CELEX: 52001PC0091
Language: it
Date: 2001-02-16
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche originarie di Singapore

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                   Bruxelles, 16.01.2001
                                                   COM(2001) 91 definitivo
                                    Proposta di
                      REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di
                   bilance elettroniche originarie di Singapore
                          (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                    RELAZIONE
(1) Si presenta in allegato la proposta di regolamento del Consiglio riguardante il
    mantenimento dei dazi antidumping sulle importazioni di alcuni tipi di bilance
    elettroniche originarie di Singapore.
(2) Il riesame delle misure antidumping applicabili alle importazioni di alcuni tipi
    di bilance elettroniche originarie di Singapore è stato avviato il
    22 ottobre 1998, ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2 e dell'articolo 11
    paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio (il regolamento
    antidumping di base). In conformità di detti articoli, le misure restano in
    vigore in attesa dell'esito del riesame.
(3) La proposta di mantenere i dazi antidumping definitivi scaturisce dalla
    constatazione del rischio del persistere e/o della reiterazione del dumping e del
    conseguente pregiudizio.
(4) Le parti interessate che hanno collaborato sono state informate dei fatti e delle
    considerazioni essenziali in base ai quali la Commissione intendeva
    raccomandare il mantenimento dei dazi antidumping definitivi.
    Successivamente a tale comunicazione, le parti interessate hanno inviato
    alcune osservazioni delle quali si è tenuto conto ma che non hanno modificato
    le conclusioni di base del riesame.
(5) Nessun utilizzatore ha collaborato al riesame. Tenuto conto del fatto che tutti
    gli interessi in gioco sono stati riesaminati alla luce delle osservazioni ricevute
    e che le misure sono in vigore da un certo tempo, si può concludere che il loro
    mantenimento non avrebbe forti ripercussioni negative sugli utilizzatori.
(6) Alla luce di quanto sopra, la Commissione propone al Consiglio di approvare
    il mantenimento di un dazio antidumping sulle importazioni originarie di
    Singapore, compreso tra il 15,4% e il 31,0%. Vista la durata dell’inchiesta, si
    ritiene opportuno limitare a quattro anni la durata delle misure.
                                             2
 ---pagebreak---                                            Proposta di
                           REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
  che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di
                       bilance elettroniche originarie di Singapore
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1 , in particolare gli articoli 9 e 11,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato
consultivo,
considerando quanto segue:
                                 A.       PROCEDIMENTO
1.       Precedenti inchieste relative a Singapore
(1)      Con regolamento (CEE) n. 1103/932 la Commissione ha istituito un dazio
         antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di bilance
         elettroniche originarie di Singapore e della Repubblica di Corea classificabili
         al codice NC ex 8423 81 50.
(2)      Nell'ottobre 1993, con regolamento (CEE) n. 2887/933, il Consiglio ha istituito
         delle misure antidumping definitive sulle importazioni di alcuni tipi di bilance
         elettroniche originarie di Singapore e della Repubblica di Corea. Nel 1995 le
         misure applicabili nei confronti dei produttori esportatori di Singapore sono
         state modificate dal regolamento (CE) n. 2937/954. Ciò ha determinato un
         aumento nel livello dei dazi, essendo stato accertato che i produttori
         esportatori di Singapore assorbivano i dazi applicati.
1
         GU L 56 del 6. 3. 1996, pag. 1. regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE)
         n. 2238/2000 (GU L 257 dell'11.10.2000, pag. 2).
2
         GU L 112 del 6.5.1993, pag. 20.
3
         GU L 263 del 22.10.1993, pag. 1.
4
         GU L 307 del 20.12.1995, pag. 30.
                                                      3
 ---pagebreak--- 2.  Recenti inchieste relative al prodotto in esame
(3) Nell'aprile 1993, con regolamento (CEE) n. 993/935, il Consiglio ha istituito
    un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di bilance
    elettroniche originarie del Giappone. Tali misure sono inoltre oggetto di un
    riesame avviato nell'aprile 1998 6.
(4) Il 16 settembre 1999, la Commissione ha pubblicato un avviso nella Gazzetta
    ufficiale delle Comunità europee7, in cui annunciava l'avvio di un
    procedimento antidumping ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n.
    384/96 (il "regolamento di base") riguardante l'importazione nella Comunità di
    alcuni tipi di bilance elettroniche originarie della Repubblica popolare cinese,
    della Repubblica di Corea e di Taiwan. Tale inchiesta si è conclusa nel
    novembre 2000 con il regolamento (CE) n. 2605/20008, che ha istituito un
    dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di bilance
    elettroniche originarie di tali paesi.
3.  Domanda di riesame
(5) A seguito della pubblicazione di un avviso di imminente scadenza delle misure
    antidumping riguardanti le importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche
    originarie di Singapore e della Repubblica di Corea9, la Commissione ha
    ricevuto una domanda di riesame (riguardante esclusivamente Singapore) delle
    misure ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base.
    La domanda è stata presentata per conto di produttori comunitari la cui
    produzione complessiva del prodotto in esame costituisce una quota
    maggioritaria della produzione comunitaria.
(6) La domanda era motivata dal fatto che la scadenza delle misure implicava il
    rischio del persistere o della reiterazione del dumping e del pregiudizio per
    l'industria comunitaria. Avendo stabilito, previa consultazione del comitato
    consultivo, che esistevano elementi di prova sufficienti per l'avvio di un
    riesame, la Commissione ha avviato un riesame ai sensi dell'articolo 11,
    paragrafi 2 e 3 del regolamento di base10. L'apertura del riesame ai sensi
    dell'articolo 11, paragrafo 3 poggia sulla dichiarazione, contenuta nella
    richiesta, in base alla quale i margini di dumping avevano registrato un forte
    incremento nel periodo successivo all'inchiesta precedente. Di conseguenza, lo
    scadere di tali misure avrebbe determinato un aumento del dumping e dei
    relativi effetti pregiudizievoli.
5
    GU L 104 del 29.4.1993, pag. 4.
6
    GU C 128 del 25.4.1998, pag. 11.
7
    GU C 262 del 16.9.1999, pag. 8.
8
    GU L 301 del 30.11.2000, pag. 42.
9
    GU C 125 del 23.4.1998, pag. 3.
10
    GU C 324 del 22.10.1998, pag. 4.
                                             4
 ---pagebreak--- 4.   Inchiesta
(7)  La Commissione ha ufficialmente informato i produttori comunitari che hanno
     sostenuto la domanda di riesame, i produttori esportatori, gli importatori ed
     un'associazione che rappresenta gli utilizzatori notoriamente interessati,
     nonché i rappresentanti dei paesi esportatori, e ha offerto alle parti interessate
     la possibilità di presentare le proprie osservazioni per iscritto e di chiedere
     un'audizione entro i termini indicati nell'avviso di apertura del riesame.
