CELEX: C2007/283/35
Language: it
Date: 2007-11-24 00:00:00
Title: Causa C-424/07: Ricorso proposto il 13 settembre 2007 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica federale di Germania

24.11.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 283/19
            
         Ricorso proposto il 13 settembre 2007 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica federale di Germania
   (Causa C-424/07)
   (2007/C 283/35)
   Lingua processuale: il tedesco
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentanti: G. Braun e A. Nijenhuis)
   
      Convenuta: Repubblica federale di Germania
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               dichiarare che la Repubblica federale di Germania, con le nuove disposizioni di cui agli artt. 33, n. 12, lett. b) e 9, lett. a) del TKG, introdotte nella legge tedesca sulle telecomunicazioni dalla legge 18 febbraio 2007, recante modifica delle disposizioni in materia di telecomunicazioni, ha violato gli artt. 6, 7, 15, n. 3, 16 e 8, nn. 1 e 2 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/21/CE, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (1), l'art. 8, n. 4 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/19/CE, relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e all'interconnessione delle medesime (2), nonché l'art. 17, n. 2 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/22/CE, relativa al servizio universale e ai diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica (3);
            
         
               —
            
            
               condannare la Repubblica federale di Germania alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il quadro normativo comunitario introdotto nel 2002 in materia di reti di comunicazione elettronica assegna alle autorità nazionali di regolamentazione gli obiettivi della loro attività ed elenca le misure che le autorità possono adottare per il conseguimento di tali obiettivi. Stando alla ricorrente, tale quadro normativo, riconoscendo alle autorità di regolamentazione un margine discrezionale, consente loro di agire, previa un'accurata analisi di mercato, in modo ponderato a seconda dei singoli casi, tenendo conto delle loro peculiarità. Secondo le disposizioni comunitarie, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero definire, tenendo nel massimo conto la raccomandazione e gli orientamenti della Commissione, i mercati rilevanti corrispondenti alla situazione nazionale, conformemente ai principi del diritto della concorrenza. Quindi, sarebbero le autorità nazionali di regolamentazione che forniscono la definizione dei mercati rilevanti, e non il legislatore nazionale o un'altra istituzione nazionale. In considerazione dell'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione, che devono esercitare i loro poteri in modo imparziale e trasparente, questo elemento sarebbe centrale e strutturale nel procedimento relativo alla definizione dei mercati, definizione non soggetta alla discrezionalità del legislatore. Le autorità nazionali di regolamentazione, secondo la ricorrente, svolgono, se del caso, ulteriori analisi di mercato e decidono se e quali rimedi debbano essere adottati. La definizione e l'analisi di mercato sarebbero collegate da un meccanismo di consultazione.
   La ricorrente afferma che, in contrasto con la definizione dei mercati ed il procedimento di analisi dei mercati previsti dal diritto comunitario, il legislatore tedesco ha fornito la definizione dei «nuovi mercati» e ha determinato anticipatamente le condizioni alle quali l'autorità di regolamentazione, in via eccezionale, è autorizzata a regolamentare nuovi mercati, invece di lasciare tali valutazioni all'autorità di regolamentazione. Essa sostiene che il legislatore tedesco, per di più, ha prescritto all'autorità di regolamentazione un obiettivo della regolamentazione cui prestare particolare attenzione. Queste disposizioni della legge tedesca in materia di telecomunicazioni violerebbero le direttive 2002/19/CE, 2002/21/CE, e 2002/22/CE, in quanto eluderebbero la disciplina relativa alla regolamentazione dei mercati ivi prevista e limiterebbero illegittimamente il margine di discrezionalità dell'autorità di regolamentazione.
   Ad avviso della ricorrente, la normativa tedesca in esame renderebbe infatti impossibile all'autorità di regolamentazione nazionale definire tutti i mercati in ottemperanza ai principi del diritto della concorrenza e inoltre, mediante l'esclusione totale di alcuni mercati dalla regolamentazione, disposta per legge, le impedirebbe di prendere decisioni specifiche adeguate al singolo caso. L'autorità di regolamentazione dovrebbe dar corso ai procedimenti di consultazione e di cooperazione previsti nel quadro normativo delle Comunità ed informare gli operatori presenti sul mercato, le autorità di regolamentazione europee e la Commissione sul risultato della sua analisi di un «nuovo mercato» solo quando essa giunge contemporaneamente alla conclusione che le condizioni supplementari sono soddisfatte e che, pertanto, essa ritiene necessaria una regolamentazione. Di conseguenza, stando alla ricorrente, le disposizioni in questione della legge tedesca in materia di telecomunicazioni potrebbero produrre la conseguenza che un mercato sia definito e analizzato e che la decisione di non regolarlo possa essere presa senza che si siano svolti i prescritti procedimenti di consultazione e di cooperazione.
   Secondo la Commissione, quindi, sussiste il rischio che mediante queste norme sia gravemente pregiudicata la liberalizzazione dei mercati della comunicazione elettronica istituita dal quadro normativo comunitario, nonché l'apertura di tali mercati alla concorrenza. Per taluni mercati, come ad esempio quelli delle reti di accesso a banda larga, basati sulla rete fissa dell'ex gestore monopolista e particolarmente significativi per lo sviluppo tecnologico, sussisterebbe il rischio di una monopolizzazione di ritorno, ossia di un'inversione di marcia rispetto a quanto finora raggiunto anche grazie al quadro normativo comunitario.
   
      (1)  GU L 108, pag. 33.
   
      (2)  GU L 108, pag. 7.
   
      (3)  GU L 108, pag. 51.