CELEX: C2003/158/24
Language: it
Date: 2003-07-05 00:00:00
Title: Causa C-200/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Granducato di Lussemburgo, proposto il 13 maggio 2003

C 158/14                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          5.7.2003
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Hof                       4.    Se, in caso di soluzione negativa della prima questione, si
van Beroep di Anversa, con ordinanza 7 maggio 2003, nel                          debba ritenere, per merci che sono state dichiarate, in
procedimento penale promosso dal Openbaar Ministerie                             maniera intenzionale o meno, con una inesatta denomi-
e dal Ministerie van financiën a carico di: 1. Papismedov                        nazione/denominazione commerciale, che queste merci
M., 2. Geldof E.P.G., 3. Ben-Or A., 4. Peer R., 5. Peer M.,                      siano state introdotte irregolarmente nel territorio doga-
6. Tavdidischvili B., 7. Janssens J.J.M., 8. Transocean                          nale della Comunità (in altre parole siano state introdotte
System Transport B.V.B.A., 9. Hoste J.P.G.L., 10. United                         in contrasto con le disposizioni degli artt. 38-41 e
Logistic Partners B.V.B.A., 11. Decock F.J.H., 12. Joris J.M.-                   con l’art. 177, secondo trattino, del Codice doganale
                   L; e 13. Vanbelleghem G.L.J.                                  comunitario) per cui l’obbligazione doganale per queste
                                                                                 merci sorge sulla base dell’art. 202 del Codice doganale
                         (Causa C-195/03)                                        comunitario e colui che ha presentato la dichiarazione
                                                                                 sommaria o la dichiarazione per un regime doganale, in
                          (2003/C 158/23)                                        realtà indicando una inesatta denominazione/denomina-
                                                                                 zione commerciale, può essere considerato debitore doga-
                                                                                 nale solo in quanto lo si possa ritenere un debitore ai
Con ordinanza 7 maggio 2003, pervenuta nella cancelleria                         sensi dell’art. 202, n. 3, del Codice doganale comunitario.
della Corte il 12 maggio 2003, nel procedimento penale
promosso dal Openbaar Ministerie e dal Ministerie van finan-
ciën a carico di: 1. Papismedov M., 2. Geldof E.P.G., 3. Ben-Or
A., 4. Peer R., 5. Peer M., 6. Tavdidischvili B., 7. Janssens J.J.M.,
8. Transocean System Transport B.V.B.A., 9. Hoste J.P.G.L.,
10. United Logistic Partners B.V.B.A., 11. Decock F.J.H.,
12. Joris J.M.-L; e 13. Vanbelleghem G.L.J., il/la ...tribunale
straniero di... ha sottoposto alla Corte di giustizia delle                Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                      tro il Granducato di Lussemburgo, proposto il 13 maggio
                                                                                                           2003
1.    Se merci, per le quali è stata presentata una dichiarazione
      sommaria con indicazione di una inesatta denominazio-
      ne/denominazione commerciale (nella fattispecie utensili                                      (Causa C-200/03)
      da cucina invece di sigarette) o merci che con una inesatta
      denominazione/denominazione commerciale vengono                                                (2003/C 158/24)
      dichiarate per un regime doganale (così come il regime di
      transito comunitario esterno), nonostante la inesatta
      denominazione/denominazione commerciale dichiarata,
      intenzionalmente o meno, debbano essere considerate                  Il 13 maggio 2003 la Commissione delle Comunità europee,
      nel senso che sono state regolarmente introdotte nel                 rappresentata dai sigg. Denis Martin e Miguel França, in qualità
      territorio doganale della Comunità e si trovano di conse-            di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto
      guenza sotto il controllo doganale (confisca temporanea              dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
      o un regime doganale).                                               ricorso contro il Granducato di Lussemburgo.
2.    Se, in caso di soluzione affermativa della prima questione,
      si debba ritenere, in caso di sottrazione al controllo
                                                                           La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      doganale di merci che sono state dichiarate, in maniera
      intenzionale o meno, con una denominazione/denomina-
      zione commerciale inesatta, che sorga l’obbligazione                 —     dichiarare che il Granducato di Lussemburgo, non avendo
      doganale sulla base dell’art. 203 del Codice doganale                      adottato le disposizioni legislative, regolamentari e ammi-
      comunitario e colui che deve adempiere gli obblighi                        nistrative necessarie per conformarsi alla direttiva del
      che derivano dalla confisca temporanea delle merci o                       Consiglio 29 ottobre 1993, 93/99/CEE, riguardante misu-
      dall’utilizzo del regime doganale sotto il quale le merci                  re supplementari in merito al controllo ufficiale dei
      sono state collocate (in realtà con una inesatta denomina-                 prodotti alimentari (1), è venuto meno agli obblighi che
      zione) debba essere considerato anch’esso debitore per                     gli incombono in forza di detta direttiva;
      l’obbligazione doganale.
                                                                           —     condannare il Granducato di Lussemburgo alle spese.
3.    Se, in caso di soluzione affermativa della prima questione,
      si debba ritenere, qualora le autorità doganali accertino
      che le merci che si trovano sotto controllo doganale
      vengono dichiarate, in maniera intenzionale o meno,                  Motivi e principali argomenti
      con una denominazione/denominazione commerciale
      inesatta mentre le merci non sono state (ancora) sottratte
      al controllo doganale e le autorità doganali hanno                   Il termine per la trasposizione della direttiva è scaduto il
      ancora accesso alle merci, che per le merci che vengono              1 novembre 1998.
      dichiarate con una inesatta denominazione/denominazio-
      ne commerciale sia sorta l’obbligazione doganale ai sensi
      dell’art. 204 del Codice doganale comunitario o si debba             (1 ) GU L 290 del 24.11.1993, pag. 14.
      ritenere che per queste merci non sia ancora sorta alcuna
      obbligazione doganale.