CELEX: 61957CJ0015
Language: it
Date: 1958-06-12
Title: Sentenza della Corte del 12 giugno 1958. # Compagnie des Hauts Fourneaux de Chasse contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Causa 15-57.

Avis juridique important

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61957J0015

SENTENZA DELLA CORTE DEL 12 GIUGNO 1958.  -  COMPAGNIE DES HAUTS FOURNEAUX DE CHASSE CONTRO L'ALTA AUTORITA'.  -  CAUSA 15/57.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00157 edizione olandese pagina 00165 edizione tedesca pagina 00161 edizione italiana pagina 00149 edizione speciale inglese pagina 00211 edizione speciale danese pagina 00103 edizione speciale greca pagina 00235 edizione speciale portoghese pagina 00237 edizione speciale spagnola pagina 00185

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDURA - RICORSO D' ANNULLAMENTO - ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA - PORTATA DELL' ART . 36 DEL TRATTATO  ( TRATTATO ARTICOLI 33 E 36 )  2 . PROCEDURA - RICORSO D' ANNULLAMENTO - ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA - ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE INDIVIDUALE D' APPLICAZIONE - EFFETTI  3 . PROCEDURA - RICORSO D' ANNULLAMENTO - ECCEZIONE D' ILLEGITTIMITA - ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE INDIVIDUALE D' APPLICAZIONE - MEZZI D' ANNULLAMENTO  ( TRATTATO ART . 33 )  4 . MERCATO COMUNE - ROTTAME - PEREQUAZIONE - MISURE DI SALVAGUARDIA  5 . MERCATO COMUNE - ROTTAME - PEREQUAZIONE - VIOLAZIONE DELLE NORMALI CONDIZIONI DI CONCORRENZA  ( TRATTATO ARTICOLI 3 E 5 )  6 . MERCATO COMUNE - ROTTAME - PEREQUAZIONE - OBBIETTIVI GENERALI DEL TRATTATO - CONCETTO DI " INTERESSE COMUNE "  ( TRATTATO ART . 3 )  7 . SVIAMENTO DI POTERE - SOSTITUZIONE DI OBBIETTIVO  ( TRATTATO ART . 33 )  8 . ROTTAME - PEREQUAZIONE - ALIQUOTA UNIFORME AL FINE DI UNA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA - SVIAMENTO DI POTERE  ( TRATTATO ARTICOLI 33 E 53 )  

Massima

1 . VEDI SENTENZA N . 9-56 N . 1 .  LA DISPOSIZIONE DELL' ART . 36, 3 ) COMMA NON E DA CONSIDERARSI UNA NORMA SPECIALE VALIDA SOLTANTO NELL' IPOTESI DI SANZIONI PECUNIARIE BENSI' UN CASO D' APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO GENERALE CHE L' ART . 36 PONE IN RILIEVO PERCHE HA TRATTO ALLA SPECIFICA IPOTESI IN UN RICORSO DI MERITO . L' ESPRESSA MENZIONE FATTANE IN DETTO ARTICOLO NON ESCLUDE CHE LO STESSO PRINCIPIO TROVI APPLICAZIONE ANCHE NELLE IPOTESI IN CUI L' ESPRESSA MENZIONE MANCHI .  */ 656J0009 /*.  2 . VEDI SENTENZA N . 9-56 N . 2 .  DALLA ILLEGITTIMITA DELLA DECISIONE GENERALE SU CUI SI BASA UNA DECISIONE INDIVIDUALE, PUO' DERIVARE SOLTANTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE INDIVIDUALE IMPUGNATA .  */ 656J0009 /*.  3 . VEDI SENTENZA N . 9-56 N . 3 .  NELL' IMPUGNARE UNA DECISIONE INDIVIDUALE IL RICORRENTE PUO' DENUNCIARE NELLA DECISIONE GENERALE SU CUI QUELLA INDIVIDUALE SI BASA TUTTI I QUATTRO VIZI ENUMERATI NEL 1 ) COMMA DELL' ART . 33 .  4 . NELL' IPOTESI DI DIFFICOLTA DERIVANTI DA UN PROVVEDIMENTO PRESO DALL' ALTA AUTORITA NELL' ESERCIZIO DEI POTERI ATTRIBUITILE DAL TRATTATO, SENZA CHE L' ESERCIZIO DI QUESTI POTERI SIA DIRETTAMENTE CONNESSO ALL' INSTAURAZIONE DEL MERCATO COMUNE, NON E PRESCRITTA L' ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA AI SENSI DEL PAR . 29 DELLA CONVENZIONE .  5 . L' ORGANO CHE EMANA UNA REGOLAMENTAZIONE ECONOMICA HA L' OBBLIGO DI AGIRE CON PRUDENZA E D' INTERVENIRE SOLTANTO DOPO AVER ACCURATAMENTE VALUTATO I VARI INTERESSI IN GIOCO, LIMITANDO - PER QUANTO POSSIBILE - I PREVEDIBILI PREGIUDIZI NEI CONFRONTI DEI TERZI .  TUTTAVIA, LA TESI SECONDO CUI L' ALTA AUTORITA, ADOTTANDO I SUOI PROVVEDIMENTI, AVREBBE DOVUTO FAR SI' CHE LA POSIZIONE COMPETITIVA DEI PRODUTTORI DI GHISA RISPETTO AGLI ALTRI CONSUMATORI DI ROTTAME NON SUBISSE ALCUNA MODIFICAZIONE, E ECCESSIVA .  6 . SE L' ALTA AUTORITA HA FACOLTA DI ADOTTARE PROVVEDIMENTI " NELL' INTERESSE COMUNE ", ESSA PUO' VALERSI DEL SUO POTERE REGOLAMENTARE A SECONDA DELLE CONCRETE ESIGENZE DEL MOMENTO, ANCHE SE CON CIO' ARRECHI PREGIUDIZIO A CERTI INTERESSI PARTICOLARI, MA TALE SUA AZIONE DEVE LIMITARSI ALLO STRETTO INDISPENSABILE .  7 . VEDI SENTENZA N . 2-57 N . 3 .  LA LEGITTIMITA DI UNA DECISIONE NON PUO' DIPENDERE DALLA SUA ADERENZA ALLE DISPOSIZIONI DI UN MEMORANDUM PUBBLICATO DALL' ALTA AUTORITA, BENSI' SOLTANTO DALLA SUA ADERENZA ALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO . PER STABILIRE LA SUSSISTENZA DELLO SVIAMENTO DI POTERE OCCORRE DIMOSTRARE CHE LA DECISIONE IMPUGNATA PERSEGUIVA UNO SCOPO DIVERSO DA QUELLO IN CONSIDERAZIONE DEL QUALE L' ALTA AUTORITA AVEVA IL POTERE DI AGIRE .  */ 657J0002 /*.  8 . VEDI SENTENZA N . 2-57 N . 4 .  DATO CHE L' ALIQUOTA UNIFORME DI PEREQUAZIONE E STATA RITENUTA COMPATIBILE CON LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, LE DECISIONI IMPUGNATE SAREBBERO LEGITTIME ANCHE SE SI PROVASSE CHE QUESTA UNIFORMITA ERA STATA SUGGERITA DALLA PREOCCUPAZIONE DI EVITARE COMPLICAZIONI AMMINISTRATIVE .  */ 657J0002 /*.  

