CELEX: 51988PC0381
Language: it
Date: 1988-08-31
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa alla tutela degli habitat naturali e seminaturali nonché della flora e della fauna selvatiche (presentata dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 381
Vol. 1988/0137
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
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2015/444 vom      13. März 2015 über die Sicherheitsvorschriften für den Schutz von EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                        COM(88) 381 def .
                                        Bruxelles, 31 agosto 1988
                                M               ■# II
                                fel                   ||
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                                  \ i'?
                              Proposta di /  i
                        DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
  relativa alla tutela degli habitat naturali e seminaturali nonché
                della flora e della fauna selvatiche
                 ( presentata dalla Commissione )
 ---pagebreak---                              RELAZIONE INTRODUTTIVA
Necessita' di un' iniziativa a livello comunitario
Di fronte alle crescenti minacce a danno della vita selvatica e degli habitat
naturali , la maggior parte degli Stati membri ha adottato politiche nazionali
e regionali per proteggere le specie e i biotopi minacciati di estinzione .
Queste politiche mancano peraltro di completezza e organicità e variano
considerevolmente da uno Stato membro all' altro , sia per quanto riguarda le
strutture amministrative destinate ad attuarle ,       sia relativamente alle
superfici e al numero di specie f loro-faunistiche che sono protette ( così come
è diverso anche il tipo di protezione ).
Queste divergenze fra le strategie di protezione della vita selvatica negli
Stati membri comportano una serie di conseguenze : alcune specie vengono
protette in una determinata zona , mentre altrove permane la minaccia di
estinzione ; di conseguenza , le politiche nazionali rischiano di non produrre
gli effetti pratici voluti .     Questo è soprattutto il caso delle specie
migratorie, quali gli uccelli .
Per superare queste divergenze , da molto tempo si è riconosciuto che la
Comunità deve adottare una propria politica coordinata in materia di fauna e
flora selvatiche . CE' utile segnalare che la protezione della vita selvatica e
degli habitat minacciati è stata sin dal 1973 presa in considerazione negli
Stati Uniti da normative a livello federale ). La messa a disposizione in
comune delle conoscenze ed il coordinamento delle strategie di gestione e di
conservazione , in particolare per le specie minacciate di estinzione in uno o
più Stati membri o la cui area di distribuzione naturale interessa vari Stati
membri , può contribuire in modo decisivo a garantire che le politiche
nazionali o regionali non danneggino gli habitat o le specie d' importanza
rilevante in Europa . Tale politica è necessaria poi anche per la ragione
opposta : evitare le minacce che incombono sulle risorse naturali , a livello
nazionale o regionale , a causa di iniziative comunitarie o di azioni nocive
per tali risorse , che vengano intraprese in regioni della Comunità diverse da
quelle in cui le risorse in questione si trovano .
Si tratta di un problema vitale, poiché molte delle principali pressioni ,
dovute all' espansione sul piano internazionale, ed in particolare nell' ambito
di svariati accordi internazionali e convenzioni , già in vigore o in fase di
definizione , nel settore della conservazione della vita selvatica ,          la
partecipazione della Comunità avrà un maggior impatto dovuto al peso di una
posizione comune e di un unico contesto .
E' utile notare inoltre che alla luce delle suddette considerazioni , l' azione
comunitaria è conforme al paragrafo A dell' articolo 130 R del trattato che
stipula che " la Comunità agisce in materia ambientale nella misura in cui gli
 ---pagebreak--- obiettivi di cui al paragrafo 1 possano essere meglio realizzati a livello
comunitario piuttosto che a livello dei singoli Stati membri .
Precedenti iniziative comunitarie
E' tenendo presente questi aspetti che la Comunità europea ha elaborato una
politica di tutela della vita selvatica nel primo programma d' azione in
materia ambientale nel 1973 .        Le finalità fondamentali di tale politica
consistevano nello sviluppare un approccio integrato ai fini della
conservazione delle specie f loro-faunistiche minacciate di estinzione e della
protezione degli habitat naturali . Nell' ottica di tale politica, il Consiglio
ha adottato una serie di strumenti legislativi . La direttiva più importante e
di più vasta portata è senza dubbio quella relativa alla conservazione degli
uccelli selvatici adottata il 2 aprile 1979 . In seguito, il Consiglio ha
adottato nel     1981   la decisione   sulla  convenzione di   Berna   relativa  alla
conservazione della vita selvatica e dell' ambiente naturale in Europa,           nel
1982 la decisione relativa alla convenzione di Bonn sulla conservazione delle
specie migratrici      appartenenti  alla fauna    selvatica ,   ed   il  regolamento
relativo    all' attuazione   nella   Comunità   per  il   1° gennaio 1984 ,    della
convenzione sul commercio internazionale delle specie di           flora e di fauna
selvatiche minacciate di estinzione ( CITES ); infine nel 1984 , il regolamento
sulla politica della Comunità in materia ambientale . Tra l' altro , esso prevede
la possibilità che vengano concessi contributi finanziari comunitari per
progetti che riguardano il ripristino dei biotopi gravemente minacciati , quali
gli habitat di specie in estinzione .
Nella risoluzione del 19 ottobre 1987 ,          concernente il proseguimento e
l' attuazione di una politica e di un programma d' azione delle Comunità europee
in materia ambientale ( 1987-1992 ) ( Il quarto programma d' azione in materia
ambientale ), il Consiglio ha dichiarato che le "misure intese a salvaguardare
e a valoraizzare il patrimonio naturale dell' Europa” costituiscono uno dei
settori prioritari del programma d' azione comunitario .
Nella stessa risoluzione , il Consiglio ha preso atto del programma d' azione
allegato a quest' ultima e ne ha approvato in generale gli orientamenti , che ,
alla sezione 5.1 , affidano alla Commissione il compito di presentare una
proposta per la protezione globale dell' habitat delle specie appartenenti alla
fauna e alla flora minacciate di estinzione tramite un sistema comunitario di
aree protette e misure destinate all' utilizzazione adeguata delle specie e
degli ecosistemi . Nel programma di lavoro per il 1988, la Commissione si è
impegnata a presentare questa normativa nel corso dello stesso anno .
Il Parlamento europeo ha del pari ripetutamente auspicato che vengano adottate
nuove iniziative in questa direzione .
La proposta attuale
Lo scopo fondamentale della proposta è di istituire, al più tardi per il 2000,
una rete completa delle zone protette, destinata a garantire la conservazione
delle specie e dei tipi di habitat minacciati di estinzione, in tutte le
regioni della Comunità in cui tali specie e habitat si trovano, in modo da
attuare con più efficacia , a livello comunitario , la convenzione di Berna
sulla conservazione della vita selvatica e dell' ambiente naturale in Europa ,
come pure altre misure complementari adottate nell' ambito della Comunità .
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I biotopi di fondamentale importanza per la conservazione della' natura nella
Comunità rappresentano una superficie pari al 10-20% circa della superficie
totale degli Stati membri . Occorre tuttavia sottolineare che tale cifra media
comprende realtà estremamente diverse , sia per quanto riguarda la superficie,
sia per quanto attiene alle caratteristiche di ciascun sito e di queste
differenze occorrerà assolutamente tener conto nelle misure di protezione e di
gestione da attuare .
