CELEX: 31991L0662
Language: it
Date: 1991-12-06 00:00:00
Title: Direttiva 91/622/CEE della Commissone, del 6 dicembre 1991, che adegua al progresso tecnico la direttiva 74/297/CEE del Consiglio in relazione al comportamento del volante e della colonna di sterzo in caso di urto

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31991L0662

Direttiva 91/622/CEE della Commissone, del 6 dicembre 1991, che adegua al progresso tecnico la direttiva 74/297/CEE del Consiglio in relazione al comportamento del volante e della colonna di sterzo in caso di urto  

Gazzetta ufficiale n. L 366 del 31/12/1991 pag. 0001 - 0016 edizione speciale finlandese: capitolo 13 tomo 21 pag. 0196  edizione speciale svedese/ capitolo 13 tomo 21 pag. 0196 

DIRETTIVA DELLA COMMISSIONEdel 6 dicembre 1991che  adegua al progresso tecnico la direttiva 74/297/CEE del Consiglio in relazione al comportamento del  volante e della colonna di sterzo in caso di urto(91/662/CEE)LA COMMISSIONE DELLE  COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, vista la direttiva 74/297/CEE del Consiglio, del 4 giugno 1974, concernente il ravvicinamento delle  legislazioni degli Stati membri relative alle finiture interne dei veicoli a motore (comportamento  del dispositivo di guida in caso di urto) (1), in particolare l'articolo 5, considerando che, in base all'esperienza acquisita e all'attuale stato di avanzamento della  tecnica, è opportuno migliorare la protezione del conducente mediante il controllo del  comportamento del volante e del dispositivo di guida in caso di urto frontale, oggetto della  direttiva 74/297/CEE, adeguando questa direttiva all'ultima versione del regolamento in materia  della commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite e introducendo ulteriori  miglioramenti; considerando che dall'esperienza acquisita dagli incidenti emerge che il volante dovrebbe essere  cedevole in modo da proteggere il viso del conducente da gravi lesioni; che a tal fine dovrebbero  essere apportate ulteriori modifiche alla direttiva di cui trattasi; che esistono varie proposte  per un metodo di prova; che la Commissione dovrebbe presentare una proposta al comitato per  l'adeguamento al progresso tecnico entro il 31 dicembre 1991; considerando che le disposizioni della presente direttiva sono conformi al parere del comitato per  l'adeguamento al progresso tecnico delle direttive sui veicoli a motore, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: Articolo 1Gli allegati della direttiva 74/297/CEE sono modificati  conformemente agli allegati della presente direttiva. Articolo 21.  A decorrere dal 1o ottobre 1992 gli Stati membri non possono, per motivi inerenti  al dispositivo di guida: a)  - rifiutare, per un tipo di veicolo, l'omologazione CEE o il rilascio della copia della scheda  di cui all'articolo 10, paragrafo 1, ultimo trattino della direttiva 70/156/CEE del Consiglio (2),  oppure l'omologazione nazionale; - né vietare la prima entrata in circolazione dei veicoli, se detto dispositivo è stato omologato ai sensi della direttiva 74/297/CEE modificata dalla  presente direttiva; b)- rifiutare l'omologazione CEE di un tipo di comando dello sterzo destinato al montaggio su un  veicolo o su veicoli; - né vietare l'immissione sul mercato di comandi dello sterzo destinati al montaggio su un veicolo  o su veicoli, se il suddetto comando dello sterzo è conforme alle disposizioni della direttiva 74/297/CEE,  modificata dalla presente direttiva. 2.  A decorrere dal 1o ottobre 1996, per i veicoli a motore della categoria M1 diversi da quelli a  cabina avanzata, gli Stati membri: - non possono più rilasciare la copia della scheda di cui all'articolo 10, paragrafo 1, ultimo  trattino della direttiva 70/156/CEE, - possono rifiutare l'omologazione nazionale, per motivi inerenti al dispositivo di guida se esso non è conforme alle disposizioni della  direttiva 74/297/CEE, modificata dalla presente direttiva. 3.  A decorrere dal 1o ottobre 1995, per i veicoli a motore a cabina avanzata della categoria M1 e  per tutti i veicoli a motore della categoria N1 con una massa massima autorizzata non superiore a 1  500 kg, gli Stati membri: - non possono più rilasciare la copia della scheda di cui all'articolo 10, paragrafo 1, ultimo  trattino della direttiva 70/156/CEE, - possono rifiutare l'omologazione nazionale, per motivi inerenti al dispositivo di guida se esso non è conforme alle disposizioni della  direttiva 74/297/CEE, modificata dalla presente direttiva. 4.  A decorrere dal 1o ottobre 1996, per i tipi di comando dello sterzo, gli Stati membri: - non possono più rilasciare la copia della scheda di cui all'articolo 10, paragrafo 1, ultimo  trattino della direttiva 70/156/CEE, - possono rifiutare l'omologazione nazionale, per motivi inerenti ai comandi dello sterzo non conformi alle disposizioni dei punti 5.2, 5.3 e 5.4  dell'allegato I della direttiva 74/297/CEE, modificata dalla presente direttiva. 5.  