CELEX: 42008X1230(02)
Language: it
Date: 2008-12-30 00:00:00
Title: Regolamento n. 102 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) — Disposizioni uniformi relative all’omologazione di I. un dispositivo di traino chiuso (CCD) II. veicoli per quanto riguarda l’installazione di un tipo omologato di CCD

30.12.2008   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               L 351/44
            
          
   Solo i testi originali UN/ECE hanno effetto giuridico nel quadro del diritto pubblico internazionale. Lo status e la data di entrata in vigore del presente regolamento devono essere controllati nell’ultima versione del documento UN/ECE TRANS/WP.29/343, reperibile all’indirizzo: http://www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29fdocstts.html.
   Regolamento n. 102 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) — Disposizioni uniformi relative all’omologazione di
   
               I.
            
            
               un dispositivo di traino chiuso (CCD)
            
         
               II.
            
            
               veicoli per quanto riguarda l’installazione di un tipo omologato di CCD
            
         Data di entrata in vigore: 13 dicembre 1996
   INDICE
   REGOLAMENTO
   
               1.
            
            Campo di applicazione
         
               2.
            
            Definizioni
         SEZIONE I
   
               3.
            
            Domanda di omologazione
         
               4.
            
            Omologazione
         
               5.
            
            Specifiche
         
               6.
            
            Modifiche del tipo di CCD ed estensione dell’omologazione
         
               7.
            
            Conformità della produzione
         
               8.
            
            Sanzioni in caso di non conformità della produzione
         
               9.
            
            Cessazione definitiva della produzione
         
               10.
            
            Denominazioni e indirizzi dei servizi tecnici responsabili dell’esecuzione delle prove di omologazione e dei servizi amministrativi
         SEZIONE II
   
               11.
            
            Domanda di omologazione
         
               12.
            
            Omologazione
         
               13.
            
            Prescrizioni relative all’installazione di un CCD omologato.
         
               14.
            
            Modifiche del tipo di veicolo ed estensione dell’omologazione
         
               15.
            
            Conformità della produzione
         
               16.
            
            Sanzioni in caso di non conformità della produzione
         
               17.
            
            Cessazione definitiva della produzione
         
               18.
            
            Denominazioni e indirizzi dei servizi tecnici responsabili dell’esecuzione delle prove di omologazione e dei servizi amministrativi
         ALLEGATI
   
               Allegato I —
            
            Comunicazione (Sezione I)
         
               Allegato II —
            
            Comunicazione (Sezione II)
         
               Allegato III —
            
            Esempio di marchio di omologazione
         
               Allegato IV —
            
            Requisiti concernenti prove e prestazioni
         1.   CAMPO D’APPLICAZIONE
   1.1.   Il presente regolamento si applica ai veicoli delle categorie N2, N3, O3 e O4.
   2.   DEFINIZIONI
   2.1.   Ai fini del presente regolamento:
   2.1.1.   «dispositivo di traino chiuso (CCD)» indica un dispositivo che fornisce automaticamente spazio sufficiente tra un veicolo trainante e il suo rimorchio se, durante un movimento angolare, è necessario tra questi ulteriore spazio di manovra. Il presente regolamento non riguarda i dispositivi di traino che non producono un effetto di regolazione delle lunghezze e/o delle angolature all’interno del dispositivo stesso;
   2.1.2.   «omologazione di un dispositivo» indica l’omologazione di un tipo di dispositivo di traino chiuso conformemente ai requisiti definiti nella successiva Sezione I;
   2.1.3.   «omologazione di un veicolo» indica l’omologazione di un veicolo in riferimento all’installazione di un dispositivo di traino chiuso omologato;
   2.1.4.   «tipo di veicolo» indica una serie di veicoli che non differiscono sostanzialmente fra loro per quanto riguarda:
   2.1.4.1.   marca e tipo del dispositivo di traino chiuso;
   2.1.4.2.   lunghezza e larghezza dei veicoli;
   2.1.4.3.   massa dei veicoli;
   2.1.4.4.   punti di ancoraggio del dispositivo di traino chiuso;
   2.1.4.5.   descrizione del veicolo (per esempio, autocarro, trattore, rimorchio, semirimorchio, rimorchio ad asse centrale);
   2.1.4.6.   dispositivo di sterzo (per esempio, sterzo ausiliario, sterzo del rimorchio);
   2.1.5.   «tipo di dispositivo di traino chiuso» indica una seri di dispositivi che non differiscono sostanzialmente fra loro per quanto riguarda:
   2.1.5.1.   marca e tipo del dispositivo;
   2.1.5.2.   principio di funzionamento;
   2.1.5.3.   mezzi di ancoraggio ai veicoli;
   2.1.5.4.   dimensioni generali all’estensione minima e massima;
   2.1.5.5.   limiti degli angoli operativi;
   2.1.5.6.   caratteristiche cinematiche rispetto agli angoli di articolazione;
   2.1.6.   «agganciamento automatico» una procedura di agganciamento è considerata automatica se, per inserire l’attacco in maniera completa e adeguata, fissarlo automaticamente e indicare il corretto inserimento dei dispositivi di sicurezza senza intervento esterno, è sufficiente la retromarcia del veicolo trainante verso il rimorchio.
   
