CELEX: 52011SC0813
Language: it
Date: 2011-06-07 00:00:00
Title: Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of the Netherlandsand delivering a Council opinionon the updated Stability Programme of the Netherlands 2011-2015

COMMISSIONE EUROPEA
                                     Bruxelles, 7.6.2011
                                     SEC(2011) 813 definitivo
                      Raccomandazione di
          RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
    sul programma nazionale di riforma 2011 dei Paesi Bassi
             e che formula un parere del Consiglio
sul programma di stabilità aggiornato dei Paesi Bassi, 2011-2015
                   {SEC(2011) 727 definitivo}
 ---pagebreak---                                               Raccomandazione di
                               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                      sul programma nazionale di riforma 2011 dei Paesi Bassi
                                   e che formula un parere del Consiglio
                  sul programma di stabilità aggiornato dei Paesi Bassi, 2011-2015
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121,
   paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento
   della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento
   delle politiche economiche1, in particolare l’articolo 5, paragrafo 3,
   vista la raccomandazione della Commissione europea2,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   sentito il comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   (1)      Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione
            europea di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita
            basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui
            settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita
            sostenibile e di competitività dell’Europa.
   (2)      Il Consiglio ha adottato il 13 luglio 2010 una raccomandazione sugli indirizzi di
            massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (per il periodo
            2010-2014) e il 21 ottobre 2010 una decisione sugli orientamenti per le politiche degli
            Stati membri a favore dell’occupazione3, che insieme formano gli “orientamenti
            integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati
            nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
   1
            GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   2
            GU C […] del […], pag. […].
   3
            Mantenuti per il 2011 mediante decisione 2011/308/UE del Consiglio del 19 maggio 2011.
IT                                                       2                                              IT
 ---pagebreak---    (3) Il 12 gennaio 2011 la Commissione ha adottato la prima analisi annuale della crescita,
       che segna l’inizio di un nuovo ciclo di governance economica nell’UE e del primo
       semestre europeo di coordinamento integrato e ex-ante delle politiche, che si fonda
       sulla strategia Europa 2020.
   (4) Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per il risanamento
       finanziario e le riforme strutturali (in linea con le conclusioni del Consiglio del 15
       febbraio e del 7 marzo 2011 e in seguito all’analisi annuale della crescita della
       Commissione). Il Consiglio europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al
       ripristino di bilanci sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della
       disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi intesi ad
       aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre tali priorità in
       misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi di stabilità o di
       convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
   (5) Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che
       partecipano al patto Euro Plus a presentare i loro impegni in tempo utile perché
       possano essere inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei
       programmi nazionali di riforma.
   (6) Il 29 aprile 2011 i Paesi Bassi hanno presentato il programma di stabilità aggiornato
       2011, relativo al periodo 2011-2015, e il programma nazionale di riforma 2011. Onde
       tener conto delle loro correlazioni, i due programmi sono stati valutati
       contemporaneamente.
   (7) Nonostante i buoni risultati ottenuti in precedenza, l'economia dei Paesi Bassi, molto
       aperta, ha pesantemente sofferto della crisi: nel 2009 il PIL reale ha infatti subito una
       contrazione di quasi il 4%. La ripresa è iniziata nella seconda metà del 2009 grazie alla
       risalita della domanda esterna e si è rafforzata nella prima metà del 2010, producendo
       una crescita del PIL dell'1,8%. L' impatto della crisi sul mercato del lavoro è stato
       relativamente contenuto. Nei prossimi due anni la disoccupazione dovrebbe
       progressivamente diminuire, passando dal 4,5% nel 2010 al 4% nel 2012. La crisi ha
       pesantemente colpito le finanze pubbliche dei Paesi Bassi: il disavanzo pubblico è
       salito al 5,5% del PIL nel 2009 e al 5,4% del PIL nel 2010. Gli interventi del governo
       per sostenere gli istituti finanziari e stabilizzare i mercati finanziari hanno comportato
       un aumento del rapporto debito pubblico/PIL pari a 15 punti percentuali del PIL: nel
       2009 il rapporto debito pubblico/PIL ha raggiunto il 60,8% del PIL.
   (8) Sulla base della valutazione del programma di stabilità aggiornato a norma del
       regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, il Consiglio ritiene credibile lo scenario
       macroeconomico presentato nel programma di stabilità, su cui si basano le proiezioni
       di bilancio. Per il 2011 e il 2012 il programma si basa su proiezioni di crescita
       leggermente più prudenti rispetto alle previsioni dei servizi della Commissione della
       primavera 2011. Il programma di stabilità prevede di ridurre il disavanzo pubblico al
       di sotto del valore di riferimento del 3% nel 2012, ossia un anno prima del termine
       stabilito dalla procedura per i disavanzi eccessivi. Sulla base dei dati forniti nel
       programma di stabilità, l'obiettivo di medio termine, ossia un disavanzo strutturale
       dello 0,5% del PIL, sarà quasi raggiunto entro la fine del periodo di riferimento del
       programma, mentre il saldo strutturale calcolato dai servizi della Commissione è pari a
       -0,8% del PIL nel 2015. La strategia di bilancio è pienamente sostenuta da misure
       sufficientemente dettagliate fino al 2015. L'attuazione di tali misure è però soggetta ad
IT                                                3                                               IT
 ---pagebreak---         alcuni rischi, soprattutto legati alla capacità di compensare gli sconfinamenti della
        spesa sanitaria e di controllare la spesa delle amministrazioni locali. Lo sforzo annuo
        di bilancio è pari, in media, allo 0,75% del PIL nel periodo 2011-2013, in linea con la
        raccomandazione del Consiglio del 2 dicembre 2009 nell'ambito della procedura per i
        disavanzi eccessivi. Per gli anni che seguono il termine stabilito per la correzione del
        disavanzo eccessivo (2014 e 2015), il saldo strutturale ricalcolato migliora dello
        0,25% nel 2014 e dello 0,5% nel 2015, attestandosi appena al di sotto dello 0,5%
        necessario al conseguimento dell'obiettivo di medio termine.
   (9)  Il risanamento del bilancio previsto e attuato dalle autorità olandesi si fonda in larga
        misura su tagli - per lo più strutturali - della spesa pari in totale a circa il 3% del PIL
        entro la fine del periodo di riferimento (2015) rispetto alla situazione di partenza. Il
        conseguente percorso di aggiustamento prevede una prima riduzione del disavanzo
        pubblico dal 3,8% del PIL nel 2011 al 2,4% del PIL nel 2012 e ulteriori riduzioni di
        circa 0,5% l'anno per il periodo 2013-2015. I Paesi Bassi si sono risolutamente
        impegnati a conseguire tali obiettivi. Salvaguardare dai tagli di bilancio settori che
        favoriscono la crescita - quale ad esempio l'istruzione - eviterebbe di compromettere il
        futuro potenziale di crescita economica e contribuirebbe a rendere sostenibile la
        correzione del disavanzo eccessivo.
   (10) Oltre al risanamento a breve termine, una delle principali sfide consiste nel migliorare
        la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, sulle quali pesa il forte
        aumento della spesa legata all'invecchiamento demografico. Il costo
        dell'invecchiamento demografico nel lungo termine è nettamente superiore alla media
        UE, in particolare nei settori delle pensioni e dell'assistenza sanitaria di lunga durata. Il
        previsto aumento della spesa per l'assistenza sanitaria di lunga durata è il più elevato
        d'Europa, come dimostra la relazione 2009 della Commissione sull'invecchiamento
        demografico. Ciò è dovuto soprattutto all'esistenza nei Paesi Bassi di un sistema
        ufficiale di assistenza sanitaria di lunga durata già completo (ad esempio:
        assicurazione pubblica di lunga durata che copre l'igiene personale, l'assistenza
        infermieristica, l'assistenza medica, le cure e il soggiorno in strutture sanitarie), mentre
        l'assistenza informale svolge un ruolo più limitato.
   (11) Il mercato del lavoro dei Paesi Bassi è caratterizzato da tassi di partecipazione
        relativamente elevati, alta produttività rispetto alle ore lavorate e bassa
        disoccupazione. Tuttavia, la sfida principale per il mercato del lavoro olandese
        consisterà nel ricorrere maggiormente al potenziale di manodopera non sfruttato, in
        particolare per compensare il previsto calo della popolazione in età lavorativa
        conseguente all'invecchiamento demografico. La quantità media di ore lavorate ogni
        anno è la più bassa dell'UE, come confermano i dati più recenti a disposizione. Il basso
        numero di ore lavorate è dovuto alla percentuale molto elevata di persone che lavorano
        a tempo parziale, in particolare donne. Ciò riflette preferenze personali ma anche
        l'esistenza di disincentivi finanziari per accedere al mercato del lavoro o per aumentare
        il numero di ore lavorate. Attualmente, per chi usufruisce del secondo reddito
        familiare uno dei principali disincentivi ad entrare nel mercato del lavoro o a lavorare
        più ore è l'elevata aliquota fiscale marginale, che, in alcuni casi, può risultare superiore
        all'80% a causa, tra l'altro, del credito generale d'imposta e della riduzione di
        prestazioni legate al reddito quali ad esempio i sussidi per la custodia dei bambini.
   (12) Per la categoria - sempre più numerosa ed eterogenea - di disoccupati di lungo periodo
        parzialmente disabili, confrontati al rischio di disoccupazione strutturale, l'attuazione
IT                                                4                                                   IT
 ---pagebreak---         di politiche attive del mercato del lavoro non ha prodotto, a quanto pare, risultati
        positivi. I cittadini di paesi terzi si trovano di fronte a particolari difficoltà, cosa che
        amplifica le persistenti lacune in materia di occupazione e disoccupazione.
   (13) Il sistema olandese di ricerca e innovazione (R&I) è riuscito a mantenere la sua
        capacità innovativa. La scarsa partecipazione del settore privato agli investimenti nel
        settore della ricerca e sviluppo (R&S) può però incidere negativamente sulla futura
        crescita economica e sulla competitività dell'economia olandese. Per le imprese
        caratterizzate da un'intensa attività di R&I, comprese quelle estere, il governo mira a
        creare un ambiente attraente in termini di incentivi fiscali, spazio per gli imprenditori e
        eccellenza della ricerca. Quest'anno però, vista la necessità di risanare il bilancio,
        alcune sovvenzioni a favore delle imprese potrebbero essere interrotte, mentre altre
        saranno razionalizzate e orientate verso settori economici di punta e verso strumenti
        fiscali più generici.
   (14) Il contesto imprenditoriale è influenzato negativamente dai livelli di congestione del
        trasporto su strada e su rotaia, tra i più elevati dell'UE. In questo contesto,
        infrastrutture di trasporto relativamente inefficienti influiscono negativamente sulla
        mobilità del lavoro e quindi sulla crescita potenziale attraverso la produttività. I
        lavoratori devono affrontare lunghi spostamenti, tempi di percorrenza imprevedibili e
        costi elevati legati alla congestione. Secondo le previsioni, questi ultimi aumenteranno
        da qui al 2020, a meno che non vengano introdotte nuove politiche. Rendere più
        efficiente l’uso delle infrastrutture, ad esempio attraverso pedaggi stradali,
        contribuirebbe ad aumentare la mobilità del lavoro e la produttività, e quindi la
        crescita potenziale.
   (15) Il 4 aprile 2011 i Paesi Bassi hanno annunciato una serie di impegni a titolo del patto
        Euro Plus4. Tra questi figurano misure intese ad incoraggiare la competitività
        (introducendo una nuova politica per le imprese basata su sgravi fiscali più generici e
        sulla riduzione degli oneri amministrativi), a promuovere l'occupazione (facendo sì
        che la sicurezza sociale incentivi al lavoro e riducendo la dipendenza dai sussidi di
        disoccupazione), a contribuire ulteriormente alla sostenibilità delle finanze pubbliche
        (integrando il patto di stabilità e crescita nella legislazione nazionale) e a rafforzare la
        stabilità finanziaria (conferendo più potere agli organismi di vigilanza). Questi
        impegni fanno riferimento a tutti i settori del patto e si collocano in continuità con la
        più ampia agenda di riforma illustrata nel programma di stabilità e nel programma
        nazionale di riforma. Si osserva tuttavia che né il calendario di attuazione né le misure
        necessarie all'attuazione risultano sufficientemente dettagliati. Questi impegni sono
        stati valutati e tenuti nel debito conto nelle raccomandazioni.
   (16) La Commissione ha valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di
        riforma, compresi gli impegni a titolo del patto Euro Plus5. Essa ha valutato non solo
        la rilevanza di tali programmi per la sostenibilità della politica di bilancio e della
        politica socioeconomica nei Paesi Bassi, ma anche la loro conformità con le norme e
        gli orientamenti dell'UE, vista la necessità di rafforzare la governance economica
        globale dell'Unione europea conferendo alle future decisioni nazionali anche una
   4
        Ulteriori dettagli sugli impegni assunti a titolo del patto Euro Plus sono contenuti nel documento
        SEC(2011) 727.
   5
        SEC(2011) 727.
IT                                                    5                                                    IT
 ---pagebreak---            dimensione europea. La Commissione ritiene che la strategia di risanamento del
           bilancio dei Paesi Bassi, illustrata nei dettagli, dovrebbe essere attuata come previsto,
           concentrando la spesa sui settori più favorevoli alla crescita di lungo periodo. Sarebbe
           opportuno adottare ulteriori misure per migliorare la sostenibilità delle finanze
           pubbliche nel lungo termine, in particolare nei settori delle pensioni e dell'assistenza
           sanitaria di lunga durata, per migliorare la partecipazione al mercato del lavoro e
           l'integrazione e per affrontare i problemi legati alla congestione dei trasporti.
   (17)    Alla luce della valutazione che precede e tenuto conto della raccomandazione del
           Consiglio a norma dell’articolo 126, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento
           dell’Unione europea, del 2 dicembre 2009, il Consiglio ha esaminato il programma di
           stabilità aggiornato dei Paesi Bassi per il 2011. Il suo parere6 trova riscontro, in
           particolare, nella raccomandazione di cui ai punti 1 e 2 che seguono. Tenuto conto
           delle conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011, il Consiglio ha altresì
           esaminato il programma nazionale di riforma dei Paesi Bassi,
   RACCOMANDA che i Paesi Bassi adottino provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
   (1)       attuare la strategia di bilancio per il 2012 e oltre come previsto; garantire che la
             correzione del disavanzo eccessivo sia sostenibile e favorevole alla crescita,
             proteggendo la spesa in settori direttamente legati alla crescita quali ricerca e
             innovazione, istruzione e formazione;
   (2)       adottare provvedimenti per aumentare l’età pensionabile legale in funzione della
             speranza di vita; integrare tali provvedimenti con altri intesi ad innalzare l’età di
             pensionamento effettiva e a migliorare la sostenibilità delle finanze pubbliche nel
             lungo termine; preparare un programma di riforma dell'assistenza sanitaria di lunga
             durata, alla luce dell’invecchiamento demografico;
   (3)       migliorare la partecipazione al mercato del lavoro riducendo i disincentivi fiscali sul
             secondo reddito familiare; elaborare misure intese ad aiutare i gruppi più vulnerabili
             e ad agevolarne il reinserimento sul mercato del lavoro;
   (4)       promuovere l’innovazione, gli investimenti privati nel settore R&S nonché i contatti
             tra scienza e imprese, fornendo incentivi adeguati nel quadro della nuova politica per
             le imprese ("Naar de top");
   (5)       continuare a ridurre i costi legati alla grave congestione delle reti di trasporto
             passando da tariffe per il trasporto stradale fisse a tariffe variabili, potenziando la rete
             ferroviaria in maniera mirata e introducendo pedaggi stradali.
   Fatto a Bruxelles,
                                                         Per il Consiglio
                                                         Il presidente
   6
           Previsto all’articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
IT                                                          6                                             IT