CELEX: 52011PC0811
Language: it
Date: 2011-11-30
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce il programma specifico recante attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020

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		52011PC0811
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che stabilisce il programma specifico recante attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020 /* COM/2011/0811 final - 2011/0402 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La serie di proposte concernenti il programma
quadro "Orizzonte 2020", elaborate in piena conformità con la
comunicazione della Commissione "Un bilancio per la strategia 2020"[1], sostiene pienamente la
strategia Europa 2020 che attribuisce alla ricerca e all'innovazione un ruolo
fondamentale per conseguire gli obiettivi di crescita intelligente, sostenibile
e inclusiva. Il pacchetto consiste in una serie di proposte per: 
(1)                   
un programma quadro per "Orizzonte 2020"
(trattato sul funzionamento dell'Unione europea – "TFUE"); 
(2)                   
un insieme unico di regole di partecipazione e
diffusione (TFUE);
(3)                   
un programma specifico unico per attuare "Orizzonte
2020" (TFUE); nonché 
(4)                   
un'unica proposta per le parti di "Orizzonte
2020" corrispondenti al trattato Euratom. 
Il tessuto politico e il contesto generale di
queste proposte legislative sono descritti nella comunicazione della
Commissione adottata insieme ad essi, che affronta una serie di importanti
elementi trasversali, quali la semplificazione e la maniera in cui l'approccio
all'innovazione è stato rafforzato. 
"Orizzonte 2020" contribuisce
direttamente ad affrontare le principali sfide per la società identificate nell'ambito
di Europa 2020 e delle sue iniziative faro. Contribuirà inoltre a creare una
leadership industriale in Europa. Consentirà altresì di rafforzare l'eccellenza
nella base scientifica, indispensabile per la sostenibilità, la prosperità a
lungo termine e il benessere dell'Europa. Per conseguire tali obiettivi, le
proposte comprendono una gamma completa di strumenti di sostegno integrata nell'intero
ciclo della ricerca e dell'innovazione. Pertanto "Orizzonte 2020"
fonde e rafforza le attività attualmente finanziate nell'ambito del Settimo
programma quadro di ricerca, le parti relative all'innovazione del programma
quadro per la competitività e l'innovazione, nonché l'Istituto europeo di
innovazione e tecnologia. In tal modo, le proposte mirano inoltre a
semplificare considerevolmente le procedure per i partecipanti a questo programma.
2.           RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI CON LE
PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
Nella preparazione delle quattro proposte si è
tenuto pienamente conto delle risposte ottenute nell'ambito di un'ampia
consultazione pubblica basata sul Libro verde "Trasformare le sfide in
opportunità: verso un quadro strategico comune per il finanziamento della
ricerca e dell'innovazione nell'Unione europea", COM(2011) 48. Il
Consiglio europeo, gli Stati membri e un'ampia gamma di parti interessate dell'industria,
del mondo accademico e della società civile hanno espresso il loro parere.
Le proposte si fondano inoltre su due
valutazioni d'impatto approfondite, sulla base di consultazioni delle parti
interessate, di valutazioni interne ed esterne, nonché di contributi di esperti
internazionali. Le valutazioni evidenziano che l'opzione "Orizzonte 2020"
garantirebbe una maggiore chiarezza in termini di obiettivi, sarebbe più adatta
per raggiungere la massa critica di impegno necessaria a livello di programma e
di progetto e avrebbe il massimo impatto sugli obiettivi politici e i benefici
a valle in termini economici, di competitività e sociali. Al tempo stesso
contribuirebbe a semplificare il processo, alleggerendo ad esempio l'onere
amministrativo per i partecipanti, razionalizzando le regole e le procedure
applicabili, assicurando la coerenza tra gli strumenti e mirando ad un nuovo
equilibrio rischio/fiducia. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
3.1.        Base giuridica
La proposta integra attività di ricerca ed
innovazione senza soluzione di continuità al fine di raggiungere gli obiettivi
politici. 
"Orizzonte 2020" si basa sui titoli
del TFUE "Industria" e "Ricerca e sviluppo tecnologico e spazio"
(articoli 173 e 182). Le relative regole di partecipazione e diffusione si baseranno
sugli stessi titoli del TFUE (articoli 173, 183 e 188). La base dell'"industria"
in entrambi i casi si riferisce soprattutto all'Istituto europeo di innovazione
e tecnologia (IET), che sarà finanziato da un contributo finanziario di "Orizzonte
2020". L'IET non comparirà a livello di programma specifico.
Si ricorda che le attività d'innovazione sono
state esplicitamente inserite in diversi programmi quadro sulla base del titolo
"Ricerca" del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e che il
programma quadro vigente comprende anche una serie di attività di innovazione.
Di conseguenza, il programma specifico che attua "Orizzonte 2020" si
baserà sul titolo del TFUE "Ricerca e sviluppo tecnologico e spazio"(articolo
182) in quanto le attività ivi previste rientrano in quelle disciplinate dal
titolo in questione. 
La proposta per il programma Euratom di
ricerca e formazione che contribuisce a "Orizzonte 2020" si basa
sull'articolo 7 del trattato Euratom. 
3.2.        Principi di sussidiarietà e
di proporzionalità
Le proposte sono state concepite per
massimizzare il valore aggiunto e l'impatto a livello dell'Unione,
concentrandosi su obiettivi e attività che non possono essere efficacemente
realizzate dagli Stati membri da soli. L'intervento a livello dell'Unione può
potenziare il quadro generale della ricerca e dello sviluppo tecnologico e
coordinare le attività di ricerca degli Stati membri evitando in questo modo le
duplicazioni, mantenendo la massa critica nei principali settori e garantendo
che il finanziamento sia utilizzato in modo ottimale. L'intervento a livello
dell'Unione consente la concorrenza a livello continentale per selezionare le
proposte migliori, innalzando i livelli di eccellenza e offrendo visibilità
alla ricerca e all'innovazione di punta. Il livello dell'Unione, inoltre, è
ideale per sostenere la mobilità transnazionale, migliorando in tal modo la
formazione e lo sviluppo della carriera dei ricercatori. Un programma a livello
dell'Unione è maggiormente in grado di assumersi rischi elevati e realizzare
attività di R&S a lungo termine, ripartendo i rischi, ampliando il raggio d'azione
e realizzando economie di scala che altrimenti non sarebbero possibili. L'intervento
a livello dell'Unione può attirare ulteriori investimenti pubblici e privati
nella ricerca e nell'innovazione, contribuire allo Spazio europeo della ricerca
dove le conoscenze, i ricercatori e le tecnologie circolano liberamente e
accelerare la commercializzazione e la diffusione delle innovazioni nel mercato
unico. I programmi a livello dell'Unione sono inoltre indispensabili per
sostenere la formulazione delle politiche nonché gli obiettivi fissati in una
serie di politiche. Tutti i riscontri in questo senso sono illustrati nelle
valutazioni d'impatto che accompagnano la proposta.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
Il bilancio di tutte le proposte è presentato
in prezzi correnti. La scheda finanziaria legislativa allegata alla presente
proposta precisa le implicazioni in termini di bilancio e di risorse umane e
amministrative. Sulla base di un'analisi costi/benefici, la Commissione può
ricorrere alle agenzie esecutive esistenti per l'attuazione di "Orizzonte
2020", a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce
lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni
compiti relativi alla gestione di programmi dell'Unione. 
2011/0402 (CNS)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
del XXX
che stabilisce il programma specifico recante
attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – Orizzonte
2020
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 182, paragrafo 4, 
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Parlamento europeo[2], 
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[3],

visto il parere del Comitato delle regioni[4],
deliberando secondo una procedura legislativa
speciale, 
considerando quanto segue:
(1)              
Conformemente all'articolo 182, paragrafo 3, del
trattato, il regolamento (UE) n. […] del Parlamento europeo e del Consiglio,
del …., concernente il programma quadro di ricerca e innovazione - Orizzonte
2020 - ("Orizzonte 2020")[5]
– sarà attuato mediante un programma specifico che determina gli obiettivi
specifici e le regole per la loro attuazione, fissa la durata e prevede i mezzi
ritenuti necessari.
(2)              
"Orizzonte 2020" persegue tre priorità,
ossia generare l'eccellenza scientifica ("Eccellenza scientifica "),
creare una leadership industriale ("Leadership industriale") e
affrontare i problemi della società ("Sfide per la società). Tali priorità
devono essere attuate da un programma specifico composto di tre parti relative
alle azioni indirette e una parte concernente le azioni dirette del Centro
comune di ricerca (JRC).
(3)              
"Orizzonte 2020" definisce l'obiettivo
generale del programma quadro in questione, le priorità e le grandi linee degli
obiettivi specifici e delle attività da eseguire, ma è opportuno che il
programma specifico definisca gli obiettivi specifici e le grandi linee delle
attività specifiche di ciascuna delle parti. Le disposizioni stabilite da "Orizzonte 2020"
relative all'attuazione si applicano pienamente al presente programma
specifico, comprese quelle relative ai principi etici.
(4)              
Ogni parte deve essere complementare e attuata in
modo coerente con le altre parti del programma specifico.
(5)              
È indispensabile estendere e rafforzare l'eccellenza
della base scientifica dell'Unione e garantire un flusso di ricerca e di
talenti di livello mondiale per garantire la competitività e il benessere a
lungo termine dell'Europa. La parte I "Eccellenza scientifica" deve
sostenere le attività del Consiglio europeo della ricerca in materia di ricerca
di frontiera, tecnologie future e emergenti, azioni Marie Curie e
infrastrutture di ricerca europee. Queste attività devono mirare a sviluppare
competenze a lungo termine, incentrandosi fortemente sulla scienza, i sistemi e
i ricercatori delle prossima generazione, e sostenendo i talenti emergenti in
tutta l'Unione e nei paesi associati. Le attività dell'Unione per sostenere l'eccellenza
scientifica devono contribuire a consolidare lo Spazio europeo della ricerca e
a rafforzare la competitività e l'attrattività del sistema scientifico dell'Unione
a livello mondiale. 
(6)              
Le azioni di ricerca svolte nell'ambito della parte
I "Eccellenza scientifica" devono essere stabilite in base alle
esigenze e alle opportunità scientifiche, senza priorità tematiche prestabilite.
Il programma di ricerca deve essere messo a punto in stretta collaborazione con
la comunità scientifica. È opportuno che la ricerca sia finanziata sulla base
dell'eccellenza.
(7)              
Il Consiglio europeo della ricerca deve sostituire
e subentrare al Consiglio europeo della ricerca istituito dalla decisione
2007/134/CE della Commissione[6].
Deve inoltre operare secondo i principi riconosciuti di eccellenza scientifica,
autonomia, efficienza e trasparenza. 
(8)              
Per mantenere e rafforzare la leadership
industriale dell'Unione occorre incentivare rapidamente gli investimenti del
settore privato nella ricerca, lo sviluppo e l'innovazione, promuovere la
ricerca e l'innovazione secondo un ordine del giorno stabilito dalle imprese e
accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie che favoriscano la nascita di
imprese e la crescita economica. La parte II "Leadership industriale"
deve sostenere gli investimenti nella ricerca e l'innovazione di punta a favore
di tecnologie abilitanti fondamentali e di altre tecnologie industriali,
agevolare l'accesso al capitale di rischio per le imprese e i progetti
innovativi, e garantire in tutta l'Unione un sostegno all'innovazione nelle
piccole e medie imprese.
(9)              
La ricerca e l'innovazione nel settore dello
spazio, che costituisce una competenza condivisa dell'Unione, devono essere
integrate come elemento coerente nella parte II "Leadership industriale",
in modo da ottimizzarne l'impatto scientifico, economico e sociale e da
garantire un'attuazione efficiente ed efficace rispetto ai costi.
(10)          
Per affrontare le principali sfide individuate
nella strategia "Europa 2020"[7],
occorrono ingenti investimenti nella ricerca e nell'innovazione per sviluppare
e applicare soluzioni innovative e rivoluzionarie caratterizzate da una portata
e un raggio di azione di dimensioni sufficienti. Queste sfide costituiscono
inoltre opportunità economiche importanti per le imprese innovative e
contribuiscono alla competitività e all'occupazione dell'Unione. 
(11)          
La parte III "Sfide per la società" deve
rafforzare l'efficacia della ricerca e dell'innovazione nel far fronte alle
sfide per la società fondamentali, sostenendo attività di ricerca e di
innovazione eccellenti. Queste attività devono essere attuate seguendo un
approccio incentrato sulle sfide da raccogliere che riunisca le risorse e le
conoscenze relative a vari settori, tecnologie e discipline. La ricerca nel
campo delle scienze sociali e umane costituisce un elemento fondamentale per
affrontare tutte queste sfide. Le attività devono coprire tutti i settori di
ricerca e innovazione ponendo l'accento sulle attività legate all'innovazione,
ossia i progetti pilota, i progetti dimostrativi, i banchi di prova, il
sostegno agli appalti pubblici, la ricerca prenormativa, la definizione di
norme e la valorizzazione commerciale delle innovazioni. Le attività devono
sostenere direttamente le competenze politiche settoriali corrispondenti a
livello dell'Unione. Tutte le sfide devono contribuire all'obiettivo generale
dello sviluppo sostenibile.
(12)          
In quanto parte integrante di "Orizzonte 2020",
è opportuno che il Centro comune di ricerca (JRC) continui a fornire un
sostegno scientifico e tecnico indipendente orientato ai clienti per l'elaborazione,
lo sviluppo, l'attuazione e il monitoraggio delle politiche dell'Unione. A tal
fine il Centro comune di ricerca deve svolgere attività di ricerca di altissima
qualità. Nell'esecuzione delle azioni dirette in conformità della sua missione,
il Centro comune di ricerca deve dare particolare rilievo alle tematiche
fondamentali per l'Unione, ossia la crescita intelligente, inclusiva e
sostenibile, la sicurezza e la cittadinanza e il ruolo mondiale dell'Europa.
(13)          
Le azioni dirette del Centro comune di ricerca
devono essere attuate in maniera flessibile, efficiente e trasparente, tenendo
conto delle esigenze degli utilizzatori del Centro comune di ricerca e delle
politiche dell'Unione e rispettando l'obiettivo della tutela degli interessi
finanziari dell'Unione. Queste azioni di ricerca devono essere adattate,
laddove opportuno, in funzione di queste esigenze e degli sviluppi scientifici
e tecnologici e devono mirare all'eccellenza scientifica.
(14)          
Il Centro comune di ricerca deve continuare a
generare risorse supplementari tramite attività concorrenziali, in particolare
la partecipazione alle azioni indirette di "Orizzonte 2020", i lavori
per conto terzi e, in misura minore, la valorizzazione della proprietà
intellettuale.
(15)          
Il programma specifico deve integrare le attività
svolte negli Stati membri e altre azioni dell'Unione necessarie per lo sforzo
strategico complessivo ai fini dell'attuazione della strategia Europa 2020, in
particolare con azioni nei settori strategici seguenti: coesione, agricoltura e
sviluppo rurale, istruzione e formazione professionale, industria, salute
pubblica, protezione dei consumatori, occupazione e politica sociale, energia,
trasporti, ambiente, azione per il clima, sicurezza, ambiente marino e pesca,
cooperazione allo sviluppo, allargamento e politica di prossimità.
(16)          
Per garantire che le valutazioni di "Orizzonte
2020" riflettano correttamente lo stato dell'arte e che le condizioni
specifiche per l'uso degli strumenti finanziari riflettano le condizioni del
mercato, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti
conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea affinché possa adeguare o elaborare ulteriormente gli indicatori di
prestazione corrispondenti agli obiettivi specifici del programma specifico e
le condizioni specifiche per l'uso dei dispositivi finanziari. È di particolare
importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate
consultazioni, anche presso esperti.
Nel contesto della preparazione e della stesura
degli atti delegati, occorre che la Commissione garantisca una trasmissione
corretta e tempestiva dei documenti pertinenti al Consiglio.
(17)          
Al fine di garantire condizioni uniformi per l'attuazione
del programma specifico, occorre conferire poteri di esecuzione alla
Commissione ai fini dell'adozione dei programmi di lavoro per l'attuazione del
programma specifico. 
(18)          
I poteri di esecuzione relativi ai programmi di
lavoro, per le parti I, II e III, ad eccezione delle azioni del Consiglio
europeo della ricerca, a meno che la Commissione non si discosti dalla
posizione del consiglio scientifico, devono essere esercitati conformemente al
regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16
febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle
modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze
di esecuzione[8].

(19)          
Il consiglio di amministrazione del Centro comune
di ricerca, istituito con decisione 96/282/Euratom della Commissione, del
10 aprile 1996, che riorganizza il Centro comune di ricerca[9] è stato consultato sul
contenuto scientifico e tecnologico del programma specifico per le azioni
dirette del Centro comune di ricerca.
(20)          
Per motivi di certezza del diritto e chiarezza,
occorre abrogare la decisione 2006/971/CE del Consiglio, del 19 dicembre 2006,
concernente il programma specifico "Cooperazione" che attua il
Settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di ricerca,
sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013)[10], la decisione 2006/972/CE del
Consiglio, del 19 dicembre 2006, concernente il programma specifico "Idee"
che attua il Settimo programma quadro della Comunità europea per le attività di
ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013)[11], la decisione 2006/973/CE del
Consiglio, del 19 dicembre 2006, concernente il programma specifico "Persone"
che attua il Settimo programma quadro per le attività di ricerca, sviluppo
tecnologico e dimostrazione (2007-2013)[12],
la decisione 2006/974/CE del Consiglio, del 19 dicembre 2006, concernente
il programma specifico "Capacità" che attua il Settimo programma
quadro della Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico
e dimostrazione (2007-2013)[13],
e la decisione 2006/975/CE del Consiglio, del 19 dicembre 2006,
concernente il programma specifico da attuare mediante azioni dirette dal
Centro comune di ricerca nell'ambito del Settimo programma quadro della
Comunità europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e
dimostrazione (2007-2013)[14],
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
TITOLO I
ISTITUZIONE 
Articolo 1
Oggetto
La presente decisione istituisce il programma
specifico che attua il regolamento (UE) n. XX/2012 del Parlamento europeo
e del Consiglio[15]
e definisce gli obiettivi specifici per il sostegno dell'Unione alle attività
di ricerca e di innovazione di cui all'articolo 1 dello stesso regolamento e le
relative modalità di esecuzione.
Articolo 2
Istituzione del programma specifico
1.           Il programma specifico
recante attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) – "Orizzonte
2020" ("il programma specifico") viene istituito per il periodo
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2020. 
2.           Conformemente all'articolo
5, paragrafo 2, e all'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. XX/2012
[Orizzonte 2020], il programma specifico è costituito dalle parti seguenti:
(a)         
Parte I "Eccellenza scientifica"; 
(b)         
Parte II "Leadership industriale";
(c)         
Parte III "Sfide per la società"; 
(d)         
Parte IV "Azioni dirette non nucleari del
Centro comune di ricerca (JRC)". 
Articolo 3
Obiettivi specifici
1.           La parte I "Eccellenza
scientifica" mira a rafforzare l'eccellenza della ricerca europea,
conformemente alla priorità "Eccellenza della scienza" di cui all'articolo
5, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE) n. XX/2012 [Orizzonte 2020]
perseguendo gli obiettivi specifici seguenti: 
(a)         
rafforzamento della ricerca di frontiera, mediante
le attività del Consiglio europeo della ricerca (CER);
(b)         
potenziamento della ricerca nel settore delle
tecnologie future ed emergenti;
(c)         
rafforzamento delle competenze, della formazione e
dello sviluppo della carriera, mediante le iniziative Marie
Skłodowska-Curie ("Azioni Marie Curie"); 
(d)         
rafforzamento delle infrastrutture di ricerca
europee, comprese le e-infrastrutture.
Le grandi linee delle azioni relative a tali
obiettivi specifici figurano nella parte I dell'allegato I. 
2.           La parte II "Leadership
industriale" mira a rafforzare la leadership industriale e la
competitività, conformemente alla priorità "Leadership industriale"
di cui all'articolo 5, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) n.
XX/2012 [Orizzonte 2020] perseguendo i seguenti obiettivi specifici: 
(a)         
rafforzamento della leadership industriale dell'Europa
mediante la ricerca, lo sviluppo tecnologico, la dimostrazione e l'innovazione
nel settore delle tecnologie abilitanti e industriali seguenti: 
(i)      tecnologie dell'informazione e della
comunicazione;
(ii)      nanotecnologie;
(iii)     materiali avanzati;
(iv)     biotecnologie;
(v)     produzione e trattamento avanzati;
(vi)     spazio;
(b)         
migliorare l'accesso al capitale di rischio per
investire nella ricerca e nell'innovazione;
(c)         
rafforzare l'innovazione nelle piccole e medie
imprese. 
Le grandi linee delle attività per questi
obiettivi specifici sono stabilite nella parte II dell'allegato I. Sono
previste condizioni specifiche per l'uso dei dispositivi finanziari nell'ambito
dell'obiettivo specifico di cui alla lettera b). Queste condizioni sono
definite nell'allegato I, parte II, punto 2
La Commissione ha facoltà di adottare atti
delegati ai sensi dell'articolo 10 al fine di adattare le condizioni specifiche
se le condizioni economiche del mercato lo richiedono o in funzione dei
risultati conseguiti con il meccanismo di garanzia dei prestiti del programma
per la competitività e l'innovazione e con lo strumento di condivisione dei
rischi dello strumento finanziario di condivisione del rischio del Settimo
programma quadro. 
3.           La parte III "Sfide per
la società" mira a contribuire alla priorità "Sfide per la società"
di cui all'articolo 5, paragrafo 2, lettera c), del regolamento (UE) n. XX/2012
[Orizzonte 2020] realizzando azioni di ricerca, sviluppo tecnologico,
dimostrazione e innovazione che contribuiscono agli obiettivi specifici
seguenti: 
(a)         
migliorare la salute e il benessere nell'intero
arco della vita;
(b)         
garantire approvvigionamenti sufficienti di
prodotti alimentari sicuri e di elevata qualità e altri bioprodotti,
sviluppando sistemi di produzione primaria produttivi e efficienti sul piano
delle risorse, incentivando i servizi ecosistemici associati, parallelamente a
catene di approvvigionamento competitive a basse emissioni di carbonio; 
(c)         
realizzare la transizione verso un sistema
energetico affidabile, sostenibile e competitivo, di fronte alla crescente
scarsità delle risorse, all'aumento delle esigenze energetiche e ai cambiamenti
climatici;
(d)         
realizzare un sistema di trasporto europeo
efficiente sotto il profilo delle risorse, rispettoso dell'ambiente, sicuro e
continuo a favore dei cittadini, dell'economia e della società;
(e)         
conseguire un'economia efficiente sotto il profilo
delle risorse e resistente ai cambiamenti climatici e un approvvigionamento
sostenibile di materie prime che risponda alle esigenze della crescita
demografica mondiale entro i limiti sostenibili delle risorse naturali del
pianeta;
(f)           
promuovere società europee inclusive, innovative e
sicure in un contesto di trasformazioni senza precedenti e di interdipendenze
mondiale crescenti.
Le grandi linee delle attività per questi
obiettivi specifici figurano nella parte III dell'allegato I. 
4.           La parte IV concernente le "Azioni
dirette non nucleari del Centro comune di ricerca" contribuisce alla
realizzazione di tutte le priorità di cui all'articolo 5, paragrafo 2, del
regolamento (UE) n. XX/2012 [Orizzonte 2020] con l'obiettivo specifico di
apportare alle politiche dell'Unione un sostegno scientifico e tecnico
orientato ai clienti.
Le grandi linee di questo obiettivo specifico
figurano nella parte IV dell'allegato I. 
5            Il programma specifico sarà
valutato in funzione dei risultati e dell'impatto misurati sulla base degli
indicatori di prestazione e, se del caso, delle pubblicazioni in riviste a
forte impatto, della circolazione dei ricercatori, dell'accessibilità delle
infrastrutture di ricerca, degli investimenti realizzati tramite prestiti e
capitale di rischio, delle PMI che introducono innovazioni nell'impresa o sul
mercato, dei riferimenti alle pertinenti attività di ricerca nei documenti
programmatici nonché degli impatti specifici sulle politiche.
Ulteriori dettagli sui principali indicatori di
prestazione, che corrispondono agli obiettivi specifici di cui ai paragrafi da
1 a 4 del presente articolo, sono illustrati nell'allegato II
La Commissione avrà il potere di adottare atti
delegati conformemente all'articolo 10 per adattare questi indicatori, tenendo
conto dei nuovi sviluppi, o per elaborarli ulteriormente. 
Articolo 4
Stanziamento di bilancio
1.           Conformemente all'articolo
6, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. XX/2012 [Orizzonte 2020], la dotazione
finanziaria per l'attuazione del programma specifico è pari a 86 198
milioni di euro.
2.           L'importo di cui al
paragrafo 1 è ripartito tra le quattro parti di cui all'articolo 2, paragrafo
2, della presente decisione, a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, del
regolamento (UE) n. XX/2012 [Orizzonte 2020]. La ripartizione di bilancio
indicativa per gli obiettivi specifici di cui all'articolo 3 della presente
decisione e l'importo globale massimo del contributo alle azioni del Centro
comune di ricerca sono definiti nell'allegato II del regolamento (UE) n.
XX/2012 [Orizzonte 2020]. 
3            Alle spese amministrative
della Commissione è destinato un massimo di 6% degli importi di cui all'articolo
6, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. XX/2012 [Orizzonte 2020] per le parti
I, II e III del programma specifico.. 
4.           Se del caso, alcuni
stanziamenti possono essere iscritti a bilancio dopo il 2020 per coprire spese
amministrative e tecniche e consentire la gestione di attività non completate
entro il 31 dicembre 2020.
TITOLO II
ATTUAZIONE
Articolo 5 
Programmi di lavoro
1.           Il programma specifico è
attuato mediante programmi di lavoro.
2.           La Commissione adotta
programmi di lavoro comuni o separati per l'attuazione delle parti I, II e III
del presente programma specifico di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettere
(a), (b) e (c), fatta eccezione per la realizzazione delle azioni nell'ambito
dell'obiettivo specifico "Rafforzare la base scientifica europea nella
ricerca di frontiera". Questi atti di esecuzione sono adottati secondo la
procedura d'esame di cui all'articolo 9, paragrafo 2. 
3.           I programmi di lavoro per l'attuazione
delle azioni previste nell'ambito dell'obiettivo specifico "Rafforzare la
base scientifica europea nella ricerca di frontiera" stabiliti dal
consiglio scientifico del Consiglio europeo della ricerca di cui all'articolo
7, paragrafo 2, lettera b), sono adottati dalla Commissione mediante un atto di
esecuzione. La Commissione si discosta dal programma di lavoro stabilito dal
consiglio scientifico solo se ritiene che non sia conforme alle disposizioni
della presente decisione. In tal caso, la Commissione adotta il programma di
lavoro mediante un atto di esecuzione secondo la procedura d'esame di cui all'articolo
9, paragrafo 2. La Commissione motiva debitamente la misura in questione. 
4.           La Commissione mediante un
atto di esecuzione adotta un programma di lavoro pluriennale separato, per la
parte IV del programma specifico concernente le azioni dirette non nucleari del
Centro comune di ricerca di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettera d). 
Il presente programma di lavoro tiene conto del
parere del consiglio di amministrazione del Centro comune di ricerca di cui
alla decisione 96/282/Euratom. 
5.           I programmi di lavoro
tengono conto della situazione della scienza, della tecnologia e dell'innovazione
a livello nazionale, dell'Unione e internazionale e dei pertinenti sviluppi
politici, del mercato e sociali. Contengono informazioni sul coordinamento con
le attività di ricerca e innovazione svolte dagli Stati membri, in particolare
nei settori in cui esistono iniziative di programmazione congiunta. Se del caso
i programmi di lavoro sono aggiornati.
6.           I programmi di lavoro per l'attuazione
delle parti I, II e III di cui all'articolo 2, paragrafo 2, lettere (a), (b) e
(c), definiscono gli obiettivi perseguiti, i risultati previsti, le modalità di
attuazione e il loro importo complessivo, comprese le informazioni indicative
sull'importo delle spese connesse al clima, se del caso. Contengono inoltre una
descrizione delle azioni da finanziare, un'indicazione degli importi stanziati
per ciascuna azione, un calendario indicativo di attuazione, nonché un
approccio pluriennale e orientamenti strategici per gli anni successivi di
attuazione. Per le sovvenzioni comprendono le priorità, i criteri di
valutazione essenziali e la percentuale massima di cofinanziamento. I programmi
di lavoro consentono approcci "dal basso verso l'alto" che perseguono
gli obiettivi in maniera innovativa. 
Inoltre, questi programmi di lavoro contengono una
sezione che individua le azioni trasversali di cui all'articolo 13 del
regolamento (UE) n. XX/2012 [Orizzonte 2020], che interessano due o più
obiettivi specifici sia nell'ambito della stessa priorità sia nell'ambito di
due o più priorità diverse. Queste azioni sono attuate in modo integrato. 
Articolo 6 
Consiglio europeo della ricerca 
1.           La Commissione istituisce un
Consiglio europeo della ricerca ("CER") che costituisce lo strumento
di attuazione delle azioni nell'ambito della parte I "Eccellenza
scientifica" concernente l'obiettivo specifico "Rafforzare la base
scientifica europea nella ricerca di frontiera". Il Consiglio europeo
della ricerca succede al Consiglio europeo della ricerca istituito con la
decisione 2007/134/CE. 
2.           Il Consiglio europeo della
ricerca è composto da un consiglio scientifico indipendente, di cui all'articolo
7, e dalla struttura esecutiva specifica di cui all'articolo 8.
3.           Il CER ha un presidente,
scelto tra i ricercatori più esperti e riconosciuti a livello internazionale.
Il presidente viene nominato dalla Commissione, a
seguito di una procedura di selezione cui partecipa un apposito comitato di
ricerca, per un mandato limitato a quattro anni, rinnovabile una volta. Il
processo di assunzione e il candidato selezionato devono ottenere l'approvazione
del consiglio scientifico.
Il presidente presiede il consiglio scientifico e
ne assicura la guida e il collegamento con la struttura esecutiva specifica, e
lo rappresenta nel mondo della scienza.
4.           Il Consiglio europeo della
ricerca opera in conformità dei principi di eccellenza scientifica, autonomia,
efficienza, efficacia, trasparenza e responsabilità. Garantisce la continuità
con le azioni del Consiglio europeo della ricerca svolte ai sensi della
decisione 2006/972/CE del Consiglio. 
5.           Le attività del Consiglio
europeo della ricerca sostengono la ricerca svolta in tutti i settori da équipe
individuali e transnazionali in concorrenza a livello europeo. Le sovvenzioni
di ricerca del Consiglio europeo della ricerca a favore della ricerca di frontiera
sono concesse unicamente in base al criterio dell'eccellenza
6.           La Commissione agisce come
garante dell'autonomia e dell'integrità del Consiglio europeo della ricerca e
assicura la corretta attuazione dei compiti a esso affidati.
La Commissione garantisce che l'attuazione delle
azioni del Consiglio europeo della ricerca avvenga conformemente ai principi di
cui al paragrafo 4 del presente articolo e alla strategia globale del consiglio
scientifico di cui all'articolo 7, paragrafo 2. 
Articolo 7 
Consiglio scientifico
1.           Il consiglio scientifico è
composto da ricercatori scientifici, ingegneri e studiosi di chiara fama e
dotati delle competenze necessarie, in modo da assicurare la diversità delle
aree di ricerca, che operano a titolo personale e in totale indipendenza.
I membri del consiglio scientifico sono nominati
dalla Commissione, a seguito di una procedura di designazione indipendente e
trasparente, concordata con il consiglio scientifico, che prevede tra l'altro
la consultazione della comunità scientifica e la trasmissione di una relazione
al Parlamento europeo e al Consiglio.
La durata del loro mandato è limitata a quattro
anni, rinnovabile una volta, in base a un sistema di rotazione che assicura la
continuità dei lavori del consiglio scientifico. 
2.           Il consiglio scientifico
stabilisce: 
(a)         
la strategia globale per il Consiglio europeo della
ricerca;
(b)         
il programma di lavoro per l'attuazione delle
attività del Consiglio europeo della ricerca; 
(c)         
i metodi e le procedure per le valutazioni inter
pares e la valutazione delle proposte, in base ai quali si selezionano le
proposte che saranno finanziate;
(d)         
la propria posizione su qualsiasi aspetto che, da
un punto di vista scientifico, possa rafforzare i risultati e l'impatto del
Consiglio europeo della ricerca e la qualità delle ricerche svolte;
(e)         
un codice di condotta che, tra l'altro, riguarda le
pratiche atte ad evitare il possibile insorgere di conflitti di interesse.
La Commissione si discosta dalle posizioni assunte
dal consiglio scientifico conformemente al primo comma, lettere (a), (c), (d),
e (e), soltanto qualora ritenga che le disposizioni della presente decisione non
siano state rispettate. In tal caso, la Commissione adotta misure destinate a
garantire la continuità dell'attuazione del programma specifico e delle
realizzazioni dei suoi obiettivi, evidenziando i punti di divergenza dalle
posizioni del consiglio scientifico e motivandoli adeguatamente.
3.           Il consiglio scientifico
delibera conformemente al mandato di cui all'allegato I, parte I, punto
1.1.
4.           Il consiglio scientifico
agisce esclusivamente ai fini del conseguimento degli obiettivi della parte del
programma specifico concernente l'obiettivo specifico "Rafforzare la base
scientifica europea nella ricerca di frontiera", secondo i principi di cui
all'articolo 6, paragrafo 4. Agisce con integrità e onestà e svolge i propri
compiti efficacemente e con la massima trasparenza possibile.
Articolo 8 
Struttura esecutiva specifica
1.           La struttura esecutiva
specifica è responsabile della gestione amministrativa e dell'esecuzione del
programma, come illustrato all'allegato I, parte I, punto 1.2 e sostiene il
consiglio scientifico nell'esercizio di tutte le sue funzioni. 
2.           La Commissione si assicura
che la struttura esecutiva specifica persegua in modo rigoroso, efficiente e
con la necessaria flessibilità esclusivamente gli obiettivi e le prescrizioni
del Consiglio europeo della ricerca. 
TITOLO III 
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 9 
Procedura di comitato
1.           La Commissione è assistita
da un comitato. Il comitato in questione è un comitato ai sensi del regolamento
(UE) n. 182/2011[16].
2.           Nei casi in cui è fatto
riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE)
n. 182/2011.
3.           Quando il parere del
comitato di cui al paragrafo 2 deve essere ottenuto mediante procedura scritta,
tale procedura si conclude senza esito se, entro il termine fissato per la
trasmissione del parere, il presidente del comitato decida in tal senso o la
maggioranza semplice dei membri del comitato lo richieda.
Articolo 10
Esercizio della delega
1.           Il potere conferito alla
Commissione di adottare atti delegati è soggetto alle condizioni di cui al
presente articolo.
2.           Il potere di adottare atti
delegati è conferito alla Commissione a tempo indeterminato, a partire dall'entrata
in vigore della presente decisione.
3.           La delega di potere può
essere revocata in qualsiasi momento dal Consiglio. La decisione di revoca pone
fine alla delega del potere ivi specificata. Gli effetti della decisione
decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata.
Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
4.           Non appena adotta un atto
delegato, la Commissione ne dà notifica al Consiglio.
5.           Un atto delegato entra in
vigore solo se il Consiglio non ha sollevato obiezioni entro il termine di due
mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza
di tale termine, il Consiglio ha informato la Commissione che non intende
sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del
Parlamento europeo o del Consiglio.
6.           Il Parlamento europeo è
informato dell'adozione degli atti delegati da parte della Commissione, di
qualsiasi obiezione mossa agli stessi o della revoca della delega di poteri da
parte del Consiglio.
Articolo 11
Abrogazione e disposizioni transitorie
1.           Le decisioni n. 2006/971/CE,
2006/972/CE, 2006/973/CE, 2006/974/CE e 2006/975/CE sono abrogate a
decorrere dal 1° gennaio 2014.
2.           Le azioni avviate nell'ambito
delle decisioni di cui al paragrafo 1 e gli obblighi finanziari connessi ad
azioni svolte nell'ambito di queste decisioni continueranno tuttavia ad essere
disciplinati da tali decisioni fino al loro completamento. Se necessario,
eventuali compiti rimanenti dei comitati istituiti dalle decisioni di cui al
paragrafo 1 sono eseguiti dal comitato di cui all'articolo 9 della presente
decisione.
3.           La dotazione finanziaria del
programma specifico può anche coprire le spese di assistenza tecnica ed
amministrativa necessarie per assicurare la transizione tra il programma
specifico e le misure contemplate dalle decisioni n. 2006/971/CE, 2006/972/CE,
2006/973/CE, 2006/974/CE e 2006/975/CE.
Articolo 12
Entrata in vigore
La presente decisione entra in vigore il terzo
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Articolo 13
La presente decisione è destinata agli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO I
Grandi linee delle attività
Elementi comuni per le azioni indirette
1.           Programmazione
1.1.        Considerazioni generali
Il regolamento (UE) n. XX/2012 (Orizzonte
2020) definisce una serie di principi al fine di promuovere un approccio
programmatico in cui le attività contribuiscono in modo strategico e integrato
alla realizzazione dei suoi obiettivi e al fine di garantire una forte
complementarità con altre politiche e programmi in tutta l'Unione.
Le azioni indirette di "Orizzonte 2020"
saranno attuate mediante le forme di finanziamento previste dal regolamento
finanziario, in particolare le sovvenzioni, i premi, gli appalti e gli
strumenti finanziari. Tutte le forme di finanziamento saranno utilizzate in
modo flessibile per tutti gli obiettivi sia generali sia specifici di "Orizzonte
2020", e la loro utilizzazione sarà stabilita in base alle esigenze e alle
specificità di ciascun obiettivo specifico. 
Particolare attenzione sarà prestata all'esigenza
di garantire un approccio ampio all'innovazione, che non si limiti allo
sviluppo di nuovi prodotti e servizi sulla scorta di scoperte scientifiche e
tecnologiche, ma includa anche aspetti quali l'uso di tecnologie esistenti in
applicazioni innovative, il miglioramento continuo, l'innovazione
non-tecnologica e sociale. Solo un approccio olistico all'innovazione può nel
contempo affrontare le sfide sociali e dare origine a nuove imprese e industrie
competitive.
Per le sfide della società e le tecnologie
abilitanti e industriali, si presterà particolare attenzione alle attività di
sostegno vicine agli utilizzatori finali e al mercato, come le attività di
dimostrazione, sperimentazione o di verifica teorica (proof-of-concept).
Ciò comprenderà anche, se del caso, attività a sostegno dell'innovazione
sociale e delle strategie sul fronte della domanda, come la
prestandardizzazione o gli appalti precommerciali, gli appalti per soluzioni
innovative, la normalizzazione e altre misure incentrate sugli utilizzatori per
contribuire ad accelerare l'introduzione e la diffusione di prodotti e servizi
innovativi sul mercato. Inoltre, per ciascuna delle sfide e delle tecnologie,
sarà lasciato un margine sufficiente agli approcci "dal basso verso l'alto"
e a meccanismi aperti, semplici e rapidi per offrire ai ricercatori, agli
imprenditori e alle imprese migliori in Europa la possibilità di proporre
soluzioni rivoluzionarie di loro scelta.
La definizione dettagliata delle priorità in
fase di attuazione del programma "Orizzonte 2020" comporterà un
approccio strategico alla programmazione della ricerca, avvalendosi di metodi
di governance strettamente allineati con gli sviluppi delle politiche,
pur superando i confini delle politiche settoriali tradizionali. Questo
approccio si baserà su prove, analisi e prospettive affidabili, in cui i
progressi vengono misurati sulla base di una serie di indicatori di prestazione
affidabili. Questo approccio trasversale alla programmazione e alla governance
garantirà un coordinamento efficace tra tutti gli obiettivi specifici di "Orizzonte
2020" e consentirà di affrontare le sfide intersettoriali, tra cui la
sostenibilità, i cambiamenti climatici o le scienze e le tecnologie marine.
La definizione delle priorità si baserà anche
su un'ampia serie di apporti e consulenze. Si ricorrerà, se del caso, a gruppi
di esperti indipendenti costituiti appositamente per fornire consulenze sull'attuazione
di "Orizzonte 2020" o di uno qualsiasi dei suoi obiettivi specifici.
Questi gruppi di esperti garantiranno un adeguato livello di competenze e di
conoscenze nei settori contemplati e una varietà di profili professionali,
anche nell'industria e nella partecipazione della società civile.
Nella fissazione delle priorità si potrà
tenere conto anche dei programmi strategici di ricerca delle piattaforme
tecnologiche europee o dei contributi provenienti dai partenariati europei per
l'innovazione. Se del caso, i partenariati pubblico-pubblico e pubblico-privato
sostenuti nell'ambito di "Orizzonte 2020" contribuiranno altresì a
promuovere il processo di fissazione delle priorità e l'attuazione, in linea
con le disposizioni di Orizzonte 2020. Un elemento fondamentale del processo di
fissazione delle priorità sono le interazioni regolari con gli utilizzatori
finali, i cittadini e le organizzazioni della società civile, che si avvalgono
di metodologie adeguate, quali le conferenze di consenso, le valutazioni
partecipative o il coinvolgimento diretto nei processi di ricerca e
innovazione.
Dato che "Orizzonte 2020" è un
programma che dura sette anni, il contesto economico, sociale e politico in cui
opererà può cambiare in modo significativo nel corso della sua durata. "Orizzonte
2020" deve essere in grado di adattarsi a questi cambiamenti, Nell'ambito
di ognuno degli obiettivi specifici, quindi, vi sarà la possibilità di
includere il sostegno a favore di attività non riprese nelle descrizioni qui di
seguito, ove ciò sia debitamente giustificato per far fronte ad importanti
sviluppi, esigenze politiche o eventi imprevisti. 
1.2.        Scienze sociali e umane
La ricerca nel settore delle scienze sociali e
umane sarà pienamente integrata in tutti gli obiettivi generali di Orizzonte
2020, offrendo in questo modo numerose opportunità per sostenere questo tipo di
ricerca attraverso il Consiglio europeo della ricerca, le azioni "Marie
Curie" o l'obiettivo specifico "Infrastrutture di ricerca".
Le scienze sociali e umane sono inoltre
integrate come elemento essenziale delle attività necessarie per affrontare le
sfide della società al fine di massimizzarne l'impatto. Le attività
comprendono: comprensione dei determinanti della salute e ottimizzazione dell'efficacia
dei sistemi sanitari, sostegno alle politiche di emancipazione delle zone
rurali e di promozione delle scelte informate dei cittadini, processo
decisionale affidabile in materia di politica energetica e per garantire une
rete elettrica europea che soddisfi le esigenze dei consumatori, politica dei
trasporti fondata su elementi di prova, sostegno alle strategie di mitigazione
delle conseguenze dei cambiamenti climatici e alle strategie di adattamento,
iniziative e misure all'insegna dell'efficienza delle risorse a favore di un'economia
"verde" e sostenibile.
Inoltre, l'obiettivo specifico "Società
inclusive, innovative e sicure" sosterrà la ricerca nel settore delle
scienze sociali e umane su questioni di natura orizzontale, come la crescita
intelligente e sostenibile, le trasformazioni sociali nelle società europee, l'innovazione
sociale, l'innovazione nel settore pubblico o la posizione dell'Europa come
protagonista mondiale.
1.3.        Piccole e medie imprese (PMI)
"Orizzonte
2020" incoraggia e favorisce la partecipazione, in modo integrato, delle
PMI a tutti gli obiettivi specifici.
Conformemente all'articolo 18 di "Orizzonte
2020", delle misure specifiche definite nell'ambito dell'obiettivo
specifico "Innovazione nelle PMI" (strumento riservato alle PMI),
saranno adottate ai fini dell'obiettivo specifico "Leadership nelle tecnologie
abilitanti e industriali" e nella parte III "Sfide per la società".
Questo approccio integrato dovrebbe portare a circa 15% il totale degli
stanziamenti combinati destinati alle PMI.
1.4.        Accesso al capitale di
rischio
"Orizzonte 2020" aiuterà le imprese
e altri tipi di organizzazioni ad accedere a prestiti, garanzie e capitali
propri mediante due strumenti finanziari. 
Il dispositivo di concessione dei debiti (Debt
facility) fornirà prestiti a singoli beneficiari per investimenti nel campo
della ricerca e dell'innovazione; garanzie a intermediari finanziari che
effettuano prestiti a beneficiari; combinazioni di prestiti e garanzie, e
garanzie o controgaranzie per meccanismi nazionali e regionali di finanziamento
del debito. Comprenderà una sezione PMI destinata alle PMI particolarmente
attive sul fronte della R&I con prestiti che integrano il sostegno
finanziario alle PMI che deriva dal meccanismo di garanzia dei prestiti del
programma per la competitività delle imprese e delle PMI.
Il dispositivo di concessione di equity (Equity
facility) fornirà capitale di rischio e/o capitale mezzanino a singole
imprese in fase di avviamento. Con questo strumento si potranno effettuare
investimenti nella fase di espansione e sviluppo in combinazione con la Equity
facility per la crescita nell'ambito del programma per la competitività
delle imprese e delle PMI, anche in fondi di fondi 
Questi strumenti saranno fondamentali per l'obiettivo
specifico "Accesso al capitale di rischio", ma potranno, se del caso,
essere utilizzati anche in tutti gli altri obiettivi specifici di "Orizzonte
2020".
La Equity facility e la sezione PMI
della Debt facility saranno attuati come elementi dei due strumenti finanziari
dell'Unione che forniscono equity e prestiti a favore della R&I e alla
crescita delle PMI, insieme alle Debt e Equity facility nell'ambito del
programma per la Competitività delle imprese e delle PMI.
1.5.        Comunicazione e diffusione
Un importante valore aggiunto della ricerca e
dell'innovazione finanziate a livello di Unione è la possibilità di diffondere
e comunicare i risultati su scala continentale per aumentarne l'incidenza. "Orizzonte
2020" prevede pertanto, nell'ambito di tutti i suoi obiettivi specifici,
un apposito aiuto alle azioni di diffusione (anche attraverso il libero accesso
ai risultati della ricerca), di comunicazione e di dialogo, con un forte
accento sulla comunicazione dei risultati agli utilizzatori finali, i
cittadini, le organizzazioni della società civile, l'industria e i responsabili
politici. A tal fine, "Orizzonte 2020" può utilizzare le reti
esistenti per il trasferimento di informazioni. Le attività di comunicazione
intraprese nell'ambito di Orizzonte 2020 mireranno inoltre a sensibilizzare i
cittadini sull'importanza della ricerca e dell'innovazione tramite
pubblicazioni, eventi, risorse di conoscenza esistenti, banche dati, siti
Internet o un utilizzo mirato dei media sociali. 
2.           Cooperazione internazionale
La cooperazione internazionale con partner di
paesi terzi è necessaria per affrontare efficacemente numerosi obiettivi
specifici definiti nel programma Orizzonte 2020, in particolare quelli relativi
alle politiche esterne e agli impegni internazionali dell'Unione. Ciò vale per
tutte le sfide sociali affrontate da Orizzonte 2020 che, per loro natura, sono
di portata globale. La cooperazione internazionale è inoltre essenziale per la
ricerca di base e di frontiera al fine di cogliere i vantaggi derivanti dai
nuovi orizzonti scientifici e tecnologici. La promozione della mobilità a
livello internazionale dei ricercatori e del personale che lavora nel settore
dell'innovazione è pertanto fondamentale per rafforzare questa cooperazione
globale. Le attività a livello internazionale sono altrettanto importanti per
rafforzare la competitività dell'industria europea promuovendo l'adozione e lo
scambio di tecnologie innovative, anche attraverso lo sviluppo di norme e
orientamenti sull'interoperabilità a livello mondiale e promuovendo l'accettazione
e la diffusione di soluzioni europee al di fuori dell'Europa. 
Le attività di cooperazione internazionale di
Orizzonte 2020 si incentreranno sulla cooperazione con tre grandi gruppi di
paesi: 
(1)                   
le economie industrializzate e emergenti;
(2)                   
i paesi candidati e i paesi vicini; e 
(3)                   
i paesi in via di sviluppo.
Se del caso, Orizzonte 2020 promuoverà la
cooperazione a livello regionale o multilaterale. La cooperazione
internazionale nella ricerca e l'innovazione è un aspetto fondamentale degli
impegni dell'Unione sul piano mondiale e ha un importante ruolo da svolgere nel
partenariato dell'Unione con i paesi in via di sviluppo, in particolare per
progredire verso il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio.
L'articolo 21 della decisione "Orizzonte
2020" definisce i principi generali della partecipazione delle
organizzazioni di paesi terzi e internazionali. Dato che in genere l'apertura
ai paesi terzi è ampiamente positiva per la ricerca e l'innovazione, Orizzonte
2020 continuerà ad applicare il principio di apertura generale, incoraggiando l'accesso
reciproco a programmi dei paesi terzi. In una serie di ambiti, tuttavia, può
essere opportuno un approccio più cauto per salvaguardare gli interessi
europei.
Inoltre, verranno attuate una serie di azioni
mirate secondo un approccio strategico alla cooperazione internazionale fondato
sull'interesse comune e il reciproco beneficio e promuovendo il coordinamento e
le sinergie con le attività degli Stati membri. Tra queste si annovera un
meccanismo di sostegno a favore degli inviti congiunti e la possibilità di
cofinanziamento di programmi eseguiti insieme a paesi terzi o organizzazioni
internazionali.
Esempi di settori in cui questa cooperazione
internazionale strategica può svilupparsi:
(a)                   
il proseguimento del partenariato Europa-paesi
in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP2) concernente studi clinici
su interventi medici contro l'HIV, la malaria e la tubercolosi;
(b)                   
sostegno sotto forma di un abbonamento annuale al
programma scientifico Frontiera umana (Human Science Frontier Programme
- HSFP) per consentire agli Stati membri dell'Unione che non fanno parte del G7
di beneficiare pienamente dei finanziamenti concessi da tale programma; 
(c)                   
il consorzio internazionale sulle malattie rare,
di cui fanno parte numerosi Stati membri dell'Unione europea e paesi terzi; l'obiettivo
di questa iniziativa è mettere a punto, entro il 2020, test diagnostici per la
maggior parte della malattie rare e 200 nuove terapie per malattie rare;
(d)                   
il sostegno alle attività del forum internazionale
per la bioeconomia fondata sulla conoscenza e della task-force Unione
europea/Stati Uniti per la ricerca nel settore delle biotecnologie, nonché
rapporti di collaborazione con organizzazioni internazionali e iniziative
pertinenti (come le alleanze mondiali di ricerca in materia di emissioni di gas
a effetto serra e sulla salute degli animali); 
(e)                   
contributo ai processi e alle iniziative
multilaterali, quali il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento
climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change IPCC), la
piattaforma intergovernativa sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (Platform
on Biodiversity and Ecosystem Services IPBES), e il gruppo di osservazione
della Terra (Group on Earth Observations GEO); 
(f)                     
i dialoghi sullo spazio tra l'Unione e gli
Stati Uniti d'America e la Russia, le due principali potenze spaziali, sono
estremamente utili e costituiscono la base per l'istituzione di una
cooperazione strategica sotto forma di partenariati in ambito spaziale, come la
Stazione spaziale internazionale o i lanciatori, e la collaborazione in progetti
di RST di punta in questo ambito. 
3.           Complementarità e azioni trasversali 
Orizzonte 2020 è strutturato intorno agli
obiettivi definiti per le sue tre parti principali: generare l'eccellenza
scientifica, creare una leadership industriale e affrontare le sfide per la
società. Particolare attenzione sarà prestata all'esigenza di garantire un
adeguato coordinamento tra queste parti e di valorizzare appieno le sinergie
tra tutti gli obiettivi specifici per massimizzarne l'impatto combinato sugli
obiettivi politici generali dell'Unione. Gli obiettivi di Orizzonte 2020
saranno pertanto affrontati ponendo un forte accento sulla ricerca di soluzioni
efficienti che vadano ben al di là di un approccio tradizionale basato
unicamente sulle discipline scientifiche e tecnologiche e i settori economici
tradizionali. 
Saranno promosse azioni trasversali tra la
parte I "Eccellenza scientifica", le sfide della società e le
tecnologie industriali e abilitanti per lo sviluppo congiunto di conoscenze
nuove, tecnologie emergenti e future, infrastrutture di ricerca e competenze
chiave. Si incentiverà inoltre un uso più diffuso delle infrastrutture di
ricerca nella società, ad esempio nei servizi pubblici, nella promozione della
scienza, nella sicurezza civile e la cultura. Inoltre, la fissazione delle
priorità nel corso dell'attuazione delle azioni dirette del Centro comune di
ricerca e delle attività dell'Istituto europeo di innovazione e tecnologia
(EIT) sarà adeguatamente coordinata con le altre parti di Orizzonte 2020. 
Inoltre, in molti casi, contribuire
efficacemente alla realizzazione degli obiettivi di "Europa 2020"
e dell'Unione dell'innovazione richiederà soluzioni di natura interdisciplinare
e che pertanto sono comuni a vari obiettivi specifici di Orizzonte 2020. Particolare
attenzione sarà prestata ad una ricerca e un'innovazione responsabili. La
questione di genere verrà affrontata in modo trasversale per correggere gli
squilibri tra donne e uomini e integrare una dimensione di genere nella
programmazione e nei contenuti della ricerca e dell'innovazione. Orizzonte 2020
contiene disposizioni specifiche volte a incentivare queste azioni trasversali,
anche mediante un raggruppamento efficiente degli stanziamenti di bilancio. Ciò
comporta anche, ad esempio, la possibilità, per le sfide della società e le
tecnologie industriali e abilitanti, di avvalersi delle disposizioni sugli
strumenti finanziari e dello strumento destinato alle PMI.
Un'azione trasversale sarà inoltre
indispensabile per incentivare le interazioni tra le "Sfide per la società"
e le "Tecnologie industriali e abilitanti" necessarie per conseguire
progressi tecnologici eccezionali. Queste interazioni possono essere sviluppate
nei settori seguenti: sanità on line, reti intelligenti, sistemi di trasporto
intelligenti, razionalizzazione delle azioni per il clima, nanomedicina,
materiali avanzati per veicoli leggeri o lo sviluppo di processi e prodotti
industriali di tipo biologico. Saranno pertanto incentivate forti sinergie tra
le sfide della società e lo sviluppo di tecnologie abilitanti e industriali
generiche. Ciò sarà esplicitamente preso in considerazione nell'elaborazione
delle strategie pluriennali e nella definizione di priorità per ciascuno di
questi obiettivi specifici. Le parti interessate che rappresentano le diverse
prospettive dovranno essere strettamente coinvolte nell'attuazione e, in molti
casi, saranno necessarie azioni destinate a raggruppare i finanziamenti
provenienti dalle tecnologie abilitanti e industriali e dalle sfide della
società. 
Particolare attenzione sarà inoltre rivolta al
coordinamento delle attività finanziate tramite Orizzonte 2020 con quelle
finanziate nel quadro di altri programmi di finanziamento dell'Unione, come la
politica agricola comune, la politica comune della pesca o il programma Erasmus
per tutti: il programma dell'Unione per istruzione, formazione, gioventù e
sport o il programma "Salute per la crescita". Ciò presuppone un'appropriata
articolazione con i Fondi della politica di coesione, in cui il sostegno allo
sviluppo di capacità per la ricerca e l'innovazione a livello regionale può
fungere da "scala di eccellenza", la creazione di centri regionali di
eccellenza può contribuire a colmare il divario dell'innovazione in Europa e il
sostegno a progetti di dimostrazione o progetti pilota su grande scale può
contribuire a realizzare l'obiettivo di acquisire la leadership industriale in
Europa.
4.           Istituzione di partenariati
Per conseguire una crescita sostenibile in
Europa, occorre ottimizzare il contributo dei soggetti pubblici e privati. Ciò
è essenziale per il consolidamento dello Spazio europeo della ricerca e per
portare avanti l'Unione dell'innovazione, l'Agenda digitale e altre iniziative
faro di Europa 2020. Inoltre, una ricerca e un'innovazione responsabili presuppongono
che si ottengano le migliori soluzioni dalle interazioni tra partner con
prospettive diverse ma interessi comuni.
Orizzonte 2020 prevede una portata e una serie
di criteri precisi per la costituzione di partenariati pubblico-pubblico e
pubblico-privato. I partenariati pubblico-privato possono basarsi su un accordo
contrattuale tra operatori pubblici e privati e possono essere, in alcuni casi,
partenariati pubblico-privato istituzionalizzati (come le iniziative
tecnologiche congiunte e altre imprese comuni).
I partenariati pubblico-pubblico e
pubblico-privato esistenti possono beneficiare dei finanziamenti di Orizzonte
2020, purché mirino ad obiettivi previsti da tale programma, ne soddisfino i
criteri e abbiano dimostrato di compiere progressi significativi nell'ambito
del Settimo programma quadro di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione
(7° PQ). 
Le iniziative ai sensi dell'articolo 185 del
trattato, che hanno beneficiato di finanziamenti nell'ambito del 6° PQ e/o del
7° PQ e possono fruire di un ulteriore sostegno a tali condizioni comprendono:
il partenariato Europa-paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP),
la domotica per categorie deboli (Ambient Assisted Living - AAL), il
programma comune di ricerca e sviluppo nel Mar Baltico (BONUS), Eurostars e il
programma europeo di ricerca metrologica. Un ulteriore sostegno può essere
fornito anche all'Alleanza europea per la ricerca nel settore dell'energia
(EERA), istituita nell'ambito del piano strategico per le tecnologie energetiche
(piano SET).
Le imprese comuni istituite nell'ambito del 7°
PQ, a norma dell'articolo 187 del trattato, che possono beneficiare di un
ulteriore sostegno alle suddette condizioni sono: l'Iniziativa sui medicinali
innovativi (IMI), Clean Sky, ricerca sulla gestione del traffico aereo
europeo nell'ambito del Cielo unico (Single European Sky ATM Research -
SESAR), Celle a combustibile e idrogeno (FCH), Sistemi informatici incorporati
(ARTEMIS) e nanoelettronica (ENIAC). Le ultime due imprese comuni possono essere
combinate in una singola iniziativa.
Altri partenariati pubblico-privato
sovvenzionati nell'ambito del 7° PQ che possono beneficiare di un sostegno
ulteriore alle suddette condizioni sono: Fabbriche del futuro, Edifici
efficienti sul piano energetico, Iniziativa europea per le auto "verdi",
Internet del futuro. Un sostegno ulteriore può essere concesso anche a tutte le
iniziative industriali europee (IIE), istituite nell'ambito del piano SET.
Nell'ambito di Orizzonte 2020 si potranno
varare altri partenariati pubblico-pubblico e pubblico-privato, a condizione
che soddisfino i criteri stabiliti. Si potrà trattare di partenariati in
materia di tecnologie dell'informazione e della comunicazione nei settori della
fotonica e della robotica, di industrie di trasformazione sostenibili, di
bioindustrie, di tecnologie della sicurezza per la sorveglianza delle frontiere
marittime.
Parte I 
Scienza eccellente
1.           Consiglio europeo della ricerca
Il Consiglio
europeo della ricerca (CER) promuoverà la ricerca di frontiera di livello
mondiale. La ricerca alla frontiera e oltre la frontiera delle conoscenze
attuali è di fondamentale importanza per il benessere economico e sociale; si
tratta di un'attività intrinsecamente rischiosa poiché esplora settori di
ricerca nuovi e estremamente impegnativi, caratterizzati dall'assenza di
barriere disciplinari.
Al fine di
incentivare progressi significativi alle frontiere della conoscenza, il CER
sosterrà équipe individuali affinché svolgano ricerche in qualsiasi settore
della ricerca scientifica e tecnologica di base che rientri nell'ambito di "Orizzonte
2020", compresa l'ingegneria e le scienze sociali e umane. Se del caso, si
potranno prendere in considerazione temi specifici di ricerca o gruppi di
ricercatori (ad esempio, ricercatori di nuova generazione/équipe emergenti), in
funzione degli obiettivi del CER e delle esigenze ai fini di un'adeguata
attuazione. Particolare importanza sarà attribuita alle aree di ricerca
emergenti e in rapida crescita alla frontiera delle conoscenze e all'interfaccia
tra discipline diverse.
Ricercatori
indipendenti di tutte le età, compresi i ricercatori all'inizio della loro
carriera che passano alla direzione indipendente di attività di ricerca, e di
tutti i paesi del mondo potranno beneficiare di un sostegno per svolgere le
loro ricerche in Europa.

L'approccio
adottato sarà "investigator-driven", ovvero ricerca avviata su
iniziativa dei ricercatori. Ciò significa che il CER finanzierà progetti
realizzati dai ricercatori su temi di loro scelta nel campo di applicazione
degli inviti a presentare proposte. Le proposte saranno valutate sulla base del
solo criterio dell'eccellenza accertata dalle "valutazioni inter pares",
tenendo conto dell'eccellenza nelle nuove équipe di ricercatori, nei
ricercatori di nuova generazione e nelle équipe consolidate e tributando una
particolare attenzione alle proposte estremamente pionieristiche e che
comportano rischi scientifici considerabili.
Il CER fungerà da organismo di finanziamento
basato sulla scienza composto da un consiglio scientifico indipendente
assistito da una speciale struttura esecutiva snella ed economica. 
Il consiglio scientifico del CER definirà una
strategia scientifica globale e avrà pieno potere sulle decisioni relative alle
tipologie di ricerca da finanziare. 
Il consiglio scientifico stabilirà il
programma di lavoro per raggiungere gli obiettivi del CER in base alla sua
strategia scientifica, come indicato di seguito. Adotterà le iniziative di
cooperazione internazionale necessarie in linea con la propria strategia
scientifica, tra cui attività esterne per accrescere la visibilità del CER per
i migliori ricercatori provenienti dal resto del mondo.
Il consiglio scientifico monitorerà
costantemente il funzionamento del CER e rifletterà sul modo migliore di
conseguire i suoi obiettivi generali. Metterà a punto la combinazione di misure
di sostegno del CER necessarie per soddisfare le esigenze emergenti.
Il CER mirerà all'eccellenza nelle sue
attività. Le spese amministrative e per il personale del CER (relative al
consiglio scientifico e alla struttura esecutiva specifica) corrisponderanno ad
una gestione snella ed efficace rispetto ai costi. Le spese amministrative
saranno mantenute al minimo, compatibilmente con l'obiettivo di assicurare le
risorse necessarie per un'attuazione di livello mondiale, al fine di
massimizzare i finanziamenti per la ricerca di frontiera. 
I premi del CER saranno attribuiti e le
sovvenzioni gestite secondo procedure semplici incentrate sull'eccellenza che
incoraggino le iniziative e associno flessibilità e responsabilità. Il CER
vaglierà costantemente nuove modalità per semplificare e migliorare le sue
procedure al fine di garantire che tali principi siano rispettati.
Data la particolare struttura e il ruolo del
CER in qualità di organismo di finanziamento fondato sulla scienza, l'attuazione
e la gestione delle attività del CER saranno oggetto di verifica e valutazione
permanenti con la piena partecipazione del consiglio scientifico che ne
verificherà le realizzazioni e adeguerà e perfezionerà le procedure e le
strutture in base all'esperienza maturata. 
1.1.        Il consiglio scientifico
Per svolgere i propri compiti, di cui all'articolo
7, il consiglio scientifico sarà tenuto a:
(1)          Strategia
scientifica:
–      definire una strategia globale per il CER, alla luce delle opportunità
scientifiche e delle esigenze della scienza europea;
–      garantire, su base permanente e conformemente alla strategia
scientifica, l'elaborazione del programma di lavoro e delle necessarie
modifiche, ivi compresi gli inviti a presentare proposte e i criteri e, se
necessario, la definizione di tematiche o di beneficiari specifici (ad esempio,
équipe giovani/emergenti);
(2)          Gestione
scientifica, controllo e controllo di qualità:
–      se del caso, da un punto di vista scientifico, stabilire le posizioni
sull'attuazione e la gestione degli inviti a presentare proposte, i criteri di
valutazione, le procedure di valutazione inter pares, compresa la selezione di
esperti, i metodi per le valutazioni inter pares e la valutazione delle
proposte, le modalità di attuazione e gli orientamenti necessari, in base ai
quali saranno selezionate le proposte da finanziare sotto la supervisione del
consiglio scientifico; nonché tutti gli aspetti che possono incidere sui
risultati e l'impatto delle attività del CER e la qualità delle ricerche
effettuate, ivi comprese le principali disposizioni della convenzione di
sovvenzione tipo del CER;
–      monitorare la qualità delle operazioni, valutare l'attuazione e i
risultati ottenuti e formulare raccomandazioni per azioni future o correttive.
(3)          Comunicazione
e diffusione:
–      assicurare la comunicazione con la comunità scientifica e le principali
parti interessate per le attività e le realizzazioni del CER;
–      riferire regolarmente alla Commissione sulle sue attività.
Il consiglio scientifico ha pieno potere sulle
decisioni relative alle tipologie di ricerca da finanziare ed è il garante
della qualità delle attività sotto il profilo scientifico.
Ove opportuno, il consiglio scientifico
consulta la comunità scientifica, tecnica e accademica.
I membri del consiglio scientifico ricevono
per i compiti svolti un compenso sotto forma di un onorario e, se del caso, di
un rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno.
Il presidente del CER risiederà a Bruxelles
per la durata dell'incarico e dedicherà la maggior parte del suo tempo[17] al CER. Sarà remunerato a un
livello commisurato al personale direttivo della Commissione.
Il consiglio scientifico elegge tra i suoi
membri tre vicepresidenti che assistono il presidente nei suoi compiti di
rappresentanza e nell'organizzazione del suo lavoro. Questi possono inoltre
detenere il titolo di vicepresidente del Consiglio europeo della ricerca.
Ai tre vicepresidenti sarà fornito un sostegno
per garantire un'adeguata assistenza amministrativa locale presso il proprio
istituto. 
1.2.        Struttura esecutiva specifica
La struttura esecutiva specifica sarà
responsabile di tutti gli aspetti dell'attuazione amministrativa e dell'esecuzione
del programma, come indicato nel programma di lavoro. In particolare, sarà suo
compito applicare le procedure di valutazione, le procedure di valutazione
inter pares e di selezione, conformemente alla strategia stabilita dal
consiglio scientifico e provvedere alla gestione finanziaria e scientifica
delle sovvenzioni. 
La struttura esecutiva specifica sosterrà il
consiglio scientifico nell'esercizio di tutte delle sue funzioni come indicato
sopra, garantirà l'accesso ai documenti e dati necessari in suo possesso, e
terrà il consiglio scientifico informato delle sue attività.
Al fine di assicurare un effettivo
collegamento con la struttura esecutiva specifica sulla strategia e le
questioni operative, la direzione del consiglio scientifico e il direttore
della struttura esecutiva specifica organizzeranno a periodicamente delle
riunioni di coordinamento. 
La gestione del CER sarà assicurata da
personale assunto a tal fine, inclusi, se necessario, funzionari delle
istituzioni dell'Unione, e coprirà solo le esigenze amministrative effettive,
onde assicurare la stabilità e la continuità necessarie per una amministrazione
efficace.
1.3.        Ruolo della Commissione
Nel quadro delle sue responsabilità, di cui
agli articoli 6, 7 e 8, la Commissione:
–              
garantirà la continuità e il rinnovo del consiglio
scientifico e il supporto ad un comitato permanente di identificazione
incaricato di individuare i futuri membri del consiglio scientifico;
–              
garantirà la continuità della struttura esecutiva
specifica e la delega a quest'ultima di compiti e responsabilità, tenendo conto
del parere del consiglio scientifico;
–              
designerà il direttore e il personale dirigente
della struttura esecutiva specifica, tenendo conto del parere del consiglio
scientifico;
–              
garantirà l'adozione in tempo utile del programma
di lavoro, delle posizioni sulla metodologia di attuazione e le necessarie
norme di attuazione come previsto dalle regole di presentazione del CER e dalla
convenzione di sovvenzione tipo del CER, tenendo conto delle posizioni del
consiglio scientifico;
–              
informerà regolarmente il comitato di programma sull'attuazione
delle attività del CER.
2.           Tecnologie future ed emergenti
Le attività concernenti le tecnologie future
ed emergenti (TEF) concretizzeranno varie logiche di intervento, dall'apertura
totale a diversi gradi di strutturazione di temi, comunità e finanziamenti;
tali attività si articoleranno in tre settori chiave:
2.1.        TEF aperte: Promuovere idee
innovative 
Il finanziamento di un'ampia gamma di progetti
di ricerca in collaborazione su scienze e tecnologie embrionali, visionarie e
ad alto rischio è indispensabile per sondare nuove fondamenta per delle
tecnologie future totalmente nuove. Adottando un approccio chiaramente non
tematico e non prescrittivo, questa attività consente di lavorare su idee
nuove, quando e ovunque emergano, all'interno di un'amplissima gamma di temi e
discipline. Per far progredire queste idee così fragili, occorre una strategia
di ricerca agile, audace e fortemente interdisciplinare, che vada al di là
della tecnologia in senso stretto. Attrarre e incentivare la partecipazione di
nuovi soggetti ad elevato potenziale nel campo della ricerca e dell'innovazione,
come i giovani ricercatori e le PMI high-tech, è fondamentale anche per la
nascita dei leader scientifici e industriali del futuro.
2.2.        TEF Proattive: contribuire
allo sviluppo di temi e di comunità emergenti 
Occorre lasciar maturare i settori e le
tematiche innovative, lavorando alla strutturazione delle comunità emergenti e
sostenendo la concezione e lo sviluppo di temi di ricerca trasformativa. I
principali vantaggi di questo approccio, nel contempo strutturante e
esplorativo, sono i settori innovativi emergenti che non possono ancora essere
inseriti nei programmi della ricerca industriale, e la creazione e la
strutturazione delle comunità di ricerca corrispondenti. Questo approccio
consente di passare dalle collaborazioni tra un numero ristretto di ricercatori
ad un insieme coerente di progetti che affrontano ciascuno aspetti diversi di
un tema di ricerca e si scambiano i risultati.
2.3.        Iniziative faro TEF:
affrontare grandi sfide interdisciplinari nel settore scientifico e tecnologico
Le iniziative di ricerca, all'interno di
questa sfida, sono guidate dalla curiosità scientifica (science driven),
su ampia scala e multidisciplinari e costruite attorno ad un obiettivo lungimirante
unificatore. Riguardano grandi sfide scientifiche e tecnologiche che richiedono
una cooperazione tra un'ampia gamma di discipline, comunità e programmi. I
progressi scientifici realizzati dovrebbero fornire una base solida e ampia per
l'innovazione tecnologica e la valorizzazione economica future, nonché nuovi
benefici per la società. La natura e entità globale fanno sì che esse possono
essere realizzate solo nell'ambito di uno sforzo sostenuto e federativo (di
durata dell'ordine di 10 anni). 
Le attività nell'ambito dei tre pilastri TEF
sono integrate da un'ampia gamma di attività di rete e basate sulle comunità
destinate a creare una base europea dinamica e fertile per la ricerca science-driven
a favore delle tecnologie future. Esse sosteranno i futuri sviluppi delle
attività TEF, incentiveranno il dibattito sulle implicazioni delle nuove
tecnologie e accelereranno gli impatti.
2.4.        Aspetti specifici dell'attuazione
Un comitato consultivo TEF apporterà i
contributi delle parti interessate sulla strategia scientifica globale,
compresa la definizione del programma di lavoro.
Le TEF continueranno a essere di tipo "science-led"
e fondate su un struttura esecutiva leggera ed efficiente. Saranno adottate
procedure amministrative semplificate per mantenere l'attenzione sull'eccellenza
nell'innovazione tecnologica trainata dalla scienza, incoraggiare le iniziative
e associare flessibilità e responsabilità. Si ricorrerà alle strategie più
appropriate per analizzare il paesaggio della ricerca delle TEF (ad esempio,
analisi del portafoglio) e coinvolgere delle comunità di soggetti interessati
(ad esempio, per le consultazioni). L'obiettivo sarà il miglioramento continuo
e la ricerca di nuove vie di semplificazione e miglioramento delle procedure al
fine di garantire il rispetto di queste principi. Saranno effettuate delle
valutazioni dell'efficacia e dell'impatto delle attività relative alle TEF, ad integrazione
di quelle realizzare a livello di programma.
Data la sua missione di promozione della
ricerca science driven nell'ambito delle tecnologie future, l'attività
TEF si prefigge di raggruppare operatori dei settori della scienza, della
tecnologia e dell'innovazione. Le TEF dovrebbero pertanto svolgere un ruolo
attivo e catalizzatore per incentivare nuove riflessioni, nuove pratiche e
nuove collaborazioni. 
Le FET-O raggruppano le attività per una
ricerca "dal basso verso l'alto" di idee nuove e promettenti. L'elevato
rischio associato a ciascuna di queste idee è bilanciato dall'esplorazione di
un gran numero di esse. Le principali caratteristiche di tali attività sono: l'efficienza
in termini di tempo e di risorse, il basso costo di opportunità per i
proponenti e la chiara apertura alle idee interdisciplinari e non
convenzionali. Dei meccanismi di presentazione agevoli, rapidi e sempre aperti
cercheranno di attirare idee di ricerca nuove e promettenti ad alto rischio e
comprenderanno formule per nuovi attori dell'innovazione a forte potenziale,
come i giovani ricercatori e le PMI high tech. Saranno integrati da
attività volte a incentivare attivamente le riflessioni creative e non
convenzionali. 
TEF Proattive: questa attività dà luogo
regolarmente a inviti su varie tematiche innovative ad alto rischio ed elevato
potenziale, finanziate ad un livello che consente di selezionare vari progetti.
Questi progetti saranno finanziati mediante azioni miranti a costituire delle
comunità che promuovono attività quali eventi congiunti, sviluppo di nuovi
programmi didattici e programmi di ricerca. La selezione delle tematiche
prenderà in considerazione l'eccellenza nella ricerca science driven a
favore di tecnologie future, le potenzialità per la costituzione di una massa
critica e l'impatto sulla scienza e la tecnologia. 
Saranno attuate una serie di iniziative
specifiche su larga scala (iniziative faro TEF). Esse si baseranno su
partenariati che permettono la combinazione di contributi dell'Unione,
nazionali e privati, con una governance equilibrata che consente ai
responsabili dei programmi di esercitare un'adeguata influenza e di godere di
un elevato grado di autonomia e di flessibilità nell'attuazione; ciò permetterà
all'iniziativa faro di seguire da vicino un programma di ricerca che ha
ottenuto un ampio sostegno. La selezione terrà conto dell'obiettivo
unificatore, dell'impatto, dell'integrazione dei soggetti interessati e delle
risorse nell'ambito di un programma di ricerca coerente, del sostegno delle
parti interessate e dei programmi di ricerca nazionali e regionali.
3.           Azioni Marie Curie
3.1.        Promuovere nuove competenze
grazie ad un'eccezionale formazione iniziale dei ricercatori 
L'Europa ha bisogno di una base di risorse
umane forte e creativa, mobile tra paesi e settori, con la giusta combinazione
di capacità di innovare e di trasformare le conoscenze e le idee in prodotti e
servizi a vantaggio dell'economia e della società.
Questo obiettivo sarà conseguito in
particolare strutturando e rafforzando l'eccellenza in una parte importante
della formazione iniziale di elevata qualità dei ricercatori all'inizio della
carriera e dei dottorandi in tutti gli Stati membri e nei paesi associati.
Dotando i ricercatori all'inizio della carriera di una varietà di competenze
che consentirà loro di affrontare le sfide attuali e future, la futura
generazione di ricercatori beneficerà di prospettive di carriera migliori, sia
nel settore privato che pubblico; nel contempo ne risulterà rafforzata anche l'attrattiva
di queste carriere presso i giovani. 
L'azione sarà attuata sostenendo dei programmi
di formazione alla ricerca selezionati in modo concorrenziale nell'Unione e
attuati da partenariati di università, istituti di ricerca, imprese, PMI e
altri soggetti socioeconomici di diversi paesi europei ed extraeuropei. Saranno
finanziati anche alcuni singoli istituti in grado di offrire lo stesso ambiente
stimolante. Per soddisfare le diverse esigenze dovrà essere garantita una certa
flessibilità nell'attuazione degli obiettivi. Normalmente i partenariati
migliori assumeranno la forma di reti di formazione alla ricerca o dottorati
industriali, mentre i singoli istituti parteciperanno a programmi di dottorato
innovativi. In questo contesto, è previsto un sostegno per i migliori
ricercatori all'inizio della carriera di qualsiasi paese affinché possano
partecipare a questi programmi di eccellenza.
Questi programmi di formazione riguarderanno
lo sviluppo e l'ampliamento di competenze di base, dotando nel contempo i
ricercatori di creatività, di una prospettiva imprenditoriale e di capacità di
innovazione che soddisferanno le future esigenze del mercato del lavoro. I
programmi offriranno inoltre una formazione per le competenze trasferibili come
il lavoro di équipe, l'assunzione di rischi, la gestione del progetto, la
standardizzazione, l'imprenditorialità, l'etica, i diritti di proprietà
intellettuale, la comunicazione e la divulgazione che sono essenziali per la
produzione, lo sviluppo, la commercializzazione e la diffusione dell'innovazione.

3.2.        Sviluppare l'eccellenza
attraverso la mobilità transfrontaliera e intersettoriale
L'Europa deve essere interessante per i
migliori ricercatori, europee ed extraeuropee. A tal fine occorrerà in
particolare finanziare opportunità professionali interessanti per ricercatori
esperti nel settore pubblico e privato, incoraggiandoli a muoversi tra paesi,
settori e discipline al fine di rafforzare il loro potenziale creativo e di
innovazione. 
Si finanzieranno i ricercatori esperti
migliori o più promettenti, indipendentemente dalla loro nazionalità, che
desiderino sviluppare le loro competenze grazie ad un'esperienza di mobilità
transnazionale o internazionale. I ricercatori possono beneficiare di un
sostegno in tutte le varie fasi della loro carriera, anche le fasi iniziali,
subito dopo il loro diploma di dottorato o un'esperienza equivalente. Questi
ricercatori beneficeranno di finanziamenti a condizione che si trasferiscano da
un paese all'altro per ampliare o approfondire le loro competenze presso
università, istituti di ricerca, imprese, PMI e altri soggetti socioeconomici
di loro scelta, lavorando a progetti di ricerca e innovazione adatti alle loro
esigenze e ai loro interessi personali. Essi saranno inoltre incoraggiati a
passare dal settore pubblico a quello privato o viceversa grazie al
finanziamento di distacchi temporanei. Per migliorare il trasferimento di
conoscenze tra i settori e incoraggiare la creazione di nuove imprese saranno
finanziati anche posti di lavori a tempo parziale che consentiranno di detenere
posizioni "miste" nel settore pubblico e privato. Queste opportunità "su
misura" aiuteranno i ricercatori promettenti a diventare completamente
indipendenti e agevoleranno il loro passaggio tra il settore pubblico e quello
privato.
Per sfruttare pienamente il potenziale
esistente dei ricercatori, sono previsti finanziamenti anche per i ricercatori
che intendono riavviare la propria carriera nel settore della ricerca dopo un
periodo di interruzione.
3.3.        Promuovere l'innovazione
attraverso l'arricchimento reciproco delle conoscenze 
Le sfide per la società stanno diventando
sempre più globali e le collaborazioni transfrontaliere e intersettoriali sono
indispensabili per affrontarle adeguatamente. La condivisione di conoscenze e
di idee dalla ricerca al mercato è pertanto essenziale e può essere realizzata
solo mettendo in contatto le persone. Questa condivisione sarà favorita dal
sostegno destinato a scambi flessibili tra settori, paesi e discipline di
personale altamente qualificato del settore della ricerca e dell'innovazione.
I finanziamenti europei sosterranno gli scambi
a breve termine di personale del settore della ricerca e dell'innovazione nell'ambito
di partenariati di università, istituti di ricerca, imprese, PMI e altri
soggetti socioeconomici in Europa, nonché tra Europa e i paesi terzi, per
rafforzare la cooperazione internazionale. Potrà beneficiare di questi aiuti
tutto il personale di ricerca e innovazione di qualsiasi livello, dai più
giovani (post-laurea) ai più esperti (direttori di ricerca), compreso il
personale amministrativo e tecnico. 
3.4.        Rafforzare l'impatto
strutturale mediante il cofinanziamento di attività
L'impatto numerico e strutturale delle azioni
Marie Curie aumenterà con la promozione di programmi regionali, nazionali o
internazionali per favorire l'eccellenza e diffondere le migliori pratiche
delle azioni Marie Curie in termini di possibilità di mobilità a livello
europeo per la formazione di ricercatori, lo sviluppo delle carriere e lo
scambio di personale. Ciò rafforzerà anche l'attrattività dei centri di
eccellenza in tutta Europa.
Questo obiettivo sarà realizzato mediante il
cofinanziamento di programmi nuovi o esistenti a livello regionale, nazionale,
privato e internazionale per dare accesso alla formazione internazionale,
intersettoriale e interdisciplinare alla ricerca, e grazie alla mobilità
transfrontaliera e intersettoriale del personale di ricerca e innovazione in
tutte le fasi della carriera.
Ciò consentirà di sfruttare le sinergie tra le
azioni dell'Unione e quelle a livello regionale e nazionale, lottando contro la
frammentazione in termini di obiettivi, metodi di valutazione e condizioni di
lavoro dei ricercatori.
3.5.        Sostegno specifico e azioni
strategiche 
Per rispondere adeguatamente a questa sfida
sarà essenziale monitorare i progressi compiuti. Il programma sosterrà lo
sviluppo di indicatori e l'analisi di dati relativi alla mobilità, alle
competenze e all'evoluzione delle carriere dei ricercatori, al fine di
individuare le lacune esistenti nella azioni Marie Curie e accrescere l'impatto
di queste azioni. Queste attività saranno svolte privilegiando le sinergie e
uno stretto coordinamento con azioni a sostegno della politica riguardanti i
ricercatori, i loro datori di lavoro e finanziatori, realizzate nell'ambito del
tema "Società inclusive, innovative e sicure". Saranno finanziate
azioni specifiche per sostenere le iniziative di sensibilizzazione sull'importanza
della carriera di ricercatore e per diffondere i risultati della ricerca e dell'innovazione
risultanti dai lavori finanziati dalle azioni Marie Curie.
Per aumentare ulteriormente l'impatto delle azioni
Marie Curie, le attività di rete tra ricercatori Marie Curie (attuali e
passati) saranno rafforzate dalla predisposizione di servizi per i vecchi
beneficiari di queste azioni. Questi spazieranno dal sostegno ad un forum per
contatti e scambi tra ricercatori, che consentirà loro di esaminare le
possibilità di collaborazione e di lavoro, all'organizzazione di eventi
congiunti e al coinvolgimento dei borsisti in attività divulgative come
ambasciatori per le azioni Marie Curie e per lo Spazio europeo della ricerca.
3.6.        Aspetti specifici dell'attuazione
Le azioni Marie Curie saranno aperte alle
attività di formazione e sviluppo della carriera in tutti i settori della
ricerca e dell'innovazione cui fa riferimento il trattato, dalla ricerca di
base fino ai servizi relativi alla penetrazione nel mercato e all'innovazione.
I settori di ricerca e innovazione e le tematiche saranno scelti liberamente
dai candidati.
A beneficiare della base di conoscenze a
livello mondiale, le attività "Marie Curie" sarà aperto ai
ricercatori e l'innovazione personale, nonché alle università, istituti di
ricerca, imprese ed altri soggetti socioeconomici da tutti i paesi, compresi i
paesi terzi alle condizioni definiti nelle modalità di partecipazione di cui al
regolamento (UE) n. XX/2012.
In tutte le attività descritte sopra, si
presterà particolare attenzione a promuovere una forte partecipazione delle
imprese, in particolare le PMI, nonché di altri attori socioeconomici per
garantire un'attuazione e un impatto appropriati delle azioni "Marie Curie".
In tutte le azioni Marie Curie viene promossa una collaborazione a lungo
termine tra il settore dell'istruzione superiore, le organizzazioni di ricerca
e il settore privato, tenendo conto della protezione dei diritti di proprietà
intellettuale. 
In caso di esigenze specifiche è prevista la
possibilità di focalizzare l'attenzione su talune attività nell'ambito del
programma riguardanti specifiche sfide per la società, tipologie di istituti di
ricerca e innovazione, o località geografiche in modo da tenere conto dell'evoluzione
delle esigenze europee in termini di qualifiche, formazione alla ricerca,
sviluppo delle carriere e condivisione delle conoscenze.
Per garantire l'apertura a tutte le fonti di
talento, saranno applicate misure generali destinate a superare eventuali
distorsioni nell'accesso alle sovvenzioni, tra cui la promozione delle pari
opportunità in tutte le azioni Marie Curie e le valutazioni comparative della
partecipazione per genere. Inoltre, le azioni Marie Curie aiuteranno i
ricercatori a costruirsi una carriera più stabile, a trovare un equilibrio
adeguato tra vita professionale e vita privata, in funzione della loro
situazione familiare, e contribuiranno ad agevolare il riavvio della carriera
di ricercatore dopo un periodo di interruzione. I principi della Carta europea
dei ricercatori e del Codice di condotta per l'assunzione dei ricercatori che
promuovono procedure di assunzione aperte e condizioni di lavoro attraenti
dovranno essere approvati e applicati da tutti i partecipanti che beneficiano
di un finanziamento. 
Per rafforzare ulteriormente la diffusione e l'impegno
del pubblico, i beneficiari delle azioni Marie Curie dovranno pianificare
adeguate attività di sensibilizzazione del pubblico. Tale piano sarà esaminato
nel corso del processo di valutazione nonché durante il follow-up dei progetti.
4.           Infrastrutture di ricerca
Le attività mireranno a sviluppare le
infrastrutture di ricerca europee per il 2020 e oltre, a favorire il loro
potenziale d'innovazione e il loro capitale umano e a rafforzare la politica
europea. Si perseguirà il coordinamento con le fonti di finanziamento ai fini
della coesione per assicurare le sinergie e un approccio coerente per lo
sviluppo delle infrastrutture di ricerca. 
4.1.        Sviluppare le infrastrutture
di ricerca europee per il 2020 e oltre
4.1.1.     Lo sviluppo di infrastrutture
di ricerca di livello mondiale[18]

Lo scopo è garantire l'attuazione, la
sostenibilità a lungo termine e l'utilizzo efficiente delle infrastrutture di
ricerca individuate dal Forum strategico europeo sulle infrastrutture di
ricerca (ESFRI) e di altre infrastrutture di ricerca di livello mondiale, che
aiuteranno l'Europa a rispondere alle grandi sfide nel campo della scienza,
dell'industria e della società. Questo obiettivo riguarderà specificamente le
infrastrutture che mettono a punto o hanno già predisposto la loro governance,
ad esempio sulla base del consorzio europeo delle infrastrutture di ricerca
(ERIC) o di una struttura equivalente a livello europeo o internazionale. 
Il finanziamento dell'Unione contribuirà, a
seconda dei casi: 
(a)                   
alla fase preparatoria delle future
infrastrutture (ad esempio piani di costruzione dettagliati, dispositivi
giuridici, programmazione pluriennale); 
(b)                   
alla fase di attuazione (ad esempio lavori
di R&S e di ingegneria in collaborazione con l'industria e gli utenti, lo
sviluppo di strutture partner regionali destinate a garantire un maggiore
equilibrio nello sviluppo dello Spazio europeo della ricerca); e/o 
(c)                   
alla fase operativa (ad esempio, accesso,
trattamento di dati, divulgazione, formazione e attività di cooperazione
internazionale). 
Questa attività sosterrà inoltre studi
progettuali di nuove infrastrutture di ricerca con un approccio ascendente.

4.1.2.     Integrazione e apertura delle
infrastrutture di ricerca nazionali esistenti di interesse paneuropeo 
L'obiettivo è aprire le principali
infrastrutture nazionali di ricerca a tutti i ricercatori europei, sia del
mondo accademico che e dell'industria, e di garantirne l'uso ottimale e lo
sviluppo congiunto. 
L'Unione sosterrà le reti che riuniscono ed
integrano, a livello europeo, le principali infrastrutture di ricerca
nazionali. Verranno concessi finanziamenti per sostenere, in particolare, l'accesso
virtuale transnazionale di ricercatori e l'armonizzazione e il miglioramento
dei servizi forniti dalle infrastrutture. Circa un centinaio di reti di
infrastrutture in tutti i campi della scienza e della tecnologia
richiederebbero tale sostegno, e fino a ventimila ricercatori l'anno
beneficerebbero dell'accesso a queste installazioni.
4.1.3.     Sviluppo, diffusione e
funzionamento delle infrastrutture elettroniche basate sulle TIC[19]
L'obiettivo è conseguire entro il 2020 uno
spazio europeo unico e aperto per la ricerca on line in cui i ricercatori beneficino
di servizi di rete e informatici all'avanguardia, "ubiquitari" e
affidabili, e un accesso aperto e senza soluzione di continuità agli ambienti
scientifici on line e alle risorse di dati mondiali.
Per conseguire questo obiettivo, beneficeranno
di un sostegno: le reti mondiali di ricerca e istruzione che offrono, su
richiesta, servizi avanzati, standardizzati e scalabili plurisettoriali;
infrastrutture di rete e infrastrutture "cloud" con capacità
virtualmente illimitata per il calcolo e l'elaborazione dei dati; un ecosistema
di strutture di supercalcolo, nell'intento di arrivare alla scala exa; una
infrastruttura software e di servizi, ad esempio per la simulazione e la
visualizzazione; strumenti di collaborazione in tempo reale; un'infrastruttura
di dati scientifici interoperabile, aperta e di fiducia. 
4.2.        Promuovere il potenziale di
innovazione e il capitale umano delle infrastrutture di ricerca
4.2.1.     Sfruttare il potenziale di
innovazione delle infrastrutture di ricerca
L'obiettivo è incentivare l'innovazione sia
nelle infrastrutture stesse che presso i fornitori e gli utilizzatori. 
A tal fine, si
sosteranno: 
(a)                   
i partenariati R&S con l'industria per
sviluppare le capacità dell'Unione e l'approvvigionamento industriale nei
settori high-tech quali la strumentazione scientifica o le TIC; 
(b)                   
gli appalti precommerciali da parte degli operatori
di infrastrutture di ricerca al fine di promuovere l'innovazione e fungere da
pionieri nell'utilizzo delle tecnologie; 
(c)                   
la promozione dell'utilizzo di infrastrutture di
ricerca da parte dell'industria, per esempio impianti di prova sperimentali o
centri di conoscenza; e 
(d)                   
l'incentivazione dell'integrazione delle
infrastrutture di ricerca in ecosistemi dell'innovazione locali, regionali e
mondiali. 
Le azioni dell'Unione eserciteranno un effetto
leva anche sull'utilizzo delle infrastrutture di ricerca, in particolare le
infrastrutture on line, quelle destinate ai servizi pubblici, all'innovazione
sociale, alla cultura e all'istruzione. 
4.2.2.     Rafforzare il capitale umano
delle infrastrutture di ricerca
La complessità delle infrastrutture di ricerca
e la piena valorizzazione del loro potenziale presuppongono che i loro gestori,
tecnici e ingegneri, nonché i loro utilizzatori, possiedano competenze
adeguate.
L'Unione sosterrà la formazione del personale
che gestisce e utilizza le infrastrutture di ricerca di interesse paneuropeo,
lo scambio di personale e di migliori pratiche tra gli impianti e l'adeguata
presenza di risorse umane in discipline fondamentali, favorendo tra l'altro la
definizione di programmi di studi specifici. 
4.3.        Rafforzamento della politica
europea in materia di infrastrutture di ricerca e della cooperazione
internazionale
4.3.1.     Rafforzare la politica europea
per le infrastrutture di ricerca
Si mira a valorizzare le sinergie tra le
iniziative nazionali e dell'Unione, istituendo partenariati tra i responsabili
delle politiche e gli organismi di finanziamento (ad esempio, l'ESFRI, il
gruppo di riflessione sulle e-infrastrutture, (e-IRG), gli organismi dell'EIROforum
e le autorità pubbliche nazionali), a sviluppare complementarità e cooperazione
tra le infrastrutture di ricerca e le attività che attuano altre politiche dell'Unione
(ad esempio le politiche regionale, di coesione, industriale, sanitaria, sull'occupazione
e di sviluppo), e ad assicurare il coordinamento tra le diverse fonti di
finanziamento dell'Unione. Le azioni dell'Unione sosterranno inoltre il
censimento, il monitoraggio e la valutazione delle infrastrutture di ricerca a
livello dell'Unione, nonché gli studi strategici pertinenti e le attività di
comunicazione.
4.3.2.     Facilitare la cooperazione
internazionale strategica
L'obiettivo è agevolare lo sviluppo di
infrastrutture di ricerca di livello mondiale, ossia infrastrutture che
richiedono finanziamenti e accordi di livello mondiale. Si intende
altresì facilitare la cooperazione delle infrastrutture di ricerca europee con
le rispettive controparti non europee, garantendone l'interoperabilità e la
portata mondiali, e favorire accordi internazionali sull'uso reciproco, l'apertura
o il cofinanziamento di infrastrutture. Al riguardo si terranno in debito conto
le raccomandazioni del gruppo Carnegie di alti funzionari sulle infrastrutture
di ricerca mondiali. Si farà in modo inoltre di assicurare l'adeguata
partecipazione dell'Unione europea al coordinamento con organismi
internazionali quali l'ONU e l'OCSE. 
4.4.        Aspetti specifici dell'attuazione
Nel corso dell'attuazione, saranno consultati
gruppi di esperti indipendenti, nonché vari soggetti interessati e organi
consultivi, come l'ESFRI e l'e-IRG. 
L'attuazione seguirà una strategia che si
articola su tre livelli: dal basso verso l'alto quando il contenuto esatto e la
tipologia del partenariato dei progetti non sono noti; mirata quando le
infrastrutture di ricerca specifiche e/o le comunità destinatarie sono ben
definite; destinata a beneficiari specifici, per esempio quando un contributo
ai costi operativi è concesso a (un consorzio) di gestori di infrastrutture.
Gli obiettivi alle due ultime attività saranno
perseguiti attraverso le loro azioni specifiche e, se del caso, attraverso le
azioni nell'ambito della prima attività.
Parte II
Leadership industriale
1.           Leadership nel settore delle tecnologie
abilitanti e industriali
Considerazioni generali
La padronanza e la diffusione adeguate delle
tecnologie abilitanti da parte delle imprese europee sono fondamentali per
rafforzare la produttività e la capacità di innovazione europee, per fare dell'Europa
un'economia avanzata, competitiva e sostenibile, leader a livello mondiale nei
settori high tech e per dotarla della capacità di sviluppare soluzioni
straordinarie per far fronte alle sfide per la società. Le attività di
innovazione saranno associate alla R&S, e faranno parte integrante del
finanziamento.
Un
approccio integrato per le tecnologie abilitanti fondamentali 
Una componente
importante dell'obiettivo "Leadership nelle tecnologie abilitanti e
industriali" sono le tecnologie abilitanti essenziali (KET - Key
Enabling Technologies), tra cui la micro e la nanoelettronica, la fotonica,
le nanotecnologie, le biotecnologie, i materiali avanzati e i sistemi di
fabbricazione avanzata[20].
Molti prodotti innovativi integrano varie di queste tecnologie
contemporaneamente, in un elemento unico o in più elementi. Ogni singola
tecnologia offre innovazione tecnologica, ma il beneficio cumulativo dell'associazione
di più tecnologie abilitanti può determinare anche veri e propri progressi
tecnologici. Lo sfruttamento di tecnologie abilitanti fondamentali trasversali
rafforzerà la competitività e l'impatto dei prodotti. Saranno pertanto
sfruttate le innumerevoli interazioni di queste tecnologie. Si garantirà un
sostegno specifico a linee pilota su ampia scala e a progetti di dimostrazione.

Ciò
comprenderà attività trasversali che riuniscono ed integrano varie singole
tecnologie per giungere alla convalida di tecnologie in un ambiente industriale
in un sistema completo e certificato, pronto per il mercato. Una forte
partecipazione del settore privato a tali attività sarà un prerequisito e l'attuazione
avverrà perlopiù nell'ambito di partenariati pubblico-privato. Mediante una
struttura specifica di governance sarà messo a punto un programma di
lavoro comune concernente attività trasversali nel settore delle attività
abilitanti fondamentali. Visti le esigenze del mercato e gli imperativi legati
alle sfide della società, mirerà a fornire elementi di base di queste
tecnologie destinati a vari settori di applicazione, anche in relazione alle
sfide per la società. 
Aspetti
specifici dell'attuazione
Le attività di innovazione comprenderanno l'integrazione
di singole tecnologie; dimostrazioni delle capacità di fabbricare e fornire
prodotti e servizi innovativi; progetti pilota utilizzatore/cliente volti a
dimostrare la fattibilità e il valore aggiunto; progetti di dimostrazione su
larga scala per facilitare l'adozione da parte del mercato dei risultati della
ricerca.
Varie singole tecnologie saranno integrate,
sfociando in una convalida tecnologica, in ambiente industriale, per giungere
ad un sistema completo e certificato pronto per l'immissione sul mercato. Una
forte partecipazione del settore privato a tali attività è un prerequisito e l'attuazione
avverrà perlopiù nell'ambito di partenariati pubblico-privato.
Le azioni sul fronte della domanda
rafforzeranno la spinta tecnologica delle iniziative di ricerca e innovazione.
Si tratterà di utilizzare in modo ottimale gli appalti pubblici di prodotti
innovativi, di elaborare adeguate norme tecniche; di suscitare la domanda del
settore privato e incoraggiare gli utilizzatori a creare mercati più propizi
all'innovazione.
Per le nanotecnologie e le biotecnologie in
particolare, le azioni presso le parti interessate e il grande pubblico
mireranno a sensibilizzarli sui vantaggi e i rischi. Si affronteranno
sistematicamente le questioni legate all'analisi di sicurezza e alla gestione
dei rischi complessivi associati all'introduzione di tali tecnologie.
Queste attività integreranno il sostegno a
favore della ricerca e dell'innovazione nel settore delle tecnologie abilitanti
che può essere apportato da autorità nazionali o regionali nell'ambito dei
fondi della politica di coesione, nel quadro di strategie di specializzazione
intelligente.
Saranno intraprese iniziative di cooperazione
internazionale in settori di interesse e vantaggio reciproci con i principali
paesi partner. Gli aspetti elencati qui di seguito sono particolarmente
interessanti per le tecnologie abilitanti e industriali, anche se l'elenco non
è esaustivo:
–              
l'elaborazione di norme mondiali;
–              
l'eliminazione delle strozzature nella
valorizzazione industriale e le condizioni commerciali;
–              
la sicurezza dei prodotti basati sulle
nanotecnologie e le biotecnologie;
–              
lo sviluppo di materiali e metodi per ridurre il
consumo di energia e di risorse;
–              
le iniziative internazionali in collaborazione
guidate dall'industria nel settore manifatturiero; e
–              
l'interoperabilità dei sistemi.
1.1.        Tecnologie dell'informazione
e della comunicazione (TIC)
Una serie di linee di attività si
incentreranno sulle sfide legate alla leadership industriale e tecnologica
nel settore delle TIC e riguarderanno programmi generici di ricerca e
innovazione nelle TIC, tra cui in particolare: 
1.1.1.     Una nuova generazione di
componenti e sistemi: ingegneria di componenti e sistemi integrati avanzati e
intelligenti 
L'obiettivo è mantenere e rafforzare la
leadership europea nelle tecnologie legate ai sistemi e componenti integrati
avanzati e intelligenti. Queste tecnologie comprendono anche i sistemi
micro-nano-bio, l'elettronica organica, l'integrazione su ampie superfici (large
area integration), le tecnologie di base per l'internet degli oggetti[21], in particolare le piattaforme
a sostegno della predisposizione di servizi avanzati, i sistemi intelligenti
integrati, i sistemi di sistemi e l'ingegneria dei sistemi complessi.
1.1.2.     Calcolo di prossima
generazione: tecnologie e sistemi informatici avanzati 
L'obiettivo è incentivare la creazione di
attivi europei nell'architettura dei processori e dei sistemi, le tecnologie di
interconnessione e di localizzazione dei dati, il cloud computing, il
calcolo parallelo (parallel computing) e i software di simulazione per
tutti i segmenti di mercato del calcolo.
1.1.3.     Internet del futuro:
infrastrutture, tecnologie e servizi 
L'obiettivo è rafforzare la competitività dell'industria
europea nello sviluppo, la conoscenza e l'orientamento di internet della
prossima generazione, che sostituirà progressivamente la rete attuale, le reti
fisse e mobili e le infrastrutture di servizio, e consentire l'interconnessione
di miliardi di dispositivi (Internet degli oggetti) mediante molteplici
operatori e attraverso molti settori; ciò modificherà il nostro modo di
comunicare, di accedere alle conoscenze e utilizzarle. Ciò comporta lavori di
R&I sulle reti, i software e i servizi, la sicurezza informatica, la
privacy e la fiducia, le comunicazioni senza fili[22] e tutte le reti ottiche, i
servizi multimediali interattivi a immersione e le imprese collegate del
futuro. 
1.1.4.     Tecnologie di contenuto e
gestione dell'informazione: le TIC a servizio dei contenuti digitali e della creatività

L'obiettivo è fornire ai professionisti e ai
cittadini nuovi strumenti per creare, sfruttare e conservare tutte le forme di
contenuti digitali in qualsiasi lingua e per modellizzare, analizzare e
visualizzare ingenti quantità di dati, compresi i dati collegati. Si tratta di
nuove tecnologie per le lingue, l'apprendimento, l'interazione, la
conservazione digitale, l'accesso ai contenuti e le tecniche di analisi;
sistemi intelligenti di gestione dell'informazione basati sull'estrazione
avanzata di dati, l'apprendimento automatico, le analisi statistiche e le
tecnologie informatiche visive.
1.1.5.     Interfacce avanzate e robot:
robotica e spazi intelligenti 
L'obiettivo è rafforzare la leadership
scientifica e industriale europea nella robotica industriale e di servizio, i
sistemi cognitivi, le interfacce avanzate, gli spazi intelligenti e le macchine
sensibili, fondandosi sul miglioramento delle prestazioni di calcolo e delle
reti e sui progressi nella capacità di creare sistemi in grado di apprendere,
adeguarsi e reagire. 
1.1.6.     Micro e nanoelettronica e
fotonica
L'obiettivo è sfruttare l'eccellenza dell'Europa
in questa tecnologia abilitante fondamentale e sostenere la competitività e la
leadership commerciale della sua industria. Le attività comprenderanno anche la
ricerca e l'innovazione in materia di progettazione, i processi avanzati, le
linee pilota di fabbricazione, le tecnologie di produzione collegate e le
azioni di dimostrazione destinate a convalidare gli sviluppi tecnologici e i
modelli aziendali innovativi. 
Queste sei grandi linee di attività dovrebbero
coprire l'insieme delle esigenze, ossia la leadership industriale nel settore
delle soluzioni, dei prodotti e dei servizi generici basati sulle TIC necessari
per affrontare le principali sfide per la società, nonché i programmi di
ricerca e innovazione nel campo delle TIC orientati sulle applicazioni che
saranno sostenuti congiuntamente alla sfida per la società pertinente. 
Ciascuna delle sei grandi linee di attività
comprende inoltre infrastrutture di ricerca specifica sulle TIC, come i "Living
Labs" per la sperimentazione su larga scala e le infrastrutture
di base per le tecnologie abilitanti fondamentali e la loro integrazione in
prodotti avanzati e in sistemi intelligenti avanzati, che comprendono
apparecchiature, strumenti, servizi di sostegno, clean room e accesso a
fonderie per la messa a punto di prototipi. 
1.2.        Nanotecnologie
1.2.1.     Sviluppo di nanomateriali,
nanodispositivi e nanosistemi della prossima generazione 
Sviluppo e integrazione di conoscenze alla
frontiera tra discipline scientifiche diverse, destinati a prodotti
radicalmente nuovi che aprono la strada a soluzioni sostenibili in un'ampia
gamma di settori. 
1.2.2.     Garantire lo sviluppo e l'applicazione
sicuri delle nanotecnologie
Migliorare le conoscenze scientifiche sui
potenziali impatti sanitari e ambientali, in vista di una governance
proattiva e scientificamente fondata delle nanotecnologie e mettere a disposizione
strumenti e piattaforme scientifici convalidati per la valutazione e la
gestione dei pericoli, delle esposizioni e dei rischi lungo tutto il ciclo di
vita dei nanomateriali e nanosistemi.
1.2.3.     Promuovere la dimensione
sociale delle nanotecnologie
Valutare le esigenze di infrastrutture umane e
fisiche per la diffusione delle nanotecnologie, incentrandosi sulla governance
delle nanotecnologie a beneficio della società.
1.2.4.     Sintesi e fabbricazione
efficaci dei nanomateriali, dei loro componenti e dei loro sistemi 
Incentrarsi su nuove operazioni unitarie
flessibili, scalabili e ripetibili, l'integrazione intelligente dei processi
nuovi e esistenti, nonché l'ampliamento di scala per passare ad una produzione
di massa e a impianti polivalenti, al fine di garantire l'adeguata conversione
delle conoscenze in innovazione industriale.
1.2.5.     Mettere a punto tecniche,
metodi di misurazione e apparecchiature che consentano di rafforzare le
capacità
Concentrandosi sulle tecnologie di supporto,
sostenere lo sviluppo e l'immissione sul mercato di nanomateriali e nanosistemi
complessi, ivi comprese la caratterizzazione e la manipolazione della materia
su scala nanometrica, la modellizzazione, la progettazione su computer e l'ingegneria
avanzata a livello atomico. 
1.3.        Materiali avanzati
1.3.1      Tecnologie trasversali e
abilitanti in materia di materiali 
Ricerca sui materiali funzionali e
multifunzionali come i materiali autoriparibili o i materiali biocompatibili e
strutturali, in vista di innovazioni in tutti i settori industriali, in
particolare i mercati di elevato valore. 
1.3.2.     Sviluppo e trasformazione di
materiali 
Ricerca e sviluppo per un ampliamento di scala
efficiente e sostenibile al fine di consentire la fabbricazione industriale di
prodotti futuri, ad esempio nell'industria chimica o dei metalli.
1.3.3.     Gestione dei componenti dei
materiali 
Ricerca e sviluppo di tecniche e sistemi nuovi
e innovativi nel settore del montaggio, dell'adesione, della separazione, dell'assemblaggio,
dell'autoassemblaggio e del disassemblaggio, della decomposizione e dello
smantellamento. 
1.3.4.     Materiali per un'industria
sostenibile 
Sviluppo di prodotti e applicazioni nuovi e di
comportamenti dei consumatori che riducano la domanda di energia e facilitino
la produzione a basse emissioni di carbonio, nonché l'intensificazione dei
processi, il riciclaggio, il disinquinamento e i materiali ad elevato valore
aggiunto provenienti dai residui e dalla ricostruzione.
1.3.5.     Materiali per le industrie
creative 
Progettazione e sviluppo di tecnologie
convergenti al fine di creare nuove opportunità commerciali, inclusa la
conservazione dei materiali europei di valore storico o culturale.
1.3.6.     Metrologia, caratterizzazione,
normalizzazione e controllo di qualità 
Promozione delle tecnologie quali la
caratterizzazione, la valutazione non distruttiva e la modellizzazione di tipo
predittivo delle prestazioni per consentire progressi nella scienza e nell'ingegneria
dei materiali. 
1.3.7.     Ottimizzazione dell'impiego di
materiali 
Ricerca e sviluppo per la ricerca di soluzioni
alternative all'utilizzo di alcuni materiali e lo studio di approcci innovativi
in materia di modelli aziendali.
1.4.        Biotecnologie
1.4.1.     Promuovere le biotecnologie di
punta come futuro motore di innovazione 
L'obiettivo è creare le condizioni che
consentano all'industria europea di restare in prima linea nell'innovazione,
anche a medio e lungo termine. Queste attività comprendono lo sviluppo di
strumenti emergenti come la biologia sintetica, la bioinformatica, la biologia
dei sistemi e la valorizzazione della convergenza con altre tecnologie
abilitanti, come le nanotecnologie (ad es. le bionanotecnologie) e le TIC (ad
es. la bioelettronica). Questi temi e altri settori di punta richiedono misure
appropriate in termini di ricerca e sviluppo per incentivare il trasferimento e
l'attuazione adeguati in nuove applicazioni (sistemi di somministrazione di
farmaci, biosensori, biochip ecc.).
1.4.2.     Processi industriali fondati
sulle biotecnologie 
L'obiettivo è duplice: da un lato, consentire
all'industria europea (ad esempio chimica, sanità, industria mineraria,
energia, cellulosa e carta, tessile, amido, trasformazione dei prodotti
alimentari) di mettere a punto nuovi prodotti e processi che soddisfino nel
contempo esigenze industriali e della società; alternative competitive e
perfezionate basate sulle biotecnologie per sostituire prodotti esistenti; dall'altro,
sfruttare il potenziale delle biotecnologie per individuare, monitorare,
prevenire e eliminare l'inquinamento. Comprende attività di R&I sulle vie
enzimatiche e metaboliche, la concezione di bioprocessi, la fermentazione
avanzata, la trasformazione a monte e a valle, nonché una migliore conoscenza
della dinamica delle comunità microbiche. Comprenderà altresì lo sviluppo di
prototipi per valutare la fattibilità a livello tecnoeconomico dei prodotti e
processi sviluppati.
1.4.3.     Tecnologie di piattaforma
innovative e competitive 
L'obiettivo è sviluppare tecnologie di
piattaforma (per esempio genomica, metagenomica, proteomica, strumenti
molecolari) che consentano di acquisire la leadership e vantaggi competitivi in
numerosi settori economici. Comporta aspetti, come il sostegno allo sviluppo di
biorisorse con proprietà e applicazioni ottimizzate al di là dei prodotti di
sostituzione alternativi; i mezzi per l'esplorazione, la comprensione e lo
sfruttamento in modo sostenibile della biodiversità terrestre e marina ai fini
di applicazioni innovative; e il sostegno allo sviluppo di soluzioni basate
sulle biotecnologie nel campo delle cure sanitarie (ad esempio dispositivi
diagnostici, biologici e biomedici).
1.5.        Fabbricazione e
trasformazione avanzate 
1.5.1.     Tecnologie per le fabbriche
del futuro 
Promuovere una crescita industriale
sostenibile, agevolando un passaggio strategico, in Europa, dalla produzione
basata sui costi ad un approccio basato sulla creazione di un elevato valore
aggiunto. A tal fine occorre affrontare la sfida di produrre di più consumando
meno materiali, meno energia, meno rifiuti e meno inquinamento. L'accento sarà
posto sullo sviluppo e l'integrazione dei sistemi di produzione adattativi del
futuro, con un'attenzione particolare alle esigenze delle PMI europee, al fine
di istituire sistemi e processi di fabbricazione avanzati e sostenibili. 
1.5.2.     Tecnologie a favore degli
edifici efficienti sul piano energetico 
Ridurre il consumo di energia e le emissioni
di CO2 mediante lo sviluppo e la diffusione di tecnologie di
costruzione sostenibili, attuazione e ripetizione di misure a favore di un
maggior utilizzo di sistemi e materiali efficienti sotto il profilo energetico
negli edifici nuovi, rinnovati e ristrutturati. Le considerazioni sul ciclo di
vita e la crescente importanza dei concetti del tipo design-build-operate
(progettazione-costruzione-gestione) saranno fondamentali per affrontare la
sfida di una transizione verso edifici a consumo energetico prossimo allo zero
in Europa entro il 2020 e la creazione di quartieri efficienti sotto il profilo
energetico grazie al coinvolgimento di tutte le parti interessate. 
1.5.3.     Tecnologie sostenibili e a
basse emissioni di carbonio nelle industrie di trasformazione a elevata
intensità energetica 
Aumentare la competitività delle industrie di
trasformazione, come quella chimica, della cellulosa e della carta, del vetro,
dei metalli non ferrosi e dell'acciaio migliorando radicalmente l'efficienza
delle risorse e l'efficienza energetica e riducendo l'impatto ambientale di
queste attività industriali. L'accento sarà posto sullo sviluppo e la convalida
di tecnologie abilitanti per sostanze, materiali e soluzioni tecnologiche
innovative per prodotti a basse emissioni di carbonio e processi e servizi a
minore intensità di energia lungo la catena di valore, nonché sull'adozione di
tecnologie e tecniche di produzione a bassissime emissioni di carbonio per
conseguire determinate riduzioni dell'intensità delle emissioni di gas serra. 
1.5.4.     Modelli aziendali nuovi e
sostenibili 
La cooperazione intersettoriale su concetti e
metodologie per la produzione specializzata "basata sulle conoscenze",
può stimolare la creatività e l'innovazione con particolare accento su modelli
aziendali nell'ambito di approcci personalizzati, in grado di adattarsi alle
esigenze delle catene del valore e delle reti globalizzate, della continua evoluzione
dei mercati e delle industrie emergenti e future.
1.6.        Spazio
1.6.1.     Garantire la competitività, l'autonomia
e l'innovazione europee nelle attività spaziali 
L'obiettivo è mantenere un ruolo guida a
livello mondiale nel settore dello spazio, salvaguardando e sviluppando un'industria
e una comunità di ricerca competitive e promuovendo l'innovazione in questo
settore.
1.6.1.1.  Preservare un'industria e una
comunità di ricerca competitive nel settore dello spazio 
L'Europa svolge un ruolo guida nella ricerca
spaziale e nello sviluppo delle tecnologie spaziali, e ha messo a punto le
proprie infrastrutture spaziali (ad es. Galileo). L'industria europea è
diventata di fatto un esportatore di satelliti di elevata qualità. Tuttavia,
importanti sfide legate a questa posizione sono il carattere frammentario dei
mercati europei e degli istituti di ricerca, la concorrenza di grandi potenze
spaziali che beneficiano di mercati interni di notevoli dimensioni, gli
investimenti sistematicamente limitati nella ricerca e, nello sviluppo
tecnologico spaziale e nella costituzione di capacità in Europa. Lo sviluppo di
una base di ricerca garantendo la continuità dei programmi di ricerca spaziale,
per esempio mediante una serie di progetti di dimostrazione nello spazio di
dimensioni più ridotte e più frequenti. Ciò consentirà all'Europa di sviluppare
la sua base industriale e la comunità di RST spaziale, contribuendo in tal modo
alla sua autonomia dalle importazioni di tecnologie essenziali.
1.6.1.2.  Catalizzare l'innovazione tra
il settore spaziale e quello non spaziale
Nelle tecnologie spaziali emerge una serie di
sfide parallelamente alle sfide "terrestri", per esempio nei settori
dell'energia, delle telecomunicazioni, dell'esplorazione delle risorse
naturali, della robotica, della sicurezza, della ricerca e della sanità. Questi
aspetti comuni offrono opportunità per il rapido co-sviluppo, in particolare da
parte delle PMI, di tecnologie utili per entrambi i settori, che potrebbero concretizzarsi
in innovazioni di punta più rapidamente di quanto avverrebbe nell'ambito di
spin-off in una fase successiva. Lo sfruttamento delle infrastrutture spaziali
europee esistenti dovrebbe essere incentivato promuovendo lo sviluppo di
prodotti e servizi innovativi basati sul telerilevamento e la
geolocalizzazione. L'Europa dovrebbe inoltre rafforzare lo sviluppo di un
settore imprenditoriale spaziale nascente mediante misure adeguatamente mirate.
1.6.2.     Consentire progressi nell'ambito
delle tecnologie spaziali 
L'obiettivo è garantire la capacità di
accedere allo spazio e sfruttare i sistemi spaziali a beneficio della società
europea nei prossimi decenni.
La capacità di avere accesso allo spazio e di
mantenere e far funzionare i sistemi spaziali europei o internazionali in
orbita terrestre e al di là, è fondamentale per il futuro della società
europea. Le capacità necessarie richiedono investimenti continui in numerose
tecnologie spaziali (ad esempio dispositivi di lancio, satelliti, robotica,
strumenti e sensori) e in concetti operativi dalle idee iniziali alla
dimostrazione nello spazio. L'Europa è attualmente una delle tre grandi potenze
spaziali, ma rispetto al livello degli investimenti nella R&S spaziale
degli Stati Uniti d'America (ad esempio, circa il 20% del bilancio totale della
NASA), il livello europeo degli investimenti nelle tecnologie spaziali future è
insufficiente (meno del 10% del totale delle spese spaziali) e deve essere
rafforzato lungo l'intera catena: 
(a)                   
ricerca tecnologica di base, che spesso si fonda in
larga misura sulle tecnologie abilitanti fondamentali, con un potenziale di
generare tecnologie di punta con applicazioni terrestri; 
(b)                   
miglioramento delle tecnologie esistenti, ad
esempio attraverso la miniaturizzazione, una maggiore efficienza energetica e
una maggiore sensibilità dei sensori;
(c)                   
dimostrazione e convalida di tecnologie e concetti
nuovi nello spazio e in ambienti terrestri analoghi;
(d)                   
contesto della missione, ad esempio, l'analisi dell'ambiente
spaziale, le stazioni terrestri, la protezione dei sistemi spaziali dai
frammenti di collisione e dalle eruzioni solari (conoscenza della situazione in
ambito spaziale - SSA), promozione di un'infrastruttura innovativa per l'archiviazione
di dati e campioni;
(e)                   
tecnologie avanzate di navigazione e
telerilevamento, per la ricerca sui sistemi spaziali dell'Unione indispensabile
per le future generazioni (ad es. Galileo). 
1.6.3.     Permettere la valorizzazione
dei dati spaziali 
L'obiettivo è garantire una maggiore
utilizzazione dei dati spaziali provenienti da missioni in corso o future nei
settori scientifico, pubblico e commerciale.
I sistemi spaziali producono informazioni che
spesso non possono essere acquisite in nessun altro modo. Nonostante l'ottimo
livello delle missioni europee, le cifre relative alle pubblicazioni dimostrano
che i dati provenienti dalle missioni europee vengono utilizzati meno dei dati
ottenuti nel corso delle missioni americane. La valorizzazione dei dati potrebbe
essere considerevolmente rafforzata con un'azione concertata di coordinamento e
organizzazione per il trattamento, la convalida e la standardizzazione dei dati
spaziali rilevati da missioni europee. Le innovazioni in materia di
acquisizione e di trattamento di dati, fusione e diffusione dei dati, e di
utilizzo di forme di collaborazione fondate sulle TIC possono garantire un
utile più elevato sul capitale investito nell'infrastruttura spaziale. La
calibrazione e la convalida di dati spaziali (per singoli strumenti, tra
strumenti e missioni e per oggetti in situ) sono un elemento essenziale per l'uso
adeguato dei dati spaziali in tutti i settori, ma sono state ostacolate dall'assenza
di organismi o istituti a livello di Unione responsabili la standardizzazione
dei dati e dei quadro di riferimento di origine spaziale. L'accesso ai dati e
la valorizzazione delle missioni spaziali è una questione che richiede un
coordinamento a livello mondiale. Per i dati dell'osservazione terrestre,
approcci armonizzati e buone pratiche sono stati in parte realizzati in
coordinamento con il gruppo sull'osservazione della Terra (organizzazione
intergovernativa), destinato a sostenere una rete mondiale dei sistemi di
osservazione della Terra, di cui l'Unione fa parte.
1.6.4.     Promuovere la ricerca europea
per sostenere partenariati internazionali nel settore dello spazio
L'obiettivo è sostenere il contributo della
ricerca e dell'innovazione europee a lungo termine a favore di partenariati
internazionali a lungo termine nel settore dello spazio.
Anche se le informazioni spaziali apportano
considerevoli vantaggi a livello locale, le imprese spaziali sono di natura
essenzialmente globale. Ciò è particolarmente evidente nel caso delle minacce
cosmiche per i sistemi terrestri e spaziali. Si stima che la perdita di
satelliti dovuta alle condizioni climatiche e ai detriti spaziali è dell'ordine
di 100 milioni di euro l'anno. Rivestono carattere mondiale anche le attività
come la Stazione spaziale internazionale (ISS), realizzata e gestita da Europa,
Stati Uniti, Canada, Giappone e Russia, e le attività concernenti la robotica
spaziale e l'esplorazione spaziale. Lo sviluppo di tecnologie spaziali di punta
avviene sempre più nell'ambito di quadri internazionali, rendendo l'accesso a
questi progetti internazionali un importante fattore di successo per i
ricercatori e l'industria europei. Il contributo dell'Unione a tali attività
spaziali a livello mondiale deve essere definito in tabelle di marcia
strategiche a lungo termine (10 anni o più), in linea con le priorità della
politica spaziale dell'Unione, e in coordinamento con i partner europei come l'ESA;
con i partner internazionali, come COSPAR e UNOOSA; e con le agenzie spaziali
di paesi con tecnologia spaziale, quali la NASA e la ROSCOSMOS. 
1.6.5.     Aspetti specifici dell'attuazione
Le priorità di attuazione della ricerca e dell'innovazione
spaziali all'Orizzonte 2020 sono in linea con le priorità della politica
spaziale dell'Unione, definite dai Consigli sullo spazio e dalla comunicazione "Verso
una strategia spaziale dell'Unione europea al servizio dei cittadini"[23]. Le modalità di esecuzione
saranno definite in consultazione con le parti interessate dell'industria
spaziale europea, le PMI, le università e gli istituti tecnologici,
rappresentati dal gruppo consultivo per il settore spaziale e partner
importanti come l'Agenzia spaziale europea e le agenzie spaziali nazionali. Per
quanto riguarda la partecipazione ad imprese internazionali, il programma di
ricerca e innovazione sarà definito in collaborazione con partner
internazionali (ad esempio la NASA, ROSCOSMOS, JAXA). 
2.           Accesso al capitale di rischio
Nell'ambito di Orizzonte 2020 saranno
istituiti due strumenti ("'Equity facility'" e "Debt facility")
composti da varie sezioni. L'Equity facility e la sezione PMI della Debt
facility saranno attuate in quanto parte di due strumenti finanziari dell'UE
miranti a fornire capitale proprio e credito a sostegno della crescita e delle
attività di R&I delle PMI
Questi due dispositivi possono, se del caso,
consentire la condivisione delle risorse finanziarie con gli Stati membri che
intendono dedicare parte dei fondi strutturali a loro assegnati, conformemente
all'articolo 31, paragrafo 1, lettera a), del regolamento del Consiglio sui
fondi strutturali. 
Invece di fornire prestiti, garanzie o
partecipazioni, ecc., direttamente ai beneficiari finali, la Commissione
incaricherà delle istituzioni finanziarie a fornire un sostegno attraverso, in
particolare, la ripartizione dei rischi, i sistemi di garanzia e investimenti
equity e quasi-equity.
2.1.        Debt facility (dispositivo
per la concessione di crediti) 
Questo dispositivo concederà crediti a singoli
beneficiari per investimenti nella R&I; garanzie a intermediari finanziari
che effettuano prestiti a beneficiari; combinazioni di prestiti e garanzie; e
garanzie e/o controgaranzie per sistemi di credito-finanziamento nazionali o
regionali. La Debt facility avvierà attività di rafforzamento della maturità e
sosterrà lo strumento destinato alle PMI (vedi parte II, sezione 3 del presente
allegato "Innovazione nelle PMI"). Gli apporti dalla Debt facility possono
essere combinati, con l'eventuale aggiunta di sovvenzioni (anche forfettarie),
con apporti della "Equity facility" (dispositivo per l'acquisizione
di equity) in uno o più meccanismi integrati. È possibile ricorrere anche a
prestiti a tasso agevolato e a prestiti convertibili.
Oltre a fornire prestiti e garanzie sulla base
del principio del mercato e del "primo arrivato, primo servito", la
Debt facility mirerà, in una serie di compartimenti, a politiche e settori specifici.
I contributi di bilancio riservati a questo scopo possono provenire da:
(a)                   
altre parti di "Orizzonte 2020",
segnatamente la parte intitolata "Sfide per la società";
(b)                   
altri contesti, programmi e linee di bilancio nel
bilancio dell'Unione; 
(c)                   
regioni specifiche e Stati membri che desiderano contribuire
con risorse provenienti dai fondi della politica di coesione; 
(d)                   
organismi o iniziative specifici (ad esempio,
Eureka o Iniziative tecnologiche congiunte).
Questi contributi possono essere apportati o
integrati in qualsiasi momento durante il corso di Orizzonte 2020.
La condivisione del rischio e altri parametri
possono variare nei compartimenti politici o settoriali, purché i loro valori o
stati siano conformi alle regoli comuni applicabili alla Debt facility. I
compartimenti possono avere inoltre strategie specifiche di comunicazione nell'ambito
della campagna promozionale globale per questo dispositivo. Inoltre, qualora
siano necessarie competenze specifiche per valutare eventuali prestiti in un
determinato compartimento, ci si può avvalere di intermediari specializzati a
livello nazionale.
La sezione PMI della Debt facility è destinata
alle PMI orientate alla R&I e alle imprese di dimensioni medie con prestiti
di un importo superiore a 150 000 euro, ad integrazione del sostegno
finanziario alle PMI derivante dal meccanismo di garanzia dei prestiti del
programma per la competitività delle imprese e delle PMI. 
L'effetto leva della Debt facility —
definito come il finanziamento totale (ossia il finanziamento dell'Unione più
il contributo delle altre istituzioni finanziarie) diviso per il contributo
finanziario dell'Unione — dovrebbe situarsi in media tra 1,5 a 6.5, a seconda
del tipo di operazioni interessate (livello di rischio, beneficiari finali, e
la Debt facility di cui trattasi). L'effetto moltiplicatore — definito come il
totale degli investimenti effettuati dai beneficiari del sostegno diviso per il
contributo finanziario dell'Unione, dovrebbe situarsi tra 5 e 20,
anche in questo caso a seconda del tipo di operazioni interessate.
2.2.        Equity facility (Dispositivo
per l'acquisizione di equity) 
L'Equity facility riguarda in
particolare i capitali di rischio nella fase iniziale e fornisce capitale di
rischio e/o capitale mezzanino a singole imprese. Queste imprese possono,
inoltre, ottenere finanziamenti sotto forma di cessione di crediti da parte di
intermediari finanziari che attuano la Debt facility.
Questo dispositivo potrà inoltre permettere
degli investimenti nella fase di espansione e di crescita, insieme alla Equity
facility per la crescita nell'ambito del programma per la competitività
delle imprese e delle PMI (anche in fondi di fondi con un'ampia base di
investitori tra cui investitori istituzionali e strategici nonché istituzioni
finanziarie nazionali pubbliche e semipubbliche. In tal caso, l'investimento
dalla Equity facility di Orizzonte 2020 non può superare 20% dell'investimento
totale dell'UE, se non nel caso di fondi in più fasi in cui il finanziamento
dalla Equity facility per la RSI darà concesso su una base
proporzionale, in funzione della politica di investimento dei fondi in
questione. Come la Equity facility per la crescita, la Equity facility
eviterà il capitale di sostituzione destinato allo smantellamento di un impresa
acquisita. La Commissione può decidere di modificare la soglia del 20% in
funzione dell'evoluzione delle condizioni di mercato.
I parametri di investimento saranno fissati in
modo che gli obiettivi strategici specifici, ivi compreso l'orientamento su
particolari gruppi di beneficiari potenziali, possano essere conseguiti
continuando a garantire l'orientamento al mercato e l'approccio basato sulla
domanda di questo strumento.
L'Equity facility può beneficiare di
contributi di bilancio da altre parti di Orizzonte 2020; altri quadri,
programmi e linee di bilancio dell'Unione; regioni specifiche e Stati membri; e
organismi o iniziative specifici.
L'effetto leva della Equity facility —
definito come il finanziamento totale (ossia il finanziamento dell'Unione più
il contributo delle altre istituzioni finanziarie) diviso per il contributo
finanziario dell'Unione — dovrebbe situarsi attorno a 6, in funzione delle
specificità del mercato, con un effetto moltiplicatore previsto (definito come
il totale degli investimenti realizzati dai beneficiari diviso per il
contributo finanziario dell'Unione) pari in media a 18.
2.3.        Aspetti specifici dell'attuazione
L'attuazione dei due dispositivi sarà delegata
al gruppo bancario europeo per gli investimenti (BEI e FEI) e/o ad altre
istituzioni finanziarie cui potrebbe essere affidata l'attuazione di strumenti
finanziari, in conformità con il regolamento finanziario. La loro concezione e
attuazione saranno conformi alle disposizioni generali per gli strumenti
finanziari stabilite dal regolamento finanziario e ai requisiti operativi più
specifici che dovranno essere fissati negli orientamenti della Commissione. 
I loro elementi possono essere combinati, con
l'eventuale aggiunta di sovvenzioni (comprese somme forfettarie), in uno o più
meccanismi integrati a sostegno di determinate categorie di beneficiari o di
progetti ad hoc, come le PMI o le imprese di dimensione intermedia con
potenziale di crescita, o ai fini della dimostrazione su larga scala di
tecnologie innovative.
La loro attuazione sarà coadiuvata da una
serie di misure di accompagnamento, tra cui si annovera, l'assistenza tecnica
per gli intermediari finanziari coinvolti nella valutazione dell'ammissibilità
delle domande di prestito o del valore del capitale di conoscenze; meccanismi
di preparazione agli investimenti che comprendono azioni di incubazione,
tutorato e mentoring di PMI, promuovendo la loro interazione con i potenziali
investitori; misure di sensibilizzazione delle imprese di capitale di rischio e
dei business angel circa il potenziale di crescita delle PMI innovative
coinvolte in programmi di finanziamento dell'Unione; meccanismi per incentivare
gli investitori privati a sostenere la crescita di PMI innovative e di medie
dimensioni (mid-caps); meccanismi per incoraggiare le fondazioni
filantropiche e gli individui a sostenere le attività di R&I; e meccanismi
per promuovere gli investimenti delle imprese nel capitale di rischio e
incoraggiare le attività di gruppi di famiglia (family offices) e di
business angel.
La complementarità sarà garantita da
dispositivi del programma per la competitività delle imprese e delle PMI. 
3.           Innovazione nelle PMI
3.1.        Razionalizzazione del
sostegno alle PMI 
Nell'ambito di "Orizzonte 2020" le
PMI beneficeranno di sostegno. A tal fine uno strumento riservato alle PMI è
destinato a tutti i tipi di PMI innovative intenzionate a svilupparsi, crescere
e internazionalizzarsi. Lo strumento sarà disponibile per tutti i tipi di
innovazione, anche quella non tecnologica o riguardante i servizi. L'obiettivo
è contribuire a colmare le lacune del finanziamento nelle fasi iniziali di
ricerca e innovazione ad alto rischio, stimolare innovazioni rivoluzionarie e
incrementare la commercializzazione da parte del settore privato dei risultati
della ricerca. 
Lo strumento riservato alle PMI servirà per
tutte le sfide della società e le tecnologie abilitanti e industriali;
sistematicamente si destinerà una somma a tal fine. 
Solo le PMI saranno autorizzate a presentare
domanda di finanziamento e di sostegno nell'ambito di questo strumento. Potranno
istituire delle collaborazioni in funzione delle loro esigenze, anche per
subappaltare lavori di ricerca e di sviluppo. I progetti devono presentare un
chiaro interesse e vantaggio potenziale per le PMI e una evidente dimensione
europea.
Lo strumento per le PMI riguarderà tutti i
settori della scienza, della tecnologia e dell'innovazione, nell'ambito di un
approccio ascendente per ogni sfida della società o tecnologia abilitante, in
modo da lasciare un margine sufficiente a tutti i tipi di idee promettenti, in
particolare progetti intersettoriali e interdisciplinari, da finanziare. 
Lo strumento per le PMI fornirà un sostegno
semplificato e per fasi. Le tra fasi previste copriranno l'intero ciclo di
innovazione: La transizione da una fase all'altra avverrà senza interruzioni
purché il progetto delle PMI giustifichi il proseguimento del finanziamento
nella fase successiva. Nel contempo ogni fase sarà aperta a tutte le PMI: 
–     
Fase 1: valutazione della concezione e della
fattibilità: 
Le PMI beneficeranno di finanziamenti per
esaminare la fattibilità scientifica o tecnica e il potenziale commerciale di
una idea nuova (proof of concept) al fine di sviluppare un progetto di
innovazione. In caso di esito positivo di tale valutazione, il finanziamento
proseguirà anche nella o nelle fasi successive.
–     
Fase 2: R&S, dimostrazione, prima applicazione
commerciale: 
La ricerca e lo sviluppo beneficeranno di un
sostegno incentrato in particolare sulle attività dimostrazione (prove,
prototipi, studi di ampliamento di scala, progetti pilota di processi, prodotti
e servizi innovativi, verifica delle prestazioni ecc.) e la prima applicazione
commerciale. 
–     
Fase 3: commercializzazione: 
Questa fase non prevede finanziamenti diretti
diversi dalle attività di sostegno, ma mira a facilitare l'accesso al capitale
privato e ad ambienti propizi all'innovazione. Sono previsti collegamenti con
gli strumenti finanziari (cfr. parte II, sezione 2 "Accesso al capitale di
rischio del presente allegato") ad esempio accordando alle PMI che hanno
superato le fasi 1 e/o 2 priorità nell'ambito di una dotazione finanziaria
riservata. Le PMI beneficeranno inoltre di misure di sostegno come messa in
rete, formazione, tutorato e consulenza. Inoltre questa fase può comportare
misure di incentivazione degli appalti precommerciali e degli appalti per
soluzioni innovative.
La promozione, l'attuazione e il controllo
uniformi dello strumento per le PMI, nell'insieme del programma Orizzonte 2020,
garantiranno un agevole accesso per le PMI. Basandosi sulle attuali reti di sostegno
alle PMI, sarà istituito un meccanismo di tutorato delle PMI per accelerare l'impatto
del sostegno fornito. 
Per promuovere e accompagnare i provvedimenti
destinati alle PMI di Orizzonte 2020 sarà istituito un gruppo specifico di
parti interessate e di esperti in materia di ricerca e innovazione nelle PMI. 
3.2.        Sostegno specifico
3.2.1.     Sostegno per le PMI ad elevata
intensità di ricerca 
Un'azione specifica promuoverà l'innovazione
orientata al mercato da parte di PMI che effettuano attività di R&S. L'azione
è destinata alle PMI ad alta intensità di ricerca in settori di alta tecnologia
che devono dimostrare la loro capacità di valorizzare commercialmente i
risultati dei progetti.
L'azione riguarderà
tutti gli aspetti della scienza e della tecnologia con un approccio ascendente
per rispondere alle esigenze delle PMI che effettuano attività di R&S. 
L'azione sarà attuata
da un'iniziativa articolo 185 del TFUE sulla base del programma congiunto Eurostars,
riorientandolo in funzione della valutazione intermedia. 
3.2.2.     Rafforzare la capacità di
innovazione delle PMI 
Beneficeranno di finanziamenti le attività a
sostegno dell'attuazione e dell'integrazione delle misure specifiche a favore
delle PMI nel programma "Orizzonte 2020", in particolare per migliorare
la capacità di innovazione delle PMI. Queste attività possono comprendere
azioni di sensibilizzazione, informazione e diffusione, attività di formazione
e mobilità, attività di rete e scambio di migliori pratiche, messa a punto di
meccanismi di sostegno all'innovazione di elevata qualità e servizi a forte
valore aggiunto europeo per le PMI (ad esempio proprietà intellettuale e
gestione dell'innovazione, trasferimento di conoscenze, utilizzo innovativo
delle TIC e competenze informatiche nelle PMI), oltre ad attività di assistenza
per aiutare le PMI a mettersi in contatto con partner di ricerca e innovazione
in tutta l'Unione, consentendo loro di trarre vantaggi dalle tecnologie e di
sviluppare la loro capacità di innovazione. Le organizzazioni intermedie che
rappresentano gruppi di PMI innovative saranno invitate a realizzare attività
di innovazione intersettoriali e transregionali con PMI che possiedono
competenze complementari, al fine di sviluppare nuove catene di valore
industriali.
Si cercheranno le
sinergie con la politica di coesione dell'Unione nell'ambito di strategie
nazionali e regionali d'innovazione, ai fini di una specializzazione
intelligente.
È previsto un
rafforzamento del nesso con la rete Enterprise Europe (nell'ambito del
programma per la competitività delle imprese e delle PMI). Il sostegno potrebbe
spaziare da servizi perfezionati di informazione e consulenza mediante attività
di tutorato, coaching e attività di ricerca di partner per le PMI che intendono
sviluppare progetti di innovazione transfrontalieri, a servizi di sostegno all'innovazione.
Così si consoliderà l'approccio dello "sportello unico" della rete Enterprise
Europe per sostenere le PMI, insieme ad una forte presenza regionale e
locale della rete.
3.2.3.     Sostegno all'innovazione
orientata sul mercato 
Si tratta di sostenere l'innovazione orientata al mercato al fine di
rafforzare la capacità di innovazione delle imprese, migliorando le condizioni
quadro dell'innovazione e affrontando gli ostacoli specifici che impediscono la
crescita di imprese innovative, in particolare le PMI e le imprese di
dimensioni intermedie con potenziale di crescita rapida. Beneficeranno di
finanziamenti anche il sostegno specializzato a favore dell'innovazione (ad es.
valorizzazione della proprietà intellettuale, reti di committenti, sostegno
alle agenzie di trasferimento tecnologico, concezione strategica) e lo studio
delle politiche pubbliche in relazione all'innovazione.
Parte III
Sfide per la società
1.           Salute, evoluzione demografica e
benessere
La promozione efficace della salute, fondata
su una base solida di elementi fattuali, consente di prevenire le malattie e
migliorare il benessere, all'insegna dell'efficacia dei costi. La promozione
della salute e la prevenzione delle malattie dipendono anche da una
comprensione delle determinanti della salute, da strumenti efficaci di
prevenzione, come i vaccini, da una sorveglianza e una preparazione effettive
in materia di salute e malattie e da adeguati programmi di screening. 
Il successo degli sforzi volti a prevenire,
gestire, curare e guarire le malattie, le disabilità e le perdite di
funzionalità presuppone una comprensione generale delle cause, dei processi e
degli impatti in gioco, nonché dei fattori alla base delle buone condizioni di
salute e del benessere. Un'adeguata condivisione dei dati e il collegamento di
questi dati con studi di coorte reali su larga scala sono fondamentali, così
come l'attuazione in campo clinico dei risultati della ricerca, in particolare
attraverso le sperimentazioni cliniche. 
Il peso crescente delle malattie e delle
invalidità nel contesto dell'invecchiamento della popolazione pone un'ulteriore
pressione sui settori sanitari e di assistenza. Per garantire cure sanitarie
efficaci per la popolazione di tutte le fasce di età, occorrono ulteriori
sforzi per migliorare il processo decisionale in materia di prevenzione e
terapia, reperire le migliori pratiche nel settore sanitario e sostenerne la
diffusione, sostenere l'integrazione delle cure e l'adozione di innovazioni tecnologiche,
organizzative e sociali, consentendo alle persone anziane in particolare di
rimanere attive e indipendenti. In questo modo si contribuirà ad aumentare e
prolungare la durata del loro benessere fisico, sociale e mentale.
Tutte queste attività saranno svolte in modo
da fornire un sostegno lungo l'intero ciclo della ricerca e dell'innovazione, da
rafforzare la competitività delle industrie europee e da creare nuove
opportunità di mercato.
Le attività specifiche sono descritte qui di
seguito. 
1.1.        Comprendere le determinanti
della salute, migliorare la promozione della salute e la prevenzione delle
malattie
Una conoscenza più approfondita delle
determinanti della salute è necessaria per ricavare elementi fattuali in
materia di promozione della salute e prevenzione delle malattie per sviluppare
indicatori completi per la salute e il benessere nell'Unione. Saranno studiati
i fattori ambientali, comportamentali (stile di vita), socioeconomici e
genetici, nella loro più ampia accezione. Le strategie comprenderanno studi di
coorte a lungo termine e il loro collegamento con i dati ricavati dalla ricerca
"-omica", e altri metodi. 
In particolare, una conoscenza più
approfondita dell'ambiente in quanto determinante della salute richiederà
approcci integrati che comprendono la biologia molecolare, l'epidemiologia e la
tossicologia per studiare i rapporti tra salute e ambiente, le modalità di
azione delle sostanze chimiche, le esposizioni combinate all'inquinamento e ad
altri fattori di stress ambientali e climatici, i test tossicologici integrati
e i metodi alternativi alla sperimentazione animale. Sono necessari approcci
innovativi alla valutazione dell'esposizione basati sull'utilizzazione della
nuova generazione di biomarcatori fondati sulle scienze "-omiche", l'epigenetica,
il biomonitoraggio umano, la valutazione delle esposizioni personali e la
modellizzazione per comprendere le esposizioni combinate, cumulative ed
emergenti, integrando i fattori socioeconomici e comportamentali. Si
incentiverà il miglioramento dei collegamenti con i dati ambientali attraverso
sistemi di informazione avanzata.
In questo modo, si potranno valutare le
politiche e i programmi esistenti e previsti, fornendo loro un sostegno
politico. Analogamente, si potranno mettere a punto interventi sui
comportamenti più adeguati e programmi di prevenzione e educazione, anche per
informare meglio in materia di alimentazione, di vaccinazione e di altri
interventi di assistenza primaria. 
1.2.        Sviluppo di programmi di screening
efficaci e miglioramento della valutazione della predisposizione alle malattie
Lo sviluppo di programmi di screening
dipende dall'identificazione di biomarcatori precoci del rischio e dell'insorgenza
della malattia, e il loro impiego dipende dalla sperimentazione e dalla convalida
di metodi e programmi di screening. L'individuazione di individui e di
popolazioni ad alto rischio di malattie consentirà di elaborare strategie
personalizzate, "a strati" e collettive per lo sviluppo di strategie
di prevenzione efficaci ed efficienti. 
1.3.        Migliorare la sorveglianza e
la preparazione
Le popolazioni umane sono minacciate da
infezioni nuove ed emergenti (in particolare quelle derivanti dai cambiamenti
climatici), dalla resistenza ai farmaci conto agenti patogeni esistenti e da
altre conseguenze dirette e indirette dei cambiamenti climatici. Per la
modellizzazione delle epidemie, per un'efficace risposta contro la pandemie,
per combattere le malattie non infettive e le conseguenze dei cambiamenti
climatici occorre migliorare i metodi di sorveglianza, le reti di allarme
rapido, l'organizzazione dei servizi sanitari e le campagne di preparazione.
Occorre inoltre impegnarsi per mantenere e rafforzare le capacità di combattere
le malattie infettive resistenti ai farmaci.
1.4.        Comprendere le malattie
Occorre comprendere meglio la salute e le
malattie nelle persone di tutte le età, in modo da mettere a punto misure di
prevenzione, di diagnosi e di trattamento nuove e migliori. La ricerca
interdisciplinare e traslazionale sulla fisiopatologia delle malattie è
fondamentale per migliorare la comprensione di tutti gli aspetti del processo
della malattia, compresa una riclassificazione delle variazioni normali e della
malattia, sulla base di dati molecolari, e per convalidare ed utilizzare i risultati
della ricerca in applicazioni cliniche.
Il sostegno alla ricerca comprende e incentiva
lo sviluppo e l'impiego di strumenti e approcci nuovi per la generazione di
dati biomedici e include le scienze "-omiche", le strategie mediche "sistemiche"
e i metodi di high throughput (alta produttività) Queste attività
richiederanno uno stretto collegamento tra la ricerca di base e la ricerca
clinica e gli studi di coorte a lungo termine (e i rispettivi settori di
ricerca) già menzionati. Saranno indispensabili anche legami stretti con le
infrastrutture di ricerca e mediche (basi di dati, biobanche ecc.) per la
standardizzazione, l'immagazzinamento, la condivisione e l'accesso ai dati,
indispensabili per massimizzare l'utilità dei dati e per incoraggiare modalità più
innovative ed efficaci di analisi e di combinazione di serie di dati. 
1.5.        Sviluppo di vaccini
preventivi più efficaci 
Si avverte l'esigenza di vaccini preventivi
più efficaci (o di mezzi di prevenzione alternativi) o di meccanismi di
vaccinazione basati su elementi concreti per una gamma più ampia di malattie.
Ciò presuppone una migliore comprensione della malattia, dei processi
patologici e delle epidemie, sulla base di prove cliniche e degli studi
associati. 
1.6.        Migliorare i metodi
diagnostici 
Per mettere a punto metodi diagnostici nuovi e
più efficaci occorre comprendere meglio la salute, le malattie e i processi
patologici in tutte le fasce d'età. Si svilupperanno tecnologie innovative ed
esistenti al fine di migliorare sensibilmente il decorso delle malattie grazie
a diagnosi più precoci e precise che consentiranno di mettere a punto
trattamenti più mirati. 
1.7.        Utilizzo della medicina in silico
per migliorare la gestione e la previsione delle malattie 
La simulazione su computer, con l'impiego di
dati relativi al paziente e sulla base di approcci di medicina sistemica e di
modellizzazione fisiologica, può essere utilizzata per prevedere la
predisposizione alle malattie, l'evoluzione delle malattie e le possibilità di
successo delle cure mediche. La simulazione basata su modelli può essere
utilizzata per le prove cliniche, la prevedibilità della reazione al
trattamento e la personalizzazione e l'ottimizzazione del trattamento.
1.8.        Trattamento delle malattie
Occorre sostenere il perfezionamento delle
tecnologie di sostegno trasversali per i medicinali, i vaccini e altri approcci
terapeutici, in particolare i trapianti e le terapie geniche e cellulari; l'aumento
del successo dei processi di sviluppo di medicinali e vaccini (ivi compresi i
metodi di sostituzione delle prove di sicurezza e di efficacia classiche, con
lo sviluppo, ad esempio, di nuovi metodi); lo sviluppo di approcci fondati
sulla medicina rigenerativa, ivi compresi gli approcci fondati sulle cellule
staminali; lo sviluppo di sistemi e dispositivi medici e di assistenza
perfezionati; il mantenimento e il rafforzamento della nostra capacità di
combattere contro le malattie trasmissibili, rare, gravi e croniche e la
realizzazione di interventi medici basati sulla disponibilità di farmaci
antimicrobici efficaci; e lo sviluppo di approcci globali per il trattamento
delle comorbilità a tutte le età e per evitare la polifarmacia. Questi
miglioramenti agevoleranno lo sviluppo di cure nuove, più efficienti, efficaci
e sostenibili per le malattia e la gestione delle disabilità.
1.9.        Trasferire le conoscenze
nella pratica clinica e azioni di innovazione evolutive
Si finanzieranno le sperimentazioni cliniche
che consentono di trasferire le conoscenze biomediche in applicazioni per i
pazienti, anche per migliorare le pratiche. Citiamo ad esempio lo sviluppo di
metodologie perfezionate che consentano di orientare le sperimentazioni su
gruppi di popolazioni pertinenti, ivi compresi quelli che soffrono di altre
malattie concomitanti e/o sono già sottoposti a trattamento, la determinazione
dell'efficacia comparativa degli interventi e delle soluzioni, il maggior
ricorso alle basi dati e alle cartelle cliniche elettroniche come fonti di dati
per le sperimentazioni e il trasferimento delle conoscenze. Analogamente sono
previsti finanziamenti per il trasferimento di altri tipi di interventi come
quelli legati alla vita autonoma in ambienti reali.
1.10.      Migliore utilizzazione e dei
dati sanitari 
L'integrazione di infrastrutture e di
strutture e fonti di dati (ivi comprese quelle derivanti da studi di coorte, da
protocolli, dalla raccolta di dati, da indicatori ecc.) e la standardizzazione,
l'interoperabilità, lo stoccaggio, la condivisione e l'accessibilità dei dati
beneficeranno di un sostegno per consentire l'adeguata valorizzazione di questi
dati. Occorre prestare attenzione al trattamento dei dati, alla gestione delle
conoscenze, alla modelizzazione e alla visualizzazione.
1.11.      Miglioramento degli strumenti
e dei metodi scientifici a sostegno dell'elaborazione delle politiche e della
regolamentazione
Occorre sostenere lo sviluppo di strumenti, di
metodi e di statistiche scientifiche che permettano una valutazione rapida,
accurata e predittiva della sicurezza, dell'efficacia e della qualità delle
tecnologie sanitarie, tra cui i nuovi medicinali, le terapie avanzate e i
dispositivi medici. Ciò è particolarmente importante per i nuovi sviluppi in
settori come i vaccini, le terapie cellulari/tissutali e geniche, i trapianti,
la produzione specialistica, le biobanche, i nuovi dispositivi medici, le
procedure diagnostiche/di trattamento, test genetici, interoperabilità e
e-sanità, ivi compresi gli aspetti della privacy. Analogamente, è necessario un
sostegno a favore di metodologie perfezionate di valutazione dei rischi,
strategie di sperimentazione e strategie legate all'ambiente e alla sanità. Occorre
inoltre sostenere lo sviluppo di metodi pertinenti per agevolare la valutazione
degli aspetti etici di suddetti settori.
1.12.      Invecchiamento attivo, vita
indipendente e assistita
Sono necessari lavori avanzati e applicati di
ricerca e di innovazione multidisciplinari in collaborazione con le scienze
comportamentali, gerontologiche, digitali e di altro tipo in vista di soluzioni
di facile uso caratterizzate da un adeguato rapporto costi-efficacia per
garantire agli anziani o alle persone disabili una vita quotidiana,
indipendente e assistita (a casa, sul posto di lavoro ecc.). Ciò vale in una
varietà di contesti e riguarda tecnologie, sistemi e servizi che migliorano la
qualità della vita e la funzionalità umana, compresa la mobilità, le tecnologie
assistive personalizzate e intelligenti, la robotica di servizio e sociale, gli
ambienti assistivi. Saranno finanziate azioni pilota di ricerca e innovazione
per valutare l'attuazione e l'ampia diffusione di soluzioni. 
1.13.      Partecipazione attiva dei
singoli per l'autogestione della salute
Fornire ai singoli individui i mezzi per
migliorare e gestire la loro salute nell'intero arco della vita determinerà una
riduzione delle spese sanitarie in quanto consente la gestione delle malattie
croniche fuori dalle istituzioni e migliora i risultati sanitari. Ciò richiede
delle ricerche sui modelli comportamentali e sociali, gli atteggiamenti sociali
e le aspirazioni in relazione alle tecnologie sanitarie personalizzate, gli
strumenti mobili e/o portatili, i nuovi sistemi diagnostici e i servizi
personalizzati che promuovono uno stile di vita sano, il benessere, l'autogestione
delle cure sanitarie, il miglioramento dell'interazione cittadini/operatori sanitari,
programmi personalizzati per la gestione di malattie e di disabilità, nonché il
sostegno alle infrastrutture cognitive. 
1.14.      Promozione delle cure
integrate 
Il sostegno alla gestione delle malattie
croniche al di fuori delle istituzioni dipende anche dal miglioramento della
cooperazione tra i fornitori di servizi sanitari, sociali o di cure informali.
La ricerca e le applicazioni innovative saranno sostenute a favore di un
processo decisionale fondato sull'informazione distribuita e la fornitura di
elementi a favore dell'ampia diffusione e della valorizzazione commerciale di
soluzioni innovative, tra cui i servizi sanitari e di cura a distanza. Anche la
ricerca e l'innovazione miranti al miglioramento dell'organizzazione della cure
di lunga durata beneficeranno di un sostegno. 
1.15.      Ottimizzare l'efficienza e l'efficacia
dei sistemi sanitari, e ridurre le disparità grazie a processi decisionali
basati su elementi fattuali e alla diffusione delle migliori pratiche e di
tecnologie e approcci innovativi.
Vi è la necessità di sostenere lo sviluppo
della valutazione delle tecnologie sanitarie e dell'economia della salute,
nonché la raccolta di prove e la diffusione di buone pratiche e di approcci e
tecnologie innovativi nel settore dell'assistenza sanitaria, comprese le TIC e
le applicazioni di e-sanità. Beneficeranno di un sostegno anche le analisi
comparative della riforma dei sistemi di sanità pubblica in Europa e nei paesi
terzi e la valutazione del loro impatto economico e sociale a medio e a lungo
termine. Saranno finanziate anche le analisi delle future esigenze del
personale sanitario, sia in termini di organico che di competenze richieste in
relazione ai nuovi schemi di cura. Beneficerà di un finanziamento anche la
ricerca sull'evoluzione delle disuguaglianze in materia sanitaria, della loro
interazione con altre ineguaglianze economiche e sociali e sull'efficacia delle
politiche volte a ridurle in Europa e altrove. Occorre infine sostenere la
valutazione delle soluzioni relative alla sicurezza dei pazienti e dei sistemi
di garanzia della qualità, analizzando anche il ruolo dei pazienti rispetto
alla qualità e alla sicurezza delle cure. 
1.16.      Aspetti specifici dell'attuazione
Il sostegno fornito riguarderà l'intero
spettro di attività dalla conoscenza e il trasferimento tecnologico alle azioni
di dimostrazione su vasta scala di soluzioni, che porteranno a soluzioni
scalabili in Europa e altrove.
2.           Sicurezza alimentare, agricoltura
sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia
2.1.        Agricoltura e silvicoltura
sostenibili
Conoscenze, strumenti, servizi e innovazioni
adeguati sono necessari per sostenere un'agricoltura e una silvicoltura più
produttive, efficienti sotto il profilo delle risorse e resistenti che
forniscono prodotti alimentari, mangimi, biomassa e altre materie prime in
quantità sufficienti, e allo stesso tempo sostengono lo sviluppo di mezzi di
sussistenza rurali prosperi. La ricerca e l'innovazione offriranno la
possibilità di integrare gli obiettivi agronomici e ambientali nella produzione
sostenibile, ossia: aumentare la produttività e l'efficienza sotto il profilo
delle risorse dell'agricoltura; ridurre le emissioni di gas ad effetto serra
dell'agricoltura; ridurre la lisciviazione degli elementi nutritivi da terreni
coltivati in ambienti terrestri e acquatici; diminuire la dipendenza dalle
importazioni internazionali di proteine di origine vegetale in Europa; aumentare
il livello di biodiversità nei sistemi di produzione primaria.
2.1.1.     Potenziare il rendimento
produttivo e affrontare la questione dei cambiamenti climatici, garantendo allo
stesso tempo la sostenibilità e la resilienza
Queste attività aumenteranno la produttività e
la capacità di adattamento delle piante, degli animali e dei sistemi di
produzione per far fronte alle condizioni climatiche/ambientali in rapida
evoluzione e alle risorse naturali sempre più limitate. Le innovazioni che ne
risultano contribuiranno all'evoluzione verso una economia a basso consumo
energetico e a basso livello di emissioni e di rifiuti, lungo l'intera catena
di approvvigionamento alimentare. Oltre a contribuire alla sicurezza
alimentare, la biomassa e i sottoprodotti dell'agricoltura e della silvicoltura
troveranno nuovi impieghi in una serie di applicazioni non alimentari. 
Si farà ricorso ad approcci multidisciplinari per
migliorare il rendimento delle piante, degli animali, dei microrganismi,
garantendo nel contempo un uso efficiente delle risorse (acqua, elementi nutritivi,
energia) e l'integrità ecologica delle zone rurali. L'accento sarà posto sui
sistemi produttivi e le pratiche agronomiche diverse ed integrate, ivi compreso
l'uso di tecnologie di precisione e di metodi di intensificazione ecologica a
vantaggio dell'agricoltura tradizionale e biologica. Il miglioramento genetico
delle piante e degli animali ai fini del rafforzamento della capacità di
adattamento e della produttività si avvarrà di tutti i metodi di riproduzione
convenzionali e moderni per un uso migliore delle risorse genetiche. Verrà
riservata particolare attenzione alla gestione del suolo nell'azienda per
aumentare la fertilità del suolo come base per la produttività delle colture. Sarà
promossa la salute degli animali e delle piante e saranno ulteriormente
sviluppate le misure integrate di controllo delle malattie/parassiti.. Saranno
esaminate le strategie per l'eradicazione delle malattie degli animali
(comprese le zoonosi) e saranno realizzate ricerche sulla resistenza
antimicrobica. Lo studio degli effetti delle pratiche sul benessere degli animali
contribuirà a rispondere alle preoccupazioni della società. I settori sopra
elencati saranno sostenuti da una ricerca più fondamentale per affrontare
questioni biologiche pertinenti nonché sostenere lo sviluppo e l'attuazione
delle politiche dell'Unione. 
2.1.2.     Fornire beni pubblici e
servizi ecosistemici 
L'agricoltura e la silvicoltura sono sistemi
unici che forniscono prodotti commerciali ma anche beni pubblici sociali più
ampi (con valore culturale e ricreativo) e importanti servizi ecologici, come la
biodiversità funzionale e in situ, l'impollinazione, la regolazione delle
acque, il paesaggio, la riduzione dell'erosione e il sequestro del carbonio/
attenuazione degli effetti dei gas serra. Attività di ricerca sosterrà le
disposizioni di questi beni e servizi pubblici, grazie alla fornitura di un
sistema di gestione, strumenti e la valutazione del loro valore non destinabili
alla vendita. Specifiche questioni da trattare comprendere l'identificazione di
sistemi di allevamento, delle foreste e del paesaggio modelli in grado di
raggiungere tali obiettivi. Il passaggio ad una gestione attiva dei sistemi
agricoli (in particolare l'impiego di tecnologie e l'evoluzione delle pratiche)
consentirà di ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra e di aumentare la
capacità di adeguamento del settore agricolo agli effetti negativi dei
cambiamenti climatici.
2.1.3.     Acquisizione dell'autonomia
delle zone rurali, sostegno alle politiche e all'innovazione rurale
Occorre valorizzare le possibilità di sviluppo
per le comunità rurali rafforzando la loro capacità di produzione primaria e di
fornitura di servizi ecosistemici e aprendo la strada alla produzione di
prodotti nuovi e vari (per l'alimentazione umana e animale, materiali, energia)
che soddisfano la domanda crescente di sistemi di consegna a basse emissioni di
carbonio a filiera corta. La ricerca socioeconomica e lo sviluppo di nuovi
concetti e innovazioni istituzionali sono indispensabili per garantire la
coesione delle zone rurali e prevenire l'emarginazione economica e sociale,
promuovere la diversificazione delle attività economiche (anche nel settore dei
servizi), garantire adeguate relazioni tra le zone rurali e quelle urbane,
nonché agevolare lo scambio di conoscenze, la dimostrazione, l'innovazione e la
diffusione e favorire la gestione partecipativa delle risorse. Inoltre, è
necessario studiare in che modo i beni pubblici nelle zone rurali possono
essere trasformati in benefici socioeconomici locali/regionali. Le esigenze di
innovazione definite a livello regionale e locale saranno integrate da azioni
di ricerca intersettoriale a livello interregionale e europeo. Fornendo i
necessari strumenti analitici, gli indicatori, i modelli e le attività di
previsione, i progetti di ricerca aiuteranno i responsabili politici e altri
operatori ad attuare, monitorare e valutare le strategie, le politiche e la
legislazione pertinenti, non solo per le aree zone rurali, ma per l'intera
bioeconomia. Una corretta valutazione dei potenziali vantaggi e inconvenienti
dei diversi tipi di impiego delle risorse (terra, acqua e altri fattori di
produzione) e dei prodotti della bioeconomia richiede anche strumenti e dati.
Si effettuerà inoltre la valutazione socioeconomica e comparativa dei sistemi
agricoli e forestali e della loro prestazioni in termini di sostenibilità.
2.2.        Un settore agroalimentare
sostenibile e competitivo per un'alimentazione sicura e sana 
Occorre rispondere alle esigenze dei
consumatori in termini di prodotti sicuri, sani e a prezzi accessibili, tenendo
conto nel contempo degli impatti dei comportamenti alimentari e della
produzione di prodotti alimentari e mangimi sulla salute umana e l'intero
ecosistema. Saranno prese in considerazione la sicurezza degli alimenti e dei
mangimi, la competitività dell'industria agroalimentare europea e la
sostenibilità della produzione e dell'approvvigionamento di prodotti alimentari
nell'intera catena alimentare, convenzionale o biologica, dalla produzione
primaria al consumo. Questo approccio contribuirà a) conseguire la sicurezza
alimentare per tutti i cittadini europei e l'eliminazione definitiva della fame
nel mondo b) ridurre l'onere delle malattie legate ai prodotti e alle abitudini
alimentari, favorendo la transizione verso regimi alimentari sani e
sostenibili, attraverso l'educazione dei consumatori e le innovazioni nell'industria
alimentare c) ridurre il consumo di acqua e energia nei processi di
fabbricazione, trasporto e distribuzione dei prodotti alimentari e d) ridurre
gli sprechi alimentari del 50% da qui al 2030.
2.2.1.     Scelte consapevoli dei
consumatori
Saranno studiati i comportamenti, le
preferenze, i bisogni, gli stili di vita e l'educazione dei consumatori e
saranno intensificate le comunicazioni tra i consumatori e la comunità di
ricerca nel settore della catena alimentare e i suoi operatori per rafforzare
le scelte consapevoli, il consumo sostenibile e i loro impatti sulla
produzione, favorire una crescita inclusiva e migliorare la qualità della vita
soprattutto dei gruppi vulnerabili. L'innovazione sociale risponderà alle sfide
per la società e dei modelli e metodi innovativi nell'ambito della scienza del
consumo forniranno dati comparabili, consentendo di prepararsi soddisfare le
esigenze delle politiche dell'Unione. 
2.2.2.     Prodotti alimentari e regimi
alimentari sani e sicuri per tutti
Si esamineranno le esigenze nutrizionali e l'impatto
dell'alimentazione sulle funzioni fisiologiche e le prestazioni fisiche e
mentali, nonché i rapporti tra alimentazione, invecchiamento, malattie e
disturbi cronici e abitudini alimentari. Si individueranno soluzioni e
innovazioni in questo campo in grado di apportare miglioramenti in termini di
salute e benessere. La contaminazione chimica e microbica degli alimenti e dei
mangimi, i rischi e le esposizioni, saranno valutati, monitorati, controllati e
tracciati lungo l'intera catena di approvvigionamento alimentare e di acqua
potabile, dalla produzione e l'immagazzinamento alla trasformazione, l'imballaggio,
la distribuzione, la ristorazione e la preparazione a casa. Le innovazioni in
materia di sicurezza alimentare, il miglioramento degli strumenti di comunicazione
in materia di rischi e il rafforzamento delle norme in materia di sicurezza
alimentare consentiranno di rafforzare la fiducia e la protezione dei
consumatori in Europa. La competitività dell'industria alimentare europea sarà
potenziata dal rafforzamento delle norme di sicurezza alimentare a livello
mondiale.
2.2.3.     Un'industria agroalimentare
sostenibile e competitiva 
L'industria alimentare e dei mangimi deve far
fronte ai cambiamenti sociali, ambientali, climatici e, sul piano economico,
deve passare dalla scala locale alla scala mondiale, questi cambiamenti saranno
analizzati in tutte le fasi della catena di produzione alimentare, in
particolare la progettazione, la lavorazione, l'imballaggio, il controllo dei
processi, la riduzione dei rifiuti, la valorizzazione dei sottoprodotti e l'impiego
o lo smaltimento sicuri dei sottoprodotti di origine animale. Si metteranno a
punto processi innovativi, sostenibili e efficienti sul piano delle risorse e
prodotti diversificati, sicuri, a prezzi contenuti e di elevata qualità. Ciò
rafforzerà il potenziale di innovazione della catena di approvvigionamento
alimentare europea, ne aumenterà la competitività, genererà crescita economica
e occupazione e consentirà all'industria alimentare europea di adeguarsi ai
cambiamenti.. Altri aspetti da affrontare sono la tracciabilità, la logistica e
i servizi, i fattori socioeconomici, la resistenza della catena alimentare
rispetto ai rischi ambientali e climatici e la limitazione dell'impatto
ambientale delle attività legate alla catena alimentare e all'evoluzione dei
regimi alimentari e dei sistemi produttivi. 
2.3.        Liberare il potenziale delle
risorse biologiche acquatiche 
Una delle principali
caratteristiche delle risorse biologiche acquatiche è che esse sono rinnovabili
e il loro sfruttamento sostenibile si basa su una conoscenza approfondita e una
qualità e una produttività elevate degli ecosistemi acquatici. L'obiettivo
globale è sfruttare in modo sostenibile le risorse biologiche acquatiche vive
per massimizzare le ricadute e i vantaggi sociali ed economici derivanti dagli
oceani e dai mari europei. A tal fine occorre ottimizzare il contributo
sostenibile della pesca e dell'acquacoltura alla sicurezza alimentare nel
contesto dell'economia globale e ridurre la forte dipendenza dell'Unione
europea dalle importazioni di prodotti del mare (circa il 60% del consumo
totale europeo di prodotti del mare è tributario delle importazioni e l'Unione europea
è il principale importatore al mondo di prodotti della pesca) e potenziare le
biotecnologie marine a favore della cosiddetta "crescita blu". In
conformità dei quadri strategici attuali, le attività di ricerca sosterranno l'approccio
ecosistemico della gestione e dello sfruttamento delle risorse naturali, e l'ecocompatibilità
dei settori interessati.
2.3.1.     Pesca sostenibile e rispettosa
dell'ambiente 
La nuova politica comune della pesca, la
direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino e la strategia per la
biodiversità dell'Unione auspicano una pesca più sostenibile, competitiva e
rispettosa dell'ambiente in Europa. L'evoluzione verso un approccio
ecosistemico della gestione alieutica presuppone una conoscenza approfondita
degli ecosistemi marini. Si metteranno a punto conoscenze, strumenti e modelli
nuovi per comprendere meglio ciò che determina la buona salute e la
produttività degli ecosistemi marini e per valutare e mitigare l'impatto della
pesca sugli ecosistemi marini (anche in alto mare). Si elaboreranno nuove
strategie di cattura affinché la pesca continui a offrire servizi alla società,
pur preservando la salute degli ecosistemi marini. Si misureranno gli effetti
socioeconomici delle opzioni di gestione. Gli effetti e l'adattamento ai
cambiamenti ambientali, compresi i cambiamenti climatici, sarà analizzato
insieme a nuovi strumenti di gestione che tengano conto di rischi e incertezze.
Le attività sosterranno la ricerca sulla biologia, la genetica e la dinamica
delle popolazioni ittiche, sul ruolo delle principali specie negli ecosistemi,
sulle attività di pesca e il loro controllo, sui comportamenti nel settore
della pesca e l'adeguamento ai nuovi mercati, ad esempio il marchio di qualità
ecologica sulla partecipazione del settore nel processo decisionale. Si
esamineranno anche l'uso condiviso dello spazio marittimo con altre attività,
in particolare nella zona costiera, e il relativo impatto socioeconomico. 
2.3.2.     Per un'acquacoltura europea
competitiva
L'acquacoltura offre un grande potenziale per
lo sviluppo di prodotti sani, sicuri e competitivi adeguati alle esigenze e
alle preferenze dei consumatori, nonché di servizi ambientali (biorisanamento -
bioremediation), gestione dei suoli e delle acque, ecc.) e la produzione
di energia, ma in Europa occorre sfruttare adeguatamente queste potenzialità. Le
conoscenze e le tecnologie saranno potenziate in tutti gli aspetti dell'addomesticamento
delle specie utilizzate e della diversificazione a favore di nuove specie,
tenendo conto delle interazioni tra acquacoltura e gli ecosistemi acquatici e
degli effetti dei cambiamenti climatici e di come il settore possa adattarvisi.
L'innovazione sarà promossa anche per i sistemi produttivi sostenibili nelle
acque interne, sulle zone costiere e in mare aperto. Si cercherà inoltre di
comprendere la dimensione economica e sociale del settore a sostegno di una
produzione efficace sul piano dei costi e del consumo energetici adeguata alle
esigenze del mercato e dei consumatori, garantendo nel contempo la competitività
e l'attrattività per gli investitori e i produttori. 
2.3.3.     Accelerare l'innovazione
marina mediante le biotecnologie 
Più del 90% della biodiversità marina è ancora
inesplorata e offre un enorme potenziale per la scoperta di nuove specie e applicazioni
nel campo delle biotecnologie marine, che dovrebbe generare una crescita annua
del 10% per questo settore. Si sosterrà l'esplorazione e la valorizzazione
delle ampie potenzialità offerte dalla biodiversità marina e dalla biomassa
acquatica per creare nuovi processi, prodotti e servizi innovativi sui mercati
con potenziali applicazioni in diversi settori, tra cui l'industria chimica e
dei materiali, e farmaceutica, la pesca e l'acquacoltura, l'approvvigionamento
energetico e i cosmetici.
2.4.        Bioindustrie sostenibili e
competitive 
L'obiettivo generale è accelerare la
conversione delle industrie europee alimentate con combustibili fossili in
industrie a basse emissioni di carbonio, efficienti sul piano delle risorse e
sostenibili. La ricerca e l'innovazione consentiranno di ridurre la dipendenza
dell'Unione dai combustibili fossili e contribuiranno a conseguire gli
obiettivi della politica energetica sui cambiamenti climatici per il 2020 (10%
dei carburanti del settore dei trasporti da fonti rinnovabili e una riduzione
del 20% delle emissioni di gas a effetto serra). Secondo le stime il passaggio
a materie prime biologiche e a metodi di trasformazione biologici potrebbe
farci risparmiare fino a 2,5 miliardi di tonnellate di CO2
equivalente l'anno entro il 2030, con una crescita esponenziale dei mercati
delle materie prime e dei nuovi prodotti di consumo biologici. Per sfruttare
queste potenzialità è necessario creare una vasta base di conoscenze e
sviluppare le (bio)tecnologie pertinenti, incentrandosi principalmente su tre
elementi essenziali: a) sostituire i processi di trasformazione attuali, a base
fossile, con processi basati sulle biotecnologie e efficienti sul piano delle
risorse e delle energie; b) creazione di catene di approvvigionamento affidabili
e adeguate di biomassa, flussi di rifiuti e una vasta rete di bioraffinerie in
tutta Europa; e c), incentivazione dello sviluppo del mercato per i prodotti e
i processi biologici. Si dovranno cercare sinergie con l'obiettivo specifico "Leadership
nelle tecnologie abilitanti e industriali". 
2.4.1.     Promuovere la bioeconomia per
le bioindustrie 
La scoperta e lo sfruttamento di risorse
biologiche terrestri e acquatiche consentiranno di realizzare notevoli
progressi nelle industrie a basse emissioni di carbonio, efficienti sul piano
delle risorse e sostenibili, minimizzando nel contempo gli effetti ambientali
negativi. Occorre considerare i potenziali compromessi tra i diversi usi della
biomassa. Le attività si incentreranno sullo sviluppo di prodotti biologici e
di composti biologicamente attivi per le industrie e i consumatori con qualità
e funzionalità innovative e maggiore sostenibilità. Il valore economico delle
risorse rinnovabili, dei rifiuti organici e dei sottoprodotti verranno
massimizzati grazie a processi nuovi e efficienti sotto il profilo delle
risorse.
2.4.2.     Sviluppo di bioraffinerie
integrate 
Saranno sostenute delle attività destinate
alla promozione dei prodotti biologici sostenibili, dei prodotti intermedi e
delle bioenergie/biocarburanti, concentrandosi prevalentemente su un approccio
a cascata e dando la priorità alla produzione di prodotti ad elevato valore
aggiunto. Si metteranno a punto tecnologie e strategie per garantire l'approvvigionamento
di materie prime. Ampliando la gamma di tipologie di biomassa destinate ad
essere utilizzate nelle bioraffinerie di seconda e terza generazione, ivi
compresi quelle provenienti dalla silvicoltura, dai rifiuti biodegradabili e
dai sottoprodotti industriali, si potranno evitare i conflitti tra prodotti
alimentari e combustibili e sostenere lo sviluppo economico delle aree rurali e
costiere dell'Unione. 
2.4.3.     Sostenere lo sviluppo del
mercato per i prodotti e i processi biologici 
Le misure sul lato della domanda apriranno
nuovi mercati all'innovazione biotecnologica. Occorre una standardizzazione a
livello sia dell'Unione sia internazionale, tra l'altro, per la determinazione
del contenuto biologico, delle funzionalità e della biodegradabilità dei
prodotti. Occorre sviluppare ulteriormente le metodologie e le strategie
relative all'analisi del ciclo di vita e adeguarle costantemente ai progressi
scientifici e industriali. Le attività di ricerca a sostegno della
standardizzazione dei prodotti, dei processi e delle attività di
regolamentazione nel settore della biotecnologia sono considerate essenziali
per sostenere la creazione di nuovi mercati e la concretizzazione di sbocchi
commerciali. 
2.5.        Azioni specifiche di
attuazione
Oltre alla fonti esterne generali di
consulenza, saranno chieste consultazioni specifiche al comitato permanente per
la ricerca agricola (SCAR) su una serie di aspetti, in particolare quelli
strategici mediante le attività di previsione, e sul coordinamento della
ricerca agricola tra il livello nazionale e unionale. Si stabiliranno i nessi
adeguati con le azioni del partenariato europeo per l'innovazione "Produttività
e sostenibilità dei processi agricoli".
L'impatto e la diffusione dei risultati della
ricerca saranno attivamente sostenuti da azioni di comunicazione, di condivisione
delle conoscenze e di coinvolgimento di vari operatori nel corso dell'esecuzione
dei progetti. Ai fini dell'attuazione ci si avvarrà di un'ampia gamma di
attività, tra cui attività pilota e di dimostrazione significative. Si
promuoverà un accesso aperto e agevole ai risultati e alle migliori pratiche,
se del caso utilizzando delle basi di dati.
Il
sostegno specifico alle PMI consentirà una maggiore partecipazione delle
aziende agricole, dei pescatori e di altri tipi di microimprese alle attività
di ricerca e di dimostrazione. Si terrà conto delle esigenze specifiche del
settore della produzione primaria in termini di servizi di sostegno all'innovazione
e di strutture destinate alla comunicazione con il pubblico. Ai fini dell'attuazione
si utilizzerà un'ampia gamma di attività, in particolare azioni di scambio
delle conoscenze alle quali si cercherà di garantire la partecipazione di
produttori e intermediari agricoli in modo da riassumere le esigenze di ricerca
degli utenti finali. Si promuoverà un accesso aperto e agevole ai risultati e
alle migliori pratiche della ricerca.
Il sostegno alla definizione di norme servirà
ad accelerare lo sviluppo del mercato per i nuovi biologici beni e servizi. 
Si potrà considerare di concedere un sostegno
alle iniziative di programmazione congiunta (IPC) "Agricoltura, sicurezza
alimentare e cambiamenti climatici"; "Un'alimentazione sana per una
vita sana"; e "Mari e oceani sani e produttivi" e di istituire
eventuali partenariati pubblico-privato nel settore delle bioindustrie. 
Si cercheranno delle sinergie con altri finanziamenti
dell'Unione in relazione a questa sfida per la società, come il Fondo di
sviluppo rurale e il Fondo della pesca.
Si realizzeranno attività di prospettiva nei
settori della bioeconomia, compreso lo sviluppo di basi di dati, di indicatori
e di modelli relativi alla dimensione mondiale, europea, nazionale e regionale.
Si istituirà un osservatorio della bioeconomia europea incaricato di
cartografare e monitorare le attività di ricerca e di innovazione dell'Unione e
a livello mondiale, sviluppare indicatori di prestazioni fondamentali, e monitorare
le strategie di innovazione in ambito bioeconomico. 
3.           Energia sicura, pulita ed efficiente
3.1.        Ridurre il consumo energetico
e l'impronta carbonica per mezzo di un uso intelligente e sostenibile 
Le fonti energetiche e i modelli di consumo
dell'industria, dei trasporti, dell'edilizia e delle città d'Europa sono per la
maggior parte insostenibili e suscettibili di generare impatti climatici e
ambientali di rilievo. Lo sviluppo di un'edilizia con emissioni prossime allo
zero, di industrie altamente efficienti e la diffusione massiccia di approcci
efficienti in termini energetici da parte di imprese, cittadini, città e
comunità richiede non solo progressi tecnologici bensì anche soluzioni non
tecnologiche, quali nuovi servizi di consulenza, finanziamento e domanda. In
tal modo l'efficienza energetica è in grado di proporre le modalità più
efficaci per ridurre la domanda di energia, rafforzando nel contempo la sicurezza
dell'approvvigionamento energetico, riducendo l'impatto ambientale e climatico
e promuovendo la competitività.
3.1.1.     Commercializzazione di massa
delle tecnologie e dei servizi per un uso efficiente dell'energia 
La riduzione del consumo energetico e l'eliminazione
degli sprechi energetici, congiuntamente all'erogazione dei servizi necessari
alla società e all'economia, richiedono l'introduzione sul mercato di un numero
maggiore di prodotti e servizi efficienti, competitivi sotto il profilo dei costi,
rispettosi dell'ambiente e più intelligenti, oltre all'integrazione dei
componenti e dei dispositivi tali da generare una sinergia volta a ottimizzare
l'uso complessivo dell'energia negli edifici, nei servizi e nell'industria.
Al fine di garantire una piena adozione che
realizzi tutti i vantaggi per i consumatori, compresa la possibilità che questi
ultimi possano monitorare il proprio consumo, è necessario che le prestazioni
energetiche di tali tecnologie e servizi siano personalizzate e ottimizzate per
le rispettive applicazioni ambientali. È pertanto necessario non solo svolgere
ricerca, sviluppo e prove delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione (TIC) innovative e dotarsi di tecniche di monitoraggio e
controllo, sono necessari anche progetti dimostrativi su vasta scala e attività
di diffusione precommerciale al fine di garantire l'interoperabilità e la
scalabilità. L'intento di tali progetti è sviluppare procedure comuni e
raccogliere, collazionare e analizzare i dati relativi al consumo energetico e
alle emissioni, al fine di migliorare la misurabilità, l'accettabilità sociale,
la pianificazione e la visibilità dell'uso dell'energia e del relativo impatto
ambientale.
3.1.2.     Sbloccare il potenziale dei
sistemi efficienti e rinnovabili di riscaldamento-raffreddamento
Un quantitativo ingente di energia è consumato
a fini di riscaldamento e di raffreddamento in tutta l'Unione, laddove lo
sviluppo di tecnologie, efficienti anche economicamente, di tecniche di
integrazione sistemiche, per esempio la connettività di rete con linguaggi e
servizi standardizzati in questo settore, è in grado di esercitare un impatto
significativo sulla riduzione della domanda energetica. A tal fine è necessario
svolgere ricerca e dimostrazione di nuovi sistemi e componenti per applicazioni
industriali e civili, per esempio nell'erogazione decentralizzata a livello di
isolato di acqua calda, teleriscaldamento e raffreddamento. Queste applicazioni
interessano diverse tecnologie: energia solare, termica, geotermica, biomassa,
combinazioni per la produzione mista calore - energia elettrica, ecc. per
rispettare il requisito relativo a edifici e isolati con emissioni prossime
allo zero. Sono necessarie nuove scoperte di rilievo, in particolare nel
settore dell'accumulazione termica da fonti energetiche rinnovabili, oltre alla
promozione dello sviluppo e la diffusione di combinazioni efficienti e di
sistemi ibridi di riscaldamento e raffreddamento per applicazioni centralizzate
e decentralizzate.
3.1.3.     Promuovere l'iniziativa
europea "Città intelligenti e comunità intelligenti"
Le zone urbane costituiscono uno dei maggiori
consumatori di energia nell'Unione ed emettono una quota proporzionalmente
elevata di gas a effetto serra, generando nel contempo un quantitativo importante
di inquinanti atmosferici. Nello stesso tempo queste zone ne subiscono gli
effetti, ossia una peggiore qualità dell'aria e cambiamenti climatici: hanno
quindi il dovere di sviluppare le proprie strategie di mitigazione e
adattamento. Trovare soluzioni energetiche innovative (efficienza energetica,
elettricità e impianti di riscaldamento e raffreddamento), integrate con i
sistemi di trasporto, di trattamento delle acque e dei rifiuti, nonché
soluzioni TIC per l'ambiente urbano, si tratta pertanto di elementi cruciali
per la transizione verso una società a basse emissioni di carbonio. È opportuno
prevedere il sostegno a iniziative mirate alla convergenza delle catene del
valore industriali del settore dell'energia, dei trasporti e delle TIC per
applicazioni urbane intelligenti. Allo stesso tempo è necessario sviluppare e
provare estensivamente nuovi modelli tecnologici, organizzativi, aziendali e di
pianificazione elaborati in base alle esigenze e ai mezzi delle città e delle
collettività. La ricerca è inoltre necessaria per comprendere le questioni
sociali, economiche e culturali che partecipano a tale trasformazione.
3.2.        Fornitura di energia
elettrica a basso costo e a basse emissioni 
L'elettricità svolge un ruolo centrale nella
creazione di un'economia sostenibile dal punto di vista ambientale e a basse
emissioni di carbonio. L'incremento della generazione di elettricità a basse
emissioni di carbonio è eccessivamente lento a causa dei costi elevati che
comporta. Vi è l'urgente necessità di trovare soluzioni sostenibili in grado di
ridurre i costi in misura significativa, con migliori prestazioni volte ad
accelerare la diffusione sul mercato della generazione di elettricità a basse
emissioni di carbonio, mirate in particolare agli obiettivi illustrati in appresso.
3.2.1.     Sviluppare il pieno potenziale
dell'energia eolica
L'obiettivo relativo all'energia eolica è
ridurre il costo della produzione di elettricità di origine eolica sulla
terraferma e in mare fino al 20% circa entro il 2020 rispetto al 2010, per trasferirne
quote sempre maggiori in mare aperto e consentirne una corretta integrazione
nella rete elettrica. L'accento sarà posto su sviluppo, prova e dimostrazione
di sistemi di conversione dell'energia eolica di prossima generazione su scala
più ampia, con un'efficienza di conversione e disponibilità di conversione
maggiori sia sulla terraferma, sia in mare, compresi i luoghi isolati
caratterizzati da condizioni meteorologiche ostili e nuovi processi di
fabbricazione in serie.
3.2.2.     Sviluppare sistemi a energia
solare efficienti, affidabili e concorrenziali sul piano dei costi
È necessario dimezzare il costo dell'energia
solare, comprensivo del fotovoltaico (PV) e dell'energia solare a
concentrazione (nota in inglese come "concentrating solar power", CSP),
entro il 2020 rispetto al 2010, se si intende guadagnare quote del mercato dell'energia
elettrica.
Per quanto riguarda il fotovoltaico è
necessaria una ricerca di lungo termine sui nuovi concetti e sistemi mirati a
dimostrare e sperimentare la produzione di massa finalizzata a una larga
diffusione.
Per quanto riguarda la tecnologia CSP, si
porrà l'accento sullo sviluppo dei modi per aumentarne l'efficienza, riducendo
nel contempo i costi e l'impatto ambientale e consentendo l'aumento della scala
delle tecnologie dimostrate mediante la costruzione di centrali elettriche
innovative. Saranno sottoposte a prova soluzioni volte a conciliare
efficacemente la produzione di energia elettrica mediante dissalazione dell'acqua.
3.2.3.     Sviluppare tecnologie competitive
e sicure dal punto di vista ambientale per la cattura, il trasporto e lo
stoccaggio del CO2
La cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS)
sono un'opzione chiave da mettere in opera su vasta scala a livello mondiale
per far fronte alla sfida di una produzione di elettricità decarbonizzata e di
un'industria a basse emissioni di carbonio entro il 2050. L'obiettivo è ridurre
al minimo i costi di CCS nel settore energetico per centrali elettriche a
carbone o a gas, rispetto a impianti equivalenti privi di CCS e a impianti
industriali ad alta intensità di energia.
Sarà fornito un sostegno, in particolare al
fine di dimostrare tutta la catena CCS per un campione rappresentativo di
diverse soluzioni tecnologiche in materia di cattura, trasporto e stoccaggio.
Questo dovrà essere accompagnato dalla ricerca finalizzata a sviluppare
ulteriormente tali tecnologie e a fornire tecnologie di cattura più
competitive, componenti perfezionati, sistemi e processi integrati, uno
stoccaggio geologico sicuro e razionale nonché soluzioni per il riutilizzo su
larga scala del CO2 catturato, al fine di consentire la diffusione
commerciale delle tecnologie CCS per le centrali elettriche a combustibile
fossile e le altre industrie ad alta intensità di carbonio dopo il 2020.
3.2.4.     Sviluppare l'energia
idroelettrica, geotermica, marina e altre opzioni nell'ambito delle energie
rinnovabili 
L'energia idroelettrica, geotermica e marina
nonché le altre energie rinnovabili possono contribuire alla decarbonizzazione
dell'approvvigionamento energetico europeo rafforzandone nel contempo la
flessibilità alla produzione e all'utilizzo variabili di energia. L'obiettivo è
portare queste tecnologie a una maturazione commerciale sostenibile ed
efficiente in termini di costi, che consenta un'applicazione su vasta scala e
su scala industriale, comprensiva dell'integrazione della rete. Le energie
oceaniche come l'energia meccanica delle maree, del moto ondoso o delle
correnti marine forniscono una vera energia prevedibile a emissioni zero. È
opportuno che le attività di ricerca includano una ricerca di laboratorio
innovativa sui componenti e sui materiali affidabili a basso costo in un
ambiente a elevata corrosione e a incrostazioni biologiche nonché dimostrazioni
alle varie condizioni riscontrate nelle acque europee.
3.3.        Combustibili alternativi e
fonti energetiche mobili 
Soddisfare gli obiettivi europei in materia di
energia e di riduzione di CO2 richiede altresì lo sviluppo di nuovi
combustibili e di fonti energetiche mobili. Questo è particolarmente importante
per far fronte alla sfida dei trasporti intelligenti, ecosostenibili e
integrati. Le catene del valore di tali tecnologie e carburanti alternativi non
sono sufficientemente sviluppate e occorre accelerarne lo sviluppo per giungere
alla scala dimostrativa.
3.3.1.     Rendere la bioenergia
competitiva e sostenibile
L'obiettivo per quanto concerne la bioenergia
è far sì che le tecnologie più promettenti giungano a maturità commerciale per
consentire la produzione sostenibile e su vasta scala di biocarburanti avanzati
di seconda generazione delle varie catene del valore per i trasporti, e un
sistema altamente efficiente di cogenerazione di energia termica ed elettrica
da biomassa, compreso il processo di CCS. L'obiettivo è sviluppare e dimostrare
la tecnologia alla base dei diversi percorsi delle bioenergie su scale diverse,
tenendo conto delle varie condizioni geoclimatiche e dei vincoli logistici. Un'attività
di ricerca a più lungo termine mira a sostenere lo sviluppo di un'industria
bioenergetica sostenibile per il periodo successivo al 2020. Tali attività
completano a monte (materie prime, biorisorse) e a valle (integrazione in
parchi veicoli) le attività di ricerca svolte nell'ambito di altre sfide per la
società.
3.3.2.     Ridurre i tempi di
commercializzazione delle tecnologie sull'idrogeno e celle a combustibile
Le celle a combustibile e l'idrogeno sono
dotati un notevole potenziale per contribuire ad affrontare le sfide
energetiche cui deve far fronte l'Europa. È necessaria una notevole diminuzione
dei costi per rendere queste tecnologie competitive sul mercato. A titolo di
esempio, il costo dei sistemi di pile a combustibile per i trasporti deve
essere ridotto a un decimo nel corso dei prossimi dieci anni. A tal fine si
sostengono le dimostrazioni su larga scala e le attività di diffusione
precommerciale di applicazioni portabili e fisse nel settore dei trasporti e
dei servizi correlati, nonché di ricerca a lungo termine e lo sviluppo di
tecnologia, al fine di costruire una catena di celle a combustibile competitiva
nonché una produzione e infrastrutture per l'idrogeno sostenibili in tutta l'Unione.
È necessaria una forte cooperazione nazionale e internazionale per consentire
progressi di mercato a un livello sufficiente da comprendere l'elaborazione di standard
adeguati.
3.3.3.     Nuovi carburanti alternativi 
Esiste una serie di nuove opzioni dotate di un
potenziale a lungo termine, come il combustibile metallico in polvere, il
carburante da organismi fotosintetici (acquatici e terrestri) nonché la fotosintesi
mimetica artificiale. Questi nuovi percorsi possono offrire le possibilità di
una conversione energetica più efficace e più competitiva sotto il profilo dei
costi, oltre a tecnologie sostenibili, e processi quasi neutri per quanto
riguarda le emissioni di gas a effetto serra non in concorrenza per terreni
agricoli. Sarà fornito un sostegno particolare al fine di portare tali nuove
tecnologie e le altre potenziali tecnologie dalla dimensione di laboratorio a
una dimensione di scala dimostrativa precommerciale entro il 2020.
3.4.        Un'unica rete elettrica
europea intelligente
Le reti elettriche devono rispondere a tre
sfide strettamente correlate per consentire un sistema elettrico orientato al
consumatore e sempre più decarbonizzato: creare un mercato paneuropeo,
integrare un aumento massiccio delle fonti di energia rinnovabili e gestire le
interazioni fra milioni di fornitori e clienti, dove sempre più nuclei
familiari svolgeranno entrambi i ruoli, compresi i proprietari di veicoli
elettrici. Le future reti elettriche sono chiamate a svolgere un ruolo chiave
nella transizione verso un sistema elettrico completamente decarbonizzato,
offrendo allo stesso tempo una maggiore flessibilità di vantaggi in termini di
costi per i consumatori. L'obiettivo primario entro il 2020 è trasmettere e
distribuire circa il 35% dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili
concentrate e disperse.
Un'attività di ricerca e di dimostrazione
fortemente integrata mira a sostenere lo sviluppo di nuovi componenti e
tecnologie in grado di rispondere alle peculiarità della trasmissione e della
distribuzione della rete nonché dello stoccaggio.
È necessario tenere conto di tutte le opzioni
per equilibrare la domanda e l'offerta di energia al fine di ridurre al minimo
le emissioni e costi. È opportuno studiare e integrare nella rete elettrica le
nuove tecnologie per i sistemi energetici e le infrastrutture bidirezionali di
comunicazione digitale. Quest'azione contribuirà a migliorare la
programmazione, il monitoraggio, il controllo e la gestione delle reti in modo
sicuro sia in condizioni normali, sia di emergenza, come pure a gestire le
interazioni tra fornitori e clienti e a gestire i trasporti, gli scambi e i
flussi di energia. Per realizzare le future infrastrutture, è necessario che gli
indicatori e le analisi costi-benefici prendano in considerazione il sistema
energetico nel suo insieme. Inoltre, le sinergie tra le reti di
telecomunicazione e le reti intelligenti saranno massimizzate per evitare una
duplicazione degli investimenti e accelerare l'adozione di servizi energetici
intelligenti.
I nuovi sistemi di
accumulo dell'energia, sia di grandi dimensioni, sia per mezzo di batterie e
sistemi del veicolo, mirano a fornire la flessibilità richiesta tra la
produzione e la domanda. Le tecnologie TIC perfezionate consentiranno di
accrescere la flessibilità della domanda elettrica fornendo ai clienti
industriali, commerciali e residenziali i necessari strumenti di automazione.
È necessario che i
nuovi progetti in materia di programmazione, mercato e normazione determinino
il livello generale di efficienza e di efficacia nei costi della catena di
fornitura di energia elettrica e l'interoperabilità delle infrastrutture nonché
l'emergenza di un mercato aperto e concorrenziale delle tecnologie, dei
prodotti e dei servizi per le reti intelligenti. Sono necessari progetti
dimostrativi su vasta scala al fine di provare e convalidare le soluzioni e
valutarne i benefici per il sistema e per le singole parti interessate, prima
della diffusione a livello europeo. A questo è opportuno abbinare una ricerca
mirata a comprendere come i consumatori e le imprese reagiscano agli incentivi
economici, alle modifiche del comportamento, ai servizi d'informazione e alle
altre opportunità innovative offerte dalle reti intelligenti.
3.5.        Nuove conoscenze e tecnologie
A lungo termine sono necessarie tecnologie
nuove, più efficienti e concorrenziali in termini di costi. È necessario
accelerare i progressi mediante una ricerca multidisciplinare volta a
conseguire progressi scientifici nel settore dei concetti energetici e delle
tecnologie applicative come le nanoscienze, la scienza dei materiali, la fisica
dello stato solido, le TIC, le bioscienze, le scienze computazionali, lo
spazio. nonché lo sviluppo di innovazioni nelle tecnologie emergenti e future.
Sarà inoltre necessario svolgere attività di
ricerca avanzata per fornire le soluzioni volte ad adeguare i sistemi
energetici ai cambiamenti climatici. È possibile adeguare le priorità alle
nuove esigenze e opportunità scientifiche e tecnologiche o ai fenomeni di
recente osservazione che possono indicare sviluppi promettenti o rischi per la
società e suscettibili emergere nel corso dell'attuazione di Orizzonte 2020.
3.6.        Processo decisionale e
impegno pubblico di rilievo
È necessario che la ricerca in ambito
energetico sia sostenuta e strettamente allineata con la politica energetica. È
fondamentale una conoscenza approfondita delle tecnologie e dei servizi, delle
infrastrutture, dei mercati (compresi i quadri normativi) e del comportamento
dei consumatori al fine di fornire robuste analisi ai responsabili politici. È
previsto il sostegno, in particolare nel quadro del sistema informatico del
piano SET della Commissione europea, al fine di mettere a punto strumenti,
metodi e modelli solidi e trasparenti per valutare le principali problematiche
economiche e sociali connesse all'energia, elaborare banche dati e scenari per
un'Unione allargata e la valutazione dell'impatto delle politiche energetiche e
affini sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico, sull'ambiente e il
cambiamento climatico, sulla società e la competitività dell'industria
energetica nonché per svolgere attività di ricerca socioeconomica.
Sfruttando le possibilità offerte dalle
tecnologie web e sociali, si esamineranno su piattaforme d'innovazione aperte,
quali i laboratori viventi e le dimostrazioni su ampia scala per l'innovazione
nei servizi, il comportamento dei consumatori anche vulnerabili, come le
persone con disabilità, e i mutamenti comportamentali.
3.7.        Assorbimento di mercato dell'innovazione
energetica a beneficio dei mercati e dei consumatori
La diffusione sul mercato di soluzioni
innovative e di replicazione sono essenziali per introdurre le nuove tecnologie
energetiche tempestivamente e attraverso un'attuazione efficiente sotto il
profilo dei costi. Oltre alle attività di ricerca e di dimostrazione a
contenuto tecnologico, sono necessarie azioni dal chiaro valore aggiunto
europeo al fine di sviluppare, applicare, condividere e replicare le innovazioni
non tecnologiche con un forte effetto di leva in mercati unionali dell'energia
sostenibile tra le discipline e i livelli di governance.
Tali innovazioni si concentreranno sulla
creazione di condizioni di mercato favorevoli a livello normativo, amministrativo
e finanziario per tecnologie e soluzioni rinnovabili, efficienti dal punto di
vista energetico e a basse emissioni di carbonio. Saranno sostenute misure atte
ad agevolare l'attuazione delle politiche energetiche, che preparino il terreno
alla realizzazione degli investimenti e sostengano la creazione di capacità e l'accettazione
da parte dei cittadini.
La ricerca e l'analisi confermano
ripetutamente il ruolo cruciale del fattore umano nel successo e nel fallimento
di politiche energetiche sostenibili. Saranno incoraggiate le strutture
organizzative innovative, la diffusione e lo scambio di buone pratiche nonché
le azioni mirate a una formazione specifica e al potenziamento delle capacità.
3.8.        Aspetti specifici dell'attuazione

La definizione delle priorità per l'attuazione
delle attività nell'ambito di questa sfida è guidata dalla necessità di
rafforzare la dimensione europea della ricerca e dell'innovazione in ambito
energetico. Un obiettivo fondamentale è rappresentato dal sostegno all'attuazione
del programma di ricerca e innovazione del piano strategico per le tecnologie
energetiche (piano SET)[24]
al fine di attuare gli obiettivi unionali in materia di politica energetica e
di cambiamento climatico. È quindi necessario che le tabelle di marcia e i
piani di attuazione del piano SET rappresentino quindi un contributo prezioso
per l'elaborazione dei programmi di lavoro. La struttura di governance del
piano SET sarà utilizzata come principio di base per la fissazione delle
priorità strategiche e del coordinamento dei progetti per la ricerca e l'innovazione
in ambito energetico in tutta l'Unione.
Il programma non tecnologico dipenderà dalla
politica e della legislazione energetica dell'Unione. Un clima propizio per
dimostrare il progresso tecnologico e introduzione su vasta scala di soluzioni
di servizio, i processi e le iniziative politiche di efficienza energetica e di
tecnologie a basso tenore di carbonio in tutta l'Unione devono essere
supportati dal servizio. A tal fine può essere necessario il sostegno all'assistenza
tecnica per lo sviluppo e la diffusione dell'efficienza energetica e degli
investimenti nel settore delle energie rinnovabili.
I partenariati europei con le parti
interessate saranno determinanti per condividere risorse e agire congiuntamente.
Può essere previsto, caso per caso, che le iniziative industriali europee del
piano SET si trasformino in partenariati pubblico-privato formalizzati, se del
caso, al fine di accrescere il livello e la coerenza tra i finanziamenti
nazionali e a stimolare le azioni comuni per la ricerca e l'innovazione fra gli
Stati membri. Si presterà attenzione a fornire sostegno, compresi gli Stati
membri, alle alleanze fra attori della ricerca pubblica, in particolare, l'Alleanza
europea per la ricerca energetica, stabilite nel quadro del piano SET al fine
di mettere in comune le risorse e le infrastrutture della ricerca pubblica per
affrontare le aree di ricerca cruciali per l'interesse europeo. È necessario
che le azioni di coordinamento internazionale sostengano le priorità del piano
SET secondo il principio della geometria variabile, tenendo conto delle
capacità e delle specificità di ciascun paese.
Il sistema informatico della Commissione
europea del piano SET sarà mobilitato per sviluppare, in collaborazione con le
parti interessate, i principali indicatori di prestazione volti a controllare i
progressi dell'attuazione, che saranno riesaminati a scadenze regolari per
tener conto degli ultimi sviluppi. Più in generale, l'attuazione nel quadro di
questa sfida intende migliorare il coordinamento dei pertinenti programmi,
iniziative e politiche dell'Unione, come per esempio la politica di coesione,
in particolare tramite le strategie nazionali e regionali per la
specializzazione intelligente nonché il sistema di scambio di quote di
emissioni, per quanto attiene al sostegno ai progetti dimostrativi.
4.           Trasporti
intelligenti, ecologici e integrati
4.1.        Trasporti
efficienti dal punto di vista delle risorse che rispettino l'ambiente
L'Europa ha stabilito l'obiettivo politico di
conseguire una riduzione del 60% di CO2 entro il 2050. La
finalità è di ridurre della metà l'uso nelle città di autovetture "a
carburanti tradizionali" e di realizzare nei principali centri urbani un
sistema logistico a zero emissioni di CO2 entro il 2030. I
combustibili a basse emissioni di carbonio dovrebbero costituire il 40% del
totale nel settore dell'aviazione entro il 2050 e per lo stesso anno anche le
emissioni di CO2 dei combustibili utilizzati nel trasporto marittimo
dovrebbero essere ridotte del 40%.
La ricerca e l'innovazione daranno un notevole
contributo allo sviluppo e all'adozione delle soluzioni necessarie per tutti i
modi di trasporto. Queste porteranno a una notevole riduzione delle emissioni
del comparto che sono nocive per l'ambiente (come CO2, NOx e SOx), limiteranno
la dipendenza del settore dai combustibili fossili e, di conseguenza,
diminuiranno l'impatto dei trasporti sulla biodiversità oltre a tutelare le
risorse naturali.
A tal fine è necessario agire attuando
seguenti attività specifiche.
4.1.1.     Rendere
aeromobili, veicoli e navi più ecologici e silenziosi per migliorare le
prestazioni ambientali e ridurre i livelli di rumore e di vibrazioni percepiti 
Le attività in questo settore riguarderanno
essenzialmente i prodotti finiti, ma anche progettazione e processi di
fabbricazione basati sull'economia e sull'ecologia, che nella fase di
progettazione includono criteri di riciclabilità. 
(a)                   
Sviluppare tecnologie di propulsione più pulite e
adottarle rapidamente è importante per ridurre o eliminare le emissioni di CO2
e l'inquinamento causati dai trasporti. Occorre trovare soluzioni nuove e
innovative, basate su batterie e motori elettrici, celle a combustibile o
propulsione ibrida. Inoltre i progressi tecnologici contribuiranno a migliorare
la prestazione ambientale dei sistemi di propulsione tradizionali. 
(b)                   
Per ridurre il consumo di combustibili fossili è
necessario esplorare i possibili usi di energie alternative a basse emissioni
di CO2. Tra di questi figurano l'utilizzazione di combustibili e di
elettricità sostenibili, ottenuti da fonti energetiche rinnovabili, per tutti i
modi di trasporto e anche nel settore dell'aviazione, la riduzione del consumo
di carburante mediante il recupero dell'energia o la diversificazione degli approvvigionamenti
e altre soluzioni innovative. Verranno ricercati nuovi approcci globali, che
comprendano veicoli, infrastrutture di stoccaggio e di approvvigionamento
energetico, incluse le interfacce tra veicoli e rete elettrica e soluzioni
innovative per l'uso di carburanti alternativi.
(c)                   
La riduzione del peso di aerei, navi e veicoli e
della loro resistenza idrodinamica, aerodinamica o al rotolamento, grazie a
materiali leggeri, a strutture più sottili e a una progettazione innovativa,
concorrerà a diminuire il consumo di combustibili.
4.1.2.     Sviluppare
attrezzature, infrastrutture e servizi intelligenti
Questi contribuiranno a ottimizzare il
funzionamento dei trasporti e a ridurre il consumo di risorse. L'accento verrà
posto sull'utilizzazione e sulla gestione efficienti di aeroporti, porti,
piattaforme logistiche e infrastrutture per i trasporti di superficie nonché su
sistemi di ispezione e di manutenzione autonomi ed efficienti. Una particolare
attenzione sarà prestata alla resilienza delle infrastrutture agli effetti del
clima, a soluzioni efficienti in termini di costi che tengano conto del ciclo
di vita e alla maggiore utilizzazione di nuovi materiali che permettono una
manutenzione più efficace ed economica. Verranno tenute presenti anche
l'accessibilità e l'inclusione sociale.
4.1.3.     Migliorare
i trasporti e la mobilità nelle aree urbane
Ciò comporterà benefici per un'importante e
sempre maggiore percentuale della popolazione che vive e lavora nelle città o
che utilizza i trasporti per servizi e tempo libero. Per ridurre il livello di
inquinamento atmosferico e acustico e migliorare l'efficienza dei trasporti
occorre sviluppare e sperimentare concetti di mobilità, organizzazione dei
trasporti, soluzioni logistiche e di pianificazione nuovi. Trasporti pubblici e
non motorizzati, come anche altre soluzioni di trasporto basate su un uso
efficiente delle risorse, andrebbero sviluppati come vera alternativa
all'impiego degli autoveicoli per uso privato, con il supporto di un maggior
uso di sistemi di trasporto intelligenti e di sistemi innovativi di gestione
della domanda.
4.2.        Migliorare
la mobilità, diminuire il traffico e aumentare la sicurezza
Gli obiettivi perseguiti con politica europea
nel settore dei trasporti tendono a ottimizzare prestazioni ed efficacia a
fronte della crescente domanda di mobilità, a rendere l'Europa la regione più
sicura per il trasporto aereo e a progredire verso l'obiettivo di azzerare
entro il 2050 il numero delle vittime nel trasporto su strada. Entro il
2030, il 30% del trasporto di merci su strada su oltre 300 chilometri dovrebbe
passare al trasporto ferroviario e su vie navigabili. Il trasporto continuo ed
efficiente di persone e merci nell'intera Europa, anche mediante
l'internalizzazione dei costi esterni, richiede un nuovo sistema europeo di
gestione, informazione e pagamento nel settore dei trasporti multimodali. 
La ricerca e l'innovazione daranno un
contributo importante al conseguimento di questi ambiziosi obiettivi politici,
grazie ad attività condotte nei seguenti ambiti specifici:
4.2.1.     Ridurre
drasticamente la congestione del traffico
Questo obiettivo può essere conseguito
prevedendo un sistema di trasporto intermodale "porta a porta" ed
evitando di utilizzare inutilmente i mezzi di trasporto. Ciò significa promuovere
una maggiore integrazione tra i modi di trasporto, ottimizzare le catene di
trasporto e rendere i servizi di trasporto più integrati. Queste soluzioni
innovative faciliteranno l'accessibilità, tra l'altro per le persone anziane e
per gli utenti vulnerabili. 
4.2.2.     Migliorare
sensibilmente la mobilità di persone e merci
Questo obiettivo può essere raggiunto grazie
allo sviluppo e all'impiego generalizzato di applicazioni e sistemi di gestione
intelligenti nel settore dei trasporti. Ciò presuppone sistemi di
pianificazione, di gestione della domanda, di informazioni e di pagamento
interoperabili a livello europeo e la piena integrazione dei flussi di
informazioni, dei sistemi di gestione, delle reti infrastrutturali e dei
servizi di mobilità in un nuovo quadro comune multimodale basato su piattaforme
aperte. Ciò garantirà inoltre flessibilità e risposte rapide in caso di crisi e
di condizioni meteorologiche estreme, riconfigurando il tragitto tra i vari
modi di trasporto. Le nuove applicazioni in materia di localizzazione, di
navigazione e di sincronizzazione, rese possibili dai sistemi di navigazione
satellitare Galileo e EGNOS, risulteranno essenziali per il raggiungimento di
tale obiettivo.
(a)                   
Grazie a tecnologie innovative di gestione del
traffico aereo sarà possibile migliorare notevolmente sicurezza e efficacia in
un contesto di rapido aumento della domanda, al fine di garantire una maggiore
puntualità, ridurre il tempo dedicato alle procedure di viaggio negli aeroporti
e aumentare la resilienza nel sistema di trasporto aereo. La realizzazione e
l'ulteriore sviluppo del "Cielo unico europeo" saranno sostenuti da
soluzioni intese ad aumentare l'automazione e l'autonomia nella gestione del
traffico aereo e nel controllo degli aeromobili, l'ulteriore integrazione delle
componenti aeree e terrestri e, infine, da nuove soluzioni per gestire in modo
efficiente e continuo il flusso di passeggeri e di merci lungo tutto il sistema
di trasporto.
(b)                   
Quanto al trasporto per vie navigabili, il
miglioramento e l'integrazione delle tecnologie di gestione e di pianificazione
contribuiranno a creare una "cintura blu" sui mari che circondano
l'Europa, migliorando così le operazioni portuali, e un quadro adeguato per le
vie navigabili interne.
(c)                   
Nel trasporto su gomma e su rotaia, l'ottimizzazione
della gestione della rete consentirà un uso più efficiente delle infrastrutture
e semplificherà le transazioni transfrontaliere. Saranno sviluppati sistemi
globali e cooperativi di gestione e di informazione per il traffico stradale,
basati sulla comunicazione tra veicoli e tra veicolo e infrastruttura. 
4.2.3.     Sviluppare
e applicare nuovi concetti di trasporto merci e di logistica
Queste attività consentono di ridurre la
pressione sul sistema di trasporto e di migliorare la sicurezza e la capacità
di trasporto delle merci, ad esempio mediante la combinazione di veicoli che
hanno elevate prestazioni e un impatto ridotto sull'ambiente con sistemi
intelligenti, sicuri e basati su infrastrutture (come gli autotreni). Le
attività favoriranno inoltre lo sviluppo del progetto e-Freight per procedure
di trasporto prive di supporti cartacei, in cui i flussi di informazioni, i
servizi e i pagamenti elettronici sono collegati al flusso materiale delle
merci nei diversi modi di trasporto.
4.2.4.     Ridurre
il numero di incidenti e di decessi e migliorare la sicurezza
Questo obiettivo può essere conseguito
affrontando aspetti inerenti all'organizzazione, alla gestione e al controllo
delle prestazioni e dei rischio nei sistemi di trasporto, nonché concentrandosi
sulla progettazione e sul funzionamento di aeromobili, veicoli, navi
infrastrutture e terminali. L'accento sarà posto sulla sicurezza attiva e
passiva, sulla prevenzione, su una maggiore automazione e sui processi di
formazione, allo scopo di limitare le conseguenze di errori umani. Saranno
elaborati strumenti e tecniche specifici allo scopo di anticipare, valutare e
mitigare in maggior misura l'impatto delle condizioni meteorologiche e di altri
rischi naturali. Le attività riguarderanno essenzialmente l'integrazione degli
aspetti relativi alla sicurezza nella pianificazione e nella gestione dei
flussi di passeggeri e di merci, la progettazione di aeromobili, veicoli e
navi, la gestione del traffico e dei sistemi nonché la progettazione di
terminali. 
4.3.        Primato
mondiale per l'industria europea dei trasporti
In un contesto di crescente concorrenza, la
ricerca e l'innovazione contribuiranno alla crescita e alla creazione di posti
di lavoro altamente qualificati nel settore europeo dei trasporti, consentendo
di mantenere un vantaggio tecnologico e di ridurre i costi degli attuali
processi di produzione. La sfida è di salvaguardare la competitività europea in
un settore economico che rappresenta direttamente il 6,3% del PIL dell'UE e dà
lavoro a quasi 13 milioni di persone in Europa. Tra gli obiettivi specifici
figurano lo sviluppo della prossima generazione di mezzi di trasporto
innovativi e la preparazione della successiva, lavorando su nuovi concetti e
progetti, su sistemi di controllo intelligenti e su processi produttivi
efficaci. L'Europa intende diventare il leader mondiale in materia di efficacia
e sicurezza nei diversi modi di trasporto. 
La ricerca e l'innovazione saranno incentrate
in particolare sulle seguenti attività specifiche.
4.3.1.     Sviluppare
la prossima generazione di mezzi di trasporto per mantenere in futuro la quota
di mercato 
Si contribuirà così a rafforzare la posizione
dominante dell'Europa in materia di aerei, treni ad alta velocità, trasporto
ferroviario (sub)urbano, veicoli stradali, elettromobilità, navi da crociera,
traghetti, navi specializzate ad alto contenuto tecnologico e piattaforme
marine. Ciò stimolerà inoltre la competitività delle industrie europee in
tecnologie e sistemi emergenti e favorirà la loro diversificazione verso nuovi
mercati, segnatamente in settori diversi dai trasporti. Vi rientra lo sviluppo
di aeromobili, veicoli e navi innovativi e sicuri con dispositivi di
propulsione efficienti e sistemi di controllo intelligenti e ad alte
prestazioni.
4.3.2.     Inserire
a bordo sistemi di controllo intelligenti
Questi sistemi sono necessari per conseguire
una maggiore integrazione tra prestazioni e sistema nel settore dei trasporti.
Verranno messe a punto adeguate interfacce per le comunicazioni tra aeromobili,
veicoli, navi e infrastrutture, in tutte le opportune combinazioni, con
l'obiettivo di definire norme operative comuni. 
4.3.3.     Processi
di produzione avanzati
L'obiettivo è di consentire la
personalizzazione, ridurre i costi nel ciclo di vita, limitare i tempi di sviluppo
e favorire la standardizzazione e la certificazione di aeromobili, veicoli e
navi e delle relative infrastrutture. Le attività in questo settore
svilupperanno tecniche di progettazione e di produzione rapide e efficaci, che
comprendono tecniche di assemblaggio, costruzione, manutenzione e riciclaggio
grazie a strumenti digitali e all'automazione, nonché la capacità di integrare
sistemi complessi. Ciò consentirà di rafforzare la competitività delle catene
di approvvigionamento, che saranno in grado di commercializzare i prodotti in
tempi più brevi e a costi ridotti. 
4.3.4.     Ricercare forme del tutto
nuove di trasporto
Queste contribuiranno a rafforzare la
competitività dell'Europa sul lungo periodo. Le attività di ricerca strategica
e di verifica concettuale riguarderanno sistemi e servizi di trasporto
innovativi, compresi aeromobili interamente automatizzati e di altri nuovi
tipi, veicoli e navi con potenziale a lungo termine.
4.4.        Ricerca socioeconomica e
attività orientate al futuro per l'elaborazione delle strategie politiche
Le iniziative di supporto all'analisi e allo
sviluppo della politica dei trasporti, compresi i suoi aspetti socio-economici,
sono necessarie per promuovere l'innovazione e affrontare le sfide in questo
settore. Queste attività sono intese a sviluppare e attuare politiche europee
per la ricerca e l'innovazione nei trasporti, studi previsionali e prospettive
tecnologiche nonché rafforzamento dello spazio europeo della ricerca.
Per l'evoluzione del sistema europeo dei
trasporti, è fondamentale capire il comportamento degli utenti, l'accettazione
sociale, l'impatto delle misure politiche, le tipologie di mobilità e i modelli
commerciali nonché le relative implicazioni. Gli scenari saranno sviluppati
tenendo conto delle tendenze sociali, politiche e degli obiettivi di
prospettiva tecnologica nel 2050. Per meglio comprendere i collegamenti tra lo
sviluppo territoriale e il sistema europeo dei trasporti, occorrono modelli
affidabili sulla cui base adottare adeguate decisioni politiche.
La ricerca verterà sul modo di evitare le
disuguaglianze sociali nell'accesso alla mobilità e su come migliorare la
situazione degli utenti vulnerabili. Occorre inoltre affrontare questioni
economiche, concentrandosi su come internalizzare le esternalità dei trasporti
per tutti i modi, e definire modelli di tassazione e di prezzi. La ricerca
prospettica è necessaria per valutare i futuri requisiti a livello di
competenze e di posti di lavoro.
4.5.        Aspetti specifici di
attuazione
Allo scopo di definire le priorità del
programma di lavoro verrà tenuto conto, oltre che del contributo di consulenti
esterni indipendenti e delle diverse piattaforme tecnologiche europee, del
lavoro svolto nell'ambito del Piano strategico per la tecnologia dei trasporti.
5.           Azione per il clima, efficienza delle
risorse e materie prime
5.1.        Lotta e adattamento ai
cambiamenti climatici
Le attuali concentrazioni di CO2
nell'atmosfera sono del 40% circa superiori a quelle dell'inizio della
rivoluzione industriale e ai livelli più elevati degli ultimi 2 milioni di
anni. Anche i gas a effetto serra diversi dal CO2 contribuiscono al
cambiamento climatico e stanno svolgendo un ruolo sempre più importante. Senza
iniziative risolute, i cambiamenti climatici potrebbero costare al pianeta
almeno il 5% del PIL ogni anno e fino al 20% in alcuni casi. Invece, iniziative
efficaci e tempestive potrebbero limitare il costo netto per anno all'1% circa
del PIL. Per raggiungere l'obiettivo "2° C" ed evitare le peggiori
conseguenze del cambiamento climatico, i paesi sviluppati devono ridurre le
loro emissioni di gas serra dell'80‑95% entro il 2050 rispetto ai livelli
del 1990. 
L'obiettivo di questa iniziativa è pertanto di
definire e valutare misure di adattamento e di attenuazione innovative,
efficienti sotto il profilo dei costi e sostenibili concernenti i gas ad
effetto serra (CO2 e diversi dal CO2) e di delineare
soluzioni rispettose dell'ambiente, tecnologiche e di altro tipo, grazie alla
produzione di dati utili per adottare misure informate, tempestive ed efficaci
e alla messa in rete delle competenze necessarie. 
A tal fine la
ricerca e l'innovazione saranno incentrate in particolare sulle seguenti
attività:
5.1.1.     Migliorare la comprensione dei
cambiamenti climatici e l'elaborazione di previsioni affidabili in questo
ambito
Per tutelare la vita umana, i beni e le
infrastrutture, sono essenziali una migliore comprensione delle cause e
dell'evoluzione dei cambiamenti climatici, proiezioni climatiche più accurate e
l'adozione di decisioni efficaci. È di fondamentale importanza continuare a
migliorare le conoscenze scientifiche sui fattori del cambiamento climatico e
su processi, meccanismi e informazioni associati al funzionamento degli oceani,
degli ecosistemi terrestri e dell'atmosfera. Un contributo per aumentare
l'accuratezza delle previsioni climatiche su scale temporali e spaziali
pertinenti verrà dallo sviluppo di scenari e modelli più accurati, compresi i
modelli di completo accoppiamento Terra-sistema.
5.1.2.     Valutare gli impatti e le
vulnerabilità e sviluppare misure di adeguamento e di prevenzione dei rischi
innovative e convenienti: 
Le conoscenze sulla capacità della società e
dell'economia di adattarsi ai cambiamenti climatici sono incomplete. Misure
efficaci, eque e socialmente accettabili per un ambiente e una società
resistenti ai cambiamenti climatici richiedono un'analisi integrata di impatti,
vulnerabilità, esposizione delle persone, rischi, costi e opportunità attuali e
futuri associati ai cambiamenti climatici, tenendo conto di eventi eccezionali,
dei relativi rischi indotti al clima e del loro ricorrere. Questa analisi
riguarderà anche gli effetti negativi dei cambiamenti climatici su
biodiversità, ecosistemi e servizi ecosistemici, infrastrutture e beni
economici e naturali. L'accento sarà posto sugli ecosistemi naturali e sugli
ambienti urbani di maggior valore nonché sui settori più importanti a livello
sociale, culturale ed economico dell'intera Europa. Le iniziative hanno lo
scopo di esaminare le conseguenze e i rischi crescenti per la salute umana
causati dai cambiamenti climatici e dalla maggiore concentrazione di gas a
effetto serra nell'atmosfera. Scopo della ricerca è valutare risposte di
adeguamento al cambiamento climatico che siano innovative, equamente
distribuite e efficienti sotto il profilo dei costi, come la protezione e
l'adattamento delle risorse naturali e degli ecosistemi e i relativi effetti,
per informare e sostenere il loro sviluppo e la loro attuazione a tutti i
livelli. La valutazione includerà anche potenziali effetti, costi e rischi
delle opzioni geo-ingegneristiche. Sarà presa in esame la complessità di
relazioni, conflitti e sinergie tra la politica in materia di adeguamento e di
prevenzione dei rischi e altre politiche climatiche e settoriali, comprese le
implicazioni a livello di occupazione e condizioni di vita dei gruppi
vulnerabili. 
5.1.3.     Sostenere le politiche di
mitigazione
La transizione dell'Unione europea verso
un'economia concorrenziale, efficiente in termini di risorse e resiliente ai
cambiamenti climatici entro il 2050 richiede la definizione di strategie
efficaci per la riduzione delle emissioni sul lungo periodo e notevoli
progressi nella capacità di innovare. La ricerca valuterà rischi ambientali e
socioeconomici, opportunità ed effetti delle opzioni in materia di mitigazione
dei cambiamenti climatici. Essa dovrà contribuire allo sviluppo e alla
convalida di nuovi modelli clima-energia-economia, tenendo conto degli
strumenti economici e delle pertinenti esternalità, al fine di verificare le
opzioni politiche e i percorsi tecnologici a basse emissioni di carbonio a
diversi livelli e nei principali settori economici e sociali dell'Unione e
mondiali. Verranno intraprese azioni per facilitare l'innovazione tecnologica,
istituzionale e socioeconomica, rafforzando i legami tra ricerca e applicazione
nonché tra imprenditori, utenti finali, ricercatori e istituzioni della
conoscenza.
5.2.        Gestione sostenibile delle
risorse naturali e degli ecosistemi
Le società devono affrontare la grave
difficoltà di trovare un equilibrio sostenibile tra le esigenze umane e
l'ambiente. Le risorse ambientali, come acqua, aria, biomasse, terreni fertili,
biodiversità, ecosistemi e relativi servizi, costituiscono la base
dell'economia e della qualità della vita in Europa e nel mondo. A livello
mondiale, si calcola che entro il 2050 le opportunità commerciali legate alle
risorse naturali dovrebbero superare i 2 000 miliardi[25]. Nonostante ciò, gli
ecosistemi in Europa e nell'intero pianeta si sono deteriorati in misura
superiore alla capacità della natura di rigenerarli e le risorse ambientali
sono oggetto di uno sfruttamento eccessivo. Ad esempio, nell'Unione ogni anno
si perdono 1 000 km² di alcuni dei suoli più fertili e degli ecosistemi
più preziosi, mentre un quarto delle risorse di acqua dolce viene sprecato. Non
è possibile continuare in questo modo. La ricerca deve contribuire a invertire
queste tendenze che sono dannose per l'ambiente e a garantire che gli
ecosistemi possano continuare a fornire risorse, beni e servizi essenziali per
il benessere e la prosperità economica.
Pertanto, l'obiettivo di questa attività è di
fornire le conoscenze necessarie per gestire le risorse naturali in modo da
conseguire un equilibrio sostenibile tra le risorse limitate e le esigenze
della società e dell'economia.
A tal fine la ricerca e l'innovazione saranno
incentrate in particolare sulle seguenti attività:
5.2.1.     Acquisire una maggiore
comprensione del funzionamento degli ecosistemi, delle loro interazioni con i
sistemi sociali e del ruolo che essi svolgono nel sostenere l'economia e il
benessere degli esseri umani.
Le azioni dell'uomo possono innescare
cambiamenti ambientali irreversibili e alterare gli ecosistemi. È di
fondamentale importanza anticipare questi rischi, valutando e monitorando
l'impatto che le attività umane hanno sull'ambiente e le conseguenze dei
mutamenti ambientali sul benessere degli uomini. La ricerca sugli ecosistemi
marini (dalle zone costiere fino al mare aperto), d'acqua dolce, terrestri e
urbani, compresi gli ecosistemi dipendenti dalle acque sotterranee, ci aiuterà
a comprendere meglio le complesse interazioni tra risorse naturali e sistemi
sociali, economici ed ecologici, inclusi i punti critici ambientali e la
resistenza - o la fragilità - dei sistemi umani e biologici. Essa valuterà in
che modo gli ecosistemi funzionino e reagiscano agli impatti antropogenici,
come possano essere ripristinati e come questo inciderà sulle economie e sul
benessere degli esseri umani anche ricercando soluzioni per affrontare le sfide
a livello di risorse. La ricerca contribuirà a sviluppare misure e pratiche
atte a garantire lo svolgimento delle attività economiche e sociali entro i
limiti della sostenibilità e della capacità di adattamento degli ecosistemi e
della biodiversità. 
5.2.2.     Fornire conoscenze e strumenti
che consentano un processo decisionale efficace e il coinvolgimento del
pubblico
I sistemi di governance, economici e sociali
devono ancora affrontare i problemi dell'esaurimento delle risorse e del
degrado degli ecosistemi. Ricerca e innovazione saranno alla base delle
decisioni politiche necessarie per gestire le risorse naturali e gli ecosistemi
in modo da evitare, o da adattarsi, a cambiamenti climatici e ambientali
distruttivi e per promuovere cambiamenti istituzionali, economici,
comportamentali e tecnologici che garantiscano la sostenibilità. L'accento
verrà posto sulle politiche rilevanti per gli ecosistemi e i servizi
ecosistemici essenziali, come acqua dolce, mari e oceani, qualità dell'aria,
biodiversità, uso del suolo e del territorio. La resilienza delle società e
degli ecosistemi a eventi catastrofici, incluse le calamità naturali, sarà
rafforzata migliorando le capacità di previsione e di allarme tempestivo e
valutando punti deboli e impatti, anche in un approccio multirischio. La
ricerca e l'innovazione forniranno quindi un sostegno alle politiche in materia
di ambiente e di efficienza delle risorse e opzioni per una governance
efficace, basata su dati concreti, che agisca in un ambito di sicurezza.
Saranno sviluppate modalità innovative per migliorare la coerenza delle
politiche, per trovare compromessi e gestire i conflitti di interesse, per
sensibilizzare l'opinione pubblica sui risultati della ricerca e stimolare la
partecipazione dei cittadini al processo decisionale. 
5.3.        Garantire un
approvvigionamento sostenibile di materie prime non energetiche e non agricole
Settori come quelli edile, chimico,
automobilistico, aerospaziale, dei macchinari e degli impianti, che
rappresentano un valore aggiunto complessivo di 1 000 miliardi di EUR e
impiegano circa 30 milioni di persone, dipendono tutti dall'accesso alle
materie prime. L'Unione europea è autosufficiente per quanto riguarda i
minerali da costruzione. Tuttavia rimane un importatore netto della maggior
parte dei minerali industriali, pur essendo uno dei maggiori produttori
mondiali di alcuni di questi. Inoltre, l'Unione è fortemente dipendente dalle
importazioni di minerali metallici ed è totalmente dipendente dalle
importazioni per alcune materie prime essenziali.
Le recenti tendenze indicano che la domanda di
materie prime sarà influenzata dal futuro sviluppo delle economie emergenti e
dalla rapida diffusione delle principali tecnologie abilitanti. L'Europa deve
garantire una gestione sostenibile e assicurare un approvvigionamento
sostenibile di materie prime all'interno e all'esterno delle sue frontiere per
tutti i settori che dipendono dall'accesso a dette materie. Gli obiettivi
politici per le materie prime essenziali sono illustrati nell'iniziativa "Materie
prime" della Commissione[26].
Questa attività è pertanto intesa a migliorare
le conoscenze di base sulle materie prime e a sviluppare soluzioni innovative
per l'esplorazione, l'estrazione, la trasformazione, il riciclaggio e il
recupero delle materie prime e la loro sostituzione con alternative
interessanti sotto il profilo economico e con un minor impatto ambientale.
A tal fine la ricerca e l'innovazione saranno
incentrate in particolare sulle seguenti attività.
5.3.1.     Migliorare la base di
conoscenze sulla disponibilità di materie prime
Ciò consentirà di valutare più precisamente la
disponibilità a lungo termine delle risorse a livello mondiale e dell'Unione,
compreso l'accesso alle "miniere delle città" (discariche e rifiuti
minerari), le risorse in alto mare (come l'estrazione di terre rare dai fondali
marini) e i relativi elementi di incertezza. Queste conoscenze permetteranno
alla società di usare, riciclare e riutilizzare in modo più efficace le materie
prime rare o che comportano un impatto negativo sull'ambiente. Sarà inoltre
possibile sviluppare norme, prassi e standard globali che disciplinano
l'esplorazione, l'estrazione e la trasformazione economicamente sostenibili,
ecologicamente razionali e socialmente accettabili di risorse, comprese le pratiche
per l'utilizzo del territorio e la pianificazione dello spazio marittimo.
5.3.2.     Promuovere
l'approvvigionamento e l'uso sostenibili delle materie prime, a livello di
esplorazione, estrazione, trasformazione, riciclaggio e recupero 
La ricerca e l'innovazione sono necessarie per
l'intero ciclo di vita dei materiali, al fine di garantire un
approvvigionamento e una gestione accessibili, affidabili e sostenibili di
materie prime essenziali per le industrie europee. Lo sviluppo e la diffusione
di pratiche di esplorazione, estrazione e trasformazione economicamente
sostenibili, socialmente accettabili ed ecocompatibili permetteranno di
accrescere l'uso efficiente delle risorse. Ciò consentirà di sfruttare il
potenziale delle "miniere delle città". Contribuiranno a ridurre la
dipendenza dell'Unione in materia di approvvigionamento di materie prime anche
tecnologie nuove ed economicamente redditizie di riciclaggio e di recupero dei
materiali nonché modelli e processi economici. Ciò rende necessario usare più a
lungo, prevedere forme di riciclaggio e di recupero di elevata qualità e
ridurre drasticamente gli sprechi di risorse. Sarà adottato un approccio
"dell'intero ciclo di vita", dall'approvvigionamento di materie prime
alla fine di detto ciclo, che richieda un utilizzo minimo di energia e risorse.

5.3.3.     Trovare alternative per le
materie prime essenziali
In previsione di una possibile ridotta
disponibilità mondiale di alcune materie, causata ad esempio da restrizioni
commerciali, occorre ricercare e sviluppare sostituti o alternative sostenibili
per le materie prime essenziali, che abbiano prestazioni funzionali simili. Ciò
ridurrà la dipendenza dell'Unione dalle materie prime essenziali e migliorerà
l'impatto sull'ambiente.
5.3.4.     Migliorare la consapevolezza e
le competenze sociali riguardo alle materie prime
Il necessario passaggio a un'economia più
indipendente e che faccia un uso efficiente delle risorse richiede cambiamenti
culturali, comportamentali, socioeconomici e istituzionali. Al fine di
risolvere il crescente problema della carenza di manodopera qualificata nel
settore delle materie prime nell'Unione, e anche nell'industria mineraria
europea, dovranno essere incoraggiate partnership più efficaci tra le
università, gli istituti di studi geologici e le imprese. Sarà inoltre
essenziale sostenere lo sviluppo di competenze "verdi". Inoltre, il
pubblico non è sempre stato sufficientemente sensibilizzato all'importanza
delle materie prime interne per l'economia europea. Per facilitare i necessari
cambiamenti strutturali, la ricerca e l'innovazione cercheranno di coinvolgere
i cittadini, i responsabili politici, gli operatori e le istituzioni.
5.4.        Consentire la transizione
verso un'economia verde grazie all'innovazione ecocompatibile
L'Unione non può prosperare in un mondo in cui
aumentano costantemente consumo di risorse, degrado ambientale e perdita di
biodiversità. Per dissociare la crescita dall'uso delle risorse naturali
occorrono cambiamenti strutturali nel modo di utilizzare, riutilizzare e
gestire queste risorse, tutelando nel contempo l'ambiente. Le innovazioni ecocompatibili consentiranno di
ridurre la pressione sull'ambiente, di aumentare l'efficienza delle risorse e
di indirizzare l'Unione verso un'economia efficiente nell'uso delle risorse e
dell'energia. Le innovazioni ecocompatibili offrono inoltre notevoli
opportunità di crescita e di occupazione e aumentano la competitività europea
nel mercato globale, che secondo le stime a partire dal 2015 dovrebbe
raggiungere un valore dell'ordine di miliardi di EUR[27]. Ad oggi il 45% delle imprese
ha introdotto una qualche tipo di innovazione ecocompatibile. Dalle stime
risulta che il 4% circa delle innovazioni ecocompatibili ha consentito di
ridurre del 40% l'uso delle materie prime per unità di prodotto[28], mettendo in rilevo le grandi
potenzialità per il futuro.
Questa attività è pertanto intesa a promuovere
tutte le forme di ecoinnovazione che consentono di passare a un'economia verde.
A tal fine la ricerca e l'innovazione saranno
incentrate in particolare sulle seguenti attività.
5.4.1.     Rafforzare tecnologie
processi, servizi e prodotti ecoinnovativi e potenziare la loro diffusione sul
mercato. 
Verranno sostenute tutte le forme di
innovazione, graduali e radicali, che combinano innovazione tecnologica, organizzativa,
sociale, comportamentale, economica e politica e che rafforzano la
partecipazione della società civile. Ciò costituirà il supporto per un'economia
più circolare, pur riducendo gli impatti ambientali e tenendo conto delle
ripercussioni sull'ambiente. L'attività riguarderà i modelli commerciali, le
simbiosi industriali, i sistemi prodotto-servizio, la concezione di prodotti e
approcci basati sull'intero ciclo di vita o rigenerativi
("cradle-to-cradle"). L'obiettivo sarà di rendere più efficiente l'utilizzazione
delle risorse, riducendo, in termini assoluti, fattori di produzione, rifiuti e
rilascio di sostanze nocive lungo la catena del valore e di incoraggiare il
riutilizzo, il riciclaggio e la sostituzione delle risorse. Si tenterà inoltre
di agevolare la transizione dalla ricerca al mercato coinvolgendo l'industria,
e in particolare le PMI, nello sviluppo di prototipi da introdurre sul mercato
e da riprodurre. La creazione di reti tra ecoinnovatori favorirà inoltre la
diffusione delle conoscenze e un migliore collegamento tra offerta e domanda.
5.4.2.     Sostenere politiche innovative
e trasformazioni sociali
Il passaggio verso un'economia verde richiede
trasformazioni strutturali e istituzionali. La ricerca e l'innovazione
affronteranno i principali ostacoli ai cambiamenti sociali e all'evoluzione del
mercato, cercando di mettere consumatori, imprenditori e responsabili politici
in grado di adottare comportamenti innovativi e sostenibili. Saranno sviluppati
strumenti, metodi e modelli intesi a valutare e consentire le principali
trasformazioni economiche, sociali e istituzionali che sono necessarie per
effettuare una svolta decisa verso un'economia verde. La ricerca valuterà in
qual modo si possano promuovere modelli di consumo sostenibili, che riuniscano
ricerca socioeconomica, scienza del comportamento, impegno degli utenti e
adesione del pubblico alle innovazioni, nonché attività per migliorare la
comunicazione e la consapevolezza del pubblico. Verranno sfruttate al massimo
le azioni dimostrative.
5.4.3.     Misurare e valutare i
progressi compiuti verso un'economia verde
Devono essere sviluppati validi indicatori
applicabili a tutte le opportune scale spaziali complementari al PIL, metodi e
sistemi intesi a sostenere e valutare la transizione verso un'economia verde
nonché l'efficacia delle opzioni politiche in materia. Seguendo un approccio
basato sul del ciclo di vita, la ricerca e l'innovazione miglioreranno la
qualità e la disponibilità di dati, metodi di misurazione e sistemi, attinenti
all'efficienza delle risorse e all'ecoinnovazione, e agevoleranno lo sviluppo
di programmi di compensazione innovativi. La ricerca socioeconomica aiuterà a
comprendere meglio le cause profonde del comportamento di produttori e
consumatori e contribuirà quindi allo sviluppo di strumenti politici più
efficaci per agevolare la transizione verso un'economia basata sull'uso
efficiente delle risorse e in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici.
Inoltre saranno sviluppati metodi di valutazione delle tecnologie e la modellizzazione
integrata al fine di sostenere le politiche in materia di efficienza delle
risorse e di ecoinnovazione a tutti i livelli, migliorando al tempo stesso la
coerenza delle politiche e raggiungendo compromessi. I risultati serviranno a
monitorare, valutare e ridurre i flussi di materiale e di energia coinvolti
nella produzione e nel consumo e permetteranno ai responsabili politici e alle
imprese di tener presenti, nelle loro iniziative e decisioni, costi ed
esternalità ambientali. 
5.4.4.     Promuovere l'efficienza delle
risorse attraverso i sistemi digitali
Le innovazioni nelle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione possono rivelarsi uno strumento
fondamentale a sostegno dell'uso efficace delle risorse. Al fine di conseguire
tale obiettivo, TIC moderne e innovative permetteranno di incrementare
notevolmente l'efficienza della produttività, in particolare mediante procedure
automatizzate, monitoraggio in tempo reale e sistemi di supporto decisionale.
In futuro, le TIC saranno utilizzate per accelerare una progressiva
dematerializzazione dell'economia e la transizione verso servizi digitali
nonché per facilitare un mutamento delle abitudini di consumo e dei modelli
imprenditoriali.
5.5.        Sviluppare sistemi completi e
stabili di informazione e osservazione ambientali a livello mondiale
Sistemi completi di osservazione e
informazione in materia di ambiente risultano essenziali per la produzione di
dati e informazioni a lungo termine necessari per far fronte a questa sfida.
Questi sistemi saranno utilizzati per analizzare e prevedere situazione e
tendenze in materia di clima, di risorse naturali comprese le materie prime, di
ecosistemi e di servizi ecosistemici, nonché per valutare politiche e misure
intese a ridurre le emissioni di CO2, di mitigazione e di
adattamento ai cambiamenti climatici in tutti i settori dell'economia. Le
informazioni e le conoscenze ottenute mediante questi sistemi saranno
utilizzate per incoraggiare un uso oculato delle risorse strategiche, per
sostenere lo sviluppo di politiche basate su dati comprovati, per promuovere
nuovi servizi in materia di ambiente e di clima e per creare nuovi sbocchi sui
mercati mondiali. 
Le capacità, le tecnologie e le infrastrutture
di dati per l'osservazione e la sorveglianza del pianeta dovranno essere basate
sui progressi conseguiti a livello di TIC, tecnologia spaziale e reti
intelligenti, osservazioni da telerilevamento, nuovi sensori in loco, servizi
mobili, reti di comunicazione, portali web partecipativi nonché infrastrutture
informatiche e di modellizzazione, in modo da fornire con continuità
informazioni, stime e proiezioni tempestive e accurate. Verrà incoraggiato
l'accesso libero, aperto e illimitato a sistemi interoperabili di dati e di
informazioni nonché lo stoccaggio, la gestione e la divulgazione efficaci dei
risultati della ricerca. 
5.6.        Aspetti specifici di
attuazione
Le attività rafforzeranno la partecipazione
dell'Unione e il contributo da essa dato ai processi e alle iniziative
multilaterali, come il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici
(Intergovernmental Panel on Climate Change - IPPC), la piattaforma
intergovernativa scientifico-politica per la biodiversità e i servizi
ecosistemici (Inter-Governmental Platform on Biodiversity and Ecosystem
Services – IPBES), e il gruppo d'osservazione della Terra (Group on Earth
Observations - GEO). La collaborazione con altri importanti finanziatori della
ricerca, pubblici e privati, renderà la ricerca più efficace a livello mondiale
e europeo e contribuirà alla governance globale.
La cooperazione scientifica e tecnologica
contribuirà al meccanismo tecnologico mondiale nel quadro della Convenzione
quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e faciliterà lo
sviluppo, l'innovazione e il trasferimento delle tecnologie a sostegno
dell'adattamento ai cambiamenti climatici e del contenimento dei gas a effetto
serra.
Sulla base dei risultati della Conferenza di
Rio+ 20 delle Nazioni Unite, sarà studiato un meccanismo che consenta di
raccogliere, confrontare e analizzare sistematicamente le conoscenze
scientifiche e tecnologiche su temi di fondamentale importanza per lo sviluppo
sostenibile e l'economia verde, che includerà un quadro di riferimento per
misurare i progressi. Costituirà un'integrazione degli attuali gruppi di esperti
e organismi scientifici, con cui cercherà di stabilire sinergie.
Le azioni di ricerca in questo ambito
contribuiranno il servizi operativi del sistema globale di osservazione per
l'ambiente e la sicurezza (GMES), apportando una base di conoscenze utile per
lo sviluppo di GMES.
Le misure specifiche dovranno garantire che i
risultati della ricerca e dell'innovazione ottenuti dall'Unione nel settore dei
cambiamenti climatici, dell'uso efficiente delle risorse e delle materie prime
sono messi a disposizione di altri programmi dell'Unione, come il programma
LIFE +, i Fondi strutturali della politica regionale e i programmi di
cooperazione esterna.
È possibile prevedere la costituzione di una
rete di istituti con compiti consultivi, che avrà il compito di fornire
un'analisi costante del progresso scientifico e tecnologico nell'Unione e nei
principali paesi e regioni partner, una tempestiva indagine sulle possibilità
offerte dal mercato per nuove tecnologie e prassi ambientali nonché previsioni
concernenti ricerca, innovazione e scelte strategiche.
6.           Società inclusive, innovative e sicure
6.1.        Società inclusive
Le tendenze che si delineano attualmente nelle
società europee recano opportunità per un'Europa ancora più unita, ma
comportano anche dei rischi. Tali opportunità e rischi devono essere compresi e
anticipati affinché lo sviluppo dell'Europa sia accompagnato da un adeguato
grado di solidarietà e di collaborazione a livello sociale, economico, politico
e culturale, in un mondo sempre più interconnesso.
In questo contesto, l'obiettivo è di
promuovere l'inclusione sociale, economica e politica, combattere la povertà,
migliorare i diritti umani, l'integrazione digitale, l'uguaglianza, la
solidarietà e la dinamica interculturale sostenendo la ricerca interdisciplinare,
gli indicatori, i progressi tecnologici, le soluzioni organizzative e nuove
forme di collaborazione e di creazione condivisa. La ricerca e altre attività,
devono sostenere l'attuazione della strategia Europa 2020 e di altre pertinenti
iniziative dell'Unione in materia di politica estera. La ricerca nel settore
delle scienze umane può svolgere un ruolo importante in questo contesto. La
definizione, il monitoraggio e la valutazione degli obiettivi di strategie e
politiche dell'Unione implica la focalizzazione della ricerca su sistemi di
informazione statistica di elevata qualità e lo sviluppo di strumenti
appropriati che consentano ai responsabili politici di valutare l'impatto e
l'efficacia delle misure proposte, in particolare di quelle a favore dell'integrazione
sociale.
Saranno perseguiti i seguenti obiettivi
specifici.
6.1.1.     Promuovere una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva
La costante ricerca della crescita economica
si accompagna ad alcuni costi importanti a livello umano, sociale, ambientale
ed economico. Una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva in Europa
implica sostanziali cambiamenti nel modo in cui crescita e benessere sono
definiti, misurati (anche valutando i progressi mediante indicatori diversi dal
tradizione PIL), generati e mantenuti nel tempo. La ricerca analizzerà lo
sviluppo di stili di vita, comportamenti e valori socioeconomici sostenibili e
il loro collegamento con i paradigmi, le politiche e il funzionamento delle
istituzioni, i mercati, le imprese, i sistemi di governo e di credenze in
Europa. Essa svilupperà strumenti che consentiranno una migliore valutazione
dell'impatto contestuale e reciproco di dette evoluzioni e delle opzioni
politiche in settori quali l'occupazione, la fiscalità, le disuguaglianze, la
povertà, l'integrazione sociale, l'istruzione e le competenze, lo sviluppo
comunitario, la competitività e il mercato interno. Occorre inoltre esaminare
l'evoluzione delle economie nazionali e quali forme di governance a livello
europeo e internazionale potrebbero permettere di prevenire gli squilibri
macroeconomici, le difficoltà monetarie, la concorrenza fiscale, la
disoccupazione e i problemi occupazionali, nonché altre forme di perturbazione
economica e finanziaria. Verrà tenuto conto della crescente interdipendenza tra
le economie dell'Unione e mondiali, i mercati e i sistemi finanziari. 
6.1.2.     Costruire in Europa società
inclusive e flessibili
Per comprendere le trasformazioni sociali in
Europa occorre analizzare l'evoluzione di pratiche e aspettative in materia di
democrazia, nonché l'evoluzione storica di identità, diversità, territori,
religioni, culture e valori. Ciò richiede anche una buona comprensione della
storia dell'integrazione europea. Oltre a ciò, è importante comprendere
difficoltà e opportunità derivanti dall'adozione delle TIC, a livello
individuale e collettivo, per aprire nuovi percorsi di innovazione inclusiva. È
essenziale individuare i modi per adattare e migliorare i regimi previdenziali
europei, i servizi pubblici e, più in generale, la dimensione "sicurezza
sociale" delle politiche per conseguire la coesione e promuovere una
maggiore uguaglianza sociale ed economica e la solidarietà tra generazioni. La
ricerca valuterà come le società e la politica si "europeizzano", in
senso lato, attraverso lo sviluppo di identità, culture e valori, la
circolazione di idee e credenze, e la combinazione di principi e pratiche in
materia di reciprocità, condivisione e uguaglianza. Essa esaminerà in qual modo
le popolazioni vulnerabili possano partecipare pienamente alla società e alla
democrazia, in particolare grazie all'acquisizione di diverse competenze e alla
tutela dei diritti umani. Sarà pertanto fondamentale valutare le modalità
seguite dai sistemi politici per rispondere o meno a questa evoluzione sociale
e per progredire essi stessi. La ricerca riguarderà inoltre l'evoluzione dei
principali sistemi che costituiscono la base dei vincoli sociali, come la
famiglia, il lavoro, l'istruzione e l'occupazione, e contribuiscono a
combattere la povertà. L'importanza dei flussi migratori e della demografia
verrà tenuta presente nel futuro sviluppo delle politiche europee. 
Data la crescente importanza socioeconomica
dell'inclusione digitale, iniziative di ricerca e di innovazione su vasta scala
promuoveranno soluzioni TIC inclusive e l'effettiva acquisizione di competenze
digitali che renderanno i cittadini autonomi e la forza lavoro competitiva.
Verrà prestata una particolare attenzione ai nuovi progressi tecnologici che
permetteranno un netto miglioramento a livello di personalizzazione, facilità
d'uso e accessibilità grazie ad una migliore comprensione dei comportamenti e
dei valori di cittadini, consumatori e utenti, inclusi i disabili. Ciò
richiederà un approccio inclusivo fin dalla progettazione di ricerca e
innovazione. 
6.1.3.     Rafforzare il ruolo svolto
dall'Europa sulla scena mondiale. 
La specificità storica, politica, sociale e
culturale dell'Europa deve far fronte in misura sempre maggiore alle
conseguenze dei cambiamenti globali. Per sviluppare ulteriormente la sua azione
esterna nei paesi vicini e oltre, nonché il suo ruolo sulla scena mondiale,
l'Europa deve migliorare la sua capacità di definire, ordinare secondo le
priorità, spiegare, valutare e promuovere i suoi obiettivi politici rispetto ad
altre regioni e società del mondo, per approfondire la cooperazione e prevenire
o risolvere i conflitti. A tal fine occorre anche migliorare la capacità di
anticipare e rispondere all'evoluzione e agli effetti della globalizzazione.
Ciò richiede una migliore comprensione della storia, delle culture e dei
sistemi politici ed economici di altre regioni del mondo, come anche del ruolo
e dell'influenza degli attori transnazionali. Infine, l'Europa deve anche
contribuire efficacemente alla governance mondiale in settori fondamentali,
come il commercio, lo sviluppo, il lavoro, la cooperazione economica, i diritti
umani, la difesa e la sicurezza. A tal fine essa deve disporre del potenziale
per creare nuove capacità in termini di mezzi, sistemi e strumenti di analisi o
in termini di diplomazia a livello formale e informale in ambito internazionale
con gli attori governativi e non governativi. 
6.1.4.     Colmare i divari in materia di
ricerca e innovazione in Europa 
In Europa esistono notevoli disparità
regionali nei risultati di ricerca e innovazione, che occorre affrontare. Le
misure sono intese a liberare l'eccellenza e l'innovazione e saranno distinte,
complementari e in sinergia con le politiche e le azioni dei fondi della
politica di coesione. Di seguito sono illustrate alcune delle misure previste.
–              
Mettere in collegamento e in concorrenza gli
istituti emergenti, i centri di eccellenza e le regioni innovative negli Stati
membri meno sviluppati con i loro omologhi di altri Stati membri rinomati a
livello internazionale. Ciò comporterà la costituzione di gruppi tra istituti
di ricerca eccellenti e regioni meno sviluppate, gemellaggi, scambi di
personale, consulenza e assistenza di esperti e lo sviluppo di strategie comuni
per la creazione di centri di eccellenza che potrebbero essere finanziati dai
fondi per la politica di coesione nelle regioni meno sviluppate. Verrà valutata
la possibilità di stabilire collegamenti con poli d'innovazione e di
riconoscere l'eccellenza nelle regioni meno sviluppate, anche attraverso
verifiche inter pares e l'attribuzione di riconoscimenti dell'eccellenza agli
istituti che soddisfano le norme internazionali. 
–              
Istituire cattedre "ERA" o dello spazio
europeo della ricerca per attirare accademici di alto livello negli istituti
con un chiaro potenziale di eccellenza scientifica, per aiutare queste
università a realizzare pienamente il loro potenziale e creare così condizioni
eque per la ricerca e l'innovazione nello spazio europeo della ricerca. Ne
faranno parte forme di sostegno istituzionale per creare un ambiente di ricerca
competitivo e le condizioni necessarie per attirare, trattenere e permettere lo
sviluppo di eccezionali talenti nel settore della ricerca nell'ambito di questi
istituti.
–              
Favorire l'accesso alle reti internazionali di
eccellenti ricercatori e innovatori che non sono presenti in misura sufficiente
nelle reti europee e internazionali. Il sostegno verrà dato in particolare
mediante le azioni COST e i punti di contatto nazionali.
–              
Sostenere l'elaborazione e il controllo di
strategie di specializzazione intelligente. Sarà sviluppato un meccanismo di
sostegno delle politiche e sarà agevolato l'apprendimento delle politiche a
livello regionale mediante valutazioni internazionali inter pares e la
condivisione delle migliori pratiche.
6.2.        Società innovative
Il ruolo sempre più limitato svolto
dall'Unione nella produzione mondiale di conoscenza mette in evidenza la
necessità di massimizzare l'impatto socioeconomico e l'efficacia della ricerca
e delle politica in materia di innovazione e di aumentare notevolmente le
sinergie e la coerenza delle politiche transnazionali. Il tema dell'innovazione
sarà affrontato in un'ampia prospettiva e includerà l'innovazione su vasta
scala, incentrata su politiche, utenti e mercato. Tali attività sosterranno lo
sviluppo e il funzionamento dello spazio europeo della ricerca e in particolare
le iniziative rappresentative della strategia Europa 2020 per "L'Unione
dell'innovazione" e "Un'agenda europea del digitale".
Saranno perseguiti i seguenti obiettivi
specifici.
6.2.1.     Rafforzare la base di
conoscenze e le misure a sostegno dell'Unione dell'innovazione e dello spazio
europeo della ricerca.
Al fine di valutare e stabilire le priorità
degli investimenti, nonché di consolidare l'Unione dell'innovazione e lo spazio
europeo della ricerca, si prevede di sostenere l'analisi delle politiche, dei
sistemi e degli operatori nel settore della ricerca e dell'innovazione in
Europa e nei paesi terzi e anche la messa a punto di indicatori, dati e
infrastrutture di informazione. Sarà inoltre necessario prevedere attività di
pianificazione e iniziative pilota, l'analisi economica, il monitoraggio delle
politiche, l'apprendimento reciproco, gli strumenti e le attività di
coordinamento nonché lo sviluppo di metodologie per la valutazione
dell'impatto, da sviluppare sulla base delle informazioni ricevute direttamente
dai soggetti interessati, dalle imprese, dalle autorità pubbliche e dai
cittadini. 
Per assicurare l'esistenza di un mercato unico
per la ricerca e l'innovazione, verranno attuate misure intese a incentivare
comportamenti compatibili con lo spazio europeo della ricerca. Saranno
sostenute le attività basate su politiche in materia di qualità della
formazione nel settore della ricerca, della mobilità e dell'evoluzione delle
carriere dei ricercatori, incluse le iniziative a favore dei servizi di
mobilità, delle procedure di assunzioni aperte, dei diritti dei ricercatori e
dei collegamenti con la comunità scientifica mondiale. Tali attività saranno
attuate ricercando sinergie e uno stretto coordinamento con le azioni Marie
Curie "Scienza di eccellenza". Verranno sostenuti gli istituti che
presentano concetti innovativi per accelerare l'applicazione dei principi dello
spazio europeo della ricerca, come la "Carta europea dei ricercatori"
e il "Codice di condotta per l'assunzione di ricercatori".
Quanto al coordinamento delle politiche, verrà
istituito un meccanismo affinché le autorità nazionali possano ricorrere alla
consulenza di esperti in dette politiche per l'elaborazione dei rispettivi
programmi nazionali di riforma e strategie in materia di ricerca e innovazione.
Per attuare l'iniziativa "L'Unione
dell'innovazione", sarà inoltre necessario sostenere l'innovazione
(privata e pubblica) orientata al mercato, allo scopo di rafforzare la capacità
di innovazione delle imprese e la competitività dell'Europa. Sarà così
possibile migliorare il quadro generale dell'innovazione e affrontare le
difficoltà specifiche che ostacolano la crescita di imprese innovative. Verranno
sostenuti potenti meccanismi di supporto dell'innovazione (come migliore
gestione dei cluster, partenariati pubblico-privato e cooperazione in rete),
servizi di sostegno all'innovazione altamente specializzati (ad esempio,
gestione/sfruttamento dei diritti di proprietà intellettuale, gestione
dell'innovazione, reti di committenti) e riesame delle politiche pubbliche
concernenti l'innovazione. Per gli aspetti specifici riguardanti le PMI è
previsto un sostegno nel quadro dell'obiettivo specifico "Innovazione
nelle PMI ".
6.2.2.     Esplorare nuove forme di
innovazione, che includano l'innovazione e la creatività sociali 
L'innovazione sociale genera beni, servizi,
processi e modelli nuovi che rispondono alle esigenze della società e creano
nuovi rapporti sociali. È importante comprendere come l'innovazione sociale e
la creatività possano comportare modifiche nelle strutture e nelle politiche in
vigore e in qual modo possano essere incoraggiate e rafforzate. Un potente
strumento per sostenere gli obiettivi di Europa 2020 può essere costituito
dalle piattaforme di base online e distribuite, che creano reti di cittadini e
permettono loro di collaborare al fine di trovare soluzioni comuni basate su
una diffusa consapevolezza del contesto sociale, politico e ambientale. Un
sostegno è previsto anche per la creazione di reti e l'uso sperimentale delle
TIC al fine di migliorare i processi di apprendimento nonché per le reti di
innovatori e di imprenditori del settore sociale. 
È essenziale promuovere l'innovazione se si
vuole incoraggiare la creazione di servizi pubblici efficaci, aperti e
incentrati sui cittadini (eGovernment). Ciò richiederà una ricerca
multidisciplinare sulle nuove tecnologie e un'innovazione su vasta scala, in
materia segnatamente di protezione della vita privata nell'ambiente digitale,
interoperabilità, identificazione elettronica personalizzata, dati aperti,
interfacce utente dinamiche, configurazione e integrazione di servizi pubblici
incentrati sui cittadini e innovazione indotta dagli utenti, anche nel settore
delle scienze umane e sociali. Tali azioni saranno rivolte anche ai meccanismi
di social-network, di crowd-sourcing e smart-sourcing per la ricerca in comune
di soluzioni ai problemi sociali, basati su raccolte di dati aperti. Esse
consentiranno di gestire complessi processi decisionali, in particolare il
trattamento e l'analisi di grandi quantità di dati per la modellizzazione di
politiche in collaborazione, la simulazione di processi decisionali, le
tecniche di visualizzazione, la modellizzazione dei processi e i sistemi
partecipativi, e di analizzare l'evoluzione dei rapporti tra i cittadini e il
settore pubblico. 
6.2.3.     Garantire la partecipazione
della società alla ricerca e all'innovazione. 
Il fatto che tutti gli attori sociali possano
interagire nel ciclo dell'innovazione aumenta la qualità, la pertinenza,
l'accettabilità e la sostenibilità dei risultati in materia di innovazione, in
quanto questi integrano gli interessi e i valori della società. A tal fine
occorre sviluppare competenze, conoscenze e capacità specifiche a diversi
livelli: individuale e organizzativo, nazionale e transnazionale. Una società
con una cultura scientifica, responsabile e creativa trarrà vantaggio dalla
promozione di adeguati metodi di didattica scientifica e dalla ricerca su di
questi condotta. L'uguaglianza di genere sarà promossa in particolare favorendo
cambiamenti a livello di organizzazione degli istituti di ricerca e di
contenuto e progettazione delle attività di ricerca. Al fine di migliorare la
diffusione delle conoscenze all'interno della comunità scientifica e nel
pubblico in generale, sarà dato ulteriore sviluppo all'accessibilità e all'uso
dei risultati della ricerca finanziata con risorse pubbliche. In collaborazione
con le pertinenti organizzazioni internazionali, sarà promossa l'elaborazione
di un quadro deontologico per la ricerca e l'innovazione basato su principi
etici fondamentali, come quelli enunciati nella Carta dei diritti fondamentali
e in tutte le relative leggi e convenzioni dell'Unione europea. 
6.2.4.     Promuovere una collaborazione
coerente ed efficace con i paesi terzi. 
Le attività orizzontali garantiranno uno
sviluppo strategico della cooperazione internazionale mediante l'iniziativa
Orizzonte 2020 e risponderanno a obiettivi politici trasversali. Le attività
intese a favorire il dialogo bilaterale, multilaterale e biregionale in materia
di ricerca e innovazione con i paesi terzi, le regioni, i consessi
internazionali e le organizzazioni faciliteranno lo scambio delle politiche,
l'apprendimento reciproco e la definizione delle priorità, la promozione
dell'accesso reciproco ai programmi e la valutazione dell'impatto della
cooperazione. La creazione di reti e le attività di gemellaggio faciliteranno
la creazione di partenariati ottimali tra soggetti attivi nella ricerca e
nell'innovazione delle due parti e aumenteranno competenze e capacità di
collaborazione nei paesi terzi meno avanzati. Le attività promuoveranno il
coordinamento tra le politiche e i programmi di cooperazione dell'Unione e nazionali
nonché le iniziative comuni di Stati membri e paesi associati con i paesi
terzi, al fine di migliorare il loro impatto complessivo. Infine, la presenza
della ricerca e dell'innovazione "europea" nei paesi terzi sarà
consolidata e rafforzata, in particolare promuovendo la creazione di "case
europee della scienza e dell'innovazione", i servizi alle organizzazioni
europee attive nei paesi terzi e l'apertura di centri di ricerca istituiti con
il concorso dei paesi terzi a organizzazioni o ricercatori di altri Stati
membri e paesi associati.
6.3.        Società sicure
L'Unione europea, i suoi cittadini e i suoi
partner internazionali devono far fronte a una serie di minacce a livello di
sicurezza, come la criminalità, il terrorismo e le situazioni di emergenza di
grande portata dovute a calamità naturali o causate dall'uomo. Tali minacce
possono attraversare le frontiere e sono rivolte a obiettivi materiali o al
ciberspazio. Ad esempio, gli attacchi condotti contro i siti internet di
autorità pubbliche e di enti privati non solo compromettono la fiducia dei
cittadini ma possono anche colpire in modo grave settori essenziali, come
l'energia, i trasporti, la sanità, le finanze o le telecomunicazioni. 
Al fine di anticipare, prevenire e gestire
tali minacce, è necessario sviluppare e applicare tecnologie innovative,
soluzioni, strumenti di previsione e conoscenze innovative, stimolare la
collaborazione tra fornitori e utenti, trovare soluzioni in materia di
sicurezza civile, migliorare la competitività della sicurezza, delle TIC e
delle imprese di servizi europee nonché prevenire e combattere le violazioni
della vita privata e dei diritti dell'uomo su Internet.
Il coordinamento e il miglioramento del
settore della ricerca in materia di sicurezza rappresenterà pertanto un
elemento essenziale ed anche un contributo per repertoriare le attuali attività
di ricerca, comprese le previsioni, e per migliorare le condizioni giuridiche
applicabili e le procedure di coordinamento, incluse le attività prenormative.
Le attività saranno basate su una strategia
mirata e ingloberanno le pertinenti dimensioni sociali. Esse dovranno sostenere
le politiche dell'Unione per la sicurezza interna ed esterna, le politiche in
materia di difesa e anche le disposizioni applicabili del trattato di Lisbona,
oltre a garantire la sicurezza informatica, la fiducia e la tutela della vita
privata nel mercato unico digitale. Saranno perseguiti i seguenti obiettivi
specifici. 
6.3.1.     Lotta contro la criminalità e
il terrorismo. 
L'obiettivo è duplice: evitare gli attacchi e
attenuarne le potenziali conseguenze. Ciò richiede nuove tecnologie e
funzionalità (anche nella lotta contro la cibercriminalità e il terrorismo
informatico) al fine di garantire la sicurezza in materia di salute, cibo,
acqua e ambiente, essenziale per il buon funzionamento della società e
dell'economia. Nuove tecnologie e capacità specifiche contribuiranno a tutelare
le infrastrutture, i sistemi e i servizi critici (come le comunicazioni, i
trasporti, la salute, l'alimentazione, l'acqua, l'energia, le catene logistiche
e di approvvigionamento e l'ambiente). Ne faranno parte l'analisi e la messa in
sicurezza di infrastrutture e servizi critici in rete, pubblici e privati,
rispetto a qualsiasi tipo di minaccia.
6.3.2.     Potenziare la sicurezza
mediante la gestione delle frontiere 
Occorrono tecnologie e capacità anche per
migliorare i sistemi, le attrezzature, gli strumenti, i processi e i metodi per
una rapida identificazione, al fine di migliorare la sicurezza delle frontiere,
che include controllo e sorveglianza, sfruttando nel contempo pienamente il
potenziale di EUROSUR. Queste saranno sviluppate e sperimentate valutandone
l'efficacia, la conformità ai principi giuridici ed etici, la proporzionalità,
l'accettabilità sociale e il rispetto dei diritti fondamentali. La ricerca
sosterrà anche il miglioramento della gestione integrata delle frontiere
europee, anche tramite una maggiore cooperazione con i paesi candidati, i
potenziali paesi candidati e i paesi interessati dalla politica europea di
vicinato.
6.3.3.     Garantire la sicurezza
informatica
La sicurezza informatica è una conditio sine
qua non affinché i cittadini, le imprese e gli enti pubblici possano
beneficiare delle opportunità offerte da Internet. Ciò richiede che siano resi
sicuri i sistemi, le reti, i dispositivi, il software e i servizi d'accesso,
compreso il cloud computing, tenendo conto nel contempo dell'interoperabilità
delle diverse tecnologie. La ricerca concernerà prevenzione, individuazione e
gestione in tempo reale degli attacchi informatici portati a molteplici settori
e territori e protezione delle infrastrutture TIC critiche. La società digitale
è in pieno sviluppo e gli usi e abusi di Internet sono in costante evoluzione,
mentre sorgono nuovi modelli d'interazione sociale nonché nuovi servizi mobili
e basati sulla localizzazione e si sviluppa una nuova forma di internet,
"Internet degli oggetti". Ciò richiede un nuovo tipo di ricerca, che
dovrebbe essere guidata dalle applicazioni, dagli usi e dalle tendenze sociali
emergenti. Saranno avviate iniziative dinamiche di ricerca, come le azioni di
R&S proattive per reagire rapidamente agli elementi nuovi dell'attualità in
materia di fiducia e sicurezza.
6.3.4.     Migliorare la capacità di
reazione dell'Europa di fronte alle crisi e alle calamità 
Ciò richiede lo sviluppo di tecnologie e
capacità specifiche a sostegno dei diversi tipi di iniziative per la gestione
delle emergenze (come la protezione civile, la lotta antincendio e contro
l'inquinamento marino, l'aiuto umanitario, la difesa civile, la prevenzione dei
conflitti, lo sviluppo di infrastrutture di informazioni sanitarie, le missioni
di soccorso e le operazioni di stabilizzazione successive alle crisi) e anche
dell'ordine pubblico. La ricerca riguarderà l'intera catena di gestione delle
crisi e di ripresa della società e sosterrà la creazione di una capacità
europea di risposta alle emergenze. 
Delle attività concernenti tutti i settori
d'intervento riguarderanno anche l'integrazione e l'interoperabilità dei
sistemi e dei servizi, compresi aspetti come la comunicazione, le architetture
distribuite e i fattori umani. Ciò presuppone anche l'integrazione di capacità
civili e militari in una serie di compiti che vanno dalla protezione civile
agli aiuti umanitari, dalla gestione delle frontiere al mantenimento della
pace. Ne faranno parte lo sviluppo tecnologico nel settore sensibile delle
tecnologie a duplice uso, per garantire l'interoperabilità tra le forze della
protezione civile e quelle militari nonché tra forze di protezione civile a
livello mondiale, come pure l'affidabilità, gli aspetti organizzativi,
giuridici ed etici, le questioni commerciali, la tutela della riservatezza e
l'integrità delle informazioni nonché la tracciabilità di tutte le operazioni e
trattamenti. 
6.3.5.     Garantire la tutela della vita
privata e della libertà su Internet e rafforzare la dimensione sociale della
sicurezza
Al fine di salvaguardare il diritto
fondamentale alla protezione della vita privata nella società digitale è
necessario sviluppare strategie e tecnologie basate sul principio
"privacy-by-design", ossia rispetto della vita privata insito nella
concezione stessa dei prodotti e dei servizi. Saranno elaborate tecnologie che
consentono agli utenti di controllare i loro dati personali e l'uso che ne
viene fatto da parte di terzi ed anche strumenti per individuare e bloccare i
contenuti illegali e le violazioni dei dati nonché proteggere i diritti umani
fondamentali in linea, evitando che comportamenti individuali o collettivi
siano limitati da attività illecite di ricerca e definizione di profili. 
Qualsiasi nuova soluzione e tecnologia in
materia di sicurezza deve essere accettabile per la società, conforme al
diritto dell'Unione e internazionale, efficace e proporzionata nell'individuare
e affrontare le minacce alla sicurezza. È pertanto essenziale una migliore
comprensione degli aspetti socioeconomici, culturali e antropologici della
sicurezza, delle cause dell'insicurezza, del ruolo dei media e della
comunicazione e della percezione che ne hanno i cittadini. Saranno esaminati
aspetti etici e concernenti la tutela dei valori umani e dei diritti
fondamentali. 
6.3.6.     Aspetti specifici di
attuazione
Dato che la ricerca riguarderà in particolare
la sicurezza civile, verrà attivamente ricercato un coordinamento con le
attività dell'Agenzia europea per la difesa (EDA), allo scopo di rafforzare la
cooperazione con questa agenzia, in particolare nel già istituito quadro di
cooperazione europeo (QCE), in considerazione del fatto che vi sono settori di
tecnologia a duplice uso che possono avere applicazioni civili e militari. I
meccanismi di coordinamento con le agenzie dell'Unione, come FRONTEX, EMSA e
Europol, verranno ulteriormente rafforzati al fine di migliorare il
coordinamento dei programmi e delle politiche dell'Unione in materia di
sicurezza a livello interno ed esterno, e di altre iniziative dell'Unione.
In considerazione del particolare carattere
della sicurezza, saranno adottate disposizioni specifiche in materia di
programmazione e di governance, in particolare con il comitato di cui
all'articolo 9 della presente decisione. Le informazioni classificate, o
considerate sensibili, concernenti la sicurezza saranno protette e nei
programmi di lavoro possono essere stabiliti requisiti e criteri specifici
applicabili alla cooperazione internazionale. Di questi aspetti si terrà conto
anche nelle disposizioni adottate in materia di programmazione e di governance
per le società sicure (anche per le questioni di comitatologia).
PARTE IV
Azioni dirette non nucleari del Centro
comune di ricerca (JRC)
1.           Eccellenza scientifica 
Il JRC condurrà ricerche per potenziare la
base di conoscenze scientifiche utili al processo di elaborazione delle
politiche, al fine di facilitare la comprensione dei processi naturali che
soggiacciono alle sfide sociali e di condurre analisi nei settori emergenti
della scienza e della tecnologia, anche attraverso un programma di ricerca
esplorativa. 
2.           Leadership industriale 
Il JRC contribuirà all'innovazione e alla
competitività:
(a)                   
continuando a supportare l'orientamento strategico
e la programmazione scientifica dei pertinenti strumenti di ricerca indiretta,
come i partenariati europei per l'innovazione, i partenariati pubblico-privato
e i partenariati pubblico-pubblico; 
(b)                   
sostenendo il trasferimento di conoscenze e
tecnologie tramite la definizione di quadri adeguati in materia di diritti di
proprietà intellettuale per i diversi strumenti di ricerca e innovazione e
promuovendo la cooperazione ai fini del trasferimento di conoscenze e di
tecnologie tra i maggiori enti pubblici di ricerca; 
(c)                   
contribuendo ad agevolare l'utilizzo, la
standardizzazione e la convalida di tecnologie e dati spaziali, in particolare
per far fronte alle sfide sociali.
3.           Sfide sociali
3.1.        Salute, evoluzione demografica
e benessere 
Il JRC contribuirà all'armonizzazione dei
metodi, degli standard e delle pratiche a sostegno della normativa dell'Unione
in materia di salute e tutela dei consumatori tramite:
(a)                   
la valutazione dei rischi e delle opportunità delle
nuove tecnologie e sostanze chimiche (compresi i nano materiali) negli
alimenti, nei mangimi e nei prodotti di consumo; lo sviluppo e la convalida di
metodi di misurazione, di identificazione e di quantificazione armonizzati, di
strategie di sperimentazione integrate e di strumenti all'avanguardia per la
valutazione dei rischi tossicologici, compresi metodi alternativi alla
sperimentazione animale; la valutazione degli effetti dell'inquinamento
ambientale sulla salute;
(b)                   
la messa a punto di test sanitari e di metodi di
screening, compresi test genetici e screening anticancro, e garanzia della
qualità di tali strumenti.
3.2.        Sicurezza alimentare,
agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia
Il JRC sosterrà lo sviluppo, l'attuazione e il
monitoraggio delle politiche europee in materia di agricoltura e pesca,
compresa la sicurezza alimentare e lo sviluppo della bioeconomia:
(a)                   
istituendo un sistema globale e strumenti per la
previsione dei raccolti e il monitoraggio della produttività delle colture; contribuendo
a migliorare le prospettive a breve e a medio termine per la produzione
agricola, compresi i probabili effetti dei cambiamenti climatici; 
(b)                   
contribuendo a portare avanti l'innovazione nel
settore delle biotecnologie e ad aumentare l'efficienza delle risorse per
produrre "di più con meno", tramite analisi e modelli
tecnico-economici;
(c)                   
elaborando modelli di scenari utili alla
definizione delle politiche agricole e analizzando l'impatto delle politiche a
livello macro- e microregionale; esaminando l'impatto della strategia "La
PAC verso il 2020" sulle economie in via di sviluppo/emergenti;
(d)                   
sviluppando ulteriormente i metodi di controllo e
di attuazione delle norme in materia di pesca e tracciabilità del pesce e dei
prodotti a base di pesce; sviluppando indicatori affidabili dello stato di
salute degli ecosistemi e modelli bioeconomici per comprendere meglio gli
effetti diretti (ad esempio sulla pesca) e indiretti (i cambiamenti climatici)
delle attività umane sulle dinamiche degli stock ittici e sull'ambiente marino,
nonché il loro impatto socioeconomico. 
3.3.        Energia sicura, pulita ed
efficiente 
Il JRC si concentrerà sugli obiettivi "20/20/20"
in materia di clima ed energia e sulla transizione dell'Unione europea verso un'economia
competitiva a basse emissioni di carbonio entro il 2050, svolgendo ricerche
sugli aspetti tecnologici e socioeconomici dei seguenti elementi:
(a)                   
sicurezza dell'approvvigionamento energetico, in
particolare per quanto riguarda i collegamenti e l'interdipendenza con i
sistemi extraeuropei di approvvigionamento e distribuzione dell'energia;
mappatura delle fonti di energia primarie locali ed esterne e delle
infrastrutture dalle quali l'Europa dipende;
(b)                   
reti di distribuzione dell'energia/elettricità, in
particolare modellizzazione e simulazione delle reti transeuropee dell'energia,
analisi delle reti intelligenti ("smart grid") e delle super reti ("super
grid") e simulazione in tempo reale dei sistemi energetici;
(c)                   
efficienza energetica, in particolare metodologie
per il monitoraggio e la valutazione dei risultati ottenuti tramite gli
strumenti strategici in questo settore, analisi tecnico-economica dell'impiego
di tecnologie e strumenti efficienti in campo energetico e di reti
intelligenti;
(d)                   
tecnologie a basse emissioni di carbonio (compresa
la sicurezza dell'energia nucleare nel programma Euratom), in particolare
valutazione delle prestazioni e ricerca prenormativa di future tecnologie a
basse emissioni di carbonio; analisi e modellizzazione dei fattori che
favoriscono o che ostacolano lo sviluppo e la diffusione di tali tecnologie;
valutazione delle risorse rinnovabili e delle strozzature (come le materie
prime critiche) nella catena di approvvigionamento delle tecnologie a basse
emissioni di carbonio; sviluppo costante del Sistema informatico sulle
tecnologie energetiche strategiche (SETIS) e delle attività correlate.
3.4.        Trasporti intelligenti,
ecologici e integrati
Il JRC sosterrà gli obiettivi 2050 per un
sistema di trasporti competitivo, intelligente, efficiente sotto il profilo
delle risorse e integrato, che garantisca la sicurezza del trasporto di persone
e merci, attraverso studi di laboratorio, modellizzazione e monitoraggio in
merito a:
(a)                   
tecnologie strategiche a basse emissioni di
carbonio per tutti i modi di trasporto, compresa l'elettrificazione dei
trasporti su gomma e l'alimentazione di aeromobili/navi/veicoli con carburanti
alternativi, nonché lo sviluppo di un centro di raccolta interno alla
Commissione per la raccolta e la diffusione di informazioni in merito alle
tecnologie pertinenti; disponibilità e costi dei combustibili e delle fonti di
energia non fossili, compreso l'impatto dell'elettrificazione del trasporto su
gomma sulle reti elettriche e sulla produzione di elettricità;
(b)                   
veicoli puliti ed efficienti, in particolare mettendo
a punto tecniche di prova armonizzate e valutando le tecnologie innovative in
termini di emissioni, nonché l'efficienza e la sicurezza dei carburanti
convenzionali e di quelli alternativi; perfezionamento dei metodi di calcolo
delle emissioni e delle pressioni ambientali; coordinamento e armonizzazione
delle attività di monitoraggio e inventario delle emissioni a livello europeo;
(c)                   
sistemi avanzati per ottenere una mobilità sicura,
intelligente e integrata, compresa anche una valutazione tecnico-economica dei
nuovi sistemi di trasporto e dei relativi componenti, applicazioni per
migliorare la gestione del traffico e contributo alla definizione di un
approccio integrato alla domanda e alla gestione dei trasporti;
(d)                   
sicurezza integrata dei trasporti, in particolare
fornitura di strumenti e servizi per la raccolta, la condivisione e l'analisi
di informazioni relative a infortuni e incidenti nei settori del trasporto
aereo, marittimo e su strada; contributo alla prevenzione degli incidenti
mediante analisi e insegnamenti sulla sicurezza intermodale, contribuendo nel
contempo a una riduzione dei costi e a migliorare l'efficienza.
3.5.        Azione per il clima,
efficienza delle risorse e materie prime
Il JRC contribuirà a rendere l'Europa più
ecologica, a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento delle risorse e a
gestire le risorse naturali in modo sostenibile a livello mondiale:
(a)                   
consentendo l'accesso a dati e informazioni
ambientali interoperabili attraverso l'ulteriore elaborazione di norme e
accordi in materia di interoperabilità, strumenti geo-spaziali e infrastrutture
di tecnologie dell'informazione e della comunicazione innovative quali l'infrastruttura
per l'informazione territoriale nell'Unione europea (INSPIRE) e altre
iniziative a livello di Unione e mondiale; 
(b)                   
misurando e monitorando le principali variabili
ambientali e valutando lo stato e i cambiamenti delle risorse naturali
sviluppando ulteriori indicatori e sistemi informatici che contribuiscono alle
infrastrutture ambientali; analizzando i servizi ecosistemici, valutandoli e
stimandone gli effetti in termini di cambiamenti climatici;
(c)                   
sviluppando un quadro di modellizzazione integrato
per la valutazione della sostenibilità basato su modelli tematici quali suolo,
uso dei terreni, acqua, qualità dell'aria, emissioni di gas a effetto serra,
foreste, agricoltura, energia e trasporti, anche valutando gli effetti dei
cambiamenti climatici e le possibilità di reazione a questi; 
(d)                   
sostenendo gli obiettivi strategici dell'Unione in
termini di sviluppo, promuovendo il trasferimento di tecnologie, il
monitoraggio delle risorse essenziali (come foreste, suoli, alimenti) e la
ricerca per contenere gli impatti dei cambiamenti climatici e le ripercussioni
dell'uso delle risorse sull'ambiente, nonché per risolvere i compromessi nella
concorrenza per l'uso dei terreni a fini alimentari o energetici oppure, ad
esempio, per salvaguardare la biodiversità; 
(e)                   
valutazione integrata correlata alle politiche per
una produzione e un consumo sostenibili, inclusi sicurezza di approvvigionamento
delle materie prime strategiche, efficienza delle risorse, processi e
tecnologie di produzione puliti e a basse emissioni di carbonio, sviluppo di
prodotti e servizi, modelli di consumo e scambi commerciali; ulteriore sviluppo
e integrazione della valutazione del ciclo di vita nelle analisi strategiche; 
(f)                     
analisi d'impatto integrate relative alle opzioni
disponibili per la mitigazione dei cambiamenti climatici e/o l'adattamento agli
stessi basate sullo sviluppo di un set di strumenti quantitativi per realizzare
modelli su scala regionale e mondiale, dal livello settoriale al livello
macroeconomico.
3.6.        Società inclusive, innovative
e sicure 
Il JRC contribuirà agli obiettivi delle
iniziative "Unione dell'innovazione", "Sicurezza e cittadinanza"
ed "Europa globale" per mezzo delle attività seguenti: 
(a)                   
analisi approfondita dei fattori che favoriscono o
che ostacolano la ricerca e l'innovazione e sviluppo di una piattaforma di
modellizzazione per la valutazione degli impatti micro- e macroeconomici di
tali fattori; 
(b)                   
contributo al monitoraggio dell'attuazione della
strategia "Unione dell'innovazione" ad esempio tramite quadri
sintetici e l'elaborazione di indicatori; impiego di un sistema pubblico di
informazioni e intelligence nel quale memorizzare dati e informazioni; 
(c)                   
gestione di una piattaforma pubblica di
informazioni e intelligence per fornire supporto alle autorità nazionali e
regionali grazie alla "specializzazione intelligente"; analisi
economica quantitativa delle connotazioni geografiche delle attività
economiche, in particolare per valutare le disuguaglianze economiche, sociali e
territoriali conseguenti agli sviluppi tecnologici;
(d)                   
analisi econometriche e macroeconomiche della
riforma del sistema finanziario per contribuire a mantenere un quadro unionale
efficiente per la gestione della crisi finanziaria; continuare a fornire
supporto metodologico per il monitoraggio delle posizioni di bilancio degli
Stati membri in relazione al Patto di stabilità e di crescita;
(e)                   
monitoraggio del funzionamento dello spazio europeo
della ricerca (SER) e analisi dei fattori che favoriscono o che ostacolano
alcuni dei suoi elementi principali (mobilità dei ricercatori, apertura dei
programmi di ricerca nazionali e così via) e presentazione di opzioni
strategiche pertinenti; il JRC intende continuare a rivestire un ruolo
determinante nell'ambito del SER creando reti di contatti, offrendo formazione
e aprendo le proprie strutture e le basi di dati a utenti degli Stati membri e
dei paesi candidati e associati; 
(f)                     
analisi economica quantitativa dell'economia
digitale; ricerche sull'impatto delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione sugli obiettivi della società digitale; studio dell'impatto delle
questioni di sicurezza sensibili sulla vita dei singoli individui ("vita
digitale"); 
(g)                   
identificazione e valutazione delle vulnerabilità
delle infrastrutture critiche (compresi i sistemi globali di navigazione e i
mercati finanziari); miglioramento degli strumenti per la lotta contro le frodi
ai danni del bilancio dell'Unione e per la sorveglianza marittima; valutazione
del rendimento operativo delle tecnologie relative all'identità personale ("identità
digitale");
(h)                   
potenziamento della capacità dell'Unione di ridurre
i rischi di calamità e di gestire le catastrofi naturali e imputabili all'uomo,
soprattutto con la messa in atto di sistemi informatici globali di allerta
precoce per rischi multipli e di gestione dei rischi tramite l'utilizzo di
tecnologie di osservazione della Terra; 
(i)                     
offerta di strumenti per la valutazione e la
gestione delle sfide alla sicurezza globale come il terrorismo e la non
proliferazione (chimica, biologica, radiologica e nucleare – nel programma
Euratom) e le minacce poste dall'instabilità sociale e politica e dalle
malattie trasmissibili. Tra i nuovi ambiti da affrontare figurano la
vulnerabilità e la resilienza alle minacce emergenti o ibride, ossia l'accessibilità
delle materie prime, la pirateria, la scarsità delle risorse e la concorrenza
per utilizzarle, così come gli effetti dei cambiamenti climatici sul
verificarsi delle catastrofi naturali. 
4.           Aspetti specifici legati all'attuazione
Come previsto dalle priorità della strategia "Europa
globale", il JRC rafforzerà la cooperazione scientifica con importanti
organizzazioni internazionali e paesi terzi (organizzazioni dell'ONU, OCSE,
Stati Uniti d'America, Giappone, Russia, Cina, Brasile, India) in settori
caratterizzati da una forte connotazione globale, come i cambiamenti climatici,
la sicurezza degli alimenti o le nanotecnologie. 
Per offrire un supporto migliore all'elaborazione
delle politiche, il JRC svilupperà ulteriormente la propria capacità di
svolgere analisi e di proporre opzioni strategiche multisettoriali nonché di
condurre le relative valutazioni di impatto. Tale capacità sarà sostenuta in
particolare rafforzando:
(a)                   
la modellizzazione nei settori chiave (come energia
e trasporti, agricoltura, clima, ambiente, economia). L'accento verrà posto su
modelli settoriali e integrati (per valutazioni della sostenibilità) e
comprenderà aspetti tecnico-scientifici ed economici;
(b)                   
studi di anticipazione che forniranno analisi delle
tendenze e degli eventi in ambito scientifico, tecnologico e sociale e di come
questi elementi possano ripercuotersi sulle politiche pubbliche, influenzare l'innovazione
e rafforzare la competitività e la crescita sostenibile. Ciò consentirebbe al
JRC di richiamare l'attenzione su questioni che possono richiedere interventi
futuri a livello di politiche e anticipare le esigenze dei clienti.
Il JRC rafforzerà il suo sostegno al processo
di normalizzazione e di promozione degli standard in quanto componente
orizzontale a sostegno della competitività europea. Saranno comprese attività
di ricerca prenormativa, sviluppo dei materiali e delle misure di riferimento e
armonizzazione delle metodologie. Sono stati individuati cinque settori
centrali (energia, trasporti, agenda digitale, sicurezza e protezione, anche in
ambito nucleare nel programma Euratom, tutela dei consumatori). Il JRC
continuerà inoltre a promuovere la diffusione dei risultati conseguiti e a
fornire sostegno in materia di gestione dei diritti di proprietà intellettuale
alle istituzioni e agli organi dell'Unione.
Il JRC creerà competenze nel settore delle
scienze comportamentali per migliorare l'efficacia della regolamentazione, a
sostegno delle attività in ambiti specifici come la nutrizione, l'efficienza
energetica e le politiche di prodotto.
La ricerca socioeconomica sarà integrata in
settori pertinenti come l'agenda digitale, la produzione e il consumo
sostenibili e la sanità pubblica.
Al fine di adempiere alla propria missione in
quanto centro di riferimento per l'Unione e per continuare a svolgere un ruolo
fondamentale nel SER, nonché per entrare in nuovi campi di ricerca, è
fondamentale che il JRC disponga di infrastrutture all'avanguardia. Il JRC
porterà avanti il programma di rinnovo e ristrutturazione per garantire il
rispetto delle norme applicabili in materia di ambiente e di sicurezza e
protezione e investirà in infrastrutture scientifiche, compreso lo sviluppo di
piattaforme di modellizzazione, strutture destinate a nuovi ambiti come i test
genetici e così via. Tali investimenti saranno realizzati in stretto
coordinamento con la tabella di marcia del Forum strategico europeo sulle
infrastrutture di ricerca (ESFRI) e tenendo conto delle strutture esistenti
negli Stati membri.
Allegato II
Indicatori di prestazione
La seguente tabella specifica per gli
obiettivi specifici di Orizzonte 2020 un numero limitato di indicatori chiave
per valutare i risultati e gli impatti. 
1.           Parte I. priorità "eccellenza
scientifica"
Obiettivi specifici:
·                        
Consiglio europeo della ricerca
–              
Quota di pubblicazioni derivanti da progetti
finanziati dal CER che rientrano tra l'1% più frequentemente citato
–              
Numero di misure di politica istituzionale e
politica nazionale/regionale ispirate ai finanziamenti del CER
·                        
Tecnologie future ed emergenti
–              
pubblicazioni su riviste ad elevato impatto oggetto
di esame inter pares
–              
domande di brevetto nel settore delle tecnologie
future ed emergenti 
·                        
Azioni Marie Curie in materia di competenze,
formazione e sviluppo della carriera
–              
Circolazione transnazionale e intersettoriale di
ricercatori, ivi compresi i dottorandi
·                        
Infrastrutture di ricerca europee (comprese le e-Infrastrutture)
–              
Infrastrutture di ricerca che sono rese accessibili
a tutti i ricercatori in Europa e al di fuori di essa attraverso il sostegno
dell'Unione
2.           Parte II. Priorità "Leadership
industriale" 
Obiettivi specifici:
·                        
Leadership nelle tecnologie abilitanti e
industriali (TIC, nanotecnologie, materiali avanzati,
biotecnologie, fabbricazione avanzata e spazio) 
–              
Domande di brevetto nelle varie tecnologie
abilitanti e industriali 
·                        
Accesso al capitale di rischio
–              
Investimenti complessivi mobilitati tramite i
finanziamenti e gli investimenti di capitali di rischio
·                        
Innovazione nelle PMI
–              
Quota di PMI partecipanti che introducono
innovazioni nuove per l'impresa o il mercato (che coprono il periodo del
progetto maggiorato di tre anni) 
3.           Parte III. Priorità "Sfide per la
società"
Obiettivi specifici:
Per ciascuna delle sfide, i progressi sono
valutati tenendo presenti il contributo ai seguenti obiettivi specifici
illustrati nell'allegato I di Orizzonte 2020 insieme alla descrizione dei
progressi sostanziali necessari per il conseguimento delle sfide e degli indicatori
strategici pertinenti:
–                        
Migliorare la salute lungo tutto l'arco della vita
e il benessere di tutti
–                        
Garantire approvvigionamenti sufficienti di
prodotti alimentari sicuri e di elevata qualità e altri bioprodotti,
sviluppando sistemi di produzione primaria produttivi e efficienti sul piano
delle risorse, incentivando i servizi ecosistemici, parallelamente a catene di
approvvigionamento competitive a basse emissioni di carbonio. 
–                        
Compiere la transizione verso un sistema energetico
affidabile, sostenibile e competitivo, di fronte ad una crescente penuria di
risorse, al fabbisogno crescente di energia e ai cambiamenti climatici. 
–                        
Realizzare un sistema di trasporto europeo
efficiente sotto il profilo delle risorse, rispettoso dell'ambiente, sicuro e continuo
a vantaggio dei cittadini, dell'economia e della società
–                        
conseguire un'economia efficiente sotto il profilo
delle risorse e resistente ai cambiamenti climatici e un approvvigionamento
sostenibile di materie prime che risponda alle esigenze della crescita
demografica mondiale entro i limiti sostenibili delle risorse naturali del
pianeta; 
–                        
Promuovere inclusivo, innovativi e sicuri società
europee in un contesto di trasformazioni senza precedenti e mondiale crescente
interdipendenza.
Ulteriori indicatori di prestazione sono:
Pubblicazioni oggetto di esame inter pares su
riviste ad elevato impatto nel settore delle varie "Sfide per la società"
–                        
Domande di brevetto nel settore delle diverse sfide
per la società 
–                        
Numero di atti legislativi dell'Unione relativi
alle attività sostenute nel settore delle diverse sfide per la società
4.           Parte IV. Azioni dirette non nucleari
del Centro comune di ricerca
Obiettivi specifici:
·                        
Apportare un sostegno scientifico e tecnico
orientato ai clienti alle politiche dell'Unione 
–              
Numero di occorrenze di impatti specifici concreti sulle
politiche europee derivanti dall'assistenza scientifica e tecnica fornita dal
Centro comune di ricerca
–              
Numero di pubblicazioni esaminate
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza prevista
sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza prevista
sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità con il
quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione di
terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA

1.                      
CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.                
Titolo della proposta/iniziativa 

Il
programma specifico recante attuazione del programma quadro di ricerca e
innovazione (2014-2020) – Orizzonte 2020

1.2.                
Settore/settori interessati nella struttura ABM/ABB[29] 

-
08 - Ricerca e innovazione
-
09 - Società dell'informazione e media
-
02 - Imprese e industria
-
05 - Agricoltura
-
32 - Energia
-
06 - Mobilità e trasporti
-
15 - Istruzione e cultura
-
07 - Ambiente e azione per il clima 
-
10 - Centro comune di ricerca

1.3.                
Natura della proposta/iniziativa 

ý La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto pilota/un'azione
preparatoria[30] 
¨ La proposta/iniziativa riguarda la proroga
di un'azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 

1.4.                
Obiettivi
1.4.1.          
Obiettivo/obiettivi strategici pluriennali della
Commissione oggetto della proposta/iniziativa 

Il
programma specifico recante attuazione del programma quadro di ricerca e
innovazione (2014-2020) Orizzonte 2020 – ("PS") persegue l'obiettivo
generale del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) Orizzonte
2020 –("Orizzonte 2020"), che è contribuire alla strategia Europa
2020, incluso il completamento dello spazio europeo della ricerca, promuovendo
una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva:
-
Crescita intelligente – sviluppare un'economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione
(attuazione dell'iniziativa faro "Unione dell'innovazione").
-
Crescita sostenibile – promuovere un'economia più efficiente sotto il profilo
delle risorse, più ecologica e più competitiva.
-
Crescita inclusiva – promuovere un'economia ad elevata occupazione che
garantisca la coesione economica, sociale e territoriale.

1.4.2.          
Obiettivo/obiettivi specifici e attività ABM/ABB
interessate 

-
Parte I: Priorità "Eccellenza scientifica"
-
Parte II: Priorità "Leadership industriale"
-
Parte III: Priorità "Sfide per la società"
-
Parte IV: Azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca
Attività
ABM/ABB interessate
-
08 - Ricerca e innovazione
-
09 - Società dell'informazione e media
-
02 - Imprese e industria
-
05 - Agricoltura
-
32 - Energia
-
06 - Mobilità e trasporti
-
15 - Istruzione e cultura
-
07 - Ambiente e azione per il clima 
-
10 - Centro comune di ricerca

1.4.3.          
Risultati e incidenza previsti

Precisare gli
effetti che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi
interessati.
Il
programma specifico coprirà la parte più consistente di Orizzonte 2020. Si
stima che entro il 2030 Orizzonte 2020 dovrebbe generare un aumento di 0,92%
del PIL, 1,37% delle esportazioni, -0.15% delle importazioni, e 0,40% dell'occupazione.

Per
maggiori informazioni, vedasi il documento di lavoro dei servizi della Commissione
sulla valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 che accompagna la presente
proposta legislativa. 

1.4.4.          
Indicatori di risultato e di incidenza 

Precisare gli
indicatori che permettono di seguire la realizzazione della
proposta/iniziativa.
La
seguente tabella illustra per gli obiettivi generali e specifici del PS un
numero limitato di indicatori chiave per valutare i risultati e gli impatti. 
Altri
indicatori – compresi i nuovi – saranno usati per riflettere i vari tipi di
risultato e di impatto per le varie attività specifiche.
Obiettivo generale:
Contribuire
al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e della
realizzazione dello Spazio europeo della ricerca
-
Europa 2020 (obiettivo R&S del 3% del PIL)
Attuale:          2,01%
del PIL (UE-27, 2009)
Obiettivo        3%
del PIL (2020)
-
Indicatore di riferimento sull'innovazione - Europa 2020 
Attuale:          Nuovo
approccio
Obiettivo:       Notevole
peso delle imprese innovative a rapida crescita nell'economia
Parte I: Priorità "Eccellenza scientifica"
Obiettivi specifici
* Consiglio
europeo della ricerca
-
Quota di pubblicazioni derivanti da progetti finanziati dal CER che rientrano
tra l'1% più frequentemente citato
Attuale:          0,8%
(pubblicazioni UE dal 2004 al 2006, citate fino al 2008)
Obiettivo:       1,6%
(pubblicazioni CER 2014 - 2020)
-
Numero di misure di politica istituzionale e politica nazionale/regionale
ispirate dai finanziamenti del CER
Attuale:          20
(stima 2007 – 2013)
Obiettivo:       100
(2014 – 2020)
* Tecnologie
future ed emergenti
-
Pubblicazioni su riviste ad elevato impatto oggetto di esame inter pares
Attuale:          Nuovo
approccio
Obiettivo:       25
pubblicazioni per 10 milioni di euro di finanziamento (2014 – 2020)
-
Domande di brevetto nel settore delle tecnologie future ed emergenti 
Attuale:          Nuovo
approccio
Obiettivo:       1
domanda di brevetto per 10 milioni di euro finanziamento
(2014 – 2020)
*Azioni
Marie Curie in materia di competenze, formazione e sviluppo della carriera
-
Circolazione intersettoriale e transnazionale di ricercatori, ivi compresi i
dottorandi
Attuale:          50
000, circa il 20% dei dottorandi (2007 – 2013)
Obiettivo:       65
000, circa il 40% dei dottorandi (2014 – 2020) 
* Infrastrutture
di ricerca europee (comprese le e-Infrastrutture)
-
Infrastrutture di ricerca che sono rese accessibili a tutti i ricercatori in
Europa e al di fuori di essa grazie al sostegno dell'Unione
Attuale:          650
(2012)
Obiettivo:       1000(2020)
Parte II: Priorità "Leadership industriale"
Obiettivi specifici
* Leadership nel settore delle tecnologie abilitanti e industriali (TIC, nanotecnologie, materiali avanzati, biotecnologie, fabbricazione
avanzata e spazio) 
-
Domande di brevetto ottenute nelle varie tecnologie abilitanti e industriali 
Attuale:          Nuovo
approccio
Obiettivo:       3
domande di brevetto per 10 milioni di euro finanziamento
(2014 – 2020)
*Accesso
al capitale di rischio
-
Investimenti complessivi mobilitati sotto forma di finanziamenti mediante
cessione di crediti e investimenti in capitale di rischio 
Attuale:          Nuovo
approccio
Obiettivo:       100
milioni di euro di investimenti totali per ogni 10 milioni di euro di
contributo dell'Unione (2014 – 2020)
* Innovazione
nelle PMI
-
Quota di PMI partecipanti che introducono innovazioni che costituiscono novità
per l'impresa o il mercato (periodo del progetto più tre anni)
Attuale:          Nuovo
approccio
Obiettivo:       50%
Parte III: Priorità "Sfide per la società"
Obiettivi specifici
Per
ciascuna delle sfide, i progressi sono valutati tenendo presente il contributo
ai seguenti obiettivi specifici, illustrati nell'allegato I di Orizzonte 2020
insieme alla descrizione dei progressi significativi necessari per il
conseguimento delle sfide e degli indicatori pertinenti per le politiche:
-
Migliorare la salute e il benessere di tutti lungo tutto l'arco della vita.
-
Garantire approvvigionamenti sufficienti di prodotti alimentari sicuri e di
elevata qualità e altri bioprodotti, sviluppando sistemi di produzione primaria
produttivi e efficienti sul piano delle risorse, incentivando i servizi
ecosistemici, parallelamente a catene di approvvigionamento competitive a basse
emissioni di carbonio. 
-
Compiere la transizione verso un sistema energetico, sostenibile e competitivo,
di fronte alla penuria crescente di risorse, al fabbisogno crescente di energia
e ai cambiamenti climatici.
-
Realizzare un sistema di trasporto europeo efficiente sotto il profilo delle
risorse, rispettoso dell'ambiente, sicuro e senza soluzione di continuità a
vantaggio dei cittadini, dell'economia o della società.
-
Conseguire un'economia efficiente sotto il profilo delle risorse e resistente
ai cambiamenti climatici e un approvvigionamento sostenibile di materie prime
che risponda alle esigenze della crescita demografica mondiale, entro i limiti
sostenibili delle risorse naturali del pianeta. 
-
Promuovere società europee inclusive, innovative e sicure in un contesto di
trasformazioni senza precedenti e crescenti interdipendenze mondiali.
Ulteriori
indicatori di prestazione sono:
-
Pubblicazioni oggetto di valutazione inter pares su riviste ad elevato
impatto nel settore delle varie "Sfide per la società"
Attuale:          Nuovo
approccio (per il 7° PQ (2007-2010), 8149 pubblicazioni in totale - cifra
preliminare)
Obiettivo:       In
media, 20 pubblicazioni per 10 milioni di euro finanziamento
(2014 – 2020)
-
Domande di brevetto nel settore delle diverse "Sfide per la società" 
Attuale:          153
(programma Cooperazione del 7° PQ 2007-2010, cifre preliminari)
Obiettivo:       In
media, 2 domande di brevetto per 10 milioni di euro di finanziamento (2014 –
2020)
-
Numero di atti legislativi dell'Unione relativi alle attività sostenute nel
settore delle varie "Sfide per la società"
Attuale:          Nuovo
approccio
Obiettivo:       In
media, 1 pubblicazione per 10 milioni di euro di finanziamento (2014 – 2020)
Parte IV: Azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca 
Apportare
alle politiche dell'Unione un sostegno scientifico e tecnico orientato ai
clienti 
-
Numero di occorrenze di impatti specifici tangibili sulle politiche europee
derivanti dal sostegno strategico scientifico e tecnico fornito dal Centro
comune di ricerca
Attuale:          175
(2010)
Obiettivo:       230
(2020)
-
Numero di pubblicazioni soggetto ad esami 
Attuale:          430
(2010)
Obiettivo:       500
(2020)

1.5.                
Motivazione della proposta/iniziativa 
1.5.1.          
Necessità da coprire nel breve e lungo termine 

-
Migliorare il contributo della ricerca e dell'innovazione alla soluzione delle
principali sfide per la società. 
-
Incentivare la competitività industriale dell'Europa promuovendo la leadership
tecnologica e portando le idee valide fino al mercato.
-
Rafforzare la base scientifica europea.
-
Realizzare lo Spazio europeo della ricerca e rafforzarne l'efficacia (obiettivi
trasversali). 
-
Per maggiori informazioni, vedasi il documento di lavoro dei servizi della
Commissione sulla valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 che accompagna la
presente proposta legislativa.

1.5.2.          
Valore aggiunto dell'intervento dell'Unione europea

Si
configura un caso evidente di intervento pubblico per affrontare i problemi
delineati al punto 1.5.1. I mercati, da soli, non consentiranno di ottenere la
leadership europea nel nuovo paradigma tecnoeconomico. L'intervento pubblico su
vasta scala, tramite sia a livello di domanda che di offerta, sarà necessario
per ovviare alle disfunzioni del mercato connesse agli sviluppi sistemici nelle
tecnologie di base.
Tuttavia,
gli Stati membri da soli non saranno in grado di effettuare l'intervento
pubblico necessario. I loro investimenti nella ricerca e nell'innovazione sono
comparativamente ridotti, sono frammentati e soffrono di inefficienze - un
ostacolo decisivo quando si tratta di cambiamenti dei paradigmi tecnologici. È
difficile per gli Stati membri da soli accelerare lo sviluppo tecnologico in
una gamma sufficientemente ampia di tecnologie o porre rimedio alla mancanza di
coordinamento transnazionale.
Come
evidenziato nella proposta concernente il prossimo quadro finanziario
pluriennale, l'Unione è in buona posizione per apportare un valore aggiunto
mediante la realizzazione di investimenti su vasta scala nella ricerca di
frontiera puramente teorica (detta "blue sky"), nella R&S
applicata mirata, e nell'istruzione, formazione e infrastrutture associate che
contribuiranno a rafforzare le nostre prestazioni in materia di R&S
tematica e di tecnologie abilitative; sostenendo gli sforzi delle imprese per
valorizzare i risultati della ricerca e trasformarli in prodotti, processi e
servizi commercializzabili; e stimolando la diffusione di queste innovazioni
Una serie di azioni transfrontaliere - in materia di coordinamento dei
finanziamenti nazionali della ricerca, concorrenza a livello dell'Unione per il
finanziamento della ricerca, mobilità e formazione dei ricercatori,
coordinamento delle infrastrutture di ricerca, ricerca di tipo collaborativo
transnazionale e innovazione e sostegno all'innovazione - sono organizzate nel
modo più efficiente e efficace a livello europeo. Le valutazioni ex-post hanno
dimostrato in modo convincente che i programmi di ricerca e innovazione dell'Unione
sostengono la ricerca e altre attività che rivestono una grande importanza
strategica per i partecipanti e che, in assenza del sostegno dell'Unione,
semplicemente non esisterebbero. In altri termini, non esistono alternative al
sostegno a livello dell'Unione.
I
riscontri ottenuti dimostrano inoltre il valore aggiunto europeo delle azioni
di sostegno alla politica, derivante dall'associazione di conoscenze ed
esperienze da contesti diversi, dal sostegno ai confronti tra paesi in materia
di strumenti e esperienze strategici dell'innovazione e dalla possibilità di
individuare, sperimentare e promuovere le migliori pratiche provenienti da u'area
geografica il più estesa possibile.
Le
azioni dirette del Centro comune di ricerca (di seguito "JRC")
assicurano un valore aggiunto europeo per la loro dimensione europea unica.
Permettono di rispondere alle esigenze della Commissione di disporre di un
accesso "interno" a dati scientifici indipendenti dagli interessi
nazionali e privati o ancora apportano vantaggi diretti per i cittadini dell'Unione
mediante i loro contributi a politiche che consentono di migliorare le
condizioni economiche, ambientali e sociali. 
Per
maggiori informazioni, vedasi il documento di lavoro dei servizi della
Commissione sulla valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 che accompagna la
presente proposta legislativa.

1.5.3.          
Insegnamenti tratti da esperienze analoghe

Il
programma si basa sull'esperienza accumulata nell'ambito dei precedenti
programmi quadro di ricerca e sviluppo tecnologico (PQ), del programma
Competitività e innovazione (PCI) e dell'Istituto europeo di tecnologia e
innovazione (IET). 
Nel
corso di un periodo che si estende su diversi decenni, i programmi dell'Unione:
-
sono riusciti a coinvolgere i migliori ricercatori e istituti d'Europa, 
-
hanno prodotto effetti strutturanti su larga scala, impatti scientifici,
tecnologici e in termini di innovazione, vantaggi microeconomici e, a valle,
macroeconomici, sociali e ambientali per tutti gli Stati membri. 
Insieme
ai successi, vi sono importanti insegnamenti da trarre dal passato:
-
la ricerca, l'innovazione e l'istruzione dovrebbero essere affrontati in modo
più coordinato;
-
i risultati della ricerca dovrebbero essere diffusi meglio e valorizzati in
nuovi prodotti, processi e servizi;
-
la logica d'intervento dovrebbe essere più mirata, concreta, dettagliata e
trasparente;
-
l'accesso ai programmi dovrebbe essere migliorato e occorrerebbe potenziare la
partecipazione delle start-up, delle PMI, dell'industria, degli Stati membri
meno efficienti e dei paesi terzi;
-
occorre rafforzare il controllo e la valutazione del programma.
In
alcune relazioni di valutazione recenti le raccomandazioni per le azioni
dirette diretti rilevano che il JRC può
-
promuovere una maggiore integrazione della produzione di conoscenze nell'Unione;

-
introdurre analisi di impatto e studi costi/benefici relativi a determinati
lavori; 
-
intensificare la cooperazione con l'industria, al fine di rafforzare gli
effetti a vantaggio della competitività dell'economia europea.
Per
maggiori informazioni, vedasi il documento di lavoro dei servizi della
Commissione sulla valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 che accompagna la
presente proposta legislativa.

1.5.4.          
Coerenza ed eventuale sinergia con altri strumenti
pertinenti

Nel
quadro della realizzazione degli obiettivi della strategia Europa 2020,
verranno istituite e sviluppate sinergie con gli altri programmi dell'Unione,
come il Quadro strategico comune per la coesione economica, sociale e
territoriale e con il programma per la competitività e le PMI.

1.6.                
Durata e incidenza finanziaria 

ý Proposta/iniziativa di durata limitata

–     
ý  Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dall'1.1.2014 al 31.12.2020
–     
ý  Incidenza finanziaria dal 2014 al 2026
¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Attuazione con un periodo di avviamento dal AAAA al
AAAA,
–     
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.

1.7.                
Modalità di gestione prevista[31]

ý Gestione centralizzata diretta da parte della Commissione 
ý Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
ý  agenzie esecutive 
–     
ý  organismi creati dalle Comunità[32]
–     
ý  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario 
¨ Gestione concorrente
con gli Stati membri 
¨ Gestione decentrata
con paesi terzi 
ý Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali, tra cui l'Agenzia spaziale europea 
Se è indicata più
di una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce "Osservazioni".
Osservazioni

La
Commissione intende utilizzare una gamma di modalità di gestione per realizzare
questa attività, basandosi sulle modalità di gestione utilizzate nell'ambito
delle prospettive finanziarie attuali. Tali modalità di gestione comprendono la
gestione centralizzata e la gestione congiunta. 
La
gestione avverrà per il tramite dei servizi della Commissione, attraverso le
agenzie esecutive esistenti della Commissione previ rinnovamento e proroga
equilibrati dei loro mandati, e mediante altri organismi esterni quali i
soggetti costituiti ai sensi dell'articolo 187 (ad esempio le imprese comuni,
dotate di un nuovo mandato dopo la valutazione, o da istituire nel contesto
delle "Sfide per la società") e dell'articolo 185 (programmi avviati
congiuntamente da diversi Stati membri, cui partecipano gli organismi pubblici
nazionali/organismi con funzioni di servizio pubblico) del trattato di Lisbona
nonché attraverso strumenti finanziari. 
Le
attività già esternalizzate nell'ambito delle prospettive finanziarie attuali
(ad esempio la ricerca di frontiera, le azioni Marie Curie e le azioni a favore
delle PMI) che proseguiranno nell'ambito del presente programma specifico,
saranno attuate mantenendo l'attuale forma di esternalizzazione. Questo
potrebbe richiedere un approfondimento della specializzazione e una
semplificazione delle gestione dei rispettivi organismi esternalizzati,
portandoli ad una dimensione operativa analoga. 
È
prevista l'esternalizzazione di ulteriori attività del programma specifico, in
particolare ricorrendo alle agenzie esecutive esistenti della Commissione,
nella misura in cui ciò sia compatibile con il mantenimento della competenze
sulle principali politiche in seno ai servizi della Commissione. I mezzi di
esternalizzazione selezionati per l'esecuzione di queste attività saranno
selezionati in base alla loro comprovata efficacia ed efficienza. Nello stesso
tempo, il personale assegnato alle agenzie esecutive della Commissione dovrà
aumentare in proporzione alla parte dl bilancio corrispondente alle attività
esternalizzate e tenendo conto dell'impegno in termini di personale assunto
dalla Commissione (Un bilancio per l'Europa 2020 COM(2011) 500).
Qualora
si ottengano fondi supplementari, l'Agenzia spaziale europea può essere
coinvolta nell'attuazione delle attività spaziali di Orizzonte 2020.

2.                      
MISURE DI GESTIONE 

Semplificazione
Il
programma specifico deve attirare i migliori ricercatori e le imprese europee
più innovative. Ciò può essere conseguito solo con un programma che prevede
oneri amministrativi ridotti al minimo per i partecipanti e con adeguate
condizioni di finanziamento. La semplificazione nel programma specifico
riguarderà tre obiettivi generali: ridurre i costi amministrativi dei
partecipanti; accelerare tutti i processi di gestione delle proposte e delle
sovvenzioni e ridurre il tasso di errori finanziari. Inoltre, la
semplificazione del finanziamento della ricerca e dell'innovazione deriverà
anche dalla revisione del regolamento finanziario (per es. conti non fruttiferi
per i prefinanziamenti, IVA rimborsabile, limitazione dell'estrapolazione di
errori sistematici).
La
semplificazione del programma specifico sarà realizzata sotto diversi aspetti. 
La semplificazione strutturale viene garantita
da
-
l'integrazione degli strumenti di finanziamento relativi alla ricerca e all'innovazione
dell'Unione nel presente programma specifico;
-
il presente programma specifico unico di attuazione di Orizzonte 2020;
-
un insieme unico di regole di partecipazione per tutti i componenti di
Orizzonte 2020.
Una
notevole semplificazione delle regole di finanziamento agevolerà la
preparazione delle proposte e la gestione dei progetti. Parallelamente
diminuirà il numero di errori finanziari. Si propone la seguente impostazione:
Principale
modello di finanziamento per le sovvenzioni:
-
rimborso semplificato dei costi diretti effettivi, con un'accettazione più
diffusa delle pratiche contabili abituali dei beneficiari, compresa l'ammissibilità
di talune imposte e tasse;
-
possibilità di utilizzare costi unitari del personale (costi medi del
personale), per i beneficiari che utilizzano abitualmente questo sistema
contabile, e per i proprietari di PMI che non percepiscono uno stipendio;
-
semplificazione della registrazione del tempo di lavoro definendo un insieme
chiaro e semplice di condizioni minime, in particolare eliminazione degli
obblighi di registrazione per il personale che lavora esclusivamente per un
progetto dell'Unione;
-
tasso di rimborso unico per tutti i partecipanti invece di 3 diverse aliquote
per tipo di partecipante;
-
tasso forfettario unico per i costi indiretti come regola generale, invece di 4
metodi di calcolo dei costi indiretti;
-
prosecuzione del sistema di costi unitari e di tassi forfettari per le azioni
di mobilità e formazione (Marie Curie);
-
finanziamento basato sui risultati con importi forfettari per interi progetti
in settori specifici.
Una strategia di controllo riveduta, come indicato al punto 2.2.2, che garantisce un nuovo equilibrio tra fiducia e controllo, ridurrà
ulteriormente gli oneri amministrativi per i partecipanti. 
Al
di là della semplificazione delle norme e dei controlli, tutte le procedure
e i processi per l'attuazione dei progetti saranno razionalizzati. Ciò
include disposizioni dettagliate sul contenuto e la forma delle proposte,
processi per trasformare le proposte in progetti, disposizioni applicabili in
materia di rendicontazione e controllo, nonché i relativi documenti di
orientamento e i servizi di supporto. Un importante contributo alla riduzione
dei costi amministrativi di partecipazione verrà da una piattaforma IT di
agevole uso, basata sul portale dei partecipanti del Settimo programma quadro
di R&S dell'Unione per attività di ricerca e sviluppo (2007-2013) (nel
seguito "7° PQ").

2.1.                
Disposizioni in materia di monitoraggio e di
relazioni 

Precisare
frequenza e condizioni.
Per
la valutazione e il monitoraggio delle azioni indirette nell'ambito del
programma specifico sarà predisposto un nuovo sistema. Si baserà su una
strategia completa, a scadenze adeguate e armonizzata, particolarmente
incentrata sulla produttività, i risultati e gli impatti. Il sistema si avvarrà
di un archivio di dati pertinenti, di esperti, di una attività di ricerca
specifica, e di una maggiore cooperazione con gli Stati membri e gli Stati
associati, e sarà valorizzato mediante un'adeguata diffusione e comunicazione.
Per le azioni dirette, il JRC continuerà a migliorare il controllo adeguando
ulteriormente i suoi indicatori che misurano i risultati e l'impatto.
Il
sistema conterrà informazioni sui temi trasversali come la sostenibilità e i
cambiamenti climatici. Le spese legate ai cambiamenti climatici saranno
calcolate secondo il sistema di ricerca basato sui cosiddetti "marker di
Rio".

2.2.                
Sistema di gestione e di controllo 

Un
limite di errore del 2% è stata adottato come indicatore principale in materia
di legittimità e regolarità nel settore delle sovvenzioni di ricerca. Tuttavia,
ciò ha provocato alcuni effetti collaterali indesiderati o imprevisti. Secondo
i beneficiari e le autorità legislative l'onere dei controlli è diventato
decisamente eccessivo. Si rischia di indebolire l'attrattiva dei programmi di
ricerca dell'Unione, incidendo negativamente sulla ricerca e l'innovazione dell'Unione.
Il
Consiglio europeo del 4 febbraio 2011 ha concluso che "è essenziale che
gli strumenti dell'UE volti a promuovere l'RSI, siano semplificati al fine di
agevolare la loro adozione da parte dei migliori scienziati e delle imprese più
innovative, in particolare concordando fra le pertinenti istituzioni un nuovo equilibrio
fra fiducia e controllo e fra assunzione e limitazione dei rischi» (cfr. EUCO
2/1/11, REV1Bruxelles, 8 marzo 2011).
Il
Parlamento europeo, nella sua risoluzione dell'11 novembre 2010 (P7_TA (2010)
0401) sulla semplificazione dell'attuazione dei programmi quadro di ricerca si
esprime a favore di un rischio di errore più elevato per il finanziamento della
ricerca e "esprime preoccupazione per il fatto che il sistema e le
pratiche attuali di gestione del 7° PQ sono eccessivamente orientati ai controlli,
con conseguente spreco di risorse, scarsa partecipazione e scenari di ricerca
meno interessanti; osserva con preoccupazione che l'attuale sistema di gestione
senza alcuna tolleranza al rischio sembra evitare piuttosto che gestire i
rischi".
Il
forte aumento del numero di audit e la successiva estrapolazione dei risultati
hanno inoltre provocato una serie di proteste da parte del mondo della ricerca
(ad esempio l'iniziativa "Trust Researchers"[33]che finora ha raccolto oltre 13
800 firme).
Si
registra dunque un consenso, tra le parti interessate e le istituzioni, sul
fatto che l'attuale approccio deve essere riesaminato. Occorrerebbe tenere
conto anche di altri obiettivi e interessi, in particolare il successo della
politica di ricerca, la competitività internazionale e l'eccellenza
scientifica. Allo stesso tempo, occorre assolutamente gestire il bilancio in
modo efficace ed effettivo e prevenire le frodi e gli sprechi. Queste sono le
sfide per il programma specifico.
Resta
l'obiettivo ultimo della Commissione di giungere ad un tasso di errore residuo
inferiore al 2% della spesa totale per l'intera durata del programma. A tal
fine, la Commissione ha introdotto una serie di misure di semplificazione.
Tuttavia, occorre tenere conto di altri obiettivi, come l'attrattività e il
successo della politica di ricerca dell'UE, la competitività internazionale, l'eccellenza
scientifica e in particolare i costi dei controlli (cfr. punto 2.2.2).
Alla
luce di questi elementi si propone che le direzioni generali incaricate dell'esecuzione
del bilancio di ricerca e innovazione mettano a punto un sistema di controllo
interno efficace rispetto ai costi che offra ragionevoli garanzie che il
rischio di errore nel corso del periodo pluriennale di spesa, su base annua, si
assesti tra 2 e 5%, allo scopo ultimo di giungere ad un livello di errore
residuo il più possibile vicino al 2% al termine dei programmi pluriennali,
dopo aver tenuto conto dell'impatto finanziario di tutti gli audit e delle
misure correttive e di recupero.
2.2.1.     Quadro di controllo interno 
Il
quadro di controllo interno per le sovvenzioni si basa su:
-
l'attuazione delle norme di controllo interno della Commissione;
-
le procedure di selezione dei progetti migliori e loro traduzione in strumenti
giuridici;
-
gestione del progetto e del contratto per tutta la durata di vita di ogni
progetto;
-
controlli ex ante sul 100% delle dichiarazioni, compresa la ricezione dei
certificati di audit e la certificazione ex ante delle metodologie di costo; 
-
audit ex post su un campione di dichiarazioni;
-
e valutazione scientifica dei risultati del progetto. 
Per
le azioni dirette, i circuiti finanziari comportano verifiche ex ante in
materia di appalti e controlli ex-post. I rischi sono valutati ogni anno e i
progressi nell'esecuzione del lavoro e il consumo di risorse vengono
controllati regolarmente, sulla base di obiettivi e indicatori definiti. 
2.2.2.     Costi e benefici dei controlli

Il
costo del sistema di controllo interno per le direzioni generali incaricate
dell'esecuzione del bilancio per la ricerca e l'innovazione è stimato a 267
milioni di euro l'anno (sulla base dell'esercizio 2009 sul rischio tollerabile
di errore). Ciò ha determinato anche un notevole onere per i beneficiari e i
servizi della Commissione.
43%
dei costi complessivi dei controlli per i servizi della Commissione (ad
esclusione dei costi per il beneficiario) sono sostenuti nella fase di gestione
dei progetti, 18% nel corso della selezione delle proposte, e 16% nella fase di
negoziazione dei contratti. Gli audit ex post e il loro follow-up rappresentano
23% (61 milioni di euro) del totale.
Tuttavia,
questo importante sforzo di controllo non è riuscito a conseguire pienamente il
suo obiettivo. Il tasso di errore "residuo" stimato per il 6° PQ,
tenuto conto di tutti i recuperi e le rettifiche che sono stati o saranno
effettuati, resta superiore al 2%. L'attuale tasso di errore risultante dagli
audit del 7° PQ effettuati dalla Direzione generale della ricerca e innovazione
è del 5% circa, e malgrado la riduzione prevista determinata dagli audit, e il
fatto che sia leggermente distorto poiché incentrato su beneficiari che non
erano stati in precedenza oggetto di audit, è improbabile che l'errore residuo
del 2% sia raggiunto. Il tasso di errore rilevato dalla Corte dei conti europea
è simile.
2.2.3.     Livello previsto di rischio di
inadempimento 
Il
punto di partenza è il mantenimento dello statu quo, sulla base di audit
effettuati nell'ambito del 7° PQ. Questo tasso di errore rappresentativo
preliminare è prossimo al 5% (per la Direzione generale della ricerca e dell'innovazione).
La maggior parte degli errori rilevati è dovuta al fatto che l'attuale sistema
di finanziamento delle attività di ricerca è basato sul rimborso dei costi
effettivi del progetto di ricerca dichiarati dal partecipante. Questo rende
molto complessa la valutazione dei costi ammissibili.
Un'analisi
dei tassi di errore effettuata per gli audit del 7° PQ finora eseguiti nella
Direzione generale ricerca e innovazione evidenzia che: 
-
circa il 27%, in numero, e 35% in valore, degli errori riguarda l'imputazione
dei costi del personale. I problemi ricorrenti sono l'imputazione di costi medi
o costi iscritti in bilancio (anziché dei costi effettivi), assenza di adeguata
registrazione delle ore di lavoro dedicate al programma, imputazione di voci
non ammissibili;
-
circa il 40% in numero, e il 37% in valore, degli errori riguarda gli altri
costi diretti (ad eccezione di quelli per il personale). I problemi ricorrenti
sono l'inclusione dell'IVA, l'assenza di un nesso chiaro con il progetto,
mancata presentazione delle prove di pagamento e delle fatture o il calcolo
errato dell'ammortamento (imputazione dell'intero costo delle apparecchiature
anziché dell'importo ammortizzato), subappalti senza previa autorizzazione
oppure senza rispettare le norme in materia di rapporto qualità/prezzo ecc.;
Circa
il 33% in numero e 28% in valore, degli errori riguarda i costi indiretti. I
rischi sono uguali a quelli rilevati per le spese personale, cui si aggiunge
più il rischio di una assegnazione errata o iniqua delle spese generali ai
progetti dell'Unione.
In
alcuni casi, i costi indiretti sono una percentuale forfettaria dei costi
diretti, e quindi l'errore nei costi indiretti è proporzionale all'errore nei
costi diretti.
Orizzonte
2020 introduce un numero significativo di importanti misure di semplificazione
(cfr. punto 2) applicabili al presente programma specifico, che ridurranno il
tasso di errore in tutte le categorie di errore. Tuttavia, la consultazione
delle parti interessate e delle istituzioni circa un'ulteriore semplificazione
e la valutazione d'impatto di Orizzonte 2020 indicano chiaramente che il
mantenimento di un modello di finanziamento basato sul rimborso dei costi
effettivi rimane l'opzione preferita. Il ricorso sistematico ai finanziamenti
in funzione dei risultati, ai tassi forfettari o agli importi forfettari sembra
prematuro in questa fase in quanto si tratta di un sistema che non è stato
testato nell'ambito di programmi precedenti. Mantenere un sistema basato sul
rimborso dei costi effettivi non significa tuttavia che gli errori
continueranno a verificarsi.
Un'analisi
degli errori individuati nel corso di audit del 7° PQ indica che circa il 25‑35%
di essi potrebbero essere evitati con le misure di semplificazione proposte. Il
tasso di errore potrebbe diminuire dell'1,5%, passando da quasi 5% a circa
3,5%, una cifra menzionata nella comunicazione della Commissione come il punto
di giusto equilibrio tra i costi amministrativi dei controlli e il rischio di errore.
La
Commissione ritiene pertanto che, per le spese di ricerca nell'ambito di
Orizzonte 2020, un rischio di errore tra 2 e 5% su base annua, sia un
obiettivo realistico tenendo conto dei costi dei controlli e delle misure di
semplificazione proposte per ridurre la complessità delle regole e i relativi
rischi associati al rimborso dei costi del progetto di ricerca. L'obiettivo
ultimo per il livello residuo di rischio alla chiusura dei programmi, dopo aver
tenuto conto dell'impatto finanziario di tutti gli audit, delle misure
correttive e di recupero, è giungere ad un livello il più possibile vicino al
2%. 
La
strategia di audit ex post per le spese nell'ambito di Orizzonte 2020 tiene
conto di tale obiettivo. Si baserà sull'audit finanziario di un unico campione
rappresentativo di spese per l'intero programma, accompagnato da un campione
compilato sulla base di considerazioni sui rischi. 
Il
numero totale di audit ex post sarà limitato a quanto strettamente necessario
per il raggiungimento di tale obiettivo e l'attuazione della strategia. La governance
delle attività di audit ex post permetterà di ridurre al minimo l'onere degli
audit per i partecipanti. A titolo indicativo, la Commissione ritiene che al
massimo 7% dei partecipanti a Orizzonte 2020 sarebbero soggetti ad un audit nel
corso dell'intero periodo di programmazione. L'esperienza del passato dimostra
che le spese oggetto di audit sarebbero considerevolmente superiori. 
La
strategia sugli audit ex-post per quanto riguarda la legittimità e la regolarità
delle operazioni sarà integrata da una valutazione scientifica rafforzata e
dalla strategia antifrode (cfr. punto 2.3).
Tale
scenario si basa sull'ipotesi che le misure di semplificazione non siano
soggette a modifiche sostanziali nel processo decisionale.
Nota:
la presente sezione riguarda soltanto il processo di gestione delle
sovvenzioni; per le spese amministrative e operative nell'ambito delle
procedure di appalti pubblici si applica 2%.come limite massimo di rischio di
errore tollerabile. 

2.3.                
Misure di prevenzione delle frodi e delle
irregolarità 

Precisare le misure di prevenzione e di tutela in
vigore o previste.
Le
direzioni generali incaricate dell'esecuzione del bilancio di ricerca e
innovazione sono fermamente intenzionate a lottare contro le frodi in tutte le
fasi del processo di gestione delle sovvenzioni. Hanno messo a punto e stanno
attuando strategie antifrode, compreso un uso rafforzato dell'intelligence,
soprattutto attraverso strumenti IT avanzati e la formazione e informazione del
personale. Per scoraggiare le frodi sono state stabilite sanzioni nonché penali
adeguate in caso di frode comprovata. Questo impegno proseguirà. Le proposte
per Orizzonte 2020 sono state sottoposte ad un esame di "impermeabilità
alle frodi" e a una valutazione d'impatto. Nel complesso, le misure
proposte dovrebbero avere un'incidenza positiva sulla lotta contro la frode, in
particolare la maggiore importanza attribuita agli audit basati sul rischio e
la valutazione scientifica e il controllo rafforzati.
Va
sottolineato che le frodi individuate sono state molto poche rispetto al totale
delle spese, tuttavia le direzioni generali responsabili dell'esecuzione del
bilancio per la ricerca sono determinate a combatterle. 
La
Commissione adotta provvedimenti opportuni volti a garantire che, quando sono
realizzate azioni finanziate nel quadro del presente regolamento, gli interessi
finanziari dell'Unione europea siano tutelati mediante l'applicazione di misure
preventive contro la frode, la corruzione e ogni altra attività illecita,
controlli efficaci e, ove fossero rilevate irregolarità, il recupero delle
somme indebitamente versate e, se del caso, sanzioni efficaci, proporzionate e
dissuasive.
La
Commissione o i suoi rappresentanti e la Corte dei conti hanno la facoltà di
sottoporre ad audit, sulla base di documenti e con verifiche sul posto, tutti i
beneficiari di sovvenzioni, i contraenti e i subcontraenti che hanno ottenuto
fondi dell'Unione nell'ambito del programma.
L'Ufficio
europeo per la lotta antifrode (OLAF) è autorizzato a effettuare controlli e
verifiche presso gli operatori economici interessati direttamente o
indirettamente da un finanziamento di questo tipo, secondo le procedure
stabilite dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96, per accertare casi di frode,
corruzione o altre attività illecite lesive degli interessi finanziari dell'Unione
europea in relazione a una convenzione o decisione di sovvenzione o a un
contratto avente per oggetto un finanziamento dell'Unione
Fatti
salvi i commi precedenti, le decisioni, gli accordi di cooperazione con paesi
terzi e organizzazioni internazionali, le convenzioni e decisioni di
sovvenzione e i contratti risultanti dall'applicazione del presente regolamento
autorizzano espressamente la Commissione, la Corte dei conti e l'OLAF a
svolgere tali audit, controlli e verifiche sul posto. 

3.                      
INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.                
Rubrica/rubriche del quadro finanziario pluriennale
e linea/linee di bilancio di spesa interessate 

·      Linee di bilancio di spesa esistenti
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero  [Denominazione…...………………………] || Diss./Non diss. ([34]) || di paesi EFTA[35] || di paesi candidati[36] || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
   || [XX.YY.YY.YY]   || Diss./Non diss. || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione 
Secondo l'ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Rubrica 1 – Crescita intelligente e inclusiva] || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
   || Spese amministrative Ricerca indiretta: XX 01 05 01 Spesa relativa al personale di ricerca XX 01 05 02 Personale esterno di ricerca XX 01 05 03 Altre spese di gestione per la ricerca Ricerca diretta: 10 01 05 01 Spesa relativa al personale di ricerca 10 01 05 02 Personale esterno di ricerca 10 01 05 03 Altre spese di gestione per la ricerca 10 01 05 04 Altre spese per infrastrutture di ricerca importanti[37]   || SND || Sì || Sì || Sì || Sì 
   || Spese operative XX 02 01 01 Azioni orizzontali   Eccellenza scientifica 08 02 02 01 Consiglio europeo della ricerca 15 02 02 00 Azioni Marie Curie in materia di competenze, formazione e sviluppo della carriera 08 02 02 02 Infrastrutture di ricerca europee (comprese le e-infrastrutture) 08 02 02 02 Infrastrutture di ricerca europee (comprese le e-infrastrutture) 08 02 02 03 Tecnologie future e emergenti 09 02 02 02 Tecnologie future e emergenti   Leadership industriale 08 02 03 01 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali 09 02 03 00 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali 02 02 02 01 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali 08 02 03 02 Accesso al capitale di rischio 08 02 02 02 Accesso al capitale di rischio 08 02 03 03 Innovazione nelle PMI 02 02 02 03 Innovazione nelle PMI             Sfide per la società 08 02 04 01 Salute, evoluzione demografica e benessere 08 02 04 02 Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima, e bioeconomia 05 02 01 00 Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima, e bioeconomia 08 02 04 03 Energia sicura, pulita ed efficiente 32 02 02 00 Energia sicura, pulita ed efficiente 08 02 04 04 Trasporti intelligenti, ecologici e integrati 06 02 02 00 Trasporti intelligenti, ecologici e integrati 08 02 04 05 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime 07 02 02 00 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime 02 02 03 01 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime 08 02 04 06 Società inclusive, innovative e sicure 02 02 03 02 Società inclusive, innovative e sicure 09 02 04 00 Società inclusive, innovative e sicure 10 02 01 00 Azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca || SD || Sì || Sì || Sì || Sì 
3.2.        Incidenza prevista sulle
spese 
3.2.1.     Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero || [Rubrica 1 – Crescita intelligente e inclusiva] 
 DG: Ricerca e innovazione / Società dell'informazione e media / Istruzione e cultura / Imprese e industria / Energia / Mobilità e trasporti / Agricoltura e sviluppo rurale / Centro comune di ricerca - ricerca diretta / Ambiente || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || ≥2021 || TOTALE 
  Stanziamenti operativi ||   
 Azioni orizzontali 
 XX 02 01 01 || Impegni || (1a) || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm ||   
 Pagamenti || (2a) || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm ||   
 08 02 02 01 Consiglio europeo della ricerca || Impegni || (1b) || 1640,417 || 1753,575 || 1879,819 || 2009,349 || 2144,525 || 2284,826 || 2427,130 ||   || 14139,641 
 Pagamenti || (2b) || 204,154 || 1055,485 || 1335,717 || 1661,563 || 1868,955 || 2063,161 || 2199,449 || 3751,158 || 14139,641 
 08 02 02 02 Infrastrutture di ricerca europee (comprese le infrastrutture digitali) || Impegni || (1c) || 199,794 || 211,723 || 225,177 || 238,964 || 253,364 || 268,311 || 283,451 ||   || 1680,784 
 Pagamenti || (2c) || 24,865 || 128,015 || 161,107 || 199,448 || 223,066 || 244,699 || 259,212 || 440,372 || 1680,784 
 08 02 02 03 Tecnologie e future ed emergenti **   09 02 02 02 Tecnologie future e emergenti** || Impegni || (1d) || 283,318 || 300,310 || 320,217 || 469,448 || 606,917 || 642,722 || 678,989 ||   || 3301,921 
 Pagamenti || (2d) || 48,847 || 251,487 || 316,496 || 391,819 || 438,217 || 480,715 || 509,225 || 865,115 || 3301,921 
 08 02 03 01 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali || Impegni || (1e) || 545,193 || 577,744 || 614,457 || 652,078 || 691,372 || 732,159 || 773,472 ||   || 4586,474 
 Pagamenti || (2e) || 67,851 || 349,323 || 439,624 || 544,249 || 608,697 || 667,728 || 707,329 || 1201,673 || 4586,474 
 08 02 03 02 Accesso al capitale di rischio** 02 02 02 02 Accesso al capitale di rischio** || Impegni || (1f) || 447,955 || 474,700 || 504,865 || 535,776 || 568,062 || 601,574 || 635,520 ||   || 3768,450 
 Pagamenti || (2f) || 447,955 || 474,700 || 504,865 || 535,776 || 568,062 || 601,574 || 635,520 || 0 || 3768,450 
 08 02 03 03 Innovazione nelle PMI** 02 02 02 03 Innovazione nelle PMI** || Impegni || (1g) || 78,373 || 83,053 || 88,330 || 93,738 || 99,387 || 105,250 || 111,189 ||   || 659,320 
 Pagamenti || (2g) || 9,754 || 50,216 || 63,197 || 78,238 || 87,502 || 95,988 || 101,681 || 172,744 || 659,320 
 08 02 04 01 Salute, evoluzione demografica e benessere || Impegni || (1h) || 1030,952 || 1051,848 || 1073,128 || 950,146 || 1398,959 || 1481,491 || 1565,088 ||   || 8551,612 
 Pagamenti || (2h) || 126,578 || 651,675 || 820,134 || 1015,317 || 1135,546 || 1245,671 || 1319,549 || 2237,142 || 8551,612 
 08 02 04 02 Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima, e bioeconomia** 05 02 01 00 Sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima, e bioeconomia** || Impegni || (1i) || 525,695 || 557,082 || 592,481 || 628,757 || 666,645 || 705,974 || 745,810 ||   || 4422,444 
 Pagamenti || (2i) || 65,424 || 336,830 || 423,901 || 524,785 || 586,927 || 643,848 || 682,032 || 1158,697 || 4422,444 
 08 02 04 03 Energia sicura, pulita ed efficiente** 32 02 02 00 Energia sicura, pulita ed efficient**e || Impegni || (1j) || 732,073 || 775,781 || 825,079 || 875,596 || 928,359 || 983,126 || 1038,601 ||   || 6158,614 
 Pagamenti || (2j) || 91,108 || 469,063 || 590,317 || 730,805 || 817,344 || 896,610 || 949,786 || 1613,580 || 6158,614 
 08 02 04 04 Trasporti intelligenti, ecologici e integrati** 06 02 02 00 Trasporti intelligenti, ecologici e integrati** || Impegni || (1k) || 861,218 || 912,637 || 970,631 || 1030,059 || 1092,129 || 1156,559 || 1221,820 ||   || 7245,052 
 Pagamenti || (2k) || 107,180 || 551,811 || 694,454 || 859,727 || 961,532 || 1054,781 || 1117,337 || 1898,231 || 7245,052 
 08 02 04 05 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime** 02 02 03 01 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime** 07 02 02 00 Azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime** || Impegni || (1l) || 400,096 || 423,983 || 450,925 || 478,534 || 507,370 || 537,302 || 567,620 ||   || 3365,830 
 Pagamenti || (2l) || 49,793 || 256,354 || 322,622 || 399,403 || 446,698 || 490,019 || 519,081 || 881,860 || 3365,830 
 08 02 04 06 Società inclusive, innovative e sicure** 09 02 04 00 Società inclusive, innovative e sicure** 02 02 03 02 Società inclusive, innovative e sicure** || Impegni || (1m) || 483,533 || 512,402 || 544,963 || 578,329 || 613,179 || 649,353 || 685,994 ||   || 4067,754 
 Pagamenti || (2m) || 60,177 || 309,815 || 389,903 || 482,696 || 539,855 || 592,210 || 627,332 || 1065,767 || 4067,754 
 09 02 02 01 Infrastrutture di ricerca europee (comprese le e-infrastrutture) || Impegni || (1n) || 113,951 || 120,755 || 128,428 || 136,291 || 144,504 || 153,029 || 161,664 ||   || 958,622 
 Pagamenti || (2n) || 14,181 || 73,012 || 91,886 || 113,754 || 127,224 || 139,562 || 147,839 || 251,163 || 958,622 
 09 02 03 00 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali || Impegni || (1o) || 1005,176 || 1065,189 || 1132,878 || 1202,241 || 1274,686 || 1349,886 || 1426,056 ||   || 8456,112 
 Pagamenti || (2o) || 125,096 || 644,049 || 810,537 || 1003,436 || 1122,258 || 1231,095 || 1304,108 || 2215,533 || 8456,112 
 02 02 02 01 Leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali || Impegni || (1p) || 194,477 || 206,088 || 219,184 || 232,604 || 246,620 || 261,169 || 275,907 ||   || 1636,048 
 Pagamenti || (2p) || 24,203 || 124,608 || 156,819 || 194,140 || 217,129 || 238,186 || 252,313 || 428,651 || 1636,048 
 15 02 02 00 Azioni Marie Curie in materia di competenze, formazione e sviluppo della carriera || Impegni || (1q) || 728,274 || 771,756 || 820,798 || 871,052 || 923,542 || 978,025 || 1033,212 ||   || 6126,659 
 Pagamenti || (2q) || 90,635 || 466,629 || 587,254 || 727,013 || 813,103 || 891,958 || 944,858 || 1605,208 || 6126,659 
 10 02 01 00 Azioni dirette non nucleari del Centro comune di ricerca || Impegni || (1r) || 32,459 || 33,108 || 33,771 || 34,445 || 35,134 || 35,838 || 36,554 ||   || 241,311 
 Pagamenti || (2r) || 12,325 || 27,672 || 31,582 || 33,891 || 34,568 || 35,261 || 35,965 || 30,048 || 241,311 
* Un ulteriore stanziamento di 1628,002
milioni di EUR sarà messo a disposizione per il periodo 2018-2020 in
proporzione dai bilanci di "Sfide per la società" e "Leadership
nelle tecnologie abilitanti e industriali", su una base indicativa e
subordinatamente al riesame di cui all'articolo 26, paragrafo 1
** In questa fase la ripartizione fra DG non è
ancora determinata 
   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || ≥2021 || TOTALE 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 9302,954 || 9831,734 || 10425,13 || 11017,41 || 12194,75 || 12926,59 || 13668,08 || 0 || 79366,65 
 Pagamenti || (5) || 1570,126 || 6220,744 || 7740,415 || 9496,06 || 10596,68 || 11613,07 || 12312,62 || 19816,94 || 79366,65 
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   
 XX 01 05 01 Spesa relativa al personale di ricerca* || (6a) || 225,330 || 229,437 || 234,401 || 239,375 || 244,140 || 249,023 || 254,004 ||   || 1675,710 
 XX 01 05 02 Personale esterno di ricerca* || (6b) || 163,655 || 226,831 || 250,789 || 281,464 || 307,748 || 333,028 || 367,472 ||   || 1930,987 
 XX 01 05 03 Altre spese di gestione per la ricerca* || (6c) || 136,441 || 160,039 || 170,285 || 182,771 || 193,866 || 204,350 || 218,071 ||   || 1265,823 
 10 01 05 01 Spesa relativa al personale di ricerca || (6d) || 151,686 || 156,996 || 162,490 || 168,178 || 174,064 || 180,156 || 186,461 ||   || 1180,031 
 10 01 05 02 Personale esterno di ricerca || (6e) || 34,280 || 35,052 || 35,840 || 36,647 || 37,471 || 38,314 || 39,176 ||   || 256,781 
 10 01 05 03 Altre spese di gestione per la ricerca || (6f) || 65,312 || 66,618 || 67,950 || 69,309 || 70,695 || 72,109 || 73,551 ||   || 485,545 
 10 01 05 04 Altre spese per infrastrutture di ricerca importanti || (6g) || 6,551 || 6,682 || 6,816 || 6,952 || 7,091 || 7,233 || 7,378 ||   || 48,703 
  TOTALE stanziamenti amministrativi || (6) || 783,255 || 881,655 || 928,571 || 984,696 || 1035,075 || 1084,213 || 1146,113 ||   || 6843,58 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 1 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 10086,21 || 10713,39 || 11353,70 || 12002,11 || 13229,83 || 14010,8 || 14814,19 ||   || 86210,23 
 Pagamenti || =5+ 6 || 2353,381 || 7102,399 || 8668,986 || 10480,76 || 11631,76 || 12697,28 || 13458,73 || 19816,94 || 86210,23 
* Queste cifre sono basate su un utilizzo quasi totale
dei massimali di spesa amministrativa autorizzati previsti dalla base giuridica
Sono presentate a fini illustrativi in termini di effettivi suscettibili di
essere impiegati con tali importi
Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche:
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 Pagamenti || (5) || n.p.. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 4 del quadro finanziario pluriennale (importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 Pagamenti || =5+ 6 || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 DG: <…….> || 
  Risorse umane || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
  Altre spese amministrative || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 TOTALE DG <….> || Stanziamenti || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Impegni totali = pagamenti totali) || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
in Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Anno ≥2021 || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 10086,21 || 10713,39 || 11353,7 || 12002,11 || 13229,83 || 14010,80 || 14814,19 || 0 || 86210,23 
 Pagamenti || 2353,381 || 7102,399 || 8668,986 || 10480,76 || 11631,76 || 12697,28 || 13458,73 || 19816,94 || 86210,23 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi 
–     
þ  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo
decimale)/prezzi correnti
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo di risultato [38] || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO 1 Eccellenza scientifica[39]   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 1 Eccellenza scientifica ||   || 2965,755 ||   || 3158,119 ||   || 3374,440 ||   || 3725,105 ||   || 4072,852 ||   || 4326,913 ||   || 4584,446 ||   || 26207,628 
 OBIETTIVO SPECIFICO 2 Leadership industriale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 2 Leadership industriale ||   || 2271,175 ||   || 2406,774 ||   || 2559,714 ||   || 2716,437 ||   || 2880,127 ||   || 3050,036 ||   || 3222,143 ||   || 19106,407 
 OBIETTIVO SPECIFICO 3 Sfide per la società ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 3 Sfide per la società ||   || 4033,565 ||   || 4233,731 ||   || 4457,207 ||   || 4541,423 ||   || 5206,640 ||   || 5513,803 ||   || 5824,934 ||   || 33811,304 
 OBIETTIVO SPECIFICO 4 Fornire un sostegno scientifico e tecnico integrato e tempestivo al processo di elaborazione della politica europea Centro comune di ricerca ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 4 Fornire un sostegno scientifico e tecnico integrato e tempestivo al processo di elaborazione della politica europea Centro comune di ricerca ||   || 32,459 ||   || 33,108 ||   || 33,771 ||   || 34,445 ||   || 35,134 ||   || 35,838 ||   || 36,554 ||   || 241,311 
 COSTO TOTALE ||   || 9302,954 || 0 || 9831,732 || 0 || 10425,13 || 0 || 11017,41 || 0 || 12194,75 || 0 || 12926,59 || 0 || 13668,08 || 0 || 79366,65 
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi 
–     
þ  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || Anno 2014 [40] || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 Risorse umane || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 Altre spese amministrative || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. || n.p. 
 Esclusa la RUBRICA 5[41] del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane* || 574,951 || 648,316 || 683,520 || 725,664 || 763,423 || 800,521 || 847,113 || 5043,509 
 Altre spese di natura amministrativa* || 208,304 || 233,339 || 245,051 || 259,032 || 271,652 || 283,692 || 299 || 1800,071 
 Totale parziale al di fuori della rubrica 5 del quadro finanziario pluriennale || 783,255 || 881,655 || 928,571 || 984,696 || 1035,075 || 1084,213 || 1146,113 || 6843,58 
 TOTALE** || 783,255 || 881,655 || 928,571 || 984,696 || 1035,075 || 1084,213 || 1146,113 || 6843,58 
* Queste cifre sono basate su un utilizzo quasi
totale dei massimali di spesa amministrativa autorizzati previsti dalla base
giuridica. Sono presentate a fini illustrativi in termini di effettivi
suscettibili di essere impiegati con tali importi
** Queste cifre sono suscettibili di adeguamento in
conseguenza della procedura di esternalizzazione prevista. 
3.2.3.2.  Fabbisogno previsto di risorse
umane 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane 
–     
þ  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane,
come spiegato di seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
 ||   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) || 
 || XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 
 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 01 (ricerca indiretta)** || 1677.5 || 1677.5 || 1677.5 || 1677.5 || 1677.5 || 1677.5 || 1677.5 
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) || 1390 || 1390 || 1390 || 1390 || 1390 || 1390 || 1390 
 ||  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[42] || 
 || XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 04 yy[43] || - in sede[44] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||   || - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) || 865 || 865 || 865 || 865 || 865 || 865 || 865 
 || 10 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) || 593 || 593 || 593 || 593 || 593 || 593 || 593 
 || Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || TOTALE || 4625.5 || 4625.5 || 4625.5 || 4625.5 || 4625.5 || 4625.5 || 4625.5 
* Le cifre di cui sopra sono soggette ad adeguamento secondo i
risultati del processo di esternalizzazione previsto.
** Il carico di lavoro corrispondente all'attuazione di IET e dell'Innovazione
è stimato a circa 100 posti in organico per la Commissione
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse
umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei || Il numero complessivo di funzionari e di agenti temporanei è usato per contribuire agli obiettivi di Orizzonte 2020 durante l'intero processo, dalla preparazione del programma di lavoro fino alla diffusione finale dei risultati conseguiti nel periodo 2014-2020. Tali risorse umane comprendono tutte le esigenze dei diversi modi di gestione, come indicato al punto 1.7. della scheda finanziaria. 
 Personale esterno || Il numero complessivo di personale esterno assisterà i funzionari e gli agenti temporanei al fine di contribuire agli obiettivi di Orizzonte 2020 durante l'intero processo, dalla preparazione del programma di lavoro fino alla divulgazione finale dei risultati conseguiti nel periodo 2014-2020 Tali risorse umane comprendono tutte le esigenze dei diversi modi di gestione, come indicato al punto 1.7. della scheda finanziaria. 
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
–     
þ  La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro finanziario
pluriennale attuale.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Non pertinente
.
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l'applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[45].
Non pertinente
.
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
–      La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Costo 
 Specificare l'organismo di cofinanziamento || Paesi terzi associati al programma ||   
 TOTALE degli stanziamenti cofinanziati* || pm 
* Gli accordi bilaterali di associazione non
sono ancora stati fissati e saranno quindi aggiunti in un momento successivo.
3.3.        Incidenza prevista sulle
entrate 
–     
¨  La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
–     
þ  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨         sulle risorse proprie 
–                   
þ         sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[46] 
 Anno 2014 || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 
 Voce 6011 Voce 6012 Voce 6013 Voce 6031 ||   || pm || pm || pm || pm || pm || pm || pm 
* Gli accordi di associazione bilaterale non sono
ancora stati conclusi e pertanto saranno aggiunti in una fase successiva.
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
02
03 01 Stanziamenti provenienti dalla partecipazione di terzi
05
03 01 Stanziamenti provenienti dalla partecipazione di terzi
06
03 01 Stanziamenti provenienti dalla partecipazione di terzi
07
03 01 Stanziamenti provenienti dalla partecipazione di terzi
08
04 01 Stanziamenti provenienti dalla partecipazione di terzi
09
03 01 Stanziamenti provenienti dalla partecipazione di terzi
10
02 02 Stanziamenti provenienti dalla partecipazione di terzi
15
03 01 Stanziamenti provenienti dalla partecipazione di terzi
32
03 01 Stanziamenti provenienti dalla partecipazione di terzi
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
Alcuni
Stati associati possono contribuire a un finanziamento supplementare del
programma quadro per mezzo di accordi di associazione Il metodo di calcolo sarà
convenuto in sede di accordo e non è necessariamente identico per tutti gli
accordi. La maggior parte dei calcoli è basata sul PIL dello Stato associalo
rispetto al PIL degli Stati membri applicando tale percentuale all'insieme del
bilancio sottoposto a voto. 
[1]               COM(2011) 500 definitivo.
[2]               GU C [...] del [...], pag.
[3]               GU C [...] del [...], pag.
[4]               GU C [...] del [...], pag.
[5]               GU C [...] del [...], pag.
[6]               GU L 57 del 24.2.2007, pag. 14.
[7]               COM(2010) 2020.
[8]               GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[9]               GU L 107 del 30.4.1996, pag. 12.
[10]             GU L 400 del 30.12.2006, pag. 86.
[11]             GU L 400 del 30.12.2006, pag. 243.
[12]             GU L 400 del 30.12.2006, pag. 272.
[13]             GU L 400 del 30.12.2006, pag. 299.
[14]             GU L 400 del 30.12.2006, pag. 368.
[15]             
[16]             GU
L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[17]             In
linea di massima almeno l'80%
[18]             La tabella di marcia dell'ESFRI comprende una cinquantina di
infrastrutture di importanza fondamentale per l'Europa (con un costo di
esercizio annuo stimato a due miliardi di euro) che coprono tutte le discipline
scientifiche. Altri impianti europei di livello mondiale comprendono
infrastrutture quali GÉANT o quelle individuate nella strategia europea per la
fisica delle particelle del CERN. Tutte
queste infrastrutture hanno bisogno di partenariati fra Stati membri e di un
impegno a lungo termine per la loro attuazione.
[19]             Dato che tutte le ricerche sono ormai ad alta intensità di calcolo e di
dati, l'accesso a e-infrastrutture di punta è essenziale per tutti i
ricercatori. Ad esempio, GÉANT
collega 40 milioni di utenti in oltre 8 000 istituzioni di 40
paesi, mentre l'infrastruttura di rete europea è l'infrastruttura informatica
distribuita più grande del mondo con oltre 290 siti in 50 paesi. I rapidi
progressi nelle TIC e il crescente fabbisogno della scienza in termini di
calcolo e trattamento di ingenti quantità di dati pone una serie di problemi
sul piano organizzativo e dei finanziamenti per garantire servizi senza
soluzione di continuità per i ricercatori.
[20]             COM(2009) 512.
[21]             L'internet degli oggetti sarà coordinato come una questione
trasversale.
[22]             Comprese le reti basate sulle tecnologie spaziali.
[23]             COM(2011)
152.
[24]             COM(2007)
723.
[25]             Stime
elaborate da PriceWaterhouseCoopers "opportunità commerciali legate alla
sostenibilità offerte dalle risorse naturali a livello mondiale (compresi i
settori energetico, silvicolo, agroalimentare, idrico e dei metalli) " e
WBCSD (World Business Council on Sustainable Development) – 2010 - Vision 2050:
The New Agenda for Business: Ginevra, URL:          
http://www.wbcsd.org/web/projects/BZrole/Vision2050-FullReport_Final.pdf
[26]             COM(2008)
699 definitivo.
[27]             Unità
"Politica economica e scientifica" del Parlamento europeo, Innovazioni
ecocompatibili – Indirizzare l'Unione verso un'economia basata su un uso
efficiente di risorse e di energia, Studio e note informative, marzo 2009
[28]             Osservatorio
dell'innovazione ecocompatibile: La sfida dell'ecoinnovazione – Verso un'Europa
efficiente sotto il profilo delle risorse - Relazione annuale 2010, maggio 2011
[29]             ABM:
Activity Based Management (gestione per attività) – ABB: Activity Based
Budgeting (bilancio per attività).
[30]             A
norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b), del regolamento
finanziario.
[31]             Informazioni
dettagliate sulle modalità di gestione e i riferimenti al regolamento
finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html.
[32]             A
norma dell'articolo 185 del regolamento finanziario.
[33]             Http://www.trust-researchers.eu/
[34]             Diss. = stanziamenti dissociati/.Non diss = stanziamenti non dissociati
[35]             EFTA: Associazione europea di
libero scambio. 
[36]             Paesi candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati dei Balcani
occidentali.
[37]             Il JRC chiede una nuova linea di bilancio per gli investimenti
infrastrutturali. La maggior parte
degli impianti del JRC risale agli anni '60 e '70 e non è più all'avanguardia. Di conseguenza è necessario disporre di nuove
strutture e aggiornare quelle esistenti al fine di attuare il programma di
lavoro pluriennale del JRC, in conformità alle norme di sicurezza dell'Unione e
agli obiettivi ambientali di UE 20-20-20 Il JRC ha stilato il proprio "Piano di sviluppo infrastrutturale
2014-2020" Nel quale illustra le
esigenze in termini di investimenti fino al 2020 per tutti i siti del JRC
ripresi nella nuova linea di bilancio proposta.
[38]             I
risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad esempio: numero di scambi di
studenti finanziati, numero di km di strade costruiti ecc.)
[39]             Quale descritto nella sezione 1.4.2. "Obiettivo/obiettivi specifici…"
[40]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della proposta/iniziativa.
[41]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta. 
[42]             CA= Agente contrattuale; INT= personale di agenzia ("Intérimaire"); JED= "Jeune Expert en Délégation"
(Young Experts in Delegations); LA=
Agente locale; SNE= Esperto nazionale
distaccato. 
[43]             Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli stanziamenti
operativi (ex linee "BA").
[44]             Principalmente per i fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per
lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[45]             Cfr. punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.
[46]             Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi doganali,
contributi zucchero), gli importi indicati devono essere importi netti, cioè
importi lordi da cui viene detratto il 25% per spese di riscossione.