CELEX: C2001/118/14
Language: it
Date: 2001-04-21 00:00:00
Title: Causa C-495/00: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, con ordinanza 6 luglio 2000, nella causa Aziende agricole Visentin ed altre contro Azienda di Stato per gli interventi nel mercato agricolo (AIMA) e nei confronti di Ind. Caseificio Silvio Belladelli & Figli, ed altri

21.4.2001                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 118/9
1)    se le disposizioni di cui agli articoli 1 e 4 del regolamento         In caso di risposta negativa a tale quesito:
      del Consiglio n. 3950/92 (1), del 28 dicembre 1992 ed
      agli articoli 3 e 4 del regolamento della Commissione                 2)   se le disposizioni di cui agli articoli 1 e 4 del regolamento
      n. 536/93 (2) del 9 marzo 1993, possano essere interpreta-                 del Consiglio n. 3950/92, del 28 dicembre 1992, e
      te nel senso che i termini per l’assegnazione delle quote e
                                                                                 agli articoli 3 e 4 del regolamento della Commissione
      quelli per l’effettuazione delle compensazioni e dei prelie-               n. 536/93, del 9 marzo 1993, siano validi, in relazione
      vi siano derogabili in caso di contestazione in via                        all’articolo 33 (ex art. 39) del Trattato, nella parte in cui
      amministrativa o giurisdizionale dei relativi provvedi-
                                                                                 non prevedono che in caso di contestazione amministrati-
      menti.                                                                     va o giurisdizionale dei provvedimenti di assegnazione
                                                                                 delle quote individuali di riferimento, di compensazione
In caso di risposta negativa a tale quesito:                                     e di prelievo, i termini in dette disposizioni indicati siano
                                                                                 derogabili.
2)    se le disposizioni di cui agli articoli 1 e 4 del regolamento
      del Consiglio n. 3950/92, del 28 dicembre 1992, e                     3)   se i regolamenti CE n. 3950/92 e n. 536/93 possono
      agli articoli 3 e 4 del regolamento della Commissione                      essere interpretati nel senso che il quantitativo di riferi-
      n. 536/93, del 9 marzo 1993, siano validi, in relazione                    mento individuale non debba essere necessariamente
      all’articolo 33 (ex art. 39) del Trattato, nella parte in cui              notificato singolarmente a ciascun produttore, ma possa
      non prevedono che in caso di contestazione amministrati-                   essere comunicato con altre forme quali la pubblicazione
      va o giurisdizionale dei provvedimenti di assegnazione                     di bollettini.
      delle quote individuali di riferimento, di compensazione
      e di prelievo, i termini in dette disposizioni indicati siano
      derogabili.
                                                                            (1) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1.
                                                                            (2) GU L 57, del 10.3.1993, pag. 12.
(1) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1.
(2) GU L 57 del 10.3.1993, pag. 12.
