CELEX: 31983R1993
Language: it
Date: 1983-07-11 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 1993/83 del Consiglio dell' 11 luglio 1983 relativo all' esecuzione di un programma speciale di lotta contro la fame nel mondo

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31983R1993

Regolamento (CEE) n. 1993/83 del Consiglio dell' 11 luglio 1983 relativo all' esecuzione di un programma speciale di lotta contro la fame nel mondo  

Gazzetta ufficiale n. L 196 del 20/07/1983 pag. 0006 - 0007

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 1993/83 DEL CONSIGLIO  dell'11 luglio 1983  relativo all'esecuzione di un programma speciale di lotta contro la fame nel mondo  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  vista la proposta della Commissione (1),  visto il parere del Parlamento europeo (2),  considerando che la Comunità attua, a titolo sperimentale, un programma speciale di lotta contro la fame nel mondo per accrescere l'autosufficienza alimentare dei paesi in via di sviluppo e salvaguardare il patrimonio naturale di tali paesi; che questo aiuto sosterrà gli sforzi compiuti dai paesi beneficiari per realizzare tali obiettivi;  considerando che l'attuazione di tale programma contribuisce al conseguimento degli obiettivi della Comunità;  considerando che occorre prevedere le modalità per l'attuazione del programma e in particolare la forma delle azioni, i beneficiari dell'aiuto e le procedure di decisione e di gestione;  considerando che il trattato non ha previsto i poteri d'azione specifici richiesti a tale fine,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  La Comunità attua, a titolo sperimentale, misure speciali per lottare contro la fame nel mondo secondo i criteri e le procedure di cui al presente regolamento.  Articolo 2  1. L'aiuto concesso a norma del presente regolamento è devoluto ai paesi in via di sviluppo e, in particolare, a quelli meno avanzati.  2. Questo aiuto è destinato a sostenere o a stimolare gli sforzi dei paesi beneficiari. Esso contribuirà a migliorare le condizioni di vita degli strati della popolazione più bisognosi nei paesi in questione.  Articolo 3  1. L'aiuto della Comunità assume la forma di azioni di sostegno dei paesi beneficiari che hanno iniziato ad accrescere la loro autosufficienza alimentare, nonché di azioni di sostegno dirette a salvaguardare il loro patrimonio naturale ed a migliorarne le condizioni di sfruttamento.  2. L'aiuto della Comunità per accrescere l'autosufficienza alimentare mira a sostenere azioni coerenti dei paesi beneficiari che si esplichino nel settore rurale nella fase della produzione, della commercializzazione, dell'immagazzinamento e del trasporto dei prodotti agricoli.  3. Le azioni di salvaguardia del patrimonio naturale sono svolte in particolare nei seguenti settori: razionalizzazione dell'uso della legna da ardere, rimboschimento e lotta contro la desertificazione, migliore utilizzazione delle risorse idriche nei villaggi, valorizzazione del patrimonio zootecnico e della fauna selvatica.  4. Nell'ambito del programma sono finanziate anche azioni di formazione e di ricerca nei settori indicati ai paragrafi 2 e 3.  5. In tutti i casi indicati, e in particolare per le azioni di cui al paragrafo 3, gli interventi sono attuati nell'ambito di una cooperazione regionale.  Articolo 4  L'aiuto è concesso dalla Comunità, sia in modo autonomo, sia sotto forma di cofinanziamento con Stati membri oppure con organismi multilaterali o regionali.  Articolo 5  L'aiuto della Comunità assume la forma di aiuti non rimborsabili.  Articolo 6  1. L'aiuto può coprire le spese esterne, nonché le spese locali necessarie per la realizzazione delle azioni, comprese le spese di manutenzione e di funzionamento.  Le imposte, i dazi e le tasse sono esclusi dal finanziamento comunitario.  2. Gli eventuali fondi di contropartita sono utilizzati conformemente agli obiettivi fissati nel presente regolamento e d'accordo con la Comunità.  Articolo 7  La partecipazione a gare, appalti e contratti è aperta, a parità di condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e del paese beneficiario. La partecipazione può essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo beneficiari dell'aiuto della Comunità, in parti  colare in caso di cofinanziamento o per evitare un eccessivo rincaro del costo delle azioni, determinato dalle distanze, dalle difficoltà di trasporto o dai termini per la fornitura.  Questa partecipazione di altri paesi in via di sviluppo riveste carattere eccezionale ed è autorizzata caso per caso secondo la procedura di cui all'articolo 10.  Articolo 8  Le decisioni relative alla concessione di un aiuto sono prese secondo la procedura di cui all'articolo 10.  Articolo 9  1. È istituito un comitato di gestione per il programma speciale di lotta contro la fame nel mondo, in appresso denominato « comitato », presieduto da un rappresentante della Commissione e composto di rappresentanti degli Stati membri. La Commissione provvede ai servizi di segretariato del comitato.  2. Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno.  Articolo 10  1. Il comitato è adito dal suo presidente, su iniziativa di quest'ultimo o su richiesta di un rappresentante di uno Stato membro.  2. Il rappresentante della Commissione presenta progetti delle decisioni da adottare. Il comitato formula il suo parere su tali progetti entro un termine che il presidente può stabilire in relazione all'urgenza delle questioni in esame. Esso si pronuncia alla maggioranza di 45 voti; ai voti degli Stati membri viene applicata la ponderazione di cui all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato. Il presidente non partecipa alla votazione.  3. Se il parere del comitato è favorevole, la Commissione adotta decisioni che sono immediatamente applicabili. In mancanza di parere favorevole del comitato, la Commissione può adire il Consiglio. Se la Commissione adisce il Consiglio, questo, deliberando a maggioranza qualificata, deve decidere entro e non oltre due mesi. Se il Consiglio approva il progretto di decisione di finanziamento, la Commissione adotta decisioni che sono immediatamente applicabili. Se il Consiglio, dopo aver deliberato, non ha deciso, a maggioranza qualificata, entro due mesi, la Commissione può presentare al comitato un nuovo progetto, informandone il Parlamento europeo.  Articolo 11  La Commissione presenta al Consiglio e al Parlamento europeo, un anno dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, una relazione provvisoria e, entro il 31 dicembre 1984, una relazione definitiva contenente una valutazione dei risultati ottenuti con l'applicazione del presente regolamento, per permettere loro di fare il bilancio di tali misure.  Articolo 12  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Esso scade il 31 dicembre 1984.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 11 luglio 1983.  Per il Consiglio  Il Presidente  C. SIMITIS  (1) GU n. C 37 del 10. 2. 1983, pag. 10.  (2) GU n. C 128 del 16. 5. 1983, pag. 109.