CELEX: 62002CJ0216
Language: it
Date: 2004-11-11
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) dell'11 novembre 2004. # Österreichischer Zuchtverband für Ponys, Kleinpferde und Spezialrassen contro Burgenländische Landesregierung. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Verwaltungsgerichtshof - Austria. # Libera circolazione delle merci - Scambi intracomunitari di equidi - Procedura per l'approvazione o il riconoscimento delle organizzazioni e associazioni che tengono o istituiscono libri genealogici per gli equidi registrati - Art. 2, n. 2, della decisione 92/353/CEE. # Causa C-216/02.

Causa C-216/02
      Österreichischer Zuchtverband für Ponys, Kleinpferde und Spezialrassen
      contro
      Burgenländische Landesregierung
      [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgerichtshof (Austria)]
      «Libera circolazione delle merci — Scambi intracomunitari di equidi — Procedura per l’approvazione o il riconoscimento delle organizzazioni e associazioni che tengono o istituiscono libri genealogici
         per gli equidi registrati — Art. 2, n. 2, della decisione 92/353/CEE»
      
      Massime della sentenza
      Agricoltura — Armonizzazione delle legislazioni — Criteri di approvazione o di riconoscimento delle organizzazioni e associazioni
            che tengono o istituiscono libri genealogici per gli equidi registrati — Decisione 92/353 — Potere delle autorità nazionali
            di negare l’approvazione o il riconoscimento — Diritto soggettivo di un’associazione o organizzazione esistente di ottenere
            da tali autorità il diniego di riconoscimento o di approvazione di una nuova associazione o organizzazione — Insussistenza
      [Decisione della Commissione 92/353, art. 2, n. 2, lett. a)]
      L’art. 2, n. 2, lett. a), della decisione 92/353, che determina i criteri di approvazione o di riconoscimento delle organizzazioni
         e associazioni che tengono o istituiscono libri genealogici per gli equidi registrati, prevede che le competenti autorità
         di uno Stato membro possono rifiutare il riconoscimento di una nuova organizzazione o associazione qualora essa metta in pericolo
         la conservazione della razza o comprometta il funzionamento o il programma di miglioramento o selezione di un’organizzazione
         o associazione esistente. Questo articolo non può essere interpretato nel senso che esso concede a quest’ultima associazione
         o organizzazione un diritto soggettivo di esigere dalle competenti autorità interessate che esse rifiutino il riconoscimento
         o l’approvazione richiesti dalla nuova associazione o organizzazione quando si verifichino una o più circostanze indicate
         in questa disposizione. Infatti, se una siffatta interpretazione fosse accettata, essa comporterebbe la soppressione del margine
         di discrezionalità che la detta norma ha inteso riservare alle competenti autorità degli Stati membri.
      
      Alla luce di quanto sopra, il diritto comunitario non osta a che la legislazione di uno Stato membro privi le associazioni
         o organizzazioni esistenti, che si sono pronunciate contro il riconoscimento di una nuova associazione o organizzazione, di
         un mezzo di ricorso giurisdizionale contro la decisione di riconoscimento adottata dalle autorità nazionali competenti.
      
      (v. punti 35-37, 40, dispositivo 1-2)

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)11 novembre 2004(1)
         
         
               «Libera circolazione delle merci  –  Scambi intracomunitari di equidi  –  Procedura per l'approvazione o il riconoscimento delle organizzazioni e associazioni che tengono o istituiscono libri genealogici
                  per gli equidi registrati  –  Art. 2, n. 2, della decisione 92/353/CEE»
               
               
             Nel procedimento C-216/02,avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dal Verwaltungsgerichtshof
            (Austria) con decisione del 23 maggio 2002, pervenuta in cancelleria il 12 giugno 2002, nella causa
            
            
            Österreichischer Zuchtverband für Ponys, Kleinpferde und Spezialrassen
            
            contro 
            
            Burgenländische Landesregierung,
             con l'intervento di:Österreichischer Shetlandponyzuchtverband,
            
            
            LA CORTE (Prima Sezione),,
            
             composta dal sig. P. Jann, presidente di sezione, dal sig. A. Rosas (relatore) e dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, giudici,
            
             avvocato generale: sig. D. Ruiz-Jarabo Colomercancelliere: sig.ra M.-F. Contet, amministratore principale,
             vista la fase scritta del procedimento e in seguito all'udienza del 4 dicembre 2003,viste le osservazioni scritte presentate:
            
