CELEX: 52019DC0503
Language: it
Date: 2019-06-05 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2019 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2019 della Repubblica ceca

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 5.6.2019
            COM(2019) 503 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2019 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2019 della Repubblica ceca 
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2019 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2019 della Repubblica ceca 
               
            
               Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l'occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 21 novembre 2018 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2019. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 21 marzo 2019 ha approvato le priorità indicate nell'analisi annuale della crescita. Il 21 novembre 2018 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Repubblica ceca non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. 
            
            
               (2)Il 27 febbraio 2019 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Repubblica ceca 2019
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               , nella quale sono stati valutati i progressi compiuti dalla Repubblica ceca nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche adottate dal Consiglio il 13 luglio 2018, il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. 
            
            
               (3)Il 30 aprile 2019 la Repubblica ceca ha presentato il programma nazionale di riforma 2019 e il programma di convergenza 2019. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
         
            
               (4)La programmazione dei Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall'articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio
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               , ove necessario per sostenere l'attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo accordo di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull'applicazione delle misure per collegare l'efficacia dei fondi SIE a una sana gestione economica
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               .
            
            
               (5)La Repubblica ceca è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Nel programma di convergenza 2019 il governo prevede di passare da un avanzo di bilancio pari allo 0,3 % del PIL nel 2019 a un disavanzo dello 0,2 % nel 2020, con proiezioni che vedono un graduale peggioramento allo 0,5 % entro il 2022. In base al saldo strutturale ricalcolato
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               , l'obiettivo di bilancio a medio termine - che è stato modificato passando da un disavanzo strutturale dell'1 % nel 2019 allo 0,75 % del PIL a partire dal 2020, è superato durante tutto il periodo di riferimento del programma. Nel programma di convergenza 2019 si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL cali progressivamente per raggiungere il 29,7 % nel 2022. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. I rischi che gravano sul conseguimento degli obiettivi di bilancio sembrano sostanzialmente compensati, con un previsto ulteriore aumento delle retribuzioni del settore pubblico e dei trasferimenti sociali a fronte di una leggera riduzione del gettito totale in percentuale del PIL. Le previsioni di primavera 2019 della Commissione indicano che il saldo strutturale peggiorerà fino a raggiungere circa -0,1 % del PIL nel 2019 e 0,4 % del PIL nel 2020, rimanendo al di sopra dell'obiettivo di bilancio a medio termine. Nel complesso il Consiglio è del parere che la Repubblica ceca rispetterà prevedibilmente le disposizioni del patto di stabilità e crescita nel 2019 e nel 2020.
            
            
               (6)La Repubblica ceca presenta rischi medi per la sostenibilità di bilancio delle finanze pubbliche a lungo termine, che sono principalmente riconducibili ai costi connessi all'invecchiamento della popolazione. La spesa per le pensioni è il principale fattore che incide negativamente sulla sostenibilità a lungo termine, giacché se ne prevede un aumento di circa 2 punti percentuali del PIL entro il 2070. I rischi a lungo termine derivano dalla situazione demografica sfavorevole associata al massimale dell'età pensionabile legale fissato a 65 anni. Conseguentemente, l'indice di dipendenza degli anziani, dato dal rapporto tra le persone anziane e la popolazione attiva, è quasi raddoppiato e nel 2070 raggiungerà circa il 50 %. Le misure adottate recentemente migliorano l'adeguatezza delle pensioni. Oltre a un'indicizzazione più generosa delle prestazioni pensionistiche, il governo ha aumentato la pensione di base e ha integrato l'importo spettante ai pensionati più anziani. Tali misure non sono tuttavia accompagnate da politiche in grado di migliorare la sostenibilità. Ad esempio, l'allineamento dell'età pensionabile prevista per legge all'aumento dell'aspettativa di vita non è automatico; attualmente, qualsiasi modifica dell'età pensionabile (di legge e anticipata) deve essere proposta dal governo e approvata dal Parlamento. Tali misure possono inoltre essere combinate con politiche del mercato del lavoro che promuovano carriere lavorative più lunghe e la partecipazione dei gruppi sottorappresentati. Per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica connessa all'invecchiamento, le proiezioni indicano un aumento di 1,1 punti percentuali del PIL entro il 2070, altro dato che riduce la sostenibilità di bilancio a lungo termine. In tale contesto, l'ulteriore consolidamento del settore ospedaliero e gli investimenti nell'assistenza sanitaria e sociale primaria e integrata potrebbero migliorare l'efficacia in termini di costi del sistema sanitario.
            
