CELEX: C1999/299/13
Language: it
Date: 1999-10-16 00:00:00
Title: Causa C-299/99: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Court of Appeal (Inghilterra e Galles), con ordinanza 5 maggio 1999, Philips Electronics NV contro Remington Consumer Products Ltd

16.10.1999               IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 299/13
— L’articolo 14 della direttiva, che prevede una disposizione                Electronics NV e Remington Consumer Products Ltd, la Court
     specifica per i diplomi rilasciati dalle autorità dell’ex               of Appeal (Inghilterra e Galles), ha sottoposto alla Corte
     Repubblica democratica tedesca non ha ricevuto attua-                   di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
     zione.                                                                  pregiudiziali:
— L’articolo 7 ha ricevuto attuazione soltanto parziale e                    1) Se esista una categoria di marchi che non è esclusa dalla
     l’articolo 11 non è pienamente attuato in quanto non tiene                  registrazione ai sensi degli artt. 3, n. 1, lett. b) - d), e 3, n. 3
     conto della rettifica pubblicata in GUCE n. L 87 del                        della direttiva del Consiglio 89/104/CEE (1) (in prosieguo:
     2.4.1986.                                                                   la «direttiva») e che ciononostante sia esclusa dalla registra-
                                                                                 zione ai sensi dell’art. 3, n. 1, lett. a), della direttiva (in
                                                                                 quanto non adatti a distinguere i prodotti del suo titolare
Le violazioni relative all’attuazione non                                        da quelli di altre imprese).
corretta della direttiva
                                                                             2) Se la forma (o parte della forma) di un articolo (cioè
a) Lo stabilimento in qualità di architetto                                      dell’articolo in relazione al quale il segno è registrato) sia
                                                                                 adatta solamente a distinguere ai fini dell’art. 2, qualora
     L’articolo 4. 2a) del decreto n. 129/92 impone in modo                      contenga talune capricciose aggiunte (trattandosi di ele-
     generalizzato la presentazione del diploma originale o della                mento decorativo privo di finalità funzionali) alla forma
     copia autenticata del diploma dell’architetto richiedente.                  dell’articolo.
     Detto requisito dovrebbe essere riservato ai casi di dubbio             3) Qualora un commerciante sia stato l’unico fornitore di un
     sull’autenticità dei titoli ed è contrario all’articolo 27 della            determinato prodotto sul mercato, se l’uso estensivo di un
     direttiva in quanto estende in modo generalizzato una                       segno, che consiste in una forma (o parte di forma) del
     condizione supplementare che non è ne proporzionata né                      detto prodotto, e che non incorpora nessuna aggiunta
     giustificata ai fini dell’esercizio del diritto di stabilimento.            decorativa sia sufficiente ad attribuire al segno un carattere
     La stessa conclusione si impone in merito al requisito                      distintivo ai fini dell’art. 3, n. 3, in circostanze in cui, quale
     sistematico di traduzione ufficiale per i documenti presen-                 conseguenza del detto uso, una posizione sostanziale del
     tati dall’avvocato richiedente, previsto all’articolo 4.3 del               commercio e del pubblico interessato,
     decreto.
                                                                                 i) mette in relazione la forma con il detto commerciante
b) La prestazione di servizi                                                          e con nessun’altra impresa,
     L’articolo 9.3 del decreto n. 129/92, imponendo al presta-                  ii) crede che il prodotto della detta forma provenga dal
     tore di servizi l’iscrizione ai registri corrispondenti tenuti                   detto commerciante in assenza di attestazioni in senso
     dai Consigli provinciali e dal Consiglio nazionale degli                         contrario.
     architetti, eccede chiaramente le restrizioni autorizzate
     dalla direttiva e costituisce un ostacolo privo di qualsiasi            4. i)    Se si debba prescindere dalla limitazione posta dall’e-
     giustificazione alla possibilità di effettuare una prestazione                   spressione «segni costituiti esclusivamente dalla forma
     di servizi occasionale in territorio italiano.                                   del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecni-
                                                                                      co» di cui all’art. 3, n. 1, lett. e), sub ii), qualora venga
     L’articolo 9. 1 dello stesso decreto vieta all’architetto                        accertato che vi sono altre forme che possono ottenere
     operante in regime di prestazione di servizi in Italia di                        il medesimo risultato tecnico, ovvero
     avervi un ’infrastruttura permanente. Un divieto cosı̀                      ii) se la forma non possa essere registrata ai sensi della
     generalizzato ed indiscriminato non e giustificato da                            detta disposizione, qualora risulti che i tratti essenziali
     alcuna delle disposizioni della direttiva relativa alla libera                   della forma sono dovuti solo al risultato tecnico,
     prestazione di servizi. Di più, esso risulta contrario all’arti-                 ovvero
     colo 59 CE (divenuto in seguito a modifica, art. 49 CE).
                                                                                 iii) se vi siano altre, e in caso affermativo, quali prove
                                                                                      idonee a determinare se la limitazione sia di applica-
( 1) GU L 223, del 21.8.1985, pag. 15.                                                zione.
                                                                             5) L’art. 3, n. 1, lett. c), della direttiva si applica ai «marchi di
                                                                                 impresa composti esclusivamente da segni o indicazioni che
                                                                                 in commercio possono servire a designare la specie, la
                                                                                 qualità, la quantità (...), del prodotto o della prestazione del
                                                                                 servizio». L’art. 6, n. 1, lett. b), della direttiva si applica
                                                                                 all’uso da parte di terzi di «indicazioni relative alla specie,
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Court                          alla qualità, alla quantità (...), del prodotto o di prestazione
of Appeal (Inghilterra e Galles), con ordinanza 5 maggio                         di servizi». Se la parola «esclusivamente» pertanto appare
1999, Philips Electronics NV contro Remington Consu-                             all’art. 3, n. 1, lett. c), e sia omessa nell’art. 6, n. 1, lett. b)
                          mer Products Ltd                                       della direttiva. Se, ai fini di una corretta interpretazione
                                                                                 della direttiva, tale omissione voglia significare che, anche
                          (Causa C-299/99)                                       se un marchio consistente in una forma del prodotto sia
                                                                                 validamente registrato, lo stesso non sia violato in virtù
                                                                                 dell’art. 6, n. 1, lett. b) in una fattispecie in cui:
                           (1999/C 299/13)
                                                                                 i) l’uso della forma del prodotto controverso è e verrebbe
Con ordinanza 5 maggio 1999, pervenuta nella cancelleria                              assunta come un’indicazione per quanto riguarda il
della Corte il 9 agosto 1999, nel procedimento Philips                                tipo del prodotto o dello scopo con esso perseguito e
 ---pagebreak--- C 299/14                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       16.10.1999
     ii) una parte sostanziale del commercio e del pubblico                  — dichiarare il ricorso per carenza della TF 1 irricevibile, nei
          interessato crede che il prodotto della detta forma                     limiti in cui esso è diretto contro l’omissione di agire da
          provenga dal titolare del detto marchio, in mancanza                    parte della Commissione in base all’art. 90 del Trattato CE;
          di contraria attestazione.
                                                                             — condannare la TF1 alle spese del procedimento dinanzi alla
6) Se la portata del diritto esclusivo garantito dall’art. 5, n. 1,               Corte e statuire nuovamente sulle spese del procedimento
     sia tale da autorizzare il proprietario a diffidare terzi che                dinanzi al Tribunale di primo grado, al fine di limitare
     fanno uso di segni simili in fattispecie in cui il detto uso                 la condanna della Commissione proporzionalmente al
     non era tale da indicare l’origine o essa è limitata in modo                 risultato del presente ricorso.
     tale che lo autorizza a diffidare soltanto un uso che in tutto
     o in parte indica l’origine.
                                                                             Motivi e principali argomenti
7) Se l’uso di una forma di un prodotto la quale è oggetto di
     un’asserita infrazione e la quale è e potrebbe essere
     considerata come un’indicazione relativa alla specie del                Erronea interpretazione dell’art. 90 CE (divenuto, in seguito a
     prodotto o all’obiettivo o allo scopo che con essa si vuole             modifica, art. 86 CE) da parte del Tribunale: il Tribunale a torto
     conseguire sia ciononostante tale da indicare l’origine                 ha enunciato, alquanto dogmaticamente, il principio secondo
     qualora una parte sostanziale del commercio o del pubblico              il quale il potere conferito dall’art. 86 del Trattato CE alla
     interessato creda che i prodotti della forma controversa                Commissione avrebbe lo scopo di tutelare i diritti dei privati.
     provengano dal proprietario del marchio commerciale in                  Partendo da questa premessa, esso considera in via generale che
     assenza di contraria attestazione.                                      un privato deve poter beneficiare di un ricorso giurisdizionale
                                                                             effettivo contro le decisioni che possono pregiudicare un
                                                                             diritto riconosciuto dai trattati. Lasciando intendere che un
(1) Prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul          ricorso per carenza deve essere possibile per poter rispettare il
    ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri in materia di       principio di un ricorso giurisdizionale effettivo, mentre l’art.
    marchi d’impresa (GU L 40 dell’11.2.1989, pag. 1).                       90, n. 1, del Trattato CE ha efficacia diretta e, di conseguenza,
                                                                             può essere invocato dinanzi al giudice nazionale per porre in
                                                                             non cale aggirare le misure di stato che esso prevede, il
                                                                             Tribunale dà un’interpretazione erronea del suddetto articolo.
Ricorso proposto il 10 agosto 1999 dalla Commissione
delle Comunità europee contro la sentenza emessa il
3 giugno 1999 dalla Terza Sezione ampliata del Tribunale
di primo grado delle Comunità europee nella causa
T-17/96 tra la Commissione delle Comunità europee,                           Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanz-
sostenuta dalla Repubblica francese, e la Télévision                         gericht di Amburgo, con ordinanza 15 luglio 1999,
                       française 1 SA (TF 1)                                 nella causa OGT Fruchthandelsgesellschaft mbH contro
                                                                                            Hauptzollamt Hamburg-St. Annen
                        (Causa C-302/99 P)
                                                                                                     (Causa C-307/99)
                          (1999/C 299/14)
                                                                                                      (1999/C 299/15)
Il 10 agosto 1999 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dal signor Giuliano Marenco, consigliere giuridi-
co principale, e dal signor Klaus Wiedner, membro del                        Con ordinanza 15 luglio 1999, pervenuta nella cancelleria
servizio giuridico, con domicilio eletto in Lussemburgo, Centre              della Corte il 13 agosto 1999, nella causa OGT Fruchthandels-
Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia               gesellschaft mbH contro Hauptzollamt Hamburg-St. Annen il
delle Comunità europee un ricorso contro la sentenza emessa                  Finanzgericht di Amburgo ha sottoposto alla Corte di giustizia
il 3 giugno 1999 dalla Terza Sezione ampliata del Tribunale di               delle Comunità europee la seguente questione pregiudiziale:
primo grado delle Comunità europee nella causa T-17/96 tra
la Commissione delle Comunità europee e la Télévision                        Se l’art. 18, n. 1, secondo comma, del regolamento (CEE)
française 1 SA (TF 1).                                                       n. 404/93 (1), nella versione di cui al regolamento (CEE)
                                                                             n. 1637/98 (2), debba essere disapplicato per violazione degli
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                    artt. I e XIII del GATT (1994) e se tale disapplicazione possa
                                                                             essere fatta valere in giudizio dai singoli.
— annullare la sentenza 3 giugno 1999 del Tribunale di
     primo grado nella causa T-17/96, Télévision française 1 SA
     «TF 1»/Commissione, nei limiti in cui considera ricevibile il           (1) GU 1993, L 47, pag. 1.
     ricorso per carenza della TF 1 in quanto diretto contro                 (2) GU 1998, L 210, pag. 28.
     l’omissione di agire da parte della Commissione in base
     all’art. 90 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica,
     art. 86);