CELEX: C2003/200/17
Language: it
Date: 2003-08-23 00:00:00
Title: Causa C-240/03 P: Ricorso proposto il 27 maggio 2003 da Comunità Montana Valnerina contro la sentenza pronunciata il 13 marzo 2003 dalla Terza sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-340/00, tra Comunità Montana della Valnerina, sostenuta dalla Repubblica italiana e Commissione delle Comunità europee

23.8.2003              IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 200/11
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bun-                       Ricorso proposto il 27 maggio 2003 da Comunità
desverwaltungsgericht, con ordinanza 18 marzo 2003,                        Montana Valnerina contro la sentenza pronunciata il
nella causa Mehmet Sedef e Freie und Hansestadt Hamburg,                   13 marzo 2003 dalla Terza sezione del Tribunale di primo
parti intervenute nel procedimento: il pubblico ministero                  grado delle Comunità europee nella causa T-340/00, tra
         federale presso il Bundesverwaltungsgericht                       Comunità Montana della Valnerina, sostenuta dalla Repub-
                                                                              blica italiana e Commissione delle Comunità europee
                         (Causa C-230/03)                                                          (Causa C-240/03 P)
                                                                                                     (2003/C 200/17)
                          (2003/C 200/16)
                                                                           Il 27 maggio 2003, la Comunità Montana Valnerina, con gli
                                                                           avvocati Paolo De Caterini, Emilio Cappelli e Andrea Bandini,
                                                                           ha proposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
Con ordinanza 18 marzo 2003, pervenuta nella cancelleria                   ricorso d'impugnazione contro la sentenza emessa il 13 marzo
della Corte il 26 maggio 2003, nella causa Mehmet Sedef e                  2003 dalla Terza Sezione del Tribunale di primo grado delle
Freie und Hansestadt Hamburg, parti intervenute nel procedi-               Comunità europee nella causa T-340/00, tra Comunità
mento: il pubblico ministero federale presso il Bundesverwal-              Montana della Valnerina, sostenuta dalla Repubblica italiana e
tungsgericht, il Bundesverwaltungsgericht ha sottoposto alla               Commissione delle Comunità europee.
Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
pregiudiziali:
                                                                           La ricorrente conclude che la Corte voglia:
1.   Se l'art. 6, n. 1, terzo cpv., e il n. 2, della decisione del         —     confermato in ogni caso lo «stralcio» della posizione della
     Consiglio di associazione istituito dall'accordo che crea                   «Route des Senteurs», disposto dal Tribunale con la
     un'associazione tra la Comunità economica europea e la                      sentenza appellata;
     Turchia 19 settembre 1980, n. 1/80 (in prosieguo: la
     «ARB 1/80») sia da interpretare nel senso che un lavora-              —     annullare per il resto la sentenza di primo grado,
     tore turco, dal 1977 regolarmente occupato, per un                          statuendo definitivamente sulla controversia disponendo
     periodo superiore a 15 anni e senza necessità di permesso                   l'annullamento integrale della decisione della Commissione
     di lavoro, presso diversi datori di lavoro, nella specie                    delle C.E. n. 2388 del 14 agosto 2000;
     imprese di navigazione appartenenti al regolare mercato
     del lavoro di uno Stato membro, realizzando in tale
     periodo i requisiti previsti dall'art. 6, n. 1, primo cpv.,           —     con ogni conseguenza in ordine a spese ed onorari di
     dell'ARB 1/80, possa legittimamente pretendere la conces-                   giudizio.
     sione di un permesso di soggiorno, qualora l'attività
     lavorativa nel settore della navigazione marittima sia stata
     interrotta — oltre a varie interruzioni dovute a malattia e
     a disoccupazione non imputabile all'interessato ed accer-
     tata dall'ufficio competente — tra i singoli periodi lavora-
     tivi per 17 volte con durata da 1 a 70 giorni (pari a un
     periodo complessivo di circa 13 mesi) ed il medesimo                  Motivi e principali argomenti
     lavoratore turco abbia trascorso i periodi di maggiore
     durata, secondo quanto dal medesimo affermato, presso
     la famiglia di appartenenza in Turchia, senza che in tal              Il ricorrente sostiene che la sentenza del Tribunale sia viziata
     modo abbia potuto essere accertato lo stato di disoccupa-             per:
     zione involontaria. Se, in tale contesto, rilevi la circo-
     stanza che le interruzioni dell'attività lavorativa siano
     tipiche del settore (nella specie: navigazione marittima).            —     mancata pronunzia su uno dei motivi di ricorso;
                                                                           —     violazione e falsa applicazione del principio di proporzio-
                                                                                 nalità;
2.   Se il diritto alla concessione di un permesso di soggiorno
     presupponga, ai sensi dell'art. 6, n. 1, terzo cpv.,
     dell'ARB 1/80, che il lavoratore turco sia già in possesso            —     violazione e falsa applicazione dell'art. 24 del regolamento
     dei requisiti previsti dall'art. 6, n. 1, secondo cpv., della               (CEE) n. 4253/88 nonchè delle prescrizioni contenute
     decisione medesima. Se, in tale contesto, rilevi la circo-                  nella decisione della Commissione n. 3182/93;
     stanza che il cambiamento del datore di lavoro prima del
     decorso di 3 anni sia tipico del settore (nella specie:
     navigazione marittima).                                               —     violazione dei diritti della difesa.