CELEX: 51996PC0103
Language: it
Date: 1996-03-08
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cumarina originaria della Repubblica popolare cinese

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
•à    it
*     it
  ***
                                           Bruxelles, 08.03.1996
                                            COM(96) 103 def.
                               Proposta di
               REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
         cumarina originaria della Repubblica popolare cinese
                     (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                       Relazione
1. Con il regolamento (CE) n. 2352/95l la Commissione ha imposto un dazio
   antidumping provvisorio sulle importazioni di cumarina originaria della
   Repubblica popolare cinese.
2. La validità del dazio antidumping provvisorio è stata prorogata per un periodo
   di due mesi dal regolamento (CE) n. 212/962 .
3. Dopo aver esaminato le argomentazioni delle parti interessate, la Commissione
   ha accertato i fatti a titolo definitivo.
4. In conformità dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 2423/883 , la
   Commissione, sentito il Comitato consultivo, propone l'imposizione di un dazio
   definitivo dello stesso importo del dazio provvisorio e la riscossione definitiva
   del dazio antidumping provvisorio.
1
   GUn. L 239 del 7.10.1995, pag. 4.
2
   GU n. L 28 del 6.2.1996, pag. 1.
3
   GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
                                          /lo
 ---pagebreak---                                              Proposta di
                           Regolamento (CE) n. .../... del Consiglio
                                                del...
         che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
         cumarina originaria della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, modificato dal regolamento (CE) n. 1251/952, in particolare
l'articolo 23,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non
membri della Comunità economica europea3, modificato da ultimo dal regolamento
(CE) n. 522/944, in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
         GU n. L 349 del 31.12.1994, pag. 1.
         GUn. L 122 del 2.6.1995, pag. 1.
         GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
         GU n. L 66 del 10.3.1994, pag. 10.
 ---pagebreak---                             A. MISURE PROVVISORIE
1. Con il regolamento (CE) n. 2352/955, in appresso denominato "regolamento sul
   dazio provvisorio", la Commissione ha imposto un dazio antidumping
   provvisorio sulle importazioni nella Comunità di cumarina, classificata nel
   codice NC ex 2932 21 00 e originaria della Repubblica popolare cinese.
   Con il regolamento (CE) n. 212/966, il Consiglio ha prorogato la validità dei
   dazi per un periodo di due mesi, che scade il 9 aprile 1996.
               B. FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
2. Dopo l'imposizione del dazio antidumping provvisorio le seguenti parti
   interessate hanno presentato osservazioni scritte:
           CEFIC, per conto dell'industria comunitaria
           Tianjin No 1 Perfumery Factory, esportatore/produttore della
           Repubblica popolare cinese
           British Essential Oil Association e gli importatori collegati (BEOA), per
           conto della maggior parte degli utilizzatori e degli importatori nella
           Comunità.
           Vereinigung der am Drogen- und Chemikalien- Gross- und
           Aussenhandel beteiligten Firmen (VDC), per conto dell'importatore Paul
           Kaders GmbH, Hamburg, Germania.
3. I servizi della Commissione hanno esaminato le osservazioni scritte presentate
   dalle parti interessate e ne hanno tenuto debitamente conto.
    GU n. L 239 del 7.10.1995, pag. 4.
    GU n. L 28 del 6.2.1996, pag. 1.
 ---pagebreak---    C. PRODOTTO IN ESAME, PRODOTTO SIMILE E INDUSTRIA
   COMUNITARIA
4. La VDC ha ripetuto che la cumarina cinese e quella prodotta dalla Rhône
   Poulenc non possono essere considerate prodotti simili. In particolare è stato
   affermato che i prodotti cinesi e quelli comunitari erano ottenuti da diverse
   materie prime e con processi di produzione differenti e che pertanto il prodotto
   cinese era di qualità inferiore e non poteva essere utilizzato per tutte le
   applicazioni del prodotto comunitario.
   A titolo provvisorio era stato tuttavia stabilito che i due prodotti sembravano
   quasi interamente intercambiabili e che le differenze qualitative non incidevano
   sulla definizione di prodotto simile. Le questioni inerenti al prodotto simile
   sono state esplicitamente trattate nei punti 11 e 12 del regolamento sul dazio
   provvisorio. Poiché la VDC ha riproposto le argomentazioni presentate prima
   dell'imposizione del dazio provvisorio e non ha fornito nuovi elementi di prova,
   sono confermate le risultanze provvisorie.
5. Non essendo state addotte nuove argomentazioni in merito al prodotto in esame,
   al prodotto simile e all'industria comunitaria, sono confermate le conclusioni di
   cui ai punti 9-13 del regolamento sul dazio provvisorio.
 ---pagebreak---                                   D. DUMPING
1. Valore normale
6. Ai fini delle conclusioni provvisorie il valore normale è stato stabilito in base
   alla media dei prezzi franco fabbrica della cumarina venduta sul mercato degli
   Stati Uniti, che sono stati scelti come paese analogo.
7. La VDC ha sostenuto che la Commissione non aveva esaurito tutte le possibilità
   di ottenere informazioni dall'India e che avrebbero dovuto essere utilizzate altre
   potenziali fonti di informazione. Il Consiglio rileva che i servizi della
   Commissione hanno interpellato le quattro società indiane che notoriamente
   producono cumarina. Dalle informazioni ricevute è tuttavia emerso che soltanto
   una società ha effettivamente prodotto cumarina nel periodo dell'inchiesta.
   Questa società, a richiesta dei servizi della Commissione, ha comunicato alcune
   informazioni generali, ma ha successivamente rifiutato di compilare il
   questionario. Inoltre, secondo quanto risultava dalle informazioni disponibili, i
   prezzi di vendita del produttore indiano sul mercato interno erano nettamente
   superiori a quelli della Rhône Poulenc Inc., a causa dell'elevata protezione
   tariffaria vigente nel mercato indiano della cumarina. È stato stabilito che tale
   situazione persisterebbe anche se fosse applicato un adeguamento per la
   restituzione del dazio sulle materie prime utilizzate per la produzione di
   cumarina. Pertanto se fosse stata scelta l'India come paese analogo, secondo le
   informazioni disponibili sarebbe stato stabilito un valore normale superiore a
   quello ottenuto utilizzando gli Stati Uniti d'America. Sono pertanto confermate
   le conclusioni del punto 14 del regolamento sul dazio provvisorio.
 ---pagebreak--- 8. Per quanto riguarda la scelta del paese analogo, la VDC ha ripetuto che gli Stati
   Uniti d'America non erano un paese analogo adatto, a causa della posizione di
   monopolio di cui avrebbe fruito il produttore statunitense, che gli avrebbe
   permesso di imporre i prezzi; a sostegno della sua affermazione la VDC ha
   addotto l'aumento dei prezzi imposto dal produttore in questione nel novembre
   1991.
   Il Consiglio osserva che il produttore statunitense non si trova assolutamente in
   una situazione di monopolio, poiché, come risulta dal punto 15 del regolamento
   sul dazio provvisorio, nel periodo dell'inchiesta la Cina aveva una
   considerevole quota di mercato. Occorre inoltre precisare che nel corso del
   1993 l'aumento del prezzo suddetto è stato completamente annullato dalla
   pressione esercitata nel mercato degli Stati Uniti dalle importazioni a basso
   prezzo dalla Repubblica popolare cinese.
9. La VDC ha contestato la scelta degli Stati Uniti come paese analogo
   affermando, tra l'altro, che il paese di riferimento deve essere comparabile in
   termini di condizioni di produzione, metodi e standard. Il Consiglio osserva che
   le differenze relative ai processi di produzione tra la Rhône Poulenc Inc. e i
   produttori cinesi sono già state esaminate ai fini delle conclusioni provvisorie.
   A questo proposito, come risulta dal punto 15, paragrafo 1 e 2 del regolamento
   sul dazio provvisorio, è stato concluso che non era giustificato alcun
   adeguamento.
   Poiché non sono state presentate nuove argomentazioni a questo proposito, il
   Consiglio conferma che la scelta degli Stati Uniti come paese analogo era
   opportuna e appropriata. Sono pertanto confermate le conclusioni del punto 15,
   del regolamento sul dazio provvisorio.
 ---pagebreak--- 10.  La Tianjin No 1 Perfumery Factory ha sostenuto che, in seguito alle
     innovazioni introdotte nei processi produttivi, i suoi impianti avevano un
     rendimento superiore a quello delle altre società cinesi e della Rhône Poulenc e
     che pertanto i suoi costi di produzione erano relativamente inferiori. Questa
     argomentazione non era sostenuta da alcun elemento di prova. Il Consiglio
     osserva tuttavia che, non avendo la Cina un sistema ad economia di mercato, i
     costi e i prezzi non sono determinati dalla libera azione delle forze di mercato,
     bensì dall'intervento dello Stato. Poiché la Tianjin No 1 Perfumery Factory è di
     proprietà dello Stato, che esercita un'influenza determinante sulla sua attività
     commerciale, non è possibile stabilire costi e prezzi attendibili per valutare il
     vantaggio comparato che il produttore in questione afferma di avere rispetto agli
     altri produttori cinesi di cumarina e alla Rhône Poulenc. Di conseguenza, nel
     caso in esame non è possibile stabilire valori normali e dazi antidumping
     individuali.
11.  Ai fini delle risultanze definitive, il Consiglio conferma il valore normale unico
     per tutti i produttori cinesi stabilito in base ai prezzi di vendita sul mercato
     interno in un paese ad economia di mercato, nella fattispecie gli Stati Uniti, ai
     sensi dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2423/88, come
     risulta nei punti 16 e 17 del regolamento sul dazio provvisorio.
2.   Prezzo all'esportazione
(12) Non sono state presentate nuove argomentazioni sulle risultanze relative alla
     determinazione dei prezzi all'esportazione esposte nel regolamento sul dazio
     provvisorio. Sono pertanto confermate le conclusioni dei punti 18 e 19.
 ---pagebreak--- 3.  Confronto
13. La BEOA ha osservato che dal valore normale non sono stati detratti i costi di
    trasporto negli Stati Uniti d'America ai fini del confronto tra il valore normale e
    i prezzi all'esportazione, secondo il disposto dell'articolo 2, paragrafo 10 del
    regolamento di base. Il Consiglio rileva che, ai fini di un equo confronto, il
    valore normale e i prezzi all'esportazione sono stati stabiliti a livello fob,
    rispettivamente alla frontiera degli USA e della Cina. Per quanto riguarda gli
    adeguamenti al valore normale calcolato per gli USA che sono stati chiesti dalla
    BEOA, per stabilire il valore normale al livello fob frontiera degli Stati Uniti i
    costi di trasporto avrebbero dovuto essere aggiunti al valore franco fabbrica e
    non dedotti. È stato tuttavia accertato che il costo del trasporto della cumarina
    tra gli impianti di produzione della Rhône Poulenc Inc. e il porto di spedizione
    più vicino è inferiore allo 0,5% del valore normale. In conformità dell'articolo
    2, paragrafo 10, lettera e) del regolamento di base, l'adeguamento è stato
    considerato irrilevante e quindi non è stato eseguito. A questo proposito sono
    confermate le conclusioni del punto 21 del regolamento sul dazio provvisorio.
14. Per quanto riguarda la detrazione dal valore normale di un importo
    corrispondente alle differenze relative alle caratteristiche fisiche, il CEFIC ha
    sostenuto che tra la cumarina cinese e quella fabbricata dalla Rhône-Poulenc
    non esistevano differenze qualitative effettive. Secondo il CEFIC, le eventuali
    differenze si limitano alla percezione che del prodotto hanno alcuni utilizzatori,
    in particolare gli utilizzatori di cumarina per la preparazione di composti
    profumati, secondo i quali la cumarina della Rhône-Poulenc si presta meglio a
    tali applicazioni.
