CELEX: E2017J0008
Language: it
Date: 2018-11-16 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 16 novembre 2018, nella causa E-8/17 — Henrik Kristoffersen contro la Federazione norvegese di sci (Norges Skiforbund), sostenuta dal Comitato olimpico e paralimpico e dalla Confederazione sportiva norvegesi (Norges idrettsforbund og olympiske og paralympiske komité) (Libera prestazione dei servizi – Articolo 36 SEE – Direttiva 2006/123/CE – Atleti professionisti – Associazioni sportive – Diritti di commercializzazione – Restrizione – Proporzionalità – Idoneità – Necessità)

21.3.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 107/9
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
      del 16 novembre 2018
      nella causa E-8/17
      Henrik Kristoffersen
      contro
      la Federazione norvegese di sci (Norges Skiforbund), sostenuta dal Comitato olimpico e paralimpico e dalla Confederazione sportiva norvegesi (Norges idrettsforbund og olympiske og paralympiske komité)
      
         (Libera prestazione dei servizi – Articolo 36 SEE – Direttiva 2006/123/CE – Atleti professionisti – Associazioni sportive – Diritti di commercializzazione – Restrizione – Proporzionalità – Idoneità – Necessità)
      
      (2019/C 107/04)
      Nella causa E-8/17, Henrik Kristoffersen/Federazione norvegese di sci (Norges Skiforbund), sostenuta dal Comitato olimpico e paralimpico e dalla Confederazione sportiva norvegesi (Norges idrettsforbund og olympiske og paralympiske komité) – ISTANZA del tribunale distrettuale di Oslo (Oslo tingrett) ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, in merito all’interpretazione dell’articolo 36 dell’accordo sullo Spazio economico europeo e della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel mercato interno, la Corte, composta da Páll Hreinsson, presidente (giudice relatore), Per Christiansen e Martin Ospelt (ad hoc), giudici, si è pronunciata il 16 novembre 2018 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
      
                  1.
               
               
                  il criterio giuridico per valutare se il sistema di controllo e approvazione preventivi dei singoli contratti di sponsorizzazione di una federazione sportiva nazionale costituisca una restrizione ai sensi dell’articolo 36 del SEE consiste nello stabilire se il sistema renda meno attraente, per un atleta, l’esercizio della libertà di prestare un servizio di commercializzazione.
               
            
                  2.
               
               
                  Se questo sistema di controllo e approvazione preventivi dei singoli contratti di sponsorizzazione costituisce una restrizione, ciò varrà anche per il rifiuto concreto di una richiesta di conclusione di un contratto di sponsorizzazione individuale nell’ambito di tale sistema.
               
            
                  3.
               
               
                  Un sistema di controllo e approvazione preventivi dei singoli contratti di sponsorizzazione – e un rifiuto concreto nell’ambito di tale sistema – saranno legittimi purché perseguano un obiettivo legittimo giustificato da un motivo imperativo di interesse generale, siano idonei per conseguire tale obiettivo e non vadano oltre quanto necessario a tal fine. Nell’ambito di questa valutazione, il sistema e il rifiuto concreto non possono essere considerati isolatamente, ma vanno visti alla luce delle possibilità generali, per l’atleta o gli atleti, di intraprendere un’attività di commercializzazione individuale.
               
            
                  4.
               
               
                  Una decisione concreta adottata nell’ambito del sistema di controllo e approvazione preventivi dei singoli contratti di sponsorizzazione di una federazione sportiva nazionale deve basarsi su un giusto equilibrio tra gli interessi della federazione e dell’atleta in questione. La decisione deve essere motivata e comunicata all’atleta entro un lasso di tempo ragionevole. Dovrebbe inoltre poter essere attivata una procedura di ricorso dinanzi a un organismo indipendente dalla federazione. Fatte salve queste garanzie procedurali, la federazione sportiva può esercitare discrezionalità nel valutare le richieste di conclusione di un contratto di sponsorizzazione individuale. Le conseguenze derivanti dall’inosservanza di questi requisiti devono essere determinate dagli organi giurisdizionali nazionali nel rispetto dei principi di equivalenza ed efficacia.