CELEX: 51997PC0676
Language: it
Date: 1997-12-03
Title: Progetto di risoluzione del Consiglio su orientamenti in materia di occupazione per il 1998

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
* Tir
                                      Bruxelles, 03.12.1997
                                      COM(97)676 def.
                          Progetto
                              di
                  Risoluzione del Consiglio
                              su
      Orientamenti in materia di occupazione per il 1998
               (presentato dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                     Comunicazione della Commissione in merito a un
                          Progetto di risoluzione del Consiglio su
               Gli orientamenti in materia di occupazione per il 1998
Nell'ambito del vertice di Amsterdam il Consiglio europeo ha deciso di dare immediata
efficacia a certe disposizioni del nuovo titolo "Occupazione" del Trattato e di tenere un
vertice speciale sull'occupazione. Di conseguenza la Commissione ha adottato il 1°
ottobre 1997 una comunicazione intitolata Proposta di orientamenti per la definizione
delle politiche dell'occupazione degli Stati membri (1998). Tale comunicazione era
indirizzata al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al
Comitato delle regioni e fungeva da quadro per le discussioni che hanno preceduto la
riunione speciale del Consiglio europeo sull'occupazione tenutosi a Lussemburgo il 20/21
novembre 1997.
Conformemente all'accordo raggiunto dal Consiglio europeo sugli orientamenti come
indicato nelle conclusioni della Presidenza sulla riunione del 20/21 novembre 1997, la
Commissione presenta ora, per adozione, un progetto di risoluzione del Consiglio sugli
Orientamenti in materia di occupazione per il 1998. Gli orientamenti sono impostati su
quattro principali linee d'azione: migliorare Poccupabilità, sviluppare l'imprenditorialità,
incoraggiare l'adattabilità delle imprese e dei loro lavoratori e rafforzare le politiche in
materia di pari opportunità. Si delineano 19 orientamenti specifici.
La Commissione s'impegna a preparare e a presentare a tempo debito le relazioni richieste
dal Consiglio europeo. La Commissione farà a tempo debito i passi necessari per la
presentazione della relazione congiunta al Consiglio europeo di Vienna e per l'adozione
degli orientamenti in materia di occupazione per il 1999.
 ---pagebreak---                                              Progetto
                                                di
                                    Risoluzione del Consiglio
                                                su
                     Orientamenti in materia di occupazione per il 1998
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
Visto il Trattato che istituisce la Comunità europea;
conformemente alla risoluzione del Consiglio europeo di Amsterdam sulla crescita e
l'occupazione che fa riferimento alla procedura contemplata nel nuovo Titolo
sull'occupazione inserito nel Trattato e afferma che il Consiglio dovrebbe adoperarsi per
dare immediata esecuzione a tali disposizioni;
sulla base delle conclusioni del Consiglio europeo straordinario sull'occupazione (20/21
novembre 1997);
visto il progetto della Commissione e la comunicazione della Commissione "Proposta di
orientamenti per la definizione delle politiche dell'occupazione degli Stati membri (1998)"
del 1° ottobre 1997;
vista la risoluzione che rappresenta il contributo del Parlamento europeo al Consiglio
europeo straordinario sull'occupazione;
visto il parere del Comitato economico e sociale sulla comunicazione della Commissione;
visto il contributo del Comitato delle regioni al Consiglio europeo straordinario
sull'occupazione;
visto il parere del Comitato per l'occupazione e il mercato del lavoro;
visto il parere del Comitato di politica economica;
visto il contributo delle parti sociali al Consiglio europeo straordinario sull'occupazione;
considerando che la tematica dell'occupazione è al centro delle preoccupazioni dei
cittadini dell'Europa e che si deve fare tutto il possibile per combattere la disoccupazione i
cui livelli inaccettabili costituiscono una minaccia per la coesione delle nostre società;
considerando che occorre una strategia complessiva articolata nei seguenti tre aspetti:
- (1) il proseguimento e lo sviluppo di una politica macroeconomica coordinata
corroborata da un mercato unico efficiente,
- (2) il coinvolgimento di tutte le politiche comunitarie affinché esse sostengano
l'occupazione e
                                                   -2-
 ---pagebreak--- - (3) il coordinamento delle politiche degli Stati membri in materia di occupazione sulla
base di strategie comuni in relazione sia agli obiettivi che ai mezzi al fine di convergere
verso obiettivi fissati di comune accordo, verificabili e regolarmente aggiornati che
dovrebbe essere incorporati nei piani d'azione nazionali per l'occupazione elaborati dagli
Stati membri;
considerando che un simile coordinamento delle politiche dell'occupazione degli Stati
membri andrà attuato mediante l'adozione di orientamenti in materia di occupazione che
siano coerenti con le grandi linee della politica economica e che fissino obiettivi specifici il
cui raggiungimento dovrà essere regolarmente verificato applicando una procedura
comune di valutazione dei risultati;
considerando che gli orientamenti sono basati su quattro principali linee d'azione:
migliorare l'occupabilità, sviluppare l'imprenditorialità, incoraggiare l'adattabilità delle
imprese e dei loro lavoratori per consentire al mercato del lavoro di reagire ai mutamenti
economici nonché rafforzare le politiche in materia di pari opportunità;
considerando che l'attuazione di tale strategia richiede lo sforzo congiunto di tutti gli
interessati: gli Stati membri, le regioni, le parti sociali e le istituzioni comunitarie e che il
Parlamento europeo e la Banca europea per gli investimenti hanno manifestato il loro
impegno al proposito;
considerando che gli orientamenti dovranno essere incorporati nei piani d'azione nazionali
per l'occupazione affinché possano avere efficacia pratica sotto forma di obiettivi
nazionali quantificati laddove possibile e appropriato, cui faccia seguito il loro
recepimento mediante misure nazionali regolamentari, amministrative e altre;
considerando che i piani d'azione nazionali per l'occupazione fissano scadenze per il
conseguimento dei risultati auspicati alla luce, tra l'altro, delle risorse amministrative
finanziarie cui è possibile attingere;
considerando che l'obiettivo di tali misure è di pervenire a un aumento significativo del
tasso di occupazione in Europa su base duratura;
considerando che le misure preventive sono particolarmente importanti per invertire la
tendenza della disoccupazione giovanile e della disoccupazione di lunga durata mediante
l'identificazione precoce dei bisogni individuali e di risposte ad hoc e che alle misure attive
a sostegno dell'occupabilità va data sistematicamente priorità rispetto alle misure passive
di sostegno;
considerando che indicatori comuni, basati su statistiche comparabili, sono importanti per
il monitoraggio e la valutazione efficaci delle politiche dell'occupazione e per
l'identificazione delle prassi ottimali;
ADOTTA LA PRESENTE RISOLUZIONE
(1)      Gli Orientamenti in materia di occupazione per il 1998, riportati in allegato, sono
         adottati;
(2)      gli Stati membri tengono conto di tali Orientamenti nell'ambito delle loro politiche
         per l'occupazione;
                                                  -3
 ---pagebreak--- (3)  ciascuno Stato membro prepara ogni anno, in una prospettiva pluriennale, un piano
     d'azione nazionale per l'occupazione in cui articola la propria posizione rispetto a
     ciascuno degli Orientamenti ed invia tale piano al Consiglio e alla Commissione
    unitamente ad una relazione sulle modalità della sua attuazione;
(4) gli Stati membri sono invitati
    (a)      a presentare il loro primo piano d'azione nazionale per l'occupazione
             preparato in base ai presenti Orientamenti al Consiglio e alla Commissione
             con sufficiente anticipo prima del Consiglio europeo di Cardiff;
    (b)      a presentare al Consiglio e alla Commissione una relazione annuale sulle
             principali misure adottate per attuare le loro politiche per l'occupazione
             alla luce degli orientamenti nella prospettiva della relazione annuale
             congiunta che il Consiglio e la Commissione presentano al Consiglio
             europeo;
(5) il Consiglio s'impegna a
    (a)      effettuare nel secondo semestre del 1998, sulla base delle relazioni cfi cui al
             punto 4.b), un esame dell'attuazione delle politiche dell'occupazione degli
             Stati membri alla luce degli orientamenti;
    (b)     preparare congiuntamente con la Commissione, sulla base di un progetto
            iniziale della Commissione, una relazione sulla situazione dell'occupazione
            nella Comunità e sull'attuazione degli Orientamenti da presentarsi al
            Consiglio europeo di Vienna;
(6) il Consiglio prende nota del fatto che la Commissione s'impegna a presentare entro
    il 15 ottobre 1998 progetti di Orientamenti attinenti alle politiche dell'occupazione
    degli Stati membri per il 1999;
(7) il Consiglio afferma che le parti sociali a tutti i livelli sono chiamate a recare un
    importante contributo all'attuazione degli Orientamenti e che tale contributo verrà
    regolarmente valutato, tra l'altro anche con la Commissione e il Consiglio, anche
    nel corso di riunioni mensili tripartite a livello di capi di Stato e di governo e di.
    Commissione.
 ---pagebreak---      ORIENTAMENTI IN MATERIA DI OCCUPAZIONE PER IL 1998
I. MIGLIORARE L'OCCUPABILITÀ
   • Affrontare la disoccupazione giovanile e prevenire la disoccupazione di lunga
     durata
     Per frenare l'evoluzione della disoccupazione giovanile e della disoccupazione di
     lunga durata gli Stati membri elaboreranno strategie preventive imperniate
     sull'occupabilità basandosi sull'individuazione precoce delle esigenze individuali;
     entro un termine che sarà fissato da ciascuno Stato membro e che non può essere
     superiore a cinque anni - termine che può essere più lungo per gli Stati membri
     con un tasso di disoccupazione particolarmente elevato - essi provvederanno:
            a offrire a ogni giovane, prima che siano trascorsi sei mesi di
            disoccupazione, la possibilità di ricominciare con un'attività di
           formazione o di riqualificazione professionale, con la pratica lavorativa,
            con un lavoro o altra misura che ne favorisca l'inserimento professionale;
            a offrire anche ai disoccupati adulti, prima che siano trascorsi dodici
            mesi di disoccupazione, la possibilità di ricominciare con uno dei mezzi
            succitati o, in generale, con un orientamento professionale
            individualizzato.
     Queste misure preventive e di inserimento dovrebbero essere combinate con
     misure di reinserimento dei disoccupati di lunga durata.
   • Passare dalle misure passive alle misure attive
     I sistemi di indennità e di formazione devono - all'occorrenza - essere rivisti e
     adattati in modo da garantire che contribuiscano attivamente all'occupabilità e
     incentivino realmente i disoccupati a cercare e accettare un lavoro o a seguire
     una formazione. A tal fine ciascuno Stato membro:
            si adoprerà per aumentare sensibilmente il numero delle persone che
            beneficiano di misure attive atte a facilitarne l'inserimento professionale.
            Per proporre attività di formazione o altro analogo provvedimento a ima
            più alta percentuale di disoccupati, fisserà in particolare l'obiettivo, in
           funzione della sua situazione di partenza, di un progressivo
            ravvicinamento alla media dei tre Stati membri che hanno raggiunto il
            miglior risultato in materia, pari almeno al 20%.
   •  Promuovere un approccio improntato alla compartecipazione
     L'azione dei soli Stati membri non è sufficiente per conseguire i risultati auspicati
     in materia di inserimento. Pertanto,
            le parti sociali sono esortate, ai vari livelli di responsabilità e di azione, a
            concludere rapidamente accordi intesi ad ampliare le possibilità in
            materia di formazione, pratica lavorativa, tirocini o altre misure atte a
           facilitare l'inserimento professionale;
                                             -5-
 ---pagebreak---            gli Stati membri e le parti sociali si adopreranno per promuovere le
            possibilità di formazione permanente.
     Agevolare il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro
     Le prospettive occupazionali sono scarse per i giovani che abbandonano gli studi
     senza avere acquisito le capacità necessarie per accedere al mercato del lavoro.
     Pertanto gli Stati membri:
            miglioreranno la qualità del loro sistema scolastico, in modo da ridurre
            sostanzialmente il numero dei giovani che abbandonano prematuramente
            gli studi;
            si adopreranno per suscitare nei giovani una maggiore capacità di
            adattamento ai mutamenti tecnologici ed economici e per dotarli di
            qualifiche che corrispondano alle esigenze del mercato del lavoro, se del
            caso istituendo o sviluppando i sistemi di apprendistato.
EL SVILUPPARE L'IMPRENDITORIALITÀ
   • Facilitare la fase di avvio e la gestione delle imprese istituendo un quadro
     normativo chiaro, stabile e prevedibile e migliorando le condizioni per lo sviluppo
     dei mercati dei capitali di rischio. Le nuove agevolazioni offerte dalla Banca
     europea per gli investimenti, abbinate agli sforzi compiuti dagli Stati membri,
     consentiranno di rendere più agevole la creazione di nuove imprese. Gli Stati
     membri dovrebbero anche ridurre e semplificare gli oneri amministrativi efiscalia
     carico delle piccole e medie imprese. A tal fine gli Stati membri:
            presteranno particolare attenzione alla riduzione sensibile delle spese
            generali e degli oneri amministrativi delle imprese e più particolarmente
            delle piccole e medie imprese, segnatamente all'atto dell'assunzione di
            lavoratori supplementari;
            incoraggeranno lo sviluppo dell'autoimprenditorialità esaminando - con
            l'obiettivo di ridurli - gli ostacoli che, in particolare nell'ambito dei
            regimi fiscali e previdenziali, possono frapporsi al passaggio all'attività
            autonoma e alla creazione di piccole imprese, in particolare per i
            lavoratori dipendenti.
   • Avvalersi delle possibilità di creare nuovi posti di lavoro
     Se l'Unione europea vuole vincere la sfida dell'occupazione, devono essere messe
     effettivamente a frutto tutte le possibilità di creare nuovi posti di lavoro nonché le
     nuove tecnologie e le innovazioni. A tal fine gli Stati membri.
            esamineranno i mezzi per sfruttare appieno le possibilità offerte dalla
            creazione di posti di lavoro a livello locale, nell'economia sociale e nelle
            nuove attività connesse al fabbisogno non ancora soddisfatto dal mercato,
                                               6-
 ---pagebreak---                esaminando nel contempo - con l'obiettivo di ridurli - gli ostacoli che
              potrebbero agire da freno.
       Rendere il sistema fiscale più favorevole all'occupazione e invertire a lungo
       termine la tendenza verso l'aumento degli oneri fiscali e dei prelievi obbligatori
        sul lavoro (passati dal 35% nel 1980 a oltre il 42% nel 1995). Ciascuno Stato
       membro:
              fisserà, per quanto necessario e tenendo conto del livello attuale, un
               obiettivo di riduzione progressiva del carico fiscale totale e, laddove
               appropriato, un obiettivo di riduzione progressiva della pressione fiscale
               sul lavoro e dei costi non salariali dello stesso - in particolare per quanto
               riguarda il lavoro scarsamente qualificato e a bassa retribuzione - senza
               mettere in discussione il risanamento delle finanze pubbliche e l'equilibrio
              finanziario dei sistemi di previdenza sociale. Esaminerà, se del caso,
               l'opportunità di introdurre un'imposta sull'energia o sulle emissioni
               inquinanti ovvero altro provvedimento fiscale;
               esaminerà, senza esservi obbligato, l'opportunità di ridurre l'aliquota IVA
               sui servizi a largo impiego di manodopera non esposti a concorrenza
               transnazionale.
ffl. INCORAGGIARE L'ADATTABILITÀ DELLE IMPRESE E DEI LORO
     LAVORATORI
     •  Modernizzare l'organizzazione del lavoro
       Al fine di promuovere l'ammodernamento dell'organizzazione del lavoro e delle
       sue forme:
               le parti sociali sono invitate a negoziare, ai livelli appropriati, in
              particolare a livello settoriale e aziendale, accordi intesi a modernizzare
              l'organizzazione del lavoro, comprese formule flessibili di lavoro, onde
              rendere produttive e competitive le imprese e raggiungere il necessario
              equilibrio tra la flessibilità e la sicurezza. Questi accordi possono vertere
              sull'annualizzazione delle ore di lavoro, sulla riduzione dell'orario di
              lavoro, sulla riduzione degli straordinari, sullo sviluppo del lavoro a
               tempo parziale, sulla formazione nell'arco di tutta la vita e sulle
              interruzioni della carriera;
              ciascuno Stato membro esaminerà l'opportunità di introdurre nella sua
              legislazione tipi di contratto più adattabili per tener conto del fatto che
              l'occupazione assume forme sempre più diverse. Le persone che lavorano
              nel quadro di un contratto di questo tipo dovrebbero beneficiare nel
              contempo di sicurezza sufficiente e di un migliore inquadramento
              professionale, compatibile con le esigenze delle imprese.
     • Sostenere l'adattabilità delle imprese
                                                -7
 ---pagebreak---       Al fine di aumentare i livelli di qualifica all'interno delle imprese, gli Stati membri.
             riesamineranno gli ostacoli, in particolare fiscali, che possono frapporsi
             all'investimento nel capitale umano e, se del caso, prevederanno incentivi
            fiscali o di altro tipo per sviluppare la formazione nell'impresa;
             esamineranno altresì le nuove regolamentazioni per verificare che
             contribuiscano a ridurre gli ostacoli all'occupazione e a migliorare la
             capacità del mercato del lavoro di adattarsi ai cambiamenti strutturali
             dell'economia.
IV. RAFFORZARE LE POLITICHE IN MATERIA DI PARI OPPORTUNITÀ
    • Affrontare il problema della discriminazione tra donne e uomini
      Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché la loro volontà di promuovere
      le pari opportunità si concreti in un aumento dell'occupazione femminile.
      Dovrebbero altresì prestare attenzione allo squilibrio esistente per quanto
      riguarda la presenza delle donne o degli uomini in alcuni settori di attività e in
      determinate professioni. Gli Stati membri:
             5/ adopreranno per ridurre il divario tra il tasso di disoccupazione
            femminile e quello maschile, attraverso misure di sostegno attivo
             dell'occupazione delle donne e agiranno per ovviare alla scarsa presenza
             delle donne in determinati settori di attività e in determinate professioni e
             alla loro eccessiva presenza in altri.
    • Conciliare lavoro e vita familiare
      Particolarmente importanti per le donne e gli uomini sono le politiche in materia
      di interruzione della carriera, congedo parentale e lavoro a tempo parziale. Al
      riguardo, è opportuno accelerare e sorvegliare periodicamente l'attuazione delle
      pertinenti direttive e accordi delle parti sociali. Occorre altresì fornire sufficienti
      strutture di buona qualità per la custodia dei bambini e l'assistenza alle persone
      non autosuffìcienti, al fine di favorire l'ingresso e la permanenza delle donne e
      degli uomini sul mercato del lavoro. Gli Stati membri:
             si adopreranno per migliorare, nei casi in cui esiste un fabbisogno non
             soddisfatto, i livelli di accesso alle strutture assistenziali.
    • Facilitare il reinserimento nella vita attiva
      Gli Stati membri:
            presteranno particolare attenzione alle donne e agli uomini che intendono
            reinserirsi sul mercato del lavoro dopo un periodo di assenza e, a tal fine,
            esamineranno i mezzi atti a sopprimere progressivamente gli ostacoli che
            si frappongono al reinserimento.
    • Favorire l'inserimento dei portatori di handicap nella vita attiva
                                                 8-
 ---pagebreak--- Gli Stati membri:
      presteranno particolare attenzione alle difficoltà che i portatori di
      handicap possono incontrare per inserirsi nella vita attiva.
                                  „ 9-
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 676 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 04 05 10
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-704-IT-C
                                                              ISBN 92-78-29030-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                              lo