CELEX: 52002PC0716
Language: it
Date: 2002-12-11
Title: Proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 2002/131/CE, recante conclusione della procedura di consultazione con Haiti ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE

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52002PC0716

Proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 2002/131/CE, recante conclusione della procedura di consultazione con Haiti ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE  /* COM/2002/0716 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione 2002/131/CE, recante conclusione della procedura di consultazione con Haiti ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIn seguito alle elezioni legislative dei giorni 21 maggio e 9 luglio 2000, la missione di osservatori dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA), ha rilevato varie irregolarità e frodi, nonché l'uso di un metodo di calcolo illegale per designare i senatori. Nonostante diverse dichiarazioni e iniziative dell'UE, le autorità haitiane hanno rifiutato di rivedere il risultato delle elezioni, mettendo così in discussione la credibilità e la legittimità delle istituzioni che ne sono scaturite.Il 2 agosto 2000, il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di invitare il governo di Haiti a tenere consultazioni, in applicazione dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CE, per esaminare la situazione in maniera approfondita e conoscere le misure che il paese intende adottare per garantire il rispetto degli elementi essenziali dell'articolo 9 dell'accordo, in particolare quelli riguardanti i principi democratici e lo Stato di diritto. Le consultazioni si sono tenute a Bruxelles il 26 settembre 2000.In seguito a tali consultazioni, e in considerazione del fatto che le autorità haitiane non hanno tenuto conto delle preoccupazioni espresse dall'Unione europea riguardo alla legittimità del processo, il 29 gennaio 2001 il Consiglio dell'Unione europea ha deciso, conformemente all'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di partenariato ACP-CE, di adottare le seguenti misure adeguate per quanto riguarda la sua politica di cooperazione con Haiti: a) decisione di non mettere a disposizione la seconda quota dell'8° FES, dell'importo di 44,4 milioni di euro; b) sospensione degli aiuti diretti al bilancio; c) riorientamento della rimanenza della prima quota dell'8° FES verso progetti destinati a fornire vantaggi diretti alla popolazione haitiana, a rafforzare la società civile e il settore privato e a sostenere eventualmente il processo di democratizzazione e di consolidamento dello Stato di diritto; d) preparazione della programmazione del 9° FES da parte della delegazione della delegazione della Commissione europea ad Haiti, che consulterà il governo haitiano ogniqualvolta necessario; salvo decisione contraria del Consiglio, durante il periodo di validità della presente decisione non verrà notificata l'assegnazione di risorse. L'adozione di tali misure non vuole penalizzare le popolazioni più povere di Haiti.La situazione è stata riesaminata congiuntamente dalla Commissione e dal Consiglio alla fine del 2001. Questo riesame ha riconosciuto che sono stati effettuati diversi tentativi di mediazione per trovare una soluzione alla crisi politica, tra cui le molteplici missioni dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA). Esso ha concluso tuttavia che le parti, Lafamni Lavallas et Convergenza democratica, non sono riuscite a firmare alcun accordo formale, pur avendo compiuto alcuni passi avanti su determinati punti. Il 21 gennaio 2002, il Consiglio ha deciso di mantenere fino al 31 dicembre le misure adeguate adottate dal Consiglio dell'UE il 29 gennaio 2001. La decisione del Consiglio prevede il graduale ripristino di tutti gli strumenti di cooperazione interessati dalle misure decise il 29 gennaio 2001 dalla firma di un accordo tra le due parti coinvolte e sulla base di quattro indicatori di superamento della crisi: 1) costituzione di un consiglio elettorale provvisorio; 2) creazione di una commissione di garanzia elettorale, a livello centrale e decentrato; 3) svolgimento di elezioni legislative e 4) svolgimento di elezioni locali e territoriali. Le misure adeguate legate a questi quattro indicatori sono: 1) esborso dei fondi disponibili della prima quota dell'8° FES, per programmi realizzati in partenariato con lo Stato riguardanti la lotta contro la povertà e il sostegno alla democrazia; 2) esborso della seconda quota dell'8° FES per programmi a sostegno del processo elettorale, di infrastrutture stradali, di lotta contro la povertà e di appoggio alla democrazia; 3) notifica dell'assegnazione del 9° FES e firma del relativo PIN, ed immediata attuazione di progetti e programmi attinenti al settore dell'istruzione e ai settori "fuori concentrazione" (40 % del PIN); 4) svincolo del 60 % del PIN del 9° FES destinato alle infrastrutture di trasporto, nonché della dotazione B, per eventuali misure di sostegno all'adeguamento strutturale.Tali misure scadono il 31 dicembre 2002. La decisione prevede che, sulla base di un riesame della situazione effettuato congiuntamente dalla Commissione e dal Consiglio, possa venire eventualmente effettuata una revisione delle suddette misure e, all'occorrenza, la Commissione presenti al Consiglio nuove proposte.In seguito all'attuazione delle misure adeguate, sono stati effettuati diversi tentativi di mediazione per trovare una soluzione alla crisi politica. Tra questi, rammentiamo le iniziative dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA) e della Comunità dei Caraibi (CARICOM). La Missione speciale dell'OSA per il consolidamento della democrazia ad Haiti ha svolto un ruolo particolare nella ricerca di una soluzione alla crisi.Finora, tuttavia, non è stata trovata alcuna soluzione soddisfacente. Il governo haitiano si è impegnato a privilegiare sempre più il ripristino di un clima di sicurezza e di fiducia nel paese, anche attraverso inchieste su crimini a sfondo politico e il potenziamento dei programmi di disarmo. La realizzazione di tale impegno attraverso azioni concrete è considerata un elemento indispensabile per risolvere l'attuale crisi.La situazione socioeconomica continua a peggiorare. Sono stati lanciati numerosi appelli a favore di un rafforzamento della cooperazione internazionale a vantaggio della popolazione haitiana, del sostegno al processo elettorale e del ritorno alla democrazia.In particolare, la risoluzione n. 822 dell'OSA, del 4 settembre 2002, ribadisce il sostegno alla normalizzazione della cooperazione economica tra il governo haitiano e le istituzioni finanziarie internazionali, e invita le parti interessate a superare gli ostacoli tecnici e finanziari che impediscono una siffatta normalizzazione. Nel caso di un'evoluzione positiva, sarebbe opportuno che l'Unione europea disponesse dei fondi necessari per sostenere tale ripresa attraverso un aiuto al bilancio ed altre misure volte ad agevolare il rispetto delle relative condizionalità, nonché a ridurre l'impatto sociale e umano delle misure di adeguamento macroeconomico. A tal fine, è indispensabile un clima politico favorevole, che dipende dalla soluzione della crisi elettorale.Si propone pertanto di adottare le seguenti misure adeguate:a)  impiego dei fondi disponibili della prima quota dell'8° FES ed erogazione della seconda quota dell'8° FES per progetti destinati a fornire vantaggi diretti alla popolazione haitiana, alla società civile e al settore privato, nonché per progetti a sostegno della democrazia e del processo elettorale;b)  durante il periodo di validità della presente decisione non si procederà alla notifica dell'assegnazione delle risorse del 9° FES e alla firma del relativo PIN.In base all'evoluzione del processo elettorale, verranno gradualmente ripristinati tutti gli strumenti di cooperazione interessati da tali misure, compreso un eventuale aiuto al bilancio subordinato alla ripresa della cooperazione con le istituzioni finanziarie internazionali. Tali misure scadono il 31 dicembre 2003.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione 2002/131/CE, recante conclusione della procedura di consultazione con Haiti ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di partenariato ACP-CEIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto l'accordo di partenariato ACP-CE, applicato anticipatamente dalla decisione 1/2000 del Consiglio dei Ministri ACP-CE [1] , in particolare l'articolo 96,[1]   GU L 195 del 1.8.2000, p. 46visto l'accordo interno relativo alle misure da prendere e alle procedure da seguire per l'applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE, applicato provvisoriamente dalla decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri del 18 settembre 2000, in particolare l'articolo 3,vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) conformemente della decisione 2002/131/CE del Consigli [2] viene parzialmente sospesa la concessione di un aiuto finanziario ad Haiti in conformità dell'applicazione delle misure adeguate di cui all'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di partenariato ACP-CE.[2]   GU L 47 del 19.2.2002, p.34(2)  La decisione scade il 31 dicembre 2002 e prevede che le misure siano rivedute entro tale data.(3) Sebbene il rispetto dei principi democratici non sia ancora stato ristabilito ad Haiti, alcune azioni meritano di essere sostenute e la cooperazione a favore del popolo haitiano va mantenuta,DECIDE:Articolo 1La decisione 2002/131/CE è modificata nel modo seguente:1) All'articolo 3, secondo e terzo comma, la data del 31 dicembre 2002 è sostituita da quella del 31 dicembre 2003.2) L'allegato è sostituito dal testo allegato alla presente decisione.Articolo 2La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.La presente decisione è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl Presidente[...]ALLEGATOProgetto di letteraSignor Primo ministro,l'Unione europea annette grande importanza al disposto dell'articolo 9 dell'accordo di partenariato ACP-UE. I principi della democrazia e dello Stato di diritto, sui quali si basa il partenariato ACP-UE, sono elementi fondamentali dell'accordo e rappresentano la chiave di volta delle nostre relazioni.Nella lettera del 31 gennaio 2001, l'Unione europea constatava con rammarico che non era ancora stata trovata una soluzione soddisfacente per rimediare alla violazione della legge elettorale haitiana. Essa La informava della decisione di adottare misure adeguate di cui all'articolo 96, paragrafo 2, lettera c), dell'accordo di partenariato ACP-CE. Nella lettera del ..., l'Unione europea rivedeva la decisione del 29 gennaio 2001 per consentire il graduale ripristino di tutti gli strumenti di cooperazione in funzione del conseguimento di obiettivi democratici in materia di processo elettorale.Attualmente, dopo oltre due anni di crisi politica, l'Unione ritiene che i principi democratici non siano ancora stati ristabiliti ad Haiti. Essa riconosce tuttavia i numerosi sforzi compiuti per contribuire alla soluzione della crisi, tra cui le iniziative dell'Organizzazione degli Stati americani (OSA) e della Comunità dei Caraibi (CARICOM), e ribadisce la propria volontà di sostenere tali iniziative. L'Unione accoglie l'impegno del governo haitiano a privilegiare sempre più l'instaurazione di un clima di sicurezza e di fiducia nel paese, anche attraverso inchieste su crimini a sfondo politico e il potenziamento dei programmi di disarmo, e lo incoraggia a realizzare tale impegno attraverso azioni concrete. L'Unione europea si preoccupa del peggioramento della situazione socioeconomica del paese e ribadisce la propria volontà di mantenere la cooperazione a favore del popolo haitiano.Alla luce di quanto precede, il Consiglio dell'Unione europea ha riesaminato la sua decisione del 21 gennaio 2002 e ha deciso di rivedere le seguenti misure adeguate conformemente all'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo:a) impiego dei fondi disponibili della prima quota dell'8° FES ed erogazione della seconda quota dell'8° FES per progetti destinati a fornire vantaggi diretti alla popolazione haitiana, alla società civile e al settore privato, nonché per progetti a sostegno della democrazia e del processo elettorale;b) durante il periodo di validità della presente decisione non si procederà alla notifica dell'assegnazione delle risorse del 9° FES e alla firma del relativo PIN.L'Unione seguirà attentamente l'evoluzione del processo di democratizzazione e in particolare il conseguimento degli obiettivi fissati per garantire lo svolgimento di elezioni legislative e locali, segnatamente la costituzione del consiglio elettorale provvisorio e la creazione di una commissione di garanzia elettorale. Il graduale ripristino di tutti gli strumenti di cooperazione interessati da tali misure dipende dall'evoluzione del processo elettorale; esso comprende un eventuale aiuto al bilancio subordinato alla ripresa della cooperazione con le istituzioni finanziarie internazionali.L'Unione è disposta a rivedere la sua decisione in caso di evoluzione positiva e ribadisce la propria disponibilità ad intensificare il dialogo politico.Distinti saluti.Per la Commissione    Per il Consiglio