CELEX: C2006/212/07
Language: it
Date: 2006-09-02 00:00:00
Title: Cause riunite C-439/04 e C-444/04: Sentenza della Corte (Terza Sezione) 6 luglio 2006 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation — Belgio) — Axel Kittel/Stato belga (Sesta direttiva IVA — Deduzione dell'IVA pagata a monte — Frodi mediante operazioni carosello — Contratto di vendita inficiato da nullità assoluta nel diritto interno)

2.9.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 212/4
            
         Sentenza della Corte (Terza Sezione) 6 luglio 2006 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation — Belgio) — Axel Kittel/Stato belga
   (Cause riunite C-439/04 e C-444/04) (1)
   
   (Sesta direttiva IVA - Deduzione dell'IVA pagata a monte - Frodi mediante operazioni «carosello» - Contratto di vendita inficiato da nullità assoluta nel diritto interno)
   (2006/C 212/07)
   Lingua processuale: il francese
   Giudice del rinvio
   Cour de cassation
   Parti nella causa principale
   
      Ricorrenti: Axel Kittel (causa C-439/04) e Stato belga (causa C-440/04)
   
      Convenuti: Stato belga (causa C-439/04) Recolta Recycling SPRL (causa C-440/04)
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Cour de cassation de Belgique — Interpretazione delle disposizioni della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1) — Principio di neutralità fiscale — Cessione di beni realizzata in forza di un contratto di vendita affetto da nullità assoluta — Frode del genere «carosello» — Perdita del diritto a deduzione da parte dell'acquirente.
   Dispositivo
   Qualora una cessione sia operata nei confronti di un soggetto passivo che non sapesse e non avrebbe potuto sapere che l'operazione interessata si iscriveva in una frode commessa dal venditore, l'art. 17 della Sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile, come modificata dalla direttiva del Consiglio 10 aprile 1995, 95/7/CE, deve essere interpretato nel senso che osta ad una norma di diritto nazionale secondo cui l'annullamento del contratto di vendita, per effetto di una disposizione di diritto civile che sanzioni tale contratto con la nullità assoluta in quanto contrario all'ordine pubblico per una causa illecita perseguita dall'alienante, comporti per il detto soggetto passivo la perdita del diritto alla deduzione dell'imposta sul valore aggiunto. Al riguardo, è irrilevante la questione se tale nullità derivi da una frode all'imposta sul valore aggiunto ovvero da altre frodi.
   Per contro, qualora risulti acclarato, alla luce di elementi obiettivi, che la cessione sia stata effettuata nei confronti di un soggetto passivo che sapesse o avrebbe dovuto sapere di partecipare, con il proprio acquisto, ad un'operazione che si iscriveva in una frode all'imposta sul valore aggiunto, spetta al giudice nazionale negare al detto soggetto passivo il beneficio del diritto alla deduzione.
   
      (1)  GU C 6 dell'8 gennaio 2005.