CELEX: 52003PC0512(02)
Language: it
Date: 2003-08-22
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale

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52003PC0512(02)

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale  /* COM/2003/0512 def. - CNS 2003/0196 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. AntefattiNella sua risoluzione 53/111 del 9 dicembre 1998, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di istituire un comitato intergovernativo ad hoc a composizione aperta con l'incarico di elaborare una convenzione internazionale contro la criminalità organizzata transnazionale, integrata da tre protocolli:- il protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini (protocollo relativo alla tratta di persone);- il protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima (protocollo relativo al traffico di migranti); e- il protocollo contro la fabbricazione ed il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, componenti e munizioni (protocollo relativo alle armi da fuoco).La prima riunione formale del comitato ad hoc si è svolta a Vienna nel gennaio 1999.Nel luglio 1999, la Commissione ha presentato al Consiglio una raccomandazione di decisione del Consiglio che la autorizza a negoziare tutti gli elementi del progetto di convenzione e del protocollo relativo al traffico di migranti che rientrano nella competenza comunitaria.A seguito di tali raccomandazioni, il Consiglio ha autorizzato la Commissione a negoziare il progetto di convenzione [1] ed il progetto di protocollo relativo al traffico di migranti [2].[1]  Decisione del 2 maggio 2000.[2]  Decisione del 14 febbraio 2000.La Commissione ha partecipato attivamente ai negoziati delle Nazioni Unite a Vienna, in stretta collaborazione con gli Stati membri dell'UE ed i paesi terzi del G8. I negoziati relativi alla convenzione si sono conclusi nel luglio 2000, mentre quelli sul protocollo relativo al traffico di migranti si sono protratti fino all'ottobre 2000. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato i citati strumenti nel corso della sua 55a sessione, il 15 novembre 2000 [3], e li ha aperti alla firma.[3]  Risoluzione A/RES/55/25 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.Dal 12 al 15 dicembre 2000, il governo italiano ha organizzato a Palermo una conferenza politica di alto livello finalizzata alla firma della convenzione e del protocollo relativo al traffico di migranti. Giacché la Commissione, conformemente alle direttive di negoziato ricevute, aveva ottenuto che detti strumenti fossero aperti alla firma non soltanto degli Stati ma anche delle organizzazioni regionali d'integrazione economica, quali la Comunità europea, il Consiglio ha autorizzato la firma, a nome della Comunità europea, della convenzione e del protocollo relativo al traffico di migranti nel corso della citata conferenza [4]. Il 12 dicembre 2000, a Palermo, la Comunità europea ha ufficialmente firmato i citati strumenti, assieme a tutti gli Stati membri dell'UE.[4]  Decisione 2001/87/CE del Consiglio, GU L 30 dell'1.2.2001, pag. 44.La convenzione [entrerà] [è entrata] in vigore il 29 settembre 2003. Il protocollo relativo al traffico di migranti non è ancora entrato in vigore giacché a tal fine è necessario che sia ratificato da almeno 40 Stati. Conformemente alle disposizioni finali di questi due atti, il protocollo non può entrare in vigore prima della convenzione e, per diventare parte al protocollo, uno Stato o un'organizzazione regionale d'integrazione economica devono aderire anche alla convenzione. Per questo motivo si presenta, parallelamente al presente documento, il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale.Un'organizzazione regionale d'integrazione economica non può ratificare il protocollo relativo al traffico di migranti prima che almeno uno dei suoi Stati membri vi abbia provveduto. Dei 15 Stati membri dell'UE, la Spagna (il 1° marzo 2002) e la Francia (il 29 ottobre 2002) hanno già depositato un documento di ratifica della convenzione e del protocollo relativo al traffico di migranti presso il Segretariato generale delle Nazioni Unite; negli altri Stati membri il processo di ratifica è tuttora in corso.2. Esito dei negoziati sul Protocollo relativo al traffico di migrantiLa Commissione ritiene che siano stati pienamente conseguiti gli obiettivi stabiliti dal Consiglio nelle sue direttive di negoziato.Il protocollo relativo al traffico di migranti contiene molte disposizioni che rientrano nella competenza comunitaria (titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea). Tali disposizioni sono generalmente conformi all'acquis comunitario in materia di asilo, immigrazione e frontiere esterne, ed in particolare all'acquis di "Schengen" come definito nella decisione 1999/435/CE del Consiglio del 20 maggio 1999 [5], ed alcune sono persino formulate in modo identico.[5]  GU L 176 del 10 luglio 1999, pag. 1.La disposizione del protocollo relativa alle misure da adottare alle frontiere include la possibilità di rafforzare la cooperazione tra i servizi di controllo alle frontiere e l'imposizione di sanzioni contro i vettori. Come previsto nelle direttive di negoziato, queste misure relative alle frontiere sono di livello conforme all'acquis comunitario, ed in particolare agli articoli 26 e 27, paragrafo 1, della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 [6] e delle relative norme integrative [7]. Conformemente alle direttive di negoziato, il protocollo contiene anche delle disposizioni che fanno obbligo alle parti contraenti di controllare la sicurezza e la qualità dei documenti di viaggio e d'identità che rilasciano, compresi i visti, nonché di verificare la legittimità e la validità di tali documenti quando sussista il sospetto che possano essere utilizzati ai fini della tratta di persone o del traffico di migranti. Tale obbligo è conforme all'acquis comunitario, ed in particolare al regolamento (CE) n. 1683/95 [8] del Consiglio, modificato dal regolamento (CE) n. 334/2002 [9], che istituisce un modello uniforme per i visti. Il protocollo comprende anche una clausola di salvaguardia che precisa che le disposizioni del protocollo non pregiudicano gli obblighi che incombono agli Stati in base al diritto internazionale, compresa la convenzione di Ginevra del 1951 ed il protocollo del 1967 relativi allo status dei rifugiati ed il principio di non respingimento sancito da tali strumenti. Benché non sia parte alla suddetta convenzione, la Comunità europea è vincolata dal suo contenuto, in particolare in forza dell'articolo 63, paragrafo 1 del trattato CE.[6]  GU L 239 del 22 settembre 2000, pag. 19.[7]  Decisione 2001/51/CE del Consiglio, GU L 187 del 10 luglio 2001, pag. 45.[8]  GU L 164 del 14 luglio 1995, pag. 1.[9]  GU L 53 del 23 febbraio 2002, pag. 7.Infine, gli obblighi imposti agli Stati dal protocollo di facilitare ed accettare il ritorno ed il rimpatrio delle persone che sono loro cittadini nazionali o hanno il diritto di residenza permanente nel loro territorio, sono in linea con i negoziati che la Comunità sta attualmente conducendo in vista della conclusione di accordi con paesi terzi per la riammissione delle persone che sono entrate o che soggiornano illegalmente nel territorio degli Stati membri.3. Posizione particolare del Regno Unito, dell'Irlanda e della DanimarcaLe disposizioni del protocollo relativo al traffico di migranti che sono di competenza comunitaria rientrano nel campo d'applicazione del titolo IV della Parte terza del trattato che istituisce la Comunità europea.A norma dell'articolo 1 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda, allegato al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, il Regno Unito e l'Irlanda non saranno vincolati dalle suddette disposizioni come parte della Comunità, salvo che esercitino il loro diritto di opzione secondo le modalità previste dal protocollo.Conformemente agli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegata al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non sarà vincolata dalle suddette disposizioni come parte della Comunità.4. ConclusioniIl protocollo relativo al traffico di migranti è il primo strumento globale di lotta contro la criminalità organizzata transnazionale ed il traffico di migranti. Esso stabilisce una cornice multilaterale molto utile ed introduce una serie di importanti norme minime valide per tutti gli Stati aderenti. La Comunità europea ha pertanto tutto l'interesse a che il protocollo entri in vigore quanto prima. Il completamento del processo di ratifica da parte della Comunità europea sarà un chiaro segnale del suo impegno nel conseguire gli obiettivi di detto strumento.La proposta di decisione del Consiglio allegata al presente documento costituisce lo strumento giuridico che consente alla Comunità europea di concludere il protocollo relativo al traffico di migranti, la cui base giuridica risiede negli articoli 62 e 63 in combinato disposto con l'articolo 300 del trattato CE. L'articolo 1 della proposta approva il protocollo a nome della Comunità europea. L'articolo 2 autorizza il presidente del Consiglio a designare la persona abilitata a depositare, a nome della Comunità europea, lo strumento di approvazione. Il testo del protocollo figura nell'allegato I. L'allegato II riporta la dichiarazione sulla competenza della Comunità europea nelle materie disciplinate dal protocollo, che deve essere depositata congiuntamente allo strumento di approvazione (articolo 21, paragrafo 3 del protocollo relativo al traffico di migranti).Il Consiglio delibererà all'unanimità, previa consultazione del Parlamento europeo (articolo 300, paragrafo 2, primo comma in combinato disposto con l'articolo 67 del trattato CE; articolo 300, paragrafo 3, primo comma del trattato CE).Per i suesposti motivi, la Commissione invita il Consiglio ad adottare la proposta di decisione allegata al presente documento.2003/0196 (CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionaleIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 62, paragrafo 2, e 63, paragrafo 3, in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, e con l'articolo 300, paragrafo 3, primo comma,vista la proposta della Commissione [10],[10]  GU (...) del (...), pag.visto il parere del Parlamento europeo [11],[11]  GU (...) del (...), pag.considerando quanto segue:(1) Gli elementi del protocollo che sono di competenza comunitaria sono stati negoziati dalla Commissione, a nome della Comunità, previa autorizzazione del Consiglio.(2) Il Consiglio ha incaricato la Commissione di negoziare l'adesione della Comunità all'accordo internazionale in questione.(3) I negoziati sono stati condotti a termine e lo strumento risultante è stato firmato dalla Comunità il 12 dicembre 2000, conformemente alla decisione del Consiglio (2001/87/CE) dell'8 dicembre 2000 [12].[12]  GU L 30 dell'1.2.2001, pag. 44.(4) Alcuni Stati membri sono parti al protocollo, mentre in altri Stati membri il processo di ratifica è tuttora in corso.(5) Le disposizioni del protocollo contro il traffico di migranti che sono di competenza comunitaria rientrano nel campo d'applicazione del titolo IV della Parte terza del trattato che istituisce la Comunità europea.(6) A norma dell'articolo 1 [articolo 3] del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda, allegato al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, il Regno Unito e l'Irlanda [partecipano] [non partecipano] all'adozione della presente decisione e, perciò, [saranno] [non saranno] vincolati dalle disposizioni del protocollo che sono di competenza comunitaria, come parte della Comunità.(7) Conformemente agli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegata al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non sarà vincolata dalle disposizioni del protocollo che sono di competenza comunitaria, come parte della Comunità.(8) La conclusione della convenzione è stata approvata a nome della Comunità europea con decisione (.../... /CE) del Consiglio del... [13], condizione necessaria affinché la Comunità europea possa diventare parte al protocollo, ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 2, della convenzione.[13]  GU (...) del (...), pag.(9) Le altre condizioni richieste per il deposito da parte della Comunità europea dello strumento di approvazione di cui all'articolo 36, paragrafo 3 della convenzione e all'articolo 21, paragrafo 3 del protocollo, sono soddisfatte.(10) Il protocollo deve essere approvato per permettere alla Comunità di diventarne parte nei limiti delle sue competenze.(11) In occasione del deposito dello strumento di approvazione, la Comunità è anche tenuta, a norma dell'articolo 21, paragrafo 3 del protocollo relativo al traffico di migranti, a dichiarare il proprio ambito di competenza con riferimento alle materie disciplinate dal protocollo,DECIDE:Articolo 1Il protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima, allegato alla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, che figura nell'allegato 1, è approvato a nome della Comunità europea.Lo strumento di conferma formale della Comunità include una dichiarazione relativa all'ambito di competenza ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 3 del protocollo, come riportato nell'allegato II.Articolo 2Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona abilitata a depositare lo strumento di conferma formale che impegna la Comunità.La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Fatto a Bruxelles,Per il Consiglio,Il PresidenteALLEGATIL'ALLEGATO I riporterà il testo del protocollo.ALLEGATO IIDICHIARAZIONE RELATIVA ALL'AMBITO DI COMPETENZA DELLA COMUNITÀ EUROPEA CON RIFERIMENTO ALLE MATERIE DISCIPLINATE DAL PROTOCOLLO PER COMBATTERE IL TRAFFICO DI MIGRANTI PER VIA TERRESTRE, AEREA E MARITTIMA, ALLEGATO ALLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE CONTRO LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA TRANSNAZIONALE.L'articolo 21, paragrafo 3 del protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima prevede che lo strumento di ratifica, accettazione o approvazione di un'organizzazione regionale d'integrazione economica includa una dichiarazione intesa a precisare le materie disciplinate dal protocollo la cui competenza è stata trasferita all'organizzazione dai suoi Stati membri che sono parti al protocollo.Il protocollo si applica, per quanto riguarda le competenze trasferite alla Comunità europea, ai territori nei quali è applicato il trattato che istituisce la Comunità europea ed alle condizioni enunciate nel trattato stesso, in particolare all'articolo 299 e nei protocolli allegati al trattato.A norma dell'articolo 1 [articolo 3] del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda, allegato al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, il Regno Unito e l'Irlanda [saranno] [non saranno] vincolati dalle disposizioni del protocollo che sono di competenza comunitaria, come parte della Comunità. Di conseguenza, la presente dichiarazione [è] [non è] applicabile ai territori del Regno Unito e dell'Irlanda.Conformemente agli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegata al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non sarà vincolata dalle disposizioni del protocollo che sono di competenza comunitaria, come parte della Comunità.A norma dell'articolo 299, la presente dichiarazione non è applicabile ai territori degli Stati membri ai quali il trattato non si applica e non pregiudica le misure o posizioni che potrebbero essere adottate in forza del protocollo dagli Stati membri interessati per conto e nell'interesse di detti territori. In conformità della citata disposizione, la presente dichiarazione precisa le competenze trasferite dagli Stati membri alla Comunità in forza dei trattati nelle materie disciplinate dal protocollo. La portata e l'esercizio di tali competenze comunitarie sono soggetti, per loro stessa natura, ad una continua evoluzione e, all'occorrenza, la Comunità completerà o modificherà la presente dichiarazione, in conformità dell'articolo 21, paragrafo 3 del protocollo.La Comunità dichiara che è competente in materia di attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri, di elaborazione delle norme e delle procedure per il controllo delle persone a dette frontiere e delle norme relative ai visti per i soggiorni di durata non superiore a tre mesi. Rientrano nella sua competenza anche le misure nel settore della politica d'immigrazione relative alle condizioni di ingresso e soggiorno, e le misure di lotta contro l'immigrazione illegale ed il soggiorno illegale, compreso il rimpatrio delle persone soggiornanti illegalmente. La pertinente normativa comunitaria è inclusa nell'acquis di Schengen sulle frontiere esterne ed i documenti di viaggio e d'identità, integrato nell'ambito della Comunità europea, e nei suoi successivi sviluppi. Nei citati settori, spetta pertanto alla Comunità adottare le pertinenti norme e regolamentazioni e, nei limiti delle sue competenze, intraprendere azioni esterne con Stati terzi o competenti organizzazioni internazionali.Protocol against the Smuggling of Migrants by Land, Sea and Air, supplementing the United Nations Convention against Transnational Organized CrimePreambleThe States Parties to this Protocol,Declaring that effective action to prevent and combat the smuggling of migrants by land, sea and air requires a comprehensive international approach, including cooperation, the exchange of information and other appropriate measures, including socio-economic measures, at the national, regional and international levels,Recalling General Assembly resolution 54/212 of 22 December 1999, in which the Assembly urged Member States and the United Nations system to strengthen international cooperation in the area of international migration and development in order to address the root causes of migration, especially those related to poverty, and to maximize the benefits of international migration to those concerned, and encouraged, where relevant, interregional, regional and subregional mechanisms to continue to address the question of migration and development,Convinced of the need to provide migrants with humane treatment and full protection of their rights,Taking into account the fact that, despite work undertaken in other international forums, there is no universal instrument that addresses all aspects of smuggling of migrants and other related issues,Concerned at the significant increase in the activities of organized criminal groups in smuggling of migrants and other related criminal activities set forth in this Protocol, which bring great harm to the States concerned,Also concerned that the smuggling of migrants can endanger the lives or security of the migrants involved,Recalling General Assembly resolution 53/111 of 9 December 1998, in which the Assembly decided to establish an open-ended intergovernmental ad hoc committee for the purpose of elaborating a comprehensive international convention against transnational organized crime and of discussing the elaboration of, inter alia, an international instrument addressing illegal trafficking in and transporting of migrants, including by sea,Convinced that supplementing the United Nations Convention against Transnational Organized Crime with an international instrument against the smuggling of migrants by land, sea and air will be useful in preventing and combating that crime,Have agreed as follows:I. General provisionsArticle 1  Relation with the United Nations Convention against Transnational Organized Crime1. This Protocol supplements the United Nations Convention against Transnational Organized Crime. It shall be interpreted together with the Convention.2. The provisions of the Convention shall apply, mutatis mutandis, to this Protocol unless otherwise provided herein.3. The offences established in accordance with article 6 of this Protocol shall be regarded as offences established in accordance with the Convention.Article 2  Statement of purposeThe purpose of this Protocol is to prevent and combat the smuggling of migrants, as well as to promote cooperation among States Parties to that end, while protecting the rights of smuggled migrants.Article 3  Use of termsFor the purposes of this Protocol:(a) "Smuggling of migrants" shall mean the procurement, in order to obtain, directly or indirectly, a financial or other material benefit, of the illegal entry of a person into a State Party of which the person is not a national or a permanent resident;(b) "Illegal entry" shall mean crossing borders without complying with the necessary requirements for legal entry into the receiving State;(c) "Fraudulent travel or identity document" shall mean any travel or identity document:(i) That has been falsely made or altered in some material way by anyone other than a person or agency lawfully authorized to make or issue the travel or identity document on behalf of a State; or(ii) That has been improperly issued or obtained through misrepresentation, corruption or duress or in any other unlawful manner; or(iii) That is being used by a person other than the rightful holder;(d) "Vessel" shall mean any type of water craft, including non-displacement craft and seaplanes, used or capable of being used as a means of transportation on water, except a warship, naval auxiliary or other vessel owned or operated by a Government and used, for the time being, only on government non-commercial service.Article 4  Scope of applicationThis Protocol shall apply, except as otherwise stated herein, to the prevention, investigation and prosecution of the offences established in accordance with article 6 of this Protocol, where the offences are transnational in nature and involve an organized criminal group, as well as to the protection of the rights of persons who have been the object of such offences.Article 5  Criminal liability of migrantsMigrants shall not become liable to criminal prosecution under this Protocol for the fact of having been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol.Article 6  Criminalization1. Each State Party shall adopt such legislative and other measures as may be necessary to establish as criminal offences, when committed intentionally and in order to obtain, directly or indirectly, a financial or other material benefit:(a) The smuggling of migrants;(b) When committed for the purpose of enabling the smuggling of migrants:(i) Producing a fraudulent travel or identity document;(ii) Procuring, providing or possessing such a document;(c) Enabling a person who is not a national or a permanent resident to remain in the State concerned without complying with the necessary requirements for legally remaining in the State by the means mentioned in subparagraph (b) of this paragraph or any other illegal means.2. Each State Party shall also adopt such legislative and other measures as may be necessary to establish as criminal offences:(a) Subject to the basic concepts of its legal system, attempting to commit an offence established in accordance with paragraph 1 of this article;(b) Participating as an accomplice in an offence established in accordance with paragraph 1 (a), (b) (i) or (c) of this article and, subject to the basic concepts of its legal system, participating as an accomplice in an offence established in accordance with paragraph 1 (b) (ii) of this article;(c) Organizing or directing other persons to commit an offence established in accordance with paragraph 1 of this article.3. Each State Party shall adopt such legislative and other measures as may be necessary to establish as aggravating circumstances to the offences established in accordance with paragraph 1 (a), (b) (i) and (c) of this article and, subject to the basic concepts of its legal system, to the offences established in accordance with paragraph 2 (b) and (c) of this article, circumstances:(a) That endanger, or are likely to endanger, the lives or safety of the migrants concerned; or(b) That entail inhuman or degrading treatment, including for exploitation, of such migrants.4. Nothing in this Protocol shall prevent a State Party from taking measures against a person whose conduct constitutes an offence under its domestic law.II. Smuggling of migrants by seaArticle 7  CooperationStates Parties shall cooperate to the fullest extent possible to prevent and suppress the smuggling of migrants by sea, in accordance with the international law of the sea.Article 8 Measures against the smuggling of migrants by sea1. A State Party that has reasonable grounds to suspect that a vessel that is flying its flag or claiming its registry, that is without nationality or that, though flying a foreign flag or refusing to show a flag, is in reality of the nationality of the State Party concerned is engaged in the smuggling of migrants by sea may request the assistance of other States Parties in suppressing the use of the vessel for that purpose. The States Parties so requested shall render such assistance to the extent possible within their means.2. A State Party that has reasonable grounds to suspect that a vessel exercising freedom of navigation in accordance with international law and flying the flag or displaying the marks of registry of another State Party is engaged in the smuggling of migrants by sea may so notify the flag State, request confirmation of registry and, if confirmed, request authorization from the flag State to take appropriate measures with regard to that vessel. The flag State may authorize the requesting State, inter alia:(a) To board the vessel;(b) To search the vessel; and(c) If evidence is found that the vessel is engaged in the smuggling of migrants by sea, to take appropriate measures with respect to the vessel and persons and cargo on board, as authorized by the flag State.3. A State Party that has taken any measure in accordance with paragraph 2 of this article shall promptly inform the flag State concerned of the results of that measure.4. A State Party shall respond expeditiously to a request from another State Party to determine whether a vessel that is claiming its registry or flying its flag is entitled to do so and to a request for authorization made in accordance with paragraph 2 of this article.5. A flag State may, consistent with article 7 of this Protocol, subject its authorization to conditions to be agreed by it and the requesting State, including conditions relating to responsibility and the extent of effective measures to be taken. A State Party shall take no additional measures without the express authorization of the flag State, except those necessary to relieve imminent danger to the lives of persons or those which derive from relevant bilateral or multilateral agreements.6. Each State Party shall designate an authority or, where necessary, authorities to receive and respond to requests for assistance, for confirmation of registry or of the right of a vessel to fly its flag and for authorization to take appropriate measures. Such designation shall be notified through the Secretary-General to all other States Parties within one month of the designation.7. A State Party that has reasonable grounds to suspect that a vessel is engaged in the smuggling of migrants by sea and is without nationality or may be assimilated to a vessel without nationality may board and search the vessel. If evidence confirming the suspicion is found, that State Party shall take appropriate measures in accordance with relevant domestic and international law.Article 9  Safeguard clauses1. Where a State Party takes measures against a vessel in accordance with article 8 of this Protocol, it shall:(a) Ensure the safety and humane treatment of the persons on board;(b) Take due account of the need not to endanger the security of the vessel or its cargo;(c) Take due account of the need not to prejudice the commercial or legal interests of the flag State or any other interested State;(d) Ensure, within available means, that any measure taken with regard to the vessel is environmentally sound.2. Where the grounds for measures taken pursuant to article 8 of this Protocol prove to be unfounded, the vessel shall be compensated for any loss or damage that may have been sustained, provided that the vessel has not committed any act justifying the measures taken.3. Any measure taken, adopted or implemented in accordance with this chapter shall take due account of the need not to interfere with or to affect:(a) The rights and obligations and the exercise of jurisdiction of coastal States in accordance with the international law of the sea; or(b) The authority of the flag State to exercise jurisdiction and control in administrative, technical and social matters involving the vessel.4. Any measure taken at sea pursuant to this chapter shall be carried out only by warships or military aircraft, or by other ships or aircraft clearly marked and identifiable as being on government service and authorized to that effect.III. Prevention, cooperation and other measuresArticle 10  Information1. Without prejudice to articles 27 and 28 of the Convention, States Parties, in particular those with common borders or located on routes along which migrants are smuggled, shall, for the purpose of achieving the objectives of this Protocol, exchange among themselves, consistent with their respective domestic legal and administrative systems, relevant information on matters such as:(a) Embarkation and destination points, as well as routes, carriers and means of transportation, known to be or suspected of being used by an organized criminal group engaged in conduct set forth in article 6 of this Protocol;(b) The identity and methods of organizations or organized criminal groups known to be or suspected of being engaged in conduct set forth in article 6 of this Protocol;(c) The authenticity and proper form of travel documents issued by a State Party and the theft or related misuse of blank travel or identity documents;(d) Means and methods of concealment and transportation of persons, the unlawful alteration, reproduction or acquisition or other misuse of travel or identity documents used in conduct set forth in article 6 of this Protocol and ways of detecting them;(e) Legislative experiences and practices and measures to prevent and combat the conduct set forth in article 6 of this Protocol; and(f) Scientific and technological information useful to law enforcement, so as to enhance each other's ability to prevent, detect and investigate the conduct set forth in article 6 of this Protocol and to prosecute those involved.2. A State Party that receives information shall comply with any request by the State Party that transmitted the information that places restrictions on its use.Article 11 Border measures1. Without prejudice to international commitments in relation to the free movement of people, States Parties shall strengthen, to the extent possible, such border controls as may be necessary to prevent and detect the smuggling of migrants.2. Each State Party shall adopt legislative or other appropriate measures to prevent, to the extent possible, means of transport operated by commercial carriers from being used in the commission of the offence established in accordance with article 6, paragraph 1 (a), of this Protocol.3. Where appropriate, and without prejudice to applicable international conventions, such measures shall include establishing the obligation of commercial carriers, including any transportation company or the owner or operator of any means of transport, to ascertain that all passengers are in possession of the travel documents required for entry into the receiving State.4. Each State Party shall take the necessary measures, in accordance with its domestic law, to provide for sanctions in cases of violation of the obligation set forth in paragraph 3 of this article.5. Each State Party shall consider taking measures that permit, in accordance with its domestic law, the denial of entry or revocation of visas of persons implicated in the commission of offences established in accordance with this Protocol.6. Without prejudice to article 27 of the Convention, States Parties shall consider strengthening cooperation among border control agencies by, inter alia, establishing and maintaining direct channels of communication.Article 12  Security and control of documentsEach State Party shall take such measures as may be necessary, within available means:(a) To ensure that travel or identity documents issued by it are of such quality that they cannot easily be misused and cannot readily be falsified or unlawfully altered, replicated or issued; and(b) To ensure the integrity and security of travel or identity documents issued by or on behalf of the State Party and to prevent their unlawful creation, issuance and use.Article 13  Legitimacy and validity of documentsAt the request of another State Party, a State Party shall, in accordance with its domestic law, verify within a reasonable time the legitimacy and validity of travel or identity documents issued or purported to have been issued in its name and suspected of being used for purposes of conduct set forth in article 6 of this Protocol.Article 14  Training and technical cooperation1. States Parties shall provide or strengthen specialized training for immigration and other relevant officials in preventing the conduct set forth in article 6 of this Protocol and in the humane treatment of migrants who have been the object of such conduct, while respecting their rights as set forth in this Protocol.2. States Parties shall cooperate with each other and with competent international organizations, non-governmental organizations, other relevant organizations and other elements of civil society as appropriate to ensure that there is adequate personnel training in their territories to prevent, combat and eradicate the conduct set forth in article 6 of this Protocol and to protect the rights of migrants who have been the object of such conduct. Such training shall include:(a) Improving the security and quality of travel documents;(b) Recognizing and detecting fraudulent travel or identity documents;(c) Gathering criminal intelligence, relating in particular to the identification of organized criminal groups known to be or suspected of being engaged in conduct set forth in article 6 of this Protocol, the methods used to transport smuggled migrants, the misuse of travel or identity documents for purposes of conduct set forth in article 6 and the means of concealment used in the smuggling of migrants;(d) Improving procedures for detecting smuggled persons at conventional and non-conventional points of entry and exit; and(e) The humane treatment of migrants and the protection of their rights as set forth in this Protocol.3. States Parties with relevant expertise shall consider providing technical assistance to States that are frequently countries of origin or transit for persons who have been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol. States Parties shall make every effort to provide the necessary resources, such as vehicles, computer systems and document readers, to combat the conduct set forth in article 6.Article 15  Other prevention measures1. Each State Party shall take measures to ensure that it provides or strengthens information programmes to increase public awareness of the fact that the conduct set forth in article 6 of this Protocol is a criminal activity frequently perpetrated by organized criminal groups for profit and that it poses serious risks to the migrants concerned.2. In accordance with article 31 of the Convention, States Parties shall cooperate in the field of public information for the purpose of preventing potential migrants from falling victim to organized criminal groups.3. Each State Party shall promote or strengthen, as appropriate, development programmes and cooperation at the national, regional and international levels, taking into account the socio-economic realities of migration and paying special attention to economically and socially depressed areas, in order to combat the root socio-economic causes of the smuggling of migrants, such as poverty and underdevelopment.Article 16  Protection and assistance measures1. In implementing this Protocol, each State Party shall take, consistent with its obligations under international law, all appropriate measures, including legislation if necessary, to preserve and protect the rights of persons who have been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol as accorded under applicable international law, in particular the right to life and the right not to be subjected to torture or other cruel, inhuman or degrading treatment or punishment.2. Each State Party shall take appropriate measures to afford migrants appropriate protection against violence that may be inflicted upon them, whether by individuals or groups, by reason of being the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol.3. Each State Party shall afford appropriate assistance to migrants whose lives or safety are endangered by reason of being the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol.4. In applying the provisions of this article, States Parties shall take into account the special needs of women and children.5. In the case of the detention of a person who has been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol, each State Party shall comply with its obligations under the Vienna Convention on Consular Relations, [14] where applicable, including that of informing the person concerned without delay about the provisions concerning notification to and communication with consular officers.[14]   Ibid., vol. 596, Nos. 8638-8640.Article 17  Agreements and arrangementsStates Parties shall consider the conclusion of bilateral or regional agreements or operational arrangements or understandings aimed at:(a) Establishing the most appropriate and effective measures to prevent and combat the conduct set forth in article 6 of this Protocol; or(b) Enhancing the provisions of this Protocol among themselves.Article 18  Return of smuggled migrants1. Each State Party agrees to facilitate and accept, without undue or unreasonable delay, the return of a person who has been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol and who is its national or who has the right of permanent residence in its territory at the time of return.2. Each State Party shall consider the possibility of facilitating and accepting the return of a person who has been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol and who had the right of permanent residence in its territory at the time of entry into the receiving State in accordance with its domestic law.3. At the request of the receiving State Party, a requested State Party shall, without undue or unreasonable delay, verify whether a person who has been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol is its national or has the right of permanent residence in its territory.4. In order to facilitate the return of a person who has been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol and is without proper documentation, the State Party of which that person is a national or in which he or she has the right of permanent residence shall agree to issue, at the request of the receiving State Party, such travel documents or other authorization as may be necessary to enable the person to travel to and re-enter its territory.5. Each State Party involved with the return of a person who has been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol shall take all appropriate measures to carry out the return in an orderly manner and with due regard for the safety and dignity of the person.6. States Parties may cooperate with relevant international organizations in the implementation of this article.7. This article shall be without prejudice to any right afforded to persons who have been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol by any domestic law of the receiving State Party.8. This article shall not affect the obligations entered into under any other applicable treaty, bilateral or multilateral, or any other applicable operational agreement or arrangement that governs, in whole or in part, the return of persons who have been the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol.IV. Final provisionsArticle 19  Saving clause1. Nothing in this Protocol shall affect the other rights, obligations and responsibilities of States and individuals under international law, including international humanitarian law and international human rights law and, in particular, where applicable, the 1951 Convention3 and the 1967 Protocol4 relating to the Status of Refugees and the principle of non-refoulement as contained therein.2. The measures set forth in this Protocol shall be interpreted and applied in a way that is not discriminatory to persons on the ground that they are the object of conduct set forth in article 6 of this Protocol. The interpretation and application of those measures shall be consistent with internationally recognized principles of nondiscrimination.Article 20  Settlement of disputesl. States Parties shall endeavour to settle disputes concerning the interpretation or application of this Protocol through negotiation.2. Any dispute between two or more States Parties concerning the interpretation or application of this Protocol that cannot be settled through negotiation within a reasonable time shall, at the request of one of those States Parties, be submitted to arbitration. If, six months after the date of the request for arbitration, those States Parties are unable to agree on the organization of the arbitration, any one of those States Parties may refer the dispute to the International Court of Justice by request in accordance with the Statute of the Court.3. Each State Party may, at the time of signature, ratification, acceptance or approval of or accession to this Protocol, declare that it does not consider itself bound by paragraph 2 of this article. The other States Parties shall not be bound by paragraph 2 of this article with respect to any State Party that has made such a reservation.4. Any State Party that has made a reservation in accordance with paragraph 3 of this article may at any time withdraw that reservation by notification to the Secretary-General of the United Nations.Article 21  Signature, ratification, acceptance, approval and accession1. This Protocol shall be open to all States for signature from 12 to 15 December 2000 in Palermo, Italy, and thereafter at United Nations Headquarters in New York until 12 December 2002.2. This Protocol shall also be open for signature by regional economic integration organizations provided that at least one member State of such organization has signed this Protocol in accordance with paragraph 1 of this article.3. This Protocol is subject to ratification, acceptance or approval. Instruments of ratification, acceptance or approval shall be deposited with the Secretary-General of the United Nations. A regional economic integration organization may deposit its instrument of ratification, acceptance or approval if at least one of its member States has done likewise. In that instrument of ratification, acceptance or approval, such organization shall declare the extent of its competence with respect to the matters governed by this Protocol. Such organization shall also inform the depositary of any relevant modification in the extent of its competence.4. This Protocol is open for accession by any State or any regional economic integration organization of which at least one member State is a Party to this Protocol. Instruments of accession shall be deposited with the Secretary-General of the United Nations. At the time of its accession, a regional economic integration organization shall declare the extent of its competence with respect to matters governed by this Protocol. Such organization shall also inform the depositary of any relevant modification in the extent of its competence.Article 22  Entry into force1. This Protocol shall enter into force on the ninetieth day after the date of deposit of the fortieth instrument of ratification, acceptance, approval or accession, except that it shall not enter into force before the entry into force of the Convention. For the purpose of this paragraph, any instrument deposited by a regional economic integration organization shall not be counted as additional to those deposited by member States of such organization.2. For each State or regional economic integration organization ratifying, accepting, approving or acceding to this Protocol after the deposit of the fortieth instrument of such action, this Protocol shall enter into force on the thirtieth day after the date of deposit by such State or organization of the relevant instrument or on the date this Protocol enters into force pursuant to paragraph 1 of this article, whichever is the later.Article 23  Amendment1. After the expiry of five years from the entry into force of this Protocol, a State Party to the Protocol may propose an amendment and file it with the Secretary-General of the United Nations, who shall thereupon communicate the proposed amendment to the States Parties and to the Conference of the Parties to the Convention for the purpose of considering and deciding on the proposal. The States Parties to this Protocol meeting at the Conference of the Parties shall make every effort to achieve consensus on each amendment. If all efforts at consensus have been exhausted and no agreement has been reached, the amendment shall, as a last resort, require for its adoption a two-thirds majority vote of the States Parties to this Protocol present and voting at the meeting of the Conference of the Parties.2. Regional economic integration organizations, in matters within their competence, shall exercise their right to vote under this article with a number of votes equal to the number of their member States that are Parties to this Protocol. Such organizations shall not exercise their right to vote if their member States exercise theirs and vice versa.3. An amendment adopted in accordance with paragraph 1 of this article is subject to ratification, acceptance or approval by States Parties.4. An amendment adopted in accordance with paragraph 1 of this article shall enter into force in respect of a State Party ninety days after the date of the deposit with the Secretary-General of the United Nations of an instrument of ratification, acceptance or approval of such amendment.5. When an amendment enters into force, it shall be binding on those States Parties which have expressed their consent to be bound by it. Other States Parties shall still be bound by the provisions of this Protocol and any earlier amendments that they have ratified, accepted or approved.Article 24  Denunciation1. A State Party may denounce this Protocol by written notification to the Secretary-General of the United Nations. Such denunciation shall become effective one year after the date of receipt of the notification by the Secretary-General.2. A regional economic integration organization shall cease to be a Party to this Protocol when all of its member States have denounced it.Article 25  Depositary and languages1. The Secretary-General of the United Nations is designated depositary of this Protocol.2. The original of this Protocol, of which the Arabic, Chinese, English, French, Russian and Spanish texts are equally authentic, shall be deposited with the Secretary-General of the United Nations.IN WITNESS WHEREOF, the undersigned plenipotentiaries, being duly authorized thereto by their respective Governments, have signed this Protocol.