(8)  La Commissione ha inviato un questionario alle parti notoriamente interessate
     ed ha ricevuto risposta da due produttori comunitari e da un produttore
     esportatore di Singapore. La Commissione ha inoltre inviato un questionario
     agli importatori e ad Eurocommerce, un'associazione che rappresenta diversi
     piccoli utilizzatori della Comunità. Non è pervenuta alcuna risposta ufficiale
     dagli importatori, dai singoli utilizzatori o dall'associazione di utilizzatori.
(9)  La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute
     necessarie per determinare il rischio del persistere o della reiterazione del
     dumping e del pregiudizio, nonché l'interesse della Comunità. Sono state
     effettuate verifiche presso le sedi delle seguenti società:
       Produttore esportatore:
       Teraoka Weigh System PTE Ltd, Singapore
       Produttori comunitari:
       Bizerba GmbH & Co. KG, Balingen, Germania
       GEC Avery Ltd., (una consociata della General Electric Company, plc),
       Birmingham, Regno Unito
(10) L'inchiesta relativa al persistere e alla reiterazione del dumping ha riguardato il
     periodo compreso tra il 1° ottobre 1997 e il 30 settembre 1998 (il "periodo
     dell'inchiesta"). L'esame del persistere e della reiterazione del pregiudizio ha
     riguardato il periodo compreso tra il 1994 e la fine del periodo dell'inchiesta (il
     "periodo in esame").
(11) Il presente riesame ha superato il termine di 12 mesi entro il quale avrebbe
     dovuto di norma essere concluso ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 5 del
     regolamento di base, a causa della complessità dell'inchiesta e in particolare
     del cosiddetto "effetto euro" (vedi punto (39)) sull'inchiesta.
(12) Tutte le parti interessate sono state informate dei fatti e delle considerazioni
     principali in base ai quali si intendeva raccomandare il mantenimento delle
     misure in vigore. È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti
     potevano presentare le proprie osservazioni sulle informazioni divulgate. Le
     osservazioni delle parti sono state esaminate e, ove opportuno, la
     Commissione ha modificato le proprie conclusioni.
                                                5
 ---pagebreak---             B.       PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1.    Il prodotto in esame
(13)  Il prodotto in esame è lo stesso dell'inchiesta iniziale, ossia le bilance
      elettroniche per il commercio, con indicazione numerica del peso, del prezzo
      unitario e del prezzo da pagare, eventualmente provviste di un dispositivo per
      stampare tali indicazioni, classificabili al codice NC ex 8423 81 50. Le bilance
      elettroniche presentano diversi tipi o livelli di prestazioni e di tecnologia. A tal
      riguardo, l'industria divide i modelli di bilance in tre segmenti: gamma
      inferiore, intermedia e superiore. Si va dalle bilance "stand-alone", senza
      stampante incorporata, ai modelli più sofisticati con tasto di programmazione e
      la possibilità di collegamento a sistemi informatizzati di controllo e gestione.
(14)  Sebbene le possibilità di impiego delle bilance elettroniche possano variare,
      non si rilevano differenze significative tra i diversi tipi dal punto di vista delle
      caratteristiche fisiche e tecniche di base. Dall'inchiesta è emerso inoltre che
      non è possibile tracciare linee di demarcazione nette fra i tre segmenti, poiché i
      modelli di segmenti vicini sono spesso intercambiabili. In conformità dei
      risultati dell'inchiesta precedente, le bilance devono essere quindi considerate
      un prodotto unico ai fini della presente inchiesta.
2.    Prodotto simile
(15)  L'inchiesta ha stabilito che i diversi modelli di bilance elettroniche prodotti e
      venduti a Singapore presentano, nonostante le differenze in termini di
      dimensioni, durata utile, voltaggio o design, le stesse caratteristiche tecniche e
      fisiche essenziali di quelli esportati da Singapore nella Comunità, e devono
      quindi essere considerati come prodotti simili.
      Analogamente, a parte alcune differenze tecniche secondarie, le bilance
      elettroniche prodotte nella Comunità sono essenzialmente simili sotto tutti gli
      aspetti a quelle esportate da Singapore nella Comunità.
   C.    DUMPING E PROBABILITÀ DI REITERAZIONE DEL DUMPING
1.    Osservazioni preliminari
(16)  Come accennato precedentemente, la presente inchiesta riguarda tanto il
      riesame in previsione della scadenza ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2 del
      regolamento di base, quanto il riesame intermedio ai sensi dell'articolo 11,
      paragrafo 3. Quest'ultimo è stato avviato per verificare la dichiarazione sul
      presunto aumento delle pratiche pregiudizievoli di dumping. La Commissione
      ha deciso di non proseguire il riesame ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3 dal
      momento che i volumi venduti nel mercato comunitario dai produttori
      esportatori erano esigui e che non vi erano prove sufficienti per dimostrare che
      si fosse verificato un cambiamento duraturo delle circostanze. Le conclusioni
      della Commissione si basano pertanto su quelle formulate ai sensi dell'articolo
      11, paragrafo 2, riguardanti il rischio del persistere o della reiterazione delle
      pratiche pregiudizievoli di dumping in caso di abolizione delle misure
      esistenti.
                                                6
 ---pagebreak--- (17) Secondo Eurostat, durante il periodo dell'inchiesta sono state importate nella
     Comunità da Singapore circa 449 bilance elettroniche, rispetto alle 4 500 unità
     importate nel periodo dell'inchiesta precedente, che ha portato all'istituzione
     delle misure oggetto del riesame.
(18) L'unico produttore di Singapore che ha collaborato all'inchiesta, ossia la
     Teraoka Weigh System PTE Ltd., ha dichiarato di aver esportato nella
     Comunità 315 unità. I riferimenti ai dati Eurostat indicano che tale volume
     rappresenta il 70% delle esportazioni nella Comunità, il che equivale ad una
     forte mancanza di collaborazione.
2.   Rischio del persistere o di reiterazione del dumping
(19) In conformità dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, questo tipo
     di riesame viene avviato per determinare se la scadenza delle misure possa
     favorire il persistere o la reiterazione delle pratiche pregiudizievoli di
     dumping.
       Rischio del persistere del dumping
(20) Nell'esaminare se l'abolizione delle misure possa favorire il persistere del
     dumping, occorre verificare l'attuale esistenza del dumping e le probabilità di
     un persistere dello stesso. A tal riguardo, valgono le conclusioni di cui alla
     revisione per la determinazione del dumping previste dall'articolo 11,
     paragrafo 3.
       Rischio di reiterazione del dumping
(21) Dal momento che le conclusioni sul probabile persistere del dumping non
     consentono, di per sé, di decidere se mantenere o abolire le misure, essendo
     esse basate su un esiguo volume di esportazioni nella Comunità di un modello
     destinato ad essere gradualmente eliminato, è stata anche affrontata la
     questione della probabilità di reiterazione del dumping in caso di abolizione
     delle misure. A tal riguardo, in base ad alcuni indicatori la ripresa di tali
     importazioni nella Comunità in grandi quantità appare probabile. L'aumento
     delle vendite si manifesterebbe prevedibilmente in due forme: mediante il
     trasferimento della capacità produttiva (che presenta una relativa mobilità)
     dalle unità nei mercati dei paesi terzi collegate ai produttori esportatori di
     Singapore a Singapore e mediante il trasferimento di alcune delle vendite dai
     numerosi altri mercati dei paesi terzi al mercato comunitario al fine di sfruttare
     i prezzi leggermente più elevati di quest'ultimo. Inoltre, l'attuale presenza di
     dazi nei confronti del Giappone rafforza tale ipotesi.
(22) Il produttore esportatore ha dichiarato che il trasferimento della produzione a
     Singapore, in vista di una aumento delle vendite nel mercato comunitario,
     risultava improbabile, soprattutto per quanto riguarda la produzione delle unità
     situate nella Comunità. Tuttavia, dal momento che tali unità non hanno
     collaborato all'inchiesta, non è stato possibile valutare tali affermazioni. In
     ogni caso, la storia del prodotto in questione dimostra che la relativa
     produzione è estremamente mobile e che si presta ad essere trasferita in tempi
     relativamente brevi in risposta ad eventi quali ad esempio l'istituzione di dazi
                                              7
 ---pagebreak---      antidumping. Le unità presenti nella Comunità sono state create ad esempio in
     seguito all'istituzione di tali dazi.
(23) Per quanto riguarda il prezzo delle importazioni nella Comunità del prodotto
     simile applicato in caso di ripresa delle stesse, esistono fondati motivi per
     ritenere che tale prezzo si collocherebbe a livelli di dumping, soprattutto se si
     considera che un volume notevole di esportazioni da Singapore verso altri
     mercati dei paesi terzi, che non sono soggetti ad alcuna misura (come ad
     esempio gli Stati Uniti, il Canada, la Malesia, l'Indonesia, la Repubblica di
     Corea, Israele e la Tailandia) presenta prezzi di dumping. Se tali prezzi
     venissero applicati anche alle vendite destinate al mercato comunitario, si
     assisterebbe ad una pratica di dumping. Ciò avverrebbe anche se i prezzi
     applicati fossero leggermente superiori per riflettere la lieve differenza di
     prezzo, rispetto agli altri paesi terzi, che si registra attualmente in gran parte
     del mercato comunitario. Inoltre, nulla lascia intendere che il livello
     relativamente elevato dei prezzi a Singapore subisca delle variazioni nel breve
     termine. Pertanto, è ragionevole presupporre che, alla luce delle precedenti
     pratiche di dumping riguardanti tale prodotto, l'eventuale consistente ripresa
     delle esportazioni verso la Comunità avverrebbe a prezzi inferiori rispetto a
     quelli applicati a Singapore.
(24) Il produttore esportatore ha affermato che non esisteva alcuna prova che
     potesse dimostrare che le vendite effettuate nei suddetti paesi terzi dal
     produttore esportatore avvenissero in regime di dumping e a tal riguardo ha
     presentato dei calcoli relativi alle esportazioni di un modello ed ai margini di
     profitto della vendita dello stesso nella Comunità. Tuttavia, ciò non ha
     dimostrato l'esistenza, o meno, della pratica di dumping su tali vendite. Ciò è
     dovuto non ultimo al fatto che le informazioni riguardavano solamente un
     modello e che i profitti sulle vendite effettuate nella Comunità sono irrilevanti.
     Le osservazioni della Commissione sul dumping nei suddetti paesi terzi si
     basano infatti sulle informazioni fornite dal produttore esportatore
     relativamente a tutte le vendite da esso realizzate nei paesi terzi. Il risultante
     dumping presenta caratteristiche diverse, con prezzi all'esportazione
     generalmente molto più bassi di quelli applicati a Singapore.
       Determinazione del dumping ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3
(25) Conformemente alla dichiarazione formulata nella richiesta di riesame in base
     alla quale i margini di dumping aumenterebbero in seguito all'abolizione dei
     dazi, nell'inchiesta è stato previsto anche un riesame del dumping
     relativamente al periodo dell'inchiesta. In tale contesto, solamente un
     produttore esportatore ha collaborato all'inchiesta. Durante l'inchiesta,
     quest'ultimo ha dichiarato che non praticava più il dumping sulle vendite
     destinate alla Comunità e che di conseguenza le misure applicate nei confronti
     delle sue esportazioni dovrebbero essere abolite.
(26) Per quanto riguarda la dichiarazione del produttore esportatore in base alla
     quale, essendo venuto a mancare il dumping, si sarebbe dovuto procedere
     all'abolizione dei dazi, si è tenuto conto del fatto che le misure erano in vigore
     durante il periodo dell'inchiesta e che, di conseguenza, i calcoli sul dumping
     potevano essere influenzati dall'esistenza di tali misure, in particolare per
                                               8
 ---pagebreak---      quanto riguarda il volume ed i prezzi di tali importazioni nella Comunità. Nel
     corso del periodo fissato per l'inchiesta il produttore esportatore ha esportato
     315 unità. Tale volume è di gran lunga inferiore a quello esportato nel corso
     del periodo dell'inchiesta che ha portato alle attuali misure. Di per sé, tale
     livello non è stato tuttavia considerato insufficiente per il ricalcolo di un nuovo
     margine di dumping. Gran parte delle importazioni era destinata ad un
     importatore dei Paesi Bassi il quale, pur non avendo collaborato alla presente
     inchiesta, aveva dei rapporti con il produttore esportatore che andavano al di là
     della semplice relazione acquirente-venditore. La mancanza di cooperazione
     da parte di tale importatore non ha consentito di eseguire un'adeguata analisi
     per stabilire se tale rapporto possa aver influenzato i prezzi delle esportazioni
     in questione.
(27) Inoltre, il produttore esportatore ha dichiarato l'esistenza di una parte collegata
     nella Comunità la cui collaborazione all'inchiesta si è limitata all'invio di
     alcune informazioni di tipo generale sulle proprie attività. Pertanto, non è stato
     possibile stabilire con certezza se tale impresa sia direttamente o
     indirettamente coinvolta nella vendita del prodotto in esame nella Comunità.
(28) Oltre a ciò, il produttore esportatore si è difeso dall'accusa di dumping
     paragonando i prezzi di esportazione di un modello venduto nella Comunità
     con quelli di una versione più recente dello stesso modello venduto a
     Singapore ed aumentando questi ultimi di oltre il 20% per tener conto dei costi
     di produzione presumibilmente più alti del modello venduto a Singapore.
