CELEX: 52012PC0499
Language: it
Date: 2012-09-12
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee

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		52012PC0499
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee /* COM/2012/0499 final - 2012/0237 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
1.1.        Contesto generale
Il trattato sull’Unione europea enuncia,
all’articolo 10, che “i partiti politici a livello europeo contribuiscono a
formare una coscienza politica europea e ad esprimere la volontà dei cittadini
dell’Unione”. Il medesimo principio è espresso dalla Carta dei diritti
fondamentali dell’Unione europea all’articolo 12, paragrafo 2.
Il diritto alla libertà di associazione a
tutti i livelli, ad esempio in campo politico e civico, e il diritto alla libertà
di espressione, che include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o
di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte
delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera, sono diritti fondamentali
di ogni cittadino dell’Unione.
È pertanto nell’interesse dei cittadini
dell’Unione europea far prosperare una democrazia rappresentativa europea.
Partiti politici e fondazioni politiche autenticamente transnazionali ed
europei sono essenziali per dare voce ai cittadini a livello europeo.
I partiti politici europei – e le fondazioni
politiche ad essi collegate – hanno un ruolo importante da svolgere nel colmare
la distanza tra la politica nazionale e quella dell’Unione europea, e assolvono
rilevanti funzioni comunicative sostenendo l’interazione tra tutti i livelli
dell’articolato sistema di governance dell’Unione. Un maggiore e più efficace
coinvolgimento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche
europee può permettere ai cittadini di comprendere meglio la relazione tra i
processi politici a livello nazionale ed europeo ed è uno dei modi per avviare
dibattiti pubblici transnazionali in tutta l’Europa e incoraggiare l’emergere
di uno spazio pubblico europeo.
I partiti politici europei devono inoltre
essere aiutati a sviluppare la loro capacità di esprimere e incanalare la
volontà dei cittadini quando si tratta di incarichi elettivi e altre funzioni
rappresentative a livello europeo che sono di cruciale importanza per la
democrazia rappresentativa europea nel suo insieme; essi dovrebbero pertanto
essere incoraggiati, nel contesto delle elezioni del Parlamento europeo, a
rendere i cittadini consapevoli dei legami esistenti tra loro e i loro
candidati e partiti politici nazionali. Tale aspetto assume particolare rilievo
dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, che ha consolidato il ruolo
del Parlamento europeo in qualità di colegislatore assieme al Consiglio, e
potrebbe anche contribuire sensibilmente ad accrescere l’interesse dei
cittadini e il tasso di partecipazione al voto nelle elezioni europee e a
rafforzare la legittimità democratica dell’Unione europea. 
1.2.        Motivazione e obiettivi della
proposta
Nove anni dopo l’entrata in vigore del
regolamento (CE) n. 2004/2003 relativo allo statuto e al finanziamento dei
partiti politici a livello europeo e delle norme che ne disciplinano il
finanziamento[1],
e cinque anni dopo la sua revisione nel 2007[2],
che, fra l’altro, ha esteso il campo di applicazione del regolamento alle
fondazioni politiche affiliate a livello europeo, la Commissione ha condotto
una valutazione complessiva dell’attuale quadro normativo e di finanziamento
delle fondazioni e dei partiti politici europei.
Tale valutazione fa seguito all’adozione, da
un lato, di una relazione del Segretario generale del Parlamento europeo sul
finanziamento dei partiti a livello europeo[3],
e, dall’altro, della risoluzione del Parlamento europeo del 6 aprile 2011,
sull’applicazione del regolamento (CE) n. 2004/2003 (in appresso “la
relazione Giannakou”)[4].
La relazione Giannakou, che costituisce la
relazione di valutazione del Parlamento europeo a norma dell’articolo 12 del
regolamento (CE) n. 2004/2003[5],
riguarda due principali settori, ossia:
·                        
invita la Commissione a proporre uno statuto per le
fondazioni politiche e i partiti politici europei, che contempli anche aspetti
relativi alla democrazia all’interno dei partiti; e
·                        
suggerisce una serie di modifiche legate al regime
di finanziamento applicabile ai partiti politici e alle fondazioni politiche a
loro collegate, richiedendo, da un lato, un inasprimento delle condizioni di
accesso ai finanziamenti e, dall’altro, un sistema più flessibile.
Nel valutare le norme vigenti che disciplinano
i partiti politici e le fondazioni politiche a livello europeo, la Commissione
ha tenuto in debita considerazione le conclusioni raggiunte dal Parlamento
europeo nella relazione Giannakou. Essa condivide l’opinione che le fondazioni
e i partiti politici europei possano svolgere un ruolo importante nel
rafforzare e promuovere la democrazia rappresentativa a livello dell’UE e
colmare il divario tra la politica dell’Unione europea e i suoi cittadini.
La presente proposta di regolamento mira
pertanto ad incoraggiare e assistere i partiti politici europei e le fondazioni
politiche a loro collegate creando le condizioni che consentano loro di
crescere e intensificare le attività volte a instaurare un dialogo con i
cittadini europei, a rappresentare ed esprimere le loro opinioni e pareri, e a
rafforzare il legame tra la società civile europea e le istituzioni europee, in
particolare il Parlamento europeo.
Per quanto riguarda le fondazioni politiche,
essa offre uno specifico quadro giuridico, finanziario e normativo adatto alle
loro esigenze. Questo quadro è distinto e differenziato rispetto alle norme che
istituiscono una forma giuridica europea per le fondazioni europee contenute
nella proposta della Commissione sullo statuto della fondazione europea,
adottata l’8 febbraio 2012[6].

2.           Consultazione delle parti interessate
Per elaborare la presente proposta, la
Commissione ha instaurato uno stretto dialogo con i portatori d’interesse nella
materia e ha effettuato consultazioni. Varie riunioni dedicate alla proposta
sono state organizzate a diversi livelli con i rappresentanti dei partiti
politici e delle fondazioni a livello europeo, i gruppi politici nel Parlamento
europeo, gli esperti nazionali e accademici, il presidente del Parlamento
europeo, il Segretario generale della stessa istituzione e i relatori della
relazione di valutazione ivi nominati.
Tutte le parti interessate hanno ampiamente e
regolarmente contribuito, sulla base della loro esperienza e competenza, al
dibattito sulle norme attuali che disciplinano i partiti politici e le
fondazioni politiche, contenute sia nel regolamento (CE) n. 2004/2003 sia nel
regolamento finanziario[7].
In particolare, le fondazioni e i partiti
politici europei hanno potuto integrare la relazione di valutazione del
Parlamento europeo, individuando le difficoltà concrete affrontate negli ultimi
anni e suggerendo proposte e raccomandazioni per possibili miglioramenti; gli
esperti nazionali e gli accademici hanno fornito, dal canto loro, importanti
chiarimenti sulle norme relative allo status e al finanziamento dei partiti
politici a livello nazionale e sulle probabili conseguenze per gli Stati membri
delle misure oggetto di esame da parte della Commissione.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
3.1         Base giuridica 
La proposta si basa sull’articolo 224 del
trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in cui si afferma che “[i]l
Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando mediante regolamenti secondo la
procedura legislativa ordinaria, determinano lo statuto dei partiti politici a
livello europeo di cui all’articolo 10, paragrafo 4 del trattato sull’Unione
europea, in particolare le norme relative al loro finanziamento.” 
Tale disposizione corrisponde, nella sostanza,
al secondo comma dell’articolo 191 del trattato che istituisce la Comunità
europea, su cui si basa il regolamento (CE) n. 2004/2003.
3.2         Sussidiarietà e
proporzionalità
La proposta è pienamente conforme al principio
di sussidiarietà. Una disciplina normativa dello statuto e del
finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee
può essere definita solo a livello dell’Unione. I vigenti regolamenti in
materia di fondazioni e partiti politici hanno costituito una valida
piattaforma che ha permesso ad entrambe le tipologie associative di entrare a
far parte della scena politica europea e di affermarvisi; è ora necessaria, però,
una riforma degli attuali sistemi di regolamentazione e di finanziamento
affinché possano far pienamente fronte alle sfide odierne (ad esempio
istituendo operatori europei a livello europeo, o permettendo ai partiti
politici europei di riportare fondi da un anno all’altro) e di adeguarsi alle
sfide del futuro. Nel delineare possibili misure di riforma, la Commissione ha
posto la massima attenzione nel riprendere i principi contenuti nella
dichiarazione n. 11 relativa all’articolo 191 del trattato che istituisce la
Comunità europea, allegata all’atto finale del trattato di Nizza[8].
La proposta non va al di là di quanto
necessario per il raggiungimento dell’obiettivo a lungo termine di sviluppare e
rafforzare la democrazia europea e la legittimità delle istituzioni dell’UE,
cercando di rendere i partiti politici europei e le fondazioni politiche
europee entità democratiche più efficaci e responsabili, e rispetta quindi il
principio di proporzionalità. La proposta mira a costituire una nuova forma
giuridica europea per le due tipologie di soggetti, che continuerebbero
comunque, sotto molti aspetti, a svolgere gran parte delle loro attività
pratiche sulla base di una forma giuridica riconosciuta nell’ordinamento
giuridico dello Stato membro nel quale hanno sede.
L’azione proposta intende affrontare alcuni
dei principali ostacoli che i partiti politici e le fondazioni politiche
incontrano nella loro attività e gestione quotidiana quando operano a livello
nazionale e transnazionale, senza, tuttavia, stilare un elenco esaustivo delle
norme loro applicabili. Ad esempio, la proposta non contiene alcuna
disposizione in materia di diritto del lavoro o diritto tributario (ad
eccezione delle norme di non discriminazione nei confronti di donatori e
donazioni transfrontalieri, che rappresentano una chiara dimensione europea).
Salvo ove espressamente previsto, i partiti politici europei e le fondazioni
politiche europee rimangono disciplinate dalle rispettive normative nazionali.
4.           PRINCIPALI ELEMENTI DELLA PROPOSTA
La Commissione propone un pacchetto di
proposte complementari per migliorare i sistemi di regolamentazione e di
finanziamento dei partiti politici e delle fondazioni politiche a livello
europeo: una proposta – quella presentata nel presente documento - intende sostituire
l’attuale regolamento (CE) n. 2003/2004, mentre la seconda - parallela - mira a
modificare il regolamento finanziario.
Nella presente proposta di regolamento
relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle
fondazioni politiche europee, la Commissione propone una serie di miglioramenti
al regolamento (CE) n. 2004/2003, allo scopo principale di accrescere la
visibilità, il riconoscimento, l’efficacia, la trasparenza e la responsabilità
delle fondazioni e dei partiti politici europei.