      SEZIONE I:
   
   OMOLOGAZIONE DI UN DISPOSITIVO DI TRAINO CHIUSO (CCD)
   3.   DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
   3.1.   La domanda di omologazione di un dispositivo di traino chiuso (CCD) deve essere presentata dal costruttore del CCD o dal suo rappresentante debitamente accreditato.
   3.2.   Essa è accompagnata dai seguenti documenti:
   3.2.1.   una descrizione dettagliata e disegni in scala perfettamente dimensionati del CCD e del metodo di installazione, in triplice copia. I documenti presentati devono dimostrare adeguatamente all’autorità competente che il CCD funziona in maniera affidabile e sicura;
   3.2.2.   un campione del tipo di CCD da omologare;
   3.2.3.   una combinazione di veicoli, dotati del CCD da omologare, che rappresenti uno scenario di caso peggiore sarà selezionata d’accordo con il servizio tecnico responsabile dell’esecuzione delle prove di omologazione, tenendo conto di aspetti quali la sospensione, la massa massima consentita e le dimensioni massime consentite, il passo, il numero e la posizione degli assi e le posizioni estreme del dispositivo di traino chiuso. Se ciò dovesse essere richiesto dal servizio tecnico, sarà messa a disposizione più di una combinazione di veicoli.
   3.3.   Prima di concedere l’omologazione, l’autorità competente deve accertarsi che siano disponibili attrezzature che garantiscano un efficace controllo della conformità della produzione.
   4.   OMOLOGAZIONE
   4.1.   Sono soggette a omologazione tutte le parti necessarie per l’installazione e il funzionamento sicuro di un dispositivo di traino chiuso (per esempio, le parti soggette alle forze di traino e/o di sterzo fissate ai longheroni del veicolo di traino o del rimorchio, e i sistemi di controllo).
   4.2.   L’omologazione del tipo di CCD è concessa se il dispositivo presentato per l’omologazione ai sensi del presente regolamento soddisfa le prescrizioni del punto 5 qui appresso.
   4.3.   A ogni tipo approvato verrà assegnato un numero di omologazione. I primi due simboli (00 per il regolamento nella sua forma attuale) indicano la serie di modifiche che comprendono le più recenti modifiche tecniche sostanziali apportate al regolamento al momento della concessione dell’omologazione. Una stessa parte contraente non può assegnare lo stesso numero a un altro tipo di CCD.
   4.4.   L’omologazione, l’estensione o il rifiuto dell’omologazione di un tipo di CCD ai sensi del presente regolamento devono essere comunicati alle parti contraenti che applicano il presente regolamento mediante una scheda conforme al modello che figura nell’allegato I del presente regolamento.
   4.5.   Su ogni CCD conforme al tipo di veicolo omologato ai sensi del presente regolamento deve essere saldamente apposto, in modo ben visibile e in un punto facilmente accessibile specificato sulla scheda di omologazione, un marchio di omologazione internazionale composto da:
   4.5.1.   un cerchio all’interno del quale è iscritta la lettera «E» seguita dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione (1);
   4.5.2.   il numero del presente regolamento seguito dalla lettera «R», da un trattino e dal numero di omologazione a destra del cerchio di cui al punto 4.5.1.
   4.6.   Il marchio di omologazione deve essere chiaramente leggibile e indelebile.
   4.7.   Nell’allegato III del presente regolamento figura un esempio di marchi di omologazione.
   5.   SPECIFICHE
   5.1.   Generale
   5.1.1.   Il CCD dev’essere progettato, costruito e assemblato in maniera tale che un veicolo dotato di tale dispositivo sia conforme alle prescrizioni del presente regolamento in condizioni di marcia normale su strada. A loro volta, i dispositivi di attacco devono essere conformi alle prescrizioni tecniche del regolamento n. 55. Devono essere prese in considerazione forze aggiuntive che potrebbero essere provocate dal funzionamento di un CCD installato sul veicolo.
