CELEX: 
Language: it
Date: 2021-05-21 00:00:00
Title: REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE che stabilisce le modalità dettagliate, a norma della direttiva (UE) 2021/555 del Parlamento europeo e del Consiglio, per lo scambio sistematico, con mezzi elettronici, di informazioni relative alle autorizzazioni rifiutate di acquisizione o detenzione di talune armi da fuoco

RELAZIONE
            
            
               1.CONTESTO DELL'ATTO DELEGATO
            
            
               Nel maggio 2017 è stata rivista
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                la direttiva 91/477/CEE relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi
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               . La revisione mirava, tra l'altro, a rendere più difficile l'acquisizione legale di determinati tipi di armi da fuoco, a migliorare la tracciabilità e a intensificare la cooperazione tra gli Stati membri. La direttiva (UE) 2021/555
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                ("direttiva sulle armi da fuoco") codifica la direttiva 91/477/CEE e successive modifiche. I pertinenti riferimenti nel testo si riferiscono pertanto al testo della direttiva (UE) 2021/555.
            
            
               Uno degli aspetti della revisione riguardava il miglioramento dello scambio di informazioni relative alle armi da fuoco tra gli Stati membri. Tale obiettivo doveva essere conseguito in due modi.
            
            
               In primo luogo, la direttiva sulle armi da fuoco mira a migliorare lo scambio amministrativo, tra le autorità degli Stati membri, di informazioni sui trasferimenti di armi da fuoco nell'Unione (articolo 16), rendendo tale scambio di informazioni più sistematico e basato su un sistema elettronico (articolo 18).
            
            
               In secondo luogo l'articolo 18, paragrafo 4, della direttiva sulle armi da fuoco prevede che le autorità competenti degli Stati membri si scambino, con mezzi elettronici, informazioni relative alle autorizzazioni rifiutate per i motivi di cui agli articoli 9 e 10 di tale direttiva (autorizzazioni di acquisizione o detenzione di armi da fuoco rientranti nella categoria A o B) in base all'affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata. Attualmente questo scambio amministrativo di informazioni tra gli Stati membri non avviene in modo sistematico.
            
            
               In tale contesto, a norma dell'articolo 18, paragrafo 5, della direttiva sulle armi da fuoco, è affidato alla Commissione il compito di fornire agli Stati membri un sistema per lo scambio elettronico di informazioni. In virtù di tale articolo è stato inoltre conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, al fine di integrare la direttiva (UE) 2021/555 con le pertinenti norme che stabiliscono le modalità dettagliate per lo scambio sistematico di informazioni con mezzi elettronici.
            
            
               In seguito a discussioni con gli Stati membri, la Commissione ha deciso di prevedere un sistema elettronico per lo scambio di informazioni relative alle autorizzazioni rifiutate di acquisizione o detenzione delle armi da fuoco rientranti nella categoria A o B in base all'affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata, consentendo l'uso del sistema di informazione del mercato interno istituito dal regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno
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               , specificamente adattato per tali rifiuti. Di conseguenza, oltre alle modalità dettagliate per lo scambio elettronico di informazioni di cui al presente atto delegato, ai sensi della decisione di esecuzione C(2021) 3401 della Commissione
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                le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa di cui all'articolo 18 della direttiva sulle armi da fuoco relative alle autorizzazioni rifiutate sono oggetto di un progetto pilota a norma dell'articolo 4 del regolamento (UE) n. 1024/2012.
            
            
               Nel contesto della discussione sulle misure da adottare a norma dell'articolo 18, paragrafo 5, della direttiva sulle armi da fuoco, in un gruppo di esperti sullo scambio di informazioni gli Stati membri hanno concordato anche l'adozione di due atti delegati per gestire i due tipi di scambio elettronico di informazioni previsti dalla direttiva sulle armi da fuoco. Di conseguenza, mentre il presente atto delegato è incentrato in particolare sulla definizione delle modalità dettagliate per lo scambio sistematico con mezzi elettronici di informazioni relative alle autorizzazioni di armi da fuoco rifiutate in base all'affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata, l'istituzione di un sistema di scambio elettronico delle informazioni relative al trasferimento di armi da fuoco è oggetto di un altro atto delegato, vale a dire il regolamento delegato (UE) 2019/686 della Commissione, del 16 gennaio 2019, che stabilisce le modalità dettagliate, a norma della direttiva (UE) 2021/555, per lo scambio sistematico con mezzi elettronici di informazioni relative al trasferimento di armi da fuoco nell'Unione
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               .
            
