CELEX: 51988PC0276
Language: it
Date: 1988-05-16
Title: Proposta di DECISIONE DEL COMITATO MISTO CEE/SVEZIA che modifica il protocollo n. 3 per quanto riguarda il concetto di prodotti originari e i metodi di cooperazione amministrativa al fine di semplificare le regole di cumulo#Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO relativo all'applicazione della decisione n. del Comitato misto CEE-Svezia che modifica il protocollo n. 3 per quanto riguarda il concetto di prodotti originari e i metodi di cooperazione amministrativa al fine di semplificare le regole di cumulo#(presentate dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 276
Vol. 1988/0086
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
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2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak---      COMMISSIONE DELIE COMUNITA EUROPEE
                                                   COM(88 ) 276 def .
                                                   Bruxelles , 16 maggio 1988
                                   Proposta di
                   DECISIONE DEL COMITATO MISTO CEE / SVEZIA
           che modifica il protocollo n . 3 per quanto riguarda il
         concetto di prodotti originari e i metodi di cooperazione
         amministrativa al fine di semplificare le regole di cumulo
                                   Proposta di
                       REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO
   relativo all' applicazione della decisione n .          del Comitato misto
CEE-Svezia che modifica il protocollo n . 3 per quanto riguarda il concetto
di prodotti originari e i metodi di cooperazione amministrativa al fine di
                       semplificare le regole di cumulo
                        ( presentate dalla Commissione )
                                            /*:/ t                 X
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 ---pagebreak---                                  MEMORANDUM ESPLICATIVO
  I. OBIETTIVO DELLA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE DI DECISIONE DEI COMITATI MISTI
     CEE / PAES I EFTA
     La Commissione propone di semplificare le norme del cumulo diagonale
     rendendo multilaterale l' attuale cumulo bilaterale negli scambi tra la
     Comunità ed I paesi EFTA .
II . INTRODUZ IONE
     1 . GII accordi di libero scambio stipulati tra la Comunità ed I singoli
         paesi dell' EFTA sono In vigore già da 15 anni . La maggior parte di tali
         accordi riguarda soltanto I prodotti industriali ( capp . 25-97 della
         NCCD ), compresi taluni prodotti Industriali nel quali sono Integrati
         prodotti agricoli ( protocollo n . 2 degli accordi ).
     2 . Nella zona di libero scambio , a differenza di quanto avviene
         nell' unione doganale , le merci devono essere originar le del paese
         partner esportatore per poter fruire dell' esenzione dal dazi nel paese
         partner d' importazione .
     3 . Per ottenere l' origine preferenziale :
         - le merci devono essere interamente ottenute in un paese partner ( con
            materiale locale ), oppure ,
         - se , a causa della divisione internazionale del lavoro , sono stati
            usati materiali o prodotti semifiniti esteri nel paese partner di
            esportazione , tali merci devono subirvi una lavorazione o
            trasformazione sufficiente ( cambiamento di voce doganale , requisiti
            di valore aggiunto o di condizioni specifiche ).
         Tuttavia , qualora la lavorazione o la trasformazione nel paese partner
         di esportazione non sia completa o sufficiente , possono intervenire le
         norme di cumu I o . Tali norme prevedono che le operazioni atte a
         conferire l' origine non si svolgano necessariamente nel territorio del
         paese partner esportatore . Con II cumulo si prende In considerazione ,
         entro certi limiti , la lavorazione o la trasformazione del materiale o
         del prodotti semifinlti svolta in un altro paese partner . Il concetto
         di cumulo costituisce un incentivo all' Impiego di materiali prodotti
         nella zona di   libero scambio .
                                                                                   г
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III . LE ATTUALI NORME DI CUMULO NEGLI SCAMBI TRA LA COMUNITÀ' ED I PAESI EFTA
      1 . Negli scambi tra la Comunità ed I paesi dell' EFTA , ovviamente vi è
          anzitutto un cumulo bl laterale , dato che la Comunità ha stipulato
          separatamente un accordo di libero scambio con ciascuno del paesi
          dell 'EFTA , cosicché si sono formate diverse zone preferenziali . A tale
          riguardo , è Irrilevante l' impiego di materie di un paese terzo nel
          paese di fabbricazione del prodotto finito . Per poter fruire del cumulo
          bilaterale , I prodotti finiti devono essere esportati dal paese
          partner nel quale ne è stata completata la fabbricazione ,
          esclusivamente nel paese partner preferenziale che ha fornito il
          materiale o i prodotti semlfinlti impiegati .
          In tale contesto , le regole del cumulo bilaterale prevedono che , per la
          valutazione del criterio di lavorazione e trasformazione sufficiente , i
          materiali o I prodotti semlfinlti originari di un paese partner siano
          considerati originari dell' altro paese partner .
      2 . Per tener conto del legami esistenti , oltre alla stessa zona
          preferenziale , tra imprese della CEE ed imprese dei paesi EFTA ,
          parallelamente alla possibilità del cumulo bilaterale è stata prevista
          la possibilità di cumulo diagonale ( multilaterale ) , nel quale sono
          col legate le diverse zone di libero scambio . Il cumulo diagonale si
          riferisce ai casi in cui le merci sono esportate In un paese partner
          preferenziale diverso da quello che ha fornito il materiale o I
          prodotti semifiniti utilizzati .
          Tuttavia , le norme applicabili al cumulo diagonale sono molto più
          restrittive e complicate di quelle riguardanti il cumulo bilaterale :
          a ) Le merci prodotte nella Comunità o In un paese dell 'EFTA
              esclusivamente con prodotti originari di uno dei sette paesi partner
              rispondono alle condizioni per ottenere il trattamento
              preferenz laie .
          b ) Il sistema del cumulo diagonale si applica anche quando , oltre al
              prodotti originari , si usino materiali o parti provenienti da paesi
              terzi . In merito , si osservano le seguenti norme :
              - nel caso in cui una regola di percentuale dell' elenco figurante
                nell' allegato III ponga un limite , In valore , alla quota di
                prodotti non originari che possono essere incorporati , a talune
                condizioni , Il valore aggiunto deve essere stato acquisito , nel
                singoli paesi , conformemente alle regole di percentuale ed alle
                altre regole stabilite dal suddetto elenco , senza possibilità di
                cumulo da un paese all' altro ( art . 2 , par . 1 , A b ) e B b ) del
                protocollo n . 3 ). Inoltre , non devono essere stati Incorporati
                prodotti non originari che abbiano subito soltanto le lavorazioni
                o trasformazioni Insufficienti di cui all' articolo 5 , paragrafo 5 ;
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            - negli altri casi , I materiali non originari possono essere
               utilizzati soltanto In una proporzione non superiore ,
               complessivamente , al 5% del valore dei prodotti ottenuti , e sempre
               che detti materiali , se fossero stati incorporati nel prodotti
               ottenuti dal primo paese partner esportatore , non avrebbero privato
               questi prodotti del carattere originarlo ( art . 2 , par . 2 ).
IV . RICHIESTA DEI PAESI DELL * EFTA E PROPOSTA DELLA COMMISSIONE
     1 . I paesi dell' EFTA hanno richiesto la semplificazione delle norme
         d' origine fin dal 1975 .
     2 . Nel 1979 la Commissione ha presentato al Consiglio due proposte in
         mer I to :
         - una proposta riguardava l' Introduzione di regole percentuali
            alternative che semplificassero le regole percentuali applicabili ai
            prodotti del capitoli 84-92 della NCCD , al fine di ridurre le spese
            ed I problemi amministrativi derivanti dall 'appi Icaz Ione delle norme
            stabilite dal protocollo n . 3 ;
         - l' altra proposta riguardava la semplificazione delle norme di cumulo
            diagonale . La Commissione proponeva un sistema di cumulo uniforme che
            tenesse conto de I l' ut 1 1 1 zzaz ione dei materiali , delle parti e delle
            componenti originarie di uno dei paesi partner degli accordi , senza
            le restrizioni imposte dal vecchio sistema diagonale . In altri
            termini , la Commissione proponeva un sistema uniforme che ponesse
            sullo stesso plano gli scambi bilaterali e quelli multilaterali .
