CELEX: 51991PC0177
Language: it
Date: 1991-08-30
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RECANTE NORME MINIME SULLA CUSTODIA DEGLI ANIMALI IN GIARDINI ZOOLOGICI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                C0MC91) 177 def.
                                Bruxelles, 30 agosto 1991
                        Proposta di
                  DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
        recante norme minime sulla custodia degli
              animali ingiardini zoologici
              (presentata dalla Commissione)
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                              RELAZIONE
Introduzione
Si calcola che attualmente nella Comunità oltre 1.000 zoo espongono al pubblico
un'ampia varietà di animali esotici (ali. I). Le strutture presentano notevoli
differenze, non solo a livello di Stati membri, ma anche tra uno zoo e l'altro :
alcuni sono pubblici, altri privati; alcuni sono gestiti in modo professionale
con adeguate risorse, altri mancano di personale e di esperienza; alcuni sono
specializzati in determinate specie, la maggior parte ha un'ampia gamma di
animali, mentre sono molti quelli che si limitano a custodire soltanto qualche
esemplare esotico destinato di solito a divertire e a distrarre i visitatori
(parliamo allora di serragli).
Di conseguenza, la gestione di alcuni zoo, soprattutto per quanto riguarda le
modalità di custodia degli animali e di tutela dell'incolumità del pubblico,
è stata oggetto negli ultimi anni di dure critiche, non soltanto da parte della
opinione pubblica, delle organizzazioni per la protezione degli animali e del
Parlamento europeo, ma anche da parte degli stessi operatori del settore.
Nessuno può negare che l'osservazione diretta di un animale selvatico vivo co-
stituisce un'esperienza unica, non sostituibile dalla visione dei numerosi ed
ottimi documentari specifici. Ma proprio il moltiplicarsi di queste pellicole
ha creato nuove aspettative nei visitatori. Molti zoo hanno ormai capito che
mostrare un animale in una spoglia gabbia di cemento, ossia in una "prigione",
non solo non ha'senso ai fini dell'informazione del pubblico, ma è anche pre-
giudizievole per l'animale.
Negli ultimi venti anni si sono moltiplicate le infromazioni e le esperienze
sulle esigenze fondamentali degli animali selvatici mantenuti in cattività.
Le conoscenze sono ormai tali da permettere a tutti gli zoo d'Europa di garan-
tire come minimo un determinato livello di assistenza e ben definite condizioni
di sistemazione, affinché gli animali possano usufruire di un'alimentazione
corretta, di cure veterinarie e di contatti con i propri simili che permettano
loro di soddisfare le principali esigenze fisiologiche e comportamentali.
Le normative nazionali
La legislazione sul manteniemtno degli animali in cattività negli zoo varia con-
siderevolmente da uno Stato membro all'altro (ali. II). I paesi che dispongono
di una legislazione specifica sugli zoo, quali la Danimarca, la Francia, il
Regno Unito e il Belgio, prevedono quale presupposto per la gestione di giardini
zoologici, la registrazione presso competenti autorità amministrative : ciò
impone l'osservanza di una serie di condizioni che incidono su tutti gli aspetti
della gestione dello zoo, compresi quelli che riguardano il benessere degli
animali e la sicurezza del pubblico. Numerosi Stati membri
                                                prevedono anche determinate
restrizioni alla concessione di sovvenzioni statali agli zoo, quando sia evi-
dente il loro carattere essenzialmente commerciale.
Naturalmente in tutti i paesi gli zoo devono conformarsi alle norme di base ri-
guardanti la protezione degli animali, alle restrizioni alle importazioni per
motivi di sanità veterinaria e, nel caso di specie minacciate di estinzione,
alle norme in materia di acquisto e commercializzazione.
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Le disparità riscontrabili nelle legislazioni nazionali possono avere varie
conseguenze negative : non soltanto gli animali selvatici sono tenuti in catti-
vità in condizioni quanto mai diverse, ma le stesse iniziative internazionali
volte a salvaguardare le specie minacciate di estinzione risultano inani.
Il ruolo dei giardini zoologici
Per la società i giardini zologici adempiono una triplice funzione :
a)  Conservazione :
    Il costante aumento del numero delle specie minacciate di estinzione, per
    la distruzione degli habitat, l'azione dell'uomo, il commercio e l'inquina-
    mento rende sempre più indispensabili le iniziative internazionali per
    salvare dette specie. Il mantenimento di esemplari nei giardini zoologici
    può costituire un importante contributo alle azioni intese a garantirne la
    conservazione e la presenza nell'ambiente naturale. Tuttavia, poiché piccoli
    gruppi isolati di animali corrono il rischio di un accoppiamento consangui-
    neo, una buona riproduzione richiede una stretta cooperazione internazionale.
    A tal fine sono stati predisposti numerosi registri internazionali di alle-
    vamento e programmi di allevamento.
    Queste specifiche iniziative riguardanti le singole specie sono favorite
    anche dall'inventario internazionale delle specie (ISIS - International
    Species Inventory System) che consente di memorizzare su elaboratore elet-
    tronico informazioni particolareggiate su singoli animali, sparsi in tutto
    il mondo. Istituito inizialmente dagli Stati Uniti, molti giardini zoologici
    europei sono attualmente collegati a tale sistema.
    La principale organizzazione di controllo dell'allevamento in cattività è
    il Gruppo degli specialisti dell'allevamento in cattività (Captive Breeding
    Specialist Group - CBSG) dell'IUCN, il quale unitamente alla Commissione
    per la sopravvivenza delle specie (Species Survival Commission - SSC) e
    all'Unione internazionale dei direttori dei giardini zoologici (International
    Union of Directors-of Zoological Garden - IUDZG) sta elaborando una strate-
    gia globale per la sopravvivenza delle specie, che si avvarrà tanto degli
    esemplari che vivono allo stato naturale, quanto di quelli tenuti in catti-
    vità : si tratta del "Programma per la salvaguardia del patrimonio
    delle specie". Un'altra grande impresa che dovrà essere compiuta dagli zoo
    è la reimmissione nell'ambiente naturale degli animali allevati in cattività;
    anche se in alcuni casi queste iniziative hanno già avuto esito positivo,
    ad esempio col cervo di padre David, con l'orice
    molto rimane ancora da fare.
 b) Istruzione
    Molto spesso il comune cittadino non si rende conto o è all'oscuro dell'esi-
    stenza di specie simili, della loro funzione ecologica nella natura, delle
    loro prospettive di sopravvivenza, talvolta precarie. Il giardino zoologico
    rappresenta un ambiente facilmente accessibile nel quale è possibile osser-
    vare e studiare gli altri animali : la scelta dei mezzi con i quali si può
    stimolare e promuovere tale comprensione è tuttavia affidata ai singoli
    giardini zoologici. Come hanno dimostrato gli studi svolti sull'argomento,
    un elemento determinante è la struttura della gabbia : una desolata gabbia
    di cemento, che ospita animali impigriti e talvolta psicotici non è solo
    priva di senso per il visitatore, ma è anche uno spettacolo doloroso. Quando
    invece l'ambiente viene arricchito di semplici ed economici accessori, ad
    esempio, rami, funi, fieno, piccoli monticelli di terra, l'animale è
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      invogliato ad esprimere almeno una         parte del proprio repertorio compor-
      tamentale ed aumentando quindi la probabilità che richiami l'attenzione del
      visitatore.
      Se si vuole che i giardini zoologici svolgano una funzione attiva nel campo
      educativo, è indispensabile un'informazione chiare e precisa sugli animali
      esposti. Le informazioni fornite, che in generale definiscono le specie descri-
      vendone alcune caratteristiche biologiche, in molti casi sono state completate
      mettendo a disposizione manuali, videofilm, cabine telefoniche e persino guide
      volontarie. Alcuni giardini zoologici, ancora più progressisti, hanno prepa-
      rato programmi didattici per gli scolari, da utilizzare nel quadro dei corsi
      di biologia.
      Operando in tal modo, gli zoo danno applicazione al principio annunciato dalla
      Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente umano (1961) :
          "L'educazione in materia ambientale non solo delle giovani generazioni ma
          anche degli adulti ... è essenziale per diffondere atteggiamenti privi di
          pregiudizi e comportamenti responsabili da parte degli individui, delle
          imprese e delle comunità, in ordine alle protezione e al miglioramento
          dell'ambiente in tutte le sue dimensioni umane".
      Il fatto che ogni anno gli zoo richiamino circa 350 Mio di persone in tutto il
      mondo è un'ulteriore testimonianza del loro potenziale impatto sulla consape-
      volezza e sensibilità della popolazione.
  e)  Ricerca
      Data la loro indole, gli animali in cattività sono più facilmente oggetto di
      osservazione e di studio di quelli allo stato selvatico. Ciò consente di effet-
      tuare ricerche approfondite sulla biologia e sull'ecologia di singole specie,
      che possono contribuire in misura notevole alla gestione delle specie, in
      cattività e allo stato selvatico. Questo tipo di ricerca è comunque soltanto
      agli inizi,
  Attività nella Comunità europea
  Il programma di lavoro per il 1989 della Commissione prevede: "la Commissione pro-
  porrà, nel corso dell'anno, standard per la protezione degli animali negli zoo".
  Vari aspetti della legislazione comunitaria interessano direttamente le raccolte
  di animali : la direttiva 79/409/CEE del Consiglio sulla conservazione degli
  uccelli selvatici, la decisione 82/461/CEE del Consiglio sulla conclusione della
  convenzione relativa alla conservazione delle specie migratrici e la decisione
  82/72/CEE del Consiglio sulla conclusione della convenzione relativa alla conser-
  vazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa contemplano tutte
  disposizioni specifiche che vietano o disciplinano la cattura intenzionale e il
  commercio di esmeplari vivi delle specie elencate nei rispettivi allegati. Le
  deroghe sono consentite soltanto per fini ben precisi, quali la protezione floro-
  faunistica, la ricerca e l'istruzione, il ripopolamento e la reimmissione
  nell'ambiente naturale, che presuppone l'allevamento.
  Il regolamento 3626/82 del Consiglio relativo all'applicazione nella Comunità
  della convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna
  selvatiche minacciate di estinzione è di particolare importanza per la gestione
  degli zoo. La convenzione CITES disciplina il commercio internazionale di esempla-
  ri di specie floro-faunistiche selvatiche sulla base di un sistema.di licenze e
  certificati, che vengono rilasciati soltanto se ricorrono talune condizioni.
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Il rilascio di licenze d'importazione nella Comunità europea per esemplari vivi
delle specie di cui all'appendice I della convenzione e agli allegati CI e II del
regolamento 3626/82, avviene, infatti, soltanto se si dimostra "che il destinata-
rio previsto (ad esempio uno zoo) dispone di idonei impianti per ospitare la specie
rispettandone le abitudini e è in grado di garantire il trattamento adatto".
L'articolo 6 del regolamento vieta inoltre che si espongano a scopo commerciale le
specie elencate nell'appendice I della convenzione e nell'allegato CI del regola-
mento, la cui importazione è peraltro autorizzata soltanto in casi eccezionali.
Eventuali deroghe a questo articolo sono ammesse soltanto per gli esemplari nati
prima della entrata in vigore della convenzione, nati in cattività (quindi appar-
tenenti come minimo alla seconda generazione), destinati alla ricerca o alla ri-
produzione, escludendo gli scopi prettamente commerciali, purché siano stati pre-
levati nel paese d'origine nel rispetto delle norme in esso vigenti.
Nella Comunità non tutti gli zoo possiedono esemplari appartenenti alle specie
elencate nella CITES, molti però sono quelli che ne hanno, anche perchè alcune di
esse, come i primati, i felidi o gli elefanti costituiscono in fondo la maggiore
attrattiva. In taluni casi e in particolare nel caso degli zoo che cooperano a
livello internazionale in programmi di riproduzione, gli animali provengono dagli
stock già esistenti di animali in cattività : si evita in tal modo di impoverire
ulteriormente il patrimonio di fauna selvatica. Tuttavia, la minaccia dell'accop-
piamento consanguineo impone la cattura di numerosi animali selvatici, quale
elemento integrante delle popolazioni in cattività.
Il Gruppo di lavoro scientifico ed il Comitato istituiti dal regolamento 3626/82
hanno riconosciuto l'esigenza di armonizzare sia la gestione delle deroghe previ-
ste dall'articolo 6, paragrafo 1 del regolamento (riproduzione in cattività,
istruzione, ricerca) sia gli standard che gli zoo e gli acquari devono garantire
quanto al trattamento e alla sistemazione degli animali.
Nel 1986 si è iniziata l'elaborazione di norme particolareggiate sull'importazione
e la custodia di delfini nella Comunità europea; altrettanto verrà fatto nei pros-
simi anni per i primati, i felidi e i rettili. Questa attività, essenziale per
l'attuazione uniforme e senza ostacoli del regolamento, si svolge, per la sua
stessa natura, su una base ad hoc, e in effetti occorreranno più anni per stabi-
lire lo "stato dell'arte" in relazione a un limitato numero di specie prioritarie.
La questione è stata esaminata anche nell'ambito dello studio sull'applicazione,
nella Comunità, del regolamento 3626/82, svolto dall'unità di monitoraggio del
commercio di specie floro-faunistiche (1988). La conclusione è la seguente :
     "occorre elaborare criteri che consentano di valutare l'idoneità dei locali
     destinati agli animali, ai fini dell'articolo 10, paragrafo 1, lettera b) e
     per altri scopi. Ciò potrebbe avvenire predisponendo uno strumento comunita-
     rio relativo al mantenimento in cattività di animali vivi".
La presente proposta
Scopo della presente direttiva è garantire l'osservanza, in tutti i giardini zoo-
logici europei, di determinati standard armonizzati relativi alla custodia degli
animali selvatici e alla sicurezza del pubblico, nell'intento
                                                    di agevolare l'applicazione
della legislazione sulla salvaguardia della natura.
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                                        Proposta di
                                 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                       recante norme minime sulla custodia degli
                             animali ingiardini zoologici
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto   il Trattato che   istituisce    la Comunità economica europea,         in particolare
l'articolo 130 S,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che il Quarto programma d'azione          in materia ambientale       (1987-1992)
stabilisce linee direttive per le azioni nel campo della conservazione della natura
e della protezione degli animali, e sottolinea la necessità di promuovere una reale
politica di informazione e di educazione in materia ambientale;
considerando che il regolamento 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982, relativo
all'applicazione nella Comunità       della Convenzione      sul   commercio    internazionale
delle   specie  di  flora   e   di   fauna   selvatiche     minacciate     di  estinzione (1 ),
modificata   da  ultimo   dal   regolamento     (CEE)   n.   197/90 ( 2 )  richiede   che   sia
dimostrata   la  disponibilità    di   adeguati    impianti    per   la   sistemazione    e  il
mantenimento di esemplari viventi delle specie elencate nell'allegato C2, prima che
ne   sia   permessa   l'importazione     nella   Comunità;      e   che    inoltre   proibisce
l'esposizione al pubblico per scopi commerciali delle specie elencate nell'allegato
C1, a meno che un'esenzione specifica sia giustificata per ragioni di istruzione,
ricerca o allevamento;
   (1) GU n. L 384 del 31.12.1982, pag. 1
   (2) GU n. L 29 del 31.1.1990, pag. 1
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 considerando     che    la   direttiva   79/409/CEE      del  Consiglio    del    2   aprile    1979
 concernente    la conservazione       degli   uccelli    selvatici^3^,   modificata      da  ultimo
                                     4
dalla    direttiva     91/244/CEE< >      la   decisione     82/72/CEE   del    Consiglio     del   3
dicembre    1981, relativa       alla  conclusione     della Convenzione     sulla conservazione
                                                                            (5)
delle   specie     selvatiche     europee   e   degli   habitat   naturaii        e   la   decisione
82/461/CEE    del    Consiglio    del  24 giugno      1982, relativa    alla    conclusione    della
Convenzione       sulla     conservazione        delle     specie   migratri e i CO)       contengono
disposizioni che proibiscono o disciplinano             la cattura   deliberata e il commercio
di esemplari     viventi    delle specie elencate nei         rispettivi   allegati     e ammettono
esenzioni per taluni motivi, come la ricerca e l'istruzione, il ripopolamento, la
re introduzione e il necessario allevamento;
considerando che i giardini zoologici possono svolgere un ruolo importante per la
conservazione delle specie, la ricerca scientifica e l'istruzione del pubblico;
considerando     che   ò   quindi   necessario     stabilire   norme   minime    uniformi    per   la
custodia degli animali, la sicurezza e la formazione del personale e la sicurezza e
 l'istruzione dei visitatori;
considerando     che   per   garantire   che    queste   norme  siano   applicate,     è   opportuno
disporre che tutti i giardini zoologici devono avere una licenza; considerando che
tale   licenza deve essere rilasciata soltanto dopo che sia stato accertato, con
un'ispezione sul luogo, che il giardino zoologico soddisfa a tutte le norme o potrà
conformarsi ad essi entro un breve periodo;
considerando che l'autorità competente deve controllare che                i giardini     zoologici
che hanno ottenuto una         licenza osservino      le condizioni   stabilite dalla presente
direttiva, e deve adottare provvedimenti opportuni se necessario;
considerando che si deve istituire un Comitato incaricato di risolvere le questioni
derivanti dall'attuazione della presente direttiva, e di aggiornare gli allegati in
base alle più recenti informazioni scientifiche e tecniche-,
considerando    che gli     Stati   membri    devono   incoraggiare   i giardini     zoologici, a
promuovere   la conservazione delle specie minacciate e la relativa                 istruzione del
pubb11 co,
    (3) GU n.  L  103 del 25.4.1979, pag. 1
    (4) GU n.  L  115 del I'8.5.1991, pag. 41
    (5) GU n.  L  38 del 10.2.1982, pag. 1
    (6) GU n.  L  210 del 19.7.1982, pag. 10
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HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                       Articolo 1
 1.   La presente    direttiva  riguarda   la gestione dei   giardini  zoologici. Essa
      disciplina   la custodia   degli   animali,  la sicurezza  e   la formazione del
      personale,  la sicurezza e    l'istruzione dei visitatori, e stabilisce norme
      relative allo svolgimento di ispezioni e al rilascio delle licenze.
 2.   Ai finì della presente direttiva si applicano le seguenti definizioni:
  a)  Giardino zoologico: qualsiasi complesso ad esclusione dei circhi e dei negozi
      di animali nel quale vengono tenuti animali vivi per esposizione, e al quale
      il pubblico può accedere sette o più giorni all'anno, per esempio collezioni
      zoologiche come parchi di animali, parchi di safari, giardini di uccelli,
      acquari e acquari per delfini, collezioni specialistiche come le collezioni
      di farfalle.
  b)  Nuovi giardini    zoologici: tutti   I giardini zoologici costruiti almeno due
      anni dopo l'attuazione della presente direttiva.
  e)  Circo: un   luogo dove gli    animali   sono  tenuti o  introdotti  soltanto per
      eseguire giochi o esibizioni.
  d)  Animali: esemplari di tutte le specie del regno animale.
  e)  Autorità: l'autorità o le autorità designate da ciascun Stato membro come
      competenti per il    rilascio delle licenze e per il controllo sull'osservanza,
      da parte dei giardini zoologici, delle disposizioni della presente direttiva.
  f)  Esperto: una persona nominata da ciascun Stato membro con un vasta esperienza
      (minimo 5 anni) nella gestione       e nella custodia professionali di animali
      selvatici nei giardini zoologici.
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                                      Articolo 2
Gli Stati membri   adottano   i provvedimenti necessari    per garantire che tutti i
giardini zoologici;
- tengano gli animali in condizioni adeguate alle esigenze comportamentali, sociali
  e biologiche delle singole specie;
-assicurino    un  elevato   livello   qualitativo   nella   custodia  degli  animali,
  applicando un intenso programma di cure veterinarie preventive e curative, di
  alimentazione e di allevamento basato su conoscenze scientifiche;
- tengano gli animali in condizioni tali da garantirne la sicurezza e la salute,
  nonché la sicurezza del personale e dei visitatori;
- tengano registri  in cui devono essere indicati il numero, le specie e il sesso
  degli animali e il numero e le condizioni delle nascite, gli acquisti, il numero
  delle morti e le relative cause.
                                      Articolo 3
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che tutti i giardini
zoologici :
-espongano accurate    informazioni  su ogni specie esibita,     ivi compresi  il nome
  (scientifico e comune), talune delle caratteristiche biologiche e la situazione
  relativa alla conservazione della specie;
- provvedano affinché il personale addetto alle cure degli animali sia sufficiente
  e adeguatamente formato per la corretta    esecuzione dei propri compiti;
- permettano l'accesso ad ispettori designati dall'autorità competente degli Stati
  membri, affinché possano   prender visione, in qualsiasi momento, degli animali,
  dei luoghi, delle attrezzature e dei registri dello stabilimento.
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                                       Articolo 4
Ciascun giardino zoologico deve aver ottenuto, entro due anni             dall'attuazione
della presente direttiva, una licenza per svolgere la proprie attività.
                                       Articolo 5
1.     Ciascun giardino zoologico presenta domanda particolareggiata all'autorità
      competente degli Stati membri, specificando le disposizioni prese riguardo
      alle norme minime stabilite dalla presente direttiva.
2.    Prima di concedere o negare la licenza, l'autorità competente dello Stato
      membro svolge un'ispezione nel giardino zoologico in conformità dell'articolo
      6, al fine di accertare che le norme stabilite dalla presente direttiva siano
      state rispettate.
3.    Se dall'ispezione risulta che le norme stabilite dalla presente direttiva non
      sono state rispettate, ma che       il giardino zoologico potrebbe adeguarvisi
      entro    12  mesi,    l'autorità    competente    può    rilasciare   una   licenza
      condizionale, specificando che il giardino zoologico deve adottare tutte le
      misure necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro 12 mesi dalla
      data del rilascio della licenza stessa.
4.    Se le condizioni stabilite nella licenza non sono soddisfatte entro 12 mesi,
       l'autorità competente revoca la licenza e chiude il giardino zoologico al
      pubbIi co.
5.    Ciascuna licenza é riesaminata dall'autorità competente ogni sei anni.
                                      Articolo 6
L'ispezione deve essere eseguita da almeno un funzionario dell'autorità competente
e due esperti, i quali non abbiano alcun         interesse nel giardino zoologico in
questione. Essi   devono compilare una      relazione di    ispezione, specificando    le
condizióni esistenti nel giardino zoologico In riferimento alle disposizioni degli
articoli 2 e 3.
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                                          Articolo 7
 In seguito al rilascio della       licenza, le autorità competenti degli Stati membri
controllano    l'applicazione delle disposizioni       della presente direttiva. Qualora,
abbiano motivo di ritenere che tali disposizioni non sono osservate, le autorità
competenti svolgono un'ispezione sul luogo e adottano i provvedimenti opportuni per
garantire    l'applicazione    delle   disposizioni    stesse.   Se del   caso,    l'autorità
competente revoca la licenza e chiude il giardino zoologico al pubblico.
                                          Articolo 8
Ciascun   nuovo   giardino    zoologico    deve   richiedere   una  licenza   in    confomità
dell'articolo 5, paragrafi 1 e 2.
                                          Articolo 9
Gli Stati membri incoraggiano i giardini zoologici a promuovere la conservazione di
specie minacciate e l'istruzione del pubblico in merito.
                                         Articolo 10
1.    Gli Stati membri presentano alla Commissione, ogni anno e per la prima volta
      entro quattro anni dal termine di attuazione della presente direttiva, una
      relazione su quanto segue:
       i giardini zoologici cui é stata rilasciata o negata la licenza;
       le eventuali condizioni     imposte nelle licenze e i provvedimenti adottati dai
      giardini zoologici per soddisfare a tali condizioni;
       la data dell'ispezione effettuata prima di rilasciare          la licenza e i nomi
      degli ispettori presenti all'ispezione;
      qualsiasi    ispezione successivamente svolta, i motivi di tale ispezione e le
      decisioni adottate.
2.    La   Commissione    redige  una   relazione    generale  basata   sulle   informazioni
      ottenute in conformità del paragrafo 1.
                                         Articolo 11
Gli Stati membri     possono stabilire disposizioni      più rigorose di quelle previste
dalla presente direttiva per la custodia di animali in giardini zoologici.
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                                     Articolo 12
Gli Stati membri mettono   in vigore   le disposizioni    legislative, regolamentari e
amministrative necessarie per conformarsi     alla presente direttiva entro due anni
dalla sua notifica. Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando gli Stati mebri adottano tali disposizioni, queste contegnono un riferimento
alla presente direttiva o sono corredate da un siffato riferimento all'atto della
pubblicazione  ufficiale.  Le modalità    del   riferimento  sono  decise  dagli  Stati
membri.
                                     Articolo 13
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addi
                                                 Per iI Consigi io
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            DECLARATION D'IHPACT SUR LA COMPETITIVITE ET L'EMPLOI
 I.  Quelle est la principale raison de l'introduction de la mesure?
     Cette proposition^ vise à harmoniser les normes minimales pour la
     détention    des animaux sauvages afin de faciliter l'application
     complète de la législation CEE relative à la conservation de la
     nature et, en particulier, le Règlement du Conseil n° 3626/82 relatif
     à l'application dans la Communauté de la Convention sur le commerce
      international des espèces de faune et de flore sauvages menacées
     d'extinction.
II.  Charactèristiques de la profession en question.
     En particulier :
      (a)  Y a-t-il beaucoup de PME?
           Non.
      (b)  Sont-elles concentrées dans des régions :
           (i)  eligibles pour une aide régionale dans les Etats membres?
           (ii) eligibles dans le cadre du FEDER?
                Oui.
III. Quelles    obligations   directes   cette    mesure  impose-t-elle   aux
     professions?
     En vertu    des  articles 2 et 3, les jardins zoologiques devront
     respecter   les  normes minimales pour la santé, la sécurité et le
     bien-être   des  animaux, ainsi que pour la sécurité des employés et du
     publique.
IV.  Quelles    obligations indirectes les autorités     locales  sont-elles
     susceptibles d'imposer aux professions?
     En vertu des articles 4 et 5, tous les zoos seront obligés d'avoir un
     permis pour fonctionner suite à une inspection du jardin zoologique
     effectuée par 1 membre de l'autorité compétente et deux experts
     indépendants.
V.   Y a-t-il des mesures spéciales pour les PME? Lesquelles?
     Non.
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VI.  Que est l'effet prévisible :
     (a)  sur la compétitivité des entreprises?
          Des normes minimales et uniformes seront appliquées à toutes les
          entreprises.
     (b)  sur l'emploi?
          Les zoos qui sont capables et prêtes à respecter les normes
          auront peut-être besoin de personel supplémentaire afin de
          fonctionner effectivement.
VII. Les partenaires sociaux ont-ils été consultés?
     Oui, la proposition et ses annexes techniques ont été élaborés en
     coopération étroite avec le "European Communities Association of Zoos
     and Aquaria (ECAZA).
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                                                                 ISSN 0254-1505
                                                            COM(91) 177 def.
                                                      DOCUMENTI
                                                                              03
                                        N. di catalogo : CB-CO-91-366-IT-C
                                                             ISBN 92-77-75165-7
Ufficio dellepubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo