CELEX: 62015CN0505
Language: it
Date: 2015-09-23 00:00:00
Title: Causa C-505/15 P: Impugnazione proposta il 23 settembre 2015 dalla Siderurgica Latina Martin SpA (SLM) avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) del 15 luglio 2015, cause riunite T-389/10 e T-419/10

7.12.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 406/21
            
         Impugnazione proposta il 23 settembre 2015 dalla Siderurgica Latina Martin SpA (SLM) avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione) del 15 luglio 2015, cause riunite T-389/10 e T-419/10
   (Causa C-505/15 P)
   (2015/C 406/22)
   Lingua processuale: l'italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Siderurgica Latina Martin SpA (SLM) (rappresentanti: G. Belotti, P. Ziotti, avvocati)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   
               —
            
            
               Ridurre l’ammenda inflitta a SLM, in proprio e in via solidale, in ciò tenendo principalmente conto (i) delle risultanze processuali del giudizio di primo grado; (ii) degli Orientamenti sanzionatori in vigore all’epoca dei fatti contestati; (iii) del ruolo marginale e della ridotta partecipazione temporale nel cartello della ricorrente, che decorse per SLM da fine 1999, sola data per la quale ci sono elementi concordanti in atti per poterla sostenere in modo incontestabile;
            
         
               —
            
            
               concedere un equo indennizzo per le lungaggini amministrative che hanno caratterizzato la gestione da parte della Commissione della richiesta di trattamento favorevole, questione totalmente negletta dal Tribunale;
            
         
               —
            
            
               riconoscere i benefici del trattamento favorevole per le tempestive ammissioni della ricorrente;
            
         
               —
            
            
               concedere un equo indennizzo per le lungaggini processuali;
            
         
               —
            
            
               in ogni caso: condannare la Commissione europea alla rifusione delle spese di causa.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   ORI articola sostanzialmente quattro motivi di ricorso volti a dimostrare che il Tribunale ha:
   
               —
            
            
               incoerentemente con le risultanze processuali, ridefinito insufficientemente l’ammenda per la ricorrente, in ciò violando l’art. 49 § 3 della Carta dei diritti fondamentali e i consolidati principi di diritto dell’Unione in punto di proporzionalità delle sanzioni in materia antitrust e di obbligo di motivazione;
            
         
               —
            
            
               non applicando gli Orientamenti sanzionatori in vigore all’epoca dei fatti, violato il diritto dell’Unione Europea in punto irretroattività della legge penale sfavorevole, in particolare l’art. 49 § 1 della Carta dei diritti fondamentali;
            
         
               —
            
            
               esercitato in modo incompleto il suo sindacato giurisdizionale, in ciò violando anche l’art. 48 della Carta dei diritti fondamentali, con un manifesto malgoverno delle risultanze processuali incoerenti, parzialità e difetto di motivazione;
            
         
               —
            
            
               trascurato di prendere posizione sulla denunciata cattiva amministrazione da parte della Commissione per le lungaggini nella gestione della richiesta di trattamento favorevole, cui la Commissione rispose solamente sei anni dopo la sua presentazione;
            
         
               —
            
            
               rigettato la peculiarità della domanda di trattamento favorevole della ricorrente, giungendo alla paradossale e manifestamente iniqua conclusione che solamente gli artefici di un cartello potevano beneficiare delle riduzioni di sanzione per la prestata cooperazione, disponendo di elementi a valore aggiunto che altre imprese con ruoli marginali nel cartello non possono avere;
            
         
               —
            
            
               impiegando 5 anni per giungere a sentenza, violato l’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali che assicura il diritto a che la causa venga esaminata in un tempo ragionevole.