CELEX: 21973A0722(05)
Language: it
Date: 1972-07-22 00:00:00
Title: Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell' acciaio e la Comunità europea del carbone e dell' acciaio, da un lato, e la Repubblica portoghese, dall' altro

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21973A0722(05)

Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell' acciaio e la Comunità europea del carbone e dell' acciaio, da un lato, e la Repubblica portoghese, dall' altro  

Gazzetta ufficiale n. L 350 del 19/12/1973 pag. 0053 - 0075 edizione speciale greca: capitolo 11 tomo 6 pag. 0077 

ACCORDO tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la  Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica portoghese, dall'altroIL REGNO DEL  BELGIO,IL REGNO DI DANIMARCA,LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,LA  REPUBBLICA FRANCESE,L'IRLANDA,LA REPUBBLICA ITALIANA,IL GRANDUCATO DI  LUSSEMBURGO,IL REGNO DEI PAESI BASSI,IL REGNO DI NORVEGIA,IL REGNO UNITO DI  GRAN BRETAGNA E D'IRLANDA DEL NORD,Stati membri della Comunità europea del carbone e  dell'acciaio,eLA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO,da un lato,LA  REPUBBLICA PORTOGHESEdall'altro,CONSIDERANDO che la Comunità economica europea a la  Repubblica portoghese concludono un accordo concernente i settori di competenza di tale  Comunità,PERSEGUENDO gli stessi obiettivi e desiderosi di trovare soluzioni analoghe per il settore di  competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio,HANNO DECISO, nel preseguimento di tali  obiettivi e considerando che nessuna delle disposizioni del presente accordo può essere interpretata nel senso di  esimere le Parti contraenti dagli obblighi che loro incombono in virtù di altri accordi internazionali,DI  CONCLUDERE IL PRESENTE ACCORDO:Articolo 1Il presente accordo si applica ai prodotti di  competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, figuranti in allegato, originari di tale Comunità e  della Repubblica porthogese.Articolo 21. Nessun nuovo dazio doganale all'importazione viene introdotto negli  scambi tra la Comunità e il Portogallo.2. I dazi doganali all'importazione sono gradualmente soppressi secondo  il calendario seguente:- il 1  aprile 1973 ogni dazio è portato all'80 % del dazio di base;- le successive quattro  riduzioni, del 20 % ciascuna, si effettuano:il 1  gennaio 1974,il 1  gennaio 1975,il 1  gennaio 1976,il 1   luglio 1977.Articolo 31. Le disposizioni relative alla graduale soppressione dei dazi doganali all'importazione  sono applicabili anche ai dazi doganali a carattere fiscale.Le Parti contraenti possono sostituire con una tassa  interna un dazio doganale a carattere fiscale o l'elemento fiscale di un dazio doganale.2. La Danimarca,  l'Irlanda, la Norvegia e il Regno Unito possono mantenere in vigore fino al 1  gennaio 1976 un dazio doganale a  carattere fiscale o l'elemento fiscale di un dazio doganale in caso di applicazione dell'articolo 38 dell'«Atto  relativo alle condizioni di adesione e agli adattamenti dei trattati», stabilito e adottato in sede di conferenza tra le  Comunità europee, e il Regno di Danimarca, l'Irlanda, il Regno di Norvegia e il Regno Unito di Gran Bretagna e  Irlanda del Nord.Articolo 41. Per ogni prodotto, il dazio di base su cui vanno operate le successive riduzioni  di cui all'articolo 2, è il dazio effettivamente applicato il 1  gennaio 1972.2. I dazi ridotti calcolati  conformemente all'articolo 2, sono applicati, arrotondando al primo decimale.Con riserva della futura  applicazione da parte della Comunità dell'articolo 39, paragrafo 5, dell'«Atto relativo alle condizioni di adesione  e agli adattamenti dei trattati», stabilito e adottato in sede di conferenza tra le Comunità europee e il Regno di  Danimarca, l'Irlanda, il Regno di Norvegia e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, per i dazi  specifici o per la parte specifica dei dazi misti della tariffa doganale irlandese, l'articolo 2 è applicato,  arrotondando al quarto decimale.Articolo 51. Nessuna nuova tassa di effetto equivalente a dei dazi doganali  all'importazione è introdotta