A decorrere dal 1o ottobre 1996, gli Stati membri possono vietare la prima messa in  circolazione di veicoli i cui dispositivi di guida non sono conformi alle disposizioni della  direttiva 74/297/CEE, modificata dalla presente direttiva. Tuttavia, la disposizione del primo comma non si applica sino al 1o ottobre 1997: - ad un veicolo a cabina avanzata della categoria M1; - ad un veicolo della categoria N1 con massa massima autorizzata non superiore a 1 500 kg; - nel caso di un veicolo della categoria M1diverso da un veicolo a cabina avanzata, per quanto  concerne i requisiti di cui al punto 5.1 dell'allegato I (spostamento verticale massimo della  colonna dello sterzo). 6.  A decorrere dal 1o ottobre 1995, gli Stati membri possono vietare l'immissione sul mercato di  comandi dello sterzo destinati ad essere installati su un veicolo o su veicoli se detti comandi  dello sterzo non sono conformi alle disposizioni dei punti 5.2, 5.3 e 5.4 dell'allegato I della  direttiva 74/297/CEE, modificata dalla presente direttiva. Articolo 31.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed  amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 1o ottobre 1992. Essi ne  informano immediatamente la Commissione. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, questi contengono un riferimento alla presente  direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le  modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri. 2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni essenziali di diritto interno che  essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. Articolo 4Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, il 6 dicembre 1991. Per la CommissioneMartin BANGEMANNVicepresidente(1) GU n. L 165 del 20. 6.  1974, pag. 16. (2) GU n. L 42 del 23. 2. 1970, pag. 1.  ALLEGATO I DEFINIZIONI, DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE, OMOLOGAZIONE CEE, SPECIFICHE,  PROVE, CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE 1. CAMPO DI APPLICAZIONELa presente direttiva si applica al comportamento del dispositivo di guida  dei veicoli a motore della categoria M1 e dei veicoli della categoria N1 la cui massa massima  autorizzata è inferiore a 1 500 kg, per quanto riguarda la protezione del conducente in caso di  urto frontale. Su richiesta del costruttore, altre categorie di veicoli possono essere omologate a norma della  presente direttiva. 2. DEFINIZIONIAi sensi della presente direttiva: 2.1. per «comportamento del dispositivo di guida in caso d'urto», si intende il comportamento di tale  dispositivo per effetto di tre tipi di forze, ossia: 2.1.1. quelle provocate da una collisione frontale che possono produrre uno spostamento all'indietro della  colonna dello sterzo, 2.1.2. quelle dovute all'inerzia della testa del conducente in caso di urto contro il comando dello sterzo  in una collisione frontale, 2.1.3. quelle dovute all'inerzia del corpo del conducente in caso di urto contro il comando dello sterzo  in una collisione frontale; 2.2. per «tipo di veicolo», si intendono i veicoli a motore che non differiscono sostanzialmente fra  loro per quanto riguarda: 2.2.1. la struttura, le dimensioni, la forma e i materiali della parte del veicolo situata anteriormente  al comando dello sterzo, 2.2.2. la massa del veicolo in ordine di marcia, definita al punto 2.6 dell'allegato I della direttiva  70/156/CEE, senza il conducente; 2.3. per «comando dello sterzo», si intende l'organo dello sterzo azionato dal conducente, generalmente  il volante; 2.4. per «tipo di comando dello sterzo», si intendono i comandi dello sterzo che non differiscono  sostanzialmente tra loro per quanto riguarda la struttura, le dimensioni, la forma e i materiali; 2.5. per «omologazione di un comando dello sterzo», si intende l'omologazione di un tipo di comando  dello sterzo per quanto riguarda la protezione della testa e del corpo del conducente nei confronti  del comando dello sterzo in caso di urto; 2.6. per «omologazione di un veicolo», si intende l'omologazione di un tipo di veicolo per quanto  riguarda la protezione della testa e del corpo del conducente nei confronti del dispositivo di  guida in caso di urto; 2.7. per «comando universale dello sterzo», si intende un comando dello sterzo che può essere montato su  vari tipi di veicoli, in cui il diverso accoppiamento tra il comando e la colonna dello sterzo non  incide sulla resistenza all'urto del comando dello sterzo; 2.8. per «sacco gonfiabile», si intende un sacco flessibile destinato ad essere riempito di gas sotto  pressione, il quale: 2.8.1. ha lo scopo di proteggere il conducente del veicolo in caso di urto contro il comando dello  sterzo, 2.8.2. viene gonfiato da un dispositivo che entra in funzione in caso di urto del veicolo; 2.9. per «corona del comando dello sterzo», si intende, nel caso del comando dello sterzo, il cerchio  esterno approssimativamente torico, generalmente tenuto in mano dal conducente durante la guida; 2.10. per «razza», si intende l'elemento radiale che collega il mozzo alla corona del comando dello  sterzo; 2.11. per «mozzo», si intende la parte del comando dello sterzo, generalmente centrale, che: 2.11.1. accoppia il comando all'albero dello sterzo, 2.11.2. trasmette all'albero