CELEX: C1999/226/13
Language: it
Date: 1999-08-07 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 17 giugno 1999 nella causa C-336/97: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana («Inadempimento da parte di uno Stato - Trasposizione incompleta della direttiva 82/501/CEE")

C 226/8                   IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                   7.8.1999
sezione, P. Jann, C. Gulmann, D.A.O. Edward e M. Wathelet                                          SENTENZA DELLA CORTE
(relatore), giudici; avvocato generale: D. Ruiz-Jarabo Colomer,
cancelliere: signora L. Hewlett, amministratore, ha pronuncia-
to, il 17 giugno 1999, una sentenza il cui dispositivo è del                                               (Sesta Sezione)
seguente tenore:
                                                                                                           17 giugno 1999
1. Nell’ambito di un procedimento instaurato ai sensi dell’art. 234
     CE (ex art. 177) la Corte non è competente ad interpretare il
     diritto nazionale o a statuire sulla compatibilità di un provvedi-        nella causa C-336/97: Commissione delle Comunità euro-
     mento nazionale con l’art. 92 del Trattato CE (divenuto, in                               pee contro Repubblica italiana (1)
     seguito a modifica, art. 87 CE). Tuttavia un giudice nazionale,
     qualora venga adito con una domanda diretta a fargli trarre le
     conseguenze dalla violazione dell’art. 88, n. 3, ultime frase, CE         («Inadempimento da parte di uno Stato — Trasposizione
     (ex art. 93, n. 3, ultima frase), può chiedere chiarimenti alla                       incompleta della direttiva 82/501/CEE»)
     Commissione o, in conformità all’art. 234, secondo e terzo
     comma, CE, può o deve sottoporre alla Corte una questione
     pregiudiziale sull’interpretazione dell’art. 92 del Trattato al                                      (1999/C 226/13)
     fine di determinare se i provvedimenti statali di cui trattasi
     costituiscano aiuti di Stato che avrebbero dovuto essere notificati
     alla Commissione.
                                                                                                     (Lingua processuale: l’italiano)
2. Si deve ritenere che l’applicazione ad un’impresa di un regime
     come quello istituito dalla legge italiana 3 aprile 1979, n. 95, e        Nella causa C-336/97, Commissione delle Comunità europee
     derogatorio alle regole normalmente vigenti in materia di                 (agente: signor Paolo Stancanelli, assistito dall’avv. Claudio
     fallimento dà luogo alla concessione di un aiuto di Stato, ai sensi       Tesauro), contro Repubblica italiana (agente: signor Umberto
     dell’art. 92, n 1. del Trattato, allorché è dimostrato che questa         Leanza, assistito dal signor Danilo Del Gaizo), avente ad
     impresa                                                                   oggetto un ricorso diretto a far constatare che la Repubblica
                                                                               italiana, non vigilando affinché vengano predisposti i piani di
                                                                               emergenza da applicare all’esterno degli impianti la cui attività
                                                                               industriale è stata notificata ai sensi dell’art. 5 della direttiva
     — è stata autorizzata a continuare la sua attività economica in           del Consiglio 24 giugno 1982, 82/501/CEE, sui rischi di
          circostanze in cui tale eventualità sarebbe stata esclusa            incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali
          nell’ambito dell’applicazione delle regole normalmente vigen-        (GU L 230, pag. 1), e non organizzando ispezioni o altre
          ti in materia di fallimento, o                                       misure di controllo secondo il tipo di attività industriale, in
                                                                               violazione dell’art. 7, n. 1, terzo trattino, e n. 2, della predetta
                                                                               direttiva, è venuta meno agli obblighi che le incombono in
                                                                               virtù del Trattato CE, la Corte (Sesta Sezione), composta dai
     — ha beneficiato di uno o più vantaggi, quali una garanzia di             signori P.J.G. Kapteyn, presidente di sezione, G.F. Mancini,
          Stato, un’aliquota d’imposta ridotta, un’esenzione dall’obbli-       J.L. Murray, H. Ragnemalm e R. Schintgen (relatore), giudici;
          go di pagamento di ammende e altre sanzioni pecuniarie o             avvocato generale: F.G. Jacobs, cancelliere: signora L. Hewlett,
          una rinuncia effettiva, totale o parziale, ai crediti pubblici,      amministratore, ha pronunciato, il 17 giugno 1999, una
          dei quali non avrebbe potuto usufruire un’altra impresa              sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
          insolvente nell’ambito dell’applicazione delle regole normal-
          mente vigenti in materia di fallimento.
                                                                               1. Non vigilando affinché vengano predisposti piani di emergenza
                                                                                    da applicare all’esterno degli impianti la cui attività industriale
3. Qualora sia dimostrato che un regime come quello istituito dalla                 sia stata notificata ai sensi dell’art. 5 della direttiva del Consiglio
     legge n. 95/79 è idoneo, di per sé, a generare la concessione di               24 giugno 1982, 82/501/CEE, sui rischi di incidenti rilevanti
     aiuti di Stato ai sensi dell’art. 92, n. 1, del Trattato, il detto             connessi con determinate attività industriali, e non organizzando
     regime non può essere attuato se non è stato notificato alla                  ispezioni o altre misure di controllo secondo il tipo di attività
     Commissione e, in caso di notifica, prima di una decisione della               industriale, in violazione dell’art. 7, n. 1, terzo trattino, e n. 2,
     Commissione che riconosca la compatibilità del progetto di aiuto               della predetta direttiva, la Repubblica italiana è venuta meno
     con il mercato comune o, se la Commissione non adotta alcuna                   agli obblighi che le incombono in virtù della detta direttiva.
     decisione entro due mesi a decorrere dalla notifica, prima della
     scadenza di tale termine.
                                                                               2. La Repubblica italiana è condannata alle spese.
(1) GU C 295 del 27.9.1997.
                                                                               (1) GU C 357 del 22.11.1997.