CELEX: 52006SC0022
Language: it
Date: 2006-01-11 00:00:00
Title: Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2005-2010

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52006SC0022

Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2005-2010  /* SEC/2006/0022 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 11.1.2006SEC(2006) 22 definitivoRaccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2005-2010(presentata dalla Commissione)RELAZIONEAntefattiIl patto di stabilità e crescita, entrato in vigore il 1° luglio 1998, si fonda sull’obiettivo di finanze pubbliche sane come mezzo per rafforzare le condizioni per la stabilità dei prezzi e per una crescita forte e sostenibile che favorisca la creazione di posti di lavoro. Nel 2005 il patto è stato modificato per la prima volta. La riforma ha riconosciuto l’utilità del patto come base di ancoraggio della disciplina di bilancio ma mirava a consolidarne l’efficacia e le basi economiche nonché a salvaguardare la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che fa parte del patto, stabilisce che gli Stati membri devono trasmettere al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o convergenza e i relativi aggiornamenti annuali (gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica trasmettono programmi di stabilità (aggiornati) mentre quelli che non la hanno ancora adottata presentano programmi di convergenza (aggiornati)). Il primo programma di convergenza della Danimarca è stato presentato nell’ottobre 1998. In conformità del regolamento, il 1° dicembre 1998 il Consiglio, su raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario, ha formulato un parere in merito. Conformemente alla stessa procedura, programmi di stabilità e di convergenza aggiornati sono stati valutati dalla Commissione ed esaminati dal comitato di cui sopra; il Consiglio può esaminarli.In tali programmi gli Stati membri devono specificare l'obiettivo a medio termine della situazione di bilancio e fissare le misure politiche per conseguirlo e mantenerlo, comprese le ipotesi economiche di accompagnamento. Sulla scorta della riforma del patto, l’obiettivo a medio termine dovrebbe essere differenziato per i vari Stati membri, tenuto conto del carattere eterogeneo dell'Unione sul piano economico e di bilancio, in particolare per quanto riguarda la solidità delle finanze pubbliche. La riforma prevede inoltre un approccio più simmetrico alla politica di bilancio su tutto il ciclo grazie a una maggiore disciplina in tale settore nei periodi di congiuntura economica favorevole, e la presa in considerazione di “riforme strutturali di grande portata” con un impatto verificabile sulla sostenibilità a lungo termine nel caso di una deviazione temporanea dall’obiettivo a medio termine o dal percorso di avvicinamento ad esso.Tenendo conto delle previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno 2005, del codice di condotta[2], della metodologia generalmente accettata per la stima del prodotto potenziale e dei saldi di bilancio corretti per il ciclo, nonché degli indirizzi di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008, la Commissione ha esaminato l’aggiornamento del programma di convergenza della Danimarca presentato di recente e, sulla scorta di tale valutazione esposta qui di seguito, ha adottato una raccomandazione per un parere del Consiglio.Valutazione1.  L’aggiornamento 2005 del programma di convergenza della Danimarca, che copre il periodo fino al 2010, è stato trasmesso alla Commissione il 30 novembre 2005. Il programma, che si basa sulla legge finanziaria per il 2006 adottata dal Parlamento il 14 dicembre, segue a grandi linee la struttura prevista nel nuovo codice di condotta per i programmi di stabilità e di convergenza. Esso presenta lacune per quanto riguarda i dati sia obbligatori che facoltativi previsti dal nuovo codice di condotta (in particolare, per alcuni anni mancano i dati relativi alla crescita del PIL prevista a livello sia mondiale che dell’UE). Il programma danese, inoltre, non definisce esplicitamente l’obiettivo a medio termine come richiesto dal codice di condotta.2.  