CELEX: E2017J0006
Language: it
Date: 2018-05-30 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 30 maggio 2018, nella causa E-6/17 — Fjarskipti hf. contro Síminn hf. (Articolo 54 del SEE — Abuso di posizione dominante — Compressione dei margini — Diritto al risarcimento dei danni — Applicabilità delle disposizioni dell’accordo SEE nei procedimenti nazionali — Rilevanza di una decisione definitiva di un’autorità garante della concorrenza)

20.9.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 335/19
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
      del 30 maggio 2018
      nella causa E-6/17
      Fjarskipti hf. contro Síminn hf.
      
         (Articolo 54 del SEE — Abuso di posizione dominante — Compressione dei margini — Diritto al risarcimento dei danni — Applicabilità delle disposizioni dell’accordo SEE nei procedimenti nazionali — Rilevanza di una decisione definitiva di un’autorità garante della concorrenza)
      
      (2018/C 335/11)
      Nella causa E-6/17, Fjarskipti hf. contro Síminn hf. — ISTANZA della Corte distrettuale di Reykjavík (Héraðsdómur Reykjavíkur) alla Corte, ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, riguardante l’interpretazione dell’articolo 54 dell’accordo sullo Spazio economico europeo, la Corte, composta da Páll Hreinsson, presidente, Per Christiansen (giudice relatore) e Martin Ospelt (ad hoc), giudici, si è pronunciata il 30 maggio 2018 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
      
                  1.
               
               
                  Una persona fisica o giuridica deve poter avvalersi dell’articolo 54 dell’accordo SEE, in sé o come è stato recepito nell’ambito del diritto nazionale, al fine di chiedere un risarcimento dinanzi ad un giudice nazionale per una violazione dei divieti previsti da tale disposizione.
               
            
                  2.
               
               
                  Il fatto che un’autorità nazionale garante della concorrenza abbia emesso una sentenza definitiva per violazione dell’articolo 54 dell’accordo SEE non costituisce condizione indispensabile per la valutazione da parte del giudice di una domanda di risarcimento danni per violazione delle norme sulla concorrenza. Se un’autorità nazionale garante della concorrenza ha emesso una tale sentenza, la normativa del SEE non richiede che la decisione sia vincolante per il giudice nazionale. In assenza di una norma del SEE che disciplina la procedura e i mezzi di ricorso per le violazioni del diritto della concorrenza, rientra nell’ambito dell’autonomia processuale di ciascuno Stato SEE definire le norme dettagliate sul grado di importanza da attribuire ad una sentenza definitiva, fatti salvi i principi di equivalenza e di effettività.
               
            
                  3.
               
               
                  Il fatto che un’impresa in posizione dominante sia tenuta ad acquistare servizi di terminazione da altri operatori a un tasso superiore al proprio, non preclude alla constatazione che le pratiche di fissazione dei prezzi dell’impresa in posizione dominante sotto forma di compressione dei margini tra prezzi e costi costituisca un abuso di posizione dominante ai sensi dell’articolo 54 dell’accordo SEE.
               
            
                  4.
               
               
                  Per la constatazione della compressione illecita dei margini tra prezzi e costi in violazione dell’articolo 54 dell’accordo SEE è sufficiente che l’impresa di cui trattasi si trovi in una posizione dominante sul mercato all’ingrosso in questione. Non è necessario che l’impresa detenga una posizione dominante anche sul relativo mercato al dettaglio.