CELEX: C1999/188/50
Language: it
Date: 1999-07-03 00:00:00
Title: Causa C-159/99: Ricorso del 30 aprile 1999 contro la Repubblica italiana presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 188/22                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          3.7.1999
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                Ricorso del 30 aprile 1999 contro la Repubblica italiana
                                                                             presentato dalla Commissione delle Comunità europee
1. dichiarare che, non avendo notificato le disposizioni
      legislative, regolamentari o amministrative necessarie per
      recepire la direttiva del Consiglio 19 giugno 1995,                                           (Causa C-159/99)
      95/18/CE, riguardante la ripartizione delle capacità di
      infrastruttura ferroviaria e la riscossione dei diritti per                                    (1999/C 188/50)
      l’utilizzo della infrastruttura (1), o non avendo adottato i
      provvedimenti necessari per recepirla, l’Irlanda è venuta
      meno agli obblighi impostile dalla detta direttiva;                  Il 30 aprile 1999, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                           rappresentata dal sig. Paolo Stancanelli, membro del suo
2. condannare l’Irlanda alle spese.                                        servizio giuridico, in qualità di agente, elettivamente domicilia-
                                                                           ta presso il sig. Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner,
                                                                           Kirchberg, a Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia
Motivi e principali argomenti                                              delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica
                                                                           italiana.
L’art. 189 del Trattato CE, ai sensi del quale la direttiva vincola
ogni Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il                     La ricorrente conclude che la Corte voglia:
risultato da raggiungere, implica l’obbligo degli Stati membri
di rispettare il termine per il recepimento stabilito dalla
direttiva. Tale termine è scaduto il 27 giugno 1997 senza che              — constatare che la Repubblica italiana è venuta meno agli
l’Irlanda abbia adottato i provvedimenti necessari per recepire                 obblighi che le incombono in virtù del diritto comunitario,
la direttiva cui si fa riferimento nel ricorso della Commissione.
                                                                                •   prevedendo un regime normativo che autorizza la
                                                                                    cattura e la detenzione di tre specie (passer italiae,
(1) GU L 143 del 27.6.1995, pag. 75.                                                passer montanus e sturnus vulgaris), in contrasto con
                                                                                    quanto previsto agli articoli 5 e 7 insieme con l’alle-
                                                                                    gato II della direttiva 79/409/CEE (1), e disponendo che
                                                                                    tale regime si applichi come una deroga generale e
                                                                                    permanente, in contrasto con quanto previsto all’arti-
                                                                                    colo 9 della stessa direttiva, ingenerando peraltro
                                                                                    un’inammissibile situazione di incertezza giuridica; e
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
nal Tributário de 1a Instância di Faro, con ordinanza                          •   prevedendo un regime normativo relativo alle condi-
11 marzo 1999, nella causa dinanzi ad esso pendente tra                             zioni e alle modalità di applicazione della deroga ai
    Corticeira Amorim - Algarve, Lda. e Fazenda Pública                            divieti imposti dalla direttiva 79/409/CEE che non è
                                                                                    pienamente conforme alle esigenze dell’articolo 9 della
                          (Causa C-158/99)                                          stessa direttiva, in particolare per quanto riguarda i
                                                                                    motivi di deroga previsti al paragrafo 1, lettere a) e b)
                                                                                    di tale disposizione.
                           (1999/C 188/49)
                                                                           — condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese
Il Tribunal Tributário de 1a Instância di Faro, con ordinanza                  processuali.
11 marzo 1999, pervenuta nella cancelleria della Corte il
30 aprile 1999, nella causa dinanzi ad esso pendente tra
Corticeira Amorim - Algarve, Lda. e Fazenda Pública, ha
proposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee una                Motivi e principali argomenti
domanda di pronuncia pregiudiziale. Il Tribunal Tributário de
1a Instância di Faro chiede alla Corte di pronunciarsi sulla
seguente questione pregiudiziale:                                          La prima violazione
Se l’art. 2 della Tabela de Emolumentos do Registro Predial,               La Commissione considera che il complesso normativo costi-
che impone di aggiungere all’emolumento fisso di cui all’art. 1            tuito dagli articoli 4, comma 4, e 5, comma 2, della legge
della stessa tabella l’emolumento variabile ivi stabilito in               157/92, che autorizza la cattura e la detenzione di tre specie
funzione del valve, sia contrario al disposto dell’art. 12                 protette (passer italiae, passer montanus e sturnus vulgaris), si
della direttiva 69/335 (1), laddove esso vieta di stabilire una            pone in evidente contrasto con quanto previsto agli articoli 5
retribuzione il cui importo sia calcolato non già in funzione              e 7 insieme con l’allegato II della direttiva 79/409 e che la
del costo del servizio individuale, bensı̀ in funzione del totale          disposizione contenuta nell’articolo 3 del DPCM (2) 27.9.97,
dei costi di finanziamento e investimento dell’ente che ha a               secondo la quale la deroga di cui all’articolo 9 della direttiva si
carico la prestazione dei servizi di cui trattasi.                         applica a giustificazione del predetto complesso normativo,
                                                                           non consente di sanare la violazione contestata per il fatto che,
                                                                           da un lato, la situazione di incertezza giuridica che ne risulti è
(1) Direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335/CEE, concernente
     le imposte indirette sulla raccolta di capitali (GU L 249 del         incompatibile con il principio della certezza del diritto e con
     3.10.1969, pag. 25).                                                  l’esigenza di precisione della trasposizione della direttiva e che,
                                                                           d’altro lato, la disposizione in questione introdurebbe un
                                                                           inammissibile regime generale e permanente di deroga ai
                                                                           divieti imposti dalla direttiva.
