CELEX: 31993R1103
Language: it
Date: 1993-04-30 00:00:00
Title: REGOLAMENTO (CEE) N. 1103/93 DELLA COMMISSIONE del 30 aprile 1993 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di bilance elettroniche originarie di Singapore e della Repubblica di Corea

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31993R1103

REGOLAMENTO (CEE) N. 1103/93 DELLA COMMISSIONE del 30 aprile 1993 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di bilance elettroniche originarie di Singapore e della Repubblica di Corea  

Gazzetta ufficiale n. L 112 del 06/05/1993 pag. 0020 - 0027

REGOLAMENTO (CEE) N. 1103/93 DELLA COMMISSIONE del 30 aprile 1993 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di bilance elettroniche originarie di Singapore e della Repubblica di CoreaLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,  previa consultazione del comitato consultivo a norma del suddetto regolamento,  considerando quanto segue:  A. PROCEDURA  (1) In seguito ad una denuncia presentata da vari produttori comunitari di bilance elettroniche, che presumibilmente rappresentano la maggior parte della produzione comunitaria, nel gennaio 1992 la Commissione, con un avviso pubblicato  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), ha aperto una procedura antidumping sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di bilance elettroniche per il commercio al minuto originarie di Singapore, di cui al codice NC 8423 81 50 (qui di  seguito denominate « bilance elettroniche ») e ha avviato un'inchiesta.  (2) Nel marzo 1992 i produttori comunitari di cui al punto 1 hanno presentato una seconda denuncia, nella quale hanno chiesto di estendere la procedura relativa alle importazioni di bilance elettroniche originarie di Singapore alle importazioni degli  stessi prodotti originari della Repubblica di Corea.  (3) Nell'aprile 1992 la Commissione ha pubblicato un avviso di estensione (3) con il quale le importazioni di bilance elettroniche originarie della Repubblica di Corea sono state inserite nel procedimento relativo alle importazioni degli stessi prodotti  originari del Singapore.  (4) La Commissione ha debitamente informato gli esportatori, gli importatori comunitari e i produttori notoriamente interessati e ha dato loro la possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere audizioni.  (5) I rappresentanti degli esportatori e quasi tutti i produttori comunitari ricorrenti hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Anche alcuni importatori hanno presentato le loro osservazioni. Alcune parti hanno chiesto e ottenuto di essere  sentite.  (6) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini delle conclusioni provvisorie in materia di dumping e di pregiudizio e ha svolto inchieste presso le sedi delle società sottoelencate.  a) Produttori comunitari Bizerba Werke GmbH, Balingen, Germania Gec Avery, Smethwick, Regno Unito Maatshappij van Berkels Patent N.V., Rijswijk, Paesi Bassi Testut, Béthune, Francia Lutrana, Viry-Châtillon, Francia Brevetti van Berkel SpA, Milano, Italia Santo Stefano SpA, Cassano Magnago, Italia Vandoni SpA, San Donato Milanese, Italia Grupo Campesa, Barcellona, Spagna Questi produttori comunitari rappresentano l'80 % circa della produzione comunitaria globale di bilance elettroniche.  b) Produttori ed esportatori di Singapore Teraoka Weigh-System PTE, Singapore c) Produttori ed esportatori coreani Gas Corporation, Seoul Descom Scales Manufacturing Co. Ltd, Seoul, ex Dailim-Ishida Scales Mfg. Co. Ltd, Seoul Han Instrumentation Technology Co. Ltd, Seoul d) Importatori indipendenti Biesta BV, Leusden, Paesi Bassi Carrin &  Co. N.V., Anversa, Belgio Digi System N.V., Anversa, Belgio Herbert &  Sons, Suffolk, Regno Unito (7) La Commissione ha chiesto e ricevuto osservazioni scritte e orali da parte dei ricorrenti, degli esportatori citati e da alcuni importatori indipendenti e, quando lo ha ritenuto necessario, ha verificato le informazioni comunicate.  (8) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1o gennaio 1991 e il 31 dicembre 1991 (periodo dell'inchiesta).  B. PRODOTTO  1. Descrizione del prodotto (9) I prodotti in esame sono le bilance elettroniche per il commercio al minuto, con indicazione numerica del peso, del prezzo unitario e del prezzo da pagare, eventualmente provviste di un dispositivo per stampare queste indicazioni, di cui al codice  NC 8423 81 50.  Nell'ambito della produzione di bilance elettroniche si evidenziano diversi tipi o livelli di prestazioni e di tecnologia. A questo proposito l'industria distingue la produzione di bilance in tre segmenti:  - segmento inferiore comprendente bilance « stand-alone », senza stampante incorporata e senza chiave di programmazione;  - segmento intermedio con stampante incorporata e con una chiave di programmazione supplementare;  - segmento superiore con possibilità supplementare di integrazione in un sistema e di connessione a una rete informatizzata.  Anche se l'utilizzazione potenziale e la qualità delle bilance elettroniche possono variare, non si rilevano differenze significative tra i diversi tipi in termini di caratteristiche fisiche essenziali o di sistemi di marketing.  Non è inoltre possibile tracciare linee di demarcazione nette tra i tre segmenti, poiché i modelli situati in segmenti adiacenti sono spesso intercambiabili. Ai fini del presente procedimento le bilance devono quindi essere considerate come un prodotto  unico.  2. Prodotto simile (10) Dall'inchiesta è emerso che i diversi modelli di bilance elettroniche venduti sui mercati della Corea e di Singapore, nonostante alcune differenze relative a dimensioni, durata utile, voltaggio o design, sono identici oppure molto simili alle  bilance esportate dalla Corea e da Singapore nella Comunità e quindi devono essere considerati prodotti simili.  Analogamente, a parte alcune differenze tecniche secondarie, le bilance elettroniche prodotte nella Comunità nei tre segmenti suddetti sono simili sotto tutti gli aspetti alle bilance elettroniche esportate dalla Corea e da Singapore nella Comunità.  C. DUMPING  1. Singapore 1.1. Valore normale (11) Il valore normale è stato stabilito in base alla media ponderata dei prezzi vigenti sul mercato interno per i modelli venduti nel corso di normali operazioni commerciali.  Sono stati presi in considerazione i prezzi al netto di tutti gli sconti e delle riduzioni direttamente collegati alle vendite di bilance elettroniche.  (12) Un piccolo quantitativo di campioni è stato venduto a prezzi pari al 50 % del costo di produzione. È stato considerato che queste vendite, non essendo state realizzate nel corso di normali operazioni commerciali, dovessero essere escluse dalle  transazioni in base alle quali è stato calcolato il valore normale.  Le altre vendite sul mercato interno sono state considerate sufficienti ai fini del calcolo del valore normale, dato che superavano il 5 % delle vendite all'esportazione nella Comunità.  1.2. Prezzo all'esportazione (13) Le vendite all'esportazione sono state effettuate direttamente a importatori indipendenti nella Comunità. I prezzi all'esportazione sono stati pertanto determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto venduto per  l'esportazione nella Comunità.  1.3. Confronto (14) Ai fini del confronto tra il valore normale e i prezzi all'esportazione, in base alle singole transazioni, la Commissione, ai sensi dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88, ha tenuto debitamente conto delle differenze che  incidono sulla comparabilità dei prezzi. Sono state prese in considerazione differenze inerenti a caratteristiche fisiche, remunerazioni dei venditori e spese di vendita dirette, quali condizioni di credito, costi di trasporto, assicurazione e  movimentazione, nonché le spese per l'imballaggio e l'assistenza tecnica e i costi accessori, nei casi in cui è stata dimostrata l'esistenza di un rapporto diretto tra queste spese e le vendite in esame.  Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbricati e allo stesso stadio commerciale.  1.4. Margine di dumping (15) La media ponderata del margine di dumping per la società Teraoka Weigh-System PTE Ltd, espressa in percentuale del valore delle importazioni franco frontiera comunitaria, al lordo del dazio, è dell'8,5 %.  (16) Per quanto riguarda le società che non hanno collaborato nel corso dell'inchiesta, la Commissione ha ritenuto che il margine di dumping dovesse essere stabilito in base agli elementi disponibili, a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del  regolamento (CEE) n. 2423/88. È stato considerato che gli elementi più attendibili fossero quelli accertati nel corso dell'inchiesta e che, per evitare di premiare la mancata collaborazione e di agevolare l'elusione delle misure antidumping, fosse  opportuno presupporre che queste società avessero venduto nella Comunità a prezzi non superiori al prezzo minimo accertato per la società che ha collaborato, la quale ha effettuato circa l'80 % delle esportazioni nella Comunità. In base a tale calcolo,  il margine di dumping per le società che non hanno collaborato è pari al 31 %.  2. Repubblica di Corea 2.1. Prezzi all'esportazione Vendite ad operatori indipendenti (17) Quando le vendite sono state effettuate direttamente ad importatori indipendenti nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi pagati o pagabili per il prodotto venduto per l'esportazione nella Comunità. I  produttori coreani hanno sostenuto che queste vendite sono state effettuate a livello degli importatori, dei distributori oppure dei rivenditori e la Commissione, in base agli elementi di prova presentati, ha accertato che questa affermazione era  attendibile.  A questo proposito la Commissione ha tenuto conto delle funzioni dei venditori e degli acquirenti in base ai costi sostenuti e ai quantitativi venduti, alla corrispondenza dei prezzi applicati al livello commerciale in questione e infine agli elementi  di prova disponibili sulla catena di distribuzione.  Vendite a importatori collegati (18) Quando le esportazioni sono state effettuate a importatori collegati nella Comunità, i prezzi all'esportazione, a norma dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, sono stati costruiti in base ai prezzi di rivendita  al primo acquirente indipendente. Questi prezzi sono stati adeguati per tener conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita, nonché di un margine di profitto del 5 %, che è stato considerato equo in base alle informazioni comunicate  alla Commissione dall'importatore indipendente che ha collaborato.  La Commissione ha accolto la richiesta di un produttore coreano di determinare i prezzi all'esportazione, costruiti allo stadio cif frontiera comunitaria, al livello degli importatori e dei distributori. La richiesta è stata accolta per gli stessi  motivi precedentemente esposti riguardo alle vendite agli importatori indipendenti.  2.2. Valore normale a) Determinazione del valore normale in base ai prezzi nel paese esportatore (19) Il valore normale relativo ai tre esportatori che hanno collaborato al presente procedimento, per i modelli esportatori nella Comunità, è stato determinato in base alla media ponderata dei prezzi di vendita sul mercato interno, poiché i modelli in  questione sono stati venduti sul mercato interno coreano in quantitativi sufficienti (superiori al 5 % delle vendite all'esportazione nella Comunità) e a prezzi tali da consentire il recupero di tutti i costi, adeguatamente ripartiti, nel corso di  normali operazioni commerciali.  Dai prezzi sono stati detratti tutti gli sconti e le riduzioni direttamente collegati alle vendite di bilance elettroniche sul mercato interno.  b) Valore normale selettivo (20) Due dei tre esportatori coreani hanno chiesto che fosse effettuata una distinzione tra le categorie degli acquirenti indipendenti sul mercato interno e che il valore normale fosse stabilito in modo selettivo in base alla media ponderata dei prezzi  applicati per la vendita ad una categoria specifica di acquirenti indipendenti, ovvero dei rivenditori, che a loro parere si trovavano allo stadio commerciale più adatto ai fini del confronto con le vendite all'esportazione. I produttori hanno tra  l'altro sostenuto che detta categoria specifica di acquirenti aveva funzioni diverse rispetto a quelle di altri acquirenti indipendenti, che si riflettevano nell'entità e nei tipi di costi sostenuti, nonché nei quantitativi venduti e nella gamma dei  prezzi applicati.  (21) A questo proposito, secondo l'orientamento costantemente seguito dalle istituzioni comunitarie, uno stadio commerciale specifico può essere adeguatamente identificato unicamente se sono dimostrati tutti i fattori pertinenti, quali le funzioni dei  venditori e degli acquirenti e la congruenza dei quantitativi, dei costi e dei prezzi nel livello di distribuzione in questione rispetto agli altri livelli.  Un altro elemento rilevante ai fini dell'identificazione di una determinata categoria di acquirenti riguarda il posto occupato da questi ultimi rispetto al sistema di distribuzione sul mercato in esame. Occorre inoltre stabilire se dal confronto risulta  che soltanto una determinata categoria può essere confrontata con gli acquirenti che hanno una posizione analoga nel sistema di distribuzione del mercato delle esportazioni.  (22) Dopo aver esaminato la struttura delle vendite dei produttori ed esportatori sul mercato interno e nella Comunità, la Commissione ha concluso che la richiesta doveva essere respinta. I produttori, infatti, non hanno potuto adeguatamente dimostrare  la congruenza dei quantitativi, dei costi e dei prezzi in un livello di distribuzione rispetto agli altri livelli. Gli elementi di prova comunicati su alcuni di tali fattori per la categoria di acquirenti in questione hanno in realtà messo in evidenza  analogie significative con altre categorie che avrebbero dovuto essere diverse.  (23) In tali circostanze, riguardo ai produttori in questione, la Commissione ha concluso che gli elementi di prova comunicati non erano sufficienti per dimostrare che le vendite siano state effettuate a categorie di acquirenti specifiche e nettamente  distinte e che, ai fini del confronto con i prezzi all'esportazione, fosse opportuno prendere in considerazione soltanto una delle presunte diverse categorie invece del complesso delle vendite sul mercato interno. Il valore normale relativo a questi  produttori è stato quindi stabilito in base a tutte le vendite ad acquirenti indipendenti.  2.3. Confronto (24) In considerazione della variazione dei prezzi, il valore normale è stato confrontato con i prezzi all'esportazione in base alle singole transazioni. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88 la Commissione ha  tenuto debitamente conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi quali caratteristiche fisiche, remunerazioni del personale di vendita e spese di vendita dirette, quali condizioni di credito, costi di trasporto, assicurazione e  movimentazione, nonché spese di imballaggio e di assistenza tecnica e costi accessori, nei casi in cui è stata dimostrata l'esistenza di un rapporto diretto tra queste differenze e le vendite in esame.  Tutti i confronti sono stati effettuati a livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale.  (25) Due produttori coreani interessati hanno chiesto di detrarre dal valore normale un importo corrispondente ad alcune presunte riduzioni accordate agli acquirenti sul mercato interno, ai quali erano state concesse agevolazioni di credito in conto  aperto per gli acquisti di tutta la gamma dei prodotti delle società in questione. La Commissione ha tuttavia accertato che tali riduzioni, oltre a non essere direttamente collegate alle bilance elettroniche, non erano concesse in base al valore delle  vendite, bensì in funzione della diminuzione del livello del saldo scoperto globale. È stato pertanto concluso che non esisteva un rapporto diretto tra la riduzione e le vendite in esame.  (26) L'importo dell'adeguamento chiesto da due produttori coreani per le remunerazioni del personale di vendita è stato modificato per tener conto del fatto che una parte del personale per il quale era stato chiesto l'adeguamento non era occupata a  tempo pieno in attività di vendita diretta. Analogamente è stato ridotto l'importo relativo ai costi di trasporto in quanto i costi ai quali si riferiva l'adeguamento comprendevano spese generali di viaggio e di comunicazione. Questi costi non erano  direttamente collegati alle vendite in esame e quindi non potevano essere presi in considerazione ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento (CEE) n. 2423/88.  2.4. Margini di dumping (27) La media ponderata dei margini di dumping per ciascun produttore coreano interessato, espressa in percentuale del valore delle importazioni franco frontiera comunitaria, era la seguente:  - Cas Corporation 9,3 % - Descom Scales Manufacturing Co. Ltd 29,0 % - Han Instrumentation Technology Co. Ltd 7,2 % (28) Per quanto riguarda le società che hanno rifiutato di collaborare all'inchiesta, il margine di dumping deve essere stabilito in base agli elementi disponibili, a norma dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88. La  Commissione ha ritenuto che gli elementi più attendibili fossero quelli determinati nel corso dell'inchiesta e che si premierebbe la mancata collaborazione e si faciliterebbe l'elusione delle misure antidumping se alle società in questione fosse  attribuito un margine inferiore al margine massimo accertato per le società che avevano collaborato e che avevano effettuato quasi l'85 % delle esportazioni nella Comunità. Il margine di dumping nei confronti delle società che non hanno collaborato deve  quindi essere fissato al 29,0 %.  D. PREGIUDIZIO  1. Cumulo (29) Per stabilire se gli effetti delle importazioni dalla Corea e da Singapore dovessero essere considerati cumulativamente, la Commissione ha tenuto conto del fatto che i prodotti esportati da ciascuno dei due paesi erano simili sotto tutti gli  aspetti oppure presentavano molte caratteristiche analoghe, erano intercambiabili ed erano stati commercializzati nella Comunità in periodi comparabili. I prodotti in questione, inoltre, erano in concorrenza tra di loro e con le bilance prodotte nella  Comunità. La quota di mercato degli esportatori della Corea e di Singapore era inoltre significativa.  L'incidenza delle importazioni oggetto di dumping sull'industria comunitaria è stata quindi valutata congiuntamente.  2. Elementi del pregiudizio 2.1. Comportamento degli esportatori sul mercato comunitario a) Andamento del consumo nella Comunità (30) Il mercato comunitario delle bilance elettroniche, che tra il 1989 e il 1990 è sceso da 140 000 unità a 135 000 unità, nel 1991 è rimasto stabile (135 000 unità).  b) Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping da Singapore e dalla Corea (31) Il volume delle importazioni di bilance elettroniche da Singapore e dalla Corea è passato da 3 208 unità nel 1988 a 14 031 unità nel 1991. La quota di mercato dei due paesi, pari al 2,3 % nel 1988, è salita al 10,3 % nel 1991.  c) Prezzi delle importazioni oggetto di dumping (32) La Commissione ha svolto un'inchiesta per stabilire se nel periodo dell'inchiesta gli esportatori della Corea e di Singapore avessero applicato sottoquotazioni dei prezzi. L'inchiesta è stata effettuata rispetto alle vendite degli esportatori sui  principali mercati della Comunità (Regno Unito, Germania, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Francia e Grecia), nei quali sono state vendute quasi tutte le bilance elettroniche esportate.  (33) Il confronto tra i prezzi dei modelli maggiormente rappresentativi commercializzati dall'industria comunitaria e i prezzi dei modelli comparabili degli esportatori interessati è stato effettuato in base alle vendite, considerate allo stesso stadio  commerciale (distributori o rivenditori indipendenti), che sono state realizzate sui principali mercati comunitari nel periodo dell'inchiesta. Non è stato necessario applicare adeguamenti per eventuali differenze relative alle caratteristiche tecniche,  poiché, secondo la percezione che ne avevano gli acquirenti, i modelli selezionati erano identici. Il confronto ha messo in evidenza l'esistenza di sottoquotazioni dei prezzi superiori al 20 % per tutte le società, mentre per il produttore coreano nei  cui confronti è stato accertato il margine di dumping più elevato la sottoquotazione superava il 30 %.  2.2. Situazione dell'industria comunitaria a) Produzione e utilizzazione delle capacità (34) La produzione comunitaria delle bilance elettroniche in questione è scesa da 140 000 unità nel 1988 a 107 000 unità nel 1991, con un calo del 23 % circa. Nello stesso periodo la capacità di produzione è diminuita da 181 000 unità a 140 000 unità.  L'indice di utilizzazione degli impianti è passato dal 77 % nel 1988 al 73 % nel 1990. Il lieve incremento registrato dal 1990 al 1991 era dovuto principalmente alla chiusura degli impianti di un produttore, che disponeva di una rilevante capacità di  produzione.  b) Volume delle vendite e quote di mercato dell'industria comunitaria (35) Il volume delle vendite dei prodotti dell'industria comunitaria è diminuito da 113 000 unità nel 1988 a 105 000 unità nel 1989 e a 84 600 unità nel 1991. La quota di mercato corrispondente, rispetto all'84 % nel 1988, è scesa al 75 % nel 1989, al  72 % nel 1990 e al 62 % nel 1991.  c) Andamento dei prezzi (36) Tra il 1988 e il 1991 i prezzi dell'industria comunitaria, in media ponderata, sono scesi del 6 % circa, nonostante l'aumento dei costi.  d) Profitti (37) La Commissione ha accertato che, globalmente, dal 1988 in poi l'industria comunitaria ha subito perdite sulle vendite nella Comunità. L'apparente miglioramento registrato tra il 1990 e il 1991, quando le perdite sul giro d'affari sono scese in  media ponderata dal 5,5 % all'1 %, era dovuto essenzialmente al fatto che nel 1990 un produttore comunitario, che aveva subito perdite considerevoli dal 1988 in poi, aveva cessato l'attività.  e) Occupazione e investimenti (38) Tra il 1988 e il 1991 l'industria comunitaria ha perso 378 posti di lavoro, corrispondenti al 25 % della manodopera. Gli investimenti sono stati ridotti e due stabilimenti sono stati chiusi.  f) Scorte (39) Tra il 1988 e il 1991 le scorte sono rimaste costantemente elevate. La lieve flessione del 1990 era dovuta alla cessazione dell'attività di un produttore comunitario.  2.3. Conclusione (40) La Commissione ha concluso che l'industria comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale che si è manifestato essenzialmente con costanti perdite finanziarie, diminuzione della quota di mercato, calo dell'occupazione e riduzione degli  investimenti. I produttori comunitari sono stati costretti a limitare la produzione oppure a chiudere gli impianti.  3. Causa del pregiudizio 3.1. Conseguenze delle importazioni oggetto di dumping (41) Per esaminare le cause del pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria la Commissione ha accertato che l'aumento delle importazioni oggetto di dumping dalla Corea e da Singapore coincideva con la netta diminuzione della quota di  mercato, l'erosione dei prezzi e il calo della redditività dell'industria comunitaria.  (42) La diminuzione della quota di mercato, che tra il 1988 e il 1991 è scesa dall'84 % al 62 %, è stata registrata in un periodo in cui l'industria comunitaria era esposta ad un duplice attacco. Da una parte, infatti, essa subiva le conseguenze delle  importazioni oggetto di dumping dal Giappone [ved. regolamento (CEE) n. 993/93 del Consiglio (4)], in particolare nei segmenti intermedio e superiore e dall'altra doveva affrontare la rapida penetrazione delle importazioni oggetto di dumping dalla Corea  e da Singapore, in particolare riguardo ai modelli del segmento inferiore, la cui quota di mercato nello stesso periodo è passata dal 2 % a quasi l'11 %.  (43) Tale situazione è stata aggravata dal fatto che le importazioni oggetto di dumping sono state effettuate in un mercato aperto e trasparente, in cui i prezzi sono noti a tutti. L'elasticità e la rilevante sottoquotazione dei prezzi hanno avuto  pertanto un effetto incontestabile sul volume delle vendite e sulla situazione finanziaria dell'industria comunitaria.  (44) Dall'inchiesta è emerso che tra il 1988 e il 1991 i prezzi applicati dagli esportatori sono globalmente diminuiti del 4 % in media ponderata. I produttori comunitari sono stati costretti a ridurre i propri prezzi per adeguarsi alla tendenza al  ribasso. Sul mercato comunitario, inoltre, gli esportatori della Corea e di Singapore hanno applicato generalmente e costantemente prezzi inferiori a quelli dell'industria comunitaria.  (45) A questo proposito è stato accertato che, nel segmento inferiore del mercato, la concorrenza dei produttori di Singapore e della Corea si esercita principalmente in termini di prezzi, con prodotti di tecnologia relativamente standardizzata e privi  di differenze significative riguardo alle caratteristiche e alla qualità. L'introduzione sul mercato e la rapida penetrazione delle esportazioni da Singapore e dalla Corea hanno quindi avuto effetti negativi su volume e prezzi di vendita, quote di  mercato e redditività dell'industria comunitaria.  3.2. Altri elementi (46) La Commissione ha inoltre esaminato se altri fattori, oltre alle importazioni oggetto di dumping, avessero potuto impedire all'industria comunitaria di ottener un adeguato utile sulle vendite nella Comunità.  (47) A questo proposito un esportatore ha sostenuto che le conseguenze dell'aumento quantitativo e dei bassi prezzi delle importazioni di bilance elettroniche da altri paesi, quali Giappone, Taiwan e Turchia, hanno provocato, almeno in parte, il  pregiudizio subito dall'industria comunitaria.  (48) Il Consiglio ha già accertato (cfr. punto 42) che le difficoltà economiche incontrate dall'industria comunitaria del settore sono state provocate in misura rilevante dalle importazioni dal Giappone. Tale constatazione non pregiudica tuttavia la  conclusione secondo la quale le importazioni oggetto di dumping da Singapore e dalla Corea hanno avuto un'incidenza sostanziale sul pregiudizio subito dall'industria comunitaria.  (49) Per quanto riguarda le importazioni da Taiwan, la Commissione ha accertato che le bilance in questione non erano prodotti simili, in quanto la loro principale funzione era il conteggio.  (50) È stato infine accertato che nel periodo dell'inchiesta non sono state effettuate importazioni dalla Turchia.  (51) Oltre a tali elementi, la Commissione non ha trovato altri fattori che potessero spiegare la difficile situazione dell'industria comunitaria. Non sono infatti state riscontrate altre importazioni sostanziali oltre a quelle succitate, né si è  registrata una contrazione della domanda tra il 1990 e il 1991.  3.3. Conclusione (52) In tali circostanze e in considerazione del fatto che anche le importazioni dal Giappone hanno contribuito alle difficoltà incontrate dall'industria comunitaria, la Commissione, ai fini della determinazione provvisoria, ha concluso che gli effetti  delle importazioni di bilance elettroniche oggetto di dumping, originarie della Corea e di Singapore, considerati isolatamente, hanno provocato un pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.  E. INTERESSE DELLA COMUNITÀ  1. Considerazioni generali (53) L'obiettivo generale dei dazi antidumping è di eliminare il pregiudizio e le distorsioni provocate da pratiche commerciali sleali per ripristinare una situazione di concorrenza aperta e leale, che corrisponde all'interesse generale della Comunità.   (54) Per quanto riguarda l'industria interessata, il Consiglio, nei punti da 94 a 98 del regolamento (CEE) n. 993/93 relativo al Giappone, ha già stabilito che è necessario intervenire per tutelare gli interessi della Comunità. La Commissione non ha  trovato alcun elemento che potesse giustificare un'impostazione diversa per il presente procedimento.  F. LIVELLO DEI DAZI  (55) Secondo l'articolo 13, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'importo del dazio necessario per evitare un ulteriore pregiudizio nel corso del procedimento non deve superare il margine di dumping oppure il livello  necessario per eliminare il pregiudizio, qualora quest'ultimo sia inferiore. Dato che, nella fattispecie, il livello del pregiudizio (cfr. punti 32 e 33 relativi alla sottoquotazione) supera il margine di dumping, il dazio da istituire a titolo  provvisorio deve essere stabilito in base al margine di dumping.  (56) Devono pertanto essere istituiti i seguenti dazi:  - Cas Corporation, Seoul 9,3 % - Han Instrumentation Technology Co. Ltd, Seoul 7,2 % - Descom Scales Manufacturing, Co. Ltd, Seoul 29,0 % - Teraoka Weigh-System PTE Ltd, Singapore 8,5 % (57) Nei confronti delle società che non hanno collaborato all'inchiesta, la Commissione ha considerato che il dazio dovesse essere stabilito in base agli elementi disponibili, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento (CEE) n.  2423/88. È stato ritenuto che gli elementi più attendibili fossero quelli accertati nel corso dell'inchiesta e che si premierebbe la mancata collaborazione e si faciliterebbe l'elusione delle misure antidumping se a queste società fosse attribuito un  dazio inferiore ai margini di dumping più elevati accertati nei confronti delle società che hanno collaborato, ovvero il 31 % per i prodotti originari di Singapore e il 29 % per i prodotti originari della Corea.  G. DISPOSIZIONE FINALE  (58) Ai fini della correttezza amministrativa, è necessario fissare un periodo entro il quale le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere audizioni. Occorre inoltre precisare che tutte le  risultanze elaborate ai fini del presente regolamento sono provvisorie e che possono essere riesaminate qualora la Commissione proponga l'adozione di dazi definitivi,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di bilance elettroniche per il commercio al minuto, con indicazione numerica del peso, del prezzo unitario e del prezzo da pagare, eventualmente provviste di un dispositivo  per stampare tali indicazioni, di cui al codice NC 8423 81 50 (codice Taric 8423 81 50 *10) e originarie della Repubblica di Corea e di Singapore.  2. L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato, è la seguente:  a) Corea  Prodotti fabbricati da:  Han Instrumentation Technology Co. Ltd, Seoul 7,2 % (codice addizionale Taric 8700)  Cas Corporation, Seoul 9,3 % (codice addizionale Taric 8701)  Tutti gli altri esportatori 29,0 % (codice addizionale Taric 8702)  b) Singapore  Prodotti fabbricati da:  Teraoka Weigh System PTE, Ltd 8,5 % (codice addizionale Taric 8703)  Tutti gli altri esportatori 31,0 % (codice addizionale Taric 8704)  3. Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia, pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare le loro osservazioni per  iscritto e chiedere di essere sentite dalla Commissione.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Salvi gli articoli 11, 12 e 13 del regolamento (CEE) n. 2423/88, l'articolo 1 del presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, a meno che il Consiglio non adotti misure definitive prima della scadenza di detto periodo.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 30 aprile 1993.  Per la Commissione Leon BRITTAN Membro della Commissione (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.  (2) GU n. C 6 del 10. 1. 1992, pag. 2.  (3) GU n. C 84 del 4. 4. 1992, pag. 14.  (4) GU n. L 104 del 29. 4. 1993, pag. 4.