CELEX: C1996/336/15
Language: it
Date: 1996-11-09 00:00:00
Title: SENTENZA DELLA CORTE 11 luglio 1996 nei procedimenti riuniti C-427/93, C-429/93 e C-436/93 (domande di pronuncia pregiudiziale del Sø- og Handelsret di Copenaghen e dello Højesteret): Bristol-Myers Squibb e a. contro Paranova A/S (Direttiva 89/104/CEE sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa - Art. 36 del Trattato CE - Riconfezionamento di prodotti muniti di marchio)

9 . 11 . 96          Ml                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      N. C 336/7
                SENTENZA DELLA CORTE                                  Commissione 30 luglio 1992 , n . 2163 , relativo alla riscos­
                         ( Sesta Sezione )                            sione di un importo supplementare a norma dei regolamenti
                                                                      ( CEE ) n . 3429/80, ( CEE ) n . 796/81 e ( CEE) n . 1755/81 , che
                          4 luglio 1996                               stabiliscono le misure di salvaguardia applicabili all'impor­
nel procedimento C-295 /94 ( domanda di pronuncia pregiu­             tazione di funghi di coltivazione ( GU L 217, pag. 16 ), la
diziale proposta dal Finanzgericht di Amburgo ): Hüpeden              Corte ( Sesta Sezione ), composta dai signori C.N. Kakouris
     & Co. KG contro Hauptzollamt Hamburg-Jonas ( 1 )                 ( relatore ), presidente di sezione, G.F. Mancini e J.L.
(Conserve di funghi di coltivazione — Misure digestione del           Murray, giudici; avvocato generale : F.G. Jacobs; cancelliere :
                               mercato)                               H.A. Rühl , amministratore principale, ha pronunciato, il
                                                                      4 luglio 1996 , una sentenza il cui dispositivo è del seguente
                          ( 96/C 336/ 13 )                            tenore :
                (Lingua processuale: il tedesco)                      L'art. 1 del regolamento (CEE) della Commissione 30 luglio
                                                                      1992, n. 2163/92, relativo alla riscossione di un importo
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pub­           supplementare a norma dei regolamenti (CEE) n. 3429/80,
blicata nella « Raccolta della giurisprudenza della Corte »)           (CEE) n, 796/81 e (CEE) n. 1755/81 , che stabiliscono le
                                                                      misure di salvaguardia applicabili all'importazione di funghi
Nel procedimento C-295/94, avente ad oggetto la domanda               di coltivazione, è invalido quanto al livello dell'importo
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte , a norma              supplementare fissato.
dell' art. 177 del Trattato CE, dal Finanzgericht di Amburgo
( Germania ), nel procedimento dinanzi ad esso pendente tra            (M GU n . C 370 del 24 . 12 . 1994 .
Hüpeden & Co . KG e Hauptzollamt Hamburg-Jonas,
domanda vertente sulla validità del regolamento ( CEE ) del
Consiglio 30 giugno 1981 , n . 1796 , relativo alle misure
applicabili all'importazione di conserve di funghi coltivati
( GU L 183 , pag. 1 ), la Corte ( Sesta Sezione ), composta dai
signori C.N. Kakouris ( relatore ), presidente di sezione, G.F.                         SENTENZA DELLA CORTE
Mancini e J.L. Murray, giudici; avvocato generale : F.G.
                                                                                                11 luglio 1996
Jacobs; cancelliere : H.A. Rühl , amministratore principale,
ha pronunciato, il 4 luglio 1996 , una sentenza il cui                 nei procedimenti riuniti C-427/93 , C-429/93 e C-436/93
dispositivo è del seguente tenore :                                    ( domande di pronuncia pregiudiziale del So- og Handelsret
                                                                       di Copenaghen e dello Højesteret ): Bristol-Myers Squibb e
L'art. 2, n. 1 , del regolamento (CEE) del Consiglio                                      a. contro Paranova A/S ( 1 )
30 giugno 1981 , n. 1796/81 , relativo alle misure applicabili         (Direttiva 89/104/CEE sul ravvicinamento delle legislazioni
all'importazione di conserve di funghi coltivati, non è valido         degli Stati membri in materia di marchi d'impresa — Art. 36
quanto al livello dell'importo supplementare fissato.                  del Trattato CE — Riconfezionamento diprodotti muniti di
                                                                                                    marchio)
(M GU n . C 370 del 24 . 12 . 1994 .                                                             ( 96/C 336/15 )
                                                                                        (Lingua processuale: il danese)
                 SENTENZA DELLA CORTE                                   (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pub­
                                                                        blicata nella « Raccolta della giurisprudenza della Corte »)
                          ( Sesta Sezione )
                            4 luglio 1996                              Nei procedimenti riuniti C-427/93 , C-429/93 e C-436/93 ,
 nel procedimento C-296/94 ( domanda di pronuncia pregiu­               aventi ad oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale
 diziale proposta dal Finanzgericht di Amburgo ): Bernhard              proposte alla Corte, a norma dell'art . 177 del Trattato CE,
     Pietsch contro Hauptzollamt Hamburg-Waltershof ( x )               dal So- og Handelsret di Copenaghen e dallo Højesteret,
                                                                        nelle cause dinanzi ad essi pendenti tra Bristol-Myers Squibb
        (Conserve di funghi di coltivazione — Misure di                 e Paranova A/S ( procedimento C-427/93 ), e fra C.H.
                             salvaguardia)                              Boehringer Sohn, Boehringer Ingelheim KG, Boehringer
                            ( 96/C 336/ 14 )                            Ingelheim A/S e Paranova A/S ( procedimento C-429/93 ), e
                                                                        fra Bayer Aktiengesellschaft, Bayer Danmark A/S e Para­
                 (Lingua processuale: il tedesco)                       nova A/S ( procedimento C-436/93 ), domande vertenti
                                                                        sull'interpretazione dell' art. 7 della prima direttiva del
  (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pub­           Consiglio 21 dicembre 1988 , 89/104/CEE, sul ravvicina­
  blicata nella « Raccolta della giurisprudenza della Corte »)          mento delle legislazioni degli Stati membri in materia di
                                                                        marchi d' impresa ( GU 1989 , L 40, pag . 1 ), e dell' art. 36 del
 Nel procedimento C-296/94, avente ad oggetto la domanda                Trattato CE, la Corte, composta dai signori G.C. Rodríguez
 di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                Iglesias , presidente, C.N. Kakouris , J.-P. Puissochet e G.
  dell'art. 177 del Trattato CE, dal Finanzgericht di Amburgo           Hirsch, presidenti di sezione, G.F. Mancini , J.C. Moitinho
  ( Germania ), nel procedimento dinanzi ad esso pendente tra           de Almeida, C. Gulmann ( relatore ), P. Jann e H. Ragne­
  Bernhard Pietsch e Hauptzollamt Hamburg-Waltershof,                    malm, giudici; avvocato generale : F.G. Jacobs, cancelliere :
  domanda vertente sulla validità del regolamento ( CEE) della           H. von Holstein , vicecancelliere , ha pronunciato l' il luglio
 ---pagebreak--- N. C 336/8              IT                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      9 . 11 . 96
1996 una sentenza il cui dispositivo è del seguente                             un oggetto supplementare. Spetta al giudice nazio­
tenore :                                                                        nale accertare che lo stato originario del prodotto
                                                                                contenuto nella confezione non sia indirettamente
1 ) Il fatto che il titolare di un diritto di marchio si avvalga                alterato dal fatto che, segnatamente, la confezione
    di tale diritto per impedire ad un importatore di                           esterna o interna del prodotto riconfezionato o un
    smerciare un prodotto che è stato messo in commercio                        nuovo foglietto di avvertenze per l'uso o di infor­
    in un altro Stato membro dal titolare o con il suo                          mazioni non contengano talune informazioni
    consenso, qualora il detto importatore abbia riconfezio­                    importanti o contengano informazioni inesatte,
    nato il prodotto e vi abbia riapposto il marchio senza                      oppure che un oggetto supplementare inserito nella
    l'autorizzazione del titolare, dev'essere valutato in base                  confezione dall'importatore e destinato all'assun­
    al combinato disposto della normativa nazionale sui                         zione e al dosaggio del prodotto non sia conforme
    marchi e dell'art. 7 della prima direttiva del Consiglio                    alle modalità di uso e alle dosi previste dal fabbri­
    21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento                            cante;
    delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi
    d'impresa, interpretato alla luce dell'art. 36 del Trattato             — siano indicati chiaramente sulla nuova confezione
    CE .                                                                        l'autore del riconfezionamento del prodotto e il
                                                                                nome del fabbricante di questo e tali indicazioni
                                                                                siano stampate in modo tale che una persona dotata
2 ) L'art. 7, n. 1 , della direttiva 89/104 osta a che il titolare
                                                                                di vista normale e che presta una normale attenzione
    di un diritto di marchio si avvalga di tale diritto, salvo
                                                                                sia in grado di comprenderle. Inoltre, l'origine di un
    nei casi definiti nel n . 2 dello stesso articolo, per                      oggetto supplementare non proveniente dal titolare
    impedire che un importatore smerci un prodotto che è
    stato messo in commercio in un altro Stato membro dal
                                                                                del marchio dev'essere indicata in modo da dissipare
                                                                                l'impressione che il titolare del marchio ne sia
    titolare o con il suo consenso, anche qualora il detto                      responsabile. Non occorre invece indicare che il
    importatore abbia riconfezionato il prodotto e vi abbia                     riconfezionamento è stato effettuato senza l'autoriz­
    riapposto il marchio senza l'autorizzazione del tito­                       zazione del titolare del marchio;
    lare.
                                                                             — la presentazione del prodotto riconfezionato non sia
3 ) L'art. 7, n . 2, della direttiva 89/104 dev'essere interpre­                atta a nuocere alla reputazione del marchio e a quella
    tato nel senso che il titolare del marchio può legittima­                   del suo titolare; così, la confezione non dev'essere
    mente opporsi all'ulteriore smercio di un prodotto                          difettosa, di cattiva qualità o grossolana, e
    farmaceutico qualora l'importatore abbia riconfezio­
    nato il prodotto e vi abbia riapposto il marchio, a meno                 — l'importatore, prima di mettere in vendita il pro­
    che:                                                                        dotto riconfezionato, ne informi il titolare del
                                                                                marchio e gli fornisca, su sua richiesta, un campione
    — sia provato che l'esercizio del diritto di marchio da                     del prodotto riconfezionato.
         parte del titolare per opporsi allo smercio dei
         prodotti riconfezionati con il detto marchio contri­           (') GU n . C 338 del 15 . 12 . 1993 .
         buirebbe ad isolare artificiosamente i mercati nazio­
         nali nell'ambito della Comunità. Ciò si verifica, in
         particolare, qualora il titolare abbia messo in com­
         mercio, in vari Stati membri, un prodotto farmaceu­
         tico identico in confezioni diverse e il riconfeziona­
         mento effettuato dall'importatore, da un lato, sia                              SENTENZA DELLA CORTE
         necessario per lo smercio del prodotto nello Stato
         membro dell'importazione e, dall'altro, avvenga                                         11 luglio 1996
         secondo modalità tali che lo stato originario del              nel procedimento C-39/94 ( domanda di pronuncia pregiu­
         prodotto non può risultarne alterato. Per contro,              diziale proposta dal Tribunal de commerce di Parigi ):
         tale condizione non implica che debba essere dimo­             Syndicat fran^ais de l'Express international ( SFEI ) e a.
         strato che il titolare del marchio abbia cercato                                   contro La Poste e a. (*)
         deliberatamente di isolare i mercati nazionali nella
         Comunità;
                                                                        (Aiuti di Stato — Competenza deigiudici nazionaliin caso di
                                                                        ricorso parallelo alla Commissione — Nozione di aiuto di
                                                                        Stato — Effetti della violazione dell'art. 93, n. 3, ultima
     — sia provato che il riconfezionamento non può                                         frase, del Trattato CE)
         alterare lo stato originario del prodotto contenuto
         nella confezione. Ciò si verifica, in particolare,                                       ( 96/C 336/ 16 )
         qualora l'importatore si sia limitato ad effettuare
         operazioni che non comportano rischi di altera­                                (Lingua processuale: il francese)
         zione, ossia, ad esempio, a togliere placchette
         alveolate, flaconi, fiale, ampolle o inalatori dalla
         confezione esterna originale ed a metterli in una               (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pub­
         nuova confezione esterna, ad opporre etichette                  blicata nella « Raccolta della giurisprudenza della Corte »)
          autoadesive sulla confezione interna del prodotto,
          ad accludere alla confezione un nuovo foglietto di            Nel procedimento C-39/94 , avente ad oggetto la domanda
          avvertenze per l'uso o di informazioni o ad inserirvi          di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma