CELEX: 62014CA0542
Language: it
Date: 2016-07-21 00:00:00
Title: Causa C-542/14: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 21 luglio 2016 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Augstākā tiesa — Lettonia) — SIA «VM Remonts» (già SIA «DIV un KO»), SIA «Ausma grupa»/Konkurences padome e Konkurences padome/SIA «Pārtikas kompānija» (Rinvio pregiudiziale — Concorrenza — Articolo 101, paragrafo 1, TFUE — Situazione puramente interna — Applicazione di una normativa nazionale analoga — Competenza della Corte — Pratica concordata — Responsabilità di un’impresa per il comportamento di un prestatore di servizi — Presupposti)

19.9.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 343/4
            
         Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 21 luglio 2016 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Augstākā tiesa — Lettonia) — SIA «VM Remonts» (già SIA «DIV un KO»), SIA «Ausma grupa»/Konkurences padome e Konkurences padome/SIA «Pārtikas kompānija»
   (Causa C-542/14) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Concorrenza - Articolo 101, paragrafo 1, TFUE - Situazione puramente interna - Applicazione di una normativa nazionale analoga - Competenza della Corte - Pratica concordata - Responsabilità di un’impresa per il comportamento di un prestatore di servizi - Presupposti))
   (2016/C 343/05)
   Lingua processuale: il lettone
   
      Giudice del rinvio
   
   Augstākā tiesa
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: SIA «VM Remonts» (già SIA «DIV un KO»), SIA «Ausma grupa», Konkurences padome
   
      Resistenti: Konkurences padome, SIA «Pārtikas kompānija»
   
      Dispositivo
   
   L’articolo 101, paragrafo 1, TFUE deve essere interpretato nel senso che un’impresa può, in linea di principio, essere considerata responsabile di una pratica concordata a causa dell’operato di un prestatore indipendente che le fornisce servizi solo se ricorre una delle seguenti condizioni:
   
               —
            
            
               il prestatore operava in realtà sotto la direzione o il controllo dell’impresa in questione, o
            
         
               —
            
            
               tale impresa era a conoscenza degli obiettivi anticoncorrenziali perseguiti dai suoi concorrenti e dal prestatore e intendeva contribuirvi con il proprio comportamento, o ancora
            
         
               —
            
            
               detta impresa poteva ragionevolmente prevedere l’operato anticoncorrenziale dei suoi concorrenti e del prestatore e era pronta ad accettarne il rischio.
            
         
      (1)  GU C 56 del 16.12.2015.