CELEX: C2000/211/15
Language: it
Date: 2000-07-22 00:00:00
Title: Causa C-179/00: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgerichtshof di Vienna con ordinanza 17 aprile 2000, nella causa Dr. Gerald Weidacher, in qualità di curatore fallimentare dei beni della Thakis Vertriebs- und HandelgesmbH, contro il decreto del Ministro federale dell'Agricoltura e Foreste

22.7.2000               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         C 211/9
     Orientamento e di Garanzia (FEAOG), Sezione «Garanzia»,               2. Se il diritto fondamentale alla tutela del legittimo affida-
     nella parte in cui ha escluso dal finanziamento comunitario              mento o il principio fondamentale di proporzionalità
     certe somme concernenti il settore dei cereali,                          ostino all’applicazione dell’art. 4 del regolamento (CE)
                                                                              n. 3108/94 nell’ipotesi di eccedenze che debbano ritenersi
— condannare la Commissione alle spese.                                       conseguenti ad atti di disposizione (atti di acquisto e di
                                                                              rivendita) compiuti
                                                                              A) anteriormente alla data di promulgazione di questo
Motivi e principali argomenti                                                     regolamento, oppure
                                                                              B) anteriormente al momento in cui doveva considerarsi
Il governo italiano ritiene che la decisione della Commissione                    nota agli operatori del settore la programmazione di
sia illegittima nella parte in cui dispone la correzione finanzia-                prelievi sulle eccedenze;
ria ai fini della liquidazione dei conti FEAOG per le somme
indicate nel ricorso, ovvero, per quanto concerne la regolariz-               in caso di soluzione affermativa, se il detto regolamento
zazione definitiva delle fatture di vendita di cereali all’interven-          sia integralmente o parzialmente nullo per violazione
to, nella parte in cui non riconosce in favore dello Stato                    dei citati principi fondamentali, oppure se debba essere
italiano la somma di Lit. 11 952 457 079.                                     interpretato nel senso che, in ipotesi del genere, non si
                                                                              debba giungere all’imposizione di alcun prelievo.
(1) GU L 61 dell’8 marzo 2000, pag. 15.                                    3. A) Se il venditore di una determinata merce, il quale
(2) GU L 61 del 10 marzo 1999, pag. 37.                                           avesse già rivenduto quest’ultima anteriormente al
                                                                                  1o gennaio 1995 senza averla però trasferita material-
                                                                                  mente al suo acquirente, debba essere considerato [ai
                                                                                  sensi del regolamento n. 3108/94] quale «detentore»
                                                                                  («Besitzer») della detta merce alla data del 1o gennaio
                                                                                  1995, posto che
                                                                                  I.  la merce e il relativo ricavato erano stati costituiti
                                                                                      in pegno a favore di un istituto bancario e, in base
                                                                                      al contratto di pegno,
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwal-
tungsgerichtshof di Vienna con ordinanza 17 aprile 2000,                              a) alla data del 1o gennaio 1995 questo istituto
nella causa Dr. Gerald Weidacher, in qualità di curatore                                   bancario disponeva delle chiavi per l’accesso a
fallimentare dei beni della Thakis Vertriebs- und Handel-                                  quella parte della merce depositata in pegno in
gesmbH, contro il decreto del Ministro federale dell’Agri-                                 un apposito magazzino, e
                         coltura e Foreste                                            b) la documentazione relativa al trasporto, in
                                                                                           particolare la lettera di vettura multimodale
                         (Causa C-179/00)                                                  «Bill of lading», relativa alla merce residua la
                                                                                           quale, alla data del 1o gennaio 1995, si trovava
                                                                                           caricata in vagoni ferroviari posti presso una
                          (2000/C 211/15)                                                  stazione austriaca, dopo lo sdoganamento, era
                                                                                           emessa all’ordine del detto istituto bancario e
                                                                                           si trovava in suo possesso, e
Con ordinanza 17 aprile 2000, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 12 maggio 2000, nella causa Dr. Gerald Weida-                          c) il medesimo istituto bancario era titolare di una
cher, in qualità di curatore fallimentare dei beni della Thakis                            partecipazione pari al 20 % del ricavato delle
Vertriebs- und HandelgesmbH, contro Ministro federale del-                                 vendite concluse dal datore del pegno,
l’Agricoltura e Foreste, il Verwaltungsgerichtshof di Vienna ha                   tenendo inoltre presente che:
sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
seguenti questioni pregiudiziali:                                                 II. a) i dazi all’importazione erano stati assolti dal
                                                                                           datore del pegno,
1. Se la riscossione di prelievi su scorte eccedentarie nei nuovi                     b) il prezzo spettante al datore del pegno quale
     Stati membri dalla data del 1o gennaio 1995, quale prevista                           corrispettivo della vendita era confluito succes-
     nell’art. 4 del regolamento (CE) della Commissione                                    sivamente sul conto intestato al medesimo
     19 dicembre 1994, n. 3108 (1), costituisca una misura                                 presso il detto istituto bancario, del quale il
     transitoria necessaria, ai sensi dell’art. 149, n. 1, degli atti                      datore del pegno non poteva però disporre in
     relativi all’adesione della Repubblica d’Austria all’Unione                           base a quanto stabilito nel contratto di pegno.
     europea (in prosieguo: gli «atti di adesione») al fine di
     facilitare il passaggio dalla disciplina in vigore nei nuovi             B) Se il datore della merce in pegno non si a detentore
     Stati membri alla disciplina risultante dall’applicazione                    qualora egli, alla data del 1o gennaio 1995, nel rispetto
     dell’organizzazione comune dei mercati secondo le dispo-                     delle limitazioni fissate dal contratto di pegno, avesse
     sizioni di cui al titolo VI, Agricoltura, dei citati atti di                 voluto detenere la merce già per conto del suo
     adesione, oppure se il detto regolamento sia integralmente                   acquirente. Se inoltre acquisti rilevanza a tal riguardo
     o parzialmente nullo a causa dell’incompetenza della                         la circostanza che tale volontà sia stata espressamente
     Commissione.                                                                 manifestata.
 ---pagebreak--- C 211/10                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           22.7.2000
    C) Se, nelle circostanze ricostruite sub A) o B), vadano               Il ricorrente conclude che la Corte voglia:
         considerati «detentori» ai sensi del regolamento
         [n. 3108/94] anche il creditore pignoratizio, l’acqui-            — Dichiarare nullo il regolamento (CE) della Commissione
         rente del datore del pegno, lo spedizioniere, il magazzi-              29 febbraio 2000, n. 465 (1), che istituisce misure di salva-
         niere o il vettore.                                                    guardia per le importazioni in provenienza dai paesi e
                                                                                territori d’oltremare di prodotti del settore dello zucchero
4. Se la frase «onere all’importazione applicabile nella Comu-                  con origine cumulata CE/PTOM.
    nità a dodici il 31 dicembre 1994», di cui all’art. 4, n. 3,
    del regolamento (CE) n. 3108/94, debba intendersi riferita,            — Condannare la Commissione alle spese procedurali.
    nell’ipotesi di olio di oliva tunisino di cui al codice NC
    1509 10:
                                                                           Motivi e principali argomenti
    A) in ogni caso al prelievo speciale di 7,8 ECU/100 kg                 — Violazione dell’art. 109, n. 1, della decisione PTOM del
         introdotto dall’art. 1, n. 1, del regolamento (CE) del                 Consiglio 25 luglio 1991, 91/482/CEE, relativa all’associa-
         Consiglio 7 febbraio 1994, n. 287 (2), oppure                          zione dei paesi e territori d’oltremare alla Comunità
                                                                                economica europea (2), per ultimo modificata dalla decisio-
    B) in ogni caso al prelievo pari a 79 meno 12,69, e                         ne 2000/169/CE (3). La Commissione ha dato dei fatti
         dunque, a 66,31 ECU/100 kg, di cui all’allegato I del                  un’evidente errata interpretazione, in particolare per quan-
         regolamento (CE) della Commissione n. 3307/94,                         to riguarda i quantitativi importabili nella comunità di
                                                                                prodotti PTOM del settore dello zucchero, la situazione del
    oppure                                                                      mercato comunitario dello zucchero e le conseguenze per
                                                                                gli operatori del mercato comunitario. Non sussistono le
    C) se la soluzione da dare a tale questione dipenda dalla                   condizioni in base alle quali l’art. 109, n. 1, della decisione
         circostanza se fosse ammessa senza difficoltà ancora                   PTOM prevede la competenza ad adottare misure di
         alla fine del 1994, negli Stati membri della Comunità a                salvaguardia. Di conseguenza la Commissione ha a torto
         dodici, l’importazione di olio di oliva tunisino nei                   concluso che l’importazione di Zucchero PTOM potrebbe
         limiti delle quote stabilite dall’art. 1, n. 2, del regola-            portare ad un serio deterioramento del settore saccarifero
         mento (CE) n. 287/94, oppure                                           e che sono giustificate le misure di salvaguardia di cui
                                                                                all’art. 109, n. 1, della decisione PTOM.
    D) se il dazio doganale debba essere stabilito caso per
         caso a seconda che, qualora fosse stata progettata                — Violazione dell’art. 109, n. 2, della decisione PTOM:
         un’importazione in uno Stato membro CE, al momento
         di concludere il relativo negozio il soggetto tenuto al                — le misure di salvaguardia controverse non tengono
         versamento del dazio potesse ancora ottenere un                             conto della posizione preferenziale dei PTOM rispetto
         contingente (agevolato).                                                    agli Stati ACP e ai paesi terzi.
5. Se l’art. 4 del regolamento (CE) della Commissione                           — Tenuto conto delle rilevanti conseguenze delle misure
    n. 3108/94, nell’interpretazione illustrata sub 4), punto B,                     di salvaguardia per le Antille olandesi e Aruba e per le
    sia nullo per violazione del divieto di discriminazioni.                         imprese interessate, i Paesi Bassi sono del parere che le
                                                                                     misure di salvaguardia controverse sono sproporziona-
                                                                                     te, per lo meno in quanto la Commissione in contrasto
(1) GU L 328, pag. 42.                                                               con l’obbligo ad essa incombente ha trascurato di
(2) GU L 39, pag. 1.                                                                 considerare tali conseguenze nell’adozione della deci-
                                                                                     sione.
                                                                                — Nella misura in cui siano necessarie misure di salva-
                                                                                     guardia, sono possibili misure di salvaguardia meno
                                                                                     restrittive, ed in particolare la previsione dı̀ un prezzo
                                                                                     minimo di vendita.
Ricorso del Regno dei Paesi Bassi contro la Commissione                         — Il combinato disposto dell’art. 3, n. 3, del regolamento
   delle Comunità europee presentato il 12 maggio 2000                               2553/97 e dell’art. 2, n. 2, del regolamento 465/2000
                                                                                     viola il principio di proporzionalità di cui all’art. 109,
                         (Causa C-180/00)                                            n. 2, della decisione PTOM, dal momento che l’am-
                                                                                     montare della cauzione non ha alcun rapporto con
                                                                                     l’ammontare della cauzione previsto per l’importazio-
                          (2000/C 211/16)
                                                                                     ne di zucchero proveniente dai paesi ACP e dai paesi
                                                                                     terzi.
Il 12 maggio 2000 il Regno dei Paesi Bassi, a tal fine
rappresentato dal signor Marc Fierstra, Capo della divisione               — Sviamento di potere: dopo che il Consiglio a seguito di
Diritto europeo del servizio giuridico, e dalla signora Jantine                 lunga deliberazione ha votato infine con la necessaria
van Bakel, membro del servizio giuridico, del ministero degli                   unanimità per l’inserimento dell’art. 108ter nella decisione
Affari esteri dell’Aia, in qualità di agenti, ha proposto dinanzi               PTOM mediante la decisione 97/803/CE — mediante il
alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso                       quale veniva limitata l’importazione di zucchero con
contro la Commissione delle Comunità europee.                                   cumulo di origine ACP/PTOM — rimaneva possibile