CELEX: 22001A1227(11)
Language: it
Date: 2001-12-07 00:00:00
Title: Accordo tra la Comunità europea e la Repubblica di Croazia sul riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di vini

Avis juridique important

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22001A1227(11)

Accordo tra la Comunità europea e la Repubblica di Croazia sul riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di vini  

Gazzetta ufficiale n. L 342 del 27/12/2001 pag. 0050 - 0054

ACCORDOtra la Comunità europea e la Repubblica di Croazia sul riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di viniArticolo 1Obiettivi1. Le parti contraenti convengono, sulla base dei principi di non discriminazione e reciprocità, di riconoscere, proteggere e controllare le denominazioni di vini originari dei loro territori alle condizioni stabilite nel presente accordo.2. Le parti contraenti adottano le misure generali e specifiche necessarie per garantire il rispetto degli obblighi sanciti dal presente accordo e il conseguimento degli obiettivi da esso stabiliti.Articolo 2Portata e campo di applicazioneIl presente accordo si applica ai vini contemplati alla voce 2204 della convenzione internazionale sul sistema armonizzato di descrizione e codificazione delle merci ("sistema armonizzato"), stipulata a Bruxelles il 14 giugno 1983.Articolo 3DefinizioniAi fini del presente accordo e fatte salve disposizioni contrarie ivi previste, s'intende per:a) "vino originario di", seguito dal nome di una delle parti contraenti: un vino prodotto nel territorio della parte contraente in questione con uve raccolte esclusivamente sul suo territorio;b) "indicazione geografica": ogni indicazione, inclusa la "denominazione d'origine", ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 1, dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (denominato in appresso "accordo TRIPS"), che è riconosciuta dalle disposizioni legislative o regolamentari di una delle parti contraenti per la designazione e la presentazione di un vino originario del suo territorio;c) "dicitura tradizionale": una denominazione di uso tradizionale come indicato nell'allegato, che si riferisce in particolare al metodo di produzione o alla qualità, al colore o al tipo del vino, è sufficientemente distintiva e/o fruisce di una reputazione consolidata ed è riconosciuta dalle disposizioni legislative e regolamentari di una delle parti contraenti per la designazione e la presentazione di un vino originario del suo territorio;d) "denominazione protetta": un'indicazione geografica o una dicitura tradizionale di cui, rispettivamente, alle lettere b) e c), protetta in virtù del presente accordo;e) "omonimo": una denominazione protetta identica o tanto simile da poter creare confusione, o evocare luoghi di origine diversi o vini diversi originari dei rispettivi territori delle parti contraenti;f) "designazione": i termini utilizzati per designare un vino sull'etichetta, sui documenti che accompagnano il vino nel trasporto, sui documenti commerciali, in particolare sulle fatture e sulle bollette di consegna, nonché nella pubblicità;g) "etichettatura": il complesso delle designazioni ed altri riferimenti, contrassegni, illustrazioni o marchi commerciali che identificano il vino, apposti sul recipiente, incluso il dispositivo di chiusura o il cartellino ad esso appeso, e sul collarino della bottiglia;h) "presentazione": i termini o i contrassegni utilizzati sui recipienti, inclusi i dispositivi di chiusura, sulle etichette e sull'imballaggio;i) "imballaggio": gli involucri protettivi, quali carta, rivestimenti di paglia d'ogni genere, cartoni e casse, utilizzati per il trasporto di uno o più recipienti e/o la loro presentazione in vista della vendita al consumatore finale;j) "marchio commerciale":- un marchio commerciale depositato secondo la normativa di una parte contraente,- un marchio commerciale di diritto comune riconosciuto dalla normativa di una parte contraente, e- un marchio commerciale notorio, di cui all'articolo 6 bis della convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (1967).TITOLO IPROTEZIONE RECIPROCA DELLE DENOMINAZIONI DI VINIArticolo 4Principi1. Fatti salvi gli articoli 22 e 23 dell'accordo TRIPS, di cui all'allegato 1 C dell'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio, le parti contraenti adottano tutte le misure necessarie, a norma di tale allegato, per garantire la protezione reciproca delle denominazioni di cui all'articolo 5 utilizzate per la designazione e la presentazione di vini originari del territorio delle parti contraenti. A tal fine, ciascuna parte contraente fornisce alle parti interessate i mezzi giuridici per garantire una protezione efficace e per impedire che un'indicazione geografica o una dicitura tradizionale sia utilizzata per identificare un vino non coperto da tale indicazione o dicitura.2. In Croazia, le denominazioni comunitarie protette:a) sono riservate esclusivamente ai vini