CELEX: 62011TN0086
Language: it
Date: 2011-02-14 00:00:00
Title: Causa T-86/11: Ricorso proposto il 14 febbraio 2011 — Bamba/Consiglio

26.3.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 95/11
            
         Ricorso proposto il 14 febbraio 2011 — Bamba/Consiglio
   (Causa T-86/11)
   2011/C 95/18
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Nadiany Bamba (Abidjan, Costa d’Avorio) (rappresentante: P. Haïk, avocat)
   
      Convenuto: Consiglio dell'Unione europea
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   
               —
            
            
               dichiarare ricevibile il ricorso della sig.ra Nadiany Bamba;
            
         
               —
            
            
               annullare il regolamento (UE) del Consiglio 14 gennaio 2011, n. 25, recante modifica del regolamento (CE) n. 560/2005 che istituisce misure restrittive specifiche nei confronti di determinate persone ed entità per tener conto della situazione in Costa d’Avorio, nei limiti in cui riguarda la ricorrente;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione del Consiglio 14 gennaio 2011, 2011/18/PESC, recante modifica della decisione 2010/656/PESC del Consiglio che proroga le misure restrittive nei confronti della Costa d’Avorio, nei limiti in cui riguarda la ricorrente;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio dell'Unione europea a sopportare le spese in applicazione degli artt. 87 e 91 del regolamento di procedura del Tribunale.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del proprio ricorso la ricorrente fa valere due motivi:
   
               1)
            
            
               Il primo motivo si basa su una violazione dei diritti della difesa e del diritto ad un equo processo previsti dall’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dagli artt. 6 e 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), dal momento che gli atti impugnati:
               
                           —
                        
                        
                           non prevedrebbero alcuna procedura tale da garantire alla ricorrente un esercizio effettivo dei suoi diritti della difesa, segnatamente del diritto al contraddittorio e del diritto a beneficiare di una procedura che gli consenta di sollecitare utilmente la propria cancellazione dall'elenco delle persone soggette alle misure restrittive;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           non prevedrebbero mai la comunicazione di una motivazione dettagliata dell'iscrizione nell’elenco delle persone che sono soggette a misure restrittive;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           non disporrebbero mai la notifica alla persona interessata delle modalità e dei termini di ricorso avverso la decisione di iscrizione nell’elenco.
                        
                     
         
               2)
            
            
               Il secondo motivo si basa su una violazione del diritto fondamentale al rispetto della proprietà, sancito dall’art. 1 del protocollo addizionale n. 1 alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo delle libertà fondamentali.