CELEX: 51993PC0342
Language: it
Date: 1993-12-03
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sui disegni e modelli comunitari

CŒVMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                     COM(93)342   def.-COD 463
                                     Bruxelles, 3   dicembre 1993
                            Proposta di
          REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO
~1                     E DEL CONSIGLIO
                 sui disegni e modelli comunitari
               (presentata dalla Coa»1ss1one)
 ---pagebreak---                                        SOMMARIO
                                                                                     pagina
RELAZIONE                                                                              1
PROPOSTA DI REGOLAMENTO
DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO                                                53
TITOLO I         DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1       Disegni e modelli comunitari                                         57
Articolo 2       Ufficio comunitario dei disegni e modelli                            58
TITOLO n         DIRITTO DEI DISEGNI E MODELLI
Sezione prima:   Requisiti per la protezione
Articolo 3       Definizioni                                                          58
Articolo 4       Requisiti generali                                                   58
Articolo 5       Novità                                                               59
Articolo 6       Individualità                                                        59
Articolo 7       Data di riferimento                                                  59
Articolo 8       Divulgazioni non preclusive                                          60
Articolo 9       Disegni e modelli tecnici non ornamentali
                 e disegni di interconnessioni                                        60
Articolo 10      Disegni e modelli contrari all'ordine pubblico                       60
Sezione seconda: Estensione e durata della tutela
Articolo 11      Estensione della tutela                                              60
Articolo 12      Decorrenza e fine della protezione
                 dei disegni e modelli comunitari non registrati                      61
Articolo 13      Decorrenza e fine della protezione conferita dalla
                 privativa comunitaria registrata                                     61
Sezione terza:   Spettanza della privativa comunitaria
Articolo 14      Diritto alla privativa comunitaria                                   61
Articolo 15      Pluralità di autori                                                  61
Articolo 16      Azioni relative alla titolarità della privativa comunitaria . . . .  62
Articolo 17      Effetti della sentenza sulla titolarità della privativa
                 comunitaria registrata                                               62
Articolo 18      Presunzione a favore della persona registrata                        62
Articolo 19      Diritti specifici dell'autore del disegno o modello                  63
 ---pagebreak--- Sezione quarta: Effetti della privativa comunitaria
Articolo 20     Diritti della privativa comunitaria non registrata               63
Articolo 21     Diritti conferiti dalla privativa comunitaria registrata         63
Articolo 22     Limitazione degli effetti della privativa comunitaria            63
Articolo 23     Impiego di un disegno o modello comunitario
                registrato a fini di                  riparazioni                64
Articolo 24     Esaurimento                                                      64
Articolo 25     Diritti derivanti da una precedente utilizzazione
                in relazione al disegno o modello comunitario registrato . . .   64
Sezione quinta: Nullità
Articolo 26     Dichiarazione di nullità                                         65
Articolo 27     Cause di nullità                                                 65
Artìcolo 28     Effetti della nullità                                            65
TITOLO HI       LA PRIVATIVA COMUNITARIA COME
                OGGETTO DI PROPRIETÀ
Articolo 29     Assimilazione della privativa comunitaria
                alla privativa nazionale                                         66
Articolo 30     Trasferimento                                                    66
Articolo 31     Diritti reali sul disegno o modello comunitario registrato . . . 67
Articolo 32     Esecuzione forzata                                               67
Articolo 33     Procedure fallimentari e procedure analoghe                      67
Articolo 34     Licenze                                                          67
Articolo 35     Opponibilità ai terzi                                            68
Articolo 36     Domanda di privativa comunitaria registrata
                come oggetto di proprietà                                        68
TITOLO IV        DOMANDA PER LA PRIVATIVA
                 COMUNITARIA REGISTRATA
Sezione prima:   Deposito e requisiti della domanda
Articolo 37      Deposito della domanda                                          69
Articolo 38      Inoltro della domanda                  '                        69
Articolo 39      Requisiti della domanda                                         69
Articolo 40      Domande cumulative                                              70
Articolo 41      Data del deposito                                               71
Articolo 42      Classificazione                                                 71
                                             li
 ---pagebreak--- Sezione seconda: Priorità
Articolo 43      Diritto di priorità                                          71
Articolo 44      Rivendicazione della priorità                                72
Articolo 45      Effetti del diritto di priorità                              72
Articolo 46      Equiparazione del deposito comunitario al deposito nazionale 72
Articolo 47      Priorità derivante dalla presentazione in esposizioni        72
TITOLO V         PROCEDIMENTO DI REGISTRAZIONE
Articolo 48      Esame dei requisiti formali                                  73
Articolo 49      Irregolarità sanabili                                        73
Articolo 50      Registrazione                                                73
Articolo 51      Pubblicazione                                                74
Articolo 52      Differimento della pubblicazione                             74
TITOLO VI         DURATA DEIXA PROTEZIONE DELLA PRIVATIVA
                 COMUNITARIA REGISTRATA
Articolo 53      Durata della protezione                                      75
Articolo 54      Rinnovazione                                                 75
TTTOLO VII        RINUNCIA E NULLITÀ DELLA PRIVATIVA
                 COMUNITARIA REGISTRATA
Articolo 55      Rinuncia                                                     76
Articolo 56      Domanda di dichiarazione di nullità                          76
Articolo 57      Esame della domanda                                          76
Articolo 58      Partecipazione del presunto violatore della privativa
                 della Commissione e degli Stati membri
                 ai procedimenti di nullità                                   77
TTTOLO VOI       RICORSI AVVERSO LE DECISIONI DELL'UFFICIO
Articolo 59      Decisioni soggette a                     ricorso             77
Articolo 60      Persone legittimate a proporre ricorso e
                 ad essere parti nel procedimento                             77
Articolo 61      Termini e formalità                                          78
Articolo 62      Revisione pregiudiziale                                      78
Articolo 63       Esame del                          ricorso                  78
Articolo 64       Decisioni sui                        ricorsi                78
Articolo 65       Ricorso dinanzi alla Corte di giustizia                      79
                                              m
 ---pagebreak--- TITOLO IX        PROCEDIMENTO DINANZI ALL'UFFICIO
Sezione prima:   Disposizioni generali
Articolo 66      Motivazione delle decisioni                                     79
Articolo 67      Esame dei fatti per iniziativa dell'Ufficio                     79
Articolo 68      Procedura orale                                                 80
Articolo 69      Assunzione dei mezzi di prova                                   80
Articolo 70      Notificazioni                                                   80
Articolo 71      Reintegrazione nei diritti                                      80
Articolo 72      Rinvio ai principi generali                                     81
Articolo 73      Cessazione degli obblighi pecuniari                             81
Sezione seconda: Spese
Articolo 74      Ripartizione delle spese                                        82
Articolo 75      Esecuzione delle decisioni che stabiliscono
                 l'ammontare delle spese                                         83
Sezione Terza:   Informazione del pubblico e delle autorità degli Stati membri
Articolo 76      Registro dei disegni e modelli comunitari                       83
Articolo 77      Pubblicazioni periodiche                                        83
Articolo 78      Consultazione dei fascicoli                                     84
Articolo 79      Cooperazione amministrativa e giudiziaria                       84
Articolo 80      Scambio di pubblicazioni                                        84
Sezione quarta:  Rappresentanza
Articolo 81      Principi generali in materia di rappresentanza                  85
Articolo 82      Rappresentanza professionale                                    85
TITOLO X         COMPETENZA E PROCEDURA NELLE AZIONI GIUDIZIARIE
                 RELATIVE ALLE PRIVATIVE COMUNITARIE
                 PER DISEGNI E MODELLI
Sezione prima:   Competenza ed esecuzione
Articolo 83      Applicazione della convenzione di esecuzione                    86
Sezione seconda: Controversie in materia di violazione di
                 validità delle privativa comunitarie
Articolo 84      Tribunali dei disegni e modelli comunitari                      87
Articolo 85      Competenza in materia di violazione e validità delle privative  87
Articolo 86      Competenza internazionale                                       88
Articolo 87       Sfera di competenza in materia di violazione della privativa . 88
Articolo 88       Azione e domandariconvenzionaledi nullità
                 della privativa comunitaria                                     88
Articolo 89      Presunzione di validità
                  - Difesa nel merito .                                           89
                                            IV
 ---pagebreak--- Articolo 90      Sentenze che pronunciano sulla validità delle
                 privative comunitarie                                              89
Articolo 91      Effetti delle sentenze che pronunciano sulla validità              90
Articolo 92      Diritto applicabile                                                90
Articolo 93      Sanzioni nei procedimenti relativi alla violazione della privativa 90
Articolo 94      Misure provvisorie e provvedimenti cautelari                       91
Articolo 95      Disposizioni in materia di connessione                             91
Articolo 96      Competenza dei tribunali dei disegni e modelli comunitari
                 di secondo grado - Ricorso per cassazione                          92
Sezione terza:   Altre controversie relative alle privative comunitarie
Articolo 97      Disposizioni complementari sulla competenza degli organi
                 giurisdizionali nazionali diversi dai tribunali
                 dei disegni e modelli comunitari                           i : .'. 92
Articolo 98      Obblighi degli organi giurisdizionali nazionali                    93
TITOLO XI        EFFETTI SUL DIRTITO DEGÙ STATI MEMBRI
Articolo 99      Azioni civili simultanee e successive fondate su privative
                 comunitarie^ su privative nazionali                                93
Articolo 100     Relazioni con altre forme di tutela previste
                 dal diritto nazionale                                              93
TITOLO x n       L'UFFICIO COMUNITARIO DEI DISEGNI E MODELU
Sezione prima:   Disposizioni generali
Articolo 101     Stato giuridico                                                    94
Articolo 102     Servizi amministrativi                                             94
Articolo 103     Personale                                                          94
Articolo 104     Privilegi e immunità                                               95
Articolo 105     Responsabilità                                                     95
Articolo 106     Competenza della Corte di giustizia                                95
Sezione seconda: Direzione dell'Ufficio
Articolo 107     Poteri del Presidente                                              95
Articolo 108      Nomina del Presidente e dei Vicepresidenti                        96
Sezione terza:    Consiglio di amministrazione
Articolo 109      Istituzione e competenza                                           96
Articolo 110      Composizione                                                       97
Articolo 111      Presidenza                                                         97
Articolo 112      Sessioni                                                           97
 ---pagebreak--- Sezione quarta: Applicazione delle procedure
Articolo 113    Competenza delle divisioni dell'Ufficio                         98
Articolo 114    Divisioni per l'esame dei requisiti formali                     98
Articolo 115    Divisione legale e di amministrazione
                dei disegni e modelli                                           98
Articolo 116    Divisioni di annullamento                                       98
Articolo 117    Commissioni dei                        ricorsi                  99
Articolo 118    Indipendenza dei membri delle commissioni dei ricorsi . . . 99
Articolo 119    Astensione e                      ricusazione                   99
Articolo 120    Nomina di membri delle divisioni di annullamento e delle
                commissioni dei ricorsi durante un periodo transitorio . . . . 100
Sezione quinta: Disposizioni finanziarie
Articolo 121    Bilancio                                                       100
Articolo 122    Tasse                                                          101
TITOLO Xm        DISPOSIZIONI UNAU
Articolo 123    Lingue ufficiali                                               101
Articolò 124    Disposizioni comunitarie di esecuzione                         101
Articolo 125    Sistema di scambio di informazioni                             102
Articolo 126    Istituzione di un comitato e procedura
                per l'adozione delle norme di esecuzione                       102
Articolo 127    Regolamento relativo alle tasse                                102
Articolo 128    Entrata in vigóre                                              103
                                          vi
 ---pagebreak---                                         RELAZIONE
                         PRIMA PARTE; ELEMENTI GENERALI
1.   Introduzione
1.1  II regolamento istituisce un sistema comunitario per la tutela giuridica dei disegni e
     modelli industriali.
1.2  Attualmente la tutela giuridica dei disegni e modelli ha luogo mediante registrazione.
     Con l'eccezione dei paesi del Benelux, che fin dal 1975 hanno istituito un sistema di
     tutela regionale, la protezione dei disegni e modelli viene concessa dallo Stato membro
     in cui è stata richiesta e la sua efficacia è circoscritta al territorio nazionale (principio
     della territorialità della protezione).
1.3  E' inevitabile che sorgano conflitti che ostacolano la libera circolazione delle merci:
     un disegno o modello proteggibile in uno Stato membro può infatti non possedere i
     requisiti di protezione prescritti in un altro Stato membro; se un concorrente che
     fabbrica lecitamente prodotti in un paese in cui non esiste alcuna tutela dei disegni o
     modelli cerca di vendere questi prodotti nel paese in cui il disegno o modello è
     tutelato, può vedersi vietare l'ingresso in quest'ultimo Stato in forza delle disposizioni
     dell'articolo 36 del trattato CEE. Parimenti, dato che la tutela dei disegni e modelli ha
     efficacia limitatamente ai singoli territori nazionali, lo stesso disegno o modello può
     essere registrato in Stati membri diversi ad opera di titolari diversi. Chi sia titolare in
     un paese può - a norma dell'articolo 36 del trattato CEE - impedire l'importazione in
     questo Stato di prodotti che lederebbero i suoi diritti, anche quando il disegno o
     modello attuato negli stessi prodotti in un altro Stato membro è registrato da un
     titolare diverso.
1.4  I diritti sui disegni o modelli hanno assunto importanza crescente negli ultimi dieci
      anni da quando il design ("l'arte industriale") si è affermato come efficace strumento
     commerciale. Molti prodotti sono ambiti dai consumatori non soltanto per la funzione
      che assolvono ma anche - e forse ancor più - per la bellezza del loro disegno. E' quasi
      impossibile enumerare tutte le categorie di prodotti del design, tanto vari e numerosi
      sono gli esempi che potrebbero essere citati: si va dagli oggetti di uso comune ai
      gioielli, dalla meccanica fine all'elettronica anche di largo consumo, dagli autoveicoli
      agli yacht, dai mobili alle attrezzature per ufficio, dagli articoli di sport alla moda,
      all'abbigliamento e agli elettrodomestici; questa enumerazione - giova sottolinearlo -
       comprende solo alcuni dei settori in cui è più vivace l'apporto del disegno industriale
      contemporaneo. Gli ostacoli artificiali sopraricordatiavrebberoripercussioninegative
      sulla libera circolazione della maggior parte dei prodotti e sono quindi incompatibili
      con il funzionamento del mercato interno.
 1.5  Per consentire ai prodotti in cui sono attuati disegni o modelli di circolare liberamente
      all'interno del mercato comune è necessario istituire un sistema di protezione a livello
                                                1
 ---pagebreak---     comunitario. Il puro e semplice ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
    non può surrogare un sistema di tutela comunitario; neppure sistemi di tutela
    nazionali con caratteristiche uniformi realizzerebbero le esigenze del mercato intemo
    giacché la protezione non si estenderebbe oltre i confini dello Stato che la concede e,
    quindi, nonostante il ravvicinamento delle normative nazionali sussisterebbe comunque
    il rìschio di conflitti con diritti tutelati in altri Stati membri.
1.6 Ogni iniziativa diretta ad istituire un sistema comunitario per la tutela giuridica dei
    disegni o modelli dev'essere presa a livello di Comunità e non può essere sostituita,
    sotto nessun profilo, da iniziative dei singoli Stati membri, che avrebbero un'efficacia
    limitata al loro rispettivo ambito territoriale. Un sistema di tutela sovranazionale può
    essere instaurato solo per iniziativa sovranazionale. Lo strumento giuridico previsto
    per raggiungere questo obiettivo è il regolamento.
1.7 II regolamento risponde al principio di sussidiarietà: spetta alla Comunità legiferare
    in questa materia poiché per raggiungere gli scopi del mercato interno occorre una
    regolamentazione comunitaria e gli strumenti legislativi necessari a tal fine non
    possono essere adottati dai singoli Stati membri ma solo dalla Comunità.
2.  Base giuridica
2.1 In relazione ai disegni e modelli industriali ed ai prodotti in cui essi sono attuati la
    proposta di regolamento che qui si presenta persegue obiettivi analoghi a quelli propri
    di altre iniziative prese nel quadro della normativa sulla proprietà intellettuale e
    industriale. In altri termini, si tratta di istituire e far funzionare un mercato comune dei
    prodotti del design e, quindi, la loro libera circolazione, una concorrenza non falsata
    di prodotti del design e un'adeguata protezione di questa forma di proprietà industriale
    e commerciale (articolo 2, articolo 3, lettere a) ed f) e articolo 36 del trattato CEE).
2.2 Secondo l'articolo 8 A del trattato CEE, la Comunità adotta, in conformità con le
    disposizioni del Trattato (articolo 100 A), le misure destinate ad instaurare il mercato
    interno; questo comporta uno spazio senza frontiere inteme in cui è assicurata la libera
    circolazione dei prodotti come i prodotti del disegno industriale.
    L'articolo 100 A dà alla Comunità il potere di realizzare gli obiettivi del mercato
    intemo adottando le "misure" relative al ravvicinamento. "Misure" è un termine
    generale che si riferisce a qualsiasi atto giuridico. Di conseguenza, "adottare misure"
    significa porre in essere qualsiasi provvedimento giuridico di cui si ravvisi
    l'opportunità. Ai fini dell'articolo 100 A i provvedimenti opportuni sono quelli che
    servono a realizzare gli obiettivi indicati dall'articolo 8 A, ossia quelli che hanno per
    scopo la creazione e il funzionamento del mercato intemo. La scelta dello strumento
    va operata tenendo presente la sua necessità e la sua idoneità al conseguimento
    dell'obiettivo voluto.
2.3 Questo provvedimento ha appunto lo scopo di istituire un diritto che sorge e si
     estingue nello stesso momento in tutto il territorio della Comunità e che conferisce al
     suo titolare un diritto unitario. E' evidente che questo scopo non può essere raggiunto
     mediante una direttiva. Vero è che una direttiva può armonizzare le leggi degli Stati
     membri e quindi istituire una regolamentazione che proteggerebbe i disegni e i modelli
 ---pagebreak---     alle stesse condizioni e per lo stesso periodo e avrebbe lo stesso contenuto e la stessa
    portata in tutti gli Stati membri; tuttavia, una direttiva non è lo strumento con cui si
    possono sostituire i vari sistemi nazionali di tutela (con la loro efficacia
    esclusivamente territoriale, con l'onere, imposto agli utilizzatori, di effettuare più
    registrazioni, di pagare tasse diverse in Stati membri diversi e di vigilare
    sull'osservanza dei loro diritti nei vari Stati membri) imponendo un diritto unico valido
    per tutta la Comunità; per raggiungere questo obiettivo occorre invece un regolamento.
    Dalle considerazioni svolte nei paragrafi introduttivi risulta che la situazione attuale -
      in cui la tutela giuridica dei disegni e dei modelli industriali è concessa dai singoli
    Stati ed opera solo nei limiti di ciascun ordinamento statuale - è una situazione che
    crea ostacoli alla libera circolazione delle merci fra gli Stati membri della Comunità.
    Se non venisse istituito un diritto valido in tutta la Comunità gli Stati membri
    potrebbero continuare sine die a invocare l'articolo 36 come strumento di legittima
    difesa allo scopo di mantenere in vita restrizioni alle importazioni di merci; pertanto,
    l'iniziativa qui prospettata è indispensabile per raggiungere gli obiettivi del mercato
    intemo.
2.4 L'armonizzazione di cui all'articolo 100 A non si limita soltanto alle modificazioni
    indispensabili delle normative degli Stati membri ma richiede anche la loro
    integrazione con altre norme o la sostituzione di norme nazionali con norme
    comunitarie. L'istituzione del disegno o modello comunitario costituisce un'utile
    integrazione delle disposizioni nazionali sulla tutela giuridica del disegno industriale
    e può quindi essere considerata come un "ravvicinamento" della normativa vigente in
    questo settore negli Stati membri, ai sensi dell'articolo 100 A del trattato CEE.
2.5 L'Ufficio che dovrà essere istituito a norma dell'articolo 2 del regolamento, per
    esigenze di bilancio dovrà spartire le strutture amministrative con l'Ufficio comunitario
    dei marchi istituito dal regolamento del Consiglio sul marchio comunitario;
    quest'ultimo dovrà essere adottato prima dell'adozione del presente regolamento.
3.  L'importanza della tutela giuridica dei disegni e dei modelli per la Comunità
3.1 Una tutela giuridica dei disegni e dei modelli industriali adeguata alle esigenze
    dell'economia è di importanza fondamentale per la Comunità, per i suoi Stati membri
    e per le sue imprese, in particolare per quelle di piccole e medie dimensioni.
3.2 Con l'aumentare del livello di vita i consumatori divengono sempre più esigenti in
    fatto di qualità del design ed hanno quindi spinto le imprese ad attribuire grandissima
     importanza all'arte industriale come strumento di penetrazione commerciale. In vari
     settori le imprese si fanno concorrenza principalmente attraverso il disegno dei loro
    prodotti. L'attività dell'economia in alcuni settori arriverebbe alla stasi se le imprese
    non fossero in grado di stimolare la domanda dei loro prodotti grazie a un disegno
     innovativo. Avviene in molti casi che il disegno del prodotto determini il successo o
     il fallimento commerciale di certe operazióni e con la realizzazione del mercato
     intemo questa tendenza dovrebbe accentuarsi. Le imprese che riescono nell'intento di
     attirare i consumatori grazie al disegno dei propri prodotti saranno in grado, grazie alle
     caratteristiche commerciali di un mercato unico, di aumentare le quote di mercato dei
     loro prodotti rispetto a quelle dei loro concorrenti. Nel panorama economico della
 ---pagebreak---     Comunità si possono trovare vari esempi che attestano il successo commerciale di
    imprese operanti nel campo del design. Queste imprese sono presenti con i loro
    prodotti in un numero sempre maggiore di centri commerciali della Comunità.
3.3 Un disegno di superiore livello qualitativo può rivelarsi un valido punto di forza per
    l'industria comunitaria nella concorrenza con quella dei paesi terzi, che spesso sono
    avvantaggiati da un più basso costo del lavoro. Molti prodotti del disegno industriale
    comunitario godono di un'invidiabile reputazione sul mercato mondiale; salvaguardare
    le fondamenta di questa reputazione, migliorare ulteriormente il livello qualitativo
    dell'attività progettuale applicata all'industria e promuovere gli investimenti nel settore
    del disegno industriale proteggendolo dalle imitazioni servili è uno degli obiettivi del
    presente regolamento.
3.4 Lariproduzionedi disegni o modelli spesso non presenta difficoltà. l a molti casi non
    è necessaria nessuna particolare competenza tecnica. Gli atti di contraffazione sono
    quindi molto diffusi sia nella Comunità che fuori di essa e gli operatori economici
    chiedono provvedimenti legislativi che, quanto meno, li proteggano in parte
    dall'utilizzazione abusiva dei loro disegni e modelli.
3.5 II sistema di tutela dei disegni e modelli comunitari vuole essere un esempio a livello
    intemazionale e faciliterà il compito della Comunità quando si tratterà di esercitare la
     sua influenza nel proteggere adeguatamente i disegni e modelli anche al di fuori del
    suo territorio.
4.  La protezione dei disegni e dei modelli negli Stati membri
4.1  Tutti gli Stati membri (ad eccezione della Grecia) hanno una legge specifica sulla
     tutela giuridica dei disegni e modelli industriali. Questa protezione spesso si cumula
     a quella offerta dal diritto di autore, ma le condizioni per ottenere la protezione del
     diritto d'autore e la portata della sua applicazione variano da uno Stato all'altro. In
     alcuni Stati membri si fa largo uso delle norme del diritto d'autore con l'effetto di
     diminuire il ricorso alla tutela specifica dei disegni o modelli da parte di un certo
     numero di settori industriali. Purtuttavia, anche in questi paesi si cerca il più delle
     volte di tutelare i disegni con caratteristiche più spiccatamente funzionali
     riconducendoli sotto la protezione della apposita legge sui disegni e modelli. Altri
     mezzi di tutela cui si può ricorrere sono la legge sui marchi d'impresa e quella sulla
     concorrenza sleale, nell'osservanza delle condizioni specifiche dei diversi settori della
     proprietà industriale e intellettuale.
4.2  Undici Stati membri hanno in comune un sistema in base al quale la protezione dei
     disegni o modelli avviene mediante la registrazione. Recentemente (dal 1°. 1.1989), il
     Regno Unito ha istituito una tutela giuridica anche per i disegni e i modelli non
     registrati. Per i disegni e modelli preesistenti si osservano esclusivamente le
     disposizioni vigenti prima dell'entrata in vigore della nuova legge, peraltro con alcune
     limitazioni della protezione del diritto d'autore per i disegni e modelli in essere, per
     i quali sono state emanate norme transitorie. Per il momento non è ancora possibile
     valutare quali siano gli effetti di questa innovazione legislativa sul comportamento
     degli operatori.
 ---pagebreak--- 4.3 Le leggi attualmente vigenti negli Stati membri in materia di protezione dei disegni
    e modelli sono state emanate in epoche diverse: mentre alcune sono di recente
    adozione, come la già richiamata legislazione britannica, altre risalgono addirittura
    all'inizio del secolo; la legge francese sui modelli e i disegni, ad esempio, risale
    addirittura al 1909 ed è stata oggetto di qualche adeguamento tecnico soltanto nel
    1991. Ad ogni modo, la data di entrata in vigore delle leggi attualmente vigenti è
    irrilevante dal punto di vista di chi utilizza il sistema. Le leggi de quibus risalgono al
    periodo della prima industrializzazione e manifestamente si ispirano ai principi della
    legislazione brevettuale. Al di là delle successive modificazioni e novellazioni, le
    caratteristiche delle prime leggi sulla tutela dei brevetti e dei disegni e modelli si sono
    mantenute pressoché inalterate, il che significa che le legislazioni nazionali non sono
    state in grado di adeguarsi pienamente allo sviluppo industriale ed economico, a tutto
    svantaggio degli utilizzatori del sistema. E' proprio quest'eredità legislativa che risale
    agli albori della società industriale che molti settori industriali, oggi trovano
    inadeguata.
4.4 Le connessioni tra la vecchia legislazione brevettuale e la legislazione in materia di
    disegni e modelli sono evidenti in particolar modo nei requisiti prescritti per la tutela
    dei disegni e modelli: in molti casi si richiede una novità che non è del tutto
    compatibile con le caratteristiche dei disegni e dei modelli; in alcuni casi viene
    richiesto un esame preliminare alla registrazione esagerando l'importanza delle
    registrazioni anteriori entro una determinata area geografica e un concetto di disegno
    e modello che privilegia l'ornamento dei prodotti senza prendere sufficientemente in
    considerazione le caratteristiche del disegno industriale contemporaneo: la fusione di
    forma e funzione.
4.5 II regolamento comunitario ha lo scopo d'istituire un sistema di protezione dei disegni
    e dei modelli all'altezza dei tempi e adeguato alle reali esigenze dell'arte industriale
    nonché alle esigenze di quanti dovranno utilizzarlo.
5.  Necessità dell'iniziativa
5.1 Parallelamente allo sviluppo della Comunità e al completamento del mercato intemo,
    i diritti di proprietà industriale, che nascono all'atto della loro registrazione in un
    determinato ordinamento giuridico dovranno essere gradualmente sostituiti da diritti
    validi in tutto il territorio della Comunità. Solo grazie all'istituzione di diritti
    riconosciuti e esercitagli in tutta la Comunità sarà possibile eliminare la
    frammentazione della tutela giuridica della proprietà industriale quale si registra
    attualmente negli Stati membri della Comunità. In materia brevettuale la Comunità sta
    facendo ogni sforzo per fare entrare in vigore l'Accordo del 15 dicembre 1989
    relativo ai brevetti comunitari (1). In materia di marchi d'impresa, l'adozione della
    proposta di regolamento del Consiglio relativo al marchio comunitario non dovrebbe
    tardare. La presente proposta dovrebbe portare un'altra pietra alla costruzione
    dell'edifìcio dei diritti di proprietà industriale.
(1)
    89/695/CEE, GU n. L 401 del 30.12.1989, pag. 1.
                                              5
 ---pagebreak--- 5.2 Una volta stabilito che gli operatori devono poter beneficiare dei vantaggi di un
    mercato intemo, occorre che i diritti nazionali vengano gradualmente sostituiti da
    diritti validi e tutelati a livello di Comunità; in particolare, va notato che le PMI e i
    singoli disegnatori non sono attrezzati né per garantire i propri diritti né per controllare
    la protezione effettiva dei loro investimenti nel campo del design in dodici Stati
    membri diversi. Anche per le imprese che sono in grado di avvalersi dei vari regimi
    nazionali di tutela dei disegni e dei modelli, la diversità delle procedure costituisce un
    aggravio economico ed amministrativo, con il risultato che gli operatori preferiscono,
    in genere, limitarsi a registrare i propri disegni o modelli ai mercati che in un
    determinato momento risultano più importanti ai loro fini; in questo modo, mentre
    corrono effettivamente il rischio di precludersi più tardi prospettive commerciali in
    altri paesi, possono intanto pregiudicare sensibilmente la libera circolazione delle
    merci.
5.3 Per i motivi sopra indicati la stragrande maggioranza dei settori industriali interessati
    ha sottolineato la necessità di un'iniziativa legislativa in questo campo.
6.  Gli effetti del regolamento a livello intemazionale
6.1 A livello intemazionale la tutela giuridica dei disegni e dei modelli risente della
    mancanza di convenzioni multilaterali che creino un certo grado di armonizzazione
    mediante disposizioni di minima.
    L'articolo 5 quinquies della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà
    industriale sancisce che "i disegni e modelli industriali sono protetti in tutti i paesi
     dell'Unione" ma non contiene alcuna norma di diritto sostanziale. La Convenzione di
    Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche lascia agli Stati firmatari la
     facoltà di scegliere se proteggere le "opere di arte applicate ai disegni industriali"
     mediante il diritto d'autore o mediante una legge apposita o mediante il ricorso a
     entrambi gli strumenti. L'assenza di disposizioni vincolanti nelle convenzioni
     intemazionali fa sì che le leggi sulla tutela giuridica dei disegni e dei modelli
     presentino divergenze molto più pronunciate di quelle che, ad esempio, sussistono in
     materia brevettuale e in materia di diritto d'autore. Pertanto, per le imprese stabilite
     nella CEE, non è agevole garantire i propri diritti e controllarne l'osservanza nei paesi
     terzi; anzi, questo compito è completamente fuori della portata delle piccole e medie
     imprese.
6.2  L'Accordo dell'Aia sul deposito intemazionale dei disegni e modelli industriali ha lo
     scopo di facilitare agli utilizzatori la presentazione delle domande dirette ad ottenere
     la protezione dei disegni e dei modelli in un certo numero di paesi istituendo un
     sistema centrale per il deposito intemazionale. Con una sola domanda di disegno o
     modello depositata presso la WIPO (Organizzazione mondiale della proprietà
     intellettuale) è possibile ottenere la protezione in uno o più Statifirmataridell'accordo.
     Va tuttavia osservato che la protezione ha efficacia - anche in questo caso - soltanto
     nel territorio degli Stati firmatari ed è soggetta a una serie di condizioni definite dalla
     legge intema degli Stati che vengono indicati in ciascuna domanda. Questi ultimi
     possono rifiutare la protezione se non sono soddisfatti i requisiti prescritti dalla loro
     legge nazionale. Il sistema della registrazione intemazionale potrebbe tuttavia rivelarsi
      estremamente utile per le imprese stabilite nella CEE anche dopo l'entrata in vigore
 ---pagebreak---     del sistema di tutela comunitario se non fosse per il fatto che - ad eccezione di sette
    Stati membri (il Benelux, la Francia, la Germania, l'Italia e la Spagna) - la maggior
    parte dei paesi industrializzati non ha ancora firmato l'accordo. A quest'ultimo
    partecipano venti Stati ma, ad eccezione della Svizzera, non ne fa parte nessuno dei
    principali paesi industrializzati del mondo e, in particolare, non ne fanno parte i paesi
    che rappresentano i principali mercati di esportazione della Comunità. Attualmente
    la WIPO sta procedendo a una revisione dell'accordo allo scopo di agevolare, fra
    l'altro, la partecipazione di un maggior numero di Stati e specialmente degli Stati Uniti
    e del Giappone.
6.3 Quando il sistema di tutela comunitario entrerà in vigore potrà apparire la necessità
    di istituire un collegamento fra i disegni e modelli comunitari e l'accordo (rivisto)
    dell'Aia allo scopo di consentire ai singoli cittadini ed alle imprese di acquisire un
    disegno o un modello comunitario mediante la registrazione col sistema dell'Aia e di
    consentire alle imprese comunitarie di ottenere la registrazione intemazionale tramite
    la registrazione nella Comunità. Un modello che prefigura il raccordo tra due sistemi
    potrebbe essere il Protocollo relativo all'Accordo di Madrid sulla registrazione
    intemazionale dei marchi, che instaura un collegamento tra il sistema comunitario dei
    marchi e l'Accordo di Madrid.
6.4 Quanto si è detto al punto 4.3 in ordine agli inconvenienti dovuti al peso dell'eredità
    brevettuale sulla disciplina dei disegni e dei modelli è ancor più vero nel caso dei
    paesi che sono i partner commerciali più importanti della Comunità e che applicano
    le disposizioni della loro normativa brevettuale a disegni o modelli chiamati "brevetti
    per disegni o modelli". La normativa vigente nei paesi extracomunitari può costituire
     un problema per la Comunità qualora le imprese della CEE vengano messe in
     situazione di svantaggio da disposizioni che - senza essere discriminatorie - non
    offrano i mezzi per proteggere le caratteristiche della loro produzione.
6.5  La Comunità, dettando una disciplina appropriata valida in tutto il suo territorio, crea
     le migliori condizioni per influire positivamente sulla protezione giuridica dei disegni
     e dei modelli nel resto del mondo.
6.6  Le disposizioni del presente regolamento sono in perfetta sintonia con le regole sui
     disegni e i modelli industriali del progetto di accordo (agreement) TRIP, che è
     attualmente in fase di negoziato.
7.   Preparazione del regolamento e consultazione degli interessati
7.1  II regolamento che qui si presenta si basa su un amplissimo lavoro preparatorio e su
     un'approfondita consultazione di tutti gli ambienti interessati. Nel giugno 1991 i servizi
     della Commissione pubblicarono un documento dal titolo "LIBRO VERDE SULLA
     TUTELA GIURIDICA DEI DISEGNI INDUSTRIALI" (III/F/5131/91) allo scopo di
     sondare le reazioni degli ambienti interessati.
7.2  Dopo la pubblicazione dei Libro verde i servizi della Commissione hanno ricevuto
     osservazioni scritte da un gran numero di importanti organizzazioni industriali, da
     esperti e consulenti in materia di proprietà industriale e dagli stessi disegnatori. In vari
 ---pagebreak---     casi le organizzazioni industriali hanno creato gruppi di lavoro intersettoriali per
    discutere le idee contenute nel Libro verde e per trasmettere osservazioni e
    suggerimenti alla Commissione. Queste osservazioni, presentate in nome di
    organizzazioni molto importanti in rappresentanza di un ampio ventaglio di industrie
    di tutti gli Stati membri meritano la massima attenzione.
7.3 Le osservazioni di cui sopra sono state integrate da una grande audizione alla quale
    hanno partecipato organizzazioni dei consumatori, organizzazioni intemazionali e
    rappresentanti degli Stati membri in qualità di osservatori (25-26 febbraio 1992). I
    servizi della Commissione hanno presentato, nel luglio dello stesso anno, un resoconto
    dettagliato della riunione (doc. III/F/5252/92 nelle lingue FR, EN e DE). Gli esperti
    della proprietà industriale degli Stati membri sono stati consultati a titolo personale
    in un'audizione che si è svolta il 25 marzo 1992. Da ultimo, il 16 ottobre 1992, si è
    svolta un'audizione sul tema più controverso, quello della tutela giuridica dei disegni
    e dei modelli nell'industria automobilistica; a quest'ultima audizione sono state però
    invitate soltanto le parti che vi avevano maggiormente interesse.
7.4 Nel presente regolamento si è tenuto conto delle principali osservazioni presentate
    dagli interessati.
8   Caratteristiche fondamentali del sistema comunitario di tutela dei disegni e modelli
8.1 II sistema di tutela comunitario è duplice: da un lato viene istituita una protezione
    basata sulla registrazione del disegno o del modello e, dall'altro, viene istituita una
    protezione automatica che decorre dal momento in cui il disegno o modello viene
    messo a disposizione del pubblico.
8.2 I disegni e i modelli sono gli elementi dell'aspetto di un prodotto che possono essere
    percepiti dai sensi. Il regolamento non prescrive alcun criterio di ordine estetico; in
    altri termini, sono proteggibili tanto i disegni o modelli ornamentali quanto i disegni
    o modelli funzionali. Non sono invece proteggibili quegli aspetti che sono necessari
    a realizzare una funzione tecnica e che non lasciano alcun margine di libertà in
    relazione agli elementi arbitrari; questa soluzione è stata scelta per non monopolizzare
    funzioni tecniche attraverso la tutela del disegno. Gli elementi in questione possono
    peraltro essere protetti in forza della legge brevettuale o della legge sui modelli di
    utilità degli Stati membri, sempreché ricorrano i requisiti prescritti per la protezione.
    Per consentire la connessione funzionale ("interoperability") dei prodotti, i disegni o
    modelli delle interconnessioni non sono proteggibili, neppure se sono arbitrarie, ad
    eccezione di quelle dei prodotti modulari.
8.3 I due requisiti essenziali che il disegno o modello deve possedere per essere tutelato
    sono la novità e l'individualità; quest'ultimo requisito implica che, agli occhi
     dell'utilizzatore informato, il disegno o modello deve apparire diverso da altri disegni
     o modelli disponibili sul mercato.
8.4  II disegno o modello comunitario non registrato conferisce al suo titolare una
     protezione contro la suariproduzione;il disegno comunitario registrato conferisce al
                                              8
 ---pagebreak---      suo titolare un autentico diritto esclusivo di vietare o autorizzare l'utilizzazione del
     disegno o modello.
8.5  I termini di protezione sono rispettivamente di tre anni per il disegno o modello
     comunitario non registrato e di cinque anni per il disegno o modello comunitario
     registrato; quest'ultimo può essere rinnovato più volte fino a un massimo di 25 anni.
8.6  Per i disegnatori e le imprese è importante poter sottoporre un disegno o modello alla
     prova del mercato senza per questo far venir meno la sua novità (come invece avviene
     in molte leggi sulla tutela dei disegni e modelli attualmente in vigore). Pertanto, il
     regolamento comunitario dispone che le divulgazioni effettuate in un determinato
     periodo di tempo dallo stesso disegnatore o dal suo avente causa non pregiudicano la
     novità del disegno o modello.
8.7  In armonia con le opinioni espresse dagli ambienti interessati il sistema di
     registrazione comunitario non s'impernia su un preventivo esame approfondito circa
     la sussistenza dei requisiti necessari per la protezione.
8.8  Una volta registrati i disegni o modelli sono pubblicati. Alcuni settori industriali
     devono però avere la possibilità di mantenere il segreto intomo ai disegni o modelli
     per un certo periodo; altri settori, in particolare quello tessile, che produce vastissimi
     campionari di disegni in brevi periodi di tempo devono avere la possibilità di ridurre
     i costi mediante il differimento della pubblicazione.
8.9  II regolamento istituisce la possibilità di una registrazione cumulativa dei disegni e dei
     modelli in modo da diminuire le spese amministrative; con un'unica domanda sarà
     quindi possibile registrare un numero illimitato di disegni o modelli che presentano
     caratteristiche comuni.
8.10 Con l'impiego di un'unica struttura amministrativa per l'Ufficio comunitario dei disegni
     e dei modelli e per l'Ufficio dei marchi si otterrà un'ulteriore riduzione delle spese di
     funzionamento. E* sembrato inoltre opportuno recepire nel regolamento le disposizioni
     in tema di competenza giurisdizionale e procedure amministrative e finanziarie già
     presenti nel progetto di regolamento sul marchio comunitario discostandosene in
     qualche caso, laddove le specificità dei disegni e dei modelli (in rapporto a quelle dei
      marchi d'impresa) consigliavano soluzioni diverse.
9.   Tutela dei disegni e dei modelli e concorrenza
9.1   I diritti di proprietà industriale ed intellettuale conferiscono al loro titolare diritti di
      esclusiva (ossia, il diritto di autorizzare o vietare l'uso delle loro creazioni). Stanti gli
      obiettivi perseguiti dai diritti di proprietà industriale e intellettuale per quanto concerne
      gli investimenti innovativi e creativi, questo aspetto della proprietà industriale e
      intellettuale non presenta, in condizioni normali, inconvenienti sotto il profilo della
      politica di concorrenza, sempreché, beninteso, questi diritti vengano esercitati
      correttamente e sempreché la concorrenza sul mercato non venga vanificata dalla
      creazione di monopoli su prodotti di largo consumo.
 ---pagebreak--- 9.2 II regolamento comunitario è pienamente conforme a questi indirizzi generali. La
    protezione dei disegni e dei modelli non crea un monopolio su determinati prodotti,
    ma tutela l'individualità che un disegnatore ha voluto imprimere ad un prodotto; in
    altri termini: proteggere il disegno o il modello di un orologio non impedisce che vi
    sia concorrenza sul mercato degli orologi.
9.3 In alcuni casi eccezionali una tutela giuridica dei disegni e dei modelli di così ampia
    portata come quella assicurata dal disegno o modello comunitario può determinare
    effetti secondari non desiderabili in quanto potrebbe eliminare o limitare la
    concorrenza sul mercato. Ciò è particolarmente vero per certi prodotti estremamente
    costosi, di grande complessità e destinati ad una lunga permanenza sul mercato come
    gli autoveicoli, in cui la tutela del disegno o del modello dei singoli componenti che
    vanno a costituire il prodotto complesso rischia di creare un vero e proprio mercato
    delle parti di ricambio controllato da un unico fornitore ("captive market").
9.4 Per questi prodotti è stata introdotta una clausola di "riparazione" che consente la
    riproduzione dei disegni per fabbricare pezzi di ricambio tre anni dopo la prima
    commercializzazione del prodotto al quale è stato applicato il disegno. Il produttore
    dispone così di un diritto di esclusiva per tre anni, senza che ciò implichi la
    dipendenza a tempo indeterminato dei consumatori da un unico produttore.
9.5 In ogni caso restano d'applicazione gli articoli 85 e 86 del trattato CEE. Tuttavia,
     come risulta dalla giurisprudenza della Corte di giustizia(2>, il semplice esercizio, da
    parte del proprietario di un disegno tutelato, dei suoi diritti esclusivi non costituisce
     di per sé un abuso di posizione dominante; tale esercizio può costituire un abuso di
    posizione dominante - e quindi essere vietato a norma dell'articolo 86 del trattato CEE
     - se implica un comportamento abusivo dell'impresa che detiene una posizione
     dominante, come ad esempio un rifiuto arbitrario di fornire pezzi di ricambio a
     officine di riparazione indipendenti, la fissazione di prezzi ad un livello sleale, la
     decisione di non produrre più pezzi di ricambio per un determinato prodotto, anche
     se è ancora in circolazione, e a condizione che detto comportamento sia tale da
     incidere sugli scambi tra gli Stati membri.
(2)
     Sentenza della Corte di giustizia del 5.10.1988, nella causa 53/87, Circa e. Renault,
     Race. 1988, pag. 6039.
     Sentenza della Corte di giustizia del 5.10.1988, nella causa 238/87, Volvo e. Veng,
     Race. 1988, pag. 6211.
                                              10
 ---pagebreak---                  SECONDA PARTE: COMMENTI AI SINGOLI ARTICOLI
                                           TITOLO I
                                  DISPOSIZIONI GENERALI
                                           Articolo 1
Paragrafi 1 e 2
Viene introdotta l'espressione "Disegni e modelli comunitari" per i disegni e i modelli
registrati e per quelli non registrati.
Paragrafo 3
Questa disposizione enuncia un principio fondamentale: il carattere unitario del disegno o
modello comunitario.
                                           Articolo 2
L'istituzione del nuovo regime per la tutela dei disegni e modelli rende necessaria la creazione
di un Ufficio comunitario dei disegni e modelli che provvedere alla loro registrazione.
                                          TITOLO n
                            DIRITTO DEI DISEGNI E MODELU
                                         Sezione Prima
                                   Requisiti per la protezione
                                           Articolo 3
Questa disposizione contiene due definizioni importanti, quella di "disegno" (comprensiva di
quella di "modello") e quella di "prodotto".
Per "disegno" si intende qualsiasi elemento dell'aspetto di un prodotto che sia idoneo ad essere
percepito dai sensi umani come la vista e il tatto; è irrilevante se il disegno o modello di un
prodotto sia suscettibile di apprezzamento estetico o abbia scopi utilitari; è altresì irrilevante
che il disegno di un prodotto costituisca il fattore decisivo per la scelta dell'utilizzatore finale.
Segue un elenco meramente esemplificativo (non tassativo) di alcuni elementi specifici che
possono concorrere a formare un disegno o modello; ad esempio, in alcuni casi le
caratteristiche di un disegno o modello possono essere il peso e la flessibilità. Ovviamente,
un determinato colore o materiale non sono di per sé elementi di un disegno o modello
meritevoli di protezione; invece, la scelta di un colore in combinazione con altri elementi o
la combinazione di colori in un disegno o modello di carattere grafico possono contribuire ad
imprimere al disegno stesso le sue caratteristiche individualizzanti e possono, in quanto tali,
                                                 11
 ---pagebreak--- costituire elemento tutelabile quando vengano applicate ad uno specifico prodotto. Un
determinato materiale o la struttura di una determinata superficie possono altresì essere
espressione di un'idea estremamente originale e costituire l'elemento decisivo quando si debba
stabilire se un disegno o modello sia proteggibile.
Si intende per "prodotto" qualsiasi oggetto nel quale può essere attuato un disegno o un
modello. L'elenco degli oggetti indicati in questo articolo è meramente esemplificativo; è
sembrato però opportuno indicare espressamente un certo numero di prodotti (quali, ad
esempio, i caratteri tipografici) perché in alcuni ordinamenti essi non sono considerati
"prodotti" agli effetti della protezione dei disegni e dei modelli industriali.
Possono beneficiare di protezione anche i disegni e i modelli di singole parti di prodotti. È
quindi possibile chiedere la protezione per un elemento specifico di un prodotto, laddove tutti
gli altri elementi del suo aspetto sono, per generale ammissione, di dominio pubblico.
Ciascuno dei componenti o degli elementi destinati ad essere assemblati per formare un
prodotto più complesso può essere protetto individualmente come se fosse un prodotto a sé
stante purché possa essere commercializzato individualmente e il suo disegno o modello
possieda i requisiti di protezione.
I programmi per elaboratori e i prodotti a semiconduttori non sono considerati "prodotti" ai
fini dell'applicazione del regolamento.
Per quantoriguardai primi, l'averne precisato l'esclusione può sembrare superfluo poiché i
programmi per elaboratori (quali definiti dalla recente direttiva sulla loro tutela giuridica) non
possono essere disegnati 0) . È utile, tuttavia, precisare che la protezione di diritto d'autore
disposta dalla suddetta direttiva non può essere rafforzata o integrata da una ulteriore
protezione dell'aspetto e della "consistenza" del programma per elaboratore attraverso la tutela
del suo disegno. Ciò non esclude, tuttavia, che possa esservi protezione di particolari disegni
di carattere grafico applicati» ad esempio, a immagini o a menu di programmi elettronici
quando possiedano i normali requisiti per la tutela.
Per contro, l'esclusione dei prodotti semiconduttori non è altrettanto pacifica poiché, in realtà,
il disegno di una topografìa a semiconduttori potrebbe fruire della tutela istituita dal
regolamento se non ne venisse esplicitamente escluso. L'esclusione é stataritenutanecessaria
per non alterare la situazione normativa creata dalla direttiva sulla tutela giuridica delle
topografie dei prodotti a semiconduttori (4).
                                            Articolo 4
Paragrafo 1
L'articolo enumera i requisiti che deve possedere il disegno o modello per beneficiare della
protezione.
Questi requisiti sono due: la novità e l'individualità.
(3)
         Direttiva del Consiglio 91/250/CEE, GU n. L 122 del 17.5.1991, pag. 42.
(4)
         Direttiva del Consiglio 87/54/CEE, GU n. L 24 del 27.1.1987, pag. 36.
                                                12
 ---pagebreak--- Paragrafo 2
Per quanto attiene ai disegni o modelli applicati ai prodotti che costituiscono parti di un
prodotto più complesso, il disegno o il modello di ciascuna singola parte deve possedere i
requisiti di novità e di individualità; diversamente non potrà essere tutelato. Quando viene
commercializzato un nuovo modello di automobile, spesso si protegge sia il disegno
dell'autoveicolo nel suo complesso sia quello di un certo numero di parti, specialmente quelle
della carrozzeria. Questa disposizione implica, ad esempio, che la novità e l'individualità di
un parafango devono essere valutate in base alla specifica fisionomia di questa parte della
carrozzeria e non possono derivare dal carattere individuale dell'autoveicolo nel suo
complesso. La ratio di questa disposizione ha riscosso generale consenso e corrisponde a
quella dall'articolo 2, paragrafo 2 della direttiva sulla tutela delle topografìe dei prodotti a
semiconduttori.
                                            Articolo 5
In questo articolo viene definita la nozione di novità.
Paragrafo 1
In sintonia con il parere espresso dalla maggioranza dei settori industriali consultati, il
requisito fondamentale per la proteggibilità dei disegni e dei modelli è la novità. Si tratta di
un requisito obiettivo, nullarilevando,alriguardo,il fatto che il disegno o il modello sia stato
copiato o sia il frutto dell'autonomo sforzo inventivo del disegnatore. La novità va accertata
a livello mondiale. Il disegno o il modello già registrato o comunque messo a disposizione
del pubblico in una qualsiasi parte del mondo non possiede il requisito della novità e può
essere soltanto identico (o quasi identico) a disegni o modelli preesistenti che ne distruggono
la novità. "L'impressione generale di somiglianza" non è un criterio sufficiente per distruggere
la novità. Per valutare l'efficacia individualizzante del disegno o modello può invece essere
necessario prendere in considerazione disegni e modelli preesistenti non identici.
Paragrafo 2
Il secondo paragrafo precisa cosa debba intendersi per "messo a disposizione del pubblico":
qualsiasi divulgazione che non abbia luogo sotto il vincolo di segreto fa presumere che il
relativo disegno o modello sia stato messo a disposizione del pubblico.
                                            Articolo 6
Paragrafo 1
Questa disposizione contiene la definizione del secondo requisito prescritto per la protezione,
cioè le caratteristiche individualizzanti. Il disegno o modello ha una sua individualità se ed
in quanto generi un'impressione di generale dissimiglianza rispetto a disegni o modelli
preesistenti. Quando un disegno o modello susciti, rispetto ad un disegno o modello
preesistente, una impressione generale di somiglianza (il ed. "déjà vu") è ininfluente
l'esistenza di un numero anche cospicuo di dettagli diversi fra i due disegni o i due modelli.
Il soggetto che va preso come riferimento per apprezzare l'impressione generale di
dissimiglianza è "l'utilizzatore informato". Quest'ultimo può essere - ma non deve
necessariamente essere il consumatore finale, il quale può ignorare totalmente quale sia
l'aspetto del prodotto (ad es. se questo è una parte intema di una macchina o di un dispositivo
 sostituito nel corso di unariparazione).In questi casi, "l'utilizzatore informato" è la persona
                                                 13
 ---pagebreak--- che provvede alla sostituzione del pezzo. Viene presupposto un certo livello di conoscenze
o di nozioni di disegno industriale in dipendenza della natura di quest'ultimo. Tuttavia,
l'espressione "consumatore informato" sta ad indicare anche che la somiglianza non dev'essere
accertata dagli "esperti di disegno industriale".
La disposizione in commento prescrive una soglia elevata di dissimiglianza rispetto ai disegni
o modelli preesistenti e, in pari tempo, fornisce una protezione di ampia portata (art. 11).
Difatti, se un disegno o modello non venisse sottoposto a questa prova, si finirebbe per
ammettere che le semplici modifiche apportate a disegni o a modelli preesistenti potrebbero
legittimamente aspirare ad essere tutelate in quanto disegni o modelli nuovi visto che il
requisito della novità ex art. 5 opera nel senso di escludere i disegni e modelli "identici". In
certi ordinamenti giuridici la ricerca dei disegni anteriori è infatti limitata alla ricerca di
disegni identici o quasi identici, riducendo praticamente a zero la portata della protezione.
All'industria europea occorre invece una protezione più ampia e molto più penetrante della
mera protezione contro l'imitazione servile. A contropartita di questa più compiuta protezione
si richiede, però, che il disegno o modello possieda una più spiccata individualità.
In merito alla possibilità di mantenere e far osservare questo livello elevato di dissimiglianza
si vedano i commenti agli articoli 56 e 58.
Ne consegue che i disegni e i modelli che potranno essere protetti in quanto disegni e modelli
comunitari saranno meno numerosi di quelli protetti dalla legge di alcuni Stati membri. Nel
corso delle consultazioni, tuttavia, la maggior parte delle industrie ha sottolineato che il
requisito in questione appare ragionevole e conforme ai loro veri interessi.
Paragrafo 2
 Se l'individualità dovesse essere valutata rispetto a tutti i disegni o modelli preesistenti è
evidente che la soglia prescritta dal regolamento verrebbe superata in pochissimi casi; inoltre,
c'è da chiedersi se sia ammissibile che il convenuto in un procedimento per contraffazione
abbia la possibilità di eccepire la nullità del disegno o modello di cui gli si contesta
l'imitazione invocando l'esistenza di un disegno o modello preesistente che da tempo è
scomparso dal mercato e può essere visto soltanto in un recondito museo. Nel corso delle
consultazioni, l'industria europea ha indicato proprio in questo rischio di ricerca abusiva di
disegni e modelli anteriori una delle ragioni che militano contro il requisito della novità
assoluta; è ovvio che questo rischio deve essere scongiurato. D'altronde, - si è osservato - la
ricomparsa sul mercato di vecchi disegni o modelli, può, in vari casi, essere un'opera meritoria
e quindi suscettibile di protezione. Di conseguenza, la disposizione in esame definisce (cioè
limita) i disegni e modelli anteriori in relazione ai quali va apprezzato il carattere individuale
del disegno o modello comunitario: i disegni o modelli applicati ai prodotti che non sono più
sul mercato - comunitario o non comunitario - non saranno presi in considerazione. Questo
 significa che un disegno o modello la cui protezione sia cessata impedisce a un terzo di
 acquistare un diritto esclusivo su un disegno o un modello simile fintantoché il prodotto cui
esso è applicato sarà ancora presente sul mercato. È tuttavia necessario prendere in
 considerazione anche i disegni e modelli comunitari registrati e i disegni e modelli nazionali
 registrati che siano stati pubblicati e la cui tutela non sia ancora cessata, indipendentemente
 dal fatto - in questo caso - che il prodotto a cui il disegno è applicato sia commercializzato
 o no. Limitarsi ai prodotti effettivamente presenti sul mercato significherebbe contravvenire
 agli obblighi che gli Stati membri hanno contratto a norma della Convenzione di Parigi per
 la protezione della proprietà industriale.
                                                  14
 ---pagebreak--- Paragrafo 3
Questa disposizione intende fornire orientamenti ai tribunali che dovranno pronunciarsi sulla
sussistenza del requisito - essenziale dell'individualità. A questo scopo si precisa che le
caratteristiche comuni a due disegni o modelli dovranno ricevere maggiore considerazione
delle differenze, poiché ciò che conta è l'impressione generale suscitata dal disegno o dal
modello. Nella stessa sede si dovrà prendere anche in considerazione la libertà del disegnatore
(questa disposizione figura anche all'art. 11, par. 2).
                                              Articolo 7
Lettera a
Il momento in cui devono sussistere i requisiti prescritti dal regolamento è detto "data di
riferimento"; esso può variare a seconda che si tratti di disegni o modelli comunitari registrati
o di disegni e modelli comunitari non registrati. Per questi ultimi la data di riferimento è
quella in cui il disegno o modello inizia ad esistere, ossia il giorno in cui è stato messo a
disposizione del pubblico. L'articolo 12 stabilisce le modalità di fissazione di questa data.
Lettera b
Per i disegni e i modelli comunitari registrati la data di riferimento è quella in cui viene
depositata la domanda di registrazione ovvero, quando si rivendichi la priorità, la data cui
risale la priorità.
                                               Articolo 8
Paragrafo 1
Questa disposizione precisa quali siano le divulgazioni che non fanno venir meno la novità
e l'individualità di un disegno o modello comunitario registrato.
Quando si chieda la protezione conferita dal disegno o modello comunitario registrato, ogni
 divulgazione che abbia avuto luogo nei dodici mesi precedenti la data diriferimento(che può
 essere o la data del deposito della domanda o l'eventuale data di priorità) non fa venir meno
la novità e l'individualità del disegno o modello comunitario registrato, a condizione,
beninteso, che la divulgazione sia stata effettuata dal disegnatore stesso o dal suo avente causa
o che non risulti da un illecito compiuto nei confronti di questi ultimi.
 Ciò significa, in primo luogo, che il disegnatore può utilizzare il proprio disegno e sottoporlo
 al test del mercato per un periodo di dodici mesi senza per questo far venir meno la novità
 e l'individualità del suo disegno o modello; in altri termini, questa disposizione ha un effetto
 equivalente a quello del "periodo di grazia", già noto nel diritto dei brevetti, pur evitando di
 impiegare questo termine per non generare confusioni.
 In secondo luogo, l'articolo sottintende che qualsiasi divulgazione diversa da quelle ivi
 contemplate vanifica la novità di un disegno o modello posteriore anche quando il disegno
 o modello anteriore è ignoto e non avrebbe potuto essere noto all'autore del disegno o modello
 posteriore. Ad esempio, un disegno o modello divulgato in Sicilia e commercializzato solo
 in tale regione ha - in teoria - l'effetto di precludere ad un disegnatore in Irlanda la protezione
 per un disegno o modello identico anche quando il disegno o modello posteriore sia stato
                                                    15
 ---pagebreak--- sviluppato senza trarre ispirazione dal disegno o modello precedente. In pratica, tuttavia, è
probabile che gli effetti siano meno drastici. Un disegno o modello comunitario anteriore non
registrato non garantisce che un disegno o modello sviluppato successivamente in via
indipendente dal primo non venga registrato in buona fede e conservi la sua validità in
mancanza di contestazioni. Inoltre, è ben vero che il titolare dei diritti sul disegno o sul
modello anteriore, quando viene a conoscenza del disegno o modello comunitario posteriore
può rivolgersi all'Ufficio Comunitario dei disegni e dei modelli (art. 56) o adire un tribunale
dei disegni comunitari chiedendo che venga dichiarata la nullità del diritto esclusivo (art. 85,
lettere e) o d)) ma non potrà impedire all'autore del disegno posteriore o al suo avente causa
di commercializzare il prodotto in cui il disegno è attuato, poiché il disegno o modello
comunitario non registrato conferisce al suo titolare unicamente il potere di vietare la
riproduzione (art. 20). Per questi motivi è sembrato che la disposizione non determini, in
pratica, situazioni di marcata ingiustizia.
Paragrafo 2
Se un disegno o modello divulgato abusivamente (art. 8, par. 1) ha dato luogo ad un disegno
o a un modello comunitario registrato o a un diritto su un disegno o modello registrato in uno
degli Stati membri, non può invocarsi l'illiceità della divulgazione poiché la certezza del
diritto prevale sulla tutela degli interessi individuali. Il titolare legittimo del disegno ha
tuttavia la facoltà di promuovere il procedimento ex articolo 16 chiedendo che, in seguito alla
divulgazione abusiva, il disegno o il modello venga trasferito a suo nome.
                                            Articolo 9
Paragrafo 1
Il regolamento non fa alcuna distinzione fra disegni o modelli aventi pregio estetico e disegni
o modelli aventi funzioni utilitarie: entrambi sono meritevoli di tutela. Vi sono casi
estremamente rari in cui la forma segue la funzione senza alcuna possibilità di variazioni: in
tal caso il disegnatore non può affermare che il risultato è dovuto alla sua personale creatività
perché il disegno o modello non ha una sua individualità e non è meritevole di protezione.
Comunque, è alquanto improbabile che l'intero disegno o modello non sia proteggibile; nella
maggior parte dei casi solo alcuni suoi aspetti saranno determinati dalla funzione senza alcuna
possibilità di variazione. Pertanto, la disposizione prevede che un disegno non sia tutelabile
solo nella misura in cui non ci sia alcuna libertà in relazione agli elementi arbitrari del
 disegno o modello.
Paragrafo 2
Con questa disposizione si precisa che il disegno o il modello di inteconnessioni che devono
 necessariamente essereriprodottenella loro esatta forma e dimensione non sono proteggibili
 anche se il disegno o modello dell'elemento che serve all'interconnessione ha carattere
 arbitrario nel senso che la sua forma e dimensione non sono esclusivamente dettate dalla
 funzione tecnica. La disposizione ha lo scopo di migliorare la compatibilità funzionale di
 prodotti di marche diverse e di impedire che i fabbricanti di prodotti di design creino mercati
 controllati soltanto da loro ("captive markets") (ad es. per le apparecchiature periferiche)
 monopolizzando la forma e le dimensioni delle interconnessioni.
 Ad esempio, le dimensioni della connessione di un tubo di scappamento determinate dalla
 necessità di adattarlo ad uno specifico modello di autoveicolo non costituiscono un elemento
                                                16
 ---pagebreak--- proteggibile del disegno o modello poiché queste dimensioni sono determinate dall'autoveicolo
stesso.
Paragrafo 3
Occorre prevedere una deroga a quanto dispone il paragrafo 2 per le interconnessioni di
prodotti modulari, sempreché, beninteso, possiedano i requisiti per la protezione, in particolar
modo una propria individualità (art. 6). Ad esempio, sono proteggibili, di massima, i
dispositivi che consentono a una sedia di una determinata marca di essere inserita in una fila
di altre sedie della stessa marca o che consentono alle sedie di essere "impilate" (sovrapposte);
lo stesso dicasi per gli elementi di interconnessione dei giocattoli progettati per assemblare
i vari pezzi. Se questi elementi non fossero proteggibili sarebbe facile per i concorrenti
procurarsi una comoda scorciatoia per entrare in un mercato particolare in cui il carattere
innovativo dei disegni e dei modelli in questione è spesso costituito - ancorché non sempre -
  dal disegno di elementi che consentano interconnessioni indefinite con un determinato
sistema.
                                            Articolo 10
Questa disposizione del regolamento in tema di ordine pubblico e di principi morali
genericamente riconosciuti è presente in parecchie leggi nazionali sulla tutela dei disegni e
modelli e nella legge uniforme del Benelux.
                                          Sezione Seconda
                                       Estensione della tutela
                                            Articolo 11
Paragrafo 1
In quest'articolo è definita l'estensione della tutela conferita dal regolamento comunitario; due
ne sono i principi fondamentali.
In primo luogo, quando si tratti di valutare se un disegno posteriore costituisca contraffazione
 di un disegno preesistente, l'elemento decisivo è l'impressione generale di simiglianza e non
l'eventuale sussistenza di differenze su aspetti specifici o su determinati dettagli. La
 disposizione fa riferimento alla nozione di utilizzatore informato, già chiarita nel commento
 all'articolo 6. L'impressione generale creata da un disegno o modello su un "utilizzatore
 informato" può differire dall'impressione generale provocata nel consumatore ordinario nel
 senso che "l'utilizzatore informato" può essere in grado di rilevare differenze anche molto
 pronunciate fra i due disegni, differenze che invece sfuggirebbero del tutto all'attenzione del
 normale consumatore. Molto dipenderà dalle caratteristiche intrinseche del disegno o modello.
 Paragrafo 2
 Il paragrafo 2 ha lo scopo di fornire orientamenti ai giudici che dovranno pronunciarsi nelle
 cause di contraffazione. Vengono in rilievo non già le variazioni di piccola entità che un
 concorrente abbia apportato al disegno o modello da luiriprodotto(la ed. "copia intelligente")
 ma gli elementi comuni ai due disegni o modelli.
                                                  17
 ---pagebreak--- I disegni o modelli con spiccate caratteristiche funzionali nei quali il disegnatore debba
osservare parametri precostituiti presenteranno probabilmente maggiori simiglianze dei disegni
in cui l'autore abbia potuto fruire della più ampia libertà. Ecco perché il paragrafo 2 stabilisce
un secondo principio, in base al quale deve essere presa in considerazione la libertà del
disegnatore quando si debba apprezzare la simiglianza sussistente fra un disegno o modello
precedente ed un disegno o modello posteriore.
                                             Articolo 12
Quest'articolo stabilisce la durata della protezione di cui fruisce il disegno o modello
comunitario non registrato. Essa decorre dal momento in cui il disegno o modello viene messo
a disposizione del pubblico. L'onere della prova circa la data in questione incombe al titolare.
Per premunirsi contro eventuali contestazioni su tale data può essere consigliabile conservare
una documentazione degli atti che hanno costituito divulgazione del disegno o modello. Dato
che gli usi commerciali variano da un settore all'altro non può indicarsi nessuna norma
generale circa il quid necessario per stabilire la data in cui il disegno o il modello viene
messo a disposizione del pubblico.
                                             Articolo 13
Questo articolo fìssa in cinque anni la durata del periodo di tutela di cui fruisce il disegno o
modello comunitario registrato. Detto periodo èrinnovabileper quattro volte (ciascuna sempre
di cinque anni) con decorrenza dal giorno del deposito della domanda. Se il disegno o
modello è già stato protetto in quanto disegno o modello comunitario non registrato per il
quale sia stata fatta domanda di registrazione alla fine del periodo di dodici mesi di cui
all'articolo 8, paragrafo 1, il periodo massimo di protezione di cui esso può godere in quanto
disegno o modello comunitario ascenderà quindi a 26 anni.
                                            Sezione Terza
                         Legittimazione al disegno o modello comunitario
                                             Articolo 14
Paragrafo 1
 Questa disposizione sancisce un principio importante: il diritto sul disegno o modello
 appartiene al disegnatore a titolo originario. Nulla vieta però al disegnatore di trasferire il suo
 diritto fin dall'inizio a un terzo ("l'avente causa") che in genere è il fabbricante dei prodotti
 in cui il disegno o modello è attuato. Dato che il disegno comunitario conferisce
 esclusivamente diritti di utilizzazione commerciale e non diritti morali sul frutto dell'attività
 inventiva, il trasferimento del diritto dall'autore all'avente causa avviene a titolo universale,
 con riserva del diritto di essere citato come autore del disegno presso l'Ufficio nel caso dei
 disegni e dei modelli comunitari registrati (art. 19).
 Paragrafo 2
 Se il disegno o modello è stato realizzato da un dipendente nell'esecuzione del suo contratto
 di lavoro o di servizio, il diritto al disegno appartiene al datore di lavoro a meno che il
                                                  18
 ---pagebreak--- contratto non disponga altrimenti. Nella corrispondente disposizione della direttiva sulla tutela
giuridica dei programmi per elaboratore (5) il diritto del datore di lavoro si limita all'esercizio
dei diritti economici. La differenza rispetto al regolamento che qui si commenta dipende dal
fatto che la protezione fornita dalla suddetta direttiva è quella del diritto d'autore (il quale, in
alcuni Stati membri, garantisce all'autore una tutela che non può essere trasferita
integralmente), mentre il trasferimento dei diritti su disegni e modelli non è soggetto a
limitazioni del genere. Di conseguenza, è stata adottata la stessa soluzione prevista
dall'articolo 3, paragrafo 2 della direttiva sulla tutela giuridica delle topografìe di prodotti a
semiconduttori(6). Va però notato che in quest'ultima direttiva la soluzione indicata è soltanto
facoltativa, mentre nell'ambito del presente regolamento si è ritenuto necessario indicare una
soluzione uniforme.
                                            Articolo 15
Quando il disegno o modello sia stato sviluppato da uno o più disegnatori congiuntamente,
il diritto sul disegno si considera proprietà comune degli stessi. Se il contratto non specifica
le modalità dell'esercizio del diritto, esso sarà esercitato congiuntamente.
Quest'ultima disposizione non è stata recepita testualmente ed esplicitamente nel regolamento.
Per l'ipotesi in cui un disegno o modello sia stato realizzato da due disegnatori
indipendentemente l'uno dall'altro si vedano i commenti all'articolo 8, paragrafo 1.
                                            Articolo 16
Paragrafo 1
Può avvenire che una registrazione venga effettuata da chi non vi sia legittimato, ad esempio
quando un disegnatore, titolare di un contratto di lavoro subordinato, registri un disegno il cui
titolare legittimo sia il datore di lavoro secondo l'articolo 14, paragrafo 2. In tal caso il titolare
può chiedere che la registrazione venga trasferita a suo nome mediante l'azione rivendicatoria.
Una disposizione del genere figura all'articolo 23 dell'Accordo sul brevetto comunitario del
 15 dicembre 1989 C7).
Paragrafo 2
 Se nella registrazione si omette di indicare che il diritto al disegno appartiene in comunione
 ad una pluralità di disegnatori, ciascuno di essi è legittimato a fare istanza di rettifica a norma
 del paragrafo 1.
Paragrafo 3
 Eccettuati i casi in cui la registrazione sia stata fatta in malafede, è necessario che il potere
 di chiedere la rettifica sia soggetto a decadenza. Il termine è stato fissato a due anni dalla
 pubblicazione.
 (5)
          Direttiva 91/250/CEE del Consiglio, GU n. L 122 del 17.5.1991, pag. 42
 (6)
          Direttiva 87/54/CEE del Consiglio, GU n. L 24 del 27.1.1987, pag. 36.
 (7)
          89/695/CEE, GU n. L 401 del 30.12.1989, pag. 1.
                                                  19
 ---pagebreak--- Paragrafo 4
Ogni domanda giudiziale diretta ad ottenere la rettifica deve essere annotata nel Registro.
Deve altresì essere annotata nel Registro ogni decisione che riguardi la legittimazione al
disegno o modello e qualsiasi altra forma di definizione del procedimento.
                                           Articolo 17
Paragrafo 1
Questa disposizione precisa quali siano le conseguenze di una decisione giudiziaria, promossa
in applicazione dell'articolo 16, che abbia disposto un mutamento della titolarità del disegno
o modello comunitario a favore di chi vi sia legittimato. Anche questa disposizione è
modellata sull'articolo 24 della Convenzione sul brevetto comunitario (8). Le licenze e gli altri
diritti eventualmente accordati da un soggetto non legittimato si estinguono qualora si dimostri
che la sua legittimazione non sussisteva.
Paragrafo 2
Qualora siano stati compiuti preparativi seri ed effettivi per l'utilizzazione economica della
licenza o di altri diritti sul disegno o modello è evidente che conseguenze di tal genere
possono essere molto gravi sotto il profilo economico; proprio per mitigare queste
conseguenze il regolamento prevede la concessione di una licenza ispirata al diritto di preuso
(art. 25) su domanda dell'interessato.
Paragrafo 3
Tutti i diritti sul disegno o modello sono sanzionati di decadenza qualora il licenziatario o il
titolare di altri diritti abbiano agito in malafede nell'utilizzazione economica del disegno o
modello.
                                           Articolo 18
Questa disposizione consente all'Ufficio di presumere che la persona a nome della quale è
stata depositata la domanda sia il titolare legittimo del diritto al disegno o modello. Questa
disposizione, analoga a quella dell'articolo 60, paragrafo 3 della Convenzione sul brevetto
europeo, mira ad evitare che in un procedimento dinanzi all'Ufficio venga sollevata la
questione dellatitolaritàdel disegno o del modello; l'Ufficio, infatti, non può essere investito
di questioni del genere, per le quali sono invece competenti i giudici nazionali.
Se la questione della titolarità dovesse essere sollevata nel corso del procedimento di
registrazione l'Ufficio è tenuto a proseguire lo svolgimento con il richiedente originario. Chi
rivendichi latitolaritàdel disegno o del modello può chiedere il trasferimento a proprio nome
del diritto al disegno o al modello promuovendo l'azione di cui all'articolo 16. Se la questione
è sollevata nel corso di un procedimento di nullità l'Ufficio può - se lo ritiene utile -
sospendere il procedimento e invitare la persona che rivendica la titolarità del disegno o
 modello ad adire i giudici nazionali per chiedere una pronuncia sul suo caso.
 (8)
          89/695/CEE, GU n. L 401 del 30.12.1989, pag. 1.
                                                20
 ---pagebreak---                                                Articolo 19
Questa disposizione accorda al disegnatore un "diritto di paternità" (cioè il diritto di essere
indicato come autore del disegno) nel Registro dei disegni e modelli comunitari e nei
procedimenti dinanzi all'Ufficio (cfr. anche l'art. 14, par. 1).
In alcuni casi i disegni e i modelli sono frutto dello sforzo creativo di dipartimenti di
un'impresa o di équipes di disegnatori, il che rende, se non impossibile, certo molto
complicato l'indicare distintamente i nomi dei singoli partecipanti. In casi del genere è
sufficiente indicare, ad esempio, che il disegno è stato sviluppato dal reparto o dipartimento
"disegni e modelli industriali" di una determinata impresa; il regolamento di esecuzione
conterrà alcune disposizioni che garantiranno la salvaguardia del diritto di paternità dei
disegnatori.
Non è statoritenutopossibile, per difficoltà pratiche, imporre l'obbligo di indicare il nome del
disegnatore (o del collettivo) in altri contesti, come, ad esempio, nelle diciture che figurano
sullo stesso prodotto o sul suo imballaggio o negli scritti (foglio d'istruzioni, foglietto
illustrativo) che accompagnano il prodotto.
                                            Sezione Quarta
                             Effetti del disegno o modello comunitario
                                               Articolo 20
Il diritto conferito dal disegno o modello comunitario non registrato consiste nella protezione
contro la sola riproduzione e non ha natura di diritto esclusivo; di conseguenza, la
formulazione di questo articolo differisce da quella dell'articolo 21, par. 1 (in cui si tratta di
diritti conferiti dal disegno o modello comunitario registrato) nel senso che la disposizione
in commento non conferisce alcun diritto esclusivo in relazione all'utilizazione del disegno
o modello. In caso di copia non autorizzata del disegno o modello il titolare può agire nei
 confronti dei contraffattori indiretti quali ad es., gli importatori o i rivenditori, per inibire lo
smercio dei prodotti contraffatti.
                                               Articolo 21
Paragrafo 1
Viceversa, il diritto conferito dal disegno o modello comunitario registrato è un vero e proprio
 diritto esclusivo: il suo titolare ha il diritto esclusivo di autorizzare o vietare l'uso del proprio
 disegno o modello e può farlo valere anche coattivamente nei confronti di disegni o modelli
 simili anche quando la contraffazione sia stata compiuta in buona fede.
Paragrafo 2
 Se invece il disegno o modello comunitario registrato non è stato pubblicato perché il titolare
 si è avvalso della facoltà di differire la pubblicazione, il disegno o modello comunitario
 conferisce al titolare unicamente una protezione contro la riproduzione. E' solo in virtù della
 pubblicazione che vengono conferiti al disegnatore i diritti esclusivi nella loro integralità. È
 appena il caso di aggiungere che la pubblicazione non ha effetto retroattivo.
                                                    21
 ---pagebreak--- Il diritto esclusivo non colpisce quindi chi abbia sviluppato autonomamente un disegno o
modello cherientranell'ambito di protezione del disegno o modello comunitario registrato e
pubblicato successivamente.
                                           Articolo 22
Questa disposizione contempla una serie di deroghe ai diritti conferiti dal disegno
comunitario.
Paragrafo 1
Le lettere a) e b) corrispondono alle disposizioni dell'articolo 27 dell'Accordo del
 15 dicembre 1989 sul brevetto comunitario (9). La lettera e) contiene una disposizione che
ammette l'utilizzazione leale del disegno o modello per fini didattici o nelle .citazioni fermo
restando che gli usi consentiti non devono pregiudicarne la normale utilizzazione economica.
E' comunque obbligatoria la citazione della fonte.
Paragrafo 2
Le lettere a), b), e) prevedono, per i disegni e i modelli comunitari, le stesse deroghe previste
dall'articolo 5ter della Convenzione di Parigi sulla protezione della proprietà industriale.
                                           Articolo 23
Scopo della disposizione è evitare l'emergere di mercati controllati da un unico fornitore
(captive markets) per alcuni pezzi di ricambio.
A norma del disposto dell'articolo 9, paragrafo 2, il disegno o il modello delle
interconnessioni meccaniche non può usufruire della tutela. In pratica ciò significa che si
possonoriprodurretutte le dimensioni delle parti che compongono un prodotto complesso.
Inoltre ogni parte di un prodotto complesso può essere considerata irrilevante per l'utente, se
ad esempio il pezzo di ricambio non si può vedere. Questo si verifica spesso per le parti
inteme di un macchinario, di un motore per autoveicoli e prodotti analoghi.
Tuttavia, se il pezzo in questione è estemo ed è visibile 6 se, inoltre, agli occhi del
consumatore finale esso dovrebbe intonarsi all'aspetto globale del prodotto complesso, la
riproduzione delle dimensioni ed altri elementi di interconnessione meccanica sarebbero di per
sé insufficienti a consentire la concorrenza per i pezzi in questione. Il consumatore che abbia
acquistato un prodotto di lunga durata e probabilmente costoso (ad esempio un autoveicolo),
per le parti esteme sarebbe indefinitamente legato al produttore del prodotto complesso. Alla
 fine ciò potrebbe provocare sul mercato una situazione di concorrenza poco sana per i pezzi
 di ricambio, ma in pratica potrebbe anche creare, a favore del fabbricante del prodotto
 complesso, un monopolio che durerebbe più a lungo della tutela del suo disegno o modello.
 Se, ad esempio, ai concorrenti fosse consentito penetrare nel mercato soltanto dopo la
 scadenza della tutela del disegno o modello, molto probabilmente nessuna impresa riterrebbe
 che meriti entrare nel mercato a tale condizione. Se si vuole garantire la concorrenza, l'accesso
 (9)
          89/695/CEE, GU n. L 401 del 30.12.1989, pag. 1.
                                                22
 ---pagebreak--- al mercato deve essere consentito nel momento in cui è possibile prendere realisticamente in
considerazione un investimento nella produzione.
Questa disposizione costituisce una limitazione dei diritti del titolare e dovrebbe quindi essere
applicata soltanto nell'osservanza rigorosa di determinate condizioni.
In primo luogo è previsto un periodo triennale, successivo alla prima commercializzazione,
durante il quale il titolare del disegno o modello detiene un diritto di esclusiva.
In secondo luogo il disegno o modello in questione deve applicarsi ad un prodotto che è parte
di un prodotto complesso e che dipende dall'aspetto di questo. Questa condizione è
soddisfatta, ad esempio, dal disegno o modello di una portiera di un autoveicolo, concepita
in modo da corrispondere alle altre portiere del veicolo e da adattarsi all'intera carrozzeria,
ma non necessariamente a tutte le altre parti che hanno un semplice scopo ornamentale.
Inoltre, il fine della riproduzione deve essere quello di consentire lariparazionedel prodotto
nel senso del ripristino dell'aspetto originario del prodotto complesso. Questa condizione è
difficilmente realizzabile in pratica. Tuttavia, il fatto che la riproduzione possa aver luogo
soltanto tre anni dopo la prima commercializzazione, rende improbabile la possibilità che un
produttore indipendente di pezzi di ricambio entri nel mercato dei subappaltatori che
forniscono i pezzi per il primo assemblaggio e la commercializzazione del prodotto
complesso.
L'articolo è finalizzato a garantire una concorrenza leale sul mercato. E' necessario quindi che
un produttore indipendente di parti avverta chiaramente la clientela che il suo prodotto ha
un'origine diversa da quella delle parti originali del prodotto complesso. Si deve assolutamente
evitare di ingannare il consumatore spacciando tali parti per parti originali. Alla luce di quanto
precede è evidente che al fabbricante originario del prodotto complesso non è imputabile
alcuna responsabilità quanto alla qualità della parte sostituita che non sia una parte originale.
                                            Articolo 24
Questa disposizione dà veste legislativa alla giurisprudenza della Corte di giustizia delle CE
in tema di "esaurimento dei diritti di proprietà industriale e commerciale" di cui all'articolo 36
 del trattato CEE. La norma si riferisce all'ipotesi in cui i prodotti vengano posti in
circolazione nel territorio della Comunità e ricalca disposizioni simili contenute in altri atti
comunitari, segnatamente la Convenzione sul brevetto comunitario e il progetto di
 regolamento sul marchio comunitario.
                                            Articolo 25
 Con il deposito della domanda di disegno o modello comunitario quest'ultimo diviene oggetto
 di un diritto esclusivo. In qualche raro caso può darsi che un disegno o modello che rientra
 nell'ambito della tutela accordata al titolare di un disegno o modello comunitario sia stato
 sviluppato in via indipendente anche da un terzo, il quale, tuttavia, sia anticipato dal titolare
 del disegno o modello comunitario registrato, nel mettere a disposizione del pubblico il suo
                                                 23
 ---pagebreak--- disegno o nel presentare la domanda di registrazione. Ora, se è vero che, come regola
generale, è necessario prevedere che i diritti scaturenti dal disegno o modello comunitario
siano preclusivi di ogni altro diritto, occorre però tener conto di casi eccezionali in cui una
rigida applicazione della norma può avere effetti gravemente pregiudizievoli per il secondo
disegnatore, specialmente quanto questi abbia fatto seri preparativi, anche sul piano
economico, per lo sfruttamento commerciale del suo disegno o modello. Per questi casi (che
si presumono rari) è stato previsto un diritto scaturente dal preuso, alla stregua di analoghe
disposizioni vigenti in materia brevettuale.
Il diritto derivante dal preuso non è un requisito necessario nei confronti del disegno o
modello comunitario non registrato poiché l'aver realizzato un disegno o modello identico in
via indipendente non costituisce una contraffazione (cfr. al riguardo l'art. 20).
