CELEX: 52014DC0428
Language: it
Date: 2014-06-02 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della Svezia

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		52014DC0428
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 della Svezia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della Svezia /* COM/2014/0428 final */
			
				
		
		
			
			   	 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2014 della
Svezia
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2014 della
Svezia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici[2], in particolare l'articolo
6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[3],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[4],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e
finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione
sociale,
visto il parere del comitato di politica
economica,
considerando quanto segue:
(1)                   
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per
la crescita e l'occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche
economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per
rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell'Europa.
(2)                   
Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla
base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti
di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione
(2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le
politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione, che insieme formano gli
"orientamenti integrati". Gli Stati membri sono stati invitati a
tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in
materia economica e di occupazione.
(3)                   
Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo
hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione che offre un quadro
coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE e della zona
euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi
hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in
particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi
della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per
paese.
(4)                   
Il 9 luglio 2013 il Consiglio ha adottato una
raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2013 della Svezia e ha
formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato della Svezia 2012-2016.
(5)                   
Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato l'analisi
annuale della crescita[5],
segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
economiche 2014. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del
regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta[6], in cui la Svezia è
stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un esame
approfondito.
(6)                   
Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha
approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di
bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità
di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla
crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione di prestiti
all'economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la
disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la
pubblica amministrazione.
(7)                   
Il 5 marzo 2014 la Commissione ha pubblicato i
risultati dell'esame approfondito per la Svezia[7]
a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L'analisi ha
portato la Commissione a concludere che la Svezia continua a presentare
squilibri macroeconomici che richiedono un monitoraggio e un'azione politica.
Richiedono attenzione, in particolare, gli sviluppi sul fronte dell'indebitamento
delle famiglie associati a inefficienze nel mercato abitativo. Sebbene il forte
avanzo delle partite correnti non ponga rischi analoghi a quelli di un forte
disavanzo e sia in parte correlato alla necessità di ridurre l'indebitamento,
la Commissione ne seguirà gli sviluppi in Svezia nel contesto del semestre
europeo.
(8)                   
Il 16 aprile 2014 la Svezia ha presentato il suo
programma nazionale di riforma 2014 e il suo programma di convergenza 2014. I
due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle
loro correlazioni.
(9)                   
L'obiettivo della strategia di bilancio delineata
nel programma di convergenza 2014 è garantire un avanzo della pubblica
amministrazione, in media, dell'1% del PIL lungo il ciclo economico, come
previsto dal quadro di bilancio svedese. Il programma conferma l'obiettivo a
medio termine stabilito nel programma precedente di un disavanzo strutturale
dell'1% del PIL, che riflette i requisiti del patto di stabilità e crescita. In
base al saldo strutturale (ricalcolato), il programma prevede che l'obiettivo a
medio termine sarà più che raggiunto nel periodo di riferimento del programma.
Secondo le proiezioni del programma il debito pubblico, che rimane ben al di
sotto del valore di riferimento del 60% del PIL, subirà una contrazione
passando dal 41,5% del PIL nel 2014 al 35% del PIL nel 2017. Nel complesso, la
strategia di bilancio presentata nel programma è in linea con i requisiti del
patto di stabilità e crescita. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le
proiezioni di bilancio del programma è plausibile. Per quanto riguarda la
sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, una quota importante del
PIL è destinata all'assistenza di lunga durata e al fine di tenere debitamente
conto dell'invecchiamento demografico si prevede un aumento significativo della
spesa nel lungo periodo, che nel 2060 dovrebbe raggiungere il 6,4% del PIL. La
Svezia sarebbe tenuta a rispondere a questa sfida garantendo avanzi primari a
livelli sufficienti e contenendo ulteriormente la spesa legata a fattori
demografici al fine di garantire la sostenibilità di bilancio a lungo termine.
Sulla base della sua valutazione del programma di convergenza 2014 e delle
previsioni della Commissione, conformemente al regolamento (CE) n. 1466/97
del Consiglio, quest'ultimo è del parere che il programma della Svezia rispetti
le norme del patto di stabilità e crescita e che i rischi per gli obiettivi di
bilancio siano limitati.
(10)               
L'elevato livello di indebitamento del settore
privato, in particolare delle famiglie svedesi, continua a destare
preoccupazione. Inoltre, l'esposizione del settore finanziario verso le
famiglie, contrariamente a quella verso il settore delle imprese, è aumentata
di pari passo con l'indebitamento delle famiglie, che attualmente si attesta
all'83% del PIL oppure, in altri termini, circa al 160% del reddito
disponibile. L'indebitamento è stimolato da un costante aumento del credito e
da lunghi tempi di ammortamento dei mutui ipotecari. In caso di incrementi dei tassi d'interesse, calo dei
prezzi degli immobili e/o sviluppi macroeconomici avversi, l'elevato
indebitamento delle famiglie potrebbe costituire un fattore di rischio. Tali evoluzioni si ripercuoterebbero sulle famiglie e sui relativi
modelli di consumo. Le evoluzioni potrebbero inoltre avere un impatto indiretto
sul settore bancario, in ragione dell'incremento dei prestiti in sofferenza e
del costo del finanziamento del mercato. La Svezia non ha né annunciato, né adottato
misure che contrastino la distorsione a favore del debito nella tassazione
legata agli immobili residenziali e che potrebbero essere realizzate nel
contesto di un trasferimento dell'onere fiscale senza un aumento della
pressione fiscale complessiva. Tuttavia, la Svezia ha adottato alcune misure
per sostenere un approccio prudente ai prestiti grazie all'introduzione, nel
maggio 2013, di un livello minimo di ponderazione del rischio del 15% per le
esposizioni dei mutui ipotecari, di cui è annunciato un ulteriore aumento. Ciononostante,
le pratiche di ammortamento rimangono poco rigide, con periodi di ammortamento
molto lunghi in caso di rapporto percentuale tra prestito ipotecario e valore
dell'immobile al di sotto del 75% e a tale proposito non sono state adottate
misure, considerata la natura volontaria della raccomandazione sui piani di
ammortamento individuali dell'ottobre 2013. A marzo 2014 l'associazione dei
banchieri svedesi ha dato un giro di vite alla raccomandazione invocando che i
crediti ipotecari vengano ammortizzati fino ad un rapporto percentuale tra
prestito ipotecario e valore dell'immobile pari al 70%. Infine, la Svezia ha
affrontato il nodo della distorsione a favore del debito nelle imposte sulle
imprese rendendo ancora più stringenti le restrizioni sulla deducibilità degli
interessi, estendendole a tutti i tipi di prestiti infragruppo dal gennaio 2013
e introducendo una cosiddetta deducibilità correlata agli investimenti, che
potrebbe contrastare la distorsione a favore del debito nella tassazione. Anche l'imposta sui redditi delle imprese è stata
ridotta dal 26,3% al 22% dall'inizio del 2013.
(11)               
Il mercato abitativo svedese, che negli ultimi due
decenni è stato caratterizzato da impennate di prezzi, rimane una potenziale
fonte di instabilità. Le inefficienze gravano tutt'ora sull'offerta di alloggi
e sono in particolare ascrivibili a processi di pianificazione complessi, a una
concorrenza limitata nel settore edilizio e a un elevato livello di controllo
delle locazioni. L'effetto combinato tra tali inefficienze e la tassazione che
favorisce l'indebitamento tende ad acuire l'effetto distorsivo al rialzo dei
prezzi delle abitazioni. La Svezia ha sì adottato alcune misure relative al
mercato delle locazioni, ma queste appaiono insufficienti per contrastare il
problema strutturale di base correlato all'elevata rigidità del sistema delle
locazioni. Nel progetto di legge di primavera, presentato dal governo svedese
il 9 aprile 2014, non figurano misure relative al mercato delle locazioni. La
Svezia ha deciso misure volte ad affrontare le inefficienze del processo di
lottizzazione e di pianificazione, nonché del monopolio di pianificazione dei
comuni, richiedendo a questi ultimi di adottare un approccio regionale quando
definiscono le esigenze in ambito edilizio. Tali misure vanno nella giusta
direzione, ma non tutte sono già in via di attuazione e non sono previste
sanzioni per i comuni che non si attengono alle misure.
(12)               
Nonostante i cospicui finanziamenti, è dimostrato
che i risultati pedagogici nella scuola dell'obbligo misurati nel quadro di
valutazioni scolastiche internazionali sono peggiorati rispetto ai primi anni
2000. Ad oggi gli scolari svedesi conseguono risultati peggiori sia rispetto
alla media dell'UE, sia rispetto alla media dell'OCSE in tutte e tre le aree
prese in esame (lettura, matematica e scienze). Inoltre, la relazione tra l'estrazione
socio-economica e i risultati scolastici si è rafforzata, e le differenze tra
scuole si sono accentuate. Le misure promosse dal governo costituiscono senz'ombra
di dubbio un passo nella giusta direzione, ma sembra che siano necessari
cambiamenti strutturali più radicali. A tal fine la Svezia sta riesaminando l'efficacia del sistema scolastico al fine di ritornare a risultati di
alto livello.
(13)               
La situazione del mercato del lavoro per i giovani,
la forza lavoro con basse competenze e quella proveniente da un contesto
migratorio rimane debole. La disoccupazione giovanile rimane al di sopra della
media dell'UE. Se da un lato il governo svedese si è attivato per affrontare
queste problematiche, dall'altro lato sembra che le difficoltà possano essere
legate a problemi a livello di istruzione, per cui il governo svedese non è in
grado di trasmettere a una parte dei giovani le competenze necessarie per un'integrazione
proficua nel mondo del lavoro. Per quanto concerne l'integrazione nel mercato
del lavoro, l'istruzione e la formazione, la Svezia ha adottato misure per
agevolare il passaggio dai banchi di scuola al mondo del lavoro (riforma degli
apprendistati, tra cui l'introduzione di un "salario di apprendistato")
e per aiutare i giovani a maturare esperienze lavorative ("contratti di
inserimento professionale"). La transizione è stata di fatto rafforzata
dall'introduzione di misure preventive per i gruppi maggiormente interessati
dal problema. Tuttavia il coinvolgimento e il raggiungimento di persone non
registrate che non sono né occupate, né impegnate in corsi di studio o
formazione rimangono limitati. La Svezia si sta inoltre impegnando ad
accelerare l'integrazione di coloro che provengono da un contesto migratorio,
mentre costituiscono ancora una sfida in particolare gli immigrati
provenienti da paesi non-UE. Infine, la Svezia sta
valutando l'efficacia dell'attuale aliquota IVA agevolata per i ristoranti e i
servizi di ristorazione per sostenere la creazione di posti di lavoro. Si
prevede che la valutazione finale sarà conclusa a gennaio 2016.
(14)               
Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha
effettuato un'analisi completa della politica economica della Svezia. Essa ha
valutato il programma di convergenza e il programma nazionale di riforma. La
Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della
Svezia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE,
alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel
suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni
nazionali. Le sue raccomandazioni nell'ambito del semestre
europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4.
(15)               
Alla luce della valutazione di cui sopra, il
Consiglio ha esaminato il programma di convergenza della Svezia e il suo parere[8] trova riscontro, in
particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(16)               
Alla luce dell'esame approfondito della Commissione
e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di
riforma e il programma di convergenza. Le sue raccomandazioni a norma dell'articolo
6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle
raccomandazioni di cui ai punti 2 e 3,
RACCOMANDA che la Svezia adotti
provvedimenti nel periodo 2014-2015 al fine di:
1.           continuare a perseguire una
politica di bilancio favorevole alla crescita e mantenere una posizione di
bilancio rigorosa, garantendo il rispetto dell'obiettivo di bilancio a medio
termine per tutto il periodo di riferimento del programma di convergenza, anche
in vista delle sfide poste dall'invecchiamento demografico alla sostenibilità a
lungo termine delle finanze pubbliche;
2.           moderare la crescita del
credito alle famiglie e l'indebitamento privato; a tal fine, ridurre la
distorsione a favore del debito nel campo della tassazione sul reddito
personale limitando gradualmente la deducibilità fiscale dei pagamenti degli
interessi di mutui ipotecari e/o aumentando le imposte patrimoniali ricorrenti;
realizzare ulteriori misure per abbreviare i tempi di ammortamento dei mutui
ipotecari;
3.           migliorare ulteriormente l'efficienza
del mercato abitativo attraverso continue riforme del sistema di fissazione dei
canoni di locazione; in particolare, spianare la strada a canoni di locazione
più orientati al mercato abbandonando il sistema legato al valore d'uso e
liberalizzando ulteriormente determinati segmenti del mercato delle locazioni,
oltre a garantire una maggiore libertà contrattuale tra singoli locatari e
proprietari; ridurre la durata e la complessità delle procedure di
pianificazione e appello riducendo e allineando i requisiti amministrativi,
armonizzando i requisiti e gli standard dei comuni in ambito edilizio e
rendendo più trasparenti le procedure di assegnazione dei terreni; incentivare
i comuni a mettere a disposizione i loro terreni per lo sviluppo di nuovi
complessi abitativi;
4.           prendere le opportune misure
per migliorare le competenze di base e agevolare il passaggio dai banchi di
scuola al mercato del lavoro, puntando, tra l'altro, maggiormente sulla
formazione-lavoro e sugli apprendistati; intensificare gli sforzi per focalizzare
in maniera più efficiente le misure in ambito lavorativo ed educativo sui
giovani con un basso livello di formazione e sulle persone che provengono da un
contesto migratorio; potenziare gli interventi preventivi e il coinvolgimento
dei giovani non registrati presso i servizi pubblici.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
[3]               COM(2014) 428 final.
[4]               P7_TA(2014)0128 e P7_TA(2014)0129.
[5]               COM(2013) 800 final.
[6]               COM(2013) 790 final.
[7]               SWD(2014) 90 final.
[8]               A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.