CELEX: 51994PC0337(01)
Language: it
Date: 1994-09-19
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RECANTE APPLICAZIONE DI UNO SCHEMA PLURIENNALE DI PREFERENZE TARIFFARIE GENERALIZZATE PER IL PERIODO 1995-1997 A TALUNI PRODOTTI INDUSTRIALI ORIGINARI DI PAESI IN VIA DI SVILUPPO

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51994PC0337(01)

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RECANTE APPLICAZIONE DI UNO SCHEMA PLURIENNALE DI PREFERENZE TARIFFARIE GENERALIZZATE PER IL PERIODO 1995-1997 A TALUNI PRODOTTI INDUSTRIALI ORIGINARI DI PAESI IN VIA DI SVILUPPO  /* COM/94/337DEF - ACC 94/0209 */  

Gazzetta ufficiale n. C 333 del 29/11/1994 pag. 0009

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio recante applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1995-1997 a taluni prodotti industriali originari di paesi in via di sviluppo (94/C 333/06) COM(94) 337 def. - 94/0209(ACC)(Presentata dalla Commissione il 19 settembre 1994)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 113,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,considerando che, in conformità dell'offerta presentata nel quadro della conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), la Comunità europea ha concesso, dal 1971, preferenze tariffarie generalizzate, in particolare per prodotti industriali finiti e semilavorati di paesi in via di sviluppo; che il periodo iniziale di dieci anni di applicazione del sistema di tali preferenze è scaduto il 31 dicembre 1980 e che un secondo periodo di dieci anni si è concluso il 31 dicembre 1990; che la Comunità ha prorogato tuttavia sino ad oggi il suo schema senza modifiche di sorta;considerando che il ruolo positivo svolto in passato dal sistema nel miglioramento dell'accesso dei paesi in via di sviluppo ai mercati dei paesi che concedono preferenze è stato riconosciuto e giustifica che se ne mantenga l'applicazione per un certo periodo complementariamente ad altri mezzi di azione prioritari, in particolare la liberazione multilaterale degli scambi;considerando che la Commissione ha presentato, nelle sue comunicazioni al Consiglio datate, rispettivamente, 6 luglio 1990 e 1° giugno 1994, gli orientamenti che essa raccomandava per un nuovo decennio di applicazione del suo schema di preferenze generalizzate;considerando che le importazioni che beneficiano delle preferenze sono notevolmente aumentate dal precedente decennio ma che la ripartizione dei vantaggi è rimasta diseguale nonostante gli effetti della politica di differenziazione adottata negli anni '80;considerando che il trattato sull'Unione europea ha dato nuovo impulso alla politica di sviluppo comunitaria nel quadro della politica esterna dell'Unione fissando come obiettivo prioritario lo sviluppo economico e sociale durevole dei paesi in via di sviluppo ed il loro inserimento armonico e graduale nell'economia mondiale;considerando che, in tale ottica, lo schema comunitario di preferenze generalizzate deve accentuare il suo ruolo di strumento volto allo sviluppo rivolgendosi anzitutto ai paesi che ne hanno maggiormente bisogno, vale a dire i più poveri, e sostenendo un ampio concetto di sviluppo che comprenda il progresso sociale e l'ambiente e che si basi su strategie economiche coerenti; che, peraltro, lo schema deve completare gli strumenti del GATT e facilitare l'inserimento dei paesi in via di sviluppo nell'economia internazionale e nel sistema multilaterale degli scambi; che, di conseguenza, le preferenze hanno carattere transitorio e debbono essere concesse commisuratamente alle necessità e gradualmente ritirate non appena si ritenga che tali necessità non esistano più;considerando che la nuova offerta si fonda sull'obiettivo della neutralità globale del livello di liberalizzazione rispetto allo schema attuale quanto all'impatto del margine preferenziale sul volume potenziale del commercio preferenziale; che regimi speciali di incentivazione debbono costituire un'offerta supplementare rispetto all'offerta di base;considerando che la nuova offerta deve tener conto anche della sensibilità di taluni settori o prodotti per l'industria comunitaria; che la protezione dei settori