CELEX: 51977PC0561
Language: it
Date: 1977-11-08
Title: PROGETTO DI DECISIONE dei rappresentanti dei Governi degli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, riuniti in seno al Consiglio, che attribuisce entrate supplementari a detta Comunità (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (77) 561
Vol. 1977/0184
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---          COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                           COM(77)561 def.
                                                    I
                                                           Bruxelles , 11 novembre 1977 »
                              PROGETTO DI DECISIONE
           dei rappresentanti dei Governi degli Stati membri della Comunità
           europea del carbone e dell' acciaio , riuniti in seno al Consiglio ,
           che attribuisce entrate supplementari a detta Comunità
                      (presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM(77 ) 561 def .
 ---pagebreak---       TRASFERIMENTO ALLA CECA DEI DAZI DOGANALI APPLICABILI
                          AI PRODOTTI CECA
I. L' EQUILIBRIO PRECARIO DEL BILANCIO CECA
   Il bilancio operativo CECA ( che, a parte il contributo versato al
   bilancio generale per le sue spese amministrative , comporta aiuti
   per la riqualificazione professionale e la ricerca, aiuti sotto for­
   ma di abbuoni d' interesse a favore di progetti d' investimento e di
   riconversione interessanti i settori CECA nonché un aiuto allo smer­
   cio dei carboni da coke e coke siderurgici ) è finanziato mediante gli
   interessi sugli investimenti e prestiti concessi a valere su fondi
   propri , gli importi che diventano disponibili a seguito d' annulla­
   mento d' impegni e , principalmente , tramite il gettito dei prelievi
   applicati per tonnellata di prodotti CECA e fissati animai mente dal­
   l'Alta autorità/Commissione*
   Fegli ultimi sei anni l' aliquota dei prelievi che - a norma dell' ar­
   ticolo 50.2/CECA e salvo autorizzazione preventiva del Consiglio -
   non può superare l' lj6 dei valori medi dei prodotti in questione è ri­
   masta fissata allo 0,29^«
                     I
   Durante detto periodo ed in particolare negli anni 1975f 197° ® 1977
   le risorse della CECA hanno subito un vero ristagno , poiohé , nono­
   stante un lieve aumento annuale dei prezzi correnti , il valore del
   bilancio , in termini reali , è diminuito . ffel contempo , le esigenze
   operative sono aumentate sensibilmente, specie a causa dei problemi
   che deve affrontare il settore siderurgico *
 ---pagebreak---                             - 2 -
     La Comi ss ione non ha voluto far fronte alle maggiori esigenze
     di finanziamento mediante aumento dell * aliquota dei prelievi , in
     quanto tals soluzione le è sembrata economi oament e inopportuna vi­
     sta la situazione delle industrie CECA 6d in particolare di quel­
     le del settore siderurgico .
     Ma è ormai giunto in momento in cui non è più possibile continuare
     la politica consistente nel ridurre coBtant eraente le esigenze e nel-
     1 * adattarsi a risorse prive di qualsiasi sviluppo . Infatti , date le
     esigenze finanziarie derivanti dalla crisi siderurgica alle quali
     la CECA non può sottrarsi , essa deve disporre dei mezzi per assume­
     re le proprie responsabilità ai fini del risanamento e della ri­
     strutturazione di detta industria#
          »
II . LA CRISI SIDERURGICA
     Il grave squilibrio persistente fra l' offerta e la domanda mondiali
     di acoiaio pone l' industria comunitaria , tradizionalmente esporta­
     trice netta , in una posizione tanto più diffioile in quanto una par­
     te dell' apparato di produzione europeo è insuffioient emente competi­
     tivo per affrontare la concorrenza dei nuovi paesi produttori .
     Solo una ristrutturazione del settore dell' acciaio orientata verso
     il suo rimodernamento e la sua stabilizzazione può garantire il fu­
     turo e 1 'occupazione dei lavoratori che continueranno a prestare
     servizio in detto settore .
     Ogni tentativo di frazionamento del mercato comunitario o di ohiusu-
     ra alle importazioni ali ont amerebbe la siderurgia comunitaria dal­
     la prospettiva di vitalità economica a lungo termine , sia ohe l' oc­
     cupazione e l' attività vi siano garantite solo mediante aiuti pub­
     blici alla produzione , sia ohe la misure protezionistiche portino
     progressivamente ad tuia guerra commerciale altamente dannose .
                                                                 •••/•••
 ---pagebreak--- Tuttavia, questo doppio rischio esiste ed è solo oon una vigorosa
politica comunitaria strettamente coordinata con le politiohe de­
gli Stati membri che può essere allontanato *
L' azione sul piano internazionale deve tener conto del fatto che
la crisi siderurgica è mondiale e ohe quindi bisogna affrontare il
problema oentrale dell' adeguamento delle strutture mondiali alle
reali esigenze . In tale contesto , bisogna evitare nuove perturba­
zioni del mercato * Per poter riusoire , il piano di risanamento pre­
suppone una moderazione delle importazioni a livello comunitario ed
una stabilità a quello delle esportazioni *
Con un' azione sul mercato interno comportante sia una limitazione
volontaria del volume delle forniture , sia l' applicazione di prezzi
d ' oriezrt amento per i principali prodotti laminati e di prezzi mini­
mi per i tondini da cemento , la Comunità contribuisce a ravvicinare
i prezzi praticati ai costi di produzione , a ridurre pertanto la
perdita di guadagno e più spesso le perdite considerevoli registra­
te dai produttori comunitari sulle loro vendite , creando in tal mo­
do le condizioni per intraprendere l' azione più fondamentale di ri­
strutturazione *
Con una politica strutturale , infine , basata sugli obiettivi gene­
rali aooiaio 1985-1990 ridefinita in modo concertato oon i produt­
tori , i lavoratori , gli utilizzatori ed i governi , la Comunità in­
tende oon il concorso dei governi contribuire a»
1 * rimodernare l' industria siderurgica;
2 * creare posti di sostituzione nelle regioni dove la ristruttura­
     zione ha ridotto quelli esistenti ;
3* garantire il reddito e la riqualificazione dei lavoratori co­
     stretti a rinunciare al loro posto di lavoro o a cambiare atti­
     vità*
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      L' ampi e zza, dello Btcrzo di ri -strutturazione , di riconversione e di
      riadattarne? -te è considerevcl s : esso concerne un numero inevitabil­
      mente e?. arato di lavoratori del sottore siderurgico ed un gran nu­
      mero di altri nelle attività industriali e terziarie connesse con
      l 'acciaio ; inti aprenderlo e condurlo a taon porto richiede risorse
      molto più rilevanti di cpielle mobilitate finora dalla politica co­
      munitaria in un regime normale di crociera»
      Non effettuare questo sforzo eccezionale sul piano comunitario , ri­
      sulterebbe in definitiva molto più costoso per ciascuno Stato mem­
      bro preso individualmente »
      Trovare le risorse necessarie per questa politioa implioa continua­
      re lo sforzo del settore stesso attraverso l' applicazione del pre­
      lievo , praticare una politica di mercato attraverso l' adeguamento
      dei prezzi e ricorrere ad un elemento nuovo rappresentato dall 'at­
      tribuire alla Comunità i dazi doganali sulle importazioni di aociaio
      e   di carbone »
III » IL RAJFORZAMENTO FELLE RICORSE DI BILANCIO
      In virtù della decisione del 21 aprile 1970 sulle risorse proprie ,
      i dazi della tariffa doganale comune sono attribuiti alla CEE e al­
      la CEEA oome loro risorse proprie dopo il 1° gennaio 1971 *
      Quest' attribuzione non è stata estesa ai dazi doganali che gravano
      sui prodotti carboniferi e siderurgici disciplinati dal trattato CECA ,
      in quanto la tariffa doganale comune adottata sulla base dell' arti­
      colo 9 del trattato CEE non riguarda i prodotti compresi nell' ambi­
      to dell' applicazione del trattato CECA »
      E' vero che i dazi doganali sui prodotti       CECA sono stati uniformati
      in applicazione delle decisioni prese in       virtù dell' articolo 72 del
      trattato di Parigi , ma restano acquisiti      a ciascuno degli Stati mem­
      bri ohe li percepisoono all' importazione      nel loro territorio »
                                                                       • • •/ • • •
 ---pagebreak---   Secondo le stime di cui dispone la Commissione, l' importo globale
  dei dazi doganali in questione , ammonterebbe a circa 50-60 milio­
  ni di UCE.
  Quanto al fabbisogno di bilanoio della CECA per il 1978 , il Consi­
  glio è già stato investito , nel quadro dell' esame del fasoioolo re­
  lativo alla revisione del bilanoio amministrativo della CECA, di al­
  cuni problemi prevedibili * La Commissione gli ha già segnalato ohe
  globalmente 1' eccedenza del fabbisogno di bilanoio da ooprire do­
  vrebbe esser oompresa fra 32 e 65 milioni di UCE* Questa stima si
  basava sulle due ipotesi del mantenimento dell' attuale aliquota dei
  prelievi CECA dello 0,29$ e di una riduzione da 18 a 5 milioni di
  UCE delle spese amministrative *
_IL COREPER ha dato.il suoaccordosullasecondaipotesi nella sua J
_ r i un i one de l 26,10 . 1.977 •_   ■
  Nel progetto di bilanoio per il 1978 la Commissione ha preso in oon-
  siderazione alcune dotazioni , per un totale di 152 milioni di UCE,
  ohe essa considera irriduoibili • che rappresentano solo il 5^ del
  fabbisogno aooertato *
                                                  ( in milioni di UCE)
                                                               Progetto
     Categorie delle spese           Fabbisogno aooertato     di bilanoio
   1 * Spese amministrative                  5                     5
   2 * Aiuti per la riqualifi­
        cazione professionale               81,5                  60
 I 3* Aiuti per la ricerca                  82,5                  41
   4* Aiuti sotto forma di boni­
       fici d' interesse                    85                    40
   5 * Aiuti ai carboni da coke
       e coke siderurgico                    6                     6
                                           273                   152
                                                                  •••/ •••
 ---pagebreak---                                  - ó -
     Lo conseguenza esilia crisi eideruxgioa si concretizzano in partico­
     lare in inaivi ori esisr^nze per la riqualificazione professionale che
    ammontano a 60 Ed li uni di UCE    ( contro 25 milior/ i nel 1977 ) e per
    gli aitn;:i. eotto forma di bonifici di interesse a concorrenza di 40 mi-
    liord di UCE ( contro 15 milioni nel bilancio iniziale e 21,8 milioni
    in quello rettificativo per il 1977 )*
    l'alia parte delle risorse , questo "bilancio presenterebbe un deficit
    di 32 milioni di UCE se oi si attiene all' ipotesi di mantenere l' ali­
    quota del prelievo allo 0,29%» A causa dell' evidente inopportunità
    di qualsiasi decisione tendente ad aumentare l' aliquota del prelievo ,
    finché      esistono altre possibilità per ricavare le risorse necessa­
    rie , la Commissione propone al Consiglio di coprire il deficit di
    32 milioni di UCE trasferendo alla CECA una parte dei dazi doganali
    sul carbone e l' acciaio per l' anno 1978 »
    Tale trasferimento può essere effettuato sul piano giuridioo , basan­
    dosi sull' articolo 49 comma 2 CECA e potrebbe venir considerato oome
    una dotazione degli Stati membri della Comunità .
17, CONCLUSIONE
    La Commissione propone al Consiglio d' iniziare le procedure necessa­
    rie , affinché non appena possibile i dazi doganali CECA possano es­
    sere attribuiti al bilancio operativo CECA » Nel frattempo e antici­
    pando parzialmente tale decisione , la Commissione ritiene che il fab­
    bisogno finanziario eccezionale del 1978 nel settore CECA nonché il
    grande interesse economico e sociale connesso al perseguimento di
    una politica comunitaria efficace , volta alla ristrutturazione e al­
    la riconversione del settore siderurgico nonché alla riqualificazione
    professionale dei lavoratori colpiti , giustifichino pienamente una
    decisione degli Stati membri di versare alla Comunità europea del
    carbone e dell' acciaio per l' eseroizio 1978 , a titolo di contributo
    volontario ed a concorrenza di 32 milioni di UCE , le entrate dai dazi
    doganali che essi riscuotono , negli scambi oon 1 paesi membri , sui
                                                       w
    prodotti che rientrano nel quadro del trattato istitutivo di detta
    Comunità .
 ---pagebreak---                         - 7 -
Sì allega un progetto di decisione in questo senso *
Qualora la proposta incontrasse difficoltà insormontabili , la Com­
missione non acoetterà ohe il volume del bilancio operativo CECA
cada al livello corrispondente ad un* aliquota di prelievo dello 0,29$,
giacché tale volume finanziario non costituisce una base sufficiente
per una politioa ragionevole ed effioaoe * In detta eventualità , la
Corani ss ione presenterebbe immediatamente un nuovo progetto di bilan­
cio comportante l' aumento del prelievo neoessario per equilibrarlo *
 ---pagebreak---                                  Progetto di
                                  DECISIONE
del rappresa!, ani i dai governi degli Stati membri della Comunità europea del
   carbone e dell' acciaio , riuniti in e®no al Consìglio , ohe attribuisce
                   entrate supplementari a detta Comunità
     I RAPPRESENTANTI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI DELLA COMUNITÀ'
    EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO , RIUNITI IN SENO AL CONSIGLIO :
    considerando che , nella congiuntura in cui si trova attualmente l' in­
    dustria del carbone e dell' acciaio , è necessario rafforzare i mezzi
    finanziari di cui dispone la Commissione per compiere la missione as­
    segnatale dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone
    e dell 'aociaio ; che , in virtù dell' articolo 49 di detto trattato , la
    Commissione "può ricevere a titolo gratuito "; che gli Stati membri de­
    vono quindi attribuirle a tale titolo delle entrate supplementari , di
    cui le più adatte sono quelle provenienti dal gettito dei dazi doganali
    che essi riscuotono negli scambi oon i paesi terzi sul carbone e sul­
    l' acciaio ;
    in accordo oon la Commissione ,
    DECIDONO »
                                Articolo 1
    Gli Stati membri versano alla Comunità europea del carbone e dell' acciaio
    per l' esercizio 1978 a titolo di contributo volontario ed a concorrenza
    di 32 milioni di UCE le entrate dai dazi doganali ohe essi riscuotono ne­
    gli soambi oon i paesi non membri sui prodotti rientranti nel quadro del
    trattato istitutivo di detta Comunità *
 ---pagebreak---                           Articolo 2
Oli Stati membri adottano , in stretta collaborazione oon la Commissione ,
tutte le misure necessarie per garantire l' applicazione delle disposi­
zioni dell' artioolo 1 | essi fissano in partioolare le oondizioni comuni
per mettere a disposizione della Comunità le somme previste in detto ar-
tioolo *                                  '
                          Artioolo 3
Oli Stati membri prendono tutte le disposizioni per l' esecuzione della
presente deoi sione»
                                        Fatto a          il
                                        Il presidente