            –
             per l'Österreichischer Zuchtverband für Ponys, Kleinpferde und Spezialrassen, dalle sig.re C. Böhm, M. Breitenecker e C. Kolbitsch,
            Rechtsanwältinnen, nonché dal sig. H. Vana, Rechtsanwalt, assistiti dal sig.  M. Maier, Obmann;
            
            –
             per il governo austriaco, dalla sig.ra C. Pesendorfer, in qualità di agente;
            
            –
             per la Commissione delle Comunità europee, dal sig. G. Braun, in qualità di agente,
            
            
            
            sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 15 gennaio 2004,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
         1
            
          La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’art. 2, n. 2, lett. a), della decisione della Commissione
         11 giugno 1992, 92/353/CEE, che determina i criteri di approvazione o di riconoscimento delle organizzazioni e associazioni
         che tengono o istituiscono libri genealogici per gli equidi registrati (GU L 192, pag. 63).
         
         
         
         2
            
          Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra l’Österreichischer Zuchtverband für Ponys, Kleinpferde
         und Spezialrassen (organizzazione austriaca per l’allevamento di pony, cavallini e razze speciali; in prosieguo: lo «Zuchtverband
         für Ponys») e il governo del Burgenland vertente sulla decisione adottata da quest’ultimo di riconoscere, nel detto Land austriaco,
         l’Österreichischer Shetlandponyzuchtverband (in prosieguo: l’«ÖSZV») come organizzazione di allevatori di pony delle isole
         Shetland. L’ÖSZV è intervenuto nella causa principale.
         
         
            
               Contesto normativo
            Il diritto comunitario
         
         3
            
          La direttiva del Consiglio 26 giugno 1990, 90/427/CEE, relativa alle norme zootecniche e genealogiche che disciplinano gli
         scambi intracomunitari di equidi (GU L 224, pag. 55), stabilisce le citate condizioni applicabili agli scambi intracomunitari
         di equidi, nonché del loro sperma, dei loro ovuli ed embrioni. Dai ‘considerando’ secondo e terzo di tale direttiva risulta
         che essa è diretta a stabilire a livello comunitario regole in merito alla commercializzazione degli equidi negli scambi intracomunitari
         al fine di favorire uno sviluppo razionale della produzione e aumentare la produttività del settore dell’allevamento degli
         equidi, che costituisce una fonte di reddito per una parte della popolazione agricola. Secondo il quarto ‘considerando’ della
         stessa direttiva il conseguimento di risultati soddisfacenti in questo settore dipende in ampia misura dall’utilizzazione
         di equidi iscritti in libri genealogici tenuti da organizzazioni o associazioni ufficialmente riconosciute. Il quinto ‘considerando’
         della detta direttiva sottolinea che la liberalizzazione completa degli scambi presuppone un’ulteriore armonizzazione delle
         regole d’iscrizione in tali libri.
         
         
         
         4
            
          L’art. 4, n. 2, della direttiva 90/427 prevede l’adozione da parte della Commissione di decisioni che stabiliscano, in particolare,
         i criteri per l’approvazione o il riconoscimento delle organizzazioni e associazioni che tengono o istituiscono libri genealogici.
         L’art. 4, n. 1, indica i principi di cui tener conto al momento dell’adozione di tali decisioni, che vengono deliberate secondo
         la procedura di cui all’art. 10 di questa stessa direttiva.
         
         
         
         5
            
          In tale contesto la Commissione ha adottato la decisione 92/353, che determina i criteri di approvazione o di riconoscimento
         delle organizzazioni e associazioni che tengono o istituiscono libri genealogici per gli equidi registrati. Ai sensi dell’art. 1
         di tale decisione, per essere approvate o riconosciute ufficialmente, le organizzazioni o associazioni che tengono o istituiscono
         libri genealogici devono presentare domanda alle autorità dello Stato membro sul cui territorio esse hanno la sede.
         
