CELEX: 62014TO0220(05)
Language: it
Date: 2017-06-02
Title: Ordinanza del Tribunale (Ottava Sezione) del 2 giugno 2017.#Saremar - Sardegna Regionale Marittima SpA contro Commissione europea.#Rettifica.#Causa T-220/14 REC.

ORDINANZA DEL TRIBUNALE (Ottava Sezione)
2 giugno 2017 (*)
«Rettifica»
Nella causa T-220/14 REC,

Saremar – Sardegna Regionale Marittima SpA, con sede in Cagliari (Italia), rappresentata da G. M. Roberti, G. Bellitti e I. Perego, avvocati, 
ricorrente,
contro

Commissione europea, rappresentata da G. Conte, D. Grespan e A. Bouchagiar, in qualità di agenti,
convenuta, 
sostenuta da

Compagnia italiana di Navigazione SpA, con sede in Napoli (Italia), rappresentata inizialmente da F. Sciaudone, R. Sciaudone, D. Fioretti e A. Neri, e successivamente da M. Merola, B. Carnevale et M. Toniolo, avvocati, 
interveniente,
avente ad oggetto una domanda di rettifica della sentenza del Tribunale (Ottava Sezione), del 6 aprile 2017, emessa nella causa T-220/14, depositata il 18 aprile 2017 dalla parte convenuta,
IL TRIBUNALE (Ottava Sezione),
composto da D. Gratsias (relatore), presidente, M. Kancheva e N. Półtorak, giudici,
cancelliere: E. Coulon
emette la presente

Ordinanza

1        Il 6 aprile 2017 il Tribunale ha emesso la sentenza nella causa Saremar/Commissione (T‑220/14, EU:T:2017:267).

2        Ai sensi dell’articolo 164, paragrafo 1, del regolamento di procedura del Tribunale, occorre rettificare errori materiali o di calcolo o evidenti inesattezze constatate al punto 178 della versione in lingua di procedura di tale sentenza.
Per questi motivi,
IL TRIBUNALE (Ottava Sezione)
così provvede:

Al punto 178 della sentenza, occorre leggere «[…] la constatazione di perdite continue nel periodo considerato non è inesatta […]» in luogo di «[…] la constatazione di perdite continue nel periodo considerato è inesatta […]».

Lussemburgo, 2 giugno 2017

Il cancelliere
 
                                                           Il presidente

E. Coulon 
 
                                                             D. Gratsias

* Lingua processuale: l’italiano.