dello sterzo la coppia esercitata sul comando dello sterzo; 2.12. per «centro del mozzo del comando dello sterzo», si intende il punto della superficie del mozzo in  linea con l'asse dell'albero dello sterzo; 2.13. per «piano del comando dello sterzo», si intende, nel caso del volante, la superficie piana che  divide in parti uguali la corona del volante tra il conducente e la parte anteriore del veicolo; 2.14. per «albero dello sterzo», si intende l'elemento che trasmette alla scatola dello sterzo la coppia  esercitata sul comando dello sterzo; 2.15. per «colonna dello sterzo», si intende il carter che avvolge l'albero dello sterzo; 2.16. per «dispositivo di guida», si intende il volante, la colonna dello sterzo e gli elementi di  montaggio, l'albero dello sterzo, la scatola sterzo, nonché tutti gli altri elementi, quali ad  esempio quelli destinati a contribuire a dissipare l'energia in caso di urto contro il comando  dello sterzo; 2.17. per «abitacolo», si intende lo spazio destinato alle persone e compreso tra il tetto, il pavimento,  le pareti laterali, le porte, i vetri esterni, la paratia anteriore e il piano d'appoggio dello  schienale del sedile posteriore; 2.18. per «dispositivo d'urto», si intende una segoma di testa, rigida, emisferica, del diametro di 165  mm, conforme al punto 3 dell'allegato IV; 2.19. per «punto R», il punto di riferimento come definito all'allegato III della direttiva 77/649/CEE,  modificata dalla direttiva 90/630/CEE. 3. DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE3.1. Tipo di veicolo3.1.1. La domanda di omologazione CEE di un tipo di veicolo per quanto riguarda la protezione del  conducente contro il dispositivo di guida in caso d'urto deve essere presentata dal costruttore del  veicolo o dal suo mandatario debitamente autorizzato; 3.1.2. essa deve essere accompagnata dai sottoindicati documenti in triplice copia e dalle seguenti  informazioni: 3.1.2.1. una descrizione particolareggiata del tipo di veicolo per quanto riguarda la struttura, le  dimensioni, la forma e i materiali della parte del veicolo situata anteriormente al comando dello  sterzo; 3.1.2.2. disegni del dispositivo di guida e della sua fissazione alla carrozzeria e al telaio del veicolo,  su scala adatta e con sufficienti dettagli; 3.1.2.3. una descrizione tecnica del dispositivo stesso; 3.1.2.4. la massa del veicolo in ordine di marcia; 3.1.2.5. documento comprovante che il comando dello sterzo è stato omologato in conformità con i punti 5.2 e  5.3, se richiesto. 3.1.3. Al servizio tecnico incaricato delle prove devono essere presentati: 3.1.3.1. un veicolo rappresentativo del tipo di veicolo da omologare, per la prova di cui al punto 5.1; 3.1.3.2. a discrezione del costruttore e con l'accordo del servizio tecnico, un secondo veicolo o le parti  del veicolo che si considerano essenziali per le prove di cui ai punti 5.2 e 5.3. 3.2. Tipo di comando dello sterzo3.2.1. La domanda di omologazione CEE di un tipo di comando dello sterzo deve essere presentata dal  costruttore del comando o dal suo mandatario debitamente autorizzato; 3.2.2. essa deve essere accompagnata dai sottoindicati documenti in triplice copia e dalle seguenti  informazioni: 3.2.2.1. una descrizione particolareggiata del tipo di comando dello sterzo per quanto riguarda la  struttura, le dimensioni e i materiali del comando dello sterzo; 3.2.2.2. disegni del dispositivo di guida e della sua fissazione alla carrozzeria e al telaio del veicolo,  su scala adatta e con sufficienti dettagli. 3.2.3. Al servizio tecnico incaricato delle prove deve essere presentato un comando dello sterzo  rappresentativo del tipo di comando da omologare, nonché a discrezione del costruttore e con  l'accordo del servizio tecnico, le parti del veicolo considerate essenziali per le prove di cui ai  punti 5.2 e 5.3. 4. OMOLOGAZIONE CEE4.1. Prima di concedere l'omologazione l'autorità competente deve verificare l'esistenza di disposizioni  atte a garantire un controllo efficace della conformità della produzione. 4.2. Alla scheda di omologazione CEE viene acclusa una scheda conforme al modello indicato ai punti  4.2.1 o 4.2.2: 4.2.1. allegato V, parte A per le domande di cui al punto 3.1; 4.2.2. allegato V, parte B per le domande di cui al punto 3.2. 5. SPECIFICHE5.1. Nella prova di collisione del veicolo in ordine di marcia, senza manichino, contro una barriera  alla velocità di 48,3 km/ora, la parte superiore della colonna dello sterzo e del suo albero non  devono spostarsi all'indietro, orizzontalmente e parallelamente all'asse longitudinale del veicolo,  di oltre 12,7 cm rispetto ad un punto del veicolo non interessato dall'urto e, verticalmente, di  oltre 12,7 cm. 5.2. Quando il comando dello sterzo viene urtato da un blocco di prova lanciato contro tale comando ad  una velocità relativa di 24,1 km/ora conformemente alle procedure dell'allegato III, la forza  esercitata sul blocco di prova dal comando dello sterzo non deve superare 1,111 daN. 5.3. Quando il comando dello sterzo viene urtato da un dispositivo d'urto, lanciato contro tale comando  ad una velocità relativa di 24,1 km/ora conformemente alle procedure di cui all'allegato IV, la  decelerazione del dispositivo d'urto non deve superare 80 g cumulativi per più di 3 millisecondi.  La decelerazione deve sempre essere inferiore a 120 g con C.F.C. 600 Hz. 5.4. Il comando dello sterzo deve essere progettato, costruito e montato in modo che: 5.4.1. prima delle prove d'urto di cui ai punti 5.2 e 5.3, le parti della superficie del comando dello  sterzo rivolte verso il conducente, che possono entrare in contatto con una sfera del diametro di  165 mm, non devono presentare asperità o spigoli vivi con un raggio di curvatura inferiore a 2,5  mm; 5.4.1.1. dopo le prove d'urto di cui ai punti 5.2 e 5.3, la parte della superficie del comando dello sterzo  rivolta verso il conducente non deve presentare asperità o spigoli vivi che rischino di accrescere  il pericolo o la gravità delle lesioni per il conducente. Non sono prese in considerazione piccole  incrinature o fessure della superficie. 5.4.2. Il comando dello sterzo deve essere progettato, costruito e montato in modo da non comportare  elementi o accessori, compreso il comando del segnalatore acustico e gli elementi di rivestimento  nei quali possano impigliarsi l'abbigliamento o gli ornamenti del conducente durante le normali  operazioni di guida. 5.4.3. I comandi dello sterzo che non sono destinati a far parte dell'attrezzatura originale, devono  soddisfare le specifiche di prova conformemente all'allegato III, punto 2.1.3 ed all'allegato IV,  punto 2.3. 5.4.4. Per i «comandi universali dello sterzo», le prescrizioni devono essere soddisfatte per quanto  riguarda: 5.4.4.1. tutti gli angoli della colonna, essendo inteso che le prove devono essere effettuate almeno per gli  angoli minimi e massimi della colonna di tutti i tipi di veicoli ai quali i comandi sono  destinati; 5.4.4.2. tutte le possibili posizioni del dispositivo d'urto e del blocco di prova in relazione al comando  dello sterzo, rimanendo inteso che la prova deve essere effettuata almeno nella posizione  intermedia per tutti i tipi di veicoli omologati ai quali i comandi sono destinati. Se viene  utilizzata una colonna dello sterzo, questa deve essere del tipo corrispondente alle condizioni del  «caso più sfavorevole». 5.4.5. Se un singolo tipo di comando dello sterzo può essere collegato mediante raccordi ad una serie di  colonne dello sterzo e se è possibile dimostrare che utilizzando tali raccordi il sistema mantiene  le medesime caratteristiche di dissipazione dell'energia, tutte le prove possono essere eseguite  con un unico tipo di raccordo. 6. PROVE6.1. Il controllo dell'osservanza delle prescrizioni del precedente punto 5 viene effettuato  conformemente ai metodi indicati negli allegati II, III e IV. Tutte le misurazioni devono essere  effettuate in base alla norma ISO 6487-1987. 6.2. Tuttavia, altre prove possono essere eseguite a discrezione dell'autorità di omologazione purché ne  venga dimostrata l'equivalenza. In tal caso, ai documenti di omologazione deve essere unita una  relazione in cui siano descritti i metodi impiegati e i risultati ottenuti. 7. CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE7.1. In caso di omologazione CEE di un tipo di veicolo, per verificare la conformità si procede ad un  numero sufficiente di controlli per sondaggio sui comandi dello sterzo di serie. 7.2. In caso di omologazione CEE di un tipo di comando dello sterzo, per verificare la conformità si  procede ad un numero sufficiente di controlli per sondaggio sui comandi dello sterzo di serie. 7.3. In generale, tali verifiche si limitano a misure dimensionali. Se necessario, tuttavia, i veicoli o  i comandi dello sterzo vengono sottoposti alla prova prescritta al punto 5.  ALLEGATO II PROVA D'URTO ANTERIORE CONTRO UNA BARRIERA 1. OGGETTOLa prova ha lo scopo di verificare se il veicolo soddisfa alle condizioni di cui al punto  5.1 dell'allegato I. 2. IMPIANTI, PROCEDIMENTI E STRUMENTI DI MISURA2.1. Terreno di provaIl luogo dove verrà effettuata la prova deve essere sufficientemente ampio per  accogliere la pista di lancio dei veicoli, la barriera e gli impianti tecnici recessari per la  prova. La parte finale della pista, almeno 5 m prima della barriera, deve essere orizzontale  (pendenza inferiore al 3 % sulla lunghezza di un metro), piana e uniforme. 2.2. BarrieraLa barriera è costituita da un blocco di cemento armato di larghezza non inferiore a 3 m e  altezza non inferiore a 1,5 m. Lo spessore è determinato dal peso, che deve essere di almeno 70 t.  La parete frontale deve essere piatta, verticale e perpendicolare all'asse della pista di lancio e  deve essere ricoperta di tavole di legno compensato in buone condizioni dello spessore di 19 mm p 1  mm. Tra le tavole di legno compensato e la barriera può essere collocata una struttura montata su  una lastra di acciaio di almeno 25 mm. È ammesso l'uso di una barriera con caratteristiche  differenti, purché la superficie d'urto sia superiore alla superficie frontale d'urto del veicolo  sottoposto a prova e dia risultati equivalenti. 2.3. Propulsione del veicoloAl momento dell'urto il veicolo non deve più essere soggetto all'azione di  un qualsiasi dispositivo di sterzo o di propulsione supplementare. Esso deve raggiungere l'ostacolo  con una traiettoria perpendicolare alla barriera: la massima divergenza di allineamento laterale  ammessa fra la linea mediana verticale della parete anteriore del veicolo e la linea mediana  verticale della barriera è di p 30 cm. 2.4. Stato del veicolo2.4.1. Il veicolo sottoposto a prova deve essere completo di tutte le sue parti e di tutta l'attrezzatura  normale inclusa nella massa a vuoto, oppure trovarsi in condizioni tali da soddisfare questa  prescrizione per quanto riguarda le parti e l'attrezzatura che interessano l'abitacolo e la  distribuzione della massa del veicolo complessivo in ordine di marcia. In deroga al punto 5.1  dell'allegato I, su richiesta del costruttore la prova può essere effettuata con manichini  collocati negli appositi sedili, purché essi non ostacolino in alcun momento l'azione del  dispositivo di guida. La massa dei manichini non viene considerata ai fini della prova. 2.4.2. Se il veicolo è azionato dall'esterno, il circuito di alimentazione del carburante deve essere  riempito almeno al 90 % della sua capacità con un liquido non infiammabile di densità compresa tra  0,7 e 1. Tutti gli altri circuiti (serbatoio per il liquido dei freni, radiatore, ecc.) possono  essere vuoti. 2.4.3. Se il veicolo è azionato dal suo motore, il serbatoio del carburante deve essere riempito almeno al  90 %. Tutti gli altri serbatoi devono essere completamente riempiti. Se il costruttore lo chiede ed il servizio tecnico è d'accordo, il motore può essere alimentato da  un serbatoio ausiliario di capacità ridotta. In tal caso, il serbatoio del carburante deve essere  riempito almeno al 90 % con liquido non infiammabile di densità compresa tra 0,7 e 1. 2.4.4. Se il costruttore lo chiede, il servizio tecnico incaricato delle prove può autorizzare che un  veicolo già sottoposto alle prove prescritte da altre direttive (comprese quelle che possono  danneggiarne la struttura) venga utilizzato per effettuare le prove prescritte dalla presente  direttiva. 2.5. Velocità d'urtoLa velocità d'urto deve essere compresa tra 48,3 km/ora e 53,1 km/ora. Tuttavia, se  la prova è stata effettuata ad una velocità d'urto superiore e se il veicolo è risultato conforme  alle condizioni prescritte, la prova viene considerata soddisfacente. 2.6. Strumenti di misuraLo strumento impiegato per registrare la velocità di cui al precedente punto  2.5 deve avere una precisione dell'1 % circa. 3. RISULTATI3.1. Per determinare lo spostamento all'indietro e verso l'alto del comando dello sterzo si effettua,  durante la collisione, una registrazione (¹) della variazione della distanza misurata, in senso  orizzontale (²) e parallelamente all'asse longitudinale del veicolo e, verticalmente, in direzione  perpendicolare a detto asse, fra l'estremità superiore della colonna dello sterzo (e del suo  albero) e un punto del veicolo non interessato dall'urto. Lo spostamento all'indietro e verso  l'alto è dato dal valore più elevato di questa variazione risultante dalla registrazione. 3.2. Dopo la prova, i danni subiti dal veicolo vengono indicati in un rapporto scritto; occorre prendere  almeno una fotografia di ognuna delle seguenti viste del veicolo: 3.2.1. laterali (destra e sinistra), 3.2.2. anteriore, 3.2.3. inferiore, 3.2.4. della zona interessata all'interno dell'abitacolo. 4. FATTORI DI CORREZIONE4.1. Simbologiav: velocità registrata in km/ora; mo: massa del prototipo nelle condizioni definite al punto 2.4 del presente allegato; m1: massa del prototipo con apparecchiatura di prova; do: variazione della distanza misurata durante l'urto, come indicato al punto 3.1 del presente  allegato; d1: variazione della distanza utilizzata per determinare i risultati della prova; K1: il valore più elevato di (48,3/v)2 e 0,83; K2: il valore più elevato di mo/m1 e 0,8. 4.2. La variazione corretta D1 utilizzata per verificare la conformità del prototipo con quanto  prescritto dalla presente direttiva deve essere calcolata applicando la seguente formula: D1 = Do . K1 . K24.3. La prova d'urto frontale contro una barriera non è necessaria nel caso di un veicolo identico al  prototipo considerato per quanto riguarda le caratteristiche specificate al punto 2.2 dell'allegato  I, ma la cui massa m1 è maggiore di mo, se m1 non è superiore a 1,25 mo e se dalla variazione  corretta D2, ottenuta dalla variazione D1 in base alla formulaD2 = (m1 . D1)/mo, risulta che il nuovo veicolo è ancora conforme al punto 5 dell'allegato I. 5. PROCEDIMENTI EQUIVALENTI5.1. Sono ammesse prove alternative a discrezione delle autorità di omologazione, purché l'equivalenza  venga dimostrata. Ai documenti di omologazione deve essere unita una relazione in cui siano  descritti i metodi impiegati ed i risultati ottenuti oppure i motivi per i quali la prova non è  stata effettuata. 5.2. L'equivalenza del metodo alternativo deve essere dimostrata dal costruttore o dal suo mandatario  che desidera impiegare tale metodo. (;) Detta registrazione può essere sostituita da misurazioni del massimo. ($) «Orizzontalmente» significa in direzione orizzontale rispetto all'abitacolo con il veicolo in  posizione di arresto prima della prova e non rispetto al suolo con il veicolo in movimento;  «verticalmente» significa in direzione perpendicolare a quella orizzontale e verso l'alto.  ALLEGATO III PROVA DEL BLOCCO DI PROVA 1. OGGETTOQuesta prova ha lo scopo di verificare se il veicolo soddisfa alle condizioni di cui al  punto 5.2 dell'allegato I. 2. IMPIANTI, PROCEDIMENTI E STRUMENTI DI MISURA2.1. Montaggio del comando dello sterzo2.1.1. Il comando deve essere montato sul tronco anteriore del veicolo ottenuto sezionando la scocca  trasversalmente all'altezza dei sedili anteriori, escludendo eventualmente il tetto, il parabrezza  e le porte. Il tronco deve essere fissato in modo rigido al banco di prova, affinché non si sposti  sotto l'urto del blocco di prova. La tolleranza dell'angolo di montaggio del comando deve essere di  p 2o rispetto all'angolo di progettazione. 2.1.2. Tuttavia, su richiesta del costruttore e con l'accordo del servizio tecnico, il comando dello  sterzo può essere montato su un'armatura analoga che simuli il montaggio del dispositivo di guida,  purché il complesso «armatura/dispositivo di guida» presenti rispetto al complesso reale «tronco  anteriore della scocca/dispositivo di guida»: 2.1.2.1. la medesima disposizione geometrica, 2.1.2.2. una maggiore rigidità. 2.1.3. Montaggio del comando dello sterzo quando viene chiesta unicamente l'omologazione del comando dello  sterzoIl comando dello sterzo deve essere sottoposto a prova completo dell'allestimento interno.  Tra il comando dello sterzo e il banco di prova deve trovarsi uno spazio minimo d'urto di 100 mm.  L'albero dello sterzo deve essere solidamente fissato al banco di prova in modo da non spostarsi  sotto l'urto (vedi figura 2). 2.2. Sistemazione del dispositivo di guida per le prove2.2.1. Nella prima prova il comando dello sterzo è orientato in modo che il raggio più rigido si trovi in  corrispondenza del punto di contatto del blocco di prova; se il comando dello sterzo è un volante,  la prova viene ripetuta in modo che la parte più sensibile del cerchio del volante si trovi in  corrispondenza del suddetto punto di contatto. In caso di comando dello sterzo a posizione  regolabile, entrambe le prove devono essere effettuate nella posizione media consentita dalle  regolazioni. 2.2.2. Se il veicolo è munito di un dispositivo di regolazione della pendenza e della posizione del  volante, la prova deve essere effettuata con il volante nella posizione normale di impiego indicata  dal costruttore e considerata dal laboratorio come rappresentativa sotto l'aspetto della  dissipazione dell'energia. 2.2.3. Se il comando dello sterzo è munito di un sacco gonfiabile, la prova deve essere eseguita con il  sacco gonfiato. A richiesta del costruttore e con l'accordo del servizio tecnico, la prova può  essere eseguita senza gonfiare il sacco. 2.3. Blocco di provaIl blocco di prova ha la forma, le dimensioni, il peso e le caratteristiche  indicate nell'appendice del presente allegato. 2.4. Misura delle forze2.4.1. Si misura la forza massima in direzione orizzontale, parallela all'asse longitudinale del veicolo,  applicata al blocco di prova in seguito all'urto contro il comando dello sterzo. 2.4.2. Tale forza può essere misurata direttamente o indirettamente, o calcolata in base ai valori  registrati durante la prova. 2.5. Propulsione del blocco di prova2.5.1. È accettabile qualsiasi metodo di propulsione, purché sia concepito in modo che, quando il blocco  di prova tocca il comando dello sterzo, sia libero da qualsiasi legame con il dispositivo di  propulsione. Il blocco di prova deve toccare il comando dopo aver effettuato una traiettoria  praticamente rettilinea, parallela all'asse longitudinale del veicolo. 2.5.2. Il punto H del blocco di prova, contrassegnato da un segno particolare, deve essere regolato in  modo che prima dell'urto si trovi su un piano orizzontale che passa attraverso il punto R, come  indicato dal costruttore del veicolo. 2.6. VelocitàIl blocco di prova deve urtare il comando dello sterzo ad una velocità di 24,1 km/ora +  1,2/-0 km/ora. Tuttavia, se la prova è stata effettuata ad una velocità d'urto superiore e il  comando è risultato conforme alle condizioni prescritte, la prova è considerata soddisfacente. 2.7. Strumenti di misura2.7.1. Gli strumenti impiegati per registrare i parametri di cui al punto 5.2 dell'allegato I della  presente direttiva devono consentire la seguente precisione: 2.7.1.1. velocità del blocco di prova: con un'approssimazione di 2 %, 2.7.1.2. registrazione del tempo: con un'approssimazione di un millesimo di secondo. 2.7.1.3. L'inizio dell'urto all'istante del primo contatto del blocco di prova con il comando dello sterzo  viene individuato sulle registrazioni e sui film che servono per analizzare i risultati della  prova. 2.7.1.4. Misura della forzaLo strumento impiegato deve essere conforme alla norma ISO 6487-1987, tranne  diversa disposizione della presente direttiva. 2.7.1.4.1. Con il trasduttore di carico inserito sul sistema di sterzo: la classe di ampiezza del canale deve  essere di 1 960 daN (2 000 kg) e la classe di frequenza del canale 600 Hz. 2.7.1.4.2. Con gli accelerometri o i trasduttori di carico inseriti sul blocco di prova: due accelerometri unidirezionali devono essere sistemati simmetricamente sul piano trasversale del  centro di gravità del blocco di prova. La classe di ampiezza del canale deve essere di 60 g e la  classe di frequenza del canale 180 Hz. Sono ammessi altri metodi per quanto riguarda il numero e  l'ubicazione degli accelerometri, quali la suddivisione dell'apparecchiatura di prova in parti  separate nel cui centro di gravità sono sistemati gli accelerometri in modo da misurare  l'accelerazione in direzione orizzontale e parallelamente all'asse longitudinale del veicolo. La forza risultante deve corrispondere alla somma complessiva delle forze calcolate o misurate  direttamente per ciascuna parte del blocco di prova. 2.8. Temperatura ambiente: stabilizzata a 20 oC p 5 oC. 3. RISULTATI3.1. Dopo la prova, i danni subiti dal dispositivo di guida vengono constatati e indicati in un rapporto  scritto; occorre prendere almeno una fotografia laterale ed una fotografia frontale della zona  «comando dello sterzo/colonna di sterzo/cruscotto». 3.2. Il valore massimo della forza deve essere misurato o calcolato come indicato al punto 2.4. Appendice BLOCCO DI PROVA >INIZIO DI UN GRAFICO><?aa8N>(Massa: 34-36 kg - Blocco di prova del  tipo tronco del 50o percentile)<?aeVS1><?Þ><?aa4L"FINE DI UN GRAFICO> ALLEGATO IV PROVA DELLA SAGOMA DELLA TESTA 1. OGGETTOQuesta prova ha lo scopo di verificare se il comando dello sterzo soddisfa alle condizioni  di cui al punto 5.3 dell'allegato I. 2. IMPIANTI, PROCEDIMENTI E STRUMENTI DI MISURA2.1. Prescrizioni generali2.1.1. Il comando dello sterzo deve essere sottoposto a prova completo dell'allestimento interno. 2.1.2. Se il comando dello sterzo è munito di un sacco gonfiabile, la prova deve essere eseguita con il  sacco gonfiato. A richiesta del costruttore e con l'accordo del servizio tecnico, la prova può  essere eseguita senza gonfiare il sacco. 2.2. Montaggio del comando dello sterzo quando si chiede l'omologazione del comando in relazione  all'omologazione del veicolo2.2.1. Il comando deve essere montato sul tronco anteriore del veicolo ottenuto sezionando la scocca  trasversalmente all'altezza dei sedili anteriori, eventualmente escludendo il tetto, il parabrezza  e le porte. Il tronco deve essere fissato in modo rigido al banco di prova, affinché non si sposti sotto l'urto  della testa. La tolleranza dell'angolo di montaggio del comando deve essere di p 2o rispetto all'angolo  progettato. 2.2.2. Tuttavia, su richiesta del costruttore e con l'accordo del servizio tecnico, il comando dello  sterzo può essere montato su un'armatura che simuli il montaggio del dispositivo di guida, purché  il complesso «armatura/dispositivo di sterzo» presenti, rispetto al complesso reale «tronco  anteriore della scocca/dispositivo di sterzo»: 2.2.2.1. la medesima disposizione geometrica, 2.2.2.2. una maggiore rigidità. 2.3. Montaggio del comando dello sterzo quando viene chiesta unicamente l'omologazione del comando dello  sterzoIl comando dello sterzo deve essere sottoposto a prova completo di allestimento interno. Tra  il comando dello sterzo e il banco di prova deve trovarsi uno spazio minimo d'urto di 100 mm.  L'alberto dello sterzo deve essere solidamente fissato al banco di prova in modo da non spostarsi  sotto l'urto (vedi figura 2). 2.3.1. Tuttavia, a richiesta del costruttore la prova può essere eseguita nelle condizioni specificate al  punto 2.2. In questo caso l'omologazione è valida soltanto per il montaggio su un determinato tipo  di veicolo o di veicoli. 3. APPARECCHIATURA DI PROVA3.1. Essa consiste in un dispositivo d'urto lineare, a guida integrale, della massa di 6,8 kg. 3.2. La sagoma della testa deve essere munita di due accelerometri e di un dispositivo di misura della  velocità in grado di registrare i valori nella direzione dell'urto. 3.3. Strumenti di misura3.3.1. Gli strumenti di misura impiegati devono essere conformi alla norma ISO 6487-1987 e devono inoltre  presentare le seguenti caratteristiche: 3.3.2. AccelerazioneClasse di ampiezza del canale 150 gClasse di frequenza del canale (600) Hz3.3.3. VelocitàApprossimazione di p 1 %3.3.4. Registrazione del tempoLo strumento deve consentire di registrare l'azione durante tutta la sua  durata e le registrazioni devono essere precise al millesimo di secondo. L'inizio dell'urto al  momento del primo contatto del dispositivo d'urto con il comando dello sterzo viene annotato sulle  registrazioni che servono per analizzare le prove. 4. PROCEDIMENTO DI PROVA4.1. Il piano del comando dello sterzo deve essere perpendicolare alla direzione dell'urto. 4.2. Ciascun tipo di comando dello sterzo viene sottoposto ad urto in tre posizioni come minimo e  quattro posizioni come massimo. Il comando dello sterzo viene sostituito dopo ciascun urto. Negli  urti successivi l'asse del dispositivo d'urto deve essere allineato con uno dei seguenti punti: 4.2.1. il centro del mozzo del comando dello sterzo; 4.2.2. il punto di connessione tra la razza più rigida o con il sostegno più resistente e il bordo interno  della corona del volante; 4.2.3. il punto mediano dell'arco più breve non sostenuto della corona del volante, che non contenga una  razza; 4.2.4. a discrezione delle autorità di omologazione, la posizione «più sfavorevole» del comando dello  sterzo. 4.3. Il dispositivo d'urto deve colpire il comando dello sterzo alla velocità di 24,1 km/ora, la quale  deve essere raggiunta unicamente con l'energia di propulsione oppure utilizzando un dispositivo di  propulsione supplementare. 5. RISULTATI5.1. Nelle prove effettuate conformemente ai procedimenti sopraindicati, la decelerazione del  dispositivo d'urto è data dalla media dei valori registrati simultaneamente da due decelerometri. 6. PROCEDIMENTI EQUIVALENTI6.1. Sono ammesse prove alternative a discrezione delle autorità di omologazione, purché l'equivalenza  venga dimostrata. Ai documenti di omologazione deve essere unita una relazione in cui siano  descritti il metodo impiegato e i risultati ottenuti. 6.2. L'equivalenza dei metodi alternativi deve essere dimostrata dal costruttore o dal suo mandatario  che desiderano utilizzare un tale metodo. >INIZIO DI UN GRAFICO>PRESCRIZIONI SULLA RIGIDITÀ TRA L'ALBERO DELLO STERZO E IL BANCO DI  PROVA(figuras 1 e 2)<?aeFN15,>figura 1<?aeFN20,6"FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO> figura 2<?aeFN18>Sotto un carico di 800 dN, che origina una coppia di 160 m.dN rispetto al punto  «B», lo spostamento del punto <?ss>«A» in direzione qualsiasi deve essere inferiore a 2 mm. <?aa4L><?aeVS1><?Þ><? ><?Þ"FINE DI UN GRAFICO> ALLEGATO V A ALLEGATO DELLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI VEICOLO PER QUANTO  RIGUARDA IL COMPORTAMENTO DEL DISPOSITIVO DI GUIDA IN CASO DI URTO (Direttiva 91/662/CEE che  modifica la direttiva 74/297/CEE) (Articolo 4, paragrafo 2 e articolo 10 della direttiva 70/156/CEE  del Consiglio, del 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati  membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi)   Indicazione  dell'amministrazione Indicazione dell'amministrazioneOmologazione CEE n.  ............................ Estensione n. .  1.  Marchio di fabbrica o di commercio del veicolo a motore .  2.  Tipo del veicolo .  3.  Nome e indirizzo del costruttore . .  4.  Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore . . .  5.  Descrizione sommaria del dispositivo di guida e degli elementi del veicolo che servono per  proteggere il conducente nei confronti del dispositivo di guida in caso d'urto . . . .  6.  Massa del veicolo durante la provaAsse anteriore: . Asse posteriore: . Totale: .  7.  Veicolo presentato alle prove di omologazione .  8.  Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione . .  9.  Data del verbale rilasciato dal servizio . 10.  Numero del verbale rilasciato da tale servizio .11.  Omologazione concessa/rifiutata (¹)12.  Località . 13.  Data . 14.  Firma . 15.  I seguenti documenti, recanti il numero di omologazione sopraindicato, possono essere  richiesti: .......... fotografie e/o disegni che consentono di individuare il(i) tipo(i) di base del veicolo  e, se possibile, le varianti coperte dall'omologazione .......... verbale(i) di prova. (¹) Cancellare la dicitura inutile.  ALLEGATO V B ALLEGATO DELLA SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI COMANDO DELLO  STERZO PER QUANTO RIGUARDA LA PROTEZIONE DEL CONDUCENTE NEI CONFRONTI DEL DISPOSITIVO DI GUIDA IN  CASO DI URTO (Direttiva 91/662/CEE che modifica la direttiva 74/297/CEE) (Articolo 9, lettera a)  della direttiva 70/156/CEE del Consiglio, del 6 febbraio 1970, concernente il ravvicinamento delle  legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi)    Indicazione dell'amministrazione Indicazione dell'amministrazioneOmologazione CEE n.  ............................ Estensione n. .  1.  Marchio di fabbrica o di commercio del tipo di comando dello sterzo . .  2.  Nome e indirizzo del costruttore . .  3.  Nome e indirizzo dell'eventuale mandatario del costruttore . . .  4.  Tipo(i) di veicolo ai quali è destinato il comando . .  5.  Descrizione sommaria del comando dello sterzo per la protezione del conducente nei confronti  del dispositivo di guida in caso di urto . . .  6.  Comando dello sterzo presentato all'omologazione il .  7.  Servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione .  8.  Data del verbale rilasciato dal servizio .  9.  Numero del verbale rilasciato da tale servizio . 10.  Omologazione concessa/rifiutata (¹) . 11.  Località . 12.  Data . 13.  Firma . 14.  I seguenti documenti, recanti il numero di omologazione sopraindicato, possono essere  richiesti: .......... fotografie e/o disegni che consentono di individuare il(i) tipo(i) di base del veicolo  e, se possibile, le varianti coperte dall'omologazione .......... verbale(i) di prova. (¹) Cancellare la dicitura inutile.