CELEX: 62020TN0468
Language: it
Date: 2020-07-24 00:00:00
Title: Causa T-468/20: Ricorso proposto il 24 luglio 2020 — LB/Parlamento

14.9.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 304/20
            
         
      Ricorso proposto il 24 luglio 2020 — LB/Parlamento
      (Causa T-468/20)
      (2020/C 304/24)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: LB (rappresentante: O. Schmechel, Rechtsanwalt)
      
         Convenuto: Parlamento europeo
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione del convenuto, del 2 luglio 2020, di trasferimento della ricorrente all‘Ufficio di collegamento del Parlamento europeo a Lussemburgo al 1o settembre 2020;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce i seguenti motivi:
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo di ricorso: insufficienza di motivazione
                  
                              —
                           
                           
                              La decisione di trasferimento sarebbe formalmente illegittima, in quanto sprovvista di motivazione. Tuttavia, ai sensi dell‘articolo 41, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell‘Unione europea e secondo l‘articolo 296 TFUE, una motivazione sarebbe stata necessaria, in quanto l‘interesse della ricorrente in proposito era chiaramente riconoscibile per il convenuto.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo di ricorso: inosservanza delle modalità procedurali della decisione
                  
                              —
                           
                           
                              in base alle modalità della decisione, la ricorrente poteva rifiutare il posto presso l‘Ufficio di collegamento del Parlamento europeo (EPLO) a Lussemburgo, come in effetti ha fatto. Il trasferimento al posto medesimo non poteva pertanto essere più preso in considerazione.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo di ricorso: violazione del dovere di sollecitudine. Il trasferimento presso un‘altra sede di servizio contrasterebbe con il dovere di sollecitudine del datore di lavoro, in quanto sarebbe incompatibile con vari diritti fondamentali previsti dalla Carta europea dei diritti fondamentali. In particolare, risulterebbero violati i seguenti diritti:
                  
                              —
                           
                           
                              Il diritto alla vita privata e familiare (artt. 7 e 33) e il diritto della figlia minore ad avere rapporti personali regolari e contatti diretti con entrambi i genitori (art. 24) sono stati violati, poiché la famiglia della ricorrente sarebbe costretta a vivere divisa, dato che la figlia rimarrebbe con il padre a Berlino, mentre la ricorrente, da sola, dovrebbe trasferirsi a Lussemburgo.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Il diritto all‘uguaglianza davanti alla legge (art. 20) e di non discriminazione (art. 21) è stato violato. La ricorrente, come funzionaria coniugata dell‘EPLO e madre di una figlia minore, per la quale condivide con il coniuge la patria potestà, è soggetta alla mobilità, in base alla quale deve essere trasferita a Lussemburgo. I funzionari separati e divorziati di un EPLO con potestà condivisa per un figlio minore rimangono fino alla maggiore età del figlio esenti dalla mobilità, senza che sussista un motivo sostanziale per tale disparità di trattamento.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo di ricorso: mancanza di proporzionalità del trasferimento presso un‘altra sede di servizio
                  
                              —
                           
                           
                              Omessa ponderazione degli interessi della ricorrente e del convenuto, sebbene il convenuto vi fosse tenuto, nell‘ambito del proprio dovere di buona amministrazione (art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell‘Unione europea).
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Gli interessi tutelati della ricorrente prevalgono chiaramente sull‘interesse del convenuto al trasferimento.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Il trasferimento dall‘EPLO di Berlino all‘EPLO di Lussemburgo esula dall‘interesse del servizio.
                           
                        
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo di ricorso: erroneo uso del potere discrezionale
                  
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                              Il convenuto non invoca la propria discrezionalità e pertanto non se ne avvale.
                           
                        
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo di ricorso: tutela del legittimo affidamento
                  
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                              Dalla nomina della ricorrente nel 2001 fino all‘emanazione dell‘ordinanza sulla mobilità del 2018 dell‘Ufficio di presidenza del Parlamento europeo, è rimasto in vigore il principio, secondo cui i funzionari AST quali la ricorrente non erano soggetti alla mobilità. Tale principio vigeva a decorrere dall‘ordinanza sulla mobilità del 1998 ed è stato ribadito anche nelle ordinanze sulla mobilità del 2002 e del 2004 dell‘Ufficio di presidenza del Parlamento europeo.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              L‘affidamento della ricorrente sul mantenimento della deroga alla mobilità era tutelato. La modifica normativa richiede pertanto una disciplina transitoria conforme e circostanze eccezionali conformi. Il termine transitorio di tre anni previsto è inidoneo, in quanto non rende possibile superare la divisione della famiglia della ricorrente. Manca, quanto alla ricorrente, la sussistenza di una circostanza eccezionale.
                           
                        
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo di ricorso: decadenza
                  
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                              Il convenuto sarebbe decaduto dalla possibilità di disporre nei confronti della ricorrente la mobilità con conseguente cambio della sede di servizio, avendo esso stesso indotto la ricorrente a ritenere, per effetto delle molteplici deroghe alla mobilità dei funzionari AST, che un cambio della sede di servizio non fosse da attendersi.