CELEX: 31982D0744
Language: it
Date: 1982-10-11 00:00:00
Title: 82/744/CEE: Decisione della Commissione, dell'11 ottobre 1982, relativa alla legge nazionale italiana 1 agosto 1981, n. 423/81, recante "Interventi per l'agricoltura" (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

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31982D0744

82/744/CEE: Decisione della Commissione, dell'11 ottobre 1982, relativa alla legge nazionale italiana 1 agosto 1981, n. 423/81, recante "Interventi per l'agricoltura" (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 315 del 11/11/1982 pag. 0023 - 0026

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  dell'11 ottobre 1982  relativa alla legge nazionale italiana 1o agosto 1981, n. 423/81, recante « Interventi per l'agricoltura »  (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  (82/744/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  visto il regolamento (CEE) n. 804/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1183/82 (2), in particolare gli articoli 23 e 24,  visto il regolamento (CEE) n. 805/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni bovine (3), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2916/79 (4), in particolare l'articolo 24,  visto il regolamento (CEE) n. 2759/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni suine (5), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Grecia (6), in particolare l'articolo 21,  visto il regolamento (CEE) n. 337/79 del Consiglio, del 5 febbraio 1979 relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo (7), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2144/82 (8), in particolare l'arti- colo 59,  visto il regolamento (CEE) n. 1837/80 del Consiglio, del 27 giugno 1980 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore delle carni ovine e caprine (9), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1195/82 (10), in particolare l'articolo 23,  viste le osservazioni presentate dagli interessati a seguito dell'invito loro rivolto (11) in conformità dell'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, del trattato CEE,  I  considerando che, il 5 ottobre 1981, la Commissione, in applicazione dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE, ha chiesto al governo italiano di notificare la legge nazionale n. 423/81 e di non renderla esecutiva prima che la Commissione si sia pronunciata in merito; che, con lettera del 5 novembre 1981, il governo italiano ha comunicato la relazione introduttiva della legge stessa; che informazioni supplementari sono state fornite dal governo italiano con lettera dell'8 febbraio 1981;  considerando che l'articolo 1 della legge n. 423/81 prevede un'autorizzazione di spesa di 50 miliardi di lire per il 1981 a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano per consentire loro di versare, nel corso di un anno, alle cooperative viticole e ai loro consorzi abbuoni d'interesse (+ 9% ) sui prestiti contratti, onde facilitare agli aderenti le operazioni di conservazione e di stoccaggio dei vini da tavola e DOC, dei mosti e dei mosti concentrati;  considerando che l'articolo 2 della legge n. 423/81 prevede un'autorizzazione di spesa di 40 miliardi di lire per il 1981 a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano per consentire loro di versare contributi sulle spese di gestione sostenute dai consorzi nazionali di cooperative per le operazioni di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, zootecnici e lattiero-caseari;  considerando che il primo e il secondo comma dell'articolo 3 della legge n. 423/81 prevedono un'autorizzazione di spesa di 80 miliardi di lire per il 1981 a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano per consentire loro di versare contributi sulle spese di gestione sostenute dalla cooperative e loro consorzi per le operazioni di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, zootecnici e lattiero-caseari;  considerando che il terzo comma dell'articolo 3 della legge n. 423/81 prevede un'autorizzazione di spesa di 40 miliardi di lire per il 1981 a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano per consentire loro di versare ai produttori isolati o associati contributi per la raccolta e il trasporto del latte;  considerando che gli aiuti di cui sopra rientrano nel campo d'applicazione degli articoli 23 e 24 del regolamento (CEE) n. 804/68 del Consiglio, dell'articolo 24 del regolamento (CEE) n. 805/68, dell'articolo 21 