negli scambi tra la Comunità e il Portogallo.2. Le tasse di effetto equivalente a dei  dazi doganali all'importazione introdotte negli scambi tra la Comunità e il Portogallo, a partire dal 1  gennaio  1972 sono soppresse con l'entrata in vigore dell'accordo.Ogni tassa di effetto equivalente ad un dazio doganale  all'importazione la cui aliquota sia, il 31 dicembre 1972, superiore a quella effettivamente applicata il 1  gennaio  1972, viene portata al livello di quest'ultima con l'entrata in vigore dell'accordo.3. Le tasse di effetto equivalente  a dei dazi doganali all'importazione sono gradualmente soppresse secondo il calendario seguente:- ogni tassa è  portata, al più tardi entro il 1  gennaio 1974, al 60% dell'aliquota applicata il 1  gennaio 1972;- le tre successive  riduzioni, del 20% ciascuna, sono effettuate:il 1  gennaio 1975,il 1  gennaio 1976,il 1  luglio 1977.Articolo  6Nessun nuovo dazio doganale all'esportazione e nessuna tassa di effetto equivalente sono introdotti negli  scambi tra la Comunità e il Portogallo.I dazi doganali all'esportazione e le tasse di effetto equivalente sono  soppressi entro il 1  gennaio 1974.Articolo 7I protocolli n. 1 e n. 2 determinano, per taluni prodotti, i regimi  particolari applicabili all'importazione in Portogallo.Articolo 8Le disposizioni che fissano le regole di origine  per l'applicazione dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica portoghese, firmato in data  odierna, valgono anche per il presente accordo.Articolo 9La Parte contraente che intende ridurre il livello  effettivo dei suoi dazi doganali o tasse di effetto equivalente, applicabili ai paesi terzi che beneficiano della  clausola della nazione più favorita, o sospenderne l'applicazione notifica tale riduzione o sospensione al Comitato  misto, almeno, per quanto possibile, trenta giorni prima della sua entrata in vigore. Essa prende atto di ogni  osservazione dell'altra Parte contraente in merito alle distorsioni che ne possano risultare.Articolo 101.  Nessuna nuova restrizione quantitativa all'importazione o misura di effetto equivalente viene introdotta negli  scambi tra la Comunità e il Portogallo.2. Le restrizioni quantitative all'importazione sono soppresse il 1   gennaio 1973 e le misure di effetto equivalente a restrizioni quantitative all'importazione entro il 1  gennaio  1975.Articolo 11A partire dal 1  luglio 1977 i prodotti originari del Portogallo non possono beneficiare,  all'importazione nella Comunità, di un trattamento più favorevole di quello che gli Stati membri della Comunità  si accordano tra loro.Articolo 12L'accordo non modifica le disposizioni del trattato che istituisce la Comunità  europea del carbone e dell'acciaio, né i poteri e le competenze derivanti da tale trattato.Articolo 13L'accordo  non osta al mantenimento o all'instaurazione di unioni doganali, di zone di libero scambio o di regimi di traffici di  frontiera, purché questi non modifichino il regime degli scambi previsto nell'accordo, ed in particolare, le  disposizioni concernenti le regole di origine.Articolo 14Le Parti contraenti si astengono da ogni misura o  pratica di carattere fiscale interno che stabilisca, direttamente od indirettamente, una discriminazione tra i  prodotti di una Parte contraente ed i prodotti similari originari dell'altra Parte contraente.I prodotti esportati nel  territorio di una delle Parti contraenti non possono beneficiare di alcun ristorno di imposizioni interne che sia  superiore alle imposizioni ad esse applicate, direttamente od indirettamente.Articolo 15I pagamenti relativi  agli scambi di merci, così come il trasferimento di tali pagamenti nello Stato membro della Comunità in cui  risiede il creditore o in Portogallo, non sono soggetti ad alcuna restrizione.Articolo 16L'accordo lascia  impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione, all'esportazione e al transito, giustificati da motivi di  moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli  animali, o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o  di tutela della proprietà industriale e commerciale. Tuttavia tali