CELEX: 62020TN0612
Language: it
Date: 2020-10-04 00:00:00
Title: Causa T-612/20: Ricorso proposto il 4 ottobre 2020 — Malacalza Investimenti/BCE

16.11.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 390/47
            
         
      Ricorso proposto il 4 ottobre 2020 — Malacalza Investimenti/BCE
      (Causa T-612/20)
      (2020/C 390/64)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Malacalza Investimenti Srl (Genova, Italia) (rappresentanti: M. Condinanzi e L. Boggio, avvocati)
      
         Convenuta: Banca centrale europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  Annullare e dichiarare nulle e non avvenute le decisioni impugnate, previo accertamento della loro illegittimità;
               
            
                  —
               
               
                  Condannare la parte convenuta alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il presente ricorso si rivolge contro la decisione del Consiglio Direttivo della Banca centrale europea del 1o gennaio 2019, ECB-SSM-2019-ITCAR-11, indirizzata a Banca Carige S.p.A., Consiglio di amministrazione e collegio sindacale, adottata sulla base di un progetto di decisione del Consiglio di vigilanza ai sensi dell’articolo 26, paragrafo 8, del regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio, ai sensi degli articoli 69 octiesdecies, 70 e 98 del decreto legislativo n. 385 del 1o settembre 1993 («TUB») che recepiscono l’articolo 29 della direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, in combinato disposto con l’articolo 9, par. 2, del regolamento (UE) 1024/2013, di sciogliere gli organi di amministrazione e di controllo di Banca Carige S.p.A.-, con sede legale in Genova, e di sostituirli rispettivamente con tre commissari straordinari e con un comitato di sorveglianza composto da tre membri, nonché la successive decisioni di proroga dell’amministrazione straordinaria.
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce sei motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione del principio di proporzionalità, degli artt. 28 e 29 della direttiva 2014/59/UE, del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio (GU 2014, L 173, p. 190), e violazione degli articoli 69 octiesdecies e segg. del Decreto legislativo 1.9.1993, n. 385 (TUB).
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che la misura di amministrazione straordinaria appare manifestamente ultronea e non proporzionata.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dell’obbligo di motivazione (art. 296 TFUE e art. 33, dell’art. 33 del Regolamento (UE) n. 468/2014 della Banca Centrale Europea, del 16 aprile 2014, che istituisce il quadro di cooperazione nell’ambito del Meccanismo di vigilanza unico tra la Banca centrale europea e le autorità nazionali competenti e con le autorità nazionali designate (Regolamento quadro sull’MVU) (GU, L 141, p. 1), nonché del diritto a un ricorso giurisdizionale effettivo.
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che la scelta della misura di Amministrazione straordinaria non è motivata nel rispetto della gradualità delle misure adottabili.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione dell’art. 29, ultima frase, della Direttiva 2014/59/UE e del principio di buon andamento della pubblica amministrazione. In ogni caso, difetto di motivazione sul punto.
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che la nomina effettuata, nella misura in cui investe dell’amministrazione straordinaria e temporanea due dei precedenti consiglieri di amministrazione, e oltretutto presidente e amministratore delegato del consiglio di amministrazione decaduto, appare non rispettosa dell’assenza di conflitto di interessi anche potenziale.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sulla violazione dell’art. 70 del TUB, nella misura in cui lo scioglimento degli organi sociali può essere disposto nei casi espressamente previsti en questa disposizione.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sulla violazione dell’art. 29 BRRD e 71 TUB.
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo l’assenza o carenza di motivazione rispetto all’esistenza di un conflitto di interessi.
                           
                        
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sulla violazione delle norme relative ai diritti dell’azionista contenute nella normativa dell’Unione Europea direttiva UE n. 1132/2017 e nel Codice Civile italiano, anche quale attuazione dei principi fondamentali sanciti dalla CDFUE, dalla CEDU e dalla Costituzione Italiana in materia di tutela della proprietà, di libertà dell’iniziativa economica privata e di autodeterminazione del cittadino nelle scelte personali.
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che, per quanto le società bancarie siano destinatarie di norme speciali, che tengono conto della particolarità dell’attività svolta dalla società e delle caratteristiche peculiari del mercato di riferimento, le norme UE, così come quelle nazionali, attribuiscono al socio, come titolare di una posizione giuridica protetta, una serie di diritti che il provvedimento impugnato incide così negativamente, da comportarne una sostanziale integrale ablazione.