CELEX: C2003/304/17
Language: it
Date: 2003-12-13 00:00:00
Title: Causa C-405/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Gerechtshof te 's-Gravenhage, con ordinanza 28 agosto 2003, nella causa Class International B.V. contro 1) Colgate-Palmolive Company, 2) Unilever N.V., 3) Smithkline Beecham PLC e 4) Beecham Group PLC

C 304/12                 IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                      13.12.2003
1.    Se l’art. 12 del Trattato CE (nella formulazione del                       di un marchio ai sensi della direttiva sopra menzionata,
      Trattato di Amsterdam) vada interpretato nel senso che si                  della BMW e/o del regolamento n. 40/94) che non sono
      oppone all’art. 1 a n. 1 sub 1), e all’art. 10, n. 1,                      state immesse nel SEE dal titolare o con il suo consenso,
      sub 1) dell’Einkommensteuergesetz (legge sull’imposta sul                  provengono da fuori del SEE e, dal punto di vista
      reddito) secondo cui un soggetto passivo di imposta                        doganale, hanno lo status di merci non comunitarie (ad
      residente in Germania non può dedurre prestazioni                          esempio T1 o DAA).
      alimentari versate alla moglie da cui è divorziato residente
      in Austria, mentre sarebbe legittimato a farlo qualora essa
      fosse ancora residente in Germania.
                                                                             (3) Se, ai fini della soluzione delle questioni (1) e (2), sia
                                                                                 rilevante che al momento dell’entrata nel territorio di cui
2.    In caso di soluzione negativa della questione 1: se l’art. 18,             trattasi la destinazione finale di tali merci sia o meno
      n. 1 del Trattato CE vada interpretato nel senso che si                    certa, oppure che riguardo a tali merci sia stato concluso
      oppone all’art. 1 a), n. 1, sub 1), e all’art. 10, n. 1, sub 1)            o meno un accordo (per l’acquisto) con un cliente in uno
      dell’Einkommensteueurgesetz (legge sull’imposta sul red-                   Stato terzo.
      dito), secondo cui un soggetto passivo di imposta residen-
      te in Germania non può dedurre prestazioni alimentari
      versate alla moglie da cui è divorziato residente in Austria,
      mentre sarebbe legittimato a farlo, qualora essa fosse                 (4) Se, nell’ambito della soluzione alle questioni (1), (2) e
      ancora residente in Germania.                                              (3), abbia rilevanza l’eventuale sussistenza delle ulteriori
                                                                                 circostanze, quali
                                                                                 a.    che l’operatore, che è proprietario delle merci di cui
                                                                                       trattasi, o almeno dispone delle stesse, e/o si occupa
                                                                                       di commercio parallelo, sia stabilito in uno degli
                                                                                       Stati membri;
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Ge-
rechtshof te ’s-Gravenhage, con ordinanza 28 agosto
2003, nella causa Class International B.V. contro 1) Col-
                                                                                 b.    che tali merci siano offerte in vendita o vendute, a
gate-Palmolive Company, 2) Unilever N.V., 3) Smithkline
                                                                                       partire da uno Stato membro, da un operatore
            Beecham PLC e 4) Beecham Group PLC
                                                                                       stabilito in tale Stato membro ad un altro operatore
                                                                                       stabilito in uno Stato membro, laddove il luogo della
                          (Causa C-405/03)                                             cessione non sia (ancora) certo;
                           (2003/C 304/17)
                                                                                 c.    che tali merci siano offerte in vendita o vendute, a
                                                                                       partire da uno Stato membro, da un operatore
                                                                                       stabilito in tale Stato membro ad un altro operatore
                                                                                       stabilito in uno Stato membro, laddove il luogo della
Con ordinanza 28 agosto 2003, pervenuta nella cancelleria                              cessione delle merci in tal modo offerte o vendute
della Corte il 29 settembre 2003, nella causa Class International                      sia certo, ma non altrettanto il luogo di destinazione
B.V. contro 1) Colgate-Palmolive Company, 2) Unilever N.V.,                            finale, e che ciò avvenga o meno con l’espressa
3) Smithkline Beecham PLC e 4) Beecham Group PLC, il                                   comunicazione o la limitazione contrattuale che si
Gerechtshof te’s-Gravenhage ha sottoposto alla Corte di giusti-                        tratta di merci non comunitarie (in transito);
zia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
(1) Se il titolare di un marchio possa opporsi all’immissione,
      senza suo consenso, di merci provenienti da paesi terzi,                   d.    che tali merci siano offerte in vendita o vendute, a
      contrassegnate da un marchio ai sensi della direttiva e/o                        partire da uno Stato membro, da un operatore
      del regolamento n. 40/44 (1), nel territorio di uno Stato                        stabilito in tale Stato membro ad un altro operatore
      membro (nella fattispecie nel territorio dei Paesi Bassi/dei                     stabilito al di fuori del SEE, laddove siano o meno
      paesi del Benelux) nell’ambito del trasporto di beni in                          certi il luogo della consegna e/o la destinazione
      transito o del commercio di transito come inteso in                              finale delle merci;
      prosieguo.