divieti o restrizioni non devono costituire un  mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le Parti contraenti.Articolo  17Nessuna disposizione dell'accordo vieta ad una Parte contraente di prendere le misure:a) che essa reputa  necessarie per impedire la divulgazione di informazioni contrarie agli interessi fondamentali della propria  sicurezza;b) che riguardano il commercio di armi, munizioni o materiale bellico o la ricerca, lo sviluppo o la  produzione indispensabili a fini difensivi, sempreché tali misure non alterino le condizioni di concorrenza per  quanto riguarda i prodotti non destinati a fini specificamente militari;c) che essa reputa indispensabili per la  propria sicurezza in tempo di guerra o in caso di grave tensione internazionale.Articolo 181. Le Parti  contraenti si astengono da ogni misura suscettibile di compromettere la realizzazione degli scopi dell'accordo.2.  Esse adottano tutte le misure di carattere generale o particolare atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi  dell'accordo.Se una Parte contraente reputa che l'altra Parte ha mancato ad un obbligo che le incombe in virtù  dell'accordo, essa può adottare le misure appropriate nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo  24.Articolo 191. Sono incompatibili con il buon funzionamento dell'accordo, nella misura in cui siano  suscettibili di pregiudicare gli scambi tra la Comunità e il Portogallo:i)ogni accordo tra imprese, ogni decisione  di associazioni di imprese e ogni pratica concordata tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di  impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza, per quanto riguarda la produzione e gli scambi di  merci;ii) lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante nella totalità del  territorio delle Parti contraenti o in una parte sostanziale di questo;iii) ogni aiuto pubblico che falsi o minacci di  falsare la concorrenza, favorendo talune imprese o talune produzioni.2. Se una Parte contraente reputa che una  determinata pratica è incompatibile con il presente articolo, essa può adottare le misure necessarie nei modi e  secondo le procedure di cui all'articolo 24.Articolo 201. La Comunità estende, per i prodotti del capitolo 73  della Nomenclatura di Bruxelles, di cui all'accordo, l'applicazione dell'articolo 60 del trattato che istituisce la  Comunità europea del carbone e dell'acciaio e delle sue decisioni d'applicazione alle vendite delle imprese,  soggette alla sua giurisdizione, in territorio portoghese, assicurando nel contempo a tal fine una trasparenza  adeguata dei prezzi di trasporto per le forniture in territorio portoghese.2. In materia di prezzi il Portogallo  garantisce per quanto riguarda le forniture sia sul territorio portoghese che nel mercato comune dei prodotti del  capitolo 73 della Nomenclatura di Bruxelles di cui all'accordo da parte delle imprese soggette alla sua  giurisdizione:- l'osservanza del divieto di concorrenza sleale,- l'osservanza del principio di non  discriminazione,- la pubblicità dei prezzi alla partenza dal punto di parità scelto e delle condizioni di vendita,-  l'osservanza delle norme d'allineamento,assicurando nel contempo a tal fine una trasparenza adeguata dei prezzi  di trasporto.Il Portogallo adotta le misure necessarie per realizzare, in maniera continua i medesimi effetti di  quelli ottenuti dalle decisioni d'applicazione adottate dalla Comunità in tale materia.Per quanto riguarda le  forniture nel mercato comune, il Portogallo garantisce anche l'osservanza delle decisioni della Comunità che  vietano l'allineamento su offerte in provenienza da taluni paesi terzi, tenendo conto delle disposizioni transitorie  relative all'adesione della Danimarca e della Norvegia alla Comunità.Per quanto riguarda le forniture nel  mercato irlandese, il Portogallo assicura inoltre l'osservanza delle disposizioni transitorie che disciplinano  l'adesione dell'Irlanda alla Comunità e che limitano le possibilità di allineamento su tale mercato.La Comunità ha  fornito al Portogallo l'elenco delle decisioni di applicazione dell'articolo 60, delle