CELEX: 62018TO0748(01)
Language: it
Date: 2019-09-18
Title: Ordinanza del Tribunale (Sesta Sezione) del 18 settembre 2019.#Glimarpol sp. z o.o. contro Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.#Disegno o modello comunitario – Disegno o modello comunitario registrato che rappresenta utensili pneumatici – Procedimento di dichiarazione di nullità – Intervento del controinteressato nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso – Superamento del termine per intervenire ai sensi dell’articolo 173 del regolamento di procedura del Tribunale – Non ammissione ad intervenire ai sensi di tale disposizione – Istanza presentata in via subordinata volta ad intervenire ai sensi dell’articolo 143 del regolamento di procedura presentata nei termini – Ammissibilità.#Causa T-748/18.

Edizione provvisoria
ORDINANZA DEL TRIBUNALE (Sesta Sezione)
18 settembre 2019  (*)
«Disegno o modello comunitario – Disegno o modello comunitario registrato che rappresenta utensili pneumatici – Procedimento di dichiarazione di nullità – Intervento del controinteressato nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso – Superamento del termine per intervenire ai sensi dell’articolo 173 del regolamento di procedura del Tribunale – Non ammissione ad intervenire ai sensi di tale disposizione – Istanza presentata in via subordinata volta ad intervenire ai sensi dell’articolo 143 del regolamento di procedura presentata nei termini – Ammissibilità»
Nella causa T‑748/18,

Glimarpol sp.  z  o.o., con sede in Bytom (Polonia), rappresentata da M. Kondrat, avvocato,
ricorrente,
contro

Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), rappresentato da A. Folliard‑Monguiral e H. O’Neill, in qualità di agenti,
convenuto,
controinteressata nel procedimento dinanzi alla commissione di ricorso dell’EUIPO,

Metar sp. z o.o., con sede in Gliwice (Polonia),
avente ad oggetto  il  ricorso  proposto  avverso la decisione  della terza  commissione  di ricorso  dell’EUIPO del 4 ottobre 2018 (procedimento R 1615/2017‑3), relativa a un  procedimento  di dichiarazione di nullità  tra la  Metar  e la Glimarpol,
IL TRIBUNALE (Sesta Sezione),
composto da G. Berardis, presidente, D. Spielmann (relatore) e Z. Csehi, giudici,
cancelliere: E. Coulon
visto il ricorso depositato presso la cancelleria del Tribunale il 21 dicembre 2018,
visto il controricorso depositato presso la cancelleria del Tribunale l’11 marzo 2019,
ha emesso la seguente

Ordinanza

 Fatti e procedimento

1        La Glimarpol sp.  z  o.o., ricorrente, è la titolare del disegno  o modello comunitario  depositato  presso l’Ufficio  dell’Unione europea  per la proprietà intellettuale (EUIPO) e registrato  con  il numero 2125435‑0001, ai sensi  del  regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio, del 12 dicembre 2001, su disegni e modelli comunitari (GU 2002, L 3, pag. 1), per designare  prodotti  definiti come «utensili pneumatici».

2        Il 16 maggio 2016 la Metar sp.  z  o.o.  ha proposto, ai sensi dell’articolo 52 del regolamento n. 6/2002, una domanda  di nullità  del  disegno  o modello  controverso, fondata  sull’articolo 25, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 6/2002.

3        Poiché la  domanda di nullità  è stata accolta  dalla divisione di annullamento in data 22 maggio 2017, la ricorrente  ha presentato  ricorso  dinanzi  all’EUIPO  avverso la decisione della divisione di annullamento, ai sensi degli articoli da 55 a 60 del regolamento n. 6/2002.

4        Con decisione  del 4  ottobre 2018, la terza commissione di ricorso dell’EUIPO ha respinto il ricorso.

5        Con atto introduttivo depositato  presso la cancelleria  del Tribunale  il 21 dicembre 2018, la ricorrente  ha proposto il ricorso in esame,  volto all’annullamento  della citata decisione della  commissione di ricorso.

6        Conformemente  all’articolo 178, paragrafo 3, del regolamento di procedura  del Tribunale, il ricorso  è stato  notificato  alla Metar, con  lettera  del cancelliere  del Tribunale  del 16 gennaio 2019.

7        Nel caso di specie, il termine per la presentazione  del  controricorso  da parte della  Metar, previsto  all’articolo 179 del regolamento di procedura  ed  aumentato  del termine forfettario in ragione della distanza di dieci giorni,  in forza  dell’articolo 60 del regolamento  di procedura,  è scaduto  il 2 aprile 2019.

8        Il  4 aprile 2019, ossia  successivamente alla scadenza  del  termine  summenzionato, la Metar ha trasmesso  alla  cancelleria  del Tribunale  una lettera  con la quale  ha chiesto  al Tribunale, in primo luogo, di prorogare  il termine  per  il deposito  del controricorso  in applicazione  della possibilità  prevista  all’articolo 179 del regolamento di procedura  e, in secondo luogo  ed  in via subordinata, di  autorizzarla  ad intervenire  a sostegno delle conclusioni dell’EUIPO  in qualità  di interveniente ai sensi dell’articolo 143 del medesimo regolamento.

9        Con ordinanza  del 19 giugno 2019, Glimarpol/EUIPO – Metar (Utensili pneumatici) (T‑748/18, non pubblicata, EU:T:2019:464), il Tribunale  ha respinto  la domanda di proroga  di cui al  precedente punto 8, rilevando  che la  Metar non aveva dimostrato  la sussistenza  di circostanze  eccezionali  costitutive di caso fortuito  o forza maggiore, e ha constatato che  quest’ultima  non era dunque  ammessa  a partecipare  al  procedimento  nella presente causa  in qualità di parte interveniente ai sensi  dell’articolo 173, paragrafo 1, del regolamento  di procedura. Nella medesima ordinanza, il Tribunale  ha precisato che  tale  decisione  lasciava  impregiudicata la risposta  da fornire all’istanza, presentata  dalla Metar in via subordinata, mediante la quale  essa  intendeva  prendere parte  al presente procedimento  a sostegno  delle conclusioni  dell’EUIPO in qualità  di interveniente ai sensi dell’articolo 143 del medesimo regolamento.

10      Il 20 giugno 2019  l’istanza  presentata in via subordinata  dalla Metar, volta ad ottenere che  quest’ultima  fosse ammessa  ad  intervenire  ai sensi  dell’articolo 143 del  regolamento di procedura,  è stata  notificata  alle  parti principali  conformemente  all’articolo 144, paragrafo 1, del medesimo regolamento.

11      La ricorrente non ha  presentato  alcuna  osservazione  su  tale domanda. L’EUIPO, per parte sua, con atto depositato  il  16 luglio 2019, ha dichiarato che  non aveva obiezioni  riguardo a tale intervento.

12      Il  presidente  della Sesta  Sezione  del Tribunale  ha deferito  alla  sezione  la questione  se, come da essa richiesto, la Metar potesse essere ammessa  a partecipare  al  procedimento  dinanzi  al Tribunale in qualità di parte interveniente in forza degli articoli da 142 a 145 del regolamento di procedura.
 In diritto

13      Ai sensi dell’articolo 40, secondo comma, dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, che si applica al procedimento dinanzi al Tribunale in forza dell’articolo 53, primo comma, di detto Statuto, ogni persona che dimostri di avere un interesse alla soluzione di una controversia, ad esclusione delle controversie fra Stati membri, fra istituzioni dell’Unione o fra Stati membri da una parte e istituzioni dell’Unione dall’altra, ha il diritto di intervenire nella controversia stessa. Le conclusioni dell’istanza d’intervento possono avere come oggetto soltanto l’adesione alle conclusioni di una delle parti.

14      Secondo una giurisprudenza costante, la nozione di «interesse alla soluzione della controversia», ai sensi di tale disposizione, deve essere definita con riferimento all’oggetto stesso della controversia ed essere intesa come un interesse diretto e attuale all’esito riservato alle conclusioni stesse, e non come un interesse rispetto ai motivi o agli argomenti dedotti. Infatti, i termini «soluzione della controversia» rinviano alla decisione finale richiesta, come sancita nel dispositivo  della  sentenza o  dell’ordinanza  conclusiva del procedimento  (v., in tal senso,  ordinanze  del 9 ottobre 2018, Polonia/Commissione, C‑181/18 P, non pubblicata, EU:C:2018:826, punto 5 e giurisprudenza ivi citata, e  del 7 giugno 2019, Mellifera/Commissione, C‑784/18 P, non pubblicata, EU:C:2019:479, punto 6 e giurisprudenza ivi citata).

15      A tal proposito occorre, in particolare, verificare se il soggetto che ha proposto l’istanza di intervento sia direttamente colpito dall’atto impugnato e se il suo interesse alla soluzione della controversia sia certo. In linea di principio, un interesse alla soluzione della controversia può essere considerato sufficientemente diretto soltanto ove detta soluzione sia tale da modificare la posizione giuridica del soggetto che ha proposto l’istanza di intervento (v. ordinanze  del 9 ottobre 2018, Polonia/Commissione, C‑181/18 P, non pubblicata, EU:C:2018:826, punto 6 e giurisprudenza ivi citata, e del 7 giugno 2019, Mellifera/Commissione, C‑784/18 P, non pubblicata, EU:C:2019:479, punto 7  e giurisprudenza ivi citata).

16      Nel caso di specie, è  evidente  che la Metar, che  aveva  lo status  di  parte nel procedimento  dinanzi  all’EUIPO e che era risultata vittoriosa  dinanzi  agli organi  dell’EUIPO, ha un interesse diretto  ed attuale  alla soluzione  della controversia  e che, pertanto, occorre ammettere  la sua  istanza d’intervento  a sostegno  delle conclusioni  dell’EUIPO.

17      Certamente,  come riconosciuto dall’articolo 53, secondo comma, dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, il contenzioso che rientra nell’ambito della proprietà intellettuale presenta peculiarità che rendono necessario derogare a talune disposizioni che regolano il procedimento dinanzi al Tribunale. Una di esse consiste nel fatto che, per quanto attiene alle procedure di opposizione, tale contenzioso riguarda controversie tra privati. A tal fine, sono state adottate, in particolare, norme specifiche sugli intervenienti [v., in tal senso, ordinanze  del 18 marzo 2016, Sociedad agraria de transformación n. 9982 Montecitrus/UAMI – Spanish Oranges (MOUNTAIN CITRUS SPAIN), T‑495/15, non pubblicata, EU:T:2016:179, punto 8 e  giurisprudenza ivi citata, e del 7 dicembre 2016, Claranet Europe/EUIPO – Claro (claranet), T‑129/16, non pubblicata, EU:T:2016:728, punto 8].

18      Per esempio, l’articolo  173, paragrafo 3, del regolamento di procedura attribuisce alle parti del procedimento dinanzi alla commissione di ricorso, diverse dal ricorrente, una posizione processuale equivalente a quella delle parti principali. Tale disposizione deroga, pertanto, all’articolo 40, quarto comma, dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, ai sensi del quale le conclusioni dell’istanza d’intervento possono avere come oggetto soltanto l’adesione alle conclusioni di una delle parti principali. Ebbene, gli intervenienti ai sensi dell’articolo 173 del regolamento di procedura possono non soltanto aderire alle conclusioni di una delle parti principali, ma altresì formulare conclusioni e dedurre motivi autonomi rispetto a quelli delle parti principali [v., in tal senso, ordinanza  del 5 marzo 2004, Boss/UAMI –  Delta Biomichania Pagatou (BOSS), T‑94/02, EU:T:2004:68, punto 17].

19      Tuttavia, la circostanza  che una parte nel procedimento  dinanzi  alla  commissione di ricorso  abbia perso la possibilità di –  o abbia rinunciato ad –  esercitare  i diritti procedurali  rafforzati  conformemente  alle  disposizioni  dell’articolo 173 del regolamento  di procedura  non esclude  che essa possa  eventualmente  essere ammessa  ad intervenire  in forza  del combinato disposto  dell’articolo 40 dello  Statuto  della Corte  di  giustizia  dell’Unione europea  e degli articoli da 142 a 145 di detto  regolamento  nella misura in cui  tale parte  dimostri un interesse  alla  soluzione della controversia.  Infatti, non si può concludere che, nel contesto  dei procedimenti relativi  ai diritti  di proprietà intellettuale,  lo  status di parte  nel procedimento  dinanzi  all’EUIPO –  e la concomitante possibilità  di  beneficiare  di una posizione procedurale equivalente a quelle  delle parti principali  in forza  dell’articolo 173 del regolamento di procedura –  escluda la possibilità  di intervenire conformemente  all’articolo 40 dello  Statuto  della Corte  di  giustizia  dell’Unione  europea  e agli articoli da 142 a 145 di tale regolamento, nell’ipotesi in cui la parte interessata  non sia stata ammessa  ad intervenire conformemente  all’articolo 173 del medesimo regolamento  a causa  del superamento  del  termine di cui  all’articolo 179 del regolamento in parola.  In proposito, si deve rilevare che  i diritti procedurali  di cui un interveniente dispone  ai sensi degli articoli da 142 a 145 di detto regolamento  sono  assai più limitati  di quelli previsti  all’articolo 173, paragrafo 3, di quest’ultimo. Nella misura in cui si tratta dunque di due  regimi d’intervento differenti, l’applicazione  al controinteressato nel procedimento  dinanzi alla commissione di ricorso  degli articoli da 142 a 145 del regolamento di procedura  è compatibile con  le specificità  del contenzioso  relativo  ai diritti  di proprietà intellettuale  e non costituisce  un’elusione  del termine  previsto  all’articolo 179 di tale regolamento.

20      Pertanto, la circostanza che la  Metar  abbia  perso la possibilità  di divenire interveniente  nel presente procedimento  ai sensi  dell’articolo 173  del regolamento di procedura  non osta a che essa possa intervenire  sulla base  degli  articoli da 142 a 145 di detto regolamento, purché  siano soddisfatte  le condizioni  previste a tal fine, ipotesi che ricorre nel caso di specie.

21      Dall’insieme delle precedenti considerazioni discende che, atteso che l’istanza d’intervento  della Metar è stata  proposta conformemente  all’articolo 143 del regolamento di procedura  ed essa  ha dimostrato  il proprio  interesse  alla soluzione  della controversia, occorre  ammetterla, conformemente  all’articolo 40, secondo comma, dello  Statuto  della  Corte di giustizia dell’Unione europea, applicabile al procedimento  dinanzi  al Tribunale  in forza del suo articolo 53, primo comma.  I  diritti  della parte interveniente  saranno quelli  contemplati  agli  articoli da 142  a 145 del regolamento di procedura.
 Sulle spese

22      Poiché la presente istanza d’intervento ha il carattere di un incidente di procedura, le spese sono riservate.
Per questi motivi,
IL TRIBUNALE (Sesta Sezione)
così provvede:
1)      La Metar sp. z o.o. è ammessa ad intervenire nella causa T‑748/18 a sostegno delle conclusioni dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO).

2)      Il cancelliere trasmetterà alla Metar tutti gli atti processuali notificati alle parti principali.

3)      Alla Metar verrà assegnato un termine per presentare una memoria d’intervento.

4)      Le spese sono riservate.

Lussemburgo, 18 settembre 2019

Il cancelliere
 
Il presidente

E. Coulon
 
G. Berardis

*      Lingua processuale: l’inglese.