La presente proposta introduce uno statuto
giuridico europeo. Lo statuto europeo offre ad un partito politico europeo
o una fondazione politica europea la possibilità di registrarsi come tale e di
ottenere in tal modo uno status giuridico basato sul diritto dell’Unione
europea.
Questa nuova personalità giuridica europea,
che subentrerà alle personalità giuridiche nazionali eventualmente
preesistenti, fornirà ai partiti politici europei il riconoscimento necessario
e li aiuterà ad affrontare alcuni degli annosi ostacoli incontrati in passato,
quali ad esempio la diversità delle forme giuridiche nazionali, nelle quali
erano costituiti finora e che sono generalmente inadeguate ai compiti e agli
obiettivi molto specifici dei partiti politici a livello europeo, così come la
mancanza di visibilità presso i cittadini e il riconoscimento pubblico che ne
deriva. Uno status giuridico uniforme basato sul diritto dell’Unione è pertanto
indispensabile e consentirà loro di realizzare meglio la missione specifica loro
attribuita dai trattati.
L’analogo status giuridico europeo per le
fondazioni politiche collegate ai partiti politici europei rappresenta un
evidente riconoscimento del loro ruolo fondamentale nel sostenere e integrare
le attività dei partiti di riferimento, in particolare contribuendo al
dibattito sulle questioni attinenti alle politiche pubbliche europee e
all’integrazione europea e associando soggetti di differenti campi e livelli,
provenienti da tutta l’Unione europea.
Ottenere uno status giuridico europeo sarà
subordinato al rispetto di elevati standard in materia di governance,
responsabilità e trasparenza. Le condizioni specifiche e i requisiti per
ottenere uno status giuridico europeo comprendono il rigoroso rispetto dei
valori che ispirano l’Unione europea, e, nel caso dei partiti politici, la
conformità a norme minime sulla democrazia interna dei partiti.
Un partito politico europeo o una fondazione
politica europea potranno depositare presso il Parlamento europeo il loro
statuto senza chiedere finanziamenti dell’UE, ma il contrario non sarà
possibile. Ciò significa che il riconoscimento come partito politico europeo o
fondazione politica europea, a sua volta subordinato al rispetto di specifiche
condizioni e requisiti, sarà una condizione essenziale ai fini dell’ammissione
al finanziamento a carico del bilancio dell’UE.
È fondamentale garantire che le condizioni per
diventare un partito politico europeo non siano eccessive, ma possano essere
facilmente soddisfatte da alleanze di partiti politici e/o persone fisiche,
serie ed organizzate a livello transnazionale, incoraggiando e sostenendo così
anche lo sviluppo di nuovi partiti politici europei. D’altra parte, è anche
necessario stabilire criteri oggettivi di attribuzione delle limitate risorse del
bilancio dell’UE, che devono rispecchiare l’autentica ambizione europea e un
effettivo sostegno elettorale di un partito politico europeo. La migliore prova
della conformità a tale criterio è l’esito delle elezioni al Parlamento
europeo, che può fornire un’indicazione precisa del riconoscimento di un
partito politico europeo, e individua quei partiti che sono in grado di
partecipare pienamente alla vita democratica dell’UE e quindi di esprimere la
volontà politica dei cittadini dell’Unione europea al più alto livello.
Pertanto, come chiesto dal Parlamento europeo nella risoluzione del 6 aprile
2011, e per riconoscere il ruolo che il Parlamento europeo svolge nel
rappresentare direttamente i cittadini dell’Unione, assegnatogli dall’articolo
10, paragrafo 2, del trattato sull’Unione europea, la Commissione propone che
solo i partiti politici – e, per estensione, le fondazioni politiche a loro
collegate - rappresentati in seno al Parlamento europeo da almeno uno dei loro
membri debbano poter beneficiare di finanziamenti dell’UE.
La Commissione propone inoltre modifiche di
rilievo concernenti le modalità di finanziamento UE dei partiti politici
europei e delle fondazioni politiche europee. La proposta di modifica del
regolamento finanziario prevede la creazione di un titolo specifico per i
partiti politici europei, che non riceverebbero più sovvenzioni di
funzionamento, bensì contributi sui generis. La presente proposta,
insieme alla proposta di revisione del regolamento finanziario, introdurrà la
necessaria flessibilità rispetto ai metodi di lavoro e alle attività dei
partiti politici e delle fondazioni politiche, in particolare, ma non solo,
aumentando i livelli di prefinanziamento, riducendo i requisiti per il
cofinanziamento, e consentendo la costituzione di riserve dalle risorse
proprie. Inoltre, la presente proposta aumenta il livello delle donazioni
ammissibili per anno e per donatore, al fine di promuovere la capacità dei
partiti politici e delle fondazioni di generare risorse proprie.
A fronte di tale maggiore flessibilità, viene
predisposto un quadro normativo e di controllo completo e trasparente, che
contempla tutti gli aspetti connessi alle attività e al finanziamento dei
partiti politici europei e delle fondazioni politiche a loro collegate, e tutte
le loro operazioni finanziarie, indipendentemente dalla fonte di finanziamento.
Questo quadro rafforza gli obblighi di rendicontazione e di trasparenza,
potenzia i meccanismi contabili e di controllo, e introduce un nuovo regime di
sanzioni amministrative e pecuniarie proporzionate in caso di violazioni delle
condizioni stabilite dal regolamento, comprese le violazioni dei valori su cui
si fonda l’Unione europea.
5.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Il finanziamento dei partiti politici europei
e delle fondazioni politiche europee sarà come in passato a carico del bilancio
del Parlamento europeo. La presente proposta non comporta altre significative
implicazioni per il bilancio dell’UE.
2012/0237 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo allo statuto e al finanziamento dei
partiti politici europei 
e delle fondazioni politiche europee 
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 224,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[9],
visto il parere del Comitato delle regioni[10],
sentita la Corte dei conti europea[11],
sentito il garante europeo della protezione
dei dati[12],

deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       L’articolo 10, paragrafo 4,
del trattato sull’Unione europea e l’articolo 12, paragrafo 2, della Carta dei
diritti fondamentali dell’Unione europea dispongono che i partiti politici a
livello europeo contribuiscono a formare una coscienza politica europea e ad
esprimere la volontà politica dei cittadini dell’Unione.
(2)       Gli articoli 11 e 12 della
Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea dispongono che il diritto
alla libertà di associazione a tutti i livelli, segnatamente in campo politico
e civico, e il diritto alla libertà di espressione, che include la libertà di
opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che
vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di
frontiera, sono diritti fondamentali di ogni cittadino dell’Unione.
(3)       I cittadini europei devono
essere messi in condizione di esercitare tali diritti e partecipare pienamente
alla vita democratica dell’Unione.
(4)       Partiti politici europei
autenticamente transnazionali e le fondazioni politiche europee a loro
collegate hanno un ruolo fondamentale da svolgere nell’esprimere la voce dei
cittadini a livello europeo, colmando la distanza tra la politica nazionale e
quella dell’Unione.
(5)       È necessario che i partiti
politici europei e le fondazioni politiche europee a loro collegate siano
incoraggiati e aiutati nel loro sforzo di creare forti legami tra la società
civile europea e le istituzioni europee, segnatamente il Parlamento europeo.
(6)       Le esperienze acquisite dai
partiti politici europei e dalle fondazioni politiche europee a loro collegate
nell’applicazione del regolamento (CE) n. 2004/2003 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 4 novembre 2003, relativo allo statuto e al finanziamento
dei partiti politici a livello europeo e le norme relative al loro
finanziamento[13],
e la risoluzione legislativa sull’applicazione del regolamento (CE) n.
2004/2003, approvata dal Parlamento europeo il 6 aprile 2011[14], dimostrano la necessità di
migliorare il quadro giuridico e finanziario dei partiti politici europei e
delle fondazioni politiche europee a loro collegate per consentire loro di
diventare soggetti più visibili ed efficaci nel sistema politico a più livelli
dell’Unione.
(7)       Riconoscendo la missione
attribuita dal trattato ai partiti politici europei e per facilitarne
l’operato, è necessario istituire uno specifico status giuridico europeo dei
partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee a loro collegate,
che comporti la piena capacità giuridica e il pieno riconoscimento in tutti gli
Stati membri.
(8)       Occorre stabilire le
procedure che i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee a
loro collegate dovranno esperire per ottenere uno status giuridico europeo ai
sensi del presente regolamento, così come le procedure e i criteri da applicare
ai fini della decisione di concedere tale status giuridico europeo. È altresì
necessario stabilire le procedure per i casi in cui un partito politico europeo
o una fondazione politica europea decada dallo status giuridico europeo, lo
perda o vi rinunci.
(9)       È necessario che i partiti
politici europei e le fondazioni politiche europee siano disciplinati dalle
norme sostanziali stabilite dal presente regolamento e dal diritto nazionale
degli Stati membri, segnatamente quello dello Stato membro nel quale hanno
sede, e in relazione al quale dovrebbero individuare la forma giuridica adatta,
che deve corrispondere ad una forma di entità giuridica riconosciuta
dall’ordinamento di tale Stato membro.
(10)     Occorre che i partiti politici
europei e le fondazioni politiche europee a loro collegate che desiderano
ottenere tale riconoscimento a livello europeo attraverso uno status giuridico
europeo e beneficiare di finanziamenti pubblici a carico del bilancio generale
dell’Unione europea rispettino alcuni principi e soddisfino determinate
condizioni, in particolare i valori sui quali si fonda l’Unione europea,
definiti all’articolo 2 del trattato sull’Unione europea e nella Carta dei
diritti fondamentali dell’Unione europea.
(11)     È opportuno definire i
principi e i requisiti minimi applicabili alla governance e all’organizzazione
interna dei partiti politici europei, soprattutto per garantire il loro impegno
a stabilire e rispettare standard elevati di democrazia interna. Lo statuto di
partito politico europeo o di fondazione politica europea deve contenere anche
una serie di disposizioni giuridiche e amministrative di base.
(12)     L’ammissibilità al
finanziamento a carico del bilancio generale dell’Unione deve limitarsi a quei
partiti politici europei e quelle fondazioni politiche europee ad essi
collegate che siano stati riconosciuti come tali ed abbiano ottenuto lo status
giuridico europeo. Benché sia fondamentale garantire che le condizioni per
diventare un partito politico europeo non siano eccessive, ma possano essere
facilmente soddisfatte da alleanze, serie ed organizzate a livello transnazionale,
di partiti politici e/o persone fisiche o entrambe, è anche necessario
stabilire adeguati criteri di attribuzione delle limitate risorse del bilancio
dell’UE, che dimostrino oggettivamente l’ambizione europea e l’effettivo
sostegno elettorale di un partito politico europeo. La migliore prova della
conformità a tale criterio è l’esito delle elezioni al Parlamento europeo, alle
quali i partiti europei devono partecipare in forza del presente regolamento,
che può fornire un’indicazione precisa del riconoscimento elettorale di un
partito politico europeo. Esso deve corrispondere al compito di rappresentare
direttamente i cittadini dell’Unione, assegnato al Parlamento europeo
dall’articolo 10, paragrafo 2, del trattato sull’Unione europea, e
all’obiettivo dei partiti politici europei di partecipare pienamente alla vita
democratica dell’Unione e diventare soggetti attivi della democrazia
rappresentativa dell’Europa, al fine di dare effettiva espressione ai punti di
vista, alle opinioni e alla volontà politica dei cittadini dell’Unione.
L’ammissibilità al finanziamento a carico del bilancio generale dell’Unione
europea deve pertanto essere limitata ai partiti politici europei che sono
rappresentati nel Parlamento europeo da almeno un deputato e alle fondazioni politiche
europee che ne fanno richiesta per il tramite di un partito politico europeo
rappresentato nel Parlamento europeo da almeno uno dei suoi deputati.
(13)     Per aumentare la trasparenza
del finanziamento ai partiti politici europei, e al fine di evitare possibili
usi strumentali delle norme sul finanziamento, è necessario che un deputato al
Parlamento europeo sia, ai soli fini del finanziamento, considerato esponente
di un unico partito politico europeo, che dovrebbe, se del caso, essere quello
di riferimento del suo partito politico nazionale o regionale alla data di
scadenza per la presentazione delle domande.
(14)     Occorre stabilire le procedure
che i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee a loro
collegate devono seguire all’atto della richiesta di finanziamento a carico del
bilancio generale dell’Unione europea, così come le procedure e i criteri da
applicare ai fini della decisione di concedere tale finanziamento.
(15)     Al fine di incoraggiare una
cultura politica europea dell’indipendenza, dell’obbligo di rispondere del
proprio operato e della responsabilità, è opportuno che alcuni tipi di
donazioni e contributi ai partiti politici europei e alle fondazioni politiche
europee provenienti da fonti diverse dal bilancio dell’Unione europea siano
vietati, limitati o soggetti a rigorosi requisiti di trasparenza.
(16)     Molti Stati membri concedono
un trattamento fiscale agevolato sia ai donatori che ai beneficiari di atti di
liberalità a favore di partiti politici e di fondazioni politiche nazionali.
Data la necessità di incoraggiare lo sviluppo di risorse proprie dei partiti
politici europei e delle fondazioni politiche europee, è importante che tale
trattamento fiscale agevolato sia accordato anche automaticamente ai partiti
politici europei, alle fondazioni politiche europee e ai loro donatori, per
donazioni effettuate all’interno dello Stato o transfrontaliere.
(17)     Occorre che i partiti politici
europei siano in grado di finanziare le campagne condotte nel contesto delle
elezioni del Parlamento europeo, mentre il finanziamento e i massimali delle
spese elettorali per i partiti e i candidati a tali elezioni devono essere
disciplinati dalle norme applicabili in ciascuno Stato membro. Per incentivare
la crescita di una coscienza politica nei cittadini dell’Unione e promuovere la
trasparenza del processo elettorale europeo, è necessario incoraggiare i
partiti politici europei a informare i cittadini durante le elezioni del
Parlamento europeo dei legami esistenti tra loro e i loro partiti politici e
candidati nazionali di riferimento.
(18)     È opportuno che i partiti
politici europei non finanzino, né direttamente né indirettamente, altri
partiti politici e, in particolare, partiti politici o candidati nazionali. È
altrettanto opportuno che le fondazioni politiche europee non finanzino,
direttamente o indirettamente, partiti politici o candidati nazionali o
europei. Inoltre, i partiti politici europei e le fondazioni politiche europee
a loro collegate non devono finanziare campagne referendarie nazionali. Tali
principi sono conformi alla dichiarazione n. 11 relativa all’articolo 191
del trattato che istituisce la Comunità europea, allegata all’atto finale del
trattato di Nizza.
(19)     Per ragioni di trasparenza, e
al fine di rafforzare il controllo e la responsabilità democratica dei partiti
politici europei e delle fondazioni politiche europee, occorre che siano
pubblicate le informazioni considerate di rilevante interesse pubblico, in
particolare per quanto riguarda lo statuto, la composizione, i bilanci, i
donatori e le donazioni, [i contributi] e le sovvenzioni ricevuti dal bilancio
dell’Unione, così come informazioni relative a decisioni adottate dal
Parlamento europeo circa la registrazione, il finanziamento e le sanzioni.
Istituire un quadro regolamentare atto a garantire che queste informazioni
siano disponibili al pubblico è il mezzo più efficace per promuovere la parità
di condizioni e un’equa concorrenza tra le forze politiche, e mantenere aperti,
trasparenti e democratici i processi elettorali e legislativi, rafforzando così
la fiducia dei cittadini e degli elettori nella democrazia rappresentativa
europea e, più in generale, prevenendo corruzione e abusi di potere. Nel
rispetto del principio di proporzionalità, l’obbligo di pubblicare l’identità
delle persone fisiche non deve applicarsi a quei membri di un partito politico
europeo che non abbiano dato il loro esplicito consenso alla pubblicazione o ad
atti di liberalità di importo pari o inferiore a 1 000 EUR all’anno e per
donatore. Anche in conformità del principio di proporzionalità, le informazioni
sulle donazioni devono essere pubblicate annualmente, tranne durante le
campagne elettorali al Parlamento europeo o per donazioni superiori a
12 000 EUR, nel qual caso è necessario che la pubblicazione sia
tempestiva. 
(20)     Il presente regolamento
rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi sanciti dalla Carta dei
diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare gli articoli 7 e 8 che
dispongono che ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata
e alla protezione dei dati personali che lo riguardano, e deve essere attuato
nel pieno rispetto di tali diritti e principi. 
(21)     Il regolamento (CE)
n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in
relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli
organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati[15] si applica al trattamento dei
dati personali effettuato dal Parlamento europeo e dal comitato di personalità
indipendenti ai sensi del presente regolamento.
(22)     La direttiva 95/46/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela
delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché
alla libera circolazione di tali dati[16],
si applica al trattamento dei dati personali effettuato in applicazione del
presente regolamento.
(23)     Per ragioni di certezza del
diritto, è opportuno chiarire che il Parlamento europeo, i partiti politici
europei e le fondazioni politiche europee, le autorità nazionali competenti ad
esercitare il controllo sulle questioni relative al finanziamento dei partiti
politici europei e delle fondazioni politiche europee, e altri eventuali terzi
menzionati o previsti dal presente regolamento sono responsabili del
trattamento dei dati ai sensi del regolamento (CE) n. 45/2001 o della direttiva
95/46/CE. È inoltre necessario specificare il periodo massimo durante il quale
possono essere conservati i dati personali raccolti allo scopo di garantire la
legalità, la regolarità e la trasparenza del finanziamento dei partiti politici
europei e delle fondazioni politiche europee nonché della composizione dei
partiti politici europei. Nella loro veste di responsabili del trattamento dei
dati, occorre che il Parlamento europeo, i partiti politici e le fondazioni
politiche europei, le autorità nazionali competenti e gli eventuali terzi
adottino tutte le misure necessarie per rispettare gli obblighi imposti dal
regolamento (CE) n. 45/2001 e dalla direttiva 95/46/CE, in particolare per
quanto riguarda la legittimità del trattamento, la sicurezza delle attività di
trattamento, la comunicazione di informazioni e i diritti dell’interessato di
accedere ai propri dati personali, nonché di ottenere la rettifica e la
cancellazione dei propri/tali dati personali.
(24)     Al trattamento dei dati
personali effettuato a norma del presente regolamento si applicano le
disposizioni del capo III della direttiva 95/46/CE in materia di ricorsi
giurisdizionali, responsabilità e sanzioni. È necessario che le autorità
nazionali competenti o gli eventuali terzi siano responsabili, conformemente al
diritto nazionale applicabile, di eventuali danni da essi arrecati. Inoltre,
gli Stati membri devono garantire che le autorità nazionali competenti o gli
eventuali terzi siano soggetti a sanzioni appropriate in caso di violazione del
presente regolamento.
(25)     Occorre stabilire norme e
procedure specifiche per la ripartizione degli stanziamenti disponibili ogni
anno a carico del bilancio generale dell’Unione europea, tenuto conto, da un
lato, del numero di beneficiari e, dall’altro, della quota di deputati eletti
al Parlamento europeo di ciascun partito politico europeo beneficiario e, per
analogia, della fondazione politica europea ad esso collegata. Tali modalità
prevedono norme rigorose di trasparenza, contabilità, audit e controllo
finanziario dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee a
loro collegate, e disposizioni concernenti il controllo contabile da parte del
Parlamento europeo e della Corte dei conti nonché adeguate sanzioni, anche in
caso di violazione dei valori su cui si fonda l’Unione da parte di un partito
politico o di una fondazione politica europea.
(26)     Occorre che il Parlamento
europeo verifichi periodicamente che continuino ad essere soddisfatti i
requisiti e le condizioni relativi alla registrazione e al finanziamento dei
partiti politici europei o delle fondazioni politiche europee. È opportuno che
tale verifica sia effettuata a cadenza annuale, o a seguito di una richiesta
motivata di qualsiasi persona fisica o giuridica. È necessario che le decisioni
connesse al rispetto dei valori su cui si fonda l’Unione siano adottate
esclusivamente in applicazione di una procedura ad hoc, e di concerto con un
comitato di personalità indipendenti.
(27)     L’assistenza tecnica che il
Parlamento europeo dovrà fornire ai partiti politici europei deve essere
improntata al principio della parità di trattamento, prestata dietro fatturazione
e pagamento e formare l’oggetto di una periodica relazione pubblica.
(28)     Occorre che l’applicazione dei
principali aspetti del presente regolamento sia illustrata su un sito web
dedicato ed esaminata in una relazione annuale del Parlamento europeo destinata
alla pubblicazione.
(29)     Il controllo giurisdizionale
di competenza della Corte di giustizia dell’Unione europea contribuirà alla
corretta applicazione del presente regolamento. Occorre inoltre prevedere
procedure di ricorso amministrativo.
(30)     Data la necessità di apportare
significative modifiche e aggiunte alle norme e procedure attualmente
applicabili ai partiti politici europei e alle fondazioni politiche europee,
occorre abrogare il regolamento (CE) n. 2004/2003,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Capo i
Disposizioni generali
Articolo 1
Oggetto
Il presente
regolamento stabilisce le condizioni relative allo statuto e al finanziamento
dei partiti politici a livello europeo (in appresso “partiti politici europei”)
e delle fondazioni politiche a livello europeo (in appresso “fondazioni
politiche europee”).
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del
presente regolamento, si intende per:
(1)          “partito politico”: un’associazione
di cittadini che persegue obiettivi politici,
(2)          “alleanza politica”: la cooperazione
strutturata tra partiti politici e/o persone fisiche di vari Stati membri,
(3)          “partito politico europeo”:
un’”alleanza politica” che persegue obiettivi politici ed è registrata presso
il Parlamento europeo, alle condizioni e secondo le procedure di cui al
presente regolamento,
(4)          “fondazione politica europea”:
un’entità formalmente collegata ad un partito politico europeo, il cui statuto
è stato registrato presso il Parlamento europeo alle condizioni e secondo le
procedure di cui al presente regolamento, e che, attraverso le proprie
attività, nel rispetto degli obiettivi e dei valori fondamentali dell’Unione
europea, sostiene e integra gli obiettivi del partito politico europeo,
svolgendo uno o più dei seguenti compiti:
(a)         
attività di osservazione, analisi e arricchimento
del dibattito sui temi di politica pubblica europea e sul processo di
integrazione europea,
(b)         
sviluppo di attività legate a questioni di politica
pubblica europea, quali attività di organizzazione e sostegno relative a
seminari, azioni di formazione, conferenze, studi sui temi di cui sopra a cui
partecipino i soggetti maggiormente implicati, tra cui organizzazioni giovanili
e rappresentanti della società civile,
(c)         
sviluppo della cooperazione volta a promuovere la
democrazia, anche nei paesi terzi,
(d)         
creazione di un contesto in cui promuovere la
collaborazione, a livello europeo, tra fondazioni politiche nazionali,
rappresentanti del mondo accademico ed altri soggetti interessati;
(5)          “parlamento regionale” o “assemblea
regionale”: un organismo i cui membri sono titolari di un mandato elettorale
regionale o sono politicamente responsabili dinanzi ad un’assemblea elettiva, 
(6)          “finanziamento a carico del bilancio
generale dell’Unione europea”: una sovvenzione concessa conformemente alla Parte
Prima, titolo IV, del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del
Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario
applicabile al bilancio generale delle Comunità europee[17] (in appresso “il regolamento
finanziario”) o un [contributo] in conformità con […][18].
(7)          “donazione”: offerte di denaro
contante ed altre donazioni in natura (beni o servizi) che costituiscono un
vantaggio economico per il partito politico europeo o per la fondazione
politica europea interessati.
Capo ii
Statuto dei partiti politici europei e 
delle fondazioni politiche europee 
Articolo 3
Condizioni di registrazione 
1.           Un’alleanza politica, come
definita all’articolo 2, punto 2, ha diritto di chiedere la registrazione del
proprio statuto come partito politico europeo presso il Parlamento europeo, nel
rispetto delle seguenti condizioni:
(a)         
avere sede in uno Stato membro;
(b)         
essere rappresentata, in almeno un quarto degli
Stati membri, da deputati del Parlamento europeo o nei parlamenti nazionali o
regionali o nelle assemblee regionali, oppure
aver ricevuto, in almeno un quarto degli Stati
membri, almeno il 3% dei voti espressi in ognuno di tali Stati membri in
occasione delle ultime elezioni del Parlamento europeo;
(c)         
rispettare, segnatamente nel suo programma e nelle
sue attività, e attraverso quelle dei suoi membri, i valori sui quali è fondata
l’Unione europea, vale a dire il rispetto della dignità umana, la libertà, la
democrazia, l’uguaglianza, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti
dell’uomo, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze;
(d)         
aver partecipato alle elezioni del Parlamento
europeo o avere espresso pubblicamente l’intenzione di partecipare alle
prossime elezioni del Parlamento europeo;
(e)         
non perseguire scopi di lucro.
2.           Una fondazione politica ha
diritto di chiedere la registrazione del proprio statuto come fondazione
politica europea presso il Parlamento europeo, nel rispetto delle seguenti
condizioni:
(a)         
essere collegata ad un partito politico europeo
riconosciuto alle condizioni e secondo le procedure di cui al presente
regolamento, come attestato dallo statuto registrato di tale partito;
(b)         
avere sede in uno Stato membro;
(c)         
rispettare, segnatamente nel suo programma e nelle
sua attività, i valori sui quali è fondata l’Unione europea, vale a dire il rispetto
della dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza, lo Stato di
diritto e il rispetto dei diritti dell’uomo, compresi i diritti delle persone
appartenenti a minoranze;
(d)         
perseguire obiettivi che integrino gli obiettivi
del partito politico al quale è formalmente collegata;
(e)         
avere un organo direttivo composto da membri
provenienti da almeno un quarto degli Stati membri;
(f)           
non perseguire scopi di lucro.
3.           Un partito politico europeo
può essere collegato formalmente ad una sola fondazione politica europea. Il
rapporto formale tra un partito politico europeo e la fondazione politica
europea ad esso collegata deve essere dichiarato nello statuto di entrambi, a
norma dell’articolo 4, paragrafo 1, e dell’articolo 5. Ciascun partito politico
europeo e la fondazione politica europea ad esso collegata garantiscono la
separazione tra le strutture direttive e di gestione corrente e la contabilità
finanziaria del partito politico europeo, da un lato, e quelle della sua
fondazione politica europea, dall’altro.
Articolo 4
Governance e democrazia interna dei partiti politici europei 
1.           Lo statuto di partito
politico europeo include disposizioni giuridiche e amministrative che
disciplinano almeno:
(a)         
il nome del partito, che deve essere chiaramente
distinguibile, anche nella sua forma abbreviata, da quello di qualsiasi altro
partito politico europeo esistente,
(b)         
l’indirizzo della sede, che deve essere situata in
uno degli Stati membri,
(c)         
la forma giuridica del partito, come riconosciuto
dall’ordinamento giuridico dello Stato membro in cui ha sede,
(d)         
un programma politico scritto che definisce la
finalità e gli obiettivi del partito,
(e)         
l’adesione al principio di assenza di scopo di
lucro, fatto salvo l’articolo 12, paragrafo 4,
(f)           
il nome della fondazione politica ad esso collegata,
se del caso, e una descrizione del rapporto formale che intercorre tra le due
entità,
(g)         
informazioni sulla rappresentanza del partito in
relazione a tutti gli atti di gestione corrente, compresa la rappresentanza
legale,
(h)         
l’amministrazione e la gestione finanziaria del
partito,
(i)           
gli organismi o le persone fisiche titolari, in
ciascuno degli Stati membri interessati, del potere di rappresentanza legale,
in particolare ai fini dell’acquisto o della cessione di beni mobili e immobili
e abilitate a stare in giudizio,
(j)           
lo scioglimento dell’entità riconosciuta come
partito politico europeo.
2.           Lo statuto di partito
politico europeo include disposizioni sulla democrazia interna del partito che
disciplinano almeno:
(a)         
l’ammissione, le dimissioni e l’esclusione dei membri
del partito, e l’elenco dei membri allegato allo statuto,
(b)         
i diritti e i doveri connessi con tutti i tipi di
partecipazione, comprese le norme che garantiscono il diritto di rappresentanza
di tutti i membri, siano essi persone fisiche o giuridiche, e i diritti di voto
corrispondenti,
(c)         
il funzionamento di un’assemblea generale, in cui
deve essere garantita la rappresentanza di tutti i membri,
(d)         
l’elezione democratica di tutti gli altri organi
direttivi e i loro processi decisionali democratici, indicando per ciascuno di
essi i poteri, le responsabilità e la composizione, e includendo le modalità di
nomina e revoca dei membri nonché criteri chiari e trasparenti per la selezione
dei candidati e l’elezione dei titolari di cariche pubbliche, il cui mandato
deve essere limitato nel tempo, ma può essere rinnovato,
(e)         
i processi decisionali interni al partito, in
particolare le procedure di voto e i requisiti di quorum,
(f)           
la sua concezione della trasparenza, in particolare
per quanto riguarda libri contabili, conti e donazioni, il rispetto della vita
privata e la protezione dei dati personali, 
(g)         
la procedura di modifica dello statuto.
Articolo 5
Governance delle fondazioni politiche europee
Lo statuto di fondazione politica europea
include disposizioni che disciplinano almeno:
(a)         
il nome della fondazione, che deve essere
chiaramente distinguibile, anche nella sua forma abbreviata, da quello di
qualsiasi altra fondazione politica europea esistente,
(b)         
l’indirizzo della sede, che deve essere situata in
uno degli Stati membri,
(c)         
la forma giuridica della fondazione, come
riconosciuta dall’ordinamento giuridico dello Stato membro in cui ha sede,
(d)         
una descrizione della finalità e degli obiettivi
della fondazione, che devono essere compatibili con i compiti di cui
all’articolo 2, punto 4),
(e)         
l’adesione al principio di assenza di scopo di
lucro, 
(f)           
il nome del partito politico europeo a cui è
direttamente collegata, e una descrizione del rapporto formale che intercorre
tra le due entità,
(g)         
un elenco degli organi della fondazione, precisando
per ciascuno i poteri, le responsabilità e la composizione, e in particolare le
procedure di nomina e revoca dei membri e dei dirigenti,
(h)         
l’amministrazione e la gestione finanziaria della
fondazione,
(i)           
gli organismi o le persone fisiche titolari, in
ciascuno degli Stati membri interessati, del potere di rappresentanza legale,
in particolare ai fini dell’acquisto o della cessione di beni mobili e immobili
e abilitati a stare in giudizio,
(j)           
la procedura di modifica dello statuto,
(k)         
lo scioglimento dell’entità riconosciuta come
fondazione politica europea.
Articolo 6
Registrazione
1.           Il Parlamento europeo
istituisce un registro (in appresso “il registro”) per la registrazione dei
partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee.
2.           Per registrare il proprio
statuto, l’alleanza politica, come definita al’articolo 2, punto 2, o la
fondazione politica collegata ad un partito politico europeo presenta domanda
al Parlamento europeo.
3.           La domanda è corredata dei
seguenti documenti:
(a)         
i documenti che attestano che il richiedente
soddisfa le condizioni di cui all’articolo 3;
(b)         
lo statuto del partito o della fondazione, che
comprende, come stabilito agli articoli 4 e 5, il programma politico scritto
del partito o una descrizione della finalità e degli obiettivi della fondazione,
nonché le rispettive norme e disposizioni sulla governance e la democrazia
interna del partito.
4.           Una fondazione politica può
registrare il proprio statuto nel registro solo per il tramite del partito
politico europeo al quale è collegata.
5.           Entro tre mesi a decorrere
dalla data di ricevimento della domanda di registrazione, il Parlamento europeo
adotta una decisione, che pubblica nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea, corredandola dello statuto del partito o della fondazione, o
qualora la domanda non sia stata approvata, i motivi del rigetto.
6.           Qualsiasi modifica apportata
ai documenti o allo statuto presentati a corredo della domanda di registrazione
di cui al paragrafo 3 è notificata al Parlamento europeo entro il termine di
quattro settimane.
7.           L’elenco aggiornato dei
membri di un partito politico europeo, allegato allo statuto del partito a
norma dell’articolo 4, paragrafo 2, è trasmesso al Parlamento europeo a cadenza
annuale, ma entro quattro settimane da qualsiasi modifica che potrebbe implicare
che il partito politico europeo non soddisfi più il requisito di cui
all’articolo 3, paragrafo 1, lettera b).
Articolo 7
Verifica della registrazione
1.           Il Parlamento europeo
verifica annualmente che le condizioni e i requisiti minimi di cui agli
articoli 3, 4 e 5 continuano ad essere soddisfatti dai partiti politici europei
e dalle fondazioni politiche europee.
La tempistica della verifica annuale di cui al
presente paragrafo è allineata, se del caso, con la procedura di domanda di
finanziamento di cui all’articolo 13, affinché il registro e l’ordinatore
possano coordinarsi e scambiarsi le informazioni necessarie.
2.           Su richiesta di un quarto dei
suoi membri, in rappresentanza di almeno tre gruppi politici al Parlamento
europeo, il Parlamento europeo decide a maggioranza dei suoi membri, se
continua ad essere soddisfatta la condizione di cui all’articolo 3, paragrafo
1, lettera c) per un partito politico europeo e all’articolo 3, paragrafo 2,
lettera c) per una fondazione politica europea.
Prima di pronunciarsi, il Parlamento europeo sente
i rappresentanti del partito politico europeo interessato o della fondazione
politica europea interessata e chiede ad un comitato di personalità
indipendenti di esprimere un parere sull’argomento entro un lasso di tempo
ragionevole.
Detto comitato è composto da tre membri: il
Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione designano un membro ciascuno
entro sei mesi dalla conclusione della prima sessione del Parlamento europeo
dopo le elezioni di detta istituzione. Quest’ultima provvede alle funzioni di
segreteria e al finanziamento del comitato.
3.           Qualsiasi persona fisica o
giuridica può, in qualsiasi momento, presentare una richiesta motivata al
Parlamento europeo volta a verificare se una o più delle condizioni e dei
requisiti di cui al paragrafo 1 continuano ad essere soddisfatti. Una
violazione dei valori su cui si fonda l’Unione europea commessa da un partito
politico europeo, compresi i suoi membri, o da una fondazione politica europea
può essere determinata soltanto a norma del paragrafo 2. 
4.           Se il Parlamento europeo
ritiene che una o più delle condizioni o dei requisiti di cui al paragrafo 1
non sono più soddisfatti, si applicano le disposizioni di cui
all’articolo 11 o all’articolo 22 o in entrambi, tenendo conto di quanto
disposto dall’articolo 23.
5.           Una fondazione politica
europea decade automaticamente da tale status se il partito politico europeo al
quale è collegata è radiato dal registro. L’ordinatore competente riduce
l’importo del contributo o della sovvenzione o pone termine al relativo accordo
o alla decisione di finanziamento dell’Unione ricevuto a norma del presente
regolamento, e recupera gli importi indebitamente versati in virtù della
decisione o accordo di contributo o sovvenzione nonché i fondi dell’Unione non
utilizzati alla data di adozione della decisione sulla base dell’articolo 11.
Capo iii
Status giuridico dei partiti politici europei e 
delle fondazioni politiche europee 
Articolo 8
Personalità giuridica
Il partito politico europeo e la fondazione
politica europea hanno personalità giuridica, acquisita alla data di
registrazione presso il registro a norma dell’articolo 6.
Articolo 9
Riconoscimento giuridico e capacità giuridica 
Il partito politico europeo e la fondazione
politica europea godono del pieno riconoscimento giuridico e della piena
capacità giuridica in ciascuno degli Stati membri.
Articolo 10
Legge applicabile
1.           Il partito politico europeo e
la fondazione politica europea sono disciplinati dal presente regolamento e, ove
in esso espressamente previsto, dalle disposizioni dei loro rispettivi statuti.
2.           Per le materie non
disciplinate dal presente regolamento o, qualora una materia lo sia
parzialmente, per gli aspetti non contemplati da quest’ultimo, il partito
politico europeo e la fondazione politica europea sono disciplinati nello Stato
membro in cui hanno sede dalle normative nazionali applicabili alla forma
giuridica indicata nello statuto del partito o della fondazione. Le attività
svolte dal partito politico europeo e dalla fondazione politica europea in
altri Stati membri sono disciplinate dalle pertinenti disposizioni nazionali di
tali Stati membri.
Articolo 11
Estinzione dello status giuridico europeo e liquidazione 
1.           Un partito politico europeo o
una fondazione politica europea decade dal proprio status o vi rinuncia e perde
la personalità giuridica europea in uno dei seguenti casi:
(a)         
l’organo direttivo decide di sciogliere il partito
politico europeo o la fondazione politica europea,
(b)         
l’organo direttivo decide di trasformare il partito
politico europeo o la fondazione politica europea in un’entità giuridica
riconosciuta nell’ordinamento giuridico di uno Stato membro,
(c)         
un partito politico europeo non soddisfa più i
requisiti di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), a seguito di
modifiche nella sua composizione o in esito alle elezioni al Parlamento
europeo,
(d)         
è radiato dal registro conformemente alle
disposizioni dell’articolo 22, paragrafo 1 o paragrafo 4, o a norma
dell’articolo 7, paragrafo 5.
2.           Il Parlamento europeo adotta
una decisione relativa all’estinzione dello status giuridico europeo e la
cancellazione dal registro.
3.           Quando un partito politico
europeo o una fondazione politica europea si trova in uno dei casi di cui al
paragrafo 1, lettere a), b) o c), qualsiasi decisione o accordo in corso sul
finanziamento dell’Unione ricevuto a norma del presente regolamento è revocato
o risolto e i fondi dell’Unione non utilizzati sono recuperati, compresi quelli
non spesi negli anni precedenti.
4.           Lo scioglimento,
l’insolvenza, la cessazione dei pagamenti e le procedure analoghe sono
disciplinate dalle disposizioni giuridiche che si applicano alla forma
giuridica indicata nello statuto del partito politico europeo o della
fondazione politica europea nello Stato membro in cui ha sede.
Capo iv
Disposizioni relative al finanziamento
Articolo 12
Condizioni di finanziamento
1.           Un partito politico europeo
registrato alle condizioni e secondo le procedure stabilite nel presente
regolamento, rappresentato in seno al Parlamento europeo da almeno uno dei suoi
membri, e che non si trova in una delle situazioni di esclusione di cui
all’articolo [93] del regolamento finanziario, può chiedere un finanziamento a
carico del bilancio generale dell’Unione europea, conformemente alle modalità e
alle condizioni pubblicate dal Parlamento europeo in un invito a presentare
domande di [contributi].
2.           Una fondazione politica
europea collegata a un partito politico europeo ammesso a presentare domanda di
finanziamento ai sensi del paragrafo 1, che è registrata alle condizioni e
secondo le procedure di cui al presente regolamento e che non si trova in una
delle situazioni di esclusione di cui all’articolo [93] del regolamento
finanziario, può chiedere un finanziamento a carico del bilancio generale
dell’Unione europea, conformemente alle modalità e alle condizioni pubblicate
dal Parlamento europeo in un invito a presentare proposte.
3.           Al fine di determinare
l’ammissibilità a beneficiare di un finanziamento a carico del bilancio
generale dell’Unione europea conformemente al paragrafo 1 e all’articolo 3,
paragrafo 1, lettera b), e ai fini dell’applicazione delle disposizioni
dell’articolo 14, paragrafo 1, un deputato al Parlamento europeo è considerato
esponente di un solo partito politico europeo, che deve, se del caso, essere
quello a cui il suo partito politico nazionale o regionale è affiliato alla
data di scadenza per la presentazione delle domande.
4.           I contributi finanziari o le
sovvenzioni a carico del bilancio generale dell’Unione europea non possono
superare il 90% delle spese annue rimborsabili di un partito politico europeo e
il 95% dei costi ammissibili su base annua indicati nel bilancio di una
fondazione politica europea. I partiti politici europei possono usare la parte
inutilizzata del contributo dell’Unione concesso per la copertura delle spese
rimborsabili entro i due esercizi finanziari successivi alla sua concessione.
Gli importi non utilizzati al termine di questi due esercizi finanziari sono
recuperati conformemente alle disposizioni del regolamento finanziario.
Articolo 13
Domanda di finanziamento
1.           Per beneficiare di un
finanziamento a carico del bilancio generale dell’Unione europea un partito
politico europeo o una fondazione politica europea che soddisfa le condizioni
di cui all’articolo 12, paragrafo 1 o 2, presenta una domanda al Parlamento
europeo ogni anno a seguito di un invito a presentare domande di [contributi] o
proposte.
2.           Il partito politico europeo e
la fondazione politica europea devono, al momento della domanda, rispettare gli
obblighi di cui all’articolo 19, e, dalla data di presentazione della domanda
fino alla fine dell’esercizio finanziario cui si riferisce il [contributo] o la
sovvenzione, rimanere iscritti nel registro e non essere soggetti a una delle sanzioni
previste dall’articolo 22.
3.           Una fondazione politica
europea correda la domanda del proprio programma di lavoro annuale.
4.           L’ordinatore competente
adotta una decisione entro tre mesi dalla data di chiusura dell’invito a
presentare domande di [contributi] o dell’invito a presentare proposte, e
autorizza e gestisce gli stanziamenti corrispondenti, conformemente alle
disposizioni del regolamento finanziario.
5.           Una fondazione politica
europea può chiedere un finanziamento a carico del bilancio generale
dell’Unione europea solo per il tramite del partito politico europeo al quale è
collegata.
Articolo 14
Criteri di concessione e distribuzione dei finanziamenti
1.           Gli stanziamenti disponibili,
rispettivamente, per i partiti politici europei e per le fondazioni politiche
europee che hanno ricevuto [contributi] o sovvenzioni a norma dell’articolo 13,
sono ripartiti ogni anno sulla base delle seguenti proporzioni:
–              
il 15% è ripartito in parti uguali;
–              
l’85% è suddiviso tra i partiti politici europei
beneficiari in ragione della rispettiva quota di deputati eletti al Parlamento
europeo.
Lo stesso criterio di ripartizione è applicato per
assegnare sovvenzioni alle fondazioni politiche europee, sulla base del loro
collegamento con un partito politico europeo. 
2.           La ripartizione di cui al
paragrafo 1 è definita sulla base del numero di deputati eletti al Parlamento
europeo che sono membri del partito politico europeo alla data di scadenza per
la presentazione delle domande, tenendo conto delle disposizioni dell’articolo
12, paragrafo 3.
Dopo tale data le eventuali modifiche apportate a
tale numero non pregiudica la rispettiva quota di finanziamento tra i partiti
politici europei o le fondazioni politiche europee. Quanto sopra esposto non
pregiudica il requisito di cui all’articolo 12, paragrafo 1, secondo il quale
un partito politico europeo deve essere rappresentato al Parlamento europeo da
almeno uno dei suoi membri.
Articolo 15
Donazioni e contributi 
1.           I partiti politici europei e
le fondazioni politiche europee possono accettare donazioni da persone fisiche
o giuridiche fino a concorrenza di 25 000 EUR all’anno e per donatore,
fatto salvo il paragrafo 5.
2.           I partiti politici europei e
le fondazioni politiche europee trasmettono inoltre, al momento della presentazione
del loro bilancio annuale al Parlamento europeo conformemente all’articolo 19,
un elenco di tutti i donatori e delle corrispondenti donazioni, indicando la
natura e il valore delle singole donazioni. Il presente paragrafo si applica
anche ai contributi forniti dai membri di cui ai paragrafi 7 e 8.
3.           Le donazioni ricevute dai
partiti politici europei e dalle fondazioni politiche europee nei sei mesi
precedenti le elezioni del Parlamento europeo sono comunicate su base
settimanale al Parlamento europeo per iscritto e secondo le disposizioni del
paragrafo 2.
4.           Le donazioni una tantum di
valore superiore a 12 000 EUR accettate dai partiti politici europei e
dalle fondazioni politiche europee sono immediatamente comunicate al Parlamento
europeo per iscritto e secondo le disposizioni del paragrafo 2.
5.           Un partito politico europeo e
una fondazione politica europea non accettano:
(a)         
donazioni o contributi anonimi,
(b)         
donazioni provenienti dai bilanci di gruppi
politici rappresentati al Parlamento europeo,
(c)         
donazioni provenienti da imprese sulle quali le
autorità pubbliche possono esercitare direttamente o indirettamente
un’influenza dominante a motivo del loro diritto di proprietà, della loro
partecipazione finanziaria o della normativa che disciplina tali imprese,
(d)         
donazioni provenienti da qualsiasi autorità
pubblica di un paese terzo, inclusa ogni impresa sulla quale le autorità
pubbliche possono esercitare direttamente o indirettamente un’influenza
dominante a motivo del loro diritto di proprietà, della loro partecipazione
finanziaria o della normativa che disciplina tale impresa.
6.           Entro 30 giorni dalla data in
cui il partito politico europeo o la fondazione politica europea ricevono una
donazione non consentita in base al presente regolamento, essa:
–                        
è restituita al donatore o qualsiasi persona che
agisce per conto del donatore, o,
–                        
ove la restituzione non sia possibile, è segnalata
al Parlamento europeo. L’ordinatore competente procede all’accertamento dei
crediti e all’emissione dell’ordine di riscossione in conformità con le
disposizioni di cui all’articolo [71] e [72] del regolamento finanziario. I
fondi sono iscritti nelle entrate generali nella sezione del bilancio relativa
al Parlamento europeo.
7.           Sono ammessi contributi a
favore di un partito politico europeo provenienti dai suoi membri. Tali
contributi non devono superare il 40% del bilancio annuale del partito politico
europeo in questione.
8.           Sono ammessi contributi a
favore di una fondazione politica europea provenienti dai suoi membri, nonché
da partiti politici europei. Tali contributi non devono superare il 40%
del bilancio annuale della fondazione politica europea e non possono derivare
da fondi che un partito politico europeo abbia ricevuto a norma del presente
regolamento dal bilancio generale dell’Unione europea.
L’onere della prova spetta al partito politico
europeo interessato, che deve indicare chiaramente nella sua contabilità
l’origine dei fondi utilizzati per finanziare la fondazione politica europea ad
esso collegata.
Articolo 16
Regime fiscale non discriminatorio per le donazioni e i donatori 
1.           Un partito politico europeo o
una fondazione politica europea che riceva una donazione a livello nazionale o
transfrontaliero gode dello stesso trattamento fiscale applicabile alle
donazioni elargite a un partito politico o una fondazione politica avente sede
nello Stato membro interessato.
2.           Una persona fisica o
giuridica che effettua una donazione a favore di un partito politico europeo o
fondazione politica europea a livello nazionale o transnazionale gode dello
stesso trattamento fiscale applicabile alle donazioni elargite ad un partito
politico o una fondazione politica avente sede nello Stato membro in cui il
donatore è residente a fini fiscali.
3.           Ai fini dei paragrafi 1 e 2,
il partito politico europeo e la fondazione politica europea sono assimilati,
rispettivamente, a un partito politico e a una fondazione politica costituiti
secondo il diritto dello Stato membro interessato.
Articolo 17
Finanziamento di campagne nel contesto delle elezioni del Parlamento europeo 
1.           I fondi dei partiti politici
europei provenienti dal bilancio generale dell’Unione europea o da qualsiasi
altra fonte possono essere utilizzati per finanziare campagne condotte dai
partiti politici europei nel contesto delle elezioni al Parlamento europeo, a
cui essi partecipano come indicato dall’articolo 3, paragrafo 1, lettera d).
A norma dell’articolo 8 dell’Atto relativo
all’elezione dei rappresentanti nell’assemblea a suffragio universale diretto[19], il finanziamento e i limiti
delle spese elettorali per tutti i partiti e i candidati nel contesto delle
elezioni del Parlamento europeo sono disciplinati in ciascuno Stato membro da
disposizioni nazionali.
2.           Le spese connesse a campagne
condotte nell’ambito delle elezioni del Parlamento europeo sono chiaramente
individuate come tali dai partiti politici europei nel loro bilancio annuale.
3.           I partiti politici europei,
nel contesto delle elezioni del Parlamento europeo, adottano tutti i
provvedimenti adeguati per informare i cittadini dell’Unione dei collegamenti
esistenti tra i partiti politici e i candidati nazionali e i partiti politici
europei.
Articolo 18
Divieto di finanziamento
1.           I fondi destinati ai partiti
politici europei provenienti dal bilancio generale dell’Unione europea o da
qualsiasi altra fonte non possono essere utilizzati per il finanziamento
diretto o indiretto di elezioni nazionali, regionali o locali o di altri
partiti politici e, in particolare, di partiti politici o di candidati
nazionali.
2.           I fondi delle fondazioni
politiche europee provenienti dal bilancio generale dell’Unione europea o da
qualsiasi altra fonte non possono essere utilizzati per nessun’altra finalità
che non sia quella di finanziare i propri compiti ai sensi dell’articolo 2,
punto 4 e di coprire le spese direttamente collegate agli obiettivi indicati
nel loro statuto conformemente all’articolo 5. In particolare, essi non sono
utilizzati per il finanziamento diretto o indiretto di elezioni, candidati,
partiti politici e fondazioni europei, nazionali, regionali o locali.
3            I fondi dei partiti politici
europei e delle fondazioni politiche europee provenienti dal bilancio generale
dell’Unione europea o da qualsiasi altra fonte non sono utilizzati per
finanziare campagne referendarie nazionali, regionali o locali.
Capo V
Controllo e trasparenza
Articolo 19
Obblighi contabili e di rendicontazione 
1.           Entro sei mesi dalla fine
dell’esercizio finanziario, i partiti politici europei e le fondazioni
politiche europee presentano al registro e alle competenti autorità nazionali
degli Stati membri:
(a)         
i bilanci annuali e le note d’accompagnamento,
riguardanti le entrate e le spese, nonché le attività e le passività in essere
all’inizio e alla fine dell’esercizio, secondo il diritto applicabile nello
Stato membro in cui hanno sede,
(b)         
una relazione di revisione contabile esterna sui
bilanci annuali, concernente sia l’affidabilità di tali bilanci annuali sia la
legittimità e la regolarità delle entrate e delle spese, effettuata da un
organismo o esperto indipendente abilitato ad effettuare revisioni contabili a
norma del diritto applicabile nello Stato membro in cui hanno sede,
(c)         
l’elenco dei donatori e le rispettive donazioni
comunicate a norma dell’articolo 15, paragrafi 2, 3 e 4.
2.           Nel caso di spese sostenute
da partiti politici europei congiuntamente a partiti politici nazionali o da
fondazioni politiche europee congiuntamente a fondazioni politiche nazionali e
altre organizzazioni, i documenti giustificativi relativi alle spese sostenute
- direttamente o tramite i citati terzi - dai partiti politici europei o dalle
fondazioni politiche europee sono inclusi nei bilanci annuali di cui al
paragrafo 1.
3.           Le informazioni di cui al
paragrafo 1 sono pubblicate conformemente all’articolo 24.
Articolo 20
Esecuzione e controllo
1.           Gli stanziamenti destinati al
finanziamento di partiti politici europei e di fondazioni politiche europee
sono determinati nell’ambito della procedura di bilancio annuale e sono attuati
conformemente al regolamento finanziario.
I termini e le condizioni per i [contributi] e le
sovvenzioni sono stabiliti dall’ordinatore nell’invito a presentare domande di
[contributi] e nell’invito a presentare proposte.
2.           Il controllo dei
finanziamenti ottenuti dal bilancio generale dell’Unione europea è esercitato conformemente
alle disposizioni del regolamento finanziario.
Il controllo è altresì effettuato sulla base di
una certificazione annuale rilasciata da un organismo di revisione esterno e
indipendente, come previsto dall’articolo 19, paragrafo 1.
3.           Le competenti autorità
nazionali degli Stati membri in cui i partiti politici europei e le fondazioni
politiche europee hanno sede, in conformità dell’articolo 10, paragrafo 2,
esercitano il controllo sui finanziamenti ottenuti da fonti diverse dal
bilancio dell’Unione europea, nonché su tutte le spese. Tale controllo è
esercitato in cooperazione con il Parlamento europeo e le competenti autorità
nazionali negli altri Stati membri.
Le autorità nazionali e il Parlamento europeo
definiscono di comune accordo le modalità pratiche per lo scambio di
informazioni sui partiti politici europei e sulle fondazioni politiche europee.
4.           I partiti politici europei e
le fondazioni politiche europee beneficiari di finanziamenti concessi a norma
del presente regolamento trasmettono alla Corte dei conti, dietro sua
richiesta, qualsiasi documento o informazione di cui essa abbia bisogno per
esercitare le proprie funzioni.
5.           La decisione o l’accordo di
concessione [del contributo] o della sovvenzione prevede espressamente un
controllo da parte del Parlamento europeo e della Corte dei conti, su base
documentale e in loco, del partito politico europeo che ha ricevuto un
[contributo] o della fondazione politica europea che ha beneficiato di una
sovvenzione a carico del bilancio generale dell’Unione europea.
6.           La Corte dei conti e
l’ordinatore, o qualsiasi altro organismo esterno autorizzato dall’ordinatore,
possono procedere ai necessari controlli e verifiche in loco, al fine di
verificare la legalità delle spese e la corretta attuazione delle disposizioni
della decisione o accordo di concessione [del contributo] e della sovvenzione,
e, in caso di fondazioni politiche europee, la corretta attuazione del
programma di lavoro. Il beneficiario fornisce i documenti o le informazioni
necessarie per svolgere questo compito.
7.           L’Ufficio europeo per la
lotta antifrode (OLAF) può svolgere indagini, inclusi controlli e ispezioni in
loco, nel rispetto delle disposizioni e delle modalità previste dal regolamento
(CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la
lotta antifrode (OLAF)[20]
e dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio,
dell’11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche in loco
effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari
delle Comunità europee contro la frode e altre irregolarità[21], al fine di stabilire se vi
sia stata frode, corruzione o qualsiasi altra attività illecita lesiva degli
interessi finanziari dell’Unione in relazione a [contributi] o sovvenzioni
concessi a norma del presente regolamento. Se
opportuno, i risultati possono dare luogo a decisioni di recupero da parte del
Parlamento europeo.
Articolo 21
Assistenza tecnica
Tutta l’assistenza tecnica da parte del
Parlamento europeo ai partiti politici europei è basata sul principio della
parità di trattamento. Essa è fornita a condizioni almeno altrettanto
favorevoli di quelle accordate alle altre organizzazioni e associazioni esterne
alle quali possono essere concesse agevolazioni simili ed è prestata dietro
fatturazione e pagamento.
Conformemente all’articolo 24, il Parlamento
europeo rende pubblici dati dettagliati relativi all’assistenza tecnica fornita
a ciascun partito politico europeo in una relazione annuale entro tre mesi
dalla fine dell’esercizio finanziario.
Articolo 22
Sanzioni
1.           Se il Parlamento europeo
ritiene, in conformità dell’articolo 7, paragrafo 2, che un partito politico
europeo o una fondazione politica europea non abbia rispettato i valori su cui
si fonda l’Unione europea, oppure sia stato/a condannato/a con sentenza passata
in giudicato per un’attività illecita lesiva degli interessi finanziari
dell’Unione, quali definiti all’articolo [93, paragrafo 1, lettera e)] del
regolamento finanziario, o che un partito politico europeo non abbia rispettato
le norme minime in materia di democrazia interna di cui all’articolo 4,
paragrafo 2), il partito politico europeo o la fondazione politica europea in
questione possono essere radiati dal registro, decadere dal loro status
conformemente all’articolo 11, e qualsiasi decisione o accordo in corso sul
finanziamento dell’Unione ricevuto a norma del presente regolamento può essere
revocata o risolto e i fondi dell’Unione possono essere recuperati, compresi i
finanziamenti non utilizzati dell’Unione relativi ad esercizi precedenti.
2.           Il Parlamento europeo commina
ad un partito politico europeo o una fondazione politica europea un’ammenda
secondo una scala che esso stesso avrà determinato:
(a)         
in caso di mancato rispetto di una qualsiasi delle
condizioni e dei requisiti fissati agli articoli 3, 4 e 5, non contemplati dal
paragrafo 1 e che non sono il risultato di modifiche della composizione di un
partito politico europeo né delle elezioni del Parlamento europeo,
(b)         
in caso di mancata notifica a norma dell’articolo
6, paragrafi 6 e 7, o se il Parlamento europeo ritiene che il partito politico
europeo o la fondazione politica europea abbia, in qualsiasi momento,
intenzionalmente fornito informazioni inesatte o fuorvianti,
(c)         
qualora uno degli organismi autorizzati dal
presente regolamento ad effettuare revisioni contabili o controlli sui
beneficiari di un finanziamento a carico del bilancio generale dell’Unione
europea individui inesattezze nei bilanci annuali,
(d)         
in caso di mancata trasmissione al Parlamento
europeo dell’elenco dei donatori e delle corrispondenti donazioni in conformità
dell’articolo 15, paragrafo 2, o di mancata segnalazione delle donazioni in
conformità dell’articolo 15, paragrafi 3 e 4,
(e)         
qualora un partito politico europeo o una
fondazione politica europea abbia accettato donazioni non autorizzate a norma
dell’articolo 15, paragrafo 5, o non abbia notificato tali donazioni come
previsto dall’articolo 15, paragrafo 6.
3.           Nel fissare l’importo
dell’ammenda irrogata a un partito politico europeo o a una fondazione politica
europea a norma del paragrafo 2, il Parlamento europeo tiene conto della
gravità, della durata e, se pertinente, del ripetersi dell’infrazione, del
tempo trascorso, del dolo o del grado di negligenza, e di eventuali
provvedimenti adottati per conformarsi alle condizioni e requisiti del presente
regolamento. Le ammende comminate devono
essere efficaci e dissuasive, e non possono superare il 10% del bilancio
annuale del partito politico europeo o della fondazione politica europea in
questione corrispondente all’esercizio in cui la sanzione è stata irrogata.
4.           Un partito politico europeo o
una fondazione politica europea che, a seguito di un’infrazione di cui al
paragrafo 2, lettera a), ometta di adottare i provvedimenti richiesti dal
Parlamento europeo per porre rimedio alla situazione, pur avendo avuto
l’opportunità di farlo a norma dell’articolo 23, possono essere radiati dal
registro, decadere dal loro status conformemente all’articolo 11, e le
decisioni o gli accordi in corso sul finanziamento dell’Unione ricevuto a norma
del presente regolamento possono essere rispettivamente revocate o risolti e i
fondi dell’Unione possono essere recuperati, compresi i finanziamenti non
utilizzati dell’Unione relativi ad esercizi precedenti.
5.           Un partito politico europeo o
una fondazione politica europea destinatari di una sanzione irrogata a fronte
delle infrazioni di cui al paragrafo 2 non si conformano più all’articolo 13,
paragrafo 2. Di conseguenza, L’ordinatore competente riduce l’importo del
contributo o della sovvenzione o pone termine ad una decisione o accordo di
finanziamento dell’Unione ricevuto a norma del presente regolamento, e recupera
gli importi indebitamente versati in virtù della decisione o accordo di
contributo o sovvenzione, compresi i finanziamenti non utilizzati dell’Unione
relativi ad esercizi precedenti.
6.           Un partito politico europeo o
una fondazione politica europea possono, inoltre, essere esclusi dal
finanziamento per un periodo massimo di cinque anni in caso di gravi violazioni
dei doveri professionali determinati dall’ordinatore, a norma
dell’articolo [93, paragrafo 1, lettera c)], del regolamento finanziario.
7.           Le sanzioni irrogate a norma
del presente articolo si applicano a tutti i partiti politici europei e alle
fondazioni politiche europee, a prescindere dal fatto che ricevano
finanziamenti dall’Unione. L’ordinatore
competente può irrogare sanzioni finanziarie e/o amministrative, in conformità
dell’articolo [96, paragrafo 2,] del regolamento finanziario e dell’articolo
[145] delle modalità di esecuzione, a un partito politico europeo o fondazione
politica europea che si trovi in uno dei casi di cui all’articolo [96,
paragrafo 1,] del regolamento finanziario non contemplati dai precedenti
paragrafi.
Articolo 23
Audizioni e misure correttive
1.           Prima di prendere una
decisione definitiva concernente una delle sanzioni previste all’articolo 22,
il Parlamento europeo concede al partito politico europeo o alla fondazione
politica interessato/a la possibilità di presentare le proprie osservazioni e,
se opportuno, di introdurre le misure necessarie per porre rimedio alla
situazione entro un termine ragionevole.
2.           Se il Parlamento europeo lo
ritiene necessario, può sentire il parere di altre persone fisiche o
giuridiche, compresi eventuali denuncianti di cui all’articolo 7, paragrafo 3.
Capo VI
Disposizioni finali
Articolo 24
Trasparenza
1.           I seguenti dati che figurano
nel registro sono pubblicati su un sito web dedicato:
(a)                   
il nome e lo statuto di tutti i partiti politici
europei e le fondazioni politiche europee registrati, insieme ai documenti
presentati a corredo della domanda di registrazione a norma dell’articolo 6,
paragrafo 3, entro quattro settimane dopo che il Parlamento europeo ha adottato
la decisione e, successivamente, ogni modifica notificata al Parlamento europeo
a norma dell’articolo 6, paragrafi 6 e 7;
(b)                   
un elenco delle domande che non sono state
approvate, insieme ai documenti presentati a corredo della domanda di registrazione
a norma dell’articolo 6, paragrafo 3, e i motivi del rifiuto, entro
quattro settimane dopo che il Parlamento europeo ha adottato la decisione,
(c)                   
una relazione annuale contenente una tabella degli
importi versati a ciascun partito politico europeo e fondazione politica
europea, per ciascun esercizio finanziario in cui sono stati ricevuti
[contributi] o sono state erogate sovvenzioni a carico del bilancio generale
dell’Unione europea,
(d)                   
i bilanci annuali e le relazioni di audit esterno
di cui all’articolo 19, paragrafo 1, e, per le fondazioni politiche europee, le
relazioni finali sull’attuazione dei programmi di lavoro,
(e)                   
i nomi dei donatori e le corrispondenti donazioni
comunicate dai partiti politici europei e dalle fondazioni politiche europee in
conformità dell’articolo 15, paragrafi 2, 3 e 4, ad eccezione di quelle
provenienti da persone fisiche di valore non superiore a 1 000 EUR
all’anno e per donatore, indicate come “donazioni di piccola entità”,
(f)                     
i contributi di cui all’articolo 15, paragrafi 7 e
8, dichiarati dai partiti politici europei e dalle fondazioni politiche europee
in conformità dell’articolo 15, paragrafo 2, compresa l’identità dei membri che
hanno inviato contributi, ad eccezione dei contributi provenienti da persone
fisiche e di valore non superiore a 1 000 EUR per anno e per membro,
indicati come “contributi di piccola entità”,
(g)                   
i dettagli e i motivi di eventuali decisioni finali
adottate dal Parlamento europeo ai sensi dell’articolo 22, compresi, laddove
pertinenti, i pareri adottati dal comitato di personalità indipendenti a norma
dell’articolo 7, paragrafo 2, in particolare per quanto riguarda le
disposizioni del regolamento (CE) n. 45/2001,
(h)                   
l’assistenza tecnica fornita ai partiti politici
europei in conformità dell’articolo 21,
(i)                     
le disposizioni di attuazione del presente
regolamento di cui all’articolo 28,
(j)                     
la relazione di valutazione del Parlamento europeo
sull’applicazione del presente regolamento e sulle attività finanziate, come
previsto all’articolo 27.
2.           Dall’elenco dei membri di un
partito politico europeo, allegato allo statuto del partito, conformemente
all’articolo 4, paragrafo 2) e aggiornato conformemente all’articolo 6,
paragrafo 7, il Parlamento europeo pubblica il numero totale dei relativi
membri, l’identità delle persone giuridiche che sono membri, nonché i nomi
delle persone fisiche che abbiano dato il loro esplicito consenso scritto alla
pubblicazione. I partiti politici europei chiedono automaticamente il consenso
di tutte le persone fisiche che sono membri. 
3.           I partiti politici europei e
le fondazioni politiche europee fornisco, in una dichiarazione pubblica sul
rispetto della privacy, ai membri e donatori potenziali le informazioni
richieste dall’articolo 10 della direttiva 95/46/CE e li informano che i loro
dati personali possono essere resi pubblici e che possono essere trattati a
fini di controllo e di audit dal Parlamento europeo, l’OLAF, la Corte dei
conti, le autorità nazionali competenti e gli organismi o esperti indipendenti
da loro autorizzati. In applicazione dell’articolo 11 del regolamento (CE)
n. 45/2001, il Parlamento europeo include le stesse informazioni negli
inviti a presentare domande di [contributi] o proposte di cui all’articolo 13,
paragrafo 1.
Articolo 25
Protezione dei dati personali 
1.           Nel trattare i dati personali
a norma del presente regolamento, il Parlamento europeo e il comitato di cui
all’articolo 7, paragrafo 2, si conformano al regolamento (CE) n. 45/2001.
Ai fini del trattamento di dati personali, sono considerati responsabili del
trattamento dei dati ai sensi dell’articolo 2, lettera d), del regolamento (CE)
n. 45/2001.
2.           Nel trattare i dati personali
a norma del presente regolamento, i partiti politici europei e le fondazioni
politiche europee, le autorità nazionali competenti a esercitare il controllo
su aspetti relativi al finanziamento dei partiti politici europei e delle
fondazioni politiche europee in conformità dell’articolo 20, paragrafo 3, e gli
organismi o esperti indipendenti autorizzati al controllo contabile
conformemente all’articolo 19, paragrafo 1, si conformano alla direttiva
95/46/CE e alle disposizioni nazionali che ne discendono. Ai fini del
trattamento di dati personali, sono considerati responsabili del trattamento
dei dati ai sensi dell’articolo 2, lettera d), della direttiva 95/46/CE.
3.           Il Parlamento europeo e il
comitato di cui all’articolo 7, paragrafo 2, provvedono a che i dati personali
raccolti in applicazione del presente regolamento non siano utilizzati per
scopi diversi dalla finalità di garantire la legittimità, la regolarità e la
trasparenza del finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni
politiche europee e della composizione dei partiti politici europei. Essi
distruggono tali dati personali, al più tardi 24 mesi dopo la pubblicazione delle
parti pertinenti in conformità dell’articolo 24.
4.           Le autorità nazionali
competenti e gli organismi o esperti indipendenti autorizzati al controllo
contabile utilizzano i dati personali che ricevono solo al fine di esercitare
un controllo sul finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni
politiche europee. Essi distruggono tali dati personali, in conformità del
diritto nazionale applicabile, dopo averli trasmessi al Parlamento europeo, ai
sensi dell’articolo 20, paragrafo 3.
5.           I dati personali possono
essere conservati oltre i termini di cui al paragrafo 3 o previsti dal diritto
nazionale applicabile di cui al paragrafo 4 se necessario ai fini di
procedimenti amministrativi o giudiziari relativi al finanziamento di un
partito politico o di una fondazione politica europea o alla composizione di un
partito politico europeo. Tutti i dati di carattere personale sono distrutti
entro una settimana dopo la data della conclusione di tali procedimenti con
decisione definitiva, o dopo la chiusura di eventuali audit, ricorsi,
controversie o reclami. 
6.           I responsabili del
trattamento dei dati di cui ai paragrafi 1 e 2 applicano misure adeguate di
ordine tecnico ed organizzativo per proteggere i dati personali da distruzione
accidentale o dolosa, o da perdita accidentale, alterazioni, diffusione e
accesso non autorizzati, in particolare se il trattamento implica la
trasmissione dei dati in rete, e da ogni altra forma illegittima di
trattamento.
7.           Il garante europeo della
protezione dei dati è incaricato di sorvegliare e garantire che il Parlamento
europeo e il comitato di cui all’articolo 7, paragrafo 2, rispettino e
salvaguardino i diritti fondamentali e le libertà delle persone fisiche
riguardo al trattamento dei dati personali ai sensi del presente regolamento.
Fatti salvi i ricorsi giurisdizionali, ogni interessato può presentare un
reclamo al garante europeo della protezione dei dati, se ritiene che il suo
diritto alla protezione dei dati personali sia stato violato in seguito al
trattamento di questi dati dal Parlamento europeo o dal comitato.
8.           I partiti politici europei e
le fondazioni politiche europee, le autorità nazionali competenti e gli
organismi o esperti indipendenti autorizzati al controllo contabile a norma del
presente regolamento sono responsabili, conformemente al diritto nazionale
applicabile, di eventuali danni da essi arrecati nel corso del trattamento dei
dati personali ai sensi del presente regolamento. Gli Stati membri provvedono a
che essi siano soggetti a sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive in caso
di violazione delle disposizioni del presente regolamento, della direttiva
95/46/CE e di quelle adottate in applicazione delle stesse, e in particolare in
caso di uso fraudolento di dati personali.
Articolo 26
Diritto di ricorso 
1.           Il Parlamento europeo
stabilisce le procedure di ricorso amministrativo applicabili alle decisioni
concernenti la registrazione di statuto, il finanziamento e le sanzioni.
2.           La procedura di ricorso
amministrativo non ha effetto sospensivo. Il Parlamento europeo può tuttavia
sospendere l’applicazione delle decisioni prese, qualora ritenga che le
circostanze lo richiedano.
3.           Le decisioni prese ai sensi
del presente regolamento possono essere oggetto di un procedimento giudiziario
dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, conformemente alle
disposizioni pertinenti del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Articolo 27
Valutazione
Il Parlamento europeo pubblica, entro il 1°
luglio del terzo anno successivo alle elezioni al Parlamento europeo, una
relazione sull’applicazione del presente regolamento e sulle attività
finanziate. La relazione indica, se del caso, le eventuali modifiche da
apportare allo statuto e ai sistemi di finanziamento.
Articolo 28
Modalità di esecuzione
Il Parlamento europeo adotta una decisione che
stabilisce le modalità e le procedure di esecuzione del presente regolamento,
comprese quelle per l’istituzione del registro.
Articolo 29
Abrogazione
Il regolamento (CE) n. 2004/2003 è
abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Articolo 30
Entrata in vigore e applicazione
Il presente regolamento entra in vigore il
terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea.
Esso si applica a decorrere dal 1° luglio
2013.
Il presente regolamento è obbligatorio in
tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
[1]               GU L 297 del 15.11.2003, pag. 1.
[2]               GU L 343 del 27.12.2007, pag. 5.
[3]               Relazione del Segretario generale sul finanziamento dei
partiti a livello europeo a norma dell’articolo 15 della decisione
dell’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo, del 29 marzo 2004, che
stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 2004/2003 del
Parlamento europeo e del Consiglio concernente lo statuto dei partiti politici
a livello europeo e le norme di finanziamento – 18 ottobre 2010.
[4]               A7-0062/2011.
[5]               L’articolo 12 recita: “Entro il 15 febbraio 2011 il
Parlamento europeo pubblica una relazione sull’applicazione del presente
regolamento e sulle attività finanziate. La relazione indica, se del caso, le
eventuali modifiche da apportare al sistema di finanziamento.”
[6]               COM(2012) 35 final.
[7]               Attualmente regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del
Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario
applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 248 del 16.9.2002,
pag. 1). Il testo sarà sostituito da un nuovo regolamento finanziario, che
dovrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2013.
[8]               Dichiarazione n. 11 del trattato di Nizza: “La
Conferenza rammenta che le disposizioni di cui all’articolo 191 non implicano
alcun trasferimento di competenze alla Comunità europea e lasciano
impregiudicata l’applicazione delle pertinenti norme costituzionali nazionali.
Il finanziamento dei partiti politici a livello europeo tramite il bilancio
delle Comunità europee non può essere utilizzato per finanziare direttamente o
indirettamente i partiti politici a livello nazionale. Le disposizioni sul
finanziamento dei partiti politici si applicano, su una stessa base, a tutte le
forze politiche rappresentate nel Parlamento europeo.”
[9]               GU C […] del […], pag. […].
[10]             GU C […] del […], pag. […].
[11]             GU C […] del […], pag. […].
[12]             GU C […] del […], pag. […].
[13]             GU L 297 del 15.11.2003, pag. 1.
[14]             GU C […] del […], pag. […]. 
[15]             GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.
[16]             GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
[17]             GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1. Il riferimento andrà aggiornato non appena il
nuovo regolamento finanziario sarà stato adottato ufficialmente e pubblicato.
[18]             Alla data di adozione della presente proposta, il Collegio
adotterà anche un documento di lavoro della Commissione relativo ad una
proposta di modifica del regolamento finanziario che introduce un nuovo titolo
sul finanziamento dei partiti politici europei mediante contributi.
L’introduzione di ‘contributi’ per i partiti politici europei sarà confermata
dopo che quest’ultima proposta sarà adottata dai colegislatori.
[19]             GU L 278 dell’8.10.1976, pag. 5.
[20]             GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.
[21]             GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.