CELEX: C2006/237/09
Language: it
Date: 2006-09-30 00:00:00
Title: Causa C-301/06: Ricorso presentato il 6 luglio 2006 — Irlanda/Consiglio dell'Unione europea e Parlamento europeo

30.9.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 237/5
            
         Ricorso presentato il 6 luglio 2006 — Irlanda/Consiglio dell'Unione europea e Parlamento europeo
   (Causa C-301/06)
   (2006/C 237/09)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrente: Irlanda (rappresentanti: D. O'Hagan, agente, E. Fitzimons SC, D. Barniville BL)
   
      Convenuti: Consiglio dell'Unione europea, Parlamento europeo
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Annullare la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 15 marzo 2006, 2006/24/CE, riguardante la conservazione di dati generali o trattati nell'ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione e che modifica la direttiva 2002/58/CE (1), in quanto non adottata sulla base del corretto fondamento normativo.
            
         
               —
            
            
               Condannare il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   L'Irlanda afferma che la scelta dell'art. 95 del Trattato che istituisce la Comunità europea (in prosieguo: il «Trattato CE») come fondamento normativo per la direttiva 2006/24/CE (in prosieguo: la «direttiva») è fondamentalmente errata. L'Irlanda ritiene peraltro che né l'art. 95 del Trattato CE né alcun'altra disposizione dello stesso Trattato possa fornire un corretto fondamento normativo per la direttiva. Secondo l'Irlanda, l'unica o, eventualmente, la principale o predominante finalità della direttiva è quella di agevolare l'investigazione, la scoperta e il perseguimento di reati gravi, ivi inclusi quelli in materia di terrorismo. In tali circostanze, l'Irlanda ritiene che l'unico fondamento normativo ammissibile per i provvedimenti contenuti nella direttiva sia il Titolo VI del Trattato sull'Unione europea (in prosieguo: il «Trattato UE»), in particolare i suoi artt. 30, 31, n. 1, lett. c), e 34, n. 2, lett. b).
   A sostegno dei propri argomenti, l'Irlanda deduce che dai considerando e dalle disposizioni fondamentali della direttiva risulta inequivocabilmente che il riferimento all'art. 95 del Trattato CE come fondamento normativo della direttiva è del tutto inadeguato e insostenibile. Sotto tale profilo, sottolinea che la direttiva è chiaramente e senza dubbio diretta alla lotta contro il crimine. Di conseguenza, l'Irlanda ritiene che ciò costituisca la finalità principale o predominante della direttiva e, di fatto, il suo unico obiettivo.
   È pacifico che i provvedimenti fondati sull'art. 95 del Trattato CE devono avere quale «centro di gravità» il ravvicinamento delle legislazioni nazionali per agevolare il funzionamento del mercato interno. Le disposizioni della direttiva riguardano invece la lotto contro il crimine, e non sono invece dirette a rimediare a difetti del mercato interno.
   Un difetto derivante dalle disparità esistenti nelle legislazioni nazionali è stato sì affermato, ma non dimostrato.
   In subordine, quand'anche, in contrasto con la tesi fondamentale sostenuta dall'Irlanda, si ritenesse che la direttiva abbia effettivamente tra le sue finalità quella di prevenire distorsioni o ostacoli al mercato interno, l'Irlanda sostiene che tale finalità dev'essere considerata come meramente incidentale rispetto all'acclarata finalità, principale o predominante, di lotta contro il crimine.
   
      (1)  GU L 105, pag. 54.