         
         
         6
            
          L’art. 2 della decisione 92/353 stabilisce quanto segue:
         «1.     Le autorità dello Stato membro interessato debbono concedere l’approvazione o il riconoscimento ufficiale a qualsiasi organizzazione
         o associazione che tenga o istituisca libri genealogici, se risponde alle condizioni stabilite in allegato. 
          2.       Tuttavia, in uno Stato membro nel quale esistono, per una determinata razza, una o più organizzazioni o associazioni approvate
         o riconosciute ufficialmente, le autorità possono negare il riconoscimento di una nuova organizzazione o associazione: 
         
         a)
            se questa mette in pericolo la conservazione della razza o compromette il funzionamento o il programma di miglioramento o
               di selezione di una organizzazione o associazione esistente, o
            
         
         
         b)
            se gli equidi di tale razza possono essere iscritti o registrati in una sezione specifica di un libro genealogico tenuto da
               un’organizzazione o associazione che rispetti, segnatamente per tale sezione, i principi fissati conformemente al punto 3
               lettera b) dell’allegato dall’organizzazione o dall’associazione che tiene il libro genealogico di origine della razza stessa.
               
            
         
          3.       Gli Stati membri informano la Commissione in merito alle approvazioni o ai riconoscimenti ufficiali rilasciati nonché in merito
         ai dinieghi. 
          4.       Qualora un’approvazione o riconoscimento ufficiale siano negati a un’organizzazione o associazione in uno Stato membro, i
         motivi del diniego devono essere comunicati per iscritto all’associazione o organizzazione stessa».
         
         
         
         7
            
          Inoltre, l’art. 3 della decisione 92/353 prevede che, quando organizzazioni o associazioni che tengono libri genealogici non
         rispondono più stabilmente alle condizioni previste nell’allegato della stessa decisione, le autorità dello Stato membro interessato
         devono revocare loro l’approvazione o il riconoscimento ufficiale.
         
         La normativa nazionale
         
         8
            
          In Austria l’attuazione della direttiva 90/427 nonché l’esecuzione delle decisioni della Commissione fondate su tale direttiva
         rientrano nella competenza dei Länder.
         
         
         
         9
            
          L’art. 9 della terza sezione del Burgenländischen Tierzuchtgesetz (legge sull’allevamento agricolo nel Burgenland; in prosieguo:
         il «Tierzuchtgesetz») del 2 marzo 1995 (LGBl 1995/33, nella versione del LGBl 2001/32) disciplina il riconoscimento delle
         organizzazioni di allevatori. Tale articolo stabilisce in particolare:
         «1) Il governo del Land deve riconoscere un’organizzazione di allevatori quando:
         
         
            
               1.
                  il programma di allevamento di quest’ultima è idoneo a favorire l’allevamento ai sensi dell’art. 1, n. 2,
               
         
         
         
            
               2.
                  la popolazione esistente è sufficientemente numerosa ai fini della realizzazione del programma di allevamento,
               
         
         
         
            
               3.
                  sono disponibili personale e strutture necessarie per un allevamento di buon livello, 
               
         
         
         
            
               4.
                  viene garantito, con particolare riferimento alle condizioni riguardanti il personale, nonché tecniche e organizzative, che
               
         
         
            
               
                  
                     a)
                        l’organizzazione di allevatori abbia sede nel Burgenland;
                     
               
         
         
         
            
               
                  
                     b)
                        gli animali allevati siano identificati stabilmente in modo che possa essere accertata la loro identità;
                     
               
         
         
         
            
               
                  
                     c)
                        il libro o il registro genealogico sia tenuto in modo regolare e corretto e gli allevamenti procedano alle registrazioni necessarie;
                     
               
         
         
         
            
               
                  
                     d)
                        nell’ambito di un’associazione, ogni animale che, tenuto conto dei suoi ascendenti e della sua qualità – compreso il suo aspetto
                           esteriore –, soddisfi le condizioni d’iscrizione, sia iscritto o venga menzionato a richiesta e possa essere iscritto nel
                           libro genealogico; gli animali introdotti nel Burgenland non siano sottoposti a condizioni più restrittive rispetto a quelli
                           che ne sono originari, e 
                        
                     
               
         
         
         
         
            
               5.
                  ogni allevatore che operi nell’ambito di attività materiale e territoriale di un’associazione di allevatori rientrante nel
                     suo ordinamento giuridico che soddisfi la condizione relativa all’esercizio regolare dell’attività possa essere membro della
                     detta associazione. 
                  
