CELEX: 52000PC0317
Language: it
Date: 2000-05-24
Title: Proposal for a Council Decision concerning the Community contribution to the International Fund " Clearance of the Fairway of the Danube"

Avis juridique important

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52000PC0317

Gazzetta ufficiale n. 120 E del 24/04/2001 pag. 0001 - 0002

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO riguardante il contributo comunitario al fondo internazionale "Bonifica del canale navigabile del Danubio"(presentata dalla Commissione)MOTIVAZIONIIntroduzione:Durante le incursioni aeree della NATO nella Repubblica federale di Iugoslavia (FRY) fra il 23 marzo e il 23 giugno 1999, nell'ambito del conflitto in Kosovo, sono stati distrutti tre ponti in prossimità della città di Novi Sad. Le macerie di tali ponti, nonché il rischio della presenza nell'area di ordigni inesplosi, impedisce la navigazione sul Danubio, con serie conseguenze economiche per gli Stati attraversati dal fiume.Proposta di progetto per la "Bonifica del canale navigabile del Danubio":Il 25 gennaio 2000, la Commissione del Danubio [1], un'istituzione intergovernativa con competenza per la navigazione sul Danubio, ha adottato una proposta di progetto per la "Bonifica del canale navigabile del Danubio" e lo ha presentato alla Commissione europea con una richiesta di cofinanziamento.[1]   Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Federale di Jugoslavia, Germania, Ungheria, Moldavia, Romania, Russia, Repubblica Slovacca, Ucraina.Il progetto prevede la rimozione delle macerie dei ponti e di tutti gli ordigni inesplosi nonché il ripristino dell'alveo del fiume in detta area.Valutazione della proposta di progettoLa Commissione, valutata la proposta di progetto e ricevute garanzie dalla Commissione del Danubio in materia di gestione, ambiente e sicurezza, nonché relativamente alla chiarificazione del testo e all'istituzione del fondo internazionale destinato a ricevere i contributi, ha concluso che il progetto è fattibile e raccomanda che il bilancio CE sovvenzioni fino all'85% dei costi totali stimati dal progetto, per un importo massimo di 22 milioni di euro. I costi rimanenti sono a carico della Commissione del Danubio.Il contributo della Commissione europea al "Fondo internazionale per la bonifica del canale navigabile del Danubio":È stata concordata la gestione di un fondo internazionale denominato "Fondo internazionale per la bonifica del canale navigabile del Danubio", che sarà gestito dalla Commissione del Danubio. La Commissione europea ha aiutato la Commissione del Danubio a redigere il regolamento di tale fondo internazionale, sulla base del modello utilizzato precedentemente per i contributi del fondo Cernobyl Shelter della BERS. Il regolamento, che sarà adottato dalla Commissione del Danubio, è allegato per conoscenza del Consiglio. Quanto al Fondo, esso sarà istituito a Vienna come ente di diritto austriaco.Il contributo CE ai costi del progetto, che sarà versato a tale fondo internazionale, sarà imputato a diverse linee di bilancio [2], dal momento che nessuna di queste copre tutti i paesi che trarranno beneficio dal ripristino della navigazione sul Danubio. Dal momento che le norme che disciplinano tali linee di bilancio non lo consentono, i fondi non possono essere stornati dalle varie linee a una sola di esse. Pertanto, sarà necessario trasferirli al fondo internazionale dalle singole linee e, a tal fine, è necessaria una decisione del Consiglio ai sensi dell'articolo 308.  I paesi beneficiari a queste linee di bilancio sono a conoscenza della proposta della Commissione e i  Comitati competenti discuteranno prossimamente della questione.[2]  PHARE - linea di bilancio 7-030 e regolamento 3906/89; ISPA - linea di bilancio B-7 020 e regolamento 1266/99; OBNOVA - Linea di bilancio B-7 541; regolamento 1628/96 GU L 204 del 14.8.96 pag. 1, modificato da ultimo dal regolamento 2454/99 GU L 299 del 20.11.99.L'utilizzo del contributo CE dipenderà dal pieno rispetto dei regolamenti CE in materia di finanziamenti, appalti e sanzioni.Calendario:Nelle conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona è stata sollecitata la riapertura del Danubio alla navigazione entro l'estate. Al fine di garantire che i lavori possano almeno iniziare durante il periodo estivo, occorrerà che l'UE espleti quanto prima le procedure legislative necessarie, mentre la Commissione del Danubio svolgerà i propri compiti in parallelo. Si raccomanda pertanto il ricorso alle procedure d'urgenza lungo tutto l'iter legislativo comunitario.Conclusione:La Commissione chiede che il Consiglio:* trasmetta la presente proposta al Parlamento europeo secondo la procedura d'urgenza* approvi l'allegata proposta di decisione del Consiglio riguardante il contributo comunitario al fondo internazionale "Bonifica del canale navigabile del Danubio".2000/0125 (CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO riguardante il contributo comunitario al fondo internazionale "Bonifica del canale navigabile del Danubio"IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare l'articolo 308,vista la proposta della Commissione [3],[3]  GU C [...], [...], pag. [...].visto il parere del Parlamento europeo [4][4]  GU C [...], [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) le macerie dei ponti sul Danubio, distrutti durante il conflitto in Kosovo, nonché il rischio della presenza di ordigni inesplosi, sta bloccando la navigazione fra il km. 1253 e il km. 1258 del fiume Danubio; la conseguente interruzione della navigazione sul Danubio ha causato gravi danni economici e ambientali in tutta la regione, e in particolare in tutti gli Stati attraversati dal fiume,(2) la Commissione del Danubio, in qualità di istituzione intergovernativa creata dalla convenzione di Belgrado del 1948, è responsabile della navigazione sul Danubio; gli Stati membri della Commissione del Danubio, nella sessione straordinaria tenuta a Budapest il 25 gennaio 2000, hanno adottato la proposta di progetto "Bonifica del canale navigabile del Danubio", che è stata successivamente sottoposta all'esame della Commissione europea da parte della Commissione del Danubio; tale proposta prevede la riapertura di un canale navigabile mediante la rimozione delle macerie e degli ordigni inesplosi, seguita dal ripristino dell'alveo del Danubio nell'area interessata;(3) allo scopo di attuare detto progetto, la Commissione del Danubio ha istituito a Vienna un "Fondo internazionale per la bonifica del canale navigabile del Danubio"; esso sarà amministrato dalla Commissione del Danubio conformemente agli obiettivi del fondo, come stabiliti nelle sue regole, e in piena conformità con le pertinenti politiche comunitarie in materia di finanziamenti e di appalti nonché con il regime sanzionatorio applicabile alla Repubblica federale di Iugoslavia;(4) la Comunità europea ha deciso di versare un contributo che copra fino all'85% del costo totale stimati dal progetto, per un importo massimo di 22 milioni di euro, mentre la parte restante è a carico della Commissione del Danubio e degli Stati che la compongono;(5) il contributo comunitario, che sarà versato al fondo internazionale, è amministrato dalla Commissione del Danubio in conformità con i principi di sana ed efficiente gestione;(6) per l'azione in oggetto il trattato non conferisce poteri diversi da quelli stabiliti dall'articolo 308;HA DECISO QUANTO SEGUE:Articolo 11. La Comunità contribuisce al fondo internazionale che serà istituito dalla Commissione del Danubio per la bonifica del canale navigabile del Danubio, in conformità con il regolamento di tale fondo, con un importo massimo di 22 milioni di euro, destinato a coprire fino all'85% del costo totale stimati dal progetto e da versarsi nel corso del 2000 per l'attuazione del progetto "Bonifica del canale navigabile del Danubio".2. Tale contributo al fondo, da concordare mediante uno scambio di lettere fra la Commissione europea e la Commissione del Danubio, è amministrato in conformità con il regolamento finanziario [5] del 21 dicembre 1977 applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, con particolare riguardo per i principi di sana ed efficiente gestione.[5]  Regolamento finanziario del 21 dicembre 1977 applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, modificato da ultimo dal regolamento (CE, CECA, Euratom) n. 2548 del Consiglio del 23 novembre 1998.3. Il contributo comunitario è soggetto alla condizione che la Commissione del Danubio, nella gestione di tale fondo e nell'attuazione del progetto di cui al paragrafo 1, osservi pienamente le norme in materia di appalti e il regime sanzionatorio applicabile alla FRY comunitari.4. Le politiche e le norme in materia di appalti disciplinano i bandi di gara e i contratti, che sono aperti a pari condizioni a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri dell'UE e degli Stati beneficiari dei regolamenti OBNOVA e PHARE, nonché della Moldavia, della Russia e dell'Ucraina. Fatto salvo il paragrafo 5, il rappresentante legale del fondo può permettere, in circostanze eccezionali in cui i beni e i servizi richiesti non possano essere reperiti a condizioni economicamente vantaggiose in tali Stati e previo esame puntuale, che cittadini e società di paesi terzi partecipino alle gare d'appalto e sottoscrivano i relativi contratti.5. L'attività del fondo e l'attuazione del progetto sono svolte in osservanza del regime di sanzioni della Comunità nei confronti della Repubblica federale di Iugoslavia, in particolare con il divieto di offrire finanziamenti ai governi della Repubblica federale di Iugoslavia e della Repubblica di Serbia, come sancito nel regolamento (CE) n. 1294/1999 del Consiglio, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 723/2000 [6], periodicamente aggiornato.[6]   GU C 86, 7.4.2000, pag. 1Articolo 21. La Commissione inoltra tutte le informazioni pertinenti alla Corte dei conti e richiede alla Commissione del Danubio ogni informazione supplementare che la Corte dei conti desideri ricevere con riguardo all'attività finanziaria del fondo internazionale.2. Nella misura in cui sono interessati i contributi della Comunità europea, tutti gli accordi di finanziamento o gli appalti assegnati nell'ambito di attività del fondo internazionale, prevedono che la Commissione europea, l'OLAF e la Corte dei conti europea effettuino controlli sul luogo, secondo le consuete procedure stabilite dalla Commissione europea ai sensi delle norme in vigore, in particolare per quanto concerne il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.3. Inoltre, nella misura in cui sono interessati i contributi della Comunità europea al fondo internazionale, la Commissione europea potrà effettuare controlli e ispezioni sul luogo al fine di proteggere gli interessi finanziari della Comunità europea contro le frodi e le irregolarità, ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96 dell'11 novembre 1996 e del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del 18 dicembre 1995.Articolo 3La Commissione sottopone al Parlamento e al Consiglio europeo una relazione annuale sullo stato di avanzamento della realizzazione del fondo internazionale.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO SCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azione"Bonifica del canale navigabile del Danubio"2. Linea/e di bilancio interessata/eB7-020 (ISPA) 7,5 milioni di euroB7-030 (PHARE) 7,5 milioni di euroB7-541 (OBNOVA) 7,0 milioni di euro22 milioni di euro3. Base giuridicaArticolo 3084. Descrizione dell'azione4.1 Obiettivo generaleLa riapertura del Danubio, fra il km. 1253 e il km. 1258, alla libera navigazione mediante la rimozione delle macerie dei tre ponti (Sloboda, Petrovaradin e Zezelj) distrutti durante le incursioni aeree della NATO nel 1999, nonché di tutti gli ordigni inesplosi, seguita dal ripristino dell'alveo fluviale nella stessa area.4.2 Periodo previsto per l'azione e modalità di rinnovoUn contributo unico imputabile all'esercizio finanziario del 20005. Classificazione delle spese/entrate5.1 Spese obbligatorie/non obbligatorieSpese non obbligatorie5.2 Stanziamenti dissociati/non dissociatiStanziamenti dissociati5.3 Tipo di entrate previsteNessuna. Gli interessi maturati sul conto del fondo internazionale saranno accreditati sul conto stesso per essere impiegati nel medesimo progetto.6. Tipo delle spese/entrata- Sovvenzione per un finanziamento congiunto con altre fonti7. Impatto finanziario7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (nesso fra costi unitari e costo totale)Il contributo comunitario coprirà al massimo l'85% dei costi complessivi, per un importo non superiore a 22 milioni di euro . I costi del progetto, secondo la Commissione del Danubio, ammontano a 24,1 milioni di euro, ai quali devono essere aggiunti i costi di gestione, per una spesa complessiva di circa 26 milioni di euro.7.2 Ripartizione per elementi del costo dell'azioneStanziamenti di impegno in milioni di euro (ai prezzi correnti)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.3 Spese operative per studi, esperti, ecc. comprese nella parte B del bilancioNon applicabile7.4 Calendario degli stanziamenti di impegno e di pagamentomilioni di euro&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;8. Disposizioni antifrodeAttuazione da parte della Commissione del Danubio ai sensi dell'articolo IV del regolamento del fondo internazionale e degli articoli 1 e 2 della decisione del Consiglio, che prevedono il rispetto delle normative CE in materia di condotta finanziaria, appalti e sanzioni, nonché di monitoraggio e di revisione contabile. La Commissione, la Corte dei conti e l'OLAF hanno il diritto di effettuare controlli sul luogo. L'articolo V del regolamento del fondo internazionale prevede altresì una clausola di estinzione e, per tutta la sua durata, la Comunità, in qualità di maggior contribuente del fondo, ha un largo margine di controllo.9. Elementi di analisi costo-efficacia9.1 Obiettivi specifici e quantificati; beneficiari- Obiettivi specifici: ripristinare la navigazione sul Danubio, riducendo in questo modo le conseguenze economiche e ambientali- Destinatari: gli Stati membri dell'Unione europea e gli Stati della regione, compresi i paesi candidati, che hanno subito danni economici e ambientali dovuti all'interruzione della navigazione.9.2 Giustificazione dell'azione- Azione condotta dalla Commissione del Danubio, che sarà incaricata dell'attuazione- Finanziamento effettuato da tre linee di bilancio comunitarie che coprono gli Stati beneficiari interessati- I principali fattori di incertezza che potrebbero inficiare i risultati specifici dell'azione sono di carattere politico, considerata la necessità che cooperino sia le autorità serbe/iugoslave, sia la città di Novi Sad.9.3 Controllo e valutazione dell'azione- Il monitoraggio e la valutazione sono previsti dal regolamento del fondo internazionale al quale sarà versato il contributo comunitario. Alla luce di una valutazione positiva dello stato di avanzamento dell'attuazione del progetto, entro la fine del 2000 sarà deciso il pagamento della seconda parte (55%) del contributo comunitario.10. Spese amministrative (sezione III, parte A del bilancio)Non sono necessarie risorse aggiuntive.