In realtà solo l • 1–2% della superficie totale degli Stati membri , necessiterà
di rigorose misure di protezione . Per la maggior parte della superficie dei
biotopi occorreranno piani di gestione che armonizzino adeguati provvedimenti
di protezione con lo sfruttamento agricolo e forestale estensivo basato su
tecniche adattate alle caratteristiche singole . A loro volta , tali piani di
gestione dovranno essere inseriti in programmi integrati che mirino a
promuovere contemporaneamente lo sviluppo regionale e il miglioramento
dell * ambiente .
Poiché per definizione la direttiva interesserà soprattutto le zone rurali , la
Commissione ha naturalmente preso in considerazione le possibili incidenze sui
redditi delle popolazioni abitanti tali zone . Data peraltro la diversità delle
situazioni e dei provvedimenti che in relazione ad esse dovranno essere
adottati ,    secondo quanto abbiamo osservato nei paragrafi precedenti , è
praticamente impossibile effettuare stime più generati di tali incidenze .
I provvedimenti da adottare vanno infatti dall' estensione degli attuali
sistemi di produzione al mantenimento delle attività agricole necessarie per
la gestione delle zone naturali . Essi devono pertanto essere strettamente
connessi con gli obiettivi della politica agraria comunitaria formulati dalla
Commissione .     In tale contesto ,   con un saggio uso dei vari strumenti
strutturali comunitari sarà possibile conciliare da un lato l' esigenza di
mantenere, ed anche migliorare , le condizioni di vita delle popolazioni rurali
e, dall' altro , la necessità di garantire la conservazione degli habitat
naturali e seminaturali e delle specie minacciate .
Nessuna proposta e nessuno strumento della Comunità possono , singolarmente e
isolatamente , garantire che gli obiettivi della tutela della natura nella
Comunità vengano realizzati in modo soddisfacente . La presente proposta deve
essere considerata come complementare alle azioni parallele finalizzate al
mantenimento o alla reintroduzione di sistemi agricoli caratterizzati da
ecosistemi in cui siano presenti gradienti di piccole dimensioni , consentendo
in tal modo gli scambi di specie fra i vari habitat e quindi le combinazioni
fra di esse , che hanno un' importanza fondamentale per il mantenimento degli
equilibri fra le specie stesse . La presente proposta s' inquadra pertanto nel
contesto di provvedimenti concernente le strutture agrarie e dello sviluppo
agricolo , come pure nel contesto della riforma più generale della politica
agraria comune e del riorientamento dei Fondi strutturali per il sostegno, tra
l' altro , degli obiettivi in materia ambientale .
D' altra parte , non si può pretendere di ottenere da un giorno all' altro grandi
risultati . I provvedimenti che gli Stati membri dovranno adottare nel quadro
della direttiva , allo scopo di identificare, designare e proteggere i
territori che presentano interesse e importanza per la tutela della natura
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nella Comunità , varieranno da Stato a Stato , cosi come varieranno anche gli
oneri di natura politica , amministrativa o finanziaria .
La proposta di direttiva tiene conto delle diverse situazioni negli Stati
membri come previsto , in particolare dall' articolo 130 R , paragrafo 3 del
trattato ; prevede in effetti l' equilibrio tra la conservazione e gli interessi
economici e,     in alcuni casi specifici ,    la possibilità di deroghe alle
disposizioni generali .
Le riunioni al vertice di Toronto e di Hannover
E' da sottolineare infine che sia al vertice di Toronto dei paesi più
industrializzati che a quello della Comunità ad Hannover, del giugno 1988, si
è sostenuto che occorre dare priorità alle misure volte a proteggere le specie
in via di estinzione . La presente proposta può esser considerata come una
rapida risposta della Commissione in merito .
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                                     Proposta di
                               DIRETTIVA DE CONSIGLIO
relativa alla tutela degli habitat naturali e seminaturali nonché 1 della flora
                              e della fauna selvatiche
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare
l' articolo 130 S ,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo ,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che il Quarto programma d' azione in materia ambientale
              (i)
( 1987-1992 )     prevede disposizioni riguardanti la conservazione della natura
e delle risorse naturali ;
considerando che la tutela degli habitat naturali e seminaturali nonché della
flora e della fauna selvatiche costituisce un elemento importante della
politica ambientale ; che il declino della qualità dell' habitat e del numero
delle specie di fauna e flora selvatiche costituisce una grave minaccia per la
conservazione dell' ambiente naturale ;
considerando che le minacce che incombono sugli habitat e le specie di fauna e
flora selvatiche possono essere anche di natura transfrontaliera ;           che
pertanto è necessario intervenire a livello comunitario soprattutto per la
protezione di detti habitat e di dette specie; che per la determinazione delle
specie da proteggere , occorre tener conto delle condizioni ambientali nelle
varie regioni della Comunità ;
 (1)
     GU n . C 328 del 7.12.1987, pag . 1
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considerando che la conservazione, La tutela eli miglioramento della qualità
dell' ambiente, conformemente all' articolo 130 R del trattato, costituiscono un
obiettivo essenziale d' interesse generale perseguito dalla Comunità ;
considerando che non è opportuno includere nella presente direttiva habitat e
specie appartenenti a territori extraeuropei degli Stati membri , a causa delle
loro caratteristiche climatiche e biologiche, che sono fondamentalmente
diverse;
considerando che i territori atti a garantire, per numero ed estensione, il
mantenimento delle specie minacciate di estinzione e la tutela degli habitat
in pericolo devono essere classificati          come aree di   protezione speciale
secondo un piano accuratamente definito;
considerando che , tenuto conto dell' urgente necessità di proteggere taluni
habitats in pericolo , è indispensabile identificare e classificare come aree
di protezione speciale, in tempi estremamente brevi , le dieci aeree più
importanti nella Comunità per la conservazione di habitat e di specie di fauna
e flora minacciati di estinzione, definiti in appresso;
considerando che tutte le aree classificate, incluse quelle classificate ai
sensi della direttiva 79 / 409 / CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente
                                              (1)
la conservazione degli uccelli selvatici          , dovranno far parte della Rete
europea finalizzata non solo a tutelare e migliorare le risorse naturali
esistenti e a ripristinare gli habitats in degrado o distrutti , ma anche ad
utilizzare in modo ottimale quelle risorse adeguatamente preservate nella loro
diversità biologica ; che la rete europea contribuirà pertanto a realizzare
l' obiettivo di uno sviluppo equilibrato e continuo delle risorse naturali ;
considerando pertanto che la classificazione di aree di protezione speciale
avrà un ruolo importante nella strategia globale per la protezione
dell' ambiente , dato che contribuirà a realizzare un equilibrio soddisfacente
tra protezione della natura e sviluppo, basato su un migliore uso delle
risorse locali e sulla diversificazione delle attività economiche, nonché su
nuove forme di gestione territoriale;
(1)
     GU n . L 103 del 25.4.1979, pag . 1
 ---pagebreak--- considerando che tale classificazione delle aree di protezione speciale non
deve avere come conseguenza che nelle aree non protette sarà consentito uno
sfruttamento eccessivo della natura ; che, inoltre , un' adeguata gestione
territoriale anche al di fuori delle aree classificate dovrà garantire la
continuità dei sistemi biologici che collegano tali aree ;
considerando che       è necessario   proteggere le caratteristiche proprie dei