Nell’ultimo decennio il PIL ha registrato una crescita media del 2% circa, mentre l'inflazione ha avuto approssimativamente lo stesso andamento della zona euro. L’occupazione ha registrato una crescita consistente negli ultimi anni e la disoccupazione si è avvicinata ai livelli più bassi dell’ultimo decennio. Per il 2005 e il 2006 sono previsti tassi di crescita del PIL reale del 2,4% perché, in base alle proiezioni, la domanda interna, in particolare il consumo privato, dovrebbe continuare a crescere a ritmo sostenuto. La crescita del PIL prevista per il 2007-2008 sulla base di ipotesi tecniche è decisamente inferiore e dovrebbe assestarsi intorno a un 2% annuo nel resto del periodo di riferimento. Lo scenario macroeconomico alla base dell’aggiornamento è in linea generale conforme con la valutazione dei servizi della Commissione nel quadro delle previsioni dell’autunno 2005 per il periodo fino al 2006 e riflette in complesso ipotesi caute. In particolare, le previsioni di crescita sono particolarmente caute per il periodo 2007-2008 con ipotesi inferiori alle stime relative alla crescita potenziale elaborate dai servizi della Commissione. Nell’aggiornamento si prevede che le pressioni inflazionistiche restino ridotte, il che appare realistico.3.  Dall’entrata in vigore del meccanismo ERM II il 1° gennaio 1999 non si sono registrate tensioni sul tasso di cambio della corona. Gli scostamenti del tasso di cambio dalla parità centrale sono stati molto inferiori al margine ufficiale e il differenziale del tasso di interesse a breve termine rispetto alla zona euro ha continuato ad essere modesto. Ciò rispecchia il clima di fiducia nei confronti del regime di conversione a tasso fisso. Il quadro di politica macroeconomica continua a garantire rendimenti bassi per le obbligazioni a lungo termine. Il differenziale di rendimento fra i titoli di Stato a lungo termine in Danimarca e nella zona euro si è ridotto quasi a zero punti base e, in alcuni momenti, è stato addirittura leggermente negativo.4.  Il 17 febbraio 2005, nel suo parere, il Consiglio ha approvato la strategia di bilancio presentata nell’aggiornamento 2004 del programma di convergenza della Danimarca. Per quanto riguarda l’esecuzione di bilancio nel 2005, l’obiettivo dell’aggiornamento 2004 era un avanzo delle amministrazioni pubbliche pari al 2,2% del PIL, mentre l’aggiornamento attuale prevede un avanzo del 3,6% con prospettive di crescita del PIL immutate. Globalmente, le entrate sono state più elevate del previsto, comprese le entrate provenienti dall’imposta sul rendimento dei fondi pensione e dallo sfruttamento di petrolio e gas, mentre le spese hanno registrato uno sviluppo contenuto.5.  La strategia di bilancio a medio termine mira a mantenere avanzi primari elevati per tutto il periodo di riferimento al fine di garantire una rapida riduzione del rapporto debito/PIL. Essa si basa su un contenimento delle spese, con l’obiettivo di limitare la crescita annua reale dei consumi pubblici allo 0,5%, sul mantenimento del blocco delle imposte e sull’obbligo per le autorità locali di mantenere il bilancio in pareggio. Il presente aggiornamento prevede che l'avanzo delle amministrazioni pubbliche scenda da un livello record del 3,6% del PIL nel 2005 (dovuto a fattori eccezionali, fra cui le entrate provenienti dall’imposta sul rendimento dei fondi pensione e dalle attività connesse al petrolio e al gas) a poco più del 3% nel 2006 e 2007 per diminuire in seguito lievemente e assestarsi al 2,9% del PIL alla fine del periodo di riferimento. L’avanzo primario dovrebbe avere un’evoluzione analoga, con una riduzione del 2 punti percentuali del PIL nel periodo di riferimento (1 punto percentuale se non si considera l’avanzo eccezionalmente elevato del 2005). I rapporti spesa/PIL ed entrate/PIL dovrebbero diminuire gradualmente nel corso del periodo in esame. Ciò rispecchia un calo delle entrate fiscali (dovuto in parte al blocco delle imposte), un contenimento delle spese basato sulla limitazione della crescita annua reale dei consumi pubblici allo 0,5% e un calo della spesa per interessi. Rispetto al programma precedente, l’aggiornamento attuale va oltre il percorso pianificato che prevedeva l’equilibrio delle finanze pubbliche in uno scenario macroeconomico in larga misura immutato. La Danimarca è nel periodo di transizione per l’attuazione della decisione Eurostat del 2 marzo 2004 sulla classificazione dei regimi pensionistici finanziati dal secondo pilastro; l'attuazione della decisione dovrebbe comportare una riduzione del saldo delle amministrazioni pubbliche pari a circa l’1% del PIL all’anno.6.  Dai calcoli dei servizi della Commissione sulla base del programma, secondo la metodologia comunemente accettata, emerge che l’avanzo strutturale (avanzo corretto per il ciclo escluse le misure una tantum e temporanee) passa da un livello record del 3½% del PIL nel 2005 a circa il 2¾% del PIL nel 2006 prima di salire al 3¼% del PIL negli anni successivi. Il peggioramento della posizione strutturale fra il 2005 e il 2006, mentre il divario tra prodotto effettivo e potenziale, leggermente negativo nel 2005, migliora per diventare leggermente positivo nel 2006, riflette in larga misura le entrate eccezionalmente elevate del 2005, seguite, secondo le previsioni, da una normalizzazione nel 2006.7.  Obiettivo del programma è un saldo strutturale (che tenga conto del periodo di transizione per la decisione Eurostat di cui sopra) compreso fra l’1½% e il 2½% del PIL nel periodo di riferimento. Ai fini della presente valutazione tale obiettivo è considerato l'obiettivo a medio termine (OMT) del programma.8.  Poiché l’OMT è più ambizioso del benchmark minimo (stimato pari a un disavanzo di circa 1/2% del PIL), il suo raggiungimento dovrebbe centrare lo scopo di fornire un margine di sicurezza rispetto al verificarsi di un disavanzo eccessivo. L’OMT del programma è a un livello adeguato, in quanto si situa nella forchetta indicata per gli Stati membri della zona euro e dell’ERM II nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta e va oltre i requisiti che discendono dal rapporto debito/PIL e dalla crescita media della produzione potenziale a lungo termine. Il programma chiarisce che l’OMT è fissato a un livello più ambizioso di quanto richiesto dal patto per porre basi solide per una sostenibilità di bilancio a lungo termine mediante una riduzione rapida del debito.9.  Globalmente, le variazioni che potrebbero subire le proiezioni di bilancio del programma sembrano favorevoli principalmente perché la crescita del PIL può essere maggiore del previsto, soprattutto a causa dei tassi di crescita modesti del PIL previsti per il 2007 e il 2008 sulla base di ipotesi tecniche. Di conseguenza, la crescita del PIL e il risultato di bilancio in tali anni potrebbero essere migliori di quanto previsto nel programma. Per contro, tenuto conto dei risultati non entusiasmanti ottenuti fino ad ora, è incerto il conseguimento dell’obiettivo di limitare la crescita reale dei consumi pubblici.10.  Tenendo conto di tutte le incertezze connesse alla realizzazione degli obiettivi di bilancio, la strategia di bilancio delineata nel programma appare adeguata per permettere di mantenere ampiamente l'OMT ivi individuato per tutto il periodo del programma. È anche sufficiente prevedere un margine di sicurezza per evitare ogni anno il superamento del valore di riferimento del disavanzo (3% del PIL) nel quadro di fluttuazioni macroeconomiche normali. Per quanto riguarda il requisito per i paesi che hanno già raggiunto il loro OMT di evitare politiche di bilancio procicliche nei periodi di congiuntura favorevole, il saldo strutturale diminuisce dello 0,3 punti percentuali del PIL fra il 2005 e il 2010 con un calo dello 0,8 punti percentuali fra il 2005 e il 2006, quando il divario tra prodotto effettivo e potenziale passa da leggermente negativo a leggermente positivo. Tenendo conto delle entrate eccezionali registrate nel 2005, della situazione di bilancio per il 2006 e delle incertezze connesse al calcolo dei divari tra prodotto effettivo e potenziale, la politica di bilancio danese non può probabilmente essere definita prociclica.11.  La riclassificazione dei regimi pensionistici finanziati dal secondo pilastro a partire dalla primavera 2007 (al termine del periodo di transizione per l’attuazione della decisione Eurostat del marzo 2004) non dovrebbe alterare in modo consistente tale valutazione. Globalmente la situazione di bilancio è sana e la strategia in materia fornisce un buon esempio di politiche di bilancio conformi al patto.12.  Il debito lordo, fissato al 36% del PIL nel 2005, è già di gran lunga inferiore al valore di riferimento del 60% del PIL previsto dal trattato. In base all’aggiornamento, il rapporto debito/PIL dovrebbe continuare a scendere entro la fine del periodo di programmazione, per assestarsi al 21½% del PIL nel 2010. Si tratta di una riduzione del debito più rapida di quanto previsto nell’aggiornamento precedente, principalmente a causa di saldi primari più elevati.13.  Per quanto concerne la sostenibilità delle finanze pubbliche, i costi previsti a carico del bilancio a causa dell'invecchiamento demografico sembrano comportare rischi modesti per la Danimarca. Il livello del debito lordo è attualmente ben al di sotto del valore di riferimento del 60% e si prevede che vi resterà per tutto il periodo considerato. La strategia consistente nel porre la sostenibilità al centro della politica di bilancio, in particolare mediante il contenimento delle spese per le pensioni e l’accumulo di attività, contribuisce positivamente alle prospettive a lungo termine delle finanze pubbliche. La situazione di bilancio, attualmente molto favorevole, contribuisce a limitare l’impatto previsto dell’invecchiamento demografico sul bilancio e i programmi di bilancio a medio termine comportano rischi modesti per la sostenibilità delle finanze pubbliche.14.  Le misure previste nel settore delle finanze pubbliche sono in larga misura coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche per il periodo 2005-2008, inclusi negli orientamenti integrati. In particolare, la Danimarca rispetta l’OMT. Peraltro, non sono state definite nuove misure per conseguire un aumento dell’occupazione pari a circa il 2% della popolazione attiva entro il 2010.15.  Il programma nazionale di riforme della Danimarca, presentato il 26 ottobre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, identifica le seguenti sfide con conseguenze significative per le finanze pubbliche: (i) migliorare la fornitura di manodopera per garantire la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e (ii) migliorare l’efficienza del settore pubblico. Le implicazioni di bilancio delle azioni delineate nel programma nazionale di riforme si riflettono nelle proiezioni di bilancio del programma di convergenza. Le misure nel settore delle finanze pubbliche previste nel programma di convergenza sono in linea con le azioni definite nel programma nazionale di riforme.16.  Raccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2005-2010IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[3], in particolare l'articolo 9, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL PRESENTE PARERE:17.  Il [24 gennaio 2006] il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato della Danimarca, relativo al periodo 2005-2010, che segue a grandi linee la struttura prevista nel nuovo codice di condotta per i programmi di stabilità e di convergenza. Esso presenta lacune per quanto riguarda i dati sia obbligatori che facoltativi previsti dal nuovo codice di condotta (in particolare, per alcuni anni mancano i dati relativi alla crescita del PIL prevista a livello sia mondiale che dell’UE). Il programma danese non definisce esplicitamente l’obiettivo a medio termine (OMT) per la situazione di bilancio come previsto dal codice di condotta.18.  Nell’ultimo decennio il PIL ha registrato una crescita media del 2% circa, mentre l'inflazione ha avuto approssimativamente lo stesso andamento della zona euro. L’occupazione ha registrato una crescita consistente negli ultimi anni e la disoccupazione si è avvicinata ai livelli più bassi dell’ultimo decennio. Lo scenario macroeconomico su cui si basa il programma prevede una crescita del PIL reale del 2,4% nel 2006 e dell’1,6% per il resto del periodo di riferimento. Valutato sulla base delle informazioni attualmente disponibili, tale scenario appare cauto, in particolare per quanto riguarda il 2007 e il 2008. Le proiezioni del programma per quanto riguarda l'inflazione appaiono realistiche.19.  Il 17 febbraio 2005, nel suo parere, il Consiglio ha approvato la strategia di bilancio presentata nell’aggiornamento 2004 del programma di convergenza della Danimarca. Per quanto riguarda l’esecuzione di bilancio nel 2005, l’obiettivo dell’aggiornamento 2004 era un avanzo delle amministrazioni pubbliche pari al 2,2% del PIL, mentre l’aggiornamento attuale prevede un avanzo del 3,6% con prospettive di crescita del PIL immutate. Globalmente, le entrate sono state più elevate del previsto, comprese le entrate provenienti dall’imposta sul rendimento dei fondi pensione e dallo sfruttamento di petrolio e gas, mentre le spese hanno registrato uno sviluppo contenuto.20.  Obiettivo della strategia di bilancio è il mantenimento di avanzi strutturali fra l’1½% e il 2½% in media per tutto il periodo di riferimento, con una rilevante riduzione del rapporto debito/PIL delle amministrazioni pubbliche, al fine di disporre di una base solida per far fronte all’invecchiamento demografico. Essa si basa su un contenimento delle spese, con l’obiettivo di limitare la crescita annua reale dei consumi pubblici allo 0,5%, sul mantenimento del blocco delle imposte e sull’obbligo per le autorità locali di mantenere il bilancio in pareggio. L’aggiornamento prevede che l’avanzo delle amministrazioni pubbliche si riduca dal 3,6% del PIL nel 2005 al 3,1% del PIL nel 2007, per scendere lievemente al 2,9% del PIL alla fine del periodo di riferimento. Gli avanzi delle amministrazioni centrali previsti nel presente aggiornamento sono considerevolmente maggiori rispetto a quelli fissati nel precedente, mentre la crescita prevista del PIL è simile.21.  Obiettivo del programma è un saldo strutturale (che tenga conto del periodo di transizione per la decisione Eurostat di cui sopra) compreso fra l’1½% e il 2½% del PIL nel periodo di riferimento. Ai fini della presente valutazione, tale obiettivo è considerato l'obiettivo a medio termine (OMT) del programma. In termini strutturali, l’avanzo (vale a dire, avanzo corretto per il ciclo escluse le misure una tantum e temporanee) passa da un livello record del 3,6% del PIL nel 2005 a circa il 2¾% del PIL nel 2006 prima di assestarsi al 3¼% del PIL negli anni successivi. Tuttavia, la diminuzione calcolata dello 0,8 punti percentuali del PIL nel 2006 rispecchia la normalizzazione prevista delle entrate fiscali attese dai fondi pensione, eccezionalmente elevate nel 2005.22.  Poiché l’OMT previsto nel programma è più ambizioso del benchmark minimo (stimato pari a un disavanzo di circa 0,5% del PIL), il suo raggiungimento dovrebbe centrare lo scopo di fornire un margine di sicurezza rispetto al verificarsi di un disavanzo eccessivo. L’OMT del programma è a un livello adeguato, in quanto si situa nella forchetta indicata per gli Stati membri della zona euro e dell’ERM II nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta e va oltre i requisiti che discendono dal rapporto debito/PIL e dalla crescita media della produzione potenziale a lungo termine. Il programma chiarisce che esso è fissato a un livello più ambizioso di quanto richiesto dal patto per porre basi solide per una sostenibilità di bilancio a lungo termine mediante una riduzione rapida del debito.23.  Globalmente, le variazioni che potrebbero subire le proiezioni di bilancio del programma sembrano favorevoli principalmente perché la crescita del PIL può essere maggiore del previsto, soprattutto a causa dei tassi di crescita modesti del PIL previsti per il 2007 e il 2008 sulla base di ipotesi tecniche. Di conseguenza, la crescita del PIL e il risultato di bilancio in tali anni potrebbero essere migliori di quanto previsto nel programma. Per contro, tenuto conto dei risultati non entusiasmanti ottenuti fino ad ora, è incerto il conseguimento dell’obiettivo di limitare la crescita reale dei consumi pubblici.24.  Tenuto conto di tale valutazione dei rischi, la situazione di bilancio definita dal programma sembra sufficiente per mantenere, per tutto il periodo di riferimento, l’OMT fissato dal programma stesso. Essa fornisce inoltre un margine di sicurezza sufficiente per potere fare fronte alle normali variazioni macroeconomiche senza superare ogni anno il valore di riferimento del disavanzo, ossia il 3% del PIL. Anche tenendo conto dell'entità eccezionale dell'avanzo stimato per il 2005, la politica di bilancio prevista dal programma è conforme con il patto di stabilità e crescita nel senso che non è prociclica nelle fasi di congiuntura economica favorevole. La riclassificazione dei regimi pensionistici finanziati dal secondo pilastro a partire dalla primavera 2007 (al termine del periodo di transizione per l’attuazione della decisione Eurostat del 2 marzo 2004) comporterà una riduzione dell’avanzo danese pari a circa l’1% del PIL all’anno, ma non dovrebbe alterare in modo consistente tale valutazione. Globalmente la situazione di bilancio è sana e la strategia in materia fornisce un buon esempio di politiche di bilancio conformi al patto.25.  Si stima che il rapporto debito/PIL abbia raggiunto nel 2005 il 36%, un valore bel al di sotto del valore di riferimento del 60% indicato nel trattato. Il programma prevede che il rapporto debito/PIL diminuisca di circa 14 punti percentuali nel corso del programma.26.  Per quanto concerne la sostenibilità delle finanze pubbliche, i costi previsti a carico del bilancio a causa dell'invecchiamento demografico sembrano comportare rischi modesti per la Danimarca. Il livello del debito lordo è attualmente ben al di sotto del valore di riferimento del 60% e si prevede che vi resterà per tutto il periodo considerato. La strategia consistente nel porre la sostenibilità al centro della politica di bilancio, in particolare mediante il contenimento delle spese per le pensioni e l’accumulo di attività, contribuisce positivamente alle prospettive a lungo termine delle finanze pubbliche. La situazione di bilancio, attualmente molto favorevole, contribuisce a limitare l’impatto previsto dell’invecchiamento demografico sul bilancio e i programmi di bilancio a medio termine comportano rischi modesti per la sostenibilità delle finanze pubbliche[4].27.  Le misure previste nel settore delle finanze pubbliche sono in larga misura coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche per il periodo 2005-2010, inclusi negli orientamenti integrati. In particolare, la Danimarca rispetta l’OMT. Peraltro, non sono state definite nuove misure per conseguire l’aumento ipotizzato dell’occupazione pari a circa il 2% della popolazione attiva entro il 2010.28.  Il programma nazionale di riforme della Danimarca, presentato il 26 ottobre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, pone l’accento sul miglioramento della fornitura di manodopera per garantire la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, nonché sul miglioramento dell’efficienza del settore pubblico. Le implicazioni di bilancio delle azioni delineate nel programma nazionale di riforme si riflettono nelle proiezioni di bilancio del programma di convergenza. Le misure nel settore delle finanze pubbliche previste nel programma di convergenza sono in linea con le azioni definite nel programma nazionale di riforme.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio12004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2010 |PIL reale (variazione in %) | PC Nov 2005 | 2,0 | 2,4 | 2,4 | 1,1 | 1,6 | 2,1 |COM Nov 2005 | 2,1 | 2,7 | 2,3 | 2,1 | n.d. | n.d. |PC Nov 2004 | 2,2 | 2,5 | 1,3 | 1,9 | 1,8 | 1,8 |Inflazione IAPC (%) | PC Nov 2005 | 0,9 | 1,6 | 2,0 | 1,3 | 1,9 | 1,8 |COM Nov 2005 | 0,9 | 1,7 | 2,0 | 1,9 | n.d. | n.d. |PC Nov 2004 | 1,2 | 1,7 | 1,6 | 1,7 | n.d. | 1,6 |Divario prodotto effettivo/potenziale (in % del PIL potenziale) | PC Nov 20052 | -0,8 | -0,3 | 0,1 | -0,7 | -0,9 | -0,6 |COM Nov 20056 | -1,3 | -0,6 | -0,4 | -0,4 | n.d. | n.d. |PC Nov 20042 | -0,6 | -0,1 | -0,5 | -0,4 | n.d. | -0,4 |Saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche (in % del PIL) | PC Nov 2005 | 2,3 | 3,6 | 3,1 | 3,2 | 2,7 | 2,9 |COM Nov 2005 | 2,9 | 3,7 | 3,0 | 2,7 | n.d. | n.d. |PC Nov 2004 | 1,4 | 2,2 | 1,8 | 1,9 | 2,2 | 2,2 |Saldo primario (in % del PIL) | PC Nov 2005 | 4,7 | 5,6 | 4,7 | 4,1 | 3,5 | 3,7 |COM Nov 2005 | 5,3 | 5,8 | 4,9 | 4,4 | n.d. | n.d. |PC Nov 2004 | 4,5 | 4,8 | 4,5 | 4,6 | n.d. | 4,4 |Saldo corretto per il ciclo (in % del PIL) | PC Nov 20052 | 2,8 | 3,8 | 3,0 | 3,6 | 3,3 | 3,3 |COM Nov 2005 | 3,8 | 4,1 | 3,3 | 3,0 | n.d. | n.d. |PC Nov 20042 | 1,7 | 2,0 | 2,0 | 2,0 | n.d. | 2,3 |Saldo strutturale3 (in % del PIL) | PC Nov 20054 | 2,6 | 3,6 | 2,7 | 3,3 | 3,3 | 3,3 |COM Nov 20055 | 3,6 | 3,9 | 3,0 | 2,7 | n.d. | n.d. |PC Nov 2004 | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | PC Nov 2005 | 42,3 | 35,6 | 31,7 | 28,9 | 26,5 | 21,5 |COM Nov 2005 | 43,2 | 36,0 | 33,0 | 31,5 | n.d. | n.d. |PC Nov 2004 | 42,3 | 39,4 | 37,4 | 35,3 | 33,1 | 28,8 |Note: 1Le proiezioni di bilancio escludono l’impatto della decisione Eurostat del 2 marzo 2004 sulla classificazione dei regimi pensionistici finanziati, che devono essere attuati entro la data della notifica della primavera 2007. Se si include tale impatto, il saldo delle amministrazioni pubbliche sarebbe l’1,3% del PIL nel 2004, il 2,7% nel 2005, il 2,1% nel 2006, il 2,2% nel 2007, l’1,7% nel 2008 e l’1,9% nel 2009, mentre il debito pubblico lordo sarebbe il 43,5% del PIL nel 2004, il 36,8% nel 2005, il 32,9% nel 2006, il 30,1% nel 2007, il 27,7% nel 2008 e il 22,7% nel 2010. 2Calcoli dei servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma. 3Saldo corretto per il ciclo (come nelle righe precedenti) escluse le misure una tantum e temporanee. 4Misure una tantum e altre misure temporanee del programma (0,2% del PIL nel 2004 e 2005 e 0,3% nel 2006 e 2007; tutte a riduzione del disavanzo). 5Misure una tantum e altre misure temporanee delle previsioni dell’autunno 2005 elaborate dai servizi della Commissione (0,2% del PIL nel 2004 e 2005 e 0,3% nel 2006 e 2007; tutte a riduzione del disavanzo). 6Sulla base di una crescita potenziale stimata dell'1,9%, del 2,1% e del 2,1% rispettivamente nel periodo 2004-2007. Fonte: Programma di convergenza (PC); Previsioni economiche dell'autunno 2005 elaborate dai servizi della Commissione (COM); calcoli effettuati dai servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo possono essere consultati all'indirizzo:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] Parere del comitato economico e finanziario sulle “Specifiche relative all’attuazione del patto di stabilità e crescita e orientamenti sulla presentazione e sul contenuto dei programmi di stabilità e di convergenza”, adottato dal Consiglio ECOFIN dell’11 ottobre 2005.[3] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti menzionati nel presente testo sono disponibili su Internet al seguente indirizzo: .http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[4] Dettagli sulla sostenibilità di lungo termine sono forniti nella valutazione tecnica del programma ad opera dei servizi della Commissione, che sarà disponibile su Internet al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm