CELEX: 52014PC0055
Language: it
Date: 2014-01-29
Title: Proposta di DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione di esecuzione 2011/344/UE sulla concessione di assistenza finanziaria dell’Unione al Portogallo

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		52014PC0055
		
			Proposta di DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione di esecuzione 2011/344/UE sulla concessione di assistenza finanziaria dell’Unione al Portogallo /* COM/2014/055 final - 2014/0028 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
Il 17 maggio 2011
il Consiglio ha concesso al Portogallo, su richiesta di quest’ultimo,
assistenza finanziaria (decisione di esecuzione 2011/344/UE del Consiglio) a
sostegno di un ambizioso programma economico di riforme volto a ripristinare la
fiducia e a consentire il ritorno dell’economia ad una crescita sostenibile,
salvaguardando la stabilità finanziaria in Portogallo, nella zona euro e nell’Unione
europea.
Conformemente all’articolo 3, paragrafo 10,
della decisione di esecuzione 2011/344/UE, la Commissione ha portato a termine,
insieme all’FMI e in collaborazione con la BCE, il decimo riesame volto a
valutare i progressi dell’attuazione delle misure concordate, nonché la loro
efficacia e il loro impatto economico e sociale.
Tenuto conto dei recenti sviluppi in ambito
economico, di bilancio e finanziario nonché delle iniziative politiche, la
Commissione ritiene che siano necessarie alcune modifiche delle condizioni di
politica economica cui è subordinata l’assistenza, al fine di garantire il
conseguimento degli obiettivi del programma, secondo quanto delineato nei
considerando della presente proposta di modifica della decisione di esecuzione
del Consiglio.
2014/0028 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che modifica la decisione di esecuzione
2011/344/UE sulla concessione di assistenza finanziaria dell’Unione al
Portogallo
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, 
visto il regolamento (UE) n. 407/2010 del
Consiglio, dell’11 maggio 2010, che istituisce un meccanismo europeo di
stabilizzazione finanziaria[1],
in particolare l’articolo 3, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       Il 17 maggio 2011 il
Consiglio ha concesso assistenza finanziaria al Portogallo, su richiesta di
quest’ultimo, mediante la decisione di esecuzione 2011/344/UE del Consiglio[2]. Tale assistenza
finanziaria è stata concessa a sostegno di un robusto programma di riforma
economica e finanziaria (“il programma”) volto a ripristinare la fiducia, a
consentire il ritorno dell’economia ad una crescita sostenibile e a
salvaguardare la stabilità finanziaria in Portogallo, nella zona euro e nell’Unione.
(2)       In linea con l’articolo 3,
paragrafo 10, della decisione di esecuzione 2011/344/UE, la Commissione ha
svolto tra il 4 e il 16 dicembre 2013, insieme al Fondo monetario
internazionale (FMI) e in collaborazione con la Banca centrale europea (BCE),
il decimo riesame dei progressi compiuti dalle autorità portoghesi nell’attuazione
delle misure concordate nell’ambito del programma.
(3)       I dati trimestrali di
crescita del PIL sono rimasti positivi nel terzo trimestre del 2013 e gli
indicatori a breve termine evidenziano la ripresa economica prevista. Su base
annua, nel 2013 si prevede ancora un calo del PIL reale dell’1,6%, ma i dati di
crescita dovrebbero tornare positivi nel 2014 e nel 2015, toccando
rispettivamente lo 0,8% e l’1,5%. Nonostante siano migliorate anche le
prospettive relative al mercato del lavoro, la disoccupazione rimane elevata:
dovrebbe raggiungere un picco del 16,8% nel 2014 e diminuire progressivamente
in seguito. Le previsioni macroeconomiche restano gravate da rischi al ribasso
poiché la ripresa prevista dipende in misura determinante dall’evoluzione
positiva del commercio e dei mercati finanziari, che dipende a sua volta dalle
prospettive più ampie a livello europeo.
(4)       Fino al novembre del 2013 il
disavanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche ha registrato un
miglioramento dello 0,25% del PIL (al netto di fattori straordinari) rispetto
allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie a una crescita delle entrate
superiore a quella della spesa. L’accelerazione della crescita del gettito
fiscale riflette la ripresa dell’attività economica negli ultimi mesi, nonché
una maggiore efficienza dell’amministrazione tributaria, in particolare nella
lotta contro la frode. Sul lato della spesa l’esecuzione del bilancio è nel
complesso in linea con gli obiettivi del secondo bilancio suppletivo.
(5)       L’obiettivo di raggiungere un
disavanzo pubblico del 5,5% del PIL (al netto delle ricapitalizzazioni
bancarie) nel 2013 sarà presumibilmente raggiunto e il disavanzo potrebbe
essere addirittura inferiore all’obiettivo prefissato.
Ciò è dovuto al verificarsi di elementi positivi negli ultimi mesi dell’anno e
al venir meno della maggior parte dei rischi negativi. In particolare,
la riscossione delle imposte dovrebbe superare gli obiettivi impliciti del
secondo bilancio suppletivo. Inoltre, il rendimento del regime una tantum di
regolarizzazione del debito tributario e previdenziale, varato alla fine del 2013,
è stato più elevato del previsto di circa lo 0,3% del PIL. Anche l’assorbimento
dei fondi dell’Unione europea dovrebbe essere migliore di quanto inizialmente
stimato. Sono stati altresì attenuati i rischi negativi delle rinegoziazioni
dei partenariati pubblico-privato. Permangono tuttavia alcuni rischi negativi:
in particolare entrate inferiori alle stime per le imposte patrimoniali e
possibile sforamento di voci di spesa specifiche, comprese soprattutto le spese
per il personale, i consumi intermedi e le prestazioni pensionistiche.
(6)       Il bilancio dello Stato per
il 2014 e la legislazione di sostegno sono coerenti con un obiettivo di
disavanzo del 4% del PIL nel 2014. Al fine di raggiungere l’obiettivo sono in
fase di attuazione misure di risanamento, pari a circa il 2,3% del PIL, che
coprono anche le pressioni sul bilancio e la necessità di ricostituire la
dotazione del bilancio di previsione per il 2014. Esse hanno principalmente
carattere permanente e si basano soprattutto su risparmi di spesa.    
La maggior parte del risanamento previsto nel 2014, circa l’1,8% del PIL,
proviene dalla revisione della spesa pubblica che è stata effettuata negli
ultimi 12 mesi con l’obiettivo di aumentare l’equità e l’efficienza dei
trasferimenti sociali e dei servizi pubblici. Le misure più rilevanti previste
dalla revisione della spesa pubblica si articoleranno sostanzialmente intorno a
tre assi principali: 
(a)     
limitazione della spesa salariale del settore
pubblico, riducendo la forza lavoro e modificandone altresì la composizione,
privilegiando i lavoratori con qualifiche più elevate attraverso un programma
di riqualificazione e un programma di esuberi volontari; ulteriore convergenza
delle norme sul lavoro nel settore pubblico e privato e revisione della griglia
salariale, nonché razionalizzazione dei supplementi; aumento dei contributi dei
beneficiari ai regimi speciali di assicurazione sanitaria pubblici affinché
siano in grado di autofinanziarsi;
(b)     limitazione della spesa pubblica nel settore pensionistico, vista la
necessità di riesaminarne la sostenibilità a seguito degli sviluppi demografici
e di proteggere al tempo stesso le pensioni più basse, innalzando l’età
pensionabile legale mediante modifiche del fattore di sostenibilità;
ricalibrazione del “contributo di solidarietà straordinario”, abbassando la
soglia minima per l’applicazione dell’aliquota progressiva nonché le soglie per
l’applicazione delle aliquote più elevate; razionalizzazione delle pensioni di
reversibilità sia nel regime pensionistico dei dipendenti pubblici (CGA) che
nel sistema pensionistico generale; riduzione delle pensioni vitalizie dei
politici;
(c)     
risparmi nei consumi intermedi e nei programmi di
spesa in tutti i ministeri settoriali.
(7)       Al fine di conseguire l’obiettivo
di disavanzo del 4% del PIL il pacchetto di misure per la revisione della spesa
pubblica è completato da altre misure permanenti sul lato delle entrate di
minore portata (pari allo 0,4% del PIL) volte a migliorare ulteriormente l’efficienza
e l’equità dell’attuale struttura impositiva e previdenziale. Inoltre sarà
attuata una serie di misure una tantum, per un totale dello 0,2% del PIL, che
compensa ampiamente i costi derivanti dai pagamenti una tantum anticipati
relativi all’introduzione di un programma di esuberi volontari nel settore
pubblico.
(8)       La maggior parte delle misure
summenzionate è stata adottata mediante la legge di bilancio 2014 o modifiche
della legislazione specifica. Ad oggi alcune delle misure di risanamento
previste non sono ancora pienamente introdotte nella legislazione, fra cui l’inasprimento
delle condizioni di ammissibilità alle pensioni di reversibilità (oltre alla
modifica dei tassi di sostituzione in caso di cumulo con altre pensioni), la
vendita di licenze per il gioco d’azzardo online, il trasferimento del fondo
sanitario del servizio postale (CTT) al settore delle amministrazioni pubbliche
e la vendita di concessioni portuali.
(9)       Nel dicembre 2013 il
parlamento ha approvato una riforma completa dell’imposta sul reddito delle
società, volta a promuovere la semplificazione nonché a potenziare l’internazionalizzazione
e la competitività delle imprese portoghesi, entrata in vigore il 1º gennaio 2014.
Un elemento essenziale della riforma è la riduzione dell’aliquota ordinaria
dell’imposta sul reddito delle società dal 25% al 23% e l’introduzione di un’aliquota
ridotta del 17% applicabile ai primi 15 000 EUR di reddito imponibile
delle PMI. Oltre alle sovrattasse esistenti, ai redditi imponibili superiori a 35
milioni di EUR si applicherà una terza addizionale statale del 7%. Altre
disposizioni fondamentali della riforma riguardano l’aggiornamento degli
incentivi fiscali, le modifiche dell’imposizione su dividendi e plusvalenze, la
tassazione dei gruppi e il regime per gli attivi immateriali, l’introduzione di
un regime di esenzione delle partecipazioni, la proroga del periodo di riporto
delle perdite e un’ulteriore limitazione della detraibilità degli interessi.
(10)     Il rapporto debito/PIL
dovrebbe culminare a quasi il 129,5% nel 2013 per poi scendere successivamente.
La revisione al rialzo del profilo del debito rispetto all’ottavo e al nono
riesame, nonostante un’esecuzione del bilancio migliore del previsto, è dovuta
in larga misura a un aumento cospicuo del saldo di cassa del Tesoro e al rinvio
al 2014 di alcune operazioni di riduzione del debito a breve termine da parte
del Fondo di stabilizzazione finanziaria della sicurezza sociale. Di
conseguenza, si prevede che il debito netto — esclusi i depositi liquidi dell’IGCP
— raggiunga un massimo di circa il 120% del PIL, leggermente inferiore al
livello previsto nell’ultimo riesame. Il calo del rapporto debito pubblico/PIL
previsto a partire dal 2014 sarà sostenuto dalla ripresa economica prevista,
nonché da un calo dei depositi liquidi e dalla realizzazione delle operazioni
di riduzione del debito a breve termine nella sicurezza sociale.
(11)     Il processo di aggiustamento
di bilancio è rafforzato da una serie di misure strutturali volte a rafforzare
il controllo della spesa pubblica e a migliorare la riscossione delle entrate.
La riforma generale della legge quadro di bilancio sta progredendo in una serie
di settori importanti. Tuttavia, vista la portata della riforma e la necessità
di impegnarsi in un’ampia consultazione con tutte le parti interessate, si
prevede che il processo avvenga in due fasi. Il nuovo regime di controllo degli
impegni sta dando risultati limitando l’accumulo di nuovi arretrati, ma l’attuazione
richiede una sorveglianza rigorosa intesa a garantire che gli impegni siano
coperti dai finanziamenti disponibili. Verrà creata una taskforce per valutare
e migliorare il processo. Sono in fase di attuazione riforme della pubblica
amministrazione, al fine di modernizzare e razionalizzare il pubblico impiego e
gli enti pubblici. Proseguono le riforme verso un modello moderno di gestione
del rischio di inadempimento tributario dell’amministrazione delle entrate. È
stata recentemente istituita una nuova unità per la valutazione del rischio che
diventerà operativa a breve e si concentrerà innanzitutto sul miglioramento del
rispetto dell’obbligo tributario da parte di alcuni gruppi di contribuenti,
quali i lavoratori autonomi e i titolari di grandi patrimoni. Alcune altre
riforme, come la riduzione degli uffici tributari locali, sono in ritardo.
Sebbene abbia compiuto progressi, la rinegoziazione dei partenariati
pubblico-privato non ha potuto concludersi entro la fine del 2013, ma si
prevedono comunque notevoli economie di spesa per il 2014 e oltre. Le imprese
statali hanno raggiunto l’equilibrio operativo, in media, entro la fine del 2012
e sono previste ulteriori riforme intese a evitare un nuovo deterioramento dei
loro risultati. Nelle privatizzazioni sono stati compiuti buoni progressi e i
proventi superano l’obiettivo previsto dal programma. Le riforme nel settore
della sanità stanno producendo notevoli economie di spesa e nel complesso l’attuazione
prosegue in linea con gli obiettivi stabiliti.
(12)     Progrediscono l’attuazione
delle politiche e le riforme nel settore della sanità, generando economie di
spesa mediante incrementi di efficienza. Il disavanzo consolidato per il
settore è stato significativamente ridotto dal 2010. Tuttavia, il rimanente
volume di arretrati, le restrizioni di bilancio e i maggiori costi del lavoro
dovuti al ripristino della tredicesima e della quattordicesima hanno costretto
le autorità ad accelerare le riforme esistenti. Il notevole volume di arretrati
è fortemente (ma non esclusivamente) collegato al finanziamento
sistematicamente insufficiente degli ospedali di proprietà pubblica rispetto al
livello di servizio prestato. Le autorità confermano l’impegno a favore
dell’attuazione della riforma ospedaliera in corso e del perfezionamento
costante delle misure relative ai prodotti farmaceutici, alle procedure d’appalto
centralizzate e all’assistenza sanitaria di base.
