CELEX: 52006PC0694
Language: it
Date: 2006-11-16
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo alla produzione e alla commercializzazione di uova da cova e pulcini di volatili da cortile   (Versione codificata)

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52006PC0694

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo alla produzione e alla commercializzazione di uova da cova e pulcini di volatili da cortile   (Versione codificata)  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 16.11.2006COM(2006) 694 definitivo2006/0231 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrelativo alla produzione e alla commercializzazione di uova da cova e pulcini di volatili da cortile (Versione codificata)(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Nel contesto dell'Europa dei cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza alla semplificazione e alla chiara formulazione della normativa comunitaria, affinché diventi più comprensibile e accessibile al cittadino comune, offrendo al medesimo nuove possibilità di far valere i diritti che la normativa sancisce.Questo obiettivo non può essere realizzato fintanto che le innumerevoli disposizioni, modificate a più riprese e spesso in modo sostanziale, rimangono sparse, costringendo chi le voglia consultare a ricercarle sia nell'atto originario sia negli atti di modifica. L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole impegno di ricerca e di comparazione dei diversi atti.Per tale motivo è indispensabile codificare le disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa comunitaria sia chiara e trasparente.2. Il 1° aprile 1987 la Commissione ha pertanto deciso[1] di dare istruzione ai propri servizi di procedere alla codificazione di tutti gli atti legislativi dopo non oltre dieci modifiche, sottolineando che si tratta di un requisito minimo e che i vari servizi dovrebbero sforzarsi di codificare i testi di loro competenza anche a intervalli più brevi, al fine di garantire la chiarezza e la comprensione immediata delle disposizioni comunitarie.3. Le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo (dicembre 1992) hanno ribadito questa necessità[2], sottolineando l’importanza della codificazione , poiché offre la certezza del diritto applicabile a una determinata materia in un preciso momento.La codificazione va effettuata nel pieno rispetto del normale iter legislativo comunitario.Dal momento che in sede di codificazione nessuna modificazione di carattere sostanziale può essere apportata agli atti che ne fanno oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno concluso un accordo interistituzionale, del 20 dicembre 1994, per un metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida adozione degli atti di codificazione.4. Lo scopo della presente proposta è quello di avviare la codificazione del regolamento (CEE) n. 2782/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo alla produzione e alla commercializzazione di uova da cova e pulcini di volatili da cortile[3]; il nuovo regolamento sostituisce i vari regolamenti che esso incorpora[4], preserva in pieno la sostanza degli atti oggetto di codificazione e pertanto non fa altro che riunirli apportando unicamente le modifiche formali necessarie ai fini dell'opera di codificazione.5. La proposta di codificazione è stata elaborata sulla base del consolidamento preliminare , in tutte le lingue ufficiali, del regolamento (CEE) n. 2782/75 e degli strumenti di modifica dello stesso, effettuato dall'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee, attraverso un sistema di elaborazione dati. Nei casi in cui è stata assegnata una nuova numerazione agli articoli, la concordanza tra la vecchia e la nuova numerazione è esposta in una tavola che figura all'allegato III del regolamento codificato. 2782/752006/0231 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrelativo alla produzione e alla commercializzazione di uova da cova e pulcini di volatili da cortileIL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 37,visto il regolamento (CEE) n. 2771/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle uova[5], in particolare l'articolo 2,visto il regolamento (CEE) n. 2777/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del pollame[6], in particolare l'articolo 2,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo[7],considerando quanto segue:1.  Il regolamento (CEE) n. 2782/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo alla produzione e alla commercializzazione di uova da cova e pulcini di volatili da cortile[8], è stato modificato in modo sostanziale e a più riprese[9]. A fini di razionalità e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale regolamento. 2782/75 considerando 12.  Per attuare gli obiettivi dell'articolo 33 del trattato nel settore dell'avicoltura, i regolamenti (CEE) n. 2771/75 e (CEE) n. 2777/75 prevedono misure volte a facilitare l'adeguamento dell'offerta alle esigenze del mercato. 2782/75 considerando 23.  Tali misure comprendono, in particolare, quelle che devono consentire l'elaborazione di previsioni a breve e lungo termine basate sulla conoscenza dei mezzi di produzione impiegati, ma anche norme di commercializzazione che possono riguardare, tra l'altro, l'imballaggio, il trasporto e la stampigliatura. 2782/75 considerando 34.  Un'esatta conoscenza del numero di uova da cova messe in incubazione e dei pulcini usciti dal guscio, differenziati secondo la specie, la categoria e il tipo di volatili, consente di prevedere l'evoluzione del mercato avicolo. Occorre inoltre prevedere a tal fine la possibilità di rilevare, se necessario, dati statistici relativi al patrimonio di volatili da selezione e da moltiplicazione destinati a essere effettivamente utilizzati. 2782/75 considerando 4 (adattato)5.  Per poter prevedere l'evoluzione del mercato con la massima esattezza e celerità, è opportuno rilevare a intervalli regolari i dati relativi alle uova da cova messe in incubazione, ai pulcini usciti dal guscio  destinati a essere effettivamente utilizzati  e  a quelli  commercializzati. 3494/86 considerando 3 (adattato)6.  È opportuno raccogliere, a intervalli regolari, i dati relativi alle uova ritirate dall'incubatrice e alla loro utilizzazione. 2782/75 considerando 5 (adattato)7.  È inoltre necessario identificare le uova da cova prodotte nella Comunità, per poterle distinguere dalle uova soggette al regolamento (CEE) n. 1028/2006 del Consiglio, del 19 giugno 2006, recante norme di commercializzazione applicabili alle uova[10]. A tal fine detta identificazione deve effettuarsi nella Comunità mediante la stampigliatura individuale delle uova da cova  utilizzate per la produzione di pulcini . 2782/75 considerando 6 (adattato)8.  È pertanto opportuno dare la possibilità di effettuare una distinzione netta tra  le uova da cova e altre uova  mediante una stampigliatura delle uova da cova. 2782/75 considerando 7 (adattato)9.   Una stampigliatura del genere è indicata altresì  per l'esportazione, soprattutto data la possibilità di concedere restituzioni. Tuttavia  è opportuno  tener conto il più possibile delle disposizioni che in materia di identificazione possono esistere nei paesi terzi, per non ostacolare il commercio con tali paesi. 2782/75 considerando 810.  Un numero distintivo rilasciato a ciascuno stabilimento e apposto sulle uova da cova, o sugli imballaggi contenenti uova da cova o pulcini, può facilitare la commercializzazione di tali prodotti e il controllo dell'osservanza delle disposizioni del presente regolamento. 2782/75 considerando 911.  Tanto per il commercio che per il controllo, è opportuno che i documenti d'accompagnamento rechino indicazioni relative in particolare alla natura della partita di uova da cova o di pulcini, nonché alla sua provenienza. A tal fine alcune di queste indicazioni devono figurare sugli imballaggi. 2782/75 considerando 10 (adattato)12.  Gli stabilimenti in questione  dovrebbero beneficiare  dell'anonimato e del segreto statistico per le informazioni individuali che li riguardano. 2782/75 considerando 1113.  È opportuno esentare dall'obbligo di osservare il presente regolamento gli stabilimenti che per la loro scarsa importanza commerciale non hanno un'influenza rilevante né sui risultati statistici globali né sull'evoluzione del mercato, 2782/75HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Ai sensi del presente regolamento si intendono per: 3987/87 art. 3 (adattato)è1 2916/95 art. 1, paragrafo 21. “uova da cova”: le uova di volatili da cortile  dei codici NC  0407 00 11 e 0407 00 19, destinate alla produzione di pulcini, differenziate secondo la specie, la categoria e il tipo e identificate conformemente al presente regolamento.2. “pulcini”: i volatili vivi da cortile, di peso non superiore a 185 grammi,  dei codici NC  0105 11, è1 0105 12  e 0105 19, delle seguenti categorie: 2782/75a) “pulcini da utilizzazione”: i pulcini di uno dei seguenti tipi:i) “pulcini da carne”: i pulcini destinati a essere ingrassati e macellati prima della maturità sessuale;ii) “pulcini da produzione di uova”: i pulcini destinati a essere allevati per la produzione di uova da consumo;iii) “pulcini per uso misto”: i pulcini destinati alla produzione di uova o di carne;b) “pulcini da moltiplicazione”: i pulcini destinati alla produzione di pulcini da utilizzazione;c) “pulcini riproduttori”: i pulcini destinati alla produzione di pulcini da moltiplicazione;3. “stabilimento”: lo stabilimento o la parte di stabilimento di ciascuno dei seguenti settori di attività:a) “stabilimento di selezione”: lo stabilimento la cui attività consiste nella produzione di uova da cova per la produzione di pulcini riproduttori, di pulcini da moltiplicazione o da utilizzazione;b) “stabilimento di moltiplicazione”: lo stabilimento la cui attività consiste nella produzione di uova da cova destinate alla produzione di pulcini da utilizzazione;c) “incubatoio”: lo stabilimento la cui attività consiste nella messa in incubazione, nell'incubazione di uova da cova e nella fornitura di pulcini;4. “capienza”: il numero massimo di uova da cova che può essere collocato contemporaneamente nelle incubatrici, escluse le sezioni di schiusa.Articolo 2La commercializzazione, il trasporto di uova da cova e di pulcini e la messa in incubazione di uova da cova sono ammessi nel territorio della Comunità a fini professionali o commerciali soltanto a condizione che siano rispettate le disposizioni del presente regolamento.Tuttavia, gli stabilimenti di selezione e gli stabilimenti di moltiplicazione con meno di 100 volatili, nonché gli incubatoi con una capienza inferiore a 1 000 uova da cova, non sono tenuti a osservare il presente regolamento.Articolo 3Ogni stabilimento viene registrato, a sua richiesta, dall'autorità competente designata da ciascuno Stato membro e riceve un numero distintivo.Il numero distintivo può essere ritirato agli stabilimenti che non si conformano alle disposizioni del presente regolamento. 2782/75 (adattato)Articolo 4Ogni Stato membro invia agli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco degli stabilimenti situati sul suo territorio, indicando il numero distintivo, la denominazione e l'indirizzo di ogni stabilimento. Qualsiasi modifica dell'elenco è comunicata all'inizio di ogni trimestre solare agli altri Stati membri e alla Commissione.Articolo 5 3494/86 Art. 2, punto 11. Le uova da cova utilizzate per la produzione di pulcini sono stampigliate individualmente. Atto di adesione 1994, art. 29 e allegato I, pag. 123 (adattato)2. Le uova da cova sono trasportate all'interno di imballaggi in condizioni di perfetta pulizia contenenti esclusivamente uova da cova di una stessa specie, di una stessa categoria e di uno stesso tipo di pollame provenienti da un solo stabilimento e recanti almeno  una delle indicazioni che figurano nell’allegato I, parte A . 2782/75è1 3494/86 art. 2, punto 1è1 3.  Per conformarsi alle disposizioni vigenti in alcuni paesi terzi importatori, sulle uova da cova destinate all'esportazione e sui relativi imballaggi possono figurare indicazioni diverse da quelle prescritte dal presente regolamento, purché non diano adito a confusione con queste ultime e con quelle previste dal regolamento (CEE) n. 1028/2006 e dai relativi regolamenti di applicazione. Atto di adesione 1994, Art. 29 e allegato I, pag. 123 (adattato)Articolo 6Le uova da cova provenienti dai paesi terzi possono essere importate solo qualora rechino, in caratteri di almeno 3 millimetri di altezza, il nome del paese d'origine e  una delle indicazioni figuranti nell’allegato I, parte B . Gli imballaggi devono contenere esclusivamente uova da cova di una stessa specie, di una stessa categoria e di uno stesso tipo di pollame, di uno stesso paese d'origine e di uno stesso speditore e recare almeno le seguenti indicazioni: Atto di adesione 1994, art. 29 e allegato I, pag. 123a) le indicazioni che compaiono sulle uova;b) la specie di pollame da cui provengono le uova;c) il nome o la ragione sociale e l'indirizzo dello speditore. 3494/86 art. 2, punto 2Articolo 7Ogni incubatoio tiene uno o più registri in cui sono elencati per specie, per categoria (selezione, riproduzione o utilizzazione) e per tipo (carne, produzione da uova o uso misto):a) la data di messa in incubazione e il numero di uova da cova messe a incubare, nonché il numero distintivo dello stabilimento in cui sono state prodotte le uova da cova;b) la data della schiusa e il numero dei pulcini usciti dal guscio destinati a essere effettivamente utilizzati;c) il numero di uova covate ritirate dall'incubatrice e l'identità dell'acquirente. 3494/86 art. 2, punto 3Articolo 8Le uova covate ritirate dall'incubatrice devono essere utilizzate a fini diversi dal consumo umano. Esse possono essere utilizzate come uova industriali. 2782/75Articolo 9 3494/86 art. 2, punto 41. Ogni incubatoio comunica mensilmente all'autorità competente del rispettivo Stato membro - per specie, per categoria e per tipo - il numero di uova da cova messe in incubazione e il numero dei pulcini usciti dal guscio destinati a essere effettivamente utilizzati. 2782/752. Dati statistici relativi al patrimonio di volatili da selezione e da moltiplicazione vengono richiesti, se necessario, agli stabilimenti diversi da quelli previsti al paragrafo 1, secondo modalità e a condizioni adottate con la procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2777/75. 2782/75Articolo 101. Ogni mese gli Stati membri trasmettono alla Commissione, subito dopo il ricevimento e lo spoglio dei dati di cui all'articolo 9, una lista riassuntiva, elaborata in base ai suddetti dati per il mese precedente. 2782/75La lista riassuntiva dello Stato membro deve indicare inoltre il numero dei pulcini importati ed esportati nello stesso mese, secondo la specie, il tipo e la categoria di volatili.2. La Commissione raccoglie i dati delle liste riassuntive, procede alla loro elaborazione e ne informa gli Stati membri.Articolo 111. I pulcini sono imballati secondo la specie, il tipo e la categoria dei volatili.2. Le scatole contengono esclusivamente pulcini dello stesso incubatoio e recano almeno l'indicazione del numero distintivo dell'incubatoio.Articolo 12I pulcini provenienti dai paesi terzi possono essere importati solo se sono suddivisi conformemente all'articolo 11, paragrafo 1. Le scatole devono contenere esclusivamente pulcini dello stesso paese di origine e dello stesso speditore e recare almeno le seguenti indicazioni:a) il nome del paese d'origine,b) la specie di volatile alla quale i pulcini appartengono,c) il nome o la ragione sociale e l'indirizzo dello speditore.Articolo 131. Per la spedizione di ciascuna partita di uova da cova o di pulcini, è compilato un documento d'accompagnamento che contiene almeno le seguenti indicazioni:a) il nome o la ragione sociale e l'indirizzo dello stabilimento e il suo numero distintivo,b) il numero di uova da cova o di pulcini secondo la specie, la categoria e il tipo di volatili,c) la data di spedizione,d) il nome e l'indirizzo del destinatario.2. Per le partite di uova da cova e di pulcini importate da paesi terzi, il numero distintivo dello stabilimento deve essere sostituito dal nome del paese d'origine.Articolo 14Le indicazioni previste dal presente regolamento sono scritte in modo chiaramente leggibile.Tali indicazioni e i documenti di accompagnamento sono redatti in almeno una delle lingue della Comunità.Articolo 15Per conformarsi alle disposizioni vigenti in alcuni paesi terzi importatori, sugli imballaggi destinati all'esportazione possono figurare indicazioni diverse da quelle previste dal presente regolamento, purché non diano adito a confusione con queste ultime. 2782/75 (adattato)Articolo 16Il controllo dell'osservanza delle disposizioni del presente regolamento è effettuato dalle autorità designate da ciascuno Stato membro. L'elenco di tali autorità è comunicato agli altri Stati membri e alla Commissione al più tardi  il 1° ottobre 1975 . Ogni modifica dell'elenco è comunicata agli altri Stati membri e alla Commissione. 2782/75Articolo 17Le modalità d'applicazione del presente regolamento sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 17, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2771/75 o all'articolo 17, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2777/75, secondo i casi.Articolo 181. Gli Stati membri adottano tutte le misure adeguate per garantire l'anonimato e il carattere riservato delle informazioni fornite in applicazione dell'articolo 9.2. Le indicazioni che figurano nei registri possono essere utilizzate solo dalle autorità preposte all'applicazione del presente regolamento.Articolo 19Il regolamento (CEE) n. 2782/75 è abrogato.I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di concordanza dell’allegato III. 2782/75 (adattato)Articolo 20Il presente regolamento entra in vigore  il ventesimo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  . 2782/75Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il […]Per il ConsiglioIl Presidente[…] Atto di adesione 1994, art. 29 e allegato I, pag. 123 (adattato)è1 Atto di adesione 2003 art. 20 e allegato II, pag. 561 (adattato) ALLEGATO I  Parte A  Indicazioni di cui all’articolo 5, paragrafo 2 -   in spagnolo:  huevos para incubar,-  è1  in ceco:  «násadová vejce», -   in danese:  «rugeæg»,-   in tedesco:  «Bruteier»,-  è1  in estone:  «haudemunad», -   in greco:  «αυγά προς εκκόλαψιν»,-   in inglese:  «eggs for hatching»,-   in francese: «œufs à couver»,-   in italiano:  «uova da cova»,-  è1  in lettone:  «inkubējamas olas», -  è1  in lituano:  «kiaušiniai perinimui», -  è1  in ungherese:  «keltetőtojás», -  è1  in maltese: «bajd tat-tifqis», -   in olandese:  broedeieren,-  è1  in polacco: «jaja wylęgowe», -   in portoghese:  «ovos para incubação»,-  è1  in slovacco: «násadové vajcia», -  è1  in sloveno: «valilna jajca», -   in finlandese: «munia haudottavaksi»,-   in svedese: «kläckägg». Parte B  Indicazioni di cui all’articolo 6 -   in spagnolo:  para incubar,-  è1  in ceco:  «líhnutí», -   in danese:  «rugeæg»,-   in tedesco:  «Brutei»,-  è1  in estone:  «haue», -   in greco:  «προς εκκόλαψιν»,-   in inglese:  «hatching»,-   in francese:  «à couver»,-   in italiano:  «da cova»,-  è1  in lettone:  «inkubējamas», -  è1  in lituano:  «perinimui», -  è1  in ungherese:  «keltetésre», -  è1  in maltese: «tifqis», -   in olandese:  «broedei»,-  è1  in polacco: «do wylęgu», -   in portoghese:  «para incubação»,-  è1  in slovacco: «liahnutie», -  è1  in sloveno: «valjenje», -   in finlandese: «haudottavaksi»,-   in svedese: «for kläckägg».__________________ALLEGATO IIParte ARegolamento abrogato e sue modificazioni successiveRegolamento (CEE) n. 2782/75 del Consiglio (GU L 282 dell’1.11.1975, pag. 100) |Regolamento (CEE) n. 3485/80 del Consiglio (GU L 365 del 31.12.1980, pag. 1) |Regolamento (CEE) n. 3791/85 del Consiglio (GU L 367 del 31.12.1985, pag. 6) | limitatamente all’articolo 2 |Regolamento (CEE) n. 3494/86 del Consiglio (GU L 323 del 18.11.1986, pag. 1) | limitatamente all’articolo 2 |Regolamento (CEE) n. 3987/87 della Commissione (GU L 376 del 31.12.1987, pag. 20) | limitatamente all’articolo 3 |Regolamento (CEE) n. 1057/91 della Commissione (GU L 107 del 27.4.1991, pag. 11) | limitatamente all’articolo 1 |Regolamento (CE) n. 2916/95 della Commissione (GU L 305 del 19.12.1995, pag. 49) | limitatamente all’articolo 1, paragrafo 2, secondo trattino |Parte BModifiche successive non abrogateAtto di adesione 1994Atto di adesione 2003_____________ALLEGATO IIITavola di concordanzaRegolamento (CEE) n. 2782/75 | Presente regolamento |Articolo 1 | Articolo 1 |Articolo 2, paragrafo 1 | Articolo 2, primo comma |Articolo 2, paragrafo 2 | Articolo 2, secondo comma |Articoli 3 e 4 | Articoli 3 e 4 |Articolo 5, paragrafo 1 | Articolo 5, paragrafo 1 |Articolo 5, paragrafo 2, primo comma | Articolo 5, paragrafo 2, alinea |Articolo 5, paragrafo 2, ultima frase | Allegato I, parte A |Articolo 5, paragrafo 3 | Articolo 5, paragrafo 3 |Articolo 6, inizio della prima frase | Articolo 6, frase introduttiva |Articolo 6, fine della prima frase | Allegato I, parte B |Articolo 6, seconda frase | Articolo 6, seconda frase |Articoli da 7 a 18 | Articoli da 7 a 18 |Articolo 19 | ___ |___ | Articolo 19 |Articolo 20 | Articolo 20 |___ | Allegato II |___ | Allegato III |____________[1] COM(87) 868 PV.[2] V. allegato 3, parte A, delle conclusioni.[3] Eseguita ai sensi della comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Codificazione della normativa comunitaria, COM(2001) 645 definitivo.[4] Allegato II della presente proposta.[5] GU L 282 dell’1.11.1975, pag. 49. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 679/2006 (GU L 119 del 4.5.2006, pag. 1)[6] GU L 282 dell’1.11.1975, pag. 77. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 679/2006 (GU L 119 del 4.5.2006, pag. 1)[7] GU C […] del […], pag. […].[8] GU L 282 dell’1.11.1975, pag. 100. Regolamento modificato da ultimo dall’atto di adesione del 2003.[9] V. allegato II.[10] GU C 186 del 7.7.2006, pag. 1.