                                                                            Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-                      nale amministrativo regionale per il Lazio, con ordinanza
nale amministrativo regionale per il Lazio — con sentenza                   6 luglio 2000, nella causa Aziende agricole Visentin ed
6 luglio 2000, nella causa Carlo Balestreri contro Azienda                  altre contro Azienda di Stato per gli interventi nel
di Stato per gli interventi nel mercato agricolo (AIMA) e                   mercato agricolo (AIMA) e nei confronti di Ind. Caseificio
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione                                   Silvio Belladelli & Figli, ed altri
          economica e nei confronti di Parmalat SpA
                                                                                                    (Causa C-495/00)
                          (Causa C-484/00)
                                                                                                     (2001/C 118/14)
                           (2001/C 118/13)
Con sentenza 6 luglio 2000, pervenuta nella Cancelleria della               Con ordinanza 6 luglio 2000, pervenuta nella Cancelleria della
Corte di giustizia delle Comunità europee il 29 dicembre 2000,              Corte delle Comunità europee il 29 dicembre 2000, nella
nella causa Carlo Balestreri contro Azienda di Stato per gli                causa Aziende agricole Visentin ed altre contro Azienda di
interventi nel mercato agricolo (AIMA) e Ministero del tesoro,              Stato per gli interventi nel mercato agricolo (AIMA) nei
del bilancio e della programmazione economica e nei confronti               confronti di Ind. Caseificio Silvio Belladelli & Figli e.a., il
di Parmalat SpA, il Tribunale amministrativo regionale per il               Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, ha sottoposto
Lazio, ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità                 alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti
europee le seguenti questioni pregiudiziali:                                questioni pregiudiziali:
1)    se le disposizioni di cui agli articoli 1 e 4 del regolamento         1)   se le disposizioni di cui agli articoli 1 e 4 del regolamento
      del Consiglio n. 3950/92 (1), del 28 dicembre 1992, ed                     del Consiglio n. 3950/92 (1), del 28 dicembre 1992 ed
      agli articoli 3 e 4 del regolamento della Commissione                      agli articoli 3 e 4 del regolamento della Commissione
      n. 536/93 (2), del 9 marzo 1993, possano essere interpre-                  n. 536/93 (2), del 9 marzo 1993, possano essere interpre-
      tate nel senso che i termini per l’assegnazione delle quote                tate nel senso che i termini per l’assegnazione delle quote
      e quelli per l’effettuazione delle compensazioni e dei                     e quelli per l’effettuazione delle compensazioni e dei
      prelievi siano derogabili in caso di contestazione in via                  prelievi siano derogabili in caso di contestazione in via
      amministrativa o giurisdizionale dei relativi provvedi-                    amministrativa o giurisdizionale dei relativi provvedi-
      menti.                                                                     menti.
 ---pagebreak--- C 118/10                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          21.4.2001
In caso di risposta negativa a tale quesito:                                  Se il rimando all’art. 7, n. 1, della direttiva contenuto
                                                                              nell’art. 3 bis, n. 1, lett. a), della direttiva costituisca lex
2)   se le disposizioni di cui agli articoli 1 e 4 del regolamento            specialis rispetto all’art. 7, n. 2, della direttiva, sicché una
     del Consiglio n. 3950/92, del 28 dicembre 1992, e                        norma nazionale in materia di pubblicità ingannevole
     agli articoli 3 e 4 del regolamento della Commissione                    eventualmente più rigorosa può essere applicata a tutti
     n. 536/93, del 9 marzo 1993, siano validi, in relazione                  gli elementi del confronto.
     all’articolo 33 (ex art. 39) del Trattato, nella parte in cui
     non prevedono che in caso di contestazione amministrati-
     va o giurisdizionale dei provvedimenti di assegnazione                   Se l’art. 3 bis, n. 1, lett. a), della direttiva debba essere
     delle quote individuali di riferimento, di compensazione                 inteso nel senso che il confronto del prezzo di un
     e di prelievo, i termini in dette disposizioni indicati siano            prodotto di marca con quello di un prodotto non di
     derogabili.                                                              marca qualitativamente analogo è illecito se non sono
                                                                              indicati i nomi dei produttori, o se l’art. 3 bis, n. 1,
3)   Se la normativa comunitaria consenta, allo Stato membro,                 lett. c), e l’art. 3 bis, n. 1, lett. g), della direttiva
     escluse le possibilità di compensazioni retroattive, di farsi            ostino all’indicazione dei produttori. Se l’immagine di un
     carico di sanare il debito comunitario senza incorrere in                prodotto (di marca) sia una caratteristica della merce o
     sanzioni.                                                                prestazione ai sensi dell’art. 3 bis, n. 1, lett. c), della
                                                                              direttiva. Se la (eventuale) soluzione negativa di tale
                                                                              questione comporti l’illiceità di ogni confronto (basato
(1) GU L 405 del 31.12.1992, pag. 1.                                          sul prezzo) di un prodotto di marca con un prodotto non
(2) GU L 57 del 10.3.1993, pag. 12.                                           di marca qualitativamente analogo.
                                                                           2) Se l’art. 7, n. 2, della direttiva debba essere inteso nel
                                                                              senso che anche le differenze nel modo di procurarsi la
                                                                              merce o prestazione, le cui caratteristiche sono confronta-
                                                                              te con quelle della merce o prestazione dell’operatore
                                                                              pubblicitario, devono essere valutate solo alla luce del-
                                                                              l’art. 3 bis della direttiva.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Ober-
ster Gerichtshof (corte suprema) di Vienna, con ordinanza
19 dicembre 2000, nella causa promossa dalla Pipping                          Nel caso in cui tale questione venga risolta positivamente,
Augenoptik GmbH & Co KG, contro 1) la Hartlauer
Handelsgesellschaft mbH e 2) la successione del sig. Franz
                          Josef Hartlauer                                     se l’art. 3 bis della direttiva debba essere inteso nel senso
                                                                              che un confronto (basato sul prezzo) è lecito solo se
                         (Causa C-44/01)                                      l’operatore pubblicitario e la concorrenza si procurano le
                                                                              merci confrontate attraverso gli stessi canali distributivi
                                                                              e, conseguentemente, le offrono in un assortimento
                         (2001/C 118/15)                                      analogo.
Con ordinanza 19 dicembre 2000, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 2 febbraio 2001, l’Oberster Gerichtshof, nella              3) Se per «confronto» ai sensi dell’art. 7, n. 2, della direttiva
causa promossa dalla Pipping Augenoptik GmbH & Co KG                          si debba intendere anche la costituzione, mediante un
contro 1) la Hartlauer Handelsgesellschaft mbH e 2) la                        acquisto per prova, dei dati alla base del confronto.
successione del sig. Franz Josef Hartlauer ha sottoposto alla
Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni               Nel caso in cui tale questione venga risolta positivamente,
pregiudiziali:
1)   Se l’art. 7, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e              se l’art. 3 bis della direttiva debba essere inteso nel senso
     del Consiglio 6 ottobre 1997, n. 97/55/CE (1), che                       che osta alla realizzazione consapevole di un confronto
     modifica la direttiva 84/450/CEE (2) relativa alla pubblicità            (basato sul prezzo) vantaggioso per l’operatore pubblicita-
     ingannevole al fine di includervi la pubblicità comparativa              rio, confronto compiuto mediante un acquisto per prova
     (in prosieguo: la «direttiva»), debba essere inteso nel senso            effettuato ancor prima dell’inizio dell’offerta di tale opera-
     che la frase «pubblicità comparativa per quanto riguarda                 tore e opportunamente organizzato.
     il confronto» si riferisce alle affermazioni riguardanti
     l’offerta dello stesso operatore pubblicitario, a quelle
     riguardanti l’offerta del concorrente e a quelle riguardanti          4) Se il confronto causi discredito ai sensi dell’art. 3 bis, n. 1,
     il rapporto tra le due offerte (il risultato del confronto) o            lett. e), della direttiva quando l’operatore pubblicitario
     se, invece, vi sia un «confronto» ai sensi del detto art. 7,             sceglie la merce acquistata presso il concorrente in modo
     n. 2, solo in quanto vengono fatte affermazioni sul                      tale che vi sia una differenza di prezzo superiore a quella
     risultato del confronto, sicché idee errate su altre caratteri-          media e/o quando siffatti confronti basati sul prezzo
     stiche delle merci o prestazioni confrontate possono                     vengono ripetuti continuamente, in modo tale che nasca
     essere valutate alla luce di una norma nazionale in materia              l’impressione che i prezzi della concorrenza siano in
     di pubblicità ingannevole eventualmente più rigorosa.                    generale esorbitanti.