CELEX: 51997PC0485
Language: it
Date: 1997-10-02
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese

«JfcSftk
                        COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                           Bruxelles, 02.10.1997
                                                           COM(97) 485 def.
                                                           97/ 0246 (ACC)
                                             Proposta di
                           REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
         che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi di tessuti
                         poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese
                                  (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                          Relazione
Oggetto:        Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un dazio
                antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi di tessuti
                poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese
Con regolamento (CEE) n. 3308/90, il Consiglio ha istituito dazi antidumping definitivi
sulle importazioni di sacchi di tessuti poliolefinici originari della Repubblica popolare
cinese. I dazi sono stati aumentati nel 1993, con regolamento (CEE) n. 2346/93 del
Consiglio, essendosi stabilito che l'onere del dazio era stato sostenuto dagli esportatori
cinesi. È stato poi annunciato un riesame delle misure mediante un avviso di apertura
pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee n. C 271 del 17 ottobre 1995.
Tutte le parti interessate hanno avuto la possibilità di manifestarsi e di comunicare le loro
osservazioni.
Nessun esportatore cinese ha collaborato al riesame.
Sono state svolte inchieste in loco presso le sedi dei due importatori della Comunità che
hanno accettato di collaborare, dei produttori comunitari che costituiscono l'industria
comunitaria e di un produttore della Turchia, che è stata scelta come paese analogo
poiché la Cina non è un paese a economia di mercato. Le risultanze dell'inchiesta hanno
messo in luce l'esistenza di pratiche di dumping e la minaccia di pregiudizio che ne
conseguirebbe per l'industria comunitaria in caso di scadenza delle misure.
Al termine dell'inchiesta, che ha tenuto conto di tutti gli interessi in gioco, si è concluso
che è nell'interesse della Comunità istituire dazi antidumping definitivi, modificati
secondo le risultanze dell'inchiesta.
Si propone pertanto al Consiglio di adottare l'allegata proposta di regolamento.
 ---pagebreak---                      REGOLAMENTO (CE) N. ..797 DEL CONSIGLIO
                                               del...
    che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi di tessuti
                    poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995*, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea, modificato dal regolamento (CE) n. 2331/96 del 2 dicembre 19962, in
particolare gli articoli 9,11 e 23,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                                     A. PROCEDIMENTO
                                       1. Misure in vigore
(1)     Con regolamento (CEE) n. 3308/903, il Consiglio ha istituito un dazio
        antidumping definitivo del 43,4% sulle importazioni di sacchi di tessuti
        poliolefinici originari della Repubblica popolare cinese.
1. GU n.L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
2. GUn.L 317 del 6.12.1996, pag. 1.
3 GUn.L 318 del 17.11.1990, pag. 2.
                                                    1-,
 ---pagebreak---        Avendo stabilito che l'onere del dazio era stato sostenuto dagli esportatori, con
       regolamento (CEE) n. 2346/934, il Consiglio ha modificato il regolamento (CEE)
       n. 3308/90 e ha istituito un dazio maggiorato dell'85,7%.
                                      2. Domanda di riesame
(2)    Dopo la pubblicazione, nell'aprile 1995, di un avviso5 di imminente scadenza
       delle misure in vigore, la Commissione ha ricevuto una domanda di riesame
       presentata dall'Associazione europea dell'industria delle poliolefìne tessili
       (EATP) a nome di produttori che rappresenterebbero la maggior parte della
       produzione totale del prodotto in questione nella Comunità europea. La domanda
       conteneva elementi di prova delle pratiche di dumping sul prodotto originario
       della Cina e al nuovo grave pregiudizio che provocherebbe probabilmente la
       scadenza delle misure esistenti considerati sufficienti per giustificare l'apertura di
       un'inchiesta a fini di riesame.
(3)    Il 17 ottobre 1995, la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella
       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee6 (in appresso denominato "avviso di
       apertura"), l'apertura di un riesame del regolamento (CEE) n. 3308/90 e ha
       avviato un'inchiesta'a norma dell'articolo 11, paragrafi 2 e 3 del regolamento
       (CE) n. 3283/94 del Consiglio7, sostituito durante l'inchiesta dal regolamento
       (CE) n. 384/96 del Consiglio (in appresso denominato "regolamento di base").
                                           3. Inchiesta
(4)    La Commissione ha ufficialmente informato dell'inizio del riesame i produttori
       esportatori e gli importatori notoriamente interessati e le loro associazioni, i
4 GUn. L 215 del 25.8.1993, pag. 1.
5   GU n. C 95 del 19.4.1995, pag. 7.
6   GUn.C271 del 17.10.1995, pag. 3.
7   GUn. L 349 del 31.12.1994, pag. 1.
                                                  -2
 ---pagebreak---     rappresentanti del paese esportatore e i produttori comunitari denunziami.
(5) Si è data alle parti interessate la possibilità di comunicare osservazioni scritte e di
    chiedere di essere sentite entro il termine fissato nell'avviso di apertura.
    Un certo numero di importatori e un'organizzazione che li rappresenta hanno reso
    note le loro osservazioni per iscritto. La Commissione ha inviato questionari a
    tutte le parti notoriamente interessate e ha ricevuto risposte da quattro produttori
    comunitari e da due importatori nella Comunità.
(6) L'inchiesta è stata ostacolata dal fatto che nessuno degli esportatori cinesi ha
    risposto al questionario della Commissione né ha comunicato le sue osservazioni
    per iscritto.
(7) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai
    fini della determinazione del dumping e del pregiudizio e ha svolto inchieste
    presso le sedi delle seguenti società:
    (a) Produttori comunitari denunziami
                     Condepols S.A., Valencia (Spagna),
                     Cotesi, Carvalhos (Portogallo),
                     Saint Frères Emballage S.A., Parigi (Francia),
                     Thrace Plastics Co., Atene (Grecia);
      (b) Produttore/esportatore nel paese analogo
                     Debant Plastik, Istanbul, Turchia
      (e) Importatori
                     Blockx, Arendonk, Belgio,
                     Interjute, Hulst, Paesi Bassi
                                                3-
 ---pagebreak---  (8)        L'inchiesta relativa al dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° gennaio e
            il 30 settembre 1995 (in appresso denominato "periodo dell'inchiesta"). L'esame
           del pregiudizio riguardava il periodo compreso tra il 1° gennaio 1992 e il 30
            settembre 1995.
                      B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
                                        1. Prodotto in esame
(9)        I prodotti in esame sono i sacchi e sacchetti da imballaggio, diversi da quelli a
           maglia, confezionati con lamelle o forme simili di polietilene o di polipropilene,
           di tessuti di peso inferiore o uguale a 120 g per m2. Esiste un gran numero di tipi
           diversi di sacchi e sacchetti confezionati con l'una o l'altra materia prima, che
           comunque hanno caratteristiche fisiche, chimiche e tecniche simili. I sacchi e i
           sacchetti servono, tra l'altro, a imballare prodotti industriali e agricoli.
           Dato che le caratteristiche di base dei sacchi e dei sacchetti, siano esse fisiche,
           chimiche o tecniche, e il loro uso sono simili, si è deciso che il riesame avrebbe
           riguardato tutta la gamma, e in particolare che nell'inchiesta sarebbero rientrati sia
           i sacchi e sacchetti confezionati con lamelle di tessuti, indipendentemente dalla
           larghezza, che quelli confezionati con tessuti stratificati.
(10)       In conformità del regolamento (CE) n. 2448/958, il prodotto sopra descritto rientra
           di norma nei codici NC 6305 32 81 e 6305 33 91. Tuttavia, nell'ambito del
           presente riesame la Commissione ha appurato che i sacchi e i sacchetti in
           questione possono essere classificati, quando si tratti di tessuti confezionati con
8    Regolamento (CE) n. 2448/95 della Commissione, del 10 ottobre 1995, che modifica l'allegato 1 del
     regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla
     tariffa doganale comune (GU n. L 259 del 30.10.1995, pag. 1). Il procedimento è stato aperto per i
     prodotti di cui al codice NC 6305 31 91, che il regolamento in questione ha poi sostituito con i due
     codici NC indicati.
                                                        4-
 ---pagebreak---      lamelle di larghezza superiore a 5 mm o stratificati da entrambe le parti in misura
     visibile a occhio nudo, ai codici NC 3923 21 00, 3923 29 10 e 3923 29 90, pur
     rimanendo conformi alla summenzionata descrizione del prodotto.
                                    2. Prodotto simile
(11) Dall'inchiesta è risultato che i sacchi e sacchetti esportati nella Comunità dalle
     società cinesi costituivano un prodotto simile a quello fabbricato in Turchia, poi
     scelta come paese analogo perché la Cina non era considerata un paese a
     economia di mercato (cfr. punti 14 e 15). Analogamente, i sacchi e sacchetti
     prodotti dall'industria      comunitaria e venduti      sul mercato      comunitario
     presentavano caratteristiche fisiche, chimiche e tecniche simili, sotto tutti gli
     aspetti, a quelle dei sacchi e sacchetti esportati dalla Cina nella Comunità. Si è
     stabilito che la stampa e l'orlo di determinati sacchetti, di cui al punto 36, non li
     differenziavano dagli altri, e che i sacchi e i sacchetti avevano le stesse
     destinazioni finali e si trovavano in concorrenza gli uni con gli altri.
(12) Si è pertanto concluso che i sacchi e i sacchetti prodotti e venduti in Turchia
     costituivano, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento di base, un
     prodotto simile a quelli esportati dalla Cina nella Comunità e a quelli prodotti e
     venduti dall'industria comunitaria.
     C. PROBABILITÀ CHE IL DUMPING CONTINUI O SI VERIFICHI
                                        NUOVAMENTE
                               1. Osservazioni preliminari
(13) L'inchiesta relativa al dumping doveva determinare se, con la scadenza delle
     misure, il dumping sarebbe continuato o si sarebbe verificato nuovamente,
     esaminando in particolare se sussistevano pratiche di dumping.
                                               5-
 ---pagebreak---                                        2. Paese analogo
 (14)  Dato che la Repubblica popolare cinese non è considerata un paese a economia di
      mercato, all'inizio del riesame la Commissione ha annunciato che, ai sensi
      dell'articolo 2, paragrafo 7 del regolamento di base, si pensava di scegliere la
      Turchia, come paese terzo appropriato a economia di mercato (in appresso
      denominato "paese analogo") per stabilire il valore normale.
(15)  Tutte le parti interessate hanno avuto la possibilità di formulare osservazioni sulla
      scelta del paese analogo. Gli esportatori cinesi non si sono manifestati, mentre un
      importatore e un'associazione di operatori commerciali europei hanno contestato
      la scelta adducendo che le situazioni macroeconomiche della Cina e della Turchia
      non erano paragonabili e che la capacità di produzione della Turchia non era
      sufficiente. In alternativa, l'importatore ha proposto l'Indonesia, ma la proposta è
      stata respinta perché in un procedimento antidumping relativo allo stesso prodotto
      originario, tra l'altro, dell'Indonesia si era stabilito che il mercato di questo paese
      non era disciplinato dalle normali forze di mercato. Pertanto, considerato che i
      produttori turchi e cinesi utilizzano gli stessi macchinari e le stesse materie prime,
      che numerosi produttori che fabbricano il prodotto simile in quantità
      rappresentative sono in concorrenza sul mercato turco e che la capacità di
      produzione turca è attualmente sufficiente, si è concluso che la Turchia era un
      paese analogo appropriato. La Commissione si è potuta avvalere della
      collaborazione di un produttore turco del prodotto simile.
                                      3. Valore normale
(16)  Come si è spiegato al punto 15, la Commissione ha chiesto a un produttore del
      paese analogo tutte le informazioni ritenute necessarie per la determinazione del
      valore normale e le ha verificate.
(17)  A tal fine, la Commissione ha stabilito se le vendite sul mercato interno del paese
      analogo del produttore che ha collaborato fossero rappresentative ai sensi
      dell'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base.
 ---pagebreak---      Dall'inchiesta è emerso che le vendite interne totali del produttore turco che ha
     collaborato rappresentano, in volume, meno del 5% delle esportazioni cinesi del
     prodotto simile nella Comunità.
(18) Dato che il volume delle vendite del prodotto simile sul mercato interno non era
     rappresentativo, e in assenza di altre vendite interne di un produttore che aveva
     collaborato, il valore normale è stato costruito. In conformità dell'articolo 2,
     paragrafo 3 del regolamento di base, il valore normale è stato costruito in base ai
     costi di produzione medi per tipo di sacchetto del produttore turco che ha
     collaborato. In conformità dell'articolo 2, paragrafo 6 del regolamento di base,
     detti costi sono stati maggiorati di un congruo importo per le spese generali,
     amministrative e di vendita, stabilito in base a dati effettivi riguardanti la
     produzione e le vendite interne del prodotto simile del produttore turco che ha
     collaborato, e per i profitti. Data l'elevata proporzione delle vendite in perdita del
     prodotto in questione effettuate dal produttore che ha collaborato, il margine di
     profitto è stato calcolato, a norma dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera e) del
     regolamento di base, in funzione delle informazioni fornite dagli altri produttori
     turchi in merito agli utili normalmente realizzati sulle vendite del prodotto simile
     in Turchia.
(19) Ai fini dell'inchiesta, il prodotto è stato classificato per tipo (semplice, foderato e
     stratificato). I diversi costi di produzione sono stati calcolati separatamente per i
     tre tipi di sacchetti (semplici, foderati e stratificati).
                                4. Prezzi all'esportazione
(20) Il questionario per gli esportatori è stato inviato a dieci produttori cinesi, nessuno
     dei quali ha risposto.
(21) Le esportazioni cinesi del prodotto in questione sono state effettuate a importatori
     indipendenti nella Comunità. Due importatori del prodotto simile hanno
     collaborato con la Commissione. Si è ritenuto che i prezzi comunicati da questi
     importatori fossero gli elementi di prova più validi per stabilire il prezzo
 ---pagebreak---      all'esportazione, poiché il volume di queste transazioni rappresentava una quota
     rilevante delle importazioni del prodott dalla Cina e consentiva un calcolo per tipo
     di sacchetto.
(22) I prezzi all'esportazione, pertanto, sono stati determinati in base ai prezzi
     effettivamente pagati dai due importatori per il prodotto in questione nel periodo
     dell'inchiesta. Le transazioni riguardavano due tipi di prodotti, vale a dire i
     sacchetti semplici e quelli foderati, considerati rappresentativi delle esportazioni
     cinesi. Le transazioni in questione, infatti, rappresentavano una quota rilevante
     delle esportazioni cinesi nella Comunità, dato che gli importatori che hanno
     collaborato rappresentano a loro volta una proporzione considerevole di tutte le
     importazioni cinesi dei prodotti simili.
                                    5. Confronto
(23) In conformità dell'articolo 2, paragrafi 10 e 11 del regolamento di base, il valore
     normale costruito per ciascun tipo di prodotto è stato confrontato con la media
     ponderata del prezzo all'esportazione per tipo di prodotto su base FOB e allo
     stesso stadio commerciale. Per calcolare il valore normale costruito FOB porto
     turco, si è sommato il costo del trasporto interno fino al porto più vicino al valore
     normale costruito stabilito ai fini di un equo confronto con il prezzo
     all'esportazione cinese, comunicato FOB Shanghai.
(24) Come si è già detto, i prezzi all'esportazione cinesi ottenuti dai due importatori
     che hanno collaborato per il periodo dell'inchiesta riguardavano soltanto i
     sacchetti semplici e foderati. La Commissione, pertanto, ha circoscritto il
     confronto a questi due tipi.
 ---pagebreak---                                      6. Margine di dumping
 (25)     Dal confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione è risultata
          l'esistenza di pratiche di dumping, il cui margine è pari all'importo di cui il valore
          normale supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.
 (26)     La media ponderata del margine di dumping, espressa in percentuale del prezzo
          francofrontieracomunitaria, dazio non corrisposto, è del 102,4%.
                               D. INDUSTRIA COMUNITARIA
(27)     La Commissione ha esaminato se i produttori comunitari che hanno appoggiato la
         domanda di riesame e che hanno collaborato all'inchiesta rappresentassero una
         proporzione maggoritaria della produzione comunitaria totale ai sensi dell'articolo
         4, paragrafo 1 del regolamento di base. Si è riscontrato a tale riguardo che i
         quattro produttori che hanno collaborato al riesame hanno prodotto una quota
         rilevante (almeno del 65%) della produzione comunitaria totale. Si è pertanto
         concluso che detti produttori potevano costituire 1'"industria comunitaria" ai fini
         dell'inchiesta.
      E. PROBABILITÀ CHE IL PREGIUDIZIO CONTINUI O SI VERIFICHI
                                          NUOVAMENTE
                                  1. Osservazioni preliminari
(28)     L'inchiesta relativa al pregiudizio doveva determinare se la scadenza delle misure
         implicasse il rischio del persistere o della reiterazione del pregiudizio, ai sensi
        dell'articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, e se le misure non fossero
        più necessarie o non fossero più sufficienti per controbilanciare il dumping che ha
        causato il pregiudizio, a norma dell'articolo 11, paragrafo 3.
 ---pagebreak---                               2. Consumo comunitario
(29) Il consumo comunitario apparente del prodotto immesso in libera pratica sul
     mercato (in base alle risposte ai questionari, ai dati Eurostat e alle informazioni
     sul mercato di cui dispone la Commissione) è aumentato da circa 33 000 t nel
      1992 a circa 44 0001 nel 1995 (+ 33%).
(30) Va sottolineato che i sacchi e i sacchetti vengono importati secondo procedure
     diverse. I dazi antidumping e quelli convenzionali si applicano solo alle
     importazioni destinate all'immissione in libera pratica.
           3. Volume e quota di mercato delle importazioni in dumping
(31) I quantitativi del prodotto importati dalla Cina per essere immessi in libera
     circolazione sono passati da 3 8841 nel 1992 a 2 6721 nel 1995, con un calo della
     quota di mercato (calcolata in base ai dati sul consumo apparente di cui al punto
     29) dall'I 1,7% nel 1992 al 6,1%nel 1995.
(32) Va osservato che, pur essendo diminuite in volume negli ultimi anni, le
     importazioni cinesi destinate ad essere immesse in libera pratica conservano una
     quota di mercato considerevole. Il fatto che, nonostante le misure in vigore (cfr.
     punto 37), possano praticare sottoquotazioni rispetti ai prezzi dei produttori
     comunitari sul mercato della libera circolazione ha probabilmente contribuito ad
     esercitare una pressione al ribasso sui prezzi del mercato comunitario.
                                             -io-
 ---pagebreak---                            4. Prezzi delle importazioni in dumping
 (33)  A causa della mancata collaborazione degli esportatori cinesi, ci si è basati, per il
       calcolo della sottoquotazione, sul prezzo all'esportazione delle operazioni
       effettive (quasi esclusivamente importazioni temporanee) dei due importatori che
       hanno collaborato. Questi dati sono i più attendibili, anche perché consentono un
       confronto dei prezzi a seconda dei tipi di sacchi e sacchetti (semplici, foderati,
       stratificati, ecc).
(34)  I servizi della Commissione hanno confrontato i prezzi medi per tipo di sacco o
      sacchetti in base alle vendite al primo importatore indipendente, per le
      importazioni, e al primo cliente indipendente, per i produttori comunitari.
(35)  I produttori comunitari hanno effettuato quasi esclusivamente vendite dirette agli
      utilizzatori finali. Nei pochi casi di vendita ai distributori, non si sono rilevate
      differenze di rilievo in termini di prezzi. Le importazioni, invece, sono state
      effettuate esclusivamente a importatori all'ingrosso, con le relative spese di
      magazzinaggio. La Commissione, quindi, ha ridotto i prezzi medi dei produttori
      comunitari per tenere debitamente conto delle differenze relative allo stadio
      commerciale.
(36)  Tutte le importazioni rilevate riguardavano (a) sacchi e sacchetti semplici o (b)
      sacchi e sacchetti con una fodera di polietilene. Tutti i sacchi e sacchetti foderati e
      tutti quelli semplici tranne uno erano orlati nella parte superiore e la maggior
      parte non recava stampigliature (dato che a questo provvedeva l'importatore). Per
      contro, i produttori comunitari hanno venduto principalmente sacchi e sacchetti
      stampigliati e non orlati. Se del caso, quindi, i prezzi di vendita dei produttori
      comunitari sono stati adeguati detraendo le spese di stampigliatura e di orlatura.
                                               - il
 ---pagebreak---      La Commissione ha quindi calcolato il prezzo medio dei produttori comunitari per
     ogni tipo di sacco e di sacchetto importato, ponderato in base alle vendite del tipo
     in questione effettuate dai quattro produttori che hanno collaborato.
(37) Una volta ottenuti i prezzi medi adeguati per ogni tipo di sacco e sacchetto, si è
     calcolato il livello della sottoquotazione reale, con le misure attualmente in
     vigore, sul mercato dei sacchi e sacchetti in libera pratica. I prezzi
     all'importazione sono stati maggiorati del 92,9% (il 7,2% convenzionale più un
     dazio antidumping dell'85,7%) e confrontati con i prezzi adeguati dei produttori
     comunitari. Va osservato che, trattandosi di importazioni temporanee, a queste
     transazioni non veniva applicato nessun dazio, ma si tratta delle informazioni più
     attendibili in mancanza di transazioni verificate per l'immissione in libera pratica.
     Si sono così ottenuti margini di sottoquotazione del 4,7% per i sacchi e sacchetti
     semplici orlati e del 28,6% per i sacchi e sacchetti foderati e orlati, con una media
     del 15,3% (espressa in percentuale dei prezzi adeguati dei produttori CE).
                     5. Fattori relativi all'industria comunitaria
(38) Nei seguenti paragrafi, che riguardano le variazioni subite da determinati fattori
     chiave tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta, si sono adeguate le cifre relative al
     periodo dell'inchiesta, limitate a un periodo di nove mesi, onde poterle
     confrontare con i dati per tutto l'anno.
     Produzione
(39) La produzione dell'industria comunitaria è scesa da 9 500 t nel 1992 ad una cifra
     comparabile di 8 9001 nel periodo dell'inchiesta (- 6%).
                                                12
 ---pagebreak---       Volume delle vendite e quota di mercato
(40) Il volume delle vendite dell'industria comunitaria sul mercato comunitario è
     diminuito del 13%, passando da circa 9 6001 nel 1992 ad una cifra comparabile di
     circa 8 400 t nel periodo dell'inchiesta, con una corrispondente riduzione della
     quota di mercato dal 30,2% nel 1992 al 19,1% nel periodo dell'inchiesta.
     Valore delle vendite
(41) In termini di valore, le vendite dell'industria comunitaria sul mercato comunitario
     sono diminuite del 9%, passando da circa 23,7 MECU nel 1992 a una cifra
     comparabile di circa 21,6 MECU nel periodo dell'inchiesta.
     Redditività
(42) La redditività dell'industria comunitaria per il prodotto in questione è calata, con
     perdite in aumento dallo 0,14% delle vendite nel 1992 all'1,80% nel periodo
     dell'inchiesta.
     Conclusione
(43) Queste risultanze confermano la difficile situazione dell'industria comunitaria,
     che sarebbe ulteriormente aggravata dalla quotazione successiva allo scadere delle
     misure nei confronti delle importazioni dalla Cina.
           6. Sottoquotazione dei prezzi in caso di scadenza delle misure
(44) Si è proceduto ad un secondo calcolo della sottoquotazione per stabilire il livello
     di sottoquotazione che si rischierebbe di raggiungere in caso di scadenza delle
     misure. Il metodo utilizzato è quello descritto ai punti 34-37, ma ai prezzi
     all'importazione è stato aggiunto solo il dazio convenzionale del 7,2% e non
                                               13-
 ---pagebreak---      l'attuale dazio antidumping dell'85,7%. Si sono così ottenuti i seguenti margini di
     sottoquotazione: 47,0% per i sacchi e sacchetti semplici orlati e 60,2% per i
     sacchi e sacchetti foderati e orlati, con una media del 52,9% (espressa in
     percentuale dei prezzi adeguati dei produttori CE).
                                     7. Conclusione
(45) Pur essendo diminuite, le importazioni dalla Cina destinate alla libera circolazione
     rimangono considerevoli rispetto alla produzione dell'industria comunitaria. In
     questo settore economico, è logico pensare che, se le condizioni lo permettessero,
     gli esportatori cinesi non avrebbero difficoltà a riportare le loro esportazioni ai
     livelli precedenti.
(46) Considerato che, nonostante le misure in vigore, si registra una sottoquotazione
     delle importazioni dalla Cina rispetto ai prezzi dei produttori CE sul mercato dei
     sacchi e sacchetti immessi in libera pratica, la scadenza delle misure aggraverebbe
     la situazione in misura preoccupante, offrendo ai produttori cinesi un notevole
     incentivo ad aumentare le loro esportazioni nella Comunità e accentuando la
     pressione al ribasso sui prezzi dei produttori comunitari.
(47) I sacchi e sacchetti in questione sono soggetti a un limite quantitativo (categoria
     33 dei tessili), che in pratica però non limita le importazioni (utilizzazione nel
     1995: 30%), segnatamente perché non viene rispettato il principio che estende
     l'applicazione del limite anche ai sacchi e ai sacchetti destinati ad essere
     riesportati al di fuori della Comunità.
(48) Si conclude pertanto che la scadenza delle misure reitererebbe probabilmente il
     pregiudizio.
                                              14
 ---pagebreak---       (49)  A norma dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento di base, quindi, si è cercato
i           di stabilire se le misure in vigore bastassero a controbilanciare il dumping che sta
f
:           causando il pregiudizio (cfr. punti 62-64).
j                              F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
                                           1. Introduzione
 t
 «    (50)  Le uniche parti interessate manifestatesi nel corso del riesame sono produttori e
            importatori (cfr. punto 5). In particolare, non si è manifestato nessun utilizzatore
           di sacchi e sacchetti, il che dimostra l'effetto limitato delle misure sui loro
           interessi. Si è comunque effettuata una valutazione degli interessi della Comunità
           in senso lato.
                        2. Effetti delle misure sui prezzi e sui quantitativi
     (51)  Dopo l'istituzione delle misure nel 1990, si è registrato un calo delle importazioni
           dalla Cina di sacchi e sacchetti da immettere in libera pratica a cui ha fatto
           riscontro un aumento del consumo comunitario apparente, il che sembra indicare
           che gli acquirenti si sono riforniti altrove anziché comprare quantitativi più
   i       modesti di sacchi e sacchetti. In mancanza di comunicazioni e di indicazioni
           cpntrarie, si può quindi concludere che le misure non hanno causato una
           diminuzione dell'offerta.
 i
     (52)  Il prezzo dazio non corrisposto delle importazioni dalla Cina è sceso fino al 1994
           per poi risalire nel 1995. Dalle statistiche EUROSTAT si evince che, una volta
  I        pagato il dazio, le importazioni dalla Cina destinate alla libera circolazione
           risultavano nel 1995 più care del 70%rispettoal 1990, prima dell'istituzione delle
  j        misure.
  I
   * (53)   I prezzi cinesi rimarranno inferiori a quelli dei produttori comunitari anche con le
           nuove aliquote del dazio, inferiori al livello di sottoquotazione che farebbe seguito
           allo scadere delle misure. Considerato l'aumento della domanda nella CE, è
           improbabile che, anche dopo l'istituzione dei nuovi dazi proposti, gli esportatori
           cinesi riducano i prezzi al netto dei dazi o siano costretti a ridurre il volume delle
                                                     15
 ---pagebreak---      vendite destinate alla libera circolazione rispetto alla situazione attuale. È logico
     ipotizzare che il prezzo delle importazioni cinesi sul mercato della libera
     circolazione (dazio corrisposto) aumenterà in misura poco rilevante (meno del
     10%) in seguito alle nuove misure proposte.
                       3. Interessi dell'industria comunitaria
(54) Le società CE che hanno collaborato registrano attualmente un fatturato
     dell'ordine di 23 MECU e hanno 650 dipendenti (contro rispettivamente 35
     MECU e 1 200 dipendenti per tutti i produttori CE).
(55) Dall'inchiesta è emerso che l'industria comunitaria ha cercato di razionalizzare la
     produzione passando a tipi più specializzati di sacchi e sacchetti (come i
     contenitori flessibili intermedi per merci alla rinfusa), e quindi che potrebbe
     rimanere vitale. I notevoli investimenti realizzati per introdurre detta
     razionalizzazione non serviranno a niente se non si proteggerà l'industria in
     questione dalle importazioni sleali e pregiudizievoli. Mantenendo in vigore le
     misure antidumping si permetterebbe all'industria CE di operare su un piano di
     parità con le importazioni dalla Cina controbilanciando le pratiche concorrenziali
     sleali.
                             4. Interessi degli utilizzatori
(56) I sacchi e i sacchetti in questione sono un prodotto industriale che serve
     principalmente a imballare prodotti agricoli e chimici.
                                              16
 ---pagebreak--- (57) Per definizione, la concorrenza degli utilizzatori comunitari di sacchi e sacchetti
     (quali gli esportatori di prodotti agricoli) sui mercati dei paesi terzi non dovrebbe
     risentire delle misure, poiché il dazio non si applicherà ai sacchi e sacchetti da
     riesportare una volta riempiti. Le misure, tuttavia, potrebbero nuocere alla
     competitività degli utilizzatori sul mercato CE nei confronti dei concorrenti dei
     paesi terzi, ma, come si spiega qui di seguito, si tratta di un effetto minimo.
(58) Per valutare le probabili ripercussioni sugli utilizzatori (non essendo pervenute
     osservazioni o denunce da parte loro nel corso dell'inchiesta), si sono espressi i
     probabili aumenti dei costi a seguito delle misure in percentuale del valore del
     contenuto probabile di un sacco o di un sacchetto (prodotti agricoli di base, ecc.),
     onde fare una stima dell'aumento percentuale dei costi. Dall'analisi è risultati che,
     per la maggior parte degli utilizzatori dei sacchi cinesi, l'aumento dei costi
     sarebbe pari allo 0,5% di questo valore. Dato che il prezzo del contenuto
     rappresenta solo una parte dei costi totali degli utilizzatori, l'aumento dei costi
     risulterebbe ancora più modesto se espresso in proporzione dei costi totali.
                             5. Interessi degli importatori
(59) Hanno collaborato all'inchiesta solo due degli oltre 40 importatori contattati dalla
     Commissione. Si sono inoltre ricevute comunicazioni da un'associazione di
     importatori.
(60) Va osservato che le misure modificate proposte non dovrebbero ridurre i
     quantitativi importati dalla Cina. Inoltre, gli importatori hanno la possibilità di
     rifornirsi altrove e, in ogni caso, trattano un notevole volume di importazioni
     temporanee che non risentiranno delle nuove misure. L'impatto dell'aumento
     limitato del dazio sugli importatori, quindi, dovrebbe essere irrilevante.
                                              - 17
 ---pagebreak---                                       6. Conclusione
(61) La Commissione ha esaminato tutti i fattori di cui sopra e ha concluso che non vi
     fosse alcun motivo impellente di non mantenere in vigore le misure, modificate
     secondo i risultati del riesame, onde ripristinare un regime concorrenziale a prezzi
     equi ed eliminare la minaccia di pregiudizio per l'industria comunitaria qualora si
     consentisse di far scadere le misure.
                             G. MISURE ANTIDUMPING
                   1. Livello necessario per eliminare il pregiudizio
(62) Nel corso dell'inchiesta, è risultato chiaramente che la gamma di sacchi e
     sacchetti importati era diversa da quella prodotta dai produttori comunitari. Ad
     esempio, le importazioni cinesi non comprendevano sacchi e sacchetti stratificati,
     che rappresentano invece una proporzione rilevante della produzione della
     maggior parte dei produttori comunitari. Si è riscontrato che i sacchi e sacchetti
     semplici (ossia quelli più importati) erano molto meno redditizi per i produttori
     commutati di tutti gli altri tipi.
(63) Si è pertanto fatto un calcolo in base al costo di produzione di ogni tipo di sacco e
     sacchetto. Per determinati produttori, si sono dovuti costruire detti costi, perché i
     costi standard della società per ogni tipo sono risultati non conformi ai costi totali
     verificati o perché non esistevano detti costi standard.
(64) I costi così ottenuti sono stati adeguati per tener conto delle differenze relative
     allo stadio commerciale tra le importazioni e le vendite dei produttori comunitari
     (cfr. punto 35), aggiungendo un margine di utile. Il confronto è stato effettuato,
     per i diversi tipi, con i prezzi CIF delle importazioni rilevate, adeguati per tener
     conto del dazio convenzionale del 7,2%. La media ponderata del margine così
     ottenuta, espressa in percentuale del valore CIF delle importazioni - che
                                               18
 ---pagebreak---      rappresenterebbe una minaccia di vendite sottocosto in caso di scadenza delle
     misure -, e quindi il livello del dazio necessario per eliminare il pregiudizio, è del
     120,9%.
     Si è pertanto stabilito che le misure in vigore (85,7%) non erano sufficienti per
     controbilanciare il dumping causa del pregiudizio.
                                    2. Dazi definitivi
(65) Poiché dal confronto sono risultati margini di pregiudizio superiori al margine di
     dumping stabilito, e dato che il nuovo margine di dumping è superiore al livello
     del dazio oggetto del riesame, in conformità dell'articolo 9, paragrafo 4 del
     regolamento di base il dazio dovrebbe essere fissato in funzione del margine di
     dumping riscontrato. In considerazione di quanto precede, il livello del dazio
     antidumping dovrebbe essere pari al 102,4%,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                        Articolo 1
1.   È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di sacchi e sacchetti
     da imballaggio, diversi da quelli a maglia, confezionati con lamelle o forme
     simili di polietilene o di polipropilene, di tessuti di peso inferiore o uguale a 120
     g per m2, originari della Repubblica popolare cinese e classificati ai seguenti
     codici NC:
         Codice NC                   Codice Taric
         6305 32 81                  -
         6305 33 91                  -
         ex3923 21 00                3923 2100 10
         ex3923 29 10                3923 29 10 10
         ex3923 29 90                3923 29 90 10
                                               19-
 ---pagebreak--- 2.      L'aliquota del dazio antidumping definitivo applicabile al prezzo netto franco
        frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è del 102,4%.
3.      Salvo disposizione contraria, si applicano le disposizioni in vigore in materia di
        dazi doganali.
                                        Articolo 2
Il regolamento (CEE) n. 3308/90, modificato dal regolamento (CEE) n. 2346/93, è
abrogato.
                                        Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Esso scade dopo cinque anni dall'entrata in vigore. Tuttavia, qualora a quel momento
fosse ancora in corso un riesame delle misure adottate dal presente regolamento, esso
rimarrebbe in vigore fino al termine del riesame.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri,
       Fatto a Bruxelles,
                                                        Per il Consiglio
                                               -20-
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 485 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                      02 11
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-495-IT-C
                                                              ISBN 92-78-25065-1
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                   &