CELEX: 52013DC0355
Language: it
Date: 2013-05-29 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma di riforma 2013 della Germania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Germania 2012-2017

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		52013DC0355
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma di riforma 2013 della Germania e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Germania 2012-2017 /* COM/2013/0355 final - 2013/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma di riforma 2013 della Germania 
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità
della Germania 2012-2017
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
previa consultazione del comitato economico e
finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una
nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un maggiore
coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui
occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell’Europa.
(2)       Sulla base delle proposte
della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010,
una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche
degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una
decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione[4], che insieme formano gli “orientamenti
integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli
orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e di
occupazione.
(3)       Il 29 giugno 2012 i capi di
Stato o di governo hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione che
offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’UE
e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
possibili. I capi di Stato o di governo hanno convenuto le misure da adottare a
livello degli Stati membri, in particolare affermando il pieno impegno verso il
conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle
raccomandazioni specifiche per paese.
(4)       Il 6 luglio 2012 il Consiglio
ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma della
Germania 2012 e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità
aggiornato della Germania 2011-2016.
(5)       Il 28 novembre 2012 la
Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita[5], segnando l’inizio del semestre
europeo di coordinamento delle politiche economiche 2013. Sempre il 28
novembre 2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE)
n. 1176/2011, la seconda relazione sul meccanismo di allerta[6], in cui non annoverava la
Germania tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un esame
approfondito.
(6)       Il 14 marzo 2013 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la
necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e
favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione
di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di
contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di
modernizzare la pubblica amministrazione.
(7)       Il 17 aprile 2013 la Germania
ha presentato il suo programma di stabilità 2013 relativo al periodo 2012-2017
e, il 12 aprile 2013, il suo programma nazionale di riforma 2013. I due
programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro
correlazioni.
(8)       Sulla base della valutazione
del programma di stabilità 2013 a norma del regolamento (CE) n. 1466/97,
il Consiglio ritiene che le finanze pubbliche in Germania siano
complessivamente sane e che l’obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) sia
stato raggiunto. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di
bilancio del programma è plausibile. Le proiezioni macroeconomiche del
programma di stabilità sono nel complesso conformi alle previsioni di primavera
2013 della Commissione per quanto riguarda il ritmo e la configurazione della
crescita economica nel 2013 e nel 2014, e sono sostanzialmente in linea con il
tasso di crescita potenziale a medio termine della Germania stimato dalla
Commissione. Obiettivo della strategia di bilancio delineata nel programma è
continuare ad assicurare il raggiungimento dell’obiettivo di bilancio a medio
termine (OMT). Il programma conferma il precedente obiettivo a medio termine
pari a -0,5% del PIL che è in linea con i requisiti del patto di stabilità e
crescita. La Germania ha realizzato un avanzo strutturale di bilancio e ha
quindi conseguito l’obiettivo a medio termine nel 2012. Secondo il
programma di stabilità, il saldo di bilancio (ricalcolato)[7] rimarrà positivo nel 2013 e nel
2014, un parere che trova riscontro nelle previsioni della Commissione, consentendo
agli stabilizzatori automatici di operare liberamente. Nel 2012 la
Germania ha rispettato anche il parametro di riferimento per la spesa. Secondo
le informazioni fornite nel programma di stabilità, il tasso di crescita della
spesa pubblica, al netto dalle misure discrezionali in materia di entrate,
risulterebbe superiore al parametro di riferimento per la spesa nel 2013 e ad
esso conforme nel 2014. Il programma prevede che il debito lordo scenda
all’80½% del PIL nel 2013 e percorra in seguito una traiettoria
discendente. Dopo la correzione del disavanzo eccessivo nel 2011, la Germania è
in una fase di transizione per quanto riguarda il criterio del debito e nel
2012 ha compiuto progressi sufficienti per soddisfare tale criterio. Se il
programma è attuato come previsto, il paese compirà progressi sufficienti in
questo senso anche nel 2013 e raggiungerà il parametro di riferimento per il
debito alla fine del periodo di transizione nel 2014. Gli obiettivi di
disavanzo e di debito sembrano in generale realistici.
(9)       La Germania ha compiuto
sforzi solo limitati per migliorare l’efficienza della spesa pubblica per la
sanità e l’assistenza di lunga durata. Gli sforzi di riforma compiuti in
passato nel settore sanitario e la riforma dell’assistenza di lunga durata di
quest’anno sembrano insufficienti per contenere l’aumento dei costi previsto in
futuro. La Germania sembra sulla buona strada per quanto riguarda l’obiettivo
nazionale di spesa per l’istruzione e la ricerca, ma dovrebbe perseguire
obiettivi di follow-up ancora più ambiziosi per recuperare terreno rispetto
alle economie più innovative.