Parti

NELLA CAUSA  TRA  LA " COMPAGNIE DES HAUTS FOURNEAUX DE CHASSE "  CON SEDE SOCIALE A LIONE E DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO,  PRESSO L' AVV . BERNARD DELVAUX, AVENUE PESCATORE 11, PARTE RICORRENTE,  RAPPRESENTATA DAL SUO PRESIDENTE E DIRETTORE GENERALE SIGNOR PIERRE CHOLAT, ASSISTITO DALL' AVV . ROGER LEVILION, PATROCINANTE PRESSO LA CORTE D' APPELLO DI PARIGI,  E  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI A LUSSEMBURGO, PLACE DE METZ 2, PARTE CONVENUTA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO, SIGNOR GERARD OLIVIER, IN QUALITA DI AGENTE,  ASSISTITO DAL PROF . DE LAUBADERE, DOCENTE DELLA FACOLTA GIURIDICA DELL' UNIVERSITA DI PARIGI,  

Oggetto della causa

CAUSA CHE HA PER OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA DEL 12 DICEMBRE 1956 CON CUI SI INGIUNGE ALLA COMPAGNIE DES HAUTS FOURNEAUX DE CHASSE DI CORRISPONDERE ALLA CASSA DI PEREQUAZIONE DEL ROTTAME IMPORTATO LE SOMME DOVUTE ALLA DATA DEL 31 AGOSTO 1956 IN APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI SULLA PEREQUAZIONE DEL ROTTAME, 

