CELEX: C2004/118/96
Language: it
Date: 2004-04-30 00:00:00
Title: Causa T-99/04: Ricorso della AC-Treuhand AG contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 16 marzo 2004

30.4.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 118/43
            
         Ricorso della AC-Treuhand AG contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 16 marzo 2004
   (Causa T-99/04)
   (2004/C 118/96)
   Lingua processuale: il tedesco
   Il 16 marzo 2004 la AC-Treuhand-AG, con sede in Zurigo (Svizzera), rappresentata dagli avv.ti M. Karl, C. Steinle e J. Drolshammer, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione delle Comunità europee 10 dicembre 2003 (rettificata il 7 gennaio 2004) nel caso COMP/E-2/37.857 — Perossido organico, nella parte in cui riguarda la ricorrente;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione delle Comunità europee alle spese del procedimento.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Con la contestata decisione la Commissione ha accertato che la ricorrente e 5 altre imprese e, rispettivamente, associazioni di imprese hanno violato l'art. 81 CE partecipando a varie intese ed a pratiche concordate nel mercato dei prodotti a base di perossidi organici ed ha inflitto alla ricorrente un'ammenda di EUR 1 000.
   La ricorrente fa presente che essa non fabbrica né smercia prodotti a base di perossidi organici e che non è mai stata presente sul mercato cui si riferisce l'infrazione. Con il suo ricorso essa contesta la constatazione della Commissione secondo cui la ricorrente, con le prestazioni di servizi fornite tramite tre fabbricanti di prodotti a base di perossidi organici, ha violato l'art. 81 CE. La inesatta valutazione giuridica della Commissione si baserebbe su errate allegazioni di fatto. La Commissione avrebbe fatto proprie acriticamente queste allegazioni inesatte perché la ricorrente non avrebbe avuto modo di esprimersi a questo riguardo nel procedimento istruttorio. Perciò la Commissione avrebbe violato i diritti della difesa della ricorrente ed avrebbe trasgredito il diritto fondamentale ad un procedimento corretto.
   La ricorrente sostiene inoltre che sebbene la Commissione le abbia inflitto solo un'ammenda simbolica, essa si vede costretta ad impugnare la decisione per acquisire la certezza del diritto in relazione alla sua attività commerciale. La decisione costituirebbe – per usare le parole della Commissione — un precedente, con il quale la stessa Commissione si muove in un campo nuovo del diritto. Se la decisione diventasse definitiva, le prestazioni di servizi della ricorrente, finora legittime e compatibili con la concorrenza, potrebbero in futuro essere vietate e perseguite con un'ammenda.
   La ricorrente fa inoltre valere che la Commissione ha violato il principio nullum crime, nulla poena sine lege, dato che la ricorrente come impresa non è stata parte dell'intesa sulla limitazione della concorrenza né costituisce un'associazione di imprese. La valutazione giuridica della Commissione, per quanto riguarda la ricorrente, sarebbe non solo errata, ma anche estremamente confusa e contraddittoria. La decisione impugnata violerebbe infine il precetto di esattezza, il principio della certezza del diritto e quello del legittimo affidamento.