CELEX: C2004/262/24
Language: it
Date: 2004-10-23 00:00:00
Title: Causa C-284/04: Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal Landesgericht für Zivilrechtssachen Wien con ordinanza 7 giugno 2004 nel procedimento T-Mobile Austria GmbH contro Repubblica d'Austria

23.10.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 262/12
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal Landesgericht für Zivilrechtssachen Wien con ordinanza 7 giugno 2004 nel procedimento T-Mobile Austria GmbH contro Repubblica d'Austria
   (Causa C-284/04)
   (2004/C 262/24)
   Con ordinanza 7 giugno 2004, pervenuta nella cancelleria della Corte di giustizia delle Comunità europee il 1o luglio 2004, nel procedimento T-Mobile Austria GmbH contro Repubblica d'Austria, il Landesgericht für Zivilrechtssachen Wien, ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
   
               1)
            
            
               Se il combinato disposto dell'art. 4, n. 5, terzo comma e dell'allegato D, n. 1, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE (1), in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (prosieguo: la «sesta direttiva») vada interpretato nel senso che l'assegnazione, da parte di uno Stato membro, di diritti d'utilizzazione delle frequenze per sistemi di radiotelefonia mobile secondo gli standard UMTS/IMT-2000, GSM-DCS-1800 e TETRA ( in prosieguo: i «diritti d'utilizzazione delle frequenze per i sistemi di radiotelefonia mobile»), contro un canone d'utilizzo delle frequenze, costituisca un'attività nel settore delle telecomunicazioni;
            
         
               2)
            
            
               Se l'art. 4, n. 5, terzo comma, della sesta direttiva vada interpretato nel senso che uno Stato membro, il cui diritto nazionale non prevede il criterio di cui all'art. 4, n. 5, terzo comma, della direttiva, della «non trascurabilità» di un'attività (regola de minimis) come presupposto per l'assoggettamento all'imposta va, di conseguenza, considerato in ogni caso soggetto passivo per tutte le attività nel settore delle telecomunicazioni indipendentemente dalla trascurabilità o meno di tali attività;
            
         
               3)
            
            
               Se l'art. 4, n. 5, terzo comma, della sesta direttiva vada interpretato nel senso che l'assegnazione, da parte di uno Stato membro, dei diritti d'utilizzazione delle frequenze per i sistemi di radiotelefonia mobile contro un canone d'utilizzo delle frequenze di un importo complessivo di EUR 831 595 241,10 (UMTS/IMT 2000), EUR 98 108 326 (DCS 1800 canali) e EUR 4 832 743,47 (TETRA) vada considerata attività non trascurabile e quindi lo Stato membro, con tale attività, vada considerato soggetto passivo;
            
         
               4)
            
            
               Se l'art. 4, n. 5, secondo comma, della sesta direttiva vada interpretato nel senso che vi sarebbero distorsioni di concorrenza di una certa importanza se uno Stato membro, nell'assegnazione di diritti d'utilizzazione di frequenze per sistemi di radiotelefonia mobile contro un canone di un importo complessivo di EUR 831 595 241,10 (UMTS/IMT 2000), EUR 98 108 326 (DCS 1800 canali) e EUR 4 832 743,47 (TETRA), non assoggettasse tali canoni all'imposta sulla cifra d'affari e gestori privati di tali frequenze fossero tenuti ad assoggettare tale attività all'imposta sulla cifra d'affari;
            
         
               5)
            
            
               Se l'art. 4, n. 5, primo comma, della sesta direttiva vada interpretato nel senso che un'attività di uno Stato membro, che assegna diritti d'utilizzazione di frequenze per sistemi di radiotelefonia mobile ad un gestore di radiotelefonia mobile in modo tale che esso prima stabilisce l'offerta maggiore per il canone d'utilizzo delle frequenze durante un procedimento d'asta e poi la frequenza viene assegnata al maggior offerente, non avviene nell'ambito dell'esercizio del pubblico potere e che quindi lo Stato membro, con tale attività, va considerato soggetto passivo, indipendentemente dalla natura giuridica dell'atto con cui viene effettuata l'assegnazione secondo il diritto nazionale dello Stato membro;
            
         
               6)
            
            
               Se l'art. 4, n. 2, della sesta direttiva, vada interpretato nel senso che l'assegnazione, da parte di uno Stato membro, di diritti d'utilizzazione di frequenze per sistemi di radiotelefonia mobile descritta nella quinta questione vada considerata attività economica e se quindi tale Stato membro, con tale attività, vada considerato soggetto passivo.
            
         
               7)
            
            
               Se la sesta direttiva vada interpretata nel senso che i canoni per l'uso delle frequenze fissati per l'assegnazione di diritti d'utilizzazione delle frequenze per sistemi di radiotelefonia mobile rappresentino corrispettivi lordi (che includono già l'IVA) o netti (a cui può essere aggiunta l'IVA).
            
         
      (1)  GU L 145, pag. 1.