CELEX: 62021TN0455
Language: it
Date: 2021-08-02 00:00:00
Title: Causa T-455/21: Ricorso proposto il 2 agosto 2021 — Nomura International e Nomura Holdings / Commissione

11.10.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 412/16
            
         
      Ricorso proposto il 2 agosto 2021 — Nomura International e Nomura Holdings / Commissione
      (Causa T-455/21)
      (2021/C 412/17)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Nomura International plc (Londra, Regno Unito), Nomura Holdings, Inc. (Tokyo, Giappone) (rappresentanti: W. Howard, avvocato, M. Demetriou e C. Thomas, Barristers-at-law, e N. Seay e S. Whitfield, Solicitors)
      
         Resistente: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare, in tutto o in parte, l’articolo 1, quarto punto, della decisione della Commissione del 20 maggio 2021 nel caso AT.40324 (Titoli di Stato europei) relativa a un procedimento a norma dell’articolo 101 del TFUE e dell’articolo 53 dell’accordo SEE (in prosieguo: «la decisione»), e per l’effetto annullare, in tutto o in parte, l’accertamento della responsabilità a carico delle ricorrenti effettuato dalla Commissione;
               
            
                  —
               
               
                  in subordine, annullare, in tutto o in parte, l’articolo 2, secondo punto, della decisione, e per l’effetto annullare, in tutto o in parte, l’ammenda a carico delle ricorrenti;
               
            
                  —
               
               
                  in ulteriore subordine, ridurre in modo sostanziale l’ammenda inflitta alle ricorrenti ai sensi dell’articolo 2, secondo punto, della decisione sino all’importo ritenuto adeguato dal Tribunale; e
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono dieci motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente su un errore di diritto consistente nell’affermare che le ricorrenti hanno commesso un’infrazione «per oggetto» dell’articolo 101, paragrafo 1, TFUE e dell’articolo 53 dell’accordo SEE.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente su un errore di valutazione in fatto e/o in diritto nella qualificazione dei contatti di cui trattasi effettuata dalla Commissione e nella conseguente conclusione di quest’ultima che essi sono anticoncorrenziali.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente su un errore di valutazione in fatto e/o in diritto in relazione alla durata dell’asserito periodo di infrazione delle ricorrenti.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente su un errore di valutazione in fatto e/o in diritto commesso nell’affermare che vi era stata un’infrazione unica e continuata tra il 18 gennaio 2011 e il 28 novembre 2011.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente su violazioni delle forme sostanziali e dei trattati in relazione alla responsabilità, anche in riferimento all’esposizione dei propri accertamenti da parte della Commissione, al modo in cui essa ha qualificato i contatti pertinenti, nonché violazione del principio della parità di trattamento in merito alla determinazione della durata della partecipazione delle ricorrenti.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente su un errore di valutazione in fatto consistente nell’adozione di un parametro di valore delle vendite, il quale è basato su ipotesi che sono di fatto sostanzialmente inesatte ed il cui impiego non è stato motivato dalla Commissione; inoltre, anche nella sua stessa impostazione, la metodologia proposta è erronea.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente su violazioni dei principi generali di proporzionalità, della parità di trattamento e del carattere individuale delle sanzioni in relazione al calcolo dell’ammenda inflitta alle ricorrenti in base al parametro di valore delle vendite adottato dalla Commissione.
               
            
                  8.
               
               
                  Ottavo motivo, vertente su violazioni dei diritti della difesa e dell’obbligo di fornire motivazioni in relazione all’esposizione del parametro di valore delle vendite da parte della Commissione.
               
            
                  9.
               
               
                  Nono motivo, vertente su errori di valutazione in fatto e sulla violazione del principio di parità di trattamento nella qualificazione della gravità del coinvolgimento delle ricorrenti nella presunta infrazione.
               
            
                  10.
               
               
                  Decimo motivo, vertente sul mancato riconoscimento del ruolo limitato svolto dalle ricorrenti come circostanza attenuante nel calcolo dell’ammenda inflitta alle ricorrenti.