CELEX: C2006/165/43
Language: it
Date: 2006-07-15 00:00:00
Title: Causa C-237/06 P: Ricorso proposto il  22 marzo 2006  dal sig. Guido Strack avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee  22 marzo 2006 , nella causa T-4/05, Guido Strack/Commissione delle Comunità europee

15.7.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 165/23
            
         Ricorso proposto il 22 marzo 2006 dal sig. Guido Strack avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee 22 marzo 2006, nella causa T-4/05, Guido Strack/Commissione delle Comunità europee
   (Causa C-237/06 P)
   (2006/C 165/43)
   Lingua processuale: il tedesco
   Parti
   
      Ricorrente: Guido Strack (rappresentante: sig. L. Füllkrug, avocat)
   
      Altra(e) parte(i) nel procedimento: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               annullare l'ordinanza 22 marzo 2006 della prima Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa Guido Strack/Commissione delle Comunità europee (T-4/05) (1)
               
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) 5 febbraio 2004 di archiviazione dell'indagine OF/2002/0356 nonché la relazione definitiva d'inchiesta ad essa sottesa (NT/sr D(2003)-AC-19723-01687 05.02.2004);
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione delle Comunità europee alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il ricorrente deduce che l'ordinanza del Tribunale è inficiata da vizi del procedimento ed è stata adottata in violazione della norma di diritto comunitario di cui all'art. 3, n. 3, della decisione del Consiglio 2 novembre 2004, istitutiva del Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea (2004/752/CE, Euratom). Secondo il ricorrente, all'epoca dell'emanazione dell'ordinanza impugnata, il Tribunale non era competente, in quanto la detta disposizione lo avrebbe obbligato, a decorrere dal mese di dicembre 2005, a rimettere la causa T-4/05 al Tribunale della funzione pubblica.
   Inoltre, il ricorrente fa valere che il Tribunale non ha motivato l'ordinanza impugnata con riguardo a molteplici motivi indipendenti articolati nel ricorso.
   Il ricorrente sostiene peraltro che il Tribunale abbia violato il diritto comunitario nel dare un'interpretazione erronea della nozione di «atto recante pregiudizio», di cui agli artt. 90, n. 2, e 90 bis dello Statuto dei dipendenti a causa dell'erronea interpretazione della nozione stessa e della mancata considerazione della giurisprudenza, di un'erronea interpretazione delle disposizioni di cui agli artt. 22 bis, 22 ter e 43 dello statuto dei dipendenti, del diritto fondamentale all'integrità psichica e mentale e del principio del diritto alla tutela giurisdizionale effettiva, nonché a causa dell'erronea interpretazione della natura del diritto al risarcimento del danno.
   Infine, il ricorrente ritiene che l'ordinanza del Tribunale sia inficiata da vizi procedimentali risultanti, in primo luogo, da rilievi di fatto erronei dimostrabili attraverso gli atti di causa, in secondo luogo, dall'erronea valutazione giuridica dei fatti con riguardo ai provvedimenti istruttori dell'OLAF e, in terzo luogo, dalla loro illogica presentazione nella motivazione dell'ordinanza.
   
      (1)  GU C 121, pag. 12