 ---pagebreak---     Nel corso dell'inchiesta la Commissione ha stabilito che il prodotto cinese non
    aveva una qualità stabile e doveva essere sistematicamente sottoposto a prove di
    controllo della qualità da parte degli acquirenti; inoltre in alcuni casi le partite
    spedite erano diverse dal campione accettato e quindi non adatte per
    l'applicazione per la quale erano state originariamente acquistate. Inoltre, come
    il CEFIC stesso ammette nelle sue osservazioni, quasi tutti i produttori di
    composti profumati manifestano una netta preferenza per il prodotto della
    Rhône Poulenc; la cumarina cinese è quindi esclusa da diverse applicazioni nel
    settore specifico della produzione di profumi. Il Consiglio ritiene pertanto che i
    costi supplementari per il controllo della qualità e le partite respinte, nonché la
    gamma di utilizzazioni leggermente più limitata della cumarina cinese,
    giustifichino una detrazione per le differenze qualitative.
15. Il CEFIC ha inoltre contestato il metodo impiegato dalla Commissione per
    stabilire l'adeguamento relativo alle differenze qualitative, descritto nel punto
    22 del regolamento sul dazio provvisorio. Il CEFIC ha sostenuto tra l'altro che
    il calcolo della differenza esistente nel 1988 tra i prezzi di vendita della
    cumarina della Rhône-Poulenc SA e quelli della cumarina cinese era basato su
    un prezzo di vendita della Rhône-Poulenc SA con il quale si otteneva un
    margine di profitto sul giro di affari superiore al margine del 5 % utilizzato dai
    servizi della Commissione per calcolare la sottoquotazione nel periodo
    dell'inchiesta. Il CEFIC ha sostanzialmente affermato che il metodo della
    Commissione collegava il valore della differenza qualitativa al livello di profitto
    realizzato e ha quindi proposto che i prezzi di vendita della Rhône-Poulenc SA
    nel 1988 fossero adeguati con l'applicazione del margine di profitto del 5% che
    era stato utilizzato per stabilire, relativamente al periodo dell'inchiesta, il livello
    di eliminazione del pregiudizio con il calcolo della sottoquotazione.
 ---pagebreak---     Il Consiglio precisa che non esiste alcun collegamento tra il metodo di calcolo
    della differenza qualitativa percepita dal consumatore e la determinazione del
    profitto necessario per ottenere il livello di eliminazione del pregiudizio. La
    differenza tra i prezzi di vendita nel 1988 sembrava rappresentare la differenza
    qualitativa percepita dagli operatori in un mercato della cumarina non ancora
    depresso dai bassi prezzi del prodotto cinese, in un periodo in cui la quota di
    mercato significativa degli esportatori cinesi, pari al 21,3%, metteva in
    evidenza il fatto che il mercato era ancora relativamente competitivo. D'altra
    parte, gli utilizzatori e gli operatori acquistano la cumarina ad un livello di
    prezzo che corrisponde alla loro percezione della qualità del prodotto,
    indipendentemente dal costo di produzione del prodotto stesso, che comunque
    non è noto.
16. Non essendo state presentate nuove argomentazioni sul confronto tra il valore
    normale e il prezzo all'esportazione, il Consiglio conferma le conclusioni
    esposte nei punti 20-22 regolamento sul dazio provvisorio.
4.  Margine di dumping
17. È confermato il margine di dumping superiore al 50 % indicato nel punto 23 del
    regolamento provvisorio.
 ---pagebreak---                                  E. PREGIUDIZIO
18. È stato stabilito a titolo provvisorio che i prezzi della cumarina originaria della
    Repubblica popolare cinese sono stati costantemente inferiori ai prezzi della
    cumarina del produttore comunitario a partire dal 1990. Nel periodo
    dell'inchiesta il margine di sottoquotazione dei prezzi degli esportatori cinesi era
    pari al 28,7% del prezzo della cumarina dell'industria comunitaria. La VDC ha
    sostenuto che la flessione dei prezzi delle importazioni di cumarina dalla Cina
    tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta non poteva essere considerata come una
    sottoquotazione dei prezzi del produttore comunitario ai sensi dell'articolo 4,
    paragrafo 2, lettera b) del regolamento di base, in quanto gli esportatori cinesi
    hanno semplicemente trasferito al consumatore il calo dei prezzi delle materie
    prime, in particolare dell'ortocresolo, che è utilizzato per la produzione di
    cumarina unicamente in Cina.
    È stato osservato che i prezzi del prodotto cinese, che nel 1988 e nel 1989 erano
    praticamente allo stesso livello di quelli del prodotto comunitario, sono stati
    inferiori ai prezzi applicati dalla Rhône Poulenc S.A. in tutto il periodo 1990-
    1994, indipendentemente dall'andamento dei prezzi delle materie prime. Per
    quanto riguarda in particolare l'ortocresolo, nel periodo in esame (1990-1994) i
    prezzi, pur essendo in diminuzione, erano sostanzialmente superiori a quelli
    applicati prima del 1990, quando non era stata riscontrata alcuna
    sottoquotazione. È stato quindi confermato che tra il 1990 e il periodo
    dell'inchiesta è stata riscontrata una significativa sottoquotazione dei prezzi, ai
    sensi dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera b) del regolamento di base. Sono
    pertanto confermate le risultanze di cui al punto 29 del regolamento sul dazio
    provvisorio.
                                          10
 ---pagebreak--- 19. Non sono state presentate nuove argomentazioni sul pregiudizio subito
    dall'industria comunitaria. Sono pertanto confermate le risultanze sul
    pregiudizio e la conclusione secondo la quale il produttore comunitario ha
    subito un pregiudizio grave ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento
    di base, come risulta nei punti 24-38 del regolamento sul dazio provvisorio, in
    considerazione, tra l'altro, della considerevole erosione delle quote di mercato e
    delle gravi perdite finanziarie subite dall'industria comunitaria nel periodo in
    esame.
                        F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
20. Riguardo agli effetti delle importazioni oggetto di dumping, la VDC ha
    affermato che non esisteva alcun rapporto evidente tra le importazioni dalla
    Cina e il pregiudizio subito dal produttore comunitario. A sostegno di tale
    affermazione, la VDC ha rilevato che tra il 1991 e il 1992 le importazioni dalla
    Cina sono diminuite di 33 tonnellate, mentre nello stesso periodo le
    importazioni dagli Stati Uniti sono aumentate in misura corrispondente.
    L'argomentazione non sembra tuttavia convincente. La VDC non ha infatti
    considerato che i due movimenti indicati sono fluttuazioni episodiche e limitate,
    in contrasto con il generale aumento delle importazioni dalla Cina nel periodo
    di riferimento quinquennale e con la stabilità delle importazioni dagli Stati
    Uniti. In termini assoluti, l'aumento di 132 tonnellate delle importazioni dalla
    Cina tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta (1° aprile 1993 - 31 marzo 1994) e la
    sottoquotazione dei prezzi corrispondenti hanno incontestabilmente avuto effetti
    negativi sull'industria comunitaria. L'andamento delle importazioni dalla Cina
    deve essere valutato alla luce delle dimensioni del mercato comunitario,
    corrispondenti a qualche centinaia di tonnellate all'anno, nel quale inoltre
    l'industria comunitaria ha subito un calo delle vendite del 58,5%. Sono pertanto
    conferiate le risultanze di cui al punto 39 del regolamento sul dazio
    provvisorio.
                                          11
 ---pagebreak--- 21. Riguardo all'effetto di altri fattori, la VDC ha affermato che la perdita della
    quota di mercato dell'industria comunitaria era dovuta principalmente alle
    importazioni da altri paesi terzi. A questo proposito, la VDC ha rilevato che le
    importazioni da altri paesi terzi sono passate da 38 tonnellate nel 1990 a 71
    tonnellate nel periodo dell'inchiesta.
    È stato osservato che soltanto le importazioni dalla Russia e dal Giappone, che
    erano state effettuate a bassi prezzi, comparabili a quelli delle importazioni dalla
    Cina, avrebbero potuto contribuire al pregiudizio subito dall'industria
    comunitaria. Tuttavia, in considerazione del volume limitato di tali
    importazioni, inferiore al 7% di quello delle importazioni dalla Cina, si deve
    concludere che il brusco calo delle vendite e della quota di mercato
    dell'industria comunitaria è dovuto principalmente alle importazioni oggetto di
    dumping dalla Cina, realizzate in quantitativi considerevoli, la cui quota di
    mercato è aumentata del 32% tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta; a titolo di
    confronto, nello stesso periodo la quota di mercato delle importazioni dalla
    Russia è aumentata dell'1,8% e quella delle importazioni dal Giappone del
    3,7%. Di conseguenza, il Consiglio ritiene che le importazioni a basso prezzo
    da altri paesi terzi possano aver contribuito al pregiudizio soltanto in misura
    marginale, essendo state realizzate in quantitativi nettamente inferiori a quelli
    delle importazioni dalla Cina. Sono pertanto confermate le conclusioni di cui al
    punto 43 del regolamento sul dazio provvisorio.
22. Poiché non sono stati accertati ulteriori elementi relativi ad altre cause del
    pregiudizio e in mancanza di nuove argomentazioni, è stato considerato che le
    importazioni a basso prezzo di cumarina originaria della Repubblica popolare
    cinese, considerate isolatamente, hanno causato un grave pregiudizio
    all'industria comunitaria, in forma di costante erosione della quota di mercato e
    di depressione dei prezzi. Sono pertanto confermate le risultanze provvisorie
    sulla causa del pregiudizio esposte nei punti 40-42 e 44-46 del regolamento sul
    dazio provvisorio.
                                          12
 ---pagebreak---                        G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
1.  Interesse dell ' industria comunitaria
23. Secondo le osservazioni presentate dalla VDC, per valutare se le misure
    antidumping siano nell'interesse della Comunità occorre tener conto della
    situazione economica globale dell'industria comunitaria, il cui profitto
    consolidato è sensibilmente aumentato nella prima metà del 1995 rispetto allo
    stesso periodo del 1994.
    Anche se effettivamente la situazione generale dell'industria comunitaria è
    migliorata dopo il periodo dell'inchiesta, non è stato dimostrato che sia
    migliorata la redditività della produzione di cumarina da parte della Rhône
    Poulenc SA. Occorre inoltre precisare che, secondo la prassi tradizionalmente
    seguita dai servizi della Commissione, gli aspetti di un determinato caso sono
    esaminati unicamente rispetto al prodotto in questione, nella fattispecie alla
    cumarina. L'argomentazione della VDC non può quindi essere accettata.
24. La VDC ha inoltre sostenuto che l'imposizione di un dazio antidumping
    inciderebbe sulle esportazioni comunitarie di ortocresolo in Cina, poiché l'80%
    dell'ortocresolo utilizzato in Cina come materia prima per la produzione di
    cumarina è originario della Comunità. Questa affermazione non è stata
    documentata; occorre tuttavia rilevare che l'eventuale aumento delle
    esportazioni in Cina di ortocresolo fabbricato dai produttori comunitari potrebbe
    essere attribuito all'incremento delle esportazioni cinesi di cumarina nella
    Comunità, in seguito a pratiche commerciali sleali. È inoltre opportuno
    osservare che l'eventuale diminuzione delle esportazioni comunitarie di
    ortocresolo in Cina in seguito alla riduzione delle importazioni da questo paese
    sarebbe compensata dall'aumento della produzione comunitaria di fenolo per far
    fronte al previsto incremento della produzione di cumarina da parte
    dell ' industria comunitaria.
                                         13
 ---pagebreak--- 2.  Interesse degli utenti
25. La VDC ed alcuni utilizzatori hanno inoltre sostenuto che il calo delle
    importazioni di cumarina dalla Cina in seguito all'imposizione di un dazio
    antidumping sarebbe causa di problemi per gli utilizzatori di cumarina cinese,
    che dovrebbero sostenere costi considerevoli per adeguare le proprie formule
    alla cumarina prodotta nella Comunità; gli importatori inoltre si troverebbero in
    difficoltà in quanto non potrebbero soddisfare la domanda del tipo di cumarina
    prodotta in Cina.
    Il Consiglio osserva che né la VDC né gli utilizzatori hanno comunicato
    informazioni sull'incidenza dei costi della modifica delle formule sui costi di
    produzione dei composti profumati; va comunque rilevato che la cumarina
    cinese, se venisse imposto un dazio antidumping, sarebbe ancora disponibile sul
    mercato comunitario, ma ad un prezzo non determinato da pratiche di dumping
    pregiudizievoli. In tal caso gli utilizzatori non dovrebbero sostenere i costi della
    trasformazione dovuti al cambiamento di prodotto.
26. La VDC ha espresso preoccupazione per il fatto che, a lungo termine, con
    l'imposizione di un dazio antidumping definitivo l'unico produttore comunitario
    di cumarina si troverebbe in una situazione di monopolio, tanto più che la
    società consociata del produttore negli Stati Uniti controllerebbe il mercato
    americano.
    Si ricorda che il dazio antidumping non ha l'obiettivo di eliminare dal mercato
    comunitario le importazioni da un determinato paese terzo, bensì di eliminare le
    distorsioni degli scambi provocate dalle pratiche di dumping causa del
    pregiudizio e di ripristinare effettive condizioni di concorrenza. A questo
    proposito va osservato che il dazio è stato fissato ad un livello che non dovrebbe
    impedire alla cumarina cinese di rimanere competitiva sul mercato comunitario
    (cfr. punto 55 del regolamento sul dazio provvisorio).
                                           14
 ---pagebreak---     È inoltre opportuno mettere in evidenza che nel periodo dell'inchiesta i
    produttori cinesi avevano una quota di mercato molto elevata e nettamente
    superiore a quella del produttore comunitario. Esiste quindi il rischio effettivo
    che, in assenza di misure, i produttori cinesi stessi conquistino una posizione di
    monopolio. La creazione di un monopolio di questo tipo sarebbe contraria
    anche agli interessi della Comunità. L'industria mondiale della cumarina è
    inoltre attualmente concentrata in due poli, rappresentati dal produttore
    comunitario con la consociata negli Stati Uniti e dalla produzione nella
    Repubblica popolare cinese; stanno tuttavia emergendo nuove regioni di
    produzione, come l'India. Appare quindi del tutto improbabile che il produttore
    comunitario si trovi in una situazione di monopolio in seguito all'imposizione di
    un dazio antidumping. Infine, riguardo all'asserita posizione dominante della
    Rhône Poulenc Inc. sul mercato degli Stati Uniti, va rilevato che nel periodo
    dell'inchiesta gli esportatori della Repubblica popolare cinese avevano una
    quota considerevole del mercato americano. A questo proposito occorre inoltre
    ricordare che le esportazioni cinesi di cumarina negli Stati Uniti sono ora
    soggette a misure antidumping, che potrebbero provocare una deviazione delle
    esportazioni cinesi verso il mercato della Comunità.
27. La BEOA ha nuovamente affermato che esiste una minaccia di abuso di
    posizione dominante da parte della Rhône-Poulenc S.A rispetto alla sua politica
    di marketing, nell'ambito della quale sarebbe garantita la fornitura di un
    determinato quantitativo di cumarina unicamente agli utilizzatori che accettano
    di concludere un contratto di approvvigionamento quinquennale. Questa
    affermazione, che era già stata respinta nelle conclusioni provvisorie, non è
    stata ulteriormente documentata. Inoltre le autorità competenti non hanno
    ricevuto alcuna denuncia formale e, in base alle informazioni raccolte nel corso
    dell'inchiesta, è stato stabilito che la politica di marketing in questione non è
    mai stata applicata. Sono pertanto confermate le conclusioni di cui al punto 51
    del regolamento sul dazio provvisorio.
                                          15
 ---pagebreak--- 3.  Conclusioni
28. Non sono state presentate nuove argomentazioni riguardo all'interesse della
    Comunità. Dopo aver esaminato tutte le argomentazioni presentate, il Consiglio
    ritiene che nel caso in esame non esistano motivi convincenti per non prendere
    misure antidumping. Si ritiene pertanto che sia nell'interesse della Comunità
    imporre un dazio antidumping, per i motivi esposti nei punti 47-54 del
    regolamento sul dazio provvisorio.
                                     H. DAZIO
29. La BEOA ha sostenuto che la Commissione ha commesso un errore
    metodologico nel calcolo del margine di sottoquotazione per le transazioni
    effettuate direttamente tra l'esportatore cinese e gli utilizzatori nella Comunità,
    poiché al prezzo all'importazione CIF non è stato aggiunto un margine per il
    distributore. La BEOA ha affermato che in tal modo per le vendite in questione
    non è stata eliminata la differenza tra lo stadio commerciale, poiché il livello di
    eliminazione del pregiudizio stabilito per la Rhône Poulenc SA comprendeva le
    spese generali, amministrative e di vendita e i profitti dei distributori, mentre
    per gli utilizzatori che acquistavano direttamente dagli esportatori cinesi non era
    stato tenuto conto di un margine corrispondente. A questo proposito va
    osservato che la Commissione ha stabilito il livello di eliminazione del
    pregiudizio tenendo conto di tutti i costi e dei profitti dei distributori della
    Rhône Poulenc SA che hanno venduto direttamente agli utilizzatori. Ai prezzi
    all'importazione CIF nei confronti degli utilizzatori non deve quindi essere
    aggiunto alcun margine, poiché le transazioni si sono svolte allo stesso stadio
    commerciale. È stato inoltre stabilito che per tutti i distributori e importatori i
    prezzi medi all'importazione CIF rientrano in un ambito ristretto e in media
    sono sensibilmente inferiori a quelli accertati per gli utilizzatori. In particolare
    la differenza di prezzo corrisponde all'aumento applicato dagli
    importatori/distributori per la rivendita agli utilizzatori.
                                          16
 ---pagebreak---     Questa situazione dimostra chiaramente che i produttori/esportatori della
    Repubblica popolare cinese differenziano i prezzi di vendita secondo lo stadio
    commerciale del cliente. Il Consiglio considera pertanto che il confronto è stato
    fatto allo stesso stadio commerciale e che l'aggiunta di un margine al prezzo
    all'importazione CIF per gli utilizzatori costituirebbe una duplice valutazione.
    La richiesta di adeguamento per tener conto della differenza relativa allo stadio
    commerciale è quindi respinta. È confermata la determinazione della
    sottoquotazione esposta nei punti 54-55 del regolamento sul dazio provvisorio.
30. Le misure provvisorie erano costituite da un dazio antidumping in forma di
    importo specifico per tonnellata. L'importo del dazio era pari al livello di
    eliminazione del pregiudizio, che era inferiore al margine di dumping ed è stato
    stabilito con il metodo esposto nei punti 56-57 del regolamento sul dazio
    provvisorio. Poiché non sono state presentate nuove argomentazioni per
    contestare il metodo impiegato, sono confermate le risultanze pertinenti di cui ai
    punti 23 e 55. L'importo del dazio definitivo è quindi uguale a quello del dazio
    provvisorio.
                I. RISCOSSIONE DEL DAZIO PROVVISORIO
31. In considerazione del margine di dumping accertato e del pregiudizio causato
    all'industria comunitaria, si ritiene necessario che gli importi delle garanzie
    costituite a titolo di dazio antidumping provvisorio vengano definitivamente
    riscossi.
                                         17
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                        Articolo 1
1.      È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cumarina di cui
        al codice NC ex 2932 21 00 (codice Taric: 2932 21 00*10) originaria della
        Repubblica popolare cinese.
2.      L'importo del dazio applicabile è pari a 3 479 ECU per tonnellata.
3.      Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi
        doganali.
                                        Articolo 2
Gli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio antidumping provvisorio ai sensi
del regolamento (CE) n. 2352/95 sono definitivamente riscossi per intero.
                                        Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile
in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                             18
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                                                             COM(96) 103 def.
                                                 DOCUMENTI
IT                                                                        02 11
                                             N. di catalogo : CB-CO-96-lll-IT-C
                                                              ISBN 92-78-01426-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                             /fi