Motivazione della sentenza

A - SULLA RICEVIBILITA'  LA RICORRENTE IMPUGNA LA DECISIONE INDIVIDUALE DEL 12 DICEMBRE 1956 CON CUI L' ALTA AUTORITA LE INGIUNGE DI CORRISPONDERE UN IMPORTO DOVUTO IN RELAZIONE AL SISTEMA DI PEREQUAZIONE DEL ROTTAME IMPORTATO ISTITUITO DALLE DECISIONI N . 22-54 DEL 6 MARZO 1954 E N . 14-55 DEL 26 MARZO 1955 . LA RICORRENTE ASSUME CHE LE PREDETTE DUE DECISIONI SONO VIZIATE E CHE DALLA LORO ILLEGITTIMITA DISCENDE NECESSARIAMENTE QUELLA DELLA DECISIONE D' APPLICAZIONE EMANATA NEI SUOI CONFRONTI E CHE ESSA IMPUGNA .  LA CONVENUTA OPPONE CHE LA RICORRENTE, NELLA SUA QUALITA DI IMPRESA PRIVATA, PUO' DENUNCIARE I VIZI DELLE DECISIONI DI BASE, CHE SONO DELLE DECISIONI GENERALI, SOLO NELLE CONDIZIONI E NEI TERMINI PREVISTI DALL' ART . 33 DEL TRATTATO .  AI SENSI DELL' ART . 33 I RICORSI DEVONO VENIR PROPOSTI NEL TERMINE DI UN MESE DALLA NOTIFICA, RISPETTIVAMENTE DALLA PUBBLICAZIONE DELLA DECISIONE O RACCOMANDAZIONE . OVE IL RICORSO VENGA PROPOSTO DA UNA IMPRESA OD ASSOCIAZIONE CONTEMPLATA NELL' ART . 48 DEL TRATTATO ED IMPUGNI UNA DECISIONE O RACCOMANDAZIONE GENERALE, ESSO E RICEVIBILE SOLTANTO SE SI DENUNCI UNO SVIAMENTO DI POTERE NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE .  IL RICORSO E STATO DEPOSITATO IL 6 MAGGIO 1957 PER CUI IL TERMINE PREVISTO DALL' ULTIMO COMMA DELL' ART . 33 E STATO OSSERVATO NEI RIGUARDI DELLA DECISIONE 12 DICEMBRE 1956 RESA ESECUTIVA CON APPOSIZIONE DELLA RELATIVA CLAUSOLA DA PARTE DELL' AUTORITA COMPETENTE IN DATA 4 MARZO 1956 E NOTIFICATA IL 30 MARZO 1956 MEDIANTE LETTERA DELL' ALTA AUTORITA, MA ESSO ERA DECORSO PER QUANTO RIGUARDA LE DECISIONI N . 22-54 E N . 14-55 CHE SONO RISPETTIVAMENTE DEL 26 MARZO 1954 E DEL 26 MARZO 1955 .  TUTTAVIA QUESTE ULTIME DECISIONI NON SONO STATE DIRETTAMENTE IMPUGNATE MA SE NE SONO DENUNCIATI I VIZI NEL RICORSO AVVERSO LA DECISIONE 12 DICEMBRE 1956 . LA DECISIONE DEL 12 DICEMBRE 1956 E UNA DECISIONE INDIVIDUALE CHE RIGUARDA LA RICORRENTE MA LE DECISIONI N . 22-54 E N . 15-55 SONO DELLE DECISIONI GENERALI SULLE QUALI LA DECISIONE 12 DICEMBRE 1956 SI BASA .  PER STABILIRE SE A SOSTEGNO DEL SUO RICORSO CONTRO LA DECISIONE INDIVIDUALE LA RICORRENTE HA FACOLTA DI DENUNCIARE L' ILLEGITTIMITA DELLA DECISIONE GENERALE SU CUI LA PRIMA SI BASA, SI DEVE RICERCARE SE ESSA POSSA IMPUGNARE LA DECISIONE DOPO DECORSO IL TERMINE DI CUI L' ULTIMO COMMA DELL' ART . 33 E SE POSSA FAR VALERE NON SOLO LO SVIAMENTO DI POTERE NEI SUOI CONFRONTI MA TUTTI I QUATTRO MEZZI ENUMERATI NEL 1 ) COMMA DELL' ART . 33 .  LA CORTE E D' AVVISO CHE NON SI DEVE APPLICARE AD UNA IMPRESA UNA DECISIONE GENERALE VIZIATA E CHE DA QUESTA NON SI POSSONO FAR DISCENDERE DEGLI OBBLIGHI PER L' IMPRESA STESSA .  L' ART . 36 DEL TRATTATO PREVEDE CHE A SOSTEGNO D' UN RICORSO AVVERSO UNA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA CHE INFLIGGA UNA SANZIONE PECUNIARIA SI PUO' FAR VALERE, NEI MODI PREVISTI DAL 1 ) COMMA DELL' ART . 33, L' ILLEGITTIMITA DELLE DECISIONI O DELLE RACCOMANDAZIONI DELLA CUI INOSSERVANZA SI TRATTA . LA CORTE RITIENE CHE TALE DISPOSIZIONE DELL' ART . 36 NON E DA CONSIDERARSI UNA NORMA SPECIALE VALIDA SOLTANTO NELL' IPOTESI DI SANZIONI PECUNIARIE BENSI' UN CASO D' APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO GENERALE CHE L' ART . 36 NON FA CHE PORRE IN RILIEVO PERCHE SI APPLICA ALLA SPECIFICA IPOTESI DI UN RICORSO DI MERITO . DALL' ESPRESSA MENZIONE FATTANE NELL' ART . 36 NON PUO' RICAVARSI, A CONTRARIO, ALCUN VALIDO ARGOMENTO PER ESCLUDERE CHE TALE FACOLTA SUSSISTA NELLA IPOTESI IN CUI L' ESPRESSA MENZIONE MANCHI E CIO' IN QUANTO, COME LA CORTE HA GIA AFFERMATO NELLA SUA PRONUNCIA IN CAUSA N . 8-55, L' ARGOMENTAZIONE A CONTRARIO E AMMISSIBILE SOLTANTO QUANDO NESSUN' ALTRA INTERPRETAZIONE SI RIVELI IDONEA O COMPATIBILE CON IL TESTO, IL CONTESTO E LE LORO FINALITA .  QUALSIASI ALTRA SOLUZIONE RENDEREBBE DIFFICILE L' ESERCIZIO DEL DIRITTO DI RICORSO RICONOSCIUTO ALLE IMPRESE ED ASSOCIAZIONI CONTEMPLATE NELL' ART . 48 IN QUANTO SAREBBERO COSTRETTE AD ANALIZZARE OGNI DECISIONE GENERALE SIN DALLA SUA PUBBLICAZIONE PER RICERCARE SE NON CONTENGA DISPOSIZIONI SUSCETTIBILI DI LEDERLE IN AVVENIRE E SE NON SIA INFICIATA DA SVIAMENTO DI POTERE NEI LORO CONFRONTI; CIO' LE INCITEREBBE A CONTRAVVENIRE AI PROVVEDIMENTI DELL' ALTA AUTORITA PER FARSI INFLIGGERE LE SANZIONI PECUNIARIE PREVISTE DAL TRATTATO, ONDE VALERSI POI DELL' ART . 36 PER DENUNCIARE L' ILLEGITTIMITA DELLA DECISIONE GENERALE DELLA CUI INOSSERVANZA SI FA LORO CARICO .  CHE SE PER IMPUGNARE UNA DECISIONE INDIVIDUALE IL RICORRENTE HA FACOLTA DI DENUNCIARE, ANCHE SCADUTO IL TERMINE, I VIZI DELLA DECISIONE O RACCOMANDAZIONE GENERALE SU CUI LA PRIMA SI BASA, DA CIO' NON DISCENDE CHE POSSA PRONUNCIARSI L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE GENERALE FONDAMENTALE, TALE PRONUNCIA POTENDO COLPIRE UNICAMENTE LA DECISIONE INDIVIDUALE IMPUGNATA .  TALE PRINCIPIO E STATO ESPRESSAMENTE ADOTTATO NEI TRATTATI ISTITUTIVI DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E DELL' EURATOM E CONSACRATO NEGLI ARTICOLI 184 E RISPETTIVAMENTE 156, ENTRAMBI DEL SEGUENTE IDENTICO TENORE : " ... NELL' EVENTUALITA DI UNA CONTROVERSIA CHE METTA IN CAUSA UN REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO O DELLA COMMISSIONE CIASCUNA PARTE PUO', ANCHE DOPO LO SPIRARE DEL TERMINE PREVISTO DALL' ART . 173, 3 ) COMMA, VALERSI DEI MOTIVI PREVISTI DALL' ART . 173, 1 ) COMMA, PER INVOCARE DAVANTI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA L' INAPPLICABILITA DEL REGOLAMENTO STESSO ". QUESTA COINCIDENZA SENZA ESSERE UN ELEMENTO DECISIVO CONFERMA TUTTAVIA LA FONDATEZZA DELL' ARGOMENTO SOVRAENUNCIATO DIMOSTRANDO CHE ESSO SI E IMPOSTO PURE AI COMPILATORI DEI NUOVI TRATTATI .  