CELEX: C2001/245/30
Language: it
Date: 2001-09-01 00:00:00
Title: Causa C-279/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Svezia, proposto il 16 luglio 2001

1.9.2001                  IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 245/17
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       L’art. 6, n. 2, prevede che gli Stati membri adottano le
      tro il Regno di Svezia, proposto il 16 luglio 2001                    opportune misure per evitare, nelle zone speciali di conserva-
                                                                            zione, il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie
                                                                            nonché la perturbazione delle specie per cui le zone sono state
                           (Causa C-279/01)                                 designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere
                                                                            conseguenze significative per quanto riguarda gli obiettivi
                            (2001/C 245/30)                                 della direttiva. La norma presuppone che gli Stati membri
                                                                            dispongano di provvedimenti mediante i quali le loro autorità
                                                                            possano far cessare le attività idonee a deteriorare gli habitat
Il 16 luglio 2001 la Commissione delle Comunità europee ha                  naturali e gli habitat di specie o a perturbare le specie per cui
proposto innanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee             le zone sono state designate. Le disposizioni svedesi comunica-
un ricorso contro il Regno di Svezia. La ricorrente è rappresen-            te alla Commissione non contengono nessuna norma in tal
tata dalla sig.ra Lena Ström, in qualità di agente, con domicilio           senso.
eletto in Lussemburgo.
La Commissione chiede che la Corte voglia:
—      dichiarare che il Regno di Svezia, non avendo trasposto
                                                                            Nell’art. 6, n. 3, sono stabilite le procedure di gestione dei piani
       correttamente in diritto nazionale gli artt. 4, n. 5, 5, n. 4,
                                                                            e dei progetti che possono avere incidenze significative sulle
       6, nn. 2-4, 12, 15 e 16 della direttiva del Consiglio
                                                                            zone speciali di conservazione. Questa norma richiede una
       21 maggio 1992, 92/43/CEE, relativa alla conservazione
                                                                            trasposizione completa e precisa nelle disposizioni di diritto
       degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della
                                                                            nazionale. Il sistema di norme diretto a integrare l’art. 6, n. 3,
       fauna selvatiche (1), modificata dalla direttiva 97/62/CE (2),
                                                                            nel diritto svedese non riguarda tutti i piani e i progetti esterni
       è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti ai sensi
                                                                            alle zone di conservazione che possono essere ritenuti idonei
       della direttiva;
                                                                            ad avere incidenze significative sulle stesse. La normativa
                                                                            svedese non prevede neppure che tutti i piani saranno valutati
—      condannare il Regno di Svezia a sopportare le spese del              ai sensi dell’art. 6, n. 3.
       procedimento.
Motivi e argomenti principali
                                                                            L’art. 6, n. 4, prevede talune deroghe alle disposizioni in
L’art. 4, n. 5, della direttiva prevede che, non appena un sito è           materia di tutela delle zone speciali di conservazione. Qualora,
iscritto nell’elenco di cui al n. 2, terzo comma, esso è soggetto           nonostante valutazioni negative dell’incidenza sulla zona e in
alle disposizioni dell’art. 6, nn. 2, 3 e 4. Ai sensi delle                 mancanza di soluzioni alternative, un piano o progetto debba
disposizioni svedesi comunicate alla Commissione, il Governo                essere realizzato per motivi imperativi, lo Stato membro adotta
o l’autorità scelta dal Governo terrà costantemente aggiornato              ogni misura compensativa necessaria per garantire che la
un elenco di siti naturali che devono essere tutelati in                    coerenza globale di Natura 2000 sia tutelata. Alla luce del
conformità degli impegni internazionali o degli obiettivi                   principio della certezza del diritto, l’art. 6, n. 4, dato il suo
nazionali in materia di tutela di siffatti siti. Un sito che venga          carattere di norma derogatoria, deve essere ripreso letteralmen-
iscritto nell’elenco sarà considerato prioritario nell’ambito della         te indisposizioni nazionali giuridicamente vincolanti. La nor-
successiva attività di tutela. La tenuta di tale elenco è stata             mativa svedese che traspone l’art. 6, n. 4, non risponde a
affidata al Naturvårdsverk [ente nazionale svedese per la                   questo requisito di certezza del diritto in quanto non riprende
protezione dell’ambiente]. Il fatto che il Naturvårdsverk tenga             chiaramente le disposizioni derogatorie della direttiva.
un elenco di siti naturali che devono essere protetti non
comporta di per sé le conseguenze giuridiche prescritte
dall’art. 6, nn. 2-4.
L’art. 5, n. 4, della direttiva prevede che durante le procedure
di concertazione bilaterale avviate tra uno Stato membro e la               Ai sensi dell’art. 12, n. 1, gli Stati membri adottano i
Commissione ai sensi dell’art. 5, n. 1, ed in attesa di una                 provvedimenti necessari atti ad istituire un regime di rigorosa
decisione del Consiglio ai sensi dell’art. 5, n. 3, il sito in causa        tutela delle specie animali di cui all’allegato IV, lettera a),
è soggetto alle disposizioni dell’art. 6, n. 2. A norma delle               vietando in particolare le attività elencate nelle lett. da a) a d)
disposizioni svedesi comunicate alla Commissione, prima che                 del medesimo articolo. La normativa svedese e le modifiche
venga adottata la decisione di iscrivere il sito in un elenco               ad essa apportate non riguardano tutte le specie indicate
speciale, non trova luogo la tutela giuridica di cui all’art. 6,            nell’allegato IV, lettera a). L’art. 12, n. 1, lett. da b) a d), elenca
n. 2, della direttiva. Neppure la tutela assicurata a partire da            talune attività che gli Stati membri devono proibire. Nella
tale decisione è sufficiente per adempiere gli obblighi di cui              normativa svedese mancano disposizioni che traspongano in
all’art. 6, n. 2, della direttiva.                                          misura sufficiente l’art. 12, n. 1, lett. da b) a d).
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L’art. 12, n. 4, richiede che gli Stati membri instaurino un                 La ricorrente conclude che la Corte voglia:
sistema di sorveglianza delle catture o uccisioni accidentali
delle specie faunistiche elencate nell’allegato IV, lettera a).              —     dichiarare che la Repubblica portoghese, non avendo
La normativa svedese non riguarda tutte le specie di cui                           adottato tutte le disposizioni legislative, regolamentari e
all’allegato IV, lettera a).                                                       amministrative per conformarsi alla direttiva del Consi-
                                                                                   glio 17 marzo 1998, 98/18/CE (1) relativa alle disposizio-
                                                                                   ni e norme di sicurezza per le navi da passeggeri, è venuta
                                                                                   meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi degli
L’art. 15 richiede che, per quanto riguarda le specie elencate
                                                                                   artt. 249, terzo comma, del Trattato CE e 14 della
nell’allegato V, lettera a), e nei casi in cui si applicano deroghe                direttiva 98/18/CE.
conformi all’art. 16 per quanto riguarda le specie di cui
all’allegato IV, lettera a), gli Stati membri vietino l’uso dei              —     dichiarare, in subordine, che la Repubblica portoghese,
mezzi e delle forme di cattura e di uccisione specificati                          non avendo comunicato immediatamente alla Commis-
nell’allegato VI. Il diritto di derogare ai divieti previsti dal-                  sione tali misure, è venuta meno agli obblighi che le
l’art. 15 è limitato alle situazioni indicate nell’art. 16. Ciono-                 incombono in virtù delle dette norme.
nostante, la normativa svedese prevede che, in alcuni casi, il
Governo e le autorità dispongono di un potere discrezionale                  —     condannare la Repubblica portoghese alle spese del
in sede di concessione delle deroghe ai divieti di cui all’art. 15.                procedimento.
Nell’art. 16, n. 1, sono indicate le situazioni in cui è possibile           Motivi e principali argomenti
derogare agli artt. 12-14 nonché all’art. 15, lett. a) e b).
Condizione generale per poter applicare una deroga è che non
esista un’altra soluzione valida e che la deroga non pregiudichi             Il carattere vincolante dell’art. 249, terzo comma, CE obbliga
il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente,                gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per confor-
delle popolazioni della specie interessata nella sua area di                 marsi alle direttive di cui siano destinatari. Nonostante il
ripartizione naturale. Inoltre, deve ricorrere uno dei motivi di             decorso dei termini fissati dall’art. 14, n. 1, della direttiva
cui alle lett. da a) ad e). Il principio della certezza del diritto          98/18/CE, e la notifica speciale prevista dall’art. 4, n. 2, della
impone che le situazioni e le condizioni indicate in una norma               direttiva, la Repubblica portoghese a tutt’oggi non ha adottato
derogatoria quale l’art. 16 vengano riprese letteralmente nelle              le necessarie misure di trasposizione nel proprio ordinamento
disposizioni nazionali oppure che queste ultime rimandino                    giuridico e, in ogni caso, non le ha comunicate alla Commis-
direttamente alla direttiva. Ai sensi delle norme derogatorie                sione.
svedesi, il Governo può concedere deroghe a diverse regole.
Tuttavia, le norme derogatorie svedesi non corrispondono né
                                                                             (1) GU L 144 del 15.5.1998, pag. 1.
fanno riferimento all’art. 16, n. 1, della direttiva.
(1) GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.
(2) GU L 305 del 8.11.1997, pag. 42.
                                                                             Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                                tro la Repubblica francese, proposto il 19 luglio 2001
                                                                                                     (Causa C-286/01)
                                                                                                      (2001/C 245/32)
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                        Il 19 luglio 2001 la Commissione delle Comunità europee,
 tro la Repubblica portoghese, proposto il 17 luglio 2001                    rappresentata dai sigg. P. Nemitz e B. Mongin, in qualità di
                                                                             agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto,
                                                                             dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un
                          (Causa C-282/01)                                   ricorso contro la Repubblica francese.
                                                                             La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
                           (2001/C 245/31)                                   voglia:
                                                                             —     dichiarare che, non adottando, entro i termini prescritti,
Il 17 luglio 2001 la Commissione delle Comunità europee,                           tutte le disposizioni legislative, regolamentari e ammini-
rappresentata dai sigg. Bernard Mongin e Francisco de Sousa                        strative necessarie alla trasposizione della direttiva
Fialho, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo                  98/10/CE (1), e in particolare dell’art. 6, nn. 3 e 4, nonché
presso il sig. Luis Escobar Guerrero, Centre Wagner, Kirchberg,                    degli artt. 10, 21 e 26, la Repubblica francese è venuta
ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità                         meno agli obblighi che le incombono in forza dell’art. 32
europee un ricorso contro la Repubblica portoghese.                                della suddetta direttiva e dell’art. 249 CE;