CELEX: C2005/171/20
Language: it
Date: 2005-07-09 00:00:00
Title: Causa C-232/05: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 26 maggio 2005

9.7.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 171/12
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 26 maggio 2005
   (Causa C-232/05)
   (2005/C 171/20)
   Lingua processuale: il francese
   Il 26 maggio 2005 la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal sig. Christophe Giolito, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica francese.
   La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               constatare che la Repubblica francese, non avendo eseguito, nel termine previsto, la decisione della Commissione 12 luglio 2000 relativa all'aiuto di Stato concesso dalla Francia a favore di Scott Paper SA/Kimberly-Clark (aiuto di Stato CR 38/1998, ex NN 52/1998, GU L 12, del 15 gennaio 2002, pag.1), è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza dell'art. 249, quarto comma, CE e degli artt. 2 e 3 della detta decisione;
            
         
               2.
            
            
               condannare la Repubblica francese alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Le autorità francesi non hanno realizzato quanto necessario a garantire un'esecuzione corretta, immediata ed effettiva della decisione secondo le loro procedure nazionali, in violazione dell'art. 14, nn. 1 e 3, del regolamento (CE) del Consiglio 22 marzo 1999, n. 659, recante modalità di applicazione dell'articolo [88] CE (1), il quale prevede che lo Stato membro adotti tutte le misure necessarie per recuperare l'aiuto dal beneficiario. La decisione del giudice nazionale è contraria all'obbligo che grava sullo stesso di dare ad un effetto utile al diritto comunitario e il diritto francese non offre la possibilità di adottare misure provvisorie, il che non consente di compensare l'effetto automatico della sospensione del giudizio.
   Il comportamento delle autorità francesi appare contrario all'obbligo di leale cooperazione quale definito dall'art. 10 CE. Infatti, la Francia non ha risposto alla lettera della Commissione del 21 novembre 2003, malgrado tre solleciti e una riunione riepilogativa dei casi francesi di recupero di aiuti di Stato tenutasi tra i servizi della DG «Concorrenza» della Commissione e le autorità francesi. In particolare la Commissione non ha mai ottenuto dalla Francia, nonostante reiterate richieste, una copia dell'ordinanza di sospensione del giudizio. La Commissione resta conseguentemente nel dubbio relativamente al preciso svolgimento della procedura di recupero. Tale dubbio è inoltre rafforzato dal fatto che da informazioni ottenute ufficiosamente dalla Commissione nel luglio 2000 risulterebbe che l'ordinanza di sospensione del giudizio non sarebbe mai stata emessa, contrariamente alle affermazioni delle autorità francesi. Pertanto la Commissione si trova nell'impossibilità di trattare il caso di recupero in uno spirito di leale cooperazione quale definito dalla giurisprudenza della Corte.
   
      (1)  GU L 83, pag. 1