CELEX: C2006/022/10
Language: it
Date: 2006-01-28 00:00:00
Title: Causa C-394/05: Ricorso del  9/11/2005  contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

28.1.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 22/5
            
         Ricorso del 9/11/2005 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee
   (Causa C-394/05)
   (2006/C 22/10)
   Lingua di procedura: l'italiano
   Il 9/11/2005, la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dalla Sig.a D. Recchia e dal Sig. M. Konstantinidis, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.
   La ricorrente conclude che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               constatare che la Repubblica italiana, avendo adottato il decreto legislativo n. 209 del 24 giugno 2003, che traspone in diritto nazionale le disposizioni della direttiva 2000/53/CE (1) in maniera non conforme alla direttiva stessa, è venuta meno agli obblighi derivanti dall'articolo 2, punti 2) e 5); dall'articolo3, paragrafo 5; dall'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), in combinato disposto con l'allegato II; dall'articolo 5, paragrafi da 1 a 4; dall'articolo 6, paragrafo 3, lettera a), e paragrafo 4; dall'articolo 7, paragrafi 1 e 2; dall'articolo 8, paragrafi 3 e 4; dall'articolo 10, paragrafo 3, e dall'articolo 12, paragrafo 2, della direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 settembre 2000 relativa ai veicoli fuori uso;
            
         
               2.
            
            
               condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
            
         Motivi e principali argomenti
   La Commissione delle Comunità europee, ha presentato un ricorso in data 7 novembre 2005, alla Corte di giustizia delle Comunità europee al fine di far constatare che la Repubblica italiana, non avendo preso tutte le misure necessarie per:
   
               —
            
            
               dare una definizione dei veicoli fuori uso come rifiuti e di quella di trattamento degli stessi, corrispondente al dettato della direttiva;
            
         
               —
            
            
               includere nel decreto legislativo di trasposizione della direttiva i veicoli a tre ruote fra i veicoli fuori uso;
            
         
               —
            
            
               disporre con chiarezza che tutti i componenti e materiali pericolosi di cui all'allegato II della direttiva siano rimossi dai veicoli prima di ogni ulteriore trattamento;
            
         
               —
            
            
               prevedere, qualora ciò sia tecnicamente fattibile, la raccolta in appositi centri di parti usate asportate al momento della riparazione dei veicoli;
            
         
               —
            
            
               con riguardo al rilascio di certificati di rottamazione, garantire che questi siano rilasciati da centri di trattamento autorizzati ai sensi dell'articolo 6 della direttiva. Il rilascio di questi ultimi certificati poi non risulta essere una condizione per la cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico come richiesto dalla direttiva;
            
         
               —
            
            
               fare in sorta che i produttori sostengano interamente o per una parte significativa i costi di attuazione del sistema di restituzione gratuita dei veicoli;
            
         
               —
            
            
               mettere in sicurezza le componenti pericolose dei veicoli fuori uso prima del loro trattamento;
            
         
               —
            
            
               far risultare che il riciclaggio sia la forma privilegiata rispetto alle altre forme di recupero dei veicoli in questione;
            
         
               —
            
            
               escludere che talune specifiche disposizioni della direttiva, indicate in essa, siano trasposte per mezzo di accordi ai sensi dell'art. 10 della stessa direttiva;
            
         
               —
            
            
               rendere attivo un sistema di controlli e valutazioni necessario per valutare il raggiungimento degli obiettivi indicati nella direttiva di modo tale che questi stessi obiettivi fossero raggiunti entro il 1o gennaio 2006;
            
         
               —
            
            
               stabilire che le informazioni da fornire da parte dei produttori di veicoli e componenti devono corrispondere a quanto richiesto dagli impianti di trattamento;
            
         
               —
            
            
               trasporre l'obbligo di controllare periodicamente i risultati conseguiti e di riferire riguardo a tali risultati alle autorità competenti ed alla Commissione, e trasporre parimenti l'obbligo per le autorità competenti di prendere provvedimenti per esaminare i progressi compiuti nel quadro degli accordi;
            
         è venuta meno agli obblighi derivanti dall'articolo 2, punti 2) e 5); dall'articolo 3, paragrafo 5; dall'articolo 4, paragrafo 2, lettera a), in combinato disposto con l'allegato II; dall'articolo 5, paragrafi da 1 a 4; dall'articolo 6, paragrafi 3, lettera a), e 4; dall'articolo 7, paragrafi 1 e 2; dall'articolo 8, paragrafi 3 e 4; dall'articolo 10, paragrafo 3, e dall'articolo 12, paragrafo 2, della direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 settembre 2000 relativa ai veicoli fuori uso.
   La Commissione chiede altresì la condanna della Repubblica italiana al pagamento delle spese di giudizio.
   
      (1)  Gazzetta ufficiale n. L 269 del 21/10/2000 pag. 0034