CELEX: C2002/169/47
Language: it
Date: 2002-07-13 00:00:00
Title: Causa C-196/02: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Eirinodikeio Athinon (Giudice di pace di Atene), con ordinanza 13 maggio 2002, nella causa tra Vasiliki Nikoloudi e Organismos Tilepικoιvovιov Ellαdos ΑΕ (OTE)

C 169/26                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             13.7.2002
      b)    non avere trasposto nel diritto interno in modo                          a)    non aver trasposto nella normativa interna l’obbligo
            corretto e, rispettivamente, completo, gli obblighi                            di separazione dei rifiuti ai sensi dell’art. 2, n. 4;
            posti dall’art. 13 della direttiva alle autorità compe-
            tenti di espletare adeguati controlli periodici sugli                    b)    non aver finora trasposto in modo completo l’obbli-
            impianti o imprese che effettuano le operazioni                                go da parte delle autorità di procedere adeguati
            previste agli artt. 9-12.                                                      controlli periodici ai sensi dell’art. 4, n. 1 sui
                                                                                           produttori di rifiuti pericolosi nonché l’obbligo di
2)    Condannare la Repubblica d’Austria alle spese di causa.                              controllo da parte delle autorità ai sensi dell’art. 5,
                                                                                           n. 2.
                                                                              2)     Condannare la Repubblica d’Austria alle spese di causa.
Motivi e principali argomenti
                                                                              Motivi e principali argomenti
Le definizioni di «smaltimento» e «ricupero» ai sensi del
combinato disposto di cui all’art. 1, lettere e) ed f) e degli
allegati II A e II B della direttiva 75/442/CEE sono d’importanza             Nella normativa austriaca non sussiste alcuna disposizione,
fondamentale per una terminologia unitaria delle normative                    che trasponga chiaramente il principio della separazione dei
comunitarie in materia di rifiuti e per la realizzazione della                rifiuti mescolati con alti rifiuti ai sensi dell’art. 2, n. 4 della
politica europea sui rifiuti. Nella normativa vigente nella                   direttiva.
Repubblica Austriaca vige un sistema di concetti che si discosta
da quella della direttiva per la qualifica dei procedimenti che
dal punto di vista comunitario sono regolati sulla base delle                 Inoltre l’obbligo di verifica disciplinato nel diritto austriaco
definizioni di eliminazione e ricupero.                                       riguarda solo i raccoglitori e i lavoratori di rifiuti pericolosi e
                                                                              non si estende pertanto — come richiesto dalla direttiva 91/
                                                                              689/CEE — ai produttori di rifiuti pericolosi. Non vi è alcun
Inoltre le disposizioni contenute nel Gewerbeordnung 1994                     obbligo generale delle autorità a svolgere adeguati controlli
— codice delle attività lucrative indipendenti 1994 — relative                periodici sugli impianti e sulle imprese ai sensi dell’art. 5, n. 2
agli impianti industriali non soddisfanno in misura sufficiente               della direttiva.
i requisiti di cui all’art. 13 della direttiva, dal momento che la
verifica non avviene tramite le autorità.                                     (1) GU L 377, pag. 20.
                                                                              (2) Direttiva del Consiglio 27 giugno 1994, 94/31/CEE (GU L 168,
                                                                                  pag. 28).
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
  tro la Repubblica d’Austria proposto il 24 maggio 2002                      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Eirino-
                                                                              dikeio Athinon (Giudice di pace di Atene), con ordinanza
                           (Causa C-194/02)                                   13 maggio 2002, nella causa tra Vasiliki Nikoloudi e
                                                                                      Organismos Tilepικoιvovιov Ellαdos ΑΕ (OTE)
                            (2002/C 169/46)                                                            (Causa C-196/02)
                                                                                                        (2002/C 169/47)
Il 24 maggio 2002 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dal sig. Josef Christian Schieferer, membro del
servizio giuridico della Commissione delle Comunità europee,                  Con ordinanza 13 maggio 2002, pervenuta nella cancelleria
con domicilio eletto in Lussemburgo, presso il sig. Luis Escobar              della Corte il 27 maggio 2002, nella causa tra Vasiliki
Guerrero, membro del medesimo servizio giuridico, Centro                      Nikoloudi e Organismos Tilepικoιvovιov Ellαdos ΑΕ (OTE),
Wagner C 254, Lussemburgo-Kirchberg, ha presentato alla                       l’Eirinodikeio Athinon ha sottoposto alla Corte di giustizia
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la                delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
Repubblica d’Austria.
                                                                              1.     Se sia conforme al disposto dell’art. 119 del Trattato
                                                                                     CEE e alle direttive 117/75 e 207/76, l’esistenza e
La ricorrente, chiede che la Corte voglia:                                           l’applicazione di una normativa — come, nel caso di
                                                                                     specie, l’art. 24, n. 2, del regolamento generale del
1)    Dichiarare che la Repubblica d’Austria è venuta meno                           personale OTE -ai sensi della quale vengono assunte come
      agli obblighi derivantigli dall’art. 2, n. 4, nonché dall’art. 4,              addette alle pulizie con contratto di lavoro a tempo
      n. 1 e 5, n. 2, della direttiva CEE del Consiglio 12 dicembre                  indeterminato per un lavoro a tempo parziale (soltanto)
      1991, 91/689/CEE (1) relativa ai rifiuti pericolosi (2) per                    donne.
 ---pagebreak--- 13.7.2002              IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 169/27
     Se, conformemente alla giurisprudenza della Corte, posto                    Se, dal momento che l’attività ad orario ridotto ha
     che un impiego a tempo parziale implica una retribuzione                    riguardato solo o principalmente donne, le norme sull’e-
     ridotta, la normativa in questione possa essere interpretata                sclusione totale del tempo parziale (fino al 1o gennaio
     nel senso che,in primo luogo, essa costituisce una discri-                  1996) o sul «calcolo» dello stesso rispetto al tempo pieno
     minazione diretta per ragioni di sesso, in quanto lega,                     (dal 1o gennaio 1996) possano essere interpretate, alla
     direttamente ed immediatamente, il tempo parziale al                        luce della giurisprudenza della Corte, nel senso che
     sesso dei lavoratori (donne) e sfavorisce pertanto solo                     introducono una discriminazione indiretta per ragioni di
     donne;                                                                      sesso, vietata dal diritto comunitario e di conseguenza, se
                                                                                 debba essere calcolato nell’anzianità degli interessati tutto
                                                                                 il periodo di lavoro a tempo parziale;
2.   Se l’esclusione delle addette alle pulizie assunte come               5.    Se le soluzioni della Corte alle questioni da 1 a 4 sopra
     straordinarie, a tempo indeterminato, per un impiego a                      esposte sono affermative, nel senso che le controverse
     tempo parziale, dalle disposizioni del contratto collettivo                 disposizioni di legge e di contratto collettivo sono
     di categoria del 2 novembre 1987, concluso tra l’OTE e                      effettivamente contrarie al diritto comunitario, si doman-
     la Federazione dei lavoratori OTE, relative all’inserimento                 da chi abbia l’onere della prova, quando viene invocata
     nel quadro del personale ordinario (e in particolare                        dal lavoratore la violazione, a suo danno, del principio
     indipendentemente dalla durata dei rispettivi contratti di                  della parità di trattamento.
     lavoro a tempo parziale), come nel caso di specie, per la
     ragione che tale contratto di categoria richiedeva almeno
     due anni di servizio a tempo pieno, violi il disposto
     dell’art. 119 del Trattato CEE e le direttive summenzionate
     o un’altra norma di diritto comunitario, essendo una
     discriminazione indiretta per ragioni di sesso, in quanto
     tale contratto (nonostante il suo carattere apparentemente
     neutro, giacché non stabilisce nessun collegamento con il
     sesso dei lavoratori) escludeva solo donne addette alle
                                                                           Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     pulizie, poiché non c’erano uomini che lavorassero a
                                                                             tro la Repubblica d’Austria, presentato il 4 giugno 2002
     tempo parziale, assunti a tempo indeterminato, né nel
     settore dei servizi generali (a cui appartengono le donne
     delle pulizie), né in alcun altro settore del personale                                        (Causa C-209/02)
     dell’OTE;
                                                                                                     (2002/C 169/48)
3.   In applicazione del contratto di categoria, concluso tra
     l’OTE e la Federazione dei lavoratori OTE, il 10 maggio
     1991, l’azienda concedeva ai lavoratori straordinari,
     assunti in prova, un contratto di lavoro a tempo indeter-             Il 4 giugno 2002 la Commissione delle Comunità europee,
     minato ad orario pieno.                                               rappresentata dal sig. Josef Christian Schieferer, membro del
                                                                           servizio giuridico della Commissione delle Comunità europee,
                                                                           con domicilio eletto in Lussemburgo presso il sig. Luis Escobar
                                                                           Guerrero, membro del servizio giuridico della Commissione
     Se l’eccezione delle addette alle pulizie impiegate a                 europea, Centre Wagner C 254, Kirchberg, ha presentato alla
     tempo parziale (indipendentemente dalla durata del loro               Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
     contratto di lavoro), come nel caso di specie, costituisca            Repubblica d’Austria.
     un’inammissibile discriminazione indiretta per ragioni di
     sesso, che incorre nel divieto posto dalle norme comunita-
     rie (art. 119 e direttive 75/117 e 76/207), visto che il
     contratto di categoria escludeva solo le donne addette alle           La ricorrente chiede che la Corte voglia:
     pulizie, in mancanza di uomini che lavorassero a tempo
     parziale, con contratto a tempo indeterminato, in qualsi-             a)    dichiarare che la Repubblica d’Austria, poiché il progetto
     voglia settore del personale dell’OTE;                                      di ampliamento del campo da golf nel comune di
                                                                                 Wörschach in Stiria è stato approvato nonostante gli esiti
                                                                                 negativi della valutazione dell’incidenza sull’habitat del
                                                                                 Re di quaglie (Crex crex), nella zona di protezione speciale
4.   In conformità del disposto dell’art. 5, n. 9, del regolamen-                ivi sita a norma dell’art. 4 della direttiva 79/409/CEE(1), è
     to generale del personale OTE, nel testo in vigore fino al                  venuta meno agli obblighi che le incombono a norma
     1o gennaio 1996, il tempo parziale non era assolutamente                    dell’art. 6, nn. 3 e 4, in combinato disposto con l’art. 7
     calcolato nell’anzianità, al fine di determinare una miglio-                della direttiva del Consiglio 21 maggio 1992, 92/43/
     re situazione retributiva. Dal 1o gennaio 1996 in poi, tale                 CEE (2), relativa alla conservazione degli habitat naturali e
     disposizione è stata modificata con contratto di categoria                  seminaturali e della flora e della fauna selvatiche;
     ed è stato stabilito che il tempo parziale sia calcolato
     come equivalente alla metà del tempo pieno.                           b)    condannare la Repubblica d’Austria alle spese.