CELEX: 31982D0651
Language: it
Date: 1982-09-10 00:00:00
Title: 82/651/CEE: Decisione della Commissione, del 10 settembre 1982, relativa ad aiuti concessi in Sicilia nel settore degli agrumi e degli ortofrutticoli (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

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31982D0651

82/651/CEE: Decisione della Commissione, del 10 settembre 1982, relativa ad aiuti concessi in Sicilia nel settore degli agrumi e degli ortofrutticoli (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 274 del 24/09/1982 pag. 0034 - 0036

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  del 10 settembre 1982  relativa ad aiuti concessi in Sicilia nel settore degli agrumi e degli ortofrutticoli  (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  (82/651/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  visto il regolamento (CEE) n. 1035/72 del Consiglio, del 18 maggio 1972, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1738/82 (2), in particolare l'articolo 31,  viste le osservazioni presentate dagli interessati a seguito dell'invito loro rivolto (3) in conformità dell'articolo 93, paragrafo 2, primo comma, del trattato CEE,  I  considerando che, con lettere del 13 gennaio 1981 e del 9 febbraio 1981, il governo italiano, in applicazione dell'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE, ha notificato il disegno di legge della Regione Sicilia recante « Provvedimenti intesi a razionalizzare il comparto industriale del trattamento dei prodotti agrumari e ortofrutticoli e la commercializzazione degli stessi », approvato dalla commissione legislativa dell'assemblea regionale;  considerando che, in occasione di una riunione tenutasi i giorni 26 e 27 marzo 1981 fra le autorità italiane e i servizi della Commissione, gli esperti italiani hanno fornito precisazioni in merito alla legge di cui sopra; che altre informazioni sono state fornite con telescritto della rappresentanza permanente d'Italia dell'8 maggio 1981;  considerando che, nel frattempo, i servizi della Commissione sono stati informati che la misura in causa era stata convertita in legge regionale 3 febbraio 1981, n. 10;  considerando che la Commissione, esaminata la legge regionale suddetta, ha ritenuto che i contributi del 40 % per l'acquisto di contenitori d'imballaggio per gli agrumi e gli ortofrutticoli destinati all'esportazione, di cui all'articolo 3, lettera e), della legge 10/81, costituivano aiuti incompatibili con il mercato comune; che essa ha ritenuto infatti che tale intervento - anche dopo le modifiche ad esso apportate dall'articolo 21 della legge 2 marzo 1981 n. 16/81, relativa alla concessione dell'aiuto all'acquisto di contenitori d'imballaggio per gli agrumi e gli ortofrutticoli destinati ai mercati nazionali - costituiva;  - sia un aiuto al funzionamento, nel caso in cui l'aiuto fosse concesso alle imprese che commercializzano nel territorio nazionale gli agrumi e gli ortofrutticoli in contenitori d'imballaggio,  - sia una misura contraria alle disposizioni dell'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli, nel caso in cui ad essa facessero ricorso le imprese che esportano agrumi e ortofrutticoli in contenitori d'imballaggio;  considerando che la Commissione ha inoltre ritenuto che le misure di cui all'articolo 6 della legge n. 10/81 costituissero aiuti all'esportazione verso gli altri Stati membri e i paesi terzi e fossero come tali incompatibili con l'organizzazione comune dei mercati dei prodotti in causa; che, infatti, l'articolo citato dispone la concessione, a favore delle aziende singole o associate che esportano agrumi ed ortofrutticoli, di contributi in conto interessi pari al 12 % per i prestiti di durata annuale sulle anticipazioni ottenute dagli esportatori siciliani e commisurate all'80 % dei prezzi di vendita che ad essi verranno pagati dagli importatori stranieri;  considerando che, per tale motivo, la Commissione ha avviato nei confronti di tutte le misure di cui sopra la procedura di cui all'articolo 93, paragrafo 2, del trattato CEE e, con lettera del 31 luglio 1981, ha invitato il governo italiano a presentarle le sue osservazioni;  II  considerando che, con telescritti del 30 settembre 1981 e del 12 febbraio 1982, il governo italiano ha risposto alla lettera della Commissione facendo presente, tra  l'altro, che, per quanto riguarda le agevolazioni per i contenitori d'imballaggio, di cui all'articolo 3, lettera e), della legge n. 10/81, le autorità siciliane non avevano applicato la misura agli imballaggi degli agrumi ed ortofrutticoli destinati all'esportazione; che, per quanto riguarda le anticipazioni agli esportatori, di cui all'articolo 6 della legge n. 10/81, l'agevolazione non costituiva un aiuto all'importazione in quanto veniva concessa agli operatori economici che commercializzavano in Italia e il suo beneficio era subordinato alle disposizioni relative alla tutela dell'occupazione e dei salari minimi; che questa misura doveva pertanto essere considerata come un intervento a favore dell'occupazione e non come un aiuto all'esportazione; che le autorità italiane hanno inoltre fatto presente che quest'ultima misura era limitata agli anni 1979 e 1980;  considerando che, a seguito dell'invito rivolto agli altri interessati, vari Stati membri hanno comunicato le loro osservazioni; che essi hanno affermato di condividere il parere espresso dalla Commissione;  III  considerando che il contributo del 40 % sul prezzo d'acquisto dei contenitori d'imballaggio per agrumi e ortofrutticoli, di cui all'articolo 3, lettera e), della legge n. 10/81, influisce direttamente sui prezzi di vendita di tali prodotti, in quanto tale prezzo d'acquisto rappresenta in media il 40 % circa dei prezzi praticati nel commercio all'ingrosso;  considerando che i contributi in conto interesse concessi ai produttori di agrumi e di ortofrutticoli, di cui all'articolo 6 della legge n. 10/81, rappresentano anch'essi un vantaggio non trascurabile per tali produttori e, per tale motivo, influiscono direttamente sulle spese di commercializzazione dei prodotti in causa e, conseguentemente, sul loro prezzo di vendita;  considerando che queste due misure hanno pertanto favorito artificialmente l'aumento o quanto meno il mantenimento dei quantitativi attuali di agrumi e di ortofrutticoli prodotti in Sicilia; che, d'altra parte, è presumibile che gli aiuti in causa abbiano potuto in pratica incitare i loro beneficiari a consegnare i prodotti a prezzi inferiori a quelli che sarebbero stati praticati in mancanza di un intervento dei poteri pubblici;  considerando che le misure di cui trattasi sono idonee ad incidere sugli scambi intracomunitari e falsare la concorrenza, favorendo i produttori italiani a scapito di quelli degli altri Stati membri che smaltiscono gli stessi prodotti sul mercato comunitario senza beneficiare di aiuti comparabili;  considerando che la Commissione non ha potuto accogliere le argomentazioni avanzate dal governo italiano in merito al citato articolo 3, lettera e); che infatti il governo italiano ha dichiarato che il contributo per l'acquisto degli imballaggi destinati all'esportazione era stato abolito, mentre non ha fornito la stessa informazione per quanto riguarda gli aiuti all'acquisto di contenitori d'imballaggio per gli agrumi e gli ortofrutticoli destinati ad essere commercializzati in Italia, né alcun'altra informazione di ordine economico atta ad indurre la Commissione a modificare la posizione da essa comunicata il 31 luglio 1981;  considerando che neppure le argomentazioni avanzate dal governo italiano per giustificare gli aiuti di cui all'articolo 6 della legge n. 10/81 possono essere accettate; che infatti l'estensione degli aiuti alle aziende singole o associate che commercializzano gli agrumi e gli ortofrutticoli nel territorio nazionale non priva questa misura del suo carattere d'intervento incompatibile con la normativa comunitaria;  considerando, d'altra parte, che lo scopo essenziale di questa misura è quello di favorire le aziende agricole produttrici di agrumi e ortofrutticoli e che la tutela dell'occupazione e dei livelli salariali è un effetto collaterale e non la motivazione della misura in causa; che, conseguentemente, questa argomentazione del governo italiano non può essere considerata sufficiente per giustificare la misura stessa;  considerando che gli aiuti di cui trattasi rispondono quindi ai criteri enunciati all'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE;  considerando che il divieto sancito dall'articolo 92, paragrafo 1, del trattato CEE, non può essere superato in virtù del paragrafo 2 dello stesso articolo, in quanto le deroghe da esso previste non sono evidentemente applicabili al caso di specie;  considerando che, sede di esame di qualsiasi misura nazionale o regionale, le deroghe di cui al paragrafo 3 dell'articolo citato devono essere interpretate in senso stretto; che, in particolare, esse possono essere concesse soltanto se la Commissione può stabilire che l'aiuto è necessario ai fini del conseguimento di uno degli obiettivi previsti dalle disposizioni in causa;  considerando che concedere il beneficio di dette deroghe ad aiuti che non comportano una siffatta contropartita equivarrebbe ad accettare una situazione pregiudizievole agli scambi intracomunitari, distorsioni di concorrenza non giustificate dal punto di vista degli interessi della Comunità e, conseguentemente, vantaggi ingiustificati per alcuni Stati membri;  considerando che, nella fattispecie, gli aiuti di cui agli articoli 3, lettera e), e 6 della legge n. 10/81 non consentono di constatare l'esistenza di una siffatta contropartita;  considerando infatti che il governo italiano non ha potuto offrire, né la Commissione trovare, alcuna giustificazione che consenta di stabilire che gli aiuti in causa rispondono alle condizioni prescritte per la concessione di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafi 2 e 3, del trattato CEE;  considerando che non si tratta di misure destinate a favorire lo sviluppo economico di una regione caratterizzata da un tenore di vita anormalmente basso o da una grave sottoccupazione, ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a), del trattato CEE, in quanto non sono in alcun modo atte a favorire lo sviluppo dell'isola o delle colture di agrumi e ortofrutticoli in quanto si tratta in realtà di aiuti al funzionamento, privi di effetti strutturali; che la situazione della Sicilia e delle produzioni considerate non risulterà durevolmente modificata dopo l'abolizione degli interventi in causa;  considerando che tali interventi non costituiscono un importante progetto di comune interesse europeo né misure atte a porre rimedio ad una grave perturbazione dell'economia italiana; che, conseguentemente, l'articolo 92, paragrafo 3, lettera b), del trattato CEE non è applicabile;  considerando inoltre che le misure di cui trattasi costituiscono aiuti al funzionamento a favore degli agricoltori in causa; che la Commissione si è sempre opposta a tali aiuti, in quanto essi non posseggono i requisiti che li renderebbero idonei a beneficiare della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c), del trattato CEE, non essendo, a motivo della loro scarsa efficacia, di natura tale da facilitare lo sviluppo, come previsto dalla disposizione citata;  considerando che, data la situazione attuale del mercato degli agrumi e degli ortofrutticoli, un aiuto, anche di scarsa importanza, altera le condizioni degli scambi in misura contraria all'interesse comune;  considerando che, tenuto conto di quanto precede, gli aiuti di cui sopra non rispondono alle condizioni prescritte per beneficiare di una delle deroghe di cui all'articolo 92, paragrafo 3, del trattato CEE,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  I contributi:  a) del 40 % per l'acquisto di contenitori d'imballaggio destinati alla commercializzazione degli agrumi e degli ortofrutticoli, di cui all'articolo 3, lettera e), della legge della Regione Sicilia n. 10/81,  nonché,  b) quelli di cui all'articolo 6 della stessa legge regionale, a favore delle aziende singole o associate che commercializzano nel territorio nazionale o esportano agrumi ed ortofrutticoli, concessi sotto forma di contributi in conto interessi del 12 % per i prestiti di durata annuale sulle anticipazioni ottenute sui prezzi che verranno successivamente pagati,  sono incompatibli con le disposiziani dell'articolo 92 del trattato CEE e, per quanto riguarda l'aiuto di cui all'articolo 6, con le disposizioni dell'organizzazione comune dei mercati nel settore degli ortofrutticoli. Conseguentemente, tali contributi non devono più essere concessi e le relative disposizioni degli articoli 3, lettera e), e 6 della legge regionale n. 10/81 devono essere soppresse.  Articolo 2  La Repubblica italiana comunica alla Commissione, entro il termine di un mese, le misure prese in esecuzione delle disposizioni dell'articolo 1.  Articolo 3  La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, il 10 settembre 1982.  Per la Commissione  Poul DALSAGER  Membro della Commissione  (1) GU n. L 118 del 20. 5. 1972, pag. 1.  (2) GU n. L 190 dell'1. 7. 1982, pag. 7.  (3) GU n. C 335 del 23. 12. 1981, pag. 2.