CELEX: 52015PC0217
Language: it
Date: 2015-06-26
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che deve essere adottata sulla decisione n. 1/2015 a nome dell'Unione europea in seno al Comitato misto veterinario istituito dall'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli, per quanto riguarda la modifica delle appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11 dell'allegato 11

COMMISSIONE
                             EUROPEA
                                                       Bruxelles, 26.6.2015
                                                       COM(2015) 217 final
                                                       2015/0111 (NLE)
                                           Proposta di
                                DECISIONE DEL CONSIGLIO
       relativa alla posizione che deve essere adottata sulla decisione n. 1/2015 a nome
    dell'Unione europea in seno al Comitato misto veterinario istituito dall'accordo tra la
   Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli, per
     quanto riguarda la modifica delle appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11 dell'allegato 11
IT                                                                                             IT
 ---pagebreak---                                         RELAZIONE
   1. CONTESTO DELLA PROPOSTA
      L'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di
      prodotti agricoli (di seguito "accordo agricolo") è entrato in vigore il 1° giugno 2002.
      Dall'ultima modifica delle appendici dell'allegato 11 dell'accordo agricolo sono state
      modificate o aggiornate diverse disposizioni legislative.
      Conformemente alle disposizioni dell'accordo la Svizzera ha presentato al Comitato
      misto veterinario un piano indicante le misure che intende porre in essere ai fini del
      riconoscimento dei suoi stabilimenti di produzione di pollame e di uova da cova.
      L'accordo prevede che il Comitato misto veterinario è competente per il
      riconoscimento di tale piano.
      La Svizzera ha la facoltà di derogare, sino al 31 dicembre 2014, all'esame destinato
      ad individuare la presenza di Trichine nelle carcasse e nelle carni di suini domestici
      destinati all'ingrasso e alla macellazione negli stabilimenti di macellazione di limitata
      capacità. Poiché la legislazione dell'Unione relativa a tale esame destinato ad
      individuare la presenza di Trichine è stata modificata di recente, è opportuno
      riesaminare la deroga di cui beneficia la Svizzera al fine di consentire un
      adeguamento graduale delle pratiche svizzere correnti.
      Le disposizioni legislative delle appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 10 dell'allegato 11
      dell'accordo agricolo sono state modificate dopo l'entrata in vigore di quest'ultimo.
      Anche gli indirizzi dei punti di contatto che figurano nell'appendice 11 sono stati
      modificati.
      È opportuno adeguare di conseguenza le disposizioni delle appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6,
      7, 10 e 11 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo.
      L'articolo 19, paragrafo 1, dell'allegato 11 dell'accordo agricolo istituisce un
      Comitato misto veterinario composto di rappresentanti delle Parti. Esso è incaricato
      di esaminare tutte le questioni attinenti a tale allegato e alla sua applicazione e di
      assumere gli incarichi ivi previsti. Il Comitato misto veterinario dispone in
      particolare di un potere decisionale per i casi previsti dall'allegato 11. L'articolo 19,
      paragrafo 3, dell'allegato 11 dell'accordo agricolo autorizza il Comitato misto
      veterinario a modificare le appendici di tale allegato, in particolare per adeguarle e
      aggiornarle.
      L'Unione deve stabilire la posizione da adottare in seno al Comitato misto veterinario
      per quanto riguarda l'adozione delle modifiche necessarie dell'allegato 11.
      Conformemente          all'articolo 5,    paragrafo 2,     primo       comma,       della
      decisione 2002/309/CE, Euratom, la posizione dell'Unione è adottata dal Consiglio
      su proposta della Commissione.
      La decisione n. 1/2015 del Comitato misto veterinario sarà pubblicata sulla Gazzetta
      Ufficiale dell'Unione europea.
   2. ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
      La proposta si basa sull'articolo 207, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento
      dell'Unione europea, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9.
IT                                            2                                                 IT
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                                                     Proposta di
                                        DECISIONE DEL CONSIGLIO
         relativa alla posizione che deve essere adottata sulla decisione n. 1/2015 a nome
      dell'Unione europea in seno al Comitato misto veterinario istituito dall'accordo tra la
     Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli, per
       quanto riguarda la modifica delle appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11 dell'allegato 11
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 207,
   paragrafo 4, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9,
   vista la proposta della Commissione europea,
   considerando quanto segue:
   (1)      L'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di
            prodotti agricoli1 (di seguito "accordo agricolo") è entrato in vigore il 1° giugno 2002.
   (2)      Ai sensi dell'allegato 11, articolo 19, paragrafo 1, dell'accordo agricolo, il Comitato
            misto veterinario (di seguito "Comitato misto veterinario") è incaricato di esaminare
            tutte le questioni attinenti a tale allegato e alla sua applicazione e di assumere gli
            incarichi ivi previsti. L'articolo 19, paragrafo 3, di tale allegato autorizza il Comitato
            misto veterinario a modificarne le appendici, in particolare per adeguarle e
            aggiornarle.
   (3)      L'articolo 5, paragrafo 2, primo comma, della decisione 2002/309/CE, Euratom del
            Consiglio e della Commissione2 prevede che la posizione dell'Unione europea in seno
            al Comitato misto veterinario sia adottata dal Consiglio su proposta della
            Commissione.
   (4)      L'Unione dovrebbe stabilire la posizione da adottare nell'ambito del Comitato misto
            veterinario per quanto riguarda l'adozione delle modifiche necessarie.
   (5)      La decisione n. 1/2015 del Comitato misto veterinario dovrebbe entrare in vigore il
            giorno dell'adozione,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                                     Articolo 1
   La posizione che l'Unione europea deve adottare in seno al Comitato misto veterinario
   istituito dall'allegato 11, articolo 19, paragrafo 1, dell'accordo tra la Comunità europea e la
   Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli per quanto riguarda la modifica
   1
            GU L 114 del 30.4.2002, pag. 132.
   2
            Decisione 2002/309/CE, Euratom del Consiglio e, per quanto riguarda l'accordo sulla cooperazione
            scientifica e tecnologica, della Commissione, del 4 aprile 2002, relativa alla conclusione di sette accordi
            con la Confederazione svizzera (GU L 114 del 30.4.2002, pag. 1).
IT                                                         3                                                            IT
 ---pagebreak---    delle appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11 dell'allegato 11 si basa sul progetto di decisione del
   Comitato misto veterinario allegato alla presente decisione.
                                                Articolo 2
   La decisione n. 1/2015 del Comitato misto veterinario istituito dall'accordo tra la Comunità
   europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli relativa alla modifica
   delle appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11 dell'allegato 11 dell'accordo sarà pubblicata sulla
   Gazzetta ufficiale dell'Unione europea non appena adottata.
                                                Articolo 3
   La decisione n. 1/2015 del Comitato misto veterinario istituito dall'accordo tra la Comunità
   europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli entra in vigore il
   giorno dell'adozione.
                                                Articolo 4
   Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                  Per il Consiglio
                                                  Il presidente
IT                                                   4                                                 IT
 ---documentbreak---                              COMMISSIONE
                             EUROPEA
                                                      Bruxelles, 26.6.2015
                                                      COM(2015) 217 final
                                                      ANNEX 1
                                         ALLEGATO
                                             della
                              proposta di decisione del Consiglio
       relativa alla posizione che deve essere adottata sulla decisione n. 1/2015 a nome
    dell'Unione europea in seno al Comitato misto veterinario istituito dall'accordo tra la
   Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli, per
     quanto riguarda la modifica delle appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11 dell'allegato 11
IT                                                                                             IT
 ---pagebreak---                                                          ALLEGATO
                                                        PROPOSTA DI
                     DECISIONE N. 1/2015 DEL COMITATO MISTO VETERINARIO
                      ISITUITO DALL'ACCORDO TRA LA COMUNITÀ EUROPEA
                                        E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA
                                  SUL COMMERCIO DI PRODOTTI AGRICOLI
                                                            del 0.0.0
      relativa alla modifica delle appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11 dell'allegato 11 dell'accordo
   IL COMITATO MISTO VETERINARIO,
   visto l'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti
   agricoli1, in particolare l'allegato 11, articolo 19, paragrafo 3,
   considerando quanto segue:
   (1)     L'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul commercio di prodotti
           agricoli (di seguito "accordo agricolo") è entrato in vigore il 1° giugno 2002.
   (2)     Ai sensi dell'allegato 11, articolo 19, paragrafo 1, dell'accordo agricolo, il Comitato misto
           veterinario istituito dall'accordo agricolo (di seguito "Comitato misto veterinario") è
           incaricato di esaminare le questioni attinenti a tale allegato e alla sua applicazione e di
           assumere gli incarichi ivi previsti. L'articolo 19, paragrafo 3, di tale allegato autorizza il
           Comitato misto veterinario a modificarne le appendici, segnatamente al fine di adeguarle e
           di aggiornarle.
   (3)     La decisione n. 2/2003 del Comitato misto veterinario2 ha modificato le appendici 1, 2, 3, 4,
           5, 6 e 11 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo una prima volta.
   (4)     La decisione n. 1/2013 del Comitato misto veterinario3 ha modificato da ultimo le appendici
           1, 2, 3, 5, 6 e 10 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo.
   (5)     Dall'ultima modifica delle appendici 1, 2, 3, 5, 6 e 10 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo
           operata dalla decisione n. 1/2013 del Comitato misto veterinario, sono state modificate o
           aggiornate diverse disposizioni legislative della Svizzera e dell'Unione europea. Dinanzi
           all'entità delle modifiche effettuate i riferimenti alle legislazioni sono aggiornati.
   (6)     Dal 1º gennaio 2013 l'Ufficio federale di veterinaria è stato trasferito nel Dipartimento
           federale dell'interno e dal 1º gennaio 2014 è stato istituito un nuovo ufficio a seguito della
           fusione del suddetto Ufficio federale con la Divisione sicurezza alimentare dell'Ufficio
           federale della sanità pubblica. Il nuovo Ufficio è denominato Ufficio federale della sicurezza
           alimentare e di veterinaria. In seguito alla fusione si è dovuto procedere alla modifica di
           diversi testi legislativi.
   (7)     La Svizzera ha presentato al Comitato misto veterinario un piano indicante le misure che
           intende porre in essere ai fini del riconoscimento dei suoi stabilimenti conformemente alle
   1
           GU L 114 del 30.4.2002, pag. 132.
   2
           Decisione n. 2/2003 del Comitato misto veterinario istituito dall'accordo tra la Comunità europea e la
           Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli, del 25 novembre 2003, relativa alla modifica delle
           appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 11 dell'allegato 11 dell'accordo (2004/78/CE) (GU L 23 del 28.1.2004, pag. 27).
   3
           Decisione n. 1/2013 del Comitato misto veterinario istituito dall'accordo tra la Comunità europea e la
           Confederazione svizzera sul commercio di prodotti agricoli, del 22 febbraio 2013, relativa alla modifica delle
           appendici 1, 2, 3, 5, 6 e 10 dell'allegato 11 dell'accordo (2013/479/UE) (GU L 264 del 5.10.2013, pag. 1).
IT                                                           2                                                          IT
 ---pagebreak---            finalità dell'articolo 3 della direttiva 2009/158/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009,
           relativa alle norme di polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in
           provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova (GU L 343 del 22.12.2009, pag. 74).
           Conformemente alle disposizioni dell'accordo il Comitato misto veterinario è competente
           per il riconoscimento di tale piano.
   (8)     La Svizzera ha la facoltà di derogare, sino al 31 dicembre 2014, all'esame destinato ad
           individuare la presenza di Trichine nelle carcasse e nelle carni di suini domestici destinati
           all'ingrasso e alla macellazione negli stabilimenti di macellazione di limitata capacità. Tali
           carcasse e carni, come pure i prodotti a base di carne che ne derivano, recano uno speciale
           bollo di idoneità al consumo e non possono essere oggetto di scambi con gli Stati membri
           dell'Unione europea conformemente alle disposizioni dell'articolo 9a dell'ordinanza del DFI,
           del 23 novembre 2005, sulle derrate alimentari di origine animale (RS 817.022.108). Il
           regolamento (UE) n. 216/2014 della Commissione4 modifica le norme specifiche applicabili
           ai controlli ufficiali relativi alla presenza di Trichine nelle carni e prevede di autorizzare
           l'applicazione differita di alcune disposizioni. Al fine di consentire un adeguamento graduale
           delle pratiche svizzere correnti, è opportuno prolungare fino al 31 dicembre 2016 la
           possibilità di derogare all'esame destinato ad individuare la presenza di Trichine.
   (9)     La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.
   (10)    È opportuno modificare di conseguenza le appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11
           dell'allegato 11 dell'accordo agricolo,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                                         Articolo 1
   Le appendici 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 10 e 11 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo sono modificate
   conformemente agli allegati da I a IX della presente decisione.
                                                         Articolo 2
   Il fascicolo presentato dalla Svizzera in merito al piano indicante le misure che intende porre in
   essere ai fini del riconoscimento dei suoi stabilimenti conformemente alle finalità dell'articolo 3
   della direttiva 2009/158/CE è riconosciuto conforme ai requisiti della direttiva 2009/158/CE del
   Consiglio5.
                                                         Articolo 3
   La presente decisione, redatta in duplice copia, è firmata dai copresidenti o da altre persone abilitate
   ad agire per conto delle parti dell'accordo agricolo.
   4
           Regolamento (UE) n. 216/2014 della Commissione, del 7 marzo 2014, recante modifica del regolamento (CE)
           n. 2075/2005 che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla presenza di Trichine
           nelle carni (GU L 69 dell'8.3.2014, pag. 85).
   5
           Direttiva 2009/158/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle norme di polizia sanitaria per gli
           scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da cova (GU L 343
           del 22.12.2009, pag. 74).
IT                                                        3                                                               IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 4
   La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.
   Essa si applica a decorrere dal 1o gennaio 2015.
   Fatto a Berna, il
   Per la Confederazione svizzera                Per l'Unione europea
IT                                                 4                  IT
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO I
   L'appendice 1 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo è sostituita dalla seguente:
                                                  "Appendice 1
                                    Misure di lotta/notifica delle malattie
                                               I. Afta epizootica
                                             A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                         Svizzera
                                                                        o
    Direttiva 2003/85/CE del Consiglio, del 1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
    29 settembre 2003, relativa a misure comunitarie       RS 916.40), in particolare gli articoli 1-10b
    di lotta contro l'afta epizootica, che abroga la       (scopi della lotta, misure contro le epizoozie
    direttiva 85/511/CEE e le decisioni 89/531/CEE e       molto contagiose) e 57 (disposizioni di
    91/665/CEE e recante modifica della direttiva          esecuzione di carattere tecnico, collaborazione
    92/46/CEE (GU L 306 del 22.11.2003, pag. 1).           internazionale)
                                                        2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                           (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli 2
                                                           (epizoozie       molto      contagiose),     49
                                                           (manipolazione di microrganismi patologici
                                                           per l'animale), 73 e 74 (pulizia, disinfezione e
                                                           disinfestazione), 77-98 (disposizioni comuni
                                                           riguardanti le epizoozie molto contagiose), 99-
                                                           103 (misure specifiche riguardanti la lotta
                                                           contro l'afta epizootica)
                                                        3. Ordinanza         del      28 giugno       2000
                                                           sull'organizzazione del Dipartimento federale
                                                           dell'interno (OOrg-DFI; RS 172.212.1), in
                                                           particolare l'articolo 12 (laboratorio di
                                                           riferimento, registrazione, controllo e messa a
                                                           disposizione di vaccino contro l'afta
                                                           epizootica)
                                     B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        La Commissione e l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria si
             notificano l'intenzione di procedere a una vaccinazione d'emergenza. Nei casi di estrema
             urgenza, la notifica riguarda la decisione adottata e le relative modalità di attuazione. In
             ogni caso, si tengono quanto prima consultazioni nell'ambito del Comitato misto
             veterinario.
   2.        In applicazione dell'articolo 97 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un
             piano d'allarme pubblicato sul sito Internet dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare
             e di veterinaria.
   3.        Il laboratorio comune di riferimento per l'identificazione del virus dell'afta epizootica è:
             The Pirbright Institute, Pirbright Laboratory, Ash Road, Pirbright, Surrey, GU24 0NF,
             United Kingdom. La Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni
             derivanti da questa designazione. Le funzioni e i compiti di tale laboratorio sono quelli
             previsti dall'allegato XVI della direttiva 2003/85/CE.
                                            II. Peste suina classica
IT                                                   5                                                      IT
 ---pagebreak---                                               A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                       Svizzera
                                                                      o
    Direttiva 2001/89/CE       del   Consiglio,    del 1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
    23 ottobre 2001, relativa a misure comunitarie di     RS 916.40), in particolare gli articoli 1-10b
    lotta contro la peste suina classica (GU L 316        (scopi della lotta, misure contro le epizoozie
    dell'1.12.2001, pag. 5)                               molto contagiose) e 57 (disposizioni di
                                                          esecuzione di carattere tecnico, collaborazione
                                                          internazionale)
                                                       2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                          (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli 2
                                                          (epizoozie     molto     contagiose),     40-47
                                                          (eliminazione dei sottoprodotti di origine
                                                          animale), 49 (manipolazione di microrganismi
                                                          patogeni per l'animale), 73 e 74 (pulizia,
                                                          disinfezione    e    disinfestazione),    77-98
                                                          (disposizioni comuni riguardanti le epizoozie
                                                          molto contagiose), 116-121 (constatazione
                                                          della peste suina alla macellazione, misure
                                                          specifiche riguardanti la lotta contro la peste
                                                          suina)
                                                       3. Ordinanza        del      28 giugno        2000
                                                          sull'organizzazione del Dipartimento federale
                                                          dell'interno (OOrg-DFI; RS 172.212.1), in
                                                          particolare l'articolo 12 (laboratorio di
                                                          riferimento)
                                                       4. Ordinanza del 25 maggio 2011 concernente
                                                          l'eliminazione dei sottoprodotti di origine
                                                          animale (OESA; RS 916.441.22)
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        La Commissione e l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria si
             notificano l'intenzione di procedere a una vaccinazione d'emergenza. Si tengono quanto
             prima consultazioni nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   2.        Se necessario e in applicazione dell'articolo 117, paragrafo 5, dell'Ordinanza sulle
             epizoozie, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria decreterà
             disposizioni di esecuzione a carattere tecnico per quanto riguarda la marcatura e il
             trattamento delle carni che provengono dalle zone di protezione e di sorveglianza.
   3.        In applicazione dell'articolo 121 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un
             piano di eradicazione della peste suina classica dei suini selvatici, in conformità degli
             articoli 15 e 16 della direttiva 2001/89/CE.
   4.        In applicazione dell'articolo 97 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un
             piano d'allarme pubblicato sul sito Internet dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare
             e di veterinaria.
   5.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 21 della direttiva 2001/89/CE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
IT                                                   6                                                     IT
 ---pagebreak---    6.         Se necessario, in applicazione dell'articolo 89, paragrafo 2, dell'Ordinanza sulle epizoozie,
              l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria decreterà disposizioni
              d'esecuzione a carattere tecnico per quanto riguarda il controllo sierologico dei suini nelle
              zone di protezione e di sorveglianza in conformità con il capitolo IV dell'allegato della
              decisione 2002/106/CE della Commissione +.
   7.         Il laboratorio comune di riferimento per la peste suina classica è: Institut für Virologie der
              Tierärztlichen Hochschule Hannover, 15 Bünteweg 17, 30559 Hannover, Deutschland. La
              Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni derivanti da questa
              designazione. La funzione e i compiti di tale laboratorio sono quelli previsti
              dall'allegato IV della direttiva 2001/89/CE.
   __________________
   +
              Decisione 2002/106/CE della Commissione, del 1o febbraio 2002, recante approvazione di
              un manuale di diagnostica che stabilisce procedure diagnostiche, metodi per il prelievo di
              campioni e criteri per la valutazione degli esami di laboratorio ai fini della conferma della
              peste suina classica (GU L 39 del 9.2.2002, pag. 71).
                                              III. Peste suina africana
                                               A. LEGISLAZIONI*
   *          Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
              tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                        Unione europea                                           Svizzera
                                                                            o
     Direttiva 2002/60/CE del Consiglio, del 27 giugno 1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
     2002, recante disposizioni specifiche per la lotta       RS 916.40), in particolare gli articoli 1-10b
     contro la peste suina africana e recante modifica        (scopi della lotta, misure contro le epizoozie
     della direttiva 92/119/CEE per quanto riguarda la        molto contagiose) e 57 (disposizioni esecutive
     malattia di Teschen e la peste suina africana            di      carattere     tecnico,    collaborazione
     (GU L 192 del 20.7.2002, pag. 27)                        internazionale)
                                                          2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                              (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli 2
                                                              (epizoozie molto contagiose), 40 e 47
                                                              (eliminazione dei sottoprodotti di origine
                                                              animale), 49 (manipolazione di microrganismi
                                                              patogeni per l'animale), 73 e 74 (pulizia e
                                                              disinfezione), 77-98 (disposizioni comuni
                                                              riguardanti le epizoozie molto contagiose),
                                                              116-121 (constatazione della peste suina alla
                                                              macellazione, misure specifiche riguardanti la
                                                              lotta contro la peste suina)
                                                          3. Ordinanza          del       28 giugno      2000
                                                              sull'organizzazione del Dipartimento federale
                                                              dell'interno (OOrg-DFI; RS 172.212.1), in
                                                              particolare l'articolo 12 (laboratorio di
                                                              riferimento)
                                                          4. Ordinanza del 25 maggio 2011 concernente
                                                              l'eliminazione dei sottoprodotti di origine
                                                              animale (OESA; RS 916.441.22)
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.         Il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per la peste suina africana è: Centro de
              Investigación en Sanidad Animal, 28130 Valdeolmos, Madrid, España. La Svizzera si fa
IT                                                     7                                                       IT
 ---pagebreak---               carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni derivanti da questa designazione. La
              funzione e i compiti di tale laboratorio sono quelli previsti dall'allegato V della direttiva
              2002/60/CE.
   2.         In applicazione dell'articolo 97 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un
              piano d'allarme pubblicato sul sito Internet dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare
              e di veterinaria.
   3.         Se necessario, e in applicazione dell'articolo 89, paragrafo 2, dell'Ordinanza sulle
              epizoozie, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria decreterà
              disposizioni di esecuzione a carattere tecnico in conformità con le disposizioni della
              decisione 2003/422/CE della Commissione+ per quanto riguarda le modalità di diagnostica
              della peste suina africana.
   4.         L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
              segnatamente in base all'articolo 20 della direttiva 2002/60/CE e all'articolo 57 della legge
              sulle epizoozie.
   ______________________
   +
              Decisione 2003/422/CE della Commissione, del 26 maggio 2003, recante approvazione di
              un manuale di diagnostica della peste suina africana (GU L 143 dell'11.6.2003, pag. 35)."
                                                  IV. Peste equina
                                                A. LEGISLAZIONI*
   *          Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
              tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                        Unione europea                                          Svizzera
     Direttiva 92/35/CEE del Consiglio, del 29 aprile 1. Legge del 1º luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
     1992, che fissa le norme di controllo e le misure di    RS 916.40), in particolare gli articoli 1-10b
     lotta contro la peste equina (GU L 157 del              (scopi della lotta, misure contro le epizoozie
     10.6.1992, pag. 19)                                     molto contagiose) e 57 (disposizioni
                                                             d'esecuzione        di     carattere      tecnico,
                                                             collaborazione internazionale)
                                                          2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                             (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli 2
                                                             (epizoozie       molto       contagiose),      49
                                                             (manipolazione di microrganismi patogeni per
                                                             l'animale), 73 e 74 (pulizia, disinfezione e
                                                             disinfestazione), 77-98 (disposizioni comuni
                                                             riguardanti le epizoozie molto contagiose),
                                                             112-112f (misure specifiche riguardanti la
                                                             lotta contro la peste equina)
                                                          3. Ordinanza         del      28 giugno         2000
                                                             sull'organizzazione del Dipartimento federale
                                                             dell'interno (OOrg-DFI; RS 172.212.1), in
                                                             particolare l'articolo 12 (laboratorio di
                                                             riferimento)
                                                          4. Ordinanza del 25 maggio 2011 concernente
                                                             l'eliminazione dei sottoprodotti di origine
                                                             animale (OESA; RS 916.441.22)
IT                                                      8                                                       IT
 ---pagebreak---                                        B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Qualora si sviluppi in Svizzera un'epizoozia di gravità eccezionale, il Comitato misto
             veterinario si riunisce al fine di procedere a un esame della situazione. Le competenti
             autorità svizzere s'impegnano ad adottare le misure necessarie alla luce dei risultati di
             questo esame.
   2.        Il laboratorio comune di riferimento per la peste equina è: Laboratorio de Sanidad y
             Producción Animal, Ministerio de Agricultura, Pesca y Alimentación, 28110 Algete,
             Madrid, España. La Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni
             derivanti da questa designazione. La funzione e i compiti di tale laboratorio sono quelli
             previsti dall'allegato III della direttiva 92/35/CEE.
   3.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 16 della direttiva 92/35/CEE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
   4.        In applicazione dell'articolo 97 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un
             piano d'intervento pubblicato sul sito Internet dell'Ufficio federale della sicurezza
             alimentare e di veterinaria.
                                                V. Influenza aviaria
                                               A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                           Svizzera
    Direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 1. Legge del 1° luglio 1966 sulle epizoozie
    20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie          (LFE; RS 916.40), in particolare gli articoli 1-
    di lotta contro l'influenza aviaria e che abroga la      10b (scopi della lotta, misure contro le
    direttiva 92/40/CEE (GU L 10 del 14.1.2006,              epizoozie fortemente contagiose) e 57
    pag. 16).                                                (disposizioni d'esecuzione di carattere tecnico,
                                                             collaborazione internazionale).
                                                          2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                             (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli 2
                                                             (epizoozie fortemente contagiose), 49
                                                             (manipolazione di microrganismi patogeni per
                                                             gli animali), 73 e 74 (pulizia, disinfezione e
                                                             disinfestazione), 77-98 (disposizioni comuni
                                                             riguardanti      le    epizoozie     fortemente
                                                             contagiose), 122-122f (misure specifiche
                                                             riguardanti l'influenza aviaria).
                                                          3. Ordinanza         del      28 giugno       2000
                                                             sull'organizzazione del Dipartimento federale
                                                             dell'interno (OOrg-DFI; RS 172.212.1), in
                                                             particolare l'articolo 12 (laboratorio di
                                                             riferimento).
                                       B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'influenza aviaria è il seguente:
             Animal Health and Veterinary Laboratory Agency AHVLA Corporate Headquarters
             (Weybridge), Woodham Lane, New Haw, Addlestone, Surrey, KT15 3NB, United
             Kingdom. La Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni che
IT                                                     9                                                      IT
 ---pagebreak---              risulteranno dalla designazione di questo laboratorio. La funzione e i compiti di detto
             laboratorio sono quelli previsti dall'allegato VII, punto 2, della direttiva 2005/94/CE.
   2.        In applicazione dell'articolo 97 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un
             piano d'emergenza pubblicato sul sito Internet dell'Ufficio federale della sicurezza
             alimentare e di veterinaria.
   3.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente sulla base dell'articolo 60 della direttiva 2005/94/CEE e dell'articolo 57 della
             legge sulle epizoozie.
                                          VI. Malattia di Newcastle
                                             A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                         Svizzera
                                                                        o
    Direttiva 92/66/CEE del Consiglio, del 14 luglio 1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
    1992, che istituisce misure comunitarie di lotta        RS 916.40), in particolare gli articoli 1-10b
    contro la malattia di Newcastle (GU L 260 del           (scopi della lotta, misure contro le epizoozie
    5.9.1992, pag. 1)                                       molto contagiose) e 57 (disposizioni
                                                            d'esecuzione       di      carattere    tecnico,
                                                            collaborazione internazionale)
                                                        2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                            (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli 2
                                                            (epizoozie molto contagiose), 40 e 47
                                                            (eliminazione dei sottoprodotti di origine
                                                            animale), 49 (manipolazione di microrganismi
                                                            patogeni per l'animale), 73 e 74 (pulizia,
                                                            disinfezione    e     disinfestazione),   77-98
                                                            (disposizioni comuni riguardanti le epizoozie
                                                            molto contagiose), 123-125 (misure specifiche
                                                            concernenti la malattia di Newcastle)
                                                        3. Ordinanza         del       28 giugno       2000
                                                            sull'organizzazione del Dipartimento federale
                                                            dell'interno (OOrg-DFI; RS 172.212.1), in
                                                            particolare l'articolo 12 (laboratorio di
                                                            riferimento)
                                                        4. Ordinanza del 25 maggio 2011 concernente
                                                            l'eliminazione dei sottoprodotti di origine
                                                            animale (OESA; RS 916.441.22)
                                     B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per la malattia di Newcastle è: Animal
             Health and Veterinary Laboratory Agency AHVLA Corporate Headquarters (Weybridge),
             Woodham Lane, New Haw, Addlestone, Surrey, KT15 3NB, United Kingdom. La
             Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni derivanti da questa
             designazione. La funzione e i compiti di tale laboratorio sono quelli previsti dall'allegato V
             della direttiva 92/66/CEE.
   2.        In applicazione dell'articolo 97 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un
             piano di emergenza pubblicato sul sito Internet dell'Ufficio federale della sicurezza
             alimentare e di veterinaria.
IT                                                   10                                                      IT
 ---pagebreak---    3.        Le informazioni di cui agli articoli 17 e 19 della direttiva 92/66/CEE sono di competenza
             del Comitato misto veterinario.
   4.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 22 della direttiva 92/66/CEE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
                                      VII. Malattie dei pesci e dei molluschi
                                              A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                         Svizzera
    Direttiva 2006/88/CE del Consiglio, del 24 ottobre 1. Legge del 1º luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
    2006, relativa alle condizioni di polizia sanitaria     RS 916.40), in particolare gli articoli 1-10
    applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai     (misure contro le epizoozie) e 57 (disposizioni
    relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune    d'esecuzione       di      carattere    tecnico,
    malattie degli animali acquatici e alle misure di       collaborazione  internazionale).
    lotta contro tali malattie (GU L 328 del 2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    24.11.2006, pag. 14).                                   (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
                                                            3-5      (epizoozie      considerate),     21-23
                                                            (registrazione delle aziende di acquacoltura,
                                                            controllo degli effettivi e altri obblighi,
                                                            sorveglianza sanitaria), 61 (obblighi degli
                                                            affittuari di diritti di pesca e degli organi
                                                            responsabili della vigilanza sulla pesca), 62-76
                                                            (misure di lotta generali), 277-290 (misure
                                                            comuni e specifiche riguardanti le malattie dei
                                                            pesci, laboratorio di diagnosi).
                                       B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Attualmente l'allevamento delle ostriche piatte non è praticato in Svizzera. In caso di
             comparsa di Bonamiosi o Marteiliosi, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di
             veterinaria si impegna ad adottare le misure di emergenza necessarie, conformi alla
             normativa dell'Unione europea, sulla base dell'articolo 57 della legge sulle epizoozie.
   2.        Ai fini della lotta contro le malattie dei pesci e dei molluschi la Svizzera applica
             l'Ordinanza sulle epizoozie, in particolare gli articoli 61 (obbligo dei proprietari e degli
             affittuari di un diritto di pesca e degli organi responsabili della vigilanza sulla pesca), 62-
             76 (misure di lotta generali), 277-290 (misure specifiche riguardanti le epizoozie degli
             animali acquatici, laboratorio di diagnosi) nonché 291 (epizoozie da sorvegliare).
   3.        Il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per le malattie dei crostacei è il
             laboratorio del Centre for Environment, Fisheries & Aquaculture Science (CEFAS),
             Weymouth, United Kingdom. Il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per le
             malattie dei pesci è il National Veterinary Institute, Technical University of Denmarkiet,
             Hangövej 2, 8200 Århus, Danemark. Il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per
             le malattie dei molluschi è il Laboratoire IFREMER, BP 133, 17390 La Tremblade,
             France. La Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni che
             risulteranno dalla designazione di questi laboratori. La funzione e i compiti di detti
             laboratori sono quelli previsti nell'allegato VI, parte I, della direttiva 2006/88/CE.
IT                                                    11                                                     IT
 ---pagebreak---    4.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente sulla base dell'articolo 58 della direttiva 2006/88/CE e dell'articolo 57 della
             legge sulle epizoozie.
                                  VIII. Encefalopatie spongiformi trasmissibili
                                             A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                         Unione europea                                        Svizzera
      Regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento 1. Ordinanza del 23 aprile 2008 sulla protezione
      europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001,          degli animali (OPAn; RS 455.1), in particolare
      recante disposizioni per la prevenzione, il           l'articolo 184 (procedimenti di stordimento)
      controllo e l'eradicazione di alcune encefalopatie 2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
      spongiformi      trasmissibili   (GU L 147     del    l'importazione, il transito e l'esportazione di
      31.5.2001, pag. 1).                                   animali      e    prodotti     animali      (OITE;
                                                            RS 916.443.10)
                                                         3. Legge federale del 9 ottobre 1992 sulle derrate
                                                            alimentari e gli oggetti d'uso (LDerr;
                                                            RS 817.0), in particolare gli articoli 24
                                                            (ispezione e campionatura) e 40 (controllo
                                                            delle derrate alimentari)
                                                         4. Ordinanza del DFI, del 23 novembre 2005,
                                                            sulle derrate alimentari di origine animale
                                                            (RS 817.022.108), in particolare gli articoli 4 e
                                                            7 (parti della carcassa la cui utilizzazione è
                                                            vietata)
                                                         5. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                            (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli 6
                                                            (definizioni e abbreviazioni), 34 (patente), 61
                                                            (obbligo di notifica), 130 (sorveglianza del
                                                            bestiame svizzero), 175-181 (encefalopatie
                                                            spongiformi trasmissibili), 297 (esecuzione
                                                            all'interno del paese), 301 (compiti del
                                                            veterinario cantonale), 302 (veterinario
                                                            ufficiale) e 312 (laboratori di diagnostica)
                                                         6. Ordinanza del DEFR, del 26 ottobre 2011, sul
                                                            libro dei prodotti destinati all'alimentazione
                                                            animale       (OLAIA;        RS 916.307.1),      in
                                                            particolare        l'articolo 21       (tolleranze,
                                                            campionature, metodi d'analisi e trasporti),
                                                            l'allegato 1.2, punto 15 (prodotti di animali
                                                            terrestri), punto 16 (pesci, altri animali marini,
                                                            loro prodotti e sottoprodotti) e l'allegato 4.1
                                                            (sostanze la cui immissione sul mercato o il
                                                            cui uso sono vietati o autorizzati con
                                                            restrizioni)
                                                         7. Ordinanza del 25 maggio 2011 concernente
                                                            l'eliminazione dei sottoprodotti di origine
                                                            animale (OESA; RS 916.441.22)
IT                                                  12                                                          IT
 ---pagebreak---                                B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1. Il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per le encefalopatie spongiformi
      trasmissibili (E.S.T.) è: Animal Health and Veterinary Laboratory Agency AHVLA
      Corporate Headquarters (Weybridge), Woodham Lane, New Haw, Addlestone, Surrey,
      KT15 3NB, United Kingdom. La Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le
      operazioni derivanti da questa designazione. La funzione e i compiti di tale laboratorio
      sono quelli previsti dall'allegato X, capitolo B, del regolamento (CE) n. 999/2001.
   2. In applicazione dell'articolo 57 della legge sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un piano
      d'emergenza per l'esecuzione delle misure di lotta contro le E.S.T.
   3. In applicazione dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 999/2001, negli Stati membri
      dell'Unione europea, gli animali nei quali si sospetta la presenza di infezione da E.S.T.
      sono sottoposti a una limitazione ufficiale di movimento in attesa dei risultati di
      un'indagine clinica ed epidemiologica effettuata dall'autorità competente, oppure sono
      abbattuti per essere esaminati in laboratorio sotto sorveglianza ufficiale.
      In applicazione degli articoli 179b e 180a dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera vieta
      la macellazione degli animali nei quali si sospetta la presenza di infezione da E.S.T. Gli
      animali sospetti devono essere abbattuti in modo incruento, la carcassa dev'essere
      incenerita e il cervello dev'essere analizzato nel laboratorio svizzero di riferimento per le
      E.S.T.
      In applicazione dell'articolo 10 dell'Ordinanza sulle epizoozie, l'identificazione dei bovini
      in Svizzera si effettua tramite un sistema d'identificazione uniforme, chiara e permanente
      che consente di risalire alla fattrice e alla mandria d'origine e di constatare che non sono
      nati da femmine nelle quali si sospetta di encefalopatia spongiforme bovina la presenza o
      da mucche colpite da tale malattia.
      In applicazione dell'articolo 179c dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera procede
      all'abbattimento degli animali colpiti da E.S.B., entro la fine della fase di produzione, di
      tutti i capi della specie bovina nati nell'intervallo compreso tra un anno prima e un anno
      dopo la nascita dell'animale contaminato e che, in questo lasso di tempo, hanno fatto parte
      della mandria, nonché di tutti i discendenti diretti di mucche contaminate nati nei due anni
      che hanno preceduto la diagnosi.
   4. In applicazione dell'articolo 180b dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera procede
      all'abbattimento degli animali colpiti da scrapie, delle loro madri, dei discendenti diretti di
      madri contaminate, nonché di tutti gli altri ovini o caprini del gruppo ad eccezione:
      –      degli ovini portatori di almeno un allelo ARR e non aventi alcun allelo VRQ; e
      –      degli animali aventi un'età inferiore a due mesi, destinati esclusivamente
             all'abbattimento. La testa e gli organi della cavità addominale di questi animali sono
             eliminati conformemente alle disposizioni dell'Ordinanza concernente l'eliminazione
             dei sottoprodotti animali (OESA; RS 916.441.22).
      A titolo eccezionale, nel caso di razze i cui effettivi non sono numerosi, si può rinunciare
      all'abbattimento del gruppo. In questo caso, il gruppo viene posto sotto sorveglianza
      veterinaria ufficiale per una durata di due anni nel corso della quale viene effettuato due
      volte l'anno un esame clinico degli animali del gruppo. Se durante questo periodo alcuni
      animali sono ceduti per l'abbattimento, le loro teste, comprese le tonsille, sono oggetto di
      un'analisi nel laboratorio svizzero di riferimento per le E.S.T.
IT                                            13                                                   IT
 ---pagebreak---       Tali misure sono riviste in funzione dei risultati della sorveglianza sanitaria degli animali.
      In particolare, il periodo di sorveglianza è prolungato in caso di individuazione di un
      nuovo caso di malattia nell'ambito del gruppo.
      In caso di conferma dell'E.S.B. in un ovino o in un caprino, la Svizzera s'impegna ad
      applicare le misure previste all'allegato VII del regolamento (CE) n. 999/2001.
   5. In applicazione dell'articolo 7 del regolamento (CE) n. 999/2001, gli Stati membri
      dell'Unione europea vietano la somministrazione di proteine animali trasformate ad animali
      d'allevamento che sono tenuti, ingrassati o allevati per la produzione di alimenti. Negli
      Stati membri dell'Unione europea vige il divieto totale di somministrare proteine derivate
      da animali ai ruminanti.
      In applicazione dell'articolo 27 dell'Ordinanza concernente l'eliminazione dei sottoprodotti
      animali (OESA), la Svizzera ha adottato il divieto totale di somministrare proteine animali
      agli animali di allevamento.
   6. In applicazione dell'articolo 6 del regolamento (CE) n. 999/2001 e conformemente
      all'allegato III, capitolo A, del medesimo regolamento, gli Stati membri dell'Unione
      europea istituiscono un programma annuale di sorveglianza della E.S.B. Il programma
      prevede test diagnostici rapidi da effettuare su tutti i bovini di età superiore ai 24 mesi
      abbattuti d'urgenza, sui bovini morti nell'azienda o risultati contagiati a seguito di
      un'ispezione ante mortem e su tutti gli animali di età superiore ai 30 mesi macellati ai fini
      del consumo umano.
      I test diagnostici rapidi per la E.S.B. utilizzati dalla Svizzera sono elencati all'allegato X,
      capitolo C, del regolamento (CE) n. 999/2001.
      In applicazione dell'articolo 176 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera sottopone
      obbligatoriamente a test diagnostici rapidi per la E.S.B. tutti i bovini di età superiore a
      quarantotto mesi morti, uccisi per uno scopo diverso dalla macellazione, portati al macello
      ammalati o in seguito a un incidente.
   7. In applicazione dell'articolo 6 del regolamento (CE) n. 999/2001 e conformemente
      all'allegato III, capitolo A, di tale regolamento, gli Stati membri dell'Unione europea
      adottano un programma annuale di sorveglianza della scrapie.
      In applicazione delle disposizioni dell'articolo 177 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la
      Svizzera ha posto in essere un programma di sorveglianza delle E.S.T. negli ovini e nei
      caprini di età superiore a dodici mesi. Gli animali abbattuti d'urgenza, morti nell'azienda o
      risultati contagiati a seguito di un'ispezione ante mortem, nonché gli animali abbattuti per il
      consumo umano sono stati esaminati nel periodo dal giugno 2004 al luglio 2005. Dal
      momento che l'insieme dei campioni è risultato negativo rispetto alla E.S.B., è proseguita
      la sorveglianza per campionamento degli animali sospetti di infezione, degli animali
      abbattuti d'urgenza e degli animali morti nell'azienda.
      Il riconoscimento della similarità delle legislazioni in materia di sorveglianza delle E.S.T.
      negli ovini e nei caprini sarà riconsiderato nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   8. Spetta al Comitato misto veterinario fornire le informazioni di cui all'articolo 6 e al
      capitolo B dell'allegato III e all'allegato IV (3.III) del regolamento (CE) n. 999/2001.
   9. L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
      segnatamente in base all'articolo 21 del regolamento (CE) n. 999/2001 e all'articolo 57
      della legge sulle epizoozie.
IT                                             14                                                   IT
 ---pagebreak---                                 C. INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI
   1.     Dal 1o gennaio 2003 e in applicazione dell'Ordinanza del 10 novembre 2004 concernente
          l'assegnazione di contributi ai costi per l'eliminazione dei sottoprodotti di origine animale
          (RS 916.407), la Svizzera ha introdotto incentivi finanziari a favore degli allevamenti in
          cui sono nati i bovini e dei macelli in cui questi ultimi sono macellati, sempre che essi
          rispettino le procedure di dichiarazione dei movimenti di bestiame previste dalla
          legislazione in vigore.
   2.     In applicazione dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 999/2001 e conformemente
          all'allegato XI, punto 1, del medesimo regolamento, gli Stati membri dell'Unione europea
          rimuovono e distruggono i materiali specifici a rischio (M.S.R.).
          L'elenco dei M.S.R. ritirati nei bovini comprende il cranio, esclusa la mandibola, encefalo
          e occhi compresi, e il midollo spinale dei bovini di età superiore a dodici mesi; la colonna
          vertebrale, escluse le vertebre caudali, le apofisi spinali e traverse delle vertebre cervicali,
          toraciche e lombari, la cresta sacrale mediana e le ali del sacro, ma gangli spinali e midollo
          spinale inclusi, dei bovini di età superiore a ventiquattro mesi; le tonsille, gli intestini dal
          duodeno al retto e il mesentere dei bovini di qualunque età.
          L'elenco dei M.S.R. ritirati negli ovini e nei caprini comprende il cranio, encefalo e occhi
          compresi, le tonsille e il midollo spinale degli ovini e dei caprini di età superiore a dodici
          mesi o ai quali è spuntato un dente incisivo permanente, nonché la milza e l'ileo degli ovini
          e dei caprini di tutte le età.
          In applicazione dell'articolo 179d dell'Ordinanza sulle epizoozie e dell'articolo 4
          dell'Ordinanza sulle derrate alimentari di origine animale, la Svizzera ha adottato una
          politica di ritiro dei M.S.R. dalle catene alimentari animale e umana. L'elenco dei M.S.R.
          ritirati nei bovini comprende in particolare la colonna vertebrale degli animali di età
          superiore a trenta mesi, le tonsille, gli intestini dal duodeno al retto e il mesentere degli
          animali di tutte le età.
          In applicazione dell'articolo 180c dell'Ordinanza sulle epizoozie e dell'articolo 4
          dell'Ordinanza sulle derrate alimentari di origine animale, la Svizzera ha adottato una
          politica di ritiro dei M.S.R. dalle catene alimentari animale e umana. L'elenco dei M.S.R.
          ritirati negli ovini e nei caprini comprende in particolare il cervello non estratto dalla
          scatola cranica, il midollo spinale con la dura madre (Dura mater) e le tonsille degli
          animali di età superiore a dodici mesi o ai quali è spuntato un incisivo permanente, la milza
          e l'ileo degli animali di tutte le età.
   3.     Il regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio+ e il
          regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione++ definiscono le norme sanitarie relative
          ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano applicabili negli Stati
          membri dell'Unione europea.
          In applicazione dell'articolo 22 dell'Ordinanza concernente l'eliminazione dei sottoprodotti
          di origine animale, in Svizzera sono inceneriti i sottoprodotti di origine animale di
          categoria 1, compresi i materiali specifici a rischio e gli animali morti nell'azienda.
   __________________
   +
          Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre
          2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti
          derivati non destinati al consumo umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002
          (GU L 300 del 14.11.2009, pag. 1).
IT                                                15                                                    IT
 ---pagebreak---    ++
             Regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione, del 25 febbraio 2011, recante
             disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e
             del Consiglio recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai
             prodotti derivati non destinati al consumo umano, e della direttiva 97/78/CE del Consiglio
             per quanto riguarda taluni campioni e articoli non sottoposti a controlli veterinari alla
             frontiera (GU L 54 del 26.2.2011, pag. 1).
                                         IX. Febbre catarrale degli ovini
                                              A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                           Svizzera
    Direttiva 2000/75/CE del Consiglio, del 1. Legge del 1º luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
    20 novembre 2000, che stabilisce disposizioni            RS 916.40), in particolare gli articoli 1-10
    specifiche relative alle misure di lotta e di            (scopi della lotta, misure contro le epizoozie
    eradicazione della febbre catarrale degli ovini          molto contagiose) e 57 (disposizioni di
    (GU L 327 del 22.12.2000, pag. 74).                      esecuzione di carattere tecnico, collaborazione
                                                             internazionale)
                                                          2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                             (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli 2
                                                             (epizoozie molto contagiose), 73 e 74 (pulizia,
                                                             disinfezione     e     disinfestazione),  77-98
                                                             (disposizioni comuni riguardanti le epizoozie
                                                             molto contagiose), 239a-239h (misure
                                                             specifiche riguardanti la lotta alla febbre
                                                             catarrale degli ovini)
                                                          3. Ordinanza         del       28 giugno      2000
                                                             sull'organizzazione del Dipartimento federale
                                                             dell'interno (OOrg-DFI; RS 172.212.1), in
                                                             particolare l'articolo 12 (laboratorio di
                                                             riferimento)
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Il laboratorio di riferimento dell'Unione europea per la febbre catarrale degli ovini è: The
             Pirbright Institute, Pirbright Laboratory, Ash Road, Pirbright, Surrey, GU24 0NF, United
             Kingdom. La Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni derivanti
             da questa designazione. La funzione e i compiti di tale laboratorio sono quelli previsti
             dall'allegato II, capitolo B, della direttiva 2000/75/CE.
   2.        In applicazione dell'articolo 97 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un
             piano d'emergenza pubblicato sul sito Internet dell'Ufficio federale della sicurezza
             alimentare e di veterinaria.
   3.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 17 della direttiva 2000/75/CE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
                                                    X. Zoonosi
                                              A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
IT                                                    16                                                      IT
 ---pagebreak---                      Unione europea                                           Svizzera
                                                                        o
    1. Regolamento       (CE)     n. 2160/2003     del  1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
       Parlamento europeo e del Consiglio, del             RS 916.40)
       17 novembre 2003, sul controllo della            2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
       salmonella e di altri agenti zoonotici specifici    (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
       presenti negli alimenti (GU L 325 del               291a-291e (disposizioni specifiche riguardanti
       12.12.2003, pag. 1).                                le zoonosi)
    2. Direttiva 2003/99/CE del Parlamento europeo      3. Legge federale del 9 ottobre 1992 sulle derrate
       e del Consiglio, del 17 novembre 2003, sulle        alimentari e gli oggetti d'uso (LDerr;
       misure di sorveglianza delle zoonosi e degli        RS 817.0)
       agenti zoonotici, recante modifica della         4. Ordinanza del 23 novembre 2005 sulle derrate
       decisione 90/424/CEE del Consiglio e che            alimentari e gli oggetti d'uso (ODerr;
       abroga la direttiva 92/117/CEE del Consiglio        RS 817.02)
       (GU L 325 del 12.12.2003, pag. 31).
                                                        5. Ordinanza del DFI, del 23 novembre 2005, sui
                                                           requisiti igienici (ORI; RS 817.024.1)
                                                        6. Legge federale del 18 dicembre 1970 per la
                                                           lotta contro le malattie trasmissibili dell'uomo
                                                           (Legge sulle epidemie; RS 818.101)
                                                        7. Ordinanza del 13 gennaio 1999 concernente la
                                                           dichiarazione delle malattie trasmissibili
                                                           dell'uomo (Ordinanza sulla dichiarazione;
                                                           RS 818.141.1)
                                     B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.      I laboratori di riferimento dell'Unione europea sono i seguenti:
           –      Laboratorio di riferimento dell'Unione europea per l'analisi e i test delle zoonosi
                  (Salmonella):
                  Rijksinstituut voor Volksgezondheid en Milieu (RIVM)
                  3720 BA Bilthoven
                  Nederland
           –      Laboratorio di riferimento dell'Unione europea per il controllo delle biotossine
                  marine:
                  Agencia Española de Seguridad Alimentaria (AESA):
                  36200 Vigo
                  España
           –      Laboratorio di riferimento dell'Unione europea per il controllo delle contaminazioni
                  virali e batteriologiche dei molluschi bivalvi:
                  The laboratory of the Centre for Environment, Fisheries and Aquaculture Science
                  (CEFAS) Weymouth
                  Dorset DT4 8UB
                  United Kingdom
           –      Laboratorio di riferimento dell'Unione europea per Listeria monocytogenes:
                  AFSSA – Laboratoire d'études et de recherches sur la qualité des aliments et sur les
                  procédés agroalimentaires (LERQAP)
                  94700 Maisons-Alfort
                  France
           –      Laboratorio di riferimento dell'Unione europea per gli stafilococchi coagulasi
                  positivi, compreso lo Staphylococcus aureus:
IT                                                   17                                                     IT
 ---pagebreak---                     AFSSA – Laboratoire d'études et de recherches sur la qualité des aliments et sur les
                    procédés agroalimentaires (LERQAP)
                    94700 Maisons-Alfort
                    France
             –      Laboratorio di riferimento dell'Unione europea per Escherichia coli, compreso
                    E. coli verotossigenico (VTEC):
                    Istituto Superiore di Sanità (ISS)
                    00161 Roma
                    Italia
             –      Laboratorio di riferimento dell'Unione europea per Campylobacter:
                    Statens Veterinärmedicinska Anstalt (SVA)
                    751 89 Uppsala
                    Sverige
             –      Laboratorio di riferimento dell'Unione europea per i parassiti (in particolare Trichine,
                    Echinococcus e Anisakis):
                    Istituto Superiore di Sanità (ISS)
                    00161 Roma
                    Italia
             –      Laboratorio di riferimento dell'Unione europea per la resistenza antimicrobica:
                    Danmarks Fødevareforskning (DFVF)
                    1790 København V
                    Danemark
   2.        La Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni derivanti da queste
             designazioni. Le funzioni e i compiti di tali laboratori sono quelli previsti dal regolamento
             (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai
             controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di
             alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali (GU L 165 del 30.4.2004,
             pag. 1).
   3.        La Svizzera invia alla Commissione, ogni anno entro la fine del mese di maggio, una
             relazione sulle tendenze e le fonti delle zoonosi, degli agenti zoonotici e della resistenza
             antimicrobica, comprendente i dati raccolti conformemente agli articoli 4, 7 e 8 della
             direttiva 2003/99/CE nel corso dell'anno precedente. Tale relazione comprende inoltre le
             informazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CE)
             n. 2160/2003. Tale relazione è inviata dalla Commissione all'Autorità europea per la
             sicurezza alimentare in vista della pubblicazione della relazione di sintesi concernente le
             tendenze e le fonti delle zoonosi, degli agenti zoonotici e della resistenza antimicrobica
             nell'Unione europea.
                                                 XI. Altre malattie
                                               A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                          Svizzera
                                                                         o
    Direttiva 92/119/CEE del Consiglio, del 1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
    17 dicembre 1992, che introduce misure generali          RS 916.40), in particolare gli articoli 1-10
    di lotta contro alcune malattie degli animali,           (scopi della lotta, misure contro le epizoozie
    nonché misure specifiche per la malattia                 molto     contagiose)     e 57     (disposizioni
    vescicolare dei suini (GU L 62 del 15.3.1993,            d'esecuzione       di    carattere      tecnico,
IT                                                     18                                                     IT
 ---pagebreak---     pag. 69)                                                 collaborazione internazionale)
                                                         2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                             (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli 2
                                                             (epizoozie      molto       contagiose),       49
                                                             (manipolazione di microrganismi patogeni per
                                                             l'animale), 73 e 74 (pulizia, disinfezione e
                                                             disinfestazione), 77-98 (disposizioni comuni
                                                             riguardanti le epizoozie molto contagiose),
                                                             104-105 (misure specifiche riguardanti la lotta
                                                             contro la malattia vescicolare dei suini)
                                                         3. Ordinanza         del       28 giugno        2000
                                                             sull'organizzazione del Dipartimento federale
                                                             dell'interno (OOrg-DFI; RS 172.212.1), in
                                                             particolare l'articolo 12 (laboratorio di
                                                             riferimento)
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Nei casi di cui all'articolo 6 della direttiva 92/119/CEE, l'informazione avrà luogo
             nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   2.        Il laboratorio comune di riferimento per la malattia vescicolare dei suini è: The Pirbright
             Institute, Pirbright Laboratory, Ash Road, Pirbright, Surrey, GU24 0NF, United Kingdom.
             La Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni derivanti da questa
             designazione. La funzione e i compiti di tale laboratorio sono quelli previsti
             dall'allegato III della direttiva 92/119/CEE.
   3.        In applicazione dell'articolo 97 dell'Ordinanza sulle epizoozie, la Svizzera dispone di un
             piano d'emergenza. Tale piano è oggetto della disposizione di esecuzione di carattere
             tecnico n. 95/65, emessa dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria.
   4.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario, in
             particolare in base all'articolo 22 della direttiva 92/119/CEE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
                                            XII. Notifica delle malattie
                                               A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                          Svizzera
                                                                          o
    Direttiva 82/894/CEE del Consiglio, del 1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
    21 dicembre 1982, concernente la notifica delle          RS 916.40), in particolare gli articoli 11
    malattie degli animali nella Comunità (GU L 378          (obbligo di diligenza e di annuncio) e 57
    del 31.12.1982, pag. 58)                                 (disposizioni d'esecuzione di carattere tecnico,
                                                             collaborazione internazionale)
                                                         2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
                                                             (OFE; RS 916.401), in particolare gli
                                                             articoli 2-5 (malattie considerate), 59-65 e 291
                                                             (obbligo di denuncia, notifica), 292-299
                                                             (sorveglianza,       esecuzione,       assistenza
                                                             amministrativa)
IT                                                   19                                                        IT
 ---pagebreak---                                  B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   La Commissione, in collaborazione con l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria,
   include la Svizzera nel sistema di notifica delle malattie degli animali, previsto dalla direttiva
   82/894/CEE."
IT                                             20                                                     IT
 ---pagebreak---                                                  ALLEGATO II
   L'appendice 2 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo è sostituita dalla seguente:
                                                   "Appendice 2
                               Polizia sanitaria: scambi e immissione sul mercato
                                               I. BOVINI E SUINI
                                              A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                         Svizzera
    Direttiva 64/432/CEE del Consiglio, del 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    26 giugno 1964, relativa a problemi di polizia          (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
    sanitaria in materia di scambi intracomunitari di       27-31      (mercati,     esposizioni),   34-37b
    animali delle specie bovina e suina (GU L 121 del       (commercio), 73 e 74 (pulizia, disinfezione e
    29.7.1964, pag. 1977)                                   disinfestazione), 116-121 (peste suina classica
                                                            e africana), 135-141 (malattia di Aujeszky),
                                                            150-157      (brucellosi    bovina),    158-165
                                                            (tubercolosi), 166-169 (leucosi bovina
                                                            enzootica), 170-174 (IBR/IPV), 175-181
                                                            (encefalopatie       spongiformi),      186-189
                                                            (infezioni     genitali     bovine),    207-211
                                                            (brucellosi suina), 301 (autorizzazione delle
                                                            aziende detentrici di animali, delle stazioni di
                                                            inseminazione, dei centri di magazzinaggio
                                                            del seme, delle unità di trasferimento
                                                            embrioni, dei mercati di bestiame e di altre
                                                            manifestazioni analoghe)
                                                        2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
                                                            l'importazione, il transito e l'esportazione di
                                                            animali     e    prodotti     animali    (OITE;
                                                            RS 916.443.10)
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        In applicazione dell'articolo 301, primo comma, lettera i., dell'Ordinanza sulle epizoozie, il
             veterinario cantonale procede all'autorizzazione delle aziende detentrici di animali, dei
             mercati di bestiame e altre manifestazioni analoghe definiti all'articolo 2 della direttiva
             64/432/CEE. Ai fini dell'applicazione del presente allegato, in conformità con le
             disposizioni degli articoli 11, 12 e 13 della direttiva 64/432/CEE, la Svizzera istituisce
             l'elenco dei centri di raccolta riconosciuti, dei trasportatori e dei commercianti.
   2.        L'informazione di cui all'articolo 11, paragrafo 3, della direttiva 64/432/CEE ha luogo
             nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   3.        Ai fini del presente allegato si riconosce che la Svizzera soddisfa le condizioni di cui
             all'allegato A, parte II, paragrafo 7, della direttiva 64/432/CEE per quanto riguarda la
             brucellosi bovina. Ai fini del mantenimento della qualifica, per il bestiame bovino, di
             ufficialmente indenne da brucellosi, la Svizzera s'impegna a soddisfare le condizioni
             seguenti:
             a)     ogni animale della specie bovina sospetto di essere infetto da brucellosi deve essere
                    notificato alle autorità competenti e sottoposto alle prove ufficiali di ricerca della
IT                                                   21                                                      IT
 ---pagebreak---              brucellosi, che comprendono almeno due esami sierologici con fissazione del
             complemento, nonché un esame microbiologico di campioni adeguati prelevati in
             caso di aborto;
      b)     nel corso del periodo di sospetto, che sarà mantenuto fino a che gli esami previsti alla
             lettera a) diano risultati negativi, la qualifica di ufficialmente indenne da brucellosi è
             sospesa per la mandria di cui fanno parte l'animale o gli animali sospetti della specie
             bovina.
      Informazioni dettagliate sul bestiame sieropositivo sono comunicate al Comitato misto
      veterinario unitamente a una relazione epidemiologica. Se una delle condizioni di cui
      all'allegato A, parte II, paragrafo 7, della direttiva 64/432/CEE non è più soddisfatta dalla
      Svizzera, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ne informa
      immediatamente la Commissione. La situazione viene esaminata nell'ambito del Comitato
      misto veterinario al fine di rivedere le disposizioni del presente punto.
   4. Ai fini del presente allegato si riconosce che la Svizzera soddisfa le condizioni di cui
      all'allegato A, parte I, paragrafo 4, della direttiva 64/432/CEE per quanto riguarda la
      tubercolosi bovina. Ai fini del mantenimento della qualifica, per il bestiame bovino, di
      ufficialmente indenne da tubercolosi, la Svizzera s'impegna a soddisfare le condizioni
      seguenti:
      a)     è istituito un sistema d'identificazione che permetta, per ogni bovino, di risalire alla
             mandria d'origine;
      b)     ogni animale abbattuto è sottoposto a ispezione post mortem effettuata da un
             veterinario ufficiale;
      c)     qualsiasi sospetto di tubercolosi su un animale vivo, morto o abbattuto deve essere
             notificato alle autorità competenti;
      d)     in ogni caso, le autorità competenti procedono alle indagini necessarie per smentire o
             confermare il sospetto, comprese le ricerche a valle per le mandrie di origine e di
             transito. Se vengono scoperte lesioni sospette di tubercolosi al momento dell'autopsia
             o della macellazione, le autorità competenti sottopongono tali lesioni a un esame di
             laboratorio;
      e)     la qualifica di ufficialmente indenne da tubercolosi per le mandrie d'origine e di
             transito dei bovini sospetti è sospesa fino a che gli esami clinici o di laboratorio o le
             prove alla tubercolina abbiano escluso l'esistenza della tubercolosi bovina;
      f)     quando il sospetto di tubercolosi è confermato dalle prove alla tubercolina, dagli
             esami clinici o di laboratorio, la qualifica di bestiame ufficialmente indenne da
             tubercolosi per le mandrie d'origine e di transito viene ritirata;
      g)     la qualifica di ufficialmente indenne da tubercolosi non è riconosciuta finché tutti gli
             animali considerati infetti siano stati eliminati dalla mandria, i locali e l'attrezzatura
             disinfettati e tutti gli animali rimanenti, di età superiore a sei settimane, abbiano
             reagito negativamente ad almeno due iniezioni ufficiali di tubercolina per via
             intradermica, effettuate conformemente all'allegato B della direttiva 64/432/CEE, di
             cui la prima effettuata almeno sei mesi dopo che l'animale infetto ha lasciato la
             mandria e la seconda almeno sei mesi dopo la prima.
      Informazioni dettagliate riguardanti il bestiame contaminato sono comunicate al Comitato
      misto veterinario unitamente a una relazione epidemiologica. Se una delle condizioni di cui
      all'allegato A, parte II, paragrafo 4, primo comma, della direttiva 64/432/CEE non è più
      soddisfatta dalla Svizzera, l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ne
IT                                             22                                                     IT
 ---pagebreak---       informa immediatamente la Commissione. La situazione viene esaminata nell'ambito del
      Comitato misto veterinario al fine di rivedere le disposizioni del presente punto.
   5. Ai fini del presente allegato, si riconosce che la Svizzera soddisfa le condizioni di cui
      all'allegato D, capitolo I (F), della direttiva 64/432/CEE per quanto riguarda la leucosi
      bovina enzootica. Ai fini del mantenimento della qualifica, per il bestiame bovino, di
      ufficialmente indenne da leucosi bovina enzootica, la Svizzera s'impegna a soddisfare le
      condizioni seguenti:
      a)     il bestiame svizzero è sorvegliato tramite un controllo per sondaggio. Il volume del
             campionamento è determinato in modo da affermare, con un'affidabilità del 99%, che
             meno dello 0,2% delle mandrie è contaminato dalla leucosi bovina enzootica;
      b)     ogni animale abbattuto deve essere sottoposto a ispezione post mortem effettuata da
             un veterinario ufficiale;
      c)     qualsiasi sospetto emerso in occasione di un esame clinico, di un'autopsia o del
             controllo delle carni deve essere notificato alle autorità competenti;
      d)     in caso di sospetto o di accertamento di leucosi bovina enzootica, la qualifica di
             ufficialmente indenne è sospesa per il bestiame interessato fino alla revoca del
             sequestro;
      e)     il sequestro è revocato se, dopo l'eliminazione degli animali contaminati e, se
             necessario, della loro prole, due esami sierologici effettuati ad almeno 90 giorni di
             intervallo hanno dato risultato negativo.
      Se la leucosi bovina enzootica è stata accertata nello 0,2% delle mandrie, l'Ufficio federale
      della sicurezza alimentare e di veterinaria ne informa immediatamente la Commissione. La
      situazione viene esaminata nell'ambito del Comitato misto veterinario al fine di rivedere le
      disposizioni del presente punto.
   6. Ai fini dell'applicazione del presente allegato, si riconosce che la Svizzera è ufficialmente
      indenne da rinotracheite contagiosa bovina. Ai fini del mantenimento di questa qualifica, la
      Svizzera s'impegna a soddisfare le condizioni seguenti:
      a)     il bestiame svizzero è sorvegliato tramite un controllo per sondaggio. Il volume del
             campionamento è determinato in modo da affermare, con un'affidabilità del 99%, che
             meno dello 0,2% delle mandrie è contaminato da rinotracheite contagiosa bovina;
      b)     i tori d'allevamento di età superiore a ventiquattro mesi devono essere sottoposti
             annualmente ad un esame sierologico;
      c)     qualsiasi sospetto deve essere notificato alle autorità competenti e sottoposto alle
             prove ufficiali di ricerca della rinotracheite contagiosa bovina, tra cui esami
             virologici o sierologici;
      d)     in caso di sospetto o di accertamento di rinotracheite contagiosa bovina, la qualifica
             di ufficialmente indenne è sospesa per il bestiame interessato fino alla revoca del
             sequestro;
      e)     il sequestro è revocato se un esame sierologico effettuato almeno trenta giorni dopo
             l'eliminazione degli animali contaminati ha dato risultato negativo.
      Dato il riconoscimento della qualifica della Svizzera, le disposizioni della decisione
      2004/558/CE della Commissione+ si applicano mutatis mutandis.
      L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria informa immediatamente la
      Commissione di qualsiasi modifica delle condizioni che hanno motivato il riconoscimento
IT                                           23                                                   IT
 ---pagebreak---        di tale qualifica. La situazione viene esaminata nell'ambito del Comitato misto veterinario
       al fine di rivedere le disposizioni del presente punto.
   7.  Ai fini dell'applicazione del presente allegato, si riconosce che la Svizzera è ufficialmente
       indenne dalla malattia di Aujeszky. Ai fini del mantenimento di questa qualifica, la
       Svizzera s'impegna a soddisfare le condizioni seguenti:
       a)     il bestiame svizzero è sorvegliato tramite un controllo per sondaggio. Il volume del
              campionamento è determinato in modo da affermare, con un'affidabilità del 99%, che
              meno dello 0,2% delle mandrie è contaminato dalla malattia di Aujeszky;
       b)     qualsiasi sospetto deve essere notificato alle autorità competenti e sottoposto alle
              prove ufficiali di ricerca della malattia di Aujeszky, tra cui esami virologici o
              sierologici;
       c)     in caso di sospetto o di accertamento della malattia di Aujeszky, la qualifica di
              ufficialmente indenne è sospesa per il bestiame interessato fino alla revoca del
              sequestro;
       d)     il sequestro è revocato se, dopo l'eliminazione degli animali contaminati, due esami
              sierologici, effettuati ad almeno ventuno giorni d'intervallo su tutti gli animali
              riproduttori e su un numero rappresentativo di animali da ingrasso, hanno dato un
              risultato negativo.
       Dato il riconoscimento della qualifica della Svizzera, le disposizioni della decisione
       2008/185/CE della Commissione++ si applicano mutatis mutandis.
       L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria informa immediatamente la
       Commissione di qualsiasi modifica delle condizioni che hanno motivato il riconoscimento
       di tale qualifica. La situazione viene esaminata nell'ambito del Comitato misto veterinario
       al fine di rivedere le disposizioni del presente punto.
   8.  Per quanto riguarda la gastroenterite trasmissibile del maiale (GET) e la sindrome
       disgenesica e respiratoria dei suini (SDRP), la questione di eventuali garanzie
       supplementari sarà esaminata non appena possibile dal Comitato misto veterinario. La
       Commissione informa l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria dello
       sviluppo della questione.
   9.  In Svizzera, l'Istituto di batteriologia veterinaria dell'Università di Zurigo è incaricato del
       controllo ufficiale delle tubercoline a norma dell'allegato B, punto 4, della
       direttiva 64/432/CEE.
   10. In Svizzera, il Centro per le zoonosi, le malattie animali di origine batterica e la resistenza
       agli antibiotici (ZOBA) è incaricato del controllo ufficiale degli antigeni (brucellosi) a
       norma dell'allegato C, parte A, punto 4, della direttiva 64/432/CEE.
   11. I bovini e i suini che sono oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e la
       Svizzera sono accompagnati da certificati sanitari conformi ai modelli che figurano
       nell'allegato F della direttiva 64/432/CEE. Si applicano gli adeguamenti seguenti:
       –      nel modello 1, sezione C, le certificazioni sono così adattate:
              –      al punto 4, relativo alle garanzie addizionali, i trattini sono completati nel modo
                     seguente:
                     «–    malattia: rinotracheite bovina infettiva,
                     –     conformemente alla decisione 2004/558/CE della Commissione, le cui
                           disposizioni si applicano mutatis mutandis;»
IT                                              24                                                     IT
 ---pagebreak---              –      nel modello 2, sezione C, le certificazioni sono così adattate:
                    –     al punto 4, relativo alle garanzie addizionali, i trattini sono completati nel modo
                          seguente:
                          «–     malattia di Aujeszky
                          –      conformemente alla decisione 2008/185/CE della Commissione, le cui
                                 disposizioni si applicano mutatis mutandis;».
   12.       Ai fini dell'applicazione del presente allegato, i bovini che sono oggetto di scambi tra gli
             Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera sono muniti di certificati sanitari
             complementari recanti le seguenti dichiarazioni sanitarie:
             –      I bovini:
                    –     sono identificati tramite un sistema d'identificazione permanente che consente
                          di risalire alla fattrice e alla mandria d'origine e di constatare che non sono nati
                          da femmine per le quali si sospetta o è confermata la presenza di encefalopatia
                          spongiforme bovina, nate nei due anni precedenti la diagnosi;
                    –     non provengono da mandrie in cui sono in corso accertamenti relativi a casi
                          sospetti di encefalopatia spongiforme bovina;
                    –     sono nati dopo il 1° giugno 2001.
                                               II. OVINI E CAPRINI
                                                A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                            Svizzera
    Direttiva 91/68/CEE del Consiglio, del 28 gennaio 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    1991, relativa alle condizioni di polizia sanitaria       (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
    da applicare negli scambi intracomunitari di ovini        27-31      (mercati,     esposizioni),    34-37b
    e caprini (GU L 46 del 19.2.1991, pag. 19)                (commercio), 73 e 74 (pulizia, disinfezione e
                                                              disinfestazione), 142-149 (rabbia), 158-165
                                                              (tubercolosi), 180-180c (scrapie), 190-195
                                                              (brucellosi ovina e caprina), 196-199
                                                              (agalassia          contagiosa),        217-221
                                                              (artrite/encefalite caprina), 233-236 (brucellosi
                                                              del montone), 301 (autorizzazione delle
                                                              aziende detentrici di animali, delle stazioni di
                                                              inseminazione, dei centri di magazzinaggio
                                                              del seme, delle unità di trasferimento
                                                              embrioni, dei mercati di bestiame e di altre
                                                              manifestazioni analoghe)
                                                           2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
                                                              l'importazione, il transito e l'esportazione di
                                                              animali     e     prodotti     animali   (OITE;
                                                              RS 916.443.10)
                                       B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 11 della direttiva 91/68/CEE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
IT                                                     25                                                       IT
 ---pagebreak---              In caso d'insorgenza o di recrudescenza della brucellosi ovina e caprina, la Svizzera ne
             informa il Comitato misto veterinario, affinché siano adottati i provvedimenti necessari in
             funzione dell'evolversi della situazione.
   2.        Ai fini dell'applicazione del presente allegato, si riconosce che la Svizzera è ufficialmente
             indenne da brucellosi ovina e caprina. Ai fini del mantenimento di questa qualifica, la
             Svizzera s'impegna ad attuare le misure previste all'allegato A, capitolo 1, sezione II,
             punto 2), della direttiva 91/68/CEE.
   3.        Gli ovini e i caprini che sono oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e
             la Svizzera sono accompagnati da certificati sanitari conformi ai modelli che figurano
             nell'allegato E della direttiva 91/68/CEE.
                                                   III. EQUIDI
                                              A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                         Svizzera
    Direttiva 2009/156/CE del Consiglio, del 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    30 novembre 2009, relativa alle condizioni di           (OFE; RS 916.401), in particolare gli
    polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di       articoli 112-112f (peste equina), 204-206
    equidi e le importazioni di equidi in provenienza       (morbo coitale maligno, encefalomielite,
    dai paesi terzi (GU L 192 del 23.7.2010, pag. 1)        anemia contagiosa, morva), 240-244 (metrite
                                                            contagiosa equina)
                                                         2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
                                                            l'importazione, il transito e l'esportazione di
                                                            animali     e    prodotti    animali    (OITE;
                                                            RS 916.443.10)
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Ai fini dell'applicazione dell'articolo 3 della direttiva 2009/156/CE, l'informazione ha
             luogo nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   2.        Ai fini dell'applicazione dell'articolo 6 della direttiva 2009/156/CE, l'informazione ha
             luogo nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   3.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 10 della direttiva 2009/156/CE e all'articolo 57 della
             legge sulle epizoozie.
   4.        Le disposizioni degli allegati II e III della direttiva 2009/156/CE si applicano mutatis
             mutandis alla Svizzera.
IT                                                   26                                                     IT
 ---pagebreak---                                       IV. POLLAME E UOVA DA COVA
                                               A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                           Svizzera
    Direttiva 2009/158/CE del Consiglio, del 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    30 novembre 2009, relativa alle norme di polizia         (OFE; RS 916.401), in particolare gli
    sanitaria per gli scambi intracomunitari e le            articoli 25 (trasporto), 122-125 (peste aviaria e
    importazioni in provenienza dai paesi terzi di           malattia di Newcastle), 255-261 (Salmonella
    pollame e uova da cova (GU L 343 del                     spp.), 262-265 (laringotracheite contagiosa
    22.12.2009, pag. 74)                                     aviaria)
                                                         2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
                                                             l'importazione, il transito e l'esportazione di
                                                             animali      e    prodotti    animali    (OITE;
                                                             RS 916.443.10)
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Ai fini dell'applicazione dell'articolo 3 della direttiva 2009/158/CE, si riconosce che la
             Svizzera dispone di un piano indicante le misure che intende mettere in atto per il
             riconoscimento dei suoi stabilimenti.
   2.        Ai fini dell'articolo 4 della direttiva 2009/158/CE, il laboratorio di riferimento nazionale
             per la Svizzera è l'Istituto di batteriologia veterinaria dell'Università di Berna.
   3.        All'articolo 8, paragrafo 1, lettera a), punto i), della direttiva 2009/158/CE, la condizione
             relativa al soggiorno si applica mutatis mutandis alla Svizzera.
   4.        In caso di spedizioni di uova da cova verso l'Unione europea, le autorità svizzere si
             impegnano a rispettare le regole di marcatura stabilite dal regolamento (CE) n. 617/2008
             della Commissione+++.
   5.        All'articolo 10, lettera a), della direttiva 2009/158/CE, la condizione relativa al soggiorno
             si applica mutatis mutandis alla Svizzera.
   6.        All'articolo 11, lettera a), della direttiva 2009/158/CE, la condizione relativa al soggiorno
             si applica mutatis mutandis alla Svizzera.
   7.        All'articolo 14, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2009/158/CE, la condizione relativa al
             soggiorno si applica mutatis mutandis alla Svizzera.
   8.        Ai fini del presente allegato, si riconosce che la Svizzera soddisfa le condizioni di cui
             all'articolo 15, paragrafo 2, della direttiva 2009/158/CE per quanto riguarda la malattia di
             Newcastle, e di conseguenza possiede la qualifica di paese "che non pratica la vaccinazione
             contro la malattia di Newcastle". L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di
             veterinaria informa immediatamente la Commissione di qualsiasi modifica delle condizioni
             che hanno motivato il riconoscimento della qualifica. La situazione viene esaminata
             nell'ambito del Comitato misto veterinario al fine di rivedere le disposizioni del presente
             punto.
   9.        All'articolo 18 della direttiva 2009/158/CE, i riferimenti al nome dello Stato membro si
             applicano mutatis mutandis alla Svizzera.
   10.       Il pollame e le uova da cova che sono oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione
             europea e la Svizzera sono accompagnati da certificati sanitari conformi ai modelli che
             figurano nell'allegato IV della direttiva 2009/158/CE.
IT                                                    27                                                       IT
 ---pagebreak---    11.       In caso di spedizioni dalla Svizzera verso la Finlandia o la Svezia, le autorità svizzere
             s'impegnano a fornire, in materia di salmonelle, le garanzie previste dalla normativa
             dell'Unione europea.
                             V. ANIMALI E PRODOTTI DI ACQUACOLTURA
                                               A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                         Svizzera
    Direttiva 2006/88/CE del Consiglio, del 24 ottobre 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    2006, relativa alle condizioni di polizia sanitaria     (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
    applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai     3-5      (epizoozie      considerate),     21-23
    relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune    (registrazione delle aziende di acquacoltura,
    malattie degli animali acquatici e alle misure di       controllo degli effettivi e altri obblighi,
    lotta contro tali malattie (GU L 328 del                sorveglianza sanitaria), 61 (obblighi degli
    24.11.2006, pag. 14).                                   affittuari di un diritto di pesca e degli organi
                                                            responsabili della vigilanza sulla pesca), 62-76
                                                            (misure di lotta generali), 277-290 (misure
                                                            comuni e specifiche riguardanti le epizoozie
                                                            degli animali acquatici, laboratorio di
                                                            diagnosi).
                                                         2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
                                                            l'importazione, il transito e l'esportazione di
                                                            animali      e   prodotti     animali    (OITE;
                                                            RS 916.443.10)
                                                         3. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
                                                            l'importazione e il transito per via aerea di
                                                            animali provenienti da paesi terzi (OITA;
                                                            RS 916.443.12)
                                       B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Ai fini dell'applicazione del presente allegato si riconosce che la Svizzera è ufficialmente
             indenne dall'anemia infettiva del salmone e dalle infezioni da Marteilia refringens e da
             Bonamia ostreae.
   2.        L'eventuale applicazione degli articoli 29, 40, 41, 43, 44 e 50 della direttiva 2006/88/CE è
             di competenza del Comitato misto veterinario.
   3.        Le condizioni di polizia sanitaria che disciplinano l'immissione sul mercato di animali
             acquatici ornamentali, di animali d'acquacoltura destinati all'allevamento, così come alle
             zone di stabulazione, alle peschiere, agli impianti ornamentali aperti e al ripopolamento
             nonché di animali d'acquacoltura, e dei relativi prodotti destinati al consumo umano sono
             stabilite negli articoli da 4 a 9 del regolamento (CE) n. 1251/2008 della Commissione++++.
   4.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 58 della direttiva 2006/88/CE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
IT                                                    28                                                     IT
 ---pagebreak---                                             VI. EMBRIONI BOVINI
                                              A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                       Svizzera
    Direttiva 89/556/CEE       del    Consiglio,   del 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    25 settembre 1989, che stabilisce le condizioni di     (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
    polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e     56-58a (trasferimento di embrioni)
    le importazioni da paesi terzi di embrioni di 2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
    animali domestici della specie bovina (GU L 302        l'importazione, il transito e l'esportazione di
    del 19.10.1989, pag. 1)                                animali     e   prodotti     animali    (OITE;
                                                           RS 916.443.10)
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 15 della direttiva 89/556/CEE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
   2.        Gli embrioni bovini che sono oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e
             la Svizzera sono accompagnati da certificati sanitari conformi al modello che figura
             all'allegato C della direttiva 89/556/CEE.
                                            VII. SPERMA BOVINO
                                              A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                       Svizzera
    Direttiva 88/407/CEE del Consiglio, del 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    14 giugno 1988, che stabilisce le esigenze di          (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
    polizia sanitaria applicabili agli scambi              51-55a (inseminazione artificiale)
    intracomunitari e alle importazioni di sperma 2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
    surgelato di animali della specie bovina               l'importazione, il transito e l'esportazione di
    (GU L 194 del 22.7.1988, pag. 10)                      animali     e   prodotti     animali    (OITE;
                                                           RS 916.443.10)
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Ai fini dell'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 88/407/CEE, si rileva
             che in Svizzera tutti i centri comprendono soltanto animali che reagiscono negativamente
             alla prova della sieroneutralizzazione o alla prova ELISA.
   2.        L'informazione di cui all'articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 88/407/CEE ha luogo
             nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   3.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 16 della direttiva 88/407/CE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
   4.        Lo sperma bovino che è oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e la
             Svizzera è accompagnato da certificati sanitari conformi al modello che figura
             all'allegato D della direttiva 88/407/CEE.
IT                                                  29                                                     IT
 ---pagebreak---                                                VIII. SPERMA SUINO
                                                A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                        Svizzera
    Direttiva 90/429/CEE del Consiglio, del 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    26 giugno 1990, che stabilisce le esigenze di          (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
    polizia sanitaria applicabili agli scambi              51-55a (inseminazione artificiale)
    intracomunitari e alle importazioni di sperma di 2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
    animali della specie suina (GU L 224 del               l'importazione, il transito e l'esportazione di
    18.8.1990, pag. 62)                                    animali     e    prodotti    animali    (OITE;
                                                           RS 916.443.10)
                                        B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        L'informazione di cui all'articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 90/429/CEE ha luogo
             nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   2.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente in base all'articolo 16 della direttiva 90/429/CEE e all'articolo 57 della legge
             sulle epizoozie.
   3.        Lo sperma suino che è oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e la
             Svizzera è accompagnato da certificati sanitari conformi al modello che figura
             all'allegato D della direttiva 90/429/CEE.
                                                IX. ALTRE SPECIE
                                                A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                        Svizzera
    1. Direttiva 92/65/CEE del Consiglio, del 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
        13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie     (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
        per gli scambi e le importazioni nella             51-55a (inseminazione artificiale) e 56-58a
        Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni      (trasferimento di embrioni)
        non soggetti, per quanto riguarda le condizioni 2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
        di polizia sanitaria, alle normative comunitarie   l'importazione, il transito e l'esportazione di
        specifiche di cui all'allegato A, sezione I, della animali     e    prodotti    animali    (OITE;
        direttiva     90/425/CEE       (GU L 268      del  RS 916.443.10)
        14.9.1992, pag. 54)
    2. Regolamento         (CE)       n. 998/2003      del
        Parlamento europeo e del Consiglio, del
        26 maggio 2003, relativo alle condizioni di
        polizia sanitaria applicabili ai movimenti a
        carattere non commerciale di animali da
        compagnia e che modifica la direttiva
        92/65/CEE del Consiglio (GU L 146 del
        13.6.2003, pag. 1)
IT                                                      30                                                 IT
 ---pagebreak---                                  B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.  Ai fini del presente allegato, il presente punto verte sugli scambi di animali vivi non
       soggetti alle disposizioni dei punti I-V, nonché di sperma, di ovuli e di embrioni non
       soggetti alle disposizioni dei punti VI-VIII.
   2.  L'Unione europea e la Svizzera s'impegnano affinché gli scambi di animali vivi, di sperma,
       di ovuli e di embrioni menzionati al punto 1 non siano vietati o limitati per motivi di
       polizia sanitaria diversi da quelli risultanti dall'applicazione del presente allegato, e in
       particolare delle misure di salvaguardia eventualmente adottate ai sensi dell'articolo 20.
   3.  Gli ungulati di specie diverse da quelle contemplate ai punti I, II e III e oggetto di scambi
       tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera sono accompagnati da certificati
       sanitari conformi al modello che figura nella prima parte dell'allegato E, parte I, della
       direttiva 92/65/CEE completati dall'attestato che figura all'articolo 6, parte A, punto 1,
       lettera e), della direttiva 92/65/CEE.
   4.  I lagomorfi oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera sono
       accompagnati da certificati sanitari conformi al modello che figura nella prima parte
       dell'allegato E della direttiva 92/65/CEE, eventualmente completati dall'attestato che figura
       all'articolo 9, paragrafo 2, secondo comma, della direttiva 92/65/CEE.
       Tale attestato può essere adattato dalle autorità svizzere al fine di riprendere per esteso le
       disposizioni dell'articolo 9 della direttiva 92/65/CEE.
   5.  L'informazione di cui all'articolo 9, paragrafo 2, quarto comma, della direttiva 92/65/CEE
       ha luogo nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   6.  a)     Le spedizioni dall'Unione europea verso la Svizzera di cani e gatti sono soggette alle
              disposizioni dell'articolo 10, paragrafo 2, della direttiva 92/65/CEE.
       b)     Il sistema d'identificazione è quello previsto dal regolamento (UE) n. 576/2013. Il
              passaporto da utilizzare è quello previsto dall'allegato II, parte 3, del regolamento di
              esecuzione (UE) n. 577/2013.
       +++++
              La validità della vaccinazione antirabbica, ed eventualmente della rivaccinazione, è
              definita nell'allegato III del regolamento (UE) n. 576/2013++++++.
   7.  Lo sperma, gli ovuli e gli embrioni delle specie ovina e caprina oggetto di scambi tra gli
       Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera sono accompagnati dai certificati sanitari
       previsti dalla decisione 2010/470/UE della Commissione+++++++.
   8.  Lo sperma della specie equina oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e
       la Svizzera è accompagnato dal certificato sanitario previsto dalla decisione 2010/470/UE.
   9.  Gli ovuli e gli embrioni della specie equina oggetto di scambi tra gli Stati membri
       dell'Unione europea e la Svizzera sono accompagnati dai certificati sanitari previsti dalla
       decisione 2010/470/UE.
   10. Gli ovuli e gli embrioni della specie suina oggetto di scambi tra gli Stati membri
       dell'Unione europea e la Svizzera sono accompagnati dai certificati sanitari previsti dalla
       decisione 2010/470/UE.
   11. Le colonie di api (alveari o regine con le loro nutrici) oggetto di scambi tra gli Stati
       membri dell'Unione europea e la Svizzera sono accompagnate da certificati sanitari
       conformi al modello che figura nell'allegato E, parte 2, della direttiva 92/65/CEE.
   12. Gli animali, lo sperma, gli embrioni e gli ovuli provenienti da organismi, istituti o centri
       riconosciuti conformemente all'allegato C della direttiva 92/65/CEE oggetto di scambi tra
IT                                              31                                                  IT
 ---pagebreak---             gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera sono accompagnati da certificati sanitari
            conformi al modello che figura nell'allegato E, parte 3, della direttiva 92/65/CEE.
   13.      Ai fini dell'applicazione dell'articolo 24 della direttiva 92/65/CEE, l'informazione prevista
            al paragrafo 2 di tale articolo ha luogo nell'ambito del Comitato misto veterinario.
   X. MOVIMENTI A CARATTERE NON COMMERCIALE DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA
                                                 A. LEGISLAZIONI*
   *        Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
            tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                             Svizzera
    Regolamento (UE) n. 576/2013 del Parlamento Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
    europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, sui l'importazione di animali da compagnia (OIAC;
    movimenti a carattere non commerciale di animali RS 916.443.14)
    da compagnia e che abroga il regolamento (CE)
    n. 998/2003 (GU L 178 del 28.6.2013, pag. 1)
                                         B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.       Il sistema di marcatura è quello previsto dal regolamento (UE) n. 576/2013.
   2.       La validità della vaccinazione antirabbica, ed eventualmente della rivaccinazione, è
            definita nell'allegato III del regolamento (UE) n. 576/2013.
   3.       Il modello di passaporto da utilizzare è quello previsto dall'allegato III, parte 3, del
            regolamento di esecuzione (UE) n. 577/2013. I requisiti supplementari riguardanti il
            passaporto sono definiti nell'allegato III, parte 4, del regolamento di esecuzione (UE)
            n. 577/2013.
   4.       Ai fini della presente appendice, per i movimenti a carattere non commerciale di animali
            da compagnia tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera, si applicano mutatis
            mutandis le disposizioni del capo II del regolamento (UE) n. 576/2013. I controlli
            documentali e d'identità sui movimenti a carattere non commerciale degli animali da
            compagnia introdotti in Svizzera da uno Stato membro dell'Unione europea sono effettuati
            conformemente alle modalità di cui all'articolo 33 del regolamento (UE) n. 576/2013.
   __________________
    +
                 Decisione 2004/558/CE della Commissione, del 15 luglio 2004, che stabilisce le modalità
                 d'applicazione della direttiva 64/432/CEE del Consiglio per quanto riguarda le garanzie
                 complementari per gli scambi intracomunitari di animali della specie bovina in relazione alla
                 rinotracheite bovina infettiva e l'approvazione dei programmi di eradicazione presentati da
                 alcuni Stati membri (GU L 249 del 23.7.2004, pag. 20).
    ++
                 Decisione 2008/185/CE della Commissione, del 21 febbraio 2008, che stabilisce garanzie
                 supplementari per la malattia di Aujeszky negli scambi intracomunitari di suini, e fissa i
                 criteri relativi alle informazioni da fornire su tale malattia (GU L 59 del 4.3.2008, pag. 19).
    +++
                 Regolamento (CE) n. 617/2008 della Commissione, del 27 giugno 2008, recante modalità
                 d'applicazione del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio con riguardo alle norme di
                 commercializzazione per le uova da cova e i pulcini di volatili da cortile (GU L 168 del
                 28.6.2008, pag. 5).
    ++++
                 Regolamento (CE) n. 1251/2008 della Commissione, del 12 dicembre 2008, recante modalità
                 di esecuzione della direttiva 2006/88/CE del Consiglio per quanto riguarda le condizioni e le
                 certificazioni necessarie per l'immissione sul mercato e l'importazione nella Comunità di
                 animali d'acquacoltura e i relativi prodotti e che stabilisce un elenco di specie vettrici
                 (GU L 337 del 16.12.2008, pag. 41).
    +++++
                 Decisione 2003/803/CE della Commissione, del 26 novembre 2003, che stabilisce un modello
IT                                                      32                                                       IT
 ---pagebreak---            di passaporto per i movimenti intracomunitari di cani, gatti e furetti (GU L 312 del
           27.11.2003, pag. 1).
   ++++++
           Decisione 2005/91/CE della Commissione, del 2 febbraio 2005, che fissa il termine a partire
           dal quale è considerata valida la vaccinazione antirabbica (GU L 31 del 4.2.2005, pag. 61).
   +++++++
           Decisione 2010/470/UE della Commissione, del 26 agosto 2010, che stabilisce modelli di
           certificati sanitari per gli scambi all'interno dell'Unione di sperma, ovuli ed embrioni di
           animali delle specie equina, ovina e caprina nonché di ovuli ed embrioni di animali della
           specie suina (GU L 228 del 31.8.2010, pag. 15)."
IT                                              33                                                     IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO III
   L'appendice 3 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo è sostituita dalla seguente:
                                               "Appendice 3
                          Importazioni di animali vivi, dei loro sperma, ovuli
                                        ed embrioni dai paesi terzi
                              I. UNIONE EUROPEA — LEGISLAZIONE*
   *       Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
           tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
   A.      Ungulati ad eccezione degli equidi
           Direttiva 2004/68/CE del Consiglio, del 26 aprile 2004, che stabilisce norme di polizia
           sanitaria per le importazioni e il transito nella Comunità di determinati ungulati vivi, che
           modifica le direttive 90/426/CEE e 92/65/CEE e che abroga la direttiva 72/462/CEE
           (GU L 139 del 30.4.2004, pag. 320).
   B.      Equidi
           Direttiva 2009/156/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle condizioni di
           polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in
           provenienza dai paesi terzi (GU L 192 del 23.7.2010, pag. 1).
   C.      Pollame e uova da cova
           Direttiva 2009/158/CE del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativa alle norme di polizia
           sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di
           pollame e uova da cova (GU L 343 del 22.12.2009, pag. 74).
   D.      Animali d'acquacoltura
           Direttiva 2006/88/CE del Consiglio, del 24 ottobre 2006, relativa alle condizioni di polizia
           sanitaria applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi prodotti, nonché alla
           prevenzione di talune malattie degli animali acquatici e alle misure di lotta contro tali
           malattie (GU L 328 del 24.11.2006, pag. 14).
   E.      Embrioni bovini
           Direttiva 89/556/CEE del Consiglio, del 25 settembre 1989, che stabilisce le condizioni di
           polizia sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni da paesi terzi di embrioni
           di animali domestici della specie bovina (GU L 302 del 19.10.1989, pag. 1).
   F.      Sperma bovino
           Direttiva 88/407/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1988, che stabilisce le esigenze di
           polizia sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma di
           animali della specie bovina (GU L 194 del 22.7.1988, pag. 10).
   G.      Sperma suino
           Direttiva 90/429/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, che stabilisce le esigenze di
           polizia sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma di
           animali della specie suina (GU L 224 del 18.8.1990, pag. 62).
IT                                                34                                                  IT
 ---pagebreak---    H. Altri animali vivi
      1.     Direttiva 92/65/CEE del Consiglio, del 13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie
             per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni
             non soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative
             comunitarie specifiche di cui all'allegato A, sezione I, della direttiva 90/425/CEE
             (GU L 268 del 14.9.1992, pag. 54).
      2.     Regolamento (UE) n. 576/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
             12 giugno 2013, sui movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia
             e che abroga il regolamento (CE) n. 998/2003 (GU L 178 del 28.6.2013, pag. 1).
   I. Altre disposizioni specifiche
      1.     Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente il divieto
             d'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze β-
             agoniste nelle produzioni animali e che abroga le direttive 81/602/CEE, 88/146/CEE
             e 88/299/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 3).
      2.     Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente le misure di
             controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti e
             che abroga le direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le decisioni 89/187/CEE e
             91/664/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10).
                              II. SVIZZERA — LEGISLAZIONE*
   *  Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
      tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
   1. Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE), RS 916.40).
   2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE), (RS 916.401).
   3. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente l'importazione, il transito e l'esportazione di
      animali e prodotti animali (OITE), (RS 916.443.10).
   4. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente l'importazione e il transito per via aerea di
      animali provenienti da paesi terzi (OITA), (RS 916.443.12).
   5. Ordinanza del 27 agosto 2008 concernente l'importazione e il transito per via aerea di
      prodotti animali provenienti da paesi terzi (OITPA), (RS 916.443.13).
   6. Ordinanza del DFI, del 16 maggio 2007, sul controllo dell'importazione e del transito di
      animali e prodotti animali (Ordinanza sui controlli OITE), (RS 916.443.106).
   7. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente l'importazione di animali da compagnia (OIAC),
      (RS 916.443.14).
   8. Ordinanza del 18 agosto 2004 sui medicamenti per uso veterinario (OMVet),
      (RS 812.212.27).
   9. Ordinanza del 30 ottobre 1985 sulle tasse dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e
      di veterinaria (Ordinanza sulle tasse dell'USAV), (RS 916.472).
IT                                           35                                                    IT
 ---pagebreak---                                     III. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria applica, simultaneamente agli Stati
   membri dell'Unione europea, le condizioni d'importazione indicate negli atti menzionati al punto I
   della presente appendice, le misure d'applicazione e gli elenchi degli stabilimenti dai quali le
   importazioni sono autorizzate. Questo impegno si applica a tutti gli atti opportuni, qualunque sia la
   loro data d'adozione.
   L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria può adottare misure più restrittive ed
   esigere garanzie supplementari. Si terranno consultazioni nell'ambito del Comitato misto veterinario
   al fine di cercare soluzioni adeguate.
   L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria e gli Stati membri dell'Unione europea
   si notificano reciprocamente le condizioni specifiche d'importazione stabilite a titolo bilaterale che
   non sono oggetto di armonizzazione a livello dell'Unione europea.
   Ai fini dell'applicazione del presente allegato, per la Svizzera le istituzioni approvate come centri
   riconosciuti conformemente all'allegato C della direttiva 92/65/CEE sono pubblicate sul sito
   Internet dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria."
IT                                                 36                                                   IT
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO IV
   L'appendice 4 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo è sostituita dalla seguente:
                                                   "Appendice 4
                            Zootecnia, ivi compresa l'importazione da paesi terzi
                                              A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                        Unione europea                                       Svizzera
      1. Direttiva 2009/157/CE del Consiglio, del Ordinanza del 31 ottobre 2012 sull'allevamento di
          30 novembre 2009, relativa agli animali della animali (OAlle; RS 916.310).
          specie bovina riproduttori di razza pura
          (GU L 323 del 10.12.2009, pag. 1).
      2. Direttiva 88/661/CEE del Consiglio, del
          19 dicembre 1988, relativa alle norme
          zootecniche      applicabili   agli     animali
          riproduttori della specie suina (GU L 382 del
          31.12.1988, pag. 36).
      3. Direttiva 87/328/CEE del Consiglio, del
          18 giugno 1987, relativa all'ammissione alla
          riproduzione dei bovini riproduttori di razza
          pura (GU L 167 del 26.6.1987, pag. 54).
      4. Direttiva 88/407/CEE del Consiglio, del
          14 giugno 1988, che stabilisce le esigenze di
          polizia sanitaria applicabili agli scambi
          intracomunitari ed alle importazioni di sperma
          surgelato di animali della specie bovina
          (GU L 194 del 22.7.1988, pag. 10).
      5. Direttiva 89/361/CEE del Consiglio, del
          30 maggio 1989, relativa agli animali delle
          specie ovina e caprina riproduttori di razza
          pura (GU L 153 del 6.6.1989, pag. 30).
      6. Direttiva 90/118/CEE del Consiglio, del
          5 marzo 1990, relativa all'ammissione alla
          riproduzione dei suini riproduttori di razza
          pura (GU L 71 del 17.3.1990, pag. 34).
      7. Direttiva 90/119/CEE del Consiglio, del
          5 marzo 1990, relativa all'ammissione alla
          riproduzione dei suini ibridi riproduttori
          (GU L 71 del 17.3.1990, pag. 36).
      8. Direttiva 90/427/CEE del Consiglio, del 26
          giugno 1990, relativa alle norme zootecniche
          e genealogiche che disciplinano gli scambi
          intracomunitari di equidi (GU L 224 del
          18.8.1990, pag. 55).
      9. Direttiva 90/428/CEE del Consiglio, del
          26 giugno 1990, relativa agli scambi di equini
          destinati a concorsi e alla fissazione delle
          condizioni di partecipazione a tali concorsi
          (GU L 224 del 18.8.1990, pag. 60).
      10. Direttiva 91/174/CEE del Consiglio, del
IT                                                    37                                             IT
 ---pagebreak---           25 marzo 1991, relativa alle condizioni
          zootecniche e genealogiche che disciplinano
          la commercializzazione degli animali di razza
          e che modifica le direttive 77/504/CEE e
          90/425/CEE (GU L 85 del 5.4.1991, pag. 37).
      11. Direttiva 94/28/CE del Consiglio, del
          23 giugno 1994, che fissa i principi relativi
          alle condizioni zootecniche e genealogiche
          applicabili all'importazione di animali,
          sperma, ovuli ed embrioni provenienti da
          paesi terzi e che modifica la direttiva
          77/504/CEE relativa agli animali della specie
          bovina riproduttori di razza pura (GU L 178
          del 12.7.1994, pag. 66).
                                     B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   Ai fini della presente appendice, gli animali vivi e i prodotti animali oggetto di scambi tra gli Stati
   membri dell'Unione e la Svizzera circolano alle condizioni stabilite per gli scambi tra gli Stati
   membri dell'Unione.
   Lasciando impregiudicate le condizioni relative ai controlli zootecnici che figurano alle appendici 5
   e 6, le autorità svizzere s'impegnano a far sì che, per quanto riguarda le sue importazioni, la
   Svizzera applichi le stesse disposizioni della direttiva 94/28/CE del Consiglio.
   In caso di difficoltà, il Comitato misto veterinario è adito su richiesta di una delle parti."
IT                                                  38                                                  IT
 ---pagebreak---                                               ALLEGATO V
   L'appendice 5 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo è sostituita dalla seguente:
                                                "Appendice 5
                                 Animali vivi, sperma, ovuli ed embrioni:
                                      controlli alle frontiere e canoni
                                                CAPITOLO I
                                  Disposizioni generali - sistema TRACES
                                            A. LEGISLAZIONI*
   *        Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
            tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                      Unione europea                                        Svizzera
                                                                      o
    Decisione 2004/292/CE della Commissione, 1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
    del 30 marzo 2004, relativa all'applicazione del      RS 916.40).
    sistema TRACES recante modifica della decisione 2. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
    92/486/CEE (GU L 94 del 31.3.2004, pag. 63).          (OFE; RS 916.401).
                                                       3. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
                                                          l'importazione, il transito e l'esportazione di
                                                          animali     e    prodotti    animali    (OITE;
                                                          RS 916.443.10).
                                                       4. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
                                                          l'importazione e il transito per via aerea di
                                                          animali provenienti da paesi terzi (OITA;
                                                          RS 916.443.12).
                                                       5. Ordinanza del 27 agosto 2008 concernente
                                                          l'importazione e il transito per via aerea di
                                                          prodotti animali provenienti da paesi terzi
                                                          (OITPA; RS 916.443.13).
                                                       6. Ordinanza del DFI, del 16 maggio 2007, sul
                                                          controllo dell'importazione e del transito di
                                                          animali e prodotti animali (Ordinanza sui
                                                          controlli OITE; RS 916.443.106).
                                                       7. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
                                                          l'importazione di animali da compagnia
                                                          (OIAC; RS 916.443.14).
                                    B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   La Commissione, in collaborazione con l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria,
   integra la Svizzera nel sistema informatico TRACES, conformemente alla decisione 2004/292/CE
   della Commissione.
   Se necessario, misure transitorie e complementari sono definite nell'ambito del Comitato misto
   veterinario.
IT                                                 39                                                     IT
 ---pagebreak---                                                    CAPITOLO II
                         Controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi tra gli
                                  Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera
                                               A. LEGISLAZIONI*
   *          Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
              tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
   I controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi tra gli Stati membri dell'Unione e la
   Svizzera sono effettuati conformemente alle disposizioni degli atti seguenti:
                        Unione europea                                         Svizzera
                                                                          o
    1. Direttiva 89/608/CEE del Consiglio, del            1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
         21 novembre 1989, relativa alla mutua               RS 916.40) e in particolare l'articolo 57.
         assistenza tra le autorità amministrative degli  2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
         Stati membri e alla collaborazione tra queste e     l'importazione, il transito e l'esportazione di
         la Commissione per assicurare la corretta           animali     e    prodotti     animali    (OITE;
         applicazione delle legislazioni veterinaria e       RS 916.443.10).
         zootecnica (GU L 351 del 2.12.1989, pag. 34).    3. Ordinanza del DFI, del 16 maggio 2007, sul
    2. Direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del               controllo dell'importazione e del transito di
         26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari    animali e prodotti animali (Ordinanza sui
         e zootecnici applicabili negli scambi               controlli OITE; RS 916.443.106).
         intracomunitari di taluni animali vivi e         4. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
         prodotti di origine animale, nella prospettiva      l'importazione di animali da compagnia
         della realizzazione del mercato interno             (OIAC; RS 916.443.14).
         (GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29).
                                                          5. Ordinanza del 30 ottobre 1985 sulle tasse
                                                             dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare
                                                             e di veterinaria (Ordinanza sulle tasse
                                                             dell'USAV; RS 916.472).
                                        B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   Nei casi previsti all'articolo 8 della direttiva 90/425/CEE, le autorità competenti del luogo di
   destinazione entrano immediatamente in contatto con le autorità competenti del luogo di spedizione.
   Esse adottano tutte le misure necessarie e comunicano all'autorità competente del luogo di
   spedizione e alla Commissione la natura dei controlli effettuati, le decisioni adottate e i motivi di
   tali decisioni.
   L'attuazione delle disposizioni previste agli articoli 10, 11 e 16 della direttiva 89/608/CEE e agli
   articoli 9 e 22 della direttiva 90/425/CEE spetta al Comitato misto veterinario.
                             C. MODALITÀ D'APPLICAZIONE PARTICOLARI
                      PER GLI ANIMALI DESTINATI AL PASCOLO FRONTALIERO
   1.         Definizioni:
              Pascolo: transumanza degli animali verso una zona frontaliera limitata a 10 km al
              momento della spedizione degli animali verso un altro Stato membro o verso la Svizzera.
              In circostanze eccezionali debitamente giustificate, le autorità competenti interessate
              possono autorizzare una fascia più larga a cavallo del confine tra la Svizzera e l'Unione
              europea.
              Pascolo giornaliero: pascolo effettuato in modo tale che, alla fine della giornata, gli animali
              vengono ricondotti nell'azienda di provenienza in uno Stato membro o in Svizzera.
IT                                                     40                                                     IT
 ---pagebreak---    2.  Per il pascolo tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera, si applicano mutatis
       mutandis le disposizioni della decisione 2001/672/CE della Commissione1. Tuttavia, ai fini
       del presente allegato, l'articolo 1 della decisione 2001/672/CE si applica con gli
       adattamenti seguenti:
       –      l'espressione «il periodo dal 1° maggio al 15 ottobre» è sostituita dai termini «l'anno
              civile»;
       –      per la Svizzera, le parti di cui all'articolo 1 della decisione 2001/672/CE e
              menzionate nell'allegato corrispondente sono:
              SVIZZERA
              CANTONE DI ZURIGO
              CANTONE DI BERNA
              CANTONE DI LUCERNA
              CANTONE DI URI
              CANTONE DI SVITTO
              CANTONE DI OBVALDO
              CANTONE DI NIDVALDO
              CANTONE DI GLARONA
              CANTONE DI ZUGO
              CANTONE DI FRIBURGO
              CANTONE DI SOLETTA
              CANTONE DI BASILEA CITTÀ
              CANTONE DI BASILEA CAMPAGNA
              CANTONE DI SCIAFFUSA
              CANTONE DI APPENZELLO ESTERNO
              CANTONE DI APPENZELLO INTERNO
              CANTONE DI SAN GALLO
              CANTONE DEI GRIGIONI
              CANTONE DI ARGOVIA
              CANTONE DI TURGOVIA
              CANTONE TICINO
              CANTONE DI VAUD
              CANTONE DEL VALLESE
   1
      Decisione 2001/672/CE della Commissione, del 20 agosto 2001, che stabilisce regole specifiche applicabili ai
      movimenti di bovini destinati al pascolo estivo in zone di montagna (GU L 235 del 4.9.2001, pag. 23).
IT                                                  41                                                          IT
 ---pagebreak---              CANTONE DI NEUCHÂTEL
             CANTONE DI GINEVRA
             CANTONE DEL GIURA
      In applicazione dell'ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401), e in
      particolare dell'articolo 7 (registrazione) e dell'ordinanza del 26 novembre 2011
      concernente la banca dati sul traffico di animali (Ordinanza BDTA; RS 916.404.1), e in
      particolare della sezione 2 (contenuto della banca dati), la Svizzera attribuisce ad ogni
      pascolo un codice di registrazione specifico che dev'essere registrato nella banca dati
      nazionale relativa ai bovini.
   3. Per il pascolo tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera, il veterinario ufficiale
      del paese di spedizione:
      a)     notifica la spedizione degli animali all'autorità competente del luogo di destinazione
             (unità veterinaria locale), alla data di rilascio del certificato ed entro le ventiquattr'ore
             che precedono la data prevista di arrivo degli animali, mediante il sistema
             informatizzato di collegamento tra autorità veterinarie previsto all'articolo 20 della
             direttiva 90/425/CEE,
      b)     procede all'esame degli animali entro le quarantott'ore che precedono la loro partenza
             per il pascolo; questi animali devono essere debitamente identificati,
      c)     rilascia un certificato conforme al modello che figura al punto 9.
   4. Durante tutta la durata del pascolo, gli animali devono rimanere sotto controllo doganale.
   5. Il detentore degli animali:
      a)     deve dichiarare per iscritto che accetta di conformarsi a tutte le misure adottate in
             virtù del presente allegato, come pure a qualsiasi altra misura adottata a livello
             locale, alla stessa stregua di un detentore originario di uno Stato membro o della
             Svizzera;
      b)     si fa carico delle spese relative ai controlli conseguenti all'applicazione del presente
             allegato;
      c)     offre la propria piena collaborazione per l'espletamento dei controlli doganali o
             veterinari richiesti dalle autorità ufficiali del paese di spedizione o del paese di
             destinazione.
   6. Al ritorno degli animali alla fine della stagione di pascolo o in caso di ritorno anticipato, il
      veterinario ufficiale del paese del luogo di pascolo:
      a)     notifica la spedizione degli animali all'autorità competente del luogo di destinazione
             (unità veterinaria locale), alla data di rilascio del certificato ed entro le ventiquattr'ore
             che precedono la data prevista di arrivo degli animali, mediante il sistema
             informatizzato di collegamento tra autorità veterinarie previsto all'articolo 20 della
             direttiva 90/425/CEE,
      b)     procede all'esame degli animali entro le quarantott'ore che precedono la loro partenza
             per il pascolo; questi animali devono essere debitamente identificati,
      c)     rilascia un certificato conforme al modello che figura al punto 9.
   7. In caso d'insorgenza di malattie, le competenti autorità veterinarie prendono di comune
      accordo le misure che si rendono necessarie. Le suddette autorità esaminano altresì la
IT                                             42                                                        IT
 ---pagebreak---       questione delle eventuali spese da sostenere. Se del caso, consultano il Comitato misto
      veterinario.
   8. In deroga alle disposizioni previste per il pascolo ai punti da 1 a 7, nel caso del pascolo
      giornaliero tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera:
      a)    gli animali non devono entrare in contatto con animali provenienti da altre aziende;
      b)    il detentore degli animali s'impegna a segnalare all'autorità veterinaria competente
            ogni eventuale contatto degli animali con animali provenienti da altre aziende;
      c)    il certificato sanitario di cui al punto 9 deve essere presentato alle autorità veterinarie
            competenti ogni anno civile, all'atto della prima introduzione degli animali in uno
            Stato membro o in Svizzera. Detto certificato sanitario deve poter essere presentato
            alle autorità veterinarie competenti su loro richiesta;
      d)    le disposizioni di cui ai punti 2 e 3 si applicano soltanto all'atto della spedizione degli
            animali verso uno Stato membro o verso la Svizzera nell'anno civile in questione;
      e)    le disposizioni del punto 6 non si applicano;
      f)    il detentore degli animali s'impegna a comunicare all'autorità veterinaria competente
            la fine del periodo di pascolo.
   9. Modello di certificato sanitario per il pascolo frontaliero, o il pascolo giornaliero e il
      ritorno dal pascolo frontaliero degli animali delle specie bovine:
IT                                             43                                                    IT
 ---pagebreak---                                                                 Modello di certificato sanitario per il pascolo frontaliero, o il pascolo giornaliero
                                                                     e il ritorno dal pascolo frontaliero degli animali delle specie bovine
     UNIONE EUROPEA                                                                                                             Certificato per gli scambi intracomunitari
                                                              I.1. Speditore                                            I.2. Numero di riferimento del       I.2.a. Numero di
                                                                  Nome                                                      certificato                            riferimento locale
                                                                  Indirizzo                                             I.3.Autorità centrale competente
                                                                                                                        I.4.Autorità locale competente
                                                                  Paese
                                                              I.5. Destinatario                                         I.6. Numero di certificati         N° documenti di
     Parte I: Informazioni relative alla partita presentata
                                                                  Nome                                                      originali annessi              accompagnamento
                                                                  Indirizzo
                                                                                                                        1.7.      Commerciante
                                                                                                                                  Nome                     Numero di riconoscimento
                                                                  Paese
                                                              I.8. Paese di       Codice     I.9. Regione di    Codic   I.10. Paese di          Codice     I.11. Regione di     Codic
                                                                  origine         ISO        origine            e             destinazione      ISO              destinazione   e
                                                              I.12. Luogo di origine/Luogo di pesca                     I.13. Luogo di destinazione
                                                              Azienda  Centro di raccolta  Sede del                   Azienda  Centro di raccolta  Sede del commerciante 
                                                              commerciante                                             Organismo riconosciuto  Centro sperma  Azienda
                                                              Organismo riconosciuto  Centro sperma                   riconosciuta acquacoltura 
                                                              Azienda riconosciuta acquacoltura                        Gruppo embrioni  Stabilimento  Altro 
                                                              Gruppo embrioni  Stabilimento  Altro 
                                                                     Nome                                                      Nome
                                                                     Numero di riconoscimento                                  Numero di riconoscimento
                                                                     Indirizzo                                                 Indirizzo
                                                                   Codice postale                                            Codice postale
                                                              I.14. Luogo di carico                                     I.15. Data e ora della partenza
                                                                   Codice postale
                                                              I.16. Mezzo di trasporto                                  I.17. Trasportatore
                                                                                                                             Nome
                                                                     Aereo           Nave             Vagone              Numero di riconoscimento
                                                                     Autocarro       Altro                                 Indirizzo
                                                                     Identificazione:
                                                                     Numero/i:                                               Codice postale                 Stato membro
                                                              I.21                                                      I.20. Numero di          I.22. Numero di colli
                                                                                                                        animali/Peso lordo
                                                              I.23. N. del sigillo e n. del container
                                                              I.25. Animali certificati per/prodotti certificati per:
                                                                   Transumanza 
IT                                                                                                                 44                                                             IT
 ---pagebreak---    I.26. Transito in un paese terzo                  I.27. Transito negli Stati membri            
        Paese terzo                  Codice ISO            Stato membro                 Codice ISO
        Paese terzo                  Codice ISO            Stato membro                 Codice ISO
        Paese terzo                  Codice ISO            Stato membro                 Codice ISO
         Punto di uscita             Codice
         Punto di entrata            Numero del PIF
   I.28. Esportazione                                I.29. Tempo previsto per il trasporto
        Paese terzo                  Codice ISO
        Punto di uscita              Codice
   I.30. Ruolino di marcia
        Sì                                           No        
   I.31. Identificazione degli animali
   Codice del prodotto (codice SA)
   Numero del passaporto
IT                                                 45                                                IT
 ---pagebreak---                                 UNIONE EUROPEA                                                                2005/22 Estivazione
                                II.    Informazione sanitaria               II.a. Numero di riferimento         II.b. Numero di riferimento
                                                                                  del certificato               locale
                                A.     Certificato sanitario relativo al pascolo frontaliero o al pascolo giornaliero degli animali della specie
                                       bovina
                                       Il sottoscritto, veterinario ufficiale, certifica che ciascun animale della partita sopra descritta:
                                       A.1. proviene da un'azienda d'origine e da un'area che, conformemente alla normativa comunitaria o
                                               nazionale, non sono soggette a misure di divieto o restrizioni connesse con malattie dei bovini;
     Parte II: Certificazione
                                       A.2. proviene da un allevamento d'origine sito in uno Stato membro o parte del suo territorio:
                                               a)      che ha creato una rete di sorveglianza approvata con la decisione .../.../CE della
                                                       Commissione o, per la Svizzera, dall'accordo tra la Comunità europea e la Svizzera del
                                                       21 giugno 1999 (allegato 11, appendice 2, punto I);
                                               b)      che è riconosciuto come ufficialmente indenne da leucosi, tubercolosi e brucellosi;
                                       A.3. è un animale d'allevamento (3) o da produzione (1) che:
                                               a)      ha trascorso, per quanto è possibile verificare, gli ultimi trenta giorni o, se di età
                                                       inferiore a trenta giorni, è vissuto sin dalla nascita nell'azienda d'origine e che nessun
                                                       animale importato da un paese terzo è stato introdotto in detta azienda nel periodo in
                                                       questione, a meno di non essere stato isolato da tutti gli altri animali dell'azienda;
                                               b)      non è stato in contatto negli ultimi trenta giorni con animali i cui allevamenti non
                                                       soddisfano i requisiti di cui al punto 2.
                                       A.4. Gli animali sopra descritti sono stati oggetto di un'ispezione in data [inserire la data], nelle
                                               quarantott'ore precedenti la partenza prevista, e non hanno manifestato alcun segno di malattia
                                               infettiva o contagiosa.
                                       A.5. L'azienda d'origine e, se del caso, il centro di raccolta riconosciuto e l'area in cui essi sono
                                               situati non sono soggetti, conformemente alla normativa comunitaria o alla legislazione
                                               nazionale, ad alcun divieto o restrizione connessi con malattie dei bovini.
                                       A.6. Sono soddisfatte tutte le pertinenti disposizioni della direttiva 64/432/CEE del Consiglio.
                                       A.7. Gli animali presentano le garanzie complementari concernenti la rinotracheite infettiva del
                                               bovino/vulvovaginite pustolosa infettiva, conformemente alla decisione 2004/558/CE della
                                               Commissione, le cui disposizioni si applicano, mutatis mutandis, conformemente all'accordo
                                               tra la Comunità europea e la Svizzera del 21 giugno 1999.
                                       A.8. Al momento dell'ispezione gli animali di cui sopra erano idonei ad essere trasportati secondo il
                                               percorso previsto, conformemente alle disposizioni del regolamento (CE) n. 1/2005 del
                                               Consiglio.
                                       A.9. Data di arrivo al pascolo (6) ...
                                       A.10. Data di partenza prevista dal pascolo: …
                                B.     Certificato sanitario relativo al ritorno dal pascolo frontaliero degli animali della specie bovina
                                       (ritorno normale o anticipato)
                                       B.1. che gli animali sopra descritti [elenco degli animali in caso di ritorno anticipato (3) o elenco
                                               degli animali che figurano sul certificato originale corrispondente (3), (7), (8)] sono stati
                                               oggetto di un'ispezione in data (data delle operazioni di carico degli animali o 48 ore prima
                                               della partenza) e non hanno manifestato alcun segno di malattia infettiva o contagiosa;
                                       B.2. che l'area di pascolo nella quale gli animali hanno soggiornato non è soggetta ad alcun divieto
                                               o restrizione connessi con malattie dei bovini conformemente alla normativa comunitaria o alla
                                               legislazione nazionale, e in particolare non è stato constatato alcun caso di tubercolosi,
                                               brucellosi e leucosi nel corso del periodo di pascolo.
                                *     La parte A deve essere compilata per l'andata verso il pascolo frontaliero o per il pascolo giornaliero, la
                                      parte B deve essere compilata per il ritorno dal pascolo frontaliero.
                                (1)   Le informazioni che devono figurare nel presente certificato devono essere inserite nel sistema
                                      informatizzato di collegamento tra autorità veterinarie previsto all'articolo 20 della direttiva 90/425/CEE
                                      il giorno dell'emissione del certificato o almeno entro le ventiquattr'ore che precedono la data prevista
                                      dell'arrivo degli animali.
                                2)    Il presente certificato è valido dieci giorni a decorrere dalla data dell'esame sanitario effettuato in
IT                                                                            46                                                               IT
 ---pagebreak---    UNIONE EUROPEA                                                                    2005/22 Estivazione
   II.      Informazione sanitaria                II.a. Numero di riferimento          II.b. Numero di riferimento
                                                        del certificato                locale
         Svizzera o nello Stato membro d'origine. Per il pascolo giornaliero il presente certificato è valido per
         l'intero periodo di pascolo.
   (3)   Depennare la menzione non pertinente.
   (4)   Per il pascolo giornaliero il presente certificato è valido per l'intero periodo di pascolo.
   (5)   La presente dichiarazione non esenta i trasportatori dagli obblighi che incombono loro in virtù delle
         disposizioni comunitarie vigenti, in particolare per quanto riguarda l'idoneità degli animali al trasporto.
   (6)   Il codice di registrazione del pascolo indicato nella parte I.13 (numero di riconoscimento) del presente
         certificato.
   (7)   Qualora uno o più animali siano ritornati nell'azienda d'origine per motivi sanitari durante il periodo di
         pascolo, accompagnati da un certificato sanitario, occorre depennare i relativi dati identificativi
         dall'elenco iniziale, che deve quindi essere convalidato dal veterinario ufficiale.
   (8)   Il numero del certificato sanitario utilizzato per il movimento d'entrata nella zona di pascolo è indicato
         nella parte I.6. del presente certificato.
   Veterinario ufficiale o ispettore ufficiale
        Nome (in lettere maiuscole):                                             Qualifica e titolo:
        Unità veterinaria locale:                                                N. dell'UVL:
        Data:                                                                    Firma:
        Timbro:
IT                                                  47                                                              IT
 ---pagebreak---                                                        CAPITOLO III
                           Condizioni per gli scambi tra l'Unione europea e la Svizzera
                                                   A. LEGISLAZIONI
   Per gli scambi di animali vivi, dei loro sperma, ovuli, embrioni e per il pascolo frontaliero degli
   animali delle specie bovine tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera, i certificati
   sanitari sono quelli previsti dal presente allegato e disponibili nel sistema TRACES, conformemente
   alle disposizioni del regolamento (CE) n. 599/2004 della Commissione1.
                                                       CAPITOLO IV
                  Controlli veterinari applicabili sulle importazioni provenienti dai paesi terzi
                                                   A. LEGISLAZIONI*
   *          Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
              tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
   I controlli relativi alle importazioni dai paesi terzi sono effettuati conformemente alle disposizioni
   degli atti seguenti:
                          Unione europea                                                 Svizzera
      1. Regolamento         (CE)      n. 282/2004        della  1. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
          Commissione, del 18 febbraio 2004, che                      l'importazione, il transito e l'esportazione di
          adotta un documento per la dichiarazione e il               animali     e     prodotti     animali     (OITE;
          controllo veterinario degli animali che                     RS 916.443.10).
          provengono dai paesi terzi e sono introdotti           2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
          nella Comunità (GU L 49 del 19.2.2004,                      l'importazione e il transito per via aerea di
          pag. 11).                                                   animali provenienti da paesi terzi (OITA;
      2. Regolamento          (CE)       n. 882/2004        del       RS 916.443.12).
          Parlamento europeo e del Consiglio, del                3. Ordinanza del 27 agosto 2008 concernente
          29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali             l'importazione e il transito per via aerea di
          intesi a verificare la conformità alla normativa            prodotti animali provenienti da paesi terzi
          in materia di mangimi e di alimenti e alle                  (OITPA; RS 916.443.13).
          norme sulla salute e sul benessere degli               4. Ordinanza del DFI, del 16 maggio 2007, sul
          animali (GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1).                   controllo dell'importazione e del transito di
      3. Direttiva 91/496/CEE del Consiglio, del                      animali e prodotti animali (Ordinanza sui
          15 luglio 1991, che fissa i principi relativi               controlli OITE; RS 916.443.106)
          all'organizzazione dei controlli veterinari per        5. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
          gli animali che provengono dai paesi terzi e                l'importazione di animali da compagnia
          che sono introdotti nella Comunità e che                    (OIAC; RS 916.443.14).
          modifica le direttive 89/662/CEE, 90/425/CEE
                                                                 6. Ordinanza del 30 ottobre 1985 sulle tasse
          e 90/675/CEE (GU L 268 del 24.9.1991,
                                                                      dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare
          pag. 56).
                                                                      e di veterinaria (Ordinanza sulle tasse
      4. Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile              dell'USAV; RS 916.472).
          1996, concernente il divieto d'utilizzazione di
                                                                 7. Ordinanza         del    18 agosto      2004      sui
          talune sostanze ad azione ormonica,
                                                                      medicamenti per uso veterinario (OMVet;
          tireostatica e delle sostanze β-agoniste nelle
                                                                      RS 812.212.27).
          produzioni animali e che abroga le direttive
          81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE
          (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 3).
      5. Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile
   1
            Regolamento (CE) n. 599/2004 della Commissione, del 30 marzo 2004, concernente l'adozione di un modello
            armonizzato di certificato e di verbale d'ispezione relativi agli scambi intracomunitari di animali e di prodotti
            di origine animale (GU L 94 del 31.3.2004, pag. 44).
IT                                                         48                                                             IT
 ---pagebreak---          1996, concernente le misure di controllo su
         talune sostanze e sui loro residui negli animali
         vivi e nei loro prodotti e che abroga le
         direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le
         decisioni     89/187/CEE       e    91/664/CEE
         (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10).
      6. Decisione 97/794/CE della Commissione, del
         12 novembre       1997,     recante    modalità
         d'applicazione della direttiva 91/496/CEE del
         Consiglio per quanto concerne i controlli
         veterinari su animali vivi importati da paesi
         terzi (GU L 323 del 26.11.1997, pag. 31).
      7. Decisione 2007/275/CE della Commissione,
         del 17 aprile 2007, relativa agli elenchi di
         animali e prodotti da sottoporre a controlli
         presso i posti d'ispezione frontalieri a norma
         delle direttive del Consiglio 91/496/CEE e
         97/78/CE (GU L 116 del 4.5.2007, pag. 9).
                                      B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.       Ai fini dell'applicazione dell'articolo 6 della direttiva 91/496/CEE, i posti d'ispezione
            frontalieri degli Stati membri per i controlli veterinari sugli animali vivi figurano
            nell'allegato della decisione 2009/821/CE della Commissione+
   2.       Ai fini dell'applicazione dell'articolo 6 della direttiva 91/496/CEE, i posti d'ispezione
            frontalieri per la Svizzera sono i seguenti:
                                   Codice                     Centro
                  Nome                            Tipo                        Tipo di riconoscimento
                                  TRACES                   d'ispezione
              Aeroporto di                                             O - Altri animali (compresi gli
                                CHZRH4             A      Centro 3
              Zurigo                                                   animali dei giardini zoologici)*
              Aeroporto di                                             O - Altri animali (compresi gli
                                CHGVA4             A      Centro 2
              Ginevra                                                  animali dei giardini zoologici)*
            *
                   Con riferimento alle categorie di riconoscimento definite dalla decisione
                   2009/821/CE
            Le modifiche ulteriori dell'elenco dei posti d'ispezione frontalieri, dei loro centri
            d'ispezione e del loro tipo di riconoscimento sono di competenza del Comitato misto
            veterinario.
            L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
            segnatamente in base all'articolo 19 della direttiva 91/496/CEE e all'articolo 57 della legge
            sulle epizoozie.
   3.       L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria applica, simultaneamente agli
            Stati membri dell'Unione europea, le condizioni d'importazione di cui all'appendice 3 del
            presente allegato, nonché le misure d'applicazione.
            L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria può adottare misure più
            restrittive ed esigere garanzie supplementari. Si terranno consultazioni nell'ambito del
            Comitato misto veterinario al fine di cercare soluzioni adeguate.
            L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria e gli Stati membri dell'Unione
            europea si notificano reciprocamente le condizioni specifiche d'importazione stabilite a
            titolo bilaterale che non sono oggetto di armonizzazione a livello dell'Unione europea.
IT                                                    49                                                IT
 ---pagebreak---    4.        I posti d'ispezione frontalieri degli Stati membri dell'Unione europea indicati al punto 1
             effettuano i controlli relativi alle importazioni dai paesi terzi e destinate alla Svizzera,
             conformemente al punto A del capitolo IV della presente appendice.
   5.        I posti d'ispezione frontalieri della Svizzera indicati al punto 2 effettuano i controlli relativi
             alle importazioni dai paesi terzi e destinate agli Stati membri dell'Unione europea,
             conformemente al punto A del capitolo IV della presente appendice.
   __________________
   +
             Decisione 2009/821/CE della Commissione, del 28 settembre 2009, che stabilisce un
             elenco di posti d'ispezione frontalieri riconosciuti, fissa talune modalità relative alle
             ispezioni eseguite dagli esperti veterinari della Commissione e stabilisce le unità
             veterinarie del sistema TRACES (GU L 296 del 12.11.2009, pag. 1).
                                                  CAPITOLO V
                                              Disposizioni specifiche
                                   1. IDENTIFICAZIONE DEGLI ANIMALI
                                               A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
   I controlli relativi alle importazioni dai paesi terzi sono effettuati conformemente alle disposizioni
   degli atti seguenti:
                       Unione europea                                         Svizzera
     1. Direttiva 2008/71/CE del Consiglio, del 1. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie
        15 luglio 2008, relativa all'identificazione e      (OFE; RS 916.401), in particolare gli articoli
        alla registrazione dei suini (GU L 213              7-15f (registrazione e identificazione).
        dell'8.8.2008, pag. 31).                        2. Ordinanza del 26 ottobre 2011 concernente la
     2. Regolamento        (CE)     n. 1760/2000    del     banca dati sul traffico di animali (Ordinanza
        Parlamento europeo e del Consiglio, del             BDTA; RS 916.404.1).
        17 luglio 2000, che istituisce un sistema di
        identificazione e di registrazione dei bovini e
        relativo all'etichettatura delle carni bovine e
        dei prodotti a base di carni bovine, e che
        abroga il regolamento (CE) n. 820/97 del
        Consiglio (GU L 204 dell'11.8.2000, pag. 1).
                                       B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   a.        L'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 2008/71/CE è di competenza del
             Comitato misto veterinario.
   b.        L'esecuzione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
             segnatamente sulla base dell'articolo 22 del regolamento (CE) n. 1760/2000 e
             dell'articolo 57 della legge sulle epizoozie, così come dell'articolo 1 dell'Ordinanza del
             26 ottobre 2011 sul coordinamento dei controlli delle aziende agricole (OCoC, RS 910.15).
                                       2. PROTEZIONE DEGLI ANIMALI
                                               A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a
             tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                         Unione europea                                        Svizzera
IT                                                   50                                                      IT
 ---pagebreak---       1. Regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, 1. Legge federale del 16 dicembre 2005 sulla
         del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli                protezione degli animali (LPAn; RS 455), in
         animali durante il trasporto e le operazioni                particolare gli articoli 15 e 15a (principi,
         correlate       che     modifica       le   direttive       trasporti internazionali di animali).
         64/432/CEE e 93/119/CE e il regolamento 2. Ordinanza del 23 aprile 2008 sulla protezione
         (CE) n. 1255/97 (GU L 3 del 5.1.2005,                       degli animali (OPAn; RS 455.1), in
         pag. 1).                                                    particolare gli articoli 169-176 (trasporti
      2. Regolamento (CE) n. 1255/97 del Consiglio,                  internazionali di animali).
         del 25 giugno 1997, riguardante i criteri
         comunitari per i posti di controllo e che adatta
         il ruolino di marcia previsto dall'allegato della
         direttiva       91/628/CEE         (GU L 174       del
         2.7.1997, pag. 1).
                                           B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   a.        Le autorità svizzere s'impegnano a rispettare le disposizioni del regolamento (CE)
             n. 1/2005 per gli scambi tra la Svizzera e l'Unione europea e per le importazioni dai paesi
             terzi.
   b.        Nei casi previsti all'articolo 26 del regolamento (CE) n 1/2005, le autorità competenti del
             luogo di destinazione si pongono immediatamente in contatto con le autorità competenti
             del luogo di partenza.
   c.        L'attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 10, 11 e 16 della direttiva 89/608/CEE
             del Consiglio+ è di competenza del Comitato misto veterinario.
   d.        La realizzazione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario, in
             particolare sulla base dell'articolo 28 del regolamento (CE) n. 1/2005 e dell'articolo 208
             dell'ordinanza del 23 aprile 2008 sulla protezione degli animali (OPAn; RS 455.1).
   e.        In applicazione delle disposizioni dell'articolo 15a, paragrafo 3, della legge federale del
             16 dicembre 2005 sulla protezione degli animali (LPAn; RS 455), il transito di bovini,
             ovini, caprini, suini, cavalli da macello e pollame da macello in Svizzera è limitato al
             traffico ferroviario o aereo. La questione sarà esaminata dal Comitato misto veterinario.
                                                         3. CANONI
   1.        Non è percepito alcun canone per i controlli veterinari degli scambi tra gli Stati membri
             dell'Unione europea e la Svizzera.
   2.        Per i controlli veterinari delle importazioni dai paesi terzi, le autorità svizzere s'impegnano
             a percepire i canoni dovuti per l'effettuazione dei controlli ufficiali previsti dal regolamento
             (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio1.
   __________________
   +
             Direttiva 89/608/CEE del Consiglio, del 21 novembre 1989, relativa alla mutua assistenza
             tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la
             Commissione per assicurare la corretta applicazione delle legislazioni veterinaria e
             zootecnica (GU L 351 del 2.12.1989, pag. 34)."
   1
           Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli
           ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e alimenti e alle norme sulla
           salute degli animali e sul benessere degli animali (GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1).
IT                                                         51                                                          IT
 ---pagebreak---                                                                                       ALLEGATO VI
   L'appendice 6 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo è sostituita dalla seguente:
                                                                                        "Appendice 6
                                                                              Prodotti di origine animale
                                                                                        CAPITOLO I
                                                         Settori in cui l'equivalenza è reciprocamente riconosciuta
                                                         "Prodotti d'origine animale destinati al consumo umano"
   Le definizioni del regolamento (CE) n. 853/2004 si applicano mutatis mutandis.
   Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                                         Esportazioni dall'Unione europea verso la Svizzera ed esportazioni dalla Svizzera verso l'Unione europea
                                         Condizioni commerciali                                                                                   Equivalenza
                                         Unione europea                           Svizzera
      Salute animale:
      1. Carni fresche comprese le carni macinate, preparazioni di carni, prodotti a base di carni, grassi non trasformati e grassi fusi
      Ungulati domestici                 Direttiva 64/432/CEE                     Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)       Sì1
      Solipedi domestici                 Direttiva 2002/99/CE                     Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
                                         Regolamento (CE) n. 999/2001
      2. Carni di selvaggina d'allevamento, preparazioni di carni, prodotti a base di carni
      Mammiferi terrestri                Direttiva 64/432/CEE                     Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)       Sì
      d'allevamento diversi da quelli    Direttiva 92/118/CEE                     Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
      sopra citati                       Direttiva 2002/99/CE
                                         Regolamento (CE) n. 999/2001
      Ratiti d'allevamento               Direttiva 92/118/CEE                                                                                     Sì
      Lagomorfi                          Direttiva 2002/99/CE
IT                                                                                            52                                                              IT
 ---pagebreak---                                         Esportazioni dall'Unione europea verso la Svizzera ed esportazioni dalla Svizzera verso l'Unione europea
                                        Condizioni commerciali                                                                                   Equivalenza
                                        Unione europea                           Svizzera
   3. Carni di selvaggina selvatica, preparazioni di carni, prodotti a base di carni
   Ungulati selvatici                   Direttiva 2002/99/CE                     Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)       Sì
   Lagomorfi                            Regolamento (CE) n. 999/2001             Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
   Altri mammiferi terrestri
   Selvaggina selvatica di penna
   4. Carni fresche di pollame, preparazioni di carni, prodotti a base di carni, grassi e grassi fusi
   Pollame                              Direttiva 92/118/CEE                     Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)       Sì
                                        Direttiva 2002/99/CE                     Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
   5. Stomaci, vesciche e budella
   Bovini                               Direttiva 64/432/CEE                     Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)       Sì1
   Ovini e caprini                      Direttiva 92/118/CEE                     Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
   Suini                                Direttiva 2002/99/CE
                                        Regolamento (CE) n. 999/2001
   6. Ossa e prodotti a base di ossa
   Ungulati domestici                   Direttiva 64/432/CEE                     Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)       Sì1
   Solipedi domestici                   Direttiva 92/118/CEE                     Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
   Altri mammiferi terrestri            Direttiva 2002/99/CE
   d'allevamento o selvatici            Regolamento (CE) n. 999/2001
   Pollame, ratiti e selvaggina
   selvatica di penna
   7. Proteine animali trasformate, sangue e prodotti del sangue
   Ungulati domestici                   Direttiva 64/432/CEE                     Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)       Sì1
   Solipedi domestici                   Direttiva 92/118/CEE                     Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
   Altri mammiferi terrestri            Direttiva 2002/99/CE
   d'allevamento o selvatici            Regolamento (CE) n. 999/2001
   Pollame, ratiti e selvaggina
IT                                                                                            53                                                             IT
 ---pagebreak---                                             Esportazioni dall'Unione europea verso la Svizzera ed esportazioni dalla Svizzera verso l'Unione europea
                                            Condizioni commerciali                                                                                   Equivalenza
                                            Unione europea                         Svizzera
       selvatica di penna
       8. Gelatina e collagene
                                            Direttiva 2002/99/CE                   Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)         Sì1
                                            Regolamento (CE) n. 999/2001           Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
       9. Latte e prodotti lattiero-caseari
                                            Direttiva 64/432/CEE                   Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)         Sì
                                            Direttiva 2002/99/CE                   Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
       10. Uova e ovoprodotti
                                                                                   Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)         Sì
                                            Direttiva 2002/99/CE                   Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
       11. Prodotti della pesca, molluschi bivalvi, echinodermi tunicati e gasteropodi marini
                                            Direttiva 2006/88/CE                   Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)         Sì
                                            Direttiva 2002/99/CE                   Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
       12. Miele
                                            Direttiva 92/118/CEE                   Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)         Sì
                                            Direttiva 2002/99/CE                   Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
       13. Lumache e cosce di rana
                                            Direttiva 92/118/CEE                   Legge del 1o luglio 1966 sulle epizoozie (LFE; RS 916.40)         Sì
                                            Direttiva 2002/99/CE                   Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
   (1)
               Il riconoscimento della similarità delle legislazioni in materia di sorveglianza delle E.S.T. negli ovini e nei caprini sarà riconsiderato
               nell'ambito del Comitato misto veterinario.
IT                                                                                            54                                                                 IT
 ---pagebreak---    Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un riferimento a tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
     Esportazioni dall'Unione europea verso la Svizzera ed esportazioni dalla Svizzera verso l'Unione europea
     Condizioni commerciali                                                                                                                                              Equivalenza
     Unione europea                                                                      Svizzera
     Sanità pubblica
     Regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del             Legge federale del 9 ottobre 1992 sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso Sì con
     22 maggio 2001, recante disposizioni per la prevenzione, il controllo e              (LDerr; RS 817.0)                                                              condizioni
     l'eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili (GU L 147           Ordinanza del 23 aprile 2008 sulla protezione degli animali (OPAn; speciali
     del 31.5.2001, pag. 1).                                                              RS 455.1)
     Regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del             Ordinanza del 16 novembre 2011 concernente la formazione, il
     29 aprile 2004, sull'igiene dei prodotti alimentari (GU L 139 del 30.4.2004,         perfezionamento e l'aggiornamento delle persone impiegate nel servizio
     pag. 1).                                                                             veterinario pubblico (RS 916.402)
     Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del             Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle epizoozie (OFE; RS 916.401)
     29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli         Ordinanza del 23 novembre 2005 concernente la produzione primaria
     alimenti di origine animale (GU L 139 del 30.4.2004, pag. 55).                       (OPPrim; RS 916.020)
     Regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del             Ordinanza del 23 novembre 2005 concernente la macellazione e il controllo
     29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione dei             delle carni (OMCC; RS 817.190)
     controlli ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano       Ordinanza del 23 novembre 2005 sulle derrate alimentari e gli oggetti d'uso
     (GU L 139 del 30.4.2004, pag. 206).                                                  (ODerr; RS 817.02)
     Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del             Ordinanza del DFI, del 23 novembre 2005, concernente l'esecuzione della
     29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità    legislazione sulle derrate alimentari (RS 817.025.21)
     alla normativa in materia di mangimi e alimenti e alle norme sulla salute            Ordinanza del DFER, del 23 novembre 2005, concernente l'igiene nella
     degli animali e sul benessere degli animali (GU L 165 del 30.4.2004,                 produzione primaria (OIPPrim; RS 916.020.1)
     pag. 1).                                                                             Ordinanza del DFI, del 23 novembre 2005, sui requisiti igienici (ORI;
     Regolamento (CE) n. 2073/2005 della Commissione, del 15 novembre                     RS 817.024.1)
     2005, sui criteri microbiologici applicabili ai prodotti alimentari (GU L 338        Ordinanza del DFI, del 23 novembre 2005, concernente l'igiene nella
     del 22.12.2005, pag. 1).                                                             macellazione (OIgM; RS 817.190.1)
     Regolamento (CE) n. 2074/2005 della Commissione, del 5 dicembre 2005,                Ordinanza del DFI, del 23 novembre 2005, sulle derrate alimentari di
     recante modalità di attuazione relative a taluni prodotti di cui al                  origine animale (RS 817.022.108)
     regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio e
     all'organizzazione di controlli ufficiali a norma dei regolamenti del
     Parlamento europeo e del Consiglio (CE) n. 854/2004 e (CE) n. 882/2004,
     deroga al regolamento (CE) n. 852/2004 del Parlamento europeo e del
     Consiglio e modifica dei regolamenti (CE) n. 853/2004 e (CE) n. 854/2004
IT                                                                                          55                                                                                       IT
 ---pagebreak---    Esportazioni dall'Unione europea verso la Svizzera ed esportazioni dalla Svizzera verso l'Unione europea
   Condizioni commerciali                                                                                                                                         Equivalenza
   Unione europea                                                                      Svizzera
   (GU L 338 del 22.12.2005, pag. 27).
   Regolamento (CE) n. 2075/2005 della Commissione, del 5 dicembre 2005,
   che definisce norme specifiche applicabili ai controlli ufficiali relativi alla
   presenza di Trichine nelle carni (GU L 338 del 22.12.2005, pag. 60).
   Protezione degli animali
   Regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009,                  Legge federale del 16 dicembre 2005 sulla protezione degli animali (LPAn; Sì con
   relativo alla protezione degli animali durante l'abbattimento (GU L 303 del          RS 455)                                                                   condizioni
   18.11.2009, pag. 1).                                                                 Ordinanza del 23 aprile 2008 sulla protezione degli animali (OPAn; speciali
                                                                                        RS 455.1)
                                                                                        Ordinanza dell'USAV, del 12 agosto 2010, concernente la protezione degli
                                                                                        animali nella macellazione (OPAnMac; RS 455.110.2)
                                                                                        Ordinanza del 23 novembre 2005 concernente la macellazione e il controllo
                                                                                        delle carni (OMCC; RS 817.190)
IT                                                                                       56                                                                                   IT
 ---pagebreak---    Condizioni speciali
   1)      La circolazione dei prodotti di origine animale destinati al consumo umano oggetto
           di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera è soggetta alle stesse
           condizioni di quella dei prodotti di origine animale destinati al consumo umano
           oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea; vigono le stesse
           condizioni anche per quanto riguarda la protezione degli animali al momento
           dell'abbattimento. Se necessario, tali prodotti sono accompagnati dai certificati
           sanitari previsti per gli scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea o definiti dal
           presente allegato e disponibili nel sistema TRACES.
   2)      La Svizzera redige un elenco dei propri stabilimenti riconosciuti, in conformità delle
           disposizioni dell'articolo 31 (registrazione/riconoscimento degli stabilimenti) del
           regolamento (CE) n. 882/2004.
   3)      Per le sue importazioni, la Svizzera applica le stesse disposizioni applicabili in
           materia a livello comunitario.
   4)      Le autorità competenti della Svizzera non ricorrono alla deroga dell'esame destinato
           ad individuare la presenza di Trichine prevista all'articolo 3, paragrafo 2, del
           regolamento (CE) n. 2075/2005. Nel caso in cui ricorrano a tale deroga, le autorità
           competenti della Svizzera s'impegnano a notificare per iscritto alla Commissione
           l'elenco delle regioni nelle quali il rischio di presenza di Trichine nei suini domestici
           è ufficialmente riconosciuto come trascurabile. Gli Stati membri dell'Unione europea
           dispongono di un termine di tre mesi a decorrere da tale notifica per trasmettere i loro
           commenti scritti alla Commissione. In mancanza di obiezioni da parte della
           Commissione o di uno Stato membro, la regione è riconosciuta come regione che
           presenta un rischio trascurabile di presenza di Trichine e i suini domestici
           provenienti da tale regione sono esenti dall'esame destinato ad individuare la
           presenza di Trichine al momento della macellazione. Le disposizioni dell'articolo 3,
           paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2075/2005 si applicano in questo caso mutatis
           mutandis.
   5)      I metodi di individuazione descritti all'allegato I, capitoli I e II, del regolamento (CE)
           n. 2075/2005 sono utilizzati in Svizzera nel quadro degli esami volti a individuare la
           presenza di Trichine. D'altro canto, non si ricorre al metodo d'esame trichinoscopico
           descritto nell'allegato I, capitolo III, del regolamento (CE) n. 2075/2005.
   6)      Le autorità competenti della Svizzera possono derogare all'esame destinato ad
           individuare la presenza di Trichinella nelle carcasse e nelle carni di suini domestici
           destinati all'ingrasso e alla macellazione negli stabilimenti di macellazione di limitata
           capacità.
           Tale disposizione è applicabile sino al 31 dicembre 2016.
           In applicazione delle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 3, dell'Ordinanza del DFI,
           del 23 novembre 2005, concernente l'igiene nella macellazione (OIgM;
           RS 817.190.1) e dell'articolo 9, paragrafo 8, dell'Ordinanza del DFI, del 23 novembre
           2005, sulle derrate alimentari di origine animale (RS 817.022.108), tali carcasse e
           carni di suini domestici destinati all'ingrasso e alla macellazione, nonché le
           preparazioni di carne, i prodotti a base di carne e i prodotti trasformati a base di carne
           che ne derivano recano uno speciale bollo di idoneità al consumo conforme al
           modello definito nell'allegato 9, ultimo paragrafo, dell'Ordinanza del DFI, del
           23 novembre 2005, concernente l'igiene nella macellazione. Tali prodotti non
           possono essere oggetto di scambi con gli Stati membri dell'Unione europea
IT                                                   57                                               IT
 ---pagebreak---       conformemente alle disposizioni dell'articolo 9a dell'Ordinanza del DFI, del
      23 novembre 2005, sulle derrate alimentari di origine animale.
   7) Le carcasse e le carni di suini domestici destinati all'ingrasso e alla macellazione
      oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera provenienti:
      –      da aziende riconosciute indenni da Trichine dalle autorità competenti degli
             Stati membri dell'Unione europea;
      –      da regioni nelle quali il rischio di presenza di Trichine nei suini domestici è
             ufficialmente riconosciuto come trascurabile;
      per le quali l'esame destinato a individuare la presenza di Trichine non è stato
      effettuato in applicazione delle disposizioni dell'articolo 3 del regolamento (CE)
      n. 2075/2005, circolano alle stesse condizioni di quelle oggetto di scambio tra gli
      Stati membri dell'Unione europea.
   8) In applicazione delle disposizioni dell'articolo 2 dell'Ordinanza sui requisiti igienici
      (ORI; RS 817.024.1), le autorità competenti della Svizzera possono prevedere in casi
      particolari adeguamenti agli articoli 8, 10 e 14 di tale Ordinanza:
      a)     per rispondere alle esigenze delle aziende situate nelle regioni di montagna a
             norma della legge federale del 6 ottobre 2006 sulla politica regionale
             (RS 901.0) e dell'Ordinanza del 28 novembre 2007 sulla politica regionale
             (RS 901.021).
             Le autorità competenti della Svizzera s'impegnano a notificare tali adeguamenti
             per iscritto alla Commissione. Tale notifica:
             –      fornisce una descrizione particolareggiata delle disposizioni per le quali
                    le autorità competenti della Svizzera ritengono che un adeguamento sia
                    necessario ed indica la natura dell'adeguamento in questione;
             –      descrive le derrate alimentari e le aziende interessate;
             –      chiarisce i motivi dell'adeguamento (eventualmente anche fornendo una
                    sintesi dell'analisi dei rischi realizzata indicando qualsiasi misura che
                    debba essere adottata per fare in modo che l'adeguamento non
                    comprometta gli obiettivi dell'Ordinanza sui requisiti igienici (ORI;
                    RS 817.024.1);
             –      comunica qualsiasi altra informazione pertinente.
             La Commissione e gli Stati membri dispongono di un termine di tre mesi a
             decorrere dal ricevimento della notifica per trasmettere le loro osservazioni
             scritte. Se necessario, si riunisce il Comitato misto veterinario;
      b)     per la fabbricazione delle derrate alimentari che presentano caratteristiche
             tradizionali.
             Le autorità competenti della Svizzera s'impegnano a notificare tali adeguamenti
             per iscritto alla Commissione entro dodici mesi dopo la concessione, a titolo
             individuale o generale, di tali deroghe. Ciascuna notifica:
             –      descrive brevemente le disposizioni che sono state adottate;
             –      descrive le derrate alimentari e le aziende interessate, e
             –      fornisce qualsiasi altra informazione pertinente.
IT                                             58                                              IT
 ---pagebreak---    9)  La Commissione informa la Svizzera in merito alle deroghe e agli adeguamenti
       applicati negli Stati membri dell'Unione europea a norma dell'articolo 13 del
       regolamento (CE) n. 852/2004, dell'articolo 10 del regolamento (CE) n. 852/2003,
       dell'articolo 13 del regolamento (CE) n. 854/2003 e dell'articolo 7 del regolamento
       (CE) n. 2074/2005.
   10) In applicazione dell'articolo 179d dell'Ordinanza sulle epizoozie e dell'articolo 4
       dell'ordinanza sulle derrate alimentari di origine animale, la Svizzera ha adottato una
       politica di ritiro degli M.S.R. dalle catene alimentari animale e umana. L'elenco degli
       M.S.R. ritirati nei bovini comprende in particolare la colonna vertebrale degli
       animali di età superiore a trenta mesi, le tonsille, gli intestini dal duodeno al retto e il
       mesentere degli animali di tutte le età.
   11) I laboratori di riferimento dell'Unione europea per i residui di medicinali veterinari e
       contaminanti negli alimenti di origine animale sono i seguenti:
       a)     per i residui delle sostanze di cui all'allegato I della direttiva 96/23/CE+
              comprese nella categoria A, punti 1, 2, 3 e 4, e nella categoria B, punti 2 d) e
              3 d):
              RIKILT - Institute of Food Safety, part of Wageningen UR
              P.O.Box 230
              6700 AE Wageningen
              Nederland
       b)     per i residui delle sostanze di cui all'allegato I della direttiva 96/23/CE
              comprese nella categoria B, punti 1 e 3 e), e per i residui di carbadox e
              olaquindox:
              Laboratoire d'étude et de recherches sur les médicaments vétérinaires et les
              désinfectants
              ANSES - Laboratoire de Fougères
              35306 Fougères cedex
              France
       c)     per i residui delle sostanze di cui all'allegato I della direttiva 96/23/CE
              comprese nella categoria A, punto 5, e nella categoria B, punti 2 a), 2 b) e 2 e):
              Bundesamt für Verbraucherschutz und Lebensmittelsicherheit
              Diedersdorfer Weg 1
              12277 Berlin
              Deutschland
       d)     per i residui delle sostanze di cui all'allegato I della direttiva 96/23/CE
              comprese nella categoria B, punto 3 c):
              Istituto Superiore di Sanità - ISS
              Viale Regina Elena, 299
              00161 Roma
              Italia
       La Svizzera si fa carico delle spese ad essa imputabili per le operazioni derivanti
       dalla designazione di questi laboratori. La funzione e i compiti di tali laboratori sono
       quelli previsti dal regolamento (CE) n. 882/2004++.
IT                                             59                                                   IT
 ---pagebreak---    12) In attesa del riconoscimento dell'allineamento della legislazione dell'Unione europea
       e della legislazione svizzera, per le esportazioni verso l'Unione europea, la Svizzera
       garantisce il rispetto degli atti sottoelencati e dei relativi testi d'applicazione:
       1.     Regolamento (CEE) n. 315/93 del Consiglio, dell'8 febbraio 1993, che
              stabilisce procedure comunitarie relative ai contaminanti nei prodotti alimentari
              (GU L 37 del 13.2.1993, pag. 1).
       2.     Regolamento di esecuzione (UE) n. 872/2012 della Commissione, del
              1o ottobre 2012, che adotta l'elenco di sostanze aromatizzanti di cui al
              regolamento (CE) n. 2232/96 del Parlamento europeo e del Consiglio, lo
              inserisce nell'allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento
              europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 1565/2000 della
              Commissione e la decisione 1999/217/CE della Commissione (GU L 267 del
              2.10.2012, pag. 1).
       3.     Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente il divieto
              d'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle
              sostanze β-agoniste nelle produzioni animali e che abroga le direttive
              81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 3).
       4.     Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente le misure di
              controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro
              prodotti e che abroga le direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le decisioni
              89/187/CEE e 91/664/CEE
              (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10).
       5.     Direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio
              1999, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
              concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti
              (GU L 66 del 13.3.1999, pag. 16).
       6.     Direttiva 1999/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio
              1999, che stabilisce un elenco comunitario di alimenti e loro ingredienti trattati
              con radiazioni ionizzanti (GU L 66 del 13.3.1999, pag. 24).
       7.     Abrogata e sostituita dal regolamento di esecuzione (UE) n. 872/2012 di cui al
              punto 2.
       8.     Decisione 2002/840/CE della Commissione, del 23 ottobre 2002, che adotta
              l'elenco degli impianti riconosciuti per il trattamento degli alimenti con
              radiazioni ionizzanti nei paesi terzi (GU L 287 del 25.10.2002, pag. 40).
       9.     Regolamento (CE) n. 2065/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
              10 novembre 2003, relativo agli aromatizzanti di affumicatura utilizzati o
              destinati ad essere utilizzati nei o sui prodotti alimentari (GU L 309 del
              26.11.2003, pag. 1).
       10.    Regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006,
              che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari
              (GU L 364 del 20.12.2006, pag. 5).
       11.    Abrogato dal regolamento (UE) n. 1129/2011 della Commissione,
              dell'11 novembre 2011, che modifica l'allegato II del regolamento (CE)
              n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio istituendo un elenco
              dell'Unione di additivi alimentari.
IT                                              60                                               IT
 ---pagebreak---           12.   Regolamento (CE) n. 1332/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
                16 dicembre 2008, relativo agli enzimi alimentari e che modifica la direttiva
                83/417/CEE del Consiglio, il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, la
                direttiva 2000/13/CE, la direttiva 2001/112/CE del Consiglio e il regolamento
                (CE) n. 258/97 (GU L 354 del 31.12.2008, pag. 7).
          13.   Regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
                16 dicembre 2008, relativo agli additivi alimentari (GU L 354 del 31.12.2008,
                pag. 16).
          14.   Regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
                16 dicembre 2008, relativo agli aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con
                proprietà aromatizzanti destinati a essere utilizzati negli e sugli alimenti e che
                modifica il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio, i regolamenti (CE)
                n. 2232/96 e (CE) n. 110/2008 e la direttiva 2000/13/CE (GU L 354 del
                31.12.2008, pag. 34).
          15.   Direttiva 2008/128/CE della Commissione, del 22 dicembre 2008, che
                stabilisce i requisiti di purezza specifici per le sostanze coloranti per uso
                alimentare (GU L 6 del 10.1.2009, pag. 20).
          16.   Direttiva 2009/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile
                2009, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri riguardanti i
                solventi da estrazione impiegati nella preparazione dei prodotti alimentari e dei
                loro ingredienti (GU L 141 del 6.6.2009, pag. 3).
          17.   Direttiva 2008/60/CE della Commissione, del 17 giugno 2008, che stabilisce i
                requisiti di purezza specifici per gli edulcoranti per uso alimentare (GU L 158
                del 18.6.2008, pag. 17).
          18.   Direttiva 2008/84/CE della Commissione, del 27 agosto 2008, che stabilisce i
                requisiti di purezza specifici per gli additivi alimentari diversi dai coloranti e
                dagli edulcoranti (GU L 253 del 20.9.2008, pag. 1).
          19.   Regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
                6 maggio 2009, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di
                limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine
                animale, abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la
                direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento
                (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 152 del
                16.6.2009, pag. 11).
   __________________
   +
          Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente le misure di
          controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro prodotti e
          che abroga le direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le decisioni 89/187/CEE e
          91/664/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10).
   ++
          Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile
          2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in
          materia di mangimi e alimenti e alle norme sulla salute degli animali e sul benessere
          degli animali (GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1)."
IT                                                61                                                IT
 ---pagebreak---                    «Sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano»
        Esportazioni dall'Unione europea verso la Svizzera ed esportazioni dalla Svizzera verso
                                                l'Unione europea
                       Esportazioni dall'Unione europea verso la Svizzera ed esportazioni
                                      dalla Svizzera verso l'Unione europea
                                     Condizioni commerciali
                                                                                                Equivalenza
                 Unione europea*                                   Svizzera*
   *    Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un
        riferimento a tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
   1. Regolamento (CE) n. 999/2001 del             1. Ordinanza del 23 novembre 2005
       Parlamento europeo e del Consiglio,            concernente la macellazione e il
       del     22 maggio       2001,    recante       controllo    delle     carni     (OMCC;
       disposizioni per la prevenzione, il            RS 817.190)
       controllo e l'eradicazione di alcune        2. Ordinanza del DFI, del 23 novembre
       encefalopatie spongiformi trasmissibili        2005, concernente l'igiene nella
       (GU L 147 del 31.5.2001, pag. 1).              macellazione (OIgM; RS 817.190.1)
   2. Regolamento (CE) n. 1069/2009 del            3. Ordinanza del 27 giugno 1995 sulle
       Parlamento europeo e del Consiglio,            epizoozie (OFE; RS 916.401)
       del 21 ottobre 2009, recante norme          4. Ordinanza      del     18 aprile    2007
       sanitarie relative ai sottoprodotti di         concernente l'importazione, il transito
       origine animale e ai prodotti derivati         e l'esportazione di animali e prodotti
       non destinati al consumo umano e che           animali (OITE; RS 916.443.10)
       abroga      il     regolamento      (CE)                                                    Sì con
                                                   5. Ordinanza del 25 maggio 2011               condizioni
       n. 1774/2002        (regolamento      sui
                                                      concernente       l'eliminazione      dei   speciali
       sottoprodotti di origine animale)
                                                      sottoprodotti di origine animale
       (GU L 300 del 14.11.2009, pag. 1).
                                                      (OESA; RS 916.441.22)
   3. Regolamento (UE) n. 142/2011 della
       Commissione, del 25 febbraio 2011,
       recante disposizioni di applicazione del
       regolamento (CE) n. 1069/2009 del
       Parlamento europeo e del Consiglio
       recante norme sanitarie relative ai
       sottoprodotti di origine animale e ai
       prodotti derivati non destinati al
       consumo umano, e della direttiva
       97/78/CE del Consiglio per quanto
       riguarda taluni campioni e articoli non
       sottoposti a controlli veterinari alla
       frontiera (GU L 54 del 26.2.2011,
       pag. 1).
    Condizioni speciali
    Per le sue importazioni, la Svizzera applica le stesse disposizioni di quelle relative agli articoli
    da 25 a 28, 30 e 31 e agli allegati XIV e XV (certificati) del regolamento (UE) n. 142/2011,
    conformemente agli articoli 41 e 42 del regolamento (CE) n. 1069/2009.
    Gli scambi di materie rientranti nelle categorie 1 e 2 sono disciplinati dall'articolo 48 del
    regolamento (CE) n. 1069/2009.
    Le materie che rientrano nella categoria 3, oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione
    europea e la Svizzera, sono accompagnate dai documenti commerciali e dai certificati sanitari
    previsti all'allegato VIII, capitolo III, del regolamento (UE) n. 142/2011, conformemente
IT                                                      62                                                  IT
 ---pagebreak---    all'articolo 17 del regolamento (UE) n. 142/2011 e agli articoli 21 e 48 del regolamento (CE)
   n. 1069/2009.
   In conformità del titolo II, capo I, sezione 2, del regolamento (CE) n. 1069/2009 e del capo IV
   e dell'allegato IX del regolamento (UE) n. 142/2011, la Svizzera redige l'elenco dei suoi
   stabilimenti corrispondenti.
                                               CAPITOLO II
                             Settori diversi da quelli rientranti nel capitolo I
       Esportazioni dell'Unione europea verso la Svizzera ed esportazioni della Svizzera verso
                                             l'Unione europea
   Tali esportazioni saranno effettuate alle condizioni previste per gli scambi intracomunitari.
   Tuttavia le autorità competenti rilasceranno, se del caso, un certificato che attesti il rispetto di
   tali condizioni ai fini dell'accompagnamento dei lotti.
   Se necessario, i modelli di certificati saranno discussi nell'ambito del Comitato misto
   veterinario.
IT                                                  63                                                  IT
 ---pagebreak---                                               ALLEGATO VII
   L'appendice 7 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo è sostituita dalla seguente:
                                                 "Appendice 7
                                             Autorità competenti
                                                    Parte A
                                                    Svizzera
   Le competenze in materia di controllo sanitario e veterinario sono ripartite tra i servizi dei
   singoli Cantoni e quelli dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria. Si
   applicano le seguenti disposizioni:
   –         per le esportazioni verso l'Unione europea, i Cantoni controllano il rispetto delle
             condizioni di produzione, procedono alle ispezioni legali e rilasciano i certificati
             sanitari attestanti il rispetto delle norme e delle condizioni veterinarie convenute;
   –         l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria è competente per il
             coordinamento generale, le ispezioni e la supervisione dei sistemi d'ispezione,
             nonché l'azione legislativa finalizzata all'applicazione uniforme delle norme e delle
             condizioni nell'ambito del mercato svizzero. Esso è altresì competente per quanto
             concerne le importazioni delle derrate alimentari delle derrate alimentari di origine
             animale e degli altri prodotti animali provenienti dai paesi terzi. Infine rilascia le
             autorizzazioni per le esportazioni verso l'Unione europea dei sottoprodotti animali
             che rientrano nelle categorie 1 e 2.
                                                    Parte B
                                               Unione europea
   Il controllo veterinario è esercitato sia dai servizi veterinari nazionali dei singoli Stati membri,
   sia dalla Commissione europea. Si applicano le seguenti disposizioni:
   –         per le esportazioni verso la Svizzera, gli Stati membri controllano il rispetto delle
             condizioni di produzione, procedono alle ispezioni legali e rilasciano i certificati
             sanitari attestanti il rispetto delle norme e delle condizioni convenute;
   –         la Commissione europea è competente per il coordinamento generale, le ispezioni e
             la supervisione dei sistemi d'ispezione, nonché l'azione legislativa finalizzata
             all'applicazione uniforme delle norme e delle condizioni nell'ambito del mercato
             unico europeo."
IT                                                     64                                               IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO VIII
   L'appendice 10 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo è sostituita dalla seguente:
                                                "Appendice 10
                           Prodotti animali: controlli alle frontiere e canoni
                                                 CAPITOLO I
                                            Disposizioni generali
                                            A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un
             riferimento a tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
                       Unione europea                                         Svizzera
                                                                         o
    1. Decisione 2004/292/CE della Commissione,          1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
       del 30 marzo 2004, relativa all'applicazione         RS 916.40), e in particolare l'articolo 57.
       del sistema TRACES recante modifica della         2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
       decisione       92/486/CEE       (GU L 94     del    l'importazione, il transito e l'esportazione di
       31.3.2004, pag. 63).                                 animali     e    prodotti     animali     (OITE;
    2. Regolamento         (CE)      n. 178/2002     del    RS 916.443.10).
       Parlamento europeo e del Consiglio, del           3. Ordinanza del 27 agosto 2008 concernente
       28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i       l'importazione e il transito per via aerea di
       requisiti generali della legislazione alimentare,    prodotti animali provenienti da paesi terzi
       istituisce l'Autorità europea per la sicurezza       (OITPA; RS 916.443.13).
       alimentare e fissa procedure nel campo della      4. Ordinanza del DFI, del 16 maggio 2007, sul
       sicurezza alimentare (GU L 31 dell'1.2.2002,         controllo dell'importazione e del transito di
       pag. 1).                                             animali e prodotti animali (Ordinanza sui
                                                            controlli OITE; RS 916.443.106).
                                                         5. Ordinanza del 30 ottobre 1985 sulle tasse
                                                            dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare
                                                            e di veterinaria (Ordinanza sulle tasse
                                                            dell'USAV; RS 916.472).
                                   B. MODALITÀ D’APPLICAZIONE
   1.        La Commissione, in collaborazione con l'Ufficio federale della sicurezza alimentare
             e di veterinaria, integra la Svizzera nel sistema informatico TRACES,
             conformemente alla decisione 2004/292/CE della Commissione.
   2.        La Commissione, in collaborazione con l'Ufficio federale della sicurezza alimentare
             e di veterinaria, integra la Svizzera nel sistema di allarme rapido previsto
             all'articolo 50 del regolamento (CE) n. 178/2002 per quanto riguarda le disposizioni
             connesse ai respingimenti alle frontiere dei prodotti di origine animale.
             In caso di rifiuto di una partita, di un contenitore o di un carico da parte di un'autorità
             competente in un posto frontaliero dell'Unione europea, la Commissione avvisa
             immediatamente la Svizzera.
             La Svizzera notifica immediatamente alla Commissione qualunque caso di rifiuto,
             collegato a un rischio diretto o indiretto per la salute umana, di una partita, di un
             contenitore o di un carico di prodotti alimentari o di alimenti per animali, da parte di
             un'autorità competente di un posto frontaliero e rispetta le regole di riservatezza
             previste all'articolo 52 del regolamento (CE) n. 178/2002.
IT                                                    65                                                     IT
 ---pagebreak---              Le misure particolari collegate a tale partecipazione sono definite nell'ambito del
             Comitato misto veterinario.
                                               CAPITOLO II
                            Controlli veterinari applicabili negli scambi tra gli
                             Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera
                                            A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un
             riferimento a tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
   I controlli veterinari applicabili negli scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e la
   Svizzera sono effettuati conformemente alle disposizioni degli atti seguenti:
                      Unione europea                                           Svizzera
                                                                          o
    1. Direttiva 89/608/CEE del Consiglio, del           1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
        21 novembre 1989, relativa alla mutua                RS 916.40) e in particolare l'articolo 57.
        assistenza tra le autorità amministrative degli  2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
        Stati membri e alla collaborazione tra queste e      l'importazione, il transito e l'esportazione di
        la Commissione per assicurare la corretta            animali     e    prodotti     animali    (OITE;
        applicazione delle legislazioni veterinaria e        RS 916.443.10).
        zootecnica (GU L 351 del 2.12.1989, pag. 34).    3. Ordinanza del 27 agosto 2008 concernente
    2. Direttiva      89/662/CEE      del    Consiglio,      l'importazione e il transito per via aerea di
        dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli         prodotti animali provenienti da paesi terzi
        veterinari     applicabili     negli    scambi       (OITPA; RS 916.443.13).
        intracomunitari, nella prospettiva della         4. Ordinanza del DFI del 16 maggio 2007 sul
        realizzazione del mercato interno (GU L 395          controllo dell'importazione e del transito di
        del 30.12.1989, pag. 13).                            animali e prodotti animali (Ordinanza sui
    3. Direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del               controlli OITE; RS 916.443.106).
        16 dicembre 2002, che stabilisce norme di        5. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
        polizia sanitaria per la produzione, la              l'importazione di animali da compagnia
        trasformazione e l'introduzione di prodotti di       (OIAC; RS 916.443.14).
        origine animale destinati al consumo umano
                                                         6. Ordinanza del 30 ottobre 1985 sulle tasse
        (GU L 18 del 23.1.2003, pag. 11).
                                                             dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare
                                                             e di veterinaria (Ordinanza sulle tasse
                                                             dell'USAV; RS 916.472).
                                   B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   Nei casi previsti all'articolo 8 della direttiva 89/662/CEE, le autorità competenti del luogo di
   destinazione entrano immediatamente in contatto con le autorità competenti del luogo di
   spedizione. Esse adottano tutte le misure necessarie e comunicano all'autorità competente del
   luogo di spedizione e alla Commissione la natura dei controlli effettuati, le decisioni adottate
   e i motivi di tali decisioni.
   L'attuazione delle disposizioni previste agli articoli 10, 11 e 16 della direttiva 89/608/CEE e
   agli articoli 9 e 16 della direttiva 90/425/CEE è di competenza del Comitato misto veterinario.
                                               CAPITOLO III
                    Controlli veterinari applicabili per le importazioni dai paesi terzi
                                            A. LEGISLAZIONI*
   *         Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un
             riferimento a tale atto così come da ultimo modificato.
IT                                                   66                                                       IT
 ---pagebreak---    I controlli relativi alle importazioni dai paesi terzi sono effettuati conformemente alle seguenti
   disposizioni:
                       Unione europea                                           Svizzera
                                                                           o
     1. Regolamento        (CE)     n. 136/2004     della 1. Legge del 1 luglio 1966 sulle epizoozie (LFE;
        Commissione, del 22 gennaio 2004, che fissa           RS 916.40), e in particolare l'articolo 57.
        le modalità dei controlli veterinari da           2. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
        effettuare ai posti d'ispezione frontalieri della     l'importazione, il transito e l'esportazione di
        Comunità sui prodotti importati dai paesi terzi       animali     e    prodotti     animali     (OITE;
        (GU L 21 del 28.1.2004, pag. 11).                     RS 916.443.10).
     2. Regolamento        (CE)     n. 206/2009     della 3. Ordinanza del 27 agosto 2008 concernente
        Commissione, del 5 marzo 2009, relativo               l'importazione e il transito per via aerea di
        all'introduzione nella Comunità di scorte             prodotti animali provenienti da paesi terzi
        personali di prodotti di origine animale e che        (OITPA; RS 916.443.13).
        modifica il regolamento (CE) n. 136/2004          4. Ordinanza del DFI, del 16 maggio 2007, sul
        (GU L 77 del 24.3.2009, pag. 1).                      controllo dell'importazione e del transito di
     3. Regolamento         (CE)     n. 854/2004      del     animali e prodotti animali (Ordinanza sui
        Parlamento europeo e del Consiglio, del               controlli OITE; RS 916.443.106).
        29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche   5. Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente
        per l'organizzazione di controlli ufficiali sui       l'importazione di animali da compagnia
        prodotti di origine animale destinati al              (OIAC; RS 916.443.14).
        consumo umano (GU L 139 del 30.4.2004,
                                                          6. Ordinanza del 30 ottobre 1985 sulle tasse
        pag. 206).
                                                              dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare
     4. Regolamento         (CE)     n. 882/2004      del     e di veterinaria (Ordinanza sulle tasse
        Parlamento europeo e del Consiglio, del               dell'USAV; RS 916.472).
        29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali
                                                          7. Legge del 9 ottobre 1992 sulle derrate
        intesi a verificare la conformità alla normativa
                                                              alimentari (LDerr; RS 817.0).
        in materia di mangimi e alimenti e alle norme
        sulla salute degli animali e sul benessere degli  8. Ordinanza del 23 novembre 2005 sulle derrate
        animali (GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1).             alimentari e gli oggetti d'uso (ODerr;
                                                              RS 817.02).
     5. Direttiva 89/608/CEE del Consiglio, del
        21 novembre 1989, relativa alla mutua             9. Ordinanza del 23 novembre 2005 concernente
        assistenza tra le autorità amministrative degli       l'esecuzione della legislazione sulle derrate
        Stati membri e alla collaborazione tra queste e       alimentari (RS 817.025.21).
        la Commissione per assicurare la corretta         10. Ordinanza del DFI, del 26 giugno 1995, sulle
        applicazione delle legislazioni veterinaria e         sostanze estranee e sui componenti presenti
        zootecnica (GU L 351 del 2.12.1989, pag. 34).         negli alimenti (OSoE; RS 817.021.23).
     6. Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile
        1996, concernente il divieto d'utilizzazione di
        talune sostanze ad azione ormonica,
        tireostatica e delle sostanze β-agoniste nelle
        produzioni animali e che abroga le direttive
        81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE
        (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 3).
     7. Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile
        1996, concernente le misure di controllo su
        talune sostanze e sui loro residui negli animali
        vivi e nei loro prodotti e che abroga le
        direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le
        decisioni      89/187/CEE       e   91/664/CEE
        (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10).
     8. Direttiva 97/78/CE del Consiglio, del
        18 dicembre 1997, che fissa i principi relativi
        all'organizzazione dei controlli veterinari per i
IT                                                     67                                                      IT
 ---pagebreak---                       Unione europea                                        Svizzera
        prodotti che provengono dai paesi terzi e che
        sono introdotti nella Comunità (GU L 24 del
        30.1.1998, pag. 9).
    9. Decisione 2002/657/CE della Commissione,
        del 14 agosto 2002, che attua la direttiva
        96/23/CE del Consiglio relativa al rendimento
        dei metodi analitici e all'interpretazione dei
        risultati (GU L 221 del 17.8.2002, pag. 8).
    10. Direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del
        16 dicembre 2002, che stabilisce norme di
        polizia sanitaria per la produzione, la
        trasformazione e l'introduzione di prodotti di
        origine animale destinati al consumo umano
        (GU L 18 del 23.1.2003, pag. 11).
    11. Decisione 2005/34/CE della Commissione,
        dell'11 gennaio 2005, che stabilisce norme
        armonizzate per i test di rilevamento di taluni
        residui nei prodotti di origine animale
        importati dai paesi terzi (GU L 16 del
        20.1.2005, pag. 61).
    12. Decisione 2007/275/CE della Commissione,
        del 17 aprile 2007, relativa agli elenchi di
        animali e prodotti da sottoporre a controlli
        presso i posti d'ispezione frontalieri a norma
        delle direttive del Consiglio 91/496/CEE e
        97/78/CE (GU L 116 del 4.5.2007, pag. 9).
                                   B. MODALITÀ D'APPLICAZIONE
   1.        Ai fini dell'applicazione dell'articolo 6 della direttiva 97/78/CE, i posti d'ispezione
             frontalieri degli Stati membri dell'Unione europea sono i seguenti: i posti d'ispezione
             frontalieri riconosciuti per i controlli veterinari sui prodotti animali e che figurano
             nell'allegato della decisione 2001/881/CE della Commissione, del 7 dicembre 2001,
             che stabilisce l'elenco dei posti d'ispezione frontalieri riconosciuti ai fini dei controlli
             veterinari sui prodotti e sugli animali provenienti dai paesi terzi e che aggiorna le
             modalità relative ai controlli che devono essere effettuati dagli esperti della
             Commissione, così come modificata.
   2.        Ai fini dell'applicazione dell'articolo 6 della direttiva 97/78/CE, i posti d'ispezione
             frontalieri per la Svizzera sono i seguenti:
                                    Codice                    Centro
                 Nome                            Tipo                         Tipo di riconoscimento
                                   TRACES                  d'ispezione
                                                        Centro 1           NHC (*)
       Aeroporto di Zurigo        CHZRH4           A
                                                        Centro 2           HC(2) (*)
       Aeroporto di Ginevra       CHGVA4           A    Centro 2           HC(2), NHC (*)
             *      Con riferimento alle categorie di riconoscimento definite dalla decisione
                    2009/821/CE
             Le ulteriori modifiche dell'elenco dei posti d'ispezione frontalieri, dei loro centri
             d'ispezione e del loro tipo di riconoscimento sono di competenza del Comitato misto
             veterinario.
IT                                                   68                                                   IT
 ---pagebreak---             La realizzazione dei controlli in loco è di competenza del Comitato misto veterinario,
            segnatamente in base all'articolo 45 del regolamento (CE) n. 882/2004 e
            all'articolo 57 della legge sulle epizoozie.
                                              CAPITOLO IV
                       Condizioni sanitarie e condizioni di controllo degli scambi
                                    tra l'Unione europea e la Svizzera
   Per i settori nei quali l'equivalenza è riconosciuta in modo reciproco, i prodotti animali
   oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera circolano alle stesse
   condizioni dei prodotti oggetto di scambi tra gli Stati membri dell'Unione. Se necessario, tali
   prodotti sono accompagnati dai certificati sanitari previsti per gli scambi tra gli Stati membri
   dell'Unione o definiti dal presente allegato e disponibili nel sistema TRACES.
   Per gli altri settori, restano applicabili le condizioni sanitarie di cui al capitolo II
   dell'appendice 6.
                                              CAPITOLO V
           Condizioni sanitarie e condizioni di controllo delle importazioni dai paesi terzi
                              I. UNIONE EUROPEA - LEGISLAZIONE*
   *        Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un
            riferimento a tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
   A.       Regole di sanità pubblica
            1.     Direttiva 2009/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile
                   2009, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri riguardanti i
                   solventi da estrazione impiegati nella preparazione dei prodotti alimentari e dei
                   loro ingredienti (GU L 141 del 6.6.2009, pag. 3).
            2.     Regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
                   16 dicembre 2008, relativo agli aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con
                   proprietà aromatizzanti destinati a essere utilizzati negli e sugli alimenti e che
                   modifica il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio, i regolamenti (CE)
                   n. 2232/96 e (CE) n. 110/2008 e la direttiva 2000/13/CE (GU L 354 del
                   31.12.2008, pag. 34).
            3.     Regolamento (CE) n. 470/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
                   6 maggio 2009, che stabilisce procedure comunitarie per la determinazione di
                   limiti di residui di sostanze farmacologicamente attive negli alimenti di origine
                   animale, abroga il regolamento (CEE) n. 2377/90 del Consiglio e modifica la
                   direttiva 2001/82/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento
                   (CE) n. 726/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 152 del
                   16.6.2009, pag. 11).
            4.     Regolamento (CEE) n. 315/93 del Consiglio, dell'8 febbraio 1993, che
                   stabilisce procedure comunitarie relative ai contaminanti nei prodotti alimentari
                   (GU L 37 del 13.2.1993, pag. 1).
            5.     Direttiva 95/45/CE della Commissione, del 26 luglio 1995, che stabilisce i
                   requisiti di purezza specifici per le sostanze coloranti per uso alimentare
                   (GU L 226 del 22.9.1995, pag. 1).
            6.     Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente il divieto
                   d'utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle
IT                                                  69                                                IT
 ---pagebreak---        sostanze β-agoniste nelle produzioni animali e che abroga le direttive
       81/602/CEE, 88/146/CEE e 88/299/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 3).
   7.  Direttiva 96/23/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente le misure di
       controllo su talune sostanze e sui loro residui negli animali vivi e nei loro
       prodotti e che abroga le direttive 85/358/CEE e 86/469/CEE e le decisioni
       89/187/CEE e 91/664/CEE (GU L 125 del 23.5.1996, pag. 10).
   8.  Regolamento di esecuzione (UE) n. 872/2012 della Commissione, del
       1o ottobre 2012, che adotta l'elenco di sostanze aromatizzanti di cui al
       regolamento (CE) n. 2232/96 del Parlamento europeo e del Consiglio, lo
       inserisce nell'allegato I del regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlamento
       europeo e del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 1565/2000 della
       Commissione e la decisione 1999/217/CE della Commissione (GU L 267 del
       2.10.2012, pag. 1).
   9.  Direttiva 1999/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio
       1999, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
       concernenti gli alimenti e i loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti
       (GU L 66 del 13.3.1999, pag. 16).
   10. Direttiva 1999/3/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 febbraio
       1999, che stabilisce un elenco comunitario di alimenti e loro ingredienti trattati
       con radiazioni ionizzanti (GU L 66 del 13.3.1999, pag. 24).
   11. Regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22
       maggio 2001, recante disposizioni per la prevenzione, il controllo e
       l'eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili (GU L 147 del
       31.5.2001, pag. 1)
   12. Decisione 2002/840/CE della Commissione, del 23 ottobre 2002, che adotta
       l'elenco degli impianti riconosciuti per il trattamento degli alimenti con
       radiazioni ionizzanti nei paesi terzi (GU L 287 del 25.10.2002, pag. 40).
   13. Regolamento (CE) n. 2160/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
       17 novembre 2003, sul controllo della salmonella e di altri agenti zoonotici
       specifici presenti negli alimenti (GU L 325 del 12.12.2003, pag. 1).
   14. Regolamento (CE) n. 2065/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
       10 novembre 2003, relativo agli aromatizzanti di affumicatura utilizzati o
       destinati ad essere utilizzati nei o sui prodotti alimentari (GU L 309 del
       26.11.2003, pag. 1).
   15. Direttiva 2004/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile
       2004, che abroga alcune direttive recanti norme sull'igiene dei prodotti
       alimentari e le disposizioni sanitarie per la produzione e la
       commercializzazione di determinati prodotti di origine animale destinati al
       consumo umano e che modifica le direttive 89/662/CEE e 92/118/CEE del
       Consiglio e la decisione 95/408/CE del Consiglio (GU L 157 del 30.4.2004,
       pag. 33).
   16. Regolamento (CE) n. 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
       29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche in materia di igiene per gli
       alimenti di origine animale (GU L 139 del 30.4.2004, pag. 55).
   17. Regolamento (CE) n. 854/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
       29 aprile 2004, che stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli
IT                                      70                                                IT
 ---pagebreak---            ufficiali sui prodotti di origine animale destinati al consumo umano (GU L 139
           del 30.4.2004, pag. 206).
      18.  Decisione 2005/34/CE della Commissione, dell'11 gennaio 2005, che stabilisce
           norme armonizzate per i test di rilevamento di taluni residui nei prodotti di
           origine animale importati dai paesi terzi (GU L 16 del 20.1.2005, pag. 61).
      19.  Regolamento (CE) n. 401/2006 della Commissione, del 23 febbraio 2006,
           relativo ai metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei
           tenori di micotossine nei prodotti alimentari (GU L 70 del 9.3.2006, pag. 12).
      20.  Regolamento (CE) n. 1881/2006 della Commissione, del 19 dicembre 2006,
           che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari
           (GU L 364 del 20.12.2006, pag. 5).
      21.  Regolamento (UE) n. 252/2012 della Commissione, del 21 marzo 2012, che
           stabilisce i metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei
           livelli di diossine, PCB diossina-simili e PCB non diossina-simili in alcuni
           prodotti alimentari e che abroga il regolamento (CE) n. 1883/2006 (GU L 84
           del 23.3.2012, pag. 1).
      22.  Regolamento (CE) n 333/2007 della Commissione, del 28 marzo 2007, relativo
           ai metodi di campionamento e di analisi per il controllo ufficiale dei tenori di
           piombo, cadmio, mercurio, stagno inorganico, 3-MCPD e benzo(a)pirene nei
           prodotti alimentari (GU L 88 del 29.3.2007, pag. 29).
   B. Regole di salute animale
      1.   Direttiva 92/118/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1992, che stabilisce le
           condizioni sanitarie e di polizia sanitaria per gli scambi e le importazioni nella
           Comunità di prodotti non soggetti, per quanto riguarda tali condizioni, alle
           normative comunitarie specifiche di cui all'allegato A, capitolo I, della direttiva
           89/662/CEE e, per quanto riguarda i patogeni, alla direttiva 90/425/CEE
           (GU L 62 del 15.3.1993, pag. 49).
      2.   Regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22
           maggio 2001, recante disposizioni per la prevenzione, il controllo e
           l'eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili (GU L 147 del
           31.5.2001, pag. 1).
      3.   Regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
           21 ottobre 2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine
           animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano e che abroga il
           regolamento (CE) n. 1774/2002 (GU L 300 del 14.11.2009, pag. 1).
      4.   Regolamento (UE) n. 142/2011 della Commissione, del 25 febbraio 2011,
           recante disposizioni di applicazione del regolamento (CE) n. 1069/2009 del
           Parlamento europeo e del Consiglio recante norme sanitarie relative ai
           sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo
           umano, e della direttiva 97/78/CE del Consiglio per quanto riguarda taluni
           campioni e articoli non sottoposti a controlli veterinari alla frontiera (GU L 54
           del 26.2.2011, pag. 1).
      5.   Direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce
           norme di polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione e l'introduzione
           di prodotti di origine animale destinati al consumo umano (GU L 018 del
           23.1.2003, pag. 11).
IT                                           71                                                IT
 ---pagebreak---       6.  Direttiva 2006/88/CE del Consiglio, del 24 ottobre 2006, relativa alle
          condizioni di polizia sanitaria applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai
          relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali
          acquatici e alle misure di lotta contro tali malattie (GU L 328 del 24.11.2006,
          pag. 14).
   C. ALTRE MISURE SPECIFICHE*
      *   Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un
          riferimento a tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
      1.  Accordo interinale di commercio e di unione doganale tra la Comunità
          economica europea e la Repubblica di San Marino – Dichiarazione comune –
          Dichiarazione della Comunità (GU L 359 del 9.12.1992, pag. 14).
      2.  Decisione 94/1/CECA, CE del Consiglio e della Commissione, del
          13 dicembre 1993, relativa alla conclusione dell'accordo sullo Spazio
          economico europeo tra le Comunità europee, i loro Stati membri e la
          Repubblica d'Austria, la Repubblica di Finlandia, la Repubblica d'Islanda, il
          Principato del Liechtenstein, il Regno di Norvegia, il Regno di Svezia e la
          Confederazione elvetica (GU L 1 del 3.1.1994, pag. 1).
      3.  Decisione 97/132/CE del Consiglio, del 17 dicembre 1996, relativa alla
          conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Nuova Zelanda sulle
          misure sanitarie applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine
          animale (GU L 57 del 26.2.1997, pag. 4).
      4.  Decisione 97/345/CE del Consiglio, del 17 febbraio 1997, concernente la
          conclusione del protocollo sulle questioni veterinarie complementare
          all'accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità economica europea e
          il principato di Andorra (GU L 148 del 6.6.1997, pag. 15).
      5.  Decisione 98/258/CE del Consiglio, del 16 marzo 1998, relativa alla
          conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d'America in
          merito alle misure sanitarie di protezione della sanità pubblica e animale
          applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine animale
          (GU L 118 del 21.4.1998, pag. 1).
      6.  Decisione 98/504/CE del Consiglio, del 29 giugno 1998, relativa alla
          conclusione di un accordo interinale sugli scambi e sulle questioni commerciali
          tra la Comunità europea, da una parte, e gli Stati Uniti del Messico, dall'altra
          (GU L 226 del 13.8.1998, pag. 24).
      7.  Decisione 1999/201/CE del Consiglio, del 14 dicembre 1998, relativa alla
          conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e il governo del Canada in
          merito a misure sanitarie per la tutela della sanità pubblica ed animale
          applicabili agli scambi di animali vivi e di prodotti di origine animale
          (GU L 71 del 18.3.1999, pag. 1).
      8.  Decisione 1999/778/CE del Consiglio, del 15 novembre 1999, concernente la
          conclusione di un protocollo sulle questioni veterinarie aggiuntivo all'accordo
          tra la Comunità europea, da una parte, e il governo della Danimarca e il
          governo locale delle isole Færøer, dall'altra (GU L 305 del 30.11.1999,
          pag. 25).
IT                                         72                                                 IT
 ---pagebreak---        9.   Protocollo 1999/1130/CE sulle questioni veterinarie aggiuntivo all'accordo tra
            la Comunità europea, da una parte, e il governo della Danimarca e il governo
            locale delle isole Færøer, dall'altra (GU L 305 del 30.11.1999, pag. 26).
       10.  Decisione 2002/979/CE del Consiglio, del 18 novembre 2002, relativa alla
            firma e all'applicazione provvisoria di determinate disposizioni dell'accordo
            che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da
            una parte, e la Repubblica del Cile, dall'altra (GU L 352 del 30.12.2002,
            pag. 1).
   2.  Svizzera – Legislazione*
       *    Ogni riferimento a un atto si intende, salvo indicazione contraria, come un
            riferimento a tale atto quale modificato prima del 31 dicembre 2014.
       A.   Ordinanza del 18 aprile 2007 concernente l'importazione, il transito e
            l'esportazione di animali e prodotti animali (OITE; RS 916.443.10).
       B.   Ordinanza del 27 agosto 2008 concernente l'importazione e il transito per via
            aerea di prodotti animali provenienti da paesi terzi (OITPA; RS 916.443.13).
   3. Modalità d'applicazione
       A.   L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria applica,
            simultaneamente agli Stati membri dell'Unione europea, le condizioni
            d'importazione indicate nella normativa di cui al punto I della presente
            appendice, le misure d'applicazione e gli elenchi degli stabilimenti dai quali
            sono autorizzate le corrispondenti importazioni. Questo impegno si applica a
            tutti gli atti opportuni, qualunque sia la loro data d'adozione.
            L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria può adottare
            misure più restrittive ed esigere garanzie supplementari. Si terranno
            consultazioni nell'ambito del Comitato misto veterinario al fine di cercare
            soluzioni adeguate.
            L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria e gli Stati membri
            dell'Unione europea si notificano reciprocamente le condizioni specifiche
            d'importazione stabilite a titolo bilaterale che non sono oggetto di
            armonizzazione a livello dell'Unione europea.
       B.   I posti d'ispezione frontalieri degli Stati membri di cui al punto B. 1) del
            capitolo III della presente appendice effettuano i controlli relativi alle
            importazioni dai paesi terzi e destinate alla Svizzera conformemente al punto A
            del capitolo III della presente appendice.
       C.   I posti d'ispezione frontalieri della Svizzera menzionati al punto B. 2) del
            capitolo III della presente appendice effettuano i controlli relativi alle
            importazioni dai paesi terzi e destinate agli Stati membri dell'Unione europea
            conformemente al punto A del capitolo III della presente appendice.
       D.   In applicazione delle disposizioni dell'Ordinanza del 27 agosto 2008
            concernente l'importazione e il transito per via aerea di prodotti animali
            provenienti da paesi terzi (OITPA; RS 916.443.13), la Confederazione svizzera
            mantiene la possibilità d'importare carni bovine ottenute da bovini
            potenzialmente trattati con promotori di crescita. L'esportazione di questa carne
            verso l'Unione europea è vietata. Inoltre, la Confederazione svizzera:
IT                                           73                                               IT
 ---pagebreak---             –     limita l'utilizzazione di tali carni ai soli fini di fornitura diretta al
                  consumatore attraverso strutture di commercio al dettaglio in condizioni
                  adeguate di etichettatura;
            –     limita la loro introduzione ai soli posti d'ispezione frontalieri svizzeri e
            –     mantiene un sistema di tracciabilità e di canalizzazione adeguato volto a
                  prevenire qualunque possibilità di ulteriore introduzione nel territorio
                  degli Stati membri dell'Unione europea;
            –     presenta una volta all'anno una relazione alla Commissione sull'origine e
                  la destinazione delle importazioni, nonché uno stato dei controlli
                  effettuati al fine di garantire il rispetto delle condizioni elencate nei
                  precedenti trattini;
            –     in caso di preoccupazione, tali disposizioni saranno esaminate dal
                  Comitato misto veterinario.
                                       CAPITOLO VI
                                           Canoni
   1. Non è percepito alcun canone per i controlli veterinari applicabili agli scambi tra gli
      Stati membri dell'Unione europea e la Svizzera.
   2. Per i controlli veterinari delle importazioni dai paesi terzi, le autorità svizzere
      s'impegnano a percepire i canoni collegati ai controlli ufficiali previsti dal
      regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile
      2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in
      materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli
      animali (GU L 165 del 30.4.2004, pag. 1)."
IT                                            74                                                IT
 ---pagebreak---                                           ALLEGATO IX
   L'appendice 11 dell'allegato 11 dell'accordo agricolo è sostituita dalla seguente:
                                           "Appendice 11
                                          Punti di contatto
   I.      Per l'Unione europea:
           Il direttore
           Affari veterinari e internazionali
           Direzione generale della Salute e della sicurezza alimentare
           Commissione europea
           1049 Bruxelles, Belgio
   II.     Per la Svizzera:
           Il direttore
           Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria
           3003 Berna, Svizzera"
IT                                               75                                   IT