     3 . Il Consiglio ha adottato nel 1982 la prima proposta riguardante la
         regola percentuale alternativa .
         Ma il Consiglio non ha potuto adottare la semplificazione della regola
         del cumulo diagonale , date le obiezioni sollevate da due Stati membri .
         La Commissione non ha ritirato tale proposta .
 V. EVOLUZIONE DELLA SITUAZIONE POLITICA ED ECONOMICA
     1 . Nella riunione del ministri del paesi EFTA , degli Stati membri e della
         Commissione , svoltasi a Lussemburgo il 9 aprile 1984 , è stata formulata
         l' idea di uno " spazio economico europeo " dinamico . Tale Idea è stata
         solennemente enunciata nella dichiarazione di Lussemburgo .
         In tale spirito , I ministri si sono impegnati , come affermato nella
         dichiarazione di Lussemburgo , a proseguire l' attività volta a
         migliorare la libera circolazione dei prodotti industriali e , in
         proposito , è stato espressamente citato il problema della
         semplificazione delle norme di origine .
     2 . I paesi dell' EFTA hanno reiterato la loro richiesta di semplificazione
         delle norme del cumulo diagonale .
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VI . STUDIO COMUNE E FTA-COMUN ITA *
     1 . In seguito alla dichiarazione di Lussemburgo , gli esperti di origine
         della Comunità e del paesi EFTA sono stati Invitati a condurre uno
         studio sui funzionamento delle regole di cumulo applicate tra la
         Comunità ed l vari paesi EFTA .
     2 . In tale studio sono state fortemente criticate le attuali regole del
         cumulo diagonale :
         a ) anzitutto lo studio rileva che tali regole sono molto difficili da
             comprendere . L' applicazione delle regole In questione pone seri
             problemi d' interpretazione persino agli esperti .
             Tale situazione , causata dalla complessità delle regole , è fonte
             costante di difficoltà tanto per gli esportatori che devono
             applicare le regole stesse quanto per le amministrazioni doganali
             che devono garantirne il rispetto .
             SI può concludere che proprio per tale motivo molto spesso gli
             operatori economici non ricorrono al cumulo diagonale e pertanto
             tali regole , Invece di favorire l' utilizzazione reciproca di
             materiali originari della Comunità e dell 'EFTA , la rendono più
             difficile ;
         b ) in secondo luogo , lo studio deplora che II contenuto stesso della
             norma di cumulo diagonale , con le sue restrizioni , corrisponda
             soltanto in minima parte all' obiettivo di incoraggiare l' uso di
             prodotti originari del paesi partner .
             Infatti , oltre agli oneri amministrativi derivanti da tali
             disposizioni ( necessità di tenere registrazioni contabili che
             consentano In qualsiasi momento di risalire al l' origine dei singoli
             elementi rientranti nella fabbricazione del prodotto da esportare ),
             l' esportatore non può essere certo che lo stesso prodotto risponderà
             al requisiti richiesti per ottenere l' origine preferenziale In ogni
             paese dell' EFTA al quale è destinato ; talvolta II prodotto è
             conforme , e talvolta l' origine preferenziale gli viene rifiutata . In
             altri termini : un prodotto fabbricato nella Comunità potrebbe essere
             esentato dal dazi all' Importazione In un paese EFTA ma non In un
             altro paese EFTA , secondo la provenienza dei materiali utilizzati .
             Per le Imprese è arduo capirne I motivi e mettere in pratica tali
             disposizioni . Per tale ragione , gli esportatori sono Indotti a
             rinunciare all' uso di prodotti originari della zona economica , a
             favore di materiali di paesi terzi , non sottoposti a restrizioni ,
             come previsto nel sistema di cumulo diagonale .