 ---pagebreak--- 3.7.1999                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 188/23
La seconda violazione                                                       Motivi e principali argomenti
La Commissione ritiene che l’Italia sia venuta meno agli                    L’articolo 189 del Trattato CE, secondo il quale la direttiva
obblighi che le incombono ai sensi del diritto comunitario per              vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il
il fatto di non aver trasposto nell’ordinamento interno in modo             risultato da conseguire, implica l’obbligo per gli Stati membri
completo, chiaro e inequivoco tutti gli elementi essenziali di              di rispettare i termini per la trasposizione stabiliti nelle
cui all’articolo 9 della direttiva 79/409/CEE, dal momento che              direttive. Questo termine è scaduto il 1 luglio 1997 senza che
la normativa interna prevede che si possa ricorrere alla                    la Repubblica italiana abbia emanato le disposizioni necessarie
deroga in alcune delle ipotesi individuate alle lettere a) e b)             per conformarsi alle direttive menzionate nelle conclusioni
dell’articolo 9, paragrafo 1, senza rispettare però le condizioni          della Commissione.
e le modalità di esercizio previste dal paragrafo 2 dello
stesso articolo 9 e senza subordinare la deroga medesima                    (1) GU L 125 del 23.5.1996, pag. 3.
all’esperimento di altre possibili soluzioni soddisfacenti, alme-           (2) GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10.
no nell’ipotesi in cui tale deroga sia fondata sulle ragioni
inerenti alla sicurezza aerea.
(1) GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1.
(2) Decreto del presidente del Consiglio dei ministri.
                                                                            Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour
                                                                            du Travail di Bruxelles (Quarta Sezione) con sentenza
                                                                            28 aprile 1999, nella causa Marthe Defreyn contro Sabena
                                                                                                              SA
                                                                                                      (Causa C-166/99)
Ricorso del 30 aprile 1999 contro la Repubblica italiana                                               (1999/C 188/52)
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                            Con sentenza 28 aprile 1999, pervenuta nella cancelleria della
                                                                            Corte il 4 maggio 1999, nella causa Marthe Defreyn contro
                         (Causa C-161/99)                                   Sabena SA, la Cour du Travail di Bruxelles (Quarta Sezione) ha
                                                                            sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
                          (1999/C 188/51)                                   seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                            1. Se l’indennità complementare di prepensionamento previs-
Il 30 aprile 1999 la Commissione delle Comunità europee,                         ta dal contratto collettivo di lavoro n. 17, reso obbligatorio
rappresentata dal sig. Francesco P. Ruggeri Laderchi, del                        con regio decreto 16 gennaio 1975 e prevista nel contratto
proprio servizio giuridico, in qualità di agente, con domicilio                  collettivo di lavoro 23 maggio 1984, concluso in seno
eletto in Lussemburgo, rue Alcide de Gasperi edificio Wagner,                    alla sotto-commissione paritaria n. 315.1 possa essere
presso il sig. Carlos Gómez de la Cruz, ha presentato alla Corte                considerata come un’indennità dovuta in attuazione di un
di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la                         regime professionale di sicurezza sociale cui è applicabile
Repubblica italiana.                                                             il protocollo sull’art. 119 del Trattato che istituisce la
                                                                                 Comunità europea.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                            2. Se le disposizioni del contratto collettivo di lavoro n. 17 e
1. constatare che la Repubblica italiana, non avendo adottato                    del contratto collettivo di lavoro 23 maggio 1984, conclu-
     le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative                so in seno alla sotto-commissione paritaria n. 315.1 siano
     necessarie per conformarsi:                                                 compatibili con l’art. 5 della direttiva 76/207/CEE (1) in
                                                                                 quanto escludono i lavoratori di sesso femminile di età
     a) alla direttiva 96/22/CE (1), del Consiglio, del 29 aprile                superiore ai 60 anni dal beneficio delle indennità di
          1996, concernente il divieto d’utilizzazione di talune                 prepensionamento, poiché costituiscono indennità com-
          sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle                      plementari per il licenziamento concesse a titolo di comple-
          sostanze ß-agoniste nelle produzioni animali e che                     mento alle indennità di disoccupazione, mentre tali inden-
          abroga le direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE e                           nità sono garantite ai lavoratori di sesso maschile fino
          88/299/CEE;                                                            all’età di 65 anni.
                                                                            3. In caso di soluzione affermativa delle due questioni di cui
     b) alla direttiva 96/23/CE (2) del Consiglio, del 29 aprile                 sopra, se l’applicazione del protocollo sull’art. 119 del
          1996, concernente le misure di controllo su talune                     Trattato CE sia di ostacolo a che sia accolta la domanda
          sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro              della signora Defreyn, nella misura in cui essa è basata
          prodotti e che abroga le direttive 85/358/CEE e                        sulla violazione dell’art. 5 della direttiva 76/207.
          86/469/CEE e le decisioni 89/187/CEE e 91/664/CEE;
     o comunque non avendo comunicato tali disposizioni, è                  (1) Del Consiglio 9 febbraio 1976, relativa all’attuazione del principio
     venuta meno agli obblighi che le incombono in virtù del                    della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto
     Trattato e di dette direttive;                                             riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione
                                                                                professionale e le condizioni di lavoro (GU L 39, pag. 40).
2. condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese
     processuali.