CELEX: 51966PC0182
Language: it
Date: 1966-11-30
Title: PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alle formalità imposte dagli Stati membri negli scambi reciproci (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (66) 182
Vol. 1966/0049
 ---pagebreak--- Disclaimer
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concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
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p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMILNITA ECONOMICA EU ROPEA
                      COMMIS.SIONE
                                                       COM( 66 ) 182 def.
                                           Bruxelles . 30 novembre 1966
                       PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
                      relativa alle formalità imposte dagli
                       Stati membri negli scambi reciproci
                   ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
 COM(66 ) 182 def.
 ---pagebreak---                                  RELAZIONE.
CENNI GENERALI
          La proposta di decisione attualmente presentata all' approvazione
del Consiglio si propone di snellire le formalità imposte dagli Stati
membri negli scambi reciproci.
          Nel corso dei lavori da essa intrapresi in materia d' applicazione
delle norme del Trattato relative alla libera circolazione delle merci ,
( titolo I , capo 2 ),. la Commissione ha potuto constatare che il sistema
della licenza automatica, per quanto concerne i prodotti liberalizzati ,
non solo costituisce un ostacolo agli scambi intracomunitari , in quanto
provoca ritardi e spese supplementari , ma talvolta rappresenta persino
un mezzo indiretto per imporre restrizioni abusive .
          Essa è quindi giunta alla conclusione ohe tale sistema non consente
in pratica, una piena libertà di circolazione delle merci .
       i; La Commissione ha inoltre osservato che gli Stati membri possono
ottenere risultati identici a quelli conseguibili «on la licenza per il.'
tramite di altre formalità , come l' obbligo del . -visto tecnico o l' obbligo :
di . presentazione di un' autorizzazione preliminare o di altri documenti
analoghi -. formalità che , in definitiva , producono i medesimi effetti . ,
restrittivi stigli scambi intracomunitari «
          Essa ha pure rilevato che i vari Stati membri applicano per lo
più le stesse formalità sotto denominazioni o secondo modalità differenti
 ---pagebreak---        Di conseguenza , i provvedimenti che venissero adottati nei confronti
unicamente di alcune di esse potrebbero facilmente esser resi inoperanti ,
mediante l' introduzione di nuove formalità od una semplice sostituzione
dei controlli .
       i
       La Commissione ritiene pertanto necessario intraprendere un' azione
vigorosa per la soppressione di tali intralci , azione che investa non sol­
tanto il sistema della licenza automatica ma anche tutte le formalità ana­
loghe , sia preliminari che concomitanti , tuttora imposte tanto all' importa­
zione quanto all' esportazione dei prodotti per i quali sono state abolite
le restrizioni quantitative nei rapporti commerciali fra i Paesi membri .
       La Commissione ha d' altronde osservato che , per lo più , gli intralci
risultanti da tali formalità negli scambi intracomunitari provengono non
soltanto dalla semplice esistenza delle formalità stesse , ma soprattutto
dal loro ppssibile impiego abusivo .
       Affinché dette formalità non possano in alcun caso fungere da strumen­
ti indiretti di protezionismo , la Commissione ritiene opportuno spogliarle
del loro carattere subordinante : in altri termini , occorre impedire che
l' importazione o l' esportazione possano essere subordinate all' espletamento
di esse . Nella fase di sviluppo attuale del Mercato comune si dovranno certo
prevedere alcune deroghe a questa regola , le quali andranno tuttavia scompa­
rendo con la graduale attuazione degli obiettivi del Trattato . La presente
proposta costituisce pertanto un primo passo verso l' abolizione di codesti
ostacoli agli scambi intraooraunitari .
       Il Trattato di Roma non contempla mezzi d' azione specifici per conse­
guire tale risultato , in mancanza del quale la circolazione delle merci fra
gli Stati membri non può essere considerata veramente libera.
       D' altra parte , la Commissione ritiene che il sistema di concessione
automatica delle licenze non sia contrario al Trattato , qualora esse ven­
gano di fatto accordate automaticamente e senza ritardi .
 ---pagebreak---         Ne consegue che la soppressione delle formalità in causa non può
essere ottenuta mediante l' adozione di una direttiva fondata sull' arti­
colo 33 , paragrafo 7 » a meno che esse non costituiscano misure di effet­
to equivalente a restrizioni quantitative all' importazione .
        D' altra parte , codesto sistema di licenze non è compatibile «on
un Mercato comune in cui la circolazione delle merci dovrebbe essere
libera e non ostacolata da controlli alle frontiere intracomunitarie .
        Di conseguenza, la proposta di decisione presentata si. fonda sul­
l' articolo 235 » che , a giudizio della Commissione , rappresenta il fonda­
mento giuridico appropriato .                                          .
CONTENUTO DELLA DECISIONE PROPOSTA
                     Articolo 1 - Il divieto generale •'
A. PORTATA DEL DIVIETO
        La proposta di cui trattasi comporta, all' articolo 1", paragrafo 1 ,
un divieto generale di . subordinare l' importazione o l' esportazione ai-
l' espletamento di formalità.-                           ■'
    -■ Attualmente , la lìbera disponibilità in tutti gli Stati membri delle,
merci importate 0 esportate resta ancora soggetta a un certo numero di
condizioni , come la riscossione di dazi o di altre imposizioni e. tasse .
La proposta prevede che i Paesi membri rimancino a subordinare l' importa­
zione o l' esportazione a determinate formalità *....   .. •                "" "
      . Ciò significa in pratica che , anche in caso di lóro espletamento
                                                                .                -,
incorretto o incompleto , i paesi della CEE non potranno più né bloccare
le merci alla frontiera, né applicare sanzioni od altri provvedimenti
tali da indurre 1 ' operatore a rinunciare, ali ' importazione o ■ ali ' esporta- :
zione. Ciò significa pure che gli Stati membri potranno continuare ad ■
imporre determinate formalità , ma solo a condizione di privarle del loro
 ---pagebreak--- carattere cogente di subordinazione , ossia a condizione di cessare di
subordinare al loro espletamento il passaggio della frontiera doganale
( art . 1 , par. 4 )« In alcuni casi , del resto , essi hanno già rinunoiato
in pratica ad avvalersi di tale diritto .
        Il divieto generale formulato all' articolo 1 presenta un duplice
vantaggio , in quanto elimina la possibilità d' impedire , od anche sempli­
cemente di ritardare l' entrata o l' uscita delle merci , e lascia nel con­
tempo immutata la struttura dei sistemi amministrativi degli Stati membri ,
che potranno licitarsi a privare le formalità da essi imposte del loro
carattere cogente .
        La natura del divieto implica che quest' ultimo investe , oltre alla
formalità stessa , le procedure previste per il suo espletamento e control­
lo – procedure che , in quanto complemento normale della formalità medesima,
costituiscono con essa un' unità organica.
B. PRODOTTI CONTEMPLATI
        E' ormai vietato subordinare all' espletamento di formalità l' importa­
zione e l' esportazione di tutti i prodotti cui si applicano , in virtù
degli articoli $ e 10 del Trattato , le norme sulla libera circolazione del­
le merci : s' intendono con ciò i prodotti originari degli Stati membri e
quelli originari dei paesi terzi immessi in libera pratica negli Stati mem­
bri , compresi i prodotti trasformati .
C. FORMALITÀ' CUI SI APPLICA IL DIVIETO
        Le formalità alle quali si applica il divieto generale di cui all 'aa*-
ticolo 1 , paragrafo 2 , si suddividono in due categorie :
1 . i documenti che gli operatori devono farsi rilasciare dall' amministrazio­
    ne e che costituiscono in realtà un' " autorizzazione " o un "benestare "
    dell' operazione progettata , indipendentemente dal fatto che si tratti di
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      dociunenti redatti e rilasciati dall' amministrazione su richiesta dell' in­
      teressato ( in particolare , le licenze ) o di formulari compilati dall'' in­
      teressato stesso , sui quali l' amministrazione appone un timbro 0 un vi­
      sto ( in special modo : visti , formulari di registrazione , certificati
      d' origine , documenti bancari , ecc .); -
2 . ..i 1 documenti redatti dall' importatore stesso ò per suo conto , come le
      dichiarazioni in dogana, talune dichiarazioni aventi esclusivamente scopo
 . statistico , ecc .                           ;                          ;
           Tali documenti non costituiscono un' autorizzazione o un benestare , ma
sono necessari per le operazioni d' importazione o d' esportazione j, che restano
subordinate alla loro presentazione .
           L' enumerazione delle formalità di - cui all' articolo 1 , paràgrafo 2 ,
non ha : carattere tassativo , in modo da non restringere il campo d' applicaziò-
né dell' obbligo sancito al paragrafo 1 dell' articolo 1 *.             '•
D. AMBITO D' APPLICAZIONE DELLA DECISIONE PRÒPOSTA " '                          ''   : 'iv
           La presente decisrone interessa soltanto le formalità instaurate dagli
Stati- membri unilateralmente *
                              ' :    Ί
      ■    Restando pertanto esclusi dalla sua sfera d' applicazione i documenti •
previsti dai tèsti' comunitari , come i regolamenti , le direttive e le deci- >
sioni del Consiglio o della Commissione ( art . 1 , par. 3 )*
                                        Deroghe                        v ,               .
A. CRITERI DI DETERMINAZIONE                      .
           Il divieto di subordinare l' importazione o l' esportazione all' esple­
tamento di formalità comporta l' obbligo di autorizzare là realizzazione ef­
fettiva dèli 'operazione , materiale córrispondentei In alcuni casi , tuttavia ,
le norme del Trattato riconoscono agli Stati membri 'il diritto di opporsi
all' attuazione effettiva dell' importazione e , talvolta , dell' esportazione ,
qualora non vengano espletate determinate formalità. Ad esempio , l' importa­
                                                                           • • •/>••
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zione di un prodotto soggetto a un contingente comunitario resta subordinata
alla concessione di una licenza d' importazione ; analogamente , l' importazione     t
di qualsiasi prodotto rimane tuttora subordinata alla riscossione di dazi
doganali . In questi casi non si può negar validità al carattere subordinante        *
della formalità , senza privare gli Stati membri di un diritto riconosciuto
dal Trattato : la formalità non è che lo strumento necessario per applicare
una regolamentazione perfettamente lecita ai sensi del Trattato .
       Sono quindi previsti due gruppi di deroghe , le une di carattere gene­
rale ( art. 2 ) e le altre di carattere specifico ( art . 3 ).
       Le deroghe accolte sono state limitate al livello che la Commissione
ritiene ammissibile allo stadio attuale del Mercato comune .
       La maggior parte delle formalità cui si applicano tali deroghe perderà
la sua ragion d' essere , al più tardi , quando saranno stati ultimati l' unione
doganale , il ravvicinamento delle legislazioni in virtù dell' articolo 100 ,
1 'armonizzazione delle politiche fiscali e monetarie e l' elaborazione della
politica commerciale comune , oppure sarà sostituita da documenti comunitari .
       Nel frattempo , sembra opportuno lasciare agli Stati membri la facoltà
di mantenere in vigore talune formalità in materia d' importazione o d' espor­
tazione , inerenti ai rispettivi sistemi nazionali di regolamentazione ricono­
sciuti compatibili col Trattato .
       Cosi' come il divieto sancito all' articolo 1 , paragrafo 1 , interessa
tanto la formalità come la procedura prevista per il controllo di essa , del
pari è apparso logico riconoscere agli Stati membri , nel quadro - delle
deroghe ammesse , anche la facoltà di applicare procedure destinate ad accer­
tare il corretto funzionamento delle formalità corrispondenti , giacché ,
                                                     <
in definitiva, sarà proprio il risultato finale della procedura di controllo
a condizionare il divieto o l' autorizzazione ad importare o ad esportare .
                                                                        * « • /• • •
 ---pagebreak---        La Commissione riconosce che , per instaurare un autentico mercato
comune , occorre sopprimere gli ostacoli agli scambi ancora esistenti » Di
conseguenza , la maggior parte delle formalità tuttora ammesse in virtù del­
la presente decisione dovrà essere abolita entro la fine del periodo
transitorio o al più presto possibile dopo tale data. La Commissione sotto­
porrà al Consiglio proposte al riguardo entro il 1° gennaio 1 9.69* ; ■ v
B. ARTICOLO 2 - DEROGHE DI CARATTERE GENERALE
1.     Finché nei rapporti intracomunitari resteranno in vigore dazi doga­
nali all' importazione e tasse d' effetto equivalente , e finché sussiste­
ranno regimi fiscali diversi con dazi differenti – sintantoché , di conse­
guenza , occorrerà sdoganare la merce , si dovranno compilare i documenti ;
necessari allo sdoganamento ; dichiarazioni in dogana e documenti ohe con­
sentano dì determinare sia il valore imponibile , come fatture e titoli
di trasporto o di assicurazione , sia la tariffa applicabile ( comunitaria
o esterna), tenuto' conto della voce tariffaria ( art. 2 , par.        lettera à
       In tal modo , la disposizione di cui alla lettera a)., copre tra l' altro
la dichiarazione ed il controllo d' origine solamente ai fini della riscos­
sione dei dazi doganali .
       Quanto alle modalità di determina?ipne dell' origine ai fini dell' ese­
cuzione delle misure di politica commerciale , esse saranno esaminate nel­
l' ambito dell' articolo 3 » paragrafo e ,
2.     D' altra parte , ,per gli Stati membri che hanno mantenuto il controllo
degli scambi , i documenti bancari destinati a permettere loro di effettuare
tale controllo all' esportazione sono indispensabili . Infatti , è : più diffi­
cile controllare e garantire un rimpatrio di divise che rifiutare l' autoriz^
zazione di un trasferimento corrispondente al pagamento di un' importazione .
Per questo motivo , la deroga prevista è limitata alle formalità destinate
a garantire il' controllo degli scambi all' esportaizione ( art. 2 par. 1 ,
Ietterà b).'           n                           . >        '*
                                                                          /
 ---pagebreak---       Queste sono le deroghe ài carattere generale previste dall' articolo 2 ,
le cui disposizioni saranno peraltro applicatili soltanto alle formalità
ed alle procedure richieste alla data del 1° gennaio 1965 »
      Con tale " standstill " la Commissione ha ritenuto opportuno stati-
lire il punto di partenza per l' entrata in vigore del divieto generale
sancito desìi Articolo 1 , paragrafo 1 , e di proporre a tale scopo la data del
1° gennaio 1965 *
      Infatti , nessuna ragione oggettiva giustificherebbe il mantenimento ,
per le finalità previste dall' articolo 2 , delle formalità e delle proce­
dure che non esistevano alla data del 1° gennaio 1965 »
C. ARTICOLO 3 - DEROGHE SPECIFICHE
      Contrariamente alle precedenti , queste deroghe non riguardano i prodot­
ti in generale , ma soltanto alcuni casi ben determinati , nella cui fattispe­
cie il mantenimento di alcune formalità corrisponde a taluni poteri accor­
dati dal Trattato agli Stati membri , affinché possano far fronte a certe
situazioni , in attesa della realizzazione integrale di tutti i suoi obietti­
vi .
      D' altra parte , esse non si prestano ad uno "standstill " analogo a
quello previsto per le eccezioni dell' articolo 2 . Infatti , per quelito attie­
ne alle deroghe specifiche , la misura che comporta la formalità può essere ,
in virtù del suo stesso fondamento giuridico , introdotta o reintrodotta in
qualsiasi momento , conformemente alle disposizioni del Trattato , per cui
le formalità che sono oggetto di questa categoria di deroghe potranno essere
state introdotte 0 reintrodotte successivamente al 1° gennaio 1965 *
      Nei seguenti casi la Commissione ha ritenuto indispensabile prevedere
ima deroga specifica :
Lettera a) Licenze o autorizzazioni d' importazione richieste per i prodotti
ancora soggetti a restrizioni quantitative , cioè a contingenti conformi
al Trattato .
      Dato che le restrizioni quantitative all' esportazione sono state
totalmente soppresse , non è necessario prevedere un' eccezione analoga per
le licenze d' esportazione .
 ---pagebreak--- Lettera b ) Autorizzazioni d' importazione o d' esportazione rilasciate per
i prodotti cui si applicano le disposizioni dell' articolo 37 1 paragrafo 1
del Trattato .
        Queste formalità sono state ritenute ammissibili dalla Commissione ,
ai fini di un corretto funzionamento dei monopoli .
Lettera c ) Licenze o certificati richiesti per i prodotti soggetti ad un
sistema di prezzi minimi conforme all' articolo 44 del Trattato ;
– all' importazione , nel caso in cui le importazioni possano essere tempo­
   raneamente sospese o ridotte ;
- all' esportazione , nel caso in cui per le importazioni sia prevista la
   condizione che esse si effettuino ad un prezzo superiore al; prezzo minimo-
   stabilito per il prodotto in questione ed il cui rispetto è . garantito
   dallo Stato membro esportatore .                                s                ' ~
        Questa deroga si applica a procedure che diventano sempre più ' rare . .
nell' ambito della Comunità , dato che tutti i regolamenti agricoli prevedono-
l' abbandono del sistema dei prezzi minimi conforme all' articolo 44«"
Lettera d) La Commissione ha ritenuto che ,, in considerazione delle facoltà'
accordate agli Stati membri in virtù dell' articolo. 36 del' Trattatò , fosse N
                                                                              . _ s
opportuno prevedere una deroga per il mantenimento dellè autorizzazioni
o dei òertificati che sono indispensabili a Gausa del controllo dei divieti'
e delle restrizioni giustificati dai motivi indicati nell' articolo di cui
sopra ( controllo sanitàrio , fitosanitario , certificati, d' analisi , eco. ). : ••
                        . "• x
      , Lo stesso dicasi per quanto riguarda le formalità indispensabili ai/. . 1.
fini del controllò dei divieti di commercializzazione , nella misura in cui '■
tali divieti sono applicabili indistintamente ai prodotti nazionali ed ai
prodotti importati e : qualora esse siano compatibili con le disposizioni
degli articoli 30 e1 34 del Trattato. Si tratta delle disposìzipni- degli '
Stati membri' relative alla natura dei prodotti ammessi; alla , vendita - ( in pajo-
ticolare le disposizioni concernenti la forma , le dimensioni , il peso , il
contenuto , la composizione , la qualità , la presentazione , l' identificazione ,
 ---pagebreak---                                       - 10 -
il condizionamento , ecc .) che vietano la vendita di tutti i prodotti non con­
formi alle norme previste da tali disposizioni .
Lettera e ) Data l' assenza di una politica commerciale comune nella fase
attuale , è necessario garantire agli Stati membri la possibilità di ricorrere
alle disposizioni dell' articolo 115 » in determinati casi in cui i prodotti
importati dagli altri Stati membri non siano liberalizzati nei confronti
dei paesi terzi . A tale scopo , è pertanto necessario prevedere delle deroghe ,
nell' ambito dell' articolo 3 . Una di queste concerne le licenze per i prodotti
originari da paesi terzi ed immessi in libera pratica negli altri Stati mem­
bri , l' altra ha lo scopo di permettere la verifica dell' origine di tutti
i prodotti importati dagli Stati membri , sia mediante la dichiarazione d' ori­
gine , sia per mezzo di qualsiasi altro documento attestante l' origine ( com­
presi i certificati d' origine ), qualora - nei casi previsti dall' una o
dall' altra deroga - lo Stato membro importatore applichi per questi stessi
prodotti restrizioni quantitative nei confronti dei paesi terzi .
Lettera f ) L' applicazione del disposto dell' articolo 115 può implicare rac­
comandazioni della Commissione , principalmente in materia di esportazione .
La stessa Commissione ha già raccomandato non solo misure di politica com­
merciale , come divieti di riesportare verso i paesi non membri o fissazione
di contingenti all' esportazione degli Stati membri , ma anche varie forma­
lità ( in particolare , instaurazione di un sistema di controllo sulla desti­
nazione finale dei rottami di metalli non ferrosi ).
       La deroga specifica di cui alla lettera f) è intesa a ricomprendere
queste ultime formalità auspicate dalla Commissione medesima.
Lettera g) Taluni accordi o convenzioni internazionali possono prevedere
delle formalità ( ad esempio : certificato di riesportazione per il caffè ).
Per assicurare il rispetto di tali accordi è opportuno convenire che l' impor­
tazione o l' esportazione possa essere subordinata all' assolvimento delle
formalità in questione , a condizione però che tutti gli Stati membri ade­
riscano agli accordi predetti .
                                                                    • ••/•••
 ---pagebreak--- D. ABTICOLO 4 - STANDSTILL
       Lo " standstill" previsto dall' eurticolo in questione concerne , da .
un  lato , ( par. l) le formalità ammesse in via eccezionale in virtù de­
gli articoli 2 e 3 e , dall' altro (par. 2 e 3) le formalità compatibili
con il disposto dell' articolo 1 , ossia quelle alle quali non sono subordi
nate 1 ' importatone e l' esportazione .
       Quanto alla prima categoria di formalità, uno "standstili'r è già
previsto dall' articolo 2 della presente proposta di decisione , articolo
che concerne l' esistenza stessa delle formalità sottratte al divieto
generale di cui all' articolo 1 , nonché la procedura prevista per l' as­
solvimento e controllo delle formalità stesse .
       Uno " standstill" analogo non poteva essere previsto per le deroghe
specifiche di cui all' articolo 3 per ragioni inerenti alla loro stessa
natura. Queste dèroghe' riguardano infatti formalità che costituiscono il
corollario di misure la cui introduzione o reintroduzione conformemente
al Trattato può' aver luogo in qualsiasi momento .
       Lo " standstill" previsto dall' articolo 4 è di natura differente .
e attiene al rigore delle procedure relative all' assolvimento e al
controllo delle formalità. Esso è quindi applicabile' tanto 'alle" tleroghé "
previste dall' articolo 2 che a quelle: stabilite dall' articolo- 3 . "
       Lo stàndstill in parola è inteso à vietare agli Stati membri di
rendere più complesse , cogenti o onerose le procedure seguite per
l 'adempimento delle formalità esistenti al 1° gennaio 19^5 , sia che
trattasi di formalità previste dall' articolo 2 , sia che trattasi di for­
malità previste dall' articolo 3*
       Quanto alla seconda categoria , ossia quella delle formalità che
possono essere mantenute in quanto"      importazione e l' esportazione non" '
sono ad esse subordinate , lo " standstill " è diretto a vietare :
- l' introduzione di nuove formalità, non esistenti al 1° gennaio 1965 » . .
- la modificazione : delle procedure seguite per 1 !.assolvimento ed il •
   controllo delle; modalità stesse , modificazione .che. renderebbe 'le prò- ■
   cedure più complesse , cogenti o onérose.'. ; • J     -c
 ---pagebreak---        Tuttavia , restano lecite le modifiche intese a privare la cate­
goria di formalità in questione del loro carattere cogente , in osservanza
da$l*o"bbligo di cui all' articolo 1 , La liceità delle modifiche è co­
munque subordinata alla condizione che le procedure previste alla data
del 1° . 1.1965 non siano rese più complesse , cogenti 0 onerose.'       <
E. ARTICOLO 5 - DEROGHE
       Deroghe alla presente decisione possono rendersi necessarie in
conseguenza di situazioni nuove o eccezionali . Considerato che , da un
lato , è necessario prevedere procedure di carattere comunitario e che
dall' altro giova far fronte alle situazioni predette con la rapidità
da esse richieste , la Commissione ritiene di poter valersi utilmente
della facoltà di esaminare le possibilità di deroghe .
       E' stata inoltre prevista una procedura di notificazione obbli­
gatoria allorché uno Stato membro decida di applicare nuove misure
che giustifichino le formalità di cui all' articolo 3 o di valersi del­
l' autorizzazione accordata dalla Commissione ai sensi del paragrafo 1
dell' articplo in questione .
P. ARTICOLO 6 - REVISIONE DELLA DECISIONE
       La decisione tiene conto dell' attuale stato di sviluppo del Merca­
to comune ed implica di conseguenza quelle obbligazioni che gli Stati ■
membri possono praticamente assumere nel momento presente . La succes­
siva evoluzione del Mercato comune consentirà tuttavia di restringere
maggiormente il campo delle deroghe . A tal fine è stata prevista la
facoltà del Consiglio di decidere la limitazione delle deroghe di cui
agli artiooli 2 e 3 .
G. ARTICOLO 7 - RICHIAMO DEGLI OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI IN MATERIA
    DI FORMALITÀ '
       In considerazione del fatto che , per quanto riguarda gli scambi
intracomunitari , le licenze ed altri documenti analoghi sono ricono­
sciuti compatibili col Trattato solo nella misura in cui sono rilasciati
automaticamente e senza apposizione di termini , la Commissione . ha ri­
tenuto opportuno ricordare agli Stati membri che la decisione di cui
trattasi non pregiudica affatto gli obblighi loro incombenti al riguardo .
 ---pagebreak--- H. ARTICOLO 8 - ENTRATA IN VIGORE DELLA DECISIONE PROPOSTA
       La data di applicabilità della decisione è stata fissata al 1° apri­
le 1967 .
       La Commissione ritiene opportuno proporre al Consiglio di conce­
dere agli Stati membri un termine di tre mesi perché questi possano
far luogo alla ricezione della Decisione nel loro ordinamento nazio­
nale , fermo restando l' obbligo di notificar® alla Commissione , non ap­
pena decorso detto termine , le misure prese a tal fine .
 ---pagebreak---                        PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
                      relativa alle formalità imposte dagli •'
           .           Stati membri negli scambi reciproci
                  ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ 1 ECONOMICA EUROPEA ,.
Vista le disposizioni del Trattato Ghe istituisce la Comunità Economica
Europea , e in particolare l' articolo 235 ;
Vista la proposta della Commissione ;
Visto il parere del Parlamento europeo ;
Considerando che la libera circolazione delle merci tra gli Stati membri co
stituisce uno degli obiettivi fondamentali della Comunità* •'
Considerando che l' importazione e l' esportazione delle merci cui sono ap­
plicabili , a norma degli articoli 9 e 10 del Trattato ,: le disposizióni- del
Trattato relative alla libera circolazione , sono tuttora subordinate al- •
l 'assolvimento di formalità quali licenze , autorizzazioni , visti -, attesta-»
ti , certificati' o documenti analoghi di cui importatori ed esportatori de­
vono essere muniti , nonché tutte le dichiarazioni ad essi incombenti ; ..
Considerando che tali formalità , se anche non siano incompatibili con le
disposizioni del Trattato , pongono comunque ostacoli alla libera circola-* i .
zione delle merci o possono determinare ritardi nella realizzazione delle
operazioni o spese supplementari a carico del commercio ; ,
Considerando che , per, instaurare un vero mercato comune-, occorra procede­
re all'* eliminazione di- tali' ostacoli agli scambi ; che .importa quindi av­
viare il processo di soppressione degli .ostacoli etessi ; che. la Commis- < v
sione intende presentare al Consiglio altre proposte in merito ,: di         • .-!• >•
1° gennaio 1969 al più tardi ;
Considerando che , già sin d' ora , l' importazione e l' esportazione non devo­
no più essere subordinate all' assolvimento delle suddette formalità , nel- ■
la misura consentita dall' attuale fase di sviluppo del Mercato comune ;
Considerando che giova non aggravare il disagio derivante al commercio
dalle formalità di cui è possibile esigere l' adempimento , anche se l' im­
portazione e l' esportazione non fossero subordinate al loro assolvimento ;
 ---pagebreak--- Considerando che conviene prevedere la possibilità di derogare , in casi ec­
cezionali o imprevedibili , alle disposizioni della presente decisione , non­
ché la possibilità di estendere , in funzione dello sviluppo del Mercato
comune j la portata degli obblighi derivanti dalla decisione stessa ;
Considerando che il Trattato non prevede i poteri d' azione necessari per
il conseguimento degli obiettivi sopraindicati ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :
                                   Articolo 1
1.    Gli Stati membri si astengono dal subordinare all' assolvimento di
formalità l' importazione e l' esportazione delle merci alle quali sono ap­
plicabili , in virtù degli articoli 9 e 10 del Trattato , le disposizioni
del Trattato relative alla libera circolazione .
2.    Sono in particolare considerate come formalità , a mente della presen­
te decisione , le licenze , le autorizzazioni , i visti , gli attestati , i cer­
tificati o documenti analoghi di cui importatori ed esportatori devono es­
sere muniti , nonché tutte le dichiarazioni che ad essi incombono .
3.    Non sono considerate come formalità , ai sensi della presente deci­
sione le formalità previste da regolamenti , direttive o decisioni del Con­
siglio o della Commissione .
4.    L' importazione o l' esportazione di merci è considerata subordinata
alle formalità di cui al paragrafo 1 quando il mancato assolvimento di
queste ultime , preliminarmente o contemporaneamente all' atto di importa­
zione o di esportazione , comporta il rifiuto di libero transito (mainlevée ),
ovvero l' applicazione di sanzioni o di qualsiasi altra misura a svantag^-
gio dell' operatore .
                                   Articolo 2
1.    L' obbligò di cui all' articolo 1 non si applica alle formalità in
appresso specificate , semprecché fossero richieste alla data del 1° gen­
naio 1965 :
 ---pagebreak---                                         - 3 -
a) formalità destinate à garantire la riscossione , l' esonero o la sospen­
    sione dei dazi doganali , delle tasse di effetto equivalente e-di^ltre
    imposte di qualsiasi' natura , ó destinate ad assoggettar^ le merci ad
    oneri doganali o fiscali ; '                                                  »'
b ) formalità destinate a consentire il controllo dei cambi , all' esportàzio
    ne .
2 . . Parimenti , l' obbligo predetto non .. si applica alle procedure previ­
ste per il controllo delle formalità , semprecché queste siano richieste
alla - data del 1° gennaio 1965 *                                               -
                                      Articolo 3
         L' obbligo di cui all' articolo 1 non si applica alle formalità in
appresso specifipate , né alle procedure previste per il controllo delle
stesse :.             ' • • :•                                    . . ' '
a) autorizzazioni d' importazione , richieste per i prodotti soggetti a re­
    strizioni' quantitative conformemente al Trattato ;              .    ,
                                         •          >     '
b ) autorizzazioni d' importazione o d' esportazione richieste per i prodot­
    ti' ài quali si applicano le disposizioni deli ? articolò 37 » paragrafo 1
    del Trattato ; '                                                          -
c ) licenze o attestati che , in relazione ai prodotti che formano ogget-to '
    di un sistema di prezzi minimi ai sensi dell' articolo 44 del Trattato ,
    sonò richiesti ;           .      ■        "                '
    - all' importazione , quando le importazioni possono essere temporanea­
       mente sospese o . ridotte ;                 •"<       "
    - all' esportazione , quando per le importazioni vige la condizione . ch$ :
       siano effettuate ad un prezzo superiore al prezzo minimo fissato •. ;
       per il prodotto in questione ;                                       ,
                                                 *     1"   . .
d ) autorizzazioni o attestati indispensabili ai fini del controllo sui
    divieti o sulle restrizioni ammissibili in virtù del disposto del­
    l' articolo 36 del Trattato , nonché formalità indispensabili ad assi­
    curare il controllo sui divieti di commercializzazione , semprecché
    questi ultimi siano applicabili indistintamente ai prodotti nazio­
    nali e .qyj&lli importati e siano compatibili con le disposizioni
    degli articoli 30-34 del Trattato ;
 ---pagebreak---                                      - 4 -
e ) licenze d' importazione richieste per i prodotti originari dai paesi non
    membri e immessi in libera pratica in altro Stato membro , nonché dichia­
    razione di origine e documenti attestanti l' origine dei prodotti e ri­
    chiesti per i prodotti importati dagli altri Stati membri , semprecché
    lo Stato membro importatore che esige tali formalità applichi nei con­
    fronti dei paesi non membri restrizioni quantitative relativamente a
    questi stessi prodotti ;
f) formalità di cui la Commissione raccomandi l' applicazione in virtù
    degli articoli 115 e 155 del Trattato ;
g) formalità previste da accordi 0 convenzioni internazionali cui aderi­
    scono tutti gli Stati membri .
                                   Articolo 4
1.     Gli Stati membri si astengono dal rendere più cogenti , complesse o
onerose le procedure adottate alla data del 1° gennaio 1965 per l' assolvi­
mento delle formalità di cui agli articoli 2 e 3 , nonché le procedure
stabilite alla stessa data ai fini del controllo delle formalità stesse .
2.     Gli Stati membri si astengono dall 'esigere , relativamente all' impor­
tazione o all' esportazione delle merci alle quali BÌ applicano ; in virtù
degli articoli 9 e 10 del Trattato , le disposizioni relative alla libera
circolazione , formalità compatibili con le disposizioni dell' articolo 1
che non siano quelle esistenti al 1° gennaio 1965 » Essi si astengono al­
tresì * dal rendere più cogenti , più complesse od onerose le procedure pre­
viste a tale data per l' assolvimento e il controllo delle formalità stesse .
3.     Le disposizioni del precedente paragrafo fanno salva la facoltà de­
gli Stati membri di sostituire con formalità previste dal presente para­
grafo quelle da sopprimere in virtù della presente decisione . Tuttavia ,
codeste sostituzioni non devono avere l' effetto di rendere più cogenti ,
complesse od onerose le procedure previste alla stessa data per l' assol­
vimento e il controllo delle formalità in questione .
                                                                 • • •j9 • •
 ---pagebreak---                                      - 5 -
                                   Articolo 5
1.    Dopo aver consultato gli Stati membri , mediante decisione la Commis­
sione può autorizzare , relativamente alle disposizioni dell' articolo 1 , de­
roghe diverse da quelle previste dagli articoli 2 e 3 » nonché deroghe al­
le disposizioni dell' articolo 4 «
2.    Lo Stato membro che decida di applicare misure che giustificano le
formalità di cui all' articolo 3 » ° di valersi dell' autorizzazione accorda­
ta dalla Commissione a norma del precedente paragrafo , notifica alla Com­
missione le formalità predisposte , nonché le procedure previste per l' as­
solvimento e il controllo delle stesse .
                                   Articolo 6
                                                       4
      Il Consiglio , svt proposta della Commissione , può limitare o soppri­
mere le deroghe di cui agli articoli 2 e 3 »
                                   Articolo 7
      La presente decisione non modifica le condizioni alle quali devono
soddisfare le licenze , le autorizzazioni , i visti , gli attestati , i certi­
ficati o documenti analoghi previsti dall' articolo 1 , al fine di essere
compatibili col Trattato per quanto riguarda l' automaticità ed i termini
del loro rilascio .
                                   Articolo 8
      La presente decisione è applicabile dal 1° aprile 1967 »
      Antecedentemente al 1° luglio 1967 » ciascun Stato membro notifica
alla Commissione ed agli altri Stati membri le misure adottate in appli­
cazione della presente decisione .
                                   Articolo 9
      La presente decisione è destinata a tutti gli Stati membri .