CELEX: 21973A0722(04)
Language: it
Date: 1972-07-22 00:00:00
Title: Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell' acciaio e la Comunità europea del carbone e dell' acciaio, da un lato, e la Repubblica d' Austria, dall' altro

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21973A0722(04)

Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell' acciaio e la Comunità europea del carbone e dell' acciaio, da un lato, e la Repubblica d' Austria, dall' altro  

Gazzetta ufficiale n. L 350 del 19/12/1973 pag. 0033 - 0052 edizione speciale greca: capitolo 11 tomo 6 pag. 0057  edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 5 pag. 0056  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 5 pag. 0056 

ACCORDO tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la  Comunità europea del carbone e dell'acciaio da un lato e la Repubblica d'Austria dall'altroIL REGNO DEL  BELGIO,IL REGNO DI DANIMARCA,LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,LA  REPUBBLICA FRANCESE,L'IRLANDA,LA REPUBBLICA ITALIANA,IL GRANDUCATO DI  LUSSEMBURGO,IL REGNO DEI PAESI BASSI,IL REGNO DI NORVEGIA,IL REGNO UNITO DI  GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,Stati membri della Comunità europea del carbone e  dell'acciaioeLA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO,da un lato,LA  REPUBBLICA D'AUSTRIAdall'altro,CONSIDERANDO che la Comunità economica europea e la  Repubblica d'Austria concludono un Accordo concernente i settori di competenza di tale  Comunità,PERSEGUENDO gli stessi obiettivi e desiderosi di trovare soluzioni analoghe per il settore di  competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio,HANNO DECISO, nel perseguimento di tali  obiettivi e considerando che nessuna delle disposizioni del presente Accordo può essere interpretata nel senso di  esimere le Parti contraenti dagli obblighi che loro incombono in virtù di altri accordi internazionali,DI  CONCLUDERE IL PRESENTE ACCORDO:Articolo 11. Il presente Accordo si applica ai prodotti di  competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, figuranti in allegato, originari di tale Comunità e  della Repubblica d'Austria.2. Esso sostituisce l'Accordo interinale tra gli Stati membri della Comunità europea  del carbone e dell'acciaio e la Repubblica d'Austria, firmato in data odierna.Articolo 21. Nessun nuovo dazio  doganale all'importazione viene introdotto negli scambi tra la Comunità e l'Austria.2. Fatte salve le riduzioni  tariffarie effettuate in virtù dell'articolo 2, paragrafo 2, dell'Accordo interinale tra gli Stati membri della  Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Repubblica d'Austria, firmato in data odierna, i dazi doganali  all'importazione sono gradualmente soppressi secondo il calendario seguente:- il 1  gennaio 1974 ogni dazio è  portato al 60% del dazio di base;- le successive tre riduzioni, del 20% ciascuna, si effettuano:il 1  gennaio  1975il 1  gennaio 1976il 1  luglio 1977.Per quanto riguarda gli scambi tra l'Irlanda e l'Austria, una prima  riduzione viene effettuata il 1  aprile 1973 per portare tutti i dazi doganali all'importazione all'80% dei dazi di  base.Articolo 31. Le disposizioni relative alla graduale soppressione dei dazi doganali all'importazione sono  applicabili anche ai dazi doganali a carattere fiscale.Le Parti contraenti possono sostituire con una tassa interna  un dazio doganale a carattere fiscale o l'elemento fiscale di un dazio doganale.2. La Danimarca, l'Irlanda, la  Norvegia e il Regno Unito possono mantenere in vigore fino al 1  gennaio 1976 un dazio doganale a carattere  fiscale o l'elemento fiscale di un dazio doganale in caso di applicazione dell'articolo 38 dell'«Atto relativo alle  condizioni di adesione e agli adattamenti dei trattati», stabilito e adottato in sede di Conferenza tra le Comunità  europee, e il Regno di Danimarca, l'Irlanda, il Regno di Norvegia ed il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda  del Nord.Articolo 41. Per ogni prodotto, il dazio di base su cui vanno operate le successive riduzioni di cui  all'articolo 2 ed al protocollo n. 1, è il dazio effettivamente applicato il 1  gennaio 1972.2. I dazi ridotti calcolati  conformemente all'articolo 2 ed al protocollo n. 1, sono applicati, arrotondando al primo decimale.Con riserva  della futura applicazione da parte della Comunità dell'articolo 39, paragrafo 5, dell'«Atto relativo alle condizioni  di adesione e gli adattamenti dei trattati», stabilito e adottato in sede di Conferenza tra le Comunità europee e il  Regno di Danimarca, l'Irlanda, il Regno di Norvegia e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, per i  dazi specifici o per la parte specifica dei dazi misti della tariffa doganale irlandese, l'articolo 2 ed il protocollo n.  1 sono applicati, arrotondando al quarto decimale.Articolo 51. Nessuna