            
               (7)La Banca nazionale ceca può formulare raccomandazioni sui massimali macroprudenziali dei crediti ipotecari, ma, in base all'attuale normativa, dispone di poteri sanzionatori limitati, non avendo l'autorità formale per farli rispettare. Benché in generale le banche della Repubblica ceca si conformino alle raccomandazioni, l'esistenza di massimali giuridicamente vincolanti avrebbe il probabile effetto di aumentare la conformità delle banche, garantendo la stabilità finanziaria e riducendo i rischi per i mutuatari. Una proposta legislativa di modifica della legge sulla Banca nazionale ceca è tuttora in fase di discussione.
            
            
               (8)Nonostante lievi miglioramenti, la corruzione rimane un fenomeno preoccupante per le imprese e può costituire un ostacolo per le attività economiche. Tra gli aspetti positivi si possono citare le riforme introdotte nel 2017, comprese quelle in materia di appalti pubblici, che sono in fase di attuazione e alcune misure pendenti che sono state infine adottate dal governo e trasmesse al Parlamento per ulteriori discussioni. Tra queste misure figurano proposte per estendere il ruolo dell'Ufficio superiore di controllo contabile alle regioni e ai comuni e proposte relative alle nomine nelle società di proprietà dello Stato, settore esposto ai conflitti di interesse in cui la regolamentazione è essenziale. Per contro, le proposte relative alla protezione degli informatori e alle attività di lobbying non sono ancora state adottate.
            
            
               (9)La Repubblica ceca registra buoni risultati per quanto riguarda il mercato del lavoro. Il tasso di occupazione è aumentato costantemente nel corso degli ultimi sette anni e il tasso di disoccupazione è sceso notevolmente. Il potenziale, per il mercato del lavoro, delle donne con figli piccoli, dei lavoratori scarsamente qualificati e delle persone disabili resta però sottoutilizzato; in un contesto di carenza di manodopera, vi è chiaramente margine per accrescerne la partecipazione al mercato del lavoro. I differenziali occupazionali e retributivi di genere rimangono elevati, nonostante i recenti provvedimenti che hanno reso più flessibile il congedo parentale e aumentato il numero di strutture di assistenza all'infanzia. Il tasso di occupazione femminile rimane nettamente inferiore a quello maschile. La scarsa disponibilità di servizi per l'infanzia a prezzi accessibili, del diritto a lunghi congedi parentali, il limitato ricorso alle modalità di lavoro flessibili e la mancanza di strutture di assistenza di lungo periodo hanno ancora un impatto considerevole sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Nel 2017 soltanto il 6,5 % dei bambini di età inferiore a tre anni frequentava strutture di assistenza all'infanzia ufficiali (rispetto alla media dell'UE pari al 34,2 %). Anche se i lavoratori scarsamente qualificati rappresentano una piccola percentuale della popolazione, il loro tasso di occupazione rimane nettamente inferiore a quello dei lavoratori con qualifiche professionali medie e alte. Analogamente, rimane basso anche il tasso di occupazione delle persone con disabilità. A motivo delle loro limitate capacità, i servizi pubblici per l'impiego non riescono attualmente a fornire un sostegno personalizzato e continuo alle persone in cerca di lavoro. Rafforzare le capacità di informazione e di attivazione dei servizi pubblici per l'impiego, insieme a politiche attive del mercato del lavoro efficienti e mirate, contribuirebbe ad aumentare la partecipazione dei gruppi svantaggiati.
            
            
               (10)I vincoli occupazionali e demografici in un'economia ad alta intensità di produzione industriale giustificano maggiori investimenti nell'istruzione e nella formazione, anche per gli adulti occupati, in modo da garantire che il paese possa far fronte alle sfide derivanti dai cambiamenti strutturali dell'economia, ad esempio l'evoluzione tecnologica futura. Potrebbero emergere squilibri qualitativi tra domanda e offerta di competenze, compresi quelli che deriveranno in futuro dall'automazione e dalla robotizzazione, in particolare nel settore digitale. I nuovi posti di lavoro richiederanno nuove competenze e nuovi investimenti, in particolare per quanto riguarda le competenze tecniche più elevate e le competenze digitali che si presume saranno necessarie a seguito dell'automazione degli attuali lavori meccanici. Sebbene negli ultimi anni siano state realizzate varie iniziative intese a introdurre una strategia globale in materia di competenze, esse non si sono ancora sviluppate in modo da costituire un vero e proprio sistema globale. 
            
            
               (11)Il contesto socioeconomico degli studenti continua a influenzare fortemente i risultati scolastici. Il successo della riforma volta a rendere l'istruzione più inclusiva (introdotta nel 2016 con il sostegno del Fondo sociale europeo) dipenderà dalla disponibilità di finanziamenti nazionali sufficienti e sostenibili, dalla formazione avanzata di insegnanti e assistenti nonché dalla maggiore sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui vantaggi di un'istruzione inclusiva. Seppur globalmente positivo, l'impatto della riforma per l'istruzione inclusiva sulla partecipazione dei bambini rom al sistema generale d'istruzione rimane limitato. I modesti investimenti, la scarsa attrattiva della professione di insegnante e le disuguaglianze socioeconomiche ostacolano il raggiungimento di un alto livello di istruzione. La carenza di insegnanti è dovuta allo scarso prestigio di cui gode il loro lavoro, a basse retribuzioni rispetto ad altre professioni - nonostante i recenti aumenti - e alle limitate opportunità di sviluppo di carriera. La professione di insegnante rimane relativamente poco attraente per i giovani di talento. Per tale motivo, la carenza di insegnanti qualificati, combinata alla prevista evoluzione demografica sfavorevole, indica che l'assunzione e il mantenimento del personale docente potrebbero diventare più problematici in futuro. 
            
            
               (12)Sebbene la Repubblica ceca sia un paese di transito, il completamento delle reti di trasporto europee, compresi i corridoi TEN-T, è lungi dall'essere realizzato. Anche l'infrastruttura di trasporto suburbana rimane carente, limitando l'accessibilità economica degli alloggi e la capacità dei pendolari di recarsi al lavoro. I cattivi collegamenti di trasporto scoraggiano inoltre l'attività commerciale, in particolare nelle regioni remote. Il processo di suburbanizzazione è in corso nelle aree metropolitane, ma le reti di trasporto suburbane accusano ritardi, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie. Il paese registra una modesta prestazione in termini di basse emissioni di carbonio, soprattutto per quanto riguarda la percentuale di energie rinnovabili nei trasporti e la diffusione di veicoli elettrici. Inoltre, la prevista crescita dell'infrastruttura di ricarica potrebbe non essere sufficiente per soddisfare la domanda futura. Un maggior investimento nei trasporti sostenibili potrebbe ridurre anche l'inquinamento atmosferico e acustico, alleviandone le conseguenze per la salute pubblica, in particolare nelle aree urbane. Le infrastrutture digitali stanno migliorando, ma il divario tra le zone urbane e quelle rurali persiste, dato che solo il 59 % delle famiglie rurali è coperto da reti a banda larga veloci. Il potenziamento delle reti più vecchie basate su infrastrutture in rame assieme a soluzioni fisse di accesso senza fili non sarà sufficiente per raggiungere gli obiettivi di connettività previsti entro il 2025. Per rispondere alle esigenze future di connettività, è necessario investire nelle reti ad altissima capacità (cioè la fibra ottica) e in misure adeguate dal lato della domanda.
            
            
               (13)L'intensità energetica dell'economia ceca rimane ai livelli più elevati nell'UE poiché il miglioramento dell'efficienza energetica è lento, in particolare nel settore dell'edilizia. L'intensità energetica è massima nei settori industriale e residenziale. Il miglioramento dell'efficienza energetica rappresenta un'opportunità per aumentare la competitività della Repubblica ceca, riducendo i costi dell'energia per le famiglie e le imprese, sviluppando industrie più pulite e scalando la catena del valore. Il carbone domina il settore dell'energia elettrica, rappresenta la principale fonte di emissioni di carbonio e costituisce una grave minaccia per la qualità dell'aria a livello locale. Le emissioni di gas a effetto serra prodotte dal trasporto su strada sono fortemente aumentate negli ultimi 5 anni. Per quanto riguarda l'adattamento ai cambiamenti climatici e la prevenzione dei rischi, mancano misure adeguate in materia di prevenzione, preparazione e resilienza alle catastrofi. 
            
            
               (14)Gli investimenti potrebbero essere intralciati dagli oneri amministrativi e normativi, che molte imprese ceche considerano infatti uno dei principali ostacoli agli investimenti. Una legislazione soggetta a rapidi cambiamenti e la complessità delle procedure amministrative rimangono i principali ostacoli all'attività imprenditoriale. Il costo dell'esecuzione dei contratti, le frequenti modifiche delle normative in materia fiscale e del lavoro e la difficoltà di ottenere le licenze edilizie possono scoraggiare i potenziali investimenti nel paese. Anche il livello degli oneri amministrativi varia notevolmente tra le regioni. Le recenti proposte mirano a ridurre la complessità delle procedure di pianificazione, in particolare per i grandi progetti infrastrutturali. Inoltre, il governo è in procinto di elaborare una nuova legislazione edilizia entro il 2021, con il coinvolgimento delle parti sociali. La responsabilità della vigilanza del mercato dei prodotti è ripartita tra varie organizzazioni, risente di sovrapposizioni e sembra problematico garantire un coordinamento efficiente e una cooperazione efficace.
            
            
               (15)Pur migliorando in termini di trasparenza e formazione impartita, le prassi in materia di appalti pubblici accusano ancora ritardi di competitività, dovuti all'alta percentuale di procedure ad offerta unica, così come sotto l'aspetto dell'applicazione di criteri di qualità e della fiducia nelle istituzioni pubbliche. La maggior parte delle decisioni in materia di appalti pubblici continua ad essere adottata sulla base del prezzo più basso, dal momento che non si è ancora giunti all'adozione di un approccio strategico. È stato posto un maggiore accento sugli appalti centralizzati e sull'utilizzo di competenze condivise, ma la loro diffusione è piuttosto lenta, nonostante che ne sia stato dimostrato il potenziale.
            
            
               (16)La Repubblica ceca non ha ancora instaurato un ecosistema dell'innovazione pienamente funzionante, basato sulla ricerca e sullo sviluppo nazionali. Il paese rimane un innovatore moderato a livello dell'UE, nonostante un aumento dell'intensità di ricerca e sviluppo. Una siffatta prestazione può essere collegata a investimenti pubblici privi di una strategia pienamente coerente volta a migliorare i risultati modesti della ricerca e rafforzare la cooperazione tra il settore privato e il mondo accademico. I guadagni di produttività sono per lo più trainati dalle grandi imprese straniere, mentre le imprese nazionali faticano a tenere il passo in termini di generazione di valore aggiunto. Inoltre, la produttività totale dei fattori, che dà la misura dell'efficienza con cui il capitale e il lavoro vengono utilizzati nella produzione, aumenta a un ritmo relativamente lento. Concentrare gli sforzi sull'innovazione interna potrebbe aumentare la produttività nell'intero spettro delle attività imprenditoriali, anche per le piccole e medie imprese.
            
            
               (17)La programmazione dei fondi dell'UE per il periodo 2021-2027 potrebbe contribuire ad affrontare alcune delle lacune individuate nelle raccomandazioni, in particolare nei settori di cui all'allegato D della relazione per paese
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               , consentendo alla Repubblica ceca di impiegare al meglio tali fondi per i settori individuati, tenendo conto delle disparità regionali. Rafforzare la capacità amministrativa del paese per la gestione di questi fondi è un fattore importante per il successo dell'investimento.
            
            
               (18)Nell'ambito del semestre europeo 2019, la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Repubblica ceca, che ha pubblicato nella relazione per paese 2019. Ha altresì valutato il programma di convergenza 2019, il programma nazionale di riforma 2019 e il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Repubblica ceca negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Repubblica ceca, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell'Unione per le future decisioni nazionali. 
            
            
               (19)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2019 ed è del parere
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                che la Repubblica ceca rispetterà le disposizioni del patto di stabilità e crescita,
            
            
               RACCOMANDA che la Repubblica ceca adotti provvedimenti nel 2019 e nel 2020 al fine di:
            
            
               1.migliorare la sostenibilità di bilancio a lungo termine del sistema sanitario e del sistema pensionistico; adottare le misure di lotta alla corruzione tuttora pendenti; 
            
            
               2.promuovere l'occupazione delle donne con figli piccoli, anche migliorando l'accesso all'assistenza all'infanzia a prezzi accessibili, così come l'occupazione dei gruppi svantaggiati; migliorare la qualità e l'inclusività dei sistemi di istruzione e formazione, anche incoraggiando l'acquisizione di competenze tecniche e digitali e promuovendo la professione di insegnante;
            
            
               3.incentrare la politica economica in materia di investimenti sul settore dei trasporti, in particolare sulla loro sostenibilità, sulle infrastrutture digitali e sulla transizione energetica e verso basse emissioni di carbonio, compresa l'efficienza energetica, tenendo conto delle disparità regionali; ridurre gli oneri amministrativi per gli investimenti e consentire una maggiore concorrenza basata sulla qualità negli appalti pubblici; rimuovere le barriere che ostacolano lo sviluppo di un ecosistema innovativo pienamente funzionante. 
            
         
         
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        SWD(2019) 1002 final.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
               
               
                  
                     (4)
                  
                        COM(2014) 494 final.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee, ricalcolato dalla Commissione utilizzando la metodologia concordata.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        SWD(2019) 1002 final.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.