CELEX: 31994D0815
Language: it
Date: 1994-11-30 00:00:00
Title: 94/815/CE: Decisione della Commissione del 30 novembre 1994 relativa ad una procedura d'applicazione dell'articolo 85 del trattato CE (Caso IV/33.126 e 33.322 - Cemento)

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31994D0815

94/815/CE: Decisione della Commissione del 30 novembre 1994 relativa ad una procedura d'applicazione dell'articolo 85 del trattato CE (Caso IV/33.126 e 33.322 - Cemento)  

Gazzetta ufficiale n. L 343 del 30/12/1994 pag. 0001 - 0158

DECISIONE DELLA COMMISSIONEdel 30 novembre 1994relativa ad una procedura d'applicazione  dell'articolo 85 del Trattato CE(Caso IV/33.126 e 33.322 - Cemento)(94/815/CE)LA  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEEvisto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento n. 17 del Consiglio del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione  degli articoli 85 e 86 del trattato (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e  del Portogallo, in particolare gli articoli 3 e 15, vista la decisione della Commissione del 12 novembre 1991 di iniziare d'ufficio la procedura, dopo aver dato modo alle imprese interessate di far conoscere il loro punto di vista sugli addebiti  mossi dalla Commissione, conformemente alle disposizioni dell'articolo 19, paragrafo 1, del  regolamento n. 17 e del regolamento n. 99/63/CEE della Commissione del 25 luglio 1963, relativo  alle audizioni previste all'articolo 19, paragrafi 1 e 2 de regolamento n. 17 (2), sentito il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti, considerando quanto  segue: PARTE II FATTISEZIONE ILA PROCEDURA CAPITOLO 1La procedura di accertamento e la procedura  successiva alla comunicazione degli addebiti1. IntroduzioneLa presente decisione fa seguito agli  accertamenti effettuati dall'aprile 1989 al luglio 1990, ai sensi dell'articolo 14, paragrafi 2 e 3  del regolamento n. 17, presso  produttori europei di cemento e associazioni di categoria e alle  richieste di informazioni ad essi inviate ai sensi dell'articolo 11 di detto regolamento. 2. L'avvio della procedura, la comunicazione degli addebiti e i ricorsi al Tribunale di primo  grado(1) Il 12 novembre 1991 la Commissione ha avviato la procedura riguardante i casi «cemento» e  ha formulato gli addebiti. Con lettera del 25 novembre 1991, gli addebiti sono stati comunicati alle imprese. La comunicazione  distingue essenzialmente due ordini di addebiti, i comportamenti su scala internazionale e i  comportamenti a livello nazionale. (2) Il testo della comunicazione degli addebiti, contenuto in un unico documento, non è stato  inviato in forma integrale a tutte le 76 imprese ed associazioni d'imprese coinvolte nella  procedura. In effetti, a 61 imprese e associazioni d'imprese sono stati trasmessi solo i capitoli  relativi ai comportamenti su scala internazionale, mentre 15 imprese italiane non hanno ricevuto  questa parte in quanto non partecipano a nessun organismo internazionale. I capitoli relativi ai  comportamenti a livello nazionale sono stati inviati soltanto alle imprese e associazioni d'imprese  con sede nello Stato membro in questione. La comunicazione degli addebiti comprendente la parte  internazionale e la relativa parte nazionale è stata trasmessa, con lettera del 20 maggio 1992,  anche ad un'altra impresa spagnola. I destinatari della comunicazione degli addebiti hanno ricevuto, con i capitoli che li riguardano,  l'indice completo della comunicazione degli addebiti e l'elenco di tutti i fascicoli con menzione  dei documenti loro accessibili. Ciascun destinatario ha avuto accesso al fascicolo sulla base dell'elenco dei documenti ricevuto e  della menzione contenuta in detto elenco. (3) Tuttavia, con lettera del 9 luglio 1992, la Commissione ha trasmesso a tutte le imprese e  associazioni d'imprese destinatarie della parte internazionale della comunicazione degli addebiti  un documento (il resoconto della riunione di European Task Force del 19 agosto 1986) di cui ha  avuto conoscenza nelle risposte alla comunicazione degli addebiti e ha invitato le imprese  interessate ad esporre le loro osservazioni su tale documento. (4) Dopo aver ricevuto la comunicazione degli addebiti e aver avuto accesso al fascicolo, alcune  imprese e associazioni d'imprese, basandosi sulla decisione del Tribunale di primo grado del 17  dicembre 1991 nella causa T. 7/89 Hercules/Commissione (3), hanno chiesto alla Commissione di  trasmettere loro i capitoli mancanti al testo della comunicazione degli addebiti inviato ad ognuna  di esse e di dar loro accesso, senza alcuna specificazione, all'insieme del fascicolo, eccetto per  i documenti interni o riservati. Poiché la Commissione ha rifiutato di trasmettere i capitoli mancanti al testo della comunicazione  degli addebiti inviato a ciascuno dei destinatari e di dar loro accesso ai documenti del fascicolo  diversi da quelli che essi avevano già potuto consultare, le imprese S.A. Cimenteries CBR, Blue  Circle Industries PLC, Syndicat National des Fabricants de Ciments et de Chaux, ENCI N.V. e  Vereniging Nederlandse Cementindustrie, Fédération de l'Industrie Cimentière hanno presentato  ricorso al Tribunale di primo grado inteso all'annullamento della decisione della Commissione con  la quale era stata loro rifiutata la comunicazione di documenti e hanno proposto una domanda di  provvedimenti provvisori diretta a ottenere la sospensione della procedura (Cause T.10-12, 14 e  15/92). (5) Con ordinanza del 23 marzo 1992 (4), il presidente del Tribunale di primo grado ha respinto le  domande di provvedimenti provvisori ed ha fissato a dette imprese il termine del 27 e 31 marzo 1992  per la risposta alla comunicazione degli addebiti. A seguito di rinuncia delle parti la causa T-14/92/ENCI e Vereniging Nederlandse Cementindustrie è  stata radiata dal registro del Tribunale con ordinanza dell'11 settembre 1992. In attesa della decisione del Tribunale di primo grado sul merito dei ricorsi, la Commissione ha  sospeso l'audizione orale successiva alle risposte alla comunicazione degli addebiti. Con sentenza del 18 dicembre 1992 (5), nelle cause riunite T-10, 11, 12 e 15/92, il Tribunale di  primo grado ha dichiarato irricevibili i ricorsi proposti da CBR, Blue Circle, Syndicat National  des Fabricants de Ciments et de Chaux, Fédération de l'Industrie Cimentière. 3. L'audizione(1) Con lettera del 5 febbraio 1993, il consigliere auditore ha invitato le imprese  e associazioni d'imprese destinatarie della comunicazione degli addebiti a partecipare  all'audizione organizzata dal 1o marzo al 1o aprile 1993. L'audizione è stata strutturata in tre fasi: una fase sul mercato del cemento cui hanno potuto  partecipare tutte le imprese e associazioni d'imprese; una fase sulla parte internazionale della  comunicazione degli addebiti cui hanno potuto partecipare soltanto le imprese e associazioni  d'imprese che avevano ricevuto questa parte della comunicazione degli addebiti; una fase sulle  parti nazionali cui hanno potuto assistere, separatamente per ciascuna parte, le imprese e  associazioni d'imprese dello Stato membro in questione. Nella lettera di convocazione è stato precisato che se una impresa avesse voluto manifestare  separatamente il proprio punto di vista, doveva indicare in modo preciso le relative parti della  comunicazione degli addebiti nonché i «segreti di affari» di cui agli articoli 19-21 del  regolamento n. 17. (2) Con lettere rispettivamente del 17, 18 e 26 febbraio 1993, ECMEC-CDICT-ECEC e Blue Circle hanno  informato la Commissione di non volersi avvalere della possibilità di manifestare oralmente il loro  punto di vista sugli addebiti loro mossi. Neppure Cedest, che aveva insistito per una audizione separata senza indicarne i motivi precisi, ha  partecipato all'audizione. 4. Chiusura della procedura nei confronti di alcune imprese(1) Dopo l'esame delle risposte scritte  alla comunicazione degli addebiti e delle spiegazioni orali esposte nelle audizioni del marzo 1993,  in data 23 settembre 1993 la Commissione ha deciso: a) di non muovere gli addebiti relativi alla parte internazionale, capitoli 2, 10, 11 e 12 della  comunicazione degli addebiti e conseguentemente di chiudere la procedura aperta il 12 novembre 1991  nei confronti delle 12 imprese tedesche e 6 imprese spagnole designate nominativamente; b) di non muovere gli addebiti relativi agli accordi nazionali, capitoli da 3 a 9 e da 13 a 19 e di  chiudere quindi la procedura aperta il 12 novembre 1991 relativamente a questi capitoli della  comunicazione degli addebiti. (2) Con lettera del 27 settembre 1993, tutte le imprese e associazioni d'imprese sono state  informate di questa decisione della Commissione. Con la stessa lettera, la Commissione ha anche  comunicato alle imprese e associazioni d'imprese interessate che, per effetto della decisione,  «l'enunciazione contenuta nella lettera C della seconda Parte (applicabilità dell'articolo 15,  paragrafo 2 del regolamento n. 17/92), punto 93/b, relativa» a «l'impossibilità di separare le  intese nazionali da quelle europee, poiché le une e le altre formano  un insieme inscindibile»,  diventa egualmente irrilevante e non sarà più presa in considerazione nella procedura, riguardante  gli altri capitoli della comunicazione degli addebiti, che seguirà il suo corso normale». 5. Le imprese e associazioni d'imprese interessate dalla presente decisione(1) a) Associazioni  internazionaliCembureau - Associazione europea del cemento (Cembureau, le cui attività saranno  descritte ampiamente al capitolo 3). (2) b) Gruppi con sede in paesi terzi- Holderbank Financière Glaris S.A. (Holderbank), con sede in  Svizzera, è il primo produttore mondiale di cemento e controlla parecchie società nel mondo. Nella  CEE controlla le seguenti imprese le cui attività saranno esaminate nella presente decisione: in  Germania: Alsen-Breitenburg Zement- und Kalkwerke GmbH (Alsen); Nordcement AG (Nordcement); in  Belgio: S.A Obourg (Obourg), holding che controlla le attività cementiere del gruppo Holderbank  attraverso le società S.A. Ciments di Haccourt e S.A. Ciments d'Obourg; in Spagna: Hornos Ibéricos  Alba S.A. (Hornos Ibéricos), società cementiera, e UMAR-Union Maritima Internacional S.A. (UMAR),  società che si occupa del commercio internazionale di clinker e cemento; in Francia, Ciments  d'Origny S.A. (Origny). Holderbank ha anche una partecipazione del 31% al capitale del produttore  olandese ENCI N.V. - Aker a.s. (Aker), holding norvegese che controlla tra l'altro il produttore di cemento Norcem  a.s. (Norcem). - EUROC AB (EUROC) è una holding svedese che controlla tra l'altro il produttore svedese di cemento  Cementa AB (Cementa). Nel 1986 Aker e EUROC collegate da partecipazioni incrociate, hanno deciso di fondere le loro  attività internazionali e hanno costituito una impresa comune controllata in parti uguali, Scancem  Group Limited (Scancem), che a sua volta controlla oltre a Scancem International, operante nel  commercio internazionale del clinker e del cemento e il produttore inglese di cemento Castle Cement  Limited (Castle) e, con una partecipazione indiretta del 26%, è collegata al produttore spagnolo di  cemento Compañia Valenciana de Cementos Portland S.A. Castle esiste dal 5 aprile 1988. In effetti a quella data Scancem ha acquistato l'attività cemento  di Rio Tinto Zinc Cement e ha incorporato in Castle Cement Limited le società operative Tunnel  Cement Ltd, Castle Cement (Ribblesdale) Ltd, Castle Cement (Ketton) Ltd, Castle Cement (Clyde) Ltd,  Castle Cement (Padeswood) Ltd, Castle Cement (Pitstone) Ltd. (3) c) Germania- Il Bundesverband der Deutschen Zementindustrie e.V. (BDZ) è l'associazione che  raggruppa i produttori tedeschi di cemento con lo scopo di proteggere e promuovere gli interessi  economici comuni dell'industria tedesca del cemento in Germania e all'estero. - Heidelberger Zement AG (Heidelberger), uno dei grandi produttori tedeschi di cemento, detiene  diverse partecipazioni in altri produttori tedeschi di cemento e nel produttore francese Vicat; nel  1993, ha assunto il controllo del gruppo belga S.A. des Cimenteries CBR. - Dyckerhoff AG (Dyckerhoff), l'altro grande produttore tedesco titolare di numerose partecipazioni  in produttori tedeschi di cemento, controlla il produttore spagnolo S.A. Española de Cementos  Portland e ha una partecipazione del 33% nella società lussemburghese Intermoselle S.a.r.l.,  impresa comune di Dyckerhoff, Société des Ciments Français e S.A. des Ciments Luxembourgeois. - Nordcement e Alsen (gruppo Holderbank). (4) d) Belgio- La Fédération de l'Industrie Cimentière, a.s.b.l. (FIC), l'associazione che  raggruppa i produttori belgi di cemento, è interessata da qualsiasi attività che si riferisca  direttamente o indirettamente all'industria cementiera, ad esclusione delle attività industriali e  commerciali, in particolar modo si prefigge di promuovere l'intesa e il coordinamento tra le  imprese, di difendere e promuovere gli interessi della categoria ed assicurarne la rappresentanza  nei confronti dei poteri pubblici. - S.A. Cimenteries CBR (CBR) è il più grande produttore belga di cemento. Controlla al 68% il  produttore olandese di cemento Eerste Nederlandse Cement Industrie N.V. (ENCI), mentre il 31% è  detenuto dal gruppo Holderbank. Nel 1993 Heidelberger ha acquisito da Société Générale de Belgique  la partecipazione di controllo che quest'ultima deteneva in CBR. - S.A. OBOURG (gruppo Holderbank). - S.A. Compagnie des Ciments Belges (CCB), terzo produttore belga dopo CBR e Obourg. Impresa che fa  capo a una famiglia, è stata acquistata nel 1990 da Société des Ciments Français. (5) e) Danimarca- Aalborg Portland A/S (Aalborg), unico produttore danese di cemento nel quale  Blue Circle, nel 1989, ha assunto una partecipazione del 50%. (6) f) Spagna- La Agrupación de Fabricantes de Cementos de España - Oficemen (Oficemen),  associazione che raggruppa i produttori di cemento spagnoli, ha la missione di rappresentare e  difendere gli interessi legittimi dell'industria spagnola del cemento. - Compañia Valenciana de Cementos Portland S.A. (Valenciana), uno dei più grandi produttori  spagnoli, al momento della comunicazione degli addebiti deteneva il 50% del capitale di Cementos  del Mar S.A. mentre il 25% era detenuto da Banco Bilbao Vizcaya e il 25% da Banco Central. Sempre  al momento della comunicazione degli addebiti Valenciana aveva il 50% del capitale di Cementos del  Atlantico S.A. mentre la quota residua era detenuta da Cementos del Mar. Dall'ottobre 1990  Valenciana ha la maggioranza nel consiglio di amministrazione di Cementos del Mar e dall'aprile  1992 ha il 99,95% del capitale di queste due società. - ASLAND S.A. (Asland), che controlla le società Cementos Asland S.A. e Asland Catalunya y del  Mediterráneo S.A., è dal 1990 una controllata di Lafarge Coppée. - Corporación Uniland S.A. (Uniland) controlla Uniland Cementera S.A. - Hornos Ibéricos Alba S.A. (gruppo Holderbank). - Hispacement S.A. è una impresa comune tra i produttori catalani di cemento Asland, Uniland,  Cementos Molins S.A., Auxiliar de la Construcción S.A. e Compañia Catalana de Cementos Portland e  si occupa dell'esportazione. (7) g) Francia- Il Syndicat Français de l'Industrie Cimentière (SFIC), sino al 1992 chiamato  Syndicat National des Fabricants de Ciments et de Chaux, è l'associazione che raggruppa i  produttori francesi di cemento con compiti molto ampi, tra cui riunire tutti i membri della  categoria per coordinarne l'azione, eseguire studi, sviluppare la formazione di personale  qualificato, comunicare ai membri qualsiasi documentazione utile, rappresentare i cementieri presso  i pubblici poteri e le associazioni di categoria e interprofessionali. - Lafarge Coppée S.A. (Lafarge) è una holding che controlla parecchie società nel mondo; in  particolare in Francia controlla Ciments Lafarge e Lafarge Overseas e detiene il 25% del capitale  di Cedest; in Germania controlla Woessinger Zement (di cui Cedest ha una partecipazione del 17%); in  Spagna controlla, dal 1990, Asland S.A. - Société des Ciments Français S.A. (Ciments Français) è un gruppo cementiero presente un po'  ovunque. In Francia, controlla Ciments de Loire e Ciment de l'Adour; aveva una partecipazione del  33% in Intermoselle S.A., impresa comune tra Ciments Français, S.A. des Ciments Luxembourgeois e  Dyckerhoff AG che detengono quote identiche. Dal 1990 ha assunto il controllo del produttore belga S.A. Compagnie des Ciments Belges e dei  produttori spagnoli Sociedad Financera y Minera S.A. e Cementos Rezola S.A. Nel 1992 il controllo di Ciments Français è passato al produttore italiano Italcementi S.p.A. - Vicat S.A. (Vicat), appartenente per il 65% alla famiglia Vicat e per il 35% a Heidelberger. - Cedest S.A. (Cedest), società del Gruppo CGIP nella quale Lafarge ha una partecipazione del 25%. (8) h) Grecia- L'Associazione dell'industria cementiera greca raggruppa i produttori greci di  cemento al fine di favorire lo sviluppo, la protezione e la promozione dell'industria cementiera  greca in Grecia e all'estero. - Titan Cement Company S.A. (Titan). - Heracles General Cement Company (Heracles), società controllata dallo Stato e acquistata nel 1992  da Calcestruzzi S.p.A. del gruppo Ferruzzi. - Halkis Cement Company S.A. (Halkis). (9) i) Irlanda- Irish Cement Limited (Irish Cement), unico produttore irlandese di cemento. (10) k) Italia- Italcementi - Fabbriche Riunite Cemento S.p.A. (Italcementi), che controlla varie  società di produzione di cemento e di calcestruzzo in Italia. Nel 1992 ha assunto il controllo del  gruppo cementiero Société des Ciments Français S.A. - Unicem S.p.A. (Unicem) appartenente alla holding IFI degli Agnelli, che controlla diverse società  di produzione di cemento in Italia e negli USA. - Cementir - Cementerie del Tirreno S.p.A. (Cementir), società appartenente alla holding pubblica  IRI e venduta al gruppo Caltagirone nel 1992. - Fratelli Buzzi S.p.A. (Buzzi). (11) l) Lussemburgo- S.A. des Ciments Luxembourgeois (Ciments Luxembourgeois) ha una  partecipazione del 33% in Intermoselle S.A., impresa comune detenuta in quote identiche da Ciments  Luxembourgeois, Société des Ciments Français S.A. e Dyckerhoff AG. (12) m) Paesi Bassi- La Vereniging Nederlandse Cement-Industrie (VNC), associazione dei produttori  olandesi di cemento (ridotti ormai ad un solo produttore), ha lo scopo di proteggere gli interessi  comuni non in concorrenza dei membri e di promuovere lo sviluppo del mercato e la ricerca. - ENCI N.V. (controllata da CBR). - NCH - Nederlandse Cement Handelmaatschappij B.V. (NCH) è una impresa comune preposta alla  commercializzazione e distribuzione del cemento dei seguenti produttori tedeschi: Dyckerhoff AG,  Montanzement Marketing GmbH, Heidelberger Zement AG, Annaliese Zementwerke AG, E. Schwenk Zement-  und Steinwerke, Wuelfrather Zement GmbH, Hermann Milke Kg GmbH und Co., Phoenix Zementwerke  Krogbeumker KG, Teutonia Zementwerk AG, Gebr. Groene GmbH und Co. KG, Alsen-Breitenburg Zement- und  Kalkwerke GmbH, Hannoversche Portland-Cementfabrik AG, Nordcement AG. (13) n) Portogallo- L'ATIC - Associaçao Tecnica da Industria do Cimento (ATIC) è l'associazione  che raggruppa i produttori portoghesi di cemento con lo scopo di svolgere attività di tipo  scientifico e tecnico; sviluppa infatti le proprie attività nei campi della ricerca, informazione e  promozione dell'impiego del cemento. - Cimpor - Cimentos de Portugal S.A. (Cimpor) è un'impresa che appartiene allo Stato portoghese. - SECIL - Companhia Geral de Cal e cimento S.A. (Secil) è un'impresa il cui capitale è per il 59%  dello Stato portoghese e per il 41% di azionisti stranieri. (14) o) Regno Unito- La British Cement Association (BCA) è l'associazione che raggruppa i  produttori inglesi di cemento essenzialmente con lo scopo di promuovere e rappresentare gli  interessi dei membri, sviluppare l'impiego del cemento e fornire un certo numero di servizi,  soprattutto tecnici. Prima di assumere questa denominazione in data 1o giugno 1988, BCA era chiamata Cement and Concrete  Association, con compiti puramente tecnici in quanto la rappresentanza degli interessi dei  produttori di cemento era affidata ad un'altra associazione, Cement Makers' Federation. In data 1o  giugno 1988, Cement Makers' Federation è stata sciolta e la rappresentanza degli interessi dei  produttori britannici è stata affidata a Cement and Concrete Association che ha modificato statuto  e denominazione in British Cement Association e ha raggruppato le attività delle due associazioni  precedenti. L'ultimo presidente di Cement Makers' Federation è diventato presidente di British  Cement Association; i membri di Cement Makers' Federation, che erano anche membri di Cement and  Concrete Association, sono diventati membri di British Cement Association. - Blue Circle Industries PLC (Blue Circle) è un gruppo che controlla nel mondo varie società  operanti nella produzione del cemento, del calcestruzzo pronto per l'uso, della commercializzazione  e del trasporto del cemento e del clinker. - The Rugby Group PLC (Rugby) è un gruppo che opera nel settore cemento nel Regno Unito e in  Australia, nel settore trasporti, legname e vetro nonché acciaio. - Castle Cement Ltd (Castle), fa capo al gruppo Aker/Euroc. SEZIONE II CAPITOLO 2Il mercato del cemento6. Il prodotto «cemento grigio» (1) Il termine «cemento» comprende vari leganti che hanno in comune la proprietà di solidificarsi  se mescolati con acqua. Le proprietà del cemento variano a seconda delle quantità di materie prime utilizzate e dei metodi  di produzione prescelti. Tuttavia, tutti i diversi tipi di cemento derivano da un solo prodotto  intermedio chiamato «clinker». (2) Il clinker è ottenuto dalla cottura di una miscela formata da materiali calcarei, quali il  gesso e la calce e prodotti argillosi, quali gli schisti, l'ardesia e la sabbia. (3) Esistono fondamentalmente due procedimenti per la produzione di clinker: la via «umida»,  procedimento tradizionale, e la via «secca». Sostanzialmente i due procedimenti differiscono in  quanto mentre con la via «umida» le materie prime (calcaree e argillose) sono frantumate e  mescolate con aggiunta d'acqua e assumono così forma di pasta prima della cottura in forno, con la  via «secca» la miscelazione si effettua invece profittando dell'umidità presente nelle materie  prime che transitano in sistemi di preriscaldamento, durante e dopo la frantumazione e in seguito  procedendo alla cottura della miscela. Il procedimento «umido» richiede un consumo elevato di energia perché l'acqua aggiunta deve essere  eliminata durante la cottura in forno. Le due principali varianti dei procedimenti «secco» e «umido» sono i procedimenti «semisecco» e  «semiumido» che si fondano essenzialmente sugli stessi principi del procedimento secco  (preriscaldamento prima dell'introduzione nel forno di cottura), ma utilizzano l'aggiunta di una  certa quantità d'acqua. L'abbandono del metodo umido a favore di quello secco, semisecco o semiumido consente un  considerevole risparmio di acqua e di energia e presenta vantaggi ecologici apprezzabili. (4) In quanto prodotto intermedio il clinker non può essere utilizzato come tale in qualità di  legante idraulico perché necessita di un'ulteriore trasformazione. Tuttavia esso può essere, ed è,  oggetto di transazioni commerciali ma tra produttori di cemento i quali, per ragioni diverse,  possono vendere od acquistare questo prodotto intermedio da altri produttori. Quando il clinker è  oggetto di transazioni commerciali, costituisce un prodotto diverso dal cemento e,  conseguentemente, un prodotto col proprio mercato. (5) Per poter ottenere il cemento, il clinker deve essere macinato e mescolato ad altre sostanze  quali gesso, pozzolane naturali, ceneri volanti oppure loppa. (6) La prima grande distinzione da fare tra i vari tipi di cemento è quella basata sulla  percentuale di clinker contenuto nel prodotto finale. I due tipi principali di cemento sono: il  cemento Portland, la cui percentuale di clinker può raggiungere il 95% e i cementi a componenti  secondari (pozzolane, loppa, ecc.), nei quali la percentuale di clinker può scendere fino al 20%. L'impiego dei componenti secondari, sempreché evidentemente questi materiali siano disponibili a  buone condizioni di rifornimento e di prezzo, comporta un importante risparmio energetico. (7) Il cemento è classificabile in base alla sua composizione in varie categorie, tra cui le  principali sono: a) cemento Portland normale e speciale che è il cemento per eccellenza impiegato nell'edilizia e  nel genio civile; b) cemento pozzolanico, formato da clinker e pozzolana o ceneri volanti; c) cemento d'altoforno, formato da clinker e loppa; d) cemento alluminoso, ottenuto da clinker speciale che indurisce rapidamente e resiste agli agenti  aggressivi (ad es. l'acqua di mare). (8) I cementi di maggior utilizzo sono divisi per classi di resistenza in cementi di tipo normale e  cementi ad alta resistenza: il tipo normale comporta, dopo 28 giorni, una resistenza minima alla  compressione che varia da 300 a 350 kg/cm2; il tipo ad alta resistenza comporta una resistenza alla  compressione che va da 425 a 450 kg/cm2 ed anche oltre. (9) Il cemento grigio è un prodotto omogeneo e la concorrenza basata sulla marca non ha  un'importanza determinante. Difatti, sebbene le materie prime utilizzate possano essere diverse da  uno stabilimento all'altro o da un paese all'altro, il prodotto finale deve essere conforme a  standard che corrispondono a caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche che, prima ancora di  essere imposte dalle autorità pubbliche, erano universalmente riconosciute dai produttori.  Pertanto, qualunque sia il tipo di prodotto (comune o speciale, a presa normale o a presa rapida,  ecc.), esso deve sempre possedere le caratteristiche standard richieste e la maggior parte dei  produttori sono in grado di offrire tutti i tipi di cemento. 7. Il prodotto «cemento bianco» (1) Per la produzione di cemento bianco oltre ad impianti di produzione specifici occorre una  qualità di calcare atto alla produzione di clinker bianco molto particolare, e quindi più raro del  calcare utilizzato per il clinker per cemento grigio. Come il cemento grigio, il cemento bianco è ottenuto per macinazione di clinker bianco e aggiunta  di gesso. Il suo colore bianco è misurato e controllato opportunamente perché risponda alla domanda  che, nella maggior parte dei casi, è motivata da ragioni estetiche. Il cemento bianco è di solito un cemento di tipo Portland e, come il cemento grigio, deve possedere  determinate caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche che consentono di assegnarlo a varie  classi di resistenza. (2) Considerato il suo utilizzo e la rarità delle materie prime necessarie, il cemento bianco è  prodotto da un numero molto limitato di fabbricanti; il suo consumo è circa l'1% del consumo di  cemento grigio, il costo è maggiore di quello del cemento grigio e il prezzo di vendita è il doppio  del prezzo del cemento grigio. Il cemento bianco ha un mercato diverso da quello del cemento grigio. 8. Caratteristiche dell'industria(1) L'industria del cemento è un'industria pesante, ad alta  intensità di capitale, che richiede cospicui investimenti. La vita utile media degli impianti è  elevata, da 20 a 30 anni. (2) L'industria del cemento è geograficamente dispersa dato che questo materiale è fabbricato  praticamente in tutto il mondo. Ciò è dovuto in gran parte ai procedimenti tecnici che si possono  utilizzare anche nei paesi meno sviluppati e alla possibilità di reperire agevolmente le materie  prime in loco e a costi relativamente bassi. I cementifici sono generalmente vicini alle loro fonti  di materie prime a causa degli elevati costi di trasporto di questi prodotti pesanti. Un altro  elemento importante è la vicinanza dei cementifici ai consumatori. (3) L'offerta è rigida perché legata, a breve termine, alle capacità produttive esistenti che  richiedono importanti investimenti per un loro ampliamento. (4) Anche la domanda presenta una relativa rigidità rispetto al prezzo. Pertanto la soluzione  classica di diminuire i prezzi in periodo di caduta delle vendite è per i produttori una soluzione  difficilmente praticabile in quanto l'industria del cemento può avere di per sé solo scarsissima  influenza sui fattori che condizionano la domanda, i quali riflettono lo stato generale  dell'economia. Trattasi essenzialmente dei tassi d'interesse, della politica creditizia,  dell'andamento del potere d'acquisto reale, del volume degli investimenti pubblici e della  redditività dei settori commerciali e industriali in generale. L'industria del cemento può  presentare dunque notevoli fluttuazioni in funzione dell'evoluzione dei cicli economici dei paesi. (5) L'industria del cemento possiede le condizioni ideali per realizzare economie di scala: il  procedimento di base è semplice, il prodotto finale è omogeneo, la tecnologia è accessibile a  tutti. Le economie di scala oltre ad avere un'influenza considerevole sui costi fissi e del lavoro,  possono anche incidere sul costo dell'energia, a parità di procedimento di fabbricazione (secco o  umido), in quanto, come si vedrà in seguito, un maggior consumo di energia in una grande unità di  produzione comporta una diminuzione del prezzo unitario. Si è cercato di quantificare le economie  di scala per definire le dimensioni ottimali di uno stabilimento di produzione di cemento (6) e,  nonostante le divergenze tra gli economisti sulla determinazione delle economie di una unità  produttrice di dimensioni ottimali rispetto ad un'altra che non lo è (comprese tuttavia ta il 10 e  il 26% secondo valutazioni diverse), per generale ammissione queste economie sono di estrema  rilevanza per l'industria del cemento. Questa constatazione ha portato l'industria cementiera a ridurre il numero di unità produttive e ad  aumentarne la dimensione media, come illustrato nella tabella 6B proiettata durante l'audizione del  2 marzo 1993 dall'industria italiana. 9. I costi di produzione(1) Nelle loro risposte alla comunicazione degli addebiti e nel corso  dell'audizione le imprese hanno affermato che sostanzialmente la curva dei costi unitari di  produzione è sensibilmente la stessa in tutti i paesi. Sulla base dei dati contenuti nei documenti  citati alle note in calce concernenti i punti 4 e 5, le affermazioni delle imprese non sembrano  corrispondere alla realtà. (2) Sembra anzitutto che sul costo del cemento i costi fissi e i costi variabili abbiano  un'incidenza simile e pari rispettivamente al 50% circa. (3) Tra i costi fissi rientrano gli oneri finanziari che sono diversi da un paese all'altro in  quanto legati ai tassi di interesse che, sull'arco degli anni '80, sono stati molti dissimili nei  vari paesi della CEE. Anche le quote d'ammortamento sono legate ai diversi tassi d'interesse, anche  se meno direttamente degli oneri finanziari. (4) Il costo del lavoro, per una piccola parte imputabile ai costi fissi (manutenzioni) e per la  maggior parte ai costi variabili, presenta nel 1987 il seguente valore medio di costo orario nei  paesi CEE (posto uguale a 100 il dato relativo alla Germania) (7): >SPAZIO PER TABELLA>(5) Anche i prezzi dell'energia elettrica (8) per usi industriali variano da  un paese all'altro e dovunque sono decrescenti in funzione delle quantità consumate. Eurostat  esamina sette classi di consumo comprese tra 30.000 KWh e 24.000.000 KWh. In corrispondenza di  2.000.000 KWh ad esempio ( ma l'analisi delle altre classi di consumo porta a considerazioni  analoghe), si rileva che nel 1985 e nel 1990 i prezzi dell'energia elettrica differiscono  considerevolmente nei singoli paesi (ECU/100 KWh). Le medesime conclusioni valgono anche per altri  anni. >SPAZIO PER TABELLA>(6) La diversità dei costi di produzione porta a prezzi diversi nei singoli  paesi e nelle singole regioni di uno stesso paese quando i prezzi di vendita non sono fissati o  controllati dalle autorità pubbliche. Così le tabelle 7, proiettate durante l'audizione del 2 marzo 1993 dall'industria italiana e  elaborate sulla base di dati Cembureau in allegato 9, illustrano l'andamento dei prezzi nei paesi  CE dal 1981 al 1991 e confermano che tra i prezzi del Regno Unito e i prezzi tedeschi, francesi e  belgi vi era, nel 1981, una differenza di circa 30 ECU per tonnellata (il prezzo inglese era di  circa 70 ECU) e, nel 1991, da 15 a 20 ECU per tonnellata; che la differenza di prezzo tra Francia,  Belgio e Germania, quasi nulla nel 1981, è aumentata progressivamente a partire dal 1982 fino a  raggiungere, nel 1986, circa 12 ECU per tonnellata e ridiscendere, nel 1991, a circa 7 ECU; che la  differenza di prezzo tra Italia e Regno Unito è rimasta sempre enorme (circa 30 ECU); che i prezzi  italiani sono rimasti sempre inferiori ai prezzi francesi di almeno il 20% e dei prezzi tedeschi di  almeno il 35%. Queste differenze di prezzo tra i diversi paesi sono state confermate nelle riunioni degli Head  Delegates di Cembureau. (cfr. infra par. 19). Nei paesi dove non esisteva o ha cessato di esistere il controllo dei prezzi, i produttori  pubblicano i prezzi per ciascuno stabilimento, prezzi che possono essere però diversi visto che per  questi paesi (ad es. Germania, Francia, Spagna) le associazioni nazionali comunicano a Cembureau le  medie dei prezzi. 10. Il costo del trasporto(1) Il costo del trasporto è un elemento importante per determinare il  prezzo finale all'utente, in quanto il cemento è un prodotto pesante e di poco valore rispetto al  suo peso. Una prima constatazione suggerisce che il costo unitario di trasporto su strada per tonnellata  diminuisce via via che aumenta la distanza. Infatti, posto uguale a 100 il costo per la distanza  tra 150 e 499 km, esso diviene ± 80 per la distanza tra 500 e 1499 km e ± 65 per una distanza  maggiore. Per il 1989, in valore assoluto, per il 1o intervallo il costo va da un minimo di 0,06  ECU/t/km a un massimo di 0,08 ECU/t/km, per il 2o intervallo dal minimo di 0,05 ECU/t/km al massimo  di 0,07 ECU/t/km, per il 3o intervallo dal minimo di 0,04 ECU/t/km al massimo di 0,06 ECU/t/km  (9). Una seconda constatazione evidenzia che per gli anni dal 1982 al 1988 l'indice dei prezzi ha avuto  andamento diverso nei vari paesi (10). Infatti, posto uguale a 100 l'indice per il 1982 (indice che  corrisponde a valori assoluti diversi nei singoli paesi), nel 1988 la Germania presenta un valore  di 122, la Francia di 109,8, l'Italia di 115, i Paesi Bassi di 108,7 e il Belgio-Lussemburgo di  117,8. I costi unitari di trasporto via mare sono molto meno elevati di quelli su strada; tuttavia, a  questi costi unitari più bassi rispetto al trasporto su strada bisogna aggiungere il costo  rappresentato dall'installazione di sili nel luogo di scarico. (2) I tre metodi principali per aggiungere i costi di trasporto al costo di produzione al fine di  stabilire il prezzo che l'utilizzatore deve pagare sono i seguenti (11). (3) a) Il metodo dei punti-base («Basing Points System»)«La vendita su un punto-base implica che  il prezzo franco destino è uguale a un prezzo base al quale viene aggiunto un costo di trasporto  fino al luogo di consegna calcolato a partire da un punto-base prefissato e non necessariamente a  partire dal luogo dove si trova lo stabilimento del venditore.» (Phlips, p. 10) (12). La scelta può  basarsi su più punti-base: in questo caso il sistema è denominato «a punti-base multipli». Proscritto negli Stati Uniti dopo gli anni quaranta, questo sistema è contemplato ufficialmente  dall'articolo 60 del Trattato CECA. (Phlips, p. 15). «Questo sistema richiede un accordo fra i produttori sul metodo di calcolare i costi di trasporto,  . . ., sul modo di fissare e cambiare i prezzi base (ad esempio un comitato esterno che sulla base  dei costi medi di produzione fissa i nuovi prezzi base, oppure un sistema di price-leadership  riconosciuto da tutti, ecc.) e naturalmente le località scelte come punti-base. L'aerea coperta  dall'accordo è delineata, diciamo, appunto  in cerchi concentrici attorno a ciascun punto-base  cosicché, data la distanza fra il punto base e l'acquirente e dato il prezzo base, è possibile per  chiunque dire immediatamente quale sarà il prezzo finale per ogni acquirente. . . . Pertanto questo  sistema permette al singolo produttore di individuare immediatamente l'area di espansione delle sue  vendite solo guardando la mappa, graduata in relazione ai punti-base concordati. Questo sistema  regola pertanto la ripartizione dei mercati fra i produttori perché specifica la massima distanza a  cui è possibile per un produttore vendere senza dover assorbire almeno parte dei costi di trasporto  e quindi anche la massima distanza oltre la quale l'assorbimento dei costi di trasporto assorbe  tutto il margine di profitto.» (Bianchi, p. 30) (13). 4) b) Il metodo del prezzo franco consegna per zone«Viene applicato un prezzo franco destino  uniforme su tutto un territorio. Quando il costo di trasporto unitario è relativamente alto e la  domanda è concentrata in luoghi diversi, possono essere previste varie zone. All'interno di ogni  zona si applica un prezzo franco consegna unico per tutti i punti di consegna. . . Tra le zone  viene mantenuta una differenza di prezzo rigida e questo comporta per gli acquirenti il divieto di  acquistare o di rivendere in una zona diversa da quella in cui essi sono localizzati (o che è loro  assegnata). E' pertanto necessario un controllo rigoroso delle spedizioni. Il mezzo più semplice  per realizzare tale controllo consiste nel vietare agli acquirenti di provvedere direttamente al  trasporto. Tuttavia un tale divieto non è indispensabile: può essere sufficiente esigere il  pagamento del prezzo 'franco destino'(. . .) valido nella zona dell'acquirente, anche se questi si  rifornisce in un'altra zona. In questo caso, per eliminare le possibilità di arbitraggio, le  differenze di prezzo tra le zone non possono superare i costi di trasporto verso i centri di  consumo principali. All'interno delle zone, anche il divieto di consegnare franco stabilimento  garantisce il valido funzionamento del sistema. Anche qui è peraltro possibile temperare le regole  fino ad ammettere il rimborso (spesso parziale) delle spese di trasporto in caso di consegna franco  stabilimento, ma questo presuppone che la categoria rivenditori sia estremamente disciplinata, sia  esercitato un controllo rigoroso delle destinazioni e delle tariffe corrispondenti ai reali costi  di trasporto» (Phlips, pp. 9-10) (14). «Nel caso di un sistema di prezzo per zone la situazione è chiara e indiscutibile: questo sistema è  possibile soltanto se un mercato geografico è compartimentato in zone, per intesa tacita o  esplicita di ripartizione regionale. Dal punto di vista della concorrenza dei prezzi, la logica del  sistema è evidente: da un lato, esso esclude qualsiasi concorrenza tanto a livello della produzione  che a quello della commercializzazione; dall'altro lato, toglie agli acquirenti qualsiasi interesse  a rifornirsi da un produttore più vicino.» (Phlips, pag.14) (15). (5) c) Il metodo dei prezzi franco stabilimento (FOB)Secondo questo metodo, «i produttori quotano  un prezzo franco stabilimento al quale gli acquirenti hanno la possibilità di acquistare, fermo  restando che provvederanno al trasporto a loro spese o, se preferiscono che se ne incarichi il  produttore, al prezzo franco stabilimento sarà aggiunto il costo effettivo di trasporto. Comunque,  il prezzo netto al produttore è lo stesso, a prescindere dalle destinazioni, mentre il prezzo  franco destino è uguale, in qualsiasi punto di consegna, al prezzo franco stabilimento sommato al  costo reale di trasporto. In un tale sistema il prezzo franco destino aumenta via via che il luogo  di consegna si allontana dallo stabilimento o dall'unità di produzione. Ogni unità dispone pertanto  di un 'mercato naturale' nel quale i suoi prodotti hanno un prezzo franco destino inferiore a  quello delle unità di produzione concorrenti.» (Phlips, p. 12) (16). Il metodo consente due varianti. Nella prima variante il prezzo franco stabilimento è uniforme per tutti i produttori. «I prezzi FOB  uniformi si incontrano tanto in presenza di cartelli organizzati, quanto in caso di collusione  tacita, come il sistema dei punti base. La trasparenza del mercato è minore in caso di prezzo  franco destino, in quanto gli acquirenti utilizzano mezzi di trasporto propri, è completa in caso  di prezzi franco stabilimento. Il fatto di evitare prezzi allineati isola ciascuna unità di  produzione nel proprio mercato naturale, il fatto di applicare un'intesa tacita sui prezzi è  altrettanto efficace. La scelta tra le due formule dipenderà in particolar modo dalla stabilità  della domanda sotto il profilo geografico. Se essa presenta andamento parallelo nelle diverse aree  del mercato, il sistema FOB è il più semplice. Ogni mercato naturale si sviluppa allo stesso ritmo  ed è sufficiente mantenere il mercato naturale del singolo produttore per salvaguardare le  rispettive quote di mercato . . . In caso di sgraditi spostamenti dei confini naturali, ad esempio perché è possibile ricorrere a  nuovi mezzi di trasporto, resta possibile correggere le quotazioni adattando opportunamente i  divari tra prezzi franco stabilimento. Viceversa, in caso di frequenti e importanti spostamenti  regionali della domanda, è assolutamente necessario il ricorso all'allineamento dei prezzi e,  dunque, al sistema dei punti base. Solo così, infatti, una unità produttiva che registra una  flessione della sua domanda può mantenere la propria quota di mercato grazie a consegne in regioni  in espansione senza pregiudizio della struttura dei prezzi.« (Phlips, pp. 17-18) (17). L'altra variante del metodo consiste in un prezzo franco stabilimento che non è uniforme per un  certo numero di produttori ma specifico di ciascuno di essi. In questo caso ciascun produttore ha  un «mercato naturale» la cui estensione tuttavia non è definita dall'uniformità dei prezzi franco  stabilimento degli altri produttori, ma dipende esclusivamente da fattori indipendenti da un  comportamento collusivo. Infatti, se il produttore abbassa il proprio prezzo franco stabilimento  perché è riuscito a ridurre i propri costi di produzione grazie a una migliore utilizzazione degli  impianti o ad innovazioni che migliorano le rese, il suo «mercato naturale» si amplia ed egli è in  grado di invadere i «mercati naturali» di altri produttori. Anche la miglior localizzazione dello  stabilimento rispetto a quelli dei concorrenti e le innovazioni tecnologiche applicate ai mezzi di  trasporto possono ampliare il mercato naturale. (Cfr. Bianchi, p. 29). 11. Il mercato(1) Dal punto di vista dei prodotti, il cemento grigio, il cemento bianco e il  clinker costituiscono mercati separati in quanto ciascuno di questi prodotti risponde ad esigenze  diverse. Tuttavia bisogna considerare il fatto che il clinker può influenzare gli altri due mercati essendo  il prodotto intermedio indispensabile per fabbricare il cemento grigio e il cemento bianco. (2) Dal punto di vista geografico, il mercato del cemento può essere considerato come un insieme di  mercati facenti perno attorno a stabilimenti diversi e sovrapposti gli uni agli altri tanto da  coprire tutta l'Europa. (3) L'estensione di ciascun mercato così come l'entità delle zone comuni dei mercati è funzione  della distanza, rispetto allo stabilimento, alla quale può essere venduto il cemento. I produttori  non sono d'accordo sull'entità di tale distanza in quanto alcuni di essi hanno indicato durante  l'audizione un massimo di 100 km (associazione italiana AITEC, tabella 4: Oficemen, grafico 2)  mentre altri sono arrivati fino a 150 o 200 km (SFIC, lucido 14). Se i produttori non sono unanimi sulla distanza che il cemento può percorrere sotto il profilo  della convenienza economica, la Commissione da parte sua non è in grado di determinare tale  distanza perché deve limitarsi a constatare i fatti. In considerazione di quanto detto in precedenza sulle economie di scala, sui costi di produzione,  sui costi di trasporto e sui metodi per sommare i costi di trasporto al costo, è lecito affermare  in linea generale che, in un sistema di concorrenza, la distanza che il cemento può percorrere è  funzione di vari fattori quali la dimensione dello stabilimento di produzione, il grado di  utilizzazione della capacità di produzione, i costi di produzione, il mezzo di trasporto e il  relativo costo, i prezzi praticati sui diversi mercati. (4) I fatti che la Commissione deve constatare sono i seguenti: Schwenk, che ha i suoi stabilimenti  di produzione a Ulm e Karlstadt, vende cemento tramite NCH percorrendo fino alla frontiera olandese  più di 500 km ai quali si devono ancora aggiungere i kilometri percorsi nei Paesi Bassi per  raggiungere gli acquirenti; Teutonia, partendo dal suo stabilimento di Hannover, vende cemento nei  Paesi Bassi tramite NCH, trasportandolo su strada e percorrendo fino alla frontiera olandese tra i  224-264 km (a seconda se la consegna è per il Nord o per il Sud dei Paesi Bassi), ai quali si  devono ancora aggiungere i kilometri da percorrere all'interno dei Paesi Bassi per la consegna agli  acquirenti; i produttori del nord della Francia hanno venduto cemento, tramite il rivenditore  Norcim, ai Paesi Bassi e dai Paesi Bassi in Belgio percorrendo su strada più di 250 km (cfr.: nota  interna di Vicat dell'1 settembre 1982, nota manoscritta di Obourg del 1985, telex di Vicat del 4  aprile 1986, verbale di Norcim del 27 novembre 1985: documenti 33126/6042-6043, 309-310, 6040,  5747-5748); i produttori belgi hanno sostenuto di avere grandi difficoltà a vendere in Francia a  causa dei costi di attesa alla dogana, delle diversità delle norme nazionali relative ai pesi e  delle regolamentazioni, ecc. (cfr. verbale dell'audizione dell'8 marzo 1993, allegato VII/B, pagg.  7-8 e allegato VIII) e dalla testata finanziaria belga «L'Echo de la Bourse» del 18 novembre 1922  si è appreso che da quando Ciments Français ha acquistato CCB «saranno prodotte quest'anno un  milione di tonnellate supplementari per soddisfare la domanda francese (fino alla regione di  Parigi), dopo la recente chiusura di tre unità installate nel nord della Francia e anch'esse di  proprietà di Ciments Français. Questo cemento, destinato alla Francia, viene inoltrato da una linea  ferrata installata nello stabilimento stesso di CCB dove la società dispone di otto sili di  stoccaggio da 5.000 t ciascuno» (18): se ne deduce che è dunque possibile sostenere i costi di  attraversamento della frontiera, percorrere più di 200 km e sostenere altresì gli oneri  supplementari di stoccaggio. (5) Gli ostacoli naturali, come le montagne, non impediscono le consegne di cemento tanto che Buzzi  attraversa le Alpi e consegna in Francia dal suo stabilimento presso Cuneo, mentre Italcementi, che  ha pure uno stabilimento presso Cuneo, dichiara, al pari dei produttori francesi al di là della  frontiera, di non avere margini sufficienti per consegnare oltre frontiera. Secondo le note delle  riunioni degli Head Delegates (cfr. infra par. 19) dalla Germania e dalla Spagna è possibile  consegnare nel Regno Unito e in Irlanda, così come i produttori italiani attraversano le Alpi e  consegnano in Svizzera. Le consegne dei produttori greci in Gran Bretagna e in Italia e la minaccia di approvvigionare  altri mercati europei hanno dato origine al cosiddetto «problema greco»; Titan ha potuto installare  un terminal per consegnare stabilmente cemento nel Regno Unito e con altri produttori greci ha  installato teste di ponte in Italia e in Francia. (6) Tali fatti e la debolezza degli scambi intracomunitari rispetto al consumo, dovuti secondo Blue  Circle anche alla circostanza che le esportazioni non garantirebbero margini adeguati a lungo  termine, permettono di osservare che la debolezza delle esportazioni non basta a dimostrare  l'impossibilità di procedere ad esportazioni di maggiore entità. Se è vero che il cemento, prodotto ponderoso con scarso valore aggiunto, si presta di per sè  difficilmente a trasporti di lunga distanza, è altrettanto vero che non esiste alcuna regola  generale per i limiti economici del trasporto di tale prodotto. La distanza del trasporto economicamente accettabile dipende infatti dai costi di produzione di  ciascuna fabbrica delle economie di scala ottenuta in seguito a concentrazioni e dai mezzi di  trasporto impiegati (strada, rotaia, via fluviale o marittima). Peraltro, essendo il cemento un prodotto comune e intercambiabile, qualsiasi offerta del prodotto,  anche in scarsa quantità, ad un prezzo leggermente inferiore al prezzo proposto da un produttore  locale determina, a causa del suo effetto pubblicitario, conseguenze perturbatrici sul livello dei  prezzi o delle transazioni commerciali, perchè gli acquirenti differiscono per quanto possibile gli  acquisti o fanno pressione sui produttori locali al fine di ottenere l'allineamento dei prezzi, in  modo da creare gli effetti descritti al punto (7). Le osservazioni relative alla debolezza delle esportazioni non sono significative in quanto, al  fine di realizzare esportazioni regolari e di notevole entità, l'esportatore deve assicurarsi che  il prezzo che spunta sul mercato d'esportazione sia sempre più alto del prezzo sul proprio mercato.  Così, come detto al par. 9, dopo il 1981 le differenze sono andate dal 10% al 15 o 20% (tra Francia  e Germania, tra Germania, Paesi Bassi e Belgio, tra Francia e Italia, tra Germania e Regno Unito)  al 30% (tra Germania e Italia, tra Spagna, Portogallo e Germania), al 50% (tra Italia e Regno  Unito, tra Spagna, Portogallo e Regno Unito) e perfino al 100% (tra Grecia e Regno Unito) (cfr. in  proposito le tabelle 7 proiettate durante l'audizione del 2 marzo 1993 dall'industria italiana).  Queste differenze di prezzo constatate su un lungo periodo sono tali da soddisfare l'attesa di un  profitto durevole da parte degli esportatori. L'ultima osservazione riguarda l'esistenza di  oligopoli sui diversi mercati e di conseguenza il fatto che ogni singolo operatore, prima di  decidere di affacciarsi sul mercato di un altro, deve tener conto delle reazioni dei concorrenti e  delle eventuali loro misure di ritorsione. Senza voler entrare nella teoria dei giochi e nel  «dilemma del prigioniero», si può osservare che non è affatto sicuro che, restando sul proprio  mercato, ogni operatore guadagni di più, perché secondo la teoria dei giochi un soggetto decide di  invadere il mercato degli altri e di rischiare la ritorsione quando ritenga che i propri vantaggi  sul lungo periodo sono superiori se è presente su vari mercati piuttosto che su uno solo. Inoltre,  non è semplice dare una soluzione matematica in caso di oligopolio perché esistono molti elementi  d'incertezza che entrano in linea di conto oltre alle possibili ritorsioni dell'uno o dell'altro  oligopolista. L'esistenza di mercati geografici separati non è determinante per impedire la concorrenza tra i  produttori dei mercati vicini. (7) La interpenetrazione dei mercati li rende interdipendenti e qualsiasi azione su un dato mercato  rischia di propagarsi come un'onda nei mercati più lontani come provano i seguenti fatti. Le  riunioni degli Head Delegates di Cembureau (cfr. infra par. 19), nelle quali è dunque riunita tutta  l'industria europea e anche i produttori non direttamente interessati al momento dei fatti, sono  state convocate per evitare che il fenomeno degli scambi intracomunitari si allargasse sia in  termini di volume che di gravità e per consigliare di ridurre le differenze di prezzo tra i mercati  al fine di limitare le tentazioni di esportare. Gli accordi tra produttori greci e spagnoli  all'interno di Cement Marketing Association sono stati considerati fondamentali per l'equilibrio in  Europa. La reazione alle esportazioni greche nel Regno Unito e in Italia è stata una reazione  collettiva dell'industria europea che ha ritenuto la cooperazione tra tutti i produttori europei  essenziale per tutelarne la stabilità globale e non solo quella dei paesi minacciati. Ne consegue che l'Europa costituisce il mercato di cui trattasi, formato da un insieme di mercati  contigui e interdipendenti. 12. L'offerta(1) La CE è il più grande produttore mondiale di cemento. Le sue capacità produttive  ammontano a circa 220 Mio di t mentre il suo consumo, nell'anno migliore, non ha superaro i 180 Mio  di t (19). La CE soffre strutturalmente di sovraccapacità produttiva e anche di sovrapproduzioni:  ad eccezione dei Paesi Bassi, le capacità sono eccedentarie in tutti i paesi e nel Regno Unito tali  esuberi si presentano con andamento ciclico. Le esportazioni sono sempre state superiori alle  importazioni: la CE è quindi esportatore netto. (2) Il tasso di crescita annuo dell'industria del cemento in Europa è stato tra il 1965 e il 1981  del 3,6%. Dopo il 1981, l'industria cementizia europea ha risentito della sfavorevole congiuntura  economica e in particolare della crisi dell'edilizia. Di fronte alle difficoltà del mercato i  cementieri hanno seguito strategie industriali più o meno simili: aggiustamento dei fattori di  produzione, sia riducendo le capacità produttive in esubero sia riducendo la forza lavoro;  adeguamento del processo di produzione convertendo da un lato i forni all'impiego di combustibili  meno costosi e dall'altro allargando l'impiego delle vie secca, semisecca o semiumida; iniziative  volte ad aumentare il ricorso ai componenti secondari nella fabbricazione del cemento;  diversificazione geografica dei mercati sia accrescendo le esportazioni soprattutto verso i paesi  terzi, sia incorporando imprese cementizie del Nordamerica. Dal 1987 la congiuntura economica è stata più dinamica e la produzione cementizia è aumentata ad un  ritmo annuo superiore al 3% per diminuire ancora una volta a partire dal 1991. (3) L'industria del cemento è un'industria pesante, assai concentrata a livello regionale e persino  mondiale. Le tendenze alla concentrazione sono forti, in gran parte a causa degli elevati costi  d'investimento, e sono proseguite fino all'anno 1993 (circa il controllo delle diverse imprese,  cfr. supra par. 5). I primi gruppi cementieri del mondo sono europei. Holderbank, Lafarge-Coppée, Ciments Français,  Italcementi, Blue Circle, Heidelberger controllano da soli il 20% circa dell'offerta mondiale di  cemento. Se si considera la Comunità nel suo insieme, i sei gruppi precedentemente citati (cinque a partire  dal 1992 dopo il riacquisto di Ciments Français da parte di Italcementi) controllano da soli il 45%  circa dell'offerta di cemento; se invece si esamina l'offerta a livello di ciascuno Stato membro,  si constata che l'oligopolio è ancora più stretto. Infatti in Danimarca, Irlanda, Lussemburgo e  Paesi Bassi rimane un solo produttore per paese; in Belgio CBR (dal 1993 Heidelberger) e Holderbank  controllano l'80% dell'offerta; in Francia Lafarge e Ciments Français (dal 1992 Italcementi)  controllano il 77% dell'offerta; in Germania Heidelberger, Dyckerhoff, Schwenk controllano il 60%  circa dell'offerta; in Italia Italcementi, Unicem e Cementir detengono più del 60% del mercato; nel  Regno Unito tre produttori (Blue Circle, Rugby e Castle) si dividono la quasi totalità  dell'offerta; in Portogallo due produttori (Cimpor e Secil) controllano la quasi totalità  dell'offerta; in Spagna quattro gruppi, Valenciana, Asland, (dal 1990 Lafarge), Holderbank e  Uniland, controllano tra il 50 e il 60% dell'offerta. (4) La maggior parte dei cementieri europei si è adoperata per diversificare il rischio operativo  insediandosi fuori dall'Europa e recentemente nei paesi dell'Europa dell'Est; negli Stati Uniti  gran parte dell'offerta è controllata da gruppi europei. (5) Le società europee del cemento sono per la maggior parte integrate verticalmente. Infatti,  oltre a controllare a monte le fonti di materie prime, possiedono a valle molte imprese di  calcestruzzo e di prodotti derivati prefabbricati, che utilizzano perciò cemento, e controllano  spesso, direttamente o indirettamente, imprese di trasporto di cemento. Tutto ciò consente loro di  incidere sull'andamento della domanda. (6) Alcune grandi società (Holderbank, Blue Circle, Titan, Heracles, Aker/Euroc, Lafarge,  Asland-Uniland-LACSA-Molins), da sole o nel quadro di associazioni, sono inoltre attive nel  commercio internazionale del cemento, che interessa in genere soprattutto i paesi terzi. 13. La domanda(1) Le tendenze nel consumo del cemento sono determinate da un lato dal volume delle  costruzioni e dall'altro dalla posizione che occupano il cemento e i prodotti derivati  (calcestruzzo pronto per l'uso, prodotti in cemento precompresso) tra le materie prime utilizzate  nelle costruzioni. Nonostante il grandissimo impiego di prodotti prefabbricati in calcestruzzo, l'incidenza del  cemento sul costo delle costruzioni è molto limitata. (2) Come detto, la domanda, considerata la limitata incidenza del prezzo del cemento sul costo  delle costruzioni, è poco sensibile alle variazioni di prezzo. (3) A seguito dell'evoluzione delle tecniche di costruzione, l'utilizzo diretto del cemento ha  subito una flessione. Attualmente, i clienti principali dei cementifici sono le industrie di  calcestruzzo pronto all'uso che acquistano il 45% circa del cemento consumato nella CE. Altri  clienti importanti sono i fabbricanti di prodotti in cemento precompresso e di altri elementi da  costruzione che assorbono il 30% circa del cemento consumato in tutta la CE. Il consumatore finale  è di solito l'industria delle costruzioni sempre più sollecitata dall'industria cementiera ad  utilizzare il cemento in altre applicazioni, quali la costruzione di autostrade, e i prodotti in  cemento precompresso in sostituzione di prodotti tradizionali, quali il marmo o le pietre naturali,  l'acciaio e il legno. 14. I flussi commercialiCome già detto, la CE è esportatore netto. Gran parte delle esportazioni è  destinata a diversi paesi terzi, specialmente paesi del Nordamerica, del Medio Oriente e  dell'Africa. L'industria di tutti gli Stati membri contribuisce in misura diversa alle  esportazioni, compresi i produttori dei Paesi Bassi, ancorché tale paese sia importatore netto di  cemento, attraverso le commissioni esportazione che raggruppano i grandi esportatori e i vari  paesi. I prezzi realizzati all'esportazione sono in genere inferiori ai prezzi in vigore nei  diversi paesi della CE, come si può constatare dai documenti di queste commissioni (cfr. infra cap.  6). I flussi intracomunitari, molto limitati prima del 1985, sono andati aumentando e sono più che  raddoppiati all'inizio degli anni '90 rispetto alla metà degli anni '80 nonostante il fatto che in  vari paesi, nei quali esistevano da tempo norme sull'utilizzo del cemento, siano stati introdotti  dal 1986 taluni ostacoli amministrativi, quali la procedura d'omologazione. SEZIONE IIILe organizzazioni internazionali dei cementieri CAPITOLO 3Cembureau15. Oggetto  sociale e struttura di Cembureau(1) Cembureau - Associazione europea del cemento - è  un'associazione fondata nel 1947 con sede a Malmoe, in Svezia, e uffici amministrativi prima a  Parigi e dal 1o ottobre 1988 a Bruxelles. Secondo l'articolo 3 dello statuto in vigore fino al 6 giugno 1989, «gli scopi dell'associazione  sono essenzialmente: 1. lo scambio d' informazioni fra i membri2. la rilevazione di statistiche e altre informazioni3.  lo studio delle questioni economiche4. la cooperazione in materia di sviluppo del mercato  (promozione)5. la cooperazione nei campi tecnici e nei campi industriali collegati6. il ruolo di  centro informazioni per quanto riguarda l'industria cementiera.» (20)Lo statuto adottato il 6  giugno 1989 ha modificato come segue i punti 3 e 5 dell'articolo 3 e ha aggiunto una lettera b)  dopo il punto 6: «3. lo studio dei fattori di sviluppo dell'industria cementiera» «5. la rappresentanza dei membri a livello europeo e a livello internazionale» «b) Le attività di Cembureau potranno essere esercitate dall'associazione stessa o da qualsiasi  entità giuridica nella quale Cembureau detenga una partecipazione che gliene garantisca il  controllo». (21)(2) L'articolo 4 del precedente statuto, ripreso nel nuovo con piccole modifiche,  prevede: «I cementieri (secondo il nuovo statuto: &lang;le industrie cementiere&rang;) di diversi  paesi che, a titolo individuale o tramite organizzazioni nazionali, hanno espresso il desiderio di  partecipare alle attività dell'associazione e alla realizzazione degli obiettivi di cui al  precedente articolo 3, possono diventare membri dell'associazione. Potranno essere ammessi nuovi  membri previo benestare unanime dell'assemblea generale» (secondo il nuovo statuto: «Potranno  essere ammessi nuovi membri previo accordo dell'assemblea generale che delibera all'unanimità»)  (22). I membri di Cembureau erano all'epoca dei fatti e sono tuttora: - per il Belgio: Fédération de l'Industrie Cimentière; - per la Danimarca: Aalborg Portland; - per la Francia: Syndicat Français de l'Industrie Cimentière (denominazione precedente: Syndicat  National des Fabricants de Ciments et de Chaux); - per la Germania: Bundesverband der Deutschen Zementindustrie; - per la Grecia: Association of the Greek Cement Industry; - per l'Irlanda: Irish Cement Ltd; - per l'Italia: Italcementi, Unicem e Cementir; - per il Lussemburgo: S.A. des Ciments Luxembourgeois; - per i Paesi Bassi: Vereniging Nederlandse Cement-Industrie; - er il Portogallo: ATIC - Associaçao Tecnica da Industria do Cimento; - per la Spagna: OFICEMEN - Agrupación de Fabricantes de Cemento de España; - per il Regno Unito: dal 1988, British Cement Association che ha raggruppato le attività di Cement  and Concrete Association e Cement Makers' Federation ormai sciolte, l'ultima delle quali era stata  membro di Cembureau fino al suo scioglimento in data 1o giugno 1988. Inoltre aderivano e aderiscono tuttora a Cembureau le associazioni o le industrie cementiere di  altri sette paesi terzi (Austria, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Svizzera, Turchia). (3) Secondo il precedente statuto gli organi dell'associazione erano: l'assemblea generale, il  comitato esecutivo, il gruppo di coordinamento per la promozione e le attività tecniche, il  comitato per le questioni economiche, il comitato di collegamento delle industrie cementiere della  Comunità europea, i comitati permanenti nominati conformemente all'articolo 11, il segretariato. Il nuovo statuto prevede gli organi seguenti: l'assemblea generale, il consiglio di sorveglianza,  l'ufficio esecutivo, il comitato di collegamento delle industrie cementiere della Comunità auropea,  i comitati permanenti nominati conformemente all'articolo 12, il segretariato. (4) Secondo l'articolo 6, 1o comma, del precedente e del nuovo statuto «Il potere decisionale dei  membri per quanto riguarda le attività dell'associazione viene esercitato in seno all'assemblea  generale che è costituita da rappresentanti designati dai membri. Prima di ogni riunione  dell'assemblea generale, i membri nominano un rappresentante del proprio paese che esercita il  diritto di voto conformemente all'articolo 8».PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0815.1I rappresentanti dei membri che esercitano il diritto di voto all'assemblea generale sono chiamati  «Head Delegates». Il termine non figura nel precedente statuto mentre compare nel nuovo  all'articolo 9: «Il Consiglio di sorveglianza dell'associazione è composto da un Presidente e 19  Head Delegates dei paesi membri. . .». Tuttavia l'organigramma ufficiale di Cembureau del luglio  1988, pubblicato quindi quando era in vigore il precedente statuto, elenca nell'ordine, da p. 53 a  p. 65, i seguenti «comitati»: comitato esecutivo, Head Delegates, gruppo di coordinamento, comitato  di collegamento delle industrie cementiere della Comunità europea, comitato per le questioni  economiche, comitato per il mercato, comitato tecnico, responsabili per l'informazione. Nella sua memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, p. 7, Cembureau afferma: I.2 . . .  Gli «Head Delegates» non hanno nè esistenza statutaria nè poteri statutari. Cembureau è  essenzialmente un'associazione di categoria che raggruppa varie associazioni nazionali». «I.3 Gli $lang;Head Delegates&rang;. Come per i rappresentanti dei governi in organismi internazionali e nonostante il fatto che la  designazione $lang;Head Delegates&rang; non sia statutaria (V.I.2), è stata nominata una persona  che esercita il diritto di voto in seno all'assemblea generale (Head Delegate); di queste persone  Cembureau tiene un elenco aggiornato.» «Dal 1983 al 1985 i servizi di Cembureau hanno collaborato mediante prestazioni di segreteria  quando veniva loro chiesto di organizzare riunioni di persone che erano designate come Head  Delegates». «Cembureau non è in grado di commentare le riunioni dopo il 1985 in quanto non ha avuto  assolutamente più niente a che vedere con queste riunioni.» (23)(5) L'articolo 12 del precedente  statuto e l'articolo 13 del nuovo, («Segretariato»), prevede che, qualora nessuno dei direttori  abbia domicilio in Svezia, venga nominato un vicedirettore di nazionalità svedese e domiciliato in  Svezia, in qualità di amministratore di Cembureau, in modo che il consiglio di amministrazione  dell'associazione possa essere riconosciuto dalla legislazione svedese. (6) Secondo il precedente statuto i contributi dei membri sono commisurati alle loro produzioni,  mentre il nuovo li collega alle rispettive vendite di cemento, escluso il cemento bianco. 16. Circolazione d'informazioni sui prezzi tra i membri di Cembureau(1) Secondo quanto risulta  alla Commissione, Cembureau ha cominciato ad interessarsi ai prezzi del cemento almeno a partire  dal 1978. All'inizio, almeno secondo la circolare EC 1/1981 (doc. 33126/3241-3242) che si richiama  alla circolare EC 7/78, Cembureau ha preparato e distribuito studi sulle differenze di prezzo tra  il cemento in sacchi e il cemento sfuso nei paesi membri. In seguito il campo di attività di  Cembureau si è ampliato di modo che, sulla base dei documenti disponibili, si può distinguere la  circolazione d'informazioni puntuali in occasione di riunioni e la circolazione d'informazioni  periodiche. a) Circolazione d'informazioni in occasione di riunioni(2) - Una nota manoscritta intitolata  «Preparazione alla riunione degli Head Delegates del 14 gennaio 1983» dice (doc. 33126/11590, cfr.  anche doc. 33126/11561-11562): «1. Importazioni dall'Europa dell'Est(M) 1.1 Inviare tabella a tutti i membri che la richiedano -  stime 1982 - correzioni - aggiunte(HD) 1.2 Domandare informazioni sui prezzi CIF ai punti di  entrata2. Scambi commerciali intraeuropei2.1 Il segretariato deve compilare i dati esistenti per  il 1979-1981(M) 2.2 I membri devono fornire le stime per i restanti mesi del 19822.3 Il  segretariato deve compilare gli elenchi dei prezzi ufficiali - franco fabbrica, (reali o stimati)  per il cemento Portland comune e/o il cemento principale3. Mercati mondiali del cemento(HD) 3.1  Chiedere informazioni sui prezzi di esportazione dei membri3.2 Chiedere informazioni sui prezzi  CIF nei paesi vicini all'Europa». (24)(3) Un'altra nota manoscritta (doc. 33126/11592) inclusa tra  i documenti relativi alla riunione degli Head Delegates del 14 gennaio 1983, dice: «(A) Franco fabbrica - Reale - Stimato (Cembureau)- (i) Portland puro - (problema della Francia)-  (ii) Cemento superiore- (iii) Informazioni su sconti non possibili. Per gli sconti è necessaria  una speciale indagine(Tipi diversi - Clausole)(B) Prezzi all'esportazione. Informazioni non  ufficiali - Possibili attraverso il Gruppo esportazioni(C) Prezzi mondiali. Selezione dei prezzi  disponibili. Possiamo aggiornare(D) Prezzi agli scambi intraeuropei. Si possono ottenere tuttavia  alcune informazioni informali con l'autorizzazione del comitato esecutivo.» (25)(4) Un'altra nota  manoscritta (doc. 33126/11614), inclusa nei documenti relativi alla riunione degli Head Delegates  del 14 gennaio 1983, dice: >SPAZIO PER TABELLA> (26)(5) Alla riunione degli Head Delegates del 30 maggio 1983 è stata  distribuita una tabella contenente i «Prezzi nazionali (al netto delle imposte» dei paesi membri di  Cembureau. Questa tabella contiene i seguenti tipi di dati (doc. 33126/11599): >SPAZIO PER TABELLA>Tassi: 4 gennaio 83 e 12 gennaio 83 per la Greciaa) Nuovo cemento,  sostituisce P.30. Media mensile luglio-dicembre 1982. Prezzo franco fabbrica stimato da  Cembureaub) Media per tutto il paese. Media Sud: 300 - Media Nord: 270 (escluso sconto)c) Regione  di Atene. *: imposte compresed) Prezzo massimo: 305 - minimo: 250. (27)(6) Alla riunione degli  Head Delegates del 19 marzo 1984 (cfr. doc. 33126/11714) è stata distribuita, per la discussione,  una tabella sulla situazione dei prezzi in Europa alla fine del 1983, corredata di una nota  esplicativa in inglese e francese (doc. 33126/11715 e 11717), che dice: «Livello dei prezzi del cemento nei paesi membri al 31 dicembre 83Come l'anno scorso, queste  informazioni sono desumibili dal grafico allegato per il quale sono fornite le seguenti  precisazioni: - Nella metà sinistra del grafico sotto l'abbreviazione P sono indicati i paesi nei quali il  cemento più venduto è il cemento Portland «puro», mentre la parte destra raggruppa i paesi che  producono principalmente cementi Portland composti (PCo), cioè cementi costituiti in generale dal  75 all'80% di componenti secondari. - La cifra a sinistra o a destra di ciascuna casella indica la produzione, in milioni di  tonnellate, dell'insieme dei paesi della casella. - Le quotazioni sono in dollari al cambio del 31 dicembre 1983; per tener conto delle variazioni e  degli sconti eventuali all'interno dei paesi, i prezzi sono rappresentati come un'area ellittica la  cui superficie è all'incirca funzione della produzione del paese considerato e il cui centro è più  o meno il prezzo medio. - La gamma dei prezzi è scaglionata per classi di 10 dollari. - A titolo comparativo, all'estrema sinistra del grafico sono presentate le ellissi che  corrispondono alla gamma dei prezzi praticati sul mercato degli USA e del Giappone.» (28)(7) Il  memorandum redatto per il presidente (doc. 33126/11728-11729) e le note della seduta (doc.  33126/11733-11737) contengono anche alcuni commenti relativi alla situazione in materia di prezzi  che sono citati al successivo par. 19/b. b) Circolazione d'informazioni periodiche(8) Almeno dal 1980, Cembureau riceve dai suoi membri e  trasmette loro informazioni sui prezzi in vigore nei diversi paesi. Il sistema di divulgazione di  queste informazioni è il seguente: i) Ciascun membro invia a Cembureau la nuova tariffa o le modifiche alle tariffe con la data di  applicazione. Secondo i documenti forniti da Cembureau (doc. 33126/15096-15305), l'invio è  effettuato dalla maggior parte dei membri dopo l'entrata in vigore delle tariffe, tranne per alcuni  di loro il cui invio è stato anteriore all'entrata in vigore, cioè: il Belgio (doc.  33126/15100-15109); la Danimarca, in tre occasioni per le tariffe entrate in vigore l'1.3.84,  1.3.85 e 1.9.86 (doc. 33126-15188, 15187, 15185); i Paesi Bassi (doc. 33126/15136-15155); il Regno  Unito per l'unico caso di modifica alle tariffe fornito da Cembureau (doc. 33126/15115-15121). ii) Cembureau rinvia ai suoi membri, dopo aver ricevuto la comunicazione di ciascun membro e dopo  l'entrata in vigore delle tariffe comunicate, tre documenti: - una lettera di copertura («form letter») che riprende le modifiche alle tariffe intervenute nei  paesi membri interessati e le date in cui entrano in applicazione; - una scheda relativa al paese membro interessato, chiamata «Cement Price Reference File» e  contenente i nuovi prezzi per tipo di cemento nonché le condizioni di vendita; - una scheda relativa al paese membro interessato, chiamata «Price Development for Cement»,  contenente le date delle modifiche ai prezzi da un certo numero di anni in poi (di solito dal  1979/80) nonché i prezzi franco fabbrica e le percentuali di aumento per ciascuna modifica alle  tariffe. (9) Nella sua memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, Cembureau afferma a più  riprese (cfr. in particolare pag. 6): «I dati raccolti da Cembureau in materia di prezzi sono  dunque dati globali, paese per paese, al netto dell'IVA e senza sconti. Cembureau li ritrasmette ai  suoi membri sempre sotto forma globale, senza alcun riferimento personale.» (29)Sulla base  dell'esame dei dati trasmessi a Cembureau che a sua volta li ritrasmette ai suoi membri, occorre  valutare la portata dei termini «sotto forma globale» e «senza alcun riferimento personale». Per  procedervi si farà ricorso alla documentazione inviata da Cembureau in risposta a una domanda di  informazioni («Vi inviamo nell'allegato 3 la documentazione che siamo riusciti a reperire in  materia di informazioni sui prezzi interni del cemento, informazioni ottenute dai nostri membri e  loro ritrasmesse nel periodo fine 1984-fine 1989» (30); doc. 33126/15066) e si utilizzeranno  inoltre le memorie in risposta alla comunicazione degli addebiti presentate da Cembureau e dai suoi  membri. (10) BelgioIn forza dei decreti ministeriali 20. 12. 1950, 22. 12. 1971, 6. 11. 1986 e 24. 6. 1988  i prezzi del cemento in Belgio sono soggetti al sistema di controllo che impone la previa notifica  al Ministero dell'economia di qualsiasi aumento di prezzo che deve essere approvato da tale  autorità. La dichiarazione relativa deve essere presentata dalla Fédération de l'Industrie Cimentière in  veste di organismo di categoria che rappresenta i produttori belgi di cemento e non dai singoli  produttori. Quando l'aumento di prezzo è autorizzato, la Fédération pubblica la tariffa denominata  «Prezzi dei cementi applicabili in Belgio a decorrere dal . . . . .». Tali tariffari pubblicati  dalla Fédération sono dunque i tariffari ufficiali dell'industria belga. Essi contengono (doc. 33126/15099, 15101-15102, 15104-15105, 15107, 15109), per categorie e qualità  di cemento, sfuso e in sacchi, i prezzi in franchi belgi per tonnellata franco banchina (trasporto  per nave da 251 t), franco stazione ferroviaria (trasporto per vagoni da 20 t); per il cemento  autotrasportato (carico completo minimo 20 t) che è il modo di trasporto predominante, i tariffari  non indicano un prezzo definito ma soltanto «Prezzi variabili secondo destino». Nella sua memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, la Fédération de l'Industrie  Cimentière dichiara (pag. 16), esattamente come i produttori belgi, che gli stessi dati trasmessi a  Cembureau sono inviati contemporaneamente alla Fédération de l'Industrie du Béton, alle Ferrovie  belghe (SNCB), alla Fédération des Négociants en Matériaux de Construction, all'Association du  Béton prêt à l'emploi e alla Confédération de la Construction. Non è stato presentato alcun  documento né dalla Fédération né dai produttori per dimostrare che i dati trasmessi alle diverse  associazioni di categoria sono gli stessi di quelli trasmessi a Cembureau. Le lettere di copertura (doc. 33126/15100, 15106) con cui la Fédération de l'Industrie Cimentière  trasmette i tariffari a Cembureau contengono alla fine il seguente paragrafo: «Considerata questa maggiorazione (o le modifiche sotto menzionate) i prezzi del cemento Portland  alla pozzolana $lang;PPZ 30&rang; (prezzo di riferimento) in caso di autotrasporto divengono: >SPAZIO PER TABELLA>(31)» Una prima pagina del «Cement Price Reference File» (doc. 33126/15111) contiene, in caso di  autotrasporto, un prezzo minimo e un prezzo massimo e, nella nota, gli aumenti per tonnellata per  il cemento trasportato per nave e per ferrovia e la percentuale di aumento dei costi di trasporto  del cemento autotrasportato. Una seconda pagina del «Cement Price Reference File» (doc.  33126/15112) contiene, per il cemento trasportato per nave e per ferrovia, gli stessi dati del  tariffario inviato dalla Fédération de l'Industrie Cimentière; per il cemento autotrasportato la  pagina contiene un prezzo minimo («lowest price») (0÷10 km) per ciascun tipo di cemento. Da quanto detto risulta che i dati trasmessi dalla Fédération de l'Industrie Cimentière a Cembureau  e ritrasmessi da quest'ultimo ai suoi membri sono dati che riguardano ciascun produttore belga  perché la domanda di autorizzazione all'aumento dei prezzi diretta al Ministero competente è  presentata dalla Fédération e non individualmente dai produttori. Inoltre, mentre il Ministero  autorizza prezzi massimi, la Fédération comunica a Cembureau e questi diffonde, per il cemento  autotrasportato, che come detto prevale nelle vendite dei cementieri, prezzi minimi che, secondo  l'autore della comunicazione, devono essere considerati come i prezzi minimi dell'insieme della  categoria e quindi di ciascun produttore. Infine, secondo la Fédération de l'Industrie Cimentière, «il passo del documento citato dalla  Commissione, dal quale si evince che era stata data &lang;conferma telefonica dei prezzi una volta  l'anno&rang; (doc. 33126/15096), fa riferimento soltanto al fatto che dal 1986 non vi era stato  alcun aumento generale dei prezzi autorizzato dal Ministero dell'economia. La FIC confermava dunque  che i tariffari comunicati nel 1986 erano sempre validi» (memoria in risposta alla comunicazione  degli addebiti, p. 38) (32). (11) DanimarcaIn Danimarca, dove esiste un unico produttore «I prezzi di Aalborg sono stati  sottoposti, fino al 1989, all'approvazione preventiva dell'autorità antitrust e le tariffe dei  prezzi modificati sono state trasmesse a Cembureau dopo l'approvazione e la pubblicazione in   Danimarca» (33) (memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti di Aalborg, p. 13, nota 2). Aalborg comunica a Cembureau i prezzi franco fabbrica (doc. 33126/15183-15188 e 15244-15249);  Cembureau riporta questi prezzi nella scheda «Cement Price Reference File» (cfr. allegato 2/b alla  memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti di Cembureau) (34). (12) FranciaLa nota di Cembureau che accompagna la trasmissione alla Commissione dei documenti  relativi alla circolazione di informazioni sui prezzi dice: «Fotocopie dei prezzi dal 1984 al 1986  - oltre alle copie di due note informative sui prezzi medi in Francia per mia informazione  personale. Sistema dei prezzi (controllo fino al 1986). I prezzi comunicati sono prezzi medi per la  Francia. Prezzo per due tipi di cemento. A partire dal 1987 la Francia non desidera che i suoi  prezzi siano pubblicati nei documenti di Cembureau, ma possono essere comunicati per telefono ai  membri» (doc. 33126/15096) (35). Dopo un periodo di liberalizzazione i prezzi del cemento in Francia sono stati sottoposti, dal 1982  al 1986, ai provvedimenti di «lotta all'inflazione» e in seguito sono stati liberalizzati. Secondo i documenti forniti da Cembureau (doc. 33126/15170-15182 e 15230-15243), il Syndicat  National des Fabricants de Ciments et Chaux, in seguito ai rialzi di prezzo in Francia, ha  trasmesso a Cembureau i prezzi medi per quattro categorie di prodotti: CPA 55R, CPA 55, CPJ 45R,  CPJ 45. Nelle lettere  di trasmissione si legge: «Trattandosi di valori medi  approssimativi,  eventuali raffronti con i prezzi pubbli-cati precedentemente non possono avere carattere rigoroso e  le differenze di prezzo tra le categorie non sono quindi significative». Questa frase è riportata  nella scheda «Cement Price Reference File» (36). Per il 1987 e il 1988, il Syndicat ha trasmesso a Cembureau senza altre precisazioni i prezzi del  cemento in Francia per le categorie CPJ 45 e CPA 55R: in calce alla lettera del 2 marzo 1988 che  comunica i prezzi del cemento in Francia al 31 dicembre 1987 figura la menzione «Con riferimento al  nostro colloquio telefonico del 1o marzo 1988, per vostro uso personale»  (37). (13) GermaniaLa nota di Cembureau sopra citata che accompagna l'invio alla Commissione dei  documenti relativi ai prezzi (doc. 33126/15096) riporta: «Fotocopie dei prezzi dal 1984 al 1989.  Sistema dei prezzi (fissazione libera). La media trasmessa a Cembureau dall'Associazione tedesca è  quella calcolata dall'Ufficio nazionale di statistica tedesco» (38). Questa informazione è  confermata dal Bundesverband der Deutschen Zementindustrie (memoria in risposta alla comunicazione  degli addebiti, pagg. 8-12) e dalla maggior parte degli esempi comprensibili forniti da Cembureau  (doc. 33126/15161-15167). A quanto pare, le informazioni contenute nel telex trasmesso il 28 maggio  1985 dal Bundesverband a Cembureau sono state successivamente inoltrate da quest'ultimo a Cement  Makers' Federation; nel telex figura infatti la seguente annotazione manoscritta: «Attn. sig.  Pinnock. Rif. tx odierno. Germania federale (Prezzi evidenziati). Saluti» (39) (doc. 33126/15166). (14) GreciaIn Grecia i prezzi sono stati subordinati ad autorizzazione governativa fino al maggio  1989 (cfr. memoria di Titan in risposta alla comunicazione degli addebiti,  pag. 14). Per conto dei  produttori greci Titan ha comunicato a Cembureau tutte le variazioni di prezzo riguardanti tre tipi  di cemento (prezzi medi franco stabilimento) (doc. 33126/15291-15305). (15) IrlandaI prezzi in Irlanda sono stati sotto controllo fino al luglio 1985. Irish Cement Ltd,  unico produttore irlandese, «ha fornito a Cembureau dati relativi ai prezzi fin dall'inizio delle  rilevazioni statistiche sui prezzi da parte di quest'ultimo» (40) (memoria in risposta alla  comunicazione degli addebiti, pag. 10). Secondo l'esempio di comunicazione fornito da Cembureau,  Irish Cement Ltd ha trasmesso i prezzi relativi ai seguenti prodotti: cemento portland ordinario  sfuso per trasporto entro un raggio di 0/10 miglia, cemento portland ordinario sfuso franco  stabilimento e supplementi per cemento ad alta presa rapida e per cemento resistente ai solfati;  cemento portland ordinario in sacchi da . . (minimo) a . . . (massimo), cemento portland ordinario  in sacchi franco stabilimento e supplemento per cemento ad alta presa rapida (doc. 33126/15122). (16) ItaliaFino al 30 novembre 1985, i prezzi del cemento sono stati sottoposti al controllo  dell'autorità pubblica. L'associazione AITEC si è assunta, per conto dei membri italiani di  Cembureau, l'incarico di comunicare a quest'ultimo i prezzi massimi autorizzati dall'autorità  pubblica per tutto il paese e pubblicati nella Gazzetta ufficiale (doc. 33126/15130-15135). Dal  dicembre 1985 i prezzi sono stati sottoposti ad un regime di sorveglianza in virtù del quale ogni  impresa, sulla base dell'indagine sull'evoluzione dei costi condotta dal CIP presso un certo numero  di produttori, sottopone al ministero competente la tariffa che intende applicare. Il ministero si  pronuncia entro un termine di 30 giorni. Dall'entrata in vigore di questa nuova procedura, i prezzi  massimi autorizzati vengono comunicati a Cembureau da AITEC (doc. 33126/15129): non facendo alcun  riferimento ad una media, la lettera di AITEC sembra sottintendere che si tratta di prezzi massimi  validi per tutto il settore. Questa interpretazione appare confortata dal fatto che la lettera,  dopo aver riferito che i prezzi non sono più pubblicati nella Gazzetta ufficiale ma resi pubblici  da ciascun produttore, prosegue: «Un annuncio, come AITEC, appare sulla stampa specializzata». Da  quanto affermato si deduce che gli importi trasmessi da AITEC a Cembureau corrispondono ai prezzi  massimi franco stabilimento validi per tutti i produttori. (17) LussemburgoNel Lussemburgo i prezzi sono sottoposti al controllo dello Stato. L'unico  produttore presente nel paese - Ciments Luxembourgeois - comunica a Cembureau le sue tariffe  pubbliche senza alcuna indicazione apparente circa le condizioni di vendita e gli sconti (doc.  33126/15126-15127, 15158-15160). Le schede «Cement Price Reference File» e «Price Development for  Cement» inviate da Cembureau ai suoi membri riportano le seguenti indicazioni: «I prezzi del  cemento per tonnellata praticati dalla S.A. Ciments Luxembourgeois (o i prezzi contenuti nei  tariffari) sono da considerarsi franco stabilimento, prodotto sfuso, riduzioni incluse al netto  dell'IVA» (41). Il testo della scheda «Cement Price Reference File» continua: «Per le consegne di  cemento sfuso autotrasportate dalla società, i costi di trasporto secondo il chilometraggio sono  fatturati separatamente» (42) (cfr. allegato II/a della memoria di Cembureau in risposta alla  comunicazione degli addebiti) (43). (18) Paesi BassiI produttori presenti sul mercato olandese tra il 1982 e il 1988 erano due: ENCI e  Cemji. Nel 1989 quest'ultimo è stato assorbito dal gruppo ENCI. Le due società erano legate da  accordi di approvvigionamento reciproco, di ripartizione del mercato olandese del cemento e di  cooperazione nei settori della vendita e della distribuzione. Secondo quanto emerge dai documenti  presentati da Cembureau (doc. 33126/15136-15157), era ENCI che comunicava a Cembureau le tariffe  ufficiali prima della loro entrata in vigore. Tra detti documenti figura anche una comunicazione di  Vereniging Nederlandse Cementindustrie a Cembureau, del 12 dicembre 1984 (doc. 33126/15152), in cui  si afferma quanto segue: «Con riferimento alla nostra telecomunicazione della settimana scorsa, vi  informiamo che i prezzi dei diversi tipi di cemento verranno modificati a partire dal 2 gennaio  1985. Il prezzo del cemento d'altoforno (HD-A) con consegna per nave sarà di 119,05 HFL/t, mentre  quello del cemento portland classe A sarà di 128,50 HFL/t. Il sig. Kuijt mi ha riferito di avervi  trasmesso, in questi ultimi due anni, una copia della lettera ufficiale ai clienti riguardante le  variazioni dei prezzi. Nelle vostre statistiche menzionerete unicamente il cemento d'altoforno e il  cemento Portland, senza alcun riferimento alle marche commerciali» (44). Tenuto conto dei suddetti accordi di cooperazione e del fatto che nella sua lettera l'associazione  VNC parla di variazioni dei prezzi senza fare alcun riferimento ai produttori, si deve dedurre che  le comunicazioni inviate a Cembureau riguardano i prezzi di entrambi i produttori. Nei tariffari  trasmessi figurano: un prezzo uniforme per via navigabile per tutte le destinazioni (fino al 1984,  un prezzo uniforme per ferrovia), un prezzo minimo ed un prezzo massimo per il prodotto  autotrasportato. La scheda «Cement Price Reference File» (doc. 33126/15149) riporta gli stessi dati  contenuti nei tariffari. (19) PortogalloFino al 1987, il regime tariffario in vigore in Portogallo era quello dei prezzi  dichiarati; in seguito ai prezzi è stato applicato un regime contrattualistico (doc. 33126/15201).  Qualsiasi modifica dei prezzi franco stabilimento è comunicata a Cembureau dall'associazione  professionale ATIC e riportata nelle schede «Cement Price Reference File» e «Price development for  cement» (doc. 33126/15192-15229 e 15253-15290). Poiché le note di accompagnamento trasmesse da ATIC  parlano di prezzi del cemento in Portogallo, è da ritenere che gli importi comunicati siano quelli  figuranti nei tariffari dei due produttori portoghesi. (20) SpagnaNella nota di accompagnamento con cui Cembureau ha trasmesso alla Commissione i  documenti relativi allo scambio di informazioni riguardanti i prezzi (doc. 33126/15096) si legge:  «Spagna: fotocopie dei prezzi dal 1984 al 1988. Sistema dei prezzi (fissazione libera). Dal 1984  abbiamo interrotto la pubblicazione dei prezzi del cemento; una volta all'anno, a titolo  informativo, ci viene comunicata per telefono una media dei prezzi praticati» (45). Cembureau ha presentato alla Commissione solo tre documenti: la scheda «Cement Price Reference  File» (doc. 33126/15191 e 15252) relativa ai prezzi praticati al 1o gennaio 1984 che contiene,  oltre ai prezzi medi, la seguente informazione: «Da questa data (14 ottobre 1980) i prezzi hanno  avuto una diversa evoluzione a seconda delle regioni. E' pertanto difficile stabilire un prezzo  medio per tutto il paese» (46); una tabella manoscritta trasmessa via fax a Cembureau il 7 luglio  1987, contenente i prezzi medi dal gennaio 1985 al dicembre 1986, con la seguente annotazione a pié  di pagina: «I prezzi qui riportati sono stati comunicati alla sig.ra Lacroux il 22 maggio 1987, per  poi essere trasmessi all'assemblea generale di Cembureau dello stesso mese» (47) (doc. 33126/15190  e 15251); una tabella trasmessa a Cembureau il 2 marzo 1989 contenente i prezzi medi franco  stabilimento e franco destino al dicembre 1988 (doc. 33126/15189 e 15250). (21) Regno UnitoTra i produttori britannici esisteva, fino al febbraio 1987, un accordo sui prezzi  e sulle condizioni comuni di commercializzazione («Common Price and Marketing Arrangement»): i  prezzi e le condizioni di vendita venivano concordati e poi depositati presso le autorità  britanniche (la Restrictive Practices Court ha stabilito, a due riprese, che tale accordo non era  contrario al pubblico interesse). I prezzi erano quelli comunicati da Cement Makers' Federation a  Cembureau (doc. 33126/15115-15116) e riportati da quest'ultimo nella scheda «Cement Price Reference  File» (doc. 33126/15117). Cembureau ha presentato una sola comunicazione trasmessa da Cement  Makers' Federation relativa alla modifica delle tariffe del 1o giugno 1985, e non ha menzionato le  modifiche antecedenti al 1985 affermando: «Dal 1985 non abbiamo più ricevuto comunicazioni  ufficiali riguardanti i prezzi. Riceviamo informazioni sui prezzi da fonti diverse (i produttori) e  le comunichiamo come valori approssimativi per telefono. Sistema dei prezzi (fissazione libera dal  1987)» (48) (doc. 33126/15096). (22) La nota di accompagnamento con cui Cembureau ha trasmesso alla Commissione i documenti  relativi allo scambio di informazioni riguardanti i prezzi conclude a pag. 2 (doc. 33216/15097):  «Di norma comunichiamo i prezzi solo ai nostri membri. Le richieste esterne provengono sempre da  società o da uffici di consulenza che desiderano fare raffronti. Sfortunatamente l'articolazione  dei prezzi e i tipi di cemento scelti da ciascun paese come riferimento sono talmente diversi che  qualsiasi raffronto si è finora rivelato inattendibile. Certamente, un operatore del settore con  una buona conoscenza delle norme vigenti e dei costi di trasporto può utilizzare gli importi qui  riportati. Da parte nostra, tuttavia, non svolgiamo mai questo compito per conto dei nostri membri»  (49). 17. Discussioni riguardanti una concorrenza «leale, sana o corretta» (1) Le discussioni su tale tema avvenute nel corso delle riunioni degli organi di Cembureau sono  citate da tre documenti o serie di documenti. a) Nota di Cimpor(2) Secondo quanto affermato all'inizio di una nota manoscritta di Cimpor, un  documento di cinque pagine (doc. 33322/308-312) è stato distribuito durante la riunione del  comitato esecutivo del 25 marzo 1983. Il documento prende in esame tre diversi argomenti; i primi due sono suddivisi in sottotitoli: 1.  Importazioni dai paesi dell'Est; 2. Scambi commerciali tra i paesi europei; 3. Situazione del  mercato mondiale. Il punto «2. Scambi commerciali tra i paesi europei» comprende i sottotitoli: «(a) Premesse», «(b)  Comparazioni di prezz» e «(c) Posizione della CE». In quest'ultimo punto si afferma: «Gli articoli  85 e 86 riguardanti la politica di concorrenza sono chiari e non è possibile prevedere azioni non  conformi alle loro disposizioni. All'interno della CE si ha la tendenza prevalente ad esaminare la posizione dei diversi paesi dal  punto di vista economico; l'obiettivo perseguito attualmente consiste nell'individuare un regime di  prezzi per i prodotti omogenei conforme al disposto dell'articolo 85. Il sistema di punti base  attualmente allo studio mira ad evitare una concorrenza pregiudizievole e risulterebbe adeguato nel  caso del cemento. Sono state inoltre formulate osservazioni intese a garantire una concorrenza leale» (50). (3) Si tratta dello stesso documento, in versione inglese e francese, reperito tra gli atti  riguardanti la riunione degli Head Delegates del 14 gennaio 1983 (doc. 33126/11617-11629). Al tempo  stesso costituisce la parte più consistente di un documento in lingua inglese (doc.  33126/11630-11633) trovato sempre tra i suddetti atti, dal titolo «Riunione degli Head Delegates,  Parigi, 14 gennaio 1983 - Note per il presidente», datato 18 gennaio 1983 - HC/no e suddiviso in  cinque punti. I punti 1-2-4-5 sono a loro volta suddivisi in sottotitoli: «1. Importazioni dai  paesi dell'Est»; «2. Commercio tra i paesi europei»; «3. Situazione del mercato mondiale»; «4.  Questioni all'esame del comitato esecutivo»; «5. Osservazioni di carattere generale». Il punto «2.  Commercio tra i paesi europei» comprende i sottotitoli «(a) Comparazioni di prezzi» e «(b)  Posizione della CE». Quest'ultimo è la versione inglese del testo del punto «2.(c) Posizione della  CE» del documento distribuito alla riunione del comitato esecutivo del 25 marzo 1983, con  l'aggiunta seguente: «(cfr. note del sig. Van Hove)». Tali note sono su diapositiva (doc.  33126/11602-11613): - le diapositive 4, 5, 6 e 7 ricordano l'ambito di applicazione degli articoli 85 e 86, le  condizioni per l'attestazione negativa e l'esenzione e i poteri di accertamento della Commissione; - nella diapositiva 8 si legge: «La CE prevede l'invio di una &lang;lettera amministrativa&rang;  relativa al: - sistema di punti base = trasparenza dei prezzi onde evitare una concorrenza pregiudizievole.  Motivazioni: - Pesantezza ed omogeneità del prodotto- Dipendenza dell'industria da materie prime  regionali- Modesto valore del prodotto- Domanda anelastica- Struttura oligopolistica- Industria  estremamente &lang;matura&rang; - Industria ad alta intensità di capitale Fonti: Studi dell'Università di Tubinga e dell'Università  di Lovanio» (51); - le diapositive 9A, 9B e 9C mostrano schematicamente i punti base di due paesi confinanti e il  punto in cui nei due «relevant market» considerati viene applicato lo stesso «prezzo franco  destino»; - la diapositiva 10 contiene i «suggerimenti per una concorrenza leale» con riferimento agli schemi  delle diapositive 9A, 9B e 9C: «1. Mettere a disposizione, se possibile, - un elenco dei prezzi franco destino- e un elenco dei prezzi franco stabilimento. 2. Tali prezzi vanno calcolati nell'ipotesi di prezzi identici franco stabilimento in relazione a  un punto base, per qualsiasi destinazione, anche per le vendite oltrefrontiera per una società che  è price-leader. 3. All'interno di un mercato predefinito, allineamento sulla società price-leader. 4. All'esterno di tale mercato, applicazione del sistema di cui al punto 2 ovvero ricorso ad un  allineamento saltuario» (52). (4) Secondo quanto dichiarato dalla maggior parte delle imprese nelle memorie in risposta alla  comunicazione degli addebiti, «i suggerimenti intesi a garantire una concorrenza leale»  corrispondono a quelli presentati alla Commissione nel quadro della notifica effettuata il 16  luglio 1981 dai produttori di cemento belgi e olandesi - suggerimenti per i quali, a detta delle  imprese, la Commissione pensava allora ad un'eventuale esenzione. Va ricordato innanzitutto che le note del sig. Van Hove fanno parte dei documenti riguardanti la  riunione degli Head Delegates del 14 gennaio 1983 (cfr. supra punto (3)) e costituiscono la  presentazione del punto 2.B dell'ordine del giorno di tale riunione «Eventuali strumenti atti a  garantire il perdurare di un commercio leale. . . Sistema di formazione dei prezzi - teorie  applicabili - regole di concorrenza leale» (cfr. infra, par. 19, punto (3)). Nel «progetto di  relazione introduttiva del presidente» si legge, verso la fine: «E' superfluo dire che non vi  saranno resoconti delle nostre discussioni» (cfr. infra, par. 19, punto (5)). Se, come sostengono  le imprese, «i suggerimenti intesi a garantire una concorrenza leale» altro non erano che quelli  notificati alla Commissione il 16 luglio 1981, non si capisce perché non dovesse essere redatto  alcun verbale della riunione degli Head Delegates del 14 gennaio 1983. Anche se fosse vero che i suggerimenti discussi durante le riunioni degli Head Delegates e del  comitato esecutivo di Cembureau corrispondevano in gran parte al contenuto della notifica  effettuata il 16 luglio 1981 e se è vero che il 21 aprile 1982 la Commissione aveva trasmesso a CBR  un progetto di comunicazione destinata alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale ai sensi  dell'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento n. 17, va altresì ricordato che, alla data della  riunione degli Head Delegates il 14 gennaio 1983 e della riunione del comitato esecutivo il 25  marzo 1983, la Commissione non aveva ancora definito la sua posizione ufficiale e che, inoltre, la  pubblicazione della comunicazione nella Gazzetta ufficiale ai sensi del succitato articolo non è  mai avvenuta. Anzi, come rammenta CBR nella sua memoria in risposta alla comunicazione degli  addebiti (pag. 44), il 1o agosto 1983 la Commissione ha informato le imprese che avevano proceduto  alla notifica di voler lasciare in sospeso la valutazione formale di tale notifica, ritenendo che  la pubblicazione dei prezzi franco destino accanto ai prezzi franco stabilimento potesse dar luogo  a situazioni anticoncorrenziali  (53). A tale proposito è utile rammentare che il sistema dei punti base rende possibile anche una  ripartizione del mercato tra i produttori (cfr. supra par. 10/a). Occorre inoltre aggiungere che le parti che hanno proceduto alla notifica avevano subordinato  l'applicazione del sistema a due condizioni: soppressione del controllo dei prezzi da parte delle  autorità pubbliche; soppressione dei prezzi franco destino regionali, uniformi o massimi, da parte  dei concorrenti presenti sui mercati interessati dal sistema oggetto della notifica. Scopo dei  suggerimenti riguardanti la concorrenza leale presentati dal sig. Van Hove nelle precitate riunioni  era far sì che i concorrenti accettassero il sistema. E' quanto ammesso da CBR nella sua memoria in  risposta alla comunicazione degli addebiti, pagg. 42-43: «Tenuto conto della reazione favorevole  della Commissione, i produttori di cemento belgi e olandesi si sono adoperati per garantire la  promozione del sistema presso i produttori degli altri Stati membri, giacché ai loro occhi esso  rappresentava un compromesso accettabile tra le regole di concorrenza e la necessità di evitare una  concorrenza pregiudizievole. Inoltre, convincendo i produttori degli altri Stati membri ad adottare  un sistema analogo sarebbe stato possibile soddisfare la seconda condizione per l'applicazione del  sistema (soppressione della concorrenza a livello prezzi franco destino regionali, uniformi o  massimi) facilitando di gran lunga qualsiasi tipo di iniziativa mirante ad abolire o a modificare i  controlli statali sui prezzi del cemento». b) Riunione del comitato esecutivo del 9 novembre 1983(5) Al punto 2, «Attività in corso», lettera  b) «Altre questioni attualmente all'esame del comitato - Cooperazione in materia di esportazioni»,  la bozza di verbale della riunione tenuta dal comitato esecutivo il 9 novembre 1983 (doc.  33322/286-294), dopo aver riportato la constatazione del sig. Canellopoulos sul calo dei prezzi  all'esportazione, riferisce: «Il sig. Bertran si dichiara personalmente ottimista quanto al  mantenimento del volume dei mercati d'oltremare; non per questo, tuttavia, il problema del basso  livello dei prezzi risulta meno preoccupante. Ritiene ormai giunto il momento di riesaminare le  possibilità di miglioramento della cooperazione, non solo tra i grandi paesi esportatori, ma anche  tra tutti i membri di Cembureau. Tra le sue funzioni, Cembureau deve anche contribuire ad  instaurare una concorrenza sana ma realistica» (54). Il verbale annota quindi gli interventi del  sig. Heiberg sull'intenzione delle industrie del cemento giapponese e sudcoreana di autolimitare le  esportazioni e di Sir J. Milne sulla necessità di avviare rapporti più stretti tra l'Export Policy  Committee, costituito al di fuori di Cembureau, e il comitato esecutivo, dopo aver riportato il  parere espresso dal sig. Van Hove secondo il quale «nessuna regolamentazione comunitaria si oppone  all'avvio di consultazioni e alla cooperazione nei mercati d'oltremare» (55). (6) Manifestamente, come sostengono Cembureau e i suoi membri, l'affermazione «Tra le sue funzioni,  Cembureau deve anche contribuire ad instaurare una concorrenza sana ma realistica» si riferisce  alle esportazioni al di fuori della Comunità. A tale proposito Cembureau asserisce (pag. 15 della  memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti): «La pagina 12 corrisponde alla pagina 4  dello stesso documento, in cui si ribadisce che l'Export Policy Committee è un comitato operante al  di fuori della sfera di influenza di Cembureau. Al punto &lang;cooperazione in materia di  esportazioni&rang; (pag. 11), il verbale precisa che la questione riguarda i mercati d'oltremare  &lang;giacché nessuna regolamentazione comunitaria si oppone a simili consultazioni&rang;. In tale  ottica va letto quanto affermato nel primo paragrafo di questa pagina: Tra le sue funzioni,  Cembureau deve anche contribuire ad instaurare una concorrenza sana ma realistica tra i suoi  membri» (56). (7) A parte il fatto che l'affermazione secondo cui «nessuna regolamentazione comunitaria si oppone  all'avvio di consultazioni e alla cooperazione nei mercati d'oltremare» può vincolare unicamente il  suo autore, è lecito chiedere come Cembureau possa «contribuire ad instaurare una concorrenza sana  ma realistica» tra i suoi membri, allorché esso stesso dichiara che i problemi delle esportazioni  al di fuori della Comunità  esulano dalla sua sfera di influenza. A pag. 15 della sua memoria in  risposta alla comunicazione degli addebiti, figura infatti la seguente affermazione: «l'Export  Policy Committee è un comitato operante al di fuori della sfera di influenza di Cembureau» (57).  Commentando la nota interna di Blue Circle del 9 aprile 1981 (doc. 33126/11338-11340), in cui si  informa che Cembureau ha abbandonato il comitato per le esportazioni sorto al suo interno e che in  seguito taluni comitati di esportatori sono sorti al di fuori di Cembureau, quest'ultimo afferma, a  pag. 10 della sua memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti: «Pagine da 1 a 3: Questi  documenti, provenienti dalla società Blue Circle, spiegano che dal 1958 (secondo la nota di Blue  Circle dal 1972, n.d.r.), data di entrata in vigore del Trattato CEE, Cembureau non comprende più  alcun comitato con incarichi di coordinamento in materia di esportazioni. Da ciò si deduce che  Cembureau non ha nulla a che vedere né con il London Club, né con l'E.C.E.C. (European Cement  Export Committee)» (58). (8) Le suddette dichiarazioni contengono alcune contraddizioni. Infatti, da un lato Cembureau  afferma di non aver più alcun comitato con incarichi di coordinamento in materia di esportazioni  dall'entrata in vigore del Trattato CEE e, del resto la già citata nota di Blue Circle del 9 aprile  1981 riferisce (59) che per la chiara avversione della CEE per i cartelli di qualsiasi tipo  Cembureau ha finito per abbandonare lo European Export Committee, divenuto ormai una scomoda  creatura; dall'altro, la bozza di verbale del comitato esecutivo del 9 novembre 1983 riferisce  l'opinione  secondo la quale «nessuna regolamentazione comunitaria si oppone all'avvio di  consultazioni e alla cooperazione nei mercati d'oltremare». Inoltre, mentre Cembureau sostiene di  non aver più «un comitato con incarichi di coordinamento in materia di esportazioni», l'anzidetta  bozza di verbale riporta che il sig. Bertran «ritiene ormai giunto il momento di riesaminare le  possibilità di miglioramento della cooperazione, non solo tra i grandi paesi esportatori, ma anche  tra tutti i membri di Cembureau. Tra le sue funzioni, Cembureau deve anche contribuire ad  instaurare una concorrenza sana ma realistica». La Commissione ritiene che Cembureau abbia favorito la cooperazione tra i suoi membri per le  attività all'interno della CEE e nei paesi terzi. c) Nota di Italcementi(9) Nella nota manoscritta di Italcementi sul comitato esecutivo tenutosi a  Parigi il 14 aprile 1986 (doc. 33126/3185) si legge: «3.1 Van Hove. Regolamento interno Collaborazione con Cembureau. a) Problema polluzione atmosferica - CEE: si è ottenuto di far ritirare l'industria cementiera  dalle installazioni di grande (parola illeggibile). Ci sarà un nome speciale per il cemento, con  consulente greco. Il CLC potrà partecipare al gruppo di lavoro - a oggi nessuna notizia. b) Importazione in dumping. Situazione difficile, il danno è limitato, difficile fare ammettere il  danno da misurare - nel tempo la minaccia non si è accresciuta - importazioni deboli. La  Commissione non si riunisce prima della fine maggio e l'unico risultato positivo forse sarà di  impedire l'archiviazione. Bertrand - trovare delle regole del gioco tra di noi per evitare concorrenza non corretta. Collis - Esiste un limite di dumping - (parola illeggibile)V.H. - 1) Ci deve essere dumping e 2)  ci deve essere un danno - è su questo secondo punto che ci si è arrestati. 3.2 Laplace - (mezza pagina della nota manoscritta è dedicata a problemi interni a Cembureau, quali  spese e organizzazione, n.d.r.)» (60)(10) Secondo le parti, la Commissione avrebbe mal  interpretato la frase «trovare delle regole del gioco tra di noi per evitare concorrenza non  corretta», riferita a loro avviso ai problemi di dumping. Alcuni addirittura sostengono che per  «concorrenza non corretta» debba intendersi quella dei produttori stranieri che praticano il  dumping. La frase in questione è stata inserita dall'autore della nota manoscritta dopo la lettera b)  relativa ai problemi di dumping e prima degli interventi dei sigg. Collis e Van Hove su tali  problemi. E' chiaro tuttavia che la frase non ha nulla a che vedere con il dumping, giacché le  regole del gioco vanno trovate, secondo quanto affermato dalla stessa nota, «tra di noi» e non tra  i produttori stranieri sospettati di praticare il dumping. 18. «Accordo Cembureau o principio Cembureau relativo all'osservanza dei limiti dei mercati interni  europei» (1) La Commissione è venuta a conoscenza per la prima volta di questo «accordo» o «principio»  grazie a due documenti rinvenuti nel corso di un accertamento effettuato presso Blue Circle. 1) Nota interna del 1o dicembre 1983, dal titolo «Strategia contro le importazioni e futuro  dell'industria cementiera» (Doc. 33126/11332-11334). (2) Dopo aver preso in esame la situazione delle importazioni nel Regno Unito e della domanda in  Europa e altrove nel mondo, la nota dice testualmente: «In questo momento nell'Europa occidentale  22 Mio di t di eccedenze possono essere convogliate sui mercati d'oltremare dove esiste una  domanda, ma è molto probabile che all'inizio del 1985 questo volume si riduca a 15 Mio di t se non  meno e con questa minaccia non è escluso che venga meno il principio Cembureau relativo  all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali europei. Le contromisure che abbiamo preso finora per contrastare le importazioni sono le seguenti. 1. Denuncia antidumping che, se coronata da successo nel 1984, potrebbe rivelarsi inutile a lungo  termine in caso di adesione della Spagna alla CEE. 2. Compromessi e trattative con i trasportatori e gli importatori; oggi ragionevolmente efficace,  rischia però di incoraggiare gli altri. 3. Pressioni e misure propiziatorie verso gli amici di Cembureau. Probabilmente adatte nei  confronti dei maggiori produttori, ma improbabilità di bloccare tutte le fonti CEE. 4. Effettivo insediamento di sili in territori &lang;nemici&rang;. Una scelta credibile, possibile  e forse efficace entro certi limiti, ma a) che potrebbe rivelarsi lunga e costosa, b) atta a  spingere tutto il paese oggetto della misura ad adottare ritorsioni ancora più gravi vanificando  così del tutto l'accordo Cembureau, nel qual caso BC finirà per diventare il principale perdente.  Inoltre ciò è fondato sull'ipotesi che i nostri obiettivi non ottengano la protezione indiretta del  governo, ipotesi molto rischiosa nelle relazioni con le tormentatissime economie latine non  produttrici di petrolio. 5. Anche la garanzia della qualità sarebbe uno strumento vantaggioso ma potrebbe realizzarsi a un  costo relativamente basso. 6. 'abbandono della cooperazione nelle nostre esportazioni verso la Nigeria comporta anche una  responsabilità, ma possiamo fidarci dell'economia nigeriana o nella costante benevolenza dei  Coumantaros?» (61)La nota prosegue considerando due altri strumenti e formulando ipotesi sui  provvedimenti da adottare all'interno dell'impresa. 2) Nota interna, non datata, recante il titolo «Minacce di importazioni» (doc. 33126/11335-11337). (3) La nota recita: «Presupponendo che la politica di Cembureau relativa all'osservanza dei limiti  nei mercati nazionali regga e che le importazioni dalla Germania occidentale non si dimostrino  vantaggiose, resterebbero allora solo tre grandi minacce: 1. Partite di cemento sfuso presentate in sacchi, consegna per nave da 5 000 t in provenienza dalla  Germania orientale. 2. Sacchi, ivi compresi grandi sacchi, dalla Polonia. 3. Un grande imprenditore con una nave appoggio che usa imbarcazioni da 25 000 t a partire dai  porti Comecon dell'Europa meridionale. Qualche altra minaccia di modesta entità viene da piccoli produttori del nord della Spagna che  importano qui, ma le loro quantità, qualità e organizzazione sono limitate» (62). La nota prosegue con l'esame delle minacce dalla Germania orientale e dalla Polonia. (4) Nel corso di un accertamento effettuato conformemente all'articolo 14, paragrafo 2 del  regolamento n. 17/62, avvenuto a seguito della scoperta di queste due note di Blue Circle,  Cembureau è stato invitato a presentare, ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1 del citato  regolamento, un certo numero di documenti e, fra l'altro, «tutta la documentazione relativa  all'accordo Cembureau e/o principio Cembureau dell'osservanza dei limiti dei mercati nazionali  europei». In mancanza di documentazione scritta, vi preghiamo di descrivere il contenuto di detto  «accordo o principio». «(doc. 33126/11523-11524). Secondo la risposta di Cembureau» non esiste  alcun «Cembureau Agreement or Principle» né, a maggior ragione, alcun documento contenente regole  di applicazione. Laddove tale espressione ricorra in un documento, non si riferisce ad una qualche  pratica anticoncorrenziale, bensì al rispetto degli usi e della deontologia progressivamente emersi  dalle relazioni tra imprese e dall'evoluzione economica nei vari paesi» (doc. 33126/11525) (63). Rispondendo alla comunicazione degli addebiti in merito ad una procedura di applicazione  dell'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 17 (doc. 33126/13568-13573), Cembureau ha così  commentato la già citata nota interna di Blue Circle del 1o dicembre 1983: «Allegato 10. Questo documento non suscita osservazioni particolari da parte di Cembureau. Esso  proviene da una società cementiera e allude semplicemente alle norme di buon vicinato incoraggiate  da Cembureau. Il riferimento al Principio Cembureau inteso all'osservanza dei limiti dei mercati  nazionali europei riguarda un tipo di comportamento auspicato dai membri, ma non contenente di per  sé nessun vincolo né a fortiori sanzioni. Il riferimento a un accordo Cembureau sottintende lo  stesso principio e rinvia al rispetto degli usi e della deontologia progressivamente emersi dalle  relazioni tra imprese e dall'evoluzione economica nei vari paesi' (cfr. risposta alla domanda n. 2  posta dagli agenti della Commissione in occasione dell'accertamento del 15 novembre 1989)» (64). (5) Durante l'accertamento eseguito presso l'impresa greca Heracles, sono stati acquisiti al  fascicolo l'ordine del giorno e il verbale della riunione del consiglio direttivo del 15 giugno  1986. L'ordine del giorno della riunione contemplava, alla lettera «Delta) Varie e comunicazioni»  il punto «2. Ampliamento dell'attività di esportazione della società. Cartello Regno Unito» e alle  pagine 3 e 4, il verbale cita la dichiarazione in merito del presidente Kalogeropoulos: «Per quanto  riguarda le trattative con il cartello britannico, nel reagire alle esportazioni greche i  produttori britannici hanno il pieno sostegno degli altri produttori europei di cemento, poiché  esisteva ed esiste tuttora un'intesa di tutti i produttori europei di cemento in base alla quale  nessuno di loro deve intervenire all'interno delle frontiere nazionali degli altri, in modo che i  prezzi siano protetti e non subiscano riduzioni a causa della concorrenza, in particolare di quella  dei paesi contigui. Con quest'ottica e questa tattica negli ultimi 30 anni gli europei non hanno  mai dovuto far fronte ad una concorrenza attiva e a una riduzione dei prezzi» (doc.  33126/19875-19877). (6) Nella memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti (pag. 9) Cembureau ha sostenuto che  il suo commento in merito alla nota di Blue Circle del 1o dicembre 1983 «altro non era che una mera  'ipotesi' sul significato di espressioni attinte da documenti non provenienti da Cembureau» (65). La Commissione osserva che Cembureau ha fatto uso di espressioni che a sua volta considera pura  ipotesi nel quadro di una procedura e in un documento firmato dal suo direttore; ha pertanto avuto  modo di soppesare le frasi usate e il loro significato. Se tali frasi sono state scritte significa  che Cembureau ha certamente riconosciuto nelle espressioni adottate nel documento di Blue Circle le  regole di «buon vicinato» che ha a sua volta incoraggiato. Se il fine di Cembureau fosse stato  semplicemente di negare l'esistenza di un «principio o accordo Cembureau», non avrebbe espresso i  commenti citati. (7) Nelle memorie in risposta alla comunicazione degli addebiti (Cembureau pag. 23, FIC pag. 46,  CBR pag. 65, SFIC pag. 64), Cembureau e talune imprese hanno sostenuto che le due note di Blue  Circle provengono da una società che non è membro di Cembureau e che pertanto spetta a quella  società commentarle. Blue Circle ha commentato le due note (memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, punto  3.48): «In secondo luogo, la Commissione cita due note interne di Blue Circle scritte da Jeremy  Reiss che alludono al &lang;principio Cembureau dell'osservanza dei limiti dei mercati  nazionali&rang;. Non è chiaro che cosa intendesse il signor Reiss quando faceva riferimento al  &lang;principio Cembureau&rang; oppure all'&lang;accordo Cembureau&rang;. Non è escluso che abbia  usato tali espressioni come termini di gergo per indicare fatti economici che limitano naturalmente  la possibilità per il cemento di superare i confini fra i paesi produttori (cfr. precedente cap. 2  e Tomo II). Tali fatti economici non si applicano naturalmente allo stesso modo alle importazioni  dei produttori che, beneficiando di aiuti di Stato, sono in grado di vendere il cemento in dumping,  il che è oggetto delle due note di Reiss (fatto che la Commissione ignora deliberatamente nella  comunicazione degli addebiti)» (66). Blue Circle ha ragione di sostenere che la comunicazione degli  addebiti non cita i passaggi delle note che si riferiscono al problema delle importazioni dai paesi  terzi, nella fattispecie dai paesi dell'Est: tali passaggi non sono stati citati in quanto non  pertinenti all'oggetto della comunicazione degli addebiti. Comunque sia, i due documenti in  questione sono stati messi a disposizione di tutte le imprese interessate che hanno così avuto modo  di formulare le proprie osservazioni. Blue Circle non spiega il possibile nesso fra fatti economici  che limiterebbero naturalmente i flussi transnazionali fra i paesi produttori e le espressioni,  anche se «gergali», «accordo Cembureau» o «principio Cembureau». Per quanto attiene all'osservazione secondo cui i due documenti in causa emanerebbero da una  società che non è membro di Cembureau, è necessario ricordare anzitutto che, anche se i produttori  non sono direttamente membri di Cembureau, lo sono indirettamente attraverso la loro associazione  di categoria la quale, invece, aderisce a Cembureau e occorre inoltre menzionare la posizione  specifica di Blue Circle nei termini descritti nella memoria in risposta alla comunicazione degli  addebiti, punti 3.4 e 3.5: «In origine, Blue Circle è stato membro di Cembureau a titolo personale  assieme ad altri produttori del Regno Unito. Tuttavia, nel 1972 è stato deciso di sostituire la  partecipazione dei singoli membri con la loro associazione di vendita nel Regno Unito, Cement  Makers' Federation (CMF). La rappresentanza dell'industria cementiera del Regno Unito nei vari  comitati di Cembureau è stata decisa e approvata mediante votazione durante una riunione del  consiglio di CMF. Sir John Milne è stato designato a rappresentare i produttori del Regno Unito in  quanto Head Delegate presso Cembureau nella riunione del consiglio di CMF del 19 novembre 1975. Il  mandato di Sir John si è protratto fino al 1o maggio 1985, quando è stato nominato presidente di  Cembureau a partire dal giugno 1985. E' stato poi sostituito in quanto Head Delegate del Regno  Unito dal Dr. Gordon Marshall la cui nomina è stata approvata dal consiglio di CMF in data 1o  maggio 1985. Altre persone operanti nelle varie imprese del Regno Unito hanno rappresentato  l'industria nei diversi comitati di Cembureau» (67). Blue Circle, il cui presidente è stato per lungo tempo Head Delegate dell'industria cementiera  britannica presso Cembureau era dunque in grado di conoscere le attività di Cembureau e di scrivere  con cognizione di causa menzionando il «principio o accordo Cembureau». (8) Per quanto attiene alla dichiarazione del signor Kalogeropoulos, talune imprese (Blue Circle,  punto 3.46 della memoria; CBR, pag. 63-64 della memoria; Ciments Français, pag. 53 della memoria)  la considerano come una specie di giustificazione preventiva degli aiuti di Stato a suo favore;  secondo altre, (SFIC, pag. 64 della memoria) la dichiarazione «parla unicamente di 'un accordo o di  un principio relativo all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali europei', ma non cita  assolutamente Cembureau» (68); Aalborg sostiene che la dichiarazione del signor Kalogeropoulos va  considerata la frase di un politico chiamato a dirigere un'industria statale (verbale  dell'audizione del 3 marzo 1993, allegato VI, pag.7). Nella sua memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, pagine 16 e 17, punti 5 e 6,  Heracles ha così commentato la dichiarazione del signor Kalogeropoulos: «I riferimenti di  Kalogeropoulos al cartello britannico e al principio Cembureau hanno valore di ipotesi e  descrizione delle difficoltà incontrate dalla sua società all'esportazione. Il signor  Kalogeropoulos non fa nessuna constatazione dimostrata; d'altro canto, egli non era affatto in  grado di conoscere esattamente quanto stava succedendo e, d'altra parte, una reazione commerciale  vivace da parte dei concorrenti non costituisce automaticamente la prova dell'esistenza di un  cartello. Quel che è certo, invece, è che, anche qualora si riuscisse alla fine a dimostrare  l'esistenza di un cartello organizzato, questo evidentemente non ha funzionato nel caso delle  esportazioni greche, comunque effettuate ed aumentate negli anni successivi. In definitiva le  esportazioni verso il Regno Unito hanno ben avuto luogo. Lo stesso vale per le esportazioni verso  l'Italia, malgrado le vivaci reazioni dei produttori italiani. Le esportazioni sui mercati  comunitari hanno registrato un rapido aumento in termini di volume e di destinazioni».La Commissione osserva che il signor Kalogeropoulos si trovava nella stessa posizione di qualsiasi  alto dirigente chiamato ad assumere nuove mansioni. Come tale, sarà stato reso edotto dai suoi  collaboratori circa il contesto industriale e commerciale nel quale operava la sua impresa. La sua  dichiarazione di conseguenza è stata formulata in piena cognizione di causa in una sede ristretta  quale il comitato esecutivo della sua impresa e non in un luogo pubblico al fine di giustificare  nei confronti di terzi gli eventuali aiuti di Stato. 19. Riunioni dagli Head Delegates di Cembureau(1) Per il periodo 1983-85, sono note alla  Commissione cinque riunioni degli Head Delegates organizzate da Cembureau in data 14 gennaio 1983,  30 maggio 1983, 19 marzo 1984, 7 novembre 1984 e 10 giugno 1985. Il relativo ordine del giorno  suggerisce di prendere in considerazione in questa sede solo la prima, terza e quarta riunione. a) Riunione degli Head Delegates del 14 gennaio 1983(2) La lettera di convocazione di questa  riunione, datata 16 novembre 1982 e firmata da Gil Braz de Oliveira, membro delegato del comitato  esecutivo, lettera di cui Cembureau ha esibito le copie inviate a Aalborg e a Irish Cement (doc.  33126/11552-11553) dice testualmente: «Durante l'ultima riunione del comitato esecutivo tenuta il 5  novembre, è stato evocato un tema che, secondo il parere unanime dei membri, merita particolare  attenzione e giustifica una riunione straordinaria a livello di Head Delegates di Cembureau. Data  l'attuale congiuntura di calo generalizzato delle vendite sui mercati nazionali, i trasferimenti di  cemento fra paesi membri potranno avere conseguenze negative per la nostra industria se non saranno  adottate per tempo alcune opportune misure, come avviene per esempio negli scambi tra il Belgio e i  Paesi Bassi che saranno disciplinati da un protocollo di prossima pubblicazione nella Gazzetta  ufficiale CEE. A nome del presidente di Cembureau, Sig. Jean Bailly, ho l'onore  di comunicarvi la  data proposta per la riunione, ovvero il 14 gennaio dell'anno prossimo, alle ore 9.00, presso gli  uffici di Cembureau a Parigi. Questa riunione degli Head Delegates verrà preparata e orga nizzata  dal comitato esecutivo prima del termine  dell'anno in corso e confermata con congruo anticipo»  (69). (3) Il progetto di ordine del giorno datato 16 novembre 1982, (doc. 33126/11580) è stato inviato  per telex il 17 novembre 1982 al Sig. Van Hove, presidente del comitato di collegamento delle  industrie cementiere della CEE (doc. 33126/11559) invitandolo a formulare le sue osservazioni:  «Riunione degli Head Delegates, Parigi 14 gennaio 1983. Stiamo preparando l'ordine del giorno che  verrà discusso il 22 dicembre dal comitato esecutivo. Ecco un estratto della bozza per la quale il  Sig. Bailly gradirebbe sentire il Suo parere in merito alla formulazione del punto 2 che vorremmo  redigere in termini sufficientemente espliciti senza correre il rischio di suscitare reazioni:  (70)1. Importazioni dall'Europa orientale2. Scambi infraeuropeiA. Analisi della situazione1.  Dati2. Situazione dei prezzi - prezzi nazionali3. Motivazione e organizzazione degli scambi  transfrontalieri - Sviluppi previstiB. Possibili provvedimenti di controllo dell'interscambio1.  Supporto dei governi contro le pratiche di dumping2. Motivazione di accordi ragionevoli sui  prezzi. Intervento del comitato di collegamento3. Studi e seminari - dumping, redditività4. Altri  provvedimenti3. Condizioni del mercato mondiale4. Conclusioni e decisioni  (71)Dato che il  signor Bailly intende perfezionare l'ordine del giorno domani sera prima di partire per un lungo  viaggio all'estero, speriamo di ricevere i vostri commenti a stretto giro di telex» (72)Con telex  del 17 novembre 1982, il signor Van Hove ha così risposto (doc. 33126/11558): «Le seguenti  espressioni che figurano nel telex del 17 u.s. devono scomparire da tutti i documenti ufficiali:  (73)A. - 3 . . . . . . organizzazione degli scambi transfrontalieri. . . . B. - . . . controllo dell'interscambio2.Motivazione di accordi ragionevoli sui prezzi - Intervento  del comitato di collegamento. (74)Suggerisco di sotituire tale testo: - Sistema di formazione dei prezzi - teorie applicabili- Regole di concorrenza leale. (75)Colgo  l'occasione per suggerire di venir invitato in veste di presidente del C.L.C. per i problemi a  livello CEE e che il Belgio possa designare un'altra persona in qualità di Head Delegate».  (76)Alla riunione del comitato esecutivo del 22 dicembre 1982, «Il progetto di ordine del giorno  della riunione del 14 gennaio 1983 inviato prima della riunione viene approvato salvi alcuni lievi  ritocchi» (77) (doc. 33126/11656). A seguito dei suggerimenti del signor Van Hove, il progetto di  ordine del giorno è stato così formulato per quanto riguarda il punto 2 (doc. 33126/11656): «2.  Scambi infraeuropeiA. Analisi della situazione(i) Dati(ii) Situazione dei prezzi - prezzi  nazionali(iii) Motivazione e natura degli scambi - sviluppi previstiB. Possibili mezzi per  salvaguardare la lealtà degli scambi es. - Sostegno del governo contro le pratiche di dumping- Sistema di formazione dei prezzi - teori  applicabili- regole di concorrenza leale- Studi e seminari - dumping, redditività. (78)(4) Gli  Heads Delegates dei paesi attualmente membri della CEE presenti alla riunione erano i seguenti  (doc. 33126/11581): Belgio - A. Pestalozzi; Danimarca - O. Stevens Larsen; Francia - R. Poitrat;  Germania - P. Schuhmacher; Regno Unito - Sir J. Milne; Grecia - A.G. Tsatos e A. Canellopoulos;  Irlanda - D. Quirke; Italia - C. Cesareni e C. Pesenti; Lussemburgo - J.C. Tesch; Paesi Bassi - M.  Platschorre; Portogallo J. Toscano junior; Spagna - J. Bertrán; il comitato di collegamento delle  indutrie cementiere della CE era rappresentato del signor Van Hove e Cembureau del presidente  Bailly e dai signori Collins e Dutron, rispettivamente direttore e vicedirettore. (5) Dopo i ringraziamenti d'uso ai partecipanti, il «Progetto di relazione introduttiva del  presidente» recita testualmente (doc. 33126/11583-11585): «È utile ricordare in breve le circostanze che sono alla base della nostra riunione: - Da un lato, il signor Heiberg ha sollevato nel gruppo di coordinamento da lui presieduto il  problema del livello dei prezzi all'esportazione extra Cembureau e dei pericoli reali o potenziali  che ne potrebbero derivare. Il gruppo di coordinamento ha riconosciuto all'unaminità l'importanza  del problema raccomandandone la trattazione urgente da parte del comitato esecutivo. - D'altro canto, i nostri colleghi irlandesi mi hanno contattato per espormi i pericoli che  minacciano il loro mercato nazionale e sollecitare il mio interessamento. Ciò è alla base dei due  primi punti all'ordine del giorno dei nostri lavori: - importazioni dall'Est- scambi fra i membri- Durante la riunione del 5 novembre, il comitato  esecutivo ha preso atto dell'iniziativa irlandese e della raccomandazione formulata dal gruppo di  coordinamento. Consapevole dell'estrema importanza di tali questioni, ha immediatamente deciso di  organizzare un incontro degli Head Delegates, dedicando una riunione specifica il 22 dicembre alla  sua organizzazione nelle migliori condizioni. Ecco perché ho ritenuto utile invitare oggi anche i membri del comitato esecutivo che non sono Head  Delegates. Terrei ora a precisare con molta chiarezza obiettivo e portata delle nostre discussioni: - Si tratta prima di tutto di presentare, con il vostro aiuto e con la massima chiarezza, i dati di  cui disponiamo nei tre settori considerati. - Saremo così in grado di valutare i rischi che possono derivare dall'espansione di alcune  importazioni unita alla marcata riduzione di alcuni prezzi prima che tale fenomeno abbia avuto il  tempo di assumere grande dimensione e gravità. - Evidentemente in questa sede non si tratta di prendere decisioni di carattere collettivo, né di  valutare una situazione di cui abbiamo preso atto, né di svolgere un ruolo di arbitrato ma, sempre  con il vostro aiuto, di esaminare possibili soluzioni capaci di attenuare l'andamento dei mercati e  di proporre, al meno a livello di principi, alcune regole del gioco che è nostro interesse  rispettare. - Da tutti voi ci aspettiamo poi che vi sentiate incoraggiati da tali scambi di opinioni a  diffondere intorno a voi parole di saggezza e che siano organizzati, ogni qualvolta ciò si renda  necessario, dialoghi bilaterali o multilaterali nei singoli casi. - In questa fase, Cembureau si limiterà a prestarvi la massima assistenza, in particolare a livello  di documentazione. Passeremo ora in esame i 3 punti all'ordine del giorno che vi saranno presentati e illustrati dai  direttori di Cembureau e da me personalmente. E' superfluo dire che non vi saranno resoconti delle nostre discussioni. Prevediamo di concludere la riunione verso le 13.00 o le 13.30; per coloro che lo desiderano è  stata prevista una colazione (richiedere il numero di partecipanti). Qualora qualcuno di voi ritenesse opportuno proseguire le discussioni in gruppi ristretti, i locali  di Cembureau sono naturalmente a vostra completa disposizione» (79). (6) Per quanto riguarda il punto 2, il promemoria per la conduzione della riunione dice  testualmente (doc. 33126/11578-11579): «Scambi intra-Cembureau. ore 11.00 - Presentazione da parte del signor Dutron della documentazione distribuita sulle  importazioni e sul livello dei prezzi. - Contributo del signor Dempsey sulla particolare situazione del suo paese, per la quale in parte è  stata convocata la riunione. ore 11.15 - A. Analisi della situazione da parte dei presentiore 11.45 - B. Inventario degli  strumenti disponibiliIntervento del signor Van Hove sui sistemi di formazione dei prezzi. Intervento del signor Schrafl sugli studi in materia di dumping e redditività». In fondo a pagina 2 si precisa «ore 13.15./.13.30 - Chiusura della riunione che non sarà  verbalizzata» (80). Fra la documentazione consegnata da Cembureau non figura nessun verbale né resoconto di riunione.  Il materiale comprende testi preparatori della riunione, tabelle, diapositive, note manoscritte  (doc. 33126/11560-11577, 11587-11633). (b) Riunione degli Head DelegatesPER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0815.2del 19 marzo 1984(7) Questa riunione è stata convocata con  lettera di Cembureau del 22 febbraio 1984 (doc. 33126/11714 e 11730). La lettera di convocazione conteneva in allegato tabelle sulle importazioni dai paesi dell'Est,  dati sulle produzioni, consegne interne, importazioni, esportazioni e consumi dei paesi membri di  Cembureau, nonché un diagramma munito di nota esplicativa sulla situazione dei prezzi (doc.  33126/11715 e 11717-11727). Il diagramma e la nota esplicativa sono stati citati al precedente paragrafo 16/a. (8) Gli Head Delegates dei paesi attualmente membri della CEE presenti alla riunione erano i  seguenti (doc. 33126/11699-11700): Belgio - J. Van Hove; Danimarca - O. Stevens Larsen; Francia -  B. Collomb;  Germania - A. von Engelhardt; Regno Unito - Sir J. Milne; Grecia - A. Canellopoulos;  Irlanda - D. Quirke; Italia - A. D'Agostino; Lussemburgo - J.C. Tesch; Paesi Bassi W M.  Platschorre; Portogallo V. Teixeira Lopo; Spagna - J. Bertran; Cembureau era rappresentato dal  presidente J. Bailly e dai signori H. Collis e P. Dutron, rispettivamente direttore e  vicedirettore. (9) Il memorandum all'attenzione del presidente del 15 marzo 1984 (doc. 33126/11728 11729), elenca  i punti all'ordine del giorno della riunione: «1. Importazioni provenienti dai paesi dell'Europa  orientale; 2. Situazione del mercato europeo; 3. Situazione del mercato mondiale». Il punto «2.  Situazione del mercato europeo» contiene i seguenti suggerimenti: «Questa parte della riunione è  presieduta dal Sig. Bailly. - Osservazioni sulla tabella che riassume la situazione in materia di prezzi: - I livelli dei prezzi indicati sono approssimativi ma pur sempre significativi. - Di regola, i prezzi si intendono franco stabilimento ad esclusione di Austria e Gran Bretagna e,  in misura minore, Belgio e Paesi Bassi. - Lo scarto fra i valori estremi resta di 1 a 2 e costituisce inevitabilmente una tentazione. - E' perciò auspicabile ridurlo progressivamente, in particolare aumentando i prezzi più bassi (  2/3 della produzione è venduto a meno di 50 USD, vale a dire molto meno dei prezzi interni  giapponesi e americani) e allo stesso tempo contenendo l'evoluzione dei prezzi elevati. - Osservazioni sulla tabella contenente le importazioni ed esportazioni dei paesi membri: - Promemoria: le discussioni non vertono sugli scambi tra Stati di tipo tradizionale o anzi  strutturale, come per esempio nel caso delle esportazioni dalla Germania e dal Belgio verso i Paesi  Bassi. - Le difficoltà sono sempre: - le esportazioni dalla Germania verso la Gran Bretagna e l'Irlanda. - le esportazioni dalla Francia verso la Germania. - le esportazioni dalla Spagna verso l'Irlanda e la Gran Bretagna. - cui si è aggiunto un problema emerso di recente, cioè le esportazioni dall'Italia verso la  Svizzera. - Interpellare poi singolarmente i partecipanti» (81). (10) Le note prese su questa riunione, datate 2 aprile 1984 (doc. 33126/11733-11737), riferiscono  le discussioni e gli interventi sui tre punti all'ordine del giorno. Le note riportano anche le discussioni svoltesi sul punto 2 dell'ordine del giorno «Situazione del  mercato europeo»: «La tabella contenente l'ordine di grandezza dei prezzi del cemento (in linea di  principio franco stabilimento) nei paesi membri nonché in Giappone e negli Stati Uniti suscita un  certo numero di osservazioni: - Regno Unito: Se il cliente avesse la possibilità di prelevare il cemento in stabilimento, il prezzo della merce  sfusa sarebbe di ca. 54 USD al netto delle spese di trasporto che costituiscono il 17-18% del  prezzo di vendita caricato dall'industria cementiera. - Svezia: Il prezzo franco stabilimento dovrebbe essere inferiore di circa il 20% al valore indicato. - Finlandia: Dato che il contenuto minimo di clinker del cemento finlandese è dell'85%, forse sarebbe meglio  iscrivere la Finlandia alla colonna &lang;p&rang; del Portland puro. Conclusioni: Benché i dati rilevati non siano perfettamente paragonabili, date le differenze in materia di  quotazioni, si è deciso che la presentazione visiva della gamma dei  prezzi era un metodo efficace  per mettere in risalto le potenziali cause di conflitto esistenti. Una più ampia circolazione di un documento di questo genere sarebbe tuttavia inopportuna dato il  rischio di interpretazioni errate cui potrebbe dare adito. Inoltre, non vi compaiono gli effetti di  consistenti variazioni dei cambi. Se si volesse precisare tali dati indicando i prezzi praticati dalle società cementiere al posto  dei prezzi ufficiali comunicati dai membri, ciò potrebbe essere considerato contrario alle  regolamentazioni del Mercato comune. La discussione verte in seguito sulla tabella contenente tutti i dati statistici per il 1983, nella  fattispecie i movimenti commerciali fra i paesi membri, e dà luogo ai seguenti interventi: - Belgio: Richiama l'attenzione sul fatto che, se una parte delle esportazioni di cemento della Germania  verso i Paesi Bassi ha effettivamente carattere strutturale e tradizionale, da vari anni si  verificano anche esportazioni \qselvagge\w complementari verso i Paesi Bassi e il Belgio. Dato che  le precedenti discussioni degli Head Delegates non hanno modificato tale situazione, ritiene utile  discutere il problema in seno a Cembureau. Il presidente ricorda che la decisione di convocare la  riunione in corso è stata presa all'unanimità durante l'ultima riunione del comitato esecutivo e  chiede il parere degli altri membri. - Spagna: Ritiene imperativo portare avanti scambi di opinioni in materia, in mancanza dei quali la Spagna  sarebbe propensa a uscire da Cembureau. - Regno Unito: Se non si riuscisse a trattare un problema del genere a tale livello, ne andrebbe dell'avvenire di  Cembureau. - Svizzera: Dev'essere possibile discutere in questa sede di detti problemi e in tale contesto segnala che la  vertenza fra la Svizzera e l'Italia è in via di soluzione. - Irlanda: Trattandosi del paese che ha suscitato tali discussioni, l'Irlanda ha il dovere di chiedere che  queste proseguano, in quanto già di grande utilità per calmare le tensioni in Irlanda. -Italia: Cembureau deve essere un foro nel quale gli industriali devono poter prendere pieno atto dei  problemi fondamentali. Conclusioni: La pressione dovuta agli scambi tra membri si è nettamente attenuata grazie al miglioramento dei  contatti bilaterali. Le quantità esportate evidenziano una certa diminuzione, ma persiste la  minaccia proveniente dagli outsiders» (82). (11) Oltre ai documenti sopra citati, il fascicolo relativo alla riunione degli Head Delegates del  19 marzo 1984 conteneva: lettera del 20 gennaio 1984 con cui Bailly, presidente di Cembureau  informa Bertrán, presidente di Asland, della sua volontà di raggiungere una composizione amichevole  del problema delle esportazioni spagnole verso il Regno Unito e l'Irlanda (doc. 33126/11697); nota  del 13 marzo 1984 intitolata: «Esportazioni di cemento dall'Italia in Svizzera - Resoconto di una  conversazione telefonica con D'Agostino» (doc. 33126/11698); lettere del 16 febbraio 1984 di  Bailly, presidente di Cembureau, a Bertran, presidente di Asland, e Canellopoulos, Managing  Director di Titan, in cui viene menzionato il problema dei rapporti tra Cembureau e l'Export Policy  Committee (doc. 33126/11701-11702); nota manoscritta su Export Policy Committee (doc. 33126/11703);  verbale della riunione di European Cement Export Committee del 7 dicembre 1983 (doc.  33126/11704-11713); nota manoscritta «Export Cooperation-Jan. 84» (doc. 33126/11732). c) Riunione degli Head Delegates del 7 novembre 1984(12) Questa riunione, convocata con lettera  del 17 ottobre 1984 (doc. 33126/11748), aveva il seguente ordine del giorno (doc. 33126/11749): «1. Importazioni dall'Europa dell'Est- Situazione attuale e previsioni- Attività dei  rivenditori- Denunce anti-dumping e misure2. Sviluppo del mercato mondiale- Progressi nella  cooperazione tra i produttori europei- Possibile impatto del cemento dell'Europa dell'Est sui  mercati mondiali- Sviluppi della situazione medio-orientale (83). E' stata preparata una bozza di preambolo per la riunione (doc. 33126/11751). (13) Gli Head Delegates dei paesi attualmente membri della CEE presenti alla riunione sono stati i  seguenti (doc. 33126/11752): Belgio - J. Van Hove; Danimarca - O. Stevens Larsen; Francia - B.  Collomb; Germania - P. Schuhmacher; Regno Unito - Sir J. Milne; Grecia - A. Canellopoulos; Irlanda  - D. Quirke; Italia - C. Cesareni; Lussemburgo - J.-C. Tesch; Portogallo - V. Teixeira Lopo; gli  Head Delegates di Spagna e Paesi Bassi hanno dichiarato di non poter intervenire; Cembureau era  rappresentata dal suo presidente J. Bailly e da Collis e Dutron, rispettivamente direttore e  vice-direttore. (14) Le «Summary notes» del 12 novembre 1984 (doc. 33126/11754-11755) riassumono brevemente il  dibattito sui vari punti all'ordine del giorno:  «Importazioni dall'Europa dell'Est. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Sviluppi del mercato mondialeSituazione attuale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Accordo greco-spagnolo (84)Tale accordo è unanimemente considerato una condizione irrinunciabile  per ottenere migliori prezzi all'esportazione ed evitare una destabilizzazione in Europa. Le  trattative tra quattro società spagnole e tre greche sono proseguite per vari mesi, anche se non è  stata riferita la dinamica delle discussioni. Sono stati raggiunti alcuni risultati, ma fino ad ora  non è stata riscontrata alcuna conseguenza sui prezzi. Sono state anche avviate trattative con  Giappone e Corea. Tuttavia, l'impressione generale è che il problema fondamentale sia raggiungere  un accordo definito tra i maggiori esportatori europei. Il cemento dell'Europa dell'Est sui mercati mondiali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Rivenditori. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Conclusioni generaliLa situazione era seria ed i prezzi all'esportazione troppo bassi. In Europa  ed Estremo-Oriente esisteva una sovrapproduzione che va utilizzata in modo responsabile. E' positivo che l'industria del cemento greca e spagnola abbiano cercato di raggiungere un accordo  e gli altri paesi membri sono disposti a dare loro pieno appoggio nel caso lo richiedessero. Gli  eventuali quantitativi di modesta entità provenienti da altri paesi non dovrebbero perturbare il  mercato se tra i partner regnasse la fiducia reciproca.» (85)(15)Oltre ai documenti sopra citati,  il fascicolo relativo alla riunione degli Head Delegates del 7 novembre 1984 conteneva: dieci telex  (doc. 33126/11739-11747 e 11750); una nota manoscritta di due pagine «Projected Meeting 7.11.84 -  Information to be collected about traders» (doc. 33126/11756-11757); nota manoscritta «Preparation  Meeting Head Delegates 7. 11. 1984» (doc. 33126/11758); nota manoscritta che riporta forse  conversazioni telefoniche con Milne (17/9) sui colloqui tra produttori greci e spagnoli, con Milne  (13/9) sui prezzi nella zona di Belfast, con Heiberg e Bertran (17/9) sulle importazioni  dall'Europa dell'Est (doc. 33126/11759); nota manoscritta di 13 pagine (manca pagina 4) che sembra  un resoconto telegrafico del dibattito della riunione degli Head Delegates (doc.  33126/11762-11773); note, tabelle ed elenchi sulle importazioni da paesi terzi (doc.  33126/11760-11761, 11774-11789). CAPITOLO 4I rapporti bilaterali o multilaterali tra i  produttori dei paesi comunitari20. Francia - Italia(1) La situazione degli stabilimenti situati  nella zona frontaliera tra Francia ed Italia è la seguente: vicino Cuneo, Buzzi possiede uno  stabilimento a Robilante ed Italcementi a Borgo S. Dalmazzo; Unicem aveva fino al 1987 uno  stabilimento a Morano Po (vicino Alessandria); nei dintorni di Nizza, Lafarge ha uno stabilimento a  Contes - Les-Pins e Vicat ne ha uno a Grave-de-Peille; Lafarge ha uno stabilimento a La Malle nella  regione di Bouches-du-Rhône e Ciments Français à Ranville; Ciments Français ha uno stabilimento nel  Gard a Beaucaire. (2) Nel periodo preso in considerazione, le tariffe dei produttori italiani sono circa il 20%  inferiori rispetto a quelle dei produttori francesi. (3) Lafarge-Buzzi. Il 26 novembre 1988, ha avuto luogo un incontro tra Emanuele Buzzi e Pierre  Saint-Hillier di Lafarge. Il resoconto di questo incontro, redatto da Lafarge, riferisce il  contenuto del dibattito come segue (doc. 33126/6857/bis): «Sono stati affrontati vari argomenti: 1. Francia del SudEmanuele si è reso conto (a seguito del colloquio con G. Liduena) che esistevano  tre possibilità: - Realizzare una unità produttiva di clinker in prossimità dell'acqua- Realizzare un impianto per  la macinazione- Chiudere la fabbrica. Negoziare la quota di mercato. Costituzione di una società  per la fornitura del prodotto proveniente da La Malle o da Robilante oppure prodotto di  importazione (proveniente ad esempio dalla Grecia). Io gli ho detto che non c'era fretta poiché avevamo ancora 15-20 anni di riserve. Il problema  principale era la licenza d'esercizio. La posizione di Buzzi: - Il mercato appartiene a Ciments Lafarge- Non intende andare sulla Costa Azzurra per perturbare  il mercato.Ha solo 2 o 3 clienti da vent'anni. - La guerra è inutile- Occorre concludere accordi per evitare conflitti- Disposto a prendere in  considerazione un'attività comune» (86)Questo resoconto riferisce le manifestazioni della volontà  di ripartirsi il mercato della Côte d'Azur e di dividersi a medio ed a lungo termine le fonti di  approvvigionamento del cemento. (4) Société des Ciments Français - BuzziIl 17 marzo 1988, Ciments Français ha trasmesso il  tariffario in vigore a partire dal 2 marzo 1987. Nella nota di accompagnamento si legge: «In  risposta al telex odierno, vi trasmettiamo in allegato le nostre tabelle dei prezzi franco fabbrica  per il cemento in sacchi e sfuso. Il calendario delle revisioni dei prezzi non è stato al momento  ancora deciso, ma si prevede un aumento medio dell'1%-1,5% rispetto all'anno in corso» (87) (doc.  33126/11982-11987). (5) Vicat-BuzziA seguito della richiesta di Buzzi (doc. 33126/11974), l'11 maggio 1983 Vicat ha  trasmesso a Buzzi il tariffario applicabile a partire dal 1o giugno 1983 (doc. 33126/11973) e Buzzi  ha trasmesso lo stesso giorno ed il 16 maggio 1983 a Vicat per telex i prezzi praticati franco  fabbrica (Robilante) a partire dal 28 febbraio 1983 (doc. 33126/11975/11977). Il 23 aprile 1986,  Buzzi ha inviato il seguente telex a Vicat (doc. 33126/6144): «Ci giungono richieste di forniture  di cemento, oltre che da Nizza, anche da Tolone. Abbiamo già dato risposta negativa a tutte ed  intendiamo continuare a  farlo. Sappiamo che recentemente i Vs/prezzi sono aumentati. Gradiremmo  conoscere: i prezzi, franco fabbrica, per merce sfusa e in sacchi, qual è stata la percentuale di  aumento. Se ci sono previsioni di altri aumenti nell'anno. I nostri prezzi, dal marzo 1986, sono:  (illeggibile) Lire/tonn. (illeggibile) franco fabbrica. (illeggibile) Lire/tonn. 81.EPP Franco  fabbrica (illeggibile). La percentuale di aumento è stata del 4,5 per cento circa.  Prevediamo/speriamo altro aumento settembre 3 per cento» (88). Vicat ha trasmesso a Buzzi il  relativo tariffario applicabile dal 1 ° luglio 1986 (doc. 33126/11971), sul quale Buzzi ha annotato  in alto: «+6,3% sulla merce sfusa rispetto al marzo 1986; +18,79 per la merce in sacchi». (6) La Commissione ritiene che Ciments Français, con la trasmissione del tariffario e delle  previsioni di aumento dei prezzi, e Vicat con l'invio del tariffario volessero permettere a Buzzi  di allineare i suoi prezzi per le vendite di cemento in Francia con quelli da loro praticati. La  Commissione ritiene altresì che la comunicazione con cui Buzzi ha informato Vicat di aver rifiutato  commesse per forniture di cemento provenienti dalla Francia del Sud e di avere l'intenzione di  continuare a farlo, si inserisca nel quadro di una ripartizione del mercato della Francia del Sud. (7) Le imprese francesi in questione ritengono che per motivi economici, in particolare a causa del  costo del trasporto, il mercato vicino alla frontiera italiana non sia per loro interessante. Buzzi sostiene che, malgrado gli ostacoli (costo del trasporto, dogana, diversa qualità del cemento  italiano e francese) che ha dovuto superare e nonostante avesse avuto la possibilità di  commercializzare la propria produzione su mercati più vicini e redditizi, dalla fine degli anni '60  ha esportato «interessanti quantità» di cemento nella Francia del Sud. Ha fatto notare che se  avesse avuto accordi con i produttori francesi, non avrebbe affrontato tali ostacoli per crearsi un  mercato in Francia. Il fatto di aver intrapreso il difficile compito di esportare dimostra la piena  autonomia d'azione di Buzzi che obbedisce unicamente alla logica imprenditoriale di chi cerca nuovi  mercati. Buzzi afferma inoltre di aver praticato prezzi più bassi di quelli indicati nei tariffari  che gli erano stati inviati dai produttori francesi. Dai dati contenuti nella memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, pagina 15, risulta  che le vendite di cemento di Buzzi in Francia sono aumentate fino al 1986 per poi cominciare a  scendere a partire dal 1987. Secondo Buzzi, il crollo delle vendite in Francia sarebbe stato  causato dall'acquisizione da parte di produttori di cemento francesi di due suoi clienti  importanti. La Commissione non contesta il fatto che Buzzi abbia potuto perdere clienti importanti,  ma deve pur constatare che questo produttore ha rifiutato forniture di cemento a nuovi clienti, che  ha comunicato a Vicat, con telex del 23 aprile 1986 di aver rifiutato taluni ordini e di voler  continuare a farlo, che ha manifestato a Lafarge, in occasione del colloquio del 26 novembre 1988,  la propria intenzione di non perturbare il mercato della Francia del Sud e di voler mantenere  unicamente i propri clienti attuali. La riduzione delle vendite di cemento di Buzzi in Francia a  partire dal 1987 è quindi da attribuire alla concertazione tra questo produttore ed i produttori  francesi Vicat e Lafarge. Quanto al fatto che Buzzi avrebbe venduto in Francia praticando prezzi inferiori a quelli indicati  nei tariffari dei produttori francesi, basta ricordare che ciò è giustificato dal fatto che le  classi di resistenza dei cementi «Portland» venduti da Buzzi in Francia (classi 325 e 425) sono  inferiori a quelle dei corrispondenti cementi fabbricati e venduti dai produttori francesi (classi  350 e 450). 21. Spagna - Portogallo(1) Tra il 1985 ed 1989, i produttori portoghesi Cimpor e Secil e  l'associazione dei produttori spagnoli Oficemen hanno tenuto varie riunioni per discutere delle  importazioni di cemento, in particolare dal Portogallo verso la Spagna, determinate dalle  differenze di prezzo tra i due paesi. Oficemen è stato rappresentato dal suo presidente coadiuvato  da due membri del consiglio direttivo. (2) Il 22 luglio 1985, in base al resoconto di Cimpor (doc. 33322/155-157), le ue parti hanno  deciso quanto segue: «I presenti, che possono essere considerati i rappresentanti dei produttori di  cemento di Spagna e Portogallo, hanno manifestato la loro adesione inequivocabile al principio  secondo il quale non dovevano esistere correnti di scambio di cemento dalla Spagna verso il  Portogallo e viceversa, a meno che non fossero volute e controllate dall'industria cementiera dei  due paesi. Riconoscono però che tale posizione di accordo inequivocabile non impedisce l'intervento  di &lang;erzi&rang; (distributori, dettaglianti, consumatori, trasportatori) che possano chiamare  in causa le intenzioni delle due parti senza che queste possano esercitare un controllo efficace.  Nel caso in cui si verificassero tali situazioni, le due parti devono procedere a franchi scambi di  informazioni al fine di trovare una soluzione al problema» (89). Dopo avere ricordato che le  correnti di scambio del cemento sono incoraggiate dalle differenze di prezzo tra Spagna e  Portogallo, la speranza che i prezzi portoghesi aumentino del 10% in ottobre, e le difficoltà che  le norme della concorrenza della Comunità europea e dei due paesi potevano suscitare nei confronti  delle loro decisioni, le parti hanno deciso di riesaminare la situazione nell'ottobre 1985. La  Commissione non dispone di elementi circa riunioni tenute in ottobre; tuttavia, secondo un  documento di Hispacement (doc. 33322/2901) a dicembre è stata tenuta una riunione: «Bortago mi  segnala che i presidenti delle società produttrici di cemento portoghesi si sono riuniti negli  uffici di Oficemen con i loro omologhi spagnoli nel dicembre dell'anno scorso e che in  quell'occasione è stato deciso di sospendere ogni esportazione da un paese all'altro. Mi conferma  che Secil è fermamente deciso a dare esecuzione a questo accordo. Mi dice che recentemente Cimpor  ha ricevuto molte richieste di esportare in Spagna nella zona di Extremadura, richieste che hanno  certo tentato Cimpor, che fino ad oggi ha però resistito in considerazione del danno che ne sarebbe  derivato per le industrie del cemento dei due paesi» (90). (3) Secondo il resoconto della riunione del consiglio direttivo di Oficemen (doc. 33322/1311 e  1314), il 20 gennaio 1986 ha avuto luogo un'altra riunione tra Oficemen, Cimpor e Secil il cui  oggetto sono stati i reciproci scambi di informazioni riguardo all'evoluzione delle esportazioni di  cemento tra i due paesi. Nel corso di questa riunione, i produttori portoghesi hanno comunicato a  Oficemen che i prezzi portoghesi erano aumentati di 650 escudos/tonnellata e le due parti hanno  deciso di scambiarsi informazioni sulle esportazioni di cui fossero venute a conoscenza. (4) Un'altra riunione ha avuto luogo il 23 gennaio 1987. Sono stati redatti due resoconti della  riunione: uno manoscritto in portoghese (doc. 33322/162-166) ed un altro in spagnolo (doc.  33322/1406-1408). Da questi resoconti risulta che: i produttori spagnoli hanno manifestato la loro  preoccupazione riguardo all'aumento delle esportazioni di cemento portoghese in sacchi  nell'Extremadura e all'inizio di esportazioni di cemento portoghese sfuso in Galizia; i produttori  portoghesi hanno attribuito questo flusso alle differenze di prezzo che non tengono conto della  diversa qualità dei cementi portoghesi e spagnoli ed hanno proposto come soluzione a medio termine  una politica di aumento dei prezzi del cemento portoghese e come soluzione a breve termine una  strategia mirante a scoraggiare gli operatori portoghesi che effettuano esportazioni  trasfrontaliere. (5) In occasione della riunione del 6 marzo 1987, di cui esiste un resoconto in spagnolo (doc.  33322/1410-1412), i temi in discussione sono stati principalmente due: il prezzo del cemento  portoghese in relazione alle esportazioni in Spagna; il cemento portoghese P-300 che non  corrisponde ai requisiti fissati dalle norme spagnole ed il cui utilizzo dovrebbe essere vietato  dalle autorità di questo paese. In occasione di tale riunione, i produttori portoghesi hanno  trasmesso ai loro colleghi spagnoli l'elenco degli operatori spagnoli che avevano chiesto di  conoscere le loro quotazioni per il cemento (doc. 33322/172) ed è stata esaminata la situazione  delle esportazioni di cemento portoghese in Spagna per ciascun varco confinario (Valencia de  Alcántara, Badajoz, Tuy) e per ogni mese del 1986 e per gennaio-febbraio 1987 (doc. 33322/170). (6) Nessun resoconto delle riunioni successive, che risultano dai documenti seguenti, è stato  rinvenuto nel corso degli accertamenti: - La riunione del 25 giugno 1987 risulta dal documento di Cimpor «Programa de Acção Conjunta» (doc.  33322/79); - Le riunioni del 10 novembre 1987, 5 febbraio 1988, 21 aprile 1988, 10 maggio 1988 e 27 luglio  1988 risultano dai documenti di Cimpor «Programa de Acção Conjunta» (doc. 33322/rispettivamente  pagg. 84, 85, 88, 89, 90) e dai telex e dalle note in cui venivano comunicati i nomi dei  partecipanti (doc. 33322 pagg. 160, 161, 270-276, 158-159, 1397-1399); - Le riunioni del 28 ottobre 1988, 12 gennaio 1989, 23 febbraio 1989, 24 aprile 1989 risultano dai  documenti di Cimpor «Programa de Acção Conjunta» (doc. 33322/rispettivamente pagg. 92, 93, 95,  96). (7) Nel corso di queste riunioni sono stati esaminati i dati riguardanti la situazione mensile  delle esportazioni di cemento portoghese in Spagna per ogni varco confinario (doc. 33322/162, 177,  181, 252). (8) Tutta una serie di telex inviati tra il 1988 ed il 1989 (doc. 33322/485-486, 493-495, 512-513,  530-532, 537-538, 549-550) mostrano che Cimpor ha rifiutato qualsiasi richiesta di cemento  proveniente dalla Spagna con la formula standard «non abbiano disponibilità per l'esportazione». Un commerciante spagnolo, Tracoisa, che si è visto rifiutare la fornitura di cemento destinato solo  in parte alla Spagna (doc. 33322/512-513, 566-567), ma anche al BENELUX (doc. 33322/527-529), ha  inviato il 13 marzo 1989 il seguente telex a Cimpor: «Se le esportazioni verso la Spagna non  possono nemmeno essere prese in considerazione a causa degli accordi bilaterali tra i produttori  spagnoli e portoghesi, non discutiamo, ma fateci almeno conoscere le vostre disponibilità per altri  mercati»  (91). Mentre ha rifiutato di vendere in Spagna, Cimpor ha invece accettato negli anni 1988-1989 di  soddisfare domande puntuali di cemento, non legate perciò a contratti di lunga o breve durata, per  le seguenti destinazioni: Africa (doc. 33322/516-517, 525-526, 533-536); Guinea (doc.  33322/496-511, 554-556); Senegal (doc. 33322/551-553); Libia (doc. 33322/490-492, 546-548);  Madagascar (doc. 33322/539-541, 571-574); Porto Rico (doc. 33322/543-545); Stati Uniti (doc.  33322/523-524); Antille (doc. 33322/514-515). (9) Da quanto esposto in questa sede risulta che i produttori portoghesi ed i produttori spagnoli  rappresentati dalle rispettive associazioni miravano a controllare le esportazioni di cemento tra i  due paesi iberici e ad arrivare quindi ad una ripartizione del mercato. (10) Secondo le parti, le riunioni tra i produttori portoghesi ed Oficemen non avevano lo scopo di  impedire le correnti di scambio del cemento tra i due paesi, ma di esercitare un controllo sul  rispetto delle norme spagnole riguardo all'utilizzo del cemento e di porre rimedio alle differenze  artificiose tra i prezzi. Secondo la legislazione portoghese (decreto n. 208/85), in questo paese possono essere utilizzati  cementi della classe 30 e della classe 40; la legislazione è stata modificata nel 1991 e le nuove  disposizioni prevedono le classi di cemento 32,5 e 42,5. La legislazione spagnola, invece, prevedeva le classi di cemento 35, 45, 55 (decreto 1964/75); il  decreto 1312/88 del 28 ottobre 1988 pubblicato sul BOE del 4 novembre 1988 ha approvato nuove norme  tecniche con classi di cemento da 25 a 55 ed ha reso obbligatoria (decreto 1313/88 del 28 ottobre  1988, pubblicato sul BOE del 4 novembre 1988) l'omologazione del cemento utilizzato in Spagna per  ottenere calcestruzzo e malta di cemento destinati alla produzione di prodotti prefabbricati. Secondo Oficemen, ed in base a quanto risulta dal resoconto della riunione del 6 marzo 1987, i  cementieri spagnoli cercavano di evitare che in Spagna circolasse cemento non conforme alla  legislazione spagnola e fosse chiamata in causa la responsabilità dei produttori spagnoli nel caso  in cui il cemento portoghese fosse stato mescolato con cemento spagnolo. (11) Le osservazioni delle parti suscitano i seguenti commenti. Mentre il decreto spagnolo n. 1312/88 del 28 ottobre 1988 dispone in maniera inequivocabile che le  prescrizioni tecniche stabilite per il cemento si applicano a tutte le opere, commissionate sia da  enti pubblici che da privati, il decreto n. 1964/75 non è altrettanto chiaro in quanto dispone che  «a partire dall'entrata in vigore non potranno essere oggetto di appalti o contratti le opere, i  lavori o i servizi che prevedano l'utilizzo di cemento non rispondente alle prescrizioni riportate  in allegato». Ad ogni modo, qualunque sia l'interpretazione data ai decreti in questione ai fini della loro  applicazione, spetta alle autorità pubbliche farli applicare e non a imprese o associazioni private  che non hanno ricevuto al riguardo alcun potere delegato. Il decreto spagnolo n. 1964/75 prevedeva, indipendentemente dall'interpretazione data al suo campo  d'applicazione, l'utilizzo di cemento almeno della classe 35; nulla impediva quindi l'utilizzo di  cemento portoghese della classe 40. Il resoconto della riunione del 22 luglio 1985 (doc. 33322/155-157) menziona la risoluzione secondo  cui «. . . non dovevano esistere correnti di scambio di cemento dalla Spagna verso il Portogallo o  viceversa a meno che non fossero volute o controllate dall'industria cementiera dei due paesi». Se  è vero quanto affermano le parti, e cioè che la loro grande preoccupazione era evitare che  circolasse cemento non rispondente alle norme di un paese, non si capisce come il fatto che gli  eventuali flussi fossero controllati o voluti dall'industria cementiera dei due paesi avrebbe  potuto rendere il cemento esportato conforme alle norme del paese di destinazione. Inoltre, ciò non  basta a spiegare la ragione del controllo delle eventuali esportazioni dalla Spagna verso il  Portogallo, dal momento che il cemento spagnolo è almeno della classe 35 e quindi superiore alla  classe 30 portoghese. Dai documenti di Hispacement (doc. 33322/2901) risulta che Secil era fermamente deciso a dare  esecuzione all'accordo di non esportare da un paese all'altro e che Cimpor ha resistito alla  tentazione di farlo malgrado le domande di cemento provenienti dalla Spagna. Se le imprese  portoghesi sono fermamente decise a resistere alla tentazione di esportare è perché è possibile  esportare, altrimenti il problema della tentazione non sarebbe nemmeno sorto. Oficemen sostiene che l'aumento delle esportazioni portoghesi che sono passate da 2 439 t nel 1986  a 28 999 t del 1987 ed a 75 427 t nel 1988 e il loro successivo crollo a 2 715 t nel 1989, ed 83 t  nel 1990 a seguito dell'entrata in vigore dei decreti n. 1312 e 1313/88 dimostrano che non sono mai  esistiti accordi tra i produttori portoghesi ed Oficemen per impedire le esportazioni di cemento.  L'aumento delle esportazioni non basta a smentire quanto è stato constatato in base alla  documentazione. Il crollo delle esportazioni nel 1989 e 1990 è dovuto unicamente al fatto che i  produttori portoghesi hanno dovuto avviare la lunghissima procedura di omologazione del cemento  presso le autorità spagnole, conformemente al decreto n. 1313/88: tale procedura si è conclusa  soltanto il 17 dicembre 1990 (Boletin Oficial del Estado n. 50 del 27 febbraio 1991). Inoltre,  l'omologazione riguarda solo il cemento utilizzato per la fabbricazione di alcuni prodotti  (calcestruzzo e malta di cemento per prodotti prefabbricati), il che spiega che, nonostante i  decreti n. 1312 e 1313/88, nel 1989 e 1990 hanno comunque avuto luogo esportazioni di cemento  destinato ad altri utilizzi. 22. Francia-Germania(1) Una nota interna di Vicat (doc. 33126/6055-6057) recante la data del 22  luglio 1982 e concernente le «Forniture di cemento tedesco nella Francia orientale» dopo aver  constatato che in Alsazia arrivavano forniture di cemento tedesco conforme alle norme francesi ad  un prezzo inferiore del 10,5% al corrispondente prezzo francese, riporta i risultati degli  accertamenti: «1o AntefattiOccorre risalire storicamente alla riannessione economica della Saar alla Repubblica  federale di Germania nel 1959. Dopo il secondo conflitto mondiale, la Saar autonoma da un punto di vista amministrativo (1947) è  stata riannessa economicamente alla Francia, prima di ritornare alla R F di Germania il 1o gennaio  1957. La reintegrazione economica è avvenuta in realtà soltanto nel 1959. Nel periodo 1947-1959, le  forniture di cemento avvenivano - in base ad una ripartizione decisa dalle parti - tramite le  industrie siderurgiche francesi (Thionville e Hagondange) e tedesche. Le forniture venivano perciò effettuate fino a qualche anno fa nelle seguenti proporzioni: - SCF = 120 000 t/anno tramite Saarlaendische Zement-Gesellshaft (controllata di S.C.F.)- Cedest =  90 000 t/anno- Produttori tedeschi (Dyckerhoff dallo stabilimento di Gommel e Heidelberger) = 250  000 t/annoLa Saar ha un tasso di consumo di 0,430 t per abitante ed una popolazione di 1 200 000  persone circa. Questa situazione, nota a chiunque, è mutata profondamente circa 5 anni fa quando Cedest, non  contentandosi di rifornire il mercato della Saar, si è aggiudicato tutta una fascia di utilizzatori  tedeschi per una quota annua di circa 100-120 000 t. Tale cambiamento ha provocato veementi  proteste da parte dei produttori tedeschi che, stanchi di sterili discussioni, hanno preso  l'iniziativa, penetrando nella Francia orientale, di trasferire questo mancato guadagno sul mercato  francese, in particolare prendendo di mira la clientela di Cedest. Va detto che il produttore tedesco Woessingen (cui Lafarge partecipa con il 34% anche se in realtà  ne ha il controllo dal 1981, n.d.r.) ha nello stesso tempo iniziato a rifornire Readymix a  Schoeneck fino ad allora cliente di S.C.F. Tra Cedest e S.C.F. si è instaurato un clima di fortissima tensione aggravato dalla rivalità tra i  due concorrenti nella zona del Basso Reno e della Mosella. 2o ConseguenzeMalgrado la svalutazione del franco francese ed il blocco dei prezzi (11 giugno  1982), i produttori tedeschi hanno preso l'iniziativa di intensificare le loro azioni nell'Est. Oltre a quattro commercianti della zona del Basso Reno, Heidelberger assicura ormai  l'approvvigionamento di Angermuller, un importantissimo operatore commerciale per il calcestruzzo  di Sarreguemines legato a Cedest. Questa situazione, circoscritta alle zone del Basso Reno e della Mosella, se dovesse estendersi  alla Meurthe-et-Moselle e ai Vosgi avrebbe conseguenze particolamente gravi su un mercato in piena  recessione. Per di più Cedest ha deteriorato il clima nel settore e rischia di determinare una situazione  conflittuale che potrebbe allargarsi a macchia d'olio in un momento in cui tentiamo di valorizzare  la nostra produzione. Il grande problema ancora tutto da risolvere è rappresentato dalle tonnellate di cemento  conquistate dagli operatori tedeschi sul mercato francese a causa dell'atteggiamento di Cedest».  (92)(2) L'accordo di ripartizione del mercato della Saar si fondava su un altro accordo relativo  alla costituzione di una società comune di trasporto di cemento, la «Saarlaendische Silo-Transport  GmbH» che doveva essere l'unica società di trasporto utilizzata dai soci (Arbed, Ciments Français,  Cedest, Wuelfrather, Heidelberger, Dyckerhoff) per il trasporto del loro cemento destinato alla  Saar. Tenendo conto del fatto che i soci tedeschi non erano più in grado di utilizzare l'impresa  comune e che questa lavorava in perdita, la  società è stata ceduta con atto del 16 aprile 1986  (doc. 33126/13477-13478 et 13444-13445). (3) Per trovare una soluzione al problema delle vendite fuori quota di Cedest e delle reazioni  tedesche, sono state organizzate riunioni con relativi scambi di note. (4) Una nota interna manoscritta di Lafarge-Ciments Béton Europe del 23 giugno 1982 (doc.  33126/6592-6596) riferisce dei colloqui tra Lafarge ed un produttore tedesco. La nota comincia con «Gr(uner - Dyckerhoff, n.d.r.) Antefatti» e ricorda i rapporti Cedest-Germania  del Sud, «la regola del gioco» nella Saar che aveva portato ad un aumento del prezzo di 15 DM, la  violazione di questa regola verso il 1970 da parte di «Thionvillaise» (Cedest, n.d.r.), la reazione  dell'associazione tedesca, le trattative con l'associazione di categoria francese. La nota continua a pag. 2 «2) W (Woessingen, n.d.r.) - Abbiamo chiaramente espresso il parere che  ciascuno deve restare all'interno delle proprie frontiere. Espansionismo o supponiamo di passare da  500 000 t/anno a 600 000 t/anno. Si parla di ingrandire il forno Rohmuehle - 2 500 t/giorno  .  