CELEX: 52014DC0407
Language: it
Date: 2014-06-02 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 dell'Estonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014 dell'Estonia

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		52014DC0407
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2014 dell'Estonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014 dell'Estonia /* COM/2014/0407 final */
			
				
		
		
			
			   	 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2014
dell'Estonia
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014
dell'Estonia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e
finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione
sociale,
visto il parere del comitato di politica
economica,
considerando quanto segue:
(1)                   
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per
la crescita e l'occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche
economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare
il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell'Europa.
(2)                   
Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla
base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti
di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione
(2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le
politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione, che insieme formano gli
"orientamenti integrati". Gli Stati membri sono stati invitati a
tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in
materia economica e di occupazione.
(3)                   
Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo
hanno convenuto un patto per la crescita e l'occupazione che offre un quadro
coerente per l'adozione di misure a livello nazionale, dell'UE e della zona
euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi
hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in
particolare affermando l'impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi
della strategia Europa 2020 e l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per
paese.
(4)                   
Il 9 luglio 2013 il Consiglio ha adottato una
raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2013 dell'Estonia e ha
formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato dell'Estonia
2012-2017. Il 15 novembre 2013, in
linea con il regolamento (UE) n. 473/2013[4],
la Commissione ha presentato il suo parere sul documento programmatico di
bilancio 2014 dell'Estonia[5].
(5)                   
Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato l'analisi
annuale della crescita[6],
segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
economiche 2014. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del
regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta[7], in cui l'Estonia è
stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un esame
approfondito.
(6)                   
Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha
approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di
bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità
di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla
crescita, di ripristinare le normali condizioni per l'erogazione di prestiti
all'economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la
disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la
pubblica amministrazione.
(7)                   
L'8 maggio 2014 l'Estonia ha presentato il suo
programma nazionale di riforma 2014 e il 29 aprile 2014 il suo programma di
stabilità 2014. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde
tener conto delle loro correlazioni.
(8)                   
L'obiettivo della strategia di bilancio delineata
nel programma di stabilità per il 2014 è rispettare l'obiettivo a medio termine
e creare sufficienti riserve di bilancio per affrontare periodi difficili per l'economia.
Il programma conferma il precedente obiettivo a medio termine di un avanzo
strutturale, che è più rigoroso di quanto richiesto dal patto di stabilità e
crescita. Si prevede che nel 2014 il saldo di bilancio ricalcolato dell'Estonia
subisca una contrazione di 0,1 punti percentuali del PIL, scostandosi pertanto
dal necessario percorso di aggiustamento, per poi migliorare nel 2015 di 0,4
punti percentuali del PIL e rimanere in prossimità del pareggio di bilancio nel
2016-2017. Il programma indica inoltre che il paese rischia di non attenersi al
parametro di riferimento per la spesa nel 2014 e di scostarsi
significativamente da questo parametro nel 2015. In generale, il previsto
percorso di aggiustamento verso l'obiettivo a medio termine presenta rischi
relativi al rispetto dei requisiti del patto di stabilità e crescita. Lo
scenario macroeconomico su cui si basano le proiezioni di bilancio nel
programma, che non è stato approvato da un organismo indipendente, è plausibile
e sostanzialmente in linea con le previsioni di primavera 2014 della
Commissione. Secondo le previsioni della Commissione, il disavanzo strutturale
dovrebbe ridursi di 0,1 punti percentuali del PIL nel 2014 e tradursi in uno
scostamento di 0,3 punti percentuali rispetto all'aggiustamento richiesto e in
uno scarto significativo se riferito a un periodo di due anni. Nel 2015 la
Commissione prevede un ulteriore deterioramento del saldo strutturale pari allo
0,2% del PIL, che indica una deviazione significativa dal percorso di
aggiustamento verso l'obiettivo a medio termine. Inoltre, nel periodo 2014-2015
si prevede uno scostamento anche sul fronte del parametro di riferimento per la
spesa. Sulla base della valutazione del programma di stabilità 2014 e delle
previsioni della Commissione, a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il
Consiglio ritiene che vi sia il rischio di un importante scostamento dall'obiettivo
a medio termine nel 2014 e nel 2015. La regola sul saldo strutturale ai fini
del rispetto del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance
dell'unione economica e monetaria è entrata in vigore con la nuova legge sul
bilancio dello Stato estone il 23 marzo 2014, ma la regola deve ancora essere
applicata rafforzando la natura vincolante degli obiettivi di spesa pluriennali.
(9)                   
Nell'ambito del mercato del lavoro è stato
possibile raggiungere progressi notevoli nella riduzione della disoccupazione
giovanile e a lungo termine. Va riservata particolare attenzione alle misure
che incentivano l'occupazione dei lavoratori a basso reddito. È necessario
intervenire ulteriormente per contrastare una crescente carenza di forza
lavoro, riconducibile tra l'altro a uscite dal mercato del lavoro per ragioni di
età, salute e disabilità. Per questo motivo è oltremodo importante adottare e
attuare nei tempi prestabiliti la riforma sulla capacità lavorativa garantendo
l'offerta di servizi di sostegno. L'efficacia economica della spesa per le
politiche a favore della famiglia potrebbe essere migliorata, anche
riassegnando i finanziamenti destinati alle prestazioni parentali a misure più
efficienti, quali i servizi per l'infanzia. Si prevede che ciò abbia un impatto
positivo sul rapido ritorno delle donne nel mercato del lavoro e che riduca il
divario remunerativo tra i generi. Gli sforzi per promuovere l'imprenditorialità
e la creazione di posti di lavoro nelle regioni attorno a Tallinn e Tartu vanno
rafforzati al fine di evitare che aumentino le disparità nello sviluppo
economico e al fine di ridurre la disoccupazione, soprattutto della manodopera
meno qualificata.
(10)               
Nel settore dell'istruzione e della formazione sono
state recentemente adottate riforme volte ad allineare il sistema scolastico
alle esigenze del mercato del lavoro. Sarà necessario compiere ulteriori sforzi
per agevolare il passaggio dai banchi di scuola al mondo del lavoro. Sarà
richiesto un impegno sistematico, in particolare coinvolgendo le parti sociali,
per aumentare la partecipazione all'istruzione e formazione professionale e all'apprendimento
sul posto di lavoro, in particolare agli apprendistati. L'attuazione della
strategia per l'apprendimento permanente richiederà importanti
sforzi per rispondere alla necessità di aumentare e riconvertire le competenze,
definendo i livelli di qualifica, in particolare per i
lavoratori con una posizione di mercato debole. È stato realizzato un quadro di
specializzazione "intelligente" che comprende sia la strategia per l'imprenditorialità
e la crescita, sia la strategia per la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione ed
è incentrato sulle priorità comuni approfondendo ulteriormente le aree
tematiche trattate. Date le dimensioni ridotte dell'economia, è necessario che
il paese continui il percorso di internazionalizzazione e dia priorità ai
sistemi basati su ricerca, sviluppo e innovazione.
(11)               
L'intensità dell'uso delle risorse in Estonia
continua ad essere molto elevata. Sono stati compiuti dei progressi sul fronte
dell'efficienza energetica degli edifici pubblici, ma gli sforzi devono essere
ulteriormente sostenuti e intensificati, in particolare nel settore degli
edifici residenziali e industriali. Si è registrato un notevole passo in avanti
nella gestione dei rifiuti e delle discariche, anche se deve ancora essere garantita
la sostenibilità economica del riciclaggio. Le misure contenute nel piano di
sviluppo dei trasporti vanno attuate, in particolare per consentire all'Estonia
di contenere le emissioni di CO2 nel settore non-ETS. L'efficienza
energetica del trasporto merci può essere migliorata ricorrendo a mezzi di
trasporto più sostenibili. L'uso dei trasporti pubblici può essere
ulteriormente incrementato migliorando la complementarietà delle reti regionali
e le interconnessioni tra il trasporto passeggeri su strada e su rotaia. L'uso
di autovetture private è in aumento, e l'età media del parco macchine è quasi
doppia rispetto alla media UE, mentre le nuove autovetture sono tra le più
inquinanti dell'Unione. È necessario rafforzare in maniera sostanziale gli
incentivi a favore dell'ambiente, se necessario anche di natura fiscale.
Sebbene siano stati compiuti progressi promettenti nei collegamenti energetici
transfrontalieri, la connessione completa del mercato energetico estone all'UE
richiederà tempo e investimenti.
(12)               
Differenze regionali in aumento associate a trend
demografici negativi, a inefficienze e a una cooperazione insoddisfacente tra
le amministrazioni locali ostacolano lo sfruttamento del potenziale di sviluppo
dell'Estonia. Ciò riflette in parte il persistente squilibrio tra la capacità
di bilancio e le competenze delegate ai comuni, nonché le
limitate economie di scala. Un'offerta più efficiente e accessibile di servizi
pubblici di qualità a livello locale, basata su zone di servizio e standard di
servizio minimo, soprattutto nel settore dei trasporti, dell'assistenza a lungo
termine, dell'istruzione per la prima infanzia e dei servizi sociali, è una
condizione imperativa per l'efficacia delle misure per l'attivazione e per il
mercato del lavoro.
(13)               
Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha
effettuato un'analisi completa della politica economica dell'Estonia. Essa ha
valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma. La
Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell'Estonia,
ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE, alla
luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo
insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali.
Le sue raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo
trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 5.
(14)               
Alla luce della valutazione di cui sopra, il
Consiglio ha esaminato il programma di stabilità dell'Estonia e il suo parere[8] trova riscontro, in
particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(15)               
Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha
effettuato inoltre un'analisi della politica economica della zona euro nel suo
complesso. Sulla base di tale analisi il Consiglio ha formulato raccomandazioni
specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è l'euro. L'Estonia dovrebbe
altresì assicurare l'attuazione piena e tempestiva di tali raccomandazioni,
RACCOMANDA che l'Estonia adotti
provvedimenti nel periodo 2014-2015 al fine di:
1.           rafforzare
le misure di bilancio per il 2014 alla luce dell'emergere di un divario dello
0,3% del PIL, basato sulle previsioni di primavera 2014 della Commissione, che
evidenzia il rischio di uno scostamento significativo dai requisiti del patto
di stabilità e crescita; nel 2015, rafforzare in maniera significativa la
strategia di bilancio al fine di garantire il raggiungimento e il successivo
mantenimento dell'obiettivo a medio termine; integrare la regola sul bilancio
con regole sulla spesa pluriennale più vincolanti nell'ambito del quadro di
bilancio a medio termine e continuare a rendere più efficiente la spesa
pubblica;
2.           migliorare gli incentivi a
favore delle misure occupazionali rivolte ai lavoratori a basso reddito;
orientare gli sforzi di attivazione verso i soggetti più lontani dal mercato
del lavoro, in particolare garantendo un'adozione e un'attuazione puntuali della
riforma sulla capacità lavorativa; rendere più efficienti ed efficaci sotto il
profilo dei costi le politiche sulla famiglia migliorando l'offerta e l'accessibilità
dell'assistenza per l'infanzia; realizzare interventi coordinati a sostegno dello
sviluppo economico e dell'imprenditorialità nelle regioni maggiormente colpite
dalla disoccupazione;
3.           al fine di garantire la pertinenza
dei sistemi di istruzione e formazione rispetto al mercato del lavoro,
migliorare le competenze e le qualifiche estendendo le misure di apprendimento
permanente e aumentare sistematicamente la partecipazione all'istruzione e
formazione professionale, compresi gli apprendistati; intensificare
ulteriormente la definizione di priorità e la specializzazione nei sistemi di
ricerca e innovazione e migliorare la cooperazione tra le imprese, l'istruzione
superiore e gli istituti di ricerca per contribuire a una maggiore competitività
a livello internazionale;
4.           rafforzare gli sforzi per
migliorare l'efficienza energetica, in particolare negli edifici residenziali e
industriali; potenziare in modo significativo gli incentivi ecologici a favore
del settore dei trasporti al fine di contribuire a una mobilità a ridotto
impatto energetico; continuare lo sviluppo dei collegamenti transfrontalieri con
gli Stati membri limitrofi al fine di diversificare le fonti energetiche e
promuovere la concorrenza grazie a una migliore integrazione dei mercati
energetici baltici;
5.           commisurare le entrate delle
amministrazioni locali alle competenze loro delegate; migliorare l'efficienza
delle amministrazioni locali e garantire l'offerta di servizi pubblici di
qualità a livello locale, in particolare per quanto riguarda i servizi sociali
che affiancano le misure di attivazione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               COM(2014) 407 final.
[3]               P7_TA(2014)0128 e P7_TA(2014)0129.
[4]               GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11.
[5]               C(2013) 8002 final.
[6]               COM(2013) 800 final.
[7]               COM(2013) 790 final.
[8]               A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.