CELEX: 62015CN0367
Language: it
Date: 2015-07-14 00:00:00
Title: Causa C-367/15: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Najwyższy (Polonia) il 14 luglio 2015 — Stowarzyszenie «Oławska Telewizja Kablowa» w Oławie/Stowarzyszenie Filmowców Polskich w Warszawie

11.1.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 7/8
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sąd Najwyższy (Polonia) il 14 luglio 2015 — Stowarzyszenie «Oławska Telewizja Kablowa» w Oławie/Stowarzyszenie Filmowców Polskich w Warszawie
   (Causa C-367/15)
   (2016/C 007/13)
   Lingua processuale: il polacco
   
      Giudice del rinvio
   
   Sąd Najwyższy
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Stowarzyszenie «Oławska Telewizja Kablowa» w Oławie
   
      Convenuta: Stowarzyszenie Filmowców Polskich w Warszawie
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se l’articolo 13 della direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (1) (GU L 157 del 2004, pag. 45) possa essere interpretato nel senso che il titolare di diritti patrimoniali d’autore che siano stati violati può chiedere la riparazione dei danni da esso subiti sulla base dei principi generali, oppure se, senza dover dimostrare il danno ed il nesso di causalità tra il fatto generatore della violazione dei suoi diritti ed il danno, possa esigere il pagamento di una somma di denaro dell’importo equivalente al doppio o, nel caso di violazione colposa, al triplo della remunerazione adeguata, dal momento che l’articolo 13 della direttiva 2004/48 prevede che a decidere in merito ad un risarcimento sia il giudice, tenendo conto delle circostanze elencate all’articolo 13, paragrafo 1, lettera a), e che solo in via alternativa, in alcuni casi, egli può fissare a titolo di risarcimento una somma forfettaria, tenendo conto degli elementi di cui all’articolo 13, paragrafo 1, lettera b), della direttiva.
            
         
               2)
            
            
               Se sia ammessa, ai sensi dell’articolo 13 della direttiva, la concessione, su richiesta di parte, di una somma forfettaria prestabilita a titolo di risarcimento, pari al doppio o al triplo della remunerazione adeguata, alla luce del fatto che, al considerando 26 della direttiva, si precisa che il fine della direttiva non è quello di introdurre un risarcimento punitivo.
            
         
      (1)  GU L 157, pag. 45.