                                         Sezione Quinta
                                             Nullità
                                           Articolo 26
Paragrafo 1
Questa disposizione sancisce il principio secondo cui la nullità di un disegno o modello
comunitario può essere pronunciata esclusivamente da organi giurisdizionali nazionali
specializzati, che il regolamento denomina "tribunali dei disegni e modelli comunitari" (art.
84). Tuttavia, nel caso dei disegni o modelli comunitari registrati, la competenza di questi
tribunali è soggetta alla condizione che l'eccezione di nullità venga sollevata mediante
domanda riconvenzionale nei procedimenti di contraffazione (cfr. l'art. 85, lettera d), mentre
l'azione diretta a far dichiarare la nullità del disegno o del modello deve essere proposta
dinanzi all'apposita divisione dell'Ufficio (cfr. art. 56 e segg.).
Paragrafo 2
In certi casi una delle parti può avere interesse ad ottenere la declaratoria di nullità di un
disegno o un modello anche dopo che essi si siano estinti o siano stati oggetto di rinuncia,
ad esempio quando i diritti su un disegno o modello siano stati fatti valere coattivamente, con
decisione non ancora passata in giudicato, nei confronti di una delle parti prima della loro
estinzione o prima della rinuncia.
                                           Articolo 27
Questa disposizione cardine contiene l'elenco completo dei motivi in base ai quali il disegno
o modello comunitario può essere dichiarato nullo.
Paragrafo 1
La prima e più evidente causa di nullità è la carenza assoluta dei requisiti di protezione di cui
all'articolo 4 (questa ipotesi è contemplata dal par, 1, lettera a).
La seconda causa di nullità (par. 1, lettera b)) corrisponde all'ipotesi in cui le caratteristiche
intrinseche del disegno o modello non siano tutelabili in quanto interamente determinate da
                                                24
 ---pagebreak--- una funzione tecnica che non lascia alcuna libertà per realizzare caratteristiche arbitrarie o per
costituire interconnessioni (art. 9, parr. 1 e 2). Va rilevato, in proposito, che questa causa di
nullità/annullabilità determinerà spesso solo una nullità parziale. La disposizione verrà con
tutta probabilità invocata solo in procedimenti di contraffazione allorché, cioè, il presunto
contraffattore farà valere che l'elemento del disegno o modello di cui gli viene addebitata la
contraffazione non costituisce elemento tutelabile.
Le norme sulla competenza giurisdizionale, compreso il potere della Commissione di
intervenire (artt. 56 e 58) nei procedimenti di dichiarazione e di nullità si applicano anche al
caso di una nullità parziale.
La terza causa di nullità (che è contemplata dal par. 1, lettera e))riguardale ipotesi in cui un
disegno o modello sia contrario all'ordine pubblico o ai principi morali generalmente accettati.
Per quanto sia probabile che questi casi risultino estremamente rari, sorge al riguardo un
delicato interrogativo: la contrarietà all'ordine pubblico o ai principi della morale deve essere
valutata con riferimento ad una "nozione comunitaria" o piuttosto con riferimento a una
specifica sensibilità nazionale (la quale può essere profondamente diversa da un paese
all'altro)? Benché nel caso del brevetto e del marchio comunitari si sia seguita la prima
soluzione, nel caso dei disegni e dei modelli si è temuto che questa scelta potesse rivelarsi
pericolosa in quanto avrebbe implicato o un'interpretazione di queste nozioni al livello più
basso che si riscontra nella Comunità oppure che avrebbe condotto la Corte di giustizia a
sviluppare una propria autonoma interpretazione del concetto con conseguenti difficoltà di
ordine politico. Per queste ragioni si è preferito indicare al paragrafo 3, lettera a), che le cause
 di nullità operano solo limitatamente allo Stato membro in cui esse sussistono, mantenendo
in tal modo la validità del disegno o modello comunitario in tutti gli altri Stati membri.
 Una quarta causa di nullità (par. 1, lettera d)) riguarda l'ipotesi in cui il titolare non sia la
 persona legittimata ma, ad esempio, si sia appropriato abusivamente del diritto al disegno o
 al modello. Questa causa di nullità è azionabile esclusivamente dalla persona legittimata, alla
 quale l'articolo 16 riconosce il potere di rivolgersi ad un'autorità giudiziaria per ottenere da
 questa una decisione che stabilisca il suo diritto al disegno o modello. Questa disposizione
 mira ad assistere il titolare legittimo in tutti i casi in cui esso preferisca distruggere con
 efficacia ex tune il diritto che è stato abusivamente riconosciuto ad un'altra persona anziché
 continuare lo sfruttamento del diritto esclusivo sul disegno o sul modello a nome proprio sulla
 base della decisione che riconosce la sua qualità di legittimo titolare.
 Paragrafo 2
 Una ipotesi particolare di nullità è quella contemplata dal paragrafo 2 eriguardail cosiddetti
 "diritti anteriori". Questa disposizioni riguarda appunto le domande o i diritti sui disegni o
 modelli registrati che già sono state depositate presso un ufficio nazionale della proprietà
 industriale ma che non sono stati ancora messi a disposizione del pubblico alla data alla quale,
 secondo l'articolo 7, deve essere accertata la novità e l'individualità di un posteriore disegno
 o modello comunitario registrato. Si tratta di un problema tutt'altro che teorico, che non si
 limita ai pochi mesi che intercorrono fra il deposito della domanda e la pubblicazione del
 diritto sul disegno o il modello, bensì investe anche i casi in cui il diritto sul disegno o il
 modello registrato venga tenuto segreto dall'ufficio competente in ottemperanza alla legge.
 Tuttavia, nel caso del disegno o modello comunitario registrato la cui pubblicazione sia stata
 differita ai sensi dell'articolo 52, questo problema si presenterà solo nell'ipotesi di riproduzione
 (si veda anche l'art. 21, par. 2).
                                                   25
 ---pagebreak--- Tali anticipazioni ("diritti anteriori") non sono contemplate dal disposto degli articoli 5 e 6
e non possono essere opposte ad un diritto su un disegno o modello posteriore poiché non
costituiscono "divulgazioni" nel senso proprio del termine. D'altra parte, bisogna ammettere
che è impossibile lasciare senza tutela questi diritti anteriori contro registrazioni posteriori
perché non solo ciò costituirebbe una patente ingiustizia ma svuoterebbe anche di ogni
significato il meccanismo del differimento della pubblicazione - applicato in vari ordinamenti
nazionali e, quantunque limitato alla protezione contro la sola riproduzione, previsto anche
dal regime del disegno comunitario registrato.
La soluzione che si propone consiste quindi nell'ammettere che i titolari di siffatti diritti
anteriori possano farli valere per chiedere l'annullamento del disegno o modello comunitario
registrato posteriormente. Tuttavia, occorre riservare la facoltà di invocare questa causa di
nullità ai solititolaridel diritto anteriore, senza estenderla anche a terzi presunti contraffattori.
Il favore che il disegno o modello comunitario registrato posteriormente merita in rapporto
a siffatti diritti anteriori - che non erano a disposizione del pubblico allorché la domanda di
disegno o modello è stata presentata per la prima volta - giustifica un'ulteriore limitazione
all'invocabilità di questa causa di nullità in tutte le ipotesi in cui i diritti anteriori sono diritti
su disegni o modelli di uno o più Stati membri ed hanno quindi un'efficacia territoriale
limitata rispetto all'intero territorio della Comunità. In questi casi la nullità opererà solo
limitatamente allo Stato o agli Stati nei quali è stata dichiarata, mentre resta indenne la tutela
conferita dal disegno o modello comunitario registrato nel restante territorio della
Comunità (par. 3, lettera b)).
                                             Articolo 28
In questa disposizione è sancito il principio dell'efficacia ex tunc della nullità. Il paragrafo 2
contempla due ipotesi in cui le conseguenze della nullità ex tunc vengono temperate: nel
primo caso, quando sia divenuta definitiva la decisione di un organo giurisdizionale in una
causa di contraffazione e, nel secondo caso, quando le obbligazioni contrattuali siano state già
eseguite prima della dichiarazione di nullità.
                                             TITOLO ffl
                           IL DISEGNO O MODELLO COMUNITARIO
                                COME OGGETTO DI PROPRIETÀ*
                                         Articoli da 29 a 36
 Questi articoli riguardano il disegno o modello comunitario (e le domande per il rilascio di
 un disegno modello comunitario registrato) in quanto oggetto di proprietà. Le relative
 disposizioni seguono molto da vicino le disposizioni analoghe già adottate per il brevetto
 comunitario e il marchio comunitario per cui è parso superfluo fame un commento dettagliato.
                                                  26
 ---pagebreak---                                            TITOLO IV
                 DOMANDA DI DISEGNO O MODELLO COMUNITARIO
                                         REGISTRATO
                                          Sezione Prima
                              Deposito e requisiti della domanda
                                         Articoli 37 e 38
Questi due articoli determinano il luogo in cui deve essere depositata la domanda di disegno
o modello comunitario registrato.
Il richiedente può scegliere tra due possibilità: depositare direttamente la domanda presso
l'Ufficio dei disegni e modelli comunitari o presentarla presso l'Ufficio centrale della proprietà
industriale di uno Stato membro. Questa opzione è modellata su quella già contemplata dalla
proposta di regolamento relativa al marchio comunitario.
Tenendo presente l'estensione geografica e il pluralismo linguistico della Comunità, la
possibilità di procedere al deposito presso un ufficio nazionale rappresenta una agevolazione
rilevante per i richiedenti che preferiscono stabilire un primo contatto con una autorità
amministrativa a loro più familiare e più prossima al loro domicilio.
La proposta di regolamento non obbliga tuttavia gli Stati membri a provvedere affinché i
propri residenti depositino le loro domande presso gli Uffici nazionali della proprietà
industriale, ma semplicemente consente ai residenti di effettuare tale deposito se ciò è
consentito anche dalla legge dello Stato membro interessato. Sembra verosimile che la
maggior parte degli uffici nazionali centrali, in particolare la divisione competente per i
disegni e i modelli siano disposti ad effettuare questo adempimento. Il Belgio, il Lussemburgo
e i Paesi Bassi potrebbero devolvere questo compito all'Ufficio dei disegni e dei modelli del
Benelux che ha sede all'Aia.
Dopo un primo periodo di rodaggio occorrerà stabilire se il meccanismo testé descritto abbia
funzionato in modo soddisfacente; solo l'esperienza potrà dire se i richiedenti avranno
preferito un sistema di deposito centralizzato o decentrato. L'articolo 38, paragrafo 3 impone
alla Commissione di presentare, dopo 10 anni, una relazione sul funzionamento del sistema
eventualmente accompagnata da proposte di miglioramento.
Quando la domanda viene depositata presso un ufficio nazionale, quest'ultimo deve inoltrarla
all'Ufficio comunitario entro due settimane dalla data del deposito effettivo. L'ufficio
nazionale può esigere il pagamento di una tassa per coprire le spese amministrative sostenute
per la ricezione e la trasmissione della domanda.
Il rischio che la domanda di registrazione non pervenga all'Ufficio comunitario, ancorché
trascurabile, non può essere sottovalutato (il fascicolo può infatti andare smarrito durante il
trasporto o a causa di un errore compiuto dall'ufficio nazionale). Per ridurre al minimo le
 conseguenze di questa situazione è stato previsto che l'Ufficio comunitario, non appena gli
pervenga una domanda inoltrata da un ufficio nazionale, ne informi il richiedente.
 Quest'ultimo sarà quindi in grado di individuare rapidamente eventuali ritardi o lo
                                                 27
 ---pagebreak--- smarrimento della sua domanda poiché non riceverà dall'Ufficio comunitario l'avviso di
ricevimento della sua domanda entro un periodo ragionevole dalla data in cui aveva presentato
la domanda all'Ufficio nazionale. Spetterà alla normativa nazionale applicabile nel caso
specifico stabilire le eventuali responsabilità a carico dell'Ufficio nazionale, qualora il ritardo
o lo smarrimento della domanda di registrazione determinino la decadenza di alcuni diritti in
capo al richiedente.
                                           Articolo 39
Questo articolo stabilisce quali requisiti debba soddisfare la domanda di disegno o modello
comunitario.
Una domanda è costituita da una serie di elementi. Alcuni di essi devono sussistere pena la
nullità della domanda stessa, mentre altri elementi non sono essenziali e dipendono dalle
circostanze di ciascun caso.
Paragrafi 1 e 4
I requisiti essenziali della domanda sono i seguenti:
- una richiesta di registrazione, da redigersi su apposito modulo multilingue fornito
    dall'Ufficio comunitario e da ciascun Ufficio nazionale (par. 1, lettera a)),
- indicazioni che permettano di identificare il richiedente (par. 1, lettera b),
• una rappresentazione (grafica o fotografica) riproducibile del disegno o del modello;
    questa rappresentazione servirà per pubblicare il disegno nel Bollettino dei disegni e
    modelli comunitari. È probabile che le rappresentazioni dei disegni e modelli comunitari
    registrati vengano conservate dall'Ufficio su dischi ottici, per cui il regolamento in
    esecuzione potrebbe fissare una serie di regole tecniche per definire quali siano gli
    elementi riproducibili (par. 1, lettera e)),
- l'indicazione del nome del disegnatore o quella della equipe dei disegnatori (par. 4 - si
    veda anche l'articolo 16).
Paragrafo 3
I requisiti non essenziali sono i seguenti:
 - una descrizione esplicativa del grafico o della rappresentazione fotografica (questa
    documentazione può essere utile per individuare gli elementi specifici dell'aspetto del
    prodotto che costituiscono l'essenza del disegno o del modello e che potrebbero non
    apparire distintamente in una fotografìa o in un disegno) (par. 3, lettera a)),
 - un'indicazione dei prodotti nei quali si intende attuare il disegno e la classificazione dei
    prodotti secondo l'Accordo di Locamo (l'indicazione e la classificazione servono solo a
    fini di classificazione e di ricerca e non hanno alcuna conseguenza sull'estensione della
    tutela conferita dal diritto sul disegno o sul modello) (par. 3, lettere b) e e)),
 - un campione del prodotto in cui il disegno è attuato: i campioni possono essere
    bidimensionali (si tratterà nella maggior parte dei casi di tessili) e tridimensionali. Il
     regolamento di esecuzione dovrà dettare norme particolareggiate in ordine alle dimensioni
     massime ammissibili per questi campioni, tenendo presente che questi ultimi dovranno
     essere conservati e classificati a cura dell'Ufficio (par. 3, lettera d)),
 - unarichiestadi differimento della pubblicazione del disegno o modello (par. 3, lettera e) -
      si veda anche l'articolo 52).
                                                 28
 ---pagebreak--- Paragrafo 2
La rappresentazione riproducibile dei disegni e dei modelli può essere sostituita da un
campione qualora:
- la domanda di registrazione riguardi un disegno ("bidimensional design") e
- venga presentata una richiesta di differimento della pubblicazione.
Con questa norma permissiva si è voluto rispondere alle esigenze specifiche dell'industria
tessile, la quale potrebbe ricorrere al differimento della pubblicazione per depositare un
numero di domande di registrazione molto superiore al numero dei disegni per i quali in
definitiva chiederà la protezione. Sarebbe eccessivo imporre agli operatori del settore di
depositare costose rappresentazioni grafiche o fotografiche per tutte le loro domande di
registrazione fin dalle primissime fasi della procedura, mentre è preferibile, perché più
semplice e meno costoso, depositare unicamente un campione del disegno. Resta inteso
comunque che, al termine del periodo di differimento, dovranno essere, pubblicati nel
Bollettino dei disegni e dei modelli quei disegni o modelli per i quali verrà mantenuta la
protezione e, a tal fine, dovranno essere depositate le lororispettiverappresentazioni grafiche
o fotografiche (si veda anche l'art. 52, par. 4, lettera b)).
Paragrafo 5
In tema di tasse si propone che la domanda di registrazione sia soggetta al pagamento di due
tasse:
- una tassa di registrazione,
- una tassa di pubblicazione.
Ove si chieda il differimento della pubblicazione, la tassa di pubblicazione dovrebbe essere
sostituita, in questa prima fase, da una tassa, meno onerosa, per il differimento della
pubblicazione, la quale dovrebbe in linea di massima coprire il costo della pubblicazione della
notizia del differimento (si veda l'art. 52, par. 3).
L'importo delle due tasse suddette e di tutte le altre tasse contemplate dal regolamento sarà
fissato, secondo la procedura di cui all'articolo 127, in un regolamento dell'Ufficio relativo
alle tasse.
                                           Articolo 40
Paragrafo 1
Lo strumento della "domanda di registrazione cumulativa", già noto in vari ordinamenti
nazionali ed accolto nell'accordo dell'Aia sul deposito intemazionale dei disegni e dei modelli,
ha lo scopo di agevolare la presentazione delle domande di registrazione ai settori industriali
che producono un gran numero di disegni o modelli e per i qualirisulterebberoeccessivi i
costi e le formalità amministrative per ottenere la protezione dei diritti su ogni singolo disegno
o modello. Il sistema dei disegni e modelli comunitari, che vuole invece distinguersi per
snellezza e praticità e vuole funzionare in collegamento con il sistema di deposito
intemazionale dell'Aia, deve offrire anche questa possibilità.
Questa disposizione consente di combinare in una domanda cumulativa un certo numero di
 disegni o modelli comunitari registrati pur non fissandone il numero massimo, in questo
 discostandosi da quanto affermato dal Libro verde sulla tutela del disegno industriale. Va però
                                                29
 ---pagebreak--- soddisfatta una condizione, e cioè che il prodotto in cui i disegni o modelli si intendono
attuare appartengano tutti alla stessa sottoclasse secondo l'Accordo di Locamo oppure che
appartengano allo stesso insieme o composizione di oggetti. Queste limitazioni sono sembrate
necessarie per evitare che di questa disposizione si faccia un uso distorto per pagare tasse di
pubblicazione e di registrazione più basse presentando congiuntamente disegni e modelli
applicabili a prodotti di ogni sorta. Una domanda di registrazione cumulativa è ammissibile
se è caratterizzata dall'unitari età, requisito che, di norma, ricorre quando tutti i prodotti
appartengono alla stessa sottoclasse. (Va osservato che le classi di prodotti di cui all'Accordo
di Locamo sono troppo ampie per sodddisfare l'esigenza di unitarietà che si richiede per ogni
domanda di registrazione). L'essersi riferiti ad una sottoclasse potrebbe però in certi casi avere
consegueze non eque nel senso che lo stesso disegno o modello potrebbe essere applicato a
prodotti che, in ragione della loro natura fìsica, appartengono a sottoclassi merceologiche
diverse o addirittura a classi diverse: basti pensare all'ornamento che un fabbricante voglia
imprimere ad una serie di articoli casalinghi diversi (stoviglie, bicchieri, forchette, cucchiai
e coltelli, mobili da cucina, ecc.). Sembra più equo consentire a questo fabbricante di
presentare una domanda cumulativa per tutti questi vari impieghi del disegno o modello. La
norma in commento mira anche a disciplinare le varie possibilità di "decorazione degli
interni" scaturite da una progettazione ispirata ad una idea unitaria: a questa ipotesi fa
riferimento l'espressione "la stessa linea di oggetti".
Paragrafo 2
Dal punto di vista delle tasse la domanda di registrazione cumulativa verrà trattata secondo
le modalità che ha suggerito la WIPO per l'attuale revisione del testo dell'Accordo dell'Aia.
Dopo il pagamento della tassa normale per la registrazione e la pubblicazione, il richiedente
è tenuto a pagare un'ulteriore tassa (o soprattassa) di registrazione e pubblicazione che
dovrebbe corrispondere, per ogni nuovo disegno o modello, ad una percentuale delle tasse di
base. Il ricorso a questa formula consente di evitare di stabilire il numero massimo di disegni
o modelli che possono essere presentati con una domanda cumulativa. L'ammontare e le
eventuali variazioni di questa percentuale in rapporto al numero dei disegni o modelli
dovranno essere decise dall'autorità che adotterà il regolamento sulle tasse (si veda l'art. 127).
                                             Articolo 41
 Questa disposizione stabilisce quale sia la data del deposito delle domande (comprese le
 domande cumulative) di disegno o modello comunitario registrato: si tratta della data in cui
 i documenti contenenti l'informazione obbligatoriamente, richiesta per la domanda (si veda
 l'art. 39, pair. 1 e 2) sono depositati presso l'Ufficio comunitario o presso l'Ufficio nazionale
 della proprietà industriale (compreso l'ufficio del Benelux). Gli articoli 48 e 49 stabiliscono
 come questa data viene accordata al richiedente.
                                             Articolo 42
 Questa disposizione sancisce l'obbligo generale, ai fini dell'applicazione del regolamento, di
 seguire la classificazione di cui all'Accordo di Locamo del 1968. Giova sottolineare ancora
 una volta che l'impiego di questa classificazione, che si basa su categorie merceologiche, non
 ha alcuna conseguenza sull'estensione della tutela di un disegno o modello comunitario.
                                                  30
 ---pagebreak---                                          Sezione Seconda
                                              Priorità
                                       Articoli da 43 a 47
Questi articoli si riferiscono ai diritti di priorità. I disegni e i modelli registrati secondo le
disposizioni della Convenzione di Parigi sulla protezione della proprietà industriale fruiscono
di un diritto di priorità di sei mesi. Dato che il regime dei disegni e dei modelli comunitari
registrati costituisce un accordo regionale concluso dagli Stati membri, che sono tutti parti
della predetta Convenzione, chi deposita una domanda di disegno o modello in uno Stato o
per uno Stato della Convenzione può far valere tale priorità qualora successivamente chieda
la protezione comunitaria per lo stesso disegno o modello.
La possibilità simmetrica di far valere la priorità di una domanda di disegno o modello
comunitario per ottenere la protezione in uno Stato o per uno Stato della Convenzione di
Parigi dovrà essere oggetto di negoziati con la WIPO e dipenderà dal riconoscimento del
sistema dei disegni o modelli comunitari come valido strumento di tutela ai sensi della
richiamata Convenzione. L'articolo 46 prefigura già questo orientamento in relazione agli Stati
membri della CEE in quanto la domanda di disegno o modello CEE registrato cui sia stata
assegnata la data di deposito si considera equivalente a un normale deposito in ciascuno Stato
membro.
Gli articoli da 43 a 47 sono modellati sulle disposizioni quasi identiche della Convenzione
sul brevetto comunitario e della proposta di regolamento sul marchio comunitario, ragion per
cui non occorre soffermarsi ad illustrarli.
                                            TITOLO V
                           PROCEDIMENTO DI REGISTRAZIONE
                                            Articolo 48
Come si è rilevato nell'introduzione, la registrazione presso l'Ufficio deve essere una
procedura semplice, rapida e poco costosa che esclude sia un esame approfondito della
sussistenza dei requisiti di protezione sia un procedimento di opposizione. L'Ufficio deve
soltanto verificare la presenza dei requisiti di carattere formale in quanto il controllo della
validità intrìnseca del modello verrà effettuato nel corso di procedimenti in contraddittorio
instaurati davanti ai giudici nazionali o davanti allo stesso Ufficio a registrazione avvenuta.
Paragrafo 1
In base a questo principio generale, l'Ufficio non esaminerà se una domanda di registrazione
soddisfi i requisiti di protezione o se sollevi problemi relativi, ad esempio, al carattere non
arbitrario degli elementi di cui si chiede la protezione (che è esclusa dall'articolo 9) e neppure
se il disegno o il modello possieda i prescritti requisiti di conformità all'ordine pubblico o ai
principi morali generalmente riconosciuti di cui all'articolo 10.
                                                 31
 ---pagebreak--- Se è vero che non deve procedere all'esame dei requisiti sostanziali della protezione, non per
questo l'Ufficio è tenuto a registrare una domanda che, quantunque formalmente corretta,
abbia ad oggetto un disegno o modello palesemente non contemplato dalla definizione
dell'articolo 3. Ove venisse richiesto un diritto sul disegno per un tema musicale (non la
rappresentazione grafica di un paio di pentagrammi) o per un nome o per uno slogan (non
però per la loro rappresentazione grafica), l'Ufficio ha il diritto di rifiutare la domanda fin
dall'inizio. A sua volta, il richiedente ha facoltà di impugnare questa decisione ai sensi degli
articoli 59 e seguenti.
Paragrafo 2
Questa disposizione precisa quali elementi l'Ufficio deve prendere in considerazione
nell'esaminare la sussistenza dei requisiti formali. Anzitutto va stabilito se la domanda
contenga i requisiti essenziali che consentono di accordare una data di deposito (si tratta degli
elementi indicati dall'art. 39, parr. 1 e 2). In secondo luogo, l'Ufficio deve verificare se siano
soddisfatte tutte le altre condizioni prescritte dall'articolo 39 (indicazione del disegnatore o
del collettivo, dati facoltativi, pagamento delle tasse, osservanza delle condizioni prescritte dal
regolamento di esecuzione per la presentazione della domanda) e, nel caso di domanda
cumulativa, se siano soddisfatte le condizioni di cui all'articolo 40 (dati facoltativi, pagamento
delle soprattasse, osservanza dei requisiti stabiliti dal regolamento di esecuzione per la
presentazione della domanda). Infine, l'Ufficio dovrà verificare se sussistano i presupposti per
eventuali rivendicazioni di priorità ai sensi dell'articolo 44.
                                            Articolo 49
Questo articolo precisa quali conseguenze abbiano gli eventuali vizi formali della domanda
di registrazione. In questi casi l'Ufficio chiede al richiedente di sanare i vizi o le irregolarità
entro un determinato termine.
Se il vizio o l'irregolarità sono sanati nei termini prescritti, l'Ufficio attribuisce alla domanda
una data di deposito, la quale sarà comunque fissata in modo diverso a seconda della gravità
dei vizi che esso ha accertato. Se i vizi riguardavano l'esistenza di una richiesta di
registrazione, le informazioni che permettono di identificare ilrichiedente,la rappresentazione
del disegno o, quando ciò sia ammissibile, il deposito di un campione del disegno o modello,
la data di deposito sarà la data in cui questi vizi sono stati sanati. Quando invece i vizi
colpiscono altri requisiti che devono possedere le domande di registrazione (comprese quelle
cumulative) la data di deposito resta quella in cui la domanda è stata presentata all'Ufficio
comunitario o all'Ufficio nazionale.
La domanda verrà respinta se i vizi o le irregolarità non sono sanati (o se le tasse non sono
pagate) nel termine prescritto. Ilrichiedentepuò comunque impugnare la decisione dell'Ufficio
(si vedano in proposito gli art. 59 e seguenti).
In ordine alle condizioni relative al diritto di priorità, l'omessa regolarizzazione importa
decadenza del diritto di priorità ai fini del deposito della domanda; quest'ultima continuerà
il suo iter davanti all'Ufficio ma, in tal caso, l'accertamento dei requisiti sostanziali verrà
compiuto con riferimento alla data del deposito e non più alla precedente data di priorità.
                                                  32
 ---pagebreak---                                            Articolo 50
Non appena a una domanda sia stata assegnata una data di deposito essa sarà registrata come
disegno o modello comunitario registrato. La data che deve essere indicata nel Registro è la
data del deposito. Se si tiene presente la semplicità dell'esame dei requisiti formali e il breve
lasso di tempo che sono stati previsti per l'inoltro della domanda da parte di un'Ufficio
nazionale all'Ufficio comunitario (due settimane) o per sanare eventuali irregolarità, la data
di registrazione dovrebbe, in linea di massima, situarsi nei sei mesi immediatamente successivi
alla data dell'effettivo deposito.
                                           Articolo 51
La registrazione è seguita, quanto prima possibile, dalla pubblicazione del disegno o modello
comunitario registrato sul Bollettino dei disegni o modelli comunitari. Il periodo intercorrente
fra la registrazione e la pubblicazione dipenderà, tanto dal tempo necessario per la
preparazione tecnica della pubblicazione quanto dalla periodicità con cui l'Ufficio pubblicherà
il Bollettino (ad es. ogni mese o ogni quindici giorni). L'articolo indica quali elementi siano
oggetto di pubblicazione lasciando al regolamento di esecuzione la possibilità di prescrivere
altri particolari.
La ratio di questa disposizione è che il Bollettino dei disegni e modelli comunitari assumerà
la forma di una rivista a stampa di tipo tradizionale, come avviene oggi in vari Stati membri
e anche nel sistema di deposito intemazionale dell'Aia; tuttavia, potrebbe apparire più utile,
in futuro, soprattutto per tener conto delle innovazioni tecnologiche, consentire all'Ufficio di
scegliere un modo più efficace e moderno per "portare il disegno o il modello a conoscenza
del pubblico".
 Dal punto di vista degli effetti legali va sottolineato che, sotto il profilo tecnico, il disegno
 o il modello sarà a disposizione del pubblico a decorrere dalla data in cui è stato
 effettivamente registrato e non dalla data in cui viene pubblicato nel Bollettino, tant'è vero
 che la consultazione del Registro da parte del pubblico è garantita fin dalla prima di queste
 due date.
                                           Articolo 52
 Questo articolo offre la possibilità di mantenere segreto un disegno o modello comunitario
 registrato per un periodo non superiore a 30 mesi. Ciò risponde ad un'esigenza sentita in vari
 settori industriali che non possono correre il rischio di veder pubblicati i lori disegni o modelli
 prima che i prodotti corrispondenti giungano sul mercato. Soprattutto nel campo della moda
 (ma il problema è frequente anche nel settore automobilistico) permettere che i concorrenti
 sappiano in anticipo quale sarà la linea generale dei modelli di una nuova collezione significa
 compromettere il successo di un'operazione commerciale che si basa sull'esclusività di questa
 linea dato che, in casi del genere, la protezione del know-how non è sufficiente a impedire
 ai concorrenti di immettere sul mercato disegni o modelli simili ("intelligentemente simili")
 in concomitanza o addirittura prima deltitolaredei diritti. In questi casi l'unicarispostavalida
 consiste nel mantenere segrete le proprie creazioni; tuttavia, se il segreto dovesse essere
 garantito soltanto da misure inteme all'impresa, vi sarebbe il rischio concreto di una domanda
                                                  33
 ---pagebreak--- di registrazione presentata inritardoche farebbe perdere ogni tutela giuridica. Di conseguenza,
il differimento della pubblicazione costituisce un'adeguata risposta a questa esigenza.
Paragrafo 1
La richiesta di differimento deve essere depositata contestualmente alla domanda di
registrazione. La procedura di registrazione è troppo breve per consentire alla richiesta di
differimento di essere presentata in un momento successivo. Il periodo durante il quale il
disegno o modello comunitario registrato può essere tenuto segreto non può superare i 30
mesi a far data dalla presentazione della domanda o dalla data di priorità. Questo periodo
costituisce un compromesso tra due opposte esigenze: quella di mantenere il segreto e quella
della trasparenza e certezza del diritto che - non lo si può negare - finiscono per essere
compromesse dall'esistenza di un disegno o modello pur valido ma non ancora pubblicato.
Paragrafi 2 e 3
Se alla domanda di registrazione accompagnata da una richiesta di differimento della
pubblicazione viene assegnata una data di deposito, il disegno o modello corrispondente viene
registrato negli stessi termini di tempo e con la stessa procedura di uh disegno o modello
comunitario registrato. In tal caso, però, la rappresentazione del disegno e il fascicolo relativo
alla domanda non possono essere oggetto di pubblica consultazione.
Il pubblico verrà informato tramite il Registro e il Bollettino dell'identità del richiedente, del
periodo da questi richiesto per il differimento della pubblicazione del disegno o del modello
e della data di deposito della domanda.
Paragrafi 4, 5 e 7
Allo scadere del periodo di differimento - o ad una data a questo precedente se il titolare ne
fa richiesta - gli elementi che sono stati mantenuti segreti verranno messi a disposizione del
pubblico ad opera dell'Ufficio mediante notizia sul Registro e sul Bollettino, e la data in cui
ciò si verifica costituirà la data di pubblicazione. Vi è però un'ulteriore condizione che deve
essere soddisfatta: il titolare sarà tenuto a pagare l'intera tassa di pubblicazione che non aveva
pagato interamente quando aveva presentato la domanda di registrazione pagando la minore
tassa dovuta per il differimento della pubblicazione. Inoltre, se il titolare ha depositato un
campione anziché una rappresentazione del disegno o modello nei casi di cui all'articolo 39,
paragrafo 2, dovrà presentare a questo punto la rappresentazioneriproducibiledel disegno o
modello per consentirne la pubblicazione nel Bollettino. L'inosservanza di una sola di queste
due condizioni priva il disegno o il modello di tutti i suoi effetti fin dall'inizio.
Il titolare del disegno ha nondimeno la facoltà dirinunciareal disegno o modello; in tal caso
la pubblicazione non ha luogo e il titolare evita che il disegno o il modello perda la sua
 efficacia (la protezione contro leriproduzioninon autorizzate ex art. 21, par. 2) fin dall'inizio.
Paragrafo 6
Da quanto si è detto emerge chiaramente che il titolare di un disegno o modello comunitario
 registrato per il quale sia stato chiesto il differimento della pubblicazione gode di un diritto
 pienamente garantito, che può essere fatto valere, anche coattivamente, nei confronti di
 eventuali contraffattori. Tuttavia, dato che il disegno o il modello sono mantenuti segreti, si
 deve presumere che gli eventuali contraffattori non ne siano stati a conoscenza; pertanto, il
 diritto che viene conferito vale unicamente a proteggere contro le riproduzioni finché non
 abbia avuto luogo la pubblicazione e le azioni giudiziarie dirette a far osservare i diritti sul
                                                  34
 ---pagebreak--- disegno o modello sono esperibili solo dopo che all'eventuale contraffattore sia stato
comunicato l'intero fascicolo, compresa la rappresentazione del disegno o del modello. Ciò
non significa, peraltro, che l'informazione debba essere anche stata portata a conoscenza del
pubblico.
                                          TITOLO VI
              DURATA DELLA PROTEZIONE DEL DISEGNO O MODELLO
                                COMUNITARIO REGISTRATO
                                          Articolo 53
Questa disposizione, inserita per ragioni di sistematica di esposizione ribadisce il disposto
dell'articolo 13, e cioè che la durata della protezione del disegno o modello comunitario
registrato è di cinque anni con decorrenza dalla data del deposito della domanda ed è
rinnovabile per successivi periodi di cinque anni fino ad un massimo di venticinque anni.
                                          Articolo 54
Questo articolo, che ricalca l'analogo articolo del progetto di regolamento sul marchio
comunitario stabilisce quale sia la procedura da seguire perrinnovarela protezione allo spirare
di ciascun periodo di cinque anni.
Per la rinnovazione è richiesta una domanda del titolare o di persona da questi espressamente
autorizzata; si è ritenuto, infatti, che essa sia un atto di grande rilevanza e che richieda
l'intervento personale del titolare, potendo ad esempio, essere lasciata all'iniziativa di un
licenziatario. Per la rinnovazione è inoltre dovuta una tassa di rinnovazione che, in
prospettiva, dovrebbe rivelarsi la fonte primaria di entrate dell'Ufficio.
Spetta all'Ufficio prendere le disposizioni per informare, in tempo utile, il titolare
dell'imminente scadenza dei suoi diritti sul disegno o sul modello, in modo che possa
presentare la domanda dirinnovazionee pagare la relativa tassa nei sei mesi che precedono
la data di scadenza. Il regolamento prevede tuttavia che queste due formalità possano essere
assolte in un successivo periodo di sei mesi decorrente da quest'ultima data con il solo
obbligo di pagare una soprattassa.
                                          TITOLO v n
                                    1
         RINUNCIA E NULLITÀ DEL DISEGNO COMUNITARIO REGISTRATO
                                           Articolo 55
Questa disposizione - modellata su un'analoga disposizione che figura nel regolamento sul
 marchio comunitario - riguarda la rinuncia al disegno o modello comunitario registrato per
 iniziativa o con il consenso del suo titolare.
                                                35
 ---pagebreak---                                         Articoli 56, 57 e 58
Gli articoli 56 e 57 ricalcano le corrispondenti disposizioni che, nel regolamento sul marchio
comunitario,riguardanola proposizione delle azioni di decadenza e di nullità e istituiscono
una procedura centralizzata dinanzi all'Ufficio che dovrebbe costituire lo strumento
fondamentale attraverso il quale verrà effettuato il controllo della validità di un disegno o
modello comunitario registrato dopo la sua registrazione. Questo procedimento dinanzi
all'Ufficio comunitario può essere iniziato non appena il disegno o modello comunitario sia
stato registrato o in qualsiasi momento mentre è in corso di validità o anche dopo la sua
estinzione. Esso risponde ad una duplice esigenza: da un lato quella di dare ai concorrenti la
possibilità di reagire immediatamente contro la richiesta di protezione subito dopo la
registrazione (in alcuni Stati membri questa possibilità è offerta dal procedimento di
opposizione) e, dall'altro, quella di impugnare il diritto sul disegno o il modello, in qualsiasi
momento successivo, con un'azione unica avente efficacia in tutta la Comunità.
Nel primo caso, tenuto conto del disposto dell'articolo 95, paragrafo 1, una rapida reazione,
da parte di chi vi abbia interesse, contro la registrazione, serve ad impedire che il diritto sul
disegno o il modello venga fatto valere nei suoi confronti per effetto della decisione di un
tribunale nazionale prima che venga presa la decisione definitiva sulla validità di tale disegno
o modello. Anche se il titolare del diritto agisce più rapidamente del terzo e cerca di far
valere i propri diritti nei suoi confronti prima che venga promossa l'azione di nullità dinanzi
all'Ufficio, l'articolo 95, paragrafo 2 offre al terzo (che sotto il profilo strettamente processuale
ha assunto la veste di preteso contraffattore) la possibilità di promuovere il procedimento
dinanzi all'Ufficio e di chiedere al tribunale nazionale di sospendere il procedimento di
contraffazione fintantoché l'Ufficio stesso non abbia pronunciato sulla validità del disegno o
modello (questa disposizione lascia al tribunale nazionale un margine di apprezzamento
discrezionale allo scopo di evitare liti vessatorie o temerarie). Va altresì notato che la
lunghezza dei procedimenti dinanzi all'Ufficio dipenderà dal modo in cui il Vicepresidente
gestirà il funzionamento dell'Ufficio. Una sana gestione dovrebbe evitare che i procedimenti
diventino eccessivamente lunghi.
Nel secondo caso, la dichiarazione di nullità, pur avendo efficacia ex tunc, potrebbe servire
per ottenere, ad esempio, un risarcimento per la parte contro la quale sia stato fatto valere
anche coattivamente un disegno o modello successivamente dichiarato nullo. La composizione
dei dipartimenti dell'Ufficio - che sarà formato di membri provenienti da vari paesi e di
provata esperienza nella materia - sono valide garanzie dell'autorevolezza e dell'imparzialità
delle decisioni che l'Ufficio stesso assumerà al riguardo. Sono legittimate a iniziare il
procedimento de quo tutte le persone fisiche e giuridiche, la Commissione delle CE e gli Stati
 membri quando ritengano che vi siano validi motivi per far dichiarare nullo un disegno o
modello comunitario registrato. Vi sono tuttavia due casi in cui la legittimazione ad agire è
 riconosciuta solo a chi provi di avervi un interesse specifico: se la causa di nullità invocata
 è l'assenza di legittimazione del titolare (art. 27, par. 1, lett. d)) o se la causa invocata è
 l'esistenza di un diritto anteriore ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 2.
 Il procedimento assume la forma di un giudizio in contraddittorio dinanzi alla divisione di
 annullamento dell'Ufficio, è sembrato inutile descrìvere particolareggiatamente le disposizioni
 che disciplinano l'istruzione del procedimento e l'esame della domanda di nullità da parte della
 competente divisione dell'Ufficio poiché queste disposizioni seguono da vicino le disposizioni
 analoghe già adottate per questi procedimenti amministrativi inter partes per il brevetto
                                                   36
 ---pagebreak--- europeo (procedura di opposizione), per il brevetto comunitario (procedura di decadenza e
nullità) e per il marchio comunitario (procedure di decadenza e nullità).
La parte che rimane soccombente può ricorrere contro la decisione dell'Ufficio (artt. 59 e
seguenti).
L'articolo 58 consente al preteso contraffattore, contro il quale il titolare cerca di far valere
il proprio diritto, di intervenire nel procedimento di nullità fintanto che questo non venga
concluso da una decisione definitiva. Egli ha il diritto di intervenire e di presentare le proprie
deduzioni dinanzi all'Ufficio.
Il diritto di intervenire nel procedimento dinanzi all'Ufficio è stato riconosciuto anche alla
Commissione delle CE e agli Stati membri; questo intervento potrà aver luogo, ad esempio,
qualora le parti addivengano ad una transazione stragiudiziale prima che l'Ufficio si pronunci
in via definitiva sulla domanda di nullità. Commissione e Stati membri potranno quindi
intervenire quando ritengano preferibile, nel pubblico interesse che il procedimento debba
continuare fino ad una decisione definitiva.
La Commissione, avvalendosi delle facoltà di cui dispone per farlo, intende istituire un
comitato consultivo che la assista nel controllo delle registrazioni presso l'Ufficio.
Il comitato sarà presieduto da un rappresentante della Commissione e composto da
rappresentanti degli Stati membri e da rappresentanti delle industrie, designati ad hoc.
La Commissione intende garantire in tal modo la conformità dei procedimenti di registrazione
alle finalità del regolamento.
