CELEX: C1995/159/27
Language: it
Date: 1995-06-24 00:00:00
Title: Ricorso della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore degli avvocati e procuratori avverso l'ordinanza pronunziata l'11 gennaio 1995 dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-116/94, Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore degli avvocati e procuratori contro Consiglio dell'Unione europea (Causa C-87/95 P)

N. C 159/ 14             IT                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         24 . 6 . 95
Ricorso della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a            situazione di fatto che interessava la Cassa ed altri organismi
favore degli avvocati e procuratori avverso l'ordinanza                di previdenza italiani — ha adottato una disposizione intesa
pronunziata l'I 1 gennaio 1995 dal Tribunale di primo                  specificamente — stante il suo effetto — ad escludere la
grado delle Comunità europee nella causa T-l 16/94 , Cassa             stessa Cassa , così come i simili organismi di previdenza
nazionale di previdenza ed assistenza a favore degli avvocati          italiani, dal beneficio del divieto di cui all'art. 104 A,
    e procuratori contro Consiglio dell'Unione europea                 paragrafo 1 , del TCE, in contrasto con l'obiettivo della
                        ( Causa C-87/95 P )                            norma medesima . Se è pur vero in linea astratta che la
                                                                       ricevibilità di un ricorso per annullamento ex art. 173 del
                            ( 95/C 159/27 )                            TCE non può farsi discendere dalla inefficacia dei rimedi
                                                                       alternativi esperibili dinanzi ai giudici nazionali, la consta­
Il 20 marzo 1995 la Cassa nazionale di previdenza ed                   tazione che nel presente caso difetti un ricorso giurisdizio­
assistenza a favore degli avvocati e procuratori, con sede in          nale effettivo — data la « lentezza » dei processi, ed in specie
Roma , rappresentata dagli Avv.ti Pietro Addonino, Mario               di quelli civili, in Italia — pone seri dubbi sulla efficacia della
Sanino, Maurizio de Stefano e Alberto Colabianchi , eletti­            procedura di controllo giurisdizionale degli atti delle istitu­
vamente domiciliata in Lussemburgo, presso l'avv .                     zioni della Comunità e quindi sull'effettività del diritto alla
                                                                       difesa .
Marianne Goebel , 1 , rue François Faber, ha impugnato
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
l'ordinanza 11 gennaio 1995 pronunziata dal Tribunale di                i 1 ) GU n . L 332 del 31 . 12 . 1993 , pag. 4 .
primo grado delle Comunità europee nella causa T-l 16/94
contro il Consiglio dell'Unione europea .
La ricorrente conclude che la Corte voglia :
a ) annullare l'ordinanza 11 gennaio 1 995 nella causa
                                                                        Ricorso del signor D. proposto il 24 marzo 1995 avverso la
     T-l 16/94 del Tribunale nella parte in cui ha dichiarato
     irricevibile la richiesta formulata dalla ricorrente in via
                                                                        sentenza pronunciata il 26 gennaio 1995 dalla Quarta
                                                                        Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità
     gradata per l'annullamento dell'art. 4, paragrafo 2,
                                                                        europee nella causa T-549/93 tra il signor D. e la Commis­
     ultimo trattino del regolamento n. 3604/93 , che precisa
                                                                                          sione delle Comunità europee
     le definizioni ai fini dell'applicazione del divieto di
     accesso privilegiato di cui all'articolo 104 A del Trat­                                    ( Causa C-89/95 P )
     tato ('), nella parte in cui dispone che non rientrano                                         ( 95/C 159/28 )
     nella definizione di finanziarie le istituzioni « che fanno
     parte del settore " amministrazioni pubbliche " definito
     conformemente al SEC »;                                            Il 24 marzo 1995 il signor D. , rappresentato dall'avv . Eric
                                                                        Boigelot, con domicilio eletto in Lussemburgo presso l'avv.
                                                                        Louis Schiltz, 2 rue du Fort Rheinsheim, ha proposto
b ) qualora lo stato degli atti lo consenta, accogliere le              dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
     conclusioni presentate in primo grado relativamente alla           ricorso avverso la sentenza emessa il 26 gennaio 1995 dalla
     richiesta formulata dalla ricorrente in via gradata per            Quarta Sezione del Tribunale di primo grado delle Comu­
     l'annullamento dell'art. 4 , paragrafo 2 , ultimo trattino         nità europee nella causa T-549/93 , tra il signor D. e la
     del regolamento, nella parte in cui dispone che non                Commissione delle Comunità europee .
     rientrano nella definizione di finanziane le istituzioni
      « che fanno parte del settore " amministrazioni pubbli­
     che " definito conformemente al SEC », oppure                      Il ricorrente chiede che la Corte voglia :
     rinviare la causa al Tribunale affinché prosegua nel               — annullare integralmente la sentenza impugnata ( x );
     merito e sia decisa da quest'ultimo;
                                                                        — giudicare essa stessa la controversia e, accolto nel merito
c ) condannare il Consiglio alle spese della presente proce­                  il ricorso iniziale del ricorrente, annullare pertanto la
     dura e della procedura svoltasi dinnanzi al Tribunale .                  decisione della convenuta che gli infligge la sanzione
                                                                              disciplinare prevista dall'art. 86 , n. 2, lett. f), dello
                                                                              Statuto, vale a dire la destituzione senza soppressione del
 Motivi e principali argomenti                                                diritto alla pensione di anzianità, adottata il 30 settem­
                                                                              bre 1993 e produttiva di effetti a decorrere dal 1° di­
 La Cassa ritiene che il ricorso da essa proposto contro il                   cembre 1993 , con divieto al ricorrente di continuare ad
 Consiglio, per quanto attiene alla richiesta formulata in via                esercitare le proprie mansioni sino al 30 novembre 1993
 gradata per l'annullamento dell'art. 4 , paragrafo 2, ultimo                 nonché, per quanto occorra, la decisione esplicita di
 trattino del regolamento 3604/93 , nella parte in cui dispone                rigetto del reclamo presentato dal ricórrente ai sensi
 che non sono qualificabili quali finanziarie le istituzioni                  dell'art. 90, n . 2 , dello Statuto contro detta sanzione
 « che fanno parte del settore " amministrazioni pubbliche "                  disciplinare, decisione adottata il 23 febbraio 1994 e
 definito conformemente al SEC », soddisfi le condizioni di                   notificata il 24 febbraio successivo e conseguentemente,
 ricevibilità poste dall'art. 173 del TCE. In sostanza la                     dichiarare che la convenuta ha l'obbligo di reintegrare il
 ricorrente lamenta che, in occasione dell'adozione del                       ricorrente nell'esercizio di tutte le sue mansioni, nel suo
 regolamento impugnato, il Consiglio — pur edotto della                       grado , scatto e stipendio, con effetto retroattivo alla data