CELEX: 52005PC0524
Language: it
Date: 2005-10-20
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce misure restrittive nei confronti dell’Uzbekistan

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52005PC0524

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce misure restrittive nei confronti dell’Uzbekistan  /* COM/2005/0524 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 20.10.2005COM(2005) 524 definitivo.Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche istituisce misure restrittive nei confronti dell’Uzbekistan.(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1.  Il 23 maggio 2005, il Consiglio ha condannato con fermezza “l’impiego della forza segnalato come eccessivo, sproporzionato e indiscriminato da parte della forze di sicurezza dell’Uzbekistan” ad Andijan, nell’Uzbekistan orientale, all’inizio dello stesso mese. Il Consiglio ha chiesto alle autorità dell’Uzbekistan di rispondere in maniera adeguata alla richiesta delle Nazioni Unite di svolgere un'inchiesta internazionale indipendente e, il 13 giugno 2005, ha sollecitato le stesse autorità a rivedere la loro posizione entro la fine di giugno 2005.2.  In mancanza di una risposta adeguata sino ad oggi, la posizione comune 2005/.../PESC prevede, tra l'altro, il divieto immediato delle esportazioni di attrezzature destinate alla repressione interna e della fornitura di assistenza tecnica e finanziaria connesse a tale materiale, alle attività militari, nonché alle armi e all’equipaggiamento militare.3.  Poiché tali misure restrittive rientrano nell’ambito di applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea, la Commissione propone un regolamento al fine di sospendere o limitare le relazioni economiche con l’Uzbekistan nella misura prevista dalla posizione comune.Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche istituisce misure restrittive nei confronti dell’UzbekistanIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 60 e 301,vista la posizione comune 2005/…/PESC del … ottobre 2005, relativa alle misure restrittive nei confronti dell’Uzbekistan[1],vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:4.  Il 23 maggio 2005, il Consiglio ha condannato con fermezza “l’impiego della forza segnalato come eccessivo, sproporzionato e indiscriminato da parte della forze di sicurezza dell’Uzbekistan” ad Andijan, nell’Uzbekistan orientale, all’inizio dello stesso mese. Il Consiglio si è profondamente rammaricato del fatto che le autorità uzbeche non abbiano risposto adeguatamente alla richiesta delle Nazioni Unite di svolgere un’inchiesta internazionale indipendente. Il 13 giugno 2005 ha sollecitato le stesse autorità a rivedere la loro posizione entro la fine di giugno 2005.5.  In mancanza di una risposta adeguata sino ad oggi, la posizione comune 2005/…./PESC prevede l'adozione di determinate misure restrittive per un periodo iniziale di un anno, durante il quale esse saranno oggetto di costante riesame.6.  Le misure restrittive contemplate dalla posizione comune 2005/…/PESC includono, tra l’altro, il divieto delle esportazioni di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna e della fornitura di finanziamenti, di assistenza tecnica e di assistenza finanziaria connesse ad attività militari, alle armi e al materiale militare nonché alle attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna.7.  Poiché tali misure rientrano nell'ambito del trattato, la loro attuazione richiede una normativa comunitaria, nella misura in cui esse riguardano la Comunità, al fine di garantire la loro applicazione uniforme da parte degli operatori economici di tutti gli Stati membri. Ai fini del presente regolamento, il territorio della Comunità è costituito dai territori degli Stati membri cui si applica il trattato, alle condizioni ivi stabilite.8.  A tempo debito, l’elenco delle attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna deve essere corredato dai numeri di riferimento tratti dalla nomenclatura combinata di cui all’allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune[2].9.  Gli Stati membri devono fissare le sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento. Tali sanzioni devono essere adeguate, efficaci e dissuasive.10.  Il presente regolamento deve entrare in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione per garantire l'efficacia delle misure ivi contemplate,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Ai fini del presente regolamento si intende per:1. “attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna”, le merci di cui all’allegato I;2. “assistenza tecnica”, qualsiasi ausilio tecnico connesso a riparazione, sviluppo, fabbricazione, assemblaggio, prova, manutenzione o qualsiasi altro servizio tecnico e che può assumere tra l'altro le seguenti forme: istruzione, pareri, formazione, trasmissione delle competenze o delle conoscenze operative o servizi di consulenza; l'assistenza tecnica comprende l’assistenza orale;3. “territorio della Comunità”, i territori degli Stati membri cui si applica il trattato, alle condizioni ivi stabilite.Articolo 2È vietato:a) vendere, fornire, trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, originarie o meno della Comunità e destinate a qualsiasi persona, entità o organismo dell’Uzbekistan o da usare nel territorio di questo paese;b) fornire, direttamente o indirettamente, assistenza tecnica pertinente alle attrezzature di cui alla lettera a), a qualsiasi persona, entità o organismo stabiliti nell’Uzbekistan o da usare nel territorio di questo paese;c) fornire, direttamente o indirettamente, finanziamenti e assistenza finanziaria pertinente alle attrezzature di cui alla lettera a), a qualsiasi persona, entità o organismo stabiliti nell’Uzbekistan o da usare nel territorio di questo paese;d) partecipare, consapevolmente e deliberatamente, ad azioni le cui finalità o conseguenze siano tali da promuovere, direttamente o indirettamente, le operazioni di cui alle lettere a), b) o c).Articolo 3È vietato:a) fornire, direttamente o indirettamente, assistenza tecnica connessa con attività militari nonché con la fornitura, la fabbricazione, la manutenzione e l'uso di armamenti e di materiale connesso di qualsiasi tipo, comprese armi e munizioni, veicoli ed equipaggiamenti militari, equipaggiamento paramilitare e relativi pezzi di ricambio a qualunque persona, entità o organismo dell’Uzbekistan, o da usare nel territorio di questo paese;b) fornire, direttamente o indirettamente, finanziamenti o assistenza finanziaria connessi con attività militari, in particolare sovvenzioni, prestiti e assicurazione dei crediti all'esportazione, per la vendita, la fornitura, il trasferimento o l'esportazione di armi e materiale bellico, o per la fornitura della relativa assistenza tecnica e altri servizi a qualsiasi persona, entità od organismo dell’Uzbekistan, o da usare nel territorio di questo paese;c) partecipare, consapevolmente e deliberatamente, ad azioni le cui finalità o conseguenze siano tali da promuovere le operazioni di cui alle lettere a) e b).Articolo 41. In deroga agli articoli 2 e 3, le autorità competenti degli Stati membri elencate nell'allegato II possono autorizzare:a) la vendita, la fornitura, il trasferimento o l'esportazione di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, purché destinatei) ad essere utilizzate dalle forze dei partecipanti alla Forza internazionale di sicurezza (ISAF) e all’Operazione “Enduring Freedom” (OEF) per il sostegno o la partecipazione alle operazioni in Afghanistan; oppureii) esclusivamente ad uso umanitario o protettivo;b) la fornitura di finanziamenti, assistenza finanziaria e assistenza tecnica connessi alle attrezzature di cui alla lettera a):c) la fornitura di finanziamenti, assistenza finanziaria e assistenza tecnica connessi a:i) equipaggiamento militare non letale destinato esclusivamente ad uso umanitario o protettivo, a programmi di sviluppo istituzionale delle Nazioni Unite, dell'Unione europea e della Comunità o ad operazioni di gestione delle crisi dell'Unione europea e delle Nazioni Unite; oppureii) attrezzature militari ad uso delle forze dei partecipanti alla Forza internazionale di sicurezza (ISAF) e all’Operazione “Enduring Freedom” (OEF) per il sostegno o la partecipazione alle operazioni in Afghanistan.2. Nessuna autorizzazione è concessa per le attività che hanno già avuto luogo.Articolo 5Gli articoli 2 e 3 non si applicano agli indumenti protettivi, compresi i giubbotti antiproiettile e gli elmetti militari, temporaneamente esportati nell’Uzbekistan da dipendenti delle Nazioni Unite, da dipendenti dell'Unione europea, della Comunità o dei suoi Stati membri, da rappresentanti dei mass media, da operatori umanitari, da operatori nel campo dello sviluppo e dal personale associato, per loro esclusivo uso personale.Articolo 6La Commissione e gli Stati membri si informano reciprocamente e immediatamente delle misure adottate ai sensi del presente regolamento e si comunicano tutte le informazioni pertinenti in loro possesso riguardanti il presente regolamento, in particolare quelle relative a problemi di violazione e di applicazione delle norme e alle sentenze pronunciate dai tribunali nazionali.Articolo 7La Commissione è autorizzata a modificare l'allegato II sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri.Articolo 8Gli Stati membri stabiliscono le norme sulle sanzioni applicabili alle infrazioni al presente regolamento e prendono tutte le misure necessarie per assicurare la loro attuazione. Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.Gli Stati membri notificano senza indugio alla Commissione tali norme dopo l’entrata in vigore del presente regolamento, come pure eventuali modifiche a tali norme.Articolo 9Il presente regolamento si applica:a) nel territorio della Comunità, compreso il suo spazio aereo;b) a bordo di tutti gli aeromobili o di tutti i natanti sotto la giurisdizione di uno Stato membro;c) a tutte le persone fisiche di uno Stato membro, all’interno o all’esterno del territorio della Comunità;d) a tutte le persone giuridiche, entità o organismi registrati o costituiti secondo la legislazione di uno Stato membro;e) a tutte le persone fisiche o giuridiche, entità o organismi, per qualsiasi operazione svolta in tutto o in parte all’interno della Comunità.Articolo 10Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il […]Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IElenco delle attrezzature previste dall'articolo 1, paragrafo 1 e dall’articolo 2, paragrafo 1, che potrebbero essere utilizzate ai fini della repressione internaNota:L'elenco riportato qui di seguito non comprende gli articoli progettati o modificati specificamente per fini militari.1. elmetti con protezione balistica, elmetti antisommossa, scudi antisommossa e scudi balistici e relative componenti appositamente progettate;2. materiale specifico per il rilevamento delle impronte digitali;3. proiettori con regolatori di potenza;4. materiale da costruzione con protezione balistica;5. coltelli da caccia;6. apparecchiature specificamente progettate per la fabbricazione di fucili da caccia;7. Attrezzature per caricare a mano i proiettili;8. dispositivi di intercettazione delle comunicazioni;9. rivelatori ottici a stato solido;10. tubi a intensificazione d'immagine;11. strumenti di puntamento telescopico per armi da fuoco;12. armi a canna liscia e relative munizioni, tranne quelle specificamente progettate per usi militari, e relative componenti appositamente progettate, tranne:— le pistole per il lancio di razzi di segnalazione;— i fucili ad aria compressa o a cartucce da utilizzare come utensili industriali per stordire senza crudeltà gli animali;13. simulatori per l'addestramento all'uso di armi da fuoco e relative componenti e accessori appositamente progettati o modificati;14. bombe e granate, tranne quelle progettate specificamente per usi militari, e relative componenti appositamente progettate;15. giubbotti antiproiettile diversi da quelli fabbricati secondo norme militari e relative componenti appositamente progettate;16. veicoli commerciali a trazione integrale utilizzabili fuori strada, fabbricati con o muniti di protezione balistica, e corazze sagomate per i medesimi;17. cannoni ad acqua e relative componenti appositamente progettate o modificate;18. veicoli dotati di cannone ad acqua;19. veicoli appositamente progettati o modificati per essere elettrificati al fine di respingere gli assalti e loro componenti appositamente progettati o modificati a tal fine;20. dispositivi acustici presentati dal fabbricante o dal fornitore come dispositivi antisommossa e relative componenti appositamente progettate;21. ceppi, catene e cinture a scariche elettriche, specificamente progettate per immobilizzare gli esseri umani, tranne :— manette di dimensione totale massima in posizione allacciata - catene incluse - non superiore a 240 mm;22. apparecchi portatili progettati o modificati come dispositivi antisommossa o di autodifesa mediante sostanze paralizzanti, quali i gas lacrimogeni o i polverizzatori di pepe, e relative componenti appositamente progettate;23. dispositivi portatili progettati o modificati a fini antisommossa o di autodifesa mediante somministrazione di una scarica elettrica (compresi manganelli a scariche elettriche, scudi elettrificati, fucili con proiettili di gomma e storditori elettrici [taser]) e relative componenti appositamente progettate o modificate a tal fine;24. apparecchiature elettroniche per l'individuazione di esplosivi nascosti e relative componenti appositamente progettate, tranne :— gli apparecchi d'ispezione televisivi o a raggi x;25. apparecchiature elettroniche di disturbo (interferenza), specificamente progettate per impedire la detonazione telecomandata di ordigni esplosivi artigianali e relative componenti appositamente progettate;26. apparecchi e dispositivi specificamente progettati per provocare esplosioni con mezzi elettrici o non elettrici, compresi gli apparecchi di innesco, i detonatori, gli ignitori, gli acceleranti di esplosione e le corde di detonazione e le relative componenti appositamente progettate, tranne :quelli appositamente progettati per un impiego commerciale specifico, ossia per l'attivazione o il funzionamento mediante esplosione di altre attrezzature o dispositivi la cui funzione non è l'innesco di un'esplosione (ad esempio, gonfiatori degli air bag per autoveicoli, scaricatori elettrici degli azionatori antincendio a sprinkler);27. apparecchi e dispositivi specificamente progettati per l'eliminazione degli ordigni esplosivi, trann e:— i rivestimenti antideflagranti;— i cofani progettati per contenere oggetti identificati come, o sospettati di essere, ordigni esplosivi rudimentali.28. apparecchiature per la visione notturna e la registrazione di immagini termiche, amplificatori d'immagine o sensori a stato solido destinati a tali scopi;29. cariche esplosive a taglio lineare;30. esplosivi e sostanze collegate:— amatolo— nitrocellulosa (contenente oltre il 12,5% di azoto)— nitroglicole— tetranitrato di pentaeritrite (PETN)— cloruro di picrile— trinitrofenilmetilnitrammina (tetrile), 2, 4, 6 trinitrotoluene (TNT).31. Software specificamente progettato e tecnologia connessi a tutte le voci sopraelencate.ALLEGATO IIElenco delle autorità competenti di cui all'articolo 4(da compilare a cura degli Stati membri)BELGIOREPUBBLICA CECADANIMARCAGERMANIAESTONIAGRECIASPAGNAFRANCIAIRLANDAITALIACIPROLETTONIALITUANIALUSSEMBURGOUNGHERIAMALTAPAESI BASSIAUSTRIAPOLONIAPORTOGALLOSLOVENIASLOVACCHIAFINLANDIASVEZIAREGNO UNITOCOMUNITÀ EUROPEACommissione delle Comunità europeeDirezione generale per le Relazioni esterneDirezione Politica estera e di sicurezza comune (PESC) e politica europea di sicurezza e di difesa (PESD): Coordinamento e contributo della CommissioneUnità A.2: Questioni giuridiche e istituzionali, azioni comuni PESC, sanzioni, processo di KimberleyCHAR 12/163B - 1049 Bruxelles/Brussel Tel.BelgioTel. (32-2) 296 2556Fax (32 2) 296 75 63Indirizzo e-mail: relex-sanctions@cec.eu.int.[1] GU L […] del […], pag. […].[2] GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 493/2005 (GU L 82 del 31.3.2005, p. 1).