CELEX: 62013CN0056
Language: it
Date: 2013-02-04 00:00:00
Title: Causa C-56/13: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Szegedi Ítélőtábla (Ungheria) il 4 febbraio 2013 — Érsekcsanádi Mezőgazdasági Zrt/Bács-Kiskun Megyei Kormányhivatal

25.5.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 147/4
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Szegedi Ítélőtábla (Ungheria) il 4 febbraio 2013 — Érsekcsanádi Mezőgazdasági Zrt/Bács-Kiskun Megyei Kormányhivatal
   (Causa C-56/13)
   2013/C 147/07
   Lingua processuale: l’ungherese
   
      Giudice del rinvio
   
   Szegedi Ítélőtábla
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Érsekcsanádi Mezőgazdasági Zrt
   
      Resistente: Bács-Kiskun Megyei Kormányhivatal
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se sia compatibile con il diritto dell’Unione, in particolare con le direttive 92/40/CEE (1) e 2005/94/CE (2) del Consiglio e la decisione 2006/105/CE della Commissione, la decisione adottata dalle autorità amministrative ungheresi nel contesto delle misure provvisorie di tutela dall’influenza aviaria ad alta patogenicità, mediante la quale è stata fissata una zona di protezione relativamente alla quale è stato vietato, inter alia, il trasporto di uccelli da cortile.
               Se sia compatibile con il diritto dell’Unione, in particolare con le direttive 92/40/CEE e 2005/94/CE del Consiglio, nonché con la decisione 2006/115/CE della Commissione, la decisione adottata dalle autorità amministrative ungheresi nel contesto delle misure provvisorie di tutela dall’influenza aviaria ad alta patogenicità, mediante la quale sono state parzialmente modificate le norme relative alla zona di protezione ed è stato vietato, in tale contesto, inter alia, il transito di uccelli da cortile in tale zona, nonché la misura adottata nei confronti della parte ricorrente con provvedimento della autorità competente (decisione non impugnabile) con la quale è stato negato il trasporto (al fine del commercio di bestiame) di tacchini in un impianto di allevamento situato, entro la zona di protezione, immediatamente al centro dell’infezione individuata.
            
         
               2)
            
            
               Se uno degli obiettivi delle direttive 92/40/CEE e 2005/94/CE del Consiglio, quali fonti di diritto dell’Unione, consistesse nell’adozione di una normativa dell’Unione intesa a risarcire eventuali danni causati ai singoli in conseguenza delle misure provvisorie adottate ai fini della tutela dall’influenza aviaria ad alta patogenicità nell’Unione. Se il fondamento normativo del diritto dell’Unione indicato nelle direttive 92/40/CEE e 2005/94/CE del Consiglio, nonché nelle decisioni 2006/105/CE e 2006/115/CE della Commissione conferisca competenza sufficiente ai fini dell’adozione di una normativa dell’Unione intesa a risarcire eventuali danni causati ai singoli in conseguenza delle misure provvisorie adottate ai fini della tutela dall’influenza aviaria ad alta patogenicità.
            
         
               3)
            
            
               Nell’ipotesi di soluzione affermativa della seconda questione, se sia legittima e compatibile con il diritto dell’Unione la limitazione del diritto al risarcimento dei danni risultanti dalle misure nazionali provvisorie adottate in esecuzione delle menzionate disposizioni. Se possa ritenersi che costituisca una limitazione necessaria e proporzionale del diritto al risarcimento dei danni causati ai singoli una norma nazionale che limiti la compensazione dei danni a carico dello Stato al danno emergente ed escluda la possibilità di risarcimento del lucro cessante.
            
         
               4)
            
            
               Nell’ipotesi di soluzione negativa della seconda questione, se la ricorrente possa fondare il proprio diritto ad ottenere il risarcimento del lucro cessante direttamente sulla violazione delle disposizioni della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione europea (articolo 16, relativo alla libertà di impresa; articolo 17, relativo al diritto di proprietà, e articolo 47, relativo al diritto alla tutela giurisdizionale effettiva) qualora le misure provvisorie adottate dallo Stato membro in esecuzione del diritto dell’Unione, nel contesto della tutela dall’influenza aviaria ad alta patogenicità abbiano provocato danni alla ricorrente ma, riguardo al risarcimento dei danni causati, la normativa nazionale limiti il diritto a tale risarcimento, escludendo la possibilità di chiedere il risarcimento del lucro cessante.
            
         
               5)
            
            
               Se possa farsi valere il diritto al risarcimento di tutti i danni in base ad un fondamento normativo di diritto dell’Unione. Se possa farsi valere tale diritto esclusivamente nei confronti dello Stato o, facendo ricorso ad un’interpretazione estensiva del concetto di Stato, tale diritto possa farsi valere anche nei confronti della pubblica amministrazione in un procedimento inteso al risarcimento dei danni provocati nell’esercizio della funzione pubblica. Se tale diritto possa farsi valere nei confronti di singoli enti amministrativi. Se la normativa nazionale possa imporre, a fronte della domanda di risarcimento del danno, la sussistenza di requisiti ulteriori ai fini del sorgere del diritto al risarcimento.
            
         
               6)
            
            
               Se il diritto dell’Unione non conferisca alla ricorrente la possibilità di conseguire direttamente, in base al diritto dell’Unione, la compensazione totale dei danni eventualmente causati. Se il requisito dell’equivalenza processuale obblighi ad applicare le medesime norme per dirimere controversie da valutare sulla base del diritto dell’Unione e controversie simili da valutare sulla base del diritto ungherese.
            
         
               7)
            
            
               Se in fattispecie simili a quelle del caso in esame — posto che le misure legislative e amministrative adottate dagli Stati membri nel contesto della tutela dalla influenza aviaria ad alta patogenicità negli uccelli selvatici nell’Unione incidono necessariamente sul funzionamento del mercato interno — sia possibile, in un procedimento giurisdizionale relativo alle misure di esecuzione del diritto dell’Unione, rivolgersi alla Commissione europea per conseguire un provvedimento quale amicus curiae, in particolare nelle ipotesi in cui sia noto che la Commissione europea ha avviato un procedimento per inadempimento contro uno Stato membro relativo a questioni giuridiche rilevanti quanto al caso in esame.
            
         
               8)
            
            
               Se sia possibile rivolgersi alla Commissione europea per conseguire un provvedimento quale amicus curiae o per chiedere una semplice informazione. Se la Commissione europea sia tenuta a articolare il provvedimento quale amicus curiae o l’informazione richiesta riguardo ai dati, documenti o dichiarazioni conseguiti durante il procedimento per inadempimento e alla prassi seguita in materia dalla Commissione europea, in particolare laddove si tratti di dati riservati conseguiti in fasi precedenti al procedimento per inadempimento dinanzi alla Corte. Se possano utilizzarsi pubblicamente tali dati in una concreta controversia pendente dinanzi a un giudice di uno Stato membro.
            
         
      (1)  Direttiva 92/40/CEE del Consiglio, del 19 maggio 1992, che istituisce delle misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria, GU L 167, pag. 1.
   
      (2)  Direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE, GU L 10, pag. 16.