CELEX: 62011CA0324
Language: it
Date: 2012-09-06 00:00:00
Title: Causa C-324/11: Sentenza della Corte (Terza Sezione) 6 settembre 2012 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Legfelsőbb Bíróság — Ungheria) — Gábor Tóth/Nemzeti Adó- és Vámhivatal Észak-magyarországi Regionális Adó Főigazgatósága (Fiscalità — IVA — Direttiva 2006/112/CE — Articolo 9 — Nozione di «soggetto passivo» — Diritto a detrazione — Diniego — Principio della neutralità fiscale — Emittente della fattura radiato dal registro degli imprenditori individuali — Emittente della fattura che non ha adempiuto l’obbligo di dichiarare i suoi dipendenti all’amministrazione finanziaria — Obbligo del soggetto passivo di assicurarsi del comportamento regolare dell’emittente della fattura verso l’amministrazione finanziaria)

27.10.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 331/9
            
         
      Sentenza della Corte (Terza Sezione) 6 settembre 2012 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Legfelsőbb Bíróság — Ungheria) — Gábor Tóth/Nemzeti Adó- és Vámhivatal Észak-magyarországi Regionális Adó Főigazgatósága
      (Causa C-324/11) (1)
      
      (Fiscalità - IVA - Direttiva 2006/112/CE - Articolo 9 - Nozione di «soggetto passivo» - Diritto a detrazione - Diniego - Principio della neutralità fiscale - Emittente della fattura radiato dal registro degli imprenditori individuali - Emittente della fattura che non ha adempiuto l’obbligo di dichiarare i suoi dipendenti all’amministrazione finanziaria - Obbligo del soggetto passivo di assicurarsi del comportamento regolare dell’emittente della fattura verso l’amministrazione finanziaria)
      (2012/C 331/14)
      Lingua processuale: l'ungherese
      
         Giudice del rinvio
      
      Legfelsőbb Bíróság
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Gábor Tóth
      
         Convenuta: Nemzeti Adó- és Vámhivatal Észak-magyarországi Regionális Adó Főigazgatósága
      
         Oggetto
      
      Domanda di pronuncia pregiudiziale — Magyar Köztársaság Legfelsöbb Bírósága — Interpretazione della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (GU L 347, pag. 1) — Condizioni di esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta pagata a monte nella prassi delle autorità fiscali nazionali — Obbligo del soggetto passivo di accertare la qualità di soggetto passivo dell’emittente della fattura, nonché della regolarità del rapporto giuridico e della situazione fiscale delle persone impiegate da quest’ultimo per effettuare i lavori fatturati
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  La direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, e il principio di neutralità fiscale devono essere interpretati nel senso che ostano a che l’amministrazione finanziaria neghi ad un soggetto passivo il diritto di detrarre l’imposta sul valore aggiunto dovuta o assolta per servizi fornitigli, in base all’unico rilievo che la licenza di imprenditore individuale sia stata revocata all’emittente della fattura prima che egli abbia fornito i servizi di cui trattasi o abbia emesso la fattura corrispondente, qualora quest’ultima presenti tutte le informazioni richieste dall’articolo 226 di tale direttiva e, in particolare, quelle necessarie all’identificazione della persona che l’ha emessa e della natura dei servizi forniti.
               
            
                  2)
               
               
                  La direttiva 2006/112 deve essere interpretata nel senso che essa osta a che l’amministrazione finanziaria neghi ad un soggetto passivo il diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto dovuta o assolta per servizi fornitigli, per il fatto che l’emittente della fattura correlata a tali servizi non abbia dichiarato i lavoratori alle sue dipendenze, senza che tale amministrazione dimostri, alla luce di elementi obiettivi, che detto soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere che l’operazione invocata a fondamento del diritto alla detrazione si inscriveva nell’ambito di una frode commessa da tale emittente oppure da un altro operatore intervenuto a monte nella catena delle prestazioni.
               
            
                  3)
               
               
                  La direttiva 2006/112 deve essere interpretata nel senso che il fatto che il soggetto passivo non abbia verificato se i lavoratori impiegati sul cantiere si trovassero in rapporti giuridici con l’emittente della fattura o se tale emittente avesse dichiarato detti lavoratori non costituisce una circostanza obiettiva idonea a consentire di concludere che il destinatario della fattura sapeva o doveva sapere di partecipare ad un’operazione inscritta in una frode all’imposta sul valore aggiunto, qualora tale destinatario non disponesse di indizi idonei ad avvalorare il sospetto dell’esistenza di irregolarità o di frodi nella sfera dell’emittente. Pertanto, il diritto a detrazione non può essere negato per tale motivo, allorché ricorrano le condizioni formali e sostanziali previste da detta direttiva per l’esercizio di detto diritto.
               
            
                  4)
               
               
                  Qualora l’amministrazione finanziaria fornisca indizi concreti relativi all’esistenza di una frode, la direttiva 2006/112 e il principio di neutralità fiscale non ostano a che il giudice nazionale verifichi, sulla base di un esame complessivo di tutte le circostanze della specie, se l’emittente della fattura abbia effettuato egli stesso l’operazione de qua. Tuttavia, in una situazione come quella di cui trattasi nel procedimento principale, il diritto a detrazione può essere negato soltanto qualora l’amministrazione finanziaria abbia accertato, alla luce di elementi obiettivi, che il destinatario della fattura sapeva o avrebbe dovuto sapere che l’operazione invocata a fondamento del diritto a detrazione si inscriveva in una frode commessa da detto emittente oppure da un altro operatore intervenuto a monte della catena delle prestazioni.
               
            
         (1)  GU C 282 del 24.9.2011.