               
         
          2) Alla domanda di riconoscimento devono essere allegati i seguenti documenti:
         
         
            
               (…)
            
         
         
         
            
               3.
                  il programma di allevamento che indichi l’oggetto dell’allevamento, il metodo utilizzato, la taglia di allevamento, nonché
                     il tipo, l’estensione e il modo di utilizzazione dei performance-test effettuati;
                  
               
         
         
         
            
               4.
                  indicazioni riguardanti il numero degli animali previsto dalle aziende o allevatori partecipanti al programma di allevamento;
               
         
         
         
            
               5.
                  nel caso di un’associazione di allevatori:
               
         
         
            
               
                  
                     a)
                        documento che attesti il fondamento giuridico e indichi l’ambito materiale e territoriale di attività dell’associazione;
                     
               
         
         
         
            
               
                  
                     b)
                        il regolamento del libro genealogico che indichi i requisiti da soddisfare per l’iscrizione alle diverse rubriche dello stesso;
                     
               
         
         
         
         
            
               (…)
            
         
          3) Nel corso del procedimento di riconoscimento devono essere sentite le organizzazioni di allevatori il cui ambito di attività,
         materiale e territoriale, coincida, in tutto o in parte, con quello di cui al n. 2, punto 5, lett. a). 
         (…)
          5) Qualora già esistano una o più organizzazioni di allevatori riconosciute per una razza determinata, il governo del Land
         deve rifiutare il riconoscimento di una nuova organizzazione di allevatori, se ciò mette in pericolo la conservazione della
         razza o il programma zootecnico di un’organizzazione esistente».
         
         La causa principale e le questioni pregiudiziali 
         
         10
            
          Lo Zuchtverband für Ponys è riconosciuto nel Burgenland dal 14 agosto 1997 quale organizzazione di allevatori di pony Shetland,
         in conformità alle disposizioni del Tierzuchtgesetz. 
         
         
         
         11
            
          Nel 1997 anche l’ÖSZV ha chiesto al governo del Burgenland, autorità competente in materia, il suo riconoscimento come organizzazione
         di allevatori di pony delle isole Shetland. 
         
         
         
         12
            
          Lo Zuchtverband für Ponys è stato sentito nel corso del relativo procedimento amministrativo. Esso si è opposto al riconoscimento
         dell’ÖSZV sostenendo che ciò avrebbe compromesso la conservazione della razza, il proprio funzionamento quale organizzazione
         esistente e il suo programma di miglioramento e selezione.
         
         
         
         13
            
          Con decisione 30 aprile 2001 l’ÖSZV è stato riconosciuto nel Burgenland, in applicazione dell’art. 9 del Tierzuchtgesetz,
         secondo un programma zootecnico definito e per una durata di dieci anni. 
         
         
         
         14
            
          Lo Zuchtverband für Ponys ha presentato un ricorso contro tale decisione dinanzi al Verwaltungsgerichtshof (tribunale amministrativo).
         Tuttavia, secondo il governo del Burgenland, esso non ha la qualità di parte nel procedimento di riconoscimento dell’ÖSZV,
         né il diritto di impugnare in giudizio la detta decisione. 
         
         
         
         15
            
          Il Verwaltungsgerichtshof dichiara che, per decidere sulla ricevibilità del ricorso, esso deve anzitutto esaminare se il ricorrente
         nella causa principale vanti un diritto giuridicamente tutelato a chiedere il rifiuto del riconoscimento ad una nuova organizzazione
         di allevatori, qualora siano soddisfatte determinate condizioni.
         
         
         
         16
            
          Esso precisa che, se si applicasse il solo diritto nazionale, il ricorso dovrebbe essere respinto, senza che fosse possibile
         esaminare la questione se il riconoscimento dell’ÖSZV come organizzazione di allevatori comprometta la conservazione della
         razza o il programma zootecnico del ricorrente nella causa principale. Infatti, secondo una giurisprudenza costante del Verwaltungsgerichtshof
         relativa ad altri atti normativi, una disposizione che attribuisca ad un soggetto il solo diritto di essere sentito nel corso
         di un procedimento amministrativo dev’essere intesa nel senso che il soggetto in questione non ha la qualità di parte in tale
         procedimento amministrativo. Orbene, secondo il diritto austriaco sul procedimento amministrativo, la qualità di parte costituisce
         lo strumento processuale per l’esercizio delle proprie pretese giuridiche. Negare ad una persona la qualità di parte del procedimento
         avrebbe la conseguenza che questa persona non avrebbe il diritto di chiedere all’amministrazione una decisione di un determinato
         contenuto, né il diritto di contestare successivamente, dinanzi al giudice, la decisione adottata dall’amministrazione. 
         
         
         
         17
            
          Lo Zuchtverband für Ponys sostiene che il diritto comunitario gli conferisce un diritto giuridicamente tutelato a che, da
         un lato, sia verificato se il riconoscimento dell’ÖSZV comprometta la conservazione della razza o il programma zootecnico
         di un’organizzazione esistente e, dall’altro, in caso affermativo, tale riconoscimento sia rifiutato dall’autorità amministrativa.
         Esso invoca a sostegno della propria posizione la direttiva 90/427 e la decisione 92/353. 
         
         
         
         18
            
          Il Verwaltungsgerichtshof non esclude che lo Zuchtverband für Ponys possa basare la propria posizione sulla decisione 92/353.
         Esso rileva al riguardo che, a seguito della sentenza 6 ottobre 1970, causa 9/70, Grad (Racc. pag. 825), una giurisprudenza
         costante della Corte riconosce ai singoli la possibilità di far valere dinanzi alle autorità e ai giudici nazionali una decisione
         della quale siano destinatari gli Stati membri alle stesse condizioni valide per una direttiva. 
         
         
         
         19
            
          Riguardo alla questione se l’art. 2, n. 2, della decisione 92/353 abbia un contenuto sufficientemente incondizionato e preciso
         per essere fatto valere direttamente da un singolo, il Verwaltungsgerichtshof effettua diverse osservazioni. 
         
         
         
         20
            
          Secondo lo stesso, la voce verbale «potranno» che figura in questa disposizione può significare che gli Stati membri hanno
         la possibilità di decidere liberamente se il riconoscimento di una nuova associazione debba essere rifiutato qualora quest’ultima
         pregiudichi la conservazione della razza o comprometta il funzionamento o il programma di miglioramento o di selezione di
         un’organizzazione o associazione esistente. In questo caso, lo Zuchtverband für Ponys non avrebbe il diritto di far valere
         direttamente la decisione 92/353.
         
         
         
         21
            
          Tuttavia, secondo il Verwaltungsgerichtshof, il margine di manovra apparentemente lasciato agli Stati membri con l’utilizzazione
         della voce verbale «potranno» può essere annullato da altre disposizioni del diritto comunitario. Esso ricorda che nella sentenza
         16 settembre 1999, causa C-435/97, WWF. e a. (Racc. pag. I-5613), la Corte ha dichiarato che il margine discrezionale che
         l’art. 4, n. 4, della direttiva del Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale
         di determinati progetti pubblici e privati (GU L 175, pag. 40), riconosce in apparenza agli Stati membri è limitato dall’art. 2,
         n. 1, di questa direttiva.
         
         
         
         22
            
          Anche se si dovesse ritenere che l’art. 2, n. 2, della decisione 92/353 conferisca un margine di discrezionalità agli Stati
         membri, si porrebbe tuttavia la questione se, tenuto conto dei principi del diritto comunitario, uno Stato membro possa prevedere
         le condizioni di rifiuto del riconoscimento di nuove associazioni senza concedere alle associazioni esistenti un diritto giuridicamente
         tutelato a che il riconoscimento sia rifiutato.
         
         
         
         23
            
          Riguardo all’ipotesi della messa in pericolo della conservazione della razza, il Verwaltungsgerichtshof dubita che un’organizzazione
         esistente possa vantare un diritto giuridicamente tutelato a che il riconoscimento sia rifiutato. Infatti, non esisterebbe
         una diretta connessione tra tale motivo di rifiuto del riconoscimento e gli interessi di un’organizzazione esistente. 
         
         
         
         24
            
          Il Verwaltungsgerichtshof ricorda altresì che, ai sensi della giurisprudenza della Corte, una direttiva non può di per sé
         far nascere obblighi in capo ai singoli e non può quindi essere fatta valere in quanto tale nei loro confronti (sentenza 14
         luglio 1994, causa C-91/92, Faccini Dori, Racc. pag. I-3325). A tal proposito, esso osserva che l’art. 2, n. 2, della decisione
         92/353 non si limita a concedere un diritto alle associazioni esistenti, che queste ultime potrebbero eventualmente far valere
         nei confronti di uno Stato membro. Tale disposizione sembra contenere altresì un obbligo per l’associazione di allevatori
         che chiede di essere riconosciuta, poiché, se è accertata l’esistenza delle condizioni previste nel detto art. 2, n. 2, lett. a),
         il riconoscimento le verrebbe rifiutato. Tuttavia il Verwaltungsgerichtshof ritiene di non poter stabilire con certezza se
         un «obbligo» di questo tipo costituisca un «obbligo in capo ad un singolo» in base alla giurisprudenza della Corte. 
         