decisioni ad hoc concernenti il  divieto di allineamento, nonché le disposizioni transitorie relative ai mercati danese, norvegese e irlandese. Essa  comunicherà anche ogni eventuale modifica delle decisioni di cui sopra, non appena adottate.3. Se le offerte  fatte da imprese portoghesi portano o minacciano di portare pregiudizio al buon funzionamento del mercato  della Comunità o se le offerte fatte da imprese della Comunità portano o minacciano di portare pregiudizio al  buon funzionamento del mercato portoghese e se tale pregiudizio è imputabile ad un'applicazione divergente  delle norme stabilite in virtù dei paragrafi 1 e 2 o ad una violazione di tali norme da parte delle imprese in  questione, la Parte contraente interessata può adottare le misure adeguate alle condizioni e secondo le procedure  di cui all'articolo 24.Articolo 21Quando l'aumento delle importazioni di un determinato prodotto provoca o  rischia di provocare un grave pregiudizio ad una attività produttiva esercitata all'interno del territorio di una delle  Parti contraenti e quando questo aumento è dovuto:- alla riduzione, parziale o totale, nella Parte contraente  importatrice, dei dazi doganali e delle tasse di effetto equivalente su tale prodotto, prevista del presente  accordo,- ed al fatto che i dazi e le tasse di effetto equivalente riscossi dalla Parte contraente esportatrice sulle  importazioni di materie prime o di prodotti intermedi, impiegati nella fabbricazione del prodotto in questione,  sono sensibilmente inferiori ai dazi e alle imposizioni corrispondenti riscossi dalla Parte contraente  importatrice,la Parte contraente interessata può adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure  di cui all'articolo 24.Articolo 22Se una delle Parti contraenti constata pratiche di dumping nelle sue relazioni  con l'altra Parte contraente, essa può adottare le misure necessarie contro tali pratiche conformemente  all'accordo relativo all'attuazione dell'articolo VI dell'accordo generale sulle tariffe doganali ed il commercio, nei  modi e secondo le procedure di cui all'articolo 24.Articolo 23In caso di serie perturbazioni in un settore  dell'attività economica o di difficoltà tali da alterare gravemente una situazione economica regionale, la Parte  contraente interessata può adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo  24.Articolo 241. Se una Parte contraente sottopone le importazioni di prodotti suscettibili di provocare le  difficoltà di cui agli articoli 21 e 23 ad una procedura amministrativa intesa a fornire prontamente informazioni  circa l'evoluzione delle correnti commerciali, essa ne informa l'altra Parte contraente.2. Nei casi di cui agli  articoli da 18 a 23, prima di adottare le misure ivi previste, oppure appena possibile nei casi contemplati nel  paragrafo 3, lettera e), la Parte contraente in causa fornisce al Comitato misto tutti gli elementi utili per  consentire un esame approfondito della situazione, al fine di addivenire ad una soluzione accettabile per le Parti  contraenti.Devono essere scelte con priorità le misure che comportano meno perturbazioni nel funzionamento  dell'accordo.Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate al Comitato misto e formano oggetto, in  sede di questo, di consultazioni periodiche soprattutto al fine della loro soppressione, non appena le condizioni  lo permettano.3. Per l'attuazione del paragrafo 2 sono applicabili le seguenti disposizioni:a) Per quanto  riguarda l'articolo 19, ciascuna Parte contraente può adire il Comitato misto se reputa che una determinata  pratica è incompatibile col buon funzionamento dell'accordo ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 1.Le Parti  contraenti comunicano al Comitato misto ogni informazione utile e gli forniscono l'assistenza necessaria per  l'esame del caso e, se occorre, per l'eliminazione della pratica incriminata.Se la Parte contraente in causa non ha  messo fine alle pratiche incriminate nel termine fissato in sede di Comitato misto, oppure se quest'ultimo non  raggiunge un accordo nel termine di tre mesi dal giorno in cui è stato adito, la Parte contraente interessata può  adottare le misure di salvaguardia che ritiene necessarie per rimediare alle serie difficoltà risultanti dalle pratiche  di cui trattasi, ed in particolare può procedere ad una revoca di concessioni tariffarie.b) Per quanto riguarda  l'articolo 20, le Parti contraenti comunicano al Comitato misto ogni informazione utile e gli prestano l'assistenza  necessaria per l'esame del caso nonché, se occorre, di una sanzione adeguata della pratica di cui trattasi.Se in  sede di Comitato misto non viene raggiunto un accordo o, secondo il caso, se non si stabilisce una sanzione  soddisfacente nei confronti dell'impresa colpevole, la Parte contraente interessata può adottare le misure che essa  ritiene necessarie per rimediare alle difficoltà derivanti dall'applicazione divergente o dall'infrazione nonché ai  rischi di distorsione della concorrenza. Tali misure possono consistere in particolare in una revoca di concessioni  tariffarie e nella risoluzione per le imprese interessate dall'obbligo di rispettare le regole di prezzo nelle loro  transazioni sul mercato dell'altra Parte contraente.Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate al  Comitato misto e formano oggetto, in sede di quest'ultimo, di consultazioni periodiche, in particolare per la loro  soppressione non appena le condizioni lo permettono.In caso di urgenza, la Parte contraente interessata può  chiedere direttamente all'altra Parte contraente:- di porre fine immediatamente alla pratica incriminata,- di  avviare una procedura di sanzione nei confronti dell'impresa colpevole.La Parte contraente interessata che non  consideri risolta la questione in modo soddisfacente, può avviare la procedura prevista in sede di Comitato  misto.c) Per quanto riguarda l'articolo 21, le difficoltà derivanti dalla situazione contemplata in tale articolo  vengono notificate per esame al Comitato misto, che può adottare ogni decisione utile per porvi termine.Se il  Comitato misto o la Parte contraente esportatrice non adottano una decisione che ponga termine alle difficoltà  nei trenta giorni successivi alla notifica, la Parte contraente importatrice è autorizzata a riscuotere una tassa  compensatoria sul prodotto importato.Detta tassa compensatoria è calcolata in funzione dell'incidenza che sul  valore delle merci di cui trattasi hanno le disparità tariffarie constatate per le materie prime o per i prodotti  intermedi incorporati.d) Per quanto riguarda l'articolo 22, prima che la Parte contraente interessata adotti le  misure adeguate si procede ad una consultazione in sede di Comitato misto.e) Se circostanze eccezionali  richiedenti un intervento immediato escludono un esame preventivo, la Parte contraente interessata può applicare  senza indugio, nelle situazioni di cui agli articoli 21, 22 e 23, nonché nei casi di aiuti all'esportazione aventi  un'incidenza diretta e immediata sugli scambi, le misure conservatorie strettamente necessarie per rimediare alla  situazione.Articolo 25In caso di difficoltà o di grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti di uno o  più Stati membri della Comunità o in quella del Portogallo, la Parte contraente interessata può adottare le misure  di salvaguardia necessarie. Essa ne informa senza indugio l'altra Parte contraente.Articolo 261. È istituito un  Comitato misto incaricato di gestire l'accordo e di curarne la corretta esecuzione. A tal fine, esso formula  raccomandazioni. Esso adotta decisioni nei casi contemplati dall'accordo. L'applicazione di tali decisioni è  effettuata dalle Parti contraenti secondo le rispettive norme.2. Ai fini della corretta esecuzione dell'accordo, le  Parti contraenti procedono a scambi d'informazioni e, a richiesta di una di esse, si consultano in sede di Comitato  misto.3. Il Comitato misto adotta il proprio regolamento interno.Articolo 271. Il Comitato misto è composto  da rappresentanti delle Parti contraenti.2. Il Comitato misto si pronuncia di comune accordo.Articolo 281.  