paesaggio ;
considerando che occorre prevedere, quando esistono determinate condizioni
socio-economiche, la possibilità di deroghe agli obblighi di classificare aree
di protezione speciale , purché vengano pienamente salvaguardate la coerenza
della Rete europea e la sua potenzialità di conservare gli habitat e le specie
interessate ;
considerando che può rivelarsi necessario adottare iniziative volte a
promuovere la gestione comune o coordinata delle aree transfrontaliere di
maggiore importanza per la conservazione delle specie di flora e fauna
selvatiche minacciate di estinzione, la salvaguardia delle aree allo stato
naturale nonché il trasferimento di know-how per la gestione delle aree di
protezione speciale ;
considerando che le politiche di pianificazione e di sviluppo nazionali ,
regionali e locali dovrebbero tener conto della conservazione degli habitat e
delle risorse f loro-faunistiche selvatiche e che pertanto tutti i progetti ,
tutti i piani o programmi di sviluppo suscettibili di esercitare i propri
effetti sulle aree di protezione speciale dovranno essere valutati dal punto
di vista dell' impatto ambientale; che a tal fine occorre modificare la
                                        (1)
direttiva 85 / 337 / CEE del Consiglio      ;
considerando che è necessario istituire un sistema generale di protezione di
talune specie f loro-fauni sti che, che non sono ancora comprese nella direttiva
79 / 409 / CEE;
(1)
      GU n . L 175 del 5.7.1985, pag . 40
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considerando che lo sfruttamento di talune specie dovrà essere sottoposto,
quando le loro caratteristiche biologiche lo richiedano, ad un programma di
gestione ; che, nel quadro di tali programmi di gestione, nessun onere indebito
dovrà essere imposto alle imprese industriali o commerciali ;
considerando che taluni mezzi di cattura o di uccisione e la caccia esercitata
con determinati modi di trasporto devono essere vietati , perché esercitano o
possono esercitare una pressione eccessiva sulla consistenza numerica delle
specie in gestione o perché sono inutilmente crudeli ;
considerando che occorre prevedere, data l' importanza che possono avere talune
situazioni specifiche , la possibilità di deroghe, subordinate a talune
condizioni e soggette a monitoraggio da parte della Commissione;
considerando che la Commissione dovrà periodicamente preparare una relazione
di sintesi , basata , tra l' altro , sulle informazioni trasmesse dagli Stati
membri in merito all' attuazione delle disposizioni nazionali adottate a norma
della direttiva ;
considerando che la conservazione degli habitat naturali e seminaturali , della
fauna e della flora selvatiche comporta tuttora problemi che richiedono
ricerche e valutazioni scientifiche ;
considerando che è opportuno che il Consiglio modifichi gli articoli della
direttiva in conformità della procedura di cui all' articolo 130 S del
trattato ;
                                                                ■**
considerando che è necessario adattare rapidamente taluni allegati , alla luce
del progresso tecnico e scientifico; che, per facilitare l' attuazione delle
misure necessarie a tal fine, occorre predisporre una procedura che stabilisca
una stretta cooperazione tra gli Stati membri e la Commissione nell' ambito di
un comitato per l' adeguamento al progresso tecnico e scientifico;
 ---pagebreak--- considerando che è necessario adottare tutte Le misure atte a garantire il
monitoraggio delle comunità biologiche e delle popolazioni di specie
minacciate per le quali è indipensabile una completa protezione del l ’habi tat ;
considerando che , di concerto con la Commissione, occorre vigilare affinché
l' introduzione di specie f loro-f auni stiche selvatiche che non vivono nel
territorio europeo degli Stati membri non arrechi danno alla flora e alla
fauna locali ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
 ---pagebreak---                                 DISPOSIZIONI GENERALI
                                      Articolo 1
Scopo della presente direttiva è salvaguardare gli habitat naturali e
seminaturali , nonché la flora e la fauna selvatiche nel territorio europeo
degli Stati membri al quale si applica il trattato , comprese le zone marittime
sotto la sovranità o giurisdizione degli Stati membri .
                                      Articolo 2
Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari affinché la consistenza e
la diversità delle risorse f loro-faunistiche selvatiche vengano mantenute ad
un livello che corrisponda in particolare alle esigenze ecologiche ,
scientifiche e culturali e ai fabbisogni delle sottospecie, varietà , forme e
popolazioni a rischio locale,        tenendo conto nel contempo delle esigenze
economiche e ricreative .
                                      Articolo 3
Ai fini della presente direttiva
a ) le specie " minacciate " comprendono :
    - le specie in estinzione , ossia i taxa minacciati di estinzione e quelli
      la cui sopravvivenza è improbabile finché i fattori che causano
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l' estinzione continuano a sussistere . Sono compresi i taxa il cui numero
è stato ridotto ad un livello critico o i cui habitat sono stati
impoveriti tanto gravemente da fare temere il pericolo imminente di
estinzione .
le specie vulnerabili , ossia i taxa che in un prossimo futuro rischiano
di diventare una categoria in estinzione se i fattori causali continuano
ad operare . Sono compresi i taxa per i quali la maggior parte delle
popolazioni o tutte le popolazioni subiscono una contrazione per lo
sfruttamento eccessivo , per la distruzione su vasta scala dell' habitat o
per altri tipi di perturbazioni ambientali ; i taxa le cui popolazioni
sono gravemente diminuite e la cui sicurezza definitiva non è stata
ancora garantita , e i taxa con popolazioni ancora numerose ma minacciate
in tutta la loro gamma da gravi fattori avversi ,
le specie diffuse solo localmente sotto minaccia latente .
                                                        ♦
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b) per "habitat " s' intende :
    - l' ambiente normale, il rifugio naturale o la località di una specie
       denominata o di una popolazione di una specie denominata ;
    - un tipo particolare di terreno,             sito o luogo con specifiche
       caratteristiche fisiche, geografiche, vegetali o di altra natura .
c ) per "habitat minacciato" s' intende :
    un tipo di ambiente caratterizzato da un complesso di condizioni abiotiche
    peculiari e da una comunità biotica specifica, che rischia di scomparire o
    di degradarsi per la sua rarità o per la fragilità delle condizioni
    ecologiche o per la fragilità delle sue specie più tipiche e
    caratteristiche o per la tendenza a rarefarsi . In tale contesto per
    " scomparsa " dell' habitat s' intende il passaggio ad un' altra categoria nella
    classificazione generale degli habitat , mentre per "degrado" s' intende la
    diminuzione degli elementi più caratteristici senza cambiamento di
    categoria .
d ) per " esemplare" s' intende :
    qualsiasi animale o pianta ,          vivi o morti ,    delle specie elencate
    conformemente agli allegati II e III della presente direttiva; qualsiasi
    parte o prodotto di essi,' nonché qualsiasi altro bene che, in base ad un
    documento di accompagnamento, all' imballaggio, all' etichettatura o ad altre
    circostanze , risulti essere una parte o un prodotto di animali o di piante
    di tali specie .
e) per " regione" s' intende :
    l' unità amministrativa o geografica definita nella nomenclatura delle unità
    territoriali per le statistiche ( NUTS ) di EUROSTAT, Istituto statistico
    delle Comunità europee :
 ---pagebreak---                              ■ -<? « '3 -3 33 33
        al livello II per    la Francia ,    la Grecia, l' Italia, il Portogallo, la
         Spagna e il Regno Unito ,
        al livello I per gli altri Stati membri .
                                 PROTEZIONE DEGLI HABITAT
                                          Articolo 4
  Gli Stati membri adottano, in conformità delle disposizioni della presente
  direttiva, i provvedimenti necessari per conservare sia gli habitat naturali e
  seminaturali della fauna e della flora selvatiche, soprattutto per quanto
  riguarda gli habitat delle specie minacciate, in particolare gli habitat delle
  specie indigene esistenti nel territorio europeo degli Stati membri , sia gli
  habitat naturali e seminaturali minacciati .
                                          Articolo 5
  1 . Gli habitat delle specie elencate conformemente all' allegato lei tipi      di
      habitat elencati conformemente all' allegato IV devono formare oggetto      di
      speciali misure di conservazione volte a garantire il mantenimento ad       un
      livello soddisfacente delle specie di cui trattasi nella rispettiva area    di
      distribuzione e la conservazione degli habitat in questione in tutte        le
      regioni dove si trovano .
  2 . Gli Stati membri devono classificare come zone di protezione speciale, nei
      due anni successivi la scadenza del periodo fissato nell' articolo 27, quel¬
      le aree che a loro giudizio corrispondono ai criteri stabiliti
      nell' allegato V a ). Se alla scadenza di detto periodo, gli Stati membri
A
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    non    hanno   classificato   le  dieci   più   importanti   aree  esistenti    nella
    Comunità , le rimanenti aree da classificare verranno individuate dalla
    Commissione, nel corso dell' anno successivo, conformemente alla procedura
    di cui all' articolo 23, e dovranno essere classificate dagli Stati membri
    entro un anno conformemente alla decisione della Commissione .
3 . Non oltre otto anni dopo la scadenza del periodo fissato dall' articolo 27,
    gli Stati membri classificano come zone di protezione speciale territori
    che, per numero e dimensioni , siano sufficieneti a garantire :
     i ) il   mantenimento    ad un    livello soddisfacente     delle specie    di   cui
         all' allegato I in tutte le regioni dove esse vivono,
    ii ) la protezione degli habitat minacciati elencati nell' allegato IV, con
          le relative flora e fauna, in tutte le regioni dove essi si trovano .
    Nel classificare tali zone,           gli Stati membri devono in particolare
    applicare i criteri stabiliti dall' allegato V b ). Essi devono almeno tener
    conto dello scadenzario e delle priorità decisi nel programma comune
    menzionato nell' articolo 6, paragrafo 2 .
4 . Gli Stati membri trasmettono alla Commissione ogni informazione pertinente
    in   merito   a  ciascuno   dei  territori    da essi  classificati   ai  sensi   dei
    paragrafi 2 e        3,     utilizzando    il   modulo   indicato,    conformemente
    all' allegato VI .
5 . Per le zone di cui al paragrafo 3, gli Stati membri possono derogare ai
    criteri previsti dall' allegato V b ) se, in base a prove scientifiche e a
    una valutazione dell' impatto ambientale, l' autorità competente per la
    protezione della natura accerta che, nell' ambito dell' area di cui è
    responsabile, viene pienamente mantenuta la coerenza della Rete europea e
    la sua capacità di conservazione degli habitat e delle relative specie . I
    motivi delle deroghe saranno resi pubblici e notificati alla Commissione .
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                                      Articolo 6
1 . Gli Stati membri assistono la Commissione nell' istituire una Rete europea
    per la classificazione delle zone di protezione speciale, da denominarsi
    " Natura 2000".    La Rete europea sarà composta di aree classificate
    conformemente alla direttiva 79/ 409 / CEE come pure di quelle classificate in
    forza della presente direttiva . Salvo parere contrario, espresso prima
    della scadenza prevista dall' articolo 27, sono ugualmente considerate come
    classificate ai sensi della presente direttiva , le aree classificate dagli
    Stati membri in virtù della convenzione Ramsar . La rete europea sarà
    costituita di aree che per numero e dimensioni siano sufficienti a
    garantire ad un livello soddisfacente il mantenimento delle specie di cui
    all' allegato I , nonché la conservazione dei tipi di habitat elencati
    nell' allegato IV in tutte le regioni dove essi si trovano . La Rete europea
    deve garantire che detti territori costituiscano un insieme organico e
    coerente con riguardo ai requisiti di tutela delle specie e degli habitat
    summenzionati nell' area geografica , marittima e terrestre, cui si applica
    la presente direttiva .
2 . Nei    due    anni   successivi     alla   scadenza   del   periodo   previsto
    dall' articolo 27, la Commissione predisporrà un programma comune per lo
    sviluppo e il potenziamento della Rete europea ,           conformemente alla
    procedura prevista dall' articolo 23 . Il programma comune verrà riesaminato
    al termine del periodo di otto anni previsto dall' articolo 5, paragrafo 3 .
    Nel programma comune verranno inoltre specificati i provvedimenti che
    dovranno essere adottati , ai rispettivi livelli di competenza , dalla
    Comunità e dagli Stati membri a sostegno dell' attuazione della direttiva .
    Tali provvedimenti possono contenere disposizioni in materia di protezione,
    programmi formativi , infrastrutturali e gestionali , studi e ricerche,
    esperimenti in loco , monitoraggio e le risorse necessarie .
                                      Articolo 7
1 . Per quanto riguarda le aree di protezione speciale di cui all' articolo 5,
    paragrafi 2 e 3, gli Stati membri devono intraprendere iniziative adeguate
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    ad evitare L' inquinamento o il degrado degli habitat o qualsiasi altra
    perturbazione che incida sulla fauna e sulla flora , nella misura in cui
    tali iniziative siano suscettibili di produrre effetti che, tenuto conto
    degli obiettivi della presente direttiva , risultino importanti per le
    specie o i tipi di habitat in relazione ai quali la zona è stata
    classificata .
2 . Gli Stati membri decideranno in particolare lo statuto protettivo da
    attribuire alle aree di cui al paragrafo 1 e, all' occorrenza , elaboreranno
    programmi di gestione integrati in conformità delle esigenze ecologiche
    delle specie e dei tipi di habitat in questione . Secondo la procedura di
    cui all' articolo 23 verrà adottata una comune tipologia di classificazione
    delle aree protette a livello europeo .
3 . Gli Stati membri prevedono il ripristino dei biotopi distrutti o degradati ,
    oppure la creazione di nuovi biotopi , qualora ne ravvisino la necessità per
    garantire un soddisfacente statuto di conservazione delle specie .
                                    Articolo 8
1 . Anche al di fuori delle aree di protezione speciale di cui all' articolo 5,
    paragrafi 2 e 3,      gli Stati membri dovranno adoperarsi per evitare
    l' inquinamento o il degrado di habitat naturali e seminaturali .
2 . Gli Stati membri dovranno inoltre adottare i provvedimenti necessari per
    garantire la protezione delle singole caratteristiche del paesaggio,
    soprattutto    per    quanto   riguarda    quelle   previste    conformemente
    all' allegato VII , che sono localmente d’importanza fondamentale per la
    conservazione della vita selvatica .
3 . Gli Stati membri possono ammettere deroghe, limitandole però      allo stretto
    necessario , al paragrafo 2 qualora l' impatto di tali deroghe    possa essere
    controbilanciato in modo che non abbiano effetti negativi          sui sistemi
    biologici di collegamento con le aree di protezione speciale o    sulle specie
    la cui conservazione non possa essere garantita con la sola       designazione
    delle aree di protezione speciale .
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                                     Articolo 9
Gli Stati membri assistono la Commissione nel promuovere :
a ) una gestione comune o coordinata delle zone transfrontaliere di primaria
    importanza per la conservazione delle specie di fauna e di flora selvatiche
    elencate conformemente agli allegati I e II o per la protezione degli
    habitat minacciati , elencati conformemente all' allegato IV;
b ) il mantenimento delle aree allo stato naturale in tutta la Comunità ;
c ) il trasferimento di     tecnologie  riguardanti   la gestione delle aree di
    protezione speciale .
                        VALUTAZIONE DELL' IMPATTO AMBIENTALE
                                    Articolo 10
Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per inserire nei programmi
nazionali , regionali e locali e nelle politiche di sviluppo misure di
salvaguardia intese a prevenire danni agli habitat naturali e seminaturali e
la distruzione della flora e della fauna selvatiche ( con particolare
riferimento alle popolazioni o colonie di specie minacciate ).
Essi garantiscono inoltre che le persone implicate nella pianificazione e
nell' attuazione di tali politiche , come pure l' opinione pubblica , siano
adeguatamente informate sulle prescrizioni della presente direttiva .
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                                         Articolo 11
La direttiva     85 /337 / CEE è modificata come segue :
a ) Articolo 4, paragrafo 2, è aggiunto il testo dei seguenti commi :
    " Tuttavia , tutti i progetti localizzati in un' area di protezione speciale
    facente parte della Rete europea istituita dalla direttiva           /    / CEE o
    che possono pregiudicare il potenziale di conservazione di detta area ,
    devono essere oggetto di una valutazione in base agli articoli da 5 a 10 .
    Tutti i piani o programmi di sviluppo suscettibili di pregiudicare le aree
    di protezione speciale devono pure formare oggetto di un' analoga
    valutazione ".
b ) Articolo 6, paragrafo 1 è aggiunto il testo del seguente comma :
    " Gli Stati membri provvedono affinché le autorità responsabili della
    protezione e gestione delle aree di protezione speciale ed altri enti che
    possano essere implicati nel progetto, nel programma o nel piano di
    sviluppo siano strettamente associati alle procedure di valutazione e il
    loro parere definitivo venga pubblicato".
                                  PROTEZIONE DELLE SPECIE
                                        Articolo 12
1 . Gli    Stati     membri     adottano    i   provvedimenti necessari    ai    fini
    dell' istituzione di un sistema generale di protezione delle specie
    faunistiche elencate conformemente all' allegato II a ), soprattutto sancendo
    i l divieto di :
    a ) ogni forma di cattura e di distruzione deliberata ,          ogni atto che
        comporti ferimenti o uccisioni ;
 ---pagebreak---     b ) perturbare deliberatamente le specie in questione/ in particolare
        durante il periodo di riproduzione/ allevamento o ibernazione/ quando
        tali turbative abbiano conseguenze significative con riferimento agli
        obiettivi della presente direttiva ;
    c ) distruggere deliberatamente le specie in questione o di asportarne le
        uova dall' ambiente naturale/ ovvero di conservare tali uova / anche se
        vuote ;
    d) possedere o vendere esemplari presi dall' ambiente naturale .
2 . I divieti di cui ai punti a )/ b ) e d) del paragrafo 1 sono validi per tutte
    le fasi della vita degli animali ai quali si applica il presente articolo .
                                      Articolo 13
1 . Gli Stati membri istituiscono un regime generale di protezione per le
    specie di piante elencate conformemente all' allegato II b ) che comprenda in
    particolare il divieto di :
    a ) raccogliere/ collezionare/ tagliare/ estirpare o distruggere tali piante
        nell' ambiente naturale ;
    b ) detenere   e  vendere  esemplari   di tali specie  raccolti nell' ambiente
        naturale .
2 . I divieti di cui ai punti a ) e b ) del paragrafo 1 sono validi per tutte le
    fasi della vita delle piante alle quali si applica il presente articolo .
                                      Articolo 14
1 . Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per garantire la
    protezione delle specie di flora e di fauna selvatiche figuranti nell'
    allegato III .
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2 . Lo sfruttamento - commerciale o di altra natura - delle specie elencate
    conformemente all' allegato III a ) è consentito soltanto per le specie la
    cui popolazione sia stabile ò in aumento,           purché lo sfruttamento sia
    effettuato nei modi ammessi . Tale sfruttamento deve avvenire nel quadro di
    un programma di gestione, secondo quanto precisato nell' allegato Vili , allo
    scopo di mantenere le popolazioni selvatiche ad un livello ottimale e per
    evitare la scomparsa delle popolazioni locali o gravi perturbazioni .
3 . Gli Stati membri impongono il divieto di estirpare, in tutto o in parte , le
    piante selvatiche viventi elencate conformemente all' allegato III b ) (o di
    rimuovere, in tutto o in parte, i bulbi , i cormi , i rizomi e /o le radici ) a
    fini commerciali o di vendita , ad eccezione delle specie .           . .
    a ) la cui popolazione sia stabile o in aumento, e
    b ) il cui sfruttamento sia effettuato nei modi ammessi . Questo tipo di
        sfruttamento deve avvenire nel quadro di un piano di gestione, come
        precisato nell' allegato Vili .
4 . Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per vietare la vendita
    e il commercio di piante o parti di piante elencate conformemente
    all' allegato III b ) ( inclusi i bulbi , i cormi , i rizomi e/o le radici )
    estirpate dall' ambiente naturale, salvo quando lo sfruttamento faccia parte
    di un programma di gestione in conformità dell' allegato Vili .             Tali
    provvedimenti riguardano l' offerta o l' esposizione a fini di vendita ,
    nonché il trasporto a fini di vendita .
5 . Gli Stati membri adottano,       al l 'occorrenza ,  altri  provvedimenti ,  che
    riguardano soprattutto :
    a ) i periodi di chiusura dell' attività e /o altre procedure che regolano lo
        sfruttamento ;
    b ) il divieto temporaneo o locale di sfruttamento onde ripristinare livelli
        soddisfacenti di popolamento;
    c ) la regolamentazione della vendita di esemplari , nonché delle operazioni
        connesse, ossia la conservazione, il trasporto e l' offerta in vendita di
        tali esemplari .
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                                    Articolo 15
Per quanto riguarda la cattura o l' uccisione delle specie faunistiche
selvatiche elencate conformemente all' allegato III a ) e qualora , ai sensi
dell' articolo 17, vengano praticate deroghe alla cattura e all' uccisione delle
specie elencate conformemente all' allegato II a ), gli Stati membri adottano
provvedimenti intesi a vietare :
a ) l' uso dei mezzi specificati nell' allegato IX a );
b ) la produzione , la vendita e l' impiego degli strumenti non selettivi di
    cattura e di uccisione elencati nell' allegato IX b );
c ) l' attività di caccia che si svolga con i modi di trasporto e secondo le
    modalità di cui all' allegato IX c ).
                                    Articolo 16
Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per garantire che la pesca
costiera e la protezione delle colture con reti non rechino pregiudizio alla
conservazione delle specie minacciate elencate conformemente all' allegato II
e,    per quanto possibile ,  alla protezione delle altre specie di flora e di
fauna selvatiche .
                                    Articolo 17
1 . Gli Stati membri possono derogare alle disposizioni previste dagli
    articoli 12,     13 e 14 al divieto di usare gli strumenti di cui
    all' articolo 15 , lettera a ) purché non dispongano di un' altra soluzione
    soddisfacente e a condizione che la deroga non pregiudichi il mantenimento
    a livelli soddisfacenti della popolazione di cui trattasi nelle aree di
    distribuzione naturali :
    a ) per proteggere la fauna e la flora selvatiche ;
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    b) per prevenire gravi danni alle colture,       al bestiame,   ai boschi ,   al
        patrimonio ittico, alle acque e ad altri tipi di proprietà ;
    c ) nell' interesse della sanità e della sicurezza pubblica ;
    d ) per finalità di ricerca e d' insegnamento,, di - ripopolamento, di
        reintroduzione e di allevamento necessario a tali finalità, nonché di
        riproduzione artificiale delle piante;
    e ) per consentire,     in condizioni rigorosamente controllate,       su base
        selettiva ed in misura limitata,        la cattura o la detenzione in
        quantitativi modesti , di taluni animali e vegetali selvatici .
2 . Gli    Stati  membri  sono  inoltre  tenuti  a  trasmettere   annualmente   alla
    Commissione informazioni     relative alle   deroghe concesse    ai  sensi   del
    presente articolo .
3 . Le informazioni dovranno indicare :
    a ) le specie alle quali si applicano le deroghe,
    b ) i mezzi , i sistemi o i metodi autorizzati di cattura o di uccisione;
    c ) le condizioni di rischio e le circostanze di tempo e di luogo in cui le
        stesse deroghe possono essere concesse ;
    d ) l' autorità abilitata a dichiare che ricorrono le condizioni richieste e
        a decidere quali mezzi , prassi o metodi possono essere utilizzati , entro
        quali limiti e da quali persone;
    e ) i controlli che verranno effettuati .
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                                    Articolo 18
I provvedimenti     adottati dagli  Stati membri  in attuazione della presente
direttiva non devono in nessun modo pregiudicare gli obblighi ad essi
incombenti ai sensi della normativa comunitaria per l' attuazione nella
Comunità della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora
e di fauna selvatiche .
                                   INFORMAZIONE
                                    Articolo 19
1 . Gli Stati      membri elaborano,     alla fine del periodo specificato
    nell' articolo 5 , paragrafo 2 e, successivamente , ogni tre anni , una
    relazione sull' attuazione delle disposizioni nazionali adottate in
    attuazione della presente direttiva . La relazione è resa nota al pubblico e
    trasmessa alla Commissione .
2 . La Commissione elabora una relazione globale basata sulle informazioni di
    cui al paragrafo 1 e sui risultati della ricerca conseguiti nel quadro del
    programma comunitario di R&S sull' ambiente .       La relazione comprende
    un' adeguata valutazione dei progressi ottenuti nell' attuazione della
    direttiva . La parte del progetto di relazione riguardante le informazioni
    fornite da uno Stato membro, viene inviata, per verifica , alle autorità
    dello Stato membro in questione . Il testo finale della relazione viene
    pubblicato dalla Commissione e trasmesso agli Stati membri , al Parlamento e
    al Consiglio .
3 . La Commissione publica ogni anno nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
    europee , l' elenco delle aree classificate comunicate dagli Stati membri .
    Questi ultimi garantiscono che le aree classificate ai sensi della presente
    direttiva ,    siano chiaramente indicate secondo le modalità precisate
    conformemente all' allegato X.
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                                        RICERCA
                                      Articolo 20
•1 . Gli Stati membri promuovono ia ricerca e qualsiasi altra . attività
     necessaria alla protezione, gestione e utilizzazione delle popolazioni di
     tutte le specie di fauna e di flora selvatiche di cui all' articolo 1 .
 2 . Particolare attenzione    verrà annessa     alla ricerca    e alle attività nei
     settori elencati conformemente all' allegato XI e la ricerca cooperativa
     transnazionale   verrà  incentivata .     Gli   Stati  membri   trasmettono  alla
     Commissione le informazioni necessarie a consentirle di adottare adeguati
     provvedimenti in ordine al coordinamento della ricerca e delle attività di
     cui al presente articolo .
 3 . Gli Stati membri e la Commissione promuovono l' analisi e la valutazione
     multidisciplinare, allo scopo di arricchire le conoscenze scientifiche alle
     quali si ricollegano i provvedimenti adottati a norma della presente
     direttiva . Le informazioni in materia saranno disponibili al pubblico .
                                PROCEDURA DI MODIFICA
                                      Articolo 21
 Conformemente all' articolo 130S , paragrafo 2 del trattato , ogni modifica agli
 articoli della presente direttiva deve essere adottata dal Consiglio a
maggioranza qualificata .
                                      Articolo 22
 1 . Quando gli articoli della presente direttiva prevedono la specificazione di
     elementi in conformità degli allegati della direttiva stessa, tali elementi
     sono  adottati  entro  un   anno  dal l' avvenuta   notifica  della  direttiva  e
     seguendo la procedura prevista dall' articolo 23 .
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2 . Gli emendamenti che sono necessari al fine di adeguare gli o '.legati della
    presente direttiva al progresso scientifico e tecnico vengono adottati
    secondo la procedura di cui all' articolo 23 .
                                     Articolo 23
1 . La Commissione è assistita da un comitato per l' adeguamento della presente
    direttiva al progresso tecnico e scientifico , composto da rappresentanti
    degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione .
2 . Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
    misure da adottare . Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un
    termine che il presidente può fissare in funzione dell' urgenza della
    questione in esame .      Il parere è formulato alla maggioranza prevista
    dall' articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l' adozione delle decisioni
    che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione . Nelle
    votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati
    membri è attribuita la ponderazione fissata nell' articolo precitato . Il
    presidente non partecipa al voto .
