CELEX: C2007/096/34
Language: it
Date: 2007-04-28 00:00:00
Title: Causa C-395/05: Ordinanza della Corte (Sesta Sezione) 6 marzo 2007 — (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Viterbo — Italia) — procedimento penale a carico di Antonello D'Antonio, Alessandro D'Antoni, Rodolfo Ramieri (Art. 104, n. 3, primo comma, del regolamento di procedura — Libertà di stabilimento — Libera prestazione dei servizi — Regole di concorrenza applicabili alle imprese — Interpretazione degli artt. 31 CE, 43 CE, 49 CE e 86 CE — Giochi d'azzardo — Raccolta di scommesse su eventi sportivi — Requisito di una concessione — Esclusione di operatori costituiti in talune forme di società di capitali — Requisito di un'autorizzazione di polizia — Sanzioni penali)

28.4.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 96/20
            
         Ordinanza della Corte (Sesta Sezione) 6 marzo 2007 — (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Viterbo — Italia) — procedimento penale a carico di Antonello D'Antonio, Alessandro D'Antoni, Rodolfo Ramieri
   (Causa C-395/05) (1)
   
   (Art. 104, n. 3, primo comma, del regolamento di procedura - Libertà di stabilimento - Libera prestazione dei servizi - Regole di concorrenza applicabili alle imprese - Interpretazione degli artt. 31 CE, 43 CE, 49 CE e 86 CE - Giochi d'azzardo - Raccolta di scommesse su eventi sportivi - Requisito di una concessione - Esclusione di operatori costituiti in talune forme di società di capitali - Requisito di un'autorizzazione di polizia - Sanzioni penali)
   (2007/C 96/34)
   Lingua processuale: l'italiano
   Giudice del rinvio
   Tribunale di Viterbo
   Imputati nella causa principale
   Antonello D'Antonio, Alessandro D'Antoni e Rodolfo Ramieri
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Tribunale di Viterbo — Interpretazione degli artt. 31, 43, 49 e 81-86 CE — Legge nazionale che subordina l'esercizio dell'attività di raccolta di scommesse all'ottenimento di un'autorizzazione
   Dispositivo
   
               1)
            
            
               Una normativa nazionale che vieta l'esercizio di attività di raccolta, di accettazione, di registrazione e di trasmissione di proposte di scommesse, in particolare sugli eventi sportivi, in assenza di concessione o di autorizzazione di polizia rilasciate dallo Stato membro interessato, costituisce una restrizione alla libertà di stabilimento nonché alla libera prestazione dei servizi previste rispettivamente agli artt. 43 CE e 49 CE.
            
         
               2)
            
            
               Spetta al giudice nazionale verificare se la normativa nazionale, in quanto limita il numero di soggetti che operano nel settore dei giochi d'azzardo, risponda realmente all'obiettivo mirante a prevenire l'esercizio delle attività in tale settore per fini criminali o fraudolenti.
            
         
               3)
            
            
               Gli artt. 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi nella causa principale, che esclude e per di più continua a escludere dal settore dei giochi di azzardo gli operatori costituiti sotto forma di società di capitali le cui azioni sono quotate nei mercati regolamentati.
            
         
               4)
            
            
               Gli artt. 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi nella causa principale, che impone una sanzione penale a soggetti quali gli imputati nella causa principale per aver esercitato un'attività organizzata di raccolta di scommesse in assenza della concessione o dell'autorizzazione di polizia richieste dalla normativa nazionale allorché questi soggetti non hanno potuto ottenere le dette concessioni o autorizzazioni a causa del rifiuto di tale Stato membro, in violazione del diritto comunitario, di concederle loro.
            
         
      (1)  GU C 10 del 14.1.2006.