CELEX: 62018CB0530
Language: it
Date: 2019-07-10 00:00:00
Title: Causa C-530/18: Ordinanza della Corte (Ottava Sezione) del 10 luglio 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunalul Ilfov — Romania) — EP/FO [Rinvio pregiudiziale — Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte — Cooperazione giudiziaria in materia civile — Competenza in materia di responsabilità genitoriale — Regolamento (CE) n. 2201/2003 — Articolo 15 — Rinvio della causa a un giudice di un altro Stato membro, più adatto a trattare il caso — Eccezione alla norma sulla competenza generale del giudice del luogo di residenza abituale del minore — Legame particolare con un altro Stato membro — Elementi che consentono di determinare il giudice più adatto — Esistenza di norme giuridiche differenti — Interesse superiore del minore]

23.9.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 319/21
            
         
      Ordinanza della Corte (Ottava Sezione) del 10 luglio 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunalul Ilfov — Romania) — EP/FO
      (Causa C-530/18) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte - Cooperazione giudiziaria in materia civile - Competenza in materia di responsabilità genitoriale - Regolamento (CE) n. 2201/2003 - Articolo 15 - Rinvio della causa a un giudice di un altro Stato membro, più adatto a trattare il caso - Eccezione alla norma sulla competenza generale del giudice del luogo di residenza abituale del minore - Legame particolare con un altro Stato membro - Elementi che consentono di determinare il giudice più adatto - Esistenza di norme giuridiche differenti - Interesse superiore del minore)
      (2019/C 319/23)
      Lingua processuale: il rumeno
      
         Giudice del rinvio
      
      Tribunalul Ilfov
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: EP
      
         Convenuto: FO
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 15 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, dev’essere interpretato nel senso che esso istituisce un’eccezione alla norma sulla competenza generale prevista dall’articolo 8 di detto regolamento n. 2201/2003, secondo la quale la competenza dei giudici degli Stati membri è determinata dal luogo di residenza abituale del minore al momento in cui il giudice è adito.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 15 del regolamento n. 2201/2003 dev’essere interpretato nel senso che se uno o più dei cinque criteri alternativi che esso enuncia, in via tassativa, per valutare l’esistenza di un legame particolare del minore con uno Stato membro diverso da quello della sua residenza abituale sono soddisfatti, il giudice competente, ai sensi dell’articolo 8 di detto regolamento, ha facoltà di rinviare la causa a un giudice che esso reputi più adatto a trattare la controversia di cui è investito, ma non è tenuto a farlo. Se il giudice competente giunge alla conclusione che i legami che uniscono il minore interessato allo Stato membro della sua residenza abituale sono più forti di quelli che lo uniscono a un altro Stato membro, tale conclusione basta per escludere l’applicazione dell’articolo 15 di detto regolamento.
               
            
                  3)
               
               
                  L’articolo 15 del regolamento n. 2201/2003 dev’essere interpretato nel senso che l’esistenza di differenze tra le norme giuridiche, segnatamente le norme di procedura, di uno Stato membro il cui giudice è competente a conoscere nel merito una causa e quelle di un altro Stato membro con il quale il minore interessato ha un legame particolare, quali l’esame delle cause a porte chiuse e da parte di giudici specializzati, non può costituire, in modo generale e astratto, un criterio rilevante, in considerazione dell’interesse superiore del minore, per valutare se i giudici di quest’altro Stato membro siano i più adatti a trattare il caso. Il giudice competente può prendere in considerazione queste differenze solo se esse siano tali da apportare un valore aggiunto reale e concreto ai fini dell’adozione di una decisione relativa a detto minore, rispetto all’ipotesi in cui esso dovesse restare investito di detta causa.
               
            
         (1)  GU C 399 del 5.11.2018.