3 . La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili . Tuttavia ,
    se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato , la
    Commissione le comunica immediatamente al Consiglio . In tal caso :
    - La Commissione può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale
      comunicazione , l' applicazione delle misure da essa decise;
    - Il Consiglio , deliberando a maggioranza qualificata ,    può prendere una
      decisione diversa entro detto termine;
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                                      MONITORAGGIO
                                        Articolo 24
1 . Gli Stati membri adottano Le misure necessarie a garantire il monitoraggio
    delle comunità biologiche e delle popolazioni delle specie elencate
    conformemente all' allegato I ed esistenti nelle aree classificate a norma
    dell' articolo 5 .   Gli Stati membri inviano alla Commissione le informazioni
    ottenute mediante il monitoraggio, in modo che essa possa adottare le
    necessarie iniziative di coordinamento atte a garantire il conseguimento
    degli obiettivi della presente direttiva .
2 . La Comunità e gli Stati membri cooperano allo scopo di                  garantire la
    coerenza dei metodi di monitoraggio e di misurazione .
                               DISPOSIZIONI SUPPLEMENTARI
                                        Articolo 25
Nell' attuare le     disposizioni della presente direttiva ,          gli   Stati   membri
provvedono a :
-   promuovere la reintroduzione delle specie locali della flora e della fauna
    selvatiche qualora questa iniziativa contribuisca alla conservazione delle
    stesse specie e sempre che da un' indagine condotta anche sulla scorta delle
    esperienze   acquisite    in  altri    Stati   membri  o altrove   risulti   che  tale
    reintroduzione sia realizzabile ed accettabile ;
-   garantire che l' introduzione nell' ambiente naturale di qualsiasi specie che
    non viva allo stato selvatico in quella regione non pregiudichi            la fauna e
    la flora locali o i      loro habitat naturali .      A tal fine,   gli Stati membri
    consultano la Commissione ;
-   promuovere    l' istruzione    e    l' informazione    generale   sull' esigenza    di
    conservare le specie f loro-faunistiche selvatiche e i loro habitat .
 ---pagebreak---                                        - 27 -
                                   Articolo 26
L' applicazione dei provvedimenti adottati in base alla presente direttiva non
deve condurre ad un degrado dell' attuale situazione per quanto riguarda la
conservazione delle specie e delle comunità f loro-faunistiche selvatiche di
cui all' articolo 1 .
                                   Articolo 27
1 . Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative , regolamentari ed
    amministrative per conformarsi alla presente direttiva entro due anni a
    decorrere   dalla  sua  notifica .    Essi ne  informano  immediatamente la
    Commissione .
2 . Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni
    essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato
    dalla presente direttiva .
                                   Articolo 28
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
Fatto a Bruxelles , addì                          Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                        28 -
ALLEGATO I
Gli animali e le piante da specificare in questo allegato sono quelli i cui
habitat sono minacciati nella Comunità .
a ) Animali
b ) Piante
ALLEGATO II
Le specie di animali e di piante da specificare in questo allegato sono quelle
minacciate nella Comunità europea .
a ) An i ma l i
b ) Piante
ALLEGATO III
Gli animali e le piante da specificare in questo allegato sono quelli
sottoposti ad un programma di gestione .
a ) Animali
b)  Piante
ALLEGATO IV
Gli habitat naturali e seminaturali da specificare in questo allegato sono
quelli minacciati nella Comunità europea .
 ---pagebreak---                                      - 29 -
ALLEGATO VI
Modalità per la trasmissione delle informazioni concernenti la classificazione
delle zone di protezione speciale .
ALLEGATO VII
Le caratteristiche particolari del paesaggio da specificare in questo allegato
sono quelle aventi un' importanza locale rilevante per la vita selvatica .
ALLEGATO X
I dati da specificare in questo allegato devono permettere l' individuazione
delle caratteristiche connotative delle aree di protezione speciale .
ALLEGATO XI
La ricerca da specificare in questo allegato dovrebbe servire di      base alla
protezione , alla gestione ed all' utilizzazione di tutte le specie di flora e
di fauna e di tutti gli habitat di cui all' articolo 1 .
 ---pagebreak---                                         50
                                   ALLEGATO- V - a )
Criteri per la classificazione delle aree come zone di protezione speciale
d' importanza europea per la conservazione della natura , da applicare nei due
anni successivi all' entrata in vigore della direttiva .
I criteri per la classificazione di un' area come zona di protezione speciale
importante ai fini della conservazione della natura a livello comunitario ,
sono i seguenti :
1 ) presenza di specie f loro-faunistiche minacciate ;
2 ) presenza di habitat minacciati .
Ai fini dell' applicazione del criterio 1 ) devono essere classificati almeno
quelle aree che soddisfano ad uno o ad entrambi i requisiti seguenti :
- appartengono alle dieci aree più importanti della Comunità ;
- appartegnono alle due aree più importanti di una regione per la
   conservazione delle specie elencate conformemente all' allegato I , purché in
   tale regione si trovino aree di rilevanza regionale per le specie suddette .
Per la valutazione dell' importanza delle aree , occorre esaminare l' estensione
dell' area , la relativa popolazione e la sua stabilità .
Ai fini dell' applicazione del criterio 2 ) devono essere classificate almeno
quelle aree che soddisfano ad uno o ad entrambi i requisiti seguenti :
- appartengono alle dieci       aree più    importanti della Comunità per la
   conservazione di ognuno      dei tipi     di habitat elencati conformemente
   all' allegato IV;
 ---pagebreak--- appartengono alle due più importanti aree di una regione per                  la
conservazione di un tipo di habitat elencato conformemente all' allegato IV,
purché in tale regione si trovino aree di rilevanza regionale per il tipo di
habitat suddetto . L' importanza , verrà valutata in base all' estensione e alla
rappresentatività dell' area .
                       ·*Γ;
 ---pagebreak---                                         - 32--
                                    âLLEGATO - V-b )
Criteri per la classificazione di un' area come zona di protezione speciale di
importanza europea ai fini della conservazione della natura .
I criteri per la classificazione di un' area come zona di protezione speciale
importante per la conservazione della natura a livello comunitario sono i
seguenti :
1 ) presenza di specie f loro-faunistiche minacciate ;
2 ) presenza di habitat minacciati ;
3 ) ricchezza dell' area per quanto riguarda un determinato gruppo tassonomico
     ( ordine , famiglia ).
Ai fini dell' applicazione del criterio 1 ) devono essere classificate almeno
quelle aree che soddisfano ad uno o ad entrambi i requisiti seguenti :
- appartengono alle 100 aree più importanti nella Comunità per le specie
   dell' allegato I ;
- appartengono alle 5 aree più importanti di una regione , per la conservazione
   di ognuna delle specie elencate conformemente all' allegato I , purché in essa
   si trovino aree di rilevanza regionale per le specie suddette .
Per la valutazione dell' importanza delle aree , occorre esaminare l' estensione
delle aree , la relativa popolazione e la sua stabilità .
Ai fini dell' applicazione del criterio 2 ) devono essere classificate almeno
quelle aree che soddisfano ad uno o ad entrambi i requisiti seguenti :
- appartengono alle         100 aree più importanti      della Comunità per la
   conservazione      di     ogni tipo    di     habitat  elencato  conformemente
   all' allegato IV;
 ---pagebreak--- - appartengono alle 5 aree più importanti di una regione per la conservazione
   di ogni tipo di habitat elencato conformemente all' allegato IV, purché in
   tale regione si trovino siti di rilevanza regionale per il tipo di habitat
   suddetto .   L' importanza verri valutata   in  base  all' estensione e  alla
   rappresentatività dell' area .
Gli Stati membri possono classificare meno di 5 aree in una regione o, nel
caso delle specie elencate conformemente all’allegato I ,         la cui intera
popolazione comunitaria sia concentrata nel loro territorio, meno di 100 siti
se :
a ) nessuna area non classificata sia più importante di altre già classificate
     nella stessa regione , e
b ) in una regione siano state classificate più della metà delle aree idonee
     alla classificazione stessa, e
c ) più della metà della popolazione regionale della specie viva in zone di
     protezione speciale .
Nel caso di specie e di habitat con una distribuzione molto limitata e che
vivano in più di uno Stato membro , le decisioni sulle modalità da seguire per
l' applicazione dei criteri vengono adottate conformemente alla procedura
prevista dall' articolo 23 .
Ai fini dell' applicazione del criterio 3 ) vanno aggiunti , oltre alle aree che
rispondono al criterio 1 ) o al criterio 2 ), anche quelle che siano
eccezionalmente ricche di specie significative appartenenti ad uno o vari
gruppi tassonomici .
 ---pagebreak---                                      ALLEGATO - Vili
    Programma di gestione per- lo- sfruttamento- delle, specie- floro^faunisti che
         selvatiche . elencate. confonaenente. agl i - allegati - Ili - a) - e. III . b )
Il programma di gestione menzionato dall' articolo 14,                 paragrafo 2,       deve
garantire che :
a ) lo sfruttamento avvenga nei modi seguenti ;
b ) lo sfruttamento venga correttamente disciplinato ,                    sia soggetto a
    monitoraggio e valutato annualmente per garantire la stabilità o l' aumento
    della popolazione ;
c ) lo sfruttamento non pregiudichi la capacità delle popolazioni delle specie
    sfruttate nelle singole località di ricuperare le perdite naturali o
    artificiali .
 ---pagebreak---                                                   5*
                                              ALLEGATO IX
             Rezzi ~ di - cattura ^ e- di - ucci sione - e-modi - di - trasporto- vietato
Mamou feri
a ) - lacci
     - animali vivi resi ciechi o mutilati , utilizzati come richiami
     - registrator !
     - dispositivi elettrici atti ad uccidere o a stordire
     - fonti luminose artificiali
     - specchi ed altri dispositivi abbaglianti
     - dispositivi di illuminazione bersagli
     - congegni di mira dotati di convertitore d' immagine o di dispositivo
       d' ingrandimento per la caccia notturna
     - esplosivi ( 1 )
     - reti ( 1 )
     - trappole
     - balestre
     - veleni ed esche avvelenate o con tranquillanti
     - asfissiare con gas o snidare col fumo
     - armi semiautomatiche o automatiche con caricatore dotato di più di due
       cartucce
b ) - tagtiole
     - laccio a nodo scorsolo
     - reti a velo
c ) - aerei
     - automezzi in movimento
Pesei
a ) - veleno
     - esplosivi .
( 1 ) Se utilizzate per catturare o uccidere su larga scala e in maniera non
      selettiva .
 ---pagebreak---                                             ъь
        SCHEDA - RELATIVA. ALL * IMPATTO. SULLA- COMPETITIVITA-' - E- L' OCCUPAZIONE
  I. Quale è la principale giustificazione del provvedimento?
      La protezione degli habitat naturali o seminaturali e della fauna e della
      flora selvatiche .
 II . Caratteristiche delle imprese in questione . In particolare :
      - Esiste un gran numero di PMI ?
        No
      - Si osservano concentrazioni nelle regioni ?
        . che possono aspirare agli aiuti regionali degli Stati membri ?
        . che possono aspirare agli aiuti del FESR ?
      Salvo la fabbricazione di tagliole costituite da morse a scatto di
      acciaio che si chiudono sulle zampe, concentrata in Francia , Grecia ,
      Spagna , Portogallo e Regno Unito , i provvedimenti previsti dalla
      direttiva non sono tali da provocare disparità fra le regioni della
      Comunità .
III . Quali sono gli obblighi imposti direttamente alle imprese ?
      A norma degli articoli 8 e 9, sono vietati l' acquisto e la vendita di
      esemplari selvatici delle specie elencate conformemente agli allegati
      II a ) e II b ). Vengono tuttavia previste possibilità di deroghe se non
      esiste un' altra soluzione soddisfacente e se la deroga non pregiudica il
      mantenimento della popolazione di cui trattasi . L' articolo 1"» specifica
      tali possibilità . Inoltre , l' articolo 17 stipula che lo sfruttamento
      commerciale delle specie elencate conformemente agli allegati III a ) e
      III b ) dovrà essere oggetto di un programma di gestione che garantisca il
      mantenimento, ad un livello soddisfacente , delle popolazioni selvatiche
      di tali specie e ne eviti la scomparsa locale o gravi perturbamenti . A
      norma dell' articolo 12 viene vietata la fabbricazione di tagliole
      costituite da morse a scatto di acciaio che si chiudono sulle zampe, di
      collari a chiusura automatica e di reti giapponesi .
 ---pagebreak---                                         3}
                                       - 2 -
 IV . Quali sono gli obblighi che si possono imporre indirettamente alle
      imprese tramite le autorità locali ?
      Le zone di protezione speciale classificate dagli Stati membri potranno ,
      al l 'occorrenza ,  essere oggetto di programmi di gestione intesi
      soprattutto a garantire le attiviti economiche in loco e a far in modo
      che ovunque le imprese si installino e si sviluppino ciò avvenga
      compatibilmente con       la conservazione degli habitat naturali e
      seminaturali     e della   fauna  e  della    flora   selvatiche .   A norma
      dell' articolo 11 , l' articolo 4, paragrafo 2 della direttiva 85/ 337/ CEE
      sarà modificato al fine di garantire che faccia oggetto di valutazione ,
      sotto il profilo ambientale, a norma degli articoli 5-10, qualsiasi
      progetto che sia ubicato in una zona di protezione speciale o che rischi
      di pregiudicare le prospettive di conservazione in una zona del genere .
 V.   Esistono provvedimenti speciali per le PMI ? Quali sono?
      No .
 VI . Quale è l' effetto prevedibile ?
      - sulla compétitivité delle imprese ?
         nessuno
      - sull' occupazione ?
        effetti minimi .
VII . Sono state consultate le parti sociali ?
      - parere delle parti sociali
      - in genere , osservazioni positive ( sindacati , datori di lavoro ).
      Prevedere consultazioni nel quadro         del   normale   svolgimento delle
      procedure istituzionali comunitarie .