CELEX: 31998H0322
Language: it
Date: 1998-04-08 00:00:00
Title: 98/322/CE: Raccomandazione della Commissione dell'8 aprile 1998 sull'interconnessione in un mercato liberalizzato delle telecomunicazioni (Parte 2 - Separazione contabile e contabilità dei costi) (Testo rilevante ai fini del SEE)

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31998H0322

98/322/CE: Raccomandazione della Commissione dell'8 aprile 1998 sull'interconnessione in un mercato liberalizzato delle telecomunicazioni (Parte 2 - Separazione contabile e contabilità dei costi) (Testo rilevante ai fini del SEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 141 del 13/05/1998 pag. 0006 - 0035

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE dell'8 aprile 1998 sull'interconnessione in un mercato liberalizzato delle telecomunicazioni (Parte 2 - Separazione contabile e contabilità dei costi) (Testo rilevante ai fini del SEE) (98/322/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la direttiva 97/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 giugno 1997, sull'interconnessione nel settore delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire il servizio universale e l'interoperabilità attraverso l'applicazione dei principi di fornitura di una rete aperta (ONP) (1), in particolare l'articolo 7, paragrafo 5,considerando che la direttiva 97/33/CE conferisce alle autorità nazionali di regolamentazione nel settore delle telecomunicazioni (ANR) un ruolo importante per garantire un'adeguata interconnessione delle reti conformemente al diritto comunitario, tenendo conto delle raccomandazioni emanate dalla Commissione al fine di agevolare lo sviluppo di un vero e proprio «mercato domestico» europeo; che in particolare, secondo l'articolo 7; paragrafo 5, della direttiva 97/33/CE, la Commissione elabora raccomandazioni in materia di sistemi di contabilità dei costi e sulla separazione contabile;considerando che, l'articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 97/33/CE impone a taluni organismi notificati dalle rispettive autorità nazionali di regolamentazione come aventi una quota di mercato significativa (in prosieguo: «gli operatori notificati») di rispettare i principi della trasparenza e dell'orientamento in funzione dei costi per le tariffe di interconnessione;considerando che l'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 97/33/CE impone a taluni organismi notificati di tenere una contabilità separata, da un lato, per le attività svolte in relazione all'interconnessione - compresi sia i servizi di interconnessione offerti all'interno che quelli forniti ad altri - e, dall'altro, per altre attività, in modo da individuare tutti i fattori di costo e di ricavo, congiuntamente alla base del loro calcolo e ai metodi di attribuzione dettagliata utilizzati relativi alle loro attività di interconnessione, compresa una ripartizione suddivisa per voce delle immobilizzazioni e dei costi strutturali;considerando che, secondo la raccomandazione della Commissione dell'8 gennaio 1998 sull'interconnessione in un mercato liberalizzato delle telecomunicazioni: Parte 1 - fissazione dei prezzi di interconnessione (2), l'approccio più adeguato per la fissazione dei prezzi di interconnessione è quello basato sui costi medi incrementati prospettici di lungo periodo in quanto è quello maggiormente compatibile con un mercato in concorrenza; che tale approccio non osta all'utilizzazione di ricarichi giustificati per recuperare i costi indivisi e comuni prospettici di un operatore efficiente, quali si presenterebbero in un contesto competitivo;considerando che un approccio sulla fissazione dei prezzi di interconnessione basato sui costi incrementati medi prospettici di lungo periodo implica un sistema contabile che si fondi sul costo attuale piuttosto che sul costo storico; che la Commissione in detta raccomandazione dell'8 gennaio 1998 ha raccomandato di impartire ai rispettivi operatori termini entro i quali attuare nuovi sistemi di contabilità dei costi per ramo di attività; che i modelli economici/progettuali del tipo ascendente (bottom-up) stanno assumendo connotazioni estremamente sofisticate, ma che sono ancora imperfetti e quindi è opportuna per il prossimo futuro una combinazione degli approcci discendente (top-down) e ascendente;considerando che l'articolo 7, paragrafo 5, della direttiva 97/33/CE impone alle ANR di provvedere affinché sia resa disponibile, su richiesta, alle parti interessate una descrizione del sistema di contabilità dei costi che precisi le principali categorie in cui detti costi sono raggruppati, nonché i criteri utilizzati per la loro imputazione all'interconnessione; che i metodi di imputazione devono essere sufficientemente dettagliati al fine di rendere chiara la relazione tra i costi e gli oneri relativi a talune componenti e servizi della rete (i cosiddetti fattori di utilizzazione); che la base sulla quale i costi non imputabili sono stati assegnati ai vari conti deve essere anch'essa indicata; che la conformità con il sistema contabile dei costi deve essere verificata dall'ANR o da un altro organismo competente, indipendente dall'organismo di telecomunicazione e approvato dall'ANR; che ogni anno deve essere pubblicato un rendiconto finanziario relativo a tale conformità;considerando che, secondo l'articolo 12, paragrafo 1 e l'articolo 13, paragrafo 1, della direttiva 95/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1995, sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale (3), le tariffe per l'uso della rete telefonica pubblica fissa e dei servizi di telefonia vocale devono osservare i principi di trasparenza e di orientamento in funzione dei costi e gli operatori notificati devono introdurre un adeguato sistema di calcolo dei costi a tale scopo; che i contributi delle parti interconnesse a meccanismi del tipo «deficit da accesso» sono autorizzabili soltanto se sono imposti vincoli tariffari da parte delle autorità nazionali di regolazione al fine di garantire un servizio telefonico accessibile e a prezzi ragionevoli conformemente all'articolo 12, paragrafo 2, della direttiva 95/62/CE; che la comunicazione della Commissione, del 27 novembre 1996, relativa ai criteri di valutazione dei regimi nazionali di calcolo e di finanziamento del servizio universale nel settore delle telecomunicazioni dei costi e di finanziamento del servizio universale nel settore delle telecomunicazioni e agli orientamenti agli Stati membri in merito al funzionamento di tali regimi (4), ha indicato di ritenere che tali sistemi debbano scomparire entro il 1° gennaio 2000;considerando che la direttiva 90/388/CEE della Commissione, del 28 giugno 1990, relativa alla concorrenza nei mercati dei servizi di telecomunicazioni (5) come modificata dalla direttiva 96/2/CE (6), impone agli Stati membri di garantire un'effettiva concorrenza tra gestori concorrenti sui mercati interessati; che in particolare è richiesta la trasparenza per quanto riguarda la contabilità dei costi di operatori che forniscono tanto reti fisse che reti di comunicazioni mobili;considerando che l'articolo 2 della direttiva 95/51/CE della Commissione, del 18 ottobre 1995, che modifica la direttiva 90/388/CEE, in relazione all'eliminazione delle restrizioni riguardanti l'uso di reti televisive via cavo per la fornitura di servizi di telecomunicazione già liberalizzati (7), impone agli Stati membri di garantire la trasparenza della contabilità e l'assenza di discriminazioni quando uno stesso gestore disponga del diritto esclusivo di fornire l'infrastruttura della rete pubblica di telecomunicazioni e l'infrastruttura di rete televisiva via cavo e in particolare di garantire la separazione della contabilità finanziaria relativa alla fornitura di ciascuna rete e di quella relativa all'attività come fornitore dei servizi di telecomunicazione; che a norma dell'articolo 8, paragrafo 1, della direttiva 97/33/CE gli operatori notificati che detengono diritti speciali o esclusivi per la fornitura di servizi in altri settori (ad esempio emissioni televisive via cavo o via satellite) sono obbligati a tenere una contabilità separata per le attività di telecomunicazione nella misura in cui ciò sarebbe richiesto se le attività di telecomunicazioni in questione fossero eseguite da società aventi personalità giuridica distinta, o a provvedere ad una separazione strutturale per le attività di telecomunicazione;considerando che, secondo l'articolo 8, paragrafo 3, della direttiva 97/33/CE, gli organismi che forniscono reti pubbliche di telecomunicazioni e/o servizi di telecomunicazione a disposizione del pubblico devono comunicare, senza indugio e nei dettagli richiesti, informazioni finanziarie alle rispettive autorità nazionali di regolamentazione; che queste ultime possono pubblicare dette informazioni se possono contribuire ad un mercato aperto e concorrenziale, tenendo conto della riservatezza delle informazioni commerciali;considerando che l'applicazione dei principi esposti nella presente raccomandazione lascia impregiudicato l'obbligo degli Stati membri e delle imprese di rispettare pienamente le regole di concorrenza comunitarie, tenendo conto delle posizioni specifiche di cui alla comunicazione della Commissione sull'applicazione delle regole di concorrenza agli accordi in materia di accesso nel settore delle telecomunicazioni (8);considerando che il comitato consultivo di cui all'articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 90/387/CEE del Consiglio (9) (il comitato ONP) ha dato ampio sostegno ai principi della presente raccomandazione e che la Commissione ha tenuto nel massimo conto il punto di vista espresso,RACCOMANDA QUANTO SEGUE:1) La presente raccomandazione riguarda l'attuazione di sistemi di separazione contabile e di contabilità dei costi da parte degli organismi notificati dalle rispettive autorità nazionali di regolazione (ANR) come aventi una significativa quota di mercato (in prosieguo: «gli operatori notificati») conformemente all'articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 97/33/CE per l'esecuzione di obblighi di interconnessione, in particolare sotto il profilo dei principi di trasparenza e di orientamento al costo.Scopo della separazione contabile è fornire elementi analitici di informazione derivati dalle scritture contabili tali da rispecchiare quanto più fedelmente possibile le prestazioni di rami di attività come se fossero gestiti da aziende separate.2) È raccomandato alle ANR di chiedere ai rispettivi operatori notificati la disaggregazione dei loro costi operativi, dei capitali investiti e dei ricavi quanto meno tra le seguenti attività:Rete principale (infrastruttura commutata) La «rete principale» comprende la fornitura di servizi di interconnessione, di servizi di transito e di servizi di trasporto di segnali per altri operatori.Rete di accesso locale (infrastruttura del circuito locale) Il ramo d'attività «rete di accesso locale» comprende la fornitura di collegamenti alla rete telefonica (10).Attività al dettaglio L'«attività al dettaglio» comprende le attività connesse principalmente con la fornitura commerciale di servizi di telefonia fissa e di linee affittate ad utenti finali. Per ciascuna attività al dettaglio che è soggetta a regolazione (ad esempio linee affittate, telefonia) possono essere tenuti conti separati.Altre attività Le «altre attività» comprendono le ulteriori attività fornite da un operatore notificato che possono essere attività non soggette a regolazione, nonché altri tipi di attività regolate. La contabilità delle attività regolate e non regolate va tenuta distinta.La sezione 1 dell'allegato definisce la portata di ciascuna attività. Gli oneri di cessione tra rami di attività sono indicati nella sezione 2.Le ANR possono considerare appropriata un'ulteriore disaggregazione dei conti nell'ambito di tali rami di attività, nel rispetto degli obblighi di trasparenza contabile e delle regole di concorrenza imposti dal diritto nazionale o comunitario (ad es. telefonia mobile, TV via cavo o attività internazionali).3) È raccomandato di procedere all'imputazione delle voci di costo, capitale investito e ricavo conformemente al principio di causalità dei costi (cioè di determinazione dei costi per attività).Il sistema di determinazione dei costi degli operatori notificati deve essere sufficientemente analitico per consentire - nella misura del possibile - l'imputazione dei costi e componenti di rete distinte, in particolare per stabilire il costo dei servizi di interconnessione isolati.Un sistema di imputazione dei costi correttamente definito consentirà di attribuire quanto meno il 90 % dei costi in funzione di un nesso di causalità diretto o indiretto (11).È raccomandato di indicare chiaramente i costi non imputabili (vale a dire quelli che possono essere attribuiti soltanto su base arbitraria) in un conto specifico e di prevedere a tale proposito regole peculiari stabilite dall'ANR (ad esempio ripartizione in conformità di criteri determinati da ciascuno Stato membro, conformemente alle regole di concorrenza della Comunità e ai principi di trasparenza e di proporzionalità).È raccomandato alle ANR di avviare una consultazione pubblica con gli operatori del mercato sull'adozione di sani metodi di imputazione e sul trattamento specifico da riservare ai costi non imputabili.La sezione 3 dell'allegato espone i principi raccomandati per imputare i costi, il capitale investito e i ricavi nell'elaborazione di una contabilità separata.La sezione 4 dell'allegato fornisce indirizzi sull'applicazione di detti principi al calcolo dei costi operativi, compreso l'ammortamento; la sezione 5 presenta criteri analoghi per il costo del capitale ed il capitale investito, la sezione 6 per le voci di ricavo.4) Nella raccomandazione dell'8 gennaio 1998, le ANR sono state invitate a fissare termini entro i quali gli operatori notificati devono attuare i nuovi sistemi di contabilità dei costi basati sul costo attuale.È raccomandato che i metodi e i criteri per la valutazione dei cespiti della rete al valore attuale siano determinati dalle ANR previa consultazione pubblica con gli operatori presenti sul mercato.La valutazione dei cespiti della rete al valore prospettico o attuale di un operatore efficiente, vale a dire al valore che risulterebbe se il mercato fosse estremamente concorrenziale, è un elemento chiave del metodo della «contabilità al costo attuale» (CCA). Ciò comporta che le quote di ammortamento comprese nei costi operativi siano calcolate sulla base delle valutazioni attuali di immobilizzazioni equivalenti e di conseguenza anche i dati contabili relativi al capitale investito devono essere determinati sulla base del costo attuale.L'appendice dell'allegato fornisce indirizzi sui metodi di valutazione di un bene di tipo moderno e sulle voci di rettifica per ottenere valori al costo attuale.5) Per quanto riguarda la derivazione di tariffe di interconnessione le ANR possono chiedere l'applicazione di coefficienti di efficienza a riconoscimento del fatto che il ricorso a valori della CCA per la rete può non riflettere integralmente i costi di un operatore efficiente (12). A tal fine costituiscono un riferimento adeguato gli oneri di interconnessione tariffari secondo la migliore prassi corrente di cui alla raccomandazione dell'8 gennaio 1998.6) È raccomandato che gli operatori tenuti a rendicontazione separata forniscano un conto profitti e perdite e un conto del capitale per ciascuna delle distinte attività. Gli oneri di cessione o gli acquisti tra rami di attività debbono essere contraddistinti chiaramente.Il contenuto e la configurazione raccomandati per i rendiconti finanziari obbligatori che devono essere presentati dagli operatori notificati sono indicati nella sezione 7 dell'allegato.Per ragioni di coerenza è raccomandato che i rendiconti finanziari relativi alla contabilità separata siano consolidati in un conto «Profitti e perdite» e in un conto del capitale per l'impresa nel suo insieme. È altresì suggerito di raccordare la contabilità separata con la contabilità cui l'operatore è tenuto per legge.7) È raccomandato che le ANR pongano a disposizione su richiesta delle parti interessate i dati contabili pertinenti forniti dagli operatori notificati ad un livello di analiticità idoneo ad escludere che vi siano state indebite discriminazioni tra la fornitura di servizi all'interno della struttura dell'operatore e quella all'esterno, e da consentire l'identificazione dei costi dei servizi di interconnessione isolati.Sotto questo profilo la pubblicazione da parte dell'operatore notificato di prospetti sufficientemente analitici dei costi che evidenziano il costo medio delle componenti di rete accrescerà la trasparenza e un clima di fiducia tra gli operatori concorrenti sull'inesistenza di compensazioni incrociate anticoncorrenziali. Ciò è ritenuto della massima importanza soprattutto per i servizi di interconnessione isolati.Inoltre per quegli Stati membri che sono dotati di sistemi per finanziare gli obblighi di servizio universale e/o i contributi per deficit da accesso, è anche raccomandato che le ANR pongano a disposizione informazioni contabili sufficienti ottenute dagli operatori notificati per garantire che non vi sia discriminazione tra oneri prelevati ad altri operatori e quelli (implicitamente) addebitati all'interno.8) Tali orientamenti in materia contabile riguardano la rendicontazione soggetta a regolazione e non sono finalizzati a sostituire i rendiconti finanziari che la legge può prescrivere in uno Stato membro.9) La presente raccomandazione sarà riesaminata dalla Commissione entro il 31 luglio 1999.10) Gli Stati membri sono destinatari della presente raccomandazione.Fatto a Bruxelles, l'8 aprile 1998.Per la CommissioneMartin BANGEMANNMembro della Commissione(1) GU L 199 del 26. 