CELEX: C2003/135/07
Language: it
Date: 2003-06-07 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Sesta Sezione) 10 aprile 2003 nella causa C-65/01: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana ("Inadempimento di uno Stato — Direttiva 89/655/CEE — Trasposizione incompleta")

7.6.2003                    IT                              Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 135/5
norma dell’art. 234 CE dal Bundesgerichtshof (Germania), nella                                         SENTENZA DELLA CORTE
causa dinanzi ad esso pendente tra Linde Ag (C-53/01),
Winward Industries Inc. (C-54/01) e Rado Uhren AG (C-55/
01) e domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 3, n. 1,                                                 (Sesta Sezione)
lett. b), c) ed e), della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre
1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati Membri in materia di marchi d’impresa (GU 1989, L 40,
pag. 1), la Corte, composta dai sigg. G.C. Rodríguez Iglesias,                                                 10 aprile 2003
presidente, signori J.-P. Puissochet, R. Schintgen e C.W.A. Tim-
mermans, presidenti di sezione, sigg. C. Gulmann,
D.A.O. Edward, A. La Pergola e V. Skouris, sig.ra F. Macken                         nella causa C-65/01: Commissione delle Comunità euro-
(relatore), sigg. J.N. Cunha Rodrigues e A. Rosas, giudici,                                        pee contro Repubblica italiana (1)
avvocato generale: sig. D. Ruíz-Jarabo Colomer, cancelliere:
sig. H. von Holstein, cancelliere aggiunto, ha pronunciato il
8 aprile 2003 una sentenza il cui dispositivo è del seguente
tenore:                                                                             («Inadempimento di uno Stato — Direttiva 89/655/CEE —
                                                                                                        Trasposizione incompleta»)
                                                                                                              (2003/C 135/07)
1)     Ai fini della valutazione del carattere distintivo, ai sensi
       dell’art. 3, n. 1, lett. b), della prima direttiva del Consiglio                                  (Lingua processuale: l’italiano)
       21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle
       legislazioni degli Stati membri in materia di marchi di impresa,
       di un marchio tridimensionale costituito dalla forma del
       prodotto, non occorre applicare criteri più severi rispetto a quelli
       utilizzati per altri tipi di marchi.
                                                                                    Nella causa C-65/01, Commissione delle Comunità europee
                                                                                    (agente: signor A. Aresu) contro Repubblica italiana (agente:
                                                                                    signor U. Leanza, assistito dal signor D. Del Gaizo, avvocato
                                                                                    dello Stato), avente ad oggetto il ricorso diretto a far constatare
                                                                                    che, non adottando le disposizioni legislative e regolamentari
2)     Oltre all’art. 3, n. 1, lett. e), della direttiva, anche il disposto di      necessarie per recepire nell’ordinamento interno i requisiti
       cui alla lett. c) del medesimo n. 1 dell’art. 3 rileva con riguardo          minimi vincolanti e, quindi, non garantendo la protezione dei
       ai marchi tridimensionali costituiti dalla forma del prodotto.               lavoratori, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi
                                                                                    ad essa incombenti ai sensi dell’art. 4, n. 1, e dell’allegato I,
                                                                                    punti 2.1, sesta frase, 2.2, seconda frase, 2.3, dalla seconda alla
                                                                                    quarta frase, e 2.8, seconda frase, dal secondo al quinto
       Nell’ambito dell’esame, caso per caso, del motivo di impedimen-              trattino, della direttiva del Consiglio 30 novembre 1989, 89/
       to alla registrazione previsto dall’art. 3, n. 1, lett. c), si deve          655/CEE, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e di salute
       tener conto dell’interesse generale sotteso a tale disposizione,             per l’uso di attrezzature di lavoro da parte dei lavoratori
       vale a dire che tutti i marchi tridimensionali costituiti dalla              durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai sensi dell’arti-
       forma di un prodotto composti esclusivamente da segni o                      colo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE) (GU L 393,
       indicazioni che possono servire a designare le caratteristiche di            pag. 13), come modificata dalla direttiva del Consiglio
       un prodotto o di un servizio ai sensi della disposizione medesima            5 dicembre 1995, 95/63/CE (GU L 335, pag. 28), la Corte
       siano liberamente disponibili per tutti e non possano costituire             (Sesta Sezione), composta dai sigg. J.-P. Puissochet, presidente
       oggetto di registrazione, fatta salva l’applicazione dell’art. 3,            di sezione, C. Gulmann, dalle sig.re F. Macken e N. Colneric
       n. 3, della direttiva.                                                       (relatore), e dal sig. J.N. Cunha Rodrigues, giudici, avvocato
                                                                                    generale: sig. J. Mischo, cancelliere: sig. R. Grass, ha pronuncia-
                                                                                    to il 10 aprile 2003 una sentenza il cui dispositivo è del
                                                                                    seguente tenore:
( 1) GU C 150 del 19.05.2001.                                                       1)    Non adottando le disposizioni legislative e regolamentari
                                                                                          necessarie per recepire nell’ordinamento interno taluni requisiti
                                                                                          minimi vincolanti della direttiva del Consiglio 30 novembre
                                                                                          1989, 89/655/CEE, relativa ai requisiti minimi di sicurezza e
                                                                                          di salute per l’uso di attrezzature di lavoro da parte dei
                                                                                          lavoratori durante il lavoro (seconda direttiva particolare ai
                                                                                          sensi dell’articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/
                                                                                          CEE), come modificata dalla direttiva del Consiglio 5 dicembre
                                                                                          1995, 95/63/CE, la Repubblica italiana è venuta meno agli
                                                                                          obblighi ad essa incombenti ai sensi dell’art. 4, n. 1, e
 ---pagebreak--- C 135/6                    IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                   7.6.2003
       dell’allegato I, punti 2.1, sesta frase, 2.2, seconda frase, 2.3,              tutti gli elementi di fatto e di diritto a sua disposizione, se i
       terza e quarta frase, e 2.8, seconda frase, dal secondo al quinto              risultati delle analisi condotte su campioni di prodotti di un
       trattino, della detta direttiva.                                               fabbricante debbano o meno essere ammessi come mezzo di
                                                                                      prova di un’infrazione alla normativa nazionale di uno Stato
2)     La Repubblica italiana è condannata alle spese.                                membro relativa ai prodotti alimentari, commessa da tale
                                                                                      fabbricante, qualora quest’ultimo non abbia potuto esercitare il
( 1) GU C 118 del 21.04.2001.
                                                                                      suo diritto ad una controperizia previsto dall’art. 7, n. 1,
                                                                                      secondo comma, della direttiva. A questo riguardo, spetta al
                                                                                      giudice nazionale verificare se le norme nazionali in materia di
                                                                                      prova applicabili nell’ambito di un tale ricorso non siano meno
                                                                                      favorevoli di quelle che riguardano ricorsi di natura interna
                                                                                      (principio di equivalenza) e se esse non rendano praticamente
                                                                                      impossibile o eccessivamente difficile l’esercizio dei diritti conferi-
                    SENTENZA DELLA CORTE                                              ti dall’ordinamento giuridico comunitario (principio di effetti-
                                                                                      vità). Inoltre, il giudice nazionale deve esaminare se occorra
                            (Quinta Sezione)                                          escludere un tale mezzo di prova al fine di evitare provvedimenti
                                                                                      incompatibili con il rispetto dei diritti fondamentali, in partico-
                              10 aprile 2003                                          lare il principio del diritto ad un processo equo dinanzi a un
                                                                                      tribunale, come sancito dall’art. 6, n. 1, della convenzione
nella causa C-276/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale                              europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà
     dell’Amtsgericht Schleswig): Joachim Steffensen (1)                              fondamentali.
(«Direttiva 89/397/CEE — Controllo ufficiale dei prodotti                       (1 ) GU C 275 del 29.9.2001.
alimentari — Art. 7, n. 1, secondo comma — Analisi di
campioni — Diritto ad una controperizia — Effetto diretto
— Ammissibilità dei risultati di analisi come mezzo di prova
     in caso di violazione del diritto ad una controperizia»)
                             (2003/C 135/08)
                      (Lingua processuale: il tedesco)                                             SENTENZA DELLA CORTE
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella                                    (Prima Sezione)
                «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                                            10 aprile 2003
Nel procedimento C-276/01, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                         nella causa C-114/02: Commissione delle Comunità euro-
dell’art. 234 CE, dall’Amtsgericht Schleswig (Germania), nel                                    pee contro Repubblica francese (1)
procedimento dinanzi ad esso pendente nei confronti di
Joachim Steffensen, domanda vertente sull’interpretazione
                                                                                («Inadempimento di uno Stato — Direttiva 98/8/CE —
dell’art. 7, n. 1, secondo comma, della direttiva del Consiglio                           Mancata trasposizione nel termine stabilito»)
14 giugno 1989, 89/397/CEE, relativa al controllo ufficiale dei
prodotti alimentari (GU L 186, pag. 23), la Corte (Quinta
Sezione), composta dai sigg. M. Wathelet, presidente di                                                    (2003/C 135/09)
sezione, C.W.A. Timmermans (relatore), P. Jann, S. von Bahr e
A. Rosas, giudici, avvocato generale: sig.ra C. Stix-Hackl,
                                                                                                    (Lingua processuale: il francese)
cancelliere: sig.ra M.-F. Contet, amministratore principale, ha
pronunciato il 10 aprile 2003 una sentenza il cui dispositivo è
del seguente tenore:                                                            (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                                                                                              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
1)     L’art. 7, n. 1, secondo comma, della direttiva del Consiglio
       14 giugno 1989, 89/397/CEE, relativa al controllo ufficiale
       dei prodotti alimentari, deve essere interpretato nel senso che un
       fabbricante può invocare nei confronti delle autorità competenti         Nella causa C-114/02, Commissione delle Comunità europee
       di uno Stato membro, sul fondamento di questa disposizione,              (agente: signora L. Ström) contro Repubblica francese (agenti:
       un diritto ad una controperizia, qualora le dette autorità               signori G. de Bergues e E. Puisais), avente ad oggetto il ricorso
       contestino la conformità dei suoi prodotti alla normativa                diretto a far constatare che la Repubblica francese, non avendo
       nazionale sui prodotti alimentari in base all’analisi condotta su        adottato tutte le disposizioni legislative, regolamentari ed
       campioni dei detti prodotti prelevati presso negozi al dettaglio.        amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva del
                                                                                Parlamento europeo e del Consiglio 16 febbraio 1998, 98/8/
2)     Spetta al giudice nazionale, adito con un ricorso come quello            CE, relativa all’immissione sul mercato dei biocidi (GU L 123,
       oggetto del procedimento principale, valutare, tenuto conto di           pag. 1), è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza