CELEX: 62010CO0519
Language: it
Date: 2011-11-18
Title: Ordinanza della Corte (Settima Sezione) del 18 novembre 2011. # Giovanni Colapietro contro Ispettorato Centrale Repressioni Frodi. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunale di Bari - Italia. # Rinvio pregiudiziale - Artt. 92, n. 1, 103, n. 1, e 104, n. 3, secondo comma, del regolamento di procedura - Settore vitivinicolo - Regolamenti (CEE) n. 822/87 e (CE) n. 343/94 - Questione la cui soluzione non dà adito a dubbi ragionevoli - Irricevibilità manifesta. # Causa C-519/10.

ORDINANZA DELLA CORTE (Settima Sezione)
      18 novembre 2011 (*)
      
      «Rinvio pregiudiziale – Artt. 92, n. 1, 103, n. 1, e 104, n. 3, secondo comma, del regolamento di procedura – Settore vitivinicolo – Regolamenti (CEE) n. 822/87 e (CE) n. 343/94 – Questione la cui soluzione non dà adito a dubbi ragionevoli – Irricevibilità manifesta»
      Nel procedimento C‑519/10,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 267 TFUE, dal Tribunale di
         Bari, sezione distaccata di Rutigliano, con ordinanza 28 settembre 2010, pervenuta in cancelleria il 27 ottobre 2010, nella
         causa
      
      Giovanni Colapietro
      contro
      Ispettorato Centrale Repressioni Frodi,
      
      LA CORTE (Settima Sezione),
      composta dal sig. J. Malenovský, presidente di sezione, dai sigg. G. Arestis e D. Šváby (relatore), giudici,
      avvocato generale: sig. P. Cruz Villalón
      cancelliere: sig. A. Calot Escobar
      proponendosi di statuire sulla terza questione con ordinanza motivata, in conformità degli artt. 92, n. 1, e 103, n. 1, del
         regolamento di procedura,
      
      informato il giudice del rinvio del fatto che, quanto alla prima e alla seconda questione, la Corte si propone di statuire
         con ordinanza motivata in conformità dell’art. 104, n. 3, secondo comma, del regolamento di procedura,
      
      invitati gli interessati di cui all’art. 23 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea a presentare eventuali
         osservazioni in proposito, 
      
      sentito l’avvocato generale,
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dei regolamenti (CEE) del Consiglio 16 marzo 1987, n. 822,
         relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo (GU L 84, pag. 1) e (CE) della Commissione 15 febbraio 1994, n. 343,
         recante apertura della distillazione obbligatoria di cui all’articolo 39 del regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio e recante
         deroga ad alcune modalità di applicazione ad essa relative per la campagna 1993/1994 (GU L 44, pag. 9).
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra il sig. Colapietro e l’Ispettore generale capo del Ministero
         per le Politiche agricole in merito al rifiuto da parte di quest’ultimo di annullare una sanzione pecuniaria inflitta al sig. Colapietro
         per inadempimento dell’obbligo di consegna alla distillazione obbligatoria di vino da tavola, nel corso della campagna 1993/1994.
         
      
       Contesto normativo
       Il diritto dell’Unione
       Il regolamento n. 822/87
      3        L’art. 39, nn. 1, 2 e 4 nonché 9‑11, del regolamento n. 822/87 così dispone:
      
      «1.      Qualora, per una campagna viticola, il mercato dei vini da tavola e dei vini atti a diventare vini da tavola presenti una
         situazione di grave squilibrio, viene decisa una distillazione obbligatoria del vino da tavola.
      
      (...)
      2.      La Commissione fissa i quantitativi che devono essere consegnati alla distillazione obbligatoria per eliminare le eccedenze
         di produzione e ripristinare così una situazione normale del mercato, soprattutto per quanto riguarda i livelli delle disponibilità
         prevedibili di fine campagna e i prezzi.
      
      (...)
      4.      Il quantitativo da distillare, determinato ai sensi del paragrafo 3, è ripartito tra i vari produttori di vino da tavola di
         ciascuna regione di produzione.
      
      Per i produttori soggetti all’obbligo, il quantitativo da distillare è pari ad una percentuale da determinare della loro produzione
         di vino da tavola e di prodotti da determinare a monte del vino da tavola, che figura nella dichiarazione di produzione.
      
      (...)
      9.      Secondo la procedura prevista all’articolo 83 sono adottati:
      (...)
      –        la decisione di procedere alla distillazione di cui al paragrafo 1;
      –        le modalità per l’applicazione del paragrafo 2 e il quantitativo totale da distillare previsto da questo paragrafo;
      –        i criteri per la delimitazione di regioni di produzione, raggruppate per Stato membro, di cui al paragrafo 3, nonché la delimitazione
         di queste regioni;
      
      –        la fissazione della percentuale uniforme e delle campagne consecutive di riferimento, nonché la ripartizione tra le regioni,
         raggruppate per Stato membro, dei quantitativi da distillare di cui al paragrafo 3;
      
      –        la tabella progressiva e le percentuali di cui al paragrafo 4;
      –        i prezzi e l’importo degli aiuti di cui ai paragrafi 6 e 7;
      –        le altre modalità d’applicazione del presente articolo.
      Secondo la stessa procedura vengono adottate le misure che, al fine di ridurre gli oneri amministrativi dell’applicazione
         di questo articolo:
      
      –        prevedono l’esonero totale o parziale per i produttori che abbiano ottenuto o debbano consegnare, nel corso della campagna
         viticola in questione, un quantitativo che non superi un livello da determinare;
      
      –        possono prevedere l’esonero per le regioni in cui la produzione di vino da tavola rappresenta una frazione minima della produzione
         totale di vino da tavola della Comunità, entro un limite massimo di 60 000 ettolitri per Stato membro.
      
      I produttori delle regioni per le quali viene concesso l’esonero non possono beneficiare delle misure previste agli articoli
         38, 41 e 42.
      
      10.      In deroga alle disposizioni del presente articolo, per le campagne 1985/1986 e 1986/1987, in Grecia la distillazione obbligatoria
         può essere applicata secondo disposizioni particolari che tengono conto delle difficoltà constatate in questo paese, in particolare
         per quanto riguarda la conoscenza delle rese per ettaro. Queste disposizioni sono adottate secondo la procedura di cui all’articolo 83.
      
      Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può decidere, qualora sussistano difficoltà
         dopo la campagna 1986/1987, di prorogare tale deroga.
      
      11.      Se nella campagna 1986/1987 si manifestano difficoltà tali da compromettere la realizzazione o un’applicazione equilibrata
         della distillazione obbligatoria di cui al paragrafo 1, le misure necessarie per garantire l’applicazione effettiva della
         distillazione sono adottate secondo la procedura prevista all’articolo 83.
      
      Tali misure possono riguardare soltanto le disposizioni previste al presente articolo, escluse quelle relative:
      –        ai volumi da distillare,
      –        ai prezzi da pagare per il vino distillato,
      –        alla percentuale di 85 applicabile in ciascuna regione di produzione,
      –        alle campagne di riferimento.
      Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può prorogare le modalità del presente
         paragrafo fino alla fine della campagna 1989/1990».
      
      4        L’art. 79, n. 1, primo comma, del regolamento n. 822/87 è formulato come segue:
      
      «Gli Stati membri prendono le misure necessarie per garantire l’osservanza delle disposizioni comunitarie nel settore vitivinicolo
         e designano uno o più organismi incaricati di controllare l’osservanza delle disposizioni stesse».
      
       Il regolamento n. 343/94
      5        Il primo ‘considerando’ del regolamento n. 343/94 così recita:
      
      «Considerando che i dati di cui dispone attualmente la Commissione, in particolare quelli relativi al bilancio di previsione
         per la campagna viticola 1993/1994, evidenziano che la situazione della campagna in corso è caratterizzata da uno squilibrio
         del mercato dei vini da tavola e dei vini atti a diventare vini da tavola; che sussistono pertanto le condizioni per decidere
         una distillazione obbligatoria a norma dell’articolo 39, paragrafo 1, del [regolamento n. 822/87]».
      
      6        L’art. 1, n. 1, di tale regolamento dispone quanto segue:
      
      «È decisa, per la campagna 1993/1994, la distillazione di cui all’articolo 39, paragrafo 1, del regolamento (...) n. 822/87».
      7        Il regolamento (CE) della Commissione 18 marzo 1994, n. 610, che modifica il regolamento (CE) n. 465/94 che fissa, per la
         campagna 1993/1994, le percentuali della produzione di vini da tavola da consegnare alla distillazione obbligatoria di cui
         all’articolo 39 del regolamento (...) n. 822/87 (...) (GU L 77, pag. 12), stabilisce, per la campagna viticola 1993/1994 e
         relativamente a taluni regioni italiane, le percentuali della produzione di vini da tavola da consegnare alla distillazione
         obbligatoria.
      
       La normativa nazionale
      8        L’art. 4, comma 11, della legge 4 novembre 1987, n. 460 (in prosieguo: la «legge n. 460/87»), commina sanzioni amministrative
         par la violazione delle disposizioni adottate dalla Comunità economica europea in fatto di consegna del vino alla distillazione
         obbligatoria.
      
      9        Tuttavia, tale legge non sanziona in via generale la violazione della normativa, vigente o futura, in materia di consegna
         di vino alla distillazione obbligatoria, ma si limita a rinviare a un numero limitato di regolamenti comunitari specifici,
         tra cui il regolamento n. 822/87, ma non il regolamento n. 343/94.
      
       Causa principale e questioni pregiudiziali
      10      Il procedimento principale verte su un ricorso presentato il 20 maggio 1999 dal sig. Colapietro avverso il provvedimento 21
         aprile 1999, n. 179/99, dell’Ispettore generale capo del Ministero per le Politiche agricole con cui gli è stata irrogata
         un’ammenda di ITL 390 250 000 (equivalenti a EUR 201 547,30), a seguito del verbale di contestazione n. 94/20070 del 26 ottobre
         1994, con il quale i funzionari dell’Ufficio Ispettorato Centrale Repressione Frodi di Bari avevano accertato l’inosservanza
         delle disposizioni di cui all’art. 39 del regolamento n. 822/87 nonché del regolamento (CEE) della Commissione 24 marzo 1986,
         n. 854, recante modalità d’applicazione per la distillazione obbligatoria di cui all’articolo 41 del regolamento (CEE) n. 337/79
         del Consiglio (GU L 80, pag. 14), sanzionabile ex art. 4, comma 11, della legge n. 460/87, per omessa consegna alla distillazione
         obbligatoria di hl 7 804,87 di vino da tavola.
      
      11      A sostegno del suo ricorso il sig. Colapietro deduce l’insussistenza della violazione di cui all’art. 4, comma 11, della legge
         n. 460/87 e la nullità della sanzione in quanto quest’ultima sarebbe stata in realtà inflitta a causa della violazione di
         un regolamento comunitario successivo a quelli soprammenzionati, e cioè il regolamento n. 343/94. Questa circostanza porterebbe
         a chiedersi, secondo il sig. Colapietro, se l’art. 4 di tale legge, che prevede sanzioni in caso di violazione di regolamenti
         comunitari ormai abrogati, consenta di sanzionare violazioni delle norme introdotte da nuovi regolamenti.
      
      12      Stando al giudice del rinvio, la legge n. 460/87 non sanziona in via generale la violazione della normativa, vigente o futura,
         in materia di consegna del vino alla distillazione obbligatoria, ma si limita a rinviare ad alcuni regolamenti comunitari
         specifici, tra cui il regolamento n. 822/87, senza prendere in considerazione l’eventualità di un’abrogazione o modifica di
         tali regolamenti. Peraltro, l’art. 25 della Costituzione italiana stabilisce che nessuno può essere punito per un fatto che
         al momento della sua commissione non era espressamente previsto come reato dalla legge. Il Tribunale di Bari, sezione distaccata
         di Rutigliano, ha pertanto deciso, una prima volta, di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni
         pregiudiziali:
      
      «1)      Se la [legge n. 460/87], il cui art. 4 prevede sanzioni al fine di assicurare il rispetto delle disposizioni emanate dalla
         Comunità economica europea con i regolamenti oggi abrogati, sia applicabile per sanzionare [le violazioni dei] precetti posti
         dai nuovi regolamenti.
      
      2)      Se la sanzione amministrativa sopra comminata risulti effettivamente sproporzionata al fatto e violi il principio di equità
         delle pene».
      
      13      Con ordinanza 19 gennaio 2001, causa C‑390/00, Colapietro, la Corte ha disposto che non occorreva statuire su tali questioni.
         Per quanto attiene alla prima, essa ha infatti constatato la propria manifesta incompetenza. Quanto alla seconda questione,
         la Corte l’ha dichiarata manifestamente irricevibile a causa dell’insufficiente definizione del contesto di fatto e diritto
         della causa principale.
      
      14      Preso atto di tale decisione della Corte, il giudice del rinvio, con ordinanza 28 settembre 2010, ha nuovamente sospeso il
         procedimento e riformulato come segue le questioni pregiudiziali:
      
      «Voglia la Corte precisare:
      1)      la portata del [regolamento n. 822/87], ovvero il suo ambito di applicazione spazio-temporale, nonché la sua “ratio” sotto
         il profilo sanzionatorio, il tutto con riferimento alla campagna vendemmiale del 1993/1994, epoca a cui si riferiscono i fatti
         in causa;
      
      2)      se è vero che il predetto [regolamento 822/87,] art. 39, per la suddetta campagna vendemmiale è stato attuato dal [regolamento
         n. 343/94] e dallo stesso sostituito;
      
      3)      se l’applicazione della multa di ITL 390 250 000, oggi EUR 201 547,30 (duecentounomilacinquecentoquarantasette/30 euro), per
         omessa consegna alla distillazione obbligatoria – per la campagna 1993/1994 – di hl 7 084,87 di vino da tavola, risultante
         dall’applicazione del vino feccioso prodotto, pari ad hl 15 155 (con resa di 126 hl/ha, in virtù di aliquota di conferimento
         alla distillazione obbligatoria dei vini 51,5% come da regolamento [CEE] 610/94) sia sproporzionat[a] ai fatti e violi il
         principio di equità delle pene, più volte enunciato dalla Corte medesima».
      
       Sulle questioni pregiudiziali
       Sulla prima e sulla seconda questione
      15      Poiché la risposta alla prima e alla seconda questione non dà adito a dubbi ragionevoli, la Corte, ai sensi dell’art. 104,
         n. 3, secondo comma, del regolamento di procedura, ha informato il giudice del rinvio che essa intendeva statuire con ordinanza
         motivata e ha invitato gli interessati di cui all’art. 23 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea a presentare
         eventuali osservazioni al riguardo.
      
      16      Nessuno degli interessati ha ottemperato all’invito della Corte.
      
      17      Con le prime due questioni, che occorre esaminare congiuntamente, il giudice del rinvio domanda in sostanza se il regolamento
         n. 343/94, e più in particolare l’art. 39 del medesimo, costituisca un regolamento di applicazione del regolamento n. 822/87
         ovvero se, al contrario, si sostituisca a quest’ultimo abrogandolo o sostituendolo.
      
      18      A tal proposito, è sufficiente rilevare che, come risulta dal suo secondo ‘visto’, il regolamento n. 343/94 ha come fondamento
         giuridico l’art. 39, nn. 9‑11, del regolamento n. 822/87, il quale autorizza la Commissione ad adottare le misure necessarie
         all’attuazione e all’applicazione di tale articolo, conformemente all’art. 83 di questo stesso regolamento.
      
      19      Il regolamento n. 343/94 ha quindi unicamente ad oggetto l’attuazione del regolamento n. 822/87, che è applicabile alla campagna
         viticola 1993/1994, senza affatto abrogarlo o sostituirlo.
      
      20      Il regolamento n. 343/94, disponendo che si proceda alla distillazione obbligatoria per la campagna viticola 1993/1994 e fissandone
         le modalità, attiva in capo a ogni produttore l’obbligo di consegnare un determinato quantitativo di vino da tavola alla distillazione
         obbligatoria, conformemente all’art. 39, n. 4, del regolamento n. 822/87.
      
      21      Giova in proposito rilevare che, in applicazione dell’art. 79, n. 1, di tale regolamento, spetta allo Stato membro, quale
         che ne sia l’organo competente ed ivi compresi gli organi giurisdizionali, garantire il rispetto di tale regolamento.
      
      22      Di conseguenza, occorre rispondere al giudice del rinvio che il regolamento n. 343/94 dà attuazione al regolamento n. 822/87
         senza abrogarlo né sostituirlo.
      
       Sulla terza questione
      23      Con la terza questione il giudice del rinvio domanda in sostanza se una sanzione, come quella di cui trattasi nel procedimento
         principale, dell’importo di ITL 390 250 000, per omessa consegna alla distillazione obbligatoria di un quantitativo di hl 7 804,87
         di vino da tavola, sia conforme al principio generale di proporzionalità.
      
      24      A questo proposito, occorre anzitutto rammentare che, qualora una normativa dell’Unione non contenga alcuna specifica norma
         sanzionatoria per il caso di violazione di una delle sue disposizioni oppure su tale punto rinvii, come fa l’art. 79 del regolamento
         n. 822/87, alle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative nazionali, l’art. 10 CE, sostituito in sostanza
         dall’art. 4, n. 3, TUE, impone agli Stati membri di adottare tutte le misure atte a garantire la portata e l’efficacia del
         diritto dell’Unione. A tal fine, pur conservando la scelta delle sanzioni, essi devono segnatamente vegliare a che le violazioni
         del diritto dell’Unione siano sanzionate nel rispetto del principio di proporzionalità, circostanza questa che spetterà ai
         giudici nazionali valutare.
      
      25      A tal fine, e con riferimento in particolare alla sanzione della violazione dell’art. 39 del regolamento n. 822/87, i giudici
         nazionali devono segnatamente tener conto del prezzo del vino da tavola da consegnare alla distillazione obbligatoria nonché
         di quello del vino da tavola effettivamente immesso in commercio nel corso della campagna 1993/1994, ed eventualmente adire
         la Corte in via pregiudiziale ove ritengano che una sua pronuncia sia necessaria per poter emettere la loro sentenza. 
      
      26      A questo proposito, dalla giurisprudenza della Corte risulta che, quando una normativa nazionale rientra nella sfera di applicazione
         del diritto dell’Unione, la Corte, adita in via pregiudiziale, deve fornire tutti gli elementi di interpretazione necessari
         alla valutazione, da parte del giudice nazionale, della conformità di tale normativa ai principi generali del diritto dell’Unione
         (v. in tal senso, in particolare, sentenza 23 settembre 2008, causa C‑427/06, Bartsch, Racc. pag. I‑7245, punto 15).
      
      27      La Corte ha nondimeno più volte osservato che l’esigenza di giungere ad un’interpretazione del diritto dell’Unione che sia
         utile per il giudice nazionale impone che quest’ultimo definisca il contesto di fatto e di diritto in cui si inseriscono le
         questioni sollevate, o che esso spieghi almeno le ipotesi di fatto su cui tali questioni sono fondate (ordinanza 15 aprile
         2011, causa C‑613/10, Debiasi, punto 21 e giurisprudenza ivi citata).
      
      28      Si deve inoltre sottolineare che le informazioni contenute nelle decisioni di rinvio servono non solo a consentire alla Corte
         di fornire soluzioni utili bensì anche a dare ai governi degli Stati membri e alle altre parti interessate la possibilità
         di presentare osservazioni ai sensi dell’art. 23 dello Statuto della Corte. È compito della Corte vigilare sulla salvaguardia
         di tale possibilità, tenuto conto del fatto che, a norma della suddetta disposizione, alle parti interessate vengono notificate
         solo le decisioni di rinvio (ordinanza Debiasi, cit., punto 24 e giurisprudenza ivi citata).
      
      29      Orbene, si deve constatare che la domanda di pronuncia pregiudiziale in esame manifestamente non soddisfa tali requisiti.
      
      30      Occorre rilevare in proposito che l’ordinanza di rinvio si limita a menzionare la norma penale nazionale di cui trattasi nel
         procedimento principale, ma non permette di identificarne il contenuto preciso. Vero è che il giudice del rinvio ha precisato,
         nella sua domanda di pronuncia pregiudiziale, l’importo della sanzione su cui verte il procedimento principale. Continuano
         però a mancare gli elementi di fatto indispensabili per valutare la proporzionalità della sanzione, come quelli cui si fa
         riferimento al punto 25 della presente ordinanza.
      
      31      Pertanto, la domanda di pronuncia pregiudiziale non consente né ai governi degli Stati membri né alle altre parti interessate
         di presentare osservazioni ex art. 23 dello Statuto della Corte in merito a tali questioni, né consente a quest’ultima di
         fornire un’interpretazione utile del diritto dell’Unione.
      
      32      Di conseguenza si deve constatare, ai sensi degli artt. 92, n. 1, e 103, n. 1, del regolamento di procedura, che la terza
         questione sottoposta alla Corte dal Tribunale di Bari, sezione distaccata di Rutigliano, è manifestamente irricevibile.
      
       Sulle spese
      33      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Settima Sezione) dichiara:
      Il regolamento (CE) della Commissione 15 febbraio 1994, n. 343, recante apertura della distillazione obbligatoria di cui all’articolo
            39 del regolamento (CEE) n. 822/87 del Consiglio e recante deroga ad alcune modalità di applicazione ad essa relative per
            la campagna 1993/1994, dà attuazione al regolamento n. 822/87 senza abrogarlo né sostituirlo.
      Firme
      * Lingua processuale: l’italiano.