sensibili contro le importazioni eccessive deve essere attuata esclusivamente attraverso un duplice meccanismo di modulazione dei margini tariffari preferenziali e, in caso di emergenza, di clausole di salvaguardia; che tale meccanismo deve sostituire il sistema degli importi fissi a dazio nullo e dei massimali;considerando che, per aumentare l'accesso al mercato comunitario e l'utilizzazione effettiva delle preferenze per i paesi in via di sviluppo mediamente o meno progrediti, è opportuno ricorrere a un meccanismo di modulazione che permetta di trasferire i margini preferenziali dai paesi più sviluppati verso i paesi meno sviluppati;considerando che il meccanismo di modulazione deve essere applicato in modo ragionevole e progressivo per paese e per settore;considerando che il meccanismo di modulazione settore/paese si basa sulla combinazione di un criterio di livello di sviluppo quantificato da un «indice di sviluppo» che combina il reddito pro capite e il livello delle esportazioni di prodotti manufatti del paese considerato rispetto a quelli della Comunità, da un lato, e di un criterio di specializzazione industriale relativa quantificato da un «indice di specializzazione», basato sul rapporto fra la parte di un paese beneficiario sul totale delle importazioni comunitarie in generale e la sua parte sul totale delle importazioni comunitarie per un determinato settore, dall'altro; che la combinazione di questi due criteri deve consentire di modulare secondo il livello di sviluppo gli effetti lordi dell'indice di specializzazione per quanto riguarda i settori da escludere;considerando che il meccanismo di modulazione settore/paese deve essere completato da un meccanismo di solidarietà applicabile in situazioni eccezionali, in virtù del quale i paesi beneficiari, le cui esportazioni di prodotti compresi nell'SPG in un determinato settore superino il quarto delle esportazioni di tutti i paesi beneficiari nello stesso settore e per gli stessi prodotti siano esclusi dal beneficio dell'SPG per detto settore, indipendentemente dal livello di sviluppo di tali paesi;considerando tuttavia che i paesi impegnati in programmi efficaci di lotta contro la produzione e il traffico della droga debbono poter continuare a beneficiare del regime più favorevole ad essi già concesso nello schema precedente; che tali paesi, ai quali è opportuno aggiungere il Venezuela, beneficeranno come in passato di una franchigia di dazi, a condizione che proseguano i loro sforzi nella lotta contro la droga;considerando inoltre che, a sostegno dell'attuazione di politiche sociali o ambientali avanzate in taluni paesi a livello di sviluppo medio, debbono essere previsti regimi particolari di assistenza che consentano di completare il regime generale dello schema di preferenze;considerando che pare necessario incoraggiare i paesi beneficiari che lo chiedono e che non hanno ancora i mezzi per assumersi i costi ad impegnarsi in politiche effettive di tutela dei diritti di lavoratori, segnatamente nel campo del riconoscimento della libertà sindacale e del divieto del lavoro dei minori; che pare pertanto anche necessario accordare un regime particolare più favorevole ai prodotti che siano stati fabbricati in condizioni conformi alle norme elaborate in materia dall'organizzazione internazionale del lavoro in paesi la cui legislazione contiene, in sostanza, norme dello stesso tipo e della stessa portata, che vengano da essi effettivamente applicate;considerando che pare anche necessario incoraggiare i paesi beneficiari ad impegnarsi in politiche effettive di protezione dell'ambiente, favorendo prodotti e metodi di produzione conformi a norme che siano state internazionalmente riconosciute come suscettibili di promuovere la realizzazione degli obiettivi definiti nelle convenzioni internazionali in materia di ambiente e nell'Agenda 21; che, a tal fine, è opportuno accordare in un primo tempo un regime particolare più favorevole ai prodotti delle foreste tropicali gestite in maniera durevole conformemente alle norme dell'organizzazione internazionale dei legni tropicali;considerando che tali regimi speciali di incentivazione consistono in un margine preferenziale aggiuntivo al margine preferenziale di base; che il funzionamento di tali regimi deve essere garantito da un sistema di certificazione da parte delle autorità del paese beneficiario della conformità dei prodotti alle norme internazionali succitate e dall'applicazione di metodi di cooperazione amministrativa analoghi a quelli in vigore per il controllo dell'origine;considerando che talune circostanze particolari possono giustificare un ritiro temporaneo, totale o parziale dei vantaggi dello schema; che ciò vale nel caso di trattamento discriminatorio della Comunità nelle legislazioni dei paesi beneficiari o della non applicazione dei metodi di cooperazione amministrativa atti a garantire il buon funzionamento dello schema; che lo stesso vale anche per la pratica di qualsiasi forma di schiavitù, l'esportazione di prodotti fabbricati nelle carceri o l'insufficienza di controlli in materia di esportazione e di transito della droga e di riciclaggio del denaro nonché per la non osservanza degli obblighi contratti in sede di Uruguay Round di realizzare gli obiettivi concordati di accesso al mercato;considerando che le misure di ritiro temporaneo debbono essere precedute da una procedura che consenta a tutte le parti interessate di esporre il loro punto di vista;considerando che risulta inopportuno concedere i vantaggi dello schema a prodotti che costituiscano oggetto di una misura antidumping o antisovvenzione laddove tale misura non tenesse conto degli effetti del regime preferenziale;considerando che occorre prevedere la possibilità di un ritiro temporaneo dei vantaggi dello schema nel caso in cui le importazioni di un prodotto originario di un paese beneficiario provocasse o minacciasse di provocare un danno grave ai produttori comunitari di prodotti simili o concorrenti;considerando che è necessario elaborare statistiche complete sulle importazioni autorizzate in conformità delle prescrizioni del presente regolamento ed applicare per la raccolta, l'elaborazione e la trasmissione di tali statistiche i regolamenti (CEE) n. 1736/75 (1) e (CEE) n. 3367/87 (2) del Consiglio;considerando infine che sembra auspicabile sottoporre l'esame delle questioni relative all'applicazione e alla gestione dello schema ad un comitato di gestione delle preferenze generalizzate,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1 1. È istituito, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 1995 e il 31 dicembre 1997, alle condizioni e secondo le modalità determinate nel presente regolamento, uno schema comunitario di preferenze tariffarie generalizzate. Tale schema è costituito da un regime generale (Titolo I) e regimi speciali di incentivazione (Titolo II).2. Il presente regolamento si applica ai prodotti dei capitoli da 25 a 97 della tariffa doganale comune contemplati nell'allegato I.3. Il beneficio del regime previsto al paragrafo 1 è riservato a ciascuno dei paesi e dei territori ripresi nell'allegato III.4. L'ammissione al beneficio di uno dei regimi preferenziali istituiti dal presente regolamento è subordinata all'osservanza della definizione dell'origine dei prodotti adottata secondo la procedura prevista all'articolo 249 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce il codice doganale comunitario (3).TITOLO I Regime generale Articolo 2 1. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 1 dell'allegato I è pari all'80 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto interessato fatte salve le disposizioni dell'articolo 5 del presente regolamento.2. Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 2 dell'allegato I è pari al 40 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto interessato fatte salve le disposizioni dell'articolo 5 del presente regolamento.3. I dazi della tariffa doganale comune sono totalmente sospesi per i prodotti della parte 3 dell'allegato I.Articolo 3 1. I dazi della tariffa doganale comune sono totalmente sospesi per i prodotti inclusi nel presente schema per i paesi meno progrediti di cui all'allegato IV.2. Essi sono pure totalmente sospesi per i paesi impegnati nella lotta contro la droga di cui all'allegato V, ferma restando la procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 3.Articolo 4 1. Sono istituiti un meccanismo di modulazione e un meccanismo di solidarietà.2. I regimi previsti ai paragrafi 3 e 4 sono applicabili ai paesi e ai settori che soddisfano i criteri di cui all'allegato II, parte 2.3. Fatte salve le disposizioni dell'articolo 5, e fatti salvi i paragrafi 4, 5 e 6 seguenti, il margine preferenziale risultante dall'applicazione dell'articolo 2 alle importazioni di prodotti originari dei paesi e per i settori citati nell'allegato II, parte 1, è ridotto del 50 % il 1° gennaio 1996, e abolito il 1° gennaio 1997 per i paesi con un prodotto nazionale lordo pro capite superiore a 6 000 USD per l'anno 1991 (secondo i dati della Banca mondiale) il cui elenco figura all'allegato VII. Esso è ridotto del 50 % il 1° gennaio 1997 per i paesi non compresi nell'allegato VII.4. Per i paesi e nei settori soggetti al meccanismo di solidarietà, il margine preferenziale derivante dall'applicazione dell'articolo 2 è abolito il 1° gennaio 1996.5. In ogni caso, l'applicazione del meccanismo di cui al presente articolo non può portare a concedere ai paesi interessati un livello d'accesso preferenziale più favorevole di quello applicato nel 1993. Nel 1996, il beneficio delle preferenze è limitato alla metà del margine applicato nel 1995, per i paesi elencati all'allegato VII.6. I prodotti contemplati dal trattato CECA rimangono esclusi dal regime preferenziale per i paesi che non ne beneficiavano nel 1994.TITOLO II Regimi speciali di incentivazione Articolo 5 Sono applicati dazi preferenziali, alle condizioni fissate negli articoli seguenti nel quadro di regimi speciali di incentivazione per i paesi che ne facciano preliminarmente domanda scritta alla Commissione. Tali regimi sono applicabili a partire dal 1° gennaio 1997.Articolo 6 L'articolo 5 si applica nei confronti dei prodotti originari di paesi che abbiano adottato ed applichino effettivamente disposizioni legislative interne contenenti nella sostanza le norme delle convenzioni n. 87 e n. 98 dell'organizzazione internazionale del lavoro, per quanto riguarda l'applicazione dei principi del diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva e della convenzione n. 138 dell'organizzazione internazionale del lavoro concernente l'età minima di ammissione al lavoro.Articolo 7 L'articolo 5 si applica anche nei confronti dei prodotti contemplati nell'allegato VI, fabbricati con legni tropicali, e originari di paesi che abbiano adottato ed applichino effettivamente disposizioni legislative interne contenenti, nella sostanza, le norme dell'organizzazione internazionale dei legni tropicali relative alla gestione sostenibile delle foreste.Articolo 8 1. I regimi di cui all'articolo 5 consistono in un margine preferenziale aggiuntivo e sono riservati ai prodotti accompagnati da un certificato di origine modulo A corredato da un'attestazione delle autorità del paese di origine in cui si dichiara che i prodotti in questione sono stati fabbricati in condizioni conformi alle norme di cui agli articoli 6 e 7.2. Le modalità di controllo dei certificati di origine modulo A di cui agli articoli da 78 a 97 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione (4), sono applicabili, mutatis mutandis, alle attestazioni di cui al paragrafo 1. Tuttavia, fatta salva l'applicazione delle disposizioni dell'articolo 249 del regolamento (CEE) n. 2913/92, qualsiasi questione relativa all'applicazione delle norme di cui agli articoli 6 e 7 può essere esaminata dal comitato contemplato all'articolo 17.3. Tale margine preferenziale aggiuntivo consiste in una riduzione del dazio applicabile calcolata come segue:- per i settori contemplati all'articolo 4, i dazi preferenziali applicabili sono stabiliti all'80 % dei dazi della tariffa doganale comune qualora il paese beneficiario abbia preso impegni ai sensi di uno degli articoli 6 e 7 e al 70 % qualora tali impegni siano stati presi cumulativamente ai sensi degli articoli 6 e 7;- per i prodotti contemplati all'articolo 2, paragrafo 1, i dazi preferenziali sono stabiliti al 60 % dei dazi della tariffa doganale comune qualora il paese beneficiario abbia preso impegni ai sensi di uno degli articoli 6 e 7 e al 50 % qualora tali impegni siano stati presi cumulativamente ai sensi degli articoli 6 e 7;- per i prodotti contemplati all'articolo 2, paragrafo 2, i dazi preferenziali sono stabiliti al 20 % dei dazi della tariffa doganale comune qualora il paese beneficiario abbia preso impegni ai sensi di uno degli articoli 6 e 7 e al 10 % qualora tali impegni siano stati presi cumulativamente ai sensi degli articoli 6 e 7.Tuttavia, il margine preferenziale aggiuntivo ai sensi dell'articolo 6 nei settori di cui all'articolo 4 non si applica ai paesi elencati all'allegato VII.TITOLO III Caso di ritiro temporaneo, totale o parziale dello schema di preferenze generalizzate Articolo 9 1. Il regime previsto dal presente regolamento può, in qualsiasi momento, essere ritirato temporaneamente, del tutto o in parte, nei casi seguenti:- frode e mancanza di cooperazione amministrativa prevista per il controllo dei certificati di origine modulo A e delle attestazioni che vi figurano, ovvero situazione che impedisca il buon funzionamento di tale cooperazione;- pratiche commerciali sleali da parte di un paese beneficiario, ivi compresa la discriminazione della Comunità e non osservanza degli obblighi derivanti dall'Uruguay Round di realizzare gli obiettivi concordati di accesso al mercato;- pratica di qualsiasi forma di schiavitù, quale definita nella convenzione di Ginevra del 25 settembre 1926 e del 7 settembre 1956 e nelle Convenzioni dell'OIL n. 29 e n. 105;- esportazione di prodotti fabbricati nelle carceri;- insufficienti controlli in materia di esportazione e di transito della droga (prodotti illeciti e precursori) nonché di riciclaggio di denaro.2. Il ritiro temporaneo non è automatico ma scatta al termine della procedura prevista negli articoli che seguono.Articolo 10 1. I casi di cui all'articolo 9 che potrebbero rendere necessario il ricorso a misure di ritiro temporaneo vengono comunicati alla Commissione dagli Stati membri nonché da qualsiasi persona fisica o giuridica e da qualsiasi associazione priva di personalità giuridica che possano dimostrare un interesse alla misura di ritiro temporaneo. La Commissione trasmette senza indugio tali informazioni a tutti gli Stati membri.2. A richiesta di uno Stato membro o a richiesta della Commissione possono essere aperte consultazioni. Dette consultazioni debbono svolgersi entro gli otto giorni lavorativi successivi al ricevimento, da parte della Commissione, delle informazioni di cui al paragrafo precedente e comunque prima che venga istituita qualsiasi misura comunitaria di ritiro.3. Le consultazioni si svolgono nell'ambito del comitato di cui all'articolo 17 che si riunisce su convocazione del suo presidente, il quale comunica agli Stati membri quanto prima possibile tutti gli elementi d'informazione utili.4. Le consultazioni vertono in particolare sull'analisi delle condizioni contemplate all'articolo 9 nonché sulle misure che converrebbe adottare.Articolo 11 1. Qualora, al termine delle consultazioni, risulti alla Commissione l'esistenza di elementi di prova sufficienti a giustificare l'apertura di un'inchiesta, la Commissione procede nel modo seguente:a) mediante avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la Commissione annuncia l'apertura di un'inchiesta e ne informa il paese interessato; l'avviso presenta una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che qualsiasi informazione utile debba essere comunicata alla Commissione; inoltre, esso fissa i termini entro i quali gli interessati possono rendere noto per iscritto il loro parere;b) la Commissione apre l'inchiesta in cooperazione con gli Stati membri.2. La Commissione cerca qualsiasi informazione ritenuta utile e, ove lo ritenga appropriato, previa consultazione del comitato di cui all'articolo 17, verifica le informazioni presso gli operatori economici e le autorità competenti del paese beneficiario interessato. A tale titolo, la Commissione può inviare sul posto i propri esperti allo scopo di provare le affermazioni sostenute dalla persona di cui all'articolo 10, paragrafo 1. La Commissione offre ogni opportunità alle autorità competenti del paese beneficiario interessato affinché questo non faccia mancare la cooperazione necessaria al corretto svolgimento di tali indagini.3. In tale compito, la Commissione può essere anche assistita da agenti dello Stato membro sul cui territorio potrebbero essere effettuate verifiche, sempre che tale Stato ne abbia espresso l'intenzione.4. La Commissione può udire le persone interessate le quali devono essere ascoltate qualora l'abbiano chiesto per iscritto entro i termini fissati nell'avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, dimostrando che potrebbero essere effettivamente interessate dal risultato dell'inchiesta e che esistono motivi particolari di udirle oralmente.5. Qualora le informazioni richieste dalla Commissione non siano fornite entro un termine ragionevole o l'inchiesta venga ostacolata in maniera significativa, si potranno trarre conclusioni sulla base dei dati disponibili.Articolo 12 1. Al termine dell'inchiesta, la Commissione sottopone al comitato di cui all'articolo 17 una relazione sulle risultanze della stessa.2. Ove ritenga che non sia necessario adottare alcuna misura di ritiro temporaneo, la Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, previa consultazione del comitato, un avviso di chiusura dell'inchiesta, recante una relazione delle sue conclusioni sostanziali.3. Ove ritenga che sia necessaria una misura di ritiro temporaneo, la Commissione prende le decisioni previste a tal fine nell'articolo 9. La misura di ritiro temporaneo è pronunciata per un anno ed è prorogata qualora non venga dimostrato che non sussistono più gli elementi di fatto che hanno dato origine alla misura. La misura di ritiro temporaneo è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 13 Qualora prodotti compresi nello schema costituiscano oggetto di dazi antidumping o antisovvenzioni a norma del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio (5), calcolati sulla base del danno e dei prezzi praticati sul mercato interno, il beneficio delle preferenze non è accordato ai prodotti e paesi interessati a meno che non venga stabilito che le misure in questione sono fondate su un prezzo che tiene conto del regime tariffario preferenziale accordato al paese interessato. In una comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la Commissione fornisce l'elenco dei prodotti e dei paesi interessati da tali misure.Articolo 14 1. Qualora un prodotto originario di uno dei paesi figuranti nell'allegato III sia importato a condizioni tali da provocare o da minacciare di provocare danno grave ai produttori comunitari di prodotti simili o direttamente concorrenti, i dazi della tariffa doganale comune possono essere ripristinati in qualsiasi instante per detto prodotto, a richiesta di uno Stato membro o per iniziativa della Commissione.2. La Commissione annuncia l'avvio di un'indagine mediante avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Tale avviso presenta una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che qualsiasi informazione utile debba essere comunicata alla Commissione. Esso fissa inoltre il termine entro il quale gli interessati possono rendere noto il loro parere per iscritto.3. Studiando l'eventuale esistenza di gravi difficoltà, la Commissione prende in considerazione soprattutto gli elementi di cui all'allegato VIII nella misura in cui siano disponibili.4. Le decisioni succitate sono adottate dalla Commissione entro un termine di 30 giorni lavorativi, previa consultazione del comitato istituito a norma dell'articolo 17 del presente regolamento. Qualsiasi Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro il termine di una settimana. In tal caso il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa nel termine di un mese.5. I paesi beneficiari interessati sono informati di tali misure prima della loro entrata in vigore effettiva.6. Le disposizioni dei paragrafi precedenti non pregiudicano l'applicazione delle clausole di salvaguardia adottate in virtù della politica agricola comune ai sensi dell'articolo 43 del trattato, né di quelle adottate in virtù della politica commerciale comune ai sensi dell'articolo 113 del trattato e di altre clausole di salvaguardia che dovessero essere eventualmente adottate.TITOLO IV Disposizioni comuni Articolo 15 1. Con riserva del paragrafo 2, le aliquote dei dazi preferenziali calcolate in conformità delle disposizioni del presente regolamento sono applicate arrotondando al primo decimale e trascurando il secondo decimale.2. Ove la determinazione delle aliquote dei dazi preferenziali in conformità del paragrafo 1 porti ad un'aliquota dello 0,5 % o meno, i dazi preferenziali in questione sono assimilati ad un'esenzione dai dazi.3. Gli adattamenti relativi agli allegati I e II che si rendessero necessari per modifiche apportate alla nomenclatura combinata sono stabiliti secondo la procedura prevista all'articolo 19 del presente regolamento.Articolo 16 Entro sei settimane dalla fine di ogni trimestre, gli Stati membri trasmettono all'Istituto statistico delle Comunità europee, i dati statistici relativi alle merci immesse in libera pratica durante il trimestre di riferimento col beneficio delle preferenze tariffarie previste dal presente regolamento.Tali dati, forniti per numero di codice della nomenclatura combinata e, se del caso, della Taric, debbono dettagliare, per paese di origine, i valori, le quantità e le unità supplementari eventualmente richieste secondo le definizioni dei regolamenti (CEE) n. 1736/75 e (CEE) n. 3367/87.Articolo 17 1. È istituito un comitato di gestione delle preferenze generalizzate, in appresso denominato il «comitato», composto di rappresentati degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione.2. Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno.Articolo 18 1. Il comitato può esaminare qualsiasi questione relativa all'applicazione del presente regolamento che venga evocata dal suo presidente, su iniziativa di quest'ultimo o a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.2. Sulla base di una relazione annuale della Commissione, esso esamina in quale misura è stato rispettato il principio di neutralità degli effetti del presente schema, nonché le eventuali misure previste dalla Commissione, e prende disposizioni, secondo la procedura di cui all'articolo 19, per garantire il pieno rispetto di tale principio.3. Sempre sulla base di una relazione annuale della Commissione, esso esamina altresì i progressi compiuti dai paesi di cui all'allegato V nella lotta contro la droga nonché le eventuali misure di sospensione totale o parziale del beneficio di cui all'articolo 3, previste dalla Commissione nel caso in cui tali progressi vengano giudicati insufficienti, secondo la procedura prevista all'articolo 19 e previa consultazione del paese beneficiario interessato.Articolo 19 1. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle disposizioni da adottare. Il comitato formula il suo parere su tale progetto entro un termine che il presidente può stabilire in funzione dell'urgenza della questione di cui trattasi. Il comitato si pronuncia alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato. Il presidente non partecipa al voto.2. a) La Commissione adotta le disposizioni previste qualora siano conformi al parere del comitato.b) Qualora le disposizioni previste non siano conformi al parere espresso dal comitato o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta relativa alle disposizioni da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.c) Se alla scadenza del termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui è stato adito, il Consiglio non ha deliberato, la Commissione adotta le disposizioni proposte.Articolo 20 Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1995 ed è applicabile per la durata di tre anni.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) GU n. L 183 del 14. 7. 1975, pag. 3.(2) GU n. L 321 dell'11. 11. 1987, pag. 3.(3) GU n. L 302 del 19. 10. 1992, pag. 1.(4) GU n. L 253 dell'11. 10. 1993, pag. 1.(5) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.ALLEGATO I GRADO DI SENSIBILITÀ DEI PRODOTTI >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II PARTE 1 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 2Metodo di determinazione dei paesi e dei settori di cui all'articolo 4 I. Classificazione dei paesi beneficiari secondo il loro indice di sviluppoL'indice di sviluppo stabilisce per ciascun paese un livello globale di sviluppo industriale rispetto al livello di sviluppo dell'Unione europea. Tale indice cambina il reddito per abitante e il livello delle esportazioni di prodotti manufatti secondo la formula seguente:{log[(YiPOPi)/(Yue/POPue)]+log[Xi/Xue]}2in cui:>SPAZIO PER TABELLA>Secondo la formula suindicata, se l'indice ha valore O, lo sviluppo industriale di un paese è considerato identico a quello dell'Unione europea.Le fonti statistiche utilizzate sono la Banca mondiale (rapporto sullo sviluppo nel mondo 1993), per quanto riguarda il reddito e la popolazione, e l'UNCTAD (manuale di statistiche del commercio internazionale e dello sviluppo 1992) per quanto riguarda le esportazioni di prodotti manufatti.II. Classifica dei paesi beneficiari secondo il loro indice di specializzazione relativa per settoriL'indice di specializzazione applicabile a ciascun paese beneficiario risulta dal rapporto tra la parte delle importazioni di un settore determinato in provenienza da tale paese rispetto al totale delle importazioni comunitarie dello stesso settore, da un lato, e la parte di queste ultime rispetto al totale delle importazioni comunitarie per tutti i settori industriali, dall'altro.III. Combinazione degli indici di sviluppo e di specializzazioneLa combinazione dei due indici determina, per ciascun paese, i settori di cui all'articolo 4.Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo è superiore a - 1, il livello dell'indice di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 4 è 1.Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo si colloca tra - 1 e - 1,23, il livello dell'indice di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 4 è 1,5.Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo si colloca tra - 1,23 e - 1,70, il livello dell'indice di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 4 è 5.Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo si colloca tra - 1,70 e - 2, il livello dell'indice di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 4 è 7.L'articolo 4 non si applica ai paesi il cui indice di sviluppo sia inferiore a - 2.IV. Meccanismo di solidarietàL'articolo 4 si applica anche ai paesi le cui esportazioni verso la Comunità di prodotti compresi nell'SPG in un settore determinato superino il quarto delle esportazioni verso la Comunità di tutti i paesi beneficiari in questo stesso settore.V. Deroga all'articolo 4L'articolo 4 non si applica ai paesi le cui esportazioni verso la Comunità di prodotti compresi nell'SPG in un settore determinato non superino il 2 % delle esportazione verso la Comunità di tutti i paesi beneficiari in questo stesso settore.ALLEGATO III Elenco dei paesi e territori beneficiari (1) >SPAZIO PER TABELLA>B. PAESI E TERRITORI dipendenti o amministrati o le cui relazioni esterne sono assicurate in tutto o in parte da Stati membri della Comunità o da paesi terzi>SPAZIO PER TABELLA>C. ALTRI BENEFICIARI>SPAZIO PER TABELLA>(1) Il numero di codice che precede la denominazione di ciascun paese e territorio beneficiario è quello della geonomenclatura [regolamento (CEE) n. . . ./94 (GU n. L . . del . . . . 1994, pag. . .)]ALLEGATO IV Elenco dei meno progrediti fra i paesi in via di sviluppo >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO V Lista dei paesi contemplati all'articolo 3 >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VI Elenco dei prodotti di cui all'articolo 7 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VII Elenco dei paesi con un prodotto nazionale lordo pro capite superiore a 6 000 USD per l'anno 1991 (secondo i dati della Banca mondiale)Hong KongSingaporeCorea del SudArabia SauditaOmanBruneiQatarEmirati Arabi UnitiKuwaitBahreinLibiaNauruALLEGATO VIII Elementi da prendere in considerazione nel quadro dell'articolo 14, paragrafo 3 - riduzione della quota di mercato dei produttori comunitari,- riduzione della loro produzione,- aumento delle loro scorte,- chiusura dei loro impianti,- fallimenti,- scarsa redditività,- basso tasso di sfruttamento del loro potenziale,- occupazione,- commercio,- prezzi.