CELEX: 52013DC0365
Language: it
Date: 2013-05-29 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 della Lituania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Lituania 2012-2016

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		52013DC0365
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 della Lituania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Lituania 2012-2016 /* COM/2013/0365 final */
			
				
		
		
			
			   	 
 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2013 della
Lituania 
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della
Lituania 2012-2016
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del Comitato per l’occupazione,
previa consultazione del Comitato economico e
finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una
nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un maggiore
coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui
occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell’Europa.
(2)       Sulla base delle proposte
della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una
raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli
Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione
sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione[4], che insieme formano gli “orientamenti
integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli
orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
(3)       Il 29 giugno 2012 i
capi di Stato o di governo hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione
che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’UE
e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
possibili. Hanno convenuto le misure da adottare a livello degli Stati membri,
in particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli
obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni
specifiche per paese.
(4)       Il 6 luglio 2012 il Consiglio
ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2012 della
Lituania e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato
della Lituania 2011-2015.
(5)       Il 28 novembre 2012 la Commissione
ha adottato l’analisi annuale della crescita[5],
segnando l’inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
economiche 2013. Sempre il 28 novembre 2012 la Commissione ha adottato,
sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di
allerta[6],
in cui non annoverava la Lituania tra gli Stati membri che sarebbero stati
oggetto di un esame approfondito.
(6)       Il 14 marzo 2013 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la
necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e
favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione
di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di
contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di
modernizzare la pubblica amministrazione.
(7)       Il 9 aprile 2013 la Lituania
ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2013 e il 26 aprile 2013
il suo programma di convergenza relativo al periodo 2012-2016. I due programmi
sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro
correlazioni.
(8)       Sulla base della valutazione
del programma di convergenza 2013 a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il
Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le
proiezioni di bilancio del programma sia plausibile e complessivamente in linea
con la valutazione delle previsioni di primavera della Commissione. Grazie al
programma ambizioso di risanamento di bilancio attuato dal 2009, nel 2012
il disavanzo pubblico è sceso al 3,2% del PIL, percentuale che, tenuto conto
del costo della riforma sistemica delle pensioni, è considerata sufficiente a
determinare l’abrogazione della decisione sull’esistenza di un disavanzo
eccessivo. La riduzione del disavanzo è riconducibile in una certa misura anche
alla solida crescita economica e al blocco temporaneo della spesa. Il programma
ha modificato l’obiettivo a medio termine (OMT) da +0,5% a -1,0%, percentuale
comunque in linea con gli obiettivi del patto di stabilità e crescita. La
strategia di bilancio delineata nel programma mira a conseguire l’OMT entro il 2016.
In base al saldo strutturale di bilancio (ricalcolato), i progressi annuali
verso il conseguimento dell’OMT in termini strutturali sono superiori allo 0,5%
del PIL. Il parametro di riferimento della spesa nel periodo coperto dal
programma è rispettato. L’aggiustamento, lievemente concentrato nei primi anni,
si fonda principalmente sul contenimento della spesa, ma è sostenuto solo in
parte da misure concrete, tra cui misure una tantum non sempre
specificate. Stando alle previsioni della Commissione, nel 2013 e nel 2014 l’aggiustamento
strutturale sarà, rispettivamente, dello 0,3% e dello 0,0% del PIL, inferiore
quindi allo 0,5% del PIL richiesto: si nutrono quindi anche dubbi sul
percorso di aggiustamento del programma. Non sono state ancora specificate le
ulteriori misure di risanamento e occorre prendere in considerazione riforme
strutturali, fra cui il passaggio a misure basate sulle entrate. Attestandosi
al 40,7% nel 2012, il debito pubblico resta al di sotto del 60% del PIL ed è
previsto in lieve calo nel periodo coperto dal programma. Sebbene il programma
di convergenza prospetti una diminuzione del debito al 39,7% nel 2013 e un
ulteriore calo al 34,5% entro il 2016, le previsioni della Commissione lo
indicano in calo al 40,1% del PIL nel 2013 e al 39,4% nel 2014; le
differenze sono dovute soprattutto al fatto che il programma di convergenza
presuppone un’entità minore del disavanzo.
(9)       Sebbene abbia migliorato
negli anni la situazione del disavanzo, la Lituania non dispone ancora di un
margine sufficiente che le permetta di reagire agli eventi avversi. Vi è
tuttavia margine per passare ad un’imposizione che produca meno distorsioni e
per migliorare ulteriormente il rispetto dell’obbligo tributario. Il paese
mantiene il rapporto gettito fiscale/PIL più basso dell’UE e il risanamento si
è concentrato soprattutto sul versante della spesa. Vi è ancora spazio per
ipotizzare nuove fonti di entrate fiscali tra le meno sfavorevoli alla
crescita, quali le imposte ambientali e le imposte sui beni immobili.
Nonostante gli interventi attuati per aumentare il gettito delle imposte sugli
immobili, la Lituania sembra disporre di margini per uno sforzo supplementare.
Il volume del gettito lituano proveniente dalle imposte ambientali, che sta
seguendo una tendenza discendente, era nel 2011 il secondo più basso nell’UE,
tra l’altro a causa del livello di imposizione sui trasporti, il più basso dell’UE:
la situazione non facilita una riduzione dell’elevata intensità energetica dell’economia
lituana. Nel contempo occorre dare priorità, nel risanamento di bilancio, alla
spesa propizia alla crescita, ad esempio per la ricerca e l’istruzione. L’attuazione
della normativa di rafforzamento del quadro di bilancio ha subito ritardi. Il
quadro di bilancio lituano non si è dimostrato in grado di impedire una
politica di bilancio prociclica in anni di crescita sostenuta e le norme non
sono sufficientemente vincolanti. Occorre sia migliorare il monitoraggio, la
responsabilità e l’esecuzione del processo di bilancio sia potenziare il
carattere vincolante del quadro a medio termine.
(10)     L’evoluzione demografica
rappresenta una sfida per la sostenibilità del bilancio a lungo termine della
Lituania. Resta quindi importante una riforma globale delle pensioni, mirata
alla sostenibilità e, nel contempo, a quell’adeguatezza delle rendite che
costituisce una sfida, dato che la popolazione più anziana è ad alto rischio di
povertà e di esclusione. Grazie ad incentivi fiscali attinti al bilancio dello
Stato, la riforma del sistema di accumulo della pensione adottata nel 2012
incoraggia l’accumulo della pensione nel secondo pilastro. Introduce altresì la
possibilità di abbandonare il sistema privato di accumulo della pensione per
reintegrare il fondo di previdenza sociale dello Stato per un periodo
transitorio e l’aumento graduale dell’età pensionabile. La riforma entrerà in
vigore il 1° gennaio 2014. Si tratta di progressi importanti ma
isolati, che non eliminano la necessità di modifiche più incisive, in
particolare del primo pilastro pensionistico. Sono parimenti necessarie misure
che promuovano l’occupabilità dei lavoratori più anziani e un ambiente di
lavoro adatto ai meno giovani. 
(11)     La lotta alla disoccupazione e
al basso tasso di attività rimane una sfida fondamentale. Gli alti tassi di
disoccupazione interessano soprattutto i giovani e i lavoratori non qualificati.
Lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze, che si è palesato in modo
particolarmente vistoso durante la crisi, costituisce un problema sempre più
acuto, sintomatico di carenze strutturali nelle politiche dell’istruzione e del
mercato del lavoro. La carenza di manodopera qualificata che ne risulta è
acuita dagli alti tassi di emigrazione. Sono quindi necessarie ulteriori misure
del mercato del lavoro volte ad aumentare la flessibilità e a promuovere la
partecipazione, dirette specialmente ai giovani, alle persone non qualificate e
ai lavoratori anziani. La copertura complessiva delle misure attive per il
mercato del lavoro e la dotazione finanziaria di ciascuna misura restano
insufficienti e le misure stesse non sono mirate adeguatamente ai lavoratori
poco qualificati e ai disoccupati di lunga durata. Un riesame generale della
normativa sul lavoro, cui siano associate le parti sociali, permetterebbe di
individuare le restrizioni superflue e gli ostacoli amministrativi che
influiscono sulla flessibilità nei contratti, nei licenziamenti e nell’organizzazione
dell’orario di lavoro. Per migliorare la transizione dalla scuola al mercato
del lavoro risulterebbe utile aumentare l’attrattiva degli apprendistati e dei
tirocini. 
(12)     La povertà e l’esclusione
sociale sono realtà ancora diffuse in modo preoccupante; particolarmente
allarmante è l’aumento della povertà infantile. Nel 2012 sono stati varati
interventi di riforma dell’assistenza sociale in denaro volti ad accrescere gli
incentivi al lavoro (indennità sul lavoro per i disoccupati di lunga durata,
riduzione graduale delle prestazioni sociali per gli inattivi in età
lavorativa) e a ridurre la povertà. Un progetto pilota attuato in cinque comuni
ha dato risultati estremamente positivi in termini di economie di spesa e
selezione più mirata dei beneficiari; occorre ora instaurare un sistema di
monitoraggio per valutarne l’efficienza e l’effetto in termini di lotta alla
povertà e all’esclusione. Alla riforma dovrebbero inoltre fare da corollario
misure di attivazione che stimolino la partecipazione, in particolare per i
beneficiari di assistenza sociale di lunga durata. Tra le misure adottate per
ridurre la povertà si annoverano la copertura ampliata delle prestazioni
sociali e una nuova metodologia di calcolo dell’importo delle prestazioni. Il 1° gennaio 2013
è inoltre entrato in vigore un aumento del 18% del salario minimo, che può
contribuire a ridurre la trappola dell’inattività e la povertà sul lavoro. Data
l’entità della sfida, tali misure paiono tuttavia insufficienti, mentre manca
una strategia o un piano d’azione globale di lotta alla povertà.
(13)     Dal 2010 il governo ha
intrapreso una riforma ambiziosa delle imprese statali. La riforma, che verte
sugli aspetti sia normativi sia organizzativi, è pertinente e credibile. Le
modifiche normative sono ormai in vigore e si registra un soddisfacimento ampio
degli obblighi di informativa. La sfida è ora evitare conflitti d’interesse tra
funzioni di regolamentazione e funzioni non di regolamentazione, e distinguere
fra attività commerciali ed extracommerciali delle imprese statali. Una volta
attuata in tutti i suoi risvolti, la riforma potrebbe contribuire a favorire la
competitività e la crescita: sarà quindi fondamentale monitorare il rispetto
degli obblighi in essa previsti.
(14)     Poiché le interconnessioni delle reti elettrica e del gas con i paesi
limitrofi restano sottosviluppate, la concorrenza nel settore energetico è
molto limitata e i prezzi dell’energia sono alti. Inoltre, l’efficienza
energetica resta un problema. Per quanto attiene alla ristrutturazione
edilizia, i progressi languono, anche relativamente agli investimenti a titolo
del fondo di partecipazione JESSICA, e sussistono grandi sfide riguardo alla
ristrutturazione nell’edilizia residenziale privata. 
(15)     Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica
economica della Lituania e ha valutato il programma di convergenza e il
programma nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto
della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e
della politica socioeconomica della Lituania, ma anche della loro conformità
alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce della necessità di rafforzare
la governance economica dell’Unione europea nel suo insieme, offrendo un
contributo a livello dell’UE per le future decisioni nazionali. Le sue
raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle
raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 6. 
(16)     Alla luce di tale valutazione,
il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza della Lituania e il suo
parere[7]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
RACCOMANDA che la Lituania adotti
provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
1.           assicurare un risanamento di
bilancio favorevole alla crescita e attuare la strategia di bilancio
programmata, perseverando in uno sforzo strutturale che le permetta di
conseguire l’obiettivo a medio termine; dare priorità alla spesa che stimola la
crescita; rafforzare il quadro di bilancio, in particolare introducendo
massimali di spesa esecutivi e vincolanti nel quadro di bilancio a medio
termine; rivedere il sistema fiscale e vagliare un aumento delle imposte che
presentano minori incidenze negative sulla crescita, quali le imposte sugli
immobili e le imposte ambientali, comprese nuove imposte sulle autovetture,
continuando nel contempo a potenziare il rispetto dell’obbligo tributario;
2.           adottare e attuare una legge
sulla riforma generale del sistema pensionistico; allineare l’età pensionabile
prevista per legge alla speranza di vita, limitare l’accesso al
prepensionamento, fissare regole chiare per l’indicizzazione delle pensioni e
promuovere l’adesione a regimi integrativi di risparmio, assicurando nel
contempo l’attuazione delle riforme in atto; sostenere la riforma delle
pensioni con misure che promuovano l’occupabilità dei lavoratori più anziani;
3.           affrontare il problema dell’elevato
tasso di disoccupazione tra le persone poco qualificate e i disoccupati di
lunga durata, riorientando le risorse verso politiche attive del mercato del
lavoro di cui migliorare nel contempo la copertura e l’efficienza; migliorare l’occupabilità
dei giovani, ad esempio tramite la “garanzia per i giovani”, potenziare l’attuazione
e l’efficacia delle formule di apprendistato e affrontare il problema del
persistente squilibrio tra domanda e offerta di competenze; verificare, in
consultazione con le parti sociali, l’adeguatezza della normativa sul lavoro
sotto l’aspetto della flessibilità nei contratti, nei licenziamenti e nell’organizzazione
dell’orario di lavoro;
4.           attuare misure mirate e
concrete per ridurre la povertà e l’esclusione sociale; rinsaldare il
collegamento fra la riforma dell’assistenza sociale in denaro e le misure di
attivazione; 
5.           completare l’attuazione della
riforma delle imprese statali, in particolare garantendo la separazione della
proprietà dalle funzioni di regolamentazione, e monitorare attentamente il
soddisfacimento degli obblighi in essa previsti;
6.           intensificare i provvedimenti
per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, anche eliminando i
disincentivi e utilizzando rapidamente il fondo di partecipazione; favorire la
concorrenza nelle reti energetiche migliorando l’interconnettività con altri
Stati membri sia per il gas sia per l’energia elettrica.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               COM(2013) 365 final.
[3]               P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053.
[4]               2013/208/UE del 22 aprile 2013.
[5]               COM(2012) 750 final.
[6]               COM(2012) 751 final.
[7]               A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.