originari della Comunità a cui si applicano; eb) possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari della Comunità.3. Nella Comunità, le denominazioni croate protette:a) sono riservate esclusivamente ai vini originari della Croazia a cui si applicano; eb) possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari della Croazia.4. La protezione prevista dal presente accordo vieta, in particolare, l'uso delle denominazioni protette per vini non originari della zona geografica indicata o del luogo in cui tali diciture sono tradizionalmente utilizzate, anche qualora:- sia indicata la vera origine del vino,- l'indicazione geografica sia tradotta,- tale denominazione sia accompagnata da espressioni quali "genere", "tipo", "stile", "imitazione", "metodo" o altre espressioni analoghe.5. In caso di omonimia tra indicazioni geografiche:a) se le indicazioni protette in virtù del presente accordo sono omonime, la protezione è accordata ad entrambe le indicazioni, a condizione che siano state usate tradizionalmente e costantemente e che il consumatore non sia indotto in errore circa la vera origine del vino;b) se un'indicazione protetta in virtù del presente accordo è identica alla denominazione di una zona geografica situata al di fuori del territorio delle parti contraenti, tale denominazione può essere utilizzata per designare e presentare un vino prodotto nella zona geografica a cui fa riferimento, a condizione che sia stata usata tradizionalmente e costantemente, che il suo uso a tale scopo sia disciplinato dal paese di origine e che il consumatore non sia indotto erroneamente a credere che il vino sia originario del territorio della parte contraente in questione.6. In caso di omonimia tra diciture tradizionali:a) se le diciture protette in virtù del presente accordo sono omonime, la protezione copre entrambe le diciture, a condizione che siano state usate tradizionalmente e costantemente e che il consumatore non sia indotto in errore circa la vera origine del vino;b) se una dicitura protetta in virtù del presente accordo è identica a una denominazione utilizzata per un vino non originario del territorio delle parti contraenti, tale denominazione può essere utilizzata per designare e presentare un vino, a condizione che sia stata usata tradizionalmente e costantemente, che il suo uso a tale scopo sia disciplinato dal paese di origine e che il consumatore non sia indotto erroneamente a credere che il vino sia originario del territorio della parte in questione.7. Il Comitato di stabilizzazione e di associazione può fissare mediante decisione le condizioni pratiche di utilizzo per differenziare l'una dall'altra le indicazioni o le diciture omonime di cui ai paragrafi 5 e 6, tenuto conto della necessità di garantire un trattamento equo dei produttori interessati e di non indurre in errore i consumatori.8. Le disposizioni del presente accordo non devono in alcun caso pregiudicare il diritto di una terza persona di utilizzare, per fini commerciali, il proprio nome o il nome dei propri predecessori nell'attività commerciale, a condizione che tale nome non sia utilizzato in modo tale da indurre in errore i consumatori.9. Nessuna disposizione del presente accordo obbliga una parte contraente a proteggere un'indicazione geografica o una dicitura tradizionale dell'altra parte contraente che non è più protetta nel paese d'origine o che è caduta in disuso in tale paese.10. Ciascuna delle parti contraenti rinuncia ad avvalersi delle disposizioni dell'articolo 24, paragrafi da 4 a 7, dell'accordo TRIPS per rifiutare la protezione di una denominazione dell'altra parte per i prodotti contemplati dal presente accordo.Articolo 5Denominazioni protetteSono protette le seguenti denominazioni relative ai vini:a) originari della Comunità:- i riferimenti al nome dello Stato membro di cui il vino è originario,- le indicazioni geografiche e le diciture tradizionali che figurano negli elenchi all'uopo stabiliti;b) originari della Croazia:- il termine "Croazia" o altri termini utilizzati per indicare questo paese,- le indicazioni geografiche e le diciture tradizionali che figurano negli elenchi all'uopo stabiliti.Articolo 6Marchi commerciali1. La registrazione di un marchio commerciale per un vino che contiene o consiste di una denominazione protetta in virtù del presente accordo viene rifiutata ovvero, su richiesta di una parte interessata, viene invalidata se il vino in questione:- non è originario del luogo al quale si riferisce l'indicazione geografica oppure, se del caso,- non è un vino al quale è riservata la dicitura tradizionale.2. Tuttavia, un marchio commerciale registrato in buona fede entro il 31 dicembre 1995 può essere utilizzato fino al 31 dicembre 2005, a condizione che sia stato effettivamente utilizzato senza interruzione a partire dalla sua registrazione.Articolo 7EsportazioniLe parti contraenti adottano tutte le misure necessarie per garantire che, quando i vini originari delle parti contraenti sono esportati e commercializzati al di fuori dei loro territori, le denominazioni protette di una delle parti contraenti di cui all'articolo 5 non vengano utilizzate per designare e presentare un vino originario dell'altra parte contraente.Articolo 8Estensione della protezioneNella misura in cui la legislazione delle parti contraenti lo consente, la protezione conferita dal presente accordo si estende alle persone fisiche e giuridiche nonché alle federazioni, associazioni e organizzazioni di produttori, di commercianti o di consumatori che hanno sede nel territorio dell'altra parte contraente.Articolo 9Applicazione1. Se l'autorità competente designata in conformità dell'articolo 11 viene a conoscenza che la designazione o la presentazione di un vino, in particolare sull'etichetta o sui documenti ufficiali o commerciali, oppure nella pubblicità, viola il presente accordo, le parti contraenti applicano le misure amministrative necessarie e/o intentano le azioni legali opportune per combattere la concorrenza sleale o impedire in qualsiasi altro modo l'impiego abusivo di una denominazione protetta.2. Le misure e le procedure di cui al paragrafo 1 sono applicate in particolare nei seguenti casi:a) se la traduzione delle designazioni previste dalla legislazione comunitaria o dalla legislazione croata nella lingua o nelle lingue dell'altra parte contraente comporta un termine che potrebbe indurre in errore quanto all'origine, alla natura o alla qualità del vino così designato o presentato;b) se sui contenitori o sull'imballaggio, nella pubblicità o in documenti ufficiali o commerciali relativi a vini le cui denominazioni sono protette in virtù del presente accordo figurano designazioni, marchi commerciali, denominazioni, iscrizioni o illustrazioni che danno direttamente o indirettamente un'informazione errata o tale da indurre in errore sulla provenienza, sull'origine, sulla natura, sulla varietà di vite o sulle qualità materiali del vino;c) se viene utilizzato, per il confezionamento, un recipiente tale da indurre in errore quanto all'origine del vino.3. L'applicazione dei paragrafi 1 e 2 non pregiudica la facoltà per le persone e gli organismi di cui all'articolo 8 di prendere misure appropriate nei confronti delle parti contraenti, compreso il ricorso a un organo giurisdizionale.Articolo 10Altre leggi interne e altri accordi internazionaliFatti salvi accordi contrari tra le parti contraenti, il presente accordo non esclude che dette parti, in virtù del loro diritto interno o di altri accordi internazionali, applichino una protezione più estesa, ora o in futuro, per le denominazioni protette in virtù del presente accordo.TITOLO IICONTROLLI E RECIPROCA ASSISTENZA TRA LE AUTORITÀ COMPETENTIArticolo 11Autorità responsabili dell'applicazione1. Ciascuna delle parti contraenti designa le autorità responsabili dell'applicazione del presente accordo. Se una parte contraente designa più di un'autorità competente, essa garantisce il coordinamento delle attività di tali autorità. A tale scopo viene designata un'unica autorità.2. Le parti contraenti si notificano reciprocamente le denominazioni e gli indirizzi di tali autorità entro e non oltre due mesi dall'entrata in vigore del presente accordo. Dette autorità cooperano strettamente e direttamente.Articolo 12Violazioni1. Se una delle autorità di cui all'articolo 11 ha motivo di sospettare che:a) un vino che è o è stato oggetto di scambi tra la Croazia e la Comunità non sia conforme al presente accordo o alle norme previste dalle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti eb) tale inosservanza rivesta interesse particolare per l'altra parte contraente e possa comportare il ricorso a misure amministrative e/o ad azioni legali,essa ne informa immediatamente la Commissione e l'autorità o le autorità competenti dell'altra parte contraente.2. Le informazioni fornite a norma del paragrafo 1 sono corredate di documenti ufficiali, commerciali o di altri documenti appropriati e indicare le eventuali misure amministrative o azioni legali. Tali informazioni includono in particolare i seguenti dati sul vino di cui trattasi:a) il nome del produttore e della persona che detiene tale vino;b) la composizione e le caratteristiche organolettiche del vino;c) la sua designazione e presentazione;d) la natura della violazione commessa alle regole sulla produzione e la commercializzazione.TITOLO IIIGESTIONE DELL'ACCORDOArticolo 13Gruppo di lavoro1. È istituito un gruppo di lavoro che opera sotto gli auspici di un comitato speciale per l'agricoltura da istituire conformemente all'articolo 115 dell'accordo di stabilizzazione e di associazione.2. Il gruppo di lavoro vigila sul corretto funzionamento del presente accordo ed esamina tutte le questioni inerenti alla sua applicazione. In particolare, il gruppo di lavoro può formulare raccomandazioni volte a favorire il conseguimento degli obiettivi del presente accordo.Articolo 14Compiti delle parti contraenti1. Le parti contraenti si tengono in contatto, direttamente o tramite il gruppo di lavoro di cui all'articolo 13, per quanto riguarda tutte le questioni relative all'esecuzione e al funzionamento del presente accordo.2. In particolare, le parti contraenti:a) elaborano e modificano mediante decisione del comitato di stabilizzazione e di associazione gli elenchi di cui all'articolo 5 e il protocollo del presente accordo per tener conto delle modifiche apportate alle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti;b) si comunicano reciprocamente l'intenzione di decidere nuovi regolamenti o modifiche ai regolamenti esistenti riguardanti questioni di pubblico interesse, quali la salute pubblica o la protezione dei consumatori, che hanno implicazioni per il settore vitivinicolo;c) si comunicano reciprocamente le decisioni giudiziarie relative all'applicazione del presente accordo, nonché le misure adottate in base a tali decisioni.3. Nel quadro del presente accordo, ciascuna delle parti contraenti può formulare suggerimenti intesi ad ampliare l'ambito di cooperazione nel mercato vitivinicolo, tenuto conto dell'esperienza acquisita con l'applicazione dell'accordo stesso.4. Le decisioni adottate a norma del paragrafo 2, lettera a), sono vincolanti per le parti che adottano le misure necessarie per la loro esecuzione.TITOLO IVDISPOSIZIONI GENERALIArticolo 15Transito di piccoli quantitativiIl presente accordo non si applica ai vini che:a) sono in transito sul territorio di una delle due parti contraenti; ob) sono originari del territorio di una delle parti contraenti e sono scambiati in piccoli quantitativi fra dette parti contraenti, alle condizioni e secondo le procedure contemplate nel protocollo.Articolo 16Ambito territoriale di applicazioneIl presente accordo si applica, da una parte, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni in esso indicate, e, dall'altra, al territorio della Repubblica di Croazia.Articolo 17Inosservanza1. Le parti contraenti si consultano se una di esse ritiene che l'altra non abbia rispettato un impegno contemplato nel presente accordo.2. La parte contraente che chiede le consultazioni comunica all'altra parte tutte le informazioni necessarie per un esame particolareggiato del caso di cui trattasi.3. Qualora un ritardo dovesse comportare un rischio per la salute dell'uomo o compromettere l'efficacia delle misure di lotta contro le frodi, possono essere adottate appropriate misure protettive provvisorie senza previa consultazione, a condizione che le consultazioni siano avviate immediatamente dopo l'adozione delle misure.4. Se in seguito alle consultazioni di cui ai paragrafi 1 e 3 le parti contraenti non hanno raggiunto un accordo, la parte che ha chiesto le consultazioni o che ha adottato le misure di cui al paragrafo 3 può adottare idonee misure protettive per consentire la corretta applicazione del presente accordo.Articolo 18Commercializzazione di scorte preesistenti1. I vini che, al momento dell'entrata in vigore del presente accordo, sono stati prodotti, elaborati, designati e presentati in un modo conforme alle leggi e alla regolamentazione interna delle parti contraenti, ma vietato dal presente accordo, possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.2. Fatte salve disposizioni contrarie adottate dalle parti contraenti, la commercializzazione dei vini prodotti, elaborati, designati e presentati a norma del presente accordo, ma la cui produzione, elaborazione, designazione e presentazione non sono più conformi al presente accordo in seguito a una modifica del medesimo, può essere proseguita fino ad esaurimento delle scorte.Protocollo all'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica di Croazia sul riconoscimento, la protezione e il controllo reciproci delle denominazioni di viniLE PARTI CONTRAENTI CONVENGONO QUANTO SEGUE:In applicazione dell'articolo 15, lettera b), dell'accordo, sono considerati piccoli quantitativi di vino i seguenti:1) i quantitativi presentati in recipienti di capacità non superiore a 5 litri, etichettati e muniti di un dispositivo di chiusura a perdere, a condizione che il quantitativo totale trasportato, composto o meno di più lotti distinti, non superi i 50 litri;2) a) i quantitativi non superiori a 30 litri contenuti nei bagagli personali dei viaggiatori;b) i quantitativi non superiori a 30 litri che formano oggetto di spedizioni tra privati;c) i quantitativi di proprietà di privati che traslocano;d) i quantitativi importati a fini di sperimentazione scientifica o tecnica, nei limiti di un ettolitro;e) i quantitativi destinati a rappresentanze diplomatiche, sedi consolari od organismi assimilati, importati in base alle franchigie per essi concesse;f) i quantitativi che costituiscono le provviste di bordo di mezzi di trasporto internazionali.Il caso di esenzione di cui al punto 1 non può essere cumulato con uno o più casi di esenzione di cui al punto 2.