CELEX: 51995PC0695
Language: it
Date: 1995-12-08
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di forni a microonde originari della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, della Malaysia e della Thailandia e che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio imposto

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
    A     -k
                                                     Bruxelles, 08.12.1995
                                                     COM(95)695 dcf.
                                        Proposta di
                       REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                   che istituisce dazi antidumping definitivi sulle
importazioni di forni a microonde originari della Repubblica popolare cinese, della
 Repubblica di Corea, della Malaysia e della Thailandia e che decide la riscossione
                      definitiva del dazio provvisorio imposto
                              (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                             RELAZIONE
1. Con il regolamento (CE) n. 1645/95 , la Commissione ha istituito un dazio antidumping
provvisorio sulle importazioni nella Comunità di forni a microonde originari della Repubblica
popolare cinese, della Repubblica di Corea, della Thailandia e della Malaysia classificati al
codice NC 8516 50 00.
2. Con il regolamento (CE) n. 2580/95 del Consiglio, del 30 ottobre 1995, è stata prorogata la
validità del dazio per un periodo di due mesi.
3. Alcune parti interessate hanno chiesto e ottenuto di essere sentite e hanno presentato
osservazioni scritte, che sono state opportunamente prese in considerazione. La Commissione ha
continuato a cercare e verificare tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini delle conclusioni
definitive..
4. Le conclusioni definitive hanno confermato l'esistenza di dumping. Le variazioni dei margini
individuali rispetto alle conclusioni provvisorie sono dovute alla rivalutazione dei costi di
produzione e a detrazioni definite nei confronti di singoli produttori. Entrambi i produttori cinesi
hanno chiesto un'analisi individuale. Non essendo state soddisfatte tutte le condizioni
precedentemente fissate dalle istituzioni comunitarie per il riconoscimento di un tale
trattamento, si è ritenuto che nessuna delle due società cinesi poteva beneficiare di un trattamento
individuale.
 ' c U n . L 156 del 7.7.1995, pag. 5.
 2
    GUn.L 263 del 4.11.1995, pag. I.
 ---pagebreak--- 5. È inoltre confermata la conclusione che le industrie denunziami hanno subito un pregiudizio.
Ai fini della determinazione del pregiudizio effettivo, le importazioni da questi paesi sono state
analizzate cumulativamente essendo stato rilevato che le importazioni dei paesi summenzionati
erano in concorrenza tra di loro e con il prodotto simile dell'industria comunitaria, che il volume
delle importazioni da ciascuno di questi paesi era stato significativo durante il periodo
dell'inchiesta, e che le tendenze in materia di prezzi erano simili.
6. La Commissione ha stabilito un nesso causale tra le importazioni in dumping e il pregiudizio
subito dall'industria comunitaria. Tale conclusione è stata raggiunta in considerazione del
notevole volume e del basso livello dei prezzi delle importazioni in dumping, e del fatto che tali
importazioni seguivano gli stessi canali delle vendite del'industria comunitaria.
7. Alla luce dei risultati dell'indagine, si ritiene di interesse.comunitario imporre dazi definitivi. Il
livello di tali dazi è stato determinato dai margini di dumping rilevati, inferiori al livello di
pregiudizio^ I margini di dumping rilevati sono stati tra il 3,3% e il 24,4% per la Repubblica di
Corea, tra il 14,3% e il 27,3% per la Thailandia, 29% per la Malaysia e 12,1% per la Repubblica
popolare cinese.
8. Un produttore cinese ha offerto un impegno. La Commissione non ha ritenuto di poter
accettare l'offerta in quanto non suscettibile di eliminare un dumping pregiudizievole.
9. Si propone quindi che il Consiglio adotti l'allegato progetto di regolamento che istituisce dazi
antidumping definitivi sulle importazioni di forni a microonde originari della Repubblica
popolare cinese, della Repubblica di Corea, della Thailandia e della Malaysia.
 ---pagebreak---    Regolamento (CE) n. .../95 del Consiglio che istituisce dazi antidumping definitivi sulle
     importazioni di forni a microonde originari della Repubblica popolare cinese, della
      Repubblica di Corea, della Malaysia e della Thailandia e che decide la riscossione
                                 definitiva del dazio provvisorio imposto
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo alla difesa
contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea , modificato dal regolamento (CE) n. 1251/95 , in particolare l'articolo 23,
Visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa
contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della
Comunità economica europea , modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 522/94 , in
particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
3
  GUn.L    349 del 31.12.1994, pag. I
4
  GU n. L   122 del 2.6.1995, pag. 1.
5
  GU n. L  209 del 2.8.1988, pag. 1.
6
  GU n. L  66 del 10.301994, pag. 10.
 ---pagebreak--- I. Misure provvisorie
 1. Con il regolamento (CE) n. 1645/95', in appresso denominato "regolamento sul dazio
     provvisorio", la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle
     importazioni nella Comunità di forni a microonde originari della Repubblica popolare
     cinese, della Repubblica di Corea, della Malaysia e della Thailandia.
     Con il regolamento (CE) n. 2580/958, il Consiglio ha prorogato la validità del dazio per un
     periodo di due mesi, che scade entro e non oltre il 7 gennaio 1996.
II. Fase successiva del procedimento
2.   Dopo l'imposizione dei dazi antidumping provvisori le seguenti parti interessate hanno
     presentato osservazioni scritte.
     1. Industria comunitaria-
     - GIFAM, il denunziarne e i seguenti produttori comunitari che hanno sostenuto la
        denuncia individualmente:
     - AEG - Germania,
     - Groupe Moulinex S.A. - Francia,
     - Thomson Electroménager - Francia.
     2. Una società avente un impianto di produzione di forni a microonde in uno Stato che ha
        recentemente aderito alla Comunità:
        - Whirlpool Europe B.V. - Svezia ("Whirlpool").
7
  GU n. L 156 del 7.7.1995, pag. 5.
8
  GU n. L 263 del 4.11.1995, pag. I.
 ---pagebreak---    3.1 seguenti produttori/esportatori:
   - Beijing Sampo Electric Co. Ltd - Cina insieme a Vegary Ltd - Hong Kong,
                                                                   Q
   - Whirlpool SMC Microwave Products (China) Co. Ltd,
   - Daewoo Electronics Co. Ltd. - Corea ("Deawoo") e i suoi importatori collegati nella
       Comunità,
   - LG Electronics Co. Ltd. - Corea ("LG Electronics ") e i suoi importatori collegati nella
       Comunità,
   - Korea Nisshin Co. Ltd - Corea ("Korea Nisshin"),
   - Samsung Electronics Co. Ltd. - Corea ("Samsung Corea ") e i suoi importatori collegati
       nella Comunità,
   - Samsung Electronics (M) SDN.BHD - Malaysia ("Samsung Malaysia") e i suoi
       importatori collegati nella Comunità,
   - Acme Industry Co. Ltd - Thailandia ("Acme").
   4. Un'associazione che rappresenta gli importatori nella Comunità, la Foreign Trade
       Association (FTA) di Colonia.
3. Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state sentite dalla Commissione.
4. La Commissione ha nuovamente chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie
   ai fini delle conclusioni definitive.
      11 produttore cinese SMC Microwave Products (China) Ltd ha cambiato di proprietà dopo il periodo
      dell'inchiesta e di conseguenza il nome è stato modificato.
 ---pagebreak--- 5.   Le parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali si
     intendeva raccomandare l'imposizione di dazi antidumping definitivi e la riscossione
     definitiva degli importi depositati a titolo di dazio provvisorio. E stato inoltre fissato un
     termine entro il quale potevano presentare le loro osservazioni sulle informazioni così
     comunicate.
                                                                                   e; '...
6.   Le osservazioni presentate dalle parti oralmente oppure per iscritto sono state prese in
     considerazione e le conclusioni sono state debitamente modificate.
7.   A causa della complessità del caso, in particolare del numero elevato di paesi esportatori
     coinvolti e di parti interessate, l'inchiesta ha superato il termine previsto all'articolo 7,
     paragrafo 9, lettera a) del regolamento (CEE) n. 2423/88 (in appresso "il regolamento
     antidumping di base").
III. Prodotto in esame e prodotto simile
8.   Non essendo stati presentati nuovi elementi di prova e in mancanza di nuove argomentazioni
     in merito al prodotto in esame e al prodotto simile, sono confermate le conclusioni di cui ai
     punti 7-10 del regolamento sul dazio provvisorio.
IV. Dumping
A. Cina
1. Volume delle esportazioni dei prodotti di origine cinese nella Comunità
9.    Dall'inchiesta relativa ai forni a microonde originari della Cina era emerso a titolo
      provvisorio che il volume delle esportazioni destinate ad acquirenti situati nella Comunità
      che era stato dichiarato dai due produttori cinesi che hanno collaborato era superiore al
      volume delle importazioni dalla Cina indicato nelle statistiche comunitarie sulle
      importazioni per il periodo dell'inchiesta.
 ---pagebreak---     Un produttore cinese ha affermato che era opportuno utilizzare le statistiche sulle
    importazioni invece delle informazioni comunicate dai produttori cinesi che hanno
    collaborato. Benché non fosse possibile stabilire con certezza il motivo della divergenza, è
    stato concluso che la determinazione dei volumi delle esportazioni e delle importazioni e dei
    prezzi corrispondenti doveva essere basata sulle informazioni specifiche comunicate dai
    produttori cinesi, che sono state verificate presso le sedi degli esportatori ad essi collegati a
    Hong Kong e che si riferivano alle esportazioni dei produttori cinesi aventi come
    destinazione finale la Comunità. È stato considerato che i dati statistici disponibili dovevano
    essere utilizzati soltanto in mancanza di tali informazioni.
2. Valore normale
10. Un produttore cinese ha sostenuto che non era appropriato determinare il valore normale in
    funzione dei prezzi vigenti sul mercato coreano, poiché i forni a microonde venduti sul
    mercato del paese analogo erano tecnologicamente molto più complessi.
    A questo proposito è opportuno osservare che i valori normali per la grande maggioranza dei
    forni a microonde esportati dalla Cina sono stati costruiti in base al costo di fabbricazione
    dei modelli esportati nella Comunità dalle società coreane soggette all'inchiesta, al quale è
    stato aggiunto un importo per le spese generali, amministrative e di vendita e il margine di
    profitto realizzato per il prodotto simile sul mercato interno. I valori normali costruiti sono
    quindi stati stabiliti per modelli pienamente comparabili a quelli dei produttori cinesi.
    Lo stesso produttore cinese ha inoltre affermato che le spese generali, amministrative e di
    vendita sostenute per le vendite del prodotto simile sul mercato interno della Corea erano
    eccessivamente elevate in considerazione dell'inefficacia del sistema di distribuzione di
    questo paese.
 ---pagebreak---      In effetti, gli importi per le spese generali, amministrative e di vendita utilizzati sono stati
     nettamente inferiori a quelli che, secondo quanto affermato dal produttore cinese interessato,
     sarebbero stati utilizzati per costruire i valori normali. Gli importi delle spese generali,
     amministrative e di vendita utilizzati sono effettivamente conformi a quelli che, secondo il
     produttore cinese, avrebbero dovuto essere utilizzati.
11. In tali circostanze, è stato considerato che dopo l'imposizione delle misure provvisorie,
     nessuna delle osservazioni ricevute ha giustificato la scelta di un altro paese analogo diverso
     dalla Corea oppure la modifica del metodo impiegato per la determinazione dei valori
     normali relativi a questi prodotti. Di conseguenza, è stato confermato il metodo seguito
     nella fase provvisoria per la determinazione dei valori normali relativi alia Cina.
3. Prezzo all'esportazione
12. Ai fini della determinazione del prezzo all'esportazione sono state utilizzate tutte le
     transazioni per l'esportazione dichiarate dai produttori cinesi per il periodo dell'inchiesta.
     È stato tenuto conto del fatto che non è stata accertata l'esistenza di alcun prezzo
     all'esportazione per i forni a microonde venduti direttamente per l'esportazione nella
     Comunità dal paese d'origine, poiché tutte le vendite per l'esportazione sono state realizzate
     attraverso società di vendita collegate situate a Hong Kong. I prezzi all'esportazione sono
     stati pertanto adeguati in base ai prezzi ai quali i prodotti in questione sono stati rivenduti
     dalle società di vendita di Hong Kong agli acquirenti indipendenti nella Comunità.
     Contrariamente all'impostazione seguita nella fase provvisoria, quando è stato applicato un
     margine unico del 5% corrispondente ai costi sostenuti e ai profitti realizzati dalle società
      interessate per le attività di esportazione, nella fase definitiva si è tenuto conto unicamente
     dei costi diretti effettivamente sostenuti dalle società di vendita di Hong Kong.
 ---pagebreak--- 4. Confronto
13. Come è stato fatto a titolo provvisorio, tutti gli adeguamenti relativi alle differenze del
    valore normale che incidono sulla comparabilità dei prezzi chiesti dai produttori coreani
    interessati, che sono stati considerati giustificati e significativi a norma dell'articolo 2,
    paragrafo 10, lettera e) del regolamento antidumping di base, sono stati applicati al
    confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione per li produttori cinesi.
    Gli adeguamenti sono stati applicati tra l'altro per le differenze relative a caratteristiche
    fisiche, oneri all'importazione e imposte indirette, stadio commerciale e spese di vendita
    dirette, come risulta al punto 20 seguente. Il valore normale stabilito nel paese analogo a
    livello franco frontiera è stato confrontato con il prezzo all'esportazione franco frontiera
    cinese,in base alle singole transazioni.
5. Margine di dumping
14. Dall'esame delle informazioni ricevute dai produttori cinesi interessati sui prezzi
    all'esportazione e in considerazione del valore normale stabilito con il metodo suesposto si
    rileva l'esistenza di pratiche di dumping riguardo alle importazioni di forni a microonde
    originari della Cina, considerate complessivamente.
    1 due produttori cinesi hanno chiesto un trattamento individuale ai fini delle conclusioni
    definitive.
    Dopo l'imposizione delle misure provvisorie, tuttavia, una società non ha presentato nuove
    argomentazioni relative al coinvolgimento, in forma diretta o indiretta, a titolo contrattuale o
    di fatto, delle autorità cinesi nell'attività della società.
    L'altra società ha recentemente comunicato informazioni in merito alla sua attività in Cina
    dalle quali risulta che anche in questo caso la concessione di un trattamento individuale non
    è giustificata.
 ---pagebreak---      I due produttori cinesi operano infatti come joint ventures, con la partecipazione di società
     cinesi e di altri paesi. Dai contratti di costituzione delle joint ventures risulta che l'attività
     dei produttori è ancora in parte controllata dai partner cinesi e che i produttori non sono
     interamente indipendenti nella scelta della destinazione delle vendite.
     Nella fattispecie, tali motivazioni specifiche sono di per sé sufficienti a respingere la
     richiesta di trattamento individuale, senza bisogno di esaminare anche se sia mutato il livello
     di coinvolgimento o di influenza dello Stato sull'attività economica in Cina come descritto,
     in particolare, al punto 19 del regolamento (CEE) n. 2474/93 del Consiglio10 in base al
     quale, a quel tempo, il trattamento individuale non poteva essere concesso.
15. In conclusione, la media ponderata del margine di dumping accertato per le importazioni dei
     prodotti originari della Cina, espressa in percentuale del prezzo netto, franco frontiera
     comunitaria, è stata fissata a titolo definitivo al 12,1%.
B. Corea
1. Valore normale
ai Vendite realizzate sul mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali
(1) Vendite complessive
16. Due società hanno chiesto che il valore normale fosse stabilito in funzione di tutte le vendite
     sul rispettivo mercato interno. Le società ritenevano che questo metodo producesse risultati
     più rappresentativi rispetto a quello applicato nella fase provvisoria, in cui l'analisi si
     limitava all'85% circa delle vendite sul mercato interno.
 10
    GU n. L 228/93 del 9.9.1993, pag. 1.
 ---pagebreak---      In considerazione di questa domanda, per stabilire a titolo definitivo se le vendite sul
     mercato interno si sono svolte nel corso di normali operazioni commerciali, sono state prese
     in esame tutte le vendite delle società.
(2) Vendite remunerative
17. È stata analizzata la redditività di tutte le transazioni svolte sul mercato interno, come risulta
     dal punto precedente, in funzione delle informazioni sui costi di produzione comunicate dai
     tre produttori coreani che avevano realizzato vendite remunerative.
     Sono stati applicati adeguamenti ai costi di produzione quando le società interessate
     avevano comunicato dati incompleti oppure quando avevano usato metodi di ripartizione dei
     costi i cui risultati non erano sufficientemente rappresentativi oppure quando i metodi di
     ripartizione utilizzati non erano conformi alla contabilità interna delle società interessate.
     Gli adeguamenti riguardavano in particolare i costi di finanziamento e le spese generali,
     amministrative e di vendita sostenuti per le vendite delle tre società sul mercato interno.
     In conformità dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base, le ripartizioni dei costi
     indiretti dopo gli adeguamenti sono state effettuate in base al giro d'affari. In considerazione
     degli adeguamenti suddetti, è stato concluso a titolo definitivo che i tre produttori coreani
     avevano realizzato vendite remunerative sul mercato interno, ovvero che le vendite delle tre
     società si erano svolte nel corso di normali operazioni commerciali.
     Ai fini delle conclusioni definitive è stato applicato lo stesso metodo esposto nel punto 21
     del regolamento sul dazio provvisorio e utilizzato a titolo provvisorio per valutare la
     redditività secondo i singoli modelli di forni a microonde.
                                                     11
 ---pagebreak--- bì Confronto tra i modelli e determinazione dei valore normale
18. Riguardo al confronto tra i modelli, sono state confermate le conclusioni provvisorie dei
     punti 23-25 del regolamento sul dazio provvisorio, secondo le quali la maggior parte dei
     modelli venduti sul mercato interno non sono comparabili a quelli esportati. Di
     conseguenza, per la maggior parte dei modelli esportati i valori normali sono stati costruiti
     in base alle informazioni sui costi di produzione specifici comunicate dalle società e ai
     margini di profitto determinati per le vendite corso di normali operazioni commerciali.
     Nei pochi casi in cui i modelli venduti sul mercato interno erano comparabili a quelli
     esportati, il valore normale è stato stabilito in funzione dei prezzi di vendita sul mercato
     interno.
     Per il quarto produttore coreano, che non aveva effettuato vendite sul' mercato interno, il
     valore normale è stato costruito il metodo descritto nel punto 19 del regolamento sul dazio
     provvisorio.
2. Prezzo all'esportazione:
19. Come è stato fatto per le vendite sul mercato interno, i prezzi all'esportazione sono stati
     stabiliti a titolo definitivo in base al volume complessivo delle vendite, quando le parti
     interessate ne hanno fatto richiesta. Negli altri casi, per stabilire i prezzi all'esportazione a
     titolo definitivo, sono stati utilizzati gli stessi metodi impiegati nella fase provvisoria e
     descritti nei punti 26-29 del regolamento sul dazio provvisorio.
3. Confronto:
20. Ai fini delle conclusioni definitive, il valore normale per ciascun modello, determinato con
      il metodo suesposto, è stato confrontato a livello franco fabbrica con il prezzo
      all'esportazione franco fabbrica prendendo in esame le singole transazioni.
                                                   12
 ---pagebreak--- Ai fini di un equo confronto sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze
che incidono sulla comparabilità dei prezzi. Sono stati applicati gli adeguamenti richiesti che
sono stati considerati significativi e giustificati, a norma dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del
regolamento antidumping di base. In base all'esame svolto dopo l'istituzione delle misure
provvisorie, gli adeguamenti sono stati applicati per le differenze relative a caratteristiche
fisiche, oneri all'importazione, imposte indirette e spese di vendita, nonché per le differenze
inerenti allo stadio commerciale, in particolare per le vendite a livello OEM (originai
equipment manufacturers).
Per quanto riguarda le differenze inerenti alle spese di vendita in forma di costi del credito
per i diversi modi di pagamento, è stato confermato il metodo generale seguito nella fase
provvisoria. Con questo metodo era possibile applicare una detrazione per differenze
inerenti ai modi di pagamento quando le parti interessate potevano dimostrare che tali
differenze incidono sulla-comparabilità dei prèzzi. A questo proposito è stato considerato
che i modi di pagamento possono incidere sui prezzi pagati dai clienti unicamente quanto
sono fissati alla data della vendita, ovvero alla data della conclusione del contratto oppure,
al più tardi, alla data della fattura. Soltanto in queste circostanze si può considerare che il
costo del credito in collegamento con i modi di pagamento abbia influenzato la decisione
dell'acquirente.
