradizionalmente nell'ambito di tale articolo, ossia la vendita a rate di beni mobili materiali, i prestiti con rimborso rateizzato e qualsiasi altra operazione di credito relativa al finanziamento di tali beni, conferiscono direttamente al consumatore-attore il diritto di adire il foro del proprio domicilio, ed il tenore dell'articolo 13 della convenzione di Bruxelles non viene modificato a tal riguardo. Si propone di estendere tale diritto, attraverso una modifica dell'articolo 15, primo comma, punto 3, a tutti gli altri contratti di consumo sempre e quando siano soddisfatte determinate condizioni. La natura generica dei termini usati dimostra che tutti i contratti menzionati ai punti 1, 2 e 3 siano essi attinenti a beni o servizi, rientrano nella sfera d'applicazione dell'articolo 15 sempre e quando si tratti di contratti conclusi con i consumatori. I contratti di "godimento turnario" [11], ad esempio, sono soggetti all'articolo 15 e non all'articolo 22, paragrafo 1, a), diversamente da quanto avviene per i contratti di vendita d'immobili. [11]  	Cfr. direttiva 94/47/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 1994, concernente la tutela dell'acquirente per taluni aspetti dei contratti relativi all'acquisizione di un diritto di godimento a tempo parziale di beni immobili (GU L 280 del 29.10.1994, pagg. 83-87).I criteri contenuti nell'articolo 13, paragrafo 3, della convenzione di Bruxelles sono stati riformulati in considerazione degli sviluppo delle tecniche di commercializzazione. Da un lato l'eliminazione della condizione contenuta nell'ex articolo 13, secondo cui il consumatore doveva aver compiuto nel proprio Stato gli atti necessari per la conclusione del contratto, implica che l'articolo 15, primo comma, punto 3 si applica anche ai contratti conclusi in uno Stato membro diverso da quello del consumatore. In tal modo si pone rimedio ad una notoria lacuna della versione precedente, ossia al fatto che il consumatore non potesse avvalersi di tale competenza protettiva nel caso in cui fosse stato indotto dalla controparte contrattuale a concludere il contratto fuori dal proprio Stato di domicilio. Dall'altro il consumatore può avvalersi della tutela quando il contratto viene stipulato con persone svolgenti attività commerciali o professionali nello Stato in cui è domiciliato il consumatore stesso o rivolgenti tali attività verso questo Stato, sempre e quando il contratto rientri nell'ambito di tali attività. La nozione di attività esercitate nello Stato o rivolte verso lo Stato in cui è domiciliato il consumatore mira a chiarire che il punto 3 si applica ai contratti conclusi attraverso un sito Internet interattivo accessibile nello Stato di domicilio del consumatore. Il semplice fatto che il consumatore abbia avuto conoscenza di un servizio o della possibilità di acquistare una merce attraverso un sito Internet passivo, accessibile nel proprio Stato di domicilio, non è sufficiente per determinare la competenza protettiva. Il contratto elettronico viene così equiparato ai contratti conclusi a distanza mediante telefono, fax, ecc., che determinano la competenza di cui all'articolo 16.L'eliminazione della condizione contenuta nell'ex articolo 13, paragrafo 3 b), secondo cui il consumatore doveva aver compiuto nel proprio Stato gli atti necessari per la conclusione del contratto, è rilevante anche ai fini dei contratti conclusi attraverso un sito Internet interattivo. Per tali contratti infatti può essere difficile se non impossibile determinare il luogo in cui il consumatore compie gli atti necessari e questi possono essere comunque irrilevanti per la creazione del nesso tra il contratto e lo Stato del consumatore. Il nuovo articolo 15 parte quindi dal presupposto che questo nesso viene costituito dalla controparte contrattuale del consumatore dirigendo la propria attività verso tale Stato.Infine, anche il paragrafo 3 dell'articolo 15 contiene una modifica. L'esclusione relativa al contratto di trasporto non trova applicazione quando il contratto stesso preveda il viaggio e l'alloggio per un prezzo globale (viaggi "tutto compreso") [12].[12]  	Cfr. direttiva 90/314/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1990, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti "tutto compreso", GU L 158 del 23.6.1990, pagg. 59 - 64.La Commissione ha inoltre preso atto delle preoccupazioni suscitate dal tenore dell'articolo 15 presso l'industria che si propone di sviluppare il commercio elettronico. Tali preoccupazioni riguardano essenzialmente il fatto che le imprese operanti nel settore del commercio elettronico dovranno o accettare che le eventuali controversie possano svolgersi in tutti gli Stati membri o indicare che i loro prodotti o servizi non sono destinati ai consumatori domiciliati in determinati Stati membri. Una delle preoccupazioni espresse riguarda i problemi posti dalla locuzione contenuta nell'articolo 15, primo comma, punto 3, "rivolgere tali attività", che risulta di difficile comprensione nel mondo dell'Internet.Per individuare meglio le conseguenze giuridiche e le esigenze del commercio elettronico, con particolare riguardo alle questioni attinenti alla competenza giurisdizionale e alle scelta della legge applicabile che discendono dallo sviluppo economico e transfrontaliero del commercio elettronico, la Commissione organizzerà nell'autunno del 1999 un audizione su tale tema, cui parteciperanno esponenti delle autorità di regolamentazione, delle autorità legislative, dei consumatori, dell'industria e di altri gruppi interessati. La Commissione ha l'intenzione di fare rapporto, secondo l'articolo 65 riguardante l'applicazione dell'articolo 15, entro i due anni dall'entrata in vigore del regolamento.Articolo 16Per aumentare la tutela del consumatore, si consente a quest'ultimo di scegliere, in caso di controversie, tra lo Stato membro in cui è domiciliata la controparte contrattuale, e il giudice del luogo in cui è domiciliato egli stesso (e non lo Stato membro in cui è situato il suo domicilio). Tale deroga alla regola secondo cui il presente regolamento riguarda la competenza internazionale e non anche quella interna degli Stati membri è giustificata dall'esigenza di consentire al consumatore di convenire la controparte contrattuale nel luogo più vicino al proprio domicilio.Sezione 5 - Competenza in materia di contratti di lavoroLe competenze previste da questa sezione sostituiscono quelle previste nelle sezioni 1 e 2.Le disposizioni relative alla competenza giurisdizionale in materia di contratti di lavoro hanno subito poche modifiche sostanziali. Esse sono state raggruppate nell'ambito di una sezione specifica, alla stregua delle disposizioni sui contratti di consumo e di assicurazione. Le norme sulla competenza stabilite negli articoli 19 e 20 lasciano impregiudicate quelle previste dalla direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi [13].[13]  	GU L 18 del 21.1.1997.Articolo 18L'articolo 18, paragrafo 2 , riguarda l'ipotesi in cui il datore di lavoro gestisca una succursale, un agenzia o un altra sede d'attività in uno Stato membro determinato pur non avendovi il proprio domicilio. In tale ipotesi si presume che il datore di lavoro abbia il proprio domicilio nello Stato membro stesso. Si tratta di una disposizione che aumenta la tutela del lavoratore, considerato come parte debole del contratto. La stessa disposizione protettiva già esiste per il contraente dell'assicurazione - ed è stata estesa all'assicurato ed al beneficiario (articolo 9, paragrafo 2) - nonché per il consumatore (articolo 15, paragrafo 2), soggetti che sono anch'essi contraenti deboli e beneficiano pertanto di una tutela speciale.Sezione 6 - Competenze esclusiveArticolo 22La disciplina derogativa alla competenza dello Stato del luogo d'ubicazione dell'immobile per le locazioni di breve durata (paragrafo 1) è stata resa meno rigida. Affinché il debitore possa essere citato altresì davanti al giudice del proprio domicilio è ora sufficiente che il locatario sia una persona fisica ( mentre è irrilevante che il proprietario sia una persona fisica o giuridica) e che il proprietario ed il locatario abbiano il loro domicilio nello stesso Stato membro. Tale soluzione costituisce una via di mezzo tra la soluzione adottata nella convezione di Bruxelles e quella accolta nella convenzione di Lugano.Inoltre, ed in contrasto con la norma autonoma ora stabilita nell'articolo 57, la ubicazione della "sede", che rappresenta il criterio di collegamento esclusivo in materia di validità, nullità e scioglimento delle società ed altre persone giuridiche nonché in materia di validità delle decisioni dei relativi organi, è determinata secondo le norme di diritto internazionale del giudice adito. Infine, la modifica apportata al paragrafo 4 è dovuta all'esistenza di altri atti normativi pertinenti in materia di deposito e registrazione di brevetti, marchi, disegni e modelli o diritti analoghi. La competenza esclusiva riconosciuta dal paragrafo 4 ai giudici dello Stato della registrazione o del deposito è stata estesa ai brevetti europei. Tale modifica ha l'effetto di reinserire nel regolamento l'articolo V quinquies del protocollo, tenuto conto del fatto che la convenzioni di Lussemburgo del 15 dicembre 1975 non è entrata in vigore.Sezione 7 - Proroga di competenzaArticolo 23A tale articolo sono state apportate due modifiche. In esso si afferma in primo luogo (paragrafo 1) che la competenza conferita da una clausola di elezione del foro ha in linea di massima natura esclusiva  [14], pur ammettendo il patto contrario delle parti. Tale formulazione meno rigida è motivata dal rispetto per l'autonomia delle parti contrattuali.[14]  	CGCE, causa 23/78 MEETH c/GLACETAL, 9 novembre 1978, Racc. pag. 2133.In secondo luogo (paragrafo 3), il testo è stato adeguato agli sviluppi delle nuove tecniche di comunicazione. La norma secondo cui l'accordo deve essere "scritto" o confermato "per iscritto" non deve implicare l'invalidità delle clausole attributive di competenza che siano state stipulate su supporto non cartaceo ed il cui contenuto sia accessibile su schermo. Si tratta essenzialmente delle clausole attributive di competenza contenute in contratti elettronici. Tale modifica risponde inoltre agli obiettivi perseguiti dalla Commissione nella proposta di direttiva sugli aspetti giuridici del commercio elettronico [15].[15]  	GU C 30 del 5 febbraio 1999, COM(98) 586.Articolo 24Talune versioni linguistiche di tale articolo sono state modificate in modo da indicare chiaramente che il convenuto costituitosi può contestare la competenza del giudice adito quando svolge quella che , secondo il diritto nazionale, è considerata la prima difesa nel merito. In altri termini, il fatto di svolgere la difesa nel merito non rende inefficace l'eccezione d'incompetenza, purché questa venga presentata, al più tardi, contemporaneamente a tale difesa [16].