CELEX: 62018CN0521
Language: it
Date: 2018-08-06 00:00:00
Title: Causa C-521/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Italia) il 6 agosto 2018 — Pegaso Srl Servizi Fiduciari e a. / Poste Tutela SpA

3.12.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 436/19
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Italia) il 6 agosto 2018 — Pegaso Srl Servizi Fiduciari e a. / Poste Tutela SpA
      (Causa C-521/18)
      (2018/C 436/24)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Giudice del rinvio
      
      Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
      
         Parti nella causa principale
      
      
         Ricorrenti: Pegaso Srl Servizi Fiduciari, Sistemi di Sicurezza Srl, YW
      
         Resistente: Poste Tutela SpA
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se la società Poste Italiane s.p.a., in base alle caratteristiche in precedenza indicate, debba essere qualificata «organismo di diritto pubblico», ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera d) del d.lgs. n. 50 del 2016 e delle direttive comunitarie di riferimento (2014/23/UE (1), 2014/24/UE (2) e 2014/25/UE (3));
               
            
                  2)
               
               
                  se la predetta qualificazione si estenda alla società, partecipata al 100 %, Poste Tutela s.p.a., peraltro in via di già deliberata fusione con la prima, tenuto conto del punto n. 46 delle premesse alla direttiva 2014/23/UE sulle persone giuridiche controllate (cfr. anche, in tal senso, Corte di Giustizia UE, sez. IV, 5 ottobre 2017, n. 567: obbligo di gara per le società controllate dalla p.a.; Cons. Stato, sez. VI, 24 novembre 2011, n. 6211);
               
            
                  3)
               
               
                  se dette società siano tenute a svolgere procedure contrattuali ad evidenza pubblica solo per l’aggiudicazione degli appalti, che siano in relazione con l’attività svolta nei settori speciali, in base alla direttiva 2014/25/UE, quali enti aggiudicatori, per i quali la stessa natura di organismi di diritto pubblico dovrebbe ritenersi assorbita nelle regole della parte Ilo del Codice degli appalti, con piena autonomia negoziale — e regole esclusivamente privatistiche — per l’attività contrattuale non attinente a detti settori, tenuto conto dei principi dettati dalla direttiva 2014/23/UE, punto n. 21 delle premesse e art. 16;
               
            
                  4)
               
               
                  se le medesime società, per i contratti da ritenere estranei alla materia, propria dei settori speciali, restino invece — ove in possesso dei requisiti di organismi di diritto pubblico — soggette alla direttiva generale 2014/24/UE (e quindi alle regole contrattuali ad evidenza pubblica), anche ove svolgenti — in via evolutiva rispetto all’originaria istituzione — attività prevalentemente di stampo imprenditoriale e in regime di concorrenza;
               
            
                  5)
               
               
                  se comunque, in presenza di uffici in cui si svolgono, promiscuamente, attività inerenti al servizio universale e attività a quest’ultimo estranee, il concetto di strumentalità — rispetto al servizio di specifico interesse pubblico — possa ritenersi escluso per contratti inerenti la manutenzione sia ordinaria che straordinaria, la pulizia, gli arredi, nonché il servizio di portierato e di custodia degli uffici stessi;
               
            
                  6)
               
               
                  se infine, ove la prospettazione di Poste Italiane s.p.a. fosse ritenuta condivisibile, debba ritenersi contrastante col consolidato principio di legittimo affidamento dei partecipanti alla gara la riconduzione a mero autovincolo — non soggetto a tutte le garanzie di trasparenza e pari trattamento, disciplinate dal codice degli appalti — [dell’]indizione di una procedura concorsuale, debitamente pubblicizzata senza ulteriori avvertenze al riguardo sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
               
            
         (1)  Direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione (GU 2014, L 94, pag. 1).
      
         (2)  Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE (GU 2014, L 94, pag. 65).
      
         (3)  Direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE (GU 2014, L 94, pag. 243).