del regolamento (CEE) n. 2759/75, degli articoli 92, 93 e 94 del trattato CEE in virtù dell'articolo 59 del regolamento (CEE) n. 337/79 e dell'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 1837/80;  considerando che la Commissione, sulla base di un primo esame della legge n. 423/81, ha constatato che le misure di cui all'articolo 1 di detta legge, non previste dalla regolamentazione vitivinicola comunitaria, rivestono la forma di aiuti al funzionamento delle cooperative e, come tali, non possono essere giustificate a norma dell'articolo 92 del trattato e devono essere quindi considerate incompatibili;  considerando che la Commissione ha inoltre constatato che gli aiuti di cui all'articolo 2 e all'articolo 3, primo, secondo e terzo comma, data l'entità degli stanziamenti previsti, il loro carattere di aiuti al funzionamento e il loro legame con i costi di produzione, sono, tenuto conto dell'assenza di un meccanismo di concessione che permetta di prospettare un miglioramento strutturale del settore in oggetto, incompatibili con il mercato comune ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE e non possono beneficiare di una delle deroghe previste dal paragrafo 3 dello stesso articolo;  considerando che, tenuto conto di quanto precede, la Commissione ha avviato la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE nei confronti delle misure sopra citate ed ha invitato il governo italiano a presentare le sue osservazioni;  considerando che la Commissione ha invitato gli altri Stati membri e gli interessati diversi dagli Stati membri a presentare le loro osservazioni;  considerando che nella sua risposta del 28 maggio 1982 alla lettera della Commissione del 7 aprile 1982, il governo italiano ha sostenuto che:  a) le misure di cui all'articolo 1 della legge nazionale n. 423/81 dovrebbero essere approvate dalla Commissione in quanto rientrano nella categoria dei crediti di gestione previsti all'articolo 2, n. 4, lettera b), della legge quadro nazionale n. 1760/1928, che prevede la concessione di abbuoni d'interesse sui prestiti contratti nel corso di un anno da associazioni agricole per consentire loro di versare anticipi agli imprenditori associati in caso di preparazione, trattamento, trasformazione e vendita collettiva dei loro prodotti;  b) le misure di cui all'articolo 2 di detta legge non costituiscono aiuti al funzionamento dei consorzi nazionali di cooperative bensì aiuti all'avviamento di tali organismi;  c) le misure di cui all'articolo 3, primo e secondo comma, della legge n. 423/81 non sono aiuti al funzionamento destinati a ridurre i costi di produzione delle cooperative e dei loro consorzi, bensì misure destinate, in un periodo di grave crisi, a garantire un minimo di remunerazione dei capitali utilizzati dagli organismi associati;  considerando che il governo italiano ha conseguentemente auspicato che le misure in causa possano beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE o di quella di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato stesso, in quanto sono intese a porre rimedio ad una grave perturbazione dell'economia italiana;  considerando che, per quanto riguarda le misure di cui all'articolo 3, terzo comma, della legge n. 423/81, il governo italiano ha dichiarato che qualsiasi riferimento ai quantitativi di latte prodotti e/o trasportati verrebbe escluso in sede di applicazione della legge;  III  considerando che l'autorizzazione di spesa di 50 miliardi di lire per il 1981, di cui all'articolo 1 della legge n. 423/81, a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano per consentire loro di versare, nel corso di un anno, alle cooperative viticole e ai loro consorzi abbuoni d'interesse del 9 % circa sui prestiti contratti, allo scopo di facilitare agli associati le operazioni di conservazione e di stoccaggio dei vini da tavola e DOC, dei mosti e dei mosti concentrati, influisce direttamente sui costi di produzione e sui prezzi di vendita di tali prodotti;  considerando che, per tale motivo, le misure in causa, sommandosi al regime di contributi previsto dall'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, rappresentano aiuti al funzionamento e come tali non sono compatibili con il mercato comune in genere né con le disposizioni specifiche che disciplinano detta organizzazione; IV  considerando che:  a) le autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 2 e all'articolo 3, primo e secondo comma, della legge n. 423/81, a favore delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano per consentire loro di versare rispettivamente alle cooperative e ai loro consorzi (articolo 2) e ai consorzi nazionali (articolo 3, primo e secondo comma) contributi sulle spese di gestione sostenute dalle cooperative per le operazioni di raccolta, conservazione, trattamento, trasformazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, zootecnici e lattiero-caseari, nonché  b) l'autorizzazione di spesa di 40 milliardi di lire per la raccolta e il trasporto del latte, di cui all'articolo 3, terzo comma, della legge citata,  influiscono direttamente sulla concorrenza e sugli scambi intracomunitari;  considerando che le argomentazioni avanzate dal governo italiano non possono essere accolte;  considerando, infatti, che gli abbuoni d'interesse sui prestiti contratti nel corso di un anno, di cui all'articolo 1 della legge n. 423/81, sono concessi a favore dei mosti, dei vini da tavola e dei vini DOC per due sole operazioni, ossia per la loro conservazione e per il loro stoccaggio; che la Commissione si è sinora riservata di prendere posizione nei confronti dei crediti di gestione a norma dell'articolo 93, paragrafo 1, del trattato CEE, unicamente nell'ipotesi in cui tali crediti vengano concessi per il complesso delle operazioni concernenti uno o più prodotti agricoli; che, al contrario, essa si è sempre opposta a tale tipo di aiuti qualora questi vengano concessi per una sola operazione, dato che la loro influenza diretta e quantificabile sulla concorrenza e sugli scambi intracomunitari li assimila ad un semplice aiuto al funzionamento;  considerando inoltre che la misura in causa non è compatibile con le disposizioni dell'organizzazione comune dei mercati nel settore vitivinicolo;  considerando che, per quanto riguarda le misure di cui all'articolo 2 della legge n. 423/81, il governo italiano non ha trasmesso alla Commissione alcun documento avente valore legale che dimostri che i fondi previsti da detto articolo non verranno utilizzati per gli scopi ivi indicati bensì per garantire l'avviamento dei consorzi nazionali di cooperative;  considerando che, per quanto riguarda le misure di cui all'articolo 3, primo e secondo comma, della legge citata, il governo italiano non ha fornito alla Commissione la prova che tale intervento può facilitare lo sviluppo dei settori di produzione beneficiari degli aiuti o porre rimedio alla perturbazione dell'economia italiana;  considerando che, per quanto riguarda la misura di cui all'articolo 3, terzo comma, della legge in causa, il fatto che il governo italiano si sia impegnato ad escludere, in sede di applicazione delle legge, qualsiasi riferimento ai prezzi e ai quantitativi di latte non toglie alla misura stessa il carattere di aiuto al funzionamento, incompatibile con le disposizioni comunitarie;  considerando che le misure di cui sopra rispondono ai criteri enunciati all'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE;  considerando che l'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE stabilisce l'incompatibilità di principio con il mercato comune degli aiuti rispondenti ai criteri da esso enunciati; che, in sede di esame di qualsiasi misura nazionale o regionale, le deroghe a tale incompatibilità, di cui al paragrafo 3 dell'articolo citato, devono essere interpretate in senso stretto; che, in particolare, esse possono essere concesse soltanto se la Commissione può stabilire che l'aiuto è necessario ai fini del conseguimento di uno degli obiettivi previsti dalle disposizioni in causa;  considerando che concedere il beneficio di dette deroghe ad aiuti che non comportano una siffatta contropartita equivarrebbe ad accettare una situazione pregiudizievole agli scambi intracomunitari, distorsioni di concorrenza non giustificate dal punto di vista degli interessi della Comunità e, conseguentemente, vantaggi ingiustificati per alcuni Stati membri;  considerando che, nella fattispecie, gli aiuti di cui all'articolo 2 e all'articolo 3, secondo e terzo comma, della legge nazionale n. 423/81 non consentono di constatare l'esistenza di una siffatta contropartita;  considerando infatti che il governo italiano non ha potuto offrire, né la Commissione trovare, alcuna giustificazione che consenta di stabilire gli aiuti in causa rispondono alle condizioni prescritte per la concessione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafi 2 e 3, del trattato CEE;  considerando che non si tratta di misure destinate a favorire lo sviluppo economico delle regioni ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c), del trattato CEE, in quanto non sono in alcun modo atte a favorire lo sviluppo delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano o dei prodotti considerati; che si tratta di aiuti al funzionamento, privi di effetti strutturali; che la situazione delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano e dei vari prodotti considerati non risulterà durevolmente modificata dopo l'abolizione degli aiuti in causa; considerando che tali aiuti non costituiscono un importante progetto di comune interesse europeo, né misure atte a porre rimedio ad una grave perturbazione dell'economia italiana; che, conseguentemente, l'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato CEE non è applicabile;  considerando inoltre che le misure di cui trattasi costituiscono aiuti al funzionamento a favore degli agricoltori in causa; che la Commissione si è sempre opposta a tali aiuti, in quanto essi non posseggono i requisiti che li renderebbero idonei a beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE, non essendo, a motivo della loro scarsa efficacia idonei a facilitare lo sviluppo, come previsto dalla disposizione citata;  considerando che, data la situazione attuale del mercato dei prodotti vitivinicoli, zootecnici e lattiero-caseari, un aiuto anche di scarsa importanza altera le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune;  considerando che, conseguentemente, non esiste alcun elemento che possa autorizzare la Commissione ad escludere il carattere di incompatibilità degli aiuti considerati e a concedere loro la deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE;  considerando che, tenuto conto di quanto precede, gli aiuti di cui agli articoli 1 e 2 e all'articolo 3, primo, secondo e terzo comma, della legge n. 423/81 non rispondono alle condizioni prescritte per beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE;  considerando inoltre che, disponendo la concessione degli abbuoni d'interesse di cui all'articolo 1 della legge n. 423/81 - misura che influisce direttamente sul prezzo di vendita dei vini e dei mosti prodotti in Italia - le autorità italiane hanno ignorato il principio secondo il quale gli Stati membri non hanno più il potere di statuire unilateralmente sul livello dei prezzi dei prodotti che fanno parte di una organizzazione comune dei mercati,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  1. Sono incompatibili con il mercato comune e, conseguentemente, non devono più essere concessi:  a) gli abbuoni d'interesse a favore della conservazione e dello stoccaggio dei vini e dei mosti di uve, di cui all'articolo 1 della legge n. 423/81;  b) i contributi sulle spese di gestione sostenute dai consorzi nazionali di cooperative per le operazioni di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, zootecnici e lattiero-caseari, di cui all'articolo 2 della legge citata;  c) i contributi sulle spese di gestione sostenute dalle cooperative e loro consorzi per le operazioni di raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, zootecnici e lattiero-caseari, di cui all'articolo 3, primo e secondo comma, nonché i contributi per la raccolta e il trasporto del latte, di cui all'articolo 3, terzo comma, della legge di cui sopra.  2. Gli aiuti di cui al paragrafo 1 devono essere aboliti e le corrispondenti disposizioni degli articoli 1 e 2 e dell'articolo 3, primo, secondo e terzo comma, della legge n. 423/81 devono essere soppresse.  Articolo 2  La Repubblica italiana adotta le misure necessarie per conformarsi alla presente decisione entro un mese a decorrere dalla notificazione della stessa e ne informa immediatamente la Commissione.  Articolo 3  La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, l'11 ottobre 1982.  Per la Commissione  Poul DALSAGER  Membro della Commissione  (1) GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag. 13.  (2) GU n. L 140 del 20. 5. 1982, pag. 1.  (3) GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag. 24.  (4) GU n. L 329 del 24. 12. 1979, pag. 15.  (5) GU n. L 282 dell'1. 11. 1975, pag. 1.  (6) GU n. L 291 del 19. 11. 1979, pag. 17.  (7) GU n. L 54 del 5. 3. 1979, pag. 1.  (8) GU n. L 227 del 3. 8. 1982, pag. 1.  (9) GU n. L 183 del 16. 7. 1980, pag. 1.  (10) GU n. L 140 del 20. 5. 1982, pag. 22.  (11) GU n. C 107 del 28. 4. 1982, pag. 2.