CELEX: C2003/101/40
Language: it
Date: 2003-04-26 00:00:00
Title: Causa C-81/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, presentato il 24 febbraio 2003 (fax 21 febbraio 2003)

C 101/24                  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                 26.4.2003
       queste affermazioni, il Tribunale ha travisato completa-              La Commissione osserva che esistono metodi alternativi per la
       mente la situazione e ha commesso un manifesto errore                 cattura di tordi allo scopo di evitare danni alle coltivazioni,
       di valutazione. In tal modo, il Tribunale di primo grado              come la caccia con fucile e l’utilizzo di canne rumorose, nastri
       ha violato gli artt. 230, 232 e 234 CE nonché lo Statuto              vibranti ad effetti acustici e ottici oppure un utilizzo combinato
       e il regolamento di procedura.                                        di tali metodi. Altre regioni spagnole (Andalusia, Castiglia La-
                                                                             Mancha, ecc.) possiedono grandi aree di olivi e vigneti, senza
                                                                             che la caccia con vischio sia autorizzata, e nelle quali si ritiene
( 1) GU C 44 del 22.2.2003.                                                  che la caccia con fucile in autunno e in inverno sia una misura
                                                                             protettiva adeguata.
                                                                             Infine, poiché il «parany» è un metodo non selettivo e il
                                                                             numero degli esemplari catturati è elevato, l’eccezione di cui
                                                                             all’art. 9, n. 1, lett. c), della direttiva 79/409/CEE non può
                                                                             essere applicata.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     tro il Regno di Spagna, proposto il 21 febbraio 2003                    (1 ) GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1. SEE: capitolo 15, tomo 2,
                                                                                  pag. 125.
                                                                             (2 ) In concreto, ai sensi dell’art. 4, n. 1, del decreto n. 135/2000, «le
                           (Causa C-79/03)                                        specie di cui è autorizzata la cattura sono unicamente le seguenti:
                                                                                  tordo comune (Turdus philomenus), cesena (Turdus pilares), tordo
                                                                                  sassello (Turdus iliacus) e tordela (Turdus viscivorus)».
                           (2003/C 101/39)
Il 21 febbraio 2003 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, membro del
servizio giuridico, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità                     Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
europee, un ricorso contro il Regno di Spagna.                               tro la Repubblica d’Austria, presentato il 24 febbraio 2003
                                                                                                     (fax 21 febbraio 2003)
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                                                (Causa C-81/03)
—      dichiarare che il Regno di Spagna, avendo tollerato
                                                                                                         (2003/C 101/40)
       la pratica della caccia con vischio nella Comunidad
       Autónoma del País Valenciano, disciplinata dal decreto
       del Gobierno valenciano 12 settembre 2000, n. 135, con
       cui sono stabilite le condizioni e i requisiti per la
       concessione delle autorizzazioni eccezionali per la caccia            Il 24 febbraio 2003 (fax 21 febbraio 2003), la Commissione
                                                                             delle Comunità europee rappresentata dalle sig.re Maria Patal-
       di tordi tramite parany nella Comunidad Valenciana, è
       venuto meno agli obblighi che gli incombono in forza                  sio, Consigliere presso il servizio legale della Commissione
       dell’art. 8, n. 1, nonché dell’art. 9, n. 1, della direttiva del      delle Comunità europee e Claudia Schmidt, membro del
                                                                             medesimo servizio, con domicilio eletto presso il sig. Luis
       Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE (1), concernente la
       conservazione degli uccelli selvatici.                                Escobar Guerrero, membro dello stesso servizio, Centro
                                                                             Wagner, C 254, Luxembourg-Kirchberg, ha presentato alla
                                                                             Corte di giustizia delle Comunità europee, un ricorso contro la
—      condannare il Regno di Spagna alle spese.                             Repubblica d’Austria.
                                                                             La ricorrente conclude che la Corte voglia:
Motivi e principali argomenti
                                                                             1.     dichiarare che, avendo vietato l’esercizio della libera
                                                                                    professione di determinate attività paramediche (tecnico
Il «parany» è un impianto destinato alla caccia del tordo (2), in                   di laboratorio, di radiologia e ortoottica) ai sensi del
cui si utilizzano vergelli impregnati di vischio. Il vischio è un                   paragrafo 7a della Bundesgesetzes über die Regelung
metodo di caccia non selettivo, conformemente alla lett. a)                         der gehobenen medizinisch-technischen Dienste (MTD-
dell’allegato IV della direttiva 79/409/CEE e di conseguenza                        Gesetz) (legge federale relativa alla regolamentazione dei
vietato dall’art. 8 della detta direttiva, dato che non può essere                  servizi paramedici altamente qualificati) la Repubblica
garantito che gli uccelli di una specie di cui all’allegato I della                 d’Austria ha violato gli obblighi che le incombono ai
direttiva 79/409/CEE, o di altre specie migratrici protette o                       sensi degli artt. 43 e 49 CE.
cinegetiche, non entrino nel «parany» e siano catturate dal
vischio.                                                                     2.     condannare la Repubblica d’Austria alle spese.
 ---pagebreak--- 26.4.2003               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 101/25
Motivi e principali argomenti                                              Motivi e principali argomenti
L’esercizio dell’attività paramedica di laboratorio, di radiologia,        Nel corso del 2000 la Commissione riceveva una denuncia di
e di ortoottica come attività lavorativa autonoma in Austria               un operatore economico riguardante un caso di (presunta)
non è consentito. Ai fini dell’esercizio di queste tre professioni         cattiva applicazione nell’ordinamento giuridico italiano della
è necessario un rapporto di lavoro. Un membro di tali gruppi               direttiva 89/655/CEE (1) del Consiglio, del 30 novembre 1989,
di attività professionale di un altro Stato membro, dove è                 relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute per l’uso
usuale l’esercizio di tali attività come libera professione, non           delle attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori durante il
ha pertanto in Austria la possibilità di esercitare la sua                 lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell’articolo 16,
attività come libera professione. Per quanto riguarda le misure            paragrafo 1, della direttiva 69/391/CEE).
nazionali, si è senza dubbio in presenza di un ostacolo
frapposto alla libertà di stabilimento e di libera prestazione di
servizi.                                                                   Le autorità italiane, malgrado numerosi contatti stabiliti dalla
                                                                           Commissione, non hanno fornito alcuna informazione sul
                                                                           caso segnalato dal denunciante. Tale mancanza di trasmissione
                                                                           di informazioni ripetutamente chieste dalla Commissione
A parere della Commissione, gli argomenti avanzati dalla
                                                                           costituirebbe un’inosservanza dell’obbligo, imposto agli Stati
Repubblica d’Austria per giustificare tali misure non convinco-            membri dall’art. 10 CE, di cooperare in modo leale con le
no. Non è stato dimostrato a sufficienza che rapporti di lavoro
                                                                           istituzioni comunitarie.
autonomi nei settori paramedici di cui trattasi siano in termini
assoluti, o quantomeno, meglio, adatti ad assicurare un più
elevato livello di tutela della salute. Il divieto contenuto nella
                                                                           (1 ) GU L 393 del 30.12.1989, pag. 13.
normativa austriaca di esercitare tali attività come libere
professioni costituisce una limitazione non giustificata, e
pertanto una violazione, delle libertà di stabilimento e di libera
prestazione di servizi, garantite dagli artt. 43 e 49 CE.
                                                                           Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                                tro il Regno di Spagna, proposto il 26 febbraio 2003
                                                                                                        (Causa C-84/03)
Ricorso del 25 febbraio 2003 contro la Repubblica italia-
na, presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                                                                                                        (2003/C 101/42)
                          (Causa C-82/03)
                                                                           Il 26 febbraio 2003 la Commissione delle Comunità europee,
                          (2003/C 101/41)                                  rappresentata dai sig.ri G. Valero Jordana e K. Wiedner, con
                                                                           domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto alla Corte di
                                                                           giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il Regno di
                                                                           Spagna.
Il 25 febbraio 2003, la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dal sig. Antonio Aresu, in qualità di agente, ha
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un               La ricorrente conclude che la Corte voglia:
ricorso contro la Repubblica italiana.
                                                                           1.     dichiarare che, non avendo trasposto correttamente nel
                                                                                  proprio ordinamento giuridico interno la direttiva del
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                       Consiglio 14 giugno 1993, 93/36/CEE, che coordina le
                                                                                  procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di
                                                                                  forniture (1), e la direttiva del Consiglio 14 giugno 1993,
a)    constatare che la Repubblica italiana, avendo trascurato                    93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione
      di cooperare in modo leale con la Commissione in un                         degli appalti pubblici di lavori (2), e, in particolare:
      caso riguardante la salute e la sicurezza dei lavoratori, è
      venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù                       —     avendo escluso dall’ambito di applicazione del regio
      dell’art. 10 CE;
                                                                                        decreto legislativo 16 giugno 2000, n. 2, con cui si
                                                                                        approva il testo unico della legge sui contratti delle
b)    condannare la Repubblica italiana al pagamento delle                              pubbliche amministrazioni, specificamente median-
      spese processuali.                                                                te l’art. 1, terzo comma di tale decreto, gli organismi