         
         
         25
            
          Secondo lo stesso, la giurisprudenza della Corte ammette che una direttiva possa generare indirettamente obblighi in capo
         ai singoli. In tale contesto esso fa riferimento alle sentenze della Corte 11 agosto 1995, causa C-431/92, Commissione/Germania
         (Racc. pag. I-2189, detta «sentenza Groβkrotzenburg»), e 22 giugno 1989, causa 103/88, Fratelli Costanzo (Racc. pag. 1839).
         
         
         
         
         26
            
          Il Verwaltungsgerichtshof esamina inoltre la questione in quale misura il diritto comunitario intervenga nell’ambito del diritto
         processuale nazionale e delle norme nazionali sulla competenza. Tenuto conto della formulazione univoca dell’art. 9, n. 3,
         del Tierzuchtgesetz, non sarebbe possibile interpretare il diritto austriaco nel senso che un’organizzazione di allevatori
         esistente abbia il diritto di ricorrere contro la decisione adottata dall’amministrazione nell’ambito di un procedimento di
         riconoscimento di una nuova organizzazione di allevatori. Orbene, secondo la dottrina austriaca, che si fonda sulla giurisprudenza
         della Corte (sentenza 7 luglio 1981, causa 158/80, Rewe, Racc. pag. 1805), in mancanza di una norma specifica di diritto comunitario,
         incomberebbe agli Stati membri prevedere i mezzi di ricorso che consentano ai singoli di esercitare i diritti ad essi derivanti
         dal diritto comunitario. Il rispetto dell’autonomia degli Stati membri implicherebbe che il diritto comunitario non possa
         sostituirsi all’applicazione delle disposizioni nazionali in materia processuale e sulla competenza.
         
         
         
         27
            
          Nel caso di specie, il legislatore austriaco avrebbe regolato lo status processuale delle associazioni ed organizzazioni di
         allevatori esistenti in modo che esse non possano adire il Verwaltungsgerichtshof. In tali circostanze, anche se l’art. 2,
         n. 2, lett. a), della decisione 92/353 concedesse alle associazioni esistenti un diritto al rispetto delle condizioni previste
         in questa disposizione, il diritto in parola non sarebbe giuridicamente tutelato in Austria.
         
         
         
         28
            
          Secondo il Verwaltungsgerichtshof, tale conclusione non è soddisfacente e non può dedursi dalla giurisprudenza della Corte
         (sentenze 24 settembre 1998, causa C-76/97, Tögel, Racc. pag. I-5357, e 4 marzo 1999, causa C-258/97, HI, Racc. pag. I-1405).
         Un diritto derivante dalla normativa comunitaria dovrebbe poter essere fato valere dinanzi al Verwaltungsgerichtshof, giudice
         nazionale ordinariamente competente per azioni dello stesso tipo fondate sul diritto nazionale.
         
         
         
         29
            
          Tenuto conto di tali elementi, il Verwaltungsgerichtshof ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte
         le seguenti questioni pregiudiziali:
         
         «1)
            Se l’art. 2, n. 2, lett. a), della decisione 92/353/CEE (…), riconosca ad un’organizzazione o associazione di allevatori esistente
               il diritto a che sia rifiutato il riconoscimento ad un’altra organizzazione o associazione di allevatori da parte dell’autorità
               competente, qualora tale riconoscimento metta in pericolo la conservazione della razza o comprometta il funzionamento o il
               programma di miglioramento o di selezione di un’organizzazione o associazione esistente.
            
         
         
         2)
            Se l’art. 2, n. 2, lett. a), della decisione [92/353] osti all’applicazione di una disposizione nazionale la quale
         
         
            
               a)
                  riconosca ad un’organizzazione o associazione di allevatori solamente il diritto di essere sentita dall’autorità competente,
                     nell’ambito del procedimento di riconoscimento di una nuova organizzazione o associazione di allevatori, e non il diritto
                     a che sia rifiutato il riconoscimento alla nuova organizzazione o associazione per il motivo che ciò mette in pericolo la
                     conservazione della razza o compromette il funzionamento o il programma di miglioramento o di selezione della prima e 
                  
               
         
         
         
            
               b)
                  non riconosca ad un’organizzazione o ad un’associazione esistente il diritto di impugnare in giudizio (dinanzi al Verwaltungsgerichtshof)
                     il riconoscimento concesso nonostante la sua opinione contraria».
                  