   5.1.2.   Il CCD dovrà funzionare in maniera automatica. Anche la retromarcia del dispositivo combinato di traino chiuso dev’essere possibile senza dover azionare il CCD manualmente.
   5.1.3.   In particolare, il CCD dovrà essere progettato, costruito e assemblato in maniera tale da resistere a fenomeni di stress, corrosione e usura a cui può essere soggetto (per esempio, vibrazioni, umidità, temperature estreme).
   5.1.4.   Il CCD deve permettere ai veicoli di procedere diritti su una strada piana, senza bisogno di far forza sullo sterzo, con la marcia in avanti o indietro.
   5.1.5.   Guasti al sistema
   5.1.5.1.   In caso di guasti del sistema di alimentazione e/o del sistema di controllo del CCD, se il veicolo è in movimento, il dispositivo di attacco deve estendersi e rimanere in questa posizione. La separazione del rimorchio dal veicolo trainante dev’essere evitata con mezzi meccanici in tutte le condizioni di impiego.
   5.1.5.2.   Qualsiasi guasto del sistema di alimentazione e/o del sistema di controllo deve essere segnalato al conducente da un segnale acustico e da un segnale ottico.
   5.1.6.   Se il veicolo è fermo, il CCD non deve essere soggetto a movimenti incontrollati, in nessuna circostanza, compreso il parcheggio in salita per periodi di tempo prolungati.
   5.1.7.   Il movimento non automatico del CCD deve essere possibile soltanto con il veicolo fermo. L’unità di controllo dev’essere munita in via permanente di istruzioni per l’azionamento del freno di stazionamento del veicolo trainante.
   5.1.7.1.   Questa operazione dev’essere controllata da una doppia unità di controllo.
   5.1.7.2.   L’unità di controllo dev’essere installata fuori dalla cabina del conducente, in una posizione che non metta a repentaglio la sicurezza dell’operatore in caso di movimento del rimorchio e che consenta all’operatore di vedere a colpo d’occhio la zona di rischio tra i veicoli.
   5.1.7.3.   L’unità di controllo non deve poter essere bloccata nella posizione di funzionamento né dev’essere possibile far funzionare l’unità accidentalmente.
   5.1.7.4.   Il movimento del rimorchio deve avvenire senza urti, a una velocità inferiore ai 50 mm/sec.
   5.1.7.5.   Il rilascio del dispositivo di controllo deve consentire l’arresto immediato del movimento.
   5.1.8.   La marcia in avanti del veicolo trainante non deve provocare un movimento all’indietro del rimorchio rispetto alla superficie stradale.
   È consentito un movimento all’indietro del rimorchio, non superiore a 30 mm, soltanto per permettere al veicolo di cambiare direzione in reazione a una sollecitazione.
   5.1.9.   Dopo un movimento angolare relativo tra veicolo trainante e rimorchio, il CCD, in conformità con l’allegato IV, deve tornare alla sua normale posizione di funzionamento rettilinea più breve.
   5.1.10.   Il funzionamento del CCD non deve interferire con la stabilità dinamica della combinazione di veicoli. Questo requisito dev’essere verificato nell’ambito delle prove descritte nell’allegato IV.
   5.1.11.   Il CCD dev’essere progettato in maniera tale da consentire ai veicoli di essere agganciati o sganciati. Tutte le operazioni di aggancio devono essere automatiche, ivi compresi i controlli meccanici e le operazioni con parti soggette a forze di traino e/o di sterzo. Il corretto azionamento del sistema di bloccaggio sicuro dev’essere indicato o dev’essere chiaramente visibile dalla parte del veicolo in cui è installato il dispositivo di aggancio. In caso contrario, dev’essere installato nella cabina del conducente un dispositivo di indicazione a distanza. L’aggancio manuale dei cavi di controllo e di alimentazione è consentito se i punti di collegamento sono facilmente accessibili dalla posizione eretta e se è possibile la guida sicura dei veicoli così combinati senza che i cavi siano collegati.
   5.1.12.   Una volta inserito, il CCD deve permettere perlomeno i seguenti movimenti angolari:
   
