CELEX: 62020TN0621
Language: it
Date: 2020-10-03 00:00:00
Title: Causa T-621/20: Ricorso proposto il 3 ottobre 2020 — EMCS/EASO

21.12.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 443/21
            
         
      Ricorso proposto il 3 ottobre 2020 — EMCS/EASO
      (Causa T-621/20)
      (2020/C 443/25)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: EMCS ltd. (Msida, Malta) (rappresentanti: P. Kuypers e N. Groot, avvocati)
      
         Convenuto: Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO)
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione dell’EASO, del 23 luglio 2020, relativa alla «Procedura di appalto EASO/2020/789, messa a disposizione di lavoratori interinali per l’EASO a Malta» adottata nell’ambito della procedura di appalto disciplinata dal regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 (1), nella misura in cui essa ha respinto l’offerta presentata dalla ricorrente nella gara recante numero di riferimento EASO/2020/789; e/o
               
            
                  —
               
               
                  annullare l’atto o gli atti con cui l’EASO ha consentito o consente a una parte diversa dalla ricorrente di concludere un contratto quadro in seguito alla gara recante numero di riferimento EASO/2020/789;
               
            
                  —
               
               
                  condannare l’EASO al risarcimento del danno arrecato alla ricorrente, avendole impedito di eseguire il contratto quadro;
               
            
                  —
               
               
                  condannare l’EASO alle spese sostenute dalla ricorrente.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce quattro motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che l’EASO avrebbe violato il principio della parità di trattamento e il principio di trasparenza, in quanto la documentazione di gara non sarebbe stata sufficientemente chiara, precisa e inequivocabile ed esso avrebbe potuto e dovuto chiarirla. Sebbene la ricorrente avesse chiesto chiarimenti in diverse occasioni, l’EASO avrebbe scelto di non chiarire la propria documentazione di gara. Esso avrebbe quindi volontariamente continuato a violare il principio di trasparenza.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che l’EASO avrebbe illegittimamente ricalcolato esso stesso l’offerta economica della ricorrente, agendo in violazione del proprio capitolato d’oneri nonché della giurisprudenza del Tribunale e della Corte di giustizia dell’Unione europea. L’EASO avrebbe quindi basato la propria valutazione dell’offerta della ricorrente sull’importo modificato. Pertanto, avrebbe agito in contrasto con i principi della parità di trattamento e di trasparenza. Di conseguenza, non avrebbe potuto adottare la propria decisione di aggiudicazione.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che l’EASO avrebbe violato l’articolo 170, paragrafo 3, del regolamento n. 2018/1046, in quanto non avrebbe indicato i vantaggi relativi del consorzio rispetto all’offerta presentata dalla ricorrente, neanche in seguito alla specifica richiesta in tal senso da parte di quest’ultima. L’EASO non avrebbe rivelato il motivo per cui l’offerta del consorzio ha ottenuto un punteggio migliore rispetto all’offerta della ricorrente, sicché la ricorrente non sarebbe stata in grado di identificare i rispettivi punti di forza e di debolezza della propria offerta rispetto a quella del consorzio.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, relativo alla domanda di risarcimento, vertente sul fatto che la ricorrente avrebbe subìto un danno a causa del lucro cessante risultante dalla mancata conclusione del contratto quadro.
               
            
         (1)  Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell’Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU 2018, L 193, pag. 1).