               
         
         
         
         Sulla prima questione 
         
         30
            
          Con la prima questione, nonché con la prima parte della seconda, il giudice del rinvio chiede in sostanza alla Corte se l’art. 2,
         n. 2, lett. a), della decisione 92/353 debba essere interpretato nel senso che, quando si verificano una o più circostanze
         menzionate in tale disposizione, le organizzazioni o associazioni già riconosciute o che abbiano ottenuto approvazione ufficiale
         per una razza di equidi abbiano il diritto di esigere dalle autorità competenti che esse rifiutino il riconoscimento o l’autorizzazione
         di una nuova associazione o organizzazione che tenga o crei libri genealogici per la medesima razza.
         
         
         
         31
            
          Si deve ricordare in vía preliminare che, ai sensi dell’art. 2, n. 1, della decisione 92/353, le autorità competenti dello
         Stato membro interessato debbono concedere l’approvazione o il riconoscimento ufficiale a qualsiasi organizzazione o associazione
         che tenga o istituisca libri genealogici, se risponde alle condizioni stabilite nell’allegato della decisione stessa.
         
         
         
         32
            
          Come risulta da tale disposizione, come anche dai ‘considerando’ della direttiva 90/427, il riconoscimento ufficiale di nuove
         associazioni o organizzazioni che tengono o creano libri genealogici è, di regola, conforme agli obiettivi perseguiti dalla
         normativa comunitaria in materia di scambi intracomunitari di equidi. Infatti, il perseguimento degli obiettivi di favorire
         l’allevamento di equidi registrati e di sviluppare la loro commercializzazione negli scambi intracomunitari presuppone l’esistenza,
         nei diversi Stati membri della Comunità, di un numero sufficiente di organizzazioni capaci di tenere i libri genealogici nei
         quali un numero crescente di equidi potrà essere registrato. 
         
         
         
         33
            
          Pur essendo favorevole al riconoscimento o all’approvazione ufficiale di nuove associazioni o organizzazioni che tengano o
         creino libri genealogici, la normativa comunitaria esige nondimeno, come risulta dalla lettera dell’art. 2, n. 1, della decisione
         92/353, che tutte le associazioni o organizzazioni rispondano alle condizioni previste nell’allegato di tale decisione. Inoltre
         dall’art. 4, n. 1, lett. a), della direttiva 90/427 deriva che il riconoscimento o l’approvazione delle dette organizzazioni
         e associazioni è subordinato al rispetto dei principi stabiliti dall’organizzazione o associazione che tiene il libro genealogico
         di origine della razza.
         
         
         
         34
            
          Con riferimento all’art. 2, n. 2, della decisione 92/353, si deve constatare che, come hanno giustamente sostenuto il governo
         austriaco e la Commissione, l’obiettivo principale di questa disposizione è di conferire alle autorità competenti degli Stati
         membri un potere discrezionale che consenta loro, ricorrendo l’una o l’altra delle circostanze indicate in questo stesso art. 2,
         n. 2, lett. a) o b), di respingere la domanda di riconoscimento presentata da una nuova associazione o organizzazione, anche
         se le condizioni previste nell’allegato di tale decisione siano soddisfatte. Infatti, al di fuori di tali circostanze, e ai
         sensi dell’art. 2, n. 1, della detta decisione, le autorità competenti sono obbligate a concedere il riconoscimento a ogni
         organizzazione o associazione che risponda alle condizioni previste nel detto allegato.
         
         
         
         35
            
         È in tale contesto che l’art. 2, n. 2, lett. a), della decisione 92/353 enuncia espressamente le circostanze nelle quali le
         autorità competenti di uno Stato membro possono rifiutare il riconoscimento di una nuova organizzazione o associazione. Si
         tratta delle situazioni in cui nello Stato membro interessato esistono già una o più organizzazioni o associazioni riconosciute
         ufficialmente per una stessa razza di equidi e il riconoscimento della nuova organizzazione o associazione mette in pericolo
         la conservazione di questa razza, o compromette il funzionamento o il programma di miglioramento o selezione di un’organizzazione
         o associazione esistente.
         
         
         
         36
            
          Contrariamente alla tesi sostenuta dallo Zuchtverband für Ponys, l’art. 2, n. 2, lett. a), della decisione 92/353 non può
         essere interpretato nel senso che esso concede ad un’associazione esistente un diritto soggettivo di esigere dalle autorità
         competenti interessate che esse rifiutino il riconoscimento chiesto da una nuova associazione o organizzazione quando si verifichino
         una o più circostanze indicate in questa disposizione. Infatti, se una siffatta interpretazione fosse accettata, essa comporterebbe
         la soppressione del margine di discrezionalità che l’art. 2, n. 2, della decisione 92/353 ha inteso riservare alle autorità
         competenti degli Stati membri.
         
         
         
         37
            
          Si deve pertanto rispondere alla prima questione che l’art. 2, n. 2, lett. a), della decisione 92/353 dev’essere interpretato
         nel senso che, quando si verificano una o più circostanze menzionate in tale disposizione, le organizzazioni o associazioni
         già riconosciute o ufficialmente approvate per una razza di equidi non hanno il diritto di esigere dalle autorità competenti
         che queste ultime neghino il riconoscimento o l’approvazione di una nuova associazione o organizzazione che tiene o crea libri
         genealogici per la stessa razza.
         
         Sulla seconda questione 
         
         38
            
          Con la seconda parte della seconda questione, il giudice del rinvio chiede in sostanza alla Corte se il diritto comunitario
         osti a che la legislazione di uno Stato membro privi le associazioni o organizzazioni esistenti, che si siano pronunciate
         contro il riconoscimento di una nuova associazione o organizzazione, di un mezzo di ricorso giurisdizionale nei confronti
         della decisione di riconoscimento adottata dalle autorità nazionali competenti.
         
         
         
         39
            
          Dalla risposta fornita alla prima questione risulta che, quando si verificano una o più delle circostanze menzionate nell’art. 2,
         n. 2, lett. a), della decisione 92/353, le organizzazioni o associazioni già riconosciute o ufficialmente approvate per una
         razza di equidi non hanno il diritto di esigere dalle autorità competenti che queste ultime rifiutino il riconoscimento o
         l’approvazione di una nuova associazione o organizzazione che tenga o crei libri genealogici per la stessa razza.
         
         
         
         40
            
          Tenuto conto di quanto esposto, e per le ragioni espresse dall’avvocato generale nei paragrafi 38-40 delle sue conclusioni,
         si deve rispondere alla seconda questione che il diritto comunitario non osta a che la legislazione di uno Stato membro privi
         le associazioni o organizzazioni esistenti, che si sono pronunciate contro il riconoscimento di una nuova associazione o organizzazione,
         di un mezzo di ricorso giurisdizionale contro la decisione di riconoscimento adottata dalle autorità nazionali competenti.
         
         
         Sulle spese
         41
            
          Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute per sottoporre osservazioni alla Corte, diverse da quelle
         delle dette parti, non possono dar luogo a rifusione. 
         
         
         
         
         
         
            
            
         
         
          Per questi motivi, la Corte (Prima Sezione) dichiara:
         
            
            
            
               1)
                  L’art. 2, n. 2, lett. a), della decisione della Commissione 11 giugno 1992, 92/353/CEE, che determina i criteri di approvazione
                     o di riconoscimento delle organizzazioni e associazioni che tengono o istituiscono libri genealogici per gli equidi registrati,
                     dev’essere interpretato nel senso che, quando si verificano una o più circostanze menzionate in tale disposizione, le organizzazioni
                     o associazioni già riconosciute o ufficialmente approvate per una razza di equidi non hanno il diritto di esigere dalle autorità
                     competenti che queste ultime neghino il riconoscimento o l’approvazione di una nuova associazione o organizzazione che tiene
                     o crea libri genealogici per la stessa razza.
                  
               
            
            
            
            
               2)
                  Il diritto comunitario non osta a che la legislazione di uno Stato membro privi le associazioni o organizzazioni esistenti,
                     che si sono pronunciate contro il riconoscimento di una nuova associazione o organizzazione, di un mezzo di ricorso giurisdizionale
                     contro la decisione di riconoscimento adottata dalle autorità nazionali competenti.
                  
               
            
             Firme
      
      
          1 –
            
            Lingua processuale: il tedesco.