CELEX: 62021TN0130
Language: it
Date: 2021-03-02 00:00:00
Title: Causa T-130/21: Ricorso proposto il 2 marzo 2021 — CCPL e a./Commissione

26.4.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 148/25
            
         
      Ricorso proposto il 2 marzo 2021 — CCPL e a./Commissione
      (Causa T-130/21)
      (2021/C 148/35)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: CCPL — Consorzio Cooperative di Produzione e Lavoro SC (Reggio Emilia, Italia), Coopbox Group SpA (Bibbiano, Italia), Coopbox Eastern s.r.o. (Nové Mesto nad Váhom, Slovacchia) (rappresentanti: E. Cucchiara e E. Rocchi, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare l’ammenda inflitta alle ricorrenti; o
               
            
                  —
               
               
                  in subordine, ridurne l’importo; e, in ogni caso
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta al pagamento delle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il presente ricorso si rivolge contro la decisione della Commissione europea del 17 dicembre 2020, n. C(2020) 8940 final, nel caso AT.39563 — Imballaggi alimentari per vendita al dettaglio, avente a oggetto la violazione dell’art. 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea.
      A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione dell’art. 23, paragrafo 2, del Regolamento (CE) n. 1/20003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato (JO 2003, L 1 pag. 1).
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che il valore preso in considerazione dalla Commissione ai fini del calcolo del limite del 10 % previsto dall’art. 23, paragrafo, 2 del Reg. (CE) n. 1/2003 è palesemente errato, in quanto tale dato include l’intero fatturato del Gruppo CCPL, ancorché la Commissione non abbia affatto provato la c.d. parental liability della società madre del Gruppo.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dei principi di proporzionalità e di parità di trattamento nella fissazione dell’entità della sanzione.
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che l’ammenda imposta alle ricorrenti è palesemente e ingiustificatamente sproporzionata rispetto a quella delle altre parti. L’applicazione meccanicistica del limite del 10 % per ciascuna delle infrazioni contestate è in contrasto con i princìpi di proporzionalità e di parità di trattamento, oltre che con quelli di individualizzazione e gradazione dell’ammenda.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione da parte della Commissione europea dell’obbligo di motivazione di cui all’articolo 296 TFUE, per aver tenuto conto solo in parte degli elementi relativi alla mancanza di capacità contributiva forniti dal gruppo CCPL.
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che la decisione impugnata, pur riconoscendo la situazione di gravissima crisi in cui versano le ricorrenti, non ne ha tenuto sufficientemente conto nella graduazione della sanzione.