CELEX: 62013TN0507
Language: it
Date: 2013-09-23 00:00:00
Title: Causa T-507/13: Ricorso proposto il 23 settembre 2013 — SolarWorld e altri/Commissione

9.11.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 325/50
            
         Ricorso proposto il 23 settembre 2013 — SolarWorld e altri/Commissione
   (Causa T-507/13)
   2013/C 325/80
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: SolarWorld AG (Bonn, Germania); Brandoni solare SpA (Castelfidardo, Italia); Global Sun Ltd (Sliema, Malta); Silicio Solar, SAU (Puertollano, Spagna); e Solaria Energia y Medio Ambiente, SA (Madrid, Spagna) (rappresentanti: L. Ruessmann, avvocato, e J. Beck, solicitor)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare il ricorso ammissibile e fondato;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione 2013/423/UE della Commissione, del 2 agosto 2013, che accetta un impegno offerto in relazione al procedimento antidumping relativo alle importazioni di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e delle relative componenti essenziali (celle e wafer) originari o provenienti dalla Repubblica popolare cinese; e
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese del procedimento.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono tre motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, vertente sul fatto che la decisione impugnata ha violato il diritto delle ricorrenti a un equo processo e il principio di buona amministrazione, i diritti della difesa delle ricorrenti e gli articoli 8, paragrafo 4, e 19, paragrafo 2, del regolamento antidumping di base (1), in quanto:
               
                           —
                        
                        
                           la Commissione ha raggiunto un accordo con il governo cinese e la camera di commercio cinese per i macchinari e le attrezzature, che agisce per conto di un ampio gruppo di produttori esportatori cinesi, senza comunicare in modo adeguato i termini essenziali dell’impegno in esame;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la Commissione non ha concesso alle parti interessate la possibilità di presentare efficacemente e tempestivamente osservazioni sull’accordo relativo all’impegno approvato con la decisione impugnata.
                        
                     
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, vertente su un manifesto errore di valutazione e una violazione degli articoli 6, paragrafo 1, e 8, paragrafo 1, del regolamento antidumping di base, in quanto la decisione impugnata si discosta in modo arbitrario dai risultati delle indagini della Commissione e stabilisce prezzi minimi all’importazione a livelli che sono manifestamente inadeguati a rimuovere il pregiudizio per i produttori dell’Unione europea.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo, vertente su una violazione dell’articolo 101, paragrafo 1, TFUE, in quanto la decisione impugnata accetta e rafforza l’accordo orizzontale di fissazione dei prezzi ed è, pertanto, contraria al principio di non distorsione della concorrenza nel mercato interno stabilito dal TFUE.
            
         
      (1)  Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (GU L 343, pag. 51).