CELEX: 62016TN0141
Language: it
Date: 2016-04-04 00:00:00
Title: Causa T-141/16: Ricorso proposto il 4 aprile 2016 — Commissione europea/IEM

30.5.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 191/39
            
         Ricorso proposto il 4 aprile 2016 — Commissione europea/IEM
   (Causa T-141/16)
   (2016/C 191/51)
   Lingua processuale: il greco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentante: S. Lejeune, rappresentante)
   
      Convenuta: IEM — Erga — Erevnes — Meletes Perivallontos kai Chorotaxias AE (Atene, Grecia)
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               condannare la convenuta a versare l’importo di EUR 105 416,47 oltre interessi di mora, con tasso applicato dalla Banca centrale europea per le operazioni di rifinanziamento principali al 1o luglio 2010 (2,0 %) oltre l’uno per cento (1,0 %), vale a dire complessivamente con tasso del tre per cento (3 %), da calcolare a far data dal 6 luglio 2010 e fino al giorno del saldo complessivo di tale importo, diminuiti di EUR 30 208 (saldati per compensazione in data 4 settembre 2010), e
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alle spese processuali e ai costi del presente procedimento.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Con il presente ricorso, proposto in forza dell’articolo 272 del TFUE dinanzi al Tribunale, si chiede la pubblicazione della decisione che condanna la convenuta a versare alla Commissione europea l’importo di EUR 75 208,47, oltre interessi, relativa al contratto FAIR-CT98-9544 per l’azione intitolata «Individuazione di un nuovo metodo per pulire e sbucciare la frutta».
   La Commissione europea richiama, quale principale fondamento giuridico, la violazione degli obblighi contrattuali da parte della convenuta facendo valere, segnatamente, che l’importo versato alla convenuta in forza del contratto in parola non è stato utilizzato per l’attuazione di una qualsivoglia azione relativa al contratto, e che la convenuta non ha prodotto alcun atto probatorio in proposito. In subordine, la Commissione europea fa valere l’ingiustificato arricchimento della convenuta, come previsto dagli articoli 904 e 908 del Codice Civile.