CELEX: 62013TN0255
Language: it
Date: 2013-05-07 00:00:00
Title: Causa T-255/13: Ricorso proposto il 7 maggio 2013 — Italia/Commissione

22.6.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 178/16
            
         Ricorso proposto il 7 maggio 2013 — Italia/Commissione
   (Causa T-255/13)
   2013/C 178/27
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Repubblica italiana (rappresentanti: M. Salvatorelli, avvocato dello Stato e G. Palmieri, agente)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione C(2013) 981, del 26 febbraio 2013, che esclude del finanziamento dell’Unione europea spese effettuate dagli Stati membri nell’ambito del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG), sezione garanzia, del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), nelle parte in cui contiene rettifiche finanziarie forfetarie con riferimento alle indagini AC/2005/44, XC/2007/0107 e XC/2007/030 (rettifica finanziaria forfetaria in materia di condizionalità per gli anni di domanda 2005-2006-2007 per un importo pari ad 48 095 235,86 euro), alle indagini FV/2007/315 e FV/2007/355 (rettifica finanziaria forfetaria relativa alla trasformazione degli agrumi per gli esercizi finanziari 2005-2006 e 2007 per un importo pari a 17 913 976,32 euro) e con riferimento alle indagini FA/2008/64, FA/2008/103, FA/2009/064 e FA/2009/104 (rettifica finanziaria forfetaria in materia di rispetto dei criteri di riconoscimento per gli esercizi finanziari 2007-2008-2009 per un importo pari a 6 354 112,39 euro).
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione dell’Unione Europea al pagamento delle spese del giudizio.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La decisione viene impugnata per illegittimità sotto più profili:
   
               1)
            
            
               per avere la Commissione proceduto ad una rettifica in presenza di un mancato o incompleto recepimento di direttive, suscettibile se mai di apertura di una procedura di infrazione;
            
         
               2)
            
            
               per avere immotivatamente ignorato il comportamento serbato dalle Autorità italiane, non considerando la necessaria gradualità di approccio ad un sistema caratterizzato da estrema complessità, la rilevanza dal rinvio operato dalla regolamentazione UE alle opzioni da adottarsi da ciascuno Stato membro, la relativa incertezza sull’interpretazione della normativa comunitaria, con conseguente violazione dei principi di certezza del diritto, legalità, proporzionalità, buona fede e legittimo affidamento;
            
         
               3)
            
            
               per aver del tutto ignorata l’oggettiva esistenza di sistemi di controllo differenti tra gli organismi pagatori;
            
         
               4)
            
            
               per avere applicato un elevato livello di rettifica, pari al 10 % applicabile invece solo in caso di controlli carenti e sporadici;
            
         
               5)
            
            
               per violazione del principio di motivazione.
            
         
               6)
            
            
               La Decisione è inoltre impugnata, con riferimento alle singole specifiche contestazioni mosse dalla Commissione, attraverso una puntuale indagine in punto di fatto relativamente alla documentazione esaminata dalla stessa.
            
         
               7)
            
            
               Per quanto attiene alle rettifiche forfetarie relative alla trasformazione di agrumi con riferimento agli anni 2005, 2006 e 2007, la decisione si manifesta illegittima e viene impugnata nella misura in cui attribuisce la responsabilità per le frodi riscontrate nel settore alla mancanza di adeguati controlli da parte dello Stato membro. In particolare, la Commissione non avrebbe tenuto conto del fatto che nessuna omissione o carenza di attività era imputabile allo Stato italiano, atteso che l’attività fraudolenta era imputabile, in concorso, proprio ai funzionari pubblici che dovevano attestare attraverso il controllo loro demandato la regolarità dell’attività svolta e la spettanza dei contributi; gli accertamenti non avrebbero potuto pertanto essere svolti in modo alternativo, e tale da evitare la frode, fino alla scoperta dei menzionati comportamenti aventi rilevanza penale.
            
         
               8)
            
            
               In relazione alle rettifiche forfetarie in materia di rispetto dei criteri di riconoscimento (ARBEA) riferite agli anni finanziari 2006, 2007 e 2008, motivate da pretese carenze organizzative imputabili allo Stato italiano, le stesse sono contestate per essere stata applicata alla fattispecie una normativa non ancora in vigore all’epoca dei fatti, e per avere trascurato la circostanza che lo Stato italiano ha adottato tempestivamente le necessarie misure correttive.