CELEX: C2004/300/09
Language: it
Date: 2004-12-04 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione), 7 ottobre 2004, nella causa C-103/02: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana (Inadempimento di uno Stato — Direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE — Nozione di quantità di rifiuti — Dispensa dall'obbligo di autorizzazione)

4.12.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 300/5
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Prima Sezione)
   7 ottobre 2004
   nella causa C-103/02: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana (1)
   
   (Inadempimento di uno Stato - Direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE - Nozione di quantità di rifiuti - Dispensa dall'obbligo di autorizzazione)
   (2004/C 300/09)
   Lingua processuale: l'italiano
   Nella causa C-103/02, Commissione delle Comunità europee (agenti: sigg. R. Wainwright e R. Amorosi) contro Repubblica italiana (agente: sig. I. M. Braguglia, assistito dal sig. M. Fiorilli), avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell'art. 226 CE, proposto il 20 marzo 2002, la Corte (Prima Sezione), composta dal sig. P. Jann, presidente di Sezione, dai sigg. A. Rosas e S. von Bahr (relatore), dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta e dal sig. K. Lenaerts, giudici; avvocato generale: sig. M. Poiares Maduro; cancelliere: sig. R. Grass, ha pronunciato, il 7 ottobre 2004, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               La Repubblica italiana, non avendo stabilito nel decreto 5 febbraio 1998, sull'individuazione dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero ai sensi degli artt. 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, quantità massime di rifiuti, per tipo di rifiuti, che possano essere oggetto di recupero in regime di dispensa dall'autorizzazione, è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza degli artt. 10 e 11, n. 1, della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti, come modificata dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE.
            
         
               2)
            
            
               La Repubblica italiana, non avendo definito con esattezza i tipi di rifiuti relativi alle norme tecniche 5.9 e 7.8 dell'allegato 1 del detto decreto, è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono ai sensi dell'art. 11, n. 1, della direttiva 75/442, come modificata, e dell'art. 3 della direttiva del Consiglio 12 dicembre 1991, 91/689/CEE, relativa ai rifiuti pericolosi.
            
         
               3)
            
            
               Per il resto il ricorso è respinto.
            
         
               4)
            
            
               Ciascuna delle parti sopporta le proprie spese.
            
         
      (1)  GU C 118 del 18.5.2002.