CELEX: C2000/247/03
Language: it
Date: 2000-08-26 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 25 maggio 2000 nella causa C-82/98 P: Max Kögler contro Corte di giustizia delle Comunità europee e Consiglio dell'Unione europea ("Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado — Ricorso di un dipendente — Coefficiente correttore applicabile alla pensione")

C 247/2                     IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            26.8.2000
3)     Né la direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE,                  norme per l’accelerazione delle procedure di dismissione di
       relativa ai rifiuti, come modificata dalla direttiva del Consiglio         partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in società per
       18 marzo 1991, 91/156/CEE, né il regolamento (CEE) del                     azioni (GURI n. 177 del 30 luglio 1994), nonché i decreti
       Consiglio 1o febbraio 1993, n. 259, riguardante la sorveglian-             relativi ai «poteri speciali» nel caso delle privatizzazioni dell’ENI
       za ed il controllo delle spedizioni di rifiuti in entrata ed in uscita     SpA e di Telecom Italia SpA, è venuta meno agli obblighi che
       dalla Comunità europea, impongono agli Stati membri di                     ad essa incombono in forza degli artt. 52, 59 del Trattato CE
       concludere con tutte le imprese autorizzate ai sensi dell’art. 10          (divenuti, in seguito a modifica, artt. 43 CE e 49 CE) e 73 B del
       della detta direttiva contratti relativi alla presa in carico ed al        Trattato CE (divenuto art. 56 CE), la Corte, composta dai
       recupero dei rifiuti di cantiere non pericolosi per l’ambiente.            signori G.C. Rodrı́guez Iglesias, presidente, D.A.O. Edward,
                                                                                  L. Sevón e R. Schintgen, presidenti di sezione, P.J.G. Kapteyn
4)     L’art. 7, n. 3, della direttiva 75/442, come modificata dalla              (relatore), A. La Pergola, J.-P. Puissochet, G. Hirsch, P. Jann,
       direttiva 91/156, deve essere interpretato nel senso che esso              H. Ragnemalm e M. Wathelet, giudici; avvocato generale: J. Mi-
       consente ad uno Stato membro di adottare provvedimenti in                  scho, cancelliere: signora D. Louterman-Hubeau, amministra-
       materia di trasporti di rifiuti, ivi compresi provvedimenti di             tore principale, ha pronunciato il 23 maggio 2000 una
       divieto dei trasporti dı̀ rifiuti di cantiere non pericolosi destinati     sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
       al ricupero, qualora il trasporto non sia conforme al suo piano
       di gestione, sempre che tale piano sia compatibile con le norme            1)    La Repubblica italiana, adottando gli artt. 1, n. 5, e 2 del
       del Trattato CE e della direttiva 75/442.                                        testo coordinato del decreto legge 31 maggio 1994, n. 332,
                                                                                        convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 1994,
                                                                                        n. 474, recante norme per l’accelerazione delle procedure di
5)     L’art. 7, n. 3, della direttiva 75/442, come modificata dalla                    dismissione di partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in
       direttiva 91/156, deve essere interpretato nel senso che esso                    società per azioni, nonché i decreti relativi ai «poteri speciali»
       non conferisce ai singoli alcun diritto che essi, al fine di opporsi             nel caso delle privatizzazioni dell’ENI SpA e di Telecom Italia
       ad un provvedimento volto ad impedire movimenti di rifiuti non                   SpA, è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in
       conformi al piano di gestione, possano far valere dinanzi ai                     forza degli artt. 52, 59 del Trattato CE (divenuti, in seguito a
       giudici nazionali, lamentando la mancata comunicazione del                       modifica, artt. 43 CE e 49 CE) e 73 B del Trattato CE
       provvedimento alla Commissione.                                                  (divenuto art. 56 CE).
                                                                                  2)    La Repubblica italiana è condannata alle spese.
(1) GU C 234 del 25.7.1998.
                                                                                  (1) GU C 121 dell’1.5.1999.
                                                                                                    SENTENZA DELLA CORTE
                    SENTENZA DELLA CORTE
                                                                                                            (Quarta Sezione)
                             23 maggio 2000                                                                  25 maggio 2000
nella causa C-58/99: Commissione delle Comunità euro-                             nella causa C-82/98 P: Max Kögler contro Corte di
                 pee contro Repubblica italiana (1)                               giustizia delle Comunità europee e Consiglio dell’Unione
                                                                                                                europea (1)
(«Privatizzazione delle imprese pubbliche — Attribuzione di                       («Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado
                              poteri speciali»)                                   — Ricorso di un dipendente — Coefficiente correttore
                                                                                                       applicabile alla pensione»)
                             (2000/C 247/02)
                                                                                                             (2000/C 247/03)
                      (Lingua processuale: l’italiano)                                                (Lingua processuale: il tedesco)
Nella causa C-58/99, Commissione delle Comunità europee                           (Traduzione provvisoria: la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
(agenti: signor A. Aresu e signora M. Patakia) contro Repubbli-                                 «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
ca italiana (agente: professor U. Leanza, assistito dal signor
I.M. Braguglia), avente ad oggetto un ricorso diretto a far                       Nei procedimenti riuniti C-102/98 e C-211/98 aventi ad
constatare che la Repubblica italiana, adottando l’art. 1, n. 5, e                oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla
l’art. 2 del testo coordinato del decreto legge 31 maggio 1994,                   Corte, ai sensi dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234
n. 332 (GURI n. 126 del 1o giugno 1994), convertito con                           CE), dal Bundessozialgericht (Germania), nella causa dinanzi
modificazioni nella legge 30 luglio 1994, n. 474, recante                         ad esso pendente tra Max Kögler, ex dipendente della Corte di
 ---pagebreak--- 26.8.2000                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 247/3
giustizia delle Comunità europee, residente in Konz (Germa-                    terzo comma, del Trattato CE (divenuto art. 249, terzo comma,
nia), rappresentato dall’avv. T. Baltes, del foro di Treviri, con              CE), la Corte (Quinta Sezione), composta dai signori D.A.O. Ed-
domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio dell’avv.                     ward, presidente di sezione, J.C. Moitinho de Almeida (relato-
R. Weber, 3, rue de la Loge, avente ad oggetto il ricorso diretto              re), C. Gulmann, J.-P. Puissochet e M. Wathelet, giudici; avvoca-
all’annullamento dell’ordinanza pronunciata dal Tribunale                      to generale: signor D. Ruiz-Jarabo Colomer; cancelliere: signora
di primo grado delle Comunità europee (Terza Sezione)                          D. Louterman-Hubeau, amministratore principale, ha pronun-
20 gennaio 1998, nella causa T-160/96, Kögler/Corte di                         ciato, il 25 maggio 2000, una sentenza il cui dispositivo è del
giustizia (Racc. PI, pag. I-A-15, e II-35), procedimento in cui le             seguente tenore:
altre parti sono: Corte di giustizia delle Comunità europee
(agenti: signor T. Millett) e Consiglio dell’Unione europea                    1)    —      Escludendo dal campo di applicazione della direttiva del
(agenti: signori M. Bauer e D. Canga Fano), la Corte, composta                              Consiglio 8 dicembre 1975, 76/160/CEE, concernente
dai signori D.A.O. Edward, presidente di sezione, A. La Pergola                             la qualità delle acque di balneazione, senza giustificazioni
e H. Ragnemalm (relatore), giudici, avvocato generale: J. Mi-                               appropriate, numerose zone di balneazione in acque
scho, cancelliere: H. von Holstein, cancelliere aggiunto, succes-                           interne e
sivamente R. Grass, cancelliere, ha pronunciato il 25 maggio
2000 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:                          —      avendo omesso di adottare, nel termine di dieci anni dalla
                                                                                            notifica della direttiva 76/160, i provvedimenti necessari
1)    Il ricorso è respinto.                                                                affinché la qualità delle acque di balneazione fosse resa
                                                                                            conforme ai valori limite fissati ai sensi dell’art. 3 della
2)    Il signor Max Kögler è condannato alle spese.                                         direttiva predetta e non avendo raggiunto i risultati da
3)    Il Consiglio dell’Unione europea sopporterà le proprie spese.                         questa prescritti,
                                                                                     il Regno del Belgio è venuto meno agli obblighi che gli
(1) GU C 209 del 4.7.1998.                                                           incombono in forza dell’art. 4, n. 1, della detta direttiva.
                                                                               2)    Il ricorso è respinto per il resto.
                                                                               3)    Il Regno del Belgio è condannato alle spese.
                    SENTENZA DELLA CORTE                                       (1) GU C 299 del 26.9.1998.
                           (Quinta Sezione)
                            25 maggio 2000
nel procedimento C-307/98: Commissione delle Comunità
               europee contro Regno del Belgio (1)
                                                                                                   SENTENZA DELLA CORTE
(«Inadempimento da parte di uno Stato — Direttiva
     76/160/CEE — Qualità delle acque di balneazione»)                                                   (Seconda Sezione)
                            (2000/C 247/04)
                                                                                                           25 maggio 2000
                     (Lingua processuale: il francese)                         nella causa C-359/98 P: Ca’ Pasta Srl contro Commissione
                                                                                                    delle Comunità europee (1)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                     («Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado
                                                                               — Regolamento (CEE) n. 4028/86 — Contributo finanziario
Nel procedimento C-307/98, Commissione delle Comunità                          comunitario — Sospensione del versamento del contributo
europee (agenti: signori F. de Sousa Fialho e O. Couvert-                                inizialmente concesso — Atto impugnabile»)
Castéra) contro Regno del Belgio (agenti: inizialmente signor
J. Devadder, successivamente signor Y. Houyet), avente ad                                                  (2000/C 247/05)
oggetto il ricorso diretto a far dichiarare che, avendo omesso
di adottare entro il termine di dieci anni a decorrere dalla
notifica della direttiva del Consiglio 8 dicembre 1975,
                                                                                                     (Lingua processuale: l’italiano)
76/160/CEE, concernente la qualità delle acque di balneazione
(GU 1976, L 31, pag. 1), i provvedimenti necessari affinché la
qualità delle acque di balneazione fosse resa conforme ai valori               Nella causa C-359/98 P, Ca’ Pasta Srl, con sede a Padova,
limite fissati ai sensi dell’art. 3 della direttiva medesima, il               rappresentata dagli avv.ti P. Piva, del foro di Venezia, e
Regno del Belgio è venuto meno agli obblighi che gli incombo-                  G. Arendt, del foro di Lussemburgo, con domicilio eletto in
no in forza dell’art. 4 della detta direttiva, nonché dell’art. 189,           Lussemburgo presso lo studio di quest’ultimo, 7, Val Sainte-