CELEX: 62020CN0550
Language: it
Date: 2020-10-23 00:00:00
Title: Causa C-550/20: Ricorso proposto il 23 ottobre 2020 — Repubblica di Cipro / Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea

18.1.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 19/34
            
         
      Ricorso proposto il 23 ottobre 2020 — Repubblica di Cipro / Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea
      (Causa C-550/20)
      (2021/C 19/37)
      Lingua processuale: il greco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Repubblica di Cipro (rappresentante: Eirini Neofytou)
      
         Convenuti: Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea
      
         Conclusioni della ricorrente
      
      La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la direttiva (UE) 2020/1057 (1) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2020, che stabilisce norme specifiche per quanto riguarda la direttiva 96/71/CE e la direttiva 2014/67/UE sul distacco dei conducenti nel settore del trasporto su strada e che modifica la direttiva 2006/22/CE per quanto riguarda gli obblighi di applicazione e il regolamento (UE) n. 1024/2012, e
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso la ricorrente deduce cinque motivi:
      
         Primo motivo di ricorso: la ricorrente sostiene che i convenuti hanno violato il principio di proporzionalità, che è sancito all’articolo 5, paragrafo 4, TUE e all’articolo 1 del Protocollo (n. 2) sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, allegato al TUE e al TFUE.
      
         Secondo motivo di ricorso: la ricorrente sostiene che i convenuti hanno violato il principio della parità di trattamento e del divieto di discriminazione, quale definito all’articolo 18 TFUE e agli articoli 20 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, il principio dell’uguaglianza degli Stati membri davanti ai Trattati, come definito all’articolo 4, paragrafo 2, TUE, e, nei limiti in cui la Corte lo giudichi necessario, l’articolo 95, paragrafo 1, TFUE.
      
         Terzo motivo di ricorso: la ricorrente sostiene che i convenuti hanno violato l’articolo 91, paragrafo 1, TFUE.
      
         Quarto motivo di ricorso: la ricorrente sostiene che i convenuti hanno violato l’articolo 91, paragrafo 2, TFUE e l’articolo 90 TFUE, in combinato disposto con l’articolo 3, paragrafo 3, TUE, e l’articolo 94 TFUE.
      
         Quinto motivo di ricorso: la ricorrente sostiene che i convenuti hanno violato gli articoli 34 e 35 TFUE — violazione che non è giustificata in base all’articolo 36, TFUE — e l’articolo 58, paragrafo 1, in combinato disposto con l’articolo 91 TFUE, o, in subordine, l’articolo 56 TFUE.
      
         (1)  GU 2020, L 249, pag. 49.