                
            
            
               Rimorchio
            
            
               Rimorchio ad asse centrale
            
            
               Semirimorchio
            
         
               orizzontale
            
            
               ±60°
            
            
               ±90°
            
            
               ±90°
            
         
               verticale
            
            
               ±20°
            
            
               ±15°
            
            
               ±12°
            
         
               assiale
            
            
               ±15°
            
            
               ±15°
            
            
               —
            
         5.1.13.   Nel caso dei CCD idraulici o pneumatici, un segnale ottico deve indicare che il CCD sta per raggiungere la massima estensione. Tale segnale può essere lo stesso segnale ottico descritto al punto 5.1.5.2.
   5.1.14.   Il CCD dev’essere progettato in maniera tale che non sia possibile agganciare il veicolo trainante e il rimorchio a un’angolazione diversa da quella usata per lo sganciamento e in modo da evitare movimenti accidentali del rimorchio o un funzionamento non corretto del CCD.
   5.1.15.   Dev’essere montata una piastra che specifichi la massa massima del veicolo trainante e del rimorchio, tutti i punti di lubrificazione e la frequenza della lubrificazione; la piastra dev’essere ben visibile anche quando il rimorchio è agganciato.
   5.2.   Prove
   Le prove a cui dovrà essere sottoposto il CCD per poter ottenere l’omologazione sono descritte nell’allegato IV  al presente regolamento.
   6.   MODIFICHE DEL TIPO DI CCD ED ESTENSIONE DELL’OMOLOGAZIONE
   6.1.   Ogni modifica del tipo di dispositivo va segnalata al servizio amministrativo che ha rilasciato l’omologazione del tipo di CCD. Detto servizio può:
   6.1.1.   ritenere che le modifiche apportate non siano tali da produrre effetti negativi di rilievo e che in ogni caso il dispositivo rimane conforme alla prescrizioni; oppure
   6.1.2.   chiedere un ulteriore verbale di prova al servizio tecnico incaricato delle prove.
   6.2.   La conferma o il rifiuto di un’omologazione vanno notificati, con indicazione delle modifiche, alle parti contraenti che applicano il presente regolamento, conformemente alla procedura di cui al punto 4.3.
   6.3.   L’autorità competente che rilascia un’estensione dell’omologazione attribuisce un numero di serie per l’estensione e informa le altre parti firmatarie dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento mediante una scheda di comunicazione conforme al modello di cui all’allegato I del presente regolamento.
   7.   CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   7.1.   Ogni CCD omologato ai sensi del presente regolamento deve essere costruito in modo conforme al tipo omologato soddisfacendo alle prescrizioni di cui al precedente punto 5.
   7.2.   Per verificare se i requisiti di cui al punto 7.1 vengono soddisfatti, vengono svolti controlli della produzione adeguati.
   7.3.   Il titolare dell’omologazione deve, in particolare:
   7.3.1.   garantire l’esistenza di procedure necessarie per un efficace controllo della qualità dei prodotti;
   7.3.2.   avere accesso all’attrezzatura di controllo necessaria a verificare la conformità a ogni tipo omologato;
   7.3.3.   assicurare la registrazione dei risultati delle prove e la disponibilità dei relativi documenti per un periodo da concordare con il servizio amministrativo;
   7.3.4.   analizzare i risultati di ogni tipo di prova allo scopo di verificare e garantire la stabilità delle caratteristiche del prodotto, tenuto conto delle variazioni nella produzione industriale;
   7.3.5.   assicurare che, per ciascun tipo di prodotto, siano stati eseguiti controlli e prove sufficienti in conformità con le procedure approvate dalle competenti autorità;
   7.3.6.   assicurare che eventuali raccolte di campioni o di parti destinati alla prova che presentano una mancanza di conformità per il tipo di prova in questione diano luogo a un nuovo campionamento e a un’altra prova. Sono adottate le disposizioni necessarie per ripristinare la conformità della produzione corrispondente.
   7.4.   L’autorità competente che ha rilasciato l’omologazione può verificare in qualsiasi momento i metodi di controllo della conformità applicati in ogni unità di produzione.
   7.4.1.   Nel corso di ogni ispezione vanno presentati all’ispettore i registri di prova e i registri di controllo della produzione.
   7.4.2.   L’ispettore può prelevare dei campioni a caso da sottoporre alla prova nel laboratorio del costruttore. Il numero minimo di campioni può essere determinato a seconda dei risultati dei controlli eseguiti dal costruttore stesso.
   7.4.3.   Se il livello qualitativo non è soddisfacente o se risulta necessario verificare la validità delle prove effettuate in applicazione del precedente punto 7.4.2, l’ispettore preleva dei campioni da inviare al servizio tecnico che ha effettuato le prove di omologazione.
   7.4.4.   L’autorità competente può effettuare tutte le prove prescritte dal presente regolamento.
   7.4.5.   Le ispezioni autorizzate dall’autorità competente devono avere una frequenza normale biennale. Se nel corso di un’ispezione si registrano risultati negativi, l’autorità competente garantisce che vengano presi tutti i provvedimenti del caso per ripristinare il più rapidamente possibile la conformità della produzione.
   8.   SANZIONI IN CASO DI NON CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   8.1.   L’omologazione concessa per un tipo di CCD ai sensi del presente regolamento può essere revocata se non sono rispettati i requisiti definiti al punto 5.
   8.2.   Se una parte contraente dell’accordo del 1958 che applica il presente regolamento revoca un’omologazione precedentemente concessa, ne informa immediatamente le altre parti contraenti che applicano il presente regolamento mediante una scheda di comunicazione conforme al modello di cui all’allegato I del presente regolamento.
   9.   CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
   9.1.   Se il titolare di un’omologazione cessa definitivamente la produzione di un tipo di CCD omologato a norma del presente regolamento, ne informa l’autorità che ha rilasciato l’omologazione, che a sua volta informa le altre parti contraenti dell’accordo del 1958 che applicano il regolamento mediante una scheda di comunicazione conforme al modello di cui all’allegato I del presente regolamento.
   10.   DENOMINAZIONE E INDIRIZZO DEI SERVIZI TECNICI INCARICATI DI ESEGUIRE LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI
   10.1.   Le parti contraenti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento comunicano al Segretariato delle Nazioni Unite la denominazione e l’indirizzo dei servizi tecnici incaricati di eseguire le prove di omologazione dei servizi amministrativi che rilasciano l’omologazione, cui devono essere inviate le schede di omologazione, di estensione, di rifiuto o di revoca dell’omologazione o la cessazione definitiva della produzione, rilasciate in altri paesi.
   
      SEZIONE II:
   
   OMOLOGAZIONE DI VEICOLI PER QUANTO CONCERNE L’INSTALLAZIONE DI UN CCD DI TIPO OMOLOGATO
   11.   DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
   11.1.   La domanda di omologazione di un tipo di veicolo, con riferimento all’installazione di un CCD di tipo omologato, deve essere presentata dal costruttore del veicolo o dal suo rappresentante debitamente accreditato.
   11.2.   La domanda di omologazione deve essere accompagnata dai documenti sottoelencati e dalle seguenti informazioni, il tutto in triplice copia:
   11.3.   Una descrizione dettagliata del tipo di veicolo e delle parti di veicolo connesse al CCD, compreso un disegno dimensionato dei punti di fissaggio e le informazioni e i documenti di cui all’allegato II.
   11.4.   Su richiesta dell’autorità competente dovrà inoltre essere fornita una scheda di omologazione (ossia la scheda indicata nell’allegato I al presente regolamento) per ogni tipo di CCD.
   11.5.   Un veicolo rappresentativo del tipo da omologare, dotato di un CCD, deve essere presentato al servizio tecnico responsabile dell’esecuzione delle prove di omologazione.
   11.5.1.   Un veicolo che non possiede tutti i componenti propri del tipo può essere accettato, a condizione che il richiedente possa dimostrare con soddisfazione dell’autorità competente che la mancanza dei componenti omessi non influisce sui risultati delle ispezioni per quanto concerne le prescrizioni del presente regolamento.
   11.6.   Prima di concedere l’omologazione, l’autorità competente deve accertarsi che siano disponibili attrezzature che garantiscano un efficace controllo della conformità della produzione.
   11.7.   Per le operazioni di agganciamento diverse dalle consuete operazioni dovranno essere fornite istruzioni specifiche, che dovranno contenere, in particolare, indicazioni sull’agganciamento e lo sganciamento con modalità di funzionamento diverse (per esempio, posizioni angolate). Ogni veicolo dovrà essere dotato di queste istruzioni specifiche.
   12.   OMOLOGAZIONE
   12.1.   L’omologazione del tipo di veicolo è concessa se il veicolo presentato per l’omologazione ai sensi del presente regolamento è dotato di un CCD di tipo omologato e soddisfa le prescrizioni del punto 13 qui appresso.
   12.2.   A ogni tipo approvato verrà assegnato un numero di omologazione. I primi due simboli (00 per il regolamento nella sua forma attuale) indicano la serie di modifiche che comprendono le più recenti modifiche tecniche sostanziali apportate al regolamento al momento della concessione dell’omologazione. Una stessa parte contraente non può assegnare lo stesso numero a un altro tipo di veicolo.
   12.3.   L’omologazione, l’estensione o il rifiuto dell’omologazione di un tipo di veicolo ai sensi del presente regolamento devono essere comunicati alle parti contraenti che applicano il presente regolamento mediante una scheda conforme al modello che figura nell’allegato II del presente regolamento.
   12.4.   Su ogni veicolo conforme al tipo di veicolo omologato ai sensi del presente regolamento deve essere saldamente apposto, in modo ben visibile e in un punto facilmente accessibile specificato sulla scheda di omologazione, un marchio di omologazione internazionale composto da:
   12.4.1.   un cerchio all’interno del quale è iscritta la lettera «E» seguita dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l’omologazione (3);
   12.4.2.   il numero del presente regolamento seguito dalla lettera «R», da un trattino e dal numero di omologazione a destra del cerchio di cui al punto 12.4.1.
   12.5.   Se il veicolo è conforme a un tipo omologato a norma di altri regolamenti allegati all’accordo nel paese che ha rilasciato l’omologazione conformemente al presente regolamento, non è necessario ripetere il simbolo di cui al punto 12.4.1. In tal caso il regolamento e i numeri di omologazione, nonché i simboli supplementari di tutti i regolamenti applicati ai fini dell’omologazione nel paese che l’ha rilasciata a norma del presente regolamento sono riportati in colonne verticali a destra del simbolo di cui al punto 12.4.1.
   12.6.   Il marchio di omologazione deve essere chiaramente leggibile e indelebile.
   12.7.   Il marchio di omologazione deve essere collocato sulla targhetta dei dati del veicolo apposta dal costruttore o in prossimità della stessa.
   12.8.   Nell’allegato III del presente regolamento figura un esempio di marchi di omologazione.
   13.   REQUISITI CONCERNENTI L’INSTALLAZIONE DI UN CCD OMOLOGATO
   13.1.   Se il CCD è installato su un veicolo, devono essere soddisfatte le condizioni di cui alla Sezione I, punto 5.1., tranne il punto 5.1.12, indipendentemente dagli influssi che possono essere causati dal funzionamento del veicolo.
   13.2.   Il CCD utilizzato non deve impedire il movimento dei veicoli in cui è stato installato. Questa condizione è considerata soddisfatta se c’è conformità con i requisiti delle prove descritti nell’allegato IV.
   13.3.   Segnali acustici del tipo menzionato nella Sezione I, punti 5.1.5.2. e 5.1.13.
   13.3.1.   Il dispositivo acustico dev’essere installato nella cabina del conducente e deve poter essere sentito senza difficoltà dal conducente in ogni circostanza, in condizioni normali di impiego del veicolo.
   13.3.2.   Il segnale ottico dev’essere di colore rosso, ben visibile anche alla luce del giorno, e dev’essere situato sul quadro strumenti, nel campo visivo diretto del conducente del veicolo.
   13.4.   Le operazioni di agganciamento e sganciamento devono essere possibili con angoli di aggancio fino a un massimo di 50° sul piano orizzontale, sia a destra che a sinistra, fino a 10° sul piano verticale, verso l’alto e verso il basso, con i rimorchi, fino a 6° sul piano verticale, verso l’alto e verso il basso, nel caso dei rimorchi ad asse centrale e fino a 7° in caso di rotazione assiale in entrambe le direzioni; in altri termini dev’essere possibile agganciare il rimorchio fino alle summenzionate posizioni angolari dei timoni del veicolo trainante e del rimorchio, senza che sia necessario l’intervento di altre persone.
   Durante l’agganciamento automatico è possibile ricorrere a una posizione provvisoria prima di procedere all’attacco definitivo. La posizione provvisoria deve consentire la manovra sicura della combinazione di veicoli. Se l’attacco definitivo è effettuato manualmente, tra i due veicoli dev’essere garantito uno spazio di almeno 500 mm.
   13.5.   Una persona in posizione eretta deve poter posizionare i dispositivi di aggancio senza ricorrere ad alcun attrezzo, prima della procedura di agganciamento. Questo requisito si applica anche alle operazioni di collegamento e scollegamento del sistema di frenatura e della linea elettrica.
   13.6.   Requisiti generali
   Per consentire l’agganciamento automatico, l’occhione del timone deve poter essere regolato verticalmente al centro del dispositivo di aggancio, in tutte le consuete condizioni di traffico e operative.
   14.   MODIFICHE DEL TIPO DI VEICOLO ED ESTENSIONE DELL’OMOLOGAZIONE
   14.1.   Ogni modifica del tipo di veicolo di cui al punto 2.1.4 va segnalata al servizio amministrativo che ha rilasciato l’omologazione del tipo di veicolo. Detto servizio può allora:
   14.1.1.   ritenere che le modifiche apportate non siano tali da produrre effetti negativi di rilievo e che in ogni caso il veicolo rimane conforme alla prescrizioni; oppure
   14.1.2.   richiedere un altro verbale di prova al servizio tecnico.
   14.2.   La conferma o il rifiuto di un’omologazione vanno notificati, con indicazione delle modifiche, alle parti contraenti che applicano il presente regolamento, conformemente alla procedura di cui al punto 12.3.
   14.3.   l’autorità competente che rilascia un’estensione dell’omologazione attribuisce un numero di serie per l’estensione e informa le altre parti firmatarie dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento mediante una scheda di comunicazione conforme al modello di cui all’allegato II del presente regolamento.
   15.   CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   15.1.   Ogni veicolo omologato ai sensi del presente regolamento deve essere costruito in modo conforme al tipo omologato soddisfacendo alle prescrizioni di cui al precedente punto 13.
   15.2.   Per verificare se i requisiti di cui al punto 15.1 vengono soddisfatti, vengono svolti controlli della produzione adeguati.
   15.3.   Il titolare dell’omologazione deve, in particolare:
   15.3.1.   garantire l’esistenza di procedure necessarie per un effettivo controllo della qualità dei veicoli per quanto concerne tutti gli aspetti relativi alla conformità con i requisiti prescritti al precedente punto 13;
   15.3.2.   avere accesso all’attrezzatura di controllo necessaria a verificare la conformità a ogni tipo omologato;
   15.3.3.   assicurare la registrazione dei risultati delle prove e la disponibilità dei relativi documenti per un periodo da concordare con il servizio amministrativo;
   15.3.4.   analizzare i risultati di ogni tipo di prova allo scopo di verificare e garantire la stabilità delle caratteristiche del prodotto, tenuto conto delle variazioni di una produzione industriale;
   15.3.5.   assicurare che, per ciascun tipo di prodotto, siano stati eseguiti controlli e prove sufficienti in conformità con le procedure approvate dalle competenti autorità;
   15.3.6.   assicurare che eventuali raccolte di campioni o di parti destinati alla prova che presentano una mancanza di conformità per il tipo di prova in questione diano luogo a un nuovo campionamento e a un’altra prova. Sono adottate le disposizioni necessarie per ripristinare la conformità della produzione corrispondente.
   15.4.   L’autorità competente che ha rilasciato l’omologazione può verificare in qualsiasi momento i metodi di controllo della conformità applicati in ogni unità di produzione.
   15.4.1.   Nel corso di ogni ispezione vanno presentati all’ispettore i registri di prova e i registri di controllo della produzione.
   15.4.2.   L’ispettore può prelevare dei campioni a caso da sottoporre alla prova nel laboratorio del costruttore. Il numero minimo di campioni può essere determinato a seconda dei risultati dei controlli eseguiti dal costruttore stesso.
   15.4.3.   Se il livello qualitativo non è soddisfacente o se risulta necessario verificare la validità delle prove effettuate in applicazione del precedente punto 15.4.2, l’ispettore preleva dei campioni da inviare al servizio tecnico che ha effettuato le prove di omologazione.
   15.4.4.   L’autorità competente può effettuare tutte le prove prescritte dal presente regolamento.
   15.4.5.   Le ispezioni autorizzate dall’autorità competente devono avere una frequenza normale biennale. Se nel corso di un’ispezione si registrano risultati negativi, l’autorità competente garantisce che vengano presi tutti i provvedimenti del caso per ripristinare il più rapidamente possibile la conformità della produzione.
   16.   SANZIONI IN CASO DI NON CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   16.1.   L’omologazione concessa per un tipo di veicolo ai sensi del presente regolamento può essere revocata se non sono rispettati i requisiti definiti al punto 13.
   16.2.   Se una parte contraente dell’accordo del 1958 che applica il presente regolamento revoca un’omologazione precedentemente concessa, ne informa immediatamente le altre parti contraenti che applicano il presente regolamento mediante una scheda di comunicazione conforme al modello di cui all’allegato II del presente regolamento.
   17.   CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
   17.1.   Se il titolare di un’omologazione cessa definitivamente la produzione di un tipo di veicolo omologato a norma del presente regolamento, ne informa l’autorità che ha rilasciato l’omologazione, che a sua volta informa le altre parti contraenti dell’accordo del 1958 che applicano il regolamento mediante una scheda di comunicazione conforme al modello di cui all’allegato II del presente regolamento.
   18.   DENOMINAZIONE E INDIRIZZO DEI SERVIZI TECNICI INCARICATI DI ESEGUIRE LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E DEI SERVIZI AMMINISTRATIVI
   18.1.   Le parti contraenti dell’accordo del 1958 che applicano il presente regolamento comunicano al Segretariato delle Nazioni Unite la denominazione e l’indirizzo dei servizi tecnici incaricati di eseguire le prove di omologazione dei servizi amministrativi che rilasciano l’omologazione, cui devono essere inviate le schede di omologazione, di estensione, di rifiuto o di revoca dell’omologazione o la cessazione definitiva della produzione, rilasciate in altri paesi.
   
      (1)  1 per la Germania, 2 per la Francia, 3 per l’Italia, 4 per i Paesi Bassi, 5 per la Svezia, 6 per il Belgio, 7 per l’Ungheria, 8 per la Repubblica ceca, 9 per la Spagna, 10 per la Iugoslavia, 11 per il Regno Unito, 12 per l’Austria, 13 per il Lussemburgo, 14 per la Svizzera, 15 (privo di corrispondenza), 16 per la Norvegia, 17 per la Finlandia, 18 per la Danimarca, 19 per la Romania, 20 per la Polonia, 21 per il Portogallo, 22 per la Federazione russa, 23 per la Grecia, 24 (privo di corrispondenza), 25 per la Croazia, 26 per la Slovenia, 27 per la Slovacchia, 28 per la Bielorussia, 29 per l’Estonia, 30-36 (privi di corrispondenza) e 37 per la Turchia. Numeri successivi saranno assegnati ad altri paesi in ordine cronologico in base alla data della ratifica o dell’adesione all’accordo relativo al riconoscimento reciproco dell’omologazione di accessori e parti di veicoli, e i numeri così assegnati saranno comunicati dal Segretario generale delle Nazioni Unite alle parti contraenti.
   
      (2)  Fino a quando non saranno state stabilite procedure di prova uniformi, i costruttori dovranno comunicare ai servizi tecnici le procedure di prova utilizzate nonché i risultati ottenuti.
   
      (3)  1 per la Germania, 2 per la Francia, 3 per l’Italia, 4 per i Paesi Bassi, 5 per la Svezia, 6 per il Belgio, 7 per l’Ungheria, 8 per la Repubblica ceca, 9 per la Spagna, 10 per la Iugoslavia, 11 per il Regno Unito, 12 per l’Austria, 13 per il Lussemburgo, 14 per la Svizzera, 15 (privo di corrispondenza), 16 per la Norvegia, 17 per la Finlandia, 18 per la Danimarca, 19 per la Romania, 20 per la Polonia, 21 per il Portogallo, 22 per la Federazione russa, 23 per la Grecia, 24 (privo di corrispondenza), 25 per la Croazia, 26 per la Slovenia, 27 per la Slovacchia, 28 per la Bielorussia, 29 per l’Estonia, 30-36 (privi di corrispondenza) e 37 per la Turchia. Numeri successivi saranno assegnati ad altri paesi in ordine cronologico in base alla data della ratifica o dell’adesione all’accordo relativo al riconoscimento reciproco dell’omologazione di accessori e parti di veicoli, e i numeri così assegnati saranno comunicati dal Segretario generale delle Nazioni Unite alle parti contraenti.
   
      ALLEGATO I
      COMUNICAZIONE
      [formato massimo: A4 (210 × 297 mm)]
      
         
   
   
      ALLEGATO II
      COMUNICAZIONE
      [formato massimo: A4 (210 × 297 mm)]
      
         
   
   
      ALLEGATO III
      ESEMPIO DI MARCHIO DI OMOLOGAZIONE
      
         
      Il marchio di omologazione sopra riportato, apposto su un CCD, indica che il dispositivo in questione è stato omologato nei Paesi Bassi (E4), a norma del regolamento n. 102, con numero di omologazione 002439. Le prime due cifre del numero di omologazione indicano che l’omologazione è stata rilasciata in conformità con le disposizioni del regolamento n. 102 nella sua forma originaria.
   
   
      ALLEGATO IV
      REQUISITI CONCERNENTI PROVE E PRESTAZIONI (1)
      
      (Cfr. il punto 5.1.10.)
      1.   DISTANZA DI RIENTRO DEL CCD
      Si fa seguire alla combinazione veicolo trainante/rimorchio una traiettoria inizialmente rettilinea e successivamente curva, con un raggio esterno di 12,5 metri, fermandosi quando il veicolo trainante ha effettuato una rotazione di 90° (angolo retto). I due veicoli devono quindi essere sottoposti ad accelerazione il più rapidamente possibile fino a raggiungere una velocità di 30 ± 2 km/h, che dev’essere mantenuta fino al termine della prova. Il rientro completo del CCD deve avvenire nei primi 150 metri dal punto di inizio dell’accelerazione (cfr. la figura 1).
      La prova dev’essere eseguita sia verso destra sia verso sinistra.
      Figura 1
      
         
      
         Nota: la conformità con questi requisiti non costituisce di per sé una garanzia che la lunghezza complessiva dei due veicoli sia consentita dalla legge in tutte le condizioni di guida.
      1.2.   Il servizio tecnico deve verificare che il rientro del CCD avvenga ogni volta che il veicolo trainante procede in avanti.
      2.   STABILITÀ DELLA COMBINAZIONE
      Per le omologazioni di cui alle Sezioni I e II, il rendimento in termini di stabilità dev’essere misurato tramite prove su pista realizzate nelle seguenti condizioni:
      2.1.   CONDIZIONI DI PROVA
      2.1.1.   Condizioni di carico
      2.1.1.1.   I veicoli devono essere carichi e la ripartizione della massa sugli assi dev’essere quella dichiarata dai costruttori. Qualora siano previste più ripartizioni del carico sugli assi, la ripartizione della massa massima tra gli assi stessi deve essere tale che la massa su ciascun asse sia proporzionale alla massa massima ammissibile per ciascun asse.
      2.1.1.2.   L’altezza del centro di gravità dei veicoli non deve essere inferiore a 1,7 metri.
      La condizione effettiva di carico dev’essere specificata nel verbale di prova. Nel caso di veicoli progettati ai fini dell’impiego con un centro di gravità posto a un’altezza inferiore a 1,7 metri, la prova può, a discrezione dell’autorità che provvede all’omologazione, essere condotta con questo valore inferiore.
      In tale eventualità, l’altezza massima del centro di gravità è indicata sulla piastra informativa di cui al punto 5.1.1.5.
      2.1.2.   La prova dev’essere eseguita alle velocità prescritte per ciascun tipo di prova.
      Se la velocità massima di progetto di un veicolo è inferiore alla velocità prevista per una prova, la prova è eseguita alla velocità massima del veicolo.
      2.1.3.   La superficie stradale dev’essere piana e offrire una buona aderenza.
      2.1.4.   Le prove devono essere effettuate in condizioni di vento tali da non influenzare i risultati.
      2.1.5.   All’inizio delle prove i pneumatici devono essere freddi e alla pressione prescritta dal costruttore dei veicoli o dei pneumatici per il carico effettivamente gravante sulle ruote in condizioni statiche; devono essere utilizzati pneumatici sostanzialmente nuovi.
      2.1.6.   L’efficienza prescritta deve essere ottenuta senza reazioni autoamplificanti dei veicoli, senza che i veicoli devino dalla traiettoria e senza vibrazioni anormali nei sistemi di sterzo e di agganciamento.
      2.2.   PROVA DI STABILITÀ SU RETTILINEO
      2.2.1.   Le prove devono essere effettuate con i veicoli in corsa a una velocità di 85 +5/–0 km/h; durante le prove il rimorchio e il veicolo trainante devono rimanere allineati. Il veicolo deve essere in grado di percorrere un tratto rettilineo di strada senza che il conducente intervenga con correzioni inusuali sul comando sterzo.
      2.2.2.   Durante la prova di frenatura di emergenza su rettilineo, partendo da una velocità di 60 km/h fino all’arresto del veicolo, e con una decelerazione media di regime di almeno 4 m/s, il veicolo combinato non deve fuoriuscire da una corsia larga 3,5 metri.
      2.2.3.   Partendo da fermi, un’accelerazione in avanti di almeno 2 m/s2 non deve provocare movimenti tali tra i veicoli da rendere presumibilmente difficile al conducente il controllo dei veicoli stessi. (Se una combinazione di veicoli non può raggiungere l’accelerazione prevista per questa prova, la prova sarà eseguita con l’accelerazione massima consentita).
      2.2.4.   Le prove descritte non devono provocare alcuna deformazione permanente ai veicoli.
      2.3.   CAMBIO DI CORSIA
      2.3.1.   Una manovra di sorpasso simulata, così come definita nell’appendice, condotta a una velocità in progressivo aumento fino a un massimo di 80 km/h, non deve rendere difficoltoso per il conducente il controllo dei veicoli.
      2.3.2.   Durante l’esecuzione di manovre di sterzo a una velocità di 20 km/h, passando da una carreggiata all’altra per almeno tre volte alternativamente, e sterzando il volante il più velocemente possibile, non devono verificarsi contatti tra i veicoli né danni al CCD (ampiezza della carreggiata: 10 metri).
      3.   MOVIMENTO CIRCOLARE
      3.1.   Con i veicoli fermi in traiettoria rettilinea, si fa seguire ai veicoli una curva di 25 m di raggio, a una velocità di 20 km/h e con un’accelerazione di 2 ± 10 % m/s2. Nel corso di questa prova non devono verificarsi tra i veicoli movimenti di entità tale da rendere presumibilmente difficile per il conducente controllare i veicoli stessi.
      Si misura il cerchio tracciato dal bordo posteriore esterno del rimorchio facendo descrivere al veicolo trainante e al rimorchio un movimento circolare continuo in modo che il bordo esterno anteriore del veicolo trainante percorra, a velocità costante di 5 km/h, una circonferenza di 25 m di raggio. Nelle medesime condizioni di cui sopra, si ripete la manovra alla velocità di 25 km/h ± 1 km/h.
      Nel corso della prova a 25 km/h ± 1 km/h, il bordo posteriore esterno del rimorchio non deve debordare più di 0,7 m dal cerchio descritto nella manovra alla velocità costante di 5 km/h (cfr. la figura 2).
      Figura 2
      
         
      Nessuna parte del rimorchio deve fuoriuscire più di 0,5 m dalla tangente al cerchio con raggio di 25 m, quando il veicolo trainante lascia per la tangente il percorso circolare descritto alla velocità di 25 km/h. Questa prescrizione deve essere soddisfatta a partire dal punto in cui la tangente incontra il cerchio fino a un punto situato a 40 m sulla tangente. Dopo questo punto il rimorchio deve procedere senza eccessiva deviazione o anormali vibrazioni nel suo dispositivo di sterzo (cfr. la figura 3).
      Figura 3
      
         
      Ogni veicolo a motore o veicolo combinato in movimento deve potersi iscrivere in una corona circolare dal raggio esterno di 12,50 m e dal raggio interno di 5,30 m. La prova dev’essere fatta a destra e a sinistra. Nessuna parte della combinazione, nel punto in cui penetra il cerchio da una tangente, può sovrapporsi alla tangente per più di 0,8 m oltre il punto di intersezione (cfr. la figura 4).
      Figura 4
      
         
      4.   PENDENZE
      Se posizionato longitudinalmente in linea e nella normale posizione di funzionamento:
      4.1.1.   Se i due veicoli sono posizionati a un angolo verticale relativo di 6°, non devono verificarsi contatti accidentali tra una qualsiasi parte del veicolo trainante e il veicolo stesso o il suo rimorchio.
      4.1.2.   A un angolo verticale di 5° non deve verificarsi alcun contatto tra il veicolo trainante e il rimorchio.
      4.2.   Le prescrizioni di cui ai punti 4.1.1 e 4.1.2 possono essere verificate tramite calcolo, a discrezione del servizio tecnico.
      
         (1)  Ai fini dell’omologazione a norma della Sezione II, il servizio tecnico deve tener conto delle prove condotte conformemente alla Sezione I.
      
         (2)  Il servizio tecnico terrà conto dell’impostazione predominante della combinazione di veicoli.
      
         Appendice
         CARREGGIATA DI SORPASSO
         (Cfr. il punto 2.3.1)
         
            
         
            Nota: questo requisito può essere soggetto a revisione se sostituito da uno standard ISO.