CELEX: 52013IP0234
Language: it
Date: 2013-06-11 00:00:00
Title: Raccomandazione del Parlamento europeo dell'11 giugno 2013 destinata al Consiglio concernente la 68a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (2013/2034(INI))

19.2.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 65/162
            
         P7_TA(2013)0234
   68a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite
   Raccomandazione del Parlamento europeo dell'11 giugno 2013 destinata al Consiglio concernente la 68a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (2013/2034(INI))
   (2016/C 065/23)
   
      Il Parlamento europeo,
   
               —
            
            
               visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare gli articoli 21 e 34,
            
         
               —
            
            
               vista la proposta di raccomandazione destinata al Consiglio presentata da Alexander Graf Lambsdorff a nome del gruppo ALDE concernente la 68a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (B7-0083/2013),
            
         
               —
            
            
               vista la decisione 2011/168/PESC del Consiglio, del 21 marzo 2011, sulla Corte penale internazionale e che abroga la posizione comune 2003/444/PESC,
            
         
               —
            
            
               viste le priorità dell'Unione europea per la 67a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, adottate dal Consiglio il 23 luglio 2012 (1),
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione della Commissione del 10 settembre 2003 dal titolo «L'Unione europea e le Nazioni Unite: la scelta del multilateralismo» (COM(2003)0526),
            
         
               —
            
            
               vista la 67a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, in particolare le sue seguenti risoluzioni: «Il trattato sul commercio delle armi» (2), «Il riesame politico complessivo quadriennale delle attività operative per lo sviluppo del sistema delle Nazioni Unite» (3), «Libertà di religione o credo» (4), «Promozione di un ordine internazionale democratico ed equo» (5), «Promozione della cooperazione internazionale nel settore dei diritti umani» (6), «Lo Stato di diritto a livello nazionale e internazionale» (7) e «Donne, disarmo, non proliferazione e controllo degli armamenti» (8),
            
         
               —
            
            
               vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 3 maggio 2011 sulla partecipazione dell'Unione europea ai lavori delle Nazioni Unite (9),
            
         
               —
            
            
               vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 31 ottobre 2003, con cui è stata adottata la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (10),
            
         
               —
            
            
               vista la risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riguardante le donne, la pace e la sicurezza, adottata il 31 ottobre 2000,
            
         
               —
            
            
               vista la risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite del 5 luglio 2012 dal titolo «The promotion, protection and enjoyment of human rights on the Internet», (Promozione, protezione e godimento dei diritti umani su Internet), che riconosce l'importanza della protezione dei diritti umani e della libera circolazione delle informazioni on-line,
            
         
               —
            
            
               vista la sua raccomandazione del 13 giugno 2012, destinata al Consiglio, sulla 67a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (11),
            
         
               —
            
            
               vista la sua raccomandazione del 18 aprile 2013 destinata al Consiglio concernente il principio della «responsabilità di proteggere» delle Nazioni Unite (12),
            
         
               —
            
            
               vista la sua risoluzione dell'11 maggio 2011 sull'UE quale attore globale: il suo ruolo nell'ambito delle organizzazioni multilaterali (13),
            
         
               —
            
            
               vista la sua risoluzione, del 7 luglio 2011, sulle politiche esterne dell'UE a favore della democratizzazione (14),
            
         
               —
            
            
               vista la sua risoluzione del 7 febbraio 2013 sulla ventiduesima sessione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani (15),
            
         
               —
            
            
               vista la relazione della delegazione congiunta della commissione per gli affari esteri e della sottocommissione per i diritti dell'uomo alla 67a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, del 28-29 ottobre 2012,
            
         
               —
            
            
               visti l'articolo 121, paragrafo 3, e l'articolo 97 del suo regolamento,
            
         
               —
            
            
               visti la relazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per lo sviluppo (A7-0202/2013),
            
         
               A.
            
            
               considerando che emergono sempre più la necessità e la possibilità di disporre di meccanismi decisionali e regole comuni per affrontare insieme le sfide globali emergenti, alla luce della crescente globalizzazione e interconnessione tra gli Stati e le società;
            
         
               B.
            
            
               considerando che la frammentazione politica globale, associata al proliferare di forum internazionali e transnazionali, rende ancor più complesse le relazioni internazionali;
            
         
               C.
            
            
               considerando che l'Unione europea ha assunto un impegno verso un multilateralismo efficace centrato sul ruolo forte del sistema delle Nazioni Unite; che le Nazioni Unite rappresentano il fulcro della governance mondiale;
            
         
               D.
            
            
               considerando che un partenariato UE-ONU solido e stabile costituisce una base importante e un contributo per l'attività delle Nazioni Unite nell'ambito di tutti e tre i pilastri (pace e sicurezza, diritti umani e sviluppo) e che in tale contesto l'UE deve assumersi la sua responsabilità nel dare una risposta comune alle sfide globali;
            
         
               E.
            
            
               considerando che il rispetto, la promozione e la tutela dell'universalità e dell'indivisibilità dei diritti umani sono le pietre miliari dell'azione dell'UE sulla scena internazionale; che la democrazia e lo Stato di diritto sono tra i pilastri di una pace sostenibile, assicurando il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali;
            
         
            
               1.
            
            
               rivolge al Consiglio le seguenti raccomandazioni:
            
         
      
         L'UE quale attore globale
      
   
   
               a)
            
            
               garantire continuamente la coerenza e la visibilità dell'UE quale attore globale nel contesto delle Nazioni Unite; rafforzare la capacità dell'UE di agire in modo coordinato, rapido e globale sulla scena mondiale e di reagire in modo coerente e tempestivo; assicurare la piena attuazione della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 3 maggio 2011 sulla partecipazione dell'Unione europea ai lavori delle Nazioni Unite;
            
         
               b)
            
            
               portare avanti un multilateralismo efficace potenziando la rappresentatività, la trasparenza, la responsabilità, l'efficienza e l'efficacia delle Nazioni Unite, al fine di migliorarne i risultati sul campo; ricordare la necessità di definire un nuovo equilibrio istituzionale tra il ruolo emergente del G20, l'ONU e le sue agenzie, nonché le istituzioni finanziarie internazionali;
            
         
               c)
            
            
               impegnarsi più attivamente con i partner strategici e altri partner bilaterali e multilaterali al fine di promuovere soluzioni efficaci ai problemi e, ogniqualvolta possibile, puntare a sforzi collettivi onde cercare di produrre risultati migliori;
            
         
      
         L'UE e la governance globale
      
   
   
               d)
            
            
               rafforzare la cooperazione con i partner per rendere le Nazioni Unite un'organizzazione più efficace e coesa nel XXI secolo;
            
         
               e)
            
            
               promuovere una riforma completa e consensuale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; avanzare una proposta concreta su come conseguire, come obiettivo centrale di lungo termine per l'UE, un seggio comune in seno a un Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite allargato; assumere l'iniziativa di elaborare una posizione comune degli Stati membri dell'UE al tal fine; continuare a promuovere la trasparenza e un miglior coordinamento delle politiche e delle posizioni dei membri UE del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; garantire che gli Stati membri che dispongono di un seggio permanente in seno al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite promuovano le opinioni e le posizioni dell'Unione, quale mezzo per assicurare che l'UE agisca in modo coordinato in seno alle Nazioni Unite;
            
         
               f)
            
            
               proseguire gli sforzi coordinati intesi a consolidare il ruolo e l'autorevolezza, nonché l'efficacia e l'efficienza, dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, anche migliorandone il modus operandi;
            
         
               g)
            
            
               promuovere una partecipazione più istituzionalizzata all'attività dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite da parte di altri soggetti interessati (rappresentanti della società civile, ambienti accademici); rafforzare il sistema delle Nazioni Unite ampliando e potenziando il portafoglio delle capacità civili;
            
         
               h)
            
            
               promuovere la pubblicazione obbligatoria paese per paese dei pagamenti delle imprese transnazionali, in particolare nei settori bancario ed estrattivo, registrate o quotate sui mercati finanziari nelle giurisdizioni nazionali dei paesi partner;
            
         
      
         Pace e sicurezza
      
   
   
               i)
            
            
               promuovere l'integrazione di una prospettiva di costruzione della pace nelle operazioni di mantenimento della pace e intensificare il coordinamento tra le operazioni di mantenimento della pace e gli attori dello sviluppo e le agenzie locali delle Nazioni Unite;
            
         
               j)
            
            
               cooperare al rafforzamento del ruolo e delle capacità delle organizzazioni regionali per il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti, la gestione delle crisi civili e militari e la risoluzione dei conflitti; promuovere missioni di valutazione congiunte e rafforzare la cooperazione tra l'UE e i suoi partner (ivi comprese l'Unione africana e le organizzazioni subregionali, la NATO, l'OSCE, l'ASEAN, la CELAC, la Lega araba, ecc.) nella prevenzione dei conflitti e nei paesi in situazione post-conflitto;
            
         
               k)
            
            
               offrire alle Nazioni Unite, su richiesta, il sostegno dei gruppi tattici dell'UE nelle missioni di imposizione della pace e assicurare che gli Stati membri collaborino appieno per il loro dispiegamento nelle missioni autorizzate dal Consiglio di sicurezza o dall'Assemblea generale;
            
         
               l)
            
            
               assicurare che i mandati delle missioni di mantenimento della pace riflettano la necessità di appoggiare i processi elettorali, tra cui le missioni di osservazione elettorale;
            
         
               m)
            
            
               lavorare affinché la «responsabilità di proteggere» sia introdotta come nuova norma del diritto internazionale, nei termini stabiliti dagli Stati membri delle Nazioni Unite in occasione del vertice mondiale del 2005;
            
         
               n)
            
            
               far sì che il principio della «responsabilità di proteggere», nei suoi possibili sviluppi futuri così come in termini di applicazione, sia assolutamente coerente con il diritto internazionale umanitario e lo rispetti pienamente, lavorando nel contempo per renderlo universale quale strumento di diplomazia preventiva e motore dello sviluppo umano;
            
         
               o)
            
            
               dar seguito alle proposte avanzate dal Parlamento nella sua raccomandazione destinata al Consiglio concernente il principio della «responsabilità di proteggere» (16) e collaborare con i partner per garantire che il concetto della «responsabilità di proteggere» si concentri sulla prevenzione, la protezione e la ricostruzione post-conflitto, in quei casi in cui si teme siano perpetrati genocidi, pulizie etniche, crimini di guerra o crimini contro l'umanità, ma non sia mai usato come pretesto per promuovere interessi particolari o nazionali, o di coalizioni internazionali create sulla base di considerazioni geostrategiche o economiche per rovesciare determinati regimi; assistere gli Stati nella costruzione di capacità a tale scopo;
            
         
               p)
            
            
               elaborare criteri da seguire negli interventi intesi a dare attuazione alla «responsabilità di proteggere», in particolare al terzo pilastro che è quello che prevede gli interventi militari, come la proporzionalità, la chiarezza ex ante in merito agli obiettivi politici e il ricorso a valutazioni di impatto dettagliate;
            
         
               q)
            
            
               rafforzare il ruolo dell'UE quale attore politico globale svolgendo un ruolo attivo nella diplomazia preventiva;
            
         
               r)
            
            
               esigere che tutte le parti, statali e non statali, coinvolte direttamente o indirettamente in conflitti armati, rispettino appieno i loro obblighi derivanti dal diritto internazionale, fra cui quello di garantire lo spazio umanitario e di assicurare l'accesso senza impedimenti all'assistenza umanitaria alle persone bisognose, con particolare attenzione alla protezione dei civili, e si impegnino per trovare una soluzione pacifica e diplomatica a qualsiasi tipo di conflitto;
            
         
               s)
            
            
               appoggiare le risoluzioni 1325 (2000) e 1820 (2008) del Consiglio di sicurezza sulle donne, la pace e la sicurezza; mettere in rilievo e assicurare la partecipazione delle donne ai processi di pace; riconoscere la necessità di integrare le prospettive di genere in relazione alla prevenzione dei conflitti, nelle operazioni di mantenimento della pace, negli aiuti umanitari e nella ricostruzione post-bellica;
            
         
               t)
            
            
               cooperare con le Nazioni Unite per affrontare le minacce alla sicurezza globale, come la proliferazione di armi nucleari, la criminalità organizzata e il terrorismo; profondere maggiori sforzi per concludere i negoziati su una convenzione globale sul terrorismo internazionale;
            
         
               u)
            
            
               cooperare con i partner multilaterali e bilaterali per intensificare e rendere più efficaci le pressioni atte a porre immediatamente fine alle violazioni dei diritti umani e alle violenze in Siria; vagliare, in collaborazione con i partner, in particolare gli Stati Uniti, la Turchia e la Lega degli Stati arabi, tutte le opzioni possibili in materia di attuazione del principio della «responsabilità di proteggere» allo scopo di aiutare il popolo siriano e porre fine al massacro; esercitare pressioni sul governo siriano e su tutti gli attori coinvolti nella crisi affinché rispettino appieno il diritto umanitario internazionale e consentano il rapido svolgimento delle operazioni transfrontaliere di assistenza umanitaria e di prestazione dei servizi pubblici di base, e garantiscano pieno accesso alle organizzazioni umanitarie; invitare i partner internazionali a rispettare gli impegni finanziari assunti nell'ambito della fornitura di aiuti ai rifugiati siriani, consentendo all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e ad altre organizzazioni di fornire l'assistenza necessaria; valutare insieme ai partner come possa essere ridotto al minimo l'impatto della crisi siriana sui paesi vicini;
            
         
               v)
            
            
               promuovere, in conformità delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, gli sforzi della regione e della comunità internazionale volti a trovare una soluzione politica al conflitto in Mali, e promuovere una transizione democratica consolidando le istituzioni di transizione, promuovendo, anche mediante la mediazione, un dialogo e una riconciliazione nazionali inclusivi, nonché elezioni libere, eque e trasparenti; sostenere le iniziative a favore dell'integrità territoriale del Mali e della sicurezza della popolazione del paese; sottolineare l'importanza di mantenere la stabilità nella regione del Sahel e di prevenire un impatto negativo sulla stabilità dei paesi limitrofi al Mali; coordinare da vicino i propri interventi con i partner regionali e internazionali, fra cui l'Unione africana e la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale; sostenere una missione di mantenimento della pace sotto l'egida delle Nazioni Unite, e incoraggiare gli Stati membri dell'UE a prendervi parte, nonché il compito di fornire addestramento militare alle forze armate maliane nell'ambito della missione EUTM in Mali; continuare a fornire assistenza alla missione MISMA (Mission internationale de soutien au Mali);
            
         
               w)
            
            
               accogliere con favore il trattato sul commercio delle armi adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 2 aprile 2013, che troverà applicazione su una vasta gamma di armi, ivi comprese le munizioni; promuovere attivamente una rapida forma e ratifica e un'effettiva e universale applicazione di tale trattato in tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, compresi i principali paesi al mondo che producono armi; guidare gli sforzi finalizzati a stabilire i più elevati standard comuni, anche per quanto concerne la situazione dei diritti umani nei paesi destinatari, per la regolamentazione del commercio internazionale di armi e la lotta al traffico illecito di armi, prevenendo conflitti, riducendo la sofferenza delle persone e la corruzione e promuovendo la pace internazionale e la sicurezza;
            
         
               x)
            
            
               profondere maggiori sforzi a favore di impegni multilaterali intesi alla riduzione del numero di armi nucleari;
            
         
      
         Diritti umani, democrazia e Stato di diritto
      
   
   
               y)
            
            
               rafforzare gli sforzi internazionali volti a garantire che tutti i diritti umani riconosciuti dalle convenzioni delle Nazioni Unite siano considerati universali, indivisibili, interdipendenti e correlati e siano rispettati; opporsi ai tentativi di aggirare il diritto umanitario nella lotta al terrorismo; promuovere l'integrazione dei diritti umani, ivi comprese le libertà digitali, e delle libertà fondamentali in tutti gli aspetti del lavoro delle Nazioni Unite;
            
         
               z)
            
            
               cercare di rafforzare il processo di revisione periodica universale (RPU) attraverso l'inserimento dei termini delle raccomandazioni nei dialoghi bilaterali e multilaterali con gli Stati membri dell'ONU, in particolare nei dialoghi sui diritti umani; favorire un ambiente tale da consentire alle ONG di offrire il proprio contributo alle diverse fasi del processo RPU;
            
         
               aa)
            
            
               combattere l'intolleranza, la stereotipizzazione negativa, la stigmatizzazione, la discriminazione e l'incitamento alla violenza; riconoscere con profonda preoccupazione la crescente violenza contro i membri di comunità religiose e di altre comunità in varie parti del mondo;
            
         
               ab)
            
            
               combattere le restrizioni alla libertà di stampa e dei media imposte nel mondo; combattere la violenza contro i giornalisti e contro i blogger; tutelare e promuovere la libertà di espressione sia online sia offline;
            
         
               ac)
            
            
               promuovere un appoggio universale allo statuto di Roma della Corte penale internazionale e lavorare a favore di un rafforzamento delle capacità operative della Corte penale internazionale onde ridurre l'impunità per i crimini contro l'umanità;
            
         
               ad)
            
            
               promuovere l'impegno per un ordine internazionale basato sullo Stato di diritto, essenziale per la coesistenza pacifica dei paesi e per la costruzione di Stati più solidi e di una pace sostenibile; ricordare, a tal proposito, che la promozione della democrazia e il rispetto dello Stato di diritto sono aspetti correlati e dovrebbero essere sostenuti come tali quali obiettivi della politica estera dell'UE;
            
         
               ae)
            
            
               rafforzare il sostegno ai paesi, su loro richiesta, nell'attuazione a livello nazionale dei rispettivi obblighi internazionali attraverso il rafforzamento dell'assistenza tecnica, la costruzione istituzionale e lo sviluppo di capacità;
            
         
               af)
            
            
               dare seguito alle raccomandazioni della dichiarazione politica adottata in occasione della riunione di alto livello sullo Stato di diritto del settembre 2012; sostenere l'istituzione del punto focale mondiale comune per lo Stato di diritto; dare pieno sostegno al ruolo del Gruppo di coordinamento e consulenza sullo Stato di diritto per il coordinamento e la coerenza d'insieme, anche al fine di evitare la frammentazione dei servizi (dipartimento degli Affari politici, Programma di sviluppo delle Nazioni Unite ecc.);
            
         
               ag)
            
            
               ricordare che la corruzione rappresenta una violazione dei diritti umani e che l'Unione europea ha rivendicato la competenza esclusiva per la firma della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione; chiedere al VP/AR di presentare un piano d'azione dell'UE per la lotta alla corruzione inteso a monitorare in modo efficace il seguito dato alle raccomandazioni contenute nella Convenzione, ad esempio mediante l'obbligo in capo agli Stati membri di pubblicare e divulgare informazioni sulla corruzione; creare canali per denunciare le violazioni, nonché un quadro giuridico per la protezione dei testimoni e mezzi per garantire la partecipazione della società civile;
            
         
      
         Sviluppo sostenibile
      
   
   
               ah)
            
            
               contribuire a potenziare la coerenza delle politiche per lo sviluppo e per una lotta coerente alla povertà e a migliorare l'efficacia degli aiuti allo sviluppo, che restano questioni centrali per il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio (OSM);
            
         
               ai)
            
            
               integrare nelle strategie di sviluppo la valutazione e la gestione della riduzione del rischio di catastrofi, al fine di proteggere le vite umane e salvaguardare le basi di sostentamento delle popolazioni;
            
         
               aj)
            
            
               migliorare il collegamento fra i soccorsi d'urgenza, la ricostruzione, la riduzione del rischio di catastrofi e lo sviluppo nonché potenziare il coordinamento fra gli attori umanitari e dello sviluppo, al fine di garantire la continuità degli aiuti e accrescere la resilienza, la cui necessità è evidenziata dalle ricorrenti crisi alimentari nella regione del Sahel e nel Corno d'Africa;
            
         
               ak)
            
            
               lavorare per la piena attuazione dell'esito della Conferenza Rio+20, fra l'altro promuovendo lo sviluppo sostenibile quale principio guida di uno sviluppo globale a lungo termine; rispettare l'impegno assunto a livello internazionale dall'UE e dagli Stati membri di destinare lo 0,7 % del prodotto interno lordo agli aiuti allo sviluppo, a prescindere dall'impatto che la crisi economica e finanziaria ha sull'UE 27;
            
         
               al)
            
            
               cooperare affinché il forum politico di alto livello per lo sviluppo sostenibile diventi operativo nei tempi previsti per coordinare il lavoro corrente di monitoraggio e valutazione dei progressi verso il conseguimento degli obiettivi stabiliti;
            
         
               am)
            
            
               promuovere un accesso universale all'acqua e a servizi energetici sostenibili e dai prezzi abbordabili, poiché si tratta di fattori chiave per l'eliminazione della povertà e una crescita inclusiva;
            
         
               an)
            
            
               lavorare per l'agenda degli OSM post-2015 in modo coerente e coordinato; negoziare un unico corpus di obiettivi per lo sviluppo sostenibile, di portata globale, orientati all'azione, misurabili, vincolati a scadenze precise e facili da comunicare; puntare a obiettivi che integrino sostenibilità, equità e governance;
            
         
               ao)
            
            
               appoggiare l'iniziativa intrapresa dal presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite per presentare alla società civile l'agenda di sviluppo post 2015 organizzando un evento speciale sul conseguimento degli OSM in occasione della 68a sessione dell'Assemblea generale che si terrà nel 2013, quale momento importante per la consultazione della società civile visto che l'evento potrebbe consentire di far confluire gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e l'agenda di sviluppo post 2015 in un «binario comune»;
            
         
               ap)
            
            
               chiedere che il nuovo quadro di cooperazione post 2015 sia affiancato da un programma di finanziamento prevedibile e realistico, funzionale agli obiettivi fissati;
            
         
      
         Cooperazione globale tra parlamenti
      
   
   
               aq)
            
            
               promuovere l'interazione su questioni globali tra governi e parlamenti; rafforzare la governance mondiale e consentire una migliore partecipazione parlamentare e dei cittadini alle attività delle Nazioni Unite;
            
         
      
         Considerazioni generali
      
   
   
               ar)
            
            
               migliorare il seguito dato alle raccomandazioni adottate dal Parlamento europeo, per esempio invitando il Servizio europeo per l'azione esterna a riferire annualmente al Parlamento europeo in merito ai risultati della sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite;
            
         
            
               2.
            
            
               incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e, per conoscenza, alla Commissione.
            
         
      (1)  Documento n. 9820/1/12 del Consiglio dell'Unione europea.
   
      (2)  Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/67/234.
   
      (3)  Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/67/226.
   
      (4)  Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/67/179.
   
      (5)  Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/67/175.
   
      (6)  Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/67/169.
   
      (7)  Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/67/97.
   
      (8)  Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/67/48.
   
      (9)  Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/65/276.
   
      (10)  Risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/58/4.
   
      (11)  Testi approvati, P7_TA(2012)0240.
   
      (12)  Testi approvati, P7_TA(2013)0180.
   
      (13)  Testi approvati, P7_TA(2011)0229.
   
      (14)  Testi approvati, P7_TA(2011)0334.
   
      (15)  Testi approvati, P7_TA(2013)0055.
   
      (16)  Testi approvati, P7_TA(2013)0180.