[16]  	CGCE, causa 150/80 ELEFANTEN c/SCUH, 24 giugno 1981, Racc. pag. 1671.Sezione 8 - Verifica della competenza e della ammissibilitàArticolo 26La modificazione apportata ha tale articolo ha natura tecnica. Essa discenda dalla proposta di direttiva sulla trasmissione degli atti, attualmente sottoposta all'esame del Consiglio [17]. Quando quest'ultima sarà adottata e recepita in tutti gli Stati membri, le relative disposizioni nazionali di attuazione sostituiranno le disposizioni della convenzione dell'Aia del 1965 relativa alla notificazione ed alla comunicazione all'estero degli atti giudiziari in materia civile e commerciale, attualmente in vigore nella stragrande maggioranza degli Stati membri della Comunità europea.[17]  	COM(99) 219.Sezione 9 - Litispendenza e connessioneNessuna modifica è stata apportata ai meccanismi veri e propri della litispendenza e della connessione, fondati sulla prevalenza del giudice adito in primo luogo. Per contro la data alla quale una causa deve considerarsi "pendente" ai fini della presente sezione è definita in modo autonomo ed è stato corretto un errore della convenzione di Bruxelles nel testo della disposizione relativa alla connessione.Articolo 28Le modifiche apportate al paragrafo 2 correggono un anomalia risalente ai negoziati della convenzione di Bruxelles del 1968. Affinché il giudice investito di una causa connessa possa sospendere il procedimento non è infatti necessario che le cause siano pendenti in primo grado.Per contro, affinché il giudice adito in secondo luogo possa spogliarsi della causa è necessario che le cause siano pendenti in primo grado, di guisa che le parti non perdano il beneficio del doppio grado di giurisdizione. È inoltre indispensabile che il giudice adito in primo luogo sia competente a conoscere di entrambe le domande e che la sua legge consenta la riunione delle causa connesse.Articolo 30Colmando una lacuna della convenzione di Bruxelles [18], tale articolo definisce la data alla quale una causa è da considerarsi "pendente" ai sensi degli articoli 27 e 28. Il considerare la causa "pendente" quando la domanda è stata depositato presso il giudice avrebbe il pregio della semplicità. Ma tale soluzione è particolarmente iniqua per la parte che promuove l'azione in uno Stato membro nel quale il deposito della domanda ha luogo successivamente alla notifica al convenuto dell'atto introduttivo del procedimento. Anche il considerare la causa "pendente" quando la domanda è stata comunicata o notificata al convento avrebbe il pregio della semplicità. Ma questa soluzione è penalizzante per la parte che promuove l'azione in uno Stato membro in cui l'adizione del giudice deve precedere la notifica o comunicazione della domanda giudiziale. Un'altra soluzione, sicura sotto il profilo giuridico, sarebbe quella di considerare la causa "pendente" quando le due fasi procedurali, ossia la notifica o comunicazione della domanda giudiziale e l'iscrizione della causa presso la cancelleria del giudice, si sono concluse. Tale soluzione ha tuttavia l'effetto negativo di determinare in modo tardivo la situazione di litispendenza.[18]  	CGCE, causa 129/83, Zelger c/Salinitri, 7 giugno 1984, Racc. pag. 2397.L'articolo 30 propone un terza via , che concilia i distinti sistemi procedurali pur garantendo, da un lato, il pari trattamento degli attori e, dall'altro, la tutela contro qualsiasi sviamento di procedura. La data alle quale la causa è da considerarsi "pendente" varia a seconda del sistema procedurale:- negli Stati membri in cui il deposito della domanda presso il giudice avviene prima della notifica o comunicazione - al convenuto - dell'atto introduttivo del procedimento, la causa è considerata pendente alla data del deposito stesso, purché l'attore abbia preso tutte le iniziative necessarie per consentire la notifica o comunicazione della domanda al convenuto. Tali iniziative variano a seconda dei diversi sistemi giuridici: possono essere costituite dalla trasmissione al giudice di tutti i data materiali che consentono a questi di effettuare la comunicazione o notificazione, oppure dalla trasmissione dell'atto, già registrato presso il giudice, all'autorità competente per la comunicazione o notificazione;- negli Stati membri in cui la comunicazione o notificazione deve precedere il deposito presso la cancelleria del giudice, la cause diviene pendente alla data della trasmissione dell'atto all'autorità competente per la notifica o comunicazione (e non alla data della notificazione o comunicazione effettiva), purché l'attore depositi l'atto presso il giudice non appena ne sia richiesto in applicazione della legge del foro.Sezione 10 - Misure provvisorie e cautelariArticolo 31L'articolo 31, unico articolo di questa sezione, non è stato modificato. Come le altre disposizioni del presente regolamento, esso deve essere interpretato alla luce delle decisioni pronunciate dalla Corte di giustizia in via pregiudiziale a norma del protocollo della convenzione di Bruxelles [19].[19]  	Cfr. in particolare causa C 391/95 VAN UDEN c/DECO LINE, 17 novembre 1998, Racc. pag. I-7091 e causa C 99/96 H.H. MIETZ c/Interhip Yachting Sneek BV, 27 aprile 1999.Capo 3 - Riconoscimento ed esecuzioneQuesto capo disciplina in via successiva il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni. L'articolo unico della prima sezione sancisce il principio del riconoscimento ipso iure e rinvia, per il riconoscimento formale, alla procedura da seguire nelle delibazioni. Esso prevede altresì la possibilità di far valere i motivi di diniego dell'esecuzione di cui agli articoli 41 e 42 nell'ipotesi del riconoscimento incidentale. La sezione 2 definisce le modalità procedurali per dichiarazione di esecutività.Articolo 32Tale articolo definisce le decisioni che possono essere riconosciute o eseguite. Esso tiene altresì conto delle particolarità del diritto processuale svedese e riprende le disposizioni contenute nell'articolo II del protocollo allegato alla convenzione di Bruxelles.Sezione 1 - Riconoscimento Articolo 33Tale articolo sancisce il principio del riconoscimento ipso iure delle decisioni nell'ambito della Comunità europea. Tale riconoscimento, fondato sulla fiducia reciproca delle autorità giudiziarie degli Stati membri, implica che lo stesso procedimento non può essere avviato nuovamente in un altro Stato membro.Può tuttavia accadere che la parte contro cui è stata emessa la decisione contesti la riconoscibilità della medesima. In tale caso il regolamento prevede che venga seguita la procedura stabilita nella sezione relativa all'esecuzione (sezione 2).Può inoltre accadere che la questione relativa al riconoscimento di una data decisione venga sollevata in via incidentale in un altro procedimento. In tale ipotesi il riconoscimento della decisione può essere contestato in base ad uno dei motivi di diniego dell'esecuzione indicati negli articoli 41 e 42.Sezione 2 - EsecuzioneTale sezione stabilisce le norme procedurali da seguire per il riconoscimento formale ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 2 o per la delibazione finalizzata all'esecuzione in uno Stato membro diverso dallo Stato in cui è stata emessa la sentenza. Tale procedura mira a rendere esecutiva nello Stato membro richiesto le decisioni già esecutive nello Stato d'origine e non pregiudica il procedimento inteso all'esecuzione vera e propria della decisione nello Stato membro richiesto. Essa è concepita in modo tale da rendere possibile l'adozione di provvedimenti in modo molto rapido. A tal fine sono state apportate notevoli modificazioni al meccanismo previsto dalla convenzione di Bruxelles. In primo luogo il giudice o l'autorità incaricati i dichiarare l'esecutività della decisione nello Stato richiesto non hanno la possibilità verificare d'ufficio, alla luce della decisione stessa, l'eventuale sussistenza dei motivi di diniego dell'esecuzione di cui agli articoli 41 et 42. Tali motivi possono essere esaminati, se del caso, solo nell'ambito del ricorso proposto dalla parte contro cui è stata autorizzata l'esecuzione. Detto giudice o detta autorità devono soltanto esercitare un controllo formale dei documenti prescritti dal presente regolamento che sono stati presentati a sostegno della richiesta. Il numero dei motivi di diniego del riconoscimento e dell'esecuzione è inoltre stato fortemente ridotto.Articolo 35Tale articolo disciplina la competenza ad esaminare l'istanza relativa alla dichiarazione di esecutività.. L'elenco delle autorità o degli organi giurisdizionali competenti negli Stati membri per l'esame dell'istanza è contenuto nell'allegato 2. Le autorità designate possono essere amministrative o giudiziarieIl paragrafo 2, che disciplina la competenza per territorio ai fini del procedimento di delibazione, è stato reso più flessibile. La competenza per territorio è infatti determinata o dal domicilio della parte contro cui si chiede l'esecuzione o dal luogo dell'esecuzione stessa. Articolo 36Il paragrafo 3 mira a dispensare l'istante dall'obbligo della elezione di domicilio nella circoscrizione dell'autorità adita se questa è un'autorità amministrativa. La stessa norma vale per il mandato ad litem.Articolo 37Al fine di ridurre sensibilmente la durata dei procedimenti di delibazione, tale articolo introduce disposizioni cogenti destinate ai giudici o alle autorità competenti ad esaminare l'istanza in forza dell'articolo 35. Questi giudici o queste autorità devono dichiarare esecutiva la decisione immediatamente dopo che siano state adempiute le formalità previste dall'articolo 50. In particolare il giudice non può verificare d'ufficio l'eventuale sussistenza dei motivi di diniego del riconoscimento o dell'esecuzione di cui agli articoli 41 et 42. La sussistenza di tali motivi potrà se del caso essere esaminata successivamente, su ricorso della parte contro la quale è richiesta l'esecuzione a norma degli articoli 39 et 40. In altri termini l'istanza di delibazione non da luogo ad un procedimento ordinario. Gli Stati membri devono provvedere affinché tali istanze vengano esaminate in via prioritaria per non appesantire ulteriormente l'onere del debitore istante. È inoltre particolarmente necessario che il procedimento conservi la sua natura unilaterale; il convenuto non deve essere informato dell'istanza né essere convocato per discussioni superflue.Articoli 39 et 40I ricorsi esperibili dalle due parti sono stati raggruppati in questi due articoli ma non subiscono modifiche sostanziali. Contrariamente a quanto avviene nella prima fase del procedimento, che è assolutamente unilaterale e non prevede l'audizione delle parti, tali ricorso vengono esaminati in contraddittorio.Articolo 41Tale articolo stabilisce gli unici motivi in base ai quali il giudice investo del ricorso può negare o revocare la dichiarazione di esecutività. A fine di agevolare la libera circolazione delle sentenze, la definizione di tale motivi è stata ritoccata in senso restrittivo.In primo luogo, l'inserimento, nel punto 1, dell'avverbio "manifestamente" sottolinea la natura eccezionale dei motivi attinenti all'ordine pubblico . In secondo luogo i motivo dedotto con maggiore frequenza dal debitore per impedire l'esecuzione è stato rivisto per prevenire sviamenti di procedura. Affinché non risulti impedita l'esecuzione, è sufficiente che il convenuto contumace nello Stato d'origine sia stato citato in tempo utile e in modo tale da potersi difendere. Una semplice irregolarità formale della notificazione o comunicazione non può quindi comportare il diniego del riconoscimento o dell'esecuzione qualora non abbia precluso al debitore di provvedere alla propria difesa. Inoltre, se poteva presentare un ricorso nello Stato d'origine, deducendo la sussistenza di una determinata irregolarità procedurale, ma non lo ha presentato, il debitore non può essere ammesso a sollevare l'irregolarità stessa come motivo di diniego o di revoca della dichiarazione nello Stato richiesto. In terzo luogo, il motivo attinente all'inosservanza di una norma di diritto internazionale privato dello Stato richiesto in materia di stato delle persone e capacità delle persone fisiche è stato soppresso in considerazione del progressivo ravvicinamento delle norme vigenti in tale materia negli Stati membri. In ultimo luogo, al fine di colmare una lacuna presente nella convenzione di Bruxelles, il motivo attinente all'esistenza di decisioni incompatibili è stato esteso alle decisioni emesse in un altro Stato membro. Naturalmente il giudice non può effettuare alcuna revisione nel merito.Articolo 42Tale articolo definisce le norme sulla competenza la cui osservanza può essere verificata dal giudice investito di un ricorso in base agli articoli 39 e 40. Si tratta delle norme sulla competenza in materia di assicurazioni e di consumo nonché sulla competenza esclusiva. Esso non riguarda il contratto di lavoro in quanto qualsiasi controllo della competenza in questo settore pregiudicherebbe necessariamente l'attore ossia, nella stragrande maggioranza dei casi, il lavoratore.Articolo 43A fini di flessibilità e per prevenire conseguenze dell'esecuzione che potrebbero essere anche irreversibili, il giudice investito del ricorso deve poter sospendere il procedimento se la decisione originaria, pur essendo esecutiva, risulta impugnata nello Stato membro d'origine. Esso può inoltre dichiarare esecutiva la decisone subordinatamente alla costituzione di una garanzia. Tale norma deve peraltro potere essere applicata a prescindere dal grado del ricorso.Articolo 44Tale articolo definisce le norme applicabili in materia di misure provvisorie e in particolare cautelari che lo Stato richiesto deve adottare quando una decisione straniera deve essere riconosciuta in applicazione del regolamento. Anzitutto la dichiarazione di esecutività implica l'autorizzazione a prendere provvedimenti cautelari sui beni del debitore. Inoltre l'esistenza di una decisione di merito consente di chiedere l'applicazione dei provvedimenti provvisori ed in particolare cautelari previsti dalla legge dello Stato richiesto, anche prima che sia stata dichiarata l'esecutività della decisione di merito stessa da parte giudice o dell'autorità competente dello Stato richiesto . In un certo senso l'articolo 44, paragrafo 1 costituisce il prosieguo dell'articolo 31. Nella maggior parte degli Stati membri, l'esistenza della decisione straniera comprova l'esistenza del credito che giustifica l'adozione di provvedimenti cautelari . In ogni caso la dichiarazione di esecutività implica l'autorizzazione a prendere misure cautelari, sicché l'istante non deve promuovere alcun altro procedimento di autorizzazione a tal fine.Articolo 49Tale norma persegue lo scopo di ridurre i costi del procedimento necessario per ottenere la dichiarazione di esecutività. Essa era già contenuta nel protocollo allegato alla convenzione di Bruxelles.Sezione 3 - Disposizioni comuniArticoli 50 e 51Al fine di rendere meno gravose le formalità procedurali incombenti all'istante, gli unici documenti da comunicare al giudice o all'autorità competente per l'esame dell'istanza sono una copia della decisione di cui trattasi nonché un attestato rilasciato da un giudice o da un'autorità competente dello Stato membro d'origine. Tale attestato, redatto secondo il modello contenuto nell'allegato 4 del regolamento, fornisce al giudice o all'autorità competente dello Stato richiesto gli elementi sufficienti per la dichiarazione di esecutività.Capo IV - Atti pubblici e transazioni giudiziarieArticoli 54 e 55La nuova procedura di riconoscimento e di esecuzione stabilita dal capo III si applica mutatis mutandis agli atti pubblici formati ed esecutivi in uno degli Stati membri. L'unico motivo di diniego del riconoscimento e dell'esecuzione, che anche in questo caso può essere esaminato solo nella fase dell'eventuale ricorso, è dato dalla manifesta contrarietà all'ordine pubblico dello Stato nel quale viene presentata la relativa istanza.Sono ora equiparati agli atti pubblici le transazioni concluse davanti ad un giudice in corso di giudizio nonché le convenzioni concluse in materia di obbligazioni alimentari, in taluni Stati membri ed in particolare in quelli scandinavi, davanti alle autorità amministrative ovvero autenticate dalle medesime. Tale norma era già contenuta nell'articolo V bis del protocollo allegato alla convenzione di Bruxelles.Gli atti pubblici o le transazioni giudiziarie nonché le convenzioni in materia di obbligazioni alimentari devono peraltro essere accompagnati dall'attestato riportato nell'allegato 5 del regolamento. Tale attestato fornisce al giudice o all'autorità competente gli elementi d'informazione necessari e sufficienti per l'esame della domanda di delibazione.Capo V - Disposizioni generaliArticolo 57Le modalità della determinazione del domicilio delle società e della altre persone giuridiche sono state modificate. Si deve infatti privilegiare il sistema della definizione autonoma dei concetti. Gli Stati membri non devono quindi più ricorrere alle loro norme di diritto internazionale privato per individuare la sede di una società o altra persona giuridica. Sarà pertanto possibile evitare l'insorgenza di conflitti di competenza sia negativi che positivi. Il domicilio delle società ed altre persone giuridiche è quindi definito attraverso tre criteri alternativi: il luogo della sede statutaria, il luogo del centro d'attività principale (o sede reale), e il luogo dell'amministrazione centrale. Tale tre criteri sono identici a quelli indicati dall'articolo 58 del trattato CE relativo allo stabilimento delle società all'interno della Comunità.Capo VI - Disposizioni transitorie                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     Stato membro ed un paese terzo in forza dell'articolo 59. Di conseguenza tali accordi già sottoscritti possono continuare ad applicarsi nel quadro del presente regolamento.Capo VIII - Disposizioni finaliArticolo 65Tale articolo è nuovo rispetto alla convenzione. In base all'articolo 211 del trattato CE spetta alla Commissione vigilare sull'applicazione del regolamento. Alla fine di un periodo di cinque anni , la Commissione presenterà eventuali proposte di modifica alla luce di una relazione da essa redatta sull'applicazione del regolamentato stesso.Articolo 66Tale articolo, anch'esso nuovo, dispone che qualsiasi modifica degli elenchi degli organi giurisdizionali e dei ricorsi sia comunicata dagli Stati membri alla Commissione, la quale ne curerà la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 67Questa disposizione, anch'essa nuova, indica la data dell'entrata in vigore del regolamento in conformità all'articolo 254 del trattato.Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO concernente la competenza giurisdizionale nonché il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commercialeIl CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 61, lettera c),vista la proposta della Commissione [20],[20]  	GU ..visto il parere del Parlamento europeo [21],[21]  	GU ..visto il parere del Comitato economico e sociale [22],[22]  	GU ..considerando quanto segue:(1) l'Unione si prefigge l'obiettivo di conservare e sviluppare uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia nel quale sia garantita la libera circolazione delle persone; che ai fini della progressiva realizzazione di tale spazio la Comunità adotta nel settore della cooperazione giudiziaria i provvedimenti necessari per il buon funzionamento del mercato interno;(2) le divergenze tra le norme nazionali sulla competenza giudiziaria e sul riconoscimento rendono più difficile la libera circolazione delle persone nonché il buon funzionamento del mercato interno; che è pertanto indispensabile adottare disposizioni che consentano di unificare le norme sui conflitti di competenza in materia civile e commerciale e semplificare le formalità affinché le sentenze siano riconosciute ed eseguite in modo rapido ed semplice;(3) tale materia rientra nel settore della cooperazione giudiziaria civile ai sensi dell'articolo 65 del trattato;(4) in base ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, enunciati dall'articolo 5 del trattato, gli obiettivi del presente regolamento non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono quindi essere realizzati compiutamente solo a livello comunitario; il presente regolamento si limita al minimo indispensabile per il raggiungimento di tali obiettavi e non eccede quanto è necessario a tal fine;(5) gli Stati membri hanno concluso il 27 settembre 1968, nel quadro dell'articolo 293, paragrafo 4 del trattato CE, la convenzione di Bruxelles concernente la competenza giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (in appresso la Convenzione di Bruxelles) [23]; tale convenzione - la quale rientra nel corpo giuridico comunitario ed è stata resa applicabile a tutti i nuovi Stati membri - ha formato oggetto di lavori di revisione e che il Consiglio ha approvato il contenuto del testo così rivisto; che è opportuno garantire le continuità dei risultati ottenuti nell'ambito di tale revisione;[23]  	Cfr. versione consolidata nella GU C 27 del 26.1.1998, pag. 1.(6) per la realizzazione dell'obiettivo della libera circolazione delle decisioni in materia civile e commerciale, è necessario ed opportuno che le norme disciplinanti la competenza giurisdizionale nonché il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni siano stabilite mediante un atto giuridico comunitario cogente e direttamente applicabile;(7) il campo d'applicazione del presente regolamento deve comprendere sostanzialmente tutta la materia civile e commerciale: le esclusioni da tale campo d'applicazione devono pertanto essere ridotte al minimo.(8) le controversie soggette al suddetto regolamento devono presentare elementi di collegamento con il territorio degli Stati membri vincolati dal regolamento stesso; le norme comuni si applicano quindi, in linea di principio, in tutti i casi nei quali il convenuto è domiciliato in uno di tali Stati; (9) i convenuti domiciliati in paesi terzi sono assoggettabili alle norme sui conflitti di competenza vigenti nel territorio dello Stato del giudice adito e che i convenuti domiciliati nel territorio di uno Stato membro non vincolato dal presente regolamento devono continuare ad essere assoggettati alla convenzione di Bruxelles; che, ai fini della libera circolazione delle sentenze, le decisioni emesse in base a tali norme devono essere riconosciute ed attuate nel territorio della Comunità secondo le disposizioni del presente regolamento;(10) le norme sulla competenza devono presentare un alto grado di prevedibilità ed articolarsi intorno alla competenza generale del giudice del domicilio del convenuto, la quale deve valere in ogni ipotesi salvo che in alcuni casi rigorosamente determinati, nei quali la materia del contendere o l'autonomia delle parti giustifichi un diverso criterio di collegamento; per le persone giuridiche il domicilio deve essere definito autonomamente, in modo da incrementare la trasparenza delle norme comuni e prevenire i conflitti di competenza; (11) il criterio del foro del domicilio del convenuto deve essere completato attraverso la previsione di fori alternativi, ammessi in base al collegamento diretto tra l'organo giurisdizionale e la controversia, ovvero al fine di agevolare la buona amministrazione della giustizia;(12) nei contratti d'assicurazione, di lavoro e di consumo è opportuno tutelare la parte più debole consentendo in alcuni casi a quest'ultima, in deroga alla regola generale, di adire il giudice del proprio luogo di domicilio ;(13) si deve tener conto del crescente sviluppo delle nuove tecnologie di comunicazione, in particolare nel settore del consumo; che la commercializzazione dei beni e servizi con mezzi di comunicazione elettronica accessibili in un determinato Stato membro costituisce un'attività rivolta verso il territorio di quest'ultimo; il consumatore, ove sia domiciliato in questo Stato, deve beneficiare della tutela garantita dal regolamento qualora, dal proprio domicilio, sottoscriva un contratto di consumo con mezzi di comunicazione elettronica;(14) per i contratti non rientranti nella categoria dei contratti di lavoro, di assicurazione e di consumo deve essere rispettata l'autonomia delle parti relativamente alla scelta del foro competente; è per contro opportuno regolamentare le clausole attributive di competenza inserite in contratti che mettono in contatto parti aventi un potere contrattuale disuguale;(15) le norme di massima stabilite dal regolamento devono essere dotate della necessaria flessibilità affinché si adattino alle particolarità procedurali vigenti in certi Stati membri; a questo scopo è necessario introdurre nel regolamento talune delle disposizioni contenute nel protocollo allegato alla convenzione di Bruxelles;(16) il funzionamento armonioso della giustizia a livello comunitario presuppone che non vengano adottate, in due Stati membri competenti in base al presente regolamento, decisioni tra loro incompatibili; è necessario stabilire un meccanismo chiaro ed automatico per la risoluzione dei casi di litispendenza e di connessione ed è opportuno definire in modo autonomo la data alla quale una causa si considera "pendente", viste le differenze nazionali esistenti in materia;PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 599PC0348.1(17) la reciproca fiducia nella giustizia all'interno della Comunità implica che le decisioni emesse in un altro Stato membro siano riconosciute di pieno diritto, ossia senza che sia necessario esperire alcun procedimento salvo che vi siano contestazioni;(18) la reciproca fiducia implica altresì che il procedimento inteso a rendere esecutiva, in un determinato Stato membro, la decisione emessa in un altro Stato membro si svolga in modo efficace e rapido; a tale fine la dichiarazione di esecutività deve essere rilasciata in modo pressoché automatico, a seguito di un controllo meramente formale dei documenti prodotti e senza rilevabilità d'ufficio dei motivi di diniego del riconoscimento indicati nel presente regolamento;(19) il rispetto dei diritti della difesa esige tuttavia che, contro la decisione emessa, il convenuto possa eventualmente proporre un ricorso secondo i principi del contraddittorio, qualora ritenga dimostrato uno dei motivi di diniego del riconoscimento; il diritto al ricorso deve altresì essere riconosciuto al richiedente ove sia stato negato il rilascio della dichiarazione di esecutività;(20) è d'uopo garantire la continuità tra la convenzione di Bruxelles ed il presente regolamento e al tale fine devono stabilirsi adeguate disposizioni transitorie; che la stessa continuità deve caratterizzare altresì l'interpretazione delle disposizioni della convenzione di Bruxelles ad opera della Corte di giustizia delle Comunità europee e il protocollo del 1971 [24] deve continuare ad applicarsi ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento; [24]  	Cfr. versione consolidata in GU C 27/98, pagg. 1 e 28.(21) a norma degli articoli 1 e 2 dei protocolli sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda e sulla posizione della Danimarca [25], questi Stati non partecipano all'adozione del presente regolamento; di conseguenza il presente regolamento non vincola il Regno Unito, l'Irlanda e la Danimarca e non si applica nei confronti di questi Stati;[25]  	GU C 340 del 10.11.1997, pagg. 99-101.(22) la convenzione di Bruxelles rimarrà in vigore nei rapporti tra gli Stati membri vincolati e quelli non vincolati dal presente regolamento ed è quindi indispensabile stabilire norme chiare sui rapporti tra il presente regolamento e la convenzione di Bruxelles;(23) lo stesso spirito di coerenza esige che il presente regolamento non incida sulle norme stabilite in tema di competenza e riconoscimento delle decisioni da altri atti normativi comunitari;(24) il rispetto degli impegni internazionali assunti dagli Stati membri implica che il regolamento non incida sulle convenzioni alle quali gli Stato membri aderiscono e che riguardano materie speciali;(25) entro cinque anni dall'entrata in vigore del presente regolamento la Commissione esamina l'applicazione dello stesso allo scopo di proporre, se del caso, le necessarie modifiche,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Capo I - Campo d'applicazioneArticolo 11. Il presente regolamento si applica in materia civile e commerciale, indipendentemente dalla natura dell'organo giurisdizionale. Esso non concerne, in particolare, la materia fiscale, doganale ed amministrativa.2. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento:1) lo stato e la capacità delle persone fisiche, il regime patrimoniale fra coniugi, i testamenti e le successioni;2) i fallimenti, i concordati e le procedure affini;3) la sicurezza sociale;4) l'arbitrato.Capo II - CompetenzaSezione 1 - Disposizioni generaliArticolo 2Salve le disposizioni del presente regolamento, le persone aventi il domicilio nel territorio di un determinato Stato membro sono convenute, a prescindere dalla loro nazionalità, davanti ai giudici di tale Stato.Alle persone che non sono in possesso della cittadinanza dello Stato nel quale esse hanno il domicilio si applicano le norme sulla competenza vigenti per i cittadini.Il domicilio delle società e delle altre persone giuridiche è determinato a norma dell'articolo 57.I termini "Stato membro" designano, salvo disposizione contraria, qualsiasi Stato membro vincolato dal presente regolamento.Articolo 3Le persone aventi il domicilio nel territorio di uno Stato membro possono essere convenute davanti ai giudici di un altro Stato membro solo in base alle norme enunciate nelle sezioni da 2 a 7 del presente capo. Nei loro confronti non possono essere addotte le norme nazionali sulla competenza riportate nell'allegato I del presente regolamento.Articolo 4Se il convenuto è domiciliato in un paese terzo, la competenza nei singoli Stati membri è determinata dalla legge di ciascuno di essi, salva l'applicazione degli articoli 22 e 23.Chiunque abbia il domicilio nel territorio di un determinato Stato membro può, indipendentemente dalla propria nazionalità ed al pari dei cittadini di questo Stato, addurre nei confronti di tale convenuto le norme sulla competenza in vigore nello Stato medesimo, in particolare quelle indicate nell'allegato I.Se il convenuto è domiciliato nel territorio di uno Stato membro non vincolato dal presente regolamento, la competenza è disciplinata dalla convenzione di Bruxelles, nella versione vigente nello Stato membro stesso.Sezione 2 - competenze specialiArticolo 5La persona domiciliata nel territorio di uno Stato membro può essere convenuta in un altro Stato membro:1) a) in materia contrattuale, davanti al giudice del luogo d'adempimento dell'obbligazione dedotta in giudizio:b) salvo diversa convenzione, il luogo d'adempimento dell'obbligazione dedotta in giudizio è:- nel caso della compravendita di beni, il luogo, situato in uno Stato membro, in cui i beni sono stati o avrebbero dovuto essere consegnati in base al contratto;- nel caso della prestazione di servizi, il luogo, situato in uno Stato membro, in cui i servizi sono stati o avrebbero dovuto essere prestati in base al contratto;c) la lettera a) si applica nei casi in cui non è applicabile la lettera b);2) in materia di obbligazioni alimentari, davanti al giudice del luogo in cui il creditore di alimenti ha il domicilio o la residenza abituale, qualora si tratti di una domanda accessoria ad un'azione relativa allo stato delle persone, davanti al giudice competente a conoscere di quest'ultima secondo la legge del foro, salvo che tale competenza si fondi unicamente sulla cittadinanza di una delle parti;3) in materia di illeciti civili dolosi o colposi, davanti al giudice del luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto o può avvenire; 4) qualora si tratti di un'azione di risarcimento di danni o di restituzione, nascente da reato, davanti al giudice presso il quale è esercitata l'azione penale, sempreché secondo la propria legge tale giudice possa conoscere dell'azione civile;Salvo disposizioni nazionali più favorevoli, le persone domiciliate in uno Stato membro contro le quali sia stata promossa un'azione penale per reati non dolosi davanti ai giudici di un altro Stato membro, di cui non siano cittadini, possono farsi difendere da rappresentanti anche senza comparire personalmente. Il giudice adito può tuttavia ordinare la comparizione personale; se la comparizione non avviene, il riconoscimento e l'esecuzione della decisione che è stata emessa sull'azione civile senza che la persona in causa abbia avuto la possibilità di farsi difendere potranno essere negati negli altri Stati membri.5) qualora si tratti di controversia concernente l'esercizio di una succursale, di un'agenzia o di qualsiasi altra sede d'attività, davanti al giudice del luogo in cui queste sono situate; 6) qualora si tratti di una controversia concernente il pagamento del corrispettivo per l'assistenza o il salvataggio di un carico, davanti al giudice nell'ambito della cui competenza il carico:a) è stato sequestrato a garanzia del pagamentob) avrebbe potuto essere sequestrato a tal fine ma è stata fornita una cauzione o un'altra garanzia; Il punto 1 si applica solo qualora si faccia valere che il convenuto è titolare di diritti sul carico o era titolare di diritti sul carico al momento dell'assistenza o del salvataggio.Articolo 6La persona domiciliata nel territorio di un altro Stato membro può inoltre essere convenuta:1) in caso di pluralità di convenuti, davanti al giudice del luogo in cui uno qualsiasi di essi è domiciliato, sempre che tra le domande esista un nesso così stretto da rendere opportuna una trattazione unica ed una decisione unica onde evitare il rischio, sussistente in caso di trattazione separata, di giungere a decisioni incompatibili;2) qualora si tratti di chiamata in garanzia o altra chiamata di terzo, davanti al giudice presso il quale è stata proposta la domanda principale, sempreché quest'ultima non sia stata proposta per distogliere colui che è stato chiamato in causa dal suo giudice naturale;La competenza giurisdizionale di cui al primo comma non può essere fatta valere né in Germania né in Austria. Ogni persona domiciliata nel territorio di un altro Stato membro può essere chiamata a comparire davanti ai giudici:- della Repubblica federale di Germania, in applicazione degli articoli 68, e da 72 a 74 del Codice di procedura civile (Zivilprozessordnung) concernenti la litis denuntiatio;- della Repubblica d'Austria, conformemente all'articolo 21 del Codice di procedura civile (Zivilprozessordnung) concernente la litis denuntiatio;3) qualora si tratti di una domanda riconvenzionale nascente dal contratto o dal fatto su cui si fonda la domanda principale, davanti al giudice presso il quale è stata proposta la domanda principale; 4) in materia contrattuale, qualora l'azione possa essere riunita con un'azione in materia di diritti reali immobiliari proposta contro il medesimo convenuto, davanti al giudice dello Stato membro in cui l'immobile è situato.Articolo 7Il giudice di un determinato Stato membro che, in base al presente regolamento, abbia competenza per le controversie relative alla responsabilità nell'impiego o nell'esercizio di una nave, o qualsiasi altro giudice che lo sostituisca in forza della legislazione interna del medesimo Stato, è altresì competente per le domande relative alla limitazione di tale responsabilità.Sezione 3 - Competenza in materia d'assicurazioniArticolo 8In materia di assicurazioni, la competenza è disciplinata dalla presente sezione, salva l'applicazione dell'articolo 4 e dell'articolo 5, punto 5.Articolo 9L'assicuratore domiciliato nel territorio di uno Stato membro può essere convenuto:1) davanti ai giudici dello Stato in cui è domiciliato o2) in un altro Stato membro, davanti al giudice del luogo in cui ha domicilio l'attore qualora l'azione sia proposta dal contraente dell'assicurazione, dall'assicurato o dal beneficiario, oppure3) se si tratta di un coassicuratore, davanti al giudice di uno degli Stati membri presso il quale sia stata proposta l'azione contro il coassicuratore delegatario.L'assicuratore che non abbia il proprio domicilio nel territorio di uno degli Stati membri, ma possieda una succursale, un'agenzia o qualsiasi altra sede d'attività in un determinato Stato membro, è considerato, per le controversie relative al loro esercizio, come avente il domicilio nel territorio di questo Stato membro.Articolo 10Inoltre l'assicuratore può essere convenuto davanti al giudice del luogo in cui si è verificato il fatto dannoso, qualora si tratti di assicurazione di responsabilità civile o di assicurazione sugli immobili. Egli può parimenti essere convenuto davanti a tale giudice nei caso in cui l'assicurazione concerna contemporaneamente beni immobili e beni mobili coperti dalla stessa polizza e colpiti dallo stesso sinistro.Articolo 11In materia di assicurazione della responsabilità civile, l'assicuratore può esser chiamato in causa davanti al giudice presso cui è stata proposta dalla persona lesa l'azione contro l'assicurato, qualora la legge di tale giudice lo consenta.Le disposizioni degli articoli 8, 9 e 10 sono applicabili all'azione diretta proposta dalla persona lesa contro l'assicuratore, sempre che tale azione sia possibile.Se la legge relativa all'azione diretta prevede la chiamata in causa del contraente dell'assicurazione o dell'assicurato, il giudice adito ai sensi del secondo comma è competente anche nei loro confronti.La competenza giurisdizionale di cui al comma precedente non può essere fatta valere né in Germania né in Austria. Ogni persona domiciliata nel territorio di un altro Stato membro può essere chiamata a comparire davanti ai giudici:- della Repubblica federale di Germania, in applicazione degli articoli 68, e da 72 a 74 del codice di procedura civile (Zivilprozessordnung) concernenti la litis denuntiatio;- della Repubblica d'Austria, conformemente all'articolo 21 del codice di procedura civile (Zivilprozessordnung) concernente la litis denuntiatio.Articolo 12Salve le disposizioni dell'articolo 11, terzo comma, l'azione dell'assicuratore può esser proposta solo davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio è domiciliato il convenuto, sia esso contraente dell'assicurazione, assicurato o beneficiario.Le disposizioni della presente sezione non pregiudicano il diritto di proporre una domanda riconvenzionale davanti al giudice investito della domanda principale a norma della presente sezione.Articolo 13Le disposizioni della presente sezione possono essere derogate solo da convenzioni:1) posteriori al sorgere della controversia, o2) che consentano al contraente dell'assicurazione, all'assicurato o al beneficiario di adire un organo giurisdizionale diverso da quelli indicati nella presente sezione, o3) che, concluse tra un contraente dell'assicurazione e un assicuratore aventi entrambi il domicilio o la residenza nel medesimo Stato membro al momento della stipula del contratto, abbiano l'effetto, anche nel caso in cui l'evento dannoso si produca all'estero, di attribuire la competenza ai giudici di tale Stato, sempre che la legge di quest'ultimo non vieti siffatte convenzioni, o4) concluse da un contraente dell'assicurazione che non abbia il proprio domicilio in uno Stato membro, salvo che si tratti di assicurazione obbligatoria o relativa ad un immobile situato in uno Stato membro, o5) riguardante un contratto di assicurazione, in quanto questo copra uno o più rischi di cui all'articolo 14.Articolo 14I rischi di cui all'articolo 13, punto 5, sono i "grandi rischi" ai sensi dell'articolo 5, lettera d), della direttiva 73/239/CEE del Consiglio [26], qualsiasi rischio connesso in via accessoria ad uno dei rischi indicati al punto 1.[26]  	GU L 228 del 16.8.1973.Sezione 4 - Competenza in materia di contratti conclusi dai consumatoriArticolo 15Salve le disposizioni dell'articolo 4 e dell'articolo 5, punto 5, la competenza in materia di contratti conclusi dal consumatore per un uso che possa essere considerato estraneo alla sua attività professionale è regolata dalla presente sezione,1) qualora si tratti di vendita a rate di beni mobili materiali,2) qualora si tratti di prestito con rimborso rateizzato o di altra operazione di credito, connessi con il finanziamento di una vendita di tali beni,3) in tutti gli altri casi, qualora il contratto sia stato concluso con una persona svolgente attività commerciali o professionali nello Stato membro in cui è domiciliato il consumatore ovvero attività commerciali o professionali rivolte con qualsiasi mezzo verso questo Stato o verso un gruppo di paesi comprendente questo Stato, purché il contratto stesso rientri nell'ambito di tali attività.Qualora la controparte del consumatore non abbia il proprio domicilio nel territorio di uno degli Stati membri, ma possieda una succursale, un'agenzia o qualsiasi altra sede in uno Stato membro determinato, essa è considerata, per le controversie relative all'esercizio delle medesime, come domiciliata nel territorio di questo Stato.La presente sezione non si applica ai contratti di trasporto, a meno che non prevedano prestazioni combinate di trasporto e di alloggio per un prezzo globale.Articolo 16L'azione del consumatore avverso la controparte contrattuale può essere proposta o davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio la controparte ha il proprio domicilio o davanti ai giudici del luogo in cui è domiciliato il consumatore.L'azione della controparte contrattuale avverso il consumatore può essere proposta solo davanti ai giudici dello Stato membro nel cui territorio il consumatore ha il proprio domicilio.Il primo e secondo comma non pregiudicano il diritto di proporre una domanda riconvenzionale davanti al giudice investito della domanda principale a norma della presente sezione.Articolo 17Le disposizioni della presente sezione possono essere derogate solo da convenzioni:1) posteriori alla nascita della controversia2) che consentano al lavoratore di adire un giudice diverso da quelli indicati nella presente sezione.3) che, concluse tra un consumatore e una controparte contrattuale aventi entrambi il domicilio o la residenza abituale nel medesimo Stato membro al momento della conclusione del contratto, attribuiscano la competenza ai giudici di tale Stato, sempre che la legge di quest'ultimo non vieti siffatte convenzioni.Sezione 5 - Competenza in materia di contratti individuali di lavoroArticolo 18La competenza di contratti individuali di lavoro è disciplinata dalla presente sezione, fatti salvi l'articolo 4 e l'articolo 5, punto 5.Qualora un lavoratore concluda un contratto individuale di lavoro con un datore di lavoro che non sia domiciliato in uno degli Stati membri ma possieda una succursale, un'agenzia o qualsiasi altra sede in un determinato Stato membro, il datore di lavoro è considerato, per le controversie relative all'esercizio delle medesime, come domiciliato nel territorio di questo Stato.Articolo 19Il datore di lavoro domiciliato nel territorio di uno Stato membro può essere convenuto:1) davanti ai giudici dello Stato in cui è domiciliato o2) in un altro Stato membro:a) davanti al giudice del luogo in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria attività ovvero dell'ultimo luogo in cui svolgeva abitualmente la propria attività;b) qualora il lavoratore non svolga o non svolgesse abitualmente la propria attività in un solo paese, davanti al giudice del luogo in cui è o era situato lo stabilimento presso il quale è stato assunto.Articolo 20L'azione del datore di lavoro può essere proposta solo davanti ai giudici dello Stato membro in cui il lavoratore è domiciliato.Le disposizioni della presente sezione non pregiudicano il diritto di proporre una domanda riconvenzionale davanti al giudice investito della domanda principale a norma della presente sezione .Articolo 21Le disposizioni della presente sezione possono essere derogate solo da convenzioni posteriori al sorgere della controversia, o che consentano al lavoratore di adire un giudice diverso da quelli indicati nella presente sezione.Sezione 6 - Competenze esclusiveArticolo 22Indipendentemente dal domicilio, hanno competenza esclusiva:1) in materia di diritti reali immobiliari e di contratti di locazione d'immobili, i giudici dello Stato membro in cui l'immobile è situato.Tuttavia in materia di contratti di locazione di immobili ad uso privato temporaneo, stipulati per un periodo massimo di sei mesi consecutivi, hanno competenza anche i giudici dello Stato membro in cui il convenuto è domiciliato, purché il locatario sia una persona fisica e il proprietario ed il locatario siano domiciliati nel medesimo Stato membro;2) in materia di validità, nullità o scioglimento di società o altre persone giuridiche, aventi la propria sede nel territorio di un determinato Stato membro, o riguardo alle decisioni dei relativi organi, i giudici di tale Stato. Per determinare la sede il giudice applica le norme del proprio diritto internazionale privato;3) in materia di validità delle trascrizioni ed iscrizioni nei pubblici registri, i giudici dello Stato membro nel cui territorio