CELEX: 52001PC0356
Language: it
Date: 2001-06-27
Title: Proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 2000/24/CE allo scopo di estendere la garanzia concessa dalla Comunità alla Banca europea per gli investimenti, includendovi i prestiti per progetti da realizzare nella Repubblica federale di Iugoslavia

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52001PC0356

Proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 2000/24/CE allo scopo di estendere la garanzia concessa dalla Comunità alla Banca europea per gli investimenti, includendovi i prestiti per progetti da realizzare nella Repubblica federale di Iugoslavia  /* COM/2001/0356 def. - CNS 2001/0143 */  

Gazzetta ufficiale n. 304 E del 30/10/2001 pag. 0176 - 0176

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modifica della decisione 2000/24/CE allo scopo di estendere la garanzia concessa dalla Comunità alla Banca europea per gli investimenti, includendovi i prestiti per progetti da realizzare nella Repubblica federale di Iugoslavia(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. IntroduzioneLa proposta allegata al presente testo riguarda la concessione di una garanzia comunitaria alla Banca europea per gli investimenti (BEI) per prestiti che questa accorderà, attingendo dalle risorse proprie, alla Repubblica federale di Iugoslavia (RFI). La concessione di tale garanzia richiede la modifica della decisione 2000/24/CE del Consiglio, del 22 dicembre 1999 [1].[1]  GU L 9 del 13.1.2000, p. 24.I recenti sviluppi verificatisi dall'autunno 2000 hanno apportato cambiamenti radicali allo scenario politico nella RFI e alle relazioni di questo paese con la comunità internazionale. Il costituirsi, nel gennaio 2001, di un nuovo Governo democratico federale e serbo ha determinato l'inizio di riforme politiche ed economiche nella RFI.Il 9 ottobre 2000 il Consiglio Affari generali ha deciso di abrogare le sanzioni nei confronti della Serbia; di estendere alla Serbia e al Montenegro le attività dell'Agenzia europea per la ricostruzione e d'integrare totalmente la RFI nel processo di stabilizzazione e di associazione, che costituisce il contesto politico delle relazioni dell'UE con la regione dei Balcani occidentali.Il 12 ottobre 2000 il Consiglio europeo di Biarritz ha annunciato una dotazione di 200 milioni EUR a titolo di assistenza di emergenza per la RFI/Serbia. L'Agenzia europea per la ricostruzione sta completando l'utilizzo della dotazione. A ciò si aggiunge il programma di sostegno alla RFI/Serbia per il 2001 previsto nel regolamento CARDS (regolamento (CE) n. 2666/2000 del Consiglio [2]). È già stata approvata la fase iniziale del programma, per l'importo di 150,8 milioni EUR. Nell'ambito di tale assistenza vengono concessi al tempo stesso sostegno per le esigenze urgenti, nuovi tipi di assistenza subordinata a condizioni per lo sviluppo nel medio e nel più lungo periodo e crediti a favore soprattutto di settori quali energia, sanità, agricoltura, sviluppo imprenditoriale e assistenza tecnica.[2]  GU L 306 del 7.12.2000, p. 1.Nel contesto del processo di stabilizzazione e di associazione, il prossimo passo formale consisterà nel costituire, quando la RFI sarà pronta, una Task Force consultiva UE-RFI, che valuterà le riforme e preparerà la strada per un eventuale accordo di stabilizzazione e di associazione. Nel frattempo si stanno già fornendo assistenza e consulenza tecniche nell'ambito del suddetto programma di assistenza CARDS 2001.Le nuove autorità della RFI hanno già stabilito legami tra la RFI e gli IFI. La RFI è divenuta membro dell'FMI nel dicembre 2000 e della BERS nel gennaio 2001. Dopo aver saldato la sua parte delle obbligazioni finanziarie dell'ex Repubblica socialista federale di Iugoslavia (RSFI) nei confronti della Banca mondiale che non erano state pagate, la RFI è divenuta membro di quest'istituzione l'8 maggio 2001. Inoltre, la BEI si è dichiarata disposta a concedere prestiti alla RFI, purché le fossero pagati gli arretrati della RSFI nei suoi confronti.La RFI si trova ora di fronte a gravi sfide economiche e finanziarie: alle difficoltà comuni alle economie in transizione si aggiungono in questo paese le conseguenze dei conflitti armati e delle sanzioni. Come risultato, l'economia della RFI ha registrato una crescita annua negativa del 9% tra il 1990 e il 1999: secondo le stime, il PIL del 1999 è stato inferiore alla metà del PIL del 1990. Appare quindi importante da parte dell'UE l'attuazione di un pieno sostegno, in termini finanziari, agli sforzi di riforma della RFI.Il 23 maggio la Commissione ha adottato una proposta di decisione del Consiglio intesa a fornire alla RFI assistenza macrofinanziaria. I prestiti della BEI costituirebbero un elemento supplementare all'appoggio finanziario dell'Unione, sostenendo gli investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato.A richiesta della presidenza francese del Consiglio dell'UE, in una missione nella RFI nel novembre 2000 la BEI ha proceduto a una prima valutazione del fabbisogno urgente d'investimenti nelle infrastrutture di base di questo paese. In base alla sua valutazione, la Banca ha concluso che il fabbisogno s'incentra nei settori dei trasporti e dell'energia. Per i trasporti, la BEI ha individuato progetti d'investimento, per un totale di 447 milioni EUR, che potranno essere in parte finanziati dalla stessa nel prossimo futuro. Quest'importo si aggiungerà al finanziamento d'investimenti nel settore dell'energia e ai 30 milioni EUR per progetti nel Montenegro individuati in precedenza dalla BEI: di conseguenza, il fabbisogno finanziario per progetti d'investimento nella RFI nel prossimo futuro ammonterebbe, secondo le stime, ad almeno 700 milioni EUR.Il presupposto per la concessione di prestiti della BEI è il riconoscimento e pagamento degli arretrati ancora non pagati, relativi a vecchi prestiti accordati a quella parte dell'ex RSFI che è costituita ora dalla RFI. Al 30 aprile 2001 tali arretrati ammontavano a 218 milioni EUR. Le autorità della RFI hanno acconsentito ad assumersi la responsabilità di questi arretrati, compresi quelli attribuiti, all'interno della stessa RFI, alla Repubblica del Montenegro e al Kosovo. Il 17 maggio 2001 la RFI e la BEI hanno siglato un accordo formale, in base al quale la RFI garantisce il pagamento integrale e puntuale delle obbligazioni ancora non saldate relative ai vecchi prestiti che, accordati dalla BEI all'ex Repubblica socialista federale di Iugoslavia, sono stati poi attribuiti alla RFI. La firma definitiva di tale accordo è prevista entro il 16 luglio 2001.2. La propostaLa presente comunicazione introduce la proposta della Commissione di estendere alla Repubblica federale di Iugoslavia il mandato generale della BEI, stabilito con la decisione 2000/24/CE, di concedere prestiti al di fuori dell'Unione.Per conferire alla RFI la possibilità di ricevere prestiti nell'ambito del mandato generale della BEI, si dovranno maggiorare di 350 milioni EUR il mandato stesso e la sua dotazione riguardante l'Europa centrale e l'Est europeo (PECO). Quest'importo corrisponde a quello necessario nel prossimo futuro, secondo le stime, per finanziare investimenti nei settori delle infrastrutture, dei trasporti e dell'energia nella RFI, rammentando che in genere i prestiti della BEI ammontano al massimo alla metà dei costi totali di finanziamento dei progetti. Tale importo appare adeguato anche considerando le dimensioni relative del paese.Il mandato di garanzia per la Repubblica federale di Iugoslavia sarà integrato totalmente nella dotazione PECO del mandato generale BEI, che comprende i Balcani occidentali: non si costituirà una dotazione regionale specifica con un importo stanziato appositamente. La RFI riceverà prestiti dalla BEI in quanto è uno dei paesi ammessi a beneficiare della dotazione PECO. A favore della RFI è previsto l'importo massimo di 350 milioni EUR, ma l'entità effettiva dei prestiti a questo paese dipenderà dall'esistenza di validi progetti d'investimento. In tal modo si potrà evitare che parti dei mandati regionali specifici rimangano inutilizzate alla scadenza del mandato regionale, il che, anche tenendo conto della proroga automatica di sei mesi del mandato stesso, porterebbe infine all'estinzione di simili importi residui. Quest'impostazione corrisponde a quella adottata per la Bosnia-Erzegovina e per l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia al momento del rinnovo, nel dicembre 1999, del mandato generale di concedere prestiti del 1997, ed a quella adottata per la Croazia con la modifica del mandato generale, nel novembre 2000 [3].[3]  GU L 285 del 10.11.2000, p. 20. Nel dicembre 2000 è stata apportata un'altra modifica (decisione 2000/788/CE), la quale riguarda però la Turchia, ossia un paese che non beneficia della dotazione regionale PECO.Di conseguenza, al massimale generale degli stanziamenti da prevedere a norma della decisione 2000/24/CE, fissato attualmente a 19.110 milioni EUR, e al massimale per l'Europa centrale e l'Est europeo, fissato attualmente a 8.930 milioni EUR, si dovranno aggiungere 350 milioni EUR, portando tali importi rispettivamente a 19.460 e 9.280 milioni EUR. La durata del mandato per l'Europa centrale e l'Est europeo e del mandato generale resterà invariata, e immutate saranno anche le altre disposizioni del mandato generale della BEI di concedere prestiti.Quando la FRI era uno degli Stati costituenti la Repubblica socialista federale di Iugoslavia, nel contesto dei protocolli finanziari per l'ex Iugoslavia aveva beneficiato di quindici contratti di prestito della BEI, conclusi tra il 1977 e il 1990, riguardanti vasti progetti nei settori dell'energia e dei trasporti della RSFI, i quali dopo la dissoluzione della federazione sono stati attribuiti alla RFI. A fine aprile 2001, l'importo non ancora rimborsato di tali prestiti era di 299 milioni EUR, di cui 218 milioni EUR costituiscono arretrati, comprendenti anche interessi e ammende.In attesa che la RFI si assuma la responsabilità dei suddetti arretrati, firmando l'accordo di garanzia con la BEI, questa ha dichiarato la propria capacità e disponibilità a concedere prestiti alla RFI, alle condizioni usuali.Secondo la presente proposta, le prospettive di operazioni della BEI nel prossimo futuro riguardano, in base agli accertamenti effettuati dalla Banca stessa nel novembre 2000, investimenti nelle infrastrutture di base, essenzialmente nei settori dei trasporti e dell'energia. Queste prospettive sono consone da un lato con l'esigenza di ripristinare le infrastrutture disponibili, danneggiate dal recente conflitto e dalla mancanza di manutenzione nello scorso decennio, e dall'altro con il vantaggio comparativo della Banca nel contribuire a finanziare investimenti nelle infrastrutture.Scopo della presente proposta è aiutare la Repubblica federale di Iugoslavia ad attuare le necessarie riforme politiche ed economiche, sostenendo gli investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato. I nuovi dirigenti della RFI si sono impegnati a tradurre in realtà la democrazia e le riforme economiche e la Commissione non ha motivi di ritenere che la loro linea politica cambierà in modo tale da richiedere la revisione dell'impostazione scelta nella proposta. Nondimeno, l'articolo 1 della decisione 2000/24/CE, nel quale si precisa che i prestiti della BEI ivi previsti sono concessi "a sostegno dei corrispondenti obiettivi di politica esterna della Comunità", costituisce una salvaguardia per la Comunità nel caso che la Repubblica federale di Iugoslavia non onori i suoi impegni ed obblighi di compiere progressi sostanziali sulla via delle riforme politiche ed economiche previste nel processo di stabilizzazione e di associazione definito dall'UE [4].[4]  Le corrispondenti condizioni sono state determinate, nell'ambito dell'impostazione regionale, nelle conclusioni del Consiglio Affari generali del 29 aprile 1997 e confermate, ai fini del processo si stabilizzazione e di associazione, nella COM(99) 235 del 26 maggio 1999 e nelle conclusioni del Consiglio del 21 giugno 1999.3. Incidenza sul bilancioLa presente proposta di aumentare di 350 milioni EUR il massimale globale degli stanziamenti, e in concomitanza il massimale per l'Europa centrale e l'Est europeo, previsto nella decisione 2000/24/CE, allo scopo di estendere alla Repubblica federale di Iugoslavia la garanzia concessa dalla Comunità alla BEI a norma di tale decisione, avrà sul Fondo di garanzia per le azioni esterne l'incidenza totale di 20,48 milioni EUR.La durata del mandato, in quanto parte del mandato generale, scadrà il 31 gennaio 2007. Tuttavia, la dotazione in oggetto sarà ripartita nell'arco del triennio 2001-2003, per tener conto del calendario probabile di erogazione dei prestiti.Attualmente, e prima di tener conto della presente proposta, il margine rimanente nella riserva del Fondo di garanzia per il 2001 ammonta a 16,80 milioni EUR, calcolando tutte le azioni esterne già decise o proposte o prevedibili con un certo grado di sicurezza. L'attuale proposta ridurrà questo margine a 8,02 milioni EUR, il che lascia ancora un certo spazio di manovra per altre azioni esterne nel corso dell'esercizio.Per gli esercizi successivi, la dotazione annua necessaria ai fini della presente proposta, tenuto conto della riserva disponibile nel Fondo di garanzia, risulta gestibile se non interverranno mutamenti.2001/0143 (CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modifica della decisione 2000/24/CE allo scopo di estendere la garanzia concessa dalla Comunità alla Banca europea per gli investimenti, includendovi i prestiti per progetti da realizzare nella Repubblica federale di IugoslaviaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEAvisto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 308,vista la proposta della Commissione [5],[5]  GU C del , p. .visto il parere del Parlamento europeo [6],[6]  GU C del , p. .considerando quanto segue:(1) I recenti sviluppi politici verificatisi nella Repubblica federale di Iugoslavia hanno portato al costituirsi di governi democratici. La RFI si è impegnata ad attuare un piano di riforme politiche ed economiche in ottemperanza alle condizioni previste nel processo di stabilizzazione e di associazione definito dall'Unione europea per i paesi del sud-est europeo.(2) Il 9 ottobre 2000 il Consiglio Affari generali ha acconsentito ad abrogare le sanzioni applicate contro la Serbia e ad integrare totalmente la RFI nel processo di stabilizzazione e di associazione.(3) La RFI si trova attualmente di fronte a gravi sfide economiche e finanziarie: alle difficoltà comuni alle economie in transizione si aggiungono in questo paese le conseguenze dei conflitti armati e delle sanzioni.(4) È importante che l'Unione europea manifesti il suo appoggio alla Repubblica federale di Iugoslavia nel momento in cui questa sta attuando il suo piano di riforme politiche ed economiche, sostenendo gli investimenti della RFI per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato.(5) È quindi opportuno accordare alla BEI una garanzia per consentirle di sottoscrivere operazioni di prestito nella Repubblica federale di Iugoslavia.(6) La BEI ha dichiarato la sua capacità e disponibilità di concedere prestiti alla Repubblica federale di Iugoslavia attingendo dalle proprie risorse, a norma del suo Statuto.(7) I prestiti della BEI vanno subordinati alla condizione che la Repubblica federale di Iugoslavia provveda al saldo integrale di tutte le obbligazioni finanziarie in arretrato delle proprie pubbliche amministrazioni nei confronti delle Comunità europee e della Banca europea per gli investimenti e si assuma la responsabilità, mediante garanzia, delle obbligazioni ancora non giunte a scadenza.(8) Il 31 ottobre 1994 il Consiglio ha adottato il regolamento (CE, Euratom) n. 2728/94 che istituisce un Fondo di garanzia per le azioni esterne [7], modificato successivamente con il regolamento (CE, Euratom) n. 1149/1999 del Consiglio [8].[7]  GU L 139 del 2.6.1999, p. 1.[8]  GU L 9 del 13.1.2000, p. 24.(9) La garanzia globale riguardante il mandato generale della BEI di concedere prestiti al di fuori della Comunità, prevista nella decisione 2000/24/CE, va estesa alla Repubblica federale di Iugoslavia. È quindi necessario aumentare i massimali dei prestiti, per consentire la concessione dei corrispondenti prestiti alla RFI, modificando di conseguenza la decisione 2000/24/CE del Consiglio.(10) Per l'adozione della presente decisione, il trattato prevede unicamente i poteri di cui all'articolo 308,DECIDE:Articolo 1L'articolo 1 della decisione 2000/24/CE viene modificato come segue:1. Al paragrafo 1, secondo capoverso, la seconda frase viene così modificata:(a) nel testo introduttivo, l'importo di "19.110 milioni EUR" viene sostituito con "19.460 milioni EUR";(b) nel primo trattino, l'importo di "8.930 milioni EUR" viene sostituito con "9.280 milioni EUR".2. Al paragrafo 2, primo trattino, dopo "Repubblica Ceca" viene inserita la "Repubblica federale di Iugoslavia".3. Viene aggiunto il seguente articolo:"Articolo 1 a)1. Il presente articolo si applica ai prestiti concessi dalla BEI nella Repubblica federale di Iugoslavia.2. La garanzia della Comunità è subordinata alla condizione che la Repubblica federale di Iugoslavia provveda al saldo integrale di tutte le obbligazioni finanziarie in arretrato delle proprie pubbliche amministrazioni nei confronti delle Comunità europee e della Banca europea per gli investimenti e si assuma la responsabilità, mediante garanzia, delle obbligazioni ancora non giunte a scadenza."Articolo 2La presente decisione ha efficacia dal giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1. Denominazione dell'azioneGaranzia della Comunità europea per prestiti concessi nella Repubblica federale di Iugoslavia dalla Banca europea per gli investimenti.2. Linea di bilancio interessateB0-221. Garanzia della Comunità europea per prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti a paesi terzi dell'Europa centrale e dell'Est europeo.3. Base giuridicaArticolo 308 del trattato.4. Descrizione dell'azione4.1 Obiettivo generaleScopo dell'azione è manifestare l'appoggio dell'Unione alle nuove autorità democratiche della Repubblica federale di Iugoslavia, per incoraggiare tale Stato ad attuare il suo piano di riforme politiche ed economiche in conformità delle condizioni del processo di stabilizzazione e di associazione all'UE per i paesi del sud-est europeo, in particolare sussidiando gli investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato.4.2 DescrizioneL'iscrizione in bilancio intende fornire un sostegno finanziario per la garanzia a carico del bilancio accordata dalla Comunità alla BEI, così da consentire l'estensione di prestiti alla Repubblica federale di Iugoslavia per l'importo di 350 milioni di euro.4.3 Periodo coperto e condizioni per il rinnovoResta immutata la durata del mandato generale della BEI di concedere prestiti al di fuori della Comunità, prevista nella decisione 2000/24/CE.5. Classificazione della spesa o dell'entrata5.1 Spesa obbligatoria/non obbligatoriaSpesa obbligatoria.5.2 Stanziamenti dissociati/non dissociatiStanziamenti non dissociati.6. Natura della spesa o dell'entrataGaranzia concessa alla Banca europea per gli investimenti.7. Incidenza finanziariaSolo in caso di attivazione della garanzia.7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (rapporto tra i singoli costi e il costo totale)Si propone un'iscrizione "per memoria", poiché gli importi ed i tempi dell'eventuale ricorso a questa linea di bilancio sono caratterizzati da estrema incertezza e non possono essere calcolati in anticipo.7.2 Ripartizione dettagliata dei costiNon pertinente.7.3 Spese operative per studi, esperti ecc. incluse nella Parte B del bilancioNessuna.8. Finanziamento delle spese operativeIn caso d'insolvenza, i pagamenti verrebbero effettuati direttamente dal Fondo di garanzia al creditore.Se il Fondo di garanzia non disponesse di risorse sufficienti per coprire l'insolvenza, si preleverebbero fondi aggiuntivi dal bilancio, procedendo come segue:- in primo luogo, si utilizzerebbe ogni eventuale margine rimanente nella riserva;- in secondo luogo, ci si servirebbe di ogni eventuale margine disponibile entro il massimale della rubrica 4 delle Prospettive finanziarie o si effettuerebbe una ridistribuzione all'interno della rubrica 4;- in terzo luogo, si rivedrebbero le Prospettive finanziarie in base alle disposizioni dell'Accordo interistituzionale, il che potrebbe comportare ridistribuzioni all'interno di altre categorie.Per adempiere ai suoi obblighi, la Commissione può provvedere in via provvisoria al servizio del debito mediante fondi di tesoreria. In tal caso, si applica l'articolo 12 del regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89 del Consiglio del 29 maggio 1989.9. Misure volte ad accertare il rispetto delle disposizioni relative alla garanziaSi prevederanno opportune disposizioni di controllo, secondo le consuete procedure della BEI.Si prenderanno adeguati provvedimenti per consentire alla Corte dei conti della Comunità europea e all'Ufficio europeo per la lotta contro la frode (OLAF) di assolvere i loro compiti riguardo alla presente decisione, a norma delle pertinenti disposizioni giuridiche.10. Elementi dell'analisi costi-efficacia10.1 Obiettivi specifici e quantificati; destinatari dello strumento- Obiettivi quantificati; cfr. punto 4.- Destinataria dello strumento: la Repubblica federale di Iugoslavia.10.2 Giustificazione dell'azione- Necessità di un aiuto finanziario della Comunità per aiutare la Repubblica federale di Iugoslavia ad attuare il suo piano di riforme politiche ed economiche in ottemperanza alle condizioni del processo di stabilizzazione e di associazione definito dall'UE per i paesi del sud-est europeo, sostenendo gli investimenti statali per lo sviluppo delle infrastrutture e del settore privato.- Scelta delle modalità e degli strumenti: a norma dei protocolli finanziari per la Iugoslavia, la BEI ha già esteso i suoi prestiti alla Repubblica federale di Iugoslavia ed è in grado di avviare l'azione non appena la RFI provveda al saldo integrale di tutte le obbligazioni finanziarie scadute e in arretrato nei confronti della Comunità europea e della Banca europea per gli investimenti e si assuma la responsabilità, mediante garanzia, delle obbligazioni ancora non giunte a scadenza.- Principali fattori d'incertezza che potrebbero influire sui risultati specifici dell'azione: se la Repubblica federale di Iugoslavia modificasse la sua linea politica in modo da far sorgere il rischio che essa non onori i suoi impegni ed obblighi di compiere progressi sostanziali per aderire alle condizioni politiche ed economiche del processo di stabilizzazione e di associazione definito dall'UE, l'azione verrebbe sospesa o dilazionata.10.3 Controllo dell'azione- Indicatori di efficacia scelti: le informazioni che la Commissione trasmette annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio includono una valutazione del contributo che i prestiti previsti nella presente decisione apportano al conseguimento dei pertinenti obiettivi di politica estera della Comunità, tenuto conto degli obiettivi operativi e delle opportune misurazioni del loro conseguimento che la BEI stabilirà per i suoi prestiti ai sensi della decisione 2000/24/CE.11. Spese amministrative (Sezione III, Parte A del bilancio)Nessuna. L'azione proposta non comporta aumenti né del personale della Commissione né delle spese amministrative.12. Incidenza sulla riserva per garanzie12.1 Calendario provvisorio dei prestiti che saranno concessi nel periodo di validità della decisione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;12.2 Stima dell'utilizzo della riserva di garanzia per la copertura del Fondo di garanziaDal 1° gennaio 2000 il tasso di copertura del Fondo di garanzia per le azioni esterne è del 9%. Il tasso della garanzia generale è del 65%.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;12.3 Stima dell'utilizzo della riserva di garanzia nell'ambito della presente proposta [9][9]  Situazione al 1° giugno 2001.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Nota: Le cifre relative ai prestiti della BEI tengono già conto di una lieve rettifica positiva derivante dal primo trasferimento di bilancio effettuato nell'esercizio in corso dalla riserva per prestiti e garanzie di prestiti a favore del Fondo di garanzia per le azioni esterne a norma del regolamento n. 2728/94 del Consiglio, del 31 ottobre 1994, modificato dal regolamento n. 1149/99/CE del 25 maggio 1999, nel quale è previsto che la Commissione avvii all'inizio dell'esercizio finanziario la procedura di pagamento dei prestiti nell'ambito di una linea di credito (per esempio i mandati BEI ed i prestiti Euratom). La dotazione dei prestiti nell'ambito di queste linee di credito va ripartita in quote annuali. Gli importi versati nel Fondo vengono rettificati in funzione del divario registrato al 31 dicembre dell'anno precedente tra le stime assunte come base per il precedente pagamento e l'importo effettivo dei prestiti sottoscritti nel corso dell'esercizio.