nuova tassa di effetto equivalente dei  dazi doganali all'importazione sarà introdotta negli scambi tra la Comunità e l'Austria.2. Le tasse di effetto  equivalente a dei dazi doganali all'importazione introdotte negli scambi tra la Comunità e l'Austria, a partire dal  1  gennaio 1972, sono soppresse con l'entrata in vigore dell'Accordo.Ogni tassa d'effetto equivalente ad un  dazio doganale all'importazione la cui aliquota sia, il 31 dicembre 1972, superiore a quella effettivamente  applicata il 1  gennaio 1972, viene portata al livello di quest'ultima con l'entrata in vigore dell'Accordo.3. Fatte  salve le riduzioni effettuate in virtù dell'articolo 2, paragrafo 2, dell'Accordo interinale tra gli Stati membri della  Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Repubblica d'Austria, firmato in data odierna, le tasse di effetto  equivalente a dei dazi doganali all'importazione sono gradualmente soppresse secondo il calendario seguente:-  ogni tassa è portata, al più tardi entro il 1  gennaio 1974, al 60% dell'aliquota applicata il 1  gennaio 1972;- le  tre successive riduzioni, del 20% ciascuna, sono effettuate:il 1  gennaio 1975il 1  gennaio 1976il 1  luglio  1977.Per quanto riguarda gli scambi tra l'Irlanda e l'Austria, una prima riduzione viene effettuata il 1  aprile  1973 per portare tutte le tasse di effetto equivalente a dei dazi doganali all'importazione all'80% del dazio di  base.Articolo 6Nessun nuovo dazio doganale all'esportazione e nessuna tassa di effetto equivalente sono  introdotti negli scambi tra la Comunità e l'Austria.I dazi doganali all'esportazione e le tasse di effetto  equivalente sono soppressi entro il 1  gennaio 1974.Articolo 7Il protocollo n. 1 determina il regime tariffario e  le modalità applicabili a taluni prodotti.Articolo 8Le disposizioni che fissano le regole di origine per  l'applicazione dell'Accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria, firmato in data  odierna, valgono anche per il presente Accordo.Articolo 9Le Parte contraente che intende ridurre il livello  effettivo dei suoi dazi doganali o tasse di effetto equivalente, applicabile ai Paesi terzi che beneficiano della  clausola della nazione più favorita, o sospenderne l'applicazione notifica tale riduzione o sospensione al Comitato  misto, almeno, per quanto possibile, trenta giorni prima della sua entrata in vigore. Essa prende atto di ogni  osservazione dell'altra Parte contraente in merito alle distorsioni che ne possano risultare.Articolo 101.  Nessuna nuova restrizione quantitativa all'importazione o misura di effetto equivalente viene introdotta negli  scambi tra la Comunità e l'Austria.2. Le restrizioni quantitative all'importazione sono soppresse il 1  gennaio  1973 e le misure di effetto equivalente a restrizioni quantitative all'importazione entro il 1  gennaio  1975.Articolo 11A partire dal 1  luglio 1977 i prodotti originari dell'Austria non possono beneficiare,  all'importazione nella Comunità, di un trattamento più favorevole di quello che gli Stati membri della Comunità  si accordano tra loro.Articolo 12L'Accordo non modifica le disposizioni del trattato che istituisce la Comunità  europea del carbone e dell'acciaio, né i poteri e le competenze derivanti da tale trattato.Articolo 13L'Accordo  non osta al mantenimento o all'instaurazione di unioni doganali, di zone di libero scambio o di regimi di traffici di  frontiera, purché questi non modifichino il regime degli scambi previsto nell'Accordo, ed in particolare, le  disposizioni concernenti le regole di origine.Articolo 14Le Parti contraenti si astengono da ogni misura o  pratica di carattere fiscale interno che stabilisca, direttamente od indirettamente, una discriminazione tra i  prodotti di una Parte contraente ed i prodotti similari originari dell'altra Parte contraente.I prodotti esportati nel  territorio di una delle Parti contraenti non possono beneficiare di alcun ristorno di imposizioni interne che sia  superiore alle imposizioni ad esse applicate, direttamente od indirettamente.Articolo 15I pagamenti relativi  agli scambi di merci, così come il trasferimento di tali pagamenti nello Stato membro della Comunità in cui  risiede il creditore o in Austria, non sono soggetti ad alcuna restrizione.Le Parti contraenti si astengono da ogni  restrizione valutaria o amministrativa riguardante la concessione, il rimborso e l'accettazione dei crediti a breve e  medio termine, relativi a transazioni commerciali alle quali partecipi un residente.Articolo 16L'Accordo lascia  impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione, all'esportazione e al transito, giustificati da motivi di  moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli  animali, o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o  di tutela della proprietà industriale e commerciale. Tuttavia tali divieti o restrizioni non devono costituire un  mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le Parti contraenti.Articolo  17Nessuna disposizione dell'accordo vieta ad una Parte contraente di prendere le misure:a) che essa reputa  necessarie per impedire la divulgazione di informazioni contrarie agli interessi fondamentali della propria  sicurezza;b) che riguardano il commercio di armi, munizioni o materiale bellico o la ricerca, lo sviluppo o la  produzione indispensabili a fini difensivi, sempreché tali misure non alterino le condizioni di concorrenza per  quanto riguarda i prodotti non destinati a fini specificatamente militari;c) che essa reputa indispensabili per la  propria sicurezza in tempo di guerra o in caso di grave tensione internazionale.Articolo 181. Le Parti  contraenti si astengono da ogni misura suscettibile di compromettere la realizzazione degli scopi  dell'Accordo.2. Esse adottano tutte le misure di carattere generale o particolare atte ad assicurare l'esecuzione  degli obblighi dell'Accordo.Se una Parte contraente reputa che l'altra Parte ha mancato ad un obbligo che le  incombe in virtù dell'Accordo, essa può adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui  all'articolo 24.Articolo 191. Sono incompatibili con il buon funzionamento dell'Accordo, nella misura in cui  siano suscettibili di pregiudicare gli scambi tra la Comunità e l'Austria:i) ogni accordo tra imprese, ogni  decisione di associazioni di imprese e ogni pratica concordata tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto  di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza, per quanto riguarda la produzione e gli scambi di  merci;ii) lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante nella totalità del  territorio delle Parti contraenti o in una parte sostanziale di questo;iii) ogni aiuto pubblico che falsi o minacci di  falsare la concorrenza, favorendo talune imprese o talune produzioni.2. Se una Parte contraente reputa che una  determinata pratica è incompatibile con il presente articolo, essa può adottare le misure necessarie nei modi e  secondo le procedure di cui all'articolo 24.Articolo 201. La Comunità estende, per i prodotti del capitolo 73  della Nomenclatura di Bruxelles, di cui all'Accordo, l'applicazione dell'articolo 60 del trattato che istituisce la  Comunità europea del carbone e dell'acciaio e delle sue decisioni d'applicazione alle vendite delle imprese,  soggette alla sua giurisdizione, in territorio austriaco, assicurando nel contempo a tal fine una trasparenza  adeguata dei prezzi di trasporto per le forniture verso il territorio austriaco.2. In materia di prezzi l'Austria  garantisce per quanto riguarda le forniture sia in territorio austriaco che nel mercato comune dei prodotti del  capitolo 73 della Nomenclatura di Bruxelles di cui all'Accordo da parte delle imprese soggette alla sua  giurisdizione:- l'osservanza del divieto di concorrenza sleale,- l'osservanza del principio di non  discriminazione,- la pubblicità dei prezzi alla partenza dal punto di parità scelto e delle condizioni di vendita,-  l'osservanza delle norme d'allineamento,assicurando nel contempo a tal fine una trasparenza adeguata dei prezzi  di trasporto.L'Austria adotta le misure necessarie per realizzare, in maniera continua i medesimi effetti di quelli  ottenuti dalle decisioni d'applicazione adottate dalla Comunità in tale materia.Per quanto riguarda le forniture  nel mercato comune, l'Austria garantisce anche l'osservanza delle decisioni della Comunità che vietano  l'allineamento su offerte in provenienza da taluni Paesi terzi, tenendo conto delle disposizioni transitorie relative  all'adesione della Danimarca e della Norvegia alla Comunità.Per quanto riguarda le forniture nel mercato  irlandese, l'Austria assicura inoltre l'osservanza delle disposizioni transitorie che disciplinano l'adesione  dell'Irlanda alla Comunità e che limitano le possibilità di allineamento su tale mercato.La Comunità ha fornito  all'Austria l'elenco delle decisioni di applicazione dell'articolo 60, delle decisioni ad hoc concernenti il divieto di  allineamento, nonché le disposizioni transitorie relative ai mercati danese, norvegese e irlandese. Essa  comunicherà anche ogni eventuale modifica delle decisioni di cui sopra, non appena adottate.3. Se le offerte  fatte da imprese austriache portano o minacciano di portare pregiudizio al buon funzionamento del mercato della  Comunità o se le offerte fatte da imprese della Comunità portano o minacciano di portare pregiudizio al buon  funzionamento del mercato austriaco e se tale pregiudizio è imputabile ad un'applicazione divergente delle norme  stabilite in virtù dei paragrafi 1 e 2 o ad una violazione di tali norme da parte delle imprese in questione, la Parte  contraente interessata può adottare le misure adeguate alle condizioni e secondo le procedure di cui all'articolo  24.Articolo 21Quando l'aumento delle importazioni di un determinato prodotto provoca o rischia di provocare  un grave pregiudizio ad un'attività produttiva esercitata all'interno del territorio di una delle Parti contraenti e  quando questo aumento è dovuto:- alla riduzione, parziale o totale, nella Parte contraente importatrice, dei dazi  doganali e delle tasse di effetto equivalente su tale prodotto, prevista dal presente Accordo,- ed al fatto che i  dazi e le tasse di effetto equivalente riscossi dalla Parte contraente esportatrice sulle importazioni di materie  prime o di prodotti intermedi, impiegati nella fabbricazione del prodotto in questione, sono sensibilmente  inferiori ai dazi e alle imposizioni corrispondenti riscossi dalla Parte contraente importatrice,la Parte contraente  interessata può adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 24.Articolo  22Se una delle Parti contraenti constata pratiche di dumping nelle sue relazioni con l'altra Parte contraente, essa  può adottare le misure necessarie contro tali pratiche conformemente all'Accordo relativo all'attuazione  dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe doganali ed il commercio, nei modi e secondo le procedure di  cui all'articolo 24.Articolo 23In caso di serie perturbazioni in un settore dell'attività economica o di difficoltà  tali da alterare gravemente una situazione economica regionale, la Parte contraente interessata può adottare le  misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 24.Articolo 241. Se una Parte contraente  sottopone le importazioni di prodotti suscettibili di provocare le difficoltà di cui agli articoli 21 e 23 ad una  procedura amministrativa intesa a fornire prontamente informazioni circa l'evoluzione delle correnti commerciali,  essa ne informa l'altra Parte contraente.2. Nei casi di cui agli articoli da 18 a 23, prima di adottare le misure ivi  previste, oppure appena possibile nei casi contemplati nel paragrafo 3, lettera e), la Parte contraente in causa  fornisce al Comitato misto tutti gli elementi utili per consentire un esame approfondito della situazione, al fine di  addivenire ad una soluzione accettabile per le Parti contraenti.Devono essere scelte con priorità le misure che  comportano meno perturbazioni nel funzionamento dell'Accordo.Le misure di salvaguardia sono  immediatamente notificate al Comitato misto e formano oggetto, in sede di questo, di consultazioni periodiche  soprattutto al fine della loro soppressione, non appena le condizioni lo permettano.3. Per l'attuazione del  paragrafo 2 sono applicabili le seguenti disposizioni:a) Per quanto riguarda l'articolo 19, ciascuna Parte  contraente può adire il Comitato misto se reputa che una determinata pratica è incompatibile col buon  funzionamento dell'Accordo ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 1.Le Parti contraenti comunicano al Comitato  misto ogni informazione utile e gli forniscono l'assistenza necessaria per l'esame del caso e, se occorre, per  l'eliminazione della pratica incriminata.Se la Parte contraente in causa non ha messo fine alle pratiche  incriminate nel termine fissato in sede di Comitato misto, oppure se quest'ultimo non raggiunge un accordo nel  termine di tre mesi dal giorno in cui è stato adito, la Parte contraente interessata può adottare le misure di  salvaguardia che ritiene necessarie per rimediare alle serie difficoltà risultanti dalle pratiche di cui trattasi, ed in  particolare può procedere ad una revoca di concessioni tariffarie.b) Per quanto riguarda l'articolo 20, le Parti  contraenti comunicano al Comitato misto ogni informazione utile e gli prestano l'assistenza necessaria per  l'esame del caso nonché, se occorre, di una sanzione adeguata della pratica di cui trattasi.Se in sede di Comitato  misto non viene raggiunto un accordo o, secondo il caso, se non si stabilisce una sanzione soddisfacente nei  confronti dell'impresa colpevole, la Parte contraente interessata può adottare le misure che essa ritiene necessarie  per rimediare alle difficoltà derivanti dall'applicazione divergente o dall'infrazione nonché ai rischi di distorsione  della concorrenza. Tali misure possono consistere in particolare in una revoca di concessioni tariffarie e nella  risoluzione per le imprese interessate dall'obbligo di rispettare le regole di prezzi nelle loro transazioni sul  mercato dell'altra Parte contraente.Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate al Comitato misto  e formano oggetto, in sede di quest'ultimo, di consultazioni periodiche, in particolare per la loro soppressione  non appena le condizioni lo permettono.In caso di urgenza, la Parte contraente interessata può chiedere  direttamente all'altra Parte contraente:- di porre fine immediatamente alla pratica incriminata,- di avviare una  procedura di sanzione nei confronti dell'impresa colpevole.La Parte contraente interessata la quale non  consideri risolta la questione in modo soddisfacente, può avviare la procedura prevista in sede di Comitato  misto.c) Per quanto riguarda l'articolo 21, le difficoltà derivanti dalla situazione contemplata in tale articolo  vengono notificate per esame al Comitato misto, che può adottare ogni decisione utile per porvi termine.Se il  Comitato misto o la Parte contraente esportatrice non adottano una decisione che ponga termine alle difficoltà  nei trenta giorni successivi alla notifica, la Parte contraente importatrice è autorizzata a riscuotere una tassa  compensatoria sul prodotto importato.Detta tassa compensatoria è calcolata in funzione dell'incidenza che sul  valore delle merci di cui trattasi hanno le disparità tariffarie constatate per le materie prime o per i prodotti  intermedi incorporati.d) Per quanto riguarda l'articolo 22, prima che la Parte contraente interessata adotti le  misure adeguate si procede ad una consultazione in sede di Comitato misto.e) Se circostanze eccezionali  richiedenti un intervento immediato escludono un esame preventivo, la Parte contraente interessata può applicare  senza indugio, nelle situazioni di cui agli articoli 21, 22 e 23, nonché nei casi di aiuti all'esportazione aventi  un'incidenza diretta e immediata sugli scambi, le misure conservatorie strettamente necessarie per rimediare alla  situazione.Articolo 25In caso di difficoltà o di grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti di uno o  più Stati membri della Comunità o in quella dell'Austria, la Parte contraente interessata può adottare le misure di  salvaguardia necessarie. Essa ne informa senza indugio l'altra Parte contraente.Articolo 261. È istituito un  Comitato misto incaricato di gestire l'Accordo e di curarne la corretta escuzione. A tal fine, esso formula  raccomandazioni. Esso adotta decisioni nei casi contemplati dall'Accordo. L'applicazione di tali decisioni è  effettuata dalle Parti contraenti secondo le rispettive norme.2. Ai fini della corretta esecuzione dell'Accordo, le  Parti contraenti procedono a scambi di informazioni e, a richiesta di una di esse, si consultano in sede di  Comitato misto.3. Il Comitato misto adotta il proprio regolamento interno.Articolo 271. Il Comitato misto è  composto da rappresentanti delle Parti contraenti.2. Il Comitato misto si pronuncia di comune  accordo.Articolo 281. La presidenza del Comitato misto è esercitata a turno da ciascuna delle Parti contraenti  secondo le modalità che saranno previste dal suo regolamento interno.2. Il Comitato misto si riunisce almeno  una volta all'anno su iniziativa del suo presidente, per procedere ad un esame del funzionamento generale  dell'Accordo.Esso si riunisce, inoltre, ogniqualvolta lo esiga una necessità particolare, a richiesta di una delle  Parti contraenti, secondo le condizioni che saranno stabilite nel suo regolamento interno.3. Il Comitato misto  può decidere di istituire ogni gruppo di lavoro atto ad assisterlo nell'espletamento dei suoi compiti.Articolo  291. Quando una Parte contraente ritiene utile, nell'interesse delle economie delle Parti contraenti, sviluppare le  relazioni stabilite dall'Accordo, estendendole a dei settori non compresi in quest'ultimo, presenta all'altra Parte  contraente una richiesta motivata.Le Parti contraenti possono incaricare il Comitato misto di esaminare tale  richiesta e di formulare, se del caso, delle raccomandazioni, in particolare allo scopo di avviare negoziati.2. Gli  accordi risultanti dai negoziati di cui al paragrafo 1 sono sottoposti alla ratifica o all'approvazione delle Parti  contraenti secondo le procedure che sono loro proprie.Articolo 30L'allegato ed i protocolli annessi  all'Accordo fanno parte integrante di quest'ultimo.Articolo 31Ogni Parte contraente può denunciare l'Accordo  con notifica all'altra Parte contraente. L'Accordo scade in un termine di dodici mesi a decorrere dalla data di tale  notifica.Articolo 32L'Accordo si applica, da un lato, ai territori in cui il trattato che istituisce la Comunità  europea del carbone e dell'acciaio è applicabile nei modi previsti dal trattato stesso e, dall'altro, al territorio della  Repubblica d'Austria.Articolo 33Il presente Accordo è redatto in duplice esemplare in lingua danese, francese,  inglese, italiana, norvegese, olandese e tedesca, ciascuno di detti testi facenti ugualmente fede.Il presente  Accordo sarà approvato dalle Parti contraenti secondo le procedure che sono loro proprie.Esso entra in vigore  il 1  gennaio 1973, a condizione che prima di tale data le Parti contraenti si siano notificate l'espletamento delle  procedure a tal fine necessarie.In caso di applicazione dell'articolo 2, terzo comma, della decisione del  Consiglio delle Comunità europee, del 22 gennaio 1972, relativa all'adesione alla Comunità europea del carbone  e dell'acciaio del Regno di Danimarca, dell'Irlanda, del Regno di Norvegia e del Regno Unito di Gran Bretagna e  Irlanda del Nord, il presente Accordo può entrare in vigore soltanto per gli Stati che hanno effettuato i depositi  previsti da detto comma.Dopo il 1  gennaio 1973, il presente Accordo entra in vigore il primo giorno del  secondo mese successivo alla notifica di cui al terzo comma. La data ultima per tale notifica è il 30 novembre  1973.Le disposizioni applicabili il 1  aprile 1973 sono applicate all'entrata in vigore del presente Accordo, se  quest'ultima ha luogo dopo tale data.Udfaerdiget i Bruxelles, den toogtyvende juli nitten hundrede og  tooghalvfjerds.Geschehen zu Bruessel am zweiundzwanzigsten Juli neunzehnhundertzweiundsiebzig.Done at  Brussels on this twenty-second day of July in the year one thousand nine hundred and seventy-two.Fait à  Bruxelles, le vingt-deux juillet mil neuf cent soixante-douze.Fatto a Bruxelles, il ventidue luglio  millenovecentosettantadue.Gedaan te Brussel, de tweeëntwintigste juli  negentienhonderdtweeënzeventig.Utferdiget i Brussel, tjueandre juli nitten hundre og syttito.Pour le Royaume  de BelgiqueVoor het Koninkrijk België>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kongeriget Danmarks  vegne>RIFERIMENTO A UN FILM>Fuer die Bundesrepublik Deutschland>RIFERIMENTO A UN  FILM>Pour la République française>RIFERIMENTO A UN FILM>For Ireland>RIFERIMENTO A UN  FILM>Per la Repubblicca italiana>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour le Grand-Duché de  Luxembourg>RIFERIMENTO A UN FILM>Voor het Koninkrijk der Nederlanden>RIFERIMENTO A UN  FILM>For Kongeriket Norge>RIFERIMENTO A UN FILM>For the United Kingdom of Great Britain and  Northern Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kommissionen for De Europaeiske Faellesskabers  vegneIm Namen der Kommission der Europaeischen GemeinschaftenIn the name of the Commission of the  European CommunitiesAu nom de la Commission des Communautés européennesA nome della Commissione  delle Comunità europeeNamens de Commissie der Europese GemeenschappenFor Kommisjonen for De  Europeiske Fellesskap>RIFERIMENTO A UN FILM>Fuer die Republik OEsterreich>RIFERIMENTO A UN  FILM>ALLEGATOLista dei prodotti di cui all'articolo 1 dell'Accordo>SPAZIO PER  TABELLA>PROTOCOLLO N. 1 concernente il regime applicabile a taluni prodottiSEZIONE ARegime  applicabile all'importazione nella Comunità di taluni prodotti originari dell'AustriaArticolo 11. Ferme restando  le riduzioni tariffarie effettuate in virtù dell'articolo 1 del protocollo dell'Accordo interinale tra gli Stati membri  della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Republicca d'Austria, firmato in data odierna, i dazi  doganali all'importazione nella Comunità nella sua composizione originaria ed in Irlanda, dei prodotti di cui al  paragrafo 2, sono gradualmente portati ai livelli sottoelencati, secondo il calendario seguente:>SPAZIO PER  TABELLA>L'Irlanda porta, il 1  aprile 1973, i suoi dazi doganali all'importazione al livello del 95% dei dazi di  base applicabili.2. I prodotti di cui al paragrafo 1 sono i seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>Articolo 2Le  importazioni dei prodotti cui si applica il regime tariffario previsto all'articolo 1, sono soggette a massimali  indicativi annui, superati i quali i dazi doganali applicabili nei confronti dei Paesi terzi possono essere ristabiliti  secondo le disposizioni che seguono:a) Tenuto conto della possibilità per la Comunità e i suoi Stati membri di  sospendere l'applicazione dei massimali per taluni prodotti, i massimali fissati per l'anno 1973 figurano  nell'allegato C del protocollo n. 1 dell'Accordo fra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria,  firmato in data odierna. A partire dal 1  gennaio 1974 l'importo di tali massimali è aumentato annualmente del  5%.Per i prodotti di cui al presente protocollo e non figuranti in allegato, la Comunità ed i suoi Stati membri si  riservano la possibilità di stabilire i massimali il cui importo sarà uguale alla media delle importazioni effettuate  della Comunità nel corso degli ultimi quattro anni per i quali sono disponibili dati statistici, aumentata del 5%;  negli anni successivi l'importo di tali massimali è aumentato annualmente del 5%.b) Sel nel corso di due anni  consecutivi le importazioni di un prodotto soggetto a massimale sono inferiori al 90% dell'importo fissato la  Comunità ed i suoi Stati membri soprassiedono all'applicazione del massimale.c) In caso di difficoltà  congiunturali, la Comunità e i suoi Stati membri si riservano la possibilità, previe consultazioni in sede di  Comitato misto, di prorogare di un anno l'importo fissato per l'anno precedente.d) La Comunità ed i suoi Stati  membri notificano al Comitato misto, il 1  dicembre di ogni anno, l'elenco dei prodotti soggetti a massimali  l'anno successivo ed i relativi importi.e) In deroga all'articolo 2 dell'Accordo e all'articolo 1 del presente  protocollo, quando è raggiunto un massimale fissato per l'importazione di un prodotto di cui al presente  protocollo, la riscossione dei dazi della Tariffa doganale comune può essere ristabilita all'importazione del  prodotto in causa, fino alla fine dell'anno civile.In questo caso, anteriormente al 1  luglio 1977:- la Danimarca,  la Norvegia e il Regno Unito ristabiliscono la riscossione dei dazi doganali sotto indicati:>SPAZIO PER  TABELLA>- l'Irlanda ristabilisce la riscossione dei dazi applicabili ai Peasi terzi.I dazi doganali risultanti  dall'articolo 1 del presente protocollo sono ripristinati il 1  gennaio successivo.f) Dopo il 1  luglio 1977 le Parti  contraenti esaminano, in sede di Comitato misto, la possibilità di rivedere la percentuale di aumento dell'importo  dei massimali, tenendo conto dell'evoluzione dei consumi e delle importazioni nella Comunità, nonché  dell'esperienza acquisita nell'applicazione del presente articolo.g) I massimali sono aboliti al termine del periodo  di disarmo tariffario previsto all'articolo 1.SEZIONE BRegime applicabile all'importazione in Austria di taluni  prodotti originari della Comunità.Articolo 31. Ferme restando le riduzioni tariffarie effettuate in virtù  dell'articolo 2 del protocollo dell'Accordo interinale tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e  dell'acciaio e la Repubblica d'Austria, firmato in data odierna, i dazi doganali all'importazione in Austria dei  prodotti originari della Comunità nella sua composizione originaria e dell'Irlanda, di cui al paragrafo 2, sono  gradualmente portati ai livelli sotto elencati, secondo il calendario seguente:>SPAZIO PER TABELLA>2. I  prodotti di cui al paragrafo 1 sono i seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>Articolo 4Le importazioni dei  prodotti cui si applica il regime tariffario previsto all'articolo 3 sono soggetti a massimali indicativi annui,  superati i quali i dazi doganali applicabili nei confronti dei Paesi terzi possono essere ristabiliti secondo le  disposizioni che seguono:a) Tenuto conto della possibilità dell'Austria di sospendere l'applicazione dei  massimali per taluni prodotti, i massimali fissati per l'anno 1973 figurano nell'allegato G del protocollo n. 1  dell'Accordo fra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria, firmato in data odierna. A partire dal  1  gennaio 1974 l'importo dei massimali è aumentato annualmente del 5%.Per i prodotti di cui al presente  protocollo e non figuranti in allegato, l'Austria si riserva la possibilità di stabilire massimali il cui importo sarà  uguale alla media delle importazioni effettuate dall'Austria nel corso degli ultimi quattro anni per i quali sono  disponibili dati statistici, aumentata del 5%; negli successivi l'importo di tali massimali è aumentato annualmente  del 5%.b) Sel nel corso di due anni consecutivi le importazioni di un prodotto soggetto a massimale sono  inferiori al 90% dell'importo fissato, l'Austria sospende l'applicazione di tale massimale.c) In caso di difficoltà  congiunturali, l'Austria si riserva la possibilità, previe consultazioni in sede di Comitato misto, di prorogare di un  anno l'importo fissato per l'anno precedente.d) L'Austria notifica ogni anno al Comitato misto l'elenco dei  prodotti soggetti a massimali ed i relativi importi.e) In deroga all'articolo 2 dell'Accordo e all'articolo 3 del  presente protocollo, quando è raggiunto un massimale fissato per l'importazione di un prodotto di cui al presente  protocollo, la riscossione dei dazi della Tariffa doganale austriaca può essere ristabilita all'importazione del  prodotto in causa, fino alla fine dell'anno civile.In tal caso, anteriormente al 1  luglio 1977, l'Austria ristabilisce  la riscossione dei dazi doganali sotto indicati nei confronti della Danimarca, della Norvegia e del Regno  Unito:>SPAZIO PER TABELLA>I dazi doganali risultanti dall'articolo 3 del presente protocollo sono  ristabiliti il 1  gennaio successivo.f) Dopo il 1  luglio 1977 le Parti contraenti esaminano, in sede di Comitato  misto, la possibilità di rivedere la percentuale di aumento dell'importo dei massimali, tenendo conto  dell'evoluzione dei consumi e delle importazioni in Austria, nonché dell'esperienza acquisita nell'applicazione del  presente articolo.g) I massimali sono aboliti al termine del periodo, di disarmo tariffario previsto all'articolo 3  del presente protocollo.PROTOCOLLO N. 2relativo alle restrizioni quantitative che l'Austria può  mantenere1. In deroga all'articolo 10 dell'Accordo, l'Austria può mantenere restrizioni