La presidenza del Comitato misto è esercitata a turno da ciascuna delle Parti contraenti secondo le modalità che  saranno previste dal suo regolamento interno.2. Il Comitato misto si riunisce almeno una volta all'anno su  iniziativa del suo presidente, per procedere ad un esame del funzionamento generale dell'accordo.Esso si  riunisce, inoltre, ogniqualvolta la esiga una necessità particolare, a richiesta di una delle Parti contraenti, secondo  le condizioni che saranno stabilite nel suo regolamento interno.3. Il Comitato misto può decidere di istituire  ogni gruppo di lavoro atto ad assisterlo nell'espletamento dei suoi compiti.Articolo 291. Quando una Parte  contraente ritiene utile, nell'interesse comune delle Parti contraenti, sviluppare le relazioni stabilite dall'accordo,  estendendole a dei settori non compresi in quest'ultimo, essa presenta all'altra Parte contraente una richiesta  motivata.Le Parti contraenti possono incaricare il Comitato misto di esaminare tale richiesta e di formulare, se  del caso, delle raccomandazioni, in particolare allo scopo di avviare negoziati.2. Gli accordi risultanti dai  negoziati di cui al paragrafo 1 sono sottoposti alla ratifica o all'approvazione delle Parti contraenti secondo le  procedure che sono loro proprie.Articolo 30L'allegato e i protocolli annessi all'accordo fanno parte integrante  di quest'ultimo.Articolo 31Ogni Parte contraente può denunciare l'accordo con notifica all'altra Parte  contraente. L'accordo scade in un termine di dodici mesi a decorrere dalla data di tale notifica.Articolo  32L'accordo si applica, da un lato, ai territori in cui il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e  dell'accaio è applicabile nei modi previsti dal trattato stesso e, dall'altro, al territorio europeo della Repubblica  portoghese.Articolo 33Il presente accordo è redatto in duplice esemplare in lingua danese, francese, inglese,  italiana, norvegese, olandese, portoghese e tedesca, ciascuno di detti testi facenti ugualmente fede.Il presente  accordo sarà approvato dalle Parti contraenti secondo le procedure che sono loro proprie.Esso entra in vigore il  1  gennaio 1973, a condizione che prima di tale data le Parti contraenti si siano notificate l'espletamento delle  procedure a tal fine necessarie.In caso di applicazione dell'articolo 2, terzo comma, della decisione del  Consiglio delle Comunità europee, del 22 gennaio 1972, relativa all'adesione alla Comunità europea del carbone  e dell'acciaio del Regno di Danimarca, dell'Irlanda, del Regno di Norvegia e del Regno Unito di Gran Bretagna e  Irlanda del nord, il presente accordo può entrare in vigore soltanto per gli Stati che hanno effettuato i depositi  previsti da detto comma.Dopo il 1  gennaio 1973, il presente accordo entra in vigore il primo giorno del  secondo mese successivo alla notifica di cui al terzo comma. La data ultima per tale notifica è il 30 novembre  1973.Le disposizioni applicabili il 1  aprile 1973 sono applicate all'entrata in vigore del presente accordo, se  quest'ultima ha luogo dopo tale data.Udfaerdiget i Bruxelles, den toogtyvende juli nitten hundrede og  tooghalvfjerds.Geschehen zu Bruessel am zweiundzwanzigsten Juli neunzehnhundertzweiundsiebzig.Done at  Brussels on this twenty-second day of July in the year one thousand nine hundred and seventy-two.Fait à  Bruxelles, le vingt-deux juillet mil neuf cent soixante-douze.Fatto a Bruxelles, il ventidue luglio  millenovecentosettantadue.Gedaan te Brussel, de tweeëntwintigste juli  negentienhonderdtweeënzeventig.Utferdiget i Brussel, tjueandre juli nitten hundre og syttito.Feito em  Bruxelas, aos vinte e dois de Julho de mil novecentos e setenta e dois.Pour le Royaume de BelgiqueVoor het  Koninkrijk België>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kongeriget Danmarks vegne>RIFERIMENTO A UN  FILM>Fuer die Bundesrepublik Deutschland>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour la République  française>RIFERIMENTO A UN FILM>For Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Per la Repubblica  italiana>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour le Grand-Duché de Luxembourg>RIFERIMENTO A UN  FILM>Voor het Koninkrijk der Nederlanden>RIFERIMENTO A UN FILM>For Kongeriket  Norge>RIFERIMENTO A UN FILM>For the United Kingdom of Great Britain and Northern  Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kommissionen for De Europaeiske Faellesskabers vegneIm Namen  der Kommission der Europaeischen GemeinschaftenIn the name of the Commission of the European  CommunitiesAu nom de la Commission des Communautés européennesA nome della Commissione delle  Comunità europeeNamens de Commissie der Europese GemeenschappenFor Kommisjonen for De Europeiske  Fellesskab>RIFERIMENTO A UN FILM>Pela República Portuguesa>RIFERIMENTO A UN  FILM>ALLEGATOLista dei prodotti di cui all'articolo 1 dell'accordo>SPAZIO PER  TABELLA>PROTOCOLLO N. 1 concernente il regime tariffario che il Portogallo può applicare a taluni  prodottiArticolo 11. In deroga all'articolo 2 dell'accordo, i dazi doganali all'importazione in Portogallo  applicabili ai prodotti originari della Comunità nella sua composizione originaria e dell'Irlanda, di cui all'elenco  allegato, sono gradualmente soppressi nelle proporzioni e secondo il calendario seguenti:>SPAZIO PER  TABELLA>2. Per i prodotti originari della Danimarca, della Norvegia e del Regno Unito di cui allo stesso  elenco, i dazi doganali all'importazione in Portogallo sono gradualmente soppressi nelle proporzioni e secondo il  calendario seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>3. Con decorrenza dal 1  luglio 1977 il Portogallo applica  senza discriminazione a tutti gli Stati membri della Comunità il trattamento più vantaggioso, derivante dalle  riduzioni applicate in conformità al presente articolo sui dazi di base di cui all'articolo 4 dell'accordo.Articolo  2In deroga all'articolo 2 dell'accordo e all'articolo 1 del presente protocollo e nella misura in cui la sua  industrializzazione ed il suo sviluppo rendano necessarie delle misure di protezione, il Portogallo, sino al 31  dicembre 1979, può introdurre, aumentare o ristabilire dei dazi doganali ad valorem secondo le modalità e nei  limiti di cui all'articolo 6 del protocollo n. 1 dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica  portoghese, firmato in data odierna.ALLEGATOElenco relativo ai prodotti soggetti all'importazione in  Portogallo, ai dazi della tariffa doganale portoghese ridotti nelle proporzioni e secondo i calendari di cui  all'articolo 1>SPAZIO PER TABELLA>NOTAPer l'applicazione dei dazi doganali gli acciai legati vengono  considerati come divisi in due categorie:a) acciai legati contenenti in peso uno o più dei seguenti elementi nelle  proporzioni indicate:2% o più di silicio2% o più di manganese2% o più di cromo2% o più di nichelio0,3%  o più di molibdeno0,3% o più di vanadio0,5% o più di tungsteno0,5% o più di cobalto0,3% o più di  alluminio1% o più di rame,b) altri acciai legati.Gli acciai legati (n. 73.15) per i quali sono state indicate le  categorie, sono quelli riportati alla nota 1, lettera d), del capitolo 73 della tariffa doganale  comune.PROTOCOLLO N. 2 concernente l'eliminazione di talune restrizioni quantitative in vigore in  PortogalloIn deroga all'articolo 10 dell'accordo, per i prodotti originari della Comunità che figurano nell'elenco  allegato al presente protocollo, il Portogallo apre a partire dall'entrata in vigore dell'accordo, dei contingenti  annuali il cui importo iniziale e ritmo di aumento sono indicati nello stesso elenco. L'importazione in Portogallo  di questi prodotti è liberalizzata a partire dal 1  luglio 1977.Se per due anni consecutivi le importazioni in  Portogallo dei prodotti originari della Comunità che figurano nel predetto elenco risultano inferiori al  contingente aperto, le importazioni di tali prodotti sono liberalizzate.ALLEGATO>SPAZIO PER  TABELLA>ATTO FINALEI rappresentantiDEL REGNO DEL BELGIO,DEL REGNO DI  DANIMARCA,DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,DELLA REPUBBLICA  FRANCESE,DELL'IRLANDA,DELLA REPUBBLICA ITALIANA,DEL GRANDUCATO DI  LUSSEMBURGO,DEL REGNO DEI PAESI BASSI,DEL REGNO DI NORVEGIA,DEL REGNO UNITO  DI GRAN BRETAGNA E D'IRLANDA DEL NORD,Stati membri della Comunità europea del carbone e  dell'acciaio,DELLA COMUNITÀ EUROPEA DEL CABONE E DELL'ACCIAIOeDELLA REPUBBLICA  PORTOGHESE,riuniti a Bruxelles, il ventidue luglio millenovecentosettantadue,per la firma dell'accordo tra  gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Comunità europea del carbone e  dell'acciaio, da un lato, e la Repubblica portoghese, dall'altro,hanno, al momento della firma di questo  accordo,- adottato la seguente dichiarazione, allegata al presente atto:Dichiarazione interpretativa relativa alla  definizione della nozione di «Parti contraenti» che figura nell'accordo,- preso atto delle dichiarazioni seguenti,  allegate al presente atto:1. Dichiarazione della Comunità europea del carbone e dell'acciaio relativa all'articolo  19, paragrafo 1, dell'accordo.2. Dichiarazione del governo della Repubblica federale di Germania concernente  l'applicazione dell'accordo a Berlino.Udfaerdiget i Bruxelles, den toogtyvende juli nitten hundrede og  tooghalvfjerds.Geschehen zu Bruessel am zweiundzwanzigsten Juli neunzehnhundertzweiundsiebzig.Done at  Brussels on this twenty-second day of July in the year one thousand nine hundred and seventy-two.Fait à  Bruxelles, le vingt-deux juillet mil neuf cent soixante-douze.Fatto a Bruxelles, il ventidue luglio  millenovecentosettantadue.Gedaan te Brussel, de tweeëntwintigste juli  negentienhonderdtweeënzeventig.Utferdiget i Brussel, tjueandre juli nitten hundre og syttito.Feito em  Bruxelas, aos vinte e dois de Julho de mil novecentos e setenta e dois.Pour le Royaume de BelgiqueVoor het  Koninkrijk België>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kongeriget Danmarks vegne>RIFERIMENTO A UN  FILM>Fuer die Bundesrepublik Deutschland>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour la République  française>RIFERIMENTO A UN FILM>For Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Per la Repubblica  italiana>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour le Grand-Duché de Luxembourg>RIFERIMENTO A UN  FILM>Voor het Koninkrijk der Nederlanden>RIFERIMENTO A UN FILM>For Kongeriket  Norge>RIFERIMENTO A UN FILM>For the United Kingdom of Great Britain and Northern  Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kommissionen for De Europaeiske Faellesskabers vegneIm Namen  der Kommission der Europaeischen GemeinschaftenIn the name of the Commission of the European  CommunitiesAu nom de la Commission des Communautés européennesA nome della Commissione delle  Comunità europeeNamens de Commissie der Europese GemeenschappenFor Kommisjonen for De Europeiske  Fellesskab>RIFERIMENTO A UN FILM>Pela República Portuguesa>RIFERIMENTO A UN  FILM>DICHIARAZIONEDichiarazione interpretativa relativa alla definizione della nozione di «Parti  contraenti» che figura nell'accordoLe Parti contraenti convengono di interpretare l'accordo nel senso che  l'espressione «Parti contraenti», che figura in detto accordo, significa, da un lato, la Comunità e gli Stati membri  o, separatamente, gli Stati membri o la Comunità e, dall'altro, il Portogallo. Il senso da dare, in ogni caso, a  questa espressione sarà desunto dalle disposizioni in causa dell'accordo, nonché dalle disposizioni corrispondenti  del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.Dichiarazione della Comunità europea  del carbone e dell'acciaio relativa all'articolo 19, paragrafo 1, dell'accordoLa Comunità europea del carbone e  dell'acciaio dichiara che, nel quadro dell'attuazione autonoma dell'articolo 19, paragrafo 1, dell'accordo, valuterà  le pratiche contrarie alle disposizioni di detto articolo sulla base dei criteri risultanti dall'applicazione delle norme  contenute negli articoli 4, lettera c), 65 e 66, paragrafo 7, del trattato che istituisce la Comunità europea del  carbone e dell'acciaio.Dichiarazione del governo della Repubblica federale di Germania concernente  l'applicazione dell'accordo a BerlinoL'accordo è applicabile anche al Land di Berlino sempreché il governo della  Repubblica federale di Germania non faccia una dichiarazione in senso contrario nel termine di tre mesi a  decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo.