CELEX: 51992PC0067
Language: it
Date: 1992-02-28
Title: Proposta di REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di filati di cotone originari del Brasile e della Turchia e che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                           C0M(92) 67 def.
                                           Bruxelles, 28 febbraio 1992
                             Proposta di
                   REGOLAMENTO (CEEì DEL CONSIfi| |Q
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
    di filati di cotone originari del Brasile e della Turchia
   e che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio
                   (presentata dalla Commissione)
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                                  NOTA ESPLICATIVA
1. Con il regolamento (CEE) n. 2818/91        la Commissione ha istituito un dazio
   provvisorio sulle importazioni di filati di cotone originari del Brasile,
   dell'Egitto e della Turchia.
2. Dopo essere stati     informati delle principali conclusioni dell'inchiesta,
   i   produttori/esportatori         interessati     hanno   comunicato     le    loro
   osservazioni per iscritto e sono stati sentiti dalla Commissione.
3. Le  risultanze    provvisorie    della Commissione     sono state  opportunamente
   modificate per tener conto delle osservazioni delle parti. Conformemente
   all'articolo 12     del   regolamento    (CEE)   n. 2423/88   del  Consiglio,     la
   Commissione, previa consultazione del Comitato consultivo, propone quindi
   di istituire dazi antidumping definitivi sulle importazioni di filati di
   cotone originari del Brasile e della Turchia.
4. Per  quanto    riguarda    le   importazioni   di   filati  di  cotone   originari
   dell'Egitto, si propone di chiudere la procedura con una decisione della
   Commissione,     in  quanto   non   sono  stati   accertati  margini   di   dumping
   signif icat ivi.
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                      Regolamento (CEE) n.      del Consiglio
                                    del
       che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
           di filati di cotone originari del Brasile e della Turchia
          e che decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
visto il trattato che     istituisce la Comunità economica europea,
visto       il     regolamento       (CEE)      n. 2423/88       del       Consiglio,
                       1
dell'11 luglio 1988 < ) , relativo alla difesa contro le importazioni oggetto
di dumping o di sovvenzioni       da parte di paesi    non membri     della  Comunità
economica europea, in particolare l'articolo 12,
visto che in data 18 dicembre 1991 la Commissione ha informato il consiglio
di associazione CEE-Turchia, in conformità dell'articolo 47, paragrafo 1 del
protocollo addizionale all'accordo che crea un'associazione tra la Comunità
economica europea e la Turchia (2) e che il consiglio di associazione non ha
preso   alcuna   decisione    a  questo   proposito   entro   il    termine   fissato
nell'articolo 47, paragrafo 2 di detto protocollo,
avendo   informato  il   consiglio  di  associazione   CEE-Turchia,     conformemente
all'articolo 47, paragrafo 2 del protocollo addizionale,
vista   la proposta  della   Commissione, presentata    previa    consultazione del
Comitato consultivo a norma del regolamento suddetto,
(1) GU L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
(2) GU L 293 del 29.12.1972, pag. 4
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considerando quanto segue:
                                 A. MISURE PROVVISORIE
                                                                                (3)
(1)   Con    il  regolamento    (CEE)   n. 2818/91    del    23 settembre 1991      ,   la
      Commissione    ha    istituito   un   dazio    antidumping      provvisorio    sulle
       importazioni  nella Comunità di     filati  di cotone originari      del Brasile,
      dell'Egitto   e   delia  Turchia   e  ha  chiuso    il   procedimento   antidumping
      relativo ai filati di cotone originari dell'India e delia Tailandia. Con
       il regolamento   (CEE) n. 171/92 del 24 gennaio 1992 < 4 >, il Consiglio ha
      prorogato il dazio per un periodo massimo di due mesi.
                                B. PROCEDURA SUCCESSIVA
(2)   Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, le parti          interessate
      che ne hanno    fatto richiesta sono state sentite dalla Commissione. Le
      parti   hanno  inoltre comunicato per     iscritto    le loro osservazioni     sulle
      r isultanze.
(3)   Le parti   sono state    informate dei principali      fatti e considerazioni      in
      base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi definitivi e
       la  riscossione   definitiva   degli   importi   garantiti    a  titolo  di   dazio
      provvisorio. E' stato fissato un periodo entro il quale le parti potevano
      comunicare le loro osservazioni sulle informazioni ricevute.
(4)   Le osservazioni scritte e orali presentate dalle parti sono state prese in
      considerazione e le risultanze della Commissione sono state opportunamente
      modificate per tenerne conto.
(3) GU L 271 del 27.9.1991, pag. 17.
(4) GU L 18 del 25.1.1992, pag. 33.
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(5) Alcuni   produttori     di filati di cotone nei paesi          esportatori     si sono
    manifestati e hanno dichiarato di non aver effettuato esportazioni di
    tali   prodotti      nella  Comunità    durante     il   periodo    di   riferimento,
    affermando    tuttavia di aver       iniziato ad esportare dopo tale periodo
    oppure di aver       intenzione di esportare      in futuro. Tali       società hanno
    chiesto     alla    Commissione    di   tener    conto     della    loro    situazione
    spec I f i ca.
(6) Data la complessità della procedura e per gli altri motivi                indicati nel
    punto   11 del     regolamento   (CEE) n. 2818/91       della   Commissione,     non è
    stato   possibile      concludere    l'inchiesta     entro    il   termine    indicato
    nell'articolo 7,        paragrafo 9,     lettera a)      del     regolamento      (CEE)
    n. 2423/88.
                                C. PRODOTTO IN ESAME
(7) Nelle    risultanze      provvisorie     (punti    4-6    del     regolamento     (CEE)
    n. 2818/91) la Commissione ha accertato che i diversi tipi di filati di
    cotone,    che   si   differenziano essenzialmente        per    lo spessore,     hanno
    caratteristiche       fisiche  molto   simili   e   sono    stati   prodotti    con  la
    stessa   tecnologia     e  lo stesso    tipo di macchinari. Tali          filati   sono
    inoltre    sostanzialmente      intercambiabili      in  termini     di  applicazioni
    finali. Le risultanze della Commissione non sono state concretamente
    contestate     dai    produttori/esportatori.     Alcune     parti    hanno   tuttavia
    riaffermato che determinati tipi di filati di cotone da essi esportati
    nella Comunità erano di qualità diversa rispetto ai prodotti fabbricati
    e venduti dall'industria comunitaria e che quindi non dovevano essere
    considerati come prodotti simili.
(8) La Commissione, dopo aver riesaminato la domanda, ha accertato che le
    differenze     qualitative    non   incidono    in   misura    significativa      sulle
    caratteristiche fisiche o sugli         impieghi dei diversi tipi di filati di
    cotone importati rispetto a quelli fabbricati nella Comunità.
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     Il Consiglio conferma pertanto la conclusione secondo la quale i filati
    di cotone fabbricati e venduti dall'industria comunitaria devono essere
    considerati prodotti simili, ai sensi del regolamento (CEE) n. 2423/88,
    ai prodotti     fabbricati e venduti sui mercati             interni dei singoli paesi
    esportatori      interessati,      nonché   ai   prodotti     fabbricati    ed   esportati
    nel la CEE.
(9) Un    produttore/esportatore           brasiliano      ha    affermato     che      le    sue
    esportazioni     di   filati    di cotone avvolti        in bobine, da sottoporre ad
    un'ulteriore lavorazione (quale la tintura) dopo essere stati                     importati
    nella   Comunità,      non   dovrebbero    rientrare      nell'ambito    della     presente
    procedura.
     Il  produttore/esportatore         ha   sostenuto      che,   mentre   la   denuncia      si
    riferiva unicamente ai filati di cotone non condizionati per la vendita
    al   minuto,    il   prodotto     in questione      era   destinato    alla    vendita     al
    minuto per      la   lavorazione     a maglia     a domicilio     e non   era   adatto     ad
     impieghi    industriali, quali       la tessitura o la lavorazione a maglia con
    macchinari     industriali. Inoltre, secondo il produttore/esportatore, gli
     impianti   utilizzati      per produrre questo particolare          tipo di     filato di
    cotone non potevano, se non con modifiche costose, essere impiegati per
     la produzione di filati di cotone per uso industriale.
    L'esporatore     ha pertanto chiesto di escludere questo tipo di                   prodotto
    dall'applicazione di eventuali dazi antidumping.
    La   Commissione,      dopo    aver   consultato     un   istituto   specializzato        per
    determinare     le effettive caratteristiche e gli eventuali                 impieghi     del
    filato    di   cotone     in  questione,     ha   accertato     che  il  prodotto      è   in
    effetti      adatto     ad    applicazioni       industriali      speciali,     che      sono
    regolarmente effettuate nella Comunità. E' stato inoltre accertato che
    i macchinari utilizzati per fabbricare questo tipo di filato di cotone
    potevano essere destinati ad altri tipi di produzione, senza modifiche
    significative in termini di costi. La Commissione ritiene pertanto che
    il   prodotto     in  questione      rientri    nell'ambito     della   procedura      e   il
    Consiglio conferma tale conclusione.
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                            D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(10) Alcuni produttori/esportatori hanno affermato che i produttori comunitari
     sottoposti all'inchiesta della Commissione non rappresentavano pienamente
     l'industria comunitaria dei filati di cotone.
     Nel punto 7 del regolamento (CEE) n. 2818/91, la Commissione ha delineato
     il metodo seguito per l'inchiesta relativa all'industria comunitaria e ha
     indicato i motivi che giustificano tale scelta. Secondo la Commissione le
     società  selezionate  in base a criteri      inerenti   alle dimensioni  e alla
     situazione geografica sono rappresentative.
     Il Consiglio conferma il metodo scelto della Commissione.
                            E. PRODUTTORI/ESPORTATORI
(11) Riguardo alla selezione degli esportatori effettuata dalla Commissione per
     determinare valori normali, sono state fatte le seguenti obiezioni:
     - un  produttore/esportatore   turco che aveva     collaborato, ma   che non è
       stato  sottoposto  ai   controlli   in  loco, ha    sostenuto  che  il metodo
       impiegato  dalla   Commissione    non  è  previsto    nel  regolamento  (CEE)
       n. 2423/88 e ha pertanto chiesto che la sua situazione specifica fosse
       esaminata ai fini della determinazione del dumping-,
     - alcuni importatori hanno sostenuto che gli esportatori selezionati per i
       controlli non erano pienamente rappresentativi delle altre società che
       avevano collaborato.
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(12) La Commissione rileva che tanto il regolamento (CEE) n. 2423/88, quanto il
     codice     antidumping      del     GATT      non    specificano      che      tutti    i
     produttori/esportatori      debbono    essere    sottoposti    all'inchiesta     ai  fini
     della   determinazione    del   valore    normale.    La   Commissione,    secondo    una
     prassi normalmente seguita anche dai servizi competenti degli altri membri
     del  GATT che    hanno aderito al       codice, nei     casi   in cui   sono coinvolti
     numerosi   esportatori    seleziona     le società    che   complessivamente      possono
     essere considerate rappresentative. Nella fattispecie i criteri applicati
     dalla   Commissione    garantiscono       la   rappresentatività      delle     industrie
     selezionate, come risulta dal punto 8 del regolamento (CEE) n. 2818/91.
     Il   metodo    impiegato     dalla   Commissione      è   stato     inoltre    approvato
     anticipatamente da tutte le associazioni nazionali che rappresentavano le
     società in questione, compresa l'associazione turca.
     Per  quanto riguarda     la domanda del       produttore/esportatore      turco che ha
     chiesto di essere sottoposto singolarmente all'inchiesta,               la Commissione
     ricorda   che, prima   dei    controlli     in  loco  in Turchia,     ha offerto     tale
     opportunità   a tutti   gli    esportatori     che ne avessero      fatto   richiesta e
     quindi anche all'esportatore in questione, che tuttavia in tale fase della
     procedura non si è manifestato. La domanda             in questione è stata       inoltre
     ricevuta molto tempo dopo        l'adozione delle misure provvisorie e, se la
     Commissione   avesse   svolto    un   nuovo    controllo    il  loco,   la   conclusione
     dell'inchiesta avrebbe subito un ritardo eccessivo.
     Alla   luce di   quanto precede,      il Consiglio     conferma    la posizione     della
     Commissione.
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                                    F. VALORE NORMALE
(a)  Generalità
(13) Ai   fini    delle    risultanze      definitive,      il  valore      normale     è   stato
     determinato in linea di massima con gli stessi metodi                   impiegati per la
     determinazione       provvisoria        del     dumping,      dopo     aver      preso    in
     considerazione      i nuovi elementi        e   le argomentazioni       presentati     dalle
     parti.
(b)  Brasi le
(14) Due esportatori brasiliani sottoposti a controllo hanno sostenuto che
      la Commissione aveva concluso erroneamente che le vendite di filati di
     cotone    sul   mercato     interno     in    alcuni   mesi    del    1989   erano     state
     effettuate     in perdita. Tali esportatori          hanno contestato        il fatto che
     la Commissione abbia dedotto il costo del credito ai clienti dai prezzi
     di vendita sul mercato interno ai fini del confronto tra questi ultimi
     e   il costo     di  produzione     dei    filati   di   cotone,     in quanto      i costi
      inerenti al finanziamento erano compresi nei costi di produzione.
     Per   determinare      se   le   vendite     sul   mercato     interno     fossero     state
     effettuate     nel   corso    di   normali      operazioni     commerciali,       ai   sensi
     dell'articolo 2,        paragrafo 3,        lettera a)      del      regolamento       (CEE)
     n. 2423/88,      la Commissione      ha dovuto      accertare     se   le vendite      erano
     remunerative. A tal        fine,    il costo di       produzione è stato          calcolato
     tenendo conto di tutti costi, compresi quelli inerenti al finanziamento
     della    produzione.      L'importo       cosi    ottenuto      è   stato      in    seguito
     confrontato      con   i prezzi      di   vendita     franco    fabbrica     sul     mercato
     interno. Dato che        tali   prezzi, per       definizione,      non   comprendono     il
     credito    ai   clienti,    dai   prezzi     di   fattura    sono    stati    dedotti    gli
     importi relativi al credito.
     Il Consiglio conferma che il calcolo della Commissione è corretto.
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(15) Per   quanto   riguarda     i produttori/esportatori         brasiliani      che non     avevano
     collaborato, la Commissione aveva accertato che, ai fini delle conclusioni
     provvisorie,     il livello di cooperazione era           insufficiente per        considerare
     rappresentative       le risultanze      dell'inchiesta.      Il valore normale         è   stato
     pertanto    determinato       in base    ai   dati   relativi    ai   costi     di   produzione
     forniti dall'industria comunitaria ricorrente ai quali è stato aggiunto un
     adeguato margine di profitto.
      I produttori/esportatori         brasiliani     in questione     hanno mosso        obiezioni,
     sostenendo     che   il valore     normale    determinato     in base     ai   dati   contenuti
     nella    denuncia    era   il   risultato    di   una  semplice      valutazione      e   che  il
     calcolo    avrebbe    dovuto essere effettuato          in base     a dati     obiettivi,     che
     potevano essere ottenuti da fonti            indipendenti quali       listini ufficiali dei
     prezzi e statistiche delle          importazioni.
(16) La Commissione ha riesaminato la situazione alla luce di tali osservazioni
     e   ha accettato      di  utilizzare      i dati   relativi    a determinati        costi,    per
     quanto riguarda i filati di cotone brasiliani, che erano contenuti                         in una
     pubblicazione specializzata che, nella fattispecie, può essere considerata
     una fonte attendibile.
     Nei    confronti      dei    produttori/esportatori         brasiliani       che    non     hanno
     collaborato la Commissione ha costruito il valore normale utilizzando, per
      i costi   inerenti alla materia prima e per             i profitti,      la media    ponderata
     dei   dati   relativi    alle società      che hanno collaborato, mentre             tutti    gli
     altri    costi   sono    stati   calcolati     in   funzione    dei    dati    ottenuti     dalla
     rivista suddetta.
(e)  Egitto
(17) Per    i motivi     esposti    nel   punto    13,   lettera   a)   del    regolamento       (CEE)
     n. 2818/91,      la   Commissione      ha   calcolato     il   valore     normale     costruito
     relativo ai     filati    di cotone di origine egiziana. Tutti                gli  esportatori
     egiziani    hanno contestato tale calcolo, sostenendo che                  il valore     normale
     avrebbe dovuto essere determinato in base agli effettivi prezzi di vendita
     sul mercato     interno.
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     Gli   esportatori     hanno    inoltre   sostenuto    che,    qualora    si   debbano
     applicare i valori costruiti, il costo del cotone               importato dai paesi
     terzi (fatturato in dollari) avrebbe dovuto essere calcolato in base al
     tasso di cambio speciale        in vigore nel periodo dell'inchiesta per le
     transazioni relative al cotone greggio.
      I  produttori/esportatori       egiziani    hanno    infine     sostenuto    che   la
     Commissione    non aveva    tenuto conto di determinati          elementi   di  costo
     quali   la percentuale degli scarti derivanti dal processo di produzione
     e il valore degli scarti stessi successivamente utilizzati.
(18) Un produttore/esportatore egiziano, che aveva sostenuto le osservazioni
     di   cui   sopra,    ha   inoltre   contestato     i  risultati     del   controllo,
     affermando    che   la sua   struttura    produttiva    era    del  tutto   simile a
     quella di altri produttori/esportatori egiziani, nei cui confronti era
     stato      determinato      un     margine     di     dumping       inferiore.     Il
     produttore/esportatore in questione ha inoltre affermato che i costi di
     produzione, eccessivamente elevati nel 1989, sono diminuiti negli anni
     successivi    e   che   i prezzi     all'esportazione      dei   filati   di   cotone
     egiziani erano in aumento a decorrere dal 1989.
(19) Per quanto riguarda il ricorso al valore normale costruito per i filati
     di cotone originari dell'Egitto, le parti           interessate hanno presentato
      le stesse argomentazioni       già   formulate   ai  fini   della    determinazione
     preliminare. Il Consiglio conferma pertanto che il metodo seguito dalla
     Commissione e delineato nel punto 13 del regolamento (CEE) n. 2818/91 è
     giust if icato.
(20) Riguardo al     tasso di cambio      impiegato per     il calcolo del      costo del
     cotone    importato,    la  Commissione    ha   accertato     che   la  domanda   dei
     produttori/esportatori      egiziani    era   giustificata.      Il  costo   è  stato
     pertanto    ricalcolato    e   con   l'introduzione     di   tale    modifica   si   è
     ottenuto un valore normale inferiore.
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(21) Riguardo   ai   costi   di   produzione       dei   filati   di   cotone    egiziani,    la
     Commissione ha riesaminato i propri calcoli e ha introdotto                   le modifiche
     necessarie per tener debitamente conto delle domande relative al valore
     degli scarti. E' stato in tal modo ottenuto un valore normale inferiore.
(22) La  Commissione     ritiene    che     le   obiezioni    di   cui    al   punto 18    siano
     infondate, dato che le differenze tra i valori normali sono dovute alle
     differenze tra    i costi di produzione accertati nel corso dell'inchiesta.
     Inoltre, per determinare       l'esistenza di pratiche di dumping, non possono
     essere presi    in considerazione fattori relativi ad un periodo diverso da
     quello   dell'inchiesta.        Il   Consiglio       conferma     la    posizione     della
     Commissione.
(d)  Turchia
(23) Due  produttori/esportatori        turchi    hanno   sostenuto    che   nel   calcolo del
     costo di produzione e nella determinazione del profitto erano stati fatti
     alcuni errori. E' stato accertato che le domande erano giustificate e i
     valori normali sono stati debitamente modificati.
(e)  Ricorrenti
(24) I ricorrenti    hanno contestato        i risultati     provvisori     della   Commissione
     relativi  al valore normale, sostenendo, tra             l'altro, che      la Commissione
     avrebbe  dovuto costruire        il valore normale nei         confronti    di   tutti gli
     esportatori.    Inoltre, nei      casi    in cui   sono stati     determinati     i valori
     costruiti,    i ricorrenti    hanno contestato        i risultati     dei   calcoli   della
     Commissione,    facendo    riferimento      alle   cifre    indicate    in pubblicazioni
     specializzate.
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     La Commissione non può accettare tali osservazioni. I valori normali,
     infatti,    possono essere costruiti      soltanto qualora siano soddisfatte
     le condizioni     definite    nell'articolo 2, paragrafo 3,       lettera b) del
     regolamento    (CEE) n. 2423/88 e      la presente procedura è stata        svolta
     conformemente a tali disposizioni. I valori normali sono stati             inoltre
     calcolati    in base ai costi verificati nel corso dell'inchiesta e tali
     dati  hanno carattere prioritario rispetto alle            informazioni   che non
     sono state soggette a verifiche analoghe.
     Il Consiglio conferma le opinioni della Commissione a questo proposito.
                            G. PREZZO ALL'ESPORTAZIONE
(a)  General ita
(25) Fatta   eccezione    per   il  punto   (b) seguente,     non   sono  state   fatte
     obiezioni   in merito alla determinazione dei prezzi all'esportazione. Il
     Consiglio conferma pertanto tali risultanze.
(b)  Brasi le
(26) Gli esportatori     brasiliani hanno ribadido       l'argomentazione di cui al
     punto 17      del    regolamento      (CEE)    n. 2818/91,      sostenendo     che
     l'applicazione del      tasso di cambio ufficiale di         1 Novo Cruzado per
     1 USD,   nel    primo  trimestre    1989,   aveva   fatto   diminuire    i prezzi
     all'esportazione, creando artificialmente una situazione             di  dumping,
     poiché nello stesso periodo        l'inflazione aveva provocato       il costante
     aumento dei prezzi sul mercato brasiliano.
(27) Tale  affermazione    è stata     sostenuta   dalle  autorità    brasiliane, che
     hanno confermato che nel primo trimestre del 1989 il tasso di cambio
     tra il Novo Cruzado e il dollaro USA era stato congelato per motivi di
     politica economica interna.
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     Le  autorità   brasiliane   hanno   sostenuto    che,   in seguito     alla    situazione
     eccezionale del paese, l'impiego del tasso di cambio ufficiale applicabile
     in tale periodo ha      impedito un equo confronto tra          il valore normale e i
     prezzi all'esportazione. Le autorità hanno pertanto chiesto di adeguare il
     tasso   di   cambio    in  modo   da    tener   pienamente       conto   dell'effettiva
     svalutazione    del  Novo Cruzado    nel   1989, secondo      il  tasso di     inflazione
     registrato in Brasile.
(28) La decisione delle autorità competenti di fissare il tasso di cambio della
     valuta di un paese terzo non può essere soggetta alla valutazione                    delle
     istituzioni   comunitarie nell'ambito di una procedura antidumping. Secondo
     la normale prassi della Commissione, confermata dalla giurisprudenza della
     Corte  di  Giustizia,    è  impiegato    il tasso di    cambio     ufficiale    applicato
     nelle transazioni     commerciali    internazionali. L'adeguamento         del   tasso di
     cambio ai   fini dei calcoli     del dumping     sarebbe   improprio e contrario al
     principio della neutralità riguardo agli aspetti monetari dei procedimenti
     ant idumping.
     Il Consiglio conferma tale posizione e ritiene pertanto che la domanda sia
     inaccettabile.
                                     H. CONFRONTO
(29) Le parti   interessate non hanno presentato nuove argomentazioni sul metodo
     applicato   dalla   Commissione    nel   confronto    tra   il   valore   normale    e  il
     prezzo   all'esportazione,    come    risulta   nei   punti    18-20   del   regolamento
     (CEE) n. 2818/91     della Commissione.      Il Consiglio conferma        pertanto    tale
     metodo.
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                               I. MARGINE DI DUMPING
(a)  Produttori/esportatori che hanno collaborato
(30) Riguardo al confronto tra i valori normali relativi ai filati di cotone
     venduti   sul   mercato    interno    dai   produttori/esportatori       che   hanno
     collaborato e i corrispondenti prezzi all'esportazione nella Comunità,
     dall'esame   definitivo    dei   fatti   risulta   l'esistenza    di  pratiche di
     dumping per    i filati di cotone originari del Brasile, dell'Egitto e
     della    Turchia.     I    margini     di    dumping     relativi     ai     singoli
     produttori/esportatori      che  hanno collaborato e presso          i quali    sono
     stati   effettuati    i  controlli     sono   stati   determinati     in   funzione
     dell'importo di cui il valore normale supera il prezzo all'esportazione
     nel la Comunità.
     I margini    di   dumping    relativi   ai   produttori/esportatori      che   hanno
     collaborato e che non sono stati           sottoposti   a controlli     sono stati
     determinati   secondo   il metodo enunciato nel        punto 8 del     regolamento
     (CEE) n. 2818/91.
(31) I margini di dumping, espressi in percentuale del valore totale CIF del
     prodotto in questione, variavano secondo i singoli esportatori:
     - (i )      Brasi le
                Fàbrica de Rendas Arp SA                             7.0%
                Fiaçâo e Tecelagem Kanebo do Brasi I                15.8%
                Nisshinbo do Brasi I Industria Text il Ltda         12.1%
                La media ponderata dei margini di dumping accertati per le
                società suddette è del 12,9%.
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- (i i)    Egitto
          Misr El Amria Spinning & Weaving Co.          0.4%
          Misr   Iran Textile Co "Miratex"              0.1%
          Misr Shebin El Kom For Spinning
          & Weaving (Shebintex)                         0.1%
          Un irab Spinning & Weaving Co.                0.0%
          La media ponderata del margini di dumping accertati per le
          società suddette è dello 0,1%. Tali margini possono essere
          considérât i minimi.
- (i i i)   Turchia
          Yaiova Elyaf ve Iplik Sanayii ve
          Ticaret AS                                   5.6%
          Ceytas (Ceyhan TekstiI Sanayii AS)          12.1%
          Yidas                                        4.9%
          Birko (Birlesik Koyunlulular Mensucat
          Tic ve San AS)                               7.7%
          Taris (Tarim Satis Kooperatif 1eri
          BirIi Keri)                                  8.6%
 ---pagebreak---                                        - 15 -
                Sòktas Pamuk ve Tarim Urunerini Degerlendirme
                Ti caret ve Sanayii As                                 9.5%
                La media ponderata dei margini di dumping accertati per le
                società suddette è del 9,0%.
(b)  Produttori/esportatori che non hanno collaborato
(32) Ai   fini    delle    risultanze      provvisorie      il    dumping     relativo    ai
     produttori/esportatori      che   non   hanno    risposto   al   questionario     delia
     Commissione, né si sono manifestati          altrimenti, è stato determinato         in
     base   agli    elementi    disponibili,      in   conformità     delle    disposizioni
     dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
     Nei  confronti    dei  produttori/esportatori       della   Turchia    che  non   hanno
     collaborato la Commissione ha ritenuto opportuno applicare il margine di
     dumping più elevato tra quelli accertati.
     Il Consiglio conferma tale conclusione, dato che non sono stati presentati
     nuovi elementi di prova per dimostrare che il margine di dumping relativo
     ai produttori/esportatori che non hanno collaborato fosse effettivamente
     inferiore   al  margine   di   dumping   più   elevato   tra   quelli   accertati   nei
     confronti delle società che avevano collaborato.
(33) Il margine di dumping relativo ai produttori/esportatori               brasiliani che
     non hanno collaborato e che deriva dal nuovo calcolo del valore normale,
     come risulta dal punto 16, è del 16,6%.
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(34) Il Consiglio ha       inoltre esaminato         la situazione dei produttori            di filati
     di  cotone    dei    paesi    esportatori        interessati     che    non   hanno   effettuato
     esportazioni nella Comunità durante il periodo di riferimento e che hanno
     iniziato o     che    hanno    intenzione      di    iniziare    le esportazioni       dopo    tale
     periodo   (i    cosiddetti       "nuovi    arrivati").       Il    Consiglio     rileva    che   la
     Commissione è disposta ad avviare quanto prima una procedura di                            riesame
     nei confronti degli esportatori che forniscano alla Commissione                           elementi
     di prova sufficienti per dimostrare di non aver effettuato esportazioni di
     filati   di   cotone      nella   Comunità       nel   periodo     di   riferimento,      di   aver
     iniziato o di      aver     intenzione di        iniziare    tali    esportazioni    dopo     detto
     periodo e di non essere in alcun modo collegati agli esportatori soggetti
     al dazio antidumping.
                                         J. PREGIUDIZIO
(a)  CumuIo
(35) Nelle   risultanze       provvisorie,       la    Commissione       aveva    concluso     che   gli
     effetti delle importazioni           in dumping dei prodotti originari del Brasile,
     dell'Egitto     e   della     Turchia    dovevano       essere    valutati     cumulativamente.
     Alcuni esportatori ed importatori hanno contestato tale conclusione.
(36) La Commissione      osserva     che    le risultanze provvisorie si              basavano     sulla
     normale     prassi         delle      istituzioni         comunitarie        che     considerano
     cumulativamente        le    importazioni       da    diversi    paesi     quando    i    prodotti
     importati    sono     in    concorrenza      tra    di    loro   e   con    i prodotti      simili
     dell'industria comunitaria e quando i volumi delle importazioni                        in dumping
     non sono trascurabili.
     Il  Consiglio      ritiene      che,    nella      fattispecie,       tali    condizioni      siano
     soddisfatte    per     le   importazioni      dal    Brasile    e dalla      Turchia    e  che   le
     importazioni     dall'Egitto,       nei   cui     confronti    non    è  stato    determinato     a
     titolo definitivo un margine di dumping significativo, non debbano essere
     prese in considerazione ai fini della determinazione del pregiudizio.
 ---pagebreak---                                            - 17 -
(37) Gli esportatori brasiliani hanno affermato che le loro esportazioni non
     dovevano essere considerate cumulativamente con quelle provenienti da
     altri  paesi,   in quanto     il volume di       tali esportazioni      nel    1989 non
     corrispondeva a quello considerato dalla Commissione nelle risultanze
     provvisorie    e    poteva    essere      considerato    trascurabile.       A    questo
     proposito gli esportatori hanno fornito alla Commissione le statistiche
     ufficiali   brasiliane    relative alle esportazioni          di   filati   di    cotone
     nella Comunità, dalle quali risultava che il volume complessivo delle
     esportazioni      era    effettivamente         inferiore    a     quello       indicato
     dal l'Eurostat.
(38) La Commissione ha nuovamente esaminato             la questione e conferma che i
     dati utilizzati, corrispondenti alle cifre Eurostat, sono esatti.
     Il Consiglio conferma tale conclusione.
(39) Gli esportatori brasiliani hanno inoltre sostenuto che la loro quota di
     mercato   nel    1989   era     inferiore     a  quella    presa    in   esame     dalla
     Commissione    nelle     risultanze       provvisorie.    Gli    esportatori       hanno
     sostenuto   che,    rispetto     ad    un  consumo   globale   comunitario       pari  a
     1 728 571 t di     filati    di    cotone   nel  1989,   la quota    di   mercato dei
     prodotti originari del Brasile non superava l'I,55%.
     La Commissione rileva che, come risulta nel punto 28 del                   regolamento
     (CEE) n. 2818/91, nel       1989     il consumo globale nella CEE ammontava a
     1 184 000 t e che pertanto          la quota di mercato delle        importazioni     in
     dumping  dal Brasile corrispondeva al            2,25%, percentuale      che non può
     essere considerata trascurabile.
(40) Il Consiglio conferma dette risultanze e conclude che gli effetti delle
     importazioni   dal    Brasile     e   dalla  Turchia   devono    essere    considerati
     cumulât ivamente.
(b)  Volume e quote di mercato delle importazioni            in dumping
 ---pagebreak---                                             18 -
(41) Come risulta dal punto 36, ai fini delle risultanze definitive il volume e
      la quota   di mercato delle        importazioni    in dumping    devono   riferirsi   ai
     prodotti   esportati    dal Brasile e dalla Turchia. Per           il periodo compreso
     tra il 1986 e il 1989 le importazioni             in dumping dai due paesi suddetti
     erano   approssimativamente       di   111 305 t nel     1986,    120 682 t    nel  1987,
     117 824 t    nel   1988   e   104 130 t nel      1989.  La   quota   di  mercato    degli
     esportatori brasiliani e turchi considerati complessivamente era pari al
     9,6% nel 1986, al 9,3% nel 1987, al 9,8% nel 1988 e ali'8,7% nel 1989.
      Il Consiglio conferma tali risultanze.
(e)  Sottoquotazione dei prezzi delle importazioni           in dumping
(42) Dato che le parti interessate non hanno comunicato alcuna osservazione, il
     Consiglio    conferma     le   risultanze    e   le  conclusioni     della   Commissione
     enunciate    nei   punti    31  e   32   del   regolamento    (CEE)   n. 2818/91    della
     Commissione.
(d)  Altri indicatori economici pertinenti
(43) Nelle    risultanze      provvisorie      (punti    33-40   del     regolamento     (CEE)
     n. 2818/91) la Commissione ha concluso che l'industria comunitaria aveva
     subito un pregiudizio sostanziale, che si era manifestato principalmente
     con una brusca flessione dei prezzi di vendita, con perdite finanziarie,
     particolarmente nel 1988 e nel 1989, con la mancanza di utili sul capitale
      investito, nonché con la chiusura di numerosi          impianti e un sensibile calo
     del I'occupazione.
(44) La Commissione     non ha ricevuto nuovi         elementi  di   prova   in merito alle
     risultanze    sul  pregiudizio. Gli       esportatori    interessati    hanno    tuttavia
     obiettato      che    alcuni      indicatori      economici      pertinenti      relativi
     all'industria     comunitaria,     quali    l'andamento   della    produzione    e  della
     quota   di   mercato,    dimostravano      che   l'industria    non   aveva   subito   un
     pregiudizio sostanziale. I produttori/esportatori hanno messo in evidenza
     che  i produttori    comunitari     soggetti all'inchiesta nel periodo 1986-1989
     hanno aumentato     la produzione del 5%, mentre         la loro quota di mercato è
     passata dal     19,5% al 20,5% e l'indice di utilizzazione degli              impianti é
     rimasto stabile. Gli       investimenti     dell'industria comunitaria      ammontavano
     inoltre a 542 Mio di ECU in soli due anni.
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(45) La   Commissione       ritiene      che,    come       stabilisce      il    regolamento         (CEE)
     n. 2423/88,       gli     indicatori        economici        pertinenti        ai     fini      della
     determinazione del pregiudizio non debbano essere valutati                        isolatamente in
     quanto l'esame di uno o più indicatori può non fornire elementi decisivi.
     La  Commissione       riconosce     che,    nell'analisi        di   tali    fattori,       le  cifre
     relative     all'andamento        della     produzione        e    della     quota     di     mercato
     dell'industria       comunitaria       non   erano      sostanzialmente        negative       per   il
     periodo tra il 1986 e il 1989. Tali cifre devono tuttavia essere valutate
     in stretto collegamento con quelle relative ad altri                      indicatori essenziali
     quali redditività, investimenti, chiusura di impianti e occupazione.
     Come risulta dal        regolamento       (CEE) n. 2818/91         della Commissione,          tra il
     1986 e    il   1989    i prezzi      dei   filati      di  cotone     prodotti     dall'industria
     comunitaria sono scesi da 3,47 ECU al kg a 3,12 ECU al kg e nello stesso
     periodo   la redditività        è scesa      di    14 punti     percentuali. Nel           1989,   tra
     l'altro,     sono state subite perdite pari al 5,7% e, su tutti                       i produttori
     comunitari     soggetti      all'inchiesta,          soltanto     quattro      hanno      realizzato
     utili.
     Tale   situazione      ha   avuto     pesanti      conseguenze       negative      in   termini     di
     occupazione e di chiusura di             impianti. Per quanto riguarda unicamente                   le
     società comunitarie soggette all'inchiesta, nel 1988 e nel 1989 sono stati
     perduti   2 149 posti       di   lavoro. Se        si   considera     la situazione         di   tutta
      l'industria    comunitaria,       secondo      le    informazioni     di   cui    la   Commissione
     dispone,    soltanto      nel   1989     sarebbero       stati   chiusi     definitivamente         29
     stabilimenti, con una perdita di 7 263 posti di lavoro.
(e)  Conclusioni sul pregiudizio
(46) Alla   luce    di    quanto    precede,       il    Consiglio      conclude     che     l'industria
     comunitaria        ha     subito       un      pregiudizio         sostanziale,          ai     sensi
     dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88.
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                                 K. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(a)  General ita
(47) Ai   fini  delle risultanze provvisorie,           la Commissione     aveva concluso che
      l'inchiesta   non   aveva    messo    in evidenza       altri   elementi   che   avrebbero
     potuto provocare pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria, oltre
     alle    importazioni   in dumping      dal  Brasile, dall'Egitto        e dalla    Turchia.
     Tale   conclusione    si   basava   principalmente        sul  fatto  che   il  calo   della
     redditività e gli altri        indicatori economici negativi coincidevano con la
     costante depressione e sottoquotazione dei prezzi sul mercato comunitario,
     a causa dei prezzi eccessivamente bassi delle importazioni                 in dumping.
     Gli esportatori     interessati hanno contestato tale conclusione, sostenendo
     che le difficoltà dell'industria comunitaria erano dovute a cause diverse
     dalle    importazioni    dei   filati    di  cotone     in questione.     Gli  esportatori
     hanno sostenuto che        la Commissione      non aveva      tenuto conto dei     seguenti
     punt i:
     - l'industria     comunitaria      aveva    preso     decisioni     sbagliate    sul   piano
        commerciale e finanziario        in quanto aveva preferito         investire in misura
        considerevole nell'automazione degli           impianti e promuovere la tecnologia
        open end,   invece di mantenere        la tradizionale filatura ad anello; tali
         investimenti   hanno    inoltre   provocato      l'eliminazione     di  molti    compiti
        manuaIi;
     - una parte dell'industria comunitaria si è volontariamente ritirata dal
        mercato dei filati di cotone, dato che l'attività produttiva                  riguardava
        principalmente la viscosa e i filati misti;
     - nel    periodo  compreso     tra   il   1986   e   il   1989   i costi   dei   produttori
        comunitari sono aumentati a causa di un sostanziale incremento dei tassi
        d'interesse;
     - alcune delle difficoltà dell'industria comunitaria derivavano da cause
        interne,   quali   l'intensificazione        della    concorrenza    tra   i produttori
        comunitari   in previsione della realizzazione del mercato unico europeo.
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(48) La  Commissione     ritiene    che   quasi     tutte    le  argomentazioni      di    cui  al
     punto 47 abbiano già ricevuto una risposta nel regolamento che                   istituisce
     i dazi provvisori. La Commissione riconosce che, come si afferma nel punto
     37  nel    regolamento    n. 2818/91,       la   Comunità     ha  effettuato       rilevanti
     investimenti   per modernizzare gli        impianti     e le attrezzature, ma         ritiene
     che  tali    investimenti     avessero     l'obiettivo      del  tutto    ragionevole      di
     mantenere   l'industria comunitaria tra le più avanzate del mondo sul piano
     tecnologico per salvaguardare un elevato margine di competitività.
     Inoltre, per quanto riguarda gli          investimenti      nella tecnologia open end,
     da  un   confronto      relativo    al    periodo      1980-1989    è   emerso      che   gli
     investimenti    dei   produttori     comunitari      nel   settore    erano    inferiori    a
     quelli dell'industria nordamericana.
     Per  quanto    riguarda     infatti    l'installazione       di  nuovi    macchinari,      in
     America  settentrionale su 100 nuovi            fusi  sono stati    installati      49 nuovi
     rotori,   rispetto    a  21   nella   Comunità.      Appare   quindi   evidente      che  nel
     periodo   in esame gli     investimenti     dell'industria comunitaria nel            settore
     non erano eccessivamente elevati.
     La  Commissione     rileva     inoltre   che     i considerevoli       importi     investiti
     dall'industria    comunitaria     nel  processo      di  ristrutturazione      rivelano    la
     precisa   intenzione di essere presente e competitiva              su tutto      il mercato
     dei filati di cotone e non di ritirarsi parzialmente da tale mercato o di
     limitarsi alla produzione di tipi particolari di filati.
     La Commissione ha inoltre accertato che i tassi d'interesse applicati nel
     settore della produzione di filati           di cotone nel periodo 1987-1989 sono
     aumentati soltanto dello 0,5%, una percentuale che non può aver provocato
     un incremento eccessivo dei costi dell'industria comunitaria.
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     Come risulta dal punto 43 del regolamento (CEE) n. 2818/91, la Commissione
     riconosce che il calo dell'occupazione può essere in parte attribuito agli
      investimenti    in impianti di tecnologia avanzata che hanno eliminato molte
     mansioni    manuali.      La   Commissione      non   può     inoltre    escludere     che   la
     concorrenza      interna     tra    le   imprese    comunitarie      abbia     avuto   effetti
     negativi per alcune di esse. Tali elementi non escludono tuttavia che le
      importazioni     in   dumping     abbiano     avuto   effetti      chiaramenti      negativi,
     principalmente a causa dei bassi             prezzi, sulla situazione dell'industria
     comunitar ia.
(b)  Conseguenze delle restrizioni           quantitative
(49) Gli   esportatori       hanno     sostenuto     che,    data     l'esistenza      di   accordi
     bilaterali      con     i    paesi      interessati     che      istituivano       restrizioni
     quantitative     per   le importazioni       di  filati   di cotone, tali         importazioni
     non avrebbero potuto provocare pregiudizio all'industria comunitaria.
     La Commissione      ribadisce a questo proposito            le considerazioni       di cui al
     punto 45    del   regolamento      (CEE) n. 2818/91.       Le    restrizioni     quantitative
     tutelano    l'industria comunitaria da volumi            eccessivi     di    importazioni, ma
     non  eliminano     il pregiudizio        derivante   da   pratiche     commerciali     sleali,
     quali   le importazioni      in dumping a prezzi molto bassi.
(50) Gli esportatori turchi hanno inoltre sostenuto che le loro esportazioni di
     filati   di   cotone    nella    CEE   erano   soggette, oltre       che    alle   restrizioni
     quantitative, ad un sistema di prezzi minimi               in vigore sino al 1988 e che
     pertanto,    dato    l'effetto    congiunto     di  tale   sistema    e delle      restrizioni
     quantitative,       le    esportazioni       turche    non      hanno     potuto     provocare
     pregiudizio, almeno fino al 1988.
     Tale   argomentazione      non    può   essere    accolta,    poiché     il   meccanismo   dei
     prezzi suddetto é stato sospeso nel 1988 a richiesta della Commissione, in
     quanto era inefficace e poteva facilmente essere eluso.
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(e)  Effetti di altri fattori
(51) La Commissione     ha esaminato se       le conclusioni    relative alla causa del
     pregiudizio   esposte     nel   regolamento    (CEE) n. 2818/91      potessero     essere
     confermate, dato che i margini di dumping per i filati di cotone importati
     dall'Egitto    sono   stati    considerati    trascurabili     e   che   pertanto     tali
     importazioni     sono   escluse    dal   campo   di   applicazione     della     presente
     procedura.
     La Commissione     ritiene che, in considerazione della rilevante quota di
     mercato delle esportazioni brasiliane e turche e del sostanziale margine
     di differenza     tra   i prezzi    di  tali  esportazioni    e quelli     dei   prodotti
     fabbricati nella Comunità, le importazioni           in dumping dal Brasile e dalla
     Turchia,    considerate      isolatamente,    abbiano    provocato     un    pregiudizio
     sostanziale all'industria comunitaria.
      Il Consiglio conferma tale conclusione.
                             L. INTERESSE DELLA COMUNITÀ'
(52) Nelle risultanze provvisorie         la Commissione ha esaminato e valutato gli
      interessi dell'industria comunitaria e quelli di altre parti, quali gli
     importatori di filati di cotone e gli utilizzatori               finali. Per     i motivi
     esposti nei punti 42-49 del regolamento (CEE) n. 2818/91, la Commissione
     ha   concluso    che   nell'interesse     della    Comunità,    considerato      nel   suo
     complesso, era necessario tutelare          l'industria comunitaria nei confronti
     della concorrenza sleale delle importazioni in dumping.
(53) Dopo   l'istituzione delle misure provvisorie           sono state     ricevute    alcune
     osservazioni    da parte di      importatori   comunitari   e    in particolare degli
     utilizzatori dei filati di cotone. E' stato sostenuto che l'incremento dei
     prezzi    all'importazione      dei    filati   di   cotone    originari      dei    paesi
     interessati,    in seguito all'applicazione dei          dazi    antidumping,     avrebbe
     avuto    effetti     negativi     sull'attività      degli    importatori       e    degli
     ut iIizzator i.
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      I produttori      di tessuti hanno sostenuto tra              l'altro che       l'incremento del
     prezzo    delle      loro materie       prime    avrebbe     ridotto     la   competitività       nei
     confronti     delle     imprese dei      paesi   terzi, oltre a provocare              l'incremento
     delle esportazioni         di prodotti      finiti nella Comunità. E' stato sostenuto
     che     tali      misure       potrebbero       avere      conseguenze         quali       il    calo
     dell'occupazione e la chiusura di               impianti nell'industria comunitaria dei
     tessuti, particolarmente per quanto riguarda le imprese ad un unico stadio
     (che non sono         integrate con gli       impianti di filatura). Alcuni              produttori
     di  tessuti     hanno affermato di aver             incontrato difficoltà per            acquistare
     filati di cotone in una determinata regione della Comunità, sostenendo che
      in tale    zona     l'industria     della    filatura    era     già  stata      "decimata     senza
     alcuna speranza di ripresa".
     Altre parti       hanno sostenuto che sarebbe stato più                 logico se       la Comunità
     fosse intervenuta contro le importazioni a prezzi eccessivamente bassi                              in
     una   fase successiva         del   processo che si        conclude     con     la produzione di
      indumenti e di tessuti finiti.
(54) Dato che     il principale obiettivo dei dazi antidumping é di eliminare il
     pregiudizio       provocato      all'industria       comunitaria      dalle      importazioni      in
     dumping,     per     ripristinare      una   concorrenza       leale   e    aperta    sul     mercato
     comunitario       dei   prodotti      in questione,      i prezzi      dei     filati     di   cotone
     dovrebbero      normalmente        aumentare      in   seguito     all'istituzione          di   dazi
     antidumping sulle importazioni oggetto di dumping. Per quanto riguarda gii
     utilizzatori       finali    di   filati   di   cotone,     la Commissione        ritiene che un
     vantaggio      in   termini     di   bassi    prezzi    non   possa    giustificare         pratiche
     commerciali      sleali, che danneggino           i produttori      comunitari       interessati e
     che   pertanto       gli    importatori      non    abbiano     alcun    diritto      acquisito      a
     mantenere tale vantaggio.
(55) Per quanto riguarda le presunte difficoltà di ottenere filati di cotone in
     una determinata zona della Comunità, secondo il Consiglio non esiste alcun
     motivo    per     limitare     l'approvvigionamento         ad   una    zona     particolare      del
     mercato    interno. Se si considera             l'industria      comunitaria       della    filatura
     nel   suo   complesso       e   a   condizione      che   siano     prese    misure      contro    le
     importazioni       a   prezzi    eccessivamente       bassi,      l'affermazione        secondo    la
     quale    la    sopravvivenza        di    tale     industria      sarebbe      irrimediabilmente
     compromessa appare infondata.
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(56) Il  Consiglio       rileva      inoltre     che    se    non     fossero     istituite      misure
     antidumping    definitive,        il   numero     di    stabilimenti      di    filatura     nella
     Comunità   continuerebbe        a   diminuire      con   ulteriori      perdite    di    posti   di
     lavoro. Data infatti        la tendenza      in corso per quanto riguarda             la chiusura
     di  impianti    a    causa    delle     importazioni       in   dumping,    se   non     venissero
     istituite misure sarebbe pregiudicata               la sopravvivenza dell'industria nel
     suo complesso. Tra        il 1989 e       la fine del       1981    sono stati     chiusi    nella
     Comunità   87   stabilimenti        di   filatura      del    cotone,    tra    i quali     3   dei
     produttori    comunitari      soggetti     al   controllo, con una perdita              di  17 423
     posti di   lavoro. Tale cifra non tiene conto dei posti di                     lavoro perduti a
     causa della ristrutturazione delle imprese ancora in attività.
     Osservazioni     analoghe      sono    state    comunicate       dal   comitato      europeo    dei
     sindacati dell'industria dei tessili, dell'abbigliamento e del cuoio, che
     rappresenta i lavoratori comunitari              in tali settori       industriali.
(57) Il  Consiglio     rileva      inoltre    che    Eurocoton      e   il  comitato      europeo    dei
     sindacati    dell'industria        dei    tessili,      dell'abbigliamento         e   del   cuoio
     rappresentano gli       imprenditori e i lavoratori comunitari tanto del settore
     della  filatura, quanto di           quello della       tessitura.     Si   può   ritenere     che,
     decidendo   di   sostenere       energicamente       l'istituzione       di   dazi    antidumping
     definitivi,     le    due   organizzazioni        abbiano      accuratamente       valutato     gli
     interessi di tutti       i membri, compresi quelli dell'industria dei tessuti.
     Se viene.eliminato il pregiudizio provocato dalle importazioni                        in dumping,
     l'industria      comunitaria         della       filatura       potrà     essere       pienamente
     competitiva,    tanto più che, grazie agli               investimenti     significativi      nelle
     nuove tecnologie, che le permettono di sostenere                    la concorrenza dei paesi
     a basso costo di       lavoro, potrà rispondere efficacemente al fabbisogno del
     mercato comunitario.
(58) I consumatori      comunitari      di   prodotti     ottenuti     da   filati    di   cotone    non
     hanno presentato osservazioni. Il Consiglio ritiene che a medio termine i
     consumatori possano trarre benefici da una situazione concorrenziale sana,
     in cui  la scelta tra        i fornitori di filati di cotone non sia ristretta a
     causa di pratiche commerciali sleali.
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     Alla   luce di quanto precede, il Consiglio conferma                    le risultanze della
     Commissione secondo        le quali nell'interesse della Comunità é necessario
      istituire misure antidumping per eliminare il pregiudizio provocato dalle
      importazioni di filati di cotone originari del Brasile e della Turchia.
                                         M. IMPEGNI
     Le autorità della Turchia e del Brasile, dopo essere state informate dei
     principali      fatti    e   considerazioni        in    base   ai     quali     si    intendeva
     raccomandare      l'istituzione di dazi definitivi, hanno offerto                   impegni per
     conto degli esportatori interessati.
     Per   quanto      riguarda     la  Turchia,       l'offerta      non     corrispondeva      alle
     disposizioni      dell'articolo     10    del    regolamento       (CEE)     n.   2423/88,     in
     particolare      rispetto    alla   possibilità        di    istituire      dazi    antidumping
     qualora    l'impegno     sia   ritirato    o   violato, ai       sensi     dell'articolo     10,
     paragrafo    6   del   regolamento     (CEE) n.       2423/88. La       Commissione      ritiene
      inoltre   che    non   sia   possibile     controllare       efficacemente        l'osservanza
     dell'impegno da parte delle società interessate.
     Riguardo    all'offerta     del   Brasile, basata         su un   sistema      di   contingenti
     volontari     di     esportazione,      la    Commissione        non     era    convinta     che
      l'accettazione di tale impegno potesse eliminare il pregiudizio provocato
     dalle pratiche di dumping.
      Il Consiglio rileva che, per i motivi suddetti, le due offerte di impegno,
     previa consultazione, sono state respinte.
                                           N. DAZIO
(60)  I dazi  antidumping provvisori         sono stati        istituiti    fino ai      livello dei
     margini    di    dumping    determinati,      fatta      eccezione     per    un    esportatore
     brasiliano nei cui confronti è stato istituito un dazio con un'aliquota
     adeguata per eliminare        il pregiudizio provocato. Tale conclusione rimane
     invar iata.
                           0. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(61) In considerazione dei margini           di dumping accertati           e della gravità del
     pregiudizio      subito    dall'industria       comunitaria,        il    Consiglio      ritiene
     necessario     che    gli   importi    garantiti       a   titolo     di   dazi     antidumping
     provvisori,     fatta    eccezione    per    quelli     relativi     alle    importazioni     di
     filati   di   cotone     egiziani,    siano     riscossi      definitivamente        fino   alla
     concorrenza dell'importo del dazio definitivamente istituito.
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HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                      Articolo 1
(1)   E' istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di filati
      di cotone di cui ai codici NC da 5205 11 00 a 5205 40 90 e da 5206 11 00 a
      5206 45 90, originari del Brasile e della Turchia.
(2)   L'aliquota    del  dazio   applicabile   al   prezzo  netto   franco  frontiera
      comunitaria, dazio non corrisposto, ò la seguente:
      (a) 16,6% per i filati di cotone originari del Brasile, codice addizionale
           Taric   8551,   fatta  eccezione   per    le  importazioni   dei  prodotti
           fabbricati dalle seguenti società, che sono soggette alle aliquote del
           dazio sotto indicate:
                                                 Aliquota    Codice addiziona-
                                                 del dazio    le Tar ic
      Fàbrica de Rendas Arp. SA                   7.0%       8552
      Nisshinbo do Brasi I Indùstria
      Téxtil Ltda                                12.1%       8553
      Fiaçao e Tecelagem Kanebo
      do Brasi I                                 11.2%       8554
      Fi lobe I SA Industri as Texte Is
      do Brasi I                                 12.9%       8555
      Toyobo do Brasi I Indùstria
      TóxtiI Ltda                                12.9%       8555
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 ndùstria Text il Tsuzuki Ltd                12.9%         8555
SA Text!I Nova Odessa                        12.9%         8555
Cotonificio de Sâo Bernardo                  12.9%         8555
CompanhIa Bras IIe i ra
de Fiaçào                                    12.9%         8555
(b) 12,1%    per   i  filati   di   cotone    originari    della    Turchia,  codice
    addizionale    Taric   8562,   fatta   eccezione    per    le  importazioni  dei
    prodotti    fabbricati  dalle seguenti     società, che sono soggette alle
    aliquote del dazio sotto indicate:
                                            Aliquota       Codice addiziona-
                                            del dazio       le Tar ic
Birko (Birlesik Koyunlulular
Mensucat Tic ve San AS)                       7.7%         8563
Ceytas (Ceyhan TekstiI
Sanayi i AS)                                 12.1%         8564
Sòktas Pamuk ve Tarim Urunerini
Degerlendirme Ti caret ve
SanayiI AS                                    9.5%         8565
Taris (Tar im Satis
Kooperatif 1eri Birli keri)                   8.6%         8566
 ---pagebreak---                                       29 -
     Yalova Elyaf ve Iplik Sanayii ve
     Ti caret AS                              5.6%        8567
     Yidas                                    4.9%       8568
     Sònnez Pamuklu Sanayii AS                9.0%       8569
     Cukurova Sanayi isletmeleri
     TAS                                      9.0%       8569
     Akip Tekstil                             9.0%       8569
     Karsu (Tekstil Sanay ve
     Tic AS)                                  9.0%       8569
     Trakya Iplik Sanayi AS                   9.0%       8569
     BIsas Bursa iplik SanayIi AS             9.0%       8569
     Meptas Mani sa 11 Errensel
     Pazadama ve Ti caret AS                  9.0%        8569
     Hateks (Hatay TekstM
      isletmeieria AS)                        9.0%       8569
 3.   Il prezzo franco frontiera comunitaria indicato nel paragrafo 2 è
     netto se, secondo le condizioni di pagamento, quest'ultimo è
     effettuato entro trenta giorni a decorrere dall'arrivo delle merci
     nel territorio doganale della Comunità. Il prezzo è aumentato dell'1%
     per ciascun mese di dilazione di pagamento.
4.   Quando la società che esporta il prodotto non é il produttore stesso,
     si applica l'aliquota del dazio relativa alle importazioni dei
     prodotti della società produttrice.
5.   Si applicano le disposizioni  in vigore in materia di dazi doganali.
                                   Articolo 2
Gli importi  garantiti  a titolo di dazio antidumping   provvisorio a norma de
 ---pagebreak---                                         - 30
  ..'amento    (CEE) n.   2818/91  relativo   alle   importazioni    dal  Brasile e  dalla
Turchia   sono  riscossi   definitivamente   fino   all'aliquota    del  dazio  definitivo
 istituito. Gli   importi  garantiti  che superano     l'aliquota   del  dazio  definitivo
sono Iiberat i.
                                       Art ico lo 3
Il presente    regolamento   entra  in vigore    il giorno    della   pubblicazione  nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti          i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,                                      Per il Consiglio
                                                          Il presidente
 ---pagebreak---                                              3 I -                  ISSN 0254-1505
                                                              COM (92) 67 def.
                                                          DOCUMENTI
rr                                                                         03 02
                                         N. di catalogo : CB-CO-92-077-IT-C
                                                            ISBN 92-77-41665-3
Uffido delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo