CELEX: C2002/118/46
Language: it
Date: 2002-05-18 00:00:00
Title: Causa T-77/02: Ricorso della Schneider Electric S.A. contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 18 marzo 2002

18.5.2002               IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 118/29
Motivi e principali argomenti                                                —      adottare ogni altra misura che riterrà appropriata;
La ricorrente è un’organizzazione spagnola di produttori di                  —      condannare la Commissione alle spese.
tonni congelati, che ha già impugnato dinanzi al Tribunale di
primo grado una serie di regolamenti della Commissione
che stabiliscono le indennità compensative concesse alle
organizzazioni di produttori per i tonni consegnati all’industria
di trasformazione comunitaria durante i trimestri compresi tra
il 1o luglio 1999 ed il 31 dicembre 2000 (2); nella presente
causa, la detta organizzazione impugna il regolamento relativo               Motivi e principali argomenti
al periodo compreso tra il 1o gennaio ed il 31 marzo 2001.
I motivi ed i principali argomenti proposti sono analoghi a
quelli dedotti nella causa T-142/01 (3).                                     La ricorrente è la società madre di un gruppo attivo nella
                                                                             produzione e vendita di prodotti e sistemi nel settore della
                                                                             distribuzione elettrica, del controllo industriale e dell’automa-
                                                                             zione. Il 16 febbraio 2001, essa informava formalmente la
(1) GU L 337, pag. 25.                                                       Commissione della concentrazione che prevedeva di attuare
(2) Cause T-142/01 e T-283/01.                                               con la Legrand, società madre di un gruppo attivo nella
(3) GU C 245, pag. 28.
                                                                             produzione e vendita di apparecchiature elettriche d’installa-
                                                                             zione a bassa tensione.
                                                                             La Commissione ha dichiarato tale operazione incompatibile
                                                                             con il mercato comune. La ricorrente ha presentato una
                                                                             domanda di annullamento di tale decisione (causa T-310/01;
                                                                             comunicazione pubblicata nella GU C 56 del 2.3.2002,
Ricorso della Schneider Electric S.A. contro la Commis-                      pag. 15). In seguito, la Commissione ha ordinato alla ricorrente,
sione delle Comunità europee, presentato il 18 marzo                         sulla base dell’art. 8, n. 4, del regolamento (CEE) del Consi-
                               2002                                          glio (1) n. 4064/89 di separarsi dalla Legrand. Tale ultima
                                                                             decisione costituisce l’oggetto della presente causa.
                         (Causa T-77/02)
                         (2002/C 118/46)                                     La ricorrente osserva in primo luogo che, a suo parere, la
                                                                             decisione che dichiara l’operazione incompatibile con il merca-
                                                                             to comune deve essere annullata. Visto che la decisione
                                                                             impugnata nella presente causa è la diretta conseguenza della
                   (Lingua processuale: il francese)                         prima decisione, l’illegittimità della prima decisione comporta
                                                                             l’illegittimità di quella presente.
Il 18 marzo 2002 la Schneider Electric S.A., con sede in
Rueil-Malmaison (Francia), rappresentata dagli avv.ti Antoine                La ricorrente rileva in aggiunta che la decisione impugnata
Winckler e Eric de La Serre, ha presentato dinanzi al Tribunale              produce l’effetto di privarla dei diritti di proprietà che le sono
di primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la                  attribuiti per legge.
Commissione delle Comunità europee.
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                             A sostegno del presente ricorso, la ricorrente invoca in primo
                                                                             luogo una violazione del suo diritto di consultare il fascicolo e
—     annullare integralmente e, in subordine, parzialmente, la              del suo diritto di essere utilmente ascoltata. La ricorrente
      decisione della Commissione 30 gennaio 2002, che                       ritiene inoltre che la relazione del consigliere-uditore non
      ordina una separazione d’imprese (caso n. COMP/M.2283                  abbia analizzato il rispetto dei diritti della difesa nel corso
      — Schneider/Legrand) sulla base dell’art. 8, n. 4, del                 dell’intero procedimento. La ricorrente invoca, inoltre, una
      regolamento (CEE) del Consiglio n. 4064/89;                            violazione dell’obbligo di motivazione.
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La ricorrente adduce allo stesso modo una violazione dell’art. 6              Ricorso del sig. Jan Pflugradt contro la Banca centrale
della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti                                   europea, proposto il 20 marzo 2002
dell’uomo e delle libertà fondamentali. Secondo la ricorrente,
non esiste un ricorso effettivo davanti ad un organo giurisdizio-                                       (Causa T-83/02)
nale contro le decisioni della Commissione in materia di
controllo delle concentrazioni. Di conseguenza, la Commis-                                              (2002/C 118/47)
sione stessa dovrebbe garantire il pieno rispetto del principio
d’imparzialità. A tal fine, le funzioni di istruzione e di decisione,                              (Lingua di procedura: tedesco)
secondo la ricorrente, dovrebbero essere affidate a persone o
organi distinti, cosa che non si è verificata nel caso di specie.
                                                                              Il 20 marzo 2002 il sig. Jan Pflugradt, residente in Francoforte
La ricorrente invoca ancora una violazione del principio                      sul Meno (Germania), rappresentato dall’avv. N. Pflüger, ha
generale del diritto comunitario secondo il quale ogni persona,               proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
i cui diritti sono stati violati, ha diritto ad un ricorso effettivo.         europee un ricorso contro la Banca centrale europea.
A parere della ricorrente, la decisione impugnata pregiudica il
ricorso presentato dalla ricorrente contro la decisione che                   Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
dichiara l’operazione incompatibile con il mercato comune.
L’eventuale annullamento derivante da tale primo ricorso                      —     annullare l’ammonimento di cui alla lettera 28 febbraio
sarebbe privato di una gran parte della sua efficacia in seguito                    2002;
alla decisione impugnata nel presente ricorso. La decisione
impugnata costituisce, pertanto, anche una violazione del                     —     condannare la convenuta alle spese.
principio di buona amministrazione, dato che tale decisione
obbliga la ricorrente a presentare un nuovo ricorso al fine di
salvaguardare l’efficacia del primo ricorso.                                  Motivi e principali argomenti
La ricorrente sostiene inoltre che la Commissione, fissando                   Il ricorrente, dipendente della convenuta, fa valere a sostegno
determinate condizioni per la separazione, abbia oltrepassato                 del ricorso che l’ammonimento controverso sarebbe nullo, in
la sua competenza territoriale. La ricorrente sottolinea ancora               quanto basantesi su inesatte allegazioni di fatto, ed in quanto
che la Commissione non ha rispettato l’art. 8, n. 4, del                      le censure sulle quali esso si fonda sarebbero complessivamente
regolamento n. 4064/89. Tale articolo, secondo la ricorrente,                 ingiustificate. Il comportamento del ricorrente non costituireb-
impone alla Commissione di ripristinare un’effettiva concor-                  be un persistente rendimento insufficiente, ed il ricorrente
renza, e non di ripristinare concorrenti nel mercato in                       avrebbe svolto le proprie mansioni contrattuali in maniera
questione, come invece ha fatto a mezzo della decisione                       soddisfacente.
impugnata. In tale decisione, infine, la Commissione non ha
nemmeno rispettato il principio generale di proporzionalità e                 Inoltre, l’obbligo di assistenza gravante sul datore di lavoro
ha commesso manifesti errori di valutazione.                                  impedirebbe alla convenuta di prendere in considerazione
                                                                              talune circostanze di fatto a titolo di giustificazione dell’ammo-
(1) Regolamento (CEE) del Consiglio 21 dicembre 1989, n. 4064,                nimento controverso. Si dovrebbe esigere dal datore di lavoro
    relativo al controllo delle operazioni di concentrazione tra imprese      che contesti senza ritardo all’interessato le circostanze fattuali
    (GU L 395 del 30.12.1989 pag. 1 e ripubblicato in GU L 257 del            che intende porre a fondamento di provvedimenti pregiudizie-
    21.9.1990, pag. 13).                                                      voli per il lavoratore. Inoltre, il comportamento della convenu-
                                                                              ta sarebbe contrario alla normativa comunitaria relativa alla
                                                                              tutela dei dati.