L' ANNULLAMENTO D' UNA DECISIONE INDIVIDUALE DERIVANTE DALLA ILLEGITTIMITA DELLA DECISIONE GENERALE SU CUI LA PRIMA SI BASA, INCIDE SOLO SU QUEGLI EFFETTI DELLA DECISIONE GENERALE CHE SI SONO CONCRETATI NELLA DECISIONE INDIVIDUALE ANNULLATA . SE CHIUNQUE PUO' FAR VALERE AVVERSO UNA DECISIONE INDIVIDUALE CHE LO RIGUARDI TUTTI I QUATTRO MEZZI D' IMPUGNAZIONE ENUNCIATI NEL 1 ) COMMA DELL' ART . 33, NULLA VIETA CHE NELL' IMPUGNARE UNA DECISIONE INDIVIDUALE IL RICORRENTE DENUNCI NELLA DECISIONE O RACCOMANDAZIONE GENERALE SU CUI QUELLA INDIVIDUALE SI BASA, TUTTI I QUATTRO VIZI ENUMERATI NEL 1 ) COMMA DEL CITATO ARTICOLO .  PER LE RAGIONI SOVRAESPOSTE IL RICORSO E RICEVIBILE .  B - NEL MERITO  1 . VIOLAZIONE DEL TRATTATO  A ) VIOLAZIONE DEL PARAGRAFO 29 DELLA CONVENZIONE  SECONDO LA TESI DELLA RICORRENTE IL PAR . 29 MIREREBBE AD EVITARE SPOSTAMENTI DELLA PRODUZIONE; L' ALTA AUTORITA DOVREBBE QUINDI ADOTTARE PARTICOLARI MISURE DI SALVAGUARDIA NON SOLTANTO PER PARARE ALLE DIFFICOLTA DERIVANTI DALL' ISTITUZIONE DEL MERCATO COMUNE, BENSI' ANCHE QUALORA UN' IMPRESA SI TROVI LESA DAI PROVVEDIMENTI CHE L' ALTA AUTORITA EMANA IN APPLICAZIONE DELLE NORME DEL TRATTATO, NELLA SPECIE IN APPLICAZIONE DELL' ART . 53 .  ORBENE IL PAR . 29 NON IMPONE AFFATTO UN OBBLIGO DEL GENERE; ESSO SI LIMITA A RICONOSCERE CHE DELLE MISURE DI SALVAGUARDIA POSSONO ESSERE RICHIESTE PER EVITARE CHE L' ISTITUZIONE DEL MERCATO COMUNE CREI BRUSCHI SPOSTAMENTI DI PRODUZIONE CUI LE IMPRESE POTREBBERO FAR FRONTE SOLO DOPO UN CERTO ADATTAMENTO . NELLA SPECIE LA RICORRENTE NON HA DIMOSTRATO CHE LE DIFFICOLTA DA LEI LAMENTATE NONCHE IL TEMUTO SPOSTAMENTO DI PRODUZIONE SIAN DOVUTI ALL' ISTITUZIONE DEL MERCATO COMUNE . SE TALI DIFFICOLTA DERIVANO DA UN PROVVEDIMENTO - L' ISTITUZIONE DI UN SISTEMA DI PEREQUAZIONE - ADOTTATO DALL' ALTA AUTORITA NELL' ESERCIZIO DEI POTERI CHE IL TRATTATO LE CONFERISCE MA CHE NON HA RELAZIONE DIRETTA CON L' ISTITUZIONE DEL MERCATO COMUNE, L' ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA AI SENSI DEL PAR . 29 DELLA CONVENZIONE NON SI GIUSTIFICHEREBBE .  POSTO CHE IL PAR . 29 DELLA CONVENZIONE NON TROVA APPLICAZIONE NELLA FATTISPECIE, LA CENSURA VA DISATTESA .  B ) VIOLAZIONE DELLE CONDIZIONI NORMALI DELLA CONCORRENZA  LA RICORRENTE ASSUME CHE IL GIUOCO NORMALE DELLA CONCORRENZA E STATO FALSATO DALLA PEREQUAZIONE IN QUANTO NE RISULTA FAVORITO L' IMPIEGO DI ROTTAME A PREGIUDIZIO DELLA GHISA . LA CONVENUTA NON CONTESTA CHE IL RIBASSO DEL PREZZO DEL ROTTAME IMPORTATO DETERMINATO DALLA PEREQUAZIONE PUO' INCITARE LE IMPRESE AD AUMENTARE IL CONSUMO DI ROTTAME . LA CONVENUTA AMMETTE DUNQUE CHE LA SITUAZIONE DELLA RICORRENTE CHE PRODUCE ESCLUSIVAMENTE GHISA EMATITE SIA IN CERTO MODO AGGRAVATA . TUTTAVIA ESSA VI HA OVVIATO CONCEDENDO ALLE IMPRESE CHE IMPIEGANO ROTTAME UN PREMIO IN RAGIONE DEI RISPARMI OTTENUTI MEDIANTE UN ACCRESCIUTO IMPIEGO DI GHISA ( DECISIONI N . 26-55 E N . 3-56 ).  IL PROBLEMA CHE SI PONE E DUNQUE QUELLO DI STABILIRE SE L' ALTA AUTORITA, CONVINTA CH' ERA DI CAPITALE IMPORTANZA IMPEDIRE CHE IL PREZZO DEL ROTTAME INTERNO RAGGIUNGESSE QUELLO DEL ROTTAME IMPORTATO ED INDOTTA DA CIO' AD ISTITUIRE LA PEREQUAZIONE, ERA LEGALMENTE TENUTA A PREVENIRE QUALSIASI RIPERCUSSIONE DEL SISTEMA CHE POTESSE RIUSCIRE DANNOSA AI PRODUTTORI DI GHISA OD A TALUNI DI ESSI . POSTO CHE NELL' ISTITUIRE LA PEREQUAZIONE L' ALTA AUTORITA HA ADOTTATO MISURE INDIRETTE - I PREMI PER IL ROTTAME RISPARMIATO MEDIANTE UN ACCRESCIUTO IMPIEGO DI GHISA - ATTE A MIGLIORARE SINO AD UN CERTO PUNTO LA SITUAZIONE DEI PRODUTTORI DI GHISA, CI SI DEVE CHIEDERE SE TALE PRECAUZIONE ERA SUFFICIENTE O SE ESSA DOVEVA INVECE GARANTIRE PIU COMPLETAMENTE LA POSIZIONE COMPETITIVA DELLA GHISA, AD ESEMPIO COL MEZZO DIRETTO DI ESENTARE DAL CONTRIBUTO DI PEREQUAZIONE IL ROTTAME IMPIEGATO PER PRODURRE GHISA .  SU QUESTO PUNTO LA CORTE RITIENE ECCESSIVA L' ESIGENZA CHE PONE LA TESI DELLA RICORRENTE SECONDO CUI L' ALTA AUTORITA, ADOTTANDO LE DECISIONI DI CUI TRATTASI, AVREBBE DOVUTO AVER CURA CHE LA POSIZIONE COMPETITIVA DEI PRODUTTORI DI GHISA RISPETTO AGLI ALTRI CONSUMATORI DI ROTTAME NON SUBISSE ALCUN MUTAMENTO . INFATTI, OVE SI AMMETTESSE UN OBBLIGO COSI' RECISO ESSO DOVREBBE VALERE NON SOLTANTO NEI CONFRONTI DEI PRODUTTORI DI GHISA MA OGNI QUAL VOLTA LA POSIZIONE COMPETITIVA D' UN PRODUTTORE SOGGETTO ALLA GIURISDIZIONE DELLA COMUNITA SUBISCA INCIDENZE ANCHE INDIRETTE .  LE NORME DI QUALSIASI DISCIPLINA ECONOMICA INCIDONO INEVITABILMENTE ANCHE SU COLORO CHE NON NE SONO DIRETTI DESTINATARI . L' APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO AFFERMATO DALLA RICORRENTE RENDEREBBE ILLEGALE QUALSIASI INTERVENTO IN MATERIA ECONOMICA CHE LA PUBBLICA AUTORITA GIUDICASSE OPPORTUNO PER TUTELARE SUPERIORI INTERESSI QUALORA ESSO PREGIUDICASSE, ANCHE MINIMAMENTE, GL' INTERESSI IN GIUOCO, FOSSERO QUESTI ANCHE ASSAI LONTANI DA QUELLI CUI L' INTERVENTO IN PRIMO LUOGO MIRAVA . L' AUTORITA HA L' OBBLIGO DI AGIRE CON PRUDENZA E DI INTERVENIRE SOLO DOPO AVER ACCURATAMENTE VALUTATO I VARI INTERESSI IN GIUOCO PUR LIMITANDO - PER QUANTO POSSIBILE - I PREVEDIBILI DANNI A TERZI .  SI DEVE DUNQUE RICERCARE SE NELLA FATTISPECIE L' ALTA AUTORITA HA TENUTO NEL DOVUTO CONTO GL' INTERESSI DEI PRODUTTORI DI GHISA . IN SEDE ISTRUTTORIA LA CORTE HA CHIESTO ALLE PARTI DI FORNIRE A TAL PROPOSITO DATI CONCRETI SUI RISULTATI CONSEGUITI GRAZIE AI PROVVEDIMENTI ADOTTATI DALL' ALTA AUTORITA PER INCITARE I CONSUMATORI DI ROTTAME AD ACCRESCERE L' IMPIEGO DELLA GHISA .  NELLA SUA RISPOSTA L' ALTA AUTORITA HA FORNITO I DATI PER IL PERIODO 1 ) APRILE 1955 - 31 LUGLIO 1957 E DA ESSI EMERGE CHE SONO STATI PAGATI PREMI PER 1.643.101 TONNELLATE DI ROTTAME, OSSIA PER IL 21 PERCENTO DEL ROTTAME IMPORTATO . CIO' PROVA CHE SI E RISPARMIATA UNA NOTEVOLE QUANTITA DI ROTTAME IL QUALE E STATO SOSTITUITO CON LA GHISA . IL PERIODO CONSIDERATO COMPRENDE 6 MESI DURANTE I QUALI HA AVUTO VIGORE IL NUOVO REGIME INTRODOTTO DALLA DECISIONE N . 2-57, MA CIO' NON HA RILEVANZA PERCHE LA NUOVA DISCIPLINA HA MANTENUTO PER SEI MESI L' ASSEGNAZIONE DEI PREMI PRECEDENTEMENTE PREVISTA A FAVORE DI CHI SOSTITUIVA ROTTAME CON LA GHISA . LA RICORRENTE SI E LIMITATA AD INDICARE CHE LA PRODUZIONE D' ACCIAIO MARTIN ERA DIMINUITA RISPETTO A QUELLA DEI FORNI ELETTRICI, MA ESSA NON HA ADEGUATAMENTE RISPOSTO ALLA DOMANDA POSTALE NE HA CONTESTATO L' ESATTEZZA DEI DATI FORNITI DALL' ALTA AUTORITA . NELLE SUE CONCLUSIONI SCRITTE DEFINITIVE E NELLA DISCUSSIONE ORALE, LA RICORRENTE HA RILEVATO CHE I DATI DELL' ALTA AUTORITA NULLA PROVAVANO IN QUANTO ESSA NON HA INDICATO IN QUALE MISURA LE IMPRESE PRODUTTRICI DI GHISA EMATITE - ED IN PARTICOLARE LA RICORRENTE STESSA - HANNO TRATTO PROFITTO DALLE ECONOMIE OTTENUTE . TUTTAVIA, ALLE DEDUZIONI CHE SI POSSONO TRARRE DAL COMPLESSO DEI FATTI DEDOTTI DALL' ALTA AUTORITA, LA RICORRENTE NON HA OPPOSTO ALCUN DATO ATTO A RICAVARE CHE I PREMI NON ABBIANO EFFETTIVAMENTE OVVIATO AGLI INCONVENIENTI CHE LA PEREQUAZIONE CAUSAVA AI PRODUTTORI DI GHISA .  DAL FATTO CHE NEI CONSIDERANDI DELLA DECISIONE N . 2-57 L' ALTA AUTORITA HA RICONOSCIUTO CHE LA DECISIONE N . 26-55, RELATIVA ALLE MODALITA D' ATTUAZIONE DEL MECCANISMO FINANZIARIO, NON SI ERA DIMOSTRATA PIENAMENTE EFFICACE PER OTTENERE UN RISPARMIO DI ROTTAME MEDIANTE UN' ACCRESCIUTA MESSA AL MILLE DI GHISA, NON EMERGE ALCUN ELEMENTO A SUFFRAGIO DELLA TESI DELLA RICORRENTE . INFATTI SE ANCHE IL SISTEMA DEI PREMI NON HA DATO AI PRODUTTORI DI GHISA UNA TUTELA COMPLETA, NON SE NE PUO' DEDURRE CHE TALE REGIME TRASCURAVA ARBITRARIAMENTE I LORO INTERESSI . INFINE LA CIRCOSTANZA - RILEVATA DALLA RICORRENTE NELLE RISPOSTE DATE IN SEDE ISTRUTTORIA - CHE LA PRODUZIONE DI ACCIAIO MARTIN ERA DIMINUITA RISPETTO A QUELLA DEI FORNI ELETTRICI, NON ESCLUDE CHE IL ROTTAME - COME LO HA DIMOSTRATO L' ALTA AUTORITA - SIA STATO SOSTITUITO IN MISURA NOTEVOLE DALLA GHISA; LA TESI DELLA RICORRENTE APPARE PERTANTO INFONDATA IN FATTO .  ADOTTANDO SPECIALI MISURE PER LIMITARE IL CONSUMO DI ROTTAME MEDIANTE L' ACCRESCIUTO IMPIEGO DI GHISA, L' ALTA AUTORITA HA DIMOSTRATO DI AVER RAGIONEVOLMENTE E PONDERATAMENTE TENUTO CONTO DEGLI INTERESSI DEI PRODUTTORI DI GHISA . E' EMERSO NELL' ISTRUTTORIA CHE TALI PROVVEDIMENTI HANNO AVUTO APPREZZABILI EFFETTI . LA LEGITTIMITA DEI PROVVEDIMENTI DELL' ALTA AUTORITA NON DIPENDE DALLA LORO ASSOLUTA EFFICACIA A MANTENERE IL PREESISTENTE RAPPORTO FRA IL ROTTAME E LA GHISA . STANDO COSI' LE COSE, IL REGIME DI PEREQUAZIONE NON VIOLA LE NORME DEL TRATTATO RELATIVE AL MANTENIMENTO DI NORMALI CONDIZIONI DI CONCORRENZA .  LA TESI SECONDO CUI IL REGIME DI PEREQUAZIONE SAREBBE ILLEGITTIMO IN QUANTO LEDEREBBE LA SITUAZIONE COMPETITIVA DELLA RICORRENTE RISULTA PERTANTO INFONDATA .  C ) CONTRADDIZIONE CON GLI OBBIETTIVI GENERALI DEL TRATTATO  SECONDO LA RICORRENTE L' ART . 3 DEL TRATTATO FA OBBLIGO ALLE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA DI AGIRE " NELL' INTERESSE COMUNE ", INTENDENDOSI CON TALE ESPRESSIONE CHE ESSE DEVONO AGIRE NELL' INTERESSE DI TUTTI I SOGGETTI SENZA ECCEZIONE; L' ALTA AUTORITA NON AVREBBE QUINDI FACOLTA DI ADOTTARE PROVVEDIMENTI " NELL' INTERESSE GENERALE " CIOE NELL' INTERESSE DELLA GENERALITA DEI SOGGETTI, MA SUSCETTIBILI DI LEDERE TALUNI DI ESSI, COME NELLA SPECIE E AVVENUTO PER LA RICORRENTE . D' ALTRONDE L' ART . 50 N . 4 CONFERISCE ALL' ALTA AUTORITA DEI POTERI ECCEZIONALI IN IPOTESI ESPRESSAMENTE PREVISTE . ANCHE IN TAL CASO GL' INTERESSI DEI SOGGETTI SONO TUTELATI DA TALUNE SPECIFICHE GARANZIE PREVISTE DALL' ART . 59 E DELL' ALLEGATO II DEL TRATTATO; NE CONSEGUIREBBE CHE ANCHE QUANDO L' ALTA AUTORITA AGISCE IN VIRTU DELL' ART . 53, ESSA E TENUTA A RISPETTARE TALI GARANZIE .  LA CORTE RESPINGE L' INTERPRETAZIONE CHE LA RICORRENTE VUOL DARE ALL' ESPRESSIONE " INTERESSE COMUNE "; COME SI E RILEVATO AL PUNTO B ), I COMPITI AFFIDATI ALL' ALTA AUTORITA QUALE PUBBLICO POTERE, NON IMPLICANO AFFATTO CHE ESSA PUO' FAR USO DEL SUO POTERE REGOLAMENTARE SOLO A CONDIZIONE DI NON INCIDERE SU ALCUN INTERESSE PARTICOLARE . CIO' NON SIGNIFICA CHE L' ALTA AUTORITA POSSA TRASCURARE GL' INTERESSI PARTICOLARI DEI SOGGETTI E SVOLGERE UN' AZIONE COSI' RIGOROSA DA PREGIUDICARLI AL DI LA DEL RAGIONEVOLE . ALL' OPPOSTO, L' ALTA AUTORITA HA L' OBBLIGO DI AGIRE CON LA CIRCOSPEZIONE E LA PONDERAZIONE RICHIESTE, E TENENDO CONTO DEI VARI INTERESSI IN GIUOCO, TALVOLTA CONTRASTANTI, AL FINE DI EVITARE DANNOSE RIPERCUSSIONI NEI LIMITI IN CUI LA NATURA DELLA DECISIONE DA EMANARE RAGIONEVOLMENTE CONSENTE . SE L' ALTA AUTORITA HA FACOLTA DI ADOTTARE PROVVEDIMENTI " NELL' INTERESSE COMUNE " ESSA PUO' FAR USO DEL SUO POTERE REGOLAMENTARE SECONDO QUANTO LE CIRCOSTANZE ESIGANO, ANCHE CON PREGIUDIZIO DI TALUNI INTERESSI PARTICOLARI .  INFONDATO E PURE IL RICHIAMO ALL' ART . 59 . INFATTI, LE PRECAUZIONI IMPOSTE DALLA CITATA DISPOSIZIONE E DALL' ALLEGATO II DEL TRATTATO HAN TRATTO ALL' ESERCIZIO DEI POTERI ECCEZIONALI PREVISTI PER FAR FRONTE ALLA PARTICOLARE SITUAZIONE DI CUI IVI TRATTASI . ORBENE, NEL MOMENTO IN CUI LE DECISIONI FURONO ADOTTATE, NON VI ERA UNA SITUAZIONE DEL GENERE . IL FATTO CHE L' ALTA AUTORITA NON PUO' PROCEDERE AD UN' EQUA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE SENZA OBBLIGATORIAMENTE CONSULTARE I PRODUTTORI INTERESSATI E GIUSTIFICATO DALLA GRAVITA DELLA SITUAZIONE CHE SI DEVE AFFRONTARE; CIO' VIETA DI DARE A TALE DISPOSIZIONE SPECIALE UN' APPLICAZIONE GENERALE, CIOE FUORI DALL' IPOTESI PREVISTA ALL' ART . 59 .  D ) DISCRIMINAZIONE VIETATA CHE DETERMINA SOVVENZIONI INDIRETTE  I ) LA PRIMA CENSURA ELEVATA DALLA RICORRENTE A QUESTO PROPOSITO E TRATTA DALLA CIRCOSTANZA CHE LA SUA SITUAZIONE NON E COMPARABILE A QUELLA DEGLI ALTRI UTILIZZATORI DI ROTTAME; ESSA IMPIEGA SOLTANTO ROTTAME PROVENIENTE DALLA REGIONE DI LIONE PER IL QUALE LA PEREQUAZIONE NON ERA AFFATTO NECESSARIA . ESSA NEGA CHE IL PREZZO DEL ROTTAME DI QUELLA REGIONE SI SAREBBE ALLINEATO SU QUELLO DEL ROTTAME IMPORTATO QUALORA NON SI FOSSE ATTUATA LA PEREQUAZIONE E QUALIFICA DI IPOTETICI ED INCONTROLLABILI GLI ARGOMENTI CONTRARI INVOCATI DALLA CONVENUTA .  LA CORTE DEVE DISATTENDERE TALE CENSURA IN QUANTO E CERTO CHE SIN TANTO CHE L' OFFERTA DI ROTTAME INTERNO NON BASTERA AL FABBISOGNO DEL MERCATO COMUNE, IL SUO PREZZO TENDERA AD ALLINERASI SU QUELLO PIU ONEROSO DEL ROTTAME IMPORTATO . NON VI E MOTIVO CHE IL ROTTAME DELLA REGIONE DI LIONE SFUGGA A TALE TENDENZA GENERALE, NE LA RICORRENTE HA INDICATO QUALI SPECIALI CIRCOSTANZE IMPEDIREBBERO CHE VI SI RISENTA L' EVOLUZIONE GENERALE DEI PREZZI . DAI DATI NUMERICI FORNITI IN SEDE ISTRUTTORIA EMERGE CHE IN TALE REGIONE IL PREZZO DEL ROTTAME E AUMENTATO ANALOGAMENTE A QUELLO DEL ROTTAME DI ALTRE REGIONI E DEL ROTTAME IMPORTATO . LA RICORRENTE HA D' ALTRONDE RILEVATO CHE IL PREZZO DEL ROTTAME CHE ESSA ACQUISTA HA SUBITO UN DETERMINATO AUMENTO A CAUSA DEGLI ACQUISTI FATTI DA IMPRESE CONCORRENTI, IN ISPECIE DALLE FONDERIE CHE IMPIEGANO CUBILOTTI AD ARIA CALDA, LE QUALI, ALMENO IN PARTE, NON SONO SOGGETTE AL SISTEMA DI PEREQUAZIONE .  PERTANTO E PRIVA DI FONDAMENTO LA TESI DELLA RICORRENTE SECONDO CUI NON E POSSIBILE CHE LE IMPRESE CONCORRENTI SI RIFORNISCANO DI ROTTAME LEGGERO SUL MERCATO DI LIONE . LA RICORRENTE NON E IL SOLO ACQUIRENTE IN QUELLA REGIONE E NON VI E MOTIVO DI RITENERE CHE ALTRI NON CERCHERANNO DI RIFORNIRVISI QUALORA LA DIFFERENZA DI PREZZO SUPERI IL COSTO SUPPLEMENTARE DEL TRASPORTO .  II ) LA RICORRENTE ASSUME INOLTRE CHE L' APPLICAZIONE DI UN' ALIQUOTA UNIFORME A TUTTE LE CATEGORIE DI ROTTAME CREA UNA DISCRIMINAZIONE VIETATA DALL' ART . 4 B DEL TRATTATO . LA RICORRENTE AFFERMA DI UTILIZZARE ESCLUSIVAMENTE ROTTAME LEGGERO CHE ACQUISTA A BASSO PREZZO E PER IL QUALE L' AGGRAVIO DELL' ALIQUOTA DI PEREQUAZIONE UNIFORME E PROPORZIONALMENTE PIU FORTE DI QUANTO NON LO SIA PER IL ROTTAME PESANTE IMPIEGATO DALLE ACCIAIERIE . ESSA SI TROVEREBBE COSI' IN UNA SITUAZIONE NON COMPARABILE A QUELLA DELLE ACCIAIERIE PER CUI L' APPLICAZIONE DI UNA UNIFORME DISCIPLINA RAPPRESENTEREBBE NEI SUOI CONFRONTI UNA DISCRIMINAZIONE VIETATA .  LA CONVENUTA SOSTIENE CHE FRA LE VARIE CATEGORIE DI ROTTAME ESISTE UNA SOLIDARIETA DI FATTO DERIVANTE DALLA LORO INTERCAMBIABILITA E DAL LORO COMUNE IMPIEGO DA PARTE DEI VARI UTILIZZATORI . L' INCIDENZA VARIABILE DELL' ALIQUOTA DI PEREQUAZIONE SULLE VARIE CATEGORIE DI ROTTAME PORREBBE COSI' LA RICORRENTE IN UNA SITUAZIONE COMPARABILE A QUELLA DEGLI ALTRI UTILIZZATORI E NON SI PUO' QUINDI PARLARE DI UN TRATTAMENTO DISCRIMINATORIO .  DAI DOCUMENTI PRODOTTI DALLE PARTI IN SEDE ISTRUTTORIA E EMERSO CHE NESSUN CONSUMATORE DI ROTTAME - COMPRESAVI LA RICORRENTE - IMPIEGA ESCLUSIVAMENTE UNA DETERMINATA CATEGORIA DI ROTTAME . INFATTI IL ROTTAME UTILIZZATO DALLA RICORRENTE SI SUDDIVIDE - SECONDO LA NOMENCLATURA STABILITA DALL' ALTA AUTORITA ( DECISIONE N . 28-53, GAZZETTA UFFICIALE DELLA COMUNITA N . 5, DEL 15 MARZO 1953, PAGG . 98 E 99 ) IN CIRCA 80 PERCENTO DI " TORNITURE " E 20 PERCENTO DI PACCHETTI CHE RIENTRANO NELLA CATEGORIA " ROTTAME LEGGERO " MENTRE LE ACCIAIERIE DELLA STESSA REGIONE IMPIEGANO FRA IL 10 PERCENTO ED IL 25 PERCENTO DI " TORNITURE " E PER IL RESTO, IN PROPORZIONI VARIABILI ROTTAME " MASSICCIO " E " LEGGERO ".  VI SAREBBERO DUNQUE DUE GRUPPI DI ACQUIRENTI CHE IMPIEGANO IN PARTE ROTTAME DELLE STESSE CATEGORIE . TUTTAVIA, POSTO CHE LE ACCIAIERIE HANNO ACQUISTATO PER CIRCA IL 75 PERCENTO ROTTAME DELLE CATEGORIE CHE LA RICORRENTE NON IMPIEGA, NON SI PUO' ESCLUDERE CHE L' INCIDENZA DELL' ALIQUOTA UNIFORME SIA DIVERSA . IN SEDE ISTRUTTORIA TUTTAVIA NON SONO EMERSI ELEMENTI PRECISI PER ACCERTARE CHE TALE DIVERSITA ESISTA . POSTO CHE EVENTUALI DIFFERENZE POTREBBERO AVERSI SOLTANTO RISPETTO AD UNA PARTE DEGLI ACQUISTI E TENUTO CONTO DELLA TENDENZA GENERALE ALL' ALLINEAMENTO FRA I PREZZI DELLE CATEGORIE DI ROTTAME DI PROVENIENZA INTERNA ED ESTERNA, LA RICORRENTE NON HA FORNITO UNA PROVA GIURIDICAMENTE IDONEA A DIMOSTRARE CHE L' APPLICAZIONE DELL' ALIQUOTA UNIFORME COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE A SUO DANNO .  STANDO COSI' LE COSE LA PRESENTE CENSURA NON PUO' RICONOSCERSI FONDATA .  III ) LA TERZA CRITICA ELEVATA DALLA RICORRENTE RIGUARDA LA VIOLAZIONE DELL' ART . 4 C DEL TRATTATO CHE SI CONCRETA NELL' EFFETTO DISCRIMINATORIO - EQUIVALENTE AD UNA SOVVENZIONE INDIRETTA - CHE IL SISTEMA DI PEREQUAZIONE COMPORTEREBBE A VANTAGGIO DELLE ACCIAIERIE ED A PREGIUDIZIO DEI PRODUTTORI DI GHISA . LA CONVENUTA AMMETTE CHE LA PEREQUAZIONE AVEVA INCITATO A CONSUMARE ROTTAME; E PERCIO' CHE ESSA HA VOLUTO OVVIARE A TALE SUO EFFETTO ISTITUENDO PREMI PER GLI ACCRESCIUTI CONSUMI DI GHISA .  TALE QUESTIONE E GIA STATA ESAMINATA PIU SOPRA AL PUNTO B ) AL FINE DI ACCERTARE SE VI ERA STATA VIOLAZIONE DELLE CONDIZIONI NORMALI DELLA CONCORRENZA E SI E CONCLUSO IN SENSO NEGATIVO . PER LE STESSE RAGIONI I MUTAMENTI CHE LE DECISIONI HANNO DETERMINATO NELLE SITUAZIONI RISPETTIVE DEI PRODUTTORI DI GHISA E DI QUELLI DI ACCIAIO, NON POSSONO VENIR QUALIFICATI NE QUALI DISCRIMINAZIONI NE QUALI SOVVENZIONI INDIRETTE E QUESTE ULTIME PER DI PIU SONO VIETATE DALL' ART . 4 C DEL TRATTATO SOLO OVE PROVENGANO DAGLI STATI . LA PRESENTE CENSURA E QUINDI INFONDATA .  2 . SVIAMENTO DI POTERE  ENTRAMBE LE PARTI RITENGONO CHE PER DIMOSTRARE CHE RICORRE UNO SVIAMENTO DI POTERE SI DEVE ANZITUTTO ACCERTARE SE UN POTERE ESISTA E POI SE ESSO SIA STATO USATO AD UNO SCOPO DIVERSO DA QUELLO PER IL QUALE FU CONFERITO .  LE PARTI CONCORDANO SULL' ESISTENZA DEL POTERE D' ISTITUIRE UN MECCANISMO FINANZIARIO OSSIA DI UN SISTEMA DI PEREQUAZIONE IN VIRTU DELL' ART . 53 B DEL TRATTATO; LA CORTE PERTANTO CONSIDERA TALE PUNTO COME PACIFICO .  SI TRATTA QUINDI SOLTANTO DI STABILIRE SE NELL' USO CHE L' ALTA AUTORITA HA FATTO DI TALE POTERE SI CONCRETI UNO SVIAMENTO DI POTERE .  ORBENE, GRAN PARTE DEGLI ARGOMENTI DEDOTTI DALLA RICORRENTE SON GIA STATI PIU SOPRA ESAMINATI NEI RIFLESSI DELLA VIOLAZIONE DEL TRATTATO; ALLO STATO DEGLI ATTI NON E IL CASO DI RIESAMINARLI NEI RIFLESSI DELLO SVIAMENTO DI POTERE ANCHE PERCHE LA RICORRENTE NON HA PRECISATO IN CHE COSA IL VIZIO CONSISTEREBBE . LE ULTERIORI CENSURE DELLA RICORRENTE VANNO INVECE ESAMINATE, IN PARTICOLARE SOTTO IL PROFILO DELLO SVIAMENTO DI POTERE .  LA RICORRENTE ASSUME IN PRIMO LUOGO CHE L' ALTA AUTORITA, ISTITUENDO LA PEREQUAZIONE IN VIRTU DELL' ART . 53 B DEL TRATTATO, HA MANIFESTATO IL SUO INTENTO DI ELUDERE LE GARANZIE CHE IL TRATTATO PRESCRIVE NELL' IPOTESI DI SITUAZIONI ECCEZIONALI QUALI QUELLE CHE L' ART . 59 DEL TRATTATO PREVEDE .  A TAL PROPOSITO SI DEVE AMMETTERE CHE L' ALTA AUTORITA SAREBBE POTUTA INCORRERE IN UNO SVIAMENTO DI POTERE QUALORA, DOVENDO AFFRONTARE UNA SITUAZIONE CHE RICHIEDEVA IL RICORSO ALL' ART . 59, ESSA AVESSE DELIBERATAMENTE FATTO RICORSO ALL' ART . 53 B ED AI MECCANISMI FINANZIARI IVI PREVISTI, AL FINE DI ELUDERE LE GARANZIE DI CUI ALL' ART . 59 . ORBENE, NON CONSTA CHE NEL MOMENTO IN CUI LE DECISIONI FONDAMENTALI FURONO EMANATE, L' ALTA AUTORITA SI TROVASSE DI FRONTE AD UNA SITUAZIONE DEL GENERE . STANDO COSI' LE COSE, NON RISULTA PROVATO CHE L' ISTITUZIONE DELLA PEREQUAZIONE, CIOE L' ATTUAZIONE DI UN MECCANISMO FINANZIARIO IN VIRTU DELL' ART . 53 B, COSTITUISCA UNO SVIAMENTO DI POTERE . LA PRESENTE CENSURA E PERTANTO INFONDATA .  LA RICORRENTE ASSUME POI CHE SECONDO IL TENORE DELLE DECISIONI CHE HANNO ISTITUITO LA PEREQUAZIONE, QUESTE AVEVANO PER SCOPO IL REGOLARE RIFORNIMENTO DI ROTTAME AL MERCATO COMUNE MA CHE TALE SCOPO E STATO SOSTITUITO CON QUELLO ENUNCIATO NEL " MEMORANDUM DELL' ALTA AUTORITA SUGLI OBBIETTIVI GENERALI " PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DEL 19 LUGLIO 1955, OSSIA LA RICERCA DELL' EQUILIBRIO DEL MERCATO GHISA-ACCIAIO . LA RICORRENTE SOSTIENE CHE TALE SOSTITUZIONE DIMOSTRA LO SVIAMENTO DI POTERE . LA CONVENUTA HA RIBATTUTO CHE NE NEL MEMORANDUM NE NELLE DECISIONI FONDAMENTALI SI E TRATTATO DI RAGGIUNGERE UN COMPROMESSO FRA GLI OPPOSTI INTERESSI DEI PRODUTTORI DI GHISA E DI QUELLI DI ACCIAIO, MA DI PORRE IN OPERA UN COMPLESSO DI PROVVEDIMENTI CHE L' ALTA AUTORITA RITENEVA NECESSARI IN VISTA DELLA PREVEDIBILE ESPANSIONE ECONOMICA . SOTTO QUESTO PROFILO LE DECISIONI DELL' ALTA AUTORITA MIRAVANO AD OTTENERE PREZZI RAGIONEVOLI PER IL ROTTAME AL FINE DI GARANTIRE UN REGOLARE RIFORNIMENTO DI TALE MATERIA PRIMA E DI DETERMINARE UN AUMENTO DELLE CAPACITA DI PRODUZIONE DELLA GHISA .  QUESTA CENSURA DEVE ESSERE DISATTESA IN QUANTO LA LEGITTIMITA DELLE DECISIONI FONDAMENTALI NON E SUBORDINATA ALLA LORO ADERENZA AL MEMORANDUM CHE L' ALTA AUTORITA HA PUBBLICATO MA UNICAMENTE ALLA LORO ADERENZA AL TRATTATO . IL MEMORANDUM INFATTI NON CONTIENE L' ENUNCIAZIONE DEL SOLO E POSSIBILE SCOPO LEGITTIMO CHE L' ALTA AUTORITA PUO' PERSEGUIRE . PER DIMOSTRARE CHE UNO SVIAMENTO DI POTERE SUSSISTE, LA RICORRENTE AVREBBE DOVUTO PROVARE CHE LE DECISIONI STESSE MIRAVANO IN REALTA AD UNO SCOPO DIVERSO DA QUELLO PER IL QUALE L' ALTA AUTORITA AVEVA FACOLTA DI AGIRE . LA DIVERSITA FRA IL TENORE DEL MEMORANDUM E QUELLO DELLE DECISIONI FONDAMENTALI CHE LA RICORRENTE HA POSTO IN RILIEVO, NON BASTA A FORNIRE TALE PROVA .  LA RICORRENTE DENUNCIA IN TERZO LUOGO UNO SVIAMENTO DI POTERE CHE SI CONCRETA NEL FATTO DI ESSERSI APPLICATA UN' ALIQUOTA DI PEREQUAZIONE UNIFORME E NON GIA PERCHE CIO' ERA RICHIESTO PER RAGGIUNGERE LO SCOPO PREFISSO, BENSI' PER EVITARE LE DIFFICOLTA AMMINISTRATIVE CHE SAREBBERO DERIVATE DALL' APPLICAZIONE DI ALIQUOTE DIVERSE LE QUALI INVECE AVREBBERO INCISO IN MODO EQUILIBRATO SUI PREZZI DELLE VARIE QUALITA DI ROTTAME ED IN ISPECIE DI QUELLE ESCLUSIVAMENTE IMPIEGATE DAI PRODUTTORI DI GHISA NON-INTEGRATI .  E' VERO CHE NELLE MEMORIE SCRITTE ED IN SEDE ISTRUTTORIA LA CONVENUTA HA MENZIONATO LE DIFFICOLTA E LE COMPLICAZIONI DI CARATTERE AMMINISTRATIVO CHE AVREBBE COMPORTATO UN SISTEMA DI ALIQUOTE DIFFERENZIATE . NULLA CONSENTE TUTTAVIA DI AFFERMARE CHE LA CURA DI EVITARE INCONVENIENTI DI TAL GENERE SIA STATO PER L' ALTA AUTORITA IL MOVENTE DETERMINANTE AD ADOTTARE UN' ALIQUOTA UNIFORME; ESSENDOSI RITENUTO CHE TALE ALIQUOTA E COMPATIBILE CON LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, LE DECISIONI IMPUGNATE RESTEREBBERO UGUALMENTE LEGITTIME ANCHE OVE FOSSE PROVATO CHE LA SCELTA DELL' ALIQUOTA UNIFORME E STATA FATTA ANCHE PER EVITARE COMPLICAZIONI AMMINISTRATIVE .  LA PRESENTE CENSURA E PERTANTO INFONDATA .  

Decisione relativa alle spese

AI SENSI DELL' ART . 60 DEL REGOLAMENTO DELLA CORTE LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE; LA CORTE PUO' TUTTAVIA COMPENSARLE INTERAMENTE O PARZIALMENTE QUALORA LE PARTI RISULTINO SOCCOMBENTI RISPETTIVAMENTE SOPRA UNO O PIU CAPI .  LA CONVENUTA ESSENDO RIMASTA SOCCOMBENTE SULLE SUE CONCLUSIONI RELATIVE ALLA RICEVIBILITA DEL RICORSO, LE SPESE VANNO PARZIALMENTE COMPENSATE E CIOE IL QUARTO DI TUTTE LE SPESE VIEN POSTO A CARICO DELLA CONVENUTA ED I RIMANENTI TRE QUARTI A CARICO DELLA RICORRENTE .  

Dispositivo

LA CORTE  DISATTESA OGNI CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA,  DICHIARA E STATUISCE :  E' RESPINTO IL RICORSO D' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 12 DICEMBRE 1956 CON CUI S' INGIUNGE ALLA " COMPAGNIE DES HAUTS FOURNEAUX DE CHASSE ", CHASSE S/RHONE, ISERE, DI VERSARE ALLA CASSA DI PEREQUAZIONE DEL ROTTAME IMPORTATO LE SOMME DOVUTE AL 31 AGOSTO 1956 IN APPLICAZIONE DELLE NORME RELATIVE ALLA PEREQUAZIONE DEL ROTTAME .  LE SPESE VENGONO PARZIALMENTE COMPENSATE PONENDOSI A CARICO DELLA CONVENUTA UN QUARTO DELLE SPESE TOTALI ED I RIMANENTI TRE QUARTI A CARICO DELLA RICORRENTE .