                                           TITOLO vra
                     RICORSI AVVERSO LE DECISIONI DELL'UFFICIO
                                         Articoli da 59 a 65
Questi articoli disciplinano i procedimenti di impugnazione, che sono esperibili da chiunque
sia stato parte in un procedimento dinanzi all'Ufficio in cui siano state respinte le sue istanze.
 Sono impugnabili le decisioni assunte dall'Ufficio nel corso della procedura di registrazione
(dove interviene una sola parte) o durante la procedura di annullamento (in contraddittorio)
 e le altre decisioni che l'Ufficio può prendere a norma del regolamento (ad es. le decisioni che
 riguardano i mandatari abilitati e quelle che riguardano la reintegrazione nei diritti).
Le disposizioni suddette seguono molto da vicino le analoghe disposizioni contenute nel
progetto di regolamento sul marchio comunitario. Dato che in seno al Consiglio la discussione
 su queste disposizioni non era ancora terminata al momento in cui sono state redatte le
 corrispondenti disposizioni della proposta qui in commento va osservato che le presenti
 disposizioni dovranno essere adeguate per tener conto di eventuali modificazioni al testo del
 regolamento sul marchio comunitario che la Commissione riterrà accettabili in quella sede.
 E' appena il caso di sottolineare quale importanza rivesta per coloro che dovranno utilizzare
 i due sistemi (quello del marchio e quello dei disegni e modelli comunitari) l'accesso ad un
 sistema di impugnazioni con caratteristiche unitarie.
                                                  37
 ---pagebreak--- Tenendo presente quanto si è detto in precedenza un commento particolareggiato di ciascuna
disposizione in tema di ricorsi sembra superfluo; basteràricordareche i ricorsi si propongono
dinanzi a una delle commissioni dei ricorsi, organi istituiti presso lo stesso Ufficio
comunitario che emettono decisioni di natura quasi giurisdizionale (si vedano anche gli artt.
da 117 a 120). Le decisioni delle commissioni dei ricorsi sono ricorribili dinanzi alla Corte
di giustizia delle CE. E' lecito supporre, tuttavia, che la Corte di giustizia chiederà al
Consiglio, ai sensi dell'articolo 168 A del trattato CEE, di deferire queste cause al Tribunale
di primo grado,riservandosila facoltà di sindacare le decisioni di quest'ultimo per questioni
di diritto (controllo di cassazione). Le decisioni delle commissioni di ricorso che si ritengano
viziate di incompatibilità con il diritto comunitario, ma che non siano state impugnate dalla
parte interessata e siano quindi divenute definitive, possono essere impugnate dalla
Commissione o da uno Stato membro con un "ricorso nell'interesse del diritto" dinanzi alla
Corte di giustizia. La decisione della Corte di giustizia in un procedimento siffatto non incide
sulla decisione sottoposta alla sua cognizione ma dovrebbe servire a stabilire .quale sia la
norma imperativa da applicarsi in futuro in casi simili.
                                           TITOLO K
                          PROCEDIMENTO DINANZI ALL'UFFICIO
                                          Sezione Prima
                                       Disposizioni generali
                                         Sezione Seconda
                                               Spese
                                          Sezione Terza
                 Informazione del pubblico e delle autorità degli Stati membri
                                        Articoli da 66 a 80
Questi articoli dettano una serie di regole da osservare nei procedimenti dinanzi all'Ufficio.
Con qualche eccezione - che verrà evidenziata più oltre - si tratta di disposizioni riprese quasi
testualmente dal regolamento sul marchio comunitario. Sarebbe stato certo più facile fare
riferimento alle corrispondenti disposizioni di quest'ultimo regolamento e limitarsi a stabilire
che esse devono essere osservate, in quanto applicabili, anche ai fini del regolamento sui
disegni e modelli comunitari. Senonché, ad una più matura riflessione si è ritenuto che
sarebbe stato più utile per gli utenti del sistema dei disegni e modelli comunitari disporre di
un unico testo contenente tutte le norme da osservare senza doverricorrereal testo di un altro
regolamento. In questa relazione ci limiteremo pertanto ad un commento degli articoli 76, 77
e 78 che contengono disposizioni specifiche del sistema dei disegni e modelli comunitari.
L'articolo 76, che istituisce il Registro dei disegni e modelli comunitari, precisa che le
annotazioni e le trascrizioni riportate nel registro sono aperte alla pubblica consultazione ad
eccezione di quelle per le quali sia stato chiesto il differimento della pubblicazione ai sensi
dell'articolo 52, paragrafo 2.
L'articolo 77 prevede la pubblicazione di due periodici dell'Ufficio. Il Bollettino dei disegni
e modelli comunitari (nel quale verranno pubblicati i disegni e i modelli comunitari registrati)
                                                 38
 ---pagebreak--- e la Gazzetta ufficiale dell'Ufficio dei disegni e modelli comunitari, nella quale verranno
pubblicati avvisi e comunicati di carattere generale per gli utenti del sistema. Non si può
escludere che, in avvenire, la Gazzetta ufficiale dell'Ufficio dei disegni e modelli comunitari
venga fusa con la Gazzetta ufficiale dell'Ufficio comunitario dei marchi in considerazione
delle analogie del loro contenuto e delle caratteristiche del pubblico cui si rivolgono.
L'articolo 78 riguarda la consultazione pubblica dei fascicoli e contiene alcune disposizioni
che tengono conto della specificità delle procedure in tema di disegni e modelli.
Il principio generale, enunciato nel paragrafo 1, è che i fascicoli relativi alle domande di
disegno o modello comunitario registrato possono essere consultati da terzi soltanto con il
consenso di chi ha presentato domanda di registrazione fino a che il disegno o il modello in
questione non sia stato pubblicato. A questa disposizione se ne affianca una seconda, che
rafforza la prima, nel senso che esclude dalla pubblica consultazione i fascicoli relativi a un
disegno o modello comunitario registrato per il quale sia stato chiesto il differimento della
pubblicazione se il titolare non via abbia acconsentito. Questa esclusione opera fino alla data
in cui scade il periodo di differimento. Se a quest'ultima data (o a una data precedente) il
disegno o modello comunitario registrato è oggetto di rinuncia o se la rinuncia interviene in
qualsiasi momento prima della pubblicazione, il fascicolo resta indefinitamente segreto. Si è
ritenuto, infatti, che non vi sia alcun motivo di aprire alla pubblica consultazione un fascicolo
cheriguardaun disegno o un modello per il quale il titolare abbia rinunciato, fin dall'inizio,
a chiedere la protezione. Nessun diritto può essere fatto valere sulla base di un siffatto
disegno o modello comunitario registrato e si è ritenuto equo riconoscere a chiunque abbia
abbandonato ogni diritto sul disegno o il modello almeno il diritto di non rendere noti al
pubblico disegni, modelli ed idee contenuti nel disegno o modello comunitario registrato cui
harinunciato.Ad esclusione dei casi sopraricordati,i fascicoli devono, in linea di massima,
essere aperti alla pubblica consultazione.
Il paragrafo 2 prevede un'eccezione alla regola che impedisce l'accesso ad un fascicolo
riguardante una domanda di registrazione o un diritto su un disegno o modello che ancora non
sia stato pubblicato o un diritto su un disegno o modello che sia stato abbandonato prima
della pubblicazione. Senza il consenso delrichiedentela registrazione o del titolare del diritto
l'Ufficio può, con propria decisione, autorizzare la consultazione del fascicolo se la persona
che fa domanda di consultazione fornisce la prova di avervi un interesse legittimo. Questo
caso si presenterà, in particolare, quando il richiedente la registrazione o il titolare del diritto
abbiano compiuto atti intesi a far valere contro la persona in questione i diritti scaturenti dal
 disegno o modello comunitario registrato; in ipotesi del genere equità vuole che chiunque
 abbia giustificati motivi di temere che un'azione giudiziaria venga promossa nei suoi confronti
possa consultare prove documentali che potrebbero rivelarsi essenziali una volta che sia
 iniziato un procedimento nei suoi confronti.
                                          Sezione Quarta
                                          Rappresentanza
                                         Articoli 81 e 82
 Questi articoli disciplinano la rappresentanza nei procedimenti dinanzi all'Ufficio. I principi
 generali dell'articolo 81 sono strutturati sulle analoghe disposizioni del regolamento sul
                                                 39
 ---pagebreak--- marchio comunitario (e su quelle contenute nelle convenzioni sul brevetto europeo e sul
brevetto comunitario). Analogamente, l'articolo 82 enuncia il principio - già presente nel citato
regolamento e nelle due convenzioni - secondo cui la rappresentanza professionale dinanzi
all'Ufficio può essere assunta esclusivamente dalle persone i cui nomifiguranonell'elenco dei
mandatari abilitati tenuto dall'Ufficio stesso. In alternativa, la rappresentanza può essere
assunta da avvocati o procuratori abilitati ad esercitare in uno Stato membro purché possano
agire in tale Stato quali mandatari in tema di proprietà industriale.
Le condizioni prescritte dal regolamento per poter figurare nell'elenco in questione sono state
stabilite tenendo conto dei requisiti specifici che devono possedere coloro che intendono agire
dinanzi ad un Ufficio che si occupa di questioni attinenti al diritto dei disegni e dei modelli;
di conseguenza, oltre a requisiti quali il domicilio professionale o il posto di lavoro nella
Comunità, il candidato dovrà anche possedere l'abilitazione a rappresentare terzi dinanzi
all'Ufficio centrale della proprietà industriale nello Stato membro in cui esercite la professione
o è impiegato. Il possesso di quest'ultimo requisito va inteso in senso estensivo, esso cioè
comprende anche l'abilitazione a rappresentare terzi in materia di brevetti o in materia di
marchi. Per logica estensione, possono essere iscritte nell'elenco anche le persone che già
figurano nell'elenco dei mandatari ("professional representatives") abilitati a rappresentare
persone fisiche o giuridiche dinanzi all'Ufficio europeo dei brevetti, nonché le persone i cui
nomi figurano nell'elenco dei mandatari abilitati dell'Ufficio comunitario dei marchi.
Negli Stati membri in cui non è richiesta alcuna qualificazione professionale specifica per
l'abilitazione ad agire dinanzi all'Ufficio centrale della proprietà industriale - caso che si
presenta spesso nella rappresentanza in materia di marchi - il requisito suddetto è sostituito
dal possesso di un'esperienza professionale di almeno cinque anni, a meno che la normativa
vigente in uno Stato membro riconosca ufficialmente tale abilitazione.
                                             TITOLO X
              COMPETENZA E PROCEDURA NELLE AZIONI GIUDIZIARIE
                  RELATIVE AI DISEGNI E AI MODELU COMUNITARI
                                            Sezione Prima
                         Applicazione della Convenzione di esecuzione
                                          Sezione Seconda
                            Controversie in materia di contraffazione e
                            di validità dei disegni e modelli comunitari
                                            Sezione Terza
                   Altre controversie relative ai disegni e modelli comunitari
                                         Articoli da 83 a 98
 Gli articoli da 83 a 98, che concernono le controversie relative ai disegni e ai modelli
 comunitari, seguono da vicino le disposizioni corrispondenti del progetto di regolamento sul
 marchio comunitario poiché si è ritenuto della massima importanza, in materia di tutela
 giurisdizionale dei diritti come in materia di procedimenti amministrativi dinanzi all'Ufficio,
 che gli utenti possano osservare regole il più possibile unitarie. Le disposizioni in commento
                                                  40
 ---pagebreak--- tengono altresì conto, nella misura del possibile, delle norme contenute nel Protocollo sulle
controversie che fa parte integrante dell'accordo sul brevetto comunitario, con la sola ovvia
eccezione delle disposizioni che riguardano le funzioni della COPAC (Corte di appello
comune).
Ciò premesso, in questa relazione introduttiva ci si limiterà a illustrare le caratteristiche
specifiche del sistema di composizione delle controversie relative a disegni e modelli
comunitari senza esaminare particolareggiatamente le disposizioni che già sono state adottate
dalla Comunità o dagli Stati membri in contesti diversi. Pertanto, non verranno commentati
gli articoli 90, 91, 92, 95, 96 e 97.
È sufficiente ricordare che questa parte del regolamento (la composizione delle controversie)
stabilisce quali siano le regole di competenza e di procedura che devono essere osservate nei
procedimenti giudiziari riguardanti i diritti sui disegni e modelli la cui efficacia si estende
all'intero territorio della Comunità e che spetta in linea di massima ai tribunali nazionali fare
osservare. Questo sistema si articola in tre sezioni:
• la sezione prima sancisce il principio dell'applicazione della convenzione di Bruxelles
     sulla competenza giurisdizionale e sull'esecuzione delle sentenze;
- la sezione seconda, che contiene una serie di norme che sostituiscono o integrano le
     norme corrispondenti della predetta convenzione di Bruxelles relativamente alle
     controversie riguardanti la contraffazione e la validità dei disegni e dei modelli
     comunitari;
 - la sezione terza, che contiene alcune norme proprie del presente regolamento che
     integrano le disposizioni generali della convenzione di Bruxelles e che si applicano ad
     altre controversieriguardantidisegni e modelli comunitari.
L'articolo 83, stabilendo il principio dell'applicazione della convenzione di Bruxelles del
 27 settembre 1968 sulla competenza giurisdizionale e sull'esecuzione delle sentenze in materia
 civile e commerciale coincide esattamente con le analoghe disposizioni contenute nel
 regolamento sul marchio comunitario e nella convenzione sul brevetto comunitario.
 Le deroghe (spesso di natura più formale che sostanziale) alle disposizioni della convenzione
 di Bruxelles sono contenute nel paragrafo 2; esse individuano un gruppo unitario di regole
 sulla competenza giurisdizionale e sull'esecuzione delle sentenze e disciplinano anche tutti
 quei casi che, secondo la convenzione di Bruxelles, dovrebbero essere lasciati alle disposizioni
 non armonizzate del diritto intemazionale privato degli Stati membri (ad es. quando il
 convenuto non sia domiciliato nella Comunità). In mancanza di regole precise ed uniformi vi
 sarebbero forti rischi di conflitti di competenza fra organi giudiziari di Stati membri diversi
 e di pronuncie contraddittorie nella stessa causa (per non parlare, poi, della possibilità che le
 partiricorranoal ed. "forum shopping" in misura incompatibile con il funzionamento di un
 mercato integrato).
 Il regolamento non contempla alcuna disposizione transitoria che disciplini le ipotesi in cui,
 per alcuni Stati membri, la convenzione di Bruxelles non sia ancora entrata in vigore alla data
 in cui entrerà in vigore il regolamento. Questa prospettiva sembra tuttavia così improbabile
 soprattutto se si tiene conto dei rapidi progressi della ratifica della convenzione di San
 Sebastian del 1989 relativa all'adesione della Spagna e del Portogallo alla convenzione di
 Bruxelles (che è già entrata in vigore fra gli altri dieci Stati membri) - che è sembrato
 politicamente assurdo tenerne conto nel regolamento. Gli eventuali problemi che potrebbero
                                                41
 ---pagebreak--- presentarsi in relazione a futuri membri della CE o in occasione dell'estensione del
regolamento allo Spazio economico europeo potrebbero essere affrontati e risolti nell'ambito
di negoziati che si svolgeranno nei modi e nei contesti appropriati.
L'articolo 84 impone agli Stati membri di designare un numero limitato di tribunali nazionali
di primo e secondo grado che opereranno in qualità di "tribunali dei disegni e modelli
comunitari" con competenza esclusiva nei procedimenti aventi ad oggetto la contraffazione
e la validità dei disegni e dei modelli comunitari. La disposizione è identica alla disposizione
corrispondente che istituisce i tribunali dei brevetti comunitari e i tribunali dei marchi
comunitari. Si esprime l'augurio che gli Stati membri, nel designare questi tribunali, si limitino
ai tribunali indicati nell'allegato al protocollo sulle controversie relativo ai brevetti comunitari
(pur con le integrazioni necessarie per tener conto dell'adesione della Spagna, del Portogallo
e dei nuovi Lander della Repubblica federale di Germania).
I tribunali dei disegni e dei modelli comunitari (art. 85) avranno competenza esclusiva non
solo per le azioni in materia di contraffazione di disegni e modelli comunitari ma anche (se
ed in quanto azioni siffatte sono ammesse dal diritto dello Stato in cui la Corte ha la sede)
per le azioni relative alla minaccia di contraffazione e per le azioni di accertamento di non
contraffazione. In relazione alla validità dei disegni e dei modelli occorre fare una distinzione
fra i disegni e i modelli comunitari registrati e quelli non registrati.
Per i disegni e i modelli comunitari registrati gli articoli 56 e seguenti del regolamento
offrono la possibilità di promuovere dinanzi all'Ufficio l'azione diretta a far dichiarare la
nullità (domanda di nullità). Allo scopo di favorire questa procedura dinanzi ad un organo
centrale è stato ritenuto opportuno non ammettere l'esperibilità di una azione diretta ad
ottenere la dichiarazione di nullità di un disegno o modello comunitario registrato dinanzi ai
tribunali dei disegni e modelli comunitari; tuttavia, il convenuto in un procedimento per
contraffazione può eccepire la nullità dinanzi ai tribunali dei disegni e modelli comunitari a
condizione che lo faccia mediante azione riconvenzionale. Ci si potrebbe chiedere perché
questa limitazione - che già è stata accolta nel sistema dei brevetti e dei marchi comunitari -
  debba essere mantenuta anche in relazione a un titolo di protezione che, come il disegno e
il modello comunitario registrato, è stato rilasciato senza procedere ad un esame dei requisiti
sostanziali o senza possibilità di opposizione da parte di terzi interessati. La Commissione
ritiene che - per quanto sia indubbiamente vero che il disegno e il modello comunitario
registrato non possiedano la forza protettiva del brevetto o del marchio comunitario - non sia
un onere eccessivo imporre ad una persona fìsica o giuridica, contro la quale si faccia valere
 il diritto sul disegno o il modello, l'obbligo di reagire mediante azione riconvenzionale e non
 semplicemente eccependo la nullità del disegno o del modello a titolo di difesa nel merito
 senza in pari tempo chiedere al giudice di pronunciare, con efficacia erga omnes. sulla validità
 de quo. Si è ritenuto che un adempimento procedurale (quale l'obbligo di proporre una
 domanda riconvenzionale) posto a carico del convenuto sia più che compensato dai vantaggi
 che presenterebbe un Registro dei disegni e modelli comunitari "pulito", cioè esente da
 iscrizioni di diritti dichiarati nulli da un'autorità giudiziaria competente.
 Viceversa, per i disegni e i modelli comunitari non registrati non è stata prevista alcuna
 procedura dinanzi a organi centrali come l'Ufficio; è pertanto necessario fissare le disposizioni
 sulla competenza giurisdizionale per tutti i casi in cui venga promossa un'azione di nullità.
 L'articolo 85, lettera e) attribuisce la competenza esclusiva a conoscere di queste azioni ai
 tribunali dei disegni e modelli comunitari; ovviamente questi ultimi resteranno del pari
                                                   42
 ---pagebreak--- competenti in via esclusiva quando venga sollevata l'eccezione di nullità con domanda
riconvenzionale del convenuto in un giudizio di contraffazione. Per quanto in tal caso
l'esclusione della difesa nel merito presentata in forma diversa da quella dell'azione
riconvenzionale non possa essere giustificata dall'esigenza di avere un Registro "pulito" (come
nel caso dei disegni e modelli comunitari registrati si èritenutoopportuno, nell'interesse della
collettività, che un disegno o un modello comunitario non registrato che sia stato dichiarato
nullo da un giudice competente, ove venga invocato contro terzi in circostanze diverse, non
debba essere sottoposto per la seconda volta ad un giudizio di validità.
Gli articoli 86 e 87, che contengono le regole sulla competenza intemazionale, seguono
interamente le disposizioni corrispondenti del sistema del brevetto e del marchio comunitario.
Giova soltanto ricordare che l'articolo 86 richiede, come le due disposizioni corrispondenti
della convenzione sul brevetto comunitario e del regolamento sul marchio comunitario, i
negoziati con i paesi dell'EFTA che sono parti della convenzione di Lugano del 1988 poiché
tale articolo contiene disposizioni che sono in conflitto con gli obblighi che risultano per gli
Stati membri dalla citata convenzione quando il convenuto è domiciliato in un paese
dell'EFTA. Ci si augura che sia possibile trovare una soluzione a queste difficoltà nell'ambito
dello Spazio economico europeo.
Va anche rilevato che applicare l'articolo 86 alle azioni dirette a far dichiarare nullo un
disegno o modello comunitario non registrato (figura che nonricorrenel sistema dei brevetti
e dei marchi comunitari) significa individuare un solo giudice competente nel territorio della
Comunità dato che viene meno la competenza del giudice dello Stato membro in cui l'atto
illecito è stato compiuto. L'azione di nullità verrà pertanto esperita esclusivamente nello Stato
membro in cui è domiciliato il convenuto (ossia il titolare del diritto). Se manca questo
criterio di collegamento, saranno competenti i tribunali dello Stato membro in cui il titolare
ha una stabile organizzazione o, se ciò non si verifica, dove l'attore (colui che contesta la
validità del diritto) ha il suo domicilio o una stabile organizzazione oppure, se non si verifica
nessuna di queste condizioni, nello Stato membro in cui ha sede l'Ufficio dei disegni e
modelli comunitari.
L'articolo 89 esclude in linea di principio la possibilità che, nel corso di un procedimento per
contraffazione, si possa sollevare l'eccezione di nullità in forma diversa da una domanda
riconvenzionale. Si sono già illustrate le ragioni di questa soluzione nel commentare
l'articolo 85. Il paragrafo 3 consente tuttavia un'eccezione a questa esclusione allorquando il
mezzo dedotto nella domanda di nullità [o di annullamento] si fondi sull'esistenza di un diritto
nazionale anteriore ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 2. Poiché diritti siffatti non possono
essere invocati contro un disegno o modello comunitario se non dagli stessi loro titolari, va
 da sé che questo mezzo può essere fatto valere solo dal titolare del diritto anteriore. L'aver
consentito che, in un'ipotesi del genere, l'eccezione di nullità possa essere sollevata anche al
 di fuori di un'azione riconvenzionale (secondo la regola generale) è dovuto al fatto che, al
termine di questo giudizio, un'eventuale sentenza di accoglimento implicherebbe solo la nullità
parziale del disegno o modello comunitario, nel senso che la sua efficacia sarebbe limitata al
 solo territorio degli Stati membri in cui sussiste la causa di nullità.
 L'articolo 89, paragrafo 1 ha lo scopo di limitare l'abuso di domande giudiziali di nullità dei
 disegni e modelli comunitari. Esso va però affiancato da una disposizione che inverta l'onere
 della prova ogniqualvolta il titolare dimostri che il suo modello ha un'individualità propria nel
 senso che differisce in maniera significativa da altri modelli in commerio. In tal caso è molto
                                                 43
 ---pagebreak--- probabile che il modello in questione sia stato creato dallo stesso disegnatore e non sia stato
copiato; è probabile, quindi, che sia anche nuovo. In casi del genere è sembrato opportuno
chiedere al presunto contraffattore - che contesta la validità del modello comunitario
contestandone la novità - di fornire la prova che il modello è privo di tale requisito.
Una disposizione corrispondente non è apparsa necessaria per i procedimenti di nullità dinanzi
all'Ufficio. E' ovvio, infatti, che quando un terzo chiede all'Ufficio di dichiarare nullo un
disegno o modello, quest'ultimo esigerà le prove a sostegno della sua istanza.
L'articolo 93 concerne le sanzioni nei procedimenti di contraffazione. Si tratta di un aspetto
particolarmente delicato poiché gli ambienti interessati hanno più volte ribadito che, per il
successo del regime istituito dal presente regolamento, è di fondamentale importanza garantire
l'osservanza dei diritti conferiti dai disegni e modelli comunitari e garantire una maggiore
uniformità nelle reazioni dei tribunali nazionali nei confronti delle contraffazioni.
Bisogna tuttavia riconoscere che, nella fase attuale dell'integrazione europea, è difficile
intervenire legislativamente in materie in cui tradizioni culturali e norme di diritto civile (sia
sostanziale che processuale) condizionano in modo rilevante le pronuncie dei giudici
nazionali. La regola fondamentale dovrebbe quindirimanerequesta: ogni tribunale nazionale
applica le sanzioni previste dalla legge dello Stato membro in cui ha sede quando debba far
osservare o reintegrare i diritti violati da un contraffattore. Questa regola verrà osservata in
particolare nel caso delrisarcimento,dove le divergenze fra i vari ordinamenti giuridici sono
così marcate da rendere superfluo, in questa fase, ogni ricerca di un comune denominatore
anche nel campo specifico e limitato della tutela giuridica dei disegni e dei modelli. L'intera
problematica della uniformità delle sanzioni in caso di illecito extracontrattuale dovrebbe
essere risolta a livello comunitario con interventi di portata più generale nella prospettiva del
funzionamento del mercato intemo.
In attesa di future iniziative in questo campo, si richiamano gli obblighi contratti dagli Stati
membri a norma dei trattati intemazionali (e dei trattati attualmente in discussione) in tema
di diritti di proprietà industriale.
Le accennate difficoltà non impediscono tuttavia che si possa fare qualche progresso
istituendo alcuni strumenti comuni e imponendo al giudice di applicarli quando ricorrano i
presupposti indicati dalla norma comunitaria. Le disposizioni in questione contemplano tre tipi
di sanzioni comuni:
- una sentenza inibitoria,                                   ,
- il sequestro dei prodotti contraffatti,
- l'ingiunzione al contraffattore di fornire informazioni sull'origine e sui canali distributivi
     dei prodotti contraffatti.
La decisione del tribunale che inibisce gli atti di contraffazione è una sanzione che è già stata
accolta nel sistema dei brevetti e dei marchi comunitari. Se il tribunale accerta che il
convenuto abbia contraffatto o minacci di contraffare un disegno o modello comunitario deve
pronunciare l'ordinanza inibitoria a meno che non sussistano particolari motivi per non farlo.
 Spetta poi alla legge del foro competente stabilire gli strumenti mediante i quali viene
 garantita l'osservanza di tale decisione.
 Anche il sequestro dei prodotti contraffatti e l'ingiunzione di fornire informazioni devono
                                                44
 ---pagebreak--- essere pronunciate dal giudice che accerta la contraffazione del disegno o modello
comunitario, (la minaccia di contraffazione non viene in rilievo), sempreché, beninteso, non
sussistano particolari ragioni che lo inducano a non pronunciarsi in tal senso. Ad esempio, il
giudice potrebbe decidere di non ordinare il sequestro se, date le circostanze, esso si rivelasse
un provvedimento del tutto inutile o eccessivamente gravoso; nel caso dell'ingiunzione di
fornire informazioni può darsi, invece, che il provvedimento sia del tutto superfluo come
quando, per esempio, il contraffattore e il fabbricante dei prodotti contraffatti sono la
medesima persona. Il giudice dovrà comunque motivare, in ciascuna sua decisione, le ragioni
che, attese le circostanze del caso, lo hanno indotto a non irrogare l'ima o l'altra di queste
sanzioni (o nessuna delle due), in modo da consentire ai giudici dei gradi superiori di
sindacare la legittimità dell'applicazione di questa norma.
L'articolo 94 disciplina le misure provvisorie e i provvedimenti cautelari; i paragrafi 1 e 3
corrispondono testualmente alle analoghe disposizioni della convenzione sul brevetto
comunitario e del regolamento sul marchio comunitario (con la variante che il potere di
chiedere informazioni circa l'origine dei prodotti che si presumono contraffatti ex art. 93,
par. 2, lettera a) è stato previsto espressamente), ragion per cui va commentato unicamente
il paragrafo 2 che è del tutto nuovo.
Il divieto, disposto dall'articolo 89, di eccepire la nullità di un disegno o modello comunitario
come mezzo di difesa in forma diversa da una domanda riconvenzionale vale per il
procedimento principale di contraffazione. Tuttavia, di norma, le azioni enti per contraffazione
sono precedute o accompagnate da domande di provvedimenti urgenti che svolgono un ruolo
della massima importanza, anche sotto il profilo tattico, nel corso del procedimento. Obbligare
il convenuto a sollevare l'eccezione di nullità soltanto mediante azione riconvenzionale
durante un giudizio per definizione sommario non sarebbe equo, tant'è vero che alcuni
ordinamenti non ammettono l'azione riconvenzionale nel corso di un procedimento che si
svolge nel presupposto dell'urgenza e nel quale il giudice pronuncia dopo aver assunto
sommarie informazioni. D'altro canto non vi sono giustificati motivi per impedire al
 convenuto di eccepire la validità del disegno o modello comunitario come mezzo di difesa
quando le sue deduzioni possono essere della massima utilità per il giudice nel prendere la
 sua decisione. Per queste ragioni si è precisato esplicitamente che il mezzo di difesa
 consistente nell'eccezione di nullità può essere esperito da chi sia convenuto in codesti
procedimenti anche in forma diversa dalla domandariconvenzionale.Tuttavia, anche in questi
 casi, si applica l'articolo 89, paragrafo 2 sull'inversione dell'onere della prova
L'articolo 98, cheriguardala proposizione delle azioni relative a disegni e modelli comunitari
 diverse dalle azioni di contraffazione e di nullità, estende alle azioni suddette il divieto di
 contestare la validità del disegno o modello comunitario come mezzo di difesa in forma
 diversa dalla domanda riconvenzionale; alte stesse azioni esso estende anche le due deroghe
 disposte per il caso dei diritti nazionali anteriori e delle misure provvisorie e provvedimenti
 cautelari.
                                             TITOLO XI
                        EFFETTI SUL DIRITTO DEGLI STATI MEMBRI
                                             Articolo 99
 Con l'istituzione di un sistema dei disegni e dei modelli comunitari si pone la questione dei
                                                  45
 ---pagebreak--- rapporti di questo nuovo titolo di protezione con i disegni e i modelli registrati negli Stati
membri e ancora in vigore, i quali formano oggetto della proposta di direttiva - presentata
contestualmente al presente regolamento -che armonizza le disposizioni fondamentali di diritto
sostanziale applicabili a questi diritti nazionali. Orbene, la Commissione, per quanto si auguri
che il sistema dei disegni e modelli comunitari, grazie alla sua concezione moderna, alla
convivialità e al basso costo delle sue procedure conquisti rapidamente una posizione di
prestigio, non si illude affatto che strumenti giuridici tuttora operanti e ben sperimentati a
livello nazionale possano venire prontamente abbandonati. E'scontato che i diritti sui disegni
e modelli registrati a livello nazionale e i disegni e i modelli comunitari coesisteranno gli uni
accanto agli altri nei prossimi anni; occorre quindi chiarire la natura delle loro relazioni.
Contrariamente a quanto si prospettava nel Libro verde, la Commissione è stata convinta dalle
osservazioni presentate dagli ambienti interessati che, se le due forme di protezione sono
destinate a coesistere, non vi sono validi motivi per disporre che quando lo stesso disegno o
modello è tutelato tanto dal disegno o modello comunitario quanto da un diritto puramente
nazionale, quest'ultimo debba perdere ogni efficacia. E' bensì vero che, per un titolare,
potrebbe risultare superfluo mantenere, per lo stesso disegno o modello, due forme di
protezione valide sullo stesso territorio e, una volta compiuta l'armonizzazione, soggette a
norme di diritto sostanziale identiche e che conferiscono la stessa intensità di protezione;
nondimeno, la decisione di abbandonare forme di tutela nazionaliritenutesuperflue va lasciata
ai titolari stessi e non va imposta in via legislativa. La conclusione cui la Commissione è
giunta è che sarà perfettamente fattibile per il titolare mantenere, per lo stesso disegno o
modello, forme di tutela parallele consistenti nel disegno o modello comunitario e in uno o
più diritti nazionali sul disegno o modello registrato. Il cumulo di queste due protezioni di cui
beneficia lo stesso disegno o modello in forza di due titoli della stessa natura trova un
precedente nel progetto di regolamento sul marchio comunitario, il quale ammette la
coesistenza di marchi identici, nazionali e comunitari, in capo allo stesso titolare.
Una volta stabilita questa linea di politica legislativa, la Commissione ha tuttavia ritenuto -
come aveva fatto nel caso del marchio comunitario - che si dovesse evitare di lasciare al
titolare il diritto di scatenare, in sede giudiziaria, azioni frustranti e vessatorie vertenti sugli
stessi fatti e fra le stesse parti facendo valere uno dei diritti coesistenti anche dopo che un
tribunale competente si sia già pronunciato sulla questione sulla base del diritto parallelo.
L'articolo 99, modellato sull'articolo corrispondente del progetto di regolamento sul marchio
comunitario, fornisce ai tribunali i poteri per evitare queste azioni vessatorie.
                                            Articolo 100
Questa disposizione, che è d'importanza fondamentale, disciplina le relazioni che intercorrono
fra la tutela conferita dal sistema dei disegni e modelli comunitari e la tutela conferita a un
disegno o modello da altri strumenti giuridici comunitari o nazionali.
Il principio che sta alla base di questa disposizione è quello del cumulo delle protezioni, nel
senso che se un disegno protetto dal sistema dei disegni o modelli comunitari può beneficiare
anche della tutela conferita da altre disposizioni del diritto comunitario o nazionale, l'esistenza
 della prima non preclude al titolare di far valere anche l'altra forma di tutela. Il paragrafo 1
 sancisce questo principio con riferimento a forme particolari di tutela; il paragrafo 2 e il
                                                  46
 ---pagebreak--- paragrafo 3 riguardano le forme più importanti e più comuni di tutela "concorrente", cioè
quella conferita dal diritto di autore.
Paragrafo 1
Il paragrafo 1 enumera, come forme tipiche di protezione che, nel ricorso di alcuni
presupposti, possono coesistere con la protezione conferita dal disegno comunitario, il diritto
dei marchi e degli altri segni distintivi, dei brevetti, modelli di utilità, caratteri tipografici,
le norme sulla responsabilità civile e sulla concorrenza sleale.
Per "marchi" si intendono, in primo luogo, i marchi d'impresa degli Stati membri, compresi
quelli che risultano da un deposito intemazionale ai sensi dell'Accordo di Madrid, è anche
possibile cumulare, su un disegno o modello comunitario, la protezione conferita dal marchio
comunitario che dovrebbe essere istituito tra breve. Il rinvio ad altri segni distintivi contempla
tutta una serie di diritti attribuiti ai titolari dagli ordinamenti di alcuni Stati membri, quali, ad
esempio, le insegne e i nomi commerciali.
Il rinvio ai brevetti contempla tanto i brevetti nazionali quanto i brevetti europei che indicano
gli Stati membri per i quali si è chiesta la protezione e contemplerà anche i brevetti
comunitari. Il riferimento ai modelli di utilità riguardo agli Stati membri nei quali esiste
questo titolo di protezione (essi sono attualmente la Germania, l'Italia, la Grecia, la Spagna,
il Portogallo ai quali si è unita, di recente, la Danimarca) ma serve anche a tutelare il ed.
"diritto sui disegni e modelli non registrati" istituito dal Regno Unito con la Legge sul diritto
d'autore, i disegni, i modelli e i brevetti del 1988; le innovazioni legislative contenute nella
legge britannica costituiscono una risposta diversa all'esigenza di tutelare le innovazioni
tecniche che non possiedono tutti i requisiti prescritti per la protezione dei brevetti.
Si sono citati anche i caratteri tipografici in modo da tener conto anche della specifica tutela
che a questi disegni o modelli viene garantita in alcuni Stati membri, segnatamente quelli che
hanno ratificato la Convenzione di Vienna del 1973.
Infine, sono state richiamate anche le norme sulla responsabilità civile e sulla concorrenza
sleale, le quali possono rivelarsi strumenti di grande utilità per integrare la tutela specifica dei
disegni e dei modelli.
Non è stata invecericordatala tutela giuridica delle topografie dei prodotti a semiconduttori
per le ragioni indicate nel commento all'articolo 3.
Paragrafo 2
Il paragrafo 2 enuncia la norma fondamentale che ammette il cumulo della protezione
conferita dal sistema dei disegni e modelli comunitari con quella conferita dalla legge sul
diritto d'autore.
Il Libro verde aveva già illustrato le profonde divergenze presenti nelle varie normative
nazionali sul diritto di autore; questa constatazione è confermata da tutti gli studi di diritto
 comparato su questa materia.
 A questo proposito la Commissione ribadisce che è sua intenzione restare fedele agli indirizzi
 delineati a suo tempo nel Libro bianco. Il buon funzionamento del mercato intemo dei
 prodotti in cui sono attuati disegni e modelli potrà essere realtà effettiva solo se si riuscirà a
                                                     47
 ---pagebreak--- rafforzare il sistema dei disegni e modelli comunitari armonizzando la normativa nazionale
sul diritto d'autore che riguardano la tutela dei disegni e dei modelli. La Commissione non
si nasconde che questo è un compito immenso che richiede una fase di intensa preparazione,
nuovi studi di diritto comparato e tutta una serie di contatti con le autorità nazionali e con gli
ambienti interessati, soprattutto quelli accademici. Se per instaurare il sistema dei disegni e
modelli comunitari occorresse portare prima a termine questa armonizzazione è evidente che
l'esigenza così sentita di offrire all'industria del design uno strumento efficiente per il mercato
intemo non potrebbe essere soddisfatta in tempi ragionevolmente brevi. Nondimeno, alla
Commissione preme che gli Stati membri non dubitino della sua volontà di procedere nella
direzione indicata: l'accettazione del principio del cumulo delle protezioni, quale definito nel
paragrafo in commento, costituirebbe il loro primo contributo in questo senso. Né si deve
dimenticare che non sarebbe facile chiedere agli Stati membri che, per tradizione, riconnettono
la massima importanza alla tutela dei disegni e dei modelli tramite la normativa di autore
(come la Francia o gli Stati del Benelux) di accettare la "impostazione orientata* al mercato"
di questo regolamento se non si offrono loro sufficienti garanzie che a livello comunitario
verranno dettate norme armonizzate di diritto d'autore allo scopo di tutelare gli aspetti creativi
dell'attività del design.
Ammettere il principio del cumulo delle protezioni non significa però impedire agli Stati
membri che già ammettono il cumulo (quand'anche nel ricorso di condizioni restrittive) come
la Germania, la Spagna, il Portogallo, la Danimarca e l'Irlanda di continuare a farlo; infatti,
per il momento, l'estensione e i requisiti di protezione (compreso il livello di originalità
richiesto) continueranno ad essere determinati in via autonoma da ciascuno Stato membro. Al
contrario, l'accoglimento del principio del cumulo delle protezioni avrà un impatto immediato
in Italia in cui la normativa in vigore vieta il cumulo in questione.
L'avere ammesso il cumulo delle protezioni imporrà agli Stati membri interessati di abrogare
talune disposizioni della legge sul diritto d'autore le quali, per il loro carattere antiquato,
metterebbero in pericolo l'applicazione del principio de quo.
I paesi di Common Law applicano una norma (gli strumenti normativi sono diversi in Irlanda
e nel Regno Unito, ma ilrisultatoè identico) che ricollega la possibilità di tutelare un disegno
o un modello mediante il diritto d'autore al numero di prodotti nei quali il disegno dovrà
essere attuato. Se questo numero è superiore a cinquanta unità, in Irlanda non si concede la
protezione di autore e nel Regno Unito vieneridottadrasticamente la durata della protezione.
Queste scelte arbitrarie - che trovano una spiegazione sul piano storico nella prassi seguita
dagli uffici nazionali della proprietà industriale nei primi anni del secolo - non ha più diritto
di cittadinanza nella tutela giuridica contemporanea delle opere dell'arte applicata.
In Italia la legge sul diritto d'autore subordina la protezione alla presenza del requisito della
 ed. "scindibilità", ossia la possibilità di separare [in senso concettuale] l'opera dell'arte
 applicata dal prodotto in cui essa è attuata. L'interpretazione che la giurisprudenza ha dato di
 questo principio ha fatto sì che è divenuto praticamente impossibile per le moderne
 realizzazioni del disegno industriale beneficiare, in Italia, della tutela del diritto d'aufore,
 perfino per le creazioni più prestigiose e valide degli artisti contemporanei; viceversa, la tutela
 è riconosciuta ai disegni ornamentali (bidimensionali) che pure possiedono un bassissimo
 livello di originalità. La Commissione ha ritenuto - in questo sostenuta da una decisa
 rivendicazione espressa da tutti gli ambienti interessati - che questa disposizione debba essere
 eliminata senza attendere la futura armonizzazione.
                                                   48
 ---pagebreak--- Paragrafo 3
Il paragrafo 3 riguarda un altro problema urgente connesso all'applicazione del principio del
cumulo della protezione per i disegni e i modelli con quella del diritto d'autore. Il Libro
bianco ha illustrato le difficoltà suscitate da una disposizione della Convenzione di Berna che
consente agli Stati che di tale Convenzione sono parti di accordare la protezione di autore ai
disegni e modelli originari di un altro Stato parte della stessa Convenzione unicamente a
condizione di "reciprocità". Se nel paese d'origine del disegno o modello la protezione può
essere accordata solo nella forma specifica dei disegno o modello registrato, negli altri Stati
della Convenzione di Berna questa protezione potrà essere invocata solo in tale forma e non
sotto forma di protezione di autore.
Questa disposizione, che è legittima in un contesto intemazionale dove, in assenza di
disposizioni particolareggiate come nel campo dei brevetti o dei marchi, è difficile fare
interamente assegnamento sul principio del "trattamento nazionale", suscita difficoltà qualora
venisse applicata in un contesto intracomunitario. E' ovvio che essa introduce una
discriminazione nel trattamento delle persone che aspirano ad una protezione in forza delle
leggi del paese di cui è originario il disegno o il modello. Ad esempio, un'impresa italiana
(ma il caso può presentarsi anche per un'impresa tedesca) si vedrà rifiutare, in Francia o nel
Benelux, la protezione di autore per i propri disegni o modelli a causa del fatto che questi
ultimi non possono essere tutelati in forza della vigente legge italiana sul diritto d'autore (o
possono esserlo, nel caso della Germania, solo in rarissime circostanze). In Francia o nel
Benelux, viceversa, questi stessi disegni o modelli potrebbero beneficiare integralmente della
protezione d'autore colà vigente.
L'introduzione del principio del cumulo delle protezioni di cui al paragrafo 2 e l'eliminazione
della più stridente restrizione alla tutela di autore in Italia grazie alla soppressione del
requisito della scindibilità dovrebbe portare i paesi che riconoscono un'ampia protezione ai
 disegni e ai modelli in forza della loro legge di autore ad accettare l'abbandono di questa
pratica discriminatoria nelle relazioni intracomunitarie.
                                            TITOLO x n
                  LTJFFICIO COMUNITARIO DEI DISEGNI E MODELU
                                           Sezione Prima
                                       Disposizioni generali
                                          Sezione Seconda
                                       Direzione dell'Ufficio
                                            Sezione Terza
                                   Consiglio di amministrazione
                                       Articoli da 101 a 112
 Questi articoli concernono, sul piano generale e della gestione, l'Ufficio comunitario dei
 disegni e modelli, l'organizzazione cui è devoluto il compito di vigilare sull'osservanza delle
 procedure relative ai disegni e modelli comunitari registrati istituiti dal presente regolamento.
                                                  49
 ---pagebreak--- Le disposizioni di questi articoli rispecchiano le corrispondenti disposizioni in materia di
marchio comunitario. Per l'Ufficio dei disegni e modelli, infatti, lo status giuridico del
personale, i privilegi e le immunità e le lingue di procedura saranno quelli dell'Ufficio dei
marchi comunitari. La sede dell'Ufficio comunitario dei disegni e modelli, inoltre, sarà fissata
dove ha sede l'Ufficio comunitario dei marchi.
                                         Sezione Quarta
                                 Applicazione delle procedura
                                      Articoli da 113 a 119
Queste disposizioni contengono l'indicazione e le competenze delle varie divisioni dell'Ufficio
dei disegni e modelli comunitari con riferimento alle procedure istituite dal regolamento.
Sono state previste quattro divisioni:
- le divisioni per l'esame dei requisiti formali, competenti per l'esame dei requisiti formali
    di una domanda di disegno o modello comunitario registrato fino alla decisione della
    registrazione;
- la divisione legale e di amministrazione dei disegni e modelli, competente per tutte le
    decisioni previste dal presente regolamento che nonrientranoné nella competenza delle
    divisioni per l'esame dei requisiti formali né in quella delle divisioni di annullamento. In
    particolare, questa divisione è competente a prendere le decisioni che riguardano le
    annotazioni e le trascrizioni nel registro e a tenere l'elenco di mandatari abilitati;
- le divisioni di annullamento, competenti per le azioni di nullità;
- la commissione dei ricorsi, competente per tutti i ricorsi contro decisioni prese dalle altre
    divisioni dell'Ufficio.
Data la natura quasi giurisdizionale delle commissioni dei ricorsi, l'articolo 118 prescrive
garanzie di indipendenza per i suoi membri, modellate su quelle contenute nel regolamento
sul marchio comunitario per i membri delle commissioni dei ricorsi istituite da tale
provvedimento.
                                           Articolo 120
Nel corso del periodo di rodaggio dell'Ufficio dei disegni e modelli comunitari, il numero
delle cause che saranno portate alla cognizione delle divisioni di annullamento e delle
commissioni dei ricorsi sarà necessariamente modesto; in seguito, esso aumenterà
progressivamente e probabilmente con un ritmo diverso per i due dipartimenti fino al
momento in cui occorrerà procedere ad un aumento del numero dei dipendenti dell'Ufficio in
modo da infoltire i moli del personale di queste due divisioni.
Prima di arrivare a questa fase, si èritenutoopportuno dare al Presidente che dirigerà l'Ufficio
la possibilità di nominare, per brevi periodi, e per le funzioni che devono essere svolte da
questi due dipartimenti, persone con un'esperienza in materia di diritto dei disegni e dei
modelli. I requisiti che queste persone devono possedere sono diversi per i due dipartimenti
e sono ovviamente più severi per i membri delle commissioni di ricorso. In questo caso,
inoltre, per garantire l'indipendenza dei membri di queste commissioni, il contratto a tempo
determinato non può avere durata inferiore ad un anno.
                                                50
 ---pagebreak--- Sono competenti a stabilire la scadenza del periodo transitorio per questi due dipartimenti (in
modo da consentire l'assunzione di membri a tempo pieno) il Presidente dell'Ufficio e la
Commissione delle CE.
                                       Sezione Quinta
                                   Disposizioni finanziarie
                                      Articoli 121 e 122
Questi articoli contengono le disposizioni finanziarie e di bilancio applicabili all'Ufficio dei
disegni e dei modelli.
                                        TITOLO xm
                                   DISPOSIZIONI FINALI
                                         Articolo 123
Le lingue ufficiali e le lingue di procedura dell'Ufficio sono le stesse stabilite per l'Ufficio
comunitario dei marchi. Le norme relative alle modalità di scelta della lingua nei singoli
procedimenti dinanzi all'Ufficio, che saranno un po' meno complesse di quelle previste per
l'Ufficio dei marchi, perché non vi sono procedimenti d'appello, verranno stabilite nei
regolamenti d'applicazione, non appena sarà stato adottato il regolamento sul marchio
comunitario.
                                         Articolo 124
Questa disposizione concerne l'emanando regolamento di esecuzione. Il regolamento di
esecuzione è uno strumento indispensabile che consente un efficiente e corretto espletamento
delle varie procedure davanti all'Ufficio. Vari aspetti procedurali di dettaglio (i termini di
decadenza, le modalità di presentazione delle domanda ecc.) devono essere stabiliti dal
regolamento di esecuzione in modo che coloro che faranno uso del sistema comunitario dei
modelli e dei disegni sappiano quali sono i loro adempimenti pratici, nell'ambito delle
disposizioni sostanziali stabilite dal regolamento di base. Nel campo della proprietà
industriale, l'adozione di regolamenti di esecuzione è prassi corrente in tutti gli ordinamenti
degli Stati membri; questi regolamenti amministrativi vengono adottati in base ad un
procedimento di adozione meno rigido di quello impiegato per l'emanazione del
provvedimento principale e che facilita l'adozione delle modificazioni necessarie per adeguare
le sue disposizioni alle esigenze future; esso è già stato applicato nel caso del brevetto
europeo, del brevetto comunitario e del marchio comunitario.
Per i motivi illustrati nei commenti agli articoli 126 e 127 si propone quindi di emanare il
regolamento di esecuzione secondo le stesse regole di competenza e di procedura vigenti per
il regolamento sulle tasse.
                                               51
 ---pagebreak---                                             Articolo 125
Il sistema di scambio di informazioni sulle pronunce dei tribunali dei disegni e dei modelli
comunitari e delle divisioni dell'Ufficio in ordine all'interpretazione dei requisiti di protezione
è un meccanismo che dovrebbe dare un potente contributo all'unificazione e all'omogeneità
della giurisprudenza che la Corte di giustizia verrà elaborando in questa materia. Il
meccanismo di informazione interesserà sia i disegni e i modelli comunitari che i diritti sui
disegni e modelli degli Stati membri. Il flusso di informazioni che ne scaturirà sarà oggetto
di uno scambio di pareri, a cadenze regolari, in seno al consiglio di amministrazione (art.
109). In tal modo la Commissione potrà decidere, dopo aver ascoltato il parere di tale organo,
se e quando debbano essere assunte nuove iniziative per adeguare le disposizioni del
regolamento relative ai requisiti di protezione.
                                         Articoli 126 e 127                         . •
L'articolo 127riguardail regolamento sulle tasse e sancisce il principio fondamentale in base
al quale l'ammontare di queste ultime dovrà essere fissato ad un livello tale da garantire
l'equilibrio fra le entrate dell'Ufficio e le sue spese. La natura di organo economicamente
autosufficiente dell'Ufficio dei disegni e dei modelli comunitari dovrà pertanto essere garantita
da tasse di livello adeguato. Come si è già sottolineato, particolare rilievo assume, al riguardo,
la tassa di rinnovazione, la cui struttura probabilmente progressiva dovrà essere determinata
dall'autorità che adotterà il regolamento sulle tasse.
È conforme al sistema istituzionale comunitario, quale risulta dalla decisione del Consiglio
87/373 (detta decisione sulla "comitatologia") che spetti alla Commissione adottare il
regolamento sulle tasse, provvedimento di carattere derivato e applicativo rispetto al presente
regolamento che ha invece rango normativo (articolo 126).
                                             Articolo 128
L'ultima disposizione del regolamento opera una distinzione tra il momento in cui il
regolamento entrerà in vigore (che è quello in cui diventerà un atto con efficacia obbligatoria
nella Comunità) e il momento in cui inizierà l'effettiva applicazione delle sue norme, in
particolare il momento in cui l'Ufficio comunitario dei disegni e dei modelli aprirà le porte
al pubblico.
L'entrata in vigore sotto il profilo formale può essere fissata al sedicesimo giorno successivo
 alla pubblicazione del regolamento nella Gazzetta ufficiale delle CE. Sarà invece necessario
 un periodo più lungo per preparare l'apertura effettiva dell'Ufficio, operazione che comporta
 un grande lavoro preparatorio: elaborazione ed adozione del regolamento di esecuzione, scelta
 dei membri dirigenti del personale che inizieranno le funzioni dell'Ufficio, in primo luogo il
 Presidente, la scelta e l'arredo dell'edifìcio in cui l'Ufficio avrà sede, sono solo alcuni esempi
 fra i vari adempimenti che dovranno essere espletati prima che l'Ufficio possa essere aperto
 al pubblico. L'onere della preparazione dell'aperturaricadràsui servizi della Commissione che
 avranno bisogno dell'ausilio di specialisti di vari Stati membri.
 La Commissione confida che sia possibile aprire al pubblico l'Ufficio comunitario dei disegni
 e dei modelli tre anni dopo la data dell'adozione del presente regolamento.
                                                   52
 ---pagebreak---                                             Proposta di
                     REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO
                                       E DEL CONSIGLIO
                                 sui disegni e modelli comunitari
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
visto il Trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 100 À,
vista la proposta della Commissione 0) ,
visto il parere del Comitato economico e sociale (2),
(1) considerando che sono obiettivi della Comunità, sanciti dal Trattato, il porre le
     fondamenta di un'unione sempre più stretta fra i popoli europei, il favorire più strette
      relazioni fra gli Stati che ad essa partecipano e l'assicurare, mediante un'azione comune,
      il progresso economico e sociale dei paesi della Comunità, eliminando le barriere che
      dividono l'Europa; che, a tale scopo, il Trattato prevede la creazione di un mercato
      intemo, l'abolizione degli ostacoli alla libera circolazione delle merci e l'istituzione di un
      regime inteso a garantire che la concorrenza non sìa falsata nel mercato comune; che un
      regime unificato per il rilascio di disegni o modelli comunitari che fruisca di una
      protezione uniforme ed abbia efficacia uniforme in tutto il territorio della Comunità
      favorirebbe il conseguimento di questi obiettivi;
 (2) considerando che soltanto i paesi del Benelux si sono dati una legge uniforme sulla
      protezione del disegno industriale; che, nella Comunità, se si eccettua il regime del
      Benelux, la tutela dei disegni e dei modelli avviene soltanto in forza della legge
      nazionale ed ha un'efficacia circoscritta al territorio di ciascuno Stato membro; che,
      attualmente, in uno Stato membro non esiste alcuna disciplina legislativa dei disegni e
      dei modelli; che disegni e modelli identici possono essere protetti secondo modalità
      diverse in Stati membri diversi e nell'interesse di titolari diversi; che questa situazione
      determina inevitabilmente conflitti nel commercio intracomunitario;
 (3) considerando che le notevoli divergenze che si registrano tra le legislazioni nazionali in
      materia di disegno industriale bloccano e falsano la concorrenza su scala comunitaria tra
      i fabbricanti di prodotti tutelati, poiché, a differenza di quanto avviene sui mercati
      nazionali, il commercio e la concorrenza dei prodotti in cui è attuato un disegno o un
       modello sono ostacolati e falsati, nella Comunità, dalla pletora di domande, uffici,
      procedure, leggi, diritti esclusivi con efficacia nazionale e dal cumulo delle spese
 0)  GUn.
 (2)
     GUn.
                                                  53
 ---pagebreak---      amministrative con la conseguenza che chi richiede la protezione deve far fronte a costi
     e tasse elevati;
(4) considerando che, quale che sia il grado di armonizzazione delle leggi nazionali, il fatto
     che la tutela di questi disegni o modelli sia limitata al territorio dei singoli Stati membri
     può determinare una compartimentazione del mercato intemo per i prodotti aventi un
      disegno o modello specifico in settori con diversi titolari di diritti, e quindi costituisce
      un ostacolo alla libera circolazione delle merci:
(5) considerando che, in questa situazione, è necessaria una protezione comunitaria dei
      disegni e dei modelli che sia direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri e
      la creazione di un'autorità competente per i disegni e i modelli comunitari investita di
      poteri estesi a tutto il territorio della Comunità, poiché solo depositando un'unica
      domanda presso un ufficio comunitario dei disegni e modelli, secondo un'unica procedura
      ed applicando un'unica legge sarà possibile ottenere un'unica disciplina dei disegni o
      modelli valida per tutti gli Stati membri;
(6) considerando che, pertanto, spetta alla Comunità adottare i provvedimenti necessari per
      conseguire tali obiettivi, che non possono essere realizzati attraverso l'azione individuale
      degli Stati membri e che, stante la portata e gli effetti di una disciplina dei disegni e
      modelli comunitari e l'istituzione di un'autorità competente in materia, questi obiettivi
      possono essere conseguiti soltanto dalla Comunità;
(7) considerando che un disegno industriale di qualità elevata è un punto di forza
      dell'industria comunitaria nella sua competizione con le industrie di altri paesi e, in molti
      casi, costituisce il fattore decisivo per il successo commerciale del prodotto in cui esso
      è attuato; che una migliore protezione del disegno industriale non solo è un incentivo al
      contributo dei singoli disegnatori all'eccellenza della produzione comunitaria in questo
      campo, ma incoraggia anche i processi innovativi, l'emergere di nuovi prodotti e gli
      investimenti produttivi; che un sistema di tutela dei disegni e dei modelli più accessibile
      e adeguato alle esigenze del mercato intemo risulta quindi essenziale per l'industria
      comunitaria;
(8) considerando che un sistema di tutela cosiffatto costituisce il primo e indispensabile
      passo verso l'istituzione di una tutela corrispondente nei principali mercati di
      esportazione della Comunità;
(9) considerando che è opportuno non escludere dalla protezione i disegni e i modelli
       realizzati per scopi utilitari che non lascino alcuna libertà per caratteristiche arbitrarie;
(10) considerando che è opportuno consentire la connessione funzionale di prodotti di marche
       diverse estendendo la protezione ai disegni e modelli degli accessori meccanici;
 (11) considerando che, in deroga a quanto precede, gli accessori meccanici possono costituire
       un elemento importante delle caratteristiche innovative dei prodotti modulari intesi
       specificamente a consentire di connettere simultaneamente in un sistema modulare un
       numero indefinito di tali prodotti, che possono essere identici oppure diversi ma
       intercambiabili, e quindi possono rappresentare un punto di forza sul piano commerciale
       e fruire della tutela; ma che questa deroga non deve impedire la sostituzione di una parte
                                                  54
 ---pagebreak---      di un sistema non modulare con una parte di marca diversa unicamente perché la parte
     sostitutiva deve avere una forma e una struttura specifiche, tali da consentire che le varie
     parti riescano insieme a svolgere la funzione assegnata al sistema;
(12) considerando che la tutela giuridica dei disegni e modelli in certi casi può consentire la
     creazione di monopoli per prodotti generici e di mercatiriservatiad un unico produttore,
     legando indebitamente i consumatori ad una marca specifica, è necessario stabilire una
     norma che consenta, ai fini della riparazione e a condizioni molto particolari, la
      riproduzione di disegni e modelli applicati a parti di prodotti complessi;
(13) considerando che le disposizioni del presente regolamento non pregiudicano
      l'applicazione delle norme di concorrenza di cui agli articoli 85 e 89 del trattato CEE;
(14) considerando che è opportuno che la protezione conferita da un disegno o modello
      comunitario risponda alle esigenze di tutti i settori industriali della Comunità che sono
      numerosi e diversificati;
(15) considerando che alcuni settori industriali realizzano un gran numero di disegni o modelli
      di prodotti che spesso non restano a lungo sul mercato; che per essi la durata della
      protezione è meno importante e ottenere una protezione senza formalità di registrazione
      è un vantaggio; che, per contro, altri settori apprezzano i vantaggi della registrazione
      grazie alla superiore certezza dei diritti che offre e chiedono che i loro prodotti possano
      essere protetti per un periodo più lungo, correlato alla loro durata commerciale
      prevedibile;
(16) considerando che da quanto precede scaturisce l'esigenza di istituire due forme di tutela,
      la prima delle quali sarà concessa per un breve periodo ai disegni e modelli non
      registrati, mentre la seconda sarà concessa per un periodo più lungo ai disegni e modelli
      registrati;
(17) considerando che il disegno o modello comunitario registrato esige l'istituzione e la
      tenuta di un registro nel quale saranno registrate tutte le domande di disegno o modello
      che possiedano i requisiti formali prescritti dal presente regolamento e alle quali sia stata
       assegnata una data di deposito; che per provvedere a queste necessità è necessario
       istituire un Ufficio dei disegni o modelli comunitari; che è opportuno che il sistema di
       registrazione non si basi su un esame approfondito, prima della registrazione, circa la
       sussistenza dei requisiti di protezione, in modo da ridurre al minimo le formalità di
       registrazione e gli altri adempimenti procedurali;
 (18) considerando che il disegno o modello comunitario sarà tutelato soltanto se è nuovo, nel
       senso che non è identico a nessun altro disegno o modello messo in precedenza a
       disposizione del pubblico e qualora abbia una propria individualità rispetto ad altri
       disegni o modelli che siano utilizzati in commercio nello stesso momento o che siano
       stati precedentemente pubblicati dopo la loro registrazione come disegni o modelli
       comunitari ancora validi o come disegni o modelli nazionali ancora validi;
 (19) considerando altresì che è necessario permettere al disegnatore o al suo avente causa di
       sottoporre alla prova del mercato i prodotti in cui il disegno o il modello è attuato prima
       di decidere se chiedere o no la protezione del disegno o modello comunitario registrato;
                                                  55
 ---pagebreak---      che è pertanto necessario disporre che la divulgazione del disegno o modello fatta
     dall'autore o dal suo avente causa o qualsiasi divulgazione non autorizzata effettuata nei
     dodici mesi precedenti la data di deposito della domanda di disegno o modello
     comunitario registrato non distrugge le caratteristiche di novità e di individualità del
     disegno o modello di cui trattasi;
(20) considerando che la natura di diritto esclusivo conferita al disegno o modello comunitario
      registrato è coerente con la più intensa certezza del diritto; che è tuttavia opportuno che
      la protezione del disegno o modello comunitario non registrato si concreti unicamente
      nel diritto di vietare lariproduzionedel disegno o modello e che questo diritto si estenda
      anche al commercio dei prodotti in cui sono attuati i disegni o modelli contraffatti;
(21) considerando che spetta alla legge nazionale garantire l'osservanza anche coattiva di
      questi diritti e che è quindi necessario prevedere alcuni meccanismi sanzionatoli uniformi
      in tutti gli Stati membri; che queste sanzioni dovranno permettere, quale che sia
      l'ordinamento in cui si chieda la tutela coattiva del diritto, di inibire dovunque gli atti di
      contraffazione, di raccogliere informazioni sull'origine dei prodotti contraffatti, sui loro
      canali di distribuzione e di sequestrare i prodotti contraffatti;
(22) considerando che regole procedurali che impongono di introdurre le azioni in materia di
      validità di un disegno o modello comunitario registrato in una sola località
      consentirebbero dirisparmiaretempo e denaro rispetto a procedure nelle quali vengano
      aditi più organi giudiziari nazionali; che, se la suddetta località dovesse essere quella
      di un tribunale nel paese in cui il titolare del disegno o modello è domiciliato, il
      cittadino di uno Stato membro diverso che eccepisca la nullità del disegno o modello
      potrebbe dover sostenere spese e intralci eccessivi; che, in questa situazione, è opportuno
      prevedere che l'Ufficio comunitario dei disegni e modelli possa essere direttamente adito
       con un'azione di nullità proposta dalla Commissione, dagli Stati membri e da terzi;
(23) considerando che, in particolare, l'intervento della Commissione e degli Stati membri
       contribuirebbe in modo significativo a definire una prassi costante in tema di requisiti
       di protezione;
(24) considerando che è necessario istituire difese in sede giurisdizionale quali la possibilità
       di appello dinanzi a una commissione dei ricorsi e, in ultima istanza, un ricorso per
       cassazione davanti alla Corte di giustizia delle Comunità europee; che una procedura
       siffatta contribuisce a sviluppare un'interpretazione uniforme dei requisiti di validità dei
       disegni e modelli comunitari;
 (25) considerando che uno degli obiettivi fondamentali del presente regolamento è istituire
       una procedura di rilascio del disegno o modello comunitario registrato che presenti il
       minimo di costi e di adempimenti amministrativi per irichiedenti,rendendola per questa
       via più facilmente accessibile alle imprese di piccole e medie dimensioni e ai singoli
       disegnatori;
 (26) considerando che alcuni settori industriali che producono in breve spazio di tempo molti
       disegni destinati probabilmente ad una breve vita commerciale, solo alcuni dei quali
       potranno in definitiva essere commercializzati, usufruirebbero dei vantaggi del disegno
       o modello comunitario registrato; che per questi settori esiste anche l'esigenza di un
                                                  56
 ---pagebreak---      ricorso più agevole al disegno o modello comunitario registrato; che si potrà soddisfare
     questa esigenza offrendo la possibilità di combinare più disegni in una domanda
     cumulativa;
(27) considerando che la pubblicazione che di norma ha luogo dopo la registrazione di un
      disegno o modello comunitario potrebbe talora vanificare o pregiudicare il successo di
      un'operazione commerciale che implichi il disegno o modello; che per risolvere casi del
      genere è stata prevista una disposizione che permette di rinviare la data della
      pubblicazione per un perìodo ragionevole;
(28) considerando che è fondamentale che i diritti conferiti dai disegni comunitari vengano
      fatti osservare effettivamente in tutto il territorio della Comunità; che a tale scopo è
      necessario dettare norme particolari per le controversie che riguardano disegni
      comunitari; che per le azioni di contraffazione e per le azioni dirette ad ottenere la
      declaratoria di nullità limitare il numero dei tribunali nazionali competenti può favorire
      la specializzazione dei giudici; che a tal fine gli Stati membri devono designare tribunali
      dei disegni e modelli comunitari;
(29) considerando che le disposizioni sulla competenza giurisdizionale devono escludere la
      scelta interessata del foro ad opera delle parti; che è quindi necessario dettare norme
      chiare in tema di competenza delle controversie che presentano elementi di estraneità;
(30) considerando che questo regolamento non esclude che ai disegni e modelli che fruiscono
      della tutela comunitaria possano applicarsi altre norme nazionali pertinenti, quali la legge
      sulla protezione dei disegni e modelli mediante registrazione o la disciplina dei disegni
      non registrati, il diritto dei marchi, dei brevetti per invenzioni, dei modelli di utilità, le
      norme sulla concorrenza sleale e sulla responsabilità civile;
 (31) considerando che, in attesa di un'armonizzazione delle normative nazionali sul diritto
      d'autore è importante stabilire il principio della cumulabilità della protezione conferita
      dal disegno o modello comunitario con quella conferita dal diritto d'autore, pur lasciando
      agli Stati membri piena facoltà di determinare la portata e le condizioni della protezione
      conferita dal diritto d'autore; che nei rapporti tra Stati membri il diritto comunitario vieta
      già che gli Stati membri esigano che la protezione del diritto d'autore sia concessa solo
      alla condizione che il paese di origine del disegno o modello conceda la reciprocità; che
       è necessario abolire le disposizioni giuridiche e le prassi nazionali incompatibili con il
      diritto comunitario,
 HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                             TITOLO I
                                    DISPOSIZIONI GENERALI
                                              Articolo 1
                                    Disegni e modelli comunitari
  1.   I disegni e i modelli che possiedono i requisiti previsti dal presente regolamento sono
       tutelati da un sistema comunitario di diritti denominato nel seguito "privativa comunitaria".
                                                   57
 ---pagebreak---      Un disegno o modello è tutelato dalle disposizioni del presente regolamento
      a) mediante "privativa comunitaria non registrata", senza alcuna formalità
     b) mediante "privativa comunitaria registrata", se è registrato secondo le modalità
           previste dal presente regolamento.
     La privativa comunitaria ha carattere unitario. Essa produce gli stessi effetti nella totalità
      della Comunità; non può essere oggetto di registrazione, trasferimento,rinunciané di una
      decisione di decadenza o di nullità se non per la totalità della Comunità. Tale principio
      e le sue implicazioni si applicano salvo disposizione contraria del presente regolamento.
                                             Articolo 2
                            Ufficio comunitario dei disegni e modelli
E' istituito un Ufficio comunitario dei disegni e modelli, nel seguito denominato "l'Ufficio".
                                             TITOLO n
                             DIRITTO DEI DISEGNI E MODELU
                                           Sezione Prima
                                     Requisiti per la protezione
                                             Articolo 3
                                             Definizioni
Ai sensi e per gli effetti del presente regolamento
a) si intende per disegno o modello l'aspetto di un prodotto o di una parte di un prodotto
      quale risulta dalle caratteristiche proprie delle linee, dei contomi, dei colori, della forma,
      dei materiali del prodotto stesso o dal suo ornamento;
b) si intende per prodotto qualsiasi oggetto industriale o artigianale, comprese le parti
      destinate ad essere assemblate per costituire un oggetto più complesso, insiemi o
      composizioni di oggetti, imballaggi, presentazioni, simboli grafici e caratteri tipografici,
      esclusi i programmi per elaboratori e i prodotti a semiconduttori.
                                              Articolo 4
                                          Requisiti generali
1.    Un disegno o modello è protetto come disegno o modello comunitario se e in quanto sia
      nuovo e abbia una propria individualità.
2.     Un disegno o modello di un prodotto che costituisce una parte di un oggetto più
       complesso va considerato nuovo e dotato di una propria individualità soltanto se il
       disegno o modello applicato alla parte in quanto tale possiede i requisiti di novità ed
       individualità
                                                  58
 ---pagebreak---                                             Articolo 5
                                             Novità
1.  Un disegno o modello è nuovo quando nessun disegno o modello identico sia stato
    messo a disposizione del pubblico anteriormente alla data diriferimento.Si considerano
    identici i disegni le cui intrinseche caratteristiche differiscano solo per dettagli irrilevanti.
2.  Un disegno si considera messo a disposizione del pubblico se è stato pubblicato in
    seguito a registrazione o altrimenti presentato ad esposizioni, usato in commercio o
    comunque divulgato. La sola divulgazione a un terzo sotto vincolo esplicito o implicito
    di segreto non costituisce messa a disposizione del pubblico.
                                            Articolo 6
                                           Individualità
1.  Un disegno o modello, inteso ai sensi dell'articolo 3, lettera a), ha una individualità
    propria se l'impressione generale che esso suscita nell'utilizzatore informato differisce in
    modo significativo dall'impressione generale suscitata in siffatto utilizzatore da uno dei
    disegni o modelli di cui al paragrafo 2.
2.  Per essere preso in considerazione ai fini dell'applicazione del paragrafo 1 un disegno
    o modello deve:
     a) trovarsi in commercio alla data diriferimentonel mercato della Comunità o altrove,
          oppure
    b) essere pubblicato dopo la registrazione come disegno o modello comunitario
          registrato o come disegno o modello nazionale registrato di uno degli Stati membri,
          e costituire oggetto di protezione non cessata alla data di riferimento.
3.   Ai fini dell'accertamento dell'individualità, alle caratteristiche comuni deve attribuirsi in
     linea di principio maggiore rilevanza che alle differenze e deve prendersi in
     considerazione il margine di libertà del disegnatore nel realizzare il disegno o il modello.
                                            Articolo 7
                                        Data di riferimento
La data di riferimento di cui all'articolo 5, paragrafo 1, prima frase e all'articolo 6,
paragrafo 2 è:
a) per la privativa comunitaria non registrata, la data in cui il disegno o modello di cui si
     chiede la tutela è stato messo a disposizione del pubblico per la prima volta dall'autore
     o dal suo avente causa ovvero da terzi che si siano avvalsi di informazioni od atti
     emananti dall'autore stesso o dal suo avente causa,
b) per la privativa comunitaria registrata, la data del deposito della domanda di registrazione
     o la data cui risale la priorità se viene rivendicata la priorità.
                                                 59
 ---pagebreak---                                              Articolo 8
                                    Divulgazioni non preclusive
1.    Non costituisce divulgazione ai fini degli articoli 5 e 6 il fatto che un disegno o modello
      - per il quale si chiede la protezione come disegno o modello comunitario registrato -
      sia stato messo a disposizione del pubblico dal disegnatore o dal suo avente causa o da
      terzi che si siano avvalsi di informazioni o atti emananti dall'autore o dal suo avente
      causa ovvero in conseguenza di un abuso commesso nei confronti dei medesimi nei
      dodici mesi precedenti la data del deposito o, quando si rivendichi la priorità, nei dodici
      mesi precedenti la data di priorità.
2.    Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano se la divulgazione abusivariguardaun
      disegno o modello che abbia dato luogo a privativa comunitaria registrata o a privativa
      nazionale di uno degli Stati membri.
                                             Articolo 9
                            Disegni e modelli tecnici non ornamentali
                                    e disegni di interconnessioni
1.    Il disegno o modello non è tutelabile mediante privativa comunitaria qualora la
      realizzazione di una funzione tecnica non lasci al disegnatore alcuna libertà in relazione
      ad elementi discrezionali dell'aspetto di un prodotto.
2.    Il disegno o modello quale definito all'articolo 3 non è tutelabile mediante privativa
      comunitaria qualora debba essere necessariamente riprodotto nelle sue esatte forme e
      dimensioni per poter consentire al prodotto in cui il disegno o modello è attuato o a cui
      è applicato di essere unito o connesso meccanicamente con un altro prodotto.
3.    In deroga al paragrafo 2, il disegno o modello che soddisfi le condizioni di cui agli
       articoli 5 e 6 è tutelabile come disegno o modello comunitario quando ha lo scopo di
      consentire l'unione o la connessione simultanea e indefinita o multipla di prodotti identici
      o reciprocamente intercambiali in un sistema modulare.
                                             Articolo 10
                          Disegni e modelli contrari all'ordine pubblico
Il disegno o modello non è tutelabile mediante privativa comunitaria quando la sua
utilizzazione commerciale o la sua pubblicazione siano contrarie all'ordine pubblico o al buon
costume.
                                          Sezione Seconda
                                  Estensione e durata della tutela
                                             Articolo 11
                                       Estensione della tutela
 1.    La tutela conferita dalla privativa comunitaria si estende a qualsiasi disegno o modello
       che produca nell'utilizzatore informato un'impressione generale significativamente simile.
                                                  60
 ---pagebreak---       Nel determinare l'estensione della tutela agli elementi comuni deve attribuirsi, in linea
      di principio, maggiorerilevanzache a quelli discretivi e deve prendersi in considerazione
      il margine di libertà del disegnatore nel realizzare il suo disegno o modello.
                                             Articolo 12
                         Decorrenza e fine della protezione dei disegni e
                                 modelli comunitari non registrati
I disegni o modelli che possiedono i requisiti di cui alla Sezione Prima sono protetti, senza
ulteriori formalità, mediante privativa comunitaria non registrata, per un periodo di tre anni
decorrente dalla data di cui all'articolo 7, lettera a).
                                             Articolo 13
                           Decorrenza e fine della protezione conferita
                               dalla privativa comunitaria registrata
In virtù della registrazione nel Registro dei disegni comunitari da parte dell'Ufficio, un
disegno o modello che possieda i requisiti di cui alla Sezione Prima è protetto mediante
privativa comunitaria registrata per un periodo di cinque anni decorrente dalla data del
deposito della domanda. La durata della tutela può essere prorogata a norma dell'articolo 53.
                                           Sezione Terza
                               Spettanza della privativa comunitaria
                                             Articolo 14
                                 Diritto alla privativa comunitaria
 1.    Il diritto alla privativa comunitaria spetta all'autore del disegno o modello o ai suoi
       aventi causa.
2.     Se il disegno o modello è stato sviluppato da un dipendente nell'esecuzione delle proprie
       mansioni o su istruzioni impartite dal suo datore di lavoro, il diritto alla privativa
       comunitaria spetta al datore di lavoro salvo diversa convenzione.
                                             Articolo 15
                                         Pluralità di autori
 Se il disegno o il modello è stato sviluppato da due o più persone, il diritto alla privativa
 comunitaria spetta ad esse congiuntamente.
                                                  61
 ---pagebreak---                                               Articolo 16
                     Azioni relative alla titolarità della privativa comunitaria
1.   Quando la privativa comunitaria non registrata viene rivendicata da chi noti sia
     legittimato o quando la privativa comunitaria registrata sia stata registrata a nome di chi
     non vi abbia diritto a norma dell'articolo 14, l'avente diritto ai sensi del medesimo
     articolo 14 può chiedere, fatta salva la facoltà di esperire altri mezzi di ricorso, che il
     disegno o il modello comunitario venga trasferito a suo nome.
2.   Chiunqueritengadi avere congiuntamente diritto alla privativa comunitaria registrata può
     chiedere nei casi di cui al paragrafo 1, di essere riconosciuto contitolare.
3.   Nel caso di un disegno o modello comunitario registrato, la domanda giudiziale intesa
     ad ottenere il trasferimento di cui al paragrafo 1 deve essere proposta nel termine
     perentorio di due anni dalla data in cui è stata pubblicata la notizia dell'avvenuta
     registrazione del disegno o modello comunitario registrato nel registro dei disegni
     comunitari. Questa disposizione non si applica se il titolare del disegno o modello
     comunitario registrato sapeva di non avervi diritto al momento in cui tale disegno o
     modello è stato registrato o trasferito a suo nome.
4.   Nel caso di un disegno o modello comunitario registrato la domanda giudiziale di cui al
     paragrafo 1 è annotata nel Registro dei disegni e modelli comunitari. E' altresì annotata
     la decisione definitiva o ogni altra conclusione del procedimento.
                                               Articolo 17
                                 Effetti della sentenza sulla titolarità
                                 della privativa comunitaria registrata
1.    Qualora vi sia un cambiamento integrale della titolarità della privativa comunitaria
      registrata in esito al procedimento legale di cui all'articolo 16, paragrafo 1, le licenze e
      gli altri diritti si estinguono in virtù dell'iscrizione del nuovo titolare nel Registro.
2.    Il titolare della privativa comunitaria registrata o il licenziatario che abbiano utilizzato
      il disegno o il modello nella Comunità o abbiano compiuto preparativi seri e effettivi a
      tale scopo prima dell'avvio del procedimento legale di cui all'articolo 16, paragrafo 1,
      possono continuare ad utilizzare il disegno o il modello purché chiedano, nel termine
      prescritto dal regolamento di esecuzione, una licenza non esclusiva al nuovo titolare
      iscritto nel Registro dei disegni comunitari. La licenza è concessa per un periodo
      congruo e a condizioni ragionevoli.
3.    Il paragrafo 2 non si applica se il titolare o il licenziatario, a seconda dei casi, abbiano
      agito in malafede al momento in cui hanno iniziato l'utilizzazione del disegno o del
      modello o effettuato preparativi a tale scopo.
                                               Articolo 18
                             Presunzione a favore della persona registrata
La persona in nome della quale è stata depositata la domanda di privativa comunitaria
registrata si presume titolare della privativa in qualsiasi procedimento avanti all'Ufficio.
                                                    62
 ---pagebreak---                                               Articolo 19
                         Diritti specifici dell'autore del disegno o modello
L'autore del disegno o del modello ha il diritto, nei confronti del richiedente o del titolare di
una privativa comunitaria registrata, di essere menzionato come tale avanti all'Ufficio o nel
Registro. Se il disegno o modello è frutto del lavoro di un collettivo, l'indicazione di
quest'ultimo può sostituire l'indicazione dei singoli autori del disegno o modello.
                                            Sezione Quarta
                                  Effetti della privativa comunitaria
                                              Articolo 20                           . •
                          Diritti della privativa comunitaria non registrata
La privativa comunitaria non registrata conferisce al titolare il diritto esclusivo di vietare a
terzi, salvo suo consenso, di copiare il disegno o modello e di utilizzare un disegno o modello
cherientranell'ambito di protezione della privativa comunitaria non registrata e che discenda
da tale copiatura. Sono atti di utilizzazione, in particolare, la fabbricazione, l'offerta, la
commercializzazione e l'impiego di un prodotto in cui il disegno o modello è attuato o
applicato ovvero l'importazione, l'esportazione e la detenzione di siffatto prodotto per i fini
suddetti.
                                               Articolo 21
                       Diritti conferiti dalla privativa comunitaria registrata
1.    La privativa comunitaria registrata conferisce al titolare il diritto esclusivo di utilizzare
      il disegno o il modello e di vietare a terzi, di utilizzare senza il suo consenso un disegno
      o modello che rientra nell'ambito della protezione conferita dal disegno o modello
      comunitario registrato. Sono atti di utilizzazione, in particolare, la fabbricazione, l'offerta,
      la commercializzazione e l'impiego di un prodotto in cui il disegno o modello è attuato
      o a cui è applicato ovvero l'importazione, l'esportazione e la detenzione di siffatto
      prodotto per i firn suddetti.
2.    In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, la privativa comunitaria registrata per la quale
      è richiesto il differimento della pubblicazione ai sensi dell'articolo 52 conferisce al
      titolare i diritti di cui all'articolo 20.
                                               Articolo 22
                        Limitazione degli effetti della privativa comunitaria
 1.   I diritti conferiti dalla privativa comunitaria non si estendono:
      a) agli atti compiuti in ambito privato e per fini non commerciali,
      b) agli atti compiuti a fini di sperimentazione,
       e) agli atti di riproduzione in citazioni o per fini didattici, purché tali atti siano
            compatibili con la corretta prassi commerciale, non pregiudichino indebitamente
            l'utilizzazione normale del disegno o modello e venga indicata la fonte.
                                                    63
 ---pagebreak---       I diritti conferiti dalla privativa comunitaria non si estendono:
      a) all'arredo e alle installazioni dei mezzi di locomozione navale ed aerea immatricolati
            in paesi terzi che entrino temporaneamente nel territorio della Comunità,
      b) all'importazione nella Comunità di pezzi di ricambio e accessori destinati alla
            riparazione dei mezzi di trasporto anzidetti,
      e) all'effettuazione delleriparazionisudette.
                                             Articolo 23
                                  Impiego di un disegno o modello
                             comunitario registrato a fini di riparazioni
Il diritto conferito da un disegno o modello comunitario registrato non dove essere esercitato
contro terzi che, tre anni dopo la prima immissione sul mercato di un prodotto-in cui è attuato
o al quale è applicato il disegno o modello, impieghino il disegno o modello in conformità
del disposto dell'articolo 21, purché:
a) il prodotto in cui è attuato o al quale è applicato il disegno o modello sia parte di un
      prodotto più complesso dal cui aspetto dipende il disegno o modello protetto,
b) ll'utilizzazione abbia lo scopo di consentire la riparazione del prodotto più complesso,
      per ridargli l'aspetto originario,
e) gli utenti non siano tratti in inganno quanto all'origine del prodotto impiegato per la
      riparazione.
                                             Articolo 24
                                             Esaurimento
I diritti conferiti dalla privativa comunitaria non si estendono agli atti compiuti in relazione
a un prodotto nel quale è attuato o al quale è applicato un disegno o modello che rientra
nell'ambito di protezione della privativa stessa quando il prodotto sia stato posto in commercio
nella Comunità dal titolare della privativa comunitaria o con il suo consenso.
                                             Articolo 25
                          Diritti derivanti da una precedente utilizzazione
                     in relazione al disegno o modello comunitario registrato
I diritti conferiti dalla privativa comunitaria non sono opponibili al terzo il quale fornisca la
prova di aver:
a) prima della data di deposito della domanda, o
b) se viene rivendicata la priorità, prima della data di priorità, iniziato in buona fede l'uso
       nella Comunità - o compiuto concreti preparativi a tal fine - di un disegno o modello
       rientrante nell'ambito della protezione della privativa comunitaria registrata, che sia stato
       sviluppato indipendentemente da quest'ultima il disegno o modello e che alla data
       anzidetta non era ancora a disposizione del pubblico. Il terzo ha il diritto di utilizzare il
       disegno o modello per gli scopi dell'impresa in cui ha avuto luogo o era prevista
       l'utilizzazione del disegno o modello stesso. Questo diritto non può essere trasferito
       separatamente dall'impresa.
                                                  64
 ---pagebreak---                                         Sezione Quinta
                                             Nullità
                                          Articolo 26
                                    Dichiarazione di nullità
1.  La privativa comunitaria può essere dichiarata nulla soltanto da un tribunale dei disegni
    comunitari. La privativa comunitaria registrata può anche essere dichiarata nulla
    dall'Ufficio con la procedura del Titolo VII.
2.  La domanda diretta ad ottenere la declaratoria di nullità è ammissibile anche dopo che
    la privativa comunitaria si è estinta, è decaduta o è stata oggetto di rinuncia.
                                          Articolo 27
                                        Cause di nullità
1.  La privativa comunitaria può essere dichiarata nulla solo nei seguenti casi:
    a) se il disegno o modello tutelato non possiede i requisiti di cui all'articolo 4, oppure
    b) se ed in quanto le sue intrinseche caratteristiche tecniche o di interconnessione non
         siano proteggibili ai sensi dell'articolo 9, paragrafi 1 o 2, oppure
    e) se e in quanto la sua utilizzazione o la sua pubblicazione siano contrarie all'ordine
         pubblico e ai principi morali generalmente riconosciuti, ovvéro
    d) se, alla luce di una decisione giudiziale, il titolare non ha diritto alla privativa ai
         sensi degli articoli 14 e 15.
2.  La privativa comunitaria può essere dichiarata nulla se un disegno o modello concorrente
    è stato messo a disposizione del pubblico dopo la data diriferimentodi cui all'articolo 7,
    lettere a) o b) ed è tutelato da una data precedente quella di riferimento mediante
    privativa comunitaria registrata oppure da privativa nazionale registrata di uno o più Stati
    membri o da una domanda di privativa nazionale.
3.   In deroga all'articolo 1, paragrafo 3,
     a) nel caso di cui al paragrafo 1, lettera e) la nullità è dichiarata solo limitatamente allo
          Stato membro o agli Stati membri in cui sussistono le cause di nullità;
     b) nel caso di cui al paragrafo 2, qualora le privative o le relative domande abbiano
          efficacia solo in uno o più Stati membri, la nullità è dichiarata solo limitatamente
          a questi ultimi.
                                           Articolo 28
                                       Effetti della nullità
 1.  La privativa comunitaria che è stata dichiarata nulla è considerata, fin dall'inizio, priva
     degli effetti previsti dal presente regolamento.
 2.  Salve le disposizioni nazionali relative alle azioni perrisarcimentodei danni causati da
     colpa o dolo del titolare della privativa comunitaria all'arricchimento senza giusta causa,
                                                65
 ---pagebreak---     l'effetto retroattivo della nullità del disegno o modello comunitario non pregiudicano:
a)  le decisioni in materia di violazione delle privative passate in giudicato ed eseguite
    anteriormente alla declaratoria di nullità;
b)  i contratti conclusi anteriormente alla declaratoria di nullità, se ed in quanto siano stati
    eseguiti anteriormente ad essa; tuttavia, a titolo equitativo può chiedersi, nella misura
    giustificata dalle circostanze, il rimborso di importi versati in esecuzione del contratto.
                                           TITOLO m
          LA PRIVATIVA COMUNITARIA COME OGGETTO DI PROPRIETÀ
                                            Articolo 29
                           Assimilazione della privativa comunitaria
                                     alla privativa nazionale
    Salvo contraria disposizione degli articoli da 30 a 34, la privativa comunitaria in quanto
    oggetto di proprietà è assimilata, nella sua integralità e in tutto il territorio della
    Comunità, alla privativa nazionale dello Stato membro nel cui territorio il titolare
    a) aveva la sede o la residenza alla data diriferimento,oppure
    b) quando la lettera a) non sia applicabile, aveva una stabile organizzazione alla data
          di riferimento.
    Nel caso di privative comunitarie registrate, il paragrafo 1 si applica secondo le iscrizioni
    fatte nel Registro.
    Nei casi di pluralità di titolari, se per uno o per più di essi ricorre la condizione di cui
     ai paragrafo 1, lettera a) o, in difetto, quella della lettera b), lo Stato membro di cui al
    paragrafo 1 viene determinato
     a) per le privative comunitarie non registrate, conriferimentoal contitolare designato
           di comune accordo dai contitolari,
    b) per le privative comunitarie registrate, conriferimentoal contitolare iscritto in primo
           luogo nel Registro.
    Quando non ricorrono le condizioni contemplate dai paragrafi 1, 2 e 3, io Stato membro
     di cui al paragrafo 1 è lo Stato della sede dell'Ufficio.
                                            Articolo 30
                                          Trasferimento
 1.  La privativa comunitaria può essere oggetto di trasferimento.
2.  Il trasferimento della privativa comunitaria registrata è soggetto alle seguenti
     disposizioni:
     a) a istanza di parte l'atto di trasferimento è trascritto nel Registro e pubblicato;
     b) fintantoché la successione nei diritti non sia trascritta nel Registro, l'avente causa
           non può far valere i diritti derivanti dalla registrazione della privativa;
     e) qualora si debbano osservare termini imposti dall'Ufficio, l'avente causa può fare a
                                                 66
 ---pagebreak---         quest'ultimo le corrispondenti dichiarazioni non appena l'Ufficio stesso abbia
        ricevuto la domanda di trascrizione del trasferimento;
   d)   tutti i documenti che devono essere notificati al titolare della privativa comunitaria
        registrata sono inviati alla persona iscritta come titolare.
                                          Articolo 31
                 Diritti reali sul disegno o modello comunitario registrato
1. Il disegno o modello comunitario registrato può essere costituito in pegno o essere
   oggetto di diritti reali.
2. A richiesta di parte i diritti di cui al paragrfo 1 sono trascritti nel Registro e pubblicati.
                                          Articolo 32
                                       Esecuzione forzata
1. La privativa comunitaria registrata può essere oggetto di sequestro.
2. Nei procedimenti di esecuzione forzata su privative comunitarie registrate la competenza
   esclusiva spetta ai giudici e alle autorità dello Stato membro determinato secondo le
   disposizioni dell'articolo 29.
3. A istanza di parte l'esecuzione forzata è trascritta nel Registro dei disegni comunitari e
   pubblicata.
                                           Articolo 33
                         Procedure fallimentari e procedure analoghe
1. Fino a quando fra gli Stati membri non siano entrate in vigore disposizioni comuni in
   materia, le privative comunitarie possono essere incluse in una procedura fallimentare
   o analoga soltanto nello Stato membro in cui siffatta procedura ha avuto inizio a norma
   della legislazione nazionale o delle convenzioni vigenti in materia.
2. Qualsiasi inclusione della privativa comunitaria registrata in una procedura fallimentare
   o analoga viene annotata nel Registro e pubblicata dall'autorità nazionale competente.
                                           Articolo 34
                                             Licenze
1. La privativa comunitaria può essere concessa in licenza per l'intera Comunità o solo per
   parte di essa. La licenza può essere esclusiva o non esclusiva.
2. Con riserva delle disposizioni del contratto di licenza, il licenziatario può proporre
    un'azione per violazione della privativa comunitaria soltanto con il consenso del titolare.
    Scaduto inutilmente un congruo termine impartito altitolareper proporre l'azione, questa
                                                67
 ---pagebreak---    può essere proposta da chi è titolare di una licenza esclusiva.
   Per ottenere il risarcimento del danno da lui subito, il licenziatario è legittimato ad
   intervenire nell'azione per contraffazione promossa dal titolare della privativa
   comunitaria.
   Se la privativa comunitaria è registrata, la concessione in licenza dei relativi diritti o la
   cessione di questa licenza vengono, a domanda di parte, iscritte nel Registro e
   pubblicate.
                                           Articolo 35
                                     Opponibilità ai terzi
1. L'opponibilità ai terzi degli atti di cui agli articoli 30, 31, 32 e all'articolo 34 è
   disciplinata dalla legge dello Stato membro determinato in applicazione dell'articolo 29.
2. Tuttavia, in materia di privative comunitarie registrate, gli atti di cui agli articoli 30, 31
   e 34 sono opponibili ai terzi in tutti gli Stati membri soltanto dopo la loro trascrizione
   nel Registro. Nondimeno, prima della loro trascrizione, gli atti suddetti sono opponibili
   ai terzi che hanno acquistato diritti sulla privativa comunitaria registrata dopo la data
   dell'atto, se di tale atto erano a conoscenza al momento dell'acquisto dei diritti.
3. Il paragrafo 2 non è applicabile nei confronti di chi abbia acquisito la privativa
    comunitaria o un diritto su di essa mediante trasferimento dell'impresa nella sua totalità
   o mediante qualsiasi altra successione a titolo universale.
4.  Fino a quando tra gli Stati membri non siano entrate in vigore disposizioni comuni in
    materia di fallimento, l'opponibilità ai terzi del fallimento o delle procedure analoghe in
    cui è inclusa la privativa comunitaria è disciplinata dalla legislazione del primo Stato
    membro in cui siffatta procedura è stata avviata secondo le disposizioni inteme o
    convenzioni intemazionali.
                                           Articolo 36
                         Domanda di privativa comunitaria registrata
                                  come oggetto di proprietà
1.  La domanda di disegno o modello comunitario registrato come oggetto di proprietà è
    assimilata, nella sua integralità e in tutto il territorio della Comunità, alla privativa
    nazionale dello Stato membro determinato secondo l'articolo 29.
2.  Alle domande di privativa comunitaria registrata si applicano per quanto di ragione, gli
    articoli da 30 a 35. Se gli effetti di una di queste disposizioni dipende dalla trascrizione
    nel Registro, questa formalità deve essere adempiuta all'atto della registrazione della
    privativa comunitaria.
                                                68
 ---pagebreak---                                          TITOLO IV
          DOMANDA PER LA PRIVATIVA COMUNITARIA REGISTRATA
                                       Sezione Prima
                             Deposito e requisiti della domanda
                                          Articolo 37
                                   Deposito della domanda
1. La domanda per la privativa comunitaria registrata deve essere depositata, a scelta del
   richiedente,
   a) presso l'Ufficio, oppure
   b) se la legge di uno Stato membro lo consente, presso l'ufficio centrale della proprietà
        industriale di uno Stato membro o presso l'ufficio dei disegni del Benelux.
2. La domanda depositata presso l'ufficio centrale delle proprietà industriali di uno Stato
   membro o presso l'ufficio dei disegni del Benelux ha la stessa efficacia che avrebbe se
   fosse stata depositata nei medesimo giorno presso l'Ufficio.
                                          Articolo 38
                                    Inoltro della domanda
   Qualora la domanda sia depositata presso l'Ufficio centrale della proprietà industriale di
   uno Stato membro o presso l'ufficio dei disegni del Benelux, questi provvedono ad
   inoltrarla all'Ufficio nel termine di due settimane dalla data del deposito. I suddetti uffici
   hanno facoltà di esigere dal richiedente il pagamento di una tassa di ammontare non
   superiore alle spese amministrative sostenute per la ricezione e la trasmissione della
   domanda stessa.
   L'Ufficio, non appena gli sia pervenuta una domanda di deposito inoltrata da un ufficio
   centrale nazionale o dall'Ufficio dei disegni del Benelux, ne dà comunicazione al
   richiedente indicando la data di ricezione della domanda.
   Dieci anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento la Commissione redige una
   relazione sul funzionamento del sistema di deposito delle domande di privativa
   comunitaria registrata corredata delle eventuali proposte di revisione ritenute adeguate.
                                          Articolo 39
                                   Requisiti della domanda
1. La  domanda di privativa comunitaria registrata deve contenere:
    a)   una richiesta di registrazione;
   b)    indicazioni che permettano di identificare il richiedente;
    e)   una rappresentazione riproducibile del disegno o modello.
                                               69
 ---pagebreak--- 2.  Se la domanda ha per oggetto un disegno bidimensionale e contiene una richiesta di
    differimento della pubblicazione ai sensi dell'articolo 52, la rappresentazione del disegno
    può essere sostituita da un campione del prodotto nel quale il disegno è attuato o al
    quale è applicato.
3.  La domanda può inoltre contenere:
    a) una descrizione esplicativa della riproduzione del disegno o del modello;
    b) un'indicazione dei prodotti nei quali il disegno o modello deve essere attuato o ai
         quali deve essere applicato;
    e) la classificazione dei prodotti nei quali il disegno o modello deve essere attuato o
          ai quali deve essere applicato con indicazione della classe e della sottoclasse;
    d) un campione del prodotto nel quale il disegno o modello riprodotto nella
         rappresentazione è attuato o al quale è applicato;
    e) unarichiestadi differimento della pubblicazione della domanda ai sensi dell'articolo
          52.
4.  La domanda deve indicare l'identità dell'autore del disegno o modello o, se del caso, il
    nome del collettivo. Se il richiedente non è l'autore del disegno o modello o vi è
    pluralità di autori, l'indicazione dell'autore deve dichiarare l'origine del diritto al disegno
    o modello comunitario.
5.  La domanda è soggetta al pagamento della tassa di registrazione e della tassa di
    pubblicazione. Se viene presentata domanda di differimento della pubblicazione ai sensi
    del paragrafo 3, lettera e) la tassa per il differimento sostituisce la tassa di pubblicazione.
6.  La domanda deve soddisfare i requisiti previsti dal regolamento di esecuzione.
                                            Articolo 40
                                      Domande cumulative
 1. Più disegni o modelli possono essere depositati con una domanda cumulativa diretta ad
    ottenere privative comunitarie registrate. Salvo che si tratti di decorazioni, le domande
    cumulative sono ammesse solo se i prodotti in cui i disegni o i modelli devono essere
    attuati o a cui devono essere applicati appartengono tutti alla stessa sottoclasse o allo
    stesso insieme o linea di prodotti.
2.  Oltre al pagamento delle tasse di cui all'articolo 39, paragrafo 5, la domanda cumulativa
    è soggetta al pagamento di una soprattassa di registrazione e di una soprattassa di
    pubblicazione. Se la domanda cumulativa contiene una richiesta di differimento della
    pubblicazione, la soprattassa di pubblicazione è sostituita dalla soprattassa per il
    differimento della pubblicazione. Per ciascun disegno o modello addizionale le
    soprattasse sono ragguagliate a una percentuale delle tasse ordinarie.
 3. La domanda cumulativa deve soddisfare i requisiti previsti dal regolamento di
    esecuzione.
                                                 70
 ---pagebreak---                                            Articolo 41
                                        Data del deposito
La data del deposito di una domanda di privativa comunitaria registrata è quella in cui la
documentazione contenente gli elementi informativi di cui all'articolo 39, paragrafi 1 o 2 è
presentata all'Ufficio dal richiedente o, qualora la domanda venga depositata presso l'ufficio
centrale della proprietà industriale di uno Stato membro o presso l'ufficio dei disegni del
Benelux, la data del deposito presso tali uffici fermo restando l'obbligo di pagare le tasse di
cui all'articolo 39, paragrafo 5 e, ove occorra, all'articolo 40, paragrafo 2 entro due mesi dalla
presentazione della suddetta documentazione.
                                            Articolo 42
                                          Classificazione
Per l'applicazione del presente regolamento l'Ufficio fa uso della classificazione dei disegni
e modelli di cui all'allegato all'Accordo che istituisce la classificazione intemazionale dei
disegni e modelli industriali firmato a Locamo l'8 ottobre 1968.
                                         Sezione Seconda
                                              Priorità
                                            Articolo 43
                                         Diritto di priorità
 1.   Chiunque abbia regolarmente depositato una domanda di privativa in uno o per uno degli
      Stati della Convenzione di Parigi sulla proprietà industriale (nel prosieguo: "Convenzione
      di Parigi"), ovvero il suo avente causa, fruisce, per un periodo di sei mesi decorrente
      dalla data del deposito della prima domanda, di un diritto di priorità per effettuare il
      deposito di una domanda di privativa comunitaria registrata per il medesimo disegno o
      modello.
2.    E' riconosciuto costitutivo del diritto di priorità qualsiasi deposito avente valore di
      deposito nazionale regolare secondo il diritto dello Stato nel quale è stato effettuato o
      in virtù di accordi bilaterali o multilaterali.
 3.   Per deposito nazionale regolare s'intende il deposito che offra elementi sufficienti per
      determinare la data alla quale la domanda è stata depositata, indipendentemente dal suo
      esito.
 4.   Ai fini della determinazione della priorità si considera prima domanda una successiva
      domanda depositata per lo stesso disegno o modello, per prodotti o servizi identici e nel
      medesimo o per il medesimo Stato in cui o per cui è stata depositata una prima domanda
      anteriore, a condizione che, alla data del deposito della domanda successiva, la domanda
      anteriore sia stata ritirata, abbandonata o rigettata senza essere stata sottoposta alla
      consultazione pubblica e senza aver lasciato sussistere diritti né essere servita per
      rivendicare la priorità. In tal caso la domanda anteriore non può successivamente servire
       come base per rivendicare il diritto di priorità.
                                                  71
 ---pagebreak---       Se il primo deposito è stato effettuato in uno Stato che non è parte della Convenzione
      di Parigi, i paragrafi da 1 a 4 si applicano soltanto qualora risulti pubblicamente che
      questo Stato concede, in base ad un deposito effettuato presso l'Ufficio e rispondente a
      requisiti equivalenti a quelli contenuti nel presente regolamento, un diritto di priorità che
      esplica effetti equivalenti.
                                             Articolo 44
                                   Rivendicazione della priorità
Il richiedente la privativa comunitaria registrata che intenda fare valere la priorità di un
deposito anteriore deve presentare una dichiarazione di priorità e una copia della domanda
anteriore. Se la lingua in cui è redatta quest'ultima non è una delle lingue di procedura
dell'Ufficio, questo può esigere la traduzione della domanda anteriore in una delle sue lingue
di procedura. La procedura per l'applicazione di questa disposizione è stabilita dal
regolamento di esecuzione.
                                             Articolo 45
                                    Effetti del diritto di priorità
Per effetto del diritto di priorità la data di priorità è considerata data del deposito della
domanda di privativa comunitaria registrata ai fini degli articoli 5,6, 8,25 e 27, paragrafo 2.
                                             Articolo 46
                  Equiparazione del deposito comunitario al deposito nazionale
La domanda di privativa comunitaria registrata alla quale sia stata assegnata una data di
deposito ha, negli Stati membri, l'efficacia di un regolare deposito nazionale, eventualmente
con il diritto di priorità invocato a sostegno della domanda stessa.
                                             Articolo 47
                       Priorità derivante dalla presentazione in esposizioni
      Il richiedente la privativa comunitaria registrata che abbia presentato i prodotti nei quali
      il disegno o modello è attuato o ai quali è applicato in una esposizione intemazionale
      ufficiale o ufficialmente riconosciuta ai sensi della Convenzione sulle esposizioni
      intemazionali firmata a Parigi il 22 novembre 1928 e rivista da ultimo il
      30 novembre 1972 può, se deposita la domanda entro i sei mesi successivi alla prima
      presentazione di tali prodotti, fa valere un diritto di priorità decorrente da tale data ai
      sensi dell'articolo 45.
      Il richiedente che intenda fa valere la priorità ai sensi del paragrafo 1 deve fornire le
      prove dell'avvenuta presentazione dei prodotti nei quali il disegno o modello è attuato
      o ai quali è applicato osservando le modalità stabilite dal regolamento di esecuzione.
                                                  72
 ---pagebreak--- 3.   La priorità derivante dalla presentazione a esposizioniriconosciutain uno Stato membro
     o in un paese terzo non proroga i termini di priorità di cui all'articolo 43.
                                           TITOLO V
                          PROCEDIMENTO DI REGISTRAZIONE
                                           Articolo 48
                                  Esame dei requisiti formali
     L'Ufficio rigetta la domanda per la privativa comunitaria registrata se il suo oggetto è
     palesemente estraneo alla definizione di cui all'articolo 3.
     L'Ufficio esamina se:
     a) la domanda soddisfa i requisiti di cui all'articolo 39, paragrafi 1 e 2 per
          l'assegnazione di una data di deposito;
     b) se la domanda soddisfa gli altri requisiti di cui all'articolo 39 e, nell'ipotesi di
          domanda cumulativa, dell'articolo 40;
     e) se sono soddisfatti i requisiti relativi alla rivendicazione della priorità, qualora si
          rivendichi la priorità.
                                           Articolo 49
                                      Irregolarità sanabili
1.   Se la domanda non possiede i requisiti di cui all'articolo 48, paragrafo 2, lettere a) e b)
     l'Ufficio chiede al richiedente di sanare le irregolarità o di provvedere al mancato
     pagamento delle tasse nei termini prescritti.
2.   Se il richiedente ottempera alla richiesta dell'Ufficio nei termini prescritti, l'Ufficio
     riconosce come data di deposito della domanda la data originaria in cui è stata presentata
     la domanda che presentava le irregolarità. Tuttavia, se le irregolarità riguardano i
     requisiti della domanda di cui all'articolo 39, paragrafi 1 o 2, l'Ufficio riconosce come
     data di deposito quella in cui le irregolarità sono state sanate.
3.   Se entro i termini prescritti le irregolarità non sono state sanate o non si è provveduto
     al pagamento delle tasse l'Ufficio rigetta la domanda.
4.   L'inosservanza delle disposizioni concementi la rivendicazione di priorità importa la
     decadenza da tale diritto ai fini del deposito della domanda.
                                           Articolo 50
                                          Registrazione
La domanda cui sia stata assegnata una data di deposito viene immediatamente registrata
come disegno o modello comunitario registrato. La data della registrazione è quella in cui è
stata assegnata la data del deposito.
                                                73
 ---pagebreak---                                             Articolo 51
                                           Pubblicazione
A seguito della registrazione l'Ufficio pubblica la privativa comunitaria registrata nel
Bollettino dei disegni e modelli comunitari di cui all'articolo 77, lettera a). La pubblicazione
contiene:
a) le generalità del titolare del disegno comunitario registrato;
b) il numero e la data del deposito e, ove sia rivendicata la priorità, la data della priorità;
e) il nome dell'autore del disegno o modello oppure la menzione del collettivo;
d) lariproduzionedella rappresentazione del disegno o modello;
e) se è stato depositato un campione, un riferimento a tale deposito;
f) ogni altro particolare prescritto dal regolamento di esecuzione.
                                            Articolo 52
                                Differimento della pubblicazione
1.   Il richiedente la privativa comunitaria registrata può chiedere, all'atto del deposito della
     domanda, che la pubblicazione della privativa comunitaria registrata venga differita di
     un periodo non superiore a trenta mesi a far data dal deposito oppure, se si rivendica la
     priorità, dalla data a cui risale la priorità.
2.   Se alla domanda per la privativa comunitaria registrata è già stata assegnata una data di
     deposito, la richiesta di differimento non impedisce la registrazione del disegno o
     modello, ma la rappresentazione del disegno o modello e il fascicolo relativo alla
     domanda non possono essere oggetto di pubblica consultazione, fatto salvo l'articolo 78,
     paragrafo 2.
3.   L'Ufficio pubblica nel Bollettino dei disegni e modelli comunitari la notizia del
     differimento della pubblicazione della privativa comunitaria registrata. La notizia è
     accompagnata almeno dall'indicazione dell'identità del titolare della privativa comunitaria
     registrata, della data di deposito della domanda, del periodo di differimento richiesto e
     degli altri particolari prescritti dal regolamento di esecuzione.
4.   Allo scadere del periodo di differimento, o a una data anteriore richiesta dal titolare,
     l'Ufficio consente la pubblica consultazione della documentazione e di tutte le
     annotazioni e trascrizioni riportate nel Registro afferenti la domanda di disegno
      comunitario registrato e pubblica quest'ultimo nel Bollettino dei disegni comunitari
     registrati sempreché, nel termine prescritto dal regolamento di esecuzione:
      a) sia stata pagata la tassa di pubblicazione o, nel caso di domanda cumulativa, la
           relativa tassa addizionale;
     b) il titolare abbia depositato presso l'Ufficio una rappresentazione riproducibile del
           disegno o modello avvalendosi della facoltà di cui all'articolo 39, paragrafo 2.
      Se il titolare non ottempera a queste prescrizioni la privativa comunitaria registrata è
      considerata fin dall'inizio privo degli effetti di cui al presente regolamento, a meno che
      non sia stato oggetto di rinuncia conformemente all'articolo 55.
                                                 74
 ---pagebreak--- 5.   In caso di domanda cumulativa, le disposizioni del presente articolo possono applicarsi
     solo ad una parte dei disegni o modelli cui la domanda si riferisce.
6.   Durante il periodo di differimento della pubblicazione le azioni giudiziarie fondate su
     una privativa comunitaria registrata sono proponibili solo quando le informazioni
     contenute nel Registro e nella documentazione relativa alla domanda siano state
     comunicate alla parte convenuta.
7.   Ogni riferimento che il presente regolamento faccia alla data di pubblicazione della
     privativa comunitaria registrata deve intendersi fatto, nel caso di privative comunitarie
     registrate per le quali sia stato chiesto il differimento della pubblicazione, alla data in cui
     l'Ufficio compie l'atto di cui al paragrafo 4.
                                            TITOLO VI
                                DURATA DELLA PROTEZIONE
                   DELLA PRIVATIVA COMUNITARIA REGISTRATA
                                             Articolo 53
                                      Durata della protezione
La durata della protezione conferita dalla privativa comunitaria registrata è di cinque anni
decorrenti dalla data di deposito della domanda. Essa è rinnovabile ai sensi dell'articolo 54
per successivi periodi di cinque anni fino ad un massimo di venticinque anni a decorrere dalla
data del deposito della prima domanda.
                                             Articolo 54
                                            Rinnovazione
1.   La registrazione della privativa comunitaria registrata èrinnovataa richiesta del titolare
     o di qualsiasi persona da questi esplicitamente delegata, purché la tassa di rinnovazione
     sia stata pagata.
2.   L'Ufficio informa il titolare della privativa comunitaria registrata e i titolari di diritti
     registrati sulla privativa comunitaria registrata della scadenza della registrazione, in
     tempo utile prima della scadenza stessa. L'omessa informazione non fa sorgere alcuna
      responsabilità dell'Ufficio.
3.   La domanda di rinnovazione deve essere presentata nei sei mesi precedenti l'ultimo
      giomo del mese in cui scade il periodo di tutela e la relativa tassa deve essere pagata
      nello stesso periodo. In difetto, la domanda può essere presentata e la tassa può essere
      pagata entro un perìodo supplementare di sei mesi a decorrere dal giorno indicato nella
      frase precedente, salvo l'obbligo di pagare una soprattassa nello stesso perìodo.
4.    Gli effetti della rinnovazione decorrono dal giorno successivo alla data in cui scade la
      registrazione. Essa viene registrata.
                                                   75
 ---pagebreak---                                           TITOLO v n
                                   RINUNCIA E NULLITÀ
                  DELLA PRIVATIVA COMUNITARIA REGISTRATA
                                           Articolo 55
                                            Rinuncia
1. La rinuncia alla privativa comunitaria registrata va dichiarata per iscritto all'Ufficio dal
   titolare della privativa stessa. I suoi effetti decorrono dalla data della relativa
   registrazione.
2. La rinuncia è registrata soltanto con il consenso del titolare di diritti iscritti nel Registro.
   Se nel Registro è trascritta una licenza, la rinuncia è trascritta nel Registro soltanto se
   il titolare della privativa dimostra di avere informato il licenziatario dell'intenzione di
   rinunciare; la trascrizione della rinuncia è fatta alla scadenza del termine prescritto dal
   regolamento di esecuzione.
                                           Articolo 56
                             Domanda di dichiarazione di nullità
1. La Commissione, gli Stati membri e qualsiasi persona fìsica o giuridica possono
   domandare all'Ufficio di dichiarare nulla la privativa comunitaria registrata; tuttavia, nel
   caso indicato dall'articolo 27, paragrafo 1, lettera d), la domanda può essere presentata
   soltanto dall'avente diritto e, nell'ipotesi prevista dall'articolo 27, paragrafo 2, soltanto dal
   titolare del diritto anteriore.
2. La domanda deve essere presentata per iscritto e motivata. Essa si considera presentata
   solo dopo che è stata pagata la relativa tassa.
3. La domanda è inammissibile se una domanda con lo stesso oggetto e le stesse ragioni
   è stata decisa nei confronti delle stesse parti da un tribunale dei disegni e modelli
   comunitari con sentenza passata in giudicato.
                                            Articolo 57       ,
                                     Esame della domanda
1.  Se la domanda di nullità è ammissibile, l'Ufficio accerta se le cause di nullità di cui
    all'articolo 27 ostano al mantenimento della privativa comunitaria registrata.
2. Nel corso dell'esame della domanda, da effettuarsi con l'osservanza delle disposizioni del
    regolamento di esecuzione, l'Ufficio invita le parti, ogniqualvolta lo reputi necessario,
    a presentare, nei termini da esso assegnati, le loro deduzioni sulle sue notificazioni o
    sulle comunicazioni fatte dalle altre parti.
3.  La declaratoria di nullità della privativa comunitaria registrata è trascritta nel Registro
    quando è divenuta definitiva.
                                                 76
 ---pagebreak---                                            Articolo 58
                    Partecipazione del presunto violatore della privativa
             della Commissione e degli Stati membri ai procedimenti di nullità
1.  Se viene promosso il procedimento per la dichiarazione di nullità della privativa
    comunitaria registrata e fintantoché la decisione della divisione di annullamento non è
    passata in giudicato, chiunque fornisca la prova di essere stato convenuto in un
    procedimento per violazione della stessa privativa può intervenire nel procedimento di
    nullità mediante notifica presentata nel termine di tre mesi dalla data in cui l'azione è
    stata promossa. E' parimenti legittimato ad intervenire nel procedimento di nullità, alle
    stesse condizioni, chiunque fornisca la prova che il titolare della privativa ha chiesto
    giudizialmente, nei suoi confronti, la cessazione degli atti di presunta violazione della
    privativa e la prova di aver chiesto a un tribunale di dichiarare che tali atti non
    costituiscono violazione.
2.  La Commissione delle Comunità europee e gli Stati membri hanno il diritto di essere
    ammessi come parti nel procedimento di nullità con l'osservanza delle disposizioni del
    regolamento di esecuzione.
3.  La dichiarazione d'intervento e l'istanza di partecipazione devono essere presentate con
    atto iscritto e motivato. Esse non si considerano presentate fintantoché non sia stata
    pagata la tassa di cui all'articolo 56, paragrafo 2. Adempiuta questa formalità, esse sono
    assimilate a una domanda di nullità, conriservadelle eccezioni previste dal regolamento
    di esecuzione.
                                          TITOLO vm
                   RICORSI AVVERSO LE DECISIONI DELL'UFFICIO
                                           Articolo 59
                                   Decisioni soggette a ricorso
1.  Contro le decisioni delle divisioni per l'esame dei requisiti formali, della divisione legale
    e di amministrazione e delle divisioni di annullamento può essere presentato ricorso. Il
    ricorso ha effetto sospensivo.
2.  La decisione che non pone fine ad un procedimento nei riguardi di una delle parti è
    impugnabile soltanto insieme alla decisione definitiva, a meno che essa non consenta
     un'impugnazione autonoma.
                                           Articolo 60
                            Persone legittimate a proporre ricorso
                               e ad essere parti nel procedimento
Chiunque sia stato parte in un procedimento conclusosi con una decisione puòricorrerecontro
quest'ultima se le sue istanze non sono state accolte. Le altre parti sono, di diritto, parti nel
procedimento di ricorso.
                                                77
 ---pagebreak---                                             Articolo 61
                                         Termini e formalità
Il ricorso deve essere presentato per iscritto all'Ufficio entro due mesi dalla data della notifica
della decisione. Il ricorso non si considera presentato fintantoché non sia stata pagata la
relativa tassa. Entro quattro mesi dalla data della notifica della decisione il ricorso deve essere
motivato in una memoria scritta.
                                             Articolo 62
                                       Revisione pregiudiziale
1.    Se ritiene il ricorso ammissibile e fondato, la divisione che ha emesso la decisione
      impugnata deve riformare la propria decisione. Questa disposizione non si applica
      quando il procedimento si svolge fra il ricorrente ed un'altra parte.
2.    Se le istanze del ricorrente non vengono accolte entro un mese dal ricevimento della
      memoria, il ricorso è immediatamente deferito alla commissione dei ricorsi, senza parere
      sul merito.
                                             Articolo 63
                                          Esame del ricorso
 1.   Se il ricorso è ammissibile, la commissione dei ricorsi esamina se esso è fondato.
2.    Durante l'esame del ricorso la commissione invita le parti, qualora lo reputi necessario,
      a presentare, entro il termine da essa assegnato, le loro deduzioni sulle sue notificazioni
      o sulle comunicazioni fatte dalle altre parti.
                                             Articolo 64
                                         Decisioni sui ricorsi
 1.   Dopo l'esame sul merito, la commissione dei ricorsi delibera sul ricorso. Essa può
       esercitare le competenze dell'organo che ha emesso la decisione impugnata oppure
       rinviare la causa a questo organo per nuova decisione.
 2.    In quest'ultimo caso l'organo è vincolato dai principi giuridici enunciati nella decisione
       della commissione dei ricorsi, a condizione che i fatti della causa siano i medesimi.
 3.    Gli effetti delle decisioni della commissione dei ricorsi decorrono dalla data in cui scade
       il periodo di cui all'articolo 65, paragrafo 5 oppure, se durante tale periodo è stato
       presentato ricorso per cassazióne alla Corte di giustizia, dalla data in cui quest'ultimo è
       stato rigettato.
                                                  78
 ---pagebreak---                                            Articolo 65
                            Ricorso dinanzi alla Corte di giustizia
1.  Contro le decisioni della commissione deiricorsipuò essere propostoricorsodinanzi alla
    Corte di giustizia delle Comunità europee.
2.  Il ricorso può essere proposto per incompetenza, inosservanza di norme processuali
    essenziali, violazione del trattato, del presente regolamento e di qualsiasi norma giuridica
    relativa alla sua applicazione o per sviamento di potere.
3.  La Corte di giustizia può annullare o riformare le decisioni impugnate.
4.  Il ricorso può essere proposto da una qualsiasi delle parti nel procedimento dinanzi alla
    commissione dei ricorsi, se nella sua decisione questa non ha accolto le. sue istanze.
5.  Il ricorso deve essere inoltrato alla Corte di giustizia entro due mesi dalla notifica della
    decisione della commissione dei ricorsi.
6.  L'Ufficio è tenuto a prendere i provvedimenti che la sentenza della Corte di giustizia
    impone.
                                           TITOLO IX
                         PROCEDIMENTO DINANZI ALL'UFFICIO
                                          Sezione Prima
                                      Disposizioni generali
                                           Articolo 66
                                  Motivazione delle decisioni
Le decisioni dell'Ufficio sono motivate. Esse devono essere fondate esclusivamente sui motivi
o mezzi di prova in merito ai quali le parti abbiano presentato le proprie deduzioni.
                                            Articolo 67
                           Esame dei fatti per iniziativa dell'Ufficio
 1.  Nel corso della procedura l'Ufficio procede di propria iniziativa all'esame dei fatti; nel
     procedimento relativo alla dichiarazione di nullità l'esame dell'Ufficio si limita ai fatti,
     ai mezzi di prova e àgli argomenti addotti dalle parti e allerichiesteda queste presentate.
2.   L'Ufficio può non tener conto dei fatti o delle prove che le parti non hanno addotto in
     tempo utile.
                                                 79
 ---pagebreak---                                             Articolo 68
                                         Procedura orale
1.  Quando ne ravvisi l'opportunità, l'Ufficio ricorre alla procedura orale di propria iniziativa
    o a richiesta di parte.
2.  La procedura orale, compresa la lettura della decisione, è pubblica salvo decisione
    contraria dell'Ufficio qualora la pubblicità possa presentare, in particolare per una delle
    parti dej procedimento, inconvenienti gravi e ingiustificati.
                                            Articolo 69
                                 Assunzione dei mezzi di prova
1.   Nei procedimenti dinanzi all'Ufficio sono esperibili in particolare i seguenti mezzi di
     prova:
     a) l'audizione delle parti;
     b) la richiesta di informazioni;
     e) la produzione di documenti e di campioni;
     d) l'audizione dei testimoni;
     e) la consulenza tecnica;
     f) le dichiarazioni scritte fatte sotto giuramento o in forma solenne o aventi pari valore
           probatorio nell'ordinamento dello Stato in cui sono rese.
2.   La competente divisione dell'Ufficio può affidare l'istruzione ad uno dei suoi membri.
3.   L'Ufficio, se ritiene necessario che una parte, un testimone o un perito depongano
     oralmente cita la persona a comparire dinanzi ad esso.
4.   Le parti vengono informate dell'audizione dei testimoni e/o dei consulenti dinanzi
     all'Ufficio. Esse hanno il diritto di presenziare e di rivolgere domande ai testimoni e/o
     consulenti.
                                            Articolo 70
                                            Notificazioni
L'Ufficio notifica di propria iniziativa tutte le decisioni e citazioni, nonché le comunicazioni
che fanno decorrere un termine o la cui notificazione è prescritta da altre disposizioni del
presente regolamento o dal regolamento di esecuzione o è disposta dal Presidente.
                                             Articolo 71
                                     Reintegrazione nei diritti
 1.  Il richiedente o il titolare della privativa comunitaria registrata, od ogni altra parte di un
     procedimento dinanzi all'Ufficio che, pur avendo usato la diligenza richiesta dalle
     circostanze, non abbia potuto osservare un termine nei confronti dell'Ufficio è, a
     richiesta, reintegrato nei suoi diritti se l'inosservanza ha per conseguenza diretta, a norma
                                                  80
 ---pagebreak---      del presente regolamento, la perdita di un diritto o la decadenza dalla facoltà di proporre
     ricorso.
2.   L'istanza di reintegrazione deve essere presentata per iscritto nel termine di due mesi
     dalla cessazione dell'impedimento. Entro lo stesso termine deve essere compiuto l'atto
     omesso. L'istanza non è ammissibile se sia trascorso un anno dalla scadenza del termine
     non osservato. Nel caso di mancata presentazione della domanda di rinnovazione o di
     mancato pagamento della relativa tassa il periodo supplementare di sei mesi di cui
     all'articolo 54, paragrafo 3, seconda frase, viene detratto dal periodo di un anno.
3.   L'istanza di reintegrazione deve essere motivata ed indicare i fatti e le giustificazioni su
     cui si fonda. Essa non si considera presentata finché non sia stata pagata la relativa tassa.
4.   La divisione dell'Ufficio competente a statuire sull'atto omesso decide in merito
     all'istanza di reintegrazione.
5.   Le disposizioni di questo articolo non sono applicabili ai termini di cui al paragrafo 2
     e all'articolo 43, paragrafo 1.
6.   Ilrichiedenteo il titolare della privativa comunitaria registrata reintegrato nei diritti non
     può invocarli contro un terzo che, nel periodo compreso tra la perdita del diritto alla
     domanda o alla privativa comunitaria registrata e la pubblicazione dell'avvenuta
     reintegrazione nel diritto, abbia in buona fede messo in commercio prodotti in cui è
     attuato o a cui è applicato un disegno o modello compreso nell'ambito della tutela della
     privativa comunitaria registrata.
7.   Il terzo che può avvalersi delle disposizioni del paragrafo 6 può ricorrere contro la
     decisione che reintegra nei diritti il richiedente o il titolare della privativa comunitaria
     registrata nel termine di due mesi dalla data in cui è pubblicata la notizia della
     reintegrazione.
8.   Nessuna disposizione dei presente articolo pregiudica il diritto degli Stati membri di
     concedere la reintegrazione nei diritti quando non siano stati osservati i termini di cui
     il presente regolamento prescrive l'osservanza nei riguardi delle loro autorità.
                                             Articolo 72
                                     Rinvio ai principi generali
In assenza di una disposizione di procedura nel presente regolamento, nel regolamento di
esecuzione, nel regolamento relativo alle tasse o nel regolamento di procedura delle
 commissioni dei ricorsi, l'Ufficio prende in considerazione i principi di diritto processuale
 generalmente riconosciuti negli Stati membri.
                                             Articolo 73
                                Cessazione degli obblighi pecuniari
 1.   Il diritto dell'Ufficio di esigere il pagamento di tasse si prescrive dopo quattro anni con
      decorrenza dalla fine dell'anno civile nel corso del quale la tassa è divenuta esigibile.
                                                  81
 ---pagebreak---    Il diritto di chiedere all'Ufficio il rimborso di tasse o di somme versate in eccesso si
   prescrive decorsi quattro anni dalla fine dell'anno civile nel corso del quale il diritto è
   sorto.
   Il termine di cui al paragrafo 1 è interrotto dall'invito a pagare la tassa e quello di cui
   al paragrafo 2 dalla presentazione di un'istanza scritta e motivata. Il termine interrotto
   riprende a decorrere dal momento della sua interruzione; esso scade alla fine del sesto
   anno successivo all'anno civile in cui era iniziata la decorrenza iniziale, a meno che sia
   stata proposta una domanda giudiziale per far valere il diritto; in tal caso il termine scade
   non prima di un anno dalla data in cui la decisione è divenuta definitiva.
                                       Sezione Seconda
                                             Spese
                                          Articolo 74
                                    Ripartizione delle spese
1. La parte soccombente nel procedimento diretto ad ottenere la dichiarazione di nullità o
   nei procedimenti di ricorso sopporta l'onere delle tasse pagate dall'altra parte, nonché
   tutte le spese necessarie al procedimento che questa ha sostenuto, comprese le spese di
   viaggio, di soggiorno e la remunerazione dei mandatari, consulenti e avvocati, entro i
   limiti delle tariffe fissate, per ogni categoria di spese, nel regolamento di esecuzione.
2. Tuttavia, ove le parti soccombano rispettivamente su una o più imputazioni, o quando
   l'equità lo esiga, la divisione di annullamento o la commissione dei ricorsi decidono una
   diversa ripartizione delle spese.
3. La parte che pone fine ad un procedimento davanti all'Ufficio rinunciando al disegno
    comunitario registrato o non rinnovandone la registrazione ovvero rinunciando al
   procedimento di nullità o al procedimento di ricorso sopporta l'onere delle tasse e delle
   spese sostenute dall'altra parte secondo le disposizioni dei paragrafi 1 e 2.
4. In caso di non luogo a procedere la divisione di annullamento o la commissione dei
   ricorsi decidono sulle spese in via equitativa.
5.  Qualora le parti addivengano, in via transattiva, dinanzi alla divisione di annullamento
   o alla commissione dei ricorsi ad unaripartizionedelle spese diversa da quella disposta
    dai paragrafi da 1 a 4 la divisione competente dell'Ufficio ne prende atto.
6.  Arichiestadi parte, i cancellieri della divisione di annullamento o della commissione dei
    ricorsi fissano l'importo delle spese da pagare nell'osservanza delle disposizioni dei
    paragrafi precedenti. Tale importo può, su istanza presentata nel termine prescritto dal
    regolamento di esecuzione, essererivedutocon decisione della divisione di annullamento
    o della commissione dei ricorsi.
                                               82
 ---pagebreak---                                               Articolo 75
                           Esecuzione delle decisioni che stabiliscono
                                       l'ammontare delle spese
1.   Le decisioni definitive dell'Ufficio che stabiliscono l'ammontare delle spese formano
     titolo esecutivo.
2.   L'esecuzione forzata è regolata dalle norme di procedura civile vigenti nello Stato sul cui
     territorio essa ha luogo. La formula esecutiva è apposta, con la sola verificazione
     dell'autenticità del titolo, dall'autorità nazionale che il governo di ciascuno Stato membro
     designa a tale scopo, dandone comunicazione all'Ufficio e alla Corte di giustizia.
3.   Espletate queste formalità a richiesta della parte interessata, questa può ottenere
     l'esecuzione a norma della legge nazionale adendo direttamente l'autorità competente.
4.   L'esecuzione forzata può essere sospesa solo in virtù di una decisione della Corte di
     giustizia. Il controllo della regolarità dei provvedimenti esecutivi è di competenza delle
     autorità giudiziarie nazionali.
                                            Sezione Terza
                 Informazione del pubblico e delle autorità degli Stati membri
                                              Articolo 76
                             Registro dei disegni e modelli comunitari
L'Ufficio tiene un registro denominato "Registro dei disegni e modelli comunitari", nel quale
sonoriportatetutte le indicazioni di cui il presente regolamento o il regolamento di esecuzione
prescrivono l'annotazione o la trascrizione. Il Registro è aperto alla consultazione pubblica
salvo diversa disposizione dell'articolo 52, paragrafo 2 in merito alle iscrizioniriguardantile
privative comunitarie registrate delle quali sia stata richiesta la pubblicazione differita.
                                              Articolo 77
                                       Pubblicazioni periodiche
L'Ufficio pubblica periodicamente:
a) un "Bollettino dei disegni e modelli comunitari" che contiene le trascrizioni e le
      annotazioni aperte alla pubblica consultazioneriportatenel Registro, nonché tutte le altre
      notizie la cui pubblicità sia prescritta dal presente regolamento o dal regolamento di
      esecuzione;
b) una "Gazzetta ufficiale dell'Ufficio comunitario dei disegni e modelli" che contiene le
      comunicazioni e le informazioni di carattere generale emananti dal Presidente
      dell'Ufficio, nonché ogni altra notizia attinente al presente regolamento o alla sua
      applicazione.
                                                   83
 ---pagebreak---                                             Articolo 78
                                   Consultazione dei fascicoli
1.   I fascicoli relativi a domande di privativa comunitaria registrata non ancora pubblicate
     e i fascicoli relativi a privative comunitarie registrate per le quali è stata disposta la
     differita ai sensi dell'articolo 52, o che sono stati oggetto di rinuncia prima o alla
     scadenza del periodo di differimento, possono essere aperti alla consultazione pubblica
     soltanto con il consenso del richiedente o del titolare della privativa comunitaria
     registrata.
2.   Nel caso previsto dal paragrafo 1, chiunque provi di avervi un interesse legittimo può
     consultare il fascicolo senza il consenso del richiedente o del titolare della privativa
     comunitaria registrata prima della pubblicazione della domanda o dopo la rinuncia.
     Questa disposizione si applica segnatamente se l'interessato fornisce le prove che il
     richiedente o il titolare della privativa comunitaria registrata hanno compiuto atti intesi
     ad esercitare contro di lui i diritti conferiti dalla privativa comunitaria registrata.
3.   Dopo la pubblicazione della privativa comunitaria registrata i fascicoli possono essere
     consultati da chiunque ne faccia richiesta.
4.   Il regolamento di esecuzione stabilisce i casi in cui determinati documenti del fascicolo
     possono essere esclusi dalla consultazione di cui ai paragrafi 2 e 3.
                                            Articolo 79
                            Cooperazione amministrativa e giudiziaria
Salvo disposizioni contrarie del presente regolamento o delle legislazioni nazionali, l'Ufficio
e gli organi giudiziari o le altre autorità competenti degli Stati membri si assistono
reciprocamente, a richiesta, comunicandosi informazioni o autorizzando la consultazione dei
fascicoli. Quando l'Ufficio autorizza organi giurisdizionali, pubblici ministeri o uffici centrali
della proprietà industriale a consultare fascicoli, la consultazione non è soggetta alle restrizioni
di cui all'articolo 78.
                                            Articolo 80
                                    Scambio di pubblicazioni
 1.   L'Ufficio dei disegni e modelli comunitari e gli uffici centrali della proprietà industriale
      degli Stati membri si scambiano a richiesta, gratuitamente e per le proprie occorrenze,
      uno o più esemplari delle rispettive pubblicazioni.
2.    L'Ufficio può concludere accordi relativi allo scambio e all'inoltro di pubblicazioni.
                                                 84
 ---pagebreak---                                        Sezione Quarta
                                       Rappresentanza
                                         Articolo 81
                      Principi generali in materia di rappresentanza
1. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2, nessuno ha l'obbligo di farsi rappresentare
   dinanzi all'Ufficio.
2. Fatto salvo il paragrafo 3, seconda frase, le persone fisiche e giuridiche che non abbiano
   nella Comunità né la residenza né domicilio nella reale sede industriale o commerciale
   devono farsi rappresentare dinanzi all'Ufficio, nei modi indicati dall'articolo 82,
   paragrafo 1, in ogni procedimento istituito dal presente regolamento ad esclusione del
   deposito della domanda di disegno o modello comunitario registrato.
3. Le persone fìsiche e giuridiche che hanno nella Comunità la residenza, il domicilio o una
   reale sede industriale o commerciale possono farsi rappresentare dinanzi all'Ufficio da
   un loro dipendente il quale deve depositarvi una procura firmata, da inserire nel
   fascicolo, i cui particolari sono indicati dal regolamento di esecuzione. Il dipendente di
   una persona giuridica contemplata nel presente paragrafo è altresì legittimato a
   rappresentare anche altre persone giuridiche che hanno legami di natura economica con
   la prima, ma che non hanno nella Comunità né residenza, né domicilio, né una reale sede
   industriale o commerciale.
                                         Articolo 82
                                Rappresentanza professionale
1. La rappresentanza delle persone fìsiche e giuridiche dinanzi all'Ufficio può essere assunta
   soltanto:
   a) da avvocati abilitati in uno Stato membro e che abbiano domicilio professionale
        nella Comunità, purché possano agire in tale Stato quali rappresentanti in tema di
        proprietà industriale, oppure
   b) da rappresentanti abilitati iscritti nell'apposito elenco tenuto dall'Ufficio.
   I rappresentanti ammessi ad agire dinanzi all'Ufficio devono depositarvi una procura
   firmata, da inserire nei fascicoli, i cui particolari sono indicati dal regolamento di
   esecuzione.
2. Può essere iscritta nell'elenco dei rappresentanti abilitati ogni persona fisica che sia in
   possesso dei seguenti requisiti:
   a) domicilio professionale o posto di lavoro nella Comunità;
   b) abilitazione a rappresentare persone fisiche o giuridiche
         - in tema di brevetti dinanzi all'Ufficio europeo dei brevetti,
         - in tema di marchi dinanzi all'Ufficio comunitario dei marchi,
         - in tema di proprietà industriale, compresi i disegni e i modelli, dinanzi all'ufficio
           centrale della proprietà industriale dello Stato membro in cui esercita la
           professione o è impiegata. Se in questo Stato l'abilitazione non è subordinata al
                                              85
 ---pagebreak---             possesso di una speciale qualificazione professionale, le persone che agiscono in
            tema di proprietà industriale, compresi i disegni e i modelli, dinanzi agli uffici
            competenti di detto Stato e che chiedono l'iscrizione nell'elenco devono aver
            esercitato regolarmente per almeno cinque anni. Tuttavia, l'osservanza di questa
            condizione non è richiesta a coloro che, ai sensi della normativa vigente in uno
            Stato membro, siano ufficialmente riconosciuti in possesso della qualificazione
            professionale per rappresentare persone fisiche o giuridiche in tema di proprietà
            industriale, compresi i disegni e i modelli, dinanzi all'Ufficio centrale della
            proprietà industriale del medesimo Stato.
3. L'iscrizione ha luogo su richiesta accompagnata da un attestato dell'ufficio centrale della
   proprietà industriale dello Stato membro interessato, dal quale risulti il possesso dei
   requisiti di cui al paragrafo 2.
4. Il Presidente responsabile dell'Ufficio può concedere una deroga alle disposizioni di cui
   al paragrafo 2, lettera b), terzo trattino, seconda frase, se il richiedente provi di aver
   acquisito in altro modo la qualificazione richiesta.
5. Il regolamento di esecuzione determina i casi in cui il rappresentante abilitato è
   cancellato dall'elenco.
                                         TITOLO X
     COMPETENZA E PROCEDURA NELLE AZIONI GIUDIZIARIE RELATIVE
            ALLE PRIVATIVE COMUNITARIE PER DISEGNI E MODELU
                                       Sezione Prima
                                  Competenza ed esecuzione
                                         Articolo 83
                        Applicazione della Convenzione di esecuzione
1.  Salvo disposizione contraria del presente regolamento, alle procedure concementi le
   privative comunitarie e alle domande per privative comunitarie registrate si applica la
    Convenzione sulla competenza giurisdizionale e sull'esecuzione delle decisioni in materia
    civile e commerciale, firmata a Bruxelles il 27 settembre 1968, come novellata dalle
    convenzioni relative all'adesione a tale Convenzione degli Stati aderenti alle Comunità
    europee,riassuntivamenterichiamatanel prosieguo "Convenzione di esecuzione".
2.  Nei procedimenti relativi alle azioni e domande di cui all'articolo 85
    a) non si applicano l'articolo 2, l'articolo 4, l'articolo 5, paragrafi 1, 3,4 e 5 e l'articolo
         24 della Convenzione di esecuzione;
    b) si applicano gli articoli 17 e 18 della Convenzione entro i limiti previsti dall'articolo
          86, paragrafo 4 del presente regolamento;
    e) le disposizioni del Titolo II della Convenzione di esecuzione che si applicano alle
         persone domiciliate in uno Stato membro si applicano anche alle persone che, pur
          non avendo domicilio in uno Stato membro, vi hanno una stabile organizzazione.
                                              86
 ---pagebreak---      Le disposizioni dell'articolo 16, paragrafo 3 della Convenzione di esecuzione sono
     osservate promuovendo i procedimenti relativi alle azioni e alle domande di cui
     all'articolo 85, lettere e) e d) del presente regolamento avanti a un tribunale dei disegni
     comunitari competente a norma dell'articolo 86.
                                          Sezione Seconda
                               Controversie in materia di violazione
                               e validità delle privative comunitarie
                                            Articolo 84
                            Tribunali dei disegni e modelli comunitari
1.    Gli Stati membri designano nei rispettivi territori un numero per quanto possibile ridotto
      di organi giurisdizionali di primo e di secondo grado, (tribunali dei disegni e modelli
      comunitari), che svolgeranno le funzioni ad essi attribuite dal presente regolamento.
2.    Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento ogni Stato membro
      comunica alla Commissione un elenco dei tribunali dei disegni e modelli comunitari con
      l'indicazione della loro denominazione e competenza territoriale.
3.    Dopo la comunicazione di cui al paragrafo 2, gli Stati membri informano
      immediatamente la Commissione di ogni cambiamento del numero, della denominazione
      o della competenza territoriale di detti tribunali.
4.    Le informazioni di cui ai paragrafi 2 e 3 sono notificate dalla Commissione agli Stati
      membri e pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
5.    Fintantoché un determinato Stato membro non abbia proceduto alla comunicazione di cui
      al paragrafo 2, le azioni o le domande di cui all'articolo 85, per le quali le autorità
      giudiziarie di questo Stato sono competenti in forza dell'articolo 86, vanno proposte
      dinanzi al giudice di questo Stato che avrebbe competenza per territorio e per materia
      in ordine ai procedimenti relativi alle privative nazionali.
                                             Articolo 85
                 Competenza in materia di violazione e validità delle privative
I tribunali dei disegni e modelli comunitari hanno competenza esclusiva:
a) per tutte le azioni in materia di violazione e - qualora siano ammesse dalla legislazione
      nazionale - per le azioni in materia di incombente violazione di privative comunitarie;
b) per le azioni di accertamento della sussistenza di violazione della privativa comunitaria,
       qualora siano ammesse dalla legge nazionale;
e) per tutte le azioni di nullità della privativa comunitaria non registrata;
d) per le domande riconvenzionali di nullità della privativa comunitaria registrata proposte
       nei procedimenti di cui alla lettera a).
                                                  87
 ---pagebreak---                                           Articolo 86
                                  Competenza intemazionale
1.  Fatte salve le disposizioni del presente regolamento e quelle della Convenzione di
    esecuzione applicabili in virtù dell'articolo 83, le azioni e le domande giudiziali di cui
    all'articolo 85 si propongono dinanzi ai tribunali dello Stato membro in cui il convenuto
    ha il domicilio, o se quest'ultimo non ha il domicilio in uno degli Stati membri, dello
    Stato membro in cui ha una stabile organizzazione.
2.  Se il convenuto non ha né il domicilio né una stabile organizzazione in uno degli Stati
    membri, le suddette azioni si propongono dinanzi ai tribunali giurisdizionali dello Stato
    membro in cui l'attore ha il domicilio o, se quest'ultimo non ha il domicilio in uno degli
    Stati membri, dello Stato membro in cui ha una stabile organizzazione.
3.  Se né il convenuto né l'attore hanno tale domicilio o tale stabile organizzazione, le
    suddette azioni vengono proposte dinanzi ai tribunali dello Stato membro in cui l'Ufficio
    ha sede.
4.  In deroga alle disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3:
    a) si applica l'articolo 17 della Convenzione di esecuzione se le parti convengono che
          sia competente un altro tribunale dei disegni comunitari;
    b) si applica l'articolo 18 della medesima Convenzione se il convenuto compare
          dinanzi a un altro tribunale di disegni comunitari.
5.  Le azioni e le domande giudiziali di cui all'articolo 85, lettere a) e d), possono parimenti
    essere proposte dinanzi ai tribunali dello Stato membro in cui l'atto di violazione è stato
    commesso o è incombente.
                                          Articolo 87
                 Sfera di competenza in materia di violazione della privativa
1.  Il tribunale dei disegni e modelli comunitari è competente in base all'articolo 86,
    paragrafi 1, 2, 3 o 4, per gli atti di violazione commessi o incombenti nel territorio di
    qualsiasi Stato membro.
2.  Il tribunale dei disegni comunitari è competente ai sensi dell'articolo 86, paragrafo 5,
    soltanto per gli atti di violazione commessi o incombenti nel territorio dello Stato
    membro in cui è situato.
                                          Articolo 88
                         Azione e domanda riconvenzionale di nullità
                                  della privativa comunitaria
 1. Le azioni di nullità e le domande riconvenzionali di nullità possono essere fondate
    soltanto sulle cause previste dall'articolo 27.
2.  Nel caso contemplato dall'articolo 27, paragrafo 1, lettera d) l'azione di nullità o la
                                               88
 ---pagebreak---    domandariconvenzionaledi nullità possono essere proposte soltanto da chi ha diritto alla
   privativa comunitaria e, nel caso contemplato dall'articolo 27, paragrafo 2, soltanto dal
   titolare del diritto preesistente.
   Se la domandariconvenzionaleè proposta in una controversia nella quale il titolare della
   privativa comunitaria non sia già parte, questi ne viene informato e può essere ammesso
   ad intervenire nel procedimento alle condizioni stabilite dalla legge dello Stato membro
   in cui si trova il giudice adito.
   La validità della privativa comunitaria non può essere contestata con l'azione diretta a
   fare accertare l'insussistenza di violazioni.
                                           Articolo 89
                          Presunzione di validità - Difesa nel merito
1. Nei procedimenti relativi alle azioni per violazione o incombenti violazione della
   privativa. I tribunali dei disegni comunitari considerano valida la privativa comunitaria
   a meno che il convenuto ne contesti la validità mediante domanda riconvenzionale di
   nullità.
2. Nei procedimenti relativi alle azioni per violazione o incombente violazione della
   privativa, quando il titolare fornisca prove atte a dimostrare che il disegno o modello
   possiede il requisito dell'individualità, il tribunale dei disegni comunitari considera il
   disegno o modello nuovo, ai sensi dell'articolo 5, a meno che in una domanda
   riconvenzionale di nullità non sia fornita prova contraria dal convenuto nell'azione
   principale.
3. Nei procedimenti di cui al paragrafo 1 l'eccezione di nullità della privativa comunitaria
    sollevata davanti a un tribunale dei disegni e modelli comunitari in forma diversa dalla
    domandariconvenzionaleè ammessa dal giudice adito solo in quanto il convenuto chieda
    l'annullamento della privativa comunitaria in virtù di una propria privativa nazionale ai
    sensi dell'articolo 27, paragrafo 2.
                                           Articolo 90
                                Sentenze che pronunciano sulla
                              validità delle privative comunitarie
    Quando la validità della privativa comunitaria è contestata in un procedimento dinanzi
    a un tribunale dei disegni comunitari mediante domanda riconvenzionale di nullità,
    a) il tribunale dichiara nulla la privativa comunitaria se accerta che una delle cause di
          cui all'articolo 27 osta al mantenimento della privativa stessa;
    b) il tribunale rigetta la domanda se accerta che nessuna delle cause di cui
          all'articolo 27 osta al mantenimento della privativa comunitaria.
    Il tribunale dei disegni e modelli comunitari investito di una domanda riconvenzionale
    di nullità della privativa comunitaria ne comunica la data di presentazione all'Ufficio il
    quale la annota nel Registro.
                                                89
 ---pagebreak---      Il tribunale dei disegni e modelli comunitari investito di una domanda riconvenzionale
     di nullità può, &a istanza del titolare della privativa comunitaria e sentite le altre parti,
     sospendere il procedimento e invitare il convenuto a presentare una domanda di nullità
     dinanzi all'Ufficio entro il termine che esso stabilisce. Se la domanda non viene
     presentata entro tale termine, il procedimento prosegue e la domanda riconvenzionale si
     consideraritirata.Si applicano le disposizioni dell'articolo 95, paragrafo 3.
     Quando è diventata definitiva la sentenza di un tribunale dei disegni comunitari su una
     domanda riconvenzionale di nullità della la privativa comunitaria registrata, il tribunale
     trasmette all'Ufficio copia del provvedimento. Le parti possono chiedere informazioni in
     merito a tale trasmissione. L'Ufficio annota gli estremi del provvedimento nel Registro
     secondo le modalità stabilite aal regolamento di esecuzione.
     La domanda riconvenzionale di nullità della privativa comunitaria registrata è
     inammissibile se l'Ufficio abbia già emesso una decisione, divenuta definitiva, in un
     procedimento tra le stesse parti promosso per lo stesso oggetto e per le stesse ragioni..
                                           Articolo 91
                      Effetti delle sentenze che pronunciano sulla validità
Quando è diventata definitiva, la sentenza di un tribunale dei disegni e modelli comunitari che
annulla la privativa comunitaria ha in tutti gli Stati membri, gli effetti di cui all'articolo 28,
salvo l'articolo 27, paragrafo 3.
                                           Articolo 92
                                        Diritto applicabile
1.    I tribunali dei disegni e modelli comunitari applicano le disposizioni del presente
      regolamento.
2.   Per tutte le questioni che non rientrano nel campo di applicazione del presente
      regolamento il tribunale dei disegni e modelli comunitari applica la legge nazionale,
      compreso il suo diritto intemazionale privato.
3.    Se il presente regolamento non dispone altrimenti, il tribunale dei disegni e modelli
      comunitari applica le norme di procedura che disciplinano lo stesso tipo di procedimento
      per la privativa nazionale nello Stato membro in cui il tribunale stesso è situato.
                                            Articolo 93
                Sanzioni nei procedimenti relativi alla violazione della privativa
      Se in un procedimento per violazione o incombente violazione della privativa accerta
      che il convenuto ha violato la privativa comunitaria o compiuto atti che costituiscono
      minaccia di violazione, il tribunale dei disegni e modelli comunitari emette nei suoi
      confronti un'ordinanza vietandogli di continuare gli atti di violazione o di incombente
      violazione, salvo che motivi particolari vi si oppongano.
                                                 90
 ---pagebreak--- 2.  Se in un procedimento per violazione accerta che il convenuto ha violato la privativa
    comunitaria, il tribunale
    a) ingiunge al violatore di fornire immediatamente informazioni riguardanti l'origine
          dei prodotti di cui trattasi e i loro canali di commercializzazione,
    b) emette un'ordinanza di sequestro a meno che non sussistano motivi particolari che
          si oppongano a tali decisioni.
3.  Il tribunale prende anche, in conformità della legge nazionale, i provvedimenti intesi ad
    assicurare l'osservanza delle ordinanze di cui ai paragrafi 1 e 2.
4.  Per tutti gli altri aspetti il tribunale dei disegni e modelli comunitari applica la legge
    dello Stato membro in cui sono stati compiuti gli atti di violazione o di incombente
    violazione, compreso il suo diritto intemazionale privato.
                                            Articolo 94
                          Misure provvisorie e provvedimenti cautelari
 1. Alle autorità giudiziarie di uno Stato membro, compresi i tribunali dei disegni e modelli
    comunitari, può essere chiesta, in relazione a una privativa comunitaria, l'applicazione
    delle misure provvisorie, compresi i provvedimenti cautelari, previste dalla legge di detto
    Stato in relazione alla privativa nazionale o derivanti dall'applicazione del disposto
    dell'articolo 93, paragrafo 2, lettera a), anche se, ai sensi del presente regolamento, la
    competenza a conoscere nel merito siariconosciutaad un tribunale dei disegni e modelli
    comunitari di un altro Stato membro.
2.  Nei procedimenti in cui si chiedono misure provvisorie, compresi i provvedimenti
    cautelari, sono ammissibili le eccezioni di nullità sollevate dal convenuto in forma
    diversa dalla domanda riconvenzionale di nullità della privativa comunitaria. Si applica
    tuttavia per quanto di ragione l'articolo 88, paragrafo 2.
3.  Il tribunale dei disegni e modelli comunitari è competente, in base all'articolo 86,
    paragrafi 1,2,3 o 4, per ordinare misure provvisorie, compresi i provvedimenti cautelari,
     che, fatte salve le procedure diriconoscimentoed esecuzione richieste dal Titolo III della
     Convenzione di esecuzione, hanno efficacia nel territorio di uno Stato membro. Tale
     competenza non spetta a nessun altro organo giurisdizionale.
                                             Articolo 95
                             Disposizioni in materia di connessione
     Se non esistono motivi particolari per proseguire il procedimento, il tribunale dei disegni
     e modelli comunitari dinanzi al quale sia stata promossa una delle azioni di cui
     all'articolo 85, che non sia una domanda di accertamento dell'insussistenza di violazioni
     della privativa, sospende il procedimento di propria iniziativa dopo aver sentito le parti
     o a richiesta di una delle parti e sentite le altre, qualora la nullità della privativa
     comunitaria sia già stata eccepita con una domanda riconvenzionale dinanzi ad un altro
     tribunale dei disegni e modelli comunitari o quando sia già stata presentata una domanda
     di nullità dinanzi all'Ufficio.
                                                  91
 ---pagebreak--- 2. Se non esistono motivi particolari per proseguire il procedimento, l'Ufficio, quando sia
   adito con una domanda di nullità della privativa comunitaria, sospende il procedimento
   di propria iniziativa dopo aver sentito le parti o a richiesta di una delle parti o sentite le
   altre qualora la nullità della privativa comunitaria sia già stata eccepita con una domanda
   riconvenzionale dinanzi ad un tribunale dei disegni e modelli comunitari. Tuttavia, a
   istanza di una delle parti nel procedimento dinanzi al tribunale dei disegni e modelli
   comunitari, quest'ultimo, sentite le altre parti, può sospendere il procedimento. In tal caso
   l'Ufficio prosegue il procedimento dinanzi ad esso pendente.
3. In caso di sospensione del procedimento, il tribunale dei disegni e modelli comunitari
   può ordinare misure provvisorie, compresi i provvedimenti cautelari per la durata della
   sospensione.
                                           Articolo 96
                 Competenza dei tribunali dei disegni e modelli comunitari
                         di secondo grado - Ricorso per cassazione
1. Le sentenze dei tribunali dei disegni e modelli comunitari di primo grado, pronunciate
   nei procedimenti relativi alle azioni e domande di cui all'articolo 85, sono impugnabili
   mediante ricorso davanti ai tribunali dei disegni e modelli comunitari di secondo grado.
2. Le condizioni alle quali si può esperire il ricorso di cui al paragrafo 1 sono disciplinate
   dalla legge dello Stato membro in cui tale tribunale ha sede.
3. Alle sentenze dei tribunali dei disegni comunitari di secondo grado sono applicabili le
   norme nazionali relative al ricorso per cassazione.
                                         Sezione Terza
                    Altre controversie relative alle privative comunitarie
                                           Articolo 97
                       Disposizioni complementari sulla competenza
                      degli organi giurisdizionali nazionali diversi dai
                          tribunali dei disegni e modelli comunitari
1. Nello Stato membro i cui organi giurisdizionali hanno competenza in virtù
    dell'articolo 83, paragrafo 1, le azioni diverse da quelle di cui all'articolo 85 vanno
   proposte dinanzi al giudice che sarebbe competente per territorio e per materia in ordine
   alle azioniriguardantila privativa nazionale registrata dallo Stato stesso.
2.  Qualora nessun organo giurisdizionale abbia competenza a norma del paragrafo 1 o
   dell'articolo 83, paragrafo 1 in ordine ad azioni riguardanti la privativa comunitaria
    diverse da quelle di cui all'articolo 85, queste azioni possono essere proposte dinanzi agli
    organi giurisdizionali dello Stato membro in cui l'Ufficio ha sede.
                                                92
 ---pagebreak---                                              Articolo 98
                          Obblighi degli organi giurisdizionali nazionali
Il giudice nazionale adito con un'azione relativa ad una privativa comunitaria registrata, non
contemplata all'articolo 85, deve considerare valida la privativa stessa. Si applicano tuttavia,
per quanto di ragione, gli articoli 89, paragrafo 2 e 94, paragrafo 2.
                                             TITOLO XI
                        EFFETTI SUL DIRITTO DEGLI STATI MEMBRI
                                             Articolo 99
                           Azioni civili simultanee e successive fondate
                         su privative comunitarie e su privative nazionali
1.    Qualora siano promosse azioni per violazione o incombente violazione per le stesse
      ragioni e tra le stesse parti davanti ai giudici di Stati membri diversi aditi rispettivamente
      sulla base di una privativa comunitaria e di una privativa che fornisca protezione, il
      giudice adito in secondo luogo deve, di propria iniziativa, dichiarare la propria
      incompetenza a favore del giudice adito in primo luogo. Il giudice che dovrebbe
      dichiarare la propria incompetenza può sospendere il procedimento dinanzi ad esso
      pendente qualora venga eccepita l'incompetenza dell'altro giudice.
2.    Il tribunale dei disegni e modelli comunitari adito in un'azione per violazione o
      incombente violazione fondata su una privativa comunitaria respinge l'istanza quando per
      le stesse ragioni sia stata pronunciata una sentenza definitiva nel merito tra le stesse parti
      in base ad una privativa che fornisca una duplice protezione.
3.    Il giudice adito in un'azione per violazione o incombente violazione di una privativa
      nazionale respinge l'istanza quando per le stesse ragioni sia stata pronunciata una
      sentenza definitiva nel merito tra le stesse parti in relazione ad un disegno o modello
      comunitario che fornisca la duplice protezione.
4.    Le disposizioni dei paragrafi precedenti non si applicano alle misure provvisorie,
      compresi i provvedimenti cautelari.
                                             Articolo 100
                                 Relazioni con altre forme di tutela
                                    previste dal diritto nazionale
 1.   Nessuna disposizione del presente regolamento pregiudica la facoltà di promuovere, in
      relazione a disegni o modelli protetti come da privativa comunitaria, le azioni giudiziarie
       esperibili in forza delle norme di diritto intemo relative ai marchi o altri segni distintivi,
       ai brevetti per invenzioni, ai modelli di utilità, ai caratteri tipografici, alla responsabilità
       civile e alla concorrenza sleale.
2.     In attesa di un'ulteriore armonizzazione delle normative nazionali in materia di diritto
       d'autore, i disegni o modelli tutelati mediante privativa comunitaria sono ammessi a
       beneficiare della tutela della legge nazionale sul diritto di autore fin dalla data in cui il
                                                   93
 ---pagebreak---      disegno o modello è stato realizzato o fissato in qualsivoglia forma, indipendentemente
     dal numero di prodotti in cui si intende attuarlo o applicarlo e dalla sua scindibilità dai
     prodotti nei quali si intende attuarlo o applicarlo. La legge nazionale stabilisce la portata
     della tutela e le condizioni cui essa è subordinata, compreso il grado di originalità che
     il disegno o modello deve possedere.
     Ogni Stato membro estende la tutela della propria normativa sul diritto d'autore ai
     disegni e modelli protetti mediante privativa comunitaria che possiedano i requisiti da
     essa prescritti e che siano originari di un altro Stato membro, in cui non possiedano i
     requisiti prescritti dalla legge nazionale sul diritto d'autore.
                                           TITOLO x n
                  L'UFFICIO COMUNITARIO DEI DISEGNI E MODELU
                                          Sezione Prima
                                      Disposizioni generali
                                           Articolo 101
                                          Stato giuridico
1.   L'Ufficio è un organo della Comunità. Esso ha personalità giuridica.
2.   L'Ufficio ha la stessa sede dell'Ufficio comunitario dei marchi.
3.    In ciascuno degli Stati membri esso ha la più ampia capacità giuridica riconosciuta alle
      persone giuridiche dalle legislazioni nazionali; esso può in particolare acquistare o
      alienare beni immobili e mobili e stare in giudizio. A tal fine è rappresentato dal suo
     Presidente.
                                           Articolo 102
                                      Servizi amministrativi
L'Ufficio può avvalersi dei servizi amministrativi dell'Ufficio dei marchi alle condizioni
stabilite nei regolamenti di esecuzione adottati a norma del regolamento (CEE) n. .../... del
Consiglio, del ... sul marchio comunitario(3) e a norma del presente regolamento.
                                           Articolo 103
                                             Personale
1.    Fatta salva l'applicazione dell'articolo 118 ai membri delle commissioni dei ricorsi, si
      applicano al personale dell'Ufficio lo statuto dei funzionari delle Comunità europee, il
      regime applicabile agli altri agenti ed i relativi regolamenti di esecuzione adottati di
      comune accordo dalle istituzioni delle Comunità europee.
(3)
      GUn. L
                                                 94
 ---pagebreak--- 2.    Fatta salva l'applicazione dell'articolo 108, l'Ufficio esercita nei confronti del suo
      personale i poteri attribuiti a ciascuna istituzione della Comunità dallo statuto e dal
      regime applicabile agli altri agenti.
                                            Articolo 104
                                       Privilegi e immunità
Il protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee si applica all'Ufficio.
                                            Articolo 105
                                           Responsabilità
1.     La responsabilità contrattuale dell'Ufficio è regolata dalla legge applicabile al contratto
       di cui trattasi.
2.     La Corte di giustizia delle Comunità europee è competente a giudicare in virtù di una
       clausola compromissoria contenuta in un contratto stipulato dall'Ufficio.
3.     In materia di responsabilità extracontrattuale, l'Ufficio risarcisce, conformemente ai
       principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati membri, i danni cagionati dai suoi
       servizi o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni.
4.     La Corte di giustizia è competente a conoscere delle controversie relative al risarcimento
       dei danni di cui al paragrafo 3.
 5.    La responsabilità personale degli agenti verso l'Ufficio è regolata dalle disposizioni dello
       statuto del personale o dal regime ad essi applicabile.
                                            Articolo 106
                                Competenza della Corte di giustizia
La Corte di giustizia è competente a pronunciarsi sui ricorsi proposti contro l'Ufficio alle
 condizioni previste dagli articoli 173 e 175 del Trattato CEE a meno che la decisione o
 l'assenza di decisione non siano impugnabili dinanzi alla commissione dei ricorsi.
                                          Sezione seconda
                                       Direzione dell'Ufficio
                                             Articolo 107
                                        Poteri del Presidente
  1.    L'Ufficio è diretto dal Presidente.
 2.     Oltre ad espletare i poteri conferitigli dal presente regolamento, il Presidente:
                                                  95
 ---pagebreak---    a)   prende tutti i provvedimenti opportuni per il funzionamento dell'Ufficio, in
        particolare adotta norme amministrative inteme e provvede alla pubblicazione di
        comunicazioni;
   b) può sottoporre alla Commissione, sentito il consiglio di amministrazione, proposte
        di modificazione del presente regolamento per gli aspetti che riguardano i disegni
        e i modelli comunitari registrati, del regolamento di esecuzione, del regolamento di
        procedura delle commissioni dei ricorsi, del regolamento relativo alle tasse, nonché
        di qualsiasi altra disposizione cheriguardii disegni e i modelli comunitari registrati;
   e) sottopone ogni anno alla Commissione, al Parlamento europeo e al consiglio di
        amministrazione un rapporto sull'attività dell'Ufficio;
   d) esercita nei confronti del personale i poteri di cui all'articolo 103, paragrafo 1;
   e) può delegare i suoi poteri.
3. Il Presidente è assistito da uno o più Vicepresidenti. In caso di impedimento del
   Presidente, le sue funzioni vengono esercitate dal Vicepresidente o da uno dei
   Vicepresidenti secondo la procedura stabilita dal consiglio di amministrazione.
                                          Articolo 108
                         Nomina del Presidente e dei Vicepresidenti
1. Il Presidente dell'Ufficio è nominato dalla Commissione che lo sceglie fra tre candidati
   presentati dal consiglio di amministrazione. E' revocato dalla Commissione su proposta
   del consiglio di amministrazione..
2. Il Presidente è nominato per cinque anni al massimo e può essere riconfermato.
3. I Vicepresidenti dell'Ufficio sono nominati e revocati secondo la procedura di cui al
   paragrafo 1, sentito il Presidente.
4. La Commissione esercita il potere disciplinare sulle persone di cui ai paragrafi 1 e 3.
                                         Sezione Terza
                                 Consiglio di amministrazione
                                          Articolo 109
                                   Istituzione e competenza
1. In seno all'Ufficio è istituito un consiglio d'amministrazione.
2. Oltre alle competenze ad esso attribuite da altre disposizioni del presente regolamento,
   esso ha le competenze seguenti:
    a) Stabilisce la data in cui inizierà il deposito delle domande di disegno e modello
         comunitario registrato ai sensi dell'articolo 128, paragrafo 2.
   b) Consiglia il Presidente nelle materie di competenza dell'Ufficio.
    e) Viene consultato prima dell'adozione dei criteri in base ai quali verranno svolti
         l'esame dei requisiti formali e i procedimenti di annullamento dinanzi all'Ufficio e
         negli altri casi previsti dal presente regolamento.
                                               96
 ---pagebreak---    d)   Effettua, a scadenze regolari, scambi di pareri sugli sviluppi della giurisprudenza che
        gli vengono comunicati nell'ambito dello scambio di informazioni istituito
        dall'articolo 125.
   e)   Può presentare pareri e, qualora lo ritenga necessario, chiedere informazioni al
        Vicepresidente e alla Commissione.
                                        Articolo 110
                                        Composizione
1. Il consiglio di amministrazione è composto da un rappresentante di ciascuno degli Stati
   membri, da un rappresentante della Commissione e dai rispettivi supplenti.
2. I membri del consiglio di amministrazione possono farsi assistere da consulenti o esperti
   nei modi previsti dal suo regolamento intemo.
                                         Articolo 111
                                          Presidenza
1. Il consiglio di amministrazione elegge fra i propri membri un Presidente e un
   Vicepresidente. Il Vicepresidente sostituisce di diritto il Presidente in caso di
   impedimento.
2. Il Presidente e il Vicepresidente sono eletti per tre anni. Essi sono rieleggibili.
                                         Articolo 112
                                           Sessioni
1. Il consiglio di amministrazione si riunisce su convocazione del suo presidente.
2. Il Presidente dell'Ufficio partecipa alle deliberazioni salvo decisione contraria del
   consiglio d'amministrazione. Egli non ha diritto di voto.
3. Il consiglio di amministrazione tiene una sessione ordinaria una volta all'anno; inoltre,
   si riunisce per iniziativa dei suo Presidente o arichiestadella Commissione o di un terzo
   degli Stati membri.
4. Esso adotta il proprio regolamento intemo.
5. Le decisioni del consiglio di amministrazione sono adottate a maggioranza semplice dei
    rappresentanti degli Stati membri. Tuttavia, per le decisioni che esso è competente a
    prendere ai sensi dell'articolo 108, paragrafi 1 e 3, è necessaria la maggioranza dei tre
    quarti dei rappresentanti degli Stati membri. In ambo i casi, ciascuno Stato membro
    dispone di un unico voto.
6.  Il consiglio d'amministrazione può invitare osservatori a partecipare alle sue sessioni.
                                               97
 ---pagebreak--- 7.  L'Ufficio funge da segretariato del consiglio d'amministrazione.
                                         Sezione Quarta
                                 Applicazione delle procedure
                                           Articolo 113
                            Competenza delle divisioni dell'Ufficio
Sono competenti a prendere decisioni nelle procedure istituite dal presente regolamento le
seguenti divisioni dell'Ufficio:
a) le divisioni per l'esame dei requisiti formali;
b) la divisione legale e di amministrazione dei disegni e modelli;
e) le divisioni di annullamento;
d) le commissioni dei ricorsi.
                                           Articolo 114
                           Divisioni per l'esame dei requisiti formali
Le divisioni per l'esame dei requisiti formali sono competenti a prendere decisioni sulle
domande di registrazione delle privative comunitarie.
                                           Articolo 115
                  Divisione legale e di amministrazione dei disegni e modelli
 1.  La divisione legale e di amministrazione dei disegni e modelli è competente a prendere
     le decisioni prescritte dal presente regolamento che non sono di competenza di una
     divisione di esame o di una divisione di annullamento. Essa è competente, in particolare,
     per le decisioni relative alle iscrizioni nel registro dei disegni e modelli comunitari.
2.   Essa è anche competente per la tenuta dell'albo dei rappresentanti abilitati di cui
     all'articolo 82.
3.   Le decisioni della divisione sono prese da uno dei suoi membri.
                                           Articolo 116
                                   Divisioni di annullamento
 1.  Le divisioni di annullamento sono competenti a prendere decisioni in merito alle
     domande di nullità dei disegni e modelli comunitari registrati.
 2.  Una divisione di annullamento è formata da tre membri. Almeno due dei membri devono
     avere formazione giuridica.
                                                98
                                                                                               (7
 ---pagebreak---                                         Articolo 117
                                   Commissioni dei ricorsi
1.  Le commissioni dei ricorsi sono competenti a deliberare sui ricorsi proposti contro le
    decisioni delle divisioni per l'esame dei requisiti formali, della divisione legale e di
    amministrazione dei disegni e modelli e delle divisioni di annullamento.
2.  Ciascuna commissione dei ricorsi è composta da tre membri di cui almeno due devono
    avere formazione giuridica.
                                         Articolo 118
                   Indipendenza dei membri delle commissioni dei ricorsi
    I membri delle commissioni dei ricorsi, compresi i loro presidenti, sono nominati per un
    periodo di cinque anni secondo la procedura di cui all'articolo 108 per la nomina del
    Presidente dell'Ufficio. Durante questo periodo non possono essere rimossi dalle loro
    funzioni se non per motivi gravi e sempreché la Corte di giustizia, adita dall'istituzione
    che li ha nominati, prenda una decisione in tal senso. Il loro mandato è rinnovabile.
    I membri delle commissioni dei ricorsi sono indipendenti. Nelle loro decisioni non sono
    vincolati da alcuna istruzione.
    Non possono essere membri delle altre divisioni dell'Ufficio né membri delle divisioni
    dell'Ufficio comunitario dei marchi ad eccezione delle commissioni dei ricorsi di
    quest'ultimo.
                                         Articolo 119
                                   Astensione e ricusazione
1.  I membri delle divisioni di annullamento e delle commissioni dei ricorsi non partecipano
    alla trattazione delle cause nelle quali abbiano un interesse personale o siano
    precedentemente intervenuti in veste di rappresentanti di una delle parti. I membri delle
    commissioni dei ricorsi non partecipano ai procedimenti nei quali è impegnata una
    decisione alla quale hanno partecipato.
2.  Il membro di una divisione di annullamento o di una commissione dei ricorsi che, per
     uno dei motivi di cui al paragrafo 1 o per qualsivoglia altro motivo, ritenga di doversi
     astenere dalla discussione di una causa, ne informa la divisione o la commissione di
     appartenenza.
3.   I membri delle divisioni di annullamento e delle commissioni dei ricorsi possono essere
     ricusati da una parte per uno dei motivi di cui al paragrafo 1 ovvero se sospetti di
     parzialità. L'istanza di ricusazione non è ammissibile qualora la parte in causa abbia
     compiuto atti procedurali pur essendo a conoscenza del motivo della ricusazione. La
     ricusazione non può fondarsi sulla nazionalità degli esaminatori o dei membri.
 4.  Nei casi di cui ai paragrafi 2 e 3 le divisioni di annullamento e le commissioni dei
                                               99
 ---pagebreak---    ricorsi deliberano sulla ricusazione senza la partecipazione del membro interessato. In
   sede di deliberazione il membro che si astiene dal partecipare o è stato ricusato viene
   sostituito dal suo supplente.
                                        Articolo 120
                    Nomina di membri delle divisioni di annullamento
               e delle commissioni dei ricorsi durante un periodo transitorio
1. Nel corso di un periodo transitorio che scade alla data stabilita dalla Commissione su
   proposta del Presidente dell'Ufficio, quest'ultimo ha facoltà di nominare in qualità di
   membri delle divisioni di annullamento, con contratti a tempo determinato e di breve
   durata, persone che prestano servizio presso gli uffici centrali della proprietà industriale
   degli Stati membri, presso l'ufficio dei disegni del Benelux presso organi giudiziari o
   altre autorità degli Stati membri e che possiedano un'esperienza in questioni relative alla
   validità delle privative o alla concessione delle privative negli Stati membri. Queste
   persone possono continuare la loro attività nell'ambito del precedente rapporto di
   impiego. Esse possono essere riconfermate più volte.
2. Nel corso di un periodo transitorio che scade alla data stabilita dalla Commissione su
   proposta del Presidente dell'Ufficio, la Commissione può nominare in qualità di membri
   delle commissioni dei ricorsi persone appartenenti ad organi giudiziari o ad altre autorità
   comunitarie e nazionali, le quali possono continuare la loro attività presso l'organo di
   appartenenza. Esse sono nominate per un periodo compreso fra uno e cinque anni e
   possono essere riconfermate più volte.
                                       Sezione Quinta
                                   Disposizioni finanziarie
                                         Articolo 121
                                           Bilancio
1. Le entrate dell'Ufficio provengono dal gettito delle tasse dovute a norma del presente
    regolamento e, per quanto occorra, da una sovvenzione a carico del bilancio generale
   delle Comunità europee.
2. Le spese dell'Ufficio comprendono le spese di personale, le spese amministrative, le
    spese di infrastruttura e le spese di funzionamento.
3. Ogni anno, entro il 15 febbraio, il Presidente redige un progetto preliminare di bilancio
    relativo alle spese e il programma di lavoro per l'esercizio finanziario successivo e lo
    invia al consiglio di amministrazione corredato di un organigramma.
4.  Nel bilancio le entrate e le spese vanno a pareggio.
5.  Ogni anno, entro il 31 marzo, il consiglio di amministrazione redige il progetto di
    bilancio e lo invia, corredato di un organigramma, alla Commissione che su tale base
                                              100
 ---pagebreak---      stabilisce le relative stime nel progetto preliminare di bilancio generale delle Comunità
     europee.
6.   Il consiglio di amministrazione adotta il bilancio definitivo dell'Ufficio prima dell'inizio
      dell'esercizio finanziario, rettificandolo, ove necessario, per adeguarlo al contributo
     comunitario e alle entrate dell'Ufficio.
7.   Il Presidente dà esecuzione al bilancio dell'Ufficio.
8.    Il controllo dell'impegno e del pagamento di tutte le spese e il controllo della
      constatazione e degli ordini di riscossione di tutte le entrate dell'Ufficio sono di
      competenza del controllore finanziario della Commissione.
9.    Ogni anno, entro il 31 marzo, il Presidente invia alla Commissione, al consiglio di
      amministrazione e alla Corte dei conti il resoconto generale delle entrate e delle spese
      dell'Ufficio per l'esercizio finanziario precedente.
      La Corte di Conti lo esamina conformemente a quanto disposto dall'articolo 206 bis del
      trattato.
10. Il consiglio di amministrazione dà quietanza liberatoria al Presidente per l'esecuzione del
      bilancio.
11. Il consiglio di amministrazione adotta le disposizioni finanziarie inteme dell'Ufficio,
      previa consultazione della Commissione e della Corte dei conti.
                                            Articolo 122
                                                Tasse
L'importo delle tasse di cui al presente regolamento è fissato dalla Commissione, previa
consultazione del comitato di cui all'articolo 126.
                                            TTTOLOXin
                                      DISPOSIZIONI FINALI
                                            Articolo 123
                                           Lingue ufficiali
 Le lingue ufficiali e le lingue procedurali dell'Ufficio sono quelle dell'Ufficio comunitario dei
 marchi.
                                             Articolo 124
                               Disposizioni comunitarie di esecuzione
 Le disposizioni di applicazione del presente regolamento, in particolare quelle riguardanti il
                                                  101
 ---pagebreak--- deposito delle domande, le domande cumulative, l'esame dei requisiti formali, la registrazione,
la pubblicazione, il differimento della pubblicazione, nonché il regolamento intemo delle
commissioni dei ricorsi, sono stabilite da un regolamento di esecuzione adottato secondo la
procedura di cui all'articolo 126.
                                           Articolo 125
                               Sistema di scambio di informazioni
E' istituito un sistema per lo scambio di informazioni in merito alle decisioni che riguardano
l'osservanza dei requisiti di protezione delle privative comunitarie e nazionali. L'autorità
incaricata di gestire il sistema e le relative modalità di funzionamento sono stabilite dal
regolamento di esecuzione.
                                           Articolo 126
                           Istituzione di un comitato e procedura per
                              l'adozione delle norme di esecuzione
 La Commissione è assistita da un comitato a carattere consultivo per le tasse, per le norme
 di esecuzione del presente regolamento e per il regolamento intemo delle commissioni dei
 ricorsi, composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della
 Commissione.
 Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da
 adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza
 della questione in esame, esprime il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a
 votazione.
 Il parere è iscritto a verbale; ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua
 posizione figuri a verbale.
 La Commissione tiene nella massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa
 lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.
                                            Articolo 127
                                  Regolamento relativo alle tasse
  1.   Il regolamento relativo alle tasse fìssa, in particolare, l'importo delle tasse e le modalità
       di riscossione.
 2.    Oltre alle tasse previste dal presente regolamento, vengono riscosse tasse, secondo le
       modalità di applicazione particolareggiate fissate dal regolamento di esecuzione, nei
       seguenti casi:
       a) pagamento tardivo della tassa di registrazione;
       b) pagamento tardivo della tassa di pubblicazione;
       e) pagamento tardivo della tassa per il differimento della pubblicazione;
       d) pagamento tardivo di soprattasse per domande cumulative;
                                                  102
 ---pagebreak---      e)   rilascio di una copia del certificato di registrazione;
     f)   trascrizione del trasferimento di un disegno o modello comunitario registrato;
     g)   trascrizione di una licenza o di altri diritti su un disegno o modello comunitario
          registrato;
     h)   cancellazione della trascrizione di una licenza o di altri diritti;
     i)   rilascio di un estratto dal registro;
     j)   consultazione di un fascicolo;
     k)  rilascio di copie di documenti contenuti in un fascicolo;
     1)   comunicazione di informazioni contenute in un fascicolo;
     m)  riesame della liquidazione delle spese di procedura da rimborsare;
     n)  rilascio di copie certificate conformi della domanda.
3.   L'importo delle tasse deve essere fissato in modo tale che il gettito corrispondente
     garantisca, in linea di principio, il pareggio tra entrate e uscite dell'Ufficio.
                                           Articolo 128
                                        Entrata in vigore
1.   Il presente regolamento entra in vigore il sessantesimo giorno successivo alla sua
     pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
2.   Le domande di disegni e modelli comunitari registrati possono essere depositate presso
     l'Ufficio a decorrere dalla data fissata dal consiglio di amministrazione su
     raccomandazione del Presidente.
3.   Le domande di disegni e modelli comumtari registrati depositate nei tre mesi che
      precedono la data indicata nel paragrafo 2 si considerano depositate a tale data.
Il presente regolamento è obbligatorio in ogni suo elemento e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
              Per il Parlamento europeo                                             Per il Consiglio
                    Il Presidente                                                      II Presidente
                                                103
 ---pagebreak---                                  SCHEDA FINANZIARIA
1.   Denominazione
     Proposta di Regolamento del Consiglio (CEE) sul disegno comunitario
2.   Linea di bilancio
B5-305, da istituire
3.   Base giuridica
     Articolo 100A del trattato
4.   Descrizione della proposta
4.1. Obiettivi specifici
      Il regolamento proposto è inteso ad istituire un sistema unitario di tutela in tutta la
      Comunità per l'opera dei creatori di disegni e modelli e comprenderebbe due tipi di
      disegno comunitario di cui uno darebbe luogo ad un diritto di disegno registrato e l'altro
      ad un diritto di disegno non registrato. Con la titolarità di tale diritto, il creatore
      potrebbe tutelarsi nei confronti di contraffattori del suo disegno. L'esistenza di un
      sistema comunitario eliminerebbe il problema causato dall'applicazione delle legislazioni
      nazionali vigenti in materia, e cioè la presenza di diritti contrastanti in diversi Stati
      membri con effetti manifestamente negativi sul funzionamento del mercato intemo.
      Il diritto registrato comporta la costituzione di un Ufficio comunitario dei disegni e
      modelli, ossia di un organismo che disponga della necessaria indipendenza giuridica,
      amministrativa e finanziaria per espletare i compiti connessi con la registrazione. Si
      prevede che tale Ufficio abbia una struttura analoga a quella dell'Ufficio comunitario
      dei Marchi - proposto nella comunicazione della Commissione al Consiglio del
      25 novembre 1980, modificata il 9 agosto 1984 (GU C 230 del 31.8.1984) concernente
      un regolamento sul marchio comunitario - e lo status di organo comunitario con
      personalità giuridica e che eserciti i poteri ad esso conferiti dal regolamento proposto.
      L'Ufficio, secondo la proposta, sarebbe costituito di quattro divisioni incaricate
      rispettivamente dell'esame dei requisiti formali, dell'annullamento delle registrazioni,
      delle questioni legali ed amministrative e dei ricorsi (commissioni dei ricorsi). Molte
      funzioni amministrative sarebbero identiche a quelle espletate dall'Ufficio comunitario
      dei marchi per cui sarebbero possibili economie di scala ad esempio nel campo
      dell'amministrazione qualora i due uffici disponessero di servizi amministrativi comuni.
                                               104
 ---pagebreak--- 4.2. Durata
     Le azioni necessarie per porre in vigore il regolamento si protrarranno per vari anni. Si
     suppone che occorrano circa due anni per costituire l'Ufficio comunitario dei disegni
     e modelli e altri tre-cinque anni per renderlo pienamente operativo. A quell'epoca le
     spese dell'Ufficio dovrebbero essere coperte dal gettito delle tasse di registrazione e da
     altri canoni.
     Tuttavia non è ancora possibile prevedere quando inizeranno tali azioni né di
     conseguenza quando sarà aperto l'Ufficio comunitario dei disegni e modelli: nulla in
     ogni caso può essere previsto prima del 1996.
4.3. Destinatari della proposta
     La tutela conferita dal disegno comunitario interesserà tanto coloro cherichiedonouna
     registrazione quanto i titolari di diritti di disegni o modelli comunitari nonché le
     persone che commercializzano disegni e modelli e i responsabili di contraffazioni. La
     misura interesserà quindi un gran numero di settori industriali negli Stati membri.
     Essa coinvolgerà altresì determinate istituzioni comunitarie tra cui, oltre al nuovo
     Ufficio comunitario dei disegni e modelli, l'Ufficio comunitario dei marchi, la Corte di
     giustizia - che potrà essere adita ai sensi del regolamento - e la Commissione in virtù
     del suo diritto a promuovere presso l'Ufficio taluni procedimenti in relazione ai diritti
     di disegno.
5.   Classificazione delle spese e delle entrate
5.1. Spese non obbligatorie
5.2. Crediti dissociati
6.   Natura delle spese e delle entrate
6.1. Sovvenzione al 100%
     Per i due anni previsti prima dell'apertura dell'Ufficio dei disegni e modelli si ritiene
     che le spese relative alla costituzione e messa in servizio dell'Ufficio ammontino a
      1 570 000 ECU per il primo anno e a 2 254 540 ECU per il secondo anno. Dato che
     durante tale periodo non saranno riscosse tasse, occorreranno sovvenzioni per coprire
     il fabbisogno. Si suppone che a quell'epoca sarà già stato costituito l'Ufficio comunitario
     dei marchi per cui i costi relativi alla costituzione del nuovo Ufficio dei disegni e
     modelli potrebbero essere inferiori a quanto sarebbe stato diversamente.
6.2. Cofin an zi amento
     Una volta aperto, l'Ufficio comincerà a riscuotere le tasse per cui la sovvenzione sarà
     necessaria unicamente a complemento di tale gettito per coprire le spese per un periodo
      di circa quattro anni. Dopo tale periodo l'Ufficio dovrebbe essere del tutto operativo e
                                              105
 ---pagebreak---      in grado di autofinanziarsi. Soltanto se tale ipotesi non dovesse verificarsi occorrerà
     chiedere alla Comunità di accordargli una sovvenzione sufficiente per consentirgli
     l'equilibrio finanziario. Tale sovvenzione verrebbe in ogni caso progressivamente ridotta
     giacché secondo l'obiettivo perseguito, l'Ufficio dovrebbe coprire le spese con il gettito
     fiscale non appena ciò possa essere ragionevolmente possibile. Una scelta adeguata
     delle tasse da applicare potrebbe consentire di avere un certo controllo sulla data
     auspicata per l'equilibrio tra spese ed entrate. Questo punto è spiegato al paragrafo 7.4
     nel quale si precisa tuttavia che i margini di controllo sono limitati dato che, in
     particolare, le tasse di rinnovo, destinate a costituire la maggiore fonte di reddito,
     saranno riscosse soltanto a partire dal quinto anno.
6.3. Abbuono d'interessi
     Nessuno
6.3. Altre
     Nessuna
6.5. Rimborso
     No
6.6. Variazione del livello delle entrate
     No.
7.   Incidenza finanziaria
7.1. Costo totale della misura
     Secondo le stime, i costi iniziali relativi alla costituzione dell'Ufficio dovrebbero
     ammontare a 1 570 000 ECU e, rispettivamente, a 2 254 540 ECU nei due anni
     precedenti l'apertura, per un totale di 3 824 540 ECU. Da osservare che l'anno effettivo
     di apertura non è ancora noto. Le cifre sono ricavate tenendo conto dei costi diretti e
     indiretti del personale in particolare degli stipendi, degli oneri sociali, delle pensioni,
     delle assicurazioni, ecc., nonché della fornitura di servizi e di attrezzature per l'Ufficio,
     compresa l'installazione iniziale delle apparecchiature elettroniche.
     Tali apparecchiature non si limitano all'elaboratore per le funzioni amministrative
     generali dell'Ufficio. Il sistema di registrazione dei disegni e modelli - vale a dire la
      ragione d'essere dell'Ufficio richiede un'attrezzatura informatica complessa in grado di
      svolgere con elevata affidabilità le varie funzioni connesse con la registrazione e con
      qualsiasi ulteriore attività, incluse le azioni legali prevedibili per un arco di tempo
     potenzialmente lungo. Per consentire all'Ufficio di funzionare! in marnera efficiente ed
      a costi contenuti, occorre che l'attrezzatura informatica sia sofisticata, tecnicamente
      aggiornata in grado di registrare immagini grafiche e pittoriche mediante scansione
      ottica per associarle con vari dati testuali e riprodurre il tutto in vari modi in funzione
      della domanda.
                                               106
 ---pagebreak---       Pertanto il costo sarà inevitabilmente elevato e dovrà essere sostenuto prima
      dell'apertura dell'Ufficio. Si tratterà tuttavia di una spesa una-tantum.
7.2.  Ripartizione del costo totale per elementi - ECU
  Anno                          -2                  -1                 1                   2
  Totale effettivi      10                   14                 22                 45
  Effettivi (1.1)       670 000              966 140            1 564 200          3 294 000
  Effettivi (1.2)       200 000              288 400            466 400            983 250
  Attrezzatura (2)      700 000              1 000 000          750 000            250 000
  TOTALE                1 570 000            2 254 540          2 780 600          4 527 250
       L'anno "-2" indica il primo dei due anni precedenti l'apertura dell'Ufficio. Tale data non
       potrà essere anteriore al 1996 e, molto verosimilmente, sarà posteriore. Le cifre
       comprendono un tasso di inflazione annuo.
7.3.   Scadenzario indicativo
           ECU                        CE                       CP
   Anno -2 (1996?)           1 570 000                 1 570 000
   Anno -1 (1997?)           2 254 540                 2 254 540
   Anno +1 (1997?)          2 780 600                 2 780 600
                                                   ,
   Anno +2 (1998?)          4 527 250                 4 527 250
       Questo scadenzario indicativo si basa sull'ipotesi che l'anno -2 sia il 1996 ma, come
       spiegato sopra, potrebbe trattarsi di un anno posteriore. A partire dall'anno +1, le entrate
       cominceranno a coprire progressivamente le spese fino ad equilibrarle.
 7.4.  Stima del gettito fiscale
       E' prevista una vasta gamma di tasse diverse. Il quinto anno successivo all'apertura
       (Anno +5) sarà un anno significativo giacché diventeranno allora esigibili le tasse di
       rinnovo, che saranno fissate ad un livello relativamente più elevato e rappresenteranno
        una fonte importante di reddito. Prima di tale data le tasse più importanti saranno
        invece quelle connesse con la registrazione e che coprono la registrazione stessa, la
                                                 107
 ---pagebreak---             pubblicazione, eventuali domande cumulative ecc. Ai fini della presente stima queste
            voci sono state raggruppate in una tassa generale di registrazione e la tabella seguente
            illustra la diversa incidenza sulla sovvenzione comunitaria delle varie cifre scelte per
            tale tassa, più precisamente 200, 300 e 400 ECU. La stima presuppone un aumento più
            o meno lineare delle registrazioni durante i primi cinque anni. Verranno inoltre imposte
            tasse per le domande di dichiarazione di nullità delle registrazioni, il cui gettito sarà
            peraltro scarsamente rilevante ai fini della presente stima rispetto alle tasse di
            registrazione.
                                                                                                            l
r                   -2             -1          +1            +2           +3            +4           +5
Anno
 Sovvenzione 1 570 000 2 254 540 1 735 600 3 247 250 2 507 250 1 967 250 -                          192 750
 200 ECU
 Sovvenzione 1 570 000 2 254 540 2 040 600 2 747 250 1 707 250                       967 250 -1 192 750
 300 ECU
 Sovvenzione 1 570 000 2 254 540 1 335 600 2 247 250                   907 250      - 32 750 -2 192 750
 400 ECU
            Una tassa generale di registrazione di 300 ECU dovrebbe produrre un'eccedenza
            nell'anno +5 per cui non sarebbe più necessaria la sovvenzione. Una tassa di
            registrazione di 200 ECU consentirebbe invece di raggiungere appena l'equilibrio nel
             corso dell'anno +5 senza alcun margine per imprevisti. Le tasse per le domande di
             annullamento non possono essere fissate a livelli troppo elevati per motivi di ordine
            politico. Tuttavia, se la tassa di registrazione fosse fissata a 400 ECU, l'equilibrio
             sarebbe raggiunto nell'anno +4 anziché nell'anno +5, ma si registrerebbe un saldo attivo
             eccessivo delle entrate rispetto alle spese nel corso dell'anno +5 con l'affluire del gettito
             delle tasse di rinnovo. Può darsi sia difficile giustificare tale eccedenza presso i
             contribuenti, ma questa sarebbe comunque l'opzione preferita in quanto l'equilibrio
             sarebbe conseguito al più presto possibile. Se necessario, le tasse potrebbero essere
             sottoposte a revisione a quell'epoca, per tenere eventualmente conto delle reazioni
             dell'opinione pubblica.
      8.     Disposizioni anti-frode previste
             Il Presidente dell'Ufficio deve presentare ogni anno alla Commissione e alla Corte dei
             Conti i conti di tutte le spese ed entrate dell'Ufficio per l'esercizio finanziario precorso.
             Inoltre, all'Ufficio si applicheranno le regole finanziarie valide per il bilancio generale
             delle Comunità. Si prevede pertanto che le disposizioni anti-frode siano coperte da dette
             procedure.
      9.   Elementi d'analisi costo efficacia
      9.1. Obiettivi
           La misura proposta è destinata a soddisfare il fabbisogno di un regime comunitario atto
           a permettere alle imprese di ottenere mediante un'unica procedura un diritto su un disegno
                                                       108
 ---pagebreak---      o modello che assicuri loro una tutela uniforme in tutta la Comunità. Cinque anni dopo
     l'apertura, l'Ufficio comunitario dei disegni e modelli dovrebbe essere pienamente
     operativo e in grado di auto-finanziarsi, rilasciando 8 000 registrazioni all'anno. Si calcola
     inoltre che esso esaminerà, su richiesta, la validità di 3 600 registrazioni all'anno e che
     le commissioni di ricorso tratteranno 500 ricorsi contro decisioni adottate dall'Ufficio.
9.2. Giustificazione della misura
     L'intervento finanziario della Comunità, secondo quanto citato al paragrafo 4.1. e spiegato
     più dettagliatamente in appresso, trova la sua giustificazione nel fatto che un sistema
     unitario è l'unico modo per eliminare le barriere al mercato interno create dall'esistenza,
     negli Stati membri, di diritti nazionali contrastanti in materia di disegni e modelli.
     L'armonizzazione di queste legislazioni non è sufficiente a conseguire, da sola, tale
      risultato. E' inoltre importante sottolineare che il sostegnofinanziariodella Comunità sarà
     necessario soltanto per un numero piuttosto limitato di anni in quanto si prevede che, non
      appena sarà pienamente operativo, l'Ufficio si auto-finanzi grazie alla fissazione delle
     tasse ad un livello adeguato.
     Il regolamento si prefigge di fissare un'unica procedura mediante la quale sia possibile
      conseguire sui disegni e modelli un unico diritto, avente un effetto uniforme in tutto il
      territorio della Comunità. Le legislazioni nazionali sulla tutela dei disegni e dei modelli
      attualmente in vigore differiscono considerevolmente da uno Stato membro all'altro e di
      conseguenza gli scambi e la concorrenza sui mercati dei prodotti che incorporano un
      disegno o un modello risultano ostacolati o distorti per il gran numero delle domande di
      registrazione, delle procedure avviate presso gli uffici, delle legislazioni darispettaree
      per il fatto che l'applicazione dei diritti esclusivi è limitata al territorio dello Stato, con
      la conseguenza di un livello elevato dei costi e delle tasse che i creatori devono pagare
      per godere di una tutela.
      Benché sia auspicabile ravvicinare le legislazioni nazionali in materia di disegni e
      modelli, tale ravvicinamento non potrebbe comunque sostituire un sistema comunitario
      di tutela e non soddisferebbe le esigenze del mercato interno giacché la tutela
      continuerebbe a limitarsi al territorio dello Stato nel quale è stata acquisita. Pertanto,
      malgrado il ravvicinamento delle legislazioni, persisterebbe il rischio della presenza di
       diritti contrastanti in altri Stati membri per cui l'unica soluzione consiste in un sistema
      di tutela sovrannazionale. E' quindi necessario creare un diritto dei disegni e modelli che
       sia direttamente applicabile in tutti gli Stati membri ed istituire un'autorità comunitaria
       competente in materia di disegni e modelli, investita di poteri a livello comunitario,
       essendo questo l'unico modo per permettere ad un creatore di ottenere, con una sola
       domanda presentata presso un unico ufficio dei disegni e modelli, conformemente ad
       un'unica procedura disciplinata da una sola normativa, un diritto unico su un disegno o
       modello esercitatole in una sfera territoriale comprendente tutti gli Stati membri.
       Il presente regolamento è lo strumento giuridico che permette di conseguire tale obiettivo.
       Esso è necessario in quanto le procedure nazionali non potrebbero fornire di per sé in
       alcun modo questa soluzione sovrannazionale al problema dell'esistenza di diritti
       contrastanti sul mercato interno.
                                                  109
 ---pagebreak--- 9.3. Controllo e valutazione:
9.3.1. Elementi di valutazione dei risultati:
       Tra questi figurano:
       - il numero di disegni e modelli registrati dall'Ufficio;
       - il numero di domande di dichiarazioni di annullamento esaminate dall'Ufficio;
       - il numero di ricorsi contro decisioni dell'Ufficio presentati alle commissioni dei ricorsi.
9.3.2. Valutazione
       L'Ufficio deve presentare ogni anno una relazione sulla gestione alla Commissione e al
       consiglio di amministrazione dell'Ufficio.
9.4. Coerenza
9.4.1. Programma finanziario della DG XV (ex DG HI)
      I lavori preparatori concernenti le misure proposte, che dovranno essere eseguiti dai
       funzionari competenti, sono previsti nella programmazione finanziaria della DGXV (ex
       DGm).
9.4.2. Obiettivi corrispondenti
       Sarebbe opportuno che l'Ufficio comunitario dei disegni e modelli disponesse di
       un'infrastruttura amministrativa in comune con l'Ufficio del marchio comunitario. Le
       procedure di bilancio e controllo finanziario sono disciplinate nella Sezione 5 del
       Titolo XII della presente proposta di regolamento. Ogni anno saranno elaborate stime
       delle entrate e spese dell'Ufficio comunitario dei disegni e modelli, assolutamente
       distinte dal bilancio dell'Ufficio del marchio comunitario.
       Si rileva pertanto un interesse comune a realizzare questi due obiettivi vale a dire la
       costituzione dell'Ufficio del marchio comunitario e dell'Ufficio comunitario dei disegni
       e modelli. Quest'ultimo deve essere peraltro un'istituzione indipendente e l'avanzamento
       della presente proposta non dovrebbe essere compromesso da eventuali ritardi nell'iter
       della proposta sul marchio comunitario.
9.4.3. Incertezze
       In questa fase non si prevedono elementi particolari che possano incidere sull'esito della
       misura.
10.    Spese amministrative
10.1. Organico della Commissione
       Non occorre aumentare l'organico. Attualmente i lavori occupano già a tempo pieno due
       funzionari di grado A e, a tempo parziale, un capo unità e un funzionario di grado fì.
                                                110
 ---pagebreak---       Il loro contributo continuerà ad essere necessario per effettuare i lavori connessi con
      l'avanzamento della proposta ivi compresa la rappresentazione in seno ai Gruppi di
      lavoro del Consiglio e gli scambi di opinioni permanenti con i gruppi di difesa
      dell'interesse pubblico.
10.2. Spese amministrative
      Altre spese amministrative possono essere necessarie per:
      Missioni - (Linea di bilancio A 1300)
      Una decina di missioni all'anno, ciascuna di un funzionario per una durata media di due
      giorni, verosimilmente in una delle capitali della Comunità, per un costo annuo stimato
      pari a 7 000 ECU a partire dal 1993.
      Riunioni speciali, quali riunioni di esperti - (Linea di bilancio A 2500)
      Il costo di dueriunioniall'anno, a Bruxelles, ciascuna con 20 partecipanti è stato stimato
      pari a 24 000 ECU all'anno a partire dal 1993.
                                               Ili
 ---pagebreak---                    L'IMPATTO DELLA PROPOSTA SUI J JE IMPRESE
                                  (in particolare sulle PMI)
1. Perché è necessaria una legislazione comunitaria?
   Per istituire un sistema comunitario di tutela del disegno industriale al fine di:
   (a) permettere ai creatori e alle imprese del disegno di organizzare una migliore tutela
         mediante un'azione unica avente un effetto diretto ed uniforme in tutta la Comunità
   (b) migliorare il funzionamento del mercato interno
   (e) migliorare la competitività dell'industria europea del disegno dando un sostegno alla
         riconosciuta superiorità dei prodotti dei creatori europei rispetto ai prodotti
         concorrenziali provenienti da altre parti del mondo.
2. Quali saranno le imprese interessate?
   (a) Le più interessate saranno le imprese manifatturiere i cui prodotti presentino un
         aspetto caratterizzato da disegni o modelli aventi un valore commerciale.
   (b) Potenzialmente sono interessate tutte le imprese di qualsiasi dimensione, dalle
         multinazionali per le quali il disegno può rappresentare soltanto un aspetto di un
         prodotto o di una serie di prodotti più complessa, alle PMI, incluse quelle costituite
         da un numero molto esiguo di persone. In quest'ultimo caso il disegno può costituire
         il principale fattore di vendita del prodotto.
   (e) Non vi è motivo di supporre che determinate zone geografiche traggano maggiore
         benefìcio di altre dalle misure proposte.
3. Che cosa dovranno fare le imprese per conformarsi alla proposta?
   Le imprese dovranno provvedere ad un'unica registrazione comunitaria per ciascun
   disegno. Esse non dovranno più effettuare registrazioni nazionali in base a procedure
   nazionali diverse in tutti i paesi in cui esista un mercato potenziale per i loro prodotti.
   Considerato inoltre che beneficeranno, per un periodo iniziale, della tutela automatica
    conferita dal disegno comunitario non registrato, la loro attività risulterà notevolmente
   semplificata.
    D'altro lato varie organizzazioni rappresentanti piccoli e medi produttori di parti di
    ricambio per autoveicoli sostengono che, contrariamente alle intenzioni della
    Commissione, l'interpretazione che l'ufficio e, in ultima istanza, la Corte di giustizia
                                               112
 ---pagebreak---    europea potrebbero dare dei criteri configuranti il carattere di individualità e di novità
   potrebbe portare ad una soglia di tutela inferiore a quella prevista.
   In tal caso a loro avviso un grande numero di prodotti - il cui disegno o modello è
   prevalentemente funzionale, l'estetica scarsa o nulla e la forma esteriore per lo più
   predeterminata - potrebbe rientrare nell'ambito della tutela prevista dal regolamento.
4. Quali sono gli effetti economici probabili della proposta?
   (a) Sull'occupazione?
   L'accesso facilitato alla tutela a livello comunitario dei disegni e modelli dovrebbe
   stimolare le attività dei creatori incitandoli sia ad innovare che ad ampliare il mercato,
   con un'incidenza positiva sull'occupazione, in particolare nelle piccole e medie imprese.
   Questi diritti devono essererispettatidai terzi, come i produttori concorrenti e da coloro
   che vendono prodotti di altri fabbricanti a disegno o modello tutelato. Tuttavia la
   proposta contiene misure volte ad evitare qualsiasi effetto indebitamente oneroso sulle
   attività delle piccole e medie imprese operanti nel settore dei pezzi di ricambio per
   prodotti complessi quali i veicoli a motore.
   (b) Sugli investimenti e sulla creazione di nuove imprese?
   La tutela a livello comunitario dei loro disegni e modelli dovrebbe infondere maggior
   fiducia alle imprese per la possibilità di recuperare i costi incoraggiandole quindi ad
   investire. È difficile valutare esattamente l'incidenza della proposta sulle grandi imprese
   manifatturiere per le quali i disegni e i modelli possono rappresentare soltanto uno degli
   aspetti del prodotto, ma il settore ha chiaramente indicato l'importanza che annette alla
   tutela del disegno comunitario. D'altro lato, dovrebbe risultarne un chiaro
   incoraggiamento alla costituzione di imprese più piccole per le quali il disegno o il
   modello può costituire l'elemento fondamentale.
   Quanto alle imprese che vendono prodotti a disegno o modello tutelato, sono state
   previste disposizioni che limitano in certa misura l'esercizio dei diritti di disegno nei
   confronti delle imprese operanti nel settore dei pezzi di ricambio per automobili, quali
   fornitori, officine diriparazionee assicuratori. Pertanto, pur assicurando una tutela volta
   a stimolare la creazione, tali disposizioni consentono l'esercizio di una certa concorrenza
   da parte dei produttori indipendenti.
   (e) Sulla situazione concorrenziale delle imprese?
   La consapevolezza di poter facilmente ottenere una tutela dei disegni e modelli valida
    in tutta la Comunità incoraggerà le imprese ad avvalersi in misura più estesa delle loro
    competenze in materia ed a sfruttare più sistematicamente i diritti che ne risultano. I
    disegni e i modelli tutelabili sono tali da non esaurire di per sé le possibilità di altri
    creatori in relazione ad una determinata produzione, e la maggiore competitività derivante
    da tale libertà dovrebbe essere proficua a tutte le imprese, di qualsiasi dimensione, che
    creano disegni o modelli, senza costituire una grave minaccia nemmeno per quelle più
    piccole.
                                              113
 ---pagebreak--- 5. La proposta contiene misure volte a tener conto della situazione specifica delle piccole
   e medie imprese?
   Si prevede che le tasse di registrazione del disegno comunitario siano fissate al livello
   più basso possibile. Benché le misure enunciate nella proposta non siano specificamente
   dirette alle piccole e medie imprese, queste ultime possono beneficiarne in misura
   relativamente maggiore delle grandi imprese in quanto l'accresciuta semplicità e i costi
   ridotti consentiti da una tutela giurìdica del disegno armonizzata a livello comunitario
   dovrebberorisultarepiù interessanti per le piccole e medie imprese. Proprio presso alcune
   delle PMI più piccole tende probabilmente a concentrarsi buona parte dei creatori di
   disegni o modelli attualmente più innovativi ed originali.
   La proposta sancirà i diritti esclusivi dei creatori e dei loro aventi causa e tali diritti
   dovranno essere rispettati dai concorrenti. Per quanto concerne le piccole, e medie
   imprese che vendono prodotti di altri fabbricanti, a disegno o modello tutelato, non è
   opportuno che il diritto di proprietà industriale contenga deroghe a favore di specifici
   settori industriali. Tuttavia, per le ragioni indicate sopra, i commercianti e i fabbricanti
   di pezzi di ricambio potranno in certa misura sfuggire all'esercizio nei loro confronti di
   siffatti diritti connessi con tali pezzi. Dato che i diritti sorgono senza previo esame,
   l'Ufficio comunitario dei disegni e modelli deve istituire un sistema poco oneroso che
   permetta a chiunque di contestare la validità dei diritti su disegni o modelli esercitati o
   esercitarli nei suoi confronti. La proposta prevede chiaramente la possibilità di un
   intervento attivo sia della Commissione che degli Stati membri in quanto processo, onde
   vigilare affinché le disposizioni in materia siano applicate nel senso voluto.
   Alcuni ambienti hanno espresso il timore che l'entrata in vigore dei diritti senza previo
   esame possa dar luogo ad un numero eccessivo di contestazioni. Tuttavia l'esperienza di
   alcuni Stati membri tra cui Francia e Germania non sembra confermare tali apprensioni.
   Le contestazioni non possono comunque essere del tutto escluse e i processi possono
   essere costosi.
6. Consultazioni
   I servizi della Commissione hanno pubblicato un Libro verde intitolato "La tutela
   giuridica del disegno industriale" (III/F/5131/91) che è stato distribuito a migliaia di
   destinatari. Dato il gran numero di osservazioni inviate dalle principali organizzazioni
   industriali, le parti interessate sono state invitate ad una audizione, a Bruxelles, il
   25-26 febbraio 1992. In generale le reazioni sono state molto favorevoli e benché un gran
   numero di punti specifici richieda ulteriori discussioni restano soltanto pochi problemi
   darisolvereriguardantiprevalentemente i criteri per la concessione della tutela e i tipi
    di disegni e modelli da escludere dalla tutela.
    Alcuni settori hanno espresso il timore che la fabbricazione di certi prodotti funzionali
    possa risultare monopolizzata per effetto dell'esistenza di diritti di disegno o modello,
    giustificando le loro apprensioni con l'assenza di una distinzione tra disegno o modello
    estetico e disegno o modello funzionale. Tuttavia l'esperienza mostra che si tratta di una
    distinzione per lo più arbitraria e che è comunque necessario garantire in qualche modo
    una tutela ai disegni e ai modelli funzionali. La direttiva sui disegni e modelli subordina
                                              114
 ---pagebreak---     la protezione alla condizione che il prodotto abbia un aspetto che lo caratterizza, per cui,
    sotto questo profilo, tali preoccupazioni dovrebbero risultare infondate.
    Alcuni settori hanno sostenuto che il mercato dei pezzi di ricambio sarebbe avvantaggiato
    dall'esclusione dalla tutela dei disegni o modelli destinati esclusivamente a consentire al
    prodotto che li incorpora di essere interconnesso meccanicamente con un altro prodotto
    e la proposta contiene disposizioni appropriate a tal fine. Queste preoccupazioni sono
    state in particolare formulate dai settori dell'automobile e dell'informatica in cui alcuni
    produttori indipendenti di pezzi di ricambio contestano la posizione, a loro avviso
    monopolistica, dei produttori dei pezzi d'origine. L'ACEA (1), che rappresenta i costruttori
    automobilistici europei, rivendica energicamente la tutela dei disegni e dei modelli per
    taluni componenti di automobili, sostenendo che ne ha bisogno per poter recuperare i
    costi relativi alle attività di design, tanto più che a suo avviso ha già fatto sufficienti
    concessioni accettando le disposizioni sulla non tutelabilità di un disegno o di un modello
    dovuta unicamente al modo in cui il prodotto che l'incorpora deve adattarsi
    meccanicamente ad un altro prodotto. D'altro lato l'EAPA (2), la CLEDIPA (3), l'AIRC (4)
     e la CLEPA (5), che rappresentano i fabbricanti di componenti e pezzi di ricambio,
    continuano ad insistere non solo perché siano esclusi dalla tutela i disegni o i modelli dei
    prodotti che devono adattarsi meccanicamente alle parti restanti di un prodotto complesso
     come un'automobile, ma anche gli altri disegni e modelli che devono adattarvisi
    visualmente. Essi hanno proposto varie soluzioni tra cui una deroga alla tutela "must-
     match" oppure una disposizione comportante il rilascio obbligatorio di una licenza,
     dichiarando che non sono contrari al pagamento di un canone, ma che si oppongono al
     divieto di fabbricazione e commercializzazione di pezzi di ricambio. Rappresentanti del
     settore assicurativo e dei consumatori hanno inoltre sostenuto che la tutela del disegno
     o del modello di dette parti comporterà un aumento dei costi diriparazionee dei premi
     di assicurazione.
(1)
     ACEA: Association des Constructeurs Européens d'Automobiles, i
(2)
     EAPA: European Automotive Panel Association.
(3)
     CLEDIPA:Comité de Liaison Européen de la Distribution Indépendante de Pièces de
     rechange et Equipements pour Automobiles.
(4)
     AIRC.Association Internationale des Réparateurs en Carrosserie.
(5)
      CLEPA.Comité de Liaison de la Construction d'Equipements et de Pièces d'Automobiles.
                                                115
 ---pagebreak---                                                                      BSN 0254-1505
                                                               COM(93) 342 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                            os
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-414-IT-C
                                                             ISBN 92-77-58377-0
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo