CELEX: C2005/132/24
Language: it
Date: 2005-05-28 00:00:00
Title: Causa C-109/05: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, proposto il 3 marzo 2005

28.5.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 132/12
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, proposto il 3 marzo 2005
   (Causa C-109/05)
   (2005/C 132/24)
   Lingua processuale: il tedesco
   Il 3 marzo 2005, la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. Minas Konstantinidis e Bernhard Schima, con domicilio eletto a Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica d'Austria.
   La ricorrente conclude che la Corte voglia dichiarare quanto segue:
   
               1.
            
            
               la Repubblica d'Austria ha violato i suoi obblighi ex art. 5 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 18 settembre 2000 sui veicoli fuori uso (1), 2000/53/CEE, in quanto nell'art. 5, n. 1, del regolamento sullo scansamento, raccolta e trattamento dei veicoli fuori uso, essa ha limitato l'obbligo del ritiro gratuito dal mercato
               
                           (1)
                        
                        
                           ai veicoli dei marchi immessi in commercio dai produttori ed importatori esistenti, nonché
                        
                     
                           (2)
                        
                        
                           ai veicoli immatricolati in Austria.
                        
                     
         
               2.
            
            
               la Repubblica d'Austria è condannata alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   La disposizione del regolamento sui veicoli fuori uso della Repubblica d'Austria, secondo cui i produttori o gli importatori devono ritirare dal mercato veicoli fuori uso contrassegnati dai marchi che hanno immesso sul mercato, purché già immatricolati in Austria, costituisce una violazione dell'art. 5 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 18 settembre 2000.
   La direttiva ha obbligato gli Stati membri ad introdurre sistemi di ritiro dal mercato tali da consentire il ritiro di tutti i veicoli fuori uso, indipendentemente dal loro marchio, e ha stabilito l'obbligo di un ritiro gratuito dei veicoli fuori uso. Tale obiettivo non è stato conseguito dalla disciplina austriaca, poiché essa ha posto una duplice limitazione: la limitazione dell'obbligo di ritiro per i marchi immessi in commercio dal relativo produttore o importatore, e la limitazione dell'obbligo di ritiro ai veicoli immatricolati in Austria.
   La Commissione non condivide la tesi della Repubblica d'Austria secondo cui è oggettivamente giustificata la differenziazione a seconda dell'immatricolazione in Austria, poiché solo così si potrebbe evitare che i singoli produttori attraverso l'obbligo di ritiro siano fortemente tassati in modo sproporzionato. Essa controdeduce che, qualora nella prassi dovesse verificarsi che si verifica ad una tassazione sproporzionata di singoli produttori o importatori oppure di centri di ritiro dal mercato in uno Stato membro a seguito del ritiro gratuito di veicoli fuori uso privi di immatricolazione nazionale, di ciò si deve tener conto nell'ambito del procedimento ex art. 5, n. 4, quarto comma, della direttiva. Questa disposizione prevede che la Commissione controlli regolarmente l'obbligo di ritiro gratuito, al fine di accertare che esso non comporti distorsioni di concorrenza.
   
      (1)  GU L 269, pag. 34.