CELEX: 62020TN0639
Language: it
Date: 2020-10-22 00:00:00
Title: Causa T-639/20: Ricorso proposto il 22 ottobre 2020 — TIB Chemicals/ Commissione

14.12.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 433/62
            
         
      Ricorso proposto il 22 ottobre 2020 — TIB Chemicals/ Commissione
      (Causa T-639/20)
      (2020/C 433/78)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: TIB Chemicals AG (Mannheim, Germania) (rappresentante: K. Fischer, avvocato)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  pronunciare l’annullamento parziale del regolamento delegato (UE) 2020/1182 (1) della Commissione del 19 maggio 2020, nella misura in cui esso riguarda la sostanza «diottil dilaurato; [1] stannano, diottil-, bis (coco acilossi) derivati [2]» e modifica l’allegato VI del regolamento (CE) n. 1272/2008 (2) attraverso l’inclusione di tale sostanza, unitamente alla classificazione e agli elementi di etichettatura corrispondenti, nella tabella 3 dell’allegato VI, parte 3, del regolamento (CE) n. 1272/2008; e,
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta a tutte le spese e i costi del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce sette motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che il regolamento impugnato violerebbe l’articolo 37, paragrafi 1 e 5, in combinato disposto con l’allegato VI, parte 2, del regolamento (CE) n. 1272/2008, in quanto le informazioni disponibili sulla sostanza, contenute nel fascicolo di registrazione REACH, non sarebbero state prese in considerazione. Ciò costituirebbe un errore manifesto di valutazione.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che il regolamento impugnato violerebbe gli articoli 5, 9, 36 e 37, in combinato disposto con l’allegato I, parte 1 (punto 1.1.1.3) e parte 3 (punti 3.7.2.2 e 3.7.2.3), del regolamento (CE) n. 1272/2008, in quanto le informazioni pertinenti disponibili non sarebbero state oggetto di adeguate indagini, né sarebbero state valutate e prese in considerazione secondo fondati principi scientifici.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che il regolamento impugnato violerebbe gli articoli 5, 36 e 37, in combinato disposto con l’allegato I, parte 1 (punto 1.1.1.3) e parte 3 (punti 3.7.2.2. e 3.7.2.3), del regolamento (CE) n. 1272/2008, in quanto il metodo a letture incrociate («read-across») utilizzato non sarebbe stato applicato sulla base di un solido fondamento scientifico e la Commissione avrebbe valutato erroneamente la forza probante dei dati disponibili.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che il regolamento impugnato sarebbe stato adottato in violazione dell’articolo 36, paragrafo 1, lettera d), e dell’articolo 37, paragrafo 5, in combinato disposto con l’allegato I, parte 3, punto 3.7, del regolamento (CE) n. 1272/2008, poiché la Commissione non sarebbe stata in grado di fornire prove scientifiche chiare secondo le quali la sostanza in questione soddisfarebbe i requisiti della rispettiva classificazione relativa alla tossicità per la riproduzione (categoria 1B) e STOT RE1.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sul fatto che il regolamento impugnato sarebbe stato adottato in violazione del principio di proporzionalità, poiché la classificazione della sostanza in questione non sarebbe né appropriata né necessaria. In particolare, alla ricorrente sarebbe stata negata la possibilità di ottenere un’esenzione.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sul fatto che, adottando il regolamento impugnato, la Commissione avrebbe violato l’articolo 37, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1272/2008 nonché il diritto della ricorrente a una buona amministrazione e il suo diritto di essere sentita. In particolare, alla ricorrente sarebbe stata negata un’adeguata possibilità di pronunciarsi utilmente sul parere del comitato per la valutazione dei rischi e di dimostrare che detto parere non fosse corretto da un punto di vista scientifico.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente sul fatto che, adottando il regolamento impugnato senza una previa realizzazione e documentazione di una valutazione d’impatto, la Commissione avrebbe violato i suoi impegni assunti nell’ambito dell’accordo interistituzionale «legiferare meglio».
               
            
         (1)  Regolamento delegato (UE) 2020/1182 della Commissione, del 19 maggio 2020, recante modifica, ai fini dell’adeguamento al progresso tecnico e scientifico, dell’allegato VI, parte 3, del regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele (GU 2020, L 261, pag. 2).
      
         (2)  Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006 (GU 2008, L 353, pag. 1).