7. 1997, pag. 32.(2) GU L 73 del 12. 3. 1998, pag. 42.(3) GU L 321 del 30. 12. 1995, pag. 6.(4) COM(96) 608 del 27. 11. 1996.(5) GU L 192 del 24. 7. 1990, pag. 10.(6) GU L 20 del 26. 1. 1996, pag. 59.(7) GU L 256 del 26. 10. 1995, pag. 49.(8) GU C 76 dell'11. 3. 1997, pag. 9.(9) GU L 192 del 24. 7. 1990, pag. 1.(10) Ciò comprende le componenti della rete che non dipendono dal volume di traffico e che sono dedicate ad un particolare cliente, compresi ad esempio i circuiti locali nonché le schede di linea e punti di accesso ubicati presso i concentratori e/o le centrali telefoniche.(11) I costi direttamente imputabili sono quelli che possono essere collegati direttamente e senza ambiguità ad un prodotto o un servizio. I costi indirettamente imputabili sono quelli che possono essere ripartiti tra prodotti o servizi su una base misurabile non arbitraria fondata sulla loro relazione con costi direttamente imputabili (ad esempio il ricorso a fattori di utilizzazione in funzione del consumo delle risorse condivise).(12) Alcuni dei cespiti possono superare quanto necessario o l'architettetura di rete può essere ad un livello subottimale. L'attuazione di un modello economico/progettuale «bottom-up» contribuirà a fornire dati informativi su tali inefficienze.ALLEGATO ORIENTAMENTI PER REALIZZARE LA SEPARAZIONE CONTABILE 1. Separazione contabile 1.1. Rete di accesso locale La rete di accesso locale permette di collegarsi alle reti principali. La contabilità per il ramo di attività rete di accesso locale comprenderà i costi e il capitale investito per fornire e mantenere tali collegamenti.A fini di separazione contabile il ramo di attività rete di accesso locale comprenderà tutte le componenti della rete dedicate alla clientela, ad esempio le schede di linea e i punti di accesso situati presso i concentratori e/o le centrali telefoniche. Il ramo di attività rete principale comprenderà tutte le altre componenti di rete.L'abbonamento a una linea sarà un servizio fornito dal ramo di attività al dettaglio. I ricavi da abbonamento a linee fornite agli utenti finali saranno pertanto registrati a fronte dell'attività al dettaglio. Tuttavia gli abbonamenti riscossi per il semplice accesso alle linee locali ove siano poste a disposizione di altri operatori sul mercato dovranno essere assegnati al ramo di attività rete di accesso locale.Quindi il costo della fornitura di linee d'abbonato sarà inizialmente registrato a fronte del ramo di attività rete di accesso locale e seguito da un trasferimento di costi al ramo dettaglio per contrapporre i ricavi ai relativi costi. I costi trasferiti al ramo dettaglio dovrebbero essere al netto di qualsiasi provento da accesso locale, ad esempio abbonamenti ad una linea riscossi da altri operatori sul mercato o contributi per deficit da accesso (cfr. sezione 2.2).1.2. Rete principale Il ramo di attività rete principale fornisce una serie di servizi di interconnessione tra operatori all'interno e all'esterno per consentire ai clienti di un operatore di comunicare con i clienti dello stesso o di un altro operatore o di accedere ai servizi forniti da un altro operatore. Tali servizi comprendono la commutazione e l'instradamento di chiamate. Inoltre il ramo di attività rete principale può fornire altri servizi ad operatori, ad esempio servizi progettuali relativi allo sviluppo e alla manutenzione di reti private e allo sviluppo della concorrenza (ad esempio portabilità del numero e selezione del vettore).La contabilità per il ramo di attività rete principale comprenderà i costi, i ricavi e il capitale investito per la fornitura di questi servizi. I ricavi del ramo d'attività rete principale deriveranno principalmente dalla vendita di servizi di interconnessione al ramo d'attività dettaglio e ad altri operatori.Se le disposizioni nazionali consentono la fornitura tra operatori di circuiti di trasmissione, i ricavi relativi dovrebbero essere registrati nel ramo di attività rete principale.1.3. Attività al dettaglio Il ramo di attività al dettaglio comprende tutte quelle attività che comportano la vendita di servizi di telefonia agli utenti finali, compreso l'abbonamento alla linea, le linee affittate, le chiamate, gli apparecchi telefonici a pagamento e la fornitura di informazioni relative all'elenco abbonati.La contabilità del ramo di attività al dettaglio comprenderà i costi, i ricavi e il capitale investito per la fornitura di questi servizi agli utenti finali. I costi imputati al ramo di attività al dettaglio comprenderanno gli oneri di cessione connessi all'utilizzo di risorse di rete o di servizi forniti dalla rete di accesso locale e dalla rete principale e i costi di commercializzazione e fatturazione connessi con la fornitura di servizi all'utente finale.Le ANR dovranno prendere in considerazione in quale misura la contabilità del ramo di attività al dettaglio andrebbe ulteriormente disaggregata per distinguere tra i costi e i ricavi di servizi singoli tenendo conto degli obblighi di trasparenza prescritti dall'ordinamento nazionale e comunitario. La contabilità separata dovrebbe essere tenuta per ciascuna funzione, nell'ambito dell'attività al dettaglio, soggetta a regolamentazione. Tuttavia non sarebbe appropriato imporre una contabilità separata per attività che non sono soggette a regolamentazione (1).1.4. Altre attività Gli operatori già insediati forniscono tipicamente un'ampia serie di altri servizi tra cui il noleggio, la riparazione e la manutenzione delle apparecchiature del cliente. Inoltre possono avere partecipazioni in attività diverse dalle telecomunicazioni (ad esempio emissioni televisive). Ai fini della separazione contabile, i costi, i ricavi e il capitale investito per queste attività saranno identificati separatamente.Le ANR possono chiedere di tenere una contabilità a parte per alcune di queste attività addizionali. Ciò può essere particolarmente pertinente per quegli operatori già insediati che non svolgono le loro attività di telefonia mobile come rami di attività distinti. Spetterà alle singole ANR specificare in che misura sarà tenuta una contabilità separata per queste attività tenendo conto degli obblighi di trasparenza posti dal diritto nazionale e dal diritto comunitario.2. Oneri di cessione La presente sezione espone i principi che devono essere applicati dall'operatore per tener conto dei costi di prodotti o servizi che sono utilizzati all'interno della sua struttura organizzativa.Dovrebbe essere applicato un sistema di oneri di cessione per i servizi e prodotti forniti da un ramo di attività ad un altro (ad esempio rete di accesso locale, rete principale e ramo di attività al dettaglio).Oltre alla necessità di giustificare chiaramente gli oneri di cessione applicati, ciascun onere deve anche essere sostenibile. Gli oneri non dovrebbero essere discriminatori e, come indicato alla sezione 7, nella contabilità separata deve essere garantita la trasparenza degli oneri di cessione.2.1. Misurazione dell'uso interno Gli oneri di cessione per l'uso interno debbono essere calcolati in funzione dell'uso moltiplicato per il prezzo unitario. L'onere per l'uso interno dovrebbe essere equivalente all'onere che sarebbe stato addebitato se il prodotto o servizio fosse stato venduto all'esterno invece che all'interno.A fini di separazione contabile si dovrebbe partire dall'ipotesi che il ramo di attività al dettaglio di un operatore paga i medesimi oneri di interconnessione per uno stesso servizio.2.2. Contributi per deficit da accesso e contributi per servizio universale La direttiva interconnessione impone di separare gli oneri pr l'interconnessione dagli oneri relativi al servizio universale, compresi gli oneri imposti per effetto dell'impossibilità di un operatore, a causa di disposizioni delle autorità nazionali di regolamentazione, di riequilibrare le proprie tariffe (vale a dire contribuiti per deficit da accesso o ADC). La Commissione ha specificato che il riequilibrio delle tariffe dovrebbe essere completato entro il 1° gennaio 2000 tranne in quegli Stati membri ai quali è stato concesso un ulteriore periodo per conformarvisi in ottemperanza alla direttiva completa apertura alla concorrenza (2).In quegli Stati membri che hanno introdotto sistemi di deficit da accesso, i relativi contribuiti dovrebbero essere assegnati all'attività rete di accesso locale. Tali contributi sarebbero riscossi da altri operatori e dal ramo di attività dettaglio. Non dovrebbe esistere discriminazione tra i contributi per deficit da accesso addebitati al ramo di attività dettaglio e i contributi addebitati ad altri operatori.In quegli Stati membri che hanno introdotto sistemi per finanziare gli obblighi di servizio universale, i contributi - versati da altri operatori e da unità operative interne - dovrebbero essere identificati separatamente nella contabilità. Come per i contributi per deficit da accesso, non dovrebbero esistere discriminazioni tra i contributi per il servizio universale addebitati ad altri operatori e i contributi internamente.3. Principi di imputazione dei costi La presente sezione espone i principi da seguire per imputare i costi, il capitale investito e i ricavi al fine di elaborare una contabilità separata. L'applicazione di questi principi ai costi operativi, al capitale investito e ai ricavi è esaminata in modo più approfondito rispettivamente nelle sezioni 4, 5 e 6.Detti principi possono essere rilevanti anche per la determinazione degli oneri di interconnessione per servizi di sola interconnessione; a tale scopo i sistemi di determinazione dei costi degli operatori dovranno essere sufficientemente analitici per consentire, nella misura del possibile, l'imputazione dei costi alle componenti di rete isolate. Tuttavia esiste una serie di altri fattori - ad esempio la pertinenza dei costi - che eventualmente devono essere presi in considerazione in sede di determinazione degli oneri per servizi specifici di interconnessione (3). Tali problemi esorbitano dal campo d'applicazione dei presenti criteri.3.1. Principi La separazione contabile dovrebbe essere basata sul principio di causalità, in funzione del quale i costi (4) e i ricavi dovrebbero essere assegnati a quei servizi o prodotti che ne determinano l'insorgere. Ciò impone l'attuazione di metodologie appropriate e dettagliate di imputazione dei costi. In pratica gli operatori devono:- esaminare ciascuna voce di costo, capitale investito e ricavo;- stabilire il fattore che ne ha causato la manifestazione; e- fare riferimento a tale fattore per imputare ciascuna voce ai singoli rami di attività.Tutte queste scelte sono soggette a verifica delle ANR.Ciascuna voce di costo e di ricavo deve essere imputata ai prodotti e servizi forniti dagli operatori. Nel caso dei ricavi è da prevedere che per la maggior parte, se non per tutti, sia possibile un'imputazione diretta a quei prodotti o servizi ai quali essi sono correlati. Invece per i costi ciò non è possibile in quanto una percentuale relativamente elevata dei costi degli operatori è comune a vari prodotti e servizi.3.2. La metodologia di imputazione dei costi La figura 1 illustra una tipica procedura di imputazione dei costi. Andrebbe osservato che le procedure reali di imputazione possono variare in funzione della struttura organizzativa dell'organismo e delle modalità di rilevazione dei dati finanziari/operativi e saranno notevolmente più complesse di quanto non implichi la figura 1. È tuttavia importante notare che lo scopo finale dell'imputazione dei costi non cambia.La procedura inizia dalle informazioni e dai dati rilevati nel libro mastro o in altri sistemi finanziari o di determinazione dei costi adottati dall'impresa. I costi registrati in questi sistemi possono essere distinti tra costi operativi, costi di capitale e voci contabili quali l'ammortamento.I costi possono essere imputati sia direttamente a servizi o a centri di costo accesi alle componenti di rete, funzioni correlate o altre funzioni. La relativa definizione è la seguente:Servizi Trattasi dei costi che possono essere direttamente correlati ad un servizio specifico. A tal fine il termine «servizio» si riferisce tanto ai servizi all'utente finale (ad esempio fornitura di telefoni a pagamento) che ai servizi intermedi (ad esempio servizi di rete).Componenti di rete Tale centro di costo contiene i costi relativi alle varie componenti di trasmissione, commutazione ed altre installazioni e sistemi di rete. I costi saranno registrati a fronte di componenti di rete che non possono essere direttamente collegate ad un servizio particolare in quanto sono utilizzate per la fornitura di vari servizi.Funzioni correlate Tale centro di costo contiene i costi di funzioni necessarie per la fornitura di servizi al cliente, ad esempio fatturazione, manutenzione e assistenza alla clientela.Altre funzioni Tale centro di costo contiene i costi di funzioni che non sono correlate alla fornitura di servizi particolari, ma costituiscono una parte importante dell'attività dell'impresa. Esempi di tali funzioni sono la pianificazione, il personale e la gestione finanziaria generale.Come osservato, grazie a una serie di tappe è possibile procedere ad una imputazione ai centri di costo in un approccio graduale fino all'imputazione dei costi ai servizi. Queste imputazioni per tappe sono effettuate grazie al ricorso a fattori adeguati. Ciascuna tappa è così riepilogata:Tappa 1 Imputazione delle altre funzioni ripartita tra funzioni correlate, componenti di rete e servizi.Tappa 2 Imputazione dei costi delle funzioni correlate ai servizi e alle componenti di rete.Tappa 3 Imputazione delle componenti di rete ai servizi.Tappa 4 Raggruppamento dei servizi in rami di attività (come definiti ai fini della separazione contabile).Ciascuna delle tappe di imputazione sopra descritte potrebbe comportare alcune sottotappe analitiche, in particolare se la rilevazione iniziale dei costi si fa ad un livello aggregato. Ove sia possibile procedere ad una imputazione attraverso alcune attribuzioni dirette o indirette, il metodo è preferibile ad una imputazione effettuata in un'unica tappa arbitraria.Figura 1 Tipica procedura di imputazione dei costi >RIFERIMENTO A UN FILM>È da prevedere che gli operatori di telecomunicazioni dovranno utilizzare tecniche di campionamento e periodiche analisi delle attività per imputare i costi (compresi i costi di capitale) ai servizi che forniscono e di conseguenza ai rami di attività definiti ai fini della separazione contabile. Ad esempio un'analisi periodica dei compiti svolti dal personale nei centri a disposizione del pubblico può essere utilizzata per determinare l'entità del tempo speso da tale personale nelle varie mansioni. Queste informazioni possono servire per imputare - direttamente o indirettamente - i costi di personale ai servizi forniti dall'operatore.4. Costi operativi Nella presente sezione viene esaminata l'applicazione dei principi descritti nella sezione 3 ai costi operativi, compreso l'ammortamento, degli operatori.Applicazione ai costi operativi La procedura di imputazione dei costi esposta nella precedente sezione si riferisce in linea di massima ai costi operativi e ai costi di capitale. La successiva tabella 4.1 presenta un riepilogo di possibili metodi d'imputazione e attribuzione per i costi operativi tra le seguenti voci:- ammortamento,- costi di fornitura, installazione e manutenzione,- costi di programmazione e sviluppo della rete,- costi di gestione della rete,- costi di commercializzazione e di vendita,- costi di fatturazione e rilevazione,- costi dei servizi operatore,- costi dei servizi elenco abbonati,- pagamenti ad altri operatori, e- costi supplementari.Tali voci sono del tutto esemplificative e non intendono rispecchiare le modalità con le quali gli operatori devono registrare i costi, ma mirano soltanto a fornire criteri generali. I singoli operatori dovranno elaborare procedure d'imputazione dei costi specifiche alle modalità con le quali essi rilevano e registrano in linea di massima i loro costi e perfezionarle nel tempo nella misura opportuna.L'ultima colonna della tabella 4.1 fornisce un'indicazione delle principali attività alle quali probabilmente sarà imputata la maggioranza dei costi operativi in questione.>SPAZIO PER TABELLA>5. Il costo del capitale e il capitale investito L'articolo 7, paragrafo 2, della direttiva interconnessione impone che le tariffe di interconnessione siano congrue rispetto ai costi e che comprendano un margine di rendimento ragionevole sugli investimenti. Gli elementi determinanti del livello di tale margine sono- il costo del capitale, e- un valore del capitale.Il calcolo e la determinazione del costo del capitale allo scopo di fissare le tariffe di interconnessione esula dall'ambito dei presenti criteri. Tuttavia deve esistere una certa coerenza tra la misura del capitale investito sul quale è calcolato il costo del capitale e la misura del capitale investito risultante dalla contabilità separata richiesta dalla direttiva interconnessione.Ciò consentirà il confronto dei margini di rendimento effettivo espressi in percentuale realizzati dagli operatori sulle loro attività regolamentate quali l'interconnessione con il costo del capitale ammesso dalle ANR in sede di esame degli oneri per queste attività. La necessità di coerenza e le relative implicazioni per l'imputazione delle poste relative al capitale investito costituiscono l'oggetto principale della presente sezione.5.1. Costo del capitale Il costo del capitale sostenuto dagli operatori dovrebbe riflettere il costo alternativo (costo opportunità) di risorse investite in componenti di rete e in altri cespiti correlati. Convenzionalmente tale voce fa riscontro ai seguenti elementi:- il costo medio (ponderato) del capitale mutuato per le varie forme di indebitamento assunto da ciascun operatore;- il costo del capitale proprio e misurato dal rendimento che i soci intendono ottenere per investire nella rete, dati i rischi connessi; e- i valori del capitale di debito e del capitale proprio.Queste informazioni possono in seguito essere utilizzate per determinare il costo medio ponderato del capitale (weighted average cost of capital, «WACC») mediante la seguente formula:WACC = re .>NUM>E/>DEN>(D+E) + rd .>NUM>D/>DEN>(D+E)dove re è il costo del capitale proprio, rd è il costo del capitale di debito, E è il valore complessivo del capitale proprio e D è il valore complessivo dei finanziamenti a titolo oneroso (capitale di debito).Il calcolo del WACC per un singolo operatore in totale sarebbe relativamente semplice, ancorché la derivazione precisa e il valore dei fattori che appaiono nella formula del WACC possano essere oggetto di dibattito. Tuttavia le ANR possono aver necessità di valutare se l'applicazione del costo globale del capitale rappresentano dal WACC risulti appropriata per le attività regolamentate degli operatori. In caso positivo, il WACC in totale potrebbe essere utilizzato al fine di determinare gli oneri di interconnessione.In alternativa le ANR possono tener conto del fatto che alle diverse attività corrispondono di norma premi diversi per il rischio e ciò potrebbe trovare riscontro in diversi costi del capitale «re» (5) anche se la struttura finanziaria è identica. In tal caso potrebbe esserci un WACC diverso per ciascun ramo di attività o attività disaggregata quali telefonia mobile, TV via cavo o servizi internazionali.5.2. Il WACC e il valore del capitale Il WACC deve essere applicato ad un valore del capitale per le componenti di rete e altri cespiti connessi per determinare il rendimento che deve essere ottenuto grazie all'applicazione degli oneri di interconnessione. Benché possa essere agevole identificare i valori del capitale di debito e del capitale proprio per un operatore nel suo insieme, non è facile procedere a tale calcolo per le sue attività singole. In effetti le decisioni relative al ricorso al capitale mutuato sono in gran parte decisioni della società nel suo insieme, determinate da vari fattori, ad esempio le possibilità concrete di accesso ai finanziamenti e considerazioni relative alle imposte. Di conseguenza la posizione debitoria della società può essere indipendente dalle necessità di finanziamento delle attività singole. Risulta quindi necessario un approccio alternativo per determinare il valore del capitale per le attività regolamentate (ad esempio l'interconnessione).Un approccio è quello ricavabile dalla seguente identità implicita nello stato patrimoniale:Fondi conferiti dai soci (vale a dire capitale proprio) + Capitale mutuato = Attività nette escluse passività correnti (6).Ne segue che i valori del capitale delle attività regolamentate possono essere determinati come parte delle attività nette o capitale investito. Tale suddivisione dovrebbe essere effettuata in base al principio di causalità e secondo metodologie di valutazione al valore attuale.5.3. Capitale investito La tabella 5.1 fornisce un riepilogo dei possibili metodi di imputazione per le diverse componenti del capitale investito, nonché l'indicazione dei principali rami di attività ai quali sarà imputata presumibilmente la parte preponderante di ciascuna componente. L'applicazione di questi e, se del caso, di altri metodi determinerà i valori del capitale delle varie attività regolamentate, compresa l'interconnessione.La tabella non mira a fornire un elenco tassativo di voci che possono essere classificate come capitale investito né i metodi di imputazione alle diverse attività.>SPAZIO PER TABELLA>A fini di fissazione dei prezzi le ANR e gli operatori utilizzeranno il capitale medio investito in un determinato periodo, piuttosto che il capitale investito in uno specifico momento quale la chiusura dell'esercizio. In effetti una fotografia ad un certo momento può non essere rappresentativa del livello medio del capitale investito dagli operatori. Specificamente la situazione che evidenzia il capitale di funzionamento in un determinato momento può non essere rappresentativa del capitale medio di funzionamento necessario su un periodo più lungo. La contabilità separata degli operatori dovrebbe quindi indicare il capitale medio investito piuttosto che la situazione in chiusura dell'esercizio (cfr. sezione 7).5.4. Necessità di coerenza in sede di imputazione del capitale di funzionamento La tabella 5.1 propone un approccio da adottare nei confronti del capitale di funzionamento nel calcolo del capitale investito. Non mancano tuttavia altri approcci che possono essere altrettanto validi. In pratica due sono i principi che possono essere applicati in sede di imputazione di voci singole del capitale di funzionamento ai fini della contabilità separata (7). Trattasi di:- seguire un'impostazione coerente in sede di imputazione dei cespiti e dei relativi costi e ricavi; e- tener conto del fatto che l'inclusione o l'esclusione di singole voci in linea di massima può avere un impatto corrispondente sul WACC. Questi due effetti (vale a dire la decisione di includere o escludere determinate voci e il corrispondente ritocco del WACC) si compensano in termini di effetto generale sul rendimento assoluto chiesto dagli operatori.6. Ricavi La sezione 3 espone alcuni principi per l'imputazione e l'assegnazione di costi e ricavi ai prodotti e servizi offerti dagli operatori. Nella presente sezione è esaminata l'applicazione di tali principi ai ricavi.6.1. Ricavi da attività principali di telefonia Presumibilmente i ricavi derivati dalla fornitura di prodotti e servizi principali del settore telefonia possono essere imputati direttamente ai prodotti e servizi cui si riferiscono in funzione delle scritture contabili e dei dati del sistema di fatturazione. Nei casi in cui un'imputazione diretta basata sulle scritture contabili o sui dati del sistema di fatturazione non sia possibile, i ricavi dovrebbero essere imputati in funzione del principio di causalità.L'imputazione di ricavi ottenuti da servizi principali di telefonia tra rete di accesso locale, rete principale e ramo di attività al dettaglio per una rete di telefonia fissa segue i principi sotto riepilogati (8).Oneri di collegamento Gli oneri per effettuare nuovi collegamenti alla rete telefonica fissa (diversi dall'installazione di un punto di interconnessione - cfr. infra, oneri di interconnessione) dovrebbero essere imputati al ramo di attività al dettaglio.Oneri di abbonamento ad una linea Tali oneri dovrebbero essere assegnati al ramo di attività al dettaglio.Ricavi da linee affittate Tali ricavi andrebbero imputati al ramo di attività al dettaglio.Ricavi da abbonamenti a una linea di altri operatori In caso di abbonamenti ad una linea sottoscritti da altri operatori, il ricavo da linee locali d'abbonato isolate dovrebbe essere assegnato alla rete di accesso locale.Contributi per deficit da accesso Negli Stati membri in cui è applicato un sistema di deficit da accesso, i relativi contributi dovrebbero essere assegnati alla rete di accesso locale.Contributi per servizio universale Negli Stati membri in cui è applicato un sistema volto a finanziare gli obblighi di servizio universale, i contributi da parte di altri operatori dovrebbero essere assegnati al ramo di attività al dettaglio. Inoltre, una nota esplicativa allegata alla contabilità dovrebbe indicare che non è praticata alcuna discriminazione tra i contributi addebitati ad altri operatori e quelli (implicitamente) addebitati all'interno dell'impresa.Oneri di interconnessione Gli oneri di interconnessione, compresi i costi una tantum per installare un punto di interconnessione e gli oneri calcolati in funzione del volume di attività, dovrebbero essere assegnati alla rete principale.Oneri di chiamata I ricavi derivanti da oneri per la chiamata dovrebbero essere assegnati al relativo servizio che rientra nel ramo di attività al dettaglio.Noleggio e vendita di apparecchiature I ricavi tratti dal noleggio e dalla vendita di apparecchiature quali telefoni e fax andrebbero assegnati ai servizi appropriati nell'ambito delle «Altre attività».Ricavi da inserzioni pubblicitarie negli elenchi abbonati I ricavi tratti da inserzioni pubblicitarie negli elementi abbonati dovrebbero essere assegnati al conto servizi elenco abbonati nell'ambito di «Altre attività».Servizi/consulenza progettuale I ricavi derivati da servizi/consulenza progettuale diversi da quelli relativi all'interconnessione andrebbero assegnati ad «Altre attività».6.2. Altri ricavi Gli operatori possono anche ottenere proventi da servizi non telefonici. Conformemente al principio di causalità questi andrebbero assegnati alle attività cui si riferiscono.Ad esempio, nel caso di ricavi tratti dal subaffitto di porzioni di proprietà utilizzate dal ramo di attività principale telefonia, tali proventi possono essere considerati in vari modi, ad esempio:- come ricavo per l'attività che subaffitta la sistemazione, e- come ricavo da registrare tra «Altre attività».Nessuna soluzione è necessariamente migliore delle altre possibili. Tuttavia è importante che i ricavi da attività non principali e i relativi costi siano imputati in funzione di criteri coerenti. In caso contrario i profitti di un ramo di attività possono essere sottovalutati e quelli di un altro sopravvalutati.Proventi da investimenti in immobilizzazioni Tali proventi dovrebbero essere assegnati nello stesso modo degli investimenti cui si riferiscono. Considerato l'approccio adottato nella sezione 5 per quanto riguarda l'imputazione degli investimenti di natura esclusivamente finanziaria e degli investimenti in attività non correlate, i relativi proventi sarebbero assegnati ad «Altre attività». I proventi da investimenti in immobilizzazioni dovrebbero essere assegnati alla rete di accesso locale, alla rete principale o all'attività al dettaglio soltanto se i relativi investimenti sono assegnati in questo modo.Proventi da investimenti a breve termine I medesimi principi si applicano ai proventi ricavati da investimenti a breve termine. Tali somme andrebbero assegnate alle attività cui è attribuito l'investimento relativo.7. Requisiti di rendicontazione La presente sezione presenta le informazioni che gli operatori dovrebbero preparare a fini di separazione contabile ed esamina in quale misura esse andrebbero pubblicate.7.1. Piano dei conti suggerito Dovrebbero essere compilati conti separati per la rete di accesso locale, la rete principale nonché le attività al dettaglio degli operatori e le informazioni relative alle «Altre attività» andrebbero riepilogate in una serie a parte di conti (9).Per ciascuna serie di conti dovrebbero essere predisposte le seguenti informazioni:- un conto profitti e perdite; e- un conto del capitale in una forma coerente con la valutazione del capitale investito utilizzata a fini di fissazione dei prezzi.Tra le attività al dettaglio dell'operatore alcune sono soggette a regolamentazione. Dovrebbe essere elaborata una contabilità separata per ciascuna attività regolamentata. Le ANR dovranno determinare le attività al dettaglio per le quali è necessario compilare una contabilità separata tenendo conto degli obblighi di trasparenza prescritti dal diritto nazionale e comunitario.Non sarebbe opportuno chiedere agli operatori di fornire informazioni finanziarie dettagliate sulle loro attività non regolamentate che essi non sarebbero altrimenti tenuti a fornire in forza degli obblighi di pubblicità stabiliti dalla legge. Tali informazioni possono essere considerate informazioni commerciali riservate. Viceversa gli elementi relativi a tali attività dovrebbero essere presentati in forma aggregata e inseriti nel «Ramo di attività al dettaglio - Altre attività».7.2. Contenuto dei rendiconti Nella figura 7.1 al termine della presente sezione è presentato un conto profitti e perdite e un conto del capitale suggerito per la rete principale a fini di separazione contabile. I modelli suggeriti per la rete di accesso locale, il ramo di attività al dettaglio e le altre attività sono presentati rispettivamente alle figure 7.2, 7.3 e 7.4.La contabilità dovrebbe esplicitare qualsiasi onere di cessione da o ad altri rami di attività. Ad esempio gli oneri pagati dall'attività al dettaglio dell'operatore per i servizi di interconnessione dovrebbero essere chiaramente indicati tra i costi della contabilità ramo di attività al dettaglio e tra i ricavi della contabilità rete principale.La contabilità dovrebbe altresì esplicitare qualsiasi differenza tra i costi imputati dall'operatore alle varie attività e i costi che la ANR ha riconosciuto ai fini della determinazione degli oneri. Ciò conferirà trasparenza circa l'entità dei costi esclusi dalla ANR a fini di addebito e circa i motivi della loro esclusione.7.3. Base di elaborazione della contabilità La contabilità separata dovrebbe essere elaborata in base al costo attuale. L'appendice fornisce indirizzi per quanto riguarda l'applicazione dei concetti di contabilità al costo attuale.7.4. Requisiti di certificazione Come indicato all'articolo 8 della direttiva interconnessione la contabilità separata predisposta dagli operatori deve essere soggetta a una certificazione indipendente conformemente alle regole previste in materia dalla legislazione nazionale.7.5. Altre informazioni Sono considerate parte della contabilità separata anche le seguenti informazioni:- dichiarazioni dei criteri in materia contabile seguiti nella predisposizione della contabilità;- armonizzazione della contabilità separata con la contabilità obbligatoria dell'operatore;- riepilogo a matrice contenente gli oneri totali di cessione tra vari conti. Tale matrice indicherà esplicitamente gli oneri totali addebitati ad esempio dalla rete principale al ramo di attività al dettaglio e fornirà i valori che permettono il raccordo tra contabilità separata e contabilità obbligatoria;- dichiarazione che indica la base sulla quale sono stati imputati i costi non imputabili tra i vari conti (10);- informazioni sulle metodologie di imputazione dei costi seguite per elaborare la contabilità separata. Tali informazioni devono essere sufficientemente analitiche da chiarire la relazione tra costi e oneri di interconnessione;- dichiarazione che indica il costo medio delle componenti di rete; e- negli Stati membri in cui esistono sistemi mirati a finanziare gli obblighi di sevizio universale, una nota esplicativa che indichi l'assenza di discriminazione tra il livello di oneri applicati ad altri operatori e quelli (implicitamente) applicati all'interno.Spetta agli operatori determinare, di concerto con la rispettiva ANR, il modello da seguire per la presentazione delle informazioni sopra menzionate.La direttiva interconnessione impone altresì che gli operatori forniscano l'interconnessione ad altri operatori alle medesime condizioni praticate ai propri servizi (vale a dire all'interno) o alle loro controllate o consociate. Per tali motivi gli operatori dovranno fornire alla rispettiva ANR informazioni che indichino l'inesistenza di indebite discriminazioni tra la fornitura di servizi all'interno e la fornitura di servizi all'esterno. Spetta a ciascuna ANR esaminare le modalità da seguire per fornire tali informazioni e la procedura di relativa convalida.7.6. Pubblicazione delle informazioni La pubblicazione delle informazioni prescritta dalla direttiva interconnessione è finalizzata a vari scopi tra i quali va menzionato l'obiettivo di:- rendere trasparente la relazione tra oneri di interconnessione e costi;- porre in essere la trasparenza per quanto riguarda gli oneri di interconnesione corrisposti dalle attività al dettaglio dell'operatore e garantire che non esista un'indebita discriminazione tra fornitura interna ed esterna di servizi di interconnesione; e- contribuire ad instaurare un clima di fiducia nel regime di interconnessione.Le ANR dovrebbero incoraggiare la pubblicazione del maggior numero possibile delle informazioni sopra indicate.Le informazioni di cui è dimostrata la natura riservata a fini commerciali non dovrebbero essere pubblicate.È inevitabile che intervengono cambiamenti nei metodi di imputazione dei costi utilizzati dagli operatori, in particolare per quelli che tradizionalmente non avevano l'obbligo di compilare una contabilità separata. Le ANR dovrebbero esaminare quindi in quale misura le informazioni sopra menzionate sono pubblicate nel primo anno successivo all'adozione della direttiva interconnessione. Le metodologie di imputazione dei costi seguite dagli operatori dovrebbero essere pubblicate immediatamente.Figura 7.1. Modelli in forma scalare suggeriti per il ramo d'attività rete principale >INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>Figura 7.2. Modelli in forma scalare suggeriti per il ramo d'attività rete di accesso locale >INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>Figura 7.3. Modelli in forma scalare suggeriti per il ramo d'attività dettaglio >INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>Figura 7.4. Modelli in forma scalare suggeriti per le «Altre attività» >INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>Appendice Contabilità al costo attuale 1. Calcolo dei valori dell'attivo al costo attuale La valutazione delle voci dell'attivo è un elemento chiave della metodologia al costo attuale. Le considerazioni e regole da applicare potrebbero essere le seguenti:Costo netto di sostituzione Trattasi del costo per sostituire un cespite con un altro di caratteristiche e di età analoghe.L'elemento fondamentale è il calcolo del costo di sostituzione del bene. Quest'ultimo può essere semplicemente il costo odierno per sostituire il bene con un altro identico. Tuttavia, in tempi di rapidi cambiamenti tecnologici, il bene esistente può non essere più sostituibile (ad esempio perché ne è cessata la fabbricazione). In tal caso occorre calcolare il valore di un bene moderno equivalente (modern equivalent asset, «MEA») che è il valore di un bene avente le medesime attitudini e funzionalità del bene esistente. Le questioni relative al calcolo dei valori MEA per gli operatori del settore telecomunicazioni sono esaminate più avanti.Valore di eliminazione Il valore di eliminazione (deprival value, «DV») corrisponde alla somma recuperabile per l'impresa, vale a dire la cifra più elevata tra il valore economico che il bene può generare e il suo valore netto di realizzo (net realisable value, «NRV») in caso di vendita.Valore economico Il valore economico (economic value, «EV») è la misura del valore di un bene ottenuta dal valore attuale netto dei cash flow futuri.Le regole di valutazione possono essere così riepilogate:- se EV > NRV, l'impresa continuerà ad utilizzare il bene;- se NRV > EV, l'impresa procederà alla vendita del bene perché i proventi di vendita superano il valore economico che presumibilmente il bene potrà generare se mantenuto in uso.Di conseguenza il valore di eliminazione o somma recuperabile è la cifra più elevata tra EV e NRV. Il costo attuale è così la cifra più bassa tra il valore di eliminazione e il costo netto di sostituzione, vale a dire la cifra più bassa tra l'importo che l'impresa potrebbe recuperare dal bene e il costo per l'impresa per sostituirlo con un altro identico.2. Questioni connesse con la valutazione MEA L'adozione di metodi di contabilità al costo attuale (CCA) nel settore telecomunicazioni è complicata dal saggio di cambiamento tecnologico nell'industria. Infatti ciò ha implicazioni sia sull'identificazione degli adeguati costi di sostituzione per cespiti di tecnologia obsoleta, sia sulla possibilità di garantire che i beni abbiano le medesime attitudini e funzionalità.Tra gli esempi di questioni di natura tecnologica per gli operatori del settore telecomunicazioni citeremo:- scelta tra il cablaggio in doppino di rame o fibre ottiche;- scelte tra commutazione analogica o digitale; e- scelta tra tecnologia di trasmissione PDH o tecnologia SDH.Le nuove tecnologie sono in genere largamente superiori alle vecchie in termini di funzionalità e di efficienza. Tuttavia poiché i valori MEA devono corrispondere a beni di attitudini e funzionalità equivalenti, è necessario apportare ritocchi al prezzo attuale di acquisto e anche ai relativi costi operativi, ad esempio perché il nuovo bene richiede minore manutenzione.3. Voci di rettifica alla contabilità al costo attuale La CCA può essere impostata in due modi alternativi che differiscono nell'approccio alla «salvaguardia dell'integrità del capitale», cioè il modo in cui è considerato il capitale dell'impresa in sede di determinazione del profitto.Il capitale può essere considerato in termini operativi (cioè la capacità dell'impresa di produrre beni e servizi) o in termini finanziari (cioè il valore della partecipazione al capitale del socio). La denominazione di questi due approcci è nota come salvaguardia dell'integrità del capitale operativo (operating capital maintenance, OCM) e del capitale finanziario (financial capital maintenance, FCM):- Il primo approccio (OCM) considera la capacità operativa dell'impresa. I sostenitori dell'OCM asseriscono che la salvaguardia dell'integrità del capitale impone che l'impresa abbia una capacità operativa - o capacità produttiva - alla fine del periodo preso in considerazione quantomeno identica a quella che aveva all'inizio (11);- il secondo approccio (FCM) è basato sul capitale finanziario dell'impresa che va salvaguardato in termini di prezzi attuali. L'integrità del capitale è considerata salvaguardata se i fondi dei soci alla fine del periodo sono ancora in termini reali al medesimo livello al quale erano all'inizio del periodo (12).3.1. Principali voci di rettifica nell'approccio OCM Come indicato sopra si tratta in questo approccio della salvaguardia della capacità produttiva dell'operatore. Una delle voci di rettifica di rilievo riguarda la rivalutazione delle immobilizzazioni al costo attuale. Per effetto della predetta rivalutazione occorrono ulteriori rettifiche per ricalcolare gli ammortamenti (cfr. infra).Rivalutazione delle immobilizzazioni Nell'approccio OCM il valore lordo a libro delle immobilizzazioni è rivalutato per tener conto di variazioni specifiche di prezzo nel prezzo dei beni e di mutamenti a livello tecnologico.Un modo di calcolare il costo attuale delle immobilizzazioni è quello di applicare al loro valore lordo a libro indici specifici che possono essere ottenuti dall'ufficio acquisti dell'impresa. In alternativa possono essere utilizzati metodi di valutazione MEA che fondano il valore dei beni sul costo attuale di beni moderni equivalenti, previ «abbattimenti» di costo di cui si tratterà più avanti.Ammortamento integrativo La quota di ammortamento per l'esercizio è calcolata sulla base delle nuove valutazioni dei cespiti. In tal modo il costo attuale delle immobilizzazioni per la parte «consumata» durante l'esercizio è contrapposto alle componenti attive di reddito. Per ciascun cespite o gruppo di cespiti, la quota di ammortamento OCM - nell'ipotesi di ammortamento lineare - può essere ottenuta dividendo il costo lordo di sostituzione per la vita utile del bene.L'ammortamento integrativo è la differenza tra la quota di ammortamento al costo storico e la quota di ammortamento al costo attuale. Esso può essere positivo o negativo a seconda che il valore dei cespiti cresca o cali. Nel conto profitti e perdite è una componente negativa di reddito.Illustrazione dei concetti esposti Le successive tabelle illustrano le definizioni enunciate per un cespite acquistato per 10 000 ECU. La vita utile presunta del bene è di 4 anni. Per semplicità si fa l'ipotesi di un ammortamento lineare. Nella tabella 1 si parte dall'assunto che il costo di sostituzione del bene si riduca del 10 % all'anno. Nella tabella 2, viceversa, si parte dall'assunto che il costo di sostituzione cresca del 5 % l'anno.>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>Calcolo/spiegazione - il costo annuale è il costo lordo di sostituzione del bene;- l'ammortamento del costo attuale è calcolato dividendo il costo lordo di sostituzione per la vita utile del bene;- l'ammortamento del costo storico è il costo originario di acquisto diviso per la vita utile del bene;- l'ammortamento integrativo è l'ammortamento addizionale imputato per effetto della rivalutazione del bene (derivabile anche dall'ammortamento del costo attuale meno l'ammortamento del costo storico);- l'ammortamento cumulato è la somma dell'ammortamento del costo attuale cumulato alla fine del periodo precedente, dell'ammortamento residuo per il periodo precedente e dell'ammortamento del costo attuale per il periodo in corso. Ciò equivale all'ammortamento necessario alla fine del periodo precedente più l'ammortamento del costo attuale per il periodo in corso;- l'ammortamento «necessario» è l'ammortamento cumulato che avrebbe dovuto essere addebitato dato il costo attuale del bene - in altri termini è la differenza tra il costo lordo e netto di sostituzione del bene; e- l'ammortamento residuo è la differenza tra l'ammortamento necessario e l'ammortamento cumulato.3.2. Altre voci di rettifica nell'approccio FCM Nell'approccio FCM occorre procedere a rettifiche analoghe a quelle dell'approccio OCM per tener conto della rivalutazione delle immobilizzazioni e dell'ammortamento integrativo. Peraltro nell'approccio FCM alcuni dei ritocchi al conto profitti e perdite debbono essere ulteriormente rettificati per tener conto di eventuali plusvalenze o minusvalenze riconducibili all'effetto dell'inflazione specifica ai cespiti sul valore dei cespiti al costo attuale e all'effetto dell'inflazione generale sui fondi propri (13).4. Scelta dell'approccio L'analisi sopra riportata ha esposto le principali rettifiche da apportare alla contabilità al costo storico per trarne i valori al costo attuale seguendo un approccio OCM e FCM. La si è voluta inserire a riscontro del fatto che il passaggio al sistema LRAIC da un sistema di costi storici integralmente imputati quale base per determinare gli oneri di interconnessione impone di valutare i beni al loro valore di mercato (o costo attuale). L'impiego di valori espressi al costo attuale è quindi un aspetto fondamentale per facilitare la determinazione di adeguati oneri di interconnessione e dovrebbe essere prestata particolare cura alla scelta dell'approccio per garantire la salvaguardia dell'integrità del capitale, come farebbe un operatore efficiente (14).Se per determinare gli oneri è stato seguito un approccio OCM, il ricavo necessario (15) verrebbe ottenuto come somma dei costi operativi, dell'ammortamento del costo storico, dell'ammortamento integrativo o di un rendimento sull'attivo netto. Nell'approccio FCM il ricavo necessario sarebbe la somma dei costi operativi, dell'ammortamento del costo storico, dell'ammortamento integrativo e di un rendimento sulle attività nette meno plusvalenze/minusvalenze più la rettifica ai fondi propri. Il ricavo necessario quindi differisce a seconda dell'approccio prescelto in materia di salvaguardia dell'integrità del capitale.Il ricorso all'approccio OCM può incorporare sistematicamente rendimenti insufficienti o eccessivi nel livello di ricavo consentito (in funzione rispettivamente di una previsione di inflazione specifica ai cespiti inferiore o superiore all'inflazione generale). Trattasi di una caratteristica non desiderabile dei regimi di regolamentazione perché non darebbe luogo ad adeguati incentivi ad investire. Ne consegue che l'approccio preferito è l'approccio FCM.(1) In linea di massima è probabile che la tenuta di una contabilità separata per singole attività al dettaglio vada riducendosi nel tempo in quanto la fornitura di servizi diviene più concorrenziale.(2) Fonte: comunicazione della Commissione relativa ai criteri di valutazione dei regimi nazionali di calcolo dei costi e di finanziamento del servizio universale nel settore delle telecomunicazioni e agli orientamenti agli Stati membri in merito al funzionamento di tali regimi, COM(96) 608 def., Bruxelles, 11 novembre 1996.(3) La cui natura dovrebbe modificarsi nel tempo in risposta a esigenze di mercato in via di cambiamento.(4) Che comprendono i costi operativi e i costi di capitale.(5) La dottrina economica finanziaria e il comportamento effettivo di un investitore insegnano che il costo del capitale proprio «re» è uguale al costo dell'indebitamento al netto del rischio più un premio per il rischio in funzione dell'attività sottostante e in funzione del mercato finanziario al quale è fatto ricorso. Le attività nelle quali la concorrenza è forte presentano un rischio maggiore. Il costo del capitale di debito «rd» è anch'esso diverso per le varie attività secondo le imprese, ma - per un determinato mercato finanziario - non in maniera così marcata come avviene per il costo del capitale «re». Per quanto riguarda la struttura del capitale (E, capitale proprio e D, capitale mutuato), essa dovrebbe anche dare riscontro al conto del capitale di ciascuna attività principale. Qualora esista soltanto un conto del capitale complessivo per diverse attività, è lecito ipotizzare la medesima struttura del capitale per queste attività. In tale contesto è possibile, in linea di massima, assumere che il costo dell'indebitamento «rd» sia identico per tutte le attività, a meno che esse presentino ciascuna un conto del capitale sensibilmente differenziato.(6) Cioè attività fisse + attività correnti - creditori (escluse passività correnti) - riserve.(7) La relazione Arthur Andersen in materia di separazione contabile nel contesto della fornitura di una rete aperta fornisce ulteriori elementi di indirizzo sull'applicazione di questi principi per quanto riguarda l'imputazione degli investimenti in immobilizzazioni, degli investimenti a breve termine, degli accantonamenti a lungo termine e degli accantonamenti per far fronte al pagamento delle imposte e dei dividendi. Trattasi di questioni che possono dare adito a conflitti e che debbono essere esaminate nel contesto di sane pratiche contabili in ciascuno Stato membro e quindi esulano dal campo di applicazione della presente guida.(8) I medesimi principi possono essere applicati per analogia ad altre reti.(9) Se come indicato alla sezione 1, le ANR prescrivono la compilazione di serie separate di conti per alcune «Altre attività» è necessario preparare anche la relativa rendicontazione. Ciò ridurrebbe l'ambito di attività comprese nei conti «Altre attività».(10) Secondo la migliore pratica i costi non imputabili sono assegnati nei rendiconti finanziari ex post seguendo le medesime modalità di imputazione seguite a fini di fissazione dei prezzi.(11) In termini di efficienza e nel lungo termine.(12) Per il capitale investito da un operatore efficiente.(13) La relazione Arthur Andersen sulla separazione contabile nel contesto della fornitura di una rete aperta (ONP) fornisce ulteriori suggerimenti sulle rettifiche contabili da effettuare in caso di approccio del tipo FCM.(14) Sempreché il livello di investimento in immobilizzazioni risponda a criteri di efficienza.(15) Definito come livello di ricavi necessario per ottenere un rendimento ragionevole.