Per quanto riguarda le vendite all'esportazione ad acquirenti OEM sono state applicate
detrazioni nei casi in cui tali acquirenti svolgevano funzioni diverse da quelle dei clienti sul
mercato interno e di conseguenza la coniigurazione dei prezzi all'esportazione era
costantemente diversa.
 Due produttori coreani avevano inoltre presentato informazioni sull'organizzazione delle
 rispettive vendite all'esportazione che non corrispondevano alla realtà. Detti produttori non
 avevano descritto correttamente le funzioni delle società collegate nella Comunità
 impegnate nelle vendite all'esportazione e non avevano comunicato informazioni sui costi
 diretti delle società collcgate dovuti alle funzioni da esse svolte.
                                                13
 ---pagebreak---     In tali circostanze i costi diretti in questione sono stati determinati in conformità
    dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento antidumping di base. Il calcolo di tali
    costi è stato fatto in base ai dati generalmente noti sui costi sostenuti dagli operatori che
    svolgono tali funzioni.
4. Margine di dumping
21. Dall'esame delle informazioni ricevute nella fase definitiva del procedimento dai produttori
    interessati sui prezzi all'esportazione e in considerazione del valore normale stabilito con il
    metodo suesposto si rileva anche a titolo definitivo l'esistenza di pratiche di dumping
    riguardo alle importazioni dei prodotti in questione originari della Corea.
    La media ponderata dei margini di dumping stabilita a titolo provvisorio per ciascun
  • produttore ed espressa in percentuale del valore complessivo delle importazioni franco
    frontiera comunitaria è la seguente:
                      - Daewoo                              9,4%
                      - LG Electronics                     18,8%
                      - Korea Nisshin                      24,4%
                      - Samsung Corea                       3,3%
    Come è stato stabilito a titolo provvisorio e per i motivi esposti nel punto 35 del
    regolamento sul dazio provvisorio, a tutti i produttori che non hanno collaborato deve essere
    applicato il margine di dumping più elevato accertato per una società che ha collaborato,
    pari al 24,4%.
                                                   14
 ---pagebreak--- C. Malaysia
1. Valore normale
22. Ai fini della determinazione definitiva del valore normale, alla luce delle osservazioni
     ricevute, non sono state ritenute necessarie modifiche dei metodi descritti nei punti 36 e 37
     del regolamento sul dazio provvisorio.
     Poiché tuttavia sono state introdotte alcune modifiche rispetto agli importi delle spese
     generali, amministrative e di vendita e del profitto realizzato dai produttori coreani e poiché
     tali importi sono stati utilizzati per la costruzione del valore normale relativo al produttore
     malese, sono stati modificati anche i valori normali costruiti relativi a quest'ultimo.
2. Prezzo all'esportazione
23. Non sono state proposte nuove argomentazioni riguardo alla determinazione del prezzo
     all'esportazione. È quindi confermata a titolo definitivo l'impostazione seguita nella fase
     provvisoria del procedimento.
3. Confronto
24. Come è stato fatto per la determinazione dei valori normali, sono state modificate alcune
     detrazioni in seguito alle modifiche degli importi di tali detrazioni per i produttori coreani.
     Sono state modificate, di conseguenza, tutte le detrazioni applicate in considerazione delle
     differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi relative alle spese di vendita.
4. Margine di dumping
25. Con l'applicazione del metodo esposto nel regolamento sul dazio provvisorio, nei con Iront i
     dell'unico produttore malese che ha collaborato si ottiene a titolo definitivo la ^ m nu
     media ponderata del margine di dumping, espressa in percentuale del valore complessivo
     delle importazioni C1F frontiera comunitaria:
                         Samsung Malaysia                    29,0%
                                                    15
 ---pagebreak---     Poiché il produttore suddetto è l'unico che ha collaborato alla presente inchiesta e poiché
    dalle statistiche comunitarie sulle importazioni risulta che nessun altro produttore ha
    esportato forni a microonde nel periodo dell'inchiesta, si considera opportuno applicare
    l'aliquota del dumping così determinata a tutte le importazioni di forni a microonde originari
    della Malaysia.
D. Thailandia
1. Valore normale e prezzo all'esportazione
26. Il produttore thailandese che ha collaborato ha chiesto che il valore normale relativo alla
    Thailandia fosse stabilito in base alle vendite della sua società collegata sul mercato
    giapponese. Il produttore thailandese ha affermato tra l'altro che questo metodo era
    conforme alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 6 del regolamento antidumping di base,
    in quanto le esportazioni nella Comunità di forni a microonde prodotti in Thailandia erano
    in realtà effettuate a partire dal Giappone. La richiesta è stata esaminata ed è stato stabilito
    che la società collegata del produttore in Giappone ha semplicemente rilasciato le fatture per
    le vendite all'esportazione, mentre i prodotti in questione sono stati fabbricati in Thailandia
    e da questo paese materialmente spediti nei mercati di esportazione. Le informazioni
    comunicate dal produttore thailandese sulla sua attività di vendita sul mercato giapponese si
    sono inoltre rivelate inattendibili.
    In tali circostanze, come è stato fatto per la Malaysia, è stato considerato opportuno
    confermare i metodi impiegati per la determinazione del valore normale che sono esposti nei
    punti 46 e 47 del regolamento sul dazio provvisorio.
    Come è avvenuto per la Malaysia, in seguito ad alcune modifiche relative ai profitti e alle
    spese generali, amministrative e di vendita delle società coreane che realizzano vendite
    remunerative sul mercato interno, sono state modificate le aliquote medie delle spese
    generali, amministrative e di vendita e del profitto utilizzate per la costruzione del valore
    normale relativo al produttore thailandese.
                                                 16
 ---pagebreak--- 2. Confronto
27. Come è stato fatto per la Malaysia, ai fini del confronto tra il valore normale e il prezzo
    all'esportazione relativo al produttore thailandese si è tenuto conto delle modifiche di tutte
    le detrazioni applicate nei confronti dei produttori coreani e dedotte dal valore normale. È
    stata tra l'altro applicata una detrazione per le vendite realizzate ad un diverso stadio
    commerciale.
3. Margine di dumping
28. Con l'applicazione del metodo esposto nel regolamento sul dazio provvisorio, nei confronti
    del.produttore thailandese che ha collaborato si ottiene a titolo definitivo la seguente media
    ponderata del margine di dumping, espressa in percentuale del valore complessivo delle
    importazioni CIF frontiera comunitaria:
                             Acme                     14,1%
    Per i motivi esposti nel regolamento del dazio provvisorio, che non sono stati contestati, il
    margine di dumping relativo ai produttori e agli esportatori thailandesi che non hanno
    collaborato è stato determinato in funzione del margine di dumping massimo accertato
    rispetto ad un segmento del mercato dei forni a microonde nel quale il produttore
    thailandese che ha collaborato ha effettuato un considerevole quantitativo di vendite
    all'esportazione nella Comunità.
29. Il margine di dumping così stabilito per tutti gli altri esportatori thailandesi, espresso in
    percentuale del valore complessivo delle importazioni CIF frontiera comunitaria è pari al
    27,3%.
                                                 17
 ---pagebreak--- V. DEFINIZIONE DI INDUSTRIA COMUNITARIA
30. Nelle conclusioni provvisorie la Comunità aveva stabilito che sul mercato comunitario
     operavano diversi tipi di produttori. Conformemente a quanto disposto dall'articolo 4,
     paragrafo 5 del regolamento di base, è stato concluso che alcuni produttori collegati agli
     esportatori dovevano essere esclusi dalla definizione di industria comunitaria. Era stato
     inoltre concluso che le società denunziane rappresentavano una proporzione maggioritaria
     della restante produzione comunitaria. La valutazione del pregiudizio è stata di conseguenza
     limitata alla situazione dei produttori denunzianti.
31. Un produttore situato nella Comunità dopo l'ampliamento del 1° gennaio 1995 ("Comunità
     ampliata") ha affermato che, ai fini dell'accertamento del pregiudizio, la definizione di
     industria comunitaria non doveva comprendere soltanto le società denunzianti, bensì tutti i
   :
     produttori comunitari.
     La società ha inoltre affermato che ai fini del presente procedimento dovevano essere inseriti
     nella definizione di industria comunitaria anche i produttori dei nuovi Stati membri.
     A questo proposito il denunziante ha osservato che l'inserimento dei produttori situati nei
     nuovi Stati membri non doveva essere preso in considerazione, poiché detti Stati non erano
     parte della Comunità nel periodo dell'inchiesta.
     È stato inoltre affermato che il produttore interessato era direttamente collegato ad uno degli
     esportatori soggetti all'inchiesta. Il denunziante ha concluso che questa società non è stata
     esposta al pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping e quindi per questo motivo deve
     essere esclusa dalla definizione di industria comunitaria.
 ---pagebreak--- 32. Riguardo alle argomentazioni suesposte è opportuno mettere in evidenza alcuni elementi:
    - in conformità dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base, si intende per
       "industria comunitaria" il complesso dei produttori situati nella Comunità oppure quelli
       tra di essi le cui produzioni, addizionate, costituiscono una proporzione maggioritaria
       della produzione comunitaria totale;
    - come risulta nel punto 110 del regolamento sul dazio provvisorio, la Commissione ha
       considerato che, indipendentemente dal fatto che le società situate nei nuovi Stati membri
       siano inserite nell'industria comunitaria e con una stima prudente dello status dei restanti
       produttori che non hanno collaborato, le società denunzianti rappresentano comunque una
       proporzione maggioritaria della produzione comunitaria totale.
    Alla luce di quanto precede, il Consiglio conferma che.non è necessario esaminare se i
    produttori situati nei nuovi Stati membri debbano èssere inseriti nella produzione
    comunitaria globale, poiché nella presente inchiesta i produttori denunzianti soddisfano
    comunque le condizioni dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base e costituiscono
    una proporzione maggioritaria della produzione comunitaria totale.
33. Questa conclusione è ulteriormente confermata dal fatto che, dopo la fine del periodo
    dell'inchiesta, un altro produttore situato nella Comunità, che inizialmente non aveva
    collaborato all'inchiesta e che a titolo provvisorio non era stato inserito tra i produttori
    denunzianti, ha dichiarato alla Commissione che intendeva sostenere la denuncia.
34. Di conseguenza, per la parte restante del presente regolamento, per "industria comunitaria"
    si intende unicamente il complesso delle società denunzianti.
                                                 19
 ---pagebreak--- VI. Pregiudizio
A. Cumulo delle importazioni originarie dei paesi interessati
35. Un produttore cinese ha sostenuto che le importazioni dai paesi esportatori soggetti al
    presente procedimento antidumping non dovevano essere considerate cumulativamente. Il
    produttore ha affermato tra l'altro che i prodotti originari della Cina non avevano lo stesso
    volume di quelli originari della Corea.
    Come è stato determinato a titolo provvisorio e come risulta dai punti 44-46 del regolamento
     sul dazio provvisorio, è stato considerato che nel presente procedimento sono soddisfatti
    tutti i criteri in base ai quali le istituzioni comunitarie decidono di norma se le importazioni
    da diversi paesi esportatori possono essere cumulate. È stato stabilito che le importazioni
    dalla Cina seguivano tendenze comparabili a quelle degli altri paesi esportatori; dato che:
     - il volume di tali importazioni nel periodo dell'inchiesta era significativo,
     - i prodotti importati sono stati venduti a prezzi bassi e
     - erano in concorrenza sul mercato comunitario con le altre importazioni in questione.
     Il Consiglio conferma quindi che, ai fini dell'accertamento del pregiudizio, il cumulo delle
     importazioni dai paesi interessati è giustificato e necessario.
                                                     20
 ---pagebreak--- B. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
36. L'inchiesta svolta dopo la determinazione provvisoria ha confermato che nel periodo
    dell'inchiesta i prezzi dei forni a microonde originari dei paesi interessati erano
    sensibilmente inferiori ai prezzi applicati dall'industria comunitaria. Per determinare il
    livello della sottoquotazione dei prezzi degli esportatori rispetto a quelli dell'industria
    comunitaria, il metodo seguito per la conclusione provvisoria è stato modificato, poiché è
    stato considerato opportuno tener conto della differenza di stadio commerciale tra alcune
    vendite all'esportazione a clienti indipendenti e le vendite realizzate mediamente
    dall'industria comunitaria.
    Con il nuovo metodo i prezzi applicati dall'industria comunitaria per tutte le vendite ad
    acquirenti indipendenti sono stati confrontati con. i prezzi di vendita dei
    produttori/esportatori interessati ad acquirenti indipendenti nella Comunità; a questi ultimi
    prezzi è stato aggiunto un importo supplementare pari al 10% dei prezzi all'esportazione,
    corrispondente alla stima dei costi di distribuzione e di marketing e del profitto dei
    distributori indipendenti nella Comunità.
37. Questa impostazione è considerata prudente, poiché i prezzi all'esportazione adeguati sono
    stati confrontati con tutte le transazioni di vendita dell'industria comunitaria, anche se
    alcune di queste vendite sono state realizzate ad uno stadio commerciale paragonabile a
    quello franco frontiera comunitaria. Dal confronto dei prezzi è risultato che esistevano
    ancora margini di sottoquotazione rilevanti per tutti i produttori situati nei paesi esportatori.
    La media ponderata del margine di sottoquotazione era del 20% per la Cina, era compresa
    tra il 12% e il 30% per la Corea secondo i produttori e corrispondeva al 33% per la Malaysia
    e per la Thailandia.
                                                21
 ---pagebreak--- C. Argomentazioni relative al pregiudizio subito dall'industria comunitaria
38. Dopo l'istituzione delle misure provvisorie non sono state presentate nuove argomentazioni
     riguardo al pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Pertanto, in base alle conclusioni
     provvisorie elaborate nei punti 75-84 del regolamento sul dazio provvisorio, è stato concluso
     a titolo definitivo che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi
     dell'articolo 4 del regolamento antidumping di base.
VII. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
A. Effetto delle importazioni oggetto di dumping
39. Un produttore cinese, un produttore situato nella Comunità ampliata e un'associazione di
     importatori hanno affermato che la Commissione non aveva stabilito a titolo provvisorio
     l'esistenza di un nesso di causalità tra le importazioni oggetto di dumping dai paesi soggetti
     all'inchiesta e il pregiudizio causato all'industria comunitaria. Secondo dette parti, la
     Commissione aveva unicamente rilevato la coincidenza tra le importazioni e il
     deterioramento della situazione dell'industria comunitaria.
40. Il denunziante ha contestato queste affermazioni e ha sostenuto le conclusioni provvisorie
    della Commissione di cui ai punti 85-95 del regolamento sul dazio provvisorio, affermando
     inoltre che nessun altro fattore, oltre alle importazioni oggetto di dumping, ha contribuito al
     pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
                                                   22
 ---pagebreak--- 41. Riguardo al nesso di causalità tra le importazioni oggetto di dumping e il pregiudizio subito
     dall'industria comunitaria, il Consiglio ha rilevato i seguenti elementi.
     Le istituzioni comunitarie, nell'esame dei fatti, non si sono basate unicamente sulla
     coincidenza dell'aumento delle importazioni a basso prezzo e del deterioramento della
     situazione dell'industria comunitaria. Sono stati infatti esaminati concretamente anche altri
     aspetti, quali l'incidenza dell'aumento del volume e della quota di mercato delle
     importazioni oggetto di dumping e il margine di sottoquotazione dei prezzi delle
     importazioni rispetto ai prezzi dell'industria comunitaria; in particolare è stato messo in
     evidenza il comportamento degli esportatori riguardo alla determinazione dei prezzi, con le
     relative conseguenze sul mercato comunitario.
     Nell'esame era- stato stabilito che le vendite realizzate nel periodo dell'inchiesta dagli
     esportatori interessati e dall'industria comunitaria erano effettivamente destinate agli stessi
     canali di vendita e talvolta agli stessi clienti. In base all'esito dell'esame, e in considerazione
     del fatto che per questo tipo di prodotto non si riscontra generalmente un fenomeno di
     fedeltà dei clienti, infatti, questo elemento si riflette in una domanda notevolmente elastica
     nei confronti del prezzo, le suddette affermazioni sono state ritenute infondate ed è stato
     stabilito che le importazioni oggetto di dumping hanno contribuito in misura significativa al
     pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
B. Altri fattori
1. Importazioni da altri paesi
42. Un produttore cinese e un produttore situato in Svezia hanno affermato che la perdita della
     quota di mercato subita da un produttore comunitario non era dovuta alle importazioni
     oggetto di dumping, bensì all'aumento delle importazioni dalla Svezia.
                                                     23
 ---pagebreak--- 43. La Commissione aveva concluso a titolo provvisorio che, come risulta nei punti 89 e 90 del
    regolamento sul dazio provvisorio, l'esame dell'andamento delle importazioni da altri paesi
    (per esempio Giappone, Svezia, Stati Uniti e altri) ha messo generalmente in evidenza una
    tendenza alla diminuzione. Era stato inoltre stabilito che i prezzi di queste importazioni
    erano sensibilmente superiori a quelli degli stessi prodotti importati dai paesi soggetti
    all'inchiesta.
    Riguardo a questo aspetto, secondo quanto risulta nel punto 89 del regolamento sul dazio
    provvisorio, le importazioni dalla Svezia considerate singolarmente sono aumentate sino al
    periodo dell'inchiesta e hanno raggiunto una quota di mercato dell'8% circa. È stato tuttavia
    stabilito che i prezzi medi di queste importazioni erano sensibilmente superiori a quelli degli
    stessi prodotti importati dai paesi esportatori soggetti al presente procedimento e persino
    superiori ai prezzi medi dei forni a microonde dell'industria comunitaria.
    È stato inoltre analizzato, in base alle informazioni comunicate dal produttore cinese e da
    quello svedese, l'andamento delle quote di mercato del produttore comunitario e di quello
    svedese in ciascuno Stato membro. Dall'analisi risulta che non esiste un costante rapporto di
    correlazione tra l'aumento della quota di mercato dei forni a microonde originari della
     Svezia e la diminuzione della quota di mercato dei forni a microonde del produttore
    comunitario e viceversa. Le due società interessate hanno infatti i loro punti di forza in Stati
     membri diversi. In conclusione è stato considerato del tutto improbabile che le importazioni
     dalla Svezia abbiano avuto effetti significativi sulla situazione globale dell'industria
     comunitaria oltre agli eventuali effetti derivanti dalla normale concorrenza.
                                                   24
 ---pagebreak--- 2. Comportamento dell'industria comunitaria
44. Un produttore cinese, un produttore situato nella Comunità ampliata e un'associazione di
    importatori hanno affermato che le difficoltà incontrate dall'industria comunitaria si
    riducono ai problemi di una società denunziante. Il produttore cinese e il produttore situato
    nella Comunità ampliata hanno affermato tra l'altro che la società in questione aveva preso
    decisioni sbagliate sul piano del management, riguardo all'acquisizione di una società
    comunitaria e non aveva rinnovato la propria gamma di modelli.
45. Nella valutazione di tali affermazioni, che non erano sostenute da alcun elemento di prova
    rilevante, è stato considerato opportuno rilevare che l'inchiesta svolta prima e dopo le
    conclusioni provvisorie ha confermato che le quattro società, denunzianti che costituiscono
    l'industria comunitaria hanno subito un grave pregiudizio. Le informazioni raccolte e
    verificate sulla situazione dell'industria comunitaria non contengono alcun elemento da cui
    risulti che il grave pregiudizio subito dall'industria fosse dovuto ai risultati particolarmente
    negativi di una sola società.
46. Si rileva inoltre che le parti suddette non hanno presentato informazioni a sostegno delle
    loro affermazioni tali da giustificare una modifica della conclusione esposta nel punto 92 del
    regolamento sul dazio provvisorio, relativa alla politica di acquisizione di un produttore
    europeo.
                                                  25
 ---pagebreak--- 47. Per quanto riguarda la politica di innovazione dei prodotti della società denunziante alla
    quale le parti fanno riferimento, dall'inchiesta è risultato che tra il 1990 e il 1992,
    immediatamente prima del periodo dell'inchiesta, il produttore comunitario in questione ha
    immesso sul mercato una nuova serie di prodotti che nel periodo dell'inchiesta sono stati
    venduti in quantitativi sostanziali. Secondo quanto risulta nel punto 82 del regolamento sul
    dazio provvisorio, l'industria comunitaria non ha tuttavia potuto attuare tutti i suoi piani di
    investimento a causa del deterioramento della situazione finanziaria derivante dalla
    depressione dei prezzi.
48. Un produttore cinese e un produttore situato nella Comunità ampliata hanno affermato
    inoltre che alcuni produttori comunitari, a causa del soprainvestimento nella capacità di
    produzione di forni a microonde, hanno provocato il pregiudizio da essi subito.
49. Sono stati riesaminati accuratamente gli elementi di prova relativi alle decisioni di
    investimento che sono stati presentati dalle società interessate nel presente procedimento.
    Da questo esame risulta che le decisioni di investimento in questione erano basate su
    previsioni indipendenti e attendibili delle dimensioni del mercato comunitario di forni a
    microonde e su obiettivi realistici riguardo alle quote di mercato.
50. Un produttore cinese, un produttore situato nella Comunità ampliata e un'associazione di
    importatori hanno affermato che nel periodo esaminato ai fini dell'accertamento del
    pregiudizio altri produttori comunitari, che non hanno sostenuto la denuncia, avevano avuto
    risultati positivi.
                                                 26
 ---pagebreak--- 51. A questo proposito occorre rilevare che, come risulta nei punti 57-64 del regolamento sul
    dazio provvisorio alcuni produttori operanti nella Comunità che non erano stati esclusi dalla
    definizione di industria comunitaria, e che non avevano sostenuto la denuncia, non sono
    stati esposti al pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping in quanto essi stessi avevano
    importato i forni a microonde oggetto di dumping in quantitativi notevoli. È stato pertanto
    considerato che eventuali risultati positivi di queste società non potevano costituire una
    prova che le importazioni oggetto di dumping non hanno provocato pregiudizio alle società
    denunzianti.
52. Per i motivi illustrati al punto 32 qui sopra, non è stato necessario stabilire se la produzione
    di tali società dovesse essere considerata come produzione comunitaria ai fini di determinare
    l'industria comunitaria, ma è opportuno notare che i risultati positivi di queste società, al
    contrario, tendono a confermare la conclusione secondo la quale è effettivamente necessario
    escluderle dalla categoria della produzione comunitaria ai fini dell'esame del pregiudizio. Se
    infatti i dati relativi a queste società fossero presi in considerazione ai fini dell'esame della
    situazione dell'industria comunitaria, sarebbe distorta la valutazione delle condizioni delle
    società che non hanno tratto beneficio dal dumping e che hanno incontrato difficoltà
    economiche.
3.  Andamento del mercato comunitario dei forni a microonde:
53. Un produttore cinese e il produttore situato nella Comunità ampliata hanno inoltre sostenuto
    che l'erosione dei prezzi riscontrata sul mercato comunitario dei forni a microonde può
    essere attribuita a fattori inerenti alle modifiche nel sistema di distribuzione di questi
    prodotti in generale.
                                                   27
 ---pagebreak---     Anche se le parti non hanno presentato elementi di prova a sostegno della loro affermazione,
    si ritiene che le modifiche nel sistema di distribuzione dei forni a microonde abbiano
    probabilmente contribuito alla riduzione dei prezzi di vendita. Nello stesso tempo occorre
    tuttavia rilevare che tali circostanze non giustificano il sostanziale livello di sottoquotazione
    dei prezzi accertato tra i prezzi all'esportazione dei prodotti in questione e i prezzi applicati
    dall'industria comunitaria.
C. Conclusione
54. In base all'analisi suesposta e alla luce dell'esame dei fatti, riassunto nei punti 85-95 del
    regolamento sul dazio provvisorio, le cui conclusioni rimangono invariate, è stato concluso,
    dopo aver valutato tutti gli elementi pertinenti, che le importazioni oggetto di dumping
   shanno causato un grave pregiudizio all'industria comunitaria.
    Questa conclusione è sostenuta tra l'altro dalle risultanze relative all'aumento delle
    importazioni di forni a microonde, realizzate a prezzi nettamente inferiori a quelli
    dell'industria comunitaria, nonché dalle risultanze secondo le quali le vendite di forni a
    microonde da parte degli esportatori e dei produttori denunzianti erano effettuate tramite gli
    stessi canali di vendita e in alcuni casi agli stessi clienti.
55. Questa conclusione, elaborata a titolo definitivo, non esclude che altri fattori abbiano
    contribuito alle difficoltà economiche dell'industria comunitaria. Il pregiudizio provocato
    dalle importazioni oggetto di dumping, considerate isolatamente, è in ogni caso grave.
                                                   28
 ---pagebreak--- VIII. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
56. Nella presente inchiesta per stabilire se gli interessi della Comunità esigono un intervento
    sono stati presi complessivamente in considerazione gli interessi delle diverse parti,
    compresi gli interessi dell'industria comunitaria, degli utilizzatori e dei consumatori. Ai fini
    dell'esame, è stata presa in particolare considerazione l'esigenza di eliminare le distorsioni
    degli scambi provocate dalle pratiche di dumping e di ripristinare effettive condizioni di
    concorrenza.
57. Dopo l'istituzione delle misure provvisorie un produttore cinese e il produttore situato nella
    Comunità ampliata hanno affermato che nella fattispecie l'istituzione di misure antidumping
    definitive era contraria all'interesse della Comunità, in quanto avrebbe provocato un
    aumento dei prezzi di vendita nei confronti dei consumatori finali. Riguardo a questa
    argomentazione è stato considerato che l'obiettivo delle misure antidumping è di provocare
    l'aumento dei prezzi dei prodotti importati originari dei paesi soggetti all'inchiesta nella
    misura necessaria per eliminare il dumping o almeno il pregiudizio; tuttavia, dato il numero
    elevato di fornitori presenti sul mercato e visto il potere di acquisto dei canali di
    distribuzione nella Comunità, l'aumento complessivo del prezzo sarà limitato poiché il
    mercato continuerà ad operare in condizioni di concorrenza effettiva. Questa conclusione è
    determinata dal fatto che, con l'istituzione di misure antidumping definitive, l'industria
    comunitaria potrà operare in condizioni di concorrenza effettiva e quindi potrà
    salvaguardare anche in futuro la sua posizione sul mercato comunitario.
                                                29
 ---pagebreak--- 58. Il produttore situato nella Comunità ampliata ha inoltre affermato che l'istituzione di misure
    antidumping lo priverebbe della possibilità di attuare una strategia globale di produzione e
    di marketing, poiché sarebbe costretto a realizzare operazioni distinte per ogni parte del
    mondo. Il produttore teme che, di conseguenza, sia pregiudicata l'efficienza della sua attività
    e che infine la situazione della sua produzione nella Comunità subisca un deterioramento.
    Riguardo a questa argomentazione, è opportuno rilevare che le misure antidumping, di per
    sé, non incidono sulle strategie di globalizzazione delle società, a meno che le strategie non
    si basino sulla fornitura di prodotti a prezzi di dumping.
    In tali circostanze, qualora le pratiche di dumping abbiano provocato un pregiudizio
    all'industria comunitaria, le società in questione, in mancanza di misure tali da eliminare il
    dumping causa del pregiudizio, beneficerebbero, a detrimento degli altri produttori
    comunitari, di vantaggi concorrenziali sleali al di là di quelli normalmehte ottenuti con la
    globalizzazione.
59. In conclusione, e alla luce dell'esame dei fatti esposto nei punti 96-102 del regolamento sul
    dazio provvisorio, si considera che, nell'interesse generale della Comunità, devono essere
    istituite misure antidumping sulle importazioni di forni a microonde originari della Cina,
    della Corea, della Thailandia e della Malaysia. Nel presente caso non sono stati individuati
    motivi convincenti per giustificare la decisione di non istituire misure antidumping.
                                                   30
 ---pagebreak--- IX. IMPEGNO
60. La Commissione ha ricevuto un'offerta di impegno da parte di un produttore cinese a norma
     dell'articolo 10, paragrafo 2 del regolamento antidumping di base. L'offerta è stata
     accuratamente esaminata. È stato tra l'altro esaminato con particolare attenzione se i prezzi
     minimi offerti nell'impegno sono sufficienti affinché la Commissione ritenga che il
     pregiudizio causato dal dumping sia eliminato, secondo il disposto dell'articolo 10,
    paragrafo 2, lettera b) del regolamento antidumping di base.
     La Commissione ha inoltre esaminato se era possibile controllare l'impegno proposto.
61. Riguardo al livello dei prezzi offerti e in base ai risultati dell'inchiesta, è stato stabilito che
     con i livelli, dei prezzi proposti, il margine di dumping sarebbe ancora superiore a quello
     stabilito per il periodo dell'inchiesta. Occorre comunque osservare che in passato sono stati
     accettati impegni per prodotti di consumo soltanto a titolo eccezionale, a causa, tra l'altro,
     della complessità dei modelli, del numero elevato di tipi diversi e della frequenza e della
     diversità dei miglioramenti o delle modifiche. Per questi motivi le difficoltà relative al
    controllo sono praticamente insuperabili. Queste osservazioni generali si applicano anche al
    presente caso.
62. La Commissione, previa consultazione ha quindi concluso che l'accettazione di impegni non
     era opportuna nel presente procedimento e l'offerta in questione è stata pertanto respinta. La
     Commissione ha debitamente informato l'esportatore interessato.
                                                  31
 ---pagebreak--- X. DAZIO
63. Per determinare il livello del dazio definitivo, sono stati utilizzati gli stessi metodi impiegati
    a titolo provvisorio ed esposti nei punti 103-108, tenendo conto dei margini di dumping
    accertati definitivamente e dell'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio
    subito dall'industria comunitària.
    Dato che è stato definitivamente confermato che il pregiudizio si manifesta principalmente
    in forma di sottoquotazione e di depressione dei prezzi e di conseguenza con la diminuzione
    della quota di mercato e con gravi perdite finanziarie, per eliminare il pregiudizio è
    necessario che i produttori possano aumentare i prezzi sino ad un livello remunerativo,
    senza perdere costantemente quote di mercato.
    Per calcolare l'aumento del prezzo necessario, è stato considerato che i prezzi effettivi delle
    importazioni, adeguati con il metodo esposto nei punti 35 e 36, dovevano essere confrontati
    con i prezzi di vendita corrispondenti ai costi di produzione dei produttori denunzianti, più
    un equo margine di profitto.
64. A tal fine, i costi di produzione dei produttori denunzianti sono stati maggiorati delle spese
    generali, amministrative e di vendita e di un importo per il profitto, pari ad un margine del
    5% sul giro d'affari, che è stato considerato il margine minimo necessario affinché l'industria
    comunitaria potesse operare efficacemente.
     La media ponderata dei prezzi di vendita effettivi applicati dall'industria comunitaria nel
     periodo dell'inchiesta è stata confrontata con i valori calcolati con il metodo suesposto e,
     secondo i casi, è stato aggiunto l'importo necessario per ottenere il margine di profitto
     minimo. I prezzi così ottenuti sono stati confrontati con i prezzi medi delle importazioni
     oggetto di dumping utilizzati per stabilire la sottoquotazione.
                                                  32
 ---pagebreak---     Le differenze tra i due prezzi, espresse in media ponderata e in percentuale del prezzo franco
    frontiera comunitaria, erano pari al 50% per la Cina, nei cui confronti è stato stabilito un
    unico margine di dumping, erano comprese tra il 35% e il 60% per la Corea, secondo gli
    esportatori ed erano dell'80% circa per Malaysia e Thailandia.
65. Alla luce di quanto precede e in conformità dell'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento
    antidumping di base, devono essere istituiti dazi antidumping definitivi, espressi in
    percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria prima del pagamento del dazio TDC,
    con aliquote pari ai margini di dumping accertati, che sono sempre inferiori ai livelli di
    pregiudizio. I dazi definitivi sono quindi i seguenti:
                                                  33
 ---pagebreak---     Cina:                             - tutte le importazioni                 12,1%
    Corea:                            - Daewoo                                 9,4%
                                      - LG Electronics                        18,8%
                                      - Korea Nisshin                         24,4%
                                      - Samsung Corea -                        3,3%
                                      - altre importazioni                    24,4%
    Malaysia                          - tutte le importazioni                 29,0%
    Thailandia:                       - Acme                                  14,1%
                                      - altre importazioni                    27,3%
XI. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
66. In considerazione dell'entità dei margini di dumping accertati per la maggior parte dei
    produttori/esportatori e della gravità del pregiudizio, in particolare alla luce del margine di
    sottoquotazione dei prezzi e delle vendite sottocosto, è considerato necessario che gli
    importi delle garanzie costituite a titolo del dazio antidumping provvisorio siano riscossi
    definitivamente per tutte le società sino all'aliquota del dazio definitivo imposto.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                  34
 ---pagebreak---                                             Articolo 1
1.  Sono istituiti dazi antidumping definitivi sulle importazioni di forni a microonde 1. di cui al
    codice NC 85 50 00, originari della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea,
    della Malaysia e della Thailandia.
2.  L'aliquota dei dazi antidumping, applicabile al prezzo netto, franco frontiera comunitaria,
    prima del pagamento del dazio TDC, è la seguente:
 Paese              Prodotti fabbricati da   Aliquota del dazio in %      Codice addizionale
                                                                          Taric
 Repubblica                                  12,1%
 popolare cinese
 Repubblica di      Daewoo Electronics        9,4%                               8829
 Corea              Co. Ltd.
                    LG Electronics Inc.      18,8%                               8830
                    Korea Nisshin Co.        24,4%                               8831
                    Ltd
                    Samsung Electronics       3,3%                               8832
                    Co. Ltd.
                    altre società            24,4%                               8833
 Malaysia                                    29,0%
 Thailandia         Acme Industry Co.        14,1%                                8836
                    Ltd
                    altre società            27,3%                                8837
                                                 35
 ---pagebreak--- 3.   Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
                                             Articolo 2
Gli importi delle garanzie costituite a titolo del dazio antidumping provvisorio a norma del
regolamento (CE) n. 1645/95 sono riscossi definitivamente sino all'aliquota del dazio definitivo
imposto. La parte della garanzia che supera l'aliquota del dazio antidumping definitivo è liberata.
                                             Articolo 3
JJ presente regolamento entra in vigore il .giorno successivo a quello della pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                  36
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(95) 695 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        02 11
                                             N. di catalogo : CB-CO-95-728-IT-C
                                                              ISBN 92-77-98083-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                      r