quantitative per quanto  riguarda i prodotti sotto elencati:>SPAZIO PER TABELLA>2. Le restrizioni quantitative che l'Austria può  mantenere a norma del paragrafo 1 del presente protocollo sono applicate in modo da offrire agli esportatori  della Comunità la possibilità, per i prodotti elencati al paragrafo 1, di competere, per una parte ragionevole del  mercato austriaco, con altri fornitori, in condizioni di parità ed eque, tenuto conto del normale sviluppo degli  scambi.ATTO FINALEI rappresentantiDEL REGNO DEL BELGIO,DEL REGNO DI  DANIMARCA,DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,DELLA REPUBBLICA  FRANCESE,DELL'IRLANDA,DELLA REPUBBLICA ITALIANA,DEL GRANDUCATO DI  LUSSEMBURGO,DEL REGNO DEI PAESI BASSI,DEL REGNO DI NORVEGIA,E DEL REGNO  UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,Stati membri della Comunità europea del carbone  e dell'acciaio,DELLA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO,eDELLA  REPUBBLICA D'AUSTRIA,riuniti a Bruxelles il ventidue luglio millenovecentosettantadue,per la firma  dell'Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Comunità europea del  carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica d'Austria dall'altro,hanno, al momento della firma di questo  Accordo:- adottato la seguente dichiarazione, allegata al presente Atto:Dichiarazione interpretativa relativa  alla definizione della nozione di «Parti contraenti» che figura nell'Accordo;- preso atto delle seguenti  dichiarazioni, allegate al presente Atto:1. Dichiarazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio  relativa all'articolo 19, paragrafo 1, dell'Accordo.2. Dichiarazione del governo della Repubblica federale di  Germania concernente l'applicazione dell'Accordo a Berlino.Udfaerdiget i Bruxelles, den toogtyvende juli nitten  hundrede og tooghalvfjerds.Geschehen zu Bruessel am zweiundzwanzigsten Juli  neunzehnhundertzweiundsiebzig.Done at Brussels on this twenty-second day of July in the year one thousand  nine hundred and seventy-two.Fait à Bruxelles, le vingt-deux juillet mil neuf cent soixante-douze.Fatto a  Bruxelles, il ventidue luglio millenovecentosettantadue.Gedaan te Brussel, de tweeëntwintigste juli  negentienhonderdtweeënzeventig.Utferdiget i Brussel, tjueandre juli nitten hundre og syttito.Pour le Royaume  de BelgiqueVoor het Koninkrijk België>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kongeriget Danmarks  vegne>RIFERIMENTO A UN FILM>Fuer die Bundesrepublik Deutschland>RIFERIMENTO A UN  FILM>Pour la République française>RIFERIMENTO A UN FILM>For Ireland>RIFERIMENTO A UN  FILM>Per la Repubblica italiana>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour le Grand-Duché de  Luxembourg>RIFERIMENTO A UN FILM>Voor het Koninkrijk der Nederlanden>RIFERIMENTO A UN  FILM>For Kongeriket Norge>RIFERIMENTO A UN FILM>For the United Kingdom of Great Britain and  Northern Ireland.>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kommissionen for De Europaeiske Faellesskabers  vegneIm Namen der Kommission der Europaeischen GemeinschaftenIn the name of the Commission of the  European CommunitiesAu nom de la Commission des Communautés européennesA nome della Commissione  delle Comunità europeeNamens de Commissie der Europese GemeenschappenFor Kommisjonen for De  Europeiske Fellesskap>RIFERIMENTO A UN FILM>Fuer die Republik OEsterreich>RIFERIMENTO A UN  FILM>DICHIARAZIONIDichiarazioni interpretativa relativa alla definizione della nozione di «Parti  contraenti» che figura nell'AccordoLe Parti contraenti convengono di interpretare l'Accordo nel senso che  l'espressione «Parti contraenti», figurante in detto Accordo, significa, da un lato, la Comunità e gli Stati membri  o, separatamente, gli Stati membri o la Comunità e, dall'altro, l'Austria. Il senso da dare, in ogni caso, a questa  espressione sarà desunto dalle disposizioni in causa dell'Accordo, nonché dalle disposizioni corrispondenti del  trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.Dichiarazione della Comunità europea del  carbone e dell'acciaio relativa all'articolo 19, paragrafo 1, dell'AccordoLa Comunità europea del carbone e  dell'acciaio dichiara che, nel quadro dell'attuazione autonoma dell'articolo 19, paragrafo 1, dell'Accordo valuterà  le pratiche contrarie alle disposizioni di detto articolo sulla base dei criteri risultanti dall'applicazione delle norme  contenute negli articoli 4, lettera c), 65 e 66, paragrafo 7, del trattato che istituisce la Comunità europea del  carbone e dell'acciaio.Dichiarazione del governo della Repubblica federale di Germania concernente  l'applicazione dell'Accordo a BerlinoL'Accordo è applicabile anche al Land di Berlino sempreché il governo  della Repubblica federale di Germania non faccia una dichiarazione in senso contrario nel termine di tre mesi a  decorrere dall'entrata in vigore dell'Accordo.