(2) Se per «uso in commercio di un segno», ai sensi dell’art. 5,                 e.    che tali merci siano offerte in vendita, a partire da
      n. 1, in combinato disposto con l’art. 5, n. 3, lett. b) e c)                    uno Stato membro, da un operatore stabilito in tale
      della direttiva e dell’art. 9, n. 1, in combinato disposto                       Stato membro ad un operatore stabilito al di fuori
      con l’art. 9, n. 2, lett. b) e c), del regolamento n. 40/94, si                  del SEE, del quale l’operatore (parallelo) sappia o
      intenda l’immagazzinamento nel territorio di uno Stato                           abbia seri motivi di ritenere che rivenderà o conse-
      membro, in un ufficio doganale o in un deposito, di                              gnerà le merci di cui trattasi a consumatori finali
      merci originali contrassegnate da un marchio (provviste                          all’interno del SEE.
 ---pagebreak--- 13.12.2003                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          C 304/13
(5) Se la nozione di «offrire» di cui alle disposizioni menziona-            Motivi e principali argomenti
      te nella questione (1) debba essere interpretata nel senso
      che in essa rientra anche l’offerta (in vendita) di merci
      originali coperte dal marchio (provviste di un marchio ai              Il termine per la trasposizione della direttiva è scaduto il
      sensi della direttiva sopra menzionata, della BMW e/o del              30 giugno 2002.
      regolamento n. 40/94) immagazzinate in un ufficio
      doganale o in un deposito nel territorio di uno Stato
                                                                             (1) GU L 14 del 20.1.2000 pag. 29.
      membro, che non sono state immesse nel SEE dal titolare
      o con il suo consenso, provengono da fuori del SEE e che,
      dal punto di vista doganale, hanno lo status di beni non
      comunitari (ad esempio T1 o DAA), nelle circostanze
      indicate supra alle questioni (3) e (4).
(6) In relazione alle operazioni menzionate supra alle que-
      stioni (1), (2), e (5), su quale delle parti grava l’onere della       Ricorso del 30 settembre 2003 contro la Commissione
      prova.                                                                 delle Comunità europee presentato dalla Repubblica
                                                                                                            italiana
                                                                                                      (Causa C-430/03)
(1) Regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul
    marchio comunitario (GU L 11, pag. 1).
                                                                                                       (2003/C 304/19)
                                                                             Il 30 settembre 2003, la Repubblica italiana rappresentata
                                                                             dall’avv. Ivo M. Braguglia, in qualità di agente, assistito
                                                                             dall’avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, ha presentato alla
                                                                             Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
                                                                             Commissione delle Comunità europee.
Ricorso del 1o ottobre 2003 contro la Repubblica italiana,
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                        La ricorrente chiede:
                                                                             l’annullamento della decisione della Commissione 22 luglio
                           (Causa C-410/03)                                  2003 — C(2003) 2587 def. nella parte in cui esclude dal
                                                                             finanziamento comunitario le seguenti poste:
                            (2003/C 304/18)                                  a)    Ortofrutticoli — ITALIA — 1515 — Rettifiche forfettarie
                                                                                   del 5 % (2000/2001) e del 10 % (1999/2000) per carenza
                                                                                   dei controlli: 22 251 827,08 EUR.
                                                                             b)    Olio d’oliva, piante tessili e sementi — ITALIA — 1210
Il 1o ottobre 2003, la Commissione delle Comunità europee,                         — Rettifica forfettaria del 2 % per lacune nella gestione e
rappresentata dai signori Karen Banks e Knut Simonsson, in                         inefficacia dei controlli : 13 048 335,00 EUR.
qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
                                                                             Motivi e principali argomenti
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                             La ricorrente sostiene che le rettifiche forfettarie concernenti il
                                                                             regime di aiuti alla trasformazione del pomodoro e la rettifica
—     constatare che non avendo adottato le misure legislative,
                                                                             forfettaria concernente il regime di aiuto alla produzione
      regolamentari ed amministrative necessarie per confor-
                                                                             dell’olio d’oliva, notificate con la decisione della Commissione
      marsi alla direttiva 1999/95/CE (1) del Parlamento euro-
                                                                             2003/536/CE (1) del 22 luglio 2003 (notificata sul numero
      peo e del Consiglio del 13 dicembre 1999 concernente
                                                                             C(2003) 2587) sono illegittime, in quanto fondate su una
      l’applicazione delle disposizioni relative all’orario di lavo-
                                                                             istruttoria carente ed in violazione delle regole di leale
      ro della gente di mare a bordo delle navi che fanno scalo
                                                                             collaborazione. Secondo il ricorrente, le riprese finanziarie
      nei porti della Comunità o comunque non avendo
                                                                             dovranno, conseguentemente essere annullate.
      comunicato tali disposizione alla Commissione, la Repub-
      blica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incom-
      benti ai sensi di tale direttiva;                                      (1) GU L 184, del 23.7.2003, pag. 42.
—     condannare la Repubblica italiana alle spese.