i registri sono tenuti;4) in materia di registrazione o di validità di brevetti, marchi, disegni e modelli nonché di diritti analoghi per i quali è prescritto il deposito ovvero la registrazione, i giudici dello Stato membro nel cui territorio il deposito o la registrazione sono stati richiesti, sono stati effettuati o sono da considerarsi effettuati a norma di un atto normativo comunitario o di una convenzione internazionale,salva la competenza spettante all'Ufficio europeo dei brevetti in base alla convenzione sul rilascio dei brevetti europei sottoscritta a Monaco il 5 ottobre 1973, i giudici di ciascuno Stato membro hanno competenza esclusiva, indipendentemente dal domicilio, in materia di iscrizione o validità del brevetto europeo rilasciato dal proprio Stato.5) in materia di esecuzione delle decisioni, i giudici dello Stato membro nel cui territorio si torva il luogo dell'esecuzione.Sezione 7 - Proroga di competenzaArticolo 23Qualora le parti, di cui almeno una sia domiciliata nel territorio di uno Stato membro, abbiano convenuto la competenza di un giudice o dei giudici di uno Stato membro a conoscere delle controversie, presenti o future, nate da un determinato rapporto giuridico, la competenza esclusiva spetta a questo giudice o a questi giudici. Tale competenza è esclusiva, salvo il diverso accordo tra le parti. La clausola attributiva di competenza deve essere conclusa:a) per iscritto oppure oralmente con conferma scritta, ob) in una forma corrispondente alla prassi seguita dalle parti nei loro rapporti reciproci, oc) nel commercio internazionale, in una forma corrispondente ad usi che le parti conoscevano o avrebbero dovuto conoscere e che in tale campo sono ampiamente conosciuti e regolarmente rispettati dalle parti di contratti dello stesso tipo nel ramo commerciale considerato.La forma scritta comprende qualsiasi comunicazione con mezzi elettronici che consenta una registrazione durevole della clausola attributiva di competenza.Quando nessuna delle parti che stipulano tale clausola attributiva di competenza è domiciliata nel territorio di uno Stato membro, i giudici degli altri Stati membri non possono conoscere della controversia fintantoché il giudice o i giudici designati non abbiano declinato la competenza Le clausole attributive di competenza sono nulle se contrastano con le disposizioni degli articoli 13 e 17 o derogano alla competenza esclusiva attribuita ai giudici dall'articolo 22.Articolo 24Oltre che nei casi in cui la sua competenza risulti da altre disposizioni del presente regolamento, il giudice di qualsiasi Stato membro è competente se il convenuto è comparso davanti ad esso. Tale norma non si applica se la comparizione avviene per eccepire l'incompetenza o se esiste un altro giudice esclusivamente competente ai sensi dell'articolo 22.Sezione 8 - Esame della competenza e della ammissibilitàArticolo 25Il giudice di uno Stato membro, investito a titolo principale di una controversia per la quale l'articolo 22 stabilisce la competenza esclusiva del giudice di un altro Stato membro, dichiara d'ufficio la propria incompetenza.Articolo 26Qualora il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato membro sia citato davanti ad un giudice di un altro Stato membro ma non compaia, tale giudice, se non è competente in base al presente regolamento, dichiara d'ufficio la propria incompetenza. Il giudice è tenuto a sospendere il processo fin quando non si accerti che al convenuto è stata data la possibilità di ricevere la domanda giudiziale, od un atto equivalente, in tempo utile perché potesse presentare le proprie difese, ovvero che è stato fatto tutto il possibile in tal senso.Si applicano, anziché il secondo comma, le disposizioni nazionali d'attuazione della direttiva .. ../CE del Consiglio [27] sulla notificazione e comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile e commerciale, qualora l'atto introduttivo del giudizio o un atto equivalente debbano essere trasmessi in esecuzione di queste disposizioni.[27]  	Sino all'entrata in vigore delle disposizioni nazionali d'attuazione della direttiva di cui al terzo comma, si applicano le disposizioni della convenzione dell'Aia del 15 novembre 1965 relativa alla notificazione o comunicazione all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile e commerciale, qualora l'atto introduttivo del giudizio o un atto equivalente debbano essere trasmessi in esecuzione di questa convenzione.Sezione 9 - Litispendenza e connessioneArticolo 27Qualora davanti a giudici di Stati membri differenti e tra le stesse parti siano state proposte domande aventi il medesimo oggetto ed il medesimo titolo, il giudice adito successivamente sospende d'ufficio il procedimento finché non si accerti la competenza del giudice adito in precedenza.Se la competenza del giudice precedentemente adito è stata accertata, il giudice successivamente adito dichiara la propria incompetenza a favore del primo.Articolo 28Ove più cause connesse siano pendenti davanti a giudici di Stati membri differenti, il giudice successivamente adito può sospendere il procedimento.Se tali cause sono pendenti in primo grado, il giudice successivamente adito può inoltre dichiarare la propria incompetenza su richiesta di una delle parti, a condizione che il giudice precedentemente adito sia competente a conoscere delle domande proposte e la sua legge consenta la riunione dei procedimenti.Ai sensi del presente articolo sono connesse le cause aventi tra di loro un nesso così stretto da rendere opportuna una trattazione unica ed una decisione unica onde evitare il rischio, sussistente in caso di trattazione separata, di giungere a decisioni incompatibili.Articolo 29Qualora la competenza esclusiva a conoscere delle domande spetti a più giudici, quello successivamente adito deve spogliarsi della causa in favore del giudice adito in precedenza.Articolo 30Ai fini della presente sezione un giudice è considerato adito- 1) quando l'atto introduttivo del giudizio o un atto equivalente è depositato presso il giudice, purché successivamente l'attore non abbia omesso di prendere tutte le iniziative prescritte per la notificazione o comunicazione dell'atto stesso al convenuto, o- 2) se l'atto deve essere notificato o comunicato prima di essere depositato presso il giudice, quando l'autorità competente per la notificazione o comunicazione lo riceve, purché successivamente l'attore non abbia omesso di prendere tutte le iniziative prescritte per il deposito dell'atto stesso.Sezione 10 - Provvedimenti provvisori e cautelariArticolo 31I provvedimenti provvisori o cautelari, previsti dalla legge di un determinato Stato membro, possono essere richiesti al giudice di tale Stato anche se, in forza del presente regolamento, la competenza a conoscere nel merito spetta al giudice di un altro Stato membro. Capo III - Riconoscimento ed esecuzioneArticolo 32Ai sensi del presente regolamento, per decisione si intende, a prescindere dalla denominazione usata, qualsiasi provvedimento adottato da un giudice di uno Stato membro, quale ad esempio un decreto, una sentenza, un'ordinanza o un mandato di esecuzione, nonché la determinazione delle spese giudiziali da parte del cancelliere In Svezia, nei procedimenti sommari relative alle ingiunzioni di pagamento (betalningsföreläggande) ed ai provvedimenti cautelari (handräckning), i termini «giudici», «tribunale», «giudici» e «autorità giudiziaria» comprendono l'autorità pubblica svedese competente per l'esecuzione forzata (kronofogdemyndighet).Sezione 1 - riconoscimentoArticolo 33Le decisioni emesse in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento.In caso di contestazione, ogni parte interessata che invochi il riconoscimento in via principale può far dichiarare, secondo la procedura di cui alle sezioni 2 e 3 del presente capo, il riconoscimento della decisione.Il giudice di qualsiasi Stati membro, dinanzi al quale il riconoscimento venga invocato in via incidentale, è competente a deliberare sull'esistenza dei motivi di diniego del riconoscimento ai sensi degli articoli 41 e 42. Sezione 2 - esecuzioneArticolo 34Le decisioni emesse in uno Stato membro e ivi esecutive sono eseguite in qualsiasi altro Stato membro dopo essere state ivi dichiarate esecutive su istanza della parte interessata.Articolo 35L'istanza deve essere proposta al giudice o all'autorità competente di cui all'allegato II del presente regolamento.La competenza territoriale è determinata dal domicilio della parte contro cui si chiede l'esecuzione ovvero dal luogo dell'esecuzione.Articolo 36Le modalità del deposito dell'istanza sono determinate dalla legge dello Stato richiesto.L'istante deve eleggere il proprio domicilio nella circoscrizione del giudice o dell'autorità competente adita. Tuttavia, se la legge dello Stato richiesto non prevede l'elezione del domicilio, l'istante designa un procuratore alle liti.Il comma precedente non si applica se l'autorità competente è un'autorità amministrativa. All'istanza devono essere allegati i documenti di cui all'articolo 50.Articolo 37La decisione è dichiarata esecutiva immediatamente dopo l'espletamento delle formalità di cui all'articolo 50 e senza alcun esame dei motivi di diniego dell'esecuzione di cui agli articoli 41 e 42. La parte contro cui l'esecuzione viene chiesta non può, in tale fase del procedimento, presentare osservazioni.Articolo 38Il provvedimento sull'istanza di dichiarazione d'esecutività è resa noto immediatamente al richiedente secondo le modalità previste dalla legge dello Stato membro richiesto.La dichiarazione di esecutività deve essere notificata o comunicata alla parte contro la quale è chiesta l'esecuzione, allegando la decisione qualora questa non sia già stata notificata alla parte stessa.Articolo 39Ciascuna delle parti può proporre ricorso contro la decisione emessa sull'istanza di dichiarazione d'esecutività.Il ricorso è proposto dinanzi al giudice di cui all'allegato III.Il ricorso è esaminato secondo le norme del procedimento in contraddittorio.Se la parte contro la quale è chiesta l'esecuzione non compare davanti al giudice investito del ricorso, si applicano le disposizioni dell'articolo 26 anche qualora essa non sia domiciliata nel territorio di uno degli Stati membri.Il ricorso contro la dichiarazione di esecutività deve essere proposto nel termine di un mese dalla notificazione della stessa. Se la parte contro la quale è chiesta l'esecuzione è domiciliata in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata rilasciata la dichiarazione di esecutività, il termine è pari a due mesi a decorrere dalla data della notificazione effettuata in mani proprie o nel domicilio. Detto termine non è prorogabile per ragioni inerenti alla distanza.Articolo 40La decisione emessa sul ricorso può essere impugnata unicamente con i ricorso di cui all'allegato IV.Articolo 41Il giudice investito di un ricorso ai sensi degli articoli 39 o 40 decide entro brevi termini. Esso nega o revoca la dichiarazione di esecutività se1) la dichiarazione di esecutività è manifestamente contraria all'ordine pubblico dello Stato membro richiesto;2) l'atto introduttivo del giudizio od un atto equivalente non è stato notificato o comunicato al convenuto contumace in tempo utile e nel modo appropriato perché potesse presentare le proprie difese, salvo che questi abbia omesso di impugnare la decisione pur avendone la possibilità.3) la decisione è in contrasto con una decisione emessa tra le medesime parti nello Stato richiesto;4) la decisione è in contrasto con una decisione che sia stata emessa precedentemente tra le medesime parti in un altro Stato membro o in paese terzo, nell'ambito di una controversia avente il medesimo oggetto e il medesimo titolo, e che presenti i requisiti necessari per essere riconosciuta nello Stato richiesto.In nessun caso la decisione dello Stato membro d'origine può formare oggetto di un riesame del merito.Articolo 42 Il giudice investito di un ricorso ai sensi degli articoli 39 o 40 nega o revoca la dichiarazione di esecutività in caso di mancata osservanza delle sezioni 3, 4 e 6 del capo II.Nella determinazione delle competenze di cui al comma precedente, l'autorità richiesta è vincolata dagli accertamenti di fatto sui quali il giudice dello Stato d'origine ha fondato la propria competenza.Salva l'applicazione del primo comma, non è ammesso il controllo della competenza dei giudici dello Stato d'origine; le norme sulla competenza non sono influenzate dall'ordine pubblico di cui all'articolo 41, punto 1.Articolo 43Il giudice davanti al quale è proposta il ricorso ai sensi dell'articolo 39 o dell'articolo 40 può, su istanza della parte contro la quale è chiesta l'esecuzione, sospendere il procedimento se nello Stato d'origine la decisione straniera è stata impugnata con un mezzo ordinario o se il termine per proporre l'impugnazione non è scaduto; in quest'ultimo caso il giudice può fissare un termine per l'impugnazione.Il giudice può inoltre subordinare l'esecuzione alla costituzione di una garanzia da lui predeterminata .Articolo 44Qualora una decisione debba essere riconosciuta a norma del presente regolamento, l'istante può chiedere provvedimenti provvisori e cautelari in conformità della legge dello Stato membro richiesto senza che sia necessaria la dichiarazione di esecutività di cui all'articolo 37.La dichiarazione di esecutività implica l'autorizzazione ad adottare provvedimenti cautelari.In pendenza del termine per proporre il ricorso di cui all'articolo 39 contro la dichiarazione di esecutività, e fino a quando non sia stata adottata alcuna decisione al riguardo, possono adottarsi solo provvedimenti cautelari sui beni della parte contro la quale è chiesta l'esecuzione.Articolo 45Se la decisione straniera ha statuito su vari capi della domanda e la dichiarazione di esecutività non può essere rilasciata per tutti i capi, il giudice rilascia la dichiarazione di esecutività solo per una o più parti della decisione.L'istante può chiedere una dichiarazione di esecutività parziale.Articolo 46Le decisioni straniere che impongano una penalità di mora sono esecutive nello Stato richiesto solo se la misura della penalità è stata definitivamente fissata dai giudici dello Stato di origine.Articolo 47L'istante che nello Stato di origine ha usufruito in tutto o in parte del gratuito patrocinio o di un'esenzione dalle spese beneficia, nel procedimento di cui alla presente sezione, del patrocinio più favorevole o dell'esenzione dalle spese più ampia che sia prevista nel diritto dello Stato richiesto.Articolo 48Alla parte che chiede l'esecuzione in uno Stato membro di una decisione emessa in un altro Stato membro non può essere imposta la costituzione di cauzioni o depositi, comunque denominati, a causa della qualità di straniero o per difetto di domicilio o residenza nello Stato membro richiesto.Articolo 49Nei procedimenti relativi al rilascio di una dichiarazione di esecutività non vengono riscossi, nello Stato in cui è chiesta l'esecuzione, imposte, diritti o tasse proporzionali al valore della controversia.Sezione 3 - Disposizioni comuniArticolo 50La parte che chiede il riconoscimento o l'esecuzione deve produrre una copia della decisione recante ogni requisito di autenticità.Fatto salvo l'articolo 52, la parte che chiede la dichiarazione di esecutività deve inoltre produrre l'attestato di cui all'articolo 51.Articolo 51Il giudice o l'autorità competente dello Stato membro in cui è stata emessa la decisione rilasciano, su richiesta di qualsiasi parte interessata, un certificato redatto conformemente al formulario di cui all'allegato V.Articolo 52Qualora l'attestato non venga prodotto, il giudice o l'autorità competente possono fissare un termine per la sua presentazione o accettare un documento equivalente ovvero, se ritengono di essere informati a sufficienza, disporne la dispensa.Qualora il giudice o l'autorità lo richiedano deve essere presentata una traduzione dei documenti richiesti; la traduzione è autenticata da una persona competente a tal fine in uno degli Stati membri.Articolo 53Non è richiesta alcuna legalizzazione o formalità analoga per i documenti indicati nell'articolo 50, né per l'eventuale procura alle liti.Capo IV - Atti pubblici e transazioni giudiziarieArticolo 54Gli atti pubblici formati ed aventi efficacia esecutiva in uno Stato membro sono, su istanza di parte, dichiarati esecutivi in un altro Stato membro con la procedura di cui agli articoli da 34 a 49. Il giudice davanti al quale è proposto ricorso ai sensi dell'articolo 39 o dell'articolo 40, nega o revoca la dichiarazione di esecutività solo se l'esecuzione dell'atto pubblico è contraria all'ordine pubblico dello Stato richiesto.L'atto prodotto deve presentare ogni requisito di autenticità stabilito dalla legge dello Stato d'origine.Si applicano, per quanto occorra, le disposizioni della sezione 3 del capo III. L'autorità competente di uno Stato membro presso la quale è stato formato o registrato l'atto pubblico rilascia, su richiesta di qualsiasi parte interessata, un attestato redatto conformemente al formulario di cui all'allegato VI.Articolo 55Le transazioni concluse davanti al giudice in corso di giudizio ed aventi efficacia esecutiva nello Stato di origine sono esecutive nello Stato richiesto alle stesse condizioni previste per gli atti pubblici. Il giudice o l'autorità competente di uno Stato membro, presso cui è stata conclusa la transazione, rilascia su richiesta di qualsiasi parte interessata un attestato redatto conformemente al formulario di cui all'allegato V.Le convenzioni in materia di obbligazioni alimentari concluse davanti alle autorità amministrative o da queste autenticate sono parimenti considerate atti pubblici ai sensi dell'articolo 54, primo comma.Capo V - Disposizioni generaliArticolo 56Per determinare se una parte abbia il suo domicilio nel territorio dello Stato membro in cui pende il procedimento, il giudice applica la legge interna. Qualora una parte non sia domiciliata nello Stato in cui pende il procedimento, il giudice, per stabilire se essa abbia il domicilio in un determinato altro Stato membro, applica la legge di quest'ultimo. Articolo 57Ai fini del presente regolamento, le società e le altre persone giuridiche sono domiciliate nello Stato membro in cui si trova la loro sede statutaria, o la loro amministrazione centrale, oppure il loro centro d'attività principale.Capo VI - Disposizioni transitorieArticolo 58Le disposizioni del presente regolamento si applicano solo alle domande  proposte ed agli atti pubblici formati posteriormente alla sua entrata in vigore.Tuttavia le decisioni emesse dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento nei rapporti  tra lo Stato d'origine e lo Stato richiesto, a seguito di azioni proposte prima di tale data, sono riconosciute ed eseguite secondo le  disposizioni del capo III se le norme sulla competenza applicate sono conformi a quelle stabilite dal capo II o da una convenzione in vigore tra lo Stato d'origine e lo Stato richiesto al momento della domanda.Capo VII - Rapporti con altri atti normativiArticolo 59Il presente regolamento lascia impregiudicata l'applicazione delle disposizioni che disciplinano la competenza giurisdizionale ed il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materie particolari e che sono stabilite da atti comunitari o da normative nazionali armonizzate in esecuzione di tali atti.Articolo 60Il presente regolamento sostituisce, tra gli Stati membri, le disposizioni della convenzione di Bruxelles.Tuttavia si applica in ogni caso la convenzione di Bruxelles:1) quando il convenuto è domiciliato nel territorio di uno Stato membro non vincolato dal presente regolamento o quando gli articoli 16 e 17 della convenzione di Bruxelles conferiscono la competenza ai giudici di un tale Stato;2) in materia di litispendenza o di connessione ai sensi degli articoli 21 e 22 della convenzione di Bruxelles, quando le domande giudiziali sono presentate in uno Stato membro non vincolato dal presente regolamento ed in uno Stato membro vincolato dal medesimo.Le decisioni emesse in qualsiasi Stato membro, vincolato o non vincolato dal presente regolamento, da un giudice dichiaratosi competente in base alla convenzione di Bruxelles sono riconosciute ed eseguite a norma del capo III negli Stati membri vincolati dal presente regolamento.Articolo 61Fatte salve le disposizioni dell'articolo 58, secondo comma, 62 e 63, il presente regolamento sostituisce tra gli Stati membri le convenzioni e il trattato seguenti:- la convenzione tra il Belgio e la Francia sulla competenza giudiziaria, sull'autorità e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie, delle sentenze arbitrali e degli atti pubblici, firmata a Parigi l'8 luglio 1899;- la convenzione tra il Belgio ed i Paesi Bassi sulla competenza giudiziaria territoriale, sul fallimento, nonché sull'autorità e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie, delle sentenze arbitrali e degli atti pubblici, firmata a Bruxelles il 28 marzo 1925;- la convenzione tra la Francia e l'Italia sull'esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale, firmata a Roma il 3 giugno 1930;- la convenzione tra l'Italia e la Germania per il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie in materia civile e commerciale, firmata a Roma il 9 marzo 1936;- la convenzione tra il Regno del Belgio e l'Austria sul riconoscimento reciproco e la reciproca esecuzione delle decisioni giudiziarie e degli atti pubblici in materia di obbligazioni alimentari, firmata a Vienna il 25 ottobre 1957;- la convenzione tra la Repubblica federale di Germania ed il Regno del Belgio sul riconoscimento reciproco e la reciproca esecuzione, in materia civile e commerciale, delle decisioni giudiziarie, delle sentenze arbitrali e degli atti pubblici, firmata a Bonn il 30 giugno 1958;- la convenzione tra il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica italiana sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie in materia civile e commerciale, firmata a Roma il 17 aprile 1959;- la convenzione tra la Repubblica federale di Germania e la Repubblica d'Austria sul riconoscimento reciproco e la reciproca esecuzione delle decisioni e transazioni giudiziarie e degli atti pubblici in materia civile e commerciale, firmata a Vienna il 6 giugno 1959;- la convenzione tra il Regno del Belgio e la Repubblica d'Austria sul riconoscimento reciproco e la reciproca esecuzione delle decisioni giudiziarie, delle