CELEX: 62019CA0265
Language: it
Date: 2020-09-08 00:00:00
Title: Causa C-265/19: Sentenza della Corte (Grande Sezione) dell’8 settembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court — Irlanda) — Recorded Artists Actors Performers Ltd / Phonographic Performance (Ireland) Ltd, Minister for Jobs Enterprise and Innovation, Ireland, Attorney General (Rinvio pregiudiziale – Proprietà intellettuale – Diritti connessi al diritto d’autore – Direttiva 2006/115/CE – Articolo 8, paragrafo 2 – Utilizzo di fonogrammi nell’Unione – Diritto degli artisti interpreti o esecutori a un’equa remunerazione suddivisa con i produttori dei fonogrammi – Applicabilità ai cittadini di Stati terzi – Trattato sulle interpretazioni ed esecuzioni dei fonogrammi – Articoli 4 e 15 – Riserve notificate da Stati terzi – Limitazioni al diritto a una remunerazione equa che possono, su base di reciprocità, discendere da tali riserve per i cittadini di Stati terzi nell’Unione – Articolo 17, paragrafo 2, e articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Diritto fondamentale alla tutela della proprietà intellettuale – Necessità che eventuali limitazioni siano previste dalla legge, rispettino il contenuto essenziale del diritto fondamentale e siano proporzionate – Ripartizione delle competenze dell’Unione e degli Stati membri per fissare tali limitazioni – Ripartizione delle competenze nelle relazioni con gli Stati terzi – Articolo 3, paragrafo 2, TFUE – Competenza esclusiva dell’Unione)

9.11.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 378/11
            
         
      Sentenza della Corte (Grande Sezione) dell’8 settembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court — Irlanda) — Recorded Artists Actors Performers Ltd / Phonographic Performance (Ireland) Ltd, Minister for Jobs Enterprise and Innovation, Ireland, Attorney General
      (Causa C-265/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Proprietà intellettuale - Diritti connessi al diritto d’autore - Direttiva 2006/115/CE - Articolo 8, paragrafo 2 - Utilizzo di fonogrammi nell’Unione - Diritto degli artisti interpreti o esecutori a un’equa remunerazione suddivisa con i produttori dei fonogrammi - Applicabilità ai cittadini di Stati terzi - Trattato sulle interpretazioni ed esecuzioni dei fonogrammi - Articoli 4 e 15 - Riserve notificate da Stati terzi - Limitazioni al diritto a una remunerazione equa che possono, su base di reciprocità, discendere da tali riserve per i cittadini di Stati terzi nell’Unione - Articolo 17, paragrafo 2, e articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea - Diritto fondamentale alla tutela della proprietà intellettuale - Necessità che eventuali limitazioni siano previste dalla legge, rispettino il contenuto essenziale del diritto fondamentale e siano proporzionate - Ripartizione delle competenze dell’Unione e degli Stati membri per fissare tali limitazioni - Ripartizione delle competenze nelle relazioni con gli Stati terzi - Articolo 3, paragrafo 2, TFUE - Competenza esclusiva dell’Unione)
      (2020/C 378/13)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Giudice del rinvio
      
      High Court
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Recorded Artists Actors Performers Ltd
      
         Convenuti: Phonographic Performance (Ireland) Ltd, Minister for Jobs Enterprise and Innovation, Ireland, Attorney General
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 2006/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale, alla luce dell’articolo 4, paragrafo 1, e dell’articolo 15, paragrafo 1, del trattato dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale sulle interpretazioni ed esecuzioni e sui fonogrammi, deve essere interpretato nel senso che esso osta a che uno Stato membro escluda, in sede di recepimento nella propria normativa dei termini «artisti interpreti o esecutori (…) in questione» contenuti in tale articolo 8, paragrafo 2, e che designano gli artisti che hanno diritto a una parte della remunerazione equa e unica ivi prevista, gli artisti cittadini di Stati terzi allo Spazio economico europeo (SEE), con la sola eccezione di quelli che hanno il proprio domicilio o la propria residenza nel SEE e di quelli il cui contributo al fonogramma è stato realizzato nel SEE.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 15, paragrafo 3, del trattato dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) sulle interpretazioni ed esecuzioni e sui fonogrammi e l’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 2006/115 devono, allo stato attuale del diritto dell’Unione, essere interpretati nel senso che le riserve notificate da Stati terzi ai sensi di tale articolo 15, paragrafo 3, aventi come effetto di limitare, nei loro territori, il diritto a un compenso equo e unico previsto dall’articolo 15, paragrafo 1, del trattato dell’OMPI sulle interpretazioni ed esecuzioni e sui fonogrammi, non comportano, nell’Unione europea, limitazioni del diritto previsto da detto articolo 8, paragrafo 2, nei confronti dei cittadini di tali Stati terzi; tali limitazioni possono tuttavia essere introdotte dal legislatore dell’Unione, purché siano conformi ai requisiti di cui all’articolo 52, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Detto articolo 8, paragrafo 2, osta pertanto a che uno Stato membro limiti il diritto a una remunerazione equa e unica nei confronti degli artisti interpreti o esecutori e produttori di fonogrammi cittadini di detti Stati terzi.
               
            
                  3)
               
               
                  L’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 2006/115 deve essere interpretato nel senso che esso osta a che il diritto a una remunerazione equa e unica ivi previsto sia limitato in modo tale che solo il produttore del fonogramma interessato percepisca una remunerazione, senza suddividerla con l’artista interprete o esecutore che ha contribuito a tale fonogramma.
               
            
         (1)  GU C 206 del 17.6.2019.