CELEX: 51997PC0105
Language: it
Date: 1997-03-05
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLE DISCARICHE DI RIFIUTI

Avis juridique important

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51997PC0105

Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLE DISCARICHE DI RIFIUTI  /* COM/97/0105 DEF - SYN 97/0085 */  

Gazzetta ufficiale n. C 156 del 24/05/1997 pag. 0010

Proposta di direttiva del Consiglio relativa alle discariche di rifiuti (97/C 156/08) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(97) 105 def. - 97/0085(SYN)(Presentata dalla Commissione il 10 marzo 1997)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 S, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,deliberando conformemente alla procedura prevista all'articolo 189 C del trattato,considerando che la risoluzione del Consiglio, del 7 maggio 1990, sulla politica dei rifiuti accoglie favorevolmente e appoggia il documento di strategia comunitaria ed invita la Commissione a proporre criteri e norme per lo smaltimento dei rifiuti mediante interramento;considerando che la risoluzione del Consiglio, del 9 dicembre 1996, sulla politica dei rifiuti prevede che in futuro nella Comunità debbano essere effettuate solo le attività di discarica sicure e controllate;considerando che è opportuno incoraggiare la prevenzione, il riciclaggio e la valorizzazione dei rifiuti nonché l'impiego dei materiali e dell'energia recuperati al fine di risparmiare le risorse naturali e di economizzare l'utilizzazione del terreno;considerando che l'interramento, analogamente a qualsiasi altro trattamento di rifiuti, deve essere controllato e gestito in modo adeguato per prevenire o ridurre i potenziali effetti negativi sull'ambiente nonché i rischi per la salute umana;considerando che è necessario adottare misure adeguate per evitare l'abbandono, lo scarico e lo smaltimento incontrollato dei rifiuti; che a tal fine le discariche devono poter essere controllate per quanto riguarda le sostanze contenute nei rifiuti ivi depositati e che tali sostanze dovrebbero, nella misura del possibile, presentare soltanto reazioni prevedibili;considerando che sia la quantità che la tossicità dei rifiuti destinati alla discarica dovrebbero all'occorrenza essere ridotti; che a tal fine i processi di pretrattamento dovrebbero essere incoraggiati per garantire un interramento compatibile con gli obiettivi della presente direttiva;considerando che gli Stati membri dovrebbero essere in grado di attuare i principi di prossimità e autosufficienza per l'eliminazione dei loro rifiuti a livello comunitario e nazionale, conformemente alla direttiva 75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1995, relativa ai rifiuti (1), e che è necessario continuare e precisare gli obiettivi di tale direttiva stabilendo una rete integrata e appropriata di impianti di eliminazione sulla base di un alto livello di protezione dell'ambiente;considerando che le disparità tra le norme tecniche di eliminazione dei rifiuti mediante interramento ed i conseguenti costi inferiori possono portare a una eliminazione di rifiuti maggiore negli impianti in cui il livello di protezione dell'ambiente è scarso, creando in tal modo una grave minaccia potenziale per l'ambiente data l'inutile lunghezza del trasporto dei rifiuti nonché una pratica nefasta per quanto riguarda l'interramento;considerando che è pertanto necessario prescrivere a livello comunitario norme tecniche per l'interramento dei rifiuti al fine di proteggere, preservare e migliorare la qualità dell'ambiente nella Comunità;considerando che è necessario indicare chiaramente i requisiti a cui le discariche devono conformarsi per quanto riguarda l'ubicazione, lo sviluppo, la gestione, il controllo, la messa fuori esercizio e le misure di prevenzione e di protezione da adottare contro qualsiasi danno all'ambiente in una prospettiva sia a breve che a lungo termine, e in particolare contro l'inquinamento delle falde freatiche dovuto all'infiltrazione del colaticcio nel terreno;considerando che, in virtù di quanto precede, è necessario definire chiaramente le categorie di discariche da prendere in considerazione e i tipi di rifiuti che vanno accettati nelle varie categorie di discariche;considerando che occorre adottare misure per ridurre la quantità di gas metano prodotto dalle discariche al fine di ridurre il riscaldamento globale attraverso una riduzione del collocamento a discarica di rifiuti organici e l'obbligo di introdurre un controllo dei gas prodotti nelle discariche;considerando che le misure prese per evitare il collocamento a discarica di rifiuti organici mirano anche ad incoraggiare la raccolta differenziata dei rifiuti organici, la cernita in genere, il recupero e il riciclaggio;considerando che i rifiuti devono essere trattati prima di essere collocati a discarica per ridurne il volume e la pericolosità, facilitarne la manipolazione e favorirne il recupero; che la cernita rientra nella definizione di trattamento;considerando che a causa delle caratteristiche del modo di eliminazione costituito dall'interramento è necessario istituire una procedura di autorizzazione specifica per tutte le categorie di rifiuti, conformemente ai requisiti generali relativi alle licenze già stabiliti nella direttiva 75/442/CEE e ai requisiti generali della direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (2); che la conformità della discarica all'autorizzazione deve essere verificata nell'ambito di un'ispezione da parte dell'autorità competente prima dell'inizio delle operazioni di eliminazione;considerando che è opportuno controllare in ogni caso se i rifiuti possono essere interrati nella discarica alla quale sono destinati;considerando che per prevenire i rischi per l'ambiente è necessario istituire una procedura uniforme di accettazione dei rifiuti in base a una procedura di classificazione dei rifiuti che vanno accettati nelle varie categorie di discariche, che comporti in particolare valori limite standardizzati; che a tal fine dovrà essere stabilito entro un tempo sufficientemente breve un sistema coerente e standardizzato di caratterizzazione, di campionamento e di analisi per facilitare l'attuazione della presente direttiva; che i criteri di accettazione devono essere particolarmente precisi per quanto riguarda i rifiuti inerti;considerando che in attesa di fissare siffatti metodi di analisi o di valori limite necessari alla caratterizzazione, gli Stati membri potranno, in vista dell'applicazione della presente direttiva, mantenere o stabilire, al livello nazionale, elenchi di rifiuti che vanno o no accettati nella discarica, con tra l'altro i valori limite, analoghi a quelli enunciati nella presente direttiva per la procedura di accettazione uniforme;considerando che è necessario stabilire procedure comuni di controllo durante la fase operativa e postoperativa di una discarica, in modo da individuare qualsiasi eventuale effetto negativo di quest'ultima sull'ambiente e prendere adeguate misure correttive;considerando che è necessario definire quando e come una discarica debba essere chiusa e quali siano gli obblighi e la responsabilità del gestore del sito durante la fase postoperativa;considerando che è necessario regolamentare le condizioni di funzionamento delle discariche esistenti per adottare, entro un termine fissato, le misure necessarie per il loro adattamento alla presente direttiva in base a un piano di adeguamento dell'area;considerando che conviene che il gestore prenda disposizioni appropriate in forma di garanzia finanziaria o qualsiasi altra equivalente per assicurare che tutti gli obblighi derivanti dall'autorizzazione siano rispettati, compresi quelli relativi alla procedura di chiusura e alla successiva gestione dell'area;considerando che in base al principio «chi inquina paga» occorre, tra l'altro, tener conto degli eventuali danni all'ambiente causati dalle discariche; che di conseguenza occorre garantire che le tariffe per lo smaltimento dei rifiuti in una discarica siano fissate in modo che esse coprano l'insieme dei costi connessi con la creazione e la gestione della discarica, compresa, per quanto possibile, la garanzia finanziaria o il suo equivalente che il gestore deve prestare, i costi di chiusura e i costi di manutenzione dell'area nella fase postoperativa, in modo da assicurare che tali tariffe riflettano i costi reali dell'intero ciclo di vita della discarica e che tali costi non siano a carico della collettività;considerando che è necessario provvedere alla corretta applicazione delle disposizioni di esecuzione della presente direttiva nell'insieme della Comunità e di fare in modo che la formazione e le conoscenze dei gestori della discarica e del personale diano loro le competenze richieste;considerando che la fissazione di una procedura uniforme di accettazione dei rifiuti, nonché l'istituzione di una classificazione uniforme dei rifiuti che vanno accettati nella discarica dovrebbe essere assicurata dalla Commissione conformemente alla procedura del comitato prevista all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE;considerando che l'adattamento degli allegati della presente direttiva al progresso scientifico e tecnico e la standardizzazione dei metodi di controllo, di campionamento e di analisi dovranno essere realizzati utilizzando la medesima procedura del comitato;considerando che gli Stati membri devono riferire alla Commissione, a scadenze regolari, in merito all'applicazione della presente direttiva,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 Obiettivo generale della direttivaPer adempiere i requisiti della direttiva 75/442/CEE, in particolare degli articoli 3 e 4, scopo della presente direttiva è di prevedere misure, procedure e orientamenti volti a prevenire o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente, in particolare l'inquinamento delle acque superficiali, delle acque freatiche, del suolo e dell'atmosfera nonché i rischi per la salute umana risultanti dalle discariche di rifiuti.Articolo 2 DefinizioniAi fini della presente direttiva si intende per:a) «rifiuti»: le sostanze o oggetti contemplati dalla direttiva 75/442/CEE, modificata dalla direttiva 91/156/CEE;b) «rifiuti urbani»: i rifiuti domestici nonché gli altri rifiuti commerciali, industriali, istituzionali equiparabili per la loro natura o composizione ai rifiuti domestici;c) «rifiuti pericolosi»: qualsiasi rifiuto contemplato dalla decisione 94/904/CE del Consiglio (3) che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi della direttiva 91/689/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti pericolosi (4), articolo 1, paragrafo 4;d) «rifiuti non pericolosi»: i rifiuti non contemplati dalla lettera c);e) «rifiuti inerti»: i rifiuti che non subiscono alcuna trasformazione fisica, chimica o biologica significativa. I rifiuti inerti non si dissolvono, non bruciano né sono soggetti ad altre reazioni fisiche o chimiche, non sono biodegradabili e, in caso di contatto con altre materie, non comportano effetti nocivi tali da provocare inquinamento ambientale o danno alla salute umana. La tendenza a dar luogo a colaticci e la percentuale inquinante globale dei rifiuti nonché l'ecotossicità dei colaticci devono essere trascurabili;f) «discarica»: un'area di smaltimento di rifiuti adibita al deposito degli stessi sulla o nella terra, compresa la zona interna adibita allo smaltimento dei rifiuti (cioè la discarica in cui lo smaltimento dei rifiuti avviene nel luogo medesimo in cui essi sono stati prodotti e ad opera di chi li ha prodotti) ed esclusi gli impianti in cui i rifiuti sono depositati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento e i depositi temporanei (cioè tali per meno di un anno) di rifiuti in attesa di recupero, trattamento o smaltimento;g) «trattamento»: i processi fisici, chimici o biologici che modificano le caratteristiche dei rifiuti allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero;h) «colaticcio»: qualsiasi liquido che coli attraverso i rifiuti depositati e sia emesso da una discarica o contenuto all'interno di essa;i) «gas di discarica»: tutti i gas generati dai rifiuti in discarica;j) «eluito»: la soluzione ottenuta in una prova di eluizione simulata in laboratorio;k) «gestore»: la persona fisica o giuridica responsabile della discarica conformemente alla legislazione interna dello Stato membro nel quale è situata la discarica; tale persona può variare dalla fase di preparazione a quella di gestione successiva alla chiusura;l) «rifiuti biodegradabili»: qualsiasi rifiuto soggetto a decomposizione aerobica o anaerobica;m) «detentore»: chi produce i rifiuti o la persona fisica o giuridica che ne è in possesso;n) «richiedente»: la persona che presenta richiesta di autorizzazione per una discarica a norma della presente direttiva;o) «autorità competente»: l'autorità designata dagli Stati membri come responsabile della esecuzione degli obblighi previsti dalla presente direttiva;p) «rifiuti liquidi»: qualsiasi rifiuto sotto forma liquida, comprese le acque reflue ed esclusi i fanghi.Articolo 3 Campo di applicazione1. Gli Stati membri applicano la presente direttiva a tutte le discariche definite nell'articolo 2, lettera f). Le disposizioni della presente direttiva lasciano impregiudicate le disposizioni della direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento.2. Fatta salva la legislazione comunitaria vigente, sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva:- lo spandimento di fanghi, compresi i fanghi di fogna e i fanghi risultanti dalle operazioni di dragaggio, e materie analoghe sul suolo a fini di fertilizzazione o ammendamento;- l'uso di rifiuti inerti idonei in lavori di accrescimento/ricostruzione e riempitura o a fini di costruzione;- il deposito di fanghi di dragaggio presso corsi d'acqua minori da cui sono stati dragati;- il deposito di terra non inquinata o di materiali inerti non pericolosi ricavati dall'estrazione di minerali.3. Fatta salva la direttiva 75/442/CEE, gli Stati membri possono dichiarare a loro scelta gli articoli 6, paragrafo 4; 7, paragrafo 9; 8, paragrafo 1, lettera c); 10; 11, paragrafo 1, lettere a), b) e c); 12, paragrafi 1 e 3; l'allegato I, punti 3 e 4; l'allegato II (ad eccezione del punto 3, livello 3, e del punto 4); l'allegato III, punti da 3 a 5 della presente direttiva in parte o in tutto non applicabili:a) alle discariche di rifiuti inerti o non pericolosi dotate di una capacità complessiva di 10 000 tonnellate ubicate su isole, nel caso esse rappresentino l'unica discarica presente sul territorio e siano destinate unicamente allo smaltimento di rifiuti prodotti nella stessa isola;b) alle discariche di rifiuti inerti o non pericolosi ubicate presso insediamenti isolati che presentano difficoltà di accesso, nel caso in cui la discarica sia destinata unicamente allo smaltimento dei rifiuti prodotti dall'insediamento isolato in questione;per «insediamento isolato» si intende:- un insediamento di non più di 500 abitanti per comune e con una densità non superiore a 5 abitanti per chilometro quadrato,- privo di accesso stradale utilizzabile da automezzi pesanti 3,5 tonnellate o più, e- distante almeno 50 km dal più vicino centro urbano che conti almeno 250 abitanti.Entro 2 anni dall'entrata in vigore della presente direttiva gli Stati membri notificano alla Commissione l'elenco delle isole e degli insediamenti isolati esonerati. La Commissione pubblica l'elenco delle isole e degli insediamenti isolati.Articolo 4 Categorie di discaricheCiascuna discarica è classificata in una delle seguenti categorie:- discarica per rifiuti pericolosi,- discarica per rifiuti non pericolosi,- discarica per rifiuti inerti.Articolo 5 Rifiuti e trattamenti non ammissibili in una discarica1. All'entrata in vigore della presente direttiva gli Stati membri elaborano una strategia al fine di procedere alla riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare a discarica e la notificano alla Commissione.Il volume complessivo dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare a discarica non deve superare i seguenti livelli:entro il 2002 i rifiuti urbani biodegradabili da collocare a discarica devono, per quanto possibile, essere ridotti al 75 % del totale (in peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1993;entro il 2005 i rifiuti urbani biodegradabili da collocare a discarica devono essere ridotti al 50 % del totale (in peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1993;entro il 2010 i rifiuti urbani biodegradabili da collocare a discarica devono essere ridotti al 25 % del totale (in peso) dei rifiuti urbani biodegradabili prodotti nel 1993.L'anno di riferimento per la riduzione dei rifiuti di cui sopra è il 1993, cioè l'ultimo anno per cui sono disponibili dati Eurostat standardizzati. Gli Stati membri istituiscono sistemi di monitoraggio del volume totale dei rifiuti urbani da collocare a discarica e della relativa quota costituita da rifiuti biodegradabili entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva. Tali informazioni, qualora richieste a fini statistici, sono messe a disposizione degli enti competenti in materia a livello nazionale e comunitario.2. Gli Stati membri provvedono affinché non siano ammessi in una discarica i seguenti rifiuti:a) rifiuti liquidi, a meno che non siano autorizzati ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 4; la Commissione, seguendo la procedura di cui all'articolo 16, entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva, fissa i metodi di campionamento e di analisi per i rifiuti liquidi;b) rifiuti che, nelle condizioni esistenti in discarica, sono esplosivi, corrosivi, ossidanti, altamente infiammabili o infiammabili, ai sensi dell'allegato III della direttiva 91/689/CEE;c) rifiuti provenienti da cliniche, ospedali o istituti veterinari, qualora siano infettivi ai sensi della direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi (caratteristiche di cui al punto H 9 dell'allegato III), e rifiuti che rientrano nella categoria 14 (allegato I, parte A) della suddetta direttiva;d) gomme usate intere dopo due anni a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente direttiva e gomme usate triturate cinque anni dopo tale data (escluse in entrambi i casi quelle per biciclette e quelle con un diametro superiore a 1 400 mm);e) tutti gli altri tipi di rifiuti che non soddisfano i criteri di ammissibilità stabiliti in conformità dell'allegato II.3. Gli Stati membri provvedono affinché: sia vietato diluire o mescolare rifiuti unicamente al fine di renderli conformi alle norme di ammissibilità.4. Gli Stati membri provvedono affinché: previa autorizzazione dell'autorità competente e conformemente alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 3 della direttiva 91/689/CEE, i rifiuti pericolosi possano essere trattati per essere consolidati o stabilizzati.Articolo 6 Rifiuti ammissibili nelle varie categorie di discaricheGli Stati membri provvedono affinché:1) solo i rifiuti trattati vengano collocati a discarica;2) solo i rifiuti pericolosi che soddisfano i criteri fissati conformemente all'allegato II siano destinati ad una discarica per rifiuti pericolosi;3) le discariche per i rifiuti non pericolosi possano essere utilizzate:a) per i rifiuti urbani;b) per i rifiuti non pericolosi di qualsiasi altra origine;4) le discariche per rifiuti inerti siano utilizzate esclusivamente per rifiuti inerti.Articolo 7 Domanda di autorizzazioneGli Stati membri provvedono affinché la domanda di autorizzazione per una discarica contenga almeno i seguenti dati:1) l'identità del richiedente e del gestore, se sono diversi;2) la descrizione dei tipi e dei quantitativi totali dei rifiuti da depositare;3) la capacità prevista del luogo di smaltimento;4) la descrizione del sito, ivi comprese le caratteristiche idrologiche e geologiche;5) i metodi previsti per la prevenzione e la riduzione dell'inquinamento;6) il piano previsto per il funzionamento, la sorveglianza ed il controllo;7) il piano previsto per la chiusura e la gestione successiva alla chiusura;8) ove occorra una valutazione dell'impatto ai sensi della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati (5), le informazioni fornite dal committente conformemente all'articolo 5 di detta direttiva;9) la garanzia finanziaria del richiedente, o qualsiasi altra riserva equivalente ai sensi dell'articolo 8, punto 1, lettera c) della presente direttiva.Qualora una richiesta di autorizzazione sia stata accolta, tali informazioni, se richieste a fini statistici, sono messe a disposizione degli istituti statistici competenti a livello nazionale e comunitario.Articolo 8 Condizioni per la concessione dell'autorizzazioneGli Stati membri provvedono affinché:1) l'autorità competente conceda l'autorizzazione per la discarica solo qualora:a) il progetto di discarica soddisfi tutte le prescrizioni della presente direttiva, compresi gli allegati;b) la gestione della discarica sia affidata ad una persona tecnicamente competente e sia assicurata la formazione professionale e tecnica dei gestori e del personale addetto alla discarica;c) all'atto della ricezione dell'autorizzazione, il richiedente abbia adottato idonei provvedimenti, sotto forma di garanzia finanziaria o altra equivalente (ad es. garanzia bancaria), sulla base di modalità che gli Stati membri dovranno decidere, volti ad assicurare che le prescrizioni (compresa la gestione successiva alla chiusura) derivanti dall'autorizzazione rilasciata ai sensi della presente direttiva, sono state adempiute e che le procedure di chiusura di cui all'articolo 13 sono state seguite. Tale garanzia o un suo equivalente sono trattenute per tutto il tempo necessario alle operazioni di manutenzione e di gestione successiva alla chiusura della discarica, conformemente all'articolo 13, punto 4;d) il progetto di discarica sia compatibile con il pertinente piano o i pertinenti piani di gestione dei rifiuti menzionati all'articolo 7 della direttiva 75/442/CEE.2) Prima che inizino le operazioni di smaltimento, l'autorità competente effettua un'ispezione della discarica per assicurarsi della sua conformità alle condizioni pertinenti all'autorizzazione. Ciò non comporterà in alcun modo una minore responsabilità per il gestore alle condizioni stabilite dall'autorizzazione.Articolo 9 Contenuto dell'autorizzazioneA specificazione e complemento delle disposizioni dell'articolo 9 della direttiva 75/442/CEE, l'autorizzazione della discarica deve indicare almeno:a) la categoria della discarica;b) l'elenco dei tipi di rifiuti e dei quantitativi definiti il cui deposito nella discarica è autorizzato;c) le prescrizioni per la preparazione della discarica, per le operazioni di collocamento in discarica e per i procedimenti di sorveglianza e controllo, compresi i piani di intervento [allegato III, punto 4, lettera B)] nonché le prescrizioni provvisorie per le operazioni di chiusura e di gestione successiva alla chiusura;d) l'obbligo per il richiedente di fare rapporto almeno annualmente all'autorità competente in merito ai tipi e ai quantitativi di rifiuti smaltiti nonché ai risultati del programma di sorveglianza in conformità dell'articolo 12, dell'articolo 13 e dell'allegato III.Articolo 10 Costo dello smaltimento dei rifiuti nelle discaricheGli Stati membri assicurano che il prezzo minimo applicato da parte di qualsiasi gestore, pubblico o privato, per lo smaltimento di qualsiasi tipo di rifiuti nelle discariche copra almeno tutti i costi derivanti dall'impianto e dall'esercizio delle discariche, nonché, per quanto possibile, quelli connessi alla costituzione della garanzia finanziaria di cui all'articolo 8, punto 1, lettera c), e i costi stimati di chiusura nonché di gestione successiva alla chiusura per un periodo di almeno 50 anni. Gli Stati membri assicurano la trasparenza per quanto riguarda la rilevazione e l'uso delle informazioni necessarie in materia di costi.Articolo 11 Procedure di ammissione dei rifiuti1. Gli Stati membri adottano provvedimenti per garantire che, prima dell'ammissione dei rifiuti nella discarica:a) anticipatamente o al momento della consegna o della prima di una serie di consegne, a condizione che il tipo di rifiuti rimanga invariato, il detentore o il gestore sia in grado di dimostrare, mediante documentazione appropriata, che i rifiuti in questione possono essere ammessi nella discarica alle condizioni stabilite nell'autorizzazione e sono conformi ai criteri di ammissione indicati nell'allegato II;b) il gestore dell'impianto osservi le seguenti procedure:- controllo della documentazione relativa ai rifiuti, compresi i documenti richiesti ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 della direttiva 91/689/CEE e, ove appropriato, i documenti richiesti dal regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, del 1° febbraio 1993, relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio (6);- ispezione visiva dei rifiuti all'entrata e sul punto di deposito e, se del caso, verifica della conformità con la descrizione figurante nella documentazione presentata dal detentore. Qualora, ai sensi dell'allegato II, punto 3, livello 3 si debbano prelevare campioni rappresentativi, i risultati delle analisi sono conservati e il campionamento è effettuato in conformità dell'allegato II, punto 5. I campioni sono conservati almeno un mese;- iscrizione in un registro dei quantitativi e delle caratteristiche dei rifiuti depositati, con l'indicazione dell'origine, della data di consegna, del produttore, o del collettore in caso di rifiuti urbani, e, se trattasi di rifiuti pericolosi, della posizione precisa nella discarica. Qualora richieste a fini statistici tali informazioni sono messe a disposizione degli istituti statistici competenti a livello nazionale e comunitario;c) il gestore della discarica fornisca sempre un'attestazione scritta per ogni consegna ammessa nella discarica;d) fatte salve le disposizioni del regolamento (CEE) n. 259/93, qualora i rifiuti non siano ammessi nella discarica, il gestore notifichi alla competente autorità la mancata ammissione dei rifiuti.2. Per le discariche esentate dalle disposizioni della presente direttiva ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3, gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché:- siano effettuate regolarmente ispezioni visive dei rifiuti al punto di deposito, al fine di garantire che nel sito vengano accettati unicamente rifiuti inerti o non pericolosi provenienti dall'isola o dall'insediamento isolato; e che- sia tenuto un registro delle quantità di rifiuti depositate presso il sito.Articolo 12 Procedure di controllo e sorveglianza nella fase operativaGli Stati membri adottano provvedimenti affinché le procedure di controllo e sorveglianza nella fase operativa rispondano almeno ai requisiti seguenti:1) il gestore della discarica esegue durante la fase operativa il programma di controllo e di sorveglianza di cui all'allegato III;2) il gestore comunica all'autorità competente eventuali significativi effetti negativi sull'ambiente riscontrati a seguito delle procedure di controllo e sorveglianza e si conforma alla decisione dell'autorità competente sulla natura delle misure correttive e sui termini di attuazione delle medesime. Tali misure sono prese a spese del gestore.Con frequenza che sarà stabilita dall'autorità competente e comunque almeno alla fine di ogni anno, il gestore, sulla scorta di dati globali, riferisce alle autorità competenti i risultati complessivi della sorveglianza per dimostrare la conformità della discarica alle condizioni dell'autorizzazione e arricchire le conoscenze sul comportamento dei rifiuti nelle discariche;3) il controllo qualitativo delle operazioni di analisi svolte nelle procedure di controllo e sorveglianza e/o delle analisi di cui all'articolo 11, punto 2, lettera b) è effettuato da laboratori competenti.Articolo 13 Procedura di chiusuraGli Stati membri provvedono affinché, in conformità dell'autorizzazione:1) la procedura di chiusura della discarica o di una parte di essa sia avviata:a) quando siano soddisfatte le condizioni pertinenti indicate nell'autorizzazione, oppureb) con l'autorizzazione dell'autorità competente, su richiesta del gestore, oppurec) su decisione motivata dell'autorità competente;2) la discarica o una parte della stessa sia considerata definitivamente chiusa solo dopo che l'autorità competente abbia eseguito un'ispezione finale sul posto, abbia valutato tutte le relazioni presentate dal gestore ed abbia comunicato a quest'ultimo l'autorizzazione alla chiusura. Ciò non comporterà in alcun caso una minore responsabilità per il gestore alle condizioni stabilite dall'autorizzazione;3) dopo la chiusura definitiva della discarica, il gestore sia responsabile della manutenzione, della sorveglianza e del controllo nella fase della gestione successiva alla chiusura per tutto il tempo che sarà ritenuto necessario dall'autorità competente, tenendo conto del periodo di tempo durante il quale la discarica può comportare rischi.Il gestore notifica all'autorità competente eventuali significativi effetti negativi sull'ambiente riscontrati a seguito delle procedure di controllo e si conforma alla decisione dell'autorità competente sulla natura delle misure correttive e sui termini di attuazione delle medesime;4) fintantoché l'autorità competente ritiene che la discarica possa comportare rischi per l'ambiente, il gestore della discarica impegni la propria responsabilità nel controllare e analizzare il gas di discarica e il colaticcio del sito nonché le acque sotterranee nelle vicinanze, conformemente all'allegato III.Articolo 14 Discariche preesistentiGli Stati membri provvedono affinché le discariche che abbiano ottenuto un'autorizzazione o siano già in funzione al momento del recepimento della presente direttiva possano rimanere in funzione soltanto se i provvedimenti in appresso sono presi con la massima tempestività e al più tardi entro cinque anni dall'entrata in vigore della presente direttiva:1) entro tre anni dall'entrata in vigore della presente direttiva il gestore della discarica elabora e presenta all'approvazione dell'autorità competente un piano di riassetto della discarica comprendente le informazioni menzionate nell'articolo 8 e le misure correttive che ritenga eventualmente necessarie;qualora l'autorità competente stabilisca che, a seguito della valutazione degli effetti della discarica per l'ambiente, la discarica è conforme agli obiettivi della presente direttiva definiti nell'articolo 1, non è indispensabile applicare misure correttive.Il gestore di una discarica adotta le misure necessarie a conformarsi ai requisiti previsti dall'allegato I, punto 4 della presente direttiva. Le misure sono attuate entro cinque anni dall'entrata in vigore della presente direttiva;2) in seguito alla presentazione del piano di riassetto, le autorità competenti adottano una decisione definitiva sull'eventuale proseguimento delle operazioni in base a detto piano e alla presente direttiva. Gli Stati membri prendono le misure necessarie per far chiudere al più presto, conformemente all'articolo 7, punto 7, e all'articolo 13, le discariche che, in forza dell'articolo 8, non ottengono l'autorizzazione a continuare a funzionare;3) sulla base del piano approvato, le autorità competenti autorizzano i necessari lavori e stabiliscono un periodo di transizione per l'attuazione del piano. Tale piano è attuato entro cinque anni dall'entrata in vigore della direttiva;4) entro due anni dall'entrata in vigore delle presente direttiva, gli articoli 4, 5, 6, 11 e l'allegato II si applicano alle discariche di rifiuti pericolosi.Articolo 15 Obbligo di riferireCon scadenza triennale gli Stati membri inviano alla Commissione una relazione in merito all'attuazione della presente direttiva. Detta relazione viene elaborata sulla base di un questionario o schema preparato dalla Commissione in conformità della procedura stabilita dall'articolo 6 della direttiva 91/692/CEE del Consiglio (7). Il questionario o schema viene inviato agli Stati membri sei mesi prima dell'inizio del periodo compreso nella relazione. La relazione viene inviata alla Commissione entro nove mesi dalla fine del corrispondente periodo triennale.La Commissione pubblica una relazione delle Comunità sull'attuazione della direttiva entro nove mesi dalla ricezione delle relazioni da parte degli Stati membri.Articolo 16 ComitatoTutte le modifiche necessarie per l'adeguamento degli allegati della presente direttiva al progresso scientifico e tecnico e le proposte di normalizzazione relative ai metodi di controllo, di campionamento e di analisi in relazione allo smaltimento dei rifiuti nelle discariche vengono adottate dalla Commissione, assistita dal comitato di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE secondo la procedura di cui all'articolo 17 della presente direttiva. Le proposte di normalizzazione dei metodi di controllo, di campionamento e di analisi in relazione agli allegati alla presente direttiva sono adottate dalla Commissione, assistita dal comitato, entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva.La Commissione, assistita dal comitato, adotta disposizioni in materia di armonizzazione e invio regolare dei dati statistici di cui agli articoli 5, 7 e 11 della presente direttiva entro due anni dalla sua entrata in vigore e in materia di modifica delle predette disposizioni, ove necessario.Articolo 17 Procedure del comitatoLa Commissione è assistita da un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri, presieduto dal rappresentante della Commissione. Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto di misure da adottare. Il comitato esprime il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione. Il parere viene approvato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato CE per le decisioni che il Consiglio è invitato ad adottare su proposta della Commissione. I voti dei rappresentanti degli Stati membri nel comitato sono ponderati in conformità con tale articolo. Il presidente non partecipa alla votazione.La Commissione adotta le misure previste se sono conformi al parere del comitato. Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato o se tale parere non è stato fornito, la Commissione trasmette immediatamente al Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.Se al termine di un periodo che deve essere fissato in ciascun atto che deve essere adottato dal Consiglio in forza del presente paragrafo e che comunque non può oltrepassare i tre mesi dalla data di presentazione della proposta al Consiglio, quest'ultimo non ha deliberato, le misure proposte sono adottate dalla Commissione.Articolo 18 Recepimento1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 2000. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i testi delle disposizioni di diritto nazionale che essi adottano nel campo disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 19 Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 20 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU n. L 194 del 25. 7. 1975, pag. 39. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 94/3/CE (GU n. L 5 del 7. 1. 1994, pag. 15).(2) GU n. L 257 del 10. 10. 1996, pag. 26.(3) GU n. L 356 del 31. 12. 1994, pag. 14.(4) GU n. L 377 del 31. 12. 1991, pag. 20, Direttiva modificata dalla direttiva 94/31/CE (GU n. L 168 del 2. 7. 1994, pag. 28).(5) GU n. L 175 del 5. 7. 1985, pag. 40.(6) GU n. L 30 del 6. 2. 1993, pag. 1. Regolamento modificato dalla decisione 94/721/CE (GU n. L 288 del 9. 11. 1994, pag. 36).(7) GU n. L 377 del 31. 12. 1991, pag. 48.ALLEGATO I REQUISITI GENERALI PER TUTTE LE CATEGORIE DI DISCARICHE 1. Ubicazione 1.1. Per l'ubicazione di una discarica si devono prendere in considerazione i seguenti fattori:a) le distanze fra i confini dell'area e le zone residenziali e di ricreazione, le vie navigabili, i bacini idrici e le altre aree agricole o urbane, assicurando una distanza minima dalle aree residenziali di 0,5 km per le discariche di rifiuti urbani e di 2 km per le discariche di rifiuti pericolosi;b) l'esistenza di acque sotterranee e costiere e di zone di protezione naturale nelle vicinanze;c) le condizioni geologiche e idrogeologiche della zona;d) il rischio di inondazione, cedimento, frane o valanghe nell'area della discarica;e) la protezione del patrimonio naturale o culturale della zona.1.2. La discarica può essere autorizzata solo se le caratteristiche del luogo, per quanto riguarda i fattori summenzionati, o le misure correttive da prendere dopo una valutazione dell'impatto ambientale, qualora sia prescritta ai sensi della direttiva 85/337/CEE, indicano che la discarica non costituisce un grave rischio ecologico.2. Controllo delle acque e gestione del colaticcio In relazione alle caratteristiche della discarica e alle condizioni meteorologiche vengono prese misure adeguate per:- limitare la quantità di acqua proveniente dalle precipitazioni che penetra nel corpo della discarica;- impedire che le acque di superficie e/o sotterranee entrino nei rifiuti collocati nella discarica;- raccogliere le acque e il colaticcio contaminati. L'autorità competente può decidere che la presente disposizione non si applica nel caso in cui una valutazione in base all'esame dell'ubicazione della discarica e dei rifiuti da ammettere dimostri che la discarica stessa non costituisca un potenziale rischio ecologico;- trattare le acque e il colaticcio contaminati raccolti nella discarica affinché raggiungano la qualità richiesta per poter essere scaricati.Le suddette disposizioni possono non applicarsi alle discariche di rifiuti inerti.3. Protezione del terreno e delle acque 3.1. L'ubicazione e la progettazione di una discarica devono soddisfare le condizioni necessarie per impedire l'inquinamento del terreno, delle acque sotterranee o delle acque di superficie e per assicurare un'efficiente raccolta del colaticcio ove ciò sia richiesto ai sensi della sezione 2. La protezione del suolo, delle acque sotterranee e delle acque di superficie dev'essere realizzata mediante la combinazione di una barriera geologica e di un rivestimento della parte inferiore durante la fase attiva o di esercizio e mediante la combinazione di una barriera geologica e di un rivestimento della parte superiore durante la fase passiva o postoperativa.3.2. La barriera geologica è determinata da condizioni geologiche e idrogeologiche al di sotto e in prossimità di una discarica tali da assicurare una capacità di attenuazione sufficiente per evitare rischi per il suolo e le acque sotterranee.Il substrato della base e dei lati della discarica deve consistere in uno strato di minerale che risponda a requisiti di permeabilità e spessore aventi sul piano della protezione del terreno, delle acque sotterranee e delle acque di superficie, un effetto combinato (K) almeno equivalente a quello risultante dai seguenti criteri:- discarica per rifiuti pericolosi:K &le; 1,0 × 10-9 m/s; spessore &ge; 5 m;- discarica per rifiuti non pericolosi:K &le; 1,0 × 10-9 m/s; spessore &ge; 1 m;- discarica per rifiuti inerti:K &le; 1,0 × 10-7 m/s; spessore &ge; 1 m.m/s = metro/secondo.La barriera geologica, qualora non soddisfi naturalmente le condizioni di cui sopra, può essere completata artificialmente e rinforzata con modalità diverse che forniscano una protezione equivalente. Una barriera geologica creata artificialmente dovrebbe avere uno spessore non inferiore a 0,5 m.3.3. La barriera geologica sopra descritta dev'essere accompagnata da un sistema di raccolta e impermeabilizzazione del colaticcio attivo conformemente ai seguenti principi in modo da assicurare che l'accumulo di colaticcio alla base della discarica sia ridotto al minimo:>SPAZIO PER TABELLA>Gli Stati membri possono fissare requisiti generali o specifici per le discariche di rifiuti inerti e per le modalità tecniche sopra menzionate.Se l'autorità competente, considerati i possibili rischi ecologici, giunge alla conclusione che è necessario, evitare la formazione del colaticcio, può prescrivere un'impermeabilizzazione di superficie. Raccomandazioni per l'impermeabilizzazione di superficie:>SPAZIO PER TABELLA>3.4. Se, in base ad una valutazione dei rischi ambientali tenuto conto, in particolare, della direttiva 80/68/CEE del Consiglio (1), l'autorità competente ha deciso, in conformità del punto 2 («controllo delle acque e gestione del colaticcio»), che la raccolta e il trattamento del colaticcio non sono necessari o se si è accertato che la discarica non presenta rischi potenziali per il terreno, le acque sotterranee o le acque di superficie, i requisiti di cui ai punti 2 e 3 possono essere ridotti in conseguenza.3.5. Il metodo per determinare, in loco e per tutta l'estensione dell'area, il coefficiente di permeabilità delle singole discariche deve essere messo a punto e approvato dal comitato di cui all'articolo 16 della presente direttiva.4. Controllo dei gas 4.1. Si devono prendere misure adeguate per controllare l'accumulo e la migrazione dei gas della discarica (allegato III).4.2. Il gas della discarica deve essere raccolto da tutte le discariche che raccolgono rifiuti biodegradabili, trattato e utilizzato. Qualora il gas raccolto non possa essere utilizzato per produrre energia deve essere combusto.4.3. La raccolta, il trattamento e l'utilizzazione del gas della discarica di cui al punto 4, paragrafo 2 devono essere effettuati in modo tale da ridurre al minimo il danneggiamento o il degrado dell'ambiente e il rischio per la salute delle persone.5. Disturbi e rischi Si devono prendere misure che riducano al minimo i disturbi e i rischi provenienti dalla discarica e causati da:- emissioni di odori e polvere,- materiali trasportati dal vento,- rumore e traffico,- uccelli, parassiti e insetti,- formazione di aerosol,- incendi.La discarica deve essere attrezzata in modo da evitare la dispersione dei rifiuti nei terreni circostanti e sulla rete viaria.6. Stabilità Lo scarico dei rifiuti nell'area si effettua in modo da garantire la stabilità della massa di rifiuti e delle strutture collegate, in particolar modo per evitare slittamenti. Qualora si installi una barriera artificiale, occorre accertarsi che il substrato geologico, in considerazione della morfologia della discarica, sia sufficientemente stabile da impedire assestamenti che possano danneggiare la barriera stessa.7. Recinzione La discarica deve essere recintata in modo sufficiente ad impedire il libero accesso al sito. I cancelli devono restare chiusi fuori dell'orario di esercizio.Il sistema di controllo e di accesso ai singoli impianti deve prevedere un programma di misure volte ad individuare e scoraggiare lo scarico illegale nell'impianto.(1) GU n. L 20 del 26. 1. 1980, pag. 43. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 91/692/CEE (GU n. L 377 del 31. 12. 1991, pag. 48).ALLEGATO II CRITERI E PROCEDURE DI AMMISSIONE DEI RIFIUTI 1. Introduzione Nel presente allegato sono descritti:- i principi generali per l'ammissione dei rifiuti nelle varie categorie di discariche. La futura procedura di classificazione dei rifiuti dovrebbe basarsi su tali principi;- linee direttrici per la definizione delle procedure preliminari di ammissione dei rifiuti che andranno seguite finché non si sarà adottata una procedura uniforme per la classificazione e l'ammissione dei rifiuti. Sia questa sia le procedure di campionamento saranno messe a punto dal comitato tecnico di cui all'articolo 16 della presente direttiva.I lavori del comitato tecnico al riguardo si concluderanno entro tre anni a decorrere dall'adozione della presente direttiva e devono essere eseguiti tenendo presenti gli obiettivi di cui all'articolo 1 della presente direttiva.2. Principi generali Occorre conoscere con la massima precisione la composizione, la capacità di produrre colaticcio, il comportamento a lungo termine e le caratteristiche generali dei rifiuti da collocare in discarica. L'ammissione dei rifiuti in una discarica può essere stabilita in base a elenchi di rifiuti ammessi o esclusi, definiti secondo la loro natura e origine, e a metodi di analisi dei rifiuti e valori limite per le caratteristiche dei rifiuti da ammettere. Le successive procedure di ammissione di cui alla presente direttiva fanno riferimento, per quanto possibile, a metodi standardizzati di analisi dei rifiuti e a valori limite per le caratteristiche dei rifiuti da ammettere.Prima di definire tali metodi di analisi e valori limite, gli Stati membri dovrebbero almeno stabilire degli elenchi nazionali dei rifiuti ammessi o esclusi in ogni categoria di discariche o definire i criteri per l'inclusione negli elenchi. Per essere ammesso in una particolare categoria di discariche, un tipo di rifiuti deve essere incluso nel relativo elenco nazionale o rispettare criteri analoghi a quelli prescritti per figurare nell'elenco. Tali elenchi o criteri equivalenti nonché metodi di analisi e valori limite sono trasmessi alla Commissione entro sei mesi dal recepimento della presente direttiva o al momento della loro adozione a livello nazionale.Gli elenchi o i criteri di ammissione dovrebbero essere utilizzati per istituire elenchi specifici di area, cioè l'elenco dei rifiuti ammessi specificati nell'autorizzazione conformemente all'articolo 9 della presente direttiva.I criteri per l'ammissione dei rifiuti negli elenchi di riferimento o in una categoria di discariche possono essere basati su altre disposizioni legislative e/o sulle caratteristiche dei rifiuti stessi.I criteri per l'ammissione in una specifica categoria di discariche devono essere definiti in base a considerazioni inerenti:- alla protezione dell'ambiente circostante (segnatamente delle acque sotterranee e di superficie);- alla salvaguardia dei sistemi di protezione ambientale (ad esempio guaine e sistemi di trattamento del colaticcio);- alla protezione dei processi di stabilizzazione dei rifiuti all'interno della discarica;- alla protezione contro i rischi per la salute umana.I criteri basati sulle caratteristiche dei rifiuti possono essere ad esempio i seguenti:- requisiti relativi alla conoscenza della composizione totale;- restrizioni sul quantitativo di sostanze organiche presenti nei rifiuti;- requisiti o restrizioni sulla biodegradabilità dei componenti organici dei rifiuti;- restrizioni sul quantitativo di componenti specifici potenzialmente dannosi o pericolosi (rispetto ai criteri di protezione summenzionati);- restrizioni sulla capacità, potenziale e prevista, che determinati componenti potenzialmente dannosi o pericolosi (rispetto ai criteri di protezione summenzionati) hanno di produrre colaticcio;- caratteristiche ecotossicologiche dei rifiuti e del risultante colaticcio.I criteri per l'ammissione dei rifiuti basati sulle loro caratteristiche devono essere in generale il più completi possibile per le discariche di rifiuti inerti, mentre possono esserlo di meno per quelle di rifiuti non pericolosi e meno ancora per le discariche di rifiuti pericolosi, dato il più elevato livello di protezione ambientale degli ultimi due tipi.3. Procedure generali per la verifica e l'ammissione dei rifiuti La caratterizzazione e la verifica generale dei rifiuti devono essere basate sulla seguente gerarchia, articolata in tre livelli:>SPAZIO PER TABELLA>Per poter essere inserito in un elenco di riferimento, di norma un determinato tipo di rifiuti deve essere caratterizzato al primo livello e soddisfare i criteri appropriati. Per essere mantenuto nell'elenco specifico riferito ad una particolare area, un determinato tipo di rifiuti deve essere controllato a intervalli regolari (ad esempio annualmente) al secondo livello e soddisfare i criteri appropriati. Ogni carico di rifiuti che giunge all'ingresso di una discarica deve essere sottoposto alla verifica di terzo livello.Alcuni tipi di rifiuti possono essere esonerati definitivamente o temporaneamente dalle verifiche di primo livello. Questo può essere dovuto all'impraticabilità della verifica, alla mancanza di procedure di prova e di criteri di ammissione appropriati o all'esistenza di una legislazione di rango superiore.4. Linee direttrici per le procedure preliminari di ammissione dei rifiuti Finché il presente allegato non sia stato completamente ultimato saranno obbligatorie solo le prove di terzo livello, mentre le prove di primo e secondo livello dovranno essere eseguite entro i limiti del possibile. In questa fase preliminare, i rifiuti che devono essere ammessi in una particolare categoria di discariche devono figurare in un elenco restrittivo nazionale o in un elenco restrittivo specifico di area per la categoria di discariche in questione, oppure rispettare criteri analoghi a quelli prescritti per figurare nell'elenco.Ci si può avvalere delle seguenti linee direttrici generali per fissare criteri preliminari per l'ammissione dei rifiuti nelle tre principali categorie di discariche o negli elenchi corrispondenti.Discariche di rifiuti inerti: possono essere inseriti nell'elenco solo i rifiuti inerti, di cui all'articolo 2, lettera e).Discariche di rifiuti non pericolosi: per poter essere inseriti nell'elenco i rifiuti non devono essere contemplati nella direttiva 91/689/CEE.Discariche di rifiuti pericolosi: un elenco provvisorio destinato alle discariche di rifiuti pericolosi potrebbe comprendere solo i tipi di rifiuti contemplati nella direttiva 91/689/CEE. Tali rifiuti, tuttavia, dovrebbero poter essere inseriti nell'elenco solo dopo essere stati sottoposti a trattamento, nel caso in cui i componenti potenzialmente pericolosi siano presenti in quantitativi tali, o possano produrre colaticcio in quantità tali, da costituire a breve termine un rischio di malattia professionale o per l'ambiente, o da impedire una sufficiente stabilizzazione dei rifiuti entro la prevista durata della discarica.5. Campionamento Il campionamento può porre seri problemi di rappresentazione e di tecnica a causa del carattere eterogeneo di molti rifiuti. Sarà messa a punto una norma europea per il campionamento dei rifiuti. Finché essa non sarà stata approvata dagli Stati membri in conformità dell'articolo 16 della presente direttiva, essi potranno applicare le norme e le procedure nazionali.ALLEGATO III PROCEDURE DI CONTROLLO E SORVEGLIANZA NELLE FASI OPERATIVA E POSTOPERATIVA 1. Introduzione Nel presente allegato sono delineate le procedure minime per il controllo destinato ad accertare:- che i rifiuti sono stati ammessi allo smaltimento in conformità dei criteri stabiliti per la categoria di discarica in questione;- che i processi di stabilizzazione all'interno della discarica procedono come desiderato;- che i sistemi di protezione ambientale funzionano pienamente come previsto;- che le condizioni di autorizzazione della discarica sono rispettate.2. Dati meteorologici Stante l'obbligo di notifica (articolo 15), gli Stati membri dovrebbero fornire dati sui metodi di raccolta relativi ai dati meteorologici. Spetta agli Stati membri determinare le modalità per la raccolta dei dati (in situ, rete meteorologica nazionale, ecc.).Qualora gli Stati membri ritengano che i bilanci dell'acqua costituiscano uno strumento efficace per valutare se nel corpo della discarica si stia formando colaticcio o se nell'area vi siano perdite, si raccomanda di reperire i seguenti dati attraverso i controlli eseguiti nella discarica o presso la stazione meteorologica più vicina, finché sia richiesto dall'autorità competente conformemente all'articolo 13, punto 3 della presente direttiva:>SPAZIO PER TABELLA>3. Dati sulle emissioni: controllo delle acque, del colaticcio e dei gas Qualora fossero presenti colaticcio e acqua di superficie i campioni devono essere prelevati in punti rappresentativi. Il campionamento e la misurazione (volume e composizione) del colaticcio devono essere eseguiti separatamente in ciascun punto in cui il colaticcio fuoriesce dall'area. Riferimento: General guidelines on sampling technology, ISO 5667-2 (1991).Qualora fosse presente acqua di superficie, il controllo deve essere effettuato in non meno di due punti, uno a monte e uno a valle della discarica.Il controllo dei gas deve essere rappresentativo di ciascun reparto della discarica.La frequenza di campionamento e di analisi è indicata nella tabella successiva.Per il controllo del colaticcio e dell'acqua viene prelevato un campione rappresentativo della composizione media.>SPAZIO PER TABELLA>4. Protezione delle acque sotterranee A. CampionamentoLe misurazioni informano circa le acque sotterranee che possono essere interessate dalle attività della discarica e prevedono almeno un punto di misurazione nella zona di afflusso delle acque sotterranee e due nella zona di efflusso. Questo numero può essere aumentato ai fini di un'indagine idrogeologica specifica e tenuto conto della necessità di individuare con tempestività l'emissione accidentale di colaticcio nelle acque sotterranee.Il campionamento deve essere effettuato in almeno tre località prima di iniziare le operazioni di deposito per stabilire valori di riferimento per futuri campionamenti.Riferimento: Sampling Groundwaters, ISO 5667, part 11, 1993.B. ControlloI parametri da analizzare nei campioni prelevati devono essere derivati dalla composizione del colaticcio prevista e dalla qualità delle acque sotterranee della zona. Nel selezionare i parametri analitici occorre tener conto della mobilità nella falda freatica. I parametri potrebbero comprendere parametri indicativi, per assicurare una rapida individuazione dei cambiamenti della qualità dell'acqua (1).>SPAZIO PER TABELLA>C. Livelli di guardiaSi considera che significativi effetti negativi sull'ambiente ai sensi degli articoli 12 e 13 della presente direttiva si sono verificati nelle acque sotterranee quando l'analisi di un campione e di acqua sotterranea rivela una variazione significativa della qualità dell'acqua. Il livello di guardia deve essere determinato in base alle formazioni idrogeologiche specifiche del luogo della discarica e alla qualità delle acque sotterranee. Il livello di guardia deve essere per quanto possibile indicato nell'autorizzazione.I rilevamenti devono essere valutati mediante grafici di controllo in base a regole e a livelli di controllo stabiliti per ciascuno dei pozzi situati a valle. I livelli di controllo devono essere determinati in base alle variazioni locali della qualità delle acque sotterranee.5. Topografia dell'area: dati sul corpo della discarica >SPAZIO PER TABELLA>(1) Parametri raccomandati: pH, COT, fenoli, metalli pesanti, fluoruri, arsenico, oli/idrocarburi.