sentenze arbitrali e degli atti pubblici in materia civile e commerciale, firmata a Vienna il 16 giugno 1959;- la convenzione tra il Regno di Grecia e la Repubblica federale di Germania sul reciproco riconoscimento e la reciproca esecuzione delle decisioni giudiziarie, delle transazioni e degli atti pubblici in materia civile e commerciale, firmata ad Atene il 4 novembre 1961;- la convenzione tra il Regno del Belgio e la Repubblica italiana sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie e degli altri titoli esecutivi in materia civile e commerciale, firmata a Roma il 6 aprile 1962;- la convenzione tra il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica federale di Germania sul reciproco riconoscimento e la reciproca esecuzione delle decisioni giudiziarie e di altri titoli esecutivi in materia civile e commerciale, firmata all'Aia il 30 agosto 1962;- la convenzione tra il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica d'Austria sul riconoscimento reciproco e la reciproca esecuzione delle decisioni giudiziarie e degli atti pubblici in materia civile e commerciale, firmata all'Aia il 6 febbraio 1963;- la convenzione tra la Repubblica francese e la Repubblica d'Austria sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie e degli atti pubblici in materia civile e commerciale, firmata a Vienna il 15 luglio 1966;- la convenzione tra la Spagna e la Francia sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie e delle sentenze arbitrali in materia civile e commerciale, firmata a Parigi il 28 maggio 1969;- la convenzione tra il Granducato del Lussemburgo e la Repubblica d'Austria sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie e degli atti pubblici in materia civile e commerciale, firmata a Lussemburgo il 29 luglio 1971;- la convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica d'Austria per il riconoscimento e l'esecuzione di decisioni giudiziarie in materia civile e commerciale, di transazioni giudiziarie e di atti notarili, firmata a Roma il 16 novembre 1971;- la convenzione tra la Spagna e l'Italia in materia di assistenza giudiziaria e di riconoscimento ed esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale, firmata a Madrid il 22 maggio 1973;- la convenzione tra la Repubblica di Finlandia, la Repubblica d'Islanda, il Regno di Norvegia, il Regno di Svezia e il Regno di Danimarca sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile, firmata a Copenaghen l'11 ottobre 1977;- la convenzione tra la Repubblica d'Austria e il Regno di Svezia sul riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze in materia civile, firmata a Stoccolma il 16 settembre 1982;- la convenzione tra la Spagna e la Repubblica federale di Germania per il riconoscimento e l'esecuzione di decisioni e transazioni giudiziarie e degli atti pubblici esecutivi in materia civile e commerciale, firmata a Bonn il 14 novembre 1983;- la convenzione tra la Repubblica d'Austria e il Regno di Spagna sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni e transazioni giudiziarie e degli atti pubblici esecutivi, in materia civile e commerciale firmata a Vienna il 17 febbraio 1984;- la convenzione tra la Repubblica di Finlandia e la Repubblica d'Austria sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile, firmata a Vienna il 17 novembre 1986; e- il trattato tra il Belgio, i Paesi Bassi ed il Lussemburgo, sulla competenza giudiziaria, sul fallimento, sull'autorità e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie, delle sentenze arbitrali e degli atti pubblici, firmato a Bruxelles il 24 novembre 1961, nella misura in cui sia in vigore.Articolo 62Il trattato e le convenzioni di cui all'articolo 61 continuano a produrre i loro effetti nelle materie non soggette al presente regolamento.Essi continuano a produrre i loro effetti per le decisioni emesse e per gli atti pubblici formati prima dell'entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 63Il presente regolamento lascia impregiudicate le convenzioni, di cui gli Stati membri siano parti contraenti, che disciplinano la competenza giurisdizionale ed il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materie particolari. Tali convenzioni sono le seguenti:- Convenzione sul rilascio dei brevetti europei (convenzione sul brevetto europeo, sottoscritta a Monaco il 5 ottobre 1973);- Convenzione di Varsavia  .Ai fini della sua interpretazione uniforme, il primo comma si applica nel modo seguente:1) il presente regolamento non impedisce che il giudice di uno Stato membro partecipante ad una determinata convenzione relativa ad una materia particolare possa fondare la propria competenza sulla convenzione stessa anche qualora il convenuto sia domiciliato nel territorio di uno Stato non partecipante alla medesima. Il giudice adito applica in ogni caso l'articolo 20 della presente regolamento;2) le decisioni emesse in uno Stato membro da un giudice che abbia fondato la propria competenza su una convenzione relativa ad una materia particolare sono riconosciute ed eseguite negli altri Stati membri a norma del presente regolamento.Si applicano le condizioni di riconoscimento ed esecuzione stabilite dalle convenzioni riguardanti materie particolari cui partecipino lo Stato d'origine e lo Stato richiesto. Si possono in ogni caso applicare le disposizioni del presente regolamento relative alla procedura di riconoscimento ed esecuzione delle decisioni.Articolo 64La presente regolamento lascia impregiudicati gli accordi anteriori alla sua entrata in vigore, con i quali gli Stati membri si siano impegnati, ai sensi dell'articolo 59 della convenzione di Bruxelles, a non riconoscere le decisioni emesse segnatamente in un altro Stato partecipante alla convenzione nei confronti di un convenuto domiciliato o residente nel territorio di un paese terzo, qualora siano fondate, in un caso previsto all'articolo 4, della convenzione, soltanto su criteri di competenza indicati dall'articolo 3, secondo comma, della convenzione stessa.Capo VIII - Disposizioni finaliArticolo 65Entro cinque anni dall'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio ed al Comitato economico e sociale una relazione sull'applicazione del regolamento stesso. Tale relazione è corredata , se del caso, di opportune proposte di modifica.Articolo 66Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni normative che modificano le leggi di cui all'allegato I o la designazione degli organi giurisdizionali o le autorità competenti di cui agli allegati II e III. La Commissione modifica di conseguenza gli allegati interessati.Articolo 67Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in ogni suo elemento e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio Il PresidenteALLEGATO  I Le norme nazionali sulla competenza di cui all'articolo 3, secondo comma , ed all'articolo 4, secondo comma, sono le seguenti:- in Belgio: l'articolo 15 del codice civile (Code civil - Burgerlijk Wetboek) e l'articolo 638 del codice giudiziario (Code judiciaire - Gerechtelijk Wetboek);- in Germania: l'articolo 23 del codice di procedura civile (Zivilprozeßordnung);- in Grecia: l'articolo 40 del codice di procedura civile (Êþäéêáò ðïëéôéêÞò äéêïíïìßáò) ;- in Francia: gli articoli 14 e 15 del codice civile (Code civil);- in Italia: l'articolo 3 e l'articolo 4 della legge 31 maggio 1995, n. 218;- nel Lussemburgo: gli articoli 14 e 15 del codice civile (Code civil);- in Austria: l'articolo 99 della legge sulla competenza giudiziaria (Jurisdiktionsnorm);- nei Paesi Bassi: l'articolo 126, terzo comma, e l'articolo 127 del codice di procedura civile (Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering);- in Portogallo: l'articolo 65, paragrafo 1, lettera c), l'articolo 65, paragrafo 2 e l'articolo 65 A, lettera c) del codice di procedura civile (Código de Processo Civil) e l'articolo 11 del codice di procedura del lavoro (Código de Processo de Trabalho);- in Finlandia: "oikeudenkäymiskaari/rättegångsbalken", il capo 10, articolo 1, primo comma, seconda, terza e quarta frase;- in Svezia: il capo 10, articolo 3, primo comma, prima frase del codice di procedura civile (rättegångsbalken).ALLEGATO II I giudici o le autorità competenti dinanzi alle quali devono essere proposte le istanze di cui all'articolo 35 sono le seguenti:ALLEGATO III Gli organi giurisdizionali dinanzi ai quali deve essere proposto il ricorso di cui all'articolo 39 sono le seguenti:ALLEGATO  IVI ricorsi che possono essere proposti in forza dell'articolo 40 sono i seguenti:- ricorso in cassazione, in Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo e nei Paesi Bassi; - "Rechtsbeschwerde", nella Repubblica federale di Germania;- "Revisionsrekurs", in Austria;- ricorso per motivi di diritto, in Portogallo;- ricorso dinanzi al "korkein oikeus/högsta domstolen", in Finlandia;- ricorso dinanzi allo "Högsta domstolen", in Svezia;ALLEGATO  VAttestato di cui agli articoli 51 e 55 del regolamento CE  ./  del Consiglio, relativo alle decisioni ed alle transazioni giudiziarie (Italiano, italien, italian, italienisch, italiaans ...)1. Stato d'origine  2. Organo giurisdizionale o autorità che rilascia l'attestato 2.1. Nome:   2.2. Indirizzo  2.3. Tel./fax/posta elettronica  3. Organo giurisdizionale che ha emesso la decisione/ davanti al quale è stata conclusa la transazione 3.1. Tipo di organo giurisdizionale  3.2. Sede dell'organo giurisdizionale  4. Decisione/transazione giudiziaria 4.1. Data   4.2. Numero di riferimento   4.3.. Parti in causa    4.3.1. Nome(i) dell' (degli) attore(i)    4.3.2. Nome(i) del (dei) convenuto(i)    4.3.3. Nome delle eventuali altre parti   4.4. Decisioni contumaciali  4.4.1. Data di notificazione della domanda giudiziale  4.5. Il testo del dispositivo figura nell'allegato del presente attestato5. Nomi delle parti alle quali è stato concesso il gratuito patrocinio La decisione/ transazione giudiziaria è esecutiva nello Stato d'origine (articoli 31/51 della convenzione) contro:Nome:   Fatto a ..............., data ................. Firma e/o timbro.............................ALLEGATO  VIAttestato di cui all'articolo 51 e 55 del regolamento CE  ./  del Consiglio, relativo agli atti pubblici(Italiano, italien, italian, italienisch, italiaans ...)1. Stato d'origine  2. Organo giurisdizionale o autorità che rilascia l'attestato 2.1. Nome:   2.2. Indirizzo   2.3. Tel./fax/posta elettronica  3. Autorità che ha autenticato l'atto 3.1. Autorità intervenuta nella formazione dell'atto  pubblico (se del caso)  3.1.1. Nome e titolo dell'autorità   3.1.2. -Sede dell'autorità   3.2. Autorità che ha registrato l'atto  pubblico (se del caso)  3.2.1. Tipo di autorità    3.2.2. Sede dell'autorità   4. Atto pubblico 4.1. Descrizione dell'atto 4.2. Data    4.2.1. alla quale l'atto è stato formato  4.2.2. se diversa: alla quale l'atto è stato registrato 4.3. Numero di riferimento   4.4. Parti in causa    4.4.1. Nome del creditore   4.4.2. Nome del debitore  5. Il testo dell'obbligazione da eseguire è allegato al presente attestato.L'atto  pubblico ha efficacia esecutiva nei confronti del debitore nello Stato d'origine (articolo 50 della convenzione)Nome:   Fatto a ..............., data ................. Firma e/o timbro.............................