CELEX: 21993A1223(01)
Language: it
Date: 1993-12-10 00:00:00
Title: Accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dell'altra - Atto finale - Protocollo n. 1 sui tessili e sui capi di abbigliamento - Protocollo n. 2 sui prodotti CECA - Protocollo n. 3 sugli scambi tra la Bulgaria e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del Trattato CEE - Protocollo n. 4 sulla definizione della nozione di «prodotti originari» e sui metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 sulle disposizioni specifiche relative agli scambi tra Spagna e Bulgaria - Protocollo n. 6 sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Protocollo n. 7 sulle concessioni con limiti annui - Scambi di lettere - Dichiarazioni comuni

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21993A1223(01)

Accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dell'altra - Atto finale - Protocollo n. 1 sui tessili e sui capi di abbigliamento - Protocollo n. 2 sui prodotti CECA - Protocollo n. 3 sugli scambi tra la Bulgaria e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del Trattato CEE - Protocollo n. 4 sulla definizione della nozione di «prodotti originari» e sui metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 sulle disposizioni specifiche relative agli scambi tra Spagna e Bulgaria - Protocollo n. 6 sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Protocollo n. 7 sulle concessioni con limiti annui - Scambi di lettere - Dichiarazioni comuni  

Gazzetta ufficiale n. L 323 del 23/12/1993 pag. 0002 - 0183 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 24 pag. 0004  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 24 pag. 0004 

ACCORDO INTERINALE sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dall'altraLa COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA e la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, qui di seguito denominate «Comunità»,da una parte,e la REPUBBLICA DI BULGARIA, qui di seguito denominata «Bulgaria»,dall'altra,CONSIDERANDO che l'8 marzo 1993 è stato firmato a Bruxelles l'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bulgaria, dall'altra;CONSIDERANDO che l'accordo europeo mira a costituire un ambito adeguato di dialogo politico e a disciplinare le relazioni economiche e commerciali tra le parti e comprende disposizioni relative all'assistenza e alla cooperazione finanziaria e alla promozione della cooperazione in campo culturale;CONSIDERANDO che l'accordo europeo intende istituire rapporti stretti e duraturi, basati sul reciproco interesse e sulla reciprocità, che consentano alla Bulgaria di prendere parte al processo di integrazione europea;CONSIDERANDO che è necessario garantire lo sviluppo delle relazioni commerciali consolidando e sviluppando le relazioni già instaurate, in particolare con l'Accordo sugli scambi e sulla cooperazione economica e commerciale firmato l'8 maggio 1990;CONSIDERANDO che a tal fine è necessario applicare il più rapidamente possibile, attraverso un accordo intermedio, le disposizioni dell'accordo europeo sugli scambi e sulle questioni commerciali;CONSIDERANDO che occorre garantire che, in attesa dell'entrata in vigore dell'accordo europeo e della costituzione del Consiglio di associazione, la commissione mista istituita dall'accordo sugli scambi e sulla cooperazione commerciale ed economica possa esercitare i poteri assegnati dall'accordo europeo al Consiglio di associazione e necessari per applicare l'accordo interinale,HANNO DECISO di concludere il presente accordo e a tal fine hanno designato come plenipotenziari,LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA:Niels HELVEG PETERSEN,Ministro degli Affari esteri del Regno di Danimarca,Presidente in esercizio del Consiglio delle Comunità europee;LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO:Sir Leon BRITTAN,Membro della Commissione delle Comunità europee;Hans VAN DEN BROEK,Membro della Commissione delle Comunità europee;LA REPUBBLICA DI BULGARIA:Valentin KARABACHEV,Vice primo Ministro e Ministro per il Commercio;I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:TITOLO I PRINCIPI GENERALI Articolo 1 [Accordo europeo (AE) 6] Il rispetto dei principi democratici e dei diritti umani stabiliti dall'Atto finale di Helsinki e dalla Carta di Parigi per una nuova Europa ispira la politica interna ed esterna delle parti e costituisce un elemento essenziale del presente accordo.TITOLO II LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI Articolo 2 (AE 8) 1. Nel corso di un periodo transitorio della durata massima di 10 anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo (qui di seguito denominato «l'accordo»), la Comunità e la Bulgaria istituiscono progressivamente una zona di libero scambio, secondo le disposizioni del presente accordo e in conformità con le disposizioni dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT).2. Per classificare le merci importate nella Comunità si applica la Nomenclatura combinata delle merci. Per classificare le merci importate in Bulgaria si applica la tariffa doganale bulgara.3. Il dazio di base di ciascun prodotto cui si applicano le riduzioni successive previste dal presente accordo è quello effettivamente applicato erga omnes il giorno precedente all'entrata in vigore del presente accordo.4. Qualora, successivamente all'entrata in vigore del presente accordo, venga applicata una riduzione tariffaria erga omnes, in particolare una riduzione derivante dall'accordo sulle tariffe doganali concluso a seguito dell'Uruguay Round del GATT, il suddetto dazio ridotto sostituisce il dazio di base di cui al paragrafo 3 a partire dalla data di applicazione della riduzione.5. La Comunità e la Bulgaria si comunicano a vicenda i rispettivi dazi di base.CAPITOLO I Prodotti industriali Articolo 3 (AE 9) 1. Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti originari della Comunità e della Bulgaria elencati nei capitoli da 25 a 97 della Nomenclatura combinata e della tariffa doganale bulgara, fatta eccezione per i prodotti elencati nell'allegato I.2. Le disposizioni degli articoli da 4 a 8 non si applicano ai prodotti citati negli articoli 10 e 11.Articolo 4 (AE 10) 1. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a prodotti originari della Bulgaria diversi da quelli elencati negli allegati II a, II b e III sono aboliti all'entrata in vigore del presente accordo.2. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti originari della Bulgaria elencati nell'allegato II a sono progressivamente aboliti in base al seguente calendario:- alla data di entrata in vigore del presente accordo ogni dazio è ridotto al 50 % del dazio di base;- un anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi rimanenti sono eliminati.I dazi doganali sulle importazioni nella Comunità ai prodotti originari della Bulgaria elencati nell'allegato II b sono progressivamente ridotti, a partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo, di una quota annuale del 20 % del dazio di base, in modo da giungere a una completa abolizione alla fine del quarto anno dalla data di entrata in vigore del presente accordo.3. I prodotti di origine bulgara elencati nell'allegato III beneficiano di una sospensione dei dazi doganali sulle importazioni entro i limiti di massimali o contingenti tariffari annui comunitari che aumenteranno progressivamente alle condizioni specificate nell'allegato, in modo da giungere a una totale abolizione dei dazi doganali sulle importazioni dei prodotti in questione entro e non oltre la fine del quinto anno.Contemporaneamente, i dazi doganali sulle importazioni applicabili una volta esauriti i contingenti o dopo la reintroduzione di dazi doganali in relazione a prodotti coperti da massimali tariffari, sono progressivamente ridotti, a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, mediante riduzioni annuali del 15 % del dazio di base. I dazi residui sono aboliti entro la fine del quinto anno.4. Le restrizioni quantitative sulle importazioni nella Comunità di prodotti originari della Bulgaria e le misure d'effetto equivalente sono abolite alla data di entrata in vigore del presente accordo.Articolo 5 (AE 11) 1. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Bulgaria ai prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato IV sono aboliti all'entrata in vigore del presente accordo.2. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Bulgaria ai prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato V sono progressivamente ridotti in base al seguente calendario:- un anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto all'80 % del dazio di base;- tre anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 40 % del dazio di base;- cinque anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi residui sono eliminati.3. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Bulgaria ai prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato VI sono progressivamente ridotti in base al seguente calendario:- tre anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto all'80 % del dazio di base;- cinque anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 60 % del dazio di base;- sei anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 45 % del dazio di base;- sette anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 30 % del dazio di base;- otto anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 15 % del dazio di base;- nove anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi residui sono eliminati.4. Le restrizioni quantitative sulle importazioni in Bulgaria di prodotti originari della Comunità e le misure d'effetto equivalente sono abolite all'entrata in vigore del presente accordo, fatta eccezione per quelle elencate nell'allegato VII, che sono abolite in base al calendario riportato in tale allegato.Articolo 6 (AE 12) Le disposizioni relative all'abolizione dei dazi doganali sulle importazioni si applicano anche ai dazi doganali di carattere fiscale.Articolo 7 (AE 13) 1. All'entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce tutti gli oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni per quanto riguarda le sue importazioni dalla Bulgaria.2. All'entrata in vigore del presente accordo, la Bulgaria abolisce tutti gli oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni per quanto riguarda le sue importazioni dalla Comunità, fatta eccezione per quelle elencate nell'allegato VIII che sono abolite in base al calendario riportato in tale allegato.Articolo 8 (AE 14) 1. La Comunità e la Bulgaria aboliscono progressivamente, entro e non oltre la fine del quinto anno dall'entrata in vigore del presente accordo, tutti i dazi doganali sulle reciproche esportazioni e gli oneri di effetto equivalente.2. Le restrizioni quantitative sulle esportazioni verso la Bulgaria e tutte le misure di effetto equivalente sono abolite dalla Comunità all'entrata in vigore del presente accordo.3. Le restrizioni quantitative sulle esportazioni verso la Comunità e tutte le misure di effetto equivalente sono abolite dalla Bulgaria all'entrata in vigore del presente accordo, fatta eccezione per quelle elencate nell'allegato IX che sono abolite entro e non oltre la fine del quinto anno dall'entrata in vigore del presente accordo.Articolo 9 (AE 15) Ciascuna delle parti si dichiara disposta a ridurre i suoi dazi doganali sugli scambi con la controparte più rapidamente di quanto previsto agli articoli 4 e 5 qualora lo permettano le sue condizioni economiche generali e la situazione del settore economico interessato.La commissione mista di cui all'articolo 39 (qui di seguito denominata «commissione mista») può formulare raccomandazioni in tal senso.Articolo 10 (AE 16) Il protocollo n. 1 specifica le condizioni applicabili ai prodotti tessili indicati nel protocollo stesso.Articolo 11 (AE 17) Il protocollo n. 2 specifica le condizioni applicabili ai prodotti coperti dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.Articolo 12 (AE 18) 1. Le disposizioni del presente capitolo non ostano al mantenimento da parte della Comunità di una componente agricola nei dazi applicabili ai prodotti elencati nell'allegato X originari della Bulgaria.2. Le disposizioni del presente capitolo non ostano all'introduzione da parte della Bulgaria di una componente agricola nei dazi applicabili ai prodotti elencati nell'allegato X originari della Comunità.CAPITOLO II Agricoltura Articolo 13 (AE 19) 1. Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti agricoli originari della Comunità e della Bulgaria.2. Per «prodotti agricoli» si intendono i prodotti elencati nei capitoli da 1 a 24 della Nomenclatura combinata e della tariffa doganale bulgara e i prodotti elencati nell'allegato I, fatta però eccezione per i prodotti della pesca quali sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3687/91 sull'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca.Articolo 14 (AE 20) Il protocollo n. 3 specifica le condizioni applicabili agli scambi dei prodotti agricoli trasformati elencati nel suddetto protocollo.Articolo 15 (AE 21) 1. Alla data di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce le restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti agricoli originari della Bulgaria applicate ai sensi del regolamento (CEE) n. 3420/83 nella forma esistente alla data della firma del presente accordo.2. Alla data di entrata in vigore del presente accordo, i prodotti agricoli originari della Bulgaria elencati nell'allegato XIbeneficiano della riduzione dei dazi doganali e dei prelievi doganali entro i limiti dei contingenti comunitari o della riduzione dei dazi doganali, alle condizioni specificate nel suddetto allegato.3. Alle importazioni in Bulgaria dei prodotti agricoli originari della Comunità elencati nell'allegato XII a non si applicano restrizioni quantitative.I prodotti agricoli originari della Comunità elencati nell'allegato XII b sono soggetti alle restrizioni quantitative specificate nel suddetto allegato.4. La Comunità e la Bulgaria si accordano a vicenda le concessioni di cui agli allegati XIII e XIV, in modo reciproco ed equilibrato, alle condizioni specificate negli allegati stessi.5. Tenendo conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli, della loro appartenenza a settori particolarmente sensibili, delle regole della politica agricola comune della Comunità e delle regole della politica agricola della Bulgaria, del ruolo dell'agricoltura nell'economia bulgara, nonché delle conseguenze dei negoziati commerciali multilaterali nell'ambito dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, la Comunità e la Bulgaria esaminano in sede di consiglio di associazione, prodotto per prodotto e in modo ordinato e reciproco, le possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni.Articolo 16 (AE 22) Fatte salve altre disposizioni del presente accordo e in particolare dell'articolo 25, qualora, dato il carattere particolarmente sensibile dei mercati agricoli, le importazioni di prodotti originari di una delle parti, soggette alle concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 15, provochino gravi perturbazioni ai mercati della controparte, le due parti avviano immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di tale soluzione, la parte interessata può adottare le misure che ritiene necessarie.CAPITOLO III Prodotti della pesca Articolo 17 (AE 23) Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti della pesca originari della Comunità e della Bulgaria coperti dal regolamento (CEE) n. 3687/91.Articolo 18 (AE 24) Ai prodotti della pesca si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni dell'articolo 15, paragrafo 5.CAPITOLO IV Disposizioni comuni Articolo 19 (AE 25) Le disposizioni del presente capitolo si applicano agli scambi di tutti i prodotti, salvo quanto altrimenti disposto nel presente capitolo o nei protocolli nn. 1, 2 o 3.Articolo 20 (AE 26) 1. A partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo non si introducono nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni, né oneri di effetto equivalente, sugli scambi tra la Comunità e la Bulgaria, né si aumentano quelli già applicati.2. A partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo non si introducono nuove restrizioni quantitative sulle importazioni o sulle esportazioni, né misure d'effetto equivalente, sugli scambi tra la Comunità e la Bulgaria, né si rendono più restrittive quelle esistenti.3. Fatte salve le concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 15, le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo non limitano in alcun modo il perseguimento delle rispettive politiche agrarie della Bulgaria e della Comunità o l'adozione di misure nel quadro di tali politiche.Articolo 21 (AE 27) 1. Le due parti si astengono dall'introdurre qualsiasi misura o prassi di natura fiscale interna che istituisca, direttamente o indirettamente, discriminazioni tra i prodotti di una parte e i prodotti analoghi originari del territorio della controparte.2. I prodotti esportati nel territorio di una delle due parti non possono beneficiare di un rimborso delle imposte interne eccedente l'ammontare delle imposte dirette o indirette cui sono stati soggetti.Articolo 22 (AE 28) 1. Il presente accordo non osta al mantenimento o all'istituzione di unioni doganali, zone di libero scambio o accordi sugli scambi transfrontalieri se non nella misura in cui essi alterano le condizioni commerciali previste dal presente accordo.2. Nell'ambito della commissione mista si tengono consultazioni tra le parti in merito agli accordi istitutivi delle suddette unioni doganali o zone di libero scambio e, se del caso, in merito ad altre importanti questioni relative alla loro rispettiva politica commerciale con i paesi terzi. Nel caso in cui un paese terzo entri a far parte della Comunità, in particolare, si tengono consultazioni di questo tipo per garantire che si possa tener conto dei reciproci interessi della Comunità e della Bulgaria sanciti nel presente accordo.Articolo 23 (AE 29) La Bulgaria può adottare misure eccezionali di durata limitata in deroga alle disposizioni dell'articolo 5 e dell'articolo 20, paragrafo 1, sotto forma di dazi doganali maggiorati.Tali misure possono riguardare unicamente le nuove industrie, o determinati settori in corso di ristrutturazione o in gravi difficoltà, in particolare qualora dette difficoltà producano gravi problemi sociali.I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Bulgaria ai prodotti originari della Comunità introdotti dalle suddette misure non possono superare il 25 % ad valorem e mantengono un elemento di preferenza per i prodotti originari della Comunità. Il valore complessivo delle importazioni dei prodotti soggetti a tali misure non può superare il 15 % del totale delle importazioni dalla Comunità di prodotti industriali, quali sono definiti nel capitolo I, nel corso dell'ultimo anno per il quale siano disponibili dati statistici.Le suddette misure sono applicate per un periodo non superiore ai cinque anni, a meno che la commissione mista non autorizzi una durata superiore. Esse cessano di applicarsi al più tardi allo scadere del periodo di transizione.Nessun prodotto può essere assoggettato a una misura di questo tipo qualora siano trascorsi più di tre anni dall'eliminazione di tutti i dazi e di tutte le restrizioni quantitative o degli oneri o misure d'effetto equivalente relativi a quel prodotto.La Bulgaria informa la commissione mista di ogni misura eccezionale che intenda adottare e, a richiesta della Comunità, si tengono consultazioni nell'ambito della commissione mista sulle suddette misure e sui settori di applicazione prima di attuarle. In occasione dell'adozione di tali misure, la Bulgaria fornisce alla commissione mista un calendario con le date di eliminazione dei dazi doganali introdotti ai sensi del presente articolo. Detto calendario prevede la graduale eliminazione di tali dazi a partire al più tardi due anni dopo la loro introduzione, a tassi annuali uguali. La commissione mista può decidere un calendario diverso.Articolo 24 (AE 30) Qualora una delle parti ritenga che negli scambi con la controparte stiano verificandosi pratiche di dumping, nell'accezione dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, essa può prendere le misure adeguate nei confronti di tali pratiche in conformità dell'Accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, della relativa legislazione interna e delle condizioni e procedure di cui all'articolo 28.Articolo 25 (AE 31) Qualora un prodotto venga importato in quantità maggiorate tali e in condizioni tali da provocare o minacciare di provocare:- pregiudizio grave ai fabbricanti nazionali di prodotti analoghi o direttamente concorrenziali nel territorio di una delle parti, o- gravi perturbazioni in qualsiasi settore dell'economia o difficoltà che potrebbero causare un grave deterioramento della situazione economica di una regione,la parte interessata, sia essa la Comunità o la Bulgaria, può adottare le adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure specificate nell'articolo 28.Articolo 26 (AE 32) Qualora l'osservanza delle disposizioni degli articoli 8 e 20 porti ai) una riesportazione verso un paese terzo nei confronti del quale la parte esportatrice applichi, per il prodotto in questione, restrizioni quantitative sulle esportazioni, dazi all'esportazione o misure d'effetto equivalente, oii) una penuria grave, o la minaccia di penuria grave, di un prodotto essenziale per la parte esportatrice,e qualora le circostanze di cui sopra diano luogo, o possano probabilmente dar luogo a gravi difficoltà per la parte esportatrice, quest'ultima può adottare le adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure specificate nell'articolo 28. Dette misure hanno carattere non discriminatorio e sono revocate quando la situazione non ne giustifica più il mantenimento.Articolo 27 (AE 33) Gli Stati membri e la Bulgaria adeguano progressivamente gli eventuali monopoli di stato di natura commerciale per garantire che, alla scadenza del quinto anno successivo all'entrata in vigore dell'accordo, non esistano discriminazioni tra cittadini degli Stati membri e della Bulgaria rispetto alle condizioni alle quali le merci vengono acquistate e commercializzate. La commissione mista è informata delle misure adottate a tal fine.Articolo 28 (AE 34) 1. Nel caso in cui la Comunità o la Bulgaria assoggettino le importazioni di prodotti suscettibili di creare le difficoltà di cui all'articolo 25 a una procedura amministrativa finalizzata a fornire tempestive informazioni sull'andamento dei flussi commerciali, esse ne informano la controparte.2. Nei casi specificati agli articoli 24, 25 e 26, prima di adottare le misure previste in tali articoli o, nei casi in cui si applica il paragrafo 3, lettera d) del presente articolo, il più rapidamente possibile, la parte interessata, sia essa la Comunità o la Bulgaria, fornisce alla commissione mista tutte le opportune informazioni al fine di cercare una soluzione accettabile per entrambe le parti.Nella scelta delle misure si deve dare la priorità a quelle che perturbano meno il funzionamento dell'accordo.Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate alla commissione mista e sono oggetto di consultazioni periodiche nell'ambito di tale organismo, in particolare al fine di determinare un calendario per la loro abolizione non appena lo consentano le circostanze.3. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, si applicano le seguenti disposizioni.a) Per quanto riguarda l'articolo 25, le difficoltà generate dalla situazione di cui a detto articolo vengono sottoposte all'esame della commissione mista, che può decidere tutte le misure necessarie per porvi fine.Qualora la commissione mista o la parte esportatrice non abbia preso una decisione che ponga fine alle difficoltà o non sia stata raggiunta altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da quando è stata sollevata la questione, la parte importatrice può adottare le misure adeguate per risolvere il problema. La portata di dette misure non deve eccedere quanto è necessario per porre riparo alle difficoltà insorte.b) Per quanto riguarda l'articolo 24, la commissione mista è informata del caso di dumping non appena le autorità della parte importatrice hanno aperto l'indagine. Qualora non si sia posta fine al dumping o non si sia trovata altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da quando la questione è stata sottoposta alla commissione mista, la parte importatrice può adottare le misure adeguate.c) Per quanto riguarda l'articolo 26, le difficoltà generate dalle situazioni specificate in detto articolo sono sottoposte all'esame della commissione mista.La commissione mista può adottare qualsiasi decisione necessaria per porre fine alle difficoltà. Qualora essa non abbia preso tale decisione entro trenta giorni da quando le è stata sottoposta la questione, la parte esportatrice può applicare le misure adeguate alle esportazioni del prodotto interessato.d) Qualora circostanze eccezionali che richiedono un intervento immediato rendano impossibile un'informazione o, a seconda dei casi, un esame preventivo, la parte interessata, sia essa la Comunità o la Bulgaria, può applicare immediatamente, nelle situazioni specificate negli articoli 24, 25 e 26, le misure precauzionali e provvisorie strettamente necessarie per far fronte alla situazione; la commissione mista ne viene subito informata.Articolo 29 (AE 35) Il protocollo n. 4 stabilisce le norme di origine per l'applicazione delle preferenze tariffarie previste nel presente accordo.Articolo 30 (AE 36) Il presente accordo non preclude l'applicazione di proibizioni o restrizioni sulle importazioni, sulle esportazioni o sul transito di merci giustificate da motivi di pubblica moralità, da considerazioni politiche o di pubblica sicurezza; da motivi legati alla tutela della salute e della vita umana, animale o vegetale; alla tutela delle risorse naturali esauribili; alla protezione dei tesori nazionali di valore artistico, storico o archeologico, alla protezione della proprietà intellettuale, industriale e commerciale o alle norme relative all'oro e all'argento. Le suddette proibizioni o restrizioni non costituiscono tuttavia uno strumento di arbitraria discriminazione o una restrizione non dichiarata degli scambi tra le parti.Articolo 31 (AE 37) Il protocollo n. 5 riporta le specifiche disposizioni da applicarsi agli scambi tra la Bulgaria, da una parte, e la Spagna e il Portogallo, dall'altra.TITOLO III PAGAMENTI, CONCORRENZA E ALTRE DISPOSIZIONI DI CARATTERE ECONOMICO Articolo 32 (AE 60) Le parti si impegnano ad autorizzare, in moneta liberamente convertibile, qualsiasi pagamento sul conto corrente della bilancia dei pagamenti nella misura in cui le transazioni sottostanti ai pagamenti riguardino movimenti di merci, servizi o persone tra le parti, liberalizzati in conformità del presente accordo.Articolo 33 (AE 63) In relazione alle disposizioni del presente capitolo, fatte salve le disposizioni dell'articolo 35, fino all'introduzione della totale convertibilità della valuta bulgara ai sensi dell'articolo VIII del Fondo monetario internazionale (FMI), la Bulgaria può in casi eccezionali applicare restrizioni valutarie connesse alla concessione o all'assunzione di crediti a breve e medio termine, nella misura in cui tali restrizioni le siano imposte per la concessione di detti crediti e siano autorizzate in base allo statuto della Bulgaria nell'ambito del FMI.La Bulgaria applica le suddette restrizioni in modo non discriminatorio. Le restrizioni vengono applicate in modo da arrecare la minima perturbazione possibile al presente accordo. La Bulgaria informa senza indugio la commissione mista dell'introduzione delle misure in questione nonché di qualsiasi modifica delle stesse.Articolo 34 (AE 64) 1. Sono incompatibili con il corretto funzionamento del presente accordo, nella misura in cui possano essere pregiudizievoli al commercio tra la Comunità e la Bulgaria:i) tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza;ii) lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante nell'intero territorio della Comunità o della Bulgaria, o in una sua parte sostanziale;iii) qualsiasi aiuto statale che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsi o minacci di falsare la concorrenza.2. Le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo i criteri derivanti dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del Trattato che istituisce la Comunità economica europea.3. Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente accordo, la commissione mista adotta mediante decisione le norme necessarie per l'attuazione dei paragrafi 1 e 2.4. a) Ai fini dell'applicazione della disposizione del paragrafo 1, punto iii) le parti accettano che durante i primi cinque anni successivi all'entrata in vigore del presente accordo qualsiasi aiuto statale concesso dalla Bulgaria venga valutato tenendo conto del fatto che la Bulgaria va assimilata alle regioni della Comunità di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del Trattato che istituisce la Comunità economica europea. La commissione mista, tenendo conto della situazione economica della Bulgaria, decide se detto periodo debba essere prorogato per ulteriori periodi di cinque anni.b) Ciascuna delle parti garantisce la trasparenza nel campo degli aiuti pubblici, tra l'altro riferendo ogni anno all'altra parte sull'importo totale e sulla distribuzione dell'aiuto concesso e fornendo, su richiesta, informazioni sui piani di aiuto. Su richiesta di una delle parti, l'altra fornisce informazioni su particolari singoli casi di aiuto pubblico.5. Per quanto riguarda i prodotti di cui al titolo II, capitoli II e III:- la disposizione del paragrafo 1, punto iii) non si applica;- le pratiche contrarie al paragrafo 1, punto i) dovrebbero essere valutate secondo i criteri stabiliti dalla Comunità in base agli articoli 42 e 43 del Trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare quelli fissati nel regolamento n. 26 del Consiglio.6. Se la Comunità o la Bulgaria ritengono che una particolare pratica sia incompatibile ai sensi del paragrafo 1 e- non sia adeguatamente affrontata nel quadro delle norme di attuazione di cui al paragrafo 3, o- in assenza di tali norme, e se tale pratica arreca o minaccia di arrecare grave danno all'interesse dell'altra parte o un pregiudizio sostanziale alla sua economia nazionale, ivi compreso il settore dei servizi,esse possono prendere misure opportune previa consultazione nell'ambito della commissione mista o dopo 30 giorni lavorativi dalla richiesta di consultazione.Nel caso di pratiche incompatibili ai sensi del paragrafo 1, punto iii) del presente articolo, tali misure appropriate possono, qualora si applichi in materia l'Accordo generale sulle tariffe e sul commercio, essere adottate soltanto in conformità delle procedure e alle condizioni fissate da detto accordo e da qualsiasi altro strumento pertinente negoziato sotto i suoi auspici, applicabile tra le parti.7. In deroga ad eventuali disposizioni contrarie adottate in conformità del paragrafo 3, le parti si scambiano informazioni tenendo conto delle limitazioni imposte dal rispetto del segreto professionale.8. Il presente articolo non si applica ai prodotti contemplati dal Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ai quali si applica il protocollo n. 2.Articolo 35 (AE 65) 1. Le parti si adoperano per evitare l'imposizione di misure restrittive, ivi comprese misure relative alle importazioni, a fini di bilancia dei pagamenti. In caso di imposizione di tali misure, la parte che le ha introdotte presenta all'altra parte il calendario relativo alla loro abolizione.2. Qualora uno o più Stati membri o la Bulgaria abbiano, o corrano un imminente rischio di avere gravi difficoltà di bilancia dei pagamenti, la Comunità o la Bulgaria, secondo il caso, possono, in conformità delle condizioni stabilite nel quadro dell'Accordo generale sulle tariffe e sul commercio, adottare misure restrittive, ivi comprese misure relative alle importazioni, di durata limitata e la cui portata non può essere più ampia di quanto sia necessario per ovviare alla situazione della bilancia dei pagamenti. La Comunità o la Bulgaria, secondo il caso, informano senza indugio l'altra parte.Articolo 36 (AE 66) Per quanto riguarda le imprese pubbliche e le imprese cui sono stati riconosciuti diritti speciali o esclusivi, la commissione mista garantisce che, dal terzo anno a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, si applichino i principi del Trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 90, e i principi del documento conclusivo della riunione di Bonn, dell'aprile 1990, della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (in particolare la libertà di decisione degli imprenditori).Articolo 37 (AE 67) La Bulgaria continua a migliorare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale, al fine di assicurare, entro la fine del quinto anno successivo all'entrata in vigore del presente accordo, un livello di protezione simile a quello offerto nella Comunità dagli atti comunitari, in particolare quelli di cui all'allegato XV, ivi compresi comparabili mezzi di esercizio di tali diritti.Articolo 38 (AE 94, paragrafo 3) L'assistenza reciproca tra autorità amministrative delle parti competenti per quanto riguarda le questioni doganali è disciplinata dalle disposizioni del protocollo n. 6.TITOLO IV DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI, GENERALI E FINALI Articolo 39 (AE 105) La commissione mista istituita dall'accordo sugli scambi e sulla cooperazione economica e commerciale tra la Comunità economica europea e la Bulgaria firmato l'8 maggio 1990 svolge i compiti ad essa assegnati dal presente accordo fino all'istituzione del Consiglio di associazione di cui all'articolo 105 dell'accordo europeo.Articolo 40 (AE 107) Ai fini della realizzazione degli obiettivi del presente accordo, la commissione mista ha il potere di prendere decisioni nei casi contemplati dall'accordo stesso. Tali decisioni sono vincolanti per le parti che adottano le misure necessarie per la loro attuazione. La commissione mista può altresì formulare adeguate raccomandazioni.Le decisioni e raccomandazioni sono elaborate previo accordo tra le due parti.Articolo 41 (AE 108) 1. Ciascuna parte può deferire alla commissione mista qualsiasi controversia relativa all'applicazione o all'interpretazione del presente accordo.2. La commissione mista può comporre la controversia mediante una decisione.3. Ciascuna parte è tenuta a prendere i provvedimenti necessari ai fini dell'attuazione della decisione di cui al paragrafo 2.4. Nel caso non sia possibile comporre la controversia conformemente al disposto del paragrafo 2, ciascuna parte può designare un arbitro e darne notifica all'altra; l'altra parte deve designare un secondo arbitro entro due mesi.La commissione mista designa un terzo arbitro.Le decisioni arbitrali sono pronunciate a maggioranza.Ciascuna parte in causa deve adottare le misure necessarie all'attuazione della decisione arbitrale.Articolo 42 (AE 114) Nell'ambito del presente accordo, ciascuna parte si impegna a garantire che le persone fisiche e giuridiche dell'altra parte possano adire, senza discriminazioni rispetto ai propri cittadini, i competenti organi giuridici e amministrativi delle parti per tutelare i loro diritti individuali e di proprietà, inclusi quelli riguardanti la proprietà intellettuale, industriale e commerciale.Articolo 43 (AE 115) L'accordo non impedisce ad una parte contraente di adottare qualsiasi misura:a) ritenuta necessaria a precludere la divulgazione di informazioni contrarie ai suoi interessi essenziali in materia di sicurezza;b) inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale bellico o alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione indispensabili in materia di difesa, a condizione che tali misure non alterino le condizioni di concorrenza rispetto a prodotti non destinati ad uso specificamente militare;c) ritenute essenziali per la propria sicurezza in caso di gravi disordini interni che compromettano il mantenimento della legge e dell'ordine, in tempo di guerra o in occasione di gravi tensioni internazionali che possano sfociare in una guerra o ai fini del rispetto di impegni assunti per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.Articolo 44 (AE 116) Nei settori coperti dal presente accordo e fatta salva qualsiasi disposizione speciale ivi contenuta:- le misure applicate dalla Bulgaria nei confronti della Comunità non devono dare origine ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro cittadini o le loro aziende o imprese;- le misure applicate dalla Comunità nei confronti della Bulgaria non devono dare origine ad alcuna discriminazione tra cittadini bulgari o tra aziende o imprese bulgare.Articolo 45 (AE 117) Quando sono importati nella Comunità, i prodotti originari della Bulgaria non beneficiano di un trattamento più favorevole di quello che gli Stati membri si applicano reciprocamente.Articolo 46 (AE 118) 1. Le parti adottano qualsiasi provvedimento generale o specifico necessario per l'adempimento degli obblighi che incombono loro nel quadro del presente accordo. Esse si adoperano per la realizzazione degli obiettivi fissati nel presente accordo.2. Qualora una delle parti ritenga che l'altra parte non abbia ottemperato ad un obbligo previsto dal presente accordo, essa può adottare le misure appropriate. Prima di procedere, fatta eccezione per i casi particolarmente urgenti, essa fornisce alla commissione mista tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esauriente esame della situazione ai fini della ricerca di una soluzione accettabile per le parti.Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il funzionamento del presente accordo. Le misure decise sono comunicate senza indugio alla commissione mista e, qualora l'altra parte ne faccia richiesta, sono oggetto di consultazioni in seno alla commissione mista.Articolo 47 (AE 120) I protocolli dal n. 1 al n. 7 e gli allegati dal I al XV costituiscono parte integrante del presente accordo.Articolo 48 (AE 121) 1. Il presente accordo è applicabile fino all'entrata in vigore dell'accordo europeo firmato l'8 marzo 1993.2. Ciascuna parte può denunciare il presente accordo dandone notifica all'altra parte. L'accordo cessa di essere applicabile sei mesi dopo la data di tale notifica.Articolo 49 (AE 122) Il presente accordo si applica, da un lato, ai territori in cui si applicano i Trattati che istituiscono la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, alle condizioni indicate in detti trattati, e, dall'altro, al territorio della Bulgaria.Articolo 50 (AE 123) Il presente accordo è redatto in due esemplari in lingua danese, francese, greca, inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, tedesca e bulgara, ciascun testo facente ugualmente fede.Articolo 51 (AE 124) Il presente accordo è approvato dalle parti conformemente alle loro rispettive procedure.Il presente accordo entra in vigore il 31 dicembre 1993.A decorrere dalla sua entrata in vigore, gli articoli da 2 a 18 dell'accordo tra la Comunità economica europea, la Comunità europea dell'energia atomica e la Bulgaria sul commercio e la cooperazione economica e commerciale firmato a Bruxelles l'8 maggio 1990 sono sospesi.Articolo 52 (AE 125) 1. Nel caso in cui il presente accordo entri in vigore dopo il 1° gennaio, ma il 31 dicembre 1993 al più tardi, ai fini dei titoli II e III del presente accordo e dei protocolli dal n. 1 al n. 7, per «data di entrata in vigore del presente accordo» si intende:- la data di entrata in vigore, per quanto riguarda gli obblighi da attuare a decorrere da tale data e- il 1° gennaio 1993, per quanto riguarda gli obblighi da attuare successivamente alla data di entrata in vigore con riferimento alla data di entrata in vigore.2. Se l'entrata in vigore è successiva al 1° gennaio, si applicano le disposizioni del protocollo n. 7.En fe de lo cual, los plenipotenciarios abajo firmantes suscriben el presente acuerdo.Til bekræftelse heraf har undertegnede befuldmægtigede underskrevet denne aftale.Zu Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmächtigten ihre Unterschriften unter dieses Abkommen gesetzt.Åéò ðßóôùóç ôùí áíùôÝñù, ïé õðïãåãñáììÝíïé ðëçñåîïýóéïé Ýèåóáí ôéò õðïãñáöÝò ôïõò óôçí ðáñïýóá óõìöùíßá.In witness whereof the undersigned Plenipotentiaries have signed this Agreement.En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés ont apposé leurs signatures au bas du présent accord.In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente accordo.Ten blijke waarvan de ondergetekende gevolmachtigden hun handtekening onder deze Overeenkomst hebben gesteld.Em fé do que, os plenipotenciários abaixo assinados apuseram as suas assinaturas no final do presente acordo.>RIFERIMENTO A UN FILM>Hecho en Bruselas, el ocho de marzo de mil novecientos noventa y tres.Udfærdiget i Bruxelles, den ottende marts nitten hundrede og treoghalvfems.Geschehen zu Brüssel am achten März neunzehnhundertdreiundneunzig.¸ãéíå óôéò ÂñõîÝëëåò, óôéò ïêôþ Ìáñôßïõ ÷ßëéá åííéáêüóéá åííåíÞíôá ôñßá.Done at Brussels on the eighth day of March in the year one thousand nine hundred and ninety-three.Fait à Bruxelles, le huit mars mil neuf cent quatre-vingt-treize.Fatto a Bruxelles, addì otto marzo millenovecentonovantatré.Gedaan te Brussel, de achtste maart negentienhonderd drieënnegentig.Feito em Bruxelas, em oito de Março de mil novecentos e noventa e três.>RIFERIMENTO A UN FILM>Por el Consejo y la Comisión de las Comunidades EuropeasFor Rådet og Kommissionen for De Europæiske FællesskaberFür den Rat und die Kommission der Europäischen GemeinschaftenÃéá ôï Óõìâïýëéï êáé ôçí ÅðéôñïðÞ ôùí Åõñùðáúêþí ÊïéíïôÞôùíFor the Council and the Commission of the European CommunitiesPour le Conseil et la Commission des Communautés européennesPer il Consiglio e la Commissione delle Comunità europeeVoor de Raad en de Commissie van de Europese GemeenschappenPelo Conselho e pela Comissão das Comunidades Europeias>RIFERIMENTO A UN FILM>Por la República de BulgariaFor Republikken BulgarienFür die Republik BulgarienÃéá ôç Äçìïêñáôßá ôçò ÂïõëãáñßáòFor the Republic of BulgariaPour la République de BulgariePer la Repubblica di BulgariaVoor de Republiek BulgarijePela República da Bulgária>RIFERIMENTO A UN FILM>ELENCO DEGLI ALLEGATI PaginaI Articoli 3 e 13 Definizione dei prodotti industriali e agricoli .......... 15II a Articolo 4, paragrafo 2 Concessioni tariffarie della Comunità .......... 16II b Articolo 4, paragrafo 2 Concessioni tariffarie della Comunità .......... 16III Articolo 4, paragrafo 3 Concessioni tariffarie della Comunità .......... 17IV Articolo 5, paragrafo 1 Concessioni tariffarie della Bulgaria .......... 18V Articolo 5, paragrafo 2 Concessioni tariffarie della Bulgaria .......... 22VI Articolo 5, paragrafo 3 Concessioni tariffarie della Bulgaria .......... 31VII Articolo 5, paragrafo 4 Restrizioni quantitative sulle importazioni in Bulgaria .......... 45VIII Articolo 7 Oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni in Bulgaria .......... 45IX Articolo 8, paragrafo 3 Restrizioni quantitative sulle esportazioni dalla Bulgaria .......... 46X Articolo 12 Prodotti agricoli trasformati .......... 46(capitoli da 25 a 97 della NC)XI a, b Articolo 15, paragrafo 2 Concessioni della Comunità nel settore agricolo .......... 47XII a, b Articolo 15, paragrafo 3 Concessioni della Bulgaria nel settore agricolo (RQ) .......... 51XIII a, b Articolo 15, paragrafo 4 Ulteriori concessioni della Comunità nel settore agricolo .......... 52Allegato degli allegati XI b e XIII b sui prezzi minimi .......... 56XIV a, b Articolo 15, paragrafo 4 Ulteriori concessioni della Bulgaria nel settore agricolo .......... 57XV Articolo 37 Proprietà intellettuale .......... 61ALLEGATO I Elenco dei prodotti di cui agli articoli 3 e 13 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II a Elenco dei prodotti di cui all'articolo 4, paragrafo 2, primo comma >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II b Elenco dei prodotti di cui all'articolo 4, paragrafo 2, secondo comma >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III Elenco dei prodotti di cui all'articolo 4, paragrafo 3 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IV Elenco dei prodotti di cui all'articolo 5, paragrafo 1 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO V Elenco dei prodotti di cui all'articolo 5, paragrafo 2 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VI Elenco dei prodotti di cui all'articolo 5, paragrafo 3 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VII Relativo alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 4 Entro la fine del periodo di transizione, la Bulgaria abolirà il divieto di importazione di autoveicoli usati di almeno dieci anni, calcolati dalla data della prima immatricolazione, corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:8703 21 108703 22 108703 23 108703 24 108703 31 108703 32 108703 33 108703 90 10ALLEGATO VIII Relativo alle disposizioni dell'articolo 7 Per quanto riguarda le sue importazioni dalla Comunità, la Bulgaria abolirà gli oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni in base al seguente calendario:- entro 5 anni dall'entrata in vigore dell'accordo sarà abolita l'imposta del 10 % sulle importazioni di autoveicoli di cilindrata pari o superiore a 2 500 cm3 corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:8703 23 108703 24 10L'imposta sarà progressivamente eliminata nel modo seguente:- un anno dopo l'entrata in vigore dell'accordo l'imposta sarà ridotta all'8 %;- tre anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo l'imposta sarà ridotta al 4 %;- cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo l'imposta residua sarà eliminata;- entro 5 anni dall'entrata in vigore dell'accordo sarà abolita l'imposta del 5 % sulle importazioni di prodotti di profumeria e cosmetici corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:3304330533063307- entro il 1° gennaio 1995, la commissione di sdoganamento dello 0,5 % sarà trasformata in modo da equivalere unicamente ai servizi resi per lo sdoganamento.ALLEGATO IX Relativo alle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 3 1. Entro la fine del quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo, la Bulgaria abolirà le licenze non automatiche per le esportazioni di prodotti corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:Cascami e avanzi di metalli ferrosi7204 10 007204 21 007204 29 007204 30 007204 41 007204 49 00Cascami e avanzi di metalli non ferrosi7404 00 007503 00 007602 00 007802 00 007902 00 008002 00 00Entro il periodo di cinque anni, la Bulgaria si riserva il diritto di sostituire il sistema delle licenze non automatiche con un'imposta sulle esportazioni, che sarà abolita in conformità delle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 1.2. Entro il 1° gennaio 1994 la Bulgaria sostituirà i massimali sulle esportazioni di pelli grezze di animali della razza bovina, ovina e caprina e di pelli di maiale corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:410141024103 10 004103 90 004107con imposte sulle esportazioni, che saranno eliminate al più tardi entro la fine del quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo conformemente alle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 1.ALLEGATO X Merci di cui all'articolo 12 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO XI a Elenco dei prodotti di cui all'articolo 15, paragrafo 2 (1) I prodotti figuranti nel presente allegato sono soggetti a una riduzione dei prelievi del 50 % (2)>SPAZIO PER TABELLA> (1) In deroga alle norme per l'interpretazione della Nomenclatura combinata, la formula utilizzata per la designazione delle merci va considerata puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, dal campo di applicazione dei codici NC. Laddove sono riportati codici «ex» NC, il regime preferenziale si determina applicando congiuntamente i codici NC e la designazione corrispondente.ALLEGATO XI b Elenco dei prodotti di cui all'articolo 15, paragrafo 2 (1) >SPAZIO PER TABELLA>(1) In deroga alle norme per l'interpretazione della Nomenclatura combinata, la formula utilizzata per la designazione delle merci va considerata puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, dal campo di applicazione dei codici NC. Laddove sono riportati codici «ex» NC, il regime preferenziale si determina applicando congiuntamente i codici NC e la designazione corrispondente.ALLEGATO XII a Elenco dei prodotti di cui all'articolo 15, paragrafo 3 A decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, la Bulgaria abolirà le restrizioni quantitative sulle importazioni dei prodotti elencati in appresso originari della Comunità:contingenti all'importazione per il periodo 1° novembre - 31 maggio perex 0702 00 00 Pomodori di serraex 0707 00 00 Cetrioli di serraALLEGATO XII b Elenco dei prodotti di cui all'articolo 15, paragrafo 3 Prodotti originari della Bulgaria per i quali la Comunità emetterà automaticamente licenze di importazione fino ai quantitativi indicati.>SPAZIO PER TABELLA>Ulteriori quantitativi dei suddetti prodotti originari della Comunità possono essere importati in Bulgaria entro i limiti dei contingenti complessivi bulgari per i prodotti in questione e alle condizioni ad essi applicate.ALLEGATO XIII a Elenco dei prodotti di cui all'articolo 15, paragrafo 4 (1) Le importazioni nella Comunità dei seguenti prodotti della Bulgaria sono soggette alle concessioni qui di seguito specificate.I quantitativi importati in relazione ai codici NC di cui al presente allegato, fatta eccezione per i codici 0104 e 0204, sono soggetti a una riduzione dei prelievi e dei dazi del 20 % nel primo anno, del 40 % nel secondo anno, del 60 % negli anni successivi.>SPAZIO PER TABELLA>(1) In deroga alle norme per l'interpretazione della Nomenclatura combinata, la formula utilizzata per la designazione delle merci va considerata puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, dal campo di applicazione dei codici NC. Laddove sono riportati codici «ex» NC, il regime preferenziale si determina applicando congiuntamente i codici NC e la designazione corrispondente.ALLEGATO XIII b Elenco dei prodotti di cui all'articolo 15, paragrafo 4 (1) Le importazioni nella Comunità dei seguenti prodotti originari della Bulgaria sono soggette alle concessioni qui di seguito specificate:>SPAZIO PER TABELLA>Allegato agli allegati XI b e XIII bRegime dei prezzi minimi applicabili all'importazione di alcuni frutti in bacche destinati alla trasformazione1. Per ciascuna campagna di commercializzazione, si stabiliscono dei prezzi minimi all'importazione per i prodotti seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>I suddetti prezzi minimi sono stabiliti dalla Comunità, in consultazione con la Bulgaria, tenuto conto dell'evoluzione dei prezzi, dei quantitativi importati e delle tendenze del mercato comunitario.2. Il rispetto del regime dei prezzi minimi all'importazione è soggetto ai seguenti criteri:- in nessun trimestre di una campagna di commercializzazione il valore medio unitario dei vari prodotti di cui al punto 1 importati nella Comunità deve essere inferiore al prezzo minimo all'importazione stabilito per il prodotto in questione;- in nessun periodo di quindici giorni il valore medio unitario dei prodotti di cui al punto 1 importati nella Comunità deve essere inferiore al 90 % del prezzo minimo all'importazione stabilito per il prodotto in questione, a partire dal momento in cui i quantitativi importati nel corso di quel periodo non sono inferiori al 4 % del livello normale annuale delle importazioni.3. Qualora non venga rispettato uno di questi criteri, la Comunità può introdurre misure per garantire che sia rispettato il proprio prezzo minimo all'importazione per ciascuna fornitura dei prodotti in questione importata dalla Bulgaria.(1) In deroga alle norme per l'interpretazione della Nomenclatura combinata, la formula utilizzata per la designazione delle merci va considerata puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, dal campo di applicazione dei codici NC. Laddove sono riportati codici «ex» NC, il regime preferenziale si determina applicando congiuntamente i codici NC e la designazione corrispondente.ALLEGATO XIV a Elenco dei prodotti di cui all'articolo 15, paragrafo 4 (1) I quantitativi di prodotti importati dalla Comunità in Bulgaria figuranti alle voci tariffarie della tariffa doganale bulgara indicati nel presente allegato sono soggetti a una riduzione del dazio applicabile e degli oneri di effetto equivalente del:- 10 % il primo anno,- 20 % il secondo anno e- 30 % gli anni successivi.>SPAZIO PER TABELLA>(1) In deroga alle norme per l'interpretazione della tariffa doganale bulgara (TDB), la formula utilizzata per la designazione delle merci va considerata puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, dal campo di applicazione dei codici della TDB. Laddove sono riportati codici «ex» TDB, il regime preferenziale si determina applicando congiuntamente i codici TDB e la designazione corrispondente.ALLEGATO XIV b Elenco dei prodotti di cui all'articolo 15, paragrafo 4 (1) I quantitativi di prodotti importati dalla Comunità in Bulgaria figuranti alle voci tariffarie della tariffa doganale bulgara indicati nel presente allegato sono soggetti a una riduzione del dazio applicabile e degli oneri di effetto equivalente del:- 5 % il primo anno,- 10 % il secondo anno e- 15 % gli anni successivi.>SPAZIO PER TABELLA>(1) In deroga alle norme per l'interpretazione della tariffa doganale bulgara (TDB), la formula utilizzata per la designazione delle merci va considerata puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, dal campo di applicazione dei condici della TDB. Laddove sono riportati codici «ex» TDB, il regime preferenziale si determina applicando congiuntamente i codici TDB e la designazione corrispondente.ALLEGATO XV Proprietà intellettuale (articolo 37) Atti comunitari:- prima direttiva 89/104/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa;- direttiva 87/54/CEE del Consiglio, del 16 dicembre 1986, sulla tutela giuridica delle topografie di prodotti a semiconduttori;- direttiva 91/250/CEE del Consiglio, del 14 maggio 1991, relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore;- regolamento (CEE) n. 1768/92 del Consiglio, del 18 giugno 1992, sull'istituzione di un certificato protettivo complementare per i medicinali;- regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari;- direttiva 92/100/CEE del Consiglio, del 19 novembre 1992, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto d'autore in materia di proprietà intellettuale.ELENCO DEI PROTOCOLLI >SPAZIO PER TABELLA>PROTOCOLLO N. 1 sui tessili e sui capi di abbigliamento Articolo 1 Il presente protocollo si applica ai tessili e ai capi di abbigliamento (in appresso denominati «prodotti tessili»), così definiti:- per quanto riguarda gli aspetti quantitativi, i prodotti tessili sono quelli elencati all'allegato 1 dell'accordo bilaterale tra la Comunità e la Bulgaria sul commercio dei prodotti tessili siglato l'11 luglio 1986 e applicato in via provvisoria del 1° gennaio 1987, modificato dallo scambio di lettere siglato a Bruxelles il 21 novembre 1991, e dallo scambio di lettere siglato a Bruxelles il 18 dicembre 1992:- per quanto riguarda gli aspetti tariffari, i prodotti tessili sono quelli della sezione XI (capitoli 50-63) della Nomenclatura combinata della Comunità e della tariffa doganale bulgara.Articolo 2 1. I dazi doganali all'importazione applicabili nella Comunità ai prodotti tessili della sezione XI (capitoli da 50 a 63) della nomenclatura combinata, originari della Bulgaria ai sensi del protocollo 4 dell'accordo, vengono ridotti, fino ad eliminarli al termine di un periodo di sei anni dall'entrata in vigore dell'accordo, secondo il seguente calendario:- all'entrata in vigore dell'accordo, a cinque settimi del dazio di base;- all'inizio del terzo anno, a quattro settimi del dazio di base;- all'inizio del quarto anno, a tre settimi del dazio di base;- all'inizio del quinto anno, a due settimi del dazio di base;- all'inizio del sesto anno, a un settimo del dazio di base;- all'inizio del settimo anno, sono aboliti i dazi residui.2. I dazi doganali all'importazione applicabili in Bulgaria ai prodotti tessili della sezione XI (capitoli da 50 a 63) della tariffa doganale bulgara, originari della Comunità ai sensi del protocollo 4 dell'accordo, vengono progressivamente aboliti conformemente all'articolo 5 dell'accordo.3. I dazi doganali applicabili ai prodotti compensatori importati nella Comunità originari della Bulgaria ai sensi del protocollo 4 dell'accordo e derivanti dall'esecuzione in Bulgaria di operazioni contemplate dal regolamento (CEE) n. 636/82 del Consiglio vengono aboliti alla data di entrata in vigore dell'accordo.4. Le disposizioni degli articoli 6 e 7 dell'accordo si applicano agli scambi di prodotti tessili tra le parti.Articolo 3 1. Dalla data di entrata in vigore dell'accordo e fino all'entrata in vigore del protocollo di cui al paragrafo 2, gli aspetti quantitativi e le altre questioni connesse alle esportazioni nella Comunità di prodotti tessili originari della Bulgaria continuano ad essere disciplinati dall'accordo bilaterale sul commercio dei prodotti tessili tra la Comunità e la Bulgaria, siglato l'11 luglio 1986 e applicato in via provvisoria dal 1° gennaio 1987, modificato dallo scambio di lettere siglato a Bruxelles il 21 novembre 1991 e dallo scambio di lettere siglato a Bruxelles il 18 dicembre 1992. Le parti convengono di apportare le necessarie modifiche al suddetto accordo bilaterale sul commercio dei prodotti tessili per tener conto della politica comunitaria in materia di prodotti tessili dopo il 1° gennaio 1993.Le parti convengono che, per quanto riguarda le esportazioni nella Comunità di prodotti tessili originari della Bulgaria, l'articolo 20, paragrafo 2 e l'articolo 25 dell'accordo non si applicano durante il periodo di applicazione del suddetto accordo bilaterale sul commercio dei prodotti tessili.2. La Bulgaria e la Comunità si impegnano a negoziare appena possibile un nuovo protocollo sugli aspetti quantitativi e sulle altre questioni connesse ai loro scambi di prodotti tessili, tenendo conto del futuro regime che disciplinerà il commercio internazionale dei prodotti tessili, in discussione nei negoziati multilaterali di Ginevra. Nel nuovo protocollo sono determinate le modalità e il calendario di abolizione degli ostacoli non tariffari. Questo periodo è pari a metà del periodo di integrazione che verrà deciso nei negoziati dell'Uruguay Round a partire dal 1° gennaio 1991, e non inferiore a cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 1993, o dall'entrata in vigore dell'accordo, se successiva. Il nuovo protocollo entra in vigore allo scadere dell'accordo sui prodotti tessili di cui al paragrafo 1.3. In funzione dello sviluppo del commercio dei tessili tra le parti, del grado di accesso delle esportazioni tessili originarie della Comunità in Bulgaria e dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, nel nuovo protocollo si dovrà prevedere un notevole miglioramento del regime applicabile alle importazioni nella Comunità per quanto riguarda i livelli delle importazioni, i tassi di incremento, la flessibilità per i limiti quantitativi e l'abolizione di determinati limiti quantitativi esaminandoli caso per caso. In deroga all'articolo 20, paragrafo 2 e all'articolo 25 dell'accordo, il nuovo protocollo prevede anche un meccanismo di salvaguardia specifico per i tessili. Detto meccanismo non è complessivamente più restrittivo del meccanismo di salvaguardia previsto nell'accordo sui tessili di cui al paragrafo 1.4. Le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente applicabili alle importazioni in Bulgaria di prodotti tessili comunitari verranno abolite nel corso dello stesso periodo previsto per la soppressione delle restrizioni quantitative e delle misure di effetto equivalente alle importazioni tessili nella Comunità.Articolo 4 Dall'entrata in vigore dell'accordo non vengono imposte nuove restrizioni quantitative né misure di effetto equivalente, salvo quanto disposto nell'ambito dell'accordo e dei relativi protocolli. In nessun caso si applicano barriere non tariffarie agli scambi di prodotti tessili tra la Comunità e la Bulgaria successivamente al periodo di transizione di cui all'articolo 2 dell'accordo.PROTOCOLLO N. 2 sui prodotti CECA Articolo 1 Il presente protocollo si applica ai prodotti elencati nell'allegato I del protocollo stesso.CAPITOLO I Prodotti di acciaio CECA Articolo 2 I dazi doganali applicabili alle importazioni nella Comunità di prodotti di acciaio CECA originari della Bulgaria vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:1) all'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio viene ridotto all'80 % del dazio di base.2) Si effettuano ulteriori riduzioni al 60, al 40, al 20, e allo 0 % del dazio di base all'inizio del secondo, terzo, quarto, e quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo.Articolo 3 1. I dazi doganali applicabili in Bulgaria alle importazioni di prodotti di acciaio CECA originari della Comunità elencati nell'allegato II del presente protocollo vengono aboliti alla data di entrata in vigore dell'accordo.2. I dazi doganali applicabili in Bulgaria alle importazioni dei prodotti di acciaio CECA originari della Comunità elencati nell'allegato III del presente protocollo vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:- un anno dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto all'80 % del dazio di base;- tre anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 40 % del dazio di base;- cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo i dazi residui sono eliminati.3. I dazi doganali applicabili in Bulgaria alle importazioni dei prodotti di acciaio CECA originari della Comunità elencati nell'allegato IV del presente protocollo vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:- tre anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto all'80 % del dazio di base;- cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 60 % del dazio di base;- sei anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo ciascun dazio è ridotto al 45 % del dazio di base;- sette anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 30 % del dazio di base;- otto anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 15 % del dazio di base;- nove anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, i dazi residui sono eliminati.Articolo 4 1. Le restrizioni quantitative all'importazione nella Comunità di prodotti di acciaio CECA originari della Bulgaria e le misure di effetto equivalente vengono abolite all'entrata in vigore dell'accordo.2. Le restrizioni quantitative all'importazione in Bulgaria di prodotti di acciaio CECA originari della Comunità e le misure di effetto equivalente vengono abolite all'entrata in vigore dell'accordo.Articolo 5 Qualora, nel corso di un periodo uguale alla deroga prevista per le sovvenzioni di cui all'articolo 9, paragrafo 4 e dato il carattere particolarmente sensibile dei mercati dell'acciaio, le importazioni di specifici prodotti d'acciaio originari di una delle parti provochino o minaccino di provocare gravi danni ai fabbricanti di prodotti analoghi o gravi perturbazioni dei mercati dell'acciaio della controparte, le parti avviano immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di tale soluzione, e in deroga alle altre disposizioni dell'accordo, in particolare degli articoli 25 e 28, qualora circostanze eccezionali richiedano un intervento immediato, la parte importatrice può adottare subito le misure quantitative o d'altro genere strettamente necessarie per far fronte alla situazione, nel rispetto degli obblighi internazionali e multilaterali.CAPITOLO II Prodotti di carbone CECA Articolo 6 I dazi doganali applicabili alle importazioni nella Comunità di prodotti di carbone CECA originari della Bulgaria vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:1) il 1° gennaio 1994, ciascun dazio sarà ridotto al 50 % del dazio di base;2) il 31 dicembre 1995, i dazi rimanenti saranno eliminati.Articolo 7 I dazi doganali applicabili alle importazioni in Bulgaria di prodotti di carbone CECA originari della Comunità sono progressivamente aboliti secondo le disposizioni dell'articolo 5 dell'accordo:- per quanto riguarda i prodotti elencati nell'allegato II del presente protocollo, i dazi doganali sono aboliti alla data di entrata in vigore dell'accordo;- per quanto riguarda i prodotti elencati nell'allegato IV del presente protocollo, i dazi doganali sono progressivamente ridotti conformemente alle disposizioni dell'articolo 5, paragrafo 3 dell'accordo.Articolo 8 1. Le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente applicabili nella Comunità ai prodotti di carbone CECA originari della Bulgaria vengono abolite entro un anno dall'entrata in vigore dell'accordo, fatta eccezione per quelle relative ai prodotti e alle regioni di cui all'allegato V, che vengono abolite entro quattro anni dall'entrata in vigore dell'accordo.2. Le restrizioni quantitative applicabili in Bulgaria sulle importazioni di prodotti di carbone originari della Comunità e le misure di effetto equivalente sono abolite all'entrata in vigore dell'accordo.CAPITOLO III Disposizioni comuni Articolo 9 1. Quanto segue è incompatibile con il corretto funzionamento dell'accordo, poiché può compromettere gli scambi tra la Comunità e la Bulgaria:i) tutti gli accordi di cooperazione o concentrazione tra imprese, le decisioni delle associazioni di imprese e le pratiche concertate tra imprese che si prefiggono o hanno l'effetto di impedire, limitare o distorcere la concorrenza;ii) lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante sull'intero territorio, o in una parte considerevole, della Comunità o della Bulgaria;iii) qualsiasi forma di aiuti di Stato, fatta eccezione per le deroghe concesse a norma del Trattato CECA.2. Tutte le pratiche contrarie al presente articolo saranno valutate secondo criteri derivanti dall'applicazione degli articoli 65 e 66 del Trattato che istituisce la CECA, degli articoli 85 e 86 del Trattato che istituisce la CEE e delle norme in materia di aiuti di Stato, compreso il diritto derivato.3. Entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, la commissione mista adotta le disposizioni necessarie per l'applicazione dei paragrafo 1 e 2.4. Le parti contraenti riconoscono che, nei primi cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, in deroga al paragrafo 1, punto iii) del presente articolo, la Bulgaria può eccezionalmente, per quanto riguarda i prodotti di acciaio CECA, concedere aiuti di Stato a scopo di ristrutturazione, a condizione che:- gli aiuti contribuiscano a rendere vitali le imprese beneficiarie, nelle normali condizioni di mercato, per la fine del periodo di ristrutturazione;- l'importo e l'intensità degli aiuti siano strettamente limitati alla misura assolutamente necessaria per ripristinare detta vitalità e vengano progressivamente ridotti;- il programma di ristrutturazione sia connesso ad una razionalizzazione e riduzione della capacità di produzione globale in Bulgaria.5. Ciascuna parte deve garantire la trasparenza nel settore degli aiuti di Stato scambiando ininterrottamente informazioni complete con l'altra parte relative all'importo, all'intensità e alla finalità dell'aiuto, e comunicando un piano di ristrutturazione dettagliato.6. Se la Comunità o la Bulgaria ritengono che una determinata pratica sia incompatibile con il combinato disposto dai paragrafi 1 e 4 del presente articolo, e che- le disposizioni di applicazione di cui al paragrafo 3 non siano sufficienti per risolvere la questione o- in mancanza di tali disposizioni, o se tali pratiche causano o minacciano di causare pregiudizio agli interessi dell'altra parte o grave pregiudizio alla sua industria nazionale,la parte lesa può prendere le misure appropriate a condizione che non si trovi nessuna soluzione entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta formale.Nel caso di pratiche incompatibili con il paragrafo 1, punto iii) del presente articolo, dette misure appropriate possono comprendere soltanto quelle adottate conformemente alle procedure e alle condizioni stabilite dall'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, nonché da tutti gli altri strumenti negoziati nel suo ambito e applicabili tra le parti.Articolo 10 Le disposizioni degli articoli 6, 7 e 8 dell'accordo si applicano agli scambi di prodotti CECA tra le parti.Articolo 11 Le parti convengono che uno degli organismi speciali creati dalla commissione mista debba essere un gruppo di contatto, che discuterà dell'esecuzione del presente protocollo.ALLEGATO I Elenco dei prodotti di carbone e di acciaio CECA 2601 11 002601 12 002602 00 002619 00 102701 11 002701 11 902701 12 102701 12 902701 19 002701 20 002702 10 002702 20 002704 00 192704 00 307201 10 117201 10 197201 10 307201 10 907201 20 007201 30 107201 30 907201 40 007202 11 207202 11 807202 99 117203 10 007203 90 007204 10 007204 21 007204 29 007204 30 007204 41 107204 41 917204 41 997204 49 107204 49 307204 49 917204 49 997204 50 107204 50 907206 10 007206 90 007207 11 117207 11 197207 12 117207 12 197207 19 117207 19 157207 19 317207 20 117207 20 157207 20 177207 20 317207 20 337207 20 517207 20 557207 20 577207 20 717208 11 007208 12 10PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 293A1223(01).17208 12 917208 12 957208 12 987208 13 107208 13 917208 13 957208 13 987208 14 107208 14 917208 14 997208 21 107208 21 907208 22 107208 22 917208 22 957208 22 987208 23 107208 23 917208 23 957208 23 987208 24 107208 24 917208 24 997208 31 007208 32 107208 32 307208 32 517208 32 597208 32 917208 32 997208 33 107208 33 917208 33 997208 34 107208 34 907208 35 107208 35 907208 41 007208 42 107208 42 307208 42 517208 42 597208 42 917208 42 997208 43 107208 43 917208 43 997208 44 107208 44 907208 45 107208 45 907208 90 107209 11 007209 12 107209 12 907209 13 107209 13 907209 14 107209 14 907209 21 007209 22 107209 22 907209 23 107209 23 907209 24 107209 24 917209 24 997209 31 007209 32 107209 32 907209 33 107209 33 907209 34 107209 34 907209 41 007209 42 107209 42 907209 43 107209 43 907209 44 107209 44 907209 90 107210 11 107210 12 117210 12 197210 20 107210 31 107210 39 107210 41 107210 49 107210 50 107210 60 117210 60 197210 70 317210 70 397210 90 317210 90 337210 90 357210 90 397210 90 907211 11 007211 12 107211 12 907211 19 107211 19 917211 19 997211 21 007211 22 107211 22 907211 29 107211 29 917211 29 997211 30 107211 41 107211 41 917211 49 107211 90 117212 10 107212 10 917212 21 007212 29 117212 30 117212 40 107212 40 917212 50 317212 50 517212 60 117212 60 917213 10 007213 20 007213 31 007213 39 007213 41 007213 49 007213 50 107213 50 907214 20 007214 30 007214 40 107214 40 917214 40 997214 50 107214 50 917214 50 997214 60 007215 90 107216 10 007216 21 007216 22 007216 31 117216 31 197216 31 917216 31 997216 32 117216 32 197216 32 917216 32 997216 33 107216 33 907216 40 107216 40 907216 50 107216 50 907216 90 107218 10 007218 90 117218 90 137218 90 157218 90 197218 90 507219 11 107219 11 907219 12 107219 12 907219 13 107219 13 907219 14 107219 14 907219 21 117219 21 197219 21 907219 22 107219 22 907219 23 107219 23 907219 24 107219 24 907219 31 107219 31 907219 32 107219 32 907219 33 107219 33 907219 34 107219 34 907219 35 107219 35 907219 90 117219 90 197220 11 007220 12 007220 20 107220 90 117220 90 317221 00 107221 00 907222 10 117222 10 197222 10 517222 10 597222 10 997222 30 107222 40 117222 40 197222 40 307224 10 007224 90 017224 90 097224 90 157224 90 307225 10 107225 10 917225 10 997225 20 107225 20 307225 30 007225 40 107225 40 307225 40 507225 40 707225 40 907225 50 107225 50 907225 90 107226 10 107226 10 307226 20 107226 20 317226 20 517226 20 717226 91 107226 91 907226 92 107226 99 117226 99 317227 10 007227 20 007227 90 107227 90 307227 90 807228 10 107228 10 307228 20 117228 20 197228 20 307228 30 107228 30 307228 30 807228 60 107228 70 107228 70 317228 80 107228 80 907301 10 007302 10 317302 10 397302 10 907302 20 007302 40 107302 90 10ALLEGATO II Elenco dei prodotti di carbone e di acciaio CECA di cui all'articolo 3, paragrafo 1 e all'articolo 7 del protocollo n. 2 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III Elenco dei prodotti di carbone e di acciaio CECA di cui all'articolo 3, paragrafo 2 del protocollo n. 2 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IV Elenco dei prodotti di carbone e di acciaio CECA >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO V Prodotti e regioni che figurano tra le eccezioni di cui all'articolo 8 del protocollo n. 2 Prodotti2601 11 002601 12 002602 00 002619 00 102701 11 002701 11 902701 12 102701 12 902701 19 002701 20 002702 10 002702 20 002704 00 192704 00 30RegioniTutte le regioni:- della Repubblica federale di Germania,- del Regno di Spagna.PROTOCOLLO N. 3 sugli scambi tra la Bulgaria e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del Trattato CEE Articolo 1 1. La Comunità accorda le concessioni tariffarie figuranti nell'allegato I per i prodotti agricoli trasformati originari della Bulgaria. Per quanto riguarda le merci di cui all'allegato II, si accordano riduzioni delle componenti variabili entro i limiti quantitativi fissati dalla Comunità.2. Durante il 1996, la Bulgaria accorderà per i prodotti agricoli trasformati originari della Comunità di cui all'allegato III le concessioni tariffarie stabilite in conformità del presente protocollo.3. La commissione mista può:- ampliare l'elenco dei prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo;- aumentare le quantità di prodotti agricoli trasformati che beneficiano delle concessioni tariffarie di cui al presente protocollo.4. La commissione mista può sostituire le concessioni di cui al paragrafo 1 con un regime di importi compensativi, senza limitazioni quantitative, definito tenendo conto delle disparità di prezzo dei prodotti agricoli constatate sui mercati della Comunità e della Bulgaria per i prodotti agricoli che entrano nella fabbricazione dei prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo. Essa stabilisce l'elenco delle merci soggette a detti importi, nonché l'elenco dei prodotti di base, ed adotta, a tal fine, le modalità generali di applicazione.Articolo 2 Ai fini degli articoli seguenti s'intende per:- «merci», i prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo;- «elemento agricolo del prelievo o del dazio», la parte del prelievo o del dazio corrispondente alle quantità di prodotti agricoli incorporate e dedotta dal prelievo o dal dazio applicabile a questi prodotti quando vengano importati tal quali;- «elemento non agricolo del prelievo o del dazio», la parte del prelievo o del dazio ottenuta deducendo dal prelievo o dazio totale l'elemento agricolo del prelievo o del dazio;- «prodotti di base», i prodotti agricoli che si considerano entrati nella fabbricazione delle merci ai sensi del regolamento (CEE) n. 3033/80;- «importo di base», l'importo calcolato per un prodotto di base conformemente all'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 3033/80 e che serve a determinare l'elemento mobile applicabile ad una merce particolare, conformemente a questo stesso regolamento.Articolo 3 1. A partire dall'entrata in vigore dell'accordo la Comunità sopprime gradualmente l'elemento non agricolo del dazio secondo le scadenze figuranti nell'allegato I. Se del caso, non si applica alcun limite quantitativo.2. La Comunità applica alle importazioni originarie della Bulgaria un elemento agricolo all'importazione calcolato in base alle seguenti disposizioni:a) Per le merci per le quali l'allegato I prevede un elemento mobile (MOB), quest'ultimo è uguale a quello applicabile alle importazioni da tutti i paesi terzi.b) Per le merci per le quali l'allegato I prevede un elemento mobile ridotto (MOBR), detto elemento è calcolato riducendo del 20 % nel 1993, del 40 % nel 1994 e del 60 % a partire dal 1995 gli importi di base per i quali è accordata una riduzione del prelievo in applicazione del presente accordo e riducendo rispettivamente del 10, del 20 e del 30 % l'importo di base per gli altri prodotti di base.Detta riduzione dell'elemento mobile è accordata unicamente nei limiti dei contingenti tariffari stabiliti nell'allegato II. Per le quantità eccedenti tali contingenti tariffari viene ripristinato l'elemento mobile applicabile nei confronti di qualsiasi paese terzo.3. In conformità con la procedura di cui all'articolo 1, paragrafo 3, l'elemento mobile relativo alle merci comprese o successivamente inserite nell'allegato I è sostituito da un elemento mobile ridotto se applicabile e in conformità del paragrafo 2, qualora le suddette merci siano aggiunte all'allegato III.Articolo 4 1. La Bulgaria riduce progressivamente i suoi dazi all'importazione delle merci figuranti all'allegato III in base al calendario stabilito dalla commissione mista. Dette riduzioni iniziano nel 1996 e si concludono entro il 1° gennaio 2000.2. I dazi applicabili in Bulgaria alle merci di cui all'allegato III dall'entrata in vigore dell'accordo fino al 31 dicembre 1996 sono quelli in vigore il 28 febbraio 1993. Tuttavia, se in seguito alle riforme della politica agraria bulgara l'incidenza dell'elemento agricolo dell'imposizione dovesse aumentare, la Bulgaria provvede a darne comunicazione alla commissione mista che può accettare l'aumento del dazio in causa fino alla concorrenza di tale incidenza.3. I dazi applicabili a partire dal 1° gennaio 2000 non possono superare l'equivalente dei dazi applicabili ai prodotti agricoli incorporati nelle merci in rapporto ai quantitativi dei suddetti prodotti agricoli necessari per la trasformazione delle merci.Articolo 5 Le riduzioni degli elementi mobili, di cui all'articolo 3 si applicano unicamente a partire dal 1° febbraio 1994.ALLEGATO I Dazi applicabili all'importazione nella Comunità di merci originarie della Bulgaria >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II Contingenti tariffari applicabili all'importazione nella Comunità di merci originarie della Bulgaria >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III 1302 12 001505 90 001518 00 391518 00 901519 11 001519 12 001519 19 101520 90 001704 10 111704 10 191704 10 911704 10 991805 00 001806 20 101806 31 001806 32 101806 32 901806 90 111806 90 191806 90 311806 90 391806 90 501806 90 601806 90 701806 90 901901 10 001901 90 901902 19 111902 19 901904 10 101904 10 301904 10 901905 30 111905 30 191905 30 301905 30 511905 30 591905 30 911905 30 991905 90 101905 90 201905 90 301905 90 401905 90 451905 90 551905 90 601905 90 902101 10 112101 10 992102 10 312102 10 392102 20 112102 20 192102 30 002103 20 002103 90 902105 00 102105 00 912105 00 992106 10 102106 10 902106 90 912106 90 992201 90 002202 90 102202 90 912202 90 952202 90 992203 00 102203 00 902205 10 102205 10 90PROTOCOLLO N. 4 sulla definizione della nozione di «prodotti originari» e sui metodi di cooperazione amministrativa TITOLO I DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI «PRODOTTI ORIGINARI» Articolo 1 Criteri di origineAi fini dell'applicazione dell'accordo e fatte salve le disposizioni dell'articolo 2 del presente protocollo, sono considerati:1) Prodotti originari della Comunità:a) i prodotti totalmente ottenuti nella Comunità ai sensi dell'articolo 3;b) i prodotti ottenuti nella Comunità nella cui produzione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4.2) Prodotti originari della Bulgaria:a) i prodotti totalmente ottenuti in Bulgaria ai sensi dell'articolo 3 del presente protocollo;b) i prodotti ottenuti in Bulgaria nella cui produzione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4.Articolo 2 Cumulo bilaterale1. In deroga all'articolo 1, punto 1, lettera b), i materiali originari della Bulgaria ai sensi del presente protocollo sono considerati alla stregua di materiali originari della Comunità e non si richiede che tali materiali siano stati oggetto, nella Comunità, di lavorazioni o trasformazioni sufficienti, a condizione che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni che vanno al di là di quelle previste dall'articolo 4, paragrafo 3 del presente protocollo.2. In deroga all'articolo 1, punto 2, lettera b), i materiali originari della Comunità ai sensi del presente protocollo sono considerati alla stregua di materiali originari della Bulgaria e non si richiede che tali materiali siano stati oggetto, in Bulgaria, di lavorazioni o trasformazioni sufficienti, a condizione che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni che vanno al di là di quelle previste dall'articolo 4, paragrafo 3 del presente protocollo.Articolo 3 Prodotti totalmente ottenuti1. Ai sensi dell'articolo 1, punto 1, lettera a) e punto 2 lettera a), sono considerati «totalmente ottenuti» nella Comunità o in Bulgaria:a) i prodotti minerari estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino od oceanico;b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;c) gli animali vivi, ivi nati ed allevati;d) i prodotti che provengono da animali vivi che ivi sono allevati;e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;f) i prodotti della pesca marittima e altri prodotti estratti dal mare con le loro navi;g) i prodotti fabbricati a bordo delle loro navi-officina, esclusivamente a partire dai prodotti indicati alla lettera f);h) gli articoli fuori uso a condizione che siano ivi raccolti e possano servire soltanto al ricupero di materie prime;i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate;j) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti indicati alle lettere da a) ad i).2. L'espressione «loro navi» di cui al paragrafo 1, lettera f) si applica soltanto nei confronti delle navi:- che sono immatricolate o registrate in Bulgaria o in uno Stato membro della Comunità,- che battono bandiera della Bulgaria o di uno Stato membro della Comunità,- che appartengono almeno per metà a cittadini della Bulgaria o di Stati membri della Comunità o ad una società la cui sede principale è situata in Bulgaria o in uno di tali Stati, di cui il dirigente o i dirigenti, il presidente del consiglio di amministrazione o di vigilanza e la maggioranza dei membri di tali consigli sono cittadini della Bulgaria o di Stati membri della Comunità e di cui, inoltre, per quanto riguarda la società di persone o le società a responsabilità limitata, almeno la metà del capitale appartiene alla Bulgaria, a tali Stati, a loro enti pubblici o cittadini,- il cui stato maggiore è interamente composto di cittadini della Bulgaria o di Stati membri della Comunità,- e il cui equipaggio è composto, almeno per il 75 %, di cittadini della Bulgaria o di Stati membri della Comunità.3. Le espressioni «la Bulgaria» e «la Comunità» comprendono anche le acque territoriali della Bulgaria o degli Stati membri della Comunità.Le navi operanti in alto mare, comprese le «navi officina» a bordo delle quali viene effettuata la trasformazione o la lavorazione dei prodotti della loro pesca, sono considerate parte del territorio della Comunità o della Bulgaria, purché rispondano alle condizioni di cui al paragrafo 2.Articolo 4 Prodotti sufficientemente lavorati1. Ai fini dell'articolo 1, i materiali non originari sono considerati sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce doganale diversa da quella in cui sono classificati tutti i materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni di cui ai paragrafi 2 e 3.Nel presente protocollo, per «capitoli» e «voci» s'intendono i capitoli e le voci doganali (codici a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce il «sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci» (qui di seguito denominato «sistema armonizzato» o SA). Per «classificato» s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce doganale.2. Per i prodotti citati nelle colonne 1 e 2 della lista di cui all'allegato II, le condizioni stabilite per detti prodotti nella colonna 3 si applicano in luogo della regola di cui al paragrafo 1.a) Quando, nell'elenco dell'allegato II, viene applicata una regola percentuale per determinare il carattere originario di un prodotto ottenuto nella Comunità o in Bulgaria, il valore aggiunto mediante la lavorazione o la trasformazione corrisponde alla differenza tra il prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto e il valore dei materiali importati da paesi terzi nella Comunità o in Bulgaria.b) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «valore» s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non sia noto né verificabile - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in questione.Il presente paragrafo si applica mutatis mutandis quando è necessario stabilire il valore dei materiali originari utilizzati.c) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «prezzo franco fabbrica» s'intende il prezzo pagato per il prodotto ottenuto al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, purché includa il valore di tutti i materiali utilizzati nella fabbricazione, detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando il prodotto ottenuto è esportato.d) Per «valore in dogana» s'intende quello definito conformemente all'accordo relativo all'attuazione dell'articolo VII dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, firmato a Ginevra il 12 aprile 1979.3. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1 e 2, le lavorazioni o trasformazioni seguenti sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal cambiamento o meno della voce doganale:a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione come tali delle merci durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);b) le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, selezione, classificazione, assortimento (ivi inclusa la composizione di serie di merci), lavaggio, verniciatura, riduzione in pezzi;c) i) il cambiamento di imballaggi, nonché le divisioni e le riunioni di colli;ii) le semplici operazioni di messa in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci e scatole, o su tavolette, ecc., e ogni altra semplice operazione di condizionamento;d) l'apposizione sui prodotti o sui loro imballaggi di marchi, etichette o altri segni distintivi similari;e) la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando uno o più componenti della miscela non rispondano alle condizioni fissate nel presente protocollo per poter essere considerati originari della Comunità o della Bulgaria;f) la semplice riunione di parti di oggetti allo scopo di formare un oggetto completo;g) il cumulo di due o più operazioni indicate nelle lettere da a) a f);h) la macellazione degli animali.Articolo 5 Elementi neutriAllo scopo di determinare se un prodotto è originario della Comunità o della Bulgaria, non è necessario accertare l'origine dell'energia elettrica, del combustibile, degli impianti, delle macchine e degli utensili utilizzati per la fabbricazione di tale prodotto né dei materiali che non entrano a far parte della sua composizione finale.Articolo 6 Accessori, pezzi di ricambio e utensiliGli accessori, pezzi di ricambio e utensili che vengono consegnati con un materiale, una macchina, un apparecchio o un veicolo e fanno parte della sua normale attrezzatura e il cui prezzo è compreso in quello di questi ultimi o non è fatturato a parte sono considerati un tutto unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il veicolo considerato.Articolo 7 AssortimentiGli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato sono considerati originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano originari. Tuttavia, un assortimento composto di articoli originari e non originari è considerato originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari non superi il 15 % del prezzo franco fabbrica dell'assortimento.Articolo 8 Trasporto diretto1. Il trattamento preferenziale previsto dall'accordo si applica unicamente ai prodotti o ai materiali trasportati dal territorio della Comunità in quello della Bulgaria senza attraversare altri territori. Tuttavia, il trasporto dei prodotti originari della Bulgaria o della Comunità in una sola spedizione non frazionata può effettuarsi con attraversamento di territori diversi da quello della Comunità o della Bulgaria, all'occorrenza con trasbordo o deposito temporaneo in tali territori, a condizione che i prodotti rimangano sotto la sorveglianza delle autorità doganali dello Stato di transito o di deposito e non vi abbiano subito altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico od operazioni destinate a garantirne la buona conservazione.2. La prova che le condizioni di cui al paragrafo 1 sono state soddisfatte viene fornita alle autorità doganali competenti presentando:a) un documento di trasporto unico rilasciato nel paese di esportazione per l'attraversamento del paese di transito;b) un certificato rilasciato dalle autorità doganali del paese di transito contenente:- una descrizione esatta delle merci,- la data di scarico e ricarico delle merci o, eventualmente, del loro imbarco e sbarco, con l'indicazione delle navi o degli altri mezzi di trasporto utilizzati,- la certificazione delle condizioni in cui si è effettuata la sosta delle merci nel paese di transito;c) o, in assenza dei documenti suddetti, qualsiasi documento probatorio.Articolo 9 Clausola territorialeLe condizioni stabilite nel presente titolo, relative all'acquisizione del carattere di prodotto originario, vanno rispettate senza interruzione nel territorio della Comunità o della Bulgaria fatte salve le eccezioni di cui all'articolo 2.Gli eventuali prodotti originari esportati dalla Comunità o dalla Bulgaria verso un altro paese e reimportati sono considerati, fatte salve le pertinenti disposizioni dell'articolo 2, non originari, a meno che si fornisca alle autorità doganali la prova soddisfacente:- che le merci di ritorno sono le stesse che erano state esportate e- che esse non sono state sottoposte ad alcuna operazione, oltre a quelle necessarie alla loro conservazione in buono stato durante la loro permanenza nel paese in questione.TITOLO II PROVA DELL'ORIGINE Articolo 10 Certificato di circolazione EUR.1Il carattere originario dei prodotti, ai sensi del presente protocollo, viene dimostrato mediante un certificato di circolazione EUR.1, il cui modello figura nell'allegato III del presente protocollo.Articolo 11 Normale procedura di rilascio dei certificati1. Il certificato EUR.1 viene rilasciato solo su richiesta scritta compilata dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato, sul modulo il cui modello figura all'allegato III del presente protocollo, che deve essere compilato conformemente allo stesso.Le autorità doganali dello Stato di esportazione conservano per almeno due anni le domande di certificati EUR.1.2. L'esportatore, o il suo rappresentante, presenta con la domanda di certificato EUR.1 ogni utile documento giustificativo, atto a fornire la prova che le merci da esportare possono dar luogo al rilascio di un certificato EUR.1.L'esportatore si impegna a presentare, su richiesta delle autorità competenti, tutte le giustificazioni supplementari che le medesime ritengano necessarie per accertare l'esattezza del carattere originario delle merci ammissibili al regime preferenziale, nonché ad accettare qualsiasi controllo della propria contabilità e del processo di fabbricazione delle merci da parte delle suddette autorità.L'esportatore è tenuto a conservare per almeno due anni i documenti giustificativi di cui al presente paragrafo.3. Il certificato EUR.1 può esser rilasciato solo se è idoneo a costituire titolo giustificativo per l'applicazione dell'accordo.4. Il certificato EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali di uno Stato membro della Comunità economica europea se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari della Comunità ai sensi dell'articolo 1, punto 1 del presente protocollo. Il certificato EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali della Bulgaria se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari della Bulgaria ai sensi dell'articolo 1, punto 2 del presente protocollo.5. Qualora si applichino le disposizioni dell'articolo 2 sul cumulo, le autorità doganali degli Stati membri della Comunità o della Bulgaria sono abilitate a rilasciare i certificati EUR.1 secondo le condizioni fissate dal presente protocollo, se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari della Comunità o della Bulgaria ai sensi del presente protocollo e purché le merci a cui i certificati EUR.1 si riferiscono si trovino nella Comunità o in Bulgaria.In questi casi, il rilascio dei certificati EUR.1 è subordinato alla presentazione della prova dell'origine precedentemente rilasciata o compilata, che deve essere conservata per almeno due anni dalle autorità doganali dello Stato di esportazione.6. Poiché il certificato EUR.1 costituisce il titolo giustificativo per l'applicazione del regime tariffario e di contingentamento preferenziale previsto dall'accordo, spetta alle autorità doganali del paese d'esportazione prendere le disposizioni necessarie per la verifica dell'origine delle merci e per il controllo degli altri dati del certificato EUR.1.7. Al fine di accertare se siano soddisfatte le condizioni per il rilascio dei certificati EUR.1 le autorità doganali hanno la facoltà di richiedere tutti i documenti giustificativi e di procedere a tutti i controlli che esse ritengano utili.8. Spetta alle autorità doganali del paese d'esportazione accertare che il modulo di cui al paragrafo 1 sia compilato correttamente. Esse verificano in particolare che la rubrica riservata alla descrizione delle merci sia stata riempita in modo da escludere qualsiasi possibilità di aggiunta fraudolenta. A tale scopo, la descrizione delle merci deve essere effettuata senza spaziature. Se la rubrica non viene completamente riempita, deve essere tracciata una linea orizzontale sotto l'ultima riga, cancellando a tratti di penna la parte non riempita.9. La data di rilascio del certificato deve essere indicata nella casella riservata alle autorità doganali.10. Il certificato EUR.1 viene rilasciato al momento dell'esportazione delle merci a cui si riferisce dalle autorità doganali dello Stato d'esportazione. Esso viene tenuto a disposizione dell'esportatore dal momento in cui l'esportazione viene realmente effettuata o assicurata.Articolo 12 Certificati EUR.1 di lunga durata1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 10, le autorità doganali dello Stato di esportazione possono rilasciare un certificato EUR.1 quando soltanto una parte delle merci alle quali esso si riferisce sono esportate; si tratta, in questo caso, di un certificato che copre tutta una serie di esportazioni della stessa merce dallo stesso esportatore allo stesso importatore, avente una validità massima di un anno a decorrere dalla data del rilascio, in appresso denominato «certificato LT».2. I certificati LT sono rilasciati, conformemente alle disposizioni dell'articolo 11, a discrezione delle autorità doganali dello Stato di esportazione e in base alla loro valutazione dell'esigenza di ricorrere a tale procedura, soltanto qualora si ritenga che il carattere originario delle merci rimanga costante durante il periodo di validità del certificato LT. Se una o più merci non sono più coperte dal certificato LT, l'esportatore deve informarne immediatamente le autorità doganali che hanno rilasciato il certificato.3. Ove si ricorra alla procedura del certificato LT, le autorità doganali dello Stato di esportazione possono prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR.1 muniti di un segno distintivo destinato a contraddistinguerli.4. La casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1 deve essere vidimata, conformemente alla procedura abituale, dalle autorità doganali dello Stato di esportazione.5. Nella casella n. 7 del certificato EUR.1 deve figurare una delle seguenti frasi:«CERTIFICADO LT VÁLIDO HASTA EL . . .»«LT-CERTIFICAT GYLDIGT INDTIL . . .»«LT-CERTIFICATE GÜLTIG BIS . . .»«ÐÉÓÔÏÐÏÉÇÔÉÊÏ ËÔ ÉÓÊÉÏÍ ÌÅ×ÑÉ . . .»«LT-CERTIFICATE VALID UNTIL . . .»«CERTIFICAT LT VALABLE JUSQU'AU . . .»«CERTIFICATO LT VALIDO FINO AL . . .»«LT-CERTIFICAAT GELDIG TOT EN MET . . .»«LT-CERTIFICADO VALIDO ATÉ . . .»«LT-CERTIFICAT VALIDEN DO . . .»(con la data in cifre arabe).6. Non è prescritta l'indicazione nelle caselle n. 8 e n. 9 del certificato LT di marche e numeri, numero e natura dei colli, peso lordo (kg) o altre misure (l, m3, ecc.). La casella n. 8 deve tuttavia contenere una descrizione e designazione delle merci abbastanza precisa da permetterne l'identificazione.7. In deroga all'articolo 17, il certificato LT deve essere presentato all'ufficio doganale di importazione al più tardi al momento della prima importazione delle merci a cui il certificato si riferisce. Se l'importatore effettua le operazioni di sdoganamento presso più uffici doganali dello Stato di importazione, le autorità doganali possono chiedergli di fornire una copia del certificato LT a ciascuno di tali uffici.8. Quando alle autorità doganali è stato presentato un certificato LT, la prova del carattere originario delle merci importate è fornita, per tutta la durata di validità del suddetto certificato, da fatture rispondenti ai seguenti requisiti:a) se in una fattura figurano prodotti originari della Comunità o della Bulgaria e prodotti non originari, l'esportatore è tenuto ad effettuare una chiara distinzione tra queste due categorie;b) l'esportatore è tenuto ad indicare su ogni fattura il numero del certificato LT a cui le merci si riferiscono, nonché la data limite di validità del suddetto certificato ed a menzionare il paese o i paesi di cui le merci sono originarie.L'apposizione sulla fattura, da parte dell'esportatore, del numero del certificato LT nonché dell'indicazione del paese di origine equivale alla dichiarazione che le merci rispondono ai requisiti previsti dal presente protocollo per l'ottenimento dell'origine preferenziale negli scambi tra la Comunità e la Bulgaria.Le autorità doganali del paese di esportazione possono esigere che le diciture suddette da apporre sulla fattura siano convalidate dalla firma a mano seguita dall'indicazione per esteso del nome e cognome della persona che firma;c) la descrizione e la designazione delle merci sulle fatture devono essere sufficientemente particolareggiate da far apparire chiaramente che le merci figurano anche sul certificato LT a cui le fatture si riferiscono;d) le fatture possono essere compilate soltanto per merci esportate durante il periodo di validità del certificato LT a cui si riferiscono. Esse possono essere tuttavia presentate all'ufficio doganale del luogo di importazione entro un termine di quattro mesi a decorrere dalla data di emissione da parte dell'esportatore.9. Nell'ambito della procedura del certificato LT, le fatture conformi ai requisiti di cui al presente articolo possono essere compilate e/o trasmesse mediante sistemi di telecomunicazione o elaboratori elettronici. Tali fatture sono accettate dalle dogane del paese di importazione quale prova del carattere originario delle merci importate, secondo le modalità fissate dalle autorità doganali di tale paese.10. Qualora le autorità doganali dello Stato di esportazione constatino che un certificato e/o una fattura redatti in conformità del presente articolo non sono validi per le merci fornite, esse ne informano immediatamente le autorità doganali dello Stato di importazione.11. Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della Comunità, degli Stati membri e della Bulgaria concernenti le formalità doganali e l'uso dei documenti doganali.Articolo 13 Rilascio a posteriori del certificato EUR.11. In via eccezionale, il certificato EUR.1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci a cui si riferisce, quando non sia stato rilasciato al momento dell'esportazione a causa di errori, omissioni involontarie o circostanze particolari.2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, nella domanda presentata l'esportatore deve:- indicare luogo e data di spedizione delle merci a cui si riferisce il certificato EUR.1,- attestare che non è stato rilasciato nessun certificato EUR.1 al momento dell'esportazione delle merci di cui trattasi e precisarne i motivi.3. Le autorità doganali possono rilasciare a posteriori un certificato EUR.1 solo dopo aver verificato che le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della pratica corrispondente.I certificati EUR.1 rilasciati a posteriori devono recare una delle menzioni seguenti:«NACHTRÄGLICH AUSGESTELLT», «DÉLIVRÉ A POSTERIORI», «RILASCIATO A POSTERIORI», «AFGEGEVEN A POSTERIORI», «ISSUED RETROSPECTIVELY», «UDSTEDT EFTERFØLGENDE», «ÅÊÄÏÈÅÍ ÅÊ ÔÙÍ ÕÓÔÅÑÙÍ», «EXPEDIDO A POSTERIORI», «EMITIDO A POSTERIORI», «ISDADEN A POSTERIORI».4. Le menzioni di cui al paragrafo 3 devono figurare nella casella «Osservazioni» del certificato EUR.1.Articolo 14 Rilascio di duplicati del certificato EUR.11. In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato EUR.1, l'esportatore può richiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato, compilato sulla base dei documenti d'esportazione che sono in loro possesso.2. I duplicati così rilasciati devono recare una delle menzioni seguenti:«DUPLIKAT», «DUPLICATA», «DUPLICATO», «DUPLICAAT», «DUPLICATE», «DUPLIKAT», «ÁÍÔÉÃÑÁÖÏ», «DUPLICADO», «SEGUNDA VÍA», «DUBLICAT».3. Le menzioni di cui al paragrafo 2 vengono apposte nella rubrica «Osservazioni» del certificato EUR.1.4. Il duplicato su cui deve essere riprodotta la data del certificato EUR.1 originale ha efficacia a decorrere da tale data.Articolo 15 Procedura semplificata di rilascio dei certificati1. In deroga agli articoli 11, 12, e 14 del presente protocollo, è applicabile, secondo le disposizioni seguenti, una procedura semplificata per il rilascio dei certificati EUR.1.2. Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono autorizzare qualsiasi esportatore, qui di seguito denominato «esportatore autorizzato», che effettui frequenti esportazioni di merci per cui possono essere rilasciati certificati EUR.1 e che offra alle autorità doganali ogni garanzia per controllare il carattere originario dei prodotti, a non presentare all'ufficio doganale dello Stato esportatore, al momento dell'esportazione, né la merce, né la domanda di un certificato EUR.1 relativo alla merce, allo scopo di consentire il rilascio di un certificato EUR.1 alle condizioni previste all'articolo 11 del presente protocollo.3. L'autorizzazione di cui al paragrafo 2 specifica, a scelta delle autorità doganali, che la casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1 deve:a) essere munita preventivamente dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale competente dello Stato d'esportazione nonché della firma, a mano o no, di un funzionario del predetto ufficio;b) oppure essere stampigliata dall'esportatore autorizzato con l'impronta di un timbro speciale ammesso dalle autorità doganali dello Stato di esportazione e conforme al modello che figura nell'allegato V del presente protocollo; questa impronta può essere anche già stampata sui moduli.4. Nei casi di cui al paragrafo 3, lettera a), la casella n. 7 «Osservazioni» del certificato EUR.1 reca una delle seguenti diciture:«PROCEDIMIENTO SEMPLIFICADO», «FORENKLET PROCEDURE», «VEREINFACHTES VERFAHREN», «ÁÐËÏÕÓÔÅÕÌÅÍÇ ÄÉÁÄÉÊÁÓÉÁ», «SIMPLIFIED PROCEDURE», «PROCÉDURE SIMPLIFIÉE», «PROCEDURA SEMPLIFICATA», «VEREENVOUDIGDE PROCEDURE», «PROCEDIMENTO SIMPLIFICADO», «OPROSTENA PROCEDURA».5. La casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1, viene eventualmente compilata dall'esportatore autorizzato.6. L'esportatore autorizzato indica, all'occorrenza, nella casella n. 13 «Richiesta di controllo» del certificato EUR.1, il nome e l'indirizzo dell'autorità doganale competente ad effettuare il controllo del certificato EUR.1.7. Nel caso della procedura semplificata, le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR.1 muniti di un segno distintivo destinato a contraddistinguerli.8. Nelle autorizzazioni di cui al paragrafo 2, le autorità doganali precisano in particolare:a) le condizioni secondo cui sono redatte le domande di certificati EUR.1;b) le condizioni secondo cui tali domande vengono conservate per almeno due anni;c) nei casi di cui al paragrafo 3, lettera b), l'autorità che è competente ad effettuare il controllo a posteriori di cui all'articolo 27 del presente protocollo.9. Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono escludere alcune categorie di merci dal trattamento speciale di cui al paragrafo 2.10. Le autorità doganali rifiutano le autorizzazioni di cui al paragrafo 2, all'esportatore che non offra tutte le garanzie che esse ritengano utili. Le autorità doganali possono ritirare l'autorizzazione in ogni momento. Esse devono farlo se non sono più soddisfatte le condizioni dell'autorizzazione o se l'esportatore autorizzato non offre più le garanzie suddette.11. L'esportatore autorizzato può essere tenuto ad informare le autorità doganali, secondo le modalità da esse determinate, delle spedizioni che intende effettuare, per consentire loro di procedere ad un eventuale controllo prima della spedizione della merce.12. Le autorità doganali dello Stato di esportazione possono procedere a tutti i controlli dell'esportatore autorizzato ritenuti necessari. L'esportatore deve accettare tali controlli.13. Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della Comunità, degli Stati membri e della Bulgaria relative alle formalità doganali e all'uso dei documenti doganali.Articolo 16 Sostituzione dei certificati1. La sostituzione di uno o più certificati EUR.1 con uno o più altri certificati è sempre possibile, a condizione che venga effettuata dall'ufficio doganale o da altre autorità competenti cui spetta la responsabilità del controllo delle merci.2. Quando prodotti originari della Comunità o della Bulgaria, importati in una zona franca sotto scorta di un certificato EUR.1, subiscono una lavorazione o una trasformazione, le autorità doganali competenti devono rilasciare, su domanda dell'esportatore, un nuovo certificato EUR.1 se la lavorazione o la trasformazione cui si è proceduto sono conformi alle disposizioni del presente protocollo.3. Il certificato sostitutivo è considerato come il certificato EUR.1 definitivo ai fini dell'applicazione del presente protocollo, comprese le disposizioni del presente articolo.4. Il certificato sostitutivo è rilasciato in base a domanda scritta da parte del riesportatore, previa verifica da parte delle autorità competenti delle informazioni fornite nella domanda. La data e il numero di serie del certificato EUR.1 originario devono figurare nella casella n. 7.Articolo 17 Validità dei certificati1. Il certificato EUR.1 deve essere presentato entro quattro mesi dalla data di rilascio da parte delle autorità doganali dello Stato d'esportazione all'ufficio doganale dello Stato importatore nel quale sono introdotte le merci.2. I certificati EUR.1 presentati alle autorità doganali dello Stato importatore una volta scaduto il termine di presentazione di cui al paragrafo 1 possono essere accettati ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a causa di forza maggiore o a circostanze eccezionali.3. In altri casi di presentazione in ritardo, le autorità doganali dello Stato importatore possono accettare i certificati EUR.1 se le merci sono state loro presentate prima della scadenza di detto termine.Articolo 18 Esposizioni1. Le merci spedite dalla Comunità o dalla Bulgaria per un'esposizione in un paese diverso dalla Bulgaria o da uno Stato membro della Comunità e vendute, dopo l'esposizione, per essere importate in Bulgaria o nella Comunità beneficiano, all'importazione, delle disposizioni dell'accordo, purché soddisfino le condizioni previste nel presente protocollo al fine di essere riconosciute originarie della Comunità o della Bulgaria e purché alle autorità doganali competenti sia fornita la prova:a) che un esportatore ha spedito tali merci dalla Comunità o dalla Bulgaria nel paese dell'esposizione e ivi le ha esposte;b) che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute a un destinatario in Bulgaria o nella Comunità;c) che le merci sono state spedite durante l'esposizione o subito dopo in Bulgaria o nella Comunità nello stato in cui sono state inviate all'esposizione;d) che dal momento in cui sono state inviate all'esposizione le merci non sono state utilizzate per scopi diversi dalla dimostrazione a tale esposizione.2. Alle autorità doganali competenti deve essere presentato, nelle condizioni normali, un certificato EUR.1 con l'indicazione della denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza può essere richiesta una prova documentale supplementare della natura delle merci e delle condizioni in cui esse sono state esposte.3. Il paragrafo 1 è applicabile a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga, di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale - diversa da quelle organizzate per finalità private in negozi o locali commerciali e aventi per oggetto la vendita di merci straniere - durante la quale le merci restano sotto controllo della dogana.Articolo 19 Presentazione dei certificatiIl certificato EUR.1 deve essere presentato alle autorità doganali dello Stato d'importazione secondo le modalità previste dalla legge di tale Stato. Dette autorità possono esigere la presentazione di una traduzione. Esse possono anche richiedere che la dichiarazione d'importazione sia completata da un attestato dell'importatore certificante che le merci soddisfano le condizioni richieste per l'applicazione dell'accordo.Articolo 20 Importazione con spedizioni scaglionateFermo restando l'articolo 4, paragrafo 3 del presente protocollo, quando, su richiesta del dichiarante in dogana, un articolo, smontato o non smontato, rientrante nei capitoli 84 e 85 del sistema armonizzato viene importato con spedizioni scaglionate alle condizioni fissate dalle autorità competenti, esso viene considerato come costituente un solo articolo e può essere presentato un certificato EUR.1 per l'articolo completo al momento dell'importazione della prima spedizione parziale.Articolo 21 Conservazione dei certificatiI certificati EUR.1 vengono conservati dalle autorità doganali dello Stato importatore secondo le norme vigenti in tale Stato.Articolo 22 Formulario EUR.21. Fatto salvo l'articolo 10, il carattere originario, ai sensi del presente protocollo, delle spedizioni contenenti unicamente prodotti originari e di valore unitario non superiore a 5 110 ECU può essere dimostrato mediante un formulario EUR.2, il cui modello figura nell'allegato IV del presente protocollo.2. Il formulario EUR.2 è compilato e firmato dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato, conformemente al presente protocollo.3. Viene compilato un formulario EUR.2 per ogni spedizione.4. L'esportatore che ha richiesto il formulario EUR.2 fornisce, su richiesta, alle autorità doganali dello Stato di esportazione tutti i documenti giustificativi relativi all'uso del formulario.5. Le disposizioni degli articoli 17, 19 e 21 si applicano mutatis mutandis ai formulari EUR.2.Articolo 23 DiscordanzeLa constatazione di lievi discordanze tra le menzioni esistenti nel certificato EUR.1 o nel formulario EUR.2 e quelle contenute nei documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità d'importazione delle merci non comporta ipso facto l'invalidità del certificato EUR.1 o del formulario EUR.2 se viene regolarmente accertato che questi corrispondono alle merci presentate.Articolo 24 Esonero dalla prova dell'origine1. Sono considerati prodotti originari, senza che sia necessario presentare un certificato di circolazione EUR.1 o compilare un formulario EUR.2, i prodotti oggetto di piccole spedizioni a privati o contenuti nei bagagli dei passeggeri, a condizione che non si tratti di importazioni a carattere commerciale, o che si sia dichiarato che essi soddisfano i requisiti per l'applicazione dell'accordo e che non vi sia alcun dubbio sulla veridicità di detta dichiarazione.2. Sono considerate prive di valore commerciale le importazioni che presentano un carattere occasionale e che consistono unicamente in merci riservate all'uso personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori, purché sia evidente, per la loro natura e quantità, che non sono destinate ad usi commerciali.Inoltre, il valore totale di questi prodotti non deve superare 365 ECU per i piccoli pacchetti e 1 025 ECU per il contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.Articolo 25 Importi espressi in ecu1. Gli importi nella moneta nazionale dello Stato esportatore equivalenti a quelli espressi in ecu sono fissati dallo Stato esportatore e notificati alle altre parti dell'accordo. Se gli importi sono superiori agli importi corrispondenti fissati dallo Stato d'importazione, quest'ultimo li accetta se la merce è fatturata nella moneta dello Stato d'esportazione o di un altro paese citato all'articolo 2 del presente protocollo.Se la merce è fatturata nella moneta di un altro Stato membro della Comunità o della Bulgaria, lo Stato d'importazione riconosce l'importo notificato dal paese considerato.2. Fino al 30 aprile 1993 incluso, l'ecu da utilizzare nella moneta nazionale di un determinato paese è il controvalore nella moneta nazionale di tale paese dell'ecu in vigore al 3 ottobre 1990. Per ogni periodo successivo di due anni, esso è il controvalore nella moneta nazionale di tale paese dell'ecu in vigore il primo giorno feriale del mese di ottobre dell'anno precedente il periodo di due anni.TITOLO III COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA Articolo 26 Comunicazione dell'impronta dei timbri e degli indirizziLe autorità doganali degli Stati membri e quelle della Bulgaria si comunicano a vicenda, tramite la Commissione delle Comunità europee, il facsimile dell'impronta dei timbri utilizzati nei loro uffici per il rilascio dei certificati EUR.1 e l'indirizzo delle autorità doganali competenti per il rilascio dei certificati EUR.1 e per il controllo di detti certificati e dei formulari EUR.2.Articolo 27 Controllo dei certificati EUR.1 e dei formulari EUR.21. Il controllo a posteriori dei certificati EUR.1 o dei formulari EUR.2 è effettuato per sondaggio o ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato di importazione abbiano fondati dubbi sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni relative alla reale origine della merce in questione.2. Ai fini del controllo a posteriori dei certificati EUR.1, le autorità doganali dello Stato di esportazione conservano per almeno due anni le copie dei certificati EUR.1 e i documenti di esportazione ad essi relativi.3. Allo scopo di assicurare una corretta applicazione del presente protocollo, la Bulgaria e gli Stati membri della Comunità si prestano mutua assistenza, tramite le rispettive amministrazioni doganali, per il controllo dell'autenticità dei certificati EUR.1, compresi quelli rilasciati in base all'articolo 11, paragrafo 5, e dei formulari EUR.2, nonché dell'esattezza delle informazioni relative all'effettiva origine dei prodotti.4. Per l'applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato di importazione rinviano il certificato EUR.1 o il formulario EUR.2, o una fotocopia dei suddetti documenti, alle autorità doganali dello Stato di esportazione, indicando, all'occorrenza, i motivi di fondo o di forma che giustificano un'inchiesta. Esse allegano ai certificati EUR.1 e ai formulari EUR.2 ogni documento commerciale, o copia dello stesso, nonché ogni informazione che hanno potuto ottenere e che faccia ritenere che le menzioni riportate sui suddetti certificati o formulari sono inesatte.5. Se decidono di soprassedere all'applicazione delle disposizioni dell'accordo in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato di importazione offrono all'importatore lo svincolo delle merci, con riserva delle misure conservative giudicate necessarie.6. I risultati del controllo a posteriori sono comunicati, appena possibile, alle autorità doganali dello Stato di importazione. Essi devono permettere di stabilire se il certificato EUR.1 o il formulario EUR.2 contestati si applicano alle merci in causa e se tali merci possono realmente beneficiare del regime preferenziale.Qualora, in caso di dubbi fondati, non sia pervenuta alcuna risposta entro dieci mesi dalla data della richiesta di controllo, oppure qualora la risposta non contenga informazioni sufficienti per determinare l'autenticità del documento in questione o l'effettiva origine delle merci, le autorità richiedenti le escludono dal regime preferenziale previsto dall'accordo, a meno che si tratti di casi di forza maggiore o di circostanze eccezionali.7. Le controversie che le autorità doganali dello Stato di importazione e dello Stato di esportazione non riescono a comporre e che danno adito a controversie circa l'interpretazione del presente protocollo vengono sottoposte al comitato di cooperazione doganale.8. Tutte le controversie tra l'importatore e le autorità doganali dello Stato di importazione vengono risolte in base alla legislazione di detto Stato.9. Qualora dalla procedura di controllo o da altre informazioni disponibili emerga che le disposizioni del presente protocollo non sono osservate, la Comunità o la Bulgaria, di propria iniziativa o su richiesta dell'altra parte, procedono o fanno procedere al più presto ad indagini adeguate per identificare e prevenire tali inadempienze e, a questo fine, possono invitare l'altra parte a partecipare alle indagini.10. Qualora dalla procedura di controllo e da altre informazioni disponibili emerga che le disposizioni del presente protocollo non sono osservate, le merci sono accettate come prodotti originari nell'ambito del presente protocollo soltanto previo espletamento delle procedure cui è stato fatto ricorso della cooperazione amministrativa prevista dal presente protocollo, compresa in particolare, la procedura di controllo.Analogamente, alle merci è rifiutato il trattamento di prodotti originari nell'ambito del presente protocollo soltanto previo espletamento della procedura di controllo.Articolo 28 SanzioniSi applicano sanzioni nei confronti di chiunque rediga o faccia redigere un documento contenente dati inesatti, allo scopo di fare ammettere una merce al beneficio del regime preferenziale.Articolo 29 Zone francheGli Stati membri e la Bulgaria adottano ogni misura necessaria ad evitare che le merci che sono state scambiate sotto la scorta di un certificato EUR.1 e che sostano durante il trasporto in una zona franca situata nel loro territorio siano oggetto di sostituzioni o trasformazioni diverse dalle trasformazioni usuali destinate ad evitarne il deterioramento.TITOLO IV CEUTA E MELILLA Articolo 30 Applicazione del protocollo1. Nell'espressione «Comunità» utilizzata nel presente protocollo non rientrano Ceuta e Melilla. Nell'espressione «prodotti originari della Comunità» non rientrano i prodotti originari di Ceuta e di Melilla.2. Il presente protocollo si applica, mutatis mutandis, ai prodotti originari di Ceuta e di Melilla, fatte salve le condizioni particolari di cui all'articolo 31.Articolo 31 Condizioni particolari1. Le disposizioni seguenti sono applicabili in sostituzione dell'articolo 1 ed i riferimenti a detto articolo si applicano mutatis mutandis al presente articolo.2. Purché siano stati trasportati direttamente a norma dell'articolo 8, sono considerati:1) prodotti originari di Ceuta e di Melilla:a) i prodotti totalmente ottenuti a Ceuta e a Melilla;b) i prodotti ottenuti a Ceuta e a Melilla nella cui produzione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione:i) che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4 del presente protocollo, oppureii) che tali prodotti siano originari della Bulgaria o della Comunità ai sensi del presente protocollo e che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni superiori a quelle di cui all'articolo 4, paragrafo 3.2) prodotti originari della Bulgaria:a) i prodotti totalmente ottenuti in Bulgaria;b) i prodotti ottenuti in Bulgaria nella cui produzione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione:i) che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4 del presente protocollo, oppureii) che tali prodotti siano originari di Ceuta, di Melilla o della Comunità ai sensi del presente protocollo e che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni superiori a quelle di cui all'articolo 4, paragrafo 3.3. Ceuta e Melilla sono considerate un solo territorio.4. L'esportatore o il suo rappresentante autorizzato è tenuto ad apporre le menzioni «Bulgaria» e «Ceuta» o «Melilla» nella casella 2 del certificato EUR.1. Inoltre, quando trattasi di «prodotti originari di Ceuta o di Melilla», il carattere originario deve essere indicato nella casella 4 del certificato EUR.1.5. Le autorità doganali spagnole sono incaricate di garantire l'applicazione del presente protocollo a Ceuta e a Melilla.TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI Articolo 32 Modifiche del protocolloLa Commissione mista procede ogni due anni, o quando la Bulgaria o la Comunità ne facciano richiesta, all'esame dell'attuazione delle disposizioni del presente protocollo, ai fini di apportarvi le modifiche o gli adeguamenti che si rivelassero necessari.Tale esame tiene conto, in particolare, della partecipazione delle parti contraenti a zone di libero scambio o ad unioni doganali con paesi terzi.Articolo 33 Comitato di cooperazione doganale1. È istituito un comitato di cooperazione doganale incaricato di assicurare la cooperazione amministrativa ai fini dell'applicazione corretta ed uniforme del presente protocollo e di assolvere ogni altro compito che possa venirgli affidato nel settore doganale.2. Il comitato è composto, da un lato, di esperti degli Stati membri e di funzionari dei servizi della Commissione delle Comunità europee responsabili per i problemi doganali e, dall'altro, di esperti doganali designati dalla Bulgaria.Articolo 34 Prodotti petroliferiI prodotti elencati nell'allegato VI sono temporaneamente esclusi dal campo di applicazione del presente protocollo. Tuttavia, le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa si applicano, mutatis mutandis, ai suddetti prodotti.Articolo 35 AllegatiGli allegati del presente protocollo costituiscono parte integrante dello stesso.Articolo 36 Esecuzione del protocolloLa Comunità e la Bulgaria prendono, ciascuna per quanto la riguarda, le misure necessarie all'esecuzione del presente protocollo.Articolo 37 Merci in transito o in depositoLe disposizioni dell'accordo possono applicarsi alle merci rispondenti alle disposizioni del presente protocollo che, alla data dell'entrata in vigore dell'accordo, si trovano in viaggio o sono in regime di deposito provvisorio, di deposito doganale o di zona franca nella Comunità o in Bulgaria, a condizione che vengano presentati - entro un termine di quattro mesi a decorrere da tale data - alle autorità doganali dello Stato di importazione un certificato EUR.1, rilasciato a posteriori dalle autorità competenti dello Stato di esportazione, nonché i documenti dai quali risulti che le merci sono state oggetto di trasporto diretto.ELENCO DEGLI ALLEGATI >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO I NOTE Premessa Le seguenti note si applicano, ove necessario, a tutti i manufatti che contengono materiali non originari, anche se non soggetti alle condizioni specifiche elencate nell'allegato II, ma alla regola del cambiamento di voce di cui all'articolo 4, paragrafo 1.Nota 1 1.1. Le prime due colonne dell'elenco descrivono il prodotto ottenuto. La prima colonna indica la voce o il capitolo del sistema armonizzato, mentre nella seconda colonna figura la designazione delle merci usata in detto sistema per tale voce o capitolo. Ad ogni prodotto menzionato nelle prime due colonne corrisponde una regola nella colonna 3. Ove tuttavia la voce che figura nella prima colonna è preceduta da «ex», ciò significa che la regola nella colonna 3 si applica soltanto alla parte di voce o di capitolo descritta nella colonna 2.1.2. Quando nella colonna 1 compaiono più voci raggruppate insieme, o il codice di un capitolo, e di conseguenza la descrizione dei prodotti nella colonna 2 è espressa in termini generali, la corrispondente regola nella colonna 3 si applica a tutti i prodotti che nel sistema armonizzato sono classificati nelle voci del capitolo o in una delle voci raggruppate nella colonna 1.1.3. Quando nella lista compaiono più regole, ciascuna applicabile a differenti prodotti tutti classificati nella stessa voce, ciascun capoverso (trattino) riporta la descrizione della parte di voce cui si applica la corrispondente regola nella colonna 3.Nota 2 2.1. Per «fabbricazione» s'intende qualsiasi tipo di lavorazione o trasformazione, incluso il montaggio o le operazioni specifiche. Vedi altresì la nota 3.5.2.2. Per «materiale» s'intende qualsiasi «ingrediente», «materia prima», «componente» o «parte» ecc., impiegato nella fabbricazione del prodotto.2.3. Per «prodotto» s'intende il prodotto che viene fabbricato, anche se esso è destinato ad essere successivamente impiegato in un'altra operazione di fabbricazione.2.4. Per «merci» si intendono sia i materiali che i prodotti.Nota 3 3.1. Quando una voce o parte di voce non è compresa nell'elenco, ad essa si applica nell'elenco la regola del cambiamento di voce di cui all'articolo 4, paragrafo 1. Se un prodotto citato nell'elenco è soggetto alla condizione del cambiamento di voce, tale condizione è menzionata nella regola della colonna 3.3.2. La lavorazione o la trasformazione richiesta da una regola della colonna 3 deve essere eseguita soltanto in relazione ai materiali non originari impiegati. Analogamente, le restrizioni contenute in una regola della colonna 3 si applicano soltanto ai materiali non originari impiegati.3.3. Quando una regola prescrive che possono essere utilizzati «materiali di qualsiasi voce», è ammesso l'utilizzo anche di materiali della stessa voce del prodotto, fatte salve le limitazioni specifiche eventualmente indicate nella regola stessa. Tuttavia l'espressione «fabbricazione a partire da materiali di qualsiasi voce compresi gli altri materiali della voce . . .» significa che possono essere utilizzati materiali classificati nella stessa voce del prodotto purché diversi da quelli indicati nella descrizione del prodotto riportata nella colonna 2 dell'elenco.3.4. Se un prodotto fabbricato con materiali non originari che ha ottenuto il carattere di prodotto originario in base alla regola del cambiamento di voce, oppure in base alla propria regola specifica nell'elenco, viene utilizzato nel processo di fabbricazione di un altro prodotto, la regola dell'elenco applicabile al prodotto finito in cui esso è incorporato non gli si applica.Ad esempio:Un motore della voce 8407, per il quale la regola d'origine impone che il valore dei materiali non originari incorporati non deve superare il 40 % del prezzo franco fabbrica, è ottenuto da «sbozzi di forgia» della voce 7224.Se la forgiatura è stata effettuata nel paese in questione a partire da un lingotto non originario, il pezzo forgiato ha già ottenuto il carattere di prodotto originario conformemente alla regola per la voce ex 7224 nella lista. Pertanto esso è considerato originario nel calcolo basato sul valore per il motore, a prescindere dal fatto che esso sia stato ottenuto nello stesso impianto industriale o no. Perciò il valore del lingotto non originario non viene preso in considerazione quando si somma il valore dei materiali non originari utilizzati.3.5. Anche se la regola del cambiamento di voce, o la regola che figura nell'elenco, è stata osservata, il prodotto finito non è originario se la trasformazione eseguita, considerata nel complesso, è insufficiente ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3.3.6. Ai fini dell'applicazione delle norme di origine, l'unità di qualificazione sarà il prodotto specifico considerato l'unità di base nel determinare la classificazione in base alla nomenclatura del sistema armonizzato; nel caso degli assortimenti di prodotti, classificati a norma della regola generale 3 per l'interpretazione del sistema armonizzato, l'unità di qualificazione verrà determinata in funzione di ciascun articolo dell'assortimento: questa disposizione si applica altresì agli assortimenti delle voci 6308, 8206 e 9605.Di conseguenza:- quando un prodotto composto di una serie o di un assortimento di articoli è classificato in un'unica voce a norma del sistema armonizzato, l'insieme costituisce l'unità di qualificazione;- quando una spedizione comprende un certo numero di prodotti identici classificati nella stessa voce del sistema armonizzato, ogni prodotto deve essere considerato singolarmente nell'applicare le norme di origine;- quando, a norma della regola generale 5 del sistema armonizzato, l'imballaggio fa parte del prodotto ai fini della classificazione, esso viene incluso anche per la determinazione dell'origine.Nota 4 4.1. La regola nell'elenco rappresenta l'entità minima di lavorazione o trasformazione richiesta, e l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni più importanti è pure idonea a conferire il carattere di prodotto originario; d'altro canto, l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni inferiori a quelle richieste non può conferire il carattere di prodotto originario. Pertanto, se una regola autorizza l'impiego di un materiale non originario che si trova ad un certo stadio di lavorazione, l'impiego del materiale in uno stadio di lavorazione precedente è autorizzato, mentre l'impiego del materiale in uno stadio successivo non lo è.4.2. Quando una regola nell'elenco specifica che un prodotto può essere fabbricato a partire da più di un materiale, ciò significa che è ammesso l'utilizzo di uno qualsiasi o più di tali materiali, non che tutti i materiali debbano essere utilizzati.Ad esempio:La regola per i tessuti autorizza l'impiego di fibre naturali ed anche, fra l'altro, di sostanze chimiche. Ciò non significa che entrambi debbano essere impiegati, bensì che si può usare un materiale, o l'altro, oppure entrambi.Se, tuttavia, una restrizione si applica ad un determinato materiale ed altre restrizioni ad altri materiali, nell'ambito della medesima regola, allora le restrizioni si applicano soltanto ai materiali effettivamente impiegati.Ad esempio:La regola per una macchina da cucire richiede che il meccanismo per la tensione del filo deve essere originario e che anche il meccanismo detto «zigzag» deve essere un prodotto originario; queste due restrizioni si applicano soltanto se i meccanismi in questione sono effettivamente incorporati nella macchina da cucire.4.3. Quando nell'elenco una regola specifica che un prodotto va fabbricato partendo da un determinato materiale, tale condizione non vieta ovviamente l'impiego di altri materiali che, per loro natura, non possono rispettare questa regola.Ad esempio:La regola per la voce 1904 che esclude specificamente l'uso di cereali o loro derivati non impedisce l'uso di sali minerali, sostanze chimiche ed altri additivi che non sono prodotti a partire da cereali.Ad esempio:Nel caso di un prodotto fabbricato con materiali non tessuti, se la regola prescrive che per tale gruppo di prodotti il materiale non originario utilizzato può unicamente essere il filato, non è ammesso partire da «tessuti non tessuti», nemmeno se i non tessuti non possono essere normalmente ottenuti da filati. In tal caso, il materiale di partenza dovrebbe normalmente trovarsi ad uno stadio precedente al filato, cioè allo stadio di fibra.Vedi anche la nota 7.3 concernente i tessili.4.4. Se una regola dell'elenco autorizza l'impiego di materiali non originari, indicando due o più percentuali del loro tenore massimo, tali percentuali non sono cumulabili. Il tenore massimo di tutti i materiali non originari impiegati non può mai eccedere la percentuale più elevata fra quelle indicate. Inoltre, non deve essere superata alcuna delle percentuali specificate, in relazione ai materiali cui si riferiscono.Nota 5 5.1. Nell'elenco con l'espressione «fibre naturali» s'intendono le fibre diverse da quelle artificiali o sintetiche che si trovano in uno stadio precedente alla filatura, compresi i cascami e, se non altrimenti specificato, l'espressione «fibre naturali» comprende le fibre che sono state cardate, pettinate o altrimenti preparate, ma non filate.5.2. Il termine «fibre naturali» comprende crini della voce 0503, seta delle voci 5002 e 5003 nonché fibre di lana, peli fini o grossolani di animali delle voci dal 5101 al 5105, fibre di cotone delle voci dal 5201 al 5203 e le altre fibre vegetali delle voci dal 5301 al 5305.5.3. Nell'elenco, con i termini «pasta tessile», «sostanze chimiche» e «materiali per la fabbricazione della carta» sono designati i materiali che non sono classificati nei capitoli da 50 a 63 e che possono essere utilizzati per fabbricare fibre artificiali, sintetiche o di carta o filati.5.4. Nell'elenco, per «fibre in fiocco sintetiche o artificiali» si intendono i fasci di filamenti, le fibre in fiocco o i cascami sintetici o artificiali delle voci dal 5501 al 5507.Nota 6 6.1. Nel caso dei prodotti misti classificati nelle voci che compaiono nell'elenco e per cui si fa riferimento alla presente nota, le condizioni esposte alla colonna 3 non si applicano ad alcun materiale tessile di base impiegato che globalmente rappresenti il 10 % o meno del valore totale di tutti i materiali tessili di base usati (vedi anche note 6.3 e 6.4).6.2. Tuttavia, questa tolleranza si applica esclusivamente ai prodotti misti nella cui composizione entrano due o più materiali tessili di base.Per materiali tessili di base si intendono i seguenti:- seta;- lana;- peli grossolani di animali;- peli fini di animali;- crine di cavallo;- cotone;- materiali per la fabbricazione della carta e carta;- lino;- canapa;- iuta ed altre fibre tessili liberiane;- sisal ed altre fibre tessili del genere Agave;- cocco, abaca, ramiè ed altre fibre tessili vegetali;- filamenti sintetici;- filamenti artificiali;- fibre sintetiche in fiocco;- fibre artificiali in fiocco.Ad esempio:Un filato della voce 5205 ottenuto da fibre di cotone della voce 5203 e da fibre sintetiche in fiocco della voce 5506 è un filato misto. Perciò, materiali tessili non originari che non soddisfano le regole di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da materiale chimico o da pasta tessile) possono essere usati fino a un massimo del 10 % del valore del filato.Ad esempio:Un tessuto di lana della voce 5112 ottenuto da filato di lana della voce 5107 e da filato di fibre sintetiche in fiocco della voce 5509 è un tessuto misto. Perciò, filati sintetici che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da materiali chimici o da pasta tessile) o filati di lana che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da fibre naturali, non cardate né pettinate né altrimenti preparate per la filatura o una combinazione di entrambi possono essere utilizzati fino a un massimo del 10 % del valore del tessuto.Ad esempio:Una superficie tessile «tutfed» della voce 5802 ottenuta da filato di cotone della voce 5205 e da tessuto di cotone della voce 5210 è un prodotto misto solo se il tessuto di cotone è esso stesso un tessuto misto ottenuto da filati classificati in due voci separate, oppure se il filato di cotone usato è esso stesso misto.Ad esempio:Se la stessa superficie tessile «tutfed» fosse stata ottenuta da filato di cotone della voce 5205 e da tessuto sintetico della voce 5407, la superficie tessile «tutfed» sarebbe un prodotto misto.Ad esempio:Un tappeto con ciuffi di filato artificiale e ciuffi di filato di cotone ed il dorso di iuta è un prodotto misto, poiché sono stati utilizzati tre materiali tessili di base. Perciò può essere utilizzato qualsiasi materiale non originario che è utilizzato ad uno stadio di lavorazione superiore a quello ammesso dalla regola, a condizione che il suo valore globale non ecceda il 10 % del valore del materiale tessile nel tappeto. Perciò, il dorso di iuta, i filati artificiali e/o i filati di cotone potrebbero essere importati in questa fase di lavorazione a condizione che il limite di valore sia rispettato.6.3. Nel caso di tessuti nella cui composizione entrano «filati di poliuretano segmentato con segmenti flessibili di poliestere, anche rivestiti», questa tolleranza viene portata al 20 % o meno del peso totale per tale filato.6.4. Nel caso di tessuti nella cui composizione entra un nastro consistente di un'anima di lamina di alluminio, oppure di un'anima di pellicola di materia plastica, ricoperta o no di polvere di alluminio, della larghezza non superiore a 5 mm, inserita mediante incollatura tra due pellicole di plastica, questa tolleranza viene portata al 30 % o meno del peso totale per tale nastro.Nota 7 7.1. Nel caso dei prodotti tessili contrassegnati nell'elenco da una nota a piè di pagina relativa alla presente nota i materiali tessili, escluse le fodere e le controfodere, che non soddisfano la regola esposta nella colonna 3 per il prodotto finito in questione possono essere usati, purché siano classificati in una voce diversa da quella del prodotto e il loro valore non superi l'8 % del prezzo franco fabbrica del prodotto.7.2. Tutte le guarnizioni, accessori o altri materiali non tessili utilizzati che contengono tessili non debbono soddisfare le condizioni di cui alla colonna 3 (anche se non rientrano nella nota 4.3).7.3. Conformemente alla nota 4.3, qualsiasi guarnizione, accessorio o altro materiale (che non contenga materiali tessili) non tessile non originario può tuttavia essere utilizzato liberamente qualora esso non possa essere ottenuto a partire dai materiali elencati nella colonna 3.Ad esempio:Se una regola dell'elenco richiede per un prodotto tessile specifico, come una camicia, che la fabbricazione debba partire dal filato, ciò non vieta l'uso di particolari metallici, come i bottoni, poiché questi non possono essere ottenuti da materiali tessili.7.4. Qualora sia applicabile una regola di percentuale, il valore delle guarnizioni ed accessori deve essere preso in considerazione nel calcolo del valore dei materiali non originari incorporati.ALLEGATO II ELENCO DELLE LAVORAZIONI O TRASFORMAZIONI DI CUI DEVONO ESSERE OGGETTO I MATERIALI NON ORIGINARI PER CONFERIRE UN CARATTERE ORIGINARIO AL PRODOTTO FINITO >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE EUR.1 1. Il certificato EUR.1 è compilato sul modulo il cui modello figura nel presente allegato. Questo moduloè stampato in una o più lingue in cui l'accordo è redatto. Il certificato EUR.1 viene compilato in una di tali lingue e in conformità delle disposizioni di diritto interno dello Stato d'esportazione; se viene compilato a mano, deve essere scritto in inchiostro e in carattere stampatello.2. Il certificato EUR.1 deve avere il formato di 210 × 297 mm, con una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più nel senso della lunghezza, ed essere stampato su carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 25 grammi il metro quadrato. Il certificato deve avere un fondo arabescato di colore verde, in modo da far risaltare qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici.3. Le autorità competenti degli Stati membri della Comunità e della Bulgaria possono riservarsi la stampa dei certificati EUR.1 oppure affidarne il compito a tipografie da essi autorizzate. In quest'ultimo caso, su ogni certificato EUR.1 deve essere indicata tale autorizzazione. Ogni certificato EUR.1 deve recare menzione del nome e dell'indirizzo della tipografia o un segno che ne consenta l'identificazione. Il certificato deve recare, inoltre, un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI >INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>DOMANDA PER OTTENERE UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI >INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO> DICHIARAZIONE DELL'ESPORTATORE>INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO> ALLEGATO IV FORMULARIO EUR.2 1. Il formulario EUR.2 è compilato sul modulo il cui modello figura nel presente allegato. Questo modulo è stampato in una o più lingue in cui l'accordo è redatto. Il formulario viene compilato in una di tali lingue e in conformità delle disposizioni di diritto interno dello Stato d'esportazione; se viene compilato a mano, deve essere scritto in inchiostro e in carattere stampatello.2. Il formulario EUR.2 ha il formato di 210 × 148 mm. Una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più è ammessa per quanto riguarda la lunghezza. La carta da usare è una carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 64 g/m2.3. Le autorità competenti degli Stati membri della Comunità e della Bulgaria possono riservarsi la stampa dei formulari o affidarne l'esecuzione a tipografie che abbiano ottenuto la loro autorizzazione. In quest'ultimo caso, su ogni foglio deve essere indicata tale autorizzazione. Inoltre, ogni formulario deve recare menzione del nome e dell'indirizzo della tipografia o un segno che ne consenta l'identificazione. Il formulario deve recare, inoltre, un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.>INIZIO DI UN GRAFICO>FORMULARIO EUR.2 N.>FINE DI UN GRAFICO>ALLEGATO V Modello dell'impronta del timbro di cui all'articolo 15, paragrafo 3, lettera b) >INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>ALLEGATO VI ELENCO DEI PRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 34, TEMPORANEAMENTE ESCLUSI DAL CAMPO D'APPLICAZIONE DEL PRESENTE PROTOCOLLO >SPAZIO PER TABELLA>PROTOCOLLO N. 5 CAPITOLO I Disposizioni specifiche relative agli scambi tra Spagna e Bulgaria Articolo 1 Le disposizioni dell'accordo relative agli scambi di cui al titolo II sono modificate nel modo seguente per tener conto delle misure e degli impegni previsti nell'Atto di adesione del Regno di Spagna alle Comunità europee (di seguito denominato «l'Atto di adesione»).Articolo 2 Ai sensi dell'Atto di adesione, la Spagna non accorda ai prodotti originari della Bulgaria un trattamento più favorevole di quello riservato alle importazioni originarie degli altri Stati membri o in libera circolazione negli altri Stati membri.Articolo 3 1. I dazi applicati dal Regno di Spagna ai prodotti agricoli, definiti ai sensi dell'articolo 13 dell'accordo, originari della Bulgaria ed elencati negli allegati XI e XIII dell'accordo sono progressivamente allineati a quelli applicati dalla Comunità a dieci in base alla procedura e al calendario stabiliti dall'articolo 75, paragrafi 2 e 3 dell'Atto di adesione.2. I prelievi applicati dal Regno di Spagna ai prodotti di cui all'articolo 15, paragrafo 2 dell'accordo originari della Bulgaria ed elencati nell'allegato XI e alla componente agricola dei prodotti di cui al protocollo n. 3 originari della Bulgaria sono quelli applicati ciascun anno dalla Comunità a dieci corretti in base agli importi compensativi «adesione» previsti dall'Atto di adesione.Articolo 4 L'adempimento da parte della Spagna degli obblighi previsti dall'articolo 4, paragrafo 4 dell'accordo avviene al momento previsto per gli altri Stati membri, sempre che la Bulgaria sia stata esclusa dal campo di applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1765/82 e (CEE) n. 3420/83 relativi ai regimi d'importazione dei prodotti originari dei paesi a commercio di Stato.Articolo 5 Alle importazioni in Spagna di prodotti originari della Bulgaria possono applicarsi restrizioni quantitative fino al 31 dicembre 1995 per i prodotti elencati nell'allegato A.Articolo 6 Le disposizioni del presente protocollo lasciano impregiudicate quelle previste dal regolamento (CEE) n. 1911/91 del Consiglio, del 26 giugno 1991, relativo all'applicazione delle disposizioni di diritto comunitario alle isole Canarie e dalla decisione 91/314/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1991, che istituisce un programma di opzioni specificamente connesse alla lontananza e all'insularità delle isole Canarie (POSEICAN).CAPITOLO II Disposizioni specifiche relative agli scambi tra Portogallo e Bulgaria Articolo 7 Le disposizioni dell'accordo relative agli scambi di cui al titolo II sono modificate nel modo seguente per tener conto delle misure e degli impegni previsti dall'Atto di adesione della Repubblica portoghese alle Comunità europee (in seguito denominato «l'Atto di adesione»).Articolo 8 Ai sensi dell'Atto di adesione, il Portogallo non accorda alla Bulgaria un trattamento più favorevole di quello riservato alle importazioni originarie degli altri Stati membri.Articolo 9 1. I dazi applicabili da parte della Repubblica portoghese ai prodotti industriali originari della Bulgaria di cui all'articolo 4 dell'accordo e ai protocolli n. 1 e 2, nonché alle componenti non agricole dei prodotti compresi nel protocollo n. 3 sono progressivamente aboliti in base alla procedura e al calendario specificato nel presente articolo.2. Il punto di partenza fondamentale per lo smantellamento delle tariffe sono i dazi effettivamente applicati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con la Comunità a dieci al 1° gennaio 1985; all'entrata in vigore dell'accordo i dazi sono allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci.Per quanto riguarda i prodotti di cui all'allegato XXXI dell'Atto di adesione, tuttavia, lo smantellamento delle tariffe segue lo stesso calendario e parte dai dazi effettivamente applicati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con i paesi terzi al 1° gennaio 1985.Articolo 10 1. I dazi applicati dalla Repubblica portoghese ai prodotti agricoli, definiti ai sensi dell'articolo 13 dell'accordo, originari della Bulgaria ed elencati negli allegati XI e XIII dell'accordo sono progressivamente allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci in base alla procedura e al calendario specificati più oltre nel presente articolo.2. Per i prodotti agricoli diversi da quelli di cui al paragrafo 3 del presente articolo, la Repubblica portoghese riduce le proprie tariffe a partire da quelle da essa effettivamente applicate nei suoi scambi con i paesi terzi al 1° gennaio 1985. La differenza tra le suddette tariffe e quelle applicate dalla Comunità a dieci è ridotta annualmente in base al seguente calendario:- all'entrata in vigore dell'accordo la differenza è ridotta al 27,2 % della differenza originale;- il 1° gennaio 1994 la differenza è ridotta al 18,1 % della differenza originale;- il 1° gennaio 1996 la differenza è ridotta al 9 % della differenza originale;- a partire dal 1° gennaio 1996 la Repubblica portoghese applica gli stessi dazi della Comunità a dieci.3. La Repubblica portoghese applica ai prodotti agricoli di cui ai regolamenti n. 136/66/CEE, (CEE) n. 804/68, (CEE) n. 805/68, (CEE) n. 1035/72, (CEE) n. 2727/75, (CEE) n. 2759/75, (CEE) n. 2771/75, (CEE) n. 2777/75, (CEE) n. 1418/76 e (CEE) n. 822/87 un dazio che riduce la differenza tra il dazio effettivamente applicato il 31 dicembre 1990 e il dazio preferenziale in base al seguente calendario:- a partire dall'entrata in vigore dell'accordo la differenza è ridotta al 49,9 % della differenza iniziale;- il 1° gennaio 1994 la differenza è ridotta al 33,2 % della differenza iniziale;- il 1° gennaio 1995 la differenza è ridotta al 16,5 % della differenza iniziale.A partire dal 1° gennaio 1996 il Portogallo applica totalmente i tassi preferenziali.Articolo 11 L'adempimento da parte del Portogallo degli obblighi previsti dall'articolo 4, paragrafo 4 dell'accordo avviene al momento previsto per gli altri Stati membri, sempre che la Bulgaria sia stata esclusa dal campo di applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1765/82 e (CEE) n. 3420/83 relativi ai regimi d'importazione dei prodotti originari dei paesi a commercio di Stato.Articolo 12 Alle importazioni in Portogallo di prodotti originari della Bulgaria possono applicarsi restrizioni quantitative fino al 31 dicembre 1995 per i prodotti elencati nell'allegato B.ALLEGATO A >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO B 0103 10 000103 91 100103 92 110103 92 190701 10 000701 90 100701 90 510701 90 590803 00 100803 00 900804 30 002204 21 102204 21 212204 21 232204 21 252204 21 292204 21 312204 21 332204 21 352204 29 102204 29 212204 29 232204 29 252204 29 292204 29 312204 29 332204 29 352204 29 39PROTOCOLLO N. 6 Sull'assistenza reciproca nel settore doganale Articolo 1 DefinizioniAi fini del presente protocollo si intende per:a) «legislazione doganale»: le disposizioni, applicabili nei territori delle parti contraenti, che disciplinano l'importazione e il transito delle merci, nonché l'assoggettamento delle stesse ad altra procedura doganale, comprese le misure di divieto, restrizione e controllo adottate dalle suddette parti;b) «dazi doganali»: i dazi, le imposte, i diritti o gli altri importi riscossi nei territori delle parti contraenti in applicazione della legislazione doganale, esclusi i diritti e le tasse il cui importo è limitato al costo approssimativo dei servizi resi;c) «autorità richiedente»: l'autorità amministrativa competente, all'uopo designata da una parte contraente, che presenta una domanda di assistenza nel settore doganale;d) «autorità interpellata»: l'autorità amministrativa competente, all'uopo designata da una parte contraente, che riceve una richiesta di assistenza nel settore doganale;e) «infrazione»: ogni violazione della legislazione doganale ovvero ogni tentata violazione di detta legislazione.Articolo 2 Campo di applicazione1. Le parti contraenti si prestano reciproca assistenza nei modi e alle condizioni specificati nel presente protocollo, per garantire la corretta applicazione della legislazione doganale, in particolare in materia di prevenzione, individuazione ed esame delle violazioni di detta legislazione.2. L'assistenza nel settore doganale prevista dal presente protocollo si applica ad ogni autorità amministrativa delle parti contraenti competente per l'applicazione di tale protocollo. Essa non pregiudica le norme che disciplinano l'assistenza reciproca in materia penale e non comprende le informazioni ottenute in virtù delle facoltà esercitate a richtiesta dell'autorità giudiziaria, salvo assenso da parte di dette autorità.Articolo 3 Assistenza su domanda1. Su domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata fornisce tutte le informazioni pertinenti che consentono all'autorità richiedente di garantire la corretta applicazione della legislazione doganale, comprese le informazioni riguardanti le operazioni attuate o programmate che violino o possano violare detta legislazione.2. L'autorità interpellata comunica all'autorità richiedente, su sua richiesta, se le merci esportate dal territorio di una delle parti contraenti sono state correttamente importate nel territorio dell'altra parte, precisando, se del caso, il regime doganale applicato alle stesse.3. Su domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata prende le misure necessarie a garantire che siano sottoposti a sorveglianza:a) le persone fisiche o giuridiche nei confronti delle quali sussistono fondati motivi di ritenere che violino o abbiano violato la legislazione doganale;b) i movimenti di merci per i quali è stata segnalata la possibilità di gravi infrazioni della legislazione doganale;c) i mezzi di trasporto per i quali vi sono fondati motivi di ritenere che siano stati, siano ovvero possano essere utilizzati per violare la legislazione doganale.Articolo 4 Assistenza spontaneaLe parti contraenti si prestano reciproca assistenza, nell'ambito delle rispettive competenze, qualora lo ritengano necessario per la corretta applicazione delle legislazione doganale, in particolare allorché ricevano informazioni riguardanti:- operazioni per le quali sia stata violata, si violi o si possa violare tale normativa, che possono interessare le altre parti contraenti;- nuovi mezzi o metodi utilizzati per effettuare dette operazioni;- merci note per essere soggette a gravi infrazioni della legislazione doganale per quanto concerne l'importazione, l'esportazione, il transito o qualsiasi altro regime doganale.Articolo 5 Consegna/NotificaSu domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata prende, conformemente alla propria legislazione, tutte le misure necessarie per:- consegnare tutti i documenti e- notificare tutte le decisioni,rientranti nel campo di applicazione del presente protocollo, ad un destinatario, residente o stabilito nel suo territorio. In tal caso si applica l'articolo 6, paragrafo 3.Articolo 6 Forma e contenuto delle domande di assistenza1. Le domande presentate conformemente al presente protocollo sono fatte per iscritto. Ad esse vengono allegati i documenti necessari per la loro evasione. Qualora l'urgenza della situazione lo richieda, possono essere accettate anche domande orali le quali, tuttavia, devono essere immediatamente confermate per iscritto.2. Le domande presentate conformemente al paragrafo 1 del presente articolo devono contenere le seguenti informazioni:a) autorità richiedente che presenta la domanda;b) misura richiesta;c) oggetto e motivo della domanda;d) leggi, norme e altri documenti legali in causa;e) ragguagli il più possibile esatti ed esaurienti sulle persone fisiche o giuridiche oggetto d'indagine;f) esposizione succinta dei fatti, salvo per i casi di cui all'articolo 5.3. Le domande sono presentate nella lingua o in una delle lingue ufficiali dell'autorità interpellata o in una lingua concordata con detta autorità.4. Se la domanda non risponde ai requisiti formali stabiliti può esserne richiesta la correzione o il completamento; tuttavia, possono essere disposte misure cautelative.Articolo 7 Disbrigo delle domande1. Per evadere le domande di assistenza l'autorità interpellata ovvero, qualora essa non possa agire direttamente, il servizio amministrativo al quale la domanda è stata indirizzata da parte di detta autorità, procede, nell'ambito delle sue competenze e delle risorse disponibili, come se agisse per proprio conto o su domanda di altre autorità della stessa parte contraente, fornendo informazioni già in suo possesso, svolgendo adeguate indagini o disponendone l'esecuzione.2. Le domande di assistenza sono evase conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari e alle altre disposizioni di legge della parte contraente interpellata.3. I funzionari debitamente autorizzati di una parte contraente possono, d'intesa con l'altra parte contraente interessata e alle condizioni da questa stabilite, ottenere informazioni dagli uffici dell'autorità interpellata o di altra autorità, della quale l'autorità interpellata è responsabile, sulle infrazioni della legislazione doganale, che occorrano all'autorità richiedente ai fini del presente protocollo.4. I funzionari di una parte contraente, d'intesa con l'altra parte contraente, possono essere presenti alle indagini condotte sul territorio di quest'ultima.Articolo 8 Forma in cui devono essere comunicate le informazioni1. L'autorità interpellata comunica i risultati delle indagini all'autorità richiedente sotto forma di documenti, copie autenticate di documenti, relazioni e simili.2. I documenti di cui al paragrafo 1 possono essere sostituiti da informazioni computerizzate prodotte, in qualsiasi forma, per gli stessi fini.Articolo 9 Eccezioni all'obbligo di fornire assistenza1. Le parti contraenti possono rifiutare di prestare assistenza, come disposto nel presente protocollo, qualora ciò possa:a) pregiudicare la sovranità, l'ordine pubblico, la sicurezza o altri interessi essenziali, ob) riguardare norme valutarie o fiscali diverse da quelle relative ai dazi doganali, ovveroc) violare un segreto industriale, commerciale o professionale.2. Se l'autorità richiedente domanda un'assistenza che non sarebbe in grado di fornire se ne venisse richiesta, lo fa presente nella sua domanda. Spetta quindi all'autorità interpellata decidere il seguito da dare a tale domanda.3. Se l'assistenza è rifiutata o negata la decisione e le sue motivazioni devono essere notificate senza indugio all'autorità richiedente.Articolo 10 Osservanza della riservatezza1. Tutte le informazioni comunicate in qualsiasi forma ai sensi del presente protocollo sono di carattere riservato. Esse sono coperte dal segreto d'ufficio e sono tutelate dalle leggi applicabili nel territorio della parte contraente che le ha ricevute e dalle corrispondenti disposizioni cui debbono conformarsi le autorità comunitarie.2. I dati nominativi non vengono trasmessi qualora vi siano fondati motivi di ritenere che il loro trasferimento o il loro uso contravvenga ai principi fondamentali del diritto di una delle parti, in particolare, qualora la persona interessata subisca un indebito pregiudizio. Su richiesta, la parte che riceve le informazioni comunica alla parte che le fornisce l'uso fattone e i risultati ottenuti.PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 293A1223(01).23. I dati nominativi possono essere trasmessi solo alle autorità doganali e, qualora siano necessari ai fini di un'azione penale, alla pubblica accusa e alle autorità giudiziarie. Altre persone o autorità possono ottenere dette informazioni solo previa autorizzazione dell'autorità che le fornisce.4. La parte che fornisce le informazioni verifica l'esattezza delle stesse. Qualora risulti che le informazioni fornite sono inesatte o devono essere cancellate, ne dovrà informare senza indugio la parte ricevente. Quest'ultima è tenuta ad apportare le correzioni o a procedere alla cancellazione.5. Fatti salvi i casi di pubblico interesse prevalente, la persona interessata può ottenere, su richiesta, informazioni sulla memorizzazione dei dati e sui fini di tale memorizzazione.Articolo 11 Uso delle informazioni1. Le informazioni ottenute possono essere utilizzate solo ai fini del presente protocollo; le parti contraenti possono utilizzarle per altri fini solo previo consenso scritto dell'autorità amministrativa che le ha fornite; esse sono soggette a tutte le restrizioni stabilite da detta autorità. Queste disposizioni non si applicano alle informazioni riguardanti i reati relativi agli stupefacenti e alle sostanze psicotrope. Dette informazioni possono essere comunicate ad altre autorità direttamente coinvolte nella lotta contro il traffico illecito di stupefacenti, nei limiti dell'articolo 2.2. Le disposizioni del paragrafo 1 non ostano all'uso delle informazioni in azioni giudiziarie o amministrative promosse a seguito della mancata osservanza della legislazione doganale.3. Le parti contraenti, nei loro documenti probatori, nelle loro relazioni e testimonianze, nonché nei procedimenti e nelle azioni penali promossi dinanzi ad un tribunale possono utilizzare le informazioni ottenute e i documenti consultati conformemente alle disposizioni del presente protocollo.Articolo 12 Esperti e testimoniUn funzionario dell'autorità interpellata può essere autorizzato a comparire, nei limiti dell'autorizzazione concessa, in qualità di esperto o testimone in azioni giudiziarie o amministrative riguardanti le materie di cui al presente protocollo nella giurisdizione di un'altra parte contraente e produrre oggetti, documenti ovvero loro copie autenticate che possano occorrere nel procedimento. Nella richiesta di comparizione deve essere precisato su quale argomento e a quale titolo il funzionario sarà interrogato.Articolo 13 Spese di assistenzaLe parti contraenti rinunciano reciprocamente a tutte le richieste di rimborso delle spese sostenute in virtù del presente protocollo, escluse, a seconda dei casi, le spese per esperti e testimoni, nonché interpreti e traduttori che non dipendano da pubblici servizi.Articolo 14 Esecuzione1. La gestione del presente protocollo è affidata alle autorità doganali centrali della Bulgaria, da una parte, e ai competenti servizi della Commissione, nonché se del caso, alle autorità doganali degli Stati membri della Comunità europea, dall'altra. Essi decidono in merito a tutte le misure pratiche e alle disposizioni necessarie per la sua applicazione, tenendo conto delle norme per la protezione dei dati. Essi possono raccomandare ai competenti organismi le modificazioni del presente protocollo che ritengano necessarie.2. Le parti contraenti si consultano e si tengono reciprocamente informate in merito alle specifiche norme di attuazione adottate conformemente alle disposizioni del presente articolo.Articolo 15 Complementarità1. Il presente protocollo completa e non pregiudica l'applicazione di qualsiasi accordo di reciproca assistenza che sia stato concluso o possa essere concluso tra singoli o più Stati membri della Comunità europea e la Bulgaria. Inoltre esso non osta all'ampliamento dell'assistenza reciproca di cui ai suddetti accordi.2. Fatto salvo l'articolo 11, detti accordi non arrecano pregiudizio alle disposizioni della Comunità che disciplinano la comunicazione, tra i competenti servizi della Commissione e le autorità doganali degli Stati membri, di tutte le informazioni ottenute in materia doganale che possano interessare la Comunità.PROTOCOLLO N. 7 Sulle concessioni con limiti annui Le parti convengono che, qualora l'accordo entri in vigore dopo il 1° gennaio di un qualsivoglia anno, ogni concessione accordata entro limiti quantitativi annui sarà adeguata proporzionalmente, ad eccezione delle concessioni della Comunità di cui agli allegati III e XI.Per quanto concerne gli allegati III e XI, i prodotti per i quali sono stati rilasciati certificati d'importazione ai sensi dei regolamenti (CEE) del Consiglio recanti applicazione di preferenze tariffarie generalizzate tra il 1° gennaio e l'entrata in vigore dell'accordo saranno imputati ai contingenti o massimali tariffari indicati in detti allegati.ATTO FINALE I plenipotenziari della COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA e della COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, qui di seguito denominate «la Comunità»,da una parte, ei plenipotenziari della REPUBBLICA DI BULGARIA, qui di seguito denominata «Bulgaria»,dall'altra,riuniti a Bruxelles l'otto marzo millenovecentonovantatré per la firma dell'accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità economica europea e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e la Bulgaria, dall'altra, qui di seguito denominato «accordo», hanno adottato i testi elencati in appresso:l'accordo, nonché i seguenti protocolli:>SPAZIO PER TABELLA>I plenipotenziari della Comunità e i plenipotenziari della Bulgaria hanno adottato il testo delle dichiarazioni comuni elencate in appresso ed allegate al presente atto finale:Dichiarazione comune relativa all'articolo 2, paragrafo 3 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 2, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 4, paragrafo 3 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 15, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 15, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 34 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 37 dell'accordoDichiarazione comune relativa al protocollo n. 1 dell'accordoDichiarazione comune relativa al protocollo n. 2, articolo 5 e articolo 9, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa al protocollo n. 4Dichiarazione comune relativa al protocollo n. 6, articolo 5 dell'accordoI plenipotenziari della Comunità e i plenipotenziari della Bulgaria hanno inoltre preso atto degli scambi di lettere elencati in appresso e allegati al presente atto finale:Accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria per quanto riguarda il transitoAccordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto terrestreAccordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria per quanto riguarda talune disposizioni applicabili ai bovini viviAccordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria relativo ad alcune disposizioni applicabili nei settori dei suini e del pollameAccordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria per quanto riguarda il riconoscimento del carattere regionale della peste suina africana nel Regno di SpagnaI plenipotenziari della Bulgaria hanno preso atto delle dichiarazioni elencate in appresso ed allegate al presente atto finale:Dichiarazione della Comunità relativa all'articolo 15, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione della Comunità relativa all'articolo 15, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione della Comunità relativa all'articolo 2, paragrafo 3 del protocollo n. 1 dell'accordoDichiarazione della Comunità relativa all'articolo 9, paragrafo 1, punto iii) e paragrafo 4 del protocollo n. 2 dell'accordoDichiarazione della Comunità relativa all'articolo 9, paragrafo 4 del protocollo n. 2 dell'accordoI plenipotenziari della Comunità hanno preso atto delle dichiarazioni elencate in appresso ed allegate al presente atto finale:Dichiarazione della Bulgaria relativa all'articolo 8, paragrafo 3 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa all'articolo 15, paragrafo 3 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa all'articolo 37 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa all'articolo 37 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa al protocollo n. 2 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa al protocollo n. 3 dell'accordoHecho en Bruselas, el ocho de marzo de mil novecientos noventa y tres.Udfærdiget i Bruxelles, den ottende marts nitten hundrede og treoghalvfems.Geschehen zu Brüssel am achten März neunzehnhundertdreiundneunzig.¸ãéíå óôéò ÂñõîÝëëåò, óôéò ïêôþ Ìáñôßïõ ÷ßëéá åííéáêüóéá åííåíÞíôá ôñßá.Done at Brussels on the eighth day of March in the year one thousand nine hundred and ninety-three.Fait à Bruxelles, le huit mars mil neuf cent quatre-vingt-treize.Fatto a Bruxelles, addì otto marzo millenovecentonovantatré.Gedaan te Brussel, de achtste maart negentienhonderd drieënnegentig.Feito em Bruxelas, em oito de Março de mil novecentos e noventa e três.>RIFERIMENTO A UN FILM>Por el Consejo y la Comisión de las Comunidades EuropeasFor Rådet og Kommissionen for De Europæiske FællesskaberFür den Rat und die Kommission der Europäischen GemeinschaftenÃéá ôï Óõìâïýëéï êáé ôçí ÅðéôñïðÞ ôùí Åõñùðáúêþí ÊïéíïôÞôùíFor the Council and the Commission of the European CommunitiesPour le Conseil et la Commission des Communautés européennesPer il Consiglio e la Commissione delle Comunità europeeVoor de Raad en de Commissie van de Europese GemeenschappenPelo Conselho e pela Comissão das Comunidades Europeias>RIFERIMENTO A UN FILM>Por la República de BulgariaFor Republikken BulgarienFür die Republik BulgarienÃéá ôç Äçìïêñáôßá ôçò ÂïõëãáñßáòFor the Republic of BulgariaPour la République de BulgariePer la Repubblica di BulgariaVoor de Republiek BulgarijePela República da Bulgária>RIFERIMENTO A UN FILM>DICHIARAZIONI COMUNI 1. Articolo 2, paragrafo 3 Le parti dichiarano che per «dazio effettivamente applicato» si intende, per quanto riguarda la Bulgaria, l'aliquota di dazio applicata alle nazioni più favorite (dazi doganali, e per i prodotti figuranti nell'allegato VIII oneri di effetto equivalente a dazi doganali) e, per quanto riguarda la Comunità, il dazio previsto dalla tariffa doganale (autonomo o convenzionale, nonché le sospensioni e i contingenti tariffari «permanenti» che figurano nella tariffa stessa). Qualora tuttavia si applichino sospensioni temporanee dei dazi doganali per una specifica finalità, per specifici quantitativi o per specifiche forniture, tali sospensioni non sono considerate il «dazio effettivamente applicato». Il giorno precedente la data di entrata in vigore dell'accordo, le Parti si notificano reciprocamente l'elenco dei prodotti soggetti a tali sospensioni temporanee dei dazi.2. Articolo 2, paragrafo 4 La Comunità e la Bulgaria confermano che qualora si proceda ad una riduzione dei dazi mediante una sospensione di dazi per un determinato periodo, tali dazi ridotti sostituiscono i dazi di base solo per la durata di tale sospensione e che, qualora sia decisa una sospensione parziale dei dazi, viene tutelato il margine preferenziale tra le parti.3. Articolo 4, paragrafo 3, secondo comma Le parti dichiarano che i dazi ridotti calcolati in base alle disposizioni del presente accordo devono essere arrotondati alla prima cifra decimale, per eccesso quando la seconda cifra decimale è compresa tra 5 e 9, e per difetto quando è compresa tra 0 e 4.4. Articolo 15, paragrafo 4 In attesa che si concludano i negoziati dell'Uruguay Round nel quadro dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio e prorogando per un anno l'accordo del 1990, la Comunità e la Bulgaria concordano di avviare negoziati nel secondo semestre del 1993 al fine di raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile sulla proroga dell'accordo del 1990 relativo agli animali della specie ovina e alle carni ovine, in particolare per quanto riguarda:- il rispetto dei periodi sensibili;- la sospensione del dazio;- la procedura di sorveglianza dei prezzi.5. Articolo 15, paragrafo 4 La Comunità e la Bulgaria concordano di avviare negoziati al fine di concludere:- un accordo tra la Repubblica di Bulgaria e la Comunità economica europea sulla reciproca protezione delle denominazioni dei vini e sui controlli enologici;e- un accordo relativo al reciproco riconoscimento di concessioni tariffarie per i vini, a condizione che siano rispettate le normative della Comunità e della Bulgaria in materia di importazioni, in particolare nel settore delle prassi e della certificazione enologiche.Entrambe le parti fanno il possibile affinché i suddetti accordi entrino in vigore contemporaneamente all'accordo interinale.6. Articolo 34 Le parti non fanno uso improprio delle disposizioni sul segreto professionale per impedire l'accesso a informazioni in materia di concorrenza.7. Articolo 37 Le parti concordano che, ai fini dell'attuazione del presente accordo interinale, il concetto di «proprietà intellettuale, industriale e commerciale» è inteso in senso analogo a quello dell'articolo 36 del Trattato CEE e include, in particolare, la tutela dei diritti d'autore e dei diritti connessi, dei brevetti, del disegno industriale, dei marchi commerciali e di servizi, delle topografie di circuiti integrati, del software, delle indicazioni geografiche, nonché la protezione contro la concorrenza sleale e la tutela delle informazioni riservate in materia di know-how.8. Protocollo n. 1 dell'accordo Le parti confermano la loro intenzione di avviare i negoziati in merito al nuovo protocollo sulle disposizioni quantitative di cui all'articolo 3, paragrafo 2 del protocollo n. 1 prima della fine del 1992.9. Articolo 5 e articolo 9, paragrafo 4 del protocollo n. 2 dell'accordo La Comunità e la Bulgaria dichiarano che l'articolo 5 e l'articolo 9, paragrafo 4 del protocollo n. 2 non si possono considerare dei precedenti nei negoziati per l'adesione della Bulgaria all'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio o all'Organizzazione multilaterale del commercio che potrebbe scaturire dai negoziati dell'Uruguay Round.10. Protocollo n. 4 dell'accordo La Comunità e la Bulgaria confermano di essere disposte a prendere in considerazione in futuro, nell'ambito del Consiglio di associazione, la possibilità di un cumulo regionale con la Polonia, l'Ungheria, la Cecoslovacchia e la Romania, in funzione dei progressi fatti nel rispetto delle adeguate condizioni tecniche e amministrative.11. Articolo 5 del protocollo n. 6 dell'accordo Le parti contraenti sottolineano il fatto che il riferimento fatto nell'articolo 5 del protocollo n. 6 dell'accordo alle rispettive legislazioni può coprire, se del caso, un impegno internazionale da esse assunto, quale la Convenzione dell'Aia del 15 novembre 1965 sulla notificazione e sulla comunicazione all'estero degli atti giudiziari e ed extragiudiziari, in materia civile o commerciale.