(29) In ogni caso, il produttore esportatore non ha fornito alcuna prova a
     dimostrazione del fatto che tali differenze abbiano influito sui prezzi applicati
     sul mercato di Singapore. Ad esempio, non è stata presentata alcuna prova
     riguardo ai prezzi dei modelli vecchi e nuovi quando questi ultimi sono stati
     introdotti sul mercato. Sono state analizzate le vendite ai paesi terzi, esclusa la
     Comunità europea, per verificare se potessero fornire la base per un eventuale
     adeguamento. Dall'analisi è emerso che quando i due modelli venivano
     venduti sullo stesso mercato, l'andamento dei prezzi non era tale da poter
     confermare con chiarezza la dichiarazione del produttore esportatore. In alcuni
     paesi i prezzi di entrambi i modelli erano più o meno uguali. In altri paesi la
     versione più "vecchia" era più costosa mentre in altri paesi il prezzo più alto
     veniva applicato alla versione più recente. Dal confronto dei prezzi di vendita
     dei due modelli nei mercati dei paesi terzi è emerso che il prezzo della
     versione più recente era superiore in media del 6%.
(30) Alla luce di tali circostanze, è stato osservato che il dumping avrebbe cessato
     di esistere soltanto mediante la concessione del richiesto adeguamento delle
     caratteristiche fisiche. In caso contrario, o qualora l'adeguamento concesso si
     fosse limitato alla differenza tra i prezzi di vendita sui mercati terzi dei due
     modelli in questione, sarebbe rimasto un notevole margine di dumping.
(31) Di conseguenza, considerando il volume relativamente esiguo di importazioni
     di uno dei due modelli (che è in corso di graduale ritiro dal mercato e per il
     quale non esiste un modello equivalente in vendita a Singapore) e la mancata
     partecipazione all'inchiesta delle parti collegate o associate nella Comunità
     (mediante un rapporto che vada perlomeno al di là del normale rapporto
                                               9
 ---pagebreak---      acquirente-venditore) si giunge alla conclusione che non è possibile stabilire
     un margine di dumping affidabile e duraturo per il periodo dell'inchiesta.
(32) Per lo stesso motivo, è respinta la richiesta di un aumento dei dazi. Questi
     ultimi possono essere rivisti verso l'alto o verso il basso sulla base delle
     conclusioni riguardanti il periodo dell'inchiesta, a condizione che esse possano
     essere considerate attendibili e durature. A tal riguardo, non vi era alcuna
     prova attendibile che potesse giustificare un aumento dei dazi.
     Apparentemente, l'esistenza delle misure contribuiva infatti ad evitare che
     ingenti quantità di prodotti venissero venduti in regime di dumping.
(33) Per i produttori esportatori con sede a Singapore che non hanno collaborato
     all'inchiesta, il dumping è stato valutato sulla base dei dati disponibili in
     conformità dell'articolo 18, paragrafo 1 del regolamento di base. A tal
     riguardo, è opportuno ritenere che i dati più attendibili siano quelli stabiliti nel
     corso dell'inchiesta precedente. Pertanto, è stato determinato un margine di
     dumping residuo mantenendo il precedente margine di dumping residuo del
     31,0%, espresso in percentuale del prezzo CIF all'importazione franco
     frontiera comunitaria.
       Conclusioni
(34) La revisione ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, indica che l'abolizione dei
     dazi determinerebbe probabilmente il persistere o la reiterazione del dumping.
     Non si è potuto procedere alla revisione ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3 in
     quanto tale revisione è giustificata soltanto laddove venga riscontrato un
     cambiamento duraturo delle circostanze.
  D.   SITUAZIONE DEL MERCATO COMUNITARIO DELLE BILANCE
                                ELETTRONICHE
1.   Struttura dell'industria comunitaria
(35) Successivamente all'istituzione, nel 1993, delle attuali misure antidumping
     riguardo alle importazioni di bilance elettroniche da Singapore, l'industria
     comunitaria ha attraversato una fase di ristrutturazione e concentrazione per
     mantenere la propria competitività. Soltanto cinque delle nove società che
     avevano collaborato all'inchiesta precedente figurano nel periodo
     dell'inchiesta. Come accennato al punto (8), due di esse hanno collaborato alla
     presente inchiesta, nel corso della quale è emerso chiaramente che altri
     produttori comunitari hanno subito una ristrutturazione analoga.
(36) I produttori comunitari che hanno collaborato rappresentano il 39%, ossia una
     proporzione maggioritaria, della produzione complessiva della Comunità
     durante il periodo dell'inchiesta. Essi vengono denominati in appresso
     "industria comunitaria". Inoltre, due grandi società hanno appoggiato la
     richiesta di riesame, ma non hanno collaborato pienamente all'inchiesta. La
     rappresentatività della produzione comunitaria che ha sostenuto le denuncia
     superava dunque di gran lunga il 50%.
                                             10
 ---pagebreak--- (37) Va notato che, ai fini del suddetto calcolo della rappresentatività della
     produzione comunitaria, conformemente all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a) e
     all'articolo 2 del regolamento di base, le società operanti nella Comunità e
     legate ai produttori esportatori dei paesi accusati di dumping sono state escluse
     dalla definizione di produzione comunitaria complessiva.
2.   Consumo di bilance elettroniche nel mercato comunitario
(38) Il consumo nella Comunità è stato calcolato utilizzando i dati sulle vendite
     forniti dall'industria comunitaria e verificati, i dati contenuti nella domanda di
     riesame (per le vendite dei produttori comunitari che non hanno collaborato) e
     infine le cifre relative ai volumi delle importazioni forniti da Eurostat. Durante
     il periodo in esame si è registrato il consumo seguente:
     Consumo di bilance         1994        1995         1996       1997      Periodo
     elettroniche nella                                                       della
     Comunità (unità)                                                         inchiesta
     Consumo                  174 448     161 682      172 314     177 391     191 341
     comunitario
(39) L'aumento del consumo registrato nel 1997 e durante il periodo dell'inchiesta è
     dovuto essenzialmente ad un aumento eccezionale della domanda da parte dei
     dettaglianti in seguito all'introduzione dell'euro ("effetto euro"). A partire dal
     1997, i dettaglianti si sono visti costretti, in maniera crescente, a sostituire le
     vecchie bilance elettroniche con nuovi modelli compatibili con l'euro. Ciò ha
     innescato un aumento della domanda di bilance elettroniche nella Comunità
     con il conseguente incremento nel volume delle vendite. Tale incremento sarà
     di breve durata e i prezzi e i volumi delle vendite torneranno con ogni
     probabilità a livelli normali entro il 2000 per poi scendere ben al di sotto di
     questi ultimi a partire dal 2001 e ritornare ai livelli consuetudinari entro il
     2004.
(40) I rappresentanti legali dei produttori esportatori di Singapore hanno fornito
     una cifra diversa sui consumi. Tale cifra è il risultato di un'estrapolazione
     basata sui dati del 1996 relativi ad uno Stato membro. La Commissione ha
     ritenuto pertanto che le informazioni ricavate dalle anzidette fonti sono più
     precise, complete ed aggiornate.
3.   Importazioni interessate
       Volume delle importazioni
(41) Sulla base delle informazioni fornite da Eurostat (utilizzando il codice Taric
     dedicato 8423 81 50 10), le importazioni di bilance elettroniche da Singapore
     nel periodo in esame hanno registrato il seguente andamento:
                                               11
 ---pagebreak---      Volume delle             1994         1995        1996         1997      Periodo
     importazioni                                                             della
     (unità)                                                                  inchiesta
     Importazioni da          1 785        3 776        863          987         449
     Singapore
     Quota di mercato         1,0%         2,3%        0,5%         0,6%        0,2%
(42)  Il calo nel volume delle importazioni registrato nel 1996 è in gran parte
      riconducibile all'aumento dell'aliquota di dazio applicabile alla Teraoka Weigh
      System PTE Ltd. verificatosi in seguito all'inchiesta di riesame
      antiassorbimento che ha portato all'adozione del regolamento (CE) n. 2937/95.
(43)  Le vendite nel mercato comunitario effettuate durante il periodo dell'inchiesta
      dal produttore esportatore che ha collaborato riguardavano soltanto un modello
      (il modello A). Nel corso del periodo in esame tali importazioni hanno
      registrato dei volumi estremamente esigui quantificabili come segue:
     Volume delle             1995         1996        1997      Periodo
     importazioni                                                della
     (unità)                                                     inchiesta
     Modello A                   1          487         738          315
(44)  La Teraoka Weigh System PTE Ltd. ha affermato che l'esigua quota di
      mercato delle importazioni da Singapore equivaleva al livello minimo.
      Tuttavia, va ricordato che le disposizioni sul livello minimo contenute nel
      regolamento di base riguardano solamente i procedimenti relativi a nuovi casi
      ai sensi dell'articolo 5 piuttosto che i riesami delle misure esistenti
      conformemente all'articolo 11. Inoltre, è probabile che l'esistenza delle misure
      contribuisca a ridurre i volumi delle importazioni da tale paese.
        Politica dei prezzi dei produttori esportatori
(45)  Data la notevole mancanza di collaborazione da parte dei produttori
      esportatori, la Commissione ha dovuto valutare quali fossero le informazioni
      disponibili per analizzare la politica dei prezzi dei produttori esportatori. A tal
      riguardo non si è ritenuto opportuno utilizzare le informazioni Eurostat in
      quanto esse non contenevano alcuna indicazione in merito ai modelli in
      questione. Pertanto, si è ritenuto più indicato utilizzare le informazioni fornite
      dall'unico produttore esportatore che ha fornito i dati sulle vendite nel mercato
      comunitario. É stato eseguito un confronto tra i prezzi dei modelli
      rappresentativi commercializzati dall'industria comunitaria e del modello
      paragonabile del produttore esportatore che ha collaborato. Il confronto è stato
      eseguito sulla base delle vendite effettuate durante il periodo dell'inchiesta,
      esclusi i dazi antidumping e allo stesso livello commerciale (prezzi applicati ai
      dettaglianti/importatori). Non è stato necessario operare un adeguamento per
      la differenza a livello di qualità in quanto i modelli utilizzati erano identici dal
      punto di vista della percezione dell'acquirente ed erano direttamente e
                                               12
 ---pagebreak---      interamente confrontabili. Sebbene si sia ritenuto che tali modelli fornissero un
     giusto confronto, lo scarso valore delle esportazioni da parte del produttore
     esportatore in questione ha inevitabilmente reso difficile, se non addirittura
     impossibile, la formulazione di conclusioni chiare. Sulla base del limitato
     numero di transazioni disponibili, è stata individuata una notevole
     sottoquotazione dei prezzi nelle relative importazioni oggetto di dumping.
(46) É opportuno ricordare in tale contesto che il produttore esportatore che ha
     collaborato ha fornito informazioni fuorvianti sullo stato del principale
     importatore coinvolto nel suddetto calcolo. Inizialmente i servizi della
     Commissione erano stati informati che l'importatore non era collegato
     all'esportatore di Singapore. Successivamente, i due sono stati tuttavia descritti
     come soggetti "appartenenti al gruppo Teraoka". Sebbene l'importatore non
     abbia collaborato all'inchiesta e non sia stato possibile stabilire in maniera
     definitiva il suo rapporto con il produttore esportatore, la Commissione ha
     ritenuto che i prezzi di acquisto all'importazione non fossero influenzati
     dall'eventuale rapporto e li ha utilizzati come la migliore fonte di informazione
     disponibile ai sensi dell'articolo 18 del regolamento di base (cfr. il punto (45)).
4.   Situazione dell'industria comunitaria
(47) A norma dell'articolo 3, paragrafo 5 del regolamento di base, l'esame
     dell'incidenza delle importazioni oggetto di dumping sull'industria comunitaria
     ha compreso una valutazione di tutti i fattori e gli indicatori economici
     pertinenti in rapporto con la situazione dell'industria. Tuttavia, alcuni di essi
     non sono illustrati dettagliatamente in appresso in quanto non presentavano
     alcuna pertinenza con la situazione dell'industria comunitaria nell'ambito della
     presente inchiesta. Va notato infine che nessuno di questi fattori costituisce
     necessariamente una base di giudizio determinante.
       Produzione, utilizzo della capacità e scorte
(48) Tra il 1994 ed il 1996 la produzione di tutti i tipi di bilance elettroniche è
     diminuita. Successivamente, essa è aumentata in linea con l'effetto euro, come
     illustrato al punto (39). Il tasso di utilizzo della capacità dell'industria
     comunitaria è aumentato del 13% nel periodo in esame.
        Produzione e capacità                1994      1995     1996      1997 Periodo
        dell'industria comunitaria                                               della
        Indice 1994=100                                                          inchiesta
        Volume di tutte le bilance
                                              100       93       95        104      102
        commerciali prodotte
        Capacità (tutte le bilance
                                              100      101       98         98       90
        elettroniche)
        Tasso di utilizzo della capacità
                                              100       92       98        105      113
        (tutte le bilance elettroniche)
                                              13
 ---pagebreak---        Si è ritenuto che il livello delle scorte non potesse avere un'incidenza
       significativa sulla situazione dell'industria comunitaria, poiché essa utilizza
       un sistema di produzione su ordinazione che riduce al minimo le scorte.
       Volume delle vendite
(49) Tra il 1994 ed il 1996 il volume delle vendite di tutti i tipi di bilance
     elettroniche dell'industria comunitaria sul mercato comunitario ha subito un
     calo. Successivamente, esso è cresciuto in linea con l'effetto euro, come
     illustrato al punto (39).
     Volume delle              1994        1995         1996       1997      Periodo
     vendite in termini                                                      della
     di unità                                                                inchiesta
     Vendite dell'industria
     comunitaria
                                100          91          94         100          103
     Indice 1994 = 100
       Fatturato
(50) Tra il 1994 ed il 1997 il fatturato di tutti i tipi di bilance elettroniche
     dell'industria comunitaria sul mercato comunitario si è ridotto.
     Successivamente, esso è aumentato in linea con l'effetto euro, come illustrato
     al punto (39).
     Fatturato in ECU          1994        1995         1996       1997      Periodo
                                                                             della
                                                                             inchiesta
     Vendite dell'industria
     comunitaria                100          93          90         85           90
     Indice 1994 = 100
       Quota di mercato e crescita
(51) Tra il 1994 e la fine del periodo dell'inchiesta la quota di mercato dell'industria
     comunitaria è diminuita del 3%. L'industria comunitaria non ha potuto
     pertanto trarre pienamente vantaggio dalla crescita del mercato.
       Andamento dei prezzi
(52) Sono stati esaminati i prezzi delle bilance elettroniche nella Comunità sulla
     base dei prezzi di vendita di tutti i modelli venduti dall'industria comunitaria.
     La media ponderata dei prezzi delle vendite ad acquirenti non collegati durante
     il periodo in esame registrano il seguente andamento:
     Andamento dei             1994        1995         1996       1997      Periodo
     prezzi delle bilance                                                    della
     elettroniche (1994 =                                                    inchiesta
     100) (ECU/unità)
     Tutte le bilance           100         103          95         83           87
     elettroniche
                                              14
 ---pagebreak---        Tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta, i prezzi di vendita di tutti i modelli
       sono diminuiti del 13%. Questa riduzione globale del prezzo medio è stata
       riscontrata per tutti i modelli di bilance elettroniche.
       Redditività
(53) Complessivamente, il rendimento delle vendite di tutti i tipi di bilance
     elettroniche è passato da livelli modesti nel 1994 ad oltre il 10% nel periodo
     dell'inchiesta. All'inizio del periodo in esame, il rendimento delle vendite era
     nettamente inferiore al tasso ritenuto necessario per garantire la redditività
     dell'industria. I miglioramenti riscontrati nel 1997 e nel periodo dell'inchiesta
     sono imputabili al sopracitato "effetto euro", che ha gonfiato temporaneamente
     le vendite e, in misura minore, agli effetti della vasta ristrutturazione
     dell'industria, come indicato al punto (35). Inoltre, anche la presenza dei dazi
     antidumping avrà un effetto positivo.
       Altri fattori attinenti ai risultati
(54) Non è stata effettuata alcuna analisi dettagliata del flusso di cassa, della
     capacità di raccolta dei capitali (o investimenti) e dell'utile sul capitale
     investito, poiché una siffatta analisi si riferirebbe alla situazione di una società
     nel suo insieme. Poiché le altre attività commerciali delle società in questione
     rappresentano più del 50% del loro fatturato totale, un'analisi globale non
     sarebbe necessariamente rappresentativa del prodotto in esame.
     Considerando il volume ed i prezzi delle importazioni dai paesi interessati,
     l'incidenza sull'industria comunitaria dell'entità del margine di dumping
     effettivo non può essere considerata trascurabile.
       Produttività, occupazione e salari
(55) La tabella che segue indica che nel periodo in esame l'occupazione è diminuita
     del 32% nell'industria comunitaria.
        Produttività per                    1995      1996       1997      1998    Periodo
        dipendente                                                                 della
                                                                                   inchiesta
        Indice – 1995 = 100
        Numero di unità prodotte            100        93         95      104        102
        Numero di dipendenti                100        94         86       75         68
        Produttività per dipendente         100        99        111      138        150
(56) La produttività per dipendente è aumentata del 50% nel periodo in esame.
(57) Data l'importanza delle altre voci commerciali nell'ambito delle attività
     generali della società, non è stata effettuata alcuna analisi dettagliata dei salari.
     Tale analisi si riferirebbe alla situazione di una società nel suo insieme e non
     sarebbe necessariamente rappresentativa del prodotto in esame.
                                                15
 ---pagebreak---        Conclusioni sulla situazione dell'industria comunitaria
(58) L'industria comunitaria ha realizzato un vasto programma di ristrutturazione,
     migliorando le sue tecniche di produzione e distribuzione al fine di trarre
     vantaggio dalle misure esistenti. Essa ha continuato tuttavia a subire pressioni
     sui prezzi, che hanno ridotto i margini di profitto e hanno determinato una
     perdita della sua quota di mercato con conseguente calo dell'occupazione. La
     redditività è migliorata durante il periodo in esame ma, come indicato al punto
     (39), il suo livello era appena sufficiente a garantire la vitalità dell'industria
     comunitaria. Tale risultato è imputabile essenzialmente all'impatto positivo
     dell'"effetto euro". Il livello degli utili dovrebbe tornare ai livelli registrati
     durante gran parte del periodo in esame.
     Si ritiene pertanto che l'industria comunitaria non si sia pienamente ripresa
     dalla situazione negativa registrata nel corso dell'inchiesta precedente.
         E.      PROBABILE REITERAZIONE DEL PREGIUDIZIO
1.   Analisi della situazione dei produttori esportatori di Singapore
(59) L'andamento delle importazioni da Singapore è descritto al punto (41).
     L'applicazione di dazi antidumping più elevati effettuata in seguito
     all'inchiesta antiassorbimento nel dicembre 1995 influirà sul livello delle
     importazioni a partire da tale data.
(60) Sebbene i volumi fossero inferiori rispetto al passato, i produttori esportatori
     di Singapore hanno continuato a vendere sul mercato comunitario. L'industria
     comunitaria ha affermato che essi hanno concentrato le proprie vendite sui
     mercati di determinati Stati membri limitandosi a vendere modelli specifici
     anziché l'intera gamma. La Commissione ha esaminato tale affermazione e,
     dalle cifre relative alle vendite presentate dal produttore esportatore che ha
     collaborato all'inchiesta, è emerso chiaramente che determinati modelli
     venivano effettivamente indirizzati verso taluni mercati, sui quali gli
     esportatori ritenevano di poter competere, ricorrendo essenzialmente a prezzi
     bassi, senza aver bisogno delle grandi reti di vendita e distribuzione di cui
     necessita l'industria comunitaria.
     Nella Comunità, il settore del commercio al dettaglio è dominato sempre di
     più dalle grandi catene di supermercati che negoziano contratti annuali di
     acquisto delle bilance elettroniche. Pertanto, il mercato delle bilance
     elettroniche è esposto a pressioni sui prezzi sotto forma di offerte a basso costo
     il cui obiettivo è alimentare la corsa al ribasso. La Commissione ritiene
     pertanto che le offerte a basso prezzo riguardanti le importazioni da Singapore
     possano facilmente determinare una reiterazione del pregiudizio se si
     acconsentisse alla cessazione delle vigenti misure antidumping.
(61) Dalle precedenti inchieste antidumping riguardanti il prodotto in questione è
     emerso che la produzione è mobile. La Commissione ritiene che, allo scadere
     delle misure sulle importazioni del prodotto in questione, le esportazioni da
     Singapore raggiungerebbero rapidamente i precedenti livelli pregiudizievoli e
     verrebbero effettuate a prezzi di dumping, dato che la presente inchiesta ha
                                              16
 ---pagebreak---      rilevato il persistere del dumping. Ciò vale in particolare per il presente caso,
     dal momento che il principale produttore di Singapore è collegato al
     produttore del Giappone, ossia una paese per il quale è stato riscontrato il
     rischio di una reiterazione del dumping pregiudizievole.
(62) Oltre alle suddette osservazioni relative ai movimenti di produzione, va
     aggiunto che le cifre fornite dal produttore esportatore che ha collaborato non
     fornivano informazioni chiare sull'utilizzo della capacità. Siamo stati informati
     che il tasso di utilizzo della capacità rappresentava il 63% della produzione
     notificata e oltre il 100% dei livelli di produzione raggiungibili durante il
     periodo dell'inchiesta. Tuttavia, la Commissione ha concluso che, data la
     mobilità della produzione e la facilità con la quale possono essere creati nuovi
     impianti, la produzione e le esportazioni potevano essere rafforzati in caso di
     cessazione delle misure.
(63) Il principale produttore esportatore ha affermato che gli impianti di produzione
     nella Comunità sono stati creati in questo periodo e che pertanto è improbabile
     che le esportazioni da Singapore verso la Comunità aumentino in caso di
     abrogazione delle misure. Tuttavia, tali unità di produzione non hanno
     collaborato all'inchiesta. La scarsa quantità di informazioni fornite dimostrava
     chiaramente che la gamma di prodotti fabbricati nella Comunità era
     estremamente esigua. Di conseguenza, i servizi della Commissione hanno
     concluso che, per offrire una gamma più completa, le importazioni sarebbero
     state attirate da Singapore. Infatti, in assenza di misure antidumping, vi era la
     possibilità che la produzione in Europa venisse trasferita nuovamente a
     Singapore.
(64) Va inoltre sottolineato che il produttore esportatore in questione vende anche a
     bassi prezzi in altri mercati (Stati uniti, Canada, Israele, Repubblica di Corea,
     Indonesia e Malesia). I prezzi di vendita (dazi esclusi) relativi ad un volume
     totale di vendite di 665 unità destinate a tali paesi erano di circa il 9% inferiori
     rispetto ai prezzi dello stesso modello venduto nel mercato comunitario. Ne
     consegue che, in assenza di misure antidumping, il mercato comunitario
     sarebbe estremamente appetibile per i produttori esportatori di Singapore.
(65) Se le misure venissero abolite, tali prezzi rimarrebbero bassi e a livello di
     dumping. Inoltre, le importazioni eserciterebbero una certa pressione sul
     mercato comunitario a causa dei maggiori volumi che verrebbero
     probabilmente coinvolti in virtù dell'accresciuta appetibilità del mercato.
2.   Analisi della situazione dell'industria comunitaria
(66) Durante il periodo dell'inchiesta, l'industria comunitaria ha registrato un forte
     aumento del volume delle vendite dovuto all'"effetto euro", ma come
     accennato al punto (39), si tratta di un fenomeno transitorio. Dal momento che
     l'abrogazione delle misure darebbe luogo probabilmente a importazioni a
     basso prezzo e in regime di dumping da Singapore, i prezzi e la quota di
     mercato dell'industria comunitaria dovrebbero subire un'ulteriore erosione.
                                               17
 ---pagebreak--- (67) Tra il 1994 e il periodo dell'inchiesta i prezzi delle vendite hanno subito in
     media un calo del 13,3%; tale tendenza dovrebbe continuare, dato che
     l'industria comunitaria cercherà di mantenere la sua quota di mercato.
3.   Conclusioni sulla reiterazione del pregiudizio
(68) Alla luce delle risultanze di cui ai punti (59) - (67), si conclude che la scadenza
     delle misure sulle importazioni del prodotto in questione implicherebbe il
     rischio di reiterazione del pregiudizio in base a quanto definito dai vari
     indicatori di cui all'articolo 3, paragrafo 5 del regolamento di base. Nel trarre
     tale conclusione, la Commissione ha tenuto conto del fatto che il mercato
     comunitario delle bilance elettroniche è esposto ad una pressione sui prezzi
     essendo dominato dai grandi utenti.
(69) La Commissione ha tenuto conto della conclusione secondo la quale gli
     impianti di produzione possono essere trasferiti da un paese all'altro con una
     certa facilità, con conseguente aumento della capacità disponibile. I punti (59)
     - (65) spiegano perché il mercato comunitario continui ad essere più appetibile
     agli occhi dei produttori esportatori di Singapore di quanto lo siano altri
     mercati nei paesi terzi.
(70) Di conseguenza, lo scadere delle misure determinerebbe probabilmente una
     reiterazione del pregiudizio nei confronti dell'industria comunitaria,
     compromettendo a lungo termine la redditività della produzione comunitaria di
     bilance elettroniche.
                    F.      INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1.   Osservazioni generali
(71) Ai sensi dell'articolo 21 del regolamento di base, si è esaminato se la proroga
     dei dazi antidumping fosse contraria all'interesse complessivo della Comunità.
     Per determinare l'interesse della Comunità sono stati valutati tutti i vari
     interessi in gioco, ad esempio quelli dell'industria comunitaria, degli
     importatori, dei commercianti e degli utilizzatori del prodotto interessato. Per
     valutare la probabile incidenza della proroga delle misure, la Commissione ha
     chiesto informazioni a tutte le suddette parti interessate.
(72) Va rammentato che, nel corso dell'inchiesta precedente, si era ritenuto che
     l'adozione di misure non fosse contraria all'interesse della Comunità. Inoltre,
     l'attuale inchiesta consiste in un riesame, che analizza una situazione in cui
     sono in vigore misure antidumping. Di conseguenza, il periodo e la natura
     dell'attuale inchiesta hanno consentito di valutare qualsiasi incidenza negativa
     delle misure antidumping sulle parti interessate.
(73) La Commissione ha inoltre esaminato gli effetti dei dazi antidumping
     applicabili alle bilance elettroniche importate da Singapore sugli interessi
     specifici dell'industria comunitaria e delle altre parti interessate, ivi compresi
     gli utilizzatori professionali finali.
                                              18
 ---pagebreak--- 2.   Interessi dell'industria comunitaria
(74) Poiché l'industria comunitaria continua a registrare una situazione economica
     difficile, segnatamente in termini di scarsa redditività (all'inizio del periodo in
     esame e in una prospettiva di medio termine), occupazione e quota di mercato,
     la Commissione ritiene che, in assenza di misure che contrastino le pratiche
     pregiudizievoli di dumping, la situazione dell'industria comunitaria sarebbe
     certamente destinata a peggiorare. Considerato il livello delle perdite subite da
     alcuni produttori ai tempi dell'inchiesta precedente sulle bilance elettroniche
     provenienti da Singapore, si era previsto che determinati produttori comunitari
     avrebbero probabilmente interrotto la produzione del prodotto in questione e
     che i livelli di occupazione avrebbero registrato un calo. Sebbene le misure
     siano state mantenute nel 1993, l'occupazione ha effettivamente subito un calo,
     e le società comunitarie hanno mantenuto la loro presenza sul mercato solo
     grazie ad un processo di consolidamento basato su fusioni e acquisizioni.