            
               Tale approccio, che prevede due atti delegati, si fonda su varie considerazioni. In primo luogo, i due tipi di scambio di informazioni coinvolgono potenzialmente soggetti diversi negli Stati membri. Per quanto riguarda il trasferimento di armi da fuoco tra gli Stati membri, le autorità doganali sono di norma le autorità competenti per tale scambio di informazioni. Per quanto riguarda le autorizzazioni di armi da fuoco rifiutate, a seconda della struttura amministrativa di ciascuno Stato membro, è più probabile che siano altre autorità a fornire le informazioni pertinenti.
            
            
               In secondo luogo, l'istituzione di uno scambio elettronico di informazioni relative alle autorizzazioni rifiutate ha richiesto un'analisi più approfondita, in particolare delle questioni in materia di protezione dei dati.
            
            
               2.CONSULTAZIONI PRECEDENTI L'ADOZIONE DELL'ATTO
            
            
               Durante i lavori preparatori la Commissione ha svolto le opportune consultazioni. Nel giugno 2017 è stato convocato un gruppo di lavoro di esperti sullo scambio di informazioni, che si è riunito regolarmente durante un periodo di 21 mesi, per discutere le modalità di tale sistema elettronico.
            
            
               Si sono inoltre svolte consultazioni con il garante europeo della protezione dei dati, al fine di garantire che lo scambio di informazioni tra gli Stati membri avvenga nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati di cui al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio
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               .
            
            
               Durante il periodo di consultazione sul portale "Legiferare meglio" non sono pervenute osservazioni sul progetto di testo.
            
            
               In prossimità dell'adozione del presente atto delegato e a seguito del periodo di consultazione, diversi Stati membri hanno espresso preoccupazione per iscritto in merito ad alcune disposizioni, principalmente per quanto riguarda gli oneri amministrativi, che considerano eccessivi, e la mancanza di chiarezza dell'ambito di applicazione. Di conseguenza la Commissione ha apportato alcune modifiche supplementari per tenere conto delle preoccupazioni, senza alterare la sostanza del testo. Gli Stati membri sono stati consultati mediante procedura scritta su questa nuova versione, che è stata sostenuta da un'ampia maggioranza.
            
            
               3.ELEMENTI GIURIDICI DELL'ATTO DELEGATO
            
            
               L'atto delegato descrive le modalità attraverso cui lo scambio tra gli Stati membri delle informazioni relative alle autorizzazioni rifiutate di acquisizione o detenzione delle armi da fuoco per i motivi di cui agli articoli 9 e 10 della direttiva sulle armi da fuoco in base all'affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata deve avvenire nell'ambito del sistema elettronico. L'atto delegato stabilisce inoltre, all'articolo 2, che detto sistema elettronico sarà il sistema di informazione del mercato interno.
            
            
               Per quanto riguarda l'ambito di applicazione del regolamento i poteri della Commissione sono limitati dalla portata della delega. La Commissione non può prevedere nel presente regolamento una definizione giuridicamente vincolante del concetto di "affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata", utilizzata, ma non definita, all'articolo 18, paragrafo 4, della direttiva sulle armi da fuoco. Tuttavia nel trattare tale concetto gli Stati membri dovrebbero tenere conto degli obiettivi della direttiva, in particolare dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b). Quest'ultima disposizione subordina l'acquisizione e la detenzione di armi da fuoco "soltanto a persone che abbiano un motivo valido e che [...] non possano verosimilmente costituire un pericolo per se stesse o per gli altri, per l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza" (compreso l'aver subito una condanna per un reato doloso violento).
            
         
         
            
               I rappresentanti degli Stati membri nel gruppo di lavoro di esperti sullo scambio di informazioni hanno espresso preferenza per un repertorio nel sistema di informazione del mercato interno in cui le informazioni su un determinato rifiuto siano inserite dalle autorità competenti nello Stato membro interessato e rese disponibili alle autorità competenti che hanno accesso al repertorio negli altri Stati membri. Il gruppo di lavoro di esperti ha ritenuto che tale approccio consentirebbe uno scambio di informazioni sistematico e affidabile riducendo al minimo gli oneri amministrativi per gli Stati membri.
            
            
               L'articolo 3 dell'atto delegato specifica le informazioni che devono essere inserite nel sistema di informazione del mercato interno al fine di consentire a un'autorità di uno Stato membro di cercare una persona specifica a cui potrebbe essere stata rifiutata un'autorizzazione di armi da fuoco in un altro Stato membro, per i motivi di cui agli articoli 9 e 10 della direttiva sulle armi da fuoco in base all'affidabilità, connessa alla sicurezza. È opportuno osservare che gli Stati membri non inseriranno nel sistema di informazione del mercato interno informazioni sui motivi per cui è stata rifiutata un'autorizzazione a una persona. In particolare nel sistema di informazione del mercato interno non saranno inserite informazioni sul casellario giudiziale o sullo stato medico o psicologico di una persona. Se un'autorità in uno Stato membro ha bisogno di ulteriori informazioni sul motivo del rifiuto, può contattare l'autorità competente corrispondente dell'altro Stato membro al di fuori del sistema di informazione del mercato interno attraverso i mezzi di comunicazione appropriati nel rispetto della normativa pertinente in materia di protezione dei dati.
            
            
               L'articolo 4 dell'atto delegato stabilisce alcuni obblighi relativi alla cancellazione, all'aggiornamento e al riesame delle informazioni sulla validità della decisione di rifiuto ove opportuno. Esso prevede che se una decisione di rifiuto è annullata o dichiarata non valida, le informazioni relative ad essa inserite nel sistema di informazione del mercato interno devono essere cancellate entro 30 giorni di calendario. L'articolo 4 tratta inoltre altre circostanze in cui le informazioni inserite nel sistema di informazione del mercato interno e relative a una decisione di rifiuto cessano di essere esatte e complete per qualsiasi motivo (ad esempio a seguito di una revoca o modifica della decisione a posteriori). In tali casi esso impone all'autorità competente di aggiornare le informazioni relative alla decisione di rifiuto in questione nel sistema di informazione del mercato interno entro 30 giorni di calendario. Inoltre nel caso di una decisione di rifiuto che impone un divieto di durata indeterminata o determinata superiore a 10 anni, l'articolo 4 prevede che le informazioni debbano essere riesaminate periodicamente e che l'autorità competente confermi che la decisione di rifiuto è ancora in vigore o aggiorni le informazioni ad essa relative.
            
            
               L'articolo 5 dell'atto delegato stabilisce il periodo di tempo durante il quale le informazioni dovrebbero rimanere nel sistema di informazione del mercato interno. L'articolo 5 assicura che, in qualsiasi momento, il sistema di informazione del mercato interno conterrà informazioni su tutte le decisioni di rifiuto emesse o vigenti nel corso dei dieci anni precedenti, a condizione che la decisione di rifiuto sia stata adottata dopo l'inizio dell'applicazione dell'atto delegato e, qualora il divieto abbia durata indeterminata o determinata superiore a dieci anni, a condizione che le autorità competenti abbiano ottemperato agli obblighi di riesame periodico di cui all'articolo 4. Il periodo di dieci anni si basa sulle diverse prassi seguite dagli Stati membri per la conservazione delle informazioni sulle autorizzazioni rifiutate nei rispettivi sistemi nazionali. Tale periodo inoltre è sufficientemente lungo da fornire agli Stati membri uno strumento utile ed efficace nell'effettuare i controlli dei precedenti delle persone riguardo a potenziali rischi in materia di sicurezza o affidabilità connessi alla detenzione di un'arma da fuoco.
            
            
               L'articolo 6 dell'atto delegato introduce una clausola di revisione, che impone alla Commissione di riesaminare l'atto delegato entro due anni dalla sua entrata in applicazione. Tale articolo consentirà alla Commissione di valutare nella pratica il valore aggiunto dell'atto delegato quale meccanismo per aiutare gli Stati membri a ottenere maggiori informazioni sui rischi posti dalle persone che chiedono autorizzazioni per armi da fuoco. Gli Stati membri saranno inoltre in grado di fornire un feedback basato su dati concreti riguardo a possibili oneri amministrativi creati da alcune disposizioni.
            
            
               A norma dell'articolo 7 l'atto delegato entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Inizierà tuttavia ad applicarsi solo sei mesi a decorrere dalla data di pubblicazione al fine dare agli Stati membri il tempo sufficiente per predisporre le procedure necessarie.
            
            
               REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
            
            
               del 21.5.2021
            
            
               che stabilisce le modalità dettagliate, a norma della direttiva (UE) 2021/555 del Parlamento europeo e del Consiglio, per lo scambio sistematico, con mezzi elettronici, di informazioni relative alle autorizzazioni rifiutate di acquisizione o detenzione 
                  di talune armi da fuoco
            
            
               (Testo rilevante ai fini del SEE)
            
            
               LA COMMISSIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
            
            
               vista la direttiva (UE) 2021/555 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 marzo 2021, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi
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               , in particolare l'articolo 18, paragrafo 5, secondo comma,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Gli articoli 9 e 10 della direttiva (UE) 2021/555 prevedono che siano concesse autorizzazioni ad acquisire o detenere armi da fuoco rientranti nella categoria A o nella categoria B, ivi compresi la conferma, il rinnovo o la proroga di un'autorizzazione esistente. Il capitolo 2 di tale direttiva prevede inoltre il riesame periodico e la revoca di tali autorizzazioni.
            
            
               (2)L'articolo 18, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2021/555 prevede che le autorità competenti degli Stati membri si scambino informazioni sulle autorizzazioni rifiutate per i motivi di cui agli articoli 9 e 10 di tale direttiva in base all'affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata. Poiché la direttiva (UE) 2021/555 non definisce il concetto di affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata, nell'interpretare tale concetto gli Stati membri dovrebbero tenere conto degli obiettivi della direttiva, in particolare dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b).
            
            
               (3)L'obbligo di cui all'articolo 18, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2021/555 relativo alle autorizzazioni rifiutate si intende riferito a tutte le decisioni amministrative o giudiziarie emesse da un'autorità pubblica di uno Stato membro e aventi come oggetto o effetto quello di impedire a una persona di acquisire o detenere un'arma da fuoco rientrante nell'ambito dell'articolo 9 o 10 di tale direttiva, indipendentemente dal fatto che facciano o no seguito a una richiesta di autorizzazione, siano o no connesse ad armi specifiche e siano o no adottate in virtù di poteri derivanti specificamente da tale direttiva. L'obbligo comprende per esempio un divieto assoluto di acquisizione o detenzione di armi da fuoco da parte di una determinata persona, a prescindere dal fatto che tale persona abbia richiesto un'autorizzazione in precedenza. Esso comprende anche tutte le decisioni amministrative o giudiziarie di revoca di un'autorizzazione esistente o di rifiuto di confermare, rinnovare o prorogare un'autorizzazione esistente. L'articolo 18, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2021/555 dispone che le autorità competenti si scambino informazioni su tutti questi vari tipi di decisione, a condizione che la decisione sia stata emessa in base all'affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata.
            
            
               (4)L'articolo 18, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2021/555 stabilisce che la Commissione preveda un sistema per lo scambio delle informazioni indicate in tale articolo. Questo includerebbe pertanto un sistema per lo scambio delle informazioni di cui al paragrafo 4 del medesimo articolo relative alle autorizzazioni rifiutate.
            
            
               (5)Le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa di cui all'articolo 18 della direttiva (UE) 2021/555 relative al trasferimento di armi da fuoco da uno Stato membro a un altro sono oggetto di un progetto pilota a norma dell'articolo 4 del regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio
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               . Il sistema di informazione del mercato interno istituito da tale regolamento potrebbe essere inoltre uno strumento efficace per attuare la disposizione relativa alla cooperazione amministrativa di cui all'articolo 18, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2021/555 relativa alle autorizzazioni rifiutate. Di conseguenza, conformemente alla decisione di esecuzione C(2021) 3401 della Commissione
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               , tale disposizione è oggetto di un progetto pilota a norma dell'articolo 4 del regolamento (UE) n. 1024/2012. Al fine di proteggere i dati personali delle persone e il loro diritto alla riservatezza, tale decisione di esecuzione precisa che il sistema di informazione del mercato interno consentirà alle autorità nazionali solo di verificare se le informazioni relative a determinate persone sono presenti in tale sistema, non di fare ricerche secondo criteri più generali. Il regolamento (UE) n. 1024/2012 contiene inoltre garanzie specifiche che disciplinano l'accesso ai dati personali nel sistema di informazione del mercato interno e il loro trattamento, per esempio le norme di cui all'articolo 9, paragrafo 4, che consentono l'accesso soltanto in base al principio della necessità di conoscere. È pertanto opportuno individuare il sistema di informazione del mercato interno come il sistema che le autorità competenti degli Stati membri sono tenute ad utilizzare ai fini dello scambio di informazioni relative alle autorizzazioni rifiutate e stabilire le modalità dettagliate di tale scambio.
            
            
               (6)Al fine di evitare un onere amministrativo sproporzionato per gli Stati membri, le modalità dettagliate previste dal presente regolamento per lo scambio di informazioni attraverso il sistema di informazione del mercato interno dovrebbero essere applicate solo alle decisioni di rifiuto emesse dalle autorità amministrative o giudiziarie nazionali a partire dalla data di applicazione del presente regolamento.
            
         
         
            
               (7)Al fine di rispettare i diritti in materia di protezione dei dati delle persone interessate, le informazioni da inserire nel sistema di informazione del mercato interno ad opera di un'autorità competente dovrebbero limitarsi al minimo necessario per consentire alle autorità competenti degli altri Stati membri di verificare se una determinata persona è o è stata oggetto di una decisione di rifiuto emessa in base alla sua affidabilità, connessa alla sicurezza. Le informazioni dovrebbero quindi comprendere solo dati personali quali il nome della persona, il luogo e il paese di nascita e la cittadinanza.
            
            
               (8)Analogamente, al fine di proteggere i dati personali delle persone e il loro diritto alla riservatezza, le informazioni sui motivi specifici di una decisione di rifiuto non dovrebbero essere registrate nel sistema di informazione del mercato interno. In particolare le informazioni sul casellario giudiziale o sullo stato medico o psicologico di una persona non devono essere registrate nel sistema di informazione del mercato interno. Se un'autorità competente in uno Stato membro ha bisogno di ulteriori informazioni sui motivi di una decisione di rifiuto emessa in un altro Stato membro, può contattare l'autorità competente pertinente dell'altro Stato membro al di fuori del sistema di informazione del mercato interno utilizzando i mezzi di comunicazione appropriati nel rispetto della legislazione pertinente in materia di protezione dei dati. A tal fine quando registrano una decisione di rifiuto nel sistema di informazione del mercato interno, gli Stati membri dovrebbero indicare il nome e i recapiti dell'autorità amministrativa o giudiziaria che ha emesso la decisione di rifiuto e, se diversa, il nome e i recapiti dell'autorità che può essere contattata dalle autorità competenti degli altri Stati membri per avere ulteriori informazioni sulla decisione di rifiuto.
            
            
               (9)È opportuno registrare i rifiuti nel sistema di informazione del mercato interno anche se possono essere oggetto di un ricorso amministrativo o giudiziario. Se una decisione di rifiuto è annullata o dichiarata non valida dopo che nel sistema di informazione del mercato interno sono state inserite informazioni al riguardo, l'autorità competente dovrebbe essere tenuta a cancellare la voce relativa a tale rifiuto entro 30 giorni di calendario dalla data in cui la decisione di rifiuto è stata annullata o dichiarata non valida.
            
            
               (10)Al fine di garantire che le informazioni contenute nel sistema di informazione del mercato interno rimangano esatte e complete, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti ad aggiornare i propri dati ogni qualvolta si verifichi un cambiamento pertinente. Per esempio se un divieto di cinque anni è stato ridotto a tre anni, lo Stato membro dovrebbe aggiornare la voce per registrare la nuova data di cessazione del divieto. Nel caso di divieti superiori a dieci anni, inclusi i divieti con una durata indeterminata, gli Stati membri dovrebbero essere tenuti anche a riesaminare la voce almeno ogni dieci anni e a confermare che essa è ancora valida (o ad aggiornarla di conseguenza).
            
            
               (11)È necessario stabilire il periodo di tempo durante il quale le informazioni relative a un determinato rifiuto devono restare accessibili agli Stati membri nel sistema di informazione del mercato interno. Tale periodo deve trovare il giusto equilibrio tra la necessità di rendere il sistema di scambio delle informazioni il più efficace e utile possibile per gli Stati membri e la necessità di proteggere i dati personali delle persone e il loro diritto alla riservatezza. Un rifiuto potrebbe consistere in una semplice decisione una tantum che nega un'autorizzazione e lascia al richiedente la possibilità di presentare una nuova domanda di autorizzazione in qualsiasi momento in futuro o potrebbe consistere in una decisione con effetto permanente, come una decisione di rifiuto che, direttamente o indirettamente, determina il divieto per il richiedente di presentare una nuova domanda di autorizzazione per un periodo di tempo o una decisione che vieta a una persona di detenere armi da fuoco per un periodo determinato o indeterminato. Tenuto conto delle pratiche attuali negli Stati membri per i vari tipi di rifiuto che potrebbero verificarsi, è opportuno che il presente regolamento fornisca informazioni sul fatto che una decisione di rifiuto rimanga accessibile nel sistema di informazione del mercato interno per un periodo di dieci anni dalla data in cui è stata emessa, nel caso di semplici decisioni una tantum, o per un periodo di dieci anni da quando la decisione di rifiuto cessa di produrre effetti nel caso di decisioni con effetto permanente.
            
            
               (12)La Commissione dovrebbe riesaminare il presente regolamento entro due anni dalla sua data di applicazione al fine di tenere conto di eventuali problemi di attuazione che potrebbero essere sollevati dagli Stati membri.
            
            
               (13)È opportuno che l'applicazione del presente regolamento sia differita per consentire agli Stati membri il tempo sufficiente per predisporre le procedure necessarie.
            
            
               HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
            
            
               Articolo 1
            
            
               Ambito di applicazione
            
            
               Il presente regolamento si applica allo scambio, attraverso il sistema di cui all'articolo 18, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2021/555, delle informazioni relative alle autorizzazioni rifiutate per i motivi di cui agli articoli 9 e 10 di tale direttiva in base all'affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata.
            
            
               Un rifiuto rientra nell'ambito di applicazione del presente regolamento solo se la decisione amministrativa o giudiziaria in base a cui alla persona interessata è stata preclusa l'acquisizione o la detenzione delle pertinenti armi da fuoco (definita nel presente regolamento la "decisione di rifiuto") è stata emessa a partire dalla data di applicazione del presente regolamento.
            
            
               Articolo 2
            
            
               Il sistema di scambio elettronico
            
            
               Ai fini dello scambio delle informazioni cui il presente regolamento si applica, il sistema di cui all'articolo 18, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2021/555 è il sistema di informazione del mercato interno, come previsto nella decisione di esecuzione C(2021) 3401.
            
            
               Articolo 3
            
            
               Le informazioni da scambiare
            
            
               1.Le informazioni da scambiare a norma dell'articolo 18, paragrafo 4, della direttiva (UE) 2021/555, relative alle autorizzazioni rifiutate per i motivi di cui agli articoli 9 e 10 della medesima direttiva in base all'affidabilità, connessa alla sicurezza, della persona interessata comprendono i dati seguenti:
            
            
               (a)il nome della persona interessata;
            
            
               (b)la data di nascita di tale persona;
            
         
         
            
               (c)il luogo e il paese di nascita di tale persona;
            
            
               (d)la cittadinanza di tale persona;
            
            
               (e)la data in cui è stata emessa la decisione di rifiuto;
            
            
               (f)il numero di riferimento nazionale o un altro identificatore unico della decisione di rifiuto, se tale numero o identificatore è stato assegnato alla decisione di rifiuto nello Stato membro in cui è stata emessa;
            
            
               (g)il nome e i recapiti dell'autorità amministrativa o giudiziaria che ha emesso la decisione di rifiuto e, se diversa, il nome e i recapiti dell'autorità da contattare per ottenere ulteriori informazioni sul rifiuto;
            
            
               (h)a quale delle tre categorie seguenti appartiene la decisione di rifiuto:
            
            
               i)
                     decisioni di rifiuto il cui effetto è impedire a una persona di acquisire o detenere un'arma da fuoco per un periodo indeterminato, senza una data di fine fissata;
            
            
               ii)
                     decisioni di rifiuto il cui effetto è impedire a una persona di acquisire o detenere un'arma da fuoco per un periodo determinato, con una data di fine fissata (incluse le decisioni di rifiuto di una richiesta di autorizzazione il cui effetto è vietare alla persona di presentare una nuova domanda di autorizzazione entro un determinato periodo, con una data di fine fissata);
            
            
               iii)
                     decisioni di rifiuto che non rientrano nel punto i) o nel punto ii);
            
            
               (i)se la decisione di rifiuto rientra nella lettera h), punto ii), con una data di fine fissata;
            
            
               (j)a quale delle tre categorie seguenti appartiene la decisione di rifiuto:
            
            
               i)
                     decisioni di rifiuto emesse in risposta a una richiesta di autorizzazione per i motivi di cui agli articoli 9 o 10 della direttiva (UE) 2021/555 o in risposta a una richiesta di conferma, rinnovo o proroga di tale autorizzazione;
            
            
               ii)
                     decisioni di rifiuto che revocano un'autorizzazione concessa, confermata, rinnovata o prorogata a norma dell'articolo 9 o 10 della direttiva (UE) 2021/555;
            
            
               iii)
                     decisioni di rifiuto che non rientrano nel punto i) o nel punto ii).
            
            
               2.Oltre alle informazioni indicate al paragrafo 1, lettere da a) a d), gli Stati membri possono scegliere di fornire ulteriori dati di identificazione della persona interessata, come codice fiscale, numero di passaporto o numero di carta d'identità, qualora tali informazioni siano necessarie per una corretta identificazione della persona.
            
            
               3.Le informazioni elencate al paragrafo 1 e, ove applicabile, gli ulteriori dati di cui al paragrafo 2 sono inseriti nel sistema di informazione del mercato interno entro 30 giorni di calendario dalla data in cui è stata emessa la decisione di rifiuto e sono resi immediatamente accessibili alle autorità competenti degli Stati membri.
            
            
               Articolo 4
            
            
               Obblighi di cancellazione, aggiornamento e riesame delle informazioni
            
            
               1.Se una decisione di rifiuto è annullata o dichiarata non valida dopo che nel sistema di informazione del mercato interno sono state inserite informazioni relative a essa, l'autorità competente cancella la voce dal sistema di informazione del mercato interno entro 30 giorni di calendario dalla data di annullamento o di dichiarazione di non validità.
            
            
               2.Se, in circostanze diverse da quelle di cui al paragrafo 1, le informazioni inserite nel sistema di informazione del mercato interno relative a una decisione di rifiuto cessano di essere esatte e complete per qualsiasi motivo, anche a seguito di una revoca o modifica successiva della decisione di rifiuto, l'autorità competente aggiorna le informazioni nel sistema di informazione del mercato interno relative a tale rifiuto entro 30 giorni di calendario dalla data in cui le informazioni cessano di essere esatte o complete. In caso di revoca di una decisione di rifiuto, è aggiunta alla voce del sistema di informazione del mercato interno la data a decorrere dalla quale la revoca entra in vigore (la "data di revoca").
            
         
         
            
               3.Nel caso in cui una voce del sistema di informazione del mercato interno riguardi una decisione di rifiuto di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera h), punto i), l'autorità competente riesamina la voce almeno una volta ogni dieci anni a partire dalla data in cui è stata emessa la decisione di rifiuto e aggiorna la voce immediatamente a seguito di ciascun riesame per confermare che la decisione di rifiuto rimane in vigore o, se la decisione è stata revocata, per registrare la data di revoca conformemente al paragrafo 2.
            
            
               4.Nel caso in cui una voce riguardi una decisione di rifiuto di cui all'articolo 3, paragrafo 1, lettera h), punto ii), con una data di fine fissata superiore a dieci anni dalla data in cui è stata emessa la decisione di rifiuto, l'autorità competente riesamina la voce almeno una volta ogni dieci anni a partire dalla data in cui è stata emessa la decisione di rifiuto fino alla data registrata nel sistema di informazione del mercato interno come data di fine fissata e aggiorna immediatamente la voce a seguito di ciascun riesame per confermare che la decisione di rifiuto rimane in vigore o, se la decisione è stata revocata, per aggiungere la data di revoca conformemente al paragrafo 2.
            
            
               5.Se una decisione di rifiuto viene revocata, l'obbligo di cui al paragrafo 3 o, ove applicabile, al paragrafo 4 cessa di applicarsi alla voce una volta che essa è stata aggiornata per aggiungere la data di revoca conformemente al paragrafo 2.
            
            
               Articolo 5
            
            
               Periodo durante il quale le informazioni restano accessibili nel sistema di informazione del mercato interno
            
            
               1.Le informazioni scambiate attraverso il sistema di informazione del mercato interno conformemente al presente regolamento restano accessibili in tale sistema per dieci anni a partire dalla data che cade per ultima tra quelle seguenti, nella misura in cui esse sono applicabili alla decisione di rifiuto in oggetto e tenuto conto degli aggiornamenti a norma dell'articolo 4:
            
            
               (a)la data registrata nel sistema di informazione del mercato interno come data in cui è stata emessa la decisione di rifiuto;
            
            
               (b)la data registrata nel sistema di informazione del mercato interno come data in cui la voce è stata aggiornata l'ultima volta per confermare che la decisione di rifiuto resta in vigore;
            
            
               (c)la data registrata nel sistema di informazione del mercato interno come data di fine fissata della decisione di rifiuto.
            
            
               Tuttavia nel caso in cui una voce nel sistema di informazione del mercato interno sia soggetta all'obbligo di cui all'articolo 4, paragrafo 4, se l'autorità competente non ottempera a tale obbligo, la voce cessa di essere accessibile in tale sistema alla scadenza del termine fissato da tale articolo per l'ottemperanza a tale obbligo.
            
            
               2.Nonostante il paragrafo 1, per tutte le decisioni di rifiuto per cui è registrata nel sistema di informazione del mercato interno una data a decorrere dalla quale prende effetto la revoca della decisione stessa, la voce cessa di essere accessibile in tale sistema alla scadenza del periodo di dieci anni dalla data che è stata registrata nel sistema come data di revoca.
            
            
               Articolo 6
            
            
               La Commissione riesamina il presente regolamento entro due anni dalla sua data di applicazione.
            
            
               Articolo 7
            
            
               Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
            
            
               Esso si applica a decorrere dal 31 gennaio 2022.
            
            
               Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il 21.5.2021
            
            
               
                     Per la Commissione
               
               
                     La presidente
                     Ursula VON DER LEYEN
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        Dalla direttiva (UE) 2017/853 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 maggio 2017 (GU L 137 del 24.5.2017, pag. 22).
               
               
                  
                     (2)
                  
                        Direttiva 91/477/CEE, del 18 giugno 1991, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi (GU L 256 del 13.9.1991, pag. 51).
               
               
                  
                     (3)
                  
                        Direttiva (UE) 2021/555 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 marzo 2021 (GU L 115 del 6.4.2021, pag. 1).
               
               
                  
                     (4)
                  
                        Regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno e che abroga la decisione 2008/49/CE della Commissione (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 1).
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Decisione di esecuzione C(2021) 3401 della Commissione riguardante un progetto pilota per attuare le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa relative alle autorizzazioni rifiutate di cui alla direttiva (UE) 2021/555 del Parlamento europeo e del Consiglio attraverso il sistema di informazione del mercato interno.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        GU L 116 del 3.5.2019, pag. 1. Analogamente a quanto proposto nell'ambito del presente atto delegato, parallelamente al regolamento delegato (UE) 2019/686 della Commissione, è stata adottata una decisione di esecuzione riguardante l'utilizzo del sistema di informazione del mercato interno come progetto pilota: la decisione di esecuzione (UE) 2019/689 della Commissione, del 16 gennaio 2019, relativa a un progetto pilota per attuare alcune disposizioni in materia di cooperazione amministrativa di cui alla direttiva 91/477/CEE del Consiglio attraverso il sistema di informazione del mercato interno.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
               
               
                  
                     (8)
                  
                        GU L 115 del 6.4.2021, pag. 1.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        Regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno e che abroga la decisione 2008/49/CE della Commissione (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 1).
               
               
                  
                     (10)
                  
                        Decisione di esecuzione C(2021) 3401 della Commissione riguardante un progetto pilota per attuare le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa relative alle autorizzazioni rifiutate di cui alla direttiva (UE) 2021/555 attraverso il sistema di informazione del mercato interno.