(10)     La Germania non sfrutta a
sufficienza le fonti di entrate favorevoli alla crescita. L’applicazione di un’aliquota
IVA ridotta (al momento pari al 7%) a quella che attualmente è una gamma
piuttosto ampia di beni e servizi potrebbe essere circoscritta e la gestione
dell’IVA riconsiderata al fine di aumentare l’efficienza, migliorare la
riscossione delle imposte e combattere le frodi. Gli introiti delle imposte
patrimoniali ricorrenti sono particolarmente esigui in Germania (0,5% del PIL
nel 2011 contro 1,3% nell’UE-27), un dato che indica l’esistenza di
margini per aumentare il gettito dell’imposta comunale sui beni immobili (Grundsteuer),
in particolare rivalutando la base imponibile.
(12)     Dopo la raccomandazione dello
scorso anno si sono registrati progressi nell’attuazione della norma
costituzionale del pareggio di bilancio (“freno al debito”). Per assicurare l’applicazione
effettiva del freno al debito nella procedura annuale di bilancio, sembra
tuttavia necessario introdurre specifiche norme attuative nella maggior parte
dei Länder.
(13)     Il settore finanziario è stato
oggetto di un notevole aggiustamento ed è stato rafforzato il quadro di
regolamentazione e di vigilanza. Le decisioni della Commissione sugli aiuti di
Stato hanno continuato a orientare la ristrutturazione delle Landesbanken.
Sembrano tuttavia sussistere ostacoli legati alla governance per un
risanamento determinato dal mercato nel settore bancario e questi ostacoli
pregiudicano l’efficienza generale del settore finanziario.
(14)     La Germania non ha adottato
misure per la graduale eliminazione dei forti disincentivi fiscali per il
secondo reddito familiare e restano limitati i progressi compiuti per aumentare
la disponibilità di strutture per l’infanzia aperte tutto il giorno e di scuole
a tempo pieno. La Germania ha realizzato qualche progresso per migliorare il
rendimento scolastico dei gruppi svantaggiati, ma è necessario che tutti i Länder
continuino a compiere sforzi ambiziosi per creare un sistema scolastico che
offra pari opportunità per tutti. Sono rimaste finora limitate le misure per
ridurre il considerevole cuneo fiscale per i lavoratori a basso reddito e
migliorare l’integrazione dei disoccupati di lunga durata nel mercato del
lavoro. La Germania dovrebbe fare di più per ridurre il forte onere fiscale e
gli elevati contributi di sicurezza sociale prelevati sui salari bassi. Devono
essere compiuti ulteriori sforzi per agevolare il passaggio da certi tipi di
contratto, come i mini-job, a forme più sostenibili di contratto, evitando così
la segmentazione del mercato del lavoro. Mentre i salari reali sono tuttora al
di sotto del livello del 2000, contribuendo alla riduzione strutturale del
tasso di disoccupazione dall’8% al 5,5%, essi hanno iniziato ad aumentare in
maniera dinamica da allora senza incidere negativamente sulla competitività.
Allo stesso tempo le disparità sono aumentate.
(15)     La Germania intende ridurre al
minimo il costo economico globale della trasformazione del sistema energetico,
ma non si registrano ancora risultati tangibili mentre permangono grossi rischi
e inefficienze potenziali. La Germania sta compiendo notevoli sforzi per
accelerare l’espansione delle reti energetiche. Il coordinamento della sua
politica energetica nazionale con le politiche dei paesi vicini è
insufficiente.
(16)     La situazione nel settore dei
servizi non è sostanzialmente cambiata rispetto all’anno scorso ed esistono
ancora restrizioni per accedere a determinate professioni ed esercitarle. La
Germania dovrebbe fare di più per facilitare l’accesso al settore dei servizi
eliminando le barriere ingiustificate; in tal modo i prezzi diminuirebbero e i
servizi sarebbero più accessibili alle fasce a basso reddito. In molti settori
dell’artigianato, compreso il settore delle costruzioni, vi è ancora l’obbligo
di possedere un diploma di maestro artigiano (Meisterbrief) o una
qualifica equivalente per gestire un’impresa. Il settore delle costruzioni è
inoltre sottoposto a restrizioni in materia di comunicazione commerciale e
procedure di autorizzazione. Molti servizi professionali sono inoltre soggetti
a requisiti in materia di forma giuridica e partecipazioni. È opportuno che la
Germania valuti se i medesimi obiettivi di interesse pubblico possano essere
raggiunti mediante una normativa semplificata. La diversità dei regimi
normativi tra i Länder lascia inoltre presupporre che vi siano margini
per individuare approcci normativi meno gravosi ed estenderli a tutto il paese,
in modo da ridurre gli oneri burocratici per le imprese. Il livello di
concorrenza effettiva nel settore ferroviario resta invariato. Riguardo agli
appalti pubblici, il valore degli appalti indetti dalle autorità tedesche a
norma della normativa dell’UE sugli appalti è decisamente basso. Il processo
legislativo che riguarda la revisione della legge contro le restrizioni della
concorrenza non è stato ancora concluso. Norme di pianificazione riducono
significativamente l’ingresso di nuove imprese nel mercato nel settore del
commercio al dettaglio.