(75) Un ulteriore restringimento o peggioramento dell'industria comunitaria
     inciderebbe negativamente sull'occupazione e sugli investimenti nell'industria
     stessa, con effetti a valanga tanto sui fornitori dell'industria quanto sui settori
     produttivi collegati. Le tecnologie delle bilance elettroniche e quelle di diversi
     altri prodotti sono infatti collegate. Tra questi ricordiamo ad esempio gli altri
     tipi di bilance elettroniche (ad es. le bilance industriali) e gli strumenti
     utilizzati nel commercio al dettaglio (ad es. le affettatrici). Qualsiasi perdita di
     know-how tecnologico nel settore delle bilance elettroniche comporterà una
     perdita globale di competitività in tali settori.
(76) Inoltre, l'inchiesta ha dimostrato che l'industria comunitaria ha fatto tutto il
     possibile per far fronte alla concorrenza di Singapore e di altri paesi. Segue un
     elenco di alcune delle misure adottate:
       (a)    progressiva e maggiore concentrazione (meno società).
       (b)    chiusura delle capacità eccedentarie.
       (c)    maggior impiego di moderne tecniche di produzione (ad es. sistemi di
              produzione su ordinazione, crescente meccanizzazione e
              informatizzazione).
       (d)    miglioramento della produttività.
       (e)    riduzione dei costi attraverso il subappalto della fabbricazione di
              alcune componenti, e
       (f)    investimenti in nuove gamme di modelli.
(77) I produttori comunitari si sono quindi dimostrati intenzionati e determinati a
     restare competitivi sul mercato comunitario e capaci di beneficiare della
     protezione offerta dalle misure antidumping contro pratiche commerciali
     sleali.
                                              19
 ---pagebreak--- 3.   Interessi delle altre parti
(78) La Commissione ha chiesto la cooperazione di un organismo che rappresenta
     gli interessi dei punti di vendita al dettaglio, ivi compresi i grandi utilizzatori
     del prodotto in questione (i supermercati), al fine di verificare se alcuni di essi
     abbiano registrato un impatto significativo.
(79) Il suddetto organismo ha informato la Commissione a livello informale che
     non vi era alcuna risposta da parte dei dettaglianti. Nessun’altra parte
     interessata si è manifestata. Questa mancanza di collaborazione è dovuta senza
     dubbio al fatto che le bilance elettroniche rappresentano solamente una
     percentuale minima dei costi complessivi degli utilizzatori. Si può quindi
     ritenere che, su un mercato estremamente competitivo, la proroga delle misure
     avrebbe effetti trascurabili.
(80) La Commissione ha anche chiesto il parere degli importatori nella Comunità,
     ma nessuno di essi ha risposto al questionario. È evidente che l'abolizione
     delle misure permetterebbe agli importatori di abbassare i prezzi di vendita ed
     aumentare i margini. Tuttavia, alla luce delle suddette conclusioni sul dumping
     e sul pregiudizio, tale aumento della redditività sarebbe dovuto esclusivamente
     al persistere del dumping.
4.   Conclusione
(81) Dato lo scarso livello di collaborazione da parte degli utilizzatori e degli
     importatori, è difficile trarre delle conclusioni sull'impatto in tali settori. Si è
     giunti tuttavia alla conclusione che l'impatto sarebbe trascurabile, soprattutto
     nel settore del commercio al dettaglio, in cui la percentuale dei costi legati alle
     bilance elettroniche è estremamente esigua.
(82) Va ricordato, comunque, che vi è il rischio di una reiterazione del pregiudizio
     grave ai danni dell'industria comunitaria, che ha compiuto notevoli sforzi per
     rimanere competitiva. Per il momento l'industria comunitaria sta beneficiando
     dell'introduzione dell'euro. Tuttavia, se le misure venissero a mancare, e in
     vista della graduale scomparsa dell'effetto euro, è probabile che l'industria
     comunitaria subisca in futuro un deterioramento, mettendo a repentaglio la
     redditività dell'intera produzione comunitaria.
(83) In base a quanto esposto sopra la Commissione ritiene che non vi siano motivi
     convincenti, dal punto di vista dell'interesse comunitario, contro il
     mantenimento delle misure antidumping.
                           G.     MISURE DEFINITIVE
(84) Si rammenta che il presente riesame è stato avviato ai sensi dell'articolo 11,
     paragrafo 2 e dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento di base. Il riesame
     ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3 è stato avviato per verificare se,
     conformemente alle dichiarazioni dell'industria comunitaria, fossero
     effettivamente cambiate le circostanze, cosicché la scadenza delle misure
     avrebbe comportato un'intensificazione del dumping. In questo procedimento,
     la Commissione ha deciso di non proseguire il riesame ai sensi dell'articolo 11,
                                              20
 ---pagebreak---         paragrafo 3 per i motivi illustrati al punto (16). Le conclusioni della
        Commissione si basano pertanto su quelle di cui all'articolo 11, paragrafo 2,
        riguardanti il rischio del persistere o della reiterazione del dumping o del
        pregiudizio in assenza di misure.
(85)    Essendo giunti alla conclusione che l'abrogazione delle misure avrebbe
        probabilmente favorito il persistere o la reiterazione delle pratiche
        pregiudizievoli di dumping ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, si propone di
        istituire i seguenti dazi antidumping:
         Teraoka Weigh System PTE Ltd.                15,4%
         Le parti che non hanno                       31,0%
         collaborato
(86)    Per i motivi di cui al punto (11) riguardante la durata dell'inchiesta, si ritiene
        opportuno che la durata delle misure sia limitata a quattro anni,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         Articolo 1
1.        È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di bilance
          elettroniche per il commercio al dettaglio, con indicazione numerica del
          peso, del prezzo unitario e del prezzo da pagare (eventualmente provviste di
          un dispositivo per stampare tali indicazioni), attualmente classificabili al
          codice NC ex 8423 81 50 (codice TARIC 8423 81 50 10), originarie di
          Singapore.
2.        L'aliquota del dazio, calcolata sulla base del prezzo netto franco frontiera
          comunitaria del prodotto, al lordo del dazio, è pari a:
          31,0% (codice addizionale Taric 8704), fatta eccezione per le bilance
          elettroniche fabbricate dalle società sotto indicate, alle quali si applicano le
          seguenti aliquote:
          –      Teraoka Weigh System PTE Ltd.         15,4%
                 (codice addizionale Taric 8703)
3.        Salvo disposizioni contrarie, a detti dazi si applicano le norme vigenti in
          materia di dazi doganali.
                                         Articolo 2
I dazi antidumping vengono istituiti per un periodo di quattro anni a decorrere
dall'entrata in vigore del presente regolamento.
                                                 21
 ---pagebreak---                                       Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                            Per il Consiglio
                                            Il Presidente
                                              22