(13)     I coefficienti patrimoniali
delle banche hanno continuato a soddisfare con ampio margine i requisiti dell’Autorità
bancaria europea (ABE) in materia di riserve di capitale nonché l’obiettivo del
programma del 10% di capitale primario di classe 1. Tale riserva di capitale
resta in generale adeguata quando si applicano le nuove norme della direttiva
sui requisiti patrimoniali IV (CRD IV) per la valutazione dei fondi propri
delle banche. Queste nuove norme patrimoniali si applicano a partire da gennaio
2014, con una soglia del 7% del coefficiente di capitale di base di
classe 1. Il rapporto prestiti/depositi dell’intero sistema è pari al 120,7%
ed è probabile che continui a diminuire fino alla fine del 2014; alcune banche
sono già al di sotto di questa soglia. Continuano ad intensificarsi gli sforzi
per diversificare le fonti di finanziamento delle imprese. Sulla base delle
raccomandazioni formulate a seguito della revisione esterna delle attuali linee
di credito sostenute dal governo effettuata nel 2013, le autorità stanno
attuando misure intese a migliorare l’efficienza e la governance di tali
strumenti comprese le capacità e la prassi in materia di gestione del rischio.
È stato adottato ed è pienamente operativo il quadro giuridico per i nuovi
strumenti di ristrutturazione del debito destinati alle famiglie e volti al
regolamento extragiudiziale dei debiti. Analogamente, è in fase di valutazione l’impatto
delle modifiche nella legislazione in materia di insolvenza e risanamento delle
imprese poiché i nuovi meccanismi di ristrutturazione e di recupero dei debiti
sono ora in funzione. Sta per essere completato lo strumentario di gestione
delle crisi. Il fondo di risoluzione delle crisi bancarie è in funzione, sono
stati introdotti poteri di intervento precoce e la legge sulla
ricapitalizzazione è stata modificata al fine di riflettere il contenuto della
comunicazione della Commissione relativa all’applicazione delle norme in
materia di aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto
della crisi finanziaria[3].È
in fase di attuazione la tabella di marcia per migliorare l’efficacia e la governance
del Sistema nazionale di garanzia per rispondere meglio al fabbisogno di
finanziamento delle PMI.
(14)     Si sono registrati ulteriori
progressi nell’attuazione di riforme strutturali intese a rafforzare la
crescita e la competitività. Le autorità hanno adottato misure aggiuntive per
ridurre la disoccupazione e per rafforzare l’efficacia del mercato del lavoro,
comprese migliori politiche di attivazione e un piano di attuazione della
garanzia per i giovani. Dopo essere stata dichiarata incostituzionale, è in via
di revisione la definizione di licenziamento per giusta causa nel codice del
lavoro. Nel settore dell’istruzione sono state adottate misure aggiuntive e i
progressi sono globalmente soddisfacenti.
(15)     Il governo ha approvato un
nuovo prelievo da applicare per il 2014 agli operatori del settore energetico,
il quale deve essere attentamente monitorato al fine di evitare distorsioni nel
sistema. Sono necessarie ulteriori riforme per eliminare il debito derivante
dalle tariffe dell’energia e per garantire la sostenibilità del sistema.
(16)     Nei settori delle
telecomunicazioni e dei servizi postali sono state intraprese azioni per
conformarsi alle norme dell’UE e per sostenere il raggiungimento degli
obiettivi del programma. La selezione dei fornitori del servizio universale e
la revisione del contratto vigente con l’operatore storico rappresentano
sviluppi positivi verso la completa attuazione della direttiva sul servizio
universale. Con la pubblicazione della legislazione che stabilisce il quadro
del contratto di concessione con il fornitore nazionale del servizio postale
verrà accorciato l’attuale periodo di concessione, aumentando in tal modo la
concorrenza. Le autorità continuano ad impegnarsi per aumentare la
sostenibilità e l’efficienza nel settore dei trasporti.
(17)     Si registrano progressi nell’elaborazione
della legislazione settoriale al fine di allinearla con la direttiva sui
servizi, pur con alcuni ritardi nell’adozione del quadro normativo per il
settore edile, degli statuti riveduti degli ordini professionali e delle norme
interne per adottare la legge quadro orizzontale relativa alle associazioni
professionali pubbliche. Le autorità si impegnano a migliorare ulteriormente il
funzionamento dello sportello unico.
(18)     È in corso la valutazione
della riforma delle locazioni urbane dopo la piena attuazione del nuovo quadro
giuridico. Le autorità intendono rafforzare la lotta all’evasione fiscale nel
mercato delle locazioni.
(19)     Il nuovo quadro per le
autorità nazionali di regolamentazione sta progredendo e sono in corso di
modifica i relativi statuti che dovrebbero essere adottati in tempi brevi. È
stata ritardata la pubblicazione di un nuovo decreto che stabilisce i
contributi delle autorità di regolamentazione per il 2014.
(20)     Progrediscono come previsto le
riforme del sistema giudiziario. Sono stati registrati progressi nell’attuazione
della legge sull’organizzazione del sistema giudiziario per la
razionalizzazione del sistema, è stata pubblicata una legge per rafforzare il
corpo dei servizi di esecuzione e dei curatori fallimentari e sta per essere
ultimata una nuova procedura extragiudiziale per una selezione preprocessuale
volta a individuare i casi su cui è possibile raggiungere un accordo
stragiudiziale. Si è proceduto a snellire le procedure per la concessione di
licenze e gli altri oneri amministrativi con l’adozione di disposizioni
giuridiche che razionalizzano la concessione di licenze nel settore del
turismo, dell’industria e della pianificazione territoriale. È in via di
elaborazione la legislazione sulle licenze commerciali ed è oggetto di
revisione il regime giuridico per l’urbanistica e l’edilizia.
(21)     Alla luce di tali sviluppi, è
opportuno modificare la decisione di esecuzione 2011/344/UE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
All’articolo 3 della decisione di esecuzione 2011/344/UE,
i paragrafi 8 e 9 sono sostituiti dai seguenti:
“8. Il Portogallo adotta le seguenti misure
durante il 2014, in linea con i requisiti specificati nel protocollo d’intesa:
(1)         
nel 2014 il disavanzo delle amministrazioni
pubbliche non supera il 4% del PIL. Ai fini del calcolo del disavanzo non sono
presi in considerazione i possibili costi di bilancio delle misure di sostegno
al settore bancario adottate nel contesto della strategia del governo per il
settore finanziario. Per conseguire questo obiettivo il Portogallo attua le
misure di risanamento pari al 2,3% del PIL definite nella legge di bilancio 2014
e nella legislazione di sostegno adottata a questo scopo;
(2)         
oltre alle misure attualmente adottate in materia
di pensioni, la vigente legislazione relativa al regime pensionistico dei
dipendenti pubblici (CGA) è modificata entro la fine di marzo 2014 per
garantire che le nuove norme sul fattore di sostenibilità e, di conseguenza, l’aumento
dell’età pensionabile si applichino effettivamente anche a questo regime; nel
corso del 2014 il Portogallo elabora inoltre nuove misure generali nel contesto
dell’attuale riforma strutturale del sistema pensionistico, al fine di
garantire la sostenibilità delle pensioni rafforzandone nel contempo l’equità;
(3)         
per evitare potenziali sforamenti di spesa, il
governo controlla attentamente il rispetto dei massimali di spesa per i
ministeri riferendo mensilmente al Consiglio dei ministri;
(4)         
il Portogallo definisce e attua rapidamente le
modifiche prospettate delle condizioni di ammissibilità alle pensioni di
reversibilità, nonché le condizioni per la vendita di licenze per il gioco d’azzardo
online; il Portogallo interviene in modo deciso sull’attuazione della vendita
delle concessioni portuali;
(5)         
la riforma generale dell’imposta sul reddito delle
società è attuata nei limiti dell’attuale dotazione finanziaria per rispettare
gli obiettivi di risanamento di bilancio;
(6)         
è mantenuta la regola di status quo per le
agevolazioni fiscali a livello centrale, regionale o locale. È
rafforzato ulteriormente l’impegno per combattere la frode e l’evasione fiscale
per vari tipi di imposte, mediante, tra l’altro, il monitoraggio del nuovo
sistema di fatturazione elettronica. Nel primo trimestre del 2014 è
svolto uno studio sull’economia sommersa nel mercato dell’edilizia abitativa al
fine di trovare metodi atti a ridurre l’evasione fiscale nelle locazioni;
(7)         
qualora si concretino rischi giuridici negativi o
altri rischi di esecuzione del bilancio, il Portogallo attua misure
compensative di qualità al fine di conseguire l’obiettivo di disavanzo;
(8)         
guardando oltre il 2014, il Portogallo raggiunge un
disavanzo delle amministrazioni pubbliche non superiore al 2,5% del PIL nel 2015
e arresta l’accumulo di arretrati interni. La strategia per conseguire l’obiettivo
poggia sul documento di riforma dello Stato incentrato sulla sostenibilità
della sicurezza sociale, sulla riforma della pubblica amministrazione, su una
maggiore efficienza nei settori della sanità e dell’istruzione e sulle imposte
ambientali. Sono in corso ampie consultazioni con le parti politiche e sociali
al fine di far progredire e definire le riforme. I progressi realizzati in
questo contesto sono esaminati nell’ambito dell’undicesimo riesame e le misure
individuate trovano riscontro nel documento strategico di bilancio 2014, il
quale fornisce altresì informazioni dettagliate sui programmi di bilancio a
medio termine al fine di rispettare le prescrizioni del quadro di bilancio dell’UE;
(9)         
il Portogallo adotta misure aggiuntive per
rafforzare ulteriormente il sistema di gestione delle finanze pubbliche. Riduce
la frammentazione di bilancio limitando il numero delle entità di bilancio e
rivedendo la classificazione delle entrate proprie. Continua ad essere
applicata la strategia per la convalida e il saldo degli arretrati e in tutti
gli enti pubblici è data piena attuazione alla legge sul controllo degli
impegni per prevenire la formazione di nuovi arretrati. Il Portogallo rivede la
legge quadro di bilancio per recepire integralmente la normativa UE pertinente
e ne effettua altresì una revisione più generale per razionalizzare la
struttura degli stanziamenti di bilancio, rafforzare la responsabilità e
ancorare ulteriormente le finanze pubbliche in un quadro a medio termine. Il
Portogallo garantisce che le misure che attuano il nuovo quadro di bilancio a
livello di governo centrale siano attuate anche a livello regionale e locale;
(10)     
il Portogallo prosegue il programma di riforma
verso un’amministrazione delle entrate moderna e più efficiente, in linea con
le migliori pratiche internazionali. Il Portogallo riduce il numero degli
uffici tributari comunali di almeno il 25% nel primo trimestre del 2014 e di un
ulteriore 25% entro maggio 2014. Il numero delle risorse assegnate alla
revisione contabile presso l’amministrazione tributaria aumenta di almeno il 30%
del personale totale. All’interno dell’amministrazione tributaria è istituito
un nuovo ufficio di servizi al contribuente, che riunisce diversi servizi ai
contribuenti. L’unità di gestione del rischio diventa pienamente operativa nel
primo trimestre del 2014, concentrandosi inizialmente su progetti mirati a
migliorare il rispetto dell’obbligo tributario da parte dei lavoratori autonomi
e dei titolari di grandi patrimoni. Il rispetto dell’obbligo tributario è oggetto
di monitoraggio costante;
(11)     
il Portogallo prosegue l’attuazione delle riforme
della pubblica amministrazione. A seguito della revisione globale delle griglie
salariali della pubblica amministrazione entro il dodicesimo riesame, nel primo
semestre del 2014 è elaborata una griglia salariale unica volta alla
razionalizzazione e alla coerenza della politica retributiva in tutte le
carriere, che sarà completata entro la fine del 2014 e sostituisce la revisione
salariale prevista nella legge di bilancio 2014. Inoltre, in seguito all’indagine
sui supplementi in contante, il Portogallo prepara una relazione sulla riforma
globale delle integrazioni salariali. Entro l’undicesimo riesame è presentato
un progetto di legge per una griglia unica delle integrazioni;
(12)     
il Portogallo completa l’attuazione della strategia
di condivisione dei servizi nella pubblica amministrazione;
(13)     
il Portogallo attua pienamente il nuovo quadro
giuridico e istituzionale previsto per i partenariati tra settore pubblico e
privato. La rinegoziazione dei partenariati pubblico-privato prosegue in vari
settori, al fine di contenerne l’incidenza sul bilancio. A seguito della nuova
legge quadro sulle imprese di proprietà pubblica e in linea con il potenziato
ruolo di azionista del ministero delle Finanze, è istituita un’unità tecnica
per il monitoraggio delle imprese di proprietà pubblica. Il governo prosegue il
programma di ristrutturazione completa delle imprese di proprietà pubblica, al
fine di raggiungere un equilibrio operativo sostenibile. Il governo portoghese
porta avanti le privatizzazioni già in preparazione;
(14)     
il Portogallo presenta una relazione con i seguenti
obiettivi:
i.        individuare le sovrapposizioni di
servizi e competenze fra livello centrale e locale e altre fonti di
inefficienza;
ii.       riorganizzare la rete di servizi
decentrati dei ministeri, principalmente attraverso la rete di “Lojas do
Cidadão” (sportelli unici per l’amministrazione e i servizi) ed altri approcci,
comprendendo aree geografiche più efficienti e intensificando l’uso di servizi
condivisi e dell’amministrazione digitale;
(15)     
il Portogallo garantisce un sistema sanitario
efficace ed efficiente proseguendo l’uso razionale dei servizi e il controllo
delle spese, riducendo la spesa pubblica per i prodotti farmaceutici e
smaltendo gli arretrati;
(16)     
il Portogallo continua a riorganizzare e
razionalizzare­ la rete ospedaliera attraverso la specializzazione,
concentrazione e riduzione dei servizi ospedalieri, la gestione congiunta e la
direzione congiunta degli ospedali e assicura l’attuazione del piano d’azione
pluriennale per la riorganizzazione degli ospedali;
(17)     
in seguito all’adozione delle modifiche alla legge
sulle nuove locazioni urbane 6/2006 e al decreto legge che semplifica la
procedura amministrativa per le ristrutturazioni, il Portogallo intraprende una
revisione completa del funzionamento del mercato dell’edilizia abitativa;
(18)     
pur nel rispetto della sentenza della Corte
costituzionale del 20 settembre 2013, il Portogallo definisce e attua opzioni
alternative di riforma del mercato del lavoro, con effetti analoghi;
(19)     
il Portogallo promuove un’evoluzione salariale
coerente con gli obiettivi di favorire la creazione di posti di lavoro e
migliorare la competitività delle imprese al fine di correggere gli squilibri
macroeconomici. Nel corso del programma i salari minimi sono aumentati solo se
gli sviluppi della situazione economica e del mercato del lavoro lo
giustificano;
(20)     
il Portogallo continua a migliorare l’efficacia
delle sue politiche attive del mercato del lavoro in linea con i risultati
della relazione di valutazione e con il piano di azione per migliorare il
funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego;
(21)     
il Portogallo continua ad attuare le misure
previste dai piani d’azione per migliorare la qualità dell’istruzione
secondaria e dell’istruzione e formazione professionale; in particolare il
governo presenta dei piani per migliorare l’efficacia del finanziamento delle
scuole e istituisce le scuole professionali di riferimento;
(22)     
il Portogallo completa l’adozione delle modifiche
settoriali necessarie alla piena attuazione della direttiva 2006/123/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio;
(23)     
il Portogallo pubblica relazioni trimestrali
riguardanti i tassi di recupero, la durata e il costo delle procedure d’insolvenza
delle imprese, la durata e il costo delle cause in materia tributaria e il
tasso di ricambio dei procedimenti di esecuzione;
(24)     
il Portogallo migliora il contesto imprenditoriale
portando a termine le riforme sulla riduzione degli oneri amministrativi (piena
operatività dello sportello unico previsto dalla direttiva 2006/123/CE e
progetto di abolizione delle autorizzazioni preventive), allineando le
caratteristiche delle professioni regolamentate alle direttive dell’UE e
semplificando ulteriormente le procedure per la concessione di licenze vigenti,
i regolamenti e altri oneri amministrativi che ostacolano fortemente lo
sviluppo dell’attività economica;
(25)     
il Portogallo completa la riforma del regime di
gestione dei porti, compresa la revisione delle concessioni in materia;
(26)     
il Portogallo applica le misure volte a migliorare
il funzionamento del sistema dei trasporti;
(27)     
il Portogallo prosegue il recepimento dei pacchetti
ferroviari dell’UE;
(28)     
il Portogallo attua l’iniziativa volta a istituire
un operatore indipendente di servizi logistici per il gas e l’energia
elettrica;
(29)     
il Portogallo attua misure adeguate per eliminare
il debito derivante dalle tariffe dell’energia e per garantire la sostenibilità
del sistema elettrico nazionale;
(30)     
il governo presenta al Parlamento portoghese gli
statuti riveduti degli ordini professionali;
(31)     
il Portogallo approva le modifiche corrispondenti
negli statuti delle autorità nazionali di regolamentazione;
(32)     
il Portogallo continua a eliminare gli ostacoli all’ingresso
nel mercato, ad attenuare le prescrizioni esistenti in materia di
autorizzazione e a ridurre gli oneri amministrativi nel settore dei servizi;
(33)     
il Portogallo pubblica relazioni trimestrali
riguardanti i tassi di recupero, la durata e il costo delle procedure d’insolvenza
delle imprese, la durata e il costo delle cause in materia tributaria e il
tasso di ricambio dei procedimenti di esecuzione;
(34)     
il Portogallo adotta le leggi sul settore edile e
le altre modifiche settoriali per dare piena attuazione alla direttiva sui
servizi;
(35)     
il Portogallo valuta l’impatto del regime
facoltativo di contabilità di cassa relativo all’IVA;
(36)     
il Portogallo effettua un inventario e un’analisi
del costo dei regolamenti che potrebbero avere un maggiore impatto sull’attività
economica.
9. Al fine di ripristinare la fiducia nel
settore finanziario, il Portogallo mira a mantenere un livello adeguato di
capitalizzazione nel settore bancario nazionale e provvede a un processo
ordinato di riduzione della leva finanziaria in base alle scadenze stabilite
nel protocollo d’intesa. In tale ambito il Portogallo attua la strategia per il
settore bancario portoghese concordata con la Commissione, la BCE e l’FMI in
modo da preservare la stabilità finanziaria. In particolare, il Portogallo:
(1)         
controlla la transizione delle banche verso le
nuove norme patrimoniali stabilite nella direttiva sui requisiti patrimoniali
IV (CRD IV) e assicura che le riserve di capitale rimangano adeguate alle
difficili condizioni di funzionamento;
(2)         
consiglia alle banche di rafforzare le riserve di
garanzie reali in maniera sostenibile;
(3)         
resta impegnato a fornire, se necessario, ulteriore
sostegno al sistema bancario, incoraggiando le banche a cercare soluzioni
private, laddove le risorse del fondo di sostegno per la solvibilità delle
banche sono disponibili, in linea con le norme dell’UE sugli aiuti di Stato
recentemente modificate, per sostenere ulteriormente, a condizioni rigorose, le
banche economicamente sostenibili;
(4)         
assicura una riduzione equilibrata e ordinata della
leva finanziaria nel settore bancario, che resta fondamentale per eliminare
permanentemente gli squilibri di finanziamento e ridurre il ricorso al
finanziamento dell’Eurosistema a medio termine. I piani di finanziamento e
capitalizzazione delle banche sono sottoposti a riesame trimestrale;
(5)         
continua a rafforzare l’organizzazione della
vigilanza di BdP (Banco de Portugal), ne ottimizza i processi e sviluppa e
attua nuove metodologie e strumenti di vigilanza. BdP rivedrà le norme sui
prestiti in sofferenza al fine di allinearle ai criteri contenuti nella
pertinente norma tecnica dell’ABE conformemente al calendario stabilito a
livello dell’UE;
(6)         
continua a monitorare, su base trimestrale, il
potenziale fabbisogno di capitale delle banche con un approccio prospettico in
condizioni di stress, anche attraverso l’integrazione nel processo di garanzia
della qualità del nuovo quadro delle prove di stress dall’alto verso il basso,
che permette un riesame dei principali fattori che incidono sui risultati;
(7)         
continua a razionalizzare il gruppo Caixa Geral de
Depósitos di proprietà pubblica;
(8)         
esternalizza la gestione dei crediti di BPN (Banco
Português de Negócios), attualmente detenuti da Parvalorem, alle imprese
selezionate attraverso la procedura di gara competitiva, incaricandole di
recuperare progressivamente le attività, e assicura la cessione tempestiva
delle controllate e delle attività detenute nelle altre due società veicolo di
proprietà pubblica;
(9)         
esamina i piani di risanamento delle banche e
formula orientamenti al sistema sui piani di risanamento, in linea con i
pertinenti (progetti di) norme tecniche dell’ABE e con l’imminente direttiva UE
sul risanamento e la risoluzione delle crisi degli enti creditizi, e prepara
piani di risoluzione delle crisi sulla base delle relazioni trasmesse dalle
banche;
(10)     
finalizza l’attuazione del quadro che permette agli
enti finanziari di procedere alla ristrutturazione extragiudiziale del debito
delle famiglie e agevola l’applicazione del quadro per la ristrutturazione del
debito delle imprese;
(11)     
prepara relazioni trimestrali sull’attuazione dei
nuovi strumenti di ristrutturazione; sulla base del sondaggio svolto di
recente, valuta le alternative per aumentare il buon esito del risanamento
delle società aderenti alla PER (procedura speciale per il rilancio delle
imprese in gravi difficoltà finanziarie) e al SIREVE (sistema di risanamento
tramite accordi extragiudiziali per le società in situazione di difficoltà
economica o di insolvenza imminente o effettiva);
(12)     
continua a monitorare l’elevato indebitamento delle
famiglie e delle imprese attraverso relazioni trimestrali e l’attuazione del
nuovo quadro di ristrutturazione del debito, al fine di garantirne il
funzionamento più efficace possibile;
(13)     
incoraggia, sulla base delle proposte presentate,
la diversificazione delle possibilità di finanziamento delle imprese, sviluppa
e attua le soluzioni che offrono alle imprese possibilità di finanziamento
alternative al credito bancario tradizionale attraverso una gamma di misure
volte a migliorarne l’accesso ai mercati dei capitali;
(14)     
migliora il funzionamento e la governance
delle attuali linee di credito sostenute dal governo sulla base dei risultati
della recente revisione esterna; attua la tabella di marcia, riveduta di
recente, per migliorare la governance del sistema nazionale di garanzia
e rende tali regimi più efficienti riducendo nel contempo al minimo i rischi
per lo Stato;
(15)     
crea un’istituzione di finanziamento allo sviluppo
finalizzata a snellire e centralizzare la gestione della parte rimborsabile
degli strumenti finanziari dei fondi strutturali dell’UE per il periodo di
programmazione 2014-2020. L’istituzione non accetta depositi o altri fondi
rimborsabili dal pubblico, né svolge operazioni di prestito diretto.
Articolo 2
Il Portogallo è destinatario della presente
decisione.
Articolo 3
La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
Presidente
[1]               GU L 118 del 12.5.2010, pag. 1.
[2]               Decisione di esecuzione 2011/344/UE del Consiglio, del 17
maggio 2011, sulla concessione di assistenza finanziaria dell’Unione al
Portogallo (GU L 159 del 17.6.2011, pag. 88).
[3]               GU C 216 del 30.7.2013, pag. 1.