                                                                                     $
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 VII . CONTENUTO DELLA PRESENTE PROPOSTA DELLA COMMISSIONE
        1 . La presente proposta intende rinnovare la proposta presentata dalla
            Commissione al Consiglio nel 1979 .
        2 . Viste le disposizioni in materia ( art . 28 del protocollo n . 3 ), la
            presente proposta sostituisce la raccomandazione di decisione del
            Consiglio che autorizza la Commissione a negoziare con I paesi
            dell' EFTA la semplificazione e l' armonizzazione delle regole di
            cumulo , come stabilito dal documento C0M(78)746 def .
            de II ' 1 1 genna io 1979 .
Vili . VALUTAZIONE ECONOMICA DELLA PROPOSTA
        1 . La proposta si fonda sulla convinzione che l' estensione del libero uso
            delle materie , del prodotti semi fini ti e delle parti e componenti del
            paesi partner sia fonte di vantaggi reciproci e rafforzi la posizione
            dell' Europa complessivamente , dando nel contempo incentivo all' uso di
            materiali originari delle zone di libero scambio , preferiti a quelli
            di paesi terzi .
        2 . In qualità di principale fornitore di parti e componenti delle zone di
            libero scambio , la Comunità sarebbe favorita da tale proposta .
            Evidentemente ne trarrebbero vantaggio anche I paesi EFTA , per I quali
            il mercato preferenziale è proporzionalmente maggiore .
        3 . E' innegabile che la soppressione delle restrizioni connesse
            all' attuale cumulo diagonale può comportare la possibilità di
            Incorporare In maggior misura elementi importati da paesi terzi . Si
            teme una maggiore penetrazione di componenti provenienti dai Giappone
            e da altri paesi dell' Estremo Oriente . GII esperti hanno discusso a
            fondo tale questione , senza poter apportare la prova del rischio
            effettivo di maggiore Incorporazione di materiale di paesi terzi .
            Pertanto , tali timori sembrerebbero piuttosto teorici . L' attuale
            regola del cumulo bilaterale offre già ampie possibilità di utilizzo
            di materiali terzi nel prodotto finito . Occorre rilevare che la regola
            del cumulo bilaterale viene applicata da 15 anni nel commercio tra la
            Comunità ed I paesi dell' EFTA e nel commercio all' Interno dell' EFTA ,
            senza che sia stata formulata alcuna protesta in merito a difficoltà
            economiche . Di conseguenza , la Commissione ritiene che il cumulo
            diagonale proposto non sla fonte di alcun problema .
        4 . Sembra Ingiustificato richiedere ulteriori discussioni tecniche a tale
            riguardo . La Commissione ritiene che la questione sia matura per una
            decisione a I ivel lo poi it Ico .
   IX . CONCLUSION !
        Pertanto la Commissione propone di semplificare e di aggiornare il cumulo
        diagonale negli scambi tra la Comunità ed i paesi dell' EFTA ,
        generalizzando l' attuale cumulo bilaterale , ed invita II Consiglio ad
        assumere una posizione comune in merito all' allegato progetto ( Svezia ) di
        decisioni del comitati misti CEE / paesI EFTA .
                                                                                     C
 ---pagebreak---                                      Proposta dl
                      Decisione del comitato misto CEE / Svezla
              che modifica il protocollo n . 3 per quanto riguarda il
            concetto di prodotti originari e I metodi di cooperazlone
            amministrativa al fine di semplificare le regole di cumulo
IL COMITATO MISTO ,
visto l' accordo tra la Comunità economica europea ed II Regno di Svezia ,
firmato a Bruxelles il 22 luglio 1972 ,
visto il protocollo n . 3 relativo alla definizione della nozione di " prodotti
originari " ed al metodi di cooperazlone amministrativa , in appresso denominato
protocollo n . 3 , ed in particolare l' articolo 28 ,
considerando che la complessità dell' attuale sistema di cumulo , previsto dal
protocollo n . 3 , non ne favorisce l' applicazione da parte degli operatori
economici , né il controllo da parte delle amministrazioni doganali ;
considerando , peraltro , che l' attuale sistema di cumulo dell' origine non
rappresenta li migliore incentivo all' uso di materiali , parti o componenti
forniti da uno o da più paesi partner , In quanto , fra l' altro , l' origine
cumulativa acquisita in un determinato rapporto commerciale non è
necessariamente accettabile In caso di esportazione ad altri paesi partner ,
mentre il procedimento di fabbricazione del prodotto finito è assolutamente
 identico nei vari rapporti commerciali considerati ;
considerando che è necessario Istituire un solo metodo di cumulo unificato ,
fondato sul concetto che I materiali , le parti e le componenti originarie di
altri paesi partner del vari accordi stipulati tra la CEE ed I paesi dell' EFTA
possono essere usati nella fabbricazione di un prodotto nella Comunità o In
Svezia , senza che vi siano disposizioni particolari che limitino l' acquisizione
dell 'origine cumulativa ;
considerando pertanto che gli articoli 1 e 2 , nonché le disposizioni del
protocollo n . 3 relative a tali articoli , devono essere modificati ,
DECIDE :
                                      Artlcolo 1
Il protocollo n . 3 è modificato come segue :
1 . GII articoli 1 e 2 sono sostituiti dal seguente testo :
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                                             " Articolo 1
Ai fini de l l' app I Icaz Ione dell' accordo , fatte salve le disposizioni degli
articoli 2 e 3 del presente protocollo , sono considerati :
1 . Prodotti originari della Comunità :
   a ) I prodotti che sono totalmente ottenuti nella Comunità al sensi
        dell' articolo 4 del presente protocollo ;
   b ) I prodotti ottenuti nella Comunità e nei quali siano incorporati materiali
        non interamente ottenuti nella stessa , purché :
          I ) tali   materiali siano stati sottoposti nella Comunità a lavorazioni o
               trasformazioni sufficienti al sensi dell' articolo 5 del presente
               protocollo , oppure
        il ) tali materiali siano originari della Svezia , dell' Austria , delia
               Finlandia , del I ' Islanda , della Norvegia o della Svizzera , In
               applicazione del protocollo n . 3 allegato agli accordi tra la Comunità
               e tali paesi o dell' allegato B della convenzione che Istituisce la
               zona europea di libero scambio , sempre che le regole di tali
               protocolli e quelle dell' allegato siano Identiche ;
2 . Prodotti originari della Svezia :
     a ) I prodotti totalmente ottenuti in Svezia , ai sensi dell' articolo 4 del
         presente protocollo ;
     b ) I prodotti ottenuti In Svezia e nel quali siano incorporati prodotti non
          Interamente ottenuti in tale paese , purché
            I ) tali materiali siano stati sottoposti      in Svezia a lavorazioni o
                trasformazioni sufficienti , ai sensi dell' articolo 5 del presente
                protocol lo , oppure
          II ) tali materiali siano originari della Comunità , dell 'Austria , della
                Finlandia , dell 'Islanda , della Norvegia o della Svizzera , in
                applicazione del protocollo n . 3 allegato agli accordi fra la
                Comunità e tali paesi o dell' allegato B della convenzione che
                istituisce la zona europea di libero scambio , sempre che le regole di
                tali protocolli e quelle dell' allegato siano Identiche .
                                              Articolo 2
I prodotti elencati nell' allegato II sono temporaneamente esclusi dal campo
d' appi Icaz Ione del presente protocollo . Tuttavia , le disposizioni In materia di
cooperazlone amministrativa e l' articolo 23 si applicano , mutatls mutandis , ai
suddetti prodotti ."
                                                                                       $
 ---pagebreak--- 2 . Nell' articolo 3 , prima riga , l' espressione " disposizioni dell’articolo 2 " è
    sostituita dall' espressione " disposizioni dell' articolo 1 ".
3 . Nell' articolo 5 , paragrafo 5 , l' espressione " articolo 1 , paragrafo 1 , b ) e
    paragrafo 2 b )" è sostituita dall' espressione " articolo 1 , paragrafo 1 b ),
    I ) e paragrafo 2 , b ) l ) " .
4 . Nell' articolo 6 , paragrafo 3 , l' espressione " in caso di applicazione degli
    articoli 2 e 3 " è sostituita dall' espressione " In caso di applicazione
    dell' articolo 3 " .
5 . Nell' articolo 8 , paragrafo 3 , secondo comma , l' espressione " di cui
    all' articolo 2 " è sostituita dall' espressione " di cui all' articolo 1 ".
6 . L' articolo 9 è modificato come segue :
    a ) Il paragrafo 3 è sostituito dal seguente testo :
        " 3 . a ) Le autorità doganali degli Stati membri della Comunità sono
                  abilitate a rilasciare I certificati EUR 1 per I prodotti originari
                  della Svezia , dell' Austria , della Finlandia , dell' lslanda , della
                  Norvegia o della Svizzera , ai sensi del protocolli o dell' allegato
                  di cui all' articolo 1 , purché tali prodotti si trovino nella
                  Comunità e non abbiano subito alcuna lavorazione o trasformazione ,
                  oppure vi siano stati sottoposti a lavorazioni o trasformazioni
                   insufficienti a conferire loro il carattere di prodotti originari
                  della Comun I tà .
              b ) Le autorità doganali della Svezia possono rilasciare I certificati
                  EUR 1 per I prodotti originari della Comunità , dell' Austria , della
                  Finlandia , dell' lslanda , della Norvegia o della Svizzera , al sensi
                  del protocolli o dell' allegato di cui all' articolo 1 , sempre che
                  tali prodotti si trovino in Svezia e non abbiano subito lavorazioni
                  o trasformazioni , oppure vi siano stati sottoposti a lavorazioni o
                  trasformazioni     Insufficienti a conferire loro il carattere di
                  prodotti originari della Svezia .
              c ) Quando si applicano I precedenti commi a ) e b ), il rilascio del
                  certificati EUR 1 è subordinato alla presentazione del certificati
                  EUR 1 rilasciati In precedenza ."
    b ) Nel paragrafo 4 , primo comma , dello stesso articolo , l' espressione
        " previsto dall' accordo " è sostituita dall' espressione " previsto dagli
        accordi o dalla convenzione di cui all' articolo 1 ".
    c ) SI aggiunge II seguente paragrafo :
        " 10 . Le disposizioni dei paragrafi 2 , 3 , 4 e 9 che precedono si
                 applicano , mutatls mutandls , alle fatture emesse da esportatori
                 autorizzati , alle condizioni stabilite dall' articolo 13 , paragrafi
                 11 e 12 del presente protocollo ."
 ---pagebreak---                                            - 4 -
 7 . Nell' articolo 10 , paragrafo 5 , l' espressione " secondo comma " è soppressa .
 8 . L' articolo 13 ò modificato come segue :
     a ) nel paragrafo 8 , a ) l' espressione " di cui all' articolo 2 , paragrafo 1 " è
         sostituita dall' espressione " di cui all' articolo 1 ";
     b ) nel paragrafo 13 b ), ultima riga , l' espressione " secondo comma " è
         soppressa .
 9 . Nell' articolo 16 , paragrafo 1 , l' espressione " di cui all' articolo 2 " è
     sostituita dall' espressione " di cui all' articolo 1 .
10 . Nell' articolo 22 , quarta ed ottava linea , le espressioni " degli accordi di
     cui all' articolo 2 “ è sostituita dall' espressione “ degli accordi e della
     convenzione di cui all' articolo 1 ".
11 . Nell' articolo 23 , paragrafo 1 , ultima riga , l' espressione " di cui
     all' articolo 2 " è sostituita dall' espressione " di cui all' articolo 1 ".
12 . L' articolo 24 è modificato come segue :
     a ) nel paragrafo 3 l' espressione " per l' applicazione dell' articolo 1 ,
         paragrafo 2 , lettera b ), ultima frase " è sostituita dall' espressione
         " per l' applicazione dell' articolo 1 , paragrafo 2 , lettera b ), II )";
     b ) Il paragrafo 4 è sostituito dal seguente testo :
         " 4 . Per l' applicazione dell' articolo 1 , paragrafo 2 , lettera b ), II ), I
               prodotti originari della Spagna o I prodotti accompagnati da un
               certificato EUR 1 nella cui casella 7 " osservazioni " sla posta la
               sigla “ ES “, Importati In Svezia e che non abbiano subito nessuna
               lavorazione o trasformazione oppure che vi siano stati sottoposti a
               lavorazioni o trasformazioni   Insufficienti a conferire loro II
               carattere di prodotti originari della Svezia , successivamente
               esportati in Austria , Finlandia , Islanda , Norvegia o Svizzera ,
               fruiscono , all' importazione in uno di questi cinque paesi , di un
               trattamento Identico a quello che avrebbero ricevuto qualora fossero
               stati importati direttamente dalla Spagna ."
13 . Nell' articolo 25 , paragrafo 2 , I termini “ la Svezia o uno degli altri
     cinque paesi di cui all' articolo 2 " sono sostituiti dal termini “ la Svezia ,
     l' Austria , la Finlandia , I' Islanda , la Norvegia o la Svizzera ".
                                                                                         \o
 ---pagebreak---                                              - 5 -
14 . L' articolo 27 è modificato come segue :
     a ) nel paragrafo 1 , l' espressione " per l' applicazione dell' articolo 2 ,
         paragrafo 1 , punto A " è sostituita dall' espressione " per l' applicazione
         dell' articolo 1 , paragrafo 1 , lettera b ) li )";
     b ) nel paragrafo 2 , l' espressione " per l' applicazione dell' articolo 2 ,
         paragrafo 1 , punto B " è sostituita dall' espressione " per l' applicazione
         dell' articolo 1 , paragrafo 2 , lettera b ) li )".
15 . L' allegato I ( note esplicative ) è modificato come segue :
     a ) Nota 2
         - nel titolo , è soppresso II riferimento all' articolo 2 ;
         - nei commi 1 e 2 , l' espressione " fatte salve le eccezioni di cui
           all' articolo 2 " è sostituita dall' espressione " fatte salve le
           eccezioni di cui all' articolo 3 ".
     b ) Nota 3
         - nel titolo , è soppresso II riferimento all' articolo 2 ;
         - nel testo della nota , l' espressione " di cui all' articolo 2 " è
           sostituita dall' espressione " di cui all' articolo 1 ".
16 . Nel titolo dell' allegato II , Il riferimento all' articolo 1 è sostituito dal
     riferimento all' articolo 2 .
                                           Art Icolo 2
La presente decisione diventa effettiva II 1° gennaio 1989 .
Fatto a Bruxel les ,
                       Per  i I Coml tato misto
                             I I Pres I dente
                                                                                      II
 ---pagebreak---                                                  PROPOSTA Dl
                              REGOLAMENTO (CEE)                           DEL CONSIGLIO                                            '       ■ • Ait*..
                                                                                                                                (H : ■                               ;
                                                                                                                            ■
              relativo airappllcczione della derilione n. /          del Comitato misto CEE-Svezia                           ••••
                                                                                                                              •                   ■•      i-i vi ;-_ '
                    che modifica II protocollo n . 3 per quanto riguarda II
                  concetto di prodotti originari e I metodi di coopcrazione
                 amministrativa al fine di semplificare le regole di cumulo
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                              considerando che occorre applicare tale decisione
                                                                  nella Comunità,
visto il trattato che istituisce la Comunità econo¬
mica europea, in particolare l'articolo 1 13 ,                                                                              "Α ;ίν .·■
                                                                  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :
viste la proposta della Commissióne,
                                                                                          Articolo 1
considerando che un accordo tra la Comunità eco¬
nomica europea e il Regno di Svezia ( ') è stato fir¬             Per l'applicazione dell’accordo tra la Comunità eco*
mato il 22 luglio 1972 ed è entrato in vigore il                  nomica europea e il Regno di Svezia si applica nella ? ’•
 1 ? gennaio 1973 ;                                               Comunità la decisione n. /         del Comitato misto." >
                                                                                                                                   .. ■■ мЩ
considerando che in virtù dell'articolo 28 del protocollo n . 3 ,                                                                .       ..
relativo «Ha definizione della nozione di prodotti originari e                            Articolo 2
ai metodi di cooperazione amministrativa , che è parte
integrante di deno accordo, il Comitato misto ha adottato                                                                          >         •
la decisione n.        che                modifica tale proto-    Il presente regolamento entra in vigore il terzo .                               •-          И-‘ :
eolio;                                                            giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta : 1                      •. -* • ;^рг -
                                                                  ufficiale delle Comunità europee.               -    ,':
                                                                                                                                     ■       * •••
                                                                                                                                       ■    -, '
               Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applica¬                             ••
              bile in ciascuno degli Stati membri .
               Fatto a Bruxelles, addi .
                                                                                                                                       "■ • v.,;â
                                                                                  Per il Consiglio                                                     rt
                                                                                   Il Présidente                                                       ; -3
                                                                                                                                          ■ ?
                                                                                                                                                       -S    rffv
                                                                                                                                     -- -I
                                                                                                                                                 ■ . '$
                                                                                                                                                 " Ц
                                                                                                                                            1 .          . '·<£
                                                                                                                                              ■; .         '&ί
                                                                                                                                                             Лй
                                                                                                                                                             •-5
                                                                                                                                                              ίΆ
                                                                                                                                                   ι ■ *·&ι
                                                                                                                                                     ", “ 1Ф
                                                                                                                                                                я.
 (’) GU n. L 300 del 31 . 12. 1972, pag. 97.
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I.    Raison principale pour întrodiüLre la inesuru
      Les règles actuelles de cumul diagonal sont excessivement complexes .
      Le manque de transparence' due à cette complexité est une source
      constante de difficultés pour les transformateurs qui doivent
      appliquer ces règles .
II .  Caractéristiques des entreprises en cause
      Les simplifications des règles de cumul telle qu' elle est proposée par
      la Cbtimission doit bénéficier à toutes les transformateurs exportant
      des marcnandises vers les pays de l' AELE quelque soit par ailleurs la
      dimension de ces entreprises .
III . Quelles obligations cette proposition impose-t-el le directement aux
      entreprises ?
      Aucune obligation nouvelle .
      Elle remplace un ensemble de règles existantes et elle est basée sur
      le fait que l' extension de l' utilisation non restrictive dans nos
      échanges réciproques avec chacun des pays de 1 1 AELE de matières
      premières , parties et composants originaires serait de notre intérêt
      mutuel en incitant à utiliser les matériels originaires de la zone .
      De plus les coûts administratifs seraient moins élevés .
IV.   Quelles       ooligations    indirectes    les    collectivités    nationales ,
      régionales       ou   locales    sont-elles    susceptibles   d' imposer   aux
      entreprises ?
      Aucune .
V.    Des dispositons spéciales s' appliquent-elles aux PME ?
      Non     ( voir point II ci-dessus ) .
VI . Quels effets la proposition aura-t-el le éventuellement sur :
      a ) la capétitivité des entreprises ?
          Les     entreprises   communautaires  en tireront des avantages mais
          également les entreprises des pays AELE partenaires .
      b) L ' emploi ?
          L ' effet n ' est pas mesurable , les règles d' origine n' étant pas à
          elles seules un facteur déterminant et jouent uii rôle mineur dans
          le cnoix des investisseurs .
VII Les organisations representatrices compétentes or.t elles été
      consultées ?
      Non .
                                                                                      tb