CELEX: 32002D0316
Language: it
Date: 2002-04-29 00:00:00
Title: 2002/316/CE: Decisione della Commissione, del 29 aprile 2002, che autorizza deroghe a determinate disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica del Cile [notificata con il numero C(2002) 1553]

Avviso legale importante

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32002D0316

2002/316/CE: Decisione della Commissione, del 29 aprile 2002, che autorizza deroghe a determinate disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica del Cile [notificata con il numero C(2002) 1553]  

Gazzetta ufficiale n. L 113 del 30/04/2002 pag. 0032 - 0035

Decisione della Commissionedel 29 aprile 2002che autorizza deroghe a determinate disposizioni della direttiva 2000/29/CE del Consiglio riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica del Cile[notificata con il numero C(2002) 1553](2002/316/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la direttiva 2000/29/CE del Consiglio, dell'8 maggio 2000, concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro diffusione nella Comunità(1), modificata da ultimo dalla direttiva 2002/28/CE della Commissione(2), in particolare l'articolo 15, paragrafo 1,vista la richiesta presentata dalla Francia,considerando quanto segue:(1) A norma della direttiva 2000/29/CE, non devono in linea di massima essere introdotte nella Comunità piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie di paesi extra europei, esclusi i paesi mediterranei, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Canada e gli Stati continentali degli USA.(2) Nella Repubblica del Cile sta incontrando interesse la moltiplicazione di piantine di Fragaria L. destinate alla piantagione, tranne le sementi, ottenute da piante fornite da uno Stato membro, nell'intento di prolungare la stagione di produzione delle piantine. Le piantine prodotte sono successivamente esportate nella Comunità, allo scopo di esservi piantate per la produzione di frutta.(3) Per la campagna 2001, la decisione 2000/700/CE della Commissione(3) ha autorizzato, a determinate condizioni, deroghe a talune disposizioni della direttiva 2000/29/CE riguardo alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica del Cile.(4) Le circostanze che hanno motivato tali deroghe sussistono tuttora. Nel frattempo non sono pervenute nuove informazioni, tali da richiedere una revisione delle disposizioni previste.(5) Occorre pertanto autorizzare una deroga per un periodo limitato, fatte salve disposizioni specifiche.(6) L'autorizzazione concessa in virtù della presente decisione non sarà più valida qualora si accerti che le condizioni specifiche fissate nell'allegato non sono sufficienti a impedire l'introduzione di organismi nocivi oppure non sono state rispettate.(7) Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato fitosanitario permanente,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Gli Stati membri sono autorizzati a prevedere deroghe alle disposizioni dell'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2000/29/CE, riguardo ai divieti di cui all'allegato III, parte A, punto 18, della medesima direttiva, per le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica del Cile.Perché si possa far ricorso a tale deroga, le piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, devono soddisfare, oltre ai requisiti previsti negli allegati I, II e IV della direttiva 2000/29/CE, le condizioni fissate nell'allegato della presente decisione.Articolo 2Gli Stati membri importatori trasmettono alla Commissione e agli altri Stati membri, anteriormente al 30 novembre 2002, informazioni sui quantitativi importati in applicazione della presente decisione e una relazione tecnica particolareggiata sugli esami ufficiali di cui al punto 5 dell'allegato.Anche gli Stati membri nei quali le piantine di fragole sono piantate, dopo l'importazione, forniscono alla Commissione e agli altri Stati membri, entro il 31 gennaio 2003, una relazione tecnica particolareggiata sugli esami ufficiali di cui al punto 8 dell'allegato.Articolo 3Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati membri tutti i casi di spedizioni introdotte nel loro territorio in applicazione della presente decisione che sono state constatate non conformi alle condizioni ivi stabilite.Articolo 4L'articolo 1 si applica dal 1o giugno 2002 al 30 settembre 2002.Articolo 5Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il 29 aprile 2002.Per la CommissioneDavid ByrneMembro della Commissione(1) GU L 169 del 10.7.2000, pag. 1.(2) GU L 77 del 20.3.2002, pag. 23.(3) GU L 287 del 14.11.2000, pag. 65.ALLEGATODisposizioni specifiche applicabili alle piantine di fragole (Fragaria L.) destinate alla piantagione, tranne le sementi, originarie della Repubblica del Cile che possono beneficiare della deroga di cui all'articolo 1 della presente decisione1. Le piantine devono essere destinate alla produzione di frutta nella Comunità e devono:a) essere ottenute esclusivamente da piante madri certificate nel quadro di un programma di certificazione approvato di uno Stato membro e importate da uno Stato membro;b) essere coltivate su superfici:- situate in una zona isolata da quelle di produzione delle fragole destinate alla vendita,- situate ad almeno 1 km dalla più vicina piantagione di fragole destinata alla produzione di frutta o di stoloni e non conforme alle condizioni della presente decisione,- situate ad almeno 200 m da qualsiasi altra piantagione del genere Fragaria non conforme alle condizioni della presente decisione,- che, prima dell'impianto e dopo la rimozione della coltura precedente, sono state ufficialmente esaminate con metodi appropriati risultando indenni da organismi infestanti, compresi Globodera pallida (Stone) Behrens e Globodera rostochiensis (Wollenweber) Behrens, o trattate per garantire che siano indenni da tali organismi;c) essere ufficialmente ispezionate dal servizio fitosanitario del Cile almeno tre volte durante la stagione di crescita e di nuovo prima dell'esportazione per individuare l'eventuale presenza degli organismi nocivi elencati nella parte A degli allegati I e II della direttiva 2000/29/CE, in particolare:- Arabis mosaic virus,- Colletotrichum acutatum Simmonds,- Globodera pallida (Stone) Behrens,- Globodera rostochiensis (Wollenweber) Behrens,- Phytophthora fragariae Hickmann var. fragariae,- Xanthomonas fragariae Kennedy and King,- Strawberry crinkle virus,- Strawberry mild yellow edge virus,- Strawberry vein banding virus,- Xiphinema americanum Cobb sensu lato (popolazioni non europee),e dei seguenti organismi nocivi:- Aegorhinus phaleratus Erichson,- Aegorhinus superciliosus germari (Gay Solier),- Chaetosiphon thomasi Hille Risambers,- Naupactus leucoloma (Boheman),- Pseudoleucania bilitura Guenée,- Fusarium oxysporum fsp. fragariae,- Fragaria Chiloensis ilar virus,risultandone ogni volta indenni;d) prima dell'esportazione:- essere scosse per togliere residui di terra o di altri supporti di coltura,- essere pulite (prive di residui vegetali) e prive di fiori e di frutti.2. Le piantine devono essere accompagnate da un certificato fitosanitario rilasciato nella Repubblica del Cile conformemente agli articoli 7 e 13 della direttiva 2000/29/CE, in base all'esame ivi prescritto.Il certificato deve recare:- al punto "Disinfestazione e/o disinfezione", indicazioni dettagliate sull'ultimo o sugli ultimi trattamenti subiti prima dell'esportazione,- al punto "Dichiarazione supplementare", l'indicazione "La presente partita è conforme ai requisiti prescritti dalla decisione 2002/316/CE", nonché il nome della varietà e il programma di certificazione dello Stato membro nel cui ambito le piante madri sono state certificate.3. Le piantine devono essere introdotte attraverso punti di entrata designati ai fini della presente deroga dallo Stato membro nel cui territorio sono situati. Gli Stati membri devono notificare con sufficiente anticipo alla Commissione, nonché comunicarli su richiesta agli altri Stati membri, i punti di entrata e il nome e l'indirizzo dei rispettivi organismi ufficiali responsabili di cui alla direttiva 2000/29/CE. Nel caso in cui l'introduzione nel territorio comunitario abbia luogo in uno Stato membro diverso da quello che si avvale della presente deroga, gli organismi ufficiali dello Stato membro d'introduzione informano gli organismi ufficiali dello Stato membro che si avvale della deroga e collaborano con essi affinché siano rispettate le disposizioni della presente decisione.4. Prima dell'introduzione nella Comunità, l'importatore viene ufficialmente informato delle condizioni di cui ai punti da 1 a 6; l'importatore notifica con sufficiente anticipo agli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro i seguenti dati prima di ogni introduzione delle piante in oggetto:- il tipo di materiale,- il quantitativo,- la data prevista d'introduzione e il punto di entrata nella Comunità,- il nome, l'indirizzo e l'ubicazione delle aziende in cui le piantine saranno immagazzinate sotto controllo ufficiale in attesa dei risultati delle ispezioni e degli esami di cui al punto 5; almeno due settimane prima dello spostamento delle piantine dalle aziende in cui sono immagazzinate, l'importatore notifica all'organismo ufficiale responsabile le aziende di cui al punto 6 dove le piantine saranno piantate.L'importatore comunica ogni eventuale cambiamento dei dati suddetti agli organismi responsabili appena ne viene a conoscenza.Lo Stato membro interessato trasmette immediatamente alla Commissione tali dati e gli eventuali cambiamenti.5. Le ispezioni, compresi gli eventuali esami, in applicazione dell'articolo 13 della direttiva 2000/29/CE e delle disposizioni della presente decisione, sono eseguite dagli organismi ufficiali responsabili di cui alla stessa direttiva. Le ispezioni sono effettuate dallo Stato membro che si avvale della presente deroga, eventualmente in collaborazione con i suddetti organismi dello Stato membro nel quale le piantine vengono piantate. Nel corso delle ispezioni suddette gli Stati membri verificano e, se del caso, ricercano l'eventuale presenza di qualsiasi altro organismo nocivo. Ferma restando la prima possibilità delle ispezioni di cui all'articolo 21, paragrafo 3, secondo trattino, della direttiva citata, la Commissione stabilisce in quale misura la seconda possibilità di cui allo stesso trattino possa essere integrata nel programma d'ispezione conformemente all'articolo 21, paragrafo 5, terzo comma, della medesima direttiva.6. Le piantine importate devono essere piantate soltanto nelle aziende ufficialmente registrate e riconosciute ai fini della presente deroga e di cui la persona che intende piantarle ha notificato in precedenza il nome del proprietario e l'indirizzo del sito agli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui sono ubicate le aziende. Qualora il luogo di piantagione sia situato in uno Stato membro diverso dallo Stato membro che si avvale della presente deroga, gli organismi ufficiali responsabili di quest'ultimo informano, al momento in cui ricevono la notifica preventiva dall'importatore, gli organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui le piantine verranno piantate indicando il nome e l'indirizzo delle aziende in causa.7. Gli organismi ufficiali responsabili provvedono affinché le piantine non piantate in conformità a quanto disposto al punto 6 vengano distrutte sotto il loro controllo. La documentazione relativa ai numeri delle piantine distrutte viene conservata e tenuta a disposizione della Commissione.8. Nel periodo di crescita successivo all'importazione, una percentuale appropriata di piantine deve essere sottoposta a ispezione visiva dei suddetti organismi ufficiali responsabili dello Stato membro in cui le piantine sono piantate, ad intervalli appropriati, nei locali di cui al punto 6, per individuare l'eventuale presenza o gli eventuali segni o sintomi di organismi nocivi; in seguito a tale ispezione visiva, gli eventuali organismi nocivi manifestatisi tramite segni o sintomi sono identificati mediante un'appropriata procedura di esame. Le piantine che, in seguito alle suddette ispezioni o ai suddetti esami, non risultino indenni dagli organismi nocivi di cui al punto 1, lettera c), sono immediatamente distrutte sotto il controllo degli organismi responsabili.