CELEX: 62019TN0733
Language: it
Date: 2019-10-29 00:00:00
Title: Causa T-733/19: Ricorso proposto il 29 ottobre 2019 – Zhejiang Sunflower Light Energy Science & Technology e Sunowe Solar/Commissione

23.12.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 432/66
            
         
      Ricorso proposto il 29 ottobre 2019 – Zhejiang Sunflower Light Energy Science & Technology e Sunowe Solar/Commissione
      (Causa T-733/19)
      (2019/C 432/77)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Zhejiang Sunflower Light Energy Science & Technology LTD (Shaoxing, Cina) e Sunowe Solar GmbH (Norimberga, Germania) (rappresentanti: Y. Melin, avvocato, e D. Arnold, solicitor)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il regolamento di esecuzione (UE) 2019/1329 della Commissione, del 6 agosto 2019, recante annullamento delle fatture emesse da Zhejiang Sunflower Light Energy Science & Technology Ltd in violazione dell’impegno abrogato dal regolamento di esecuzione (UE) 2017/1570;
               
            
                  —
               
               
                  condannare alle spese la Commissione e ogni altra parte eventualmente ammessa a intervenire nel procedimento a sostegno della Commissione.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che la convenuta avrebbe agito illegittimamente dichiarando nulle le pertinenti fatture poiché i poteri di cui si era avvalsa per farlo erano stati esercitati oltre i termini o erano stati revocati, dato che i regolamenti di esecuzione (UE) nn. 1238/2013 e 1239/2013 avevano cessato di produrre effetti il 7 dicembre 2015. Analogamente, i regolamenti di esecuzione (UE) 2017/367 e 2017/366 avevano cessato di produrre effetti il 3 settembre 2018. In ogni caso, la ricorrente sostiene che gli articoli 2 e 3 del regolamento di esecuzione (UE) 2017/367 e gli articoli 2 e 3 del regolamento di esecuzione (UE) 2017/366 erano già stati abrogati dagli articoli 1, paragrafo 4, e 3, paragrafo 3, del regolamento di esecuzione (UE) 2017/1570 della Commissione.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che la convenuta avrebbe, in ogni caso, violato l’articolo 8, paragrafi 1, 9 e 10 e l’articolo 10, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2016/1036 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri dell’Unione europea, nonché l’articolo 13, paragrafi 1, 9 e 10 e l’articolo 16, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2016/1037 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri dell’Unione europea, allorché ha dichiarato nulle le fatture corrispondenti all’impegno e ha poi ordinato alle autorità doganali di riscuotere dazi, come se nessuna fattura valida corrispondente all’impegno fosse stata emessa e trasmessa alle autorità doganali all’atto della dichiarazione di immissione delle merce in libera pratica.
                  Le ricorrenti deducono, quindi, un’eccezione di illegittimità nei confronti dell’articolo 3, paragrafo 2, del regolamento di esecuzione (UE) n. 1238/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che istituisce un dazio antidumping definitivo e riscuote definitivamente il dazio provvisorio sulle importazioni di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e delle loro componenti essenziali (celle) originari o provenienti dalla Repubblica popolare cinese, dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di esecuzione (UE) 2017/367 della Commissione, del 1o marzo 2017, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e delle loro componenti essenziali (celle) originari o provenienti dalla Repubblica popolare cinese, dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di esecuzione (UE) n. 1239/2013 del Consiglio, del 2 dicembre 2013, che istituisce un dazio compensativo definitivo sulle importazioni di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e dei relativi componenti chiave (celle) originari o provenienti dalla Repubblica popolare cinese, nonché dell’articolo 2, paragrafo 2, del regolamento di esecuzione (UE) 2017/366 della Commissione, del 1o marzo 2017, che istituisce dazi compensativi definitivi sulle importazioni di moduli fotovoltaici in silicio cristallino e dei relativi componenti chiave (celle) originari o provenienti dalla Repubblica popolare cinese, il quale attribuisce alla Commissione il potere di dichiarare nulle le fatture corrispondenti all’impegno e di ordinare alle autorità doganali la riscossione di dazi su importazioni effettuate in passato e immesse in libera pratica.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che, se il Tribunale dovesse considerare che la convenuta aveva esercitato i suoi poteri entro il termine e che era legittimata a imporre dazi retroattivamente, tali dazi non potrebbero essere applicati sui pannelli solari che siano stati venduti a una parte correlata prima del 30 settembre 2014 e usati in una fattoria solare di proprietà di tale parte, o che non siano mai stati rivenduti a un cliente indipendente e tenuti in magazzino.