(17)     Nell’ambito del semestre
europeo, la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica
economica della Germania, e ha valutato il programma di stabilità e il
programma nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto
della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e
della politica socioeconomica della Germania, ma anche della loro conformità
alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce della necessità di rafforzare
la governance economica dell’Unione europea nel suo insieme, offrendo un
contributo a livello dell’UE per le future decisioni nazionali. Le sue
raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle
raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4.
(18)     Alla luce di tale valutazione,
il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità e il suo parere[8] trova riscontro, in
particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(19)     Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato inoltre un’analisi della politica
economica della zona euro nel suo complesso, in base alla quale il Consiglio ha
formulato raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è
l’euro. La Germania dovrebbe assicurare anche l’attuazione piena e tempestiva
di tali raccomandazioni,
RACCOMANDA che la Germania adotti
provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
1.           mantenere, come previsto, una
solida posizione di bilancio, che garantisca il rispetto dell’obiettivo a medio
termine oltre l’orizzonte temporale del programma. Proseguire una politica di
bilancio favorevole alla crescita mediante sforzi supplementari per migliorare
l’efficacia in termini di costi della spesa pubblica per la sanità e l’assistenza
di lunga durata attraverso una migliore integrazione delle prestazioni
sanitarie e una maggiore attenzione alla prevenzione e alla riabilitazione.
Aumentare l’efficienza del sistema fiscale, in particolare ampliando la base
IVA e riesaminando la base imponibile dell’imposta comunale sui beni immobili;
mettere a frutto le possibilità esistenti per rafforzare e rendere più
efficiente la spesa atta a promuovere la crescita nei settori dell’istruzione e
della ricerca a tutti i livelli dell’amministrazione. Procedere all’attuazione
completa e coerente del freno al debito in tutti i Länder, assicurando
procedure di controllo e meccanismi correttivi tempestivi e pertinenti;
2.           creare le condizioni che
permettano un aumento dei salari per sostenere la domanda interna. Ridurre a
tal fine il forte onere fiscale e gli elevati contributi sociali, soprattutto
per quanti percepiscono un salario basso, e migliorare il rendimento scolastico
delle persone svantaggiate. Mantenere misure di attivazione e di integrazione
appropriate, in particolare per i disoccupati di lunga durata. Agevolare il
passaggio dal lavoro atipico, come i mini-job, a forme di occupazione più
sostenibili. Adottare misure per promuovere gli incentivi al lavoro e l’occupabilità
dei lavoratori, in particolare per le persone che apportano il secondo reddito
familiare e per i lavoratori poco qualificati, al fine di migliorarne il
reddito. Eliminare progressivamente i disincentivi fiscali per il secondo
reddito familiare e aumentare le strutture per l’infanzia aperte tutto il
giorno e le scuole a tempo pieno;
3.           migliorare il coordinamento
della politica energetica con i paesi vicini e ridurre al minimo il costo
complessivo della trasformazione del sistema energetico, in particolare
riesaminando l’efficacia in termini di costi degli strumenti di politica
energetica scelti per conseguire gli obiettivi relativi alle energie
rinnovabili e proseguendo gli sforzi per accelerare l’espansione delle reti di
energia elettrica e di gas nazionali e transfrontaliere;
4.           adottare misure per stimolare
ulteriormente la concorrenza nel settore dei servizi, compresi i servizi
professionali e alcune attività artigianali, in particolare nel settore delle
costruzioni e incentivare le fonti interne di crescita. Adottare misure urgenti
per aumentare in modo significativo il valore degli appalti pubblici. Adottare
e attuare la riforma legislativa annunciata volta a migliorare l’applicazione
del diritto della concorrenza in materia di restrizioni della concorrenza.
Eliminare le restrizioni riguardanti la pianificazione che riducono in modo
indebito l’ingresso di nuove imprese nel mercato nel settore del commercio al
dettaglio. Adottare ulteriori misure per eliminare le barriere che continuano a
ostacolare la concorrenza sui mercati ferroviari. Proseguire gli sforzi per il risanamento
del settore bancario, anche migliorando il quadro della governance.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]           GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]           COM(2013) 355 final.
[3]           P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053.
[4]           Decisione 2013/208/UE del Consiglio del 22 aprile 2013.
[5]           COM(2012) 750 final.
[6]           COM(2012) 751 final.
[7]           Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle
misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla
base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia
concordata.
[8]           A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE)
n. 1466/97 del Consiglio.