impressione sfavorevole di L. (Lafarge, n.d.r.) a causa di W. (Woessingen, n.d.r.). La posta in  gioco sarebbe di unire le due iniziative. Non trattare le cose separatamente - 268 000 t 12/14 anni  fa. B.C. (Bertrand Collomb - Lafarge, n.d.r.) - due problemi molto diversi. 1) Relazioni tra le industrie di paesi vicini2) Partecipazioni di una società in un altro paese3)  Principio del mercato nazionale è ammesso, ma è facile da rispettare - In Belgio?Forse da  rimettere in discussione per quanto riguarda le frontiere, ma non senza accordi. Di fronte a Cedest, a che punto siamo? Azionisti al 25% di Cedest  . nessuna minoranza di blocco  (1/3) nemmeno per le decisioni importanti. Gruppo non soltanto cemento CGIP stesso ordine di importanza di Lafarge (10 miliardi). Periodo relativamente difficile. Cedest ha voluto far naufragare il sistema francese. Relazioni  attuali con Cedest. Il nostro potere si ferma dove iniziano gli interessi di Cedest o casa madre. HB (Holderbank, n.d.r.) in Champagnolle non è riuscita ad avere il controllo con il 40%.  Responsabilità dell'industria cementiera nelle esportazioni /Cedest. Industria (Syndicat) ed in particolare Lafarge ha esercitato tutto il suo peso in casi di: concorrenza selvaggia (Kerpen) loppa macinata non adatta per miscele. Che diritti ha Cedest visto che ciò dura da 10 anni?Renard (Cedest n.d.r.) dice che dipende da W  (Woessingen, n.d.r.) e da L (Lafarge, n.d.r.). A chi dobbiamo rivolgerci più in alto? Cedest deve capire che il tonnellaggio deve essere  ricondotto ai livelli base o che bisogna ristabilire un equilibrio delle esportazioni nei due sensi  e non a senso unico. H. (Hummel, Dyckerhoff, n.d.r.). Abbiamo detto di non accettare, costantemente dal 1980 nei  colloqui con i colleghi francesi Cedest (81). Contavamo che i nostri colleghi francesi trovassero una soluzione. L'altra alternativa era RCM, impossibile; quindi alla fine, contro i nostri principi fondamentali,  noi andiamo in Francia. BC (Bertrand Collomb - Lafarge, n.d.r.) rilancia la palla a Ciments Français. (Sembra che continui Hummel) CF (Ciments Français, n.d.r.) sappiamo che la sua influenza su Cedest  è inferiore a quella di L. (Lafarge, n.d.r.). Inoltre, i prezzi di fornitura a RCM sono inferiori  ai prezzi francesi. Come riconoscere il riferimento valido il diritto alla fornitura?BC (Bertrand Collomb - Lafarge,  n.d.r.) - W (Woessingen, n.d.r.). La concentrazione non è conclusa. Germania importante in Europa. Stesso principio dell'America del Nord. Sensazione spiacevole  (illeggibile) presenza. Armonia. Niente aggressività. (Forse gli interlocutori tedeschi riprendono la parola, dato che la nota continua indicando): La sovrapproduzione maggiore è localizzata in Westfalia, anche se è diffusa un po' ovunque e ciò  determina le incursioni nelle regioni e paesi vicini. Crediamo quindi di avere buoni rapporti con  L. (Lafarge n.d.r.) per dire: non venite in W. (Westfalia, n.d.r.): Westfalia: Wuelfr(ather), RMC Hoesch, Dyckerhoff o una combinazione dei 2, Sebel Soehne deve  chiudere. Gr (uner - Dyckerhoff, n.d.r.).Siamo naturalmente disposti ad accettare una vostra partecipazione  quando saremo certi che rispetterete le regole del gioco, ma non siamo ancora a questo punto. Le  cifre pubblicate da Verband per il mercato interno sono esatte con uno scarto di ±1%. Gr (uner - Dyckerhoff, n.d.r.) ritiene che W (Woessingen, n.d.r.) sia aggressivo. - W (Woessingen) offre da 3 a 5 DM in meno rispetto ai grossisti di Karlsruhe- W (Woessingen) non  fornisce le sue cifre, non è d'accordo sul fatto di stabilire quote di mercato. Noi abbiamo una capacità di 700 000 t di clinker: l'abbiamo prodotto. Abbiamo costruito un rowmill per ammodernare i nostri impianti e non per aumentare sensibilmente la  capacità di produzione. W (Woessingen, n.d.r.) = 337.000 nel 72 e noi crediamo si tratti di una cifra ragionevole. 76  . 81 RFG 10%BW 9,2quindi W (Woessingen, n.d.r.) anche Rep. circa. Chiunque arriva in Westfalia senza avvertirci commette un atto ostile. Fino a quando: - non disponiamo di cifre- vediamo soltanto riduzioni dei prezzi- vediamo  investimenti- non c'è un accordo di ripartizionenon possiamo che reagire con una certa  diffidenza. (93)Voi ci dite . . . . . dovete soltanto credere a quanto vi diciamo. La nostra  risposta: ecco le cifre. H (Hummel - Dyckerhoff, n.d.r.). Utilizzo medio attorno al 60%. E' una situazione molto  favorevole. BC (Bertrand Collomb - Lafarge, n.d.r.) ritiene che il livello di fiducia richiesto in partenza da  L. (Lafarge, n.d.r.) non sia inferiore a quello che dovreste avere  . 1 membro Verband. Ma dal  canto nostro riteniamo che non sia strano richiedere un'apertura» (93). (5) Il 28 luglio 1982 Dyckerhoff scrive a Lafarge (doc. 33126/6597-6599) in risposta ad una lettera  dell'8 luglio 1982 e dopo aver ricordato i buoni rapporti esistenti tra le due società: «E poiché  ci scambiamo le nostre idee in tutta franchezza, vorrei aggiungere oggi che a nostro avviso una  vera cooperazione potrebbe avere effetti positivi non solo per quanto concerne la vostra  partecipazione di maggioranza in Woessingen, ma soprattutto su Cedest. I problemi esistenti  dovrebbero essere risolti con un atteggiamento fondamentalmente positivo da parte di tutti, in  considerazione della composizione e del livello dei membri dei consigli di amministrazione di  Cedest e di Lafarge.» (94)Questa lettera conferma l'accordo tra Dyckerhoff e Lafarge (cfr. supra  punto (5) nota del 23 giugno 1982) per la ricerca di una soluzione al problema delle vendite fuori  quota di Cedest in Germania. (6) Una nota interna manoscritta di Lafarge - Ciments Béton Europe del 2 settembre 1982 (doc.  33126/6584) riferisce una conversazione telefonica con Dyckerhoff il quale è ritornato su un'idea  espressa il 29 luglio 1982 in una conversazione telefonica, riguardo ad una riunione generale tra  Dyckerhoff, Heidelberger, Cedest e Lafarge per risolvere il problema dell'aggressività di Cedest in  Germania. Lafarge ha risposto che era innanzittutto necessario sfruttare al massimo le possibilità  offerte dalle trattative dirette con Cedest, trattative a cui Lafarge potrebbe partecipare se  invitato da Cedest. Lafarge ha inoltre risposto che era a suo avviso prematuro organizzare una  riunione dei produttori tedeschi, compreso Woessingen, interessati dall'aggressività di Cedest,  prima di questo colloquio con Cedest. In conclusione Lafarge propone a Dyckerhoff: «1. Nessuna  riunione generale ma è indispensabile un colloquio tra Dyckerhoff (con o senza Heidelberger) ed il  presidente di Cedest, prima di una qualsiasi altra riunione. 2. Una riunione di produttori tedeschi  interessati, dopo questo colloquio, per ripartire per così dire i sacrifici se sarà stato concluso  un accordo». (95)Lafarge è quindi disposto, attraverso la sua controllata Woessingen, a sopportare  sacrifici in termini di quote di mercato insieme agli altri produttori tedeschi interessati se si  raggiunge un accordo con Cedest. (7) Secondo una nota interna manoscritta di Lafarge - Ciments Bétons Europe (doc. 33126/6582-6583),  l'incontro suggerito da Lafarge tra Cedest, Dyckerhoff e Heidelberger ha avuto luogo il 17 novembre  1982 con la partecipazione di Seillière e Renard per Cedest, Lose e Gruner per Dyckerhoff, Brenke  per Heidelberger. Questa nota riporta anche il contenuto del colloquio sulla base delle  informazioni trasmesse da Woessingen che probabilmente le ha apprese da Cedest: 1. Seillière ha, per la prima volta, fornito le seguenti cifre (esportazioni nella Repubblica  federale di Germania, esclusa la Saar): 1981: 108 000 t cemento essenzialmente HDZ; 10 mesi 1982:  95 000 t cemento essenzialmente HDZ. Sarebbe risalito indietro negli anni fornendo indicazioni per  il cemento ed il clinker (10 anni ma precisione?  . cfr. documento scritto da Renard). 2. Lo stesso ha segnalato inoltre di aver venduto quest'anno 9 000 t di clinker a Woessingen (il che  non fa piacere a K. (direttore di Woessingen, n.d.r.)). (Osservazione fatta dall'autore della nota  che riferisce una circostanza avvenuta in seguito). 3. Cedest ha ribadito la sua volontà di vendere solo a RMC . . . . . . ed a PZW (Woessingen n.d.r.)  nella Repubblica federale di Germania. Sarebbe anche d'accordo di adattare in futuro le proprie  forniture nella RFG (sempre esclusa la Saar) all'evoluzione delle esportazioni in questo paese, sia  verso il basso che verso l'alto. 4. Seillière ha manifestato la propria disponibilità a ritirarsi dalle zone di PZW (Woessingen  n.d.r.) alla condizione esplicita di poter trasferire la sua quota più a Nord. Al che Gruner  avrebbe ribattuto che PZW (Woessingen) dovrebbe cedere a Dyckerhoff un tonnellaggio equivalente a  quello lasciato da Cedest nelle zone di Karlsruhe e Mannheim/Ludwigshafen (96) Risposta di Cedest:  Ciò non ci riguarda più [K (direttore di Woessingen) reagisce naturalmente considerando che il gioco  di Cedest non è certo quello di un socio corretto, poiché mentre sembra cedere da una parte, ci  «denuncia» presso D (Dyckerhoff)]. Indipendentemente da quanto riferito da K (direttore di Woessingen), io conto di chiedere a Renard  gli  sviluppi successivi al nostro incontro del 28 ottobre di cui vi ho trasmesso una relazione  particolareggiata »(97). Da questa nota emerge che Cedest è disposto a limitare le sue vendite in Germania e ad adattarle  all'evoluzione del mercato. (8) Una nota interna di Ciments Français del 25 gennaio 1983 (doc. 33126/4254-4256) riferisce di  una visita effettuata il 21 gennaio 1983 presso Dyckerhoff e menziona l'ordine del giorno stabilito  per la riunione del 15 febbraio 1983 tra Ciments Français e Dyckerhoff. Questa nota contiene alcuni  commenti sui punti all'ordine del giorno della riunione del 15 febbraio 1983: «Punto 7. Si tratta  in realtà delle vendite di Cedest in Germania e di DYZ (Dyckerhoff) in Francia (domanda di Gruner).  Punto 8. DYZ è d'accordo sulla ripresa delle trattative franco-tedesche che, secondo DYZ, è  subordinata a questioni di precedenza» (98). Questa nota dimostra che Ciments Français è parte attiva nelle trattative relative alle limitazioni  delle vendite di Cedest in Germania ed alle misure di ritorsione adottate da Dyckerhoff in Francia  contro Cedest. (9) In base al resoconto di Ciments Français del 17 maggio 1983 (doc. 33126/4251-4253), il 9 e 10  maggio 1983 ha avuto luogo un incontro tra Ciments Français e Dyckerhoff. Gli argomenti del  colloquio sono stati la situazione della società Dyckerhoff, le sue vendite, l'utilizzo degli  impianti (punti da 1 a 4), le trattative tra Dyckerhoff e Ciments Luxembourgeois per la macinazione  di 100 000 t di clinker (punto 6), l'aggressività di Cedest (punto 7), l'attività di engineering e  l'assetto societario di Dyckerhoff (punti 8 e 9), l'organizzazione dell'incontro di Parigi del 17 e  18 novembre 1983 tra Dyckerhoff e Ciments Français (punto 10). Per quanto riguarda i punti 6 e 7,  il resoconto riporta: «6. DYZ ha confermato che le trattative in corso con CL si sarebbero ben presto concluse  positivamente assicurando a DYZ una quota di macinazione di 100 000 t sugli impianti di macinazione  di CL e forniture di cemento nelle regioni di Treviri e nell'Eifel. In linea di principio queste  tonnellate non andranno alla Saar, a meno che non vi sia un vantaggio economico accertato rispetto  all'impianto di Goellheim che rifornisce attualmente la Saar. Queste tonnellate non andranno mai in  Francia. 7. DYZ indica le proprie difficoltà sul mercato tedesco determinate dall'aggressività commerciale  di Cedest sul mercato in questione e comunica le misure ed i progetti che intende adottare per far  fronte a tale concorrenza» (99). Questa nota attesta che i colloqui tra Ciments Français e Dyckerhoff, relativi alla limitazione  delle vendite di Cedest in Germania ed alle misure di ritorsione di Dyckerhoff, erano continuati e  che Dyckerhoff aveva manifestato la propria volontà di rispettare il mercato francese dichiarando  di non voler vendere il cemento ottenuto con la macinazione di clinker presso gli stabilimenti di  Ciments Luxembourgeois.(10) Tutti questi contatti e riunioni sono sfociati su un accordo che estende al di fuori della  Saar la disciplina delle vendite, come risulta da una lettera che Laplace, presidente di Ciments  Français, e contemporaneamente anche presidente dell'associazione di categoria Syndicat Français,  ha scritto il 22 settembre 1986 al presidente di Heidelberger, Schumacher, che era  contemporaneamente anche presidente dell'associazione tedesca Bundesverband der Deutschen  Zementindustrie (doc. 33126/3574-3576). Questa lettera, dopo aver parlato delle riunioni periodiche  con Lose (Dyckerhoff) e Brenke (Heidelberger) e dei progressi realizzati nel corso di queste  riunioni rispetto alla situazione del 1984 (100) ed il fatto che, se gli arbitri  nominati da parte  francese e da parte tedesca non fossero giunti ad una soluzione accettabile per tutte le parti in  causa, queste avrebbero dovuto prendere in mano il caso, continua come segue: «Il secondo problema  riguarda il futuro. Nell'ultima riunione Ted Brenke ha espresso l'opinione che, se si vuole  rinnovare l'accordo, la parte tedesca chiederà di ridurre il divario esistente dal 1984 tra le  forniture francesi e quelle tedesche. Gli ho detto che se avesse insistito su tale richiesta non  vedevo molte speranze di raggiungere un ulteriore accordo. Come sa, non vi era una giustificazione  logica, né tantomeno deontologica, a tale divario che non era di fatto il risultato di un confronto  bilaterale tra interessi francesi e tedeschi, bensì derivava da un meccanismo più complicato di  discussione che celava anche i conflitti tra le parti francesi e che avrebbe con tutta probabilità  anche celato i conflitti sul versante tedesco, se allora non avessimo accettato di lasciare da  parte Woessingen per il momento. Non penso si possa riuscire a mettere tante persone d'accordo su  una novità, a meno di esercitare pressioni sugli interessati, ma lo scopo di un rinnovo  dell'accordo è proprio di evitare che si sviluppino tali pressioni. Vorrei conoscere la sua  opinione su questi due problemi. Potremo incontrarci, spero, a Parigi alla fine di ottobre, ma ho  anche un appuntamento il 15 ottobre con Ted Brenke e Juergen Lose, e le sarei grato se mi chiamasse  entro quella data» (101). Il destinatario della lettera ha annotato a mano in fondo alla pagina: «Conversazione 11 ottobrea)  Decisa in linea di massima la funzione degli arbitrib) il rapporto volumi no, da affrontare  ufficialmente dopo Parigi (102). Di questa lettera vanno ricordati i seguenti punti fondamentali: esisteva un accordo tra alcune  imprese francesi e tedesche (SFIC, Lafarge, Ciments Français e Cedest da una parte e BDZ,  Heidelberger e Dyckerhoff dall'altra); l'esecuzione o l'interpretazione di tale accordo ha dato  luogo a vertenze che sono state demandate ad un collegio arbitrale; vi sono state trattative per un  rinnovo dell'accordo; il divario tra le forniture francesi e le forniture tedesche non era il  risultato di consultazioni bilaterali (citate supra punti (4) e (9)) tra le imprese francesi e  tedesche, ma delle divergenze tra le imprese francesi; i presidenti delle due associazioni francese  e tedesca hanno parlato l'11 ottobre 1986 dei due problemi ricordati nella lettera ed hanno deciso,  per quanto riguarda i quantitativi, di affrontare ufficialmente il problema dopo l'incontro  franco-tedesco tenutosi a Parigi il 27-28 ottobre 1986 (secondo doc. 33126/14764-14768). La  Commissione non dispone di prove relative al rinnovo dell'accordo, ma i dati statistici sulle  forniture francesi in Germania e tedesche in Francia (cfr. punto (12) infra) mostrano che l'accordo  tra Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, Lafarge, Ciments Français, Cedest da una parte e  Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, Heidelberger, Dyckerhoff dall'altra è continuato dopo  il 1986. Secondo una nota interna di Heidelberger del 12 agosto 1987 (doc. 33126/3573), i colloqui  franco-tedeschi sono continuati nel 1987: «Avevamo deciso con Laplace di Lafarge di discutere,  prima che scadesse il suo mandato nell'associazione di categoria, questioni in sospeso e ben note.  Lei lo incontrerà insieme alla delegazione Cembureau che parte per la Russia. Vorrei decidere con  lei, prima che lo incontri, il contenuto dei futuri colloqui. Allegato» (103). L'allegato è costituito dalla lettera del 22 settembre 1986 sopra citata. (11) Per completare il quadro delle relazioni franco-tedesche è utile ricordare anche i rapporti  tra i protagonisti più importanti  (104). Heidelberger detiene da diversi anni il 35% del capitale di Vicat. Ciments Luxembourgeois, controllata di Arbed, e nella quale il produttore belga CBR detiene il 10%  (doc. 33126/818-819), Ciments Français e Dyckerhoff hanno costituito nel 1973 una società comune,  Intermoselle, avente come obiettivo la fabbricazione di clinker e di leganti. Come è detto nel  patto di società (doc. 33126/4446-4451), ogni partner ha diritto ad una quota di produzione pari a  quella di ciascuno degli altri due; tuttavia, tenuto conto del fatto che Intermoselle costituisce  la sola base di approvvigionamento in clinker di Ciments Luxembourgeois e della sua controllata  Stahlwerke Roechling-Burbach, se la quota di produzione spettante a Ciments Luxembourgeois non basta  a coprire il fabbisogno di quest'ultima e della sua controllata, Ciments Français e Dyckerhoff si  impegnano a fornire a Ciments Luxembourgeois il tonnellaggio supplementare di clinker, alle  condizioni definite nel contratto Il contratto summenzionato e gli accordi relativi a Intermoselle  sono stati portati a conoscenza della Commissione che, con lettera del 29 novembre 1974, ha  comunicato di non muovere obiezioni in proposito sotto il profilo delle regole di  concorrenza.(105)Il gruppo Lafarge controlla, dal 1981, il produttore tedesco Woessinger Zement  Gmbh (già Portland Zementwerk Woessingen, PZW) nel quale Cedest ha una partecipazione del 17%. Dopo  aver assunto il controllo, Lafarge ha avuto diversi contatti con i produttori tedeschi e, in  particolare, con Heidelberger, finalizzati a far rientrare PZW nel sistema di attribuzione delle  quote per la Germania meridionale, sistema che PZW aveva abbandonato nel 1977. Questi contatti si  sono intensificati nel 1984 per arrivare a qualche risultato e hanno dato luogo a incontri e scambi  di lettere (doc. 33126/6671-6672, 6687, 6710-6719). L'adesione finale al sistema di quote per la  Germania meridionale è stata decisa nel corso della riunione dell'organo di vigilanza di PZW del 27  settembre 1985 (doc. 33126/6976-6979 e 16556): i rappresentanti di Lafarge e di Cedest in seno a  tale organo hanno votato per l'adesione, i soci di minoranza hanno votato contro. Come emerge dagli  accertamenti e dalla decisione del Bundeskartellamt del 12 settembre 1988 (doc. 33126/6720/6745),  nel corso dell'estate 1985 il gruppo Lafarge, socio di maggioranza di PZW, e Schumacher, presidente  di Heidelberger e del Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, si sono accordati affinché PZW  partecipasse all'intesa tedesca concernente il sud del paese. Nel quadro dell'intesa, è stata  attribuita a PZW una quota di forniture del 12,087% e PZW si è impegnata a comunicare le sue  forniture all'ufficio del Dr. Bache e ad Heidelberger. (12) Il Syndicat Français de l'Industrie Cimentière e il Bundesverband der Deutschen  Zementindustrie si trasmettono ogni mese da vari anni i dati relativi alle esportazioni francesi in  Germania e alle esportazioni tedesche in Francia. Lo scopo dichiarato di questi scambi è quello di  poter confrontare i dati in possesso delle due associazioni con quelli pubblicati dagli istituti  nazionali di statistica. Mentre gli scambi di dati sono globali e non contengono alcuna indicazione  della destinazione per regione, considerato che né i dati pubblicati dai diversi istituti  statistici, né i dati pubblicati dallo Statistisches Bundesamt contengono indicazioni sulla  destinazione per regione, giova osservare che il Bundesverband der Deutschen Zementindustrie è in  grado, ogni trimestre, di stabilire che le importazioni dai diversi paesi sono destinate a  determinati Laender e di pubblicare questi risultati. In particolare, il Bundesverband è in grado di  accertare che le importazioni francesi di cemento sono state sempre destinate, con l'indicazione  delle tonnellate per ciascun Land, ai Laender Rheinland-Pfalz, Saarland e Baden-Wuerttemberg, come si  può constatare in base alle cifre disponibili al momento degli accertamenti relativamente agli  ultimi cinque anni: >SPAZIO PER TABELLA>Questo sistema di scambi di dati è un mezzo per controllare l'esecuzione  dell'accordo di regolamentazione delle vendite fra imprese francesi e tedesche (cfr. supra punto  (10)). Il raffronto tra questi dati rivela che "il divario esistente dal 1984 fra le forniture francesi e  quelle tedesche" (lettera del 22 settembre 1986, citata supra al punto (10)) è stato ridotto. (13)  Lafarge sostiene che la sua partecipazione ad un accordo franco-tedesco presupporrebbe che la  predetta impresa rappresenti una minaccia per i tedeschi o che subisca sul proprio mercato la  minaccia della concorrenza tedesca. Ora, la localizzazione degli stabilimenti di Lafarge in Francia  dimostrerebbe che non esiste alcuna minaccia seria atta ad indurre Lafarge ad aderire ad accordi  con i concorrenti tedeschi; Woessinger, per parte sua, non avrebbe alcun interesse economico ad  esportare in Francia. Anche se fosse vero che l'ubicazione dei suoi stabilimenti in Francia potrebbe ostacolare, rispetto  ad altri produttori francesi in migliore posizione, una seria concorrenza in Germania o ovviare in  parte al rischio di subire la concorrenza tedesca, Lafarge non sarebbe al riparo delle conseguenze  di una concorrenza fra i produttori dei due paesi poiché, come sostiene Vicat nella sua nota del 22  luglio 1982, (cfr. supra punto (1)), questa concorrenza potrebbe allargarsi "a macchia d'olio" in  altre regioni. Lafarge ha tutto l'interesse a partecipare al sistema di ripartizione del mercato, quantomeno per  proteggere la sua controllata Woessinger. Qusta, in effetti, subisce sul suo mercato alcune esportazioni francesi; Lafarge, almeno a partire  dal 1984, ha cercato di inserire Woessinger in un sistema bilanciato di quote in Germania (cfr.  documenti citati sopra al punto (11)): Lafarge ha pertanto interesse ad evitare che eventuali  accordi fra produttori francesi e tedeschi non interferiscano col mercato di Woessinger e con il  sistema tedesco nel quale Woessinger è stato inserito. (14) Secondo Cedest, dai documenti citati dalla Commissione sembra emergere che essa ha praticato  una politica di espansione sul mercato tedesco e non una politica di accordi. Bisogna anzitutto ricordare che Cedest partecipa, insieme a Ciments Français, Heidelberger e  Dyckerhoff, alla ripartizione del mercato della Saar (cfr. supra note del 22 luglio 1982 e del 23  giugno 1982 ai punti (1) e (4)). Inoltre, la nota manoscritta di Lafarge in merito alla riunione  Cedest-Dyckerhoff-Heidelberger del 17 novembre 1982 (cfr. supra punto (7)) riferisce che Cedest  "sarebbe d'accordo per adeguare, in futuro, le sue forniture in RF di Germania Saar esclusa  comunque) all'evoluzione del tonnellaggio collocato in questo paese, sia in aumento che in  diminuzione". Dalle note citate emerge indiscutibilmente una certa aggressività di Cedest in  Germania, ma è altrettanto certo che la lettera del 22 settembre 1986 parla di miglioramento della  situazione rispetto al 1984 e di un accordo franco-tedesco eventualmente prorogabile. Allo scopo di dimostrare l'autonomia della sua politica di esportazione, alla memoria in risposta  alla comunicazione degli addebiti Cedest ha allegato due tabelle, la prima (allegato II) che  riporta le vendite in Germania ("per la Saar - cifra approssimativa") dal 1970 al 1981, l'altra  (allegato III) che mira ad evidenziare l'andamento crescente delle esportazioni in Germania dal  1987 al 1991. Il periodo vuoto fra le due tabelle è il più interessante; inoltre, dal 1987 al 1989  le esportazioni registrano una flessione crescente rispetto al decennio precedente, ed una  espansione nel 1990 e 1991. Infine, il fatto di violare l'accordo non costituisce una prova di  inesistenza dell'accordo. (15) Ciments Français, oltre ad affermare che le note di Vicat e di Lafarge non dimostrano la sua  partecipazione ad intese franco-tedesche, dichiara il proprio disinteresse alle esportazioni di  Cedest verso la Germania e al ruolo di Woessinger. Per prima cosa, Ciments Français, insieme a Cedest, Dyckerhoff e Heidelberger, ha interesse alle  forniture nella Saar (nota di Vicat del 22 luglio 1982 e nota di Lafarge del 23 giugno 1982,  menzionate supra ai punti (1) e (4)), nonché alle forniture di Cedest in Germania, a causa delle  reazioni dei produttori tedeschi nell'Est della Francia (nota di Vicat del 22 luglio 1982); infatti  risulta che «un clima di tensione assai grave si è dunque instaurato tra Cedest e Ciments Français»  che deve subire la concorrenza dei produttori tedeschi i quali reagiscono in Francia alla  penetrazione di Cedest in Germania; infine, le vendite di Cedest in Germania e di Dyckerhoff in  Francia figuravano all'ordine del giorno delle riunioni del 15 febbraio 1983 e del 10 maggio 1983  tra Ciments Français e Dyckerhoff (note di Ciments Français del 25 gennaio 1983 e del 17 maggio  1983, cfr. supra ai punti (8) e (9)). Quanto al problema della frantumazione, da parte di Dyckerhoff, della sua quota di clinker negli  impianti di Ciments Luxembourgeois, la Commissione lascia fuori causa la ripartizione della  produzione di clinker dell'impresa comune. Il resoconto di Ciments Français del 17 maggio 1983  riferisce che Dyckerhoff intende frantumare la sua quota di clinker «per forniture di cemento nella  regione di Treviri e nell'Eifel». Il tonnellaggio che non andrà nella Saar e che non andrà mai in  Francia è cemento, e non clinker, come pretende Ciments Français (cfr. resoconto di Ciments  Français del 17 maggio 1983, citato al punto (9)). Nel corso dell'audizione comune a tutte le imprese, Ciments Français, dopo aver ricordato i diversi  ostacoli all'esportazione e la circostanza che, nonostante questi ostacoli, i flussi  transfrontalieri tra la Francia e la Germania sono importanti se comparati al consumo delle regioni  interessate, nonché la necessità, per valutare detti flussi transfrontalieri, di tener conto del  fatto che il consumo nelle zone francesi interessate ha densità inferiore rispetto alle  corrispondenti zone tedesche e che gli stabilimenti tedeschi sono più lontani dai mercati francesi  diversamente da quelli francesi rispetto ai mercati tedeschi (+ di 20 km circa), ha così spiegato  l'evoluzione del divario di fornitura tra la Francia e la Germania dopo il 1986: «Se tuttavia,  tendenzialmente, si considera che il divario diminuisce a partire dal 1986, si constaterà che  questo avviene perché aumentano nel periodo predetto le forniture tedesche in Francia; anche in tal  caso esistono spiegazioni logiche: in effetti- Il mercato regionale francese ha registrato una  espansione superiore a quella del mercato tedesco nel periodo 1986-1988 ( 111% contro +4%) ed è  quindi stato particolarmente interessante per i produttori tedeschi; - inoltre i prezzi francesi dal 1986 sono stati più interessanti dei prezzi tedeschi. L'evoluzione  del divario di fornitura di cemento tra la Francia e la Germania si spiega dunque perfettamente.  (106)La società Ciments Français non ha fornito elementi a sostegno delle sue asserzioni. Anche trascurando il fatto che la maggiore espansione del mercato francese non potrebbe far  dimenticare la posizione di partenza meno favorevole ricordata da Ciments Français, vale a dire la  minore densità del consumo nelle regioni francesi interessate e la maggiore lontananza (20 km)  degli stabilimenti tedeschi dai mercati francesi, occorre ricordare che, in base alle comunicazioni  fatte a Cembureau dal Syndicat Français (doc. 33126/15168-15170) e dal Bundesverband tedesco (doc.  33126/15161-15163), dal 1986 al 1988 i prezzi francesi non sono stati affatto più interessanti dei  prezzi tedeschi. Al contrario la differenza di prezzo è tanto più rilevante in quanto il cemento  tedesco PZ35 rientra in una classe di resistenza inferiore a quella dei cementi francesi CPJ45R e  CPA55R. >SPAZIO PER TABELLA>(16) Per quanto concerne le osservazioni del Syndicat Français de l'Industrie  Cimentière, va ricordato che la nota di Lafarge del 23 giugno 1982 (cfr. supra punto (4)) menziona  il Syndicat non solo per quanto riguarda i contatti tra questa associazione e il Bundesverband, ma  anche in merito alle pressioni (pag.3 «L'industria (Syndicat), e in particolare Lafarge, ha  esercitato tutto il suo peso nei casi di concorrenza selvaggia (Kerpen), loppa macinata poco adatta  per le miscele»). Inoltre, la lettera di Laplace del 22 settembre 1986 (cfr. supra  punto (10)) è  una lettera del presidente del Syndicat Français al presidente del Bundesverband tedesco, come  risulta dal suo contenuto: Ciments Français è d'altronde dello stesso parere. (17) Secondo Dyckerhoff e Heidelberger l'accordo concernente la Saar sarebbe pura fantasia poiché,  anzitutto, non si riconoscono come autori di queste note, e poi le loro quote di mercato nella Saar  sarebbero minime, rispettivamente del 16,92% nel 1989 e del 3% senza riferimento di data. Inoltre,  le note di Lafarge e di Ciments Français non provano affatto la partecipazione ad eventuali accordi  delle due società tedesche in quanto ognuna di esse ha agito in piena autonomia nelle esportazioni  verso la Francia. Infine, la lettera del 22 settembre 1986 (cfr. supra punto (10)) non significa  nulla di preciso, ma darebbe soltanto conto di ipotesi.PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0815.3Le argomentazioni di Dyckerhoff e di Heidelberger sono contraddette dai fatti già ricordati, vale a  dire: l'accordo sulla Saar è menzionato nelle note di due differenti produttori; questo accordo è  citato nelle due note non solo in riferimento al passato, ma anche al presente; se l'accordo non  fosse stato operativo alla data in questione, non si vedrebbe perché Dyckerhoff avesse dichiarato a  Ciments Français (nota del 17 maggio 1983 citata supra al punto (9), a proposito della  frantumazione del clinker presso Ciments Luxembourgeois, che questi quantitativi non sarebbero mai  andati in Francia e né a priori nella Saar; non è l'entità delle forniture, né la dimensione delle  quote di mercato che permettono di determinare o di escludere l'esistenza di accordi. Le altre note  di Lafarge e di Ciments Français provano che i due produttori tedeschi hanno esercitato pressioni  affinché Cedest praticasse, fuori della Saar, una politica di vendita non aggressiva in Germania e  che queste pressioni, così come i contatti con i produttori francesi, sono effettivamente servite,  dato che la lettera di Laplace del 22 settembre 1986 (cfr. supra punto (10)) parla di miglioramento  della situazione nel 1986 rispetto al 1984 e di eventuale rinnovo dell'accordo stipulato. Infine,  secondo la nota di Heidelberger del 12 agosto 1987 (cfr. supra punto (10)), la discussione sui temi  trattati nella lettera di Laplace è proseguita nel 1987. (18) Il Bundesverband der Deutschen Zementindustrie sostiene di non essere mai stato informato dei  contatti, delle trattative e della corrispondenza franco-tedesca e che la stessa lettera di Laplace  del 22 settembre 1986 è giunta a conoscenza del direttore del Bundesverband in occasione della  comunicazione degli addebiti. Non si può fare a meno di constatare che è Lafarge ad affermare,  nella sua nota del 23 giugno 1982, che il «Verband ha visto tutt'altro che di buon occhio» la  perturbazione del mercato tedesco e che, essendo la lettera di Laplace destinata al presidente di  Heidelberger in quanto presidente del Bundesverband, non è indispensabile stabilire se il direttore  dell'associazione tedesca ne sia venuto a conoscenza. Per quanto riguarda i dati statistici, il Bundesverband afferma che lo scambio con il Syndicat  Français dei dati globali relativi alle esportazioni si effettua da decenni allo scopo di  verificare le statistiche ufficiali, che i dati ricevuti dal Syndicat Français non vengono  comunicati ai membri del Bundesverband, che il riparto delle importazioni francesi tra i Laender si  effettua utilizzando i dati delle statistiche ufficiali sulla base di stime fondate sulla  ubicazione degli stabilimenti francesi e dei costi di trasporto, che questo riparto viene  arrotondato alle 1.000 t per quanto riguarda i Laender Baden-Wuerttemberg e Saarland e non il  Rheinland-Pfalz, al quale è attribuita la differenza. Il Bundesverband afferma inoltre che queste  cifre vengono successivamente confrontate con i dati sulle importazioni elaborati da ciascun Land.  Stando alla risposta fornita all'audizione, il confronto non è seguito da rettifiche delle cifre  stimate. Dopo averlo preannunciato all'audizione, il 4 maggio 1993 il Bundesverband ha fatto pervenire alla  Commissione, tramite il suo avvocato, un modello delle nuove statistiche elaborate per le forniture  interne a partire dal 1992, nonché un esempio, elaborato dal Land Nordrhein-Westfalen, delle  statistiche relative alle importazioni di cemento del Land in questione. Se le statistiche  elaborate dai Laender sono come quelle contenute nell'esempio presentato alla Commissione, occorre  ammettere che i dati in esse contenuti non sono confrontabili in quanto riferiti unicamente alle  importazioni di cemento via i rivenditori («Einfahr - Generalhandel»). Malgrado le argomentazioni sviluppate per iscritto e oralmente dal Bundesverband, la Commissione  non è riuscita a trovare spiegazioni valide per quanto concerne l'assegnazione delle quantità  importate ai vari Laender. Il Bundesverband afferma che il riparto è effettuato a partire dalle statistiche ufficiali. Ora, in  tutte le tabelle dal 1985 al 1989 gli asterischi posti solo in corrispondenza delle importazioni  DDR e delle importazioni totali richiamano, in calce, l'indicazione «cifre delle statistiche  ufficiali»; nulla viene indicato riguardo ad importazioni da altri paesi tranne nel 1985, quando  per 7 639 t provenienti dalla Polonia appare la menzione «regione non accertata». Le tabelle del  1988 e del 1989 contengono una ulteriore nota in calce, richiamata da una crocetta accanto al  Belgio (ma è lecito supporre che si tratti di importazioni provenienti da Belgio/Lussemburgo,  tenuto conto dell'unione economica fra questi due paesi): la nota dice: «Escluse le quantità che  sono già state comprese sotto Saarland» (107). Nessuna importazione proveniente da  Belgio/Lussemburgo è destinata alla Saar, secondo le tabelle del 1988 e 1989, come pure secondo le  tabelle  dal 1985 al 1987: se ne deve pertanto dedurre che le importazioni provenienti da  Belgio/Lussemburgo sono state ricomprese dal Bundesverband o tra le importazioni provenienti da un  altro paese, probabilmente la Francia, o tra le forniture interne. Per fare una simile operazione,  il Bundesverband deve essere in grado di conoscere la reale provenienza delle importazioni, nonché  la loro reale destinazione. La stima del costo di trasporto non sembra costituire una base attendibile per assegnare il  tonnellaggio importato ai diversi Laender. Infatti, se questa stima può consentire di misurare  grossomodo fin dove penetrino le esportazioni francesi sul mercato tedesco, non permette di  quantificare il tonnellaggio destinato alle diverse regioni comprese nel raggio della penetrazione  stimata. Inoltre, la tabella presentata dal Bundesverband il 4 maggio 1993, contenente le  statistiche sulle importazioni nel Land Nordrhein-Westfalen dal 1983 al 1991, mostra che in questo  Land la Francia ha esportato e venduto, attraverso il circuito dei rivenditori, quantitativi che  vanno da 4 621 t nel 1983 a 8 916 t nel 1991. Questo dimostra, da un lato, che il costo stimato del  trasporto non è un dato attendibile per assegnare il tonnellaggio importato ai diversi Laender e,  dall'altro, che le asserzioni di Ciments Français all'audizione, per cui la possibilità di  destinare le esportazioni francesi in Germania è limitata, per ragioni economiche, alla Saar, al  Sud del Rheinland-Pfalz meridionale e al Baden-Wuerttemberg occidentale, non corrispondono alla  realtà. Si potrebbe osservare che la tabella delle importazioni che passano attraverso i  rivenditori, elaborata dal Land Nordrhein-Westfalen, evidenzia chiaramente come i dati del  Bundesverband siano solo stime e, pertanto, possano non corrispondere alla realtà. A parte il fatto  che, in assenza di spiegazioni, è difficile comprendere come, dopo vari anni di esportazioni  francesi nel Nordrhein-Westfalen, la realtà non sia mai stata presa in considerazione nelle  statistiche elaborate dal Bundesverband, questa osservazione potrebbe essere valida se le cifre  assegnate riguardassero globalmente i tre Laender interessati dalle esportazioni francesi: nel caso  specifico si tratta di quantità ben determinate che sono assegnate ogni trimestre a ciascun Land. 23. Belgio - Paesi Bassi - Germania(1) I Paesi Bassi consumano tradizionalmente più cemento di  quanto ne producano. La produzione, che rappresenta, a seconda degli anni, fra il 55 e il 60% del  consumo, era assicurata, all'inizio degli anni '80, da tre produttori: ENCI, il maggior produttore,  controllato tuttora per il 68% dal gruppo belga CBR e per il 31% dal gruppo belga Obourg, che fa  capo al gruppo svizzero Holderbank; gli altri due produttori sono Cemij e Robur, in origine imprese  comuni (50%-50%) di ENCI e Hoogovens Ijmuiden. Nel 1982, Hoogovens ha assunto il controllo totale  di Cemij ed ENCI quello di Robur. Fino al 1982, ENCI, Cemij e Robur avevano affidato la vendita del  loro cemento, nel territorio dei Paesi Bassi, a Verkoop Associatie Nederlandse Cement ENCI  Cemij-Robur B.V. . Nel 1982 Verkoop Associatie è stata sciolta ed è stata sostituita da Vereniging  Nederlandse Cementindustrie (VNC), la nuova associazione di categoria. Sempre nel 1982, dopo  l'acquisizione delle rispettive partecipazioni in Cemij e Robur da parte di Hoogovens ed ENCI e lo  scioglimento di Verkoop Associatie, Hoogovens ed ENCI hanno concluso accordi di approvvigionamento  reciproco, di ripartizione del mercato olandese del cemento, di cooperazione nel settore delle  vendite e della distribuzione. All'inizio del 1989, ENCI ha acquistato Cemij e, da allora, non resta nei Paesi Bassi che un solo  produttore. (2) L'approvvigionamento del mercato olandese, fortemente tributario delle importazioni, da decenni  è stato oggetto di accordi fra i produttori dei diversi Stati europei. Nel 1956, un primo accordo «Noordwijks - Cement - Accord» (N.C.A.), firmato fra produttori belgi,  olandesi e N.C.H. (108), che curava le vendite di un gruppo di produttori tedeschi, prevedeva una  ripartizione del mercato a condizioni di vendita uniformi. Questo accordo è stato sostituito da un nuovo accordo «Cementregeling voor Nederland» (C.R.N.),  entrato in vigore il 1o gennaio 1971 con validità triennale. Secondo l'accordo il totale della  domanda globale olandese prevista, meno 550.000 t lasciate alla libera concorrenza, doveva essere  ripartito fra le parti nelle seguenti proporzioni: 69% all'industria olandese, 17% all'industria  belga, 14% all'industria tedesca (N.C.H.). L'accordo C.R.N. è stato dichiarato incompatibile con  l'art. 85 (109). Il 14 gennaio 1975, Cimbel, cui è subentrato in rappresentanza dei produttori belgi, Verkoop  Associatie, cui è subentrato VNC in rappresentanza dei produttori  olandesi, e NCH hanno notificato  alla Commissione l'accordo «Cement en Beton Stichting» (CBS), a seguito del quale le parti  comunicano al responsabile designato da CBS le quantità di cemento fornite sul mercato olandese,  classificate per tipo e categoria di cemento, per ruolo di trasporto e condizionamento, per  categoria di clienti e per provincia di destinazione; CBS comunica ai suoi membri, con scadenza  trimestrale e annuale, i dati cumulati relativi alle forniture dei produttori olandesi, belgi e di  NCH. Da parte loro, nel 1972, i produttori tedeschi aderenti a NCH hanno notificato alla Commissione i  nuovi statuti NCH, unitamente ai contratti-quadro firmati dai suoi membri. (3) Stando ad alcuni elementi gli accordi di ripartizione del mercato olandese vengono, in  sostanza, ancora applicati. Secondo il verbale della riunione tenuta dalla direzione generale di  CBR il 30 agosto 1982 (doc. 33126/8124): «2. STR - Cemento grigio - Strategia Mercati BEL NDL - RFT  (Nord-Rheinland). 21. Documento esaminato: dossier manoscritto redatto dal Dipartimento STR e  datato 27 agosto 1982 (il documento non è stato reperito, n.d.r.). 22. Discussioni e conclusioni- Constatazioni basate sul confronto 1o sem. 1982/1o sem.1981. - Mercato NDL: arretramento della quota di mercato di NCH; lieve aumento della quota di mercato non  NCH. - Mercato N. Rheinland: lieve arretramento dell'industria belgo-olandese. - La diminuzione delle forniture dell'industria tedesca in BEL-NDL e N.Rheinland deriva  principalmente dal calo del consumo di cemento. - Nella prospettiva dell'introduzione del sistema BPS, i produttori di cemento tedeschi dovrebbero  aumentare i prezzi praticati attualmente da 8 a 10 DM per arrivare ad un equilibrio di quote di  mercato che CBR-ENC possa considerare accettabili. La ripartizione delle quote di mercato si  situerebbe a mezza strada fra l'NCA e la situazione attuale.» (110)I dati statistici delle  forniture ai Paesi Bassi elaborati da Cement en Beton Stichting, statistiche di cui dispongono le  parti interessate (vedi ad es. documenti Obourg 33126/296-298, FIC 33126/2388-2405, CBR 9434-9450),  fanno emergere la seguente situazione relativamente alle quote di mercato nelle forniture prese in  considerazione da CBS: >SPAZIO PER TABELLA>(4) I dati di cui sopra dimostrano che: la quota di mercato di NCH nelle  forniture contabilizzate da CBS si aggira, salvo che per l'anno 1988, intorno al [. . .],  percentuale che deve essere messa in rapporto con il [. . .] previsto dall'accordo C.R.N.; ogni  significativa variazione nella percentuale delle forniture dei produttori dei Paesi Bassi dell'anno  considerato (anni 1984, 1987 e 1988) rispetto all'anno precedente è compensata da una variazione  simmetrica, anche se non esattamente della stessa intensità, nella percentuale delle forniture dei  produttori belgi. Questa simmetria è da mettere in rapporto con i legami, menzionati al punto 1,  tra i due maggiori produttori belgi ed ENCI e fra i produttori olandesi fino al 1988. Le  percentuali dei produttori olandesi e dei produttori belgi non corrispondono esattamente alle  percentuali previste nei vecchi accordi N.C.A. e C.R.N.Tuttavia, la somma delle percentuali dei  produttori belgi e olandesi, somma da imputare ai rapporti sopra menzionati che intercorrono tra  loro, è assai vicina alla percentuale prevista per i due gruppi di produttori dall'accordo C.R.N.  Infatti, l'accordo C.R.N. prevedeva il [. . . ] per l'industria olandese e il [. . .] per  l'industria belga, per un totale dell'[. . .] per i due gruppi di produttori. La somma delle  percentuali delle forniture dei due gruppi di produttori dà rispettivamente i seguenti risultati  per gli anni dal 1983 al 1989: [. . .]. L'unica variazione significativa rispetto alla percentuale  C.R.N. ha luogo nell'anno 1988: [. . .], quindi [. . .] in meno che è da mettere in relazione con  l'aumento delle forniture di NCH per lo stesso anno [. . .]. La regolarità delle quote di fornitura è persistita malgrado le variazioni del consumo nei Paesi  Bassi e nonostante il fatto che la quota di forniture da parte di terzi abbia subito qualche  variazione e sia aumentata a partire dal 1986, come desumibile dalla tabella seguente:(119)>SPAZIO  PER TABELLA>(5) Al paragrafo 19, lettera b), è stato ricordato che alla riunione degli Head  Delegates del 19 marzo 1984, secondo il memorandum preparato per il presidente, le discussioni non  avrebbero affrontato il tema degli «scambi tra Stati di carattere tradizionale, anzi strutturale,  come nel caso, ad esempio, delle esportazioni di Germania e Belgio verso i Paesi Bassi». Secondo i  verbali di questa riunione, il responsabile belga ha denunciato le esportazioni non strutturali  provenienti dalla Germania: «Belgio - L'attenzione viene richiamata sul fatto che, se  effettivamente una parte delle esportazioni di cemento dalla Germania verso i Paesi Bassi ha  carattere strutturale e tradizionale, a queste si aggiungono da vari anni esportazioni  &lang;selvagge&rang; complementari verso i Paesi Bassi e il Belgio. Poiché le precedenti  discussioni fra Head Delegates non hanno modificato questa situazione di fatto, si ritiene inutile  affrontare un dibattito analogo in seno a Cembureau. Il Presidente ricorda che la presente riunione è stata decisa senza alcuna opposizione nell'ultima  riunione del comitato esecutivo e sollecita il parere degli altri membri . . .». (112)Quando il  delegato belga denunciava le importazioni tedesche nei Paesi Bassi, queste avevano raggiunto,  secondo la tabella «Importazioni dai paesi Cembureau» distribuita per la riunione degli Head  Delegates e datata 15 marzo 1984 (doc. 33126/11725), 1. 460 000 t nel 1983. Questa cifra sembra  provvisoria e potrebbe essere esagerata poiché le statistiche del BDZ menzionano 1 108 989 quale  dato definitivo delle esportazioni tedesche nei Paesi Bassi. La differenza fra le due cifre è  notevole: le imprese non hanno tuttavia fornito alcuna spiegazione nel corso della procedura  amministrativa. Si deve comunque constatare, utilizzando le stesse fonti per garantire un confronto  coerente, che gli scambi di opinioni e i colloqui bi- o multilaterali, raccomandati dal presidente  di Cembureau alla riunione degli Head Delegates del 14 gennaio 1983, hanno avuto un certo effetto  se le esportazioni tedesche, in particolare dei produttori non-membri di NCH, verso i Paesi Bassi  sono dapprima progressivamente diminuite, stabilizzandosi successivamente, in rapporto al consumo,  a partire dal 1986, come si può rilevare dai seguenti dati: >SPAZIO PER TABELLA>(6) Per quanto riguarda le esportazioni verso la Germania provenienti da  Belgio e Paesi Bassi, malgrado nessuna pubblicazione ufficiale contenga indicazioni di destinazione  per Land, il Bundesverband der Deutschen Zementindustrie è in grado, ogni trimestre, di stabilire e  pubblicare che le importazioni dai due paesi sono destinate ai Laender Nordhein-Westfalen e  Rheinland-Pfalz, con indicazione delle quantità per ciascun Land. ne delle quantità per ciascun  Land. CAPITOLO 5«Cembureau Task Force» o «European Task Force» 24. Origine del «problema greco» (1) Tra la seconda metà degli anni '70 ed i primi anni `80, i produttori di cemento greci hanno  aumentato la capacità produttiva di circa 7 Mio di t per far fronte alla fortissima domanda  proveniente dai paesi del Medio Oriente dove i mercati della costruzione e dell'impiantistica erano  allora in piena espansione grazie alle risorse derivanti dal rincaro dei prodotti petroliferi.  Verso la metà del 1985, però, la caduta del prezzo del petrolio, e il conseguente crollo dei  mercati medio-orientali, unita all'ampliamento delle industrie cementiere locali, hanno posto  l'industria cementiera greca di fronte al problema della sovrapproduzione e alla necessità di  cercare nuovi sbocchi per una produzione di gran lunga superiore alla domanda interna. I produttori  greci si sono rivolti, tra la fine del 1985 e l'inizio del 1986, verso l'Europa occidentale ed in  particolare verso quei mercati che ritenevano più facilmente accessibili: in primo luogo il Regno  Unito, che in Europa presentava i prezzi più alti per il cemento, e in misura minore l'Italia dove  piccole associazioni formate da consumatori e da piccole società di import-export avevano preso  l'iniziativa di importare cemento greco. (2) Non appena sono iniziate le importazioni di cemento tramite la società Libexim, che si era  approvvigionata presso Titan e Heracles, i produttori britannici non hanno tardato a reagire: in  particolare, hanno denunciato alla Commissione l'industria cementiera greca accusandola di essere  sovvenzionata dal governo (113). I produttori britannici devono aver avvertito i loro colleghi poiché ben presto si era formata una  coalizione di produttori di cemento per affrontare quella che veniva chiamata «la minaccia greca». (3) Questa coalizione si è costituita nell'ambito di Cembureau. Infatti, come si vedrà nel seguito,  Cembureau ha partecipato, rappresentato dalla sua dirigenza, ad almeno due riunioni (in base ai  documenti di Holderbank alle riunioni di Roma del 28 maggio 1986 e di Zurigo del 3 giugno 1986;  secondo la dichiarazione scritta di Cembureau registrata il 15 novembre 1989, alle riunioni del 28  maggio 1986 e «probabilmente» del settembre 1986), l'organo «Head Delegates» ha adottato le  decisioni più importanti, Ciments Français ha affermato all'audizione del 12 marzo 1993 che la  presenza di Laplace «a queste riunioni degli Head Delegates era dovuta al ruolo da lui svolto  all'interno del Syndicat (associazione di categoria) e del comitato di collegamento». Inoltre, un resoconto della riunione del 13 maggio 1987 dell'European Export Policy Committee,  redatto da Gordon Marshall di Blue Circle, rinvenuto presso Blue Circle (doc. 33126/11344-11345)  dice testualmente alla pag. 2: «Cembureau Task Force. In due occasioni mi è stato chiesto di  confermare che la Task Force di Cembureau continua ad operare in modo da mantenere la pressione sui  greci. Scancem ha mostrato particolare preoccupazione ed ha argomentato che, essendo l'80% del  cemento destinato agli Stati Uniti commercializzato da quattro grandi gruppi europei - Blue Circle,  Lafarge, Holderbank e Scan- cem - doveva pur esservi modo di fare pressione sui greci» (114). E' utile ricordare che Marshall era, nel 1987, presidente dell'European Export Policy Committee e,  dal 1985, vicedirettore generale del gruppo Blue Circle. Inoltre, come ricordato da Blue Circle  nella memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, (punto 3.5), con delibera del  consiglio di Cement Makers' Federation del 1 maggio 1985, il Sig. Marshall è stato nominato, a  partire dal giugno 1985, Head Delegate del Regno Unito presso Cembureau, nel periodo in cui Sir J.  Milne, presidente di Blue Circle, era stato nominato presidente di Cembureau. Marshall occupava  quindi una posizione che gli consentiva di conoscere bene le strutture e le attività di Cembureau. Nella memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, allegato 2, pag. 2, European Cement  Manufacturers Export Committee (ECMEC) menziona una dichiarazione di Marshall secondo cui la nota  da lui scritta per Blue Circle si riferisce agli argomenti discussi nelle riunioni dell'Export  Policy Committee soltanto limitatamente ai punti intitolati «Summary», «Turkey» e «Freight» e che  la nota non è stata scritta nella sua veste di presidente dell'Export Policy Committee. A  prescindere dal problema se la nota in questione costituisca o meno un resoconto della riunione di  EPC del 13 maggio 1987, in qualunque veste Marshall l'abbia scritta e indipendentemente da quali ne  siano stati i destinatari, è assodato che Marshall non contesta il contenuto dei fatti riportati  nella nota.  D'altro canto, da questa affermazione di ECMEC  risulta che Marshall contesta  unicamente la sua eventuale responsabilità relativamente ai fatti riferiti nella nota. ECMEC invece  non afferma che la nota non  riguarda Cembureau. Pertanto, la spiegazione di ECMEC non invalida in  nessun modo la conclusione della Commissione, secondo cui la nota prova effettivamente l'esistenza  di un rapporto tra Cembureau e la Task Force, rapporto che risulta dai termini stessi scelti da  Marshall. 25. Costituzione ed attività di «Cembureau Task Force» o «European Task Force» (ETF) (115)a)  Riunione di Roma(1) Il 28 maggio 1986, i rappresentanti delle società Blue Circle, Ciments  Français e Lafarge, Holderbank, Heidelberger e Dyckerhoff, Italcementi e Asland si sono riuniti a  Roma per mettere a punto rapidamente misure difensive e di sostegno contro la decisione  dell'industria cementiera greca di esportare nell'Europa Occidentale. Il resoconto dattiloscritto di questa riunione è stato redatto da Philippe Dutron, dirigente di  Cembureau, presente alla riunione (doc. 33126/18771); esiste anche un resoconto manoscritto  attribuibile probabilmente allo stesso dirigente di Cembureau (doc. 33126/10982-10983). I rappresentanti delle predette società hanno deciso di riunirsi ancora a Stoccolma, al Grand  Hotel, lunedì 9 giugno 1986, alle ore 9.30, anche con i rappresentanti di Cementa/Norcem e forse di  CBR. In vista della riunione di Stoccolma, è stato costituito un gruppo di lavoro composto da  quattro membri (Regno Unito, Spagna, Francia ed Italia) con l'incarico di predisporre, coadiuvati  da Henry Collis, dirigente di Cembureau, per la riunione di Zurigo la settimana seguente, una  documentazione sulle possibili misure difensive e sui seguenti argomenti: aspetti legali di ogni  azione rispetto al diritto comunitario ed in particolare legittimità degli aiuti di Stato  all'industria cementiera greca e legittimità di una reazione comune sotto forma di esportazioni di  cemento in Grecia; disponibilità di navi e di terminali galleggianti; struttura dell'industria del  calcestruzzo pronto; elenco delle banche europee con sede in Grecia; possibilità per i maggiori  produttori europei di cemento di costituire un'impresa comune per mettere in atto le azioni  necessarie. I rappresentanti delle società hanno anche previsto che se a Stoccolma fosse stata definita una  strategia, tre rappresentanti dell'industria europea del cemento avrebbero dovuto incontrarsi con  rappresentanti dell'industria greca, il 10 giugno, dopo l'assemblea generale di Cembureau. b) Riunioni del gruppo di lavoro a Zurigo ed a Céligny(2) Come previsto, dal 3 al 5 giugno il  gruppo di lavoro costituito a Roma si è riunito a Zurigo e l'ultimo giorno a Céligny. Oltre ai paesi citati nella nota del 28 maggio 1986, alle riunioni ha preso parte anche Holderbank  nei cui uffici esse hanno avuto luogo. Erano presenti (doc. 33126/18756): - il 3 giugno, i rappresentanti di Blue Circle (Horner e Cheney), Hispacement (Fernandez), Lafarge  (Marichal) e Holderbank (Akermann). Secondo Holderbank, Collis, dirigente di Cembureau, sarebbe  stato presente soltanto all'inizio della riunione e si sarebbe allontanato ben presto; - il 4 giugno, i rappresentanti di Blue Circle, Hispacement, Holderbank e Italcementi  (D'Agostino); - il 5 giugno, i rappresentanti di Blue Circle, Hispacement, Lafarge e Holderbank. (3) Nel corso di queste riunioni, è stato messo a punto il documento intitolato «Risposta  collettiva ai problemi posti dalla destabilizzazione provocata da taluni produttori di cemento»  («Collective response to problems posed by destabilizing cement industry») (doc.  33126/18772-18779). La premessa al documento preparato per la riunione di Stoccolma del 9 giugno  1986 (Cfr. doc. 33126/18755) recante la data del 5 giugno 1986, dice testualmente: «La cooperazione  tra i produttori del mercato comune/Europa occidentale è essenziale per la stabilità dell'industria  europea del cemento, vista la minaccia costituita da alcuni paesi che creano scompiglio sul mercato  esportando le loro eccedenze. Inoltre, la presenza di silos galleggianti inutilizzati comporta un  ulteriore effetto destabilizzante. Le strategie sviluppate nel presente documento sono la risposta  basata sulla solidarietà ed in funzione degli ostacoli da superare. Si è deciso di impostare  l'azione usando &lang;bastone&rang; e &lang;carota&rang; e distinguendo da una parte le misure di  ritorsione e di sostegno a breve termine di applicazione immediata, e dall'altra le soluzioni che  implicano cambiamenti politici e strutturali dell'industria cementiera in questione che  destabilizza il mercato. Si ritiene che per &lang;convincere&rang; l'industria del cemento  all'origine della destabilizzazione a cooperare è essenziale che gli altri produttori europei  (principali) dimostrino la loro unione e forza. L'attuale situazione costituisce senza dubbio una  minaccia non solo per i paesi più esposti all'attacco bensì per tutta l'Europa»  (116). Il  documento passa poi ad esaminare le possibili misure a breve termine: (4) Misure dissuasive («Stick actions»)- Difesa dei mercati interni europei attraverso varie  misure come, ad esempio, ostacoli amministrativi, imposizione di standard di qualità, azioni delle  associazioni di categoria, sanzioni contro i clienti che acquistano cemento importato. - Attacco sui mercati d'esportazione dei produttori che destabilizzano il mercato, rifornendo i  mercati di vari paesi (Algeria, Stati Uniti, Africa Occidentale, Egitto ed Arabia Saudita) che  attualmente acquistano cemento greco oppure rendendo poco remunerative le esportazioni dei  produttori greci. - Boicottaggio delle società di navigazione controllate dai produttori all'origine della  destabilizzazione. - Esame della possibilità di esportare cemento in Grecia e, qualora il prezzo non fosse  conveniente, della possibilità di adottare misure di «rappresaglia» e di esportare altri prodotti  fabbricati dalle controllate dei produttori europei di cemento. - Esame della situazione dei silos galleggianti e degli intermediari. - Ricorso alle banche internazionali per «convincere» i produttori all'origine della  destabilizzazione, gli intermediari e gli armatori a cooperare. (5) Misure persuasive («Carrot Actions»)Acquisto del tonnellaggio disponibile presso i produttori  che destabilizzano il mercato e dirottamento dello stesso verso gli Stati Uniti (eventualmente da  parte di Blue Circle, Holderbank, Lafarge, Cementa/Norcem ed altri), l'Africa Occidentale  (eventualmente da parte della Francia), altri paesi (con soluzioni più complesse se necessario). (6) Regolamentazione del mercato- Costituzione di una Joint Trading Company (azione a breve  termine) a cui potrebbero partecipare in un primo tempo (ma la partecipazione sarebbe aperta a  tutti) i produttori di Germania, Francia, Italia, Svizzera, Norvegia, Svezia, Spagna, Regno Unito. Questa impresa comune avrebbe essenzialmente il compito di: ottenere le commesse dei principali mercati di esportazione riforniti dai paesi che minacciano la  stabilità dei mercati dei paesi membri; acquistare cemento e clinker dai paesi che minacciano la  stabilità dei mercati dei paesi membri; esportare cemento e clinker nei paesi che minacciano la  stabilità dei mercati dei paesi membri. - Costituzione di un cartello all'esportazione (azione a lungo termine) per fissare quote, prezzi  minimi e condizioni contrattuali all'esportazione. (7) Altre riflessioni- Nell'ambito delle misure persuasive a lungo termine, viene suggerito di  procedere secondo le indicazioni fornite nell'Allegato I, vale a dire: cercare di convincere il  governo greco ad approvare le misure indicate in allegato per risolvere il problema dell'industria  cementiera greca; sensibilizzare la Commissione delle Comunità europee sul problema greco;  informare gli agenti della Commissione sulle azioni previste. - E'altresì proposto di richiedere il parere legale di un esperto in diritto comunitario sulle  azioni previste. Nessuna impresa ha indicato se e quali agenti della Commissione siano stati informati delle azioni  collettive previste. c) Riunione degli Head Delegates a Stoccolma(8) Il 9 giugno 1986, gli Head Delegates, presenti a  Stoccolma per l'assemblea generale di Cembureau, hanno tenuto una riunione della quale la  Commissione non possiede un resoconto. L'elenco dei partecipanti e l'oggetto della discussione deve  quindi essere ricostruito in base ad altri documenti. (9) Head Delegates presenti: Svizzera - Holderbank: la presenza di un rappresentante di Holderbank risulta dal contenuto della  risposta 7/b del 7 maggio 1990 ad una richiesta di informazioni (doc. 33126/18755), dall'allegato 2  all'ordine del giorno della riunione del 19 agosto 1986 (doc. 33126/18821-18822) e dal verbale  della riunione de- gli Head Delegates del 9 settembre 1986 che riporta il ventaglio delle azioni di  Interciment decise a Stoccolma (doc. 33126/18861); Italia - Italcementi ammette la propria partecipazione nella lettera del 21 marzo 1990 in risposta  ad una richiesta di informazioni (doc. 33126/15983): «Per quanto riguarda la riunione di Stoccolma,  l'Ing. G. Pesenti ricorda di avervi partecipato, a margine di una riunione di Cembureau, con i  rappresentanti di vari altri produttori europei» (117). Belgio - Nella sua memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, p. 188, CBR dice  testualmente: «La decisione di costituire la Joint Trading Company è stata adottata dalla riunione  degli Head Delegates di otto paesi, tra cui il Belgio, in occasione della riunione di Stoccolma il  9 giugno 1986» (118). CBR era quindi presente alla riunione, come ha anche ammesso tra l'altro  all'audizione dell'11 marzo 1993. Aker/Euroc (Norcem/Cementa) afferma nella sua memoria in risposta alla comunicazione degli  addebiti, p. 49, che Borelius (Euroc/Cementa) e Heiberg (Norcem) sono stati invitati da Sir J.  Milne (Blue Circle) a partecipare alla riunione, ma hanno declinato l'invito che è stato invece  accettato da Linderoth (Euroc/Cementa). Regno Unito - La partecipazione di Blue Circle risulta non soltanto dal fatto che è stato Sir J.  Milne ad invitare i partecipanti, come dice Aker/Euroc, ma anche dal ventaglio delle azioni di  Interciment indicato nell'allegato 2 all'ordine del giorno della riunione del 19 agosto 1986 (doc.  33126/18821-18822) e nel ver- bale della riunione degli Head Delegates del 9 settembre 1986 (doc.  33126/18861) e dal contenuto della risposta alla comunicazione degli addebiti (punti 4.74-4.77). Francia - La presenza di Lafarge può essere desunta dal fatto che la società ammette nel complesso  di aver partecipato alle riunioni nel quadro della Task Force (p. 58 della memoria in risposta alla  comunicazione degli addebiti e relazione orale all'audizione del 12 marzo 1993). Ciments Français,  dopo aver dichiarato all'audizione orale del 12 marzo 1993 che Laplace (presidente di Ciments  Français) ha partecipato alle riunioni di Roma (28 maggio 1986), di Stoccolma (9 giugno 1986) e di  Bruxelles (6 novembre 1986) ha affermato che la presenza di. Laplace «a queste riunioni di Head  Delegates era dovuta alle funzioni da lui svolte all'interno del Syndicat (associazione di  categoria) e del comitato di collegamento» (119) (dell'in- dustria cementiera comunitaria, organo  di Cembureau, n.d.r.). Germania - Dyckerhoff ammette di aver partecipato alla riunione di Stoccolma, ma afferma che il suo  rappresentante non aveva la qualifica di Head Delegate (memoria in risposta alla comunicazione  degli addebiti, pagg. 59-60). Heidelberger sostiene di non aver partecipato alla riunione (pag. 44  della memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti) e la Bundesverband der Deutschen  Zementindustrie si limita a constatare che le persone presenti alla riunione non avevano la  qualifica di Head Delegates (memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, pag. 22). Spagna - La partecipazione di Asland alla riunione di Stoccolma era stata prevista alla riunione di  Roma (doc. 33126/18771), ma Asland ha negato di aver partecipato ad altre riunioni oltre a quella  di Roma (memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, pagg. 41-42, e relazione orale  all'audizione dell'11 marzo 1993). La presenza di un Head Delegate spagnolo risulta tuttavia dal  ventaglio delle azioni di Interciment riportato nell'allegato 2 all'ordine del giorno della  riunione del 19 agosto 1986 (doc. 33126/18821-18822) e nel verbale della riunione degli Head  Delegates del 9 settembre 1986 (doc. 33126/18861): infatti, le quote di partecipazione possono  essere state assegnate soltanto a coloro che erano presenti o rappresentati alla riunione e hanno  manifestato il proprio accordo. (10) Argomenti in discussione edecisioni adottateA seguito della risposta 7/b del 7 maggio 1990  di Holderbank (doc. 33126/18755) ad una richiesta di informazioni della Commissione, i partecipanti  alla riunione di Stoccolma hanno formalmente deciso la costituzione di European Task Force. Secondo l'allegato 2 all'ordine del giorno per la ri- unione di ETF di Ginevra del 19 agosto 1986  (doc. 33126/18821-18822) ed il verbale della riunione  degli Head Delegates a Baden-Baden, il 9  settembre 1986, (doc. 33126/18857/18862) gli Head Delegates riuniti a Stoccolma hanno deciso di  costituire una Joint Trading Company e di attribuire le quote di questa società ai vari «paesi o  società» partecipanti alla riunione. d) Prima riunione ETF a Londra(11) Il 17 giugno 1986, ETF ha tenuto una riunione a Londra con la  partecipazione dei rappresentanti di Blue Circle, Lafarge, Italcementi e Holderbank (doc.  33126/18756). Blue Circle ha inviato a Holderbank prima della riunione e su sua richiesta (doc.  33126/18781) le sue ulteriori riflessioni sulla Joint Trading Company (doc. 33126/18782-18785). Sempre prima della riunione, Holderbank ha chiesto a Lafarge di indicare nella riunione del 17 il  tonnellaggio di cemento greco che la società stessa era in grado di collocare sui mercati non  europei (doc. 33126/18786). Una nota di Cheney di Blue Circle, datata 19 giugno 1986 enumera i punti trattati nella riunione: - Stesura di un contratto standard per l'acquisto di cemento e di clinker greci da parte della  Joint  Trading Company (doc. 33126/18788-18790). (un progetto allegato alla nota prevedeva tra  l'altro la notifica di tale contratto alla Commissione, ma apparentemente tale progetto non ha  trovato attuazione e la notifica non è stata effettuata); - raccolta di informazioni su Bouri; - studio della possibilità di dirottare verso altri paesi le esportazioni greche; - inchiesta sulla situazione delle società marittime greche; - studio della possibilità di esportare in Grecia; - coordinamento della costituzione della Joint  Trading Company; - studio della possibilità di procedere ad azioni di lobbying; - inchiesta sulle esportazioni provenienti dai paesi dell'Est e dalla Turchia; - coordinamento della situazione Ferruzzi. e) Seconda riunione ETF a Milano(12) Il 2 luglio 1986, è stata tenuta a Milano una riunione di ETF  con la partecipazione dei rappresentanti di Blue Circle, Lafarge, Italcementi, Holderbank (doc.  33126/18756-18757 e 18791-18793). La bozza di ordine del giorno enumera i seguenti punti: (doc.  33126/18794): accordo con l'industria greca - situazione attuale e azioni future; Gruppo Bouri -  stato dei negoziati - informazioni; mercati tradizionali di esportazione della Grecia; esportazioni  in Grecia, risultati dell'inchiesta e azioni future; situazione Ferruzzi; costituzione di  Interciment - situazione attuale - assetto societario - ulteriori azioni; azioni di lobbying -  situazione attuale - azioni future; informazione degli Head Delegates; varie ed eventuali. f) Terza riunione ETF a Ginevra(13) L'8 luglio 1986, è stata tenuta a Ginevra una riunione ETF con  la partecipazione dei rappresentanti di Blue Circle, Lafarge, Italcementi, Hornos Ibéricos e  Holderbank (doc. 33126/18757 e 18795). La Commissione non dispone di alcun resoconto o ordine del  giorno. g) Quarta riunione ETF a Ginevra(14) Il 19 agosto 1986, ETF ha tenuto una sessione a  Ginevra con  la partecipazione dei rappresentanti di Blue Circle, Lafarge, Hornos Ibéricos, Cementa/- Norcem,  (Aker/Euroc) e Holderbank (doc. 33126/18757-18758 e 18795-18811). Per la riunione è stato preparato  un ordine del giorno (doc. 33126/18811). Nel corso degli accertamenti non è stato rinvenuto nessun  resoconto ad essa relativo. Aker/Euroc ha esibito all'allegato 15 della memoria in risposta alla  comunicazione degli addebiti un resoconto redatto il 26 agosto 1986 da Ulestig, che ha  rappresentato Norcem/Cementa alla riunione, e destinato ai dirigenti della sua società. Con lettera  del 9 luglio 1992, la Commissione ha inviato a tutte le imprese chiamate in causa nella  comunicazione degli addebiti (parte internazionale), la copia del resoconto ottenuto da Aker/Euroc,  notificando che intendeva utilizzarlo nella procedura ed invitandoli a manifestare il loro punto di  vista. Il resoconto di Ulestig riprende esattamente i punti dell'ordine del giorno e riporta le seguenti  discussioni e decisioni: (15) Punto 1. All'ordine del giorno è stata prevista un'informativa per spiegare gli obiettivi di  ETF a coloro che prendevano parte per la prima volta alle riunioni (in pratica a Norcem/Cementa).  Il resoconto definisce quindi l'obiettivo di ETF: «Obiettivo di ETF è lo studio delle misure per  eliminare le importazioni nell'Europa occidentale, attualmente le importazioni provenienti dalla  Grecia. ETF raccomanda le misure che gli Head Delegates dovranno adottare»  (120). (16) I punti 2 e 3 riguardano la situazione delle importazioni nel Regno Unito, in Italia ed in  Spagna ed il tentativo di esercitare pressioni sul Crédit Suisse da parte di Holderbank affinché  blocchi i finanziamenti a Bouri (121). (17) I punti 4 e 5 prendono in considerazione la situazione delle misure dissuasive e persuasive. Benché non sia stato raggiunto alcun accordo con i cementieri greci, Blue Circle ha iniziato ad  acquistare cemento greco per inviarlo negli Stati Uniti e le forniture continueranno in  settembre-ottobre, Lafarge ha acquistato un carico di cemento da Titan per consegna a Montreal ed  un altro carico sarà consegnato a settembre, Holderbank ha deciso di acquistare 90 000 t di cemento  da Titan (di cui 7 000 sarebbero state inviate), 100 000 di cemento da Heracles (di cui 40 000 già  consegnate), 50 000 t di clinker da Titan (di cui 25 000 già consegnate) il tutto con destinazione  Stati Uniti. Blue Circle ha riferito delle trattative con Titan e dei tentativi di trovare congiuntamente una  soluzione da utilizzare come strumento di pressione su Heracles. Italcementi ha presentato un rapporto sulle possibilità di esportare in Grecia (doc.  33126/18812-18820). E' stata esaminata infine la situazione dei tradizionali mercati di esportazione greci, dei  rivenditori e la minaccia di importazioni provenienti da altri paesi. (18) Il punto 6 prende in esame la costituzione della Joint Trading Company «Interciment» già  realizzata, l'assetto societario, lo statuto (doc. 33126/18821-18841). Secondo una nota interna di  Blue Circle (doc. 33126/18842-18843), viene suggerito di notificare alla Commissione la  costituzione di Interciment. (19) Il punto 7 riporta le informazioni fornite da Blue Circle sull'azione di lobbying esercitata  sul governo del Regno Unito (doc. 33126/18844-18845). (20) Al punto 8 viene trattato lo studio di Blue Circle sui possibili investimenti nella società  Halkis (doc. 33126/18846). h) Quinta riunione ETF a Baden-Baden(21) Questa riunione è stata convocata da Holderbank per il 9  settembre 1986 a partire dalle ore 12,00 ed ha  avuto come oggetto principalmente la preparazione  dell'informativa su ciascun argomento destinata agli Head Delegates che si sarebbero riuniti il  giorno stesso dopo le ore 18,00. Ogni partecipante è stato invitato a preparare una relazione orale  o scritta sull'argomento che gli era stato affidato (doc. 33126/18848). i) Riunione degli Head Delegates a Baden-Baden(22) Dopo la riunione di ETF del pomeriggio, gli  Head Delegates si sono riuniti alle ore 18,00 del 9 settembre 1986. E' stata redatta prima una bozza del verbale e poi una sua versione definitiva (doc.  33126/18849-18862). Questo verbale è intitolato «Riepilogo delle relazioni e delle conclusioni  della riunione degli Head Delegates e dei rappresentanti della Task Force a Baden-Baden il 9  settembre 1986.»(23) Erano presenti i seguenti Head Delegates: Sir J. Milne - Blue Circle (R.U.); D. Amstutz -  Holderbank (CH); G. Pesenti - Italcementi (I); B. Kasriel -  Lafarge Coppée (F); P. Rumeu -  Cementos Uniland (ES); J. Lose - Dyckerhoff e B. Steinbach -  Bundesverband der Deutschen  Zementindustrie (D);  P. Rabl - Norcem (N); O. Stevens Larsen - Aalborg (DK); D. Quirke - Irish  Cement (IRL); P. Sytor - Cimenteries CBR (B). Erano inoltre presenti i seguenti rappresentanti di ETF: M. Akermann - Holderbank (CH); J. Marichal  - Lafarge Coppée (F); A. D'Agostino - Italcementi (I); J. Félix - Hornos Ibéricos e J. Bruguera -  Cementos del Norte (ES); M. Horner e R.J. Cheney - Blue Circle (R.U.). (24) Il punto 1 all'ordine del giorno riguarda gli aspetti organizzativi. Sono stati ricordati gli obiettivi della Task Force: esame delle possibili misure «dissuasive» e  «persuasive» contro l'immissione di cemento a basso prezzo sui mercati europei (in primo luogo  contro le importazioni greche nel Regno Unito) e raccomandazioni agli Head Delegates. E' stato preso atto che nella Task Force sono rappresentate le seguenti società e/o paesi:  Holderbank - Akermann; R.U. - Horner e Cheney; Francia - J. Marichal; Italia - D'Agostino; Spagna -  Félix e Bruguera. Sono stati individuati i seguenti argomenti di studio e di indagine: accordo con  l'industria greca; ritorsioni sui tradizionali mercati d'esportazione dell'industria greca;  esportazioni in Grecia; minacce da parte di altri paesi; rivenditori di cemento, in particolare  Bouri. Poiché, a causa della notevole mole di lavoro, la Task Force non ha proposto reali  soluzioni, è stato deciso di costituire i seguenti sottogruppi di lavoro coordinati dalla Task  Force che dovranno sottoporre periodicamente il loro lavoro agli Head Delegates: - sottogruppo Intermediari composto da Honner (R.U)-coordinatore, Fraisse (F), Manglano (ES), X  (I); - sottogruppo Mercati d'esportazione della Grecia, composto da Akermann (CH)-coordinatore, Palomar  (ES), Clemente (I), Fraisse (F), X (Scandinavia); - sottogruppo Esportazioni in Grecia, composto  da Clemente (I)-coordinatore, Marichal (F), Ynzenga  (R.U.), Kober (D); - sottogruppo Scambio di esperienze difensive, composto da Marichal (F)-coordinatore, Albert (I),  Andia (ES), Brenke (D), Shepherd (R.U.); - sottogruppo Minacce da altri paesi, composto da X (Scandinavia)-coordinatore, Y (S), Albert (I),  Fraisse (F), Z (D), K (Scandinavia). (25) Il punto 2 riguarda l'accordo con l'industria greca. Non è stato possibile raggiungere un  accordo globale con i produttori greci sul ritiro del cemento per problemi legati al prezzo ed alla  durata e probabilmente al fatto che ogni produttore greco preferisce concludere accordi su base  individuale. E' stato deciso di proseguire i negoziati. (26) Relativamente al punto 3, esportazioni in Grecia, la Task Force è stata incaricata di  presentare una raccomandazione agli Head Delegates per la fine di settembre; sono stati espressi  tuttavia seri dubbi sulla fattibilità economica di tale azione. (27) Riguardo alle esportazioni verso i mercati tradizionali della Grecia, punto 4 dell'ordine del  giorno, è stato concluso che tale misura non era realizzabile. (28) Al punto 5, è stata esaminata la situazione delle importazioni di cemento greco da parte di  Ferruzzi ed è stato preso atto della possibilità che le trattative tra i produttori italiani di  cemento e Ferruzzi portino a qualche risultato. E' stata successivamente passata in rassegna la  situazione delle importazioni di cemento tunisino in Spagna unitamente all'evoluzione delle  trattative tra i produttori spagnoli e tunisini. (Si deve osservare che, per quanto riguarda le  importazioni da paesi terzi, i produttori spagnoli hanno presentato nel 1992 una denuncia  antidumping. Tale problema non è stato menzionato dalle imprese). (29) Il punto 6 riguarda la possibilità di forniture alternative di cemento «low alkali». (30) Il punto 7 riguarda Bouri. Blue Circle ha riferito i contatti infruttosi con la Banca Worms e  il Crédit Suisse per bloccare il credito a Bouri ed è stato deciso di raccogliere ulteriori  informazioni. (31) Il punto 8 prende in considerazione i progressi dello studio sull'investimento in Halkis  avviato da Blue Circle. (32) Al punto 9, è stato ricordato che, conformemente alla decisione adottata dagli Head Delegates  a Stoccolma, è stata costituita la Joint Trading Company Interciment che può iniziare ad operare  immediatamente nel quadro delle misure dissuasive o persuasive. E' stato convenuto che la società  resti per il momento «in letargo»; tuttavia, è importante far sì che sia pronta a divenire  operativa. (33) Con lettere del 22 settembre 1986 (doc. 33126/ 19019-19025), Holderbank ha inviato il verbale  della riunione degli Head Delegates a D'Agostino, pregandolo di farne pervenire una copia a Pesenti  e a Unicem; a Lose, pregandolo di farne pervenire una copia a Schumacher (Heidelberger) e a  Steinbach (BDZ); a Rabl (Norcem), pregandolo di farne pervenire una copia a Cementa; a Marichal,  pregandolo di farne pervenire una copia a Kasriel (Lafarge) e a  Ciments Français; à Félix,  pregandolo di farne pervenire una copia a Rumeu (Uniland) e a Bruguera (Cementos del Norte); a  Cheney, pregandolo di farne pervenire una copia a Larsen (Aalborg) e a Quirke (Irish Cement); ed  infine a Sytor (CBR). 1) Sesta riunione ETF a Ginevra(34) Questa riunione ha avuto luogo il 21 ottobre 1986 con la  partecipazione dei rappresentanti di Holderbank, Lafarge, Italcementi, Hornos Ibéricos, Scancem  (Aker/Euroc), Blue Circle. In base al resoconto  della riunione (doc. 33126/18895-18900) sono stati  discussi 6 punti. (35) Riguardo agli aspetti organizzativi, è stato deciso che la Task Force si sarebbe riunita di  tanto in tanto per esaminare temi di comune interesse e che la razionalizzazione dell'industria  della CEE in un periodo di sovrapproduzione sarebbe stata realizzata nel rispetto della  legislazione comunitaria. Il problema della rappresentanza spagnola potrebbe essere oggetto di  discussione tra Félix e Rumeu. (36) E' stata esaminata la situazione delle importazioni nel Regno Unito. Il problema degli aiuti  di Stato all'industria cementiera greca era stato esposto ad alcuni funzionari della Commissione. Era stato fissato un appuntamento per il 6 novembre con il Commissario responsabile per la  concorrenza. E' stata esaminata la situazione delle importazioni in Italia ed in Spagna. (37) Riguardo ad Interciment, è stato confermato che per il momento sarebbe rimasta in «letargo». (38) Sono stati discussi i progressi dello studio sui potenziali investimenti in Halkis. m) Riunione degli Head Delegates a Bruxelles(39) Il 6 novembre 1986, i seguenti Head Delegates si  sono riuniti a Bruxelles: Sir J. Milne (R.U.), B. Laplace (F), J. Lose (D), G. Pesenti (I), J. Van  Hove (B), P. Rumeu (ES), D. Quirke (IRL). Alla riunione assistevano anche D'Agostino (Italcementi) e K.D. Irons (Blue Circle) che ha redatto  il resoconto intitolato «Appunti della riunione dei rappresentanti dell'industria del cemento della  CEE  all'Hotel Hilton, il 6 novembre 1986 alle ore 9,00» (doc. 33126/19007-19008). (40) Sir J. Milne apre il dibattito ricordando che la ristrutturazione dell'industria cementiera  europea, che si trova attualmente in condizioni di sovrapproduzione cronica, deve avvenire nel  rispetto delle regole di concorrenza. Passa poi in rassegna la situazione delle importazioni greche  nel Regno Unito. Laplace, Rumeu e Pesenti riferiscono anch'essi delle minacce di importazioni che interessano i loro  rispettivi paesi. (41) Dopo un breve dibattito, è stato deciso che Interciment sarebbe rimasta per il momento in  letargo e che per ora nessuna società della Comunità avrebbe sottoscritto la propria quota. Van Hove ha proposto e fatto approvare una modifica all'art. 2 dello statuto di Interciment. (42) E' stato convenuto altresì di continuare ad organizzare di tanto in tanto riunioni della Task  Force e di proporre al presidente di Holderbank di recarsi in Grecia per discutere con le autorità  ed i produttori le possibili soluzioni ai problemi dell'industria cementiera greca. (43) E' stato poi posto in discussione il contenuto del documento da presentare al Commissario  responsabile della concorrenza in occasione dell'incontro stabilito (doc. 33126/19009-19010). n) Settima riunione ETF a Milano(44) Questa riunione ha avuto luogo il 9 gennaio 1987 e vi hanno  partecipato i rappresentanti di Blue Circle, Lafarge, Italcementi, Hornos Ibéricos e Holderbank  (doc. 33126/18759). La Commissione non dispone del resoconto della riunione, ma soltanto  dell'ordine del giorno (doc. 33126/18921-18922): esame della riunione di Bruxelles, esame della  situazione italiana e spagnola, Interciment, visita in Grecia de Schmidheiny (presidente di  Holderbank), informazioni su Bouri, futuro ruolo della Task Force. Tra i documenti rinvenuti presso Italcementi che si riferiscono alla riunione di Milano, vi è una  nota manoscritta che riporta un parere legale riguardante Italcementi: tale parere sarà citato più  dettagliatamente nel par. 26. o) Ottava riunione ETF a Ginevra(45) Questa riunione ha avuto luogo a Ginevra l'11 febbraio 1987 e  vi hanno partecipato i rappresentanti di Blue Circle, Lafarge, Italcementi, Cementa/Norcem e  Holderbank (doc. 33126/18760 e 1829-18936). L'ordine del giorno della riunione è il seguente (doc.  33126/18937-18938): argomenti attinenti alla Grecia (visita in Grecia di Marshall e Poole di Blue  Circle, rinvio della visita di Schmidheiny, bozza di lettera di Marshall di Blue Circle alla Banca  di Grecia ed al ministro dell'industria (doc. 33126/18939-18944), riduzione degli aiuti greci,  esportazioni greche, quantità e contratti con i membri della Task Force); argomenti connessi con  Bouri; argomenti connessi con Ferruzzi; situazione spagnola; Interciment (bilancio non certificato  al 31.12.1986 (doc. 33126/18946-18949) prossime tappe - partecipazione delle altre società aderenti  alla Task Force); sottogruppi della Task Force (possibili esportazioni in Grecia, scambi di  esperienze sulle misure difensive) varie ed eventuali (proposta di azioni successive alle riunioni  degli Head Delegates - «Gruppo di Stoccolma», Intercem, GOIC). (46) Un resoconto manoscritto della riunione, che riprende soltanto alcuni dei punti all'ordine del  giorno, è stato rinvenuto presso Lafarge (doc. 33126/4911-4913). Questo resoconto riferisce delle  importazioni greche in Gran Bretagna e della riduzione dei prezzi operata dai produttori  britannici, delle importazioni in Spagna di cemento proveniente da paesi terzi, dell'accordo che  sarebbe stato negoziato tra Ferruzzi ed i produttori italiani di cemento, delle sovvenzioni greche  alle esportazioni, della situazione delle vendite di Heracles e di Halkis. p) Riunione del sotto-gruppo «Misure difensive» (47) Questo sotto-gruppo si è riunito il 17 marzo 1987 con la partecipazione di Marichal per la  Francia, di De Vogue per Lafarge, di Albert per l'Italia, di Andia di Oficemen per la Spagna, di  Shepherd di Blue Circle per il Regno Unito, di Steinbach del Bundesverband per la Germania. Il resoconto della riunione rinvenuto presso Lafarge riporta i seguenti temi di discussione (doc.  33126/4858-4861): Gran Bretagna: importazioni di cemento greco, effetti sui prezzi britannici, il  governo britannico avrebbe concesso al governo greco l'«autorizzazione» ad importare cemento greco  fino al 3% del  consumo britannico; concertazione dei produttori britannici con il loro ministro  dell'industria; la Commissione sarebbe preoccupata delle manovre dilatorie della Grecia in materia  di aiuti; rapporti tra i produttori britannici. Spagna: situazione delle importazioni provenienti  da paesi terzi; Italia: l'accordo con Ferruzzi non sarebbe stato ancora definitivamente concluso; i  cementieri italiani prevedono di utilizzare le misure di sorveglianza sulle importazioni previste  dal regolamento n. (CEE) 288/82; Repubblica federale di Germania: continuano le pressioni da parte  dei paesi  dell'Est. q) Il futuro di ETF(48) In base a quanto noto alla Commissione, non ha avuto luogo nessun'altra  riunione di ETF. Ci sono stati tentativi di riunire ETF (doc. 33126/18950-18952 e 18960), ma apparentemente senza  successo e per questo motivo è stato deciso di rinviare ogni decisione sul futuro di ETF alla  riunione degli Head Delegates prevista in occasione dell'assemblea generale di Cembureau a  Lussemburgo dal 25 al 28 maggio 1987. Secondo Holderbank, ETF sarebbe stata ufficialmente sciolta  alla fine del maggio 1987 in occasione della riunione degli Head Delegates (doc. 33126/18760): non  è stato redatto alcun verbale o resoconto della riunione in cui è stato deciso lo scioglimento di  ETF. Nel corso delle riunioni di Lussemburgo dal 25 al 28 maggio 1987, Marichal di Lafarge ha  raccolto alcune informazioni riportate in una nota riservata del 1 giugno 1987 (doc.  33126/4487-4490). Questa nota a pagina 4 dice testualmente a proposito della European Task Force:  «Il compito del gruppo formato appena un anno fa sarà d'ora in poi rigorosamente limitato agli  scambi di informazioni su temi ben definiti. Gli inglesi vorrebbero sopprimerlo, ma alla fine gli  svizzeri hanno convinto i loro colleghi che sarebbe un errore: lo strumento è stato predisposto,  tanto vale tenerlo in funzione. Anche i britannici hanno riconosciuto che ETF era stata una  preziosa fonte di informazioni.» 26. Le misure di regolamentazione del mercato: la Joint Trading Company(1) Come già indicato al  paragrafo 25/b, il gruppo di lavoro aveva proposto la costituzione di una Joint  Trading Company  come misura a breve termine per  la regolamentazione del mercato, ed un cartello all'esportazione  come misura a lungo termine. Niente permette di stabilire se la misura a lungo termine sia stata  realmente adottata. Invece, la misura a breve termine è stata sicuramente adottata. Infatti gli  Head Delegates riuniti a Stoccolma il 9 giugno 1986 hanno deciso (cfr. supra par. 34/c) di  costituire una Joint  Trading Company le cui funzioni sono state definite dal gruppo di lavoro il  3/5 giugno 1986(doc. 33126/18776/18777): ottenere le commesse dei principali mercati di  esportazione approvvigionati dai paesi che minacciano la stabilità dei mercati dei paesi membri;  acquistare cemento e clinker dai paesi che minacciano la stabilità dei mercati dei paesi membri;  commercializzare i quantitativi acquistati attraverso interventi sul mercato; esportare cemento e  clinker nei paesi che minacciano la stabilità dei mercati dei paesi membri; un comitato direttivo  designa i mercati dove acquistare, commercializzare ed esportare il cemento e fissa i prezzi di  acquisto e di vendita. Secondo il verbale della riunione degli Head Delegates di Baden-Baden del 9  settembre 1986, «La società è pronta a diventare operativa immediatamente per attuare misure  «dissuasive» o «persuasive»»  (122). (2) Secondo la decisione degli Head Delegates adottata alla riunione di Stoccolma, il capitale  della Joint Trading Company è stato costituito con quote del 12,5% da parte di ciascuno dei  seguenti paesi e/o società:  Italia, Germania, Norcem/Cementa, Francia, Spagna, Blue Circle, Belgio  (CER/Ciments d'Obourg), Holderbank (doc. 33126/18821-18822, 18857-18861). (3) Il 24 giungo 1986 tre avvocati svizzeri in veste di fiduciari hanno costituito la società  Interciment S.A. dotata di un capitale di 50 000 FRS (doc. 33126/18734-18739). (4) In base all'art. 2 dello statuto, «La società ha per oggetto il commercio internazionale di  materiali da costruzione e l'acquisto di partecipazioni in imprese straniere che commerciano  materiali da costruzione. In generale, la società può effettuare tutte le operazioni e svolgere  tutte le funzioni che abbiano un rapporto diretto o indiretto con le proprie finalità sia per  proprio conto che per conto di terzi» (doc. 33126/18833-18841) (123). Come è già stato menzionato  al par. 25/m, gli Head Delegates riuniti a Bruxelles il  6 novembre 1986 hanno approvato una  proposta di Van Hove di modifica dell'art. 2 dello statuto (doc. 33126/19007-19008) in base alla  quale l'obiettivo della società è il commercio di materiali da costruzione per esportazioni al di  fuori del territorio della Comunità economica europea. Nessuna impresa ha prodotto lo statuto  contenente la modifica approvata il 6 novembre 1986 dagli Head Delegates. (5) Interciment è stata registrata a Friburgo e domiciliata presso l'avvocato che ha sottoscritto  in veste di fiduciario la quasi totalità delle azioni e che ne è l'amministratore unico (doc.  33126/18823-18832). Il verbale della riunione degli Head Delegates a Baden-Baden il 9 settembre  1986 riferisce la nomina di un comitato esecutivo di Interciment composto da: D'Agostino - Italia,  Marichal - Francia, Félix - Spagna, Horner - Blue Circle, Akermann - Holderbank (coordinamento)  (doc. 33126/18861). (6) La somma necessaria alla sottoscrizione del capitale è stata anticipata da Holderbank che, con  lettere del 22 settembre 1986 (doc. 33126/19019-19025), ha chiesto il versamento delle rispettive  quote azionarie di Interciment a: Italcementi per la partecipazione italiana; a Dyckerhoff per la  partecipazione tedesca; a Norcem per la partecipazione scandinava; a Lafarge-Coppée per la  partecipazione francese; a Hornos Ibéricos per la partecipazione spagnola; a Blue Circle per la sua  partecipazione; a CBR per la partecipazione belga. (7) Blue Circle ha versato l'importo corrispondente alla sua quota tramite la propria controllata  svizzera BCO AG tra settembre ed ottobre, come risulta da una situazione contabile del 7 novembre  1986 (doc. 33126/10960-10962), ma ha ottenuto successivamente che BCO AG modificasse l'oggetto del  versamento relativo alla partecipazione in Interciment chiedendo che il versamento venisse  registrato come un «contributo per ricerche di mercato» (doc. 33126/10958)  (124). (8) Italcementi ha sottoscritto il capitale l'11 febbraio 1987 (doc. 33126/16220) e ha retrocesso  poi la sua quota a Holderbank il 7 novembre 1988 (doc. 33126/16218). (9) Per quanto riguarda i versamenti delle altre quote di partecipazione, Holderbank ha dichiarato  (doc. 33126/18329): «Oltre ad Holderbank, un solo altro membro (Italcementi n.d.r.) di European  Task Force ha sottoscritto e versato la sua quota (Un altro membro (Blue Circle n.d.r.) ha versato  l'importo corrispondente ma non è mai diventato azionista effettivo. Il membro in questione ha  preferito richiedere il rinvio sine die del trasferimento delle azioni al portatore e in seguito  non ha mai richiesto, apparentemente per scarso interesse, tale trasferimento. Ed è per questo, ed  a causa della modesta entità delle somme in questione, che fino ad oggi non ha avuto luogo alcuna  restituzione). Nessun documento è stato redatto al riguardo; la prova può essere desunta dal testo  del documento comunicato in risposta alla domanda 7/e (lettere sopra citate del 22 settembre 1986  con cui Holderbank ha richiesto il versamento delle quote di partecipazione, n.d.r.). Inoltre  Holderbank dopo un certo tempo ha riacquistato tutte le azioni ed è diventato quindi l'azionista  unico di Interciment S.A., società che fino ad oggi non ha svolto alcuna attività» (125). Nella sua  memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, punto 4.159, Blue Circle ha dichiarato che  il suo versamento a Holderbank costituiva il rimborso della sua quota di 1/8 delle spese sostenute  da  Holderbank per la costituzione di Interciment S.A. (126). Holderbank non ha mai precisato da  chi abbia riacquistato le azioni di Interciment né ha prodotto alcun documento per dimostrare di  essere l'azionista unico di Interciment. (10) Nonostante la decisione adottata alla riunione degli Head Delegates di Bruxelles del 6  novembre 1986, secondo cui nessuna società con sede nella Comunità europea avrebbe sottoscritto il  capitale di Interciment (doc. 33126/19007-19008), Holderbank ha inviato a tutti i membri, con  lettera del 10 febbraio 1987, il bilancio di Interciment al 31 dicembre 1986 e l'ha iscritto  all'ordine del giorno della riunione di ETF dell'11 febbraio 1987 (doc. 33126/18936-18938 e  18946-18949). Secondo Blue Circle (punto 4.162 della memoria in risposta alla comunicazione degli  addebiti) i membri avevano il diritto di esaminare il bilancio di Interciment dal momento che la  società era stata costituita su loro istruzione; Holderbank aveva inoltre il diritto di essere  rimborsato, indipendentemente dalla sottoscrizione delle azioni  (127). (11) Va altresì notato che prima e dopo la già citata decisione degli Head Delegates di Bruxelles  del 6 novembre 1986 era stato sollevato il problema della compatibilità con l'articolo 85 della  sottoscrizione al capitale di Interciment. Prima della decisione, una nota manoscritta di Lafarge  del 3 ottobre 1986 (doc. 33126/6647), dopo aver ricordato il problema della compatibilità di  Interciment con l'articolo 85, dice testualmente: «Se è probabilmente tardi per rimettere in  questione l'assetto societario e quindi i conferimenti al capitale, non è però troppo tardi. Che  fare?»  (128)(12) Dopo la decisione degli Head Delegates, sono state cercate soluzioni che  permettessero ai membri di ETF di adempiere ai loro obblighi finanziari nei confronti di Holderbank  che aveva agito per loro conto ed aveva anticipato il capitale. Una nota manoscritta non datata rinvenuta presso Italcementi tra i documenti che si riferiscono  alla riunione ETF di Milano del 9 gennaio 1987 (doc. 33126/2915), dopo aver ricordato i problemi  posti dall'articolo 85, raccomanda, al punto 4, di modificare, se si vuole utilizzare Interciment,  i piani sull'assetto societario, di limitare il numero dei soci e di trovare un altro modo per  raccogliere i contributi degli altri produttori  (129). Il problema della partecipazione degli  altri membri di ETF al capitale di Interciment è stato iscritto all'ordine del giorno, punto 5.2,  della riunione ETF di Ginevra dell'11 febbraio 1987 (doc. 33126/18937-18938) (130). (13) Dopo la decisione adottata a Stoccolma di costituire la Joint Trading Company, è sorto  immediatamente il problema di una eventuale notifica alla Commissione. Una nota del servizio legale  di Blue Circle del 10 luglio 1986 (doc. 33126/18842-18843) sottolinea che la costituzione della  Joint Trading Company costituisce un'infrazione all'articolo 85, paragrafo 3 e raccomanda la  notifica alla Commissione ai fini dell'applicazione dell'articolo sopraccitato: la raccomanda-  zione è accolta da ETF nella riunione del 19 agosto 1986 (doc. 33126/18821-18822). Sembra che anche  Italcementi abbia comunicato a ETF il parere di un professore (doc. 33126/18848). E' già stato  menzionato il parere sollecitato da Lafarge e riportato nella nota del 3 ottobre 1986 (doc.  33126/6647), come pure il parere di provenienza francese non datato (doc. 33126/2915) che  consiglia, proprio per guadagnare al massimo 12 mesi, di inviare una notifica alla Commissione nel  momento in cui la società fosse diventata operativa. Nessuna notifica è stata effettuata. (14) A seguito dei vari pareri legali, alla riunione degli Head Delegates del 9 settembre 1986 è  stato deciso di lasciare la società in letargo. Questa decisione è stata confermata alla riunione  degli Head Delegates del 6 novembre 1986 (doc. 33126/19007-19008) ed è stata anche menzionata alle  riunioni di ETF del  21 ottobre 1986 (doc. 33126/18895-18896) e del 9 gennaio 1987 (doc.  33126/18921-18922). (15) Alla riunione degli Head Delegates del 9 settembre 1986 è stato anche deciso che era  importante essere certi che Interciment fosse pronta a diventare operativa: (131) Nella sua memoria  in risposta alla comunicazione degli addebiti, punto 4.147, Blue Circle ammette che Interciment era  sempre in attesa di divenire operativa, ma che poteva essere utilizzata per qualsiasi scopo (132). (16) Con lettera del 3 maggio 1993, l'avvocato di Holderbank ha esibito alla Commissione il verbale  dell'assemblea di Interciment S.A. del 23 marzo 1993 nel corso della quale ne è stato deliberato lo  scioglimento. 27. «Le misure di difesa dei mercati nazionali»: Italia(1) Tra le misure dissuasive («bastone») proposte dal gruppo di lavoro riunito a Zurigo ed a  Céligny il 3-5 giugno 1986 (doc. 33126/18772-18779), compariva la difesa con vari mezzi dei mercati  minacciati dalle importazioni. Verranno qui esaminate le misure difensive riguardanti il mercato  italiano, dal momento che la Commissione non dispone di prove riguardo agli altri mercati. (2) Il 30 aprile 1986 il produttore greco Titan Cement Company e Calcestruzzi S.p.A., il maggiore  produttore italiano di calcestruzzo pronto, avevano firmato un contratto, valido cinque anni, in  virtù del quale Titan si era impegnato a vendere e Calcestruzzi a comperare fino ad un massimo di  440 000 t di cemento  all'anno. Ulteriori accordi avrebbero definito i quantitativi consegnabili  annualmente (doc. 33126/16361-16368 e 19210-19217). (3) Il problema delle importazioni di cemento greco in Italia da parte di Calcestruzzi è stato  sollevato in sede ETF e discusso nelle riunioni del 17 giugno 1986, 2 luglio 1986, 19 agosto 1986,  9 settembre 1986, 21 ottobre 1986, 9 gennaio 1987, 11 febbraio 1987, 15 marzo 1987, ed alle  riunioni degli Head Delegates del 9 settembre 1986 e del 6 novembre 1986 (cfr. supra par. 25). Da una nota interna di Blue Circle del 4 settembre 1986 (doc. 33126/11026-11027) risulta che Blue   Circle ha sollevato con Titan il problema delle esportazioni in Italia: «Per quanto riguarda  l'Italia, Titan  resta irremovibile nella sua intenzione di non annullare il contratto con Ferruzzi  (Calcestruzzi, controllata di Ferruzzi), almeno non prima del dicembre 1987, data per la quale  sembra che essa abbia una clausola-scappatoia» (133). (4) Mentre il problema veniva portato all'attenzione di ETF, venivano esercitate pressioni su  Calcestruzzi affinché non onorasse il contratto con Titan. Infatti, come risulta da una lettera di  Titan ai suoi avvocati londinesi del 2 settembre 1988, scritta quando la mancata esecuzione del  contratto Titan-Calcestruzzi è stata demandata ad un collegio arbitrale, Calcestruzzi si mostra  poco propenso a dare esecuzione al contratto a causa di trattative con alcuni cementieri italiani:  «Il 6 febbraio 1987, Calcestruzzi per la prima volta sembra restio a confermare il programma di  consegne facendo notare «gli sviluppi assunti dalle industrie locali del cemento» (!). Il 17  febbraio 1987, visto il silenzio dell'acquirente, gli abbiamo inviato un telex descrivendo la  situazione e mettendolo in guardia contro le conseguenze di una inadempienza al contratto» (doc.  33126/19195-19196) (134). (5) Il rappresentante italiano alle riunioni di ETF ha riferito delle trattative con Calcestruzzi  e/o con la capofila Ferruzzi. Il resoconto manoscritto della riunione di ETF dell'11 febbraio 1987  riporta anche la relazione del rappresentante italiano (doc. 33126/4911-4913): «2.2 ItaliaE' stato firmato tra i produttori di cemento e Ferruzzi l'accordo che ha consentito di  scongiurare la minaccia di importazione da parte di questo gruppo di 1,5 Mio di t in una decina di  porti con un effetto catastrofico sui prezzi. Durata: 5 anni. Oltre alle partecipazioni incrociate,  destinate a bloccare Calcestruzzi, la controllata BPE di Ferruzzi, nonché la casa madre, Cementi di  Ravenna, è stata adottata una serie di misure intese a consolidare l'alleanza. Per la buona volontà dimostrata, Ferruzzi riceverà la bella somma di 15 Mio di USD all'anno per i  cinque anni dell'accordo. La somma sarà versata in parte sotto forma di titoli (Montedison) e in  parte in contanti: Ferruzzi dovrà riservare una parte del gruzzolo all'acquisto di società di BPE o  partecipazioni in società BPE per chiudere i porti. Restano da risolvere due problemi: 1. Utilizzazione di 2 navi di Ferruzzi rimaste inattive. Si tratta di due navi silos da 6 000 t di  portata lorda. 2. I contratti da 75 000 T/anno con Titan e di x T/anno con Spalato per cemento iugoslavo dovranno  essere onorati o pagate le penali previste. Per risolvere questi problemi, Italcementi chiede l'aiuto dei colleghi europei. I cementieri italiani richiederanno l'autorizzazione della CEE per applicare la legge italiana in  base alla quale ogni importazione di cemento deve essere «preventivamente notificata». Chiedono ai loro colleghi europei di avvertire i rispettivi rappresentanti presso la CEE affinché  non si oppongano alla richiesta» (135). Il resoconto della riunione del sottogruppo «Misure di difesa» del 15 marzo 1987 (doc.  33126/4858-4861) riporta le informazioni fornite dal rappresentante italiano come segue: «Italia- Il rappresentante ha ripreso quanto già detto nel corso delle riunioni della Task Force  (cfr. nota J.M. del 12 febbraio 1987) precisando tuttavia che l'accordo con Ferruzzi non era stato  ancora definitivamente concluso» (136). (6) L'accordo con Calcestruzzi è stato concluso nel successivo mese di aprile. Infatti, il 3 e 15  aprile 1987, i produttori italiani di cemento Italcementi, Unicem, Cementir e Calcestruzzi hanno  firmato convenzioni e contratti relativi alla fornitura di cemento e alla reciproca collaborazione  (doc. 33126/12145-12342) in virtù dei quali i tre cementieri si sono impegnati in solido a  soddisfare il fabbisogno totale di cemento del gruppo Calcestruzzi ed a praticare le riduzioni di  prezzo ivi indicate; dal canto suo, Calcestruzzi si è impegnato a mettere il 50% delle riduzioni  concesse a disposizione di una controllata comune alle quattro parti contraenti che deve investire  tali somme in società di calcestruzzo pronto o in settori collegati, ed a soddisfare almeno l'80%  del proprio fabbisogno di cemento presso Italcementi, Unicem e Cementir o presso società da queste  designate; i tre produttori di cemento si sono riservati il diritto di recesso se Calcestruzzi non  acquista presso di loro almeno il 95% del proprio fabbisogno. (7) A seguito della firma degli accordi e delle convenzioni con Italcementi, Unicem e Cementir,  Calcestruzzi ha risposto ai solleciti di Titan a dare esecuzione al contratto ad alle sue minacce  di intentare un'azione per risarcimento danni (telex del 14 aprile 1987 - doc. 33126/19207) prima  di tutto chiamando in causa le difficoltà legate alla programmazione delle forniture (telex del 6  maggio 1987 - doc. 33126/19206); ha inviato poi il 13 maggio 1987 a Titan il seguente telex (doc.  33126/19205): «Come già sapete, non possiamo importare cemento in Italia come da contratto già  firmato a causa di un accordo raggiunto con i produttori italiani di cemento. Perciò, poiché essi  sono interessati ed impegnati direttamente nel tentativo di trovare con la Vostra società una  composizione, hanno chiesto espressamente di essere presenti alle trattative per trovare una  soluzione soddisfacente per tutti. Essi hanno perciò proposto di organizzare una riunione in  occasione della prossima assemblea di Cembureau il 26 maggio p.v. Riceverete una loro conferma al  riguardo via telex. In considerazione del fatto che le nostre relazioni sono state sempre buone,  spero che in questa riunione saranno esaminati tutti gli elementi che permettano di raggiungere un  compromesso interessante per tutti» (137). (8) Lo stesso giorno, il 13 maggio 1987, Italcementi ha inviato il seguente telex a Titan (doc.  33126/19204): «Con riferimento al contratto tra Titan e Calcestruzzi concernente forniture di  cemento in Italia e alla proposta di Calcestruzzi di tenere una riunione a Lussemburgo il 24 maggio  1987, vi informo che i produttori di cemento intendono naturalmente partecipare a tale riunione,  essendone parte in causa ad alto livello. Pertanto, i sigg. Pesenti, Testore e Carella  (rappresentanti rispettivamente di Italcementi, Unicem e Cementir) saranno lieti di partecipare  alla riunione dopo l'assemblea generale di Cembureau, allo scopo di dare una soluzione al problema  oggetto delle nostre discussioni, nello spirito che da alcuni anni accomuna le industrie cementiere  di vari paesi europei» (138). (9) Con telex del 20 maggio 1987 (doc. 33126/19203), Titan, dopo aver preso atto del coinvolgimento  dei produttori italiani, ha comunicato a Calcestruzzi che i problemi bilaterali determinati dalla  mancata esecuzione del contratto dovevano essere risolti dalle due parti in causa ed ha proposto di  tenere una riunione la settimana successiva ad Atene o a Roma. Calcestruzzi ha risposto con telex  del 25 maggio 1987 (doc. 33126/19202) che la riunione proposta da Titan avrebbe  potuto tenersi  dopo la riunione di Lussemburgo del  26 maggio. (10) L'incontro di Lussemburgo tra i tre produttori italiani e Titan ha effettivamente avuto luogo  poiché Calcestruzzi ha inviato il seguente telex a Titan il 28 maggio 1987 (doc. 33126/19201):  «Siamo a conoscenza della riunione che avete tenuto a Lussemburgo con i produttori italiani di  cemento. In tale occasione sono state formulate proposte che saranno valutate e che sarà necessario  riesaminare in occasione della prossima riunione. Naturalmente, dato che siete a conoscenza della  parte avuta dalle industrie italiane del cemento nella sospensione delle consegne del prodotto  previste nel contratto concluso a suo tempo, è necessaria la loro futura e permanente  partecipazione ad ogni incontro finalizzato alla ricerca di una soluzione soddisfacente per tutti.  Vi prego di farci sapere quando il sig. Cannelopoulos sarà disponibile per un incontro con l'ing.  Giampiero Pesenti che potrebbe aver luogo ad Atene o eventualmente a Roma» (139). Con telex del 2  giugno 1987, Calcestruzzi chiede nuovamente a Titan di incontrare i produttori italiani per  risolvere il problema della mancata esecuzione del contratto d'acquisto del cemento greco (doc.  33126/19208): «Come già sapete, la sospensione delle forniture di cemento è stata determinata da un  accordo intervenuto con i più grandi produttori italiani di cemento (Italcementi - Unicem -  Cementir). Poiché, in base a tale accordo, i produttori italiani di cemento sosterranno tutte le  spese, e quindi anche quelle che potranno eventualmente derivare dalla sospensione del nostro  contratto, è necessario che prendano parte ad ogni trattativa poiché ogni decisione richiede il  loro completo accordo. Questa è la sola ragione per cui l'ing. Giampiero Pesenti, il dott.  D'Agostino, l'ing. Testore, l'ing. Oliviero ed il dott. Carella si sono messi in contatto con voi  in occasione della recente riunione dei produttori di cemento a Lussemburgo. Non vi nascondiamo che siamo stati sorpresi dalle vostre richieste presentate dopo la suddetta  riunione, poiché le informazioni comunicateci direttamente da persone che hanno avuto occasione di  incontrarvi ci rassicurano sulla futura conclusione di un accordo soddisfacente per tutti che  dovrebbe riguardare anche altri settori. In considerazione di quanto sopra, vi informiamo della  nostra completa disponibilità a raggiungere un accordo soddisfacente per la vertenza  insorta. Una  delegazione qualificata di produttori italiani di cemento dovrebbe essere presente alle trattative.  Secondo noi, per facilitare la conclusione delle trattative, sarebbe utile che il dott.  Canellopoulos e l'ing. Giampiero Pesenti fossero presenti alla riunione poiché sono i due  rappresentanti di massimo livello e sono quindi in grado di prendere decisioni anche su un futuro  piano strategico» (140). (11) Gli incontri con i produttori italiani di cemento proposti da Calcestruzzi a Titan hanno avuto  luogo, ma non hanno portato a risultati concreti relativamente alla richiesta di risarcimento danni  preteso da Titan per la mancata esecuzione del contratto con Calcestruzzi. Ciò risulta dalla  lettera di Italcementi alla Commissione del 21 marzo 1990 (doc. 33126/15981): «In data 16 luglio  1987, l'ing. Pesenti ed il dr. D'Agostino della Italcementi, l'ing. Testore ed il dott. Oliviero  dell'Unicem hanno incontrato il Sig. Canellopoulos della Titan ad Atene su invito di quest'ultimo.  A seguito di ulteriori sollecitazioni da parte greca, il dr. Clemente di Italcementi e l'ing.  Albert della Unicem hanno incontrato nel dicembre del 1987 e nei primi mesi del 1988 i sigg.  Kalogeropulos e Sevdalis della Heracles ed i sigg. Prezanis e Trifonas della Titan. L'oggetto degli  incontri era sempre il medesimo: esaminare le proposte avanzate dai produttori greci le cui minacce  sleali al mercato italiano preoccupavano. In tali riunioni peraltro, non si è raggiunto alcun  risultato concreto» (141). Il contenzioso relativo alla mancata esecuzione del contratto Calcestruzzi-Titan è stato deferito  ad un collegio arbitrale. 28. Le misure persuasive («carota»): acquisto dei quantitativi che possono destabilizzare  ilmercato(1) Il documento preparato dal gruppo di lavoro alle riunioni di Zurigo e di Céligny il  3-5 giugno 1986 (doc. 33126/18772-18779) propone, come misura persuasiva, di acquistare cemento e  clinker dai produttori greci. Lo stesso documento precisa a pag. 4: «Acquisto dei «quantitativi destabilizzanti» Un certo numero di mercati offre ai produttori europei la possibilità di collocare i quantitativi  provenienti dall'industria che «destabilizza» il mercato. Ad esempio: USA - I priorità(1) Blue Circle Atlantic potrebbe proporre 500 000 t di cemento; (2) Holderbank /Dundee potrebbe proporre 50/60 000 t di clinker; (3) Lafarge/General potrebbe proporre ?(4) Cementa/Norcem potrebbe proporre ?(5) Altre  società/importatori potrebbero proporre ? (vale a dire proporre di acquistare per smaltire negli  Stati Uniti, n.d.r.)Africa OccidentaleLa Francia potrebbe provvedere a collocare . . . tonnellate  sui seguenti territori: (a) (b) (c) (d)» (142). (2) Al punto 5 di una nota manoscritta di Blue Circle dal titolo «Questioni all'ordine del giorno»  (doc. 33126/10988-10990) si legge: «La nostra disponibilità ad adoperarci in vista di una soluzione  accettabile per entrambe le parti è subordinata: a) all'interruzione delle forniture di cemento greco all'Europa occidentale, sia direttamente agli  utilizzatori finali, sia tramite intermediari commerciali/armatori, ecc., b) alla conclusione di un accordo collettivo con l'industria greca del cemento e non con singoli  membri» (143). (3) Il problema degli acquisti di cemento greco è stato dibattuto nel corso delle riunioni di ETF  del 17 giugno 1986 (cfr. infra par. 25/d), del 2 luglio 1986 (cfr. infra par. 25/e) e del 19 agosto  1986 (cfr. infra par. 25/g). Il verbale di quest'ultima riunione redatto dal rappresentante di  Scancem riporta, al punto 4.1: «Nessun accordo è stato concluso con le società greche che, in quest'ultimo mese, non si sono  tenute neanche in contatto tra loro! Un insuccesso imputabile soprattutto alle differenze di prezzo  (1-2 $/t) e al fatto che non si sia ancora deciso chi debba occuparsi di Bouri RU. Tuttavia, BCI ha già cominciato ad inoltrare cemento greco negli Stati Uniti (la prima nave ha  scaricato 20 000 t nel porto di Boston al prezzo di 29 USD - FOB, mentre la seconda sta per  caricare 25 000 t per Baltimora al prezzo di 27 USD - FOB). Le consegne continueranno in  settembre-ottobre. Lafarge ha acquistato un carico di Titan per Montreal e in settembre è previsto un secondo carico. Anche Holderbank ha deciso di acquistare da Titan (senza aver ancora firmato alcun contratto) 90  000 t, di cui 7 000 sono già state consegnate. Ha inoltre acquistato da Heracles 100 000 t (di cui  40 000 già consegnate). Bloom partecipa a quest'ultima operazione: ha infatti scaricato nel  Mississipi e rifornisce il mercato di Dundee. Holderbank ha inoltre acquistato da Titan 50 000 t di clinker (di cui 25 000 già consegnate)  destinate al mercato statunitense, al prezzo di 19,80 USD FOB. In sintesi, sebbene non si sia concluso alcun accordo con i greci inteso ad assorbire il loro  cemento, alcuni membri ci hanno messo a mio avviso in una posizione di debolezza nelle trattative. Dopo una lunga discussione si è deciso di affidare ad un sottogruppo il compito di valutare quali  società possono effettuare, ora e in un prossimo futuro, forniture di cemento ASTM - tipo II. Inoltre, BCI riprenderà i colloqui con Titan, con cui cercherà di trovare una soluzione congiunta  così da poter esercitare una qualche pressione su Heracles» (144).PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0815.4(4) Gli acquisti dei produttori greci sono confermati dalla nota interna di Blue Circle dal titolo  «Importazioni dalla Grecia», senza data ma quasi sicuramente del settembre 1986 (doc.  33126/11083-11084), e dalla lettera del 22 settembre 1986 di Blue Circle a Holderbank. Nella prima  si legge: «Nelle ultime settimane Blue Circle, Holderbank e Lafarge hanno tutti iniziato ad  assorbire cemento o clinker greci, soprattutto da Titan, nelle loro operazioni con gli Stati Uniti  e il Canada, confidando di mantenere in tal modo il dialogo aperto con i greci» (145). Nella  seconda, invece, Blue Circle comunica la sua decisione di continuare a rifornirsi di prodotti greci  per il mercato statunitense (doc. 33126/11094-11095). (5) Nel verbale della riunione degli Head Delegates del 9 settembre 1986 (doc. 33126/18857-18862),  punto 1.2, si legge che Heracles, Titan e Halkis si erano dichiarati favorevoli ad un accordo  congiunto di ritiro di cemento - accordo che, tuttavia, non è stato possibile concludere a causa  sia delle divergenze sui prezzi e sulla durata, sia degli impegni assunti da Heracles e Titan nei  confronti di Bouri e Ferruzzi. Il verbale precisa inoltre che, nel corso dei colloqui con Blue  Circle e Holderbank, Titan si era dichiarato disposto a collaborare; che, considerato il sostegno  offerto dal governo britannico e da altre istituzioni, era preferibile per il momento non  concludere accordi; che era infine opportuno sospendere le trattative con i produttori greci  nell'attesa di un indebolimento delle posizioni di questi ultimi e dello stesso Bouri sul mercato.  «Allo stesso tempo tuttavia», continua la nota, «si dovrebbe ulteriormente riflettere  sull'eventualità di accettare un accordo che preveda l'assorbimento di un tonnellaggio superiore,  per esempio 2/3 Mio di t o per un tonnellaggio inferiore a un prezzo superiore. In definitiva si è  convenuto dell'opportunità di proseguire le trattative» (146). (6) Il punto 1.5 dell'ordine del giorno della riunione di ETF dell'11 febbraio 1987 (doc.  33126/18937-18938) reca il titolo «Esportazioni greche - quantita- tivi e contratti con i membri  della Task Force nel 1987» (147): come già menzionato al paragrafo 25, il verbale della riunione  reperito presso la sede di Lafarge riporta unicamente le discussioni relative ad alcuni punti  all'ordine del giorno. (7) I documenti menzionati ai punti da 2 a 6 del presente paragrafo lasciano supporre che il  mancato raggiungimento di un accordo collettivo tra i membri di ETF e i produttori greci sia  imputabile probabilmente alla riluttanza di questi ultimi; alcuni produttori europei, tuttavia,  hanno stipulato contratti per l'acquisto di cemento e di clinker dai produttori greci allo scopo  quantomeno di frenare le esportazioni greche in Europa. Infine, pur non essendo riusciti a  concludere un accordo collettivo con i produttori greci, i membri di ETF si sono scambiati  informazioni sui quantitativi acquistati individualmente e sui contratti stipulati con i produttori  greci. a) Accordi tra produttori britannici e produttori greci(8) La nota interna di Blue Circle dal  titolo «Piano convenuto tra MJH/Presanis - 16 giugno 1986» (doc. 33126/10991) stabilisce: «1. Blue Circle vende a Bouri 300 000 t di cemento della DDR destinato all'Egitto al prezzo di 10  USD FOB. 2. Titan/Heracles vendono 500 000 t di cemento a BC Atlantic al prezzo di 25 USD FOB per il tipo II  e di 27 USD FOB per il tipo II AASHTO. 3. Per il trasporto verrà utilizzata la nave di Titan «Ionian Carrier», di 25 000 t di stazza, nolo  di 7,50 USD/t. 4. Blue Circle acquista da Titan/Heracles 100 000 t di clinker BS12 destinato a Magheramorne al  prezzo di 21,50 USD FOB - il costo del trasporto ammonterà a 12 USD/t nel caso in cui si utilizzi  una nave di 4.000 t di stazza. 5. Blue Circle prende in locazione il terminal di Bouri per una cifra pari a circa 2 Mio di USD;  potrà decidere di lasciarlo inattivo nel porto di Tilbury ovvero di utilizzarlo come terminal di  BCC, chiudendo in tal caso l'unità di Wouldham. Notea) L'accordo ha la durata di 1 anno durante il quale cercheremo una soluzione a più lungo  termine con l'industria greca mentre BCC ridurrà la propria produzione. b) I prezzi sono indicativi e soggetti a trattativa. Una volta concluso l'accordo, BCI non dovrebbe  avere costi supplementari se non quelli derivanti dall'impegno nei confronti della DDR, mentre  Rugby e RTZ dovrebbero continuare a versare la loro quota di perdita netta, vale a dire 5 USD/t. c) Magheramorne non aderisce al CPA (Common Price Agreement, n.d.r., cfr. infra par. 16, punto  (21)), il clinker greco resta all'interno della CEE, per la DDR continua l'azione antidumping. d) Le possibilità di giungere ad un accordo vantaggioso con gli europei sono del 50%. In futuro  tale accordo potrebbe limitare la libertà d'azione di BCI e in seguito non è escluso che si debba  pagare lo scotto di questa cooperazione. e) Così strutturato l'accordo non dovrebbe costituire un'infrazione alle norme CEE, FTC o  antitrust. f) Se Bouri avrà già cominciato le vendite, la sua eliminazione si rivelerà più costosa del  previsto» (148). (9) La nota interna di Blue Circle dal titolo «Documento di discussione - Importazioni a basso  prezzo - riunione del 7 luglio 1986» (doc. 33126/10992-10994) ricorda le diverse opzioni che si  presentano all'industria britannica del cemento, in particolare una politica di non cooperazione  con i produttori greci ovvero una politica di segno opposto e, a proposito di quest'ultima, cita le  due soluzioni alternative emerse dai colloqui con Titan ed Heracles: prima soluzione: acquisto da parte di un intermediario europeo di 1 Mio di t scaglionate su un anno  e destinate a paesi extraeuropei. I produttori greci, tuttavia, non accettano la limitazione ad un  anno; seconda soluzione: conclusione di un accordo della durata di tre anni, durante i quali Titan ed  Heracles si impegnano a vendere a Blue Circle i seguenti quantitativi: primo anno (1986/87): 700  000 t (di cui 100 000 t a destinazione dell'Irlanda del Nord, 500 000 t a destinazione degli Stati  Uniti e 100 000 t per altre destinazioni); secondo anno (1987/88): 900 000 t (di cui 100 000 t a  destinazione dell'Irlanda del Nord, 200 000 a destinazione di altre regioni del Regno Unito, 500  000 t per gli Stati Uniti e 100 000 per altre destinazioni non specificate); terzo anno (1988/89):  900 000 t con la ripartizione e le destinazioni del secondo anno. La nota prosegue: «Questa soluzione è già oggetto di un accordo di massima con i produttori greci  ma, come la soluzione A, è subordinata alla conclusione di un accordo con Bouri» (149). La ripartizione e le destinazioni specificate nella seconda soluzione figurano anche in una nota  manoscritta di Heracles su carta intestata «Sheraton Park Tower - London» e senza data (doc.  33126/19864-19865), nonché in un protocollo d'intesa («Memorandum of Understanding»), anch'esso  senza data, in cui si precisano la data di entrata in vigore dell'accordo (1o agosto 1986) e  l'oggetto delle forniture: cemento e clinker per il Regno Unito e altri paesi non specificati, solo  cemento (in linea di massima) per gli Stati Uniti (doc. 33126/11096). (10) Il verbale della riunione del 17 settembre 1986 tra Blue Circle e Titan (doc.  33126/11080-11082) cita la decisione adottata da Blue Circle e comunicata a Titan secondo la quale  il programma relativo all'acquisto di prodotti da Titan ed Heracles da parte di Blue Circle per gli  Stati Uniti non dipenderebbe dalla situazione del Regno Unito. Secondo l'autore della nota  l'acquisizione da parte di Blue Circle Atlantic di quantitativi consistenti di Titan sarebbe tale  da indurre quest'ultimo a ritirarsi unilateralmente dal mercato britannico, indebolendo in tal modo  la posizione dello stesso Bouri. (11) La nota interna di Blue Circle, senza data ma del mese di settembre (doc. 33126/11083-11084),  precisa che, nel corso di una riunione svoltasi la settimana precedente ad Atene, Titan aveva  proposto di limitare le vendite combinate di Titan ed Heracles al Regno Unito a 300 000 t per il  primo anno e a 500 000 t per il secondo e terzo anno; Titan appariva fiducioso quanto alla  possibilità di convincere Heracles. I suddetti quantitativi sarebbero stati venduti ai produttori  britannici per poi essere smerciati tramite le loro reti di distribuzione. L'autore della nota  raccomanda di esaminare più attentamente insieme ai produttori greci l'eventualità di limitare le  vendite al Regno Unito, nel corso della riunione dell'8 e del 9 settembre 1986. (12) - A tali discussioni hanno partecipato direttamente solo Blue Circle, per la controparte  britannica, e Titan ed Heracles, per la controparte greca. Da un certo numero di indicazioni  contenute nei documenti pervenuti alla Commissione, tuttavia, si deduce che Blue Circle non ha  agito unicamente per sé, ma anche per conto degli altri due produttori britannici, Rugby e RTZ  (attualmente Castle Cement). Di fatto, Blue Circle ha adottato a varie riprese misure  protezionistiche contro le importazioni, ottenendo che le altre due società ne sostenessero in  parte i costi. In particolare: a) la nota della riunione del 16 giugno 1986 tra i sigg. Horner e Presanis (doc. 33.126/10991)  contiene un'allusione esplicita a Rugby e a RTZ: Blue Circle contava sul loro sostegno finanziario  per ridurre i costi delle misure da adottare contro Titan, che altrimenti sarebbero venuti a  gravare unicamente sul suo bilancio; b) nella nota interna di Blue Circle relativa ad una riunione con Titan svoltasi il 17 settembre  1986 (doc. 33.126/11080) si parla di una «posizione» che Blue Circle, nel suo colloquio con Titan,  attribuisce all'«industria britannica» nel suo insieme; c) infine, dalle note interne di Blue Circle del 7 settembre 1987, del 22 ottobre 1987, del 18  dicembre 1987 e dell'8 gennaio 1988 (doc. 33.126/11195-11198) si deduce che Blue  Circle era  riuscito ad imputare alle altre due società una quota dei cosiddetti «costi della battaglia  importazioni» («Import Battle  Costs») secondo i suoi stessi termini. In particolare, dalla nota  del 18 dicembre 1987 (doc. 33.126/11197) emerge l'esistenza di un obbligo generale di  compartecipazione ai costi per diversi anni che rendeva superfluo qualsiasi accordo preliminare  specifico per ciascuna operazione. - Le tre società britanniche contestano questa tesi. Secondo Castle e Rugby: - la nota relativa alla riunione del 17 settembre 1986 (doc. 33.126/11080) non li riguarda: il  riferimento all'«industria britannica» interesserebbe unicamente le attività legittime di  «lobbying» presso i poteri pubblici; Rugby ritiene inoltre inverosimile che una nota così  dettagliata non faccia la benché minima menzione alla partecipazione delle altre due società alle  iniziative di Blue Circle nel caso in cui essa fosse reale (risposte alla comunicazione degli  addebiti: Rugby, punto 4.3.19, e Castle, punto 5.2.18); - le note del 7 settembre 1987, del 22 ottobre 1987, del 18 dicembre 1987 e dell'8 gennaio 1988  (doc. 33.126/11195-11198) non riguardano le importazioni greche, poiché queste ultime sono  cominciate di fatto solo verso la metà del 1986 mentre la nota del 18 dicembre 1987 (doc.  33.126/11197-11198) si riferisce al periodo 1983-1986; le suddette note non contengono alcuna  allusione alla Grecia, ma tutt'al più un riferimento generale all'«Europa occidentale». Castle  aggiunge che la nota del 18 dicembre 1987 conferma proprio che RTZ non aveva accettato di versare  alcun tipo di contributo ma, al contrario, aveva rifiutato di farlo, ritirando una precedente  offerta di  595 000 UKL (ibidem, punti 4.3.40 e da 5.2.30 a 5.2.32). Secondo Blue Circle: - non esisteva alcun accordo preliminare con le altre due imprese relativamente ai suoi rapporti  con Titan o con i creditori di Bouri; - come maggior produttore britannico, tuttavia, Blue Circle aveva assunto negli anni atteggiamenti  per così dire «paternalisti», prendendo l'iniziativa di contrastare attività (cita a tal fine  l'esempio delle importazioni in dumping dell'Europa dell'Est) che vedeva come una minaccia non solo  nei suoi confronti, ma anche per l'intera industria britannica del cemento. In alcune occasioni  aveva tentato di recuperare da altri produttori una parte dei costi sostenuti per simili iniziative  - con un successo limitato, come attestano i documenti a cui la Commissione fa riferimento (150). - La Commissione non può accogliere simili argomentazioni. Per quanto riguarda la nota relativa  alla riunione del 17 settembre 1986 (doc. 33.126/11080) è opportuno osservare che essa, per la  precisione, non si limita a ricordare l'atteggiamento dell'«industria britannica» nei confronti dei  poteri pubblici; l'autore della nota afferma che questo atteggiamento collettivo dell'industria  riguarda anche un eventuale accordo con il nuovo concorrente presente sul mercato britannico,  Bouri. Quanto alle note del 7 settembre 1987, del 22 ottobre 1987, del 18 dicembre 1987 e dell'8  gennaio 1988 (doc. 33.126/11195-11198), va rammentato che: a) anche se le importazioni greche hanno preso sostanzialmente il via solo nel 1986, tale data  rientra nel periodo menzionato nella nota del 18 dicembre 1987 (doc. 33.126/11197); b) il fatto che la nota del 22 ottobre 1987 (doc. 33.126/11196) alluda unicamente all'«Europa  occidentale» (in opposizione alla «Germania Est», unico paese citato) è irrilevante poiché nel  periodo considerato, come attestano le stesse imprese, la Grecia era per l'appunto una delle  principali fonti di importazioni verso il Regno Unito (risposta di Blue Circle alla comunicazione  degli addebiti, Tomo II, grafico 5); c) la nota dell'8 gennaio 1988 (doc 33.126/11198) di certo non smentisce il fatto che le tre  imprese partecipassero ai costi di un'eventuale misura di difesa contro le importazioni; prova  invece, come riconosce Castle, che RTZ aveva fatto a Blue Circle una proposta cui non era stato  dato seguito; il problema evidentemente riguardava solo l'importo della partecipazione: Blue Circle  infatti auspicava che RTZ accettasse di versare un importo superiore; d) sebbene Castle e Rugby insistano sul fatto che tali note non provano che gli accordi in  questione riguardavano anche le importazioni greche, è evidente (nota del 16 giugno 1986, doc.  33.126/10991) che i costi relativi alle misure contro Titan dovevano comunque essere oggetto di una  ripartizione secondo gli intendimenti di Blue Circle. Quest'ultimo, del resto, riconosce  espressamente di aver ricevuto simili contributi per le misure adottate contro le importazioni; e) nella nota del 18 dicembre 1987 (doc. 33.126/11197), quarto capoverso, si legge chiaramente: «Ho  fatto presente a Hewitt che molte delle sue argomentazioni non erano pertinenti, trattandosi dei  costi sostenuti da BC nel periodo 1983-1986 e considerando che nulla aveva dispensato RTZ  dall'obbligo di tener fede al suo impegno. Del resto, poiché Rugby aveva già versato la sua quota,  era tanto più irragionevole da parte di RTZ non assumersi alcuna parte di responsabilità per le  iniziative adottate» (151). Dalla nota si deduce che Rugby aveva già versato la sua quota per il  periodo in questione. Quanto a RTZ, essa fa riferimento all'esistenza di un obbligo relativo al  versamento di un contributo di cui l'unico elemento in discussione è l'importo. Viene infatti  citata un'«offerta» di 595 000 UKL già fatta da RTZ, evidentemente a seguito dell'«obbligo» cui si  riferisce la stessa nota. Tutto ciò è confermato indirettamente da Blue Circle nella sua risposta alla comunicazione degli  addebiti in cui, oltre a riconoscere che la sollecitazione di contributi alle altre società era  prassi corrente, ammette che tale procedura non sempre era coronata da successo, confermando così  il versamento di contributi in altre occasioni. Nella sua risposta Blue Circle si limita a  sostenere che non esistevano accordi «preliminari» con gli altri produttori (punto 4 223 della  risposta). (13) Per quanto concerne la limitazione delle esportazioni greche verso il Regno Unito, occorre  aggiungere che secondo i documenti citati qui di seguito tale limitazione non sarebbe stata  convenuta ufficialmente tra i produttori greci e i produttori britannici, sebbene i primi si siano  dichiarati disposti a farlo, bensì tra il governo britannico e il governo greco. Il «Financial  Times» del 18 dicembre 1986 (doc. 33126/2907) cita infatti un accordo intergovernativo  greco-britannico che prevedeva una limitazione iniziale delle esportazioni greche verso il Regno  Unito al 2,75% dei consumi, fino a raggiungere il 3% nel 1989; il verbale della riunione di Cement  Makers' Federation del 9 gennaio 1987 (allegato VI della memoria in risposta alla comunicazione  degli addebiti di Blue Circle) cita un accordo intergovernativo concernente l'esportazione di 300  000 t/anno; infine, il verbale della riunione del sottogruppo «misure di difesa» di ETF del 15  marzo 1987 (doc.33126/4858) afferma che «motivazioni politiche di alto livello» hanno indotto il  governo inglese a concedere al governo greco una sorta di «autorizzazione» ad esportare nel Regno  Unito fino al 3% del suo fabbisogno.» (14) Gli acquisti di cemento e clinker greci come misura per frenare le importazioni greche negli  altri Stati membri della CE sono invece il risultato di accordi tra produttori. La Commissione non  contesta che i produttori greci abbiano potuto vendere il prodotto agli utilizzatori; ciò non  toglie tuttavia che i contratti tra i produttori greci e i produttori europei abbiano avuto lo  scopo di frenare le esportazioni verso i paesi europei. - Accordi tra Blue Circle e Titan(15) Con telex datati 4 e 7 luglio 1986 (doc. 33126/19545-19546),  Blue Circle, riferendosi a conversazioni telefoniche precedenti, conferma a Titan l'acquisto di 20  000 t di cemento a destinazione di Boston, al prezzo di 29 USD/t FOB, con consegna il 18-21  luglio. Il quantitativo e il prezzo della fornitura trovano riscontro in quanto affermato nel verbale della  riunione di ETF del 19 agosto 1986 (cfr. supra punto (3)): «BCI ha già cominciato ad inoltrare  cemento greco negli Stati Uniti (la prima nave ha scaricato 20 000 t nel porto di Boston al prezzo  di 29 USD - FOB, . . .)». I telex datati 11 agosto 1986, 14 agosto 1986, 1o settembre 1986 e 5 settembre 1986 (doc.  33126/19547-19551 e 19553-19555) menzionano l'acquisto da parte di Blue Circle di circa 25 000 t di  cemento da Titan per Blue Circle Atlantic, ad un prezzo massimo di 27 USD FOB a seconda della  resistenza del cemento. Il quantitativo e il prezzo vanno confrontati con quanto affermato nel  verbale della riunione di ETF del 19 agosto 1986: « . . . Il secondo sta per caricare 25 000 t per  Baltimora al prezzo di 27 USD - FOB». Il verbale prosegue: «Le consegne continueranno in settembre-ottobre». Di fatto, con telex in data  30 settembre 1986 (doc. 33126/19552), Blue Circle Atlantic conferma a Titan la sua disponibilità a  ritirare 22 000 t, il 16-19 ottobre 1986, e 20 000 t, il 1o-6 novembre 1986.Tra Blue Circle Atlantic e Titan sono stati firmati i seguenti contratti per la fornitura di  cemento destinato agli Stati Uniti: contratto del 14 ottobre 1986, modificato il 30 novembre 1986  (doc. 33126/10926-10941); contratto del 1o agosto 1987, modificato il  2 agosto 1987, il 31 agosto  1987, il 15 gennaio 1988 e il 24 ottobre 1988 (doc. 33126/10896-10905, 10946-10951 e 19562-19579);  contratto del 24 ottobre 1988 (doc. 33126/10907-10914). I contratti riguardano, rispettivamente,  forniture di 300 000 t dal 1o gennaio al 31 dicembre 1987, di 200 000 t dal 1o gennaio al 31  dicembre 1988, con un'opzione su 200 000 t, e di 216 000 t dal 1o novembre 1988 al 31 dicembre  1989. Detti quantitativi vanno messi in relazione con quelli che Blue Circle ha dichiarato di voler  acquistare da  Titan e da Heracles per gli Stati Uniti negli anni 1986/87, 1987/88 e 1988/89 (cfr.  documenti precitati). Va inoltre ricordato il punto 1.5 dell'ordine del giorno di ETF dell'11  febbraio 1987, dal titolo «Esportazioni greche - quantitativi e contratti con i membri della Task  Force nel 1987». Con telex datati 17 dicembre 1986, 7 gennaio 1987, 15 gennaio 1987, 12 febbraio 1987, 26 febbraio  1987, 1o aprile 1987 e 3 aprile 1987 (doc. 33126/19461-19469), Blue Circle ha trasmesso a Titan  ordini per cemento destinato alla Nigeria. Tali acquisti vanno messi in relazione con le 100 000 t  per destinazioni non specificate che Blue Circle ha dichiarato di voler acquistare annualmente dal  1986 al 1989 (cfr. documenti precitati). Blue Circle e Titan fanno rilevare che tra Titan e Blue Circle Atlantic e tra Titan e la Nigeria  esistevano rapporti commerciali già prima del 1986 e che in tale anno Blue Circle Atlantic stava  adempiendo ad un contratto firmato con Titan nel 1985. La Commissione non mette in dubbio l'esistenza di rapporti commerciali tra le parti molto prima  dell'insorgere del cosiddetto «problema greco». Dai documenti summenzionati tuttavia si deduce che, nella forma assunta a partire dalla seconda  metà del 1986, questi rapporti sono stati semplicemente tentativi di risolvere tale problema. La  loro normalità, inoltre, è confutata dal fatto che essi erano oggetto di discussioni congiunte tra  i membri di ETF. Quanto all'anteriorità dei contratti con le imprese greche rispetto all'insorgere  del «problema greco», la Commissione fa rilevare che, pur ammettendo la veridicità di tale  argomentazione per alcuni contratti, gli acquisti da effettuare sono stati comunque intesi come un  vero e proprio contributo alle attività di ETF e sono stati oggetto di discussioni congiunte. E' il  caso, in particolare, dei contratti tra Blue Circle e Titan. Va inoltre ricordato quanto affermato dal sig. Marshall nella nota del 14 maggio 1987 relativa alla  riunione di EPC del 13 maggio 1987 (doc. 33126/11344-11345): «Titan si dichiara soddisfatto dei  contatti con Blue Circle, in particolare con Philip Hawkesworth. Ivan Tryfonas ha detto di ritenere  che a posteriori, il buon senso inizia a prevalere, almeno presso Titan. Essi hanno apprezzato il  modo in cui abbiamo negoziato con loro negli Stati Uniti e ritengono che le loro forniture  all'Irlanda del Nord non siano così delicate come quelle verso la Gran Bretagna» (152). La nota conferma ulteriormente, se il resto non bastasse, che i suddetti contratti tra le parti  erano tutt'altro che una normale relazione commerciale. b) Accordi tra i produttori greci e il gruppo Holderbank(16) - Titan-Gruppo HolderbankEsiste un  progetto di contratto tra Titan e UMAR (controllata di Holderbank) datato 19 giugno 1986 relativo  alla fornitura di clinker e cemento destinato agli Stati Uniti (doc 33126/19501-19511). Il  contratto è sottoscritto da Titan ma non da UMAR. Titan (pag. 50 della memoria in risposta alla  comunicazione degli addebiti) sostiene che il contratto non è stato approvato da UMAR:  ciononostante, nei mesi di giugno e luglio 1986, Titan ha consegnato ad UMAR due carichi di clinker  ed uno di cemento per un totale di 61 437 t. Detto quantitativo va messo in relazione con quanto  affermato nel verbale della riunione di ETF del 19 settembre 1986 (cfr. supra, punto (3)): «Anche  Holderbank ha deciso di acquistare da Titan (senza aver ancora firmato il contratto) 90 000 t, di  cui 7 000 sono già state consegnate . . .». Il 16 gennaio 1987 e il 18 dicembre 1987, UMAR e Titan hanno firmato altri due contratti (doc.  33126/19482-19489) relativi alla fornitura alla società statunitense Ideal Basic Industries  (controllata di Holderbank) di quantitativi considerevoli di clinker - per la precisione almeno 200  000 t nel 1987 e 90 000 t nel 1988. Il 20 agosto 1988, la società Pays-Bas Cement Co. del gruppo Holderbank e Titan hanno firmato un  contratto (doc. 33126/19814-19843) per la fornitura, dal 1o agosto 1988 al 31 dicembre 1990, di un  totale di 300 000 t di clinker destinate almeno per metà al Benelux e per il resto ai paesi  africani. Il prezzo convenuto in ECU poteva subire modifiche anche in funzione delle variazioni di  prezzo del cemento «Portland 40» rilevate dal Ministro belga dell'economia. Questi quantitativi vanno messi in relazione con l'impegno dei membri di ETF ad acquistare 1 Mio di  t e oltre di prodotto greco e persino tra i 2 e i 3 Mio  di t (cfr. documenti menzionati ai punti  da (1) a (6)). All'osservazione di Titan secondo cui i rapporti commerciali con Ideal Basic Industries sarebbero  stati precedenti al periodo cui si riferiscono i contratti oggetto degli addebiti, si può replicare  che l'anteriorità di tali rapporti non esclude che i contratti rientrassero comunque tra le misure  miranti ad assorbire le quantità all'origine della destabilizzazione, tenuto conto della decisione  della controllante Holderbank e di altri produttori di ridurre la pressione dei produttori greci in  Europa mediante l'acquisto di prodotti greci, da esportare in particolare negli Stati Uniti. (17) - Heracles-Gruppo HolderbankIl 9 maggio 1986 Heracles e UMAR hanno firmato un contratto (doc.  33126/20057-20064) per la fornitura di 100 000 t di cemento. Tale quantitativo trova riscontro in  quanto affermato nel verbale della riunione di ETF del 19 agosto 1986: « . . . (Holderbank) ha  inoltre acquistato da Heracles 100 000 t (di cui 40 000 già consegnate) . . .». Il 19 maggio 1988 Heracles e UMAR hanno firmato un contratto (doc. 33126/20063-20071) per la  fornitura di 490 000 t (di cui 230 000 t di clinker e 260 000 t di clinker o cemento), ripartite in   110 000 t nel 1988, 190 000 t nel 1989 e 190 000 t nel 1990. L'articolo 6 del contratto stabiliva  che almeno 230 000 t di clinker sarebbero state destinate, a scelta dell'acquirente, ai Paesi Bassi  e/o al Lussemburgo e/o al Belgio; le restanti quantità di clinker o di cemento potevano essere  esportate dall'acquirente in paesi non appartenenti al Benelux, previo consenso scritto del  venditore. I suddetti quantitativi vanno messi in relazione con quanto affermato da Holderbank e da altri  produttori in merito all'intenzione di acquistare dai produttori greci 1 Mio di t e oltre e  addirittura tra i 2 e i 3 Mio di t (cfr. documenti menzionati ai punti da (1) a (6)). c) Accordi tra i produttori greci e Lafarge(18) - Titan-LafargeNel verbale della riunione di ETF  del 19 agosto 1986 si legge: « . . . Lafarge ha acquistato un carico di Titan per Montreal e in  settembre è previsto un secondo carico . . .». Dai documenti interni di Lafarge dell'8 luglio 1986 e del 28 gennaio 1987 e dal riepilogo acquisti  1986 in Grecia (doc. 33126/14412, 14417, 14407) emerge che il 22 luglio 1986 Lafarge ha acquistato  in tale paese, tramite CFCI, 33 051 t di clinker da consegnare a Montreal il 5/10 agosto 1986 e, il  19 agosto 1986, 29 806 t di clinker destinato a Canada Cement Lafarge. Il 12 giugno 1987 Titan ha convenuto con Lafarge la vendita di un carico di 26 000 t di clinker per  Montreal (doc. 33126/14433-14437). Con contratto in data 3 giugno 1988 (doc. 33126/14422-14424), incorporato nel contratto del 20  ottobre 1988 (doc. 33126/19708-19721), Titan e Lafarge hanno concordato forniture annuali di 150  000 t di clinker destinato per metà alla Francia (e isole),  nel periodo compreso tra il 1o  novembre 1988 e il  31 dicembre 1991. I suddetti quantitativi vanno messi in relazione con le intenzioni espresse da Lafarge e da altri  produttori di acquistare dai produttori greci 1 Mio di t e oltre e, addirittura, tra i 2 e i 3 Mio  di t. (19) - Heracles-LafargeIl 17 giugno 1988 Lafarge Overseas America ed  Heracles hanno firmato (doc.  33126/14454-14469) per il periodo 1o giugno 1988 - 15 giugno 1991, un contratto di fornitura di 500  000 t di clinker e di cemento per ogni anno previsto dal contratto. Il clinker poteva essere destinato a paesi diversi dalla Francia, mentre una parte del cemento  poteva essere esportata nei paesi indicati nell'allegato II e, per quanto concerne l'Europa, in  Portogallo, Scandinavia, Turchia e Francia, che doveva assorbire i quantitativi maggiori. In  quest'ultimo paese, il prezzo del clinker e del cemento poteva subire modifiche in funzione delle  variazioni del prezzo del cemento sul mercato nazionale (doc. 33126/14446-14453). I suddetti quantitativi vanno messi in relazione con le intenzioni espresse da Lafarge e da altri  produttori di acquistare dai produttori greci 1 Mio di t e oltre e, addirittura, tra i 2 e i 3 Mio  di t. I contratti dell'ottobre 1988 tra Lafarge, Titan ed  Heracles sono stati portati a conoscenza di  EPC nel corso della riunione del 20 ottobre 1988 (cfr. verbale di Ciments Français, doc.  33126/18179-18180). L'esistenza di rapporti commerciali precedenti - diretti o mediati - tra Lafarge, da un lato, ed  Heracles e Titan, dall'altro, nulla toglie al fatto che tali acquisti rientrassero comunque tra le  misure persuasive adottate da ETF. I suddetti contratti, infatti, sono stati portati a conoscenza  anche degli altri membri di ETF e addirittura dei membri di EPC (cfr. infra, par. 36, punto (8)).  Ciò dimostra che, malgrado la preesistenza di tali rapporti rispetto al «problema greco», Lafarge  ha voluto che i contratti apparissero come il suo contributo al programma di acquisti concertato  all'interno di ETF. d) Gli acquisti di prodotti greci da parte del gruppo CBR(20) CBR ha partecipato alle misure  persuasive non tramite rapporti diretti con i produttori greci, ma indirettamente tramite UMAR,  controllata di Holderbank. Come già precisato alla lettera b), il 19 maggio 1988 e il 20 agosto 1988 UMAR e Pays-Bas Cement  Co. hanno sottoscritto, rispettivamente con Heracles e  Titan, contratti relativi alla fornitura di  clinker, destinato almeno per metà al Benelux. Il 15 luglio 1988, UMAR e CBR hanno stipulato un contratto riguardante le condizioni generali di  cessione del clinker greco (doc. 33126/18117-18121). Con telex datati 13 settembre 1988, 27 gennaio  1989 e 24 marzo 1989, CBR ha inoltrato ad UMAR tre ordinazioni, ciascuna per 25 000 t di clinker  (doc. 33126/18122-18124). Nei contratti di trasporto marittimo per l'esecuzione delle tre  ordinazioni CBR figura come destinatario e Titan come fornitore-vettore (doc. 33126/18125-18127). A proposito del contratto di cessione, il resoconto manoscritto della riunione del comitato di  direzione di CBR del 4 maggio 1988 fornisce la seguente interpretazione: «Cemento greco - Il sig.  Celis, previo accordo della CE, ha concluso un accordo d'importazione di clinker proveniente dalla  Grecia, perché in Benelux alle importazioni di cemento preferisce quelle di clinker che non danno  alcuna possibilità di influenzare il mercato. Il clinker sarà utilizzato negli impianti di  macinazione dei Paesi Bassi e in Belgio. Tramite la società madrilena Humar (società di trading  internazionale) il sig. Celis stipulerà un contratto di importazione di clinker greco in  contropartita del quale la Grecia limiterà le esportazioni di cemento verso il Benelux. Il  contratto, della durata di due anni, riguarderà un quantitativo pari a 280 000 t, vale a dire  l'1,65% del nostro consumo interno. Il prezzo d'acquisto FOB Grecia è di 29,5 USD, cui si  aggiungono i costi di trasporto e di scarico. Il presidente ringrazia il sig. Celis per aver  negoziato il contratto in maniera tanto brillante, ottenendo un esito oltremodo positivo» (doc.  33126/7632-7633) (153). (21) CBR deplora che la Commissione attribuisca eccessiva importanza alla nota manoscritta, redatta  probabilmente da una segretaria e «caratterizzata da numerose cancellature, contraddizioni interne  (si parla di un contratto a volte stipulato, a volte da stipulare) ed errori incontestabili. Si  afferma, ad esempio, che l'acquisto di clinker greco avverrà «previo accordo» della CE. Tutto ciò è  frutto della confusione dell'autore della nota quanto al reale oggetto delle discussioni» (154)  (pag. 112 della memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti). CBR oppone inoltre alla  Commissione di aver passato sotto silenzio il verbale ufficiale della riunione. Anche ammesso che l'autore della nota non fosse a conoscenza degli argomenti in discussione, va  osservato che il passaggio citato non contiene alcuna interpretazione di quanto riportato. In altra  circostanza, una conoscenza imperfetta dell'argomento avrebbe avuto una certa importanza. In questo  caso si tratta però del resoconto fattuale di una discussione. Con simile premessa, la Commissione  non ritiene possibile tener conto esclusivamente del verbale ufficiale. Del resto, le spiegazioni  di CBR a pag. 116 della memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti confermano  indirettamente quanto emerge dalla prima frase del passaggio citato. Il verbale ufficiale della riunione del comitato di direzione di CBR del 4 maggio 1989 (doc.  33126/7629-7631), messo a disposizione di tutte le imprese anche se non menzionato nella  comunicazione degli addebiti, presenta i fatti in maniera diversa. Per consentire un raffronto con  il resoconto manoscritto della stessa riunione, esso è citato qui di seguito: «Europa: acquisto di  clinker. Tenuto conto dell'aumento inatteso del consumo di clinker nel nostro mercato naturale  (fine aprile 1988: + 32% rispetto al 1987, contro una previsione di statu quo) e dei contratti  d'esportazione di clinker e cemento conclusi all'inizio dell'anno allo scopo di evitare l'arresto  dei forni per eccesso di giacenze, esiste attualmente il rischio di una leggera penuria. Il sig.  Celis ha negoziato con la società Umar (società di trading internazionale) la possibilità per CBR  ed ENCI di approvvigionarsi di clinker estero tramite contratti per partite di 25 000 t. Tale  possibilità potrà protrarsi per un periodo di due anni e mezzo, fino a raggiungere 240 000 t, vale  a dire il 3,2% del fabbisogno di clinker di CBR ed ENCI e il 2,5% delle forniture totali di  cemento. Il prezzo d'acquisto sarà di circa 48 USD /t con consegna a Rotterdam o Anversa. Il  clinker sarà utilizzato direttamente negli impianti di macinazione di Rozenburg, Gand o Ijmuiden.  Il costo totale del clinker ottenuto per via umida nel gruppo CBR-EUR è di 42 USD/t franco  stabilimento. Il prezzo sarà espresso e corrisposto in ECU. Il presidente ringrazia il sig. Celis  per il suo rapido intervento e per il risultato positivo del negoziato» (155). Il suddetto verbale, su cui CBR si dilunga nella memoria in risposta alla comunicazione degli  addebiti, merita alcune osservazioni. In primo luogo, anche se fosse vero che l'aumento del consumo  di cemento era stato inatteso, ciò non toglie che il clinker greco sia stato acquistato allo scopo  di frenare le esportazioni greche in Benelux. CBR indirettamente lo riconosce:  «Infine,  acquistando clinker dai produttori greci, CBR sperava di ridurre l'interesse di questi ultimi ad  importare cemento in Belgio» (156) (pag. 116 della memoria in risposta alla comunicazione degli  addebiti). Inoltre, secondo la relazione annuale di CBR relativa al 1988, le percentuali di questo aumento  imprevisto del consumo rispetto all'anno precedente sarebbero del 16% in Belgio, del 15% nei Paesi  Bassi e del 6% nel Nordrhein. Le forniture di cemento e clinker da parte di CBR sarebbero aumentate  del 16%, contrariamente a quanto affermato nella memoria di CBR, in cui si parla di un aumento del  30% in un unico quadrimestre, senza alcun dato concreto di riferimento, e addirittura di  percentuali superiori, per giunta rapportate inspiegabilmente al 1985. e) Accordi tra i produttori greci e Scancem (Aker/Euroc)(22) Il documento predisposto dal gruppo  di lavoro a Zurigo e Céligny (cfr. supra punto (1)) cita Cementa/Norcem tra le società che  potrebbero contribuire all'assorbimento di cemento greco. La nota interna di Blue Circle del 4  settembre 1986 (doc. 33.126/11026-11027) afferma che Norcem/Cementa (appartenenti come Scancem al  gruppo Aker/Euroc) figurano tra le società che devono partecipare all'assorbimento di prodotti  greci. Il gruppo Aker/Euroc è stato rappresentato a due riunioni degli Head Delegates e ad alcune  riunioni di ETF (cfr. supra par. 25, lettere c), g) i), l) ed o)). - Titan-ScancemTitan e Scancem hanno firmato i seguenti contratti: - il 28 gennaio 1987, un contratto (doc. 33126/19621-19629) per la fornitura di 125 000 t di  clinker destinato al Ghana, alla Liberia e al Togo, dal 1o febbraio al 31 dicembre 1987; - il 7 ottobre 1987, un contratto modificato più volte con clausole addizionali, l'ultima delle  quali in data 17 novembre 1989 (doc. 33126/19585-19620), per la fornitura di cemento destinato agli  Stati Uniti e alle Bahamas, dal 1o gennaio 1988 al 31 dicembre 1990; - il 15 ottobre 1987, un contratto modificato più volte con clausole addizionali, l'ultima delle  quali in data 15 marzo 1990 (doc. 33126/19631-19656), per la fornitura di 300 000 t di clinker  destinato al Ghana, alla Liberia e al Togo, dal 1o gennaio 1988 al 31 dicembre 1990. I suddetti quantitativi vanno messi in rapporto con l'intenzione dei produttori europei di  assorbire dai 2 ai 3 Mio di t di prodotti allo scopo di frenare le esportazioni greche in Europa  (cfr. documenti menzionati ai punti da (1) a (6)). Il fatto che Scancem si occupi di solito del commercio internazionale di cemento e di clinker non  significa che questi contratti non rientrino nel quadro delle misure persuasive. Anche Holderbank,  Lafarge e Blue Circle operano nel commercio internazionale: l'attività esercitata facilita in tal  caso il collocamento di quantitativi che destabilizzano il mercato. D'altronde, dai documenti già  menzionati si deduce che i rapporti commerciali, nella forma assunta a partire dalla seconda metà  del 1986, rappresentavano un tentativo per risolvere il cosiddetto «problema greco». La normalità  di tali rapporti è inoltre contraddetta dal fatto che essi erano oggetto di discussioni congiunte  tra i membri di ETF. Infine, il resoconto della riunione di ETF del 19 agosto 1986 (cfr. supra,  punto (3)) conferma che Scancem ha partecipato all'assorbimento di prodotti greci, giacché il suo  autore lamenta unicamente il fatto che le iniziative di alcuni membri di ETF abbiano messo Scancem  in una posizione di debolezza nelle trattative con i produttori greci. 29. La posizione di alcune imprese(1) Tenuto conto degli atteggiamenti assunti dalle diverse  imprese, è opportuno precisare la posizione di alcune di esse rispetto ai fatti esposti nel  presente capitolo. (2) Su Cembureau si rimanda a quanto esposto al paragrafo 24. (3) Oficemen si dichiara del tutto estraneo alle iniziative di ETF poiché il suo presidente, sig.  Andia, non ha potuto esser presente, a causa di un ritardo aereo, all'unica riunione alla quale  avrebbe dovuto partecipare - la riunione del sottogruppo «misure protezionistiche» del 15 marzo  1987. Ciò è smentito dal fatto che il sig. Andia è stato nominato membro di tale sottogruppo  durante la riunione degli Head Delegates del 9 settembre 1986 (cfr. supra par. 25, punto (24)) e  soprattutto dal resoconto della stessa riunione, in cui il sig. Andia risulta presente (cfr. par.  25, punto (47)). Ancor più importante è il fatto che lo Head Delegate spagnolo, anch'egli in rappresentanza  dell'intera industria spagnola e quindi anche di Oficemen, era presente alle riunioni degli Head  Delegates del 9 giugno 1986, del 9 settembre 1986 e del 6 novembre 1986 (cfr. supra par. 25, punti  (9), (23) e (39)). (4) Il Syndicat Français de l'Industrie Cimentière afferma di non aver partecipato ad alcuna  riunione riguardante ETF e di essere completamente all'oscuro delle sue attività. Innanzitutto  occorre ricordare che lo Head Delegate francese, rappresentante dell'associazione di categoria e  quindi di tutta l'industria francese, era presente alle riunioni degli Head Delegates del 9 giugno  1986, del 9 settembre 1986 e del 6 novembre 1986 (cfr. supra par. 25, punti (9), (23) e (39)); del  resto,  Ciments Français ha dichiarato che la presenza del sig. Laplace ad alcune riunioni era  dovuta anche al suo ruolo all'interno del Syndicat (cfr. supra par. 24, punto (3) e par. 25, punto  (9)). Inoltre, il problema delle esportazioni di cemento dalla Grecia è iscritto al punto (3)  dell'ordine del giorno delle riunioni del Bureau di detto Syndicat dell'8 luglio 1986, del 9  settembre 1986 e del 7 ottobre 1986, anche se i verbali di queste riunioni (doc. 33126/14828-14860)  non vi fanno alcun riferimento. A detta dell'associazione di categoria in questione, l'intenzione  era quella di non far figurare per iscritto le critiche mosse dal Bureau ai pubblici poteri  francesi - motivazione contraddetta dall'ordine del giorno delle riunioni del Bureau medesimo in  data 8 luglio 1986 e 9 settembre 1986, in cui non si fa alcuna menzione dai pubblici poteri, bensì  unicamente delle esportazioni di cemento dalla Grecia: l'unico riferimento ai pubblici poteri  figura nell'ordine del giorno della riunione del 7 ottobre 1986 che riporta, tra parentesi, la  menzione «colloquio del 25 settembre presso DREE». Il punto (3), tra l'altro, oltre ad essere  completamente ignorato, non è nemmeno citato nei verbali. Ad ogni modo, il presidente Laplace è  stato sempre presente tra i membri del Bureau alle riunioni dell'8 luglio, del 9 settembre e del 7  ottobre 1986; ad una di queste riunioni ha preso parte anche il sig.  Kasriel; entrambi hanno  partecipato a varie riunioni, in particolare a quelle degli Head Delegates riguardanti ETF:  l'affermazione del Syndicat di non essere a conoscenza delle attività di ETF è pertanto priva di  qualsiasi fondamento. (5) Nei casi molto specifici di Cementos Cosmos e di  Cementos del Norte, la Commissione ha deciso  di  archiviare la procedura avviata nei loro confronti (cfr. supra par. 4). CAPITOLO 6European Cement Manufacturers Export Committee (ECMEC)30. Cronistoria della nascita  di ECMEC(1) La nota interna di Blue Circle del 4 aprile 1981 (doc. 33126/11338-11340) fa menzione  della costituzione dei comitati esportazioni nei seguenti termini: «Anni addietro Cembureau gestiva  direttamente un comitato europeo per le esportazioni, ma con l'avvento del mercato comune e la  chiara avversione della CEE per i cartelli di qualsiasi tipo Cembureau ha finito per abbandonare  questa sua scomoda creatura e la cooperazione europea per le esportazioni di cemento è stata  lasciata ad un'iniziativa informale esterna, ripresa da Michael Chapman. Nel 1972 l'iniziativa è  sfociata nel cosiddetto «London Club», nato da un piccolissimo gruppo informale di esportatori che  già da qualche anno si riunivano sotto la guida di Michael Chapman» (157). La nota prosegue  ricordando la divisione del «London Club» in due comitati, lo scetticismo di alcuni quanto  all'utilità del comitato dei grandi esportatori e la diffidenza che regnava al suo interno tra  produttori greci e spagnoli che, secondo quanto affermato dalla stessa nota, erano riusciti ad  immettere quantitativi considerevoli sul mercato con conseguenze disastrose. Il «London Club» si è sviluppato dotandosi di una struttura con sede negli uffici di Blue Circle,  costituita di un «Export General Committee» e di un «Export Working Committee». (2) Nel 1978 i maggiori esportatori hanno ritenuto necessario organizzare tra loro riunioni  separate da quelle del «London Club» e hanno dato vita ad un altro Club denominato «European Export  Policy Committee» (EPC). In seguito alla costituzione di EPC, i membri del «London Club», riunitisi il 23 gennaio 1979 negli  uffici di Cembureau a Parigi (doc. 33126/12751-12752), hanno deciso quanto segue: «1. Il comitato generale esportazioni e il comitato operativo esportazioni si sono fusi in un unico  comitato che si riunirà in linea di massima quattro volte l'anno. Il comitato sarà aperto ai membri  di Cembureau attivamente interessati alle esportazioni verso paesi non aderenti a Cembureau. Il  comitato si chiamerà European Cement Export Committee e avrà l'obiettivo di promuovere le  esportazioni e lo scambio d'informazioni commerciali . . . (I punti 2, 3, e 4 riguardano la nomina  di un presidente e di tre vicepresidenti, la costituzione di un sottocomitato amministrativo e la  sede del segretariato) . . . I maggiori esportatori continueranno a riunirsi di tanto in tanto e le  loro opinioni sulle questioni commerciali saranno rese note agli altri membri dell'European Cement  Export Committee tramite i loro rappresentanti che siedono nel comitato» (158). (3) Al più tardi a partire dal 1980 è intervenuta la decisione di unificare il segretariato dei due  comitati e la struttura che doveva fornire il servizio di segreteria è stata chiamata ECMEC.  Secondo quanto affermato nella lettera di ECMEC del 30 marzo 1990 (doc. 33126/16766-16774), il nome  prescelto non aveva rilevanza giuridica. Si trattava semplicemente di una denominazione di comodo  per un'organizzazione che forniva servizi indipendenti di segreteria. Tra ECMEC e i due comitati  non esisterebbe alcun contratto scritto firmato per la prestazione di detti servizi (159). (4) Fin dall'inizio Blue Circle ha distaccato presso ECMEC uno dei suoi dipendenti, il sig. Gac,  perché vi assumesse le funzioni di segretario. A partire dal 1989 il sig. Gac ha provveduto  personalmente ad organizzare la struttura di ECMEC che ha avuto sede negli uffici di Blue Circle  fino al 1987, quando si è trasferito nei locali presi in locazione a suo uso da Blue Circle che il  7 giugno 1989 ha trasmesso al sig. Gac il relativo contratto d'affitto (doc. 33126/13673-13682 e  11260-11274). Da quanto risulta, l'interruzione di qualsiasi rapporto tra Blue Circle ed ECMEC e tra Blue Circle  e il sig. Gac sarebbe la conseguenza dell'indagine condotta negli Stati Uniti dalla Federal Trade  Commission su eventuali collusioni tra alcuni produttori europei che esportavano nel mercato  statunitense: è quanto emerge apparentemente da una nota redatta dal servizio legale interno di  Blue Circle il 17 ottobre 1988 (doc. 3126/11275) (160). (5) Non avendo statuto e non essendo soggetto ad alcun obbligo di legge nel Regno Unito, ECMEC ha  operato come un'associazione di fatto. Le sue spese sono state ripartite tra i due comitati, in  ragione dell'80% a carico di EPC e del 20% a carico di ECEC, sulla base di un accordo concluso tra  i due presidenti, figurante in una lettera del 15 dicembre 1980 (doc. 33126/16785). La Commissione non ha alcuna difficoltà ad ammettere che ECMEC era di fatto un segretariato al  servizio dei comitati, composto dal sig. Gac e dalla sua segretaria. (6) Con lettera datata 31 dicembre 1992 (doc. 33126/22289 bis), il sig. Gac ha informato la  Commissione che a decorrere dal 1o gennaio 1993 ECMEC sarebbe stato sciolto e che, dopo tale data,  la corrispondenza per i due comitati avrebbe dovuto essere indirizzata ai rispettivi presidenti. A) EUROPEAN CEMENT EXPORT COMMITTEE (ECEC)31. Scopo, struttura e membri di ECEC(1) Come si è  detto al paragrafo precedente, ECEC è nato nel 1979 dalla fusione dell'Export General Committee e  dell'Export Working Committee. (2) L'atto costitutivo approvato il 6 dicembre 1979 (doc. 33126/16786-16789) assegnava ad ECEC  l'obiettivo di promuovere, su base informale, la cooperazione tra i produttori europei interessati  alle esportazioni di cemento grigio in tutti i paesi, ad eccezione dei paesi dell'Europa  occidentale e degli Stati Uniti. Malgrado questa limitazione, ECEC poteva ricevere e pubblicare  statistiche sull'industria del cemento e per tutti i paesi. Potevano esserne membri le associazioni  o i produttori dei paesi dell'Europa occidentale interessati alle esportazioni. Ogni paese membro  aveva diritto ad un voto; due e tre voti spettavano invece, rispettivamente, ai paesi le cui  esportazioni erano comprese tra 1 e 3 Mio di t all'anno e a quelli che esportavano quantitativi  superiori. Gli organi di ECEC erano: l'assemblea plenaria, il presidente, il vicepresidente e lo  Steering Committee (comitato direttivo). Quest'ultimo era composto dal presidente, dal  vicepresidente e da quattro membri, di cui due nominati dai paesi che avevano diritto ad un voto e  due da quelli che avevano diritto a due o tre voti. Il nuovo atto costitutivo del 26 settembre 1986 (doc. 33126/12516-12518) prevedeva lo stesso  oggetto sociale e gli stessi organi del precedente. L'unica differenza riguardava l'attribuzione  dei diritti di voto - un voto per ciascun paese, indipendentemente dai quantitativi esportati - e  di conseguenza nell'elezione dei cinque membri dello Steering Committee nessun posto era riservato  ai grandi esportatori. L'assemblea si riuniva due volte l'anno, lo Steering Committee quattro volte. (3) Tra i paesi CE erano membri di ECEC: per il Belgio, la Fédération de l'Industrie Cimentière,  che ha sostituito nel 1986 Cimbel; per la Danimarca, Aalborg; per la Francia, il Syndicat Français  de l'Industrie Cimentière (un tempo, Syndicat National des Fabricants de Ciments et de Chaux); per  la Germania, Dyckerhoff, Alsen Breitenburg e Nordcement; per la Grecia, l'Associazione  dell'industria cementiera greca; per l'Irlanda, Irish Cement; per l'Italia, Italcementi, Unicem e  Cementir; per i Paesi Bassi, ENCI; per la Spagna, Oficemen; per il Regno Unito, Castle Cement dal  1986 (memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, pag. 54). La comunicazione degli  addebiti cita ATIC quale membro di ECEC per il Portogallo. Nella sua memoria e durante l'audizione,  ATIC ha però affermato di non aver fatto parte di ECEC, essendo un'associazione di tipo puramente  tecnico. A tale affermazione è possibile replicare che il suo statuto di associazione di tipo  tecnico non ha impedito ad ATIC di essere membro di Cembureau. La Commissione ritiene che ATIC  abbia fatto parte di ECEC sulla base dei documenti disponibili. Il resoconto manoscritto della  riunione dello Steering Committee del 13/14 aprile 1989 redatto da Ciments Français (doc.  33126/18201-18204) riporta infatti alla lettera i): «Il presidente dà lettura di una lettera  inviata dal sig. Meric riguardante la mancata partecipazione di Ciments Français alle riunioni di  ECEC. Il sig. Clemente ne prende nota ricordando tuttavia che membri di ECEC sono gli stessi paesi,  i quali designano facoltativamente i propri rappresentanti nelle associazioni di categoria o nelle  società» (161); inoltre, se è pur vero che ATIC non figura nell'elenco dei destinatari dei verbali  delle riunioni e della corrispondenza generale, ha però ricevuto il questionario trimestrale da  completare e le statistiche, contrariamente a quanto è accaduto negli altri casi (Germania, Italia  e Paesi Bassi) in cui, dato che l'associazione nazionale non faceva parte di ECEC, sono stati gli  stessi produttori membri a ricevere e compilare la suddetta documentazione (doc.  33126/12524-12534). Occorre inoltre aggiungere che le associazioni che facevano parte di ECEC conservavano la qualità  di membri anche se in realtà i loro rappresentanti erano quasi sempre dirigenti commerciali di  imprese produttrici di cemento nominati a livello nazionale dalle associazioni e/o dalle imprese  stesse (cfr. doc. 33.126/18201-18204). 32. Rapporti ECEC-EPC(1) L'atto costitutivo del 1979 prevedeva che due membri dello Steering  Committee fossero eletti tra i membri aventi diritto a due o tre voti, vale a dire tra i grandi  esportatori. Tale clausola comportava tra l'altro che lo Steering Committee assicurasse il  collegamento tra ECEC ed EPC. La lettera di cui al paragrafo 30, punto (2), inviata successivamente  alla riunione di Parigi del 23 gennaio 1979, conferma il collegamento tra i due comitati, in  particolare laddove afferma che «I maggiori esportatori continueranno a riunirsi di tanto in tanto  e le loro opinioni sulle questioni commerciali saranno rese note agli altri membri di European  Cement Export Committee tramite i loro rappresentanti che siedono nel comitato medesimo» (162). (2) Dai verbali che è stato possibile reperire emerge che le opinioni di EPC sono state  effettivamente comunicate ad ECEC («Report from the Policy Committee») nel corso delle seguenti  riunioni di ECEC: il 14 marzo 1984 (doc. 33126/14257-14262) il sig. Balbo ha illustrato la  situazione dei mercati per conto di EPC; l'11 settembre 1984 (doc. 33126/14303-14309) il sig. Gac  ha precisato che vi erano pochi elementi di cui riferire; il 21 febbraio 1985 (doc.  33126/14266-14267) si è tenuta una riunione speciale di ECEC per discutere della natura  dell'accordo tra i produttori greci e spagnoli in merito alle quote d'esportazione verso i mercati  extraeuropei; la riunione ha portato alla costituzione di Cement Marketing Association e all'avvìo  dei rapporti tra ECEC ed EPC; il 22 marzo 1985 (doc. 33126/14289-14294) i sigg. Balbo e Rumeu hanno  presentato, per conto di EPC, il rapporto sulla situazione dei mercati, sul futuro di EPC in  seguito alla costituzione di Cement Marketing Association e sulle attività di EPC, illustrando il  loro punto di vista a  proposito delle separazione tra EPC e ECEC; il  22 gennaio 1986 (doc.  33126/12614-12616 e 12667-12674) i rapporti tra ECEC ed EPC sono stati oggetto di una discussione  da cui è scaturita apparentemente una certa tensione tra i due comitati; il 10 giugno 1986 (doc.  33126/12607-12610) il presidente di ECEC ha riferito del colloquio avuto con il presidente di EPC  per cercare di domare la riluttanza di EPC a proseguire l'invio di informazioni ad ECEC. La  Commissione dispone inoltre dell'ordine del giorno di altre due riunioni tenute il 7 dicembre 1983  (doc. 33126/14184) e il 14 dicembre 1984 (doc. 33126/14310-14315). Essa non ha il verbale della  prima riunione; ha invece quello della seconda, da cui emerge che la questione non è stata discussa  in tale occasione. (3) L'atto costitutivo del 1986 (cfr. supra par. 31, punto (2)) non attribuiva ai grandi  esportatori alcuna funzione particolare all'interno dello Steering Committee. A quanto pare,  tuttavia, si è continuato a trasmettere occasionalmente ad ECEC le informazioni di EPC anche dopo  il settembre 1986. Il verbale ufficiale della riunione di ECEC del 23 settembre 1988 (doc.  33126/12627-12634) indica che, in virtù di un accordo generale tra i presidenti di ECEC e di  EPC,  le informazioni sulle riunioni con i produttori dell'Estremo Oriente erano a disposizione dei  membri di ECEC (cfr. altresì nota di Ciments Français, doc. 33126/18218-18219). Dalle note  manoscritte di Italcementi sulla stessa riunione (doc. 33126/3418-3421) emerge che le informazioni  di EPC continuavano ad essere comunicate ad ECEC. Infatti, sebbene le statistiche ECEC fossero  presentate globalmente per ciascun paese, Italcementi annota a pag. 3419: «EPC 25% nei primi tre  mesi - trend 1988 - Totale EPC 10 Mio. Hispacement, Heracles, Valenciana, Titan  ± 7 Mio - Ciments  Français, Lafarge, Norcem, Cementos del Mar, Hornos Ibericos, Rezola, Cementa, Blue Circle, Halkis  ± 3 Mio»; e a pag. 3421: «Hispacement 1,1 Mio; Heracles 2,8 Mio t; Titan 1,8; Valenciana 1 Mio -  Tutte le destinazioni 10 Mio». Si tratta manifestamente dei dati scambiati all'interno di EPC; ciò  si deduce non solo dal riferimento esplicito ad EPC, ma anche dal fatto stesso che Italcementi, pur  aderendo ad ECEC, non era membro di EPC. 33. Attività di ECECa) Statistiche(1) Secondo quanto dichiarato dal sig. Gac nella lettera del 30  marzo 1990, pag. 10 (doc. 33126/16776), i dati statistici cumulati relativi ai singoli paesi erano  pubblicati alla fine di ciascun trimestre di ogni anno; i dati relativi al 2o, 3o e 4o trimestre,  pertanto, riguardavano non solo il trimestre in questione ma anche i dati globali relativi ai  trimestri precedenti («year to date»). Ogni membro comunicava trimestralmente per il proprio paese i quantitativi da esportare verso  ciascun paese destinatario non appartenente a Cembureau (cfr. ad esempio doc. 33126/12706). Sulla base dei dati ricevuti dai membri e delle informazioni relative ai mercati, il sig. Gac  pubblicava: una tabella in cui erano riportati i quantitativi effettivi per paese e i quantitativi  totali per il periodo precedente, nonché una stima dei quantitativi di cemento e di clinker  destinati all'esportazione per il periodo non ancora trascorso; una tabella in cui figuravano i  quantitativi di cemento o di clinker già richiesti e che potevano essere richiesti dai diversi  paesi importatori nel periodo non ancora trascorso (esempio doc. 33126/3410-3412, 12707-12709).  Alla fine di ogni anno, veniva pubblicata una tabella più dettagliata in cui figuravano le  esportazioni di ciascun paese esportatore in ciascun paese importatore (esempio doc.  33126/16814-16817). Periodicamente erano inoltre pubblicati, per anno e paese, i dati relativi alle  previsioni d'esportazione e alle consegne effettuate (doc. 33126/3422-3433, 12721-12728) (163). b) Confronto domanda-offerta e analisi deimercati(2) Durante le riunioni dello Steering Committee  e plenarie veniva analizzata la situazione dei diversi mercati d'esportazione. Se necessario, i  membri correggevano i dati trasmessi, comunicavano le loro previsioni di vendita per l'anno in  corso e le stime relative a quello successivo. Sulla base dei dati rilevati, l'offerta globale dei  membri veniva confrontata con la domanda così da constatare l'eventuale scarto tra l'una e l'altra,  per il cemento in sacchi o sfuso e per il clinker. Esaminando la situazione dei maggiori mercati  d'esportazione si prendeva nota dei membri che esportavano in tali mercati e dei quantitativi che  prevedevano di esportare, dei membri che avevano costruito o prevedevano di costruire impianti per  lo scarico del cemento o del clinker ed infine dei prezzi ivi praticati (164). c) Prezzi all'esportazione(3) Come affermato alla precedente lettera b), veniva presa in esame  anche la situazione dei prezzi praticabili sui diversi mercati d'esportazione in funzione della  concorrenza di terzi. Alla riunione plenaria del 14 marzo 1984 (doc. 33126/14257-14262) è stato raccomandato ai membri di  applicare, nei confronti dei paesi destinatari delle esportazioni, taluni prezzi di riferimento per  il cemento in sacchi e sfuso e per il clinker. Alla riunione plenaria dell'11 settembre 1984 (doc.  33126/14303-14309) i membri hanno fatto il punto su quanto realizzato per giungere alla fissazione  di un prezzo comune di riferimento. A tal fine si è avuto uno scambio di informazioni sul livello  dei prezzi effettivamente raggiunto sui mercati d'esportazione, per paese membro, e si è rilevata  una media di 34 USD (28-32 USD) per il cemento in sacchi, di 25 USD (23-24 USD) per il cemento  sfuso e di 20-21 USD (17-19 USD) per il clinker. Alla riunione plenaria del 22 marzo 1985 (doc.  33126/14289-14294) si è constatato che la situazione del mercato impediva di fare «raccomandazioni  realistiche» sui prezzi; i membri hanno comunque convenuto di esaminare i prezzi praticati e, dopo  averne discusso, hanno rilevato i seguenti importi: 29-32 USD per il cemento in sacchi, 21-22 USD  per il cemento sfuso e 18 USD per il clinker. Alla riunione plenaria dell'11/12 settembre 1985  (doc. 33126/6139-6142) si è constatato che i prezzi praticati nel 1985 dai membri di ECEC erano  inferiori a quelli raccomandati per lo stesso anno. L'autore del verbale trae le seguenti  conclusioni: «Le riunioni di ECEC sono utili perché permettono comunicazioni informali tra i  rappresentanti dei produttori che esportano cemento. Si deve tuttavia constatare che la politica di  concertazione tra gli esportatori di Cembureau non è riuscita a contenere il calo dei prezzi  provocato da un'offerta superiore alla domanda. Vi è il rischio che le società che possiedono  impianti sul litorale, in grado di effettuare carichi alla rinfusa (di clinker e di cemento) su  navi di grossa stazza con costi di attracco minimi, mettano fuori gioco, sulla base del prezzo  praticato, i piccoli esportatori meno favoriti dalla loro posizione geografica» (165). Alla  riunione plenaria del 23 settembre 1988 (doc. 33126/12627-12634) si è discusso dei prezzi  prevalenti sul mercato e si è constatato concordemente un aumento di 2-4 USD per il cemento sfuso e  di 1-2 USD per il clinker. Nonostante i minimi margini dell'offerta, tutti si aspettavano un calo  dei prezzi a causa dell'esportazione saudita. Alla riunione dello Steering Committee del 16  dicembre 1988 (doc. 33126/12570-12575), si è invece constatato per i prezzi FOB un leggero rialzo  al corso 1988 e, per l'anno successivo, si è previsto un allineamento dei prezzi su quelli  registrati nel dicembre 1988. d) Situazione delle importazioni nei paesi membri(4) Nel corso delle riunioni di ECEC, i membri  hanno analizzato la situazione delle importazioni al loro interno, per la maggior parte nel quadro  della concorrenza dei paesi terzi. Nella riunione plenaria del 22 marzo 1985 (doc. 33126/14289-14294), ad esempio, si è menzionato  l'acquisto da parte di Blue Circle di 400 000 t di cemento sfuso nella Repubblica democratica  tedesca. Nel corso delle riunioni plenarie successive (doc. 33126/12617-12674) ogni membro ha riferito sulle  importazioni di cemento nel proprio paese, di solito in provenienza dei paesi dell'Est. e) Mercati interni(5) L'esame della situazione del mercato del cemento ha portato i membri di ECEC  a prender atto delle comunicazioni relative alla situazione interna dei paesi membri. Il 26 marzo 1987 (doc. 33126/12594-12598) lo  Steering Committee ha fatto rilevare che la Spagna   beneficiava di una forte domanda interna in parte compensata da una diminuzione delle esportazioni  e che l'industria spagnola aveva ridotto le sue capacità. Il 10 marzo 1988 (doc. 33126/12579-12581) lo  Steering Committee ha preso atto della determinazione  della Spagna a ridurre al minimo le esportazioni per far fronte alla domanda interna. Nelle note di Italcementi sullo Steering Committee del 22/23 settembre 1988 (doc. 33126/3415-3416 e  3419) figurano le seguenti comunicazioni: «Il silos galleggiante che era all'ancora nel porto di  Brest ha ripreso il largo, presumibilmente verso Algeri, a seguito di probabili accordi con Lafarge  (la nave silos cui si riferisce Italcementi è probabilmente quella appartenente a Libexim che  intendeva scaricare cemento greco, n.d.r.); il silos galleggiante Gizan è ancora nel porto di Sète  - una permanenza ben gradita dai portuali, che vorrebbero rivalersi della chiusura da parte di  Lafarge di un cementificio nella regione da cui veniva esportato cemento»; «Blue Circle acquista  clinker dal Libano (Holderbank) per il Regno Unito oltre a rifornirsi in Belgio». Le note di Italcementi sullo Steering Committee del 16 dicembre 1988 (doc. 33126/3401-3402)  riferiscono che nel 1989 il Regno Unito dovrà importare 2 Mio di t di cemento e di clinker.  L'autore delle note fa osservare che se Italcementi fosse «autorizzata» ad agire come società di  trading potrebbe inserirsi nelle forniture a destinazione del Regno Unito, per esempio con prodotto  iugoslavo (166). Secondo il verbale della riunione dello Steering Committee del 13 aprile 1989 (doc.  33126/12566-12569) le esportazioni francesi di clinker sono diminuite a causa di una capacità  limitata e di una forte domanda nei mercati vicini, più allettanti. Nel primo 2trimestre del 1989,  malgrado il calo delle esportazioni francesi non destinate ai paesi dell'Europa occidentale, si è  avuto un aumento dell'8% nelle vendite globali sul mercato locale e all'esportazione. 34. Scioglimento di ECECCon lettere dell'8 e del 18 ottobre 1993, i legali di ECEC hanno trasmesso  alla Commissione il verbale  della riunione ECEC del 19 marzo 1993 nel corso della quale i membri,  dopo aver preso atto del ritiro di Partek Cement, Italcementi, Cementir, Unicem, Halkis e  dell'Associazione turca, hanno deciso lo scioglimento di ECEC e la trasmissione degli archivi allo  studio legale (solicitors) Simmons & Simmons. Questi ultimi nella lettera di trasmissione del  verbale hanno dichiarato di non aver ancora ricevuto gli archivi di ECEC. B) EURPEAN EXPORT POLICY COMMITTEE (EPC)35. Struttura e funzioni di EPC(1) Nel 1978 i grandi  esportatori membri del «London Club» hanno deciso (cfr. supra par. 30) di istituire un loro club -  lo European Export Policy Committee - che raggruppava i produttori aventi disponibilità  d'esportazione pari ad almeno 500 000 t/anno. (2) Secondo quanto dichiarato dal sig. Gac (doc. 33126/16766-16777, pag. 5), EPC è stato istituito  quando, per far fronte alla crisi che aveva investito i loro paesi a partire dal 1973, le società  che negli anni '60 avevano installato grandi capacità di produzione hanno dovuto ricorrere  all'esportazione per smaltire i loro prodotti. Obiettivi principali sono stati i paesi del l'OPEC  che, dopo la riapertura del canale di Suez, si profilavano come mercati interessanti e facilmente  raggiungibili. Tenuto conto della diversità dei problemi incontrati dai piccoli e dai grandi  esportatori, questi ultimi hanno deciso di istituire un loro comitato mirante a sviluppare le  esportazioni nei paesi extraeuropei. Diversamente da ECEC, in cui i paesi erano rappresentati dalle  associazioni di categoria o da imprese, EPC era un club formato da dirigenti d'azienda. (3) Secondo le dichiarazioni del sig. Gac, i membri fondatori sono stati: i produttori francesi  Ciments Lafarge e Ciments Français; il produttore britannico Blue Circle; il produttore scandinavo  Norcem; i produttori spagnoli Hispacement, Valenciana (che tuttavia afferma di essere entrato a far  parte di EPC nel 1981, pag. 39 della memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti),  Cementos del Mar ed Exponor (sostituito nel 1984 da Rezola in qualità di azionista principale -  doc. 33126/14041); i produttori greci Titan, Heracles ed Halkis. A questi si sono aggiunti Hornos  Ibericos e Cementa, rispettivamente il 1o luglio 1982 e il 1o gennaio 1983. Il 1o gennaio 1987  Norcem e  Cementa hanno fuso le loro attività internazionali e Scancem ne ha preso il posto. Rezola  è receduto il  31 dicembre 1985, Blue Circle il 12 ottobre 1987 e Ciments Français il 17 febbraio  1989. Nella sua memoria in risposta alla comunicazione  degli addebiti, pag. 41, Valenciana afferma di  non aver più partecipato alle riunioni di EPC a partire dal 1986, giacché il suo nome non figura  dopo tale data. La Commissione non può accettare tale affermazione poiché Valenciana è stato  rappresentato alle riunioni plenarie di EPC del 13 maggio 1987, del 15 ottobre 1987 e del 16  febbraio 1989 dal sig. Manglano e risulta inoltre non aver potuto intervenire suo malgrado alla  riunione del 18 febbraio 1988. Peraltro, il nome «Valenciana» figura in tutte le statistiche EPC  dal 1986 al 1989, insieme alla sua quota di mercato sulle esportazioni EPC (doc. 33126/12967-12970,  12987-12998, 13004-13011, 12915-12966, 12808-12814). (4) La Commissione non dispone di una copia dello statuto di EPC. Del resto, secondo quanto  dichiarato dal sig. Gac, EPC non ha mai avuto statuto fino al suo scioglimento il 19 maggio 1989,  data in cui è stata costituita una nuova associazione dotata di statuto, il Committee for  Development of International Trade (CDICT). La Commissione è invece venuta in possesso di numerosi documenti che menzionano alcune delle  attività di EPC e che, pertanto, permettono di capire uno degli obiettivi che i membri attribuivano  a tale comitato. (5) Secondo una nota manoscritta senza data di Ciments Français (doc. 33126/4454) reperita  nell'ufficio del direttore commerciale (doc.33126/4365), con la costituzione del Policy Committee  nel 1978 «i presidenti hanno voluto controllare gli esportatori». Tale affermazione sembra  confermata dalla nota interna di Blue Circle del 9 aprile 1981 (doc. 33126/11338-11340): «Secondo  l'idea all'origine del Policy Committee le società aderenti sarebbero state rappresentate al  livello direttivo, cosicché sarebbe stato possibile conformemente alle attese instaurare politiche  che avrebbero rafforzato il mercato e determinato perciò migliori prezzi per tutti. Inoltre si  pensava naturalmente che al livello direttivo poteva essere possibile adottare decisioni importanti  quali per esempio tener lontano dal mercato un considerevole tonnellaggio per mantenere  l'equilibrio tra domanda e offerta»  (167). La nota continua facendo rilevare che, pur non essendo  stato inefficace, il Policy Committee non ha raggiunto il suo obiettivo principale, per la mancanza  di fiducia tra produttori greci e spagnoli e per l'offerta, da parte di entrambi, di grandi  quantitativi di cemento. Tali cause hanno portato ad un calo dei prezzi. (6) Nella nota interna del 7 marzo 1989 (doc. 33126/4466-4467), Ciments Français definisce lo White  Cement Committee rispetto ad EPC: «E' un club informale che rappresenta per il cemento bianco  quello che il Policy (Export Policy Committee, n.d.r.) rappresenta per il cemento grigio» (168). La  nota manoscritta senza data di Ciments Français (doc. 33126/4454) afferma a proposito dello White  Cement Committee: «Si tratta di un Club il cui obiettivo è la protezione dei mercati interni -  regola: ciascuno deve restare nel proprio mercato interno ed esportare le eccedenze di produzione  previo consenso generale» (169). La nota del 7 marzo 1989 è citata da quattro destinatari della comunicazione degli addebiti (Titan  pag. 30, Hornos Ibericos pag. 30, Ciments Français pag. 27, ECMEC allegato 2, pag. 2). Solo due -  lo stesso Ciments Français ed ECMEC - ne riportano il contenuto (170). (7) Rammaricandosi per il fatto che alcuni membri fossero meno interessati a partecipare agli  incontri, nella riunione dello Steering Committee del 19 gennaio 1987 (doc. 33126/13045-13049), il  presidente di EPC ha definito questo organismo nel modo seguente: «Probabilmente il maggior  vantaggio che ciascun membro trae dalla propria adesione consiste nell'instaurare e sviluppare  stretti contatti personali. Le riunioni forniscono la struttura formale attorno alla quale possono  fiorire queste relazioni» (171). (8) EPC ha sempre avuto una determinata struttura e gli stessi gruppi si riunivano ad intervalli  regolari, ad esempio la sottocommissione «clinker», la sottocommissione «cemento sfuso» oltre allo  «Steering Committee», che si riuniva sotto la presidenza di un membro, assistito da tre  vicepresidenti e da un segretario. (9) In base al materiale che è stato possibile reperire (172) e tenendo conto del fatto che i  documenti ufficiali non sempre riflettono, come si vedrà successivamente, le discussioni che  effettivamente hanno avuto luogo durante le riunioni, è possibile rilevare che uno degli obiettivi  di EPC è stato quello di promuovere, tramite la cooperazione tra i membri ai fini  dell'esportazione, il rispetto dei relativi mercati interni. 36. I problemi all'interno dell'Europa(1) Alcuni documenti citati nel paragrafo 35 e i documenti  successivi provenienti da EPC indicano che l'organismo non si occupava solamente di esportazioni al  di fuori dell'Europa, ma anche di scambi infraeuropei. (2) La lettera inviata a Blue Circle in accompagnamento al verbale della riunione di EPC del 18  novembre 1983 (doc. 33126/11364) contiene questo poscritto: «E' accluso inoltre, per esclusiva  conoscenza di BCC, una copia del progetto di verbale, comprendente l'esame di questioni in genere  esulanti dalle competenze di EPC, ma forse di un certo interesse per voi» (173). Il verbale inviato  a Blue Circle (doc. 33126/11365-11373) contiene a pagina 4 le annotazioni seguenti che non sono  riportate nel verbale ufficiale (doc. 33126/14062-14068): «? Quanto segue riguarda alcune  operazioni interne all'Europa e non sono certo dell'opportunità di includerlo nel nostro verbale. Una società norvegese di trasporto, PF Bassoe, ha iniziato ad acquistare cemento in sacchi nella  Germania occidentale e nei Paesi Bassi per rifornire il mercato di Stavanger. E' chiaro che  l'obiettivo ultimo di tale società è la realizzazione in Norvegia di un terminale per importare  cemento sfuso. Il mercato del Regno Unito subisce le pressioni dei fornitori spagnoli. Il sig. Manglano ha  assicurato ai delegati che nè Valenciana nè Cementos del Mar sono coinvolti in scambi con il Regno  Unito» (174). (3) Il 29 agosto 1985, il sig. Gac ha preparato per il  presidente di EPC la nota «Comunicazione  per lo  Steering Committee di EPC, Atene 12 settembre 1985» relativa agli argomenti da trattare  nella riunione (doc. 33126/12804). La nota enumera: al punto 1 la necessità di appurare se, dopo la  costituzione di Cement Marketing Association, gli spagnoli intendano ancora partecipare a EPC, al  punto 2 la necessità di stabilire l'effettiva costituzione di Cement Marketing Association e le sue  possibilità di essere mantenuta anche oltre il 1985, al punto 3 la necessità di appurare la gravità  della controversia tra Hispacement e Heracles in merito alle forniture in Egitto e «l'effettiva  gravità della minaccia spagnola di fornire cemento sfuso al terminale di Bouri in Inghilterra»  (175), al punto 4 la necessità di stabilire accordi chiari qualora lo Steering Committee avesse  deciso di mantenere operativo EPC. La Commissione non è in possesso di alcun verbale né di note che  indichino le discussioni effettivamente svoltesi nel corso della riunione di Atene del 12 settembre  1985. (4) Nel documento preparato dal sig. Gac in data 1o settembre 1986 e intitolato «EPC oltre il 1986»  («EPC Beyond 1986») vengono indicate tre opzioni (doc. 33126/12771-12773): «I opzione Mantenimento  dello statu quo»; «II opzione Scioglimento di EPC»; «III opzione Nuovo EPC». Nella prima opzione,  al primo capoverso, è precisato che: «La riduzione costante del volume degli affari e gli attriti  tra gli europei dovuti all'intenzione dei greci di esportare sui mercati dell'Europa occidentale  fanno pensare che non sia più vantaggioso tenere in vita EPC nel quadro dell'attuale accordo»  (176). (5) In un altro documento datato 4 novembre 1986 e intitolato «Futuro di EPC» (doc.  33126/12775-12778), il sig. Gac esprime le proprie impressioni in merito alla riunione di EPC  tenuta nell'ottobre 1986 e ad un progetto di organismo internazionale del cemento. Osservando che  alla riunione sono state rilevate una certa apatia dei partecipanti e una carenza di iniziative, il  sig. Gac si interroga sul futuro di EPC, se la situazione si mantiene tale e sottolinea quello che  secondo lui è il problema di fondo: «Il problema particolare che siamo in un certo senso riluttanti  ad affrontare è la sovraccapacità dell'Europa occidentale e, in misura crescente, delle altri parti  del mondo. Le nostre difficoltà stanno nel modo di formulare la questione, poichè, pur profilandosi  all'orizzonte dei nostri mercati nazionali, il problema non è sufficientemente tangibile da  diventare oggetto di intensi dibattiti» (177). (6) Il 14 maggio 1987 in una nota indirizzata a Blue  Circle, il sig. Marshall, presidente di EPC,  ha riassunto gli argomenti discussi nella riunione di EPC del 13 maggio 1987 (doc.  33126/11344-11345). Ad un confronto tra gli argomenti trattati in questa nota e quelli contenuti  nel verbale ufficiale della riunione (doc. 33126/13004-13011), è possibile constatare che i primi  due punti («Summary-Turkey») e il quarto punto («Freight») della nota del sig. Marshall  corrispondono ai punti III («Review of statistics») e IV («Review of Market Development») del  verbale ufficiale. Nella nota del sig. Marshall non vi è traccia dei punti V («Dr. Marshall's  meeting with Asean producers»), VI («East-West Meeting in Tokyo») e VII («Administration») ripresi  nel verbale ufficiale; mentre nel verbale ufficiale non è contenuto alcun cenno agli altri  argomenti enumerati nella nota del sig. Marshall, vale a dire: «USA», «Bourie», «Titan», «Cembureau  Task Force», «Lafarge», «Norcem». Ai punti «Bourie» e «Titan» è riportato il resoconto delle  discussioni svoltesi in seno a EPC in merito agli scambi infracomunitari, è prospettato un nesso  tra certi risvolti di questi scambi e le attività di alcuni membri di EPC sui mercati  d'esportazione (il punto dedicato a Cembureau Task Force è esaminato supra (al par. 24, punto (3)).  I punti «Bourie» e «Titan» sono formulati nel modo seguente. «Bouri(e) - (Bouri è l'intermediario  tramite il quale i produttori greci esportavano cemento nel Regno Unito, n.d.r.). I loro problemi  finanziari sembrano aggravarsi, alcuni fornitori hanno interrotto le consegne in Algeria poichè  dall'ottobre 1986 non vengono pagati. Titan non tratta più con Bouri nel Regno Unito e ha  sostituito i tedeschi come fornitore di Lagan (Irlanda del Nord). Una seconda nave di Heracles sta  per rifornire Bouri nel Regno Unito. Si moltiplicano le voci secondo cui Bouri starebbe per  penetrare sul mercato francese e spagnolo e altri commercianti sarebbero pure interessati, anche se  non necessariamente al cemento greco. I francesi, in particolare, hanno richiesto informazioni  concernenti le persone e le società operanti col Regno Unito, ritenendo di trovarsi in una  situazione simile a quella che noi abbiamo vissuto quasi due anni fa. Titan si dichiara soddisfatto dei contatti con Blue  Circle, in particolare con Philip Hawkesworth.  Ivan Tryfonas ha detto di ritenere che a posteriori il buon senso inizia a prevalere, almeno presso  Titan. Essi hanno apprezzato il modo in cui abbiamo negoziato con loro negli Stati Uniti e  ritengono che le loro forniture all'Irlanda del Nord non siano così delicate come quelle verso la  Gran Bretagna. Nel frattempo la dirigenza di Heracles è sotto pressione non solamente da parte del  governo, ma anche della stampa conservatrice che vede in tutto ciò la riprova dell'inefficiente  gestione socialista» (178). (7) Dopo averne discusso nella riunione di EPC del  20 ottobre 1988 (doc. 33126/12791-12799 e  12971-12977), nello Steering Committee del 15 febbraio 1989 (doc. 33126/13019-13021) i membri hanno  nuovamente affrontato il problema relativo all'incremento degli scambi infraeuropei: «Si è avuta  una breve discussione sulla situazione del mercato mondiale e sulle sue tendenze. Nella maggior  parte dei paesi dell'Europa occidentale la domanda interna è stata notevole e in alcuni casi è  sfociata su forti importazioni al fine di ovviare all'insufficienza della produzione interna. Ad  esempio, il Regno Unito ha importato più di 1 Mio di t di cemento e di clinker e nel 1989 il  fabbisogno sarà di 2 Mio di t. Pertanto uno dei maggiori produttori ha riattivato alcuni vecchi  forni in previsione di produrvi 300 000 tonnellate. Nel 1988 la domanda interna della Grecia è  aumentata dell'8% e nel 1989 dovrebbe mantenersi allo stesso livello. I prezzi interni rimangono  deboli. Halkis ha ridotto la propria capacità di 1 Mio di t senza riuscire a ripristinare la redditività  della società. La Spagna è oggetto della crescente pressione degli importatori. Pur essendo il mercato catalano in  espansione, il 50% circa dell'incremento della domanda è assorbito dagli importatori» (179).PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0815.5(8) Nel resoconto della riunione di EPC del 20 ottobre 1988 redatto da Ciments Français (doc.  33126/18179-18180) vengono indicati, tra l'altro, gli sviluppi dei negoziati tra Lafarge e Heracles  e Titan per la fornitura di cemento o di clinker. Questi contratti sono stati citati nel contesto  di ETF (cfr. supra (par. 28, punto (18) e (19)), contesto che evidenzia la loro pertinenza per gli  scambi infracomunitari. (9) Nelle memorie in risposta alla comunicazione degli addebiti, allegato 2, pagina 2, affermando  che la nota del 14 maggio 1987 è stata preparata per i colleghi della sua stessa società dal sig.  Marshall in qualità di dirigente di Blue Circle e non di presidente di EPC, ECMEC cita una  dichiarazione scritta del sig. Marshall in data 13 febbraio 1992: «Confermo che il contenuto del  presente documento . . . non si riferisce ad argomenti discussi durante una riunione di EPC, ad  eccezione dei paragrafi intitolati «Summary», «Turkey» e «Freight». Il documento è stato da me  personalmente preparato esclusivamente come promemoria per i miei colleghi del consiglio direttivo  di Blue Circle. Non l'ho preparato in qualità di presidente di EPC. Non trattandosi di un documento  di EPC, non è stato inviato ad alcun membro e nemmeno al segretario di EPC. E' stato inviato  esclusivamente a persone nell'ambito di Blue Circle» (180). La Commissione ricorda i seguenti fatti: il sig. Marshall ha ricoperto contemporaneamente le  funzioni di presidente di EPC e di alto dirigente di Blue Circle (è stato membro del consiglio  direttivo) la nota in questione reca il titolo «European Export Policy Committee - Meeting on 13th  May 1987»; in nessun passo della nota si distingue tra gli argomenti trattati alla riunione di EPC,  quelli in margine alla riunione, o altrove; tutti gli argomenti menzionati nella nota sono  elencati, uno dopo l'altro, sotto lo stesso titolo  «European Export Policy Committee - Meeting on  13th May 1987». (10) Alcune imprese (cfr. in particolare le memorie in risposta alla comunicazione degli addebiti  inviata da Blue Circle, punti 6.13-6.15, da Ciments Français pagine 128-134, da Lafarge pagine  68-70, da Titan pagine 29-31) sostengono che, sebbene in occasione delle riunioni di EPC siano  state evocate alcune situazioni nei paesi CE, non per questo se ne può desumere l'esistenza di un  principio relativo all'osservanza dei limiti dei mercati interni, né concludere che gli scambi  infracomunitari hanno rappresentato l'obiettivo delle commissioni e neppure dubitare della  legittimità di queste discussioni soprattutto in tema di scambi infracomunitari «in dumping»  (apparentemente alludendo agli aiuti di Stato concessi alle imprese greche). Nessuno è in grado di definire l'obiettivo di EPC dal momento che per costante affermazione di  tutti esso risultava essere un Club informale privo di atto costitutivo e di statuto. La  Commissione si limita a constatare che le imprese ammettono, come comprovato dalla documentazione,  che in seno a EPC si è discusso non solo di esportazioni al di fuori dell'Europa, ma anche di  scambi infracomunitari. La Commissione ovviamente riconosce alle imprese non solo il diritto di  segnalare alle autorità competenti - ivi compresa, se del caso, la Commissione stessa - le  eventuali violazioni delle disposizioni nazionali o comunitarie, ma anche il loro diritto di  manifestarsi, a tal fine, in forma collettiva, diritto che presuppone ovviamente una fase  preparatoria di discussione tra le imprese stesse. Tuttavia, il fatto che esse fossero preoccupate  dagli aiuti di Stato erogati ad altri concorrenti europei non può in nessun caso giustificare un  intervento privato in aggiunta alla possibilità di riferire le circostanze alle autorità  competenti. Questa preoccupazione non spiega nemmeno il fatto che, secondo i documenti ora citati,  le imprese avevano interpretato l'intenzione di società appartenenti a un paese membro di Cembureau  di esportare verso un altro paese membro come un atto volto a far naufragare EPC, organismo che  invece dovrebbe occuparsi esclusivamente di esportazioni verso i paesi terzi. 37. La cooperazione tra i membri sui mercati d'esportazione(1) In base alle dichiarazioni di  numerose imprese, la Commissione constata che le attività di EPC sono state indirizzate  essenzialmente verso i mercati d'esportazione. La Commissione ammette pure che per la cooperazione  delle imprese su questi mercati non è possibile constatare un'infrazione in base all'articolo 85,  paragrafo 1 del trattato CE, se non nella misura in cui la cooperazione incida, almeno  potenzialmente, sugli scambi tra Stati membri della Comunità. Dai paragrafi precedenti si evince  l'esistenza di un simile effetto potenziale, le cui conseguenze sono analizzate successivamente,  nel capitolo 10. Sebbene, di per sé, la cooperazione commerciale con i paesi terzi non possa essere  considerata un'infrazione, nondimeno è utile esporne la natura in termini concisi e tramite qualche  esempio. Infatti, in base a quanto rilevato dalla Commissione supra al par. 36, tale cooperazione  ha avuto una certa incidenza sulla possibilità di limitare gli scambi infracomunitari. (2) La cooperazione riguardava la ripartizione dei mercati, la fissazione dei prezzi, lo scambio di  dati, il perseguimento di accordi con altri organismi esportatori insediati in Asia. a) La ripartizione dei mercati(3) Nella riunione di EPC in data 1 e 2 luglio 1981 (doc.  33126/11442-11451), i membri hanno approvato le regole generali dell'accordo («Principi d'intesa»)  (doc. 33126/11452-11455); allo scopo di raggiungere la stabilità sui mercati mondiali, ogni impresa  si impegna a rispettare nel settore delle esportazioni di cemento sfuso, i seguenti principi: - i membri che dichiarano di avere interessi su certi mercati acquisiti («captive market») hanno la  priorità di fornitura sugli stessi. - I membri che dichiarano avere contratti a lungo termine su certi mercati controllati («controlled  market») hanno la priorità di fornitura; tuttavia, se non sono in grado di fornire tutte le  quantità richieste da questi mercati, devono ripartire equamente le forniture con gli altri. - Per i mercati liberi («free market») i membri interessati alle forniture devono nominare un  capofila che si incaricherà di negoziare e ripartire le forniture. - Quando un membro intende modificare le quantità destinate all'esportazione deve informarne EPC. - Laddove necessario per ottenere prezzi più vantaggiosi, i membri modificano il volume  dell'offerta senza tuttavia permettere ad altri di inserirsi sul mercato. - Devono essere perseguiti accordi con altri offerenti (ECEC e altri) per creare sul mercato un  clima di stabilità. (4) Queste regole sono state confermate nella riunione di EPC del 14 settembre 1983 (doc.  33126/11400-11407) e con lettera del presidente di EPC recante la stessa data (doc.  33126/11414-11415); il 6 ottobre 1983 Blue Circle in risposta alla stessa (doc. 33126/11416) ha  notificato di aver anche per parte sua acquistato dalla Germania orientale alcune quantità allo  scopo di sottrarle agli intermediari per proteggere i membri di EPC, la cui cooperazione sarebbe  stata poi sollecitata in sede di vendita. b) La fissazione dei prezzi(5) Come esposto al punto 3, lettere c) e d) delle Regole generali  dell'accordo, i prezzi vengono fissati collettivamente per ogni località di scarico e la loro  modifica è concordata congiuntamente (181). Ad alcune decisioni in materia di prezzi fa  riferimento, ad esempio, il verbale della riunione della sottocommissione «cemento sfuso» in data  1o luglio 1981 (doc. 33126/11442-11446), e nei verbali delle riunioni di EPC del 12 novembre 1981  (doc. 33126/11432-11440), 10 novembre 1982 (doc. 33126/11417-11420) e del 14 settembre 1983 (doc.  33126/11401-11407). Alla riunione del 18 novembre 1983 (doc. 33126/11383-11390) è stato convenuto  di non fare menzione nei verbali ufficiali dei prezzi decisi (cfr. supra il verbale ufficiale della  riunione del 18 novembre 1983 col verbale non ufficiale della stessa riunione, doc.  33126/11391-11399). Tale prassi per cui i verbali ufficiali non contengono i prezzi convenuti è  stata confermata nella riunione del 16 febbraio 1984 (doc.33126/11356-11363) (182). Nei verbali  disponibili relativi alle riunioni successive non vengono infatti più riportati i prezzi (183). c) Lo scambio di dati(6) Ciascun membro ha dichiarato le quantità disponibili per l'esportazione e  quelle effettivamente esportate nei singoli paesi importatori. Per ciascun membro EPC ha  periodicamente calcolato le quote di mercato ed ha provveduto ad informarne i membri. Sono  disponibili le statistiche relative a tutti gli anni (184). d) Gli accordi con altre organizzazioni(7) Per evitare la destabilizzazione dei mercati, i membri  di EPC hanno consultato i membri di ECEC (cfr. supra paragrafo 32) e, in conformità alle regole  generali dell'accordo (supra punto (3)), hanno cercato di accordarsi con loro e con i produttori  e/o le organizzazioni di produttori asiatici. Sono state convocate riunioni tra EPC e, talvolta, i  rappresentanti di Cembureau e i produttori asiatici («East/West Meeting») allo scopo di  regolamentare le quantità di cemento da immettere sul mercato mondiale (doc. 33126/11291-11306,  11328-11331 e verbali delle riunioni di EPC: lo Steering Committee di EPC in data 18 maggio 1989 e  la riunione del CDICT - cfr. paragrafo 35, punto 4 - in data 19 ottobre 1989 danno atto delle  ultime riunioni). E' stata anche studiata la possibilità d'istituire un organismo di regolazione del mercato con  attribuzione di quote ai grandi paesi esportatori. Il 3 ottobre 1986 è stata presentata al riguardo  una proposta per la costituzione di International Cement Organisation che doveva raggruppare 25  paesi esportatori (doc. 33126/11307-11319, 11346-11348). Pare che la proposta sia stata esaminata  nella «East/West Meeting» di Tokyo del 13 aprile 1987 cui ha fatto seguito l'elaborazione  di un  progetto d'accordo (doc. 33126/11297) la cui realizzazione non è però accertata. CAPITOLO 7White Cement Committee (WCC)38. Natura e funzioni di WCC(1) Secondo la definizione  fornita da Ciments Français in una nota manoscritta non datata (doc. 33126/4454) e nella nota  interna del 7 marzo 1989 (doc. 33126/4466-4467), WCC è un Club che raggruppa i produttori europei  esportatori di cemento bianco (cfr. anche resoconto della riunione di WCC in data 3 ottobre 1985,  redatto da CBR, doc. 33126/9962-9966). (2) Secondo le dichiarazioni delle imprese interessate, WCC non disporrebbe di uno statuto, non  esisterebbe alcun atto costitutivo né si conoscerebbe la data di costituzione; non essendovi una  struttura, al segretariato provvederebbero a turno i membri. Secondo i resoconti delle riunioni  svoltesi dal 6/7 maggio 1982 al 26 maggio 1988, resoconti acquisiti al fascicolo (185), di WCC si  sa con certezza solo che i suoi membri si riunivano due volte all'anno, che l'attività del Club è  secondata dal cosiddetto White Cement Promotion Committee (WCPC), formato esclusivamente dai membri  di WCC (cfr. resoconti delle riunioni di WCC in data 3 ottobre 1986 e 19 giugno 1986, doc.  33126/9962-9966 e 2760-2763) e destinato a promuovere il mercato e lo scambio d'informazioni  relative alle differenti possibilità di utilizzo. (3) Nel corso degli accertamenti svoltisi il 13 febbraio 1990, il direttore commerciale di Ciments  Français ha dichiarato per iscritto: «I comitati ECME, per quanto mi risulta, comprendono i vari  raggruppamenti, vale a dire Export Policy Committee, European Cement Export Committee e White  Cement Committee» (186) (doc. 33126/18138). Nella lettera del 30 marzo 1990 ECMEC ha contestato le affermazioni di Ciments Français (doc.  33126/16766-16777). Secondo quanto ricordato al paragrafo 35, punto (6), terza nota, nella sua  memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, Ciments Français afferma che nel rilasciare  quella dichiarazione il direttore commerciale si era sbagliato, proprio come l'anno precedente  allorchè aveva scritto la nota del 7 marzo 1989. In proposito Ciments Français ha esibito  nell'allegato 1 alla memoria la lettera inviata il 12 febbraio 1992 dal direttore commerciale agli  avvocati di ECMEC in cui egli riconosce l'errore commesso nella dichiarazione rilasciata il 13  febbraio 1990. A questo punto è necessario ricordare quanto affermato in proposito al paragrafo 35,  punto (6), terza nota, e aggiungere che, nel periodo preso in considerazione, la rappresentanza di  Ciments Français in EPC e in WCC è stata affidata alle stesse persone, vale a dire al sig. de  Kervenoael (talvolta accompagnato dal sig. Leboeuf o dalla sig.na Deneuville) presso EPC, e al sig.  Leboeuf (accompagnato talvolta dal sig. de Kervenoael o dalla sig.na Deneuville) presso WCC. (4) Nel corso degli accertamenti del 17 luglio 1990, il direttore per le esportazioni di Titan ha  dichiarato per iscritto che «Nel 1984/85, Titan e Heracles si sono rivolti al sig. Gac, segretario  di WCC, per informarsi circa la procedura da seguire per esservi ammessi come membri. Il sig. Gac  ha risposto che si doveva inviare al presidente di WCC una domanda scritta.» Nella memoria in  risposta alla comunicazione degli addebiti, allegato 2, pagine 3 e 4, ECMEC ha esibito la  dichiarazione fatta rilasciare su richiesta dei propri avvocati nel mese di marzo 1992, dal  direttore per le esportazioni di Titan, in cui afferma di aver pensato che il sig. Gac, segretario  di ECMEC e EPC, per deduzione poteva anche essere segretario di WCC. (5) Secondo la nota di Italcementi del 30 agosto 1985 (doc. 33126/2802), in cui si ribadisce che  WCC non è un'emanazione di Cembureau, sebbene per parecchi anni sia stato costituito dagli stessi  membri, i membri fondatori di WCC sono stati: Aalborg Portland (Danimarca), Alsen Breitenburg e  Dyckerhoff (Germania), CBR (Belgio), Lafarge (Francia), Blue Circle (Regno Unito), Italcementi  (Italia); in seguito hanno aderito Ciments Français (Francia), seguito da Valenciana (Spagna). Nel  gennaio 1984 si sono ritirati Aalborg, Alsen Breitenburg e Blue Circle per le ragioni  sottoesposte. Nel corso degli accertamenti del 13 febbraio 1990 Ciments Français ha dichiarato per iscritto (doc.  33126/18135) di essere «receduto da tutti i comitati (ottobre 1988 e marzo 1989) di ECEC e in  particolare da quelli citati supra ai punti 3 e 4» (187) (3. WCC, 4. EPC, n.d.r.). Le lettere  presentate da Ciments Français sono quelle in cui annuncia il recesso da EPC (inviata il 17  febbraio 1989 al Suo presidente (doc. 33126/18216)) e da tutti i comitati ECMEC (inviata il 10  marzo 1989 al presidente di ECEC (doc. 33126/18217)), oltre a una lettera inviata il 25 aprile 1989  al sig. Gac - ECMEC nella quale Ciments Français conferma il recesso da tutti i comitati ECMEC e  accompagnata da un assegno a titolo di saldo della propria quota per il 1989 (doc. 33126/18198).  Nella risposta alla comunicazione degli addebiti, allegato 2, pagine 2 e 3, ECMEC afferma che la  Commissione a torto sostiene che Ciments Français è receduto da WCC con lettera del 25 aprile 1989,  nella quale nulla indica il recesso da tale comitato. Dal momento che la lettera del 17 febbraio  1989 concerne il recesso da EPC e la lettera del 10 marzo 1989 da tutti i comitati ECMEC e poiché  secondo l'affermazione del sig. Gac WCC non fa parte di ECMEC, si deve concludere che Ciments  Français non ha presentato alcuna lettera di recesso da WCC. Nella sua memoria in risposta alla  comunicazione degli addebiti, punto 14.3.3. «Recesso di Ciments Français», la società afferma: «Nel  1988, in considerazione della debolezza delle sue esportazioni e non ritenendo più giustificata la  propria appartenenza a WCC, Ciments Français ha deciso pertanto di ritirarsi» (188). (6) La Commissione ritiene che le dichiarazioni precedentemente riportate siano sufficientemente  concordanti per poter giungere alla conclusione che ad ECMEC facevano capo tre comitati per  l'esportazione, vale a dire ECEC, EPC e WCC. (7) In base ai resoconti delle riunioni è possibile definire le funzioni e le attività di WCC nel  modo seguente. 39. IL'osservanza dei limiti deimercati interni dei membri(1) Secondo la nota manoscritta non  datata di Ciments Français (doc. 33126/4454), WCC «è un Club: obiettivo: protezione dei mercati  interni - regola: ciascuno osserva i limiti dei propri mercati interni ed esporta le eccedenze  produttive previo consenso generale» (189). (2) Sia l'obiettivo che le regole sono confermati da alcuni resoconti delle riunioni di WCC. Nel  resoconto della riunione del 9 maggio 1985, redatto da Ciments Français (doc. 33126/2793-2798) al  punto 2 «Rapporti con Aalborg/BC/ e ABZ/Giappone» si afferma che è stato deciso di non convocare  più Aalborg alle riunioni e «Viene ricordato che l'osservanza dei limiti dei mercati nazionali è la  condizione imprescindibile dell'adesione a WCC o a WCPC» (190). (3) In seguito alla riunione del 3 ottobre 1985 il rappresentante di CBR, dopo aver espresso alcune  considerazioni, ha concluso (doc. 33126/9958-9961): «5. Conclusioni generali5.1. Nella forma attuale WCC non contribuisce (o non contribuisce più) a  salvaguardare i margini delle vendite. 5.2. A tale scopo occorrerebbe la presenza di due esportatori come Asland e Aalborg. Tutti i membri  attuali sono contrari al rientro di Aalborg,  poiché l'attuale dirigenza della Dansk (Aalborg,  n.d.r.) non gode più della loro fiducia. 5.3. Gli attuali membri rispettano tra loro determinate regole del gioco, ma fino a quando?  (esempio della Tunisia)5.4. La maggior parte dei produttori di cemento bianco vive comodamente  all'interno delle proprie frontiere (Italcementi, Ciment Français, Dyckerhoff. Questi ultimi  subiscono qualche scaramuccia da parte di Aalborg, tramite Alsen). 5.5. Il rispetto del mercato nazionale ci soddisfa poco poichè limita di fatto il nostro mercato  naturale al Benelux. 5.6. Dobbiamo quindi contare solo sulle nostre forze ed essere capaci di produrre cemento bianco  che sia competitivo sotto il profilo qualità/costo. Riteniamo di essere più competitivi della  maggior parte dei nostri colleghi. Dobbiamo portarci al livello di Aalborg» (191). (4) Nel resoconto della riunione del 2 ottobre 1986 redatto da CBR (doc. 33126/9874 9875), al punto  1o Aalborg, viene riportata la conversazione tra Ciments Français e Aalborg: (Aalborg) «Continuate  a rifiutare la nostra presenza in WCC»; (Ciments Français) «Vi sono ben note le ragioni per cui non  fate più parte di WCC. Subiamo tutti un pregiudizio in proporzione alle nostre esportazioni. C'era  un gentlemen's agreement di osservare i limiti del mercato nazionale» (192). Nel resoconto di  Italcementi relativo alla stessa riunione (doc. 33126/2737-2739), è ricordato che l'esclusione di  Aalborg anche da WCPC è stata voluta su richiesta degli altri membri (tranne Italcementi) e viene  affermato che durante il colloquio con Aalborg il sig. Leboeuf ha colto l'occasione «per far cenno  all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali» (193). (5) Alcuni casi concreti dimostrano l'applicazione della regola dell'osservanza dei limiti dei  mercati nazionali. a) Aalborg(6) Nella riunione del 13 settembre 1983 (doc. 33126/2855-2858), i nove membri presenti  osservano che Aalborg ha incrementato la propria capacità produttiva di 250 000 t, forse anche di  300 000 a fronte di una domanda interna di 20 000 t, e contrariamente agli impegni assunti durante  la riunione di Cembureau del 31 maggio 1983, ha infranto la disciplina dei prezzi costringendo  Valenciana a ridurre i propri. In questa situazione Valenciana comunica di non avere più intenzione  di partecipare alle riunioni di WCC. (7) Nel gennaio 1984 (doc. 33126/2850-2852), Italcementi, Dyckerhoff, Lafarge, Ciments Français e  CBR riuniti in un comitato ristretto, dopo aver constatato che la cooperazione con Aalborg non era  più possibile, hanno deciso di sciogliere WCC e costituire un nuovo organismo. Il 10 gennaio 1984  all'assente Valenciana è stato inviato un telex (doc. 33126/2853) in cui i cinque partecipanti alla  riunione si augurano di non dover interpretare l'assenza di Valenciana come un recesso da WCC. Nel  telex del 17 gennaio 1984 (doc. 33126/2854) Valenciana ribadisce la propria intenzione di  continuare a partecipare assieme alle suddette cinque imprese. (8) Il 13 marzo 1984 il nuovo WCC, formato da Italcementi, Dyckerhoff, Lafarge, Ciments Français,  CBR e Valenciana conferma la decisione di sospendere temporaneamente Aalborg (doc.  33126/2842-2844), cui il 19 marzo 1984 è stata inviata a tale proposito una lettera (doc.  33126/9977). (9) Alla riunione del 21 maggio 1984 (doc. 33126/2830-2832), «interpellati tutti i partecipanti si  constata che nessuno dei membri del WCC ristretto desidera riammettere Aalborg al comitato» (194) e  la decisione è ribadita alla riunione del 2 ottobre 1984 (doc. 33126/2815-2817). Quella che  all'inizio sembrava una sospensione assume - a partire da quella riunione - l'aspetto  dell'espulsione, poiché giunge notizia che Aalborg ha venduto nella Repubblica federale di Germania  2 000 t di cemento bianco e il 9 maggio 1985 (doc. 33126/2791-2792) viene comunicato che Aalborg ha  venduto in Belgio 3 000 t di cemento bianco e starebbe per smerciare in Europa cemento bianco in  sacchi da 5 kg. In questa situazione i membri di WCC, dopo aver constatato che Aalborg non ha dato  seguito alla lettera inviata il 19 marzo 1984, decidono all'unanimità di non convocarlo più alle  riunioni di WCC e nemmeno di WCPC, poiché «viene ribadito che l'osservanza dei limiti dei mercati  nazionali è la condizione imprescindibile della partecipazione a WCC o a WCPC» (195). (10) Aalborg ha preso contatti con alcuni membri di WCC, ma la reazione è stata negativa (resoconto  della riunione del 22 gennaio 1986, doc. 33126/9942-9945). (11) Alla riunione del 19/20 giugno 1986 (doc. 33126/9914-9920) nel quadro dell'esame della  congiuntura sfavorevole alla grande esportazione, è stato intravvisto il rischio che Aalborg, dato  il suo atteggiamento, potesse attaccare i mercati di tutti i membri, come »sta già avvenendo in  Belgio, in Olanda e nella Germania settentrionale. Dyckerhoff ha proposto di esaminare il problema  assieme a CBR, ma con nostra grande sorpresa gli altri membri di WCC hanno ritenuto che il problema  riguardasse anche loro. Le difficoltà recentemente causate dalla Grecia sul mercato del cemento  grigio con tutta probabilità non sono estranee a questo atteggiamento; è stato quindi stabilito di  organizzare il 24 luglio a Bruxelles una riunione di lavoro di WCC dal tema: «Quali mezzi di  ritorsione è possibile adottare per far fronte all'eventuale attacco di Aalborg sui nostri mercati  interni?» Le stesse misure possono essere pure adottate per la protezione del mercato del cemento  grigio. La maggior parte dei membri presenti  non desidera includere Valenciana (la cui assenza era  motivata, n.d.r.)» (196). (12) Il 24 luglio 1986 (doc. 33126/2751-2755 e 9876-9883), i cinque membri presenti, senza  Valenciana cui non era stato rivolto l'invito, hanno analizzato una serie di mezzi di ritorsione e  hanno affrontato anche i seguenti problemi: - La minaccia di Aalborg è reale? Sì, risponde Dyckerhoff e «comunica di aver perduto due clienti  (potenziale di 4 000 t) «contattati» da Aalborg che hanno ceduto agli argomenti dei danesi (prezzo,  cemento ASTM tipo V). Di conseguenza la sua società (Dyckerhoff, n.d.r.) ha preso contatto con Ole  Stevens Larsen minacciando rappresaglie sul mercato danese del cemento grigio. Dyckerhoff ritiene  che sia la sola lingua che i danesi comprendono» (197). - WCC è abilitato ad intervenire quando si tratta di cemento grigio? Sì, risponde Lafarge: «Non  pratichiamo la politica dello struzzo. E' difficile trattare di cemento bianco senza preoccuparsi  del cemento grigio. Se CBR o Dyckerhoff sono attaccati da Aalborg, per difendersi, rischiano di  praticare a loro volta prezzi non remunerativi sui mercati vicini e tutti ne subiranno le  conseguenze. E' Aalborg il vero nemico. Poichè il sig. Leboeuf non è delegato ad intervenire sul cemento grigio, l'argomento è accantonato  per oggi, ma ciascun membro si consulterà con la propria direzione per capire se sia possibile  strutturare e studiare uno scenario basato su una eventuale reazione ricorrendo al cemento grigio  ed eventualmente applicarlo» (198). (13) Alla riunione del 2 ottobre 1986 (doc. 33126/9874-9875 e 2737-2739) i cinque membri, in  assenza di Valenciana, hanno deciso di reagire individualmente e non collettivamente agli attacchi  di Aalborg («reazione di ciascuno in casa propria») e di respingere la richiesta di Aalborg di  essere ammesso a WCPC, perché, come ha ricordato Ciments Français ad Aalborg, è d'obbligo  conformarsi al «gentlemen's agreement sull'osservanza dei limiti dei mercati nazionali.» a) Blue Circle e Alsen Breitenburg(14) Anche Blue Circle e Alsen Breitenburg sono stati prima  sospesi e poi esclusi da WCC e da WCPC, Alsen perché non produce più cemento bianco e Blue Circle  perché non produce più per l'esportazione, entrambi perché si riforniscono da Aalborg per  approvvigionare i loro clienti esteri (199) (cfr. resoconti delle riunioni del 13 settembre 1983,  gennaio 1984, 21 maggio 1984 e lettere del 19 marzo 1984, doc. 33126/2855-2858, 2850-2852,  2830-2832, 9975-9976). (15) La richiesta di riammissione al Club presentata il 5 luglio 1985 da Blue Circle è stata  respinta (doc. 33126/2785, 2781-2784). Il 19 giugno 1986 la richiesta di Blue Circle è stata  riesaminata e, non essendo stata raggiunta la maggioranza, la decisione ha avuto esito negativo.  «NB: 1) CBR ha accennato ai contatti avuti con Blue Circle (posizione in merito alle importazioni  di Aalborg in Scozia). 2) Ciments Français ritiene che Aalborg fornisca o abbia fornito clinker  bianco a Blue Circle» (200) (doc. 33126/9914-9920).Lo stesso esito ha avuto la richiesta di Blue Circle presentata l'11 novembre 1986 (doc.  33126/2735), cui è stato dichiarato con lettera del 19 gennaio 1987 (doc. 33126/9907-9908), che la  situazione non era mutata viste le scarse esportazioni di Blue Circle. c) Blue Circle - Lafarge(16) Nel resoconto della riunione di WCC del 2 ottobre 1984, redatto da  Italcementi (doc. 33126/2815-2817), a pagina 2, delle informazioni raccolte viene riportata la  seguente: «Mr. Wiggins, ex-segretario del WCC, ha interpellato M. Balbo della Lafarge per forniture  di cemento bianco nel Regno Unito. M. Balbo ha risposto che avrebbe potuto prendere in  considerazione la richiesta solo previ accordi con la Blue Circle» (201). d) Italcementi - Dyckerhoff(17) Il 23 dicembre 1987 il rappresentante di Italcementi presso WCC ha  preparato per il proprio direttore commerciale una nota intitolata «Considerazioni sui mercati del  cemento bianco» (doc. 33126/3370-3375). Nella nota, alle pagine 5 e 6 sono analizzate le  prospettive future per ciascun mercato e, a proposito del mercato tedesco vi si afferma: «In  Germania dove siamo impegnati a non disturbare direttamente la  Dyckerhoff, ma dove la Sebino  potrebbe collocare con il nostro appoggio, parte della propria produzione, con compensi  quantitativi a noi sia in Austria che in  Svizzera» (202). 40. La cooperazione tra i membri(1) Dai verbali delle riunioni si evince che la cooperazione in  seno a WCC riguarda tutti i settori. a) Capacità produttive e produzioni(2) Periodicamente (doc. 33126/2855, 2843, 2833-2836, 2798,  2779, 3376), i membri di WCC analizzano, per ciascun membro produttore e per ciascun paese, le  capacità produttive correnti e future nonché la produzione realizzata. Tali dati sono confrontati  con le possibilità di assorbimento dei rispettivi mercati nazionali e, per differenza, con le  disponibilità per l'esportazione. Quando un membro intende aumentare le proprie  capacità produttive ne informa immediatamente gli  altri membri. Ad esempio Aalborg ha informato  WCC dell'aumento delle proprie capacità produttive  da 100 000 t/anno a 250 000 t/anno se non a 300 000 t/anno (resoconto della riunione del 13  settembre 1983, doc. 33126/2855); la società Ciments Français ha informato gli altri membri che  «avrebbe aumentato la propria capacità produttiva di 20 000 t/anno grazie alla trasformazione del  forno esistente. Tale aumento di produzione è destinato principalmente a far fronte all'aumento del  consumo di cemento bianco in Francia» (203) (resoconto della riunione del 17 febbraio 1987, doc.  33126/9990). b) Vendite sui mercati nazionali(3) Nel corso delle riunioni i membri di WCC si scambiano i dati  espressi in volume e/o in variazioni percentuali, relativi alle loro vendite sui rispettivi mercati  nazionali nel periodo dell'anno che precede la riunione, nonché le previsioni di vendita per il  periodo successivo (doc. 33126/2882, 2859, 2863, 2851, 9943-9944, 2771, 2756, 2769, 9874, 2739,  9837, 3370, 2726). c) Esportazioni(4) In ogni riunione i membri di WCC si scambiano i dati quantitativi relativi alle  loro esportazioni in ciascun paese terzo e le loro previsioni di vendita. Si comunicano  reciprocamente anche i contratti di vendita che ciascuno ha firmato nei paesi importatori nonché le  quantità che ciascuno ha a disposizione per l'esportazione (cfr. tutti i resoconti e relativi  allegati). d) Prezzi all'esportazione(5) I prezzi da praticare sui vari mercati d'esportazione sono convenuti  e/o discussi nel corso delle riunioni (doc. 33126/2877, 2871-2875, 2842-2843, 2826-2829, 2834,  2815, 9969, 9962-9964, 2764-2767). A volte i prezzi convenuti non sono rispettati e sorgono frizioni tra i membri: «3. Caso  particolare della Tunisia (offerta di 50 000 t). Il sig. Bouzol di Lafarge ha avuto una reazione  incandescente in proposito. Ha rimproverato cautamente a CBR di aver applicato un prezzo  leggermente al di sotto di quello «convenuto», ma ha accusato violentemente Valenciana di avere  applicato prezzi rovinosi. Valenciana afferma di aver quotato FOB per un intermediario, ma sostiene  di non sapere come l'intermediario abbia valutato i costi del trasporto e negoziato le condizioni  di scambio. Lafarge ha effettivamente accettato il principio della compensazione. Secondo CBR è  praticamente la stessa cosa e la pratica è pericolosa. Di fatto, Lafarge attacca Valenciana per  difendersi meglio. Commenti. A mio parere questo genere di pratica (la compensazione) potrebbe generalizzarsi. In  questo modo sono accordati sconti mascherati sui prezzi. Lafarge non ha rispettato le regole del  gioco, sostiene di esservi stato costretto dalle sue tradizionali relazioni con la Tunisia» (204)  (Commento di CBR dopo la riunione di WCC del 3 ottobre 1985, doc. 33126/9958-9961). e) Prezzi sui mercati nazionali(6) Periodicamente i membri si scambiano i rispettivi prezzi per il  cemento bianco in vigore su ciascun mercato nazionale nonchè i prezzi in vigore per il cemento  grigio (doc. 33126/2884, 2877-2879, 2859, 2862, 2842, 2849, 2833, 2837, 2815, 2825, 2791, 2797,  2800, 2768, 3377, 2725, 2721). Tali scambi di informazioni relative ai prezzi sui rispettivi mercati possono riguardare anche le  variazioni non ancora scattate: ad esempio, alla riunione del 19 maggio 1983 (doc. 33126/2862), i  rappresentanti delle società francesi hanno comunicato i propri prezzi applicabili a partire dal 1o  giugno 1983, e alla riunione del 9 maggio 1985 (doc. 33126/2797), i rappresentanti delle società  francesi, belghe ed italiane hanno comunicato i prezzi in vigore dal 1o giugno 1985. 41. Destino di WCCNel resoconto della riunione del 26 maggio 1988 (doc. 33126/9885-9887) erano  previste le seguenti riunioni future: «- Dublino: 22 settembre 1988 mattino. - Italia: Sicilia o Portofino: 25 maggio 1989 (Italcementi).» La Commissione non è in grado di affermare se tali riunioni abbiano avuto effettivamente luogo  oppure se ne siano seguite altre. Alcune imprese hanno affermato in via del tutto generica che WCC,  da allora (senza indicare la data sottintesa da quell'«allora») non si è più riunito. Nel corso  degli accertamenti e in seguito non è stato presentato alcun verbale di scioglimento. SECONDA PARTEVALUTAZIONE GIURIDICASEZIONE IARTICOLO 85, PARAGRAFO 142. L'articolo 85, paragrafo  1, del Trattato CE vieta in quanto incompatibili con il mercato comune tutti gli accordi tra  imprese, tutte le decisioni di associazioni d'imprese e tutte le pratiche concordate che possano  pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto di impedire, restringere o  falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune, in particolare quelli  consistenti nel fissare direttamente o indirettamente i prezzi d'acquisto o di vendita ovvero altre  condizioni di transazione, limitare o controllare la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o  gli investimenti e ripartire i mercati o le fonti d'approvvigionamento. 43. Gli accordi e le pratiche concordate sotto descritti rientrano nel divieto dell'articolo 85,  paragrafo 1 e le imprese in questione sono imprese ai sensi del suddetto articolo. 44. Applicabilità dell'articolo 85 alle associazioni d'imprese(1) Il problema si ripresenterà  ripetutamente nella presente sezione; pertanto è utile tratteggiare a grandi linee i principi di  base validi nelle situazioni che vedono la partecipazione di associazioni a comportamenti  sanzionabili ai sensi dell'articolo 85. (2) Non svolgendo alcuna attività commerciale Cembureau sostiene che l'articolo 85 non può essere  applicato nel suo caso; inoltre, i suoi membri, tranne alcune eccezioni, non sono imprese bensì  associazioni nazionali di categoria che, in quanto tali, non esercitano alcuna attività commerciale  o produttiva. Altre associazioni (cfr. memorie in risposta alla comunicazione degli addebiti di SFIC pag. 97, di  FIC pag. 44, di Oficemen pag. 73 e di Atic pag. 42 e il verbale dell'audizione, seduta del 3 marzo  1993) asseriscono che in quanto tali esse non possono assumere impegni atti a ripercuotersi sugli  scambi dal momento che l'attività commerciale non rientra nel loro obiettivo istituzionale. Inoltre  esse ritengono che la Commissione  potrebbe imputare loro alcunicomportamenti solamente se  riuscisse a dimostrare che per statuto l'associazione avrebbepotuto assegnare a un rappresentante  dell'industria il compito di dibattere le restrizioni della concorrenza, oppure fosse stata  autorizzata in tal senso dai propri membri, per giungere a conclusioni che avrebbero potuto  influenzare il comportamento commerciale degli stessi. Per giurisprudenza costante della Corte di giustizia le regole della concorrenza sono applicate  anche alle associazioni di imprese. Nella causa 67/63 Sorema/Alta Autorità (205) la Corte aveva già  affermato che l'accordo tra due associazioni d'imprese rientra nel campo di applicazione  dell'articolo 65 del trattato CECA, il quale, per quel che riguarda le nozioni di accordo, di  decisione d'associazioni d'imprese e di pratiche concordate, è redatto negli stessi termini  dell'articolo 85 del Trattato CE. Nel quadro del Trattato CE, nelle cause I 39-40/92 «Carte di  banca», punti 76 e 86 delle motivazioni, il Tribunale di primo grado ha recentemente affermato che  l'articolo 85, paragrafo 1 va applicato alle associazioni d'imprese e che quando esista impegno di  un'associazione è sufficiente che gli accordi siano osservati dai suoi membri. D'altronde in  numerose sentenze la Corte ha affermato che l'articolo 85, paragrafo 1 va applicato alle  associazioni d'imprese qualora la loro attività o quella delle imprese associate sia intesa a  produrre effetti vietati dal suddetto articolo (206). Pertanto le associazioni non necessariamente devono esercitare un'attività commerciale propria  affinché l'articolo 85, paragrafo 1 sia loro applicabile; è sufficiente che gli effetti vietati  derivino dall'attività dei membri delle associazioni che, d'altronde, agiscono nell'interesse dei  propri membri rappresentandoli nei confronti di altre istituzioni, siano esse pubbliche o private.  Quanto ora enunciato in merito alle associazioni nazionali vale pure per Cembureau che è una  associazione tra associazioni d'imprese e imprese poiché l'attività di Cembureau non può che  giovare alle imprese cementizie le quali in genere, e per motivi pratici legati al loro numero, non  aderiscono direttamente a Cembureau pur essendovi associate indirettamente tramite le associazioni  nazionali. In conformità con quanto affermato nella causa 123/83 BNIC/Clair (207) dall'Avvocato generale  Gordon Slynn nelle proprie conclusioni, accettare la tesi di Cembureau significherebbe dare alle  imprese la possibilità di sottrarsi all'applicazione delle regole della concorrenza. Benché una  associazione di associazioni d'imprese possa assumere una forma differente da quella di  associazione d'imprese, in sostanza non esiste però tra le due forme alcuna differenza per cui non  vi è motivo che osti all'applicazione dell'articolo 85. (3) Non è accettabile quanto asserito da alcune associazioni (cfr. memoria in risposta alla  comunicazione degli addebiti di FIC pag. 44 e di SFIC pag. 63) per cui la Commissione potrebbe  imputare loro comportamenti vietati solamente se fosse in grado di dimostrare che tali  comportamenti erano conformi allo statuto oppure, quantomeno, che gli organi statutari avevano  delegato una persona a discutere con terzi i problemi della concorrenza, innanzitutto perché nello  statuto l'obiettivo sociale è definito in modo talmente vago che è impossibile sapere quali siano i  limiti dell'attività dell'associazione. In secondo luogo, indipendentemente da quanto dichiarato  nello statuto, le associazioni sono state di fatto rappresentate alle diverse riunioni: in  Cembureau esse hanno nominato gli Head Delegates, i membri del comitato esecutivo e dei differenti  comitati, inoltre le persone designate non erano impiegati subalterni, bensì alti dirigenti delle  imprese aderenti e talvolta delle associazioni. L'argomentazione addotta da queste associazioni tende a negare ogni effetto al riferimento  contenuto nell'articolo 85, paragrafo 1 alle associazioni di imprese. Infatti, estendendo alle  associazioni il divieto contenuto nell'articolo 85, paragrafo 1, gli autori del trattato hanno  voluto considerare la possibilità che le associazioni partecipino di fatto agli accordi e/o a  pratiche concordate aventi per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco  della concorrenza. Evidentemente un simile oggetto illecito difficilmente figurerebbe nello statuto  di una associazione; nondimeno gli autori del trattato hanno ritenuto necessario inserire le  associazioni tra le entità contemplate dall'articolo 85. A conferma della propria tesi, durante l'audizione (cfr. verbale della seduta in data 3 marzo 1993,  pag. 10) FIC ha affermato che al consiglio di amministrazione dell'associazione è stato presentato  ufficialmente un solo resoconto delle riunioni degli Head Delegates, vale a dire quello della  riunione del 7 novembre 1984 che consiste in una nota indirizzata dal sig. Van Hove, presidente di  FIC, ai membri del consiglio di amministrazione di detta associazione in cui si conclude  assicurando che non è stato trattato alcun problema CE. Anzitutto la Commissione osserva che la nota del sig. Van Hove cui fa riferimento FIC (cfr. doc.  33126/2063-2069 e 2436-2447), contiene a pié pagina l'annotazione «non è stato trattato né  menzionato alcun problema interno alla CE» ma al punto 1 del documento allegato contiene alcuni  commenti sul mercato della Repubblica federale tedesca: è quindi lecito chiedersi che cosa  intendesse l'autore del documento con problema «interno», tale è la divergenza tra il contenuto del  documento e i termini riportati sulla pagina di copertina. La Commissione osserva inoltre, che  almeno in un'altra occasione il consiglio di amministrazione di FIC ha discusso in merito alle  riunioni degli Head Delegates e degli altri organi di Cembureau. Infatti, nel verbale del consiglio  di amministrazione di FIC n. 88 in data 23 marzo 1983 (doc.33126/2035-2043) è riportato al punto «7  Cembureau - 7.1 Riunione preparatoria alla riunione degli Head Delegates del 14. 1. 1983:  informazioni pervenute - 7.2 assemblea generale 1983 - Corfù 30.5/1.6.83: composizione della  delegazione belga (. . .)»; punto «18 comitato di collegamento: mercato del cemento: - importazioni  di cemento nella CE da paesi non membri; - importazioni esportazioni di cemento tra paesi CE.  Informazioni pervenute». Da un lato risulta che le affermazioni di FIC sono smentite dai suoi  stessi documenti e, d'altro lato, che i verbali di questa associazione non sempre riportano il  contenuto effettivo delle discussioni tenute in seno al consiglio di amministrazione. (4) Alcune associazioni e imprese hanno sollevato il problema della rappresentanza di una  associazione in alcuni organi o comitati di Cembureau o in alcuni organi dei differenti comitati  esportazione, ad esempio lo Steering Committee, ovvero della mancata partecipazione ad alcune  riunioni. Quando un'associazione comprende numerosi membri, taluni organi, quali l'assemblea  generale, sono ovviamente formati da tutti i membri mentre altri sono composti da un più ristretto  numero di persone designate dall'assemblea generale. Questa diversa composizione degli organi non  implica necessariamente che le decisioni e/o gli accordi concordati all'interno di un organo  ristretto non siano applicati ai membri che non vi sono rappresentati. Viceversa il fatto  importante è la designazione dei membri di tali organi da parte di tutti i membri dell'associazione  e l'interesse delle imprese ai risultati delle discussioni tenute all'interno di tali organi.  Queste decisioni e/o accordi valgono per tutti i membri dell'associazione. Il fatto di non partecipare alle riunioni degli organi cui taluni membri hanno diritto di  intervenire non implica che le decisioni e/o gli accordi concordati in seno a tali organi non siano  applicati ai membri assenti o dagli stessi. In generale, l'appartenenza ad un'associazione comporta l'accettazione delle sue regole e  comportamenti con la consapevolezza che l'associazione e/o l'organizzazione agisce grazie anche  all'apporto diretto o indiretto di ciascun membro e grazie al fatto che essa può contare sul suo  consenso e sostegno. A meno che il membro si dissoci esplicitamente, quanto affermato vale non  solamente per le attività previste dallo statuto dell'associazione, ma anche per le attività di  fatto della stessa. (5) Un'ultima osservazione di carattere generale riguarda l'obiezione di imprecisione formulata nei  confronti della comunicazione degli addebiti nella quale talvolta si fa riferimento alle infrazioni  commesse dai membri di Cembureau, che in larga parte sono associazioni, talvolta ai «produttori  europei». Tale accusa è priva di fondamento per due ragioni: anzitutto perché nella valutazione  giuridica ogni partecipante all'infrazione è indicato per nome; in secondo luogo perché la  comunicazione degli addebiti effettivamente utilizza talvolta l'espressione «produttori europei di  cemento» per indicare che questi produttori sono i veri beneficiari degli accordi e delle pratiche  restrittive della concorrenza. D'altronde non potrebbe essere diversamente poiché come è stato  precedentemente affermato, le associazioni rappresentano gli interessi dei propri membri, che sono  produttori di cemento, e se tali associazioni assumono impegni, lo fanno non nel loro interesse, ma  in quello dei propri membri e in loro nome: infatti i produttori di cemento sono i veri soggetti  che agiscono tramite le proprie associazioni di categoria. CAPITOLO 8Gli accordi e le pratiche descritti ai capitoli3 e 4 (208)45.  L'osservanza dei limiti dei mercati nazionali(1) Nel quadro della riunione degli Head Delegates in  data 14 gennaio 1983, Cembureau e i suoi membri hanno concluso un accordo per l'osservanza dei  limiti dei mercati nazionali e per la regolamentazione delle vendite tra paesi, affiancato da altri  accordi relativi allo scambio di informazioni la cui applicazione concreta è stata affidata alle  parti direttamente interessate  tramite riunioni e contatti bilaterali o multilaterali incoraggiati  dagli organi di Cembureau. Lo scopo e il contenuto di questo accordo sono desumibili dalla lettera di convocazione della  riunione tenuta in data 14 gennaio 1983 e dal progetto di relazione introduttiva del presidente  (cfr.supra par. 19, punti (2) e (5)). (2) Il contenuto dell'accordo è stato confermato alla riunione degli Head Delegates in data 19  marzo 1984 (cfr. supra par. 19, lettera b)): dalle note di seduta di quella riunione risulta che  Cembureau e i propri membri hanno riesaminato collettivamente le tensioni dovute ai flussi  transfrontalieri e hanno cercato con successo di ridurre gli scambi di cemento tra i paesi membri  di Cembureau. Infatti, nelle note si afferma (cfr. supra par. 19, punto (10)) che «la pressione  dovuta agli scambi tra membri si è nettamente attenuata grazie al miglioramento dei contatti  bilaterali. Le quantità esportate evidenziano una certa diminuzione, ma persiste la minaccia  proveniente dagli outsiders». Il contenuto di tale accordo è stato confermato anche nella riunione degli Head Delegates del 7  novembre 1984 (cfr. supra par.19, lettera c), in particolare il precedente punto (14)), nel corso  della quale da Cembureau e dai suoi membri è stata sostenuta la necessità di canalizzare la  produzione greca e spagnola in esubero per evitare di destabilizzare i mercati europei. (3) L'esistenza dell'accordo e del relativo contenuto è confermata dalle note interne di Blue  Circle (cfr. supra par. 18, punti (2) e (3)), l'una in data 1o dicembre 1983 e l'altra non datata  che lo definiscono «accordo Cembureau o principio Cembureau relativo all'osservanza dei limiti dei  mercati nazionali». Blue Circle ha cercato di screditare queste note (cfr. supra par. 18, punto  (7)), ma la Commissione ritiene che il loro valore probante sia dimostrato dal ruolo di Blue Circle  in Cembureau e dal ruolo del sig. Reiss in Blue Circle. Per quanto riguarda il ruolo di Blue Circle in Cembureau basti ricordare che dal 1975 al 1985 sir  J. Milne, presidente di Blue Circle, e poi dal 1985 il dott. Gordon Marshall, vicedirettore  generale della medesima società, sono stati gli Head Delegates dell'industria cementiera britannica  (cfr. supra par. 18, punto (7)). Per quanto riguarda il ruolo del sig. Reiss, autore delle note, la Commissione rileva che da alcune  note e documenti in possesso di Blue Circle si desume che il sig. Reiss all'epoca della stesura  delle note in questione svolgeva funzioni vicine al consiglio direttivo dell'impresa dopo aver già  maturato per conto di Blue Circle un'esperienza di alcuni anni nel settore delle relazioni europee,  ivi compresa la partecipazione ad organizzazioni internazionali dei produttori del cemento (cfr.  capitolo 6, lettera B)-EPC). Quanto affermato si evince in particolare dai documenti seguenti:  dalla nota interna del 9 aprile 1981 (doc. 33126/11339) indirizzata al dott. Gordon Marshall, il  sig. Reiss avrebbe rappresentato Blue Circle alla riunione di EPC in data 7 maggio 1981; secondo i  verbali di EPC (cfr. doc. 33126/11417-11440, 11442-11455, 13845-13850, 14035-14042, 14062-14085,  14094-14097, 14148-14154, 14401-14418) da tale data il sig. Reiss ha partecipato alle riunioni del  comitato in questione; una nota manoscritta che accompagna la nota del 1o dicembre 1983 indica che  questa è stata apparentemente inviata al sig. Shepherd, membro del consiglio direttivo di Blue  Circle Cement; dal verbale della riunione di EPC in data 18 novembre 1984 (doc. 33126/14062)  risulta che il sig. Reiss intratteneva rapporti diretti con il dott. Gordon Marshall. Blue Circle, d'altra parte, asserisce che le espressioni «accordo Cembureau o principio Cembureau»  sarebbero «termini di gergo per indicare fatti economici che limitano naturalmente la possibilità  per il cemento di superare i confini tra i paesi produttori» (cfr. supra par. 18, punto (7)).  Tuttavia la spiegazione non pare fondata in quanto la realtà economica non escludeva di fatto  simili scambi tra Stati e le riunioni degli Head Delegates hanno avuto luogo proprio per  circoscrivere questa realtà ed evitare che «i trasferimenti di cemento tra paesi membri» potessero  «avere conseguen negative» per l'industria cementiera europea (cfr. supra lettera di convocazione  della riunione in data 14 gennaio 1983, par. 19, punto (2)). (4) Pur avendo negato l'esistenza dell'accordo in questione con l'affermazione che non esiste  nessun accordo o principio Cembureau di rispetto dei mercati nazionali, Cembureau stesso ha finito  con l'ammetterne indirettamente l'esistenza affermando (cfr. supra par. 18, punto (4)) che si  trattava di «norme di buon vicinato incoraggiate da Cembureau» oppure di «un tipo di comportamento  auspicato dai membri ma non contenente di per sé nessun vincolo e a fortiori nessuna sanzione», o  ancora di «rispetto degli usi e della deontologia progressivamente emersi dalle relazioni tra  imprese e dall'evoluzione economica nei vari paesi». Tramite queste perifrasi Cembureau ammette  sostanzialmente l'esistenza dell'accordo sull'osservanza dei limiti dei mercati nazionali e della  regolamentazione delle vendite, accordo che, d'altronde, è comprovato dalla documentazione in  possesso di questa associazione. (5) La Commissione ritiene che la norma relativa all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali e  alla regolamentazione delle vendite tra i singoli paesi costituisca un accordo tra imprese concluso  direttamente tra loro oppure tramite la loro associazione, accordo incompatibile con l'articolo 85,  paragrafo 1, e risultante dal concorso di volontà inteso all'osservanza dei limiti del mercato  nazionale delle altre parti e alla regolamentazione dei trasferimenti di cemento tra i vari paesi  e, quindi, alla limitazione della libertà commerciale delle imprese. L'esistenza del concorso di  volontà si evince dall'oggetto delle discussioni e delle decisioni prese nelle riunioni degli Head  Delegates, in particolare da quelle del 14 gennaio 1983 e 19 marzo 1984, e dall'applicazione  dell'accordo da parte delle imprese destinatarie della presente decisione. Detto accordo impegna  tutti i membri di Cembureau e quindi tutta l'industria cementiera rappresentata in Cembureau,  poiché l'adesione è stata espressa dagli Head Delegates che in pratica sono assimilabili ai  «rappresentanti dei governi negli organismi internazionali» (. . .) designati per esercitare «il  diritto di voto in seno all'assemblea generale» (cfr. supra par. 15, punto (4)). (6) Affinché vi sia accordo non sono necessari vincoli o sanzioni, come afferma Cembureau;  l'accordo esiste dal momento in cui le parti concordano sulle «norme di buon vicinato» o sul  «rispetto degli usi e della deontologia» o su «alcune regole del gioco che è nostro interesse  rispettare» (209). Il presidente Kalogeropoulos nella propria dichiarazione, contenuta nel verbale del Board Meeting  di Heracles in data 15 giugno 1986 (cfr. supra par. 18, punto (5)), afferma che l'accordo  sull'osservanza dei limiti dei mercati nazionali esisterebbe da una trentina d'anni. Poiché la  Commissione, ad eccezione di questa dichiarazione, non dispone di prove sul comportamento in  questione protrattosi per così lungo tempo, considera che l'accordo abbia avuto effetto dal 14  gennaio 1983, data della riunione durante la quale sono state discusse «alcune regole del gioco che  è nostro interesse rispettare» (cfr. supra par. 19, punto (5)) ribadite poi nelle successive  riunioni degli Head Delegates. La Commissione non dispone di elementi di fatto per determinare la  data in cui è cessata l'infrazione né è in grado di accertare che le imprese in questione vi hanno  posto effettivamente termine. (7) Anche nell'eventualità che la Commissione potesse dimostrare l'esistenza di un accordo, le  parti affermano che non si potrebbe imputare ad un'associazione tra associazioni d'imprese e ad  associazioni di imprese un qualsiasi comportamento sul mercato che sia conseguente a tale accordo.  Riguardo a questo problema la Commissione reputa di aver risposto supra al par. 44. (8) Alcune imprese sostengono anche che la Commissione non ha dimostrato a sufficienza l'esistenza  del concorso di volontà delle imprese poiché non avrebbe indicato il documento o l'atto dal quale  si evince tale concorso di volontà. Nella misura in cui tale eccezione concerne la natura  sufficiente delle prove addotte dalla Commissione a supporto della propria posizione, la  Commissione reputa che le prove precedentemente esposte e sulle quali era stata richiamata  l'attenzione delle imprese nella fase della comunicazione degli addebiti siano al contrario  largamente sufficienti; inoltre fa presente di aver già risposto in precedenza alle osservazioni  che le imprese hanno potuto formulare a tale proposito nelle risposte alla comunicazione degli  addebiti e al momento dell'audizione. Se, al contrario, l'argomentazione delle imprese deve essere intesa nel senso che nella fattispecie  non si sarebbe in presenza di un accordo «stricto sensu», la Commissione sostiene quanto segue: Anzitutto, secondo la Commissione quanto rivelato dai documenti passati in rassegna è un accordo ai  sensi dell'articolo 85, paragrafo 1 del Trattato CE. In effetti, tale accordo può essere desunto da  qualsiasi prova dell'adesione ad un comportamento proposto da un terzo (210). Questa adesione non riguarda inoltre le sole imprese che avevano intavolato discussioni bilaterali  a seguito delle indicazioni date nella riunione del 14 gennaio 1983. Si trattava di una  sollecitazione imperativa generale indirizzata dagli organi dell'associazione rappresentativa  dell'industria europea a tutti i propri membri e i cui risultati sono stati in seguito loro  comunicati. In base all'indicazione implicita contenuta nella proposta avanzata nella riunione del 14 gennaio  1983 avrebbero dovuto agire solo le imprese confrontate ad una specifica difficoltà, vale a dire  lese dal mancato rispetto del principio del mercato nazionale e tali fonti d'attrito dovevano  costituire oggetto di discussioni bilaterali. E' stato dato seguito a tale proposta, come  dimostrato dalle note di seduta della riunione tenuta in data 19 marzo 1984. Sia la proposta che i risultati dell'effettiva attuazione sono stati comunicati a tutti i membri di  Cembureau e non solamente ai membri confrontati con specifiche difficoltà. Perciò è irrilevante che  nel periodo considerato una determinata impresa non abbia dovuto prendere provvedimenti concreti in  applicazione delle  raccomandazioni diramate il 14 gennaio 1983. Sia le imprese che hanno dovuto  agire che le altre hanno aderito all'accordo (cfr. supra paragrafi 18 e 19). In secondo luogo, la tesi che il comportamento in questione debba essere considerato «pratica  concordata», non basta a sottrarlo all'applicazione dell'articolo 85, paragrafo 1, che vieta sia  gli accordi che le pratiche concordate aventi per oggetto o per effetto di impedire, restringere o  falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune. Un accordo o una pratica concordata avente per oggetto o per effetto l'osservanza dei limiti dei  mercati nazionali degli Stati membri e la regolamentazione delle vendite verso i mercati degli  altri paesi rientra evidentemente in questa categoria, in quanto esempio di un tipo di  comportamento (la ripartizione dei mercati) espressamente citato all'articolo 85, paragrafo 1. Le nozioni di accordo e di pratica concordata non si escludono reciprocamente né esiste alcuna  discontinuità tra le due (211). (9) L'accordo in questione è inteso all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali e alla  regolamentazione delle vendite tra i singoli paesi, cioè alla ripartizione dei mercati. (10) Le parti all'accordo sull'osservanza dei limiti dei mercati nazionali e sulla regolamentazione  delle vendite tra paesi sono: Cembureau, Fédération de l'Industrie Cimentière, Aalborg, Syndicat  Français de l'Industrie Cimentière, Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, Associazione  dell'industria cementiera greca, Irish Cement, Italcementi, Unicem, Cementir, Ciments  Luxembourgeois, Vereniging Nederlandse Cement-Industrie, ATIC, Oficemen, British Cement  Association.Con la loro adesione a diverse intese e disposizioni convenute allo scopo di completare  l'accordo generale e/o per concorrere alla sua applicazione hanno partecipato indirettamente a  detto accordo anche: Holderbank, Aker, Euroc, Alsen Breitenburg, Nordcement, Dyckerhoff,  Heidelberger, CBR, Asland, Hispacement, Hornos Ibericos, Uniland, Valenciana, Cedest, Ciments  Français, Lafarge, Vicat, Halkis, Heracles, Titan, Buzzi, ENCI, Cimpor, Secil, Blue Circle, Castle,  Rugby. (11) Per Oficemen e ATIC nonché per le imprese appartenenti a tali associazioni la Commissione  potrebbe tener conto degli effetti prodotti nella CE dalla loro adesione all'accordo in questione a  decorrere dalla data in cui hanno aderito; tuttavia la Commissione fa scattare l'infrazione a  decorrere dal 1o gennaio 1986 poiché sulla base delle informazioni in suo possesso la  partecipazione delle imprese spagnole e portoghesi non ha prodotto effetti significativi nella  Comunità se non dopo l'ingresso nella CE dei rispettivi paesi. La Commissione fa inoltre decorrere  l'infrazione dall'11 maggio 1983 per Buzzi, dal 28 maggio 1986 per Holderbank e dal 9 giugno 1986  per Aker e Euroc. (12) British Cement Association, membro di Cembureau dal 1° giugno 1988, risponde anche dei  comportamenti del precedente membro di Cembureau, Cement Makers Federation, cui è subentrato (212).  Infatti i membri di Cement Makers Federation erano membri di Cement and Concrete Association. Il 1o  giugno 1988 Cement Makers Federation è stata sciolta e le sue attività nonché la rappresentanza  degli interessi dei produttori di cemento del Regno Unito sono state trasferite a Cement and  Concrete Association che, sempre dal 1o giugno 1988, ha modificato il proprio statuto e la  denominazione diventando British Cement Association. British Cement Association continua dunque  l'attività di Cement Makers Federation e i membri delle due associazioni sono i medesimi. British Cement Association sostiene che (memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti,  pag. 38, punto 58) i dirigenti di Cement Makers Federation non erano per nulla a conoscenza  dell'accordo sull'osservanza dei limiti dei mercati nazionali né dovevano averne. La Commissione non può aderire a questa interpretazione. A tale proposito ricorda le proprie  oservazioni (cfr. supra par. 44, punto 3) relative al fatto che qualunque sia il contenuto dello  statuto di una associazione d'imprese, l'articolo 85, paragrafo 1 del Trattato CE e il regolamento  n. 17 nondimeno vietano alle associazioni di praticare di fatto i comportamenti cui le disposizioni  si riferiscono. La Commissione poi, sotto il profilo dei fatti, non ritiene credibile che i  dirigenti di Cement Makers Federation non fossero a conoscenza dell'accordo sull'osservanza dei  limiti dei mercati nazionali, visto che sono stati essi a designare lo Head Delegate del Regno  Unito e gli altri rappresentanti del Regno Unito in Cembureau. Dal 1972 Cement Makers Federation ha  rappresentato il Regno Unito in Cembureau (cfr. supra par. 18, punto 7): quanto accadeva nei  differenti organi di Cembureau, dove Cement Makers Federation era rappresentata, era  necessariamente a conoscenza della stessa.PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0815.6(13) Unicem ha osservato che nessuno dei propri rappresentanti è mai stato designato in veste di  Head Delegate: l'osservazione non risponde a verità poiché il sig. Nasi di Unicem all'epoca dei  fatti era, e lo è stato almeno fino al 1988, Head Delegate (cfr. «Members Directory» di Cembureau,  luglio 1988, pag. 56). La sua mancata partecipazione alle riunioni non significa che Unicem non  fosse parte all'accordo di rispetto dei mercati nazionali e di regolamentazione delle vendite tra i  singoli paesi, innanzi tutto perché altri Head Delegates italiani erano presenti in rappresentanza  del loro paese, in secondo luogo perché l'associazione agisce grazie all'apporto di tutti i membri  presenti ed assenti, infine perché nel momento in cui Unicem assieme agli altri produttori italiani  ha subito gli effetti negativi delle importazioni di cemento greco ha ricevuto l'appoggio degli  altri membri di Cembureau (cfr. supra par. 27), traendo in tal modo beneficio dalla solidarietà  implicita nella regola del mercato nazionale. (14) I tre produttori italiani sostengono che l'Italia non poteva essere interessata dall'accordo  sull'osservanza dei limiti dei mercati nazionali poiché non importava, né esportava. Questa  argomentazione non è corretta perché l'Italia è interessata dai flussi transfrontalieri a tal punto  che il problema degli scambi Italia - Svizzera (un altro paese aderente a Cembureau) è stato  affrontato alla riunione degli Head Delegates in data 19 marzo 1984 (cfr. supra par. 19, punti (9)  e (10)), che le esportazioni greche sono state oggetto di misure da parte di Cembureau Task Force  (cfr. supra in particolare par. 27), che esistono flussi commerciali tra Italia e Francia (cfr.  supra par. 20). Anche se fosse vero che l'Italia o altri paesi non erano interessati da flussi  transfrontalieri, quod non, resterebbe comunque il fatto che le imprese di questi paesi, aderenti a  Cembureau, hanno partecipato ad un accordo avente un obiettivo anticoncorrenziale (213). 46. Un «accordo» unico e continuo(1) La Commissione reputa che l'insieme delle disposizioni  adottate nel quadro di Cembureau e delle riunioni e i contatti bilaterali e/o multilaterali (cfr.  supra par. 45) ha costituito un «accordo unico e continuo», composto da disposizioni che possono di  per sé essere considerate come infrazioni. In particolare la Commissione ritiene che questo «accordo unico e continuo» possa essere desunto  dall'adesione delle imprese in questione alla regola comune dell'osservanza dei limiti dei mercati  nazionali la quale governa e condiziona tutte le altre disposizioni convenute allo scopo di  completarle e/o per concorrere alla loro applicazione. Il fatto che le relative date possano non coincidere e/o vi sia qualche divergenza rispetto alla  regola generale nulla toglie all'unicità e alla continuità dell'infrazione, poiché ciò che importa  è l'esistenza di una regola comune e le disposizioni di esecuzione o di accompagnamento possono  essere adottate in base alle esigenze del momento. (2) Unicem e Castle (memorie in risposta alla comunicazione degli addebiti, rispettivamente pag. 47  e seguenti e pag. 84 e seguenti) hanno sostenuto che nel caso in questione non si può parlare di  unicità e di continuità poiché verrebbe a mancare l'identità degli elementi dell'oggetto e dei  soggetti. Secondo il parere della Commissione nella fattispecie vi è corrispondenza tra questi due elementi.  L'oggetto è identico in tutti i casi, cioè la regola comune dell'osserevanza dei limiti dei mercati  nazionali, mentre le altre disposizioni sono solo misure adottate in applicazione o complemento di  questa regola. L'identità dei soggetti sussiste pure poiché la situazione è caratterizzata  dall'adesione, diretta o tramite le associazioni nazionali di categoria, dell'industria cementiera  europea a una regola comune e nei diversi casi concreti dall'attuazione effettiva di questa regola  da parte di coloro che sono più direttamente interessati. Inoltre il fatto che le situazioni di  attrito tra due paesi siano state discusse congiuntamente nel quadro delle riunioni degli Head  Delegates ne dimostra l'interesse collettivo, secondo la valutazione di Cembureau e dei suoi  membri. Il fatto che imprese differenti possano rivestire ruoli diversi nel perseguire l'obiettivo comune  non elimina l'identità dei soggetti; al contrario, il concorso di imprese nel conseguimento di un  piano comune comporta intrinsecamente che le azioni e i soggetti siano differenti pur interagendo  per contribuire al perseguimento del comune obiettivo. Non è inficiata la natura di infrazione unica e continuata qualora l'obiettivo perseguito sia tale  da poter essere raggiunto mediante mezzi differenti o tale da permettere, di tanto in tanto,  l'intervento di altri soggetti. Inoltre - dal momento in cui le situazioni di attrito tra due  paesi, per essere risolte, sono state portate a livello di riunione collegiale - proprio Cembureau  e i suoi membri hanno riconosciuto che queste situazioni potevano «avere conseguenze negative per  la nostra industria» (cfr. supra par. 19, punto (2), la sottolineatura è del relatore), che per  queste situazioni si trattava di «esaminare (collettivamente, n.d.r.) possibili soluzioni capaci di  attenuare l'andamento dei mercati e di proporre almeno a livello di principi alcune regole del  gioco che è nostro interesse rispettare» (cfr. supra par. 19, punto (5)). Cembureau e i suoi membri   riconoscono dunque, che le frizioni dovute agli scambi tra membri sono di interesse comune perché  costituiscono «infrazioni» alle comuni «regole del gioco». Tali situazioni bilaterali sono, dunque,  una manifestazione concreta dell'accordo generale di rispetto dei mercati nazionali. Non è necessario in proposito che nelle riunioni di Cembureau sia stato menzionato in termini  espliciti ogni problema bilaterale o multilaterale, quantunque ciò possa essere dimostrato in  alcuni casi; è importante piuttosto osservare che le differenti situazioni corrispondono a quanto  previsto nel quadro dell'accordo generale cui tutti hanno aderito. Dai documenti di Cembureau si evince che nelle riunioni collegiali sono state discusse solamente le  situazioni la cui soluzione evidentemente non era conseguibile nei contatti diretti tra le parti  interessate. Ad esempio, il problema tra l'Italia e la Svizzera, di cui al memorandum destinato al  presidente della riunione degli Head Delegates del 19 marzo 1984 (cfr. supra par. 19, punto (9)),  apparentemente non è stato discusso collegialmente poiché «la vertenza (. . .) è in via di  soluzione» (cfr. supra par. 19, punti (10) e (11)). Ne consegue che rientrano nel quadro di  applicazione dell'accordo generale non solamente le situazioni specificamente menzionate nei  documenti di Cembureau, ma anche quelle che sono state apparentemente risolte per contatti diretti  tra le parti interessate, come nel caso delle difficoltà insorte tra produttori franco-italiani e  ispano-portoghesi. (3) Per quanto concerne le infrazioni commesse dalle associazioni e dalle imprese spagnole e  portoghesi nel quadro di tale «accordo unico e continuo», la Commissione considera (cfr. supra par.  45, punto 11) quelle compiute nel periodo che decorre dal 1o gennaio 1986, data dell'adesione alla  CE della Spagna e del Portogallo, senza peraltro escludere la possibilità di utilizzare i fatti e i  documenti anteriori a questa data nei confronti delle associazioni e delle imprese spagnole e  portoghesi per dimostrare la continuità dell'infrazione. 47. Le informazioni sui prezzia) Gli scambi di informazioni sui prezzi in occasione delle  riunioni(1) Alle riunioni degli Head Delegates in data 14 gennaio 1983, 30 maggio 1983 e 19 marzo  1984 (cfr. supra par.16) è stata esaminata la situazione dei prezzi nei diversi paesi di Cembureau.  L'esame è stato effettuato nel quadro di riunioni durante le quali si è discusso il problema degli  aumenti dei flussi commerciali tra i paesi membri cui sono seguite alcune proposte di soluzione.  Secondo la lettera di convocazione e il progetto di relazione introduttiva del presidente della  riunione tenuta il 14 gennaio 1983 (cfr. supra par. 19, punti (2) e (5)) e il memorandum nonché le  note prese alla riunione del 19 marzo 1984 (cfr. supra par. 19, punti (9) e (10)), lo scopo degli  scambi era «valutare i rischi che possono derivare dall'espansione di alcune importazioni unita  alla marcata riduzione di alcuni prezzi» (cfr. supra par. 19, punto (5)), nonché «mettere in  risalto le potenziali cause di conflitto esistenti» (cfr. supra par. 19, punto (10)) e «ridurre  progressivamente» lo scarto tra i prezzi per eliminare la tentazione di esportare (cfr. supra par.  19, punto (9)). (2) Tramite gli scambi di informazioni sui prezzi, Cembureau e i propri membri miravano a  raggiungere un altro obiettivo, quello di introdurre tra loro regole di concorrenza leale sia per  le esportazioni tra membri, sia per quelle verso l'esterno (cfr. supra par. 17). L'obiettivo di queste regole, la cui applicazione è stata raccomandata per le esportazioni verso  paesi aderenti a Cembureau, era di fare in modo che ogni produttore allineasse i propri prezzi su  quelli dell'impresa «price-leader» locale in caso di vendita oltre confine evitando quindi di  turbare con le proprie consegne in un altro paese il livello dei prezzi su quel mercato (cfr. supra  par. 17, punti da (2) a (4) e da (9) a (10)). Le regole relative all'instaurazione di una concorrenza «sana ma realistica» nelle grandi  esportazioni (cfr. supra par. 17, punti da (5) a (8)) miravano a rinforzare le «regole di  concorrenza leale» suscitando tra i membri di Cembureau un clima di cooperazione in modo da evitare  che i comportamenti aggressivi nei paesi non appartenenti a Cembureau si ripercuotessero in senso  negativo sui comportamenti interni. (3) Gli orientamenti in materia di prezzi emersi dalle riunioni del 14 gennaio 1983 e 30 maggio  1983 hanno prodotto effetti, come risulta dalle note prese alla riunione del 19 marzo 1984: (cfr.  supra par. 19, punto (10)) «Benché i dati rilevati non siano perfettamente paragonabili date le  differenze in materia di quotazioni, si è deciso che la presentazione visiva della gamma dei prezzi  era un metodo efficace per mettere in risalto le potenziali cause di conflitto esistenti». Da  queste note si evince che le parti erano concordi sul fatto di confrontare le informazioni relative  ai prezzi secondo la forma indicata dalla precedente citazione e che queste informazioni sono state  effettivamente scambiate. (4) Parimenti dai documenti citati ai precedenti paragrafi 16 e 17 e, in particolare, dai documenti  relativi alle riunioni degli Head Delegates del 14 gennaio 1983 e 19 marzo 1984 si evince che  l'obiettivo dello scambio di informazioni era quello di rinforzare l'accordo generale  sull'osservanza dei limiti dei mercati nazionali e, quindi, di frenare gli scambi infracomunitari  di cemento. (5) Tale scambio di informazioni costituisce un accordo contrario all'articolo 85, paragrafo 1 e,  quindi, un'infrazione a decorrere dal 14 gennaio 1983 al 14 aprile 1986. All'accordo nell'ambito di  Cembureau hanno partecipato la Fédération de l'Industrie Cimentière, Aalborg, il Syndicat Français  de l'Industrie Cimentière, il Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, L'Associazione  dell'industria cementiera greca, Irish Cement Ltd, Italcementi, Unicem, Cementir, Ciments  Luxemburgeois, Vereniging Nederlandse Cement-Industrie, British Cement Association, ATIC e  Oficemen. Come affermato supra al par. 45, punto (11) e al par. 46, punto (3), per l'infrazione a  carico di ATIC e di Oficemen la Commissione ne tiene conto a decorrere dal 1° gennaio 1986. b) Le informazioni periodiche sui prezzi(6) In relazione alle informazioni periodiche si devono  distinguere due situazioni, quella dei paesi Benelux e quella degli altri Stati. i) Paesi Benelux(7) Come esposto supra al par. 16, punto (10), FIC comunica a Cembureau, che  provvede a divulgarli, i prezzi di tutta la categoria; trattasi di prezzi autorizzati dai pubblici  poteri previa domanda presentata da FIC, per conto dei tre produttori belgi. Mentre i prezzi  autorizzati sono prezzi massimi e le tariffe pubblicate da FIC non contengono alcuna indicazione di  prezzo per il cemento autotrasportato, vale a dire per la maggior parte delle vendite, FIC comunica  a Cembureau, che provvede a diffonderli tra i membri, non solo i prezzi massimi, bensì anche i  prezzi minimi per la merce autotrasportata (cfr. risposta alla comunicazione degli addebiti di FIC,  punto 101). (8) Il solo produttore lussemburghese pubblica tariffe senza alcuna indicazione apparente delle  condizioni di vendita, mentre i dati diffusi da Cembureau sono prezzi franco stabilimento per il  cemento sfuso, sconto compreso (cfr. supra par. 16, punto (17)). (9) Nei Paesi Bassi i prezzi comunicati a Cembureau e poi trasmessi ai membri comprendono tanto un  prezzo minimo quanto uno massimo per la merce autotrasportata (cfr. supra par. 16, punto (18)). (10) Da quanto precedentemente esposto si ha motivo di ritenere che Cembureau e, tramite suo, tutti  i suoi membri, abbiano ricevuto informazioni particolarmente atte ad influenzare il loro  comportamento sotto il profilo della concorrenza nei confronti dei produttori belgi, olandesi e  lussemburghesi. La comunicazione dei prezzi minimi di quei produttori - o, nel caso del produttore  lussemburghese, dei prezzi effettivamente praticati -, prezzi che non sono pubblici, aveva  l'obiettivo di far conoscere ai concorrenti effettivi o potenziali il livello dei prezzi a partire  dal quale le loro forniture sarebbero state atte a entrare in concorrenza con quelle dei produttori  locali, i quali, a loro volta, avevano interesse a divulgare queste informazioni solo per indurre i  concorrenti effettivi o potenziali ad entrare sui mercati del Benelux con prezzi «locali» e,  quindi, rispettare le regole Cembureau di concorrenza leale per le esportazioni (cfr. supra punto  (2)). (11) Nel corso della procedura le imprese belghe, olandesi e lussemburghesi non hanno presentato  alcuna spiegazione alternativa del fatto che comunicavano queste informazioni a Cembureau che le  passava a tutti i propri membri: si sono di fatto limitate a ricordare il loro obbligo di  notificare gli aumenti di prezzo alle autorità nazionali. Tuttavia questo riguarda manifestamente  solo i prezzi massimi. Dal momento che i produttori non avevano trattato nella loro corrispondenza  il problema, è stato loro chiesto di rispondere in sede di audizione orale (verbale dell'audizione,  seduta del 3. 3. 1993, pp. 22-26). Nemmeno in questa occasione è stata data spiegazione al fatto  che i prezzi massimi sono stati comunicati a Cembureau affinché li divulgasse. (12) Si tratta dunque di una pratica concordata tra tutti i membri di Cembureau, organismo da cui è  stata realizzata, con l'obiettivo di influenzare sui mercati belga, olandese e lussemburghese il  comportamento di ogni concorrente effettivo o potenziale rivelandogli il comportamento, e in  particolare i prezzi minimi nonché i prezzi scontati che rispettivamente i produttori belgi e  olandesi e quelli lussemburghesi avevano deciso di praticare sui propri mercati. In base alle informazioni sui prezzi fornite da Cembureau, che per quei paesi coprono il periodo  dal 1984 al 1988 (doc. 33126/15096), questa infrazione è perdurata quantomeno dal 1o gennaio 1984  al 31 dicembre 1988. Per Oficemen e ATIC la Commissione tiene conto dell'infrazione a decorrere dal  1o gennaio 1986. L'infrazione è stata commessa da Cembureau e da tutti i suoi membri, i cui nomi sono citati supra  al punto (5), e non unicamente da Cembureau e dai membri dei tre paesi del Benelux citati. Il fatto  che i produttori di altri paesi abbiano ricevuto, tramite la loro associazione, comunicazione  protratta nel tempo di informazioni di un valore particolare sul piano della concorrenza, ne  implica la partecipazione alla pratica  concordata (214). Non è rilevante il fatto che solo alcuni  degli altri membri di Cembureau - diretti o indiretti - fossero a un certo punto concorrenti  effettivi o potenziali sui mercati del Benelux. Come affermato dal Tribunale di primo grado nelle  cause polipropilene (215), affinché si abbia una pratica concordata è sufficiente partecipare ad un  accordo avente un obiettivo anticoncorrenziale, indipendentemente dalla possibilità che la  partecipazione di ogni membro all'infrazione sia atta a restringere la concorrenza. Il fatto che queste informazioni sui prezzi fossero diffuse da Cembureau dopo l'applicazione dei  listini benché trasmesse da FIC e ENCI/VNC prima che i listini venissero applicati, non sminuisce  l'importanza dell'infrazione poiché si tratta di informazioni, quali i prezzi minimi e i prezzi  scontati, non accessibili sul mercato o accessibili solo previe lunghe indagini. ii) Altri paesi(13) La diffusione di tariffari da parte di un'organizzazione di categoria per  portarli a conoscenza dei propri membri rappresenta uno dei mezzi con cui essi possono essere  informati sul funzionamento dei vari mercati. Nel corso della procedura alcune imprese hanno  sostenuto che l'effetto sulla concorrenza della diffusione dei tariffari relativi in genere a  prezzi in corso d'applicazione e non a prezzi futuri, è nullo o minimo rispetto all'effetto  determinato dallo scambio diretto tra le imprese di informazioni relative ai prezzi. Pur ammettendo la minore gravità di tale pratica rispetto allo scambio di informazioni che ha  interessato i paesi del Benelux, non va però trascurato il fatto che esso ha avuto luogo  successivamente alle discussioni sui prezzi in seno a Cembureau (cfr. supra par. 17 e 19). Sebbene  questo scambio abbia avuto inizio nel 1981, la Commissione non può escludere dalla propria  valutazione il fatto che esso è stato continuato dopo le discussioni tenute nelle riunioni degli  Head Delegates (cfr. supra par. 16, 17, e 19) e che si presta particolarmente a realizzare  l'accordo sull'osservanza dei limiti dei mercati nazionali e sulla regolamentazione delle vendite  tra i singoli paesi, nonché a sollecitare il rispetto delle regole di concorrenza leale per le  esportazioni nell'ambito di Cembureau. Come ricordato supra al punto (1), le discussioni nelle riunioni degli Head Delegates vertevano  essenzialmente sulla necessità di evitare i rischi di incremento delle importazioni, di verificare  le cause delle situazioni conflittuali e di ridurre le differenze tra i prezzi per evitare la  tentazione di esportare. (14) Alcune imprese hanno aggiunto che la diffusione delle informazioni sui prezzi non può aver  influenzato il mercato poiché si tratta di informazioni non riferite alla singola impresa,  concernenti talvolta tariffe approvate dalle autorità, talvolta prezzi medi. A questo riguardo va  osservato che: - le tariffe della Danimarca e dell'Irlanda sono riferite a singole imprese. L'osservazione  contraria si smentisce da sé; - per l'Italia, la Grecia e il Portogallo le tariffe trasmesse sono quelle approvate dalle autorità  pubbliche per l'intera categoria nazionale. Le informazioni sono dunque accessibili, ma ad onta  della pubblicità delle medesime, è stato ritenuto necessario farle pervenire alle imprese le quali,  se hanno considerato indispensabile divulgare le tariffe del settore nei rispettivi paesi, lo hanno  fatto in quanto si conformavano alle decisioni prese nel quadro delle discussioni tra Head  Delegates, discussioni che, come ricordato supra al punto (1), vertevano sulla necessità di evitare  i rischi di incremento delle importazioni, di verificare le cause delle situazioni conflittuali e  di ridurre le differenze tra i prezzi per evitare la tentazione di esportare; - le medie dei prezzi inviate per la Germania, la Spagna, la Francia e il Regno Unito non  permettevano di individuare i produttori. Le informazioni circolavano tramite Cembureau nel  contesto delle discussioni tra Head Delegates (cfr. supra punto (1)). Le medie non erano pubbliche  e comunque difficilmente reperibili. Si tratta delle medie di prezzi in vigore e, quindi, di  informazioni atte a facilitare la penetrazione sui mercati; in linea di principio nessuna impresa o  associazione di imprese divulgava tali informazioni perché avesse interesse a tale penetrazione,  bensì per indurre i concorrenti effettivi o potenziali ad entrare sul loro mercato solo praticando  i prezzi «locali». (15) Nel contesto precedentemente descritto la circolazione di informazioni sulle tariffe,  praticata secondo i documenti disponibili almeno dal 1984 al 1988, ha rappresentato dal 1o gennaio  1984 al 31 dicembre 1988 una pratica concordata tra Cembureau e i propri membri, elencati  nominativamente supra al punto (5). Per Oficemen e ATIC la Commissione tiene conto dell'infrazione  a decorrere dal 1o gennaio 1986. Questa  pratica concordata restringe la concorrenza ai sensi  dell'articolo 85, paragrafo 1, perché, in quanto misura complementare all'accordo di rispetto dei  mercati nazionali, mira a coordinare il comportamento dei soggetti operanti sul mercato. E' vero che le imprese desiderose di esportare potrebbero procurarsi le tariffe dei concorrenti nel  paese in questione, ma è altrettanto vero che questa procedura è molto più complessa e richiede  tempi più lunghi. Comunque è evidente che Cembureau e i suoi membri ritengono di non poter far  conto su tale procedura visto che hanno istituzionalizzato la divulgazione delle tariffe.  D'altronde, è difficilmente sostenibile che le tariffe in quanto tali spesso non consentono un  raffronto perfetto tra i prezzi dei vari paesi, poiché come ammette Cembureau, un produttore di  cemento con una buona conoscenza delle norme vigenti e dei costi di trasporto può utilizzare gli  importi in questione (cfr. supra par. 16, punto (22)). 48. I comportamenti descritti al capitolo 4, par. 20: Francia - Italia(1) I comportamenti  descritti nel paragrafo 20 si configurano come applicazione dell'accordo generale sull'osservanza  dei limiti dei mercati nazionali che da una parte mira alla limitazione dei flussi commerciali  nell'ambito di Cembureau e dall'altra all'allineamento sui prezzi locali in caso di attraversamento  dei confini. (2) Buzzi afferma che, non essendo membro di Cembureau, il proprio comportamento non costituisce  un'applicazione del principio Cembureau. E' vero che Buzzi non è membro di Cembureau, ma è  altrettanto vero che i tre produttori francesi in questione lo sono indirettamente tramite la loro  associazione. Sebbene Buzzi non sia stato membro di Cembureau, ha applicato l'accordo in questione  nelle sue relazioni con i produttori francesi i quali erano collegati a Cembureau. L'elemento  rilevante è l'oggetto che è quello dell'accordo generale. Il fatto che le relazioni tra Buzzi e i  produttori francesi non siano state menzionate alle riunioni degli Head Delegates non significa che  non derivassero dall'accordo generale (cfr. supra par. 45, in particolare il punto (8) e par. 46,  punto (2)). Infine, qualunque sia la posizione di Buzzi nei confronti di Cembureau e il suo grado  di conoscenza dell'accordo, resta il fatto che le pratiche concordate descritte qui di seguito  rappresentano di per sé un'infrazione all'articolo 85, paragrafo 1, che Buzzi ha posto in essere. a) Lafarge - Buzzi(3) Costituisce una pratica concordata di cui all'articolo 85, paragrafo 1 la  rivelazione di Buzzi nel corso della conversazione con Lafarge in data 26 novembre 1988 della sua  intenzione di lasciare a Lafarge il mercato della Francia meridionale, di non perturbare il mercato  della Costa Azzurra, di voler evitare la concorrenza («la guerra») e di cercare piuttosto accordi  per evitare i conflitti, nonché dei suoi progetti futuri di ripartizione delle fonti di  approvvigionamento. Mentre le disposizioni di questo articolo vietano qualsiasi contatto diretto o indiretto mirante a  svelare ad un concorrente il comportamento che è stato deciso o che sarà assunto prevedibilmente  sul mercato, nell'incontro del 26 novembre 1988 Buzzi e Lafarge hanno concordato, alle condizioni  descritte nel par. 20, punti (3) e (7), di limitare la loro autonomia di comportamento e, in  particolare, l'autonomia di Buzzi e, in definitiva, di ripartirsi il mercato della Francia  meridionale e di limitare la loro futura autonomia riguardo le fonti di produzione nelle regioni  lungo il confine franco-italiano. Come si evince dal punto (7) del par. 20, Lafarge ha ricevuto da  parte di Buzzi informazioni relative alla condotta che quest'ultimo intendeva assumere sul mercato  e alla quale si è effettivamente attenuto (216). b) Ciments Français - Buzzi(4) L'invio effettuato il 17 marzo 1988 da Ciments Français a Buzzi, su  sua richiesta, delle tariffe dello stabilimento di Beaucaire e degli aumenti medi attesi nel corso  dell'anno costituisce una pratica concordata contemplata dall'articolo 85, paragafo 1. (5) Ciments Français afferma (cfr. verbale dell'audizione, seduta del 5 marzo 1993, allegato 4) di  non essere concorrente di Buzzi, dal momento che lo stabilimento di Beaucaire è situato a 200 Km  dal confine italiano e fornisce l'86% circa del prodotto venduto nei dipartimenti francesi non  limitrofi all'Italia; non ritiene ragionevole pensare che Buzzi venda nella regione di Beaucaire  quando può collocare il prodotto sul proprio mercato regionale e aggiunge che la tariffa inviata  mirava semplicemente a dar conto dei prezzi passati e che il rialzo comunicato era solo un'ipotesi,  smentita in seguito poiché l'aumento è stato del 2,5%. La Commissione si limita a ricordare i fatti seguenti. Innanzitutto Buzzi esporta in Francia; in  secondo  luogo, pur ammettendo la tesi dei produttori francesi per cui il raggio nel quale il  trasporto del cemento si giustifica è di 150/200 Km, i mercati «naturali» di Ciments Français,  stabilimento di Beaucaire (sito a 200 Km dal confine italiano) e di Buzzi (il cui stabilimento di  Robilante è posto a meno di 80 Km dal confine francese) si sovrappongono: Ciments Français e Buzzi  sono, pertanto, concorrenti effettivi o, quantomeno, potenziali. La tariffa del marzo '87 trasmessa a Buzzi nel marzo '88 era, contrariamente alle affermazioni di  Ciments Français, in vigore e non era una constatazione di prezzi passati, poiché Ciments Français  ha modificato i prezzi di Beaucaire il 1o settembre 1988. Il rialzo previsto che è stato comunicato  era, come indica il nome, previsto anche per Ciments Français che comunicandolo a Buzzi lo ha posto  in condizione di prevedere con un ampio grado di certezza la sua politica in materia di prezzi  anche dopo le variazioni di prezzo in programma. Da quanto affermato si evince che Ciments Français e Buzzi sono concorrenti effettivi o,  quantomeno, potenziali e che qualsiasi comunicazione diretta a un concorrente circa il  comportamento che si intende adottare sul mercato, dando così la possibilità di influenzare il  comportamento del concorrente, costituisce un'infrazione all'articolo 85, paragrafo 1. c) Vicat-Buzzi(6) Gli scambi di tariffe in data 11/16 maggio 1983, in aprile e luglio 1986 nonché  la comunicazione di Buzzi del 23 aprile 1986 con cui informa Vicat di non voler accettare gli  ordini provenienti da Nizza e da Tolone costituiscono una pratica concordata, ai sensi  dell'articolo 85, paragrafo 1. Anche se è possibile ottenere i listini prezzi tramite la clientela, la procedura è più complessa e  richiede più tempo. In secondo luogo, gli scambi hanno riguardato non solo le tariffe, ma anche, in  un'occasione, gli aumenti di prezzo previsti. Tramite questa pratica concordata, da un lato Buzzi ha rassicurato Vicat sulla sua volontà di non  intervenire sul mercato della Francia meridionale, e dall'altro con lo scambio delle tariffe e la  comunicazione degli incrementi dei prezzi Vicat e Buzzi si sono assicurati entro certi limiti  ragionevoli che le esportazioni eventualmente attuate si sarebbero conformate a una politica dei  prezzi paragonabile a quella di Vicat. Ricorrendo a questi mezzi è stato in gran parte eliminato il  rischio normalmente connesso con un diverso comportamento sul mercato, deciso in via autonoma. d) Durata delle infrazioni(7) La durata delle infrazioni per ciascuno dei quattro produttori  interessati deve necessariamente essere stabilita in funzione delle date delle prove relative alle  pratiche concordate. Per quanto riguarda Buzzi, dopo essersi consultato con Vicat si è accordato con Ciments Français e  infine con Lafarge. La concertazione con Vicat poggiava sui prezzi e sulla ripartizione del mercato  della Francia meridionale, quella con Lafarge sulla ripartizione del mercato della Francia  meridionale e delle fonti di approvvigionamento, quella con Ciments Français sul prezzo. E' possibile constatare una continuità nel comportamento di Buzzi, comportamento che, di volta in  volta, è stato comunicato ai tre produttori francesi interessati. L'infrazione di Buzzi inizia  dalla data della prima concertazione con Vicat, cioè l'11 maggio 1983. In mancanza di altri  elementi precisi circa la sua cessazione, la Commissione ritiene che l'infrazione sia durata almeno  sino alla fine del 1988, poiché l'ultimo incontro con Lafarge risale al 26 novembre 1988 quando  Buzzi rivela a Lafarge il proprio comportamento futuro sul mercato. La data del dicembre 1988 come termine dell'infrazione vale anche nei confronti dei tre produttori  francesi. In effetti le rivelazioni di Buzzi, anche se rivolte individualmente ai tre produttori  francesi, sono state in definitiva utili a tutti e tre. Pertanto, anche se l'inizio dell'infrazione  può essere fissato a date diverse per ciascuno dei tre produttori in funzione delle date delle  prove, il termine dell'infrazione deve essere comune. Di conseguenza la Commissione ritiene responsabili di un' infrazione ai sensi dell'articolo 85,  paragrafo 1.: - Buzzi dall'11. 5. 1983 al 31. 12. 1988- Vicat dall'11. 5. 1983 al 31. 12. 1988- Ciments  Français dal 17. 3. 1988 al 31. 12. 1988- Lafarge dal 26. 11. 1988 al 31. 12. 198849. I  comportamenti descritti al capitolo 4, par. 21: Spagna - Portogallo(1) Le restrizioni concordate  alle riunioni dal 22 luglio 1985 al 24 aprile 1989 tra Oficemen, Cimpor e Secil costituiscono un  accordo ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1 tramite il quale l'associazione spagnola e le  imprese portoghesi in questione, deliberatamente e consapevoli di commettere un'infrazione alle  loro leggi nazionali e alle regole comunitarie della concorrenza (cfr. resoconto della riunione del  22 luglio 1985 supra par. 21, punto (2)), hanno scelto una forma di cooperazione mirante a  restringere, se non a impedire, il commercio del cemento tra i due paesi e, in questo modo, a  garantire il rispetto dei propri mercati di vendita tradizionali, consolidando la  compartimentazione dei mercati spagnolo e portoghese. L'accordo in questione ha costituito un'infrazione dal 1o gennaio 1986, data dell'adesione della  Spagna e del Portogallo alla CEE, che è persistita almeno fino al 24 aprile 1989. (2) L'accordo è stato effettivamente applicato. Il rappresentante di Secil ha dichiarato a  Hispacement (cfr. supra par. 21, punto (2)) che la sua impresa era decisa a rispettare l'accordo  con gli spagnoli e che Cimpor aveva resistito alla tentazione di esportare malgrado gli ordini  provenienti dalla Spagna; le parti all'accordo si sono scambiate tutti i dati necessari per  controllare e contenere le esportazioni effettuate da terzi (cfr. supra par. 21, punto (7)); Cimpor  ha rifiutato di vendere in Spagna dichiarando di non avere prodotto disponibile per l'esportazione  mentre è stato dimostrato che nello stesso periodo, ha soddisfatto puntuali ordini trasmessi da  paesi terzi (cfr. supra par. 21, punto (8)). Pertanto le imprese interessate si sono volontariamente proposte di restringere la concorrenza,  come effettivamente hanno fatto, derivante eventualmente dalle forniture che sarebbero state  effettuate tra i due Stati membri in mancanza della restrizione. (3) Come affermato al par. 21, punto (11), se la preoccupazione vera delle parti fosse stata quella  di evitare la circolazione di cemento non rispondente alle norme di un paese, resta oscuro perché i  controlli sui movimenti di cemento tra i due paesi, controlli effettuati dai produttori medesimi,  avrebbero potuto rendere il cemento esportato conforme alle norme del paese di destinazione.  Inoltre, come affermato dal Tribunale di primo grado nella causa Hilti (217), non spetta ad  un'impresa (oppure ad un'associazione di imprese) sostituirsi di propria iniziativa alle autorità  pubbliche incaricate di far applicare le leggi nazionali e adottare «le misure volte ad eliminare i  prodotti che considera, a torto o a ragione, pericolosi, o quantomeno di qualità inferiore a quella  dei propri». (4) Non ha alcuna rilevanza l'argomentazione delle parti secondo la quale l'accordo non ha impedito  i movimenti di cemento fra le due parti, tanto che le esportazioni portoghesi in Spagna sono  aumentate ogni anno fino al 1988. Come già affermato dalla Corte nel 1966 (218), la circostanza per  cui un accordo non ostacola completamente l'incremento del volume degli scambi tra Stati ed anzi lo  favorisce, non esclude la restrizione della concorrenza e nemmeno che l'accordo possa incidere  sugli scambi tra Stati, scambi che avrebbero potuto svilupparsi in altre condizioni in mancanza di  un accordo restrittivo. (5) Non ha fondamento l'argomentazione di Oficemen per cui la Commissione non può tener conto del  documento relativo alla riunione del 22 luglio 1985, essendosi essa svolta prima dell'adesione dei  due paesi alla CE. Per analizzare un accordo concluso prima dell'adesione di uno Stato membro e  mantenuto in seguito, accordo i cui effetti sono stati anche constatati dopo l'adesione, la  Commissione può tener conto di qualsiasi documento ad esso relativo, qualunque ne sia la data. 50 I comportamenti descritti al capitolo 4, par. 22: Francia - Germaniaa) Gli accordi di  ripartizione dei mercati(1) Dai documenti elencati al par. 22 risulta che gli accordi erano due,  uno relativo alla ripartizione del mercato della Saar, l'altro relativo ad una regolamentazione più  generale delle forniture di cemento tra la Francia e la Germania. (2) Le note del 23 giugno 1982, 22 luglio 1982 e 17 novembre 1982 (cfr. supra par. 22, punti (1),  (4) e (7)) indicano che la ripartizione delle vendite sul mercato della Saar tra Ciments Français,  Cedest, Heidelberger e Dyckerhoff era un fatto acquisito e non contestato da nessuna delle imprese  interessate, mentre le vertenze riguardavano altri mercati («esclusa la Saar»). L'esistenza di questo accordo è confermata dalla dichiarazione di Dyckerhoff a Ciments Français  nell'incontro del 9 e 10 maggio 1983 (cfr. supra par. 22, punto (9)): Dyckerhoff non intendeva  infatti vendere nella Saar e in Francia il cemento ottenuto per macinazione di 100 000 t di clinker  presso lo stabilimento di Ciments Luxemburgeois. L'accordo di ripartizione del mercato della Saar all'inizio riguardava Ciments Français, Cedest,  Heideberger e Dyckerhoff. Tuttavia, considerando quanto esposto supra ai punti (3), (4) e (5), la  Commissione ritiene che l'accordo faccia parte di intese più ampie riguardanti l'insieme dei  rapporti tra i produttori tedeschi e francesi, non più circoscritti ai quattro produttori citati. (3) In seguito alle esportazioni di Cedest nei Laender tedeschi diversi dalla Saar e alle reazioni  in Francia dei produttori tedeschi, si sono avuti incontri bilaterali con l'obiettivo di limitare i  flussi di cemento transfrontalieri. Anche il Syndicat Français de l'Industrie Cimentière ha condotto trattative con il Bundesverband  der Deutschen Zementindustrie e, assieme agli altri produttori francesi, ha esercitato pressioni su  Cedest affinché limitasse le proprie esportazioni in Germania (cfr. nota del 23 giugno 1982 supra  par. 22, punto (4)). Cedest ha dicharato a Dyckerhoff e Heidelberger di voler vendere nella  Repubblica federale di Germania esclusivamente a RMC e a PZW e di essere d'accordo di «adattare in  futuro le proprie forniture nella Repubblica federale di Germania (sempre esclusa la Saar)  all'evoluzione delle esportazioni in questo paese, sia verso il basso che verso l'alto» (cfr. nota  del 17. 11. 1982 supra par. 22, punto (7)). Lafarge e Dyckerhoff si sono adoperati per evitare qualsiasi atteggiamento aggressivo e instaurare  un clima di armonia tra i produttori francesi e tedeschi interessati alle esportazioni (cfr. note  del 23 giugno 1982, 28 luglio 1982 e 2 settembre 1982 supra par. 22, punti (4), (5) e (6)).  Dyckerhoff ha comunicato a Ciments Français i propri progetti per far fronte alla concorrenza di  Cedest, nonché la propria intenzione di non vendere in Francia (cfr. note del 25 gennaio 1983 e 17  maggio 1983 supra par. 22, punti (8) e (9)). Il problema dei rapporti franco-tedeschi è stato affrontato tra le difficoltà esaminate alla  riunione degli Head Delegates del 19 marzo 1984 (cfr. supra par. 19, punto (9)). Tutte le pratiche concordate sono sfociate sulla conclusione di un accordo tra le imprese e  associazioni di imprese francesi e tedesche interessate. Nella lettera del 22 settembre 1986 si  ricordano i progressi compiuti rispetto al 1984 nelle riunioni periodiche tra Laplace, Lose e  Brenke, un accordo stipulato nel 1984, la possibilità di rinnovarlo, lo scarto tra le forniture  francesi e tedesche. La nota del 12 agosto 1987 conferma che le discussioni continuavano per  risolvere le questioni menzionate nella lettera del 22 settembre 1986 (cfr. supra par. 22, punto  (10)). Dagli scambi di informazioni tra le due associazioni tedesca e francese (cfr. supra par. 22, punto  (12)) si desume che la riduzione dello scarto tra le forniture francesi e tedesche è stata  realizzata. Le pratiche concordate qui descritte che hanno avuto luogo dal 1982 al 1984 e l'accordo del 1984 di  cui alla lettera del 22 settembre 1986 costituiscono infrazioni all'articolo 85, paragrafo 1  effettuate dal Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, da Cedest, Ciment Français, Lafarge,  dal Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, da Dyckerhoff e Heidelberger. (4) Poiché l'accordo di ripartizione del mercato della Saar, le pratiche concordate per la ricerca  di una soluzione basata sulla limitazione delle vendite di Cedest in Germania al di fuori della  Saar e l'accordo del 1984 di cui alla lettera del 22 settembre 1986 miravano indistintamente a  ripartire i mercati e limitare i flussi transfrontalieri di cemento tra la Francia e la Germania,  secondo la Commissione si tratta di accordi e pratiche concordate che possono essere considerati  un'infrazione unica e continua. Inoltre, anche se all'inizio il Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, il Bundesverband der  Deutschen Zementindustrie e Lafarge non partecipavano all'accordo sulla Saar, lo hanno accettato  dal 23 giugno 1982, vale a dire dal momento in cui si sono adoperate per estenderlo agli altri  Laender tedeschi e per inserirlo nel quadro più ampio della regolamentazione dei flussi commerciali  franco-tedeschi. L'infrazione unica e continua concernente la limitazione dei flussi transfrontalieri tra Francia e  Germania è stata commessa dal 23 giugno 1982 al 30 settembre 1989 dal Syndicat Français de  l'Industrie Cimentière, da Cedest, Ciments Français, Lafarge, dal Bundesverband der Deutschen  Zementindustrie, da Dyckerhoff e Heidelberger. b) Lo scambio di informazioni(5) In base ai dati disponibili (cfr. supra par. 22, punto (12)), dal  1o gennaio 1985 al 30 settembre 1989 gli scambi di dati statistici tra il Syndicat Français de  l'Industrie Cimentièree il Bundesverband der Deutschen Zementindustrie costituiscono una pratica  concordata restrittiva della concorrenza ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1. In effetti tali  scambi vanno collegati agli accordi precedentemente citati relativi alla ripartizione del mercato e  mirano a permettere alle due associazioni interessate di controllare il rispetto delle limitazioni  quantitative all'esportazione nonché la loro destinazione per Land (cfr. supra par. 22, punto  (12)). Come affermato al par. 22, punti (12) e (18), la destinazione delle esportazioni per Land  non si spiega validamente se non nell'ambito di una concertazione basata sullo scambio di dati.  Tale pratica crea una situazione artificiosa di mercato in cui una trasparenza e stabilità anormali  degli scambi tra Stati membri tendono a cristallizzare il comportamento degli operatori economici e  a eliminare i rischi inerenti alla concorrenza. 51. I comportamenti descritti al capitolo 4, par. 23: Belgio - Paesi Bassi - GermaniaNella  comunicazione degli addebiti, pag. 34, nota 10, la Commissione aveva già dichiarato che l'accordo  CBS sarebbe stato esaminato nel quadro di una procedura distinta. Nel corso della procedura le imprese e le associazioni di imprese interessate hanno sostenuto di  non potersi difendere adeguatamente contro l'addebito di ripartizione del mercato olandese,  formulato nei loro confronti, se non in presenza di una posizione globale della Commissione  comprendente anche la valutazione dell'accordo CBS. La Commissione ritiene pertanto che nella presente decisione non sia il caso di prendere posizione  in merito ai fatti esposti al capitolo 4, par. 23. 52. Pregiudizio agli scambi tra Stati membriTutti gli accordi e le pratiche concordate citati nel  presente capitolo hanno effetti diretti sugli scambi tra Stati membri. Fanno parte di un sistema  avente lo scopo di pregiudicare gli scambi tra Stati membri ed inoltre, considerati  individualmente, tendono ad escludere il commercio tra Stati membri o a circoscriverlo nel quadro  di intese basate su quantità esportabili tra i singoli paesi. CAPITOLO 9Gli accordi e le pratiche descritti al capitolo 553. Un «accordo» unico e  continuo(1) La Cembureau Task Force o European Task Force, costituisce un'applicazione effettuata  in misura incisiva e flagrante dell'accordo o principio Cembureau sull'osservanza dei limiti dei  mercati nazionali. In effetti, la Task Force è stata costituita successivamente agli anni 1983-1984  e le decisioni importanti sono state adottate dagli Head Delegates di Cembureau. Tutti coloro che  erano rappresentati nella Task Force erano implicati nella struttura di Cembureau; irrilevante è il  fatto che l'accordo presupponesse l'adozione di misure diverse che comportavano sia l'intervento  delle imprese più direttamente interessate, sia di quelle collocate meglio ai fini della  realizzazione degli obiettivi della Task Force, in particolare perché occupavano una posizione di  rilievo nel commercio mondiale del cemento. (2) Nel quadro dell'«accordo unico e continuo» relativo all'osservanza dei limiti dei mercati  nazionali, Cembureau e le imprese che saranno designate nominativamente hanno convenuto un  «accordo» (indicato in appresso come: l'accordo) i cui elementi sono costituiti dall'insieme delle  misure adottate nel corso delle riunioni che si sono svolte dal 28 maggio 1986 alla fine di maggio  1987. Il concorso di volontà di ciascun partecipante è stato espresso nel corso di varie riunioni e in  particolare nel corso delle riunioni degli Head Delegates, nonché attraverso la partecipazione alle  diverse azioni intraprese. (3) L'accordo è così articolato: 1) una Task Force, costituita di comune accordo dai partecipanti  all'infrazione, ha studiato e preparato le varie misure dissuasive, persuasive e di  regolamentazione dei mercati (cfr. par.25, punti (2)-(6) supra); 2) le misure sono state sottoposte  alle decisioni degli Head Delegates che ne hanno adottato un certo numero (cfr. par.25, punti (10),  (24)-(32) e (40)-(41) supra); 3) le misure sono state successivamente applicate dai diversi  partecipanti alla Task Force (cfr. paragrafi 26-28 supra). (4) L'affermazione di alcune imprese e associazioni di imprese secondo la quale, non avendo  partecipato alle riunioni della Task Force o dei sottogruppi ma soltanto a quelle degli Head  Delegates, non potrebbero essere ritenute responsabili delle misure esaminate, è senza alcun  fondamento. Infatti, anche se non hanno partecipato alle riunioni della Task Force, che è composta  da un gruppo ristretto, hanno partecipato a quelle degli Head Delegates, nel corso delle quali sono  state deliberate le proposte e sono state adottate le misure della Task Force. Come è detto sopra  al par. 44, il fatto che la composizione dei gruppi possa variare non significa che tutte le  attività delle parti di questa struttura non siano imputabili a tutti i membri, poiché la struttura  agisce e si fonda sul concorso di tutti i membri. (5) Altre imprese che hanno partecipato esclusivamente alle riunioni della Task Force o che hanno  partecipato  soltanto all'applicazione delle misure che sono state decise, ritengono che la  Commissione non possa imputare loro tutti i comportamenti di Cembureau o European Task Force. La  Commissione ha già risposto a un simile rilievo al par. 44 (cfr. supra), affermando che  l'appartenenza ad un organismo significa accettarne le regole e i comportamenti e ricordando anche  che, come ha rilevato il Tribunale di primo grado nella sua sentenza del 24 ottobre 1991 (219),  considerato il carattere complesso di un'intesa, non è necessario che tutte le imprese abbiano  espresso il loro consenso formale alla condotta adottata dalle altre perché, per alcune di esse, è  sufficiente che abbiano dato il loro sostegno globale e agito di conseguenza. Rientra inoltre nella  natura dell'«accordo» unico e continuo che vi sia un disegno, un obiettivo unico ed una  ripartizione fra i partecipanti dei compiti e delle azioni necessari per raggiungerlo. Va infine  ricordato che il documento, messo a punto a Céligny-Zurigo, per gli Head Delegates che ne hanno  preso effettiva conoscenza alla riunione di Stoccolma e che è stato adottato almeno per quanto  concerne alcune delle proposte, afferma che le strategie sviluppate rappresentano una risposta  basata sulla solidarietà e che la cooperazione di tutti i produttori è essenziale per la stabilità  dell'industria europea del cemento. (6) Le imprese tedesche hanno sostenuto che le persone presenti alle riunioni di Stoccolma,  Baden-Baden e Bruxelles non avevano la qualifica di Head Delegate. Bisogna ricordare che questa  qualifica è utilizzata dalla Task Force e nei resoconti e non è opera della Commissione. (7) L'obiettivo unico perseguito emerge dal resoconto della riunione ETF a Ginevra del 19 agosto  1986 (cfr. par. 25, punto (15) supra): «Scopo di ETF è quello di studiare le misure per eliminare  le importazioni nell'Europa Occidentale, attualmente le importazioni dalla Grecia. ETF raccomanda  le misure che devono essere adottate dagli Head Delegates». Lo scopo è quindi generale e non  limitato soltanto al problema delle esportazioni greche e si iscrive pertanto a pieno titolo nel  quadro dell'accordo Cembureau sul rispetto dei mercati nazionali. (8) Lafarge ha sostenuto nel corso dell'audizione (verbale della seduta del 12 marzo 1993, allegato  II) che l'articolo 85, paragrafo 1 non sarebbe applicabile ai membri dell'European Task Force in  quanto questi ultimi avrebbero agito in stato di legittima difesa contro le esportazioni dei  produttori greci che ricevevano aiuti illegittimi da parte delle autorità del loro paese. La Commissione osserva anzitutto che non spetta alle imprese sostituirsi alle autorità comunitarie  incaricate dell'applicazione degli articoli 92 e 93 del Trattato CE e impedire la circolazione,  all'interno della CE, di prodotti ritenuti beneficiari, a torto o a ragione, di aiuti di Stato  (220). Evidentemente la Commissione riconosce alle imprese non solo il diritto di segnalare alle  autorità competenti - ivi compresa la Commissione stessa - le eventuali violazioni di disposizioni  nazionali o comunitarie, ma anche il diritto di esprimersi a tal fine collettivamente, il che  presuppone necessariamente la possibilità di discussioni preparatorie fra loro. Quanto al fatto che le imprese fossero preoccupate per gli aiuti di Stato concessi ad altri  concorrenti europei, non può invece giustificare in nessun modo l'adozione di misure private in  aggiunta alla possibilità di portare la questione a conoscenza delle autorità competenti. In secondo luogo, contrariamente ad Heracles e ad Halkis, Titan non beneficiava di aiuti pubblici a  favore dell'industria cementizia; l'impresa ha presentato un ricorso contro la decisione della  Commissione, pubblicata il 4 gennaio 1992, di chiudere la procedura nei confronti dell'aiuto  concesso ad Heracles (verbale dell'audizione nella procedura amministrativa, seduta del 4 marzo  1993, pagg. 1-3). Le differenti misure adottate dai membri di European Task Force nei confronti di  Titan non possono quindi essere giustificate da un preteso stato di necessità o di legittima  difesa. L'argomentazione delle imprese è priva di fondamento. In terzo luogo, emerge dai documenti delle riunioni di European Task Force che quest'ultima non è  stata costituita per far fronte ad una minaccia precisa, bensì per raggiungere obiettivi di  carattere più generale. In effetti, «scopo di ETF è quello di studiare le misure per eliminare le  importazioni nell' Europa occidentale, attualmente le importazioni dalla Grecia» (cfr. ar.25, punto  (15) supra). Questi obiettivi di carattere più generale sono peraltro confermati dal fatto che  European Task Force non sembra sia stata sciolta: «lo strumento è stato forgiato, tanto vale  mantenerlo pronto all'uso» (cfr. par.25, punto (48) supra). (9) Le associazioni di imprese e le imprese che hanno partecipato all'accordo unico e continuo  concernente la costituzione di Cembureau Task Force o European Task Force e le diverse misure  adottate nel corso delle riunioni per eliminare le importazioni nell'Europa occidentale e, in  particolare, per impedire le importazioni di cemento greco nei paesi della CE, sono le seguenti:  Cembureau, il gruppo Holderbank, Blue Circle, Oficemen, Asland, Uniland, Hispacement, Syndicat  Français de l'Industrie Cimentière, Lafarge, Ciments Français, Bundesverband der Deutschen  Zementindustrie, Heidelberger, Dyckerhoff, CBR, Aker ed Euroc, Aalborg, Irish Cement, Italcementi,  Unicem, Cementir. (10) La posizione di alcune imprese e associazioni è già stata precisata nell'esposizione dei  fatti, non rimane quindi che precisare la situazione di tre imprese. (11) Con lettera del 16 luglio 1992, la Commissione ha informato Aker ed Euroc che la comunicazione  degli addebiti era stata loro inviata a causa della loro partecipazione a Cembureau Task Force o  European Task Force, il cui obiettivo era di impedire le forniture di cemento greco nella CE, di  assorbire questo cemento o di deviare fuori dell'Europa l'eccedenza della produzione greca. (12) Per quanto riguarda Cementir, che non ha partecipato ad alcune riunioni della Task Force, la  Commissione ritiene che abbia dato il suo concorso di volontà all'accordo generale attraverso la  sua partecipazione ad una delle misure più importanti decise da Cembureau Task Force o European  Task Force, vale a dire alle misure di difesa del mercato italiano (cfr. par.27 supra). (13) Ciments Français afferma che il Sig. Laplace ha partecipato alla Task Force in qualità di  presidente del Syndicat Français de l'Industrie Cimentière e del comitato di coordinamento. Ma  anche se Laplace, come altri rappresentanti, ha partecipato in qualità di presidente di una  associazione o di un comitato, nell'intervenire alle riunioni non poteva prescindere dalla sua  carica di presidente di Ciments Français. Se dunque la sua presenza garantiva il ruolo del Syndicat  e del comitato in seno alla Task Force, garantiva nel contempo il ruolo della società da lui  presieduta. (14) L'accordo unico e continuo relativo a Cembureau Task Force o European Task Force, avendo  l'obiettivo di impedire gli scambi di cemento all'interno della Comunità di isolare i mercati  nazionali a beneficio dei produttori locali e a danno degli utenti, costituisce, a partire dal 28  maggio 1986, una infrazione definita all'articolo 85, paragrafo 1. L'infrazione commessa è tanto  più grave in quanto si è protratta nel tempo e la Commissione è in diritto di presumere che perduri  tuttora. In effetti, nonostante la dichiarazione di Holderbank, secondo la quale la Task Force  sarebbe stata disciolta alla fine del maggio 1987, secondo la nota di Lafarge del 1o giugno 1987  «La missione del gruppo costituito esattamente un anno fa, sarà d'ora in poi strettamente limitata  allo scambio di informazioni su temi ben definiti. Gli inglesi avrebbero voluto scioglierlo, ma  alla fine gli svizzeri hanno convinto i colleghi che sarebbe stato un errore: lo strumento è stato  forgiato, tanto vale mantenerlo pronto per l'uso». Apparentemente quindi a partire dal maggio del  1987 lo «strumento» è stato conservato «pronto per l'uso», il che è tanto più verosimile se si  pensa che le misure finalizzate ad assorbire cemento «destabilizzante» sono state applicate fino al  1991 (cfr. par.28 supra) e che la Joint Trading Company non è stata sciolta che il 26 marzo 1993  (cfr. par.26, punto (16) supra). 54. L'accordo relativo alla costituzione della Joint Trading Company(1) La decisione di costituire  la Joint Trading Company, Interciment S.A., decisione adottata nel corso della riunione degli Head  Delegates del 9 giugno 1986 (cfr. par.26, punto (1) supra), è un accordo tra imprese ai sensi  dell'articolo 85, paragrafo 1. In effetti, lo scopo perseguito da questo accordo è di mettere in  esecuzione misure «persuasive» e «dissuasive» («bastone» o «carota»), e cioè, come specificato nel  documento messo a punto a Céligny-Zurigo, acquistare e commercializzare cemento e clinker dai paesi  che minacciano la stabilità dei mercati dei paesi membri, esportare cemento e clinker nei paesi che  minacciano la stabilità dei mercati dei paesi membri, sottrarre i mercati d'esportazione ai paesi  che minacciano la stabilità dei mercati dei paesi membri. (2) Anche se Interciment S.A. non è apparentemente divenuta operativa, resta il fatto che avrebbe  potuto diventarlo in qualsiasi momento, perché, pur decidendo che la società sarebbe rimasta per il  momento inattiva, sono stati tutti concordi sull'importanza di garantire che fosse pronta a  diventare operativa («it was important to ensure that it be &lang;ready for operation&rang;», cfr.  verbale della riunione degli Head Delegates del 9 settembre 1986 citato al par. 26, punto (1)  supra). In ogni caso, questa Joint Trading Company poteva essere utilizzata come una minaccia nei  confronti dei produttori greci e di qualsiasi altro membro di Cembureau che fosse stato tentato di  violare la regola del mercato nazionale, in conformità peraltro allo scopo fissato dal documento di  Céligny-Zurigo, che consisteva nell'attuazione di misure persuasive e dissuasive contro i paesi che  avessero minacciato la stabilità dei mercati dei paesi membri. La sua costituzione rappresenta  dunque per lo scopo perseguito, e indipendentemente dai suoi effetti, una infrazione all'articolo  85. (3) Tenuto conto dei partecipanti alla riunione di Stoccolma, nel corso della quale è stata decisa  la costituzione della Joint Trading Company, e alla riunione di Baden-Baden, nel corso della quale  sono stati confermati i compiti di questa Joint Trading Company, nonché del fatto che Holderbank ha  chiesto il pagamento della rispettiva quota azionaria in Interciment a Blue Circle, per la sua  partecipazione individuale, e agli altri destinatari della lettera per la partecipazione dei  rispettivi paesi (cfr. lettera di Holderbank del 22 settembre 1986, citata al par.26, punto (6)  supra), la Commissione ritiene che all'accordo relativo alla costituzione di Interciment S.A.  abbiano partecipato: il gruppo Holderbank, Blue Circle, Oficemen, Asland, Uniland, Hispacement,  Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, Lafarge, Ciments Français, Bundesverband der Deutschen  Zementindustrie, Heidelberger, Dyckerhoff, Aker ed Euroc, CBR, Italcementi, Unicem, Cementir.  Infatti Holderbank ha chiesto a tutte le imprese interessate, direttamente o indirettamente o in  qualità di rappresentanti di altre società che hanno partecipato alla Cembureau Task Force, il  pagamento della loro quota. (4) La liberazione effettiva delle azioni di Interciment S.A. interessa poco al fine di stabilire  la partecipazione delle imprese all'accordo che ha portato alla costituzione della società. E'  invece interessante il fatto che «lo strumento» era già previsto da un accordo ed era pronto  all'uso per conto delle parti all'accordo. Infatti la società è stata sciolta solo il 26 marzo 1993  (cfr. par.26, punto (16) supra) e le misure persuasive consistenti nell'assorbimento del cemento e  del clinker greco sono state applicate fino al 1991 (cfr. par.28 supra). (5) Dopo la costituzione di Interciment S.A. è sorto il problema della sua compatibilità con  l'articolo 85 (cfr. par.26, punti (11)-(13) supra). Ma il problema non è stato risolto con la  liquidazione della società, bensì con la ricerca dei mezzi per aggirare l'ostacolo. Alla riunione  di Bruxelles del 6 novembre 1986 è stato deciso che nessuna società comunitaria avrebbe  sottoscritto il capitale di Interciment S.A., e alle riunioni di Milano del 9 gennaio 1987 e di  Ginevra dell'11 febbraio 1987 la soluzione esaminata è stata quella di trovare un altro mezzo per  raccogliere i contributi degli altri produttori. (6) Holderbank ha dichiarato, senza addurne le prove, di aver riacquistato tutte le azioni e di  essere rimasto pertanto azionista unico di Interciment S.A. (cfr. par.26, punto (9) supra). (7) La Commissione riconosce che gli effetti della costituzione di Interciment sono stati incerti,  ma sottolinea che, nonostante questo, i membri hanno scelto di mantenere in vita la società fino al  26 marzo 1993. Ritiene inoltre che l'infrazione sia grave per la sua stessa natura. Il suo fine  restrittivo è evidente. (8) Considerato quanto precede, la Commissione ritiene che l'accordo relativo alla costituzione di  Interciment S.A. costituisca una infrazione all'articolo 85, paragrafo 1 a partire dal 9 giugno  1986 e fino al 26 marzo 1993. 55. Le misure di difesa del mercato italianoa) Le pressioni su Calcestruzzi(1) Le pressioni  esercitate su Calcestruzzi e la mancata esecuzione da parte sua del contratto d'acquisto di cemento  da Titan rientrano fra le misure dissuasive della Task Force e sono il risultato di pratiche  concordate fra i produttori italiani Italcementi, Unicem e Cementir e tra questi ultimi e gli altri  partecipanti alla «Cembureau Task Force», menzionati supra al par. 53, punto (9), finalizzate a  sottrarre ai produttori greci un cliente importante per consentire la loro penetrazione sul mercato  italiano. Anche gli altri partecipanti a «Cembureau Task Force» hanno contribuito alle pratiche  concordate poiché il problema Calcestruzzi è stato discusso in più riunioni della Task Force e  degli Head Delegates (cfr. par.27, punto (3) e (5) supra) e poiché le strategie sviluppate dalla  Task Force sono basate sulla solidarietà di tutti i partecipanti (cfr. par.25, punto (3) supra). Queste pratiche concordate costituiscono un'infrazione all'articolo 85, paragrafo 1 perdurata dal  17 giugno 1986 al 15 marzo 1987. b) I contratti e le convenzioni con Calcestruzzi(2) I contratti e le convenzioni firmati il 3 e il  15 aprile 1987 (cfr. par.27, punto (6) supra) rappresentano l'applicazione di un accordo fra  Italcementi, Unicem e Cementir, previsto dall'articolo 85, paragrafo 1, e di conseguenza  costituiscono un'infrazione a partire dalla data della firma e per la vigenza dei contratti e delle  convenzioni stesse, vale a dire fino al 3 aprile 1992. In effetti l'accordo, secondo quanto risulta  dai resoconti dell'11 febbraio 1987 e del 15 marzo 1987, ha avuto lo scopo di evitare una minaccia  di importazione di 1,5 milioni di t di cemento greco da parte di Calcestruzzi in una decina di  porti, con probabili effetti catastrofici sui prezzi (cfr. par.27, punto (5) supra). (3) La tesi dei produttori italiani interessati, secondo la quale le importazioni di cemento greco  in Italia sarebbero aumentate ogni anno e l'accordo non avrebbe avuto effetti sulle importazioni, e  di conseguenza non avrebbe avuto effetti restrittivi sulla concorrenza, non è pertinente. In  effetti, l'articolo 85 vieta non solo i comportamenti che hanno effetti restrittivi sulla  concorrenza, ma anche quelli che hanno lo scopo di limitare la concorrenza. Inoltre, il fatto che  le importazioni di cemento greco siano aumentate malgrado l'accordo, non dimostra affatto che non  ci sia stata infrazione, né che l'accordo non potesse pregiudicare gli  scambi fra Stati membri,  poiché tali scambi avrebbero potuto svilupparsi in altre condizioni in assenza dell'accordo  restrittivo (221). Nella misura in cui è dimostrato che Titan poteva vendere in Italia, è evidente  che lo ha fatto malgrado gli ostacoli frapposti dai produttori italiani. 56. Gli acquisti di cemento e di clinker greci(1) Tutti gli acquisti e i contratti enumerati supra  al par. 28 costituiscono l'applicazione di accordi e di pratiche concordate contrari all'articolo  85, paragrafo 1. Come risulta infatti da quanto esposto al capitolo 5, questi acquisti e contratti  rientrano fra le misure persuasive («carota») adottate da Cembureau Task Force allo scopo di  dirottare l'eccedenza della produzione greca e di far cessare, o quantomeno frenare, le  esportazioni in Europa da parte dei produttori greci di cemento. Pertanto, tutti gli acquisti e i contratti menzionati qui di seguito devono essere considerati  l'applicazione di accordi e di pratiche concordate contrari all'articolo 85 e di conseguenza  restrittivi della concorrenza ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1. Questo vale non solo per le  forniture ai produttori della Comunità, ma anche per i contratti relativi a forniture esterne alla  Comunità, il cui scopo era quello di dirottare il cemento che avrebbe potuto altrimenti essere  collocato sui mercati degli Stati membri, tanto più che i produttori greci avevano già cominciato  ad esportare nei paesi CE che ritenevano più vulnerabili e che lo scopo di questi acquisti e  contratti era di fermare e/o frenare queste esportazioni. (2) Costituiscono infrazione all'articolo 85, paragrafo 1 per il periodo rispettivamente indicato,  i seguenti accordi e pratiche concordate: a) Produttori britannici-produttori greci(3) i) Gli acquisti di cemento di Blue Circle presso  Titan, concordati con telex del 4 luglio 1986, 11 agosto 1986, 14 agosto 1986, 1o settembre 1986, 5  settembre 1986 (cfr. supra par. 28, punto (15), primi tre capoversi) sono il risultato di una  pratica concordata tra Blue Circle, Rugby e Castle, finalizzata ad impedire e/o ridurre le  importazioni di cemento greco nel Regno Unito. Questa pratica concordata risulta dalle note di Blue  Circle del 16 giugno 1986, 7 luglio 1986, 17 settembre 1986, 7 settembre 1987, 22 ottobre 1987, 18  dicembre 1987 e 8 gennaio 1988 (cfr. par. 28, punti (8)-(12) supra). L'infrazione è durata dal 16 giugno 1986 al 5 settembre 1986. (4) Con lettera del 16 luglio 1992, la Commissione ha indicato che la comunicazione degli addebiti  era stata indirizzata direttamente a Castle Cement Ltd per il periodo successivo all'aprile 1988.  Ma poiché Castle Cement Ltd subentra a RTZ Cement Ltd e ne continua le attività economiche, in  particolare quelle delle società operative Tunnel Cement Ltd, Castle Cement (Ribblesdale) Ltd,  Castle Cement (Ketton) Ltd, Castle Cement (Clyde) Ltd, Castle Cement (Padeswood) Ltd, Castle Cement  (Pitstone) Ltd, la comunicazione degli addebiti è stata indirizzata a questa società anche per le  infrazioni commesse anteriormente all'aprile 1988 dalle imprese cui è subentrata (222). (5) ii) Gli acquisti di Blue Circle presso Titan, concordati con telex del 4 luglio 1986, 11 agosto  1986, 14 agosto 1986, 1o settembre 1986, 5 settembre 1986, 17 dicembre 1986, 7 gennaio 1987, 15  gennaio 1987, 12 febbraio 1987, 26 febbraio 1987, 1o aprile 1987, 3 aprile 1987, e i contatti  stipulati il 14 ottobre 1986, 1o agosto 1987, 24 ottobre 1988, con le relative clausole  addizionali, fra Blue Cicle e Titan (cfr. par. 28, punto (15) supra) costituiscono, dal 4 luglio  1986 al 31 dicembre 1989, l'espressione di un accordo fra imprese contrario all'articolo 85,  paragrafo 1. Lo scopo di questi contratti, noto ad entrambe le parti, era infatti quello di  dirottare le forniture in questione verso mercati diversi da quelli europei (cfr. par.28, punti  (1)-(11) e (15) supra). b) Produttori greci-gruppo Holderbank(6) i) Gli acquisti del gruppo Holderbank dei mesi di giugno  e luglio 1986 presso Titan e i contratti firmati tra il gruppo Holderbank e Titan il 16 gennaio  1987, 18 dicembre 1987 e 20 agosto 1988 (cfr. par. 28, punto (16) supra) costituiscono, dal 19  giugno 1986 al 31 dicembre 1990, l'espressione di un accordo fra imprese contrario all'articolo 85,  paragrafo 1. (7) ii) I contratti firmati tra il gruppo Holderbank ed Heracles il 9 maggio 1986 e il 19 maggio  1988 (cfr. par. 28, punto (17) supra) costituiscono, dal 9 maggio 1986 al 31 dicembre 1990,  l'espressione di un accordo fra imprese contrario all'articolo 85, paragrafo 1. (8) Scopo di questi contratti, noto alle parti in causa, era in effetti quello di evitare vendite  dirette dei due produttori greci sui mercati europei e dirottare una parte delle forniture in  questione verso altri mercati (cfr. par.28, punti (1)-(7) e (16)-(17) supra). c) Produttori greci-Lafarge(9) i) Gli acquisti di Lafarge presso Titan, diretti o indiretti, del  22 luglio 1986, 19 agosto 1986 e 12 giugno 1987 e i contratti tra Lafarge e Titan del 3 giugno 1988  e 20 ottobre 1988 (cfr. par. 28, punto (18) supra) costituiscono, dal 22 luglio 1986 al 31 dicembre  1991, l'espressione di un accordo tra imprese contrario all'articolo 85, paragrafo 1. (10) ii) Il contratto tra Lafarge ed Heracles del 17 giugno 1988 (cfr. par.28, punto (19) supra)  costituisce, dal 1o giugno 1988 al 15 giugno 1991, l'espressione di un accordo fra imprese  contrario all'articolo 85, paragrafo 1. (11) Scopo di questi contratti, noto alle parti in causa, era in effetti quello di evitare vendite  dirette dei due produttori greci sui mercati europei e dirottare una parte delle forniture in  questione verso altri mercati (cfr. par. 28, punti (1)-(7) e (18)-(19) supra). d) Produttori greci CBR via Holderbank(12) Il contratto fra Umar e CBR del 15 luglio 1988 (cfr.  par. 28, punti (20)-(21) supra), essendo indirettamente esecuzione di una pratica concordata fra  CBR, Heracles e Titan sulla limitazione delle vendite di questi produttori greci nel Benelux, in  contropartita di acquisti da parte di CBR, costituisce, dal 4 maggio 1988 al 31 dicembre 1990,  un'infrazione all'articolo 85, paragrafo 1. Scopo del contratto, noto alle parti in causa, era infatti quello di evitare vendite dirette dei  due produttori greci sui mercati del Benelux (cfr. par.28, punti (1)-(7), (16)-(17) e (20)-(21)  supra). e) Produttori greci-Scancem (Aker/Euroc)(13) I contratti fra Titan e Scancem (Aker/Euroc) del 28  gennaio 1987, 7 ottobre 1987, 15 ottobre 1987 e relative clausole addizionali (cfr. par.28, punto  (22) supra) costituiscono, dal 28 gennaio 1987 al 31 dicembre 1990, l'espressione di un accordo fra  imprese contrario all'articolo 85, paragrafo 1. Scopo di questi contratti, noto ad entrambe le parti, era infatti quello di dirottare le forniture  in questione verso mercati diversi da quelli europei (cfr. par.28, punti (1)-(7) e (22) supra). 57. Pregiudizio agli scambi fra Stati membriTutti gli accordi e le pratiche concordate esposti in  questo capitolo hanno effetti diretti sugli scambi tra Stati membri. Fanno parte di un sistema  avente lo scopo di pregiudicare gli scambi tra Stati membri ed inoltre, considerati  individualmente, hanno l'obiettivo di deviare il flusso degli scambi da un paese comunitario verso  altri paesi comunitari, nonché di evitare che le forniture in questione fossero collocate sui  mercati degli Stati membri. Essi sono pertanto, per la loro stessa natura, atti ad incidere sugli  scambi fra Stati membri. CAPITLOLO 10PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0815.7Le pratiche descritte al capitolo 658. Le pratiche concordate in seno ad ECEC(1)  Per valutare l'attività di ECEC bisogna anzitutto collocare questo organismo nel suo contesto  storico. (2) Come indicato nei capitoli 3 e 8, Cembureau e i suoi membri hanno stabilito il principio  Cembureau relativo all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali; benché la Commissione non abbia  constatato infrazioni a questo titolo se non a partire dal 14 gennaio 1983, esistono alcuni  elementi (cfr. par. 45, punto (6) supra) secondo i quali il principio preesisteva a questa data.  Per farlo rispettare bisognava trovare i mezzi per canalizzare le eccedenze di produzione dei  membri di Cembureau ed evitare che queste eccedenze venissero dirottate sui mercati europei. Di qui  la nascita, prima dell'European Export Committee in seno a Cembureau, poi del «London Club» fuori  di Cembureau, ed infine di ECEC ed EPC, seguita alla scissione delle attività del Club. D'altronde,  anche se la costituzione di tali Comitati era anteriore alla conclusione dell'accordo o principio  Cembureau sull'osservanza dei limiti dei mercati nazionali, la loro attività rappresentava una  delle misure di applicazione e di accompagnamento di detto accordo o principio. Rispetto dei mercati nazionali e canalizzazione delle esportazioni vanno di pari passo (cfr. nota  di Blue Circle del 1o dicembre 1983, par.18, punto (2) supra) perché, se non è possibile trovare  sbocchi all'esterno, enorme è il rischio che il principio del rispetto dei mercati nazionali venga  violato. (3) Quindi, anche se negli atti relativi alla costituzione di ECEC non può riscontrarsi un nesso  diretto fra regola del mercato nazionale e canalizzazione delle esportazioni, non per questo il  nesso non esiste ed anzi è individuabile nei fatti seguenti: a) I membri di ECEC sono al tempo stesso membri diretti di Cembureau (ad esempio Aalborg, SFIC,  Associazione dell'industria cementiera greca, Irish Cement, Italcementi, Unicem, Cementir,  Oficement, ATIC), e membri indiretti tramite le rispettive associazioni nazionali (Dyckerhoff,  Alsen, Nordcement, ENCI, Castle) (cfr. in proposito quanto detto al par.44). Di conseguenza, hanno  tutti l'obbligo di rispettare il principio del mercato nazionale che incide quindi sul loro  comportamento nel senso che sono tenuti a canalizzare verso i paesi terzi le loro eccedenze di  produzione. b) Al tempo stesso, i membri di EPC (cfr. par.35, punto (3) supra) sono, ad eccezione di Blue  Circle, membri indiretti di ECEC tramite le rispettive associazioni nazionali, per cui l'attività  di EPC influenza il comportamento e l'attività di ECEC e dei suoi membri. Inoltre c'è stato fino al  1986 un legame istituzionale e, dal settembre 1986, esiste un legame di fatto tra i due comitati  (cfr. par.32 supra). c) In ogni modo emerge dai documenti di ECEC (cfr. par.33, punti (4) e (5) supra) che le sue  attività non si sono di fatto limitate ai mercati della grande esportazione. In effetti i membri di  ECEC, nelle loro riunioni, hanno preso in considerazione la situazione delle importazioni e la  situazione della domanda e dell'offerta nei paesi membri. Sono stati dunque gli stessi membri di  ECEC a stabilire un nesso fra mercati interni e mercati di esportazione. E' dunque esatto affermare che le attività principali di ECEC consistono nella rilevazione e  diffusione di informazioni sulle vendite nei vari mercati d'esportazione dei paesi terzi. Nel corso  delle riunioni è stata inoltre effettuata una analisi più approfondita della domanda e offerta sui  vari mercati d'esportazione, sui progetti operativi dei membri in questi mercati, nonché sui prezzi  ivi praticabili o praticati. Tutto questo è tuttavia strettamente legato alle preoccupazioni dei  membri di ECEC relativamente ai mercati interni. In effetti, la conoscenza di questi dati rassicura  i membri di ECEC circa l'efficacia della canalizzazione delle eccedenze di produzione. I membri di  ECEC hanno così la garanzia che le eccedenze non saranno destinate, salvo qualche esigua fornitura,  ai mercati europei. (4) Dal punto di vista soggettivo, sono gli stessi membri di ECEC ad aver stabilito il nesso tra  mercati interni e mercati d'esportazione. Dal punto di vista oggettivo, a partire dal momento in  cui i membri di ECEC si sono concertati sulle vendite nei mercati d'esportazione (cfr. par. 33,  punti (1)-(3) supra), la concertazione ha influenzato le loro decisioni in merito agli scambi sui  mercati interni poiché, in assenza della concertazione e nell'incertezza circa le quantità di merce  esportabili e i prezzi da praticare, avrebbero potuto decidere di commercializzare una maggiore  quantità di prodotti negli Stati membri, modificando così la struttura degli scambi intracomunitari  (223). Di conseguenza, le pratiche concordate relative alla politica degli scambi da seguire per le  esportazioni nei paesi terzi non possono essere considerate isolatamente, bensì come componente di  un tutto indissolubile con l'accordo relativo all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali. (5) La tesi secondo la quale il divieto di cui all'articolo 85, paragrafo 1 non si applica alle  pratiche restrittive della concorrenza per prodotti destinati all'esportazione in quanto non  avrebbe incidenza sugli scambi intracomunitari non può essere accettata. In effetti, lo scopo e  l'effetto della cooperazione nell'ambito di ECEC era quello di rafforzare la regola del rispetto  dei mercati nazionali. (6) Le pratiche concordate elencate al par. 33 e relative all'esame della situazione interna dei  paesi membri e all'esportazione nei paesi terzi costituiscono altrettante infrazioni all'articolo  85, paragrafo 1 nel periodo dal 14 marzo 1984 al 22 settembre 1989, date della prima e dell'ultima  riunione di cui la Commissione è a conoscenza. Attraverso queste pratiche i membri di ECEC hanno  rinunciato a praticare una autonoma politica degli scambi ponendo in essere un sistema di  solidarietà e di controlli inteso ad evitare le incursioni dei concorrenti sui rispettivi mercati  nazionali all'interno della CE. (7) Queste infrazioni sono state commesse: dal 14 marzo 1984 al 22 settembre 1989 da Fédération de  l'Industrie  Cimentière, Aalborg, Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, Dyckerhoff, Alsen,  Nordcement, Association of the Greek Cement Industry, Irish Cement, Italcementi, Unicem, Cementir,  ENCI; dal 1o gennaio 1986 al 22 settembre 1989 da Oficement, ATIC,  Castle. (8) Come specificato al precedente par. 56, punto (4), Castle Cement è responsabile, in quanto  avente causa di RTZ Cement, anche delle infrazioni anteriori  all'aprile 1988. (9) Fédération de l'Industrie Cimentière, che è subentrata nei diritti e negli obblighi alla  liquidata Cimbel S.A. (verbale del consiglio d'amministrazione n. 102 di FIC del 16 ottobre 1985,  doc. 33126/2070-2079), risponde, in quanto avente causa, delle infrazioni imputabili a Cimbel S.A.,  ex membro di ECEC. 59. Le pratiche concordate in seno ad EPC(1) Il legame tra la regola del mercato nazionale e il  dirottamento delle eccedenze di produzione esiste anche nel caso della cooperazione in seno ad EPC  ed è dimostrato non solo dal contesto storico della costituzione di EPC, ma anche dai seguenti  fatti. a) Secondo uno dei suoi membri, Ciments français, attraverso la costituzione di EPC «i presidenti  hanno voluto controllare gli esportatori» (cfr. par. 35, punto (5) supra). Nel definire il WCC  rispetto a EPC, Ciments Français indica che il comitato WCC è «un Club informale che sta al cemento  bianco come il comitato Policy sta al grigio» (cfr. par. 35, punto (6) supra); la regola del WCC è  il rispetto dei mercati interni. b) I membri di EPC sono, tramite le rispettive associazioni nazionali, membri indiretti di  Cembureau e sono tenuti pertanto al rispetto del principio dei mercati nazionali. c) I problemi interni dei paesi comunitari sono stati esaminati a più riprese nell'ambito di EPC. Valenciana ha assicurato ai colleghi che né direttamente né tramite Cementos del Mar era implicato  nelle esportazioni verso il Regno Unito (cfr. par. 36, punto (2) supra); il Sig. Gac ha ricordato  la necessità di accertare la gravità della minaccia spagnola di esportare nel Regno Unito (cfr.  par. 36, punto (3) supra) e si è chiesto se, a seguito delle minacce di esportazioni greche in  Europa, EPC potesse essere mantenuto nel quadro dell'accordo attuale (cfr. par. 36, punto (4)  supra); il Sig. Gac ha ricordato il pericolo che, a causa della potenziale sovrapproduzione europea  e mondiale, si profila all'orizzonte dei mercati nazionali (cfr. par. 36, punto (5) supra); il  presidente di EPC ha ricordato gli accordi fra i produttori greci e britannici e si è interrogato  sull'attuale efficacia di Cembureau Task Force (cfr. par. 36, punto (6) supra); sono stati passati  in rassegna il problema dell'aumento degli scambi intraeuropei e l'insufficienza dell'offerta nel  Regno Unito a fronte di un aumento della domanda (cfr. par. 36, punto (7) supra); Ciments Français  ha riferito circa lo stato dei negoziati tra Lafarge ed Heracles e Titan per l'assorbimento di  prodotti «destabilizzanti» (cfr. par. 36, punto (8) supra). Sono dunque gli stessi membri di EPC ad  aver stabilito un legame tra mercati interni e mercati d'esportazione; sono stati il presidente e  il segretario di EPC ad interrogarsi sulla possibilità di sopravvivenza di EPC in presenza di  esportazioni da parte di membri di EPC verso i paesi di altri membri di EPC. E' vero che le attività principali di EPC consistono nella rilevazione e diffusione di informazioni  sulle vendite dei membri nei differenti mercati d'esportazione dei paesi terzi. I membri si  ripartiscono inoltre i mercati d'esportazione, fissano o si comunicano i prezzi da praticare o  praticati sui diversi mercati. Tutto questo è tuttavia strettamente legato alle preoccupazioni dei  membri di EPC relativamente ai mercati interni. Infatti la conoscenza di questi dati rassicura i  membri di EPC sull'efficacia della canalizzazione delle eccedenze di produzione. I membri di EPC  ottengono in tal modo l'assicurazione che queste eccedenze non saranno destinate, salvo qualche  esigua quantità, ai mercati europei. (2) A partire dal momento in cui, dalla definizione che alcuni dei suoi stessi membri danno degli  obiettivi di EPC e della regola che è alla base della sua attività, emergono alcune preoccupazioni,  espresse dagli stessi membri, sulla possibilità di sopravvivenza di EPC in caso di scambi  intracomunitari, del nesso che i membri stabiliscono fra mercati interni, scambi intracomunitari e  mercati di esportazione, la Commissione deve considerare che l'osservanza dei limiti dei mercati  nazionali è la regola su cui si basa la cooperazione per l'esportazione che potrebbe essere messa  in discussione qualora un membro di EPC minacciasse con le sue esportazioni il mercato interno di  un altro membro di EPC e conclude di conseguenza che uno degli obiettivi di EPC è di ridurre la  concorrenza all'interno della Comunità. Per conseguenza, come nel caso di ECEC, il fatto che le attività di EPC riguardassero  essenzialmente i mercati dei paesi terzi non dovrebbe mascherare la realtà e cioè che la  cooperazione sui mercati di esportazione era strettamente legata alla regola del rispetto dei  mercati nazionali all'interno dei paesi Cembureau e contribuiva in misura notevole alla sua  osservanza. (3) La cooperazione fra i membri, realizzata prendendo in considerazione la situazione sui mercati  comunitari, la ripartizione dei mercati dei paesi terzi, la fissazione dei prezzi per i prodotti  destinati alla esportazione, lo scambio di dati per impresa sulle disponibilità per l'esportazione  e sulle esportazioni effettuate nei paesi  terzi, costituisce una pratica concordata durevole fra i  membri di EPC. Con questa pratica concordata i membri di EPC hanno rinunciato ad attuare una politica di scambi  autonoma, ponendo invece in essere un sistema di solidarietà e di controlli inteso ad evitare le  incursioni di concorrenti sui rispettivi mercati nazionali all'interno della CE. (4) Questa pratica concordata costituisce un'infrazione all'articolo 85, paragrafo 1 commessa dal  1o luglio 1981 al 19 maggio 1989, date della prima e dell'ultima riunione di cui la Commissione è a  conoscenza, da Lafarge, Titan, Heracles e Halkis, dal 1o luglio 1981 al 17 febbraio 1989, da  Ciments Français, dal 1o luglio 1981 al 12 ottobre 1987, da Blue Circle, dal 1o gennaio 1986 al 19  maggio 1989, da Hispacement, Hornos Ibéricos, Valenciana e Cementos del Mar. (5) Gli addebiti nei confronti di Cementos del Mar S.A. e Cementos del Atlantico S.A. sono stati  comunicati alla CompañÍa Valenciana de Cementos Portland S.A.. Valenciana ha sostenuto che  all'epoca dello svolgimento dei fatti e della comunicazione degli addebiti non aveva il controllo  di Cementos del Mar e Cementos del Atlantico ed ha chiesto una nuova comunicazione degli addebiti e  la consultazione del fascicolo relativamente a queste società. La Commissione ritiene che non risponda a verità la pretesa di Valenciana di non avere il controllo  di Cementos del Mar e di Cementos del Atlantico. In effetti, al momento della notifica degli  addebiti, Valenciana deteneva il 50% del capitale di Cementos del Mar - il 25% del capitale era  detenuto dal Banco Bilbao Vizcaya e il restante 25% dal Banco Central (secondo «El PaÍs» del 21  maggio 1990, le azioni erano in possesso di queste due banche solo a titolo di garanzia a fronte di  prestiti concessi a Valenciana: «Por cuestiones de formalización de la operación de aval, el BBV y  el Central tomaron el 25% cada uno de Cementos del Mar, filial de Valenciana» - «Allo scopo di  formalizzare l'operazione di garanzia, il BBV e il Banco Central hanno preso rispettivamente il 25%  di Cementos del Mar, controllata di Valenciana») - e 50% del capitale di Cementos del Atlantico, il  cui restante capitale era detenuto da Cementos del Mar; il consiglio di amministrazione di Cementos  del Mar, secondo la comunicazione fatta da Cementos del Mar il 23 novembre 1990 e registrata sotto  il n. 189 del Registro Mercantil de Madrid, è composto, a partire dal 3 ottobre 1990, dalle  seguenti persone: Presidente: Emilio Serratosa Ridaura (che era al tempo stesso amministratore-delegato di  Valenciana); Vicepresidente: José Antonio Carranza Alonso (che era al tempo stesso membro del consiglio  d'amministrazione di Valenciana); AmministratoreDelegato: José M. Garnica Gutierrez  (rappresentante di DASA, società appartenente, secondo «El PaÍs» del 21 maggio 1990, alle famiglie  Serratosa e Garnica: «una instrumental participada por la mencionada familla (Serratosa) y los  Garnica»); Amministratori: - José Serratosa Ridaura (che era al tempo stesso vice presidente e amministratore  delegato di Valenciana); - Carlos Perez-Manglano Rodrigo (che era al tempo stesso direttore commerciale di Valenciana); - Ramon Marraco Coello de Portugal- Angel Luis Galàn Gil. Emerge dunque da quanto precede che Valenciana, che dall'aprile 1992 possiede il 99,95% del  capitale di Cementos del Mar, controllava Cementos del Mar al momento della comunicazione degli  addebiti, visto che almeno 4 amministratori (o addirittura cinque) su sette rappresentavano  Valenciana nel Consiglio d'amministrazione di Cementos del Mar. Valenciana, che controlla Cementos del Mar almeno dal 1990 risponde quindi in qualità di avente  causa che ha continuato l'attività economica di Cementos del Mar, del comportamento di quest'ultima  società. 60. Pregiudizio agli scambi tra Stati membriLe restrizioni della concorrenza descritte in questo  capitolo sono atte a pregiudicare sensibilmente gli scambi fra Stati membri. Esse fanno parte di un  sistema avente lo scopo di pregiudicare gli scambi fra Stati membri ed inoltre, considerate  individualmente, mirano ad evitare che le eccedenze di produzione siano immesse sul mercato CE e a  fare in modo che vengano canalizzate verso i paesi terzi. Quand'anche si potesse fare una distinzione, quod non, fra l'accordo sul rispetto dei mercati  nazionali e le pratiche finalizzate a canalizzare alcune esportazioni, la Commissione è tenuta ad  esaminare gli effetti globali dei comportamenti in questione sul mantenimento delle normali  correnti di scambio fra gli Stati membri (224). CAPITOLO 11Gli accordi e le pratiche descritte al capitolo 761. Il rispetto dei mercati  nazionali dei membri di WCC(1) Dai documenti citati al paragrafo 39 si deduce che WCC ha come  obiettivo l'osservanza dei limiti dei mercati nazionali dei suoi membri e l'esportazione delle loro  eccedenze produttive sulla base di un accordo di carattere generale. (2) I membri di WCC hanno instaurato tra loro uno stretto rapporto di cooperazione ed una comunanza  di interessi in cui la ripartizione dei mercati comunitari rappresenta la base del consenso  generale. Per poter essere efficace, tale ripartizione è stata rafforzata dalla canalizzazione  verso l' esportazione nei paesi terzi della quota di produzione non assorbibile dai mercati dei  paesi in cui ha sede ciascun membro. L'osservanza dei limiti dei mercati interni e il dirottamento  delle eccedenze produttive verso l'esportazione costituiscono quindi due aspetti indissociabili di  uno stesso obbligo. (3) La regola del mercato nazionale è stata effettivamente applicata: lo dimostrano i casi Blue  Circle-Lafarge (cfr. par. 39/c) e Italcementi-Dyckerhoff (cfr. par. 39/d). La violazione di tale  regola è stata di fatto oggetto di sanzioni, come dimostrano il caso di Aalborg (cfr. par. 39/a) e  quelli di Alsen e Blue Circle (cfr. par. 39/b), connessi al caso Aalborg. (4) La regola del mercato nazionale presenta le caratteristiche di una pratica concordata e, al  tempo stesso, di un accordo. Può essere considerata come una pratica concordata per il periodo che  va dal 6 maggio 1982 al 20 maggio 1984, giacché fino a tale data i verbali non danno atto del  concorso di volontà dei membri. Può essere considerata un accordo a decorrere dal 21 maggio 1984  (cfr. supra par. 39, punto (9), poiché nel corso della riunione tenutasi quello stesso giorno i  membri hanno manifestato chiaramente la loro intenzione di partecipare ad un accordo rammentando  «che l'osservanza dei limiti dei mercati nazionali è una condizione imprescindibile per la  partecipazione a WCC e a WCPC». L'esistenza di un accordo è stata confermata nel corso di riunioni  successive. I casi Italcementi-Dyckerhoff (cfr. par. 39/d) e Blue Circle-Lafarge (cfr. par. 39/c)  sono applicazioni di tale accordo. La pratica concordata e l'accordo sulla regola del mercato  nazionale hanno costituito un'infrazione continua dal 6 maggio 1982 al 26 maggio 1988. E' infatti  possibile ritenere che vi sia stata continuità tra il WCC  composto da nove membri e il WCC  composto da sei membri, quantomeno per i sei suddetti membri. (5) Lo smaltimento delle eccedenze produttive nei mercati dei paesi terzi, che fa da corollario  alla pratica concordata e all'accordo sulla protezione dei mercati nazionali, costituisce una  pratica concordata continua dal 1982 al 1988. (6) Tale accordo e tali pratiche concordate applicati con continuità costituiscono, dal 6 maggio  1982 al 26 maggio 1988, date della prima e dell'ultima riunione di cui la Commissione ha  conoscenza, un'infrazione al disposto dell'articolo 85, paragrafo 1, da parte di Italcementi,  Dyckerhoff, Lafarge, Ciments Français e CBR e, dal 1o gennaio 1986 al 26 maggio 1988, anche da  parte di Valenciana. (7) La pratica concordata e l' accordo aventi per oggetto e per effetto la protezione dei mercati  nazionali sono espressamente vietati dall'articolo 85, paragrafo 1, lettera c). Tale protezione è  contraria ad uno degli obiettivi fondamentali del trattato, vale a dire l'instaurazione di un  mercato comune. La restrizione della concorrenza che ne deriva è sensibile poiché interessa la  maggior parte del commercio dei prodotti in causa all'interno del mercato comune. (8) Anche la pratica concordata relativa al dirottamento delle eccedenze produttive verso  l'esportazione provoca una restrizione della concorrenza. Adottandola, i membri di WCC hanno  rinunciato ad attuare una politica commerciale autonoma dando vita ad un sistema di solidarietà e  di controllo mirante a prevenire eventuali incursioni dei concorrenti sui rispettivi mercati  nazionali all'interno della CE. 62. Lo scambio di informazioni tra i membri di WCC(1) Il sistema di scambio di informazioni (cfr.  par. 40), in virtù del quale i membri di WCC, durante le loro riunioni, si comunicano i dati  relativi ad ogni singola impresa sulle capacità produttive, sulla produzione, sulle vendite sul  mercato interno e all'esportazione, sui prezzi interni per il cemento bianco e per il cemento  grigio e sui prezzi all'esportazione, ha caratteristiche sufficienti per costituire, quantomeno dal  6 maggio 1982 al 26 maggio 1988, una pratica concordata continua contraria al disposto  dell'articolo 85, paragrafo 1. Detto sistema ha lo scopo di far conoscere la condotta che ciascun  membro intende adottare nei diversi mercati comunitari e all'esportazione, così da instaurare, tra  le imprese che vi partecipano, un meccanismo di solidarietà e di influenza reciproche mirante a  realizzare un coordinamento tra le loro attività economiche. (2) L'infrazione all'articolo 85, paragrafo 1, è stata commessa dal 6 maggio 1982 al 26 maggio 1988  da Italcementi, Dyckerhoff, Lafarge, Ciments Français e CBR e, dal 1° gennaio 1986 al 26 maggio  1988, anche da Valenciana. 63. L'incidenza sugli scambi tra Stati membri(1) La regola del mercato nazionale e la regola di  dirottamento delle eccedenze produttive verso l'esportazione nei paesi terzi hanno lo scopo di  impedire o limitare il commercio tra gli Stati membri: esse, pertanto, incidono in maniera diretta  e sensibile sugli scambi comunitari. (2) Il sistema di scambio di informazioni può pregiudicare gli scambi tra Stati membri nella misura  in cui concorre all'attuazione di accordi e pratiche concordate aventi per oggetto o per effetto di  impedire o restringere gli scambi di cemento bianco tra gli Stati membri della Comunità. La sua  incidenza sul commercio tra Stati membri risulta anche dal fatto che ciascuna delle imprese  interessate dal sistema è indotta a definire la sua politica in materia di prezzi e di vendite in  funzione di quella degli altri produttori partecipanti, incidendo in modo artificioso e sensibile  sui flussi commerciali naturali tra Stati membri. PARTE IIRIMEDI64. Articolo 3 del regolamento no 17Ai sensi dell'articolo 3 del regolamento no  17, se la Commissione constata un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, essa  può obbligare le imprese interessate a porvi fine. La maggioranza delle imprese ha negato l'esistenza di gran parte delle infrazioni all'articolo 85,  paragrafo 1. Sebbene un numero piuttosto ristretto di imprese abbia informato la Commissione di  aver adottato misure intese a vietare ai propri dipendenti di partecipare alle riunioni o di avere  contatti con i rappresentanti di altre imprese su questioni commerciali, la Commissione non ha la  certezza che le infrazioni descritte ai paragrafi 45, 46 e 47, 49-50, 53, 55-56 e 61-62 siano  realmente cessate. Non è nemmeno certa che, nel quadro del nuovo comitato CDICT, le pratiche  concordate all'interno di EPC siano state interrotte. Essa, pertanto, deve non solo constatare che sono state commesse infrazioni, ma anche obbligare le  imprese a porvi termine. 65. Articolo 15, paragrafo 2 del regolamento n. 17(1) Ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 2, del  regolamento no 17, la Commissione può, mediante decisione, infliggere alle imprese ammende che  variano da un minimo di mille unità di conto ad un massimo di un milione, con facoltà di aumentare  quest'ultimo importo fino al 10% del volume d'affari realizzato durante l'esercizio sociale  precedente da ciascuna delle imprese che hanno partecipato all'infrazione, quando intenzionalmente  o per negligenza abbiano violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1. Per determinare  l'ammontare dell'ammenda, occorre tener conto oltre che della gravità dell'infrazione, anche della  sua durata. (2) Le imprese o le associazioni di imprese destinatarie della presente decisione hanno violato  intenzionalmente l'articolo 85, paragrafo 1, che prende espressamente in considerazione le  infrazioni commesse. Pur essendo perfettamente a conoscenza del divieto imposto dal diritto  comunitario e del rischio di incorrere in sanzioni di una certa rilevanza (cfr. supra, in  particolare par. 19, punti (3) e (5), par. 21, punto (2), par. 25 e par. 26), esse hanno adottato  deliberatamente, nel quadro di Cembureau nonché di un sistema di riunioni e contatti bilaterali o  multilaterali e dei tre comitati per l'esportazione, misure ed intese miranti all'osservanza dei  limiti dei mercati nazionali, alla ripartizione dei mercati e allo scambio di informazioni. Tali  infrazioni pregiudicano la realizzazione di un principio fondamentale del mercato comune: l'assenza  di ostacoli alla libera circolazione delle merci. (3) Imprese e associazioni di imprese che hanno partecipato all'accordo o principio Cembureau. Tutte le associazioni di imprese e le imprese destinatarie della presente decisione hanno aderito  all'accordo o al principio relativo all'osservanza dei mercati nazionali per il comparto del  cemento grigio concluso in data 14 gennaio 1983 tra le associazioni e le imprese che erano membri  diretti di Cembureau. A partire da tale data l'accordo vincolava dette imprese nonchè le imprese  appartenenti alle associazioni nazionali interessate. Buzzi, che non era legato a Cembureau  attraverso una associazione nazionale vi ha aderito in data successiva (cfr. punto (4) infra).  Tuttavia, ai fini della presente decisione, la Commissione prende in considerazione esclusivamente  le imprese rappresentate nell'ambito di Cembureau tramite la loro associazione che, oltre ad  appartenere all'associazione, abbiano chiaramente manifestato la loro adesione all'accordo  partecipando alle diverse azioni descritte ai capitoli 4, 5 e 6 e riportate qui di seguito. Infatti, secondo quanto emerge dai documenti di Cembureau citati al par. 19, l'accordo prevedeva  una ripartizione dei mercati in base alla quale ogni produttore vendeva esclusivamente sul proprio  mercato nazionale o, in caso di vendita su un altro mercato, doveva rispettare i prezzi e le  condizioni di vendita praticati dai produttori locali. Dai documenti citati al par. 19 si evince  che solo in caso di mancata osservanza di questa regola dovevano essere prese disposizioni  specifiche al fine di garantire l'esecuzione dell'accordo (come quelle evocate nei documenti citati  al par. 19 e le misure descritte al capitolo 4). Le misure illustrate ai capitoli 5 e 6 rientrano  nello stesso quadro in quanto rappresentano una risposta collettiva al mancato rispetto  dell'accordo e un controllo collettivo volto ad assicurare un'efficace canalizzazione delle  eccedenze produttive verso i paesi terzi. Tutti questi maneggi concorrono all'applicazione  specifica di un principio in vigore dal 14 gennaio 1983. In particolare: a) Le associazioni Cembureau, Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, Fédération de  l'Industrie Cimentière, Oficemen, Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, Association of the  Greek Cement Industry, Vereniging Nederlandse Cement-Industrie, ATIC, British Cement Association e  le imprese Aalborg, Irish Cement, Cementir, Italcementi, Unicem, Ciments Luxembourgeois hanno  aderito, in qualità di membri di Cembureau, all'accordo o principio relativo all'osservanza dei  limiti dei mercati nazionali nel momento in cui tale accordo o principio è stato convenuto e  stabilito. Dette associazioni ed imprese, eccetto Ciments Luxembourgeois, hanno partecipato anche a  disposizioni ed intese convenute per completare tale accordo o principio e/o per concorrere alla  sua applicazione. Aker e Euroc, in quanto società madri dei produttori Norcem e Cementa (membri di Cembureau), hanno  aderito a detto accordo o principio nel momento in cui è stato convenuto e stabilito. b) Le imprese Blue Circle, CBR, Ciments Français, Lafarge, Dyckerhoff, Heidelberger, Titan, ENCI,  Asland et Cimpor, pur non essendo membri diretti di Cembureau, hanno rappresentato la loro  associazione nazionale in qualità di «Head Delegates» nel corso delle riunioni organizzate da  Cembureau in data 14 gennaio 1983, 19 marzo 1984 e 7 novembre 1984; l'adesione di tali imprese  all'accordo non presenta quindi alcun dubbio. Inoltre dette imprese hanno partecipato alle misure  descritte qui di seguito alla lettera c). c) Altre imprese hanno applicato l'accordo o principio relativo all'osservanza dei limiti dei  mercati nazionali partecipando alle diverse disposizioni ed intese convenute per completare tale  accordo o principio e/o per concorrere alla sua applicazione. In particolare ciascuna delle imprese  citate alla lettera c) e alla lettera b) supra ha partecipato alle disposizioni ed intese  seguenti: - Holderbank ha partecipato all'accordo relativo a Cembureau o European Task Force; - Alsen Breitenburg ha partecipato alle pratiche concordate nel quadro di ECEC; - Nordcement ha partecipato alle pratiche concordate nel quadro di ECEC; - Dyckerhoff ha partecipato ad accordi e pra- tiche concordate riguardanti la regolamentazione  delle forniture di cemento tra la Francia e la Germania, all'accordo relativo a Cembureau o  European Task Force ed a pratiche concordate nel quadro di ECEC; - Heidelberger ha partecipato ad accordi e pratiche concordate riguardanti la regolamentazione  delle forniture di cemento tra la Francia e la Germania e all'accordo relativo a Cembureau o  European Task Force; - CBR ha partecipato all'accordo relativo a Cembureau o European Task Force; - Asland ha partecipato all'accordo relativo a Cembureau o European Task Force; - Hispacement ha partecipato all'accordo relativo a Cembureau o European Task Force e alla pratica  concordata continua nel quadro di EPC; - Hornos Ibericos ha partecipato alla pratica concordata continua nel quadro di EPC; - Uniland ha partecipato all'accordo relativo a Cembureau o European Task Force; - Valenciana ha partecipato alla pratica concordata continua nel quadro di EPC; - Cedest ha partecipato ad accordi e pratiche concordate riguardanti la regolamentazione delle  forniture di cemento tra la Francia e la Germania; - Ciments Français ha partecipato alla pratica concordata con Buzzi, ad accordi e pratiche  concordate riguardanti la regolamentazione delle forniture di cemento tra la Francia e la Germania,  all'accordo relativo a Cembureau o European Task Force e alla pratica concordata continua nel  quadro di EPC; - Lafarge ha partecipato alla pratica concordata con Buzzi, ad accordi e pratiche concordate  riguardanti la regolamentazione delle forniture  di cemento tra la Francia e la Germania,  all'accordo relativo a Cembureau o European Task Force e alla pratica concordata continua nel  quadro di EPC; - Vicat ha partecipato alla pratica concordata con Buzzi; - Halkis ha partecipato alla pratica concordata continua nel quadro di EPC; - Heracles ha partecipato, nel quadro di Cembureau o European Task Force, agli accordi con  Holderbank e Lafarge, alla pratica concordata con CBR mirante ad evitare vendite dirette di cemento  in Europa e alla pratica concordata continua nel quadro di EPC; - Titan ha partecipato, nel quadro di Cembureau o European Task Force, agli accordi con Blue  Circle, Holderbank, Lafarge, Aker ed Euroc, alla pratica concordata con CBR mirante ad evitare  vendite dirette di cemento in Europa e alla pratica concordata continua nel quadro di EPC; - Buzzi, pur non essendo membro di Cembureau, ha applicato in effetti l'accordo o principio di  rispetto dei mercati nazionali attraverso pratiche concordate con Ciments Français, Lafarge e  Vicat, che erano legati a Cembureau; - ENCI ha partecipato alle pratiche concordate nel quadro di ECEC; - Cimpor ha partecipato all'accordo riguardante il controllo dei flussi di cemento tra la Spagna e  il Portogallo; - Secil ha partecipato all'accordo riguardante il controllo dei flussi di cemento tra la Spagna e  il Portogallo; - Blue Circle ha partecipato all'accordo relativo a Cembureau o European Task Force e alla pratica  concordata continua nel quadro di EPC; - Castle ha partecipato, nel quadro di Cembureau o European Task Force, alla pratica concordata  mirante ad impedire e/o ridurre le importazioni di cemento greco nel Regno Unito e alle pratiche  concordate nel quadro di ECEC; - Rugby ha partecipato, nel quadro di Cembureau o European Task Force, alla pratica concordata  mirante ad impedire e/o ridurre le importazioni di cemento nel Regno Unito. (4) Durata dell'infrazioneL'infrazione è stata di lunga durata. L'infrazione rappresentata dall'accordo o principio Cembureau viene presa in considerazione a  decorrere dal 14 gennaio 1983 anche se l'atto che costituisce la prova della partecipazione attiva  delle imprese è posteriore. Analogamente, benché alcune attività descritte nella presente decisione  abbiano potuto iniziare anteriormente a tale data, così come esistono indicazioni in base alle  quali il principio Cembureau stesso era rispettato anche in precedenza (cfr. par. 45, punto 6)),  esse sono considerate come misure di applicazione di tale accordo o principio unicamente a partire  dal 14 gennaio 1983. Tuttavia per le imprese indicate qui di seguito la Commissione prende in considerazione le date  seguenti per determinare l'inizio dell'infrazione: - per Buzzi l'11 maggio 1983. Infatti Buzzi non era membro, diretto o indiretto, di Cembureau. È  quindi l'inizio della pratica concordata alla quale Buzzi ha partecipato che deve essere  considerato come prova della sua partecipazione all'accordo o principio Cembureau relativo  all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali (cfr. supra par. 48). - Per Oficemen, Asland, Hispacement, Hornos Ibericos, Uniland, Valenciana, ATIC, Cimpor, Secil il  1o gennaio 1986 (cfr. supra par. 45, (punto 11)). Per tali imprese e associazioni di imprese la  Commissione non dispone di prove che la loro partecipazione all'accordo o principio Cembureau abbia  avuto effetto all'interno della Comunità anteriormente a tale data. - Per Holderbank il 28 maggio 1986 (cfr. supra par. 53, (punto 14)). Per tale impresa la  Commissione non dispone di prove che la sua partecipazione all'accordo o principio di Cembureau  abbia avuto effetto all'interno della Comunità anteriormente a tale data. - Per Aker e Euroc il 9 giugno 1986 (cfr. supra par. 53 (punto 11)). Per tali imprese la  Commissione non dispone di prove che la loro partecipazione all'accordo o principio Cembureau abbia  avuto effetto all'interno della Comunità anteriormente a tale data. Anche se la Commissione è in grado di stabilire la data di inizio dell'infrazione costituita  dall'accordo o principio Cembureau non è comunque sicura che l'infrazione sia effettivamente  cessata e non può quindi stabilire la data di cessazione dell'infrazione. Tuttavia, poiché l'ultima  manifestazione palese e nota alla Commissione dell'accordo è costituita dalla dissoluzione, in data  26 marzo 1993, di Interciment S.A., la Commissione si basa su tale data per determinare il periodo  di riferimento dell'ammenda. Sul mercato separato del cemento bianco l'infrazione WCC è durata per lo meno dal 6 maggio 1982 al  26 maggio 1988. Per Valenciana l'infrazione viene fatta scattare dal 1o gennaio 1986 in quanto la  Commissione non dispone di prove relative agli effetti della sua partecipazione all'interno della  Comunità anteriormente a tale data. (5) Gravità dell'infrazioneNel determinare l'ammontare globale delle ammende, la Commisione ha  tenuto conto del fatto che l'infrazione rappresentata dall'accordo o principio Cembureau e dalle  varie misure di applicazione di detto accordo risulta di particolare gravità e giustifica quindi  ammende di notevole entità per i seguenti motivi: - la collusione in materia di ripartizione dei mercati e di scambio di informazioni, a tale preciso  scopo, costituisce di per sé una gravissima restrizione della concorrenza; - il mercato del cemento è un settore industriale di base importantissimo per l'industria della  costruzione e per l'economia in generale; - le imprese e associazioni di imprese che hanno partecipato alle infrazioni rappresentano la quasi  totalità del mercato comunitario del cemento - mercato in cui peraltro non si registra l'ingresso  di nuovi concorrenti; - la collusione è stata istituzionalizzata all'interno di organismi internazionali o di riunioni e  contatti bilaterali o multilaterali aventi per oggetto la regolamentazione e l'organizzazione del  mercato del cemento; - sebbene la collusione abbia avuto luogo in un contesto istituzionale avente anche obiettivi  legittimi, le imprese hanno manifestato la volontà di tenere segrete le loro azioni e/o decisioni  allorché il loro comportamento poteva costituire un'infrazione alle regole di concorrenza (cfr.  supra, in particolare parr. 19 e da 24 a 28). Anche quando hanno manifestato l'intenzione di  procedere ad una notifica, ciò in realtà non è avvenuto (cfr. par. 26). (6) Per determinare l'importo delle ammende, la Commissione ha tenuto conto del fatto che le  imprese comunitarie hanno dovuto far fronte durante il periodo preso in considerazione, a flussi di  cemento repentini e di maggior entità nel momento in cui l'industria cimentaria incontrava  difficoltà ad uscire dalla congiuntura economica negativa. (7) La Commissione ha stabilito ammende separate per le infrazioni relative ai mercati del cemento  grigio e del cemento bianco e precisamente: - ammende per il gruppo di infrazioni descritte ai capitoli 8, 9 e 10 e che riguardano il mercato  del cemento grigio; - ammende per le infrazioni descritte al capitolo 11 e che riguardano il mercato del cemento  bianco. (8) Per il gruppo di infrazioni relative al mercato del cemento grigio la Commissione ha: --  fissato un'ammenda forfettaria per Cembureau e le associazioni di imprese per le infrazioni a cui  hanno partecipato e che sono descritte ai capitoli 8 e 9 e al paragrafo 58. Essa ritiene infatti  che anche le associazioni debbano essere oggetto di sanzioni per dissuaderle dal realizzare di loro  propria iniziativa o dal facilitare in futuro eventuali intese; - fissato un'ammenda globale per ciascuna impresa in relazione alla sua partecipazione all'accordo  o principio Cembureau e alle misure di applicazione di quest'ultimo. In considerazione  dell'interdipendenza tra tali azioni, la Commissione non ritiene necessario imporre ammende  separate nei confronti delle diverse misure di applicazione. (9) Nel determinare l'ammontare dell'ammenda per ciascuna impresa per le infrazioni descritte ai  capitoli 8, 9 e 10, la Commissione è partita dalla considerazione che tutte le imprese, come  chiarito al punto (3), hanno aderito all'accordo o principio di rispetto dei mercati domestici.  Tuttavia, nel quadro di questa constatazione generale ha tenuto conto del ruolo svolto da ciascuna  impresa nella conclusione dell'accordo o principio di rispetto dei mercati nazionali e nelle  disposizioni e intese convenute per completare tale accordo o principio e/o concorrere alla sua  applicazione, della partecipazione di ogni impresa alle diverse disposizioni o intese convenute per  completare tale accordo o principio e/o per concorrere alla sua applicazione, della durata di tali  disposizioni e intese. Sulla base di quanto enunciato, la Commissione formula le seguenti  considerazioni: a) la maggior parte delle imprese ha partecipato all'accordo o principio Cembureau attraverso  l'adesione e/o l'applicazione delle disposizioni e intese convenute per completare tale accordo o  principio ed aventi effetti diretti finalizzati alla compartimentazione dei mercati nazionali. Di  conseguenza: - Aker, Euroc, Aalborg, Irish Cement, Cementir, Italcementi, Unicem hanno partecipato direttamente,  in qualità di membri di Cembureau, alla conclusione dell'accordo o principio relativo  all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali e hanno partecipato all'adozione di disposizioni  attuative volte a proteggere direttamente i mercati nazionali. - Dyckerhoff, Heidelberger, CBR, Asland, Ciments Français, Lafarge, ENCI, Cimpor, Blue Circle hanno  assunto attraverso i loro più alti dirigenti, la funzione di Head Delegate presso Cembureau sia  all'epoca in cui l'accordo o principio relativo all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali è  stato convenuto sia nel periodo della sua applicazione: il ruolo essenziale di tali imprese nella  conclusione e/o nell'applicazione dell'accordo non presenta quindi alcun dubbio. Inoltre tali  imprese, eccetto ENCI, hanno partecipato alle disposizioni d'applicazione di detto accordo o  principio volte a proteggere direttamente i mercati nazionali; ENCI ha partecipato alle pratiche  concordate miranti a canalizzare le eccedenze di produzione verso i paesi terzi. - Holderbank, Hispacement, Uniland, Vicat, Buzzi, Secil, Castle, Rugby hanno partecipato alle  disposizioni misure d'applicazione dell'accordo o principio Cembureau volte a proteggere  direttamente i mercati nazionali. b) Le altre imprese hanno una responsabilità meno grave per i motivi specificati nei confronti di  ciascuna di esse. - Alsen Breitenburg, Nordcement, Hornos Ibericos, Valenciana, Halkis hanno partecipato soltanto  alle disposizioni d'applicazione dell'accordo o principio Cembureau miranti a canalizzare le  eccedenze di produzione verso i paesi terzi. Tali misure hanno effetti meno diretti sulla  protezione dei mercati nazionali rispetto a quelle descritte ai capitoli 4 e 5. - Cedest, Titan e Heracles, pur avendo partecipato alle disposizioni d'applicazione dell'accordo o  principio Cembureau volte a proteggere direttamente i mercati nazionali, hanno tentato di sottrarsi  all'esecuzione dell'accordo Cembureau al quale aderivano. - Ciments Luxembourgeois, pur essendo membro diretto di Cembureau e pur avendo partecipato alle  riunioni degli Head Delegates nel corso delle quali è stato convenuto l'accordo o principio  Cembureau, non ha attuato, a conoscenza della Commissione, alcuna disposizione di applicazione. Il  suo ruolo meno attivo giustifica quindi la sua classificazione nel gruppo delle imprese aventi una  responsabilità meno grave. (10) Nel determinare l'ammontare dell'ammenda da infliggere a Buzzi, Oficemen, Asland, Hispacement,  Hornos Ibericos, Uniland, Valenciana, Atic, Cimpor, Secil, Holderbank, Aker et Euroc la Commissione  ha tenuto conto nella presente decisione della partecipazione più breve all'infrazione da parte di  tali imprese (cfr. supra par. 65, (punto 4)). (11) Nel determinare l'ammontare dell'ammenda a carico di ciascuna impresa per le infrazioni  descritte al capitolo 11, la Commissione ha considerato che tali infrazioni sono risultate gravi  nel loro complesso e che tutte le imprese hanno svolto un ruolo importante. Per Valenciana è stato  tenuto conto della durata inferiore delle sue infrazioni. HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Cembureau-Association Européenne  du Ciment, Fédération de l'Industrie Cimentière, Cimenteries CBR S.A., Aalborg Portland, Syndicat  Français de l'Industrie Cimentière, Lafarge Coppée S.A., Société des Ciments Français S.A., Vicat  S.A., Cedest S.A., Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, Heidelberger Zemet AG, Dyckerhoff  AG, Holderbank - Financière Glarus AG, Nordcement AG, Association of the Greek Cement Industry,  Titan Cement Company, Heracles General Cement Company, Halkis Cement Company, Irish Cement Ltd,  Italcementi - Fabbriche Riunite Cemento S.p.A., Unicem S.p.A., Cementir-Cimenterie del Tirreno  S.p.A., Ciments Luxembourgeois S.A., Vereniging Nederlandse Cement-Industrie, Eerste Nederlandse  Cement Industrie, British Cement Association, Blue Circle Industries Plc, The Rugby Group Plc e  Castle Cement Ldt dal 14 gennaio 1983, F.lli Buzzi S.p.A. dall'11 maggio 1983, ATIC-Associação  Técnica da Indústria do Cimento, Cimpor-Cimentos de Portugal, EP SECIL-Companhia Geral de Cal e  Cimento S.A., Agrupación de Fabricantes de Cementos de España Oficemen, Asland S.A., Corporación  Uniland S.A., Hispacement S.A., Hornos Ibericos Alba e CompañÍa Valenciana de Cementos Portland  S.A. dal 1o gennaio 1986, Holderbank Financière Glarus S.A. dal 28 maggio 1986 e AKER A/S e Euroc  dal 9 giugno 1986 hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE,  partecipando ad un accordo avente per oggetto l'osservanza dei limiti dei mercati nazionali e la  regolamentazione dei trasferimenti di cemento da un paese all'altro. Articolo 21. Cembureau-Association Européenne du Ciment, Fédération de l'Industrie Cimentière,  Aalborg Portland, Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, Bundesverband der Deutschen  Zementindustrie, Association of the Greek Cement Industry, Irish Cement Ltd, Italcementi -  Fabbriche Riunite Cementi S.p.A., Unicem S.p.A., Cementir - Cementerie del Tirreno S.p.A., Ciments   Luxembourgeois S.A., Vereniging Nederlandse Cement-Industrie, British Cement Association, dal 14  gennaio 1983 al 14 aprile 1986, e ATIC-Associaçao Tecnica da Industria do Cimento e La Agrupación  de Fabricantes de Cementos de España-Oficemen, dal 1o gennaio 1986 al 14 aprile 1986, hanno violato  le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, partecipando ad accordi relativi  allo scambio di informazioni sui prezzi, nel corso delle riunioni degli Head Delegates e del  comitato esecutivo di Cembureau, allo scopo di facilitare l'esecuzione dell'accordo di cui  all'articolo 1. 2. Cembureau-Association Européenne du Ciment, Fédération de l'Industrie Cimentière, Aalborg  Portland, Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, Bundesverband der Deutschen Zementindustrie,  Association of the Greek Cement Industry, Irish Cement Ltd, Italcementi - Fabbriche Riunite Cemento  S.p.A., Unicem S.p.A., Cementir-Cementerie del Tirreno S.p.A., Ciments Luxembourgeois S.A.,  Vereniging Nederlandse Cement-Industrie, British Cement Association, dal 1o gennaio 1984 al 31  dicembre 1988, e ATIC-Associaçao Tecnica da Indústria do Cimento ed Oficemen, dal 1o gennaio 1986  al 31 dicembre 1988, hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE,  partecipando a pratiche concordate miranti a facilitare l'esecuzione dell'accordo di cui  all'articolo 1 e riguardanti: a) lo scambio di informazioni sui prezzi minimi dei produttori belgi e olandesi per le forniture di  cemento autotrasportate e sui prezzi scontati praticati dal produttore lussemburghese; b) lo scambio di informazioni sui tariffari dei singoli produttori danesi e irlandesi, nonché sulle  tariffe approvate per la categoria in Grecia, in Italia e in Portogallo e sui prezzi medi praticati  in Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Articolo 31. a) Lafarge Coppée e F.lli Buzzi S.p.A. hanno violato le disposizioni dell'articolo  85, paragrafo 1, del Trattato CE, dal 26 novembre 1988 al 31 dicembre 1988, partecipando ad una  pratica concordata relativa alla ripartizione del mercato della Francia meridionale e alla  limitazione della loro autonomia di comportamento per quanto concerne le fonti di produzione. b) Société des Ciments Français S.A. e F.lli Buzzi S.p.A. hanno violato le disposizioni  dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, dal 17 marzo 1988 al 31 dicembre 1988, partecipando  ad una pratica concordata relativa allo scambio di informazioni sui prezzi in vigore e sugli  aumenti di prezzo previsti al fine della limitazione della loro autonomia di comportamento. c) Vicat S.A. e F.lli Buzzi S.p.A. hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del  Trattato CE, dall'11 maggio 1983 al 31 dicembre 1988, partecipando ad una pratica concordata  riguardante lo scambio di informazioni sui prezzi al fine della limitazione della loro autonomia di  comportamento per quanto concerne le forniture di cemento nella Francia meridionale. 2. Agrupación de Fabricantes de Cemento de España-Oficemen, Cimpor-Cimentos de Portugal EP e  SECIL-Companhia Geral de Cal e Cimento S.A. hanno violato le disposizioni dell'articolo 85,  paragrafo 1, del Trattato CE, dal 1o gennaio 1986 al 24 aprile 1989, partecipando ad un accordo  riguardante il controllo dei flussi di cemento tra la Spagna e il Portogallo e l'osservanza dei  limiti dei rispettivi mercati nazionali. 3. a) Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, Lafarge Coppée, Société des Ciments Français,  Cedest S.A., Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, Dyckerhoff AG e Heidelberger Zement AG  hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, dal 23 giugno 1982  almeno fino al 30 settembre 1989, partecipando ad accordi e pratiche concordate riguardanti la  regolamentazione delle forniture di cemento dalla Francia verso la Germania e viceversa. b) Syndicat Français de l'Industrie Cimentière e Bundesverband der Deutschen Zementindustrie hanno  violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, dal 1o gennaio 1985 al 30  settembre 1989, partecipando ad una pratica concordata riguardante lo scambio di informazioni al  fine di verificare che le limitazioni quantitative all'esportazione tra Francia e Germania e la  loro destinazione ai diversi Laender tedeschi venissero rispettate. Articolo 41. Cembureau-Association Européenne du Ciment, il gruppo Holderbank Financière Glarus  AG, Blue Circle Industries Plc, Agrupación de Fabricantes de Cemento de España-Oficemen, Asland  S.A., Corporacion Uniland S.A., Hispacement, Syndicat Français de l'Industrie imentière, Lafarge  Coppée, Société des Ciments Français, Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, Dyckerhoff AG,  Heidelberger Zement AG, Cimenteries CBR, AKER A/S ed EUROC AB, Aalborg Portland, Irish Cement Ltd,  Italcementi-Fabbriche Riunite Comento S.p.A., Unicem S.p.A. e Cementir S.p.A. hanno violato le  disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, a decorrere dal 28 maggio 1986,  partecipando all'accordo riguardante la costituzione di Cembureau Task Force, nota anche come  European Task Force.2. Il gruppo Holderbank Financière Glarus AG, Blue Circle Industries Plc, Agrupación de Fabricantes  de Cemento de España-Oficemen, Asland S.A., Corporacion Uniland S.A., Hispacement S.A., Syndicat  Français de l'Industrie Cimentière, Lafarge Coppée, Ciments Français, Bundesverband der Deutschen  Zementindustrie, Dyckerhoff AG, Heidelberger Zement AG, AKER A/S. ed EUROC AB, Cimenteries CBR  S.A., Italcementi-Fabbriche Riunite Cemento S.p.A., Unicem S.p.A. e Cementir-Cementerie del Tirreno  S.p.A. hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, dal 9 giugno  1986 al 26 marzo 1993, partecipando ad un accordo riguardante la costituzione della Joint Trading  Company, Interciment S.A., avente come obiettivo l'attuazione di misure persuasive e dissuasive nei  confronti di chiunque minacciasse la stabilità dei mercati dei paesi membri. 3. a) Cembureau-Association Européenne du Ciment, il gruppo Holderbank Financière Glarus S.A., Blue  Circle Industries Plc, Agrupación de Fabricantes de Cemento de España-Oficemen, Asland S.A.,  Corporacion Uniland S.A., Hispacement S.A., Syndicat Français de l'Industrie Cimentière, Lafarge  Coppée., Société des Ciments Français, Bundesverband der Deutschen Zementindustrie, Dyckerhoff AG,  Heidelberger Zement AG, Cimenteries CBR S.A., AKER A/S. ed EUROC AB, Aalborg Portland, Irish Cement  Ltd, Italcementi-Fabbriche Riunite Cemento S.p.A., Unicem S.p.A. e Cementir-Cementerie del Tirreno  S.p.A. hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, dal 17 giugno  1986 al 15 marzo 1987, partecipando a pratiche concordate miranti a sottrarre ai produttori greci,  e in particolare a Titan Cement Company S.A., il loro cliente Calcestruzzi. b) Italcementi-Fabbriche Riunite Cemento S.p.A., Unicem S.p.A. e Cementir-Cementerie del Tirreno  S.p.A. hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, dal 3 aprile  1987 al 3 aprile 1992, partecipando ad un accordo riguardante i contratti e le convenzioni firmati  il 3 e 15 aprile 1987 allo scopo di impedire eventuali importazioni di cemento greco da parte di  Calcestruzzi. 4. Le seguenti imprese hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato  CE, partecipando ad accordi e pratiche concordate miranti a dirottare le eccedenze produttive  greche e a frenare le importazioni di cemento greco nei paesi della CE. In particolare: a) Blue Circle Industries Plc, Castle Cement Ltd e the Rugby Group Plc per aver partecipato, dal 16  giugno 1986 al 5 settembre 1986, ad una pratica concordata mirante ad impedire e/o a ridurre le  importazioni di cemento greco nel Regno Unito; b) Blue Circle Industries Plc e Titan Cement Company per aver partecipato, dal 4 luglio 1986 al 31  dicembre 1989, ad un accordo mirante a dirottare quantitativi di cemento e clinker prodotti da  Titan verso gli Stati Uniti e la Nigeria e ad impedire la vendita diretta di tali prodotti da parte  di Titan sui mercati europei; c) il gruppo Holderbank Financière Glarus AG. e Titan Cement Company. per aver partecipato, dal 19  giugno 1986 al 31 dicembre 1990, ad un accordo mirante a dirottare quantitativi di cemento e  clinker prodotti da Titan verso gli Stati Uniti e l'Africa e ad impedire la vendita diretta di tali  prodotti da parte di Titan sui mercati europei; d) il gruppo Holderbank Financière Glarus AG. ed Heracles General Cement Company per aver  partecipato, dal 9 maggio 1986 al 31 dicembre 1990, ad un accordo mirante ad impedire la vendita  diretta di cemento da parte di Heracles sui mercati europei e a dirottare quantitativi di cemento e  clinker prodotti da Heracles verso altri mercati; e) Lafarge Coppée e Titan Cement Company. per aver partecipato, dal 22 luglio 1986 al 31 dicembre  1991, ad un accordo mirante a dirottare quantitativi di clinker prodotti da Titan verso il Canada e  ad impedire eventuali vendite dirette da parte di Titan sui mercati europei; f) Lafarge Coppée ed Heracles General Cement Company per aver partecipato, dal 1o giugno 1988 al 15  giugno 1991, ad un accordo mirante a dirottare quantitativi di cemento e clinker prodotti da  Heracles verso i paesi extraeuropei e ad impedire la vendita diretta di tali prodotti da parte di  Heracles sui mercati europei; g) Cimenteries CBR S.A., Heracles General Cement Company e Titan Cement Company per aver  partecipato, dal 4 maggio 1988 al 31 dicembre 1990, ad una pratica concordata relativa a forniture,  effettuate tramite UMAR, di clinker destinato alle società CBR ed ENCI in Belgio e nei Paesi Bassi  e mirante ad impedire eventuali vendite dirette da parte dei due produttori greci sui mercati  europei; h) AKER A/S ed EUROC AB e Titan Cement Company per aver partecipato, dal 28 gennaio 1987 al 31  dicembre 1990, ad un accordo mirante a dirottare quantitativi di cemento e clinker prodotti da  Titan verso l'Africa, gli Stati Uniti e le Bahamas e ad impedire la vendita diretta di tali  prodotti da parte di Titan sui mercati europei. Articolo 5Fédération de l'Industrie Cimentière, Aalborg Portland, Syndicat Français de  l'Industrie Cimentière, Dyckerhoff AG, Alsen-Breitenburg Zement- und Kalkwerke GmbH, Nordcement AG,  Association of the Greek Cement Industry, Irish Cement Ltd, Italcementi-Fabbriche Riunite Cemento  S.p.A., Unicem S.p.A., Cementir-Cementerie del Tirreno S.p.A., Eerste Nederlandse Cement Industrie  N.V., dal 14 marzo 1984 al 22 settembre 1989, e Castle Cement Ltd, ATIC-Associação Técnica da  Indústria do Cimento e Agrupación de Fabricantes de Cementos de España-Oficemen, dal 1o gennaio  1986 al 22 settembre 1989, hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del  Trattato CE, partecipando nel quadro di ECEC a pratiche concordate riguardanti lo scambio di  informazioni sulla situazione della domanda e dell'offerta nei paesi terzi importatori, sui prezzi  praticabili all'esportazione, sulla situazione delle importazioni nei paesi membri e sulla  situazione della domanda e dell'offerta nei mercati interni, allo scopo di prevenire eventuali  incursioni dei concorrenti nei rispettivi mercati nazionali all'interno della Comunità. Articolo 6Lafarge Coppée, Titan Cement Company, Heracles General Cement Company, Halkis Cement  Company S.A., dal 1o luglio 1981 al 19 maggio 1989, Société des Ciments Français, dal 1o luglio  1981 al 17 febbraio 1989, Blue Circle Industries Plc, dal 1o luglio 1981 al 12 ottobre 1987,  Hispacement S.A., Hornos Ibericos Alba S.A., CompãnÍa Valenciana de Cements Portland S/A e la sua  controllata Cementos del Mar S.A., dal 1o gennaio 1986 al 19 maggio 1989, hanno violato le  disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, partecipando nel quadro di EPC ad una  pratica concordata continua riguardante l'esame della situazione dei mercati comunitari, la  ripartizione dei mercati dei paesi terzi, la fissazione dei prezzi per i prodotti destinati alla  grande esportazione, lo scambio di dati relativi ad ogni singola impresa sulle quantità di prodotto  disponibili per l'esportazione e sulle esportazioni effettuate nei paesi terzi, allo scopo di  prevenire eventuali incursioni dei concorrenti sui rispettivi mercati nazionali all'interno della  Comunità. Articolo 7Italcementi-Fabbriche Riunite Cemento S.p.A., Dyckerhoff AG, Lafarge Coppée, Société  des Ciments Français, Cimenteries CBR S.A., dal 6 maggio 1982 al 26 maggio 1988, e CompañÍa  Valenciana de Cementos Portland S.A., dal 1o gennaio 1986 al 26 maggio 1988, hanno violato le  disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, del Trattato CE, partecipando nel quadro di WCC alla  pratica concordata e all'accordo relativi all'osservanza dei limiti dei mercati nazionali, alla  pratica concordata continua relativa alla canalizzazione verso l'esportazione nei paesi terzi delle  eccedenze produttive e ad una pratica concordata continua relativa allo scambio di informazioni  riguardanti ogni singola impresa, in particolare sulle capacità produttive, la produzione, le  vendite sul mercato nazionale e all'esportazione, i prezzi interni per il cemento bianco e il  cemento grigio e i prezzi all'esportazione. Articolo 8Le imprese menzionate agli articoli da 1 a 7 sono tenute a porre immediatamente fine  alle infrazioni indicate negli stessi artricoli (nella misura in cui non vi abbiano già provveduto)  e ad astenersi in futuro, per quanto riguarda le attività che esse svolgono nel settore del cemento  grigio e del cemento bianco, da ogni accordo o pratica concordata che possa avere oggetto identico  o analogo, compreso ogni scambio di informazioni commerciali riservate mirante a controllare  l'esecuzione di accordi espressi o taciti o di pratiche concordate riguardanti la ripartizione dei  mercati nella Comunità. Articolo 9Le ammende seguenti sono inflitte alle associazioni e imprese interessate per  l'infrazione constatata all'articolo 1, la quale è stata segnatamente messa in atto con i  comportamenti descritti negli articoli 2, 3, 4, 5 e 6: >SPAZIO PER TABELLA>Articolo 10Le ammende seguenti sono inflitte alle imprese interessate per  le infrazioni constatate all'articolo 7: >SPAZIO PER TABELLA>Articolo 11Il pagamento delle ammende inflitte agli articoli 9 e 10 va  eseguito entro tre mesi dalla notificazione della presente decisione mediante versamento sul  seguente conto bancario intestato alla Commissione delle Comunità europeeconto no 310-0933000-43,  Commissione delle Comunità europeeBanca Bruxelles-Lambert, Agence Européenne, Rond Point Schuman, 5, B-1040 BruxellesA decorrere dalla scadenza del termine sopra indicato, gli importi delle ammende  producono interessi di pieno diritto al tasso applicato dall'Istituto monetario europeo alle sue  operazioni in ECU il primo giorno feriale del mese nel quale è adottata la presente decisione e  maggiorato di tre punti e mezzo, ossia al 9,25%. Articolo 12Sono destinatari della presente decisione: 1. Cembureau - Association Européenne du CimentRue d'Arlon 55B-1040 BRUXELLES2. Holderbank -  Financière Glarus AGc/o Alsen Breitenburg Zement- und Kalkwerke GmbHOst-West-Strasse 69D-20457  HAMBURG3. AKER A/SFjordalléen 16N-0250 OSLO4. EUROC ABAnnetorpsvaegen 100S-21610 MALMOE5.  Bundesverband der Deutschen Zementindustrie e.V.-BDZPferdmengesstrasse 7D-50968 KOELN6.  Heidelberger Zement AGBerliner Strasse 6D-69120 HEIDELBERG7. Dyckerhoff AGBiebricher Strasse  69D-65203 WIESBADEN8. FIC - Fédération de l'Industrie CimentièreRue César Franck 46B-1050  BRUXELLES9. Cimenteries CBR S.A. Chaussée de la Hulpe 185B-1170 BRUXELLES10. Aalborg PortlandRoerdalsvej 44DK-9000 AALBORG11.  AGRUPACIÓN DE FABRICANTES DE CEMENTODE ESPAÑA - OFICEMENJosé Abascal, 53-1°E-28003 MADRID12.  Asland S.A. Córcega, 325E-08037 BARCELONA13. Corporación Uniland S.A. Córcega, 299-5°E-08008 BARCELONA14. Hispacement S.A. Moll del Contadic s/nE-08039 BARCELONA15. SFIC - Syndicat Français de l'Industrie  CimentièreAvenue de Friedland 41F-75008 PARIS16. Lafarge CoppéeRue des Belles Feuilles  61F-75782 PARIS CEDEX 1617. Société des Ciments FrançaisTour ArianePlace de la Pyramide  5Quartier VillonF-92800 PUTEAUX18. Vicat S.A. Tour GANPlace de l'Iris 16F-92082 PARIS LA DÉFENSE CEDEX 1319. Cedest S.A. Rue de la Pompe 183F-75116 PARIS20. Association of the Greek Cement IndustryKarirsi Square  10GR-10561 ATHENS21. Irish Cement LimitedStillorgan RoadStillorganIRL-Co. DUBLIN22.  Italcementi - Fabbriche Riunite Cemento S.p.A. Via G. Camozzi, 124I-24100 BERGAMO23. Unicem S.p.A. Via Carlo Marenco, 25I-10126 TORINO24. Cementir - Cementerie del Tirreno S.p.A. Corso di Francia, 200I-00191 ROMA25. Fratelli Buzzi S.p.A. Corso Giovane Italia, 39I-15033 CASALE MONFERRATO (Alessandria)26. Ciments luxembourgeois S.A. Boîte postale 146L-4002 ESCH-SUR-ALZETTE27. Vereniging Nederlandse Cementindustrie-VNCGebouw  CementrumSint Teunislaan 1NL-5231 BS 's-HERTOGENBOSCH28. Eerste Nederlandse Cement Industrie  NV-ENCIGebouw CementrumSint Teunislaan 1NL-5231 BS 's-HERTOGENBOSCH29. ATIC - Associação  Técnica da Indústria do CimentoAv. 5 Outubro, 54, 2° DP-1000 LISBOA30. Cimpor - Cimentos de  Portugal, EPRua Alexandre Herculano, 35Apartado 2211P-1106 LISBOA CODEX31. SECIL - Companhia  Geral de Cal e Cimento S.A. Av. Cons. Fernando de Sousa, 19, 16oP-1092 LISBOA CODEX32. British Cement AssociationCentury  HouseTelford AvenueCrowthorneGB-BERKSHIRE RG11 6YS33. Blue Circle Industries PLC84 Eccleston  SquareGB-LONDON SW1V 1PX34. The Rugby Group PLCCrown HouseGB-RUGBY CV21 2DT35. Castle Cement  LimitedPark Square3160 Solihull ParkwayBirmingham Business ParkGB-BIRMINGHAM B37 7YN36.  Alsen-Breitenburg Zement- und Kalkwerke GmbHOst-West-Strasse 69D-20457 HAMBURG37. Nordcement  AGWarmbuechenstrasse 19D-30159 HANNOVER38. Titan Cement CompanyChalkidos Street 22AGR-11143  ATHENS39. Heracles General Cement CompanyS. Venizelou Street 49-51GR-14123 LYCOVRISSI40. Halkis  Cement CompanyAthens TowerGR-11527 ATHENS41. Hornos Ibericos Alba S.A. Núñez de Balboa, 35-AE-28001 MADRID42. CompañÍa Valenciana de Cementos Portland S.A. Cólon, 66-68E-46004 VALENCIALa presente decisione costituisce titolo esecutivo  ai sensi dell'articolo 192 del Trattato CE. Fatto a Bruxelles, il 30 novembre 1994Per la CommissioneKarel VAN MIERTMembro della  CommissioneG.U. n. 13 del 21. 2. 1962, pag.204/62. G.U. n. 127 del 20. 8. 1963, p. 2268/63. Racc. 1991, pag. II - 1711. Racc. 1992, pag. II 1571. Racc. 1992, pag. II 2667. C. Pratten, A. Survey of the economies of scale, Studies on the Economic Integration, Research on  the «Cost of Non Europe», Basic findings, Vol. 2, Commission CE, Bruxelles 1988. Fonte: Commissione europea, Panorama dell'industria CE, 1990, p.77; DRI Europe. Il parere del  professor Peter Williamson, allegato alla memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti di  Blue Circle, è basato sui medesimi dati. Fonte: Eurostat - Prezzo dell'elettricità 1985-1991, pag. 177. European Communities - Europa Transport, Annual Report 1989, Supplement to the Scad Bulletin, 1991,  p. 59. European Communities - Europa Transport, Annual Report 1988, Supplement to the Scad Bulletin, 1990,  n. 2.8.2 «Price indices». Nell'esposizione che segue sono stati utilizzati gli studi di Philips, Les systèmes de prix  géographiques et la concurrence, Commissione CE, Serie Concorrenza n. 29, 1976, e di P.Bianchi,  Politiche pubbliche e strategie dell'impresa nell'industria europea del cemento, Ed. Il Mulino,  Bologna, 1980. Testo originale: «La vente sur un point de parité implique que le prix rendu destination est égal à un prix de base  auquel est ajouté un coût de transport jusqu'au lieu de livraison calculé à partir d'un point de  parité fixé d'avance, et non pas nécessairement à partir du lieu où se situe l'usine du vendeur». Testo originale in italiano. Testo originale: «Un prix rendu destination uniforme est appliqué sur tout un territoire. Lorsque le coût de  transport unitaire est relativement élevé, et la demande concentrée en différents endroits,  plusieurs zones peuvent être prévues. A l'intérieur de chaque zone, un prix franco unique est  d'application pour tous les points de livraison. . . . Entre les zones, une différence de prix  rigide est maintenue, ce qui implique l'interdiction pour les acheteurs d'acheter ou de revendre  dans une zone autre que celle dans laquelle ils sont localisés (ou qui leur est assignée). Un  contrôle rigoureux des expéditions s'impose donc. Le moyen le plus simple pour réaliser ce contrôle  consiste à interdire aux acheteurs d'assurer eux-mêmes le transport. Cependant, un telle  interdiction n'est pas indispensable: il peut suffire d'exiger le paiement du prix 'rendu  destination'(. . .) valable dans la zone de l'acheteur, même si celui-ci s'approvisionne dans une  autre zone. Dans ce cas, les écarts de prix entre les zones ne peuvent pas dépasser les coûts de  transport vers les centres de consommation principaux, afin d'éliminer les possibilités  d'arbitrage. A l'intérieur des zones, l'interdiction de prendre livraison à l'usine même garantit  le bon fonctionnement du système. Une fois de plus, des assouplissements sont possibles: on peut  aller jusqu'à admettre le remboursement (souvent partiel) des frais de transport en cas de  livraison à l'usine, mais ceci suppose un négoce très discipliné, un contrôle rigoureux des  destinations et des tarifs correspondant aux coûts de transport véritables». Testo originale: «Dans le cas d'un système de prix par zones, la situation est claire et ne semble pas prêter à  discussion: ce système n'est possible que si un marché géographique est réparti en zones par une  entente tacite ou explicite de répartition régionale. La logique du systéme, du point de vue de la  concurrence en prix, est claire: d'une part, il exclut toute concurrence tant au niveau de la  production qu'à celui du négoce; d'autre part, il enlève aux acheteurs tout intérêt à  s'approvisionner auprés d'un producteur plus rapproché». Testo originale: «les producteurs annoncent un prix départ usine auquel les acheteurs ont la possibilité d'acheter,  étant entendu que'ils assureront le transport à leurs frais ou que, s'ils préfèrent que le  producteur s'en charge, le coût de transport effectif sera ajouté au prix départ usine. En toute  hypothèse, le prix net au producteur est le même, quelles que soient les destinations, alors que le  prix rendu est égal, en tout point de livraison, au prix départ usine plus le coût de transport  véritable. Dans un tel système, le prix rendu destination s'élève au fur et à mesure que le lieu de  livraison est plus éloigné de l'usine ou de centre de production. Chaque centre dispose ainsi d'un  'marché naturel' dans lequel ses produits ont un prix rendu inférieur à celui des centres de  production concurrents.» Testo originale: «Les prix FOB uniformes se rencontrent aussi bien au sein de cartels organisés qu'en cas de  collusion tacite, comme le système des points de parité. Si la transparence du marché est moindre  du côté du prix rendu, du fait que les acheteurs utilisent leurs propres moyens de transport, elle  reste totale du côté des prix départ. Si l'exclusion de l'alignement cloisonne chaque centre de  production dans son marché naturel, l'entente tacite de prix est tout aussi favorisée. Le choix  entre les deux formules dépendra notammente de la stabilité géographique de la demande. Si celle-ci  se développe parallèlement dans les différentes parties régionales du marché, le système FOB est le  plus simple. Chaque marché naturel se développe au même rythme, et il suffit de maintenir le marché  naturel d'un chacun pour sauvegarder les parts de marché. . . Si des déplacements indésirables de  frontières naturelles se présentaient, par exemple par le développement de nouveaux moyens de  transport, une correction par ajustement des écarts entre prix départ reste possible. En revanche,  si des déplacements régionaux de la demande sont fréquents et importants, le recours à l'alignment,  et donc aux points de parité, s'impose. Alors, en effet, un centre qui voit sa demande fléchir peut  maintenir sa part de marché grâce à des livraisons dans des régions en expansion, sans y mettre la  structure des prix en danger.» Testo originale: «un million de tonnes supplémentaires seront fabriquées cette année pour satisfaire à des demandes  françaises (jusqu'au bassin parisien), après la fermeture récente de trois unités de fabrication  implantées dans le Nord de la France, propriétés elles aussi de Ciments Français. Ce ciment, à  destination de l'Hexagone, est acheminé au départ d'une gare d'expédition installée sur le site  même de CCB, la Compagnie disposant là de huit silos de stockage de 5 000 tonnes chacun.» Cfr. tabelle allegate sulle capacità produttive, l'andamento della produzione, del consumo, delle  esportazioni e importazioni in ciascun paese CE. Testo originale: «l'association a essentiellement pour buts: 1. l'échange d'information entre les Membres2. le rassemblement de statistiques et autres  reinsegnements3. l'étude des questions économiques4. la coopération en matière de développement  du marché (promotion)5. la coopération dans les domaines techniques et domaines industriels  connexés6.  de servir de centre d'informations en ce qui concerne l'industrie cimentière.» Testo originale: «3. l'étude des facteurs de développement de l'industrie cimentière» «5. la représentation de ses Membres au niveau européen et au niveau international» «b) Les activités de Cembureau pourront être exercées par l'Association elle-même, ou par toute  entité juridique dans laquelle Cembureau détiendrait une participation lui en assurant le  contrôle». Testo originale: «Les cimentiérs (d'après les nouveax Statuts: &lang;qLes industries cimentières&rang;) de  différents pays qui, à titre individuel ou par l'intermédiaire d'organisations nationales, ont  exprimé le désir de participer aux activités de l'Association et à la réalisation des objectifs  énoncés à l'Article 3 ci-dessus, peuvent devenir Membres de l'Association. De nouveaux membres  pourront être admis après avoir été approuvés à l'unanimité par l'Assemblée Générale» (d'après les  nouveaux Statuts: «De nouveaux membres pourront être admis après accord de l'Assemblée Générale  statuant à l'unanimité»). Testo originale: «I.2 . . . Les &lang;Head Delegates&rang; n'ont ni existence statutaire ni pouvoirs statutaires.  Cembureau est essentiellement une association professionnelle qui regroupe des associations  nationales». «I.3 Les &lang;Head Delegates&rang;. &lang;Comme c'est le cas pour les représentants des  gouvernements dans des organismes internationaux et en dépit du fait que le titre de &lang;Head  Delegate&rang; n'est pas statutaire (V.I.2), une personne fut nommée &lang;Chef de délégation  (&lang;Head Delegate&rang;) pour exercer le droit de vote au sein de l'Assemblée Générale.  Cembureau tenait à jour une liste de ces &lang;Chefs de délégation&rang;.» «De 1983 à 1985, les services de Cembureau ont prêté leur assistance en fournissant des prestations  de secrétariat lorsqu'il leur était demandé d'organiser des réunions de personnes qui avaient,  alors, le titre de &lang;Chef de délégation&rang;.» «Cembureau n'est pas en mesure de commenter les réunions après 1985 puisque Cembureau n'a  absolument plus rien eu à voir avec ces réunions». Testo originale: «1. Imports from Eastern Europe(M) 1.1 Send a table to all Members requesting - 1982 estimates  corrections - addition(HD) 1.2 Request information on CIF prices at points of entry2.  Intra-European Trade2.1 Secretariat compiles existing data 1979-1981(M) 2.2 Members requested  estimates for remaining months 19822.3 Secretariat compiles list of official prices, - ex works,  (actual or estimated) for Ordinary Portland and/or Principal Cement3. World Cement Markets(HD)  3.1 Request information on Members export price3.2 Request information on CIF prices in countries  close to Europe.» Originale: «(A) Ex-works - Actual - Calculated (Cembureau)- (i) Pure Portland - (problem of France)- (ii)  Major Cement- (iii) No information rebates. For rebates special enquiry needed(Different types -  Clauses)(B) Export Prices. No official information. Poss. by Group Exportations(C) World prices.  Selection of Prices available - We can update(D) European Intra-Trade Prices - Some informal  prices but could be obtained with authority of Executive Committee.» Originale: « U.K. PriceBasing Price - £ 43.48(5 miglia)ex works - £ 1.03but hauliors costs - £ 1.80 = £  41.68less Merchant Commission - £ 1.20 = £ 40.48less cash rebate 2 1/2 - £ 1.00 = £ 39.50 Testo originale: Discarding a TABLE >SPAZIO PER TABELLA>Rates: 4.1.83 and 12.1.83 for Greecea) New cement, replaces p. 30. Montly  average July-December 1982. Ex-works price estimated by Cembureaub) Average for the whole country.  Average south: 300 - Average north: 270 (excl. rebates)c) Athens area. *: incl. taxesd) max.  price: 305 - min.: 250 Testo originale: «Niveau des prix du ciment dans les pays membres au 31. 12. 83Comme l'an passé, cette information  est présentée sur la figure ci-jointe qui appelle les explications suivants: - Dans la moitié gauche de la figure, on trouve sous l'abbréviation P les pays dans lesquels le  ciment le plus vendu est le ciment Portland «pur» tandis que la partie droite regroupe les pays qui  produisent en ordre principal des ciments Portland composés (PCo), c'est-à-dire des ciments  constitués en général de 75 a 85% de clinker et de 15 à 25% de constituants secondaires. - Le chiffre figurant à gauche ou à droite de chaque case indique, en millions de tonnes, la  production de l'ensemble des pays situés dans cette case. - Les prix sont indiqués en dollars au cours du 31. 12. 1983; pour tenir compte des variations et  des rabais éventuels à l'intérieur des pays, ces prix sont présentés sous forme d'une plage en  forme d'ellipse dont la superficie est approximativement fonction de la production du pays  considéré et dont le centre correspond à peu de choses près au prix moyen. - L'éventail des prix a été subdivisé en classes de 10 en 10 dollars. - Pour comparaison, à l'extrème gauche de la figure, on trouve deux autres ellipses indiquant la  gamme de prix pratiqués sur le marché des USA et du Japon.» Testo originale: «Les données recueillies par Cembureau en matière de prix sont donc des données globales, pays par  pays, hors TVA e sans indication de rabais. Elles sont toujours retransmises par Cembureau à ses  membres de manière tout à fait globale, sans individualisation quelconque». Testo originale: «Vous voudrez bien trouver ci-joint, en annexe 3, l'ensemble des documents que nous avons pu  retrouver à propos des informations sur les prix intérieurs du ciment, reçues de nos associés et  retransmises à nos associés de 1984 à fin 1989». Testo originale: «Compte tenu de cette majoration (ou des modifications dont question ci-avant), les prix rendus par  camion de ciment Portland à la pouzzolane &lang;PPZ 30&rang; (prix de référence) deviennent: Discarding a TABLE >SPAZIO PER TABELLA> Testo originale: «le passage du document cité par la Commission qui indique qu'il y eut &lang;confirmation des prix  donnée par téléphone une fois par an&rang; (doc. 33126/15096) ne fait référence qu'au fait que  depuis 1986 il n'y avait pas eu de hausse générale de prix autorisée par le Ministère des affaires  économiques. La FIC confirmait donc que les barèmes communiqués en 1986 étaient toujours  valables». Testo originale: «The prices of Aalborg have until 1989 been subject to advance approval by the Monopoly Control  Authorities, and revised price lists have been sent to Cembureau after approval and publication in  Danemark». Questo documento non è stato inviato da Cembureau alla Commissione in allegato alla risposta del 2.  2. 1990 alla lettera di domanda di informazioni, ma soltanto allegato alla memoria in risposta alla  comunicazione degli addebiti. Trattasi tuttavia di un documento appartenente alla categoria di  documenti che, per quanto a conoscenza della Commissione - e confermato da Cembureau -, sono  trasmessi regolarmente ai membri di Cembureau. Testo originale: «Photocopies des prix de 1984 à 1986 - plus copies de deux notes d'information sur la moyenne des  prix en France pour mon information personnelle. Système des prix (contrôle jusqu'à 1986). Les prix  communiqués sont des prix moyennes pour la France. Prix pour deux types de ciment. A partir de 1987  la France ne veut plus voir ces prix publiés dans les documents Cembureau. Ceux-ci peuvent être  communiqués par téléphone aux Membres». Testo originale: «S'agissant de valeurs moyennes approximatives, toutes comparaisons avec les prix publiés  précédemment ne peuvent avoir un caractère rigoureux et les écarts de prix entre catégories ne sont  pas significatifs». Testo originale: «Suite à notre entretien téléphonique du 1er mars 1988, pour votre gouverne personnelle». Testo originale: «Photocopies des prix de 1984 à 1989. Système des prix (libre fixation des prix). La moyenne des  prix fournie à Cembureau par l'Association allemande est la moyenne des prix calculée par l'Office  National des Statistiques allemand». Testo originale: «Att. Mr. Pinnock. Ref. au Tx d'aujourd'hui. Allemagne de l'Ouest (Prix entourés) Salutations». Testo originale: «Has supplied price data to Cembureau since the commencement of collation of price data statistics  by Cembureau». Testo originale: «The cement prices (or tabled prices) per tonne of the S.A. des Ciments Luxembourgeois are  ex-works, naked, rebates included, exclusive of VAT». Testo originale: «For deliveries of bulk cement which are made in the company's own lorries, transport costs  according to distance are charged separately». Questo documento non è stato trasmesso da Cembureau alla Commissione in allegato alla risposta del  2 febbraio 1990 alla lettera di richiesta di informazioni, ma unicamente come allegato alla memoria  in risposta alla comunicazione degli addebiti. Si tratta tuttavia di un documento che rientra nella  categoria di quelli regolarmente inviati ai membri di Cembureau, secondo quanto risulta alla  Commissione e su conferma dello stesso Cembureau. Testo originale: «With reference to our telcon of last week we inform you that the prices for different types of  cement will be changed as per 2 January 1985. The price for blastfurnace cement (HD-A) delivered by  barge will be Dfl 119,05/ton whilst the price for Portland Cement class A will be Dfl 128,50/ton. I  have been informed by Mr. Kuijt that since a couple of years he has sent you a copy of the official  letter to customers about changes in prices. In your statistics you only mention blastfurnace  cement and Portland cement without reference to the trade marks». Testo originale: «Spain - Photocopies des prix de 1984 à 1988. Système des prix (libre fixation des prix). Nous ne  publions plus les prix du ciment depuis 1984, une moyenne des prix nous est communiquée une fois  par an, pour information par téléphone». Testo originale: «Depuis cette date (14. 10. 1980) les prix ont subi une évolution différente suivant les régions.  Il est donc difficile d'établir un prix moyen pour l'ensemble du pays». Testo originale: «Estas precios han sido comunicados a Mme Lacroux el dia 22. 5. 1987 para que puedan ser ofrecidos  a la Asamblea General de Cembureau de este mismo mes».PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0815.8Testo originale: «Nous n'avons plus reçu de communication officielle des prix depuis 85. Nous obtenons des prix de  différentes sources (i.e. constructeurs) que nous communiquons comme estimation approximative par  téléphone. Système des prix (libre fixation des prix depuis 1987)». Testo originale: «Nous ne communiquons, en général, les prix qu'à nos Membres. Les demandes qui émanent de  l'extérieur proviennent toujours de sociétés ou bureaux de consultants qui souhaitent faire des  comparaisons de prix. Malheureusement les structures des prix et les types de ciment choisis par  chaque pays comme référence, sont tellement différents que toutes les comparaisons qui ont été  faites se sont révélées fausses. Un cimentier qui connaît bien les normes, le coût du transport,  peut évidemment utiliser ces prix. Mais nous ne faisons jamais ce travail pour nos membres». Testo originale: «Les articles 85 et 86 portant sur la politique de concurrence sont clairs et on ne peut envisager  aucune action en contravention à ces articles. La tendance qui prévaut au sein de la CEE est d'examiner la position des différents pays d'un point  de vue économique et l'objectif actuel est de trouver un régime de prix pour les produits homogènes  qui soit compatible avec l'article 85. Le système de points de parité actuellement à l'étude a pour  objet d'éviter la concurrence ruineuse et conviendrait au ciment. Des suggestions ont également été formulées dans le but de garantir une concurrence loyale». Testo originale: «EEC intends &lang;letter of comfort&rang; to tolerate: - Basing-point system = Price transparency in order to avoid ruinous competition. Arguments: - Heavy and homogeneous product- Industry dependent on regional raw materials- Low specific  value- Inelasticity of demand- Oligopolistic structure- Highly &lang;mature&rang; industry-  High capital intensive industryBases: - Studies University of Tubingen- Studies University of Louvain». Testo originale: «1. If possible- list of delivered prices- and ex-works prices available. 2. These price lists to be calculated assuming for a price leader company identical basing-point  prices ex-works, for all destinations, even for sales beyond the national borders. 3. Within a relevant market, alignment on the price-leader4. Outside the relevant market,  application of 2 or occasional alignment». Nel suo studio «I sistemi di determinazione geografica dei prezzi e la concorrenza», serie  «Concorrenza - Ravvicinamento delle legislazioni, 1976, no 29», Louis Phlips considera  anticoncorrenziale il sistema dei punti base (cfr. pagg. 14, 15, 17, 18 e 56). Afferma in  particolare (pag. 56): «In effetti, dal punto di vista della concorrenza attiva a livello dei  prezzi, i sistemi che implicano un assorbimento del costo di trasporto e che pertanto risultano  discriminatori, quali la vendita ad un prezzo franco uniforme, il sistema del punto base unico e di  più punti base, con allineamento, appaiono come il supporto indispensabile per un'intesa sui prezzi  mirante al mantenimento di una configurazione geografica dei prezzi franco destino che massimizzi i  margini di profitto. Nelle industrie oligopolistiche che producono merci pesanti di scarso valore  unitario, il ricorso a questi sistemi presuppone l'esistenza di intese tacite sui prezzi. Tali  sistemi vanno vietati se si vuol rendere operativo il divieto di concordare intese sui prezzi. In  caso contrario, gli accordi espliciti verrebbero sostituiti da intese tacite funzionanti grazie  alla trasparenza e alle regole relative all'assorbimento del costo del trasporto che caratterizzano  tali sistemi». Testo originale: «M. Bertran indique qu'il est personnellement optimiste en ce qui concerne le maintien du volume  des marchés d'outre-mer mais que le problème de la faiblesse des prix n'en demeure pas moins  critique. Il estime qu'il est temps de réexaminer les possibilités d'améliorer la coopération, non  seulement entre les grands pays exportateurs, mais entre tous les Membres de Cembureau. Un des  rôles de Cembureau doit être de contribuer à l'établissement d'une concurrence saine mais  réaliste». Testo originale: «qu'aucune réglementation de la CEE ne s'oppose à des consultations et à la coopération dans les  marchés d'outre-mer». Testo originale: «La page no 12 est la page 4 du même document qui confirme que l'Export Policy Committee est un  comité fonctionnant en dehors de la sphère d'influence de Cembureau. Le procès-verbal sous la  rubrique &lang;coopération en matière d'exportations&rang; (page 11) indique qu'il s'agit de la  coopération dans les marchés d'outre-mer &lang;aucune réglementation de la CEE ne s'opposant à de  telle consultation&rang;. Le premier paragraphe de cette page indiquant qu'&lang;un des rôles de  Cembureau doit être de contribuer à l'établissement d'une concurrence saine mais réaliste entre  tous les membres de Cembureau&rang; doit se lire dans cette perspective». Testo originale: «l'Export Policy Committee est un Comité fonctionnant en dehors de la sphère d'influence de  Cembureau». Testo originale: «Pages no 1 à 3: Ces pièces émanent de la société Blue Circle. Elles expliquent que depuis 1958,  date d'entrée en vigueur du Traité de la C.E.E., Cembureau ne comprend plus de Comité chargé d'une  coordination quelconque en matière d'exportation. Il en découle également que Cembureau n'a rien à  voir ni avec le London Club, ni avec l'E.C.E.C. (European Cement Export Committee)». Testo originale: «In years gone by, Cembureau ran a European Export Committee under its own wing, but with the  advent of the Common Market and its clear distaste for cartels of any sort, Cembureau eventually  abandoned its unwanted child, and European Cooperation in cement exports was left to an informal  initiative from outside. This Michael Chapman took up, and in 1972 we so the formation of the  so-called &lang;London Club&rang;, which had its origins in a very small informal grouping of  exporters who had been meeting for some years under Michael's guidance.» In italiano nel testo. Testo originale: «Strategy against imports and the future of the Cement Industry» «At the moment 22 million tonnes of the West European surplus is able to be channelled to overseas  markets in need of the product but there is every likelihood that this figure will collapse  dramatically to 15 million tonnes or less by early 1985 and under that strain it is probable that  the Cembureau principle of not transhipping to internal European markets will break down. The counter measures against imports we have taken so far are as follows. 1. Anti-dumping suit which if successful in 1984 may be useless in the long term if Spain joins the  EEC. 2. Dealing and negotiating with shippers and importers; reasonably effective at the moment but  risks encouraging les autres. 3. Threatening and cajoling Cembureau friends. Probably adequate against most large producers but  unlikely to stop every source in the EEC. 4. Actually setting up silos in &lang;enemy&rang; territories. A credible and possible effective  option to a limited degree, but a) will be time consuming and expensive b) may infuriate the whole  target country to even greater measures thereby totally breaking the Cembureau agreement and if so  BC will inevitably be the greatest loser. This also assumes that our targets will not obtain  &lang;back-door&rang; government protection which is a very dangerous assumption in dealing with  hard pressed non-oil producing latin economies. 5. Quality Assurance may also be a useful tool but can be complied with at relatively little cost. 6. Withdrawing cooperation on our Nigeria exports also carries weight but can we rely on the  Nigeria economy or Coumantaros goodwill lasting forever?» Testo originale: «Import Threat» «Assuming that the Cembureau policy of non-transhipment holds and our assumption that the West  German imports are not going to prove profitable, there would appear to be only three major  residual threats. 1. Bags, of bulk in 5 000 tonne pneumatic vessels from East Germany2. Bags, including big bags,  from Poland. 3. A large entrepreneur with a mother ship using 25 000 tonne vessels from South European Comecon  ports. There is a small residual threat of the small independent North Spaniards importing here but their  tonnage, quality and organisation is limited.» Testo originale: «tous les documents concernant &lang;l'Accord Cembureau et/ou le Principe Cembureau de respect des  marchés domestiques Européens&rang;. A défaut de supports écrits, veuillez décrire le contenu de  cet &lang;Accord ou Principe&rang;.&lang; (doc. 33126/11523-11524). La réponse de Cembureau a été  qu'»il n'existe aucun &lang;Cembureau Agreement or Principles&rang; ni à fortiori aucun document  qui contiendrait des règles d'application. Lorsque l'expression est citée dans un document, elle se  réfère non pas à une quelconque pratique anti-concurrentielle, mais au respect de règles d'usage et  d'éthique progressivement dégagées de la fréquentation des entreprises et de l'évolution économique  dans les différents pays» Testo originale: «Annexe 10. Ce Document n'appelle pas de commentaire particulier de la part de Cembureau. Il émane  d'une société cimentière et fait allusion, sans plus, aux règles de bon voisinage encouragées par  Cembureau. La référence au &lang;Cembureau principle of not transhipping to internal European  markets&rang; se réfère à un mode de comportement qui est souhaité par les membres, mais ne  contient en lui-même aucune contrainte ni à fortiori aucune sanction.» Testo originale: «n'était que pure 'spéculation' sur la signification d'expressions extraites de documents étrangers  à Cembureau». Testo originale: «Secondly, the Commission refers to two internal Blue Circle memoranda written by Jeremy Reiss  which refer to the &lang;Cembureau principle of not transhipping&rang;. It is not clear what Mr.  Reiss hat in mind when he referred to the &lang;Cembureau principle&rang; or &lang;Cembureau  agreement&rang;. He may well have been using those expression as a 'short hand' to refer to the  economic facts of life that naturally limit transhipment of cement between producer countries (see  chapter 2 above and volume II). Those economic facts of life would not of course apply in the same  theme of both of Mr. Reiss memoranda (a fact that the Commission studiously ignores in the S.O.).» Testo originale: «Blue Circle was originally itself a member of Cembureau together with the other individual  producers in the United Kingdom. However, in 1972 the decision was taken to replace the individual  members with membership on the part of their United Kingdom trade association, the Cement Makers'  Federation (&lang;the CMF&rang;). The representation of the United Kingdom cement industry on the  various committees of Cembureau was decided upon and approved by vote at meetings of the Council of  the CMF. Sir John Milne was appointed to represent the United Kingdom producers as Head Delegate to  Cembureau at the CMF Council meeting of 19th November 1975. Sir John's tenure lasted until 1 May  1985 when he was elected to be President of Cembureau from June 1985. He was succeded as the United  Kingdom Head Delegate by Dr. Gordon Marshall whose appointement was approved by the CMF Council on  1st May 1985. Various other personal from the United Kingdom producers represented the United  Kingdom on various other committees of Cembureau». Testo originale: «mentionne uniquement &lang;un accord ou un principe de respect des marchés domestiques Européens>,  mais ne mentionne aucunement Cembureau». Testo originale: «Lors de la dernière réunion du Comité Exécutif, le 5 novembre, un sujet a été soulevé, lequel,  selon l'avis unanime des Membres, mérite une attention toute particulière, justifiant une réunion  exceptionnelle au niveau des Head-Delegates de Cembureau. Etant donnée la conjoncture de récession  généralisée dans ses ventes intérieures, les transferts de ciments entre pays-membres pourront  avoir des conséquences nuisibles pour notre industrie si certaines mesures appropriées ne sont pas  prises à temps, comme c'est, par exemple, le cas des échanges entre la Belgique et les Pays-Bas qui  seront réglés par un protocole à être publié prochainement dans le Journal Officiel de la CEE. A la  demande du Président de Cembureau, Monsieur Jean Bailly, j'ai l'honneur de vous informer de la date  proposée pour cette réunion, c'est-à-dire le 14 janvier de l'année prochaine, à 9.00 heures, dans  les bureaux de Cembureau, à Paris. Cette réunion des Head-Delegates sera préparée et organisée par  le Comité Exécutif avant la fin de l'année courante et confirmée avec l'anticipation convenable». Testo originale: «Réunion des Head Delegates, Paris 14. 1. 83. Nous préparons le projet d'ordre du jour de cette  réunion qui sera discuté le 22 décembre par le Comité Exécutif. Voici un extrait de ce projet pour  lequel M. Bailly souhaite recevoir vos avis en ce qui concerne la formulation du point 2 que nous  voudrions rédiger de manière suffisamment explicite sans risques de susciter des réactions: Testo originale: 1. Imports from Eastern Europe2. Intra European TradeA. Analysis of situation1. Data2. Price  situation - National Prices3. Motivation and organisation of Crossborder Trade-Expected  developmentsB. Possible measures to control intratrade1. Government support against dumping2.  Justificqtion of reasonable price agreements. Intervention of Liaison Committee3. Studies and  Seminars - Dumping, profitability4. Other measures3. Word market condition4. Conclusions and  decisions». Testo originale: M. Bailly désirant mettre au point cet ordre du jour demain soir avant un long départ à l'étranger,  nous espéron recevoir vos commentaires par prochain telex». Testo originale: «Les mots suivants qui étaient repris dans votre telex de ce 17 novembre doivent disparaître de  tout document officiel:» A. - 3 . . . Organisation of Crossborder Trade . . . . B. - . . . Control Intratrade2. Justification of reasonable price agreements - Intervention of  Liaison Committee. Testo origianale: - Price formation system - Applied theories- Fair Competition rules. Testo originale: «Je profite de l'occasion pour suggérer d'être invité comme Président du C.L.C. pour les problèmes  CEE et que la Belgique puisse désigner una autre personne comme Head Delegate.» Testo originale: «Le projet d'ordre du jour de la réunion du 14 janvier 1983 qui avait été envoyé avant la réunion  est adopté sous réserve de quelques légères modifications». Testo Originale: «2. Intra-European tradeA. Analysis of situation(i) Data(ii) Price situation - national  prices(iii) Motivation and nature of trade - Expected developmentsB. Possible ways to maintain  fair tradinge.g. - Government support against dumping- Price formation system - Applied  theories- Fair competition rules- Studies and seminars- Dumping, profitability». Testo originale: «Il est utile de rappeler succinctement les circonstances qui sont à la base de notre réunion: - D'une part, M. Heiberg a soulevé au sein du Groupe de Coordination qu'il préside la question du  niveau des prix à l'exportation hors Cembureau et des dangers réels ou potentiels qui pourraient en  résulter. Le Groupe de Coordination a reconnu unanimement l'importance de ce problème et a  recommandé sa prise en considération urgente par le Comité Exécutif. - D'autre part, nos collègues irlandais se sont adressés à moi pour exposer les dangers qui  menacent leur marché intérieur et ont sollicité mon assistance. C'est l'origine des 2 premiers points de notre ordre du jour: - Importations de l'Est- Echanges  entre membres- A sa réunion du 5 novembre le Comité Exécutif a pris connaissance de cette démarché  irlandaise et de la recommandation du Groupe de Coordination. Il a pris conscience de l'extrême  importance de ces questions et a aussitôt décidé de mettre sur pied une rencontre des Chefs de  Délégation et a même consacré une réunion spéciale le 22 décembre pour l'organiser dans les  meilleures conditions. Ceci vous explique pourquoi j'ai cru utile d'inviter en outre aujourd'hui les membres du Comité  Exécutif qui ne sont pas Chefs de Délégation. Je voudrais maintenant préciser très clairement le but et la portée de nos discussions: - Il s'agit d'abord de présenter, avec votre aide et en toute clarté, les données dont nous  disposons dans les trois domaines considérés. - Nous serons ainsi en mesure d'apprécier les risques pouvant résulter d'un accroissement de  certaines importations conjointement avec une réduction marquée du niveau de certains prix, cela  avant que ce phénomène n'ait eu le temps de s'étendre en volume et en gravité. - Notre objectif n'est évidemment pas de prendre ici des décisions de caractère collectif, ni de  porter un jugement sur l'état de choses constaté, ni de jouer un rôle d'arbitrage, mais toujours  avec votre aide d'évoquer des solutions possibles susceptibles de tempérer l'évolution des marchés  et de proposer, au moins sur le plan des principes, certaines règles du jeu que nous avons tous  intérêt à respecter. - Ce que nous attendons ensuite de vous tous, c'est que ces échanges de vue vous encouragent à  répandre autour de vous des paroles de sagesse et que s'organisent, chaque fois que nécessaire, des  dialogues bi- ou multi-latéraux dans chaque cas d'espèce. - Le rôle de Cembureau se limitera à ce moment à vous prêter toute assistance particulièrement au  niveau de la documentation nécessaire. Nous allons maintenant passer à l'examen des 3 chapitres de l'ordre du jour que les Directeurs de  Cembureau et moi-même vont introduire et animer.Il est presque inutile de vous dire qu'il n'y aura  pas de compte-rendu de nos débats. Nous envisageons d'achever la réunion vers 13h00 ou même 13h30 et un lunch a été prévu pour ceux  qui le désirent (demander le nombre de participants). Si quelques uns d'entre vous souhaitaient prolonger des discussions en petits groupes, les locaux  de Cembureau sont évidemment à leur entière disposition» Testo originale: «II Echanges inter- Cembureau. 11h00 - Présentation par M. Dutron de la documentation distribuée relative aux importations et au  niveau des prix. - Contribution de M. Dempsey sur la situation particulière de son pays qui est en partie à  l'origine de la réunion. 11h15 - A. Analyse de la situationTour de table11h45 - B. Inventaire des moyens  disponiblesIntervention de M. Van Hove sur les systèmes de formation des prixIntervention de M.  Schrafl sur les études en matière de dumping et de rentabilité». En fin de page 2 il est précisé «13h15./.13h30 - Clôture de la réunion qui ne donnera pas lieu à  procès-verbal» Testo originale: - «Présentation d'un commentaire sur le tableau résumant la situation en matière de prix: - Les niveaux de prix indiqués sont approximatifs mais néanmoins significatifs. - En règle générale, les prix sont ex-works, sauf pour l'Autriche et la Grande-Bretagne et dans une  moindre mesure la Belgique et les Pays-Bas. - L'écart entre extrêmes qui reste de 1 à 2 constitue inévitablement une tentation. - Il est donc souhaitable de réduire progressivement cet écart, essentiellement en augmentant les  prix les plus bas (2/3 de la production sont vendus à moins de 50$, c'est-à-dire bien en-dessous  des prix intérieurs japonais et américains) et en même temps par une modération de l'évolution des  prix élevés. - Présentation d'un commentaire sur le tableau indiquant les importations et exportations des  pays-membres. - Pour rappel, les discussions ne portent pas sur le commerce inter-états de caractère  traditionnel, voire structurel tel que c'est le cas par exemple pour les exportations d'Allemagne  et de Belgique vers les Pays-Bas. - Les points chauds sont toujours: - Les exportations de l'Allemagne vers la Grande-Bretagne et l'Irlande. - Les exportations de la France vers l'Allemagne. - Les exportations de l'Espagne vers l'Irlande et la Grande-Bretagne. - On peut y ajouter un point chaud nouvellement mentionné, à savoir les exportations de l'Italie  vers la Suisse. - Solliciter ensuite les interventions des participants au cours d'un tour de table». Testo originale: «Le tableau indiquant l'ordre de grandeur des prix du ciment (en principe départ usine) dans les  pays-membres ainsi qu'au Japon et aux USA soulève un certain nombre d'observations: - Royaume-Uni: Si le client avait la possibilité de prendre livraison du ciment à l'usine, le prix en vrac serait  environ de 54$ par déduction des frais de distribution qui représentent 17 à 18% du prix de vente à  la charge de l'industrie cimentière. - Suède: Le prix départ usine devrait être inférieur d'environ 20% à la valeur indiquée. - Finlande: La teneur en clinker du ciment finlandais étant d'au moins 85%, il serait peut-être préférable de  placer la Finlande dans la colonne «p» du Portland pur. Conclusions: Bien que les données rassemblées ne soient pas parfaitement comparables eu égard aux différences en  matière de quotation des prix, il a été convenu que la présentation visuelle de la gamme des prix  était un moyen efficace de mettre en relief les causes potentielles de conflit qui existent. Une plus large circulation d'un tel document serait toutefois inopportune vu le risque  d'interprétations erronées auxquelles elle pourrait conduire. De plus, les effets de modifications  importantes dans les taux de change n'apparaissent pas. Si l'on voulait affiner ces données en indiquant les prix pratiqués par les sociétés cimentières  plutôt que les prix officiels communiqués par les Membres, cela pourrait être considéré comme  contraire aux réglementations du Marché commun. La discussion porte ensuite sur le tableau contenant toutes les informations statistiques pour 1983  et notamment les mouvements commerciaux entre les pays-membres. Il donne lieu aux commentaires  suivants: - Belgique: L'attention est attirée sur le fait que, si effectivement une partie des exportations de ciment de  l'Allemagne vers les Pays-Bas ont un caractère structurel et traditionnel, il s'y ajoute depuis  plusieurs années des exportations &lang;sauvages&rang; complémentaires vers les Pays-Bas et la  Belgique. Les discussions précédentes entre Chefs de Délégation n'ayant pas modifié cet état de  choses, il est estimé inutile de tenir un pareil débat au sein de Cembureau. Le Président rappelle que la tenue de la présente réunion a été décidée sans aucune opposition lors  de la dernière réunion du Comité Exécutif et sollicite l'avis des autres membres. - Espagne: La poursuite d'échanges de vues sur ce sujet est impérative, faute de quoi l'Espagne serait prête à  quitter Cembureau. - Royaume-Uni: Si l'on ne parvenait plus à traiter à ce niveau un tel problème, l'avenir de Cembureau est en  cause. - Suisse: On doit pouvoir discuter ici de ces problèmes et il est signalé dans ce contexte que le différend  entre la Suisse et l'Italie est en voie de trouver une solution. - Irlande: Etant le pays qui a provoqué de pareilles discussions, l'Irlande a le devoir de demander la  poursuite de ces discussions car elles ont été d'une grande utilité pour apaiser la situation en  Irlande. - Italie: Cembureau doit être un forum où les industriels doivent pouvoir prendre pleinement conscience des  problèmes vitaux. Conclusions: La pression due au commerce inter-membres s'est affaiblie nettement grâce à l'amélioration des  contacts bilatéraux. Les quantités exportées sont plutôt en diminution mais il reste la menace en  provenance des outsiders». Testo originale: «1. East European imports- Situation and forecast- Activities of traders- Anti-dumping  complaints and measures. 2. World market developments- Progress in co-operation between European producers. - Possible effect of East European cement on world markets. - Far Eastern developments». L'accordo in questione è stato firmato il 16 ottobre 1984 (doc. 33126/19621-19284) da quattro  imprese spagnole e tre imprese greche. Le parti hanno deciso la costituzione di Ciment Marketing  Association e l'attribuzione di quote per le loro esportazioni al di fuori dell'Europa. Questo  accordo avrebbe dovuto restare in vigore sino a fine 1986 ma pare che sia stato applicato solo in  parte a causa di problemi legati a garanzie bancarie che le parti si erano impegnate a fornire e  che alcune di loro si sono trovate nell'impossibilità di prestare. Le stesse parti hanno firmato un  altro accordo a Londra il 6 febbraio 1986 valido dal 1° gennaio 1986 al 31 dicembre 1987, soggetto  alle stesse regole di Ciment Marketing Association e la cui esecuzione era subordinata alla  prestazione di garanzie bancarie (doc. 19295/19310). Non è noto se tale accordo sia stato  applicato. Testo originale: «East European imports. . . . . . . . . . World market developmentsSituation. . . . . . . . . . Greek/Spanish AgreementThis is unanimously considered as the basic criterion if better export  prices are to be achieved, and the risk of a destabilisation in Europe avoided. Negotiations have  been proceeding for several months between four Spanish and three Greek companies, though the  mechanism of the discussions were not described. Some results have been achieved, but there has  been no effect so far on prices. Discussions have already been held also with Japan and Korea. The  general sentiment, however, is that the main problem is to achieve a firm understanding between the  major European exporters. East European cement on world markets. . . . . . . . . . Traders. . . . . . . . . . General conclusionsThe situation was serious and export prices damagingly low. There was surplus  capacity both in West Europe and the Far East, which had to be used in responsible manner. The Greek and Spanish cement industries were to be congratulated on their efforts to reach  understanding, and other Member countries were prepared, if requested, to support fully their  endeavours. Small quantities expected by other countries would not disturb the market if mutual  confidence prevailed». Testo originale: «Plusieurs sujets ont été abordés: 1. Le Sud de la FranceEmanuel a compris (suite à l'entrevue avec G. Liduena) qu'il avait trois  possibilités: - Faire une usine à clinker près de l'eau- Faire une station de broyage- Fermer l'usine. Négocier  le marché. Réalisation d'une Société pour fournir, soit à partir de La Malle, soit à partir de  Robilante, soit àpartir d'import (La Grèce par exemple). Je lui ai affirmé qu'il n'y avait pas d'urgence car nous avions devant nous 15 à 20 ans de  réserves. Le problème se situe principalement au niveau du permis d'exploitation. La position de Buzzi: - Le marché appartient à Ciments Lafarge. - Aucun souhait de venir sur la Côte d'Azur pour perturber le marché. - Ils ont seulement 2 ou 3 clients depuis vingt ans. - La guerre est inutile. - Il faut faire des accords pour éviter des conflits. - Prêts à regarder une affaire en commun.» Testo originale: «En réponse au telex de ce jour, ci-joints nos barêmes de prix ciment sac et vrac au départ des  usines. Le calendrier de révisions des prix n'est pas décidé à ce jour. Une hausse m[Aoyenne de 1%  à 1,5% sur l'année en cours est envisagée» Testo originale in italiano. Testo originale«1. Os presentes, que se podem considerar os representantes da indústria de  produção de cimento de Espanha e de Portugal, manifestaram a sua adesão inequÍvoca ao princÍpio de  que não deverão haver movimentos de cimento de Espanha para Portugal e de Portugal para Espanha, a  não ser que sejam solicitados e controlados pelas indústrias cimenteiras de cada um dos paÍses. 2. TodavÍa, reconheceram que esta posição de acordo inequÍvoca não evita que haja intervenção de  &lang;terceiros>, (Distribuidores, Retalhistas, Consumidores, Camionistas, etc.), que possam pôr em  causa as intenções das duas partes, sem que as mesmas possam exercer um controle efectivo. No caso de ocorrência destas situações, as duas partes deverão proceder a uma troca de informações  completamente aberta a fim de se tentar encontrar uma solução para o problema». Testo originale: «El Sr. Bordado me dice que los Presidentes de las compañÍas cementeras portuguesas se reunieron en  Oficemen con sus homólogos españoles en el pasado mes de diciembre, llegando a la decisión de que  ninguno de los paÍses exportarÍa al otro. Me confirma que SECIL está firmemente dispuesto a cumplir con ese compromiso. Me indica que CIMPOR  ultimamente ha tenido muchas solicitudes para exportar a España por la zona de Extremadura que han  supuesto una tentación para CIMPOR pero hasta el momento ha desistido, al valorar finalmente el  perjuicio que prodrÍa suponer que las compañÍas cementeras de ambos paÍses pudieran adoptar esa  decisión». Testo originale: «If exports to Spain cannot (be) even considered due to the bilateral agreement between Spanish and  Portuguese producers, okay but please let us know your possibilities for other markets». «1o Historique» Le point de départ de cette affaire est historiquement le rattachement économique à la R.F.A. de la  Sarre en 1959. Après le second conflit mondial, la Sarre administrativement autonome (1947) fut rattachée  économiquement à la France avant de faire retour à la R.F.A. le 1. 1. 1957. La réintégration  économique n'eut lieu en fait qu'en 1959. Pendant la période 1947-1959, les fournitures de ciment  furent effectuées - par ripartition délibérée - par le canal des sidérurgistes français (Thionville  et Hagondange) et allemands. Les livraisons se faisaient donc jusqu'à ces dernières années dans la relation suivante: - S.C.F. = 120 000 tonnes/an par le canal de Saarlaendische Zement-Gesellschaft (affiliée à  S.C.F).- Cedest = 90 000 Tonnes/an. - Producteurs allemands (Dyckerhoff au départ de l'usine de Gommel et Heidelberger ) = 250 000  Tonnes/an. La Sarre - qui a un taux de consommation de 0,430 T. par habitant dispose d'une population de 1 200  000 personnes environ. Cette situation reconnue de tous a été profondément amendée il y a environ 5 ans par Cedest qui,  non content d'approvisioner le marché sarrois, s'est adjugé pour une part annuelle d'environ 100 à  120 000 Tonnes/an toute une couche d'utilisateurs allemands. Cette novation a engendré des  protestations véhémentes des producteurs allemands qui las des discussions stériles ont pris  l'initiative en envahissant l'Est de la France de transporter ce manque à gagner sur le marché  français en visant particulièrement la clientèle Cedest. A cela il y a lieu d'ajouter le fait que le producteur allemand Woessingen (Participation Lafarge de  34%) (en fait Lafarge a le contrôle de Woessingen depuis 1981, n.d.r.) a pendant le même temps  entrepris de fournir Readymix à Schoeneck jusqu'alors approvisionné par S.C.F. Un climat de tension très grave s'est donc installé entre Cedest et S.C.F. qui se trouve être accru  par la bataille que se livrent ces deux concurrents dans le Bas-Rhin et en Moselle. 2o ConséquencesEn dépit de la dévaluation du Franc français et des mesures de blocage de prix (11.  06. 1982), les producteurs allemands ont pris l'initiative d'intensifier leur action dans l'Est. En plus des quatre négociants bas-rhinois, les approvisionnements d'un très important négociant -  bétonnier de Sarreguemines inféodé à Cedest - Angernmuller - sont désormais assurés par  Heidelberger.Cette situation circonscrite au Bas-Rhin et à la Moselle - si elle venait à s'étendre à la Meurthe  et Moselle ou aux Vosges - aurait des conséquences particulièrement graves dans un marchè en pleine  récession. De surcroit Cedest fait en sorte de pourrir le climat ce qui ne peut que déboucher sur une  situation conflictuelle - qui risque de faire tache d'huile à un moment où nous tentons de  valoriser nos tonnes. Le problème demeure toutefois entier pour ce qui concerne les tonnes prises sur le marché français  par les producteurs allemands - du fait de l'attitude de Cedest.» Testo originale«Gr (uner- Dyckerhoff, n.d.r.) 1) Rappel histoire» et évoque les relations  Cedest-Allemagne du Sud, «la règle du jeu» en Sarre qui avait eu comme résultat le relèvement de  prix de 15 DM, la violation de cette règle vers 1970 par la Thionvillaise (Cedest, n.d.r.), la  réaction de l'Association allemande, les pourparlers avec le Syndicat Français. La note continue en p. 2 «2) W(oessingen, n.d.r.) - Nous avons clairement exprimé l'avis que chacun  doit rester dans ses frontières. Expansionisme ou supposons 500 000 T./an point départ passé à 600  000. On parle de l'agrandissement du four Rohmuehle - 2 500 T./jour  . Impression défavorable de L.  (afarge, n.d.r.) à cause de W. (oessingen, n.d.r.). Jeu devrait être joindre les 2 affaires. Ne pas  traiter les choses séparément - 268 000 T. il y a 12/14 ans. B.C. (Bertrand Collomb - Lafarge, n.d.r.) - deux problèmes très différents. 1) Relations entre les industries des pays voisins2) Participations d'une société dans un autre  pays1) Principe home market OK. Mais est-ce facile à respecter - En Belgique?Peut-être à remettre  en cause au niveau des frontières mais pas sans accord. Face à Cedest, nous sommes où? Actionnaires à 25% de Cedest  . pas minorité de blocage (1/3) même  pour les grandes décisions. Groupe pas seulement ciment CGIP même ordre d'importance que Lafarge  (10 Mia). Période relativement difficile. Cedest a voulu faire éclater le système français. Relations  aujourd'hui avec Cedest. Notre pouvoir s'arrête à la frontière des intérêts de Cedest ou maison  mère. HB (Holderbank, n.d.r.) en Champagnolle n'a pas pu maîtriser avec 40%. Responsabilité de l'industrie Cimentière dans exportations/ Cedest. Industrie (Syndicat) et particulièrement Lafarge a exercé tout son poids lorsque: concurrence  sauvage (Kerpen)laitier moulu dangereux pour mélanges. Où en sont les droits de Cedest puisque cela dure depuis 10 ans?Renard (Cedest, n.d.r.) dit qu'il  dépend de W(oessingen, n.d.r.) et de L(afarge, n.d.r.). A qui devons-nous nous adresser au-dessus de lui. Cedest doit comprendre que le tonnage doit être  ramené à sa base ou un équilibre des exportations mutuelles mais pas à sens unique. H(ummel, Dyckerhoff, n.d.r.). Nous avons dit ne pas accepter, constamment depuis 1980 dans des  conversations avec collègues français Cedest (81). Nous avons compté sur nos collègues français pour solutions. L'autre branche de l'alternative était RMC impossible donc finalement, contre nos principes  fondamentaux nous allons en France.BC (Bertrand Collomb - Lafarge, n.d.r.) réjette la balle aux  Ciments Français. (Hummel reprend apparemment) CF (Ciments Français, n.d.r.) nous savons que son influence sur Cedest  est inférieure à celle de L(afarge, n.d.r.). En plus prix de fourniture à RMC sont inférieurs prix  français. Comment reconnaît-on la référence valable le droit à la fourniture?BC (Bertrand Collomb - Lafarge,  n.d.r.) - W(oessingen, n.d.r.). Concentration pas arrivée à son terme. Allem. important en Europe. Même principe qu'en Amérique du Nord. Sentiment désagréable (illisible)  présence. Harmonie. Pas d'agressivité. (Peut-être les interlocuteurs allemands reprennent la parole car la note poursuit en indiquant): La plus grande surcapacité est en Westphalie. Mais surcapacité un peu partout et cela crée des  percées vers les régions et les pays voisins. Donc nous croyons être en assez bonnes relations avec L.(afarge, n.d.r.) pour dire: ne venez pas en  W.(estphalie, n.d.r.); Westphalie: Wuelfr(ather), RMC Hoesch, Dyckerhoff ou combinaison des 2, Sebel Soehne doit fermer. Gr(uner - Dyckerhoff, n.d.r.). Nous sommes tout disposés à vous voir participer lorsque nous serons  sûrs que vous accepterez les règles du jeu mais nous n'en sommes pas encore là. Les chiffres  publiés par le Verband pour marché domestique sont exacts à moins de 1%. G(runer - Dyckerhoff, n.d.r.) considère que W(oessingen, n.d.r.) est agressif. - W(oessingen) offre 3 à 5 DM. de moins que les gros à Karlsruhe- W(oessingen) ne fournit pas ses  chiffres, n'est pas d'accord pour fixer une part de marché. Nous avons capacité 700 000 T. clinker: on l'a fait. On construit un row-mill pour renouveler et pas pour une sensible augmentation de capacité. W(oessingen, n.d.r.) = 337 000 en 72 et nous croyons que c'est un chiffre raisonnable. 76  . 81 RFA 10%BW 9,2donc W(oessingen, n.d.r.) aussi Rep. à peu près. acte inamical de n'importe quelle source l'arrivée en Westphalie sans nous en parler. Aussi longtemps que: - on n'a pas les chiffres- on ne voit que l'abaissement des prix- on voit des investissements-  on ne donne pas un accord sur partagenous ne pouvons que réagir avec une certaine méfiance. Vous nous dites . . . vous n'avez qu'à nous croire. La réponse est simple: voici nos chiffres. H(ummel - Dyckerhoff, n.d.r.). Moyenne utilisation est 60%. C'est une situation très favorable. BC (Bertrand Collomb - Lafarge, n.d.r.) estime que le niveau de confiance demandé au départ par  L(afarge, n.d.r.) n'est pas inférieur à celui que vous devriez avoir --- 1 membre Verband. Mais de  notre côté nous estimons qu'il n'est pas anormal de demander une ouverture» Testo originale: «Und da wir unsere Gedanken offen austauschen, moechte ich heute auch sagen, dass nach unserer  Meinung ein echtes Zusammenspiel positive Auswirkungen bringen koennte, sowohl bezueglich Ihrer  Mehrheitsbeteiligung Woessingen; aber auch insbesondere bezueglich Cedest. Hier muessten sich bei  positiver Grundeinstellung aller Beteiligten die bestehenden Probleme loesen lassen, dies in  Anbetracht der personellen Zusammensetzung der Verwaltungsraete von Cedest und Lafarge.» Testo originale: «1. Pas de réunion générale, mais un indispensable entretien de Dyckerhoff (avec ou sans  Heidelberger) avec le Président de Cedest avant toute autre réunion. 2. Une réunion des producteurs  allemands touchés, après cet entretien, en quelque sorte pour partager les sacrifices si un accord  a été conclu». Lafarge controlla Woessingen in cui Cedest ha una partecipazione di minoranza; Lafarge detiene anche  una partecipazione del 25% in Cedest. Tenendo conto di queste circostanze, Dyckerhoff ritiene che  Lafarge possa influenzare i comportamenti di Cedest e di Woessingen e che Woessingen e Cedest siano  quindi un'unica entità economica o facciano parte dello stesso gruppo. Testo originale: «1. M. Seillière a, pour la première fois, sorti les chiffres suivants (export en RFA, Sarre  exclue): 1981: 108 000 T. Ciment essentiellement HDZ; 10 mois 1982: 95 000 T. Ciment  essentiellement HDZ. Il serait remonté loin dans les années passées avec des indications pour  ciment et clinker (10 ans mais précision? --- voir document écrit par Renard). 2. Le même a signalé avoir vendu cette année 9 000 T. de clinker à Woessingen (ce qui ne fait pas  plaisir à K. (directeur de Woessingen, n.d.r.)). (Remarque faite par l'auteur de la note qui relate  d'une circonstance successive). 3. Cedest a réaffirmé sa volonté de ne vendre en RFA qu'à RMC . . . et à PZW (Woessingen, n.d.r.).  Elle serait aussi d'accord pour adapter, dans l'avenir, ses fournitures en RFA (toujours Sarre  exclue) à l'évolution des expéditions dans ce pays, à la baisse comme à la hausse. 4. Seillière a déclaré être prêt à se retirer des zones de PZW (Woessingen, n.d.r.) à la condition  évidente de reporter ses tonnages plus au Nord. A quoi Gruner aurait rétorqué que PZW (Woessingen)  devrait céder à D(yckerhoff) un tonnage équivalent à celui qu'abandonnerait Cedest dans zones  Karlsruhe et Mannheim/Ludwigshafen. Réponse de Cedest: cela ce n'est plus notre affaire.  [K(directeur de Woessingen) réagit évidemment en considérant que le jeu de Cedest n'est pas celui  d'un associé correct, puisqu'en ayant l'air de céder d'un côté, il nous \qdénonce\w auprès de  D(yckerhoff)]. Indépendamment de ce qu'a rapporté K.(directeur de Woessingen) je compte demander à Renard des  nouvelles en suite à notre réunion du 28.10 dont je vous ai transmis un rapport détaillé». Testo originale: «Point 7. Il s'agit en fait des ventes de Cedest en Allemagne et de DYZ (Dyckerhoff) en France  (demande de M. Gruner). Point 8. Il y a accord de DYZ sur la reprise des réunions franco-allemandes  qui, d'après DYZ, est apparemment subordonnée à des questions de préséance». Testo originale: «6. DYZ a confirmé que des conversations étaient prêtes à aboutir avec CL pour assurer à DYZ un  quota de broyage de 100 000 T. sur les installations de broyage de CL et pour des livraisons de  ciment dans la région de Trèves et dans l'Eifel. A priori ces tonnes n'iront pas en Sarre, sauf  s'il y avait un avantage économique certain par rapport à l'usine de Goell- heim qui livre  actuellement la Sarre. Ces tonnes n'iront jamais en France. 7. DYZ indique ses difficultés sur le marché allemand à la suite de l'agressivité commerciale de  Cedest sur ce marché et fait part de son action et de ses projets pour faire face à cette  concurrence» Come si è già detto al precedente paragrafo 19/b, tra i «problemi» menzionati alla riunione degli  Head Delegates del 19 marzo 1984 figuravano «le esportazioni dalla Francia verso la Germania». Testo originale: «The second problem concerns the future. Ted Brenke expressed during our last meeting the opinion  that, if we were to renew our agreement, there would be a demande from the German side that the gap  existing since 1984 between French and German deliveries be reduced. I told him that, if this  demand were to be maintained, I saw very little hope in our reaching a further agreement. As you  remember, there was no logical and, even less, ethical justification for this gap, which was not,  in fact, the result of bilateral discussion between French and German interests, but resulted from  a far more complicated pattern of discussion which included conflicts between the French parties,  and would probably have included conflicts in the German side, had we not agreed then to leave  Woessingen aside for the time being. I do not believe we can have so many people agree on something  new unless they are under pressure, and the very purpose of a renewal is not to let such a pressure  develop. I should like to have your reaction on these two questions. We shall, I hope, see each other in  Paris at the end of october, but I also have an appointment with Ted Brenke and Juergen Lose on the  15th of October, and if you could call me before then, I would appreciate it». Testo originale: «am 11. 10. - Gespraecha) der Schiedsrichterfunktion im Prinzip zugestimmt. b) der Mengenrelation nicht, offiziell nach Paris erst ansprechen». Testo originale: «Aktennotiz an Herrn Brenke. Ich hatte ein Gespraech mit Herrn Laplace verabredet, um gemeinsam mit ihm, bevor er sein Mandat fuer  die franzoesische Zementindustrie niederlegt, die bekannten offenen Fragen zu besprechen. Sie werden  ihm zusammen mit der Cembureau-Delegation, die nach Russland reist, begegnen. Ich wuerde mich gerne  vorher mit Ihnen ueber den Inhalt des zu fuehrenden Gespraeches abstimmen. Anlage» I fatti descritti in questo punto non sono contestati alle imprese interessate, ma menzionati  unicamente per illustrare tutti i rapporti intercorrenti fra i diversi soggetti. Il contratto summenzionato e gli accordi relativi a Intermoselle sono stati portati a conoscenza  della Commissione che, con lettera del 29 novembre 1974, ha comunicato di non muovere obiezioni in  propositio sotto il profilo delle regole di concorrenza. Testo originale: "Si toutefois, en tendence, on apprécie que cet écart diminue à partir de 1986, on constatera que  c'est parce que les livraisons allemandes en France augmentent sur cette période, et là encore il y  a des explications logiques: en effet- Le marché français a été en plus forte expansion que le  marché allemand sur la période 1986-1988: ± 11% contre + 4%. Le marché français a donc été plus attractif pour les usines allemandes. - En plus, les prix français ont été plus attractifs que les prix allemands à partir de 1986. L'évolution de l'écart de livraison de ciment entre la France et l'Allemagne s'éxplique donc  parfaitement". Testo originale: «Ohne die Mengen, die bereits unter Saarland erfasst sind». Cfr. decisione (N.C.H. 72/68/CEE della Commissione)GU delle CE L 22 del 26. 1. 1972, pag. 16. Cfr. decisione 72/468/CEE della Commissione (C.R.N.), GU delle CE L 303 del 31. 12. 1972, pag.7.  Emerge da questa decisione che l'accordo N.C.A. prevedeva le seguenti quote di fornitura: +62,5%  all'industria olandese se il consumo raggiungeva i 2.000.000 di t, ± 20% all'industria belga, ±  14,5% all'industria tedesca. Testo originale: «2. STR.-Ciment gris-Strategie Marchés BEL NDL RFA (Nord-Rheinland). 21. Document examiné: dossier manuscrit établi par le Département STR et daté du 27 août 1982 (ce  document n'a pas été trouvé, n.d.r.)22. Discussions et conclusions- Constatations basées sur  comparaison 1er sem.1982/1er sem. 1981. - Marché NDL: recul de la part de marché du NCH; légère augmentation de la part de marché du non  NCH. - Marché N.Rheinland: léger recul de l'industrie belgo-néerlandaise. - La diminution des livraisons de l'industrie allemande en BEL - NDL et N.Rheinland provient en  ordre principal de la baisse de la consommation de ciment. - Dans la perspective de l'introduction du BPS, il faudrait que les cimentiers allemands augmentent  les prix pratiqués actuellement de 8 à 10 DM pour arriver à un équilibre de parts de marché que  CBR-ENCI pourrait considérer comme acceptable. La répartition des parts de marché se situerait à  mi-chemin entre l'ancien NCA et la situation actuelle.» [. . .] Testo originale: «Belgique - L'attention est attiré sur le fait que, si effectivement une partie des exportations de  ciment d'Allemagne vers les Pays-Bas ont un caractère structurel et traditionnel, il s'y ajoute  depuis plusieurs années des exportations &lang;sauvages&rang; complémentaires vers les Pays-Bas et  la Belgique. Les discussions précédents entre Chefs de Délégation n'ayant pas modifié cet état de  choses, il est estimé inutile de tenir un pareil débat au sein de Cembureau. Le Président rappelle que la tenue de la présente réunion a été décidée sans aucune opposition lors  de la dernière réunion du Comité Exécutif et sollicite l'avis des autres membres . . .». Al momento dell'adesione alla Comunità europea, l'industria greca era destinataria di numerosi  aiuti di Stato. Con decisione C/85/1344 del 13. 8. 1985, la Commissione ha dichiarato incompatibili  con il mercato comune alcuni aiuti concessi in Grecia sotto forma di rimborsi all'esportazione.  Tuttavia, in considerazione della situazione della bilancia dei pagamenti della Grecia, la  Commissione, con decisione 85/594/CEE (G.U. L 373 del 31. 12. 1985, pag. 9) ha autorizzato tali  rimborsi fino al 31. 12. 1986. Sempre al fine di tener conto della situazione economica della  Grecia, la Commissione, con decisione del 86/614/CEE (G.U. L 357 del 18. 12. 1986, pag. 28) ha  modificato la propria decisione del 22. 11. 1985 autorizzando la Grecia a sopprimere  progressivamente questi aiuti in quattro fasi, l'ultima delle quali prevista per il 1990. La  Commissione è anche intervenuta per dichiarare incompatibili con il mercato comune gli aiuti  concessi dalla Grecia sotto forma di agevolazione in conto interessi (decisione del 86/187/CEE,  G.U. L 136 del 23. 5. 1986, pag. 61). Questo per quanto riguarda il periodo in cui è stata operativa la Task Force. Per il periodo  successivo, va detto che la Commissione ha chiuso nell'agosto 1991 (G.U. C 1 del 4. 1. 1992, pag.  4) una procedura avviata nel 1988 avverso la Grecia per aiuti a Heracles e che ha invece dichiarato  compatibili con il mercato comune gli aiuti concessi a Halkis con decisione  91/144/CEE (GU n. L 73  del 20. 3. 1991, pag. 27). Testo originale: «Cembureau Task Force. I was approached on two occasions to try to make sure that the Cembureau  Task Force continues in operation as a means of keeping up our pressure on the Greeks. Scancem were  particularly anxious and felt that as 80% of the Cement to the USA is handled by four European  Organisations - Blue Circle, Lafarge, Holderbank and Scancem - some pressure could be brought to  bear on the Greeks». Sin dalla sua costituzione, ETF si è prefissa un duplice obiettivo: una azione di sensibilizzazione  delle autorità nazionali e comunitarie sugli effetti delle esportazioni di cemento greco a basso  prezzo sui vari mercati e la messa a punto di misure destinate a impedire o ostacolare le  esportazioni greche verso l'Europa occidentale. In questa sede verranno esaminate le misure che  vanno al di là delle azioni di sensibilizzazione e/o pressione presso le autorità nazionali e  comunitarie. Testo originale: «.«Cooperation between the Common Market/Western European Producers is essential for the stability  of the European Cement Industry in view of the threat posed by certain countries who disrupt by  exporting surplus tonnage. Furthermore the presence of idle floating silos constitutes an  additional destabilizing effect. The strategies developed below reflect a response based on  solidarity and the obstacles to be overcome. A «stick» and «carrot» approach has been adopted  separating short term punitive and supportive measures for immediate implementation from those  solutions involving political and structural changes in the relevant destabilizing cement industry.  It is believed that if the destabilizing cement industry is to be «persuaded» to cooperate, then it  will be essential for other (leading) European Producers to demonstrate a strong and united  approach. Clearly the current situation constitutes a threat to the whole of Europe and not only to  the countries under immediate attack.» In italiano nel testo. Testo originale: «La décision de constituer la Joint Trading Company a été adoptée par les Heads Delegates de huit  pays, dont la Belgique, lors de la réunion à Stockholm le 9 juin 1986.» Testo originale: «à ces réunions de Head Delegates tenait à son rôle au Syndicat et au Comité de Liaison.» Testo originale: ««ETF's purpose is to evaluate measures to eliminate imports to Western Europe, presently imports  from Greece. ETF shall recommend measures to the Head Delegates for decisions.» La Commissione aveva incluso negli addebiti, nella comunicazione del 25 novembre 1991 (par. 19/a e  c e paar. 61/h/ii e iii) le pressioni esercitate su Bouri e i suoi creditori come pure quelle su  RMC. Tali addebiti non sono mantenuti nella presente decisione. Testo originale: «The company can be put immediately into operation either for «stick» or «carrot» measures.» Testo originale: «La societé a pour objet de faire le commerce international de matériaux de construction ansi que  de prendre des partecipations dans des entreprises étrangères faisant le commerce de matériaux de  construction. D'une manière générale, la société peut faire toutes opérations et assurer toute  fonctions, tant pour son compte, que pour le compte de tiers, qui ont un rapport direct ou indirect  avec son but.» Telex di Blue Circle a Cementia del 7 novembre 1987: «Further to our conversation I confirm the  funds which were advanced towards the end of last year and which are noted in the BCO AG accounts  as being in anticipation of a capital subscription in Interciment should be reclassified as a  contribution towards market research expenses and should have been written off last year. I would  be grateful if the accounts of BCO AG could be corrected for this as soon as possible.» Secondo Blue Circle (cfr. nota 55 in calce, punto 4.158, della risposta alla comunicazione degli  addebiti): «Cementia (now owned by Lafarge but then independent) performed a company secretarial  and administrative function for Blue Circle's Swiss subsidiary BCO AG whose purpose was to hold  Blue Circle's 50% shareholding in Marinecement, a 50/50 Blue  Circle/Cementia Joint Venture.» Testo originale: «Outre Holderbank, un seul autre membre (Italcementi n.d.r.) de la «European Task Force» a souscrit  et libéré ses actions. (Un autre membre (Blue Circle, n.d.r.) a payé le montant correspondant mais  n'est jamais devenu actionnaire effectif. Le membre en question préféra demander la postposition  sine die de la transmission des actions aux porteurs et par après ne réclama jamais, apparemment  par manque d'intérêt, une telle transmission. C'est pourquoi, et au vu des montants en jeu  relativement peu importants, aucune transmission n'a eu liei jusqu'à ce jour). Aucun document ne  fut établi à ce sujet; la preuve peut en être déduite du libellé du document communiqué en réponse  à la question 7/e (lettres du 22.9.1986, par lesquelles Holderbank a réclamé le paiement de  quote-parts des actions, ci-dessus mentionnées, n.d.r.) . De plus, Holderbank a, depuis un certain  temps déjà, racheté toutes les actions et est donc seul actionnaire d'Interciments S.A., société  n'ayant jusqu'à ce jour aucune activité.» Testo originale: «Thus, there was - and is - no mystery. Blue Circle reimbursed Holderbank its 1/8 share of the  expenses incurred by Holderbank in setting up Interciment S.A.. As a separate matter Blue Circle  decided not to take up shares in Interciment and told Holderbank of that decision. The other six  Task Force members also chose not to take up shares in Interciment. The circumstances of this  general decision to «freeze» Interciment are explained at para. 151 essentially, it was a decision  taken ex abundantia cautela in light of competition law advice that had been received.» Testo originale: «There is surely nothing to be surprised at in this. Apart from the fact that Interciment was  established pursuant to a Task Force instruction (so that Task Force Members ought naturally to be  kept abreast), Holderbank had paid out 50 000 Swiss Francs plus legal and other costs to set up  Interciment under delegation from the Task Force. Holderbank was entitled to be reimbursed for that  outlay regardless of whether Task Force members subscribed for shares in Interciment or not. The  circulated accounts state clearly the monies owing and were therefore a convenient «invoice».» Testo originale: «Sans doute est-il tard pour remettre en cause la forme de l'actionnariat et donc les contributions  au capital, mais il n'est pas trop tard. Que faisons-nous?» Testo originale: «To use S.A. Interciment, it is recommended to change our plans about shareholders, to limit the  number of these, and to find another way to collect other producers' contributions.» Testo originale: «5.2. Next moves are participation of other Task Force Member Companies.» Testo originale: «It was agreed that Interciment would be maintained as «dormant» company for the time being.  However, it was important to ensure that it be «ready for operation».» Testo originale: «Had any such measures been decided upon (which they were not, in the event) Interciment could, it  is true, have been used to carry them into effect: so could any other vehicle such as another joint  company, a subsidiary of one of the producers, an informal liaison committee, an agent etc. etc.  etc. Equally, Interciment could have been used to sell cabbages to Japan.» Testo originale: «In regard to Italy, Titan remain adamant that they will not cancel their contract with Ferruzzi  before December 1987 at the earliest when it appears they have an escape clause.» Testo originale: «3. On February 6, 1987, Calcestruzzi for the first time seems reluctant to confirm shipments  schedule claiming that «the situation is in evolution with the local cement industries» (!). On  February 17, 1987, and due to Buyer's silence, we sent them a telex outlining the situation and  describing the consequences of an eventual breach of contract on their behalf.» Testo originale: «2.2 Italie- L'accord entre les producteurs cimentiers et Ferruzzi a été signé. Il permet d'éviter  une menace d'importation par ce dernier groupe de 1,5 MT dans une dizaine de ports, ce qui aurait  été catastrophique pour les prix. Durée: 5 ans. Outre les participations croisées qui bloqueront  Calcestruzzi, la filiale BPE de Ferruzzi mais aussi la maison mère, Ciments de Ravenna, une série  de mesures destinées à consolider l'alliance ont été prises.Ferruzzi recevra pour sa bonne volonté  la coquette somme de 15 M. US $/an pendant les cinq années. Cette somme sera versée partiellement  en titres (Montedison) partiellement en espèces: Ferruzzi devra consacrer une partie du magot à  acheter des sociétés de BPE ou des participations dans des sociétés BPE pour cadenasser les côtes. Il reste deux problèmes à résoudre: 1. 2 bateaux de Ferruzzi devraient trouver une utilisation. Ce sont des bateux silos 6 000 DWT. 2. Les contrats de 75 000 T/an avec Titan, de x T/an avec Spalato en ciment yougoslave devront être  honorés ou les pénalités prévues payées. Pour résoudre ces problèmes, Italcementi demande l'aide des collègues européens. Les cimentiers italiens vont demander l'accord de la CEE pour appliquer la loi italienne prévoyant  l'instauration d'une «Notification préalable» à toute importation de ciment. Il demandent à leurs collègues européens de prévenir leur représentant auprès de la CEE pour qu'ils  ne s'opposent pas à la demande.» Testo originale: «Italie- Le représentant a repris ce qui fut déjà dit au cours des ré unions de la Task Force (cf.  note J.M. du 12. 2. 1987) en précisant cependant que l'accord avec Ferruzzi n'avait pas encore été  finalisé.» Testo originale: « . . . As you are already informed, we could not import cement in Italy as per purchase contract  already signed as consequence of an agreement we reached with italian cement producers. Therefore,  as they are interested at directly involved in trying to reach a mutually settlement with your  company, they have expressely requested to be present at the negotiation to find with us a mutually  satisfying solution. They have therefore proposed to promote the meeting on the occasion of the  next conference of the Cembureau the next 26th of May. You will receive their confirmation by telex  in this regard. As there has been always a good relationship between us, we hope that during this  meeting will be examined the elements necessary to reach a mutually interest agreement.» Testo originale: «With reference to the contract between Titan and Calcestruzzi related to cement supplies in Italy  and also to the proposed meeting requested by M/S. Calcestruzzi itself to take place in Luxembourg  on May 24, 1987, I whish to inform you that we, the cement Manufacturers, will clearly take part to  said meeting since we are the parties involved at top level. Therefore, Messrs. Pesenti, Testore  and Carella (in charge of Italcementi, Unicem and Cementir respectively) will gladly be available  for the meeting after the General Assembly of Cembureau, with the aim to find a solution to the  problem, object of our discussions, with the some spirit that for many years has binded the cement  industries of various European Countries.» Testo originale«We know of the meeting held in Luxembourg between you and italian cement  industries. In this occasion some proposals have been made which will be valued and on which it  will be necessary to go back on the occasion of the next meeting. Of course, as you are informed of  the italian cement industries' involvement in this suspension of the withdrawals, as per contact  agreed upon at that time, it is necessary that they are present from now in every circumstance  which concerns this pursuit of a mutually interest solution. Please inform us when you think that  Mr. Canellopoulos will be available to meet Mr. Giampiero Pesenti, meeting which could be held  whether in Athens or eventually in Rome.» Testo originale: «As you know, the suspension of the withdrawals of cement has been determined by an agreement  reached with the major italian cement producers (Italcementi - Unicem Cementir). And as on the  ground of this agreement, italian cement producers will saddle themselves with charges, and  consequently also with those eventual and relative to the suspension of our agreement, it is  necessary their presence at each negotiation, as the decision need their full assent. This and not  other is the exact reason for which Mr. Ing. Giampiero Pesenti, Dr. D'Agostino, Dr. Ing. Testore,  Dr. Ing. Olivero and Dr. Carella have contacted you on the occasion of the recent meeting of the  cement producers held in Luxembourg. We don't hide that we are surprised of your requests,  expressed after the meeting above-mentioned, as the news transmitted to us directly from the  persons which have met you, are quite reassuring towards an agreement of mutual interest which  should expand to a larger range of interests. Considering the previous, we communicate you: our  complete availability to reach a good settlement of the arisen controversy. A qualified delegation  of the italian cement should be present to the negotiations. To make the conclusion of the negotiations easier, in our opinion, it would be very useful that Mr.  Dr. Canellopoulos and Mr. Dr. Ing. Giampiero Pesenti could attend the meeting, as they are the two  big and so they are able to take decisions on the future strategie plan too.» Testo originale in italiano. Testo originale: «Absorption of «destabilizer's tonnage» The opportunity exists in a number of markets for European Producers to arrange to place tonnage  with the «destabilizing» Cement Industry. For example: USA - Ist priority(1) Blue Circle Atlantic could offer 500 000 tons cement(2) Holderbank/Dundee  could offer 50/60 000 tons clinker(3) Lafarge/General could offer?(4) Cementa/Norcem could  offer?(5) Other Companies/Importers could offer?West AfricaFrance perhaps could arrange to place  . . . tonnes in the follosing territories: (a) (b) (c) (d).» Testo originale: «5. Our willingness to work to a mutually acceptable solution is preconditioned by: a) no further shipments of Greek cement into Western Europe either direct to end users or through  traders/ship- owners etc. b) a collective agreement is reached with the Greek cement industry and not individual members.» Testo originale: «4.1. No agreement has been reached with the Greek companies. They have not even been in contact  with each other the last month¡ Reasons for failure are primar(e)ly price (USD 1-2/ton difference)  and the question whom is taking care of Bouri U.K. However, BCI has started taking deliveries from Greece to U.S. already (first vessel completed  discharging Boston 20 000 ton, second loading shortly for Baltimore 25 000 ton). Price; 1st  shipment USD 29, - FOB and 2nd USD 27, - . They will continue take shipments  September-October.Lafarge has bought one cargo from Titan for Montreal and second cargo will be  taken in September. Holderbank has also agreed to buy (not signed yet) 90 000 tons from Titan. One shipment 7 000 tons  has been taken. Furthermore they have bought 100 000 tons from Heracles, whereof 40 000 has been  delivered. Bloom is involved in the last deal as he unloads the vessels in Mississipi and  distributes it to Dundees market. Holderbank has also bought 50 000 tons clinker from Titan at a price of USD 19,80 FOB. 25 000 tons  already delivered, all above for U.S. markets.In summary, although we have not agreed with the  greeks on a take-off agreement, some members, in my opinion, have put us in a rather weak position  in negotiations. It was agreed, after a long discussion, that a sub group shall investigate what companies can  deliver ASTM type II cement now and in the near future. Furthermore, BCI shall resume talks with Titan and try to find a solution with them in order put  some pressure on Heracles.» Testo originale: «In recent weeks Blue Circle, Holderbank and Lafarge have all started absorbing some Greek cement  or clinker, primarly from Titan, in their US and Canadian operations in good faith to keep the door  open with the Greeks.» Testo originale: «Simultaneously however, the possibility of accepting a take-off agreement for a higher tonnage,  say 2/3 million tonnes or lower tonnage at a premium price shoudl be considered further. It was  eventually agreed that negotiations should continue.» Testo originale: «Greek exports - tonnages and contracts with Task Force Members 1987.» Testo originale: «Concept arrived at MJH/Presanis - 16.6.19861. Blue Circle sells 300 000 tons GDR cement to Bouri  for Egypt at USD 10 FOB. 2. Titan/Heracles sell 500 000 tons cement to BC Atlantic at USD 25 FOB Type II - USD 27 FOB Type  II AASHTO. 3. We use Titan 25 000 ton vessel «Ionian Carrier» at USD 7,50 freight. 4. Blue Circle purchases 100 000 tons BS12 clinker from Titan/Heracles for Magheramorne at USD  21,50 FOB - estimated freight 4 000 ton vessel USD 12. 5. Blue Circle charters Bouri terminal - say USD 2 million; either hold idle on berth at Tilbury or  operate as BCC terminal and close Wouldham. Notesa. Deal is for 1 year while we look for longer term solution with Greek industry and BCC  slims itself down. b. Prices are tentative - subject to negotiation. If achieved BCI should not have additional cash  outlay beyond GDR commitment and Rugby and RTZ still pay their proportion of net loss, i.e. $ 5 per  ton. c. Magheramorne is outside the CPA, Greek clinker is within the EEC, GDR is still subject of  antidumping action. d. Achieving an effective agreement with the Europeans has a 50:50 chance. It could restrict BCI  freedom of action in the future - there could be a price to pay later for co- operation now. e. A deal structured this way should not breach EEC, FTC or antitrust regulations. f. Bouri will be more expensive to remove once he starts selling.» Testo originale: «This scheme has been agreed in principle with the Greeks but is contingent upon, as is Scheme A,  reaching agreement with Bouri.» Testo originale: «Blue Circle, as the largest of the United Kingdom producers, was inclined in former years to adopt  a somewhat paternalistic stance. On occasion it took certain actions (fighting the dumping cases  against the Eastern European producers, for example) which it perceived to be not only in its own  interest but also in the wider interest of the United Kingdom cement industry. On an «ex post  facto» basis Blue Circle occasionally sought to recoup a proportion of its costs in relation to  these exercices from the other United Kingdom producers - with a limited degree of success as the  documents which the Commission relies upon attest.» Memoria in risposta alla comunicazione degli  addebiti, punto 4 224. Testo originale: «I pointed out to Hewitt that much of what he said was irrelevant since we were discussing costs  incurred by BC in the period 1983-1986 and nothing had removed RTZ's obligation to stand its  corner. Furthermore, Rugby had contributed and it was even more unreasonable, therefore, for RTZ to  take no responsibility for what had been done.» Testo originale: «Titan. They were pleased with their contact with Blue Circle and particularly Philip Hawkesworth.  Ivan Tryfonas commented that with kindsight he believes that common sense is beginning to prevail,  certainly in Titan. They respect the way we have dealt with them in the USA and feel that their  supplying Northern Ireland is not as emotive as to the mainland.» Testo originale: «Ciments grecs - Préférant au Benelux les importations de clinker à celles de ciment parce qu'elles  ne confèrent aucune possibilité d'influence sur le marché, Mr. Celis, avec l'accord de la CEE, a  conclu un accord d'importation de clinker en provenance de la Grèce. Ce clinker sera utilisé dans  les salles de mouture des Pays-Bas et en Belgique. Par l'intermédiare de la société madrilène Humar  (société de trading international) Mr. Celis va établir un contrat portant sur l'importation de  clinker grec, moyennant que la Grèce limite les exportations de ciment vers le Benelux. La durée de  ce contrat est fixée à 2 ans et portera sur 280 000 tonnes soit 1,65% de notre consommation. Le  prix d'achat FOB Grèce est de 29,5 $ auquel s'ajoutent les frais de transport et de déchargement.  Le Président remercie Mr. Celis pour avoir négocié brillamment ce contrat et avoir abouti à un  résultat très positif.» Testo originale: «se caractérise par de nombreuses ratures, des contradictions internes (il est tour à tour question  d'un contrat conclu et à conclure) et d'erreurs indubitables. Ainsi il est indiqué que l'achat de  clinker grec se fait avec «l'accord de la CEE».» Testo originale: «Europe: achat clinker. Etant donné la croissance inattendue de la consommation de ciment dans  notre marché naturel (fin avril 1988: + 32% par rapport à 1987 contre prévision de statu quo) et  les contrats d'exportation de clinker et de ciment conclus au début de l'année dans le but d'éviter  l'arret des fours pour excès de stock, il y a actuellement risque d'une légère pénurie. Monsieur  Celis a négocié avec la société Umar (société de trading international) la possibilité pour CBR et  ENCI de s'approvisionner en clinker étranger par contrat unitaire de 25 000 tonnes. Cette  possibilité pourra s'étendre sur une période de 2 ans et demi jusqu'à concurrence de 240 kt, soit  3,2% des besoins en clinker de CBR et ENCI et 2,5% des livraisons totales de ciment. Le prix  d'achat sera d'environ 48 dollars/tonne livrée à Rotterdam ou Anvers. Ce clinker sera utilisé  directement dans les salles de mouture de Rozenburg, Gand ou Ijmuiden. Le prix de revient total du  clinker voie humide dans le groupe CBR-EUR est de 42 dollars/tonne stock usine de clinker. Le prix  sera libellé et payé en ECU. Le Président remercie Monsieur Celis pour cette réaction rapide et le  résultat positif de la négociation.» Testo originale: «Enfin, en achetant du clinker auprès des producteurs grecs, CBR espérait réduire l'intéret que  pouvait avoir pour ceux-ci l'importation de ciment en Belgique.» Testo originale: «In years gone by, Cembureau ran a European Export Committee under its own wing, but with the  advent of the Common Market and its clear distaste for cartels of any sort, Cembureau eventually  abandoned its unwanted child, and European Cooperation in cement exports was left to an informal  initiative from outside. This Michael Chapman took up, and in 1972 we saw the formation of the  so-called «London Club», which had its origins in a very small informal grouping of exporters who  had been meeting for some years under Michael's guidance.» Testo originale: «1. That the Export General Committee and the Export Working Committee are merged into one  Committee, which should meet about four times a year. This Committee to be open to Cembureau  members actively interested in the Export trade to non-Cembureau countries. This Committee to be  called the European Cement Export Committee, its object to be the promotion of export and the  exchange of commercial information . . . The larger exporters will continue to meet together from  time to time and their views on commercial matters will be shared with the other members of the  European Cement Export Committee through their representatives on this Committee.» Testo originale: «It should be understood that the name ECMEC has no legal significance. It is merely a convenient  term for an organisation which provides independent secretarial services . . . Neither agreement  between ECMEC and the two Committees for the provisions of secretarial services was embodied in  written contracts.» «Oggetto: EPC - Andrew Gac. Come noto, i nostri legali americani hanno insistito affinché si troncasse qualsiasi rapporto con  l'Export Policy Committee e con lo European Cement Exporters Committee di Cembureau (!). Jim  McColgan si è di fatto dimesso da entrambi i comitati. Ci hanno inoltre invitati ad interrompere  qualsiasi tipo di sostegno a tali comitati e a porre fine ad eventuali vincoli contrattuali con  Andrew Gac.Vi prego di informarmi della precisa natura dei nostri attuali rapporti con Gac. Qualora  esistesse un qualche vincolo effettivo, esso dovrà essere immediatamente rescisso, ivi compreso  qualsiasi accordo circa un'eventuale riassunzione futura.» Testo originale: «Le Président donne lecture d'une lettre adressée par M. Meric concernant la non-participation des  Ciments Français aux ré- unions du ECEC. M. Clemente prend note mais rappelle que ce sont les pays  qui sont membres du ECEC et qui constituent à leur gré leur représentation au niveau des syndicats  ou des sociétés.» Testo originale: «Les plus grands exportateurs continueront à se réunir de temps à autre et leurs points de vue sur  les problèmes commerciaux seront partagés avec les autres membres de European Cement Export  Committee à travers leurs représentants dans ce Comité.» La Commissione dispone delle statistiche relative al periodo 1985-1989 (doc. 33126/16790-16824,  12544-12577, 12706-12708, 3410-3412), 1982-83 (doc. 33126/14027-14029), 1983-1984-1985 (doc.  33126/14245-14249, 14295-14298), nonché del riepilogo comprendente 6 tabelle, per il periodo dal  1975 al 1986 (doc. 33126/12721-12728) e dal 1975 al 1988 (doc. 33126/3422-3433). La Commissione dispone di tutti i verbali delle riunioni dal 1986 al 1989 (doc. 33126/12558-12674),  nonché dei verbali delle riunioni del 14 marzo 1984 (doc. 33126/14257-14262), dell'11 settembre  1984 (doc. 33126/14303-14309), del 14 dicembre 1984 (doc. 33126/14311-14316), del 21 febbraio 1985  (doc. 33126/14300-14301), del 22 marzo 1985 (doc. 33126/14289-14294) e dell'11 settembre 1985 (doc.  33126/6139-6142). Testo originale: «Les réunions du ECEC sont utiles en ce qu'elles permettent des communications informelles entre  les représentants des sociétés cimentières exportatrices. Toutefois, on doit constater l'échec de  la politique de concertation entre les exportateurs de Cembureau en vue d'enrayer la dégradation  des prix provoquée par une offre supérieure à la demande. On peut craindre que les sociétés  possédant des usines au bord de l'eau et capables d'effectuer des chargements en vrac (clinker et  ciment), sur de gros navires avec un cout minimum d'approche, n'éliminent par le prix les petits  exportateurs moins favorisés par la situation géographique.» «Nel 1989 il Regno Unito avrà bisogno di 2 Mio di t di cemento e clinker d'importazione; se fossimo  autorizzati ad agire come Intertrading potremmo cercare di inserirci nelle forniture, per esempio  con prodotto iugoslavo.»  Testo originale: «The idea behind this Policy Committee was that member companies would be represented at Chief  Executive level, thereby, it was hoped, making it possible to establish policies which would lead  to a stronger market and hence better prices for all. Foremost in people's minds, of course, was  the thought that at Chief Executive level it might be possible to take such weighty decisions as  holding back sizeable tonnages from the market in order to keep supply in line with demand.» Testo originale: «C'est un Club informel qui est au ciment blanc ce que le Policy est au gris.» Testo originale: «C'est un Club: objet: protection des marchés intérieurs - règle: chacun respecte ses marchés  intérieurs et exporte ses surproductions dans un consensus général.» Nella sua memoria in risposta alla comunicazione degli addebiti, pag. 127, Ciments Français precisa  che, nel momento in cui ha redatto la nota (7 marzo 1989), il sig. Dupuis non aveva una conoscenza  approfondita dei diversi comitati, avendo assunto la direzione commerciale solo a partire dal  gennaio 1988. In questa stessa linea si iscrive anche l'affermazione di ECMEC, basata su una  dichiarazione di Dupuis del 12 febbraio 1992, in connessione con la risposta alla comunicazione  degli addebiti. A proposito di queste affermazioni va peraltro ricordato che il Sig. Meric,  superiore di Dupuis e destinatario della nota, apparentemente non ha condiviso tale valutazione e  ha di fatto trasmesso (cfr. doc.33126/18217) al presidente di ECEC la lettera inviatagli in bozza,  in allegato alla nota stessa, da Dupuis. La bozza si basava sulla presentazione fatta da Dupuis  nella nota. Va altresì ossservato che i rappresentanti di Ciments Français presso EPC e nel White  Cement Committee erano le medesime persone (cfr. nota del 7. 3. 1989), in grado quindi di informare  con cognizione di causa il direttore commerciale. Testo originale: «Probably the greatest advantage that individual members obtain from their membership is to  establish and develop close personal contacts. The role of the meetings is to provide the formal  structure around which such relationships may blossom.» Secondo la lettera del 30. 3. 1990 (doc. 33126/16766-16777), il Signor Gac ha conservato soltanto i  documenti di EPC dal 1. 1. 1987 fino al suo scioglimento il 19. 5. 1989. Le note manoscritte  dell'ultima riunione di EPC, tenuta il 19. 5. 1989 (doc. 33126/12820-12823), riferiscono tra  l'altro delle seguenti discussioni: «Note e statistiche. Gordon n.d.r.). Registrazioni EPC?  Fascicoli? Parere del servizio giuridico sulle registrazioni. Nessun riferimento al passato». Nel  verbale ufficiale (doc. 33126/12824-12825) non esiste alcuna menzione di queste discussioni.  Secondo Gac (doc. 33126/16775) è escluso che i documenti cercati e non trovati in sede di  accertamenti siano in possesso del Dr. Gordon Marshall. Nella memoria in risposta alla  comunicazione degli addebiti, allegato 2, pagina 4, ECMEC-EPC aggiunge che non sussisteva alcun  obbligo di legge di conservare i documenti relativi al periodo anteriore al 1987 e che il 19. 5.  1989 ECMEC non aveva notizia di prossimi accertamenti presso i suoi uffici. La Commissione non  contesta queste asserzioni ma va ricordato che la data del 19. 5. 1989 è posteriore alla data dei  primi accertamenti della Commissione (25. 4. 1989).Testo originale: «PS. I also enclose a copy of the draft Minutes for BCC's information only, which includes the  discussion on matters normally not within the EPC remit, which might be of interest to you.» Testo originale: «?The following concerns intra-European business and I am not sure it should be included in our  Minutes?A Norwegian shipping company, PF Bassoe, have started buying bagged cement in West Germany  and Holland to supply the Stavanger market. It is understood that it is their ultimate intention to  establish a bulk importing terminal in Norway.The UK market is under pressure from Spanish  suppliers. Mr Manglano assured delegates that neither Valenciana nor Cementos del Mar are involved  in any UK trade.» Testo originale: «To etablish the seriousness of the threat that Spanish bulk will be supplied to the Bouri terminal  in England.» Testo originale: «The continuing decline in volume of business as well as intra-European friction produced by the  Greek intention to export into West European markets, suggest that there is no further benefit in  continuing EPC under the present agreement.» Testo originale: «The particular problem, to which we are somewhat reluctant to address ourselves is overcapacity in  Western Europe, and increasingly, in other parts of the world. Our difficulties lie in formulation  of the question, for while the problem looms over the horizon of our domestic markets, it is not  tangible enough to become a subject of lively discussion.» Testo originale: Bourie. Their financial troubles seem to get worse with suppliers withdrawing from Algeria because  they have not paid them since October 1986. Titan have withdrawn from Bourie in the UK but have  taken over from the Germans in supplies to Lagan (Northern Ireland). A second ship is on its way from Heracles to Bourie in the UK. Rumours regarding Bourie looking at  both France and Spain abound and other traders are interested as well but not necessarily with  Greek cement. The French particularly asked for details of people and companies involved in trading  in the UK as they feel they are going through a similar experience to the one we had nearly two  years ago. Titan. They were pleased with their contact with Blue Circle and particularly Philip Hawkesworth.  Ivan Tryfonas commented that with hindsight he believes that common sense is beginning to prevail,  certainly in Titan. They respect the way we have dealt with them in the USA and feel that their  supplying Northern Ireland is not as emotive as to the mainland. Meanwhile the Heracles management  are under pressure not only from their Government but also from the «conservative» press who  criticise everything they do as being inefficient socialist management.» Testo originale: «General Market Conditions. There was a brief discussion of the world market situation and its  trends. In most West European countries the domestic demand was high, and in some cases led to  considerable imports to meet the shortfall in local production. For example, UK imported over 1  million tonnes of cement and clinker and will require something in the order of 2 million tonnes in  1989. Subsequently one of the leading manufacturers is restarting old kilns expecting to produce  300 000 tonnes. Greek domestic demand rose by 8% in 1988 and should stay at that level in 1989. The domestic price  remains modest. Halkis has reduced its capacity by 1 million tonnes but even that is not sufficient to ensure the  viability of the company. Spain is under increasing pressure from the importers. In particular, Catalonia is a growing market  but some 50% of the increase in demand is taken up by importers.» Testo originale: «I confirm that the contents of this document [referred to in point 16, page 40 of the SO] . . . do  not relate to matters  discussed at any EPC meeting save for the paragraphs headed Summary and  Turkey and Freight. The document was prepared by me solely as a briefing paper to Board Colleagues within Blue Circle.  It was not prepared by me in my capacity as chairman of EPC. It was not an EPC document. It was not  circulated to any other EPC members nor to the EPC Secretary. It was circulated only to addressees  within Blue Circle.» Testo originale: «c) Price levels will be established and maintained for all terminals. d) Any intended price changes will be co-ordinated through the Sub-Committee.» Testo originale: «It was agreed that the practice instituted with the November Minutes not to quote prices should be  continued. In case of doubt, members could consult the Secretariat about prices discussed at the  meeting.» Sono disponibili i verbali delle seguenti riunioni di EPC:  1/2. 7. 1981 (doc. 33126/11442-11455),  12. 11. 1981 (doc. 33126/11431-11440), 13. 5. 1982 (doc. 33126/11421-11430), 10. 11. 1982 (doc.  33126/11417-11420), 17. 2. 1983 (doc. 33126/14148-14154), 5. 7. 1983 (doc. 33126/14094-14097), 14.  9. 1983 (doc. 33126/14401-14418), 18. 11. 1983 (doc. 33126/11365-11399, 14062-14085), 16. 2. 1984  (doc. 33126/11356-11363, 14035-14042), 22. 11. 1984 (doc. 33126/13845-13850); tutti i verbali e  resoconti dal 1987 al 1989 (doc. 33126/12762-12770, 12788-12799, 12805-12807, 12815, 12817-12832,  12967-13050, 18169-18172, 18179-18180, 18188-18191). Statistiche: 1981-1982 (doc. 33126/14155-14166); 1982-1983 (doc. 33126/14027-14029, 14046-14061,  14086-14092, 14098-14147, 14167-14169, 14175-14180, 14186-14229, 14237-14243); 1983-1984 (doc.  33126/13854-14021, 14043-14045); 1984-1985 (doc. 33126/12865); 1985-1986 (doc. 33126/14270-14284);  1984-1985-1986 (doc. 33126/12866-12870); 1986-1987 (doc. 33126/12871-12874); 1987-1988 (doc.  33126/12876-12882, 12892-12896); 1988-1989 (doc. 33126/12732-12734, 12808-12814, 12889-12891).  Panorama: 1979-1983 (doc. 33126/12864); 1979-1986 (doc. 33126/12761, 12897-12904); 1979-1988 (doc.  33126/12915-12966); 1980-1988 (doc. 33126/12883-12888). I resoconti delle riunioni dal 6/7 maggio 1982 al 26 maggio 1988, le note, le statistiche relative  a WCC sono nel fascicolo 33126, pagine 2720-2884, 3370-3385, 4454, 4466-4467, 9859-9988,  12816-12817, 15545-15549, 18135, 18138, 18198, 19354. Testo originale: «L'ECME Committees est, à ma connaissance, l'ensamble des regroupements, à savoir l'Export Policy  Committee, l'European Cement Export Committee et le White Cement Committee.» Testo originale: «a démissioné de tous les comités (octobre 1988 et mars 1989) constituant ECEC et en particulier de  ceux mentionnés aux 3 et 4 ci-dessus.» Testo originale: «En 1988, Ciments Français a donc estimé qu'en égard à la faiblesse de ses exportations, une  appartenance au WCC ne se trouvait plus etre justifiée, et a donc décidé de ne plus y participer.» Testo originale: «est un Club: objet: protection des marchés intérieurs - règle: chacun respecte ses marchés  intérieurs et exporte ses surproductions dans un consensus général.» Testo originale: «Ils rappellent que le respect des 'home markets' est la condition sine qua non aux participations  au WCC ou au WCPC.» Testo originale: «5. Conclusions générales. 5.1. Le WCC, dans sa forme actuelle, ne contribue pas (ou plus) à préserver les rendements des  ventes. 5.2. Pour y arriver, deux exportateurs comme Asland et Aalborg devraient y siéger. Tous les membres  actuels sont opposés à la réintégration d'Aalborg, car la Direction actuelle de la Dansk (Aalborg,  n.d.r.) n'a plus leur confiance. 5.3. Les membres actuels respectent entre eux une certaine règle du jeu, mais jusques à quand?  (exemple de la  Tunisie)5.4. La plupart des cimentiers blanc vivent confortablement à l'intérieur  de leurs frontières (Italcementi,  Ciments Français, Dyckerhoff. Ces derniers sont un peu attaqué  par Aalborg, via Alsen). 5.5. Ce respect du home market ne nous convient pas bien, car il limite de fait notre marché  naturel au benelux. 5.6. Nous devons donc ne compter que sur nous-mêmes et etre capables de produir un ciment blanc  compétitif au point de vue qualité au meilleur coût. Nous avons le sentiment d'être plus  compétitifs que la plupart de nos collègues. Nous devons rattraper Aalborg.» Testo originale: (Aalborg) «Vous ne voulez toujours pas de nous au WCC»; (Ciment Français) «Vous connaissez bien  pour quelles raisons vous n'etes plus dans le WCC. Nous sommes tous touchés proportionnellment aux  exportations que nous faisons. Il y avait un gentlemen's agreement (to) respect home market.» Testo originale: «L'occasione è stata opportuna a M. Leboeuf per far cenno al rispetto dei mercati nazionali.» Testo originale: «un tour de table révèle que personne parmi les membres du WCC restreint ne désire reprendre  Aalborg dans le comité.» Testo originale: «ils rappellent que le respect des «home markets» est la condition sine qua non aux participations  au WCC ou au WCPC.» Testo originale: «c'est déja le cas en Belgique, en Hollande et dans le Nord de l'Allemagne. Dyckerhoff a suggéré  d'examiner ce problème avec CBR, mais à notre grande surprise, les autres membres du WCC ont  considéré que ce problème les concernait également. Les problèmes récents posés par le ciment grec  sur le marché du gris ne sont sans doute pas étrangers à cette attitude; Il est donc convenu  d'organiser à Bruxelles le 24 juillet une séance de travail WCC avec pour thème: «Quels sont les  moyens de rétorsion à mettre en oeuvre pour contrer une éventuelle attaque de Aalborg sur nos  marchés intérieurs?» Les actions peuvent couvrir le ciment gris égalment. La majorité des membres  présents ne souhaitent pas que la Valenciana (absente excusée, n.d.r.) soit comprise.» Testo originale: «signale avoir perdu deux clients (potentiel de 4 000 t) «visité» per Aalborg et qui ont succombé  face aux arguments des Danois (prix, ciment ASTM type V). Suite à cela, ils (Dyckerhoff, n.d.r.)  ont rendu visite à Ole Stevens Larsen et l'ont menacé de représailles en ciment gris sur le marché  danois. Dyckerhoff estime que c'est le seul language que les Danois comprennent.» Testo originale: «Il ne faut pas se voiler la face. On peut difficilement évoquer le blanc sans se soucier du gris.  Si CBR ou Dyckerhoff sont attaqué par Aalborg, ils risquent de se défendre en cassant à leur tour  les prix sur les marchés voisins et tout le monde sera affecté. Aalborg est bien l'ennemi. M.  Leboeuf n'étant pas mandaté pour parler de ciment gris, on ne parlera pas de ce sujet aujourd'hiu,  mais chaque membre reconsultera sa direction pour savoir si un scénario basé sur une risposte en  gris peut etre échafaudé et étudie, sinon appliqué.» «Conseguentemente, diventa anche improponibile la collaborazione con l'inglese Blue Circle, che  sembra aver ripreso la produzione di clinker per cemento bianco ma solo per il mercato interno, e  la Alsen Breitenburg, che ha cessato la produzione di clinker sino a tempo indeterminato, dato che  queste due società si avvarrebbero del prodotto della Aalborg per forniture a loro clienti esteri.»  Nota di Italcementi del 27. 1. 1984 (doc. 33126/2850-2852). Testo originale: «NB: 1) CBR a fait allusion à ses contacts avec Blue Circle (position vis-à-vis des importations de  Aalborg en Ecosse).  2) Ciments Français pense que Aalborg fournit ou a fourni du clinker blanc à  Blue Circle.» In italiano nel testo. In italiano nel testo. Testo originale: «elle augmentera sa capacité de production de 20 000 T/an par l'aménagement du four existant. Cette  augmentation de production est principalement destinée à faire face à l'augmentation de la  consommation de ciment blanc en France.» Testo originale:PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 394D0815.9«3. Cas particulier de la Tunisie (offre de 50 000 tonnes).  M. Bouzol de Lafarge a fait un éclat à  ce sujet. Il a modérément reproché à CBR d'avoir légèrement coté en dessous du prix «convenu» mais  violemment à Valenciana d'avoir «dégringolé» les prix. Valenciana prétend avoir coté FOB à un  intermédiaire, à un prix normal. Valenciana prétend ne pas savoir comment cet intermédiaire a  évalué les couts de transport et négocié les conditions de troc. Lafarge a effectivement accepté le  principe de la compensation. CBR fait remarquer que ceci revient au meme et que c'est une pratique  dangereuse. En fait, Lafarge attaque Valenciana pour mieux se défendre. Commentaires. j'ai le sentiment que ce type de pratique (= la compensation =) pourrait se  généraliser. De cette façon, des ristournes sur les prix sont accordées de façon détournée. Lafarge  n'a pas joué le jeu franchement, Elle prétend y avoir été forcée de par ses relations  traditionelles avec la Tunisie.» Raccolta 1964, p. 317 Sentenza del Tribunale di primo grado del 23. 2. 1994, cause 39-40/92, Carte di banca, Raccolta  1994 p. II - 49; sentenza del 15. 5. 1975, causa 71/74 FRUBO, Raccolta 1975, p. 563; sentenza del  29. 10. 1980, cause Van Landewyck 209-215 e 218/78, Raccolta 1980, p. 3125; sentenza dell' 8. 11.  1983, cause IAZ 96-102, 104, 105, 108 e 110/82, Raccolta 1983, p. 3369; sentenza del 30. 1. 1985,  causa 123/83, BNIC/Clair, Raccolta 1985, p. 391. Raccolta 1985, p. 391. Da un punto di vista logico la valutazione dei fatti esposta al capitolo 5 dovrebbe rientrare nel  presente capitolo e si farà riferimento qualche volta anche ai fatti relativi a Cembureau Task  Force o European Task Force. Per motivi prettamente pratici e non logici e giuridici la valutazione  dei fatti riportati al capitolo 5 sarà contenuta in un capitolo separato. Sentenza della Corte del 29. 10. 1980, Van Landewyck/Commissione, cause da 209 a 215 e 218/78,  Raccolta p. 3125, punti 85 e 86; sentenza della Corte dell'11. 1. 1990, Sandoz/Commissione, causa  277/87, Raccolta p. 47, punti da 8 a 13. Cfr. tra l'altro la sentenza della Corte dell'11. 1. 1990 nella causa 277/87, Sandoz/Commissione,  precitata, al punto 12 delle motivazioni. Cfr. analisi delle nozioni di accordo e di pratica concordata effettuata dal giudice Vesterdorf, in  veste di avvocato generale nelle cause polipropilene, Raccolta 1991 - II, p. 867 e, in particolare,  p. 929/sgg e 944. Sentenza della Corte di giustizia del 16. 12. 1975 nelle cause congiunte da 40 a 48, 50, da 54 a  56, 111, 113 e 114/73, Suiker Unie ed altri/Commissione, Raccolta 1975, p. 1663, punti da 75 a 87. Sentenza del Tribunale di primo grado del 24. 10. 1991, Rhone Poulenc/Commissione, Causa T-1/89,  Raccolta 1991 p. II 867. Cfr. le sentenze nelle cause polipropilene e in particolare la sentenza del Tribunale di primo  grado del 24. 10. 1991 nella causa4 T.1/89 Rhône-Poulenc/Commissione, Raccolta 1991, II, p. 867,  punti 122-123. Cfr. in particolare, la sentenza del Tribunale di primo grado del 17. 12. 1991 nella causa T. 6/89  Enichem/Commissione, Raccolta 1991, II, p. 1623, punti 213-220. Cfr. le sentenze nelle cause polipropilene e in particolare la sentenza del Tribunale di primo  grado del 24. 10. 1991 nella causa T. 1/89, Rhône-Poulenc/Commissione, precitata, punto 123. Sentenza del Tribunale di primo grado del 12. 12. 1991 nella causa T. 30/89, Hilti/Commissione,  Raccolta 1991 II-1439 punto 118 delle motivazioni. Sentenza del 13. 7. 1966, cause congiunte 56 e 58/64 Consten-Grundig/Commissione, Raccolta 1966, p.  495. Sentenza del Tribunale di primo grado del 24 ottobre 1991, causa T.2/89, Petrofina/Commissione,  Raccolta 1991,II - pag. 1087, punto 210 della motivazione. Sentenza del Tribunale di primo grado del 12 dicembre 1991, causa T. 30/89, Hilti/Commissione,  Raccolta 1991 II -1439, punti da 115 a 119 delle motivazioni. Cfr. anche sentenza della Corte del 7  giugno 1983, cause da 100 a 103/80, S.A. Musique Diffusion Française e altri/Commissione, Raccolta  1983 pag. 1825, punto 100. Sentenza del 13 luglio 1966, Cause congiunte 56 e 58/64 Consten-Grundig/Commissione, Raccolta 1960,  pag. 495. Suiker Unie, cause 40-48, 50, 54-56, 111-114/73, Raccolta 1975, pag. 1663, punto 87; Compagnie  Royale Asturienne des Mines, cause 29-30/83, Raccolta 1984, pag. 1679, punti 8 e 9; decisione della  Commissione 85/79/CEE «Perossido», G.U. n. L 35 del 7. 2. 1985, pag. 1, punto 49. Sentenza del 16 dicembre 1975, Suiker Unie e altri/Commissione, Cause congiunte 40-48, 50, 54-56,  111,113-114/73, Raccolta 1975, pag. 1663, punti 579-580. Sentenza del 16 dicembre 1975, Suiker Unie e altri/Commissione, Cause congiunte 40-48, 50,54-56,  111, 113-114/73, Raccolta 1975, pag. 1663, punti 579-580.  ALLEGATO 1>SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO 2>SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO 3>SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO 4>SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO 5Totale esportazioni del codice NC 2523>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER  TABELLA>>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER  TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER  TABELLA> ALLEGATO 6Totale importazioni del codice NC 2523>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER  TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER  TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER  TABELLA> ALLEGATO 7Totale esportazione dei codici NC 2523 20 (1983/1987), 2523 21 e 2523 21 00  (1988/1992)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER  TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO 8Totale importazioni dei codici NC 2523 20 (1983/1987), 2523 21 e 2523 21 00  (1988/1992)>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER  TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO 9-1>RIFERIMENTO A UN FILM> ALLEGATO 9-2>RIFERIMENTO A UN FILM> ALLEGATO 9-3>RIFERIMENTO A UN FILM> ALLEGATO 9-4>RIFERIMENTO A UN FILM>